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<rss xmlns:itunes="http://www.itunes.com/dtds/podcast-1.0.dtd" xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom" xmlns:podcast="https://podcastindex.org/namespace/1.0" xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" version="2.0"><channel><title>Salutedomani- Le ultime news</title><link>https://www.salutedomani.com/</link><description><![CDATA[Le notizie più aggiornate di medicina, salute, benessere, fitness, bellezza e sanità da tutto il mondo e sempre a tua disposizione. Approfondimenti su www.salutedomani.com, il canale Tv youtube.com/tvMEDtv , twitter: @salutedomanicom e la pagina Facebook: salutedomanicom. Canale Telegram Gratis t.me/salutedomani Abbonati!]]></description><atom:link href="https://www.spreaker.com/show/4322292/episodes/feed" rel="self" type="application/rss+xml"/><language>it</language><category>Health &amp; Fitness</category><copyright>Globalnewsmedia Sagl</copyright><image><url>https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/56262bc7e005e620898ae92d28068239.jpg</url><title>Salutedomani- Le ultime news</title><link>https://www.salutedomani.com/</link></image><lastBuildDate>Mon, 27 Jul 2026 17:36:19 +0000</lastBuildDate><itunes:author>Salutedomani</itunes:author><itunes:owner><itunes:name>Salutedomani</itunes:name><itunes:email>salutedomani@gmail.com</itunes:email></itunes:owner><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/56262bc7e005e620898ae92d28068239.jpg"/><itunes:subtitle>Le notizie più aggiornate di medicina, salute, benessere, fitness, bellezza e sanità da tutto il mondo e sempre a tua disposizione. Approfondimenti su www.salutedomani.com, il canale Tv youtube.com/tvMEDtv , twitter: @salutedomanicom e la pagina...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Le notizie più aggiornate di medicina, salute, benessere, fitness, bellezza e sanità da tutto il mondo e sempre a tua disposizione. Approfondimenti su www.salutedomani.com, il canale Tv youtube.com/tvMEDtv , twitter: @salutedomanicom e la pagina Facebook: salutedomanicom. Canale Telegram Gratis t.me/salutedomani Abbonati!]]></itunes:summary><itunes:category text="Health &amp; Fitness"/><itunes:category text="Health &amp; Fitness"><itunes:category text="Medicine"/></itunes:category><itunes:category text="Health &amp; Fitness"><itunes:category text="Nutrition"/></itunes:category><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:type>episodic</itunes:type><item><title>PODCAST. JET LAG INTESTINALE: PERCHÉ I PRIMI GIORNI DI VACANZA SONO I PEGGIORI E COME EVITARLO</title><link>https://www.spreaker.com/episode/podcast-jet-lag-intestinale-perche-i-primi-giorni-di-vacanza-sono-i-peggiori-e-come-evitarlo--73196808</link><description><![CDATA[<i>Scopri il jet lag intestinale: come i cambi di fuso orario alterano il microbiota e causano stanchezza, disturbi digestivi e sonno pessimo. Consigli scientifici dall'Università di Medicina di Breslavia per godervi subito la vacanza</i><br /><b>Jet Lag Intestinale: Consigli per non rovinare le vacanze</b><br /> Una vacanza esotica dopo un lungo volo intercontinentale dovrebbe essere sinonimo di relax. Invece, molti viaggiatori passano i primi giorni tra stanchezza cronica, sonno disturbato, bassa energia e problemi digestivi. Secondo uno studio pubblicato su Nutrients dall'Università di Medicina di Breslavia (<i>Wrocław Medical University</i>) in Polonia, la colpa non è solo del classico jet lag del cervello, ma anche del “jet lag intestinale”<br />. <b>Cos'è il jet lag intestinale?</b><br />Il jet lag intestinale è la sincronizzazione tra il nostro orologio biologico centrale ei ritmi del microbiota intestinale, formato da trilioni di batterie.I ricercatori spiegano che l'intestino può impiegare tanto tempo quanto il cervello per adattarsi a un nuovo fuso orario. Voli che attraversano più continenti, uniti a cambiamenti improvvisi di dieta, sonno e luce, compromettono la barriera intestinale e riducono la produzione di acidi grassi a catena corta benefici. "Il nostro apparato digerente è estremamente sensibile a questi cambiamenti perché l'intero asse intestino-cervello funziona secondo un ritmo circadiano strettamente regolato. Quando i segnali biologici si disallineano, la comunicazione tra intestino, sistema immunitario e cervello viene temporaneamente interrotta", spiega il coautore Kacper Wiśniewski- Questa temporanea disregolazione è responsabile di disturbi digestivi, peggiore qualità del sonno e riduzione dei livelli di energia in molte persone durante i primi giorni dopo l'arrivo". <br /><b>Perché ci sentiamo peggio dopo un volo lungo?</b><br />In poche ore cambiano ritmi di sonno, orari dei pasti, esposizione alla luce e livelli di stress. L'asse intestino-cervello, regolato da ritmi circadiani precisi, si disallinea. Ne conseguono:<ul><li>Disturbi digestivi (stitichezza, gonfiore, pesantezza)</li><li>Peggiore qualità del sonno</li><li>Calo di energia</li></ul>La flora batterica rimane “sintonizzata” sul fuso orario di partenza, creando un circolo vizioso di malessere.<br /><b>Quando l'istinto non tiene il passo col viaggio</b><br />Cambi improvvisi negli orari dei pasti alterano la secrezione di enzimi, produzione di bile e motilità intestinale. Il microbiota si sposta verso ceppi meno benefici, rallentando il transito e peggiorando la stanchezza. Non è solo la “cucina locale”: è un problema di timing biologico. <br /><b>Come non sprecare i primi giorni di vacanza</b><br /> La buona notizia: si può preparare l'organismo. "Un breve viaggio all'interno dell'Europa difficilmente causerà tali gravi alterazioni, ma il problema diventa significativo durante i voli a lungo raggio che comportano l'attraversamento di più fusi orari – spiega il coautore Karol Biliński. – In queste condizioni, la stanchezza e i cambiamenti nella dieta possono compromettere l'integrità della barriera intestinale e ridurre la produzione di acidi grassi a catena corta benefici".<br /><b>Strategie efficaci consigliate dai ricercatori</b><ul><li>Adatta gradualmente l'orologio biologico alcuni giorni prima della partenza, gestendo l'esposizione alla luce e gli orari di sonno.</li><li>Crononutrizione : inizia a mangiare secondo gli orari del Paese di destinazione già prima di partire.</li><li>Durante il volo e dopo l'arrivo, consuma pasti solo nelle “ore diurne” del nuovo fuso orario. Evita di mangiare di notte.</li><li>Mantieni un'ottima idratazione.</li><li>Valuta l'uso di probiotici e prebiotici personalizzati prima del viaggio.</li><li>La melatonina può aiutare, ma solo se assunta nel momento giusto.</li></ul><b>Non solo per i viaggiatori</b><br />Lo studio si concentra su atleti, ma i risultati valgono per tutti. Lavoratori a turni, personale di volo e chiunque viva con ritmi irregolari subisce gli stessi effetti sul microbioma, mantenere l'igiene del sonno, pasti regolari e giusta esposizione alla luce solare e la base della salute moderna. <br /><b>Inizia la vacanza prendendoti cura del tuo orologio biologico</b><br />Preparare un viaggio non significa solo prenotare voli e hotel. Significa anche proteggere la propria fisiologia. Prendersi cura dei “passeggeri invisibili” – i batteri intestinali – permette di godere appieno le esperienze fin dal primo giorno. <br /><i>Approfondimenti e altre notizie sono nel portale </i><i>salutedomàni.com</i><i> e Saluteh24.com, nelle pagine social collegate e nel canale gratuito di telegram: </i><i>salutedomàni</i><i></i>    ]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/73196808</guid><pubDate>Mon, 27 Jul 2026 17:36:01 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/73196808/podcast_salutedomani_27_luglio_26.mp3" length="6675374" type="audio/mpeg"/><podcast:transcript url="https://transcription.spreaker.com/starship/0936ef50-3ad8-443a-bc68-40fb0adb2cb0/0936ef50-3ad8-443a-bc68-40fb0adb2cb0.srt" type="application/x-subrip" language="it"/><podcast:transcript url="https://transcription.spreaker.com/starship/0936ef50-3ad8-443a-bc68-40fb0adb2cb0/0936ef50-3ad8-443a-bc68-40fb0adb2cb0.txt" type="text/plain" language="it"/><podcast:transcript url="https://transcription.spreaker.com/starship/0936ef50-3ad8-443a-bc68-40fb0adb2cb0/0936ef50-3ad8-443a-bc68-40fb0adb2cb0.vtt" type="text/vtt" language="it"/><itunes:author>Salutedomani</itunes:author><itunes:subtitle>Scopri il jet lag intestinale: come i cambi di fuso orario alterano il microbiota e causano stanchezza, disturbi digestivi e sonno pessimo. 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Jet Lag...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[<i>Scopri il jet lag intestinale: come i cambi di fuso orario alterano il microbiota e causano stanchezza, disturbi digestivi e sonno pessimo. Consigli scientifici dall'Università di Medicina di Breslavia per godervi subito la vacanza</i><br /><b>Jet Lag Intestinale: Consigli per non rovinare le vacanze</b><br /> Una vacanza esotica dopo un lungo volo intercontinentale dovrebbe essere sinonimo di relax. Invece, molti viaggiatori passano i primi giorni tra stanchezza cronica, sonno disturbato, bassa energia e problemi digestivi. Secondo uno studio pubblicato su Nutrients dall'Università di Medicina di Breslavia (<i>Wrocław Medical University</i>) in Polonia, la colpa non è solo del classico jet lag del cervello, ma anche del “jet lag intestinale”<br />. <b>Cos'è il jet lag intestinale?</b><br />Il jet lag intestinale è la sincronizzazione tra il nostro orologio biologico centrale ei ritmi del microbiota intestinale, formato da trilioni di batterie.I ricercatori spiegano che l'intestino può impiegare tanto tempo quanto il cervello per adattarsi a un nuovo fuso orario. Voli che attraversano più continenti, uniti a cambiamenti improvvisi di dieta, sonno e luce, compromettono la barriera intestinale e riducono la produzione di acidi grassi a catena corta benefici. "Il nostro apparato digerente è estremamente sensibile a questi cambiamenti perché l'intero asse intestino-cervello funziona secondo un ritmo circadiano strettamente regolato. Quando i segnali biologici si disallineano, la comunicazione tra intestino, sistema immunitario e cervello viene temporaneamente interrotta", spiega il coautore Kacper Wiśniewski- Questa temporanea disregolazione è responsabile di disturbi digestivi, peggiore qualità del sonno e riduzione dei livelli di energia in molte persone durante i primi giorni dopo l'arrivo". <br /><b>Perché ci sentiamo peggio dopo un volo lungo?</b><br />In poche ore cambiano ritmi di sonno, orari dei pasti, esposizione alla luce e livelli di stress. L'asse intestino-cervello, regolato da ritmi circadiani precisi, si disallinea. 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"Un breve viaggio all'interno dell'Europa difficilmente causerà tali gravi alterazioni, ma il problema diventa significativo durante i voli a lungo raggio che comportano l'attraversamento di più fusi orari – spiega il coautore Karol Biliński. – In queste condizioni, la stanchezza e i cambiamenti nella dieta possono compromettere l'integrità della barriera intestinale e ridurre la produzione di acidi grassi a catena corta benefici".<br /><b>Strategie efficaci consigliate dai ricercatori</b><ul><li>Adatta gradualmente l'orologio biologico alcuni giorni prima della partenza, gestendo l'esposizione alla luce e gli orari di sonno.</li><li>Crononutrizione : inizia a mangiare secondo gli orari del Paese di destinazione già prima di partire.</li><li>Durante il volo e dopo l'arrivo, consuma pasti solo nelle “ore diurne” del nuovo fuso orario. 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ANSIA E DEPRESSIONE, SCOPERTI 19 GENI COLLEGATI A RBFOX1: LA CHIAVE GENETICA DEI DISTURBI PSICHIATRICI</title><link>https://www.spreaker.com/episode/podcast-ansia-e-depressione-scoperti-19-geni-collegati-a-rbfox1-la-chiave-genetica-dei-disturbi-psichiatrici--73052770</link><description><![CDATA[<i>Uno studio dell’Università di Barcellona identifica 19 geni regolati da RBFOX1 associati a depressione, ansia e irritabilità. Possibili sviluppi per biomarcatori e cure personalizzate</i><br /><b>RBFOX1 e depressione: cosa ha scoperto lo studio</b><br /> Un nuovo studio dell’Università di Barcellona accende i riflettori sulla genetica della depressione. I ricercatori hanno identificato <b>19 geni</b> potenzialmente coinvolti nella vulnerabilità a depressione, ansia, irritabilità e nevroticismo, tutti regolati dal gene <b>RBFOX1</b>, considerato il centro di una rete genetica cerebrale.<br /><b>Un “direttore d’orchestra” dei geni</b><br />Secondo gli autori, RBFOX1 non agisce da solo: funziona come un regolatore chiave, capace di coordinare l’attivazione e il processamento di molti altri geni coinvolti nella funzione cerebrale. Se questo meccanismo si altera, può innescare effetti a catena su sviluppo neuronale, comunicazione tra neuroni e neurotrasmissione. <br /><b>Perché conta nella salute mentale</b><br />La scoperta aiuta a spiegare perché depressione, ansia e altri disturbi psichiatrici compaiono spesso insieme nella stessa persona. Lo studio integra dati da ricerche di associazione a livello genomico- GWAS, espressione genica cerebrale, reti molecolari e malattie rare per dare priorità ai geni più rilevanti. <br /><b>I geni sotto osservazione</b><br />Tra i candidati più interessanti emergono <b>SP4, TCF4, PAX6 e CADM2</b>, già collegati in vari studi ad altri disturbi psichiatrici o a risposte allo stress. Gli autori sottolineano che questi risultati potrebbero aprire la strada a biomarcatori di rischio, stratificazione dei pazienti e terapie più personalizzate. “Questi risultati forniscono una nuova prospettiva sui meccanismi biologici condivisi dalla depressione e da vari disturbi associati, e potrebbero contribuire in futuro allo sviluppo di biomarcatori e trattamenti più personalizzati”, spiegano i ricercatori che hanno coordinato lo studio, Bru Cormand e Noèlia Fernández, del Dipartimento di Genetica, Microbiologia e Statistica della <a href="http://www.ub.edu/biologia/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Facoltà di Biologia</a> e dell'Istituto di Biomedicina dell'Università di Barcellona ( <a href="http://www.ub.edu/ibub/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">IBUB</a> ), dell'Istituto di Ricerca Sant Joan de Déu ( <a href="https://www.irsjd.org/es/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">IRSJD</a> ) e dell'Area CIBER per le Malattie Rare ( <a href="https://www.ciberer.es/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">CIBERER</a> ). Lo studio, pubblicato sulla rivista <a href="https://doi.org/10.1016/j.pnpbp.2026.111712" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><i>Progress in Neuro-Psychopharmacology and Biological Psychiatry</i></a> , ha coinvolto anche ricercatori dell'Università Goethe di Francoforte (Germania).<br /><b>Prospettive future</b><br />I ricercatori invitano però alla cautela: serviranno nuove validazioni su campioni diversi e studi dedicati alle differenze tra uomini e donne. Serviranno anche esperimenti funzionali per capire quali meccanismi molecolari siano davvero coinvolti nell’origine della depressione. <br /><i>Approfondimenti e altre notizie sono nel portale </i><i>salutedomàni.com</i><i> e Saluteh24.com, nelle pagine social collegate e nel canale gratuito di telegram: </i><i>salutedomàni</i><i></i>  ]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/73052770</guid><pubDate>Sun, 19 Jul 2026 09:40:49 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/73052770/podcast_salutedomani_19luglio_2026.mp3" length="7214551" type="audio/mpeg"/><podcast:transcript url="https://transcription.spreaker.com/starship/7f0409d6-7878-4ece-9388-719419307da2/7f0409d6-7878-4ece-9388-719419307da2.srt" type="application/x-subrip" language="it"/><podcast:transcript url="https://transcription.spreaker.com/starship/7f0409d6-7878-4ece-9388-719419307da2/7f0409d6-7878-4ece-9388-719419307da2.txt" type="text/plain" language="it"/><podcast:transcript url="https://transcription.spreaker.com/starship/7f0409d6-7878-4ece-9388-719419307da2/7f0409d6-7878-4ece-9388-719419307da2.vtt" type="text/vtt" language="it"/><itunes:author>Salutedomani</itunes:author><itunes:subtitle>Uno studio dell’Università di Barcellona identifica 19 geni regolati da RBFOX1 associati a depressione, ansia e irritabilità. 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RBFOX1 e depressione: cosa ha scoperto lo studio
 Un nuovo studio...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[<i>Uno studio dell’Università di Barcellona identifica 19 geni regolati da RBFOX1 associati a depressione, ansia e irritabilità. Possibili sviluppi per biomarcatori e cure personalizzate</i><br /><b>RBFOX1 e depressione: cosa ha scoperto lo studio</b><br /> Un nuovo studio dell’Università di Barcellona accende i riflettori sulla genetica della depressione. I ricercatori hanno identificato <b>19 geni</b> potenzialmente coinvolti nella vulnerabilità a depressione, ansia, irritabilità e nevroticismo, tutti regolati dal gene <b>RBFOX1</b>, considerato il centro di una rete genetica cerebrale.<br /><b>Un “direttore d’orchestra” dei geni</b><br />Secondo gli autori, RBFOX1 non agisce da solo: funziona come un regolatore chiave, capace di coordinare l’attivazione e il processamento di molti altri geni coinvolti nella funzione cerebrale. Se questo meccanismo si altera, può innescare effetti a catena su sviluppo neuronale, comunicazione tra neuroni e neurotrasmissione. <br /><b>Perché conta nella salute mentale</b><br />La scoperta aiuta a spiegare perché depressione, ansia e altri disturbi psichiatrici compaiono spesso insieme nella stessa persona. Lo studio integra dati da ricerche di associazione a livello genomico- GWAS, espressione genica cerebrale, reti molecolari e malattie rare per dare priorità ai geni più rilevanti. <br /><b>I geni sotto osservazione</b><br />Tra i candidati più interessanti emergono <b>SP4, TCF4, PAX6 e CADM2</b>, già collegati in vari studi ad altri disturbi psichiatrici o a risposte allo stress. Gli autori sottolineano che questi risultati potrebbero aprire la strada a biomarcatori di rischio, stratificazione dei pazienti e terapie più personalizzate. “Questi risultati forniscono una nuova prospettiva sui meccanismi biologici condivisi dalla depressione e da vari disturbi associati, e potrebbero contribuire in futuro allo sviluppo di biomarcatori e trattamenti più personalizzati”, spiegano i ricercatori che hanno coordinato lo studio, Bru Cormand e Noèlia Fernández, del Dipartimento di Genetica, Microbiologia e Statistica della <a href="http://www.ub.edu/biologia/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Facoltà di Biologia</a> e dell'Istituto di Biomedicina dell'Università di Barcellona ( <a href="http://www.ub.edu/ibub/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">IBUB</a> ), dell'Istituto di Ricerca Sant Joan de Déu ( <a href="https://www.irsjd.org/es/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">IRSJD</a> ) e dell'Area CIBER per le Malattie Rare ( <a href="https://www.ciberer.es/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">CIBERER</a> ). 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Il 42° Congresso della Società Italiana di Medicina Estetica- SIME a Roma conferma il superamento degli eccessi volumetrici e dell’“Instagram face”, in favore di un approccio scientifico e misurato.<br />Il mercato continua a crescere (CAGR +9,8% 2024-2034, fonte Precedence Research), trainato da pazienti sempre più giovani e da una forte domanda di trattamenti non invasivi.<br /><b> Medicina rigenerativa: il cuore dell’innovazione</b><br /> Il focus si sposta dal riempimento alla rigenerazione cutanea. I trattamenti più richiesti stimolano i processi biologici della pelle:  <ul><li>Polinucleotidi: attivano fibroblasti e produzione di collagen</li><li>Esosomi: favoriscono la comunicazione cellulare e la riparazione tissutal</li><li>Acido polilattico: stimola collagene a lungo termin</li><li>Terapie autologhe (PRP, cellule staminali adipose): approccio personalizzato e biocompatibile</li></ul>  Obiettivo: migliorare qualità, elasticità e funzione della pelle.<br /><b>  Tweakments: risultati invisibili e naturali </b><br />  Cresce la domanda di micro-trattamenti (“tweakments”) con risultati non riconoscibili.<br />Piccole dosi di tossina botulinica, skin booster e trattamenti mirati migliorano texture, luminosità ed elasticità senza alterare la fisionomia. La parola chiave è armonia: correggere senza trasformare.   <b>GLP-1 e impatto su volto e corpo </b><br />  I farmaci antiobesità basati su GLP-1 stanno creando una nuova categoria di pazienti estetici. Studi clinici evidenziano:  <ul><li>Riduzione del volume del terzo medio del vis</li><li>Lassità cutane</li><li>Aumento delle rughe</li></ul>  Questi effetti (noti come “Ozempic face/body”) aumentano la richiesta di trattamenti rigenerativi e tecniche di ripristino volumetrico. <br /> <b>Intelligenza artificiale e diagnosi avanzata</b><br />   L’AI entra stabilmente nella pratica clinica estetica. Scanner avanzati analizzano:  <ul><li>Danno solar</li><li>Vascolarizzazion</li><li>Densità del collagene</li></ul>  “Strumenti diagnostici basati sull’IA sono sempre più utilizzati nelle consulenze di medicina estetica: scanner che misurano danni solari, vascolarizzazione e densità del collagene sotto la superficie cutanea, permettendo ai professionisti di perfezionare la diagnosi e di creare piani di trattamento sempre più personalizzati e costruiti sulla biologia di ogni singolo paziente”, sottolinea il professor Emanuele Bartoletti, presidente della SIME.  <br /><b>Neurotossine di nuova generazione </b><br />  Il mercato delle tossine botuliniche evolve verso una maggiore flessibilità:  <ul><li>Durata breve (2–3 settimane) per approcci soft e test inizial</li><li>Durata standard e prolungata fino a 6 mesi</li></ul>  Le nuove molecole permettono strategie su misura e maggiore controllo del risultato.  <br /><b>Treatment stacking: combinare per potenziare </b><br />  La medicina estetica abbandona il concetto di trattamento singolo.<br />Il “treatment stacking” combina più tecnologie:  <ul><li>Radiofrequenza microneedling per la superfici</li><li>Ultrasuoni focalizzati per i tessuti profond</li><li>Biostimolatori per il rimodellamento</li></ul>  Un approccio multilivello che migliora i risultati e ritarda la chirurgia.   K-Beauty e protocolli stratificati   L’influenza coreana continua a crescere: la “glass skin” punta su luminosità, prevenzione e trattamenti progressivi.<br />Routine e procedure sono stratificate per risultati graduali, naturali e duraturi.<br /><b>   Estetica maschile: boom del “Brotox”   </b><br />Aumenta la domanda maschile di medicina estetica. Il “Brotox” prevede:  <ul><li>Dosaggi ridott</li><li>Mantenimento dell’espressivit</li><li>Focus su fronte e glabella</li></ul>L’obiettivo è un aspetto più fresco e riposato, senza effetto artificiale..<br /><i>Approfondimenti e altre notizie sono nel portale salutedomàni.com e Saluteh24.com, nelle pagine social collegate e nel canale gratuito di telegram: salutedomàni</i>]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/72033429</guid><pubDate>Sat, 16 May 2026 18:08:50 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/72033429/podcast_salutedomani_16_maggio26.mp3" length="7045696" type="audio/mpeg"/><podcast:transcript url="https://transcription.spreaker.com/starship/de6e5d76-b753-47dd-b76c-1af4fea1760f/de6e5d76-b753-47dd-b76c-1af4fea1760f.srt" type="application/x-subrip" language="it"/><podcast:transcript url="https://transcription.spreaker.com/starship/de6e5d76-b753-47dd-b76c-1af4fea1760f/de6e5d76-b753-47dd-b76c-1af4fea1760f.txt" type="text/plain" language="it"/><podcast:transcript url="https://transcription.spreaker.com/starship/de6e5d76-b753-47dd-b76c-1af4fea1760f/de6e5d76-b753-47dd-b76c-1af4fea1760f.vtt" type="text/vtt" language="it"/><itunes:author>Salutedomani</itunes:author><itunes:subtitle>La medicina estetica globale entra nell’era della Bellezza 3.0: risultati naturali, personalizzazione e prevenzione diventano il nuovo standard. Il 42° Congresso della Società Italiana di Medicina Estetica- SIME a Roma conferma il superamento degli...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[La medicina estetica globale entra nell’era della Bellezza 3.0: risultati naturali, personalizzazione e prevenzione diventano il nuovo standard. Il 42° Congresso della Società Italiana di Medicina Estetica- SIME a Roma conferma il superamento degli eccessi volumetrici e dell’“Instagram face”, in favore di un approccio scientifico e misurato.<br />Il mercato continua a crescere (CAGR +9,8% 2024-2034, fonte Precedence Research), trainato da pazienti sempre più giovani e da una forte domanda di trattamenti non invasivi.<br /><b> Medicina rigenerativa: il cuore dell’innovazione</b><br /> Il focus si sposta dal riempimento alla rigenerazione cutanea. I trattamenti più richiesti stimolano i processi biologici della pelle:  <ul><li>Polinucleotidi: attivano fibroblasti e produzione di collagen</li><li>Esosomi: favoriscono la comunicazione cellulare e la riparazione tissutal</li><li>Acido polilattico: stimola collagene a lungo termin</li><li>Terapie autologhe (PRP, cellule staminali adipose): approccio personalizzato e biocompatibile</li></ul>  Obiettivo: migliorare qualità, elasticità e funzione della pelle.<br /><b>  Tweakments: risultati invisibili e naturali </b><br />  Cresce la domanda di micro-trattamenti (“tweakments”) con risultati non riconoscibili.<br />Piccole dosi di tossina botulinica, skin booster e trattamenti mirati migliorano texture, luminosità ed elasticità senza alterare la fisionomia. La parola chiave è armonia: correggere senza trasformare.   <b>GLP-1 e impatto su volto e corpo </b><br />  I farmaci antiobesità basati su GLP-1 stanno creando una nuova categoria di pazienti estetici. Studi clinici evidenziano:  <ul><li>Riduzione del volume del terzo medio del vis</li><li>Lassità cutane</li><li>Aumento delle rughe</li></ul>  Questi effetti (noti come “Ozempic face/body”) aumentano la richiesta di trattamenti rigenerativi e tecniche di ripristino volumetrico. <br /> <b>Intelligenza artificiale e diagnosi avanzata</b><br />   L’AI entra stabilmente nella pratica clinica estetica. Scanner avanzati analizzano:  <ul><li>Danno solar</li><li>Vascolarizzazion</li><li>Densità del collagene</li></ul>  “Strumenti diagnostici basati sull’IA sono sempre più utilizzati nelle consulenze di medicina estetica: scanner che misurano danni solari, vascolarizzazione e densità del collagene sotto la superficie cutanea, permettendo ai professionisti di perfezionare la diagnosi e di creare piani di trattamento sempre più personalizzati e costruiti sulla biologia di ogni singolo paziente”, sottolinea il professor Emanuele Bartoletti, presidente della SIME.  <br /><b>Neurotossine di nuova generazione </b><br />  Il mercato delle tossine botuliniche evolve verso una maggiore flessibilità:  <ul><li>Durata breve (2–3 settimane) per approcci soft e test inizial</li><li>Durata standard e prolungata fino a 6 mesi</li></ul>  Le nuove molecole permettono strategie su misura e maggiore controllo del risultato.  <br /><b>Treatment stacking: combinare per potenziare </b><br />  La medicina estetica abbandona il concetto di trattamento singolo.<br />Il “treatment stacking” combina più tecnologie:  <ul><li>Radiofrequenza microneedling per la superfici</li><li>Ultrasuoni focalizzati per i tessuti profond</li><li>Biostimolatori per il rimodellamento</li></ul>  Un approccio multilivello che migliora i risultati e ritarda la chirurgia.   K-Beauty e protocolli stratificati   L’influenza coreana continua a crescere: la “glass skin” punta su luminosità, prevenzione e trattamenti progressivi.<br />Routine e procedure sono stratificate per risultati graduali, naturali e duraturi.<br /><b>   Estetica maschile: boom del “Brotox”   </b><br />Aumenta la domanda maschile di medicina estetica. Il “Brotox” prevede:  <ul><li>Dosaggi ridott</li><li>Mantenimento dell’espressivit</li><li>Focus su fronte e glabella</li></ul>L’obiettivo è un aspetto più fresco e riposato, senza effetto artificiale..<br /><i>Approfondimenti e altre notizie sono nel portale...]]></itunes:summary><itunes:duration>441</itunes:duration><itunes:keywords>ai,bartoletti,botox,brotox,collagene,congresso,esosomi,glp-1,ia,ozempic,pelle,podcast,polinucleotidi,prp,salutedomani,sime,staminali,texture,tweakments,vascolarizzazione</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/56262bc7e005e620898ae92d28068239.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Podcast: Alcol in Italia, 8,2 milioni di persone a rischio: giovani, donne e over 65 i più esposti</title><link>https://www.spreaker.com/episode/podcast-alcol-in-italia-8-2-milioni-di-persone-a-rischio-giovani-donne-e-over-65-i-piu-esposti--71456154</link><description><![CDATA[ Nel 2024 sono 36 milioni i consumatori di alcol in Italia. Ma 8 milioni e 200mila persone sopra gli 11 anni bevono in modo da mettere a rischio la salute, secondo il rapporto annuale dell’Osservatorio nazionale alcol dell’Istituto superiore di sanità.  <br /><b> I numeri chiave </b><br /> Il fenomeno riguarda soprattutto giovani, donne e anziani. Tra gli 11 e i 24 anni i consumatori a rischio sono 1 milione e 270mila, mentre il binge drinking coinvolge 4 milioni e 450mila persone, inclusi 79mila minorenni. Preoccupa anche la fascia over 65, con 2 milioni e 450mila anziani a rischio, spesso non intercettati dai servizi sanitari.<br /><b>  Donne e consumi fuori pasto</b><br />Negli ultimi dieci anni sono aumentati sia il consumo fuori pasto sia il bere per ubriacarsi, soprattutto tra le donne. Nel 2024 il 57,1% delle italiane ha bevuto alcol almeno una volta nell’anno e il 24,6% ha consumato alcol lontano dai pasti.  <br /><b>Prevenzione e cure   </b><br />Per gli esperti, la priorità è rafforzare identificazione precoce, intervento breve e presa in carico clinica. Oggi solo l’8,3% dei consumatori con danni alcol-correlati viene intercettato dal Servizio sanitario nazionale. La bevanda più consumata e di riferimento per il rischio alcol in questa fascia di età rimane, come negli anni scorsi, il vino, sia per gli uomini che per le donne. <br /> <i> Approfondimenti e altre notizie sono nel portale salutedomàni.com e Saluteh24.com, nelle pagine social collegate e nel canale gratuito di telegram: salutedomàni</i>]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/71456154</guid><pubDate>Fri, 01 May 2026 09:04:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/71456154/podcast_salutedomani_3_maggio_2026.mp3" length="5411477" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Salutedomani</itunes:author><itunes:subtitle> Nel 2024 sono 36 milioni i consumatori di alcol in Italia. Ma 8 milioni e 200mila persone sopra gli 11 anni bevono in modo da mettere a rischio la salute, secondo il rapporto annuale dell’Osservatorio nazionale alcol dell’Istituto superiore di...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[ Nel 2024 sono 36 milioni i consumatori di alcol in Italia. Ma 8 milioni e 200mila persone sopra gli 11 anni bevono in modo da mettere a rischio la salute, secondo il rapporto annuale dell’Osservatorio nazionale alcol dell’Istituto superiore di sanità.  <br /><b> I numeri chiave </b><br /> Il fenomeno riguarda soprattutto giovani, donne e anziani. Tra gli 11 e i 24 anni i consumatori a rischio sono 1 milione e 270mila, mentre il binge drinking coinvolge 4 milioni e 450mila persone, inclusi 79mila minorenni. Preoccupa anche la fascia over 65, con 2 milioni e 450mila anziani a rischio, spesso non intercettati dai servizi sanitari.<br /><b>  Donne e consumi fuori pasto</b><br />Negli ultimi dieci anni sono aumentati sia il consumo fuori pasto sia il bere per ubriacarsi, soprattutto tra le donne. Nel 2024 il 57,1% delle italiane ha bevuto alcol almeno una volta nell’anno e il 24,6% ha consumato alcol lontano dai pasti.  <br /><b>Prevenzione e cure   </b><br />Per gli esperti, la priorità è rafforzare identificazione precoce, intervento breve e presa in carico clinica. Oggi solo l’8,3% dei consumatori con danni alcol-correlati viene intercettato dal Servizio sanitario nazionale. La bevanda più consumata e di riferimento per il rischio alcol in questa fascia di età rimane, come negli anni scorsi, il vino, sia per gli uomini che per le donne. <br /> <i> Approfondimenti e altre notizie sono nel portale salutedomàni.com e Saluteh24.com, nelle pagine social collegate e nel canale gratuito di telegram: salutedomàni</i>]]></itunes:summary><itunes:duration>339</itunes:duration><itunes:keywords>alcol,binge,cirrosi,consumo,dati,drinking,epicentro,giovani,gravidanza,indagine,iss,italia,maschi,numeri,oms,ona,podcast,prevenzione,ragazze,salutedomani</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/56262bc7e005e620898ae92d28068239.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>PODCAST. 7,3 MILIARDI € DI COSTI: IL CAMBIAMENTO CLIMATICO E LE ALLERGIE PER 12 MILIONI DI PERSONE IN ITALIA</title><link>https://www.spreaker.com/episode/podcast-7-3-miliardi-di-costi-il-cambiamento-climatico-e-le-allergie-per-12-milioni-di-persone-in-italia--71653418</link><description><![CDATA[<i>Scopri l’impatto dei cambiamenti climatici, i costi sanitari e le strategie per ridurre rischi e assenze dal lavoro</i><br />Le allergie respiratorie stagionali pesano sull’economia italiana per 7,3 miliardi di euro all’anno. Colpiscono 12 milioni di cittadini (il 20% della popolazione), con picchi regionali fino al 40%. I dati sono del Consumers’ Forum, promotore del convegno “Allergie respiratorie e attenzione: strategie per ridurre i rischi invisibili”. <br /><b>Non più solo un fastidio primaverile</b> Grazie ai cambiamenti climatici, le allergie respiratorie durano sempre più a lungo. Temperature più alte, umidità e precipitazioni anomale allungano la stagione di pollinazione di 19-23 giorni. Inquinanti come PM10, PM2.5, biossido di azoto e ozono rendono il polline più aggressivo per il sistema immunitario. L’impatto economico in cifre<br /><ul><li>5,32 miliardi di euro: costi diretti (farmaci, visite, ospedalizzazioni)</li><li>2,02 miliardi di euro: costi indiretti (assenze dal lavoro, produttività ridotta del 40%, presenteismo)</li></ul>A livello europeo il conto sale tra i 30 e i 50 miliardi di euro annui. Lavoratori più a rischio Agricoltura e foreste: 30-40% degli addetti colpiti. Seguono edilizia e ambienti indoor con scarsa ventilazione. Anche la sicurezza stradale è a rischio: gli antistaminici sedativi aumentano del 61% la probabilità di incidenti. Effetti sulla qualità della vita<br /><ul><li>61% disturbi del sonno</li><li>60% sbalzi d’umore</li><li>49% rinuncia all’attività fisica</li><li>38% riduce la vita sociale</li></ul><b>Cosa fare</b> Le strategie concrete: Servono campagne di sensibilizzazione, corsi di salute e sicurezza sul lavoro, visite mediche aziendali e informazioni chiare sul packaging dei farmaci. Solo un’alleanza tra istituzioni, medici, farmacisti e pazienti può ridurre l’impatto sanitario ed economico. «Per affrontare il problema è necessario intervenire con campagne di sensibilizzazione sui trattamenti disponibili, corsi di salute e sicurezza sul lavoro e maggiori informazioni sul packaging degli antistaminici», dichiara Furio Truzzi, presidente di Consumers’ Forum.<br /><i>Approfondimenti e altre notizie sono nel portale </i><i>salutedomàni.com</i><i> e Saluteh24.com, nelle pagine social collegate e nel canale gratuito di telegram: </i><i>salutedomàni</i><i></i>    ]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/71653418</guid><pubDate>Sun, 26 Apr 2026 11:41:41 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/71653418/podcast_salutedomani_26_aprile_26.mp3" length="6726362" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Salutedomani</itunes:author><itunes:subtitle>Scopri l’impatto dei cambiamenti climatici, i costi sanitari e le strategie per ridurre rischi e assenze dal lavoro
Le allergie respiratorie stagionali pesano sull’economia italiana per 7,3 miliardi di euro all’anno. Colpiscono 12 milioni di cittadini...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[<i>Scopri l’impatto dei cambiamenti climatici, i costi sanitari e le strategie per ridurre rischi e assenze dal lavoro</i><br />Le allergie respiratorie stagionali pesano sull’economia italiana per 7,3 miliardi di euro all’anno. Colpiscono 12 milioni di cittadini (il 20% della popolazione), con picchi regionali fino al 40%. I dati sono del Consumers’ Forum, promotore del convegno “Allergie respiratorie e attenzione: strategie per ridurre i rischi invisibili”. <br /><b>Non più solo un fastidio primaverile</b> Grazie ai cambiamenti climatici, le allergie respiratorie durano sempre più a lungo. Temperature più alte, umidità e precipitazioni anomale allungano la stagione di pollinazione di 19-23 giorni. Inquinanti come PM10, PM2.5, biossido di azoto e ozono rendono il polline più aggressivo per il sistema immunitario. L’impatto economico in cifre<br /><ul><li>5,32 miliardi di euro: costi diretti (farmaci, visite, ospedalizzazioni)</li><li>2,02 miliardi di euro: costi indiretti (assenze dal lavoro, produttività ridotta del 40%, presenteismo)</li></ul>A livello europeo il conto sale tra i 30 e i 50 miliardi di euro annui. Lavoratori più a rischio Agricoltura e foreste: 30-40% degli addetti colpiti. Seguono edilizia e ambienti indoor con scarsa ventilazione. Anche la sicurezza stradale è a rischio: gli antistaminici sedativi aumentano del 61% la probabilità di incidenti. Effetti sulla qualità della vita<br /><ul><li>61% disturbi del sonno</li><li>60% sbalzi d’umore</li><li>49% rinuncia all’attività fisica</li><li>38% riduce la vita sociale</li></ul><b>Cosa fare</b> Le strategie concrete: Servono campagne di sensibilizzazione, corsi di salute e sicurezza sul lavoro, visite mediche aziendali e informazioni chiare sul packaging dei farmaci. Solo un’alleanza tra istituzioni, medici, farmacisti e pazienti può ridurre l’impatto sanitario ed economico. «Per affrontare il problema è necessario intervenire con campagne di sensibilizzazione sui trattamenti disponibili, corsi di salute e sicurezza sul lavoro e maggiori informazioni sul packaging degli antistaminici», dichiara Furio Truzzi, presidente di Consumers’ Forum.<br /><i>Approfondimenti e altre notizie sono nel portale </i><i>salutedomàni.com</i><i> e Saluteh24.com, nelle pagine social collegate e nel canale gratuito di telegram: </i><i>salutedomàni</i><i></i>    ]]></itunes:summary><itunes:duration>421</itunes:duration><itunes:keywords>allergie,antistaminici,asma,costi,disturbi,farmaci,italia,pm10,pm2.5,podcast,polline,respiro,salutedomani,sonno,spesa,sport,ssn,terapia,truyyi,umore</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/56262bc7e005e620898ae92d28068239.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>PODCAST, UTAH TESTA L’IA PER IL RINNOVO DELLE PRESCRIZIONI: SVOLTA O RISCHIO PER LA SANITÀ?</title><link>https://www.spreaker.com/episode/podcast-utah-testa-l-ia-per-il-rinnovo-delle-prescrizioni-svolta-o-rischio-per-la-sanita--71438119</link><description><![CDATA[Nel 2026 lo Utah ha avviato un esperimento unico: un sistema di intelligenza artificiale può rinnovare prescrizioni per malattie croniche. Il progetto, sviluppato con Doctronic, copre 192 farmaci e introduce un modello “agentivo” destinato a scalare rapidamente. Sebbene inizialmente saranno i medici a convalidare le azioni dell'IA, il programma pilota diventerà rapidamente una delle prime implementazioni su larga scala di un sistema autonomo e agentivo in medicina. L'annuncio ha suscitato preoccupazione tra le associazioni di medici e farmacisti, i quali hanno affermato che l'IA "NON dovrebbe prendere decisioni in ambito sanitario" . Ne parla un articolo su JAMA Health Forum.<br /><b>Perché nasce il progetto</b><br />Alla base del progetto ci sono problemi reali: carenza di medici, burocrazia crescente e difficoltà di accesso alle cure. Molti pazienti richiedono solo rinnovi di terapie stabili, ma questo grava sui medici senza reale valore clinico aggiunto. <br /><b>Sicurezza e limiti</b><br />Il sistema include controlli: revisione iniziale da parte di medici, criteri clinici rigidi ed escalation automatica in caso di anomalie. Possono partecipare solo adulti e i <a href="https://drive.google.com/file/d/1UIQnAy8sV_sAYZq6c-MQlO4D25SKvC4b/view" target="_blank" rel="noreferrer noopener">farmaci selezionati</a> sono terapie consolidate per patologie comuni come ipertensione, depressione, contraccezione, diabete, glaucoma, asma, infiammazione e iperlipidemia. I medici incaricati da Doctronic esamineranno i risultati dell'intelligenza artificiale per i primi 250 pazienti prima che il sistema intraprenda qualsiasi azione e, successivamente, esamineranno retrospettivamente i risultati dei successivi 1000 pazienti dopo che l'agente di intelligenza artificiale avrà iniziato ad agire in autonomia. Tuttavia, le evidenze scientifiche restano limitate e mancano studi indipendenti sulle prestazioni reali.<br /> <b>Rischi aperti</b><br />Il contratto impone a Doctronic di monitorare le prestazioni e di presentare report che includano dati sulle prestazioni, reclami degli utenti e osservazioni dei medici. Vieta inoltre a Doctronic di utilizzare i dati dei pazienti per scopi diversi dalla valutazione delle richieste di rinnovo. Restano dubbi su responsabilità legale, trasparenza dei dati e perdita di contatto medico-paziente. Inoltre, l’IA non può modificare terapie né sostituire valutazioni cliniche complete. Se gli errori di prescrizione causano danni ai pazienti, la responsabilità di Doctronic è ambigua. Il suo contratto prevede che l'azienda risarcisca lo Utah per eventuali costi di responsabilità sostenuti dallo stato e Doctronic <a href="https://www.beckershospitalreview.com/healthcare-information-technology/ai/ai-begins-renewing-prescriptions-in-utah/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">ha stipulato una polizza assicurativa specifica per negligenza medica</a> . Utah e Doctronic riconoscono che le prescrizioni non dovrebbero essere rinnovate indefinitamente senza consultazione medica. Il contratto stabilisce che il numero di rinnovi consentiti per un farmaco sarà limitato "in base agli standard di cura accettati", tra cui "l'esecuzione di appropriati esami di laboratorio di sorveglianza". <b>Il vero nodo: il futuro</b><br />Il progetto pilota potrebbe essere solo l’inizio. L’IA potrebbe estendersi e  prevedere che molte funzioni dell'assistenza primaria potrebbero in futuro essere gestite dall'intelligenza artificiale autonoma. Queste includono l'esecuzione di una valutazione iniziale; la prescrizione di esami di imaging, di laboratorio e diagnostici; la formulazione di diagnosi; la gestione delle malattie croniche; e la fornitura di assistenza preventiva annuale. È importante tenere sotto controllo il potenziale di ampliamento incontrollato dell'ambito di applicazione. Una volta che un sistema di intelligenza artificiale ha ottenuto l'accettazione, i fornitori potrebbero essere in grado di rilasciare aggiornamenti che includono modifiche sostanziali senza attirare lo stesso livello di controllo dell'adozione iniziale. Il rischio è un’espansione rapida senza adeguati controlli.<br /><br /><i>Approfondimenti e altre notizie sono nel portale salutedomàni.com e Saluteh24.com, nelle pagine social collegate e nel canale gratuito di telegram: salutedomàni</i>]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/71438119</guid><pubDate>Sat, 18 Apr 2026 14:08:22 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/71438119/podcast_salutedomani_18_aprile_26.mp3" length="5076666" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Salutedomani</itunes:author><itunes:subtitle>Nel 2026 lo Utah ha avviato un esperimento unico: un sistema di intelligenza artificiale può rinnovare prescrizioni per malattie croniche. Il progetto, sviluppato con Doctronic, copre 192 farmaci e introduce un modello “agentivo” destinato a scalare...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Nel 2026 lo Utah ha avviato un esperimento unico: un sistema di intelligenza artificiale può rinnovare prescrizioni per malattie croniche. Il progetto, sviluppato con Doctronic, copre 192 farmaci e introduce un modello “agentivo” destinato a scalare rapidamente. Sebbene inizialmente saranno i medici a convalidare le azioni dell'IA, il programma pilota diventerà rapidamente una delle prime implementazioni su larga scala di un sistema autonomo e agentivo in medicina. L'annuncio ha suscitato preoccupazione tra le associazioni di medici e farmacisti, i quali hanno affermato che l'IA "NON dovrebbe prendere decisioni in ambito sanitario" . Ne parla un articolo su JAMA Health Forum.<br /><b>Perché nasce il progetto</b><br />Alla base del progetto ci sono problemi reali: carenza di medici, burocrazia crescente e difficoltà di accesso alle cure. Molti pazienti richiedono solo rinnovi di terapie stabili, ma questo grava sui medici senza reale valore clinico aggiunto. <br /><b>Sicurezza e limiti</b><br />Il sistema include controlli: revisione iniziale da parte di medici, criteri clinici rigidi ed escalation automatica in caso di anomalie. Possono partecipare solo adulti e i <a href="https://drive.google.com/file/d/1UIQnAy8sV_sAYZq6c-MQlO4D25SKvC4b/view" target="_blank" rel="noreferrer noopener">farmaci selezionati</a> sono terapie consolidate per patologie comuni come ipertensione, depressione, contraccezione, diabete, glaucoma, asma, infiammazione e iperlipidemia. I medici incaricati da Doctronic esamineranno i risultati dell'intelligenza artificiale per i primi 250 pazienti prima che il sistema intraprenda qualsiasi azione e, successivamente, esamineranno retrospettivamente i risultati dei successivi 1000 pazienti dopo che l'agente di intelligenza artificiale avrà iniziato ad agire in autonomia. Tuttavia, le evidenze scientifiche restano limitate e mancano studi indipendenti sulle prestazioni reali.<br /> <b>Rischi aperti</b><br />Il contratto impone a Doctronic di monitorare le prestazioni e di presentare report che includano dati sulle prestazioni, reclami degli utenti e osservazioni dei medici. Vieta inoltre a Doctronic di utilizzare i dati dei pazienti per scopi diversi dalla valutazione delle richieste di rinnovo. Restano dubbi su responsabilità legale, trasparenza dei dati e perdita di contatto medico-paziente. Inoltre, l’IA non può modificare terapie né sostituire valutazioni cliniche complete. Se gli errori di prescrizione causano danni ai pazienti, la responsabilità di Doctronic è ambigua. Il suo contratto prevede che l'azienda risarcisca lo Utah per eventuali costi di responsabilità sostenuti dallo stato e Doctronic <a href="https://www.beckershospitalreview.com/healthcare-information-technology/ai/ai-begins-renewing-prescriptions-in-utah/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">ha stipulato una polizza assicurativa specifica per negligenza medica</a> . Utah e Doctronic riconoscono che le prescrizioni non dovrebbero essere rinnovate indefinitamente senza consultazione medica. Il contratto stabilisce che il numero di rinnovi consentiti per un farmaco sarà limitato "in base agli standard di cura accettati", tra cui "l'esecuzione di appropriati esami di laboratorio di sorveglianza". <b>Il vero nodo: il futuro</b><br />Il progetto pilota potrebbe essere solo l’inizio. L’IA potrebbe estendersi e  prevedere che molte funzioni dell'assistenza primaria potrebbero in futuro essere gestite dall'intelligenza artificiale autonoma. Queste includono l'esecuzione di una valutazione iniziale; la prescrizione di esami di imaging, di laboratorio e diagnostici; la formulazione di diagnosi; la gestione delle malattie croniche; e la fornitura di assistenza preventiva annuale. È importante tenere sotto controllo il potenziale di ampliamento incontrollato dell'ambito di applicazione. 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ENDOMETRIOSI: 1 DONNA SU 4 PENALIZZATA IN STUDIO E LAVORO</title><link>https://www.spreaker.com/episode/podcast-endometriosi-1-donna-su-4-penalizzata-in-studio-e-lavoro--70959666</link><description><![CDATA[<i>Uno studio italiano rivela che il 25% delle donne con endometriosi subisce impatti su scuola e lavoro, specie se i sintomi iniziano in adolescenza e la diagnosi arriva tardi</i><br />Dolore cronico, stanchezza e insonnia segnano la quotidianità di chi convive con l’endometriosi. Oltre al dolore fisico, questa patologia colpisce anche la sfera personale e professionale: secondo una ricerca dell’Università Cattolica di Milano, una donna su quattro subisce conseguenze significative su studio e lavoro.<br /><b>Diagnosi tardive e sintomi precoci </b><br />Lo studio, pubblicato su BMC Psychology, ha coinvolto 971 donne italiane. I dati mostrano che la situazione peggiora quando l’endometriosi esordisce in adolescenza e viene diagnosticata tardi: il 55% delle partecipanti ha riportato assenze scolastiche frequenti e il 34% difficoltà negli esami.<br /><br /><br /><b>L’impatto sul lavoro e la produttività</b><br />Circa una donna su cinque riferisce un impatto moderato-alto sulla carriera, con “presenteismo” e riduzione della produttività. Non mancano discriminazioni: quasi il 30% delle donne con sintomi precoci dichiara di averle subite, e molte hanno dovuto cambiare percorso professionale o rinunciare a opportunità.<br /><b>Una questione di equità e salute</b><br />Secondo le stime, in Italia oltre 300 mila donne incontrano ostacoli nei percorsi formativi e quasi 400 mila nella vita lavorativa a causa dell’endometriosi. Gli esperti sottolineano l’importanza di diagnosi precoce e consapevolezza per garantire parità e tutelare il potenziale di ogni donna.<br /><i>Approfondimenti e altre notizie sono nel portale </i><i>salutedomàni.com</i><i> e Saluteh24.com, nelle pagine social collegate e nel canale gratuito di telegram: </i><i>salutedomàni</i><i></i><br /><br /><br /><br />]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/70959666</guid><pubDate>Sat, 28 Mar 2026 18:39:18 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/70959666/podcast_salutedomani_28_marzo_2026.mp3" length="7783391" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Salutedomani</itunes:author><itunes:subtitle>Uno studio italiano rivela che il 25% delle donne con endometriosi subisce impatti su scuola e lavoro, specie se i sintomi iniziano in adolescenza e la diagnosi arriva tardi
Dolore cronico, stanchezza e insonnia segnano la quotidianità di chi convive...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[<i>Uno studio italiano rivela che il 25% delle donne con endometriosi subisce impatti su scuola e lavoro, specie se i sintomi iniziano in adolescenza e la diagnosi arriva tardi</i><br />Dolore cronico, stanchezza e insonnia segnano la quotidianità di chi convive con l’endometriosi. Oltre al dolore fisico, questa patologia colpisce anche la sfera personale e professionale: secondo una ricerca dell’Università Cattolica di Milano, una donna su quattro subisce conseguenze significative su studio e lavoro.<br /><b>Diagnosi tardive e sintomi precoci </b><br />Lo studio, pubblicato su BMC Psychology, ha coinvolto 971 donne italiane. I dati mostrano che la situazione peggiora quando l’endometriosi esordisce in adolescenza e viene diagnosticata tardi: il 55% delle partecipanti ha riportato assenze scolastiche frequenti e il 34% difficoltà negli esami.<br /><br /><br /><b>L’impatto sul lavoro e la produttività</b><br />Circa una donna su cinque riferisce un impatto moderato-alto sulla carriera, con “presenteismo” e riduzione della produttività. Non mancano discriminazioni: quasi il 30% delle donne con sintomi precoci dichiara di averle subite, e molte hanno dovuto cambiare percorso professionale o rinunciare a opportunità.<br /><b>Una questione di equità e salute</b><br />Secondo le stime, in Italia oltre 300 mila donne incontrano ostacoli nei percorsi formativi e quasi 400 mila nella vita lavorativa a causa dell’endometriosi. Gli esperti sottolineano l’importanza di diagnosi precoce e consapevolezza per garantire parità e tutelare il potenziale di ogni donna.<br /><i>Approfondimenti e altre notizie sono nel portale </i><i>salutedomàni.com</i><i> e Saluteh24.com, nelle pagine social collegate e nel canale gratuito di telegram: </i><i>salutedomàni</i><i></i><br /><br /><br /><br />]]></itunes:summary><itunes:duration>487</itunes:duration><itunes:keywords>bmc,carriera,cattolica,consapevolezza,coppia,diagnosi,discriminazioni,dolore,endometriosi,famiglia,indagine,italia,lavoro,podcast,prevenzione,ricerca,salutedomani,sesso,sintomi,studio</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/56262bc7e005e620898ae92d28068239.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>PODCAST. ALLERGIA AI POLLINI: PRIMAVERA SEMPRE PIÙ LUNGA NEI BAMBINI</title><link>https://www.spreaker.com/episode/podcast-allergia-ai-pollini-primavera-sempre-piu-lunga-nei-bambini--70810822</link><description><![CDATA[Il cambiamento climatico sta riscrivendo il calendario delle allergie ai pollini. Le stagioni polliniche iniziano prima e durano più a lungo, con sintomi respiratori che compaiono già in inverno e si protraggono fino a fine estate. Nei bambini questo significa meno periodi di tregua e maggiore impatto su qualità di vita, sonno e rendimento scolastico. In Italia si stimano tra 1,2 e 2,7 milioni di piccoli allergici. All’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù si osserva un aumento costante dei casi dal 2022, in parallelo con stagioni più lunghe e meno definite. Le graminacee, ad esempio, possono anticipare la fioritura e ripresentarsi a fine estate, rendendo continua l’esposizione.<br /><b>Diagnosi più complesse </b><br />La sovrapposizione delle pollinazioni rende difficile individuare l’allergene responsabile. Sempre più bambini risultano sensibili a più pollini. Per questo la medicina punta su diagnostica molecolare avanzata, capace di identificare le singole componenti allergeniche e guidare terapie personalizzate, inclusa l’immunoterapia.<br /><b>Nuovi rischi ambientali </b><br />L’aumento delle temperature favorisce la diffusione di piante allergeniche come l’ambrosia e la presenza di muffe. Eventi estremi, come i temporali, possono frammentare i pollini e scatenare picchi di asma.<br /><b>Dati e trend</b><br />Quasi il 40% degli adolescenti è sensibilizzato ad almeno un allergene aerodisperso. Al Bambino Gesù circa 10.000 giovani pazienti sono seguiti ogni anno per pollinosi, con un incremento significativo negli ultimi anni.<br /><i>Approfondimenti e altre notizie sono nel portale </i><i>salutedomàni.com</i><i> e Saluteh24.com, nelle pagine social collegate e nel canale gratuito di telegram: </i><i>salutedomàni</i><i></i>]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/70810822</guid><pubDate>Sun, 22 Mar 2026 11:44:12 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/70810822/podcast_salutedomani_22_marzo_2026.mp3" length="6801191" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Salutedomani</itunes:author><itunes:subtitle>Il cambiamento climatico sta riscrivendo il calendario delle allergie ai pollini. Le stagioni polliniche iniziano prima e durano più a lungo, con sintomi respiratori che compaiono già in inverno e si protraggono fino a fine estate. 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Per questo la medicina punta su diagnostica molecolare avanzata, capace di identificare le singole componenti allergeniche e guidare terapie personalizzate, inclusa l’immunoterapia.<br /><b>Nuovi rischi ambientali </b><br />L’aumento delle temperature favorisce la diffusione di piante allergeniche come l’ambrosia e la presenza di muffe. Eventi estremi, come i temporali, possono frammentare i pollini e scatenare picchi di asma.<br /><b>Dati e trend</b><br />Quasi il 40% degli adolescenti è sensibilizzato ad almeno un allergene aerodisperso. Al Bambino Gesù circa 10.000 giovani pazienti sono seguiti ogni anno per pollinosi, con un incremento significativo negli ultimi anni.<br /><i>Approfondimenti e altre notizie sono nel portale </i><i>salutedomàni.com</i><i> e Saluteh24.com, nelle pagine social collegate e nel canale gratuito di telegram: </i><i>salutedomàni</i><i></i>]]></itunes:summary><itunes:duration>426</itunes:duration><itunes:keywords>allergeni,allergia,ambrosia,antistaminici,asma,bambino,congiuntivite,crisi,dati,diagnosi,gesu',graminacee,podcast,pollini,primavera,rinite,salutedomani,stagione,terapia,test</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/56262bc7e005e620898ae92d28068239.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>PODCAST.  IA “FRIGGE” IL CERVELLO: IL NUOVO STRESS SUL LAVORO DIGITALE</title><link>https://www.spreaker.com/episode/podcast-ia-frigge-il-cervello-il-nuovo-stress-sul-lavoro-digitale--70635153</link><description><![CDATA[<i>Esplosione dell'intelligenza artificiale, cervelli sovraccarichi e incertezza sul futuro del lavoro: cosa sta cambiando davvero e come proteggere la nostra salute mentale</i><br />L'intelligenza artificiale è entrata in ogni angolo della nostra vita digitale, dai motori di ricerca agli assistenti personali. La velocità con cui le novità si susseguono creano un senso costante di urgenza informativa. Molti pubblicati una vera “frittura” mentale: fatica a concentrarsi, difficoltà a disconnettersi, ansia da aggiornamento continuo. <br /><b>Sovraccarico cognitivo e decisioni</b><br />Ogni giorno siamo esposti a flussi di dati, notifiche e contenuti generati dall'AI che chiedono micro‑decisioni continue. Questo fenomeno aumenta il carico cognitivo e riduce la nostra capacità di attenzione sostenuta. Nel medio periodo può tradursi in stanchezza emotiva, irritabilità e calo delle prestazioni lavorative. <br /><b>Perché il lavoro sembra più instabile</b><br />L'AI non sta solo cambiando gli strumenti, ma anche la percezione di sicurezza del lavoro. Professioni considerate “protette” iniziano a essere automatizzate in alcune funzioni chiave. Questo alimenta una sensazione di precarietà, soprattutto tra i lavoratori della conoscenza, che vedono messo in discussione il proprio ruolo. <br /><b>Economia dell'attenzione potenziata dall'AI</b><br />Piattaforme e servizi utilizzano algoritmi sempre più raffinati per catturare e trattenere l'attenzione. Ogni contenuto è ottimizzato per massimizzare il tempo di permanenza, rendendo più difficile la gestione autonoma dei propri limiti. In questo contesto, distinguere tra informazione utile e rumore diventa un atto di igiene mentale. <br /><b>Rischi per la salute mentale</b><br /> Il mix di iper‑connessione, paura di essere sostituiti e la continua richiesta di adattamento può aumentare il rischio di ansia e burnout. Chi è già vulnerabile dal punto di vista psicologico può sperimentare un peggioramento dei sintomi. È quindi fondamentale riconoscere precocemente segnali come insonnia, ruminazione mentale e isolamento sociale.<br /><b>Strategie per proteggere il cervello</b><br />Alcune misure semplici ma strutturate possono aiutare a ridurre l'impatto del sovraccarico digitale:<ul><li>definire orari senza schermi e notifiche</li><li>limitare l'uso di strumenti AI a compiti specifici e programmati</li><li>alternare attività cognitive intense a pause brevi ma regolari</li><li>coltivare relazioni e attività offline che diano senso e radicamento.</li></ul><b>Un nuovo patto con la tecnologia</b> Non si tratta di demonizzare l'intelligenza artificiale, ma di negoziare un nuovo equilibrio. Imparare a usarla come estensione, e non sostituto, delle nostre funzioni cognitive può ridurre la sensazione di minaccia. La sfida dei prossimi anni sarà costruire ambienti digitali che rispettino i limiti biologici del cervello umano. Info : <a href="https://hbr.org/2026/03/when-using-ai-leads-to-brain-fry" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://hbr.org/2026/03/when-using-ai-leads-to-brain-fry</a><br /> <br /><i>Approfondimenti e altre notizie sono nel portale salutedomàni.com e Saluteh24.com, nelle pagine social collegate e nel canale gratuito di telegram: salutedomàni</i>  ]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/70635153</guid><pubDate>Sat, 14 Mar 2026 12:52:56 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/70635153/podcast_salutedomani_14_marzo26.mp3" length="7209535" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Salutedomani</itunes:author><itunes:subtitle>Esplosione dell'intelligenza artificiale, cervelli sovraccarichi e incertezza sul futuro del lavoro: cosa sta cambiando davvero e come proteggere la nostra salute mentale
L'intelligenza artificiale è entrata in ogni angolo della nostra vita digitale,...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[<i>Esplosione dell'intelligenza artificiale, cervelli sovraccarichi e incertezza sul futuro del lavoro: cosa sta cambiando davvero e come proteggere la nostra salute mentale</i><br />L'intelligenza artificiale è entrata in ogni angolo della nostra vita digitale, dai motori di ricerca agli assistenti personali. La velocità con cui le novità si susseguono creano un senso costante di urgenza informativa. Molti pubblicati una vera “frittura” mentale: fatica a concentrarsi, difficoltà a disconnettersi, ansia da aggiornamento continuo. <br /><b>Sovraccarico cognitivo e decisioni</b><br />Ogni giorno siamo esposti a flussi di dati, notifiche e contenuti generati dall'AI che chiedono micro‑decisioni continue. Questo fenomeno aumenta il carico cognitivo e riduce la nostra capacità di attenzione sostenuta. Nel medio periodo può tradursi in stanchezza emotiva, irritabilità e calo delle prestazioni lavorative. <br /><b>Perché il lavoro sembra più instabile</b><br />L'AI non sta solo cambiando gli strumenti, ma anche la percezione di sicurezza del lavoro. Professioni considerate “protette” iniziano a essere automatizzate in alcune funzioni chiave. Questo alimenta una sensazione di precarietà, soprattutto tra i lavoratori della conoscenza, che vedono messo in discussione il proprio ruolo. <br /><b>Economia dell'attenzione potenziata dall'AI</b><br />Piattaforme e servizi utilizzano algoritmi sempre più raffinati per catturare e trattenere l'attenzione. Ogni contenuto è ottimizzato per massimizzare il tempo di permanenza, rendendo più difficile la gestione autonoma dei propri limiti. In questo contesto, distinguere tra informazione utile e rumore diventa un atto di igiene mentale. <br /><b>Rischi per la salute mentale</b><br /> Il mix di iper‑connessione, paura di essere sostituiti e la continua richiesta di adattamento può aumentare il rischio di ansia e burnout. Chi è già vulnerabile dal punto di vista psicologico può sperimentare un peggioramento dei sintomi. È quindi fondamentale riconoscere precocemente segnali come insonnia, ruminazione mentale e isolamento sociale.<br /><b>Strategie per proteggere il cervello</b><br />Alcune misure semplici ma strutturate possono aiutare a ridurre l'impatto del sovraccarico digitale:<ul><li>definire orari senza schermi e notifiche</li><li>limitare l'uso di strumenti AI a compiti specifici e programmati</li><li>alternare attività cognitive intense a pause brevi ma regolari</li><li>coltivare relazioni e attività offline che diano senso e radicamento.</li></ul><b>Un nuovo patto con la tecnologia</b> Non si tratta di demonizzare l'intelligenza artificiale, ma di negoziare un nuovo equilibrio. Imparare a usarla come estensione, e non sostituto, delle nostre funzioni cognitive può ridurre la sensazione di minaccia. La sfida dei prossimi anni sarà costruire ambienti digitali che rispettino i limiti biologici del cervello umano. Info : <a href="https://hbr.org/2026/03/when-using-ai-leads-to-brain-fry" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://hbr.org/2026/03/when-using-ai-leads-to-brain-fry</a><br /> <br /><i>Approfondimenti e altre notizie sono nel portale salutedomàni.com e Saluteh24.com, nelle pagine social collegate e nel canale gratuito di telegram: salutedomàni</i>  ]]></itunes:summary><itunes:duration>451</itunes:duration><itunes:keywords>ai,artificiale,attenzione,cervello,concentrazione,decisioni,ia,insonnia,intelligenza,irritabilità,lavoro,podcast,prestazioni,ricerca,salutedomani,sintomi,social,stanchezza,stress,ufficio</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/56262bc7e005e620898ae92d28068239.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>PODCAST. DIETA MEDITERRANEA 3D: NASCE LA CRONODIETA CHE SEGUE L'OROLOGIO BIOLOGICO</title><link>https://www.spreaker.com/episode/podcast-dieta-mediterranea-3d-nasce-la-cronodieta-che-segue-l-orologio-biologico--70502781</link><description><![CDATA[La dieta mediterranea diventa “3D” e integra il fattore tempo: non conta solo cosa mangiamo, ma quando lo facciamo. Il nuovo modello, messo a punto dalla Società Italiana di Endocrinologia e dall'ADI, sincronizza gli alimenti con i ritmi circadiani di ormoni come insulina, cortisolo e melatonina, per potenziare la prevenzione di obesità e malattie metaboliche.<br /><b>Sole, Luna e timing dei nutrienti</b><br /><b></b> Nella nuova piramide compaiono i simboli di Sole e Luna: al mattino, con massima sensibilità all'insulina, sono privilegiati carboidrati complessi integrali, legumi, frutta e verdura. La sera il focus si sposta su proteine ​​magre, verdure e alimenti “amici del sonno” (noci, semi, latticini ricchi di triptofano), capaci di favorire il recupero muscolare e la qualità del riposo.<br /> <b>Allodole, gufi e dieta personalizzata</b><b></b><br />La cronodieta mediterranea è adattata al cronotipo: “allodole” mattiniere e “gufi” serotini ricevono indicazioni diverse su come distribuire le calorie nella giornata. L'obiettivo è riallineare i gufi alla luce del giorno, riducendo il “social jetlag” metabolico e migliorando il controllo glicemico senza cambiare la qualità tipica della dieta mediterranea.<br /> <b>Oltre il piatto: un vero stile di vita</b><b></b><br />La nuova piramide è anche un manifesto di stile di vita: include attività fisica alla luce del sole, sonno regolare, convivialità e rispetto della stagionalità. In questo modo aggiorna il patrimonio UNESCO della dieta mediterranea alla medicina di precisione, rendendolo uno strumento pratico anche in ambito clinico.<br /><i> </i><i>Approfondimenti e altre notizie sono nel portale </i><i>salutedomàni.com</i><i> e Saluteh24.com, nelle pagine social collegate e nel canale gratuito di telegram: </i><i>salutedomàni</i><i></i>]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/70502781</guid><pubDate>Fri, 06 Mar 2026 08:57:37 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/70502781/podcast_salutedomani_6_marzo_2026.mp3" length="5374264" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Salutedomani</itunes:author><itunes:subtitle>La dieta mediterranea diventa “3D” e integra il fattore tempo: non conta solo cosa mangiamo, ma quando lo facciamo. Il nuovo modello, messo a punto dalla Società Italiana di Endocrinologia e dall'ADI, sincronizza gli alimenti con i ritmi circadiani di...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[La dieta mediterranea diventa “3D” e integra il fattore tempo: non conta solo cosa mangiamo, ma quando lo facciamo. Il nuovo modello, messo a punto dalla Società Italiana di Endocrinologia e dall'ADI, sincronizza gli alimenti con i ritmi circadiani di ormoni come insulina, cortisolo e melatonina, per potenziare la prevenzione di obesità e malattie metaboliche.<br /><b>Sole, Luna e timing dei nutrienti</b><br /><b></b> Nella nuova piramide compaiono i simboli di Sole e Luna: al mattino, con massima sensibilità all'insulina, sono privilegiati carboidrati complessi integrali, legumi, frutta e verdura. La sera il focus si sposta su proteine ​​magre, verdure e alimenti “amici del sonno” (noci, semi, latticini ricchi di triptofano), capaci di favorire il recupero muscolare e la qualità del riposo.<br /> <b>Allodole, gufi e dieta personalizzata</b><b></b><br />La cronodieta mediterranea è adattata al cronotipo: “allodole” mattiniere e “gufi” serotini ricevono indicazioni diverse su come distribuire le calorie nella giornata. L'obiettivo è riallineare i gufi alla luce del giorno, riducendo il “social jetlag” metabolico e migliorando il controllo glicemico senza cambiare la qualità tipica della dieta mediterranea.<br /> <b>Oltre il piatto: un vero stile di vita</b><b></b><br />La nuova piramide è anche un manifesto di stile di vita: include attività fisica alla luce del sole, sonno regolare, convivialità e rispetto della stagionalità. In questo modo aggiorna il patrimonio UNESCO della dieta mediterranea alla medicina di precisione, rendendolo uno strumento pratico anche in ambito clinico.<br /><i> </i><i>Approfondimenti e altre notizie sono nel portale </i><i>salutedomàni.com</i><i> e Saluteh24.com, nelle pagine social collegate e nel canale gratuito di telegram: </i><i>salutedomàni</i><i></i>]]></itunes:summary><itunes:duration>336</itunes:duration><itunes:keywords>adi,barrea,cannavo',caprio,cibo,cortisolo,cronodieta,dieta,dormire,ferone,glicemia,insulina,mediterranea,melatonina,nutrition,olio,piramide,podcast,salutedomani,sie</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/56262bc7e005e620898ae92d28068239.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>PODCAST. NANOPLASTICHE E FERTILITÀ: UN NUOVO ALLARME PER LA SALUTE RIPRODUTTIVA</title><link>https://www.spreaker.com/episode/podcast-nanoplastiche-e-fertilita-un-nuovo-allarme-per-la-salute-riproduttiva--70373617</link><description><![CDATA[<i>Le nanoplastiche possono alterare i neuroni della fertilità e agire come interferenti endocrini. Lo studio della Statale di Milano apre nuovi scenari</i><b><i></i></b><br />Le nanoplastiche — minuscole particelle derivate dalla degradazione della plastica — sono ormai presenti ovunque: nell’aria, nell’acqua e persino nel nostro organismo. Ma possono compromettere la fertilità umana? Un recente studio dell’Università Statale di Milano, in collaborazione con l’Università di Torino e la Queen Mary University of London, prova a rispondere a questa domanda. <b>Come agiscono le nanoplastiche sui neuroni della fertilità</b><br />Pubblicata sulla rivista Small, la ricerca ha mostrato che le nanoplastiche riescono a penetrare nei neuroni che producono GnRH, l’ormone chiave che regola pubertà e funzione riproduttiva. Nei modelli cellulari più maturi, le particelle hanno alterato la normale secrezione ormonale; in quelli immaturi, hanno ridotto la capacità delle cellule di migrare correttamente, un processo essenziale durante lo sviluppo fetale.<br /><b>Interferenti endocrini nascosti </b><br />L’analisi genetica ha inoltre rivelato che l’esposizione alle nanoplastiche modifica l’attività di geni coinvolti nella crescita dei neuroni, suggerendo una possibile connessione con disturbi della fertilità. Varianti rare nel gene NPAS2, osservate in pazienti con pubertà ritardata, rafforzano l’ipotesi di un’interazione tra fattori genetici e ambientali.<br /><b>Un rischio da approfondire</b><br /> “I risultati indicano che le nanoplastiche possono agire come nuovi interferenti endocrini, potenzialmente coinvolti nei disturbi della riproduzione”, spiega la professoressa Anna Cariboni del Centro di Ricerca Nemesis della Statale di Milano.<br /> <i>Approfondimenti e altre notizie sono nel portale </i><i>salutedomàni.com</i><i> e Saluteh24.com, nelle pagine social collegate e nel canale gratuito di telegram: </i><i>salutedomàni</i>]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/70373617</guid><pubDate>Sun, 01 Mar 2026 12:47:32 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/70373617/podcast_salutedomani_1_marzo_26.mp3" length="5209602" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Salutedomani</itunes:author><itunes:subtitle>Le nanoplastiche possono alterare i neuroni della fertilità e agire come interferenti endocrini. Lo studio della Statale di Milano apre nuovi scenari
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Nei modelli cellulari più maturi, le particelle hanno alterato la normale secrezione ormonale; in quelli immaturi, hanno ridotto la capacità delle cellule di migrare correttamente, un processo essenziale durante lo sviluppo fetale.<br /><b>Interferenti endocrini nascosti </b><br />L’analisi genetica ha inoltre rivelato che l’esposizione alle nanoplastiche modifica l’attività di geni coinvolti nella crescita dei neuroni, suggerendo una possibile connessione con disturbi della fertilità. Varianti rare nel gene NPAS2, osservate in pazienti con pubertà ritardata, rafforzano l’ipotesi di un’interazione tra fattori genetici e ambientali.<br /><b>Un rischio da approfondire</b><br /> “I risultati indicano che le nanoplastiche possono agire come nuovi interferenti endocrini, potenzialmente coinvolti nei disturbi della riproduzione”, spiega la professoressa Anna Cariboni del Centro di Ricerca Nemesis della Statale di Milano.<br /> <i>Approfondimenti e altre notizie sono nel portale </i><i>salutedomàni.com</i><i> e Saluteh24.com, nelle pagine social collegate e nel canale gratuito di telegram: </i><i>salutedomàni</i>]]></itunes:summary><itunes:duration>326</itunes:duration><itunes:keywords>ambiente,amoruso,caiboni,fertilità,gene,gnrh,gonadotropine,gt1-7,infertilità,milano,nanoplastiche,nemesis,neuroni,npas2,oleari,ormone,podcast,pubertà,salutedomani,small</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/56262bc7e005e620898ae92d28068239.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>PODCAST, INFARTO: RISCHIO DI MORTE PIÙ ALTO PER UOMINI FRAGILI RISPETTO ALLE DONNE, BENCHÈ CURATI MEGLIO. STUDIO SU 900MILA PAZIENTI</title><link>https://www.spreaker.com/episode/podcast-infarto-rischio-di-morte-piu-alto-per-uomini-fragili-rispetto-alle-donne-benche-curati-meglio-studio-su-900mila-pazienti--70188543</link><description><![CDATA[<i>Nuova ricerca svela il “paradosso della sopravvivenza” tra i sessi. </i><i>Nuova sfida per la medicina di genere</i><b><i></i></b><br /><i></i><br />Un’ampia indagine condotta dall’Università di Leicester con il supporto del NIHR e pubblicata su The Lancet Regional Health – Europe ribalta una convinzione consolidata: dopo un infarto, gli uomini fragili hanno un rischio di morte più alto rispetto alle donne, nonostante ricevano trattamenti più intensivi.<br /><b>Fragilità: un rischio diverso tra uomini e donne </b><br />Analizzando oltre 900.000 pazienti in 15 anni, i ricercatori hanno scoperto che la fragilità non incide in modo uniforme. Nelle donne segnala spesso un declino multisistemico, mentre negli uomini fragili riflette una vulnerabilità cardiovascolare profonda, aggravata da malattie come diabete e arteriosclerosi.<br />Questo “paradosso della sopravvivenza” mette in luce limiti importanti negli attuali protocolli universali di cura post-infarto.<br /><b>Ripensare la valutazione del rischio</b><br /> Il team guidato dal Dott. Muhammad Rashid propone un cambio di paradigma: sistemi di valutazione e percorsi terapeutici su misura per sesso, in grado di identificare meglio i pazienti ad alto rischio e migliorare la prognosi dopo un infarto miocardico acuto (IMA).<br /><b>Verso cure più personalizzate </b><br />Comprendere come fragilità e sesso interagiscono può portare a strategie cliniche più efficaci e ridurre la mortalità cardiovascolare. Gli autori invitano a sviluppare nuovi strumenti di valutazione specifici per genere, con l’obiettivo di migliorare la sopravvivenza e l’equità nelle cure cardiache.<br /><i>Approfondimenti e altre notizie sono nel portale </i><i>salutedomàni.com</i><i> e Saluteh24.com, nelle pagine social collegate e nel canale gratuito di telegram: </i><i>salutedomàni</i><i></i>  ]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/70188543</guid><pubDate>Sat, 21 Feb 2026 12:16:40 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/70188543/podcast_salutedomani_21_febb26.mp3" length="5945632" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Salutedomani</itunes:author><itunes:subtitle>Nuova ricerca svela il “paradosso della sopravvivenza” tra i sessi. Nuova sfida per la medicina di genere

Un’ampia indagine condotta dall’Università di Leicester con il supporto del NIHR e pubblicata su The Lancet Regional Health – Europe ribalta una...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[<i>Nuova ricerca svela il “paradosso della sopravvivenza” tra i sessi. </i><i>Nuova sfida per la medicina di genere</i><b><i></i></b><br /><i></i><br />Un’ampia indagine condotta dall’Università di Leicester con il supporto del NIHR e pubblicata su The Lancet Regional Health – Europe ribalta una convinzione consolidata: dopo un infarto, gli uomini fragili hanno un rischio di morte più alto rispetto alle donne, nonostante ricevano trattamenti più intensivi.<br /><b>Fragilità: un rischio diverso tra uomini e donne </b><br />Analizzando oltre 900.000 pazienti in 15 anni, i ricercatori hanno scoperto che la fragilità non incide in modo uniforme. Nelle donne segnala spesso un declino multisistemico, mentre negli uomini fragili riflette una vulnerabilità cardiovascolare profonda, aggravata da malattie come diabete e arteriosclerosi.<br />Questo “paradosso della sopravvivenza” mette in luce limiti importanti negli attuali protocolli universali di cura post-infarto.<br /><b>Ripensare la valutazione del rischio</b><br /> Il team guidato dal Dott. Muhammad Rashid propone un cambio di paradigma: sistemi di valutazione e percorsi terapeutici su misura per sesso, in grado di identificare meglio i pazienti ad alto rischio e migliorare la prognosi dopo un infarto miocardico acuto (IMA).<br /><b>Verso cure più personalizzate </b><br />Comprendere come fragilità e sesso interagiscono può portare a strategie cliniche più efficaci e ridurre la mortalità cardiovascolare. Gli autori invitano a sviluppare nuovi strumenti di valutazione specifici per genere, con l’obiettivo di migliorare la sopravvivenza e l’equità nelle cure cardiache.<br /><i>Approfondimenti e altre notizie sono nel portale </i><i>salutedomàni.com</i><i> e Saluteh24.com, nelle pagine social collegate e nel canale gratuito di telegram: </i><i>salutedomàni</i><i></i>  ]]></itunes:summary><itunes:duration>372</itunes:duration><itunes:keywords>aterosclerosi,cuore,cure,diabete,donne,fragilità,genere,ima,infarto,lancet,leicester,morte,paradosso,podcast,rashid,ricerca,salutedomani,sopravvivenza,studio,uomini</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/56262bc7e005e620898ae92d28068239.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>PODCAST. CEROTTO ELETTRICO CONTRO IL TUMORE AL PANCREAS: VIA LIBERA DALLA FDA</title><link>https://www.spreaker.com/episode/podcast-cerotto-elettrico-contro-il-tumore-al-pancreas-via-libera-dalla-fda--70067116</link><description><![CDATA[<i>La FDA approva Optune Pax, cerotto con campi elettrici per il tumore al pancreas localmente avanzato: trattamento non invasivo, continuo e integrato alla chemioterapia.</i><br /><i></i><br />La FDA ha approvato Optune Pax, un dispositivo portatile che utilizza campi elettrici (TTFields) per trattare il carcinoma pancreatico localmente avanzato negli adulti. Il sistema eroga micro-campi sull'addome tramite cerotti adesivi, interferendo con la divisione delle cellule tumorali e preservando il più possibile i tessuti sani. <br /><b>Terapia a domicilio, continua e integrata</b><br /><b></b> Il dispositivo si applica sulla pelle con patch collegato a un generatore da portare in una borsa, consentendo il trattamento durante le normali attività quotidiane. I parametri sono preimpostati dal produttore; il paziente viene istruito a cambiare i trasduttori due volte a settimana, gestire batterie e alimentazione, integrando la terapia nella vita di tutti i giorni.<br /><b>Benefici clinici e sicurezza</b><br /><b></b> In uno studio clinico randomizzato, aggiungere i TTFields alla chemioterapia standard (gemcitabina + nab-paclitaxel) ha aumentato la sopravvivenza globale di circa due mesi rispetto alla sola chemioterapia. Le reazioni cutanee locali sono l'effetto correlato al dispositivo più frequente.<br /><b>Effetti collaterali</b><b></b><br />Gli effetti comuni in combinazione con la chemioterapia includono alterazioni dell'emocromo, disturbi gastrointestinali, affaticamento, infezioni e alterazioni dei parametri metabolici. A livello cutaneo possono comparire arrossamento, irritazione, prurito, eruzioni, sudorazione intensa o piccole ferite sotto i cerotti, oltre a possibile surriscaldamento o reazioni all'adesivo. In caso di disturbo, è essenziale confrontarsi sempre con il medico curante.<br /><i> </i><i>Approfondimenti e altre notizie sono nel portale </i><i>salutedomàni.com</i><i> e Saluteh24.com, nelle pagine social collegate e nel canale gratuito di telegram: </i><i>salutedomàni</i><i></i><br />]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/70067116</guid><pubDate>Sun, 15 Feb 2026 11:37:09 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/70067116/podcast_salutedomani_15_febb_26.mp3" length="6270387" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Salutedomani</itunes:author><itunes:subtitle>La FDA approva Optune Pax, cerotto con campi elettrici per il tumore al pancreas localmente avanzato: trattamento non invasivo, continuo e integrato alla chemioterapia.

La FDA ha approvato Optune Pax, un dispositivo portatile che utilizza campi...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[<i>La FDA approva Optune Pax, cerotto con campi elettrici per il tumore al pancreas localmente avanzato: trattamento non invasivo, continuo e integrato alla chemioterapia.</i><br /><i></i><br />La FDA ha approvato Optune Pax, un dispositivo portatile che utilizza campi elettrici (TTFields) per trattare il carcinoma pancreatico localmente avanzato negli adulti. Il sistema eroga micro-campi sull'addome tramite cerotti adesivi, interferendo con la divisione delle cellule tumorali e preservando il più possibile i tessuti sani. <br /><b>Terapia a domicilio, continua e integrata</b><br /><b></b> Il dispositivo si applica sulla pelle con patch collegato a un generatore da portare in una borsa, consentendo il trattamento durante le normali attività quotidiane. I parametri sono preimpostati dal produttore; il paziente viene istruito a cambiare i trasduttori due volte a settimana, gestire batterie e alimentazione, integrando la terapia nella vita di tutti i giorni.<br /><b>Benefici clinici e sicurezza</b><br /><b></b> In uno studio clinico randomizzato, aggiungere i TTFields alla chemioterapia standard (gemcitabina + nab-paclitaxel) ha aumentato la sopravvivenza globale di circa due mesi rispetto alla sola chemioterapia. Le reazioni cutanee locali sono l'effetto correlato al dispositivo più frequente.<br /><b>Effetti collaterali</b><b></b><br />Gli effetti comuni in combinazione con la chemioterapia includono alterazioni dell'emocromo, disturbi gastrointestinali, affaticamento, infezioni e alterazioni dei parametri metabolici. A livello cutaneo possono comparire arrossamento, irritazione, prurito, eruzioni, sudorazione intensa o piccole ferite sotto i cerotti, oltre a possibile surriscaldamento o reazioni all'adesivo. In caso di disturbo, è essenziale confrontarsi sempre con il medico curante.<br /><i> </i><i>Approfondimenti e altre notizie sono nel portale </i><i>salutedomàni.com</i><i> e Saluteh24.com, nelle pagine social collegate e nel canale gratuito di telegram: </i><i>salutedomàni</i><i></i><br />]]></itunes:summary><itunes:duration>392</itunes:duration><itunes:keywords>approvazione,batterie,campi,cancro,carcinoma,cerotto,chemioterapia,elettrici,fda,novocure,optune,pancreas,pax,podcast,prurito,salutedomani,tarver,trasduttori,ttfield,tumore</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/56262bc7e005e620898ae92d28068239.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>PODCAST. MUTILAZIONI GENITALI FEMMINILI: SOLO IL 2% CONOSCE LA REALTÀ IN ITALIA – INDAGINE IPSOS PER AMREF</title><link>https://www.spreaker.com/episode/podcast-mutilazioni-genitali-femminili-solo-il-2-conosce-la-realta-in-italia-indagine-ipsos-per-amref--69876502</link><description><![CDATA[Solo il 2% degli italiani sa quante donne con mutilazioni genitali femminili vivono in Italia. L’indagine Ipsos per Amref Italia rivela disinformazione e la necessità di nuove campagne di sensibilizzazione.In Italia vivono oggi circa 88.500 donne che hanno subito mutilazioni genitali femminili (MGF), e 16.000 bambine sono a rischio. Eppure, solo il 2% degli italiani conosce questa realtà, secondo l’indagine Ipsos per Amref Italia.<br /><b>Disinformazione e percezione</b><br />Il 67% tende a sottostimare il fenomeno, mentre il 38% non sa neppure se esistano casi nel nostro Paese. Solo il 7% dichiara di sentirsi molto informato: un dato che sale all’11% tra la GenZ. <br /><b>MGF: una violazione globale dei diritti</b><br />Il Rapporto Globale 2025 ricorda che le MGF colpiscono 230 milioni di donne nel mondo, in 94 Paesi. La pratica è ancora diffusa anche fuori dall’Africa, in Asia, Europa e America Latina.<br /><b>Cosa chiedono gli italiani</b><br />L’87% degli intervistati considera urgente intervenire: tra le priorità, proteggere le minori (32%), educare nelle scuole (27%) e offrire più supporto alle donne sopravvissute (23%).<br /><b>La voce delle nuove generazioni</b><br />“Le giovani subiscono meno frequentemente MGF delle adulte: il cambiamento è possibile”, afferma Laura Gentile (Amref Italia). In Africa crescono i riti alternativi e l’impegno di attiviste come Kadidiatou, che racconta con poesia la forza di spezzare il silenzio.<br /><br /><i>Approfondimenti e altre notizie sono nel portale salutedomàni.com e Saluteh24.com, nelle pagine social collegate e nel canale gratuito di telegram: salutedomàni</i>  ]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/69876502</guid><pubDate>Sun, 08 Feb 2026 19:06:12 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/69876502/podcast_salutedomani_8_febbraio2026.mp3" length="5918042" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Salutedomani</itunes:author><itunes:subtitle>Solo il 2% degli italiani sa quante donne con mutilazioni genitali femminili vivono in Italia. 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Solo il 7% dichiara di sentirsi molto informato: un dato che sale all’11% tra la GenZ. <br /><b>MGF: una violazione globale dei diritti</b><br />Il Rapporto Globale 2025 ricorda che le MGF colpiscono 230 milioni di donne nel mondo, in 94 Paesi. La pratica è ancora diffusa anche fuori dall’Africa, in Asia, Europa e America Latina.<br /><b>Cosa chiedono gli italiani</b><br />L’87% degli intervistati considera urgente intervenire: tra le priorità, proteggere le minori (32%), educare nelle scuole (27%) e offrire più supporto alle donne sopravvissute (23%).<br /><b>La voce delle nuove generazioni</b><br />“Le giovani subiscono meno frequentemente MGF delle adulte: il cambiamento è possibile”, afferma Laura Gentile (Amref Italia). In Africa crescono i riti alternativi e l’impegno di attiviste come Kadidiatou, che racconta con poesia la forza di spezzare il silenzio.<br /><br /><i>Approfondimenti e altre notizie sono nel portale salutedomàni.com e Saluteh24.com, nelle pagine social collegate e nel canale gratuito di telegram: salutedomàni</i>  ]]></itunes:summary><itunes:duration>370</itunes:duration><itunes:keywords>africa,amref,diritti,disinformazione,donne,femminile,femminili,genitali,genz,indagine,ipsos,mutilazioni,oms,podcast,prevenzione,ricerca,salute,salutedomani,umani</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/56262bc7e005e620898ae92d28068239.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>PODCAST. LILLY CELEBRA MILANO CORTINA 2026 CON INIZIATIVE TRA SCIENZA E SPORT PER ISPIRARE SALUTE E INNOVAZIONE</title><link>https://www.spreaker.com/episode/podcast-lilly-celebra-milano-cortina-2026-con-iniziative-tra-scienza-e-sport-per-ispirare-salute-e-innovazione--69617851</link><description><![CDATA[“Oltre i limiti” è il filo conduttore con cui Lilly, in veste di sponsor dei Giochi Olimpici e Paralimpici Invernali Milano Cortina 2026, celebra la forza di superare ogni ostacolo attraverso resilienza, ricerca e impegno umano. Dal 6 febbraio, data d’apertura dei Giochi, parte un calendario di attività che unisce sport, salute e divulgazione scientifica, ispirando il pubblico a “non fermarsi mai”.<br /><b>Never Over: la campagna della determinazione</b><br />Cuore del progetto è la nuova campagna “Never Over”, on air in TV e presente nei “Live Sites” di Milano e Cortina, dove installazioni interattive racconteranno i traguardi di scienza e atleti: dalla penicillina alle insuline di nuova generazione, fino alle storie di Sofia Goggia, Arianna Fontana, Marta Bassino e Davide Bendotti.<br /> <b>The Impossible Gym: la palestra che sfida i limiti</b><br />A Piazza Mercanti, “The Impossible Gym – Winter Edition” farà vivere al pubblico le difficoltà invisibili di chi convive con l’obesità, ricordando che come nello sport, anche nella salute servono determinazione e coraggio.<br />L’installazione, patrocinata da SIO e Amici Obesi Onlus, ospiterà specialisti e incontri di sensibilizzazione.<br /><b>Insieme per un’eredità di salute</b><br />Dalle installazioni luminose di Corso Vittorio Emanuele ai volontari Lilly nelle venue olimpiche, l’iniziativa rappresenta un ponte tra ricerca scientifica e spirito olimpico, lasciando un segno concreto di inclusione e innovazione.<br /><i> </i><i>Approfondimenti e altre notizie sono nel portale salutedomàni.com e Saluteh24.com, nelle pagine social collegate e nel canale gratuito di telegram: salutedomàni</i>  ]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/69617851</guid><pubDate>Tue, 27 Jan 2026 10:15:14 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/69617851/podcast_salutedomani_25_genn_26.mp3" length="5282325" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Salutedomani</itunes:author><itunes:subtitle>“Oltre i limiti” è il filo conduttore con cui Lilly, in veste di sponsor dei Giochi Olimpici e Paralimpici Invernali Milano Cortina 2026, celebra la forza di superare ogni ostacolo attraverso resilienza, ricerca e impegno umano. 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Dal 6 febbraio, data d’apertura dei Giochi, parte un calendario di attività che unisce sport, salute e divulgazione scientifica, ispirando il pubblico a “non fermarsi mai”.<br /><b>Never Over: la campagna della determinazione</b><br />Cuore del progetto è la nuova campagna “Never Over”, on air in TV e presente nei “Live Sites” di Milano e Cortina, dove installazioni interattive racconteranno i traguardi di scienza e atleti: dalla penicillina alle insuline di nuova generazione, fino alle storie di Sofia Goggia, Arianna Fontana, Marta Bassino e Davide Bendotti.<br /> <b>The Impossible Gym: la palestra che sfida i limiti</b><br />A Piazza Mercanti, “The Impossible Gym – Winter Edition” farà vivere al pubblico le difficoltà invisibili di chi convive con l’obesità, ricordando che come nello sport, anche nella salute servono determinazione e coraggio.<br />L’installazione, patrocinata da SIO e Amici Obesi Onlus, ospiterà specialisti e incontri di sensibilizzazione.<br /><b>Insieme per un’eredità di salute</b><br />Dalle installazioni luminose di Corso Vittorio Emanuele ai volontari Lilly nelle venue olimpiche, l’iniziativa rappresenta un ponte tra ricerca scientifica e spirito olimpico, lasciando un segno concreto di inclusione e innovazione.<br /><i> </i><i>Approfondimenti e altre notizie sono nel portale salutedomàni.com e Saluteh24.com, nelle pagine social collegate e nel canale gratuito di telegram: salutedomàni</i>  ]]></itunes:summary><itunes:duration>331</itunes:duration><itunes:keywords>bassino,bendotti,campagna,cortina,devide',fontana,giochi,goggia,gym,impossiible,installazioni,khalil,lilly,milano,obesità,olimpiadi,paralimpiadi,podcast,salutedomani,sio</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/56262bc7e005e620898ae92d28068239.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>PODCAST, SHOPPING ONLINE E SOCIAL MEDIA: UN MIX CHE AUMENTA LO STRESS?</title><link>https://www.spreaker.com/episode/podcast-shopping-online-e-social-media-un-mix-che-aumenta-lo-stress--69496417</link><description><![CDATA[Risparmiare tempo facendo acquisti sul web può sembrare una soluzione pratica, ma il nostro benessere ne risente. Uno studio dell'Università di Aalto (Finlandia) , pubblicato sul Journal of Medical Internet Research , rivela che lo shopping online ei social media sono tra le attività più correlate allo stress , soprattutto nelle donne .<br /><b>Lo stress cresce con clic e scroll </b><br />Analizzando i dati di 1.500 adulti per sette mesi, i ricercatori hanno collegato 47 milioni di visite web e 14 milioni di utilizzi di app ai livelli di stress auto-riferiti. Chi trascorre più tempo sui social o nei siti di e-commerce mostra un aumento significativo dello stress , mentre le attività come leggere notizie o e-mail risultano più rilassanti.<br /><b>Un effetto “uovo e gallina” digitale </b><br />Secondo il dottorando Mohammed Belal , resta aperta la domanda: scrolliamo perché siamo stressati o siamo stressati perché scrolliamo? Anche YouTube, streaming e gaming si associano a un maggiore affaticamento mentale. Le donne risultano più vulnerabili, mentre gli utenti più anziani e benestanti mostrano livelli di stress inferiori.<br /><b>Verso un equilibrio digitale</b><br /> Per la prof.ssa Juhi Kulshrestha , il passo successivo è capire se internet può diventare un alleato del benessere. Nuovi strumenti digitali potrebbero aiutare a regolare la navigazione ea trovare un sano equilibrio tra l'uso della rete e la salute mentale .<br /><i>Approfondimenti e altre notizie sono nel portale salutedomàni.com e Saluteh24.com, nelle pagine social collegate e nel canale gratuito di Telegram: salutedomàni</i>]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/69496417</guid><pubDate>Sun, 18 Jan 2026 13:59:38 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/69496417/podcast_salutedomani_18_gennaio_2026.mp3" length="6460552" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Salutedomani</itunes:author><itunes:subtitle>Risparmiare tempo facendo acquisti sul web può sembrare una soluzione pratica, ma il nostro benessere ne risente. 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Chi trascorre più tempo sui social o nei siti di e-commerce mostra un aumento significativo dello stress , mentre le attività come leggere notizie o e-mail risultano più rilassanti.<br /><b>Un effetto “uovo e gallina” digitale </b><br />Secondo il dottorando Mohammed Belal , resta aperta la domanda: scrolliamo perché siamo stressati o siamo stressati perché scrolliamo? Anche YouTube, streaming e gaming si associano a un maggiore affaticamento mentale. Le donne risultano più vulnerabili, mentre gli utenti più anziani e benestanti mostrano livelli di stress inferiori.<br /><b>Verso un equilibrio digitale</b><br /> Per la prof.ssa Juhi Kulshrestha , il passo successivo è capire se internet può diventare un alleato del benessere. Nuovi strumenti digitali potrebbero aiutare a regolare la navigazione ea trovare un sano equilibrio tra l'uso della rete e la salute mentale .<br /><i>Approfondimenti e altre notizie sono nel portale salutedomàni.com e Saluteh24.com, nelle pagine social collegate e nel canale gratuito di Telegram: salutedomàni</i>]]></itunes:summary><itunes:duration>404</itunes:duration><itunes:keywords>attenzione,australia,compere,donne,finlandia,indagine,internet,kulshrestha,navigare,notizie,podcast,ricerca,salutedomani,scrollare,shopping,social,spesa,stress,web,youtube</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/56262bc7e005e620898ae92d28068239.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>PODCAST. INFLUENZA: COME FERMARE LA DIFFUSIONE?</title><link>https://www.spreaker.com/episode/podcast-influenza-come-fermare-la-diffusione--69388658</link><description><![CDATA[La variante “sottoclade K” dell’influenza sta colpendo duramente. Ma uno studio dell’Università del Maryland pubblicato su PLOS Pathogens offre nuovi indizi su come contenere i contagi. Ricercatori hanno riunito studenti con influenza e volontari sani in un hotel di Baltimora. Risultato? Nessuna trasmissione. Il team guidato da Donald Milton e Jianyu Lai ha scoperto che la malattia non si diffonde sempre facilmente per via aerea<br /><b>Tosse e aria, fattori decisivi</b><br />I malati avevano alte cariche virali nasali, ma tossivano poco. Inoltre, la stanza era ben ventilata: l’aria veniva continuamente mescolata, riducendo la concentrazione del virus.<br />"L'altro fattore importante è la ventilazione e il movimento dell'aria. L'aria nella nostra sala studio veniva continuamente mescolata rapidamente da un riscaldatore e un deumidificatore, diluendo così le piccole quantità di virus presenti nell'aria", afferma Lai.  Lai aggiunge che gli adulti di mezza età sono solitamente meno vulnerabili all'influenza rispetto agli adulti più giovani, un altro probabile fattore che spiega l'assenza di casi di influenza.  La maggior parte dei ricercatori ritiene che la trasmissione aerea sia un fattore importante nella diffusione di questa malattia.<br /> <b>Come proteggersi</b><br /> "Essere a stretto contatto, faccia a faccia con altre persone, in ambienti chiusi dove l'aria non si muove molto, sembra essere la cosa più rischiosa, ed è qualcosa che tutti tendiamo a fare spesso. I nostri risultati suggeriscono che i purificatori d'aria portatili che agitano l'aria oltre a purificarla potrebbero essere di grande aiuto. Ma se ci si trova molto vicini e qualcuno tossisce, il modo migliore per proteggersi è indossare una mascherina, soprattutto la N95", sottolinea Milton.<br /><b>Un obiettivo di salute pubblica</b><br /> L’influenza causa ogni anno fino a un miliardo di casi nel mondo. Studi clinici come questo sono essenziali per aggiornare le linee guida e comprendere davvero come si diffonde il virus.<br /><i></i><br /><i>Approfondimenti e altre notizie sono nel portale salutedomàni.com e Saluteh24.com, nelle pagine social collegate e nel canale gratuito di telegram: salutedomàni</i>]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/69388658</guid><pubDate>Sun, 11 Jan 2026 12:06:55 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/69388658/podcast_salutedomani_11_gennaio_2026.mp3" length="5795584" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Salutedomani</itunes:author><itunes:subtitle>La variante “sottoclade K” dell’influenza sta colpendo duramente. Ma uno studio dell’Università del Maryland pubblicato su PLOS Pathogens offre nuovi indizi su come contenere i contagi. Ricercatori hanno riunito studenti con influenza e volontari sani...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[La variante “sottoclade K” dell’influenza sta colpendo duramente. Ma uno studio dell’Università del Maryland pubblicato su PLOS Pathogens offre nuovi indizi su come contenere i contagi. Ricercatori hanno riunito studenti con influenza e volontari sani in un hotel di Baltimora. Risultato? Nessuna trasmissione. Il team guidato da Donald Milton e Jianyu Lai ha scoperto che la malattia non si diffonde sempre facilmente per via aerea<br /><b>Tosse e aria, fattori decisivi</b><br />I malati avevano alte cariche virali nasali, ma tossivano poco. Inoltre, la stanza era ben ventilata: l’aria veniva continuamente mescolata, riducendo la concentrazione del virus.<br />"L'altro fattore importante è la ventilazione e il movimento dell'aria. L'aria nella nostra sala studio veniva continuamente mescolata rapidamente da un riscaldatore e un deumidificatore, diluendo così le piccole quantità di virus presenti nell'aria", afferma Lai.  Lai aggiunge che gli adulti di mezza età sono solitamente meno vulnerabili all'influenza rispetto agli adulti più giovani, un altro probabile fattore che spiega l'assenza di casi di influenza.  La maggior parte dei ricercatori ritiene che la trasmissione aerea sia un fattore importante nella diffusione di questa malattia.<br /> <b>Come proteggersi</b><br /> "Essere a stretto contatto, faccia a faccia con altre persone, in ambienti chiusi dove l'aria non si muove molto, sembra essere la cosa più rischiosa, ed è qualcosa che tutti tendiamo a fare spesso. I nostri risultati suggeriscono che i purificatori d'aria portatili che agitano l'aria oltre a purificarla potrebbero essere di grande aiuto. Ma se ci si trova molto vicini e qualcuno tossisce, il modo migliore per proteggersi è indossare una mascherina, soprattutto la N95", sottolinea Milton.<br /><b>Un obiettivo di salute pubblica</b><br /> L’influenza causa ogni anno fino a un miliardo di casi nel mondo. Studi clinici come questo sono essenziali per aggiornare le linee guida e comprendere davvero come si diffonde il virus.<br /><i></i><br /><i>Approfondimenti e altre notizie sono nel portale salutedomàni.com e Saluteh24.com, nelle pagine social collegate e nel canale gratuito di telegram: salutedomàni</i>]]></itunes:summary><itunes:duration>363</itunes:duration><itunes:keywords>anziani,aria,consigli,infezione,influenza,lai,malati,mascherina,milton,plos,podcast,protezione,ricerca,ricovero,salutedomani,sottoclade,studio,trasmissione,ventilazione,virus</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/56262bc7e005e620898ae92d28068239.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Podcast. 10 suggerimenti per conservare in sicurezza gli avanzi delle Feste</title><link>https://www.spreaker.com/episode/podcast-10-suggerimenti-per-conservare-in-sicurezza-gli-avanzi-delle-feste--69148559</link><description><![CDATA[Tanti piatti saranno i protagonisti delle tavole di Natale e Capodanno. In molti casi sarà difficile, se non impossibile, evitare che qualche pietanza avanzi, per essere scaldata e poi consumata nuovamente nei giorni successivi. In agguato, però, possono esservi rischi legati alla salute. Dall’Istituto Superiore di Sanità (<a href="https://www.iss.it/sac-in-evidenza" target="_blank" rel="noreferrer noopener">progetto SAC</a>) arrivano dei suggerimenti per gestire e consumare gli avanzi in sicurezza:<ol><li>Il primo passo fondamentale è pianificare con attenzione la spesa, calcolando attentamente gli acquisti in funzione del numero di ospiti. In questo modo si limita ciò che potrebbe avanzare, riducendo il più possibile gli sprechi</li><li>Trasferisci gli avanzi delle Feste in recipienti puliti e chiusi, invece di lasciarli nelle pentole in cui sono stati cucinati</li><li>Nel caso di utilizzo dello stesso avanzo in più occasioni, è bene evitare cicli multipli di riscaldamento e raffreddamento riscaldando solo la porzione che si intende consumare. Questo riduce il rischio di contaminazione e deterioramento dell'alimento e ne preserva la qualità.</li><li>Riponi gli avanzi in frigo o in congelatore entro poche ore dalla cottura.  Sebbene i tempi di deperimento siano fortemente condizionati dal tipo di alimento e dalla temperatura ambientale, gli alimenti preparati non dovrebbero rimanere fuori dal frigorifero o dal congelatore per più di due ore</li><li>Gli avanzi dei cibi cotti possono essere conservati in frigorifero per pochi giorni. Idealmente, non dovrebbero essere conservati per più di 2-3 giorni. Le preparazioni già cotte vanno riposte nei ripiani alti, separate dagli alimenti crudi</li><li>Mantieni ben refrigerate tutte le preparazioni avanzate, con particolare attenzione a piatti particolarmente deperibili, come creme e salse</li><li>Presta particolare attenzione alle preparazioni facilmente deperibili, come l’insalata russa. Evita continui spostamenti tra frigorifero e tavola, per ridurre il rischio di contaminazione e deterioramento.</li><li>Per garantire sicurezza e qualità, è consigliabile non conservare più preparazioni diverse nello stesso contenitore in frigorifero: separandole si riduce il rischio di contaminazione crociata, si preservano sapori e consistenze e si assicura una conservazione più uniforme e sicura</li><li>Per il congelamento, scegli esclusivamente contenitori adatti al freezer, e suddividi le preparazioni in porzioni piccole da consumare in un’unica volta</li><li>Non consumare preparazioni che presentano segni di deterioramento, come muffa, odori acidi o rancidi, alterazioni di colore o modifiche della consistenza</li></ol><i>  Approfondimenti e altre notizie sono nel portale salutedomàni.com e Saluteh24.com, nelle pagine social collegate e nel canale gratuito di telegram: salutedomàni  </i>]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/69148559</guid><pubDate>Sat, 20 Dec 2025 16:58:51 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/69148559/podcast_salutedomani_20_dic_25.mp3" length="6018350" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Salutedomani</itunes:author><itunes:subtitle>Tanti piatti saranno i protagonisti delle tavole di Natale e Capodanno. 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In questo modo si limita ciò che potrebbe avanzare, riducendo il più possibile gli sprechi</li><li>Trasferisci gli avanzi delle Feste in recipienti puliti e chiusi, invece di lasciarli nelle pentole in cui sono stati cucinati</li><li>Nel caso di utilizzo dello stesso avanzo in più occasioni, è bene evitare cicli multipli di riscaldamento e raffreddamento riscaldando solo la porzione che si intende consumare. Questo riduce il rischio di contaminazione e deterioramento dell'alimento e ne preserva la qualità.</li><li>Riponi gli avanzi in frigo o in congelatore entro poche ore dalla cottura.  Sebbene i tempi di deperimento siano fortemente condizionati dal tipo di alimento e dalla temperatura ambientale, gli alimenti preparati non dovrebbero rimanere fuori dal frigorifero o dal congelatore per più di due ore</li><li>Gli avanzi dei cibi cotti possono essere conservati in frigorifero per pochi giorni. Idealmente, non dovrebbero essere conservati per più di 2-3 giorni. Le preparazioni già cotte vanno riposte nei ripiani alti, separate dagli alimenti crudi</li><li>Mantieni ben refrigerate tutte le preparazioni avanzate, con particolare attenzione a piatti particolarmente deperibili, come creme e salse</li><li>Presta particolare attenzione alle preparazioni facilmente deperibili, come l’insalata russa. Evita continui spostamenti tra frigorifero e tavola, per ridurre il rischio di contaminazione e deterioramento.</li><li>Per garantire sicurezza e qualità, è consigliabile non conservare più preparazioni diverse nello stesso contenitore in frigorifero: separandole si riduce il rischio di contaminazione crociata, si preservano sapori e consistenze e si assicura una conservazione più uniforme e sicura</li><li>Per il congelamento, scegli esclusivamente contenitori adatti al freezer, e suddividi le preparazioni in porzioni piccole da consumare in un’unica volta</li><li>Non consumare preparazioni che presentano segni di deterioramento, come muffa, odori acidi o rancidi, alterazioni di colore o modifiche della consistenza</li></ol><i>  Approfondimenti e altre notizie sono nel portale salutedomàni.com e Saluteh24.com, nelle pagine social collegate e nel canale gratuito di telegram: salutedomàni  </i>]]></itunes:summary><itunes:duration>377</itunes:duration><itunes:keywords>avanzi,caldo,capodanno,cibo,conservazione,consigli,contenitori,crudi,feste,freddo,freezer,frigorifero,iss,natale,pasta,pesce,podcast,rischi,salutedomani,temperatura</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/56262bc7e005e620898ae92d28068239.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>PODCAST. L’ ONCOLOGIA DIVENTA COMUNITÀ: SPAZI CHE CURANO CORPO E ANIMA</title><link>https://www.spreaker.com/episode/podcast-l-oncologia-diventa-comunita-spazi-che-curano-corpo-e-anima--69074372</link><description><![CDATA[<i>All’Ospedale “Cannizzaro” di Catania nasce un modello innovativo: la cura oncologica si estende agli spazi e alle relazioni, trasformando il reparto in una comunità di vita e benessere condiviso.</i><br /><br />Nel reparto di Oncologia del “Cannizzaro” di Catania la cura va oltre le terapie farmacologiche: diventa relazione, ambiente e quotidianità. Al centro c’è un’idea semplice e radicale: gli spazi curano quanto le terapie. <br /><b>Dal giardino terapeutico all’oncologia aperta</b><br />Un giardino che si affaccia sulle poltrone della chemioterapia si trasforma in finestra sul mondo, ricordando che la vita continua. Spazi per leggere, lavorare, fare ginnastica o semplicemente condividere tempo e presenza: la cura si amplia a corpi, menti e relazioni. Ne nascono proposte concrete: luce naturale ovunque possibile, giardino fruibile tutto l’anno, aree per lo smart working dei caregiver, sistemi di gestione delle attese più umani, spazi per colloqui riservati e supporto psicologico. E’ la proposta del testo ‘Spazi di vita’, della prof.ssa Giusy Scandurra, direttore UOC Oncologia Medica ‘Cannizzaro’ di Catania e docente dell’Università degli Studi di Enna “Kore”, e dall’architetto Giuseppe Scannella insieme all’ingegnere Vincenzo Udine, presentato l’altro giorno al Teatro Massimo Bellini di Catania.<br /><b>La cura diventa comunità</b><br />Accanto alle terapie mediche nascono percorsi di sport, arte e lanaterapia, con evidenze scientifiche di riduzione dell’ansia e maggiore adesione ai trattamenti. L’oncologia si fa così “quarto spazio terapeutico”: luogo di dignità, appartenenza e forza collettiva. “Il cuore del reparto, il luogo di somministrazione della chemioterapia, storicamente vissuto come un luogo da tenere nascosto e al riparo, si apre nella mente e nel cuore all’esterno, sul giardino magico, perché non c’è bisogno di nascondere la malattia. La sala della chemioterapia si apre alla luce, al prato”, sottolinea la prof.ssa Scandurra nel testo, pubblicato con il patrocinio di ACTO Sicilia, Università “Kore” e Azienda Ospedaliera “Cannizzaro”. L’oncologia, da luogo di sola sofferenza, si propone come “quarto spazio terapeutico”: un ambiente che cura anche l’anima, dove la diagnosi non cancella la possibilità di sentirsi parte di una comunità viva, capace di proteggere, accompagnare e generare nuovi inizi.<br />Approfondimenti e altre notizie sono nel portale salutedomàni.com e Saluteh24.com, nelle pagine social collegate e nel canale gratuito di telegram: salutedomàni.<br />           ]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/69074372</guid><pubDate>Tue, 16 Dec 2025 11:45:58 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/69074372/podcast_salutedomani_16_dic_25.mp3" length="3063378" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Salutedomani</itunes:author><itunes:subtitle>All’Ospedale “Cannizzaro” di Catania nasce un modello innovativo: la cura oncologica si estende agli spazi e alle relazioni, trasformando il reparto in una comunità di vita e benessere condiviso.

Nel reparto di Oncologia del “Cannizzaro” di Catania...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[<i>All’Ospedale “Cannizzaro” di Catania nasce un modello innovativo: la cura oncologica si estende agli spazi e alle relazioni, trasformando il reparto in una comunità di vita e benessere condiviso.</i><br /><br />Nel reparto di Oncologia del “Cannizzaro” di Catania la cura va oltre le terapie farmacologiche: diventa relazione, ambiente e quotidianità. Al centro c’è un’idea semplice e radicale: gli spazi curano quanto le terapie. <br /><b>Dal giardino terapeutico all’oncologia aperta</b><br />Un giardino che si affaccia sulle poltrone della chemioterapia si trasforma in finestra sul mondo, ricordando che la vita continua. Spazi per leggere, lavorare, fare ginnastica o semplicemente condividere tempo e presenza: la cura si amplia a corpi, menti e relazioni. Ne nascono proposte concrete: luce naturale ovunque possibile, giardino fruibile tutto l’anno, aree per lo smart working dei caregiver, sistemi di gestione delle attese più umani, spazi per colloqui riservati e supporto psicologico. E’ la proposta del testo ‘Spazi di vita’, della prof.ssa Giusy Scandurra, direttore UOC Oncologia Medica ‘Cannizzaro’ di Catania e docente dell’Università degli Studi di Enna “Kore”, e dall’architetto Giuseppe Scannella insieme all’ingegnere Vincenzo Udine, presentato l’altro giorno al Teatro Massimo Bellini di Catania.<br /><b>La cura diventa comunità</b><br />Accanto alle terapie mediche nascono percorsi di sport, arte e lanaterapia, con evidenze scientifiche di riduzione dell’ansia e maggiore adesione ai trattamenti. L’oncologia si fa così “quarto spazio terapeutico”: luogo di dignità, appartenenza e forza collettiva. “Il cuore del reparto, il luogo di somministrazione della chemioterapia, storicamente vissuto come un luogo da tenere nascosto e al riparo, si apre nella mente e nel cuore all’esterno, sul giardino magico, perché non c’è bisogno di nascondere la malattia. La sala della chemioterapia si apre alla luce, al prato”, sottolinea la prof.ssa Scandurra nel testo, pubblicato con il patrocinio di ACTO Sicilia, Università “Kore” e Azienda Ospedaliera “Cannizzaro”. L’oncologia, da luogo di sola sofferenza, si propone come “quarto spazio terapeutico”: un ambiente che cura anche l’anima, dove la diagnosi non cancella la possibilità di sentirsi parte di una comunità viva, capace di proteggere, accompagnare e generare nuovi inizi.<br />Approfondimenti e altre notizie sono nel portale salutedomàni.com e Saluteh24.com, nelle pagine social collegate e nel canale gratuito di telegram: salutedomàni.<br />           ]]></itunes:summary><itunes:duration>192</itunes:duration><itunes:keywords>acto,cancro,cannizzaro,caregiver,catania,chemioterapia,giardino,kore,lanaterapia,libro,oncologia,podcast,presentazione,relazione,salutedomani,scandurra,sicilia,supporto,terapia,tumore</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/56262bc7e005e620898ae92d28068239.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>PODCAST. PACEMAKER SENZA FILI: DUE “GENERATORI WIRELESS” RIDANNO RITMO AL CUORE</title><link>https://www.spreaker.com/episode/podcast-pacemaker-senza-fili-due-generatori-wireless-ridanno-ritmo-al-cuore--68809313</link><description><![CDATA[Due pacemaker leadless di nuova generazione hanno restituito l’energia al cuore di una giovane donna con una grave cardiopatia congenita. L’intervento, il primo di questo tipo eseguito all’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù, è stato realizzato dall’équipe del dottor Fabrizio Drago, responsabile di Cardiologia e Aritmologia.<br />Questi microdispositivi wireless offrono la stessa efficienza dei pacemaker tradizionali, eliminando i fili e la tasca chirurgica sottocutanea. «Oltre alle prestazioni cliniche – spiega Drago – risolvono anche il disagio estetico e psicologico legato ai dispositivi visibili sotto la pelle».<br /><b>Una tecnologia per casi ad alta complessità</b><br />La paziente, di appena 36 kg e affetta da tetralogia di Fallot, aveva già avuto infezioni causate dai sistemi convenzionali, rendendo impossibile un nuovo impianto tradizionale. I pacemaker leadless, grandi pochi centimetri, vengono introdotti attraverso una vena della gamba e posizionati direttamente nelle cavità cardiache.<br />Una volta in sede, generano impulsi elettrici che mantengono il battito regolare, riducendo il rischio di complicanze e durando fino a 10 anni. Nel caso specifico, sono stati impiantati due dispositivi – uno nell’atrio e uno nel ventricolo destro – per garantire una stimolazione coordinata e fisiologica. Questa tecnica migliora la tolleranza allo sforzo e la qualità di vita quotidiana.<br /><b>Un modello per la cardiologia del futuro</b><br /> «Questi micro-device intracardiaci offrono importanti vantaggi – aggiunge Drago –: nessun filo, nessuna tasca chirurgica, maggiore comfort psicologico, efficienza paragonabile ai sistemi convenzionali e nessuna cicatrice visibile». Si tratta di una soluzione adatta a casi selezionati, ma destinata a cambiare la storia dell’aritmologia pediatrica e dell’adulto congenito. <b>I cardiopatici congeniti adulti: nuovi pazienti cronici</b><b></b> Grazie ai progressi medico-chirurgici, oggi il 90% dei bambini con cardiopatia congenita raggiunge l’età adulta. Cresce così la popolazione dei pazienti GUCH (Grown-Up Congenital Heart), adulti con cardiopatie congenite che necessitano di controlli e terapie per tutta la vita.<br />Per loro, l’Ospedale Bambino Gesù ha istituito l’Unità Operativa di Cardiologia del Congenito Adulto, diretta dalla dottoressa Claudia Montanaro. Nel 2024 il servizio ha seguito circa 3.000 pazienti con approccio multidisciplinare, che coinvolge cardiologi, cardiochirurghi, aritmologi, radiologi, psicologi e intensivisti. «L’assistenza personalizzata – sottolinea Montanaro – è la chiave per accompagnare questi pazienti nella transizione verso l’età adulta assicurando la migliore qualità di vita possibile».<br /><i>Approfondimenti e altre notizie sono nel portale </i><i>salutedomàni.com</i><i> e Saluteh24.com, nelle pagine social collegate e nel canale gratuito di telegram: </i><i>salutedomàni</i><i></i>  ]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/68809313</guid><pubDate>Sun, 30 Nov 2025 18:36:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/68809313/podcast_salutedomani_30_novembre_2025.mp3" length="6107375" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Salutedomani</itunes:author><itunes:subtitle>Due pacemaker leadless di nuova generazione hanno restituito l’energia al cuore di una giovane donna con una grave cardiopatia congenita. 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L’intervento, il primo di questo tipo eseguito all’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù, è stato realizzato dall’équipe del dottor Fabrizio Drago, responsabile di Cardiologia e Aritmologia.<br />Questi microdispositivi wireless offrono la stessa efficienza dei pacemaker tradizionali, eliminando i fili e la tasca chirurgica sottocutanea. «Oltre alle prestazioni cliniche – spiega Drago – risolvono anche il disagio estetico e psicologico legato ai dispositivi visibili sotto la pelle».<br /><b>Una tecnologia per casi ad alta complessità</b><br />La paziente, di appena 36 kg e affetta da tetralogia di Fallot, aveva già avuto infezioni causate dai sistemi convenzionali, rendendo impossibile un nuovo impianto tradizionale. I pacemaker leadless, grandi pochi centimetri, vengono introdotti attraverso una vena della gamba e posizionati direttamente nelle cavità cardiache.<br />Una volta in sede, generano impulsi elettrici che mantengono il battito regolare, riducendo il rischio di complicanze e durando fino a 10 anni. Nel caso specifico, sono stati impiantati due dispositivi – uno nell’atrio e uno nel ventricolo destro – per garantire una stimolazione coordinata e fisiologica. Questa tecnica migliora la tolleranza allo sforzo e la qualità di vita quotidiana.<br /><b>Un modello per la cardiologia del futuro</b><br /> «Questi micro-device intracardiaci offrono importanti vantaggi – aggiunge Drago –: nessun filo, nessuna tasca chirurgica, maggiore comfort psicologico, efficienza paragonabile ai sistemi convenzionali e nessuna cicatrice visibile». Si tratta di una soluzione adatta a casi selezionati, ma destinata a cambiare la storia dell’aritmologia pediatrica e dell’adulto congenito. <b>I cardiopatici congeniti adulti: nuovi pazienti cronici</b><b></b> Grazie ai progressi medico-chirurgici, oggi il 90% dei bambini con cardiopatia congenita raggiunge l’età adulta. Cresce così la popolazione dei pazienti GUCH (Grown-Up Congenital Heart), adulti con cardiopatie congenite che necessitano di controlli e terapie per tutta la vita.<br />Per loro, l’Ospedale Bambino Gesù ha istituito l’Unità Operativa di Cardiologia del Congenito Adulto, diretta dalla dottoressa Claudia Montanaro. Nel 2024 il servizio ha seguito circa 3.000 pazienti con approccio multidisciplinare, che coinvolge cardiologi, cardiochirurghi, aritmologi, radiologi, psicologi e intensivisti. «L’assistenza personalizzata – sottolinea Montanaro – è la chiave per accompagnare questi pazienti nella transizione verso l’età adulta assicurando la migliore qualità di vita possibile».<br /><i>Approfondimenti e altre notizie sono nel portale </i><i>salutedomàni.com</i><i> e Saluteh24.com, nelle pagine social collegate e nel canale gratuito di telegram: </i><i>salutedomàni</i><i></i>  ]]></itunes:summary><itunes:duration>382</itunes:duration><itunes:keywords>bambini,bambino,battito,cardiopatia,cicatrice,cuore,drago,fallot,gesu',guch,intervento,leadless,microdispositivi,montanaro,pacemaker,podcast,salutedomani,tetralogia,wireless</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/56262bc7e005e620898ae92d28068239.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>PODCAST: SCLEROSI MULTIPLA, SCOPERTO NEL CERVELLO IL “MOTORE” CHE GUIDA L’ATTACCO IMMUNITARIO</title><link>https://www.spreaker.com/episode/podcast-sclerosi-multipla-scoperto-nel-cervello-il-motore-che-guida-l-attacco-immunitario--68692172</link><description><![CDATA[Un grande studio italiano ha individuato nel cervello un “interruttore”v che governa la produzione delle cellule immunitarie coinvolte nella sclerosi multipla. <br />Si tratta dei neuroni AgRP dell’ipotalamo, che regolano il dialogo fra sistema nervoso, midollo osseo e timo e possono diventare un nuovo bersaglio terapeutico.<br /><b>Il dialogo cervello–sistema immunitario</b><br />I neuroni AgRP controllano, tramite noradrenalina, quante cellule immunitarie vengono generate nel midollo osseo e come maturano nel timo. <br />Quando questi neuroni non funzionano correttamente, aumentano monociti e neutrofili “aggressivi” e diminuiscono i linfociti T regolatori che tengono a freno l’autoimmunità.<br /><b>Dal modello sperimentale alle possibili terapie</b><br />Nel modello sperimentale di sclerosi multipla, i neuroni AgRP risultano “spenti” e questo contribuisce a innescare l’attacco contro le fibre nervose. <br />Riaccendere selettivamente questi neuroni con specifiche molecole normalizza midollo e timo e migliora il decorso della malattia, aprendo scenari per future terapie mirate.<br /> <b>Un nuovo biomarcatore nel sangue</b><br /> I neuroni AgRP producono anche il neuropeptide AgRP, misurabile con un semplice esame del sangue nelle persone con sclerosi multipla. <br />Livelli più elevati di questo peptide si associano a forme più gravi e a segni di infiammazione alla risonanza, candidandolo a biomarcatore di gravità.<br /><b>Una ricerca tutta italiana</b> Il lavoro, pubblicato su Cell Reports, è firmato dall’IRCCS Ospedale Policlinico San Martino e dall’Università di Genova, con il sostegno del programma MNESYS e della FISM. <br />Il progetto si inserisce nella più ampia iniziativa italiana sul cervello, che punta a nuovi bersagli farmacologici e biomarcatori per le malattie neurologiche.<br /><i>Approfondimenti e altre notizie sono nel portale salutedomàni.com e Saluteh24.com, nelle pagine social collegate e nel canale gratuito di telegram: salutedomàni  </i>]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/68692172</guid><pubDate>Sat, 22 Nov 2025 10:55:34 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/68692172/podcast_salutedomani_23_nov_25.mp3" length="6176338" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Salutedomani</itunes:author><itunes:subtitle>Un grande studio italiano ha individuato nel cervello un “interruttore”v che governa la produzione delle cellule immunitarie coinvolte nella sclerosi multipla. 
Si tratta dei neuroni AgRP dell’ipotalamo, che regolano il dialogo fra sistema nervoso,...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Un grande studio italiano ha individuato nel cervello un “interruttore”v che governa la produzione delle cellule immunitarie coinvolte nella sclerosi multipla. <br />Si tratta dei neuroni AgRP dell’ipotalamo, che regolano il dialogo fra sistema nervoso, midollo osseo e timo e possono diventare un nuovo bersaglio terapeutico.<br /><b>Il dialogo cervello–sistema immunitario</b><br />I neuroni AgRP controllano, tramite noradrenalina, quante cellule immunitarie vengono generate nel midollo osseo e come maturano nel timo. <br />Quando questi neuroni non funzionano correttamente, aumentano monociti e neutrofili “aggressivi” e diminuiscono i linfociti T regolatori che tengono a freno l’autoimmunità.<br /><b>Dal modello sperimentale alle possibili terapie</b><br />Nel modello sperimentale di sclerosi multipla, i neuroni AgRP risultano “spenti” e questo contribuisce a innescare l’attacco contro le fibre nervose. <br />Riaccendere selettivamente questi neuroni con specifiche molecole normalizza midollo e timo e migliora il decorso della malattia, aprendo scenari per future terapie mirate.<br /> <b>Un nuovo biomarcatore nel sangue</b><br /> I neuroni AgRP producono anche il neuropeptide AgRP, misurabile con un semplice esame del sangue nelle persone con sclerosi multipla. <br />Livelli più elevati di questo peptide si associano a forme più gravi e a segni di infiammazione alla risonanza, candidandolo a biomarcatore di gravità.<br /><b>Una ricerca tutta italiana</b> Il lavoro, pubblicato su Cell Reports, è firmato dall’IRCCS Ospedale Policlinico San Martino e dall’Università di Genova, con il sostegno del programma MNESYS e della FISM. <br />Il progetto si inserisce nella più ampia iniziativa italiana sul cervello, che punta a nuovi bersagli farmacologici e biomarcatori per le malattie neurologiche.<br /><i>Approfondimenti e altre notizie sono nel portale salutedomàni.com e Saluteh24.com, nelle pagine social collegate e nel canale gratuito di telegram: salutedomàni  </i>]]></itunes:summary><itunes:duration>386</itunes:duration><itunes:keywords>agrp,cell,cervello,esame,fism,genova,infiammazione,linfociti,mnesys,multipla,neuroni,neuropepetide,podcast,reports,ricerca,salutedomani,sangue,sclerosi,studio,timo</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/56262bc7e005e620898ae92d28068239.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>PODCAST EMICRANIA, L ’INTELLIGENZA ARTIFICIALE AIUTA A SCEGLIERE I FARMACI IN POCHI SECONDI</title><link>https://www.spreaker.com/episode/podcast-emicrania-l-intelligenza-artificiale-aiuta-a-scegliere-i-farmaci-in-pochi-secondi--68581464</link><description><![CDATA[<i>Nei centri cefalee italiani, uno strumento digitale accelera diagnosi e terapia riducendo le liste d’attesa</i><b><i></i></b> <b> </b><br />L’intelligenza artificiale (IA) sta rivoluzionando anche la cura dell’emicrania. Al recente congresso nazionale della SISC (Società Italiana per lo Studio delle Cefalee) a Parma, i ricercatori hanno presentato le prime sperimentazioni di sistemi digitali in grado di assistere il medico nella scelta dei farmaci. Grazie a dati raccolti su migliaia di pazienti e incrociati con biomarcatori, parametri clinici, esami del sangue e tecniche di neuroimaging, questi algoritmi suggeriscono in pochi secondi le terapie più promettenti, senza sostituire la valutazione del neurologo. L’accuratezza della “consulenza digitale” si attesta già al 71%: un dato destinato a migliorare man mano che le banche dati si arricchiscono di casi reali.  <br />L’obiettivo è ridurre le lunghe attese nei centri cefalee – un problema diffuso in tutta Italia – e semplificare il lavoro degli specialisti, oggi alle prese con diagnosi complesse e terapie articolate. Infatti, scegliere tra le diverse classi di farmaci (più quelli tradizionali) richiede esperienza e conoscenze specifiche. Se poi si ricorre a terapie non farmacologiche, come il supporto psicologico o la fisioterapia nei casi più resistenti, la gestione diventa ancora più multidisciplinare.    I centri universitari e ospedalieri che aderiscono alla SISC, poco più di 80 su tutto il territorio nazionale, rappresentano l’eccellenza per la presa in carico dei pazienti. Tuttavia, anch’essi soffrono per la carenza cronica di risorse del Sistema Sanitario: spesso occorrono mesi per ricevere una visita, un’attesa che per chi soffre di emicrania può diventare insostenibile. L’auspicio degli specialisti è che la tecnologia dell’IA, sempre guidata dal medico, renda la cura più efficiente e stimoli una maggiore attenzione da parte delle istituzioni. Secondo la SISC, investire nei centri cefalee sarebbe un vantaggio non solo per la salute ma anche per il Paese: il mal di testa, oggi, costa all’Italia circa 20 miliardi annui in assenze e minore produttività. <i> </i><br /> <i>Approfondimenti e altre notizie sono nel portale </i><i>salutedomàni.com</i><i> e Saluteh24.com, nelle pagine social collegate e nel canale gratuito di telegram: </i><i>salutedomàni</i><i></i>    ]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/68581464</guid><pubDate>Sat, 15 Nov 2025 16:23:45 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/68581464/podcast_salutedomani_15_nov25.mp3" length="5935176" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Salutedomani</itunes:author><itunes:subtitle>Nei centri cefalee italiani, uno strumento digitale accelera diagnosi e terapia riducendo le liste d’attesa  
L’intelligenza artificiale (IA) sta rivoluzionando anche la cura dell’emicrania. Al recente congresso nazionale della SISC (Società Italiana...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[<i>Nei centri cefalee italiani, uno strumento digitale accelera diagnosi e terapia riducendo le liste d’attesa</i><b><i></i></b> <b> </b><br />L’intelligenza artificiale (IA) sta rivoluzionando anche la cura dell’emicrania. Al recente congresso nazionale della SISC (Società Italiana per lo Studio delle Cefalee) a Parma, i ricercatori hanno presentato le prime sperimentazioni di sistemi digitali in grado di assistere il medico nella scelta dei farmaci. Grazie a dati raccolti su migliaia di pazienti e incrociati con biomarcatori, parametri clinici, esami del sangue e tecniche di neuroimaging, questi algoritmi suggeriscono in pochi secondi le terapie più promettenti, senza sostituire la valutazione del neurologo. L’accuratezza della “consulenza digitale” si attesta già al 71%: un dato destinato a migliorare man mano che le banche dati si arricchiscono di casi reali.  <br />L’obiettivo è ridurre le lunghe attese nei centri cefalee – un problema diffuso in tutta Italia – e semplificare il lavoro degli specialisti, oggi alle prese con diagnosi complesse e terapie articolate. Infatti, scegliere tra le diverse classi di farmaci (più quelli tradizionali) richiede esperienza e conoscenze specifiche. Se poi si ricorre a terapie non farmacologiche, come il supporto psicologico o la fisioterapia nei casi più resistenti, la gestione diventa ancora più multidisciplinare.    I centri universitari e ospedalieri che aderiscono alla SISC, poco più di 80 su tutto il territorio nazionale, rappresentano l’eccellenza per la presa in carico dei pazienti. Tuttavia, anch’essi soffrono per la carenza cronica di risorse del Sistema Sanitario: spesso occorrono mesi per ricevere una visita, un’attesa che per chi soffre di emicrania può diventare insostenibile. L’auspicio degli specialisti è che la tecnologia dell’IA, sempre guidata dal medico, renda la cura più efficiente e stimoli una maggiore attenzione da parte delle istituzioni. Secondo la SISC, investire nei centri cefalee sarebbe un vantaggio non solo per la salute ma anche per il Paese: il mal di testa, oggi, costa all’Italia circa 20 miliardi annui in assenze e minore produttività. <i> </i><br /> <i>Approfondimenti e altre notizie sono nel portale </i><i>salutedomàni.com</i><i> e Saluteh24.com, nelle pagine social collegate e nel canale gratuito di telegram: </i><i>salutedomàni</i><i></i>    ]]></itunes:summary><itunes:duration>371</itunes:duration><itunes:keywords>artificiale,attacchi,biomarcatori,cefalea,centri,diagnosi,dolore,emicrania,esami,farmaci,ia,intelligenza,parma,podcast,prevenzione,ricerca,salutedomani,sics,spese,valutazione</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/56262bc7e005e620898ae92d28068239.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Podcast AIL: curare è prendersi cura. Alimentazione e salute oltre la terapia</title><link>https://www.spreaker.com/episode/podcast-ail-curare-e-prendersi-cura-alimentazione-e-salute-oltre-la-terapia--68486323</link><description><![CDATA[La quinta edizione del Convegno Nazionale AIL — Associazione Italiana contro Leucemie, Linfomi e Mieloma — ha riaffermato a Roma un principio fondante della medicina moderna: curare significa anche prendersi cura delle persone nel loro insieme.<br /> <b>La salute come equilibrio tra corpo, mente e ambiente </b><br /> Sotto il patrocinio del Ministero dell’Ambiente, del Ministero della Salute e delle principali società scientifiche ematologiche italiane, il convegno ha riunito medici, nutrizionisti, ricercatori e volontari per un confronto multidisciplinare su un tema cruciale: l’impatto degli stili di vita sul decorso delle malattie onco-ematologiche.   “Curare significa prendersi cura delle persone nella loro interezza,” ha ricordato il presidente nazionale AIL, Giuseppe Toro. “Salute è equilibrio tra corpo, mente e ambiente. Solo la collaborazione tra medici, istituzioni e cittadini può costruire un modello di cura centrato sulla persona.”<br /><b> Alimentazione e prevenzione: la leva del cambiamento </b><br /> Dati GLOBOCAN 2022 indicano che le leucemie restano tra i dieci tumori più diagnosticati al mondo, ma circa il 40% dei casi oncologici sarebbe prevenibile intervenendo su abitudini modificabili: alimentazione, fumo, alcol e sedentarietà.   In Italia oltre sei milioni di persone vivono in condizioni di povertà alimentare, senza accesso regolare a un pasto proteico. Una disuguaglianza che si traduce in rischio sanitario. Il convegno ha posto attenzione sulla qualità del cibo, denunciando l’uso eccessivo di pesticidi e sostanze tossiche nel packaging e sottolineando l’urgenza di politiche europee più coraggiose verso la sostenibilità alimentare.<br /><b> Ambiente e salute: un legame inscindibile </b><br /> La prevenzione delle malattie non può ignorare il contesto ambientale. L’esposizione cronica a polveri sottili, l’inquinamento urbano e la qualità dell’aria incidono in modo diretto sul rischio oncologico. La tutela dell’ambiente è, quindi, un atto sanitario collettivo. <br /><b>Il Manifesto AIL per il diritto universale alla salute</b><br />Durante l’incontro è stato presentato il Manifesto AIL per la tutela del diritto universale alla salute, un documento che propone un sistema sanitario equo, efficiente e centrato sulla persona. Ricerca, sostenibilità e solidarietà sono i pilastri per una cura autenticamente umana.<br /><i>Approfondimenti e altre notizie sono nel portale salutedomàni.com e Saluteh24.com, nelle pagine social collegate e nel canale gratuito di telegram: salutedomàni  </i>]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/68486323</guid><pubDate>Sun, 09 Nov 2025 16:48:40 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/68486323/podcast_salutedomani_9_nov_25.mp3" length="14273043" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Salutedomani</itunes:author><itunes:subtitle>La quinta edizione del Convegno Nazionale AIL — Associazione Italiana contro Leucemie, Linfomi e Mieloma — ha riaffermato a Roma un principio fondante della medicina moderna: curare significa anche prendersi cura delle persone nel loro insieme.
 La...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[La quinta edizione del Convegno Nazionale AIL — Associazione Italiana contro Leucemie, Linfomi e Mieloma — ha riaffermato a Roma un principio fondante della medicina moderna: curare significa anche prendersi cura delle persone nel loro insieme.<br /> <b>La salute come equilibrio tra corpo, mente e ambiente </b><br /> Sotto il patrocinio del Ministero dell’Ambiente, del Ministero della Salute e delle principali società scientifiche ematologiche italiane, il convegno ha riunito medici, nutrizionisti, ricercatori e volontari per un confronto multidisciplinare su un tema cruciale: l’impatto degli stili di vita sul decorso delle malattie onco-ematologiche.   “Curare significa prendersi cura delle persone nella loro interezza,” ha ricordato il presidente nazionale AIL, Giuseppe Toro. “Salute è equilibrio tra corpo, mente e ambiente. Solo la collaborazione tra medici, istituzioni e cittadini può costruire un modello di cura centrato sulla persona.”<br /><b> Alimentazione e prevenzione: la leva del cambiamento </b><br /> Dati GLOBOCAN 2022 indicano che le leucemie restano tra i dieci tumori più diagnosticati al mondo, ma circa il 40% dei casi oncologici sarebbe prevenibile intervenendo su abitudini modificabili: alimentazione, fumo, alcol e sedentarietà.   In Italia oltre sei milioni di persone vivono in condizioni di povertà alimentare, senza accesso regolare a un pasto proteico. Una disuguaglianza che si traduce in rischio sanitario. Il convegno ha posto attenzione sulla qualità del cibo, denunciando l’uso eccessivo di pesticidi e sostanze tossiche nel packaging e sottolineando l’urgenza di politiche europee più coraggiose verso la sostenibilità alimentare.<br /><b> Ambiente e salute: un legame inscindibile </b><br /> La prevenzione delle malattie non può ignorare il contesto ambientale. L’esposizione cronica a polveri sottili, l’inquinamento urbano e la qualità dell’aria incidono in modo diretto sul rischio oncologico. La tutela dell’ambiente è, quindi, un atto sanitario collettivo. <br /><b>Il Manifesto AIL per il diritto universale alla salute</b><br />Durante l’incontro è stato presentato il Manifesto AIL per la tutela del diritto universale alla salute, un documento che propone un sistema sanitario equo, efficiente e centrato sulla persona. Ricerca, sostenibilità e solidarietà sono i pilastri per una cura autenticamente umana.<br /><i>Approfondimenti e altre notizie sono nel portale salutedomàni.com e Saluteh24.com, nelle pagine social collegate e nel canale gratuito di telegram: salutedomàni  </i>]]></itunes:summary><itunes:duration>893</itunes:duration><itunes:keywords>ail,associazione,cancro,cibo,convegno,globocan,iss,leucemia,linfoma,manifesto,mieloma,nutrizione,pazienti,pesticidi,podcast,salutedomani,sangue,ssn,toro,tumore</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/56262bc7e005e620898ae92d28068239.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>PODCAST. RELAZIONI E GHOSTING: IL PESO INVISIBILE DEL SILENZIO DIGITALE</title><link>https://www.spreaker.com/episode/podcast-relazioni-e-ghosting-il-peso-invisibile-del-silenzio-digitale--68283872</link><description><![CDATA[C’è chi lo considera un modo “gentile” per sottrarsi a una relazione ormai esaurita. In realtà, il ghosting — interrompere ogni contatto con qualcuno senza spiegazioni — si rivela una forma di esclusione sociale dalle conseguenze più profonde di quanto si immagini.   A dimostrarlo è uno studio condotto da Alessia Telari, Luca Pancani e Paolo Riva del Dipartimento di Psicologia dell’Università di Milano-Bicocca, pubblicato sulla rivista Computers in Human Behavior.<br /><br />La ricerca, intitolata “The Phantom Pain of Ghosting”, è la prima a osservare in tempo reale le reazioni al ghosting, andando oltre gli studi basati su ricordi o ipotesi. I ricercatori hanno coinvolto volontari in brevi conversazioni quotidiane via chat con un collaboratore, chiedendo loro di compilare questionari sulle emozioni provate. A metà esperimento, per alcuni la comunicazione si interrompeva bruscamente — simulando il ghosting — mentre ad altri veniva comunicato un rifiuto esplicito o la conversazione proseguiva normalmente. Questo metodo ha permesso di seguire giorno per giorno l’evoluzione del disagio emotivo.   I risultati mostrano che, sebbene sia il ghosting sia il rifiuto minaccino bisogni psicologici fondamentali come l’inclusione e l’autostima, nel primo caso la sofferenza si prolunga nel tempo. «Il silenzio mantiene le persone intrappolate in uno stato di incertezza che ne impedisce la chiusura emotiva», spiega Telari.<br /><br /> Il rifiuto diretto, al contrario, scatena un dolore immediato ma più breve, seguito da un graduale recupero. Il ghosting lascia invece un senso persistente di confusione e isolamento: chi viene “fantasmatizzato” percepisce l’altro come meno morale e fatica ad accettare la fine del legame. «La comunicazione conta, anche quando si decide di chiudere una relazione apparentemente insignificante», conclude la ricercatrice. Comprendere l’impatto del ghosting può aiutarci a gestire meglio le rotture digitali e a promuovere rapporti più empatici e consapevoli nel mondo online.<br /><i>Approfondimenti e altre notizie sono nel portale salutedomàni.com e Saluteh24.com, nelle pagine social collegate e nel canale gratuito di telegram: salutedomàni  </i>]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/68283872</guid><pubDate>Sun, 26 Oct 2025 08:46:13 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/68283872/podcast_salutedomani_26_ott25.mp3" length="16479867" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Salutedomani</itunes:author><itunes:subtitle>C’è chi lo considera un modo “gentile” per sottrarsi a una relazione ormai esaurita. In realtà, il ghosting — interrompere ogni contatto con qualcuno senza spiegazioni — si rivela una forma di esclusione sociale dalle conseguenze più profonde di...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[C’è chi lo considera un modo “gentile” per sottrarsi a una relazione ormai esaurita. In realtà, il ghosting — interrompere ogni contatto con qualcuno senza spiegazioni — si rivela una forma di esclusione sociale dalle conseguenze più profonde di quanto si immagini.   A dimostrarlo è uno studio condotto da Alessia Telari, Luca Pancani e Paolo Riva del Dipartimento di Psicologia dell’Università di Milano-Bicocca, pubblicato sulla rivista Computers in Human Behavior.<br /><br />La ricerca, intitolata “The Phantom Pain of Ghosting”, è la prima a osservare in tempo reale le reazioni al ghosting, andando oltre gli studi basati su ricordi o ipotesi. I ricercatori hanno coinvolto volontari in brevi conversazioni quotidiane via chat con un collaboratore, chiedendo loro di compilare questionari sulle emozioni provate. A metà esperimento, per alcuni la comunicazione si interrompeva bruscamente — simulando il ghosting — mentre ad altri veniva comunicato un rifiuto esplicito o la conversazione proseguiva normalmente. Questo metodo ha permesso di seguire giorno per giorno l’evoluzione del disagio emotivo.   I risultati mostrano che, sebbene sia il ghosting sia il rifiuto minaccino bisogni psicologici fondamentali come l’inclusione e l’autostima, nel primo caso la sofferenza si prolunga nel tempo. «Il silenzio mantiene le persone intrappolate in uno stato di incertezza che ne impedisce la chiusura emotiva», spiega Telari.<br /><br /> Il rifiuto diretto, al contrario, scatena un dolore immediato ma più breve, seguito da un graduale recupero. Il ghosting lascia invece un senso persistente di confusione e isolamento: chi viene “fantasmatizzato” percepisce l’altro come meno morale e fatica ad accettare la fine del legame. «La comunicazione conta, anche quando si decide di chiudere una relazione apparentemente insignificante», conclude la ricercatrice. Comprendere l’impatto del ghosting può aiutarci a gestire meglio le rotture digitali e a promuovere rapporti più empatici e consapevoli nel mondo online.<br /><i>Approfondimenti e altre notizie sono nel portale salutedomàni.com e Saluteh24.com, nelle pagine social collegate e nel canale gratuito di telegram: salutedomàni  </i>]]></itunes:summary><itunes:duration>1030</itunes:duration><itunes:keywords>autostima,bicocca,conclusione,confusione,coppia,dolore,ghosting,incertezza,isolamento,logoramento,pensieri,podcast,rapporto,relazione,ricerca,rifiuto,salutedomani,social,stress,telari</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/56262bc7e005e620898ae92d28068239.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>PODCAST. SPRAY NASALE CON NANOPARTICELLE D’ORO: NUOVA CURA MIRATA PER CERVELLO E ALZHEIMER</title><link>https://www.spreaker.com/episode/podcast-spray-nasale-con-nanoparticelle-d-oro-nuova-cura-mirata-per-cervello-e-alzheimer--68109561</link><description><![CDATA[<i>Innovativo spray nasale con nanoparticelle d’oro veicola litio direttamente nel cervello, riducendo effetti collaterali e aprendo nuove cure per Alzheimer, disturbo bipolare e malattie virali. Scopri la ricerca italiana.</i><br />Un team dell’Università Cattolica di Roma e dell’Università di Salerno ha sviluppato un dispositivo nanotecnologico capace di veicolare litio direttamente nel cervello attraverso uno spray nasale. Questa strategia mira a trattare patologie neurodegenerative e neuropsichiatriche, riducendo gli effetti collaterali tipici della somministrazione tradizionale. Lo studio è pubblicato sulla prestigiosa rivista Advanced Materials e già oggetto di brevetto. <b>Come funziona</b> Le nanoparticelle d’oro, funzionalizzate con glutatione, trasportano litio – potente inibitore dell’enzima GSK-3β – direttamente alle cellule nervose. L’enzima, iperattivo in Alzheimer, disturbo bipolare e alcune infezioni virali (come Herpes simplex tipo 1), viene così modulato in aree cerebrali critiche come l’ippocampo. <b>Vantaggi rispetto al litio orale</b> Il litio in compresse raggiunge il cervello solo dopo passaggi sistemici, causando possibili danni a reni e tiroide. L’approccio intranasale diretto:<ul><li>Usa dosi minime rispetto a quelle orali</li><li>Evita la circolazione sistemica</li><li>Diminuisce il rischio di tossicità</li></ul><br /><b>Risultati della ricerca</b> Gli studi preclinici pubblicati su <i>Advanced Materials</i> hanno mostrato:<ul><li>Inibizione significativa della GSK-3β nell’ippocampo dei topi</li><li>Recupero della memoria compromessa in modelli di Alzheimer</li><li>Assenza di eventi avversi dopo somministrazioni prolungate</li></ul>Il progetto, già brevettato, ha ricevuto fondi dall’Alzheimer’s Association e dalla Fondazione Policlinico Gemelli IRCCS.<br /><b>Impatto futuro e applicazioni</b> La tecnologia potrebbe essere adattata per trasportare altri principi attivi, offrendo terapie mirate contro:<ul><li>Patologie neurodegenerative</li><li>Disturbi psichiatrici cronici</li><li>Infezioni cerebrali virali</li></ul>La sintesi semplice delle nanoparticelle favorisce costi di produzione contenuti, aprendo la strada a un rapido ingresso nel mercato farmaceutico.<br />Approfondimenti e altre notizie sono nel portale salutedomàni.com e Saluteh24.com, nelle pagine social collegate e nel canale gratuito di telegram: salutedomàni]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/68109561</guid><pubDate>Sun, 12 Oct 2025 17:37:12 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/68109561/podcast_salutedomani_12ott25.mp3" length="12357125" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Salutedomani</itunes:author><itunes:subtitle>Innovativo spray nasale con nanoparticelle d’oro veicola litio direttamente nel cervello, riducendo effetti collaterali e aprendo nuove cure per Alzheimer, disturbo bipolare e malattie virali. Scopri la ricerca italiana.
Un team dell’Università...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[<i>Innovativo spray nasale con nanoparticelle d’oro veicola litio direttamente nel cervello, riducendo effetti collaterali e aprendo nuove cure per Alzheimer, disturbo bipolare e malattie virali. Scopri la ricerca italiana.</i><br />Un team dell’Università Cattolica di Roma e dell’Università di Salerno ha sviluppato un dispositivo nanotecnologico capace di veicolare litio direttamente nel cervello attraverso uno spray nasale. Questa strategia mira a trattare patologie neurodegenerative e neuropsichiatriche, riducendo gli effetti collaterali tipici della somministrazione tradizionale. Lo studio è pubblicato sulla prestigiosa rivista Advanced Materials e già oggetto di brevetto. <b>Come funziona</b> Le nanoparticelle d’oro, funzionalizzate con glutatione, trasportano litio – potente inibitore dell’enzima GSK-3β – direttamente alle cellule nervose. L’enzima, iperattivo in Alzheimer, disturbo bipolare e alcune infezioni virali (come Herpes simplex tipo 1), viene così modulato in aree cerebrali critiche come l’ippocampo. <b>Vantaggi rispetto al litio orale</b> Il litio in compresse raggiunge il cervello solo dopo passaggi sistemici, causando possibili danni a reni e tiroide. L’approccio intranasale diretto:<ul><li>Usa dosi minime rispetto a quelle orali</li><li>Evita la circolazione sistemica</li><li>Diminuisce il rischio di tossicità</li></ul><br /><b>Risultati della ricerca</b> Gli studi preclinici pubblicati su <i>Advanced Materials</i> hanno mostrato:<ul><li>Inibizione significativa della GSK-3β nell’ippocampo dei topi</li><li>Recupero della memoria compromessa in modelli di Alzheimer</li><li>Assenza di eventi avversi dopo somministrazioni prolungate</li></ul>Il progetto, già brevettato, ha ricevuto fondi dall’Alzheimer’s Association e dalla Fondazione Policlinico Gemelli IRCCS.<br /><b>Impatto futuro e applicazioni</b> La tecnologia potrebbe essere adattata per trasportare altri principi attivi, offrendo terapie mirate contro:<ul><li>Patologie neurodegenerative</li><li>Disturbi psichiatrici cronici</li><li>Infezioni cerebrali virali</li></ul>La sintesi semplice delle nanoparticelle favorisce costi di produzione contenuti, aprendo la strada a un rapido ingresso nel mercato farmaceutico.<br />Approfondimenti e altre notizie sono nel portale salutedomàni.com e Saluteh24.com, nelle pagine social collegate e nel canale gratuito di telegram: salutedomàni]]></itunes:summary><itunes:duration>773</itunes:duration><itunes:keywords>alzheimer,brevetto,cattolica,cervello,gemelli,glutatione,gsk-3β,infezioni,ippocampo,litio,nanoparticelle,naso,oro,podcast,ricerca,salerno,salutedomani,spray,terapia,virus</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/56262bc7e005e620898ae92d28068239.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>PODCAST: "SOCIAL PER IL SOCIALE", NASCE LA FACTANZA ACADEMY CON LILLY</title><link>https://www.spreaker.com/episode/podcast-social-per-il-sociale-nasce-la-factanza-academy-con-lilly--67942659</link><description><![CDATA[Accompagnare le associazioni di pazienti nella comunicazione digitale: è l’obiettivo di <b>“Social per il Sociale”</b>, il nuovo percorso formativo promosso da <b>Factanza Media</b> in collaborazione con <b>Lilly Italia</b>.<br />Si tratta della prima <b>academy digitale gratuita</b>, pensata per rafforzare le competenze comunicative delle associazioni e renderle protagoniste nello spazio pubblico e online.<br /><br /><b>Formazione digitale per le associazioni</b><br />Il programma prevede <b>10 ore di formazione</b> tra videolezioni e incontri live, con accesso a una piattaforma riservata per un anno. Gli argomenti affrontati spaziano dalla definizione della strategia social alla gestione delle community, passando per <b>algoritmi di Instagram e LinkedIn, piano editoriale, copywriting e content creation</b>.<br />Un training su misura, studiato per le esigenze di chi ogni giorno rappresenta i pazienti e li accompagna nei loro percorsi di cura.<br /><br /><b>Perché la comunicazione conta in sanità</b><br />Nel mondo della salute la qualità della comunicazione ha un impatto diretto sulla <b>consapevolezza, l’orientamento e il benessere</b> delle persone. Dare strumenti concreti alle associazioni significa rafforzare il loro ruolo di interlocutori autorevoli con istituzioni, sanità e cittadini, aumentando al contempo la lotta alle <b>fake news in ambito medico</b>.<br /><b></b><br /><b>La partnership Factanza – Lilly</b><br />Factanza porta la propria esperienza di comunicazione digitale chiara e inclusiva, mentre Lilly facilita la diffusione e l’accesso al percorso attraverso la propria rete di associazioni.<br />Un’alleanza che mette al centro la voce dei pazienti, con l’obiettivo di creare <b>comunità digitali più forti, solidali e informate</b>.<br /><br /><b>Come partecipare</b><br />Il percorso “Social per il Sociale” è disponibile <b>gratuitamente</b> fino a un massimo di <b>35 associazioni iscritte</b>. Per candidarsi è necessario compilare il form ufficiale <a href="https://tally.so/r/mDLrxj)" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://tally.so/r/mDLrxj</a>, verificato da Factanza in base ai requisiti statutari.    <br /><i>Approfondimenti e altre notizie sono nel portale salutedomàni.com e Saluteh24.com, nelle pagine social collegate e nel canale gratuito di telegram: salutedomàni  </i>]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/67942659</guid><pubDate>Mon, 29 Sep 2025 17:49:44 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/67942659/podcast_salutedomani_29_settembre_25.mp3" length="13555832" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Salutedomani</itunes:author><itunes:subtitle>Accompagnare le associazioni di pazienti nella comunicazione digitale: è l’obiettivo di “Social per il Sociale”, il nuovo percorso formativo promosso da Factanza Media in collaborazione con Lilly Italia.
Si tratta della prima academy digitale...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Accompagnare le associazioni di pazienti nella comunicazione digitale: è l’obiettivo di <b>“Social per il Sociale”</b>, il nuovo percorso formativo promosso da <b>Factanza Media</b> in collaborazione con <b>Lilly Italia</b>.<br />Si tratta della prima <b>academy digitale gratuita</b>, pensata per rafforzare le competenze comunicative delle associazioni e renderle protagoniste nello spazio pubblico e online.<br /><br /><b>Formazione digitale per le associazioni</b><br />Il programma prevede <b>10 ore di formazione</b> tra videolezioni e incontri live, con accesso a una piattaforma riservata per un anno. Gli argomenti affrontati spaziano dalla definizione della strategia social alla gestione delle community, passando per <b>algoritmi di Instagram e LinkedIn, piano editoriale, copywriting e content creation</b>.<br />Un training su misura, studiato per le esigenze di chi ogni giorno rappresenta i pazienti e li accompagna nei loro percorsi di cura.<br /><br /><b>Perché la comunicazione conta in sanità</b><br />Nel mondo della salute la qualità della comunicazione ha un impatto diretto sulla <b>consapevolezza, l’orientamento e il benessere</b> delle persone. Dare strumenti concreti alle associazioni significa rafforzare il loro ruolo di interlocutori autorevoli con istituzioni, sanità e cittadini, aumentando al contempo la lotta alle <b>fake news in ambito medico</b>.<br /><b></b><br /><b>La partnership Factanza – Lilly</b><br />Factanza porta la propria esperienza di comunicazione digitale chiara e inclusiva, mentre Lilly facilita la diffusione e l’accesso al percorso attraverso la propria rete di associazioni.<br />Un’alleanza che mette al centro la voce dei pazienti, con l’obiettivo di creare <b>comunità digitali più forti, solidali e informate</b>.<br /><br /><b>Come partecipare</b><br />Il percorso “Social per il Sociale” è disponibile <b>gratuitamente</b> fino a un massimo di <b>35 associazioni iscritte</b>. Per candidarsi è necessario compilare il form ufficiale <a href="https://tally.so/r/mDLrxj)" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://tally.so/r/mDLrxj</a>, verificato da Factanza in base ai requisiti statutari.    <br /><i>Approfondimenti e altre notizie sono nel portale salutedomàni.com e Saluteh24.com, nelle pagine social collegate e nel canale gratuito di telegram: salutedomàni  </i>]]></itunes:summary><itunes:duration>848</itunes:duration><itunes:keywords>academy,associazioni,competenza,conoscenza,contenuti,copywriting,corso,digital,factanza,formazione,instagram,lilly,linkedin,pazienti,podcast,post,salutedomani,sanità,social,supporto</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/56262bc7e005e620898ae92d28068239.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Podcast. Camminare riduce il rischio di infarto e ictus nelle persone con pressione alta</title><link>https://www.spreaker.com/episode/podcast-camminare-riduce-il-rischio-di-infarto-e-ictus-nelle-persone-con-pressione-alta--67656512</link><description><![CDATA[Fare attività fisica quotidiana è fondamentale per proteggere cuore e vasi sanguigni. Un nuovo studio pubblicato sull’European Journal of Preventive Cardiology dimostra che camminare più a lungo e più velocemente riduce il rischio di infarto, ictus e insufficienza cardiaca, anche senza raggiungere la soglia dei 10.000 passi al giorno.<br /> I dati dello studio L’analisi, condotta su oltre 36.000 persone con ipertensione, ha evidenziato che:<ul><li>ogni 1.000 passi in più al giorno riducono del 17% il rischio complessivo di eventi cardiovascolari;</li><li>rischio di insufficienza cardiaca ridotto del 22%;</li><li>rischio di infarto ridotto del 9%;</li><li>rischio di ictus ridotto del 24%.</li></ul>Un aumento di soli 30 minuti di camminata veloce (circa 80 passi al minuto) ha portato a una riduzione del 30% del rischio di problemi cardiaci gravi.<br /><i>Perché è importante camminare</i><br />L’ipertensione colpisce circa 1,28 miliardi di persone nel mondo ed è tra i principali fattori di rischio per malattie cardiovascolari. Lo studio, coordinato dal professor Emmanuel Stamatakis dell’Università di Sydney, sottolinea che ogni passo conta e che anche sotto la soglia dei 10.000 passi quotidiani i benefici sono reali e misurabili.<br /><i>Benefici anche per chi non ha la pressione alta </i><br />I ricercatori hanno riscontrato risultati simili in oltre 37.000 persone senza ipertensione: più passi significano meno rischio di infarto, ictus e scompenso cardiaco. <br /><i>Un nuovo approccio alla prevenzione </i><br />Gli autori propongono di considerare la camminata come una vera e propria “terapia standard” per i pazienti con pressione alta. Non servono obiettivi irraggiungibili: l’importante è muoversi ogni giorno e aumentare gradualmente intensità e velocità.<br />Approfondimenti e altre notizie sono nel portale salutedomàni.com e Saluteh24.com, nelle pagine social collegate e nel canale gratuito di telegram: salutedomàni.<br /><a href="https://www.salutedomani.com" target="_blank" rel="noreferrer noopener">www.salutedomani.com</a><br />]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/67656512</guid><pubDate>Sat, 06 Sep 2025 17:50:54 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/67656512/podcast_salutedomani_6_sett_25.mp3" length="15690769" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Salutedomani</itunes:author><itunes:subtitle>Fare attività fisica quotidiana è fondamentale per proteggere cuore e vasi sanguigni. Un nuovo studio pubblicato sull’European Journal of Preventive Cardiology dimostra che camminare più a lungo e più velocemente riduce il rischio di infarto, ictus e...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Fare attività fisica quotidiana è fondamentale per proteggere cuore e vasi sanguigni. Un nuovo studio pubblicato sull’European Journal of Preventive Cardiology dimostra che camminare più a lungo e più velocemente riduce il rischio di infarto, ictus e insufficienza cardiaca, anche senza raggiungere la soglia dei 10.000 passi al giorno.<br /> I dati dello studio L’analisi, condotta su oltre 36.000 persone con ipertensione, ha evidenziato che:<ul><li>ogni 1.000 passi in più al giorno riducono del 17% il rischio complessivo di eventi cardiovascolari;</li><li>rischio di insufficienza cardiaca ridotto del 22%;</li><li>rischio di infarto ridotto del 9%;</li><li>rischio di ictus ridotto del 24%.</li></ul>Un aumento di soli 30 minuti di camminata veloce (circa 80 passi al minuto) ha portato a una riduzione del 30% del rischio di problemi cardiaci gravi.<br /><i>Perché è importante camminare</i><br />L’ipertensione colpisce circa 1,28 miliardi di persone nel mondo ed è tra i principali fattori di rischio per malattie cardiovascolari. Lo studio, coordinato dal professor Emmanuel Stamatakis dell’Università di Sydney, sottolinea che ogni passo conta e che anche sotto la soglia dei 10.000 passi quotidiani i benefici sono reali e misurabili.<br /><i>Benefici anche per chi non ha la pressione alta </i><br />I ricercatori hanno riscontrato risultati simili in oltre 37.000 persone senza ipertensione: più passi significano meno rischio di infarto, ictus e scompenso cardiaco. <br /><i>Un nuovo approccio alla prevenzione </i><br />Gli autori propongono di considerare la camminata come una vera e propria “terapia standard” per i pazienti con pressione alta. Non servono obiettivi irraggiungibili: l’importante è muoversi ogni giorno e aumentare gradualmente intensità e velocità.<br />Approfondimenti e altre notizie sono nel portale salutedomàni.com e Saluteh24.com, nelle pagine social collegate e nel canale gratuito di telegram: salutedomàni.<br /><a href="https://www.salutedomani.com" target="_blank" rel="noreferrer noopener">www.salutedomani.com</a><br />]]></itunes:summary><itunes:duration>981</itunes:duration><itunes:keywords>camminare,cardiology,cuore,european,ictus,infarto,ipertensione,journal,mace,passi,podcast,preventive,prevenzione,rischio,salutedomani,stamatakis,studio,terapia,vasi,velocità</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/56262bc7e005e620898ae92d28068239.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>PODCAST. COVID: INFEZIONE DA SARS-COV-2 INVECCHIA I VASI SANGUIGNI SOPRATTUTTO NELLE DONNE</title><link>https://www.spreaker.com/episode/podcast-covid-infezione-da-sars-cov-2-invecchia-i-vasi-sanguigni-soprattutto-nelle-donne--67487189</link><description><![CDATA[L'infezione da SARS-CoV-2 può accelerare l'invecchiamento dei vasi sanguigni, rendendoli più rigidi, un effetto particolarmente pronunciato nelle donne. Questa rigidità vascolare, misurata tramite la velocità dell'onda di polso carotideo-femorale (PWV), può equivalere a circa 5 anni di invecchiamento aggiuntivo e aumenta il rischio di eventi cardiovascolari come ictus e infarto.<br /> I ricercatori suggeriscono che il virus potrebbe agire direttamente sui vasi sanguigni o attraverso risposte infiammatorie e immunitarie, e sottolineano l'importanza di identificare precocemente chi è a rischio, per prevenire future complicazioni, suggerendo che la vaccinazione possa mitigare tale effetto e che lo stile di vita e i farmaci comuni possano aiutare a gestire l'invecchiamento vascolare accelerato. E' quanto emerge da uno studio pubblicato sull’European Heart Journal, che ha coinvolto 2.390 persone provenienti da 16 paesi diversi (Austria, Australia, Brasile, Canada, Cipro, Francia, Grecia, Italia, Messico, Norvegia, Turchia, Regno Unito e Stati Uniti), reclutate tra settembre 2020 e febbraio 2022.<br /><i>Approfondimenti e altre notizie sono nel portale salutedomàni.com e Saluteh24.com, nelle pagine social collegate e nel canale gratuito di telegram: salutedomàni</i>]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/67487189</guid><pubDate>Sat, 23 Aug 2025 09:18:05 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/67487189/podcast_salutedomani_23_agosto_2025.mp3" length="6798267" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Salutedomani</itunes:author><itunes:subtitle>L'infezione da SARS-CoV-2 può accelerare l'invecchiamento dei vasi sanguigni, rendendoli più rigidi, un effetto particolarmente pronunciato nelle donne. 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E' quanto emerge da uno studio pubblicato sull’European Heart Journal, che ha coinvolto 2.390 persone provenienti da 16 paesi diversi (Austria, Australia, Brasile, Canada, Cipro, Francia, Grecia, Italia, Messico, Norvegia, Turchia, Regno Unito e Stati Uniti), reclutate tra settembre 2020 e febbraio 2022.<br /><i>Approfondimenti e altre notizie sono nel portale salutedomàni.com e Saluteh24.com, nelle pagine social collegate e nel canale gratuito di telegram: salutedomàni</i>]]></itunes:summary><itunes:duration>425</itunes:duration><itunes:keywords>complicazioni,covid,cuore,donne,european,heart,infezione,infiammazione,invecchiamento,onda,pandemia,podcast,polso,pwv,ricerca,salutedomani,sars-cov-2,studio,vaccinazione,virus</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/56262bc7e005e620898ae92d28068239.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>PODCAST, ESTATE E ALIMENTAZIONE: I RISCHI DEI PRANZI IN SPIAGGIA E I CONSIGLI PER UNA DIGESTIONE SENZA PROBLEMI</title><link>https://www.spreaker.com/episode/podcast-estate-e-alimentazione-i-rischi-dei-pranzi-in-spiaggia-e-i-consigli-per-una-digestione-senza-problemi--67391462</link><description><![CDATA[Con il caldo, le abitudini quotidiane si modificano: orari sregolati, viaggi, pasti rapidi e cibi crudi o speziati. Tutti questi fattori, uniti all’aumento della temperatura, influenzano la digestione e l’equilibrio del microbiota intestinale.<br />Il risultato? Gonfiore, rallentamento digestivo, dolore addominale e un rischio maggiore di tossinfezioni alimentari dovute a una cattiva conservazione dei cibi. Congestione: mito da spiaggia o rischio reale? Il termine “congestione” è molto popolare, ma scientificamente si parla di risposta fisiologica a uno sbalzo termico.<br />Durante la digestione, il sangue si concentra nell’apparato digerente; un tuffo improvviso in acqua fredda può ridurne l’afflusso, causando nausea, vomito, dolore addominale e nei casi più gravi sincope.<br />La gastroenterologa Elena Zucchi (AIGO) sottolinea come questo fenomeno non sia un’invenzione estiva, ma un rischio legato alla circolazione. Idratazione: la prima regola di prevenzione<ul><li>Bere 1,5-2 litri di acqua al giorno</li><li>Distribuire i liquidi nell’arco della giornata</li><li>Evitare bevande troppo fredde prima del bagno</li><li>Limitare alcolici, bibite zuccherate e caffeina<br />Una corretta idratazione mantiene stabile il volume plasmatico e riduce il rischio di disturbi digestivi e cali di pressione.</li></ul>Cosa mangiare in spiaggia per una buona digestione I consigli degli esperti sono chiari:<ul><li>preferire pasti leggeri e frequenti, ricchi di frutta, verdura, cereali e pesce</li><li>ridurre grassi, fritti, carni rosse e piatti elaborati</li><li>limitare zuccheri semplici (gelati, dolci, bibite zuccherate) che favoriscono gonfiore</li><li>aumentare l’apporto di fibre solubili (mele, pere, avena, legumi decorticati) per regolarizzare il transito intestinale</li></ul>Sicurezza alimentare: attenzione a conservazione e cottura Le alte temperature favoriscono la proliferazione batterica. È quindi essenziale:<ul><li>lavare accuratamente frutta e verdura</li><li>mantenere la catena del freddo</li><li>cuocere bene carne, pesce e uova (almeno 85°C per 5 minuti)</li><li>evitare alimenti scaduti, alterati nel colore, odore o consistenza</li></ul>Attività fisica: alleata del benessere intestinale Il movimento moderato stimola la motilità intestinale, ma va praticato con buon senso:<ul><li>mai subito dopo pasti abbondanti</li><li>meglio nelle ore fresche della giornata</li><li>evitare attività intensa con alte temperature per non peggiorare il reflusso o causare crampi</li></ul>Conclusione Pranzi in spiaggia e relax estivo possono nascondere insidie per la digestione. Idratarsi correttamente, scegliere alimenti leggeri e rispettare le regole di sicurezza alimentare sono le chiavi per godersi il mare senza rischi.<br />L’estate è fatta per rigenerarsi: la moderazione resta la migliore alleata della salute. <i>Approfondimenti e altre notizie sono nel portale salutedomàni.com e Saluteh24.com, nelle pagine social collegate e nel canale gratuito di telegram: salutedomàni</i>]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/67391462</guid><pubDate>Sat, 16 Aug 2025 16:58:36 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/67391462/podcast_salutedomani_16_agosto_25.mp3" length="7545996" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Salutedomani</itunes:author><itunes:subtitle>Con il caldo, le abitudini quotidiane si modificano: orari sregolati, viaggi, pasti rapidi e cibi crudi o speziati. Tutti questi fattori, uniti all’aumento della temperatura, influenzano la digestione e l’equilibrio del microbiota intestinale.
Il...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Con il caldo, le abitudini quotidiane si modificano: orari sregolati, viaggi, pasti rapidi e cibi crudi o speziati. Tutti questi fattori, uniti all’aumento della temperatura, influenzano la digestione e l’equilibrio del microbiota intestinale.<br />Il risultato? Gonfiore, rallentamento digestivo, dolore addominale e un rischio maggiore di tossinfezioni alimentari dovute a una cattiva conservazione dei cibi. Congestione: mito da spiaggia o rischio reale? Il termine “congestione” è molto popolare, ma scientificamente si parla di risposta fisiologica a uno sbalzo termico.<br />Durante la digestione, il sangue si concentra nell’apparato digerente; un tuffo improvviso in acqua fredda può ridurne l’afflusso, causando nausea, vomito, dolore addominale e nei casi più gravi sincope.<br />La gastroenterologa Elena Zucchi (AIGO) sottolinea come questo fenomeno non sia un’invenzione estiva, ma un rischio legato alla circolazione. Idratazione: la prima regola di prevenzione<ul><li>Bere 1,5-2 litri di acqua al giorno</li><li>Distribuire i liquidi nell’arco della giornata</li><li>Evitare bevande troppo fredde prima del bagno</li><li>Limitare alcolici, bibite zuccherate e caffeina<br />Una corretta idratazione mantiene stabile il volume plasmatico e riduce il rischio di disturbi digestivi e cali di pressione.</li></ul>Cosa mangiare in spiaggia per una buona digestione I consigli degli esperti sono chiari:<ul><li>preferire pasti leggeri e frequenti, ricchi di frutta, verdura, cereali e pesce</li><li>ridurre grassi, fritti, carni rosse e piatti elaborati</li><li>limitare zuccheri semplici (gelati, dolci, bibite zuccherate) che favoriscono gonfiore</li><li>aumentare l’apporto di fibre solubili (mele, pere, avena, legumi decorticati) per regolarizzare il transito intestinale</li></ul>Sicurezza alimentare: attenzione a conservazione e cottura Le alte temperature favoriscono la proliferazione batterica. È quindi essenziale:<ul><li>lavare accuratamente frutta e verdura</li><li>mantenere la catena del freddo</li><li>cuocere bene carne, pesce e uova (almeno 85°C per 5 minuti)</li><li>evitare alimenti scaduti, alterati nel colore, odore o consistenza</li></ul>Attività fisica: alleata del benessere intestinale Il movimento moderato stimola la motilità intestinale, ma va praticato con buon senso:<ul><li>mai subito dopo pasti abbondanti</li><li>meglio nelle ore fresche della giornata</li><li>evitare attività intensa con alte temperature per non peggiorare il reflusso o causare crampi</li></ul>Conclusione Pranzi in spiaggia e relax estivo possono nascondere insidie per la digestione. Idratarsi correttamente, scegliere alimenti leggeri e rispettare le regole di sicurezza alimentare sono le chiavi per godersi il mare senza rischi.<br />L’estate è fatta per rigenerarsi: la moderazione resta la migliore alleata della salute. <i>Approfondimenti e altre notizie sono nel portale salutedomàni.com e Saluteh24.com, nelle pagine social collegate e nel canale gratuito di telegram: salutedomàni</i>]]></itunes:summary><itunes:duration>472</itunes:duration><itunes:keywords>aigo,alimentazione,bagno,congestione,consigli,digestione,dolore,estate,gastroenterologia,mangiare,microbiota,pancia,podcast,pranzi,rischi,salutedomani,sintomi,spiaggia,tossine,zucchi</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/56262bc7e005e620898ae92d28068239.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>PODCAST, PERCHE’ NON PIACE LA MUSICA? ANEDONIA E DISCONNESSIONE TRA REGIONI DEL CERVELLO</title><link>https://www.spreaker.com/episode/podcast-perche-non-piace-la-musica-anedonia-e-disconnessione-tra-regioni-del-cervello--67311069</link><description><![CDATA[Dieci anni fa, i ricercatori hanno scoperto un piccolo gruppo di persone che non traggono alcun piacere dalla musica, pur avendo un udito normale e la capacità di apprezzare altre esperienze o stimoli.<br />La condizione, "anedonia musicale specifica", è causata da una disconnessione tra le reti uditive e di ricompensa del cervello. In un articolo pubblicato sulla rivista Trends in Cognitive Sciences della Cell Press , il team che ha scoperto l'anedonia musicale specifica descrive i meccanismi cerebrali alla base della condizione e discute di come la sua comprensione potrebbe rivelare altre differenze nel modo in cui le persone sperimentano piacere e gioia.    "Un meccanismo simile potrebbe essere alla base delle differenze individuali nelle risposte ad altri stimoli gratificanti- afferma l'autore e neuroscienziato Josep Marco-Pallarés dell'Università di Barcellona. -Indagare su questi circuiti potrebbe aprire la strada a nuove ricerche sulle differenze individuali e sui disturbi correlati alla ricompensa, come l'anedonia, la dipendenza o i disturbi alimentari".  Per identificare l'anedonia musicale, il team ha sviluppato uno strumento chiamato <a href="https://osf.io/ryjgf/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Barcelona Music Reward Questionnaire (BMRQ</a> ), che misura il grado di gratificazione che una persona prova per la musica. Il questionario esamina cinque diversi modi in cui la musica può essere gratificante: evocando emozioni; aiutando a regolare l'umore; favorendo le relazioni sociali; attraverso la danza o il movimento; e come qualcosa di nuovo da ricercare, collezionare o sperimentare. Le persone con anedonia musicale generalmente ottengono punteggi bassi in tutti e cinque gli aspetti del BMRQ. <br />Studi comportamentali e di neuroimaging hanno entrambi supportato l'idea che una specifica anedonia musicale sia dovuta a una disconnessione tra regioni cerebrali. Le persone affette da questa condizione possono percepire ed elaborare melodie musicali, il che significa che i loro circuiti cerebrali uditivi sono intatti, semplicemente non ne traggono piacere. Allo stesso modo, le scansioni fMRI mostrano che quando ascoltano musica, le persone con anedonia musicale presentano una ridotta attività nel circuito della ricompensa – la parte del cervello che elabora le ricompense, tra cui cibo, sesso e arte – ma un livello normale di attività in risposta ad altri stimoli gratificanti, come vincere denaro, indicando che anche il loro circuito della ricompensa è intatto.  "Questa mancanza di piacere per la musica è spiegata dalla disconnessione tra il circuito della ricompensa e la rete uditiva, non dal funzionamento del circuito della ricompensa in sé”, prosegue Marco-Pallarés.<br />“Se il circuito della ricompensa non funziona bene, si ottiene meno piacere da qualsiasi tipo di ricompensa- evidenzia l'autore e neuroscienziato Ernest Mas-Herrero dell'Università di Barcellona- potrebbe essere importante non solo l'attivazione di questo circuito, ma anche il modo in cui interagisce con altre regioni cerebrali rilevanti per l'elaborazione di ciascun tipo di ricompensa".  Le cause che portano allo sviluppo di questa condizione non sono ancora chiare, ma alcuni studi hanno dimostrato che genetica e ambiente potrebbero svolgere un ruolo importante. Uno studio recentemente pubblicato su gemelli dimostra che gli effetti genetici potrebbero essere responsabili fino al 54% dell'apprezzamento musicale di un individuo.   Anche tra le persone sane, c'è molta variabilità nel modo in cui le persone rispondono alle ricompense, ma la ricerca su tipi specifici di ricompense è relativamente rara, dato che la maggior parte delle ricerche sul circuito delle ricompense ha dato per scontato che la reattività alle ricompense sia un fenomeno del tipo "tutto o niente", il che non è vero.  "Proponiamo che l'utilizzo della nostra metodologia per studiare altri tipi di ricompensa potrebbe portare alla scoperta di altre anedonie specifiche- conclude Marco-Pallarés. -È possibile, ad esempio, che le persone con una specifica anedonia alimentare possano presentare un deficit nella connettività tra le regioni cerebrali coinvolte nella trasformazione del cibo e il circuito della ricompensa".  Il team sta attualmente collaborando con genetisti per identificare geni specifici che potrebbero essere coinvolti in specifici tipi di anedonia musicale. Intendono anche indagare se la condizione sia un tratto stabile o qualcosa che cambia nel corso della vita, e se l'anedonia musicale o altre condizioni simili possano essere invertite.  <br />Approfondimenti e altre notizie sono nel portale salutedomàni.com e Saluteh24.com, nelle pagine social collegate e nel canale gratuito di telegram: salutedomàni    ]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/67311069</guid><pubDate>Sat, 09 Aug 2025 09:53:22 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/67311069/podcast_salutedomani_9_agosto_25.mp3" length="6743513" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Salutedomani</itunes:author><itunes:subtitle>Dieci anni fa, i ricercatori hanno scoperto un piccolo gruppo di persone che non traggono alcun piacere dalla musica, pur avendo un udito normale e la capacità di apprezzare altre esperienze o stimoli.
La condizione, "anedonia musicale specifica", è...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Dieci anni fa, i ricercatori hanno scoperto un piccolo gruppo di persone che non traggono alcun piacere dalla musica, pur avendo un udito normale e la capacità di apprezzare altre esperienze o stimoli.<br />La condizione, "anedonia musicale specifica", è causata da una disconnessione tra le reti uditive e di ricompensa del cervello. In un articolo pubblicato sulla rivista Trends in Cognitive Sciences della Cell Press , il team che ha scoperto l'anedonia musicale specifica descrive i meccanismi cerebrali alla base della condizione e discute di come la sua comprensione potrebbe rivelare altre differenze nel modo in cui le persone sperimentano piacere e gioia.    "Un meccanismo simile potrebbe essere alla base delle differenze individuali nelle risposte ad altri stimoli gratificanti- afferma l'autore e neuroscienziato Josep Marco-Pallarés dell'Università di Barcellona. -Indagare su questi circuiti potrebbe aprire la strada a nuove ricerche sulle differenze individuali e sui disturbi correlati alla ricompensa, come l'anedonia, la dipendenza o i disturbi alimentari".  Per identificare l'anedonia musicale, il team ha sviluppato uno strumento chiamato <a href="https://osf.io/ryjgf/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Barcelona Music Reward Questionnaire (BMRQ</a> ), che misura il grado di gratificazione che una persona prova per la musica. Il questionario esamina cinque diversi modi in cui la musica può essere gratificante: evocando emozioni; aiutando a regolare l'umore; favorendo le relazioni sociali; attraverso la danza o il movimento; e come qualcosa di nuovo da ricercare, collezionare o sperimentare. Le persone con anedonia musicale generalmente ottengono punteggi bassi in tutti e cinque gli aspetti del BMRQ. <br />Studi comportamentali e di neuroimaging hanno entrambi supportato l'idea che una specifica anedonia musicale sia dovuta a una disconnessione tra regioni cerebrali. Le persone affette da questa condizione possono percepire ed elaborare melodie musicali, il che significa che i loro circuiti cerebrali uditivi sono intatti, semplicemente non ne traggono piacere. Allo stesso modo, le scansioni fMRI mostrano che quando ascoltano musica, le persone con anedonia musicale presentano una ridotta attività nel circuito della ricompensa – la parte del cervello che elabora le ricompense, tra cui cibo, sesso e arte – ma un livello normale di attività in risposta ad altri stimoli gratificanti, come vincere denaro, indicando che anche il loro circuito della ricompensa è intatto.  "Questa mancanza di piacere per la musica è spiegata dalla disconnessione tra il circuito della ricompensa e la rete uditiva, non dal funzionamento del circuito della ricompensa in sé”, prosegue Marco-Pallarés.<br />“Se il circuito della ricompensa non funziona bene, si ottiene meno piacere da qualsiasi tipo di ricompensa- evidenzia l'autore e neuroscienziato Ernest Mas-Herrero dell'Università di Barcellona- potrebbe essere importante non solo l'attivazione di questo circuito, ma anche il modo in cui interagisce con altre regioni cerebrali rilevanti per l'elaborazione di ciascun tipo di ricompensa".  Le cause che portano allo sviluppo di questa condizione non sono ancora chiare, ma alcuni studi hanno dimostrato che genetica e ambiente potrebbero svolgere un ruolo importante. Uno studio recentemente pubblicato su gemelli dimostra che gli effetti genetici potrebbero essere responsabili fino al 54% dell'apprezzamento musicale di un individuo.   Anche tra le persone sane, c'è molta variabilità nel modo in cui le persone rispondono alle ricompense, ma la ricerca su tipi specifici di ricompense è relativamente rara, dato che la maggior parte delle ricerche sul circuito delle ricompense ha dato per scontato che la reattività alle ricompense sia un fenomeno del tipo "tutto o niente", il che non è vero.  "Proponiamo che l'utilizzo della nostra metodologia per studiare altri tipi di ricompensa potrebbe portare alla scoperta di altre anedonie specifiche-...]]></itunes:summary><itunes:duration>422</itunes:duration><itunes:keywords>anedonia,apprendimento,aree,barcellona,bmrq,cervello,circuito,connessione,emozioni,fmri,musica,neuroimaging,piacere,podcast,punteggio,ricerca,ricompensa,salutedomani,stimoli,uditive</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/56262bc7e005e620898ae92d28068239.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>PODCAST. CIBI ULTRA-PROCESSATI E TUMORE AI POLMONI: NUOVO STUDIO RIVELA UN RISCHIO ANCHE PER I NON FUMATORI</title><link>https://www.spreaker.com/episode/podcast-cibi-ultra-processati-e-tumore-ai-polmoni-nuovo-studio-rivela-un-rischio-anche-per-i-non-fumatori--67248637</link><description><![CDATA[Da tempo sappiamo che i cibi ultra-processati non fanno bene: aumentano il rischio di obesità, diabete e malattie cardiovascolari.<br />Ora, un nuovo studio apre uno scenario ancora più allarmante: il possibile legame con il cancro ai polmoni, anche nei non fumatori.  Ma cosa si intende per alimenti ultra-processati? Si tratta di cibi industriali che contengono ingredienti artificiali o poco comuni nella cucina casalinga, come conservanti, emulsionanti, coloranti, aromi artificiali e zuccheri o grassi modificati. Bibite, snack, zuppe pronte, cibi surgelati impanati e gelati sono solo alcuni esempi. Secondo una ricerca pubblicata sulla rivista Thorax, chi consuma più cibi di questo tipo ha un rischio del 41% più alto di ricevere una diagnosi di tumore al polmone rispetto a chi ne mangia meno. Lo studio, condotto su oltre 100.000 persone, ha incrociato i dati sulle abitudini alimentari con le cartelle cliniche. Anche tenendo conto di variabili come il fumo, il legame tra alimentazione e rischio tumorale si è mantenuto solido — anzi, è risultato ancora più evidente tra i non fumatori. Uno dei possibili colpevoli è l’acroleina, una sostanza tossica che si sviluppa durante la cottura ad alte temperature di grassi e oli, ma che si trova anche nei fumi di sigaretta e nell’inquinamento. Anche gli imballaggi alimentari possono rilasciare sostanze chimiche potenzialmente dannose. Nonostante la natura osservazionale dello studio (quindi non definitiva nel provare la causa-effetto), gli esperti concordano sulla pericolosità di una dieta povera e troppo elaborata.<br /> Il Dr. David Katz, esperto in medicina dello stile di vita, sottolinea come questi alimenti possano favorire infiammazioni croniche e alterare il microbiota intestinale, compromettendo le difese immunitarie — condizioni ideali per lo sviluppo del cancro. Il rischio cresce anche per il basso contenuto di omega-3, grassi essenziali noti per le loro proprietà antinfiammatorie. Nei prodotti ultra-processati vengono spesso eliminati per aumentarne la conservabilità. Secondo la nutrizionista Fang Fang Zhang della Tufts University, i pericoli potrebbero derivare da più fattori combinati: additivi, sostanze cancerogene formate durante la produzione, contaminanti degli imballaggi. Ma per capire esattamente il meccanismo, serviranno nuovi studi. Nel frattempo, il messaggio è chiaro: migliorare la qualità della dieta è una strategia fondamentale di prevenzione. Più cibi naturali, meno confezionati. Frutta, verdura, cereali integrali, legumi, noci e semi dovrebbero essere la base dell’alimentazione quotidiana. Il consiglio? Leggere sempre le etichette: più lunga è la lista di ingredienti sconosciuti, maggiore è il rischio che si tratti di un alimento ultra-processato. Meglio optare per prodotti semplici e preparazioni fatte in casa. Inizia con piccoli passi: riduci i cibi industriali e aggiungi ogni giorno qualcosa di fresco e naturale. <br />Approfondimenti e altre notizie sono nel portale salutedomàni.com e Saluteh24.com, nelle pagine social collegate e nel canale gratuito di telegram: salutedomàni  ]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/67248637</guid><pubDate>Mon, 04 Aug 2025 18:01:26 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/67248637/podcast_salutedomani_4_agosto_2025.mp3" length="8070542" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Salutedomani</itunes:author><itunes:subtitle>Da tempo sappiamo che i cibi ultra-processati non fanno bene: aumentano il rischio di obesità, diabete e malattie cardiovascolari.
Ora, un nuovo studio apre uno scenario ancora più allarmante: il possibile legame con il cancro ai polmoni, anche nei...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Da tempo sappiamo che i cibi ultra-processati non fanno bene: aumentano il rischio di obesità, diabete e malattie cardiovascolari.<br />Ora, un nuovo studio apre uno scenario ancora più allarmante: il possibile legame con il cancro ai polmoni, anche nei non fumatori.  Ma cosa si intende per alimenti ultra-processati? Si tratta di cibi industriali che contengono ingredienti artificiali o poco comuni nella cucina casalinga, come conservanti, emulsionanti, coloranti, aromi artificiali e zuccheri o grassi modificati. Bibite, snack, zuppe pronte, cibi surgelati impanati e gelati sono solo alcuni esempi. Secondo una ricerca pubblicata sulla rivista Thorax, chi consuma più cibi di questo tipo ha un rischio del 41% più alto di ricevere una diagnosi di tumore al polmone rispetto a chi ne mangia meno. Lo studio, condotto su oltre 100.000 persone, ha incrociato i dati sulle abitudini alimentari con le cartelle cliniche. Anche tenendo conto di variabili come il fumo, il legame tra alimentazione e rischio tumorale si è mantenuto solido — anzi, è risultato ancora più evidente tra i non fumatori. Uno dei possibili colpevoli è l’acroleina, una sostanza tossica che si sviluppa durante la cottura ad alte temperature di grassi e oli, ma che si trova anche nei fumi di sigaretta e nell’inquinamento. Anche gli imballaggi alimentari possono rilasciare sostanze chimiche potenzialmente dannose. Nonostante la natura osservazionale dello studio (quindi non definitiva nel provare la causa-effetto), gli esperti concordano sulla pericolosità di una dieta povera e troppo elaborata.<br /> Il Dr. David Katz, esperto in medicina dello stile di vita, sottolinea come questi alimenti possano favorire infiammazioni croniche e alterare il microbiota intestinale, compromettendo le difese immunitarie — condizioni ideali per lo sviluppo del cancro. Il rischio cresce anche per il basso contenuto di omega-3, grassi essenziali noti per le loro proprietà antinfiammatorie. Nei prodotti ultra-processati vengono spesso eliminati per aumentarne la conservabilità. Secondo la nutrizionista Fang Fang Zhang della Tufts University, i pericoli potrebbero derivare da più fattori combinati: additivi, sostanze cancerogene formate durante la produzione, contaminanti degli imballaggi. Ma per capire esattamente il meccanismo, serviranno nuovi studi. Nel frattempo, il messaggio è chiaro: migliorare la qualità della dieta è una strategia fondamentale di prevenzione. Più cibi naturali, meno confezionati. Frutta, verdura, cereali integrali, legumi, noci e semi dovrebbero essere la base dell’alimentazione quotidiana. Il consiglio? Leggere sempre le etichette: più lunga è la lista di ingredienti sconosciuti, maggiore è il rischio che si tratti di un alimento ultra-processato. Meglio optare per prodotti semplici e preparazioni fatte in casa. Inizia con piccoli passi: riduci i cibi industriali e aggiungi ogni giorno qualcosa di fresco e naturale. <br />Approfondimenti e altre notizie sono nel portale salutedomàni.com e Saluteh24.com, nelle pagine social collegate e nel canale gratuito di telegram: salutedomàni  ]]></itunes:summary><itunes:duration>505</itunes:duration><itunes:keywords>acroleina,bibite,cancro,cibi,dieta,fumatori,fumo,infiammazione,intestino,microbiota,omega3,podcast,polmone,prevenzione,ricerca,salutedomani,snack,thorax,tumore,ultraprocessati</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/56262bc7e005e620898ae92d28068239.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>PODCAST, DONNE OVER 38: INIZIA L’ETA’ DELLA FIDUCIA. ABBRACCIARE GLI ANNI CON SICUREZZA E STILE</title><link>https://www.spreaker.com/episode/podcast-donne-over-38-inizia-l-eta-della-fiducia-abbracciare-gli-anni-con-sicurezza-e-stile--67128389</link><description><![CDATA[Quasi la metà delle donne crede di essere appena entrata nella sua "era della fiducia in se stessa". Questo secondo un nuovo sondaggio su 2.000 donne di età superiore ai 35 anni in USA, che rivela che, in media, le donne raggiungono un nuovo livello di fiducia in se stesse come persone dopo aver compiuto 38 anni.<br />Questo salto di autostima non è avvenuto dall'oggi al domani, poiché quasi una su tre (29%) si è sentita meno se stessa durante l'adolescenza, minimizzando alcuni aspetti della propria personalità o conformandosi alle norme sociali. Un altro 21% ha faticato di più durante gli anni dell'università (19-23), il che significa che alcune donne hanno impiegato più di 20 anni per accettare chi sono. Ma meglio tardi che mai: più di tre su cinque (64%) ammettono che rispetto alla loro giovinezza ora sono più sicure di sé. Le donne che vivono nel Nord-Est (75%) e sulla costa occidentale (66%) sono particolarmente più sicure di sé oggi rispetto a prima di compiere 35 anni. E nei prossimi cinque anni, il 46% si aspetta un ulteriore aumento di autenticità. Condotto da OnePoll per conto di AGEbeautiful di Zotos Professional, i risultati hanno rivelato che due terzi (67%) delle donne sono attivamente alla ricerca di modi per acquisire maggiore sicurezza in determinati ambiti della propria vita. Le donne sperano di essere più sicure di sé nella socializzazione (54%), nel proprio aspetto (49%), nella carriera (45%) e nei propri hobby o passioni (41%). Le intervistate affermano di aumentare la propria sicurezza trascorrendo del tempo con i propri cari (49%), ridendo o scherzando con familiari e amici (43%) o provando una nuova acconciatura (31%).<br />"Ho assistito all'incredibile trasformazione che si verifica quando le donne abbracciano la propria bellezza unica e sperimentano con i propri capelli- afferma il portavoce Christopher Naselli. -Non si tratta solo di cambiare look; si tratta di sbloccare una nuova fiducia che irradia da dentro. Quando esploriamo e celebriamo tutti gli aspetti di noi stessi, diventiamo la versione più vera e bella di ciò che siamo." Anche le giornate con i capelli belli (36%), i complimenti delle persone care (25%) e i commenti positivi sui social media (18%) sollevano il morale. Cambiare guardaroba (39%), provare nuovi colori di capelli (37%) e nuove acconciature (34%) sono alcuni dei modi in cui le donne escono dalla loro zona di comfort, con una donna media che ha provato diverse versioni negli ultimi 10 anni. Infatti, una donna ha provato in media tre acconciature diverse negli ultimi 10 anni, con il 27% che è arrivata a più di cinque. Per quanto riguarda il colore dei capelli, le intervistate hanno scelto, sempre in media, due colori diversi negli ultimi 10 anni. Lo stesso vale per il loro senso dello stile: mentre una donna ha cambiato tre diversi guardaroba negli ultimi dieci anni, quasi un quarto (23%) ha toccato i sei o più.<br />Con l'età arrivano saggezza e sicurezza, ed è per questo che tre donne su cinque (61%) concordano di avere attualmente una visione positiva dell'invecchiamento. "Le donne stanno riscrivendo la narrativa dell'invecchiamento. Non si tratta di sfidare il tempo ma di abbracciarlo con sicurezza e stile- aggiunge Michelle Ryan, Vicepresidente Marketing di Zotos Professional. -Sperimentando nuove acconciature, colori e scelte di moda, le donne non stanno solo uscendo dalla loro zona di comfort; stanno entrando in un nuovo capitolo autentico e pieno di forza della loro vita. È una meravigliosa evoluzione e noi siamo qui per sostenere e celebrare ogni passo coraggioso lungo il percorso".<br />Approfondimenti e altre notizie sono nel portale salutedomàni.com e Saluteh24.com, nelle pagine social collegate e nel canale gratuito di telegram: salutedomàni  ]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/67128389</guid><pubDate>Sat, 26 Jul 2025 10:44:09 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/67128389/podcast_salutedomani_26_luglio25.mp3" length="6781523" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Salutedomani</itunes:author><itunes:subtitle>Quasi la metà delle donne crede di essere appena entrata nella sua "era della fiducia in se stessa". Questo secondo un nuovo sondaggio su 2.000 donne di età superiore ai 35 anni in USA, che rivela che, in media, le donne raggiungono un nuovo livello...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Quasi la metà delle donne crede di essere appena entrata nella sua "era della fiducia in se stessa". Questo secondo un nuovo sondaggio su 2.000 donne di età superiore ai 35 anni in USA, che rivela che, in media, le donne raggiungono un nuovo livello di fiducia in se stesse come persone dopo aver compiuto 38 anni.<br />Questo salto di autostima non è avvenuto dall'oggi al domani, poiché quasi una su tre (29%) si è sentita meno se stessa durante l'adolescenza, minimizzando alcuni aspetti della propria personalità o conformandosi alle norme sociali. Un altro 21% ha faticato di più durante gli anni dell'università (19-23), il che significa che alcune donne hanno impiegato più di 20 anni per accettare chi sono. Ma meglio tardi che mai: più di tre su cinque (64%) ammettono che rispetto alla loro giovinezza ora sono più sicure di sé. Le donne che vivono nel Nord-Est (75%) e sulla costa occidentale (66%) sono particolarmente più sicure di sé oggi rispetto a prima di compiere 35 anni. E nei prossimi cinque anni, il 46% si aspetta un ulteriore aumento di autenticità. Condotto da OnePoll per conto di AGEbeautiful di Zotos Professional, i risultati hanno rivelato che due terzi (67%) delle donne sono attivamente alla ricerca di modi per acquisire maggiore sicurezza in determinati ambiti della propria vita. Le donne sperano di essere più sicure di sé nella socializzazione (54%), nel proprio aspetto (49%), nella carriera (45%) e nei propri hobby o passioni (41%). Le intervistate affermano di aumentare la propria sicurezza trascorrendo del tempo con i propri cari (49%), ridendo o scherzando con familiari e amici (43%) o provando una nuova acconciatura (31%).<br />"Ho assistito all'incredibile trasformazione che si verifica quando le donne abbracciano la propria bellezza unica e sperimentano con i propri capelli- afferma il portavoce Christopher Naselli. -Non si tratta solo di cambiare look; si tratta di sbloccare una nuova fiducia che irradia da dentro. Quando esploriamo e celebriamo tutti gli aspetti di noi stessi, diventiamo la versione più vera e bella di ciò che siamo." Anche le giornate con i capelli belli (36%), i complimenti delle persone care (25%) e i commenti positivi sui social media (18%) sollevano il morale. Cambiare guardaroba (39%), provare nuovi colori di capelli (37%) e nuove acconciature (34%) sono alcuni dei modi in cui le donne escono dalla loro zona di comfort, con una donna media che ha provato diverse versioni negli ultimi 10 anni. Infatti, una donna ha provato in media tre acconciature diverse negli ultimi 10 anni, con il 27% che è arrivata a più di cinque. Per quanto riguarda il colore dei capelli, le intervistate hanno scelto, sempre in media, due colori diversi negli ultimi 10 anni. Lo stesso vale per il loro senso dello stile: mentre una donna ha cambiato tre diversi guardaroba negli ultimi dieci anni, quasi un quarto (23%) ha toccato i sei o più.<br />Con l'età arrivano saggezza e sicurezza, ed è per questo che tre donne su cinque (61%) concordano di avere attualmente una visione positiva dell'invecchiamento. "Le donne stanno riscrivendo la narrativa dell'invecchiamento. Non si tratta di sfidare il tempo ma di abbracciarlo con sicurezza e stile- aggiunge Michelle Ryan, Vicepresidente Marketing di Zotos Professional. -Sperimentando nuove acconciature, colori e scelte di moda, le donne non stanno solo uscendo dalla loro zona di comfort; stanno entrando in un nuovo capitolo autentico e pieno di forza della loro vita. È una meravigliosa evoluzione e noi siamo qui per sostenere e celebrare ogni passo coraggioso lungo il percorso".<br />Approfondimenti e altre notizie sono nel portale salutedomàni.com e Saluteh24.com, nelle pagine social collegate e nel canale gratuito di telegram: salutedomàni  ]]></itunes:summary><itunes:duration>424</itunes:duration><itunes:keywords>abbigliamento,acconciatura,amazon,capelli,donne,età,guardaroba,indagine,invecchiamento,itunes,naselli,onepoll,podcast,ricerca,ryan,salutedomani,sicurezza,spotify,stile,zotos</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/56262bc7e005e620898ae92d28068239.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>PODCAST DA AUTISMO A SCHIZOFRENIA: OSSITOCINA, SCUDO CEREBRALE CONTRO I DISTURBI NEUROPSICHIATRICI</title><link>https://www.spreaker.com/episode/podcast-da-autismo-a-schizofrenia-ossitocina-scudo-cerebrale-contro-i-disturbi-neuropsichiatrici--67044364</link><description><![CDATA[Poche gocce nasali di ossitocina, somministrate dalla nascita, per una settimana, potrebbero bastare per prevenire patologie come l’autismo, la schizofrenia e l’ADHD.  <br />Infatti, l’ossitocina, nota anche come l’ormone del parto, perché stimola le contrazioni dell’utero e favorisce l’allattamento, è in grado di riparare i difetti della barriera ematoencefalica, scudo del cervello contro le sostanze dannose, che risulta compromesso in alcuni disturbi psichiatrici e del neurosviluppo. A rivelarlo è uno studio internazionale dell’Istituto Italiano di Tecnologia (IIT) e dell’IRCCS Ospedale Policlinico San Martino e di Genova, coordinato da Francesco Papalèo, direttore del gruppo di ricerca Genetics of Cognition, con il supporto della Fondazione Telethon e appena pubblicato sull’importante rivista Brain. La ricerca ha infatti evidenziato che, in seguito al trattamento con ossitocina, migliorano i deficit cognitivo-comportamentali e del sistema immunitario nella sindrome di DiGeorge, una malattia genetica rara provocata dall’assenza di un tratto del cromosoma 22q11.2, e caratterizzata da disturbi psichiatrici e neuroevolutivi. Questi miglioramenti dati dall’ossitocina sono causati appunto dalla riparazione dei difetti della barriera èmatoencefalica. <i>LO STUDIO</i><br /> “La sindrome di DiGeorge, che colpisce fino a un neonato su mille, è associata ad anomalie del sistema immunitario e a uno spettro di disabilità sociali e intellettive. In particolare, a questi bambini vengono spesso diagnosticati deficit di attenzione/iperattività (ADHD) e disturbi dello spettro autistico durante l’infanzia e schizofrenia in età adulta. Nel nostro studio – spiega Papalèo, coordinatore della ricerca –, abbiamo dimostrato che nei pazienti colpiti da questa sindrome, la maggiore permeabilità della barriera èmatoencefalica, la struttura di difesa del cervello, è responsabile di alterazioni del sistema immunitario e del comportamento”. “Ciò dipende dalla riduzione della proteina Claudina-5, responsabile di giunzioni, simili a zip, che garantiscono una chiusura più efficace della barriera, che come un “cancello”, può selezionare quali sostanze possono entrare nel sistema nervoso. Quando, però, è carente, la chiusura a cerniera della barriera si allenta, consentendo l’infiltrazione di molecole dannose per il sistema nervoso”, afferma Giulia Castellàni, coautrice del lavoro e ricercatrice dell’Istituto Italiano di Tecnologia (IIT) e dell’IRCCS Ospedale Policlinico San Martino.<br />“Per comprendere come correggere questi difetti, abbiamo utilizzato topini con sindrome di DiGeorge trattati con una dose quotidiana di ossitocina in gocce per via nasale, per una settimana dalla nascita – descrivono Papalèo e Castellàni -. Nei modelli animali che hanno ricevuto questa somministrazione, trascorsi 35 giorni, fase di sviluppo del topino che equivale all’adolescenza umana, abbiamo osservato che l’intervento con ossitocina ha ridotto i disturbi cognitivo-comportamentali e migliorato l’equilibrio del sistema immunitario, sia a livello cerebrale che periferico, con effetti duraturi nel tempo – sottolineano gli esperti. Questi risultati dimostrano che l’intervento alla nascita con ossitocina, preventivo, sicuro e non invasivo, potrebbe cambiare il destino dello sviluppo neurologico per tutta la vita nella sindrome di DiGeorge e potenzialmente in tanti altri disturbi neuroevolutivi con difetti nella barriera èmatoencefalica”.<br />Approfondimenti e altre notizie sono nel portale salutedomàni.com e Saluteh24.com, nelle pagine social collegate e nel canale gratuito di telegram: salutedomàni]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/67044364</guid><pubDate>Sun, 20 Jul 2025 12:31:33 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/67044364/podcast_salutedomani_20_luglio_25.mp3" length="6502326" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Salutedomani</itunes:author><itunes:subtitle>Poche gocce nasali di ossitocina, somministrate dalla nascita, per una settimana, potrebbero bastare per prevenire patologie come l’autismo, la schizofrenia e l’ADHD.  
Infatti, l’ossitocina, nota anche come l’ormone del parto, perché stimola le...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Poche gocce nasali di ossitocina, somministrate dalla nascita, per una settimana, potrebbero bastare per prevenire patologie come l’autismo, la schizofrenia e l’ADHD.  <br />Infatti, l’ossitocina, nota anche come l’ormone del parto, perché stimola le contrazioni dell’utero e favorisce l’allattamento, è in grado di riparare i difetti della barriera ematoencefalica, scudo del cervello contro le sostanze dannose, che risulta compromesso in alcuni disturbi psichiatrici e del neurosviluppo. A rivelarlo è uno studio internazionale dell’Istituto Italiano di Tecnologia (IIT) e dell’IRCCS Ospedale Policlinico San Martino e di Genova, coordinato da Francesco Papalèo, direttore del gruppo di ricerca Genetics of Cognition, con il supporto della Fondazione Telethon e appena pubblicato sull’importante rivista Brain. La ricerca ha infatti evidenziato che, in seguito al trattamento con ossitocina, migliorano i deficit cognitivo-comportamentali e del sistema immunitario nella sindrome di DiGeorge, una malattia genetica rara provocata dall’assenza di un tratto del cromosoma 22q11.2, e caratterizzata da disturbi psichiatrici e neuroevolutivi. Questi miglioramenti dati dall’ossitocina sono causati appunto dalla riparazione dei difetti della barriera èmatoencefalica. <i>LO STUDIO</i><br /> “La sindrome di DiGeorge, che colpisce fino a un neonato su mille, è associata ad anomalie del sistema immunitario e a uno spettro di disabilità sociali e intellettive. In particolare, a questi bambini vengono spesso diagnosticati deficit di attenzione/iperattività (ADHD) e disturbi dello spettro autistico durante l’infanzia e schizofrenia in età adulta. Nel nostro studio – spiega Papalèo, coordinatore della ricerca –, abbiamo dimostrato che nei pazienti colpiti da questa sindrome, la maggiore permeabilità della barriera èmatoencefalica, la struttura di difesa del cervello, è responsabile di alterazioni del sistema immunitario e del comportamento”. “Ciò dipende dalla riduzione della proteina Claudina-5, responsabile di giunzioni, simili a zip, che garantiscono una chiusura più efficace della barriera, che come un “cancello”, può selezionare quali sostanze possono entrare nel sistema nervoso. Quando, però, è carente, la chiusura a cerniera della barriera si allenta, consentendo l’infiltrazione di molecole dannose per il sistema nervoso”, afferma Giulia Castellàni, coautrice del lavoro e ricercatrice dell’Istituto Italiano di Tecnologia (IIT) e dell’IRCCS Ospedale Policlinico San Martino.<br />“Per comprendere come correggere questi difetti, abbiamo utilizzato topini con sindrome di DiGeorge trattati con una dose quotidiana di ossitocina in gocce per via nasale, per una settimana dalla nascita – descrivono Papalèo e Castellàni -. Nei modelli animali che hanno ricevuto questa somministrazione, trascorsi 35 giorni, fase di sviluppo del topino che equivale all’adolescenza umana, abbiamo osservato che l’intervento con ossitocina ha ridotto i disturbi cognitivo-comportamentali e migliorato l’equilibrio del sistema immunitario, sia a livello cerebrale che periferico, con effetti duraturi nel tempo – sottolineano gli esperti. Questi risultati dimostrano che l’intervento alla nascita con ossitocina, preventivo, sicuro e non invasivo, potrebbe cambiare il destino dello sviluppo neurologico per tutta la vita nella sindrome di DiGeorge e potenzialmente in tanti altri disturbi neuroevolutivi con difetti nella barriera èmatoencefalica”.<br />Approfondimenti e altre notizie sono nel portale salutedomàni.com e Saluteh24.com, nelle pagine social collegate e nel canale gratuito di telegram: salutedomàni]]></itunes:summary><itunes:duration>407</itunes:duration><itunes:keywords>22q11.2,adhd,autismo,barriera,brain,cromosoma,digeorge,ematoencelfalica,genova,iit,neurosviluppo,papaleo,podcast,ricerca,salutedomani,schizofrenia,sindrome,studio,telethon,utero</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/56262bc7e005e620898ae92d28068239.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>PODCAST, GESTIRE LA MALATTIA INFIAMMATORIA CRONICA INTESTINALE (MICI). CAMPAGNA ‘VOCI DI PANCIA’</title><link>https://www.spreaker.com/episode/podcast-gestire-la-malattia-infiammatoria-cronica-intestinale-mici-campagna-voci-di-pancia--66954047</link><description><![CDATA[Passare all’azione. Per dare risposte concrete alle necessità dei pazienti che convivono con una Malattia Infiammatoria Cronica Intestinale (MICI). Prime fra tutte quelle che riguardano la sessualità e la possibilità di diventare genitori, ma anche quelle che nascono fra i banchi di scuola o nei luoghi di lavoro, o ancora nei momenti di socialità e convivialità. Per ognuna di queste sfere d’azione ci sono azioni concrete da intraprendere insieme – Istituzioni, Associazione dei pazienti, comunità scientifica e Industria - ma anche consigli e approfondimenti che aiutano le persone con MICI a gestire meglio queste patologie ad alto impatto sociale.<br />È questo il fulcro della seconda edizione della campagna “Voci di pancia”, campagna di sensibilizzazione promossa da Lilly con il patrocinio di <b>AMICI ITALIA, IG-IBD</b> (Italian Group for the study of Inflammatory Bowel Diseases) ed <b>IFCCA</b> (International Federation of Crohn's &amp; Ulcerative Colitis Association). Presentata oggi a Roma, la campagna raccoglie il lavoro di ascolto delle emozioni dei pazienti svolto durante la prima edizione e le elabora in azioni, così da coinvolgere anche le Istituzioni e spingerle a impegnarsi per migliorare la gestione della malattia e la qualità di vita dei pazienti. “<i>Le MICI sono malattie caratterizzate da una infiammazione cronica della parete intestinale che provoca diarrea, dolore, debolezza e perdita di peso. Queste patologie colpiscono in Italia oltre 250.000 persone, con un’incidenza in costante aumento, e hanno un esordio soprattutto in età giovanile, tra i 15 e i 40 anni</i>”, spiega <b>Alessandro Armuzzi</b>, Responsabile UO IBD, Istituto Clinico Humanitas, Rozzano e Professore Ordinario di Gastroenterologia, Humanitas University. “<i>I pazienti con MICI possono soffrire di stati di infiammazione anche in altre parti del corpo quali articolazioni, cute e occhio, e in circa la metà dei casi la malattia ha un andamento medio-grave che incide fortemente sulla vita quotidiana</i>”.  Colite Ulcerosa e Malattia di Crohn sono le due MICI più diffuse.<br />“<i>La CU coinvolge il colon e causa lo sviluppo di ulcere della mucosa, lo strato più superficiale della parete intestinale, provocando sintomi debilitanti come dolore addominale, urgenza evacuativa, sanguinamento rettale e affaticamento cronico,  compromettendo gravemente la qualità della vita dei pazienti”, </i>afferma <b>Massimo Claudio Fantini</b>, Segretario Generale di IG-IBD (Italian Group for the study of Inflammatory Bowel Disease) e Professore Ordinario di Gastroenterologia, Università degli Studi di Cagliari, Direttore della Struttura Complessa di Gastroenterologia, AOU, Cagliari.<i> “Nella malattia di Crohn invece l’infiammazione coinvolge tutto lo spessore della parete intestinale e provoca la formazione di ferite profonde, provocando diarrea e dolore più frequentemente nella parte inferiore destra dell’addome. Per i sintomi che le caratterizzano, le Malattie Infiammatorie Croniche Intestinali non hanno solo un impatto fisico ma generano un peso psicologico e sociale significativo, troppo spesso sottovalutato</i>”.<i></i><br /><b>Azioni concrete</b><br />Se la prima edizione di Voci di pancia ha portato alla luce questo peso psicologico, grazie al dialogo con AMICI Italia, la seconda edizione vuole proporre azioni che aiutino a rispondere alle domande e alle istanze delle persone con MICI. Il Manifesto delle Azioni identifica tre sfere di interesse e per ognuna fa una proposta concreta. Sul fronte dello studio/lavoro l’introduzione di incentivi fiscali o sgravi contributivi per le aziende che offrono opzioni di lavoro flessibile ai dipendenti affetti da MICI e riconoscimento della disabilità (Legge 104) e l’istituzione di corsi di formazione specifici per il personale docente nelle scuole/università. Nell’ambito della sessualità/genitorialità la creazione di percorsi formativi per medici e personale sanitario su come affrontare in modo empatico il tema della sessualità e supportare attivamente i pazienti con MICI. Infine, per quanto riguarda la convivialità e la nutrizione la realizzazione di Linee guida nutrizionali da parte del Ministero della Salute che aiutino a identificare cibi e opzioni alimentari ideali durante le diverse fasi della patologia. <br /><i>“</i><i>Le Malattie Infiammatorie Croniche Intestinali non si vedono. E proprio perché invisibili, spesso non vengono capite. Ma dietro a ogni paziente c’è una battaglia silenziosa, fatta di dolore, urgenza, stanchezza, solitudine che spesso colpisce non solo la persona ma tutto il nucleo familiare. Oggi vogliamo rompere questo silenzio. Non è solo una questione medica: è una questione di diritti, di dignità, di qualità della vita. Con il Manifesto delle Azioni chiediamo un cambiamento reale, concreto, che parta dalle Istituzioni e arrivi nella vita di tutti i giorni. E ci rivolgiamo anche ai pazienti: non siete soli, non dovete vergognarvi. La vostra voce conta. Le vostre emozioni sono la forza da cui partire per costruire un futuro più giusto e più umano. ‘Voci di Pancia’ è proprio questo: un invito a trasformare la sofferenza in consapevolezza, e la consapevolezza in azione”</i> sottolinea <b>Salvo Leone</b>, Direttore Generale di AMICI Italia e Chairman della International Federation of Crohn's &amp; Ulcerative Colitis Associations (IFCCA).<i></i><br />“Voci di pancia. Dalle emozioni alle azioni” poggia quindi su tre pilastri:<br /> -        Il Manifesto delle Azioni, presentato durante l’evento e sottoscritto dall’associazione di pazienti, dalla comunità scientifica, dai rappresentanti istituzionali e di Lilly;<br /> -        3 Guide pratiche, opuscoli rivolti alle persone con MICI per orientarsi tra i temi di sessualità e genitorialità, lavoro e studio, nutrizione e convivialità, attraverso un’informazione chiara e diretta;<br />-   una serie vodcast in 3 episodi, momenti di dialogo e confronto animati dall’Associazione AMICI ITALIA, clinici gastroenterologi ed esperti sulle tre aree di bisogni individuate  <br /><i></i><br /><i>"Il nostro impegno è quello di migliorare la vita delle persone, non solo grazie all’innovazione farmacologica. La campagna Voci di Pancia è un esempio di come interpretiamo questo ruolo: essere al fianco dei pazienti e delle Società scientifiche per ascoltare e raccogliere le loro necessità e, insieme, provare a costruire un mondo migliore”, </i>afferma <b>Federico Villa</b>- Associate VP Corporate Affairs e Patient Access Italy Hub di Lilly.<b> “</b><i>Le MICI sono patologie spesso invisibili ma con un impatto molto importante sulla vita di chi ne è colpito. Vogliamo aiutare le persone e le loro famiglie ad alleggerire il carico di queste patologie nel quotidiano”. </i><b></b> Tutti i materiali sono visionabili e scaricabili su <a href="https://web.mc.lilly.com/voci-di-pancia?utm_source=other&amp;utm_medium=paper&amp;utm_campaign=voci_di_pancia_QR_scheda_campagna" target="_blank" rel="noreferrer noopener">www.vocidipancia.it</a><br /><i> Approfondimenti e altre notizie sono nel portale salutedomàni.com e Saluteh24.com, nelle pagine social collegate e nel canale gratuito di telegram: salutedomàni  </i><br />]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/66954047</guid><pubDate>Sat, 12 Jul 2025 10:42:31 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/66954047/podcast_salutedomani_12_luglio_2025.mp3" length="5905892" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Salutedomani</itunes:author><itunes:subtitle>Passare all’azione. Per dare risposte concrete alle necessità dei pazienti che convivono con una Malattia Infiammatoria Cronica Intestinale (MICI). Prime fra tutte quelle che riguardano la sessualità e la possibilità di diventare genitori, ma anche...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Passare all’azione. Per dare risposte concrete alle necessità dei pazienti che convivono con una Malattia Infiammatoria Cronica Intestinale (MICI). Prime fra tutte quelle che riguardano la sessualità e la possibilità di diventare genitori, ma anche quelle che nascono fra i banchi di scuola o nei luoghi di lavoro, o ancora nei momenti di socialità e convivialità. Per ognuna di queste sfere d’azione ci sono azioni concrete da intraprendere insieme – Istituzioni, Associazione dei pazienti, comunità scientifica e Industria - ma anche consigli e approfondimenti che aiutano le persone con MICI a gestire meglio queste patologie ad alto impatto sociale.<br />È questo il fulcro della seconda edizione della campagna “Voci di pancia”, campagna di sensibilizzazione promossa da Lilly con il patrocinio di <b>AMICI ITALIA, IG-IBD</b> (Italian Group for the study of Inflammatory Bowel Diseases) ed <b>IFCCA</b> (International Federation of Crohn's &amp; Ulcerative Colitis Association). Presentata oggi a Roma, la campagna raccoglie il lavoro di ascolto delle emozioni dei pazienti svolto durante la prima edizione e le elabora in azioni, così da coinvolgere anche le Istituzioni e spingerle a impegnarsi per migliorare la gestione della malattia e la qualità di vita dei pazienti. “<i>Le MICI sono malattie caratterizzate da una infiammazione cronica della parete intestinale che provoca diarrea, dolore, debolezza e perdita di peso. Queste patologie colpiscono in Italia oltre 250.000 persone, con un’incidenza in costante aumento, e hanno un esordio soprattutto in età giovanile, tra i 15 e i 40 anni</i>”, spiega <b>Alessandro Armuzzi</b>, Responsabile UO IBD, Istituto Clinico Humanitas, Rozzano e Professore Ordinario di Gastroenterologia, Humanitas University. “<i>I pazienti con MICI possono soffrire di stati di infiammazione anche in altre parti del corpo quali articolazioni, cute e occhio, e in circa la metà dei casi la malattia ha un andamento medio-grave che incide fortemente sulla vita quotidiana</i>”.  Colite Ulcerosa e Malattia di Crohn sono le due MICI più diffuse.<br />“<i>La CU coinvolge il colon e causa lo sviluppo di ulcere della mucosa, lo strato più superficiale della parete intestinale, provocando sintomi debilitanti come dolore addominale, urgenza evacuativa, sanguinamento rettale e affaticamento cronico,  compromettendo gravemente la qualità della vita dei pazienti”, </i>afferma <b>Massimo Claudio Fantini</b>, Segretario Generale di IG-IBD (Italian Group for the study of Inflammatory Bowel Disease) e Professore Ordinario di Gastroenterologia, Università degli Studi di Cagliari, Direttore della Struttura Complessa di Gastroenterologia, AOU, Cagliari.<i> “Nella malattia di Crohn invece l’infiammazione coinvolge tutto lo spessore della parete intestinale e provoca la formazione di ferite profonde, provocando diarrea e dolore più frequentemente nella parte inferiore destra dell’addome. Per i sintomi che le caratterizzano, le Malattie Infiammatorie Croniche Intestinali non hanno solo un impatto fisico ma generano un peso psicologico e sociale significativo, troppo spesso sottovalutato</i>”.<i></i><br /><b>Azioni concrete</b><br />Se la prima edizione di Voci di pancia ha portato alla luce questo peso psicologico, grazie al dialogo con AMICI Italia, la seconda edizione vuole proporre azioni che aiutino a rispondere alle domande e alle istanze delle persone con MICI. Il Manifesto delle Azioni identifica tre sfere di interesse e per ognuna fa una proposta concreta. Sul fronte dello studio/lavoro l’introduzione di incentivi fiscali o sgravi contributivi per le aziende che offrono opzioni di lavoro flessibile ai dipendenti affetti da MICI e riconoscimento della disabilità (Legge 104) e l’istituzione di corsi di formazione specifici per il personale docente nelle scuole/università. 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Studio MIT</title><link>https://www.spreaker.com/episode/podcast-chatgpt-e-il-declino-cognitivo-con-l-uso-dell-ia-studio-mit--66695769</link><description><![CDATA[Uno studio di quattro mesi condotto dal MIT Media Lab ha rivelato che i partecipanti che utilizzavano ChatGPT completavano i compiti di scrittura con una velocità del 60% superiore, ma mostravano una riduzione del 32% del "germane cognitive load", ovvero lo sforzo mentale necessario per elaborare le informazioni in conoscenze significative.<br />Qesta efficienza ha un costo significativo, poiché i ricercatori hanno identificato un fenomeno che chiamano "debito cognitivo", in cui l'esternalizzazione di compiti mentali all'intelligenza artificiale indebolisce nel tempo le capacità di pensiero fondamentali. I lavori prodotti dagli utenti di ChatGPT mancavano di originalità e mostravano una notevole somiglianza tra loro, con i partecipanti che segnalavano un senso di responsabilità minimo sul proprio lavoro rispetto a coloro che si affidavano esclusivamente al proprio cervello. <br /><ul><li>Gli utenti di ChatGPT sono diventati sempre più passivi con ogni saggio successivo, spesso semplicemente copiando e incollando contenuti generati dall'intelligenza artificiale</li><li>Il deterioramento cognitivo persisteva anche dopo che i partecipanti avevano smesso di utilizzare gli strumenti di intelligenza artificiale, suggerendo che l'uso abituale dell'intelligenza artificiale potrebbe causare cambiamenti duraturi nell'elaborazione delle informazioni.</li><li>I cervelli in via di sviluppo dei giovani potrebbero essere particolarmente vulnerabili a questi effetti, sollevando preoccupazioni circa l’adozione diffusa dell’intelligenza artificiale in contesti educativi</li></ul>Le scansioni EEG hanno rivelato differenze significative nella connettività neurale tra i tre gruppi di studio. I partecipanti che si affidavano esclusivamente al proprio cervello mostravano le reti più forti, con 79 connessioni Alpha Band, cruciali per l'attenzione interna e l'elaborazione semantica durante il pensiero creativo. Gli utenti dei motori di ricerca hanno mostrato un coinvolgimento moderato, mentre gli utenti di ChatGPT hanno mostrato una connettività significativamente più debole, con solo 42 connessioni Alpha Band. Forse il risultato più allarmante dello studio del MIT è stato il grave impatto sulla formazione della memoria e sul ricordo tra gli utenti di ChatGPT. Oltre l'83% dei partecipanti che hanno utilizzato lo strumento di intelligenza artificiale non è stato in grado di citare correttamente saggi scritti solo pochi minuti prima.<br />Questo contrasta nettamente con gli utenti che hanno utilizzato solo il cervello e i motori di ricerca, dove solo l'11,1% ha riscontrato simili difficoltà di ricordo. I risultati dello studio del MIT sollevano profondi interrogativi sul ruolo dell'IA nell'istruzione, poiché gli studenti che diventano dipendenti da strumenti come ChatGPT potrebbero sviluppare modelli cognitivi fondamentalmente diversi. La ricercatrice principale Nataliya Kosmyna ha sottolineato l'urgenza di comprendere questi effetti, soprattutto perché il cervello dei giovani in via di sviluppo potrebbe essere il più vulnerabile a questi cambiamenti.<br />Questa preoccupazione è amplificata da altre ricerche che dimostrano come un maggiore coinvolgimento nell'IA sia correlato a una maggiore solitudine e a una minore motivazione, nonostante i miglioramenti della produttività. Le implicazioni dello studio si estendono oltre l'ambito scolastico, raggiungendo contesti professionali in cui il pensiero critico è essenziale. Sebbene la ricerca abbia coinvolto un campione relativamente piccolo e sia in attesa di revisione paritaria, fornisce la prima prova neurologica completa di come gli assistenti alla scrittura basati sull'intelligenza artificiale influenzino la cognizione umana.<br />Approfondimenti e altre notizie sono nel portale Salutedomani.com e Saluteh24.com, nella pagina Facebook salutedomanicom, twitter @salutedomani e nel canale gratuito di telegram Salutedomani    ]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/66695769</guid><pubDate>Sun, 22 Jun 2025 17:09:42 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/66695769/podcast_salutedomani_22_giugno25.mp3" length="7140965" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Salutedomani</itunes:author><itunes:subtitle>Uno studio di quattro mesi condotto dal MIT Media Lab ha rivelato che i partecipanti che utilizzavano ChatGPT completavano i compiti di scrittura con una velocità del 60% superiore, ma mostravano una riduzione del 32% del "germane cognitive load",...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Uno studio di quattro mesi condotto dal MIT Media Lab ha rivelato che i partecipanti che utilizzavano ChatGPT completavano i compiti di scrittura con una velocità del 60% superiore, ma mostravano una riduzione del 32% del "germane cognitive load", ovvero lo sforzo mentale necessario per elaborare le informazioni in conoscenze significative.<br />Qesta efficienza ha un costo significativo, poiché i ricercatori hanno identificato un fenomeno che chiamano "debito cognitivo", in cui l'esternalizzazione di compiti mentali all'intelligenza artificiale indebolisce nel tempo le capacità di pensiero fondamentali. 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I partecipanti che si affidavano esclusivamente al proprio cervello mostravano le reti più forti, con 79 connessioni Alpha Band, cruciali per l'attenzione interna e l'elaborazione semantica durante il pensiero creativo. Gli utenti dei motori di ricerca hanno mostrato un coinvolgimento moderato, mentre gli utenti di ChatGPT hanno mostrato una connettività significativamente più debole, con solo 42 connessioni Alpha Band. Forse il risultato più allarmante dello studio del MIT è stato il grave impatto sulla formazione della memoria e sul ricordo tra gli utenti di ChatGPT. Oltre l'83% dei partecipanti che hanno utilizzato lo strumento di intelligenza artificiale non è stato in grado di citare correttamente saggi scritti solo pochi minuti prima.<br />Questo contrasta nettamente con gli utenti che hanno utilizzato solo il cervello e i motori di ricerca, dove solo l'11,1% ha riscontrato simili difficoltà di ricordo. I risultati dello studio del MIT sollevano profondi interrogativi sul ruolo dell'IA nell'istruzione, poiché gli studenti che diventano dipendenti da strumenti come ChatGPT potrebbero sviluppare modelli cognitivi fondamentalmente diversi. La ricercatrice principale Nataliya Kosmyna ha sottolineato l'urgenza di comprendere questi effetti, soprattutto perché il cervello dei giovani in via di sviluppo potrebbe essere il più vulnerabile a questi cambiamenti.<br />Questa preoccupazione è amplificata da altre ricerche che dimostrano come un maggiore coinvolgimento nell'IA sia correlato a una maggiore solitudine e a una minore motivazione, nonostante i miglioramenti della produttività. Le implicazioni dello studio si estendono oltre l'ambito scolastico, raggiungendo contesti professionali in cui il pensiero critico è essenziale. 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Grazie a tecniche neuroscientifiche e al brain tracking si è sperimentato che il consumo condiviso di pasta è un catalizzatore unico di convivialità, che genera emozioni positive e rafforza i legami sociali in misura maggiore rispetto ad altre attività sociali comuni. 'La scienza si è messa al servizio delle emozioni per certificare che la pasta fa rima con convivialità- spiega il professor Vincenzo Russo dello IULM- I risultati ci permettono di affermare che la pasta è un vero e proprio catalizzatore di relazioni e che un piatto di spaghetti a centro tavola può dar vita ad una rete sociale'. Dunque la pasta, simbolo della cultura italiana, non è solo un alimento, ma un'esperienza sociale che richiama momenti di condivisione e convivialità. Non a caso, è l'emblema della Dieta Mediterranea che proprio della convivialità ha fatto una condizione necessaria, positiva per il corpo e la mente. Negli anni, numerosi studi hanno dimostrato che mangiare in compagnia riduce lo stress, rafforza i legami sociali e influisce positivamente sulla salute fisica e mentale. Quello che non era noto è che la pasta è un 'vero e proprio propulsore di socialità': esiste un meccanismo preciso di spinta alla connessione sociale che si prova mangiando un piatto di pasta e che, per la prima volta, è stato indagato e misurato scientificamente. La ricerca scientifica ha indagato la sfera della convivialità a tavola con un focus sulla pasta e, grazie all'uso di strumenti di neuromarketing, ha dimostrato che il consumo condiviso di pasta è un catalizzatore unico di convivialità, capace di generare emozioni positive e di rafforzare i legami sociali in misura maggiore rispetto ad altre attività sociali comuni. Per dimostrarlo, i ricercatori hanno utilizzato le metodologie neuroscientifiche e del brain tracking (l'analisi delle attivazioni cerebrali legate alle emozioni, della variazione del battito cardiaco e della microsudorazione), su un campione di 40 soggetti (20 donne e 20 uomini) divisi in 20 in coppie di età compresa tra i 25 e i 55 anni, senza allergie o intolleranze alimentari, appassionati di pasta (1 su 2 dichiara di consumarla quotidianamente e per il 53% è un vero e proprio comfort food), film e giochi. Lo studio ha così individuato l'effetto del consumo di pasta sulla qualità delle interazioni sociali, ha confrontato le emozioni positive e la connessione percepita in diverse esperienze condivise come la visione di uno spezzone di un film, la condivisione di un'attività ludica e una fase di interazione libera (che viene considerata come benchmark, visto il suo naturale livello di coinvolgimento sociale), identificando gli indicatori neuroscientifici, fisiologici e comportamentali che spiegano il ruolo unico della pasta nella promozione della convivialità.<br />TRA MEMORIA E COINVOLGIMENTO EMOTIVO: ECCO COME LA PASTA ACCENDE LA CONVIVIALITÀ <br />Lo studio conferma che mangiare pasta in compagnia facilita le interazioni sociali a livello di stimolazione cognitiva ed emotiva, più di quanto succeda con la visione di un film o durante lo svolgimento di un'attività ludica. La ricerca ha reso evidente che condividere un pasto semplice come un piatto di pasta può essere un modo efficace per rafforzare i legami sociali e connettere emotivamente persone tra loro sconosciute e diverse. Lo studio è stato realizzato in due step: come hanno performato le varie attività di condivisione e quale attività ha generato una migliore interazione e connessione tra i partecipanti. In base ai parametri adottati (Emotional Index, Engagement Index, Memorization Index, Analisi dell'esperienza razionale, Inclusion of Other in Self Scale, Questionario, Hyperscanning), i risultati evidenziano che il consumo di un piatto di pasta produce una potente attivazione emozionale in chi condivide l'esperienza, con valori più alti rispetto a quelli prodotti da altre attività socializzanti, come fare un gioco collaborativo, guardare un film o chiacchierare liberamente. La stessa tendenza si verifica andando a vedere l'indicatore di memoria: la pasta si riconferma 'cibo della memoria' e catalizzatrice di memorie condivise e ricordi. È, infine, l'attività che maggiormente ha attivato emozioni positive, riducendo quelle negative.<br />IULM: LA SCIENZA AL SERVIZIO DELLE EMOZIONI PROVA CHE LA PASTA FA RIMA CON CONVIVIALITÀ <br />Possiamo quindi dire che, dove c'è pasta, ci sono legami? 'Attraverso questo studio la scienza si è messa al servizio delle emozioni per certificare che la pasta è sinonimo di convivialità- afferma Vincenzo Russo, professore ordinario di Psicologia dei Consumi e Neuromarketing dell'Università IULM, fondatore e coordinatore del Centro di Ricerca di Neuromarketing Behavior &amp; Brain Lab IULM- I risultati ci dicono che sono proprio i momenti in cui mangiamo la pasta quelli che ci attivano maggiormente a livello emotivo'. È, quindi, l'atto vero e proprio di assaggiare e assaporare il piatto nel suo pieno sapore a 'stimolare le memorie e le emozioni più positive- aggiunge l'esperto- I risultati ci permettono di poter affermare che la pasta è un vero e proprio catalizzatore di relazioni e che un piatto di spaghetti a centro tavola può dar vita ad una rete sociale<br />PASTA, COMFORT FOOD PER OLTRE 1 ITALIANO SU 2, RIPORTA A 'CASA', 'FAMIGLIA' E 'TRADIZIONE' <br />La pasta è il comfort food per il 53% del campione, in linea con le statistiche nazionali. La pasta rincuora e gratifica tramite associazioni positive, regalando una sensazione di benessere, a cui ricorriamo per soddisfare un bisogno emotivo. Le associazioni legate alla pasta fanno riferimento principalmente a caratteristiche organolettiche, alla dimensione domestica e familiare e al benessere. La metà del campione (50%) associa come prima cosa 'all'esperienza pasta" caratteristiche sensoriali legate al gusto, definendola come 'gustosa", 'buona". Il 43% ha usato parole che fanno riferimento alla sfera della casa, della famiglia e della tradizione, usando termini come 'famiglia", 'mia moglie", 'tradizione", 'Italia". Il 13% ha usato anche termini relativi alla sfera del benessere usando parole come 'coccola", 'gratificazione", 'piacere", 'benessere" e 'buonumore". Il potere della pasta come attivatore di ricordi si manifesta anche nelle conversazioni: mentre i partecipanti condividevano un piatto di pasta, il 60% delle interazioni ruotava attorno a legami familiari, relazioni personali e origini. Un dato che conferma come questo alimento abbia la capacità di riportare alla mente momenti vissuti, creando un ponte emotivo tra passato e presente. La pasta, simbolo della cultura italiana, non è solo un alimento ma un'esperienza sociale che richiama momenti di condivisione e convivialità, e da oggi sappiamo perché.<br />'Abbiamo sempre saputo che la pasta è un alimento conviviale che si presta ad essere condivisa e che, consumata con gli amici o con la famiglia, permette di creare un momento di aggregazione- afferma Margherita Mastromauro, presidente dei pastai italiani di Unione Italiana Food- È protagonista di momenti di gioia e relax e la sua versatilità permette di creare infinite ricette, adatte a diverse occasioni e gusti. Ora arriva la conferma da questa ricerca che abbiamo commissionato a IULM, nella quale la pasta viene eletta a vero e proprio catalizzatore di socialità. Sono felice di poter dire che la pasta è il linguaggio universale dell'amicizia e che, dove c'è la pasta, si accende la compagnia e si creano legami".  <br />Approfondimenti e altre notizie sono nel portale salutedomàni.com e Saluteh24.com, nelle pagine social collegate e nel canale gratuito di telegram: salutedomàni]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/66559462</guid><pubDate>Sat, 14 Jun 2025 17:22:47 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/66559462/podcast_salutedomani_14_giugno24.mp3" length="6191362" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Salutedomani</itunes:author><itunes:subtitle>'Il consumo condiviso di pasta è un catalizzatore unico di convivialità, che genera emozioni positive e rafforza i legami sociali in misura maggiore rispetto ad altre attività sociali comuni'.

È la conclusione a cui è arrivato un esperimento...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA['Il consumo condiviso di pasta è un catalizzatore unico di convivialità, che genera emozioni positive e rafforza i legami sociali in misura maggiore rispetto ad altre attività sociali comuni'.<br /><br />È la conclusione a cui è arrivato un esperimento scientifico condotto dal 'Behavior &amp; Brain Lab' dell'Università IULM, realizzato per i pastai di Unione Italiana Food, che ha condotto il primo studio che indaga la sfera della socialità nel cervello quando assaporiamo il nostro piatto di pasta preferito. Grazie a tecniche neuroscientifiche e al brain tracking si è sperimentato che il consumo condiviso di pasta è un catalizzatore unico di convivialità, che genera emozioni positive e rafforza i legami sociali in misura maggiore rispetto ad altre attività sociali comuni. 'La scienza si è messa al servizio delle emozioni per certificare che la pasta fa rima con convivialità- spiega il professor Vincenzo Russo dello IULM- I risultati ci permettono di affermare che la pasta è un vero e proprio catalizzatore di relazioni e che un piatto di spaghetti a centro tavola può dar vita ad una rete sociale'. Dunque la pasta, simbolo della cultura italiana, non è solo un alimento, ma un'esperienza sociale che richiama momenti di condivisione e convivialità. Non a caso, è l'emblema della Dieta Mediterranea che proprio della convivialità ha fatto una condizione necessaria, positiva per il corpo e la mente. Negli anni, numerosi studi hanno dimostrato che mangiare in compagnia riduce lo stress, rafforza i legami sociali e influisce positivamente sulla salute fisica e mentale. Quello che non era noto è che la pasta è un 'vero e proprio propulsore di socialità': esiste un meccanismo preciso di spinta alla connessione sociale che si prova mangiando un piatto di pasta e che, per la prima volta, è stato indagato e misurato scientificamente. La ricerca scientifica ha indagato la sfera della convivialità a tavola con un focus sulla pasta e, grazie all'uso di strumenti di neuromarketing, ha dimostrato che il consumo condiviso di pasta è un catalizzatore unico di convivialità, capace di generare emozioni positive e di rafforzare i legami sociali in misura maggiore rispetto ad altre attività sociali comuni. Per dimostrarlo, i ricercatori hanno utilizzato le metodologie neuroscientifiche e del brain tracking (l'analisi delle attivazioni cerebrali legate alle emozioni, della variazione del battito cardiaco e della microsudorazione), su un campione di 40 soggetti (20 donne e 20 uomini) divisi in 20 in coppie di età compresa tra i 25 e i 55 anni, senza allergie o intolleranze alimentari, appassionati di pasta (1 su 2 dichiara di consumarla quotidianamente e per il 53% è un vero e proprio comfort food), film e giochi. Lo studio ha così individuato l'effetto del consumo di pasta sulla qualità delle interazioni sociali, ha confrontato le emozioni positive e la connessione percepita in diverse esperienze condivise come la visione di uno spezzone di un film, la condivisione di un'attività ludica e una fase di interazione libera (che viene considerata come benchmark, visto il suo naturale livello di coinvolgimento sociale), identificando gli indicatori neuroscientifici, fisiologici e comportamentali che spiegano il ruolo unico della pasta nella promozione della convivialità.<br />TRA MEMORIA E COINVOLGIMENTO EMOTIVO: ECCO COME LA PASTA ACCENDE LA CONVIVIALITÀ <br />Lo studio conferma che mangiare pasta in compagnia facilita le interazioni sociali a livello di stimolazione cognitiva ed emotiva, più di quanto succeda con la visione di un film o durante lo svolgimento di un'attività ludica. La ricerca ha reso evidente che condividere un pasto semplice come un piatto di pasta può essere un modo efficace per rafforzare i legami sociali e connettere emotivamente persone tra loro sconosciute e diverse. Lo studio è stato realizzato in due step: come hanno performato le varie attività di condivisione e quale attività ha generato una migliore interazione e connessione...]]></itunes:summary><itunes:duration>387</itunes:duration><itunes:keywords>amicizia,ansia,convivialità,dieta,emozioni,famiglia,food,iulm,legami,magiare,mastromauro,mediterranea,neuromarketing,pasta,podcast,ricerca,ricordi,russo,salutedomani,stress</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/56262bc7e005e620898ae92d28068239.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>PODCAST IPERTENSIONE: 49% DEGLI UOMINI E 39% DELLE DONNE TRA I 35 E I 74 ANNI IN ITALIA</title><link>https://www.spreaker.com/episode/podcast-ipertensione-49-degli-uomini-e-39-delle-donne-tra-i-35-e-i-74-anni-in-italia--66167321</link><description><![CDATA[L'ipertensione arteriosa – la pressione elevata esercitata contro le pareti delle arterie - rappresenta una delle principali cause di morte prematura e disabilità nel mondo, aumentando significativamente il rischio di infarto, ictus, insufficienza renale, demenza e cecità. Colpisce circa 1 adulto su 3 a livello globale.<br />Si parla di pressione elevata quando misurazioni effettuate su entrambe le braccia, più volte consecutivamente e in giorni differenti, danno valori di pressione arteriosa superiori o uguali a 140 mmHg per la pressione sistolica (massima) e/o a 90 mmHg per la pressione diastolica (minima). In Italia, il Dipartimento malattie cardiovascolari, endocrino-metaboliche e invecchiamento dell’Istituto superiore di sanità (Iss) conduce periodicamente l’Italian Health Examination Survey (HES) – Progetto CUORE, l’indagine che prevede l’esame di campioni di popolazione generale di età compresa tra i 35 e i 74 anni per monitorare lo stato di salute della popolazione.<br /> “I dati preliminari dell’indagine Italian Health Examination Survey – Progetto CUORE in corso mostrano, nei campioni esaminati nel 2023 e 2024, una prevalenza di pressione arteriosa elevata pari al 37% negli uomini e al 23% nelle donne, e se si considerano le persone con pressione arteriosa elevata e/o in trattamento farmacologico specifico, ovvero le persone definite ipertese, si arriva ad una prevalenza del 49% negli uomini e 39% nelle donne. Il valore medio della pressione sistolica è risultato pari a 134 mmHg negli uomini e a 126 mmHg nelle donne e il valore medio della pressione diastolica pari a 80 mmHg negli uomini e a 75 mmHg nelle donne”, dicono Luigi Palmieri e Chiara Donfrancesco, ricercatori del Dipartimento malattie cardiovascolari, endocrino-metaboliche e invecchiamento dell’Iss. “Tra le persone risultate ipertese durante l’indagine – aggiungono - circa un terzo non era consapevole di poter avere problemi di controllo della pressione arteriosa”.<br />L’Organizzazione Mondiale della Sanità suggerisce i seguenti stili di vita da adottare: •       Consumare più frutta e verdura •       Limitare il consumo di sale mentre si cucina e scegliere cibi non troppo salati (cercare di rimanere sotto i 5 grammi al giorno di consumo di sale, che equivalgono a un cucchiaino da thè) •       Stare meno seduti •       Essere più attivi fisicamente, per esempio camminare, correre, nuotare, ballare o praticare attività di rinforzo muscolare •       Fare almeno 150 minuti a settimana di attività aerobica di intensità moderata o 75 minuti a settimana di attività aerobica intensa. •       Perdere peso se si è in sovrappeso o obesi. •       Assumere i farmaci secondo le prescrizioni del medico •       Rispettare gli appuntamenti con il medico<br /><br /> Approfondimenti e altre notizie sono nel portale salutedomàni.com e Saluteh24.com, nelle pagine social collegate e nel canale gratuito di telegram: salutedomàni      ]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/66167321</guid><pubDate>Tue, 20 May 2025 09:43:18 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/66167321/podcast_salutedomani_20_maggio25.mp3" length="7320689" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Salutedomani</itunes:author><itunes:subtitle>L'ipertensione arteriosa – la pressione elevata esercitata contro le pareti delle arterie - rappresenta una delle principali cause di morte prematura e disabilità nel mondo, aumentando significativamente il rischio di infarto, ictus, insufficienza...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[L'ipertensione arteriosa – la pressione elevata esercitata contro le pareti delle arterie - rappresenta una delle principali cause di morte prematura e disabilità nel mondo, aumentando significativamente il rischio di infarto, ictus, insufficienza renale, demenza e cecità. Colpisce circa 1 adulto su 3 a livello globale.<br />Si parla di pressione elevata quando misurazioni effettuate su entrambe le braccia, più volte consecutivamente e in giorni differenti, danno valori di pressione arteriosa superiori o uguali a 140 mmHg per la pressione sistolica (massima) e/o a 90 mmHg per la pressione diastolica (minima). In Italia, il Dipartimento malattie cardiovascolari, endocrino-metaboliche e invecchiamento dell’Istituto superiore di sanità (Iss) conduce periodicamente l’Italian Health Examination Survey (HES) – Progetto CUORE, l’indagine che prevede l’esame di campioni di popolazione generale di età compresa tra i 35 e i 74 anni per monitorare lo stato di salute della popolazione.<br /> “I dati preliminari dell’indagine Italian Health Examination Survey – Progetto CUORE in corso mostrano, nei campioni esaminati nel 2023 e 2024, una prevalenza di pressione arteriosa elevata pari al 37% negli uomini e al 23% nelle donne, e se si considerano le persone con pressione arteriosa elevata e/o in trattamento farmacologico specifico, ovvero le persone definite ipertese, si arriva ad una prevalenza del 49% negli uomini e 39% nelle donne. Il valore medio della pressione sistolica è risultato pari a 134 mmHg negli uomini e a 126 mmHg nelle donne e il valore medio della pressione diastolica pari a 80 mmHg negli uomini e a 75 mmHg nelle donne”, dicono Luigi Palmieri e Chiara Donfrancesco, ricercatori del Dipartimento malattie cardiovascolari, endocrino-metaboliche e invecchiamento dell’Iss. “Tra le persone risultate ipertese durante l’indagine – aggiungono - circa un terzo non era consapevole di poter avere problemi di controllo della pressione arteriosa”.<br />L’Organizzazione Mondiale della Sanità suggerisce i seguenti stili di vita da adottare: •       Consumare più frutta e verdura •       Limitare il consumo di sale mentre si cucina e scegliere cibi non troppo salati (cercare di rimanere sotto i 5 grammi al giorno di consumo di sale, che equivalgono a un cucchiaino da thè) •       Stare meno seduti •       Essere più attivi fisicamente, per esempio camminare, correre, nuotare, ballare o praticare attività di rinforzo muscolare •       Fare almeno 150 minuti a settimana di attività aerobica di intensità moderata o 75 minuti a settimana di attività aerobica intensa. •       Perdere peso se si è in sovrappeso o obesi. •       Assumere i farmaci secondo le prescrizioni del medico •       Rispettare gli appuntamenti con il medico<br /><br /> Approfondimenti e altre notizie sono nel portale salutedomàni.com e Saluteh24.com, nelle pagine social collegate e nel canale gratuito di telegram: salutedomàni      ]]></itunes:summary><itunes:duration>458</itunes:duration><itunes:keywords>consigli,cuore,dati,diastolica,dieta,farmaci,invecchiamento,ipertensione,iss,italia,misurazioni,obesità,oms,peso,podcast,pressione,progetto,salutedomani,sistolica,sport</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/56262bc7e005e620898ae92d28068239.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>PODCAST, INTELLIGENZA ARTIFICIALE E CHIMICA RIVOLUZIONANO LA PROGETTAZIONE DI NUOVI FARMACI</title><link>https://www.spreaker.com/episode/podcast-intelligenza-artificiale-e-chimica-rivoluzionano-la-progettazione-di-nuovi-farmaci--66041610</link><description><![CDATA[Creare nuovi farmaci in modo più veloce e mirato, anche per malattie rare o complesse. Un team di ricerca internazionale, delle Università di Pisa e di Bonn ha sviluppato un innovativo approccio per generare nuove molecole chimiche grazie all’intelligenza artificiale. Al centro dello studio pubblicato <a href="https://email.tmg.vrfy.email/c/eJxEj0FuwyAQRU8DSzTMYMALFt34Aj1ARIZJMlKcWAYlak9fuarU3ddf_P9eKxxQkpXiU4hxTh7Aylr1fuqbNP3W50NKnEMj9lnQBFj7NaJbpWltbZfenQ57K1PFGHM9c06eKTRPLQq1lHLAwFytFgScYIIMM2U_O0qIUDn5nM9yuZxNgLFe3Wu_fLlfBHsvtzG2bujD4GJweb_frrPKg6XpLjwcP1eDy19ncKn7UL4faVM1uHwCIk1IAScAygB2L9Vx3WR_VBPgevwcK_Zf96StIM0Ugx3Fvgr-BAAA__-67lmQ" target="_blank" rel="noreferrer noopener">sull’European Journal of Medicinal Chemistry</a> ci sono i cosiddetti “chemical language models”, modelli linguistici ispirati a quelli usati nei chatbot come ChatGPT, capaci di leggere e scrivere il linguaggio molecolare. “L’obiettivo – racconta il professore Tiziano Tuccinardi del Dipartimento di Farmacia dell’Ateneo pisano – è quello di superare i limiti delle tecniche tradizionali nella progettazione di nuovi farmaci, generando in modo automatico molecole chimicamente corrette, strutturalmente originali e potenzialmente bioattive, a partire da frammenti”. Ricercatori e ricercatrici hanno addestrato tre modelli di IA per “tradurre” frammenti chimici (strutture centrali, gruppi sostituenti o combinazioni di entrambi) in nuove molecole a partire da enormi dataset di molecole bioattive.<br /><br />“La ricerca rappresenta un salto qualitativo nell'uso dell'IA per la chimica e la farmacologia – continua Tuccinardi - aprendo la strada a una generazione automatica e intelligente di molecole, con impatti potenziali su sanità, industria e ricerca. Non si tratta solo di accelerare i processi, ma di immaginare strutture molecolari che la mente umana difficilmente può concepire”. “In linea con i principi di scienza aperta – conclude Tuccinardi - il codice sorgente e i dataset utilizzati nello studio sono stati resi pubblicamente disponibili, a beneficio della comunità scientifica. Ma soprattutto, il progetto segna un traguardo importante: da oggi, anche all’Università di Pisa, è possibile generare automaticamente nuove molecole bioattive, un passo concreto verso una progettazione molecolare più rapida, innovativa e accessibile”. Ha collaborato alla ricerca Lisa Piazza, iscritta al Dottorato in Scienza del Farmaco e delle Sostanze Bioattive dell’Università di Pisa e componente del gruppo di Chimica Computazionale del professore Tuccinardi.  <br /><br />Approfondimenti e altre notizie sono nel portale salutedomàni.com e Saluteh24.com, nelle pagine social collegate e nel canale gratuito di telegram: salutedomàni  ]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/66041610</guid><pubDate>Sun, 11 May 2025 17:36:46 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/66041610/podcast_salutedomani_11_maggio25.mp3" length="5926795" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Salutedomani</itunes:author><itunes:subtitle>Creare nuovi farmaci in modo più veloce e mirato, anche per malattie rare o complesse. Un team di ricerca internazionale, delle Università di Pisa e di Bonn ha sviluppato un innovativo approccio per generare nuove molecole chimiche grazie...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Creare nuovi farmaci in modo più veloce e mirato, anche per malattie rare o complesse. Un team di ricerca internazionale, delle Università di Pisa e di Bonn ha sviluppato un innovativo approccio per generare nuove molecole chimiche grazie all’intelligenza artificiale. 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Ricercatori e ricercatrici hanno addestrato tre modelli di IA per “tradurre” frammenti chimici (strutture centrali, gruppi sostituenti o combinazioni di entrambi) in nuove molecole a partire da enormi dataset di molecole bioattive.<br /><br />“La ricerca rappresenta un salto qualitativo nell'uso dell'IA per la chimica e la farmacologia – continua Tuccinardi - aprendo la strada a una generazione automatica e intelligente di molecole, con impatti potenziali su sanità, industria e ricerca. Non si tratta solo di accelerare i processi, ma di immaginare strutture molecolari che la mente umana difficilmente può concepire”. “In linea con i principi di scienza aperta – conclude Tuccinardi - il codice sorgente e i dataset utilizzati nello studio sono stati resi pubblicamente disponibili, a beneficio della comunità scientifica. Ma soprattutto, il progetto segna un traguardo importante: da oggi, anche all’Università di Pisa, è possibile generare automaticamente nuove molecole bioattive, un passo concreto verso una progettazione molecolare più rapida, innovativa e accessibile”. 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Tra le altre strategie, le linee guida sollecitano un'azione rapida per porre fine al matrimonio infantile, estendere la scolarizzazione delle ragazze e migliorare l'accesso ai servizi e alle informazioni sulla salute sessuale e riproduttiva: tutti fattori essenziali per ridurre le gravidanze precoci tra le adolescenti in tutto il mondo.<br />"Le gravidanze precoci- afferma la direttrice della Salute Sessuale e Riproduttiva e della Ricerca presso l'Oms e il Programma Speciale delle Nazioni Unite sulla Riproduzione Umana (Hrp), Pascale Allotey- possono avere gravi conseguenze fisiche e psicologiche per le ragazze e le giovani donne e spesso riflettono disuguaglianze fondamentali che incidono sulla loro capacità di plasmare le proprie relazioni e la propria vita". "Affrontare questo problema- prosegue- significa quindi creare le condizioni affinché le ragazze e le giovani donne possano prosperare, garantendo loro la possibilità di continuare a studiare, essere protette da violenza e coercizione, accedere a servizi di salute sessuale e riproduttiva che difendano i loro diritti e avere reali possibilità di scelta sul loro futuro". Ogni anno, nei Paesi a basso e medio reddito, oltre 21 milioni di ragazze adolescenti rimangono incinte, circa la metà delle quali indesiderate. Con ripercussioni sull'istruzione, le relazioni sociali e le prospettive lavorative future delle ragazze, la gravidanza precoce può creare cicli di povertà intergenerazionale difficili da interrompere. Comporta inoltre gravi rischi per la salute, tra cui tassi relativamente più elevati di infezioni e parti pretermine, nonché complicazioni derivanti da aborti non sicuri, legate alle particolari difficoltà di accesso a cure sicure e rispettose.<br />Le cause delle gravidanze precoci sono molteplici e interconnesse, tra cui disuguaglianze di genere, povertà, mancanza di opportunità e impossibilità di accedere ai servizi per la salute sessuale e riproduttiva. Esiste una forte correlazione con il matrimonio precoce: nei Paesi a basso e medio reddito, 9 nascite adolescenziali su 10 avvengono tra ragazze sposate prima dei 18 anni. Le linee guida raccomandano sforzi olistici per fornire alternative valide al matrimonio precoce, rafforzando l'istruzione, il risparmio e le prospettive occupazionali delle ragazze. Se tutte le ragazze completassero la scuola secondaria, si stima che i matrimoni infantili potrebbero ridursi fino a due terzi. Per le ragazze a più alto rischio, le linee guida raccomandano di prendere in considerazione incentivi per sostenere il completamento della scuola secondaria, come borse di studio o sussidi finanziari mirati. Le linee guida raccomandano inoltre leggi che vietino il matrimonio prima dei 18 anni, in linea con gli standard dei diritti umani, e il coinvolgimento della comunità per prevenire tale pratica. "Il matrimonio precoce- le parole della scienziata per la salute sessuale e riproduttiva degli adolescenti presso l'Oms, Sheri Bastien- nega l'infanzia alle ragazze e ha gravi conseguenze sulla loro salute".<br />"L'istruzione è fondamentale per cambiare il futuro delle ragazze- evidenzia- consentendo al contempo agli adolescenti, sia maschi che femmine, di comprendere il consenso, prendersi cura della propria salute e contrastare le gravi disuguaglianze di genere che continuano a causare alti tassi di matrimoni precoci e gravidanze precoci in molte parti del mondo". Le raccomandazioni sottolineano la necessità di garantire che le adolescenti possano accedere a servizi di salute sessuale e riproduttiva di alta qualità e adatti alle loro esigenze, comprese le opzioni contraccettive. In alcuni Paesi, per accedere ai servizi è richiesto il consenso di un adulto, il che rappresenta un ostacolo significativo al loro utilizzo. Anche le ragazze che rimangono incinte devono poter accedere a un'assistenza sanitaria di alta qualità e rispettosa durante e dopo la gravidanza e il parto, libera da stigma e discriminazione, nonché a un'assistenza per l'aborto sicura. Un'educazione sessuale completa è essenziale sia per i ragazzi che per le ragazze, per garantire che sappiano dove accedere a tali servizi e come utilizzare i diversi tipi di contraccezione.<br />È stato dimostrato che riduce le gravidanze precoci, ritarda l'inizio dell'attività sessuale e migliora la conoscenza degli adolescenti sul proprio corpo e sulla salute riproduttiva. A livello globale, si sono registrati progressi nella riduzione delle gravidanze e delle nascite tra le adolescenti. Nel 2021, si stima che 1 ragazza su 25 abbia partorito prima dei 20 anni, rispetto a 1 su 15 di vent'anni prima. Permangono disparità significative. In alcuni Paesi, quasi 1 ragazza adolescente su 10 (15-19 anni) partorisce ogni anno. <br /><i>Approfondimenti e altre notizie sono nel portale salutedomàni.com e Saluteh24.com, nelle pagine social collegate e nel canale gratuito di telegram: salutedomàni  </i>]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/65919368</guid><pubDate>Mon, 05 May 2025 09:53:08 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/65919368/podcast_salutedomani_5_maggio_2025.mp3" length="7543462" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Salutedomani</itunes:author><itunes:subtitle>Nel tentativo di affrontare la principale causa di morte a livello mondiale tra le ragazze tra i 15 e i 19 anni, l'Organizzazione mondiale della sanità (Oms) ha pubblicato oggi delle nuove linee guida volte a prevenire la gravidanza adolescenziale e...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Nel tentativo di affrontare la principale causa di morte a livello mondiale tra le ragazze tra i 15 e i 19 anni, l'Organizzazione mondiale della sanità (Oms) ha pubblicato oggi delle nuove linee guida volte a prevenire la gravidanza adolescenziale e le significative complicazioni per la salute a essa correlate. Tra le altre strategie, le linee guida sollecitano un'azione rapida per porre fine al matrimonio infantile, estendere la scolarizzazione delle ragazze e migliorare l'accesso ai servizi e alle informazioni sulla salute sessuale e riproduttiva: tutti fattori essenziali per ridurre le gravidanze precoci tra le adolescenti in tutto il mondo.<br />"Le gravidanze precoci- afferma la direttrice della Salute Sessuale e Riproduttiva e della Ricerca presso l'Oms e il Programma Speciale delle Nazioni Unite sulla Riproduzione Umana (Hrp), Pascale Allotey- possono avere gravi conseguenze fisiche e psicologiche per le ragazze e le giovani donne e spesso riflettono disuguaglianze fondamentali che incidono sulla loro capacità di plasmare le proprie relazioni e la propria vita". "Affrontare questo problema- prosegue- significa quindi creare le condizioni affinché le ragazze e le giovani donne possano prosperare, garantendo loro la possibilità di continuare a studiare, essere protette da violenza e coercizione, accedere a servizi di salute sessuale e riproduttiva che difendano i loro diritti e avere reali possibilità di scelta sul loro futuro". Ogni anno, nei Paesi a basso e medio reddito, oltre 21 milioni di ragazze adolescenti rimangono incinte, circa la metà delle quali indesiderate. Con ripercussioni sull'istruzione, le relazioni sociali e le prospettive lavorative future delle ragazze, la gravidanza precoce può creare cicli di povertà intergenerazionale difficili da interrompere. Comporta inoltre gravi rischi per la salute, tra cui tassi relativamente più elevati di infezioni e parti pretermine, nonché complicazioni derivanti da aborti non sicuri, legate alle particolari difficoltà di accesso a cure sicure e rispettose.<br />Le cause delle gravidanze precoci sono molteplici e interconnesse, tra cui disuguaglianze di genere, povertà, mancanza di opportunità e impossibilità di accedere ai servizi per la salute sessuale e riproduttiva. Esiste una forte correlazione con il matrimonio precoce: nei Paesi a basso e medio reddito, 9 nascite adolescenziali su 10 avvengono tra ragazze sposate prima dei 18 anni. Le linee guida raccomandano sforzi olistici per fornire alternative valide al matrimonio precoce, rafforzando l'istruzione, il risparmio e le prospettive occupazionali delle ragazze. Se tutte le ragazze completassero la scuola secondaria, si stima che i matrimoni infantili potrebbero ridursi fino a due terzi. Per le ragazze a più alto rischio, le linee guida raccomandano di prendere in considerazione incentivi per sostenere il completamento della scuola secondaria, come borse di studio o sussidi finanziari mirati. Le linee guida raccomandano inoltre leggi che vietino il matrimonio prima dei 18 anni, in linea con gli standard dei diritti umani, e il coinvolgimento della comunità per prevenire tale pratica. "Il matrimonio precoce- le parole della scienziata per la salute sessuale e riproduttiva degli adolescenti presso l'Oms, Sheri Bastien- nega l'infanzia alle ragazze e ha gravi conseguenze sulla loro salute".<br />"L'istruzione è fondamentale per cambiare il futuro delle ragazze- evidenzia- consentendo al contempo agli adolescenti, sia maschi che femmine, di comprendere il consenso, prendersi cura della propria salute e contrastare le gravi disuguaglianze di genere che continuano a causare alti tassi di matrimoni precoci e gravidanze precoci in molte parti del mondo". Le raccomandazioni sottolineano la necessità di garantire che le adolescenti possano accedere a servizi di salute sessuale e riproduttiva di alta qualità e adatti alle loro esigenze, comprese le opzioni contraccettive. In alcuni Paesi, per accedere ai servizi è...]]></itunes:summary><itunes:duration>472</itunes:duration><itunes:keywords>adolescenti,allotey,dati,educazione,europa,giovani,gravidanza,guida,hrp,linee,matrimonio,numeri,oms,podcast,prevenzione,riproduzione,salutedomani,scuola,sessuale,sessualità</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/56262bc7e005e620898ae92d28068239.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>PODCAST, RICERCA E SALUTE DELLA DONNA, RACE FOR THE CURE, TEST SANGUE ANTI DEMENZA</title><link>https://www.spreaker.com/episode/podcast-ricerca-e-salute-della-donna-race-for-the-cure-test-sangue-anti-demenza--65745358</link><description><![CDATA[Oggi si parla di salute della donna, della Race for the Cure per la prevenzione del tumore al seno e di esame del sangue per scoprire il declino cognitivo negli anziani.<br /><br /><b>SALUTE DELLA DONNA, IN 10 ANNI QUASI TRIPLICATI GLI STUDI IN ITALIA </b><br />Negli ultimi dieci anni, l'attenzione alla salute della donna in Italia e nel mondo è cresciuta a livello scientifico. Con la chiave “salute della donna”, “women health”, su PubMed, principale database gratuito e ad accesso aperto sui temi della medicina, nel 2015 risultavano pubblicati 35.945 articoli, mentre nel 2024 il numero è salito a 62.262. Restringendo il campo all'Italia, le pubblicazioni erano 1312 nel 2015 e sono quasi triplicate nel 2024, raggiungendo le 3491. Sono state prodotte e pubblicate dal 2017 ad oggi, anno in cui è stato istituito il Sistema nazionale linee guida, anche 16 linee guida e raccomandazioni legate alla salute al femminile, relative agli ambiti dell’oncologia ginecologica e senologica, della salute riproduttiva, della ginecologia e uro-ginecologia e della gravidanza e percorso nascita. Questo il quadro tracciato dall’Istituto Superiore di Sanità in occasione della recente giornata nazionale della salute della donna.<br /><br /><b>RACE FOR THE CURE, CORSA PER LA PREVENZIONE DEL TUMORE AL SENO</b><br />La Race for the Cure è molto più di una semplice corsa: è un evento simbolico e coinvolgente che unisce sport, salute, solidarietà e impegno civile nella lotta contro il tumore al seno. Organizzata dalla Susan G. Komen Italia, questa manifestazione si svolge ogni anno in diverse città italiane, coinvolgendo migliaia di partecipanti tra donne in rosa, che hanno affrontato o stanno affrontando la malattia, familiari, amici, medici, volontari e cittadini. L'edizione 2025 della Race for the Cure si terrà a Roma dall'8 all'11 maggio al Villaggio della Salute presso il Circo Massimo. Sono 26 anni che Komen Italia, fondata dal professor Masetti, svolge un ruolo straordinario per la prevenzione e la cura delle donne. Oltre che a Roma si svolge in parallelo anche a Bari, Bologna, Brescia, Matera e Napoli. L'iniziativa è aperta a tutti.<br /><br /><b>PRELIEVO SANGUE PER PREDIRE E PREVENIRE DECLINO FISICO E COGNITIVO ANZIANI</b> La fragilità è una sindrome clinica caratterizzata dal declino di molteplici funzioni fisiologiche del corpo umano, comprese le abilità fisiche, cognitive e sociali. Il significativo aumento dell'aspettativa di vita avvenuto negli ultimi decenni ha reso la fragilità una problematica sempre più comune nei paesi occidentali, che devono ora fronteggiare l'enorme impatto socio-economico legato all'assistenza della popolazione anziana più fragile. Un team di ricercatori italiani, composto da neuroscienziati, biochimici e neurologi, ha scoperto tramite un semplice prelievo di sangue l'esistenza di nuovi profili metabolici in grado di individuare i soggetti anziani pre-fragili (cioè in fase intermedia tra lo stato di salute e la fragilità) e quelli fragili, distinguendoli dagli individui sani. La ricerca è pubblicata sulla rivista scientifica Npj Aging. Lo studio ha evidenziato che i soggetti pre-fragili hanno un profilo ematico caratterizzato da livelli elevati di betaina rispetto agli anziani fragili e a quelli sani. Questa scoperta è di grande interesse in quanto la pre-fragilità rappresenta una condizione clinica "di transizione" potenzialmente reversibile a quella di buona salute.  <br /><br />Approfondimenti e altre notizie sono nel portale salutedomàni.com e Saluteh24.com, nelle pagine social collegate e nel canale gratuito di telegram: salutedomàni  ]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/65745358</guid><pubDate>Sat, 26 Apr 2025 16:16:03 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/65745358/podcast_salutedomani_26_aprile_2025.mp3" length="4623598" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Salutedomani</itunes:author><itunes:subtitle>Oggi si parla di salute della donna, della Race for the Cure per la prevenzione del tumore al seno e di esame del sangue per scoprire il declino cognitivo negli anziani.

SALUTE DELLA DONNA, IN 10 ANNI QUASI TRIPLICATI GLI STUDI IN ITALIA 
Negli...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Oggi si parla di salute della donna, della Race for the Cure per la prevenzione del tumore al seno e di esame del sangue per scoprire il declino cognitivo negli anziani.<br /><br /><b>SALUTE DELLA DONNA, IN 10 ANNI QUASI TRIPLICATI GLI STUDI IN ITALIA </b><br />Negli ultimi dieci anni, l'attenzione alla salute della donna in Italia e nel mondo è cresciuta a livello scientifico. Con la chiave “salute della donna”, “women health”, su PubMed, principale database gratuito e ad accesso aperto sui temi della medicina, nel 2015 risultavano pubblicati 35.945 articoli, mentre nel 2024 il numero è salito a 62.262. Restringendo il campo all'Italia, le pubblicazioni erano 1312 nel 2015 e sono quasi triplicate nel 2024, raggiungendo le 3491. Sono state prodotte e pubblicate dal 2017 ad oggi, anno in cui è stato istituito il Sistema nazionale linee guida, anche 16 linee guida e raccomandazioni legate alla salute al femminile, relative agli ambiti dell’oncologia ginecologica e senologica, della salute riproduttiva, della ginecologia e uro-ginecologia e della gravidanza e percorso nascita. Questo il quadro tracciato dall’Istituto Superiore di Sanità in occasione della recente giornata nazionale della salute della donna.<br /><br /><b>RACE FOR THE CURE, CORSA PER LA PREVENZIONE DEL TUMORE AL SENO</b><br />La Race for the Cure è molto più di una semplice corsa: è un evento simbolico e coinvolgente che unisce sport, salute, solidarietà e impegno civile nella lotta contro il tumore al seno. Organizzata dalla Susan G. Komen Italia, questa manifestazione si svolge ogni anno in diverse città italiane, coinvolgendo migliaia di partecipanti tra donne in rosa, che hanno affrontato o stanno affrontando la malattia, familiari, amici, medici, volontari e cittadini. L'edizione 2025 della Race for the Cure si terrà a Roma dall'8 all'11 maggio al Villaggio della Salute presso il Circo Massimo. Sono 26 anni che Komen Italia, fondata dal professor Masetti, svolge un ruolo straordinario per la prevenzione e la cura delle donne. Oltre che a Roma si svolge in parallelo anche a Bari, Bologna, Brescia, Matera e Napoli. L'iniziativa è aperta a tutti.<br /><br /><b>PRELIEVO SANGUE PER PREDIRE E PREVENIRE DECLINO FISICO E COGNITIVO ANZIANI</b> La fragilità è una sindrome clinica caratterizzata dal declino di molteplici funzioni fisiologiche del corpo umano, comprese le abilità fisiche, cognitive e sociali. Il significativo aumento dell'aspettativa di vita avvenuto negli ultimi decenni ha reso la fragilità una problematica sempre più comune nei paesi occidentali, che devono ora fronteggiare l'enorme impatto socio-economico legato all'assistenza della popolazione anziana più fragile. Un team di ricercatori italiani, composto da neuroscienziati, biochimici e neurologi, ha scoperto tramite un semplice prelievo di sangue l'esistenza di nuovi profili metabolici in grado di individuare i soggetti anziani pre-fragili (cioè in fase intermedia tra lo stato di salute e la fragilità) e quelli fragili, distinguendoli dagli individui sani. La ricerca è pubblicata sulla rivista scientifica Npj Aging. Lo studio ha evidenziato che i soggetti pre-fragili hanno un profilo ematico caratterizzato da livelli elevati di betaina rispetto agli anziani fragili e a quelli sani. Questa scoperta è di grande interesse in quanto la pre-fragilità rappresenta una condizione clinica "di transizione" potenzialmente reversibile a quella di buona salute.  <br /><br />Approfondimenti e altre notizie sono nel portale salutedomàni.com e Saluteh24.com, nelle pagine social collegate e nel canale gratuito di telegram: salutedomàni  ]]></itunes:summary><itunes:duration>289</itunes:duration><itunes:keywords>aging,anziani,cancro,corsa,demenza,donna,esame,fragilità,iss,komen,npj,podcast,prelievo,race,ricerca,salutedomani,sangue,seno,studio,tumore</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/56262bc7e005e620898ae92d28068239.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>PODCAST. COVID, NUOVO CORONAVIRUS HKU5-CoV-2, NUOVI FARMACI PER IL TUMORE DEL PANCREAS, BOOM PRODOTTI SKINCARE</title><link>https://www.spreaker.com/episode/podcast-covid-nuovo-coronavirus-hku5-cov-2-nuovi-farmaci-per-il-tumore-del-pancreas-boom-prodotti-skincare--64511740</link><description><![CDATA[<b>NUOVO CORONAVIRUS HKU5-CoV-2</b><br />Un coronavirus di pipistrello, scoperto di recente, utilizza la stessa proteina di superficie cellulare del virus SARS-CoV-2 che causa il COVID, per entrare nelle cellule umane, aumentando la possibilità che un giorno possa diffondersi agli esseri umani, scrivono i ricercatori cinesi nella rivista ‘Cell’. Il virus non entra nelle cellule umane con la stessa facilità del SARS-CoV-2 però gli scienziati hanno affermato che, come il SARS-CoV-2, il virus del pipistrello HKU5-CoV-2 contiene una caratteristica nota come sito di scissione della furina, che gli consente di entrare nelle cellule tramite la proteina recettore ACE2 presente sulla superficie cellulare. I merbecovirus comprendono quattro specie virali con una notevole diversità genetica: coronavirus correlato a MERS , coronavirus del pipistrello Tylonycteris HKU4 , coronavirus del pipistrello Pipistrellus HKU5 e coronavirus 1 di Hedgehog. Negli esperimenti di laboratorio, l'HKU5-CoV-2 ha infettato cellule umane con alti livelli di ACE2 in provetta e in modelli di intestino e di vie respiratorie umane. Rispetto al 2019 la popolazione ha sviluppato una maggiore immunità ai virus SARS simili, il che potrebbe ridurre il rischio di pandemia. Questo studio rivela un lignaggio distinto di HKU5-CoV nei pipistrelli, che utilizzano in modo efficiente l'ACE2 umano e sottolinea il loro potenziale rischio zoonotico.<br /><br /><b>TUMORE DEL PANCREAS: NUOVI FARMACI SPERIMENTALI ALLO IEO</b><br /> L’Istituto Europeo di Oncologia (IEO) accende una nuova speranza di cura per il tumore del pancreas grazie a due nuove terapie sperimentali con farmaci innovativi. È infatti il primo centro in Europa ad aver avviato lo studio clinico RASolute 302 con un nuovo farmaco diretto a una specifica alterazione molto frequente nel tumore del pancreas, per la quale finora non c’era alcuna terapia mirata. A giorni in IEO sarà inoltre attivo lo studio il PRISM-1 che valuterà l’efficacia dell’aggiunta di un nuovo farmaco a bersaglio molecolare alla chemioterapia standard. Entrambi gli studi rappresentano prima di tutto importanti opportunità per i pazienti con tumore del pancreas per ampliare le opzioni terapeutiche. Saranno inoltre un contributo importante per la ricerca clinica ed auspicabilmente per introdurre nuove cure mirate per l’adenocarcinoma pancreatico.<br /><br /><b>BOOM SKINCARE, UN ITALIANO SU DUE ACQUISTA PRODOTTI DEDICATI</b><br /> La skincare ha fatto breccia tra gli italiani, circa uno su due utilizza prodotti per la cura della pelle, di questi il 45% li usa ogni giorno, il 35% più volte al giorno e solo il 7% meno di una volta a settimana. Sono principalmente le donne che ne fanno uso, poco più di 7 su 10, e anche coloro che hanno già effettuato trattamenti di chirurgia estetica, poco più di 7 su 10. E ancora poco meno di 4 italiani su 10 (36%) usano prodotti per il make-up, ancora una volta soprattutto le donne (67%), di giovane età (46%) e che già in passato si sono sottoposte ad interventi di chirurgia estetica (66%). Il 19% delle donne li adopera più volte al giorno, mentre il 52% ne fa un uso giornaliero. Guardando agli uomini il 19% (praticamente uno su 5) utilizza principalmente cosmetici per la cura della pelle e anti-aging: tendenzialmente li adoperano una volta al giorno (36%) o una volta ogni due giorni (30%). È questa una prima fotografia dei dati sul rapporto tra gli italiani, la bellezza e la chirurgia estetica emersi dal rilevamento del monitor continuativo di EngageMinds Hub - Consumer, Food &amp; Health Research Center, Centro di ricerca in psicologia dei consumi e della salute dell'Università Cattolica, campus di Cremona.<br /> Approfondimenti e altre notizie sono nel portale salutedomàni.com e Saluteh24.com, nelle pagine social collegate e nel canale gratuito di telegram: salutedomàni]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/64511740</guid><pubDate>Sat, 22 Feb 2025 16:16:12 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/64511740/podcast_salutedomani_22_febbraio_25.mp3" length="5184078" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Salutedomani</itunes:author><itunes:subtitle>NUOVO CORONAVIRUS HKU5-CoV-2
Un coronavirus di pipistrello, scoperto di recente, utilizza la stessa proteina di superficie cellulare del virus SARS-CoV-2 che causa il COVID, per entrare nelle cellule umane, aumentando la possibilità che un giorno...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[<b>NUOVO CORONAVIRUS HKU5-CoV-2</b><br />Un coronavirus di pipistrello, scoperto di recente, utilizza la stessa proteina di superficie cellulare del virus SARS-CoV-2 che causa il COVID, per entrare nelle cellule umane, aumentando la possibilità che un giorno possa diffondersi agli esseri umani, scrivono i ricercatori cinesi nella rivista ‘Cell’. Il virus non entra nelle cellule umane con la stessa facilità del SARS-CoV-2 però gli scienziati hanno affermato che, come il SARS-CoV-2, il virus del pipistrello HKU5-CoV-2 contiene una caratteristica nota come sito di scissione della furina, che gli consente di entrare nelle cellule tramite la proteina recettore ACE2 presente sulla superficie cellulare. I merbecovirus comprendono quattro specie virali con una notevole diversità genetica: coronavirus correlato a MERS , coronavirus del pipistrello Tylonycteris HKU4 , coronavirus del pipistrello Pipistrellus HKU5 e coronavirus 1 di Hedgehog. Negli esperimenti di laboratorio, l'HKU5-CoV-2 ha infettato cellule umane con alti livelli di ACE2 in provetta e in modelli di intestino e di vie respiratorie umane. Rispetto al 2019 la popolazione ha sviluppato una maggiore immunità ai virus SARS simili, il che potrebbe ridurre il rischio di pandemia. Questo studio rivela un lignaggio distinto di HKU5-CoV nei pipistrelli, che utilizzano in modo efficiente l'ACE2 umano e sottolinea il loro potenziale rischio zoonotico.<br /><br /><b>TUMORE DEL PANCREAS: NUOVI FARMACI SPERIMENTALI ALLO IEO</b><br /> L’Istituto Europeo di Oncologia (IEO) accende una nuova speranza di cura per il tumore del pancreas grazie a due nuove terapie sperimentali con farmaci innovativi. È infatti il primo centro in Europa ad aver avviato lo studio clinico RASolute 302 con un nuovo farmaco diretto a una specifica alterazione molto frequente nel tumore del pancreas, per la quale finora non c’era alcuna terapia mirata. A giorni in IEO sarà inoltre attivo lo studio il PRISM-1 che valuterà l’efficacia dell’aggiunta di un nuovo farmaco a bersaglio molecolare alla chemioterapia standard. Entrambi gli studi rappresentano prima di tutto importanti opportunità per i pazienti con tumore del pancreas per ampliare le opzioni terapeutiche. Saranno inoltre un contributo importante per la ricerca clinica ed auspicabilmente per introdurre nuove cure mirate per l’adenocarcinoma pancreatico.<br /><br /><b>BOOM SKINCARE, UN ITALIANO SU DUE ACQUISTA PRODOTTI DEDICATI</b><br /> La skincare ha fatto breccia tra gli italiani, circa uno su due utilizza prodotti per la cura della pelle, di questi il 45% li usa ogni giorno, il 35% più volte al giorno e solo il 7% meno di una volta a settimana. Sono principalmente le donne che ne fanno uso, poco più di 7 su 10, e anche coloro che hanno già effettuato trattamenti di chirurgia estetica, poco più di 7 su 10. E ancora poco meno di 4 italiani su 10 (36%) usano prodotti per il make-up, ancora una volta soprattutto le donne (67%), di giovane età (46%) e che già in passato si sono sottoposte ad interventi di chirurgia estetica (66%). Il 19% delle donne li adopera più volte al giorno, mentre il 52% ne fa un uso giornaliero. Guardando agli uomini il 19% (praticamente uno su 5) utilizza principalmente cosmetici per la cura della pelle e anti-aging: tendenzialmente li adoperano una volta al giorno (36%) o una volta ogni due giorni (30%). È questa una prima fotografia dei dati sul rapporto tra gli italiani, la bellezza e la chirurgia estetica emersi dal rilevamento del monitor continuativo di EngageMinds Hub - Consumer, Food &amp; Health Research Center, Centro di ricerca in psicologia dei consumi e della salute dell'Università Cattolica, campus di Cremona.<br /> Approfondimenti e altre notizie sono nel portale salutedomàni.com e Saluteh24.com, nelle pagine social collegate e nel canale gratuito di telegram: salutedomàni]]></itunes:summary><itunes:duration>324</itunes:duration><itunes:keywords>ace2,bellezza,cancro,cina,consumi,covid,farmaci,hku5-cov-2,ieo,italia,pancreas,pandemia,pipistrello,podcast,prism,rasolute,ricerca,salutedomani,skincare,tumore</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/56262bc7e005e620898ae92d28068239.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>PODCAST IMMUNOTERAPIA E MELANOMA, TRAPIANTO DI ISOLE PANCREATICHE, MIGRAZIONE SANITARIA</title><link>https://www.spreaker.com/episode/podcast-immunoterapia-e-melanoma-trapianto-di-isole-pancreatiche-migrazione-sanitaria--64403778</link><description><![CDATA[ Oggi si parla di un chip per immunoterapia e melanoma, del trapianto di isole pancreatiche nel diabete e infine dei dati sull’immigrazione sanitaria tra le regioni italiane  <br /><br /><b> IMMUNOTERAPIA CONTRO IL MELANOMA: L’ EFFICACIA SI PREVEDE CON UN CHIP</b><br /><br /> Un gruppo di ricercatori dell‘Istituto Europeo di Oncologia e del Politecnico di Milano hanno messo a punto un “gut-on-chip” (un modello miniaturizzato dell’intestino umano su un dispositivo delle dimensioni di un chip) in grado di riprodurre le caratteristiche principali dell’infiammazione intestinale e predire la risposta di pazienti con melanoma al trattamento con immunoterapia. I risultati sono stati appena pubblicati su Nature Biomedical Engineering. L’interazione fra microbiota e immunoterapia è nota da tempo ed è il risultato sia di effetti sistemici che di processi locali, soprattutto a livello dell'intestino, dove vivono la maggior parte dei batteri che popolano il nostro organismo. Questi ultimi, tuttavia, si possono studiare solo in modelli animali, con tutte le loro limitazioni; infatti, non ci sono ragioni cliniche per sottoporre a colonscopia e biopsia al colon un paziente che riceve l’immunoterapia per melanoma. Eppure l’infiammazione intestinale è uno degli effetti collaterali principali di questo trattamento, che spesso costringe ad interrompere la terapia. Da qui l’idea dei ricercatori di applicare al colon la tecnologia “organi-su-chip” con dettagli innovativi specificamente studiati per mettere a fuoco il legame fra microbiota intestinale e immunoterapia. Il microbiota dei pazienti con melanoma, che non rispondo all’immunoterapia, ha pronunciate caratteristiche pro-infiammatorie, che danneggiano l’integrità della barriera epiteliale dell’intestino e promuovono la produzione di molecole in grado di regolare il sistema immunitario. L’uso del gut-on-chip potrà evitare a pazienti resistenti alla terapia il rischio di inutili effetti collaterali, dando ai loro oncologi la possibilità di somministrare eventuali terapie che li predispongano ad una migliore risposta. Per far questo basterà prelevare un campione fecale e testarne gli effetti.<br /><br /><b>DIABETE, TRAPIANTO DI ISOLE PANCREATICHE PER MIGLIORARE LA QUALITÀ DELLA VITA</b><br /><br /> È stato pubblicato su The Lancet Diabetes &amp; Endocrinology<i> </i>uno studio che analizza i risultati a lungo termine del trapianto di isole pancreatiche in pazienti con diabete di tipo 1 trattati presso l’IRCCS Ospedale San Raffaele dal 2001 al 2023.  L’analisi ha coinvolto 79 pazienti di età compresa tra i 18 e i 67 anni, rivelando che nei soggetti con diabete di tipo 1 trattati con una dose specifiche di isole pancreatiche si è ottenuto un significativo miglioramento nella sopravvivenza del trapianto e una maggiore indipendenza dall’insulina. In questo gruppo, la sopravvivenza mediana delle isole è stata di 9.7 anni, con il 72.7% dei pazienti che ha mantenuto l’indipendenza dall’insulina per un periodo tra i 6 e i 7 anni. I dati complessivi mostrano una sopravvivenza del trapianto dell’86% a un anno, del 65% a cinque anni e del 40% a vent’anni, a conferma dell’efficacia a lungo termine del trattamento. Tuttavia, lo studio ha evidenziato alcuni effetti collaterali associati alla terapia immunosoppressiva, come infezioni e riduzione della funzionalità renale, che richiedono un attento monitoraggio e interventi mirati per garantire la sicurezza a lungo termine dei pazienti.<br /><br /><b>MIGRAZIONE SANITARIA: SFONDATO TETTO DEI 5 MILIARDI € NEL 2022. SI AGGRAVA LO SQUILIBRIO NORD-SUD </b><br /><br />Nel 2022, la mobilità sanitaria interregionale ha raggiunto la cifra record di 5.04 miliardi di euro, il livello più alto mai registrato e superiore del 18.6% a quello del 2021. I dati elaborati dalla Fondazione GIMBE confermano anche il peggioramento dello squilibrio tra Nord e Sud, con un flusso enorme di pazienti e di risorse economiche in uscita dal Mezzogiorno verso Lombardia, Emilia-Romagna e Veneto, che si confermano le Regioni più attrattive. Lombardia, Emilia-Romagna e Veneto raccolgono da sole il 94,1% del saldo attivo della mobilità sanitaria, ovvero la differenza tra risorse ricevute per curare pazienti provenienti da altre Regioni e quelle versate per i propri cittadini che si sono spostati altrove. A pagare il prezzo più alto sono Abruzzo, Calabria, Campania, Sicilia, Lazio e Puglia, che insieme rappresentano il 78.8% del saldo passivo. La mobilità attiva, ovvero l’attrazione di pazienti da altre Regioni, si concentra per oltre la metà in Lombardia (22.8%), Emilia-Romagna (17.1%) e Veneto (10.7%), seguite da Lazio (8.6%), Piemonte (6.1%) e Toscana (6%). Sul fronte opposto, a generare i maggiori debiti per cure ricevute dai propri residenti in altre Regioni, sono Lazio (11.8%), Campania (9.6%) e Lombardia (8.9%), che da sole rappresentano quasi un terzo della mobilità passiva, con un esborso superiore ai 400 milioni di euro ciascuna.<br /><br />Approfondimenti e altre notizie sono nel portale salutedomàni.com e Saluteh24.com, nelle pagine social collegate e nel canale gratuito di telegram: salutedomàni    ]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/64403778</guid><pubDate>Sun, 16 Feb 2025 12:12:19 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/64403778/podcast_salutedomani_16_febbraio_25.mp3" length="6721332" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Salutedomani</itunes:author><itunes:subtitle> Oggi si parla di un chip per immunoterapia e melanoma, del trapianto di isole pancreatiche nel diabete e infine dei dati sull’immigrazione sanitaria tra le regioni italiane  

 IMMUNOTERAPIA CONTRO IL MELANOMA: L’ EFFICACIA SI PREVEDE CON UN CHIP...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[ Oggi si parla di un chip per immunoterapia e melanoma, del trapianto di isole pancreatiche nel diabete e infine dei dati sull’immigrazione sanitaria tra le regioni italiane  <br /><br /><b> IMMUNOTERAPIA CONTRO IL MELANOMA: L’ EFFICACIA SI PREVEDE CON UN CHIP</b><br /><br /> Un gruppo di ricercatori dell‘Istituto Europeo di Oncologia e del Politecnico di Milano hanno messo a punto un “gut-on-chip” (un modello miniaturizzato dell’intestino umano su un dispositivo delle dimensioni di un chip) in grado di riprodurre le caratteristiche principali dell’infiammazione intestinale e predire la risposta di pazienti con melanoma al trattamento con immunoterapia. I risultati sono stati appena pubblicati su Nature Biomedical Engineering. L’interazione fra microbiota e immunoterapia è nota da tempo ed è il risultato sia di effetti sistemici che di processi locali, soprattutto a livello dell'intestino, dove vivono la maggior parte dei batteri che popolano il nostro organismo. Questi ultimi, tuttavia, si possono studiare solo in modelli animali, con tutte le loro limitazioni; infatti, non ci sono ragioni cliniche per sottoporre a colonscopia e biopsia al colon un paziente che riceve l’immunoterapia per melanoma. Eppure l’infiammazione intestinale è uno degli effetti collaterali principali di questo trattamento, che spesso costringe ad interrompere la terapia. Da qui l’idea dei ricercatori di applicare al colon la tecnologia “organi-su-chip” con dettagli innovativi specificamente studiati per mettere a fuoco il legame fra microbiota intestinale e immunoterapia. Il microbiota dei pazienti con melanoma, che non rispondo all’immunoterapia, ha pronunciate caratteristiche pro-infiammatorie, che danneggiano l’integrità della barriera epiteliale dell’intestino e promuovono la produzione di molecole in grado di regolare il sistema immunitario. L’uso del gut-on-chip potrà evitare a pazienti resistenti alla terapia il rischio di inutili effetti collaterali, dando ai loro oncologi la possibilità di somministrare eventuali terapie che li predispongano ad una migliore risposta. Per far questo basterà prelevare un campione fecale e testarne gli effetti.<br /><br /><b>DIABETE, TRAPIANTO DI ISOLE PANCREATICHE PER MIGLIORARE LA QUALITÀ DELLA VITA</b><br /><br /> È stato pubblicato su The Lancet Diabetes &amp; Endocrinology<i> </i>uno studio che analizza i risultati a lungo termine del trapianto di isole pancreatiche in pazienti con diabete di tipo 1 trattati presso l’IRCCS Ospedale San Raffaele dal 2001 al 2023.  L’analisi ha coinvolto 79 pazienti di età compresa tra i 18 e i 67 anni, rivelando che nei soggetti con diabete di tipo 1 trattati con una dose specifiche di isole pancreatiche si è ottenuto un significativo miglioramento nella sopravvivenza del trapianto e una maggiore indipendenza dall’insulina. In questo gruppo, la sopravvivenza mediana delle isole è stata di 9.7 anni, con il 72.7% dei pazienti che ha mantenuto l’indipendenza dall’insulina per un periodo tra i 6 e i 7 anni. I dati complessivi mostrano una sopravvivenza del trapianto dell’86% a un anno, del 65% a cinque anni e del 40% a vent’anni, a conferma dell’efficacia a lungo termine del trattamento. Tuttavia, lo studio ha evidenziato alcuni effetti collaterali associati alla terapia immunosoppressiva, come infezioni e riduzione della funzionalità renale, che richiedono un attento monitoraggio e interventi mirati per garantire la sicurezza a lungo termine dei pazienti.<br /><br /><b>MIGRAZIONE SANITARIA: SFONDATO TETTO DEI 5 MILIARDI € NEL 2022. SI AGGRAVA LO SQUILIBRIO NORD-SUD </b><br /><br />Nel 2022, la mobilità sanitaria interregionale ha raggiunto la cifra record di 5.04 miliardi di euro, il livello più alto mai registrato e superiore del 18.6% a quello del 2021. I dati elaborati dalla Fondazione GIMBE confermano anche il peggioramento dello squilibrio tra Nord e Sud, con un flusso enorme di pazienti e di risorse economiche in uscita dal Mezzogiorno verso Lombardia, Emilia-Romagna e...]]></itunes:summary><itunes:duration>421</itunes:duration><itunes:keywords>cancro,chip,cure,diabete,gimbe,ieo,immunoterapia,intestino,isole,italia,melanoma,microbiota,migrazione,numeri,pancreas,podcast,regioni,salutedomani,trapianto,tumore</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/56262bc7e005e620898ae92d28068239.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>PODCAST CHALLENGE SESSO SUI SOCIAL, SPERMATOZOI A RISCHIO E INFERTILITA’, OBESITA’ IN SVIZZERA</title><link>https://www.salutedomani.com</link><description><![CDATA[<b>IST: AUMENTANO I CONTAGI, VADEMECUM SIMAST PER SESSO SICURO. I RISCHI DELLE ‘CHALLENGE’ SUI SOCIAL</b><br />“Sex roulette", "calippo tour", chemsex: si moltiplicano soprattutto tra i più giovani possibilità di sesso occasiònale, spesso foraggiate anche dalle sfide lanciate da app e social. Questi fenomeni, oltre ad avere numerosi risvolti sociali, possono provocare anche contagi da Infezioni Sessualmente Trasmesse, i cui dati sono in aumento in tutta Europa, con l'Italia che non fa eccezione. A preoccupare è la mancanza di consapevolezza: è maggiore "l'onta" di aver perso una challenge” del rischio di aver contratto una malattia con possibili conseguenze nefaste. Numeri e studi aggiornati su questi temi sono stati al centro del X Congresso Nazionale della Società Interdisciplinare per lo studio delle Malattie Sessualmente Trasmissibili (SIMaST) di Roma. Presenti oltre 200 specialisti. In questa occasiòne è stato presentato anche il Vademecum sul sesso sicuro, un opuscolo destinato a tutta la popolazione con particolare attenzione ai più giovani.  "Nel 2022 per la Gonorrea sono stati segnalati al sistema sentinella circa 1200 casi, che rispetto agli 820 del 2021 implicano un aumento del 50%- sottolinea Barbara Suligoi, Direttore COA dell'ISS e Presidente del Congresso SIMaST.- Per la Sifilide, siamo passati da 580 casi del 2021 a 700, con un aumento del 20%. Anche sulla Clamidia il riscontro è analogo: dagli 800 casi del '19, si è giunti nel 2022 a 993, con un aumento del 25%. L'aspetto più rilevante è il coinvolgimento giovanile, in particolare i giovani under 25: la prevalenza della Clamidia tra le ragazze di questa fascia d'età è del 7%, mentre sopra i 40 anni è appena 1%. In 3 casi su 4 l'infezione da clamidia è asintomatica, quindi molte ragazze non se ne accorgono". Un altro dato che colpisce emerge dallo Studio internazionale HBSC: In Italia, tra i giovani sessualmente attivi a 15 anni, il 69,4% dei ragazzi e il 61,6% delle ragazze hanno dichiarato di aver usato il profilattico nell'ultimo rapporto sessuale, ma a 17 anni si registrano percentuali più basse: 65,9% nei maschi e 56,8% nelle femmine. Emerge la diminuzione a partire dal 2014 dell'uso del preservativo tra i quindicenni sessualmente attivi.<br /><br /><b>SPERMATOZOI A RISCHIO: TROVATI BATTERI NEL LIQUIDO SEMINALE</b><br />L’eccesso di alcuni ceppi di Pseudomonas, Prevotella e Lattobacilli nel liquido seminale sarebbe in grado di alterare la concentrazione degli spermatozoi favorendo un micro-ambiente infiammatorio, nemico della fertilità maschile. A dimostrarlo due review condotte dai ricercatori dell’Università di Napoli “Federico II”, insieme a colleghi brasiliani e danesi, e dagli esperti dell’Università di Padova, pubblicate di recente su Frontiers in Endocrinology e Cells. Dai 2 lavori, che hanno preso in considerazione rispettivamente 37 ricerche e 27 studi, è emerso come un aumento di ceppi di Prevotella e Pseudomonas e l’incremento di Lactobacillus iners, siano fattori di rischio per la concentrazione spermatica nel liquido seminale, causandone una riduzione sotto la soglia minima stabilita dall’Organizzazione Mondiale della Sanità e necessaria per la fertilità maschile. Gli esperti della Società Italiana di Andrologia, in occasiòne del VI Congresso Natura, Ambiente, Uomo (NAU) hanno focalizzato l’attenzione su questo tema di primaria importanza, in quanto si stima che un numero ridotto di spermatozoi sia causa o concausa di almeno il 30% dei casi di infertilità di coppia. Sono infatti numerosi gli studi che hanno rilevato come negli ultimi 50 anni ci sia stato un significativo declino globale della concentrazione e della conta spermatica totale, il cui numero si è dimezzato negli ultimi decenni e il cui ritmo di riduzione è più che raddoppiato dal 2000.<br /><br /><b>43% DELLA POPOLAZIONE OBESA O IN SOVRAPPESO IN SVIZZERA</b><br /> Nel 2022 il 31% della popolazione dai 15 anni in su residente in Svizzera era in sovrappeso e il 12% soffriva di obesità. I gruppi di popolazione presentavano tassi di sovrappeso e obesità diversi. Gli uomini ne erano colpiti più spesso delle donne. Le persone affette da obesità o sovrappeso soffrivano più spesso di malattie cardiovascolari, diabete o altre malattie croniche rispetto alle persone normopeso. Le persone obese manifestavano anche più spesso sintomi depressivi severi. Questi sono alcuni dei risultati della pubblicazione sul sovrappeso e sull'obesità dell'Ufficio federale di statistica. L'Organizzazione mondiale della sanità definisce il sovrappeso e l'obesità sulla base all'indice di massa corporea. Le persone in sovrappeso hanno un IMC da 25 a 29,9, mentre si tratta di obesità quando è uguale o superiore a 30. L'OMS considera l'obesità come una malattia cronica complessa. Nel 2022 il 31% delle persone dai 15 anni che risiedevano in Svizzera erano in sovrappeso e il 12% erano affette da obesità. In 30 anni la quota di persone che soffrono di obesità è aumentata dal 5% del 1992 al 12% del 2022. Per quanto riguarda il sovrappeso, tra il 1992 e il 2012 la quota è aumentata dal 25 al 30% per poi rimanere stabile nei dieci anni seguenti.<br /><br />Approfondimenti e altre notizie sono nel portale salutedomàni.com e Saluteh24.com, nelle pagine social collegate e nel canale gratuito di telegram: salutedomàni]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/62979330</guid><pubDate>Sat, 23 Nov 2024 18:29:23 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/62979330/podcast_salutedomani_24_nov_24.mp3" length="6502738" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Salutedomani</itunes:author><itunes:subtitle>IST: AUMENTANO I CONTAGI, VADEMECUM SIMAST PER SESSO SICURO. I RISCHI DELLE ‘CHALLENGE’ SUI SOCIAL
“Sex roulette", "calippo tour", chemsex: si moltiplicano soprattutto tra i più giovani possibilità di sesso occasiònale, spesso foraggiate anche dalle...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[<b>IST: AUMENTANO I CONTAGI, VADEMECUM SIMAST PER SESSO SICURO. I RISCHI DELLE ‘CHALLENGE’ SUI SOCIAL</b><br />“Sex roulette", "calippo tour", chemsex: si moltiplicano soprattutto tra i più giovani possibilità di sesso occasiònale, spesso foraggiate anche dalle sfide lanciate da app e social. Questi fenomeni, oltre ad avere numerosi risvolti sociali, possono provocare anche contagi da Infezioni Sessualmente Trasmesse, i cui dati sono in aumento in tutta Europa, con l'Italia che non fa eccezione. A preoccupare è la mancanza di consapevolezza: è maggiore "l'onta" di aver perso una challenge” del rischio di aver contratto una malattia con possibili conseguenze nefaste. Numeri e studi aggiornati su questi temi sono stati al centro del X Congresso Nazionale della Società Interdisciplinare per lo studio delle Malattie Sessualmente Trasmissibili (SIMaST) di Roma. Presenti oltre 200 specialisti. In questa occasiòne è stato presentato anche il Vademecum sul sesso sicuro, un opuscolo destinato a tutta la popolazione con particolare attenzione ai più giovani.  "Nel 2022 per la Gonorrea sono stati segnalati al sistema sentinella circa 1200 casi, che rispetto agli 820 del 2021 implicano un aumento del 50%- sottolinea Barbara Suligoi, Direttore COA dell'ISS e Presidente del Congresso SIMaST.- Per la Sifilide, siamo passati da 580 casi del 2021 a 700, con un aumento del 20%. Anche sulla Clamidia il riscontro è analogo: dagli 800 casi del '19, si è giunti nel 2022 a 993, con un aumento del 25%. L'aspetto più rilevante è il coinvolgimento giovanile, in particolare i giovani under 25: la prevalenza della Clamidia tra le ragazze di questa fascia d'età è del 7%, mentre sopra i 40 anni è appena 1%. In 3 casi su 4 l'infezione da clamidia è asintomatica, quindi molte ragazze non se ne accorgono". Un altro dato che colpisce emerge dallo Studio internazionale HBSC: In Italia, tra i giovani sessualmente attivi a 15 anni, il 69,4% dei ragazzi e il 61,6% delle ragazze hanno dichiarato di aver usato il profilattico nell'ultimo rapporto sessuale, ma a 17 anni si registrano percentuali più basse: 65,9% nei maschi e 56,8% nelle femmine. Emerge la diminuzione a partire dal 2014 dell'uso del preservativo tra i quindicenni sessualmente attivi.<br /><br /><b>SPERMATOZOI A RISCHIO: TROVATI BATTERI NEL LIQUIDO SEMINALE</b><br />L’eccesso di alcuni ceppi di Pseudomonas, Prevotella e Lattobacilli nel liquido seminale sarebbe in grado di alterare la concentrazione degli spermatozoi favorendo un micro-ambiente infiammatorio, nemico della fertilità maschile. A dimostrarlo due review condotte dai ricercatori dell’Università di Napoli “Federico II”, insieme a colleghi brasiliani e danesi, e dagli esperti dell’Università di Padova, pubblicate di recente su Frontiers in Endocrinology e Cells. Dai 2 lavori, che hanno preso in considerazione rispettivamente 37 ricerche e 27 studi, è emerso come un aumento di ceppi di Prevotella e Pseudomonas e l’incremento di Lactobacillus iners, siano fattori di rischio per la concentrazione spermatica nel liquido seminale, causandone una riduzione sotto la soglia minima stabilita dall’Organizzazione Mondiale della Sanità e necessaria per la fertilità maschile. Gli esperti della Società Italiana di Andrologia, in occasiòne del VI Congresso Natura, Ambiente, Uomo (NAU) hanno focalizzato l’attenzione su questo tema di primaria importanza, in quanto si stima che un numero ridotto di spermatozoi sia causa o concausa di almeno il 30% dei casi di infertilità di coppia. Sono infatti numerosi gli studi che hanno rilevato come negli ultimi 50 anni ci sia stato un significativo declino globale della concentrazione e della conta spermatica totale, il cui numero si è dimezzato negli ultimi decenni e il cui ritmo di riduzione è più che raddoppiato dal 2000.<br /><br /><b>43% DELLA POPOLAZIONE OBESA O IN SOVRAPPESO IN SVIZZERA</b><br /> Nel 2022 il 31% della popolazione dai 15 anni in su residente in Svizzera era in sovrappeso e il 12% soffriva di...]]></itunes:summary><itunes:duration>407</itunes:duration><itunes:keywords>batteri,calippo,chemsex,dati,infertilità,ist,obesità,podcast,ricerca,roulette,salutedomani,sesso,sex,simast,social,sovrappeso,spermatozoi,svizzera,tour,vademecum</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/56262bc7e005e620898ae92d28068239.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>PODCAST SPECIALE VAIOLO DELLE SCIMMIE MPOX. COSA E’, INFEZIONE, CONTAGIO, SINTOMI, DURATA, COMPLICANZE, VACCINO</title><link>https://www.spreaker.com/episode/podcast-speciale-vaiolo-delle-scimmie-mpox-cosa-e-infezione-contagio-sintomi-durata-complicanze-vaccino--61063433</link><description><![CDATA[Per la seconda volta in due anni il 14 agosto 2024 è stata dichiarata un’"Emergenza di salute pubblica internazionale" (PHEIC) per l’mpox, nuova denominazione del virus del vaiolo delle scimmie.  La causa è da riscontrarsi nell’impennata dei casi registrati nella Repubblica Democratica del Congo quest’anno (oltre 15.600 casi e 537 decessi) e nell’allargamento dell’epidemia a numero crescente di Paesi africani. Intanto un caso è stato scoperto in Svezia: è stata infettata durante un soggiorno nella parte dell'Africa dove c'è un importante focolaio di mpox clade I. In una nuova valutazione del rischio, il Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie (ECDC) ha affermato che è altamente probabile che l’Europa registri più casi importati di mpox causati dal virus del clade I attualmente in circolazione in Africa. Tuttavia, la probabilità di una trasmissione sostenuta in Europa è molto bassa, a condizione che i casi importati vengano diagnosticati rapidamente e vengano implementate misure di controllo. Mpox, spiegano gli esperti del Dipartimento di Malattie Infettive dell’Istituto Superiore di Sanità, è una malattia virale causata dal virus del vaiolo delle scimmie (mpxv), un orthopoxvirus della stessa famiglia del vaiolo (poxviridae). Esistono due gruppi geneticamente distinti: il clade I, a sua volta distinguibile nei due sub-clade Ia e Ib, e il clade II, distinguibile nei due sub-clade IIa e IIb. Il virus è presente nella fauna selvatica, in particolare primati e piccoli roditori, in diversi paesi dell’Africa centrale e occidentale. Il nome vaiolo delle scimmie, precedentemente attribuitogli, deriva dalla prima identificazione del virus, scoperto nelle scimmie in un laboratorio danese nel 1958. Il virus è stato rilevato per la prima volta nell’uomo nel 1970, nella Repubblica Democratica del Congo (RDC). Da allora, casi nell’uomo trasmessi prevalentemente attraverso il contatto con animali infetti, sono stati riportati in RDC e altri paesi africani. Nel 2022, la rapida diffusione del mpox clade IIb a livello globale, in paesi in precedenza non affetti, con trasmissione interumana, prevalentemente per via sessuale, fu dichiarata anche in quel caso un’emergenza sanitaria pubblica di interesse internazionale, poi terminata nel maggio 2023,. Dalla fine del 2023 è in corso nella RDC un’altra importante epidemia di mpox, che recentemente si è allargata ad altri paesi africani. Desta una particolare preoccupazione l’attuale rapida diffusione del mpxv clade I e in particolare, di un nuovo ceppo sub-clade Ib, che sembra si stia diffondendo prevalentemente attraverso contatti sessuali. Il numero di casi riportato quest’anno nella RDC ha già superato il numero totale dello scorso anno, con più di 15600 casi e 537 decessi. L’emergere di un nuovo sottotipo di mpox, la sua rapida diffusione nella parte orientale della RDC e la segnalazione di casi in diversi paesi vicini sono stati valutati come molto preoccupanti, tanto da far ritenere all’Oms necessaria una risposta internazionale coordinata per fermare la diffusione del virus, con conseguente dichiarazione del<a href="https://www.who.int/news/item/14-08-2024-who-director-general-declares-mpox-outbreak-a-public-health-emergency-of-international-concern" target="_blank" rel="noreferrer noopener">l’emergenza sanitaria pubblica di interesse internazionale</a><a href="/www.who.int/news/item/14-08-2024-who-directorgeneral-declares-mpox-outbreak-a-public-health-emergency-of-internationalconcern" target="_blank" rel="noreferrer noopener">.</a> ​Dopo un periodo di incubazione che può variare da 5 a 21 giorni (in genere da 6 a 13 giorni), la malattia è generalmente caratterizzata da una fase prodromica, che dura tra 0 e 5 giorni, con febbre, intensa cefalea (generalizzata o frontale), linfoadenopatia (linfonodi ingrossati), mal di schiena, mialgia e intensa astenia (debolezza). La linfoadenopatia è una caratteristica distintiva del vaiolo delle scimmie rispetto ad altre malattie che inizialmente possono apparire simili (per esempio la varicella) e poi da un’eruzione cutanea che di solito si presenta entro 1-3 giorni dalla comparsa della febbre, tipicamente iniziando sul viso (coinvolto nel 95% dei casi) e poi diffondendosi ad altre parti del corpo, soprattutto alle estremità (inclusi i palmi delle mani e la pianta dei piedi nel 75% dei casi). Possono essere coinvolte anche le mucose orali (nel 70% dei casi), i genitali (30% dei casi) le congiuntive (20%). Il coinvolgimento oculare può portare a ulcere corneali e cecità. L’eruzione cutanea generalmente evolve in sequenza da macule (lesioni con una base piatta) a papule (lesioni solide leggermente rialzate), vescicole (lesioni piene di liquido trasparente), pustole (lesioni piene di liquido giallastro) e croste che si seccano e cadono. Il numero di lesioni varia da poche a diverse migliaia. A differenza della varicella, le lesioni sono generalmente delle stesse dimensioni e nello stesso stadio maturativo per sito anatomico.  Nell’epidemia mondiale del 2022, sono state riscontrate alcune differenze nel periodo di incubazione che può variare da 7 a 8 giorni con periodi anche più brevi da 2 a 4 giorni. I sintomi prodromici che precedono l’eruzione cutanea non sempre si manifestano, e sono assenti in quasi il 50% dei casi. Le complicanze tipiche del vaiolo delle scimmie possono includere infezioni batteriche secondarie, broncopolmonite, sepsi, encefalite e infezione della cornea con conseguente perdita della vista. Sono state inoltre descritte complicanze genitali, perianali e orali, tra cui proctite e tonsillite. L’Mpox è solitamente una malattia autolimitante e in genere dura da 2 a 4 settimane. Alcune persone possono sviluppare una malattia più grave e necessitare di ricovero ospedaliero. Fino al 2022, le epidemie di mpox sono risultate legate a eventi di spillover dagli animali all’uomo, con scarsa trasmissibilità uomo-uomo, e con il Mmxv clade I presente in Africa centrale, mentre il clade II in Africa occidentale. Nel 2022, il MPXV sub-clade IIb ha causato un’epidemia a livello globale, sostenuta da contagio uomo-uomo quasi esclusivamente attraverso il contatto sessuale. La trasmissione umana può avvenire anche tramite il contatto con materiale infetto proveniente dalle lesioni cutanee o con oggetti contaminati (lenzuola, vestiti), oppure il contatto prolungato faccia a faccia (attraverso droplets respiratori). È possibile che le persone che sono state vaccinate contro il vaiolo siano a minor rischio di infezione con il virus del vaiolo delle scimmie per la similitudine di quest’ultimo con il virus del vaiolo umano.   È attualmente disponibile un vaccino attenuato non replicativo (MVA-BN) ancora più sicuro rispetto a quello utilizzato durante la campagna di eradicazione del vaiolo umano, terminata tra la fine degli anni ‘70’ e l’inizio degli anni ‘80 del secolo scorso, efficace anche contro il virus del vaiolo delle scimmie. Nell’attuale contesto epidemiologico non è raccomandata la vaccinazione per la popolazione generale. Al momento la vaccinazione è offerta ad alcune categorie di persone più a rischio.  L'ECDC raccomanda ai viaggiatori in aree epidemiche di consultare il proprio medico o i centri di vaccinazioni internazionali/medicina dei viaggi in merito all'idoneità alla vaccinazione contro il vaiolo delle scimmie.   <br />Approfondimenti e altre notizie sono nel portale salutedomàni.com e Saluteh24.com, nelle pagine social collegate e nel canale gratuito di telegram: salutedomàni]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/61063433</guid><pubDate>Sat, 17 Aug 2024 15:50:33 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/61063433/podcast_salutedomani_17_agosto_2024.mp3" length="8645202" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Salutedomani</itunes:author><itunes:subtitle>Per la seconda volta in due anni il 14 agosto 2024 è stata dichiarata un’"Emergenza di salute pubblica internazionale" (PHEIC) per l’mpox, nuova denominazione del virus del vaiolo delle scimmie.  La causa è da riscontrarsi nell’impennata dei casi...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Per la seconda volta in due anni il 14 agosto 2024 è stata dichiarata un’"Emergenza di salute pubblica internazionale" (PHEIC) per l’mpox, nuova denominazione del virus del vaiolo delle scimmie.  La causa è da riscontrarsi nell’impennata dei casi registrati nella Repubblica Democratica del Congo quest’anno (oltre 15.600 casi e 537 decessi) e nell’allargamento dell’epidemia a numero crescente di Paesi africani. Intanto un caso è stato scoperto in Svezia: è stata infettata durante un soggiorno nella parte dell'Africa dove c'è un importante focolaio di mpox clade I. In una nuova valutazione del rischio, il Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie (ECDC) ha affermato che è altamente probabile che l’Europa registri più casi importati di mpox causati dal virus del clade I attualmente in circolazione in Africa. Tuttavia, la probabilità di una trasmissione sostenuta in Europa è molto bassa, a condizione che i casi importati vengano diagnosticati rapidamente e vengano implementate misure di controllo. Mpox, spiegano gli esperti del Dipartimento di Malattie Infettive dell’Istituto Superiore di Sanità, è una malattia virale causata dal virus del vaiolo delle scimmie (mpxv), un orthopoxvirus della stessa famiglia del vaiolo (poxviridae). Esistono due gruppi geneticamente distinti: il clade I, a sua volta distinguibile nei due sub-clade Ia e Ib, e il clade II, distinguibile nei due sub-clade IIa e IIb. Il virus è presente nella fauna selvatica, in particolare primati e piccoli roditori, in diversi paesi dell’Africa centrale e occidentale. Il nome vaiolo delle scimmie, precedentemente attribuitogli, deriva dalla prima identificazione del virus, scoperto nelle scimmie in un laboratorio danese nel 1958. Il virus è stato rilevato per la prima volta nell’uomo nel 1970, nella Repubblica Democratica del Congo (RDC). Da allora, casi nell’uomo trasmessi prevalentemente attraverso il contatto con animali infetti, sono stati riportati in RDC e altri paesi africani. Nel 2022, la rapida diffusione del mpox clade IIb a livello globale, in paesi in precedenza non affetti, con trasmissione interumana, prevalentemente per via sessuale, fu dichiarata anche in quel caso un’emergenza sanitaria pubblica di interesse internazionale, poi terminata nel maggio 2023,. Dalla fine del 2023 è in corso nella RDC un’altra importante epidemia di mpox, che recentemente si è allargata ad altri paesi africani. Desta una particolare preoccupazione l’attuale rapida diffusione del mpxv clade I e in particolare, di un nuovo ceppo sub-clade Ib, che sembra si stia diffondendo prevalentemente attraverso contatti sessuali. Il numero di casi riportato quest’anno nella RDC ha già superato il numero totale dello scorso anno, con più di 15600 casi e 537 decessi. L’emergere di un nuovo sottotipo di mpox, la sua rapida diffusione nella parte orientale della RDC e la segnalazione di casi in diversi paesi vicini sono stati valutati come molto preoccupanti, tanto da far ritenere all’Oms necessaria una risposta internazionale coordinata per fermare la diffusione del virus, con conseguente dichiarazione del<a href="https://www.who.int/news/item/14-08-2024-who-director-general-declares-mpox-outbreak-a-public-health-emergency-of-international-concern" target="_blank" rel="noreferrer noopener">l’emergenza sanitaria pubblica di interesse internazionale</a><a href="/www.who.int/news/item/14-08-2024-who-directorgeneral-declares-mpox-outbreak-a-public-health-emergency-of-internationalconcern" target="_blank" rel="noreferrer noopener">.</a> ​Dopo un periodo di incubazione che può variare da 5 a 21 giorni (in genere da 6 a 13 giorni), la malattia è generalmente caratterizzata da una fase prodromica, che dura tra 0 e 5 giorni, con febbre, intensa cefalea (generalizzata o frontale), linfoadenopatia (linfonodi ingrossati), mal di schiena, mialgia e intensa astenia (debolezza). La linfoadenopatia è una caratteristica distintiva del vaiolo delle scimmie rispetto ad altre malattie...]]></itunes:summary><itunes:duration>541</itunes:duration><itunes:keywords>africa,bolle,complicanze,ecdc,infezione,iss,lesione,monkey,monkeypox,mva-bn,oms,pelle,podcast,pox,salutedomani,scimmie,sesso,vaccino,vaiolo,virus</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/56262bc7e005e620898ae92d28068239.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>PODCAST VACCINO UNIVERSALE PER INFLUENZA, BAMBINI E RISCHIO ANNEGAMENTO, EFFETTI AVVERSI E RADIOTERAPIA</title><link>https://www.spreaker.com/episode/podcast-vaccino-universale-per-influenza-bambini-e-rischio-annegamento-effetti-avversi-e-radioterapia--60749806</link><description><![CDATA[<b>UN VACCINO UNIVERSALE CONTRO L'INFLUENZA</b><br />Una nuova ricerca condotta dall'Oregon Health &amp; Science University rivela un approccio promettente per lo sviluppo di un vaccino antinfluenzale universale, un cosiddetto vaccino "one and done", che conferisce immunità a vita contro un virus in evoluzione. Lo studio, pubblicato sulla rivista Nature Communications, ha testato una piattaforma vaccinale sviluppata dall'OHSU contro il virus ritenuto più probabile causa della prossima pandemia. I ricercatori hanno riferito che il vaccino ha generato una robusta risposta immunitaria nei primati non umani esposti al virus dell'influenza aviaria H5N1. Ma il vaccino non era basato sul virus H5N1 contemporaneo; invece, i primati sono stati inoculati contro il virus dell'influenza del 1918 che ha ucciso milioni di persone in tutto il mondo. I ricercatori hanno riferito che sei degli 11 primati non umani inoculati contro il virus che circolava un secolo fa, l'influenza del 1918, sono sopravvissuti all'esposizione a uno dei virus più letali al mondo oggi, l'H5N1. Al contrario, un gruppo di controllo di sei primati non vaccinati esposti al virus H5N1 è morto per la malattia. La piattaforma potrebbe essere "assolutamente" utile contro altri virus mutanti, tra cui SARS-CoV-2.<br /><b>BAMBINO GESÙ: 40 MINORI OGNI ANNO MUOIONO PER ANNEGAMENTO IN ITALIA </b><br />Ogni anno in Italia, circa 400 persone perdono la vita per annegamento. Di queste, circa 40 (il 10%) sono minori. Presso i pronto soccorso del Bambino Gesù negli ultimi 10 anni sono arrivati circa 80 bambini e ragazzi vittime di incidenti di balneazione. In vista della giornata mondiale per la prevenzione dell’annegamento del 25 luglio, istituita dalle Nazioni Unite, gli esperti dell’Ospedale forniscono le indicazioni per ridurre al minimo i rischi legati a questo fenomeno.  Secondo i dati sulle cause di mortalità pubblicati dall’ISTAT, in 10 anni in Italia sono morte 3.760 persone per annegamento. Di questi, 429 erano bambini e ragazzi (43 circa ogni anno). Nel Lazio la media di decessi per annegamento è stata di 16 l’anno. In tutto il centro Italia sono morti 55 minori tra il 2012 e il 2021. Secondo il rapporto pubblicato dall’Osservatorio per lo sviluppo di una strategia nazionale di prevenzione degli annegamenti e incidenti in acque di balneazione dell’Istituto Superiore di Sanità, ogni anno in Italia si registrano 800 ospedalizzazioni per annegamento, circa 60.000 salvataggi (solo sulle spiagge) e più di 600.000 interventi di prevenzione da parte dei bagnini.<br /><b>RADIOTERAPIA, PRECISIONE NEL TRATTAMENTO PUO' INCIDERE SU EFFETTI COLLATERALI </b><br />Quando si parla di radioterapia è frequente il riferimento alla tossicità e agli effetti collaterali, pur trattandosi di false credenze sulle quali l'Associazione Italiana di radioterapia Italiana (Airo) vuole fare chiarezza. I risultati emersi dall'indagine Airo-Astra Ricerche, mostrano che l'84,3% di chi conosce la radioterapia indica almeno un effetto collaterale: prima fra tutte la stanchezza (indicata dal 63,8%), seguita da reazioni cutanee (arrossamenti, irritazioni) (50,0%), da caduta di capelli, peli nelle zone trattate (37,5%) e da pelle secca (29,5%). Un aspetto relativo alla mitigazione degli effetti collaterali è stato oggetto dello studio premiato nel corso del 34°Congresso Nazionale Airo appena concluso, in cui è stata indagata la correlazione tra la dose di radiazioni e la tossicità cardiaca nei trattamenti di radioterapia per il carcinoma del polmone. Si intende la capacità della radioterapia di essere curativa e di interagire in modo sinergico con le terapie sistemiche nella loro evoluzione e con la chirurgia. “La radioterapia- spiega Pierluigi Bonomo, responsabile Commissione scientifica Airo- costituisce uno dei pilastri fondamentali nella cura del cancro, insieme alla chirurgia, alla chemioterapia e, da alcuni anni, all'immunoterapia. I risultati emersi dallo studio premiato potrebbero rivelarsi fondamentali per lo sviluppo di nuovi limiti di dose da utilizzare nella pianificazione dei trattamenti futuri. L'obiettivo è aumentare ulteriormente la precisione della radioterapia, minimizzando gli effetti collaterali e migliorando la qualità della vita dei pazienti".<br /><br />Approfondimenti e altre notizie sono nel portale salutedomàni.com e Saluteh24.com, nelle pagine social collegate e nel canale gratuito di telegram: salutedomàni    ]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/60749806</guid><pubDate>Sat, 20 Jul 2024 10:01:49 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/60749806/podcast_salutedomani_20_luglio_24.mp3" length="5799316" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Salutedomani</itunes:author><itunes:subtitle>UN VACCINO UNIVERSALE CONTRO L'INFLUENZA
Una nuova ricerca condotta dall'Oregon Health &amp;amp; Science University rivela un approccio promettente per lo sviluppo di un vaccino antinfluenzale universale, un cosiddetto vaccino "one and done", che...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[<b>UN VACCINO UNIVERSALE CONTRO L'INFLUENZA</b><br />Una nuova ricerca condotta dall'Oregon Health &amp; Science University rivela un approccio promettente per lo sviluppo di un vaccino antinfluenzale universale, un cosiddetto vaccino "one and done", che conferisce immunità a vita contro un virus in evoluzione. Lo studio, pubblicato sulla rivista Nature Communications, ha testato una piattaforma vaccinale sviluppata dall'OHSU contro il virus ritenuto più probabile causa della prossima pandemia. I ricercatori hanno riferito che il vaccino ha generato una robusta risposta immunitaria nei primati non umani esposti al virus dell'influenza aviaria H5N1. Ma il vaccino non era basato sul virus H5N1 contemporaneo; invece, i primati sono stati inoculati contro il virus dell'influenza del 1918 che ha ucciso milioni di persone in tutto il mondo. I ricercatori hanno riferito che sei degli 11 primati non umani inoculati contro il virus che circolava un secolo fa, l'influenza del 1918, sono sopravvissuti all'esposizione a uno dei virus più letali al mondo oggi, l'H5N1. Al contrario, un gruppo di controllo di sei primati non vaccinati esposti al virus H5N1 è morto per la malattia. La piattaforma potrebbe essere "assolutamente" utile contro altri virus mutanti, tra cui SARS-CoV-2.<br /><b>BAMBINO GESÙ: 40 MINORI OGNI ANNO MUOIONO PER ANNEGAMENTO IN ITALIA </b><br />Ogni anno in Italia, circa 400 persone perdono la vita per annegamento. Di queste, circa 40 (il 10%) sono minori. Presso i pronto soccorso del Bambino Gesù negli ultimi 10 anni sono arrivati circa 80 bambini e ragazzi vittime di incidenti di balneazione. In vista della giornata mondiale per la prevenzione dell’annegamento del 25 luglio, istituita dalle Nazioni Unite, gli esperti dell’Ospedale forniscono le indicazioni per ridurre al minimo i rischi legati a questo fenomeno.  Secondo i dati sulle cause di mortalità pubblicati dall’ISTAT, in 10 anni in Italia sono morte 3.760 persone per annegamento. Di questi, 429 erano bambini e ragazzi (43 circa ogni anno). Nel Lazio la media di decessi per annegamento è stata di 16 l’anno. In tutto il centro Italia sono morti 55 minori tra il 2012 e il 2021. Secondo il rapporto pubblicato dall’Osservatorio per lo sviluppo di una strategia nazionale di prevenzione degli annegamenti e incidenti in acque di balneazione dell’Istituto Superiore di Sanità, ogni anno in Italia si registrano 800 ospedalizzazioni per annegamento, circa 60.000 salvataggi (solo sulle spiagge) e più di 600.000 interventi di prevenzione da parte dei bagnini.<br /><b>RADIOTERAPIA, PRECISIONE NEL TRATTAMENTO PUO' INCIDERE SU EFFETTI COLLATERALI </b><br />Quando si parla di radioterapia è frequente il riferimento alla tossicità e agli effetti collaterali, pur trattandosi di false credenze sulle quali l'Associazione Italiana di radioterapia Italiana (Airo) vuole fare chiarezza. I risultati emersi dall'indagine Airo-Astra Ricerche, mostrano che l'84,3% di chi conosce la radioterapia indica almeno un effetto collaterale: prima fra tutte la stanchezza (indicata dal 63,8%), seguita da reazioni cutanee (arrossamenti, irritazioni) (50,0%), da caduta di capelli, peli nelle zone trattate (37,5%) e da pelle secca (29,5%). Un aspetto relativo alla mitigazione degli effetti collaterali è stato oggetto dello studio premiato nel corso del 34°Congresso Nazionale Airo appena concluso, in cui è stata indagata la correlazione tra la dose di radiazioni e la tossicità cardiaca nei trattamenti di radioterapia per il carcinoma del polmone. Si intende la capacità della radioterapia di essere curativa e di interagire in modo sinergico con le terapie sistemiche nella loro evoluzione e con la chirurgia. “La radioterapia- spiega Pierluigi Bonomo, responsabile Commissione scientifica Airo- costituisce uno dei pilastri fondamentali nella cura del cancro, insieme alla chirurgia, alla chemioterapia e, da alcuni anni, all'immunoterapia. I risultati emersi dallo studio premiato potrebbero rivelarsi...]]></itunes:summary><itunes:duration>363</itunes:duration><itunes:keywords>airo,annegamento,aviaria,bambini,cancro,collaterali,covid,effetti,h5n1,influenza,mare,podcast,radioterapia,ricerca,salutedomani,studio,tumore,vaccinazione,vaccino,virus</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/56262bc7e005e620898ae92d28068239.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>PODCAST MEDICI IN FUGA DALL’ITALIA, EMA RIVALUTA TERAPIA PHARMAMAR, COVID E GRAVITA’ REINFEZIONE</title><link>https://www.spreaker.com/episode/podcast-medici-in-fuga-dall-italia-ema-rivaluta-terapia-pharmamar-covid-e-gravita-reinfezione--60683332</link><description><![CDATA[<b>PERCHE' I MEDICI FUGGONO DALL' ITALIA? RAPPORTO FNOMCEO-CENSIS </b><br />Otto italiani su dieci ne sono convinti: se in questi anni il Servizio sanitario nazionale ha retto, lo si deve all'impegno straordinario dei medici, che lo hanno puntellato con sforzo individuale, in condizioni difficili e senza un ritorno economico adeguato. A fotografare la situazione, e a proporre soluzioni, è il nuovo Rapporto Fnomceo-Censis 'Il necessario cambio di paradigma nel Servizio sanitario: stop all'aziendalizzazione e ritorno del primato della salute', presentato a Roma. La necessità di intervenire rapidamente attraendo nuovi medici e trattenendo quelli in servizio è resa più stringente dal fatto che negli ultimi 24 mesi, direttamente o tramite familiari il 44,5% degli italiani ha sperimentato situazioni di sovra-affollamento in reparti ospedalieri o strutture sanitarie. Sono esperienze condivise dal 44,7% nel nord-ovest, dal 39% nel nord-est, dal 45,5% nel centro e dal 46,8% al sud-isole. Il moltiplicarsi di aggressioni ai medici non è altro che la trasformazione del medico stesso nel capro espiatorio di contesti difficili, e eventuali prestazioni non in linea con le aspettative. Intanto, le esigenze di personale sono state affrontate ricorrendo a contratti temporanei e addirittura a forme di forniture di servizi. La spesa totale per le retribuzioni dei medici permanenti nella Pubblica amministrazione tra il 2012 e il 2022 è rimasta sostanzialmente invariata. Addirittura, tra il 2015 e il 2022 le retribuzioni dei medici nella Pa sono diminuite, in termini reali, del 6,1%. Questi numeri, uniti alle condizioni di lavoro, sono una conferma ulteriore del mancato investimento sulla risorsa chiave della sanità: i medici. Del resto, posto pari a 100 il valore delle retribuzioni dei medici dipendenti italiani, nei Paesi Bassi è pari a 176, in Germania a 172,3 e Irlanda a 154,8: i medici italiani guadagnano molto meno dei colleghi di altri paesi omologhi.<br /><br /><b>MIELOMA MULTIPLO, EMA RIVALUTERA’ LA TERAPIA DI PHARMAMAR </b><br />La Commissione Europea (CE) ha revocato la decisione di bloccare la domanda per l’immissione in commercio di plitidepsina dell’azienda farmaceutica spagnola PharmaMar contro il Mieloma Multiplo, perché ha riconosciuto che nel gruppo scientifico consultivo era presente un esperto, che stava sviluppando un prodotto concorrente. Questa decisione eccezionale conferma ciò che PharmaMar ha sempre sostenuto, ovvero che esisteva un conflitto di interessi tra gli esperti dell'Agenzia Europea dei Medicinali (EMA), che hanno valutato la terapia. Dunque la CE chiede all’EMA di rivalutare la domanda di autorizzazione all'immissione in commercio del farmaco. che nel 2018 un gruppo trasversale di politici spagnoli fece alcune interrogazioni parlamentari alla Commissione Europea, supportato dall’Associazione pazienti ‘Mieloma España”, per avere chiarimenti in merito.  A suo tempo nella relazione preliminare di autorizzazione, affidata a due esperti, c’era stato un giudizio positivo, idem nel riesame successivo. Al momento della decisione finale però è arrivata la bocciatura, partendo proprio dalla metodologia statistica alla base dello studio di fase III (quindi l’ultimo passo prima della messa in commercio del farmaco). Da qui anni di ricorsi anche al Tribunale dell'Unione Europea. Ora però la Commissione Europea fa marcia indietro a conferma che PharmaMar non aveva avuto tutte le garanzie necessarie nel processo di valutazione del farmaco. Di conseguenza, per evitare qualsiasi dubbio sull'imparzialità oggettiva della valutazione della domanda, la Commissione ha deciso di revocare la decisione di rifiutare l'autorizzazione all'immissione in commercio.<br /><br /><b>COVID, LE REINFEZIONI HANNO LA STESSA GRAVITÀ DI QUELLA INIZIALE</b><br />Utilizzando i dati sanitari di quasi 213.000 americani che hanno subito reinfezioni, i ricercatori hanno scoperto che le infezioni gravi del virus che causa il COVID-19 tendono a prefigurare una gravità simile dell'infezione la volta successiva che una persona contrae la malattia. Inoltre, gli scienziati hanno scoperto che il long COVID aveva più probabilità di verificarsi dopo una prima infezione rispetto a una reinfezione. Lo studio, finanziato dal National Institutes of Health (NIH) Researching COVID to Enhance Recovery Initiative, è pubblicato su <a href="https://www.nature.com/articles/s43856-024-00539-2" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Communications Medicine.</a> Le reinfezioni sono state definite come quelle avvenute almeno 2 mesi dopo una prima infezione. L'analisi ha utilizzato dati tratti da cartelle cliniche elettroniche di 3,1 milioni di americani. I ricercatori si sono concentrati su 212.984 persone che hanno segnalato una reinfezione, originariamente infettati tra il 1° marzo 2020 e il 31 dicembre 2022 e hanno avuto una seconda infezione entro marzo 2023. La maggior parte dei partecipanti (203.735) ha avuto il COVID-19 due volte. Circa il 27% di coloro che hanno avuto casi gravi, cioè che hanno ricevuto cure ospedaliere per un'infezione da coronavirus, hanno avuto anche cure ospedaliere per una reinfezione. Gli adulti con casi gravi avevano maggiori probabilità di avere condizioni di salute preesistenti e di avere 60 anni o più. Al contrario, in circa l'87% di coloro che hanno avuto casi lievi di COVID, quindi che non hanno richiesto cure ospedaliere, anche le reinfezioni sono state lievi. <br /> Approfondimenti e altre notizie sono nel portale salutedomàni.com e Saluteh24.com, nelle pagine social collegate e nel canale gratuito di telegram: salutedomàni  ]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/60683332</guid><pubDate>Sat, 13 Jul 2024 15:28:04 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/60683332/podcast_salutedomani13_luglio24.mp3" length="6957063" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Salutedomani</itunes:author><itunes:subtitle>PERCHE' I MEDICI FUGGONO DALL' ITALIA? RAPPORTO FNOMCEO-CENSIS 
Otto italiani su dieci ne sono convinti: se in questi anni il Servizio sanitario nazionale ha retto, lo si deve all'impegno straordinario dei medici, che lo hanno puntellato con sforzo...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[<b>PERCHE' I MEDICI FUGGONO DALL' ITALIA? RAPPORTO FNOMCEO-CENSIS </b><br />Otto italiani su dieci ne sono convinti: se in questi anni il Servizio sanitario nazionale ha retto, lo si deve all'impegno straordinario dei medici, che lo hanno puntellato con sforzo individuale, in condizioni difficili e senza un ritorno economico adeguato. A fotografare la situazione, e a proporre soluzioni, è il nuovo Rapporto Fnomceo-Censis 'Il necessario cambio di paradigma nel Servizio sanitario: stop all'aziendalizzazione e ritorno del primato della salute', presentato a Roma. La necessità di intervenire rapidamente attraendo nuovi medici e trattenendo quelli in servizio è resa più stringente dal fatto che negli ultimi 24 mesi, direttamente o tramite familiari il 44,5% degli italiani ha sperimentato situazioni di sovra-affollamento in reparti ospedalieri o strutture sanitarie. Sono esperienze condivise dal 44,7% nel nord-ovest, dal 39% nel nord-est, dal 45,5% nel centro e dal 46,8% al sud-isole. Il moltiplicarsi di aggressioni ai medici non è altro che la trasformazione del medico stesso nel capro espiatorio di contesti difficili, e eventuali prestazioni non in linea con le aspettative. Intanto, le esigenze di personale sono state affrontate ricorrendo a contratti temporanei e addirittura a forme di forniture di servizi. La spesa totale per le retribuzioni dei medici permanenti nella Pubblica amministrazione tra il 2012 e il 2022 è rimasta sostanzialmente invariata. Addirittura, tra il 2015 e il 2022 le retribuzioni dei medici nella Pa sono diminuite, in termini reali, del 6,1%. Questi numeri, uniti alle condizioni di lavoro, sono una conferma ulteriore del mancato investimento sulla risorsa chiave della sanità: i medici. Del resto, posto pari a 100 il valore delle retribuzioni dei medici dipendenti italiani, nei Paesi Bassi è pari a 176, in Germania a 172,3 e Irlanda a 154,8: i medici italiani guadagnano molto meno dei colleghi di altri paesi omologhi.<br /><br /><b>MIELOMA MULTIPLO, EMA RIVALUTERA’ LA TERAPIA DI PHARMAMAR </b><br />La Commissione Europea (CE) ha revocato la decisione di bloccare la domanda per l’immissione in commercio di plitidepsina dell’azienda farmaceutica spagnola PharmaMar contro il Mieloma Multiplo, perché ha riconosciuto che nel gruppo scientifico consultivo era presente un esperto, che stava sviluppando un prodotto concorrente. Questa decisione eccezionale conferma ciò che PharmaMar ha sempre sostenuto, ovvero che esisteva un conflitto di interessi tra gli esperti dell'Agenzia Europea dei Medicinali (EMA), che hanno valutato la terapia. Dunque la CE chiede all’EMA di rivalutare la domanda di autorizzazione all'immissione in commercio del farmaco. che nel 2018 un gruppo trasversale di politici spagnoli fece alcune interrogazioni parlamentari alla Commissione Europea, supportato dall’Associazione pazienti ‘Mieloma España”, per avere chiarimenti in merito.  A suo tempo nella relazione preliminare di autorizzazione, affidata a due esperti, c’era stato un giudizio positivo, idem nel riesame successivo. Al momento della decisione finale però è arrivata la bocciatura, partendo proprio dalla metodologia statistica alla base dello studio di fase III (quindi l’ultimo passo prima della messa in commercio del farmaco). Da qui anni di ricorsi anche al Tribunale dell'Unione Europea. Ora però la Commissione Europea fa marcia indietro a conferma che PharmaMar non aveva avuto tutte le garanzie necessarie nel processo di valutazione del farmaco. Di conseguenza, per evitare qualsiasi dubbio sull'imparzialità oggettiva della valutazione della domanda, la Commissione ha deciso di revocare la decisione di rifiutare l'autorizzazione all'immissione in commercio.<br /><br /><b>COVID, LE REINFEZIONI HANNO LA STESSA GRAVITÀ DI QUELLA INIZIALE</b><br />Utilizzando i dati sanitari di quasi 213.000 americani che hanno subito reinfezioni, i ricercatori hanno scoperto che le infezioni gravi del virus che causa il COVID-19 tendono a prefigurare...]]></itunes:summary><itunes:duration>435</itunes:duration><itunes:keywords>aplidin,cancro,censis,commissione,coronavirus,covid,ema,fnomceo,gravità,mieloma,multiplo,pharmamar,plitidepsina,podcast,rapporto,ricerca,salutedomani,sintomi,terapia,tumore</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/56262bc7e005e620898ae92d28068239.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>PODCAST TEST PER AVIARIA, LA MAPPA CEREBRALE DELLE EMOZIONI, MENO FUMATORI IN SVIZZERA</title><link>https://www.spreaker.com/episode/podcast-test-per-aviaria-la-mappa-cerebrale-delle-emozioni-meno-fumatori-in-svizzera--60630803</link><description><![CDATA[<b>AVIARIA, TEST PER BOVINI E LATTE      </b><br /><b> </b>A seguito della diffusione del virus influenzale H5N1 ad alta patogenicità (HPAI) negli allevamenti degli Stati Uniti, gli Istituti Zooprofilattici Sperimentali delle Venezie (IZSVe) e della Lombardia ed Emilia-Romagna, in accordo con il Ministero della Salute, si sono resi disponibili ad organizzare test sperimentali su bovini e latte crudo allo scopo di produrre dati scientifici utili ad una valutazione del rischio e per una precisa diagnosi, qualora dovessero presentarsi eventuali riscontri sul territorio nazionale di casi analoghi a quelli statunitensi. Questi studi mirano ad ampliare il quadro delle conoscenze scientifiche attualmente a disposizione e a fornire una risposta efficace e tempestiva in caso di rischio sanitario, attraverso metodi di laboratorio validati. Allo stato attuale non vi è alcuna evidenza di infezione, neanche pregressa, nella popolazione bovina in Europa. La circolazione del virus H5N1 nelle mucche da latte ad oggi è stata segnalata solo negli Stati Uniti. Ad oggi, sono stati esaminati oltre 3.200 bovini delle province di Verona, Vicenza e Padova, tutti con esito negativo. Nelle ultime settimane il Centro di referenza nazionale per l’influenza aviaria dell’IZSVe ha messo a punto test virologici e sierologici per la corretta diagnosi di infezione da virus H5N1 HPAI nei bovini.<br /><br /><b> LA NATURA “CORPOREA” DELLE EMOZIONI, MILANO-BICOCCA MAPPA LE AREE DEL CERVELLO </b><br />Una ricerca dell’Università di Milano-Bicocca ha dimostrato che nel cervello le aree corticali somatosensoriali e motorie (ovvero quelle aree della corteccia cerebrale che vengono tipicamente attivate dalla sensazione tattile o dal movimento di una parte del corpo) vengono attivate anche da emozioni soggettive. La natura delle emozioni si può quindi considerare fortemente “corporea”. Lo studio è sulla rivista iScience. «In passato diversi progetti di ricerca avevano dimostrato a livello comportamentale che le emozioni sono associate a specifiche parti del corpo. Tuttavia, rimaneva da capire quanto specifiche aree cerebrali, tipicamente coinvolte nell’elaborazione di sensazioni tattili e motorie partecipassero alla generazione di specifiche emozioni, quali la tristezza, la felicità, la paura. Noi lo abbiamo dimostrato per la prima volta a livello neurofisiologico», spiega Elena Nava, professoressa del dipartimento di Psicologia dell’Università di Milano-Bicocca. Con la risonanza magnetica funzionale, i ricercatori hanno registrato quale area del cervello venisse attivata da ogni stimolazione, motoria, tattile o emotiva, ricavando due mappe. Sovrapponendo la mappa delle aree corticali attivate durante la rievocazione delle emozioni alla mappa delle aree corticali attivate durante le stimolazioni tattili e motorie, i ricercatori di Milano-Bicocca hanno scoperto che alcune aree si attivano con entrambe le due tipologie di stimolazione.<br /><br /><b>DIMINUISCE IL NUMERO DI FUMATORI IN SVIZZERA</b><br /><b> </b>Nel 2022 il 24% della popolazione dai 15 anni in su fumava in Svizzera. Ciò significa che dall'ultimo sondaggio del 2017 la percentuale delle persone che fumano è diminuita di 3 punti percentuali, dopo essere rimasta stabile per molto tempo. Il calo più netto della quota di persone che fumano è stato osservato tra quelle con una formazione terziaria. Negli ultimi 30 anni la quota di fumatori accaniti (da 20 sigarette al giorno) si è più che dimezzata. I prodotti del tabacco di nuova generazione o le sigarette elettroniche sono diffusi soprattutto tra le persone giovani. Nel 2022 li hanno consumati il 17% di quelle dai 15 ai 24 anni. Questi sono alcuni dei risultati della recente pubblicazione dell'Ufficio federale di statistica in merito al consumo di tabacco. Il fumo è uno dei principali fattori di rischio per lo sviluppo di numerose malattie. I risultati dell'indagine sulla salute in Svizzera fungono da base per esaminare come si è sviluppato il consumo di tabacco nell'arco di 30 anni, dal 1992 al 2022. Il fumo comprende il consumo di prodotti a tabacco da combustione o riscaldato. Nel 2022 il consumo di sigarette elettroniche è stato registrato separatamente e non viene conteggiato come fumo.  <br /> Approfondimenti e altre notizie sono nel portale salutedomàni.com e Saluteh24.com, nelle pagine social collegate e nel canale gratuito di telegram: salutedomàni]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/60630803</guid><pubDate>Mon, 08 Jul 2024 10:03:04 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/60630803/podcast_salutedomani_8_luglio_2024.mp3" length="5370073" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Salutedomani</itunes:author><itunes:subtitle>AVIARIA, TEST PER BOVINI E LATTE      
 A seguito della diffusione del virus influenzale H5N1 ad alta patogenicità (HPAI) negli allevamenti degli Stati Uniti, gli Istituti Zooprofilattici Sperimentali delle Venezie (IZSVe) e della Lombardia ed...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[<b>AVIARIA, TEST PER BOVINI E LATTE      </b><br /><b> </b>A seguito della diffusione del virus influenzale H5N1 ad alta patogenicità (HPAI) negli allevamenti degli Stati Uniti, gli Istituti Zooprofilattici Sperimentali delle Venezie (IZSVe) e della Lombardia ed Emilia-Romagna, in accordo con il Ministero della Salute, si sono resi disponibili ad organizzare test sperimentali su bovini e latte crudo allo scopo di produrre dati scientifici utili ad una valutazione del rischio e per una precisa diagnosi, qualora dovessero presentarsi eventuali riscontri sul territorio nazionale di casi analoghi a quelli statunitensi. Questi studi mirano ad ampliare il quadro delle conoscenze scientifiche attualmente a disposizione e a fornire una risposta efficace e tempestiva in caso di rischio sanitario, attraverso metodi di laboratorio validati. Allo stato attuale non vi è alcuna evidenza di infezione, neanche pregressa, nella popolazione bovina in Europa. La circolazione del virus H5N1 nelle mucche da latte ad oggi è stata segnalata solo negli Stati Uniti. Ad oggi, sono stati esaminati oltre 3.200 bovini delle province di Verona, Vicenza e Padova, tutti con esito negativo. Nelle ultime settimane il Centro di referenza nazionale per l’influenza aviaria dell’IZSVe ha messo a punto test virologici e sierologici per la corretta diagnosi di infezione da virus H5N1 HPAI nei bovini.<br /><br /><b> LA NATURA “CORPOREA” DELLE EMOZIONI, MILANO-BICOCCA MAPPA LE AREE DEL CERVELLO </b><br />Una ricerca dell’Università di Milano-Bicocca ha dimostrato che nel cervello le aree corticali somatosensoriali e motorie (ovvero quelle aree della corteccia cerebrale che vengono tipicamente attivate dalla sensazione tattile o dal movimento di una parte del corpo) vengono attivate anche da emozioni soggettive. La natura delle emozioni si può quindi considerare fortemente “corporea”. Lo studio è sulla rivista iScience. «In passato diversi progetti di ricerca avevano dimostrato a livello comportamentale che le emozioni sono associate a specifiche parti del corpo. Tuttavia, rimaneva da capire quanto specifiche aree cerebrali, tipicamente coinvolte nell’elaborazione di sensazioni tattili e motorie partecipassero alla generazione di specifiche emozioni, quali la tristezza, la felicità, la paura. Noi lo abbiamo dimostrato per la prima volta a livello neurofisiologico», spiega Elena Nava, professoressa del dipartimento di Psicologia dell’Università di Milano-Bicocca. Con la risonanza magnetica funzionale, i ricercatori hanno registrato quale area del cervello venisse attivata da ogni stimolazione, motoria, tattile o emotiva, ricavando due mappe. Sovrapponendo la mappa delle aree corticali attivate durante la rievocazione delle emozioni alla mappa delle aree corticali attivate durante le stimolazioni tattili e motorie, i ricercatori di Milano-Bicocca hanno scoperto che alcune aree si attivano con entrambe le due tipologie di stimolazione.<br /><br /><b>DIMINUISCE IL NUMERO DI FUMATORI IN SVIZZERA</b><br /><b> </b>Nel 2022 il 24% della popolazione dai 15 anni in su fumava in Svizzera. Ciò significa che dall'ultimo sondaggio del 2017 la percentuale delle persone che fumano è diminuita di 3 punti percentuali, dopo essere rimasta stabile per molto tempo. Il calo più netto della quota di persone che fumano è stato osservato tra quelle con una formazione terziaria. Negli ultimi 30 anni la quota di fumatori accaniti (da 20 sigarette al giorno) si è più che dimezzata. I prodotti del tabacco di nuova generazione o le sigarette elettroniche sono diffusi soprattutto tra le persone giovani. Nel 2022 li hanno consumati il 17% di quelle dai 15 ai 24 anni. Questi sono alcuni dei risultati della recente pubblicazione dell'Ufficio federale di statistica in merito al consumo di tabacco. Il fumo è uno dei principali fattori di rischio per lo sviluppo di numerose malattie. 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UNO SU DIECI OBESO</b><br />Quattro italiani su 10 sono in eccesso ponderale, uno su dieci obeso.  E non decolla il consumo delle cinque porzioni giornaliere di frutta e verdura raccomandate dalle linee guida per una corretta alimentazione. Se è vero infatti che pochi italiani adulti nella fascia 19-69 anni, il 3%, dichiarano di non inserirle nei propri pasti, meno di una persona su 2, il 45%, ne consuma almeno 3 porzioni al giorno. Tra coloro che le mangiano, il 7% ne consuma la quantità di raccomandata dalle linee guida per una corretta alimentazione, cioè almeno 5 porzioni. Il 52% si ferma 1° 2 al giorno, il 38% a 3 o 4. L’abitudine al consumo dei cosiddetti ‘five a day’ è più comune nelle donne, nelle persone con minori problemi economici  e cresce con l’avanzare dell’età per arrestarsi negli over 65, dove la quota di persone che mangiano almeno 3 porzioni al giorno o aderiscono al five a day ha raggiunto nel 2023 il valore più basso dal 2016. A fare il punto sono i dati della sorveglianza <a href="https://www.epicentro.iss.it/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Passi e Passi d’Argento</a> dell’Istituto Superiore di Sanità pubblicati sul sito Epicentro e che fanno riferimento al biennio 2022-2023, che coinvolge almeno l’80% delle Asl con un campione pari a 275 persone per ciascuna.  <br /><b>GITMO E AIL INSIEME PER ISTITUIRE</b> <b>LA GIORNATA NAZIONALE DEL PAZIENTE TRAPIANTATO</b><br /> L’alleanza virtuosa tra il GITMO – Gruppo Italiano per il Trapianto di Midollo Osseo, cellule staminali emopoietiche e terapia cellulare e l’AIL – Associazione Italiana contro Leucemie, linfomi e mieloma a sostegno dei pazienti ematologici e della ricerca scientifica si rinnova e rinforza trovando nuove aree di interesse comune. Da qui l’intenzione di istituire una Giornata Nazionale interamente dedicata al paziente trapiantato di cellule staminali emopoietiche a partire dal 2025; l’annuncio è stato dato durante l’incontro con la stampa, organizzato nell’ambito dell’annuale Riunione Nazionale GITMO di Napoli. GITMO è l’unica Società Scientifica che rappresenta il trapianto in Italia e fornisce i dati dell’attività trapiantologica all’autorità nazionale competente, il Centro Nazionale Trapianti. Ad oggi, 90 Centri trapianto sono accreditati GITMO e di questi, 60 fanno attività allogenica. Inoltre, circa un quarto dell’attività trapiantologica viene eseguita sui bambini presso i Centri pediatrici. Pochi giorni fa a Reggio Calabria si è celebrata la Prima Giornata GITMO-AIL dedicata al paziente che ha subito un trapianto di cellule staminali emopoietiche o terapie cellulari CAR-T; per l’occasione è stato organizzato dal Centro trapianti del Grande Ospedale Metropolitano Bianchi-Melacrino-Morelli di Reggio Calabria un incontro dal titolo <i>“Oltre ogni sfida”,</i> rivolto a pazienti ed ex pazienti, che hanno effettuato un trapianto autologo o allogenico o la terapia cellulare con CAR-T, e alle loro famiglie.  <br /><b> PREMIO INTERNAZIONALE FAIR PLAY MENARINI: I VINCITORI DELLA 28° EDIZIONE </b><br />  Nuove stelle dello sport brillano nel firmamento del Premio Internazionale Fair Play Menarini. La manifestazione che ogni anno promuove i valori di etica, lealtà e rispetto si è aperta ufficialmente nel Salone d’Onore del CONI con la conferenza stampa di presentazione della 28° edizione, in programma il 3 e 4 luglio a Firenze e Fiesole. La Fondazione Fair Play Menarini ha annunciato i nomi dei premiati che la notte del 4 luglio riceveranno il prestigioso riconoscimento sul palco del Teatro Romano di Fiesole.<br /> Anche quest’anno l’Albo d’Oro della kermesse si arricchisce di campioni e campionesse di livello internazionale che, nel corso della loro carriera, hanno dimostrato di incarnare lo spirito del gioco corretto. Per il mondo del calcio ci sarà il capitano della Nazionale campione del mondo del 2006 e Pallone d'Oro Fabio Cannavaro insieme ad Alessandro Costacurta, Ciro Ferrara, Giuseppe Dossena e l’allenatore Cesare Prandelli. Tra le leggende degli sport di squadra brillano le stelle di Marco Belinelli, primo e unico italiano a conquistare l’NBA, e di Gian Paolo Montali, ex commissario tecnico della Nazionale maschile di volley due volte campione d’Europa. A rappresentare gli sport invernali la star del ghiaccio Francesca Lollobrigida, oro europeo nel pattinaggio di velocità, mentre nell’atletica leggera trionfano la campionessa paralimpica e record del mondo dei 100 metri Ambra Sabatini, e il velocista Roberto Rigali, vice campione del mondo nella staffetta 4x100. Rombano i motori al nome di Cesare Fiorio, leggenda del rally, mentre si stringono intorno al premio i guantoni di Clemente Russo, idolo della boxe. Infine, il fair play del giornalismo sportivo ha il volto e la voce dell’impareggiabile narratore di emozioni Federico Buffa.<br />Tra gli Ambasciatori del Fair Play Menarini, protagonisti delle precedenti edizioni e ospiti della due giorni di luglio, la madrina del festival, la “Divina” Federica Pellegrini, la fuoriclasse del fioretto Elisa Di Francisca, l’icona della Fiorentina Giancarlo Antognoni, e Giusy Versace, la prima italiana della storia a correre con amputazione bilaterale. E non finisce qui: accanto ai grandi campioni premiati ci sono anche Nicolò Vacchelli, Gioele Gallicchio e la squadra dell’Under 14 femminile dell’Asd Golfobasket, che hanno ricevuto, durante la conferenza stampa al CONI, il Premio Fair Play Menarini categoria “Giovani”. Confermato, infine, anche il Premio speciale Fiamme Gialle “Studio e Sport”, che sarà assegnato il prossimo 17 giugno a Firenze.    <br /><br />Approfondimenti e altre notizie sono nel portale salutedomàni.com e Saluteh24.com, nelle pagine social collegate e nel canale gratuito di telegram: salutedomàni  ]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/60331140</guid><pubDate>Sun, 09 Jun 2024 18:01:15 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/60331140/podcast_salutedomani_9_giugno_2024.mp3" length="6412045" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Salutedomani</itunes:author><itunes:subtitle>UN ITALIANO SU QUATTRO IN ECCESSO DI PESO. UNO SU DIECI OBESO
Quattro italiani su 10 sono in eccesso ponderale, uno su dieci obeso.  E non decolla il consumo delle cinque porzioni giornaliere di frutta e verdura raccomandate dalle linee guida per una...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[<b>UN ITALIANO SU QUATTRO IN ECCESSO DI PESO. UNO SU DIECI OBESO</b><br />Quattro italiani su 10 sono in eccesso ponderale, uno su dieci obeso.  E non decolla il consumo delle cinque porzioni giornaliere di frutta e verdura raccomandate dalle linee guida per una corretta alimentazione. Se è vero infatti che pochi italiani adulti nella fascia 19-69 anni, il 3%, dichiarano di non inserirle nei propri pasti, meno di una persona su 2, il 45%, ne consuma almeno 3 porzioni al giorno. Tra coloro che le mangiano, il 7% ne consuma la quantità di raccomandata dalle linee guida per una corretta alimentazione, cioè almeno 5 porzioni. Il 52% si ferma 1° 2 al giorno, il 38% a 3 o 4. L’abitudine al consumo dei cosiddetti ‘five a day’ è più comune nelle donne, nelle persone con minori problemi economici  e cresce con l’avanzare dell’età per arrestarsi negli over 65, dove la quota di persone che mangiano almeno 3 porzioni al giorno o aderiscono al five a day ha raggiunto nel 2023 il valore più basso dal 2016. A fare il punto sono i dati della sorveglianza <a href="https://www.epicentro.iss.it/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Passi e Passi d’Argento</a> dell’Istituto Superiore di Sanità pubblicati sul sito Epicentro e che fanno riferimento al biennio 2022-2023, che coinvolge almeno l’80% delle Asl con un campione pari a 275 persone per ciascuna.  <br /><b>GITMO E AIL INSIEME PER ISTITUIRE</b> <b>LA GIORNATA NAZIONALE DEL PAZIENTE TRAPIANTATO</b><br /> L’alleanza virtuosa tra il GITMO – Gruppo Italiano per il Trapianto di Midollo Osseo, cellule staminali emopoietiche e terapia cellulare e l’AIL – Associazione Italiana contro Leucemie, linfomi e mieloma a sostegno dei pazienti ematologici e della ricerca scientifica si rinnova e rinforza trovando nuove aree di interesse comune. Da qui l’intenzione di istituire una Giornata Nazionale interamente dedicata al paziente trapiantato di cellule staminali emopoietiche a partire dal 2025; l’annuncio è stato dato durante l’incontro con la stampa, organizzato nell’ambito dell’annuale Riunione Nazionale GITMO di Napoli. GITMO è l’unica Società Scientifica che rappresenta il trapianto in Italia e fornisce i dati dell’attività trapiantologica all’autorità nazionale competente, il Centro Nazionale Trapianti. Ad oggi, 90 Centri trapianto sono accreditati GITMO e di questi, 60 fanno attività allogenica. Inoltre, circa un quarto dell’attività trapiantologica viene eseguita sui bambini presso i Centri pediatrici. Pochi giorni fa a Reggio Calabria si è celebrata la Prima Giornata GITMO-AIL dedicata al paziente che ha subito un trapianto di cellule staminali emopoietiche o terapie cellulari CAR-T; per l’occasione è stato organizzato dal Centro trapianti del Grande Ospedale Metropolitano Bianchi-Melacrino-Morelli di Reggio Calabria un incontro dal titolo <i>“Oltre ogni sfida”,</i> rivolto a pazienti ed ex pazienti, che hanno effettuato un trapianto autologo o allogenico o la terapia cellulare con CAR-T, e alle loro famiglie.  <br /><b> PREMIO INTERNAZIONALE FAIR PLAY MENARINI: I VINCITORI DELLA 28° EDIZIONE </b><br />  Nuove stelle dello sport brillano nel firmamento del Premio Internazionale Fair Play Menarini. La manifestazione che ogni anno promuove i valori di etica, lealtà e rispetto si è aperta ufficialmente nel Salone d’Onore del CONI con la conferenza stampa di presentazione della 28° edizione, in programma il 3 e 4 luglio a Firenze e Fiesole. La Fondazione Fair Play Menarini ha annunciato i nomi dei premiati che la notte del 4 luglio riceveranno il prestigioso riconoscimento sul palco del Teatro Romano di Fiesole.<br /> Anche quest’anno l’Albo d’Oro della kermesse si arricchisce di campioni e campionesse di livello internazionale che, nel corso della loro carriera, hanno dimostrato di incarnare lo spirito del gioco corretto. 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Un altro rischio, oltre al 'fai-da-te', è che per 7 italiani su 10 l'AI potrà causare una perdita della relazione e del contatto diretto con il medico. Sono questi i primi dati che emergono dall'indagine di EngageMinds Hub - Centro di ricerca in psicologia dei consumi e della salute dell'Università Cattolica, campus di Cremona. Gli italiani sembrano dunque essere ben disposti verso questa tecnologia innovativa che sta cambiando il modo di diagnosticare, trattare e gestire le malattie. Stando a quanto rilevato dal Monitor continuativo del centro di ricerca, gli italiani a favore dell'uso dell'Intelligenza Artificiale provengono dal Sud e dalle isole (68%), si orientano politicamente al centro (67%), hanno fiducia nel Sistema Sanitario Nazionale (74%) e nelle istituzioni (77%). Inoltre sono coloro che hanno consapevolezza del ruolo della scienza nella società (71%), quanti hanno una propensione alla ricerca delle informazioni (71%) e coloro che sono consapevoli dell'importanza della salute (67%). Mentre chi non vede di buon occhio l'utilizzo dell'AI proviene dal Nord-Est (57%) e non si schiera politicamente (49%). <br /><b>MANCANO 3MILA INFERMIERI IN ITALIA PER LE CURE PALLIATIVE</b><br />Ogni anno circa 550.000 persone hanno bisogno di cure palliative e oltre 180.000 manifestano anche bisogni complessi con necessità di vere e proprie équipe multispecialistiche nei diversi luoghi di cura: dall'ospedale agli hospice, dalle strutture residenziali a domicilio. Lo rende noto la Federazione nazionale ordini professioni infermieristiche (Fnopi). In questa organizzazione gli infermieri sono essenziali, sottolineano nel comunicato: nell'assistenza domiciliare, su una media di 25 ore di assistenza per paziente terminale nel 2022, secondo gli ultimi dati pubblicati dal ministero della Salute, 17 sono svolte dagli infermieri che sono anche quelli più presenti a fianco degli assistiti come numero di accessi per caso (quasi 20 contro una media di 6-7 degli altri operatori). Anche il Codice deontologico degli infermieri parla chiaro in questo senso. Nelle cure palliative: "L'infermiere presta assistenza infermieristica fino al termine della vita della persona assistita. Riconosce l'importanza del gesto assistenziale, della pianificazione condivisa delle cure, della palliazione, del conforto ambientale, fisico, psicologico, relazionale e spirituale”. <br /><b>ALCOL: ISS,</b> <b>CONSUMO A RISCHIO PER 1 ITALIANO SU 6</b><br />Quattro adulti italiani su 10 dichiarano di non consumare bevande alcoliche, ma 1 persona su 6 (18%) ne fa un consumo definito a maggior rischio per la salute, per quantità o modalità di assunzione: il 9,6% degli adulti per binge drinking (consumi episodici eccessivi, corrispondenti a 5 o più unità alcoliche in una unica occasione per gli uomini e 4 o più per le donne), il 10% per consumo alcolico esclusivamente o prevalentemente fuori pasto e il 2% per un consumo abituale elevato (3 o più unità alcoliche giornaliere per gli uomini e 2 o più  per le donne). Tra gli over 65 coloro che dichiarano di non consumare alcol abitualmente sono 6 su 10, ma 2 su 10 riferiscono un consumo moderato e una percentuale lievemente inferiore, il 17%, a rischio. Sono questi alcuni dei principali dati pubblicati sul sito Epicentro dell’Istituto Superiore di Sanità che emergono dal nuovo dataset delle sorveglianze PASSI e PASSI d’Argento, relative alla popolazione adulta (18-69 anni) e a quella anziana (over 65 anni). Nel biennio 2022-23 sono state intervistate rispettivamente 63mila e 30mila persone. <br />  Approfondimenti e altre notizie sono nel portale salutedomàni.com e Saluteh24.com, nelle pagine social collegate e nel canale gratuito di telegram: salutedomàni  ]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/60185552</guid><pubDate>Mon, 27 May 2024 09:28:59 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/60185552/podcast_salutedomani_27_maggio_24.mp3" length="5155661" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Salutedomani</itunes:author><itunes:subtitle>INTELLIGENZA ARTIFICIALE IN MEDICINA, PROMOSSA DA 6  ITALIANI SU 10
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Sono questi i primi dati che emergono dall'indagine di EngageMinds Hub - Centro di ricerca in psicologia dei consumi e della salute dell'Università Cattolica, campus di Cremona. Gli italiani sembrano dunque essere ben disposti verso questa tecnologia innovativa che sta cambiando il modo di diagnosticare, trattare e gestire le malattie. Stando a quanto rilevato dal Monitor continuativo del centro di ricerca, gli italiani a favore dell'uso dell'Intelligenza Artificiale provengono dal Sud e dalle isole (68%), si orientano politicamente al centro (67%), hanno fiducia nel Sistema Sanitario Nazionale (74%) e nelle istituzioni (77%). Inoltre sono coloro che hanno consapevolezza del ruolo della scienza nella società (71%), quanti hanno una propensione alla ricerca delle informazioni (71%) e coloro che sono consapevoli dell'importanza della salute (67%). Mentre chi non vede di buon occhio l'utilizzo dell'AI proviene dal Nord-Est (57%) e non si schiera politicamente (49%). <br /><b>MANCANO 3MILA INFERMIERI IN ITALIA PER LE CURE PALLIATIVE</b><br />Ogni anno circa 550.000 persone hanno bisogno di cure palliative e oltre 180.000 manifestano anche bisogni complessi con necessità di vere e proprie équipe multispecialistiche nei diversi luoghi di cura: dall'ospedale agli hospice, dalle strutture residenziali a domicilio. Lo rende noto la Federazione nazionale ordini professioni infermieristiche (Fnopi). In questa organizzazione gli infermieri sono essenziali, sottolineano nel comunicato: nell'assistenza domiciliare, su una media di 25 ore di assistenza per paziente terminale nel 2022, secondo gli ultimi dati pubblicati dal ministero della Salute, 17 sono svolte dagli infermieri che sono anche quelli più presenti a fianco degli assistiti come numero di accessi per caso (quasi 20 contro una media di 6-7 degli altri operatori). Anche il Codice deontologico degli infermieri parla chiaro in questo senso. Nelle cure palliative: "L'infermiere presta assistenza infermieristica fino al termine della vita della persona assistita. Riconosce l'importanza del gesto assistenziale, della pianificazione condivisa delle cure, della palliazione, del conforto ambientale, fisico, psicologico, relazionale e spirituale”. <br /><b>ALCOL: ISS,</b> <b>CONSUMO A RISCHIO PER 1 ITALIANO SU 6</b><br />Quattro adulti italiani su 10 dichiarano di non consumare bevande alcoliche, ma 1 persona su 6 (18%) ne fa un consumo definito a maggior rischio per la salute, per quantità o modalità di assunzione: il 9,6% degli adulti per binge drinking (consumi episodici eccessivi, corrispondenti a 5 o più unità alcoliche in una unica occasione per gli uomini e 4 o più per le donne), il 10% per consumo alcolico esclusivamente o prevalentemente fuori pasto e il 2% per un consumo abituale elevato (3 o più unità alcoliche giornaliere per gli uomini e 2 o più  per le donne). Tra gli over 65 coloro che dichiarano di non consumare alcol abitualmente sono 6 su 10, ma 2 su 10 riferiscono un consumo moderato e una percentuale lievemente inferiore, il 17%, a rischio. Sono questi alcuni dei principali dati pubblicati sul sito Epicentro dell’Istituto Superiore di Sanità che emergono dal nuovo dataset delle sorveglianze PASSI e PASSI d’Argento, relative alla popolazione adulta (18-69 anni) e a quella anziana (over 65 anni). 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Ma se per loro è una caratteristica distintiva, per chi si ritrova il sorriso alterato dopo un impianto dentale può diventare un serio problema, creando disagio e imbarazzo quando si sorride. Oltre una persona su due ha infatti le gengive molto sottili e questo aumenta il rischio di risultati esteticamente sfavorevoli dopo un impianto, se questo non viene ben programmato ed eseguito, tanto che si stima che a 6 mesi da un intervento non preciso, il 60% dei pazienti possa ritrovarsi con un sorriso gengivale. Lo segnalano gli esperti della Società Italiana di Parodontologia e Implantologia (SIdP) durante il corso di aggiornamento in Chirurgia plastica parodontale e peri-implantare, che si è tenuto a Firenze, sottolineando che un impianto posizionato male, per esempio, aumenta 14 volte la probabilità che il margine della gengiva si ritragga cambiando il sorriso. <i>“</i>Il sorriso gengivale, o cavallino, è una condizione di nascita per circa il 10-12% delle persone e si definisce tale quando sorridendo si scoprono oltre 3 millimetri di gengiva <b>– </b>osserva Francesco Cairo, presidente SIdP e Professore di Parodontologia dell’Università di Firenze <i>–. </i>Molti ci convivono senza farsene un cruccio, ma intercettando il problema durante la crescita lo si può efficacemente correggere, per esempio con semplici interventi poco invasivi di gengivectomia per rimuovere e riposizionare il tessuto gengivale in eccesso, se questa è la causa dell’inestetismo”. <br /> <b>IN ITALIA IN SOVRAPPESO IL 19% DEI BIMBI DI 8-9 ANNI</b><br /> In Italia, il 19% dei bambini e delle bambine di 8-9 anni è in sovrappeso e il 9,8% è affetto da obesità, inclusi bambine e bambini con obesità grave, che rappresentano il 2,6%. È quanto emerge dai dati relativi al 2023 elaborati da 'OKkio alla Salute', il sistema di sorveglianza nazionale coordinato dal Centro Nazionale per la Prevenzione delle Malattie e Promozione della Salute (CNaPPS) dell'Istituto superiore di sanità, che è parte dell'iniziativa della Regione Europea dell'Oms 'Childhood Obesity Surveillance Initiative-COSI', presentati oggi nel corso di un convegno nella sede dell'Iss. Dalla prima raccolta dati, avvenuta nel 2008-2009 ad oggi, il sovrappeso mostra un andamento significativo in diminuzione mentre l'obesità, dopo una prima fase di iniziale decremento, è risultata tendenzialmente stabile per qualche anno, con un leggero aumento nel 2023. Come negli anni precedenti, la sorveglianza Iss ha coinvolto tutte le regioni e province autonome e ha arruolato oltre 50mila bambine/i e altrettante famiglie. I genitori hanno riportato che quasi 2 bambini e bambine su 5 non fanno una colazione adeguata al mattino, più della metà consuma una merenda abbondante a metà mattina, 1 su 4 beve quotidianamente bevande zuccherate/gassate e consuma frutta e verdura meno di una volta al giorno. Il 37% delle bambine e dei bambini consuma i legumi meno di una volta a settimana e più della metà di loro mangia snack dolci più di 3 giorni a settimana.<br /><b>TUMORE, UN PAZIENTE SU 4 PERCORRE 30 CHILOMETRI PER CURARSI</b><br />Se accettare una diagnosi di cancro non fosse già abbastanza difficile, a complicare ulteriormente la vita di molti malati in Italia sono anche le distanze, sia quelle fisiche dai luoghi di cura che quelle emotive con la difficoltà di comunicazione con gli operatori sanitari coinvolti. Il 20% dei pazienti con un tumore, infatti, è costretto a percorrere oltre 30 chilometri per raggiungere il centro dove è in cura. Mentre circa il 50% dei malati avverte il bisogno di una maggiore attenzione di quella ricevuta da parte degli operatori sanitari e una migliore qualità della comunicazione medico-paziente. Questi sono alcuni dei dati emersi da una ricerca condotta da CIPOMO su quasi 1000 pazienti con il cancro, con età media di 65 anni, seguiti nelle strutture di oncologia distribuite nelle diverse realtà regionali del Paese. Dati che mostrano come il 96% dei pazienti abbia sperimentato diverse criticità lungo tutto il percorso di cura, dalla diagnosi ai controlli. La maggior parte dei pazienti ha dichiarato di raggiungere il centro oncologico di riferimento dopo un viaggio medio-lungo. La distanza media percorsa dal 32% dei pazienti si aggira tra i 10 e i 30 chilometri, ma per il 20% il luogo di cura è lontano oltre i 30 chilometri. Il 63% dei pazienti ha raggiunto il centro in auto insieme a un familiare o a un amico e il 23% ha dichiarato che, mediamente, il tempo di attesa per la visita supera i 60 minuti. E’ anche su tali temi e sulla raccolta di esperienze nel libro “I medici raccontano. Storie di vita e di malattia” che si sono confrontati i primari di oncologia in occasione del 28esimo congresso nazionale CIPOMO a Siracusa.<br />  Approfondimenti e altre notizie sono nel portale salutedomàni.com e Saluteh24.com, nelle pagine social collegate e nel canale gratuito di telegram: salutedomàni  ]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/60006049</guid><pubDate>Mon, 13 May 2024 15:49:12 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/60006049/podcast_salutedomani_13_maggio_2024.mp3" length="6093979" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Salutedomani</itunes:author><itunes:subtitle>IL SEGRETO DEL SORRISO PERFETTO
    Da Laetitia Casta a Julia Roberts, a Ronaldinho: tanti vip hanno il ‘sorriso cavallino’ o ‘gummy smile’, che scopre un po’ troppo le gengive. Ma se per loro è una caratteristica distintiva, per chi si ritrova il...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[<b>IL SEGRETO DEL SORRISO PERFETTO</b><br /><b> </b>   Da Laetitia Casta a Julia Roberts, a Ronaldinho: tanti vip hanno il ‘sorriso cavallino’ o ‘gummy smile’, che scopre un po’ troppo le gengive. Ma se per loro è una caratteristica distintiva, per chi si ritrova il sorriso alterato dopo un impianto dentale può diventare un serio problema, creando disagio e imbarazzo quando si sorride. Oltre una persona su due ha infatti le gengive molto sottili e questo aumenta il rischio di risultati esteticamente sfavorevoli dopo un impianto, se questo non viene ben programmato ed eseguito, tanto che si stima che a 6 mesi da un intervento non preciso, il 60% dei pazienti possa ritrovarsi con un sorriso gengivale. Lo segnalano gli esperti della Società Italiana di Parodontologia e Implantologia (SIdP) durante il corso di aggiornamento in Chirurgia plastica parodontale e peri-implantare, che si è tenuto a Firenze, sottolineando che un impianto posizionato male, per esempio, aumenta 14 volte la probabilità che il margine della gengiva si ritragga cambiando il sorriso. <i>“</i>Il sorriso gengivale, o cavallino, è una condizione di nascita per circa il 10-12% delle persone e si definisce tale quando sorridendo si scoprono oltre 3 millimetri di gengiva <b>– </b>osserva Francesco Cairo, presidente SIdP e Professore di Parodontologia dell’Università di Firenze <i>–. </i>Molti ci convivono senza farsene un cruccio, ma intercettando il problema durante la crescita lo si può efficacemente correggere, per esempio con semplici interventi poco invasivi di gengivectomia per rimuovere e riposizionare il tessuto gengivale in eccesso, se questa è la causa dell’inestetismo”. <br /> <b>IN ITALIA IN SOVRAPPESO IL 19% DEI BIMBI DI 8-9 ANNI</b><br /> In Italia, il 19% dei bambini e delle bambine di 8-9 anni è in sovrappeso e il 9,8% è affetto da obesità, inclusi bambine e bambini con obesità grave, che rappresentano il 2,6%. È quanto emerge dai dati relativi al 2023 elaborati da 'OKkio alla Salute', il sistema di sorveglianza nazionale coordinato dal Centro Nazionale per la Prevenzione delle Malattie e Promozione della Salute (CNaPPS) dell'Istituto superiore di sanità, che è parte dell'iniziativa della Regione Europea dell'Oms 'Childhood Obesity Surveillance Initiative-COSI', presentati oggi nel corso di un convegno nella sede dell'Iss. Dalla prima raccolta dati, avvenuta nel 2008-2009 ad oggi, il sovrappeso mostra un andamento significativo in diminuzione mentre l'obesità, dopo una prima fase di iniziale decremento, è risultata tendenzialmente stabile per qualche anno, con un leggero aumento nel 2023. Come negli anni precedenti, la sorveglianza Iss ha coinvolto tutte le regioni e province autonome e ha arruolato oltre 50mila bambine/i e altrettante famiglie. I genitori hanno riportato che quasi 2 bambini e bambine su 5 non fanno una colazione adeguata al mattino, più della metà consuma una merenda abbondante a metà mattina, 1 su 4 beve quotidianamente bevande zuccherate/gassate e consuma frutta e verdura meno di una volta al giorno. Il 37% delle bambine e dei bambini consuma i legumi meno di una volta a settimana e più della metà di loro mangia snack dolci più di 3 giorni a settimana.<br /><b>TUMORE, UN PAZIENTE SU 4 PERCORRE 30 CHILOMETRI PER CURARSI</b><br />Se accettare una diagnosi di cancro non fosse già abbastanza difficile, a complicare ulteriormente la vita di molti malati in Italia sono anche le distanze, sia quelle fisiche dai luoghi di cura che quelle emotive con la difficoltà di comunicazione con gli operatori sanitari coinvolti. Il 20% dei pazienti con un tumore, infatti, è costretto a percorrere oltre 30 chilometri per raggiungere il centro dove è in cura. Mentre circa il 50% dei malati avverte il bisogno di una maggiore attenzione di quella ricevuta da parte degli operatori sanitari e una migliore qualità della comunicazione medico-paziente. Questi sono alcuni dei dati emersi da una ricerca condotta da CIPOMO su quasi 1000 pazienti con il...]]></itunes:summary><itunes:duration>381</itunes:duration><itunes:keywords>bambini,cairo,cancro,cipomo,congresso,denti,diagnosi,dieta,gengive,impianto,indagine,iss,obesita',oms,podcast,salutedomani,sidp,sovrappeso,tumore,viaggi</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/56262bc7e005e620898ae92d28068239.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>PODCAST SPECIALE FENTANYL. ISS: ALLERTA DI TERZO GRADO</title><link>https://www.spreaker.com/episode/podcast-speciale-fentanyl-iss-allerta-di-terzo-grado--59818087</link><description><![CDATA[Il Fentanyl è un oppioide sintetico con proprietà analgesico narcotiche ed è circa 100 volte più potente della morfina, ma anche circa 100 volte più tossico. I suoi analoghi, più di 150 sono quelli illeciti al momento nel mercato nero, arrivano ad essere fino a mille volte più potenti della morfina. Gli esempi più comuni sono il Sufentanyl o il Carfentanyl.<br />In Italia il Fentanyl viene utilizzato per scopi consentiti e sotto controllo medico come anestetico generale nelle operazioni di chirurgia maggiore e nella terapia palliativa per il dolore terminale oncologico, spiega l’Istituto Superiore di Sanità. Nel mercato delle droghe, invece, può essere utilizzato come agente di taglio dell'eroina o anche al posto dell'eroina stessa. Il Fentanyl e i suoi analoghi possono essere prodotti nei cosiddetti kitchen laboratories, laboratori da cucina illegali e ciò, oltre a rendere la sostanza più potente, rende anche possibile la sua diffusione a un prezzo più basso. Occorre tenere presente che se è vero che si tratta di un prodotto cento volte più potente della morfina è altrettanto vero che è 100 volte più tossico poiché si lega in modo molto più potente ai recettori cerebrali degli oppioidi.  Questo meccanismo rende tra le altre cose più difficile, quasi impossibile, invertire l'overdose da Fentanyl con il naloxone, che è il farmaco generalmente utilizzato per intervenire nelle overdosi da oppiacei.<br />Né l'eroina tagliata col Fentanyl né il Fentanyl da solo sono la "droga degli zombie". Si definisce tale una preparazione di eroina o di Fentanyl tagliati con la xilazina, anestetico e miorilassante veterinario, al momento utilizzato pochissimo in Italia, ma impiegato invece dal mercato illecito per fare un taglio che dia più potenza alla preparazione ma costi di meno. La xilazina produce delle ulcere cutanee negli arti superiori ed inferiori, soprattutto dove avviene l'iniezione delle preparazioni di strada da eroina. Queste ulcerazioni profonde rendono i consumatori zombie: da qui il nome utilizzato per definire questa droga.<br />L’allerta di terzo grado (alert di terzo grado) è una comunicazione di massima urgenza che viene mandata a tutti gli operatori che hanno a che fare con i consumatori di sostanze d'abuso. Nei destinatari di questa comunicazione ci sono: tossicologie forensi, forze di Polizia, il Ministero della Salute, l'Aifa (Agenzia Italiana del Farmaco), gli assessorati regionali alla Salute, i Pronto Soccorso, gli Ospedali. Gli alert sono coordinati dal Dipartimento delle politiche antidroga, il cui braccio operativo è il Centro Nazionale Dipendenze e Doping dell'Istituto Superiore di Sanità, si avverte che c'è un'allerta sanitaria per i consumatori di droga. L'allerta di grado 3 si riferisce a sostanze che possono provocare intossicazioni severe o morti, quale per esempio proprio il Fentanyl. Al momento, in Italia c'è un piano nazionale di allerta sul Fentanyl partito il 12 marzo scorso dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri.<br /> A Perugia si è verificato il primo caso in Italia in cui è stata rilevata una preparazione da strada contenente questo oppioide sintetico e al momento tutte le Forze di polizia sono allertate, insieme alla Direzione Centrale Servizi Antidroga. Sono in corso delle indagini per vedere se il fenomeno è circoscritto o diffuso, conclude l’Istituto Superiore di Sanità. E’ allertata anche la magistratura, che deve dare l’autorizzazione all’analisi delle preparazioni da strada.<br /> Approfondimenti e altre notizie sono nel portale salutedomàni.com e Saluteh24.com, nelle pagine social collegate e nel canale gratuito di telegram: salutedomàni]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/59818087</guid><pubDate>Sat, 04 May 2024 16:23:05 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/59818087/podcast_salutedomani_4_maggio_24.mp3" length="4196443" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Salutedomani</itunes:author><itunes:subtitle>Il Fentanyl è un oppioide sintetico con proprietà analgesico narcotiche ed è circa 100 volte più potente della morfina, ma anche circa 100 volte più tossico. 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Il Fentanyl e i suoi analoghi possono essere prodotti nei cosiddetti kitchen laboratories, laboratori da cucina illegali e ciò, oltre a rendere la sostanza più potente, rende anche possibile la sua diffusione a un prezzo più basso. Occorre tenere presente che se è vero che si tratta di un prodotto cento volte più potente della morfina è altrettanto vero che è 100 volte più tossico poiché si lega in modo molto più potente ai recettori cerebrali degli oppioidi.  Questo meccanismo rende tra le altre cose più difficile, quasi impossibile, invertire l'overdose da Fentanyl con il naloxone, che è il farmaco generalmente utilizzato per intervenire nelle overdosi da oppiacei.<br />Né l'eroina tagliata col Fentanyl né il Fentanyl da solo sono la "droga degli zombie". Si definisce tale una preparazione di eroina o di Fentanyl tagliati con la xilazina, anestetico e miorilassante veterinario, al momento utilizzato pochissimo in Italia, ma impiegato invece dal mercato illecito per fare un taglio che dia più potenza alla preparazione ma costi di meno. La xilazina produce delle ulcere cutanee negli arti superiori ed inferiori, soprattutto dove avviene l'iniezione delle preparazioni di strada da eroina. Queste ulcerazioni profonde rendono i consumatori zombie: da qui il nome utilizzato per definire questa droga.<br />L’allerta di terzo grado (alert di terzo grado) è una comunicazione di massima urgenza che viene mandata a tutti gli operatori che hanno a che fare con i consumatori di sostanze d'abuso. Nei destinatari di questa comunicazione ci sono: tossicologie forensi, forze di Polizia, il Ministero della Salute, l'Aifa (Agenzia Italiana del Farmaco), gli assessorati regionali alla Salute, i Pronto Soccorso, gli Ospedali. 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NO DI ANAAO ASSOMED </b><br />Lo stop al numero programmato a Medicina "dimostra ancora una volta che la cecità politica si sta ormai cronicizzando". Questo il commento di Pierino Di Silverio, Segretario Nazionale Anaao Assomed all'adozione da parte della Commissione istruzione del Senato del testo base che elimina il numero programmato a medicina. "Abolire il numero programmato- prosegue Di Silverio-, è una soluzione miope e sintomo di assoluta mancanza di visione futura o peggio di una visione futura che porterà a una nuova pletora medica che favorirà manodopera privata a basso costo. Tutto questo in netto contrasto con le dichiarazioni del Presidente del Consiglio dei ministri e del ministro della Salute sulla difesa del Ssn". In Italia "esiste il numero programmato e invece di investire in programmazione si aprono le porte a 70.000 giovanissimi studenti, confondendo il diritto allo studio con il diritto all'iscrizione alla Facoltà. Ma non resteremo in silenzio. Chiameremo a raccolta tutti gli studenti e gli specializzandi, tutta la categoria, promuovendo raccolta firme e manifestazioni in tutta Italia”, annuncia Di Silverio.<br /><b>CAMPAGNA INFEZIONI SESSUALMENTE TRASMISSIBILI, IL SAFER SEX CHECK DI LOVE LIFE IN SVIZZERA </b> <br />Entro il 2030 la Svizzera si prefigge di prevenire nuove trasmissioni dell’HIV e dei virus dell’epatite B e C nonché di ridurre l’incidenza delle altre infezioni sessualmente trasmissibili (IST). Questo è l’obiettivo della nuova campagna LOVE LIFE «Tutto pronto!», che ha appena preso avvio. Quest’ultima fornisce raccomandazioni di protezione e di test per la popolazione, personalizzate e adattate al rischio. A tal fine propone un safer sex check che indica come agire a livello individuale. La Svizzera ha alle spalle un lavoro di prevenzione pluriennale svolto con successo nel campo dell’HIV e dei virus dell’epatite B e dell’epatite C. Oltre che nell’ambito della prevenzione, promossa per esempio con le campagne LOVE LIFE, sono stati compiuti grandi progressi anche nel trattamento di queste malattie virali. Grazie al crescente numero di test è possibile individuare più spesso, e quindi trattare, anche altre IST. Inizialmente il concetto di «safer sex» si riferiva alle misure di prevenzione dell’HIV e il preservativo giocava un ruolo essenziale. Oggi comprende anche la protezione da altre infezioni sessualmente trasmissibili.<br /><b> GLI ITALIANI VORREBBERO PIU' DI 2 FIGLI MA NE FANNO UNO </b><br />Gli italiani desidererebbero avere una media di 2,62 figli, nella realtà la media è che se ne hanno 1,03 figli. Un gap che evidenzia la complessità delle dinamiche sociali, economiche e personali che influenzano e modellano le decisioni familiari riguardo alla procreazione. Ipoteticamente, se ogni persona in Italia avesse in media 2,6 figli anziché 1.20, ci sarebbero circa 851.667 nascite all'anno rispetto alle 393.333 rilevate dall'Istat nel 2022. Da questo dato emerge che se le famiglie fossero poste in condizioni economico-sociali idonee, probabilmente si avrebbero più figli. E' quanto emerge da uno studio di Unimamma. L'indagine è stata condotta su un campione rappresentativo di 7.620 individui, di cui più del 99% donne. Il 76,22% del campione totale rientra nell'età tra i 31 e i 40 anni, mentre il 13.62% si colloca nella fascia tra i 19 e i 30 anni.<br />  Approfondimenti e altre notizie sono nel portale salutedomàni.com e Saluteh24.com, nelle pagine social collegate e nel canale gratuito di telegram: salutedomàni  ]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/59684238</guid><pubDate>Sun, 28 Apr 2024 17:05:47 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/59684238/podcast_salutedomani_28_aprile_24.mp3" length="4755674" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Salutedomani</itunes:author><itunes:subtitle>NUMERO CHIUSO FACOLTÀ MEDICINA? NO DI ANAAO ASSOMED 
Lo stop al numero programmato a Medicina "dimostra ancora una volta che la cecità politica si sta ormai cronicizzando". Questo il commento di Pierino Di Silverio, Segretario Nazionale Anaao Assomed...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[<b>NUMERO CHIUSO FACOLTÀ MEDICINA? NO DI ANAAO ASSOMED </b><br />Lo stop al numero programmato a Medicina "dimostra ancora una volta che la cecità politica si sta ormai cronicizzando". Questo il commento di Pierino Di Silverio, Segretario Nazionale Anaao Assomed all'adozione da parte della Commissione istruzione del Senato del testo base che elimina il numero programmato a medicina. "Abolire il numero programmato- prosegue Di Silverio-, è una soluzione miope e sintomo di assoluta mancanza di visione futura o peggio di una visione futura che porterà a una nuova pletora medica che favorirà manodopera privata a basso costo. Tutto questo in netto contrasto con le dichiarazioni del Presidente del Consiglio dei ministri e del ministro della Salute sulla difesa del Ssn". In Italia "esiste il numero programmato e invece di investire in programmazione si aprono le porte a 70.000 giovanissimi studenti, confondendo il diritto allo studio con il diritto all'iscrizione alla Facoltà. Ma non resteremo in silenzio. Chiameremo a raccolta tutti gli studenti e gli specializzandi, tutta la categoria, promuovendo raccolta firme e manifestazioni in tutta Italia”, annuncia Di Silverio.<br /><b>CAMPAGNA INFEZIONI SESSUALMENTE TRASMISSIBILI, IL SAFER SEX CHECK DI LOVE LIFE IN SVIZZERA </b> <br />Entro il 2030 la Svizzera si prefigge di prevenire nuove trasmissioni dell’HIV e dei virus dell’epatite B e C nonché di ridurre l’incidenza delle altre infezioni sessualmente trasmissibili (IST). Questo è l’obiettivo della nuova campagna LOVE LIFE «Tutto pronto!», che ha appena preso avvio. Quest’ultima fornisce raccomandazioni di protezione e di test per la popolazione, personalizzate e adattate al rischio. A tal fine propone un safer sex check che indica come agire a livello individuale. La Svizzera ha alle spalle un lavoro di prevenzione pluriennale svolto con successo nel campo dell’HIV e dei virus dell’epatite B e dell’epatite C. Oltre che nell’ambito della prevenzione, promossa per esempio con le campagne LOVE LIFE, sono stati compiuti grandi progressi anche nel trattamento di queste malattie virali. Grazie al crescente numero di test è possibile individuare più spesso, e quindi trattare, anche altre IST. Inizialmente il concetto di «safer sex» si riferiva alle misure di prevenzione dell’HIV e il preservativo giocava un ruolo essenziale. Oggi comprende anche la protezione da altre infezioni sessualmente trasmissibili.<br /><b> GLI ITALIANI VORREBBERO PIU' DI 2 FIGLI MA NE FANNO UNO </b><br />Gli italiani desidererebbero avere una media di 2,62 figli, nella realtà la media è che se ne hanno 1,03 figli. Un gap che evidenzia la complessità delle dinamiche sociali, economiche e personali che influenzano e modellano le decisioni familiari riguardo alla procreazione. Ipoteticamente, se ogni persona in Italia avesse in media 2,6 figli anziché 1.20, ci sarebbero circa 851.667 nascite all'anno rispetto alle 393.333 rilevate dall'Istat nel 2022. Da questo dato emerge che se le famiglie fossero poste in condizioni economico-sociali idonee, probabilmente si avrebbero più figli. E' quanto emerge da uno studio di Unimamma. L'indagine è stata condotta su un campione rappresentativo di 7.620 individui, di cui più del 99% donne. Il 76,22% del campione totale rientra nell'età tra i 31 e i 40 anni, mentre il 13.62% si colloca nella fascia tra i 19 e i 30 anni.<br />  Approfondimenti e altre notizie sono nel portale salutedomàni.com e Saluteh24.com, nelle pagine social collegate e nel canale gratuito di telegram: salutedomàni  ]]></itunes:summary><itunes:duration>298</itunes:duration><itunes:keywords>anaao,campagna,chiuso,epatite,figli,hiv,indagine,istat,italia,life,love,maternità,medici,medicina,numero,podcast,ricerca,salutedomani,svizzera,test</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/56262bc7e005e620898ae92d28068239.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>PODCAST, LEGAME INTESTINO IRRITABILE E CUORE, SCENDE LA SPERANZA DI VITA IN ITALIA, SSN: TAGLI POSTI LETTO E MEDICI IN FUGA</title><link>https://www.spreaker.com/episode/podcast-legame-intestino-irritabile-e-cuore-scende-la-speranza-di-vita-in-italia-ssn-tagli-posti-letto-e-medici-in-fuga--59567074</link><description><![CDATA[<b>UN LEGAME TRA LA SINDROME DELL’ INTESTINO IRRITABILE E IL SISTEMA CARDIOVASCOLARE</b><br />Alcuni dei meccanismi biologici alla base della sindrome dell’intestino irritabile (IBS) potrebbero essere in comune con le malattie cardiovascolari. Lo rivela lo studio di un gruppo di ricerca internazionale, comprendente scienziati dell’Università LUM, CNR, CEINGE e Università di Napoli Federico II, Monash University (Australia), CIC bioGUNE (Spagna) e dell'Università di Groningen (Paesi Bassi). La sindrome del colon irritabile è uno dei disturbi gastrointestinali più comuni in tutto il mondo e colpisce fino al 10% delle persone (donne più degli uomini) con una complessa varietà di sintomi che includono dolore addominale, gonfiore, diarrea e stitichezza, riducendo così significativamente la qualità della vita dei pazienti. Le cause dell’IBS non sono ben note,  la familiarità e la predisposizione genetica sono conosciute. I ricercatori hanno studiato dati provenienti da UK Biobank e Lifelines, due importanti biobanche del Regno Unito e dei Paesi Bassi, e hanno confrontato i profili di DNA di 24.735 persone con IBS e 77.149 individui sani. Hanno identificato 4 regioni del genoma, di cui 2 non segnalate in precedenza, dove alcune varianti del DNA sono più comuni nelle persone con IBS. I risultati, pubblicati sulla rivista “Cellular and Molecular Gastroenterology and Hepatology”, implicano complessivamente geni coinvolti in importanti processi fisiologici come il controllo della motilità gastrointestinale, l’integrità della mucosa intestinale e il ritmo circadiano. Il team ha anche analizzato le somiglianze tra la genetica che predispone all’IBS e quella di altre malattie comuni: oltre alla nota sovrapposizione con disturbi dell’umore e d’ansia come rivelato negli studi precedenti, hanno identificato un nuovo legame con varie condizioni e malattie del sistema cardiovascolare, inclusa l’ipertensione, cardiopatia ischemica e angina pectoris.<br /><br /><b>SCENDE LA SPERANZA DI VITA IN BUONA SALUTE IN ITALIA</b><br /> L’Istat ha presentato l’undicesima edizione del Rapporto sul Benessere equo e sostenibile (Bes). Attraverso l’analisi di un ampio set di indicatori statistici, integrata da approfondimenti tematici, il Rapporto offre una lettura approfondita dei livelli, delle tendenze e delle disuguaglianze di benessere, che si possono osservare nei 12 domini in cui si articola il framework Bes. Nel 2023 la speranza di vita è pari a 83,1 anni e risulta in aumento rispetto al 2022 (82,3), recuperando quasi del tutto il livello del 2019 (83,2 anni). Gli uomini con 81,1 anni di vita media attesa tornano allo stesso livello del 2019, mentre per le donne (85,2 anni) mancano ancora 0,2 anni (85,4 nel 2019). La speranza di vita in buona salute nel 2023 è pari a 59,2 anni e si riduce rispetto ai 60,1 anni del 2022.<br />Tale riduzione ha riportato l’indicatore quasi al livello del 2019 (58,6 anni), ridimensionando l’incremento anomalo verificatosi tra il 2020 e il 2022 dovuto alla componente soggettiva, per effetto della più diffusa percezione di condizioni di buona salute in tempi di pandemia.<br />Infine è pari a 10,6 anni la vita media attesa senza limitazioni a 65 anni, in aumento rispetto ai 10 anni registrati sia nel 2022 sia nel 2019.<br /><br /><b> IN 2 ANNI (2020-22) -32.500 POSTI LETTO, TROPPI I MEDICI IN FUGA. A RISCHIO LE CURE</b><br />Il Servizio sanitario italiano deve continuare a essere definito universalistico. Liste d’attesa, mancanza di medici, di ospedali e di posti letto, concorsi deserti, specializzazioni senza iscritti, progressivo definanziamento mettono a rischio il rispetto dell’articolo 32 della Costituzione e dei principi fondanti del modello di cura italiano.   In appena 2 anni, durante l’emergenza Covid, addirittura il numero dei posti letto è diminuito, e ne sono stati tagliati 32.508: nel 2020 erano 257.977, ridotti a 225.469 nel 2022. Si stima che, negli ospedali italiani, manchino almeno 100mila posti letto di degenza ordinaria e 12mila di terapia intensiva. L’età media dei medici è sempre più elevata, con ben il 56% che ha più di 55 anni rispetto al 14% della Gran Bretagna e percentuali anche più basse in altri Paesi. Entro il 2025, andranno in pensione 29.000 camici bianchi e 21mila infermieri senza un sufficiente inserimento di nuovi professionisti. Circa 11.000 clinici ospedalieri (non in età da pensione) hanno già scelto di lasciare le strutture pubbliche fra il 2019 e il 2022. E sempre più giovani, formati a spese dello Stato (circa 150mila euro ognuno), vanno all’estero, dove ricevono stipendi anche tre volte superiori rispetto all’Italia e con condizioni di lavoro nettamente migliori. Diminuisce anche il numero dei nosocomi: in 10 anni ne sono stati chiusi 95, il 9%. Nel 2012 erano 1.091, nel 2022 sono calati fino a 996, con una riduzione più consistente per quelli pubblici (67 in meno, da 578 a 511).  <br />Approfondimenti e altre notizie sono nel portale salutedomàni.com e Saluteh24.com, nelle pagine social collegate e nel canale gratuito di telegram: salutedomàni]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/59567074</guid><pubDate>Sat, 20 Apr 2024 15:34:41 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/59567074/podcast_salutedomani_20_aprile24.mp3" length="7256321" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Salutedomani</itunes:author><itunes:subtitle>UN LEGAME TRA LA SINDROME DELL’ INTESTINO IRRITABILE E IL SISTEMA CARDIOVASCOLARE
Alcuni dei meccanismi biologici alla base della sindrome dell’intestino irritabile (IBS) potrebbero essere in comune con le malattie cardiovascolari. Lo rivela lo studio...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[<b>UN LEGAME TRA LA SINDROME DELL’ INTESTINO IRRITABILE E IL SISTEMA CARDIOVASCOLARE</b><br />Alcuni dei meccanismi biologici alla base della sindrome dell’intestino irritabile (IBS) potrebbero essere in comune con le malattie cardiovascolari. Lo rivela lo studio di un gruppo di ricerca internazionale, comprendente scienziati dell’Università LUM, CNR, CEINGE e Università di Napoli Federico II, Monash University (Australia), CIC bioGUNE (Spagna) e dell'Università di Groningen (Paesi Bassi). La sindrome del colon irritabile è uno dei disturbi gastrointestinali più comuni in tutto il mondo e colpisce fino al 10% delle persone (donne più degli uomini) con una complessa varietà di sintomi che includono dolore addominale, gonfiore, diarrea e stitichezza, riducendo così significativamente la qualità della vita dei pazienti. Le cause dell’IBS non sono ben note,  la familiarità e la predisposizione genetica sono conosciute. I ricercatori hanno studiato dati provenienti da UK Biobank e Lifelines, due importanti biobanche del Regno Unito e dei Paesi Bassi, e hanno confrontato i profili di DNA di 24.735 persone con IBS e 77.149 individui sani. Hanno identificato 4 regioni del genoma, di cui 2 non segnalate in precedenza, dove alcune varianti del DNA sono più comuni nelle persone con IBS. I risultati, pubblicati sulla rivista “Cellular and Molecular Gastroenterology and Hepatology”, implicano complessivamente geni coinvolti in importanti processi fisiologici come il controllo della motilità gastrointestinale, l’integrità della mucosa intestinale e il ritmo circadiano. Il team ha anche analizzato le somiglianze tra la genetica che predispone all’IBS e quella di altre malattie comuni: oltre alla nota sovrapposizione con disturbi dell’umore e d’ansia come rivelato negli studi precedenti, hanno identificato un nuovo legame con varie condizioni e malattie del sistema cardiovascolare, inclusa l’ipertensione, cardiopatia ischemica e angina pectoris.<br /><br /><b>SCENDE LA SPERANZA DI VITA IN BUONA SALUTE IN ITALIA</b><br /> L’Istat ha presentato l’undicesima edizione del Rapporto sul Benessere equo e sostenibile (Bes). Attraverso l’analisi di un ampio set di indicatori statistici, integrata da approfondimenti tematici, il Rapporto offre una lettura approfondita dei livelli, delle tendenze e delle disuguaglianze di benessere, che si possono osservare nei 12 domini in cui si articola il framework Bes. Nel 2023 la speranza di vita è pari a 83,1 anni e risulta in aumento rispetto al 2022 (82,3), recuperando quasi del tutto il livello del 2019 (83,2 anni). Gli uomini con 81,1 anni di vita media attesa tornano allo stesso livello del 2019, mentre per le donne (85,2 anni) mancano ancora 0,2 anni (85,4 nel 2019). La speranza di vita in buona salute nel 2023 è pari a 59,2 anni e si riduce rispetto ai 60,1 anni del 2022.<br />Tale riduzione ha riportato l’indicatore quasi al livello del 2019 (58,6 anni), ridimensionando l’incremento anomalo verificatosi tra il 2020 e il 2022 dovuto alla componente soggettiva, per effetto della più diffusa percezione di condizioni di buona salute in tempi di pandemia.<br />Infine è pari a 10,6 anni la vita media attesa senza limitazioni a 65 anni, in aumento rispetto ai 10 anni registrati sia nel 2022 sia nel 2019.<br /><br /><b> IN 2 ANNI (2020-22) -32.500 POSTI LETTO, TROPPI I MEDICI IN FUGA. A RISCHIO LE CURE</b><br />Il Servizio sanitario italiano deve continuare a essere definito universalistico. Liste d’attesa, mancanza di medici, di ospedali e di posti letto, concorsi deserti, specializzazioni senza iscritti, progressivo definanziamento mettono a rischio il rispetto dell’articolo 32 della Costituzione e dei principi fondanti del modello di cura italiano.   In appena 2 anni, durante l’emergenza Covid, addirittura il numero dei posti letto è diminuito, e ne sono stati tagliati 32.508: nel 2020 erano 257.977, ridotti a 225.469 nel 2022. Si stima che, negli ospedali italiani, manchino almeno 100mila posti letto di...]]></itunes:summary><itunes:duration>454</itunes:duration><itunes:keywords>anziani,cnr,cuore,cure,dolore,estero,gonfiore,ibs,intestino,letto,medici,morte,ospedali,pensione,podcast,posti,ricerca,salutedomani,ssn,tagli</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/56262bc7e005e620898ae92d28068239.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>PODCAST RISCHI INFLUENZA AVIARIA, GIOVANI E PROFESSIONE SANITARIA, PROBLEMI DEGLUTIZIONE NEI BAMBINI</title><link>https://www.spreaker.com/episode/podcast-rischi-influenza-aviaria-giovani-e-professione-sanitaria-problemi-deglutizione-nei-bambini--59331915</link><description><![CDATA[<b>INFLUENZA AVIARIA. EFSA: L' EVOLUZIONE DEL VIRUS SI PREVIENE CON LA SORVEGLIANZA SANITARIA</b><br /> Il virus dell'Influenza aviaria continua a diffondersi nell'Unione Europea e altre aree, causando un'elevata mortalità degli uccelli selvatici, ricadute sui mammiferi selvatici e domestici e focolai nelle aziende agricole. Una relazione <a href="https://www.efsa.europa.eu/en/efsajournal/pub/8735" target="_blank" rel="noreferrer noopener">scientifica dell'Autorità europea per </a>la sicurezza alimentare (EFSA) e del Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie (ECDC) valuta i fattori di rischio per una potenziale pandemia influenzale e le relative misure di mitigazione. Gli esperti hanno identificato alcune specie di animali da pelliccia d'allevamento (come visone o volpi), che sono altamente sensibili ai virus dell'influenza, come possibili fattori di diffusione. Sebbene la trasmissione da mammiferi a mammiferi non sia ancora stata confermata, i mammiferi selvatici potrebbero fungere da ospiti ponte tra uccelli selvatici, animali domestici e esseri umani. Anche gli animali da compagnia, come i gatti, che vivono in casa e con accesso all'esterno possono essere un potenziale veicolo per la trasmissione. L'agricoltura in zone ricche di uccelli acquatici con produzione all'aperto o scarsa biosicurezza può facilitare l'introduzione del virus nelle aziende agricole e la sua ulteriore diffusione. Gli eventi meteorologici estremi e i cambiamenti climatici svolgono un ruolo aggiuntivo nell'evoluzione della situazione perché possono influenzare l'ecologia e la demografia degli uccelli selvatici e quindi influenzare il modo in cui la malattia si sviluppa nel tempo.<br /><b>IL 45% DEGLI UNDER 20 EUROPEI PUNTA A UNA PROFESSIONE SANITARIA</b><br />Il settore sanitario è il terzo più ambito dai giovani europei, dietro solo a lusso ed educazione. Tra le professioni del mondo della sanità, le più ricercate sono quelle relative alla salute mentale. Questi i principali risultati della ricerca commissionata a Ipsos da Fondazione Clariane che fa luce sull'attrattività delle professioni sanitarie tra i giovani di 7 Paesi europei. Condotta tramite questionario online tra ottobre e novembre 2023, ha coinvolto 2100 giovani di età compresa tra i 16 e i 20 anni. Sono trecento i giovani di 7 Paesi (Francia, Germania, Italia, Belgio, Paesi Bassi, Regno Unito e Spagna) che hanno così espresso la propria percezione riguardo al mondo delle professioni sanitarie, ma non solo. A livello aggregato, i giovani europei mostrano un alto livello di fiducia nell'abilità di trovare un lavoro dopo aver completato gli studi (75% si dichiara infatti fiducioso o molto fiducioso). Il dato si rivela alto anche in Italia (74%), uno dei Paesi analizzati con il tasso di disoccupazione giovanile più alto. Il bilanciamento tra vita privata e impiego è considerato il criterio più importante nella scelta del lavoro (60%); tra i fattori più citati, compaiono anche il fascino della professione (56%), l'atmosfera e le relazioni sul luogo di lavoro (50%) e il fatto che la carriera sia in linea con i propri valori (48%). Per quanto riguarda l'Italia, si evidenzia alta attenzione anche per i livelli salariali (58%) e l'opportunità di avanzamento di carriera (54%). Per i giovani dei 7 Paesi in cui è stata svolta l'analisi, il settore sanitario è il terzo settore più ambito dai giovani europei (45%), dietro a lusso (51%) e mondo dell'educazione (47%).<br /><b>PROBLEMI DI DEGLUTIZIONE, AL MEYER DI FIRENZE UN PERCORSO DEDICATO AI BAMBINI</b><br />La popolazione pediatrica che presenta disordini della deglutizione e dell’alimentazione è molteplice e coinvolge numerosi bambini con disabilità dello sviluppo. All’interno della Struttura organizzata e complessa di Diagnostica per immagini dell’Azienda ospedaliera universitaria Meyer di Firenze si effettua da anni per i piccoli pazienti con disfunzioni deglutitorie un esame specifico e personalizzato. Quest’esame si chiama videofluoroscopia della deglutizione e viene eseguito in regime di ricovero, day hospital e ambulatoriale con approccio centrato sul paziente e sul caregiver. L’esame consente di studiare le varie fasi della deglutizione in maniera approfondita, per trovare le modalità alimentari più sicure che garantiscano una buona crescita e salute del bambino. Viene eseguito grazie alla collaborazione tra operatori e il caregiver e prevede una preparazione logopedica preliminare. L’esame viene eseguito da un team multidisciplinare formato da medici radiologi, tecnici di radiologia medica, logopedisti, infermieri e operatori socio sanitari.<br /><br />Approfondimenti e altre notizie sono nel portale salutedomàni.com e Saluteh24.com, nelle pagine social collegate e nel canale gratuito di telegram: salutedomàni  ]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/59331915</guid><pubDate>Sun, 07 Apr 2024 18:12:36 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/59331915/podcast_salutedomani_07_04_24.mp3" length="5985725" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Salutedomani</itunes:author><itunes:subtitle>INFLUENZA AVIARIA. EFSA: L' EVOLUZIONE DEL VIRUS SI PREVIENE CON LA SORVEGLIANZA SANITARIA
 Il virus dell'Influenza aviaria continua a diffondersi nell'Unione Europea e altre aree, causando un'elevata mortalità degli uccelli selvatici, ricadute sui...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[<b>INFLUENZA AVIARIA. EFSA: L' EVOLUZIONE DEL VIRUS SI PREVIENE CON LA SORVEGLIANZA SANITARIA</b><br /> Il virus dell'Influenza aviaria continua a diffondersi nell'Unione Europea e altre aree, causando un'elevata mortalità degli uccelli selvatici, ricadute sui mammiferi selvatici e domestici e focolai nelle aziende agricole. Una relazione <a href="https://www.efsa.europa.eu/en/efsajournal/pub/8735" target="_blank" rel="noreferrer noopener">scientifica dell'Autorità europea per </a>la sicurezza alimentare (EFSA) e del Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie (ECDC) valuta i fattori di rischio per una potenziale pandemia influenzale e le relative misure di mitigazione. Gli esperti hanno identificato alcune specie di animali da pelliccia d'allevamento (come visone o volpi), che sono altamente sensibili ai virus dell'influenza, come possibili fattori di diffusione. Sebbene la trasmissione da mammiferi a mammiferi non sia ancora stata confermata, i mammiferi selvatici potrebbero fungere da ospiti ponte tra uccelli selvatici, animali domestici e esseri umani. Anche gli animali da compagnia, come i gatti, che vivono in casa e con accesso all'esterno possono essere un potenziale veicolo per la trasmissione. L'agricoltura in zone ricche di uccelli acquatici con produzione all'aperto o scarsa biosicurezza può facilitare l'introduzione del virus nelle aziende agricole e la sua ulteriore diffusione. Gli eventi meteorologici estremi e i cambiamenti climatici svolgono un ruolo aggiuntivo nell'evoluzione della situazione perché possono influenzare l'ecologia e la demografia degli uccelli selvatici e quindi influenzare il modo in cui la malattia si sviluppa nel tempo.<br /><b>IL 45% DEGLI UNDER 20 EUROPEI PUNTA A UNA PROFESSIONE SANITARIA</b><br />Il settore sanitario è il terzo più ambito dai giovani europei, dietro solo a lusso ed educazione. Tra le professioni del mondo della sanità, le più ricercate sono quelle relative alla salute mentale. Questi i principali risultati della ricerca commissionata a Ipsos da Fondazione Clariane che fa luce sull'attrattività delle professioni sanitarie tra i giovani di 7 Paesi europei. Condotta tramite questionario online tra ottobre e novembre 2023, ha coinvolto 2100 giovani di età compresa tra i 16 e i 20 anni. Sono trecento i giovani di 7 Paesi (Francia, Germania, Italia, Belgio, Paesi Bassi, Regno Unito e Spagna) che hanno così espresso la propria percezione riguardo al mondo delle professioni sanitarie, ma non solo. A livello aggregato, i giovani europei mostrano un alto livello di fiducia nell'abilità di trovare un lavoro dopo aver completato gli studi (75% si dichiara infatti fiducioso o molto fiducioso). Il dato si rivela alto anche in Italia (74%), uno dei Paesi analizzati con il tasso di disoccupazione giovanile più alto. Il bilanciamento tra vita privata e impiego è considerato il criterio più importante nella scelta del lavoro (60%); tra i fattori più citati, compaiono anche il fascino della professione (56%), l'atmosfera e le relazioni sul luogo di lavoro (50%) e il fatto che la carriera sia in linea con i propri valori (48%). Per quanto riguarda l'Italia, si evidenzia alta attenzione anche per i livelli salariali (58%) e l'opportunità di avanzamento di carriera (54%). Per i giovani dei 7 Paesi in cui è stata svolta l'analisi, il settore sanitario è il terzo settore più ambito dai giovani europei (45%), dietro a lusso (51%) e mondo dell'educazione (47%).<br /><b>PROBLEMI DI DEGLUTIZIONE, AL MEYER DI FIRENZE UN PERCORSO DEDICATO AI BAMBINI</b><br />La popolazione pediatrica che presenta disordini della deglutizione e dell’alimentazione è molteplice e coinvolge numerosi bambini con disabilità dello sviluppo. All’interno della Struttura organizzata e complessa di Diagnostica per immagini dell’Azienda ospedaliera universitaria Meyer di Firenze si effettua da anni per i piccoli pazienti con disfunzioni deglutitorie un esame specifico e personalizzato. 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Poi segue una fase di apparente benessere, euforia, coraggio e spregiudicatezza. Giù e su, poi ancora su e giù: convivere con un disturbo bipolare è come rimanere per sempre su un'altalena. Ma scendere si può, a patto di seguire le giuste terapie, che troppo spesso vengono prescritte in grandissimo ritardo a causa di diagnosi mancate ed errate. Il disturbo bipolare, infatti, viene troppo spesso confuso con la depressione e la diagnosi corretta può arrivare con dieci anni di ritardo. Nel frattempo, la vita dei malati può cadere a pezzi, letteralmente. Per questo, in occasione della Giornata mondiale dedicata al disturbo bipolare, la Società Italiana di Psichiatria lancia un appello ai medici e agli specialisti affinché non cadano nel tranello di diagnosi frettolose e sbagliate. E lo fa direttamente la presidente SIP, Emi Bondi, sulla home page del sito della SIP, psichiatria.it. l disturbo bipolare è una patologia psichiatrica piuttosto diffusa. Si stima che a soffrirne sia tra 1% e il 2% della popolazione italiana, circa 120mila persone. In tutto il mondo si stima che ne soffrano ben 80 milioni di persone. "Anche se si tende a volte a ironizzare sulla 'bipolarità' delle persone, si tratta di una malattia seria, che rientra tra i disordini psichici, è caratterizzata da oscillazioni dell'umore che vanno da episodi depressivi a episodi ipomaniacali e maniacali- spiega Bondi- Questo significa che si alternano fasi di profonda depressione, angoscia e tristezza a fasi di estrema euforia ed esaltazione che, talora, può sfociare in comportamenti spregiudicati e pericolosi per sé stessi e gli altri". Questa altalena di emozioni, spesso, non viene individuata correttamente<br /><br /><b>LE BATTERIE IMPIANTABILI POSSONO FUNZIONARE CON L'OSSIGENO DEL CORPO</b><br />Dai pacemaker ai neurostimolatori, i dispositivi medici impiantabili si affidano alle batterie per mantenere il cuore in funzione e attenuare il dolore. Ma le batterie alla fine si scaricano e richiedono interventi chirurgici invasivi per essere sostituite. Per affrontare queste sfide, ricercatori cinesi hanno ideato una batteria impiantabile che funziona con l’ossigeno nel corpo. Lo studio, pubblicato sulla rivista Chem , mostra nei ratti che il design proof-of-concept può fornire energia stabile ed è compatibile con il sistema biologico. “L'ossigeno è la fonte della nostra vita- afferma l'autore corrispondente Xizheng Liu, specializzato in materiali e dispositivi energetici presso l'Università di Tecnologia di Tianjin. -Se riusciamo a sfruttare la fornitura continua di ossigeno nel corpo, la durata della batteria non sarà limitata dai materiali limitati all’interno delle batterie convenzionali”. Per costruire una batteria sicura ed efficiente, i ricercatori hanno realizzato i suoi elettrodi con una lega a base di sodio e oro nanoporoso, hanno poi impiantato la batteria sotto la pelle sul dorso dei ratti e ne hanno misurato la produzione di elettricità. “Poiché le cellule tumorali sono sensibili ai livelli di ossigeno, l’impianto di questa batteria che consuma ossigeno attorno ad esse può aiutare a far morire di fame i tumori. È anche possibile convertire l’energia della batteria in calore per uccidere le cellule tumorali- afferma Liu- Da una nuova fonte di energia a potenziali bioterapie, le prospettive per questa batteria sono entusiasmanti”.<br /><br /><b>ALCOL, LE COPPIE CON ABITUDINI DI CONSUMO SIMILI POSSONO VIVERE PIÙ A LUNGO</b> La coppia che beve insieme potrebbe anche vivere più a lungo insieme, afferma una ricerca dell'Università del Michigan. In un recente <a href="https://academic.oup.com/gerontologist/article-abstract/64/2/gnad101/7230161?redirectedFrom=fulltext&amp;utm_source=etoc&amp;utm_campaign=gerontologist&amp;utm_medium=email" target="_blank" rel="noreferrer noopener">studio</a> pubblicato su The Gerontologist , <a href="https://micda.isr.umich.edu/people/kira-birditt/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Kira Birditt</a> , professoressa presso il Survey Research Center dell'Institute for Social Resarch dell'UM, ha scoperto che le coppie che vanno d’accordo con il piacere di bere alcolici tendono a vivere più a lungo. L'ispirazione dietro lo studio è stata una teoria sull'alcol chiamata "la partnership del bere", secondo la quale le coppie che hanno modelli simili di consumo di alcol tendono ad avere risultati matrimoniali migliori come meno conflitti e matrimoni più lunghi.  L’obiettivo dello studio non è la raccomandazione al bere ma quello “di esaminare il consumo di alcol nelle coppie nell'ambito dell'Health and Retirement Study e le implicazioni sulla mortalità - ha affermato l’esperta. -E abbiamo scoperto che le coppie in cui entrambi indicavano di bere alcolici negli ultimi 3 mesi vivevano più a lungo delle altre coppie che indicavano entrambi di non bere o avevano modelli di consumo discordanti in cui uno beveva e l'altro no”. La concordanza nel bere tra le coppie può essere un riflesso della compatibilità tra i partner nei loro stili di vita, intimità e soddisfazione relazionale.  <br /> Approfondimenti e altre notizie sono nel portale salutedomàni.com e Saluteh24.com, nelle pagine social collegate e nel canale gratuito di telegram: salutedomàni]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/59258836</guid><pubDate>Tue, 02 Apr 2024 09:25:44 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/59258836/podcast_salutedomani_3_aprile_2024.mp3" length="5800569" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Salutedomani</itunes:author><itunes:subtitle>DISTURBO BIPOLARE, SIP: UNA VITA 'IN ALTALENA' PER 120MILA ITALIANI
  Prima un'inspiegabile tristezza, stanchezza e apatia. Poi segue una fase di apparente benessere, euforia, coraggio e spregiudicatezza. Giù e su, poi ancora su e giù: convivere con...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[<b>DISTURBO BIPOLARE, SIP: UNA VITA 'IN ALTALENA' PER 120MILA ITALIANI</b><br /><b> </b> Prima un'inspiegabile tristezza, stanchezza e apatia. Poi segue una fase di apparente benessere, euforia, coraggio e spregiudicatezza. Giù e su, poi ancora su e giù: convivere con un disturbo bipolare è come rimanere per sempre su un'altalena. Ma scendere si può, a patto di seguire le giuste terapie, che troppo spesso vengono prescritte in grandissimo ritardo a causa di diagnosi mancate ed errate. Il disturbo bipolare, infatti, viene troppo spesso confuso con la depressione e la diagnosi corretta può arrivare con dieci anni di ritardo. Nel frattempo, la vita dei malati può cadere a pezzi, letteralmente. Per questo, in occasione della Giornata mondiale dedicata al disturbo bipolare, la Società Italiana di Psichiatria lancia un appello ai medici e agli specialisti affinché non cadano nel tranello di diagnosi frettolose e sbagliate. E lo fa direttamente la presidente SIP, Emi Bondi, sulla home page del sito della SIP, psichiatria.it. l disturbo bipolare è una patologia psichiatrica piuttosto diffusa. Si stima che a soffrirne sia tra 1% e il 2% della popolazione italiana, circa 120mila persone. In tutto il mondo si stima che ne soffrano ben 80 milioni di persone. "Anche se si tende a volte a ironizzare sulla 'bipolarità' delle persone, si tratta di una malattia seria, che rientra tra i disordini psichici, è caratterizzata da oscillazioni dell'umore che vanno da episodi depressivi a episodi ipomaniacali e maniacali- spiega Bondi- Questo significa che si alternano fasi di profonda depressione, angoscia e tristezza a fasi di estrema euforia ed esaltazione che, talora, può sfociare in comportamenti spregiudicati e pericolosi per sé stessi e gli altri". Questa altalena di emozioni, spesso, non viene individuata correttamente<br /><br /><b>LE BATTERIE IMPIANTABILI POSSONO FUNZIONARE CON L'OSSIGENO DEL CORPO</b><br />Dai pacemaker ai neurostimolatori, i dispositivi medici impiantabili si affidano alle batterie per mantenere il cuore in funzione e attenuare il dolore. Ma le batterie alla fine si scaricano e richiedono interventi chirurgici invasivi per essere sostituite. Per affrontare queste sfide, ricercatori cinesi hanno ideato una batteria impiantabile che funziona con l’ossigeno nel corpo. Lo studio, pubblicato sulla rivista Chem , mostra nei ratti che il design proof-of-concept può fornire energia stabile ed è compatibile con il sistema biologico. “L'ossigeno è la fonte della nostra vita- afferma l'autore corrispondente Xizheng Liu, specializzato in materiali e dispositivi energetici presso l'Università di Tecnologia di Tianjin. -Se riusciamo a sfruttare la fornitura continua di ossigeno nel corpo, la durata della batteria non sarà limitata dai materiali limitati all’interno delle batterie convenzionali”. Per costruire una batteria sicura ed efficiente, i ricercatori hanno realizzato i suoi elettrodi con una lega a base di sodio e oro nanoporoso, hanno poi impiantato la batteria sotto la pelle sul dorso dei ratti e ne hanno misurato la produzione di elettricità. “Poiché le cellule tumorali sono sensibili ai livelli di ossigeno, l’impianto di questa batteria che consuma ossigeno attorno ad esse può aiutare a far morire di fame i tumori. È anche possibile convertire l’energia della batteria in calore per uccidere le cellule tumorali- afferma Liu- Da una nuova fonte di energia a potenziali bioterapie, le prospettive per questa batteria sono entusiasmanti”.<br /><br /><b>ALCOL, LE COPPIE CON ABITUDINI DI CONSUMO SIMILI POSSONO VIVERE PIÙ A LUNGO</b> La coppia che beve insieme potrebbe anche vivere più a lungo insieme, afferma una ricerca dell'Università del Michigan. In un recente <a href="https://academic.oup.com/gerontologist/article-abstract/64/2/gnad101/7230161?redirectedFrom=fulltext&amp;utm_source=etoc&amp;utm_campaign=gerontologist&amp;utm_medium=email" target="_blank" rel="noreferrer noopener">studio</a> pubblicato su The...]]></itunes:summary><itunes:duration>363</itunes:duration><itunes:keywords>alcol,batterie,bere,bipolare,bipolarità,bondi,chem,coppia,corpo,diagnosi,disturbo,matrimonio,mente,ossigeno,podcast,ricerca,salutedomani.,sip,studio,tumore</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/56262bc7e005e620898ae92d28068239.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>PODCAST POCA FIDUCIA NELLA SANITA’ PUBBLICA IN ITALIA, NEUROBLASTOMA E CAR-T, CAMBIA IL CLIMA IN TICINO</title><link>https://www.spreaker.com/episode/podcast-poca-fiducia-nella-sanita-pubblica-in-italia-neuroblastoma-e-car-t-cambia-il-clima-in-ticino--59164732</link><description><![CDATA[<b>6 su 10 HANNO MENO FIDUCIA NELLA SANITA’PUBBLICA ITALIANA</b><br />Scende la fiducia nella sanità pubblica destinata a offrire un servizio sempre meno di qualità e quella privata è ancora per pochi. Questo il messaggio principale di un sondaggio su campione non statistico lanciato da Adnkronos sul suo portale, che ha coinvolto 6.500 utenti dal 5 al 17 marzo. Le risposte  sono nette: il 60% del campione, infatti, ha meno fiducia rispetto al passato nel servizio sanitario pubblico e del mal funzionamento si dà la responsabilità in primis allo Stato (60%) ma anche alle Regioni (49%). I cittadini interpellati considerano la sanità privata come un’alternativa per pochi (91%) e soltanto 1 su 3 ritiene che ancora nel corso del 2024 si potrà continuare a curare nel pubblico alle stesse condizioni di oggi. Si dicono molto preoccupati soprattutto per il problema delle lunghe liste d’attesa (52%) e per la carenza di personale medico (37%). Il 60% degli utenti non sarebbe disposto a sottoscrivere un’assicurazione sanitaria, contro il 20% favorevole. Circa un quinto dei rispondenti ce l’ha già ma solo poco più della metà di questi la rinnoverebbe. La riduzione progressiva della spesa sanitaria, da un lato, e il tendenziale mutamento sociodemografico, dall’altro, stanno determinando infatti un generale incremento della domanda di salute che il sistema pubblico da solo non è più in grado di soddisfare. "Le liste d'attesa sono il peggior biglietto da visita del Servizio sanitario nazionale - ricorda il ministro della Salute Orazio Schillaci - oggi però non abbiamo dati precisi. Un anno e mezzo per un esame è inammissibile, ma non abbiamo un monitoraggio regione per regione delle prestazioni che mancano. Ma dobbiamo vedere dove ci sono e i tempi delle liste d'attesa. E' però inaccettabile che non ci sia un Cup unico per esami e visite nel pubblico e privato convenzionato".<br /><br /><b>NEUROBLASTOMA INFANTILE, SPERANZA DALLA CAR-T</b><br />Il neuroblastoma è una sfida complessa per la pediatria oncologica, il tasso di sopravvivenza a cinque anni per questo tumore si aggira intorno al 50% per i bambini con forme ad alto rischio. Tuttavia, i risultati di uno studio, condotto dal gruppo di ricerca guidato dal Prof. Roberto Chiarle del Dipartimento di Biotecnologie Molecolari e Scienze per la Salute dell’Università di Torino, e professore presso il Boston Children's Hospital e la Harvard Medical School, ha delineato una nuova strategia terapeutica che potrebbe migliorare l’efficacia delle cure per questo tipo di tumore. I ricercatori hanno in particolare dimostrato che l’utilizzo di cellule CAR-T contro il recettore ALK, in combinazione con inibitori di ALK stesso, può portare a risultati promettenti nella cura del neuroblastoma. Le cellule CAR-T sono cellule del paziente stesso, modificate in laboratorio in modo che in superficie abbiano un recettore chimerico in grado di riconoscere, in questo caso, il recettore ALK. I risultati dello studio, sostenuto da Fondazione AIRC per la ricerca sul cancro, sono stati pubblicati sulla rivista Cancer Cell. A seguito di queste scoperte, il Dana-Farber/Boston Children's Hospital sta preparando la richiesta di autorizzazione alla Food and Drug Administration per avviare uno studio clinico su questa terapia combinata nei bambini affetti da neuroblastoma refrattario alle cure o da una recidiva della malattia.<br /><br /> <b>EFFETTI DEL CAMBIAMENTO CLIMATICO SUI BACINI IDRICI DEL TICINO</b><br />La Svizzera è uno dei paesi europei più ricchi di acqua grazie ai suoi fiumi, laghi, ghiacciai, acque sotterranee e montagne innevate, e in particolare il Ticino rientra tra i cantoni con le maggiori precipitazioni. Negli ultimi anni il cambiamento climatico ha alterato la distribuzione delle precipitazioni nell’arco dell’anno con conseguenti importanti differenze della disponibilità idrica da una stagione all’altra. Infatti, stiamo assistendo sempre più frequentemente a periodi di siccità prolungata, come nel 2022, quando si è registrata una riduzione del 50% delle precipitazioni nel Mendrisiotto e del  meno 30% nel resto del Ticino rispetto alla media. Allo stesso tempo, cresce il rischio di inondazioni e dissesti idrogeologici associati a fenomeni temporaleschi intensi e si registrano meno nevicate in inverno. I cambiamenti determinati dal clima hanno effetti anche sulle temperature dell’acqua in fiumi, laghi e acque sotterranee, che sono già sensibilmente aumentate negli ultimi decenni. Questo innalzamento di temperatura è evidente nelle acque superficiali e si prevede che senza misure a favore della protezione del clima l’aumento sarà di + 3 - 4 gradi Centigradi entro la fine del secolo. Anche le profondità dei laghi si scaldano e negli ultimi tre decenni le acque profonde dei due maggiori laghi in Ticino hanno fatto registrare importanti aumenti. Nei fiumi, gli aumenti di temperatura si traducono in una diminuzione della diversità e dell’abbondanza per le specie acquatiche che prediligono acque fresche e ricche di ossigeno, le quali vengono rimpiazzate da altre specie più tolleranti o lasciano addirittura un vuoto nell’ambiente divenuto ormai inospitale]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/59164732</guid><pubDate>Mon, 25 Mar 2024 14:17:53 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/59164732/podcast_salutedomani_25_marzo_24.mp3" length="6423748" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Salutedomani</itunes:author><itunes:subtitle>6 su 10 HANNO MENO FIDUCIA NELLA SANITA’PUBBLICA ITALIANA
Scende la fiducia nella sanità pubblica destinata a offrire un servizio sempre meno di qualità e quella privata è ancora per pochi. Questo il messaggio principale di un sondaggio su campione...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[<b>6 su 10 HANNO MENO FIDUCIA NELLA SANITA’PUBBLICA ITALIANA</b><br />Scende la fiducia nella sanità pubblica destinata a offrire un servizio sempre meno di qualità e quella privata è ancora per pochi. Questo il messaggio principale di un sondaggio su campione non statistico lanciato da Adnkronos sul suo portale, che ha coinvolto 6.500 utenti dal 5 al 17 marzo. Le risposte  sono nette: il 60% del campione, infatti, ha meno fiducia rispetto al passato nel servizio sanitario pubblico e del mal funzionamento si dà la responsabilità in primis allo Stato (60%) ma anche alle Regioni (49%). I cittadini interpellati considerano la sanità privata come un’alternativa per pochi (91%) e soltanto 1 su 3 ritiene che ancora nel corso del 2024 si potrà continuare a curare nel pubblico alle stesse condizioni di oggi. Si dicono molto preoccupati soprattutto per il problema delle lunghe liste d’attesa (52%) e per la carenza di personale medico (37%). Il 60% degli utenti non sarebbe disposto a sottoscrivere un’assicurazione sanitaria, contro il 20% favorevole. Circa un quinto dei rispondenti ce l’ha già ma solo poco più della metà di questi la rinnoverebbe. La riduzione progressiva della spesa sanitaria, da un lato, e il tendenziale mutamento sociodemografico, dall’altro, stanno determinando infatti un generale incremento della domanda di salute che il sistema pubblico da solo non è più in grado di soddisfare. "Le liste d'attesa sono il peggior biglietto da visita del Servizio sanitario nazionale - ricorda il ministro della Salute Orazio Schillaci - oggi però non abbiamo dati precisi. Un anno e mezzo per un esame è inammissibile, ma non abbiamo un monitoraggio regione per regione delle prestazioni che mancano. Ma dobbiamo vedere dove ci sono e i tempi delle liste d'attesa. E' però inaccettabile che non ci sia un Cup unico per esami e visite nel pubblico e privato convenzionato".<br /><br /><b>NEUROBLASTOMA INFANTILE, SPERANZA DALLA CAR-T</b><br />Il neuroblastoma è una sfida complessa per la pediatria oncologica, il tasso di sopravvivenza a cinque anni per questo tumore si aggira intorno al 50% per i bambini con forme ad alto rischio. Tuttavia, i risultati di uno studio, condotto dal gruppo di ricerca guidato dal Prof. Roberto Chiarle del Dipartimento di Biotecnologie Molecolari e Scienze per la Salute dell’Università di Torino, e professore presso il Boston Children's Hospital e la Harvard Medical School, ha delineato una nuova strategia terapeutica che potrebbe migliorare l’efficacia delle cure per questo tipo di tumore. I ricercatori hanno in particolare dimostrato che l’utilizzo di cellule CAR-T contro il recettore ALK, in combinazione con inibitori di ALK stesso, può portare a risultati promettenti nella cura del neuroblastoma. Le cellule CAR-T sono cellule del paziente stesso, modificate in laboratorio in modo che in superficie abbiano un recettore chimerico in grado di riconoscere, in questo caso, il recettore ALK. I risultati dello studio, sostenuto da Fondazione AIRC per la ricerca sul cancro, sono stati pubblicati sulla rivista Cancer Cell. A seguito di queste scoperte, il Dana-Farber/Boston Children's Hospital sta preparando la richiesta di autorizzazione alla Food and Drug Administration per avviare uno studio clinico su questa terapia combinata nei bambini affetti da neuroblastoma refrattario alle cure o da una recidiva della malattia.<br /><br /> <b>EFFETTI DEL CAMBIAMENTO CLIMATICO SUI BACINI IDRICI DEL TICINO</b><br />La Svizzera è uno dei paesi europei più ricchi di acqua grazie ai suoi fiumi, laghi, ghiacciai, acque sotterranee e montagne innevate, e in particolare il Ticino rientra tra i cantoni con le maggiori precipitazioni. Negli ultimi anni il cambiamento climatico ha alterato la distribuzione delle precipitazioni nell’arco dell’anno con conseguenti importanti differenze della disponibilità idrica da una stagione all’altra. Infatti, stiamo assistendo sempre più frequentemente a periodi di siccità prolungata, come nel...]]></itunes:summary><itunes:duration>402</itunes:duration><itunes:keywords>alk,assicurazione,cambiamento,car-t,clima,climatico,harvard,indagine,italia,pioggia,podcast,regioni,ricerca,salutedomani,sanità,schillaci,ssn,svizzera,ticino,torino</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/56262bc7e005e620898ae92d28068239.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>PODCAST, CAMPAGNA MIELOMA MULTIPLO CON ZINGARETTI; COVID E LINFOCITI T; 76% DEGLI INFERMIERI E’ DONNA</title><link>https://www.spreaker.com/episode/podcast-campagna-mieloma-multiplo-con-zingaretti-covid-e-linfociti-t-76-degli-infermieri-e-donna--59070976</link><description><![CDATA[<b>MIELOMA MULTIPLO, CAMPAGNA ‘MMAREA’ CON LUCA ZINGARETTI</b><b></b> <br />Vivere con una malattia come il mieloma multiplo, che alterna periodi di remissione a comparsa di recidive con un andamento che ricorda il moto della marea, ha un impatto pesante su chi ne soffre, sia dal punto di vista fisico che psicologico. Con un inevitabile coinvolgimento anche di familiari, amici e caregiver. Per fornire un sostegno concreto ai pazienti con mieloma multiplo e a coloro che se ne prendono cura, Pfizer Italia promuove, in collaborazione con AIL – Associazione Italiana contro Leucemie, Linfoma e Mieloma, la campagna di comunicazione e informazione “MMAREA – Il Mieloma Multiplo. Onda dopo Onda” con l’obiettivo di informare, supportare e insegnare come gestire tutte le fasi della malattia, dal momento della diagnosi in poi.  Il tono scelto per la campagna è, volutamente, all’insegna dell’immedesimazione e, soprattutto, dell’empatia, per aiutare i pazienti a non sentirsi mai soli e per infondere loro coraggio, esortandoli a non perdere mai la speranza. Cuore della campagna è un racconto illustrato, realizzato da Manuela Adreani, che narra la storia di un pescatore affronta giorno dopo giorno le maree e le sfide che queste portano, così come i pazienti con Mieloma Multiplo affrontano un giorno dopo l’altro le fasi e le difficoltà della malattia. La narrazione è divisa in 5 capitoli che descrivono metaforicamente 5 topic rilevanti: la diagnosi, le terapie, la ricaduta, la remissione e la consapevolezza. In ogni capitolo, vengono indagati i sentimenti che i pazienti provano nel percorso della malattia, raccontando la paura, la stanchezza, lo smarrimento; ma anche la forza, il coraggio e la resilienza che, proprio come il protagonista, riescono a trovare dentro di loro ogni giorno. Da questo storytelling illustrato è nata anche una serie di podcast, con la voce narrante di Luca Zingaretti, e un mini-sito informativo www.mmarea.it, realizzato in collaborazione con pool di specialisti in Ematologia, che si propone di diventare il punto di riferimento, qualificato e aggiornato, sulla patologia per pazienti e caregiver.<br /><br /><b>COVID, LINFOCITI T PROTEGGONO ANCHE SENZA ANTICORPI</b><b></b> <br />I vaccini hanno svolto un ruolo cruciale nella riduzione della morbilità e mortalità causate da SARS-CoV-2. Tuttavia, l'emergere di nuove varianti del virus in grado di eludere la risposta anticorpale solleva interrogativi sull'efficacia a lungo termine di questa strategia. La ricerca, pubblicata sulla rivista <a href="https://www.nature.com/articles/s41590-024-01787-z" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Nature Immunology</a>, apre nuove prospettive sulla comprensione della risposta immunitaria contro il virus, mettendo in luce il ruolo fondamentale dei linfociti T come arma di difesa duratura presente nel nostro organismo, al di là della risposta mediata da anticorpi. Per investigare questa tematica, i ricercatori hanno impiegato diversi modelli murini, inclusi topi privi di anticorpi ma con funzionalità linfocitaria intatta e un innovativo modello che esprime un recettore ibrido ACE2 umano/topo. Lo studio è stato coordinato dall’Ospedale San Raffaele di Milano in collaborazione con l’Università degli Studi di Milano. La ricerca ha rivelato che i linfociti T, grazie alla loro memoria storica, sono in grado di fornire protezione contro il virus SARS-CoV-2 anche quando gli anticorpi non sono presenti. Questa forma di difesa, indipendente dagli anticorpi, sottolinea il significato cruciale della risposta cellulare mediata dai linfociti T nella lotta contro il virus. <br /><br /><b>E’ DONNA IL 76% DEGLI ISCRITTI IN INFERMIERISTICA IN ITALIA </b><b></b><b> </b>L'infermieristica resta una professione a trazione femminile. E non solo in Italia, dove le infermiere rappresentano il 76% degli iscritti agli Ordini, ma anche a livello europeo. Nel terzo trimestre del 2023, nell'UE, secondo l'analisi Eurostat, la maggioranza degli occupati di età compresa tra 15 e 64 anni erano uomini: 53,5% rispetto al 46,5% donne, ma per la professione di infermiere il discorso cambia. Osservando la classificazione ISCO (classificazione internazionale standard delle occupazioni, gestita dall'Organizzazione internazionale del lavoro) è al quarto posto tra le professioni scelte dalle donne (87,5% di presenze) dopo le professioni relative alla scuola e ad altre attività di supporto che, comunque, raggiungono al massimo il 90% della presenza femminile. Le infermiere iscritte agli Ordini in Italia sono 339.470 rispetto a 107.230 infermieri, mentre per l'infermieristica pediatrica, su 9.121 iscritti, 8.930, ovvero il 98% del totale, sono donne. A livello regionale la presenza femminile - che comunque è sempre superiore al 50-60% - è massima in Trentino Alto Adige (86%), Friuli Venezia Giulia (85%) e in Piemonte (84%), mentre le percentuali minori ma sempre in maggioranza sono in Sicilia (59 virgola 5%), Campania (64%) e Basilicata (69 virgola8%). <br />Approfondimenti e altre notizie sono nel portale salutedomàni.com e Saluteh24.com, nelle pagine social collegate e nel canale gratuito di telegram: salutedomàni   ]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/59070976</guid><pubDate>Sat, 16 Mar 2024 18:02:30 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/59070976/podcast_salutedomani_16marzo2024.mp3" length="6795314" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Salutedomani</itunes:author><itunes:subtitle>MIELOMA MULTIPLO, CAMPAGNA ‘MMAREA’ CON LUCA ZINGARETTI 
Vivere con una malattia come il mieloma multiplo, che alterna periodi di remissione a comparsa di recidive con un andamento che ricorda il moto della marea, ha un impatto pesante su chi ne...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[<b>MIELOMA MULTIPLO, CAMPAGNA ‘MMAREA’ CON LUCA ZINGARETTI</b><b></b> <br />Vivere con una malattia come il mieloma multiplo, che alterna periodi di remissione a comparsa di recidive con un andamento che ricorda il moto della marea, ha un impatto pesante su chi ne soffre, sia dal punto di vista fisico che psicologico. Con un inevitabile coinvolgimento anche di familiari, amici e caregiver. Per fornire un sostegno concreto ai pazienti con mieloma multiplo e a coloro che se ne prendono cura, Pfizer Italia promuove, in collaborazione con AIL – Associazione Italiana contro Leucemie, Linfoma e Mieloma, la campagna di comunicazione e informazione “MMAREA – Il Mieloma Multiplo. Onda dopo Onda” con l’obiettivo di informare, supportare e insegnare come gestire tutte le fasi della malattia, dal momento della diagnosi in poi.  Il tono scelto per la campagna è, volutamente, all’insegna dell’immedesimazione e, soprattutto, dell’empatia, per aiutare i pazienti a non sentirsi mai soli e per infondere loro coraggio, esortandoli a non perdere mai la speranza. Cuore della campagna è un racconto illustrato, realizzato da Manuela Adreani, che narra la storia di un pescatore affronta giorno dopo giorno le maree e le sfide che queste portano, così come i pazienti con Mieloma Multiplo affrontano un giorno dopo l’altro le fasi e le difficoltà della malattia. La narrazione è divisa in 5 capitoli che descrivono metaforicamente 5 topic rilevanti: la diagnosi, le terapie, la ricaduta, la remissione e la consapevolezza. In ogni capitolo, vengono indagati i sentimenti che i pazienti provano nel percorso della malattia, raccontando la paura, la stanchezza, lo smarrimento; ma anche la forza, il coraggio e la resilienza che, proprio come il protagonista, riescono a trovare dentro di loro ogni giorno. Da questo storytelling illustrato è nata anche una serie di podcast, con la voce narrante di Luca Zingaretti, e un mini-sito informativo www.mmarea.it, realizzato in collaborazione con pool di specialisti in Ematologia, che si propone di diventare il punto di riferimento, qualificato e aggiornato, sulla patologia per pazienti e caregiver.<br /><br /><b>COVID, LINFOCITI T PROTEGGONO ANCHE SENZA ANTICORPI</b><b></b> <br />I vaccini hanno svolto un ruolo cruciale nella riduzione della morbilità e mortalità causate da SARS-CoV-2. Tuttavia, l'emergere di nuove varianti del virus in grado di eludere la risposta anticorpale solleva interrogativi sull'efficacia a lungo termine di questa strategia. La ricerca, pubblicata sulla rivista <a href="https://www.nature.com/articles/s41590-024-01787-z" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Nature Immunology</a>, apre nuove prospettive sulla comprensione della risposta immunitaria contro il virus, mettendo in luce il ruolo fondamentale dei linfociti T come arma di difesa duratura presente nel nostro organismo, al di là della risposta mediata da anticorpi. Per investigare questa tematica, i ricercatori hanno impiegato diversi modelli murini, inclusi topi privi di anticorpi ma con funzionalità linfocitaria intatta e un innovativo modello che esprime un recettore ibrido ACE2 umano/topo. Lo studio è stato coordinato dall’Ospedale San Raffaele di Milano in collaborazione con l’Università degli Studi di Milano. La ricerca ha rivelato che i linfociti T, grazie alla loro memoria storica, sono in grado di fornire protezione contro il virus SARS-CoV-2 anche quando gli anticorpi non sono presenti. Questa forma di difesa, indipendente dagli anticorpi, sottolinea il significato cruciale della risposta cellulare mediata dai linfociti T nella lotta contro il virus. <br /><br /><b>E’ DONNA IL 76% DEGLI ISCRITTI IN INFERMIERISTICA IN ITALIA </b><b></b><b> </b>L'infermieristica resta una professione a trazione femminile. E non solo in Italia, dove le infermiere rappresentano il 76% degli iscritti agli Ordini, ma anche a livello europeo. 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Il team di ricerca ha sviluppato in laboratorio una linea cellulare maschile umana privata del “cromosoma Y” -il cromosoma sessuale maschile- tramite metodi di gene editing, con l’obiettivo di indagare l’effetto del cromosoma maschile sull’espressione genica e nella risposta al danno al DNA. I risultati dello studio sono pubblicati su Cell &amp; Bioscience. Studi precedenti suggeriscono che sia associato a malattie neurodegenerative e cardiovascolari, oltre che all’insorgenza dei tumori e all'invecchiamento. In particolare, l’obiettivo era analizzare l’impatto del cromosoma Y e le conseguenze della sua perdita sul resto del genoma umano. Sfruttando tecnologie di editing genetico e di sequenziamento dell’RNA, è stata generata una linea cellulare maschile umana senza cromosoma Y, confrontandola con la linea cellulare normale che possiede entrambi i cromosomi sessuali. La perdita del cromosoma maschile può influenzare il trascrittoma, ovvero tutte le informazioni trascritte dai geni, andando ad alterare processi biologici coinvolti nella formazione del cancro, come la regolazione della migrazione cellulare, la crescita cellulare, la risposta ai danni al DNA, l'angiogenesi e la risposta immunitaria.  <br /><br /><b> IN ITALIA BOOM BOTULINO, 161.000 TRATTAMENTI NEL 2022</b><br />I dati rilevati dall' International Society of Aesthetic Plastic Surgery -Isaps certificano che l'uso della medicina estetica non chirurgica, in particolare iniettabile, è in aumento in Italia. Sono stati 485.000 gli interventi non-chirurgici, quasi il doppio di quelli chirurgici, 262.000. Tra i più utilizzati l'acido ialuronico e la tossina botulinica, mentre per la chirurgia primo posto per l'aumento del seno e il trattamento della palpebra. Una tendenza fedele ai risultati garantiti dal botulino, che invoglia sempre più donne a trattare gli inestetismi in maniera non invasiva. La tossina botulinica si conferma un grande strumento per intervenire sulle imperfezioni, al primo posto nella classifica globale con 9 milioni di interventi e oltre 161.000 in Italia. Fa parte del gruppo degli iniettabili e rappresenta una soluzione sicura ed efficace per i pazienti che non vogliono ricorrere alla chirurgia. Il target si concentra principalmente sulle donne dai 35 ai 50 anni con 4 milioni di pazienti, ma è ugualmente diffuso tra le altre fasce d'età, con 2 milioni dai 18 ai 34 e altri 2 dai 51 ai 64. Le pratiche cosmetiche in Italia vertono sul ringiovanimento facciale, con peeling chimici (21.000 interventi) e rassodamenti della pelle (16.000). Ma anche su altre tipologie di intervento come l'epilazione, 20.000 registrate, e trattamenti anticellulite, 17.000.  <br /><br /><b> LE DONNE MEDICO IN ITALIA SONO IL 53,5%, IN PREVALENZA UNDER 45 </b><br />L’Anaao Assomed rivolge un appello alla Presidente del Consiglio dei Ministri, alle Ministre e alle parlamentari affinché garantiscano un impegno concreto a sostegno di una parità nelle retribuzioni e nelle carriere realmente raggiungibile, di politiche a favore della conciliazione lavoro-famiglia, della flessibilità degli orari di lavoro, di nuovi modelli organizzativi in sanità. Il sorpasso delle donne medico in Italia è decretato dai numeri: la percentuale di dirigenti medici donna è cresciuta progressivamente negli ultimi anni, passando dal 38,4% del 2010 al 53,5% del 2024 con una prevalenza del genere femminile nelle classi di età under 45. Quando si parla di carriera, invece, i numeri scendono. Tra i direttori di struttura complessa, solo il 17,2% è di sesso femminile (vs 82.8% maschi), percentuale che sale al 34,7% (vs 63.3% maschi) per le struttura semplici. Nell'area universitaria delle scienze mediche, le donne ordinario nel 2020 ricoprono il 19,3% delle posizioni, le associate il 33% e le ricercatrici circa il 40-55%. Le specializzazioni più scelte dalle donne sono: neuropsichiatria infantile (75,9%), pediatria (71,0%), oncologia medica (62,0%), medicina fisica e riabilitazione (60,6%), genetica medica (60,2%), medicina di comunità e delle cure primarie (58,4%) anatomia patologica (57,8%), ematologia (57,8%), ginecologia ed ostetricia (56,8%).<br />Approfondimenti e altre notizie sono nel portale salutedomàni.com e Saluteh24.com, nelle pagine social collegate e nel canale gratuito di telegram: salutedomàni    ]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/58990951</guid><pubDate>Sun, 10 Mar 2024 18:27:49 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/58990951/podcast_salutedomani_10_marzo_2024.mp3" length="6509010" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Salutedomani</itunes:author><itunes:subtitle>MEDICINA DI GENERE: IL RUOLO DEL CROMOSOMA Y
Un progetto coordinato dall’Istituto di genetica molecolare del Consiglio nazionale delle ricerche di Pavia ha aggiunto un nuovo tassello al settore della “medicina di genere”, che studia come le differenze...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[<b>MEDICINA DI GENERE: IL RUOLO DEL CROMOSOMA Y</b><br />Un progetto coordinato dall’Istituto di genetica molecolare del Consiglio nazionale delle ricerche di Pavia ha aggiunto un nuovo tassello al settore della “medicina di genere”, che studia come le differenze biologiche possano influenzare l’insorgere di alcune malattie e la relativa risposta terapeutica. Il team di ricerca ha sviluppato in laboratorio una linea cellulare maschile umana privata del “cromosoma Y” -il cromosoma sessuale maschile- tramite metodi di gene editing, con l’obiettivo di indagare l’effetto del cromosoma maschile sull’espressione genica e nella risposta al danno al DNA. I risultati dello studio sono pubblicati su Cell &amp; Bioscience. Studi precedenti suggeriscono che sia associato a malattie neurodegenerative e cardiovascolari, oltre che all’insorgenza dei tumori e all'invecchiamento. In particolare, l’obiettivo era analizzare l’impatto del cromosoma Y e le conseguenze della sua perdita sul resto del genoma umano. Sfruttando tecnologie di editing genetico e di sequenziamento dell’RNA, è stata generata una linea cellulare maschile umana senza cromosoma Y, confrontandola con la linea cellulare normale che possiede entrambi i cromosomi sessuali. La perdita del cromosoma maschile può influenzare il trascrittoma, ovvero tutte le informazioni trascritte dai geni, andando ad alterare processi biologici coinvolti nella formazione del cancro, come la regolazione della migrazione cellulare, la crescita cellulare, la risposta ai danni al DNA, l'angiogenesi e la risposta immunitaria.  <br /><br /><b> IN ITALIA BOOM BOTULINO, 161.000 TRATTAMENTI NEL 2022</b><br />I dati rilevati dall' International Society of Aesthetic Plastic Surgery -Isaps certificano che l'uso della medicina estetica non chirurgica, in particolare iniettabile, è in aumento in Italia. Sono stati 485.000 gli interventi non-chirurgici, quasi il doppio di quelli chirurgici, 262.000. Tra i più utilizzati l'acido ialuronico e la tossina botulinica, mentre per la chirurgia primo posto per l'aumento del seno e il trattamento della palpebra. Una tendenza fedele ai risultati garantiti dal botulino, che invoglia sempre più donne a trattare gli inestetismi in maniera non invasiva. La tossina botulinica si conferma un grande strumento per intervenire sulle imperfezioni, al primo posto nella classifica globale con 9 milioni di interventi e oltre 161.000 in Italia. Fa parte del gruppo degli iniettabili e rappresenta una soluzione sicura ed efficace per i pazienti che non vogliono ricorrere alla chirurgia. Il target si concentra principalmente sulle donne dai 35 ai 50 anni con 4 milioni di pazienti, ma è ugualmente diffuso tra le altre fasce d'età, con 2 milioni dai 18 ai 34 e altri 2 dai 51 ai 64. Le pratiche cosmetiche in Italia vertono sul ringiovanimento facciale, con peeling chimici (21.000 interventi) e rassodamenti della pelle (16.000). Ma anche su altre tipologie di intervento come l'epilazione, 20.000 registrate, e trattamenti anticellulite, 17.000.  <br /><br /><b> LE DONNE MEDICO IN ITALIA SONO IL 53,5%, IN PREVALENZA UNDER 45 </b><br />L’Anaao Assomed rivolge un appello alla Presidente del Consiglio dei Ministri, alle Ministre e alle parlamentari affinché garantiscano un impegno concreto a sostegno di una parità nelle retribuzioni e nelle carriere realmente raggiungibile, di politiche a favore della conciliazione lavoro-famiglia, della flessibilità degli orari di lavoro, di nuovi modelli organizzativi in sanità. Il sorpasso delle donne medico in Italia è decretato dai numeri: la percentuale di dirigenti medici donna è cresciuta progressivamente negli ultimi anni, passando dal 38,4% del 2010 al 53,5% del 2024 con una prevalenza del genere femminile nelle classi di età under 45. Quando si parla di carriera, invece, i numeri scendono. 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INFIAMMAZIONE INTESTINALE TOCCA IL CERVELLO, CYBERBULLISMO E REVENGE PORN TRA I GIOVANI</title><link>https://www.spreaker.com/episode/podcast-morbillo-c-e-la-variante-infiammazione-intestinale-tocca-il-cervello-cyberbullismo-e-revenge-porn-tra-i-giovani--58917739</link><description><![CDATA[MORBILLO. OMS: 21MILA OSPEDALIZZAZIONI E 5 MORTI IN EUROPA NEL 2023<br />Nel 2023 c’è stato un forte aumento in tutta Europa dei casi di morbillo, riportato dall’Oms, che ha registrato lo scorso anno nel continente europeo 21mila ospedalizzazioni e 5 morti. Anche in Italia il sistema di sorveglianza, coordinato dal Dipartimento Malattie Infettive dell’Istituto Superiore di Sanità, ha registrato nel 2023 43 casi di morbillo, in netta risalita rispetto ai 15 del 2022, mentre nel mese di gennaio del 2024 ne sono stati segnalati 29 e a febbraio 35, per il 30%-40% importati. Uno studio dell’università di Milano e dell’Iss ha trovato anche in Italia, dopo che era stata descritta in Svizzera, una variante del morbillo in cui si riscontrano alcune mutazioni che danno una leggera perdita di sensibilità ad uno dei test molecolari in uso, anche se diverso da quello utilizzato maggiormente in Italia.  Questo risultato suggerisce di continuare a mantenere alta la nostra soglia di attenzione per verificare l’eventuale necessità di aggiornamento dei test molecolari. Inoltre, i test molecolari non sono gli unici tipi di test in uso per confermare una diagnosi di morbillo. I test principali per la conferma della diagnosi sono infatti i test sierologici, in particolare la misurazione delle IgM specifiche. Si può escludere che le mutazioni descritte possano influenzare l’efficacia del vaccino. Il virus del morbillo è un molto stabile e da oltre 60 anni la vaccinazione conferisce una protezione efficace contro tutti i genotipi circolanti. L’evoluzione naturale del virus in un ceppo che sfugga al vaccino è un evento altamente improbabile. <br /><br />LE INFIAMMAZIONI INTESTINALI HANNO RIPERCUSSIONI SUL CERVELLO<br /> Le infiammazioni dell'intestino possono compromettere l'area del cervello coinvolta nei processi cognitivi. È quanto emerge da una ricerca svolta nel Laboratorio ENEA di Tecnologie biomediche, che approfondisce, in particolare, gli effetti della colite cronica e acuta sulla formazione di nuovi neuroni (neurogenesi) nell'ippocampo. I risultati dello studio sono stati pubblicati su Neural Regeneration Research. "Negli ultimi anni l'interazione tra intestino e cervello è diventata un tema di crescente interesse e diverse ricerche hanno evidenziato come le alterazioni del microbiota intestinale, cioè l'insieme di tutti i microrganismi che popolano l'intestino, possano causare obesità, diabete e patologie autoimmuni, ma anche essere associate a disturbi psichici e cognitivi come ansia, depressione, attacchi di panico e malattie neurodegenerative come il Parkinson e l'Alzheimer. I meccanismi di questa interazione restano ancora però in gran parte sconosciuti", spiega Simonetta Pazzaglia, responsabile del Laboratorio ENEA di Tecnologie biomediche e coautrice dello studio. I risultati ottenuti in laboratorio mostrano chiaramente che la colite si associa alla comparsa di neuroinfiammazione e di significative alterazioni nella produzione di nuovi neuroni da parte dell'ippocampo. Inoltre, la ricerca rivela che in presenza di infiammazione intestinale si genera un'alterazione chimica del metabolismo degli amminoacidi, dei lipidi e della vitamina B1 (tiamina), quest'ultima fondamentale per la vita delle cellule e per il normale funzionamento di cervello, nervi e cuore. "Queste alterazioni sono correlate a patologie come la sindrome dell'intestino irritabile, il morbo di Crohn, la colite ulcerosa, il cancro del colon-retto e l'autismo a conferma che altri tipi di disturbi mentali potrebbero essere associati all'infiammazione intestinale e allo squilibrio metabolico", conclude Pazzaglia.<br /><br />1,2 MILIONI DI ITALIANI VITTIME DI CYBERBULLISMO<br />Circa 1,2 milioni di italiani hanno subìto un atto di revenge porn e 550.000 ragazzi con età compresa tra 18 e 24 anni sono stati vittima di cyberbullismo. I dati emergono dall'indagine commissionata da Facile.it agli istituti mUp Research e Norstat, che più in generale ha anche evidenziato come quasi un italiano su tre, vale a dire 13 milioni di persone, sia stato vittima, almeno una volta, di un crimine informatico. Sebbene il problema riguardi tutte le fasce della popolazione, l'indagine ha evidenziato come la percentuale di chi è stato colpito da un crimine informatico aumenti tra i più giovani, toccando il picco tra i 18-24enni, fascia nella quale la percentuale di vittime raggiunge il 35%. Se il reato informatico più diffuso è l'accesso non autorizzato a strumenti di pagamento personali (per oltre 6 milioni e mezzo di italiani), è dal secondo posto di questa classifica che si comincia a delineare l'immagine di un cybercrime sempre più pericoloso e organizzato, si spiega. Il secondo reato più comune è il furto di identità; quasi 2,5 milioni di italiani si sono visti rubare la propria identità, immagine o quella dei familiari, poi usata da terzi per atti illegali. Continuando a scorrere i dati, si legge che quasi 2,3 milioni di persone, hanno dichiarato di essere stati vittima di diffusione non autorizzata di materiale digitale proprio o dei figli. Cyberstalking, cyberbullismo e revenge porn sono fenomeni molto diffusi, ma che colpiscono in misura maggiore i più giovani.<br /> Approfondimenti e altre notizie sono nel portale salutedomàni.com e Saluteh24.com, nelle pagine social collegate e nel canale gratuito di telegram: salutedomàni]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/58917739</guid><pubDate>Mon, 04 Mar 2024 11:49:56 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/58917739/podcast_salutedomani_4_marzo_2024.mp3" length="6746830" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Salutedomani</itunes:author><itunes:subtitle>MORBILLO. OMS: 21MILA OSPEDALIZZAZIONI E 5 MORTI IN EUROPA NEL 2023
Nel 2023 c’è stato un forte aumento in tutta Europa dei casi di morbillo, riportato dall’Oms, che ha registrato lo scorso anno nel continente europeo 21mila ospedalizzazioni e 5...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[MORBILLO. OMS: 21MILA OSPEDALIZZAZIONI E 5 MORTI IN EUROPA NEL 2023<br />Nel 2023 c’è stato un forte aumento in tutta Europa dei casi di morbillo, riportato dall’Oms, che ha registrato lo scorso anno nel continente europeo 21mila ospedalizzazioni e 5 morti. Anche in Italia il sistema di sorveglianza, coordinato dal Dipartimento Malattie Infettive dell’Istituto Superiore di Sanità, ha registrato nel 2023 43 casi di morbillo, in netta risalita rispetto ai 15 del 2022, mentre nel mese di gennaio del 2024 ne sono stati segnalati 29 e a febbraio 35, per il 30%-40% importati. Uno studio dell’università di Milano e dell’Iss ha trovato anche in Italia, dopo che era stata descritta in Svizzera, una variante del morbillo in cui si riscontrano alcune mutazioni che danno una leggera perdita di sensibilità ad uno dei test molecolari in uso, anche se diverso da quello utilizzato maggiormente in Italia.  Questo risultato suggerisce di continuare a mantenere alta la nostra soglia di attenzione per verificare l’eventuale necessità di aggiornamento dei test molecolari. Inoltre, i test molecolari non sono gli unici tipi di test in uso per confermare una diagnosi di morbillo. I test principali per la conferma della diagnosi sono infatti i test sierologici, in particolare la misurazione delle IgM specifiche. Si può escludere che le mutazioni descritte possano influenzare l’efficacia del vaccino. Il virus del morbillo è un molto stabile e da oltre 60 anni la vaccinazione conferisce una protezione efficace contro tutti i genotipi circolanti. L’evoluzione naturale del virus in un ceppo che sfugga al vaccino è un evento altamente improbabile. <br /><br />LE INFIAMMAZIONI INTESTINALI HANNO RIPERCUSSIONI SUL CERVELLO<br /> Le infiammazioni dell'intestino possono compromettere l'area del cervello coinvolta nei processi cognitivi. È quanto emerge da una ricerca svolta nel Laboratorio ENEA di Tecnologie biomediche, che approfondisce, in particolare, gli effetti della colite cronica e acuta sulla formazione di nuovi neuroni (neurogenesi) nell'ippocampo. I risultati dello studio sono stati pubblicati su Neural Regeneration Research. "Negli ultimi anni l'interazione tra intestino e cervello è diventata un tema di crescente interesse e diverse ricerche hanno evidenziato come le alterazioni del microbiota intestinale, cioè l'insieme di tutti i microrganismi che popolano l'intestino, possano causare obesità, diabete e patologie autoimmuni, ma anche essere associate a disturbi psichici e cognitivi come ansia, depressione, attacchi di panico e malattie neurodegenerative come il Parkinson e l'Alzheimer. I meccanismi di questa interazione restano ancora però in gran parte sconosciuti", spiega Simonetta Pazzaglia, responsabile del Laboratorio ENEA di Tecnologie biomediche e coautrice dello studio. I risultati ottenuti in laboratorio mostrano chiaramente che la colite si associa alla comparsa di neuroinfiammazione e di significative alterazioni nella produzione di nuovi neuroni da parte dell'ippocampo. Inoltre, la ricerca rivela che in presenza di infiammazione intestinale si genera un'alterazione chimica del metabolismo degli amminoacidi, dei lipidi e della vitamina B1 (tiamina), quest'ultima fondamentale per la vita delle cellule e per il normale funzionamento di cervello, nervi e cuore. "Queste alterazioni sono correlate a patologie come la sindrome dell'intestino irritabile, il morbo di Crohn, la colite ulcerosa, il cancro del colon-retto e l'autismo a conferma che altri tipi di disturbi mentali potrebbero essere associati all'infiammazione intestinale e allo squilibrio metabolico", conclude Pazzaglia.<br /><br />1,2 MILIONI DI ITALIANI VITTIME DI CYBERBULLISMO<br />Circa 1,2 milioni di italiani hanno subìto un atto di revenge porn e 550.000 ragazzi con età compresa tra 18 e 24 anni sono stati vittima di cyberbullismo. I dati emergono dall'indagine commissionata da Facile.it agli istituti mUp Research e Norstat, che più in generale ha anche evidenziato come...]]></itunes:summary><itunes:duration>422</itunes:duration><itunes:keywords>cervello,colite,crohn,cybercrime,diagnosi,enea,infiammazione,intestino,ippocampo,irritabile,iss,morbillo,oms,pazzaglia,podcast,ricerca,salutedomani,test,tiamina,variante</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/56262bc7e005e620898ae92d28068239.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>PODCAST TUMORE E IMMUNOTERAPIA 4.0, SETTIMANA CONTRO HERPES ZOSTER, STRESS A MILANO SOTTOVALUTATO</title><link>https://www.spreaker.com/episode/podcast-tumore-e-immunoterapia-4-0-settimana-contro-herpes-zoster-stress-a-milano-sottovalutato--58816566</link><description><![CDATA[<b>TUMORI, CON L’ IMMUNOTERAPIA 4.0 OPZIONI DI CURA PER L’ 80% DEI PAZIENTI</b><br />Dopo gli inibitori dei checkpoint immunitari, che disattivano i “freni” al sistema immunitario, le CAR-T e la recente introduzione in via sperimentale dei vaccini a mRNA, stiamo per entrare nell’era dell’Immunoterapia 4.0. Terapie cellulari contro il melanoma metastatico, ‘avatar’ di tumori al polmone e nuove combinazioni di farmaci per i tumori gastrici renderanno possibile l’immunoterapia di precisione, aumentando la percentuale di pazienti che rispondono alle terapie dall’attuale 50% all’80%. A raccogliere la sfida sono gli specialisti della Società Campana di Immunoterapia Oncologica, in occasione del meeting annuale di Napoli<i>. </i>“Negli ultimi anni, abbiamo assistito alla crescita esponenziale di ricerche innovative che hanno approfondito la comprensione dell’immuno-oncologia e permesso lo sviluppo di nuovi trattamenti in grado di sfruttare il sistema immunitario del paziente e prevenirne la fuga immunitaria<i> </i>– spiega Paolo Ascierto, direttore dell’Unità di Oncologia Melanoma, Immunoterapia Oncologica e Terapie Innovative dell’Istituto Nazionale Tumori Fondazione “G. Pascale” di Napoli –. Abbiamo voluto dedicare questa giornata ad analizzare lo stato dell’arte e le prospettive future dell’immuno-oncologia, confrontandoci sui prossimi sviluppi e rinnovando la nostra alleanza con l'obiettivo di creare il primo Polo di Immunoncologia dell’area mediterranea”.  <br /><b> FUOCO DI SANT' ANTONIO. INDAGINE, I PROMOSSI E I BOCCIATI DELLA SHINGLES AWARENESS WEEK</b><br />Almeno 2 persone su dieci non sanno cosa sia il fuoco di Sant’Antonio e una su 2 dice di saperne poco. Eppure quasi 2 soggetti su 3 conoscono altri che ne hanno sofferto e il 12% l’ha addirittura avuto. L’eruzione cutanea dolorosa è il segno chiave per il 76% degli intervistati, per il 63% è anche pruriginosa. Il 38% parla genericamente di dolore ai nervi. Sulle età a rischio c’è confusione: il 41% colloca la comparsa del quadro soprattutto tra i 50 e i 70 anni, mentre il 40% pensa che lo Zoster possa insorgere ad ogni età. Il 7% pensa siano a rischio soprattutto gli over-70. Il vaccino viene considerato una valida modalità di prevenzione per il 62% degli intervistati, ma il 30% non ne conosce la disponibilità e per otto persone su cento il fuoco di sant’Antonio non è prevenibile. In ogni caso, con un’apparente dissonanza, il 76% degli intervistati pensa che vaccinarsi sia il modo migliore per prevenire il fuoco di Sant’Antonio. Sono alcune delle risposte alla ricerca online su 3500 adulti di età pari o superiore a 50 anni provenienti da 12 paesi, che ha valutato la comprensione degli intervistati sull’Herpes zoster, cosa può scatenarlo e il suo impatto sulla vita delle persone. Ciò che preoccupa è che nuovi dati suggeriscono che molti adulti a partire dai 50 anni fraintendono aspetti importanti della malattia, compreso il modo in cui può svilupparsi. GSK ha lanciato i risultati della nuova indagine, in occasione della Shingles Awareness Week, settimana internazionale di sensibilizzazione sull'Herpes zoster (26 febbraio 2024 - 3 marzo 2024), una campagna condotta in collaborazione con la Federazione Internazionale sull'Invecchiamento (IFA). L'obiettivo è di aumentare la consapevolezza e affrontare la mancanza di conoscenze sui rischi e sull'impatto dell'Herpes zoster.<br /><b>MILANESI STRESSATI, MA SOLO 1 SU 10 VA DALLO PSICOLOGO </b><br />Stress, ansia e altre emozioni negative rappresentano la battaglia quotidiana di tanti milanesi, anche se spesso rinunciano a farsi aiutare da uno psicologo per via dei costi. Lo dice la nuova ricerca dell'Osservatorio sanità di UniSalute, che con la Nomisma ha interrogato i milanesi sulle questioni legate alla salute psicologica. Nell'anno appena trascorso, a Milano il 33% degli intervistati dichiara di aver faticato a mantenere il buon umore: uno su quattro (il 26%) dice di aver avuto molti alti e bassi e un altro 7% di essere stato prevalentemente giù di morale. Solo due su cinque affermano essere stati di buon umore la maggior parte del tempo (il 38%) o addirittura di umore eccellente (il 3%). Lo stress sembra essere lo stato d'animo negativo più diffuso, con il 36% dei milanesi interrogati che dice di sentirsi stressato "spesso" (il 30%), o addirittura "regolarmente, quasi ogni giorno" (il 6%). Altri sintomi comuni sono la sensazione di essere nervosi e tesi -percepita dal 31% dei milanesi- e uno stato di ansia eccessiva, che colpisce spesso o regolarmente il 25% del campione. Dal sondaggio emerge anche quali sono le cause di queste emozioni negative: lo stato di salute personale e dei propri cari risulta essere il principale motivo di preoccupazione (per il 27%), seguito dall'organizzazione familiare (per il 23%), dalla difficoltà a trovare un equilibrio tra vita privata e lavoro (per il 15%) e dalle incertezze legate alla propria situazione lavorativa (per il 13%). Per gestire i momenti difficili dal punto di vista emotivo e psicologico, le soluzioni "fai-da-te" -come i rimedi naturali o lo sport- sono le più utilizzate (24%), seguite dai consigli del farmacista (12%) e del medico di base (11%). Solo uno su dieci (10%) ha optato per il supporto di uno psicologo o psicoterapeuta, nonostante il 65% dei milanesi affermi che si rivolgerebbe a queste figure in caso di necessità, anche attraverso sedute da remoto e videoconsulti (il 22% preferirebbe questa modalità). UniSalute ha indagato le ragioni dietro a questo limitato ricorso a degli specialisti: molti intervistati pensano che il proprio caso non sia abbastanza serio (il 30%), o comunque preferiscono aspettare che il momento difficile passi da solo (il 28%).  <br /><br />Approfondimenti e altre notizie sono nel portale salutedomàni.com e Saluteh24.com, nelle pagine social collegate e nel canale gratuito di telegram: salutedomàni]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/58816566</guid><pubDate>Sun, 25 Feb 2024 18:05:13 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/58816566/podcast_salutedomani_24_febb_2024.mp3" length="7524650" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Salutedomani</itunes:author><itunes:subtitle>TUMORI, CON L’ IMMUNOTERAPIA 4.0 OPZIONI DI CURA PER L’ 80% DEI PAZIENTI
Dopo gli inibitori dei checkpoint immunitari, che disattivano i “freni” al sistema immunitario, le CAR-T e la recente introduzione in via sperimentale dei vaccini a mRNA, stiamo...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[<b>TUMORI, CON L’ IMMUNOTERAPIA 4.0 OPZIONI DI CURA PER L’ 80% DEI PAZIENTI</b><br />Dopo gli inibitori dei checkpoint immunitari, che disattivano i “freni” al sistema immunitario, le CAR-T e la recente introduzione in via sperimentale dei vaccini a mRNA, stiamo per entrare nell’era dell’Immunoterapia 4.0. Terapie cellulari contro il melanoma metastatico, ‘avatar’ di tumori al polmone e nuove combinazioni di farmaci per i tumori gastrici renderanno possibile l’immunoterapia di precisione, aumentando la percentuale di pazienti che rispondono alle terapie dall’attuale 50% all’80%. A raccogliere la sfida sono gli specialisti della Società Campana di Immunoterapia Oncologica, in occasione del meeting annuale di Napoli<i>. </i>“Negli ultimi anni, abbiamo assistito alla crescita esponenziale di ricerche innovative che hanno approfondito la comprensione dell’immuno-oncologia e permesso lo sviluppo di nuovi trattamenti in grado di sfruttare il sistema immunitario del paziente e prevenirne la fuga immunitaria<i> </i>– spiega Paolo Ascierto, direttore dell’Unità di Oncologia Melanoma, Immunoterapia Oncologica e Terapie Innovative dell’Istituto Nazionale Tumori Fondazione “G. Pascale” di Napoli –. Abbiamo voluto dedicare questa giornata ad analizzare lo stato dell’arte e le prospettive future dell’immuno-oncologia, confrontandoci sui prossimi sviluppi e rinnovando la nostra alleanza con l'obiettivo di creare il primo Polo di Immunoncologia dell’area mediterranea”.  <br /><b> FUOCO DI SANT' ANTONIO. INDAGINE, I PROMOSSI E I BOCCIATI DELLA SHINGLES AWARENESS WEEK</b><br />Almeno 2 persone su dieci non sanno cosa sia il fuoco di Sant’Antonio e una su 2 dice di saperne poco. Eppure quasi 2 soggetti su 3 conoscono altri che ne hanno sofferto e il 12% l’ha addirittura avuto. L’eruzione cutanea dolorosa è il segno chiave per il 76% degli intervistati, per il 63% è anche pruriginosa. Il 38% parla genericamente di dolore ai nervi. Sulle età a rischio c’è confusione: il 41% colloca la comparsa del quadro soprattutto tra i 50 e i 70 anni, mentre il 40% pensa che lo Zoster possa insorgere ad ogni età. Il 7% pensa siano a rischio soprattutto gli over-70. Il vaccino viene considerato una valida modalità di prevenzione per il 62% degli intervistati, ma il 30% non ne conosce la disponibilità e per otto persone su cento il fuoco di sant’Antonio non è prevenibile. In ogni caso, con un’apparente dissonanza, il 76% degli intervistati pensa che vaccinarsi sia il modo migliore per prevenire il fuoco di Sant’Antonio. Sono alcune delle risposte alla ricerca online su 3500 adulti di età pari o superiore a 50 anni provenienti da 12 paesi, che ha valutato la comprensione degli intervistati sull’Herpes zoster, cosa può scatenarlo e il suo impatto sulla vita delle persone. Ciò che preoccupa è che nuovi dati suggeriscono che molti adulti a partire dai 50 anni fraintendono aspetti importanti della malattia, compreso il modo in cui può svilupparsi. GSK ha lanciato i risultati della nuova indagine, in occasione della Shingles Awareness Week, settimana internazionale di sensibilizzazione sull'Herpes zoster (26 febbraio 2024 - 3 marzo 2024), una campagna condotta in collaborazione con la Federazione Internazionale sull'Invecchiamento (IFA). L'obiettivo è di aumentare la consapevolezza e affrontare la mancanza di conoscenze sui rischi e sull'impatto dell'Herpes zoster.<br /><b>MILANESI STRESSATI, MA SOLO 1 SU 10 VA DALLO PSICOLOGO </b><br />Stress, ansia e altre emozioni negative rappresentano la battaglia quotidiana di tanti milanesi, anche se spesso rinunciano a farsi aiutare da uno psicologo per via dei costi. Lo dice la nuova ricerca dell'Osservatorio sanità di UniSalute, che con la Nomisma ha interrogato i milanesi sulle questioni legate alla salute psicologica. Nell'anno appena trascorso, a Milano il 33% degli intervistati dichiara di aver faticato a mantenere il buon umore: uno su quattro (il 26%) dice di aver avuto molti alti e bassi e un altro 7% di essere...]]></itunes:summary><itunes:duration>471</itunes:duration><itunes:keywords>ansia,ascierto,cancro,consigli,fuoco,gsk,herpes,immunoterapia,lavoro,milano,napoli,podcast,psicologo,salutedomani,sant'antonio,schingles,tumore,vaccinazione,vaccino,zoster</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/56262bc7e005e620898ae92d28068239.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>PODCAST 1 MILIARDO DI PRESTITI PER LE CURE IN ITALIA, MORTI RECORD PER INFEZIONI OSPEDALIERE, FUNZIONA IL VACCINO ANTI EBOLA</title><link>https://www.spreaker.com/episode/podcast-1-miliardo-di-prestiti-per-le-cure-in-italia-morti-record-per-infezioni-ospedaliere-funziona-il-vaccino-anti-ebola--58717268</link><description><![CDATA[<b>CURE MEDICHE, OLTRE 1 MILIARDO DI PRESTITI IN ITALIA</b><br /> Oltre 1 miliardo di euro; è questo il valore dei prestiti personali erogati agli italiani nel 2023 per far fronte alle spese mediche. La salute ha un costo e chiedere un finanziamento per sostenere le spese sanitarie è pratica sempre più diffusa tanto che, lo scorso anno, il peso percentuale di questi prestiti è aumentato del 6,6% rispetto al 2022. "Oggi curarsi è diventato sempre più oneroso, anche alla luce del maggior ricorso alla sanità privata- spiega Aligi Scotti, BU Director prestiti di Facile.it- Servirsi del credito al consumo può essere una strategia per alleggerire l'impatto di queste spese sul bilancio familiare, evitando così di andare in sofferenza o, peggio, di rinunciare a curarsi". Dall'analisi, realizzata su un campione di oltre 400.000 domande di finanziamento raccolte online da Facile.it e Prestiti.it, emerge una doppia tendenza; se, come detto, il peso percentuale delle domande di prestiti destinati alla sanità è aumentato del 6,6%, dall'altro l'importo medio richiesto è calato leggermente (-4%), arrivando, in media, a circa 6.152 euro. Visti i tempi di attesa sempre più lunghi della sanità pubblica, a settembre 2023 erano pari a circa 77 giorni, la diminuzione dell'importo richiesto può essere letto sia in relazione col fatto che ci si rivolga alla sanità privata anche per visite o esami mediamente meno costosi, sia in relazione all'incremento dei tassi di interesse che hanno reso i finanziamenti più cari; nel 2022 il Taeg medio riservato a chi ha sottoscritto un prestito personale per spese mediche è stato pari al 9, 41%, valore salito al 10,86% nel 2023, in aumento del 15,4%.<br /><b>INFEZIONI CORRELATE AD ASSISTENZA, IN ITALIA 11MILA MORTI L' ANNO. RECORD EUROPEO</b><br />Le Infezioni Correlate all'Assistenza provocate da germi multiresistenti agli antibiotici rappresentano un problema prioritario di sanità pubblica in tutto il mondo. L'Italia non fa eccezione e, anzi, presenta dati particolarmente preoccupanti. La Società di Malattie Infettive e Tropicali propone una serie di iniziative con gli obiettivi di acquisire consapevolezza, usare correttamente gli antibiotici, cambiare l'attuale assetto in maniera costante, uniformare l'applicazione delle norme sul territorio nazionale. A questo si rivolgono i progetti 'Insieme' e 'Resistimit', presentati a Roma. Antibiotico-resistenza e Infezioni Correlate all'Assistenza sono fenomeni in crescita in tutta Europa, con l'Italia che è tra i Paesi con le peggiori performance. Tra le principali cause vi è l'eccessivo uso di antibiotici, sia a livello umano che nel mondo animale, ma anche la scarsa conoscenza del tema e la mancanza di buone pratiche come l'igiene delle mani. Per questo occorrono programmi e strategie mirate che favoriscano un uso corretto degli antibiotici e un efficace piano di controllo e prevenzione. “Nel mondo si stimano 5 milioni di morti associate all'antibiotico resistenza, di cui 1 milione 300mila direttamente attribuibili ad essa. I dati dell'Organizzazione Mondiale della Sanità stimano nel 2050 una mortalità per germi multiresistenti agli antibiotici superiori alle patologie oncologiche, con 10 milioni di decessi a livello globale- ha fatto sapere il professor Massimo Andreoni, direttore scientifico SIMIT- In Italia si calcolano 11mila morti l'anno, record europeo, un terzo di tutti i decessi. Le Infezioni Correlate all'Assistenza hanno un impatto enorme sul Sistema Sanitario Nazionale con 2,7 milioni di posti letto l'anno occupati. Il conto economico contempla costi diretti che ammontano a circa 2,4 miliardi di euro. Circa l'8% dei pazienti ricoverati contrae un'infezione di questo tipo. Tuttavia, è possibile inaugurare un nuovo percorso che permetterebbe di ridurre di almeno il 30% l'impatto di queste infezioni”.<br /><b>EBOLA, MEDICI SENZA FRONTIERE: IL VACCINO DIMEZZA LA MORTALITA' </b> <br />A dieci anni dalla peggiore epidemia di Ebola della storia, che colpì tre paesi dell'Africa Occidentale provocando più di 11.300 morti, uno studio osservazionale condotto da Epicentre, il centro di ricerca medica ed epidemiologica di Medici Senza Frontiere, dimostra che la vaccinazione contro Ebola può dimezzare il tasso di mortalità. I risultati dello studio pubblicati su The Lancet Infectious Diseases evidenziano che la mortalità tra i pazienti non vaccinati è stata del 56% contro il 25% di coloro che avevano ricevuto il vaccino. Questo studio, realizzato in collaborazione con l'Istituto Nazionale di Ricerca Biomedica e il Ministero della Salute della Repubblica Democratica del Congo, analizza i dati raccolti durante la decima epidemia di Ebola in RDC su 2.279 casi confermati di Ebola ricoverati in una struttura sanitaria tra il 27 luglio 2018 e il 27 aprile 2020 e si riferisce a tutti i pazienti, indipendentemente dal sesso e dall'età. Questo nuovo studio, finanziato da MSF, si focalizza sul vaccino a disposizione, l'unico contro Ebola raccomandato durante le epidemie. Sviluppato per essere somministrato in singola dose, è raccomandato principalmente per la vaccinazione ad anello delle persone ad alto rischio di esposizione durante le epidemie. Questa strategia prevede la vaccinazione dei contatti (le persone che hanno avuto un contatto con un individuo infetto da virus Ebola), i contatti dei contatti, gli operatori sanitari e gli operatori in prima linea. Uno studio clinico di fase 3 condotto in Guinea ha dimostrato che il vaccino protegge notevolmente dall'infezione.<br />Approfondimenti e altre notizie sono nel portale salutedomàni.com e Saluteh24.com, nelle pagine social collegate e nel canale gratuito di telegram: salutedomàni]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/58717268</guid><pubDate>Sat, 17 Feb 2024 17:27:55 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/58717268/podcast_salutedomani_17_febbraio_2024.mp3" length="6468055" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Salutedomani</itunes:author><itunes:subtitle>CURE MEDICHE, OLTRE 1 MILIARDO DI PRESTITI IN ITALIA
 Oltre 1 miliardo di euro; è questo il valore dei prestiti personali erogati agli italiani nel 2023 per far fronte alle spese mediche. La salute ha un costo e chiedere un finanziamento per sostenere...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[<b>CURE MEDICHE, OLTRE 1 MILIARDO DI PRESTITI IN ITALIA</b><br /> Oltre 1 miliardo di euro; è questo il valore dei prestiti personali erogati agli italiani nel 2023 per far fronte alle spese mediche. La salute ha un costo e chiedere un finanziamento per sostenere le spese sanitarie è pratica sempre più diffusa tanto che, lo scorso anno, il peso percentuale di questi prestiti è aumentato del 6,6% rispetto al 2022. "Oggi curarsi è diventato sempre più oneroso, anche alla luce del maggior ricorso alla sanità privata- spiega Aligi Scotti, BU Director prestiti di Facile.it- Servirsi del credito al consumo può essere una strategia per alleggerire l'impatto di queste spese sul bilancio familiare, evitando così di andare in sofferenza o, peggio, di rinunciare a curarsi". Dall'analisi, realizzata su un campione di oltre 400.000 domande di finanziamento raccolte online da Facile.it e Prestiti.it, emerge una doppia tendenza; se, come detto, il peso percentuale delle domande di prestiti destinati alla sanità è aumentato del 6,6%, dall'altro l'importo medio richiesto è calato leggermente (-4%), arrivando, in media, a circa 6.152 euro. Visti i tempi di attesa sempre più lunghi della sanità pubblica, a settembre 2023 erano pari a circa 77 giorni, la diminuzione dell'importo richiesto può essere letto sia in relazione col fatto che ci si rivolga alla sanità privata anche per visite o esami mediamente meno costosi, sia in relazione all'incremento dei tassi di interesse che hanno reso i finanziamenti più cari; nel 2022 il Taeg medio riservato a chi ha sottoscritto un prestito personale per spese mediche è stato pari al 9, 41%, valore salito al 10,86% nel 2023, in aumento del 15,4%.<br /><b>INFEZIONI CORRELATE AD ASSISTENZA, IN ITALIA 11MILA MORTI L' ANNO. RECORD EUROPEO</b><br />Le Infezioni Correlate all'Assistenza provocate da germi multiresistenti agli antibiotici rappresentano un problema prioritario di sanità pubblica in tutto il mondo. L'Italia non fa eccezione e, anzi, presenta dati particolarmente preoccupanti. La Società di Malattie Infettive e Tropicali propone una serie di iniziative con gli obiettivi di acquisire consapevolezza, usare correttamente gli antibiotici, cambiare l'attuale assetto in maniera costante, uniformare l'applicazione delle norme sul territorio nazionale. A questo si rivolgono i progetti 'Insieme' e 'Resistimit', presentati a Roma. Antibiotico-resistenza e Infezioni Correlate all'Assistenza sono fenomeni in crescita in tutta Europa, con l'Italia che è tra i Paesi con le peggiori performance. Tra le principali cause vi è l'eccessivo uso di antibiotici, sia a livello umano che nel mondo animale, ma anche la scarsa conoscenza del tema e la mancanza di buone pratiche come l'igiene delle mani. Per questo occorrono programmi e strategie mirate che favoriscano un uso corretto degli antibiotici e un efficace piano di controllo e prevenzione. “Nel mondo si stimano 5 milioni di morti associate all'antibiotico resistenza, di cui 1 milione 300mila direttamente attribuibili ad essa. I dati dell'Organizzazione Mondiale della Sanità stimano nel 2050 una mortalità per germi multiresistenti agli antibiotici superiori alle patologie oncologiche, con 10 milioni di decessi a livello globale- ha fatto sapere il professor Massimo Andreoni, direttore scientifico SIMIT- In Italia si calcolano 11mila morti l'anno, record europeo, un terzo di tutti i decessi. Le Infezioni Correlate all'Assistenza hanno un impatto enorme sul Sistema Sanitario Nazionale con 2,7 milioni di posti letto l'anno occupati. Il conto economico contempla costi diretti che ammontano a circa 2,4 miliardi di euro. Circa l'8% dei pazienti ricoverati contrae un'infezione di questo tipo. Tuttavia, è possibile inaugurare un nuovo percorso che permetterebbe di ridurre di almeno il 30% l'impatto di queste infezioni”.<br /><b>EBOLA, MEDICI SENZA FRONTIERE: IL VACCINO DIMEZZA LA MORTALITA' </b> <br />A dieci anni dalla peggiore epidemia di Ebola della storia, che colpì tre...]]></itunes:summary><itunes:duration>405</itunes:duration><itunes:keywords>africa,antibiotico,congo,cure,ebola,farmaci,infezione,italia,morti,msf,podcast,prestiti,privato,resistenza,ricovero,salutedomani,simit,spesa,vaccino,virus</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/56262bc7e005e620898ae92d28068239.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>PODCAST I SEGRETI DEL GIOCO D’AZZARDO,  RECORD TERAPIA EPATITE C, IL ROSSETTO PIU’ ANTICO AL MONDO</title><link>https://www.spreaker.com/episode/podcast-i-segreti-del-gioco-d-azzardo-record-terapia-epatite-c-il-rossetto-piu-antico-al-mondo--58589817</link><description><![CDATA[<b>GIOCO. D'AZZARDO NON SI VINCE MAI, MATEMATICI E PSICOLOGI SVELANO TRUCCO</b> Svelare le regole e i trucchi del gioco d'azzardo, per capire che alla fine "non conviene" perchè di fatto "non si vince mai". E perchè ne siano davvero convinti, i giocatori saranno chiamati a fare alcuni esperimenti proposti da un matematico e da uno psicologo. Le 'lezioni' fanno parte di un laboratorio didattico-interattivo organizzato a Ferrara dall'Ausl e dall'azienda ospedaliera nell'ex Refettorio di San Paolo, dal 28 febbraio al 5 marzo. Il laboratorio si chiama 'Fate il nostro gioco' e affronta la tematica del gioco d'azzardo appunto con un approccio originale. Attraverso la matematica e la psicologia si cercherà dunque di fare prevenzione nei confronti del rischio ludopatia. Un'equipe di esperti spiegherà ai presenti gli "effetti nascosti" del gioco d'azzardo, e cioè le regole ma anche "piccoli segreti" e "grandi verità". La 'lezione' durerà un'ora durante la quale i partecipanti si cimenteranno in prima persona con gli esperimenti pensati dagli esperti, con un approccio più disinvolto rispetto a un incontro accademico. Dopodiché, il pubblico verrà invitato a fare una riflessione sui risultati emersi dall'esperienza, per ottenere una maggiore consapevolezza sul fenomeno del gioco d'azzardo e quindi sul fatto che, in sostanza, non si vince mai.<br /><b>EPATITE C, IN ITALIA RECORD DI PAZIENTI TRATTATI MA ANCORA BASSA ADESIONE A SCREENING</b><br />L’Italia è il paese che ha il più alto numero di pazienti europei trattati per l’epatite C, ma solo aumentando la partecipazione agli screening per questa malattia, che ancora vedono numeri troppo bassi, ed estendendo la popolazione eleggibile, sarà possibile raggiungere gli obiettivi di eliminazione stabiliti dall’OMS entro il 2030. E’ quanto è emerso dalla conferenza “Un patto di collaborazione: dall'eliminazione regionale dell'epatite C alle nuove sfide per la salute del fegato organizzata dall’ISS con il patrocinio del Ministero della Salute e in collaborazione con Aisf (Associazione Italiana per gli Studi sul Fegato) e Simit (Società Italiana di Malattie Infettive e Tropicali).<br /> Dal 2015, è emerso dal convegno, sono stati trattati circa 260.000 pazienti che hanno eliminato del tutto il virus, riducendo in modo significativo il peso ‘sociale’ e ‘sanitario’ della malattia. Questo risultato ha già permesso di raggiungere l’obiettivo dell’Oms di ridurre del 65% la mortalità correlata all’HCV.  “Si può affermare che in Italia l’eliminazione dell’HCV è un obiettivo raggiungibile” ha sottolineato Marcello Naviera, rappresentante dell’Oms, che ha introdotto la conferenza.<br /><b>SCOPERTO IL PIU' ANTICO ROSSETTO PER LABBR</b><b>A</b><br />Una equipe di ricercatori dell'Università di Padova (specializzati in archeologia, chimica, mineralogia), in collaborazione con archeologi della Facoltà di Archeologia dell'Università di Tehran (Iran), ha analizzato ed identificato il contenuto di un flacone in clorite, finemente scolpito, datato mediante radiocarbonio tra il 1900 e il 1700 a.C. Lo studio ‘A Bronze Age lip-paint from southeastern Iran’, pubblicato sulla prestigiosa rivista «Scientific Reports», evidenzia risultati sorprendenti: si tratta di una preparazione cosmetica di colore rosso cupo, a base di ematite, manganite e braunite, mescolato a cere e olii vegetali, che, a causa della sua specifica composizione - molto simile a quella di un moderno rossetto - era probabilmente usata per colorare le labbra. “Questa scoperta si aggiunge ai risultati di una linea di ricerca che rivela come gli artigiani dell'antico Iran, già 5000-4000 anni fa, avessero elaborato conoscenze molto avanzate sui composti metallici, naturali ma anche sintetici, che permettevano la produzione non solo di kohl (la nostra matita nera per gli occhi), ma anche di fondo-tinta a base di carbonato di piombo (biacca), e ombretti che, grazie all'aggiunta di cloro-carbonati di rame e piombo, e forse di urea, viravano la colorazione chiara di base verso sfumature di azzurro e verde – spiega il prof. Massimo Vidale, dipartimento di Beni culturali dell’Università di Padova e corresponding author dello studio -. Il fatto che il "rossetto" appena scoperto (presumibilmente da applicare sulle labbra) contenga solo tracce minime di minerali di piombo, fa supporre che le "comunità di pratica" di questa tecnologia fossero consapevoli dei pericoli della diretta ingestione di questo metallo”.  <br />Approfondimenti e altre notizie sono nel portale salutedomàni.com e Saluteh24.com, nelle pagine social collegate e nel canale gratuito di telegram: salutedomàni]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/58589817</guid><pubDate>Tue, 06 Feb 2024 18:49:15 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/58589817/podcast_salutedomani_6_febbraio_2024.mp3" length="5269347" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Salutedomani</itunes:author><itunes:subtitle>GIOCO. D'AZZARDO NON SI VINCE MAI, MATEMATICI E PSICOLOGI SVELANO TRUCCO Svelare le regole e i trucchi del gioco d'azzardo, per capire che alla fine "non conviene" perchè di fatto "non si vince mai". E perchè ne siano davvero convinti, i giocatori...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[<b>GIOCO. D'AZZARDO NON SI VINCE MAI, MATEMATICI E PSICOLOGI SVELANO TRUCCO</b> Svelare le regole e i trucchi del gioco d'azzardo, per capire che alla fine "non conviene" perchè di fatto "non si vince mai". E perchè ne siano davvero convinti, i giocatori saranno chiamati a fare alcuni esperimenti proposti da un matematico e da uno psicologo. Le 'lezioni' fanno parte di un laboratorio didattico-interattivo organizzato a Ferrara dall'Ausl e dall'azienda ospedaliera nell'ex Refettorio di San Paolo, dal 28 febbraio al 5 marzo. Il laboratorio si chiama 'Fate il nostro gioco' e affronta la tematica del gioco d'azzardo appunto con un approccio originale. Attraverso la matematica e la psicologia si cercherà dunque di fare prevenzione nei confronti del rischio ludopatia. Un'equipe di esperti spiegherà ai presenti gli "effetti nascosti" del gioco d'azzardo, e cioè le regole ma anche "piccoli segreti" e "grandi verità". La 'lezione' durerà un'ora durante la quale i partecipanti si cimenteranno in prima persona con gli esperimenti pensati dagli esperti, con un approccio più disinvolto rispetto a un incontro accademico. Dopodiché, il pubblico verrà invitato a fare una riflessione sui risultati emersi dall'esperienza, per ottenere una maggiore consapevolezza sul fenomeno del gioco d'azzardo e quindi sul fatto che, in sostanza, non si vince mai.<br /><b>EPATITE C, IN ITALIA RECORD DI PAZIENTI TRATTATI MA ANCORA BASSA ADESIONE A SCREENING</b><br />L’Italia è il paese che ha il più alto numero di pazienti europei trattati per l’epatite C, ma solo aumentando la partecipazione agli screening per questa malattia, che ancora vedono numeri troppo bassi, ed estendendo la popolazione eleggibile, sarà possibile raggiungere gli obiettivi di eliminazione stabiliti dall’OMS entro il 2030. E’ quanto è emerso dalla conferenza “Un patto di collaborazione: dall'eliminazione regionale dell'epatite C alle nuove sfide per la salute del fegato organizzata dall’ISS con il patrocinio del Ministero della Salute e in collaborazione con Aisf (Associazione Italiana per gli Studi sul Fegato) e Simit (Società Italiana di Malattie Infettive e Tropicali).<br /> Dal 2015, è emerso dal convegno, sono stati trattati circa 260.000 pazienti che hanno eliminato del tutto il virus, riducendo in modo significativo il peso ‘sociale’ e ‘sanitario’ della malattia. Questo risultato ha già permesso di raggiungere l’obiettivo dell’Oms di ridurre del 65% la mortalità correlata all’HCV.  “Si può affermare che in Italia l’eliminazione dell’HCV è un obiettivo raggiungibile” ha sottolineato Marcello Naviera, rappresentante dell’Oms, che ha introdotto la conferenza.<br /><b>SCOPERTO IL PIU' ANTICO ROSSETTO PER LABBR</b><b>A</b><br />Una equipe di ricercatori dell'Università di Padova (specializzati in archeologia, chimica, mineralogia), in collaborazione con archeologi della Facoltà di Archeologia dell'Università di Tehran (Iran), ha analizzato ed identificato il contenuto di un flacone in clorite, finemente scolpito, datato mediante radiocarbonio tra il 1900 e il 1700 a.C. Lo studio ‘A Bronze Age lip-paint from southeastern Iran’, pubblicato sulla prestigiosa rivista «Scientific Reports», evidenzia risultati sorprendenti: si tratta di una preparazione cosmetica di colore rosso cupo, a base di ematite, manganite e braunite, mescolato a cere e olii vegetali, che, a causa della sua specifica composizione - molto simile a quella di un moderno rossetto - era probabilmente usata per colorare le labbra. “Questa scoperta si aggiunge ai risultati di una linea di ricerca che rivela come gli artigiani dell'antico Iran, già 5000-4000 anni fa, avessero elaborato conoscenze molto avanzate sui composti metallici, naturali ma anche sintetici, che permettevano la produzione non solo di kohl (la nostra matita nera per gli occhi), ma anche di fondo-tinta a base di carbonato di piombo (biacca), e ombretti che, grazie all'aggiunta di cloro-carbonati di rame e piombo, e forse di urea, viravano la colorazione...]]></itunes:summary><itunes:duration>330</itunes:duration><itunes:keywords>azzardo,dati,epatite,ferrara,gioco,hcv,iran,iss,italia,labbra,ludopatia,padova,podcast,regioni,rossetto,salutedomani,screening,studio,terapia,trucco</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/56262bc7e005e620898ae92d28068239.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>PODCAST SPAZIO E NEUROCHIRURGIA, DIMINUISCE IL CONSUMO DI TABACCO, I DATI DELL’INFLUENZA IN ITALIA</title><link>https://www.spreaker.com/episode/podcast-spazio-e-neurochirurgia-diminuisce-il-consumo-di-tabacco-i-dati-dell-influenza-in-italia--58474366</link><description><![CDATA[<b>SPAZIO E NEUROCHIRURGIA, AL BESTA LE NUOVE FRONTIERE CON IL PROGETTO ASTRO-NETS</b><br />In sala operatoria come su una navicella spaziale, pronti a ogni eventualità, preparati ad affrontare situazioni di emergenza, ma sempre concentrati sul paziente: così gli studenti della scuola di Specializzazione in Neurochirurgia diretta dal professor Francesco DiMeco, direttore del Dipartimento di Neurochirurgia del Besta, si prepareranno a diventare i neurochirurghi del futuro grazie al Progetto ASTRO-NETS, presentato presso la Fondazione IRCCS Istituto Neurologico Carlo Besta di Milano. ASTRO-NETS sfrutta le metodologie e le lezioni apprese dall'addestramento degli astronauti per migliorare e innovare la formazione dei neurochirurghi, con un focus particolare sullo sviluppo di competenze trasversali e sulla gestione di situazioni complesse e ad alto rischio. Presente alla conferenza stampa, come ospite d’onore e testimonial del progetto, l’astronauta italiano di fama internazionale Paolo Nespoli, rimasto nello spazio per ben 313 giorni, 2 ore e 36 minuti durante le tre missioni del 2007, del 2010-2011 e del 2017. Nespoli ha condiviso la sua esperienza insieme agli organizzatori del progetto. Gli obiettivi del progetto sono: formare neurochirurghi d’eccellenza, fornendo loro gli strumenti necessari, teorici e tecnologici, per il lavoro in sala operatoria, come il Simulatore neurochirurgico, per far fronte a ogni tipologia di operazione con maggiore consapevolezza e creare un hub di informazioni e casi studio dal quale i neurochirurghi potranno attingere, confrontando teorie e tecniche operatorie.  <br /><b> DIMINUISCE IL CONSUMO GLOBALE DI TABACCO</b><br />A livello globale ci sono 1,25 miliardi di consumatori adulti di tabacco. Le tendenze nel 2022 mostrano un continuo calo dei tassi di consumo di tabacco a livello globale. Con circa 1 adulto su 5 in tutto il mondo che consuma tabacco rispetto a 1 su 3 nel 2000. È quanto emerge dalle ultime stime pubblicate dall'Organizzazione mondiale della sanità. Il Rapporto mostra che 150 Paesi stanno riducendo con successo il consumo di tabacco. Brasile e Paesi Bassi stanno riscontrando successi dopo aver implementato le misure di controllo del tabacco Mpower, con il Paese sudamericano che ha effettuato una riduzione relativa del 35% dal 2010 e i Paesi Bassi sul punto di raggiungere l'obiettivo del 30%. L'Organizzazione mondiale della sanità esorta i Paesi a continuare ad attuare politiche di controllo del tabacco e a proseguire nella lotta alle interferenze dell'industria del tabacco. "Negli ultimi anni- afferma il direttore del Dipartimento di promozione della Salute, Ruediger Krech- sono stati compiuti buoni progressi nel controllo del tabacco, ma non c'è tempo per l'autocompiacimento”. Attualmente la regione del sud-est asiatico dell'Organizzazione mondiale della sanità ha la più alta percentuale di popolazione che utilizza tabacco, pari al 26,5%, mentre la regione europea fa registrare il 25,3%. Il Rapporto mostra che entro il 2030 si prevede che la regione europea dell'Organizzazione mondiale della sanità avrà i tassi più alti a livello globale con una prevalenza di poco superiore al 23%. I tassi di consumo di tabacco tra le donne nella regione europea sono più del doppio della media globale e si stanno riducendo molto più lentamente che in tutte le altre regioni.  <br /><b>INFLUENZA ITALIA, CIRCOLAZIONE DEI VIRUS COME IN PRE PANDEMIA</b> In Italia la circolazione dei virus respiratori è ai livelli pre-Covid. A dirlo è Pierangelo Clerici, presidente Associazione microbiologi clinici italiani (Amcli), commentando i dati che nelle ultime settimane vedono un significativo aumento di persone affette da infezioni respiratorie, dovuto ai cambiamenti delle condizioni meteorologiche e alla contemporanea circolazione di più patogeni. Tuttavia, sebbene la circolazione dei virus influenzali sia tornata come in pre pandemia, precisano gli esperti, l'andamento registrato in Italia non è anomalo. "Secondo i dati comunicati al sistema italiano di sorveglianza delle sindromi simil-influenzali RespiVirNet, l'incidenza in Italia ha raggiunto un livello di intensità alta, con 17,5 casi per mille assistiti. Stiamo dunque assistendo alla stagione invernale più pesante degli ultimi 15 anni, con un impatto considerevole su persone di tutte le età, ma soprattutto sui bambini e sulla popolazione fragile. Diversi virus respiratori - tra cui i virus influenzali (in particolare il sottotipo virale A/H1N1pdm09), Sars-CoV-2, specialmente la variante di interesse JN.1, figlia della variante Pirola, e il virus respiratorio sinciziale - stanno contribuendo a questi numeri e a mettere sotto pressione i sistemi di assistenza".<br />  Approfondimenti e altre notizie sono nel portale salutedomàni.com e Saluteh24.com, nelle pagine social collegate e nel canale gratuito di telegram: salutedomàni]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/58474366</guid><pubDate>Sat, 27 Jan 2024 19:15:25 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/58474366/podcast_salutedomani_27_gennaio_2024.mp3" length="6055110" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Salutedomani</itunes:author><itunes:subtitle>SPAZIO E NEUROCHIRURGIA, AL BESTA LE NUOVE FRONTIERE CON IL PROGETTO ASTRO-NETS
In sala operatoria come su una navicella spaziale, pronti a ogni eventualità, preparati ad affrontare situazioni di emergenza, ma sempre concentrati sul paziente: così gli...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[<b>SPAZIO E NEUROCHIRURGIA, AL BESTA LE NUOVE FRONTIERE CON IL PROGETTO ASTRO-NETS</b><br />In sala operatoria come su una navicella spaziale, pronti a ogni eventualità, preparati ad affrontare situazioni di emergenza, ma sempre concentrati sul paziente: così gli studenti della scuola di Specializzazione in Neurochirurgia diretta dal professor Francesco DiMeco, direttore del Dipartimento di Neurochirurgia del Besta, si prepareranno a diventare i neurochirurghi del futuro grazie al Progetto ASTRO-NETS, presentato presso la Fondazione IRCCS Istituto Neurologico Carlo Besta di Milano. ASTRO-NETS sfrutta le metodologie e le lezioni apprese dall'addestramento degli astronauti per migliorare e innovare la formazione dei neurochirurghi, con un focus particolare sullo sviluppo di competenze trasversali e sulla gestione di situazioni complesse e ad alto rischio. Presente alla conferenza stampa, come ospite d’onore e testimonial del progetto, l’astronauta italiano di fama internazionale Paolo Nespoli, rimasto nello spazio per ben 313 giorni, 2 ore e 36 minuti durante le tre missioni del 2007, del 2010-2011 e del 2017. Nespoli ha condiviso la sua esperienza insieme agli organizzatori del progetto. Gli obiettivi del progetto sono: formare neurochirurghi d’eccellenza, fornendo loro gli strumenti necessari, teorici e tecnologici, per il lavoro in sala operatoria, come il Simulatore neurochirurgico, per far fronte a ogni tipologia di operazione con maggiore consapevolezza e creare un hub di informazioni e casi studio dal quale i neurochirurghi potranno attingere, confrontando teorie e tecniche operatorie.  <br /><b> DIMINUISCE IL CONSUMO GLOBALE DI TABACCO</b><br />A livello globale ci sono 1,25 miliardi di consumatori adulti di tabacco. Le tendenze nel 2022 mostrano un continuo calo dei tassi di consumo di tabacco a livello globale. Con circa 1 adulto su 5 in tutto il mondo che consuma tabacco rispetto a 1 su 3 nel 2000. È quanto emerge dalle ultime stime pubblicate dall'Organizzazione mondiale della sanità. Il Rapporto mostra che 150 Paesi stanno riducendo con successo il consumo di tabacco. Brasile e Paesi Bassi stanno riscontrando successi dopo aver implementato le misure di controllo del tabacco Mpower, con il Paese sudamericano che ha effettuato una riduzione relativa del 35% dal 2010 e i Paesi Bassi sul punto di raggiungere l'obiettivo del 30%. L'Organizzazione mondiale della sanità esorta i Paesi a continuare ad attuare politiche di controllo del tabacco e a proseguire nella lotta alle interferenze dell'industria del tabacco. "Negli ultimi anni- afferma il direttore del Dipartimento di promozione della Salute, Ruediger Krech- sono stati compiuti buoni progressi nel controllo del tabacco, ma non c'è tempo per l'autocompiacimento”. Attualmente la regione del sud-est asiatico dell'Organizzazione mondiale della sanità ha la più alta percentuale di popolazione che utilizza tabacco, pari al 26,5%, mentre la regione europea fa registrare il 25,3%. Il Rapporto mostra che entro il 2030 si prevede che la regione europea dell'Organizzazione mondiale della sanità avrà i tassi più alti a livello globale con una prevalenza di poco superiore al 23%. I tassi di consumo di tabacco tra le donne nella regione europea sono più del doppio della media globale e si stanno riducendo molto più lentamente che in tutte le altre regioni.  <br /><b>INFLUENZA ITALIA, CIRCOLAZIONE DEI VIRUS COME IN PRE PANDEMIA</b> In Italia la circolazione dei virus respiratori è ai livelli pre-Covid. A dirlo è Pierangelo Clerici, presidente Associazione microbiologi clinici italiani (Amcli), commentando i dati che nelle ultime settimane vedono un significativo aumento di persone affette da infezioni respiratorie, dovuto ai cambiamenti delle condizioni meteorologiche e alla contemporanea circolazione di più patogeni. 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Noi 10 anni fa come Federazione chiedevamo al governo di aumentare i posti a Medicina, perché eravamo consapevoli che, nel 2024, molti più medici sarebbero andati in pensione rispetto al numero degli ingressi a medicina. Oggi invece siamo a fare un discorso inverso. Diciamo al Governo: 'Guardate che il numero degli accessi a medicina è esorbitante perché fra 10 anni andranno in pensione solo 7.000 medici mentre oggi abbiamo consentito l'accesso a quasi 20.000 medici'. Quindi programmare in maniera adeguata, soprattutto tenendo conto del fabbisogno di medici, è la via migliore per dare una risposta al sistema ma soprattutto non illudere i giovani". Così Filippo Anelli,  presidente della Federazione nazionale degli Ordini dei Medici, commenta la sentenza n. 863 del 17 gennaio 2024, con la quale il Tar del Lazio ha annullato i provvedimenti che hanno disciplinato le prove di ammissione alla facoltà di medicina per l'anno accademico 2023 e 2024, salvaguardando le posizioni di chi ha superato le prove e si è iscritto ai corsi. Oltre 3mila i ricorsi dei candidati che non avevano superato il test. "La sentenza del Tar Lazio- aggiunge ora Anelli- ha riportato nuovamente alla ribalta il tema dell'accesso dei giovani alla facoltà di medicina, tema oggetto non soltanto di riflessioni ma anche di dibattito politico".<br /><br /><b>TIROIDE, L’ITALIA È ‘IODOSUFFICIENTE’</b><br />Dopo 15 anni di promozione dell’uso del sale iodato l’Italia è ‘iodosufficiente’, con una forte diminuzione dei rischi legati alla carenza nutrizionale di iodio, primi fra tutti il gozzo e la sua evoluzione in gozzo nodulare, anche se qualche criticità ancora rimane per la nutrizione iodica in gravidanza. - Si è potuto inoltre confermare che il programma nazionale di iodoprofilassi è sicuro. Lo ha registrato uno studio coordinato dall’Osservatorio Nazionale per il Monitoraggio della Iodoprofilassi in Italia dell’Istituto Superiore di Sanità, pubblicato  dal Journal of Clinical Endocrinology &amp; Metabolism. Lo studio è stato condotto tra il 2015 e il 2019 su scala nazionale in collaborazione con il sistema di sorveglianza PASSI, gli Osservatori Regionali per la Prevenzione del Gozzo, i Laboratori Regionali di Screening Neonatale e l’Osservatorio Medicinali dell’Agenzia italiano del farmaco: il consumo di sale iodato è stato valutato su un campione di circa 165mila adulti e 1000 mense scolastiche, mentre su oltre 4300 ragazzi tra gli 11 e i 13 anni sono stati valutati la concentrazione di iodio nelle urine, la prevalenza di gozzo e di noduli tiroidei e anche la presenza di autoimmunità tiroidea. Su circa 200mila neonati è stata invece valutata la quantità dell’ormone tiroideo TSH, marcatore utilizzato per lo screening dell’ipotiroidismo congenito e utile per valutare l’apporto di iodio in gravidanza, mentre i casi di ipertiroidismo sono stati stimati indirettamente sulla base delle prescrizioni di metimazòlo, farmaco che viene usato per trattare questo problema.  <br /><br /><b>ESPOSOMA, I NUOVI NEMICI DEL CUORE </b><br />I nemici del cuore e delle coronarie sono tanti e vanno ben al di là di quelli tradizionali, i cosiddetti fattori di rischio modificabili (colesterolo, diabete, ipertensione, fumo). Se di certo i grandi 'classici' non sono da trascurare, va anche detto che almeno il 15% degli infartuati non presenta alcun fattore di rischio noto. È dunque necessario allargare la visuale e far luce sui nuovi pericoli dai quali proteggersi. È quanto ha cercato di fare una interessante review pubblicata su European Heart Journal, che riassume i principali 'nuovi' rischi per il cuore nel nome-ombrello di 'esposòma'. Tra i nuovi arrivati vanno considerati l'inquinamento (dell'aria, del suolo, dell'acqua, esposizione a sostanze chimiche), fattori socio-economici e psicologici (stress, depressione, isolamento sociale), ma anche malattie infettive come l'influenza e il Covid-19. "Sebbene negli anni i trattamenti contro i fattori di rischio tradizionali siano diventati sempre più efficaci e abbiano contribuito non poco a ridurre incidenza e conseguenze della cardiopatia ischemica - sottolinea il dottor Rocco Montone, cardiologo presso la Cardiologia Intensiva di Fondazione Policlinico Universitario Agostino Gemelli IRCCS-Università Cattolica - questa resta la principale causa di morte nel mondo. Per questo l'attenzione si sta allargando dai fattori di rischio tradizionale, a tutto ciò che ci circonda, al mondo del quale siamo immersi, fatto di inquinamento, virus, problemi economici e psicologici che, a loro volta, possono contribuire in maniera sostanziale a determinare e perpetuare il problema 'cardiopatia ischemica'. Questi fattori di rischio - prosegue il dottor Montone - interagiscono in modo imprevedibile, spesso potenziandosi tra loro. Ecco perché è necessario considerarli nella loro totalità, includendoli in questo nuovo paradigma dell'esposòma. La nostra review fa dunque il punto su come l'esposizione a lungo termine all'esposòma possa contribuire alla comparsa di cardiopatia ischemica e suggerisce quali potenziali strategie di mitigazione del rischio andrebbero messe in atto".<br />Approfondimenti e altre notizie sono nel portale salutedomàni.com e Saluteh24.com, nelle pagine social collegate e nel canale gratuito di telegram: salutedomàni]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/58393882</guid><pubDate>Sun, 21 Jan 2024 17:20:12 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/58393882/podcast_salutedomani_21_gennaio_24.mp3" length="6213097" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Salutedomani</itunes:author><itunes:subtitle>UNIVERSITÀ, PROGRAMMARE NUMERI SU FABBISOGNI MEDICI TRA 10 ANNI
"La sentenza del Tar Lazio dimostra in maniera inequivocabile che è necessario modificare l'accesso a Medicina. Noi 10 anni fa come Federazione chiedevamo al governo di aumentare i posti...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[<b>UNIVERSITÀ, PROGRAMMARE NUMERI SU FABBISOGNI MEDICI TRA 10 ANNI</b><br />"La sentenza del Tar Lazio dimostra in maniera inequivocabile che è necessario modificare l'accesso a Medicina. Noi 10 anni fa come Federazione chiedevamo al governo di aumentare i posti a Medicina, perché eravamo consapevoli che, nel 2024, molti più medici sarebbero andati in pensione rispetto al numero degli ingressi a medicina. Oggi invece siamo a fare un discorso inverso. Diciamo al Governo: 'Guardate che il numero degli accessi a medicina è esorbitante perché fra 10 anni andranno in pensione solo 7.000 medici mentre oggi abbiamo consentito l'accesso a quasi 20.000 medici'. Quindi programmare in maniera adeguata, soprattutto tenendo conto del fabbisogno di medici, è la via migliore per dare una risposta al sistema ma soprattutto non illudere i giovani". Così Filippo Anelli,  presidente della Federazione nazionale degli Ordini dei Medici, commenta la sentenza n. 863 del 17 gennaio 2024, con la quale il Tar del Lazio ha annullato i provvedimenti che hanno disciplinato le prove di ammissione alla facoltà di medicina per l'anno accademico 2023 e 2024, salvaguardando le posizioni di chi ha superato le prove e si è iscritto ai corsi. Oltre 3mila i ricorsi dei candidati che non avevano superato il test. "La sentenza del Tar Lazio- aggiunge ora Anelli- ha riportato nuovamente alla ribalta il tema dell'accesso dei giovani alla facoltà di medicina, tema oggetto non soltanto di riflessioni ma anche di dibattito politico".<br /><br /><b>TIROIDE, L’ITALIA È ‘IODOSUFFICIENTE’</b><br />Dopo 15 anni di promozione dell’uso del sale iodato l’Italia è ‘iodosufficiente’, con una forte diminuzione dei rischi legati alla carenza nutrizionale di iodio, primi fra tutti il gozzo e la sua evoluzione in gozzo nodulare, anche se qualche criticità ancora rimane per la nutrizione iodica in gravidanza. - Si è potuto inoltre confermare che il programma nazionale di iodoprofilassi è sicuro. Lo ha registrato uno studio coordinato dall’Osservatorio Nazionale per il Monitoraggio della Iodoprofilassi in Italia dell’Istituto Superiore di Sanità, pubblicato  dal Journal of Clinical Endocrinology &amp; Metabolism. Lo studio è stato condotto tra il 2015 e il 2019 su scala nazionale in collaborazione con il sistema di sorveglianza PASSI, gli Osservatori Regionali per la Prevenzione del Gozzo, i Laboratori Regionali di Screening Neonatale e l’Osservatorio Medicinali dell’Agenzia italiano del farmaco: il consumo di sale iodato è stato valutato su un campione di circa 165mila adulti e 1000 mense scolastiche, mentre su oltre 4300 ragazzi tra gli 11 e i 13 anni sono stati valutati la concentrazione di iodio nelle urine, la prevalenza di gozzo e di noduli tiroidei e anche la presenza di autoimmunità tiroidea. Su circa 200mila neonati è stata invece valutata la quantità dell’ormone tiroideo TSH, marcatore utilizzato per lo screening dell’ipotiroidismo congenito e utile per valutare l’apporto di iodio in gravidanza, mentre i casi di ipertiroidismo sono stati stimati indirettamente sulla base delle prescrizioni di metimazòlo, farmaco che viene usato per trattare questo problema.  <br /><br /><b>ESPOSOMA, I NUOVI NEMICI DEL CUORE </b><br />I nemici del cuore e delle coronarie sono tanti e vanno ben al di là di quelli tradizionali, i cosiddetti fattori di rischio modificabili (colesterolo, diabete, ipertensione, fumo). Se di certo i grandi 'classici' non sono da trascurare, va anche detto che almeno il 15% degli infartuati non presenta alcun fattore di rischio noto. È dunque necessario allargare la visuale e far luce sui nuovi pericoli dai quali proteggersi. È quanto ha cercato di fare una interessante review pubblicata su European Heart Journal, che riassume i principali 'nuovi' rischi per il cuore nel nome-ombrello di 'esposòma'. Tra i nuovi arrivati vanno considerati l'inquinamento (dell'aria, del suolo, dell'acqua, esposizione a sostanze chimiche), fattori socio-economici e psicologici...]]></itunes:summary><itunes:duration>389</itunes:duration><itunes:keywords>anelli,cattolica,covid,cuore,diabete,esposoma,fnomceo,inquinamento,iodio,iodoprofilassi,ipertensione,medicina,podcast,ricerca,rischio,salutedomani,smog,studio,test,università</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/56262bc7e005e620898ae92d28068239.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>PODCAST NO CURE PER 3 MILIONI DI ANZIANI, 240MILA NANOPLASTICHE NELL’ACQUA, MICRORNA E MELANOMA</title><link>https://www.spreaker.com/episode/podcast-no-cure-per-3-milioni-di-anziani-240mila-nanoplastiche-nell-acqua-microrna-e-melanoma--58272705</link><description><![CDATA[<b>3 MILIONI DI ANZIANI RINUNCIANO ALLE CURE IN ITALIA </b><br />La rinuncia alle cure tra gli over 65 in Italia è un problema significativo che richiede attenzione, un fenomeno che si è accentuato durante la pandemia di COVID-19 e che nel biennio 2021-2022 secondo la stima della sorveglianza Passi d’Argento dell’Istituto Superiore di Sanità, ha coinvolto oltre 3 milioni di anziani. Dai dati raccolti nel biennio 2021-2022 dalla sorveglianza emerge che il 24% degli ultra 65enni degli intervistati dichiara di aver rinunciato, nei 12 mesi precedenti l’intervista, ad almeno una visita medica o un esame diagnostico di cui avrebbe avuto bisogno; ovvero 1 anziano su 4 fra coloro che ne avrebbero avuto bisogno.  La rinuncia alle cure si aggrava nelle fasce sociali svantaggiate, raggiungendo il 37% tra coloro che riferiscono di avere molte difficoltà ad arrivare alla fine mese con le risorse di cui dispongono (contro il 24% fra chi riferisce di non aver problemi economici) ed è più frequente fra le donne (29% contro il 23% degli uomini). Inoltre, il fenomeno coinvolge anche le persone affette da patologie croniche: fra chi riferisce una diagnosi di malattia cronica fra quelle indagate in PASSI d’Argento (tumori, malattie cerebrovascolari, malattie croniche respiratorie, diabete, insufficienza renale, malattie croniche del fegato o cirrosi) il 28% dichiara di aver rinunciato, questa quota sale al 33% tra coloro che hanno 2 o più cronicità. Fra chi ha riferito di aver rinunciato ad visite mediche o un esami diagnostici necessari,  il 31% dichiara di averlo fatto per timore del contagio da Sarv-Cov-2:  il 22% per sospensione del servizio e chiusura dello studio medico a causa delle restrizioni imposte dalla pandemia di COVID-19;  il 36% riporta fra le motivazioni le lunghe liste di attesa; il 7% riferisce difficoltà nel  raggiungere la struttura (per distanza o assenza di collegamenti e/o mezzi di trasporto adeguati) o anche per  scomodità degli orari proposti. Infine il 5% degli anziani riferisce che la rinuncia è stata determinata dai costi elevati e non sostenibili.<br /><b>240.000 FRAMMENTI DI NANOPLASTICA IN 1 LITRO DI ACQUA IN BOTTIGLIA </b><br />Negli ultimi anni è cresciuta la preoccupazione che minuscole particelle note come microplastiche siano presenti praticamente ovunque sulla Terra, dal ghiaccio polare al suolo, all’acqua potabile e al cibo.  Formate quando la plastica si rompe in pezzi progressivamente più piccoli, queste particelle vengono consumate dagli esseri umani e da altre creature, con potenziali effetti sconosciuti sulla salute e sull’ecosistema. L’acqua in bottiglia ha dimostrato di contenere decine di migliaia di frammenti identificabili in ciascun contenitore. Ora, utilizzando una tecnologia recentemente perfezionata, i ricercatori sono entrati in un mondo della plastica completamente nuovo: il regno poco conosciuto delle nanoplastiche, la progenie delle microplastiche che si sono ulteriormente degradate. Per la prima volta i ricercatori hanno contato e identificato queste minuscole particelle nell’acqua in bottiglia. Hanno scoperto che in media un litro conteneva circa 240.000 frammenti di plastica rilevabili, da 10 a 100 volte più grandi delle stime precedenti, basate principalmente su dimensioni più grandi. Le nanoplastiche sono così piccole che, a differenza delle microplastiche, possono passare attraverso l’intestino e i polmoni direttamente nel flusso sanguigno e viaggiare da lì agli organi tra cui cuore e cervello. Possono invadere le singole cellule e attraversare la placenta fino ai corpi dei bambini non ancora nati. Gli scienziati medici stanno correndo per studiare i possibili effetti su un’ampia varietà di sistemi biologici. La produzione mondiale di plastica si avvicina ai 400 milioni di tonnellate all’anno. Più di 30 milioni di tonnellate vengono scaricate ogni anno nell’acqua o sulla terra e molti prodotti realizzati con plastica, compresi i tessuti sintetici, rilasciano particelle mentre sono ancora in uso.  Il nuovo studio utilizza una tecnica chiamata stimulated Raman scattering microscopy coinventata dal coautore dello studio Wei Min , un biofisico della Columbia.  Prendendo di mira sette plastiche comuni, i ricercatori hanno creato un algoritmo basato sui dati per interpretare i risultati. I ricercatori hanno testato tre famose marche di acqua in bottiglia vendute negli Stati Uniti, analizzando le particelle di plastica fino a soli 100 nanometri di dimensione. Hanno individuato da 110.000 a 370.000 particelle in ogni litro, il 90% delle quali erano nanoplastiche; il resto erano microplastiche. I sette tipi di plastica cercati dai ricercatori rappresentavano solo il 10% circa di tutte le nanoparticelle trovate nei campioni; non hanno idea di cosa sia il resto. Se fossero tutte nanoplastiche, ciò significa che potrebbero essere decine di milioni per litro. <br /><b> MELANOMA, NANOPARTICELLE ‘CARICATE’ CON MICRORNA</b><br /> L’uso di nanoparticelle contenenti microRna potrebbe essere una soluzione innovativa per la cura del melanoma metastatico resistente alle terapie tradizionali, applicabile anche ad altre malattie oncologiche. Lo suggerisce uno studio, per ora solo su modelli in vitro e in vivo, di un gruppo di ricerca dell’Istituto Superiore di Sanità. Il melanoma metastatico rappresenta una sfida, soprattutto se non diagnosticato precocemente. Le terapie convenzionali si basano sull'immunoterapia e sugli inibitori di BRAF MEK, ma molti pazienti non rispondono adeguatamente. Il nuovo approccio terapeutico proposto da questo studio, realizzato dal team guidato dalle ricercatrici Nadia Felli e Federica Felicetti del dipartimento di Oncologia e Medicina Molecolare, diretto dal Dr. Mauro Biffoni, si basa sull'utilizzo di nanoparticelle contenenti microRNA (miR126), che mirano direttamente al tumore. Il miR126 è stato identificato come un efficacie agente onco-soppressore nel melanoma, così come in altri tipi di cancro. Per veicolare in modo mirato il miR126, il team di ricerca ha creato nanoparticelle di chitosano funzionalizzate con un anticorpo specifico per una proteina di membrana delle cellule di melanoma. Questo approccio consente alle nanoparticelle di raggiungere selettivamente le cellule tumorali, migliorando l'efficacia del trattamento e riducendo gli effetti collaterali.<br />Approfondimenti e altre notizie sono nel portale salutedomàni.com e Saluteh24.com, nelle pagine social collegate e nel canale gratuito di telegram: salutedomàni]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/58272705</guid><pubDate>Fri, 12 Jan 2024 09:49:40 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/58272705/podcast_salutedomani_11_gennaio_24.mp3" length="7827255" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Salutedomani</itunes:author><itunes:subtitle>3 MILIONI DI ANZIANI RINUNCIANO ALLE CURE IN ITALIA 
La rinuncia alle cure tra gli over 65 in Italia è un problema significativo che richiede attenzione, un fenomeno che si è accentuato durante la pandemia di COVID-19 e che nel biennio 2021-2022...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[<b>3 MILIONI DI ANZIANI RINUNCIANO ALLE CURE IN ITALIA </b><br />La rinuncia alle cure tra gli over 65 in Italia è un problema significativo che richiede attenzione, un fenomeno che si è accentuato durante la pandemia di COVID-19 e che nel biennio 2021-2022 secondo la stima della sorveglianza Passi d’Argento dell’Istituto Superiore di Sanità, ha coinvolto oltre 3 milioni di anziani. Dai dati raccolti nel biennio 2021-2022 dalla sorveglianza emerge che il 24% degli ultra 65enni degli intervistati dichiara di aver rinunciato, nei 12 mesi precedenti l’intervista, ad almeno una visita medica o un esame diagnostico di cui avrebbe avuto bisogno; ovvero 1 anziano su 4 fra coloro che ne avrebbero avuto bisogno.  La rinuncia alle cure si aggrava nelle fasce sociali svantaggiate, raggiungendo il 37% tra coloro che riferiscono di avere molte difficoltà ad arrivare alla fine mese con le risorse di cui dispongono (contro il 24% fra chi riferisce di non aver problemi economici) ed è più frequente fra le donne (29% contro il 23% degli uomini). Inoltre, il fenomeno coinvolge anche le persone affette da patologie croniche: fra chi riferisce una diagnosi di malattia cronica fra quelle indagate in PASSI d’Argento (tumori, malattie cerebrovascolari, malattie croniche respiratorie, diabete, insufficienza renale, malattie croniche del fegato o cirrosi) il 28% dichiara di aver rinunciato, questa quota sale al 33% tra coloro che hanno 2 o più cronicità. Fra chi ha riferito di aver rinunciato ad visite mediche o un esami diagnostici necessari,  il 31% dichiara di averlo fatto per timore del contagio da Sarv-Cov-2:  il 22% per sospensione del servizio e chiusura dello studio medico a causa delle restrizioni imposte dalla pandemia di COVID-19;  il 36% riporta fra le motivazioni le lunghe liste di attesa; il 7% riferisce difficoltà nel  raggiungere la struttura (per distanza o assenza di collegamenti e/o mezzi di trasporto adeguati) o anche per  scomodità degli orari proposti. Infine il 5% degli anziani riferisce che la rinuncia è stata determinata dai costi elevati e non sostenibili.<br /><b>240.000 FRAMMENTI DI NANOPLASTICA IN 1 LITRO DI ACQUA IN BOTTIGLIA </b><br />Negli ultimi anni è cresciuta la preoccupazione che minuscole particelle note come microplastiche siano presenti praticamente ovunque sulla Terra, dal ghiaccio polare al suolo, all’acqua potabile e al cibo.  Formate quando la plastica si rompe in pezzi progressivamente più piccoli, queste particelle vengono consumate dagli esseri umani e da altre creature, con potenziali effetti sconosciuti sulla salute e sull’ecosistema. L’acqua in bottiglia ha dimostrato di contenere decine di migliaia di frammenti identificabili in ciascun contenitore. Ora, utilizzando una tecnologia recentemente perfezionata, i ricercatori sono entrati in un mondo della plastica completamente nuovo: il regno poco conosciuto delle nanoplastiche, la progenie delle microplastiche che si sono ulteriormente degradate. Per la prima volta i ricercatori hanno contato e identificato queste minuscole particelle nell’acqua in bottiglia. Hanno scoperto che in media un litro conteneva circa 240.000 frammenti di plastica rilevabili, da 10 a 100 volte più grandi delle stime precedenti, basate principalmente su dimensioni più grandi. Le nanoplastiche sono così piccole che, a differenza delle microplastiche, possono passare attraverso l’intestino e i polmoni direttamente nel flusso sanguigno e viaggiare da lì agli organi tra cui cuore e cervello. Possono invadere le singole cellule e attraversare la placenta fino ai corpi dei bambini non ancora nati. Gli scienziati medici stanno correndo per studiare i possibili effetti su un’ampia varietà di sistemi biologici. La produzione mondiale di plastica si avvicina ai 400 milioni di tonnellate all’anno. 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Buzzati-Traverso” del Consiglio nazionale delle ricerche di Napoli, condotta in collaborazione con l’Istituto Sanford Burnham di La Jolla (California), l’Università degli Studi di Napoli Federico II e l’IRCSS Fondazione Santa Lucia di Roma, ha individuato in una piccola proteina la chiave che guida le cellule staminali adulte, presenti nelle fibre muscolari a differenziarsi, rigenerando così il tessuto muscolare danneggiato o ad autorinnovarsi, mantenendo una riserva pronta per futuri cicli rigenerativi.   Lo studio è pubblicato sulla rivista Developmental Cell. I processi di rigenerazione muscolare risultano particolarmente compromessi durante l’invecchiamento o in presenza di patologie degenerative, come la distrofia di Duchenne. La ricerca si focalizza sul ruolo delle cosiddette “cellule satellite”, cioè cellule staminali adulte posizionate sulla superficie esterna delle fibre muscolari che svolgono un ruolo chiave nel mantenimento dell'integrità muscolare, che dipende principalmente da un gruppo di cellule staminali dette cellule satellite: quando il muscolo è a riposo, esse si trovano in uno stato inattivo o dormiente, denominato “quiescenza”. Viceversa, in risposta a danni muscolari, si attivano e manifestano la straordinaria capacità di compiere due azioni cruciali: esse sono in grado di differenziarsi, cioè trasformarsi in nuove cellule muscolari (mioblasti) che contribuiscono a rigenerare il tessuto danneggiato e, parallelamente, hanno la capacità di auto-rinnovarsi, cioè dare origine a nuove cellule quiescenti, assicurando il mantenimento di una “riserva” di cellule staminali pronta per i successivi cicli rigenerativi.  La ricerca ha chiarito che ciò che consente alle cellule satellite attivate di scegliere se procedere “in avanti” verso il differenziamento in cellule muscolari o “tornare indietro” e ripopolare la riserva di cellule staminali quiescenti dipende da una particolare proteina, denominata Cripto. <br /><b>COVID ITALIA. ACCELERA JN.1, SOTTOVARIANTE DI SARS-COV-2</b><br />La 'famiglia Pirola' cresce in Italia e accelera in particolare JN.1, sottovariante di Sars-CoV-2 che ha attirato l'attenzione degli esperti e delle autorità internazionali per la sua trasmissibilità e la possibile fuga immunitaria. Crescono i ricoveri Covid in Italia. Al 13 dicembre l'occupazione dei posti letto in area medica è pari al 11,9% (7.426 ricoverati), in aumento rispetto alla settimana precedente (10.7%). Sale anche l'occupazione dei posti letto in terapia intensiva, pari a 2,7% (240 ricoverati) rispetto al 2,5% della settimana precedente. E' quanto emerge dal monitoraggio settimanale della Cabina di regia ministero della Salute-Istituto superiore di sanità. I tassi di ospedalizzazione e mortalità aumentano con l’età, con i valori più alti fra gli over 90. Anche il tasso di ricovero in terapia intensiva cresce con l'età. L'incidenza di Covid nel periodo 7-13 dicembre è pari a 94 casi per 100mila abitanti, in calo rispetto alla settimana precedente (101 casi su 100mila). L'incidenza settimanale dei casi diagnosticati e segnalati, rileva il monitoraggio, presenta variazioni in quasi tutte le regioni e province autonome rispetto alla settimana precedente. L'incidenza più elevata è stata riportata nel Lazio (148 casi per 100mila abitanti), la più bassa in Sicilia (2 su 100mila). Scende anche l'Rt ospedaliero. L'indice di trasmissibilità basato sui casi con ricovero ospedaliero - si legge nel report - al 5 dicembre è pari a 0.80, sotto la soglia epidemica e in diminuzione rispetto alla settimana precedente (0.98).<br /><b>TUMORE, NEL 2023 IN ITALIA STIMATI 395MILA NUOVI CASI. -3% DI ADESIONE AGLI SCREENING</b><br /> In Italia, nel 2023, sono stimate 395.000 nuove diagnosi di tumore: 208.000 negli uomini e 187.000 nelle donne. Nel post pandemia si assiste a una ondata di casi, se si considera che, in tre anni, l’incremento è stato di 18.400 diagnosi (erano 376.600 nel 2020). Il tumore più frequentemente diagnosticato, nel 2023, è il carcinoma della mammella (55.900 casi), seguito dal colon-retto (50.500), polmone (44.000), prostata (41.100) e vescica (29.700). E, nei prossimi due decenni, il numero assoluto annuo di nuove diagnosi oncologiche in Italia aumenterà, in media ogni anno, dell’1,3% negli uomini e dello 0,6% nelle donne. Dall’altro lato, l’Oncologia italiana fa registrare importanti progressi, con migliaia di vite salvate. In 13 anni (2007-2019), sono state evitate 268.471 morti oncologiche. Il cancro è sempre più una malattia curabile e molti pazienti la superano e tornano a una vita “come prima”. Vi sono, però, aree in cui i passi avanti sono ancora limitati, a partire dai tumori causati dal fumo di sigaretta nelle donne e dal cancro del pancreas in entrambi i sessi, per il quale non si sono registrati miglioramenti nella diagnosi precoce e nelle terapie, e che, quindi, merita particolari attenzioni. Più in generale, serve più impegno nella prevenzione, sia primaria che secondaria. Il 24% degli adulti fuma, il 29% è sedentario, il 33% è in sovrappeso e il 10% è obeso, il 17% consuma alcol in quantità a rischio per la salute. E, nel 2022, si assiste a livello nazionale a un calo del 3% della copertura degli screening mammografico (43%) e colorettale (27%), che nel 2021 erano tornati ai livelli prepandemici. È drastica la diminuzione al Nord, dove l’adesione alla mammografia è passata dal 63% nel 2021 al 54% nel 2022 e quella allo screening colorettale in discesa dal 45% al 38%. È il censimento ufficiale, giunto alla tredicesima edizione, che descrive gli aspetti relativi alla diagnosi e terapia delle neoplasie grazie al lavoro di AIOM e Fondazione AIOM, AIRTUM, ONS, PASSI e PASSI d’Argento e della SIAPeC-IAP, raccolto nel volume “I numeri del cancro in Italia 2023”<i>.</i><i></i>  <br />Approfondimenti e altre notizie sono nel portale salutedomàni.com e Saluteh24.com, nelle pagine social collegate e nel canale gratuito di telegram: salutedomàni]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/58035139</guid><pubDate>Sun, 17 Dec 2023 11:31:50 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/58035139/podcast_salutedomani_16_dicembre_2023.mp3" length="7763728" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Salutedomani</itunes:author><itunes:subtitle>RIGENERAZIONE DELLE CELLULE MUSCOLARI, IL SEGRETO IN UNA PROTEINA 
Una ricerca internazionale coordinata dall’Istituto di genetica e biofisica “A. Buzzati-Traverso” del Consiglio nazionale delle ricerche di Napoli, condotta in collaborazione con...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[<b>RIGENERAZIONE DELLE CELLULE MUSCOLARI, IL SEGRETO IN UNA PROTEINA </b><br />Una ricerca internazionale coordinata dall’Istituto di genetica e biofisica “A. Buzzati-Traverso” del Consiglio nazionale delle ricerche di Napoli, condotta in collaborazione con l’Istituto Sanford Burnham di La Jolla (California), l’Università degli Studi di Napoli Federico II e l’IRCSS Fondazione Santa Lucia di Roma, ha individuato in una piccola proteina la chiave che guida le cellule staminali adulte, presenti nelle fibre muscolari a differenziarsi, rigenerando così il tessuto muscolare danneggiato o ad autorinnovarsi, mantenendo una riserva pronta per futuri cicli rigenerativi.   Lo studio è pubblicato sulla rivista Developmental Cell. I processi di rigenerazione muscolare risultano particolarmente compromessi durante l’invecchiamento o in presenza di patologie degenerative, come la distrofia di Duchenne. La ricerca si focalizza sul ruolo delle cosiddette “cellule satellite”, cioè cellule staminali adulte posizionate sulla superficie esterna delle fibre muscolari che svolgono un ruolo chiave nel mantenimento dell'integrità muscolare, che dipende principalmente da un gruppo di cellule staminali dette cellule satellite: quando il muscolo è a riposo, esse si trovano in uno stato inattivo o dormiente, denominato “quiescenza”. Viceversa, in risposta a danni muscolari, si attivano e manifestano la straordinaria capacità di compiere due azioni cruciali: esse sono in grado di differenziarsi, cioè trasformarsi in nuove cellule muscolari (mioblasti) che contribuiscono a rigenerare il tessuto danneggiato e, parallelamente, hanno la capacità di auto-rinnovarsi, cioè dare origine a nuove cellule quiescenti, assicurando il mantenimento di una “riserva” di cellule staminali pronta per i successivi cicli rigenerativi.  La ricerca ha chiarito che ciò che consente alle cellule satellite attivate di scegliere se procedere “in avanti” verso il differenziamento in cellule muscolari o “tornare indietro” e ripopolare la riserva di cellule staminali quiescenti dipende da una particolare proteina, denominata Cripto. <br /><b>COVID ITALIA. ACCELERA JN.1, SOTTOVARIANTE DI SARS-COV-2</b><br />La 'famiglia Pirola' cresce in Italia e accelera in particolare JN.1, sottovariante di Sars-CoV-2 che ha attirato l'attenzione degli esperti e delle autorità internazionali per la sua trasmissibilità e la possibile fuga immunitaria. Crescono i ricoveri Covid in Italia. Al 13 dicembre l'occupazione dei posti letto in area medica è pari al 11,9% (7.426 ricoverati), in aumento rispetto alla settimana precedente (10.7%). Sale anche l'occupazione dei posti letto in terapia intensiva, pari a 2,7% (240 ricoverati) rispetto al 2,5% della settimana precedente. E' quanto emerge dal monitoraggio settimanale della Cabina di regia ministero della Salute-Istituto superiore di sanità. I tassi di ospedalizzazione e mortalità aumentano con l’età, con i valori più alti fra gli over 90. Anche il tasso di ricovero in terapia intensiva cresce con l'età. L'incidenza di Covid nel periodo 7-13 dicembre è pari a 94 casi per 100mila abitanti, in calo rispetto alla settimana precedente (101 casi su 100mila). L'incidenza settimanale dei casi diagnosticati e segnalati, rileva il monitoraggio, presenta variazioni in quasi tutte le regioni e province autonome rispetto alla settimana precedente. L'incidenza più elevata è stata riportata nel Lazio (148 casi per 100mila abitanti), la più bassa in Sicilia (2 su 100mila). Scende anche l'Rt ospedaliero. L'indice di trasmissibilità basato sui casi con ricovero ospedaliero - si legge nel report - al 5 dicembre è pari a 0.80, sotto la soglia epidemica e in diminuzione rispetto alla settimana precedente (0.98).<br /><b>TUMORE, NEL 2023 IN ITALIA STIMATI 395MILA NUOVI CASI. -3% DI ADESIONE AGLI SCREENING</b><br /> In Italia, nel 2023, sono stimate 395.000 nuove diagnosi di tumore: 208.000 negli uomini e 187.000 nelle donne. 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A formulare un’ipotesi sulla possibile relazione tra clima arido e incidenza dell’asma in Italia è un team del Consiglio nazionale delle ricerche, che riunisce ricercatori dell’Istituto di geologia ambientale e geoingegneria, Istituto di farmacologia traslazionale e Istituto di fisiologia clinica, in collaborazione con pneumologi, biostatistici ed epidemiologi di diverse università italiane (Verona, Ancona, Ferrara, Palermo, Pavia, Torino e Sassari). La ricerca è stata pubblicata sulla rivista Scientific Reports. Per verificare l’esistenza di un legame tra siccità, cambiamenti climatici e incidenza dell’asma, il gruppo di ricerca ha analizzato le oscillazioni periodiche intercorse tra il 1957 e il 2006. “Per quanto riguarda l’Italia, le variazioni di siccità ricostruite attraverso l’indice di Palmer - che misura il grado di severità della stessa - sono state messe in relazione alle fluttuazioni di un indice climatico, la Summer North Atlantic Oscillation che, nella sua fase negativa, genera condizioni umide sull’Europa nordoccidentale e condizioni aride sul Mediterraneo centrale. È emerso che in Italia l’incidenza dell’asma condivide lo stesso schema di fluttuazioni, con una periodicità media di 6 anni. Questo studio innovativo vuole aprire la strada all’identificazione di strategie di prevenzione e mitigazione dei danni alla salute, confermando l’importanza e la necessità di agire contro i cambiamenti climatici.<br /><br /><b>PEDIATRI SIGENP: SCONSIGLIAMO LE FARINE DI INSETTI NELL’ ALIMENTAZIONE INFANTILE</b><br />La questione delle farine di insetti nell’alimentazione è tornata di attualità, insieme a nuovi dubbi, in un articolo che sta per essere pubblicato su una rivista scientifica, l’Italian Journal of Pediatrics. Un gruppo di ricercatori coordinato dal dottor Lorenzo Norsa<b>,</b> responsabile dell’area Nutrizione della Sigenp (Società Italiana di Gastroenterologia, Epatologia e Nutrizione Pediatrica), conclude che, sulla base delle attuali conoscenze, sono necessarie “ulteriori ricerche prima di pronunciarsi su un possibile uso per la dieta dei bambini, a causa di prove insufficienti sui benefici nutrizionali e sulle possibili allergie alimentari”. Tra febbraio 2022 e febbraio 2023 la Commissione Europea aveva autorizzato l’immissione nel mercato di 4 Novel food, cioè “alimenti che non erano diffusi in Europa prima del maggio 1997 ma che venivano consumati in Paesi extraeuropei da almeno 25 anni”: in pratica si tratta delle farine di insetti, di cui si è molto discusso. Per la precisione alimenti a base di Acheta domesticus (grillo domestico) congelato, essiccato e in polvere; Locusta migratoria congelata, essiccata e in polvere; Tenebrio molitor (tarma della farina) congelata, essiccata e in polvere; polvere parzialmente sgrassata sempre di Acheta domesticus (grillo domestico) e di Alphitobius diaperinus, un’altra larva. La decisione era stata presa sulla base dei lavori condotti e pubblicati dal Panel on Nutrition, Novel Foods and Food Allergens della European Food Safety Authority (EFSA)<b>:</b> le relazioni di tale commissione giudicavano questi nuovi alimenti sicuri e consumabili, con una sola eccezione: le larve della farina. Ne veniva infatti sconsigliata l'assunzione nei minori di 18 anni perché pare possano causare più facilmente reazioni allergiche rispetto ad altri tipi di insetti. Gli esperti sottolineano che le evidenze disponibili derivavano da esperienze effettuate in Paesi in via di sviluppo, in cui la supplementazione con nuovi alimenti naturali a base di insetti era stata attuata nell’ambito di programmi di prevenzione della malnutrizione e di deficit di macro e micronutrienti. Quindi su soggetti con problemi molto diversi dai nostri. Pertanto il potenziale di questi alimenti per prevenire la fame e la carenza nei paesi a basso reddito è indiscutibile, tuttavia per i pediatri serve una certa cautela se si parla bambini sani e ben nutriti: occorre chiarire meglio quale sia il reale assorbimento di nutrienti come proteine e ferro, che dovrebbero essere contenuti in alta percentuale nelle farine a base di insetti, mancano prove sui loro benefici nutrizionali. Infine, può esserci un rischio di allergie per i bambini più piccoli che non sono stati esposti ad altri tipi di allergeni alimentari come crostacei o polvere di acari. In conclusione, nonostante la sicurezza certificata dal panel EFSA, per i pediatri dovrebbe essere prodotta qualche evidenza in più prima di inserire questo novel food nella dieta dei bambini su larga scala. <br /><br /><b>PERSONALE SANITARIO. SCIOPERO NAZIONALE IL 5 DICEMBRE. L’ ELENCO DELLE PIAZZE</b>  <br />Martedi 5 dicembre, in occasione dello sciopero nazionale di 24 ore, i medici, i dirigenti sanitari e gli infermieri daranno vita a un SIT-IN di protesta a Roma in piazza SS Apostoli alle ore 11.30. L’astensione riguarderà il personale appartenente alla dirigenza medica, veterinaria, sanitaria professionale, tecnica e amministrativa in servizio con rapporto a tempo determinato o indeterminato presso le Aziende ed Enti del SSN, compresi gli IRCCS, IZS, Arpa, nonché dipendenti delle strutture di carattere privato o religioso che intrattengono un rapporto di convenzione e di accreditamento con il SSN e i medici specializzandi. Può altresì scioperare il personale medico universitario che svolge attività assistenziale presso una Azienda Ospedaliera Universitaria. Gli altri appuntamenti nelle piazze italiane sono in programma a Torino con ritrovo alle 9.30 in Piazza Bengasi, a Bologna alle 10 con l’assemblea Aula 1 e 2 piano terra del padiglione 3 ospedale Sant’Orsola, a Napoli alle 11 nell’Assemblea presso Holiday Inn Naples Centro Direzionale, a Palermo alle 11 all’ assemblea presso Ordine dei Medici Via Rosario da Partanna, 22, a Bolzano alle 14,30 con il Sit in di Piazza Magnago, a Cagliari alle 10.30 con il Sit in di piazza del Carmine, a Trieste alle 8 con l’Assemblea Adugi ore e a Udine alle 9 nell’Assemblea ASUFC.    <br /><br />Approfondimenti e altre notizie sono nel portale salutedomàni.com e Saluteh24.com, nelle pagine social collegate e nel canale gratuito di telegram: salutedomàni]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/57891620</guid><pubDate>Sun, 03 Dec 2023 12:13:28 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/57891620/podcast_salutedomani_3_dicembre_2023.mp3" length="7678463" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Salutedomani</itunes:author><itunes:subtitle>ASMA E CAMBIAMENTO CLIMATICO
Il clima sta cambiando rapidamente su scala globale: aumentano le temperature medie e i fenomeni meteorologici estremi, come le ondate di calore, la siccità e l’aridità. A formulare un’ipotesi sulla possibile relazione tra...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[<b>ASMA E CAMBIAMENTO CLIMATICO</b><br />Il clima sta cambiando rapidamente su scala globale: aumentano le temperature medie e i fenomeni meteorologici estremi, come le ondate di calore, la siccità e l’aridità. A formulare un’ipotesi sulla possibile relazione tra clima arido e incidenza dell’asma in Italia è un team del Consiglio nazionale delle ricerche, che riunisce ricercatori dell’Istituto di geologia ambientale e geoingegneria, Istituto di farmacologia traslazionale e Istituto di fisiologia clinica, in collaborazione con pneumologi, biostatistici ed epidemiologi di diverse università italiane (Verona, Ancona, Ferrara, Palermo, Pavia, Torino e Sassari). La ricerca è stata pubblicata sulla rivista Scientific Reports. Per verificare l’esistenza di un legame tra siccità, cambiamenti climatici e incidenza dell’asma, il gruppo di ricerca ha analizzato le oscillazioni periodiche intercorse tra il 1957 e il 2006. “Per quanto riguarda l’Italia, le variazioni di siccità ricostruite attraverso l’indice di Palmer - che misura il grado di severità della stessa - sono state messe in relazione alle fluttuazioni di un indice climatico, la Summer North Atlantic Oscillation che, nella sua fase negativa, genera condizioni umide sull’Europa nordoccidentale e condizioni aride sul Mediterraneo centrale. È emerso che in Italia l’incidenza dell’asma condivide lo stesso schema di fluttuazioni, con una periodicità media di 6 anni. Questo studio innovativo vuole aprire la strada all’identificazione di strategie di prevenzione e mitigazione dei danni alla salute, confermando l’importanza e la necessità di agire contro i cambiamenti climatici.<br /><br /><b>PEDIATRI SIGENP: SCONSIGLIAMO LE FARINE DI INSETTI NELL’ ALIMENTAZIONE INFANTILE</b><br />La questione delle farine di insetti nell’alimentazione è tornata di attualità, insieme a nuovi dubbi, in un articolo che sta per essere pubblicato su una rivista scientifica, l’Italian Journal of Pediatrics. Un gruppo di ricercatori coordinato dal dottor Lorenzo Norsa<b>,</b> responsabile dell’area Nutrizione della Sigenp (Società Italiana di Gastroenterologia, Epatologia e Nutrizione Pediatrica), conclude che, sulla base delle attuali conoscenze, sono necessarie “ulteriori ricerche prima di pronunciarsi su un possibile uso per la dieta dei bambini, a causa di prove insufficienti sui benefici nutrizionali e sulle possibili allergie alimentari”. Tra febbraio 2022 e febbraio 2023 la Commissione Europea aveva autorizzato l’immissione nel mercato di 4 Novel food, cioè “alimenti che non erano diffusi in Europa prima del maggio 1997 ma che venivano consumati in Paesi extraeuropei da almeno 25 anni”: in pratica si tratta delle farine di insetti, di cui si è molto discusso. Per la precisione alimenti a base di Acheta domesticus (grillo domestico) congelato, essiccato e in polvere; Locusta migratoria congelata, essiccata e in polvere; Tenebrio molitor (tarma della farina) congelata, essiccata e in polvere; polvere parzialmente sgrassata sempre di Acheta domesticus (grillo domestico) e di Alphitobius diaperinus, un’altra larva. La decisione era stata presa sulla base dei lavori condotti e pubblicati dal Panel on Nutrition, Novel Foods and Food Allergens della European Food Safety Authority (EFSA)<b>:</b> le relazioni di tale commissione giudicavano questi nuovi alimenti sicuri e consumabili, con una sola eccezione: le larve della farina. Ne veniva infatti sconsigliata l'assunzione nei minori di 18 anni perché pare possano causare più facilmente reazioni allergiche rispetto ad altri tipi di insetti. Gli esperti sottolineano che le evidenze disponibili derivavano da esperienze effettuate in Paesi in via di sviluppo, in cui la supplementazione con nuovi alimenti naturali a base di insetti era stata attuata nell’ambito di programmi di prevenzione della malnutrizione e di deficit di macro e micronutrienti. Quindi su soggetti con problemi molto diversi dai nostri. 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INDAGINE SUI GIOVANI SALUTE, LAVORO E FAMIGLIA</title><link>https://www.spreaker.com/episode/podcast-dati-violenza-di-genere-in-italia-indagine-sui-giovani-salute-lavoro-e-famiglia--57809246</link><description><![CDATA[<b>CNR, I DATI SULLA VIOLENZA DI GENERE IN ITALIA. 2,5 MILIONI DI DONNE NEL 2022</b><br />L’Istituto di fisiologia clinica del CNR ha rilevato quanto siano diffuse in Italia esperienze legate a episodi di violenza nella popolazione femminile tra i 18 e gli 84 anni, attraverso lo studio IPSAD®, una ricerca campionaria ripetuta con cadenza triennale dal 2001, che ha visto nel 2022 la partecipazione di oltre 5.000 residenti in circa 100 comuni italiani. Lo studio è basato sulla definizione di “violenza” fornita dall’Organizzazione Mondiale della Sanità, secondo la quale il termine si riferisce “all’utilizzo intenzionale della forza fisica o del potere, minacciato o effettivo, contro sé stessi, un’altra persona o contro un gruppo o una comunità, che comporta o ha una elevata probabilità di comportare lesioni, morte, danno psicologico, malformazioni o privazione”. I dati emersi forniscono l’evidenza di un fenomeno particolarmente esteso e solo in parte “visibile”: sono, infatti, poco meno di 12milioni e 500mila (50,9%) le donne tra i 18 e gli 84 anni che hanno riferito di essere state vittime almeno una volta, nel corso della propria vita, di episodi di violenza psicologica e fisica, ma solo il 5% ha denunciato l’accaduto. Oltre 2 milioni e mezzo le donne (10,1%) che nel corso del 2022 riferiscono di vivere attualmente situazioni di violenza psicologica, subendo atti di controllo da parte di persone vicine, denigrazione e umiliazioni; mentre circa 12milioni (50,4%) hanno sperimentato questo tipo di violenze nel corso della propria vita. Tali atti vengono perpetrati soprattutto da conoscenti/amici (34,2%), da familiari conviventi (25,4%) e dal partner (25,1%). Sono circa 80.000 le donne attualmente vittime di violenza fisica mentre poco meno di 2milioni (8,7%) hanno riferito di aver avuto nel corso della propria vita esperienza di persone vicine che sistematicamente e ripetutamente nel tempo, le “colpivano con forza o le trattenevano contro la loro volontà”. Gli autori di questi atti di violenza fisica sono soprattutto familiari conviventi (46,9%) ed ex partner (35,6%). A subire episodi di violenza sono soprattutto donne con meno di 60 anni con un livello di istruzione medio-alto, un lavoro e un reddito medio, coniugate e conviventi con il partner e oltre la metà ha figli.  <br /><b></b><br /><b>GIOVANI, SUL PODIO SALUTE FISICA, EMOTIVA, RELAZIONI PERSONALI E SOSTENIBILITA’. UN EQUILIBRIO TRA LAVORO E VITA PRIVATA</b> <br /> La Generazione Z ha parlato chiaro e forte: 7 ragazzi su 10 mettono al primo posto l'equilibrio tra vita personale e lavoro rispetto all’avere uno stipendio più cospicuo. Questo dato emerge in un sondaggio su 1.800 studenti tra i 13 e i 24 anni, condotto da <a href="https://about" target="_blank" rel="noreferrer noopener">ScuolaZoo</a>, in collaborazione con <a href="https://about" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Merck Italia</a>, <a href="https://about" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Merz Aesthetics</a> e <a href="https://about" target="_blank" rel="noreferrer noopener">B. Braun</a>, e presentato all'evento "Mind The Gap - Azienda Z - Istruzioni per l'uso”, svoltosi a Milano. Inoltre i giovani italiani, tra gli aspetti più rilevanti della loro vita mettono al primo posto la salute fisica (93% degli intervistati), seguita da quella emotiva, a pari merito con le relazioni personali (92%). Al terzo posto l’impegno verso la sostenibilità (87%) e al quarto il successo professionale (85%). A breve distanza l’equità di genere (84%). Questi dati emergono dall’indagine pubblicata lo scorso giugno, promossa da Merck con il supporto tecnico di GAD3, dal titolo: “Salute emotiva della Generazione Z e dei Millenials: cosa muove i giovani europei?”, che ha coinvolto circa 7.500 giovani tra i 19 e i 36 anni (di cui oltre 600 Italiani), di 12 Paesi europei. I risultati sono stati analizzati su due fasce di età: 19 – 26 anni (Generazione Z) e 26 – 36 anni (Millenials). Viene posto l’accento su una serie di aspetti che possano favorire il progetto di costruire una famiglia. In primo piano, dunque, l’equilibrio tra lavoro e vita privata: per l’89% degli intervistati un giusto bilanciamento tra la sfera emotiva e quella personale costituisce anche un fattore determinante per restare in un’azienda. Importante è anche l’attenzione posta ad adottare uno stile di vita “sostenibile”, perché considerato “essenziale” per il benessere delle generazioni future (21,6% del campione). Alcuni dati:<br />·<br />Il 92% dei giovani italiani della Generazione Z considera la salute emotiva e le relazioni personali come aspetti importanti della propria vita <br />·<br />Il 79% dei giovani italiani della Generazione Z pensa spesso alla sua salute emotiva (contro 76% Global) <br />·<br />Per il 32,3% dei giovani italiani della Generazione Z la salute emotiva è un argomento comune nelle conversazioni con gli amici e con il contesto sociale (contro 32,5% Global) <br />·<br />22,4% dei giovani italiani della Generazione Z è seguito in terapia  <br />·<br />Per il 37,2% dei giovani italiani della Generazione Z l’uso dei social media è una grande fonte di ispirazione per apprendere nuove competenze e provare nuove cose <br />·<br />Per il 43,9% dei giovani italiani della Generazione Z l’uso dei social media porta ad un rischio abbastanza alto di esporsi a Fake News <br />·<br />L’88% dei giovani italiani della Generazione Z ritiene il successo professionale un aspetto importante della propria vita <br />·<br />Per 84% dei giovani italiani della Generazione Z è importante l’uguaglianza di genere <br />·<br />Il 28,7% dei giovani italiani della Generazione Z usa regolarmente strumenti tecnologici per monitorare la propria salute emotiva <br />·<br />Quando si parla di consapevolezza e conoscenza della malattia il 59,6% dei giovani italiani della Generazione Z pone attenzione alle testimonianze personali <br />·<br />L’81% dei giovani italiani della Generazione Z vorrebbe che nel futuro del sistema sanitario ci fosse una medicina e trattamenti più personalizzati  <br />Ascoltiamo il commento di Iris Buttinoni, Head of Communication Merck Italia.<br /><br />Approfondimenti e altre notizie sono nel portale Salutedomani.com e Saluteh24.com, nella pagina Facebook salutedomanicom, twitter @salutedomani e nel canale gratuito di telegram Salutedomani]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/57809246</guid><pubDate>Sun, 26 Nov 2023 09:29:24 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/57809246/podcast_salutedomani_25_nov23.mp3" length="9353235" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Salutedomani</itunes:author><itunes:subtitle>CNR, I DATI SULLA VIOLENZA DI GENERE IN ITALIA. 2,5 MILIONI DI DONNE NEL 2022
L’Istituto di fisiologia clinica del CNR ha rilevato quanto siano diffuse in Italia esperienze legate a episodi di violenza nella popolazione femminile tra i 18 e gli 84...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[<b>CNR, I DATI SULLA VIOLENZA DI GENERE IN ITALIA. 2,5 MILIONI DI DONNE NEL 2022</b><br />L’Istituto di fisiologia clinica del CNR ha rilevato quanto siano diffuse in Italia esperienze legate a episodi di violenza nella popolazione femminile tra i 18 e gli 84 anni, attraverso lo studio IPSAD®, una ricerca campionaria ripetuta con cadenza triennale dal 2001, che ha visto nel 2022 la partecipazione di oltre 5.000 residenti in circa 100 comuni italiani. Lo studio è basato sulla definizione di “violenza” fornita dall’Organizzazione Mondiale della Sanità, secondo la quale il termine si riferisce “all’utilizzo intenzionale della forza fisica o del potere, minacciato o effettivo, contro sé stessi, un’altra persona o contro un gruppo o una comunità, che comporta o ha una elevata probabilità di comportare lesioni, morte, danno psicologico, malformazioni o privazione”. I dati emersi forniscono l’evidenza di un fenomeno particolarmente esteso e solo in parte “visibile”: sono, infatti, poco meno di 12milioni e 500mila (50,9%) le donne tra i 18 e gli 84 anni che hanno riferito di essere state vittime almeno una volta, nel corso della propria vita, di episodi di violenza psicologica e fisica, ma solo il 5% ha denunciato l’accaduto. Oltre 2 milioni e mezzo le donne (10,1%) che nel corso del 2022 riferiscono di vivere attualmente situazioni di violenza psicologica, subendo atti di controllo da parte di persone vicine, denigrazione e umiliazioni; mentre circa 12milioni (50,4%) hanno sperimentato questo tipo di violenze nel corso della propria vita. Tali atti vengono perpetrati soprattutto da conoscenti/amici (34,2%), da familiari conviventi (25,4%) e dal partner (25,1%). Sono circa 80.000 le donne attualmente vittime di violenza fisica mentre poco meno di 2milioni (8,7%) hanno riferito di aver avuto nel corso della propria vita esperienza di persone vicine che sistematicamente e ripetutamente nel tempo, le “colpivano con forza o le trattenevano contro la loro volontà”. Gli autori di questi atti di violenza fisica sono soprattutto familiari conviventi (46,9%) ed ex partner (35,6%). A subire episodi di violenza sono soprattutto donne con meno di 60 anni con un livello di istruzione medio-alto, un lavoro e un reddito medio, coniugate e conviventi con il partner e oltre la metà ha figli.  <br /><b></b><br /><b>GIOVANI, SUL PODIO SALUTE FISICA, EMOTIVA, RELAZIONI PERSONALI E SOSTENIBILITA’. UN EQUILIBRIO TRA LAVORO E VITA PRIVATA</b> <br /> La Generazione Z ha parlato chiaro e forte: 7 ragazzi su 10 mettono al primo posto l'equilibrio tra vita personale e lavoro rispetto all’avere uno stipendio più cospicuo. Questo dato emerge in un sondaggio su 1.800 studenti tra i 13 e i 24 anni, condotto da <a href="https://about" target="_blank" rel="noreferrer noopener">ScuolaZoo</a>, in collaborazione con <a href="https://about" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Merck Italia</a>, <a href="https://about" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Merz Aesthetics</a> e <a href="https://about" target="_blank" rel="noreferrer noopener">B. Braun</a>, e presentato all'evento "Mind The Gap - Azienda Z - Istruzioni per l'uso”, svoltosi a Milano. Inoltre i giovani italiani, tra gli aspetti più rilevanti della loro vita mettono al primo posto la salute fisica (93% degli intervistati), seguita da quella emotiva, a pari merito con le relazioni personali (92%). Al terzo posto l’impegno verso la sostenibilità (87%) e al quarto il successo professionale (85%). A breve distanza l’equità di genere (84%). Questi dati emergono dall’indagine pubblicata lo scorso giugno, promossa da Merck con il supporto tecnico di GAD3, dal titolo: “Salute emotiva della Generazione Z e dei Millenials: cosa muove i giovani europei?”, che ha coinvolto circa 7.500 giovani tra i 19 e i 36 anni (di cui oltre 600 Italiani), di 12 Paesi europei. I risultati sono stati analizzati su due fasce di età: 19 – 26 anni (Generazione Z) e 26 – 36 anni (Millenials). 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Lo evidenziano le richieste di aiuto arrivate alla linea di Ascolto 1.96.96 che nel 2022 ha raccolto 1459 segnalazioni relative a problemi di salute mentale (4 casi al giorno) e quelle gestite dal numero Emergenza Infanzia 114 che, nel 2022, sono state ben 347. Ed è proprio per focalizzare l’attenzione sul benessere psicofisico dei ragazzi e per sensibilizzare l'opinione pubblica sui loro bisogni emergenti che, in occasione della Giornata Internazionale dell’Infanzia e dell’Adolescenza, la Fondazione S.O.S., il Telefono Azzurro ETS ha organizzato la conferenza “Il futuro dell’infanzia tra nuovi scenari e risposte concrete”. L’indagine di Telefono Azzurro dedicata alla salute mentale dei giovani e realizzata con il supporto di BVA Doxa su 800 ragazzi tra i 12 e i 18 anni è stata presentata in occasione dell’evento. Nelle ultime due settimane soltanto il 41% dei ragazzi si è sentito felice. Il 21% dei giovani ha dichiarato di sentirsi in ansia o preoccupato, il 6% triste. A 1 ragazzo su 2 – si legge nel report – il futuro appare come un qualcosa di davvero oscuro. Tra le principali sofferenze che gli adolescenti riscontrano vi è al primo posto la dipendenza da internet e dai social network (52%), seguita dalla mancanza di autostima (41%), dalle difficoltà relazionali con gli adulti (40%), ansia e attacchi di panico (30%). Per il 61% potrebbe essere utile parlarne di più, perché spesso ci si vergogna e si ha paura di chiedere aiuto. Per il 41% dei rispondenti sarebbe molto utile formare e insegnare ai genitori come essere vicino ai figli che stanno male, mentre il 39% auspica che a scuola si parli sempre di più di salute mentale. In questo senso chiedere aiuto a un esperto rappresenta ancora una vergogna per 1 ragazzo su 3. Durante il convegno Telefono Azzurro ha presentato “E Tu, Stai Bene con te?”, una guida che parla direttamente ai ragazzi e che risponde in maniera concreta ai dubbi rispetto al disagio che stanno vivendo.<br /><br /><b>OCCHIO SECCO E DONNE, ECCO COME GLI ORMONI SESSUALI INCIDONO SULLA PATOLOGIA</b><br />La sindrome dell’occhio secco, dovuta ad una ridotta produzione di lacrime, è complessa e multifattoriale. I principali sintomi riportati dai pazienti sono sensazione di corpo estraneo, bruciore, fotofobia, visione offuscata e prurito che, oltre a causare disagio oculare, possono portare anche a disturbi visivi e problemi di lubrificazione, fino a danni alla cornea. a patologia, nota anche come ‘dry-eye’, interferisce quindi con le più semplici attività quotidiane come leggere, lavorare al computer oppure guidare, costituendo un importante problema di salute pubblica. A soffrirne è circa il 20% della popolazione mondiale, ma le donne ne sono colpite da 2 a 4 volte di più rispetto agli uomini della stessa età e tale differenza si accentua dopo la menopausa (con il 90% delle donne che vanno incontro alla patologia). Questo perché gli ormoni sessuali svolgono un ruolo attivo nella patogenesi della malattia. Se ne è discusso a Roma in occasione del 14esimo Congresso Nazionale degli Oculisti AIMO. L'equilibrio tra estrogeni e androgeni è importante nel determinare il rischio di occhio secco. Numerose evidenze cliniche dimostrano che questa patologia è correlata ad alterazioni e disfunzioni ormonali, come durante la menopausa, a seguito di tumore al seno e di tumori ginecologici e nella sindrome da ovaio policistico. Durante la menopausa, in particolare la secchezza oculare è favorita dalla carenza estrogenica e androgenica che determina una riduzione del liquido secreto dalle ghiandole lacrimali. La morfologia dell’epitelio corneale viene dunque modificata dalle fluttuazioni ormonali, con notevole impatto sul benessere oculare e sulla qualità di vita.<br /><br /><b>MUSCOLI ARTIFICIALI ROBOTICI PIU' STABILI ED EFFICIENTI CON NUOVE COMBINAZIONI DI MATERIALI </b><br />E’ stato sviluppato nell’ambito di una collaborazione fra gruppi di ricerca internazionali dell’Istituto di Intelligenza Meccanica della Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa e dell’Università Johannes Kepler di Linz un metodo inedito per progettare nuovi attuatori di movimento soft e muscoli artificiali robotici dalle prestazioni potenziate e dal consumo energetico assai ridotto, basandosi soltanto su sinergie, finora sconosciute, tra proprietà di materiali diversi. I risultati, che hanno portato allo sviluppo di questo nuovo metodo per creare muscoli artificiali più stabili ed efficienti, sono stati appena pubblicati sulla rivista scientifica Nature Electronics. Gli attuatori, che consentono di sfruttare energia elettrica per generare movimento o forza svolgono un ruolo cruciale nella vita quotidiana, sebbene passino spesso inosservati. Gli attuatori basati su materiali soft in particolare, negli ultimi anni, hanno attirato l’attenzione della comunità scientifica grazie al loro peso ridotto, al funzionamento silenzioso e alla biodegradabilità. I ricercatori sono a riusciti rendere queste tecnologia molto più usabile e questo studio permette di identificare combinazioni di materiali che portano a un consumo di energia fino a mille volte inferiore. Utilizzando le combinazioni di materiali identificate, sono riusciti a sviluppare e operare con successo diversi tipi di muscoli artificiali, ottiche a gradazione variabile e display tattili.<br /><br />Approfondimenti e altre notizie sono nel portale Salutedomani.com e Saluteh24.com, nella pagina Facebook salutedomanicom, twitter @salutedomani e nel canale gratuito di telegram Salutedomani]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/57709108</guid><pubDate>Sun, 19 Nov 2023 10:27:55 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/57709108/podcast_salutedomani_19_nov2023.mp3" length="7067402" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Salutedomani</itunes:author><itunes:subtitle>TELEFONO AZZURRO, IL 21% DEI GIOVANI SI SENTE IN ANSIA
L’utilizzo delle tecnologie digitali non comporta solo una trasformazione nel modo di comunicare ma anche un impatto sulla salute mentale di tutti compresi i giovanissimi. Lo evidenziano le...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[<b>TELEFONO AZZURRO, IL 21% DEI GIOVANI SI SENTE IN ANSIA</b><br />L’utilizzo delle tecnologie digitali non comporta solo una trasformazione nel modo di comunicare ma anche un impatto sulla salute mentale di tutti compresi i giovanissimi. Lo evidenziano le richieste di aiuto arrivate alla linea di Ascolto 1.96.96 che nel 2022 ha raccolto 1459 segnalazioni relative a problemi di salute mentale (4 casi al giorno) e quelle gestite dal numero Emergenza Infanzia 114 che, nel 2022, sono state ben 347. Ed è proprio per focalizzare l’attenzione sul benessere psicofisico dei ragazzi e per sensibilizzare l'opinione pubblica sui loro bisogni emergenti che, in occasione della Giornata Internazionale dell’Infanzia e dell’Adolescenza, la Fondazione S.O.S., il Telefono Azzurro ETS ha organizzato la conferenza “Il futuro dell’infanzia tra nuovi scenari e risposte concrete”. L’indagine di Telefono Azzurro dedicata alla salute mentale dei giovani e realizzata con il supporto di BVA Doxa su 800 ragazzi tra i 12 e i 18 anni è stata presentata in occasione dell’evento. Nelle ultime due settimane soltanto il 41% dei ragazzi si è sentito felice. Il 21% dei giovani ha dichiarato di sentirsi in ansia o preoccupato, il 6% triste. A 1 ragazzo su 2 – si legge nel report – il futuro appare come un qualcosa di davvero oscuro. Tra le principali sofferenze che gli adolescenti riscontrano vi è al primo posto la dipendenza da internet e dai social network (52%), seguita dalla mancanza di autostima (41%), dalle difficoltà relazionali con gli adulti (40%), ansia e attacchi di panico (30%). Per il 61% potrebbe essere utile parlarne di più, perché spesso ci si vergogna e si ha paura di chiedere aiuto. Per il 41% dei rispondenti sarebbe molto utile formare e insegnare ai genitori come essere vicino ai figli che stanno male, mentre il 39% auspica che a scuola si parli sempre di più di salute mentale. In questo senso chiedere aiuto a un esperto rappresenta ancora una vergogna per 1 ragazzo su 3. Durante il convegno Telefono Azzurro ha presentato “E Tu, Stai Bene con te?”, una guida che parla direttamente ai ragazzi e che risponde in maniera concreta ai dubbi rispetto al disagio che stanno vivendo.<br /><br /><b>OCCHIO SECCO E DONNE, ECCO COME GLI ORMONI SESSUALI INCIDONO SULLA PATOLOGIA</b><br />La sindrome dell’occhio secco, dovuta ad una ridotta produzione di lacrime, è complessa e multifattoriale. I principali sintomi riportati dai pazienti sono sensazione di corpo estraneo, bruciore, fotofobia, visione offuscata e prurito che, oltre a causare disagio oculare, possono portare anche a disturbi visivi e problemi di lubrificazione, fino a danni alla cornea. a patologia, nota anche come ‘dry-eye’, interferisce quindi con le più semplici attività quotidiane come leggere, lavorare al computer oppure guidare, costituendo un importante problema di salute pubblica. A soffrirne è circa il 20% della popolazione mondiale, ma le donne ne sono colpite da 2 a 4 volte di più rispetto agli uomini della stessa età e tale differenza si accentua dopo la menopausa (con il 90% delle donne che vanno incontro alla patologia). Questo perché gli ormoni sessuali svolgono un ruolo attivo nella patogenesi della malattia. Se ne è discusso a Roma in occasione del 14esimo Congresso Nazionale degli Oculisti AIMO. L'equilibrio tra estrogeni e androgeni è importante nel determinare il rischio di occhio secco. Numerose evidenze cliniche dimostrano che questa patologia è correlata ad alterazioni e disfunzioni ormonali, come durante la menopausa, a seguito di tumore al seno e di tumori ginecologici e nella sindrome da ovaio policistico. Durante la menopausa, in particolare la secchezza oculare è favorita dalla carenza estrogenica e androgenica che determina una riduzione del liquido secreto dalle ghiandole lacrimali. La morfologia dell’epitelio corneale viene dunque modificata dalle fluttuazioni ormonali, con notevole impatto sul benessere oculare e sulla qualità di vita.<br /><br /><b>MUSCOLI...]]></itunes:summary><itunes:duration>442</itunes:duration><itunes:keywords>affaticamento,aimo,ansia,azzurro,donne,estrogeni,giovani,indagine,muscoli,occhio,ormoni,podcast,report,ricerca,salutedomani,scuola,secco,stress,telefono,vista</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/56262bc7e005e620898ae92d28068239.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>PODCAST TUMORE OVAIO E INTELLIGENZA ARTIFICIALE; TEST SCLEROSI MULTIPLA; RISCHIO CUORE CON DISMENORREA</title><link>https://www.spreaker.com/episode/podcast-tumore-ovaio-e-intelligenza-artificiale-test-sclerosi-multipla-rischio-cuore-con-dismenorrea--57604678</link><description><![CDATA[<b></b><br /><b>TUMORE OVAIO, INTELLIGENZA ARTIFICIALE PREDICE RISPOSTE A TERAPIA</b><br />Sviluppato un tool basato sull'intelligenza artificiale che predice il successo della terapia nell'80% delle pazienti con tumori ovarici, inteso come riduzione volumetrica delle lesioni tumorali, con una accuratezza dell'80%, cioè di gran lunga superiore a quella dei metodi usati attualmente in ambito clinico. Lo strumento si chiama Iron (Integrated radiogenomics for ovarian neoadjuvant therapy) e si basa appunto sull'intelligenza artificiale. Lo strumento va ad analizzare diverse caratteristiche cliniche della paziente, dal Dna tumorale circolante nel sangue (biopsia liquida) a caratteristiche generali (età, stato di salute, etc) ai marker tumorali e alle immagini della malattia acquisite con la Tac, e sulla base di esse esprime una previsione sulle chance di successo della terapia. È il risultato di uno studio recentemente pubblicato sulla rivista "Nature Communications", realizzato su 134 pazienti con tumore dell'ovaio di alto grado, coordinato dalla professoressa Evis Sala, ordinario di Diagnostica per immagini e radioterapia alla Facoltà di Medicina e chirurgia dell'Università Cattolica, e direttrice del Centro Avanzato di Radiologia, Fondazione Policlinico Universitario A. Gemelli Irccs e portato avanti dall'Università di Cambridge.<br /><br /><b>SCLEROSI MULTIPLA, ANALISI DEL SANGUE ANTICIPA IL PEGGIORAMENTO DELLA MALATTIA </b><br />Secondo un nuovo studio condotto da ricercatori della UC San Francisco, i pazienti con sclerosi multipla, i cui esami del sangue rivelano un elevato NfL (biomarcatore di danno ai nervi), potrebbero vedere un peggioramento della disabilità uno o due anni dopo.  Lo studio, pubblicato su JAMA Neurology, è il primo a quantificare l'intervallo di tempo che precede il peggioramento della disabilità in cui si verifica la lesione al sistema nervoso centrale. Questo aumento della NfL fino a due anni prima dei segnali di peggioramento della disabilità, rappresenta la finestra in cui gli interventi possono prevenire il peggioramento”, afferma il co-primo autore <a href="https://urldefense.com/v3/__https:/u7061146.ct.sendgrid.net/ls/click?upn=4tNED-2FM8iDZJQyQ53jATUcaxHLQzd4G387-2FoZU279-2FJwWIvv8WYD3sQilayqxJzzvd-2BF5bkpPG-2BWKXabE9-2FLuQ-3D-3DRl-7_-2B8U3saH9uHKGZR0jGbnM48xs9UKOGr0-2Bs51-2Byf3OYxWbALGeyg62AFeErK6qQy2Zg3SWdKNIQd90HGY7deh4qSTwEwRJz9grjEztoSQB124NBGw18zQNWQYBUhusWkvKhXQd5cC0-2FTGAKMuj0H2CRvgdyT0KVj7iA0YjDhdmhKI9NJgLaU9pGRm1tA8yxfgL2EkpGhl4nIU06jqvbFxmCLLP2-2Fx5nXGYT3U9PKn5OfwnIcUYRnwqSGxrni1i08UJTUgvlrqtqd5r6kvtLdh5VqEUC1RafxDD2Kny9hIEIRG94NiJ2SojXsxFK8xqqRdMUNdtCR2K2WbjyGHPxuqvaOazKHXNgcFEYrMLcwicpdM-3D__;!!LQC6Cpwp!sOK-RSlbyG2HvB5wuqQI1dywIfYE3t5I0o5ejxdXeEGLkY2tlEghzJ4IucpbYIPpdZdcRbNOtoV2-aktq7IdJWBA64-ukQ4$" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Ahmed Abdelhak</a>, del Dipartimento di Neurologia dell'UCSF e del <a href="https://urldefense.com/v3/__https:/u7061146.ct.sendgrid.net/ls/click?upn=4tNED-2FM8iDZJQyQ53jATURTdWmfNUFIJqn2mpNcGpPw-3D4iHb_-2B8U3saH9uHKGZR0jGbnM48xs9UKOGr0-2Bs51-2Byf3OYxWbALGeyg62AFeErK6qQy2Zg3SWdKNIQd90HGY7deh4qSTwEwRJz9grjEztoSQB124NBGw18zQNWQYBUhusWkvKhXQd5cC0-2FTGAKMuj0H2CRvgdyT0KVj7iA0YjDhdmhKI9NJgLaU9pGRm1tA8yxfgL2EkpGhl4nIU06jqvbFxmCPKZfx74Ma9AdeR0-2F6BwDeb-2B8hmYl7Rtz6gFVG-2F0VXOFwJk8hSGIxrfkFYF2Jo3blLR9MEO-2B0ec2Yohv-2BTCsyxt6jbCpWDqb3RrwKvBxgGlKlkZKiC4XnNN7bWl5a2lZ9GNctao2ZBN12zwNIyksOuA-3D__;!!LQC6Cpwp!sOK-RSlbyG2HvB5wuqQI1dywIfYE3t5I0o5ejxdXeEGLkY2tlEghzJ4IucpbYIPpdZdcRbNOtoV2-aktq7IdJWBAk02bzNA$" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Weill Institute for Neurosciences</a> . Nello studio  i ricercatori hanno monitorato i dati che coprono un periodo di 10 anni da circa 4.000 visite  di pazienti a San Francisco e di circa 9mila in più centri della Svizzera compreso lo studio SMSC. Inoltre hanno esaminato l'incidenza del peggioramento della disabilità, definito come sei mesi o più di aumento della menomazione riflessa con un punteggio più alto sulla scala estesa dello stato di disabilità. Livelli elevati di NfL erano associati a un rischio maggiore fino al 91% di peggioramento della disabilità con recidiva circa un anno dopo, e fino al 49% di rischio maggiore di peggioramento della disabilità senza recidiva quasi 2 anni dopo.<br /> <br /><b> RISCHIO CUORE CON OVAIO POLICISTICO E DISMENORREA </b><br />Due condizioni di salute riproduttiva comuni nelle donne, la sindrome dell'ovaio policistico e la dismenorrea, sono ciascuna associata ad un aumento del rischio di malattie cardiovascolari, secondo due studi, presentati alle Sessioni scientifiche dell'American Heart  <a href="https://professional.heart.org/en/meetings/scientific-sessions" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><b>Association</b></a> in corso a Philadelphia. La sindrome dell'ovaio policistico è uno squilibrio degli ormoni riproduttivi caratterizzato da periodi irregolari o mancati e cisti sulle ovaie, che si stima colpisca 1 donna su 10 in età fertile e sono state valutate circa 170.000 ragazze statunitensi, di età compresa tra 13 e 17 anni: il rischio di ipertensione (130/80 mm Hg o superiore) era più alto del 30% per le ragazze con sindrome dell'ovaio policistico rispetto a quelle senza tale condizione. Il secondo studio ha valutato in 30mila persone il dolore durante il ciclo mestruale, noto come dismenorrea, il problema del ciclo mestruale più comune riscontrato dalle donne. Secondo l’American College of Obstetricians and Gynecologists, più della metà delle donne che hanno il ciclo mestruale avvertono dolori per 1 o 2 giorni al mese. Di solito, il dolore è lieve. Ma per alcune donne è così forte da impedire loro di svolgere le normali attività per diversi giorni al mese. Rispetto alle donne senza dismenorrea, le donne affette da questa condizione hanno il doppio delle probabilità di avere una cardiopatia ischemica complessiva, caratterizzata da dolore toracico o disagio quando una parte del muscolo cardiaco non riceve abbastanza sangue; inoltre hanno una probabilità tre volte maggiore di soffrire di dolore toracico noto come angina. Questi studi sono estremamente importanti perché forniscono informazioni su come i fattori specifici delle giovani donne possano influire sul futuro rischio cardiovascolare.<br /><br />Approfondimenti e altre notizie sono nel portale salutedomàni.com e Saluteh24.com, nelle pagine social collegate e nel canale gratuito di telegram: salutedomàni]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/57604678</guid><pubDate>Sun, 12 Nov 2023 14:41:46 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/57604678/podcast_salutedomani_11_nov_2023.mp3" length="6120304" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Salutedomani</itunes:author><itunes:subtitle>TUMORE OVAIO, INTELLIGENZA ARTIFICIALE PREDICE RISPOSTE A TERAPIA
Sviluppato un tool basato sull'intelligenza artificiale che predice il successo della terapia nell'80% delle pazienti con tumori ovarici, inteso come riduzione volumetrica delle lesioni...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[<b></b><br /><b>TUMORE OVAIO, INTELLIGENZA ARTIFICIALE PREDICE RISPOSTE A TERAPIA</b><br />Sviluppato un tool basato sull'intelligenza artificiale che predice il successo della terapia nell'80% delle pazienti con tumori ovarici, inteso come riduzione volumetrica delle lesioni tumorali, con una accuratezza dell'80%, cioè di gran lunga superiore a quella dei metodi usati attualmente in ambito clinico. Lo strumento si chiama Iron (Integrated radiogenomics for ovarian neoadjuvant therapy) e si basa appunto sull'intelligenza artificiale. Lo strumento va ad analizzare diverse caratteristiche cliniche della paziente, dal Dna tumorale circolante nel sangue (biopsia liquida) a caratteristiche generali (età, stato di salute, etc) ai marker tumorali e alle immagini della malattia acquisite con la Tac, e sulla base di esse esprime una previsione sulle chance di successo della terapia. È il risultato di uno studio recentemente pubblicato sulla rivista "Nature Communications", realizzato su 134 pazienti con tumore dell'ovaio di alto grado, coordinato dalla professoressa Evis Sala, ordinario di Diagnostica per immagini e radioterapia alla Facoltà di Medicina e chirurgia dell'Università Cattolica, e direttrice del Centro Avanzato di Radiologia, Fondazione Policlinico Universitario A. Gemelli Irccs e portato avanti dall'Università di Cambridge.<br /><br /><b>SCLEROSI MULTIPLA, ANALISI DEL SANGUE ANTICIPA IL PEGGIORAMENTO DELLA MALATTIA </b><br />Secondo un nuovo studio condotto da ricercatori della UC San Francisco, i pazienti con sclerosi multipla, i cui esami del sangue rivelano un elevato NfL (biomarcatore di danno ai nervi), potrebbero vedere un peggioramento della disabilità uno o due anni dopo.  Lo studio, pubblicato su JAMA Neurology, è il primo a quantificare l'intervallo di tempo che precede il peggioramento della disabilità in cui si verifica la lesione al sistema nervoso centrale. Questo aumento della NfL fino a due anni prima dei segnali di peggioramento della disabilità, rappresenta la finestra in cui gli interventi possono prevenire il peggioramento”, afferma il co-primo autore <a href="https://urldefense.com/v3/__https:/u7061146.ct.sendgrid.net/ls/click?upn=4tNED-2FM8iDZJQyQ53jATUcaxHLQzd4G387-2FoZU279-2FJwWIvv8WYD3sQilayqxJzzvd-2BF5bkpPG-2BWKXabE9-2FLuQ-3D-3DRl-7_-2B8U3saH9uHKGZR0jGbnM48xs9UKOGr0-2Bs51-2Byf3OYxWbALGeyg62AFeErK6qQy2Zg3SWdKNIQd90HGY7deh4qSTwEwRJz9grjEztoSQB124NBGw18zQNWQYBUhusWkvKhXQd5cC0-2FTGAKMuj0H2CRvgdyT0KVj7iA0YjDhdmhKI9NJgLaU9pGRm1tA8yxfgL2EkpGhl4nIU06jqvbFxmCLLP2-2Fx5nXGYT3U9PKn5OfwnIcUYRnwqSGxrni1i08UJTUgvlrqtqd5r6kvtLdh5VqEUC1RafxDD2Kny9hIEIRG94NiJ2SojXsxFK8xqqRdMUNdtCR2K2WbjyGHPxuqvaOazKHXNgcFEYrMLcwicpdM-3D__;!!LQC6Cpwp!sOK-RSlbyG2HvB5wuqQI1dywIfYE3t5I0o5ejxdXeEGLkY2tlEghzJ4IucpbYIPpdZdcRbNOtoV2-aktq7IdJWBA64-ukQ4$" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Ahmed Abdelhak</a>, del Dipartimento di Neurologia dell'UCSF e del <a href="https://urldefense.com/v3/__https:/u7061146.ct.sendgrid.net/ls/click?upn=4tNED-2FM8iDZJQyQ53jATURTdWmfNUFIJqn2mpNcGpPw-3D4iHb_-2B8U3saH9uHKGZR0jGbnM48xs9UKOGr0-2Bs51-2Byf3OYxWbALGeyg62AFeErK6qQy2Zg3SWdKNIQd90HGY7deh4qSTwEwRJz9grjEztoSQB124NBGw18zQNWQYBUhusWkvKhXQd5cC0-2FTGAKMuj0H2CRvgdyT0KVj7iA0YjDhdmhKI9NJgLaU9pGRm1tA8yxfgL2EkpGhl4nIU06jqvbFxmCPKZfx74Ma9AdeR0-2F6BwDeb-2B8hmYl7Rtz6gFVG-2F0VXOFwJk8hSGIxrfkFYF2Jo3blLR9MEO-2B0ec2Yohv-2BTCsyxt6jbCpWDqb3RrwKvBxgGlKlkZKiC4XnNN7bWl5a2lZ9GNctao2ZBN12zwNIyksOuA-3D__;!!LQC6Cpwp!sOK-RSlbyG2HvB5wuqQI1dywIfYE3t5I0o5ejxdXeEGLkY2tlEghzJ4IucpbYIPpdZdcRbNOtoV2-aktq7IdJWBAk02bzNA$" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Weill Institute for Neurosciences</a> . 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APP PER IL CUORE, SESSO VIRTUALE NEI GIOVANI, ANSIA E STRESS A SCUOLA</title><link>https://www.spreaker.com/episode/podcast-app-per-il-cuore-sesso-virtuale-nei-giovani-ansia-e-stress-a-scuola--57522707</link><description><![CDATA[<b>PODCAST. APP PER IL CUORE, SESSO VIRTUALE NEI GIOVANI, ANSIA E STRESS A SCUOLA</b>  <br />Oggi si parla di App per proteggere il cuore, di scelte sessuali nei giovani e dell’aumento di aggressività, ansia e stress negli studenti.   UNA APP PER PROTEGGERE IL CUORE  È stato esteso fino a fine febbraio 24 il reclutamento per il Progetto di Ricerca "Strategie di prevenzione primaria cardiovascolare nella popolazione italiana (CV-PREVITAL)", promosso e finanziato dal Ministero della Salute e realizzato attraverso la Rete Cardiologica degli IRCCS, il più grande network di ricerca italiano in ambito cardiovascolare, con il Centro Cardiologico Monzino come capofila. È dunque ancora possibile partecipare a questa iniziativa pionieristica di prevenzione, per cui ad oggi sono stati arruolati oltre 21.000 volontari, contando di arrivare nei prossimi quattro mesi a circa 30.000. Lo studio vuole dimostrare che un programma strutturato di medicina digitale, basato sull'impiego di una App ed inserito nel contesto naturale della prevenzione primaria dove operano cardiologi, medici di medicina generale e farmacisti, sia in grado di ridurre il rischio di sviluppare malattie cardiovascolari e di migliorare lo stato complessivo di salute della popolazione. L’app utilizzata nello studio è la prima costruita da esperti della Rete Cardiologica, che da anni operano nel settore della prevenzione cardiovascolare. Lo studio rappresenta uno dei più ampi e importanti progetti di prevenzione cardiologica a livello internazionale e il primo in Italia a coinvolgere tutti gli attori della prevenzione. Vi partecipano 14 centri della Rete Cardiologica, oltre 40 Centri Sanitari Polifunzionali di medicina generale distribuiti in 11 regioni e circa 100 farmacie associate a Federfarma Lombardia.  <br /><br /><b>CRISI SESSO E GIOVANI PESA SU CULLE VUOTE: 1 SU 3 LO FA SOLO VIRTUALE</b><b></b>  <br />Gli ardori della tarda adolescenza e l’inizio dell’età adulta ridotti a flebile fiammella: la proverbiale “tempesta ormonale” nella Generazione Z sembra infatti scontrarsi contro blocchi culturali, insicurezza e fragilità. Tutto questo si potrebbe riflettere ancora più drammaticamente sull’attuale crollo delle nascite in Italia e sul boom di impotenza tra i giovani. E’ quanto emerge dall’indagine promossa dalla Società Italiana di Andrologia (SIA) nell’ambito della campagna di sensibilizzazione e prevenzione andrologica, che ha visto coinvolti, tra gli altri, l’Esercito Italiano, la Croce Rossa Italiana (CRI), ed è stata condotta dall’Università IULM di Milano, su un campione di 500 giovani maschi, dai 16 ai 35 anni e i loro partner. Per Alessandro Palmieri, Presidente SIA e Professore di Urologia alla Università Federico II di Napoli «i risultati preliminari dell’indagine mostrano che il rapporto della Generazione Z con il sesso è complicato e contraddittorio. La sessualità negli under 35 appare sempre più sganciata dalla componente relazionale e riproduttiva, e questo si riflette sulla scarsa soddisfazione nei rapporti reali, 50% del campione, e sul ricorso al sesso solo virtuale per un ragazzo su tre. Questa tendenza alimenta silenziosamente il fenomeno della denatalità con ripercussioni gravi quindi anche sulla società stessa per l’instaurarsi da una sessualità mediata dai social e da Internet, con un grande assente: il contatto fisico. Ciò comporta anche una ricaduta sui disturbi della sfera sessuale». <b> </b><br /><b></b><br /><b>ANSIA E STRESS TRA GLI STUDENTI ANCHE NELLA PRIMARIA. AUMENTANO NOIA E AGGRESSIVITÀ</b><b></b><br />Tra gli studenti crescono ansia, indolenza, noia, comportamenti aggressivi e, al contempo, diminuiscono l'attenzione in classe e l'interazione con i compagni. È questo il quadro preoccupante che emerge da una indagine condotta da Nomisma per fotografare i comportamenti degli studenti nel nuovo contesto sociale post pandemico e, al contempo, individuare le priorità e le preoccupazioni degli insegnanti. Dalla ricerca risulta che il 71% dei docenti identifica nei comportamenti degli alunni uno tra i principali rischi connessi alla propria professione, acuito spesso dalla mancanza di risorse e supporto da parte dell'istituzione scolastica (per il 47% dei rispondenti). E se solo per 1 docente su 4 in classe e a scuola gli alunni rispettano le regole di comportamento, inevitabilmente risulta molto sentito il tema della sorveglianza e supervisione degli alunni, considerato fonte di preoccupazione per il 41% degli insegnanti. Questo determina forti momenti di stress e fenomeni di burn out ed esaurimento, in entrambi i casi per il 42% dei rispondenti.  <br /><br />Approfondimenti e altre notizie sono nel portale Salutedomani.com e Saluteh24.com, nella pagina Facebook salutedomanicom, twitter @salutedomani e nel canale gratuito di telegram Salutedomani]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/57522707</guid><pubDate>Sun, 05 Nov 2023 14:25:56 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/57522707/podcast_salutedomani_5_nov_2023.mp3" length="5672670" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Salutedomani</itunes:author><itunes:subtitle>PODCAST. APP PER IL CUORE, SESSO VIRTUALE NEI GIOVANI, ANSIA E STRESS A SCUOLA  
Oggi si parla di App per proteggere il cuore, di scelte sessuali nei giovani e dell’aumento di aggressività, ansia e stress negli studenti.   UNA APP PER PROTEGGERE IL...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[<b>PODCAST. APP PER IL CUORE, SESSO VIRTUALE NEI GIOVANI, ANSIA E STRESS A SCUOLA</b>  <br />Oggi si parla di App per proteggere il cuore, di scelte sessuali nei giovani e dell’aumento di aggressività, ansia e stress negli studenti.   UNA APP PER PROTEGGERE IL CUORE  È stato esteso fino a fine febbraio 24 il reclutamento per il Progetto di Ricerca "Strategie di prevenzione primaria cardiovascolare nella popolazione italiana (CV-PREVITAL)", promosso e finanziato dal Ministero della Salute e realizzato attraverso la Rete Cardiologica degli IRCCS, il più grande network di ricerca italiano in ambito cardiovascolare, con il Centro Cardiologico Monzino come capofila. È dunque ancora possibile partecipare a questa iniziativa pionieristica di prevenzione, per cui ad oggi sono stati arruolati oltre 21.000 volontari, contando di arrivare nei prossimi quattro mesi a circa 30.000. Lo studio vuole dimostrare che un programma strutturato di medicina digitale, basato sull'impiego di una App ed inserito nel contesto naturale della prevenzione primaria dove operano cardiologi, medici di medicina generale e farmacisti, sia in grado di ridurre il rischio di sviluppare malattie cardiovascolari e di migliorare lo stato complessivo di salute della popolazione. L’app utilizzata nello studio è la prima costruita da esperti della Rete Cardiologica, che da anni operano nel settore della prevenzione cardiovascolare. Lo studio rappresenta uno dei più ampi e importanti progetti di prevenzione cardiologica a livello internazionale e il primo in Italia a coinvolgere tutti gli attori della prevenzione. Vi partecipano 14 centri della Rete Cardiologica, oltre 40 Centri Sanitari Polifunzionali di medicina generale distribuiti in 11 regioni e circa 100 farmacie associate a Federfarma Lombardia.  <br /><br /><b>CRISI SESSO E GIOVANI PESA SU CULLE VUOTE: 1 SU 3 LO FA SOLO VIRTUALE</b><b></b>  <br />Gli ardori della tarda adolescenza e l’inizio dell’età adulta ridotti a flebile fiammella: la proverbiale “tempesta ormonale” nella Generazione Z sembra infatti scontrarsi contro blocchi culturali, insicurezza e fragilità. Tutto questo si potrebbe riflettere ancora più drammaticamente sull’attuale crollo delle nascite in Italia e sul boom di impotenza tra i giovani. E’ quanto emerge dall’indagine promossa dalla Società Italiana di Andrologia (SIA) nell’ambito della campagna di sensibilizzazione e prevenzione andrologica, che ha visto coinvolti, tra gli altri, l’Esercito Italiano, la Croce Rossa Italiana (CRI), ed è stata condotta dall’Università IULM di Milano, su un campione di 500 giovani maschi, dai 16 ai 35 anni e i loro partner. Per Alessandro Palmieri, Presidente SIA e Professore di Urologia alla Università Federico II di Napoli «i risultati preliminari dell’indagine mostrano che il rapporto della Generazione Z con il sesso è complicato e contraddittorio. La sessualità negli under 35 appare sempre più sganciata dalla componente relazionale e riproduttiva, e questo si riflette sulla scarsa soddisfazione nei rapporti reali, 50% del campione, e sul ricorso al sesso solo virtuale per un ragazzo su tre. Questa tendenza alimenta silenziosamente il fenomeno della denatalità con ripercussioni gravi quindi anche sulla società stessa per l’instaurarsi da una sessualità mediata dai social e da Internet, con un grande assente: il contatto fisico. Ciò comporta anche una ricaduta sui disturbi della sfera sessuale». <b> </b><br /><b></b><br /><b>ANSIA E STRESS TRA GLI STUDENTI ANCHE NELLA PRIMARIA. AUMENTANO NOIA E AGGRESSIVITÀ</b><b></b><br />Tra gli studenti crescono ansia, indolenza, noia, comportamenti aggressivi e, al contempo, diminuiscono l'attenzione in classe e l'interazione con i compagni. È questo il quadro preoccupante che emerge da una indagine condotta da Nomisma per fotografare i comportamenti degli studenti nel nuovo contesto sociale post pandemico e, al contempo, individuare le priorità e le preoccupazioni degli insegnanti. Dalla ricerca risulta che il 71%...]]></itunes:summary><itunes:duration>355</itunes:duration><itunes:keywords>aggressività,ansia,app,campione,coppia,cuore,giovani,indagine,iulm,nascite,palmieri,partner,podcast,prevenzione,ricerca,salutedomani,scuola,sesso,virtuale</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/56262bc7e005e620898ae92d28068239.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>PODCAST BENESSERE DEL VERDE PER LA SALUTE, LASCITI AIL, CUORE ARTIFICIALE DI ULTIMA GENERAZIONE</title><link>https://www.spreaker.com/episode/podcast-benessere-del-verde-per-la-salute-lasciti-ail-cuore-artificiale-di-ultima-generazione--57421264</link><description><![CDATA[Oggi si parla di benessere per ansia e polmoni camminando nel verde, di lasciti solidali AIL e solidarietà e infine di cuore artificiale <br /><b></b><br /><b>FORESTE</b><b>, TOCCASANA PER L’ASMA</b> <br />Passeggiare nei boschi e nel verde rappresenta una terapia con effetti significativi sulla riduzione dei sintomi dell’ansia e può contribuire al miglioramento delle funzioni respiratorie di bambini e adolescenti affetti da asma e sottoposti alle terapie convenzionali. Lo dimostra una ricerca sperimentale realizzata presso il Lago di Misurina (Belluno) da CNR e Club alpino italiano con l’Istituto Pio XII di Misurina e le Università di Parma, Ferrara e Verona. Lo studio ha individuato e isolato, attraverso l’analisi di dati ambientali e clinici raccolti nel corso dell’estate 2022, l’effetto dell’esposizione ai monoterpeni - componenti profumati degli oli essenziali diffusi dalle piante che sono molto presenti nelle foreste – sui parametri respiratori che normalmente si misurano per valutare le terapie tradizionalmente utilizzate contro l’asma. I risultati sono stati pubblicati sulla rivista <i>Forests.</i> Gli studi dimostrano come gli esiti dei trattamenti dell’asma adolescenziale siano stati condizionati dalla quantità di monoterpeni inalati dai giovani pazienti, nel tempo trascorso nella foresta di conifere che attornia il lago di Misurina. Dopo questa scoperta sul ruolo terapeutico degli stessi monoterpeni sui sintomi di ansia, oggi c’è un quadro molto più chiaro e ampio sulle funzioni curative della foresta, sia per quanto riguarda la sfera psicologica che per quella fisiologica. <br /><b></b><br /><b>LASCITI AIL, UN ATTO DI GENEROSITA’</b><br />Fare un lascito solidale significa contribuire, attraverso un gesto di generosità, a dare ai pazienti ematologici un segno di speranza per il futuro: con questo messaggio AIL, Associazione Italiana contro le Leucemie, i Linfomi e il Mieloma sottolinea, attraverso la nuova campagna di comunicazione integrata “Cosa fai dopo la vita?", il valore di uno strumento solidale così significativo che assicura la sostenibilità al futuro della Ricerca Scientifica e contribuisce fattivamente al progresso della società. Per la missione dell'Associazione i lasciti testamentari sono da sempre una risorsa assai preziosa: nel 2022 i fondi da lasciti solidali destinati dall’Associazione hanno raggiunto oltre 2 milioni e mezzo di euro, considerando i fondi raccolti dalla Sede Nazionale AIL e dalle 83 Sezioni provinciali. Negli ultimi dieci anni, grazie alla generosità di tanti italiani che hanno scelto di ricordare AIL nelle loro ultime volontà, la sede Nazionale AIL ha curato complessivamente più di 100 pratiche testamentarie con un provento totale da lasciti solidali di € 8.034.288, attestando un aumento graduale pari al 600%. Nella maggior parte dei casi i testatori, principalmente donne, lasciano le proprie volontà scrivendo di proprio pugno un testamento olografo e scelgono spesso di devolvere parte del proprio patrimonio a più Enti non profit. <br /><br /><b>CUORE ARTIFICIALE DI ULTIMA GENERAZIONE AL MONZINO </b> <b> </b><br />Sono 35 i cuori artificiali impiantati con successo al Centro Cardiologico Monzino, di cui negli ultimi 18 mesi, otto Heartmate 3, il dispositivo più avanzato a livello internazionale. Si tratta del primo VAD (Ventricular Assistance Device) completamente impiantabile, che utilizza la tecnologia di levitazione magnetica, progettata per minimizzare le complicanze e ripristinare il flusso sanguigno. I VAD hanno la funzione di “pompa del sangue” e contribuiscono in toto o in parte alla funzione del ventricolo (per lo più il sinistro) di diffondere il sangue in tutto l’organismo. Si tratta quindi di dispositivi miniaturizzati, delle vere mini-pompe appunto, che vengono posizionati all’interno del torace per “assistere” il cuore nella sua azione propulsiva. Lo scompenso grave, o insufficienza cardiaca, è l’incapacità del cuore di contrarsi e dilatarsi in maniera sufficiente per svolgere le sue funzioni vitali. Fino agli anni ’60 l’unica terapia possibile era il trapianto di un nuovo cuore. Tuttavia esso presenta ancora oggi limiti importanti, quali la disponibilità dell’organo o la selezione del paziente. Per questo la ricerca si è concentrata sui VAD e quelli attuali, come Heartmate 3, funzionano con tecnologie di propulsione del sangue nuove, che sfruttano i campi magnetici, garantendo maggiore durata e sicurezza rispetto al passato e soprattutto minor rischio di complicanze trombo-emboliche. Poco ingombranti rispetto ai modelli precedenti, funzionano grazie a batterie che si portano in vita come una cintura. Sono in corso di sperimentazione anche ricariche wireless, senza fili e senza bisogno di batterie esterne.<br />Approfondimenti e altre notizie sono nel portale Salutedomani.com e Saluteh24.com, nella pagina Facebook salutedomanicom, twitter @salutedomani e nel canale gratuito di telegram Salutedomani]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/57421264</guid><pubDate>Sat, 28 Oct 2023 14:08:29 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/57421264/podcast_salutedomani_28_ottobre_2023.mp3" length="5821889" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Salutedomani</itunes:author><itunes:subtitle>Oggi si parla di benessere per ansia e polmoni camminando nel verde, di lasciti solidali AIL e solidarietà e infine di cuore artificiale 

FORESTE, TOCCASANA PER L’ASMA 
Passeggiare nei boschi e nel verde rappresenta una terapia con effetti...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Oggi si parla di benessere per ansia e polmoni camminando nel verde, di lasciti solidali AIL e solidarietà e infine di cuore artificiale <br /><b></b><br /><b>FORESTE</b><b>, TOCCASANA PER L’ASMA</b> <br />Passeggiare nei boschi e nel verde rappresenta una terapia con effetti significativi sulla riduzione dei sintomi dell’ansia e può contribuire al miglioramento delle funzioni respiratorie di bambini e adolescenti affetti da asma e sottoposti alle terapie convenzionali. Lo dimostra una ricerca sperimentale realizzata presso il Lago di Misurina (Belluno) da CNR e Club alpino italiano con l’Istituto Pio XII di Misurina e le Università di Parma, Ferrara e Verona. Lo studio ha individuato e isolato, attraverso l’analisi di dati ambientali e clinici raccolti nel corso dell’estate 2022, l’effetto dell’esposizione ai monoterpeni - componenti profumati degli oli essenziali diffusi dalle piante che sono molto presenti nelle foreste – sui parametri respiratori che normalmente si misurano per valutare le terapie tradizionalmente utilizzate contro l’asma. I risultati sono stati pubblicati sulla rivista <i>Forests.</i> Gli studi dimostrano come gli esiti dei trattamenti dell’asma adolescenziale siano stati condizionati dalla quantità di monoterpeni inalati dai giovani pazienti, nel tempo trascorso nella foresta di conifere che attornia il lago di Misurina. Dopo questa scoperta sul ruolo terapeutico degli stessi monoterpeni sui sintomi di ansia, oggi c’è un quadro molto più chiaro e ampio sulle funzioni curative della foresta, sia per quanto riguarda la sfera psicologica che per quella fisiologica. <br /><b></b><br /><b>LASCITI AIL, UN ATTO DI GENEROSITA’</b><br />Fare un lascito solidale significa contribuire, attraverso un gesto di generosità, a dare ai pazienti ematologici un segno di speranza per il futuro: con questo messaggio AIL, Associazione Italiana contro le Leucemie, i Linfomi e il Mieloma sottolinea, attraverso la nuova campagna di comunicazione integrata “Cosa fai dopo la vita?", il valore di uno strumento solidale così significativo che assicura la sostenibilità al futuro della Ricerca Scientifica e contribuisce fattivamente al progresso della società. Per la missione dell'Associazione i lasciti testamentari sono da sempre una risorsa assai preziosa: nel 2022 i fondi da lasciti solidali destinati dall’Associazione hanno raggiunto oltre 2 milioni e mezzo di euro, considerando i fondi raccolti dalla Sede Nazionale AIL e dalle 83 Sezioni provinciali. Negli ultimi dieci anni, grazie alla generosità di tanti italiani che hanno scelto di ricordare AIL nelle loro ultime volontà, la sede Nazionale AIL ha curato complessivamente più di 100 pratiche testamentarie con un provento totale da lasciti solidali di € 8.034.288, attestando un aumento graduale pari al 600%. Nella maggior parte dei casi i testatori, principalmente donne, lasciano le proprie volontà scrivendo di proprio pugno un testamento olografo e scelgono spesso di devolvere parte del proprio patrimonio a più Enti non profit. <br /><br /><b>CUORE ARTIFICIALE DI ULTIMA GENERAZIONE AL MONZINO </b> <b> </b><br />Sono 35 i cuori artificiali impiantati con successo al Centro Cardiologico Monzino, di cui negli ultimi 18 mesi, otto Heartmate 3, il dispositivo più avanzato a livello internazionale. Si tratta del primo VAD (Ventricular Assistance Device) completamente impiantabile, che utilizza la tecnologia di levitazione magnetica, progettata per minimizzare le complicanze e ripristinare il flusso sanguigno. I VAD hanno la funzione di “pompa del sangue” e contribuiscono in toto o in parte alla funzione del ventricolo (per lo più il sinistro) di diffondere il sangue in tutto l’organismo. 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ANGIOPLASTICA TAC GUIDATA</title><link>https://www.spreaker.com/episode/podcast-tumore-polmone-aumenta-sopravvivenza-con-lurbinectedina-novita-terapia-deficit-gh-angioplastica-tac-guidata--57323490</link><description><![CDATA[<b>C</b><b>ARCINOMA POLMONARE A PICCOLE CELLULE </b><b>SCLC, AUMENTA LA SOPRAVVIVENZA CON LURBINECTEDINA. CONGRESSO ESMO</b><br /><b></b>PharmaMar presenterà nuovi dati sulla lurbinectedina nel carcinoma polmonare a piccole cellule (SCLC) al Congresso della Società Europea di Oncologia Medica (ESMO), in programma a Madrid dal 20 al 24 ottobre. Tra gli studi più importanti ci sarà una presentazione orale del Dr. Antonio Calles, specialista in Oncologia Medica presso l'Hospital General Universitario Gregorio Marañón di Madrid, in cui verranno illustrati i dati finali dello studio LUPER di lurbinectedina in combinazione con pembrolizumab (immunoterapia) nel SCLC di seconda linea, che si rivela un efficace trattamento in pazienti che non hanno ricevuto una precedente immunoterapia, ottenendo in alcuni casi risposte profonde e durature, con un profilo di sicurezza gestibile e senza nuovi segni di tossicità emergenti, quando si combinano i due farmaci. Il trattamento ha ottenuto un tasso di risposta confermato del 46,4%, comprese risposte profonde e durature, che in alcuni pazienti hanno superato l'anno. La sopravvivenza libera da progressione (PFS) mediana è stata significativamente più lunga per i pazienti sensibili al platino rispetto a quelli resistenti al platino, con una PFS rispettivamente di 10 mesi contro 3. Attualmente l'unico trattamento diverso dalla lurbinectedina, approvato per questa indicazione negli ultimi 20 anni, ha un tasso di risposta solo del 20% e una PFS di 4 mesi, oltre a una tossicità molto significativa. Al congresso di Madrid verrà presentato anche un altro studio randomizzato, multicentrico di fase III, che mosterà i dati finali di sopravvivenza globale per la combinazione di doxorubicina e trabectedina di 33,1 mesi rispetto ai 23,8 mesi della sola doxorubicina nel trattamento di prima linea del leiomiosarcoma metastatico.  <br /><br /><b>TERAPIA DEFICIT DELL’ ORMONE DELLA CRESCITA GH, DA UNA SOMMINISTRAZIONE GIORNALIERA A UNA SETTIMANALE</b><br /><b> </b>Sono passati 35 anni da quando il primo ormone della crescita ricombinante per trattare il deficit di GH in età pediatrica è stato reso disponibile ai pazienti e agli operatori sanitari. In tutti questi anni l’industria farmaceutica ha continuato a ricercare nuove formulazioni per poter ridurre l’impatto della terapia sulla qualità di vita dei piccoli pazienti e delle loro famiglie e migliorare l’aderenza al trattamento. Ora c’è un nuovo ormone della crescita a lunga durata d’azione per il trattamento del deficit di GH in età pediatrica, sviluppato da Pfizer, che ha ottenuto la rimborsabilità in Italia. La nuova opzione terapeutica, che consente ai piccoli pazienti di passare da un’iniezione giornaliera di trattamento a una alla settimana, è stata presentata a Roma in un incontro, dedicato ad approfondire aspetti clinici e psicologici di una patologia rara, caratterizzata dall'inadeguata secrezione dell'ormone della crescita dall'ipofisi e la cui prevalenza va da 1/4000 a 1/10.000 bambini. Con Somatrogon si diminuisce significativamente l'onere del trattamento, con potenziali vantaggi: riduzione della frequenza delle iniezioni; potenziale miglioramento dei risultati clinici grazie a una maggiore aderenza; riduzione del carico della malattia sul paziente, sulla famiglia e su chi lo assiste; miglioramento della tollerabilità e dell'accettabilità del trattamento.<br /><br /><b>AL MONZINO </b><b>DI MILANO </b><b>PRIMO INTERVENTO ITALIANO DI ANGIOPLASTICA</b><b> TAC GUIDATA</b><b></b>Al Centro Cardiologico Monzino è stato eseguito con successo il primo caso italiano di angioplastica Tac guidata nell’ambito dello studio europeo P4, coordinato dall’Heart Centers di Aalst (Belgio). La grande novità dell’intervento sperimentato è che la procedura di angioplastica, cioè la dilatazione del tratto occluso di arteria coronarica mediante l’impianto di stent, avviene sulla base di immagini TAC acquisite prima dell’operazione. Lo studio della coronaria malata viene quindi fatto preventivamente “a tavolino”. Il risultato è che il cardiologo interventista dirige il catetere nelle zone da dilatare sotto la guida della simulazione TAC. I vantaggi per il paziente dell’angioplastica TAC guidata sono evidenti: meno invasività, meno radiazioni, minor tempo sul letto operatorio. L’obiettivo principale dello studio, che recluterà 1000 pazienti, è dimostrare la non inferiorità fra l’angioplastica guidata dalla TAC rispetto alla procedura standard.<br />Approfondimenti e altre notizie sono nel portale salutedomàni.com e Saluteh24.com, nelle pagine social collegate e nel canale gratuito di telegram: salutedomàni]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/57323490</guid><pubDate>Fri, 20 Oct 2023 16:58:01 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/57323490/podcast_salutedomani_20_ottobre_23.mp3" length="5823135" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Salutedomani</itunes:author><itunes:subtitle>CARCINOMA POLMONARE A PICCOLE CELLULE SCLC, AUMENTA LA SOPRAVVIVENZA CON LURBINECTEDINA. CONGRESSO ESMO
PharmaMar presenterà nuovi dati sulla lurbinectedina nel carcinoma polmonare a piccole cellule (SCLC) al Congresso della Società Europea di...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[<b>C</b><b>ARCINOMA POLMONARE A PICCOLE CELLULE </b><b>SCLC, AUMENTA LA SOPRAVVIVENZA CON LURBINECTEDINA. CONGRESSO ESMO</b><br /><b></b>PharmaMar presenterà nuovi dati sulla lurbinectedina nel carcinoma polmonare a piccole cellule (SCLC) al Congresso della Società Europea di Oncologia Medica (ESMO), in programma a Madrid dal 20 al 24 ottobre. Tra gli studi più importanti ci sarà una presentazione orale del Dr. Antonio Calles, specialista in Oncologia Medica presso l'Hospital General Universitario Gregorio Marañón di Madrid, in cui verranno illustrati i dati finali dello studio LUPER di lurbinectedina in combinazione con pembrolizumab (immunoterapia) nel SCLC di seconda linea, che si rivela un efficace trattamento in pazienti che non hanno ricevuto una precedente immunoterapia, ottenendo in alcuni casi risposte profonde e durature, con un profilo di sicurezza gestibile e senza nuovi segni di tossicità emergenti, quando si combinano i due farmaci. Il trattamento ha ottenuto un tasso di risposta confermato del 46,4%, comprese risposte profonde e durature, che in alcuni pazienti hanno superato l'anno. La sopravvivenza libera da progressione (PFS) mediana è stata significativamente più lunga per i pazienti sensibili al platino rispetto a quelli resistenti al platino, con una PFS rispettivamente di 10 mesi contro 3. Attualmente l'unico trattamento diverso dalla lurbinectedina, approvato per questa indicazione negli ultimi 20 anni, ha un tasso di risposta solo del 20% e una PFS di 4 mesi, oltre a una tossicità molto significativa. Al congresso di Madrid verrà presentato anche un altro studio randomizzato, multicentrico di fase III, che mosterà i dati finali di sopravvivenza globale per la combinazione di doxorubicina e trabectedina di 33,1 mesi rispetto ai 23,8 mesi della sola doxorubicina nel trattamento di prima linea del leiomiosarcoma metastatico.  <br /><br /><b>TERAPIA DEFICIT DELL’ ORMONE DELLA CRESCITA GH, DA UNA SOMMINISTRAZIONE GIORNALIERA A UNA SETTIMANALE</b><br /><b> </b>Sono passati 35 anni da quando il primo ormone della crescita ricombinante per trattare il deficit di GH in età pediatrica è stato reso disponibile ai pazienti e agli operatori sanitari. In tutti questi anni l’industria farmaceutica ha continuato a ricercare nuove formulazioni per poter ridurre l’impatto della terapia sulla qualità di vita dei piccoli pazienti e delle loro famiglie e migliorare l’aderenza al trattamento. Ora c’è un nuovo ormone della crescita a lunga durata d’azione per il trattamento del deficit di GH in età pediatrica, sviluppato da Pfizer, che ha ottenuto la rimborsabilità in Italia. La nuova opzione terapeutica, che consente ai piccoli pazienti di passare da un’iniezione giornaliera di trattamento a una alla settimana, è stata presentata a Roma in un incontro, dedicato ad approfondire aspetti clinici e psicologici di una patologia rara, caratterizzata dall'inadeguata secrezione dell'ormone della crescita dall'ipofisi e la cui prevalenza va da 1/4000 a 1/10.000 bambini. Con Somatrogon si diminuisce significativamente l'onere del trattamento, con potenziali vantaggi: riduzione della frequenza delle iniezioni; potenziale miglioramento dei risultati clinici grazie a una maggiore aderenza; riduzione del carico della malattia sul paziente, sulla famiglia e su chi lo assiste; miglioramento della tollerabilità e dell'accettabilità del trattamento.<br /><br /><b>AL MONZINO </b><b>DI MILANO </b><b>PRIMO INTERVENTO ITALIANO DI ANGIOPLASTICA</b><b> TAC GUIDATA</b><b></b>Al Centro Cardiologico Monzino è stato eseguito con successo il primo caso italiano di angioplastica Tac guidata nell’ambito dello studio europeo P4, coordinato dall’Heart Centers di Aalst (Belgio). La grande novità dell’intervento sperimentato è che la procedura di angioplastica, cioè la dilatazione del tratto occluso di arteria coronarica mediante l’impianto di stent, avviene sulla base di immagini TAC acquisite prima dell’operazione. 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NOVITA’ PER LA MANO BIONICA, MUSICA ANTI DEPRESSIONE POST PARTUM, CAMPAGNA SESSUALITA’ E TUMORE AL SENO CON CLAUDIA GERINI</title><link>https://www.spreaker.com/episode/podcast-novita-per-la-mano-bionica-musica-anti-depressione-post-partum-campagna-sessualita-e-tumore-al-seno-con-claudia-gerini--57214285</link><description><![CDATA[Oggi si parla di mano bionica e di un’innovativa interfaccia uomo-macchina, di musica contro la depressione post partum e infine di una nuova campagna su sessualità e tumore al seno metastatico.<br /><br /><b>CONTROLLARE LA MANO BIONICA CON L’INTERFACCIA UOMO-MACCHINA</b><br /><b></b> Per la prima volta, una protesi bionica è stata integrata in modo permanente con il sistema scheletrico e nervoso di una paziente grazie a un’innovativa interfaccia uomo-macchina osseointegrata, impiantata in una donna svedese che aveva perso la mano destra in un incidente agricolo. L’interfaccia è stata collegata direttamente ai muscoli e nervi residui della paziente, permettendole di controllare in maniera naturale una mano bionica. Lo studio è stato pubblicato sulla rivista Science Robotics ed è il risultato finale del progetto europeo DeTOP, coordinato dall’Istituto di BioRobotica della Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa. “Questa ricerca ha significato molto, perché mi ha dato una vita migliore” è il commento di Karin, la donna che ha sperimentato la nuova tecnologia. La vita di Karin ha subito una svolta drammatica quando, più di 20 anni fa, un incidente agricolo le ha portato via il braccio destro. Da allora ha sopportato un dolore lancinante all'arto fantasma. L’interfaccia meccanica con l’arto residuo e l’affidabilità del controllo sono due delle maggiori sfide nella sostituzione degli arti artificiali. Per questi motivi, spesso le persone che hanno perso un arto rifiutano anche le protesi più sofisticate disponibili in commercio, le quali risultano dolorose quando indossate e con uno scarso livello di controllabilità. Un gruppo multidisciplinare di ingegneri e chirurghi ha risolto questi problemi sviluppando un'interfaccia uomo-macchina che consente di fissare comodamente la protesi allo scheletro dell'utente tramite osseointegrazione, consentendo al contempo il collegamento elettrico con il sistema nervoso tramite elettrodi impiantati nei nervi e nei muscoli.<br /><br /><b>OMS, LA MUSICA ANTI DEPRESSIONE POST PARTUM</b><br /> L'Unità Behavioural and Cultural Insights dell'Ufficio Regionale per l'Europa dell’OMS ha ospitato un incontro di un giorno dedicato al ruolo delle arti nell'assistenza sanitaria, con uno studio pilota multinazionale intitolato "Music and Motherhood", un intervento artistico a sostegno delle madri che soffrono di depressione post partum, coordinato in Italia dall'Istituto Superiore di Sanità. L'evento è stato realizzato in collaborazione con il Jameel Arts and Health Lab della New York University e con il sostegno della Regione della Danimarca Centrale. Intrecciando musica, disegno dal vivo, poesia e pause artistiche tra una tavola rotonda, presentazioni e momenti di discussione di gruppo, l'incontro ha approfondito il potenziale della cultura e delle arti nel sostenere i sistemi sanitari e migliorare la salute e il benessere. Tra i partecipanti responsabili delle politiche culturali e sanitarie, esperti globali del settore, partner di progetto e, naturalmente, operatori artistici: dai musicisti agli artisti visivi, dai ballerini, ai poeti, ai clown ospedalieri. Costruito intorno a incontri di canto di gruppo specificamente concepiti per le madri con sintomi di disagio emotivo nei periodo postnatale, il progetto è stato condotto in tre Stati membri dell'Organizzazione mondiale della sanità in Europa (Romania, Italia e Danimarca) per valutare la fattibilità dell'attuazione dell'intervento in diversi contesti culturali.<br /><b></b><br /><b>SESSUALITÀ E TUMORE AL SENO METASTATICO: PARLARNE SI PUÒ</b><br />E’ stata presentata a Milano “La voce dell’intimità”, un’iniziativa promossa da Pfizer e realizzata in collaborazione con le associazioni Europa Donna Italia e Komen Italia, con l’obiettivo di aumentare la consapevolezza e l’informazione sul tema della sessualità nelle donne affette da tumore al seno metastatico. Un tema di rilevanza crescente, come emerso anche da una serie di focus group, con diverse pazienti, organizzati da Europa Donna. Le conversazioni hanno portato alla luce le difficoltà e i bisogni delle pazienti, che vivono l’esperienza della malattia e, allo stesso tempo, la necessità e il desiderio di essere aiutate e guidate, di trovare le parole per affrontare anche questo aspetto così importante per il benessere psico-fisico della persona. La salute sessuale è spesso il fanalino di coda di una lunga serie di altre priorità, ma non perché non rappresenti un problema: se ne parla poco, nella maggior parte dei casi si tace, all’interno della coppia e con i medici. Un silenzio che, a volte, nemmeno i clinici sanno affrontare. In questo scenario Pfizer, impegnata nel miglioramento della salute e del benessere delle persone con storia tumore, ha scelto di promuovere proprio nel mese di ottobre, dedicato alla prevenzione del tumore al seno, la campagna “La voce dell’intimità, Sessualità e tumore al seno: parlarne si può”, con l’obiettivo di aumentare la consapevolezza e fare informazione sul tema della sessualità nelle donne con tumore al seno metastatico. L’iniziativa nasce dall’esigenza di aiutare queste donne a rompere il silenzio su un tema così importante per il loro benessere come persone, aprendosi liberamente e senza imbarazzo con gli specialisti. La campagna parte il 13 ottobre in occasione della Giornata Nazionale per il tumore al seno metastatico. Prima attività: la diffusione su canali digital e social di un video, che vede protagoniste 2 pazienti in dialogo tra loro e con un team multidisciplinare di esperti. Testimone discreta e guida delle conversazioni l’attrice Claudia Gerini, che ha fatto suoi gli obiettivi di questa iniziativa. Ascoltiamola.<br /><br />Approfondimenti e altre notizie sono nel portale salutedomàni.com e Saluteh24.com, nelle pagine social collegate e nel canale gratuito di telegram: salutedomàni <i> </i>]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/57214285</guid><pubDate>Thu, 12 Oct 2023 18:33:24 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/57214285/podcast_salutedomani_12_ottobre_2023.mp3" length="7597372" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Salutedomani</itunes:author><itunes:subtitle>Oggi si parla di mano bionica e di un’innovativa interfaccia uomo-macchina, di musica contro la depressione post partum e infine di una nuova campagna su sessualità e tumore al seno metastatico.

CONTROLLARE LA MANO BIONICA CON L’INTERFACCIA...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Oggi si parla di mano bionica e di un’innovativa interfaccia uomo-macchina, di musica contro la depressione post partum e infine di una nuova campagna su sessualità e tumore al seno metastatico.<br /><br /><b>CONTROLLARE LA MANO BIONICA CON L’INTERFACCIA UOMO-MACCHINA</b><br /><b></b> Per la prima volta, una protesi bionica è stata integrata in modo permanente con il sistema scheletrico e nervoso di una paziente grazie a un’innovativa interfaccia uomo-macchina osseointegrata, impiantata in una donna svedese che aveva perso la mano destra in un incidente agricolo. L’interfaccia è stata collegata direttamente ai muscoli e nervi residui della paziente, permettendole di controllare in maniera naturale una mano bionica. Lo studio è stato pubblicato sulla rivista Science Robotics ed è il risultato finale del progetto europeo DeTOP, coordinato dall’Istituto di BioRobotica della Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa. “Questa ricerca ha significato molto, perché mi ha dato una vita migliore” è il commento di Karin, la donna che ha sperimentato la nuova tecnologia. La vita di Karin ha subito una svolta drammatica quando, più di 20 anni fa, un incidente agricolo le ha portato via il braccio destro. Da allora ha sopportato un dolore lancinante all'arto fantasma. L’interfaccia meccanica con l’arto residuo e l’affidabilità del controllo sono due delle maggiori sfide nella sostituzione degli arti artificiali. Per questi motivi, spesso le persone che hanno perso un arto rifiutano anche le protesi più sofisticate disponibili in commercio, le quali risultano dolorose quando indossate e con uno scarso livello di controllabilità. Un gruppo multidisciplinare di ingegneri e chirurghi ha risolto questi problemi sviluppando un'interfaccia uomo-macchina che consente di fissare comodamente la protesi allo scheletro dell'utente tramite osseointegrazione, consentendo al contempo il collegamento elettrico con il sistema nervoso tramite elettrodi impiantati nei nervi e nei muscoli.<br /><br /><b>OMS, LA MUSICA ANTI DEPRESSIONE POST PARTUM</b><br /> L'Unità Behavioural and Cultural Insights dell'Ufficio Regionale per l'Europa dell’OMS ha ospitato un incontro di un giorno dedicato al ruolo delle arti nell'assistenza sanitaria, con uno studio pilota multinazionale intitolato "Music and Motherhood", un intervento artistico a sostegno delle madri che soffrono di depressione post partum, coordinato in Italia dall'Istituto Superiore di Sanità. L'evento è stato realizzato in collaborazione con il Jameel Arts and Health Lab della New York University e con il sostegno della Regione della Danimarca Centrale. Intrecciando musica, disegno dal vivo, poesia e pause artistiche tra una tavola rotonda, presentazioni e momenti di discussione di gruppo, l'incontro ha approfondito il potenziale della cultura e delle arti nel sostenere i sistemi sanitari e migliorare la salute e il benessere. Tra i partecipanti responsabili delle politiche culturali e sanitarie, esperti globali del settore, partner di progetto e, naturalmente, operatori artistici: dai musicisti agli artisti visivi, dai ballerini, ai poeti, ai clown ospedalieri. Costruito intorno a incontri di canto di gruppo specificamente concepiti per le madri con sintomi di disagio emotivo nei periodo postnatale, il progetto è stato condotto in tre Stati membri dell'Organizzazione mondiale della sanità in Europa (Romania, Italia e Danimarca) per valutare la fattibilità dell'attuazione dell'intervento in diversi contesti culturali.<br /><b></b><br /><b>SESSUALITÀ E TUMORE AL SENO METASTATICO: PARLARNE SI PUÒ</b><br />E’ stata presentata a Milano “La voce dell’intimità”, un’iniziativa promossa da Pfizer e realizzata in collaborazione con le associazioni Europa Donna Italia e Komen Italia, con l’obiettivo di aumentare la consapevolezza e l’informazione sul tema della sessualità nelle donne affette da tumore al seno metastatico. Un tema di rilevanza crescente, come emerso anche da una serie di focus group, con diverse pazienti,...]]></itunes:summary><itunes:duration>475</itunes:duration><itunes:keywords>bionica,campagna,cancro,europa,gerini,komen,mano,metastatico,musica,oms,partum,pfizer,pisa,podcast,post,sant'anna,seno,sesso,sessualità,tumore</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/56262bc7e005e620898ae92d28068239.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>PROTEINA SENSIBILE AL TOCCO E RISPOSTA SESSUALE. INSONNIA CRONICA PER IL 15% DELLA POPOLAZIONE. CHIRURGIA NEL TUMORE AL SENO</title><link>https://www.spreaker.com/episode/proteina-sensibile-al-tocco-e-risposta-sessuale-insonnia-cronica-per-il-15-della-popolazione-chirurgia-nel-tumore-al-seno--57058068</link><description><![CDATA[Oggi si parlerà di una particolare proteina, importante per la sensibilità nella risposta sessuale, di insonnia cronica, che colpisce molto le donne in menopausa e di tumore al seno<br /><b></b><br /><b>LA PROTEINA SENSIBILE AL TOCCO PIEZO2 E' IMPORTANTE NELLA RISPOSTA SESSUALE. STUDIO SU SCIENCE</b><b></b> <br /><br />Anche se a volte è imbarazzante o tabù parlarne, la salute sessuale gioca un ruolo vitale nelle relazioni umane e nell’intimità. Fino al 20% delle persone riporterà qualche tipo di disfunzione sessuale nel corso della propria vita. Ma si sa poco sulle cause fisiologiche dei problemi sessuali. Per più di un decennio, un team di ricercatori del National Institutes of Health ha studiato una proteina PIEZO2, che si trova in alcune terminazioni nervose della pelle e in altre parti del corpo. Quando un nervo è soggetto a pressione, ad esempio dal tocco, PIEZO2 avvia una catena di eventi che invia un segnale elettrico al midollo spinale e al cervello. Le persone nate con difetti nel gene che produce PIEZO2 non sono in grado di sentire le vibrazioni, sono meno sensibili a certe forme di tocco delicato e hanno difficoltà ad orientarsi con gli occhi chiusi. Data la sua importanza nel discriminare il tocco, il team si è chiesto se PIEZO2 potesse anche contribuire alla sensazione sessuale. Hanno studiato topi e persone con una rara sindrome ereditaria causata dalla mancanza del gene PIEZO2 e i risultati sono stati pubblicati sulla rivista ‘Science’. I topi normali reagiscono anche al tocco più delicato con un sottile filamento metallico nelle loro regioni genitali. Al contrario, i topi progettati per essere privi di PIEZO2 dal collo in giù avevano una capacità molto ridotta di sentire un tocco delicato nelle loro regioni genitali. Ma questi topi conservavano la capacità di provare sensazioni spiacevoli, come la puntura di uno spillo. In ulteriori studi, i ricercatori hanno monitorato i circuiti neurali coinvolti nel tatto. In particolare, i neuroni del tocco leggero sono più densi intorno all’area genitale rispetto alle zampe. Quando i topi maschi e femmine privi di PIEZO2 venivano messi insieme non producevano prole. Agli studi hanno partecipato anche 5 persone nate senza PIEZO2, 3 uomini e 2 donne, che hanno riferito di una mancanza di risposta al tocco leggero dei genitali ma di essere ancora sessualmente attivi e in grado di eccitarsi. <br /><br /><b>INSONNIA CRONICA PER IL 15% DELLA POPOLAZIONE SOPRATTUTTO IN MENOPAUSA</b><b></b> <br /><br />Nel corso della vita il 50% circa della popolazione generale presenta alterazioni del sonno e della vigilanza di rilevanza clinica, i disturbi del sonno sono tra le patologie in assoluto più frequenti nella popolazione adulta. Tra i principali disturbi del sonno c'è l'insonnia, definita come una persistente difficoltà ad iniziare o a mantenere il sonno, o una riduzione della durata del sonno nonostante le opportunità e le circostanze siano adeguate, con una compromissione delle funzioni diurne. Se n'è discusso in occasione del Congresso Nazionale di Scienze Neurologiche Ospedaliere a Firenze. Circa un terzo della popolazione adulta riferisce di averla sperimentata per un breve periodo e il 10-15% è affetto da una forma cronica: un disturbo che raramente va incontro ad una remissione spontanea; a questo riguardo alcuni studi indicano che nell’85% dei pazienti è ancora presente dopo 2 anni e che può persistere per 10 anni o più fino al 50% dei casi. I principali fattori di rischio per l’insonnia cronica sono stati individuati nel sesso femminile, specialmente nel periodo della menopausa, con una stima del disturbo in circa il 14% degli adulti fra 18 e 34 anni e nel 40-60% negli over65. Se l’insonnia dura meno o più di 3 mesi si distingue in acuta o cronica, la gravità è definita in genere sulla base della frequenza cioè superiore a 3 volte la settimana, la modalità dipende dalla presentazione nel corso della notte in iniziale, centrale o terminale. <br /><br /><b>TUMORE DEL SENO, MENO CHIRURGIA MA STESSA EFFICACIA</b><br /><br />Le pazienti con tumore al seno di piccole dimensioni, già candidate alla chirurgia conservativa, da oggi possono evitare anche la biopsia del linfonodo sentinella: lo confermano i risultati dello studio multicentrico randomizzato SOUND, coordinato dall’Istituto Europeo di Oncologia e pubblicati sulla rivista Jama Oncology. Nello studio sono state reclutate 1463 donne di ogni età, con tumore mammario di diametro massimo di 2 cm e con un risultato dell’ecografia ascellare negativo, cioè senza nessuna metastasi ai linfonodi rilevata con gli ultrasuoni. Le pazienti sono state divise in due gruppi e solo la metà di esse è stata sottoposta a biopsia del linfonodo sentinella. Come dimostra lo studio la chirurgia vedrà ridurre sempre di più la sua invasività, grazie all’imaging avanzato, che permette diagnosi accuràte, e grazie alla genetica e alla genomica, che danno indicazioni anche sulla prognosi e ai tipi di interventi chirurgici da effettuare.<br /><br />Approfondimenti e altre notizie sono nel portale salutedomàni.com e Saluteh24.com, nelle pagine social collegate e nel canale gratuito di telegram: salutedomàni<i> </i>]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/57058068</guid><pubDate>Wed, 04 Oct 2023 13:34:04 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/57058068/podcast_salutedomani_4_ottobre_2023.mp3" length="6292924" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Salutedomani</itunes:author><itunes:subtitle>Oggi si parlerà di una particolare proteina, importante per la sensibilità nella risposta sessuale, di insonnia cronica, che colpisce molto le donne in menopausa e di tumore al seno

LA PROTEINA SENSIBILE AL TOCCO PIEZO2 E' IMPORTANTE NELLA RISPOSTA...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Oggi si parlerà di una particolare proteina, importante per la sensibilità nella risposta sessuale, di insonnia cronica, che colpisce molto le donne in menopausa e di tumore al seno<br /><b></b><br /><b>LA PROTEINA SENSIBILE AL TOCCO PIEZO2 E' IMPORTANTE NELLA RISPOSTA SESSUALE. STUDIO SU SCIENCE</b><b></b> <br /><br />Anche se a volte è imbarazzante o tabù parlarne, la salute sessuale gioca un ruolo vitale nelle relazioni umane e nell’intimità. Fino al 20% delle persone riporterà qualche tipo di disfunzione sessuale nel corso della propria vita. Ma si sa poco sulle cause fisiologiche dei problemi sessuali. Per più di un decennio, un team di ricercatori del National Institutes of Health ha studiato una proteina PIEZO2, che si trova in alcune terminazioni nervose della pelle e in altre parti del corpo. Quando un nervo è soggetto a pressione, ad esempio dal tocco, PIEZO2 avvia una catena di eventi che invia un segnale elettrico al midollo spinale e al cervello. Le persone nate con difetti nel gene che produce PIEZO2 non sono in grado di sentire le vibrazioni, sono meno sensibili a certe forme di tocco delicato e hanno difficoltà ad orientarsi con gli occhi chiusi. Data la sua importanza nel discriminare il tocco, il team si è chiesto se PIEZO2 potesse anche contribuire alla sensazione sessuale. Hanno studiato topi e persone con una rara sindrome ereditaria causata dalla mancanza del gene PIEZO2 e i risultati sono stati pubblicati sulla rivista ‘Science’. I topi normali reagiscono anche al tocco più delicato con un sottile filamento metallico nelle loro regioni genitali. Al contrario, i topi progettati per essere privi di PIEZO2 dal collo in giù avevano una capacità molto ridotta di sentire un tocco delicato nelle loro regioni genitali. Ma questi topi conservavano la capacità di provare sensazioni spiacevoli, come la puntura di uno spillo. In ulteriori studi, i ricercatori hanno monitorato i circuiti neurali coinvolti nel tatto. In particolare, i neuroni del tocco leggero sono più densi intorno all’area genitale rispetto alle zampe. Quando i topi maschi e femmine privi di PIEZO2 venivano messi insieme non producevano prole. Agli studi hanno partecipato anche 5 persone nate senza PIEZO2, 3 uomini e 2 donne, che hanno riferito di una mancanza di risposta al tocco leggero dei genitali ma di essere ancora sessualmente attivi e in grado di eccitarsi. <br /><br /><b>INSONNIA CRONICA PER IL 15% DELLA POPOLAZIONE SOPRATTUTTO IN MENOPAUSA</b><b></b> <br /><br />Nel corso della vita il 50% circa della popolazione generale presenta alterazioni del sonno e della vigilanza di rilevanza clinica, i disturbi del sonno sono tra le patologie in assoluto più frequenti nella popolazione adulta. Tra i principali disturbi del sonno c'è l'insonnia, definita come una persistente difficoltà ad iniziare o a mantenere il sonno, o una riduzione della durata del sonno nonostante le opportunità e le circostanze siano adeguate, con una compromissione delle funzioni diurne. Se n'è discusso in occasione del Congresso Nazionale di Scienze Neurologiche Ospedaliere a Firenze. Circa un terzo della popolazione adulta riferisce di averla sperimentata per un breve periodo e il 10-15% è affetto da una forma cronica: un disturbo che raramente va incontro ad una remissione spontanea; a questo riguardo alcuni studi indicano che nell’85% dei pazienti è ancora presente dopo 2 anni e che può persistere per 10 anni o più fino al 50% dei casi. I principali fattori di rischio per l’insonnia cronica sono stati individuati nel sesso femminile, specialmente nel periodo della menopausa, con una stima del disturbo in circa il 14% degli adulti fra 18 e 34 anni e nel 40-60% negli over65. 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IL SESSO NON E’ AFFARE SOLO PER GIOVANI</title><link>https://www.spreaker.com/episode/ipertensione-cuore-a-rischio-per-i-giovani-microcalcificazioni-e-tumore-al-seno-il-sesso-non-e-affare-solo-per-giovani--56957329</link><description><![CDATA[<b>CUORE, PRESSIONE ALTA DA GIOVANI. 1 SU 10 RISCHIA INFARTO O ICTUS PRIMA DELLA PENSIONE </b><br /><br />Un infarto a 50 anni, un ictus ancora prima di andare in pensione: è il destino che aspetta chi ha la pressione alta già a 18 anni, stando a un ampio studio svedese appena pubblicato sugli Annals of Internal Medicine secondo cui essere ipertesi in tarda adolescenza aumenta considerevolmente il rischio cardiovascolare da adulti. Un problema che riguarda tanti italiani: si stima che quasi 2 milioni di under 35 abbiano già i valori di pressione alterati, spesso senza saperlo e in gran parte dei casi per colpa di uno stile di vita sbagliato fatto di dieta scorretta, sedentarietà, fumo e alcol. Così, in occasione della Giornata Mondiale del Cuore 2023, gli esperti della Società Italiana di Cardiologia (SIC) raccomandano di iniziare a misurare la pressione già da adolescenti, per prendersi cura della salute cardiovascolare e restare in salute a lungo: una diagnosi precoce dell’ipertensione può consentire un cambio di rotta tempestivo nelle abitudini e può salvare letteralmente la vita.  L’ipertensione arteriosa in età adolescenziale e giovanile sta riscuotendo una preoccupazione sempre maggiore per le ripercussioni che essa può avere per la salute da adulti. Anche bambini o adolescenti con valori elevati di pressione hanno una grande probabilità di diventare ipertesi nell’età adulta e pertanto essere a rischio più elevato per lo sviluppo di malattie cardiovascolari.  <br /><b></b><br /><b>MICROCALCIFICAZIONI</b><b> DEL SENO, NON TUTTE SONO CORRELATE ALL’INSORGENZA DEL TUMORE</b><br /><br />Le microcalcificazioni, piccoli depositi di calcio, che si formano nel tessuto mammario e che possono essere rilevati alla mammografia, sono spesso, ma non sempre, un segnale di allarme per la presenza di un tumore al seno. E la relazione fra microcalcificazioni e tumore non è stata mai chiarita.  Ci riesce uno studio pubblicato, sulla rivista Cancer Communication, frutto della collaborazione tra i ricercatori dell’Università degli Studi di Milano e degli Istituti Clinici Scientifici Maugeri, in collaborazione con colleghi dell’Istituto di fotonica e nanotecnologie e dell’Istituto di cristallografia del Consiglio nazionale delle ricerche e del Paul Scherrer Institute in Svizzera. I ricercatori hanno scoperto infatti che la relazione tra le microcalcificazioni e il tumore è legata alla presenza di un particolare minerale chiamato whitlockite, che è ricco di magnesio e che si trova nelle microcalcificazioni solo in assenza del tumore. I ricercatori hanno usato tecniche avanzate di spettroscopia, per analizzare le microcalcificazioni prelevate da pazienti affette da tumore al seno. Hanno confrontato i campioni con quelli di donne sane e hanno osservato che nei tessuti tumorali la whitlockite era quasi assente, mentre nei tessuti sani era abbondante. Questo suggerisce che il tumore al seno ha la capacità di alterare il metabolismo del calcio e del magnesio nel tessuto mammario, influenzando la formazione delle microcalcificazioni, eliminando la whitlockite e rendendole più dure, cosa che le rende in grado di stimolare ancora di più la crescita del tumore.<br /><br /> <b>IL SESSO</b> <b>NON E' AFFARE SOLO PER GIOVANI MA IDEA METTE A DISAGIO</b><br /><br />“Lo zoccolo duro di chi ancora avverte disagio di fronte alla foto di due anziani in atteggiamenti amorosi resiste e aumenta quando le persone osservate sono dello stesso sesso. La buona notizia è che non si tratta della maggioranza ed è minoritaria anche la quota di coloro che pensano ancora al sesso come a un 'affare per giovani”. Lo affermano i risultati dell'indagine online, svolta dalla Federazione Italiana di Sessuologia Scientifica sulla sessualità nella terza età, in occasione della decima edizione della Settimana del Benessere Sessuale (SBS), in programma in tutta Italia dal 25 settembre al 1 ottobre 2023. Più della metà di coloro che hanno risposto si dichiara soddisfatto della propria sessualità. Il 50% delle persone confessa che qualche volta si dice eccitato da pensieri intensi ed erotici, mentre il 40% spesso; il 19% sperimenta fantasie sessuali più volte in una settimana e il 7% dice ogni giorno. Sono pochissimi (2,7%) i partecipanti all'indagine che ritengono l'attività sessuale delle persone anziane un sintomo di morbosità. La stragrande maggioranza dei partecipanti all'indagine crede che la sessualità nella terza età non sia un affare esclusivo dei più giovani.  <br /><br />Approfondimenti e altre notizie sono nel portale salutedomàni.com e Saluteh24.com, nelle pagine social collegate e nel canale gratuito di telegram: salutedomàni]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/56957329</guid><pubDate>Wed, 27 Sep 2023 11:22:09 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/56957329/podcast_salutedomani_27_settembre_23.mp3" length="6026689" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Salutedomani</itunes:author><itunes:subtitle>CUORE, PRESSIONE ALTA DA GIOVANI. 1 SU 10 RISCHIA INFARTO O ICTUS PRIMA DELLA PENSIONE 

Un infarto a 50 anni, un ictus ancora prima di andare in pensione: è il destino che aspetta chi ha la pressione alta già a 18 anni, stando a un ampio studio...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[<b>CUORE, PRESSIONE ALTA DA GIOVANI. 1 SU 10 RISCHIA INFARTO O ICTUS PRIMA DELLA PENSIONE </b><br /><br />Un infarto a 50 anni, un ictus ancora prima di andare in pensione: è il destino che aspetta chi ha la pressione alta già a 18 anni, stando a un ampio studio svedese appena pubblicato sugli Annals of Internal Medicine secondo cui essere ipertesi in tarda adolescenza aumenta considerevolmente il rischio cardiovascolare da adulti. Un problema che riguarda tanti italiani: si stima che quasi 2 milioni di under 35 abbiano già i valori di pressione alterati, spesso senza saperlo e in gran parte dei casi per colpa di uno stile di vita sbagliato fatto di dieta scorretta, sedentarietà, fumo e alcol. Così, in occasione della Giornata Mondiale del Cuore 2023, gli esperti della Società Italiana di Cardiologia (SIC) raccomandano di iniziare a misurare la pressione già da adolescenti, per prendersi cura della salute cardiovascolare e restare in salute a lungo: una diagnosi precoce dell’ipertensione può consentire un cambio di rotta tempestivo nelle abitudini e può salvare letteralmente la vita.  L’ipertensione arteriosa in età adolescenziale e giovanile sta riscuotendo una preoccupazione sempre maggiore per le ripercussioni che essa può avere per la salute da adulti. Anche bambini o adolescenti con valori elevati di pressione hanno una grande probabilità di diventare ipertesi nell’età adulta e pertanto essere a rischio più elevato per lo sviluppo di malattie cardiovascolari.  <br /><b></b><br /><b>MICROCALCIFICAZIONI</b><b> DEL SENO, NON TUTTE SONO CORRELATE ALL’INSORGENZA DEL TUMORE</b><br /><br />Le microcalcificazioni, piccoli depositi di calcio, che si formano nel tessuto mammario e che possono essere rilevati alla mammografia, sono spesso, ma non sempre, un segnale di allarme per la presenza di un tumore al seno. E la relazione fra microcalcificazioni e tumore non è stata mai chiarita.  Ci riesce uno studio pubblicato, sulla rivista Cancer Communication, frutto della collaborazione tra i ricercatori dell’Università degli Studi di Milano e degli Istituti Clinici Scientifici Maugeri, in collaborazione con colleghi dell’Istituto di fotonica e nanotecnologie e dell’Istituto di cristallografia del Consiglio nazionale delle ricerche e del Paul Scherrer Institute in Svizzera. I ricercatori hanno scoperto infatti che la relazione tra le microcalcificazioni e il tumore è legata alla presenza di un particolare minerale chiamato whitlockite, che è ricco di magnesio e che si trova nelle microcalcificazioni solo in assenza del tumore. I ricercatori hanno usato tecniche avanzate di spettroscopia, per analizzare le microcalcificazioni prelevate da pazienti affette da tumore al seno. Hanno confrontato i campioni con quelli di donne sane e hanno osservato che nei tessuti tumorali la whitlockite era quasi assente, mentre nei tessuti sani era abbondante. 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Lo affermano i risultati dell'indagine online, svolta dalla Federazione Italiana di Sessuologia Scientifica sulla sessualità nella terza età, in occasione della decima edizione della Settimana del Benessere Sessuale (SBS), in programma in tutta Italia dal 25 settembre al 1 ottobre 2023. Più della metà di coloro che hanno risposto si dichiara soddisfatto della...]]></itunes:summary><itunes:duration>377</itunes:duration><itunes:keywords>anziani,cancro,cnr,cuore,fantasie,giovani,indagine,infarto,ipertensione,mammografia,microcalcificazioni,milano,podcast,pressione,ricerca,screening,seno,sesso,tumore,whitlockite</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/56262bc7e005e620898ae92d28068239.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>LONGEVITA’, I SEGRETI DALLA SPAZIO. SINDROME CUORE INFRANTO. TUMORE FEGATO, VACCINO HEPAVAC-201 A NAPOLI</title><link>https://www.spreaker.com/episode/longevita-i-segreti-dalla-spazio-sindrome-cuore-infranto-tumore-fegato-vaccino-hepavac-201-a-napoli--56872312</link><description><![CDATA[Oggi si parlerà della medicina spaziale per frenare l’invecchiamento, di Intelligenza Artificiale per prevedere il rischio della Sindrome del Cuore Infranto e del vaccino Hepavac-201, il primo al mondo per il tumore epatico contro numerosi target molecolari, promosso dall'Istituto dei tumori di Napoli. <br /><br /><b>DALLO SPAZIO LA MEDICINA DI PRECISIONE CONTRO L’INVECCHIAMENTO</b><br /><br />Vivere qualche mese nello spazio accelera l’invecchiamento e determina cambiamenti che di solito si verificano in 10-20 anni di vita sulla Terra, con effetti deleteri su occhi, cuore, DNA e metabolismo. Ma dai numerosi disturbi che colpiscono gli astronauti al ritorno dallo spazio, legati all’assenza di gravità e alla produzione di radicali liberi, possono arrivare indicazioni utili per prevenire e curare malattie dell’invecchiamento sulla Terra. La buona notizia è che la medicina spaziale ci sta fornendo nuovi strumenti di precisione per contrastare questo fenomeno attraverso la personalizzazione di farmaci, attività fisica e dieta in base al profilo molecolare del singolo individuo. Sono allo studio anche programmi di intelligenza artificiale capaci di diagnosticare malattie prima ancora della comparsa dei sintomi, biopsie liquide che con un solo prelievo di sangue riconoscono le “spie” di diversi tipi di tumore, gemelli digitali con cui prevedere l’evoluzione delle malattie e nuovi sistemi di telemedicina per intervenire a distanza. Tutte innovazioni studiate per gli astronauti, ma che in un futuro non troppo lontano potranno aiutare tutti. Se ne è parlato a Firenze in occasione del convegno “Costruire una civiltà nello spazio”, organizzato da Fondazione Internazionale Menarini con NASA, SOVARIS Aerospace e The Foundation for Gender-Specific Medicine. Monitorare le conseguenze fisiche dell’esposizione degli astronauti all’ambiente ostile dello spazio è cruciale per la salute degli astronauti, ma consentirà anche di migliorare la nostra comprensione della fisiologia umana, grazie soprattutto alla medicina di precisione. Utilizzando le più recenti innovazioni, gli esperti affermano che si potrà migliorare esponenzialmente la nostra salute, le nostre performance e la longevità.<br /><br /><b>SINDROME DEL CUORE INFRANTO, L' INTELLIGENZA ARTIFICIALE ORA PREVEDE IL RISCHIO DI PROGNOSI NEGATIVA</b><br /><br />E’ stato sviluppato un modello di Intelligenza Artificiale basato sul machine learning per prevedere il rischio di prognosi negativa nei pazienti affetti da cardiomiopatia da stress acuto, detta anche Sindrome del Cuore infranto. Questa patologia, che colpisce soprattutto le donne ed è tipicamente scatenata da uno stress emotivo, era stata inizialmente considerata benigna, ma è in realtà associata a molti eventi avversi, compresa la mortalità a breve termine, che può arrivare ad essere simile a quella dell’infarto. Il modello è stato derivato dal registro europeo International Takotsubo Registry di quasi 4000 pazienti e validato in oltre 1000 pazienti italiani. Lo studio è stato condotto dai medici della Cardiologia universitaria dell’ospedale Molinette della Città della Salute di Torino, in collaborazione con esperti di Intelligenza Artificiale dell'Università degli Studi di Torino, e pubblicato sulla rivista European Journal of Heart Failure. E’ stato anche utilizzato un registro di pazienti coordinato dalla Cardiologia dell’ospedale Molinette in collaborazione con i colleghi dell'Università di Zurigo. <br /><br /><b>TUMORE FEGATO, VACCINO HEPAVAC-201 IN SPERIMENTAZIONE AL PASCALE DI NAPOLI</b><br /><br />Comprende 16 molecole differenti capaci di indurre una risposta anti tumorale a largo spettro e di impedire, così, alle cellule tumorali di sfuggire al controllo del sistema immunitario ritardando il ripresentarsi della malattia. Anche se l'auspicio è che possa eliminare le recidive, migliorare la qualità della vita dei pazienti e prolungarne la sopravvivenza. È il vaccino Hepavac-201, il primo al mondo per il tumore epatico contro numerosi target molecolari, promosso dall'Istituto dei tumori di Napoli. Dopo gli studi e le sperimentazioni il vaccino è stato somministrato al primo paziente affetto da epatocarcinoma senza effetti secondari acuti. Altri 3 pazienti sono in lista d'attesa per cominciare il trattamento nelle prossime settimane. In campo le equipe del coordinatore scientifico del progetto, Luigi Buonaguro, direttore del Laboratorio di Modelli Immunologici Innovativi, di Francesco Izzo, direttore dell'Unità Operativa Complessa di Chirurgia Epatobiliare, di Paolo Ascierto, coordinatore della struttura di Sperimentazione clinica di Fase 1. Lo sviluppo del vaccino è partito nel 2013 e i primi risultati saranno disponibili entro giugno 2024. Si potrà valutare la tollerabilità del vaccino e la sua capacità di indurre una risposta immunitaria. In totale saranno arruolati 10 pazienti.<br /><br />Approfondimenti e altre notizie sono nel portale salutedomàni.com e Saluteh24.com, nelle pagine social collegate e nel canale gratuito di telegram: salutedomàni]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/56872312</guid><pubDate>Wed, 20 Sep 2023 16:31:44 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/56872312/podcast_salutedomani_20_settembre_23.mp3" length="5890852" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Salutedomani</itunes:author><itunes:subtitle>Oggi si parlerà della medicina spaziale per frenare l’invecchiamento, di Intelligenza Artificiale per prevedere il rischio della Sindrome del Cuore Infranto e del vaccino Hepavac-201, il primo al mondo per il tumore epatico contro numerosi target...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Oggi si parlerà della medicina spaziale per frenare l’invecchiamento, di Intelligenza Artificiale per prevedere il rischio della Sindrome del Cuore Infranto e del vaccino Hepavac-201, il primo al mondo per il tumore epatico contro numerosi target molecolari, promosso dall'Istituto dei tumori di Napoli. <br /><br /><b>DALLO SPAZIO LA MEDICINA DI PRECISIONE CONTRO L’INVECCHIAMENTO</b><br /><br />Vivere qualche mese nello spazio accelera l’invecchiamento e determina cambiamenti che di solito si verificano in 10-20 anni di vita sulla Terra, con effetti deleteri su occhi, cuore, DNA e metabolismo. Ma dai numerosi disturbi che colpiscono gli astronauti al ritorno dallo spazio, legati all’assenza di gravità e alla produzione di radicali liberi, possono arrivare indicazioni utili per prevenire e curare malattie dell’invecchiamento sulla Terra. La buona notizia è che la medicina spaziale ci sta fornendo nuovi strumenti di precisione per contrastare questo fenomeno attraverso la personalizzazione di farmaci, attività fisica e dieta in base al profilo molecolare del singolo individuo. Sono allo studio anche programmi di intelligenza artificiale capaci di diagnosticare malattie prima ancora della comparsa dei sintomi, biopsie liquide che con un solo prelievo di sangue riconoscono le “spie” di diversi tipi di tumore, gemelli digitali con cui prevedere l’evoluzione delle malattie e nuovi sistemi di telemedicina per intervenire a distanza. Tutte innovazioni studiate per gli astronauti, ma che in un futuro non troppo lontano potranno aiutare tutti. Se ne è parlato a Firenze in occasione del convegno “Costruire una civiltà nello spazio”, organizzato da Fondazione Internazionale Menarini con NASA, SOVARIS Aerospace e The Foundation for Gender-Specific Medicine. Monitorare le conseguenze fisiche dell’esposizione degli astronauti all’ambiente ostile dello spazio è cruciale per la salute degli astronauti, ma consentirà anche di migliorare la nostra comprensione della fisiologia umana, grazie soprattutto alla medicina di precisione. Utilizzando le più recenti innovazioni, gli esperti affermano che si potrà migliorare esponenzialmente la nostra salute, le nostre performance e la longevità.<br /><br /><b>SINDROME DEL CUORE INFRANTO, L' INTELLIGENZA ARTIFICIALE ORA PREVEDE IL RISCHIO DI PROGNOSI NEGATIVA</b><br /><br />E’ stato sviluppato un modello di Intelligenza Artificiale basato sul machine learning per prevedere il rischio di prognosi negativa nei pazienti affetti da cardiomiopatia da stress acuto, detta anche Sindrome del Cuore infranto. Questa patologia, che colpisce soprattutto le donne ed è tipicamente scatenata da uno stress emotivo, era stata inizialmente considerata benigna, ma è in realtà associata a molti eventi avversi, compresa la mortalità a breve termine, che può arrivare ad essere simile a quella dell’infarto. Il modello è stato derivato dal registro europeo International Takotsubo Registry di quasi 4000 pazienti e validato in oltre 1000 pazienti italiani. Lo studio è stato condotto dai medici della Cardiologia universitaria dell’ospedale Molinette della Città della Salute di Torino, in collaborazione con esperti di Intelligenza Artificiale dell'Università degli Studi di Torino, e pubblicato sulla rivista European Journal of Heart Failure. E’ stato anche utilizzato un registro di pazienti coordinato dalla Cardiologia dell’ospedale Molinette in collaborazione con i colleghi dell'Università di Zurigo. <br /><br /><b>TUMORE FEGATO, VACCINO HEPAVAC-201 IN SPERIMENTAZIONE AL PASCALE DI NAPOLI</b><br /><br />Comprende 16 molecole differenti capaci di indurre una risposta anti tumorale a largo spettro e di impedire, così, alle cellule tumorali di sfuggire al controllo del sistema immunitario ritardando il ripresentarsi della malattia. Anche se l'auspicio è che possa eliminare le recidive, migliorare la qualità della vita dei pazienti e prolungarne la sopravvivenza. È il vaccino Hepavac-201, il primo al mondo per il tumore epatico...]]></itunes:summary><itunes:duration>369</itunes:duration><itunes:keywords>ascierto,astronauti,cuore,dna,fegato,hepavac-201,invecchiamento,longevità,menarini,metabolismo,molinette,napoli,podcast,ricerca,salutedomani,sindrome,spazio,stress,tumore,vaccino</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/56262bc7e005e620898ae92d28068239.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>PODCAST. COVID, GENI NEANDERTHAL PER LE FORME GRAVI. CAMPAGNA ANGIOEDEMA EREDITARIO CON ENZO MICCIO. RIMBORSO TERAPIA PER TUMORE VESCICA</title><link>https://www.spreaker.com/episode/podcast-covid-geni-neanderthal-per-le-forme-gravi-campagna-angioedema-ereditario-con-enzo-miccio-rimborso-terapia-per-tumore-vescica--56810216</link><description><![CDATA[Oggi si parla della scoperta dell’Istituto Mario Negri di Bergamo sulla presenza di 3 geni di Neanderthal per le forme gravi di Covid, della campagna sull’angioedema ereditario e del cortometraggio che ha tra i protagonisti Enzo Miccio e del rimborso AIFA della terapia per il tumore alla vescica.  <br /><b></b><br /><b>COVID. ISTITUTO NEGRI, LE FORME PIU' GRAVI DOVUTE ANCHE AI GENI NEANDERTHAL</b><br /><br />Il rischio di ammalarsi in maniera grave di Covid può essere legato a dei geni che ereditiamo dai nostri antenati Neanderthal. Lo afferma uno studio dell’Istituto Mario Negri di Bergamo, impegnato in 2 anni di ricerca nell'analisi della relazione fra i fattori genetici e la gravità della malattia COVID-19 proprio nella provincia di Bergamo. Lo studio ha potuto contare sulla partecipazione di circa diecimila cittadini, soprattutto fra coloro che vivevano nelle zone di Nembro, Albino e Alzano Lombardo, un’area con una frequenza di malattie gravi e di morti che erano 850 volte superiori a quello che uno si poteva aspettare. Ben 3 dei 6 geni associati a questo rischio sono arrivati alla popolazione moderna dai Neanderthal e si trovano sul cromosoma 3. Si tratta dei geni CCR9 e CXCR6, responsabili di richiamare i globuli bianchi e causare infiammazione durante le infezioni, e del gene LZTFL1, che regola lo sviluppo e la funzione delle cellule epiteliali nelle vie respiratorie, condizionando le diverse manifestazioni della malattia.   <br /><br /><b> AL VIA “DESTINAZIONE POSSO – IL MIO VIAGGIO CON L’ANGIOEDEMA EREDITARIO” </b><br /><br />Un viaggio in auto da Milano a Roma per cambiare la narrazione di una malattia rara e poco conosciuta: l’angioèdema ereditario. Tutto nasce dall’incontro fortuito, ma non troppo, tra Enzo Miccio, conduttore televisivo alle prese con un ‘blocco creativo’ e la sua amica Chiara, con un giovane attore, Gaetano, che li trascina in un’avventura on the road: cosa può andare storto? Dopo un inizio burrascoso, Gaetano si apre con i suoi compagni di viaggio e racconta la sua vita con l’angioedema ereditario: la diagnosi, le difficoltà, le speranze. Con una sorpresa. Anzi, due. È la storia raccontata nel cortometraggio “Tutto il tempo del mondo”, un viaggio che apre la porta della conoscenza per entrare nella realtà di chi convive con questa patologia. Il corto è il fulcro della campagna di sensibilizzazione “Destinazione Posso – Il mio viaggio con l’angioedema ereditario”, promossa da Takeda Italia con il patrocinio dell’Associazione volontaria per l’angioedema ereditario ed altre forme rare di angioedema, ITACA e UNIAMO – Federazione Italiana Malattie Rare. Oggi le persone con angioedema ereditario possono riconquistare una quotidianità piena e una visione positiva del loro futuro, proprio a partire dalla conoscenza della loro malattia. Non più vite sospese, non più rinunce a viaggi, vacanze, sport, hobby, momenti con gli amici. Negli anni la ricerca ha individuato i meccanismi, che determinano la malattia e permette di impostare cure sia per gli attacchi acuti sia per la profilassi. Ascoltiamo Enzo Miccio: “Questa esperienza mi è piaciuta molto e ancor di più l’idea alla base del corto: diffusione di conoscenza, sensibilizzazione, diagnosi precoce… Ho affrontato questo ‘viaggio’ con grande interesse pronto alla scoperta, questa volta non di una città, di un popolo o di una religione ma di una malattia, rara, a me sconosciuta – commenta il conduttore televisivo e testimonial della campagna<i> -</i>Nel cortometraggio il mio personaggio attraversa una parte dell’Italia insieme a chi ha voluto condividere con lui una parte importante della sua vita ed impara ad ascoltare, ad apprendere e ad incuriosirsi, esattamente come quando si affronta un viaggio verso una meta sconosciuta. Sono felice e grato che abbiano scelto me per questa nuova e spero utile campagna di sensibilizzazione”<i>. </i>Il cortometraggio è disponibile sul sito <a href="http://www.destinazioneposso.it/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">www.destinazioneposso.it</a>.  <br /><br /><b> TERAPIA PER IL CARCINOMA UROTELIALE LOCALMENTE AVANZATO O METASTATICO. AIFA APPROVA LA RIMBORSABILITA' </b><br /><br />L’Agenzia Italiana del Farmaco (AIFA) ha approvato la rimborsabilità della monoterapia di Astellas per il trattamento di  pazienti  adulti  con carcinoma uroteliale localmente avanzato o  metastatico, che hanno precedentemente ricevuto una chemioterapia contenente  platino  e  un inibitore del recettore di morte programmata 1 o  un  inibitore  del ligando di morte programmata 1 (PD-L1), Questa approvazione segue quella della Comunità Europea, che è stata supportata dai dati ottenuti con lo studio internazionale di fase 3 EV-301. Il carcinoma uroteliale è la forma più comune di cancro della vescica. Si stima che in Europa 204.000 persone abbiano ricevuto una diagnosi di cancro uroteliale nel 2020 e oltre 67.000 persone siano decedute per la malattia. Fulvio Berardo, Amministratore Delegato Astellas Pharma, ci parla dell’impegno dell’azienda: <i>“</i>Enfortumab vedotin rappresenta per Astellas l’ennesima conferma del nostro impegno nell’area uro-oncologica. Oggi, infatti, la nostra storia e la partnership con il modo uro-oncologico si rafforzano mettendo a disposizione questa nuova opzione terapeutica per il carcinoma uroteliale localmente avanzato o metastatico che ci auguriamo possa fare la differenza e migliorare la qualità della vita di tante persone”.<br /><br />Approfondimenti e altre notizie sono nel portale salutedomàni.com e Saluteh24.com, nelle pagine social collegate e nel canale gratuito di telegram: salutedomàni <i> </i>]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/56810216</guid><pubDate>Fri, 15 Sep 2023 12:02:05 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/56810216/podcast_salutedomani_15_settembre_23.mp3" length="6959987" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Salutedomani</itunes:author><itunes:subtitle>Oggi si parla della scoperta dell’Istituto Mario Negri di Bergamo sulla presenza di 3 geni di Neanderthal per le forme gravi di Covid, della campagna sull’angioedema ereditario e del cortometraggio che ha tra i protagonisti Enzo Miccio e del rimborso...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Oggi si parla della scoperta dell’Istituto Mario Negri di Bergamo sulla presenza di 3 geni di Neanderthal per le forme gravi di Covid, della campagna sull’angioedema ereditario e del cortometraggio che ha tra i protagonisti Enzo Miccio e del rimborso AIFA della terapia per il tumore alla vescica.  <br /><b></b><br /><b>COVID. ISTITUTO NEGRI, LE FORME PIU' GRAVI DOVUTE ANCHE AI GENI NEANDERTHAL</b><br /><br />Il rischio di ammalarsi in maniera grave di Covid può essere legato a dei geni che ereditiamo dai nostri antenati Neanderthal. Lo afferma uno studio dell’Istituto Mario Negri di Bergamo, impegnato in 2 anni di ricerca nell'analisi della relazione fra i fattori genetici e la gravità della malattia COVID-19 proprio nella provincia di Bergamo. Lo studio ha potuto contare sulla partecipazione di circa diecimila cittadini, soprattutto fra coloro che vivevano nelle zone di Nembro, Albino e Alzano Lombardo, un’area con una frequenza di malattie gravi e di morti che erano 850 volte superiori a quello che uno si poteva aspettare. Ben 3 dei 6 geni associati a questo rischio sono arrivati alla popolazione moderna dai Neanderthal e si trovano sul cromosoma 3. Si tratta dei geni CCR9 e CXCR6, responsabili di richiamare i globuli bianchi e causare infiammazione durante le infezioni, e del gene LZTFL1, che regola lo sviluppo e la funzione delle cellule epiteliali nelle vie respiratorie, condizionando le diverse manifestazioni della malattia.   <br /><br /><b> AL VIA “DESTINAZIONE POSSO – IL MIO VIAGGIO CON L’ANGIOEDEMA EREDITARIO” </b><br /><br />Un viaggio in auto da Milano a Roma per cambiare la narrazione di una malattia rara e poco conosciuta: l’angioèdema ereditario. Tutto nasce dall’incontro fortuito, ma non troppo, tra Enzo Miccio, conduttore televisivo alle prese con un ‘blocco creativo’ e la sua amica Chiara, con un giovane attore, Gaetano, che li trascina in un’avventura on the road: cosa può andare storto? Dopo un inizio burrascoso, Gaetano si apre con i suoi compagni di viaggio e racconta la sua vita con l’angioedema ereditario: la diagnosi, le difficoltà, le speranze. Con una sorpresa. Anzi, due. È la storia raccontata nel cortometraggio “Tutto il tempo del mondo”, un viaggio che apre la porta della conoscenza per entrare nella realtà di chi convive con questa patologia. Il corto è il fulcro della campagna di sensibilizzazione “Destinazione Posso – Il mio viaggio con l’angioedema ereditario”, promossa da Takeda Italia con il patrocinio dell’Associazione volontaria per l’angioedema ereditario ed altre forme rare di angioedema, ITACA e UNIAMO – Federazione Italiana Malattie Rare. Oggi le persone con angioedema ereditario possono riconquistare una quotidianità piena e una visione positiva del loro futuro, proprio a partire dalla conoscenza della loro malattia. Non più vite sospese, non più rinunce a viaggi, vacanze, sport, hobby, momenti con gli amici. Negli anni la ricerca ha individuato i meccanismi, che determinano la malattia e permette di impostare cure sia per gli attacchi acuti sia per la profilassi. Ascoltiamo Enzo Miccio: “Questa esperienza mi è piaciuta molto e ancor di più l’idea alla base del corto: diffusione di conoscenza, sensibilizzazione, diagnosi precoce… Ho affrontato questo ‘viaggio’ con grande interesse pronto alla scoperta, questa volta non di una città, di un popolo o di una religione ma di una malattia, rara, a me sconosciuta – commenta il conduttore televisivo e testimonial della campagna<i> -</i>Nel cortometraggio il mio personaggio attraversa una parte dell’Italia insieme a chi ha voluto condividere con lui una parte importante della sua vita ed impara ad ascoltare, ad apprendere e ad incuriosirsi, esattamente come quando si affronta un viaggio verso una meta sconosciuta. 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NOVITA’ SCREENING MESOTELIOMA</title><link>https://www.spreaker.com/episode/covid-variante-eris-sfugge-ad-anticorpi-tentativi-di-suicidio-tra-i-giovanissimi-novita-screening-mesotelioma--56752665</link><description><![CDATA[Benvenuti al Podcast di salutedomàni.com; notizie di medicina, salute, benessere, sport, alimentazione, fitness da tutto il mondo. Abbónati!<br /><br />Oggi si parlerà della capacità della variante Sars-Cov-2, Eris, di sfuggire agli anticorpi; di suicidio e ideazione suicidaria tra i giovani e i giovanissimi e delle novità di screening per il tumore mesotelioma <br /><br /><b>COVID. VARIANTE ERIS, MAGGIORE CAPACITA' DI SFUGGIRE AGLI ANTICORPI </b><br /><br />Dopo che lo scorso 9 agosto l'Organizzazione Mondiale della Sanità ha designato la EG.5 come nuova variante "di interesse" del SARS-CoV-2, i ricercatori dell'Università dell'Insubria hanno analizzato quanto e come sia cambiata questa variante e quale possa essere il suo contributo all'incremento dei contagi e del tasso di ospedalizzazione e mortalità osservati nelle ultime settimane a livello globale. Lo studio è pubblicato sulla rivista 'European Journal of Internal Medicine'. "La maggiore resistenza agli anticorpi e la inalterata capacità trasmissiva e di legame alle nostre cellule della variante EG.5 rispetto alle precedenti e temute varianti Omicron- commenta Fabio Angeli, docente di Malattie dell'apparato cardiovascolare del Dipartimento di Medicina e innovazione tecnologica - spiegherebbe l'aumento degli indicatori anche nel nostro Paese (+43,4% i casi positivi, +44,6% i decessi nell'ultima settimana, rispetto la precedente); i risultati spiegano anche perché sia dominante (in Italia è presente in almeno il 40% dei sequenziamenti) e fanno affievolire le speranze che le nuove varianti (compresa la Eris) possano diventare col tempo meno diffusive".  <br /><br /><b>OSPEDALE BAMBINO GESU’, 387 ACCESSI IN EMERGENZA PER TENTATIVI E IDEAZIONI DI SUICIDIO NELL' ULTIMO ANNO</b><br /><br />Sono 387 i casi registrati nell'ultimo anno al Bambino Gesù per tentato suicidio e ideazione suicidaria tra i giovani e i giovanissimi. 15 anni l'età media. Il 90% sono ragazze. Gli esperti ne hanno parlato a Roma in un convegno organizzato dall'Ospedale pediatrico della Santa Sede. «La depressione e i disturbi d’ansia tra i giovanissimi sono in aumento esponenziale da anni. Siamo di fronte a una vera e propria emergenza psichiatrica, come testimoniano i numeri altissimi registrati al Bambino Gesù negli ultimi anni, in particolare dopo l'esperienza traumatica della pandemia» sottolinea il prof. Stefano Vicari, responsabile di Neuropsichiatria dell’Infanzia e dell’Adolescenza dell’Ospedale e ordinario all’Università Cattolica. «I problemi di salute mentale per cui i ragazzi vengono portati in urgenza in un pronto soccorso pediatrico sono sempre di più legati all’autolesionismo messo in atto fin da bambini. È un dato che colpisce e che testimonia una sofferenza psicologica dei ragazzi che non va ignorata ma che non trova invece sufficiente ascolto e risposte adeguate».   <b> </b><br /><b></b><br /><b>MESOTELIOMA, I COMPOSTI ORGANICI VOLATILI NELL' ESPIRATO UTILI PER LO SCREENING </b><br />L'identificazione e l'analisi dei composti organici volatili nell'espirato di pazienti affetti da mesotelioma pleurico maligno si è rivelata promettente come metodo di screening per il mesotelioma pleurico maligno, secondo una ricerca presentata alla Conferenza mondiale dell'Associazione per lo studio del cancro al polmone 2023 a Singapore. Il mesotelioma pleurico maligno è una malattia complessa con opzioni terapeutiche limitate e una prognosi infausta. Per migliorare i risultati del trattamento e personalizzare le terapie per i singoli pazienti, i ricercatori hanno esplorato i marcatori predittivi. Recentemente, i composti organici volatili (COV), presenti nel respiro esalato sono emersi come potenziali marcatori non invasivi di malattie.  I ricercatori hanno condotto uno studio volto a indagare se l'analisi del respiro esalato potesse differenziare i pazienti che hanno risposto al trattamento dai non-responder e, in caso di successo, prevedere i risultati del trattamento, utilizzando i COV come biomarcatori predittivi.<br /><br />Approfondimenti e altre notizie sono nel portale salutedomàni.com e Saluteh24.com, nelle pagine social collegate e nel canale gratuito di telegram: salutedomàni]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/56752665</guid><pubDate>Sun, 10 Sep 2023 15:16:58 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/56752665/podcast_salutedomani_10_settembre_23.mp3" length="5575288" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Salutedomani</itunes:author><itunes:subtitle>Benvenuti al Podcast di salutedomàni.com; notizie di medicina, salute, benessere, sport, alimentazione, fitness da tutto il mondo. Abbónati!

Oggi si parlerà della capacità della variante Sars-Cov-2, Eris, di sfuggire agli anticorpi; di suicidio e...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Benvenuti al Podcast di salutedomàni.com; notizie di medicina, salute, benessere, sport, alimentazione, fitness da tutto il mondo. Abbónati!<br /><br />Oggi si parlerà della capacità della variante Sars-Cov-2, Eris, di sfuggire agli anticorpi; di suicidio e ideazione suicidaria tra i giovani e i giovanissimi e delle novità di screening per il tumore mesotelioma <br /><br /><b>COVID. VARIANTE ERIS, MAGGIORE CAPACITA' DI SFUGGIRE AGLI ANTICORPI </b><br /><br />Dopo che lo scorso 9 agosto l'Organizzazione Mondiale della Sanità ha designato la EG.5 come nuova variante "di interesse" del SARS-CoV-2, i ricercatori dell'Università dell'Insubria hanno analizzato quanto e come sia cambiata questa variante e quale possa essere il suo contributo all'incremento dei contagi e del tasso di ospedalizzazione e mortalità osservati nelle ultime settimane a livello globale. Lo studio è pubblicato sulla rivista 'European Journal of Internal Medicine'. "La maggiore resistenza agli anticorpi e la inalterata capacità trasmissiva e di legame alle nostre cellule della variante EG.5 rispetto alle precedenti e temute varianti Omicron- commenta Fabio Angeli, docente di Malattie dell'apparato cardiovascolare del Dipartimento di Medicina e innovazione tecnologica - spiegherebbe l'aumento degli indicatori anche nel nostro Paese (+43,4% i casi positivi, +44,6% i decessi nell'ultima settimana, rispetto la precedente); i risultati spiegano anche perché sia dominante (in Italia è presente in almeno il 40% dei sequenziamenti) e fanno affievolire le speranze che le nuove varianti (compresa la Eris) possano diventare col tempo meno diffusive".  <br /><br /><b>OSPEDALE BAMBINO GESU’, 387 ACCESSI IN EMERGENZA PER TENTATIVI E IDEAZIONI DI SUICIDIO NELL' ULTIMO ANNO</b><br /><br />Sono 387 i casi registrati nell'ultimo anno al Bambino Gesù per tentato suicidio e ideazione suicidaria tra i giovani e i giovanissimi. 15 anni l'età media. Il 90% sono ragazze. Gli esperti ne hanno parlato a Roma in un convegno organizzato dall'Ospedale pediatrico della Santa Sede. «La depressione e i disturbi d’ansia tra i giovanissimi sono in aumento esponenziale da anni. Siamo di fronte a una vera e propria emergenza psichiatrica, come testimoniano i numeri altissimi registrati al Bambino Gesù negli ultimi anni, in particolare dopo l'esperienza traumatica della pandemia» sottolinea il prof. Stefano Vicari, responsabile di Neuropsichiatria dell’Infanzia e dell’Adolescenza dell’Ospedale e ordinario all’Università Cattolica. «I problemi di salute mentale per cui i ragazzi vengono portati in urgenza in un pronto soccorso pediatrico sono sempre di più legati all’autolesionismo messo in atto fin da bambini. È un dato che colpisce e che testimonia una sofferenza psicologica dei ragazzi che non va ignorata ma che non trova invece sufficiente ascolto e risposte adeguate».   <b> </b><br /><b></b><br /><b>MESOTELIOMA, I COMPOSTI ORGANICI VOLATILI NELL' ESPIRATO UTILI PER LO SCREENING </b><br />L'identificazione e l'analisi dei composti organici volatili nell'espirato di pazienti affetti da mesotelioma pleurico maligno si è rivelata promettente come metodo di screening per il mesotelioma pleurico maligno, secondo una ricerca presentata alla Conferenza mondiale dell'Associazione per lo studio del cancro al polmone 2023 a Singapore. Il mesotelioma pleurico maligno è una malattia complessa con opzioni terapeutiche limitate e una prognosi infausta. Per migliorare i risultati del trattamento e personalizzare le terapie per i singoli pazienti, i ricercatori hanno esplorato i marcatori predittivi. 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STUDIO SU BMJ ONCOLOGY</b><br /><b></b><br />Secondo una ricerca pubblicata oggi sulla rivista BMJ Oncology, negli ultimi tre decenni (1990-2019) si è registrato un sorprendente aumento del 79% di nuovi casi di cancro sotto i 50 anni in tutto il mondo<i>.</i> Il cancro al seno ha rappresentato il maggior numero di casi ad “esordio precoce” in questa fascia di età nel 2019. Ma i tumori della trachea (nasofaringe) e della prostata sono aumentati più rapidamente dal 1990, rivela l’analisi. I tumori che hanno causato il maggior numero di morti e hanno compromesso maggiormente la salute tra i giovani adulti nel 2019 sono stati quelli del seno, della trachea, del polmone, dell’intestino e dello stomaco. I risultati ribaltano l’opinione diffusa sui tipi di cancro che colpiscono tipicamente le persone sotto i 50 anni, suggerisce un editoriale collegato. I tassi più elevati di tumori ad esordio precoce nel 2019 si sono verificati in Nord America, Australasia ed Europa occidentale. Ma sono stati colpiti anche i paesi a reddito medio-basso, con i tassi di mortalità più alti tra gli under 50 in Oceania, Europa orientale e Asia centrale. I ricercatori stimano che il numero globale di nuovi casi di cancro ad esordio precoce e di decessi associati aumenterà rispettivamente di un ulteriore 31% e 21% nel 2030, con i quarantenni che saranno i più a rischio. È probabile che i fattori genetici abbiano un ruolo, affermano i ricercatori. Ma diete ricche di carne rossa e sale e povere di frutta e latte; consumo di alcol; e l’uso del tabacco sono i principali fattori di rischio alla base dei tumori più comuni tra gli under 50, insieme all’inattività fisica, all’eccesso di peso e all’alto livello di zucchero nel sangue.  <br /><br /> <b>NUOVE RACCOMANDAZIONI OMS SULL' ATTIVITA' FISICA IN SVIZZERA. OGNI MOVIMENTO CONTA!</b><br />L'attività fisica nella vita quotidiana è fondamentale per la salute: a ogni età! La Rete svizzera Salute e Movimento hepa.ch ha adeguato per la Svizzera le nuove raccomandazioni sull'attività fisica dell'OMS e le presenta all'opinione pubblica nell'ambito di una settimana d'azione che si svolgerà a settembre. Le novità: limitare i periodi prolungati in posizione seduta, perchè ogni attività fisica nella vita quotidiana contribuisce a rimanere in salute. Le precedenti raccomandazioni auspicavano lo svolgimento dell’attività fisica in intervalli di almeno 10 minuti, mentre quelle nuove si scostano da questo suggerimento in favore del nuovo obiettivo, ovvero di integrare il più possibile l'attività fisica nel quotidiano. Le raccomandazioni globali e nazionali sull'attività fisica si concentrano sulla necessità di limitare e interrompere i periodi prolungati in posizione seduta, secondo il motto: ogni movimento conta!<br /><br /><b>SCUOLA, IL DECALOGO DEI PEDIATRI SIPPS PER UN RIENTRO FELICE E SENZA STRESS</b><br /><br />Le vacanze estive sono finite e tra pochi giorni suonerà la campanella. Per tornare tra i banchi senza troppa nostalgia la Società Italiana di Pediatria Preventiva e Sociale ha stilato un Decalogo in aiuto degli alunni e dei loro genitori. 1-Impostare l'orario di sveglia adeguato alla ripresa dell'attività scolastica e preparare i vestiti la sera prima 2-Andare a letto prima la sera 3-Seguire una dieta regolare, basata su cinque pasti al giorno (colazione, spuntino di metà mattino, pranzo, merenda e cena) applicando i principi della dieta mediterranea 4-Tornare ai compiti giornalieri, che lo studente deve però considerare come un ulteriore processo educativo e non, invece, come una punizione 5-Programmare o riprendere uno stile di vita sano 6-Non trasmettere ansie al bambino nell'organizzare tempi e impegni  7-Acquistare il materiale scolastico in tempo 8-I bambini devono familiarizzare con l'ambiente: per quanti vanno a scuola per la prima volta è di grande aiuto che padri e madri li accompagnino nella nuova scuola  9-Riprendere i contatti con i compagni di classe  10- Pensare all'iscrizione a corsi di sport o di giochi strutturati in base alle attitudini del bambino.<br /><br />Approfondimenti e altre notizie sono nel portale Salutedomani.com e Saluteh24.com, nella pagina Facebook salutedomanicom, twitter @salutedomani e nel canale gratuito di telegram Salutedomani]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/56715683</guid><pubDate>Wed, 06 Sep 2023 18:39:37 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/56715683/podcast_salutedomani_6_settembre_23.mp3" length="5822298" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Salutedomani</itunes:author><itunes:subtitle>TUMORE, +79% NEI GIOVANI NEGLI ULTIMI 30 ANNI. STUDIO SU BMJ ONCOLOGY

Secondo una ricerca pubblicata oggi sulla rivista BMJ Oncology, negli ultimi tre decenni (1990-2019) si è registrato un sorprendente aumento del 79% di nuovi casi di cancro sotto i...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[<b>TUMORE, +79% NEI GIOVANI NEGLI ULTIMI 30 ANNI. STUDIO SU BMJ ONCOLOGY</b><br /><b></b><br />Secondo una ricerca pubblicata oggi sulla rivista BMJ Oncology, negli ultimi tre decenni (1990-2019) si è registrato un sorprendente aumento del 79% di nuovi casi di cancro sotto i 50 anni in tutto il mondo<i>.</i> Il cancro al seno ha rappresentato il maggior numero di casi ad “esordio precoce” in questa fascia di età nel 2019. Ma i tumori della trachea (nasofaringe) e della prostata sono aumentati più rapidamente dal 1990, rivela l’analisi. I tumori che hanno causato il maggior numero di morti e hanno compromesso maggiormente la salute tra i giovani adulti nel 2019 sono stati quelli del seno, della trachea, del polmone, dell’intestino e dello stomaco. I risultati ribaltano l’opinione diffusa sui tipi di cancro che colpiscono tipicamente le persone sotto i 50 anni, suggerisce un editoriale collegato. I tassi più elevati di tumori ad esordio precoce nel 2019 si sono verificati in Nord America, Australasia ed Europa occidentale. Ma sono stati colpiti anche i paesi a reddito medio-basso, con i tassi di mortalità più alti tra gli under 50 in Oceania, Europa orientale e Asia centrale. I ricercatori stimano che il numero globale di nuovi casi di cancro ad esordio precoce e di decessi associati aumenterà rispettivamente di un ulteriore 31% e 21% nel 2030, con i quarantenni che saranno i più a rischio. È probabile che i fattori genetici abbiano un ruolo, affermano i ricercatori. Ma diete ricche di carne rossa e sale e povere di frutta e latte; consumo di alcol; e l’uso del tabacco sono i principali fattori di rischio alla base dei tumori più comuni tra gli under 50, insieme all’inattività fisica, all’eccesso di peso e all’alto livello di zucchero nel sangue.  <br /><br /> <b>NUOVE RACCOMANDAZIONI OMS SULL' ATTIVITA' FISICA IN SVIZZERA. OGNI MOVIMENTO CONTA!</b><br />L'attività fisica nella vita quotidiana è fondamentale per la salute: a ogni età! La Rete svizzera Salute e Movimento hepa.ch ha adeguato per la Svizzera le nuove raccomandazioni sull'attività fisica dell'OMS e le presenta all'opinione pubblica nell'ambito di una settimana d'azione che si svolgerà a settembre. Le novità: limitare i periodi prolungati in posizione seduta, perchè ogni attività fisica nella vita quotidiana contribuisce a rimanere in salute. Le precedenti raccomandazioni auspicavano lo svolgimento dell’attività fisica in intervalli di almeno 10 minuti, mentre quelle nuove si scostano da questo suggerimento in favore del nuovo obiettivo, ovvero di integrare il più possibile l'attività fisica nel quotidiano. Le raccomandazioni globali e nazionali sull'attività fisica si concentrano sulla necessità di limitare e interrompere i periodi prolungati in posizione seduta, secondo il motto: ogni movimento conta!<br /><br /><b>SCUOLA, IL DECALOGO DEI PEDIATRI SIPPS PER UN RIENTRO FELICE E SENZA STRESS</b><br /><br />Le vacanze estive sono finite e tra pochi giorni suonerà la campanella. Per tornare tra i banchi senza troppa nostalgia la Società Italiana di Pediatria Preventiva e Sociale ha stilato un Decalogo in aiuto degli alunni e dei loro genitori. 1-Impostare l'orario di sveglia adeguato alla ripresa dell'attività scolastica e preparare i vestiti la sera prima 2-Andare a letto prima la sera 3-Seguire una dieta regolare, basata su cinque pasti al giorno (colazione, spuntino di metà mattino, pranzo, merenda e cena) applicando i principi della dieta mediterranea 4-Tornare ai compiti giornalieri, che lo studente deve però considerare come un ulteriore processo educativo e non, invece, come una punizione 5-Programmare o riprendere uno stile di vita sano 6-Non trasmettere ansie al bambino nell'organizzare tempi e impegni  7-Acquistare il materiale scolastico in tempo 8-I bambini devono familiarizzare con l'ambiente: per quanti vanno a scuola per la prima volta è di grande aiuto che padri e madri li accompagnino nella nuova scuola  9-Riprendere i contatti con i compagni di...]]></itunes:summary><itunes:duration>364</itunes:duration><itunes:keywords>bambini,bmj,cancro,consigli,decalogo,dieta,fumo,giovani,oms,pediatri,podcast,raccomandazioni,ricerca,salutedomani,scuola,sipps,sport,svizzera,tumore,under50</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/56262bc7e005e620898ae92d28068239.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>SPECIALE CONGRESSO EUROPEO DI CARDIOLOGIA ESC 2023</title><link>https://www.spreaker.com/episode/speciale-congresso-europeo-di-cardiologia-esc-2023--56627002</link><description><![CDATA[<b>SPECIALE CONGRESSO EUROPEO DI CARDIOLOGIA ESC 2023 </b><br /><br />Al Congresso europeo di cardiologia ESC 2023 di Amsterdam hanno partecipato più di trentamila operatori sanitari provenienti da 175 paesi, 24mila in presenza e 6.000 online. Tante notizie sono giunte da oltre 3750 abstract e casi clinici, presentati da scienziati provenienti da 86 paesi. La Germania è in testa con il maggior numero di abstract, seguita da Stati Uniti e Giappone. Circa 82 studi sono stati pubblicati contemporaneamente su riviste prestigiose.<br /><br />Tra le notizie più interessanti c’è l’analisi più completa dal 2006 sul costo delle malattie cardiovascolari (CVD) nell’Unione Europea. Il costo è di circa 282 miliardi di euro nel 2021, molto più dell’intero bilancio della stessa Unione Europea. Altra ricerca interessante ha riguardato chi soffre di diabete: i pazienti di tipo 2 hanno più del doppio delle probabilità di sviluppare malattie cardiovascolari (CVD) rispetto ai loro coetanei sani: un rischio da due a quattro volte più elevato di malattia coronarica, ictus, insufficienza cardiaca, fibrillazione atriale e malattia delle arterie periferiche rispetto a quelli senza diabete di tipo 2. Quando si verifica una malattia cardiovascolare, la prognosi è peggiore. Ad esempio, la mortalità dovuta a malattie cardiovascolari è maggiore del 50-90% nei pazienti con insufficienza cardiaca e diabete rispetto a quelli con sola insufficienza cardiaca.<br /><br />Altro tema affrontato è stato la necessità di maggiore attività fisica da bambini e adolescenti, poiché le ore di inattività durante l'infanzia potrebbero preparare il terreno per attacchi cardiaci e ictus più avanti nella vita. Lo studio ha rilevato che il tempo sedentario accumulato dall'infanzia alla prima età adulta è stato associati a danni cardiaci, anche in soggetti con peso e pressione sanguigna normali. Interessante anche uno studio che ha coinvolto tutti gli ospedali di Londra: non ha riscontrato differenze nella sopravvivenza a 30 giorni nei pazienti con arresto cardiaco rianimati, che sono stati portati in ambulanza in un centro per arresto cardiaco rispetto al pronto soccorso geograficamente più vicino. L’importante è intervenire subito sul paziente. Un altro studio, condotto su oltre 15.400 persone, ha rilevato che la forma fisica è collegata a una minore probabilità di sviluppare fibrillazione atriale e ictus. La fibrillazione atriale è il disturbo del ritmo cardiaco più comune e colpisce più di 40 milioni di persone in tutto il mondo.  Si stima che un europeo su tre svilupperà la fibrillazione atriale nel corso della propria vita. I pazienti affetti da questa condizione hanno un rischio di ictus cinque volte maggiore rispetto ai loro coetanei.<br /><br />Nel corso del congresso di Amsterdam sono state presentate anche nuove linee guida, importanti per la pratica clinica in tutta Europa e non solo. Si tratta di quattro nuove linee guida, che coprono le sindromi coronariche acute, l’endocardite, le malattie cardiovascolari nel diabete e le cardiomiopatie, in questo caso la prima nel suo genere. Inoltre è stato presentato anche un aggiornamento mirato sulle Linee guida 2021 per l’insufficienza cardiaca. Un altro punto forte è stato il Digital Health Hub, con 37 sessioni sull'applicazione delle nuove tecnologie a tutte 3le sottospecialità della cardiologia. Altre notizie dal Congresso sono su Salutedomani.com e Saluteh24.com.<br /><br /> 'Let's Go' Music by www.free-stock-music.com<br />Approfondimenti e altre notizie sono nel portale Salutedomani.com e Saluteh24.com, nella pagina Facebook salutedomanicom, twitter @salutedomani e nel canale gratuito di telegram Salutedomani.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/56627002</guid><pubDate>Tue, 29 Aug 2023 15:35:11 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/56627002/podcast_salutedomani_29_agosto_23_speciale_esc.mp3" length="4321901" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Salutedomani</itunes:author><itunes:subtitle>SPECIALE CONGRESSO EUROPEO DI CARDIOLOGIA ESC 2023 

Al Congresso europeo di cardiologia ESC 2023 di Amsterdam hanno partecipato più di trentamila operatori sanitari provenienti da 175 paesi, 24mila in presenza e 6.000 online. Tante notizie sono...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[<b>SPECIALE CONGRESSO EUROPEO DI CARDIOLOGIA ESC 2023 </b><br /><br />Al Congresso europeo di cardiologia ESC 2023 di Amsterdam hanno partecipato più di trentamila operatori sanitari provenienti da 175 paesi, 24mila in presenza e 6.000 online. Tante notizie sono giunte da oltre 3750 abstract e casi clinici, presentati da scienziati provenienti da 86 paesi. La Germania è in testa con il maggior numero di abstract, seguita da Stati Uniti e Giappone. Circa 82 studi sono stati pubblicati contemporaneamente su riviste prestigiose.<br /><br />Tra le notizie più interessanti c’è l’analisi più completa dal 2006 sul costo delle malattie cardiovascolari (CVD) nell’Unione Europea. Il costo è di circa 282 miliardi di euro nel 2021, molto più dell’intero bilancio della stessa Unione Europea. Altra ricerca interessante ha riguardato chi soffre di diabete: i pazienti di tipo 2 hanno più del doppio delle probabilità di sviluppare malattie cardiovascolari (CVD) rispetto ai loro coetanei sani: un rischio da due a quattro volte più elevato di malattia coronarica, ictus, insufficienza cardiaca, fibrillazione atriale e malattia delle arterie periferiche rispetto a quelli senza diabete di tipo 2. Quando si verifica una malattia cardiovascolare, la prognosi è peggiore. Ad esempio, la mortalità dovuta a malattie cardiovascolari è maggiore del 50-90% nei pazienti con insufficienza cardiaca e diabete rispetto a quelli con sola insufficienza cardiaca.<br /><br />Altro tema affrontato è stato la necessità di maggiore attività fisica da bambini e adolescenti, poiché le ore di inattività durante l'infanzia potrebbero preparare il terreno per attacchi cardiaci e ictus più avanti nella vita. Lo studio ha rilevato che il tempo sedentario accumulato dall'infanzia alla prima età adulta è stato associati a danni cardiaci, anche in soggetti con peso e pressione sanguigna normali. Interessante anche uno studio che ha coinvolto tutti gli ospedali di Londra: non ha riscontrato differenze nella sopravvivenza a 30 giorni nei pazienti con arresto cardiaco rianimati, che sono stati portati in ambulanza in un centro per arresto cardiaco rispetto al pronto soccorso geograficamente più vicino. L’importante è intervenire subito sul paziente. Un altro studio, condotto su oltre 15.400 persone, ha rilevato che la forma fisica è collegata a una minore probabilità di sviluppare fibrillazione atriale e ictus. La fibrillazione atriale è il disturbo del ritmo cardiaco più comune e colpisce più di 40 milioni di persone in tutto il mondo.  Si stima che un europeo su tre svilupperà la fibrillazione atriale nel corso della propria vita. I pazienti affetti da questa condizione hanno un rischio di ictus cinque volte maggiore rispetto ai loro coetanei.<br /><br />Nel corso del congresso di Amsterdam sono state presentate anche nuove linee guida, importanti per la pratica clinica in tutta Europa e non solo. Si tratta di quattro nuove linee guida, che coprono le sindromi coronariche acute, l’endocardite, le malattie cardiovascolari nel diabete e le cardiomiopatie, in questo caso la prima nel suo genere. Inoltre è stato presentato anche un aggiornamento mirato sulle Linee guida 2021 per l’insufficienza cardiaca. Un altro punto forte è stato il Digital Health Hub, con 37 sessioni sull'applicazione delle nuove tecnologie a tutte 3le sottospecialità della cardiologia. Altre notizie dal Congresso sono su Salutedomani.com e Saluteh24.com.<br /><br /> 'Let's Go' Music by www.free-stock-music.com<br />Approfondimenti e altre notizie sono nel portale Salutedomani.com e Saluteh24.com, nella pagina Facebook salutedomanicom, twitter @salutedomani e nel canale gratuito di telegram Salutedomani.]]></itunes:summary><itunes:duration>271</itunes:duration><itunes:keywords>2023,abstract,amsterdam,cardiologia,congresso,coronarie,cuore,cvd,diabete,esc,fibrillazione,ictus,infarto,malattia,morte,novità,ricerca,ritmo,sport,studio</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/56262bc7e005e620898ae92d28068239.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>CUORE, CONGRESSO ESC 2023. OK ALLATTAMENTO SENO IN ESTATE. RAPPORTO QUALITA' ARIA TICINO</title><link>https://www.spreaker.com/episode/cuore-congresso-esc-2023-ok-allattamento-seno-in-estate-rapporto-qualita-aria-ticino--56568117</link><description><![CDATA[<b>AL VIA IL CONGRESSO EUROPEO DI CARDIOLOGIA ESC AD AMSTERDAM </b>   <br /><br />Si apre il 25 agosto il Congresso europeo di cardiologia ESC 2023. Un totale di nove conferenze stampa Hot Line forniranno però in anteprima un assaggio dei risultati di 30 importanti studi sulle malattie cardiovascolari. Nella Hot Line 1 rientra lo STEP HFpEF, uno studio che confronta gli effetti di semaglutide una volta alla settimana in persone con insufficienza cardiaca con frazione di eiezione preservata (HFpEF) e obesità.  L’obesità è associata a sintomi e capacità funzionale molto peggiori e a un rischio più elevato di ricovero ospedaliero. Poi c’è lo studio NOAH-AFNET 6, che esamina la terapia anticoagulante orale in pazienti con episodi ad alta frequenza atriale, che tenta di rispondere all’importantissima questione clinica se va usare la terapia anticoagulante in pazienti con brevi episodi di fibrillazione atriale. La fibrillazione atriale porta ad un alto rischio di ictus e di questo argomento di occupa anche lo studio COP-AF. Nella Hot Line 2 sarà presentato lo studio HEART-FID. La carenza di ferro è molto comune nei pazienti con insufficienza cardiaca e frazione di eiezione ridotta e il ferro per via endovenosa sembra migliorare i sintomi e la tolleranza all'esercizio fisico. Questo studio per gli esperti è di gran lunga il più grande condotto fino ad oggi sull’utilizzo di questo trattamento. Tra gli altri argomenti che verranno presentati ci sono anche ricerche sull’intervento coronarico percutaneo guidato dalla tomografia a coerenza ottica, l’ecografia intravascolare e l’intervento coronarico percutaneo guidato dall’angiografia.   <br /><br /> <b>ALLATTAMENTO AL SENO, DA SIP 4 RAGIONI PER CONTINUARE ANCHE IN ESTATE</b><br /><br /> In Italia meno di un bambino su due all'età di 2-3 mesi viene allattato in maniera esclusiva al seno, con percentuali ancor più basse in alcune regioni (30% in Sicilia e Campania). Solo 3 bambini su 10, quando arrivano a 4-5 mesi, continuano a essere allattati in maniera esclusiva al seno (percentuali che arrivano rispettivamente al 13% e 16% in Sicilia e Campania). Eppure, i benefici dell'allattamento, sia per la mamma che per il bambino, sono ormai ben documentati. L'Oms e l'Unicef raccomandano di allattare, quando possibile, in modo esclusivo fino ai 6 mesi di età e di prolungare l'allattamento fino ai 2 anni, se desiderato da mamma e bambino. I dati confermano la necessità di un'azione continua di promozione, protezione e sostegno dell'allattamento, soprattutto nei primi mesi di vita del bambino. La Società italiana di pediatria ricorda che l'estate è il momento ideale per proseguire senza interromperlo. Il bambino allattato esclusivamente al seno, anche se fa molto caldo, è perfettamente idratato e non ha bisogno di assumere acqua. Il latte materno è infatti composto all'87% di acqua. È importante ricordare che, soprattutto d'estate, il fabbisogno idrico delle mamme che allattano aumenta e per tale motivo si consiglia di bere almeno due litri di acqua al giorno.<br /><br /> <b>PUBBLICATO IL RAPPORTO 2022 “QUALITÀ DELL’ARIA IN TICINO”</b><br /><b></b><br />Il Dipartimento del territorio del Ticino ha annunciato la pubblicazione del rapporto “Qualità dell’aria in Ticino” riferito all'anno 2022, scaricabile online dal sito internet dell’Ufficio dell’aria, del clima e delle energie rinnovabili <a href="http://www.ti.ch/aria" target="_blank" rel="noreferrer noopener">www.ti.ch/aria</a>. Le condizioni meteorologiche nel 2022 sono state molto spesso favorevoli all’accumulo di sostanze inquinanti, in particolare a causa dei prolungati periodi di stabilità atmosferica caratterizzati da tempo prevalentemente asciutto e assenza di vento. Ciò non ha tuttavia influito in modo sensibile sulle medie annue del diossido di azoto (NO2), che nel corso del 2022 si attestano sui livelli dell’anno precedente. Per quanto riguarda l'ozono (O3) il numero di ore durante le quali è stato superato il limite orario aumenta nel 2022 fino a segnare dei valori tra i più alti dall’inizio delle misurazioni. Il 2022 presenta anche un aumento generalizzato delle medie annue delle polveri fini (PM10 e PM2.5) principalmente riconducibile ad una maggiore frequenza di situazioni di stabilità atmosferica lungo tutto il corso dell’anno, anche e soprattutto al di fuori del periodo di riscaldamento. Dal punto di vista delle situazioni di smog acuto, nonostante le frequenti condizioni di stabilità atmosferica, il 2022 è infine trascorso in maniera positiva per quanto riguarda i livelli di polveri fini e di ozono potenzialmente più critici per la salute della popolazione. <br /><br />'Let's Go' Music by www.free-stock-music.com  <br /><br />Approfondimenti e altre notizie sono nel portale Salutedomani.com e Saluteh24.com, nella pagina Facebook salutedomanicom, twitter @salutedomani e nel canale gratuito di telegram Salutedomani]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/56568117</guid><pubDate>Wed, 23 Aug 2023 15:21:09 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/56568117/podcast_23_agosto_2023.mp3" length="5461154" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Salutedomani</itunes:author><itunes:subtitle>AL VIA IL CONGRESSO EUROPEO DI CARDIOLOGIA ESC AD AMSTERDAM    

Si apre il 25 agosto il Congresso europeo di cardiologia ESC 2023. Un totale di nove conferenze stampa Hot Line forniranno però in anteprima un assaggio dei risultati di 30 importanti...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[<b>AL VIA IL CONGRESSO EUROPEO DI CARDIOLOGIA ESC AD AMSTERDAM </b>   <br /><br />Si apre il 25 agosto il Congresso europeo di cardiologia ESC 2023. Un totale di nove conferenze stampa Hot Line forniranno però in anteprima un assaggio dei risultati di 30 importanti studi sulle malattie cardiovascolari. Nella Hot Line 1 rientra lo STEP HFpEF, uno studio che confronta gli effetti di semaglutide una volta alla settimana in persone con insufficienza cardiaca con frazione di eiezione preservata (HFpEF) e obesità.  L’obesità è associata a sintomi e capacità funzionale molto peggiori e a un rischio più elevato di ricovero ospedaliero. Poi c’è lo studio NOAH-AFNET 6, che esamina la terapia anticoagulante orale in pazienti con episodi ad alta frequenza atriale, che tenta di rispondere all’importantissima questione clinica se va usare la terapia anticoagulante in pazienti con brevi episodi di fibrillazione atriale. La fibrillazione atriale porta ad un alto rischio di ictus e di questo argomento di occupa anche lo studio COP-AF. Nella Hot Line 2 sarà presentato lo studio HEART-FID. La carenza di ferro è molto comune nei pazienti con insufficienza cardiaca e frazione di eiezione ridotta e il ferro per via endovenosa sembra migliorare i sintomi e la tolleranza all'esercizio fisico. Questo studio per gli esperti è di gran lunga il più grande condotto fino ad oggi sull’utilizzo di questo trattamento. Tra gli altri argomenti che verranno presentati ci sono anche ricerche sull’intervento coronarico percutaneo guidato dalla tomografia a coerenza ottica, l’ecografia intravascolare e l’intervento coronarico percutaneo guidato dall’angiografia.   <br /><br /> <b>ALLATTAMENTO AL SENO, DA SIP 4 RAGIONI PER CONTINUARE ANCHE IN ESTATE</b><br /><br /> In Italia meno di un bambino su due all'età di 2-3 mesi viene allattato in maniera esclusiva al seno, con percentuali ancor più basse in alcune regioni (30% in Sicilia e Campania). Solo 3 bambini su 10, quando arrivano a 4-5 mesi, continuano a essere allattati in maniera esclusiva al seno (percentuali che arrivano rispettivamente al 13% e 16% in Sicilia e Campania). Eppure, i benefici dell'allattamento, sia per la mamma che per il bambino, sono ormai ben documentati. L'Oms e l'Unicef raccomandano di allattare, quando possibile, in modo esclusivo fino ai 6 mesi di età e di prolungare l'allattamento fino ai 2 anni, se desiderato da mamma e bambino. I dati confermano la necessità di un'azione continua di promozione, protezione e sostegno dell'allattamento, soprattutto nei primi mesi di vita del bambino. La Società italiana di pediatria ricorda che l'estate è il momento ideale per proseguire senza interromperlo. Il bambino allattato esclusivamente al seno, anche se fa molto caldo, è perfettamente idratato e non ha bisogno di assumere acqua. Il latte materno è infatti composto all'87% di acqua. È importante ricordare che, soprattutto d'estate, il fabbisogno idrico delle mamme che allattano aumenta e per tale motivo si consiglia di bere almeno due litri di acqua al giorno.<br /><br /> <b>PUBBLICATO IL RAPPORTO 2022 “QUALITÀ DELL’ARIA IN TICINO”</b><br /><b></b><br />Il Dipartimento del territorio del Ticino ha annunciato la pubblicazione del rapporto “Qualità dell’aria in Ticino” riferito all'anno 2022, scaricabile online dal sito internet dell’Ufficio dell’aria, del clima e delle energie rinnovabili <a href="http://www.ti.ch/aria" target="_blank" rel="noreferrer noopener">www.ti.ch/aria</a>. Le condizioni meteorologiche nel 2022 sono state molto spesso favorevoli all’accumulo di sostanze inquinanti, in particolare a causa dei prolungati periodi di stabilità atmosferica caratterizzati da tempo prevalentemente asciutto e assenza di vento. Ciò non ha tuttavia influito in modo sensibile sulle medie annue del diossido di azoto (NO2), che nel corso del 2022 si attestano sui livelli dell’anno precedente. Per quanto riguarda l'ozono (O3) il numero di ore durante le quali è stato superato il limite orario aumenta...]]></itunes:summary><itunes:duration>342</itunes:duration><itunes:keywords>2023,allattamento,amsterdam,aria,congress,congresso,cuore,dati,documento,esc,fibrillazione,ictus,mamma,novità,oms,rapporto,regioni,seno,ticino,unicef</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/56262bc7e005e620898ae92d28068239.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>MEDICI E SOCIAL: I CONSIGLI. NOVITA' TUMORE COLON. RISARCIMENTO DANNO SANITARIO</title><link>http://www.salutedomani.com</link><description><![CDATA[MEDICI SUI SOCIAL. DOPPIO PROFILO E LOTTA A FAKE NEWS<br /><br />Prevedere, se possibile, l'apertura di due profili, uno personale e uno professionale. Usare cautela nell'accettare le richieste di amicizia dei pazienti. Assicurarsi della validità scientifica dei contenuti diffusi attraverso i post. Scrivere di salute, con particolare attenzione alla prevenzione e alla lotta alle fake news. Non suggerire cure, in termini generali, né tantomeno dare consigli clinici individuali. Rispettare sempre la privacy e l'anonimato dei pazienti, soprattutto nella discussione di casi clinici, e non diffondere dati sensibili. Esplicitare un eventuale conflitto di interessi. In una parola: rispettare, anche sui social così come nella vita reale, i principi del Codice di Deontologia Medica. Sono, queste, alcune delle "Raccomandazioni sull'uso di social media, di sistemi di posta elettronica e di istant messaging nella professione medica e nella comunicazione medico-paziente". Le proposte di raccomandazioni - che non costituiscono ancora la posizione ufficiale della Federazione Nazionale Ordini dei Medici Chirurghi e Odontoiatri - potrebbero essere una base di partenza per modificare e ampliare, anche con linee guida allegate, gli articoli del Codice Deontologico relativi all'Informatizzazione e innovazione, all'Informazione e Comunicazione, e alla Pubblicità sanitaria. <br /><br />METASTASI DEL COLON RETTO. NUOVI BERSAGLI TERAPEUTICI DALLE CELLULE SENESCENTI<br /><br />Un team di ricerca dell’Istituto di ricerca genetica e biomedica del Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr-Irgb) di Milano, in collaborazione con Humanitas, ha condotto uno studio sul processo di invecchiamento cellulare, noto come senescenza cellulare, su biopsie di metastasi epatiche, provenienti da pazienti affetti da tumore primario al colon. Lo scopo dello studio, pubblicato su Aging Cell, è di comprendere il ruolo di questo fenomeno nella fase avanzata del cancro. I risultati ottenuti hanno permesso di identificare due tipi di cellule tumorali senescenti con ruoli totalmente opposti, uno benigno e uno maligno, in termini di impatto sui valori di sopravvivenza dei pazienti e sul tempo che intercorre prima della ricomparsa della recidiva dopo la rimozione chirurgica. Il 90% della letalità del cancro è dovuto alla formazione di metastasi, cellule tumorali che dalla sede primaria colonizzano altri organi. Le metastasi al fegato da tumore del colon-retto non fanno eccezione. Si sviluppano infatti nel 50% dei pazienti. La rimozione chirurgica dopo chemioterapia neo-adiuvante è il trattamento terapeutico di riferimento, ma solo il 10%-20% dei pazienti è valutato idoneo. La mancanza di efficaci approcci terapeutici risiede nella scarsa conoscenza dell’evolversi della patologia e di quello che effettivamente accade negli organi secondari. <br /><br />SANITA', OK AL RISARCIMENTO DANNO PER AGGRAVAMENTO PATOLOGIA PER COLPA MEDICO<br /><br />Cosa succede nel caso in cui il comportamento colposo del medico abbia aggravato una preesistente situazione di patologia di un paziente, comportando un incremento della sua percentuale di invalidità? Se lo domanda il Codacons Lombardia. L'associazione dei consumatori spiega in una nota che per la Cassazione non c'è dubbio: il paziente ha diritto al corrispondente risarcimento del danno provocato, la cui quantificazione dovrà essere calcolata nell'invalidità effettivamente risultante, alla quale andrà sottratta la percentuale non riconducibile alla responsabilità del sanitario. Fondamentale, riporta il Codacons, sarà il dimostrare l'insorgenza di una lesione della salute per colpa del terzo, l'accertato errore del sanitario medico nella gestione del paziente e l'aggravamento della lesione originaria.<br />'Let's Go' Music by www.free-stock-music.com <br /><br />Approfondimenti e altre notizie sono nel portale Salutedomani.com e Saluteh24.com, nella pagina Facebook salutedomanicom, twitter @salutedomani e nel canale gratuito di telegram Salutedomani]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/56527516</guid><pubDate>Sun, 20 Aug 2023 16:33:15 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/56527516/podcast_20_agosto_23.mp3" length="4610595" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Salutedomani</itunes:author><itunes:subtitle>MEDICI SUI SOCIAL. DOPPIO PROFILO E LOTTA A FAKE NEWS

Prevedere, se possibile, l'apertura di due profili, uno personale e uno professionale. Usare cautela nell'accettare le richieste di amicizia dei pazienti. Assicurarsi della validità scientifica...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[MEDICI SUI SOCIAL. DOPPIO PROFILO E LOTTA A FAKE NEWS<br /><br />Prevedere, se possibile, l'apertura di due profili, uno personale e uno professionale. Usare cautela nell'accettare le richieste di amicizia dei pazienti. Assicurarsi della validità scientifica dei contenuti diffusi attraverso i post. Scrivere di salute, con particolare attenzione alla prevenzione e alla lotta alle fake news. Non suggerire cure, in termini generali, né tantomeno dare consigli clinici individuali. Rispettare sempre la privacy e l'anonimato dei pazienti, soprattutto nella discussione di casi clinici, e non diffondere dati sensibili. Esplicitare un eventuale conflitto di interessi. In una parola: rispettare, anche sui social così come nella vita reale, i principi del Codice di Deontologia Medica. Sono, queste, alcune delle "Raccomandazioni sull'uso di social media, di sistemi di posta elettronica e di istant messaging nella professione medica e nella comunicazione medico-paziente". Le proposte di raccomandazioni - che non costituiscono ancora la posizione ufficiale della Federazione Nazionale Ordini dei Medici Chirurghi e Odontoiatri - potrebbero essere una base di partenza per modificare e ampliare, anche con linee guida allegate, gli articoli del Codice Deontologico relativi all'Informatizzazione e innovazione, all'Informazione e Comunicazione, e alla Pubblicità sanitaria. <br /><br />METASTASI DEL COLON RETTO. NUOVI BERSAGLI TERAPEUTICI DALLE CELLULE SENESCENTI<br /><br />Un team di ricerca dell’Istituto di ricerca genetica e biomedica del Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr-Irgb) di Milano, in collaborazione con Humanitas, ha condotto uno studio sul processo di invecchiamento cellulare, noto come senescenza cellulare, su biopsie di metastasi epatiche, provenienti da pazienti affetti da tumore primario al colon. Lo scopo dello studio, pubblicato su Aging Cell, è di comprendere il ruolo di questo fenomeno nella fase avanzata del cancro. I risultati ottenuti hanno permesso di identificare due tipi di cellule tumorali senescenti con ruoli totalmente opposti, uno benigno e uno maligno, in termini di impatto sui valori di sopravvivenza dei pazienti e sul tempo che intercorre prima della ricomparsa della recidiva dopo la rimozione chirurgica. Il 90% della letalità del cancro è dovuto alla formazione di metastasi, cellule tumorali che dalla sede primaria colonizzano altri organi. Le metastasi al fegato da tumore del colon-retto non fanno eccezione. Si sviluppano infatti nel 50% dei pazienti. La rimozione chirurgica dopo chemioterapia neo-adiuvante è il trattamento terapeutico di riferimento, ma solo il 10%-20% dei pazienti è valutato idoneo. La mancanza di efficaci approcci terapeutici risiede nella scarsa conoscenza dell’evolversi della patologia e di quello che effettivamente accade negli organi secondari. <br /><br />SANITA', OK AL RISARCIMENTO DANNO PER AGGRAVAMENTO PATOLOGIA PER COLPA MEDICO<br /><br />Cosa succede nel caso in cui il comportamento colposo del medico abbia aggravato una preesistente situazione di patologia di un paziente, comportando un incremento della sua percentuale di invalidità? Se lo domanda il Codacons Lombardia. L'associazione dei consumatori spiega in una nota che per la Cassazione non c'è dubbio: il paziente ha diritto al corrispondente risarcimento del danno provocato, la cui quantificazione dovrà essere calcolata nell'invalidità effettivamente risultante, alla quale andrà sottratta la percentuale non riconducibile alla responsabilità del sanitario. Fondamentale, riporta il Codacons, sarà il dimostrare l'insorgenza di una lesione della salute per colpa del terzo, l'accertato errore del sanitario medico nella gestione del paziente e l'aggravamento della lesione originaria.<br />'Let's Go' Music by www.free-stock-music.com <br /><br />Approfondimenti e altre notizie sono nel portale Salutedomani.com e Saluteh24.com, nella pagina Facebook salutedomanicom, twitter @salutedomani e nel canale gratuito di telegram...]]></itunes:summary><itunes:duration>289</itunes:duration><itunes:keywords>caperna,cnr,codacons,colpa,danno,fnomceo,guida,humanitas,linee,medici,medicina,metastasi,podcast,risarcimento,salute,salutedomani,saluteh24,social,terapia,tumore</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/56262bc7e005e620898ae92d28068239.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Podcast Salutedomani: coronavirus, RX asintomatici, igiene</title><link>https://www.spreaker.com/episode/podcast-salutedomani-coronavirus-rx-asintomatici-igiene--26631655</link><description><![CDATA[CORONAVIRUS, RX TORACE SVELA MALATTIA NEGLI ASINTOMATICI<br /><br />È stata pubblicata sulla rivista Radiology un’indagine realizzata<br />dall’IRCCS Istituto Ortopedico Galeazzi di Milano – in collaborazione<br />con le Università degli Studi di Milano, Pavia e Palermo, il centro<br />Medical Radiologico di Codogno e la Radiologia della Casa di Cura San<br />Camillo di Cremona – che documenta in maniera dettagliata la<br />compromissione polmonare in soggetti non sintomatici o poco<br />sintomatici per COVID-19 nella “zona rossa” del lodigiano.<br /><br /> In una sola settimana è stato riscontrato come 100 radiografie al<br />torace su 170 (circa il 60%) presentavano immagini riconducibili a una<br />polmonite interstiziale bilaterale, quindi altamente sospette e<br />riferibili alla polmonite correlata al COVID-19. Il coinvolgimento era<br />bilaterale in tutti i casi: nel 54% dei pazienti il coinvolgimento era<br />simmetrico, mentre le anomalie ai raggi X al torace erano maggiori su<br />un lato del torace nel 46% dei casi.<br /><br /><br /><br /><br />ISS CORONAVIRUS, CONSIGLI PRATICI SU USO E PULIZIA DELL'AUTOMOBILE<br /><br />L’Istituto superiore di sanità ha realizzato un poster di  consigli<br />pratici e raccomandazioni per viaggiare in sicurezza e per sanificare<br />la propria auto dalla presenza del coronavirus. <br /><br />Dopo aver guidato o essere stati dentro un autoveicolo lavarsi sempre<br />le mani e non toccarsi occhi, naso e bocca;<br /><br />L’utilizzo delle mascherine non è necessario se si viaggia da soli, ma<br />lo diventa se si è insieme a persone che non convivono nella stessa<br />abitazione o che hanno sintomi respiratori;<br /><br />All’interno dell’auto mantenenere distanza di sicurezza, (il<br />passeggero deve sedersi sul sedile posteriore) e, se possibile, tenere<br />aperto il finestrino.<br /><br />Gli altri consigli per le auto in car sharing e sulle tecniche di<br />pulizia sono su salutedomani.com<br /><br />IPPOLITO (SPALLANZANI): «SERVE UN PATTO TRA GENERAZIONI»<br /><br />«Proteggere gli anziani significa solo mantenere le distanze di<br />sicurezza e indossare le mascherine. Va definito un nuovo modello di<br />rapporti, intanto facendo un patto tra generazioni - spiega<br />all'agenzia Dire Giuseppe Ippolito, direttore scientifico<br />dell'Istituto Nazionale per le Malattie Infettive Lazzaro Spallanzani<br />di Roma e membro del Comitato tecnico-scientifico che supporta la<br />Protezione civile- Non si puo' pensare di tenere il Paese totalmente<br />chiuso, pero' ci vuole molta attenzione e i numeri devono essere la<br />nostra bussola nelle decisioni. Ogni apertura significa per i<br />cittadini del Paese assumersi un po' di rischio, sara' compito nostro<br />capire quante ulteriori limitazioni e ulteriori rischi siamo pronti ad<br />accettare».<br /><br />'Let's Go' Music by <a href="http://www.free-stock-music.com" rel="noopener">www.free-stock-music.com</a><br /><br />Approfondimenti e altre notizie sono nel portale Salutedomani.com e<br />Saluteh24.com, nella pagina Facebook salutedomanicom, twitter<br />@salutedomani e nel canale gratuito di telegram Salutedomani<br /><br />info: <a href="http://www.salutedomani.com/results/coronavirus" rel="noopener">http://www.salutedomani.com/results/coronavirus</a>]]></description><guid isPermaLink="false">https://ellade93.hipcast.com/deluge/ellade93-20200503074828-8054.mp3</guid><pubDate>Sun, 03 May 2020 12:49:02 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/26631655/ellade93_20200503074828_8054.mp3" length="13876960" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Salutedomani</itunes:author><itunes:subtitle>CORONAVIRUS, RX TORACE SVELA MALATTIA NEGLI ASINTOMATICI

È stata pubblicata sulla rivista Radiology un’indagine realizzata
dall’IRCCS Istituto Ortopedico Galeazzi di Milano – in collaborazione
con le Università degli Studi di Milano, Pavia e Palermo,...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[CORONAVIRUS, RX TORACE SVELA MALATTIA NEGLI ASINTOMATICI<br /><br />È stata pubblicata sulla rivista Radiology un’indagine realizzata<br />dall’IRCCS Istituto Ortopedico Galeazzi di Milano – in collaborazione<br />con le Università degli Studi di Milano, Pavia e Palermo, il centro<br />Medical Radiologico di Codogno e la Radiologia della Casa di Cura San<br />Camillo di Cremona – che documenta in maniera dettagliata la<br />compromissione polmonare in soggetti non sintomatici o poco<br />sintomatici per COVID-19 nella “zona rossa” del lodigiano.<br /><br /> In una sola settimana è stato riscontrato come 100 radiografie al<br />torace su 170 (circa il 60%) presentavano immagini riconducibili a una<br />polmonite interstiziale bilaterale, quindi altamente sospette e<br />riferibili alla polmonite correlata al COVID-19. Il coinvolgimento era<br />bilaterale in tutti i casi: nel 54% dei pazienti il coinvolgimento era<br />simmetrico, mentre le anomalie ai raggi X al torace erano maggiori su<br />un lato del torace nel 46% dei casi.<br /><br /><br /><br /><br />ISS CORONAVIRUS, CONSIGLI PRATICI SU USO E PULIZIA DELL'AUTOMOBILE<br /><br />L’Istituto superiore di sanità ha realizzato un poster di  consigli<br />pratici e raccomandazioni per viaggiare in sicurezza e per sanificare<br />la propria auto dalla presenza del coronavirus. <br /><br />Dopo aver guidato o essere stati dentro un autoveicolo lavarsi sempre<br />le mani e non toccarsi occhi, naso e bocca;<br /><br />L’utilizzo delle mascherine non è necessario se si viaggia da soli, ma<br />lo diventa se si è insieme a persone che non convivono nella stessa<br />abitazione o che hanno sintomi respiratori;<br /><br />All’interno dell’auto mantenenere distanza di sicurezza, (il<br />passeggero deve sedersi sul sedile posteriore) e, se possibile, tenere<br />aperto il finestrino.<br /><br />Gli altri consigli per le auto in car sharing e sulle tecniche di<br />pulizia sono su salutedomani.com<br /><br />IPPOLITO (SPALLANZANI): «SERVE UN PATTO TRA GENERAZIONI»<br /><br />«Proteggere gli anziani significa solo mantenere le distanze di<br />sicurezza e indossare le mascherine. Va definito un nuovo modello di<br />rapporti, intanto facendo un patto tra generazioni - spiega<br />all'agenzia Dire Giuseppe Ippolito, direttore scientifico<br />dell'Istituto Nazionale per le Malattie Infettive Lazzaro Spallanzani<br />di Roma e membro del Comitato tecnico-scientifico che supporta la<br />Protezione civile- Non si puo' pensare di tenere il Paese totalmente<br />chiuso, pero' ci vuole molta attenzione e i numeri devono essere la<br />nostra bussola nelle decisioni. Ogni apertura significa per i<br />cittadini del Paese assumersi un po' di rischio, sara' compito nostro<br />capire quante ulteriori limitazioni e ulteriori rischi siamo pronti ad<br />accettare».<br /><br />'Let's Go' Music by <a href="http://www.free-stock-music.com" rel="noopener">www.free-stock-music.com</a><br /><br />Approfondimenti e altre notizie sono nel portale Salutedomani.com e<br />Saluteh24.com, nella pagina Facebook salutedomanicom, twitter<br />@salutedomani e nel canale gratuito di telegram Salutedomani<br /><br />info: <a href="http://www.salutedomani.com/results/coronavirus" rel="noopener">http://www.salutedomani.com/results/coronavirus</a>]]></itunes:summary><itunes:duration>346</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/4694d0c8221ff92be92ddb915fdfe9c7.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Podcast Salutedomani- Coronavirus, RX positivo negli asintomatici, ISS e i consigli per pulire auto, intervista Ippolito (ISS)</title><link>https://www.spreaker.com/episode/podcast-salutedomani-coronavirus-rx-positivo-negli-asintomatici-iss-e-i-consigli-per-pulire-auto-intervista-ippolito-iss--26628284</link><description><![CDATA[CORONAVIRUS, RX TORACE SVELA MALATTIA NEGLI ASINTOMATICI<br /><br />È stata pubblicata sulla rivista Radiology un’indagine realizzata dall’IRCCS Istituto Ortopedico Galeazzi di Milano – in collaborazione con le Università degli Studi di Milano, Pavia e Palermo, il centro Medical Radiologico di Codogno e la Radiologia della Casa di Cura San Camillo di Cremona – che documenta in maniera dettagliata la compromissione polmonare in soggetti non sintomatici o poco sintomatici per COVID-19 nella “zona rossa” del lodigiano.<br /><br /> In una sola settimana è stato riscontrato come 100 radiografie al torace su 170 (circa il 60%) presentavano immagini riconducibili a una polmonite interstiziale bilaterale, quindi altamente sospette e riferibili alla polmonite correlata al COVID-19. Il coinvolgimento era bilaterale in tutti i casi: nel 54% dei pazienti il coinvolgimento era simmetrico, mentre le anomalie ai raggi X al torace erano maggiori su un lato del torace nel 46% dei casi.<br /><br /><br /><br /><br />ISS CORONAVIRUS, CONSIGLI PRATICI SU USO E PULIZIA DELL'AUTOMOBILE<br /><br />L’Istituto superiore di sanità ha realizzato un poster di  consigli pratici e raccomandazioni per viaggiare in sicurezza e per sanificare la propria auto dalla presenza del coronavirus. <br /><br />Dopo aver guidato o essere stati dentro un autoveicolo lavarsi sempre le mani e non toccarsi occhi, naso e bocca;<br /><br />L’utilizzo delle mascherine non è necessario se si viaggia da soli, ma lo diventa se si è insieme a persone che non convivono nella stessa abitazione o che hanno sintomi respiratori;<br /><br />All’interno dell’auto mantenenere distanza di sicurezza, (il passeggero deve sedersi sul sedile posteriore) e, se possibile, tenere aperto il finestrino.<br /><br />Gli altri consigli per le auto in car sharing e sulle tecniche di pulizia sono su salutedomani.com<br /><br />IPPOLITO (SPALLANZANI): «SERVE UN PATTO TRA GENERAZIONI»<br /><br />«Proteggere gli anziani significa solo mantenere le distanze di sicurezza e indossare le mascherine. Va definito un nuovo modello di rapporti, intanto facendo un patto tra generazioni - spiega all'agenzia Dire Giuseppe Ippolito, direttore scientifico dell'Istituto Nazionale per le Malattie Infettive Lazzaro Spallanzani di Roma e membro del Comitato tecnico-scientifico che supporta la Protezione civile- Non si puo' pensare di tenere il Paese totalmente chiuso, pero' ci vuole molta attenzione e i numeri devono essere la nostra bussola nelle decisioni. Ogni apertura significa per i cittadini del Paese assumersi un po' di rischio, sara' compito nostro capire quante ulteriori limitazioni e ulteriori rischi siamo pronti ad accettare».<br /><br />'Let's Go' Music by <a href="http://www.free-stock-music.com" rel="noopener">www.free-stock-music.com</a><br /><br />Approfondimenti e altre notizie sono nel portale Salutedomani.com e Saluteh24.com, nella pagina Facebook salutedomanicom, twitter @salutedomani e nel canale gratuito di telegram Salutedomani<br /><br />info: <a href="http://www.salutedomani.com/results/coronavirus" rel="noopener">http://www.salutedomani.com/results/coronavirus</a>]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/26628284</guid><pubDate>Sun, 03 May 2020 12:36:13 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/26628284/ellade93_20200503074828_8054.mp3" length="13876960" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Salutedomani</itunes:author><itunes:subtitle>CORONAVIRUS, RX TORACE SVELA MALATTIA NEGLI ASINTOMATICI

È stata pubblicata sulla rivista Radiology un’indagine realizzata dall’IRCCS Istituto Ortopedico Galeazzi di Milano – in collaborazione con le Università degli Studi di Milano, Pavia e Palermo,...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[CORONAVIRUS, RX TORACE SVELA MALATTIA NEGLI ASINTOMATICI<br /><br />È stata pubblicata sulla rivista Radiology un’indagine realizzata dall’IRCCS Istituto Ortopedico Galeazzi di Milano – in collaborazione con le Università degli Studi di Milano, Pavia e Palermo, il centro Medical Radiologico di Codogno e la Radiologia della Casa di Cura San Camillo di Cremona – che documenta in maniera dettagliata la compromissione polmonare in soggetti non sintomatici o poco sintomatici per COVID-19 nella “zona rossa” del lodigiano.<br /><br /> In una sola settimana è stato riscontrato come 100 radiografie al torace su 170 (circa il 60%) presentavano immagini riconducibili a una polmonite interstiziale bilaterale, quindi altamente sospette e riferibili alla polmonite correlata al COVID-19. Il coinvolgimento era bilaterale in tutti i casi: nel 54% dei pazienti il coinvolgimento era simmetrico, mentre le anomalie ai raggi X al torace erano maggiori su un lato del torace nel 46% dei casi.<br /><br /><br /><br /><br />ISS CORONAVIRUS, CONSIGLI PRATICI SU USO E PULIZIA DELL'AUTOMOBILE<br /><br />L’Istituto superiore di sanità ha realizzato un poster di  consigli pratici e raccomandazioni per viaggiare in sicurezza e per sanificare la propria auto dalla presenza del coronavirus. <br /><br />Dopo aver guidato o essere stati dentro un autoveicolo lavarsi sempre le mani e non toccarsi occhi, naso e bocca;<br /><br />L’utilizzo delle mascherine non è necessario se si viaggia da soli, ma lo diventa se si è insieme a persone che non convivono nella stessa abitazione o che hanno sintomi respiratori;<br /><br />All’interno dell’auto mantenenere distanza di sicurezza, (il passeggero deve sedersi sul sedile posteriore) e, se possibile, tenere aperto il finestrino.<br /><br />Gli altri consigli per le auto in car sharing e sulle tecniche di pulizia sono su salutedomani.com<br /><br />IPPOLITO (SPALLANZANI): «SERVE UN PATTO TRA GENERAZIONI»<br /><br />«Proteggere gli anziani significa solo mantenere le distanze di sicurezza e indossare le mascherine. Va definito un nuovo modello di rapporti, intanto facendo un patto tra generazioni - spiega all'agenzia Dire Giuseppe Ippolito, direttore scientifico dell'Istituto Nazionale per le Malattie Infettive Lazzaro Spallanzani di Roma e membro del Comitato tecnico-scientifico che supporta la Protezione civile- Non si puo' pensare di tenere il Paese totalmente chiuso, pero' ci vuole molta attenzione e i numeri devono essere la nostra bussola nelle decisioni. Ogni apertura significa per i cittadini del Paese assumersi un po' di rischio, sara' compito nostro capire quante ulteriori limitazioni e ulteriori rischi siamo pronti ad accettare».<br /><br />'Let's Go' Music by <a href="http://www.free-stock-music.com" rel="noopener">www.free-stock-music.com</a><br /><br />Approfondimenti e altre notizie sono nel portale Salutedomani.com e Saluteh24.com, nella pagina Facebook salutedomanicom, twitter @salutedomani e nel canale gratuito di telegram Salutedomani<br /><br />info: <a href="http://www.salutedomani.com/results/coronavirus" rel="noopener">http://www.salutedomani.com/results/coronavirus</a>]]></itunes:summary><itunes:duration>346</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/4694d0c8221ff92be92ddb915fdfe9c7.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Podcast Salutedomani, coronavirus in lacrime e acque reflue</title><link>https://www.spreaker.com/episode/podcast-salutedomani-coronavirus-in-lacrime-e-acque-reflue--25910143</link><description><![CDATA[Coronavirus isolato in lacrime paziente all'Istituto Spallanzani di Roma<br /><br />Il virus SARS-CoV-2, responsabile della pandemia COVID-19, e' attivo anche nelle secrezioni oculari dei pazienti positivi al virus. Partendo da un tampone oculare prelevato tre giorni dopo il ricovero da una paziente positiva al virus, presso l'ospedale Spallanzani di Roma alla fine di gennaio e che presentava una congiuntivite bilaterale, i ricercatori sono riusciti a isolare il virus, dimostrando cosi' che e' in grado di replicarsi anche nelle congiuntive oltre che nell'apparato respiratorio. Si tratta di una scoperta che ha importanti implicazioni anche sul piano della salute pubblica,  La ricerca dello Spallanzani ha inoltre evidenziato che i tamponi oculari possono essere positivi quando invece quelli del distretto respiratorio non mostrano piu' tracce del virus: i campioni respiratori della paziente, infatti, a 3 settimane dal ricovero risultavano ormai negativi mentre il campione oculare era ancora debolmente positivo fino a 27 giorni dal ricovero.<br /> <br />Coronavirus, acque di scarico indicatore di focolai epidemici<br /><br />"Il materiale genetico del virus Sars-Cov-2 puo' essere trovato nelle acque di scarico, permettendo quindi di usare questo tipo di campionamento come 'spia' della presenza di un focolaio epidemico".<br />Lo suggerisce uno studio condotto a Roma e a Milano dal gruppo guidato da Giuseppina La Rosa del Reparto di Qualita' dell'Acqua e Salute del Dipartimento Ambiente e Salute dell'Istituto Superiore di Sanita, che sarà pubblicato a breve. Il ritrovamento del virus nelle acque di scarico non rappresenta un rischio per la salute ma il risultato rafforza le prospettive di usare il controllo delle acque in fognatura dei centri urbani come strumento non invasivo, per rilevare precocemente la presenza di infezioni nella popolazione. Nella fase 2 la sorveglianza potra' essere utilizzata per monitorare in modo indiretto la circolazione del virus ed evidenziare precocemente una sua eventuale ricomparsa, consentendo quindi di riconoscere e circoscrivere piu' rapidamente eventuali nuovi focolai epidemici.Si tratta di una strategia già usata per altri virus.<br /><br />Coronavirus e apparato gastrointestinale<br /><br />Qual è l'impatto del virus Sars-Cov-2 sull'apparato gastrointestinale? Ce lo spiega Ludovico Abenavoli, professore associato di Gastroenterologia e Direttore della Scuola di Specializzazione in<br />Gastroenterologia presso l’Università della Magna Graecia di Catanzaro<br /><br />Approfondimenti e altre notizie sono nel portale Salutedomani.com e Saluteh24.com, nella pagina Facebook salutedomanicom, twitter @salutedomani e nel canale gratuito di telegram Salutedomani <br />'Let's Go' Music by <a href="http://www.free-stock-music.com" rel="noopener">www.free-stock-music.com</a><br /><br />info: <a href="http://www.salutedomani.com/results" rel="noopener">http://www.salutedomani.com/results</a>/coronavirus  ]]></description><guid isPermaLink="false">https://ellade93.hipcast.com/deluge/ellade93-20200422112353-1094.mp3</guid><pubDate>Wed, 22 Apr 2020 16:24:26 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/25910143/ellade93_20200422112353_1094.mp3" length="10678528" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Salutedomani</itunes:author><itunes:subtitle>Coronavirus isolato in lacrime paziente all'Istituto Spallanzani di Roma

Il virus SARS-CoV-2, responsabile della pandemia COVID-19, e' attivo anche nelle secrezioni oculari dei pazienti positivi al virus. Partendo da un tampone oculare prelevato tre...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Coronavirus isolato in lacrime paziente all'Istituto Spallanzani di Roma<br /><br />Il virus SARS-CoV-2, responsabile della pandemia COVID-19, e' attivo anche nelle secrezioni oculari dei pazienti positivi al virus. Partendo da un tampone oculare prelevato tre giorni dopo il ricovero da una paziente positiva al virus, presso l'ospedale Spallanzani di Roma alla fine di gennaio e che presentava una congiuntivite bilaterale, i ricercatori sono riusciti a isolare il virus, dimostrando cosi' che e' in grado di replicarsi anche nelle congiuntive oltre che nell'apparato respiratorio. Si tratta di una scoperta che ha importanti implicazioni anche sul piano della salute pubblica,  La ricerca dello Spallanzani ha inoltre evidenziato che i tamponi oculari possono essere positivi quando invece quelli del distretto respiratorio non mostrano piu' tracce del virus: i campioni respiratori della paziente, infatti, a 3 settimane dal ricovero risultavano ormai negativi mentre il campione oculare era ancora debolmente positivo fino a 27 giorni dal ricovero.<br /> <br />Coronavirus, acque di scarico indicatore di focolai epidemici<br /><br />"Il materiale genetico del virus Sars-Cov-2 puo' essere trovato nelle acque di scarico, permettendo quindi di usare questo tipo di campionamento come 'spia' della presenza di un focolaio epidemico".<br />Lo suggerisce uno studio condotto a Roma e a Milano dal gruppo guidato da Giuseppina La Rosa del Reparto di Qualita' dell'Acqua e Salute del Dipartimento Ambiente e Salute dell'Istituto Superiore di Sanita, che sarà pubblicato a breve. Il ritrovamento del virus nelle acque di scarico non rappresenta un rischio per la salute ma il risultato rafforza le prospettive di usare il controllo delle acque in fognatura dei centri urbani come strumento non invasivo, per rilevare precocemente la presenza di infezioni nella popolazione. Nella fase 2 la sorveglianza potra' essere utilizzata per monitorare in modo indiretto la circolazione del virus ed evidenziare precocemente una sua eventuale ricomparsa, consentendo quindi di riconoscere e circoscrivere piu' rapidamente eventuali nuovi focolai epidemici.Si tratta di una strategia già usata per altri virus.<br /><br />Coronavirus e apparato gastrointestinale<br /><br />Qual è l'impatto del virus Sars-Cov-2 sull'apparato gastrointestinale? Ce lo spiega Ludovico Abenavoli, professore associato di Gastroenterologia e Direttore della Scuola di Specializzazione in<br />Gastroenterologia presso l’Università della Magna Graecia di Catanzaro<br /><br />Approfondimenti e altre notizie sono nel portale Salutedomani.com e Saluteh24.com, nella pagina Facebook salutedomanicom, twitter @salutedomani e nel canale gratuito di telegram Salutedomani <br />'Let's Go' Music by <a href="http://www.free-stock-music.com" rel="noopener">www.free-stock-music.com</a><br /><br />info: <a href="http://www.salutedomani.com/results" rel="noopener">http://www.salutedomani.com/results</a>/coronavirus  ]]></itunes:summary><itunes:duration>266</itunes:duration><itunes:keywords>abenavoli,acqua,contagio,coronavirus,covid-19,infezione,intestino,lacrime,podcast,salutedomani,sars-cov-2,stomaco,virus</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/56262bc7e005e620898ae92d28068239.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Podcast Salutedomani Emofilia, Aifa melanoma, Coronavirus</title><link>https://www.spreaker.com/episode/podcast-salutedomani-emofilia-aifa-melanoma-coronavirus--25555216</link><description><![CDATA[FEDEMO: “RESTIAMO A CASA MA LOTTIAMO INSIEME". GIORNATA MONDIALE DELL'EMOFILIA 2020<br /><br />In occasionedella XVI Giornata Mondiale dell’Emofilia e in un grave momento di emergenza nazionale, dovuta alla diffusione del coronavirus, la Federazione delle Associazioni Emofilici (FedEmo) lancia un appello: “I pazienti emofilici non sono tutti uguali e non esiste una cura uguale per tutti. Ora più che mai c’è bisogno di cure appropriate e personalizzate, perché le difficoltà legate a una patologia preesistente non scompaiono in questo momento di emergenza nazionale, Ribadiamo “il principio della non equivalenza terapeutica in emofilia”. In Europa si stimano circa 32.000 persone affette da emoflia A o B.<br /><br />Se in un individuo sano la fuoriuscita di sangue dai vasi sanguigni si arresta rapidamente, chi è colpito da emoflia è soggetto a numerose emorragie, anche spontanee, dovute a un deficit delle proteine coinvolte nel processo della coagulazione.<br /><br />Per l’Emofilia si ricorre alla terapia sostitutiva, cioè nella somministrazione del fattore mancante. Da qualche anno è allo studio una nuovissima terapia che in futuro potrebbe portare alla completa risoluzione della patologia. Si tratta della terapia genica, che promette di evitare, per diversi anni, al paziente emofilico le infusioni del fattore della coagulazione mancante.<br /><br />TERAPIA MELANOMA: AIFA APPROVA ASSOCIAZIONE ENCORAFENIB/ BINIMETINIB E MIGLIORA LA SOPRAVVIVENZA<br /><br />L’Agenzia Italiana del Farmaco (AIFA) ha approvato la rimborsabilità di encorafenib in associazione con binimetinib nei pazienti con melanoma inoperabile o metastatico con mutazione del gene BRAFV600.<br /><br /> In Italia circa 1.000 persone ogni anno potranno beneficiare di questa nuova terapia mirata, che ha proprietà farmacologiche innovative e peculiari. È infatti in grado di migliorare la sopravvivenza globale e la sopravvivenza libera da progressione, con un buon profilo di sicurezza e tollerabilità.<br /><br />Per il prof. Paolo Ascierto, Direttore del Dipartimento di Oncologia Melanoma, Immunoterapia Oncologica e Terapie Innovative dell’Istituto Nazionale Tumori IRCCS Fondazione ‘Pascale’ di Napoli, L’incidenza del melanoma, un tumore della pelle particolarmente aggressivo in fase metastatica, è raddoppiata nell’ultimo decennio. Nel 2019, in Italia, sono stati stimati 12.300 nuovi casi, di cui circa il 50% presenta la mutazione del gene BRAF.<br /><br />CORONAVIRUS E VITA FORZATA IN CASA. "SALTATI I PUNTI DI RIFERIMENTO DEL PASSATO. SI VIVE IN UN LIMBO"<br /><br />Le parole della dottoressa Angela Maria De Marco, medico psichiatra a Roma. L'intervista completa è in edicola sul settimanale 'Così'.<br /><br />'Let's Go' Music by <a href="http://www.free-stock-music" rel="noopener">www.free-stock-music</a>.com  <br /><br />INFO: <a href="http://www.salutedomani.com/results" rel="noopener">http://www.salutedomani.com/results</a>/coronavirus  ]]></description><guid isPermaLink="false">https://ellade93.hipcast.com/deluge/ellade93-20200415124659-9651.mp3</guid><pubDate>Wed, 15 Apr 2020 17:47:31 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/25555216/ellade93_20200415124659_9651.mp3" length="11501907" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Salutedomani</itunes:author><itunes:subtitle>FEDEMO: “RESTIAMO A CASA MA LOTTIAMO INSIEME". GIORNATA MONDIALE DELL'EMOFILIA 2020

In occasionedella XVI Giornata Mondiale dell’Emofilia e in un grave momento di emergenza nazionale, dovuta alla diffusione del coronavirus, la Federazione delle...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[FEDEMO: “RESTIAMO A CASA MA LOTTIAMO INSIEME". GIORNATA MONDIALE DELL'EMOFILIA 2020<br /><br />In occasionedella XVI Giornata Mondiale dell’Emofilia e in un grave momento di emergenza nazionale, dovuta alla diffusione del coronavirus, la Federazione delle Associazioni Emofilici (FedEmo) lancia un appello: “I pazienti emofilici non sono tutti uguali e non esiste una cura uguale per tutti. Ora più che mai c’è bisogno di cure appropriate e personalizzate, perché le difficoltà legate a una patologia preesistente non scompaiono in questo momento di emergenza nazionale, Ribadiamo “il principio della non equivalenza terapeutica in emofilia”. In Europa si stimano circa 32.000 persone affette da emoflia A o B.<br /><br />Se in un individuo sano la fuoriuscita di sangue dai vasi sanguigni si arresta rapidamente, chi è colpito da emoflia è soggetto a numerose emorragie, anche spontanee, dovute a un deficit delle proteine coinvolte nel processo della coagulazione.<br /><br />Per l’Emofilia si ricorre alla terapia sostitutiva, cioè nella somministrazione del fattore mancante. Da qualche anno è allo studio una nuovissima terapia che in futuro potrebbe portare alla completa risoluzione della patologia. Si tratta della terapia genica, che promette di evitare, per diversi anni, al paziente emofilico le infusioni del fattore della coagulazione mancante.<br /><br />TERAPIA MELANOMA: AIFA APPROVA ASSOCIAZIONE ENCORAFENIB/ BINIMETINIB E MIGLIORA LA SOPRAVVIVENZA<br /><br />L’Agenzia Italiana del Farmaco (AIFA) ha approvato la rimborsabilità di encorafenib in associazione con binimetinib nei pazienti con melanoma inoperabile o metastatico con mutazione del gene BRAFV600.<br /><br /> In Italia circa 1.000 persone ogni anno potranno beneficiare di questa nuova terapia mirata, che ha proprietà farmacologiche innovative e peculiari. È infatti in grado di migliorare la sopravvivenza globale e la sopravvivenza libera da progressione, con un buon profilo di sicurezza e tollerabilità.<br /><br />Per il prof. Paolo Ascierto, Direttore del Dipartimento di Oncologia Melanoma, Immunoterapia Oncologica e Terapie Innovative dell’Istituto Nazionale Tumori IRCCS Fondazione ‘Pascale’ di Napoli, L’incidenza del melanoma, un tumore della pelle particolarmente aggressivo in fase metastatica, è raddoppiata nell’ultimo decennio. Nel 2019, in Italia, sono stati stimati 12.300 nuovi casi, di cui circa il 50% presenta la mutazione del gene BRAF.<br /><br />CORONAVIRUS E VITA FORZATA IN CASA. "SALTATI I PUNTI DI RIFERIMENTO DEL PASSATO. SI VIVE IN UN LIMBO"<br /><br />Le parole della dottoressa Angela Maria De Marco, medico psichiatra a Roma. L'intervista completa è in edicola sul settimanale 'Così'.<br /><br />'Let's Go' Music by <a href="http://www.free-stock-music" rel="noopener">www.free-stock-music</a>.com  <br /><br />INFO: <a href="http://www.salutedomani.com/results" rel="noopener">http://www.salutedomani.com/results</a>/coronavirus  ]]></itunes:summary><itunes:duration>287</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/56262bc7e005e620898ae92d28068239.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Podcast Coronavirus - intervista Salutedomani a RadioRadio</title><link>https://www.spreaker.com/episode/podcast-coronavirus-intervista-salutedomani-a-radioradio--25302304</link><description><![CDATA[Uno studio USA dell'NIH per cercare anticorpi su 10mila volontari, attraverso test sierologici, e poi l'impatto psicologico di chi è costretto a stare in casa e vive tra dubbi e speranze di tornare alla normalità.<br />E ancora, come poter far trascorrere giornate impegnate e serene ai bambini? Ci sono i consigli dei pediatri. E poi le indagini sul sangue che partiranno nella Regione Lazio, e i vaccini conto il coronavirus e tanto altro ancora nell'intervista di Salutedomani ai microfoni di RadioRadio.<br /><br />info: <br /><a href="http://www.salutedomani.com/results" rel="noopener">www.salutedomani.com/results</a>/coronavirus  <br /><br />Aggiornamenti Gratis canale telegram: t.me/salutedomani]]></description><guid isPermaLink="false">https://ellade93.hipcast.com/deluge/ellade93-20200411112250-4345.mp3</guid><pubDate>Sat, 11 Apr 2020 16:23:42 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/25302304/ellade93_20200411112250_4345.mp3" length="13814737" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Salutedomani</itunes:author><itunes:subtitle>Uno studio USA dell'NIH per cercare anticorpi su 10mila volontari, attraverso test sierologici, e poi l'impatto psicologico di chi è costretto a stare in casa e vive tra dubbi e speranze di tornare alla normalità.
E ancora, come poter far trascorrere...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Uno studio USA dell'NIH per cercare anticorpi su 10mila volontari, attraverso test sierologici, e poi l'impatto psicologico di chi è costretto a stare in casa e vive tra dubbi e speranze di tornare alla normalità.<br />E ancora, come poter far trascorrere giornate impegnate e serene ai bambini? Ci sono i consigli dei pediatri. E poi le indagini sul sangue che partiranno nella Regione Lazio, e i vaccini conto il coronavirus e tanto altro ancora nell'intervista di Salutedomani ai microfoni di RadioRadio.<br /><br />info: <br /><a href="http://www.salutedomani.com/results" rel="noopener">www.salutedomani.com/results</a>/coronavirus  <br /><br />Aggiornamenti Gratis canale telegram: t.me/salutedomani]]></itunes:summary><itunes:duration>576</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/56262bc7e005e620898ae92d28068239.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Podcast Salutedomani- Coronavirus, RX asintomatici, igiene auto</title><link>https://www.spreaker.com/episode/podcast-salutedomani-coronavirus-rx-asintomatici-igiene-auto--26629794</link><description><![CDATA[CORONAVIRUS, RX TORACE SVELA MALATTIA NEGLI ASINTOMATICI<br /><br />È stata pubblicata sulla rivista Radiology un’indagine realizzata dall’IRCCS Istituto Ortopedico Galeazzi di Milano – in collaborazione con le Università degli Studi di Milano, Pavia e Palermo, il centro Medical Radiologico di Codogno e la Radiologia della Casa di Cura San Camillo di Cremona – che documenta in maniera dettagliata la compromissione polmonare in soggetti non sintomatici o poco sintomatici per COVID-19 nella “zona rossa” del lodigiano.<br /><br /> In una sola settimana è stato riscontrato come 100 radiografie al torace su 170 (circa il 60%) presentavano immagini riconducibili a una polmonite interstiziale bilaterale, quindi altamente sospette e riferibili alla polmonite correlata al COVID-19. Il coinvolgimento era bilaterale in tutti i casi: nel 54% dei pazienti il coinvolgimento era simmetrico, mentre le anomalie ai raggi X al torace erano maggiori su un lato del torace nel 46% dei casi.<br /><br /><br /><br /><br />ISS CORONAVIRUS, CONSIGLI PRATICI SU USO E PULIZIA DELL'AUTOMOBILE<br /><br />L’Istituto superiore di sanità ha realizzato un poster di  consigli pratici e raccomandazioni per viaggiare in sicurezza e per sanificare la propria auto dalla presenza del coronavirus. <br /><br />Dopo aver guidato o essere stati dentro un autoveicolo lavarsi sempre le mani e non toccarsi occhi, naso e bocca;<br /><br />L’utilizzo delle mascherine non è necessario se si viaggia da soli, ma lo diventa se si è insieme a persone che non convivono nella stessa abitazione o che hanno sintomi respiratori;<br /><br />All’interno dell’auto mantenenere distanza di sicurezza, (il passeggero deve sedersi sul sedile posteriore) e, se possibile, tenere aperto il finestrino.<br /><br />Gli altri consigli per le auto in car sharing e sulle tecniche di pulizia sono su salutedomani.com<br /><br />IPPOLITO (SPALLANZANI): «SERVE UN PATTO TRA GENERAZIONI»<br /><br />«Proteggere gli anziani significa solo mantenere le distanze di sicurezza e indossare le mascherine. Va definito un nuovo modello di rapporti, intanto facendo un patto tra generazioni - spiega all'agenzia Dire Giuseppe Ippolito, direttore scientifico dell'Istituto Nazionale per le Malattie Infettive Lazzaro Spallanzani di Roma e membro del Comitato tecnico-scientifico che supporta la Protezione civile- Non si puo' pensare di tenere il Paese totalmente chiuso, pero' ci vuole molta attenzione e i numeri devono essere la nostra bussola nelle decisioni. Ogni apertura significa per i cittadini del Paese assumersi un po' di rischio, sara' compito nostro capire quante ulteriori limitazioni e ulteriori rischi siamo pronti ad accettare».<br /><br />'Let's Go' Music by <a href="http://www.free-stock-music.com" rel="noopener">www.free-stock-music.com</a><br /><br />Approfondimenti e altre notizie sono nel portale Salutedomani.com e Saluteh24.com, nella pagina Facebook salutedomanicom, twitter @salutedomani e nel canale gratuito di telegram Salutedomani<br /><br />info: <a href="http://www.salutedomani.com/results/coronavirus" rel="noopener">http://www.salutedomani.com/results/coronavirus</a>]]></description><guid isPermaLink="false">https://ellade93.hipcast.com/deluge/ellade93-20200503072045-4079.mp3</guid><pubDate>Mon, 02 Dec 2019 22:00:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/26629794/ellade93_20200503074828_8054.mp3" length="13876960" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Salutedomani</itunes:author><itunes:subtitle>CORONAVIRUS, RX TORACE SVELA MALATTIA NEGLI ASINTOMATICI

È stata pubblicata sulla rivista Radiology un’indagine realizzata dall’IRCCS Istituto Ortopedico Galeazzi di Milano – in collaborazione con le Università degli Studi di Milano, Pavia e Palermo,...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[CORONAVIRUS, RX TORACE SVELA MALATTIA NEGLI ASINTOMATICI<br /><br />È stata pubblicata sulla rivista Radiology un’indagine realizzata dall’IRCCS Istituto Ortopedico Galeazzi di Milano – in collaborazione con le Università degli Studi di Milano, Pavia e Palermo, il centro Medical Radiologico di Codogno e la Radiologia della Casa di Cura San Camillo di Cremona – che documenta in maniera dettagliata la compromissione polmonare in soggetti non sintomatici o poco sintomatici per COVID-19 nella “zona rossa” del lodigiano.<br /><br /> In una sola settimana è stato riscontrato come 100 radiografie al torace su 170 (circa il 60%) presentavano immagini riconducibili a una polmonite interstiziale bilaterale, quindi altamente sospette e riferibili alla polmonite correlata al COVID-19. Il coinvolgimento era bilaterale in tutti i casi: nel 54% dei pazienti il coinvolgimento era simmetrico, mentre le anomalie ai raggi X al torace erano maggiori su un lato del torace nel 46% dei casi.<br /><br /><br /><br /><br />ISS CORONAVIRUS, CONSIGLI PRATICI SU USO E PULIZIA DELL'AUTOMOBILE<br /><br />L’Istituto superiore di sanità ha realizzato un poster di  consigli pratici e raccomandazioni per viaggiare in sicurezza e per sanificare la propria auto dalla presenza del coronavirus. <br /><br />Dopo aver guidato o essere stati dentro un autoveicolo lavarsi sempre le mani e non toccarsi occhi, naso e bocca;<br /><br />L’utilizzo delle mascherine non è necessario se si viaggia da soli, ma lo diventa se si è insieme a persone che non convivono nella stessa abitazione o che hanno sintomi respiratori;<br /><br />All’interno dell’auto mantenenere distanza di sicurezza, (il passeggero deve sedersi sul sedile posteriore) e, se possibile, tenere aperto il finestrino.<br /><br />Gli altri consigli per le auto in car sharing e sulle tecniche di pulizia sono su salutedomani.com<br /><br />IPPOLITO (SPALLANZANI): «SERVE UN PATTO TRA GENERAZIONI»<br /><br />«Proteggere gli anziani significa solo mantenere le distanze di sicurezza e indossare le mascherine. Va definito un nuovo modello di rapporti, intanto facendo un patto tra generazioni - spiega all'agenzia Dire Giuseppe Ippolito, direttore scientifico dell'Istituto Nazionale per le Malattie Infettive Lazzaro Spallanzani di Roma e membro del Comitato tecnico-scientifico che supporta la Protezione civile- Non si puo' pensare di tenere il Paese totalmente chiuso, pero' ci vuole molta attenzione e i numeri devono essere la nostra bussola nelle decisioni. Ogni apertura significa per i cittadini del Paese assumersi un po' di rischio, sara' compito nostro capire quante ulteriori limitazioni e ulteriori rischi siamo pronti ad accettare».<br /><br />'Let's Go' Music by <a href="http://www.free-stock-music.com" rel="noopener">www.free-stock-music.com</a><br /><br />Approfondimenti e altre notizie sono nel portale Salutedomani.com e Saluteh24.com, nella pagina Facebook salutedomanicom, twitter @salutedomani e nel canale gratuito di telegram Salutedomani<br /><br />info: <a href="http://www.salutedomani.com/results/coronavirus" rel="noopener">http://www.salutedomani.com/results/coronavirus</a>]]></itunes:summary><itunes:duration>346</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/4694d0c8221ff92be92ddb915fdfe9c7.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>podcast salutedomani-sla-roche-fibrosi-svizzera-staminali</title><link>https://www.spreaker.com/episode/podcast-salutedomani-sla-roche-fibrosi-svizzera-staminali--25302306</link><description><![CDATA[-SLA: Scoperta diagnosi precoce. Studio Istc-CNR, Molinette, Irmet<br /><br />Dimostrata per la prima volta la possibilità di diagnosticare precocemente la Sla con un esame di tomografia ad emissione di positroni (Pet) mediante un tracciante analogo al glucosio (18F-Fdg) utilizzato nella pratica clinica dai centri di medicina nucleare. <br />A raggiungere il risultato, pubblicato sulla rivista 'Neurology', un gruppo di ricerca italiano che coinvolge l’Istituto di scienze e tecnologie della cognizione del Consiglio nazionale delle ricerche (Istc-Cnr) di Roma. Hanno collaborato il Centro Pet Irmet di Torino e il Centro SLA dell’Azienda ospedaliero universitaria Città della salute e della scienza e Dipartimento di neuroscienze dell’Università degli Studi di Torino.<br />Questa tecnica permette di raggiungere un’accuratezza diagnostica del 95% e rappresenta un passo importante per lo sviluppo nella diagnosi precoce della malattia.  Finora poteva essere diagnosticata esclusivamente attraverso l’indagine clinica e con il supporto di metodiche neurofisiologiche e pertanto richiedeva un lungo periodo di osservazione. L’accelerazione e la maggiore accuratezza della diagnosi di Sla sono fondamentali oltre che per la certezza di reclutare nei trial clinici pazienti con diagnosi confermata anche per lo sviluppo di nuove terapie e per l’identificazione di possibili familiarità sulle quali intervenire precocemente.<br /><br />-Fibrosi polmonare idiopatica: Roche compra InterMune per 8,3 miliardi di dollari<br /><br />Roche ha acquistato per 8,3 miliardi di dollari il gruppo InterMune. L'acquisto è di 74 dollari per azione. L'offerta è un premio del 38% rispetto al prezzo di chiusura di InterMune di venerdì scorso e del 63% rispetto a quello del 12 agosto. InterMune è una società di biotecnolgia con sede a Brisbane, California, focalizzata sulla ricerca, sviluppo e commercializzazione di terapie innovative in pneumologia e malattie fibrotiche; permetterà a Roche di ampliare e rafforzare il proprio portafoglio nell'area respiratoria a livello globale. Pirfenidone è il prodotto principale di Intermune, terapia per la fibrosi polmonare idiopatica (IPF), malattia progressiva, irreversibile e infine fatale, caratterizzata da progressiva perdita della funzione polmonare a causa di fibrosi o cicatrici.<br /><br />-Suicidio assistito: aumentano i casi di stranieri in Svizzera. 500% in piu' gli italiani in 4 anni<br /><br />Aumentano i casi di suicidio assistito in Svizzera di persone non residenti nel paese Elvetico. Si tratta di casi anche non legati a malattie fatali. Lo afferma uno studio dell'Università di Zurigo e del Centro di Psichiatria di Münsingen, pubblicato sul 'Journal of Medical Ethics'.<br /> Aumenti evidenti in particolare per l'Italia, dove si è passati dai 4 casi del 2008 ai 22 del 2012 e in Francia (7 casi nel 2009 e 19 nel 2012). Il numero di 'turisti per il suicidio assistito' è raddoppiato nell'arco di appena quattro anni, specialimente di persone provenienti dalla Germania e dal Regno Unito, per malattie neurologiche come paralisi, sclerosi laterale amiotrofica, Parkinson, sclerosi multipla. Queste malattie rappresentano la maggior parte dei casi riportati.<br />Le malattie neoplastiche si fermano al 37% dei casi tra il 2008 e il 2012, un 10% in meno rispetto al passato. Le malattie reumatiche e del tessuto connettivo, come l'artrite reumatoide e l'osteoporosi, sono il 25% dei casi analizzati contro il 10 % di quelli registrati tra il 1990 e il 2000, seguono quelle cardiovascolari. Il 28% dei casi riporta più di una malattia per la scelta del suicidio assistito.<br />La ricerca mostra che 611 non residenti in Svizzera sono stati aiutati a morire tra il 2008 e il 2012 con un'età compresa tra i 23 e i 97 anni e una media di 69 anni. Il 58,5% è donna.<br />In tutto quindi si sono rivolti alla Svizzera i malati di 31 nazioni tra il 2008 e il 2012: 268 dalla Germania, 126 dal Regno Unito, 66 dalla Francia, 44 dall'Italia, 21 dagli USA, 13 dall'Austria, 12 dal Canada, 8 da Spagna e Israele.]]></description><guid isPermaLink="false">https://ellade93.hipcast.com/deluge/hipcast-10678-u-387326-s-2.audio.mp3</guid><pubDate>Mon, 25 Aug 2014 15:39:11 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/25302306/hipcast_10678_u_387326_s_2_audio.mp3" length="5373828" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Salutedomani</itunes:author><itunes:subtitle>-SLA: Scoperta diagnosi precoce. Studio Istc-CNR, Molinette, Irmet

Dimostrata per la prima volta la possibilità di diagnosticare precocemente la Sla con un esame di tomografia ad emissione di positroni (Pet) mediante un tracciante analogo al glucosio...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[-SLA: Scoperta diagnosi precoce. Studio Istc-CNR, Molinette, Irmet<br /><br />Dimostrata per la prima volta la possibilità di diagnosticare precocemente la Sla con un esame di tomografia ad emissione di positroni (Pet) mediante un tracciante analogo al glucosio (18F-Fdg) utilizzato nella pratica clinica dai centri di medicina nucleare. <br />A raggiungere il risultato, pubblicato sulla rivista 'Neurology', un gruppo di ricerca italiano che coinvolge l’Istituto di scienze e tecnologie della cognizione del Consiglio nazionale delle ricerche (Istc-Cnr) di Roma. Hanno collaborato il Centro Pet Irmet di Torino e il Centro SLA dell’Azienda ospedaliero universitaria Città della salute e della scienza e Dipartimento di neuroscienze dell’Università degli Studi di Torino.<br />Questa tecnica permette di raggiungere un’accuratezza diagnostica del 95% e rappresenta un passo importante per lo sviluppo nella diagnosi precoce della malattia.  Finora poteva essere diagnosticata esclusivamente attraverso l’indagine clinica e con il supporto di metodiche neurofisiologiche e pertanto richiedeva un lungo periodo di osservazione. L’accelerazione e la maggiore accuratezza della diagnosi di Sla sono fondamentali oltre che per la certezza di reclutare nei trial clinici pazienti con diagnosi confermata anche per lo sviluppo di nuove terapie e per l’identificazione di possibili familiarità sulle quali intervenire precocemente.<br /><br />-Fibrosi polmonare idiopatica: Roche compra InterMune per 8,3 miliardi di dollari<br /><br />Roche ha acquistato per 8,3 miliardi di dollari il gruppo InterMune. L'acquisto è di 74 dollari per azione. L'offerta è un premio del 38% rispetto al prezzo di chiusura di InterMune di venerdì scorso e del 63% rispetto a quello del 12 agosto. InterMune è una società di biotecnolgia con sede a Brisbane, California, focalizzata sulla ricerca, sviluppo e commercializzazione di terapie innovative in pneumologia e malattie fibrotiche; permetterà a Roche di ampliare e rafforzare il proprio portafoglio nell'area respiratoria a livello globale. Pirfenidone è il prodotto principale di Intermune, terapia per la fibrosi polmonare idiopatica (IPF), malattia progressiva, irreversibile e infine fatale, caratterizzata da progressiva perdita della funzione polmonare a causa di fibrosi o cicatrici.<br /><br />-Suicidio assistito: aumentano i casi di stranieri in Svizzera. 500% in piu' gli italiani in 4 anni<br /><br />Aumentano i casi di suicidio assistito in Svizzera di persone non residenti nel paese Elvetico. Si tratta di casi anche non legati a malattie fatali. Lo afferma uno studio dell'Università di Zurigo e del Centro di Psichiatria di Münsingen, pubblicato sul 'Journal of Medical Ethics'.<br /> Aumenti evidenti in particolare per l'Italia, dove si è passati dai 4 casi del 2008 ai 22 del 2012 e in Francia (7 casi nel 2009 e 19 nel 2012). Il numero di 'turisti per il suicidio assistito' è raddoppiato nell'arco di appena quattro anni, specialimente di persone provenienti dalla Germania e dal Regno Unito, per malattie neurologiche come paralisi, sclerosi laterale amiotrofica, Parkinson, sclerosi multipla. Queste malattie rappresentano la maggior parte dei casi riportati.<br />Le malattie neoplastiche si fermano al 37% dei casi tra il 2008 e il 2012, un 10% in meno rispetto al passato. Le malattie reumatiche e del tessuto connettivo, come l'artrite reumatoide e l'osteoporosi, sono il 25% dei casi analizzati contro il 10 % di quelli registrati tra il 1990 e il 2000, seguono quelle cardiovascolari. Il 28% dei casi riporta più di una malattia per la scelta del suicidio assistito.<br />La ricerca mostra che 611 non residenti in Svizzera sono stati aiutati a morire tra il 2008 e il 2012 con un'età compresa tra i 23 e i 97 anni e una media di 69 anni. Il 58,5% è donna.<br />In tutto quindi si sono rivolti alla Svizzera i malati di 31 nazioni tra il 2008 e il 2012: 268 dalla Germania, 126 dal Regno Unito, 66 dalla Francia, 44 dall'Italia, 21...]]></itunes:summary><itunes:duration>336</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/56262bc7e005e620898ae92d28068239.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>podcast salutedomani-ers-fumo-bpco-asma-oms-tosse-polmoni</title><link>https://www.spreaker.com/episode/podcast-salutedomani-ers-fumo-bpco-asma-oms-tosse-polmoni--25332661</link><description><![CDATA[-DOPO UN TERREMOTO AUMENTANO FUMATORI  <br />Un trauma che fa cedere al vizio del <br />fumo. Vivere un terremoto fa aumentare il numero di tabagisti nella  zona colpita, assicurano gli esperti del Canterbury District Health  Board (Nuova Zelanda), che al congresso della European Respiratory Society (Ers) hanno presentato uno studio relativo al sisma di magnitudo 7.1 di Christchurch, avvenuto nell'agosto del 2010. <br />-SMETTERE E' PIU' FACILE PER CHI GUARDA AVANTI E PENSA AL FUTURO <br />Risparmiare per un acquisto importante o per mettere su famiglia, o magari per regalarsi una vacanza in grande. Anche questo può aiutare chi sta combattendo contro il vizio del fumo. Secondo uno studio inglese, infatti, uno dei metodi migliori e più efficaci per riuscire a vincere la dipendenza è guardare avanti e fare programmi a lungo termine. Stando ai risultati della ricerca, pubblicata sulla rivista 'Addiction', "è possibile che insegnare ai fumatori a pensare maggiormente al futuro si riveli più utile". <br />-RISCHI PER I POLMONI CON LA SIGARETTA ELETTRONICA<br />Una nuova ricerca ha dimostrato che le sigarette elettroniche, benchè siano state immesse in commercio come alternativa potenzialmente più sicura di quelle normali, possono causare comunque una forma di danno ai polmoni. Lo afferma uno studio dell'Università di Atene. Si riaccende così il dibattito sulla sicurezza di questi dispositivi, le e-cig. Le sigarette elettroniche sono dispositivi che forniscono nicotina attraverso il vapore invece che con il fumo. Quindi non c'è combustione ma la nicotina nel dispositivo deriva comunque dal tabacco. <br />-AUMENTANO CASI DI TUMORE AL POLMONE FRA NON FUMATORI <br />Sigarette colpevoli, sì, ma non solo. Cresce il numero di tumori al polmone diagnosticati in persone che non hanno mai toccato una sigaretta in vita loro. Un aumento registrato grazie a uno studio del French College of General Hospital Respiratory Physician. Sono ancora poco chiari i fattori di rischio che possono causare il cancro nei non fumatori, anche se recentemente L2019OMS ha confermato che i gas di scarico dei motori diesel possono essere considerati fra gli elementi scatenanti.<br />-10 ANNI DI FUMO E 3 MESI DI TOSSE: FARE ESAME BPCO <br />Oltre 10 anni di dipendenza  almeno tre mesi di tosse ininterrotta per due anni  consecutivi. Questi i segnali da cogliere e da riferire al medico,  anche quello di famiglia, che dovrebbe indirizzare il paziente  all'esame spirometrico per verificare la presenza di Broncopneumopatia cronico-ostruttiva (Bpco). <br /><br /><br />APPROFONDIMENTI E ALTRE NOTIZIE SU SALUTEDOMANI.COM<br />NELLA PAGINA FACEBOOK SALUTEDOMANICOM E DI TWITTER @SALUTEDOMANI E CON I VIDEO DI SALUTEDOMANITV NEL CANALE DI YOUTUBE]]></description><guid isPermaLink="false">https://ellade93.hipcast.com/deluge/04841ffa-7387-a2ea-7f77-5ecd5d938fbb.mp3</guid><pubDate>Tue, 11 Sep 2012 14:56:30 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/25332661/04841ffa_7387_a2ea_7f77_5ecd5d938fbb.mp3" length="5819529" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Salutedomani</itunes:author><itunes:subtitle>-DOPO UN TERREMOTO AUMENTANO FUMATORI  
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