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<rss xmlns:itunes="http://www.itunes.com/dtds/podcast-1.0.dtd" xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom" xmlns:podcast="https://podcastindex.org/namespace/1.0" xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" version="2.0"><channel><title>Coronavirus - BastaBugie.it</title><link>http://www.bastabugie.it/it/contenuti.php?pagina=utility&amp;nome=_coronavirus</link><description><![CDATA[Gli errori clamorosi e le cose che nessuno dice sulla pandemia del 2020/2021]]></description><atom:link href="https://www.spreaker.com/show/4286702/episodes/feed" rel="self" type="application/rss+xml"/><language>it</language><category>Daily News</category><copyright>Copyright BastaBugie</copyright><image><url>https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/77bf452cc2b75f5b5645e6958f7daa69.jpg</url><title>Coronavirus - BastaBugie.it</title><link>http://www.bastabugie.it/it/contenuti.php?pagina=utility&amp;nome=_coronavirus</link></image><lastBuildDate>Mon, 11 Aug 2025 10:00:43 +0000</lastBuildDate><itunes:author>BastaBugie</itunes:author><itunes:owner><itunes:name>BastaBugie</itunes:name><itunes:email>feeds@spreaker.com</itunes:email></itunes:owner><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/77bf452cc2b75f5b5645e6958f7daa69.jpg"/><itunes:subtitle>Gli errori clamorosi e le cose che nessuno dice sulla pandemia del 2020/2021</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Gli errori clamorosi e le cose che nessuno dice sulla pandemia del 2020/2021]]></itunes:summary><itunes:category text="News"><itunes:category text="Daily News"/></itunes:category><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:type>episodic</itunes:type><item><title>Con le autopsie vengono alla luce i danni del "vaccino" anticovid al cuore</title><link>https://www.spreaker.com/episode/con-le-autopsie-vengono-alla-luce-i-danni-del-vaccino-anticovid-al-cuore--52178428</link><description><![CDATA[VIDEO: La verità sui medici vaccinati ➜ <a href="https://www.youtube.com/watch?v=sSqLG9Wft88&amp;list=PLolpIV2TSebVtj34zS7A0AabuQ9cf1Uxp" target="_blank" rel="noreferrer noopener">www.youtube.com/watch?v=sSqLG9Wft88&amp;list=PLolpIV2TSebVtj34zS7A0AabuQ9cf1Uxp</a><br /><br />TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="https://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7244" target="_blank" rel="noreferrer noopener">www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7244</a><br /><br />CON LE AUTOPSIE VENGONO ALLA LUCE I DANNI DEL ''VACCINO'' ANTICOVID AL CUORE<br />L'Università di Heidelberg (Germania) conferma dati alla mano che le miocarditi sono state causate dalla vaccinazione e non dal virus (VIDEO: La verità sui medici vaccinati)<br />di Paolo Bellavite<br />È ormai certo che la miocardite può essere una complicanza potenzialmente letale dopo la vaccinazione anti-SARS-CoV-2 basata su mRNA ("Pfizer" e "Moderna"). Altrettanto certo è che la miocardite si può presentare anche come conseguenza dell'infezione da parte di vari virus tra cui anche SARS-CoV-2. Pertanto l'argomento è materia di dibattito tra vaccinisti e anti-vaccinisti. Pochi hanno la capacità e l'onestà di esaminare la questione dal punto di vista bioetico e scientifico ed effettuare una valutazione rischi/benefici nell'interesse della singola persona e priva di condizionamenti politici o di categoria.<br />Cominciando dall'aspetto bioetico, è fondamentale considerare che la miocardite virale è un evento che può colpire una persona, la quale diviene vittima di un "difetto" della natura come nel caso di tutte le malattie che affliggono il genere umano (anche se sulla origine del SARS-CoV-2 come si sa pesa più di un sospetto che prodotto di una manipolazione). La miocardite post-vaccinale è conseguenza prevedibile e prevista di un prodotto artificiale e iniettato volontariamente, la cui frequenza di complicazioni gravi e mortali è bassa rispetto al totale delle somministrazioni, ma non certo trascurabile per la persona che ne è colpita. Ovviamente, il problema etico diviene ben più grave se si pone la questione del consenso informato, ma non è questo per oggi il punto.<br />Gli aspetti scientifici della questione sono importanti sia per effettuare un bilancio tra rischi e benefici in fase di consiglio pre-vaccinale, sia per la corretta diagnosi dei casi gravi e mortali in vista di una richiesta di indennizzo come previsto dalla legge. È pur vero che la conoscenza precisa degli eventi avversi dei "vaccini", dei loro meccanismi e della possibilità di identificazione precoce dovrebbe far parte della attività sistematica di informazione della popolazione, proprio in vista del consenso ad un atto medico, cardine della medicina sin dai tempi di Ippocrate e mai negato se non nei peggiori regimi della Storia.<br /><br />L'AUTOPSIA SU 25 PERSONE MORTE ENTRO 20 GIORNI DALLA VACCINAZIONE<br />Finora mancava una descrizione basata sull'autopsia delle caratteristiche istologiche dettagliate della miocardite indotta da vaccino, ma la lacuna è stata colmata da un articolo di Constantin Schwab e collaboratori, dell'Università di Heidelberg, pubblicato dalla rivista Clinical Research in Cardiology il 27 Novembre scorso. Sono state eseguite autopsie su 25 persone morte inaspettatamente ed entro 20 giorni dalla vaccinazione anti-SARS-CoV-2 con mRNA. In quattro pazienti gli autori hanno identificato segni istologici di miocardite acuta, con un'infiltrazione linfocitica T miocardica interstiziale a chiazze, prevalentemente del sottogruppo CD4 positivo, associata a lieve danno alle cellule cardiache (miociti). Secondo gli autori, i risultati dell'autopsia indicano che la morte è avvenuta per insufficienza cardiaca aritmogena acuta, vale a dire il cuore ha cominciato a battere in modo talmente irregolare che la circolazione del sangue si è rapidamente fermata. Ciò succede perché l'infiammazione va a "toccare" il delicato sistema fatto da speciali cellule cardiache capaci di conduzione elettrica dello stimolo necessario alla contrazione del muscolo.<br />Questo non è l'unico studio che pone in questione i rischi di morte cardiaca conseguente alla somministrazione di mRNA che codifica per la proteina "Spike". La proteina Spike è stata trovata nel sangue all'interno degli esosomi (vescicolette emesse dalle cellule in cui è entrata la nanoparticella con il mRNA) il giorno 14 dopo la vaccinazione ed è aumentata anche dopo la dose di richiamo, durando fino a quattro mesi. La proteina Spike è stata rilevata mediante immunoistochimica nella parete vasale del cervello e del cuore di un paziente di 76 anni deceduto tre settimane dopo aver ricevuto la sua terza vaccinazione COVID-19. Poiché non è stata rilevata alcuna proteina N (nucleocapsidica), la patologia è stata causata dalla vaccinazione e non dal virus. Anche se resta molto lavoro da fare, l'auspicio è che questi risultati possano aiutare a diagnosticare adeguatamente i casi poco chiari dopo la vaccinazione e a stabilire una diagnosi tempestiva in vivo, fornendo così il quadro per un monitoraggio adeguato e un trattamento precoce dei casi clinici gravi.<br /><br />ANALISI DEI CASI DI EVENTI AVVERSI GRAVI DOPO I VACCINI<br />Infine va citato un intervento di Peter Goetsche e Maryanne Demasi, importante e autorevole perché Goetsche è uno dei massimi esperti di revisioni sistematiche dei dati della letteratura. In un lavoro che condensa i dati di 18 revisioni sistematiche, 14 studi randomizzati e 34 altri studi con un gruppo di controllo (finora uscito in "preprint") effettua una analisi dei casi di eventi avversi gravi dopo i "vaccini" anti-COVID-19 e sostiene che "i danni gravi e molto gravi dei vaccini COVID-19 sono stati ignorati o minimizzati e talvolta sono stati deliberatamente esclusi dagli sponsor dello studio in riviste mediche ad alto impatto". Gli autori hanno trovato prove di gravi danni neurologici, tra cui la paralisi di Bell, la sindrome di Guillain-Barrè, miastenia grave e l'ictus. I vaccini a vettore di adenovirus hanno aumentato il rischio di trombosi venosa e trombocitopenia, mentre i vaccini a base di mRNA hanno aumentato il rischio di miocardite, con una mortalità di circa 1-2 casi ogni 200 casi di miocardite. Quindi la miocardite post-vaccinale non è affatto una reazione "benigna" come qualche "virostar" si era affrettata a sostenere alla scoperta dei primi casi. Goetsche e Demasi concludono: "Le autorità hanno raccomandato praticamente a tutti di vaccinarsi e di ricevere dosi di richiamo. Hanno mancato di considerare che il bilancio tra benefici e danni diventa negativo nei gruppi a basso rischio come i bambini e le persone che hanno già acquisito l'immunità naturale."<br />Infine, va notato che la recente sentenza della Consulta non ha spento le polemiche, anzi è stata usata malamente per sostenere che i "vaccini" sono sicuri e l'obbligo vaccinale è legittimo. In realtà, anche se le motivazioni ancora non si conoscono, va precisato che la sentenza della Corte Costituzionale dichiara "non irragionevole" la legge di Draghi-Speranza-Cartabia sull'obbligo vaccinale anti-COVID-19 non valida affatto i prodotti biogenetici iniettabili, semplicemente respinge i ricorsi, dichiarando o che essa è incompetente a giudicarli o che le ragioni portate non sono riconosciute valide. Una cosa è certa: la Consulta non ha alcuna autorità giuridica né ovviamente scientifica per dichiarare che i "vaccini" siano utili o inutili o dannosi. Per quello serve la scienza, rigorosa, paziente e indipendente. Che, come si è visto, sta portando continuamente nuovi contributi utili a chiarire le varie questioni ed a contribuire ad una scelta libera e veramente informata.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/52178428</guid><pubDate>Tue, 13 Dec 2022 21:12:34 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/52178428/con_le_autopsie_vengono_alla_luce_i_danni_del_vaccino_anticovid_al_cuore.mp3" length="9069758" type="audio/mpeg"/><itunes:author>BastaBugie</itunes:author><itunes:subtitle>VIDEO: La verità sui medici vaccinati ➜ https://www.youtube.com/watch?v=sSqLG9Wft88&amp;amp;list=PLolpIV2TSebVtj34zS7A0AabuQ9cf1Uxp

TESTO DELL'ARTICOLO ➜ https://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7244

CON LE AUTOPSIE VENGONO ALLA LUCE I DANNI DEL...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[VIDEO: La verità sui medici vaccinati ➜ <a href="https://www.youtube.com/watch?v=sSqLG9Wft88&amp;list=PLolpIV2TSebVtj34zS7A0AabuQ9cf1Uxp" target="_blank" rel="noreferrer noopener">www.youtube.com/watch?v=sSqLG9Wft88&amp;list=PLolpIV2TSebVtj34zS7A0AabuQ9cf1Uxp</a><br /><br />TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="https://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7244" target="_blank" rel="noreferrer noopener">www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7244</a><br /><br />CON LE AUTOPSIE VENGONO ALLA LUCE I DANNI DEL ''VACCINO'' ANTICOVID AL CUORE<br />L'Università di Heidelberg (Germania) conferma dati alla mano che le miocarditi sono state causate dalla vaccinazione e non dal virus (VIDEO: La verità sui medici vaccinati)<br />di Paolo Bellavite<br />È ormai certo che la miocardite può essere una complicanza potenzialmente letale dopo la vaccinazione anti-SARS-CoV-2 basata su mRNA ("Pfizer" e "Moderna"). Altrettanto certo è che la miocardite si può presentare anche come conseguenza dell'infezione da parte di vari virus tra cui anche SARS-CoV-2. Pertanto l'argomento è materia di dibattito tra vaccinisti e anti-vaccinisti. Pochi hanno la capacità e l'onestà di esaminare la questione dal punto di vista bioetico e scientifico ed effettuare una valutazione rischi/benefici nell'interesse della singola persona e priva di condizionamenti politici o di categoria.<br />Cominciando dall'aspetto bioetico, è fondamentale considerare che la miocardite virale è un evento che può colpire una persona, la quale diviene vittima di un "difetto" della natura come nel caso di tutte le malattie che affliggono il genere umano (anche se sulla origine del SARS-CoV-2 come si sa pesa più di un sospetto che prodotto di una manipolazione). La miocardite post-vaccinale è conseguenza prevedibile e prevista di un prodotto artificiale e iniettato volontariamente, la cui frequenza di complicazioni gravi e mortali è bassa rispetto al totale delle somministrazioni, ma non certo trascurabile per la persona che ne è colpita. Ovviamente, il problema etico diviene ben più grave se si pone la questione del consenso informato, ma non è questo per oggi il punto.<br />Gli aspetti scientifici della questione sono importanti sia per effettuare un bilancio tra rischi e benefici in fase di consiglio pre-vaccinale, sia per la corretta diagnosi dei casi gravi e mortali in vista di una richiesta di indennizzo come previsto dalla legge. È pur vero che la conoscenza precisa degli eventi avversi dei "vaccini", dei loro meccanismi e della possibilità di identificazione precoce dovrebbe far parte della attività sistematica di informazione della popolazione, proprio in vista del consenso ad un atto medico, cardine della medicina sin dai tempi di Ippocrate e mai negato se non nei peggiori regimi della Storia.<br /><br />L'AUTOPSIA SU 25 PERSONE MORTE ENTRO 20 GIORNI DALLA VACCINAZIONE<br />Finora mancava una descrizione basata sull'autopsia delle caratteristiche istologiche dettagliate della miocardite indotta da vaccino, ma la lacuna è stata colmata da un articolo di Constantin Schwab e collaboratori, dell'Università di Heidelberg, pubblicato dalla rivista Clinical Research in Cardiology il 27 Novembre scorso. Sono state eseguite autopsie su 25 persone morte inaspettatamente ed entro 20 giorni dalla vaccinazione anti-SARS-CoV-2 con mRNA. In quattro pazienti gli autori hanno identificato segni istologici di miocardite acuta, con un'infiltrazione linfocitica T miocardica interstiziale a chiazze, prevalentemente del sottogruppo CD4 positivo, associata a lieve danno alle cellule cardiache (miociti). Secondo gli autori, i risultati dell'autopsia indicano che la morte è avvenuta per insufficienza cardiaca aritmogena acuta, vale a dire il cuore ha cominciato a battere in modo talmente irregolare che la circolazione del sangue si è rapidamente fermata. Ciò succede perché l'infiammazione va a "toccare" il delicato sistema fatto da speciali cellule cardiache capaci di conduzione elettrica dello stimolo...]]></itunes:summary><itunes:duration>567</itunes:duration><itunes:keywords>autopsie,miocardite,mrna,reazione,vaccini</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/f422e5df597b856e8b10e507da32b251.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Disabile per colpa del vaccino: risarcimento a un ragazzo di 16 anni</title><link>https://www.spreaker.com/episode/disabile-per-colpa-del-vaccino-risarcimento-a-un-ragazzo-di-16-anni--50922791</link><description><![CDATA[VIDEO: La quarta acca ➜ <a href="https://www.youtube.com/watch?v=8pfvRKKgCZM&list=PLolpIV2TSebVtj34zS7A0AabuQ9cf1Uxp" rel="noopener">https://www.youtube.com/watch?v=8pfvRKKgCZM&list=PLolpIV2TSebVtj34zS7A0AabuQ9cf1Uxp</a><br /><br />TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7097" rel="noopener">www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7097</a><br /><br />DISABILE PER COLPA DEL VACCINO: RISARCIMENTO A UN RAGAZZO DI 16 ANNI di Claudio Romiti<br />Mentre imperversa la propaganda per la quarta dose di un vaccino ampiamente scaduto, di quando in quando emergono fatti ben poco rassicuranti sull'efficacia e sui rischi del medesimo vaccino a mRNA. Come riportato da un lancio dell'agenzia AdnKronos, un ragazzo pisano di 16 anni, uno sportivo in buona salute, dopo essersi sottoposto ad un'unica dose del vaccino Moderna, ha sviluppato una grave forma di trombocitemia autoimmune, riportando una menomazione permanente dell'integrità psicofisica.<br />A questa sconvolgente conclusione, dopo un lungo iter, è giunto il Dipartimento militare di Medicina legale di La Spezia, il quale ha riconosciuto senza ombra di dubbio un nesso causale tra la vaccinazione e la succitata patologia invalidante. Dunque, lo sfortunato giovane riceverà un risarcimento dallo Stato per i danni subiti dal vaccino anti-Covid, ai sensi della legge 210/92.<br />Secondo quanto riporta AdnKronos,la vicenda è stata resa nota dal Codacons, che ha assistito legalmente il ragazzo. A tale proposito l'associazione dei consumatori ha tenuto a sottolineare la adesione incondizionata alla campagna vaccinale, pur battendosi affinché tutti i cittadini danneggiati nella medesima campagna vaccinale vengano adeguatamente indennizzati.<br />Ma al di là della meritoria iniziativa portata avanti dal Codacons, ciò che è capitato al sedicenne pisano, così come a molte altre persone in buona salute, non deve essere attribuito al solito destino cinico e baro. Qui ci troviamo di fronte ad un clamoroso esempio di danno collaterale, se così vogliamo definirlo, che si poteva tranquillamente evitare semplicemente considerando che i rischi di contrarre il Covid-19 in forma grave per un ragazzo sano, così come un buon numero di studi tenderebbero a dimostrare, sarebbero addirittura assai minori rispetto a quelli legati alla somministrazione dei citati vaccini a mRNa, alias terapie geniche.<br />Rischi, occorre anche sottolineare, che nel lungo termine non sono stati ovviamente indagati, sebbene da tempo alcuni studiosi ne parlano con una certa preoccupazione. Sta di fatto che, nell'ossessione di smaltire l'inusitata montagna di vaccini acquistati a prezzi proibitivi (19,50 euro per il Pfizer e 25,50 per il Moderna) e tutti tarati su un virus, quello di Wuhan, completamente mutato, si continua ad esporre la popolazione sana a tutta una serie di reazioni avverse, senza apportare alcuna reale protezione nei confronti di un agente patogeno sempre meno aggressivo anche nei riguardi della componente più fragile della società.<br />In tal senso, i sacrosanti indennizzi che tutte le vittime da vaccino dovranno necessariamente ricevere non potranno mai compensare i danni sociali, psicologici economici ed erariali causati da un regime sanitario che, per costringere tutti a vaccinarsi, quindi anche lo sfortunato ragazzo pisano, ha imposto un abominevole lasciapassare sanitario di stampo stalinista.<br />L'aver di fatto imposto un obbligo vaccinale surrettizio, pena la sostanziale impossibilità a circolare liberamente, rappresenta un vulnus democratico e costituzionale che non potrà mai essere sanato con un semplice risarcimento. Non si doveva semplicemente arrivare a tanto.<br /><br />Nota di BastaBugie: Andrea Zambrano nell'articolo seguente dal titolo "Ossessione quarta dose, ma in intensiva sono soprattutto vaccinati" spiega perché l'emergenza non esiste e che il vaccino non protegge dalle conseguenze gravi. Ma si insiste con una campagna che ormai non ha più alcun senso.<br />Ecco l'articolo completo pubblicato su La Nuova Bussola Quotidiana il 16 luglio 2022:<br />Vaccinati, ma in terapia intensiva: qualcosa non torna. La campagna di massa per la quarta dose non decolla, ma il governo insiste per "bucare" la popolazione con la seconda dose di booster. Come? Con l'unica arma a disposizione: la paura. Solo l'altro ieri, 14 luglio, le dosi di vaccino somministrate sono state 47mila, un dato, fanno notare dal Ministero «numericamente simile a quello delle inoculazioni degli inizi dello scorso maggio». Quasi a voler dire: l'emergenza non è mai finita, l'emergenza è un continuum inscindibile senza capo né coda dall'autunno all'inverno, dalla primavera all'estate.<br />Ma che cosa giustifica questa pervicace insistenza a non mollare la presa? L'esplosione dei contagi in luglio, mese nel quale storicamente ci si concentra sul mare e invece, effettivamente, il virus sta girando più del solito. Nessuno si vuole porre davvero la domanda sul perché il virus stia girando adesso, nessuno vuole davvero chiedersi se non c'entri o no proprio la vaccinazione che di variante in variante continua a tenere in vita il Covid.<br />Ma, anche ammettendo che l'esplosione dei contagi da Omicron 5 sia sganciata dalla vaccinazione, bisognerebbe chiedersi razionalmente se tutta questa paura di contagiarsi sia o no giustificata. Omicron 5 è un virus fondamentalmente innocuo, contagioso, certo, ma che si ferma nelle alte vie respiratorie. Anche il numero di 391 pazienti ricoverati in terapia intensiva lo testimonia. Il dato è dell'altro ieri, mentre i ricoverati nei reparti ordinari è di 10.115. E proprio giovedì dovremmo essere arrivati al picco di crescita, quindi ci si aspetta che nelle prossime due settimane i numeri scenderanno ancora di più.<br />Numeri che non giustificano un'apprensione maniacale a vaccinarsi. Soprattutto tenuto conto che la scienza insegna che non ci si vaccina nel bel mezzo di una epidemia e questa di luglio effettivamente lo è. Ma anche perché la vaccinazione non solo non preserva dal ricovero in rianimazione, ma ormai, essendo la maggioranza della popolazione vaccinata, è la condizione comune alla maggior parte dei ricoverati in Intensiva.<br />Lo dimostra anche questa mini-inchiesta della Bussola in alcune delle terapie intensive di ospedali tra i più importanti in Italia. Un viaggio breve, ma significativo, dal quale emergono fondamentalmente due dati: le rianimazioni sono pressoché vuote in tutt'Italia e - secondo - sono sempre più i vaccinati dei non vaccinati ad occuparle. Segno che la vaccinazione, questa vaccinazione per un virus mutato già decine di volte, è inutile.<br />A Verona hanno fatto scalpore le dichiarazioni del dottor Enrico Polati, primario del reparto di Rianimazione all'ospedale Borgo Trento, che a una televisione locale ha spiegato la situazione: «In terapia intensiva ci sono 7 pazienti e sono tutti pazienti che hanno ricevuto 3 dosi di vaccino», ha detto. Le sue affermazioni non sono state smentite, se ne deduce che la vaccinazione non è proprio più una condizione imprescindibile per evitare i ricoveri in terapia intensiva. Quindi a che cosa serve?<br />Nel resto del Nord Italia non va diversamente. A parte la situazione del San Raffaele dove addirittura l'ufficio stampa ci comunica che «non abbiamo pazienti covid in terapia intensiva», è significativa la situazione dell'Ospedale San Martino di Genova: «Oggi ci sono tre pazienti ricoverati in Rianimazione Covid al terzo piano del Padiglione Monoblocco dell'Ospedale Policlinico. Solo 1 ha la polmonite, gli altri 2 presentano solo la positività. Dei 3, 2 sono vaccinati e 1 no». Insomma: due su tre hanno ricevuto il vaccino, ma questo non ha impedito loro di peggiorare le condizioni di una malattia che, quasi sicuramente come dimostra l'esperienza, è stata mal curata o non curata affatto arrivando a degenerare in polmonite.<br />A Pavia il rapporto tra vaccinati e non vaccinati è simile: 3 su 5 degli attuali ricoverati al San Matteo. Infine, curiosa la situazione del Sant'Orsola di Bologna, uno degli ospedali principali dell'Emilia-Romagna: c'è un solo paziente in terapia intensiva - ci informa l'addetto stampa -, ma è con Covid e non per Covid. Tradotto, significa che era in ospedale per ben altri problemi, ma è risultato anche positivo e quindi isolato.<br />Sempre al Sant'Orsola le terapie intensive sono praticamente Covid free, ma la struttura ha riservato al Covid solo tre box; soltanto uno di questi però è attualmente occupato.<br />Letti di rianimazione vuoti, vaccinati tra i principali ricoverati: perché dunque insistere con la campagna di vaccinazione sopra i 60 anni come si sta facendo?]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/50922791</guid><pubDate>Tue, 16 Aug 2022 22:07:23 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/50922791/disabile_per_colpa_del_vaccino_risarcimento_a_un_ragazzo_di_16_anni.mp3" length="10836471" type="audio/mpeg"/><itunes:author>BastaBugie</itunes:author><itunes:subtitle>VIDEO: La quarta acca ➜ https://www.youtube.com/watch?v=8pfvRKKgCZM&amp;list=PLolpIV2TSebVtj34zS7A0AabuQ9cf1Uxp&#13;
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TESTO DELL'ARTICOLO ➜ www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7097&#13;
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DISABILE PER COLPA DEL VACCINO: RISARCIMENTO A UN RAGAZZO DI 16 ANNI di...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[VIDEO: La quarta acca ➜ <a href="https://www.youtube.com/watch?v=8pfvRKKgCZM&list=PLolpIV2TSebVtj34zS7A0AabuQ9cf1Uxp" rel="noopener">https://www.youtube.com/watch?v=8pfvRKKgCZM&list=PLolpIV2TSebVtj34zS7A0AabuQ9cf1Uxp</a><br /><br />TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7097" rel="noopener">www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7097</a><br /><br />DISABILE PER COLPA DEL VACCINO: RISARCIMENTO A UN RAGAZZO DI 16 ANNI di Claudio Romiti<br />Mentre imperversa la propaganda per la quarta dose di un vaccino ampiamente scaduto, di quando in quando emergono fatti ben poco rassicuranti sull'efficacia e sui rischi del medesimo vaccino a mRNA. Come riportato da un lancio dell'agenzia AdnKronos, un ragazzo pisano di 16 anni, uno sportivo in buona salute, dopo essersi sottoposto ad un'unica dose del vaccino Moderna, ha sviluppato una grave forma di trombocitemia autoimmune, riportando una menomazione permanente dell'integrità psicofisica.<br />A questa sconvolgente conclusione, dopo un lungo iter, è giunto il Dipartimento militare di Medicina legale di La Spezia, il quale ha riconosciuto senza ombra di dubbio un nesso causale tra la vaccinazione e la succitata patologia invalidante. Dunque, lo sfortunato giovane riceverà un risarcimento dallo Stato per i danni subiti dal vaccino anti-Covid, ai sensi della legge 210/92.<br />Secondo quanto riporta AdnKronos,la vicenda è stata resa nota dal Codacons, che ha assistito legalmente il ragazzo. A tale proposito l'associazione dei consumatori ha tenuto a sottolineare la adesione incondizionata alla campagna vaccinale, pur battendosi affinché tutti i cittadini danneggiati nella medesima campagna vaccinale vengano adeguatamente indennizzati.<br />Ma al di là della meritoria iniziativa portata avanti dal Codacons, ciò che è capitato al sedicenne pisano, così come a molte altre persone in buona salute, non deve essere attribuito al solito destino cinico e baro. Qui ci troviamo di fronte ad un clamoroso esempio di danno collaterale, se così vogliamo definirlo, che si poteva tranquillamente evitare semplicemente considerando che i rischi di contrarre il Covid-19 in forma grave per un ragazzo sano, così come un buon numero di studi tenderebbero a dimostrare, sarebbero addirittura assai minori rispetto a quelli legati alla somministrazione dei citati vaccini a mRNa, alias terapie geniche.<br />Rischi, occorre anche sottolineare, che nel lungo termine non sono stati ovviamente indagati, sebbene da tempo alcuni studiosi ne parlano con una certa preoccupazione. Sta di fatto che, nell'ossessione di smaltire l'inusitata montagna di vaccini acquistati a prezzi proibitivi (19,50 euro per il Pfizer e 25,50 per il Moderna) e tutti tarati su un virus, quello di Wuhan, completamente mutato, si continua ad esporre la popolazione sana a tutta una serie di reazioni avverse, senza apportare alcuna reale protezione nei confronti di un agente patogeno sempre meno aggressivo anche nei riguardi della componente più fragile della società.<br />In tal senso, i sacrosanti indennizzi che tutte le vittime da vaccino dovranno necessariamente ricevere non potranno mai compensare i danni sociali, psicologici economici ed erariali causati da un regime sanitario che, per costringere tutti a vaccinarsi, quindi anche lo sfortunato ragazzo pisano, ha imposto un abominevole lasciapassare sanitario di stampo stalinista.<br />L'aver di fatto imposto un obbligo vaccinale surrettizio, pena la sostanziale impossibilità a circolare liberamente, rappresenta un vulnus democratico e costituzionale che non potrà mai essere sanato con un semplice risarcimento. Non si doveva semplicemente arrivare a tanto.<br /><br />Nota di BastaBugie: Andrea Zambrano nell'articolo seguente dal titolo "Ossessione quarta dose, ma in intensiva sono soprattutto vaccinati" spiega perché l'emergenza non esiste e che il vaccino non protegge dalle conseguenze gravi. Ma si insiste con una campagna che ormai non ha più alcun senso.<br...]]></itunes:summary><itunes:duration>678</itunes:duration><itunes:keywords>borgotrento,codacons,risarcimento,santorsola,vaccino</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/6d8c7a3753b7bd60ea463c0b2aea1a91.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Il terrore da Covid minaccia il tour de France</title><link>https://www.spreaker.com/episode/il-terrore-da-covid-minaccia-il-tour-de-france--50474895</link><description><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7057" rel="noopener">www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7057</a><br /><br />IL TERRORE DA COVID MINACCIA IL TOUR DE FRANCE di Claudio Romiti<br />Mancano appena una decina di giorni all'avvio del Tour de France, la corsa ciclistica a tappe più importante al mondo, e per gli organizzatori, le squadre partecipanti e gli appassionati di questo popolare sport l'attesa sarà sovrastata da una grande angoscia virale. Il timore è che possa ripetersi anche durante la Grande Boucle, causando colossali perdite economiche, ciò che è accaduto all'appena concluso Giro di Svizzera, dove la semplice positività al tampone ha costretto al ritiro ben 4 compagini al completo, più altri atleti sparsi, per un totale di una sessantina di corridori su 153 partenti, più di un terzo. Tra gli sfortunati anche il russo Alexander Vlasov, il quale al momento del ritiro forzato comandava la classifica. Dunque, laddove non erano bastate le sanzioni a fermare questo forte passista-scalatore, ci ha pensato san tampone a mandarlo a casa.<br />Inoltre, è quasi pleonastico segnalarlo, tutti gli atleti in oggetto sono risultati asintomatici. Ma tant'è: dal momento che lo sport mondiale sembra aver adottato la demenziale linea cinese del Covid zero, e data la grande circolazione di un virus depotenziato ma divenuto endemico da tempo, da qui in avanti le più importanti competizioni saranno sempre più condizionate da codesta insensata caccia all'untore. Condizionate in modo assolutamente autodistruttivo, così come accaduto durante le recenti Olimpiadi invernali, dove alcuni importanti atleti hanno dovuto gettare alle ortiche quattro anni di sacrifici a causa di una banale positività. Positività al tampone di soggetti asintomatici che sia l'Organizzazione mondiale della Sanità e sia il Centro europeo per la prevenzione e il controllo della malattie hanno spesso criticato, anche a causa di un abuso nel sistema di amplificazione, il cosiddetto Pcr, il quale se portato sopra i 24 cicli darebbe luogo a molti falsi positivi.<br />Ovviamente da noi, dove pare dominare ancora incontrastato il cosiddetto giornale unico del virus, nessun organo di stampa esprime qualche dubbio o qualche perplessità in merito a questa ennesima follia virale che sta letteralmente falcidiando gli sport più amati dal pubblico. Spulciando qua e là tra i nostri giornali su ciò che è avvenuto nella competizione sopra citata, il tono generale è abbastanza in linea con quanto titola l'Ansa, la principale agenzia di stampa italiana: "Giro di Svizzera: il Covid disegna la classifica, Vlasov fuori".<br />Quindi sarebbe tutta colpa del Covid, e non della sesquipedale idiozia dei tamponi agli asintomatici, che pure nello sport mondiale, i cui atleti non fanno certo parte per età e per condizioni fisiche della componente più fragile della popolazione, sta producendo di gran lunga più danni del coronavirus.<br />Eppure, prima che il Sars-Cov-2, insieme alla sua pestilenziale narrazione, facesse la sua irruzione nelle nostre avanzate società, non era raro assistere alla performance di atleti di livello che, colpiti da influenza o da altre analoghe malattie, pur debilitati decidevano di scendere in campo o in pista. Atleti febbricitanti e, dunque, anche contagiosi ma sulla cui scelta a competere nessuno si sarebbe sognato di scandalizzarsi. Oggi, invece, accade il contrario: ragazzoni in buonissima salute, del tutto asintomatici ma rei di risultare positivi ad un tampone spesso impreciso, la cui eventuale mancata esclusione dalla relativa competizione, qualora per avventura venisse ragionevolmente consentita, questa si che scandalizzerebbe chi ancora pensa di avere a che fare con una malattia più letale della peste nera. La qual cosa dovrebbe farci riflettere.<br /><br />Nota di BastaBugie: Paolo Gulisano nell'articolo seguente dal titolo "Vaccino agli infanti, via libera. Un rischio inutile" parla della FDA americana che ha dato il via libera alla somministrazione del vaccino Covid ai bambini di 6 mesi e parla come se si fosse trovata la soluzione a un flagello che mieteva vittime innocenti, come poliomielite o difterite. Ma non fa alcun cenno all'imbarazzante tasso di letalità dei bambini colpiti da Covid.<br />Ecco l'articolo completo pubblicato su La Nuova Bussola Quotidiana il 29 giugno 2022:<br />La vaccinazione anti-Covid diventa universale. Pressoché ogni abitante del pianeta potrà ricevere i prodotti mRNA, realizzando il sogno di Bill Gates. Sono arrivate dagli Stati Uniti, e in particolare dalla Food and Drug Administration, le autorizzazioni alle richieste di Pfizer e Moderna per somministrare i loro vaccini ai bambini a partire dai sei mesi di età. Era già consentito a partire dai 5 anni, per Moderna sopra i 18 anni.<br />L'autorizzazione - si legge nel comunicato dell'Ente preposto all'approvazione dei farmaci - è "per l'uso di emergenza", ma come noto si è sempre e comunque in stato di emergenza, e quindi i vaccini potranno essere inoculati a partire dai 6 mesi di età dei neonati. "Molti genitori e medici aspettavano un vaccino per i bambini più piccoli e questa azione contribuirà a proteggere quelli dai 6 mesi di età. Come abbiamo visto per i gruppi di età più avanzata, ci aspettiamo che i vaccini per i bambini più piccoli proteggano dagli esiti più gravi del Covid, come l'ospedalizzazione e la morte", ha dichiarato il commissario della Fda Robert M. Califf, M.D. "Coloro ai quali è affidata la cura dei bambini possono avere fiducia nella sicurezza e nell'efficacia di questi vaccini Covid e possono essere certi che l'agenzia ha valutato i dati in modo approfondito".<br />Il commissario della FDA parla come se si fosse trovata una soluzione ad un flagello che mieteva vittime innocenti, come se fosse la poliomielite o la difterite del secolo scorso. Non fa alcun cenno a quale sia stato il tasso di letalità dei bambini colpiti da Covid. Sarebbe piuttosto imbarazzante dire che è stato dello 0,00008%, e che riguardava solo bambini con patologie preesistenti, e che nella pressoché totalità dei casi il Covid si è presentato come asintomatico, o come un raffreddore o un'influenza. Era dunque necessario estendere la vaccinazione fino ai bambini di sei mesi? Quali dati epidemiologici hanno supportato tale decisione? È bene sollevare tali questioni, perché inevitabilmente in breve tempo queste autorizzazioni potrebbero essere prese sia in Europa dall'EMA che in Italia dall'Aifa.<br />Mentre da diversi Paesi provengono allarmi rispetto agli effetti indesiderati dei vaccini, si abbassa ulteriormente - e secondo diversi esperti pericolosamente - l'età di inoculazione. Inoltre, per i piccoli dovranno essere somministrate tre dosi in tempi ravvicinati: due dosi iniziali eseguite a distanza di tre settimane l'una dall'altra, seguite da una terza dose somministrata almeno otto settimane dopo la seconda dose. Tre dosi in meno di tre mesi.<br />La FDA mette le mani avanti, garantendo sull'efficacia e sicurezza dell'inoculazione dei vaccini a bambini di questa età alla luce di due studi clinici condotti sperimentalmente negli Stati Uniti e in Canada su gruppi di neonati, bambini e adolescenti. Un gruppo di 230 bambini di età compresa tra i 6 e i 23 mesi e un altro gruppo di 260 bambini di età compresa tra i 2 e i 5 anni hanno ricevuto una serie primaria di due dosi di vaccino mRNA e gli esiti sono stati confrontati con le risposte immunitarie di 290 adulti di età compresa tra i 18 e i 25 anni che avevano ricevuto due dosi di vaccino. In queste analisi della FDA, la risposta immunitaria al vaccino, in entrambi i gruppi di età dei bambini, è stata paragonabile a quella degli adulti. Cosa sta a significare? Che avevano sviluppato gli anticorpi, come gli adulti. Ma lo sviluppare gli anticorpi, come ormai è acclarato, non significa non contrarre la malattia, come dimostrano le centinaia di migliaia di tri e quadri-vaccinati. Inoltre, non è dato sapere per quanto tempo permangano questi anticorpi.<br />E la sicurezza? Gli effetti collaterali più comunemente segnalati nei partecipanti allo studio clinico di età compresa tra i 6 e i 23 mesi che hanno ricevuto il vaccino sono stati irritabilità, diminuzione dell'appetito, febbre e dolore, arrossamento e gonfiore nel sito di iniezione. Questi effetti collaterali sono stati segnalati anche nei partecipanti al vaccino di età compresa tra i 2 e i 4 anni, oltre a febbre, mal di testa e brividi. I sistemi di sorveglianza della sicurezza della FDA e dei CDC hanno anche identificato un aumento del rischio di miocardite (infiammazione del muscolo cardiaco) e pericardite (infiammazione del tessuto che circonda il cuore) in seguito alla vaccinazione, in particolare dopo la seconda dose. Il rischio osservato è maggiore nei maschi di età compresa tra i 18 e i 24 anni per il vaccino Moderna e nei maschi di età compresa tra i 12 e i 17 anni per il vaccino Pfizer.<br />Nonostante tutto questo, l'approvazione è arrivata. Evidentemente si tratta di scelte fatte a prescindere da ogni evidenza relativa alla malattia naturale come si sviluppa nei bambini e nei ragazzi, e all'esito della vaccinazione.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/50474895</guid><pubDate>Tue, 05 Jul 2022 22:37:31 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/50474895/il_terrore_da_covid_minaccia_il_tour_de_france.mp3" length="10695201" type="audio/mpeg"/><itunes:author>BastaBugie</itunes:author><itunes:subtitle>TESTO DELL'ARTICOLO ➜ www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7057&#13;
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IL TERRORE DA COVID MINACCIA IL TOUR DE FRANCE di Claudio Romiti&#13;
Mancano appena una decina di giorni all'avvio del Tour de France, la corsa ciclistica a tappe più importante al mondo,...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7057" rel="noopener">www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7057</a><br /><br />IL TERRORE DA COVID MINACCIA IL TOUR DE FRANCE di Claudio Romiti<br />Mancano appena una decina di giorni all'avvio del Tour de France, la corsa ciclistica a tappe più importante al mondo, e per gli organizzatori, le squadre partecipanti e gli appassionati di questo popolare sport l'attesa sarà sovrastata da una grande angoscia virale. Il timore è che possa ripetersi anche durante la Grande Boucle, causando colossali perdite economiche, ciò che è accaduto all'appena concluso Giro di Svizzera, dove la semplice positività al tampone ha costretto al ritiro ben 4 compagini al completo, più altri atleti sparsi, per un totale di una sessantina di corridori su 153 partenti, più di un terzo. Tra gli sfortunati anche il russo Alexander Vlasov, il quale al momento del ritiro forzato comandava la classifica. Dunque, laddove non erano bastate le sanzioni a fermare questo forte passista-scalatore, ci ha pensato san tampone a mandarlo a casa.<br />Inoltre, è quasi pleonastico segnalarlo, tutti gli atleti in oggetto sono risultati asintomatici. Ma tant'è: dal momento che lo sport mondiale sembra aver adottato la demenziale linea cinese del Covid zero, e data la grande circolazione di un virus depotenziato ma divenuto endemico da tempo, da qui in avanti le più importanti competizioni saranno sempre più condizionate da codesta insensata caccia all'untore. Condizionate in modo assolutamente autodistruttivo, così come accaduto durante le recenti Olimpiadi invernali, dove alcuni importanti atleti hanno dovuto gettare alle ortiche quattro anni di sacrifici a causa di una banale positività. Positività al tampone di soggetti asintomatici che sia l'Organizzazione mondiale della Sanità e sia il Centro europeo per la prevenzione e il controllo della malattie hanno spesso criticato, anche a causa di un abuso nel sistema di amplificazione, il cosiddetto Pcr, il quale se portato sopra i 24 cicli darebbe luogo a molti falsi positivi.<br />Ovviamente da noi, dove pare dominare ancora incontrastato il cosiddetto giornale unico del virus, nessun organo di stampa esprime qualche dubbio o qualche perplessità in merito a questa ennesima follia virale che sta letteralmente falcidiando gli sport più amati dal pubblico. Spulciando qua e là tra i nostri giornali su ciò che è avvenuto nella competizione sopra citata, il tono generale è abbastanza in linea con quanto titola l'Ansa, la principale agenzia di stampa italiana: "Giro di Svizzera: il Covid disegna la classifica, Vlasov fuori".<br />Quindi sarebbe tutta colpa del Covid, e non della sesquipedale idiozia dei tamponi agli asintomatici, che pure nello sport mondiale, i cui atleti non fanno certo parte per età e per condizioni fisiche della componente più fragile della popolazione, sta producendo di gran lunga più danni del coronavirus.<br />Eppure, prima che il Sars-Cov-2, insieme alla sua pestilenziale narrazione, facesse la sua irruzione nelle nostre avanzate società, non era raro assistere alla performance di atleti di livello che, colpiti da influenza o da altre analoghe malattie, pur debilitati decidevano di scendere in campo o in pista. Atleti febbricitanti e, dunque, anche contagiosi ma sulla cui scelta a competere nessuno si sarebbe sognato di scandalizzarsi. Oggi, invece, accade il contrario: ragazzoni in buonissima salute, del tutto asintomatici ma rei di risultare positivi ad un tampone spesso impreciso, la cui eventuale mancata esclusione dalla relativa competizione, qualora per avventura venisse ragionevolmente consentita, questa si che scandalizzerebbe chi ancora pensa di avere a che fare con una malattia più letale della peste nera. La qual cosa dovrebbe farci riflettere.<br /><br />Nota di BastaBugie: Paolo Gulisano nell'articolo seguente dal titolo "Vaccino agli infanti, via libera. Un rischio inutile" parla della FDA americana che ha dato...]]></itunes:summary><itunes:duration>669</itunes:duration><itunes:keywords>falsopositivo,miocarditi,sport,tour,vaccinazione</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/6cc2cf0fc1b7401acadbd5374ada071b.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Vaccini e problemi cardiaci, aumento del 25% tra i giovani in Israele</title><link>https://www.spreaker.com/episode/vaccini-e-problemi-cardiaci-aumento-del-25-tra-i-giovani-in-israele--50206960</link><description><![CDATA[VIDEO: Dieci vaccini ➜ <a href="https://www.youtube.com/watch?v=xiTByMgsNgE&list=PLolpIV2TSebVSarVSJS-Gy5hJo3_40bhI" rel="noopener">https://www.youtube.com/watch?v=xiTByMgsNgE&list=PLolpIV2TSebVSarVSJS-Gy5hJo3_40bhI</a><br /><br />TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7036" rel="noopener">www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7036</a><br /><br />VACCINI E PROBLEMI CARDIACI: AUMENTO DEL 25% TRA I GIOVANI IN ISRAELE di Carlo Toto<br />Dopo tante ipotesi e teorie sulla possibile correlazione tra patologie cardiache e somministrazione di vaccini, spunta un dato pubblicato sulla rivista Scientific Reports da Christopher Sun e Retsef Levi del Massachusetts Institute of Technology e da Eli Jafe del Servizio di medicina di emergenza di Israele a Tel Aviv. Per il virologo Francesco Broccolo, dell'Università di Milano Bicocca, la novità di questo studio è nel fatto che "si basa su dati del mondo reale, non estrapolati dai trial".<br />La ricerca si è strutturata sulle chiamate giunte alle strutture di pronto soccorso di Israele in seguito a casi di arresto cardiaco e sindrome coronarica acuta, registrate a ritmo settimanale e le cui relative diagnosi sono state in seguito verificate. Le segnalazioni considerate nella ricerca comprendono tre periodi: il primo, precedente la pandemia di Covid-19, comprende il 2019 fino a febbraio 2020, il secondo corrisponde al periodo della pandemia nel quale non erano ancora disponibili i vaccini (marzo-dicembre 2020) e il terzo va da gennaio a maggio 2021, quando in Israele erano state somministrate le prime e le seconde dosi dei vaccini anti Covid-19 a Rna messaggero (mRna).<br />È emerso che in quest'ultimo periodo, rispetto ai precedenti, le chiamate al pronto soccorso da parte di persone di età compresa fra 16 e 39 anni per problemi cardiovascolari sono aumentate del 25% rispetto ai due periodi precedenti. Alla luce di questa situazione, secondo gli autori della ricerca la sorveglianza è d'obbligo e dovrebbe considerare le chiamate alle strutture di pronto soccorso accanto ad altri dati sanitari e indagare le possibili cause. "I dati riportati in questa ricerca sono in accordo con quanto finora si è osservato in Germania e in Scozia, come rilevano gli autori del lavoro - osserva Broccolo - È un risultato che dovrebbe sollevare l'attenzione da parte dei medici e dei soggetti vaccinati sui segni clinici riportati nella popolazione della fascia d'età compresa fra 16 e 39 anni".<br /><br />NOVAVAX, LUCI E OMBRE<br />Ombre anche per il vaccino "Novavax". dopo la segnalazione da parte dell'Agenzia americana Food and drug administration (Fda), lo scorso venerdì del maggior rischio di infiammazione cardiaca in seguito alla somministrazione del vaccino anti Covid, sviluppato dalla farmaceutica statunitense. Come segnala La Verità, "su richiesta della stessa Fda, un comitato indipendente valuterà i dati degli studi clinici e formulerà le sue raccomandazioni. Come aveva fatto anche per gli altri tre vaccini poi autorizzati, due a mRna (Pfizer e Moderna) e quello di J&J, con virus modificato e attenuato, l'Agenzia ha reso pubblico un lungo documento di analisi anche per il vaccino di Novavax".<br />Già approvato in 40 Paesi, tra cui - ovviamente - l'Italia, doveva convincere gli indecisi perché è a base proteica, usa cioè una tecnologia più consolidata. "Pur avendo valutato il vaccino efficace - al 90,4 per cento e al 78,6 per cento negli over 65 - nel prevenire le forme gravi di Covid, l'Fda ha espresso preoccupazione per i sei casi di infiammazione cardiaca, note come miocardite e pericardite, su circa 40 mila persone che avevano assunto il vaccino Novavax durante due studi cardine. A impensierire l'Agenzia è il fatto che le miocarditi hanno interessato, entro 20 giorni dalla somministrazione del vaccino proteico a base di proteina Spike, giovani uomini (16-28 anni), noti per essere a più alto rischio di infiammazione del cuore anche per i vaccini a mRna".<br /><br />RISCHIO MIOCARDITE PIÙ ELEVATO<br />Spiega Maddalena Guitto: "Una persona che aveva ricevuto un placebo durante i test ha sviluppato miocardite che, come è noto, può essere innescata da infezioni virali anche indipendenti dalla vaccinazione, ma resta il rapporto sei a uno. Tutti i casi sono stati curati all'ospedale e si sono risolti. «Questi eventi», ha scritto l'Agenzia nei documenti pubblicati nei giorni scorsi, «sollevano la preoccupazione di un'associazione causale con questo vaccino, simile all'associazione documentata con i vaccini Covid-19 a base di mRna»". A differenza però di quello dei prodotti a mRna, per il prodotto di Novavax il rischio di miocardite sarebbe più elevato perché è stato segnalato prima della commercializzazione.<br />"L'azienda produttrice respinge la tesi della relazione causale sostenendo che i casi di miocardite sono prevedibili, in studi di oltre 30 mila persone. Probabilmente il vaccino di Novavax, che secondo Fda sarebbe efficace anche contro Omicron, verrà approvato con l'obbligo di inserire, nel foglietto illustrativo, l'informazione sul rischio di sviluppare miocarditi e pericarditi".<br />Emergono sempre nuovi studi che mostrano "luci ed ombre" sui vaccini, ma in attesa di nuove ricerche, è importante sottolineare l'importanza della "libertà di scelta" dei cittadini in caso di emergenza sanitaria che resta, in ogni caso, uno strumento politico in grado di realizzare un equilibrio tra tutela del diritto alla salute e della libertà personale.<br /><br />Nota di BastaBugie: Alessandro Capucci, Ordinario di Malattie Cardiovascolari (già direttore della Clinica di Cardiologia, Università Politecnica delle Marche), nell'articolo seguente dal titolo "Atleti e miocarditi, perché c'entrano i vaccini mRNA" rileva che nel 2021 si è riscontrato un aumento dei casi di miocardite giovanile e negli atleti. Anche le morti improvvise tra i calciatori sono superiori alla media. Il problema è più accentuato negli atleti maschi e giovani.<br />Ecco l'articolo completo pubblicato su La Nuova Bussola Quotidiana l'11 aprile 2022:<br />Recenti dati dell'UKHSA (UK Health Security Agency), contenuti nel Vaccine surveillance report (Rapporto di sorveglianza sui vaccini) e relativi alla situazione nel Regno Unito, ci mostrano come sia i casi di malattia sia le ospedalizzazioni sia, infine, i decessi avvengano in prevalenza in persone vaccinate (72%, 74% e 82% rispettivamente) ponendo dei seri dubbi sulla decantata sicurezza ed efficacia degli attuali vaccini anti-Covid.<br />Le miocarditi o malattie infiammatorie del muscolo cardiaco, come noto, sono fra le temute complicanze vaccinali, soprattutto nei giovani maschi, in quanto fonti di possibili disfunzioni cardiache sia nella fase acuta che come esiti nel lungo tempo; inoltre si possono accompagnare ad aritmie ventricolari severe ed anche potenzialmente mortali. Recenti affermazioni provenienti dal Ministero della Salute italiano hanno minimizzato la portata di queste complicanze definendole eventi rari e comunque senza esiti significativi. Riportiamo qui i dati di un recente lavoro scientifico brasiliano incentrato sulle possibili cause di queste complicanze da vaccini anti-SARS-CoV-2 e sul loro possibile impatto clinico.<br />Nel 2021 è stato segnalato di fatto un incremento dei casi di miocardite giovanile e negli atleti. Anche le morti improvvise segnalate nei giocatori di calcio dalla FIFA sono state 31 nel 2021 mentre la media degli anni precedenti 2009-2020 era stata 7.8/anno.<br />Cadegiani riporta come vi siano risultati di autopsie di adolescenti morti a seguito di miocardite, dai tre ai quattro giorni dopo la somministrazione di vaccino mRNA BNT162b2. Casi negativi per assunzione di medicamenti o abuso di sostanze in cui venne riscontrato a livello istologico la presenza diffusa di bande di contrazione e aree di necrosi con sarcomeri ipercontratti e risposta infiammatoria mononucleare diversa da quella dell'infarto miocardico che presenta polimorfonucleati. La ragione di tale pericolosa associazione fra vaccini di questo tipo e miocardite da catecolamine può essere relata al dimostrato accumulo sia di mRNA SARS-CoV-2 che di produzione di proteine spike, nella corteccia surrenale e nella medulla del surrene centro di produzione di catecolamine. Inoltre, anche un enzima fondamentale per la produzione di adrenalina e noradrenalina (DOPA decarbossilasi) è stato riscontrato in abbondanza dopo somministrazione di questi sieri.<br />Si aggiunga che gli atleti, particolarmente di sesso maschile, hanno usualmente livelli elevati di catecolamine attive anche in condizioni di riposo, come si può osservare dall'analisi delle catecolamine urinarie notturne che risultano nettamente superiori negli atleti rispetto ai non atleti; tutto questo mentre la loro eliminazione rimane simile nei due gruppi. Inoltre i giovani ne presentano un livello più elevato rispetto agli atleti più anziani (> 40 anni) ed i maschi rispetto alle femmine.<br />Succede quindi che soprattutto gli atleti maschi, che sono già esposti ad elevati livelli di catecolamine, ne incrementano ancora il livello, a seguito dell'inoculazione di questi vaccini, con conseguente necrosi di parti del tessuto muscolare miocardico. Inoltre, se è vero che la miocardite può essere anche generata dalla stessa malattia da SARS-CoV-2, risulta che le aritmie cardiache siano maggiori dopo la vaccinazione anche rispetto alla malattia, fatto che potrebbe giustificare l'apparente più elevata incidenza di morte improvvisa.<br />Da queste osservazioni si può concludere quindi che esistono al presente dati significativi sul negativo effetto dei vaccini mRNA, specie nei giovani atleti maschi, a seguito di incremento del livello di catecolamine circolanti come mediatori di severe complicanze aritmiche e contrattili cardiache che possono giustificare l'incremento riscontrato di morti improvvise. Tutto si può dire ma non che queste complicanze siano benigne e di scarsa rilevanza clinica.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/50206960</guid><pubDate>Tue, 14 Jun 2022 22:12:29 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/50206960/vaccini_e_problemi_cardiaci_aumento_del_25_tra_i_giovani_in_israele.mp3" length="13001500" type="audio/mpeg"/><itunes:author>BastaBugie</itunes:author><itunes:subtitle>VIDEO: Dieci vaccini ➜ https://www.youtube.com/watch?v=xiTByMgsNgE&amp;list=PLolpIV2TSebVSarVSJS-Gy5hJo3_40bhI&#13;
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TESTO DELL'ARTICOLO ➜ www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7036&#13;
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VACCINI E PROBLEMI CARDIACI: AUMENTO DEL 25% TRA I GIOVANI IN ISRAELE di...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[VIDEO: Dieci vaccini ➜ <a href="https://www.youtube.com/watch?v=xiTByMgsNgE&list=PLolpIV2TSebVSarVSJS-Gy5hJo3_40bhI" rel="noopener">https://www.youtube.com/watch?v=xiTByMgsNgE&list=PLolpIV2TSebVSarVSJS-Gy5hJo3_40bhI</a><br /><br />TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7036" rel="noopener">www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7036</a><br /><br />VACCINI E PROBLEMI CARDIACI: AUMENTO DEL 25% TRA I GIOVANI IN ISRAELE di Carlo Toto<br />Dopo tante ipotesi e teorie sulla possibile correlazione tra patologie cardiache e somministrazione di vaccini, spunta un dato pubblicato sulla rivista Scientific Reports da Christopher Sun e Retsef Levi del Massachusetts Institute of Technology e da Eli Jafe del Servizio di medicina di emergenza di Israele a Tel Aviv. Per il virologo Francesco Broccolo, dell'Università di Milano Bicocca, la novità di questo studio è nel fatto che "si basa su dati del mondo reale, non estrapolati dai trial".<br />La ricerca si è strutturata sulle chiamate giunte alle strutture di pronto soccorso di Israele in seguito a casi di arresto cardiaco e sindrome coronarica acuta, registrate a ritmo settimanale e le cui relative diagnosi sono state in seguito verificate. Le segnalazioni considerate nella ricerca comprendono tre periodi: il primo, precedente la pandemia di Covid-19, comprende il 2019 fino a febbraio 2020, il secondo corrisponde al periodo della pandemia nel quale non erano ancora disponibili i vaccini (marzo-dicembre 2020) e il terzo va da gennaio a maggio 2021, quando in Israele erano state somministrate le prime e le seconde dosi dei vaccini anti Covid-19 a Rna messaggero (mRna).<br />È emerso che in quest'ultimo periodo, rispetto ai precedenti, le chiamate al pronto soccorso da parte di persone di età compresa fra 16 e 39 anni per problemi cardiovascolari sono aumentate del 25% rispetto ai due periodi precedenti. Alla luce di questa situazione, secondo gli autori della ricerca la sorveglianza è d'obbligo e dovrebbe considerare le chiamate alle strutture di pronto soccorso accanto ad altri dati sanitari e indagare le possibili cause. "I dati riportati in questa ricerca sono in accordo con quanto finora si è osservato in Germania e in Scozia, come rilevano gli autori del lavoro - osserva Broccolo - È un risultato che dovrebbe sollevare l'attenzione da parte dei medici e dei soggetti vaccinati sui segni clinici riportati nella popolazione della fascia d'età compresa fra 16 e 39 anni".<br /><br />NOVAVAX, LUCI E OMBRE<br />Ombre anche per il vaccino "Novavax". dopo la segnalazione da parte dell'Agenzia americana Food and drug administration (Fda), lo scorso venerdì del maggior rischio di infiammazione cardiaca in seguito alla somministrazione del vaccino anti Covid, sviluppato dalla farmaceutica statunitense. Come segnala La Verità, "su richiesta della stessa Fda, un comitato indipendente valuterà i dati degli studi clinici e formulerà le sue raccomandazioni. Come aveva fatto anche per gli altri tre vaccini poi autorizzati, due a mRna (Pfizer e Moderna) e quello di J&J, con virus modificato e attenuato, l'Agenzia ha reso pubblico un lungo documento di analisi anche per il vaccino di Novavax".<br />Già approvato in 40 Paesi, tra cui - ovviamente - l'Italia, doveva convincere gli indecisi perché è a base proteica, usa cioè una tecnologia più consolidata. "Pur avendo valutato il vaccino efficace - al 90,4 per cento e al 78,6 per cento negli over 65 - nel prevenire le forme gravi di Covid, l'Fda ha espresso preoccupazione per i sei casi di infiammazione cardiaca, note come miocardite e pericardite, su circa 40 mila persone che avevano assunto il vaccino Novavax durante due studi cardine. A impensierire l'Agenzia è il fatto che le miocarditi hanno interessato, entro 20 giorni dalla somministrazione del vaccino proteico a base di proteina Spike, giovani uomini (16-28 anni), noti per essere a più alto rischio di infiammazione del cuore anche per i vaccini a mRna".<br /><br...]]></itunes:summary><itunes:duration>813</itunes:duration><itunes:keywords>aritmia,israele,miocardite,mrna,tecnologia</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/4e6de2bc33c7261ecaad186039a993eb.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Tachipirina e vigile attesa per tutti... tranne per Draghi</title><link>https://www.spreaker.com/episode/tachipirina-e-vigile-attesa-per-tutti-tranne-per-draghi--49562270</link><description><![CDATA[VIDEO: Prima e dopo il Covid 19 ➜ <a href="https://rumble.com/embed/vz2o09/?pub=bxxt8" rel="noopener">https://rumble.com/embed/vz2o09/?pub=bxxt8</a><br /><br />TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6987" rel="noopener">www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6987</a><br /><br />TACHIPIRINA E VIGILE ATTESA PER TUTTI... TRANNE PER DRAGHI di Andrea Zambrano<br />Se non è una nemesi poco ci manca. Di sicuro è la prova che Mario Draghi non ci ha capito molto nemmeno lui sul covid e sul vaccino. O forse ce l'ha raccontata. Come le cronache riportano, il premier è positivo al covid ed ha dovuto rinunciare ad un importante viaggio istituzionale in Africa. Se è positivo, significa che è contagioso, eppure Draghi è tri-vaccinato e "greenpassato". Ma non era stato lui a pronunciare quella frase ormai scolpita nella sabbia che erigeva un muro invalicabile tra il cittadino con pass e quello senza pass perché non vaccinato? Ricordate?<br />Era il 22 luglio scorso e Draghi presentava alla stampa lo strumento di discriminazione che ancora oggi ci trasciniamo: «Il Green pass è una misura con la quale i cittadini possono continuare a svolgere attività con la garanzia di ritrovarsi tra persone che non sono contagiose». Una frase, questa, che il tempo si è incaricato di smentire abbondantemente vista l'impennata di contagi anche tra persone bi e trivaccinate (assieme a quella altrettanto cult e smentita: "non ti vaccini, ti ammali, muori").<br />Ma era luglio e tante cose si potevano far bere al popolo che accettò senza colpo ferire la panzana sul pass-ferma-contagi a prezzo di uno, due, tre e ora quattro inoculi per poter tornare alla vita.<br />Oggi Draghi - ci fanno sapere - è positivo, dunque è contagioso e dunque come la mettiamo? Ma non doveva avere la garanzia di non essere contagioso grazie al pass? Invece, se ad un certo punto ha fatto un tampone significa che qualche rapporto con qualcuno, nei giorni prima di scoprire di essere positivo, l'ha intrattenuto. E quindi come la mettiamo con la garanzia di non essere contagioso? Il pass non era sufficientemente garante? La mettiamo che era una panzana data in pasto ai media per convincere l'italiano che il green pass ci avrebbe tenuto al riparo da contagi, virus e malattie varie. Una promessa di elisir di lunga vita che si è svelata invece come una merce taroccata qualsiasi.<br /><br />LA FREGATURA DI DRAGHI<br />Nel frattempo, però, mentre Draghi faceva credere agli italiani che il Green pass ci avrebbe tenuti al riparo dalla trasmissione del virus, i contagi sono aumentati durante l'inverno per poi scendere adesso che siamo in primavera. Indipendentemente dalla carta verde che non ha smesso però di discriminare i cittadini creando tra di loro un solco sempre più profondo.<br />È un corto circuito quello che vediamo all'opera con la positività di Mario Draghi. Un corto circuito che svela le menzogne clamorose con le quali sono stati gestiti i due anni di pandemia.<br />Non sappiamo cosa stia facendo il premier nella sua di Città della Pieve mentre è alle prese con un virus dal quale gli auguriamo pronta guarigione. Però qualcuno ha pensato bene di consigliarlo sulla terapia da fare.<br />Il dottor Fabrizio Pregliasco, che ancora molti media considerano un genio nonostante frasi al limite del delirio, tipo quella pronunciata nel pieno della prima ondata sui rapporti sessuali con la mascherina oppure la cravatta come ricettacolo di virus, intervistato per l'ennesima volta, ha consigliato al premier di assumere due antinfiammatori nonostante sia asintomatico. A parte la diagnosi a distanza che Pregliasco ha fatto e che evidentemente ci sono medici che possono fare e medici - vedi quelli di Ippocrateorg - che non possono fare, ma, oibò... questa è davvero bella.<br />«Gli consiglio degli antinfiammatori come l'Asprina per far sì che ci sia un controllo della risposta immunitaria», ha detto a un Giorno da pecora.<br />Per due anni il ministro della Salute Speranza, che gode ancora della fiducia di Draghi dato che il premier lo ha sempre confermato nel suo incarico, ha portato avanti la guerra alle cure domiciliari, quelle principalmente a base di antinfiammatori e vitamine in presenza di pazienti a o pauci sintomatici al motto di "Tachipirina e vigile attesa". E con Speranza sono andate a ruota tutte le virostar da salotto tv, tra le quali Pregliasco spicca per presenzialismo, nel dichiarare guerra alle cure degli stregoni, alla lotta alla medicina del fai da te, gridando che il covid non si curava e che quindi se ti andava bene, pace, ma se ti andava male ti toccava andare al pronto soccorso.<br /><br />IL MARCHESE DEL GRILLO ALLA RIBALTA<br />Ebbene, guarda caso, non appena ad ammalarsi è stato il capo del governo ecco che per lui è pronta la regola del Marchese del Grillo ("Io so' io e voi...") e sono già pronte due dosi al giorno di antinfiammatorio. Lo stesso antinfiammatorio che è stato negato a decine di migliaia di pazienti, i quali sono stati giorni e giorni in balia di un virus che poi li ha sopraffatti in un letto d'ospedale, dove sono arrivati dopo giorni di mancate cure.<br />Evidentemente per Draghi la vigile attesa non vale. Ma forse Pregliasco ha finalmente capito, come avevano intuito diversi scienziati, che certi antinfiammatori aiutano a spegnere un incendio che cova sotto la cenere dell'a-sintomatologia perché semplicemente mettono il nostro organismo in condizione di combattere il virus e quindi di accelerare la negativitizzazione.<br />I professori Fazio e Bellavite, ad esempio, hanno puntato su un antinfiammatorio, come l'indometacina, che ha mostrato buonissime capacità antivirali. Capacità antivirali confermate anche dal professor Remuzzi del Mario Negri, dallo Spallanzani di Roma e da diversi studi. Eppure, non sono mancati in questi mesi gli articoli e le riserve dei soloni su un farmaco che, al contrario dei detrattori, ha dato ottime risposte nella cura precoce del virus.<br />Quel che è certo è che il virologo ascoltato dalle tv ha suggerito al premier ciò che per anni governo e virostar hanno vietato al popolo, il quale si è dovuto accontentare di Tachipirina e vigile attesa. Sarebbe davvero una nemesi per il premier, la prova provata che la lotta al covid è stata una gigantesca operazione di propaganda pandemista. Che la maggioranza degli italiani però si è sciroppata come un medicamento miracoloso.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/49562270</guid><pubDate>Tue, 26 Apr 2022 21:32:52 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/49562270/tachipirina_e_vigile_attesa_per_tutti_tanne_per_draghi.mp3" length="7665440" type="audio/mpeg"/><itunes:author>BastaBugie</itunes:author><itunes:subtitle>VIDEO: Prima e dopo il Covid 19 ➜ https://rumble.com/embed/vz2o09/?pub=bxxt8&#13;
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TACHIPIRINA E VIGILE ATTESA PER TUTTI... TRANNE PER DRAGHI di Andrea Zambrano&#13;
Se non è una nemesi poco...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[VIDEO: Prima e dopo il Covid 19 ➜ <a href="https://rumble.com/embed/vz2o09/?pub=bxxt8" rel="noopener">https://rumble.com/embed/vz2o09/?pub=bxxt8</a><br /><br />TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6987" rel="noopener">www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6987</a><br /><br />TACHIPIRINA E VIGILE ATTESA PER TUTTI... TRANNE PER DRAGHI di Andrea Zambrano<br />Se non è una nemesi poco ci manca. Di sicuro è la prova che Mario Draghi non ci ha capito molto nemmeno lui sul covid e sul vaccino. O forse ce l'ha raccontata. Come le cronache riportano, il premier è positivo al covid ed ha dovuto rinunciare ad un importante viaggio istituzionale in Africa. Se è positivo, significa che è contagioso, eppure Draghi è tri-vaccinato e "greenpassato". Ma non era stato lui a pronunciare quella frase ormai scolpita nella sabbia che erigeva un muro invalicabile tra il cittadino con pass e quello senza pass perché non vaccinato? Ricordate?<br />Era il 22 luglio scorso e Draghi presentava alla stampa lo strumento di discriminazione che ancora oggi ci trasciniamo: «Il Green pass è una misura con la quale i cittadini possono continuare a svolgere attività con la garanzia di ritrovarsi tra persone che non sono contagiose». Una frase, questa, che il tempo si è incaricato di smentire abbondantemente vista l'impennata di contagi anche tra persone bi e trivaccinate (assieme a quella altrettanto cult e smentita: "non ti vaccini, ti ammali, muori").<br />Ma era luglio e tante cose si potevano far bere al popolo che accettò senza colpo ferire la panzana sul pass-ferma-contagi a prezzo di uno, due, tre e ora quattro inoculi per poter tornare alla vita.<br />Oggi Draghi - ci fanno sapere - è positivo, dunque è contagioso e dunque come la mettiamo? Ma non doveva avere la garanzia di non essere contagioso grazie al pass? Invece, se ad un certo punto ha fatto un tampone significa che qualche rapporto con qualcuno, nei giorni prima di scoprire di essere positivo, l'ha intrattenuto. E quindi come la mettiamo con la garanzia di non essere contagioso? Il pass non era sufficientemente garante? La mettiamo che era una panzana data in pasto ai media per convincere l'italiano che il green pass ci avrebbe tenuto al riparo da contagi, virus e malattie varie. Una promessa di elisir di lunga vita che si è svelata invece come una merce taroccata qualsiasi.<br /><br />LA FREGATURA DI DRAGHI<br />Nel frattempo, però, mentre Draghi faceva credere agli italiani che il Green pass ci avrebbe tenuti al riparo dalla trasmissione del virus, i contagi sono aumentati durante l'inverno per poi scendere adesso che siamo in primavera. Indipendentemente dalla carta verde che non ha smesso però di discriminare i cittadini creando tra di loro un solco sempre più profondo.<br />È un corto circuito quello che vediamo all'opera con la positività di Mario Draghi. Un corto circuito che svela le menzogne clamorose con le quali sono stati gestiti i due anni di pandemia.<br />Non sappiamo cosa stia facendo il premier nella sua di Città della Pieve mentre è alle prese con un virus dal quale gli auguriamo pronta guarigione. Però qualcuno ha pensato bene di consigliarlo sulla terapia da fare.<br />Il dottor Fabrizio Pregliasco, che ancora molti media considerano un genio nonostante frasi al limite del delirio, tipo quella pronunciata nel pieno della prima ondata sui rapporti sessuali con la mascherina oppure la cravatta come ricettacolo di virus, intervistato per l'ennesima volta, ha consigliato al premier di assumere due antinfiammatori nonostante sia asintomatico. A parte la diagnosi a distanza che Pregliasco ha fatto e che evidentemente ci sono medici che possono fare e medici - vedi quelli di Ippocrateorg - che non possono fare, ma, oibò... questa è davvero bella.<br />«Gli consiglio degli antinfiammatori come l'Asprina per far sì che ci sia un controllo della risposta immunitaria», ha detto a un Giorno da pecora.<br />Per due anni il ministro della Salute...]]></itunes:summary><itunes:duration>480</itunes:duration><itunes:keywords>antivirali,greenpassato,pregliasco,tachipirinaevigileattesa,ungiornodapecora</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/743eb4cb767c28c9e8e326daccee464b.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Dalla Cina all'Italia, ecco il controllo totale della popolazione con i crediti sociali</title><link>https://www.spreaker.com/episode/dalla-cina-all-italia-ecco-il-controllo-totale-della-popolazione-con-i-crediti-sociali--49331777</link><description><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6967" rel="noopener">www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6967</a><br /><br />DALLA CINA ALL'ITALIA, ECCO IL CONTROLLO TOTALE DELLA POPOLAZIONE CON I CREDITI SOCIALI di Stefano Magni<br />Il modello cinese può introdursi sottovoce, con un volto sorridente. In Italia sta arrivando sotto forma di "giochi" a punti, per ora solo volontari, applicati su scala locale, nei comuni rossi dell'Emilia Romagna.<br />In Italia, a dire il vero, il modello cinese è arrivato con la firma dei protocolli politici della Nuova Via della Seta. Si è palesato concretamente per la prima volta nel 2020, con gli specialisti e il materiale medico dalla Cina, ma soprattutto con il lockdown, metodo sanitario e securitario tipico dei discendenti di Mao, che nel nostro Paese è stato introdotto (e poi imitato da tutto il resto d'Europa) come unico sistema possibile per stroncare la circolazione del virus. Che in realtà, però, circola ancora oggi.<br /><br />UN SUGGERIMENTO CINESE<br />Il Green Pass è nato anch'esso da un suggerimento cinese, teoricamente per permettere alla gente di riprendere a viaggiare. Sotto il regime di Pechino tutti sono già sotto controllo, quindi il lasciapassare è solo un'integrazione della schedatura pressoché completa di cui il governo dispone su ognuno dei suoi cittadini. In Italia, così come in Francia e nei Paesi europei che non lo hanno usato solo come passaporto vaccinale internazionale, il Green Pass ha assunto la forma di uno strumento di controllo etico del comportamento del cittadino. È infatti solo parzialmente rappresentativo del suo stato di salute (il Green Pass per il guarito, o per l'attualmente negativo al test Covid-19), nella maggior parte dei casi è il certificato di un comportamento virtuoso (l'essersi vaccinato). Quindi già il Green Pass, così come è stato usato in Italia e in pochi altri Paesi occidentali, è diventato una versione ridotta del sistema cinese (ancora in fase sperimentale nel Paese d'origine) dei crediti sociali.<br />Quel sistema, insomma, in cui ad ogni cittadino viene attribuito un punteggio e, a seconda di quel che fa o non fa, perde o guadagna punti, e più ne perde più la sua libertà di acquistare o fare cose, viene limitata dallo Stato. Un cittadino cinese con pochi punti non può, ad esempio, prendere un mezzo pubblico a lunga percorrenza, né iscrivere i figli a scuole prestigiose e, sotto una certa soglia, neppure lavorare o uscire dal proprio centro urbano.<br /><br />ESITI TUTT'ALTRO CHE DIVERTENTI<br />Adesso, questo "gioco" a punti, che in Cina può avere esiti tutt'altro che divertenti, sta sbarcando nelle città dell'Emilia Romagna. A Fidenza, le case popolari dell'Acer, hanno introdotto un nuovo regolamento condominiale che funziona, all'incirca, come quello cinese. Chi non rispetta le regole perde punti. Chi invece le rispetta per tre anni di fila guadagna 5 punti, chi si attiva per riparare un danno, chi "partecipa alle iniziative per imparare a vivere bene insieme", guadagna punti extra. Chi perde tutti i punti, perde la casa: "quando i punti finiscono, decade il diritto di alloggio".<br />A Bologna, con il sindaco Matteo Lepore e soprattutto l'assessore all'Agenda Digitale Massimo Bugani (del Movimento 5 Stelle, il più "cinese" dei partiti italiani), verrà introdotto lo smart citizen wallet, termine inglese (portafogli del cittadino intelligente) che forse cela quel che è realmente: un sistema di crediti sociali, fatto e finito. La differenza fondamentale è che si tratta di una app che si può installare solo volontariamente e inoltre conferisce premi, non penalità. Ma prepara culturalmente e politicamente i cittadini bolognesi a ragionare alla cinese: i "big data" raccolti nel Web permetteranno al Comune di valutare il comportamento etico del cittadino. Il Comune saprà, dunque, se hai preso multe, se hai preferito i mezzi pubblici all'automobile, se hai risparmiato energia in casa tua, se hai fatto bene la raccolta differenziata dei rifiuti, se sei "culturalmente attivo". Come dice l'assessore pentastellato di Bologna: "Noi ti vediamo e te lo riconosciamo con un punteggio".]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/49331777</guid><pubDate>Tue, 05 Apr 2022 21:06:40 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/49331777/dalla_cina_all_italia_ecco_il_controllo_totale_della_popolazione_con_i_crediti_sociali.mp3" length="5115446" type="audio/mpeg"/><itunes:author>BastaBugie</itunes:author><itunes:subtitle>TESTO DELL'ARTICOLO ➜ www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6967&#13;
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DALLA CINA ALL'ITALIA, ECCO IL CONTROLLO TOTALE DELLA POPOLAZIONE CON I CREDITI SOCIALI di Stefano Magni&#13;
Il modello cinese può introdursi sottovoce, con un volto sorridente. In Italia...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6967" rel="noopener">www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6967</a><br /><br />DALLA CINA ALL'ITALIA, ECCO IL CONTROLLO TOTALE DELLA POPOLAZIONE CON I CREDITI SOCIALI di Stefano Magni<br />Il modello cinese può introdursi sottovoce, con un volto sorridente. In Italia sta arrivando sotto forma di "giochi" a punti, per ora solo volontari, applicati su scala locale, nei comuni rossi dell'Emilia Romagna.<br />In Italia, a dire il vero, il modello cinese è arrivato con la firma dei protocolli politici della Nuova Via della Seta. Si è palesato concretamente per la prima volta nel 2020, con gli specialisti e il materiale medico dalla Cina, ma soprattutto con il lockdown, metodo sanitario e securitario tipico dei discendenti di Mao, che nel nostro Paese è stato introdotto (e poi imitato da tutto il resto d'Europa) come unico sistema possibile per stroncare la circolazione del virus. Che in realtà, però, circola ancora oggi.<br /><br />UN SUGGERIMENTO CINESE<br />Il Green Pass è nato anch'esso da un suggerimento cinese, teoricamente per permettere alla gente di riprendere a viaggiare. Sotto il regime di Pechino tutti sono già sotto controllo, quindi il lasciapassare è solo un'integrazione della schedatura pressoché completa di cui il governo dispone su ognuno dei suoi cittadini. In Italia, così come in Francia e nei Paesi europei che non lo hanno usato solo come passaporto vaccinale internazionale, il Green Pass ha assunto la forma di uno strumento di controllo etico del comportamento del cittadino. È infatti solo parzialmente rappresentativo del suo stato di salute (il Green Pass per il guarito, o per l'attualmente negativo al test Covid-19), nella maggior parte dei casi è il certificato di un comportamento virtuoso (l'essersi vaccinato). Quindi già il Green Pass, così come è stato usato in Italia e in pochi altri Paesi occidentali, è diventato una versione ridotta del sistema cinese (ancora in fase sperimentale nel Paese d'origine) dei crediti sociali.<br />Quel sistema, insomma, in cui ad ogni cittadino viene attribuito un punteggio e, a seconda di quel che fa o non fa, perde o guadagna punti, e più ne perde più la sua libertà di acquistare o fare cose, viene limitata dallo Stato. Un cittadino cinese con pochi punti non può, ad esempio, prendere un mezzo pubblico a lunga percorrenza, né iscrivere i figli a scuole prestigiose e, sotto una certa soglia, neppure lavorare o uscire dal proprio centro urbano.<br /><br />ESITI TUTT'ALTRO CHE DIVERTENTI<br />Adesso, questo "gioco" a punti, che in Cina può avere esiti tutt'altro che divertenti, sta sbarcando nelle città dell'Emilia Romagna. A Fidenza, le case popolari dell'Acer, hanno introdotto un nuovo regolamento condominiale che funziona, all'incirca, come quello cinese. Chi non rispetta le regole perde punti. Chi invece le rispetta per tre anni di fila guadagna 5 punti, chi si attiva per riparare un danno, chi "partecipa alle iniziative per imparare a vivere bene insieme", guadagna punti extra. Chi perde tutti i punti, perde la casa: "quando i punti finiscono, decade il diritto di alloggio".<br />A Bologna, con il sindaco Matteo Lepore e soprattutto l'assessore all'Agenda Digitale Massimo Bugani (del Movimento 5 Stelle, il più "cinese" dei partiti italiani), verrà introdotto lo smart citizen wallet, termine inglese (portafogli del cittadino intelligente) che forse cela quel che è realmente: un sistema di crediti sociali, fatto e finito. La differenza fondamentale è che si tratta di una app che si può installare solo volontariamente e inoltre conferisce premi, non penalità. Ma prepara culturalmente e politicamente i cittadini bolognesi a ragionare alla cinese: i "big data" raccolti nel Web permetteranno al Comune di valutare il comportamento etico del cittadino. Il Comune saprà, dunque, se hai preso multe, se hai preferito i mezzi pubblici all'automobile, se hai risparmiato energia in casa tua, se hai fatto...]]></itunes:summary><itunes:duration>320</itunes:duration><itunes:keywords>greenpass,mao,nuovaviadellaseta,punteggio,smartcitizenwallet</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/24fe5d1fc7b8b5021bc46124c92bfd6a.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Il tremendo impatto della pandemia sulle famiglie</title><link>https://www.spreaker.com/episode/il-tremendo-impatto-della-pandemia-sulle-famiglie--49244004</link><description><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6962" rel="noopener">www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6962</a><br /><br />IL TREMENDO IMPATTO DELLA PANDEMIA SULLE FAMIGLIE di Luca Marcolivio<br />L'argomento pandemia sembra essere ormai sparito dai media e dalle conversazioni del quotidiano, soprattutto a causa dell'imperversare della guerra in Ucraina. I contagi, però, non si sono affatto abbassati, così come non sono sparite le conseguenze di questi due anni di emergenza sanitaria. Che uomini e che donne escono da questi due anni? Come sono cambiati i ruoli genitoriali? E gli adolescenti? Pro Vita & Famiglia ne ha parlato con Roberto Marchesini, psicologo, psicoterapeuta e scrittore, che si è più volte occupato proprio del ruolo della paternità, del quale vogliamo continuare a parlarne a pochi giorni di distanza dalla festa del papà dello scorso 19 marzo.<br />Dottor Marchesini, i due anni di pandemia, come hanno inciso sugli uomini e sulle donne?<br />«Sicuramente hanno inciso in modo diverso tra i sessi. Chi ne ha patito di più, effettivamente, sono stati gli uomini. Teniamo presente che il mondo dell'uomo è un mondo proiettato fuori da se stesso. Tra loro, gli uomini non parlano della loro vita personale, ma parlano di politica, filosofia, sport, meccanica, ecc. Le donne, invece, tendono a parlare di loro stesse o di argomenti correlati alle loro relazioni. Basta prendere un treno di pendolari o un qualsiasi altro mezzo pubblico, per sentire che le donne parlano dei figli, dei mariti, dei genitori, della zia, ecc. Sono concentrate sul mondo delle relazioni che ruotano intorno a loro stesse. In questa situazione, in cui siamo rimasti chiusi in casa, rinunciando alla nostra vita sociale, le donne sono state più avvantaggiate. Già in precedenza, il loro mondo era rivolto "all'interno", verso la casa o verso la famiglia. Le donne hanno reagito attaccandosi alle relazioni familiari. Doversi occupare delle persone loro vicine, non è stato un grosso trauma, hanno approfondito quello che sostanzialmente hanno sempre fatto. Mentre il mondo della donna è incentrato su famiglia e relazioni, l'uomo ha un compito specifico: quello del lavoro e del sostentamento economico, anche se oggi la donna vi contribuisce. Pare che gli uomini abbiano preso molto sul serio la maledizione biblica: «Mangerai il pane col sudore del tuo volto» (Gen 3,19). Se noi guardiamo un grafico sui suicidi di un qualsiasi Paese occidentale, notiamo che tra i bambini sono praticamente inesistenti. I suicidi salgono un po' durante l'adolescenza ma già notiamo che aumentano più tra i maschi che tra le femmine. Salgono più sensibilmente nell'età adulta e anche qui salgono più tra i maschi che tra le femmine. La vera impennata di suicidi tra gli uomini, però, avviene dopo la pensione. Bisognerebbe quasi mettere in crisi la vecchia idea per cui questo mondo sarebbe fatto su misura per gli uomini… È come se il lavoro desse un senso alla vita dell'uomo. Se una donna resta senza lavoro, nel giro di poco tempo si riorganizza. Se è un uomo a rimanere senza lavoro, la situazione è di grave rischio. Per l'uomo è una mortificazione essere mantenuto dai figli. È una mortificazione anche se la moglie guadagna più di lui. L'uomo sente particolarmente il compito di lavorare per il sostentamento economico della famiglia. Durante questi due anni, non c'è stato solo il lockdown ma anche una grossa crisi di diverse attività, a partire da quelle commerciali. Negli ultimi mesi, poi, la gente sembra aver annullato la propensione alla spesa, per paura del futuro incerto che ci aspetta. Anche il peso di questo rallentamento dell'economia, dal punto di vista psicologico, ricade soprattutto sulle spalle degli uomini».<br />Com'è cambiato il ruolo paterno durante la pandemia?<br />«A quanto pare, in questi due anni, il rapporto padri-figli ne è uscito incentivato, nel momento in cui i padri hanno avuto meno possibilità di andarsene in giro anche per lavoro. Stare di più in casa, ha avvicinato padri e figli. Se, da un lato, questi ultimi hanno avuto difficoltà nel relazionarsi, con eccessi di rabbia e di chiusura dovuti al fatto che passavano molto tempo davanti agli schermi, i padri hanno avuto maggiore disponibilità verso i figli. Contrariamente a quello che dicevano molti, due anni fa avevo già intuito che la prolungata compresenza in casa delle coppie, non avrebbe prodotto nessun boom delle nascite. Pare sia andata proprio così: in questi due anni, le nascite sono crollate a picco. Ciò è dovuto a questa continua incertezza del futuro, portata all'estremo, a questi continui cambiamenti (ad esempio, i decreti che si succedevano nello spazio di pochi giorni), cui bisognava adattarsi continuamente, non potendo fare un minimo di programma. Ora siamo in una crisi energetica, che crea ulteriore incertezza sul futuro, generando due comportamenti: una maggiore propensione al risparmio e il crollo demografico. È ovvio che i figli rappresentano la nostra proiezione nel futuro ma qui non sappiamo assolutamente che tipo di futuro ci aspetta. Ciò che non aspetta, però, è la fertilità e questo, dal punto di vista demografico, è disastroso».<br />E gli adolescenti?<br />«Sono la categoria che ha risentito di più del lockdown. In questi due anni, ho notato che, al momento del rientro a scuola, sono aumentati di tentativi di suicidio e i pensieri di morte tra gli adolescenti. Ricordiamo che l'adolescenza è il periodo in cui ci si stacca dalla famiglia e si comincia a interagire col mondo attraverso i coetanei. È un momento di passaggio in cui le relazioni sono fondamentali. Tutto questo, negli ultimi due anni è stato scoraggiato. Teniamo presente, poi, i continui e angoscianti messaggi di morte e di malattia, passati attraverso la televisione, le restrizioni, questo allarme continuo: a causa di tutto ciò, gli adolescenti sono la categoria che ha sofferto di più, molto più dei bambini che, in qualche modo, sono stati più protetti. Gli adolescenti, invece, che, alla loro età si affacciano al mondo, vi si sono affacciati in modo atroce. È stata la prima volta che abbiamo sperimentato una cosa del genere; quindi, non sappiamo che conseguenze potranno esserci a medio-lungo termine, anche se abbiamo visto che la catastrofe demografica è già una realtà concreta».]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/49244004</guid><pubDate>Tue, 29 Mar 2022 21:09:12 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/49244004/il_tremendo_impatto_della_pandemia_sulle_famiglie.mp3" length="7183926" type="audio/mpeg"/><itunes:author>BastaBugie</itunes:author><itunes:subtitle>TESTO DELL'ARTICOLO ➜ www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6962&#13;
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IL TREMENDO IMPATTO DELLA PANDEMIA SULLE FAMIGLIE di Luca Marcolivio&#13;
L'argomento pandemia sembra essere ormai sparito dai media e dalle conversazioni del quotidiano, soprattutto a...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6962" rel="noopener">www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6962</a><br /><br />IL TREMENDO IMPATTO DELLA PANDEMIA SULLE FAMIGLIE di Luca Marcolivio<br />L'argomento pandemia sembra essere ormai sparito dai media e dalle conversazioni del quotidiano, soprattutto a causa dell'imperversare della guerra in Ucraina. I contagi, però, non si sono affatto abbassati, così come non sono sparite le conseguenze di questi due anni di emergenza sanitaria. Che uomini e che donne escono da questi due anni? Come sono cambiati i ruoli genitoriali? E gli adolescenti? Pro Vita & Famiglia ne ha parlato con Roberto Marchesini, psicologo, psicoterapeuta e scrittore, che si è più volte occupato proprio del ruolo della paternità, del quale vogliamo continuare a parlarne a pochi giorni di distanza dalla festa del papà dello scorso 19 marzo.<br />Dottor Marchesini, i due anni di pandemia, come hanno inciso sugli uomini e sulle donne?<br />«Sicuramente hanno inciso in modo diverso tra i sessi. Chi ne ha patito di più, effettivamente, sono stati gli uomini. Teniamo presente che il mondo dell'uomo è un mondo proiettato fuori da se stesso. Tra loro, gli uomini non parlano della loro vita personale, ma parlano di politica, filosofia, sport, meccanica, ecc. Le donne, invece, tendono a parlare di loro stesse o di argomenti correlati alle loro relazioni. Basta prendere un treno di pendolari o un qualsiasi altro mezzo pubblico, per sentire che le donne parlano dei figli, dei mariti, dei genitori, della zia, ecc. Sono concentrate sul mondo delle relazioni che ruotano intorno a loro stesse. In questa situazione, in cui siamo rimasti chiusi in casa, rinunciando alla nostra vita sociale, le donne sono state più avvantaggiate. Già in precedenza, il loro mondo era rivolto "all'interno", verso la casa o verso la famiglia. Le donne hanno reagito attaccandosi alle relazioni familiari. Doversi occupare delle persone loro vicine, non è stato un grosso trauma, hanno approfondito quello che sostanzialmente hanno sempre fatto. Mentre il mondo della donna è incentrato su famiglia e relazioni, l'uomo ha un compito specifico: quello del lavoro e del sostentamento economico, anche se oggi la donna vi contribuisce. Pare che gli uomini abbiano preso molto sul serio la maledizione biblica: «Mangerai il pane col sudore del tuo volto» (Gen 3,19). Se noi guardiamo un grafico sui suicidi di un qualsiasi Paese occidentale, notiamo che tra i bambini sono praticamente inesistenti. I suicidi salgono un po' durante l'adolescenza ma già notiamo che aumentano più tra i maschi che tra le femmine. Salgono più sensibilmente nell'età adulta e anche qui salgono più tra i maschi che tra le femmine. La vera impennata di suicidi tra gli uomini, però, avviene dopo la pensione. Bisognerebbe quasi mettere in crisi la vecchia idea per cui questo mondo sarebbe fatto su misura per gli uomini… È come se il lavoro desse un senso alla vita dell'uomo. Se una donna resta senza lavoro, nel giro di poco tempo si riorganizza. Se è un uomo a rimanere senza lavoro, la situazione è di grave rischio. Per l'uomo è una mortificazione essere mantenuto dai figli. È una mortificazione anche se la moglie guadagna più di lui. L'uomo sente particolarmente il compito di lavorare per il sostentamento economico della famiglia. Durante questi due anni, non c'è stato solo il lockdown ma anche una grossa crisi di diverse attività, a partire da quelle commerciali. Negli ultimi mesi, poi, la gente sembra aver annullato la propensione alla spesa, per paura del futuro incerto che ci aspetta. Anche il peso di questo rallentamento dell'economia, dal punto di vista psicologico, ricade soprattutto sulle spalle degli uomini».<br />Com'è cambiato il ruolo paterno durante la pandemia?<br />«A quanto pare, in questi due anni, il rapporto padri-figli ne è uscito incentivato, nel momento in cui i padri hanno avuto meno possibilità di andarsene in giro anche per lavoro....]]></itunes:summary><itunes:duration>449</itunes:duration><itunes:keywords>adolescenti,donne,filosofia,meccanica,uomini</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/0490ecb5617968c387e9dc34ad612db8.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Il green pass ha aperto l'era del transumanesimo e del metaverso</title><link>https://www.spreaker.com/episode/il-green-pass-ha-aperto-l-era-del-transumanesimo-e-del-metaverso--49156817</link><description><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6941" rel="noopener">www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6941</a><br /><br />IL GREEN PASS HA APERTO L'ERA DEL TRANSUMANESIMO E DEL METAVERSO di Andrea Morandini<br />Lo scorso 25 novembre, senza troppi clamori, l'Unesco, l'organizzazione delle Nazioni Unite per l'educazione, la scienza e la cultura, ha adottato dopo tre anni di lavoro il primo testo mondiale sull'etica dell'«intelligenza artificiale», intesa da un lato come opportunità per i «grandi servizi» che può rendere «all'umanità», ma dall'altro come problema per il permanere di «preoccupazioni etiche di fondo», come si legge nel preambolo alla Raccomandazione di 28 pagine, ratificata dai 193 Paesi membri.<br />In particolare, «c'è la necessità di assicurare la trasparenza e l'intelligibilità del funzionamento degli algoritmi e dei dati a partire dai quali sono stati calcolati», poiché questi potrebbero influire sui «diritti dell'uomo e le libertà fondamentali, l'eguaglianza dei generi, la democrazia». La posta in gioco è alta e la materia particolarmente delicata non per un futuro prossimo venturo, bensì oggi, anzi già ieri, come provano riconoscimento facciale e assistente vocale dei cellulari, che da tempo sono realtà.<br />Non era necessario nemmeno aspettare Facebook per poter entrare nel nuovo Metaverso e vedere in azione il primo sistema operativo d'intelligenza artificiale, un'entità intuitiva in grado di ascoltare, di capire e di conoscere, che va oltre Alexa, Siri ed oltre l'assistente di Google. Ci troviamo immersi in una realtà virtuale posta in un ambiente 3D appositamente generato, finora limitato solo da questioni tecniche: sono richiesti larghezze di banda elevate e latenze estremamente basse per il trasferimento dei dati, nonché un modello persistente dell'ambiente per contenere elementi reali e simulati. Ma si è comunque ormai ad un passo dalla piena fruizione di questa nuova, immensa piattaforma digitale.<br /><br />L'ERA DEL TRANSUMANESIMO<br />A mettere però in guardia dalle potenzialità del settore sono in molti: tra questi, il dottor Philippe Guillemant, fisico e ingegnere ricercatore presso il Cnrs, il Centro nazionale di ricerca scientifica di Marsiglia, uno dei primi specialisti al mondo in intelligenza artificiale e per questo pluripremiato. Nelle sue pubblicazioni ha evidenziato non solo come le tecnologie di controllo siano divenute predominanti sul mercato in termini di domanda e di offerta, ma anche come il tracciamento umano sia ormai realtà, consentendo non a persone, bensì a semplici programmi di monitorare chiunque in qualsiasi momento o periodo. In particolare, un'affermazione del dottor Guillemant, ripresa dall'agenzia Médias-Presse-Info, suscita più di un interrogativo: «Coloro che sono a favore delle mascherine obbligatorie sottovalutano molto il fatto che esse siano un preludio alla vaccinazione, che a sua volta è un preludio all'identificazione digitale e poi al tracciamento umano, naturale conseguenza prima di giungere in poco tempo all'era del transumanesimo, preparata dall'analisi in tempo reale di tutti i nostri gesti, azioni, spostamenti e incontri. Ora questa prospettiva è, a mio parere, molto più grave di qualsiasi bomba atomica o guerra mondiale». E allora qui il discorso si complica.<br />In un libro a più mani, Bas les masques (Giù le maschere), l'ing. Guillemant entra ancor più nello specifico: «L'obbligo di portare un libretto di vaccinazione digitalizzato per potersi spostare sarà la porta d'accesso nel transumanesimo, poiché imporrà il tracciamento umano. Il grande lusso del futuro, cui solo i più ricchi avranno accesso, sarà appunto quello di sfuggire a tale tracciamento. Il rischio rappresentato dalla vaccinazione in termini di salute non è nulla rispetto al rischio rappresentato dalla prova dell'avvenuta vaccinazione in termini di libertà e di integrità umana. A Bill Gates e Mark Zuckerberg non importa nulla del primo rischio [quello sanitario], perché a loro interessa farci accettare il secondo, che va ad arricchire il loro business in un modo inimmaginabile». Diversamente perché «i più accaniti difensori della vaccinazione sono i potenti uomini d'affari dell'informatica e non i medici?».<br /><br />SUPER GREEN PASS E MASCHERINA VANNO CONSERVATI<br />In tale ottica non stupiscono più le parole del ministro della Salute, Roberto Speranza, rilasciate nel corso di una recente intervista al quotidiano Repubblica: «Super green pass e mascherina vanno conservati anche dopo il 31 marzo», ha detto. Ma va in questa direzione anche la ferocia con cui il primo ministro canadese Justin Trudeau lo scorso 14 febbraio, nel corso di una conferenza stampa, ha minacciato letteralmente di congelare i conti bancari dei camionisti accampati in piazza del Parlamento a Ottawa, per protestare contro il green pass. Il governo canadese, lo stesso che si vanta di essere inclusivo con tutti, Lgbt in testa, ha mostrato il proprio reale volto con questa riproposizione del «credito sociale alla cinese». Trudeau ha negato di voler «sospendere i diritti fondamentali» e di aver oltrepassato quanto previsto dalla «Carta dei diritti e delle libertà», come proverebbe - dice - il fatto di non aver limitato «la libertà di parola» ed «il diritto di assemblea pubblica»: ma è proprio sicuro che prender questa gente per fame sia costituzionale e legittimo?<br />Il vice di Trudeau, Chrystia Freeland, ha annunciato di voler non solo congelare i conti bancari personali, ma di sospendere persino l'assicurazione dell'auto di chiunque risulti collegato alle proteste, anche senza attendere l'ordine di un tribunale, appellandosi alla sola legge sulle misure d'urgenza introdotta ufficialmente per fronteggiare la pandemia. Tutto, pur di mantenere in vigore il green pass: pare ovvio come la posta in palio, a questo punto, vada oltre la stessa emergenza sanitaria e come le affermazioni dell'ing. Guillemant non siano campate per aria.<br /><br />COMINCIARE A PORSI DOMANDE<br />Uno studio pubblicato tre anni fa dagli scienziati dell'UCSF, l'Università della California San Francisco, finanziati da Facebook, già confermava la possibilità di creare un'interfaccia cervello-computer, in grado di trasmettere l'attività dei neuroni alla macchina mediante specifici impianti. Il passo successivo? Sostituire gli impianti con un paio di comodissimi occhiali a realtà aumentata, dotati di appositi sensori e controllati dal pensiero. Tutto questo viene presentato ovviamente come un bene: si sostiene di voler ridare così la parola ai muti per paralisi, lesioni del midollo spinale o malattie neurodegenerative. E anche Elon Musk con una delle sue aziende, Neuralink, porta avanti un'analoga progettualità: dice di farlo per contrastare alcune patologie, che colpiscono cervello e midollo. Propone un chip con fili ultrasottili, che un'apposita macchina può impiantare nel cervello per creare un'interfaccia totale, una simbiosi di fatto con l'intelligenza artificiale. Il rischio, però, che un giorno l'intelligenza artificiale possa interferire o addirittura dominare i corpi collegati è più di un'ipotesi.<br />È dunque già oggi troppo tardi, per cercare di contenere il processo in atto? Possono blandi documenti e proclami etici costituire un reale problema, per chi intenda sfruttare queste nuove tecnologie a proprio vantaggio? È fuor di dubbio quanto importante sia cominciare a porsi queste domande...]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/49156817</guid><pubDate>Tue, 22 Mar 2022 22:23:42 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/49156817/il_green_pass_ha_aperto_l_era_del_transumanesimo_e_del_metaverso.mp3" length="9853013" type="audio/mpeg"/><itunes:author>BastaBugie</itunes:author><itunes:subtitle>TESTO DELL'ARTICOLO ➜ www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6941&#13;
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IL GREEN PASS HA APERTO L'ERA DEL TRANSUMANESIMO E DEL METAVERSO di Andrea Morandini&#13;
Lo scorso 25 novembre, senza troppi clamori, l'Unesco, l'organizzazione delle Nazioni Unite per...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6941" rel="noopener">www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6941</a><br /><br />IL GREEN PASS HA APERTO L'ERA DEL TRANSUMANESIMO E DEL METAVERSO di Andrea Morandini<br />Lo scorso 25 novembre, senza troppi clamori, l'Unesco, l'organizzazione delle Nazioni Unite per l'educazione, la scienza e la cultura, ha adottato dopo tre anni di lavoro il primo testo mondiale sull'etica dell'«intelligenza artificiale», intesa da un lato come opportunità per i «grandi servizi» che può rendere «all'umanità», ma dall'altro come problema per il permanere di «preoccupazioni etiche di fondo», come si legge nel preambolo alla Raccomandazione di 28 pagine, ratificata dai 193 Paesi membri.<br />In particolare, «c'è la necessità di assicurare la trasparenza e l'intelligibilità del funzionamento degli algoritmi e dei dati a partire dai quali sono stati calcolati», poiché questi potrebbero influire sui «diritti dell'uomo e le libertà fondamentali, l'eguaglianza dei generi, la democrazia». La posta in gioco è alta e la materia particolarmente delicata non per un futuro prossimo venturo, bensì oggi, anzi già ieri, come provano riconoscimento facciale e assistente vocale dei cellulari, che da tempo sono realtà.<br />Non era necessario nemmeno aspettare Facebook per poter entrare nel nuovo Metaverso e vedere in azione il primo sistema operativo d'intelligenza artificiale, un'entità intuitiva in grado di ascoltare, di capire e di conoscere, che va oltre Alexa, Siri ed oltre l'assistente di Google. Ci troviamo immersi in una realtà virtuale posta in un ambiente 3D appositamente generato, finora limitato solo da questioni tecniche: sono richiesti larghezze di banda elevate e latenze estremamente basse per il trasferimento dei dati, nonché un modello persistente dell'ambiente per contenere elementi reali e simulati. Ma si è comunque ormai ad un passo dalla piena fruizione di questa nuova, immensa piattaforma digitale.<br /><br />L'ERA DEL TRANSUMANESIMO<br />A mettere però in guardia dalle potenzialità del settore sono in molti: tra questi, il dottor Philippe Guillemant, fisico e ingegnere ricercatore presso il Cnrs, il Centro nazionale di ricerca scientifica di Marsiglia, uno dei primi specialisti al mondo in intelligenza artificiale e per questo pluripremiato. Nelle sue pubblicazioni ha evidenziato non solo come le tecnologie di controllo siano divenute predominanti sul mercato in termini di domanda e di offerta, ma anche come il tracciamento umano sia ormai realtà, consentendo non a persone, bensì a semplici programmi di monitorare chiunque in qualsiasi momento o periodo. In particolare, un'affermazione del dottor Guillemant, ripresa dall'agenzia Médias-Presse-Info, suscita più di un interrogativo: «Coloro che sono a favore delle mascherine obbligatorie sottovalutano molto il fatto che esse siano un preludio alla vaccinazione, che a sua volta è un preludio all'identificazione digitale e poi al tracciamento umano, naturale conseguenza prima di giungere in poco tempo all'era del transumanesimo, preparata dall'analisi in tempo reale di tutti i nostri gesti, azioni, spostamenti e incontri. Ora questa prospettiva è, a mio parere, molto più grave di qualsiasi bomba atomica o guerra mondiale». E allora qui il discorso si complica.<br />In un libro a più mani, Bas les masques (Giù le maschere), l'ing. Guillemant entra ancor più nello specifico: «L'obbligo di portare un libretto di vaccinazione digitalizzato per potersi spostare sarà la porta d'accesso nel transumanesimo, poiché imporrà il tracciamento umano. Il grande lusso del futuro, cui solo i più ricchi avranno accesso, sarà appunto quello di sfuggire a tale tracciamento. Il rischio rappresentato dalla vaccinazione in termini di salute non è nulla rispetto al rischio rappresentato dalla prova dell'avvenuta vaccinazione in termini di libertà e di integrità umana. A Bill Gates e Mark Zuckerberg non importa nulla del primo rischio [quello...]]></itunes:summary><itunes:duration>616</itunes:duration><itunes:keywords>algoritmi,baslesmasques,neuralink,obbligo,raccomandazione</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/2633b85157382dcb189c9da99a79c81c.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Le cinque similitudini tra guerra in Ucraina e covid</title><link>https://www.spreaker.com/episode/le-cinque-similitudini-tra-guerra-in-ucraina-e-covid--49072129</link><description><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6926" rel="noopener">www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6926</a><br /><br />LE CINQUE SIMILITUDINI TRA GUERRA IN UCRAINA E PANDEMIA DA COVID<br />Semplificazione di questione complesse, giornalismo di parte, stato perenne di emergenza, paura eccessiva dettata dall'emotività, esasperato individualismo, mancanza del trascendente (VIDEO IRONICO: Immunità)<br />di Tommaso Scandroglio<br />Pandemia e guerra. Vi sono alcune similitudini nel modo in cui dal punto di vista sociale sono vissuti, percepiti e giudicati questi due fenomeni. In primis abbiamo un diffuso atteggiamento manicheo: a livello globale, il Covid non deve essere assolutamente temuto e, sempre a livello globale, il Covid è la nuova peste nera. Parimenti abbiamo chi esalta i vaccini senza riserve e chi li condanna senza distinguo. Nel caso del conflitto russo-ucraino, Putin ha tutte le colpe e Putin ha molte attenuanti; l'Europa e la Nato sono state finora impeccabili e l'Europa e la Nato si sono macchiate di gravi responsabilità per aver provocato indirettamente questo conflitto. Inoltre abbiamo chi predica che con evidenza alla forza occorre sempre rispondere con la forza sin da subito e chi, al contrario, dichiara che le uniche soluzioni adottabili sempre e comunque sono il dialogo e la diplomazia. Queste posizioni così nette poi si riflettono anche nel giudizio sulla parte avversa: scomuniche reciproche per chi non si allinea ad un certo pensiero. I media sono un paradigma chiarissimo di questo approccio manicheo: molti articoli sono a tesi, i giudizi vengono formulati a priori e dunque tutte quelle verità che non collimano con questi giudizi vengono cassate, taciute. Il famigerato giornalismo di parte.<br />Sia in un caso che nell'altro il peccato originale di questi giudizi così dogmatici è dato dalla semplificazione di questioni molto complesse che meriterebbero altrettanti distinguo, distinguo che non potrebbero nemmeno essere illustrati da un singolo esperto dato che i due fenomeni interessano una varietà cospicua di discipline. Ma il sig. Rossi, ben educato in questo senso dai media, esige le cose semplici, di immediata comprensione. In lui si agita l'ansia di dividere il mondo in buoni e cattivi, di dipingerlo in bianco e nero. È un'esigenza di ordine, di sintesi, di abbracciare in un solo sguardo il molteplice, di aver sotto il controllo della propria intelligenza il reale. Ma purtroppo il reale, inteso come fatti, è molto variegato e, nel rispetto dell'intelligenza di cui sopra, occorre darne conto e rifuggire dalla tentazione di avere un approccio dogmatico su questioni opinabili, di vedere verità assolute dove in realtà ci sono fatti controversi.<br /><br />LA PAURA ECCESSIVA DETTATA DALL'EMOTIVITÀ<br />Ulteriore minimo comun denominatore tra pandemia e guerra in corso: la paura eccessiva dettata dall'emotività, prima fonte d'agire del sig. Rossi. Ecco che in un caso non si esce di casa anche quando le stesse nostre prudentissime autorità lo permettono, non si vedono i parenti stretti, si tiene la mascherina anche in spiaggia sotto il sole agostano quando si cammina da soli sul bagnasciuga o si è in mezzo al mare, non ci si reca in ospedale ad eseguire esami diagnostici importanti e urgenti, né ci si sottopone ad interventi chirurgici non procrastinabili. Il tutto perché si ha paura di infettarsi. In modo analogo in questi giorni, sempre grazie ai media che, in nome delle vendite o dei click, amano soffiare sul fuoco, il sig. Rossi corre a fare scorte nei supermercati di beni di prima necessità e nelle farmacie a comprare iodio perché paventa un'imminente Terza Guerra Mondiale o una Prima ed Ultima Guerra Nucleare. Il panico ormai governa le vite di molti e ad altrettanti ciò fa buon gioco.<br />Terza analogia: ci scaldiamo tanto quando il male bussa alla nostra porta, ben poco quando bussa a quella del vicino. Da sempre l'Africa e non solo lei è flagellata da virus ben più letali del Covid, ma abbiamo fatto spallucce perché non ci riguardava. Attualmente sono in corso almeno 27 conflitti nel mondo. A noi non importa nulla perché sono distanti. Invece l'Ucraina e la Russia sono dietro l'angolo e, soprattutto, ciascuno di noi sa che le testate nucleari ti possono portare la guerra a domicilio. Va da sé che se i media non ne avessero parlato, nulla quaestio, così come è accaduto per i precedenti 8 anni di conflitto russo-ucraino. Dunque pandemia e guerra hanno messo in evidenza un tipico carattere dell'uomo post moderno: l'esasperato individualismo ed egocentrismo.<br /><br />LA MANCANZA DI VISIONE TRASCENDENTE<br />Quarto fattore in comune tra pandemia e guerra: la mancanza di visione trascendente, non diciamo ovviamente tra il popolino che in massa pensa e agisce da ateo, bensì in casa cattolica. Dio pare non c'entrare nulla con la pandemia e la guerra. Eppure sia in un caso che nell'altro ha permesso il verificarsi di queste calamità (nel caso della pandemia la fede ci dice che non si può escludere che l'abbia voluta direttamente) e le ha permesse per un bene maggiore. Dunque le ha permesse per il nostro bene, anche se tale affermazione può suonare scandalosa in questo tempo in cui si esclude assolutamente che Dio possa usare o un danno naturale (pandemia) o un male morale (guerra d'aggressione) a fin di bene. Ma nulla può uscire dall'economia della salvezza di Dio. Li usa a fin di bene nel senso che da una parte sono strumenti di punizione per i malvagi, posto che questi riconoscano, accolgano e quindi ricavino dei frutti da tali punizioni. E su altro fronte sono mezzi di purificazione per i buoni affinché crescano nelle loro virtù, si perfezionino maggiormente nel cammino della santità, posto che, come prima, riconoscano, accolgano e quindi ricavino dei frutti spirituali da simili eventi. Sono quindi occasioni, in un caso come in un altro, di santificazione. Ciò non toglie che si possa e si debba pregare Dio affinché faccia finire pandemia e guerra, se questo è per il nostro maggior bene, ossia se ciò rientra nel piano provvidenziale di Dio. Ecco, queste riflessioni che erano, per così dire, di dominio pubblico nella cristianità di una volta oggi non solo sono scomparse, ma addirittura vengono tacciate di non essere cristiane. E così pandemia e guerra rimangono due fatti che sono quasi sfuggiti al controllo di Dio e dunque si chiede a Lui di intervenire per aggiustare quello che di rotto hanno provocato, in un caso, madre natura e, nell'altro caso, gli uomini.<br />Dunque in entrambi gli scenari Dio è fuori della storia e semmai, sporadicamente, lo si invoca perché faccia capolino nella stessa: vedi le numerosi e lodevoli iniziative di preghiera e digiuni per la pace. Ma, vogliamo qui solo appuntarlo, nel caso della pandemia tali iniziative erano assai minori perché pregare per la pace è d'uso in casa cattolica ed invece pregare per fermare un flagello naturale è assai più raro, forse perché si crede che tale compito non sia alla portata di Dio o perché si pensa che un dio così è più una divinità animista che il Dio cattolico.<br />Infine, sempre per trovare delle comunanze tra questi due fenomeni, pandemia e guerra stanno facendo vivere l'uomo occidentale in un stato perenne di emergenza, di agitazione esistenziale. Ciò è comprensibile. Sarebbe bene però ricordare che noi tutti pellegrini su questa terra, noi tutti profughi dalla patria celeste per una guerra che i nostri progenitori insieme a Satana hanno scatenato contro Dio, viviamo, spesso senza saperlo, il più importante stato emergenziale che possa esistere: la nostra vita eterna è minacciata e abbiamo solo il tempo della nostra esistenza per poter far fronte a questa gravissima minaccia.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/49072129</guid><pubDate>Tue, 15 Mar 2022 23:04:58 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/49072129/le_cinque_similitudini_tra_guerra_in_ucraina_e_covid.mp3" length="9151754" type="audio/mpeg"/><itunes:author>BastaBugie</itunes:author><itunes:subtitle>TESTO DELL'ARTICOLO ➜ www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6926&#13;
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LE CINQUE SIMILITUDINI TRA GUERRA IN UCRAINA E PANDEMIA DA COVID&#13;
Semplificazione di questione complesse, giornalismo di parte, stato perenne di emergenza, paura eccessiva dettata...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6926" rel="noopener">www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6926</a><br /><br />LE CINQUE SIMILITUDINI TRA GUERRA IN UCRAINA E PANDEMIA DA COVID<br />Semplificazione di questione complesse, giornalismo di parte, stato perenne di emergenza, paura eccessiva dettata dall'emotività, esasperato individualismo, mancanza del trascendente (VIDEO IRONICO: Immunità)<br />di Tommaso Scandroglio<br />Pandemia e guerra. Vi sono alcune similitudini nel modo in cui dal punto di vista sociale sono vissuti, percepiti e giudicati questi due fenomeni. In primis abbiamo un diffuso atteggiamento manicheo: a livello globale, il Covid non deve essere assolutamente temuto e, sempre a livello globale, il Covid è la nuova peste nera. Parimenti abbiamo chi esalta i vaccini senza riserve e chi li condanna senza distinguo. Nel caso del conflitto russo-ucraino, Putin ha tutte le colpe e Putin ha molte attenuanti; l'Europa e la Nato sono state finora impeccabili e l'Europa e la Nato si sono macchiate di gravi responsabilità per aver provocato indirettamente questo conflitto. Inoltre abbiamo chi predica che con evidenza alla forza occorre sempre rispondere con la forza sin da subito e chi, al contrario, dichiara che le uniche soluzioni adottabili sempre e comunque sono il dialogo e la diplomazia. Queste posizioni così nette poi si riflettono anche nel giudizio sulla parte avversa: scomuniche reciproche per chi non si allinea ad un certo pensiero. I media sono un paradigma chiarissimo di questo approccio manicheo: molti articoli sono a tesi, i giudizi vengono formulati a priori e dunque tutte quelle verità che non collimano con questi giudizi vengono cassate, taciute. Il famigerato giornalismo di parte.<br />Sia in un caso che nell'altro il peccato originale di questi giudizi così dogmatici è dato dalla semplificazione di questioni molto complesse che meriterebbero altrettanti distinguo, distinguo che non potrebbero nemmeno essere illustrati da un singolo esperto dato che i due fenomeni interessano una varietà cospicua di discipline. Ma il sig. Rossi, ben educato in questo senso dai media, esige le cose semplici, di immediata comprensione. In lui si agita l'ansia di dividere il mondo in buoni e cattivi, di dipingerlo in bianco e nero. È un'esigenza di ordine, di sintesi, di abbracciare in un solo sguardo il molteplice, di aver sotto il controllo della propria intelligenza il reale. Ma purtroppo il reale, inteso come fatti, è molto variegato e, nel rispetto dell'intelligenza di cui sopra, occorre darne conto e rifuggire dalla tentazione di avere un approccio dogmatico su questioni opinabili, di vedere verità assolute dove in realtà ci sono fatti controversi.<br /><br />LA PAURA ECCESSIVA DETTATA DALL'EMOTIVITÀ<br />Ulteriore minimo comun denominatore tra pandemia e guerra in corso: la paura eccessiva dettata dall'emotività, prima fonte d'agire del sig. Rossi. Ecco che in un caso non si esce di casa anche quando le stesse nostre prudentissime autorità lo permettono, non si vedono i parenti stretti, si tiene la mascherina anche in spiaggia sotto il sole agostano quando si cammina da soli sul bagnasciuga o si è in mezzo al mare, non ci si reca in ospedale ad eseguire esami diagnostici importanti e urgenti, né ci si sottopone ad interventi chirurgici non procrastinabili. Il tutto perché si ha paura di infettarsi. In modo analogo in questi giorni, sempre grazie ai media che, in nome delle vendite o dei click, amano soffiare sul fuoco, il sig. Rossi corre a fare scorte nei supermercati di beni di prima necessità e nelle farmacie a comprare iodio perché paventa un'imminente Terza Guerra Mondiale o una Prima ed Ultima Guerra Nucleare. Il panico ormai governa le vite di molti e ad altrettanti ciò fa buon gioco.<br />Terza analogia: ci scaldiamo tanto quando il male bussa alla nostra porta, ben poco quando bussa a quella del vicino. Da sempre l'Africa e non solo lei è flagellata da virus ben...]]></itunes:summary><itunes:duration>572</itunes:duration><itunes:keywords>approcciomanicheo,emotività,guerra,riflessioni,tempo</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e10e3e30413466b7ecf0b6f146b14570.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>La fine dell'emergenza è una presa in giro</title><link>https://www.spreaker.com/episode/la-fine-dell-emergenza-e-una-presa-in-giro--48915103</link><description><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6919" rel="noopener">www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6919</a><br /><br />LA FINE DELL'EMERGENZA E' UNA PRESA IN GIRO di Andrea Zambrano<br />Non è il caso di imputare la colpa alle distrazioni del conflitto ucraino: la volontà di dimenticarsi di una fetta di italiani calpestati nei loro diritti è voluta e studiata. L'hanno chiamato freedom day, col provincialismo tipico di chi si affida all'inglese quando vuole camuffare gli intenti, ma il 1° aprile prossimo non sarà una Festa di liberazione 2.0, bensì una nuova tappa del processo di concessione condizionata di libertà per tutti i cittadini. Anche per quelli bi, tri, quadri - e chissà se penta - vaccinati i quali si illuderanno di essere tornati alla libertà per il solo fatto di avere un QR code sempre aperto tra le finestrelle del telefonino.<br />Invece per una fetta risicata, ma viva, pagante le tasse e votante della popolazione italiana, non ci sarà nemmeno quella illusione, tanto che la fine dello Stato d'emergenza annunciata da Draghi in pompa magna mercoledì a Firenze per loro significherà invece la certificazione della loro prolungata prigionia con la frustrazione che diventi eterna.<br /><br />FINE EMERGENZA MAI<br />Dunque, lo Stato d'emergenza finirà il 31 marzo, ma con esso non finirà la pantomima della carta di circolazione che resterà ancora a lungo. Per quanto? Non si sa, «tempo indefinito» dice il decreto, che è peggio di eterno, proprio perché studiatamente assoggettante. Il fatto che la fine del Green pass non sia trainata dalla fine dell'emergenza mostra chiaramente, senza veli, senza scuse, che la carta verde non aveva nulla a che spartire con la sicurezza sanitaria. Ad agosto quando è stata introdotta ci credevano ancora tutti, ma ora dovrebbe essere palese: il Green pass non serve per proteggerci da una pandemia, perché con la fine dell'emergenza la pandemia, de facto, viene dichiarata debellata.<br />E quindi?<br />Quindi resta il cinismo di un premier, Mario Draghi, che annuncia in uno stabilimento industriale che il primo aprile sarà il giorno del ritorno alla libertà. E lo annuncia davanti a dei lavoratori che per poter lavorare e ascoltarlo devono essere greenpassati. Il messaggio pronunciato, dai toni goffamente rinascimentali in una delle eccellenze manifatturiere del Made in Italy, è questo: "l'Italia riparte dal lavoro", peccato che per lavorare servirà un Green pass e chi non lo avrà sarà sospeso. Come accade adesso durante lo stato d'emergenza. Dunque, qual è la differenza?<br />La differenza è che la carta di circolazione smetterà di essere il pannicello caldo di chi si nasconde dietro un virus e diventerà il principale strumento di credito sociale di un Paese che non vuole vedere. Nel rinascimento di cui parla Draghi, il Green pass è strumento irrinunciabile e qualificante. I lavoratori che vanno bene per il rilancio del Paese sono dunque questi: quelli che si offrono al controllo pervasivo di un potere che calpesta così facilmente il primo articolo della Costituzione.<br /><br />SOLO QUANDO LO DIRÒ IO<br />Dunque, «gradualmente» è la parola tranquillizzante. C'è un insostenibile cinismo in quel «gradualmente» accompagnato alla dismissione delle ultime restrizioni, che denota il disporre sine die della libertà degli italiani, come un Giucas Casella capace di svegliarci dall'incantesimo «solo quando lo dirò io». Però, fateci caso, nell'annuncio di Draghi la fine del Green pass non è mai adombrata.<br />Qualcuno ha provato a far finire l'incubo da subito, la Lega, ma ha fallito. Il fatto che oggi esulti per la fine dell'emergenza il 31 marzo non dicendo nulla sulle migliaia di lavoratori sospesi che continueranno a vivere senza stipendio e senza sapere mai quando tutto finirà, è la dimostrazione plastica dell'evanescenza del Carroccio.<br />È evidente che chi da oggi in avanti sosterrà politicamente l'obbrobrio del lasciapassare verde che porta con sé discriminazione, violazione di diritti e controllo generalizzato sganciato da qualunque scusa sanitaria, è complice di questo mostro. E per loro, intellettuali liberi come Carlo Lottieri, hanno usato parole decisive: «Quel QR segna il confine tra due mondi: o si sta da una parte, o dall'altra».<br />Sentir dire poi da Draghi che quanto «succede in Ucraina riguarda il nostro vivere da liberi» rende il tutto decisamente grottesco.<br /><br />Nota di BastaBugie: Paolo Gulisano nell'articolo seguente dal titolo "Vaccini e contagi, Lancet demolisce il green pass" parla di uno studio in cui si dimostra che i vaccini anti-Covid non interrompono la trasmissione del virus. I vaccinati hanno un picco di carica virale simile ai casi non vaccinati e possono quindi trasmettere l'infezione. Risultati che fanno a pezzi la logica del green pass. Che andrebbe abolito.<br />Ecco l'articolo completo pubblicato su La Nuova Bussola Quotidiana il 31 gennaio 2022:<br />L'attuale andamento epidemiologo del Covid vede la malattia continuare a diffondersi. Anche se la variante Omicron sta crescendo e rimpiazzando le precedenti versioni del Covid, è la variante Delta ad essere ancora prevalente in Occidente, ad essere altamente trasmissibile, diffondendosi a livello globale, anche nelle popolazioni con alti tassi di vaccinazione. Ed è proprio questo ultimo importante dato, che dimostrerebbe la scarsa efficacia della campagna vaccinale con due e addirittura tre dosi, che ha attirato l'attenzione di un gruppo di ricercatori, guidati dalla professoressa Anika Singanayagam, che hanno effettuato uno studio sulla trasmissione e sulla cinetica della carica virale in individui vaccinati e non vaccinati nel Regno Unito: uno studio prospettico, longitudinale, di coorte, pubblicato su una delle due più prestigiose riviste mediche della Gran Bretagna, The Lancet.<br />In questo momento è da Oltremanica che arrivano le voci scientifiche più indipendenti e più interessanti che analizzano nel dettaglio l'andamento epidemico. Negli scorsi giorni abbiamo parlato dell'editoriale del British Medical Journal che ha puntato il dito sulla mancanza di trasparenza da parte delle aziende produttrici dei vaccini a mRNA, mentre il Lancet ci illustra ora attraverso questo studio l'efficacia reale della vaccinazione, attraverso una comparazione tra popolazioni vaccinate e non vaccinate. I risultati offrono una prospettiva piuttosto differente rispetto alla vulgata semplicistica proposta dai media.<br />Cosa ci ha detto lo studio? Tra il 13 settembre 2020 e il 15 settembre 2021, 602 contatti della comunità (identificati tramite il sistema di tracciabilità del Regno Unito) di 471 casi-indice di Covid-19 nel Regno Unito sono stati reclutati per lo studio di coorte Assessment of Transmission and Contagiousness of COVID-19 in Contacts e hanno contribuito con 8145 campioni del tratto respiratorio superiore dal campionamento giornaliero per un massimo di 20 giorni. I contatti domestici e non domestici di età pari o superiore a 5 anni potevano essere inseriti nello studio se in grado di fornire il consenso informato e accettare l'auto-tampone delle vie respiratorie superiori. È stato analizzato il rischio di trasmissione in base allo stato di vaccinazione per 231 contatti esposti a 162 casi-indice con infezione da variante Delta collegati epidemiologicamente. Sono state quindi confrontate le traiettorie della carica virale da individui completamente vaccinati con infezione Delta con individui non vaccinati con Delta, Alfa, e infezioni pre-Alfa (n=49). Gli esiti primari per l'analisi epidemiologica erano la valutazione del tasso di attacco secondario (SAR) nei contatti familiari stratificato per stato di vaccinazione di contatto e stato di vaccinazione dei casi-indice. I risultati primari per l'analisi cinetica della carica virale erano di rilevare le differenze nella carica virale di picco, nel tasso di crescita virale e nel tasso di declino virale tra i partecipanti in base alla variante SARS-CoV-2 e allo stato di vaccinazione.<br />I risultati hanno rilevato che, sebbene la carica virale di picco non differisse in base allo stato di vaccinazione o al tipo di variante, aumentava modestamente con l'età, che rappresenta quindi un documentato fattore di rischio. Gli individui completamente vaccinati con infezione variante Delta avevano un tasso medio più rapido di declino della carica virale rispetto agli individui non vaccinati con infezioni varianti pre-Alfa, Alfa o Delta.<br />In parole povere, la vaccinazione riduce il rischio di infezione della variante Delta e accelera la clearance virale. Tuttavia, gli individui pur completamente vaccinati hanno un picco di carica virale simile ai casi non vaccinati, e possono quindi trasmettere l'infezione, anche ai contatti a loro volta completamente vaccinati. Lo studio prova che l'interruzione della catena di trasmissione attraverso il vaccino non si verifica. È quindi tempo di dire con chiarezza che il tanto citato effetto di "immunità di gregge" con questi vaccini non ha luogo. Non è un caso che gli autori dello studio stesso pubblicato dal Lancet affermino che l'obiettivo principale della vaccinazione alla luce di quanto emerso sia la protezione individuale delle persone. Si è però mancato - e lo constatiamo direttamente ogni giorno nella clinica e nel riscontro epidemiologico - l'obiettivo dei vaccini di ridurre la trasmissione di SARS-CoV-2, che sarebbe fondamentale per contenere la pandemia. Un risultato che dipende dalla capacità dei vaccini di proteggere dalle infezioni e nella misura in cui la vaccinazione riduce l'infettività. La variante Delta continua a causare un elevato carico di casi anche nei Paesi con un'alta copertura vaccinale.<br />Questo dato dovrebbe portare ad una revisione delle strategie da adottare nei confronti dell'epidemia, e soprattutto sulle scelte politiche. Se è ormai evidente che non si può raggiungere l'immunità di gregge, e che un vaccinato può trasmettere il contagio quanto un non vaccinato, di consegu]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/48915103</guid><pubDate>Tue, 01 Mar 2022 21:04:08 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/48915103/la_fine_dell_emergenza_una_presa_in_giro.mp3" length="13863750" type="audio/mpeg"/><itunes:author>BastaBugie</itunes:author><itunes:subtitle>TESTO DELL'ARTICOLO ➜ www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6919&#13;
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LA FINE DELL'EMERGENZA E' UNA PRESA IN GIRO di Andrea Zambrano&#13;
Non è il caso di imputare la colpa alle distrazioni del conflitto ucraino: la volontà di dimenticarsi di una fetta di...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6919" rel="noopener">www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6919</a><br /><br />LA FINE DELL'EMERGENZA E' UNA PRESA IN GIRO di Andrea Zambrano<br />Non è il caso di imputare la colpa alle distrazioni del conflitto ucraino: la volontà di dimenticarsi di una fetta di italiani calpestati nei loro diritti è voluta e studiata. L'hanno chiamato freedom day, col provincialismo tipico di chi si affida all'inglese quando vuole camuffare gli intenti, ma il 1° aprile prossimo non sarà una Festa di liberazione 2.0, bensì una nuova tappa del processo di concessione condizionata di libertà per tutti i cittadini. Anche per quelli bi, tri, quadri - e chissà se penta - vaccinati i quali si illuderanno di essere tornati alla libertà per il solo fatto di avere un QR code sempre aperto tra le finestrelle del telefonino.<br />Invece per una fetta risicata, ma viva, pagante le tasse e votante della popolazione italiana, non ci sarà nemmeno quella illusione, tanto che la fine dello Stato d'emergenza annunciata da Draghi in pompa magna mercoledì a Firenze per loro significherà invece la certificazione della loro prolungata prigionia con la frustrazione che diventi eterna.<br /><br />FINE EMERGENZA MAI<br />Dunque, lo Stato d'emergenza finirà il 31 marzo, ma con esso non finirà la pantomima della carta di circolazione che resterà ancora a lungo. Per quanto? Non si sa, «tempo indefinito» dice il decreto, che è peggio di eterno, proprio perché studiatamente assoggettante. Il fatto che la fine del Green pass non sia trainata dalla fine dell'emergenza mostra chiaramente, senza veli, senza scuse, che la carta verde non aveva nulla a che spartire con la sicurezza sanitaria. Ad agosto quando è stata introdotta ci credevano ancora tutti, ma ora dovrebbe essere palese: il Green pass non serve per proteggerci da una pandemia, perché con la fine dell'emergenza la pandemia, de facto, viene dichiarata debellata.<br />E quindi?<br />Quindi resta il cinismo di un premier, Mario Draghi, che annuncia in uno stabilimento industriale che il primo aprile sarà il giorno del ritorno alla libertà. E lo annuncia davanti a dei lavoratori che per poter lavorare e ascoltarlo devono essere greenpassati. Il messaggio pronunciato, dai toni goffamente rinascimentali in una delle eccellenze manifatturiere del Made in Italy, è questo: "l'Italia riparte dal lavoro", peccato che per lavorare servirà un Green pass e chi non lo avrà sarà sospeso. Come accade adesso durante lo stato d'emergenza. Dunque, qual è la differenza?<br />La differenza è che la carta di circolazione smetterà di essere il pannicello caldo di chi si nasconde dietro un virus e diventerà il principale strumento di credito sociale di un Paese che non vuole vedere. Nel rinascimento di cui parla Draghi, il Green pass è strumento irrinunciabile e qualificante. I lavoratori che vanno bene per il rilancio del Paese sono dunque questi: quelli che si offrono al controllo pervasivo di un potere che calpesta così facilmente il primo articolo della Costituzione.<br /><br />SOLO QUANDO LO DIRÒ IO<br />Dunque, «gradualmente» è la parola tranquillizzante. C'è un insostenibile cinismo in quel «gradualmente» accompagnato alla dismissione delle ultime restrizioni, che denota il disporre sine die della libertà degli italiani, come un Giucas Casella capace di svegliarci dall'incantesimo «solo quando lo dirò io». Però, fateci caso, nell'annuncio di Draghi la fine del Green pass non è mai adombrata.<br />Qualcuno ha provato a far finire l'incubo da subito, la Lega, ma ha fallito. Il fatto che oggi esulti per la fine dell'emergenza il 31 marzo non dicendo nulla sulle migliaia di lavoratori sospesi che continueranno a vivere senza stipendio e senza sapere mai quando tutto finirà, è la dimostrazione plastica dell'evanescenza del Carroccio.<br />È evidente che chi da oggi in avanti sosterrà politicamente l'obbrobrio del lasciapassare verde che porta con sé...]]></itunes:summary><itunes:duration>867</itunes:duration><itunes:keywords>cinismo,discriminazione,draghi,gradualmente,greenpass,trasmissione</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/3354a546c4337f0c9f3d1cb1d89d76d7.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>In Canada la polizia usa la forza contro la protesta pacifica dei camionisti</title><link>https://www.spreaker.com/episode/in-canada-la-polizia-usa-la-forza-contro-la-protesta-pacifica-dei-camionisti--48835384</link><description><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6907" rel="noopener">www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6907</a><br /><br />N CANADA LA POLIZIA USA LA FORZA CONTRO LA PROTESTA PACIFICA DEI CAMIONISTI di Stefano Magni<br />Scene di guerriglia urbana, ad Ottawa, capitale del Canada, per tutto il fine settimana: venerdì la polizia ha iniziato a sgomberare con la forza la protesta del Freedom Convoy, i camionisti contro l'obbligo vaccinale. Domenica mattina, la situazione era stata riportata "sotto controllo" con l'evacuazione della collina del parlamento e delle vie del centro. La polizia ha posto fine alla protesta, su ordine del governo. Il metodo e le giustificazioni non sono affatto normali.<br />Prima di tutto, il premier Justin Trudeau ha invocato lo stato d'emergenza per una protesta che non era violenta, non costituiva una minaccia per il governo, né per la sovranità del Canada: non era né un golpe, né una rivoluzione. Ma è stata trattata come se lo fosse, solo sulla base delle idee che erano alla base della protesta. I camionisti invocavano la libertà di scegliere se vaccinarsi o meno, Trudeau li ha definiti "anti-scientifici" (solo per cominciare, poi ha aggiunto una serie di condanne) ed ha rifiutato ogni forma di dialogo. La libertà di cura, inclusa la libertà di scelta sul vaccino, è un diritto costituzionale, ma il governo ha deciso che in situazione di emergenza va reinterpretato in senso molto più restrittivo. Però, al tempo stesso, ha trattato i manifestanti come se fossero una minaccia al Canada e alle sue istituzioni democratiche.<br /><br />MINACCIA DI TOGLIERE I FIGLI<br />La polizia si è mossa come se avesse a che fare con una protesta violenta, anche se i camionisti erano disarmati (le uniche "armi" finora sequestrate sono fumogeni e corpetti anti-proiettile) e in tre settimane di manifestazioni non hanno mai attaccato le forze dell'ordine. Le foto mostrano poliziotti a cavallo che travolgono i manifestanti, largo uso di sfollagente da parte di agenti in tenuta anti-sommossa e lancio di lacrimogeni. I camionisti e i loro sostenitori formavano catene umane, cantando l'inno canadese e la polizia li attaccava, lanciando continuamente tweet in cui si affermava che l'atteggiamento dei manifestanti fosse "aggressivo". In una curiosa inversione delle parti, i camionisti chiamavano la polizia, quando i poliziotti li attaccavano o rimuovevano i loro camion e la centrale di polizia ha diramato un avvertimento in cui intimava di smettere di fare chiamate. Giovedì erano già stati arrestati i leader della protesta, fra venerdì e sabato altre 170 persone sono finite dietro le sbarre.<br />La reazione delle forze dell'ordine ha colpito le proprietà. Sulla base dello stato emergenziale, il ministero delle Finanze ha congelato 76 conti correnti per un totale di 3,2 milioni di dollari canadesi. Le autorità hanno avvertito che gli animali domestici, che i camionisti si erano portati con sé, sarebbero finiti tutti in canile per otto giorni e poi dichiarati "randagi" e messi in adozione.<br />Le autorità hanno anche deprecato la presenza di figli minorenni. Ovviamente non hanno minacciato di mandarli in un canile, ma hanno allertato i servizi sociali che, in caso di arresto dei genitori, sarebbero stati inviati in case rifugio, in attesa di contattare altri parenti.<br /><br />DUE PESI E DUE MISURE<br />Tutto questo è stato ordinato da un governo che ha sempre, costantemente, appoggiato la libertà di manifestare, sia in patria che all'estero. Il governo Trudeau ha tollerato i blocchi causati dalle proteste delle popolazioni indigene contro i nuovi oleodotti. All'estero ha sostenuto apertamente la causa di Black Lives Matter negli Stati Uniti. E nel dicembre del 2020 aveva anche accusato il governo indiano di aver avuto il polso troppo duro contro gli agricoltori, sostenendo la loro piena libertà di manifestare pacificamente.<br />Quel che ha reso possibile una simile incoerenza è sicuramente il Covid. La pandemia ha travolto ogni regola della politica normale, permettendo di giustificare quel che fino all'anno prima era ingiustificabile. Ma è solo uno degli elementi, perché di fatto stiamo assistendo all'applicazione di un'ideologia di sinistra antirazzista sempre più autoritaria. Anche le proteste di Black Lives Matter violavano, in teoria, le regole del distanziamento sociale. Ma erano tollerate perché la questione razziale è ormai considerata "prodromo" del contagio, sulla base di teorie che mischiano disinvoltamente scienze sociali e medicina. Nell'editoriale del Washington Post sulla fine della protesta dei camionisti in Canada, invece, si legge a chiare lettere che l'idea dei diritti di libertà sia "strettamente interconnessa alla bianchitudine". E quindi "Credere che una persona abbia diritto alla libertà è una componente fondamentale della supremazia bianca". Ciò che rappresenta il lascito migliore della società cristiana occidentale, dunque, è ormai passibile dell'accusa di razzismo. E di fronte al razzismo, nella migliore delle ipotesi, ci sono i manganelli e le cariche dei poliziotti a cavallo.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/48835384</guid><pubDate>Tue, 22 Feb 2022 20:58:53 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/48835384/in_canada_la_polizia_usa_la_forza_contro_la_protesta_pacifica_dei_camionisti.mp3" length="7492798" type="audio/mpeg"/><itunes:author>BastaBugie</itunes:author><itunes:subtitle>TESTO DELL'ARTICOLO ➜ www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6907&#13;
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N CANADA LA POLIZIA USA LA FORZA CONTRO LA PROTESTA PACIFICA DEI CAMIONISTI di Stefano Magni&#13;
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Il metodo e le giustificazioni non sono affatto normali.<br />Prima di tutto, il premier Justin Trudeau ha invocato lo stato d'emergenza per una protesta che non era violenta, non costituiva una minaccia per il governo, né per la sovranità del Canada: non era né un golpe, né una rivoluzione. Ma è stata trattata come se lo fosse, solo sulla base delle idee che erano alla base della protesta. I camionisti invocavano la libertà di scegliere se vaccinarsi o meno, Trudeau li ha definiti "anti-scientifici" (solo per cominciare, poi ha aggiunto una serie di condanne) ed ha rifiutato ogni forma di dialogo. La libertà di cura, inclusa la libertà di scelta sul vaccino, è un diritto costituzionale, ma il governo ha deciso che in situazione di emergenza va reinterpretato in senso molto più restrittivo. Però, al tempo stesso, ha trattato i manifestanti come se fossero una minaccia al Canada e alle sue istituzioni democratiche.<br /><br />MINACCIA DI TOGLIERE I FIGLI<br />La polizia si è mossa come se avesse a che fare con una protesta violenta, anche se i camionisti erano disarmati (le uniche "armi" finora sequestrate sono fumogeni e corpetti anti-proiettile) e in tre settimane di manifestazioni non hanno mai attaccato le forze dell'ordine. Le foto mostrano poliziotti a cavallo che travolgono i manifestanti, largo uso di sfollagente da parte di agenti in tenuta anti-sommossa e lancio di lacrimogeni. I camionisti e i loro sostenitori formavano catene umane, cantando l'inno canadese e la polizia li attaccava, lanciando continuamente tweet in cui si affermava che l'atteggiamento dei manifestanti fosse "aggressivo". In una curiosa inversione delle parti, i camionisti chiamavano la polizia, quando i poliziotti li attaccavano o rimuovevano i loro camion e la centrale di polizia ha diramato un avvertimento in cui intimava di smettere di fare chiamate. Giovedì erano già stati arrestati i leader della protesta, fra venerdì e sabato altre 170 persone sono finite dietro le sbarre.<br />La reazione delle forze dell'ordine ha colpito le proprietà. Sulla base dello stato emergenziale, il ministero delle Finanze ha congelato 76 conti correnti per un totale di 3,2 milioni di dollari canadesi. Le autorità hanno avvertito che gli animali domestici, che i camionisti si erano portati con sé, sarebbero finiti tutti in canile per otto giorni e poi dichiarati "randagi" e messi in adozione.<br />Le autorità hanno anche deprecato la presenza di figli minorenni. Ovviamente non hanno minacciato di mandarli in un canile, ma hanno allertato i servizi sociali che, in caso di arresto dei genitori, sarebbero stati inviati in case rifugio, in attesa di contattare altri parenti.<br /><br />DUE PESI E DUE MISURE<br />Tutto questo è stato ordinato da un governo che ha sempre, costantemente, appoggiato la libertà di manifestare, sia in patria che all'estero. Il governo Trudeau ha tollerato i blocchi causati dalle proteste delle popolazioni indigene contro i nuovi oleodotti. All'estero ha sostenuto apertamente la causa di Black Lives Matter negli Stati Uniti. 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Il provvedimento è stato approvato lo scorso 16 febbraio con il decreto «milleproroghe» (il famoso «assalto alla diligenza») e salutato con entusiasmo generale. Lo stanziamento totale dovrebbe ammontare a 20 milioni di euro; metà andrà al potenziamento dei servizi pubblici; l'altra metà sarà a disposizione dei cittadini sotto forma di voucher, probabilmente dell'ammontare di 600 euro; per richiederlo, sarà sufficiente la prescrizione del medico di base. Una buona notizia? Forse; ma non mancano le criticità.<br /><br />QUATTRO PROBLEMI<br />Innanzitutto, la spinta propulsiva del provvedimento è arrivata dalle nefaste conseguenze delle misure di contenimento del Covid (Didattica A Distanza, Lock-down e smart-working); ricordiamo che la Nuova Bussola è stata tra i primi e pochi media ad occuparsi di questo problema. Ora, considerato che queste misure hanno avuto un impatto perlomeno dubbio sull'epidemia, ma ne hanno avuto uno certo e pesante sulla salute psicologica degli italiani, non sarebbe meglio abolirle? Prevenire non è meglio che curare? Cosa si può pensare di un governo che da una parte si pone l'obiettivo di causare sofferenza psichica agli italiani e dall'altra si propone di curarli?<br />Secondariamente, il fatto che la terapia di un paziente sia pagata da terzi (in questo caso lo stato italiano), dovrebbe far storcere il naso agli psicologi clinici. Già Freud aveva capito che, se il paziente non paga il proprio trattamento, non ne trae un gran beneficio; detto altrimenti, il trattamento psicologico beneficia chi paga. Esiste un tariffario che indica, per i diversi trattamenti, un intervallo abbastanza elastico, in modo che paziente e terapeuta possano trovare un accordo economico che soddisfi entrambi. Però è necessario non che lo psicologo sia pagato; ma che il paziente paghi il proprio trattamento.<br />In terzo luogo colpisce che il voucher ammonti a 500 o 600 euro. D'accordo, si tratta solo di un aiuto, ma c'è già chi si affretta a tradurre questa cifra in un numero definito di sedute: «Una visita da uno specialista, in media, ha un costo di 50 euro, per cui si stima che i 600 euro saranno sufficienti per un ciclo di 12 sedute»; «Il contributo per il 2022 sarà da 500 euro - questa la cifra ipotizzata - che si tradurrebbero in un pacchetto di 6-10 sedute da uno specialista». Che c'è di strano? È presto detto. Negli Stati Uniti le assicurazioni sanitarie pagano le sedute a patto che il numero degli incontri sia stabilito in anticipo (8-10) e che il trattamento sia statisticamente il più efficace per quella diagnosi. Questo significa che non è il paziente a scegliere il tipo di trattamento (insieme al terapeuta), bensì l'assicurazione; e che non è la gravità della situazione o la velocità del cambiamento a stabilirne la durata. Anche in ambito psicoterapeutico, quindi, come è accaduto per la medicina, la cura «in scienza e coscienza» viene sostituita da un protocollo (tachipirina e vigile attesa, per capirci). Se ci si attiene al protocollo, indipendentemente dall'esito del trattamento, si evitano i guai; altrimenti...<br />Quarto: si sta realizzando quello che è stato a lungo il sogno dell'ordine e di altri enti che regolano la professione di psicologo. Facciamo un passo indietro. Anni fa esistevano solo due facoltà (in origine, corsi di laurea) in psicologia: a Roma e a Padova. Poi si aggiunse Torino. Oggi, solo a Milano, sono una decina. Il motivo è semplice: l'autonomia delle università; anche economica. Il che vuol dire che ogni università cerca di aprire facoltà che garantiscano un elevato numero di immatricolazioni, in modo da avere più rette e quindi più denaro; e la facoltà di psicologia porta una marea di immatricolazioni. Poi, tutte queste matricole si laureano e ottengono l'abilitazione all'esercizio della professione di psicologo.<br />Cosa accade se c'è un aumento forsennato di professionisti? Che i prezzi (e la qualità) si abbassano. È quello che accade agli psicologi: molti di loro non lavorano, o accettano di essere sottopagati pur di lavorare. E qui intervengono gli ordini regionali e nazionale, l'ente assicurativo, il fondo pensionistico professionali: perché psicologi che non lavorano non pagano; e perché i professionisti si aspettano che l'ordine faccia qualcosa per risolvere il problema. L'ordine professionale è come un piccolo parlamento: ci si accede per elezione. E viene eletto chi risolve (o propone soluzioni per) i problemi.<br /><br />FAR CAMBIARE IDEA AD UN NAZISTA... O A UN CATTOLICO<br />Da qualche anno, questo problema (importante e molto sentito) è stato affrontato in due modi:<br />a) lotta alle professioni «concorrenti» più deboli, come i counsellor (non i medici...);<br />b) tentativi di introdurre la figura dello psicologo pubblico e gratuito (come il medico, per intenderci).<br />La seconda soluzione, quindi, consiste nel risolvere il problema della scarsa occupazione degli psicologi scaricandolo sul sistema sanitario pubblico. Ci si prova da diversi anni con lo «psicologo di base» ed ecco finalmente, grazie all'epidemia di Covid, il bonus psicologo.<br />Personalmente, non credo che questa (come l'altra) soluzione sia adeguata. Ci sono molti psicologi, ma è elevato anche il bisogno di assistenza psicologica. Perché domanda e offerta non si incontrano? Perché molte persone hanno, nei confronti degli psicologi, una (non ingiustificata) diffidenza. Lo psicologo è percepito come un militante ultra-progressista, un agente del processo rivoluzionario, della dissoluzione della morale tradizionale. Il problema è che questo pregiudizio è fondato. So che non è elegante, ma per un approfondimento rimando al mio Le vie della psicologia (Sugarco 2020).<br />Purtroppo, anziché frenare questa tendenza, cercando di recuperare la fiducia delle persone, le varie associazioni psicologiche premono ancora di più sull'acceleratore. Faccio un esempio.<br />Recentemente è stato proposto di revisionare il Codice deontologico degli psicologi. L'obiettivo era quello di aggiungere qualche schwa, la «e» rovesciata che indica la neutralità di genere. Bene, una associazione di psicologi ha proposto di modificare l'articolo 4 che impone allo psicologo di rispettare opinioni, valori e credenze del paziente. In questo modo: «occorre guidare le persone verso opinioni e credenze più congrue, consapevoli ed efficaci. Non è vietato far cambiare idea ad un nazista». O a un cattolico, per dire.<br />Meno ideologia, più rispetto per i pazienti e, magari, un modello antropologico più vero, probabilmente aiuterebbero i giovani psicologi più del solito intervento statalista.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/48835308</guid><pubDate>Tue, 22 Feb 2022 20:58:06 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/48835308/dopo_i_lockdown_la_dad_e_le_mascherine_ecco_il_bonus_psicologo_trionfo_dello_statalismo.mp3" length="8405621" type="audio/mpeg"/><itunes:author>BastaBugie</itunes:author><itunes:subtitle>TESTO DELL'ARTICOLO ➜ www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6908&#13;
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DOPO I LOCKDOWN, LA DAD E LE MASCHERINE ECCO IL BONUS PSICOLOGO, TRIONFO DELLO STATALISMO di Roberto Marchesini&#13;
Arriva il «bonus psicologo», proposto per la prima volta l'anno scorso...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6908" rel="noopener">www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6908</a><br /><br />DOPO I LOCKDOWN, LA DAD E LE MASCHERINE ECCO IL BONUS PSICOLOGO, TRIONFO DELLO STATALISMO di Roberto Marchesini<br />Arriva il «bonus psicologo», proposto per la prima volta l'anno scorso dalla senatrice PD Caterina Biti e approvato all'unanimità da tutte le forze politiche. Il provvedimento è stato approvato lo scorso 16 febbraio con il decreto «milleproroghe» (il famoso «assalto alla diligenza») e salutato con entusiasmo generale. Lo stanziamento totale dovrebbe ammontare a 20 milioni di euro; metà andrà al potenziamento dei servizi pubblici; l'altra metà sarà a disposizione dei cittadini sotto forma di voucher, probabilmente dell'ammontare di 600 euro; per richiederlo, sarà sufficiente la prescrizione del medico di base. Una buona notizia? Forse; ma non mancano le criticità.<br /><br />QUATTRO PROBLEMI<br />Innanzitutto, la spinta propulsiva del provvedimento è arrivata dalle nefaste conseguenze delle misure di contenimento del Covid (Didattica A Distanza, Lock-down e smart-working); ricordiamo che la Nuova Bussola è stata tra i primi e pochi media ad occuparsi di questo problema. Ora, considerato che queste misure hanno avuto un impatto perlomeno dubbio sull'epidemia, ma ne hanno avuto uno certo e pesante sulla salute psicologica degli italiani, non sarebbe meglio abolirle? Prevenire non è meglio che curare? Cosa si può pensare di un governo che da una parte si pone l'obiettivo di causare sofferenza psichica agli italiani e dall'altra si propone di curarli?<br />Secondariamente, il fatto che la terapia di un paziente sia pagata da terzi (in questo caso lo stato italiano), dovrebbe far storcere il naso agli psicologi clinici. Già Freud aveva capito che, se il paziente non paga il proprio trattamento, non ne trae un gran beneficio; detto altrimenti, il trattamento psicologico beneficia chi paga. Esiste un tariffario che indica, per i diversi trattamenti, un intervallo abbastanza elastico, in modo che paziente e terapeuta possano trovare un accordo economico che soddisfi entrambi. Però è necessario non che lo psicologo sia pagato; ma che il paziente paghi il proprio trattamento.<br />In terzo luogo colpisce che il voucher ammonti a 500 o 600 euro. D'accordo, si tratta solo di un aiuto, ma c'è già chi si affretta a tradurre questa cifra in un numero definito di sedute: «Una visita da uno specialista, in media, ha un costo di 50 euro, per cui si stima che i 600 euro saranno sufficienti per un ciclo di 12 sedute»; «Il contributo per il 2022 sarà da 500 euro - questa la cifra ipotizzata - che si tradurrebbero in un pacchetto di 6-10 sedute da uno specialista». Che c'è di strano? È presto detto. Negli Stati Uniti le assicurazioni sanitarie pagano le sedute a patto che il numero degli incontri sia stabilito in anticipo (8-10) e che il trattamento sia statisticamente il più efficace per quella diagnosi. Questo significa che non è il paziente a scegliere il tipo di trattamento (insieme al terapeuta), bensì l'assicurazione; e che non è la gravità della situazione o la velocità del cambiamento a stabilirne la durata. Anche in ambito psicoterapeutico, quindi, come è accaduto per la medicina, la cura «in scienza e coscienza» viene sostituita da un protocollo (tachipirina e vigile attesa, per capirci). Se ci si attiene al protocollo, indipendentemente dall'esito del trattamento, si evitano i guai; altrimenti...<br />Quarto: si sta realizzando quello che è stato a lungo il sogno dell'ordine e di altri enti che regolano la professione di psicologo. Facciamo un passo indietro. Anni fa esistevano solo due facoltà (in origine, corsi di laurea) in psicologia: a Roma e a Padova. Poi si aggiunse Torino. Oggi, solo a Milano, sono una decina. Il motivo è semplice: l'autonomia delle università; anche economica. Il che vuol dire che ogni università cerca di aprire facoltà che garantiscano un...]]></itunes:summary><itunes:duration>526</itunes:duration><itunes:keywords>assistenzapsicologica,dad,lockdown,schwa,smartworking,università</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/13f412da437c9d2e461b9a016070608a.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>La truffa dei numeri di terapie intensive e morti</title><link>https://www.spreaker.com/episode/la-truffa-dei-numeri-di-terapie-intensive-e-morti--48747099</link><description><![CDATA[VIDEO: Rimborsi ➜ <a href="https://www.raiplay.it/video/2022/01/Rimborsi---Re-Start---26012022-7ce4f201-c346-4f09-a356-a1daec517850.html" rel="noopener">https://www.raiplay.it/video/2022/01/Rimborsi---Re-Start---26012022-7ce4f201-c346-4f09-a356-a1daec517850.html</a><br /><br />TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6903" rel="noopener">www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6903</a><br /><br />LA TRUFFA DEI NUMERI DI TERAPIE INTENSIVE E MORTI di Giovanni Lazzaretti<br />Il mantra ripetuto dai TG è «le terapie intensive sono intasate all'80% dai NoVax, i malati oncologici non trovano posto». Innanzitutto aboliamo la trita sigla NoVax, per parlare più correttamente di Persone Non Vaccinate Covid, mentre altri sono Persone Vaccinate Covid (molte non per scelta).<br />La prima cosa da chiarire è che le intensive non sono affatto intasate. Il portale AGENAS del governo indica per il 29 gennaio 2022 una presenza da covid del 17,6%, quando la soglia critica è stata fissata al 30%. Guardando le singole regioni/province autonome, si avvicinano alla soglia solo le Marche (27,1%) e Trento (27,8%).<br />L'ultimo rapporto dell'Istituto Superiore di Sanità è datato 19 gennaio, e porta i dati delle terapie intensive nel periodo 3 dicembre 2021 - 2 gennaio 2022: persone entrate in terapia intensiva = 2.417; non vaccinati in terapia intensiva = 1.557; percentuale 64%. Questo è il primo passettino per ridimensionare l'80% indicato nel "mantra" dei TG.<br />Facciamo quindi un po' di conti: la degenza media in intensiva è di 15 giorni circa, quindi 1.557 persone x 15 giorni = 23.355 giorni di terapia intensiva. Dividiamo allora questo monte giorni per il periodo preso in esame che è di 31 giorni: 23.355 : 31 = 753 posti terapia intensiva occupati da non vaccinati. Considerato che i posti di terapia intensiva pre covid erano 8.000 circa e adesso 9.031, significa che i non vaccinati non occupano nemmeno l'extra di 1.031 posti creato a causa del covid.<br />La conseguenza è evidente: la frase «il malato oncologico non trova posto in intensiva per colpa dei NoVax» è falsa. Le persone non vaccinate non occupano nemmeno tutti i 1.000 posti extra creati per il covid. Se quindi il malato oncologico oggi non trova posto, significa che non l'avrebbe trovato nemmeno ieri prima del covid. Perché la nostra sanità già prima del covid era in coma. Il "Sistema Seconda Repubblica" (SSR), che ha sfasciato la sanità, oggi usa le persone non vaccinate come capro espiatorio per coprire le proprie colpe.<br />Questo è il primo tassello, ma bisogna proseguire. Sì, perché riguardo alle statistiche sulle Terapie Intensive, a quanto abbiamo detto bisogna aggiungere almeno altre quattro ombre (ombre nel senso che non abbiamo dati, ma abbiamo la certezza dell'evento che qualcuno prima o poi dovrà tradurre in dati).<br /><br />SVELIAMO LE OMBRE DEL SISTEMA (SENZA ESSERE COMPLOTTISTI)<br />Prima ombra. Tra i non vaccinati ci sono le persone "non vaccinabili covid". Poiché un medico non ti fa un'esenzione neanche con la pistola alla tempia, gli esentati sono certamente portatori di patologie pesanti. Se vanno in terapia intensiva da positivi, questo avviene molto probabilmente per le gravi patologie. Quanti sono? Non lo sappiamo. Quali che siano, vanno tolti dal totale dei non vaccinati.<br />Seconda ombra. Bassetti, 12 gennaio 2022: «Nei nostri reparti siamo ben oltre il 35% di ricoverati che con il Covid-19 non c'entrano nulla. Non hanno della malattia nessun sintomo, ma solo la positività al tampone per l'ingresso in ospedale» (dichiarazione all'AGI). Allora, poiché le curve dei morti e delle terapie intensive seguono andamenti molto simili, il problema di quel 35% di catalogazione impropria l'abbiamo anche nelle terapie intensive.<br />Terza ombra. Un servizio di Valentina Noseda (ReStart, RAI) è stato autocensurato per la messa in onda, ma lo trovate su RaiPlay [clicca qui!]. La Noseda intervistava persone che descrivevano il metodo per incrementare il numero dei positivi ospedalizzati, al fine di ottenere i rimborsi di 3.713 euro (ospedalizzati normali) o 9.697 euro (ospedalizzati terapia intensiva). Vero, falso? Del tutto verosimile. Dove ci sono molti soldi, ci sono anche i servi di Mammona all'opera.<br />Quarta ombra. Ma i 9.031 posti di terapia intensiva sono reali? Mentre ero al mare a Pesaro, a fine agosto, leggevo l'intervista a un primario che, essendo prossimo alla pensione, si sbilanciava un po'. «Il suo reparto adesso è molto pieno?» «No, dà sempre l'impressione di essere vuoto. Ho i letti, ma servono 15 medici per coprirli. Di medici ne ho 6, veda un po' lei...». Ci sono 9.031 posti di terapia intensiva coi relativi medici? Oppure...<br />Avanti ancora, c'è un'altra domanda chiave: perché si parla tanto di Terapie Intensive e poco di morti?<br />La sparata sull'intasamento delle terapie intensive da parte dei non vaccinati è l'ultima arma che resta per far credere a un qualche peso del vaccino in questa gestione dell'epidemia. Ma le terapie intensive sfornano un numero di morti modesto rispetto al totale.<br />Spostiamoci allora sui morti, che sono un dato più pesante rispetto alle terapie intensive. L'ultimo rapporto Istituto Superiore di Sanità analizza le "diagnosi dal 26 novembre al 26 dicembre 2021 con decesso": sono 3.742, di cui 1.774 sono non vaccinati (47%) e 1.968 sono vaccinati in vario grado (53%). Statistica poco spendibile nei TG, coi vaccinati che vanno peggio dei non vaccinati.<br /><br />IL PAESE IMMAGINARIO DI PONTEVEDRO<br />Guardiamo le corsie dal 3 dicembre 2021 al 2 gennaio 2022: 25.168 ospedalizzati, di cui 11.487 sono non vaccinati (46%) e 13.681 sono vaccinati in vario grado (54%). Anche questa è poco spendibile nei TG, coi vaccinati che vanno peggio dei non vaccinati.<br />A questo punto arriva la solita obiezione: «Quei numeri vanno rapportati a quanti sono i vaccinati e i non vaccinati! Quando i vaccinati sono tanti, scatta il cosiddetto "effetto paradosso", per cui sembra che vada peggio ai vaccinati».<br />A questi "contestatori della Domenica" che ci ricordano l'ovvio, pongo intanto una domanda: «Vi sembra un "successo vaccinale" avere 1.968 morti vaccinati in 31 giorni? Era questo che promettevate nel radioso Vaccino-day del 27 dicembre 2020?». Ma, domanda a parte, vi porto come esempio il paese immaginario di Pontevedro.<br />Nel Pontevedro ci sono 10 milioni di pianurini e 10 milioni di monticiani. I primi si ammalano di covid, i secondi, non si sa perché, non lo prendono. 5 milioni di pianurini si vaccinano, 5 non si vaccinano. Dopo un certo tempo ci sono 1.200 decessi covid di non vaccinati e 1.000 decessi covid di vaccinati.<br />I non vaccinati totali sono 15 milioni (5 pianurini e 10 monticiani), per cui abbiamo 1.200 : 15 = 80 morti covid per milione. I vaccinati sono 5 milioni, per cui abbiamo 1.000 : 5 = 200 morti covid per milione.<br />Una martellante campagna governativa convince i monticiani a vaccinarsi. Si vaccinano tutti. Adesso i non vaccinati hanno 1.200 : 5 = 240 morti per milione. I vaccinati invece 1.000 : 15 = 67 morti per milione.<br />I morti sono sempre gli stessi, ma lo "spostamento di campo" dei monticiani ha alterato le percentuali.<br />Vi sembra un esempio stupido? Ma è esattamente ciò che hanno fatto in Italia. Vaccinando in massa fasce di età e persone senza patologie che avevano probabilità bassa o inesistente di morire di covid, hanno alterato la percezione globale del "successo vaccinale" portando al denominatore cifre di vaccinati "inutili", perché a rischio morte vicino allo zero.<br />Vale a dire che le statistiche sul "successo vaccinale" sono basate su numeri minuscoli e sono alterate dalla massa delle "vaccinazioni inutili" che alterano i rapporti. Se le persone a rischio zero non fossero state vaccinate (come direbbe la logica), l'insuccesso vaccinale sarebbe stato palese.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/48747099</guid><pubDate>Tue, 15 Feb 2022 23:54:29 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/48747099/la_truffa_dei_numeri_di_terapie_intensive_e_morti.mp3" length="10600324" type="audio/mpeg"/><itunes:author>BastaBugie</itunes:author><itunes:subtitle>VIDEO: Rimborsi ➜ https://www.raiplay.it/video/2022/01/Rimborsi---Re-Start---26012022-7ce4f201-c346-4f09-a356-a1daec517850.html&#13;
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TESTO DELL'ARTICOLO ➜ www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6903&#13;
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LA TRUFFA DEI NUMERI DI TERAPIE INTENSIVE E MORTI di...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[VIDEO: Rimborsi ➜ <a href="https://www.raiplay.it/video/2022/01/Rimborsi---Re-Start---26012022-7ce4f201-c346-4f09-a356-a1daec517850.html" rel="noopener">https://www.raiplay.it/video/2022/01/Rimborsi---Re-Start---26012022-7ce4f201-c346-4f09-a356-a1daec517850.html</a><br /><br />TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6903" rel="noopener">www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6903</a><br /><br />LA TRUFFA DEI NUMERI DI TERAPIE INTENSIVE E MORTI di Giovanni Lazzaretti<br />Il mantra ripetuto dai TG è «le terapie intensive sono intasate all'80% dai NoVax, i malati oncologici non trovano posto». Innanzitutto aboliamo la trita sigla NoVax, per parlare più correttamente di Persone Non Vaccinate Covid, mentre altri sono Persone Vaccinate Covid (molte non per scelta).<br />La prima cosa da chiarire è che le intensive non sono affatto intasate. Il portale AGENAS del governo indica per il 29 gennaio 2022 una presenza da covid del 17,6%, quando la soglia critica è stata fissata al 30%. Guardando le singole regioni/province autonome, si avvicinano alla soglia solo le Marche (27,1%) e Trento (27,8%).<br />L'ultimo rapporto dell'Istituto Superiore di Sanità è datato 19 gennaio, e porta i dati delle terapie intensive nel periodo 3 dicembre 2021 - 2 gennaio 2022: persone entrate in terapia intensiva = 2.417; non vaccinati in terapia intensiva = 1.557; percentuale 64%. Questo è il primo passettino per ridimensionare l'80% indicato nel "mantra" dei TG.<br />Facciamo quindi un po' di conti: la degenza media in intensiva è di 15 giorni circa, quindi 1.557 persone x 15 giorni = 23.355 giorni di terapia intensiva. Dividiamo allora questo monte giorni per il periodo preso in esame che è di 31 giorni: 23.355 : 31 = 753 posti terapia intensiva occupati da non vaccinati. Considerato che i posti di terapia intensiva pre covid erano 8.000 circa e adesso 9.031, significa che i non vaccinati non occupano nemmeno l'extra di 1.031 posti creato a causa del covid.<br />La conseguenza è evidente: la frase «il malato oncologico non trova posto in intensiva per colpa dei NoVax» è falsa. Le persone non vaccinate non occupano nemmeno tutti i 1.000 posti extra creati per il covid. Se quindi il malato oncologico oggi non trova posto, significa che non l'avrebbe trovato nemmeno ieri prima del covid. Perché la nostra sanità già prima del covid era in coma. Il "Sistema Seconda Repubblica" (SSR), che ha sfasciato la sanità, oggi usa le persone non vaccinate come capro espiatorio per coprire le proprie colpe.<br />Questo è il primo tassello, ma bisogna proseguire. Sì, perché riguardo alle statistiche sulle Terapie Intensive, a quanto abbiamo detto bisogna aggiungere almeno altre quattro ombre (ombre nel senso che non abbiamo dati, ma abbiamo la certezza dell'evento che qualcuno prima o poi dovrà tradurre in dati).<br /><br />SVELIAMO LE OMBRE DEL SISTEMA (SENZA ESSERE COMPLOTTISTI)<br />Prima ombra. Tra i non vaccinati ci sono le persone "non vaccinabili covid". Poiché un medico non ti fa un'esenzione neanche con la pistola alla tempia, gli esentati sono certamente portatori di patologie pesanti. Se vanno in terapia intensiva da positivi, questo avviene molto probabilmente per le gravi patologie. Quanti sono? Non lo sappiamo. Quali che siano, vanno tolti dal totale dei non vaccinati.<br />Seconda ombra. Bassetti, 12 gennaio 2022: «Nei nostri reparti siamo ben oltre il 35% di ricoverati che con il Covid-19 non c'entrano nulla. Non hanno della malattia nessun sintomo, ma solo la positività al tampone per l'ingresso in ospedale» (dichiarazione all'AGI). Allora, poiché le curve dei morti e delle terapie intensive seguono andamenti molto simili, il problema di quel 35% di catalogazione impropria l'abbiamo anche nelle terapie intensive.<br />Terza ombra. Un servizio di Valentina Noseda (ReStart, RAI) è stato autocensurato per la messa in onda, ma lo trovate su RaiPlay [clicca qui!]. La Noseda intervistava persone che descrivevano il metodo...]]></itunes:summary><itunes:duration>663</itunes:duration><itunes:keywords>bassetti,iss,noseda,novax,ssr,terapieintensive</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/07481f1dde6be00dc928d18063af7eae.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>In Canada 50.000 camion guidano la rivolta mondiale contro le restrizioni covid</title><link>https://www.spreaker.com/episode/in-canada-50-000-camion-guidano-la-rivolta-mondiale-contro-le-restrizioni-covid--48746941</link><description><![CDATA[VIDEO: Canadian truckers heroes | Freedom Convoy 2022 ➜ <a href="https://www.youtube.com/watch?v=QOCXozUuefM" rel="noopener">https://www.youtube.com/watch?v=QOCXozUuefM</a><br /><br />TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6902" rel="noopener">www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6902</a><br /><br />IN CANADA 50.000 CAMION GUIDANO LA RIVOLTA MONDIALE CONTRO LE RESTRIZIONI COVID<br />La gente comune supporta i camionisti supportando con viveri e carburanti chi sta combattendo anche per loro: sono stati raccolti 10 milioni di dollari, ma il governo li blocca e schiera l'esercito (VIDEO: Freedom Convoy)<br />di Stefano Magni<br />Canada, giunti alla terza settimana di protesta dei camionisti contro l’obbligo vaccinale, il premier Justin Trudeau ha deciso di passare alle maniere forti. La polizia ha sgomberato sabato il ponte Ambassador, presidiato dai manifestanti con i loro mezzi pesanti. si trattava di un ponte strategico, che collega il centro industriale di Detroit (nel Michigan, Usa) con l’Ontario. Ma è di ieri sera l’annuncio dello stato d’emergenza nazionale, che permetterà al governo di sospendere i diritti civili per ripristinare l’ordine. La legge, che dovrà essere approvata dal parlamento entro una settimana, permetterà di vietare manifestazioni pubbliche e di ridurre la libertà di movimento, impedendo l’accesso o l’uscita per e da determinate aree. La misura estrema, la prima in mezzo secolo nel Paese, è stata adottata proprio quando il fronte di Trudeau, a favore dell’obbligo vaccinale, iniziava vistosamente ad incrinarsi. In Europa, soprattutto in Francia, la protesta è arrivata, ad imitazione dei camionisti del Canada, ma non ha avuto altrettanto successo: a causa, soprattutto, di una forte repressione preventiva.<br />Partendo dal Canada: le autorità di Ottawa, dove si concentra il grosso della manifestazione, avevano tentato di scoraggiare e scacciare in tutti i modi i camionisti. Hanno, ad esempio, annunciato multe e persino arresti, per chi avesse portato benzina e generi di conforto ai camionisti manifestanti. E subito cortei spontanei di cittadini, di tutte le età, hanno incominciato a sfilare, con le taniche in mano, a sostegno degli "insorti”. Nella settimana precedente, erano stati inviati dei trattori per trainare i camion, ma i trattori stessi si sono uniti alla protesta. Episodi di solidarietà di questo genere hanno fatto vacillare, anche politicamente, il fronte pro-obbligo di vaccino. Soprattutto a livello locale, province quali l’Alberta, il Quebec e poi il Saskatchewan avevano avviato delle road map per uscire dal regime di restrizioni pandemiche, riaprendo uffici, luoghi pubblici e smettendo di chiedere il pass in molte attività al chiuso. La decisione più forte è stata presa ieri dall’Ontario, la provincia in cui si trova la capitale Ottawa e la città industriale di Toronto. La regione più importante, insomma, ha abolito il pass vaccinale.<br /><br />LA DEBOLEZZA DEL GOVERNO CANADESE<br />La reazione durissima di Trudeau potrebbe essere dunque motivata da questa netta sensazione di non aver più un terreno politico sotto i piedi. Anche nel suo stesso partito, il Liberal Party, non sono più così compatti dietro il governo. Fa comunque riflettere che proprio il partito che ha introdotto la Carta dei Diritti e delle Libertà del Canada, nel 1982 (ai tempi in cui il padre di Trudeau, Pierre, era premier) ora sospenda i diritti civili, per reprimere una protesta che chiede il pieno rispetto di quella Carta. Una delle tante ironie della storia. La legge che Trudeau intende applicare conferisce poteri maggiori alla polizia contro pubbliche assemblee, se queste vengono considerate "attività pericolose e illegali”. Permette inoltre al governo di bloccare e presidiare aree critiche, come porti, aeroporti e valichi doganali. Fine anche della libertà di raccogliere fondi: tutte le piattaforme per la raccolta fondi dovranno infatti registrarsi presso il Fintrac, l’agenzia del Ministero delle Finanze che traccia le transazioni finanziarie. Ed è una chiara premessa per passare al sequestro di fondi. Dopo che GoFundMe aveva, di sua sponte, congelato le donazioni per il Freedom Convoy (l’organizzazione ombrello per la protesta dei camionisti), i donatori si erano rivolti al GiveSendGo, una piattaforma che ha permesso in passato di raccogliere soldi a favore di altre iniziative conservatrici e cristiane. Adesso penserà direttamente il governo canadese a sequestrare i soldi donati alla protesta contro l’obbligo vaccinale, addirittura ricorrendo ad una legge anti-terrorismo, la Legge contro il Finanziamento del Terrorismo e del Crimine. Le istituzioni finanziarie canadesi, le banche dunque, potranno sospendere i servizi per chi ha donato.<br /><br />IN EUROPA LA PROTESTA E' BLOCCATA PREVENTIVAMENTE<br />Se in Canada si passa alle maniere forti dopo tre settimane di protesta (e dopo i primi importanti risultati ottenuti dal Freedom Convoy), in Europa è invece scattata la repressione preventiva. Ieri era il giorno del Freedom Convoy Europe, dunque una serie di carovane di camion dirette verso Bruxelles da tutti i Paesi membri dell’Ue. Ma la polizia belga ha bloccato tutti gli accessi e le poche decine di mezzi che sono passate attraverso i filtri delle forze dell’ordine, soprattutto camper e piccoli camion, hanno avuto al massimo il permesso di accamparsi nel parcheggio dell’altopiano dell’Heysel, fuori dalla città. Doveva essere anche il giorno del Freedom Convoy in Italia, ma a Roma. Secondo tutti i media italiani è stato un flop, con poche centinaia di presenze nella capitale.<br />In Francia, sabato scorso, la protesta è stata più massiccia, perché ha ereditato, almeno in parte, la mobilitazione del movimento dei Gilet Gialli del 2018. Ad essere colpite dalle misure anti-Covid sono infatti le stesse categorie penalizzate dalla tassa ecologica sul carburante, quella che aveva fatto scoppiare la protesta precedente. Ma i sei convogli che dovevano convergere su Parigi dai sei angoli della Francia, sono stati preventivamente fermati da un imponente schieramento di polizia. Due giorni prima, la prefettura della capitale, ha vietato ogni manifestazione. Ad accogliere i circa 4000 manifestanti c’erano 7800 agenti della Gendarmeria, con blindati ed equipaggiamento anti-sommossa. Le forze dell’ordine avevano il preciso ordine di impedire sul nascere ogni blocco della circolazione attorno alla capitale. Ma, paradossalmente, i posti di blocco e lo schieramento di uomini e mezzi, ha creato giganteschi ingorghi. E i mezzi blindati, schierati per impedire danneggiamenti all’arredo urbano e alle proprietà, qualche danno lo hanno fatto anche loro.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/48746941</guid><pubDate>Tue, 15 Feb 2022 23:53:49 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/48746941/in_canada_50_000_camion_guidano_la_rivolta_mondiale_contro_le_restrizioni_covid.mp3" length="9211939" type="audio/mpeg"/><itunes:author>BastaBugie</itunes:author><itunes:subtitle>VIDEO: Canadian truckers heroes | Freedom Convoy 2022 ➜ https://www.youtube.com/watch?v=QOCXozUuefM&#13;
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TESTO DELL'ARTICOLO ➜ www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6902&#13;
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IN CANADA 50.000 CAMION GUIDANO LA RIVOLTA MONDIALE CONTRO LE RESTRIZIONI COVID...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[VIDEO: Canadian truckers heroes | Freedom Convoy 2022 ➜ <a href="https://www.youtube.com/watch?v=QOCXozUuefM" rel="noopener">https://www.youtube.com/watch?v=QOCXozUuefM</a><br /><br />TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6902" rel="noopener">www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6902</a><br /><br />IN CANADA 50.000 CAMION GUIDANO LA RIVOLTA MONDIALE CONTRO LE RESTRIZIONI COVID<br />La gente comune supporta i camionisti supportando con viveri e carburanti chi sta combattendo anche per loro: sono stati raccolti 10 milioni di dollari, ma il governo li blocca e schiera l'esercito (VIDEO: Freedom Convoy)<br />di Stefano Magni<br />Canada, giunti alla terza settimana di protesta dei camionisti contro l’obbligo vaccinale, il premier Justin Trudeau ha deciso di passare alle maniere forti. La polizia ha sgomberato sabato il ponte Ambassador, presidiato dai manifestanti con i loro mezzi pesanti. si trattava di un ponte strategico, che collega il centro industriale di Detroit (nel Michigan, Usa) con l’Ontario. Ma è di ieri sera l’annuncio dello stato d’emergenza nazionale, che permetterà al governo di sospendere i diritti civili per ripristinare l’ordine. La legge, che dovrà essere approvata dal parlamento entro una settimana, permetterà di vietare manifestazioni pubbliche e di ridurre la libertà di movimento, impedendo l’accesso o l’uscita per e da determinate aree. La misura estrema, la prima in mezzo secolo nel Paese, è stata adottata proprio quando il fronte di Trudeau, a favore dell’obbligo vaccinale, iniziava vistosamente ad incrinarsi. In Europa, soprattutto in Francia, la protesta è arrivata, ad imitazione dei camionisti del Canada, ma non ha avuto altrettanto successo: a causa, soprattutto, di una forte repressione preventiva.<br />Partendo dal Canada: le autorità di Ottawa, dove si concentra il grosso della manifestazione, avevano tentato di scoraggiare e scacciare in tutti i modi i camionisti. Hanno, ad esempio, annunciato multe e persino arresti, per chi avesse portato benzina e generi di conforto ai camionisti manifestanti. E subito cortei spontanei di cittadini, di tutte le età, hanno incominciato a sfilare, con le taniche in mano, a sostegno degli "insorti”. Nella settimana precedente, erano stati inviati dei trattori per trainare i camion, ma i trattori stessi si sono uniti alla protesta. Episodi di solidarietà di questo genere hanno fatto vacillare, anche politicamente, il fronte pro-obbligo di vaccino. Soprattutto a livello locale, province quali l’Alberta, il Quebec e poi il Saskatchewan avevano avviato delle road map per uscire dal regime di restrizioni pandemiche, riaprendo uffici, luoghi pubblici e smettendo di chiedere il pass in molte attività al chiuso. La decisione più forte è stata presa ieri dall’Ontario, la provincia in cui si trova la capitale Ottawa e la città industriale di Toronto. La regione più importante, insomma, ha abolito il pass vaccinale.<br /><br />LA DEBOLEZZA DEL GOVERNO CANADESE<br />La reazione durissima di Trudeau potrebbe essere dunque motivata da questa netta sensazione di non aver più un terreno politico sotto i piedi. Anche nel suo stesso partito, il Liberal Party, non sono più così compatti dietro il governo. Fa comunque riflettere che proprio il partito che ha introdotto la Carta dei Diritti e delle Libertà del Canada, nel 1982 (ai tempi in cui il padre di Trudeau, Pierre, era premier) ora sospenda i diritti civili, per reprimere una protesta che chiede il pieno rispetto di quella Carta. Una delle tante ironie della storia. La legge che Trudeau intende applicare conferisce poteri maggiori alla polizia contro pubbliche assemblee, se queste vengono considerate "attività pericolose e illegali”. Permette inoltre al governo di bloccare e presidiare aree critiche, come porti, aeroporti e valichi doganali. Fine anche della libertà di raccogliere fondi: tutte le piattaforme per la raccolta fondi dovranno infatti registrarsi presso il Fintrac, l’agenzia...]]></itunes:summary><itunes:duration>576</itunes:duration><itunes:keywords>canada,freedomconvoy,gendarmerie,liberalparty,trudeau</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/894f3eacf56be0ae8975c87f8858dfd8.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>La shoah non iniziò con le camere a gas</title><link>https://www.spreaker.com/episode/la-shoah-non-inizio-con-le-camere-a-gas--48546930</link><description><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6892" rel="noopener">www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6892</a><br /><br />LA SHOAH NON INIZIO' CON LE CAMERE A GAS di Stefano Magni<br />Il Giorno della Memoria, anche quest'anno, non manca di suscitare polemiche. C'è chi usa la memoria della Shoah per mostrare come anche ai giorni nostri vi siano categorie perseguitate e come il rischio dello sterminio fisico totale sia sempre dietro l'angolo. Dall'altra parte, le comunità ebraiche, che la Shoah l'hanno vissuta realmente, si oppongono a quel che vedono come una strumentalizzazione politica di un genocidio unico nella storia. In mezzo, ci sono mille e più paragoni impropri che pure vengono accettati pacificamente dal mondo della politica e della cultura. Per evitare strumentalizzazioni e paragoni forzati, è bene ricordare che cosa realmente precedette la "Soluzione Finale". Perché allo sterminio ci si arrivò per gradi e pochi se ne resero conto.<br />Primo Levi, in un brano divenuto celeberrimo, ci ricorda che «Non iniziò con le camere a gas. Non iniziò con i forni crematori. Non iniziò con i campi di concentramento e di sterminio. Non iniziò con i 6 milioni di ebrei che persero la vita. E non iniziò nemmeno con gli altri 10 milioni di persone morte, tra polacchi, ucraini, bielorussi, russi, jugoslavi, rom, disabili, dissidenti politici, prigionieri di guerra, testimoni di Geova e omosessuali». Levi spiega, in sintesi, veramente tutto l'essenziale: «Iniziò con i politici che dividevano le persone tra "noi" e "loro". Iniziò con i discorsi di odio e di intolleranza, nelle piazze e attraverso i mezzi di comunicazione. Iniziò con promesse e propaganda, volte solo all'aumento del consenso. Iniziò con le leggi che distinguevano le persone in base alla "razza" e al colore della pelle. Iniziò con i bambini espulsi da scuola, perché figli di persone di un'altra religione. Iniziò con le persone private dei loro beni, dei loro affetti, delle loro case, della loro dignità. Iniziò con la schedatura degli intellettuali. Iniziò con la ghettizzazione e con la deportazione». Ma soprattutto, sottolinea lo scrittore sopravvissuto: «Iniziò quando la gente smise di preoccuparsene, quando la gente divenne insensibile, obbediente e cieca, con la convinzione che tutto questo fosse "normale"».<br />Questo pezzo celeberrimo di letteratura dà l'idea di quanto subdolo sia stato il processo che portò, in meno di un decennio, dalle prime leggi razziali locali fino alla macchina dello sterminio "industriale". «Iniziò con i discorsi di odio e di intolleranza, nelle piazze e attraverso i mezzi di comunicazione»: i nazisti non fecero mai mistero del loro antisemitismo. Anzi, ottennero il voto di un terzo dei tedeschi, nelle elezioni del 1932 e 1933, promettendo di separare gli ebrei dagli "ariani" e di privarli di tutti i diritti. La tesi della "pugnalata alla schiena" era diffusa sin dal 1918: non accettando la sconfitta improvvisa e per molti ancora inspiegabile della Grande Guerra, si diffuse, soprattutto fra gli ufficiali, la tesi che l'esercito fosse rimasto vittima di una grande congiura di imboscati, profittatori, industriali e spie, tutti ebrei. Rudolph Hess, prima ancora di Hitler, tornato folle e collerico dal fronte mediorientale, fu uno dei primi a cadere vittima della fascinazione di questa tesi e ne divenne uno dei maggiori diffusori. Hitler, anch'egli reduce, deluso e ferito al fronte occidentale ne rimase subito conquistato. Perché gli ebrei, che avevano perso circa 12mila uomini in guerra (su 100mila arruolati), nei ranghi dell'esercito tedesco, vennero accusati della sconfitta? Perché, secondo il nazionalismo, dal romanticismo in avanti, la nazione si fonda sul sangue e la terra. Dunque gli ebrei erano "corpo estraneo", perché non avevano lo stesso sangue dei tedeschi e "cosmopoliti", perché le loro famiglie non risiedevano solo in terra tedesca. La Rivoluzione Russa, oltre alla sconfitta tedesca, venne considerata come una macchinazione ebraica. Un bel paradosso, considerando che furono i tedeschi ad innescarla, trasportando Lenin in Russia e finanziando la sua attività sovversiva. Ma gli intellettuali tedeschi di allora, e non solo loro, videro nel comunismo, in Karl Marx, una emanazione diretta del giudaismo. Dal 1918 in poi, tutti gli orrori della Russia bolscevica vennero imputati agli ebrei.<br />«Iniziò con le leggi che distinguevano le persone in base alla "razza" e al colore della pelle»: il nazismo era dichiaratamente razzista. Non era l'unico, nel mondo della scienza e della politica di allora, che prendeva molto sul serio il darwinismo sociale, dunque una teoria dell'evoluzione in cui si considerava normale che gli uomini fossero divisi in "razze" e che la razza superiore potesse e dovesse prevalere su quelle inferiori, come nella selezione naturale delle specie animali. Il nazionalsocialismo fu comunque l'unica ideologia che portò questa idea alle sue estreme conseguenze. Il nazismo identificava nella "razza ebraica" una stirpe inferiore che, prevalendo da usurpatrice nel mondo della cultura, della scienza e della morale, impediva alla razza ariana superiore di prevalere e ottenere il suo giusto primato. Essendo razzista, la dottrina nazista non distingueva fra ebrei amici o nemici: identificava la razza nel suo insieme come nemica.<br />Gli ebrei avevano subito millenni di persecuzioni in passato, ma, per la prima volta venivano identificati come "razza", non più come comunità religiosa. Quindi anche l'ebreo non praticante, quello convertito al cristianesimo, o anche l'ebreo convinto nazionalista tedesco e l'eroe di guerra, o quello appena nato o troppo piccolo per saper leggere, scrivere e parlare erano tutti indistintamente perseguibili in quanto membri di una "razza". Le Leggi di Norimberga del 1935 identificavano l'ebreo come l'individuo con almeno tre nonni ebrei. I legislatori tedeschi misero dunque mano agli alberi genealogici e tracciarono un confine invalicabile fra ebrei e ariani, oltre ad una zona grigia di "misti", cioè coloro che avevano uno o due nonni ebrei. Si veniva discriminati (poi uccisi) per quel che si era e non per quel che si pensava o faceva. L'Urss aveva fornito, almeno in parte, un modello simile, discriminando o uccidendo, sin dal 1918, gli appartenenti ad una "classe" sociale, identificata e giudicata dal Partito come nemica del popolo. Ma dalla accusa classista era ancora possibile una via di salvezza, aderendo al Partito e collaborando con esso (magari anche contro i propri stessi parenti). Dall'accusa razzista, non c'era salvezza alcuna.<br />«Iniziò quando la gente smise di preoccuparsene, quando la gente divenne insensibile, obbediente e cieca». La normalizzazione della persecuzione fu data dalla sua graduale legalizzazione. I nazisti non si mossero come un partito rivoluzionario che viola la legge dello Stato, al contrario usarono lo Stato per emettere una nuova legge positiva che permettesse di mettere in pratica la loro ideologia. Per un tedesco di allora, discriminare o cacciare un ebreo, era un dovere. Per una cultura abituata a pensare allo Stato come all'unica fonte del diritto e di conseguenza anche della morale, obbedire era la maggior virtù. La prima legge fu un banale ordinamento locale: la città di Berlino, il 31 marzo 1933, sospese i medici ebrei da tutte le attività di volontariato svolte nella capitale. Una settimana dopo, una prima normativa nazionale, quella del Ripristino del Servizio Civile, ordinava il licenziamento degli ebrei da tutti gli enti pubblici. Il giorno stesso, un'altra legge nazionale vietava agli ebrei di diventare avvocati. A far chiarezza sull'attività normativa antisemita furono soprattutto le Leggi di Norimberga del 1935, che chiarirono definitivamente chi si potesse definire ebreo, quali fossero i requisiti per essere "cittadini" e cosa si dovesse fare per "proteggere l'onore e il sangue" dei tedeschi. L'attività legislativa, sulla falsariga delle Leggi di Norimberga, divenne frenetica soprattutto nel 1938 (l'anno in cui vennero adottate le leggi razziali anche in Italia).<br />All'inizio del 1939, per legge, un ebreo (o una ebrea) non era già più cittadino, ma suddito, non poteva più: essere naturalizzato tedesco, avere rapporti sessuali con ariani, sposare ariani, esercitare la professione del consulente fiscale, esercitare la professione del veterinario, cambiare il suo nome, commerciare armi, cambiare il nome alla sua azienda, recarsi alle terme, possedere un'azienda, possedere più di 5mila marchi, trasferire liberamente beni a non ebrei, frequentare una scuola pubblica, uscire liberamente dai confini nazionali, possedere piccioni viaggiatori, far valere contratti stipulati con lo Stato, esercitare la professione di ostetrico, possedere oro, argento, diamanti e altri oggetti preziosi, comprare un biglietto alla lotteria. Queste sono le leggi principali, in ordine cronologico, che dal 1935 al 1939 limitarono sempre di più le attività consentite agli ebrei. Fu un assedio, sempre più stretto, effettuato a colpi di leggi e decreti, locali e nazionali. Agli ebrei venne imposto di identificarsi in pubblico, aggiungendo la J (di Jude) al passaporto e aggiungendo il nome Israel (per i maschi) e Sara (per le femmine) al proprio nome.<br />Quando scoppiò la guerra il terreno (politico e giuridico) era già pronto per lo sterminio, anche se la "soluzione finale" venne proclamata solo nel 1942.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/48546930</guid><pubDate>Tue, 01 Feb 2022 23:15:37 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/48546930/la_shoah_non_inizi_con_le_camere_a_gas.mp3" length="15793189" type="audio/mpeg"/><itunes:author>BastaBugie</itunes:author><itunes:subtitle>TESTO DELL'ARTICOLO ➜ www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6892&#13;
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LA SHOAH NON INIZIO' CON LE CAMERE A GAS di Stefano Magni&#13;
Il Giorno della Memoria, anche quest'anno, non manca di suscitare polemiche. C'è chi usa la memoria della Shoah per mostrare...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6892" rel="noopener">www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6892</a><br /><br />LA SHOAH NON INIZIO' CON LE CAMERE A GAS di Stefano Magni<br />Il Giorno della Memoria, anche quest'anno, non manca di suscitare polemiche. C'è chi usa la memoria della Shoah per mostrare come anche ai giorni nostri vi siano categorie perseguitate e come il rischio dello sterminio fisico totale sia sempre dietro l'angolo. Dall'altra parte, le comunità ebraiche, che la Shoah l'hanno vissuta realmente, si oppongono a quel che vedono come una strumentalizzazione politica di un genocidio unico nella storia. In mezzo, ci sono mille e più paragoni impropri che pure vengono accettati pacificamente dal mondo della politica e della cultura. Per evitare strumentalizzazioni e paragoni forzati, è bene ricordare che cosa realmente precedette la "Soluzione Finale". Perché allo sterminio ci si arrivò per gradi e pochi se ne resero conto.<br />Primo Levi, in un brano divenuto celeberrimo, ci ricorda che «Non iniziò con le camere a gas. Non iniziò con i forni crematori. Non iniziò con i campi di concentramento e di sterminio. Non iniziò con i 6 milioni di ebrei che persero la vita. E non iniziò nemmeno con gli altri 10 milioni di persone morte, tra polacchi, ucraini, bielorussi, russi, jugoslavi, rom, disabili, dissidenti politici, prigionieri di guerra, testimoni di Geova e omosessuali». Levi spiega, in sintesi, veramente tutto l'essenziale: «Iniziò con i politici che dividevano le persone tra "noi" e "loro". Iniziò con i discorsi di odio e di intolleranza, nelle piazze e attraverso i mezzi di comunicazione. Iniziò con promesse e propaganda, volte solo all'aumento del consenso. Iniziò con le leggi che distinguevano le persone in base alla "razza" e al colore della pelle. Iniziò con i bambini espulsi da scuola, perché figli di persone di un'altra religione. Iniziò con le persone private dei loro beni, dei loro affetti, delle loro case, della loro dignità. Iniziò con la schedatura degli intellettuali. Iniziò con la ghettizzazione e con la deportazione». Ma soprattutto, sottolinea lo scrittore sopravvissuto: «Iniziò quando la gente smise di preoccuparsene, quando la gente divenne insensibile, obbediente e cieca, con la convinzione che tutto questo fosse "normale"».<br />Questo pezzo celeberrimo di letteratura dà l'idea di quanto subdolo sia stato il processo che portò, in meno di un decennio, dalle prime leggi razziali locali fino alla macchina dello sterminio "industriale". «Iniziò con i discorsi di odio e di intolleranza, nelle piazze e attraverso i mezzi di comunicazione»: i nazisti non fecero mai mistero del loro antisemitismo. Anzi, ottennero il voto di un terzo dei tedeschi, nelle elezioni del 1932 e 1933, promettendo di separare gli ebrei dagli "ariani" e di privarli di tutti i diritti. La tesi della "pugnalata alla schiena" era diffusa sin dal 1918: non accettando la sconfitta improvvisa e per molti ancora inspiegabile della Grande Guerra, si diffuse, soprattutto fra gli ufficiali, la tesi che l'esercito fosse rimasto vittima di una grande congiura di imboscati, profittatori, industriali e spie, tutti ebrei. Rudolph Hess, prima ancora di Hitler, tornato folle e collerico dal fronte mediorientale, fu uno dei primi a cadere vittima della fascinazione di questa tesi e ne divenne uno dei maggiori diffusori. Hitler, anch'egli reduce, deluso e ferito al fronte occidentale ne rimase subito conquistato. Perché gli ebrei, che avevano perso circa 12mila uomini in guerra (su 100mila arruolati), nei ranghi dell'esercito tedesco, vennero accusati della sconfitta? Perché, secondo il nazionalismo, dal romanticismo in avanti, la nazione si fonda sul sangue e la terra. Dunque gli ebrei erano "corpo estraneo", perché non avevano lo stesso sangue dei tedeschi e "cosmopoliti", perché le loro famiglie non risiedevano solo in terra tedesca. 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Né Wechat, né Beijing Tong, né Alipay riportavano traccia del risultato dei tamponi effettuati o dell'avvenuta vaccinazione. Risultato? Impossibile andare al lavoro, prendere i mezzi pubblici, entrare in un negozio o in un bar. Le autorità hanno parlato di un guasto tecnico dovuto al sovraccarico di utilizzo, ma secondo molti residenti si è trattato di un trucco per costringere milioni di persone a sottoporsi a un nuovo tampone.<br />Il 4 febbraio nella capitale cinese cominciano le Olimpiadi invernali e il governo sta facendo di tutto per mantenere la promessa di organizzare dei Giochi "Covid free". Dal 15 gennaio, sono stati individuati a Pechino 71 contagi e per quanto possano sembrare ininfluenti in una città di 22 milioni di persone, sono un'enormità se rapportati alla strategia "zero Covid" del governo.<br />L'incidente di stamattina ha in realtà rivelato quanto il Covid abbia fornito il pretesto al regime comunista per assumere un controllo ancora più capillare sulla popolazione. Nelle mani di un governo come quello cinese, infatti, il green pass è uno strumento letale. E a Pechino il Partito comunista ha deciso di sperimentarne tutte le potenzialità.<br />Da tempo infatti le autorità hanno stabilito che chiunque acquisti in farmacia medicine per tosse, raffreddore, febbre, mal di gola e mal di testa debba essere schedato. Nessuna di queste viene più venduta senza prescrizione del medico curante, necessaria ormai anche per le semplici vitamine. In alcune città, è sufficiente entrare in farmacia per essere tracciato. Gli acquisti e gli ingressi vengono poi associati al green pass dei cittadini attraverso un'app.<br />A che cosa serve questo sistema di controllo? Lo si è compreso martedì, quando tutti coloro che sono entrati in farmacia nelle precedenti due settimane hanno ricevuto un messaggio sul telefono che imponeva di effettuare «entro 72 ore» un tampone. Chi si fosse rifiutato, avrebbe subito il blocco del green pass «che potrebbe impedirvi di uscire e di vivere normalmente», si poteva leggere nel messaggio.<br />Il governo di Pechino ha anche messo in lockdown senza alcun preavviso e senza fornire alcuna spiegazione sanitaria intere unità residenziali, specialmente quelle vicine al Villaggio olimpico, obbligando i residenti a restare in casa per giorni e a effettuare numerosi tamponi in quelli successivi. «Se vogliono testare tutti coloro che vivono vicini al Villaggio olimpico prima dei Giochi, posso capire, non mi preoccupa ma vorrei più trasparenza», dichiara un anziano ritrovatosi da un momento all'altro in lockdown all'Associated Press. «Però la nostra comunità è stata chiusa e non ci hanno detto nulla».<br />Attualmente sei quartieri a Pechino sono in lockdown e ai due milioni di residenti del distretto di Fengtai è stato imposto di sottoporsi a un'altra serie di tamponi di massa. Basterà a far sparire il Covid da Pechino entro febbraio? Difficile, nel frattempo la misura è utilissima per tenere sott'occhio la popolazione in Cina.<br /><br />Nota di BastaBugie: l'autore del precedente articolo, Leone Grotti, nell'articolo seguente dal titolo "Le vittime di covid in Cina non sono 4.636 ma 1,7 milioni" spiega perché il conteggio dei morti per Covid dichiarato ufficialmente dalla Cina è impossibile dal punto di vista medico, statistico, biologico, politico ed economico.<br />Ecco l'articolo completo pubblicato su Tempi il 18 gennaio 2022:<br />Ufficialmente in Cina il Covid ha fatto 4.636 vittime, ma secondo George Calhoun, direttore del programma di Finanza quantitativa presso l'Istituto di tecnologia Stevens, questa cifra è «sottostimata del 17 mila per cento». Il dato reale, o comunque più realistico delle vittime, sarebbe circa 1,7 milioni.<br />Secondo l'esperto i numeri offerti da Pechino sono «impossibili da un punto di vista medico e statistico». Non solo perché negli ultimi due anni circa, dall'aprile 2020, sarebbero morte appena due persone. Ma anche perché nel 2020, quando i vaccini non erano ancora disponibili, la Cina avrebbe riportato più di 22 mila casi e neanche un decesso.<br />Se il tasso di mortalità del Covid negli Stati Uniti, per fare un paragone, è di 248 morti per 100 mila abitanti, in Cina è di 0,321, circa 800 volte inferiore. Il Partito comunista attribuisce l'enorme differenza alla sua strategia "zero Covid", che avrebbe messo al sicuro la popolazione dalla recrudescenza del virus. Ma secondo Calhoun, i nuovi approcci statistici per scoprire il reale ammontare di vittime da Covid in tutto il mondo dicono altro.<br />I MORTI SONO IL 17 MILA PER CENTO IN PIÙ<br />L'Economist, al pari della Johns Hopkins University degli Stati Uniti e del New York Times, ha infatti sviluppato un modello matematico per calcolare le vittime in eccesso negli ultimi anni rispetto alla media attesa, attribuendo questo «surplus di morti» a casi Covid mai riportati.<br />Questo metodo non può ovviamente offrire certezze sul reale numero di vittime dovute alla pandemia, ma sicuramente può aiutare ad avere un quadro più realistico, per quanto basato su una stima. Applicando il modello agli Stati Uniti, secondo l'Economist, ne deriva che le vittime sono state sottostimate del 30% circa. Ma se lo stesso modello viene utilizzato con i dati cinesi, ne deriva un errore del 17 mila per cento. A essere cadute vittime del Covid in Cina non sarebbero dunque 4.636 persone, ma «un numero che si avvicina a 1,7 milioni». In Cina, dunque, «sarebbero morte all'incirca il doppio delle persone rispetto agli Stati Uniti».<br />Secondo l'autore, nel caso della Cina l'errore non è casuale o fisiologico, come per altri paesi, ma «chiaramente intenzionale. I dati sono stati manipolati dalle autorità». La tendenza della Cina a falsificare i dati è nota soprattutto in economia, per quanto riguarda la crescita annuale del Pil. Ma anche i precedenti studi effettuati su Wuhan, l'epicentro della pandemia, portano a pensare che qualcosa non quadra.<br />Nel febbraio 2021 il British Medical Journal ha analizzato le statistiche sulla mortalità a Wuhan, evidenziando la presenza di 5.954 morti in più in città rispetto allo stesso periodo del 2019, derivanti da «un numero di decessi da polmonite otto volte più alto della media». Essendo la cifra ufficiale delle vittime a Wuhan pari a 3869, si tratta di una differenza del 54%. Ma secondo l'Economist, solo tra gennaio e marzo del 2020 le morti in eccesso sarebbero state 13.400, più del triplo della stima ufficiale per un tasso di mortalità (solo a Wuhan) di 121 decessi per 100 mila abitanti.<br />PERCHÉ NON CI SONO PIÙ VITTIME DA APRILE 2020?<br />I dati ufficiali della Cina vorrebbero anche far credere che dallo scoppio della pandemia, al di fuori di Wuhan e della provincia dell'Hubei, il tasso di mortalità è di 124 mila volte inferiore a quello degli Stati Uniti. «Come si può credere inoltre che le vittime si siano fermate improvvisamente l'1 aprile?». Come può il virus essere stato confinato a Wuhan se, come dichiarato dalle stesse autorità cinesi, milioni di persone prima del lockdown se ne sono andate dalla città per raggiungere ogni angolo della Cina? Ecco perché la mortalità cinese dal punto di vista «medico, statistico, biologico, politico ed economico è impossibile».<br />L'argomentazione di Calhoun, basata sul modello matematico sviluppato dall'Economist, è interessante e verosimile, anche se il numero esatto di vittime resta e resterà sempre un mistero. Soprattutto perché la Cina non ha mai smesso di fornire informazioni fuorvianti sulla pandemia.<br />Dopo aver accusato l'Italia e gli Stati Uniti di aver dato origine alla pandemia - nonostante la presenza a Wuhan di un mercato dove si faceva commercio di animali potenzialmente pericolosi e di un laboratorio dove venivano condotti esperimenti su pipistrelli e coronavirus - le autorità hanno imposto severissimi lockdown a milioni di persone (20 attualmente) a fronte di una manciata di casi.<br />Un atteggiamento tanto inspiegabile quanto improbabile è la spiegazione ufficiale del primo caso di variante Omicron individuato a Pechino. Il contagio non sarebbe stato portato dalla vicina Tianjin (dove decine di migliaia di persone sono attualmente in lockdown per il diffondersi di Omicron), città collegata per direttissima a Pechino via treno superveloce, tanto che milioni di cinesi ogni giorno fanno i pendolari per lavorare nella capitale.<br />No, la pericolosa e contagiosissima variante sarebbe arrivata dal Canada via posta. La persona contagiata, l'unica nella città di 22 milioni di abitanti, avrebbe ricevuto una lettera il 7 gennaio dal Canada ed è sulla busta che si sarebbe annidato il Covid, riscontrato il 14 gennaio. Possibile? Per le autorità sanitarie cinesi è l'unica spiegazione, per il Canada è una assurdità visto che secondo diversi studi il virus non resiste a lungo sulle superfici.<br />Menzogne, mezze verità, assurdità. Il romanzo del Covid in Cina è costellato di capitoli che non tornano, a partire ovviamente dal primo. Se il conteggio delle vittime effettuato da Calhoun fosse realistico, si comprenderebbe almeno perché il regime è così spaventato da pochi casi (che, evidentemente, pochi non sono) tanto da imporre durissimi lockdown come quello di Xi'an, definito «disumano» da un membro stesso del Partito comunista. Si tratterebbe in ogni caso del fallimento della strategia "zero Covid". Tema ipersensibile nel Dragone, visto che il 4 febbraio nella capitale iniziano le Olimpiadi invernali. Le quali, a detta del regime, sarebbero state Covid free. Ma chi può più fidarsi dei comunicati di Pechino?]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/48544522</guid><pubDate>Tue, 01 Feb 2022 23:15:27 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/48544522/il_green_pass_un_arma_letale_del_regime_comunista_cinese.mp3" length="12130891" type="audio/mpeg"/><itunes:author>BastaBugie</itunes:author><itunes:subtitle>TESTO DELL'ARTICOLO ➜ www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6890&#13;
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IL GREEN PASS E' UN'ARMA LETALE DEL REGIME COMUNISTA CINESE di Leone Grotti&#13;
Ieri mattina milioni di cinesi a Pechino si sono svegliati e sono stati assaliti dal panico scoprendo che...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6890" rel="noopener">www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6890</a><br /><br />IL GREEN PASS E' UN'ARMA LETALE DEL REGIME COMUNISTA CINESE di Leone Grotti<br />Ieri mattina milioni di cinesi a Pechino si sono svegliati e sono stati assaliti dal panico scoprendo che il loro green pass era bloccato. Né Wechat, né Beijing Tong, né Alipay riportavano traccia del risultato dei tamponi effettuati o dell'avvenuta vaccinazione. Risultato? Impossibile andare al lavoro, prendere i mezzi pubblici, entrare in un negozio o in un bar. Le autorità hanno parlato di un guasto tecnico dovuto al sovraccarico di utilizzo, ma secondo molti residenti si è trattato di un trucco per costringere milioni di persone a sottoporsi a un nuovo tampone.<br />Il 4 febbraio nella capitale cinese cominciano le Olimpiadi invernali e il governo sta facendo di tutto per mantenere la promessa di organizzare dei Giochi "Covid free". Dal 15 gennaio, sono stati individuati a Pechino 71 contagi e per quanto possano sembrare ininfluenti in una città di 22 milioni di persone, sono un'enormità se rapportati alla strategia "zero Covid" del governo.<br />L'incidente di stamattina ha in realtà rivelato quanto il Covid abbia fornito il pretesto al regime comunista per assumere un controllo ancora più capillare sulla popolazione. Nelle mani di un governo come quello cinese, infatti, il green pass è uno strumento letale. E a Pechino il Partito comunista ha deciso di sperimentarne tutte le potenzialità.<br />Da tempo infatti le autorità hanno stabilito che chiunque acquisti in farmacia medicine per tosse, raffreddore, febbre, mal di gola e mal di testa debba essere schedato. Nessuna di queste viene più venduta senza prescrizione del medico curante, necessaria ormai anche per le semplici vitamine. In alcune città, è sufficiente entrare in farmacia per essere tracciato. Gli acquisti e gli ingressi vengono poi associati al green pass dei cittadini attraverso un'app.<br />A che cosa serve questo sistema di controllo? Lo si è compreso martedì, quando tutti coloro che sono entrati in farmacia nelle precedenti due settimane hanno ricevuto un messaggio sul telefono che imponeva di effettuare «entro 72 ore» un tampone. Chi si fosse rifiutato, avrebbe subito il blocco del green pass «che potrebbe impedirvi di uscire e di vivere normalmente», si poteva leggere nel messaggio.<br />Il governo di Pechino ha anche messo in lockdown senza alcun preavviso e senza fornire alcuna spiegazione sanitaria intere unità residenziali, specialmente quelle vicine al Villaggio olimpico, obbligando i residenti a restare in casa per giorni e a effettuare numerosi tamponi in quelli successivi. «Se vogliono testare tutti coloro che vivono vicini al Villaggio olimpico prima dei Giochi, posso capire, non mi preoccupa ma vorrei più trasparenza», dichiara un anziano ritrovatosi da un momento all'altro in lockdown all'Associated Press. «Però la nostra comunità è stata chiusa e non ci hanno detto nulla».<br />Attualmente sei quartieri a Pechino sono in lockdown e ai due milioni di residenti del distretto di Fengtai è stato imposto di sottoporsi a un'altra serie di tamponi di massa. Basterà a far sparire il Covid da Pechino entro febbraio? Difficile, nel frattempo la misura è utilissima per tenere sott'occhio la popolazione in Cina.<br /><br />Nota di BastaBugie: l'autore del precedente articolo, Leone Grotti, nell'articolo seguente dal titolo "Le vittime di covid in Cina non sono 4.636 ma 1,7 milioni" spiega perché il conteggio dei morti per Covid dichiarato ufficialmente dalla Cina è impossibile dal punto di vista medico, statistico, biologico, politico ed economico.<br />Ecco l'articolo completo pubblicato su Tempi il 18 gennaio 2022:<br />Ufficialmente in Cina il Covid ha fatto 4.636 vittime, ma secondo George Calhoun, direttore del programma di Finanza quantitativa presso l'Istituto di tecnologia Stevens, questa cifra è «sottostimata...]]></itunes:summary><itunes:duration>759</itunes:duration><itunes:keywords>alipay,greenpass,omicron,sottostimata,villaggioolimpico,zerocovid</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/1e5ca53df957fc41b53f7599cef00a75.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Covid: curarsi presto e bene è il segreto della guarigione</title><link>https://www.spreaker.com/episode/covid-curarsi-presto-e-bene-e-il-segreto-della-guarigione--48443200</link><description><![CDATA[VIDEO: Proteggiamo i bambini ➜ <a href="http://soprattuttoliberi.com/wp-content/uploads/2022/01/Video_censurato_quotProteggiamo_i_bambiniquot_vgylin.mp4" rel="noopener">http://soprattuttoliberi.com/wp-content/uploads/2022/01/Video_censurato_quotProteggiamo_i_bambiniquot_vgylin.mp4</a><br /><br />TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6886" rel="noopener">www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6886</a><br /><br />NON TI VACCINI, TI AMMALI... TI CURI E GUARISCI di Paolo Gulisano<br />Andrea Zambrano ha contratto il Covid, ed è guarito. È andato ad aggiungersi a quei milioni di italiani che si sono ammalati e che sono guariti. Ma come, dirà qualcuno? Il Presidente del Consiglio negli scorsi mesi aveva perentoriamente affermato che se si prende il Covid si finisce in terapia intensiva e si muore. Una narrazione a cui purtroppo tantissime persone hanno dato credito, consegnando la propria vita alla paura, nella incerta speranza che dosi ripetute di vaccino possano evitare loro almeno il destino funesto.<br />Il giornalista reggiano si è permesso di contraddire Draghi nei fatti guarendo perfettamente. Come tante altre persone. Grazie alle cure fatte, come egli stesso ci racconta.<br />Dalla sua testimonianza, è tuttavia importante rimarcare un aspetto, a beneficio, direi quasi a servizio, di tutti coloro che potrebbero essere chiamati ad affrontare questa malattia.<br />Andrea è guarito perché ha seguito con assoluta fiducia e costanza le terapie che gli sono state date. C'è da dire che ha avuto modo di incontrare chi ha valutato le sue condizioni cliniche, che ha tenuto di vari fattori anamnestici, e gli ha assegnato di conseguenza un preciso schema terapeutico.<br />Non tutti i malati hanno questa possibilità: vivono - come mi è capitato spessissimo di sentire raccontare - una condizione di abbandono terapeutico: medici di base irreperibili, in ferie senza essere sostituiti, oppure fermi in modo inossidabile al famigerato protocollo ministeriale: paracetamolo ad oltranza. Magari con la concessione di un saturimetro, strumento che spesso è fonte di ansia e di ulteriori paure, quando non esista una figura medica che aiuti il paziente a valutarne il dato. Così molte persone sono costrette ad un fai da te sanitario, attingendo magari ad internet, o a un "sentito dire" tra conoscenti, che non di rado porta ad errori terapeutici.<br />Personalmente ho osservato alcuni di questi errori, a cui fa cenno lo stesso Zambrano. Il primo riguarda la durata della terapia. Il paziente comincia ad assumere i farmaci giusti, ne beneficia, e quindi decide autonomamente di sospenderli. "Non avevo più febbre, mi sentivo bene.." mi sono sentito dire, magari dopo che il decorso della malattia aveva avuto una recrudescenza.<br />Molti pazienti hanno anche una grande, inspiegabile fretta di finire l'assunzione dei farmaci. "Quando posso smettere? Quando comincio a scalare?" e inevitabilmente mi tocca invitare alla pazienza, e a ricordare che il Covid non è un mal di testa o una influenzina che passa dopo qualche pastiglia.<br />Vedo le persone spaventate dalla lunghezza del decorso. Probabilmente manca una corretta informazione in merito.Il paziente che dopo una settimana continua ad avere sintomi spesso si terrorizza, e comincia a pensare al peggio: al ricovero ospedaliero, alla terapia intensiva. Con il Covid bisogna avere pazienza e costanza. Non bisogna farsi prendere dal panico, non bisogna stare incollati al saturimetro, e soprattutto non bisogna sospendere assolutamente la terapia in corso. Non pochi lo fanno magari per via degli effetti collaterali. È noto che gli antinfiammatori provocano bruciore di stomaco, e in tal senso è importante assumere anche gastroprotettori, ma non può e non deve essere il motivo per smettere la cura, o diminuirla. Così come per altre sintomatologie intestinali che non sono conseguenza dei farmaci, ma dell'azione patogena del virus che provoca anche forme di coliti, attenuabili con l'assunzione di fermenti lattici. Mi capita spesso, di fronte a pazienti perplessi dalla possibilità di effetti collaterali della terapia, dire che il vero problema è la malattia, non la cura.<br />Se quindi il Covid non deve essere sottovalutato, non si deve pensare di avere vinto la partita dopo i primi segni di miglioramento, non si deve avere fretta di chiudere la questione e nemmeno di fare il tampone che segna la negatività, che può venire nella maggior parte dei casi dopo almeno 15 giorni; infine non bisogna avere paura. La paura è il più forte alleato del virus. Può anche indebolire le difese immunitarie. Per battere la paura occorre il coraggio, e se spesso il malato non riesce a trovarlo in sé, è importante che lo abbiano i suoi cari. I malati di Covid non devono essere lasciati soli, isolati. Il giusto distanziamento di chi se ne prende cura non deve tradursi in allontanamento di una presenza affettiva assolutamente importante e doverosa. Non lo si dimentichi.<br /><br />Nota di BastaBugie: nel seguente video (durata: 6 minuti) dal titolo "Proteggiamo i bambini" i medici di Ippocrate.org spiegano come mai sia una follia vaccinare i bambini contro il Covid. Da vedere e far vedere.<br />Clicca sul link sottostante per vedere il video censurato da YouTube:<br /><a href="http://soprattuttoliberi.com/wp-content/uploads/2022/01/Video_censurato_quotProteggiamo_i_bambiniquot_vgylin.mp4" rel="noopener">http://soprattuttoliberi.com/wp-content/uploads/2022/01/Video_censurato_quotProteggiamo_i_bambiniquot_vgylin.mp4</a><br /><br />ALLA FINE IL GOVERNO AMMETTE I DANNI DEL VACCINO<br />Andrea Zambrano nell'articolo seguente dal titolo "Reazioni avverse, ok a indennizzi. I drammi ignorati" parla del via libera al fondo da 150 milioni da parte del Governo per indennizzare le reazioni avverse dei vaccinati non obbligati. Vediamo alcune storie concrete di chi ha avuto danni da vaccino.<br />Ecco l'articolo completo pubblicato su La Nuova Bussola Quotidiana il 22 gennaio 2022:<br />Per le tante vittime da vaccino è uno spiraglio di luce dopo mesi passati a brancolare nel buio. Nel Decreto Sostegni il Governo ha approvato un fondo da 150 milioni per garantire un indennizzo anche a chi ha ricevuto reazioni avverse gravi e permanenti, ma non era soggetto ad obbligo vaccinale. In sostanza: chiunque abbia riportato lesioni o infermità con menomazioni permanenti dell'integrità psico-fisica a causa della vaccinazione anti-Covid potrà avviare l'iter di risarcimento che seguirà gli stessi canali dei soggetti vaccinati con obbligo. [...]<br />Il fondo stanziato non è certo enorme, ma quello che è importante è aver stabilito il principio della reazione avversa da vaccino.<br />Il problema adesso, però, sarà il riconoscere la correlazione sui tanti episodi che si stanno verificando nel silenzio di buona parte della stampa. Come la Bussola ha raccontato, seguendo da vicino i primi passi del Comitato Ascoltami, sono tantissime le tipologie di reazioni avverse che spesso non vengono nemmeno riconosciute né curate.<br />Con l'istituzione del fondo partiranno, c'è da immaginarselo, migliaia di richieste di indennizzo che andranno ad intasare il lavoro delle commissioni medico-legali delle Asl chiamate a giudicare la correlazione di un danno col vaccino. Sarà interessante capire quali e quante reazioni verranno considerate e quali e quante invece verranno non ritenute correlate o permanenti.<br />Quel che è certo è che continuano ad essere moltissime le testimonianze di persone che hanno accusato una lesione grave subito dopo il vaccino.<br />Testimonianze drammatiche di persone fino al vaccino completamente sane e che dopo l'inoculo hanno avuto la vita sconvolta e spesso sono state ad un passo dalla morte.<br />Come il caso di Rocco Stamato, della provincia di Cosenza, che deve convivere con una miocardite che lo costringerà per i prossimi sei mesi a dover stare completamente a riposo. A raccontare la sua storia è la madre Anna, che si è rivolta al Comitato Ascoltami e che alla Bussola delinea le coordinate di un vero e proprio calvario: «Mio figlio ha 17 anni ed è stato costretto a fare il vaccino per poter utilizzare l'autobus per andare a scuola e per poter lavorare in un bar - dice. Ma 8 giorni dopo il vaccino Moderna ha accusato un dolore al petto. Portato al pronto soccorso, è stato ricoverato d'urgenza ed è stato a un passo dalla morte. I dottori ci hanno detto che se avessimo tardato cinque minuti non ce l'avrebbe fatta».<br />«Rocco è stato in terapia intensiva per diversi giorni e lì ha trascorso le vacanze di Natale. I valori della troponina altissimi hanno evidenziato un'infiammazione del miocardio».<br />Ma anche durante il ricovero, per i dottori era tabù parlare di vaccino: «Quando ponevo il tema del vaccino - prosegue - si arrabbiavano. Solo alle dimissioni di Rocco, la cardiologa mi ha detto: "Signora, è quello che pensa lei. Ho già fatto la segnalazione all'Aifa"».<br />Oggi la vita di Rocco, un ragazzo alto un metro e 80 con la passione per le moto da cross e sempre attivo, è quella di un invalido: «Non può fare nessun tipo di sforzo - ci racconta la madre. La scuola gli sta attivando la Dad perché non può nemmeno salire in auto, ovviamente deve rinunciare a tutto: sport, uscite, lavoro e tutto ciò che per un ragazzo della sua età è indispensabile per una vita di relazione. Deve prendere sei Aspirinette al giorno e un farmaco per il cuore mentre nella carta di dimissioni c'è scritto: "Paziente grave non ancora guarito: sospetto vaccino Moderna"».<br />Guarirà? I genitori, anche loro fortemente provati psicologicamente, sperano di sì, ma tutto dipenderà dalle prossime risonanze magnetiche che dovranno escludere danni permanenti al cuore.<br />Di mamme e papà coraggio che affrontano con dignità e senza strepiti la vita sconvolta dei loro figli, però, ce ne sono tanti. È una storia di dolore e incertezza anche quella che arriva da Perugia dove Michele Sigali, 37 anni, ha dovuto fare i conti con 3 crisi epilettiche subito dopo il vaccino.<br />A raccontare la sua storia alla Bussola è il padre Redento: «Mio figlio ha avuto la prima crisi epilettica in agosto, una settimana dopo la prima dose. La compagna l'ha portato al pronto soccorso, aveva perso conoscenza e si è tagliato la lingua. In settembre è comparsa la seconda crisi: l'ambulanza è arrivata celermente e l'hanno portato in ospedale dove, durante il ricovero, ha avuto il terzo episodio».]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/48443200</guid><pubDate>Tue, 25 Jan 2022 22:32:48 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/48443200/covid_curarsi_presto_e_bene_il_segreto_della_guarigione.mp3" length="13673996" type="audio/mpeg"/><itunes:author>BastaBugie</itunes:author><itunes:subtitle>VIDEO: Proteggiamo i bambini ➜ http://soprattuttoliberi.com/wp-content/uploads/2022/01/Video_censurato_quotProteggiamo_i_bambiniquot_vgylin.mp4&#13;
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TESTO DELL'ARTICOLO ➜ www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6886&#13;
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NON TI VACCINI, TI AMMALI... TI CURI...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[VIDEO: Proteggiamo i bambini ➜ <a href="http://soprattuttoliberi.com/wp-content/uploads/2022/01/Video_censurato_quotProteggiamo_i_bambiniquot_vgylin.mp4" rel="noopener">http://soprattuttoliberi.com/wp-content/uploads/2022/01/Video_censurato_quotProteggiamo_i_bambiniquot_vgylin.mp4</a><br /><br />TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6886" rel="noopener">www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6886</a><br /><br />NON TI VACCINI, TI AMMALI... TI CURI E GUARISCI di Paolo Gulisano<br />Andrea Zambrano ha contratto il Covid, ed è guarito. È andato ad aggiungersi a quei milioni di italiani che si sono ammalati e che sono guariti. Ma come, dirà qualcuno? Il Presidente del Consiglio negli scorsi mesi aveva perentoriamente affermato che se si prende il Covid si finisce in terapia intensiva e si muore. Una narrazione a cui purtroppo tantissime persone hanno dato credito, consegnando la propria vita alla paura, nella incerta speranza che dosi ripetute di vaccino possano evitare loro almeno il destino funesto.<br />Il giornalista reggiano si è permesso di contraddire Draghi nei fatti guarendo perfettamente. Come tante altre persone. Grazie alle cure fatte, come egli stesso ci racconta.<br />Dalla sua testimonianza, è tuttavia importante rimarcare un aspetto, a beneficio, direi quasi a servizio, di tutti coloro che potrebbero essere chiamati ad affrontare questa malattia.<br />Andrea è guarito perché ha seguito con assoluta fiducia e costanza le terapie che gli sono state date. C'è da dire che ha avuto modo di incontrare chi ha valutato le sue condizioni cliniche, che ha tenuto di vari fattori anamnestici, e gli ha assegnato di conseguenza un preciso schema terapeutico.<br />Non tutti i malati hanno questa possibilità: vivono - come mi è capitato spessissimo di sentire raccontare - una condizione di abbandono terapeutico: medici di base irreperibili, in ferie senza essere sostituiti, oppure fermi in modo inossidabile al famigerato protocollo ministeriale: paracetamolo ad oltranza. Magari con la concessione di un saturimetro, strumento che spesso è fonte di ansia e di ulteriori paure, quando non esista una figura medica che aiuti il paziente a valutarne il dato. Così molte persone sono costrette ad un fai da te sanitario, attingendo magari ad internet, o a un "sentito dire" tra conoscenti, che non di rado porta ad errori terapeutici.<br />Personalmente ho osservato alcuni di questi errori, a cui fa cenno lo stesso Zambrano. Il primo riguarda la durata della terapia. Il paziente comincia ad assumere i farmaci giusti, ne beneficia, e quindi decide autonomamente di sospenderli. "Non avevo più febbre, mi sentivo bene.." mi sono sentito dire, magari dopo che il decorso della malattia aveva avuto una recrudescenza.<br />Molti pazienti hanno anche una grande, inspiegabile fretta di finire l'assunzione dei farmaci. "Quando posso smettere? Quando comincio a scalare?" e inevitabilmente mi tocca invitare alla pazienza, e a ricordare che il Covid non è un mal di testa o una influenzina che passa dopo qualche pastiglia.<br />Vedo le persone spaventate dalla lunghezza del decorso. Probabilmente manca una corretta informazione in merito.Il paziente che dopo una settimana continua ad avere sintomi spesso si terrorizza, e comincia a pensare al peggio: al ricovero ospedaliero, alla terapia intensiva. Con il Covid bisogna avere pazienza e costanza. Non bisogna farsi prendere dal panico, non bisogna stare incollati al saturimetro, e soprattutto non bisogna sospendere assolutamente la terapia in corso. Non pochi lo fanno magari per via degli effetti collaterali. È noto che gli antinfiammatori provocano bruciore di stomaco, e in tal senso è importante assumere anche gastroprotettori, ma non può e non deve essere il motivo per smettere la cura, o diminuirla. Così come per altre sintomatologie intestinali che non sono conseguenza dei farmaci, ma dell'azione patogena del virus che provoca anche forme di coliti, attenuabili con...]]></itunes:summary><itunes:duration>855</itunes:duration><itunes:keywords>ambulanza,distanziamento,moderna,reazioniavverse,rischio,terapia</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/24f4a6c7dc208f3e66eea2e69190bf06.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Clamorosa sentenza del Tar riabilita le cure domiciliari (quindi il governo ha sbagliato)</title><link>https://www.spreaker.com/episode/clamorosa-sentenza-del-tar-riabilita-le-cure-domiciliari-quindi-il-governo-ha-sbagliato--48355163</link><description><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6881" rel="noopener">www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6881</a><br /><br />CLAMOROSA SENTENZA DEL TAR RIABILITA LE CURE DOMICILIARI (QUINDI IL GOVERNO HA SBAGLIATO)<br />Annullata la circolare del ministro Speranza che imponeva ai medici di base ''tachipirina e vigile attesa'' (così i governi Conte e Draghi, ma anche Aifa e Ordine dei medici sono responsabili di migliaia di morti)<br />di Paolo Gulisano<br />La notizia che la Sezione Quater del Tar del Lazio ha accolto il ricorso presentato da alcuni medici di medicina generale e medici specialisti contro il Ministero della Salute, al fine di ottenere l'annullamento della circolare ministeriale relativa alle Gestione dei pazienti Covid-19, ha subito suscitato diverse reazioni. La prima è stata di soddisfazione, perché finalmente viene riconosciuta ai medici che agiscono secondo scienza e coscienza (una minoranza, ma ci sono) di potere finalmente utilizzare tutte le possibilità terapeutiche offerte dalla Farmacologia. La seconda è stata di speranza e fiducia, perché significa che in Italia esiste ancora uno Stato di Diritto, benché sotto attacco e sottoposto a limitazioni.<br />Ma la terza reazione è stata di rabbia: la rabbia di tante famiglie che hanno perso i loro cari in quanto non curati, in quanto lasciati in uno stato di abbandono terapeutico, giorni e giorni a tachipirina, in attesa che si scatenasse la tempesta citochinica, in attesa di finire in ospedale in condizioni gravissime, molto spesso difficilmente recuperabili. Una rabbia giustificata, ma che da oggi si deve trasformare in indignazione, in richiesta di giustizia.<br /><br />BOCCIATE TACHIPIRINA E VIGILE ATTESA<br />La sentenza del TAR annulla ufficialmente la circolare del Ministero aggiornata al 26 aprile 2021, poiché le disposizioni dell'Aifa e del ministero impediscono il lavoro del medico e l'utilizzo di terapie alternative. Infatti la paternità della circolare è sì da attribuire al Ministro Speranza, che in un Paese civile andrebbe ora immediatamente dimissionato, ma anche all'Aifa, che fornì al Ministro le indicazioni per elaborare la vergognosa circolare ministeriale che imponeva ai medici di somministrare ai malati il solo paracetamolo e restare poi in "attesa". Migliaia di pazienti poi hanno subito questa attesa in una modalità che è perfino andata oltre - in senso peggiorativo - alle indicazioni ministeriali. Per "vigile attesa" infatti il Ministero intendeva un "costante monitoraggio dei parametri vitali e delle condizioni cliniche del paziente". Ovvero, si intendeva che il paziente fosse visitato, e non solo per telefono.<br />Chi ha beneficiato di una visita medica? Chi si è visto auscultare il torace, prendere la pressione, controllare i parametri vitali? Molto pochi. Da questo punto di vista, molti medici di base che hanno interpretato la circolare come una forma di dispensa dai propri doveri, con il loro comportamento si sono posti in contrasto con l'attività professionale così come demandata al medico nei termini indicati dalla scienza e dalla deontologia professionale. Una deontologia che ora dovrà essere rispettata, non solo nei confronti dei pazienti, ma anche dei colleghi. Ci sono stati e purtroppo ci sono ancora dei medici, un tempo detti della mutua, un termine che calza loro perfettamente, che si sono divertiti ad insultare, ad offendere, ad attaccare sulla Rete quei colleghi impegnati con tutte le loro forze nel curare gli ammalati attraverso le cure domiciliari. Ora non potranno più vomitare il loro odio su Facebook, perché giustamente potranno essere sanzionati per il reato di diffamazione. I giudici del Tar hanno sentenziato "l'onere imprescindibile" dei medici di agire secondo scienza e coscienza" secondo la propria professionalità e titolo specifico acquisito.<br /><br />LA SCIAGURATA CIRCOLARE  MINISTERIALE<br />Questa sentenza del TAR rappresenta, come dicevamo, un atto di riparazione nei confronti della Medicina e anche del Diritto. È stato ritenuto che il contenuto della sciagurata circolare  ministeriale si ponesse in contrasto con l'attività professionale dei medici. Un vero e proprio ostacolo, un impedimento all'opera di chi cercava di salvare vite umane. È stato osservato che le "linee guida" della circolare, come ammesso dalla stessa difesa del Ministero della Salute, "costituiscono mere esimenti in favore del medico in caso di eventi sfavorevoli riguardanti il paziente". In parole più semplici: sono una copertura legale nei confronti dei medici di base. Attieniti a questi protocolli, e non potrai essere giudicato in caso di danni o di morte del paziente.<br />Una orribile pagina della cosiddetta "medicina difensiva". Un atteggiamento a dir poco pilatesco, assolutamente indifferente alla sorte del paziente. Una posizione di basso leguleismo, dimentico che è onore e onere imprescindibile di ogni sanitario agire secondo scienza e coscienza, assumendosi la responsabilità circa l'esito della terapia prescritta quale conseguenza della professionalità e del titolo specialistico acquisito.<br />La prescrizione dell'AIFA, come mutuata dal Ministero della Salute - osservano i giudici del TAR - «contrasta con la richiesta professionalità del medico e con la sua deontologia professionale, imponendo, anzi impedendo l'utilizzo di terapie da questi ultimi eventualmente ritenute idonee ed efficaci al contrasto con la malattia COVID 19 come avviene per ogni attività terapeutica". Una vera e propria aberrazione legale ed etica, a cui ora è stata messa la parola fine. Ed ora i medici di base non hanno più alcun alibi: curate questa malattia e mettiamo fine all'epidemia.<br /><br />Nota di BastaBugie: Andrea Zambrano nell'articolo seguente dal titolo "Pazienti abbandonati e medici condizionati: tanti potevano salvarsi" intervista Erich Grimaldi, avvocato fondatore del Comitato per le Terapie domiciliari. Che accusa Speranza, ma anche Aifa e Ordine dei medici.<br />Ecco l'articolo completo pubblicato su La Nuova Bussola Quotidiana il 18 gennaio 2022:<br />«Non solo Speranza. La vigile attesa è stata avallata dall'ordine dei medici e dall'Aifa. Senza la vigile attesa avremmo avuto molti meno morti».<br />Il giorno dopo la sentenza del Tar del Lazio, che annulla la circolare del Ministero della Salute del 26 aprile 2021 sulla gestione domiciliare dei pazienti con infezione da Sars CoV2, per Erich Grimaldi non è il tempo dell'esultanza, ma dell'azione: l'attività del Comitato per le cure domiciliari prosegue con una marcata «azione politica» che parte anzitutto dal fatto che questo è «diventato un movimento a tutti gli effetti».<br />Ma dietro c'è anche la revisione delle linee guida tenendo conto delle indicazioni del Senato. «Indicazioni colpevolmente disattese da Speranza», rimarca alla Bussola Grimaldi, vero padre del successo al Tar (con lui la collega Valentina Piraino del Foro di Roma) che sancisce per la prima volta che sulla gestione di un aspetto decisivo della pandemia, il Governo di Draghi e prim'ancora di Conte, hanno sbagliato sotto l'aspetto delle cure.<br />Grimaldi, ora tutti se la prendono con Speranza...<br />Resta il responsabile numero uno, ma tutto quello che è fatto dal Ministero è stato avallato dall'Ordine nei medici. Oggi mi fa ridere Anelli (Filippo, presidente della Federazione Nazionale Ordini dei Medici ndr), che minimizza la sentenza dicendo che la libertà prescrittiva dei medici non è mai venuta meno.<br />E invece?<br />E invece i medici sono stati impediti nello svolgimento di una cura domiciliare proprio perché anche l'Ordine ha contrastato il concetto di cura domiciliare precoce, limitandosi alla vigilante attesa, con i danni che abbiamo visto. Chiunque può constatarlo.<br />La notizia è di oggi: un medico di Salerno ha curato 3000 pazienti andando a visitarli personalmente a casa. Nessuno è morto, ma ora subirà un procedimento dell'Ordine della sua città per aver trasgredito la circolare ministeriale. Rischia la sospensione.<br />Non mi dice nulla di nuovo. Se abbiamo ordini che si schierano contro questa esperienza di fatto non cambierà niente perché non daranno indicazioni agli iscritti. Se poi si mettono a fare la guerra a chi cura personalmente, allora...<br />Anche Aifa, però è stata latente...<br />Altroché. Così come il Cts, cui Speranza ha demandato la paternità della circolare. Ma non è vero: è stata licenziata dal dipartimento di prevenzione che è in capo a lui.<br />Perché è importante questa sentenza?<br />Perché il Tar ha stabilito che non puoi condizionare i medici di medicina generale dando linee guida così stringenti dove sono più le indicazioni delle cose da non fare rispetto a quella da fare. No antibiotico, no cortisone, no eparina. È il medico che decide quando e come questi farmaci devono entrare in campo. Queste sono state le premesse per decretare un vero e proprio abbandono terapeutico.<br />Non è un po' esagerato?<br />Affatto. Di fronte alle linee il medico aveva due strade: o discostarsene e intervenire, col rischio di finire sotto procedimento come il caso che avete appena citato, o attenersi alla vigilante attesa anche in presenza di sintomi.<br />...E la Tachipirina...<br />Non è tanto il problema del paracetamolo, che pur riduce le scorte di glutatione, ma il fatto che si è scelto di attendere quando invece tutti i medici che non hanno mai stesso di curare dicevano che bisogna fare l'opposto, cioè intervenire decisamente con farmaci in grado di fermare l'infiammazione sul nascere.<br />Quali?<br />Questo sta alla valutazione in scienza e coscienza del medico.<br />Quindi i medici, in sostanza, hanno sposato la vigilante attesa per evitare guai?<br />Esattamente.<br />Il Ministero ha detto che si opporrà alla sentenza.<br />Non mi preoccupa. Lo diffiderò tenendo presente l'ordine del giorno approvato in Senato.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/48355163</guid><pubDate>Tue, 18 Jan 2022 23:52:02 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/48355163/clamorosa_rallentata_due_volte_al_10_per_cento.mp3" length="14596550" type="audio/mpeg"/><itunes:author>BastaBugie</itunes:author><itunes:subtitle>TESTO DELL'ARTICOLO ➜ www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6881&#13;
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CLAMOROSA SENTENZA DEL TAR RIABILITA LE CURE DOMICILIARI (QUINDI IL GOVERNO HA SBAGLIATO)&#13;
Annullata la circolare del ministro Speranza che imponeva ai medici di base ''tachipirina e...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6881" rel="noopener">www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6881</a><br /><br />CLAMOROSA SENTENZA DEL TAR RIABILITA LE CURE DOMICILIARI (QUINDI IL GOVERNO HA SBAGLIATO)<br />Annullata la circolare del ministro Speranza che imponeva ai medici di base ''tachipirina e vigile attesa'' (così i governi Conte e Draghi, ma anche Aifa e Ordine dei medici sono responsabili di migliaia di morti)<br />di Paolo Gulisano<br />La notizia che la Sezione Quater del Tar del Lazio ha accolto il ricorso presentato da alcuni medici di medicina generale e medici specialisti contro il Ministero della Salute, al fine di ottenere l'annullamento della circolare ministeriale relativa alle Gestione dei pazienti Covid-19, ha subito suscitato diverse reazioni. La prima è stata di soddisfazione, perché finalmente viene riconosciuta ai medici che agiscono secondo scienza e coscienza (una minoranza, ma ci sono) di potere finalmente utilizzare tutte le possibilità terapeutiche offerte dalla Farmacologia. La seconda è stata di speranza e fiducia, perché significa che in Italia esiste ancora uno Stato di Diritto, benché sotto attacco e sottoposto a limitazioni.<br />Ma la terza reazione è stata di rabbia: la rabbia di tante famiglie che hanno perso i loro cari in quanto non curati, in quanto lasciati in uno stato di abbandono terapeutico, giorni e giorni a tachipirina, in attesa che si scatenasse la tempesta citochinica, in attesa di finire in ospedale in condizioni gravissime, molto spesso difficilmente recuperabili. Una rabbia giustificata, ma che da oggi si deve trasformare in indignazione, in richiesta di giustizia.<br /><br />BOCCIATE TACHIPIRINA E VIGILE ATTESA<br />La sentenza del TAR annulla ufficialmente la circolare del Ministero aggiornata al 26 aprile 2021, poiché le disposizioni dell'Aifa e del ministero impediscono il lavoro del medico e l'utilizzo di terapie alternative. Infatti la paternità della circolare è sì da attribuire al Ministro Speranza, che in un Paese civile andrebbe ora immediatamente dimissionato, ma anche all'Aifa, che fornì al Ministro le indicazioni per elaborare la vergognosa circolare ministeriale che imponeva ai medici di somministrare ai malati il solo paracetamolo e restare poi in "attesa". Migliaia di pazienti poi hanno subito questa attesa in una modalità che è perfino andata oltre - in senso peggiorativo - alle indicazioni ministeriali. Per "vigile attesa" infatti il Ministero intendeva un "costante monitoraggio dei parametri vitali e delle condizioni cliniche del paziente". Ovvero, si intendeva che il paziente fosse visitato, e non solo per telefono.<br />Chi ha beneficiato di una visita medica? Chi si è visto auscultare il torace, prendere la pressione, controllare i parametri vitali? Molto pochi. Da questo punto di vista, molti medici di base che hanno interpretato la circolare come una forma di dispensa dai propri doveri, con il loro comportamento si sono posti in contrasto con l'attività professionale così come demandata al medico nei termini indicati dalla scienza e dalla deontologia professionale. Una deontologia che ora dovrà essere rispettata, non solo nei confronti dei pazienti, ma anche dei colleghi. Ci sono stati e purtroppo ci sono ancora dei medici, un tempo detti della mutua, un termine che calza loro perfettamente, che si sono divertiti ad insultare, ad offendere, ad attaccare sulla Rete quei colleghi impegnati con tutte le loro forze nel curare gli ammalati attraverso le cure domiciliari. Ora non potranno più vomitare il loro odio su Facebook, perché giustamente potranno essere sanzionati per il reato di diffamazione. I giudici del Tar hanno sentenziato "l'onere imprescindibile" dei medici di agire secondo scienza e coscienza" secondo la propria professionalità e titolo specifico acquisito.<br /><br />LA SCIAGURATA CIRCOLARE  MINISTERIALE<br />Questa sentenza del TAR rappresenta, come dicevamo, un atto di riparazione nei...]]></itunes:summary><itunes:duration>913</itunes:duration><itunes:keywords>aifa,filippoanelli,medicinadifensiva,speranza,tachipirinaevigileattesa,tar</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/b39e044df3172b22f088c7d7907120fe.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Djokovic, capro espiatorio del regime</title><link>https://www.spreaker.com/episode/djokovic-capro-espiatorio-del-regime--48352015</link><description><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6882" rel="noopener">www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6882</a><br /><br />DJOKOVIC, CAPRO ESPIATORIO DEL REGIME di Eugenio Capozzi<br />L'espulsione che ha concluso il braccio di ferro tra Novak Djokovic e le istituzioni australiane è la più eloquente dimostrazione di come la strumentalizzazione della paura del Covid abbia prodotto in alcune parti dell'Occidente una regressione autoritaria senza precedenti. Da questo punto di vista l'Australia forse rappresenta il caso che, pur con caratteristiche sue proprie, più si avvicina al regime emergenzialista oggi al potere in Italia.<br />Il tennista serbo - che aveva ottenuto dagli organizzatori degli Australian Open un'esenzione dall'obbligo di vaccinazione imposto per partecipare al torneo, in quanto recentemente guarito dal virus - si è visto rifiutare il visto dal governo con motivazioni pretestuose ed è stato trattato da esso quasi come un delinquente. Dopo averlo tenuto in stato di fermo in una struttura destinata alle quarantene, l'esecutivo ha ignorato il reiterato pronunciamento di un tribunale dello stato di Victoria a favore della regolarità del comportamento di Djokovic e ha confermato l'obbligo di espatrio. Un "cartellino rosso" dovuto, secondo quanto ha dichiarato il ministro per l'Immigrazione Hawke, a "motivi di salute e ordine pubblico", cioè non al fatto che l'atleta violasse le leggi vigenti, ma a ragioni politiche. In pratica il governo australiano considera le opinioni del serbo sui vaccini pericolose, in quanto avrebbero potuto rafforzare nel Paese un movimento di resistenza alle politiche sanitarie in atto.<br /><br />IL GOVERNO AUSTRALIANO IGNORA LE LEGGI<br />Insomma Djokovic è stato espulso, passando sopra le leggi e il diritto, in quanto considerato "nemico del popolo". E la Corte federale non ha potuto fare altro che prendere atto della decisione, in un ordinamento in cui il ministero dell'immigrazione detiene praticamente poteri incontrastati, vista la politica severissima di respingimenti dei migranti irregolari: aspetto, quest'ultimo, oggi dimenticato da tanti nostrani "progressisti" che esultano per la cacciata del serbo in ossequio alla retorica ultravax "pandemicamente corretta".<br />L'atto di forza parossistico di Hawke e del premier Morrison, che crea un enorme danno economico all'industria sportiva del Paese e squalifica irrimediabilmente un torneo Atp ormai falsato, rappresenta la vera e propria apoteosi dell'atteggiamento isterico tenuto dall'Australia rispetto al virus negli ultimi due anni: chiusura totale dei confini nell'illusione folle del "zero Covid", lockdown scriteriati e socio-economicamente catastrofici per pochissimi casi positivi, e infine una campagna vaccinale declinata, come in Italia, con toni drammatici come se fosse l'unica salvezza contro una pestilenza apocalittica, e condita, come in Italia, dalla demonizzazione di chi non intende farsi somministrare il trattamento, e dalla loro esclusione da alcune attività sociali (non comunque così estesa e ricattatoria come quella perseguita dal governo italiano). Il tutto con risultati del tutto negativi sul piano sanitario, visto che con il 90% della popolazione adulta vaccinata nell'ultimo mese i contagi sono cresciuti di quasi 20 volte e i decessi di quasi 10 volte.<br />Ora l'escamotage concordato da Djokovic per la partecipazione al torneo Atp è arrivato, per l'esecutivo federale australiano, come il "cacio sui maccheroni". Il campione serbo è stato cinicamente utilizzato come bersaglio su cui indirizzare la rabbia e la frustrazione di tanti cittadini, distraendoli dalle decisioni folli dell'esecutivo stesso: spingendo all'inverosimile sulla retorica - anche in Italia utilizzata continuamente da governo, Cts e propaganda mediatica - dei "sacrifici" da difendere (questa l'argomentazione di Morrison) contro i "privilegiati" come Novak che pretenderebbero di essere "al di sopra delle regole".<br /><br />UNA GRATIFICAZIONE PER LE MASSE FRUSTRATE<br />Una retorica fatta apposta per dare gratificazione a masse profondamente frustrate, che in questo modo si sentono apprezzate, riconosciute all'interno del "sistema", e concentrandosi sull'odio verso il capro espiatorio scelto dal potere - tanto più odiato in quanto ricco e potente - dimenticano i danni, le umiliazioni, l'espropriazione dei loro diritti fondamentali subìti ad opera di quel potere in nome di una "emergenza pandemica" usata solo per consolidare se stesso. Un meccanismo che in Italia vediamo usato continuamente non solo con le accuse di comportamenti irresponsabili e antisociali nei confronti dei "no vax" e di chiunque osi muovere critiche alle politiche di segregazione e discriminazione poste innatto dal governo Draghi, ma anche con la continua ricerca di "furbi" da additare al pubblico ludibrio, che, appunto, secondo questa narrazione rendono inutili i "sacrifici" fatto dai cittadini obbedienti.<br />Insomma Djokovic è stato per il regime emergenziale australiano il capro espiatorio per eccellenza all'interno di una categoria di persone già additate a pubblici untori. Ma ad un prezzo molto alto: quello di esporre l'Australia agli occhi del mondo intero come un Paese che tratta gli stranieri - e stranieri che sono una risorsa anche per la sua economia - con autoritarismo e prepotenza. Una simile forzatura danneggerà sicuramente la sua immagine e la sue economia nel futuro. Per il momento, però consolida la presa sull'opinione pubblica del suo governo. Che, come molti altri drogati di emergenzialismo, sembra non vedere oltre il giorno presente, chiuso in un atteggiamento da "dopo di noi il diluvio".]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/48352015</guid><pubDate>Tue, 18 Jan 2022 22:39:27 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/48352015/djokovic_capro_espiatorio_del_regime.mp3" length="6860426" type="audio/mpeg"/><itunes:author>BastaBugie</itunes:author><itunes:subtitle>TESTO DELL'ARTICOLO ➜ www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6882&#13;
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DJOKOVIC, CAPRO ESPIATORIO DEL REGIME di Eugenio Capozzi&#13;
L'espulsione che ha concluso il braccio di ferro tra Novak Djokovic e le istituzioni australiane è la più eloquente...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6882" rel="noopener">www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6882</a><br /><br />DJOKOVIC, CAPRO ESPIATORIO DEL REGIME di Eugenio Capozzi<br />L'espulsione che ha concluso il braccio di ferro tra Novak Djokovic e le istituzioni australiane è la più eloquente dimostrazione di come la strumentalizzazione della paura del Covid abbia prodotto in alcune parti dell'Occidente una regressione autoritaria senza precedenti. Da questo punto di vista l'Australia forse rappresenta il caso che, pur con caratteristiche sue proprie, più si avvicina al regime emergenzialista oggi al potere in Italia.<br />Il tennista serbo - che aveva ottenuto dagli organizzatori degli Australian Open un'esenzione dall'obbligo di vaccinazione imposto per partecipare al torneo, in quanto recentemente guarito dal virus - si è visto rifiutare il visto dal governo con motivazioni pretestuose ed è stato trattato da esso quasi come un delinquente. Dopo averlo tenuto in stato di fermo in una struttura destinata alle quarantene, l'esecutivo ha ignorato il reiterato pronunciamento di un tribunale dello stato di Victoria a favore della regolarità del comportamento di Djokovic e ha confermato l'obbligo di espatrio. Un "cartellino rosso" dovuto, secondo quanto ha dichiarato il ministro per l'Immigrazione Hawke, a "motivi di salute e ordine pubblico", cioè non al fatto che l'atleta violasse le leggi vigenti, ma a ragioni politiche. In pratica il governo australiano considera le opinioni del serbo sui vaccini pericolose, in quanto avrebbero potuto rafforzare nel Paese un movimento di resistenza alle politiche sanitarie in atto.<br /><br />IL GOVERNO AUSTRALIANO IGNORA LE LEGGI<br />Insomma Djokovic è stato espulso, passando sopra le leggi e il diritto, in quanto considerato "nemico del popolo". E la Corte federale non ha potuto fare altro che prendere atto della decisione, in un ordinamento in cui il ministero dell'immigrazione detiene praticamente poteri incontrastati, vista la politica severissima di respingimenti dei migranti irregolari: aspetto, quest'ultimo, oggi dimenticato da tanti nostrani "progressisti" che esultano per la cacciata del serbo in ossequio alla retorica ultravax "pandemicamente corretta".<br />L'atto di forza parossistico di Hawke e del premier Morrison, che crea un enorme danno economico all'industria sportiva del Paese e squalifica irrimediabilmente un torneo Atp ormai falsato, rappresenta la vera e propria apoteosi dell'atteggiamento isterico tenuto dall'Australia rispetto al virus negli ultimi due anni: chiusura totale dei confini nell'illusione folle del "zero Covid", lockdown scriteriati e socio-economicamente catastrofici per pochissimi casi positivi, e infine una campagna vaccinale declinata, come in Italia, con toni drammatici come se fosse l'unica salvezza contro una pestilenza apocalittica, e condita, come in Italia, dalla demonizzazione di chi non intende farsi somministrare il trattamento, e dalla loro esclusione da alcune attività sociali (non comunque così estesa e ricattatoria come quella perseguita dal governo italiano). Il tutto con risultati del tutto negativi sul piano sanitario, visto che con il 90% della popolazione adulta vaccinata nell'ultimo mese i contagi sono cresciuti di quasi 20 volte e i decessi di quasi 10 volte.<br />Ora l'escamotage concordato da Djokovic per la partecipazione al torneo Atp è arrivato, per l'esecutivo federale australiano, come il "cacio sui maccheroni". Il campione serbo è stato cinicamente utilizzato come bersaglio su cui indirizzare la rabbia e la frustrazione di tanti cittadini, distraendoli dalle decisioni folli dell'esecutivo stesso: spingendo all'inverosimile sulla retorica - anche in Italia utilizzata continuamente da governo, Cts e propaganda mediatica - dei "sacrifici" da difendere (questa l'argomentazione di Morrison) contro i "privilegiati" come Novak che pretenderebbero di essere "al di sopra delle regole".<br...]]></itunes:summary><itunes:duration>429</itunes:duration><itunes:keywords>australianopen,caproespiatorio,djokovic,immigrazione,tennis</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/22158dff3a0d220cc44fd0a1118b5a78.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Il co-fondatore di Wikipedia ne denuncia la deriva (ormai evidente dopo Covid e Trump)</title><link>https://www.spreaker.com/episode/il-co-fondatore-di-wikipedia-ne-denuncia-la-deriva-ormai-evidente-dopo-covid-e-trump--48350960</link><description><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6867" rel="noopener">www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6867</a><br /><br />IL CO-FONDATORE DI WIKIPEDIA NE DENUNCIA LA DERIVA (ORMAI EVIDENTE DOPO COVID E TRUMP) di Michael Sfaradi<br />Alcuni mesi fa Freddie Sayers della UnHerd Tv ha intervistato Larry Sanger, il co-fondatore di Wikipedia e, nonostante i temi affrontati siano più che mai di attualità, tutto è passato in sordina... niente di ciò che è stato detto ha avuto l'eco che meritava, nonostante Sanger abbia avvertito che non ci si può più fidare del sito web da lui ideato, insistendo sull'evidenza che ora il portale fa solo "propaganda" per l'"establishment" di sinistra. Questo forse, ma chi scrive ha pochissimi dubbi, è il motivo per il quale le parole di Sanger sono state un po' in tutto il mondo "urla nel silenzio" perché secondo alcuni chi non si allinea è destinato all'oblio.<br />Rispondendo alle domande, Sanger ha raccontato di aver ideato e iniziato l'enciclopedia delle opinioni nel 2001 con l'idea di base che avrebbe dovuto offrire neutralità e più punti di vista, in particolare sulle questioni scottanti. Ma se si considera che le voci conservatrici vengono costantemente e severamente avvertite, se non espulse, quando cercano di aggiungere una visione diversa dalle opinioni dell'establishment, tutto diventa ormai solo pura propaganda. "Non si può citare Fox News su questioni socio-politiche, è proprio vietato. E questo significa che se una controversia non appare nei principali media di centrosinistra non apparirà su Wikipedia. Ora ci si può affidare al sito solo per ‘dare un punto di vista dell'establishment' piuttosto che sulla vasta gamma di opinioni. Esattamente il contrario di quello che, almeno all'inizio, si voleva dare".<br />Ma Sanger come un vero fiume in piena ha insistito sull'apparente repressione delle voci conservatrici e sul punto che se viene consentita solo una versione dei fatti si dà un enorme incentivo alle persone ricche e potenti a prendere il controllo di cose come Wikipedia al fine di rafforzare il loro potere. "Cosa che già stanno facendo - ha continuato - c'è un gioco molto grande, brutto e complesso che viene giocato dietro le quinte per far dire agli articoli pubblicati ciò che qualcuno vuole che sia detto", e ha affermato inoltre che ci sono "tutti i tipi di trucchi che queste persone possono giocare per vincere, incluso l'uso di società di pubbliche relazioni dedicate per influenzare l'opinione pubblica".<br />Citando la voce relativa al presidente Biden, il co-fondatore di Wikipedia ha osservato il poco rispetto alle preoccupazioni che i repubblicani hanno avuto su di lui e che, di fatto, se si vuole conoscere qualcosa che assomigli lontanamente al punto di vista repubblicano su Biden non lo si potrà mai ottenere su quel sito. "Ha notato che c'era solo un breve paragrafo sullo ‘scandalo Ucraina', che coinvolge il figlio del presidente, nonostante l'indignazione politica che ha creato. Si può trovare molto poco di questo su Wikipedia, e quel poco è estremamente parziale", ha evidenziato citando uno dei tanti punti che sono come cartina di tornasole della situazione nell'informazione.<br />Poi, passando dalla politica all'attualità più stretta, Larry Sanger ha osservato che nella copertura al Covid-19, Wikipedia riflette solo e unicamente il dottor Anthony Fauci e i gruppi sanitari del governo, di fatto i portavoce dell'establishment, mentre le opinioni di molti vincitori di premi Nobel e dottori illustri non solo non sono benvenute, ma letteralmente censurate. E questo vale anche per YouTube, Facebook e Twitter quando si contraddice la narrativa ufficiale. Come scrivevo in apertura questa intervista non ha avuto l'eco che meritava, e neanche risposte o prese di posizione da parte di coloro che erano nel mirino delle parole di Larry Sanger, e questo, sicuramente, per non alimentare la polemica e non dare modo di far circolare l'intervista.<br />Qualcuno di quelli ancora non addormentati dalla propaganda avrebbe potuto porre domande scottanti o chiedere le prove che Sanger è impazzito, e, a quel punto, dare una risposta sarebbe stato imbarazzante nel migliore dei casi e pericoloso nel peggiore. Difficile però dargli torto considerando che nel gennaio scorso Twitter ha staccato la spina e ha chiuso per sempre l'account dell'ex Presidente Usa Donald Trump, accusandolo di aver ripetutamente violato le regole incitando il suo popolo alla violenza, mentre gli account di diverse organizzazioni terroristiche come ad esempio Hamas che, anche se era stato oscurato nel novembre del 2019, ha fatto nuova iscrizione a gennaio 2020 e dopo due anni è ancora in linea.<br /><br />Nota di BastaBugie: Eugenio Capozzi nell'articolo seguente dal titolo "Il network di Trump, sfida al monopolio progressista" spiega come Trump, bannato a vita dai grandi social network, sta varando il suo. Non sarà un'impresa facile, ma ha già un potenziale bacino di utenti immenso.<br />Se vuoi essere in prima fila nel varo del nuovo social iscriviti a Truth Social:<br /><a href="https://truthsocial.com" rel="noopener">https://truthsocial.com</a><br />Ecco l'articolo completo pubblicato su La Nuova Bussola Quotidiana il 26-10-2021:<br />La notizia era stata anticipata da tempo, ma ora pare essere effettivamente in via di realizzazione: Donald Trump annuncia che sta per lanciare una sua piattaforma di comunicazione, in concorrenza con i colossi di Silicon Valley, chiamata significativamente e polemicamente "Truth Social". L'ex presidente statunitense ha dichiarato, nel battagliero annuncio della sua nuova impresa, che il nascente network è concepito per resistere alla "tirannia delle Big Tech", e "cancellare la cancel culture".<br />L'annuncio è stato accolto con notevole interesse dagli investitori finanziari, che hanno fatto impennare in borsa le azioni della DWA, società destinata a raccogliere fondi per l'operazione che dovrebbe fungere da base al progetto trumpiano. Sono però emersi, al contempo, problemi di copyright potenzialmente molto seri, in quanto la Trump Media & Technology Group è stata accusata di aver copiato, senza citarlo esplicitamente, un software open access tedesco, Mastodon, e, se non fornisse assicurazioni in proposito, tutta la piattaforma potrebbe essere bloccata. Quindi al momento non è possibile avventurarsi in previsioni sulle possibilità di successo dell'audace progetto trumpiano; anche se è facile immaginare che, quand'anche riuscisse a prendere il via, non avrà vita facile, e i suoi avversari porranno ad esso innumerevoli ostacoli.<br />Ma il punto non è questo, né è solo quello della sorte politica e mediatica dell'ex presidente. In realtà la sua vicenda personale, che trova nella creazione di Truth Social un nuovo sviluppo, pone in evidenza un elemento fondamentale nell'assetto politico, istituzionale e culturale delle democrazie occidentali nel loro complesso. Il fatto che un presidente degli Stati Uniti sia stato censurato e cancellato da tutte le principali fonti del dibattito pubblico nel suo Paese e a livello globale, ormai indissolubilmente legato ai social media, è un avvenimento enorme ed inusitato, ma soprattutto è la punta di un iceberg sconfinato: lo snaturamento totale della libertà di espressione e del pluralismo in società cresciute per secoli intorno all'idea della necessità di una dialettica anche aspra come necessario humus dei diritti civili e politici.<br />Da decenni ormai l'Occidente assiste infatti alla progressiva, apparentemente irrefrenabile affermazione di un'ideologia "politicalcorrettista" che si sostanzia in una aggressiva forma di censura, delegittimazione, demonizzazione di parole, idee, opinioni ritenute offensivi, discriminatori, portatori di "odio": sanzioni decretate da una autonominata "giuria" di intellettuali, politici, operatori dei media mainstream. Un'esclusione arbitraria, unilaterale delle voci "eretiche" dal dibattito pubblico che parte dai college universitari, e si estende a tutti rami della cultura, incluso l'intrattenimento, fino ad influenzare pesantemente la politica, accordando presentabilità e accesso soltanto ad alcuni soggetti - generalmente gli esponenti del progressismo che ha sposato il relativismo "diversitario".<br />Ma - ciò che se possibile è ancor più grave - tale nuova "inquisizione" si è imposta parallelamente ad un altro processo che ha condotto a crescenti limitazioni della libertà di espressione e del pluralismo: la vertiginosa concentrazione dei mass media all'interno di enormi oligopoli, o in qualche caso monopoli di fatto, avvenuta con la digitalizzazione della comunicazione, e soprattutto con il dominio dei social network. I due fenomeni nell'Occidente globalizzato si sono andati connettendo sempre più strettamente, diventando in pratica interdipendenti. Infatti la nuova ultra-borghesia dei magnati hi tech, formatasi quasi tutta biograficamente e culturalmente proprio nell'ideologia del progressismo relativista, ha abbracciato fisiologicamente i principi della "correttezza politica". O, se non lo ha fatto spontaneamente, lo ha fatto per interesse: in primo luogo perché ha fiutato che le conveniva diventare espressione dell'establishment socio-politico-culturale occidentale per averne in cambio favori; in secondo luogo perché, per ragionamento o per istinto, essa è in realtà ostile al pluralismo, e favorevole ad un modello di società paternalistico, verticistico, dirigistico, in qualche modo affine a quello incarnato oggi dal regime cinese, in cui i suoi monopoli/oligopoli possono trovare un ambiente particolarmente adatto, e le tecnologie da essa elaborate possono fungere da infallibile strumento di controllo e sorveglianza collettiva.<br />Il risultato di questo ferale abbraccio è stata la drastica riduzione della possibilità di mantenere vivo nelle democrazie occidentali un confronto senza sconti tra tesi, opinioni, "narrazioni" alternative sul piano dei principi etico-politici: sostituito quasi sempre ormai da un sostanziale unanimismo, a cui corrisponde una]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/48350960</guid><pubDate>Tue, 18 Jan 2022 22:39:19 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/48350960/il_co_fondatore_di_wikipedia_ne_denuncia_la_deriva.mp3" length="14046398" type="audio/mpeg"/><itunes:author>BastaBugie</itunes:author><itunes:subtitle>TESTO DELL'ARTICOLO ➜ www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6867&#13;
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IL CO-FONDATORE DI WIKIPEDIA NE DENUNCIA LA DERIVA (ORMAI EVIDENTE DOPO COVID E TRUMP) di Michael Sfaradi&#13;
Alcuni mesi fa Freddie Sayers della UnHerd Tv ha intervistato Larry Sanger,...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6867" rel="noopener">www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6867</a><br /><br />IL CO-FONDATORE DI WIKIPEDIA NE DENUNCIA LA DERIVA (ORMAI EVIDENTE DOPO COVID E TRUMP) di Michael Sfaradi<br />Alcuni mesi fa Freddie Sayers della UnHerd Tv ha intervistato Larry Sanger, il co-fondatore di Wikipedia e, nonostante i temi affrontati siano più che mai di attualità, tutto è passato in sordina... niente di ciò che è stato detto ha avuto l'eco che meritava, nonostante Sanger abbia avvertito che non ci si può più fidare del sito web da lui ideato, insistendo sull'evidenza che ora il portale fa solo "propaganda" per l'"establishment" di sinistra. Questo forse, ma chi scrive ha pochissimi dubbi, è il motivo per il quale le parole di Sanger sono state un po' in tutto il mondo "urla nel silenzio" perché secondo alcuni chi non si allinea è destinato all'oblio.<br />Rispondendo alle domande, Sanger ha raccontato di aver ideato e iniziato l'enciclopedia delle opinioni nel 2001 con l'idea di base che avrebbe dovuto offrire neutralità e più punti di vista, in particolare sulle questioni scottanti. Ma se si considera che le voci conservatrici vengono costantemente e severamente avvertite, se non espulse, quando cercano di aggiungere una visione diversa dalle opinioni dell'establishment, tutto diventa ormai solo pura propaganda. "Non si può citare Fox News su questioni socio-politiche, è proprio vietato. E questo significa che se una controversia non appare nei principali media di centrosinistra non apparirà su Wikipedia. Ora ci si può affidare al sito solo per ‘dare un punto di vista dell'establishment' piuttosto che sulla vasta gamma di opinioni. Esattamente il contrario di quello che, almeno all'inizio, si voleva dare".<br />Ma Sanger come un vero fiume in piena ha insistito sull'apparente repressione delle voci conservatrici e sul punto che se viene consentita solo una versione dei fatti si dà un enorme incentivo alle persone ricche e potenti a prendere il controllo di cose come Wikipedia al fine di rafforzare il loro potere. "Cosa che già stanno facendo - ha continuato - c'è un gioco molto grande, brutto e complesso che viene giocato dietro le quinte per far dire agli articoli pubblicati ciò che qualcuno vuole che sia detto", e ha affermato inoltre che ci sono "tutti i tipi di trucchi che queste persone possono giocare per vincere, incluso l'uso di società di pubbliche relazioni dedicate per influenzare l'opinione pubblica".<br />Citando la voce relativa al presidente Biden, il co-fondatore di Wikipedia ha osservato il poco rispetto alle preoccupazioni che i repubblicani hanno avuto su di lui e che, di fatto, se si vuole conoscere qualcosa che assomigli lontanamente al punto di vista repubblicano su Biden non lo si potrà mai ottenere su quel sito. "Ha notato che c'era solo un breve paragrafo sullo ‘scandalo Ucraina', che coinvolge il figlio del presidente, nonostante l'indignazione politica che ha creato. Si può trovare molto poco di questo su Wikipedia, e quel poco è estremamente parziale", ha evidenziato citando uno dei tanti punti che sono come cartina di tornasole della situazione nell'informazione.<br />Poi, passando dalla politica all'attualità più stretta, Larry Sanger ha osservato che nella copertura al Covid-19, Wikipedia riflette solo e unicamente il dottor Anthony Fauci e i gruppi sanitari del governo, di fatto i portavoce dell'establishment, mentre le opinioni di molti vincitori di premi Nobel e dottori illustri non solo non sono benvenute, ma letteralmente censurate. E questo vale anche per YouTube, Facebook e Twitter quando si contraddice la narrativa ufficiale. Come scrivevo in apertura questa intervista non ha avuto l'eco che meritava, e neanche risposte o prese di posizione da parte di coloro che erano nel mirino delle parole di Larry Sanger, e questo, sicuramente, per non alimentare la polemica e non dare modo di far circolare l'intervista.<br...]]></itunes:summary><itunes:duration>878</itunes:duration><itunes:keywords>bigtech,sanger,trucchi,trump,wikipedia</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/02082340f200e54b67e2ea6f14baa14d.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Novak Djokovic, un novax che ce l'ha fatta</title><link>https://www.spreaker.com/episode/novak-djokovic-un-novax-che-ce-l-ha-fatta--48253137</link><description><![CDATA[VIDEO: RAGAZZO VACCINATO di Fabio Lucentini parodia RAGAZZO FORTUNATO di Jovanotti (Quarantena Version) ➜ <a href="https://www.youtube.com/watch?v=ZECV3UT8A14&list=PLolpIV2TSebVSarVSJS-Gy5hJo3_40bhI" rel="noopener">https://www.youtube.com/watch?v=ZECV3UT8A14&list=PLolpIV2TSebVSarVSJS-Gy5hJo3_40bhI</a><br /><br />TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6874" rel="noopener">www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6874</a><br /><br />NOVAK DJOKOVIC, UN NOVAX CHE CE L'HA FATTA di Ermes Dovico<br />Se non si è superata fin qui la fantasia di Kafka (vedi l'infelice Josef K. del suo Processo), è solo perché il caso di Novak Djokovic è finito davanti a un giudice, Anthony Kelly, che ha mostrato buonsenso. Ricordiamo in sintesi i fatti.<br />Dopo che il tennista serbo era stato trattenuto dai funzionari di frontiera all'aeroporto di Melbourne la notte tra il 5 e il 6 gennaio, e il suo visto temporaneo cancellato, il giudice Kelly nell'udienza di ieri ha ribaltato la decisione sul visto e disposto che Djokovic venisse liberato entro mezzora dalla detenzione per immigrati. Come è poi avvenuto. La toga australiana ha anche stabilito che il Ministero degli Interni, l'altra parte convenuta in giudizio, debba pagare le spese processuali di Novak. Nell'ordine del giudice si legge che il ministro Karen Andrews (che nei giorni precedenti l'udienza aveva detto che Djokovic non era prigioniero ma «libero di lasciare l'Australia») ha concesso che la decisione alla frontiera di cancellare il visto era «irragionevole» per le circostanze in cui è stata presa.<br />In particolare, alle 5.20 locali della mattina del 6 gennaio - dopo un'intera notte tra interrogatori vari nei quali il tennista aveva spiegato di avere tutte le carte in regola - a Djokovic era stato concesso tempo fino alle 8.30 (appena tre ore!) per riposare un po' e poter contattare i suoi legali, così da fornire le risposte capaci di evitare l'annullamento del visto. Ma gli stessi funzionari avevano svegliato il fuoriclasse neanche un'ora dopo cercando di convincerlo che fosse meglio per lui concludere prima l'interrogatorio, senza contattare nessuno. Risultato: alle 7.42 il visto di Djokovic veniva cancellato. Una (fondamentale) concessione di tempo rinnegata, insomma, come ha affermato, dopo aver letto i verbali degli interrogatori alla frontiera, il giudice Kelly. Il quale, in aula, ha pure osservato: «Abbiamo queste persone che dicono: "Guarda, contattare i tuoi avvocati non servirà a nulla, quindi perché non la finiamo qui?"».<br /><br />DETENUTO IN UN HOTEL-PRIGIONE<br />Di fronte a questa plateale lesione dei diritti di Djokovic - cui si è aggiunta l'umiliazione di essere detenuto in un hotel-prigione per richiedenti asilo, privato di quasi tutti gli effetti personali, con cibo avariato e scarafaggi nelle camere (così la stampa), impossibilitato a partecipare alle celebrazioni del Natale ortodosso e senza potersi allenare per quattro giorni (fino a ieri, quando è andato alla Rod Laver Arena da uomo libero) - l'avvocato C. Tran, per il Ministero degli Interni, ha dovuto comunicare che il ministro Andrews aveva deciso di riconoscere l'irragionevolezza della decisione di cui sopra. Ma prima della fine dell'udienza la Corte è stata informata che un altro esponente del Governo australiano, il ministro per l'Immigrazione Alex Hawke, considererà se esercitare il suo potere personale, molto discrezionale, di cancellare comunque il visto.<br />Un fatto che potrebbe portare a un divieto di ingresso di Novak sul territorio australiano per 3 anni. Secondo quanto riferisce il giornale The Age, Hawke avrebbe dovuto decidere entro 4 ore, ma il ministro ha rinviato a martedì 11 gennaio ogni eventuale decisione. Nel momento in cui scriviamo, alla luce delle 7-10 ore di fuso orario con l'Australia, non sono trapelate novità.<br />Rimane il fatto che Djokovic si è dovuto districare tra una giungla di regole, conflitti e rimpalli di responsabilità che coinvolgono Tennis Australia - la federazione nazionale che ha un normale interesse alla partecipazione del numero 1 al mondo e campione in carica degli Australian Open -, lo Stato di Victoria (dove Djokovic è atterrato e dove si svolgerà il torneo dal 17 al 30 gennaio) e il Governo federale. Rimandando a The Age per una ricostruzione delle principali date della saga, ricordiamo che il serbo aveva ottenuto dal Governo federale il 18 novembre 2021 un visto temporaneo per l'ingresso nel Paese, poi un'esenzione medica dalla vaccinazione ufficializzata da Tennis Australia il 30 dicembre e appoggiata da un panel di esperti dello Stato di Victoria (riguardo al giallo della presenza in pubblico all'indomani del test positivo del 16 dicembre, questo può contare come un'imprudenza di Djokovic ma se il test è veritiero non inficia l'esenzione ottenuta) e il 5 gennaio il premier federale Scott Morrison aveva affermato che l'esenzione fosse «una questione di competenza del governo di Victoria». Salvo cambiare rotta qualche ora più tardi, sull'onda del baccano pubblico contro Djokovic, e twittare «le regole sono regole» poco dopo la decisione dei funzionari di frontiera. Un pasticcio totale.<br /><br />IL DIRITTO AL LAVORO<br />Leggendo tutta la trafila si comprende che Novak, lungi dall'essere trattato quale il "privilegiato" descritto dal mainstream, ha fatto il possibile per riacquisire un suo diritto - giocare a tennis, il suo lavoro - muovendosi tra regole (peraltro cangianti) al limite dell'impossibile per chi non si è vaccinato contro il Covid. Di qui la domanda retorica del giudice Kelly: «Che cosa poteva fare di più quest'uomo?».<br />Il suo caso è la punta dell'iceberg della barbarie del vaccinismo, inteso come ideologia che - si badi bene - nulla c'entra con la libera scelta di chi vuole vaccinarsi, bensì riguarda la volontà da parte di un potere centrale di costringere alla vaccinazione l'intera popolazione, senza riguardo a un virus che colpisce in modo diverso in base ad età e altre condizioni personali, alla possibilità di cure domiciliari precoci, alle riserve morali sui più noti vaccini anti-Covid e alle loro stesse peculiarità.<br />Gli ostacoli posti a Djokovic e a chi non si vaccina continuano a fondarsi sul pregiudizio antiscientifico, ma duro a morire, dei vaccinati totalmente non contagiosi (e anche "immuni") e dei non vaccinati untori. A ciò si aggiunga l'irrazionalità del giro di vite contro uno straniero che è venuto in Australia per giocare - uno contro uno - su un campo di tennis. Ma forse c'entra qualche incredibile stato di emergenza? No. L'Australia è in estate e i dati ufficiali, per un Paese di circa 26 milioni di abitanti, non tratteggiano certo un'emergenza: attualmente sono 324 i pazienti in terapia intensiva e 5.666 gli ospedalizzati; c'è un totale di 2.389 morti per Covid in due anni.<br />L'accanimento contro Djokovic è quindi il segno di un potere (non solo australiano, evidentemente) che sragiona e crea divisione sociale. Inducendo a condannare senza appello sui media di mezzo mondo un professionista che nell'aprile 2020 - con l'Italia in piena crisi da virus - era stato lodato per aver donato un milione di euro all'ospedale di Treviglio per fronteggiare il Covid (in mezzo ad altre donazioni). Questo prima che insorgesse il manicheismo vaccinista, che per il bene di tutti bisognerebbe lasciarsi alle spalle.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/48253137</guid><pubDate>Tue, 11 Jan 2022 20:42:07 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/48253137/novak_djokovic_un_no_vax_che_ce_l_ha_fatta.mp3" length="9764824" type="audio/mpeg"/><itunes:author>BastaBugie</itunes:author><itunes:subtitle>VIDEO: RAGAZZO VACCINATO di Fabio Lucentini parodia RAGAZZO FORTUNATO di Jovanotti (Quarantena Version) ➜ https://www.youtube.com/watch?v=ZECV3UT8A14&amp;list=PLolpIV2TSebVSarVSJS-Gy5hJo3_40bhI

TESTO DELL'ARTICOLO ➜...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[VIDEO: RAGAZZO VACCINATO di Fabio Lucentini parodia RAGAZZO FORTUNATO di Jovanotti (Quarantena Version) ➜ <a href="https://www.youtube.com/watch?v=ZECV3UT8A14&list=PLolpIV2TSebVSarVSJS-Gy5hJo3_40bhI" rel="noopener">https://www.youtube.com/watch?v=ZECV3UT8A14&list=PLolpIV2TSebVSarVSJS-Gy5hJo3_40bhI</a><br /><br />TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6874" rel="noopener">www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6874</a><br /><br />NOVAK DJOKOVIC, UN NOVAX CHE CE L'HA FATTA di Ermes Dovico<br />Se non si è superata fin qui la fantasia di Kafka (vedi l'infelice Josef K. del suo Processo), è solo perché il caso di Novak Djokovic è finito davanti a un giudice, Anthony Kelly, che ha mostrato buonsenso. Ricordiamo in sintesi i fatti.<br />Dopo che il tennista serbo era stato trattenuto dai funzionari di frontiera all'aeroporto di Melbourne la notte tra il 5 e il 6 gennaio, e il suo visto temporaneo cancellato, il giudice Kelly nell'udienza di ieri ha ribaltato la decisione sul visto e disposto che Djokovic venisse liberato entro mezzora dalla detenzione per immigrati. Come è poi avvenuto. La toga australiana ha anche stabilito che il Ministero degli Interni, l'altra parte convenuta in giudizio, debba pagare le spese processuali di Novak. Nell'ordine del giudice si legge che il ministro Karen Andrews (che nei giorni precedenti l'udienza aveva detto che Djokovic non era prigioniero ma «libero di lasciare l'Australia») ha concesso che la decisione alla frontiera di cancellare il visto era «irragionevole» per le circostanze in cui è stata presa.<br />In particolare, alle 5.20 locali della mattina del 6 gennaio - dopo un'intera notte tra interrogatori vari nei quali il tennista aveva spiegato di avere tutte le carte in regola - a Djokovic era stato concesso tempo fino alle 8.30 (appena tre ore!) per riposare un po' e poter contattare i suoi legali, così da fornire le risposte capaci di evitare l'annullamento del visto. Ma gli stessi funzionari avevano svegliato il fuoriclasse neanche un'ora dopo cercando di convincerlo che fosse meglio per lui concludere prima l'interrogatorio, senza contattare nessuno. Risultato: alle 7.42 il visto di Djokovic veniva cancellato. Una (fondamentale) concessione di tempo rinnegata, insomma, come ha affermato, dopo aver letto i verbali degli interrogatori alla frontiera, il giudice Kelly. Il quale, in aula, ha pure osservato: «Abbiamo queste persone che dicono: "Guarda, contattare i tuoi avvocati non servirà a nulla, quindi perché non la finiamo qui?"».<br /><br />DETENUTO IN UN HOTEL-PRIGIONE<br />Di fronte a questa plateale lesione dei diritti di Djokovic - cui si è aggiunta l'umiliazione di essere detenuto in un hotel-prigione per richiedenti asilo, privato di quasi tutti gli effetti personali, con cibo avariato e scarafaggi nelle camere (così la stampa), impossibilitato a partecipare alle celebrazioni del Natale ortodosso e senza potersi allenare per quattro giorni (fino a ieri, quando è andato alla Rod Laver Arena da uomo libero) - l'avvocato C. Tran, per il Ministero degli Interni, ha dovuto comunicare che il ministro Andrews aveva deciso di riconoscere l'irragionevolezza della decisione di cui sopra. Ma prima della fine dell'udienza la Corte è stata informata che un altro esponente del Governo australiano, il ministro per l'Immigrazione Alex Hawke, considererà se esercitare il suo potere personale, molto discrezionale, di cancellare comunque il visto.<br />Un fatto che potrebbe portare a un divieto di ingresso di Novak sul territorio australiano per 3 anni. Secondo quanto riferisce il giornale The Age, Hawke avrebbe dovuto decidere entro 4 ore, ma il ministro ha rinviato a martedì 11 gennaio ogni eventuale decisione. Nel momento in cui scriviamo, alla luce delle 7-10 ore di fuso orario con l'Australia, non sono trapelate novità.<br />Rimane il fatto che Djokovic si è dovuto districare tra una giungla di regole, conflitti e rimpalli di responsabilità che coinvolgono...]]></itunes:summary><itunes:duration>611</itunes:duration><itunes:keywords>australianopen,buonsenso,competenza,djokovic,manicheismo</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/6e4e05530516b09224bfafec0a549e88.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Stiamo diventando come la Corea del Nord?</title><link>https://www.spreaker.com/episode/stiamo-diventando-come-la-corea-del-nord--48253289</link><description><![CDATA[VIDEO: Londra senza greenpass e mascherine ➜ <a href="https://rumble.com/vs9sx4-londra-senza-greenpass-e-mascherine.html" rel="noopener">https://rumble.com/vs9sx4-londra-senza-greenpass-e-mascherine.html</a><br /><br />TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6876" rel="noopener">www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6876</a><br /><br />STIAMO DIVENTANDO COME LA COREA DEL NORD? di Carlo Lottieri<br />Quanti s'arrogano il diritto di gestire la nostra esistenza, e pretendono pure di disporre del corpo altrui, hanno preso le loro decisioni, optando tra l'obbligo vaccinale sopra i 50 anni per tutti. Nella sostanza, con questa misura l'Italia espellerà dal mondo produttivo e dalla società molte centinaia di migliaia di persone, introducendo ghetti ancora più duri e brutali di quelli già in vigore.<br />Nonostante la retorica dei media di regime continui a battere sulla grancassa della solidarietà di maniera e di quello che viene presentato come un "dovere civico", a questo punto ci troviamo entro un sistema politico sempre più autoritario, il quale pretende di legittimarsi su base tecnocratica e ora si appresta a espellere dal lavoro numerosi nostri concittadini, "rei" di non avere consegnato il braccio allo Stato. Di conseguenza molti abbasseranno la testa e si vaccineranno contro la loro volontà.<br />Usare in questo contesto il termine "autoritario" non è una forzatura, se soltanto si considera che la cultura accademica mainstream ha ormai ampiamente legittimato un ritorno di logiche fasciste perfino per contrastare il cambiamento climatico. [...]<br />Nella cultura politica egemone la logica autoritaria non è ad appannaggio di piccoli gruppi radicali, come si vorrebbe far credere, ma invece è interpretata dalle élite e da una parte significativa della massa, ormai ampiamente narcotizzata.<br /><br />CAOS TAMPONI: SERVONO O NO?<br />La situazione è la seguente. Anche se i vaccini hanno mostrato di funzionare in maniera assai imperfetta e anche se - ad esempio - colui che ha accettato la vaccinazione non è affatto potenzialmente meno infettante di chi ha fatto un tampone nelle ultime 48 ore, il green pass "base" utilizzato in questi mesi non basterà più. La cosa è paradossale, dato che in una serie di circostanze - per visitare qualcuno in ospedale, ad esempio - anche ai vaccinati viene spesso chiesto di fare un tampone (riconoscendo che il vaccino non garantisce molto), ma quel medesimo test non sarà più sufficiente per lavorare. E tutto questo mentre a diffondersi è una versione ben poco pericolosa del Covid-19, l'Omicron, e molti infettati sono appunto tra i plurivaccinati.<br />Non c'è alcun serio ragionamento scientifico che possa giustificare una simile barbarie giuridica, che sta mettendo in una situazione disperata un numero altissimo di persone. Il calcolo è tutto politico e questo è stato ben chiaro fin dall'inizio: altrimenti non si capirebbe perché in Svizzera un guarito ottenga un pass che dura 12 mesi ed è pure rinnovabile di tre mesi in tre mesi in presenza di alti valori anticorpali, mentre da noi la durata dell'esenzione è soltanto di 6 mesi.<br />In Italia, così, abbiamo costruito una serie di ghetti e abbiamo creato un gran numero di emarginati. Alle molte migliaia di lavoratori già ora "sospesi" a tempo indeterminato - tanto più che il ceto politico non ha alcuna intenzione di porre fine alla pandemia - se ne aggiungeranno tantissimi altri. S'è edificato un mondo di paria e senza diritti, con il pieno consenso dei sindacati di regime. Questi nostri concittadini che hanno scelto legittimamente di non vaccinarsi proveranno a resistere usando i risparmi (se ne hanno) oppure cercheranno la solidarietà di altri; immagineranno forme alternative e illegali di lavoro; molti di loro, certamente, rinunceranno ai loro principi e alle loro idee e quindi alla fine si faranno vaccinare, perché esiste sempre un punto di resistenza oltre il quale non si può più procedere.<br /><br />NUOVI GHETTI<br />Aveva compreso già tutto Alexander Solzenycin, quando nel gulag aveva scritto che "a vantaggio di chi governa, e a scapito di chi viene governato, l'uomo è fatto in maniera tale che - fin che resta in vita - c'è sempre qualcosa di più che gli si può fare". I nostri padroni sanno sempre che a un certo punto troveranno qualcosa che ci farà crollare: che la nostra resistenza verrà meno. Tra i renitenti, naturalmente, più di uno sta cercando di capire in che modo sia possibile andarsene con la propria famiglia e rifarsi una vita altrove: nel Regno Unito, in Svezia, in Florida ecc.<br />Oltre a ciò abbiamo altre piccole tragedia. Abbiamo infatti persone, spesso anziane, che si trovano confinate in piccole isole e senza alcuna possibilità di andare a farsi curare, dato che non possono utilizzare i traghetti. Chi vive a Sant'Erasmo (nella laguna veneta) oppure a Filicudi (a nord della Sicilia), se non accetterà di farsi vaccinare non potrà recarsi in ospedale e accedere ai servizi sanitari. Perfino tutti i non vaccinati della Sardegna che avessero bisogno di qualche visita sul continente dovranno rinunciarvi. Una follia.<br />È insomma un mondo infernale, profondamente violento e ingiusto, quello che l'attuale governo ha allestito per una fetta significativa della popolazione, ma non si può dire che Mario Draghi sia stato disonesto, dato che già a fine novembre aveva dichiarato: "Spero che coloro che da oggi saranno oggetto di restrizioni possano tornare a essere parte della società con tutti noi". La logica del ghetto non è mai stata celata, ma anzi è stata posta al centro delle scelte politiche.<br />Essere fuori dalla società, in effetti, significa trovarsi in un ghetto legale: in un mondo separato nel quale numerosi diritti sono negati. Draghi è un tecnocrate cinico e del tutto irrispettoso dei diritti fondamentali, ma ha il pregio di esprimere con chiarezza e trasparenza quello che pensa dei propri sudditi. Il costruttore dei nuovi ghetti, quanto meno, non si nasconde dietro a un dito.<br /><br />Nota di BastaBugie: Giuseppe De Lorenzo nell'articolo seguente dal titolo "Miozzo choc: Basta democrazia. Arrestiamo i no vax" spiega perché l'ex coordinatore del Comitato Tecnico Scientifico evoca l'arresto dei no vax.<br />Ecco l'articolo completo pubblicato sul Blog di Nicola Porro l'8 gennaio 2022:<br />Agostino Miozzo, poco rimpianto capo del Cts ai tempi dell'era Conte, in Corea del Nord ci ha vissuto davvero. Un Paese dove c'è una "dittatura vera", ricorda. E da cui deve aver imparato i fondamenti del regime. Già, perché oggi, nella sua intervista rilasciata al Corriere, è arrivato a proporre per l'Italia un modello Kim Jong-un. In sintesi: basta democrazia in nome dell'emergenza pandemica, arresto per i dissidenti no vax e multe da capogiro a chi non si piega alla puntura obbligatoria.<br />Il brutto è che non stiamo esagerando noi. Ha detto proprio così. Sentite qui. Il giornalista chiede: la convince la multa da 100 euro per gli over 50 che violano l'obbligo vaccinale? Risposta: "Lo chiede a me? Io metterei l'obbligo assoluto totale. Nell'emergenza in cui siamo non ci è permesso essere democratici. Tutti abbiamo parlato di guerra. E in guerra decide il comandante. E si prende le responsabilità". Avete capito? Ripetiamo: nel mezzo dell'emergenza Covid "non ci è permesso essere democratici". Affermazione che, per proprietà transitiva, si traduce nel decisionismo assoluto di "un comandante" unico, cioè una sorta di dittatore, che il professor Umberto Galimberti ha già identificato nel salvifico Mario Draghi. Visto che sogna di traslocare al Quirinale, un tempo residenza dei Pontefici, potremmo eleggere SuperMario direttamente successore di Pietro col Triregno, l'infallibilità papale e il governo monarchico su tutta Italia. Cosa ne dite?<br />Ma torniamo a Miozzo. Seconda domanda del giornalista: Quale sanzione prevederebbe per chi non si vaccina? Risposta: "Anche l'arresto". Ripetiamo: l'arresto. Come nelle Filippine del dittatore (aridaje) Duterte: lì se i non vaccinati escono di casa, la polizia li prende, li ammanetta e li butta in galera. Non sappiamo se Miozzo oltre che in Corea del Nord abbia abitato e lavorato anche nelle Filippine, ma deve averne comunque appreso i metodi. In fondo basta ripetere il ritornello "i non vaccinati fanno correre pericoli agli altri" per giustificare tutto, pure derive liberticide, propositi dittatoriali, fine della democrazia e arresti indiscriminati.<br />Ora ci rivolgiamo agli ultras delle chiusure anti no vax e no pass. Fate una pausa e riflettete: non vi pare di esagerare un tantino?]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/48253289</guid><pubDate>Tue, 11 Jan 2022 20:40:33 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/48253289/stiamo_diventando_come_la_corea_del_nord.mp3" length="11186721" type="audio/mpeg"/><itunes:author>BastaBugie</itunes:author><itunes:subtitle>VIDEO: Londra senza greenpass e mascherine ➜ https://rumble.com/vs9sx4-londra-senza-greenpass-e-mascherine.html

TESTO DELL'ARTICOLO ➜ www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6876

STIAMO DIVENTANDO COME LA COREA DEL NORD? di Carlo Lottieri
Quanti...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[VIDEO: Londra senza greenpass e mascherine ➜ <a href="https://rumble.com/vs9sx4-londra-senza-greenpass-e-mascherine.html" rel="noopener">https://rumble.com/vs9sx4-londra-senza-greenpass-e-mascherine.html</a><br /><br />TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6876" rel="noopener">www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6876</a><br /><br />STIAMO DIVENTANDO COME LA COREA DEL NORD? di Carlo Lottieri<br />Quanti s'arrogano il diritto di gestire la nostra esistenza, e pretendono pure di disporre del corpo altrui, hanno preso le loro decisioni, optando tra l'obbligo vaccinale sopra i 50 anni per tutti. Nella sostanza, con questa misura l'Italia espellerà dal mondo produttivo e dalla società molte centinaia di migliaia di persone, introducendo ghetti ancora più duri e brutali di quelli già in vigore.<br />Nonostante la retorica dei media di regime continui a battere sulla grancassa della solidarietà di maniera e di quello che viene presentato come un "dovere civico", a questo punto ci troviamo entro un sistema politico sempre più autoritario, il quale pretende di legittimarsi su base tecnocratica e ora si appresta a espellere dal lavoro numerosi nostri concittadini, "rei" di non avere consegnato il braccio allo Stato. Di conseguenza molti abbasseranno la testa e si vaccineranno contro la loro volontà.<br />Usare in questo contesto il termine "autoritario" non è una forzatura, se soltanto si considera che la cultura accademica mainstream ha ormai ampiamente legittimato un ritorno di logiche fasciste perfino per contrastare il cambiamento climatico. [...]<br />Nella cultura politica egemone la logica autoritaria non è ad appannaggio di piccoli gruppi radicali, come si vorrebbe far credere, ma invece è interpretata dalle élite e da una parte significativa della massa, ormai ampiamente narcotizzata.<br /><br />CAOS TAMPONI: SERVONO O NO?<br />La situazione è la seguente. Anche se i vaccini hanno mostrato di funzionare in maniera assai imperfetta e anche se - ad esempio - colui che ha accettato la vaccinazione non è affatto potenzialmente meno infettante di chi ha fatto un tampone nelle ultime 48 ore, il green pass "base" utilizzato in questi mesi non basterà più. La cosa è paradossale, dato che in una serie di circostanze - per visitare qualcuno in ospedale, ad esempio - anche ai vaccinati viene spesso chiesto di fare un tampone (riconoscendo che il vaccino non garantisce molto), ma quel medesimo test non sarà più sufficiente per lavorare. E tutto questo mentre a diffondersi è una versione ben poco pericolosa del Covid-19, l'Omicron, e molti infettati sono appunto tra i plurivaccinati.<br />Non c'è alcun serio ragionamento scientifico che possa giustificare una simile barbarie giuridica, che sta mettendo in una situazione disperata un numero altissimo di persone. Il calcolo è tutto politico e questo è stato ben chiaro fin dall'inizio: altrimenti non si capirebbe perché in Svizzera un guarito ottenga un pass che dura 12 mesi ed è pure rinnovabile di tre mesi in tre mesi in presenza di alti valori anticorpali, mentre da noi la durata dell'esenzione è soltanto di 6 mesi.<br />In Italia, così, abbiamo costruito una serie di ghetti e abbiamo creato un gran numero di emarginati. Alle molte migliaia di lavoratori già ora "sospesi" a tempo indeterminato - tanto più che il ceto politico non ha alcuna intenzione di porre fine alla pandemia - se ne aggiungeranno tantissimi altri. S'è edificato un mondo di paria e senza diritti, con il pieno consenso dei sindacati di regime. Questi nostri concittadini che hanno scelto legittimamente di non vaccinarsi proveranno a resistere usando i risparmi (se ne hanno) oppure cercheranno la solidarietà di altri; immagineranno forme alternative e illegali di lavoro; molti di loro, certamente, rinunceranno ai loro principi e alle loro idee e quindi alla fine si faranno vaccinare, perché esiste sempre un punto di resistenza oltre il quale non si può più procedere.<br /><br />NUOVI...]]></itunes:summary><itunes:duration>700</itunes:duration><itunes:keywords>dittatore,draghi,gulag,kimjongun,solzenycin</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/8fd4abf734fb486d3aff5b6a7dbc7ae4.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Lettera al titolare: non mi vaccino e non mi piego al greenpass</title><link>https://www.spreaker.com/episode/lettera-al-titolare-non-mi-vaccino-e-non-mi-piego-al-greenpass--48242565</link><description><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6869" rel="noopener">www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6869</a><br /><br />LETTERA AL TITOLARE: NON MI VACCINO E NON MI PIEGO AL GREEN PASS<br />Ero una partita iva ma i vari lockdown mi hanno fatto chiudere ed ora, da operaio, sono costretto a scegliere se piegarmi o no: questa realtà mi toglie il fiato, ma poi il mio sguardo volge verso il cielo e Gesù mi sorride<br />di Christian<br />Ciao (nome titolare) e buon anno.<br />Rispondendo alla tua email, sono a ringraziarvi per la fiducia e l'opportunità datami.<br />Sono sicuro che un accordo economico sarà l'ultimo dei nostri problemi, rifletto però sulla tua domanda relativa ai tempi che corrono.<br />Ragiono come padre di famiglia, come uomo responsabile della vita di altri esseri umani che da me dipendono, come uomo religioso che ha in Gesù Cristo l'unico punto di riferimento, nella sacra scrittura, la Bibbia, parola di Dio.<br />Alla tua domanda ho solo una risposta, che è la stessa che elaborai all'inizio di tutta questa farsa.<br />Non voglio fare un trattato filosofico e neppure un diktat morale, ma la mia convinzione rimane tale e quale.<br />Non mi inginocchierò mai davanti all'uomo, tanto meno se si arroga il diritto di decidere sulla mia vita, sulle mie libertà, sulla mia morale, e soprattutto se mi ordina di contravvenire ai comandamenti che Dio mi ha dato.<br />Comandamenti sui quali incentro la mia vita, la mia morale e la mia libertà.<br />Pertanto, escludendo a priori una inoculazione di un siero sperimentale mortale, pericoloso e soprattutto inutile, non sottostarò mai al consecutivo gioco a cui vorrebbero obbligarmi a partecipare. I tamponi, ormai dichiaratamente e ufficialmente spiegati come inutili dallo stesso CDC americano, in quanto possono confondere influenza con covid, e valutando la pericolosità di omicron che è pari ad un raffreddore (dichiarazioni ufficiali dei medici in Africa scopritori della variante) e leggendo i dati ormai incontrovertibili che girano in tutto il mondo tranne che in Italia, non posso che non obbedire ad una narrazione orweliana, distopica, autoritaria e dittatoriale, che attraverso la nuova bibbia, la televisione, e un nuovo dio, il vaccino, vuole convincerci che l'unica "verità" è nelle mani di una falsa scienza, asservita ad interessi economici sproporzionatamente giganteschi delle note case farmaceutiche.<br />Non posso e non voglio obbedire a uomini politici che nel dichiararsi per il bene altrui, in realtà stanno facendo solo giochi di poltrone e di soldi, contravvenendo ogni regolamento internazionale sui diritti umani e la nostra costituzione.<br />Detto questo, io credo in Dio e nella Sua Divina Provvidenza, credo nella vera Santa Chiesa e nella comunione dei Santi, che ci hanno insegnato la vera dottrina (non quella che oggi "qualcuno" vuole imporci) ma soprattutto nella preghiera, azione che accompagna ogni mia giornata.<br />Non ho paura dell'uomo, che può fare perire solo il mio umile e corrotto corpo, ma temo Colui che può farmi perire per l'eternità giudicando e condannando la mia anima.<br />Credo nello Spirito Santo che attraverso la Sua luce illumina le mie scelte.<br />Tutto quello che stiamo vivendo è, che ci crediate oppure no, ma ormai è fin troppo evidente anche ai più convinti, una vera e propria manipolazione, un controllo coercitivo che vuole obbligarci ad una spersonalizzazione forzata, atta a raggiungere un unico scopo, l'ubbidienza incondizionata.<br />Ti sembrerò pazzo, ma tutto quello che sta accadendo (green pass, prima dose, seconda dose, terza dose, forse una quarta, tamponi per i vaccinati, obbligo vaccinale nascosto) io lo avevo già chiaro nella mia mente, era già evidente all'inizio e lo dicevo già alle prime avvisaglie di una dittatura mascherata come emergenza pandemica.<br />Non voglio convincere nessuno e nemmeno insegnare qualcosa, ma soprattutto non voglio mancare di rispetto a nessuno.<br />La paura ha condizionato tutti e ognuno ha reagito come si sentiva di fare.<br />Ma ora siamo arrivati al punto che se non abbiamo un super pass rafforzato (solo il termine fa ridere, per non piangere) rischiamo di non poter lavorare, rischio che i nostri beneamati governanti hanno già minacciato.<br />La Bibbia ci insegna che quando l'uomo si vuole sostituire a Dio, cosa che oltretutto gli è impossibile, attira su di se la Sua ira e ben presto cadrà, finendo nel fuoco eterno della Geenna.<br />La Sua ira misericordiosa sarà inarrestabile e solo questo dovrebbe farci riflettere e guidare le nostre scelte. Ma non per paura, ma per il vero dispiacere di offendere Colui, che per infinito amore, ci ha creato.<br />Ci troviamo oggi a dover scegliere e decidere su chi e come far lavorare oneste persone, seguendo una narrativa completamente insensata. Infatti oggi brave persone si trovano, loro malgrado, a discriminare altre brave persone solo perché queste ultime scelgono un dissenso pacifico, appoggiandosi oltretutto a principi garantiti dalla costituzione italiana, e dove l'onore, la stima, il rispetto, ma soprattutto l'amore, ormai hanno lasciato il posto alla paura. E se la paura è l'unica cosa a dirigere le nostre azioni, queste non potranno che essere opera del diavolo, il quale solo così, può farci fare quello che vuole lui.<br />Solo questo dovrebbe farci riflettere sulla bontà della gestione di tutta questa situazione.<br />Non si tratta più di obbedire o disobbedire a chi ci mal governa. Ma di guardare oltre, più lontano e cercare di capire a quale futuro vogliamo andare incontro.<br />I miei riferimenti in questo mondo, non sono Draghi, Speranza, il CTS, o qualche virologo da televisione, ma persone come Franz Jagerstatter, Massimiliano Maria Kolbe, Padre Pio, uomini, santi coraggiosi che si opposero al male contrapponendo il bene, affidandosi completamente anima e corpo a Gesù Cristo, donandoci così, a tutti noi, grazie immense come la Fede, la Speranza, ma soprattutto la Carità.<br />Loro mi hanno insegnato cosa vuol dire vivere. Cosa vuol dire vivere per Nostro Signore.<br />Rivolgo le mie preghiere quotidiane a nostra Signora della Pace, Maria Santissima, che guida i miei passi. Con Lei non temo nulla.<br />Sarete pertanto e comunque nelle mie preghiere, per il tempo trascorso e se vorrete per il tempo che trascorreremo insieme in futuro.<br />Quindi lascio a te e a voi la scelta finale, se considerarmi come un problema difficilmente gestibile oppure un collaboratore con il quale vale la pena continuare a lavorare nonostante i "relativi rischi".<br />Grazie.<br />Christian]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/48242565</guid><pubDate>Tue, 11 Jan 2022 20:39:19 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/48242565/lettera_al_titolare_non_mi_vaccino_e_non_mi_piego_al_greenpass.mp3" length="7845137" type="audio/mpeg"/><itunes:author>BastaBugie</itunes:author><itunes:subtitle>TESTO DELL'ARTICOLO ➜ www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6869

LETTERA AL TITOLARE: NON MI VACCINO E NON MI PIEGO AL GREEN PASS
Ero una partita iva ma i vari lockdown mi hanno fatto chiudere ed ora, da operaio, sono costretto a scegliere se piegarmi...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6869" rel="noopener">www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6869</a><br /><br />LETTERA AL TITOLARE: NON MI VACCINO E NON MI PIEGO AL GREEN PASS<br />Ero una partita iva ma i vari lockdown mi hanno fatto chiudere ed ora, da operaio, sono costretto a scegliere se piegarmi o no: questa realtà mi toglie il fiato, ma poi il mio sguardo volge verso il cielo e Gesù mi sorride<br />di Christian<br />Ciao (nome titolare) e buon anno.<br />Rispondendo alla tua email, sono a ringraziarvi per la fiducia e l'opportunità datami.<br />Sono sicuro che un accordo economico sarà l'ultimo dei nostri problemi, rifletto però sulla tua domanda relativa ai tempi che corrono.<br />Ragiono come padre di famiglia, come uomo responsabile della vita di altri esseri umani che da me dipendono, come uomo religioso che ha in Gesù Cristo l'unico punto di riferimento, nella sacra scrittura, la Bibbia, parola di Dio.<br />Alla tua domanda ho solo una risposta, che è la stessa che elaborai all'inizio di tutta questa farsa.<br />Non voglio fare un trattato filosofico e neppure un diktat morale, ma la mia convinzione rimane tale e quale.<br />Non mi inginocchierò mai davanti all'uomo, tanto meno se si arroga il diritto di decidere sulla mia vita, sulle mie libertà, sulla mia morale, e soprattutto se mi ordina di contravvenire ai comandamenti che Dio mi ha dato.<br />Comandamenti sui quali incentro la mia vita, la mia morale e la mia libertà.<br />Pertanto, escludendo a priori una inoculazione di un siero sperimentale mortale, pericoloso e soprattutto inutile, non sottostarò mai al consecutivo gioco a cui vorrebbero obbligarmi a partecipare. I tamponi, ormai dichiaratamente e ufficialmente spiegati come inutili dallo stesso CDC americano, in quanto possono confondere influenza con covid, e valutando la pericolosità di omicron che è pari ad un raffreddore (dichiarazioni ufficiali dei medici in Africa scopritori della variante) e leggendo i dati ormai incontrovertibili che girano in tutto il mondo tranne che in Italia, non posso che non obbedire ad una narrazione orweliana, distopica, autoritaria e dittatoriale, che attraverso la nuova bibbia, la televisione, e un nuovo dio, il vaccino, vuole convincerci che l'unica "verità" è nelle mani di una falsa scienza, asservita ad interessi economici sproporzionatamente giganteschi delle note case farmaceutiche.<br />Non posso e non voglio obbedire a uomini politici che nel dichiararsi per il bene altrui, in realtà stanno facendo solo giochi di poltrone e di soldi, contravvenendo ogni regolamento internazionale sui diritti umani e la nostra costituzione.<br />Detto questo, io credo in Dio e nella Sua Divina Provvidenza, credo nella vera Santa Chiesa e nella comunione dei Santi, che ci hanno insegnato la vera dottrina (non quella che oggi "qualcuno" vuole imporci) ma soprattutto nella preghiera, azione che accompagna ogni mia giornata.<br />Non ho paura dell'uomo, che può fare perire solo il mio umile e corrotto corpo, ma temo Colui che può farmi perire per l'eternità giudicando e condannando la mia anima.<br />Credo nello Spirito Santo che attraverso la Sua luce illumina le mie scelte.<br />Tutto quello che stiamo vivendo è, che ci crediate oppure no, ma ormai è fin troppo evidente anche ai più convinti, una vera e propria manipolazione, un controllo coercitivo che vuole obbligarci ad una spersonalizzazione forzata, atta a raggiungere un unico scopo, l'ubbidienza incondizionata.<br />Ti sembrerò pazzo, ma tutto quello che sta accadendo (green pass, prima dose, seconda dose, terza dose, forse una quarta, tamponi per i vaccinati, obbligo vaccinale nascosto) io lo avevo già chiaro nella mia mente, era già evidente all'inizio e lo dicevo già alle prime avvisaglie di una dittatura mascherata come emergenza pandemica.<br />Non voglio convincere nessuno e nemmeno insegnare qualcosa, ma soprattutto non voglio mancare di rispetto a nessuno.<br />La paura ha...]]></itunes:summary><itunes:duration>491</itunes:duration><itunes:keywords>disobbedire,dissensopacifico,greenpass,guardareoltre,obbligovaccinale</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/9814234c6b3f36d14cadf9df7d9f8f89.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Avvenire e Aleteia contro i cattolici non allineati al potere</title><link>https://www.spreaker.com/episode/avvenire-e-aleteia-contro-i-cattolici-non-allineati-al-potere--48255081</link><description><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6875" rel="noopener">www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6875</a><br /><br />AVVENIRE E ALETEIA CONTRO I CATTOLICI NON ALLINEATI AL POTERE di Paolo Gulisano<br />Il problema della Pandemia, come è sempre più chiaro anche dopo gli ultimi provvedimenti del governo, non è contrastare il virus, ma combattere i No Vax. Questo termine - lo ripetiamo da tempo sulla NBQ - è diventato una sorta di parola magica, un termine per identificare l'antagonista, il nemico. Il capro espiatorio di ciò che sta accadendo, compresi i fallimenti delle strategie di contenimento dell'epidemia. Un termine quasi metafisico, o metapolitico. Non è un caso che l'origine della parola venga proprio dal gergo politico.<br />Fu coniato nel 2017, quando il ministro della Salute Beatrice Lorenzin introdusse l'obbligo coercitivo per dieci vaccinazioni per l'infanzia. Per i genitori che non volevano sottoporre i propri figli a questa pratica, c'erano sanzioni economiche e soprattutto l'allontanamento dei bambini dalle scuole. Eravamo in un clima di piena retorica dell'"inclusione", ma lo Stato cominciava a espellere dalle scuole statali e paritarie chi non si adeguava. E per i genitori che protestavano, venne coniato questo termine spregiativo, "No Vax", che riprendeva il celebre "No Tav" attribuito a coloro che si opponevano alla realizzazione dell'Alta Velocità in Val di Susa, identificati come violenti oppositori del progresso.<br />E così cominciò a far capolino sulla stampa questa parola, No Vax, ora diventata la più usata, la più celebre, la più esecrata dell'era pandemica. Si odia più il No Vax che il virus stesso, e lo si vede dall'odio bestiale presente sulla Rete, sui Social, nelle chiacchiere della gente.<br /><br />CAMPAGNA DI DISCRIMINAZIONE E DI ODIO<br />Ma nonostante la palese campagna di discriminazione e di odio nei confronti delle persone che hanno fatto la scelta di non sottoporsi alla vaccinazione, secondo un diritto da sempre riconosciuto nel mondo libero (non dimentichiamo che la vaccinazione obbligatoria era praticata solo nei Paesi dei Regimi Comunisti), c'è chi diffonde narrazioni ancora più offensive nei confronti di queste persone, cercando di screditarle moralmente. E visto che si tratta di morale - o meglio, di moralismo - il lavoro sporco è stato affidato ai cattolici collaborazionisti, alla Chiesa di Stato.<br />Così il quotidiano dell'Episcopato italiano - Avvenire - ha pubblicato nei giorni scorsi un significativo editoriale di Marina Corradi. Il titolo, "Questa letale ansia di guerra", farebbe sperare ad un ripensamento provvidenziale di Avvenire, che in più occasioni ha ospitato editoriali bellicistici del professor Ricciardi, collaboratore del ministro Speranza. L'occhiello poi promette anche di meglio:: "L'ostinato rifiuto delle cure anti-Covid", e il lettore ingenuo spera che finalmente il quotidiano della CEI affronti la vergogna dei medici di base che ancora oggi - nel 2022 - non fanno che prescrivere il solo paracetamolo alle persone malate, o che non rispondono alle chiamate, non sono nemmeno reperibili, lasciando così i pazienti nell'angoscia e nella disperata ricerca di un medico.<br />Niente di tutto questo. L'ansia di guerra è quella dei cosiddetti No Vax. Non sono loro che hanno perso il lavoro, che non possono entrare in molti esercizi commerciali, che non possono salire sui mezzi pubblici, a subire un'aggressione ideologica e sociale senza precedenti: sono invece dei bellicosi, degli aggressivi. E quel che è peggio è che sono aggressivi verso se stessi. La Corradi ci narra di una sedicente voglia di suicidio da parte dei cosiddetti No Vax. Desiderano la morte, e quindi, visto che queste righe sono pubblicate su un giornale cattolico, ecco che viene comminata nei loro confronti una squalifica morale: il suicidio è un peccato grave. Il No Vax pecca gravemente, e questo non è che l'ultima accusa di peccaminosità, dato che già il solo sottrarsi all'"atto di amore" - come definito dal Vescovo di Roma - per molti esegeti è un peccato contro la carità.<br /><br />L'UNICA ANSIA DEI MALATI È DI TROVARE CHI SI PRENDA CURA DI LORO<br />Poco importa che l'andamento epidemiologico ci stia dimostrando che i vaccini non interrompono la trasmissione e la diffusione del virus e quindi non servono a preservare il prossimo tuo: a credere al doverismo moralistico dell'inoculazione è rimasta solo una certa Chiesa, e lo fa lanciando accuse inverosimili.<br />Chi cura sul campo i malati di Covid, vaccinati o meno, perché chi cura davvero non fa discriminazioni, non ha mai trovato questo "cupio dissolvi" presunto dalla Corradi. Chi cura vede invece persone sempre più spaventate dalla narrazione sulla malattia, terrorizzate dalla sofferenza e dalla morte, e tutti chiedono solo di guarire.<br />L'unica ansia dei malati è quella di trovare chi si prenda cura di loro, che non li abbandoni, che dia loro le terapie adeguate per guarire. Non è vero che i sedicenti No Vax "si condannano a morte da soli". Chi cura davvero li ha visti aggrappati alla vita con tutte le forze rimaste loro, così come i loro famigliari.<br />Marina Corradi nel suo editoriale riprende le tesi della Società degli anestesisti italiani,che ha diffuso un comunicato per supportare i propri colleghi impegnati con pazienti "irriducibili". Quella Società che già all'inizio dell'epidemia sosteneva che di fronte al sovraffollamento dei reparti andassero praticate delle "selezioni" con determinati criteri rispetto ai pazienti da assistere in terapia intensiva, un concetto sul quale ci sarebbe molto da discutere. La giornalista prende per buona questa narrazione che vedrebbe una presunta volontà di morte attuata attraverso il rifiuto di cure (non ben precisate), ma forse - da brava giornalista qual è -, dovrebbe andare a raccogliere anche le tante testimonianze di persone - malati o loro famigliari - che sono stati aggrediti verbalmente, insultati, resi oggetto di pesanti sarcasmi da parte di personale sanitario, per il fatto di non essersi fatti vaccinare.<br />Testimonianze impressionanti, che rivelano uno scenario del mondo della Sanità molto meno idilliaco rispetto a quello prospettato da Avvenire. Uno scenario che rivela che, se una guerra c'è, come scrive il quotidiano della CEI, è fatta non a senso unico, ma da due parti. E si scoprirà qual è la parte che sta maggiormente soffrendo, e non certo per propria presunta volontà suicida.<br /><br />Nota di BastaBugie: Riccardo Cascioli nell'articolo seguente dal titolo "Se i media cattolici pro vax sono pagati da Soros e Gates" parla del consorzio di media cattolici, catholic-factchecking, guidato da Aleteia, un progetto per silenziare i giornalisti cattolici non allineati al potere.<br />Ecco l'articolo completo pubblicato su La Nuova Bussola Quotidiana il 10 gennaio 2022:<br />Una ben documentata inchiesta del sito americano Church Militant rivela come Google, Soros e Bill Gates finanziano i media cattolici pro-vax per contrastare chi nella Chiesa non è allineato al verbo vaccinista. E si scopre che a guidare il consorzio di media cattolici che si autonominano fact-checkers (cioèche controllano la veridicità delle notizie, in questo caso sui vaccini anti-Covid) è il sito Aleteia, testata pubblicta in sette lingue, che gode di una stretta collaborazione con il Dicastero vaticano per la Comunicazione oltre che con il Pontificio Consiglio per la Nuova evangelizzazione.<br />Il consorzio, che comprende una trentina di testate, è attivo da qualche mese e cerca nuove reclute attraverso il proprio sito catholic-factchecking.com (che viene definito "International Catholic Media Consortium on Covid-19 vaccines", ovvero Consorzio internazionale dei media cattolici sul vaccino Covid-19). E il consorzio è uno degli undici progetti (su 309 concorrenti di 74 paesi) a essersi spartiti i 3 milioni di dollari messi a disposizione da Google News Inititative attraverso il Covid-19 Vaccine Counter-Misinformation Open Fund.<br />Insomma, Google è preoccupata di chi mette in dubbio la narrazione secondo cui il vaccino è la sola salvezza dell'umanità e mette in campo tutta la sua potenza per contrastare capillarmente il nemico. Già questo, essendo Google il principale motore di ricerca nel mondo, dovrebbe sollevare qualche preoccupazione. Preoccupazione che dovrebbe diventare inquietudine venendo a conoscenza che dal 2019 il "fratello" di Google (emanazione della stessa compagnia Alphabet), Verily, che si occupa di sanità, ha una «alleanza strategica» con grandi compagnie farmaceutiche, tra cui Pfizer. Peraltro Verily è attualmente partner di Pfizer e del Duke Clinic Research Center nello studio della sicurezza a lungo termine dei vaccini per il Covid.<br />A nessuno curiosamente viene il sospetto che ci sia qualche conflitto di interesse. Per quanto riguarda i cattolici, poi, dovrebbe far venire qualche scrupolo il fatto che Google promuova apertamente i diritti riproduttivi (contraccezione e aborto) e l'agenda Lgbtq… Ma evidentemente pecunia non olet, e di fronte alla necessità di piegare qualsiasi resistenza ai vaccini tra i cattolici non si può andare troppo per il sottile. Del resto Aleteia ha dal 2013 un rapporto consolidato di collaborazione con Google. Ma non solo: per accreditarsi allo scopo di beneficiare dei fondi della Google News Initiative, Catholicfactchecking si avvale della consulenza di un istituto di ricerca spagnolo, l'Instituto de Salud Global (ISGlobal) di Barcellona che, a sua volta, negli anni ha ricevuto 57 milioni di dollari dalla Fondazione Bill e Melinda Gates e 150mila dollari dalla Fondazione Open Society di George Soros, secondo quanto ricostruito da Church Militant.<br />Oltre ad avere interessi diretti nella campagna di vaccinazione (soprattutto Gates), Church Militant giustamente ricorda che entrambe queste fondazioni non più tardi di sei mesi fa hanno sponsorizzato il rapporto "Tip of the Iceberg", volto a screditare i movimenti pro-life europei, inclusa la COMECE (la Commissione delle Conferenze episcopali dell'Unione Europea).]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/48255081</guid><pubDate>Tue, 11 Jan 2022 20:35:15 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/48255081/avvenire_e_aleteia_contro_i_cattolici_non_allineati_al_potere.mp3" length="15578218" type="audio/mpeg"/><itunes:author>BastaBugie</itunes:author><itunes:subtitle>TESTO DELL'ARTICOLO ➜ www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6875

AVVENIRE E ALETEIA CONTRO I CATTOLICI NON ALLINEATI AL POTERE di Paolo Gulisano
Il problema della Pandemia, come è sempre più chiaro anche dopo gli ultimi provvedimenti del governo, non...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6875" rel="noopener">www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6875</a><br /><br />AVVENIRE E ALETEIA CONTRO I CATTOLICI NON ALLINEATI AL POTERE di Paolo Gulisano<br />Il problema della Pandemia, come è sempre più chiaro anche dopo gli ultimi provvedimenti del governo, non è contrastare il virus, ma combattere i No Vax. Questo termine - lo ripetiamo da tempo sulla NBQ - è diventato una sorta di parola magica, un termine per identificare l'antagonista, il nemico. Il capro espiatorio di ciò che sta accadendo, compresi i fallimenti delle strategie di contenimento dell'epidemia. Un termine quasi metafisico, o metapolitico. Non è un caso che l'origine della parola venga proprio dal gergo politico.<br />Fu coniato nel 2017, quando il ministro della Salute Beatrice Lorenzin introdusse l'obbligo coercitivo per dieci vaccinazioni per l'infanzia. Per i genitori che non volevano sottoporre i propri figli a questa pratica, c'erano sanzioni economiche e soprattutto l'allontanamento dei bambini dalle scuole. Eravamo in un clima di piena retorica dell'"inclusione", ma lo Stato cominciava a espellere dalle scuole statali e paritarie chi non si adeguava. E per i genitori che protestavano, venne coniato questo termine spregiativo, "No Vax", che riprendeva il celebre "No Tav" attribuito a coloro che si opponevano alla realizzazione dell'Alta Velocità in Val di Susa, identificati come violenti oppositori del progresso.<br />E così cominciò a far capolino sulla stampa questa parola, No Vax, ora diventata la più usata, la più celebre, la più esecrata dell'era pandemica. Si odia più il No Vax che il virus stesso, e lo si vede dall'odio bestiale presente sulla Rete, sui Social, nelle chiacchiere della gente.<br /><br />CAMPAGNA DI DISCRIMINAZIONE E DI ODIO<br />Ma nonostante la palese campagna di discriminazione e di odio nei confronti delle persone che hanno fatto la scelta di non sottoporsi alla vaccinazione, secondo un diritto da sempre riconosciuto nel mondo libero (non dimentichiamo che la vaccinazione obbligatoria era praticata solo nei Paesi dei Regimi Comunisti), c'è chi diffonde narrazioni ancora più offensive nei confronti di queste persone, cercando di screditarle moralmente. E visto che si tratta di morale - o meglio, di moralismo - il lavoro sporco è stato affidato ai cattolici collaborazionisti, alla Chiesa di Stato.<br />Così il quotidiano dell'Episcopato italiano - Avvenire - ha pubblicato nei giorni scorsi un significativo editoriale di Marina Corradi. Il titolo, "Questa letale ansia di guerra", farebbe sperare ad un ripensamento provvidenziale di Avvenire, che in più occasioni ha ospitato editoriali bellicistici del professor Ricciardi, collaboratore del ministro Speranza. L'occhiello poi promette anche di meglio:: "L'ostinato rifiuto delle cure anti-Covid", e il lettore ingenuo spera che finalmente il quotidiano della CEI affronti la vergogna dei medici di base che ancora oggi - nel 2022 - non fanno che prescrivere il solo paracetamolo alle persone malate, o che non rispondono alle chiamate, non sono nemmeno reperibili, lasciando così i pazienti nell'angoscia e nella disperata ricerca di un medico.<br />Niente di tutto questo. L'ansia di guerra è quella dei cosiddetti No Vax. Non sono loro che hanno perso il lavoro, che non possono entrare in molti esercizi commerciali, che non possono salire sui mezzi pubblici, a subire un'aggressione ideologica e sociale senza precedenti: sono invece dei bellicosi, degli aggressivi. E quel che è peggio è che sono aggressivi verso se stessi. La Corradi ci narra di una sedicente voglia di suicidio da parte dei cosiddetti No Vax. Desiderano la morte, e quindi, visto che queste righe sono pubblicate su un giornale cattolico, ecco che viene comminata nei loro confronti una squalifica morale: il suicidio è un peccato grave. Il No Vax pecca gravemente, e questo non è che l'ultima accusa di peccaminosità, dato che già il solo...]]></itunes:summary><itunes:duration>974</itunes:duration><itunes:keywords>aleteia,avvenire,factcheckers,internationalcatholicmedia,pfizer,pontificiaaccademiaperlavita</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/d982baf72c546ecb0b072893d564bd10.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Genitori martellati dalla propaganda per vaccinare i figli</title><link>https://www.spreaker.com/episode/genitori-martellati-dalla-propaganda-per-vaccinare-i-figli--48161570</link><description><![CDATA[VIDEO: BYOBLOB, SPECIALE DI FINE ANNO..Per non dimenticare! ➜ <a href="https://www.byoblu.com/2021/12/31/byoblob-speciale-di-fine-anno-per-non-dimenticare/" rel="noopener">https://www.byoblu.com/2021/12/31/byoblob-speciale-di-fine-anno-per-non-dimenticare/</a><br /><br />TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6855" rel="noopener">www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6855</a><br /><br />GENITORI MARTELLATI DALLA PROPAGANDA PER VACCINARE I FIGLI<br />Rivelazione choc negli Usa: anche Anthony Fauci ammette che c'è un allarme esagerato infatti i bambini ricoverati sono semmai con il Covid, non per il Covid (VIDEO: Per non dimenticare due anni di balle sul Covid)<br />da Blog di Nicola Porro<br />Che l'allarme sul Covid dei bambini fosse sospetto, almeno nella tempistica (i minori, prima sostanzialmente risparmiati dal virus, ne sono diventati le vittime predilette giusto quando è diventato disponibile il vaccino), ce ne eravamo resi conto. Forse, però, non ci aspettavamo che cadessero così presto i veli sulle "nobili bugie" raccontate da esperti e politici per spingerci a obbedire ai mantra pandemici.<br />In questi giorni, ad esempio, tante facce fresche, che per un anno ci avevano assicurato che con le iniezioni saremmo usciti dall'incubo, senza battere ciglio, stanno cambiando versione: "Eh, ma noi non abbiamo mai detto che il vaccino proteggeva dal contagio; la scienza non è infallibile; lo stato delle conoscenze, quando parlavamo, era un altro; la situazione evolve, ci sono le varianti...". Eccetera eccetera: i cervelloni, protagonisti del disastro italiano, hanno ragione pure se hanno avuto torto. Perché i vaccini hanno sì raggiunto uno straordinario risultato, cioè disaccoppiare i contagi dalle manifestazioni gravi della malattia e dai decessi, però non ci hanno certo salvato dal virus, come speravamo.<br />Intanto, però, anche un altro altarino è stato svelato: qualcuno, Oltreoceano, ora ammette di aver deliberatamente gonfiato l'allarme sul coronavirus nei bimbi, per indurre i genitori a vaccinarli.<br />Succede tutto il 27 dicembre, a New York. Mary Bassett, commissario per la Salute, è insieme al governatore democratico dello Stato, Kathy Hochul. E durante la conferenza stampa, tra le altre cose, afferma: "Con i numeri che abbiamo dato a proposito dei ricoveri pediatrici non intendevamo far sembrare che i bambini stessero avendo un'epidemia di infezioni. Erano numeri piccoli quelli che abbiamo riportato nel nostro bollettino sanitario, basati su 50 ospedalizzazioni. Ora vi ho fornito numeri più ampi, ma sono lo stesso cifre contenute. In realtà è per motivare i pediatri e le famiglie a cercare la protezione del vaccino". Talmente chiaro, che non serve certo la parafrasi: siamo di fronte a una rappresentante delle istituzioni che ammette che l'enfasi sul Covid nei minori aveva scopi essenzialmente propagandistici.<br />D'altronde, anche Anthony Fauci è stato costretto a gettare la maschera. Giovedì scorso, ospite di Msnbc, ha dichiarato: "Se guardate ai bambini ricoverati, molti di loro sono ricoverati con il Covid, non a causa del Covid [...]. Se un bimbo va in ospedale, automaticamente viene sottoposto a un test per il Covid e viene conteggiato come una persona ricoverata per Covid". Di nuovo, cristallino: non solo i numeri dei ricoveri pediatrici sono contenuti, ma - lo dice il virologo mito della sinistra anti Trump, certo non tacciabile di negazionismo - molti di essi finiscono in corsia per altre patologie, altri disturbi, altri malori e, accertata la loro positività a un tampone di routine, vengono inseriti nei bollettini dei pazienti Covid. Anche se, magari, sono entrati in ospedale per una caviglia slogata. [...] Giù le mani - e le siringhe - dai nostri figli.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/48161570</guid><pubDate>Tue, 04 Jan 2022 20:45:39 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/48161570/genitori_martellati_dalla_propaganda_per_vaccinare_i_figli.mp3" length="4408677" type="audio/mpeg"/><itunes:author>BastaBugie</itunes:author><itunes:subtitle>VIDEO: BYOBLOB, SPECIALE DI FINE ANNO..Per non dimenticare! ➜ https://www.byoblu.com/2021/12/31/byoblob-speciale-di-fine-anno-per-non-dimenticare/

TESTO DELL'ARTICOLO ➜ www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6855

GENITORI MARTELLATI DALLA PROPAGANDA...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[VIDEO: BYOBLOB, SPECIALE DI FINE ANNO..Per non dimenticare! ➜ <a href="https://www.byoblu.com/2021/12/31/byoblob-speciale-di-fine-anno-per-non-dimenticare/" rel="noopener">https://www.byoblu.com/2021/12/31/byoblob-speciale-di-fine-anno-per-non-dimenticare/</a><br /><br />TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6855" rel="noopener">www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6855</a><br /><br />GENITORI MARTELLATI DALLA PROPAGANDA PER VACCINARE I FIGLI<br />Rivelazione choc negli Usa: anche Anthony Fauci ammette che c'è un allarme esagerato infatti i bambini ricoverati sono semmai con il Covid, non per il Covid (VIDEO: Per non dimenticare due anni di balle sul Covid)<br />da Blog di Nicola Porro<br />Che l'allarme sul Covid dei bambini fosse sospetto, almeno nella tempistica (i minori, prima sostanzialmente risparmiati dal virus, ne sono diventati le vittime predilette giusto quando è diventato disponibile il vaccino), ce ne eravamo resi conto. Forse, però, non ci aspettavamo che cadessero così presto i veli sulle "nobili bugie" raccontate da esperti e politici per spingerci a obbedire ai mantra pandemici.<br />In questi giorni, ad esempio, tante facce fresche, che per un anno ci avevano assicurato che con le iniezioni saremmo usciti dall'incubo, senza battere ciglio, stanno cambiando versione: "Eh, ma noi non abbiamo mai detto che il vaccino proteggeva dal contagio; la scienza non è infallibile; lo stato delle conoscenze, quando parlavamo, era un altro; la situazione evolve, ci sono le varianti...". Eccetera eccetera: i cervelloni, protagonisti del disastro italiano, hanno ragione pure se hanno avuto torto. Perché i vaccini hanno sì raggiunto uno straordinario risultato, cioè disaccoppiare i contagi dalle manifestazioni gravi della malattia e dai decessi, però non ci hanno certo salvato dal virus, come speravamo.<br />Intanto, però, anche un altro altarino è stato svelato: qualcuno, Oltreoceano, ora ammette di aver deliberatamente gonfiato l'allarme sul coronavirus nei bimbi, per indurre i genitori a vaccinarli.<br />Succede tutto il 27 dicembre, a New York. Mary Bassett, commissario per la Salute, è insieme al governatore democratico dello Stato, Kathy Hochul. E durante la conferenza stampa, tra le altre cose, afferma: "Con i numeri che abbiamo dato a proposito dei ricoveri pediatrici non intendevamo far sembrare che i bambini stessero avendo un'epidemia di infezioni. Erano numeri piccoli quelli che abbiamo riportato nel nostro bollettino sanitario, basati su 50 ospedalizzazioni. Ora vi ho fornito numeri più ampi, ma sono lo stesso cifre contenute. In realtà è per motivare i pediatri e le famiglie a cercare la protezione del vaccino". Talmente chiaro, che non serve certo la parafrasi: siamo di fronte a una rappresentante delle istituzioni che ammette che l'enfasi sul Covid nei minori aveva scopi essenzialmente propagandistici.<br />D'altronde, anche Anthony Fauci è stato costretto a gettare la maschera. Giovedì scorso, ospite di Msnbc, ha dichiarato: "Se guardate ai bambini ricoverati, molti di loro sono ricoverati con il Covid, non a causa del Covid [...]. Se un bimbo va in ospedale, automaticamente viene sottoposto a un test per il Covid e viene conteggiato come una persona ricoverata per Covid". Di nuovo, cristallino: non solo i numeri dei ricoveri pediatrici sono contenuti, ma - lo dice il virologo mito della sinistra anti Trump, certo non tacciabile di negazionismo - molti di essi finiscono in corsia per altre patologie, altri disturbi, altri malori e, accertata la loro positività a un tampone di routine, vengono inseriti nei bollettini dei pazienti Covid. Anche se, magari, sono entrati in ospedale per una caviglia slogata. [...] Giù le mani - e le siringhe - dai nostri figli.]]></itunes:summary><itunes:duration>276</itunes:duration><itunes:keywords>bambini,contagio,fauci,pernondimenticare,propaganda</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/6d8c7a3753b7bd60ea463c0b2aea1a91.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>L'OMS è quasi interamente finanziata dall'industria farmaceutica</title><link>https://www.spreaker.com/episode/l-oms-e-quasi-interamente-finanziata-dall-industria-farmaceutica--48089549</link><description><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6851" rel="noopener">www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6851</a><br /><br />L'OMS E' QUASI INTERAMENTE FINANZIATA DALL'INDUSTRIA FARMACEUTICA di Alessandro Rimoldi<br />La maggior parte degli studi, delle ricerche e delle sperimentazioni in ambito sanitario è finanziata dal settore privato, ovvero dall'industria farmaceutica (nel 2019 in Italia il numero di studi clinici indipendenti si è attestato al 23,2%). Scarsi e insufficienti sono i finanziamenti pubblici devoluti a favore della ricerca clinica, con la conseguenza che i ricercatori accademici e gli scienziati che possono permettersi di lavorare senza il sostegno interessato delle case farmaceutiche, costituiscono una piccola minoranza all'interno della comunità scientifica.<br />La "comunità scientifica" perciò, lungi dall'essere quell'ideale di meritocrazia e di confronto alla pari fra scienziati indipendenti che mettono a disposizione il proprio lavoro per il perseguimento del bene comune, è in realtà un luogo ove si perseguono in gran parte gli interessi dell'industria farmaceutica. L'industria farmaceutica controlla, ad ogni livello, ogni settore ed istituzione della sanità.<br />L'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), l'organismo dell'ONU al vertice della sanità mondiale, contrariamente alla rappresentazione di autorità scientifica imparziale al servizio e tutela della salute dei popoli che ne fanno i principali mezzi di informazione, può essere considerata come un garante di interessi privati. Ed infatti ben 3/4 delle sue risorse finanziarie provengono direttamente o indirettamente dall'industria farmaceutica e dalle aziende produttrici di vaccini.<br />Se formalmente l'OMS è finanziato dai 194 Paesi membri dell'ONU con contributi fissi in base al PIL (congelati dal 1987), nella sostanza sono i contributi volontari (donazioni) di soggetti privati (aziende e fondazioni) la parte più consistente (quasi la totalità) delle entrate finanziarie dell'ente: ovvero 4,6 miliardi di dollari su un budget complessivo di 5,6 miliardi di dollari.<br />A ciò si aggiunga che oltre 4,3 miliardi delle donazioni volontarie sono "legate a un progetto", ossia sono destinate ai progetti specifici decisi dai donatori privati. Così è evidente che aziende farmaceutiche come Sanofi Pasteur e GlaxoSmithKline (che figurano nell'elenco dei principali finanziatori privati dell'OMS) e fondazioni, indirettamente finanziate dalle stesse case farmaceutiche, orientano tramite le proprie "donazioni" le politiche sanitarie dell'OMS a proprio vantaggio e tornaconto.<br /><br />IL MAGGIORE FINANZIATORE DELL'OMS È BILL GATES<br />Peraltro, il maggiore finanziatore dell'OMS è Bill Gates, il quale, attraverso la sua fondazione "Bill & Melinda Gates Foundation" e GAVI Alliance (ente di cooperazione mondiale creato nel 2000 avente come scopo quello di diffondere "l'immunizzazione per tutti" attraverso i vaccini e come principale finanziatore la stessa fondazione "Bill & Melinda Gates"), di fatto controlla l'OMS e ne indirizza la politica, i programmi e le strategie sanitarie. Non si sottraggono a questa logica le agenzie di vigilanza del farmaco, come l'EMA e l'FDA.<br />Per il 2021 il budget annuale dell'EMA, l'Agenzia Europea per i medicinali, ammonta a 385,9 milioni di euro: il 14% dei fondi proviene dall'Unione europea, mentre la restante parte, l'86% delle risorse economiche di cui l'EMA dispone (circa 330 milioni), deriva da tasse e oneri (commissioni) pagate dalle stesse aziende farmaceutiche che desiderano immettere un medicinale sul mercato.<br />È evidente il conflitto di interessi che tale meccanismo di finanziamento crea, posto che il soggetto "controllante" (l'EMA) è direttamente finanziato dal soggetto "controllato" (azienda farmaceutica), e non vi è chi non veda come tale criterio di dipendenza economica sia lo strumento migliore di cui l'industria farmaceutica possa avvalersi per esercitare la sua azione di influenza, di pressione e di controllo sulle decisioni dell'Agenzia.<br />Tale conflitto di interessi mina certamente l'indipendenza e l'imparzialità dell'organismo che si occupa del monitoraggio e dell'approvazione dei medicinali distribuiti negli Stati dell'Unione.<br />La FDA (Food and Drug Administration), la principale Agenzia governativa degli Stati Uniti per il controllo sui farmaci e sugli alimenti, non fa eccezione a questo criterio di finanziamento. Il budget della FDA per l'anno 2019 è stato di 5,9 miliardi di dollari: circa il 55% (3,2 miliardi di dollari), del bilancio è fornito dall'autorizzazione del budget federale, mentre il restante 45%, (2,7 miliardi di dollari), proviene dalle tasse di utenza del settore. Le attività di regolamentazione dei farmaci umani rappresentano il 33% del budget della FDA; mentre il 65% di queste attività è pagato dalle tasse di utenza del settore.<br />Dunque anche sulla più importante agenzia di farmacovigilanza degli Stati Uniti pesano gravi conflitti di interesse, considerato che la quota maggioritaria (65%) delle risorse finanziarie, che la FDA destina per la vigilanza e l'approvazione dei farmaci ad uso umano, proviene da commissioni pagate dall'industria farmaceutica.<br /><br />I CONFLITTI DI INTERESSI<br />Tralasciando i conflitti di interessi che l'industria farmaceutica ha generato in ambito più particolare, ove la sua azione di ingerenza e influenza si è estesa in modo capillare fino a controllare enti ed istituzioni nazionali, nonché associazioni e società di medici, si evidenzia l'assoluta e grave anomalia che si è venuta a consolidare, a livello globale, negli ultimi decenni nel settore sanitario circa la mancanza di criteri e regole volti ad arginare lo strapotere delle multinazionali farmaceutiche.<br />In giurisprudenza, i principi di imparzialità e indipendenza costituiscono il fondamento giuridico di ogni decisione giudiziaria. L'indipendenza ed imparzialità dell'organo giudicante è sancita: dall'art. 6 della Convenzione Europea dei diritti dell'Uomo; dagli articoli 104 e 111 della Carta Costituzionale; dagli istituti della incompatibilità, astensione e ricusazione previsti dal codice di procedura civile e dal codice di procedura penale (artt. 51 e ss. c.p.c. e artt. 34 e ss. c.p.p.); dagli articoli 8 e 9 del codice etico dei magistrati; dal reato di istigazione alla corruzione previsto dall'art. 322 del Codice Penale che sanziona penalmente l'offerta o la promessa di denaro o qualsiasi altra utilità al pubblico ufficiale. A garanzia e tutela di codesti principi di indipendenza ed imparzialità, l'organo giudicante è finanziato esclusivamente dallo Stato (e per mezzo di esso dalla generalità dei cittadini).<br />In nessuno stato democratico si consentirebbe che un organo giudicante possa accettare denaro, doni o altra utilità da un privato e ancor meno da una delle parti coinvolte nel giudizio. Nessun cittadino tollererebbe di essere giudicato da chi non dà garanzie di assoluta indipendenza e imparzialità. E allora perché il cittadino si dovrebbe affidare ad organismi come l'OMS, l'EMA o l'FDA che prendono decisioni sulla vita e sulla sua salute, allorquando l'attività di tali enti è finanziata, direttamente o indirettamente, dall'industria del farmaco? Perché mai il cittadino si dovrebbe fidare della dichiarazione di pandemia e delle linee guida sanitarie in materia di vaccini assunte e imposte dall'OMS? Perché mai si dovrebbe fidare delle valutazioni e delle decisioni di enti come l'EMA e l'FDA in materia di sicurezza ed efficacia di farmaci e vaccini?<br />L'indipendenza e l'imparzialità dovrebbero valere ancor più in ambito sanitario ove in gioco c'è la vita e la salute dei cittadini. Si deve riflettere sul fatto che fra le tante opzioni di cura del covid-19 (terapie meno costose come il plasma iperimmune, farmaci in uso da anni, ecc.) tali enti abbiano scelto la via della prevenzione sanitaria a mezzo di un "vaccino", se pur sperimentale. Il "vaccino" è un farmaco per tutti, persone fragili e sane, anziani e giovani, e certamente è il più redditizio per le case farmaceutiche, le quali grazie ad esso (e ai richiami periodici già in essere e/o programmati) stanno incrementando a dismisura i propri profitti, mentre i popoli si impoveriscono sempre più per effetto dei lockdown e delle chiusure forzate delle proprie attività.<br />Nel 1976 Henry Gadsen, direttore generale di una delle principali case farmaceutiche al mondo - la Merck - rilasciò la seguente dichiarazione alla rivista "Fortune": «Il nostro sogno è produrre farmaci per le persone sane. Questo ci permetterebbe di vendere a chiunque». Quel sogno (o meglio quell'obiettivo) dell'industria farmaceutica oggi si sta realizzando...]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/48089549</guid><pubDate>Wed, 29 Dec 2021 10:05:22 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/48089549/l_oms_quasi_interamente_finanziata_dall_industria_farmaceutica.mp3" length="11661622" type="audio/mpeg"/><itunes:author>BastaBugie</itunes:author><itunes:subtitle>TESTO DELL'ARTICOLO ➜ www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6851

L'OMS E' QUASI INTERAMENTE FINANZIATA DALL'INDUSTRIA FARMACEUTICA di Alessandro Rimoldi
La maggior parte degli studi, delle ricerche e delle sperimentazioni in ambito sanitario è...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6851" rel="noopener">www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6851</a><br /><br />L'OMS E' QUASI INTERAMENTE FINANZIATA DALL'INDUSTRIA FARMACEUTICA di Alessandro Rimoldi<br />La maggior parte degli studi, delle ricerche e delle sperimentazioni in ambito sanitario è finanziata dal settore privato, ovvero dall'industria farmaceutica (nel 2019 in Italia il numero di studi clinici indipendenti si è attestato al 23,2%). Scarsi e insufficienti sono i finanziamenti pubblici devoluti a favore della ricerca clinica, con la conseguenza che i ricercatori accademici e gli scienziati che possono permettersi di lavorare senza il sostegno interessato delle case farmaceutiche, costituiscono una piccola minoranza all'interno della comunità scientifica.<br />La "comunità scientifica" perciò, lungi dall'essere quell'ideale di meritocrazia e di confronto alla pari fra scienziati indipendenti che mettono a disposizione il proprio lavoro per il perseguimento del bene comune, è in realtà un luogo ove si perseguono in gran parte gli interessi dell'industria farmaceutica. L'industria farmaceutica controlla, ad ogni livello, ogni settore ed istituzione della sanità.<br />L'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), l'organismo dell'ONU al vertice della sanità mondiale, contrariamente alla rappresentazione di autorità scientifica imparziale al servizio e tutela della salute dei popoli che ne fanno i principali mezzi di informazione, può essere considerata come un garante di interessi privati. Ed infatti ben 3/4 delle sue risorse finanziarie provengono direttamente o indirettamente dall'industria farmaceutica e dalle aziende produttrici di vaccini.<br />Se formalmente l'OMS è finanziato dai 194 Paesi membri dell'ONU con contributi fissi in base al PIL (congelati dal 1987), nella sostanza sono i contributi volontari (donazioni) di soggetti privati (aziende e fondazioni) la parte più consistente (quasi la totalità) delle entrate finanziarie dell'ente: ovvero 4,6 miliardi di dollari su un budget complessivo di 5,6 miliardi di dollari.<br />A ciò si aggiunga che oltre 4,3 miliardi delle donazioni volontarie sono "legate a un progetto", ossia sono destinate ai progetti specifici decisi dai donatori privati. Così è evidente che aziende farmaceutiche come Sanofi Pasteur e GlaxoSmithKline (che figurano nell'elenco dei principali finanziatori privati dell'OMS) e fondazioni, indirettamente finanziate dalle stesse case farmaceutiche, orientano tramite le proprie "donazioni" le politiche sanitarie dell'OMS a proprio vantaggio e tornaconto.<br /><br />IL MAGGIORE FINANZIATORE DELL'OMS È BILL GATES<br />Peraltro, il maggiore finanziatore dell'OMS è Bill Gates, il quale, attraverso la sua fondazione "Bill & Melinda Gates Foundation" e GAVI Alliance (ente di cooperazione mondiale creato nel 2000 avente come scopo quello di diffondere "l'immunizzazione per tutti" attraverso i vaccini e come principale finanziatore la stessa fondazione "Bill & Melinda Gates"), di fatto controlla l'OMS e ne indirizza la politica, i programmi e le strategie sanitarie. Non si sottraggono a questa logica le agenzie di vigilanza del farmaco, come l'EMA e l'FDA.<br />Per il 2021 il budget annuale dell'EMA, l'Agenzia Europea per i medicinali, ammonta a 385,9 milioni di euro: il 14% dei fondi proviene dall'Unione europea, mentre la restante parte, l'86% delle risorse economiche di cui l'EMA dispone (circa 330 milioni), deriva da tasse e oneri (commissioni) pagate dalle stesse aziende farmaceutiche che desiderano immettere un medicinale sul mercato.<br />È evidente il conflitto di interessi che tale meccanismo di finanziamento crea, posto che il soggetto "controllante" (l'EMA) è direttamente finanziato dal soggetto "controllato" (azienda farmaceutica), e non vi è chi non veda come tale criterio di dipendenza economica sia lo strumento migliore di cui l'industria farmaceutica possa avvalersi per esercitare la sua azione di...]]></itunes:summary><itunes:duration>729</itunes:duration><itunes:keywords>billgates,ema,fda,fortune,lockdown,oms</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/dc8aa431474aa1d6bf563b6b98751094.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>La religione del covid con i suoi dogmi e i suoi sacerdoti</title><link>https://www.spreaker.com/episode/la-religione-del-covid-con-i-suoi-dogmi-e-i-suoi-sacerdoti--47920579</link><description><![CDATA[VIDEO: La terza dose (c'è da fare)" Fabio Lucentini canta una parodia di Overdose (d'amore) di Zucchero Fornaciari ➜ <a href="https://www.youtube.com/watch?v=mqtnqEgKS-I&list=PLolpIV2TSebVSarVSJS-Gy5hJo3_40bhI" rel="noopener">https://www.youtube.com/watch?v=mqtnqEgKS-I&list=PLolpIV2TSebVSarVSJS-Gy5hJo3_40bhI</a><br /><br />TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6817" rel="noopener">www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6817</a><br /><br />LA RELIGIONE DEL COVID CON I SUOI DOGMI E I SUOI SACERDOTI di Gianfranco Amato<br />Nel marzo del 2020 è apparsa a sorpresa, quantomeno per la maggior parte della gente, una nuova sindrome, una singolare patologia i cui sintomi dimostravano chiaramente, secondo la clinica, il fatto che non avesse precedenti. Mai vista prima una cosa del genere. Tale patologia ha subito rivelato una micidiale carica letale, producendo un numero incredibile di morti, che ha allarmato il mondo intero, soprattutto quando i mezzi di comunicazione hanno cominciato ossessivamente a dedicarle tutto lo spazio, bombardando quotidianamente l'opinione pubblica.<br />È stata battezzata come Covid-19 e attribuita ad un virus prima ignoto, che ora ha assunto la denominazione di Sars-CoV-2. E che, a quanto pare, sembra essere scappato dalla sua gabbietta come per magia.<br />Fin qui nulla di nuovo. I fatti sono noti a tutti gli abitanti della terra, tranne forse a qualche indio della profonda Amazzonia che non vede la tv, o a qualche eschimese che ha deciso di vivere da eremita.<br />Ma ecco che in conseguenza di questo avvenimento è sorta, soprattutto nel mondo occidentale, una nuova "religione" e con essa uno stuolo innumerevole di ferventi fedeli. Si tratta dei covidiani.<br />Il covidiano è veramente un uomo di fede. Crede nella nuova trinità - Pandemia, Coronavirus e Vaccino onnipotente - senza giungere razionalmente ad una conclusione, ma partendo da una fermissima convinzione. Non crede, e neppure osa pensare, che questa sindrome possa derivare da qualunque altra causa, o dalla somma di altre cause. Ciò sarebbe considerato un'eresia.<br />Per lui è certamente cosa lodevole impedire le autopsie e la ricerca delle reali ragioni dei decessi, perché nessuno deve mettere in dubbio il dogma.<br /><br />UNA FEDE CIECA<br />Il covidiano crede tutto quello che dicono i suoi leader religiosi, anche quando ha la prova che mentono e nonostante le evidenti contraddizioni in cui cadono continuamente quando affermano una cosa e l'esatto contrario in un brevissimo spazio di tempo. Non importa: la fede è e deve essere cieca.<br />Il covidiano crede nell'oracolo del tampone, sebbene la sua attendibilità sia smentita non solo dal foglietto illustrativo del test, ma dal suo stesso inventore e da numerose perizie disposte su ordine di vari tribunali. Eppure, per un covidiano appare giusto che un tampone inattendibile venga utilizzato come pretesto per paralizzare un Paese, affondare la sua economia e paralizzare il suo sistema sanitario.<br />Il covidiano è un cittadino modello: porta regolarmente la mascherina e la mette ai propri figli, compresi i più piccoli, anche se sa che per loro non è obbligatoria e che anzi può essere dannosa. Osserva comunque con zelante rigore i precetti della nuova religione.<br />Il covidiano si trasforma in un vigile aguzzino nel lager della "Zona Rossa" quando con la solerzia di un kapò chiama i Carabinieri se vede un movimento strano nella casa dei suoi vicini, dal quale possa dedurre il sospetto che essi stiano facendo entrare una coppia di amici estranei al condominio.<br />Il covidiano è un fedele devoto, rigoroso e obbediente: guida la macchina con la mascherina anche se è solo, e redarguisce pubblicamente, in chiesa o al supermercato, il reprobo che osa abbassarsi la mascherina sotto il naso perché fatica a respirare e desidera un po' di ossigeno.<br />Il covidiano non rivolge la parola ai negazionisti, ai loro familiari, ai loro colleghi di lavoro. Il dialogo deve essere precluso persino tra medico covidiano e medico negazionista.<br /><br />UN CREDENTE A PRESCINDERE<br />Il covidiano è un credente a prescindere, crede e non ha più bisogno di parlare. Se il foglietto illustrativo del vaccino dice che si tratta di una sperimentazione non importa, egli crede. Se le case farmaceutiche sono esentate dalla responsabilità derivanti dagli eventi avversi, così come i governi, i medici o chiunque altro, non importa, egli continua ad avere fede cieca nei suoi leader religiosi.<br />Se gli dicono che il vaccino non protegge da contagio, per lui fa lo stesso. Se gli dicono che non gli impedisce di contrarre il Covid-19 non importa, per lui è uguale: lo aspetta, lo desidera, lo anela. E lo vuole, ovviamente, obbligatorio per tutti. Ciò che importa è sacrificare tutto, compresa al dignità personale, in nome del sacrosanto "interesse collettivo". Pensare il contrario sarebbe un'eresia.<br />Se le cifre annuali dei decessi dovuti a varie cause sono identiche o simili alla media di tutti gli anni precedente, il covidiano resta perplesso però preferisce non vedere, né vuole sapere. Chiude le orecchie, perché sarebbe come tradire la nuova fede. Nega il dato, lo giustifica, lo ignora, lo nasconde, e ripete continuamente la giaculatoria che gli hanno insegnato alla televisione. [...] Le immagini teletrasmesse appaiono implacabili quando mostrano i numeri dei contagiati, dei decessi, degli ospedali pieni. Non bisogna dubitare, né pensare, né riflettere: «la Pandemia esiste!».<br />Tra i covidiani si trovano persone di tutti i ceti sociali, poveri e ricchi, giovani e anziani, illetterati e laureati, intellettuali e scienziati.<br />Il covidiano è tramortito, sottomesso alla schiavitù a causa della morte, o meglio, come direbbe San Paolo, a causa della paura della morte, un fattore che del resto caratterizza la stessa esistenza umana. Però ora, per questo fattore, il covidiano si è mentalmente bloccato. La sua ragione è paralizzata.<br />I covidiani sono credenti impeccabili. Ognuno di noi può trovarli tra gli amici più cari, tra i parenti, tra i conoscenti, tra i colleghi. Sono gente seria ed educata e sono certamente intelligenti. Ma per carità cristiana, o semplicemente per giustificarli, si potrebbe dire che sono intelligenti asintomatici.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/47920579</guid><pubDate>Tue, 14 Dec 2021 21:06:06 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/47920579/la_religione_del_covid_con_i_suoi_dogmi_e_i_suoi_sacerdoti.mp3" length="6749273" type="audio/mpeg"/><itunes:author>BastaBugie</itunes:author><itunes:subtitle>VIDEO: La terza dose (c'è da fare)" Fabio Lucentini canta una parodia di Overdose (d'amore) di Zucchero Fornaciari ➜ https://www.youtube.com/watch?v=mqtnqEgKS-I&amp;list=PLolpIV2TSebVSarVSJS-Gy5hJo3_40bhI

TESTO DELL'ARTICOLO ➜...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[VIDEO: La terza dose (c'è da fare)" Fabio Lucentini canta una parodia di Overdose (d'amore) di Zucchero Fornaciari ➜ <a href="https://www.youtube.com/watch?v=mqtnqEgKS-I&list=PLolpIV2TSebVSarVSJS-Gy5hJo3_40bhI" rel="noopener">https://www.youtube.com/watch?v=mqtnqEgKS-I&list=PLolpIV2TSebVSarVSJS-Gy5hJo3_40bhI</a><br /><br />TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6817" rel="noopener">www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6817</a><br /><br />LA RELIGIONE DEL COVID CON I SUOI DOGMI E I SUOI SACERDOTI di Gianfranco Amato<br />Nel marzo del 2020 è apparsa a sorpresa, quantomeno per la maggior parte della gente, una nuova sindrome, una singolare patologia i cui sintomi dimostravano chiaramente, secondo la clinica, il fatto che non avesse precedenti. Mai vista prima una cosa del genere. Tale patologia ha subito rivelato una micidiale carica letale, producendo un numero incredibile di morti, che ha allarmato il mondo intero, soprattutto quando i mezzi di comunicazione hanno cominciato ossessivamente a dedicarle tutto lo spazio, bombardando quotidianamente l'opinione pubblica.<br />È stata battezzata come Covid-19 e attribuita ad un virus prima ignoto, che ora ha assunto la denominazione di Sars-CoV-2. E che, a quanto pare, sembra essere scappato dalla sua gabbietta come per magia.<br />Fin qui nulla di nuovo. I fatti sono noti a tutti gli abitanti della terra, tranne forse a qualche indio della profonda Amazzonia che non vede la tv, o a qualche eschimese che ha deciso di vivere da eremita.<br />Ma ecco che in conseguenza di questo avvenimento è sorta, soprattutto nel mondo occidentale, una nuova "religione" e con essa uno stuolo innumerevole di ferventi fedeli. Si tratta dei covidiani.<br />Il covidiano è veramente un uomo di fede. Crede nella nuova trinità - Pandemia, Coronavirus e Vaccino onnipotente - senza giungere razionalmente ad una conclusione, ma partendo da una fermissima convinzione. Non crede, e neppure osa pensare, che questa sindrome possa derivare da qualunque altra causa, o dalla somma di altre cause. Ciò sarebbe considerato un'eresia.<br />Per lui è certamente cosa lodevole impedire le autopsie e la ricerca delle reali ragioni dei decessi, perché nessuno deve mettere in dubbio il dogma.<br /><br />UNA FEDE CIECA<br />Il covidiano crede tutto quello che dicono i suoi leader religiosi, anche quando ha la prova che mentono e nonostante le evidenti contraddizioni in cui cadono continuamente quando affermano una cosa e l'esatto contrario in un brevissimo spazio di tempo. Non importa: la fede è e deve essere cieca.<br />Il covidiano crede nell'oracolo del tampone, sebbene la sua attendibilità sia smentita non solo dal foglietto illustrativo del test, ma dal suo stesso inventore e da numerose perizie disposte su ordine di vari tribunali. Eppure, per un covidiano appare giusto che un tampone inattendibile venga utilizzato come pretesto per paralizzare un Paese, affondare la sua economia e paralizzare il suo sistema sanitario.<br />Il covidiano è un cittadino modello: porta regolarmente la mascherina e la mette ai propri figli, compresi i più piccoli, anche se sa che per loro non è obbligatoria e che anzi può essere dannosa. Osserva comunque con zelante rigore i precetti della nuova religione.<br />Il covidiano si trasforma in un vigile aguzzino nel lager della "Zona Rossa" quando con la solerzia di un kapò chiama i Carabinieri se vede un movimento strano nella casa dei suoi vicini, dal quale possa dedurre il sospetto che essi stiano facendo entrare una coppia di amici estranei al condominio.<br />Il covidiano è un fedele devoto, rigoroso e obbediente: guida la macchina con la mascherina anche se è solo, e redarguisce pubblicamente, in chiesa o al supermercato, il reprobo che osa abbassarsi la mascherina sotto il naso perché fatica a respirare e desidera un po' di ossigeno.<br />Il covidiano non rivolge la parola ai negazionisti, ai loro familiari, ai loro colleghi di lavoro. Il dialogo...]]></itunes:summary><itunes:duration>422</itunes:duration><itunes:keywords>casefarmaceutiche,covidiani,fedecieca,fogliettoillustrativo,religione,schiavitù</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/eabdb82113afeea02211042883d88fdf.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Perchè i giovani non si ribellano? Perchè il potere non vuole</title><link>https://www.spreaker.com/episode/perche-i-giovani-non-si-ribellano-perche-il-potere-non-vuole--47828169</link><description><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6809" rel="noopener">http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6809</a><br /><br />PERCHE' I GIOVANI NON SI RIBELLANO? PERCHE' IL POTERE NON VUOLE di Roberto Marchesini<br />Ma perché i giovani non si ribellano? Perché non fanno la rivoluzione? Non sono sempre stati i giovani a riempire le piazze, a ribellarsi, a rivoltare la società come un guanto, portando idee nuove? E invece, ad esclusione di qualche eccezione (Studenti contro il Green Pass, ad esempio), sembrano la generazione più mascherata, più vaccinata e greenpassata di tutte. Ormai sono diversi, anche in Italia, i casi in cui un figlio ha denunciato i genitori no-vax per potersi vaccinare in pace; e sono i giovani quelli che deridono i boomers, complottisti e «analfabeti funzionali», perché scettici nei confronti della Scienza. Che succede, dunque? I giovani non si ribellano più? O forse... l'idea che i giovani siano ontologicamente ribelli non è così fondata e andrebbe rivista? Io propendo per la seconda ipotesi.<br />Intendiamoci: è vero che i giovani hanno sempre fatto le rivoluzioni (e le guerre); dubito del fatto che siano stati loro gli artefici di tali avvenimenti. Le Rivoluzioni non combattono mai il potere; combattono la tradizione. Esse sono lo scontro tra il vecchio potere, indebolito e traballante e un nuovo potere, forte, compatto, agguerrito e senza scrupoli. E questo nuovo potere non è mai «il popolo»: usa il popolo, scagliandolo contro la tradizione. I rivoluzionari francesi erano, nella quasi totalità, nobili e borghesi; così i risorgimentali, nobili e grandi borghesi.<br /><br />I GIOVANI SONO MANIPOLABILI E INGENUI<br />Dunque, il popolo è il proxy warrior, il guerriero per procura, del potere rampante; che ha i mezzi d'informazione, che può permettersi di chiamare il legittimo detentore del potere «tiranno» e così giustificare i propri crimini. Tutto il popolo? No. Gli adulti non fanno la rivoluzione: hanno da fare. Devono lavorare, accudire i figli, hanno migliaia di incombenze e preoccupazioni che, invece, i giovani non hanno. Il Sessantotto è stato fatto dai giovani. Ma quali giovani? Ce lo spiega Pasolini nella celebre poesia scritta dopo la «battaglia di Valle Giulia»: «Avete facce di figli di papà. / Vi odio come odio i vostri papà. / Buona razza non mente. / Avete lo stesso occhio cattivo. / Siete pavidi, incerti, disperati / (benissimo!) ma sapete anche come essere / prepotenti, ricattatori, sicuri e sfacciati: / prerogative piccolo-borghesi, cari». Non i figli degli operai che, probabilmente, a vent'anni avevano già i calli alle mani: i figli dell'élite, che potevano permettersi gli studi universitari.<br />E perché il nuovo potere utilizza i giovani come carne da cannone nella sua conquista del potere? Un motivo l'abbiamo già detto: gli adulti devono «tirare la carretta». Ma ce n'è un altro, di motivo, forse più importante. I giovani sono manipolabili. Sono ingenui, credono che chi comunica sia come loro: limpidi, senza secondi fini. Non conoscono (e quindi non ri-conoscono) l'ipocrisia, si fidano, credono che il mondo sia diviso in buoni e cattivi, accettano facilmente gli slogan. Non sono ancora avvezzi alla doppiezza, alle macchinazioni, al cinismo, alla mancanza assoluta di scrupoli.<br /><br />LOSCHI INTERESSI SPACCIATI PER NOBILI IDEALI<br />Per questo motivo si arruolano volontari «quando si alza il grido di dolore della patria», come nel '15-'18: ci credono. Non accetterebbero che, dietro questi nobili ideali, si nascondessero interessi economici e politici, propaganda, menzogne. Per questo sono entusiasti, e manifestano, per la transizione ecologica: non possono credere che la CO2 in eccesso... siano loro; e che il prezzo della transizione ecologica sarà pagato dai loro genitori e dai genitori dei loro amici. La storia è sempre la stessa: non sono scagliati contro il potere, ma contro i resti della tradizione. Anche contro i loro interessi, cosa che evidenzia tutta la loro ingenuità. Davvero credono che saremo più felici quando, tra qualche anno, non possederemo più nulla? Quando non possederemo più una casa, né un'auto? Quando non avremo un'occupazione fissa, né un'entrata economica stabile? Hanno capito che «i migranti sono l'avanguardia di quello che presto sarà lo stile di vita per moltissimi di noi»?<br />Su, diciamola tutta: non è per questo che il PD, un partito che ha una base elettorale composta in gran parte di pensionati, insiste per il voto ai sedicenni? Ovviamente corredato dal Bonus-giovani? Non lo fanno per fargli un favore, per una battaglia ideale: lo fanno, ovviamente, per interesse. Perché, lo ripeto, i giovani sono manipolabili.<br />Ecco perché i giovani non si ribellano a mascherine, vaccinazioni e green pass; non si alzano per difendere la minoranza «esclusa dalla società» e oggetto di una campagna d'odio. Perché il vero potere, il potere rampante, non vuole; non ha ordinato loro di scendere in piazza, di prendere freddo e botte. Li vuole chiusi in casa, terrorizzati, docili e obbedienti come sono sempre stati. Altro che ribelli.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/47828169</guid><pubDate>Tue, 07 Dec 2021 22:59:09 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/47828169/perch_i_giovani_non_si_ribellano_perch_il_potere_non_vuole.mp3" length="6345082" type="audio/mpeg"/><itunes:author>BastaBugie</itunes:author><itunes:subtitle>TESTO DELL'ARTICOLO ➜ http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6809

PERCHE' I GIOVANI NON SI RIBELLANO? PERCHE' IL POTERE NON VUOLE di Roberto Marchesini
Ma perché i giovani non si ribellano? Perché non fanno la rivoluzione? Non sono sempre stati...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6809" rel="noopener">http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6809</a><br /><br />PERCHE' I GIOVANI NON SI RIBELLANO? PERCHE' IL POTERE NON VUOLE di Roberto Marchesini<br />Ma perché i giovani non si ribellano? Perché non fanno la rivoluzione? Non sono sempre stati i giovani a riempire le piazze, a ribellarsi, a rivoltare la società come un guanto, portando idee nuove? E invece, ad esclusione di qualche eccezione (Studenti contro il Green Pass, ad esempio), sembrano la generazione più mascherata, più vaccinata e greenpassata di tutte. Ormai sono diversi, anche in Italia, i casi in cui un figlio ha denunciato i genitori no-vax per potersi vaccinare in pace; e sono i giovani quelli che deridono i boomers, complottisti e «analfabeti funzionali», perché scettici nei confronti della Scienza. Che succede, dunque? I giovani non si ribellano più? O forse... l'idea che i giovani siano ontologicamente ribelli non è così fondata e andrebbe rivista? Io propendo per la seconda ipotesi.<br />Intendiamoci: è vero che i giovani hanno sempre fatto le rivoluzioni (e le guerre); dubito del fatto che siano stati loro gli artefici di tali avvenimenti. Le Rivoluzioni non combattono mai il potere; combattono la tradizione. Esse sono lo scontro tra il vecchio potere, indebolito e traballante e un nuovo potere, forte, compatto, agguerrito e senza scrupoli. E questo nuovo potere non è mai «il popolo»: usa il popolo, scagliandolo contro la tradizione. I rivoluzionari francesi erano, nella quasi totalità, nobili e borghesi; così i risorgimentali, nobili e grandi borghesi.<br /><br />I GIOVANI SONO MANIPOLABILI E INGENUI<br />Dunque, il popolo è il proxy warrior, il guerriero per procura, del potere rampante; che ha i mezzi d'informazione, che può permettersi di chiamare il legittimo detentore del potere «tiranno» e così giustificare i propri crimini. Tutto il popolo? No. Gli adulti non fanno la rivoluzione: hanno da fare. Devono lavorare, accudire i figli, hanno migliaia di incombenze e preoccupazioni che, invece, i giovani non hanno. Il Sessantotto è stato fatto dai giovani. Ma quali giovani? Ce lo spiega Pasolini nella celebre poesia scritta dopo la «battaglia di Valle Giulia»: «Avete facce di figli di papà. / Vi odio come odio i vostri papà. / Buona razza non mente. / Avete lo stesso occhio cattivo. / Siete pavidi, incerti, disperati / (benissimo!) ma sapete anche come essere / prepotenti, ricattatori, sicuri e sfacciati: / prerogative piccolo-borghesi, cari». Non i figli degli operai che, probabilmente, a vent'anni avevano già i calli alle mani: i figli dell'élite, che potevano permettersi gli studi universitari.<br />E perché il nuovo potere utilizza i giovani come carne da cannone nella sua conquista del potere? Un motivo l'abbiamo già detto: gli adulti devono «tirare la carretta». Ma ce n'è un altro, di motivo, forse più importante. I giovani sono manipolabili. Sono ingenui, credono che chi comunica sia come loro: limpidi, senza secondi fini. Non conoscono (e quindi non ri-conoscono) l'ipocrisia, si fidano, credono che il mondo sia diviso in buoni e cattivi, accettano facilmente gli slogan. Non sono ancora avvezzi alla doppiezza, alle macchinazioni, al cinismo, alla mancanza assoluta di scrupoli.<br /><br />LOSCHI INTERESSI SPACCIATI PER NOBILI IDEALI<br />Per questo motivo si arruolano volontari «quando si alza il grido di dolore della patria», come nel '15-'18: ci credono. Non accetterebbero che, dietro questi nobili ideali, si nascondessero interessi economici e politici, propaganda, menzogne. Per questo sono entusiasti, e manifestano, per la transizione ecologica: non possono credere che la CO2 in eccesso... siano loro; e che il prezzo della transizione ecologica sarà pagato dai loro genitori e dai genitori dei loro amici. La storia è sempre la stessa: non sono scagliati contro il potere, ma contro i resti della tradizione. Anche contro i loro interessi, cosa che...]]></itunes:summary><itunes:duration>397</itunes:duration><itunes:keywords>co2,loschiinteressi,nobiliideali,pd,proxywarriors</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/4ebb60de5a3b65b538520ec4dbfd8e8f.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Variante Omicron... ed è subito panico</title><link>https://www.spreaker.com/episode/variante-omicron-ed-e-subito-panico--47726362</link><description><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6806" rel="noopener">http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6806</a><br /><br />VARIANTE OMICRON... ED E' SUBITO PANICO di Paolo Gulisano<br />Da giorni se ne parlava in termini quasi apocalittici: una nuova variante ha fatto la sua comparsa nel lontano Sudafrica e la sola parola variante, nei Media, fin dai primi tempi della pandemia, è utilizzata per evocare scenari da incubo. Basti pensare all'uso che per mesi è stato fatto della Delta.<br />Alla variante sudafricana è stato attribuito il nome di "Omicron", la quindicesima lettera dell'alfabeto greco, proprio perché le varianti codificate ufficialmente sono appunto quindici. In realtà ci sono diversi altri sottotipi, e non c'è nulla di strano: il Covid è un virus che muta in continuazione. Più un virus si diffonde, a più mutazioni può andare incontro.<br />Secondo diversi scienziati, tra cui il virologo Van den Bosche, già collaboratore della Bill & Melinda Gates Foundation, la campagna di vaccinazione di massa dà un importante contributo alla selezione di nuovi varianti. Negli scorsi giorni, quando era iniziata a montare immediatamente una campagna terroristica sulla Omicron, la cui esistenza era segnalata per la prima volta all'OMS dalle autorità sanitarie del Sudafrica il 24 novembre, il governo di Città del Capo aveva espresso la sua indignata sorpresa per il clamore mediatico scatenato contro il proprio Paese, dicendo che semmai si dovrebbe ringraziare l'eccellenza della ricerca scientifica sudafricana che aveva individuato questa mutazione del Covid. Un funzionario dell'Unione africana ha detto alla BBC che i paesi sviluppati sono responsabili dell'emergere della variante.<br /><br />L'IMPATTO DELLA NUOVA VARIANTE<br />L'OMS ha replicato affermando che il numero di casi di questa variante, inizialmente denominata B.1.1.529, sembra essere in aumento in quasi tutte le province del Sudafrica. "Questa variante ha un gran numero di mutazioni, alcune delle quali preoccupanti", ha detto venerdì l'ente di sanità pubblica delle Nazioni Unite in una nota. "La prima infezione confermata da B.1.1.529 proveniva da un campione raccolto il 9 novembre".<br />L'OMS ha affermato che sarebbero necessarie alcune settimane per comprendere l'impatto della nuova variante, poiché gli scienziati stanno ancora lavorando per determinare quanto sia trasmissibile. Un alto funzionario sanitario del Regno Unito ha avvertito che i vaccini sarebbero "quasi certamente" meno efficaci contro la nuova variante. Ma il professor James Naismith, un biologo strutturale dell'Università di Oxford, ha aggiunto: "È una brutta notizia, ma non è il giorno del giudizio".<br />Infine, il capo della South African Medical Association ha dichiarato alla BBC che i casi riscontrati finora in Sudafrica - dove la popolazione completamente vaccinata è del 24% - non sono gravi, ma ha affermato che le indagini sulla variante erano ancora in una fase molto precoce.<br />Come si presenta questa Omicron? "I pazienti si lamentano principalmente di dolori diffusi e stanchezza. Si tratta di casi che perlopiù non necessitano di ricoveri ospedalieri", ha affermato la dottoressa Angelique Coetzee, dirigente della Sanità Pubblica sudafricana. Ma dall'altra parte dell'Oceano il santone della pandemia Anthony Fauci ha sentenziato che, mentre i rapporti dell'OMS sulla nuova variante hanno alzato una "bandiera rossa" di allarme, è possibile però che i vaccini possano ancora funzionare per prevenire anche questa minaccia.<br /><br />UNA SITUAZIONE SCHIZOFRENICA<br />Insomma: una situazione quasi schizofrenica, con messaggi contraddittori, sia sulla gravità di questa forma virale, sia sull'efficacia dei vaccini di prevenirla.<br />In questo scenario, è arrivato il primo caso italiano. Un caso reso pubblico ieri, domenica 28 novembre. A soli 4 giorni dall'annuncio dell'esistenza della variante, in Italia si è già in grado di identificarla in laboratorio. Il caso zero di Omicron si era sottoposto ad un tampone random. Teoricamente, questo signore, regolare possessore di certificazione verde, di tipo super, essendo bivaccinato, avrebbe potuto in questi e nei prossimi giorni diffondere ampiamente il virus.<br />Ciò dimostra in modo evidente l'inutilità del pass di Draghi. Tanto varrebbe sottoporre per fermare l'epidemia tutte le persone a tamponi di controllo, indifferentemente dal fatto che siano o meno vaccinati.<br />Il caso 0 italiano pone una serie di questioni: il signore che ha contratto il Covid sembra star bene per ora: è in isolamento domiciliare fiduciario. Gli ultrà del vaccinismo hanno già esultato dicendo che il signore è paucisintomatico proprio perché è vaccinato. Non ci si può che rallegrare se la profilassi funziona e fa sì che una persona si ammali in forma più leggera, però è un fatto inoppugnabile che la vaccinazione non ha impedito al signore di contrarre il Covid, e a sua volta di trasmetterlo: ha infatti contagiato tutti i membri della sua famiglia, compresi i vaccinati.<br />Inoltre, il signore che ha contratto il Covid in versione Omicron è paucisintomatico esattamente come i pazienti sudafricani. Eppure Ursula von der Leyen ha appena dichiarato che "quella contro la variante Omicron è una corsa contro il tempo". Ancora non hanno optato tra l'enfatizzare la minaccia fantasma o esaltare l'efficacia assoluta dei vaccini. Che si decidano.<br /><br />Nota di BastaBugie: Stefano Magni nell'articolo seguente dal titolo "La variante del panico. Dal Sudafrica arriva un nuovo motivo per avere paura" parla della nuova variante del Covid, l'Omicron. Il primo problema, oggi come allora, è nell'informazione. Infatti è già corsa a chi diffonde il panico. A guadagnarci sono soprattutto le classi politiche che per "salvarci" tornano a parlare di lockdown e restrizioni.<br />Ecco l'articolo completo pubblicato su La Nuova Bussola Quotidiana il 27 novembre 2021:<br />Pare che all'improvviso, alla fine del novembre 2021, si sia tornati al 23 gennaio 2020, il giorno in cui venne data ufficialmente notizia della comparsa di un nuovo coronavirus in Cina. La novità del 25 novembre, invece, riguarda il Sud Africa: lì è stata scoperta una nuova variante, l'Omicron.<br />Come sempre quando la notizia viene diffusa, si scopre che il virus si è diffuso con una velocità molto superiore. Anche quel 23 gennaio il nuovo coronavirus era in circolazione in Cina già da due mesi (forse tre mesi, secondo studi non ancora confermati) e stava già arrivando in Tailandia, Giappone e Corea del Sud, probabilmente anche nella stessa Italia. Nel periodo, ancora ignoto, fra la sua comparsa in natura e la sua scoperta, la variante Omicron potrebbe essere arrivata ovunque, considerando che è stata ritrovata in Paesi fra loro agli antipodi: oltre che negli Stati sudafricani (Sudafrica, Lesotho, Botswana, Zimbabwe, Mozambico, Namibia, Eswatini e Malawi), è presente anche in Israele, a Hong Kong e in Belgio. Nel Paese europeo la persona contagiata non è mai passata dal Sudafrica, bensì dall'Egitto e dalla Turchia. Come nel gennaio del 2020, la pachidermica macchina decisionale degli Stati parte lentamente all'inseguimento di un virus già fuggito e chiude le frontiere, selettivamente, per chi arriva dai Paesi infetti. Il ministro Roberto Speranza ha annunciato la cancellazione dei collegamenti aerei con i soli Paesi africani più colpiti e il divieto di ingresso per chi vi ha viaggiato negli ultimi 14 giorni. Ma, per i motivi di cui sopra, e come dimostra l'esperienza del 2020, si tratta di una misura tanto rassicurante quanto inutile.<br />Come nel gennaio del 2020, il panico è immediato. Le Borse hanno registrato perdite gravi in tutto il mondo, già alla loro apertura del 26 novembre. Ma perché? Sappiamo già che la nuova variante, che l'Oms ha battezzato Omicron, è più contagiosa della Delta? Sappiamo che ha 32 mutazioni della proteina Spike che potrebbero teoricamente aumentarne la trasmissibilità e la capacità di eludere gli anticorpi. Sappiamo anche che, alcuni dei contagiati nei Paesi sudafricani, erano completamente vaccinati, anche con i farmaci più in uso in Europa, quali Pfizer, Johnson&Johnson e AstraZeneca. Tuttavia nessuno degli scienziati che ha studiato in questi giorni la variante è in grado di dire come si diffonderà. Per Penny Moore, dell'Università del Witwatersrand a Johannesburg, occorreranno almeno altre due settimane per capire se la variante del coronavirus comparsa nel suo Paese "è in grado di sfuggire agli anticorpi generati dai vaccini anti-Covid, così come alle difese dovute all'attivazione delle cellule T del sistema immunitario". Mancano ancora i dati. Anche secondo un virologo italiano non certo leggero nelle sue analisi, quale è Andrea Crisanti, aver paura "è prematuro", perché "stiamo parlando al momento solo di ipotesi e siamo un una fase di osservazione".<br />Il primo problema di questa nuova crisi, dunque, è nell'informazione. Non pare vero, a media alle prese con un pubblico già stanco da due anni di Covid, poter dare una nuova scossa adrenalinica alla vigilia di Natale. Le ricadute economiche sono immediate in tutto il mondo, appunto: quanti stanno speculando al ribasso staranno facendo festa e vorremmo proprio sapere se vi sia un conflitto di interessi fra chi sta diffondendo questo allarmismo a piene mani e chi può guadagnarci qualcosa.<br />Ma al di là di queste inevitabili umane miserie, chi sta già capitalizzando è soprattutto la classe politica di quasi tutti i Paesi europei occidentali e nordamericani. Se le popolazioni sono attualmente più stanche che impaurite, la notizia terrorizzante di una nuova pericolosa variante ridà legittimità a parole e frasi che francamente nessuno vorrebbe più sentire: lockdown, chiusure, stare a casa, fare sacrifici oggi per essere più liberi per le feste, stare attenti alle feste per proteggere i più fragili, ecc... I governi devono sempre mostrare di "fare qualcosa" quando la gente ha paura.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/47726362</guid><pubDate>Tue, 30 Nov 2021 22:15:03 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/47726362/variante_omicron_ed_subito_panico.mp3" length="16634819" type="audio/mpeg"/><itunes:author>BastaBugie</itunes:author><itunes:subtitle>TESTO DELL'ARTICOLO ➜ http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6806

VARIANTE OMICRON... ED E' SUBITO PANICO di Paolo Gulisano
Da giorni se ne parlava in termini quasi apocalittici: una nuova variante ha fatto la sua comparsa nel lontano Sudafrica...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6806" rel="noopener">http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6806</a><br /><br />VARIANTE OMICRON... ED E' SUBITO PANICO di Paolo Gulisano<br />Da giorni se ne parlava in termini quasi apocalittici: una nuova variante ha fatto la sua comparsa nel lontano Sudafrica e la sola parola variante, nei Media, fin dai primi tempi della pandemia, è utilizzata per evocare scenari da incubo. Basti pensare all'uso che per mesi è stato fatto della Delta.<br />Alla variante sudafricana è stato attribuito il nome di "Omicron", la quindicesima lettera dell'alfabeto greco, proprio perché le varianti codificate ufficialmente sono appunto quindici. In realtà ci sono diversi altri sottotipi, e non c'è nulla di strano: il Covid è un virus che muta in continuazione. Più un virus si diffonde, a più mutazioni può andare incontro.<br />Secondo diversi scienziati, tra cui il virologo Van den Bosche, già collaboratore della Bill & Melinda Gates Foundation, la campagna di vaccinazione di massa dà un importante contributo alla selezione di nuovi varianti. Negli scorsi giorni, quando era iniziata a montare immediatamente una campagna terroristica sulla Omicron, la cui esistenza era segnalata per la prima volta all'OMS dalle autorità sanitarie del Sudafrica il 24 novembre, il governo di Città del Capo aveva espresso la sua indignata sorpresa per il clamore mediatico scatenato contro il proprio Paese, dicendo che semmai si dovrebbe ringraziare l'eccellenza della ricerca scientifica sudafricana che aveva individuato questa mutazione del Covid. Un funzionario dell'Unione africana ha detto alla BBC che i paesi sviluppati sono responsabili dell'emergere della variante.<br /><br />L'IMPATTO DELLA NUOVA VARIANTE<br />L'OMS ha replicato affermando che il numero di casi di questa variante, inizialmente denominata B.1.1.529, sembra essere in aumento in quasi tutte le province del Sudafrica. "Questa variante ha un gran numero di mutazioni, alcune delle quali preoccupanti", ha detto venerdì l'ente di sanità pubblica delle Nazioni Unite in una nota. "La prima infezione confermata da B.1.1.529 proveniva da un campione raccolto il 9 novembre".<br />L'OMS ha affermato che sarebbero necessarie alcune settimane per comprendere l'impatto della nuova variante, poiché gli scienziati stanno ancora lavorando per determinare quanto sia trasmissibile. Un alto funzionario sanitario del Regno Unito ha avvertito che i vaccini sarebbero "quasi certamente" meno efficaci contro la nuova variante. Ma il professor James Naismith, un biologo strutturale dell'Università di Oxford, ha aggiunto: "È una brutta notizia, ma non è il giorno del giudizio".<br />Infine, il capo della South African Medical Association ha dichiarato alla BBC che i casi riscontrati finora in Sudafrica - dove la popolazione completamente vaccinata è del 24% - non sono gravi, ma ha affermato che le indagini sulla variante erano ancora in una fase molto precoce.<br />Come si presenta questa Omicron? "I pazienti si lamentano principalmente di dolori diffusi e stanchezza. Si tratta di casi che perlopiù non necessitano di ricoveri ospedalieri", ha affermato la dottoressa Angelique Coetzee, dirigente della Sanità Pubblica sudafricana. Ma dall'altra parte dell'Oceano il santone della pandemia Anthony Fauci ha sentenziato che, mentre i rapporti dell'OMS sulla nuova variante hanno alzato una "bandiera rossa" di allarme, è possibile però che i vaccini possano ancora funzionare per prevenire anche questa minaccia.<br /><br />UNA SITUAZIONE SCHIZOFRENICA<br />Insomma: una situazione quasi schizofrenica, con messaggi contraddittori, sia sulla gravità di questa forma virale, sia sull'efficacia dei vaccini di prevenirla.<br />In questo scenario, è arrivato il primo caso italiano. Un caso reso pubblico ieri, domenica 28 novembre. A soli 4 giorni dall'annuncio dell'esistenza della variante, in Italia si è già in grado di identificarla in laboratorio. Il...]]></itunes:summary><itunes:duration>1040</itunes:duration><itunes:keywords>omicron,oms,spike,supergreenpass,variante</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/4367729d1f6d789bd15787ec45c97d20.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Il principe Corradino del reame di Zuccapiena</title><link>https://www.spreaker.com/episode/il-principe-corradino-del-reame-di-zuccapiena--47624884</link><description><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6795" rel="noopener">http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6795</a><br /><br />IL PRINCIPE CORRADINO DEL REAME DI ZUCCAPIENA di Benedetta de Vito<br />Nel bel reame di Zuccapiena, quando gli asini volavano e Berta filava, viveva un principino di nome Corrado, che tutti però, poiché era piccino, chiamavano Corradino e così faremo anche noi. A Corradino, che amava schiacciare le formiche e uccidere le mosche con la fionda, non garbava l'ordine in cui era costretto a vivere. Storceva il naso al profumo di lavanda delle sue lenzuola, si tediava a veder che persino i muli erano ben educati a Zuccapiena e sbuffava quando sua madre invitava lui e i suoi fratellini alla preghiera. Con la bocca recitava, con il cuore era al fianco di Gigetto Rompicollo a schiacciar le rane nel pantano.<br />Un giorno, però, un brutto giorno mentre stava chino sull'acqua torbida dello stagno, non fece in tempo ad acchiappare una raganella che quella gli stampò su una guancia un bacio. Sentì tutto un formicolio, apri la bocca, ma invece di aiuto disse cra e, con un salto, si buttò nel gorgo mentre Gigetto si sbellicava dalle risa e, invece di dargli una mano, si infilava tutte le dita nelle narici del naso a pescar le cosette sue.<br />Corradino che lassù era principe si trovò principe anche tra le ranocchie, che vivevano in piena libertà, in un Sessantotto si può dire da leccarsi le dita con lo schiocco per il nostro Corradino che vi si buttò, per così dire, a pesce. Regole non ce n'erano e se c'erano erano talmente confuse che si trovava sempre un mezzuccio per aggirarle. Si poteva dormir tutto il giorno e aver lo stesso i pasti assicurati e anche le bisbocce. Corradino se la spassò alla grade, incurante di tutto e ben felice di essersi lasciato alle spalle la mamma, le duchesse e tutti gli spigoli dei doveri che a Zuccapiena erano rispettati dai paggi, dai palafrenieri e anche dalle mosche. Che sguazzi, che solluccheri, che scialo, signori miei, No, a Corradino non dispiaceva punto aver perduto il suo tronino al palazzo del Re. Il bene era chiamato male nel fosso e non si pregava mai perché Dio lo avevano cancellato da vocabolario.<br />E tutto andò avanti così per un bel pezzo e Corradino non si accorse per niente che l'acqua del pantano si era fatta più calda. No, no, no, nossignore, anzi il bagnetto al vapore quasi gli piaceva ed era diventato, per le rane, una moda. Chiamavano quel teporino, il bagno di bellezza e così, scrollando le zampette, non ci pensarono più. Poi un mattino di pioggia, portato dalla guazza si presentò alle porticine dello stagno un grosso rospo, detto il Drago, che aveva fatto parlar di sé in giro per i pantani vicini per essere un tipo meticoloso, un gran signore, un tutto d'un pezzo e un tesoruccio.<br />Fu così che il re delle rane, stanco di governare e anche un poco stufo, passò al Drago i pieni poteri. Il pantano si fece un poco più caldo, ma non troppo. Il Drago, presto, cominciò a legiferare e il mondo già storto delle rane si mise a capo in giù. Tutte le rane, da allora in poi, potevano, volendo, farsi libellule. Così in molte si mozzarono le zampette e rubarono le ali agli insetti che svolazzava quieti sull'acque. Via aprire tutti i confini alle rane immigrate che erano, di stazza, il doppio di quelle del pantano. Così in molte si trovarono in esilio e nessuno se ne curava, presi com'erano a dare il benvenuto alle nuove venute, applaudite anche se eran piene di bitorzoli.<br />Poi il Drago stabilì che le rane maschio potevano dirsi femmine e viceversa e Corradino iniziò a non capirci più nulla. Un giorno poi il Drago disse che si era scatenata una pestilenza gravissima e che, per sopravvivere, le rane dovevano star ferme per giorni, settimane e mesi nel luogo detto il Riposo delle ninfee. Cioè il cimitero. E le rane tutte quante, malate di paura, obbedirono. Le zampe a mollo permanente non le sentivan più, ma il cuore batteva ancora. Si guardavan in cagnesco l'un l'altra per timore del contagio. Il Drago per non sentirle più lamentarsi tappò loro la bocca con una benda anti-malattia. Tiè! Zitte e mosca.<br />Poi il Drago dichiarò che per far la medicina contro la pestilenza occorreva sacrificare i girini e quelle, ubbidienti, gli portarono gli ingredienti, felici di salvarsi la pelle, uccidendo i loro piccolini. Fu distribuita la medicina che era un pastrocchio color marrone che lasciava il segno in modo che si vedesse chiaro e tondo chi l'aveva messa e chi, contravvenendo al volere del Drago, no.<br />E siccome Corradino, di girini, da sacrificare non ne aveva, se ne restò in un canto, color verde brillante, sperando di non dar nell'occhio. Oh, ma invece lo videro, eccome, e lo randellarono per bene perché, senza unguento della vita (cioè della morte) metteva in pericolo il gruppo, perché si comportava da antisociale, perché non voleva uniformarsi a quel che facevan gli altri e alla volontà del Drago.<br />Tutto ammaccato, e mogio mogio, Corradino ripensò al suo lettino profumato di lavanda, alla mamma che lo chiamava alle preghiere, ai muli educati di Zuccapiena e provò una gran nostalgia, il cuore gli si strinse in petto e proprio mentre stava per gocciolar la prima lacrima si svegliò: era nel suo bel lettino, a Zuccapiena e, tra le braccia, stringeva un ranocchio verde dono della tata, che, entrata in quell'istante, gli disse: "Ovvia, svegliati pigrone, mica vuoi esser come quel ranocchio che stringi al petto?. Nossignore, rise tra sé Corradino e il giorno successivo tuffò le mani nello stagno, estrasse un grosso rospo nero e lo portò ai confini del regno, nel Deserto delle lucertole viola... Così finiscono nelle fiabe e anche nel libro della Sapienza, i cattivoni che usurpano il potere che è dono del Signore.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/47624884</guid><pubDate>Tue, 23 Nov 2021 21:07:39 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/47624884/il_principe_corradino_del_reame_di_zuccapiena.mp3" length="7849735" type="audio/mpeg"/><itunes:author>BastaBugie</itunes:author><itunes:subtitle>TESTO DELL'ARTICOLO ➜ http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6795

IL PRINCIPE CORRADINO DEL REAME DI ZUCCAPIENA di Benedetta de Vito
Nel bel reame di Zuccapiena, quando gli asini volavano e Berta filava, viveva un principino di nome Corrado, che...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6795" rel="noopener">http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6795</a><br /><br />IL PRINCIPE CORRADINO DEL REAME DI ZUCCAPIENA di Benedetta de Vito<br />Nel bel reame di Zuccapiena, quando gli asini volavano e Berta filava, viveva un principino di nome Corrado, che tutti però, poiché era piccino, chiamavano Corradino e così faremo anche noi. A Corradino, che amava schiacciare le formiche e uccidere le mosche con la fionda, non garbava l'ordine in cui era costretto a vivere. Storceva il naso al profumo di lavanda delle sue lenzuola, si tediava a veder che persino i muli erano ben educati a Zuccapiena e sbuffava quando sua madre invitava lui e i suoi fratellini alla preghiera. Con la bocca recitava, con il cuore era al fianco di Gigetto Rompicollo a schiacciar le rane nel pantano.<br />Un giorno, però, un brutto giorno mentre stava chino sull'acqua torbida dello stagno, non fece in tempo ad acchiappare una raganella che quella gli stampò su una guancia un bacio. Sentì tutto un formicolio, apri la bocca, ma invece di aiuto disse cra e, con un salto, si buttò nel gorgo mentre Gigetto si sbellicava dalle risa e, invece di dargli una mano, si infilava tutte le dita nelle narici del naso a pescar le cosette sue.<br />Corradino che lassù era principe si trovò principe anche tra le ranocchie, che vivevano in piena libertà, in un Sessantotto si può dire da leccarsi le dita con lo schiocco per il nostro Corradino che vi si buttò, per così dire, a pesce. Regole non ce n'erano e se c'erano erano talmente confuse che si trovava sempre un mezzuccio per aggirarle. Si poteva dormir tutto il giorno e aver lo stesso i pasti assicurati e anche le bisbocce. Corradino se la spassò alla grade, incurante di tutto e ben felice di essersi lasciato alle spalle la mamma, le duchesse e tutti gli spigoli dei doveri che a Zuccapiena erano rispettati dai paggi, dai palafrenieri e anche dalle mosche. Che sguazzi, che solluccheri, che scialo, signori miei, No, a Corradino non dispiaceva punto aver perduto il suo tronino al palazzo del Re. Il bene era chiamato male nel fosso e non si pregava mai perché Dio lo avevano cancellato da vocabolario.<br />E tutto andò avanti così per un bel pezzo e Corradino non si accorse per niente che l'acqua del pantano si era fatta più calda. No, no, no, nossignore, anzi il bagnetto al vapore quasi gli piaceva ed era diventato, per le rane, una moda. Chiamavano quel teporino, il bagno di bellezza e così, scrollando le zampette, non ci pensarono più. Poi un mattino di pioggia, portato dalla guazza si presentò alle porticine dello stagno un grosso rospo, detto il Drago, che aveva fatto parlar di sé in giro per i pantani vicini per essere un tipo meticoloso, un gran signore, un tutto d'un pezzo e un tesoruccio.<br />Fu così che il re delle rane, stanco di governare e anche un poco stufo, passò al Drago i pieni poteri. Il pantano si fece un poco più caldo, ma non troppo. Il Drago, presto, cominciò a legiferare e il mondo già storto delle rane si mise a capo in giù. Tutte le rane, da allora in poi, potevano, volendo, farsi libellule. Così in molte si mozzarono le zampette e rubarono le ali agli insetti che svolazzava quieti sull'acque. Via aprire tutti i confini alle rane immigrate che erano, di stazza, il doppio di quelle del pantano. Così in molte si trovarono in esilio e nessuno se ne curava, presi com'erano a dare il benvenuto alle nuove venute, applaudite anche se eran piene di bitorzoli.<br />Poi il Drago stabilì che le rane maschio potevano dirsi femmine e viceversa e Corradino iniziò a non capirci più nulla. Un giorno poi il Drago disse che si era scatenata una pestilenza gravissima e che, per sopravvivere, le rane dovevano star ferme per giorni, settimane e mesi nel luogo detto il Riposo delle ninfee. Cioè il cimitero. E le rane tutte quante, malate di paura, obbedirono. 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Ciò nonostante, da ottobre i casi diagnosticati di Covid sono in costante crescita, benché la pressione ospedaliera sia minima e i decessi siano episodici, se non del tutto assenti.<br />In questa situazione, il governo ha deciso di varare nuove restrizioni alla vita sociale. Attenzione, va rimarcato che - essendo Gibilterra pur sempre un contesto britannico, sia pur mediterraneo - non si tratta di norme cogenti, ma di raccomandazioni, e per ora relativamente blande: limitare le riunioni, sospendere gli eventi di massa, indossare mascherine al chiuso (che dalle nostre parti ahimè sono rimaste invece sempre prescritte per legge...), e misure simili. Eppure, ci troviamo comunque di fronte all'ennesimo ritorno di una logica secondo cui il virus deve essere combattuto limitando e controllando la vita dei cittadini e le attività economiche. Una logica adottata in misura maggiore o minore in quasi tutta Europa. ma che ora in particolare nel caso di Gibilterra stride clamorosamente con la copertura vaccinale praticamente totale raggiunta in quel piccolo paese, per mesi propagandata come condizione ideale, condizione per il ritorno alla piena normalità, raggiungimento della mitica "immunità di gregge". La popolazione è vaccinata, nessuno o quasi muore di (o con) Covid, negli ospedali la situazione è sotto controllo, eppure si chiedono ulteriori sacrifici e limitazioni, che potrebbero aumentare se i casi crescessero ancora. In attesa di cosa? In vista di cosa? Dei "booster" per tutti, delle terze e quarte dosi, dell'estensione (ahinoi, e ahiloro) della vaccinazione ai ragazzi e ai bambini dai 5 anni in su.<br /><br />FINE EMERGENZA MAI<br />Tutto questo fino a quando? Fino a che non sarà diagnosticato più nemmeno un caso, un ricoverato, un decesso addebitabile al Covid? Ma questo è da escludere avvenga grazie ai vaccini, che non impediscono al virus di circolare, né alla malattia di manifestarsi., anche in forme più serie. E allora? Quanti richiami si dovranno ancora fare? E a che serviranno? E nel frattempo la vita sociale è destinata a non tornare mai più alla normalità? Si dovrà continuare a vivere sotto controllo a tempo indeterminato?<br />Insomma, Gibilterra è il caso limite che indica verso quale vicolo cieco stanno andando tutti i paesi che non hanno adottato un approccio realistico e proporzionato alla questione, evitando di farla diventare un fattore di paralisi della società, dell'economia, delle libertà individuali (in Europa praticamente soltanto la Svezia).<br />I sostenitori dell'emergenzialismo sanitario, quelli che ancora dicono che "siamo in guerra" contro il virus, devono scegliere. Non possono continuare a sostenere due tesi del tutto incompatibili tra loro. Se i vaccini sono la soluzione unica e definitiva al problema, come essi sostengono, e le fasce "fragili" della popolazione sono sufficientemente protette grazie ad essi, allora non è più giustificabile alcun lockdown, alcuna restrizione. Se al contrario si invoca ancora la necessità di restrizioni per la paura che un aumento dei casi, prevedibile nei mesi invernali e comunque sempre possibile, possa determinare nuovi pericoli per la vita dei cittadini e la sicurezza sociale, allora bisogna ammettere esplicitamente che i vaccini non sono la soluzione definitiva, ma solo uno strumento tra gli altri; e quindi non è giustificabile alcuna pressione o ricatto ai cittadini per vaccinarsi, né tanto meno alcun obbligo alla vaccinazione. Delle due l'una: non si può contemporaneamente dire A e non-A.<br /><br />INEFFICACIA DEI VACCINI PER DEBELLARE IL VIRUS<br />In entrambi i casi, comunque, è del tutto incomprensibile una campagna generalizzata di richiami vaccinali, indicata come il nuovo "santo Graal" da raggiungere. Se infatti i vaccini sono efficaci, non è necessario in linea generale alcun "booster", eccetto che per casi specifici di fragilità e debolezza immunitaria che andrebbero monitorati uno per uno. Se invece non sono efficaci, o sono efficaci solo in parte, a cosa serve ripeterli un numero indeterminato di volte, per giunta in presenza di un virus sempre più diverso dalla forma originaria per cui quei vaccini sono stati a suo tempo concepiti? Come può essere credibile, in quel caso, la promessa che quei richiami assicureranno ai vaccinati un'immunizzazione duratura, se questa promessa si è rivelata inaffidabile nel caso della prima vaccinazione? E soprattutto, nel frattempo che si fa? Per quanto tempo una società può rimanere sotto scacco, in libertà condizionata, posto che non appare esserci all'orizzonte per fortuna il rischio di un'ecatombe o di un collasso della sanità?<br />Viene qui al pettine il nodo fondamentale posto dal modo in cui gran parte dei governi mondiali - e in particolare occidentali - ha affrontato questo problema sanitario, consentendo ad esso di esondare in maniera incontrollata nella vita politica e civile. Se si ritiene necessario dichiarare un'emergenza generalizzata per un'epidemia virale (per giunta dalla letalità piuttosto bassa) è fondamentale che vengano indicati criteri chiari, incontrovertibili, pubblicamente verificabili in base ai quali l'emergenza potrà venire dichiarata conclusa. In mancanza di essi, o nel caso essi vengano continuamente modificati nelle comunicazioni dei governi, lo stato di emergenza tende inevitabilmente a sfociare - come ci ricorda continuamente Massimo Cacciari - in uno stato di eccezione permanente, in cui i limiti invalicabili posti al potere e i diritti fondamentali dei cittadini sono totalmente vanificati.<br />Tra non molto l'aporia di Gibilterra sarà quella di tutti gli Stati occidentali che hanno puntato tutte le loro carte sull'alternativa "vaccini o lockdown". E tanto più quella di un paese come il nostro, nel quale la pressione allarmistica, l'invadenza coercitiva del governo, la censura di ogni voce critica hanno raggiunto livelli parossistici: livelli dei quali l'adozione a tappeto del lasciapassare sanitario, le minacce a chi sceglie di non vaccinarsi, la richiesta (assente in qualunque altro paese liberaldemocratico) di obbligo vaccinale per legge, la crescente compressione della libertà di manifestare sono gli aspetti più eclatanti.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/47506009</guid><pubDate>Tue, 16 Nov 2021 22:26:31 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/47506009/l_immunit_di_gregge_un_utopia.mp3" length="8536024" type="audio/mpeg"/><itunes:author>BastaBugie</itunes:author><itunes:subtitle>VIDEO: Massimo Cacciari contro il green pass ➜ https://www.youtube.com/watch?v=FLOeior8Z10 

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L'IMMUNITÀ DI GREGGE E' UN'UTOPIA di Eugenio Capozzi
La situazione venutasi a creare a...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[VIDEO: Massimo Cacciari contro il green pass ➜ <a href="https://www.youtube.com/watch?v=FLOeior8Z10" rel="noopener">https://www.youtube.com/watch?v=FLOeior8Z10</a> <br /><br />TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6787" rel="noopener">http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6787</a><br /><br />L'IMMUNITÀ DI GREGGE E' UN'UTOPIA di Eugenio Capozzi<br />La situazione venutasi a creare a Gibilterra in questi giorni è la rappresentazione eloquente delle insanabili contraddizioni insite nell'emergenzialismo sanitario che si è imposto in gran parte del mondo, e in particolare in Occidente, in risposta all'epidemia di Covid-19.<br />Nella piccola enclave britannica all'estremo Sud della Penisola iberica la percentuale di vaccinati è del 118%: cioè il 100% della popolazione adulta è stato vaccinato, e una consistente minoranza di essa ha già ricevuto un richiamo. Ciò nonostante, da ottobre i casi diagnosticati di Covid sono in costante crescita, benché la pressione ospedaliera sia minima e i decessi siano episodici, se non del tutto assenti.<br />In questa situazione, il governo ha deciso di varare nuove restrizioni alla vita sociale. Attenzione, va rimarcato che - essendo Gibilterra pur sempre un contesto britannico, sia pur mediterraneo - non si tratta di norme cogenti, ma di raccomandazioni, e per ora relativamente blande: limitare le riunioni, sospendere gli eventi di massa, indossare mascherine al chiuso (che dalle nostre parti ahimè sono rimaste invece sempre prescritte per legge...), e misure simili. Eppure, ci troviamo comunque di fronte all'ennesimo ritorno di una logica secondo cui il virus deve essere combattuto limitando e controllando la vita dei cittadini e le attività economiche. Una logica adottata in misura maggiore o minore in quasi tutta Europa. ma che ora in particolare nel caso di Gibilterra stride clamorosamente con la copertura vaccinale praticamente totale raggiunta in quel piccolo paese, per mesi propagandata come condizione ideale, condizione per il ritorno alla piena normalità, raggiungimento della mitica "immunità di gregge". La popolazione è vaccinata, nessuno o quasi muore di (o con) Covid, negli ospedali la situazione è sotto controllo, eppure si chiedono ulteriori sacrifici e limitazioni, che potrebbero aumentare se i casi crescessero ancora. In attesa di cosa? In vista di cosa? Dei "booster" per tutti, delle terze e quarte dosi, dell'estensione (ahinoi, e ahiloro) della vaccinazione ai ragazzi e ai bambini dai 5 anni in su.<br /><br />FINE EMERGENZA MAI<br />Tutto questo fino a quando? Fino a che non sarà diagnosticato più nemmeno un caso, un ricoverato, un decesso addebitabile al Covid? Ma questo è da escludere avvenga grazie ai vaccini, che non impediscono al virus di circolare, né alla malattia di manifestarsi., anche in forme più serie. E allora? Quanti richiami si dovranno ancora fare? E a che serviranno? E nel frattempo la vita sociale è destinata a non tornare mai più alla normalità? Si dovrà continuare a vivere sotto controllo a tempo indeterminato?<br />Insomma, Gibilterra è il caso limite che indica verso quale vicolo cieco stanno andando tutti i paesi che non hanno adottato un approccio realistico e proporzionato alla questione, evitando di farla diventare un fattore di paralisi della società, dell'economia, delle libertà individuali (in Europa praticamente soltanto la Svezia).<br />I sostenitori dell'emergenzialismo sanitario, quelli che ancora dicono che "siamo in guerra" contro il virus, devono scegliere. Non possono continuare a sostenere due tesi del tutto incompatibili tra loro. Se i vaccini sono la soluzione unica e definitiva al problema, come essi sostengono, e le fasce "fragili" della popolazione sono sufficientemente protette grazie ad essi, allora non è più giustificabile alcun lockdown, alcuna restrizione. Se al contrario si invoca ancora la necessità di restrizioni per la paura che un aumento dei casi, prevedibile nei mesi invernali e...]]></itunes:summary><itunes:duration>534</itunes:duration><itunes:keywords>cacciari,fragili,gibilterra,lockdown,vaccini</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/83bcaf28cfd9e1f27eaf04808d844681.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Le follie del green pass e le colpe di Draghi</title><link>https://www.spreaker.com/episode/le-follie-del-green-pass-e-le-colpe-di-draghi--47398650</link><description><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6781" rel="noopener">http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6781</a><br /><br />LE FOLLIE DEL GREEN PASS E LE COLPE DI DRAGHI di Franco Battaglia<br />Quando il 10 agosto del '39 Galeazzo Ciano, ministro degli Esteri di Mussolini, vola in Germania con la missione di dissuadere quei guerrafondai a imbarcarsi in una nuova guerra, incontra il suo collega Ribbentropp e gli chiede cosa caspita hanno intenzione di fare i tedeschi - che già si erano annessi, senza che nessuno dicesse pio, l'Austria e parte della Cecoslovacchia - col casotto che stanno sollevando sulla Polonia. «Volete Danzica?», chiede Ciano. «Vogliamo la guerra!», replica l'altro. «E secondo voi Inghilterra e Francia staranno a guardare?». E Ribbentropp: «Non muoveranno un dito. Scommettiamo?». Fecero la scommessa: un quadro rinascimentale italiano contro una raccolta d'armi tedesche. Sappiamo tutti l'esito della scommessa: il primo settembre Hitler invadeva la Polonia e il 3 settembre Francia e Inghilterra dichiaravano guerra alla Germania. Il finimondo.<br /><br />IL CINISMO DI CHI COMANDA<br />Tutto quanto sopra per dire che coloro che governano il mondo, i cosiddetti leader, non esitano a mandare al macello i popoli che essi governano e, per giunta, ci si divertono pure: l'insipienza e il cinismo regnano spesso sovrani. Ed è da settimane che chiedo a me stesso: cosa mai avrà scommesso Mario Draghi - e con chi? - per agire come sta agendo. Mi immagino la scena tra lui e il suo - per noi misterioso - interlocutore: scommettiamo che riesco a far fare agli italiani le cose più assurde senza che essi abbiano nulla da ridire? Anzi, mi ringrazieranno come loro salvatore? Ed è forse così - sennò non me lo spiego - che deve essere nato il green pass all'amatriciana. Quello che quel genio del ministro Enrico Giovannini ti chiede di esibire se sei dentro un eurostar, comodamente seduto a un metro di distanza dal tuo dirimpettaio, ma si guarda bene dal controllare se sei dentro un treno regionale o, peggio, dentro un autobus cittadino, pieni come un uovo.<br />Il green pass che ti consente di entrare nei cinema, teatri, stadi e ristoranti, ma anche di andare a lavoro, ben sapendo che potresti ben essere contagioso. Tant'è vero che in tutte le riunioni di codesti leader, tutti vaccinati, tamponati e greenpassati - o greenspassosi - essi si presentano, al colmo del ridicolo, con tanto di mascherina sul volto. Viene il sospetto che non abbiano la faccia di mostrarla, la faccia. Il green pass che non ti concede nulla di quanto sopra perché si presume, al colmo del grottesco, che uno che la malattia non ha possa contagiare chi contro essa si è immunizzato. Il green pass che consente ai non vaccinati negativi, quindi sanissimi, di mischiarsi con vaccinati che ormai anche le pietre sanno possono essere contagiosi; condannando così alla malattia - ma che dico, alla malattia: alla morte (Draghi dixit) - gli ultimi sani rimasti. Il green pass che sta infiammando l'Italia della gente col cervello nella testa e con la testa sulle spalle, visto che se lo hai vai in discoteca purché te ne stia con la mascherina se non balli e puoi toglierla se balli.<br /><br />LE "DELIZIE" DEL GREEN PASS<br />Non finiremmo più se continuiamo ad elencare le "delizie" del green pass. Qualcuno dei geni che l'hanno promosso, pensando di correggere il tiro, propone l'obbligo vaccinale. Non si rendono conto, i furboni, che nulla cambia: codesto virus e codesti vaccini non hanno nulla che giustifichi un tale obbligo. Con altri virus e con altri vaccini un eventuale obbligo è giustificato dal fatto che non si vuole contagiare chi il vaccino non può farlo. Ma qui la cosa non vale: il virus è mutato, la protezione - ancorché sufficiente da consigliare la vaccinazione - è totalmente insufficiente in ordine al contagio: i non vaccinati non sono granché più protetti se i vaccinati - che oggi 16 ottobre sono il 70% con due dosi e il 76% con una sola dose (quindi il governo ha fallito anche qua) - aumentano di qualche punto percentuale.<br />Molti commentatori in questi giorni se la prendono col ministro Lamorgese o col ministro Speranza. Io son della vecchia guardia, di quelli che pensano che il pesce puzza dalla testa. La responsabilità primaria l'ha allora Mario Draghi: avrebbe dovuto capire l'inadeguatezza della prima e l'incompetenza del secondo. Quest'ultimo, soprattutto - anche Giufà lo aveva capito fin da sùbito - non avrebbe avuto alcuna autorevolezza a invogliare nessuno alla vaccinazione, se questo era il desiderio del governo. Anzi, tutto il comportamento dell'uomo durante tutta la pandemia deve aver indotto molti a fare esattamente l'opposto di quel che Speranza diceva di fare. Chi si vaccina ha paura del virus, chi non si vaccina ha paura del vaccino. Nessun governo può dire a nessuno di cosa aver paura, e la paura degli uni non ha più dignità di quella degli altri: non ci vuole molto a capirlo.<br />Allora, signor Draghi, la sua scommessa l'ha perduta: chieda scusa agli italiani, magari dica che l'aveva fatto a fin di bene, ma riconosca l'errore e abolisca il green pass. Sono un plurivaccinato con tutti i vaccini disponibili sul mercato e sono greenpassato, ma fin dal primo giorno del green pass ho pensato una cosa sola: esso è una barbarie.<br /><br />Nota di BastaBugie: Ruben Razzante nell'articolo seguente dal titolo "Osi dubitare della campagna vaccinale? Fango su Report" spiega perché oggi fare il normale mestiere di giornalista e rilevare gli errori del governo è inammissibile.<br />Ecco l'articolo completo pubblicato su La Nuova Bussola Quotidiana il 4 novembre 2021:<br />Ha sollevato un polverone l'ultima puntata di Report andata in onda lunedì scorso su Rai 3, nella quale si documentavano alcuni errori della campagna vaccinale in Italia. La trasmissione di Sigfrido Ranucci ha segnalato il caso di una errata somministrazione del vaccino Moderna che sarebbe imputabile a un difetto di comunicazione tra Aifa e Ministero della Salute. Gli anziani avrebbero cioè ricevuto una quantità sbagliata di siero e il fatto risalirebbe al periodo settembre-ottobre. Sarebbe bastata mezza dose per avere gli stessi anticorpi e invece il Ministero avrebbe dato indicazione ai centri vaccinali di somministrare l'intera dose: 100 microgrammi anziché 50 di Moderna. Poi avrebbe cambiato idea e specificato di usare soltanto Pfizer.<br />La gestione della pandemia da parte del governo italiano, ancor più da parte di quello precedente, non è certamente stata esente da colpe e ormai è cosa nota. Dalla vicenda mascherine (caso Arcuri) all'opinabilità di alcune restrizioni adottate sarebbero tanti i rilievi da muovere al Ministro Speranza e al suo staff, ma anche al Comitato tecnico-scientifico, non a caso rinnovato nella sua composizione con l'avvento del Governo Draghi.<br />Normale, quindi, anzi opportuno che l'informazione, come "cane da guardia" del potere politico, racconti gli errori della campagna vaccinale, anche in un'ottica di riparazione degli stessi, visto che le punture sono destinate ad andare avanti ancora a lungo con la terza e magari con altre dosi di vaccino.<br />Ma questo evidentemente alla politica non piace, perché mette a nudo l'approssimazione di certe decisioni e l'aleatorietà di alcune scelte che però finiscono per impattare sulla salute di milioni di persone. Denunciare queste situazioni, nella semplificazione demagogica di certi politici, equivale a strizzare l'occhio ai No Vax. Adombrare il sospetto che il vaccino possa essere un business per alcune aziende farmaceutiche significa confutare l'ideologia vaccinale e quindi…apriti cielo!<br />C'è stata, infatti, una levata di scudi nei confronti della trasmissione di Rai 3, proprio da parte del Pd e della sinistra, che in passato hanno beneficiato anche elettoralmente di alcune inchieste condotte da Report.<br />I parlamentari del Partito Democratico in Commissione di Vigilanza hanno chiesto "un chiarimento" ai vertici del servizio pubblico e hanno parlato di "episodio molto grave di disinformazione", cioè di "un lungo compendio delle più irresponsabili tesi No Vax e No Green Pass". Poi hanno corretto il tiro, rendendosi conto di aver fatto un autogol e si sono affrettati a ribadire che occorre rispettare l'autonomia dei giornalisti e la libertà editoriale. A Matteo Renzi, più volte preso di mira da Report (anche nell'ultima puntata, a proposito dei suoi viaggi d'affari all'estero) non sembra vero di poter partecipare a questo tiro al piccione contro Ranucci, accusandolo di non fare servizio pubblico. Forse perché, per il leader di Italia Viva, fare servizio pubblico significa mettere la sordina alle voci di dissenso per raccontare unilateralmente la verità, come accadeva nella Rai dell'epoca renziana.<br />Pure Forza Italia si indigna verso la trasmissione di Rai 3. "Mi spiace perché Report è la seguitissima trasmissione di un'azienda che dovrebbe esaltare il progresso scientifico e i suoi benefici anziché offrire argomenti agli scettici verso la bontà del vaccino - tuona Andrea Ruggieri - e perché è un po' come se qualcuno dicesse che medici, infermieri e altri professionisti abbiano tratto profitto dalla pandemia grazie ai molti straordinari retribuiti nell'emergenza sanitaria scatenata dal Coronavirus".<br />Il conduttore di Report, Sigfrido Ranucci, si è difeso: "Sono stufo di queste accuse. <br />Sono vaccinato come tutta la redazione di Report, ma come giornalista devo essere libero di raccontare delle criticità. Quali sarebbero i contenuti No Vax? Credo che i parlamentari non abbiano visto il servizio". E aggiunge: "È da No Vax dire che il 9 settembre Aifa si è sbagliata a scegliere con troppa fretta di iniettare il vaccino Moderna a dose intera quando la stessa azienda Moderna sei giorni prima aveva raccomandato metà dose? È da No Vax chiedere che venga fatto il tampone più frequentemente agli infermieri che rischiano di contagiarsi perché cala l'efficacia del vaccino? È da No Vax chiedere di sorvegliare con attenzione gli anticorpi per fare prevenzione?".]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/47398650</guid><pubDate>Tue, 09 Nov 2021 22:53:51 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/47398650/le_follie_del_green_pass_e_le_colpe_di_draghi.mp3" length="14160083" type="audio/mpeg"/><itunes:author>BastaBugie</itunes:author><itunes:subtitle>TESTO DELL'ARTICOLO ➜ http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6781

LE FOLLIE DEL GREEN PASS E LE COLPE DI DRAGHI di Franco Battaglia
Quando il 10 agosto del '39 Galeazzo Ciano, ministro degli Esteri di Mussolini, vola in Germania con la missione...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6781" rel="noopener">http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6781</a><br /><br />LE FOLLIE DEL GREEN PASS E LE COLPE DI DRAGHI di Franco Battaglia<br />Quando il 10 agosto del '39 Galeazzo Ciano, ministro degli Esteri di Mussolini, vola in Germania con la missione di dissuadere quei guerrafondai a imbarcarsi in una nuova guerra, incontra il suo collega Ribbentropp e gli chiede cosa caspita hanno intenzione di fare i tedeschi - che già si erano annessi, senza che nessuno dicesse pio, l'Austria e parte della Cecoslovacchia - col casotto che stanno sollevando sulla Polonia. «Volete Danzica?», chiede Ciano. «Vogliamo la guerra!», replica l'altro. «E secondo voi Inghilterra e Francia staranno a guardare?». E Ribbentropp: «Non muoveranno un dito. Scommettiamo?». Fecero la scommessa: un quadro rinascimentale italiano contro una raccolta d'armi tedesche. Sappiamo tutti l'esito della scommessa: il primo settembre Hitler invadeva la Polonia e il 3 settembre Francia e Inghilterra dichiaravano guerra alla Germania. Il finimondo.<br /><br />IL CINISMO DI CHI COMANDA<br />Tutto quanto sopra per dire che coloro che governano il mondo, i cosiddetti leader, non esitano a mandare al macello i popoli che essi governano e, per giunta, ci si divertono pure: l'insipienza e il cinismo regnano spesso sovrani. Ed è da settimane che chiedo a me stesso: cosa mai avrà scommesso Mario Draghi - e con chi? - per agire come sta agendo. Mi immagino la scena tra lui e il suo - per noi misterioso - interlocutore: scommettiamo che riesco a far fare agli italiani le cose più assurde senza che essi abbiano nulla da ridire? Anzi, mi ringrazieranno come loro salvatore? Ed è forse così - sennò non me lo spiego - che deve essere nato il green pass all'amatriciana. Quello che quel genio del ministro Enrico Giovannini ti chiede di esibire se sei dentro un eurostar, comodamente seduto a un metro di distanza dal tuo dirimpettaio, ma si guarda bene dal controllare se sei dentro un treno regionale o, peggio, dentro un autobus cittadino, pieni come un uovo.<br />Il green pass che ti consente di entrare nei cinema, teatri, stadi e ristoranti, ma anche di andare a lavoro, ben sapendo che potresti ben essere contagioso. Tant'è vero che in tutte le riunioni di codesti leader, tutti vaccinati, tamponati e greenpassati - o greenspassosi - essi si presentano, al colmo del ridicolo, con tanto di mascherina sul volto. Viene il sospetto che non abbiano la faccia di mostrarla, la faccia. Il green pass che non ti concede nulla di quanto sopra perché si presume, al colmo del grottesco, che uno che la malattia non ha possa contagiare chi contro essa si è immunizzato. Il green pass che consente ai non vaccinati negativi, quindi sanissimi, di mischiarsi con vaccinati che ormai anche le pietre sanno possono essere contagiosi; condannando così alla malattia - ma che dico, alla malattia: alla morte (Draghi dixit) - gli ultimi sani rimasti. Il green pass che sta infiammando l'Italia della gente col cervello nella testa e con la testa sulle spalle, visto che se lo hai vai in discoteca purché te ne stia con la mascherina se non balli e puoi toglierla se balli.<br /><br />LE "DELIZIE" DEL GREEN PASS<br />Non finiremmo più se continuiamo ad elencare le "delizie" del green pass. Qualcuno dei geni che l'hanno promosso, pensando di correggere il tiro, propone l'obbligo vaccinale. Non si rendono conto, i furboni, che nulla cambia: codesto virus e codesti vaccini non hanno nulla che giustifichi un tale obbligo. Con altri virus e con altri vaccini un eventuale obbligo è giustificato dal fatto che non si vuole contagiare chi il vaccino non può farlo. Ma qui la cosa non vale: il virus è mutato, la protezione - ancorché sufficiente da consigliare la vaccinazione - è totalmente insufficiente in ordine al contagio: i non vaccinati non sono granché più protetti se i vaccinati - che oggi 16 ottobre sono il 70% con due dosi e il...]]></itunes:summary><itunes:duration>885</itunes:duration><itunes:keywords>ciano,draghi,greenpass,moderna,report,scommessa</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e5333f81ab86708a6e6895769ad2354c.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>I casi di Mietta e Martina Colombari: il green pass è inutile e pericoloso</title><link>https://www.spreaker.com/episode/i-casi-di-mietta-e-martina-colombari-il-green-pass-e-inutile-e-pericoloso--47166862</link><description><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6766" rel="noopener">http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6766</a><br /><br />I CASI DI MIETTA E MARTINA COLOMBARI: IL GREENPASS E' INUTILE E PERICOLOSO<br />Due showgirl, entrambe positive. Da una parte Martina Colombari, rinchiusa in quarantena causa infezione. Dall'altra Mietta, cantante e concorrente di Ballando con le stelle, costretta a restare lontana dalla tv a causa del coronavirus. Due vicende simili, con un'unica differenza: la prima era vaccinata, la seconda no. E infatti il trattamento loro riservato è stato ben diverso: per la Colombari è scattata subito la gara di solidarietà, per Mietta la caccia alle streghe. Se però ragionassimo bene sulle due storie, così sovrapponibili, e leggessimo con attenzione l'intervista odierna alla Colombari, capiremmo bene quanto sia inutile, se non pericoloso, quel green pass che ormai governa la nostra quotidianità.<br />Stando al suo racconto, infatti, la Colombari a inizio settimana scorsa sente i primi sintomi di un raffreddore. È a Riccione dai suoi genitori e sul momento non abbina il malanno al Covid, anche perché "ho fatto la seconda dose di vaccino due mesi fa". Quindi continua a vivere una vita normale, gira, vede persone, va al ristorante e al lavoro grazie al green pass ottenuto con le due dosi di siero. Poi? Poi venerdì, "in vista della scena di un film" che avrebbe dovuto girare, si sottopone ad un tampone molecolare che risulta positivo. Apriti cielo. Martina si mette in isolamento e fa scatenare "un giro di messaggi con tutte le persone che ho visto". Nel calderone dei possibili infetti finiscono anche due ristoranti dove era stata in settimana "grazie" al green pass vaccinale. Un vero e proprio patatrac.<br />Com'è possibile sia successo? Semplice: ovunque Colombari andasse la facevano entrare perché poteva esibire quel green pass che gli esperti "indicano come una specie di via libera". Nessuno si è posto il problema che il vaccinato potesse essere comunque positivo. E infatti, lasciata libera dal passaporto verde, Martina in realtà stava portando a spasso il virus. Se non avesse lavorato per il cinema o per la tv, ma per una normale azienda, il tampone "extra" non lo avrebbe fatto ("tanto ho il green pass") e avrebbe partecipato da infetta a chissà quanti altri incontri sociali. Questo dimostra, se davvero ve ne fosse ancora il bisogno, che il lasciapassare non serve a bloccare l'epidemia. Tutt'altro. È uno strumento surrettizio per costringere alla vaccinazione, chiaro, ma nient'altro. Ininfluente dal punto di vista epidemiologico, può anzi essere potenzialmente dannoso: apre le porte della socialità a tutti i vaccinati, pure quelli infetti. Potenziali "bombe" virologiche, col bollino del green pass.<br /><br />Nota di BastaBugie: Andrea Zambrano nell'articolo seguente dal titolo "Solo il positivo non vaccinato è un untore irresponsabile" parla del diverso trattamento ricevuto da Ed Sheeran e Martina Colombari che vengono intervistati con tutti gli onori perché vaccinati e invece Mietta che viene massacrata perché non ancora vaccinata. Eppure contagio, sintomi e condizioni di salute sono gli stessi.<br />Ecco l'articolo completo pubblicato su La Nuova Bussola Quotidiana il 26 ottobre 2021:<br />C'è positivo e positivo. C'è il positivo vaxinato che racconta la disavventura di aver preso il covid come un incidente di percorso e c'è il positivo no vaxinato che invece viene esposto al pubblico ludibrio per la sua irresponsabilità. Eppure, per entrambi, le condizioni di salute (sintomi, febbre, percentuali di guarigione etc...) sono praticamente le stesse.<br />Sembra che il positivo non vaccinato sia un malato diverso da quello che, invece, pur essendosi vaccinato in doppia dose convintamente e proficuamente, oggi è alle prese col covid.<br />Breve rassegna dalle cronache che coinvolgono vip e non vip.<br />C'è Ed Sheeran che doveva essere in Italia e invece se ne starà a casa dieci giorni con la figlioletta e senza moglie. «Ho preso il covid, non ci voleva», ha detto ai fans. La popstar inglese è vaccinata in doppia dose e la sua quarantena obbligata causata dalla sua positività dopo un tampone diventa un fatto di interesse popolare tanto che Fabio Fazio ci si collega pure in diretta tv, domenica sera.<br />Le condizioni del cantante non sono gravi, né serie. Quello "sto malissimo" pronunciato era riferito al dispiacere di non poter incontrare i fans italiani. Ma si rifarà a Natale, ha promesso. Tutto normale, insomma. E il vaccino? Ma come? Ormai si sa che il vaccino non protegge dal contagio, ma dalle forme gravi. Lo hanno capito anche i Fabiofazio che ospitano i Burioni che dicono il contrario.<br />Poi c'è Martina Colombari che viene persino indicata dal Corsera come esempio di civismo perché ha detto di aver contratto il covid. Anche lei, nonostante il vaccino. Come sta? Benissimo, solo qualche papilla gustativa alterata, ma sta che è una favola. E quindi? E quindi lo ha comunicato «per tenere sempre alta la guardia e fare attenzione anche se siamo vaccinati» et voilà, ecco scodellata una bella intervista sul Corsera online.<br />Esempi virtuosi di positivi al covid. Poi ci sono i positivi negletti. Stessi sintomi, stesse condizioni, stesso decorso. Solo che non sono vaccinati.<br />C'è la cantante Mietta, che deve lasciare il set di Ballando con le Stelle a causa della sua positività al covid. Perché? Perché per poter lavorare deve fare il green pass e nell'ultimo effettuato sarà emersa una sua positività. Ragion per cui ha dovuto lasciare il set della trasmissione fino a completa negativizzazione.<br />E qui sono sorti i problemi. In collegamento con Milly Carlucci, Selvaggia Lucarelli, che poi Vittorio Sgarbi ha apostrofato come "poliziotta sanitaria" ha chiesto a Mietta se fosse vaccinata, pensando di rivolgerle una domanda legittima. Per la verità su queste questioni vige ancora ancora la privacy, pertanto, Mietta ha ritenuto di non rispondere. Sgamata, è diventato palese che la cantante non aveva fatto l'inoculo, tanto da doversi giustificare successivamente con un post per chiarire la sua posizione, spiegare il perché non si è ancora vaccinata e che non appena le condizioni di salute glielo permetteranno lo farà. Sul caso è intervenuto persino il presidente dell'Ordine dei Medici del Lazio che ha rimproverato la cantante che «dovrebbe stare doppiamente attenta, stare a casa e soprattutto non partecipare a una trasmissione come questa, che di fatto pone i concorrenti in una sorta di 'comunità aperta'».<br />Se Martina Colombari e Ed Sheeran ci dicono che anche i vaccinati possono infettarsi e quindi infettare, non è più logico pensare che chi presenta un Green pass da tampone abbia più probabilità di essere negativo quando è a contatto con gli altri, rispetto a chi invece è vaccinato? Infatti, come ha spiegato la Colombari, lei il tampone lo ha dovuto fare perché sta partecipando alle riprese di un film, quindi, la sua positività è stata presa in tempo non perché aveva il vaccino, ma perché aveva fatto un tampone.<br />Domanda provocatoria: e se Mietta fosse stata "infettata" da uno dei tanti vaccinati inconsapevoli con i quali è entrata in contatto nel suo lavoro? È una domanda alla quale - lo sappiamo - non c'è risposta, però dovrebbe per lo meno fare riflettere.<br />Invece no. Invece si proseguirà con lo stigma del positivo non vaccinato, anche se i sintomi, la contagiosità e lo stato di salute saranno uguali a quelli dei super-si-iper-vax.<br />A Bologna una mezza scuola è in quarantena a causa di alcuni focolai tra i ragazzini delle medie. I sospetti sono ricaduti su una delle tre insegnanti risultata positiva. Quale? Quella che non avendo fatto il vaccino doveva presentare un green pass da tampone negativo ogni 48 ore. Segnalata la positività della docente, sono partiti i controlli. Si sono così trovati anche altri insegnanti positivi. Ma chi l'ha detto che a contagiare è stata quella che, facendo un tampone ogni due giorni, teoricamente doveva essere anche quella più controllata? Non potrebbe essere il contrario?]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/47166862</guid><pubDate>Tue, 26 Oct 2021 21:21:48 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/47166862/i_casi_di_mietta_e_martina_colombari_il_green_pass_inutile_e_pericoloso.mp3" length="9992194" type="audio/mpeg"/><itunes:author>BastaBugie</itunes:author><itunes:subtitle>TESTO DELL'ARTICOLO ➜ http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6766

I CASI DI MIETTA E MARTINA COLOMBARI: IL GREENPASS E' INUTILE E PERICOLOSO
Due showgirl, entrambe positive. Da una parte Martina Colombari, rinchiusa in quarantena causa...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6766" rel="noopener">http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6766</a><br /><br />I CASI DI MIETTA E MARTINA COLOMBARI: IL GREENPASS E' INUTILE E PERICOLOSO<br />Due showgirl, entrambe positive. Da una parte Martina Colombari, rinchiusa in quarantena causa infezione. Dall'altra Mietta, cantante e concorrente di Ballando con le stelle, costretta a restare lontana dalla tv a causa del coronavirus. Due vicende simili, con un'unica differenza: la prima era vaccinata, la seconda no. E infatti il trattamento loro riservato è stato ben diverso: per la Colombari è scattata subito la gara di solidarietà, per Mietta la caccia alle streghe. Se però ragionassimo bene sulle due storie, così sovrapponibili, e leggessimo con attenzione l'intervista odierna alla Colombari, capiremmo bene quanto sia inutile, se non pericoloso, quel green pass che ormai governa la nostra quotidianità.<br />Stando al suo racconto, infatti, la Colombari a inizio settimana scorsa sente i primi sintomi di un raffreddore. È a Riccione dai suoi genitori e sul momento non abbina il malanno al Covid, anche perché "ho fatto la seconda dose di vaccino due mesi fa". Quindi continua a vivere una vita normale, gira, vede persone, va al ristorante e al lavoro grazie al green pass ottenuto con le due dosi di siero. Poi? Poi venerdì, "in vista della scena di un film" che avrebbe dovuto girare, si sottopone ad un tampone molecolare che risulta positivo. Apriti cielo. Martina si mette in isolamento e fa scatenare "un giro di messaggi con tutte le persone che ho visto". Nel calderone dei possibili infetti finiscono anche due ristoranti dove era stata in settimana "grazie" al green pass vaccinale. Un vero e proprio patatrac.<br />Com'è possibile sia successo? Semplice: ovunque Colombari andasse la facevano entrare perché poteva esibire quel green pass che gli esperti "indicano come una specie di via libera". Nessuno si è posto il problema che il vaccinato potesse essere comunque positivo. E infatti, lasciata libera dal passaporto verde, Martina in realtà stava portando a spasso il virus. Se non avesse lavorato per il cinema o per la tv, ma per una normale azienda, il tampone "extra" non lo avrebbe fatto ("tanto ho il green pass") e avrebbe partecipato da infetta a chissà quanti altri incontri sociali. Questo dimostra, se davvero ve ne fosse ancora il bisogno, che il lasciapassare non serve a bloccare l'epidemia. Tutt'altro. È uno strumento surrettizio per costringere alla vaccinazione, chiaro, ma nient'altro. Ininfluente dal punto di vista epidemiologico, può anzi essere potenzialmente dannoso: apre le porte della socialità a tutti i vaccinati, pure quelli infetti. Potenziali "bombe" virologiche, col bollino del green pass.<br /><br />Nota di BastaBugie: Andrea Zambrano nell'articolo seguente dal titolo "Solo il positivo non vaccinato è un untore irresponsabile" parla del diverso trattamento ricevuto da Ed Sheeran e Martina Colombari che vengono intervistati con tutti gli onori perché vaccinati e invece Mietta che viene massacrata perché non ancora vaccinata. Eppure contagio, sintomi e condizioni di salute sono gli stessi.<br />Ecco l'articolo completo pubblicato su La Nuova Bussola Quotidiana il 26 ottobre 2021:<br />C'è positivo e positivo. C'è il positivo vaxinato che racconta la disavventura di aver preso il covid come un incidente di percorso e c'è il positivo no vaxinato che invece viene esposto al pubblico ludibrio per la sua irresponsabilità. Eppure, per entrambi, le condizioni di salute (sintomi, febbre, percentuali di guarigione etc...) sono praticamente le stesse.<br />Sembra che il positivo non vaccinato sia un malato diverso da quello che, invece, pur essendosi vaccinato in doppia dose convintamente e proficuamente, oggi è alle prese col covid.<br />Breve rassegna dalle cronache che coinvolgono vip e non vip.<br />C'è Ed Sheeran che doveva essere in Italia e invece se ne starà a casa...]]></itunes:summary><itunes:duration>625</itunes:duration><itunes:keywords>colombari,mietta,positivo,privacy,tampone</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/de39cae4d3c85589245c10f3190f61e8.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Il vaccino ha funzionato per una scuola sicura? No, è solo un trucco del governo</title><link>https://www.spreaker.com/episode/il-vaccino-ha-funzionato-per-una-scuola-sicura-no-e-solo-un-trucco-del-governo--46941866</link><description><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜  <a href="http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6756" rel="noopener">http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6756</a><br /><br />IL VACCINO HA FUNZIONATO PER UNA SCUOLA SICURA? NO, E' SOLO UN TRUCCO DEL GOVERNO di Marco Lepore<br />La pandemia è finita? O non è mai esistita? Una cosa è certa: da alcuni giorni, improvvisamente, le notizie sulla grande stampa, relative al virus Sars-Covid19, sono pressoché sparite o, comunque, drasticamente diminuite. Come se qualcuno avesse dato un comando generale e detto "stop!".<br />La cesura fra "prima" e "dopo", pare risalire a pochi giorni fa, il 29 settembre, in coincidenza con la conferenza stampa in cui il Presidente del Consiglio Mario Draghi ha espresso massima soddisfazione per come è stata gestita negli ultimi mesi la vaccinazione e l'adozione del Green pass, a partire dalla scuola. Secondo il presidente del Consiglio è stato infatti raggiunto l'obiettivo fissato alcuni mesi fa: il 95% del personale scolastico e il 70% di studenti tra i 12 e i 19 anni vaccinato. "La vaccinazione è alla base della ripresa - ha affermato Mario Draghi - gli scolari sono tornati a scuola: è stato un passaggio difficile ma tutto sommato risolto con successo... Questa constatazione - ha continuato Draghi - ci dice che questo è un ingrediente fondamentale per la crescita, da proteggere in tutti i modi: dobbiamo fare di tutto e se ci fosse una recrudescenza la affronteremo senza ospedalizzazioni diffuse e pressione sulle strutture ospedaliere". Secondo il presidente del Consiglio, "il vaccino è l'unico modo sicuro per proteggere noi stessi e i nostri cari".<br />Una sorta di proclamazione di vittoria e di fede assoluta nel salvator-vaccino. Certamente Draghi sa che c'è ancora qualche "giapponese", nel folto della foresta, che forse non si arrenderà mai, ma tutti devono sapere che la guerra ormai è vinta, ed è una notizia da "proteggere in tutti i modi", poiché trattasi di "ingrediente fondamentale per la crescita". Ecco dunque il segnale.<br /><br />NESSUNA VITTORIA, SOLO PROPAGANDA<br />Così, dal giorno successivo, dopo mesi e mesi di un insopportabile bombardamento, il Covid è quasi sparito dalle prime pagine dei giornali e, per quanto riguarda la scuola, anche dalle notizie in evidenza nelle testate specialistiche. Ma le cose stanno davvero così? Davvero è finita l'emergenza, oppure, semplicemente, si tratta di una tattica psicologica di guerra - a guerra in corso - per sfiancare la resistenza? Per rispondere a queste domande, è necessario andare a vedere i dati reali, e molto utile, a tal scopo, è quanto pubblicato dal Sole24 Ore sul suo speciale Lab24, appositamente dedicato all'andamento statistico dell'epidemia. Interessantissimo, tra gli altri, è il grafico che mette a confronto l'estate 2021 e l'estate 2020.<br />Come è evidente, la situazione non appare affatto migliorata rispetto ad un anno fa. Anzi, nonostante la massiccia campagna vaccinale, i casi totali, i deceduti, il tasso di positività e i ricoveri in terapia intensiva risultano sensibilmente più elevati. Non è una buona notizia; men che meno appare una vittoria...<br />Per quanto riguarda, invece, la specifica situazione all'interno delle scuole, dopo la "fiammata" di contagi dei primi giorni, messa subito in evidenza con un certo allarme dai giornali, l'epidemia parrebbe essersi fermata. Cosa è accaduto? La risposta, probabilmente, più che in una effettiva riduzione dei contagi, sta nella introduzione di nuove modalità di gestione della quarantena. La regola generale vuole che, nel caso in cui uno studente all'interno di uno istituto scolastico dovesse risultare positivo al COVID, l'intera classe debba essere messa in quarantena (e quindi in Dad) per un periodo non inferiore a sette giorni (per i soggetti vaccinati) o dieci giorni (per i non vaccinati).<br /><br />LA DIFFUSIONE DI CONTAGI ALL'APERTURA DELLE SCUOLE<br />La pressoché immediata diffusione di contagi, all'apertura delle scuole, ha suscitato un certo allarme all'interno del Governo e del Ministero Istruzione, perché andava evidentemente a sconfessare la narrazione ufficiale secondo la quale, grazie alla campagna di vaccinazioni, "mai più Dad" e "solo lezioni in presenza" per tutti...<br />Si è pensato, così, di introdurre il "modello della bolla" proposto dalla Regione Lazio. L'idea deriva da una formula già ampiamente applicata agli aerei: in caso di positività di un passeggero, la quarantena è prevista solo per i soggetti seduti nelle due file dietro, davanti e laterale rispetto al contagiato. In attesa di linee guida nazionali, che sono allo studi del Cts, alcune Regioni poi hanno fatto anche di "meglio: in Emilia-Romagna sono considerati contatti stretti solo i vicini di banco del soggetto infetto, mentre in Veneto, addirittura, rimane a casa solo esclusivamente il contagiato.<br />Come è evidente, l'obiettivo principale è la riduzione della platea di soggetti costretti a rimanere a casa (solo i compagni di banco vicini al soggetto risultato positivo). Tale sistema mira a permettere di mantenere il più possibile le scuole aperte ed evitare quarantene inutili (ed è un bene), ma nello stesso tempo riduce enormemente la visibilità dell'impatto del virus sulle scuole, andando a rafforzare la narrazione ufficiale secondo la quale il vaccino ha funzionato.<br />Non si intende, qui, entrare nella polemica, già sufficientemente infiammata, sulla efficacia o meno dei sieri anticovid; nelle prossime settimane, con l'avvento dei primi freddi, si capirà molto meglio se, e quanto, effettivamente funzionano...<br />Non ci sarebbe da sorprendersi, tuttavia, se si scoprisse che, ancora una volta, chi ha in mano il potere e le chiavi dei mezzi di comunicazione sociale, ha deciso di farci credere che la realtà sia solo ciò che gli conviene raccontare, magari con l'aiuto di qualche piccolo trucchetto contabile. Come nel caso della scuola.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/46941866</guid><pubDate>Tue, 12 Oct 2021 21:26:47 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/46941866/il_vaccino_ha_funzionato_per_una_scuola_sicura_no_solo_un_trucco_del_governo.mp3" length="7397085" type="audio/mpeg"/><itunes:author>BastaBugie</itunes:author><itunes:subtitle>TESTO DELL'ARTICOLO ➜  http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6756

IL VACCINO HA FUNZIONATO PER UNA SCUOLA SICURA? NO, E' SOLO UN TRUCCO DEL GOVERNO di Marco Lepore
La pandemia è finita? O non è mai esistita? Una cosa è certa: da alcuni giorni,...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜  <a href="http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6756" rel="noopener">http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6756</a><br /><br />IL VACCINO HA FUNZIONATO PER UNA SCUOLA SICURA? NO, E' SOLO UN TRUCCO DEL GOVERNO di Marco Lepore<br />La pandemia è finita? O non è mai esistita? Una cosa è certa: da alcuni giorni, improvvisamente, le notizie sulla grande stampa, relative al virus Sars-Covid19, sono pressoché sparite o, comunque, drasticamente diminuite. Come se qualcuno avesse dato un comando generale e detto "stop!".<br />La cesura fra "prima" e "dopo", pare risalire a pochi giorni fa, il 29 settembre, in coincidenza con la conferenza stampa in cui il Presidente del Consiglio Mario Draghi ha espresso massima soddisfazione per come è stata gestita negli ultimi mesi la vaccinazione e l'adozione del Green pass, a partire dalla scuola. Secondo il presidente del Consiglio è stato infatti raggiunto l'obiettivo fissato alcuni mesi fa: il 95% del personale scolastico e il 70% di studenti tra i 12 e i 19 anni vaccinato. "La vaccinazione è alla base della ripresa - ha affermato Mario Draghi - gli scolari sono tornati a scuola: è stato un passaggio difficile ma tutto sommato risolto con successo... Questa constatazione - ha continuato Draghi - ci dice che questo è un ingrediente fondamentale per la crescita, da proteggere in tutti i modi: dobbiamo fare di tutto e se ci fosse una recrudescenza la affronteremo senza ospedalizzazioni diffuse e pressione sulle strutture ospedaliere". Secondo il presidente del Consiglio, "il vaccino è l'unico modo sicuro per proteggere noi stessi e i nostri cari".<br />Una sorta di proclamazione di vittoria e di fede assoluta nel salvator-vaccino. Certamente Draghi sa che c'è ancora qualche "giapponese", nel folto della foresta, che forse non si arrenderà mai, ma tutti devono sapere che la guerra ormai è vinta, ed è una notizia da "proteggere in tutti i modi", poiché trattasi di "ingrediente fondamentale per la crescita". Ecco dunque il segnale.<br /><br />NESSUNA VITTORIA, SOLO PROPAGANDA<br />Così, dal giorno successivo, dopo mesi e mesi di un insopportabile bombardamento, il Covid è quasi sparito dalle prime pagine dei giornali e, per quanto riguarda la scuola, anche dalle notizie in evidenza nelle testate specialistiche. Ma le cose stanno davvero così? Davvero è finita l'emergenza, oppure, semplicemente, si tratta di una tattica psicologica di guerra - a guerra in corso - per sfiancare la resistenza? Per rispondere a queste domande, è necessario andare a vedere i dati reali, e molto utile, a tal scopo, è quanto pubblicato dal Sole24 Ore sul suo speciale Lab24, appositamente dedicato all'andamento statistico dell'epidemia. Interessantissimo, tra gli altri, è il grafico che mette a confronto l'estate 2021 e l'estate 2020.<br />Come è evidente, la situazione non appare affatto migliorata rispetto ad un anno fa. Anzi, nonostante la massiccia campagna vaccinale, i casi totali, i deceduti, il tasso di positività e i ricoveri in terapia intensiva risultano sensibilmente più elevati. Non è una buona notizia; men che meno appare una vittoria...<br />Per quanto riguarda, invece, la specifica situazione all'interno delle scuole, dopo la "fiammata" di contagi dei primi giorni, messa subito in evidenza con un certo allarme dai giornali, l'epidemia parrebbe essersi fermata. Cosa è accaduto? La risposta, probabilmente, più che in una effettiva riduzione dei contagi, sta nella introduzione di nuove modalità di gestione della quarantena. La regola generale vuole che, nel caso in cui uno studente all'interno di uno istituto scolastico dovesse risultare positivo al COVID, l'intera classe debba essere messa in quarantena (e quindi in Dad) per un periodo non inferiore a sette giorni (per i soggetti vaccinati) o dieci giorni (per i non vaccinati).<br /><br />LA DIFFUSIONE DI CONTAGI ALL'APERTURA DELLE SCUOLE<br />La pressoché immediata diffusione di contagi, all'apertura delle scuole, ha...]]></itunes:summary><itunes:duration>463</itunes:duration><itunes:keywords>cts,dad,pandemia,propaganda,scuola,stop</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/dab066602f5b022f9ce3843fb8ea5b60.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Dopo il covid ci sarà l'emergenza climatica e quindi il fine emergenza mai</title><link>https://www.spreaker.com/episode/dopo-il-covid-ci-sara-l-emergenza-climatica-e-quindi-il-fine-emergenza-mai--46732546</link><description><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6743" rel="noopener">http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6743</a><br /><br /><br />DOPO IL COVID CI SARA' L'EMERGENZA CLIMATICA E QUINDI... L'EMERGENZA NON FINIRA' MAI di Riccardo Cascioli<br />«È vero che stiamo ancora lottando contro la pandemia, ma questa è un'emergenza di uguale entità e non dobbiamo assolutamente ridurre la nostra determinazione ad affrontare i cambiamenti climatici». Così il presidente del Consiglio Mario Draghi è intervenuto l'altro giorno al vertice sul Clima che ha inaugurato l'Assemblea generale dell'ONU. E, non sorprendentemente, l'Osservatore Romano, nell'edizione del 21 settembre, si è fatto megafono dell'allarmismo facendo proprio il messaggio con un titolo a caratteri cubitali in prima pagina: L'emergenza climatica è come la pandemia.<br />Nel discorso di Draghi segue la solita litania di provvedimenti urgenti da prendere prima che sia troppo tardi, e che riguardano essenzialmente la "transizione energetica", ovvero il passaggio dall'uso dei combustibili fossili a qualsiasi forma di fonte rinnovabile. Non ci dilunghiamo sulle conseguenze di queste scelte economiche "verdi", di cui stiamo già assaggiando il sapore amaro (vedi impennata dei costi della bolletta per l'energia elettrica).<br />In questa sede vorremmo invece far notare questo connubio ideologico tra clima e pandemia, che non è affatto accidentale. Il punto è che tutto serve a mantenere lo stato di emergenza, a cui peraltro ci siamo già drammaticamente abituati. Sono vent'anni almeno che ci viene propagandata l'emergenza climatica, e anche se le popolazioni in buona parte fanno fatica a credere veramente al catastrofismo imperante - che rimanda sempre a disastri prossimi venturi - cionondimeno questa ha già condizionato profondamente le politiche dei governi occidentali. E soprattutto ha portato i cittadini ad accettare misure che hanno pesantemente inciso sulle proprie tasche e sulla propria libertà. Pensiamo al forzato rinnovo del parco auto per poter circolare liberamente con i vari, ultimi, Euro con cui vengono classificati i motori "puliti"; o alla svalutazione delle abitazioni datate grazie alla obbligatoria certificazione energetica.<br /><br />STATO D'EMERGENZA PERMANENTE<br />In questa prospettiva la pandemia è stata un'occasione per rendere ancora più concreto e stringente lo stato d'emergenza, con tanto di sospensione delle libertà individuali e delle garanzie democratiche. Questo a sua volta faciliterà il perpetuare le misure costrittive anche per la presunta emergenza climatica. Probabilmente non è un caso che il lasciapassare di cui tanto si parla di questi tempi sia stato chiamato Green Pass, lasciapassare verde. Cosa c'entra il verde con la pandemia? Nulla, ma richiama molto l'ecologia.<br />E allora, una volta accettata l'idea del Green Pass, non è molto lontano il momento in cui sarà allargato ai comportamenti ecologici: il lasciapassare verde sarà rilasciato a chi ha l'auto elettrica, a chi ha la propria casa in classe energetica A, a chi usa i mezzi pubblici o la bicicletta per muoversi in città, e così via. Il tutto secondo uno schema - forse sorprenderà qualcuno - che è già stato teorizzato e anche realizzato. Già nel 2006 il politico laburista britannico David Miliband auspicava una Carbon Credit Card, una carta di credito che funziona come una "prepagata", dall'ammontare fisso, che va a scalare a seconda delle scelte che vengono fatte per gli acquisti di cibo, energia, viaggi. Più si è "verdi" più si ha libertà di acquistare e di muoversi. E tuttora c'è chi porta avanti questo progetto, anzi lo sta realizzando.<br />Non a caso l'esperto americano Marc Morano, nel suo recente libro Green Fraud (La truffa verde) definisce i lockdown anti-Covid come «la prova generale per l'emergenza climatica». E nota come le misure tanto invocate dagli ecologisti, grazie alla pandemia sono state realizzate dalla sera alla mattina dai governi di tutto il mondo: dallo stop ai viaggi aerei al blocco delle attività economiche (non per niente tutti hanno sottolineato con favore che nel 2020 sono diminuite le emissioni di CO2); dalla drastica riduzione degli spostamenti alla chiusura delle attività ricreative (dai ristoranti ai cinema e teatri, considerati consumi non necessari). Il protrarsi dello stato di emergenza, dalla pandemia al clima, porterà tutto ciò a diventare il "nuovo normale".<br /><br />LE CONSEGUENZE DEL PERENNE STATO D'EMERGENZA<br />Il perenne stato d'emergenza inoltre genera almeno due conseguenze che vale la pena mettere in evidenza.<br />La prima è la fine della democrazia. Non si tratta di un effetto collaterale, ma di un obiettivo esplicitamente voluto. In un rapporto del Club di Roma, addirittura del 1991, intitolato The First Global Revolution (La Prima rivoluzione globale), leggiamo: «La democrazia non è una panacea. (...) per quanto possa suonare sacrilego, la democrazia non è più appropriata per gli obiettivi che abbiamo davanti. La complessità e la natura tecnica di molti dei problemi di oggi non sempre permettono a rappresentanti eletti di prendere decisioni corrette al momento giusto». La direzione è quella di una governance mondiale tecnocratica capace di affrontare "scientificamente" le emergenze globali (o che vengono presentate come tali). Guardando a come i media ci presentano la pandemia e i cambiamenti climatici non ci sono dubbi al riguardo.<br />La seconda conseguenza è la crescente invadenza dello Stato in ogni ambito della vita. La sussidiarietà, l'iniziativa personale sono bandite, tutto dipende dalle decisioni del governo. Riprendere il discorso di Mario Draghi al Senato del 17 febbraio 2021 (presentazione del governo alle Camere) è istruttivo in tal senso: l'economia è stata massacrata dalla pandemia, diceva in sostanza (ma sarebbe meglio dire dalla gestione della pandemia), ora il governo aiuterà a ripartire, ma decidendo chi far ripartire e in che modo. E intanto anche le attività bloccate dai lockdown (ristoratori in testa) sono state costrette a dipendere dalle elemosine del governo. E ancora in questi giorni, a seguito dell'annuncio del clamoroso aumento delle bollette di elettricità e gas, il governo ha assicurato che aiuterà i più poveri. Sempre più persone e famiglie vengono spinte ai margini dell'economia, costrette alla povertà, per poi trovarsi a dipendere dalla magnanimità dello Stato.<br />Chi pensa che il 31 dicembre segnerà davvero la fine dello stato di emergenza è un illuso.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/46732546</guid><pubDate>Tue, 28 Sep 2021 23:31:35 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/46732546/dopo_il_covid_ci_sar_l_emergenza_climatica_e_quindi_il_fine_emergenza_mai.mp3" length="8172477" type="audio/mpeg"/><itunes:author>BastaBugie</itunes:author><itunes:subtitle>TESTO DELL'ARTICOLO ➜ http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6743


DOPO IL COVID CI SARA' L'EMERGENZA CLIMATICA E QUINDI... L'EMERGENZA NON FINIRA' MAI di Riccardo Cascioli
«È vero che stiamo ancora lottando contro la pandemia, ma questa è...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6743" rel="noopener">http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6743</a><br /><br /><br />DOPO IL COVID CI SARA' L'EMERGENZA CLIMATICA E QUINDI... L'EMERGENZA NON FINIRA' MAI di Riccardo Cascioli<br />«È vero che stiamo ancora lottando contro la pandemia, ma questa è un'emergenza di uguale entità e non dobbiamo assolutamente ridurre la nostra determinazione ad affrontare i cambiamenti climatici». Così il presidente del Consiglio Mario Draghi è intervenuto l'altro giorno al vertice sul Clima che ha inaugurato l'Assemblea generale dell'ONU. E, non sorprendentemente, l'Osservatore Romano, nell'edizione del 21 settembre, si è fatto megafono dell'allarmismo facendo proprio il messaggio con un titolo a caratteri cubitali in prima pagina: L'emergenza climatica è come la pandemia.<br />Nel discorso di Draghi segue la solita litania di provvedimenti urgenti da prendere prima che sia troppo tardi, e che riguardano essenzialmente la "transizione energetica", ovvero il passaggio dall'uso dei combustibili fossili a qualsiasi forma di fonte rinnovabile. Non ci dilunghiamo sulle conseguenze di queste scelte economiche "verdi", di cui stiamo già assaggiando il sapore amaro (vedi impennata dei costi della bolletta per l'energia elettrica).<br />In questa sede vorremmo invece far notare questo connubio ideologico tra clima e pandemia, che non è affatto accidentale. Il punto è che tutto serve a mantenere lo stato di emergenza, a cui peraltro ci siamo già drammaticamente abituati. Sono vent'anni almeno che ci viene propagandata l'emergenza climatica, e anche se le popolazioni in buona parte fanno fatica a credere veramente al catastrofismo imperante - che rimanda sempre a disastri prossimi venturi - cionondimeno questa ha già condizionato profondamente le politiche dei governi occidentali. E soprattutto ha portato i cittadini ad accettare misure che hanno pesantemente inciso sulle proprie tasche e sulla propria libertà. Pensiamo al forzato rinnovo del parco auto per poter circolare liberamente con i vari, ultimi, Euro con cui vengono classificati i motori "puliti"; o alla svalutazione delle abitazioni datate grazie alla obbligatoria certificazione energetica.<br /><br />STATO D'EMERGENZA PERMANENTE<br />In questa prospettiva la pandemia è stata un'occasione per rendere ancora più concreto e stringente lo stato d'emergenza, con tanto di sospensione delle libertà individuali e delle garanzie democratiche. Questo a sua volta faciliterà il perpetuare le misure costrittive anche per la presunta emergenza climatica. Probabilmente non è un caso che il lasciapassare di cui tanto si parla di questi tempi sia stato chiamato Green Pass, lasciapassare verde. Cosa c'entra il verde con la pandemia? Nulla, ma richiama molto l'ecologia.<br />E allora, una volta accettata l'idea del Green Pass, non è molto lontano il momento in cui sarà allargato ai comportamenti ecologici: il lasciapassare verde sarà rilasciato a chi ha l'auto elettrica, a chi ha la propria casa in classe energetica A, a chi usa i mezzi pubblici o la bicicletta per muoversi in città, e così via. Il tutto secondo uno schema - forse sorprenderà qualcuno - che è già stato teorizzato e anche realizzato. Già nel 2006 il politico laburista britannico David Miliband auspicava una Carbon Credit Card, una carta di credito che funziona come una "prepagata", dall'ammontare fisso, che va a scalare a seconda delle scelte che vengono fatte per gli acquisti di cibo, energia, viaggi. Più si è "verdi" più si ha libertà di acquistare e di muoversi. E tuttora c'è chi porta avanti questo progetto, anzi lo sta realizzando.<br />Non a caso l'esperto americano Marc Morano, nel suo recente libro Green Fraud (La truffa verde) definisce i lockdown anti-Covid come «la prova generale per l'emergenza climatica». 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Si tratta di una scelta che suscita parecchie perplessità. Da quando esistono le vaccinazioni, si è sempre avuta una particolare attenzione a non somministrare vaccini in gravidanza, dal momento che - come molti altri farmaci - potrebbero interferire nei meccanismi di embriogenesi e causare malformazioni ai nascituri. Solo in anni molto recenti è stato dato il via libera alla vaccinazione anti Difterite-Tetano-Pertosse (trivalente) nelle donne gravide, ma soltanto dopo la 28esima settimana di gestazione, proprio per evitare questi danni all'embrione.<br />Un secondo vaccino consentito in gravidanza è quello anti influenzale. Altri vaccini non vengono praticati. Nel caso dei nuovi vaccini anti Covid, per le loro caratteristiche di farmaci autorizzati in via straordinaria e la limitatezza sugli studi relativi alla loro efficacia e sicurezza, si imponeva una ancor maggiore cautela nell'utilizzo di tali prodotti. Così è stato, ma solo all'inizio.<br />La scheda tecnica del Comirnaty, il vaccino della Pfizer, sconsigliava il vaccino sia in gravidanza che in allattamento. L'indicazione era stata recepita anche dagli organismi tecnici di supporto al Governo, tanto che al momento del varo della "Certificazione Verde" la condizione di gravidanza costituiva motivo valido per non essere soggetti all'obbligo del pass. Ora invece non è più così: non solo è in atto una campagna propagandistica per invitare le gravide a vaccinarsi, ma lo stato interessante non è più un motivo per l'esenzione temporanea dal vaccino: tale possibilità deve essere valutata dal medico del Centro Vaccinale, e le notizie che provengono dai vari hub vaccinali dicono che tali differimenti sono concessi molto raramente.<br /><br />DAVVERO I BENEFICI SUPERANO I RISCHI?<br />Il motivo è il solito, che viene da tempo ripetuto a tutte le tipologie di pazienti, per le malattie croniche, come per l'età giovanile e infantile: i benefici superano i rischi. Un teorema che sembra smentito, nel caso delle donne in gravidanza, dai risultati di alcuni studi. Risultati che presentano dei numeri estremamente chiari, anche se - paradossalmente - sono gli autori stessi di questi studi che cercano di minimizzarne il significato. Ma il diavolo fa le pentole e non i coperchi.<br />Prendiamo lo studio [...] pubblicato sul New England Journal of Medicine il 17 giugno. Si tratta di uno studio osservazionale su donne gravide vaccinate con i due vaccini a mRNA negli Stati Uniti dalla fine di Dicembre del 2020 alla fine di febbraio del 2021. I ricercatori hanno riferito che tra le partecipanti allo studio (proprio così: uno studio sperimentale) dopo la vaccinazione si è avuto un aborto nel 12,6% dei casi, e gli autori hanno dichiarato che questa proporzione era corrispondente a quella attesa. Una affermazione decisamente inesatta.<br />Il tasso di abortività spontanea negli Stati Uniti è di circa il 4%. Questo significa che il numero di donne vaccinate con vaccini a mRNA è il triplo del numero fisiologico. Inoltre, il tasso di abortività post vaccinale potrebbe essere anche più alto, dal momento che, come affermato nell'articolo, tra le 827 partecipanti alla sperimentazione con una gravidanza completata, 700 avevano ricevuto la prima dose di vaccino nel terzo trimestre, in un periodo quindi meno a rischio di danni per l'embrione.<br /><br />IL FALLIMENTO DELLA SPERIMENTAZIONE SULLE DONNE IN GRAVIDANZA<br />Attualmente, in maniera incomprensibile secondo quelli che dovrebbero essere i princìpi di precauzione, non è stato posto alcun limite temporale per la vaccinazione Covid. Avrebbe potuto essere posto quantomeno alla 28esima settimana, analogamente a quanto avviene per la vaccinazione DTP, e invece è possibile - anzi, è consigliato - effettuare la vaccinazione in qualunque momento della gravidanza, anche nelle prime settimane, quelle più delicate dal punto di vista embriogenetico.<br />Tornando allo studio pubblicato dal New England, ai colleghi che chiedevano spiegazioni e ulteriori dettagli sulla ricerca, gli autori hanno dovuto ammettere diversi errori metodologici e hanno ricalcolato il rischio cumulativo di aborto spontaneo [...].<br />I rischi di abortività stimati sono del 14,1% nel complesso e 12,8% nelle analisi standardizzate per età. Un dato impressionante, e che non è affatto "fisiologico". E dopo questi dati preliminari, ora sarebbe auspicabile attendersi nuove ricerche, finalizzate a verificare le condizioni di quell'85% di bambini arrivati per loro fortuna a vedere la luce. Dati, ad esempio, sulla prematurità, sui nati sottopeso, o con eventuali malformazioni. Solo con queste informazioni si potrà giudicare obiettivamente sui rischi e i benefici di questa sperimentazione sulle donne in gravidanza.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/46623586</guid><pubDate>Tue, 21 Sep 2021 22:18:53 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/46623586/il_vaccino_alle_donne_in_gravidanza_ha_triplicato_gli_aborti.mp3" length="6045823" type="audio/mpeg"/><itunes:author>BastaBugie</itunes:author><itunes:subtitle>TESTO DELL'ARTICOLO ➜ http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6736

IL VACCINO ALLE DONNE IN GRAVIDANZA HA TRIPLICATO GLI ABORTI di Paolo Gulisano
Nelle ultime settimane, la campagna vaccinale anti Covid è stata estesa in Italia anche alle donne...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6736" rel="noopener">http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6736</a><br /><br />IL VACCINO ALLE DONNE IN GRAVIDANZA HA TRIPLICATO GLI ABORTI di Paolo Gulisano<br />Nelle ultime settimane, la campagna vaccinale anti Covid è stata estesa in Italia anche alle donne in gravidanza. Si tratta di una scelta che suscita parecchie perplessità. Da quando esistono le vaccinazioni, si è sempre avuta una particolare attenzione a non somministrare vaccini in gravidanza, dal momento che - come molti altri farmaci - potrebbero interferire nei meccanismi di embriogenesi e causare malformazioni ai nascituri. Solo in anni molto recenti è stato dato il via libera alla vaccinazione anti Difterite-Tetano-Pertosse (trivalente) nelle donne gravide, ma soltanto dopo la 28esima settimana di gestazione, proprio per evitare questi danni all'embrione.<br />Un secondo vaccino consentito in gravidanza è quello anti influenzale. Altri vaccini non vengono praticati. Nel caso dei nuovi vaccini anti Covid, per le loro caratteristiche di farmaci autorizzati in via straordinaria e la limitatezza sugli studi relativi alla loro efficacia e sicurezza, si imponeva una ancor maggiore cautela nell'utilizzo di tali prodotti. Così è stato, ma solo all'inizio.<br />La scheda tecnica del Comirnaty, il vaccino della Pfizer, sconsigliava il vaccino sia in gravidanza che in allattamento. L'indicazione era stata recepita anche dagli organismi tecnici di supporto al Governo, tanto che al momento del varo della "Certificazione Verde" la condizione di gravidanza costituiva motivo valido per non essere soggetti all'obbligo del pass. Ora invece non è più così: non solo è in atto una campagna propagandistica per invitare le gravide a vaccinarsi, ma lo stato interessante non è più un motivo per l'esenzione temporanea dal vaccino: tale possibilità deve essere valutata dal medico del Centro Vaccinale, e le notizie che provengono dai vari hub vaccinali dicono che tali differimenti sono concessi molto raramente.<br /><br />DAVVERO I BENEFICI SUPERANO I RISCHI?<br />Il motivo è il solito, che viene da tempo ripetuto a tutte le tipologie di pazienti, per le malattie croniche, come per l'età giovanile e infantile: i benefici superano i rischi. Un teorema che sembra smentito, nel caso delle donne in gravidanza, dai risultati di alcuni studi. Risultati che presentano dei numeri estremamente chiari, anche se - paradossalmente - sono gli autori stessi di questi studi che cercano di minimizzarne il significato. Ma il diavolo fa le pentole e non i coperchi.<br />Prendiamo lo studio [...] pubblicato sul New England Journal of Medicine il 17 giugno. Si tratta di uno studio osservazionale su donne gravide vaccinate con i due vaccini a mRNA negli Stati Uniti dalla fine di Dicembre del 2020 alla fine di febbraio del 2021. I ricercatori hanno riferito che tra le partecipanti allo studio (proprio così: uno studio sperimentale) dopo la vaccinazione si è avuto un aborto nel 12,6% dei casi, e gli autori hanno dichiarato che questa proporzione era corrispondente a quella attesa. Una affermazione decisamente inesatta.<br />Il tasso di abortività spontanea negli Stati Uniti è di circa il 4%. Questo significa che il numero di donne vaccinate con vaccini a mRNA è il triplo del numero fisiologico. Inoltre, il tasso di abortività post vaccinale potrebbe essere anche più alto, dal momento che, come affermato nell'articolo, tra le 827 partecipanti alla sperimentazione con una gravidanza completata, 700 avevano ricevuto la prima dose di vaccino nel terzo trimestre, in un periodo quindi meno a rischio di danni per l'embrione.<br /><br />IL FALLIMENTO DELLA SPERIMENTAZIONE SULLE DONNE IN GRAVIDANZA<br />Attualmente, in maniera incomprensibile secondo quelli che dovrebbero essere i princìpi di precauzione, non è stato posto alcun limite temporale per la vaccinazione Covid. Avrebbe potuto essere posto quantomeno alla 28esima settimana,...]]></itunes:summary><itunes:duration>378</itunes:duration><itunes:keywords>aborto,certificazioneverde,gravidanza,pfizer,vaccino</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/5aca018b4acc786d6e4df060560daf0c.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Dopo Draghi anche Mattarella istiga all'odio contro i non vaccinati</title><link>https://www.spreaker.com/episode/dopo-draghi-anche-mattarella-istiga-all-odio-contro-i-non-vaccinati--46410576</link><description><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6726" rel="noopener">http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6726</a><br /><br />DOPO DRAGHI ANCHE MATTARELLA ISTIGA ALL'ODIO CONTRO I NON VACCINATI di Stefano Fontana<br />Il discorso del Presidente Mattarella all'università di Pavia di domenica 5 settembre inquieta, sia per le cose inesatte che ha espresso, sia perché ha fatta propria fin nei minimi termini la versione che il potere ha deciso di diffondere sulla vaccinazione, sia infine per la violenza discriminatoria di cui ha fatto oggetto i cittadini che - responsabilmente, prudenzialmente, coscientemente - decidono di non farsi vaccinare.<br />Più il potere si irrigidisce in forme autoritarie e autoreferenziali e più ha bisogno di individuare un nemico. Letterariamente George Orwell ci ha parlato dei "Due Minuti dell'Odio" che il regime politico in cui viveva il protagonista del romando "1984" imponeva a tutti i cittadini. Lo storico Ernst Nolte ci ha a sua volta insegnato che ogni regime autoritario deve creare una "attribuzione collettiva di colpa" come quella del Terrore parigino contro gli "accaparratori" o quello nazista contro gli ebrei. L'espressione sta a significare una colpa non perché si sia fatto o omesso qualcosa ma semplicemente perché si è qualcosa o qualcuno che il potere ha individuato come non avente diritto ad esistere. Ma il più esperto di Leviatani è senz'altro Thomas Hobbes, il quale ha spietatamente detto che "Lo Stato conserva nei confronti di chi dissente il proprio diritto originario, cioè il diritto di guerra, come nei confronti di un nemico".<br /><br />DUE MINUTI DI ODIO<br />Il discorso di Mattarella a Pavia - come del resto quello di Draghi che sosteneva il rapporto necessario esistente tra non vaccinarsi e morire - ha costituito dei veri e propri "due minuti di odio", una condanna senza appello dei cittadini che non vogliono vaccinarsi considerandoli licenziosi e irresponsabili. Il suo discorso è stato anche una "attribuzione collettiva di colpa": non ci sono i "no-vax, espressione di comodo inventata dal potere per attribuire meglio la colpa collettiva, ci sono le singole persone con le loro storie e le loro teste, ma Mattarella ha considerato queste persone come una "massa" di irresponsabili, per definizione, e vadano alle ortiche le loro argomentazioni.<br />Infine, Mattarella ha presentato quei cittadini come il "nemico" da combattere e da sterminare, nemico perché si sono macchiati del delitto di "resistenza", atteggiamento che, agli occhi del Leviatano di Hobbes equivale - e forse ancora di più - a quello di lesa maestà nel vecchio bonario assolutismo. Di solito quando il potere assume queste posizioni è perché è in atto una guerra civile, come spiegava Carl Schmitt, per evitare la quale lo Stato, che è Dio-Animale-Uomo-Macchina, mette in atto tutta la sua sovranità dato lo stato di eccezione che la guerra civile comporta. Ma in Italia non c'è guerra civile, soprattutto proprio per la responsabilità dei tanti cittadini che Mattarella bolla come irresponsabili. La situazione di eccezione non c'è e questo conferma la irresponsabilità del volere ugualmente proporre i "due minuti di odio", di individuare lo stesso una "attribuzione collettiva di colpa" e di voler a tutti i costi indicare un nemico.<br /><br />IL BLOCCO DELL'ECONOMIA È STATO CAUSATO DAI LOCKDOWN, NON DAI NON VACCINATI<br />I cittadini contro cui Mattarella si è scagliato - i "nemici" - sono da lui accusati di non far ripartire l'economia. Ma l'economia è stata messa in blocco dai lockdown non necessari imposti dal potere politico. Bastava prendere altre strade e l'economia non si sarebbe bloccata. Vengono accusati di irresponsabilità, compresa quell'insegnante che non accetta l'imposizione a vaccinarsi in assenza di un reale pericolo e nell'incertezza di fare così del male a sé e ai propri figli. Vengono accusati di non voler accettare i risultati della scienza, ma quali risultati della scienza? E quale scienza? Quella asservita al potere o quella vera? Vengono da lui accusati di comportamenti violenti e minacciosi, quando sono le istituzioni a minacciare quotidianamente chi non accetta la vaccinazione di Stato.<br />Li ha perfino accusati di limitare le libertà altrui ben sapendo che anche i vaccinati non sono liberi e che, comunque, i vincoli ai diritti più elementari - dalla istruzione alle cure sanitarie, dalla cultura agli spostamenti - sono perpetrati dalla Repubblica proprio nei confronti dei cittadini "nemici" non vaccinati, in contrasto con la sua stessa Carta costituzionale.<br />Senz'altro dietro un intervento così crasso di Mattarella ci saranno motivi politici. Sostenere il governo Draghi, confortare l'ipotesi dell'obbligo vaccinale sostenuto dalla maggioranza e, purtroppo, anche dalla stragrande maggioranza della opposizione che così però si gioca la credibilità, mettere qualche pedina per le elezioni presidenziali o altro. Sta di fatto che le persone veramente responsabili dalle arroganti e irrispettose parole di Mattarella dovrebbero essere più che altro confermate a continuare la resistenza e la dissidenza. Quando il potere parla in questi termini rende gli oppositori sicuri di essere nel giusto.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/46410576</guid><pubDate>Tue, 07 Sep 2021 20:50:11 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/46410576/dopo_draghi_anche_mattarella_istiga_all_odio_contro_i_non_vaccinati.mp3" length="6703273" type="audio/mpeg"/><itunes:author>BastaBugie</itunes:author><itunes:subtitle>TESTO DELL'ARTICOLO ➜ http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6726

DOPO DRAGHI ANCHE MATTARELLA ISTIGA ALL'ODIO CONTRO I NON VACCINATI di Stefano Fontana
Il discorso del Presidente Mattarella all'università di Pavia di domenica 5 settembre...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6726" rel="noopener">http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6726</a><br /><br />DOPO DRAGHI ANCHE MATTARELLA ISTIGA ALL'ODIO CONTRO I NON VACCINATI di Stefano Fontana<br />Il discorso del Presidente Mattarella all'università di Pavia di domenica 5 settembre inquieta, sia per le cose inesatte che ha espresso, sia perché ha fatta propria fin nei minimi termini la versione che il potere ha deciso di diffondere sulla vaccinazione, sia infine per la violenza discriminatoria di cui ha fatto oggetto i cittadini che - responsabilmente, prudenzialmente, coscientemente - decidono di non farsi vaccinare.<br />Più il potere si irrigidisce in forme autoritarie e autoreferenziali e più ha bisogno di individuare un nemico. Letterariamente George Orwell ci ha parlato dei "Due Minuti dell'Odio" che il regime politico in cui viveva il protagonista del romando "1984" imponeva a tutti i cittadini. Lo storico Ernst Nolte ci ha a sua volta insegnato che ogni regime autoritario deve creare una "attribuzione collettiva di colpa" come quella del Terrore parigino contro gli "accaparratori" o quello nazista contro gli ebrei. L'espressione sta a significare una colpa non perché si sia fatto o omesso qualcosa ma semplicemente perché si è qualcosa o qualcuno che il potere ha individuato come non avente diritto ad esistere. Ma il più esperto di Leviatani è senz'altro Thomas Hobbes, il quale ha spietatamente detto che "Lo Stato conserva nei confronti di chi dissente il proprio diritto originario, cioè il diritto di guerra, come nei confronti di un nemico".<br /><br />DUE MINUTI DI ODIO<br />Il discorso di Mattarella a Pavia - come del resto quello di Draghi che sosteneva il rapporto necessario esistente tra non vaccinarsi e morire - ha costituito dei veri e propri "due minuti di odio", una condanna senza appello dei cittadini che non vogliono vaccinarsi considerandoli licenziosi e irresponsabili. Il suo discorso è stato anche una "attribuzione collettiva di colpa": non ci sono i "no-vax, espressione di comodo inventata dal potere per attribuire meglio la colpa collettiva, ci sono le singole persone con le loro storie e le loro teste, ma Mattarella ha considerato queste persone come una "massa" di irresponsabili, per definizione, e vadano alle ortiche le loro argomentazioni.<br />Infine, Mattarella ha presentato quei cittadini come il "nemico" da combattere e da sterminare, nemico perché si sono macchiati del delitto di "resistenza", atteggiamento che, agli occhi del Leviatano di Hobbes equivale - e forse ancora di più - a quello di lesa maestà nel vecchio bonario assolutismo. Di solito quando il potere assume queste posizioni è perché è in atto una guerra civile, come spiegava Carl Schmitt, per evitare la quale lo Stato, che è Dio-Animale-Uomo-Macchina, mette in atto tutta la sua sovranità dato lo stato di eccezione che la guerra civile comporta. Ma in Italia non c'è guerra civile, soprattutto proprio per la responsabilità dei tanti cittadini che Mattarella bolla come irresponsabili. La situazione di eccezione non c'è e questo conferma la irresponsabilità del volere ugualmente proporre i "due minuti di odio", di individuare lo stesso una "attribuzione collettiva di colpa" e di voler a tutti i costi indicare un nemico.<br /><br />IL BLOCCO DELL'ECONOMIA È STATO CAUSATO DAI LOCKDOWN, NON DAI NON VACCINATI<br />I cittadini contro cui Mattarella si è scagliato - i "nemici" - sono da lui accusati di non far ripartire l'economia. Ma l'economia è stata messa in blocco dai lockdown non necessari imposti dal potere politico. Bastava prendere altre strade e l'economia non si sarebbe bloccata. Vengono accusati di irresponsabilità, compresa quell'insegnante che non accetta l'imposizione a vaccinarsi in assenza di un reale pericolo e nell'incertezza di fare così del male a sé e ai propri figli. 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Gran parte delle manifestazioni contro l'istituzione dell'obbligo del lasciapassare sono state accolte da questa domanda: di cosa avete paura? Se è vero che il 73% degli italiani è d'accordo sul nuovo dovere del cittadino vaccinato (o guarito, o testato negativo), allora questa piccola minoranza che manifesta in piazza è accolta dallo stupore di una maggioranza che non capisce dove sia il problema. Chi protesta, al contrario, teme una dittatura sanitaria.<br />L'uso dei simboli nazisti per indicare il pericolo della dittatura, delle stelle gialle e del parallelo con le leggi razziali (che discriminavano gli ebrei, dal 1938) è ricorso molto spesso nelle proteste e ha provocato l'indignazione delle comunità ebraiche e dell'opinione pubblica più moderata. Il nazismo spunta sempre quando c'è da contestare un abuso di potere (reductio ad hitlerum) e il paragone con le leggi razziali viene spesso in mente, in caso di discriminazione, perché è una ferita indelebile nella storia italiana. Ma il parallelo è improprio, in effetti: qui non si sta preparando una discriminazione su base razziale, ma comportamentale. I fascisti dal 1938, i nazisti dal 1933, perseguitavano gli ebrei a prescindere dalle loro idee o dai loro comportamenti. Allora di cosa aver paura? I difensori dell'obbligo di Green Pass ne sottolineano l'assoluta normalità: come ci si deve fermare se il semaforo è rosso, come per pilotare un aereo c'è bisogno di un brevetto, per guidare un'auto c'è bisogno della patente, per entrare in un ristorante hai bisogno, in tempi di pandemia, di un lasciapassare verde. Cosa c'è da aver paura? C'è eccome. Vediamo di cosa.<br /><br />LA RADICE DEL GREEN PASS È NELLA CINA COMUNISTA<br />Il lasciapassare verde è un'idea europea, ma l'origine è la Repubblica Popolare Cinese. Benché altre piccole realtà lo avessero introdotto su scala ridotta, nel marzo scorso, il regime di Pechino si è fatto promotore dell'idea su scala globale. Lo scopo dichiarato, sia del "passaporto vaccinale" cinese che del pass verde europeo, era quello di poter viaggiare "liberamente" in sicurezza. Chi conosce, però, i metodi comunisti sa che uno strumento nato con uno scopo formalmente innocuo, può trasformarsi, in men che non si dica, in un altro dispositivo di controllo totalitario. Che tipo di strumento? In Cina, in particolar modo, è un'integrazione al sistema di crediti sociali, con cui lo Stato valuta ogni singolo comportamento del cittadino e gli assegna un punteggio positivo o negativo. Se il punteggio è troppo basso, il cittadino viene escluso da una serie di servizi, fino a diventare prigioniero in casa sua e privato dell'accesso ai suoi risparmi. Se è particolarmente basso, il cittadino viene esposto al pubblico ludibrio, a una gogna elettronica, su Internet, sui maxischermi nei luoghi pubblici e sui media. Se è sotto una soglia minima, il cittadino disobbediente finisce in campo di rieducazione.<br />In Europa non esiste (ancora) un sistema di crediti sociali. Il Green Pass doveva essere solo un modo per viaggiare in sicurezza, senza subire quarantene o l'obbligo dei tamponi alla partenza e al ritorno. Ma la Francia e, subito dopo, anche l'Italia, lo hanno trasformato in uno strumento di controllo e valutazione. Chi non ha seguito determinati comportamenti, come vaccinarsi, è escluso, per motivi sanitari, da una serie di servizi a cui, fino al giorno prima, poteva avere libero accesso. E' diventato già un piccolo sistema di crediti sociali. E' vero che viene presentato come uno strumento ad hoc, giustificato dalla pandemia (in un periodo, però, in cui le ospedalizzazioni sono al minimo) e per questo viene accettato di buon grado da cittadini che non si fanno troppe domande. Ma può degenerare e diventare uno strumento di controllo, tout court? A questo punto sì. Basta poco. Se si sdogana questa logica, non ci vuole molto per arrivare a un sistema di crediti sociali alla cinese.<br /><br />PROSSIMO PASSO: L'EMERGENZA CLIMATICA<br />Prima o poi l'emergenza pandemica finirà, ma c'è già "l'emergenza climatica". Anche per affrontare l'emergenza climatica la libertà individuale è vista come un ostacolo. Nella pandemia si dice che la tua libertà deve essere limitata per proteggere il resto della comunità dal contagio, perché chiunque può essere portatore inconsapevole della malattia. Dopo l'introduzione dei vaccini, si dice anche che non puoi scegliere di non vaccinarti, perché si deve raggiungere collettivamente l'immunità di gregge. Per combattere l'emergenza climatica, allo stesso modo, si dice che la tua libertà debba essere limitata ancor di più, perché consumi, spostamenti e stili di vita moderni producono esternalità che diverranno sempre più inaccettabili, come l'emissione di CO2 o la mera "impronta ecologica" (quanto "pesiamo" sulle risorse del pianeta). Se il Green Pass venisse un domani applicato per imporre un comportamento ecologicamente corretto, escludendo da ogni servizio chi non ha i requisiti necessari? Basterebbe un piccolo aggiornamento del software. Non si dovrebbe neppure cambiargli il nome. Quello della lotta al cambiamento climatico è solo un esempio, ma i motivi per sottrarre punti a un cittadino del futuro potrebbero essere molti di più. Basti vedere per quante cause, apparentemente insignificanti, si viene già bannati d'autorità dai maggiori social network...<br />I manifestanti contro l'obbligo di Green Pass, è questo che temono. Contrariamente alla maggioranza dei giornalisti e degli intellettuali, vedono il pericolo che arriva. Lo chiamano "nazismo", perché è la tirannia che tutti noi abbiamo in mente. Ma è del modello cinese che dobbiamo aver seriamente paura.<br /><br />Nota di BastaBugie: Gianfranco Amato nell'articolo seguente dal titolo "Oggi come ieri: la giusta dozzina che disse no al Duce" ricorda quando 90 anni fa il governo emanava un Decreto Legge in cui i docenti erano obbligati a giurare fedeltà al Fascismo. Il 99% giurò, mentre si ribellarono solo l'1% dei docenti universitari e persero il posto di lavoro. Elenchiamo di seguito i loro nomi e le loro storie.<br />Ecco l'articolo completo pubblicato su La Nuova Bussola Quotidiana il 29 agosto 2021:<br />Con piglio militaresco il generale Figliuolo ha ordinato l'elenco di tutti gli insegnanti vaccinati, al fine di scovare i renitenti all'iniezione. Ordine perentorio entro il 20 agosto 2021. Pare che il militare abbia ottenuto i dati richiesti. E pare anche che gli stessi abbiano confermato una cosa già ampiamente nota: superano il 90% gli insegnanti che hanno puntualmente obbedito alle disposizioni impartite e, quindi, in grado di ottenere la tessera verde che consentirà loro di poter lavorare. Una percentuale più che bulgara. Plebiscitaria.<br />Qualcuno si è meravigliato della solerte e zelante diligenza con cui i signori docenti si sono subito adeguati alle disposizioni ministeriali. Evidentemente, chi è rimasto sorpreso non conosce la storia.<br />Proprio novanta anni fa, il 28 agosto 1931, infatti, il governo italiano emanava il Decreto Legge n.1227, recante «disposizioni sull'istruzione superiore». Erano norme che riformavano la scuola superiore, istituendo, tra le tante cose, anche la figura dei presidi.<br />Interessante è l'art. 18 di quel decreto legge che imponeva ai professori il giuramento di fedeltà al regime. Ogni docente di scuole superiori e università doveva pronunciare la seguente formula: «Giuro di essere fedele al Re, ai suoi Reali successori e al Regime Fascista, di osservare lealmente lo Statuto e le altre leggi dello Stato, di esercitare l'ufficio di insegnante ed adempiere a tutti i miei doveri accademici col proposito di formare cittadini operosi, probi e devoti alla patria e al Regime Fascista. Giuro che non appartengo né apparterrò ad associazioni o partiti la cui attività non si concilii con i doveri del mio ufficio».<br />Quanti furono quelli che aderirono? [...] Ebbene, su 1.250 docenti universitari solo dodici rifiutarono di giurare e persero il posto. Oggi, dopo novant'anni, meritano di essere ricordati:<br />- Ernesto Bonaiuti, professore di cristianesimo all'Università di Roma;<br />- Mario Carrara, medico legale e docente all'Università di Torino;<br />- Gaetano De Sanctis, docente di storia antica all'Università di Roma, che rifiutò con queste parole: «Il mio atto non vuole avere alcuna portata e alcun significato politico; è semplicemente un atto di ossequio all'imperativo categorico del dovere»;<br />- Jacob Benedetto Giorgio Errera, professore di chimica a Pavia, autore di importantissime ricerche nel campo della chimica organica;<br />- Giorgio Levi Della Vida, orientalista, storico delle religioni, semitista, ebraista, arabista e islamista italiano;<br />- Fabio Luzzato, avvocato e professore di diritto civile all'Università di Macerata, nonché docente di diritto agrario alla Scuola superiore di agricoltura a Milano;<br />- Piero Martinetti, docente di filosofia teoretica e morale all'università di Milano, fu il solo filosofo universitario che rifiutò il giuramento; nella sua lettera di comunicazione del rifiuto al Ministro dell'Educazione scrisse: «Così ho sempre insegnato che la sola luce, la sola direzione ed anche il solo conforto che l'uomo può avere nella vita è la propria coscienza; e che il subordinarla a qualsiasi altra considerazione, per quanto elevata essa sia, è un sacrilegio. Ora col giuramento che mi è richiesto io verrei a smentire queste mie convinzioni ed a smentire con esse tutta la mia vita; l'Eccellenza Vostra riconoscerà che questo non è possibile. Con questo non intendo affatto declinare qualunque eventuale conseguenza della mia decisione: soltanto sono lieto che l'Eccellenza Vostra mi abbia dato la possibilità di mettere in chiaro che essa procede non da una disposizione ribelle e proterva, ma dalla impossibilità morale di andare contro ai principî che hanno retto tutta la mia vita»;]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/46317955</guid><pubDate>Tue, 31 Aug 2021 20:12:21 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/46317955/il_green_pass_uno_strumento_di_controllo.mp3" length="14202715" type="audio/mpeg"/><itunes:author>BastaBugie</itunes:author><itunes:subtitle>TESTO DELL'ARTICOLO ➜ http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6700

IL GREEN PASS E' UNO STRUMENTO DI CONTROLLO di Stefano Magni
Green Pass, di cosa aver paura? Gran parte delle manifestazioni contro l'istituzione dell'obbligo del lasciapassare...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6700" rel="noopener">http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6700</a><br /><br />IL GREEN PASS E' UNO STRUMENTO DI CONTROLLO di Stefano Magni<br />Green Pass, di cosa aver paura? Gran parte delle manifestazioni contro l'istituzione dell'obbligo del lasciapassare sono state accolte da questa domanda: di cosa avete paura? Se è vero che il 73% degli italiani è d'accordo sul nuovo dovere del cittadino vaccinato (o guarito, o testato negativo), allora questa piccola minoranza che manifesta in piazza è accolta dallo stupore di una maggioranza che non capisce dove sia il problema. Chi protesta, al contrario, teme una dittatura sanitaria.<br />L'uso dei simboli nazisti per indicare il pericolo della dittatura, delle stelle gialle e del parallelo con le leggi razziali (che discriminavano gli ebrei, dal 1938) è ricorso molto spesso nelle proteste e ha provocato l'indignazione delle comunità ebraiche e dell'opinione pubblica più moderata. Il nazismo spunta sempre quando c'è da contestare un abuso di potere (reductio ad hitlerum) e il paragone con le leggi razziali viene spesso in mente, in caso di discriminazione, perché è una ferita indelebile nella storia italiana. Ma il parallelo è improprio, in effetti: qui non si sta preparando una discriminazione su base razziale, ma comportamentale. I fascisti dal 1938, i nazisti dal 1933, perseguitavano gli ebrei a prescindere dalle loro idee o dai loro comportamenti. Allora di cosa aver paura? I difensori dell'obbligo di Green Pass ne sottolineano l'assoluta normalità: come ci si deve fermare se il semaforo è rosso, come per pilotare un aereo c'è bisogno di un brevetto, per guidare un'auto c'è bisogno della patente, per entrare in un ristorante hai bisogno, in tempi di pandemia, di un lasciapassare verde. Cosa c'è da aver paura? C'è eccome. Vediamo di cosa.<br /><br />LA RADICE DEL GREEN PASS È NELLA CINA COMUNISTA<br />Il lasciapassare verde è un'idea europea, ma l'origine è la Repubblica Popolare Cinese. Benché altre piccole realtà lo avessero introdotto su scala ridotta, nel marzo scorso, il regime di Pechino si è fatto promotore dell'idea su scala globale. Lo scopo dichiarato, sia del "passaporto vaccinale" cinese che del pass verde europeo, era quello di poter viaggiare "liberamente" in sicurezza. Chi conosce, però, i metodi comunisti sa che uno strumento nato con uno scopo formalmente innocuo, può trasformarsi, in men che non si dica, in un altro dispositivo di controllo totalitario. Che tipo di strumento? In Cina, in particolar modo, è un'integrazione al sistema di crediti sociali, con cui lo Stato valuta ogni singolo comportamento del cittadino e gli assegna un punteggio positivo o negativo. Se il punteggio è troppo basso, il cittadino viene escluso da una serie di servizi, fino a diventare prigioniero in casa sua e privato dell'accesso ai suoi risparmi. Se è particolarmente basso, il cittadino viene esposto al pubblico ludibrio, a una gogna elettronica, su Internet, sui maxischermi nei luoghi pubblici e sui media. Se è sotto una soglia minima, il cittadino disobbediente finisce in campo di rieducazione.<br />In Europa non esiste (ancora) un sistema di crediti sociali. Il Green Pass doveva essere solo un modo per viaggiare in sicurezza, senza subire quarantene o l'obbligo dei tamponi alla partenza e al ritorno. Ma la Francia e, subito dopo, anche l'Italia, lo hanno trasformato in uno strumento di controllo e valutazione. Chi non ha seguito determinati comportamenti, come vaccinarsi, è escluso, per motivi sanitari, da una serie di servizi a cui, fino al giorno prima, poteva avere libero accesso. E' diventato già un piccolo sistema di crediti sociali. E' vero che viene presentato come uno strumento ad hoc, giustificato dalla pandemia (in un periodo, però, in cui le ospedalizzazioni sono al minimo) e per questo viene accettato di buon grado da cittadini che non si fanno troppe domande. 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Queste avrebbero così conseguenze dirette sui comportamenti delle persone, rischiando di causare il fallimento del contenimento del virus.<br />Lotta alle fake news che ha visto addirittura la realizzazione di una enciclopedia contro le bufale sia da parte del Ministero della Salute che da parte dell'Istituto Superiore di Sanità.<br />E questa crociata contro le fake viene sbandierata ad ogni buona occasione all'interno dei programmi televisivi generalisti. L'idea che si vuol far passare è quindi questa: da una parte ci sono loro, le istituzioni e i media, uniche fonti attendibili. Dall'altra il resto del mondo.<br /><br />QUANDO ERA IL MINISTERO DELLA SALUTE A DIFFONDERE NOTIZIE FAKE<br />Tale narrativa sembra avere però una memoria decisamente corta e poco consapevole che bufale molto più potenti sono state diffuse proprio da chi oggi vorrebbe combatterle.<br />Come non dimenticare infatti la campagna informativa diffusa su tutte le reti nazionali dal Ministero della Salute il 7 febbraio 2020, dove il contagio da Covid veniva descritto come "non affatto facile". Solo quattordici giorni dopo questo spot, veniva riscontrato il famoso caso Covid di Codogno, da cui sarebbe seguita a ruota la scoperta di un contagio già largamente diffuso nel nord Italia.<br />E chissà quanti milioni di cittadini italiani si erano invece sentiti rassicurati da quello spot diffuso dal Ministero della Salute. Magari tralasciando comportamenti prudenziali perché, come diceva il dicastero di Speranza, "il contagio non è affatto facile".<br />Il febbraio 2020 oltre ad essere ricordato come il mese del contagio italiano di Covid, dovrebbe essere anche memorizzato come il periodo più fertile di fake news da parte di virologi e giornalisti mainstream.<br />Come non dimenticare l'uscita di Roberto Burioni in prima serata su Rai 3, [nella trasmissione di Fabio Fazio] datata 10 febbraio 2020: "In Italia siamo tranquilli, il virus non c'è. Quindi è lecito preoccuparsi solo per l'influenza". Per poi aggiungere anche: "Prudenza solo nei confronti di chi viene dalla Cina, perché chi è in Italia neanche volendo può contrarre il coronavirus perché non c'è". [...]<br />Stesso mese, stesso virus, stesso messaggio con il giornalista Andrea Scanzi, che durante una diretta Facebook del 25 febbraio 2020 paragonava il Covid ad una banale influenza. E fa venire una certa amarezza leggere cosa scrive oggi Scanzi in riferimento ai contestatori del green pass: "Questa gente è pericolosa, fuori dal mondo e imperdonabile. A qualcuno di voi gente così farà ridere. A me no: a me fa paura. Fa rabbia. E fa pure arrabbiare, perché penso a tutti i morti che ha fatto il Covid. Morti che dovrebbero oggi essere onorati dal nostro comportamento irreprensibile".<br />Rabbia che Scanzi farebbe però meglio a rivolgere principalmente contro se stesso.<br /><br />DAI 1300 MORTI A LUGLIO AI CONTAGI CHE SALGONO A CAUSA DELLE ELEZIONI<br />Le fake news da parte di istituzioni e media mainstream sono continuate poi a circolare anche a epidemia in corso, con la diffusione costante di previsioni catastrofiche, mai verificatesi.<br />Come quella fatta dalla fondazione Kessler nell'aprile 2021. La fondazione aveva infatti previsto uno scenario di 1300 morti al giorno per luglio 2021, a causa delle riaperture. Decessi giornalieri che invece a luglio non hanno mai superato quota 30.<br />Notizie discutibili sono arrivate anche dai livelli più alti istituzionali. Come quando il Presidente della Repubblica italiana, il giorno della nomina di Mario Draghi a Palazzo Chigi, tra le motivazioni di quella scelta aveva detto che "nei Paesi dove si sono svolte le elezioni si è registrato un grave aumento dei contagi".<br />Elezioni che si erano svolte in Portogallo il 28 gennaio 2021, a cui era seguito invece un drastico calo dei contagi.<br />Così come in Bulgaria, anche lì dopo le votazioni di marzo i contagi sono scesi.<br />Anche in Albania, le elezioni di aprile scorso non hanno prodotto alcun aumento dei contagi.<br />Infine, forse, la fake news per eccellenza, arriva direttamente dal Primo Ministro Mario Draghi. Secondo Draghi, il Green Pass darebbe quindi la garanzia di ritrovarsi tra persone non contagiose.<br />Una bufala madornale dal punto di vista scientifico, considerato che è stato ampiamente dimostrato dalle evidenze, nonché confermato dall'intera comunità scientifica, che anche i vaccinati, con doppia dose, possono essere portatori del virus e quindi contagiare.<br />Senza contare che anche il tampone negativo non può essere certezza assoluta di immunità, considerata l'inaffidabilità di questo strumento che nel tempo ha prodotto numerosi falsi positivi e falsi negativi. Una tale fake news pronunciata dal Primo Ministro italiano, senza contraddittorio, quale effetto negativo può avere sulla popolazione?<br />A seguito delle dichiarazioni di Draghi chissà quanti vaccinati si sono sentiti legittimati a tenere comportamenti non prudenti, pur con il rischio di essere portatori del virus.<br />Questo è il vero paradosso della caccia alle fake news. Si vuole stanare il troll, l'anonimo account che diffonde evidenti panzane sui social a qualche centinaio di persone. Nel frattempo però si dà spazio e si amplificano incredibili bufale istituzionali che si diffondono con una potenza e una legittimità pericolosissimi.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/46119224</guid><pubDate>Tue, 31 Aug 2021 20:12:04 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/46119224/riassunto_di_tutte_le_fake_news_su_covid_e_vaccini.mp3" length="8617978" type="audio/mpeg"/><itunes:author>BastaBugie</itunes:author><itunes:subtitle>TESTO DELL'ARTICOLO ➜ http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6687

RIASSUNTO DI TUTTE LE FAKE NEWS SU COVID E VACCINI di Michele Crudelini
Prosegue da parte di istituzioni e media mainstream la caccia alle cosiddette fake news su Covid e vaccini....</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6687" rel="noopener">http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6687</a><br /><br />RIASSUNTO DI TUTTE LE FAKE NEWS SU COVID E VACCINI di Michele Crudelini<br />Prosegue da parte di istituzioni e media mainstream la caccia alle cosiddette fake news su Covid e vaccini.<br />La narrazione è questa: sui social network e su internet si diffonderebbero alla velocità della luce notizie false o non attendibili sul virus e sulla campagna di vaccinazione. Queste avrebbero così conseguenze dirette sui comportamenti delle persone, rischiando di causare il fallimento del contenimento del virus.<br />Lotta alle fake news che ha visto addirittura la realizzazione di una enciclopedia contro le bufale sia da parte del Ministero della Salute che da parte dell'Istituto Superiore di Sanità.<br />E questa crociata contro le fake viene sbandierata ad ogni buona occasione all'interno dei programmi televisivi generalisti. L'idea che si vuol far passare è quindi questa: da una parte ci sono loro, le istituzioni e i media, uniche fonti attendibili. Dall'altra il resto del mondo.<br /><br />QUANDO ERA IL MINISTERO DELLA SALUTE A DIFFONDERE NOTIZIE FAKE<br />Tale narrativa sembra avere però una memoria decisamente corta e poco consapevole che bufale molto più potenti sono state diffuse proprio da chi oggi vorrebbe combatterle.<br />Come non dimenticare infatti la campagna informativa diffusa su tutte le reti nazionali dal Ministero della Salute il 7 febbraio 2020, dove il contagio da Covid veniva descritto come "non affatto facile". Solo quattordici giorni dopo questo spot, veniva riscontrato il famoso caso Covid di Codogno, da cui sarebbe seguita a ruota la scoperta di un contagio già largamente diffuso nel nord Italia.<br />E chissà quanti milioni di cittadini italiani si erano invece sentiti rassicurati da quello spot diffuso dal Ministero della Salute. Magari tralasciando comportamenti prudenziali perché, come diceva il dicastero di Speranza, "il contagio non è affatto facile".<br />Il febbraio 2020 oltre ad essere ricordato come il mese del contagio italiano di Covid, dovrebbe essere anche memorizzato come il periodo più fertile di fake news da parte di virologi e giornalisti mainstream.<br />Come non dimenticare l'uscita di Roberto Burioni in prima serata su Rai 3, [nella trasmissione di Fabio Fazio] datata 10 febbraio 2020: "In Italia siamo tranquilli, il virus non c'è. Quindi è lecito preoccuparsi solo per l'influenza". Per poi aggiungere anche: "Prudenza solo nei confronti di chi viene dalla Cina, perché chi è in Italia neanche volendo può contrarre il coronavirus perché non c'è". [...]<br />Stesso mese, stesso virus, stesso messaggio con il giornalista Andrea Scanzi, che durante una diretta Facebook del 25 febbraio 2020 paragonava il Covid ad una banale influenza. E fa venire una certa amarezza leggere cosa scrive oggi Scanzi in riferimento ai contestatori del green pass: "Questa gente è pericolosa, fuori dal mondo e imperdonabile. A qualcuno di voi gente così farà ridere. A me no: a me fa paura. Fa rabbia. E fa pure arrabbiare, perché penso a tutti i morti che ha fatto il Covid. Morti che dovrebbero oggi essere onorati dal nostro comportamento irreprensibile".<br />Rabbia che Scanzi farebbe però meglio a rivolgere principalmente contro se stesso.<br /><br />DAI 1300 MORTI A LUGLIO AI CONTAGI CHE SALGONO A CAUSA DELLE ELEZIONI<br />Le fake news da parte di istituzioni e media mainstream sono continuate poi a circolare anche a epidemia in corso, con la diffusione costante di previsioni catastrofiche, mai verificatesi.<br />Come quella fatta dalla fondazione Kessler nell'aprile 2021. La fondazione aveva infatti previsto uno scenario di 1300 morti al giorno per luglio 2021, a causa delle riaperture. 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Il vero virus è il peccato!</title><link>https://www.spreaker.com/episode/macche-covid-il-vero-virus-e-il-peccato--46316060</link><description><![CDATA[VIDEO: Quando arriva il Green Pass - Al ristorante (Parodia Un giorno di ordinaria follia) ➜ <a href="https://www.youtube.com/watch?v=a9CNkxJxJIU&list=PLolpIV2TSebVSarVSJS-Gy5hJo3_40bhI" rel="noopener">https://www.youtube.com/watch?v=a9CNkxJxJIU&list=PLolpIV2TSebVSarVSJS-Gy5hJo3_40bhI</a><br /><br />TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6702" rel="noopener">http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6702</a><br /><br />MACCHE' COVID! IL VERO VIRUS E' IL PECCATO! di Tommaso Scandroglio<br />Se gli uomini, in questo periodo di pandemia, si fossero preoccupati della propria salute spirituale tanto quanto si sono preoccupati della propria salute fisica, saremmo già tutti santi. Come c'è il virus del Covid che, in alcuni casi, è letale, così c'è il virus del peccato che, nella sua variante più grave, conduce a morte certa dell'anima.<br />Nel primo caso abbiamo fatto di tutto per evitare il contagio: distanziamento sociale, mascherine, coprifuoco, lockdown, vaccini, terapie, igiene delle mani, rilevamento della temperatura, investimenti miliardari dei governi e molto altro ancora. Nel secondo caso la maggior parte delle persone spesso non si cura di non contrarre il virus del peccato, anzi il più delle volte cerca volontariamente il contagio.<br />Eppure, a differenza del Coronavirus, avremmo strumenti efficacissimi sia di cura che di prevenzione. Le terapie antivirali possono trovare un corrispettivo nel sacramento del battesimo e della confessione che cancellano il virus del peccato: il primo nella forma originale, il secondo nelle sue varianti, anche quelle meno minacciose chiamate peccati veniali. I vaccini hanno un loro omologo nei sacramenti - eucarestia e nuovamente la confessione - nella preghiera e nei digiuni: strumenti che aiutano nella immunità al male e nell'evitare che altri si contagino.<br />Come continuamente da più di un anno ci informiamo su tutto ciò che riguarda il virus, così dovremmo fare per la salute della nostra anima: leggendo la Bibbia, studiando la dottrina, etc. Come con il coronavirus pendiamo dalle labbra degli esperti, così dovremmo pendere dalle labbra degli esperti della salvezza, ossia i Padri e i Dottori della Chiesa e il Magistero di sempre. Come guardiamo con profondo interesse gli esempi virtuosi di quei paesi che stanno meglio di noi nella lotta al virus, così dovremmo imparare dai santi per capire come lottare contro il peccato. Come alla prima avvisaglia di malessere prendiamo il termometro, chiamiamo il medico ed eseguiamo un tampone, così al primo sospetto di aver peccato dovremmo fare un serio esame di coscienza e chiamare un sacerdote se i sintomi sono gravi.<br />Come un rischio remotissimo di contrarre il virus ci spinge ad essere cauti sino al parossismo, anche quando si tratta di persone giovani e sane, tanto che evitiamo di stringere le mani e gli assembramenti, così dovremmo comportarci quando si tratta del peccato: un rischio bassissimo di compiere anche un solo peccato veniale ci dovrebbe portare ad evitare le occasioni prossime e remote di peccato, evitando di stringere le mani a chi ci vuole portare lontano da Dio e chiudendo occhi e orecchie alla tentazione con la mascherina della preghiera, così come facciamo con il Covid chiudendo naso e bocca al virus con la mascherina chirurgica.<br />Come il timore di contagiare qualcuno, soprattutto qualcuno di caro e le persone fragili, ci ha portato addirittura a non vederlo per mesi, così la paura di contagiare con il nostro cattivo esempio gli altri, soprattutto chi amiamo e chi è fragile nella fede, ci dovrebbe stimolare a comportarci santamente di fronte a loro.<br />Siamo sinceri. Non abbiamo usato un centesimo delle energie spese contro il Covid per combattere il peccato. Questo per un semplice motivo: non abbiamo fede. Non crediamo nel giudizio finale, nell'Inferno e nel fatto che la nostra anima sia continuamente in pericolo. Anzi non crediamo addirittura all'esistenza stessa del peccato: siamo negazionisti, tanto quanto quelli che negano l'esistenza del Coronavirus. Siamo da sempre investiti da infinite ondate di questa pandemia letale e il mondo non fa nulla perché non ci crede. E così non possiamo che tenere di più alla salute del corpo che a quella spirituale. Eppure Gesù è stato chiarissimo: «non abbiate paura di quelli che uccidono il corpo, ma non hanno potere di uccidere l'anima».]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/46316060</guid><pubDate>Tue, 31 Aug 2021 20:11:47 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/46316060/macch_covid_il_vero_virus_il_peccato.mp3" length="4791110" type="audio/mpeg"/><itunes:author>BastaBugie</itunes:author><itunes:subtitle>VIDEO: Quando arriva il Green Pass - Al ristorante (Parodia Un giorno di ordinaria follia) ➜ https://www.youtube.com/watch?v=a9CNkxJxJIU&amp;list=PLolpIV2TSebVSarVSJS-Gy5hJo3_40bhI

TESTO DELL'ARTICOLO ➜ http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6702...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[VIDEO: Quando arriva il Green Pass - Al ristorante (Parodia Un giorno di ordinaria follia) ➜ <a href="https://www.youtube.com/watch?v=a9CNkxJxJIU&list=PLolpIV2TSebVSarVSJS-Gy5hJo3_40bhI" rel="noopener">https://www.youtube.com/watch?v=a9CNkxJxJIU&list=PLolpIV2TSebVSarVSJS-Gy5hJo3_40bhI</a><br /><br />TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6702" rel="noopener">http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6702</a><br /><br />MACCHE' COVID! IL VERO VIRUS E' IL PECCATO! di Tommaso Scandroglio<br />Se gli uomini, in questo periodo di pandemia, si fossero preoccupati della propria salute spirituale tanto quanto si sono preoccupati della propria salute fisica, saremmo già tutti santi. Come c'è il virus del Covid che, in alcuni casi, è letale, così c'è il virus del peccato che, nella sua variante più grave, conduce a morte certa dell'anima.<br />Nel primo caso abbiamo fatto di tutto per evitare il contagio: distanziamento sociale, mascherine, coprifuoco, lockdown, vaccini, terapie, igiene delle mani, rilevamento della temperatura, investimenti miliardari dei governi e molto altro ancora. Nel secondo caso la maggior parte delle persone spesso non si cura di non contrarre il virus del peccato, anzi il più delle volte cerca volontariamente il contagio.<br />Eppure, a differenza del Coronavirus, avremmo strumenti efficacissimi sia di cura che di prevenzione. Le terapie antivirali possono trovare un corrispettivo nel sacramento del battesimo e della confessione che cancellano il virus del peccato: il primo nella forma originale, il secondo nelle sue varianti, anche quelle meno minacciose chiamate peccati veniali. I vaccini hanno un loro omologo nei sacramenti - eucarestia e nuovamente la confessione - nella preghiera e nei digiuni: strumenti che aiutano nella immunità al male e nell'evitare che altri si contagino.<br />Come continuamente da più di un anno ci informiamo su tutto ciò che riguarda il virus, così dovremmo fare per la salute della nostra anima: leggendo la Bibbia, studiando la dottrina, etc. Come con il coronavirus pendiamo dalle labbra degli esperti, così dovremmo pendere dalle labbra degli esperti della salvezza, ossia i Padri e i Dottori della Chiesa e il Magistero di sempre. Come guardiamo con profondo interesse gli esempi virtuosi di quei paesi che stanno meglio di noi nella lotta al virus, così dovremmo imparare dai santi per capire come lottare contro il peccato. Come alla prima avvisaglia di malessere prendiamo il termometro, chiamiamo il medico ed eseguiamo un tampone, così al primo sospetto di aver peccato dovremmo fare un serio esame di coscienza e chiamare un sacerdote se i sintomi sono gravi.<br />Come un rischio remotissimo di contrarre il virus ci spinge ad essere cauti sino al parossismo, anche quando si tratta di persone giovani e sane, tanto che evitiamo di stringere le mani e gli assembramenti, così dovremmo comportarci quando si tratta del peccato: un rischio bassissimo di compiere anche un solo peccato veniale ci dovrebbe portare ad evitare le occasioni prossime e remote di peccato, evitando di stringere le mani a chi ci vuole portare lontano da Dio e chiudendo occhi e orecchie alla tentazione con la mascherina della preghiera, così come facciamo con il Covid chiudendo naso e bocca al virus con la mascherina chirurgica.<br />Come il timore di contagiare qualcuno, soprattutto qualcuno di caro e le persone fragili, ci ha portato addirittura a non vederlo per mesi, così la paura di contagiare con il nostro cattivo esempio gli altri, soprattutto chi amiamo e chi è fragile nella fede, ci dovrebbe stimolare a comportarci santamente di fronte a loro.<br />Siamo sinceri. 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Vaccinare i minori sembra sia diventata la priorità per la lotta al virus. Su questo punto la Dottrina sociale della Chiesa esprime la sua forte avversità dato che riscontra in queste politiche l'azione di principi contrari al bene comune.<br />Quando ha cominciato a diffondersi l'idea di vaccinare i minorenni, molti avevano fatto presente l'illiceità morale e politica della cosa. I motivi erano tanti e tutti importanti. Prima di tutto: c'era una documentazione certa della gravità del rischio cui si sarebbe andati incontro non vaccinandosi? Non c'era. Anzi, i dati documentavano il contrario certificando che il rischio epidemiologico tra i giovani è bassissimo. Il dovere morale di sottoporsi a vaccinazione esiste solo davanti ad un gravissimo pericolo incombente, che per i giovani non esisteva quando si cominciò a parlare della loro necessaria vaccinazione e non esiste tuttora.<br /><br />UN PRINCIPIO MORALMENTE INACCETTABILE<br />A questo punto si è tirata fuori l'altra idea: anche se non c'è rischio diretto e personale grave, i giovani devono essere comunque vaccinati per ridurre e impedire la diffusione del virus, ossia per esigenze di etica pubblica. Ma questo principio è moralmente inaccettabile per due motivi strettamente collegati tra loro.<br />L'intervento sanitario deve procurare un bene per la persona soggetta a tale intervento. Altri motivi, chiamiamoli di "salute pubblica", non possono giustificare un intervento sulla persona se tale intervento anche non procura un bene alla persona, ma invece procura un danno oppure la sottopone ad un rischio ingiustificato. Tanto più il principio vale se il cosiddetto vaccino che viene inoculato è ancora in fase sperimentale, per la cui cosa il danno e il rischio grave non si possono escludere in modo assoluto. La persona non può essere strumento del bene pubblico, il giovane non bisognoso per sé del vaccino, non può quindi essere vaccinato per garantire la salute altrui, a maggior ragione quando non ci sono nemmeno dati che confermano che il suo sacrificio possa veramente essere utile..<br />Questo conduce al secondo principio: non ci può essere contrasto tra il bene comune e il bene della singola persona. Questo è stato sempre insegnato dalla Dottrina sociale della Chiesa, in accordo con la filosofia e la teologia politica cattolica. Non è etico sacrificare qualcuno per il bene di altri, o della maggioranza. Il rapporto tra la società e la persona è il rapporto di un tutto con un altro tutto. Il bene comune non è un bene superiore a quello delle singole persone, ma coincide con il bene di ogni singola persona.<br /><br />BENE COMUNE E BENE PUBBLICO<br />Dietro a questo equivoco sta la confusione tra bene comune e bene pubblico. Il primo è un bene qualitativo ed etico che riguarda ogni singola persona della comunità politica, il secondo è un bene quantitativo che può riguardare alcuni, la maggioranza o anche tutti i cittadini ma come somma del loro benessere individuale. Il primo ha come componente (ma non essenziale) anche il bene sanitario, il secondo ritiene invece essenziale il bene sanitario inteso come quello stabilito dal potere politico (spesso a servizio di quello economico).<br />L'obiettivo di vaccinare tutti i minori viene perseguito dal potere politico in vari modi. Il primo modo è propagandistico e consiste nei veicolare tramite i media di Stato e i testimonial del jet set l'idea del dovere civico per proteggere i cosiddetti soggetti deboli dal contagio. Il secondo consiste nel ricatto del Green Pass, impedendo varie attività a chi non è vaccinato e quindi obbligando senza obbligare. Ad un possibile terzo modo ha dato il proprio contributo il recente parere del Comitato Nazionale di Bioetica sostenendo il diritto del minore di vaccinarsi anche contro il parere dei genitori o di chi detiene la patria potestà. In questo modo si è valorizzata l'autodeterminazione del giovane. Egli crede di autodeterminarsi mentre invece è eterodeterminato dalla propaganda e dalle pressioni dirette e indirette.<br /><br />Nota di BastaBugie: Riccardo Cascioli nell'articolo seguente dal titolo "Tra vaccino e mamma e papà: mistificazioni e false libertà" risponde ad Assuntina Morresi, componente del Comitato Nazionale di Bioetica che si dichiara cattolica, ma difende i principi contrari alla Dottrina Sociale della Chiesa esposti nel precedente articolo.<br />Ecco la risposta del direttore Cascioli pubblicato su La Nuova Bussola Quotidiana il 4 agosto 2021:<br />Cara Morresi, [...] la sua lettera ci dà l'occasione di chiarire alcuni punti fondamentali della questione "vaccini e adolescenti". Perché prima del favor vitae, c'è un altro principio, quello di realtà, ovvero stabilire se il trattamento proposto sia adeguato alla condizione fisica della persona e valutare anche le circostanze non prettamente sanitarie che possono influenzare la decisione. E qui ci sono almeno tre punti critici da valutare.<br />1) IL VACCINO NON È UN SALVAVITA<br />Dal punto di vista sanitario, lei dà per scontato che il vaccino sia un "salvavita", assunzione del tutto arbitraria sia dal punto di vista medico sia dal punto di vista statistico-sociale. Sappiamo benissimo che la discussione scientifica è aperta sul tema e che altri paesi sconsigliano apertamente la vaccinazione dei minori se non in situazioni di particolari fragilità. Questo anche per le possibili conseguenze, anche sul lungo termine, che certi vaccini possono avere e per cui non ci sono al momento risposte, mentre si moltiplicano casi di cronaca di morti "sospette" che dovrebbero comunque indurre alla prudenza. Inoltre, inutile ricordare che c'è la possibilità di terapie precoci che anche negli adulti abbassano notevolmente la probabilità di esiti letali della malattia Covid. E a questo si deve poi aggiungere che - lo sappiamo tutti - la mortalità degli adolescenti dovuta al Covid è prossima allo zero assoluto. Piuttosto sarebbe bene preoccuparsi della mortalità degli adolescenti dovuta ai suicidi da lockdown. Si può legittimamente decidere di vaccinarsi, ma spacciare il vaccino per un salvavita è una mistificazione inaccettabile.<br />2) I GIOVANI VOGLIONO LA LIBERTÀ, NON IL VACCINO<br />Allargando il discorso al contesto, non si può far finta che il dilemma sul vaccino sia solo dal punto di vista etico-sanitario. Guardiamo la realtà: perché gli adolescenti desiderano vaccinarsi, magari contro il volere dei genitori? Chi ha avuto modo di essere in contatto con i giovani lo sa: la stragrande maggioranza lo vuole non per tutelare la salute ma per ottenere la "libertà". Ne fa cenno anche il documento del CNB. Ci si vaccina cedendo al ricatto imposto dal governo: niente divertimenti, niente vacanze all'estero (e anche in certi posti italiani), niente piscine e palestre, niente stadio, cinema e quant'altro. E infine, niente scuola in presenza (è la spada di Damocle che viene costantemente evocata). Nell'avallare questo ricatto il CNB si prende anche la responsabilità di affermare un concetto distorto di libertà, ridotta alla possibilità di accedere in alcuni luoghi. Ma soprattutto si prende la responsabilità di creare una nuova categoria di giovani emarginati e discriminati, privati di una vita sociale, come già è evidente che accada. E lo ripeto: senza una sola ragione scientifica o sanitaria che giustifichi questo ricatto.<br />3) L'AUTODETERMINAZIONE DEI MINORI FAVORISCE CHI VUOLE DISTRUGGERE LA FAMIGLIA<br />Infine c'è un'altra questione, non strettamente legata al Covid, ma comunque non meno inquietante. Da almeno trenta anni c'è una lobby internazionale che, allo scopo di promuovere aborto e contraccezione nonché altre ideologie tese a distruggere la famiglia, teorizza l'autodeterminazione dei minori contro la potestà dei genitori. Sempre con il pretesto dei motivi sanitari oppure per il rispetto dei diritti umani. Ricordo che questo è un cardine delle campagne abortiste (in nome della salute riproduttiva) riccamente finanziate e spinte dalle agenzie ONU. Ma è anche un cardine della propaganda dell'ideologia gender: guarda caso è un tema che è parte integrante del ddl Zan sull'omotransfobia, e purtroppo è quello che già accade. "Anche senza il consenso dei genitori" è la parola d'ordine di questo movimento. Spenderla per favorire un vaccino che non è "salvavita", non fa altro che portare acqua - anche se involontariamente - al mulino di chi vuole distruggere la famiglia.<br />Mi stupisco, cara Morresi, che a lei sempre così attenta a queste tematiche sfugga questo aspetto.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/46119259</guid><pubDate>Tue, 24 Aug 2021 19:22:48 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/46119259/vaccinare_i_giovani_immorale_oltre_che_pericoloso_per_la_loro_salute.mp3" length="12068615" type="audio/mpeg"/><itunes:author>BastaBugie</itunes:author><itunes:subtitle>TESTO DELL'ARTICOLO ➜ http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6688

VACCINARE I GIOVANI E' IMMORALE (OLTRE CHE PERICOLOSO PER LA LORO SALUTE)
La vaccinazione di massa prende di mira i minorenni senza supporto scientifico e con il ricatto della...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6688" rel="noopener">http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6688</a><br /><br />VACCINARE I GIOVANI E' IMMORALE (OLTRE CHE PERICOLOSO PER LA LORO SALUTE)<br />La vaccinazione di massa prende di mira i minorenni senza supporto scientifico e con il ricatto della perdita della libertà (in questo il Comitato Nazionale di Bioetica aiuta il governo)<br />di Stefano Fontana<br />Le attuali politiche governative sulla vaccinazione di massa da tempo prendono di mira i minorenni e forti pressioni vorrebbero coinvolgere anche i bambini. Vaccinare i minori sembra sia diventata la priorità per la lotta al virus. Su questo punto la Dottrina sociale della Chiesa esprime la sua forte avversità dato che riscontra in queste politiche l'azione di principi contrari al bene comune.<br />Quando ha cominciato a diffondersi l'idea di vaccinare i minorenni, molti avevano fatto presente l'illiceità morale e politica della cosa. I motivi erano tanti e tutti importanti. Prima di tutto: c'era una documentazione certa della gravità del rischio cui si sarebbe andati incontro non vaccinandosi? Non c'era. Anzi, i dati documentavano il contrario certificando che il rischio epidemiologico tra i giovani è bassissimo. Il dovere morale di sottoporsi a vaccinazione esiste solo davanti ad un gravissimo pericolo incombente, che per i giovani non esisteva quando si cominciò a parlare della loro necessaria vaccinazione e non esiste tuttora.<br /><br />UN PRINCIPIO MORALMENTE INACCETTABILE<br />A questo punto si è tirata fuori l'altra idea: anche se non c'è rischio diretto e personale grave, i giovani devono essere comunque vaccinati per ridurre e impedire la diffusione del virus, ossia per esigenze di etica pubblica. Ma questo principio è moralmente inaccettabile per due motivi strettamente collegati tra loro.<br />L'intervento sanitario deve procurare un bene per la persona soggetta a tale intervento. Altri motivi, chiamiamoli di "salute pubblica", non possono giustificare un intervento sulla persona se tale intervento anche non procura un bene alla persona, ma invece procura un danno oppure la sottopone ad un rischio ingiustificato. Tanto più il principio vale se il cosiddetto vaccino che viene inoculato è ancora in fase sperimentale, per la cui cosa il danno e il rischio grave non si possono escludere in modo assoluto. La persona non può essere strumento del bene pubblico, il giovane non bisognoso per sé del vaccino, non può quindi essere vaccinato per garantire la salute altrui, a maggior ragione quando non ci sono nemmeno dati che confermano che il suo sacrificio possa veramente essere utile..<br />Questo conduce al secondo principio: non ci può essere contrasto tra il bene comune e il bene della singola persona. Questo è stato sempre insegnato dalla Dottrina sociale della Chiesa, in accordo con la filosofia e la teologia politica cattolica. Non è etico sacrificare qualcuno per il bene di altri, o della maggioranza. Il rapporto tra la società e la persona è il rapporto di un tutto con un altro tutto. Il bene comune non è un bene superiore a quello delle singole persone, ma coincide con il bene di ogni singola persona.<br /><br />BENE COMUNE E BENE PUBBLICO<br />Dietro a questo equivoco sta la confusione tra bene comune e bene pubblico. Il primo è un bene qualitativo ed etico che riguarda ogni singola persona della comunità politica, il secondo è un bene quantitativo che può riguardare alcuni, la maggioranza o anche tutti i cittadini ma come somma del loro benessere individuale. Il primo ha come componente (ma non essenziale) anche il bene sanitario, il secondo ritiene invece essenziale il bene sanitario inteso come quello stabilito dal potere politico (spesso a servizio di quello economico).<br />L'obiettivo di vaccinare tutti i minori viene perseguito dal potere politico in vari modi. Il primo modo è propagandistico e consiste nei veicolare tramite i media di Stato e i testimonial...]]></itunes:summary><itunes:duration>755</itunes:duration><itunes:keywords>documentazione,gender,giovani,libertà,onu,rischio,sperimentale,vaccinare</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/be1dc9821b7115832101cb8a8c2016b0.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Festa per il 60° compleanno di Obama... senza mascherine e distanziamento</title><link>https://www.spreaker.com/episode/festa-per-il-60-compleanno-di-obama-senza-mascherine-e-distanziamento--46119113</link><description><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6685" rel="noopener">http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6685</a><br /><br />LA FESTA PER IL 60° COMPLEANNO DI OBAMA... SENZA MASCHERINE E DISTANZIAMENTO<br />di Valerio Pece<br /><br />«Mentre il resto d'America lotta con l'incertezza del lavoro, le riaperture scolastiche, le disposizioni mutevoli riguardo alle mascherine, l'ansia per le vaccinazioni e per le varianti, la salute dell'economia e in generale delle persone, Obama si è lanciato in un'enorme, epica, tre giorni di festa di compleanno a Martha's Vineyard». Così scrive Maureen Callahan sul New York Post. La faraonica festa nella villa da quasi 12 milioni di dollari sull'isola del Massachusetts (la stessa dove avevano casa i Kennedy e dov'è sepolto John Belushi) non ha per nulla giovato all'ex Presidente USA, un uomo che ha fatto dell'empatia di stampo progressista-umanitario il suo personale vanto.<br />La festa di vip, ridimensionata rispetto alle intenzioni iniziali (era stata pensata per 600 persone), ha comunque richiamato sull'isola frotte di star coi loro entourage, tutte rigorosamente senza mascherina. Tra gli attori, Tom Hanks, George Clooney e Don Cheadle. Poi l'ex giocatore Nba Dwyane Wade, il regista Steven Spielberg (che proprio a Martha's Vineyard girò Lo squalo), John Kerry, oggi guru del clima alla Casa Bianca, ma già Segretario di Stato proprio sotto l'amministrazione Obama. Tra i cantanti, Beyoncé, Jennifer Hudson, Erykah Badu, il rapper Jay-Z. E ovviamente Bruce "The Boss" Springsteen, ormai intimo di Barack Obama.<br /><br />NO OBAMA, NO PARTY<br />Un ospite è riuscito furtivamente a scattare foto della festa scatenata e a condividerle con i follower di Instagram. Si tratta del rapper Trap Beckham, che le ha subito cancellate a causa del divieto di fotografare l'evento (non prima però di immortalarsi, insieme al suo manager TJ Chapman, in un selfie mentre fuma cannabis, che in Massachusetts è legale). Beckham, che alla festa di Obama si è anche esibito in una sua hit, ha rilasciato questa dichiarazione: «Ho dovuto cancellare tutto a causa delle regole. Obama ha ballato tutto il tempo, nessuno l'ha mai visto così». L'immagine di Obama che balla con look hawaiano è stata cancellata anche da Erykah Badu, così come un video dell'animato palco della discoteca. Non è difficile provare a immaginare cosa sarebbe successo se la stessa festa fosse stata organizzata da Trump.<br />Il New York Post, che ha indagato molto da vicino i lunghi festeggiamenti, ha pubblicato anche alcune lettere arrivate in redazione. Per Peter Boeko la festa per i 60 anni di Obama è stata una «tripletta di ipocrisia». «In primo luogo - scrive - non c'erano protocolli COVID, anche se i Democratici spingono per maggiori restrizioni su individui e imprese. In secondo luogo, l'inquinamento. Gli ospiti volavano su jet privati da tutto il mondo: al diavolo il cambiamento climatico. Terzo, pensate ai milioni di dollari sprecati solo per accarezzare l'ego dell'ex presidente [...]. Totalmente vergognoso». Sulla stessa linea S.Kane da Brooklin: «Solo quelli del Partito Democratico possono lanciare un party super-diffusore di virus e non essere condannati. E se uno degli ospiti in seguito risultasse positivo, sono sicura che le informazioni sul caso non sarebbero rese disponibili». Il lettore Michelle Graham prima rimarca con amarezza il "doppio standard": «le cosiddette "élite" partecipano a una festa di compleanno [...] che se uno di noi potesse ospitarla verrebbe descritta come un evento super-diffusore del virus», e poi esorta: «Svegliati: scrivi, telefona e invia un'e-mail alle persone che ti rappresentano», perché - continua il disilluso lettore - «quando due diversi tipi di regole ci vengono sbandierate così sfacciatamente in faccia, una per i pochi privilegiati e l'altra per le masse brulicanti, siamo di fronte a qualcosa di antiamericano e di inaccettabile».<br /><br />BLACK LIVES MATTER, GAY PRIDE E... FESTA DELL'UNITÀ? ALLORA TUTTO A POSTO<br />Esattamente nello stesso fine settimana della festa "epica" per i 60 anni di Obama, si svolgeva il noto raduno annuale di motociclette a Sturgis, in South Dakota. Evento per il quale il dott. Antony Fauci ha espresso forte preoccupazione riguardo un'altra possibile ondata di contagi. «Potrai sempre partecipare in futuro, ma teniamo sotto controllo la pandemia prima di iniziare a comportarci come se nulla stesse accadendo. Sta succedendo qualcosa di brutto. Dobbiamo rendercene conto», queste le sue parole. L'omissione di Fauci al chiacchieratissimo mega party di Obama potrebbe anche essere non intenzionale, sta di fatto che fa riemergere puntualmente una differenza di trattamento già vissuta nel recente passato e di cui gli americani sembrano stanchi: le affollate proteste targate BLM o i grandi Pride LGBTQ sono esentati da qualsiasi critica legata alla pandemia. Le incongruenze sembrano seguire uno schema preciso: quando per l'evento simpatizza il bel mondo liberal, non vi è nessuna preoccupazione per la diffusione del Covid, quando invece l'evento si rivolge ad un pubblico più conservatore, si aprono dibattiti infiniti.<br />Se ci spostiamo nel nostro Paese la musica non cambia. Anzi. Se il decreto-legge n.105 del 23 luglio ha stabilito il Green pass obbligatorio per accedere a «sagre e fiere», «convegni e congressi», sta suscitando non poco scalpore la nota del Viminale del 9 agosto (subito ribattezzata "salva Pd") che ha permesso che alla Festa dell'Unità di Bologna si possa entrare senza passaporto verde. Ora, al di là delle battute che piovono in rete a motivo delle "inconguenze mirate" (si va dal «Dev'essere un virus molto "politico"», all'orwelliano «Come sempre alcuni sono più uguali degli altri»; dal caustico «E chi ci andrebbe sennò? Già vanno deserte regolarmente», fino al «Ma se faccio la tessera del PD, vale anche come Green pass?»), uno strabismo di questo tipo non può che avere ricadute anche sullo scetticismo che accompagna le misure anti-pandemia. Che si tratti di affollate feste americane di vip o di raduni di partito nostrani, il rischio è l'eterogenesi dei fini. O il Covid-19 è un problema serio (sempre), o non lo è.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/46119113</guid><pubDate>Tue, 17 Aug 2021 20:38:40 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/46119113/festa_di_compleanno_di_obama_senza_mascherine_e_distanziamento.mp3" length="6253967" type="audio/mpeg"/><itunes:author>BastaBugie</itunes:author><itunes:subtitle>TESTO DELL'ARTICOLO ➜ http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6685

LA FESTA PER IL 60° COMPLEANNO DI OBAMA... SENZA MASCHERINE E DISTANZIAMENTO
di Valerio Pece

«Mentre il resto d'America lotta con l'incertezza del lavoro, le riaperture...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6685" rel="noopener">http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6685</a><br /><br />LA FESTA PER IL 60° COMPLEANNO DI OBAMA... SENZA MASCHERINE E DISTANZIAMENTO<br />di Valerio Pece<br /><br />«Mentre il resto d'America lotta con l'incertezza del lavoro, le riaperture scolastiche, le disposizioni mutevoli riguardo alle mascherine, l'ansia per le vaccinazioni e per le varianti, la salute dell'economia e in generale delle persone, Obama si è lanciato in un'enorme, epica, tre giorni di festa di compleanno a Martha's Vineyard». Così scrive Maureen Callahan sul New York Post. La faraonica festa nella villa da quasi 12 milioni di dollari sull'isola del Massachusetts (la stessa dove avevano casa i Kennedy e dov'è sepolto John Belushi) non ha per nulla giovato all'ex Presidente USA, un uomo che ha fatto dell'empatia di stampo progressista-umanitario il suo personale vanto.<br />La festa di vip, ridimensionata rispetto alle intenzioni iniziali (era stata pensata per 600 persone), ha comunque richiamato sull'isola frotte di star coi loro entourage, tutte rigorosamente senza mascherina. Tra gli attori, Tom Hanks, George Clooney e Don Cheadle. Poi l'ex giocatore Nba Dwyane Wade, il regista Steven Spielberg (che proprio a Martha's Vineyard girò Lo squalo), John Kerry, oggi guru del clima alla Casa Bianca, ma già Segretario di Stato proprio sotto l'amministrazione Obama. Tra i cantanti, Beyoncé, Jennifer Hudson, Erykah Badu, il rapper Jay-Z. E ovviamente Bruce "The Boss" Springsteen, ormai intimo di Barack Obama.<br /><br />NO OBAMA, NO PARTY<br />Un ospite è riuscito furtivamente a scattare foto della festa scatenata e a condividerle con i follower di Instagram. Si tratta del rapper Trap Beckham, che le ha subito cancellate a causa del divieto di fotografare l'evento (non prima però di immortalarsi, insieme al suo manager TJ Chapman, in un selfie mentre fuma cannabis, che in Massachusetts è legale). Beckham, che alla festa di Obama si è anche esibito in una sua hit, ha rilasciato questa dichiarazione: «Ho dovuto cancellare tutto a causa delle regole. Obama ha ballato tutto il tempo, nessuno l'ha mai visto così». L'immagine di Obama che balla con look hawaiano è stata cancellata anche da Erykah Badu, così come un video dell'animato palco della discoteca. Non è difficile provare a immaginare cosa sarebbe successo se la stessa festa fosse stata organizzata da Trump.<br />Il New York Post, che ha indagato molto da vicino i lunghi festeggiamenti, ha pubblicato anche alcune lettere arrivate in redazione. Per Peter Boeko la festa per i 60 anni di Obama è stata una «tripletta di ipocrisia». «In primo luogo - scrive - non c'erano protocolli COVID, anche se i Democratici spingono per maggiori restrizioni su individui e imprese. In secondo luogo, l'inquinamento. Gli ospiti volavano su jet privati da tutto il mondo: al diavolo il cambiamento climatico. Terzo, pensate ai milioni di dollari sprecati solo per accarezzare l'ego dell'ex presidente [...]. Totalmente vergognoso». Sulla stessa linea S.Kane da Brooklin: «Solo quelli del Partito Democratico possono lanciare un party super-diffusore di virus e non essere condannati. E se uno degli ospiti in seguito risultasse positivo, sono sicura che le informazioni sul caso non sarebbero rese disponibili». Il lettore Michelle Graham prima rimarca con amarezza il "doppio standard": «le cosiddette "élite" partecipano a una festa di compleanno [...] che se uno di noi potesse ospitarla verrebbe descritta come un evento super-diffusore del virus», e poi esorta: «Svegliati: scrivi, telefona e invia un'e-mail alle persone che ti rappresentano», perché - continua il disilluso lettore - «quando due diversi tipi di regole ci vengono sbandierate così sfacciatamente in faccia, una per i pochi privilegiati e l'altra per le masse brulicanti, siamo di fronte a qualcosa di antiamericano e di inaccettabile».<br /><br />BLACK LIVES MATTER, GAY PRIDE...]]></itunes:summary><itunes:duration>391</itunes:duration><itunes:keywords>cannabis,compleanno,fauci,mascherine,obama,selfie,springsteen</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/fa0ca2d9eb195f265ef71d611e19a578.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Contro il green pass sospendo la proiezione del film Unplanned</title><link>https://www.spreaker.com/episode/contro-il-green-pass-sospendo-la-proiezione-del-film-unplanned--46052417</link><description><![CDATA[VIDEO: Se bastasse un'iniezione... parodia vaccino ➜ <a href="https://www.youtube.com/watch?v=ZkJMr0qpKp0&list=PLolpIV2TSebVSarVSJS-Gy5hJo3_40bhI" rel="noopener">https://www.youtube.com/watch?v=ZkJMr0qpKp0&list=PLolpIV2TSebVSarVSJS-Gy5hJo3_40bhI</a><br /><br />TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6680" rel="noopener">http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6680</a><br /><br />CONTRO IL GREEN PASS SOSPENDO LA PROIEZIONE DEL FILM UNPLANNED di Federico Cenci<br />«Come distributore filmico, con l'introduzione del Green Pass ho deciso di sospendere tutte le proiezioni pubbliche perché non desidero neppure indirettamente contribuire ad un meccanismo di discriminazione della popolazione». A parlare è Federica Picchi, fondatrice della Dominus Production, casa di produzione e distribuzione cinematografica che ha portato nelle sale italiane Unplanned, struggente film sul tema dell'aborto.<br />«È una scelta che mi costa», spiega la Picchi ad «iFamNews», «Unplanned sta facendo il tutto esaurito, lunedì sera a Verona hanno dovuto organizzare altre due proiezioni oltre a quella già fissata per l'enorme mole di richieste». Ma da domani, venerdì 6 agosto, entrata in vigore dell'obbligo di Green Pass per accedere in alcuni luoghi tra cui i cinema, la Dominus Production sospenderà la distribuzione. La sua scelta è imprenditorialmente incomprensibile. Tuttavia una battaglia per dei valori non è tale se non comporta rinunce. «Credo che in questa fase ognuno di noi debba dare un segnale, a costo di fare un sacrificio, perché il valore della libertà è troppo importante per essere derogato», osserva.<br />Molti ritengono che il Green Pass sia una misura necessaria ad abbassare la curva dei contagi...<br />La salute è un bene primario ed è giusto che lo Stato adotti misure per tutelarla. Però occorre domandarsi se il Green Pass rappresenti una misura utile a questo scopo.<br />La sua risposta è negativa?<br />Assolutamente. Faccio qualche esempio che dimostra i paradossi di questa normativa: per accedere a una sala cinematografica o persino a un cinema all'aperto bisognerà presentare il Green Pass, che invece non sarà necessario per entrare in luoghi al chiuso come i tribunali. E poi, bisognerà avere la certificazione verde per sedersi a un tavolino di un bar, ma non per consumare direttamente al bancone, all'interno della stessa sala. Per non parlare del fatto che i mezzi di trasporto continueranno a essere affollati. Il Green Pass mi pare dettato più da una scelta politica che sanitaria.<br />E a suo avviso qual è l'obiettivo politico?<br />I settori che saranno maggiormente colpiti sono quelli che impattano la vita sociale, aggregativa, culturale: quella più cara ai giovani. L'obiettivo è dunque spingere i giovani a vaccinarsi, pena l'emarginazione sociale.<br />È una motivazione che contesta?<br />Alla luce di un'analisi tra costi e benefici, ho grosse perplessità sulla vaccinazione dei più giovani. Ritengo dunque che vada rispettata ogni scelta. Ma non voglio cedere alla contrapposizione tra "no vax" e "sì vax", non è questo il punto. Quello che non accetto è che vengano utilizzati i cinema, i musei, i bar, i ristoranti e altri settori per perseguire uno scopo che non c'entra nulla con le attività che noi svolgiamo. È una politica che ci penalizza ancora una volta.<br />Quello cinematografico è un settore che ha sofferto in questi mesi...<br />Il nostro è stato uno dei settori più massacrati dalle politiche anti-CoVid-19. Siamo stati chiusi per un anno e mezzo, non ci hanno fatto aprire nemmeno dopo che ci avevano imposto dei protocolli sanitari molto rigidi. E ora chiedono agli esercenti persino di fare i controllori del Green Pass, come se fossero dei pubblici ufficiali. Eppure, più dei danni economici mi preoccupano gli effetti sociali.<br />Si spieghi meglio...<br />Se si accetta l'idea che lo Stato possa discriminare una parte di popolazione, per altro su basi tutt'altro che scientifiche, gli scenari sono sinistri. Il Green Pass o uno strumento analogo potrebbero sopravvivere alla fase emergenziale. Non trovo desiderabile un futuro di questo tipo, da regime totalitario.<br />Questa sua scelta la fa sentire sola?<br />Ho letto in questi giorni la bellissima testimonianza di Fabrizio Masucci, che si è dimesso dalla direzione del Museo Cappella Sansevero di Napoli in aperto dissenso con l'obbligo di Green Pass per accedere ai musei. Credo che non siamo poi così pochi. Non appena io ho annunciato la mia scelta, ho ricevuto una marea di messaggi di solidarietà. E poi la testimonianza dei singoli serve proprio a dare una scossa: magari altri imprenditori decideranno di seguire il mio esempio.<br /><br />Nota di BastaBugie: per scoprire tutto sul film Unplanned, sulla storia di Abby Johnson, ascoltare la colonna sonora, vedere il trailer del film e molto altro, clicca qui! <a href="http://www.filmgarantiti.it/it/edizioni.php?id=83" rel="noopener">http://www.filmgarantiti.it/it/edizioni.php?id=83</a>]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/46052417</guid><pubDate>Wed, 11 Aug 2021 14:33:44 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/46052417/contro_il_green_pass_sospendo_la_proiezione_del_film_unplanned.mp3" length="5967665" type="audio/mpeg"/><itunes:author>BastaBugie</itunes:author><itunes:subtitle>VIDEO: Se bastasse un'iniezione... parodia vaccino ➜ https://www.youtube.com/watch?v=ZkJMr0qpKp0&amp;list=PLolpIV2TSebVSarVSJS-Gy5hJo3_40bhI

TESTO DELL'ARTICOLO ➜ http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6680

CONTRO IL GREEN PASS SOSPENDO LA...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[VIDEO: Se bastasse un'iniezione... parodia vaccino ➜ <a href="https://www.youtube.com/watch?v=ZkJMr0qpKp0&list=PLolpIV2TSebVSarVSJS-Gy5hJo3_40bhI" rel="noopener">https://www.youtube.com/watch?v=ZkJMr0qpKp0&list=PLolpIV2TSebVSarVSJS-Gy5hJo3_40bhI</a><br /><br />TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6680" rel="noopener">http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6680</a><br /><br />CONTRO IL GREEN PASS SOSPENDO LA PROIEZIONE DEL FILM UNPLANNED di Federico Cenci<br />«Come distributore filmico, con l'introduzione del Green Pass ho deciso di sospendere tutte le proiezioni pubbliche perché non desidero neppure indirettamente contribuire ad un meccanismo di discriminazione della popolazione». A parlare è Federica Picchi, fondatrice della Dominus Production, casa di produzione e distribuzione cinematografica che ha portato nelle sale italiane Unplanned, struggente film sul tema dell'aborto.<br />«È una scelta che mi costa», spiega la Picchi ad «iFamNews», «Unplanned sta facendo il tutto esaurito, lunedì sera a Verona hanno dovuto organizzare altre due proiezioni oltre a quella già fissata per l'enorme mole di richieste». Ma da domani, venerdì 6 agosto, entrata in vigore dell'obbligo di Green Pass per accedere in alcuni luoghi tra cui i cinema, la Dominus Production sospenderà la distribuzione. La sua scelta è imprenditorialmente incomprensibile. Tuttavia una battaglia per dei valori non è tale se non comporta rinunce. «Credo che in questa fase ognuno di noi debba dare un segnale, a costo di fare un sacrificio, perché il valore della libertà è troppo importante per essere derogato», osserva.<br />Molti ritengono che il Green Pass sia una misura necessaria ad abbassare la curva dei contagi...<br />La salute è un bene primario ed è giusto che lo Stato adotti misure per tutelarla. Però occorre domandarsi se il Green Pass rappresenti una misura utile a questo scopo.<br />La sua risposta è negativa?<br />Assolutamente. Faccio qualche esempio che dimostra i paradossi di questa normativa: per accedere a una sala cinematografica o persino a un cinema all'aperto bisognerà presentare il Green Pass, che invece non sarà necessario per entrare in luoghi al chiuso come i tribunali. E poi, bisognerà avere la certificazione verde per sedersi a un tavolino di un bar, ma non per consumare direttamente al bancone, all'interno della stessa sala. Per non parlare del fatto che i mezzi di trasporto continueranno a essere affollati. Il Green Pass mi pare dettato più da una scelta politica che sanitaria.<br />E a suo avviso qual è l'obiettivo politico?<br />I settori che saranno maggiormente colpiti sono quelli che impattano la vita sociale, aggregativa, culturale: quella più cara ai giovani. L'obiettivo è dunque spingere i giovani a vaccinarsi, pena l'emarginazione sociale.<br />È una motivazione che contesta?<br />Alla luce di un'analisi tra costi e benefici, ho grosse perplessità sulla vaccinazione dei più giovani. Ritengo dunque che vada rispettata ogni scelta. Ma non voglio cedere alla contrapposizione tra "no vax" e "sì vax", non è questo il punto. Quello che non accetto è che vengano utilizzati i cinema, i musei, i bar, i ristoranti e altri settori per perseguire uno scopo che non c'entra nulla con le attività che noi svolgiamo. È una politica che ci penalizza ancora una volta.<br />Quello cinematografico è un settore che ha sofferto in questi mesi...<br />Il nostro è stato uno dei settori più massacrati dalle politiche anti-CoVid-19. Siamo stati chiusi per un anno e mezzo, non ci hanno fatto aprire nemmeno dopo che ci avevano imposto dei protocolli sanitari molto rigidi. E ora chiedono agli esercenti persino di fare i controllori del Green Pass, come se fossero dei pubblici ufficiali. 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La prima scattò con lo stato di emergenza del 2020, con la strategia delle chiusure, e soprattutto con la narrazione di un virus mostruoso, invincibile, davanti al quale non c'era alcuna possibilità di cura. La seconda fase è iniziata il 27 dicembre 2020, con l'avvento del vaccino, sola ed unica salvezza, "Luce e speranza" come l'ebbe a definirlo papa Bergoglio nell'omelia di Natale.<br />Sono passati sette mesi, ed è ormai sempre più evidente che il vaccino non è il Messia annunciato, che la sua efficacia anche nei confronti delle varianti del virus (che si sviluppano continuamente) è limitata (in Israele oggi è stimata intorno al 39 per cento), che non impedisce nuovi contagi. Secondo criteri strettamente scientifici, sarebbe dunque opportuna una revisione delle strategie di prevenzione e di cura.<br />Draghi invece ha inaugurato la terza fase facendo ricorso a tutti gli stereotipi propagandistici dell'antiscienza. Ha ribadito - affermando palesemente il falso - che chi si ammala muore. Fin dagli inizi dell'epidemia il tasso di letalità del Covid è del 3 per cento. Ovvero, su 100 persone che si ammalano, tre muoiono e 97 guariscono. Ha sostanzialmente affermato - mentendo sapendo di mentire - che contagiarsi significa ammalarsi, che ammalarsi significa automaticamente morire. Una equazione che è di fatto una fake, a scopo unicamente propagandistico.<br /><br />LA TERZA FASE DELL'EPIDEMIA<br />Il banchiere prestato alla politica arriva poi ad un'altra equazione surreale: sono le persone non vaccinate che diffondono il virus, che muoiono e fanno morire gli altri. Un'altra sciocchezza espressione di antiscienza. Se una persona è vaccinata, come può ammalarsi entrando in contatto con un non vaccinato? Nessuno riflette sul fatto che se fosse vera l'intemerata di Draghi sarebbe la conferma che i vaccini non funzionano? Se il vaccino fosse davvero il dio liberatore i vaccinati dovrebbero vivere felici e contenti, e compiangere i poveretti che non l'hanno ricevuto, e invece vengono istigati all'odio. Questo infatti è il problema del tempo presente.<br />La terza fase della gestione dell'epidemia è quella dell'odio, della feroce intolleranza nei confronti dei non vaccinati, che diventano non solo dei cittadini di serie B, discriminati derisi e perseguitati, ma addirittura additati come eventuali responsabili del permanere dell'emergenza pandemica. Qualcuno si è già risentito per il paragone fatto con le Leggi Razziali del 1938, ma è innegabile che ormai i non vaccinati siano oggetto di un odio paragonabile solo con quello provocato e indotto dai falsi Protocolli dei Savi di Sion e delle stelle gialle da portare sui vestiti.<br />Pur di colpire, piegare, spaventare, umiliare i non vaccinati si vorrebbe arrivare addirittura a cancellare la deontologia medica, quella nata oltre tremila anni fa col Giuramento di Ippocrate, e che prevede che il medico si debba prendere cura di ogni persona, indipendentemente da etnia, convinzioni personali o altro. È stato mostruoso ascoltare medici affermare che un non vaccinato, se si ammala di Covid, dovrebbe pagarsi le cure da solo. Così impara. Una sorta di vendetta sul malato, un "peggio per te" che è incompatibile con l'etica medica.<br /><br />IL NON VACCINATO È IL CAPRO ESPIATORIO<br />Peraltro, se si dovesse applicare coerentemente questo principio, bisognerebbe abbandonare al loro destino anche altre categorie di malati. Ad esempio, un fumatore che per anni ha consumato pacchetti di sigarette che senza alcuna possibilità di equivoco riportavano la scritta "nuoce gravemente alla salute", dovrebbe pagarsi da solo le cure per i tumori ai polmoni o per le malattie cardiovascolari. E i malati di AIDS o di Epatiti A B e C conseguenza delle loro scelte in merito al comportamento sessuale dovrebbero anch'essi pagarsi le cure. E magari anche i diabetici che non hanno voluto mettersi a dieta. E non si finirebbe più, fino ad arrivare alla totale eliminazione della Medicina intesa come la professione del prendersi cura di ogni persona. Un vero delirio. Eppure queste espressioni di odio, di rabbia, di intolleranza, di cattiveria gratuita, stanno prendendo sempre più piede, sostenute da politici, da sedicenti medici virologi, dalle istituzioni.<br />Il non vaccinato deve diventare un capro espiatorio, deve suscitare quella stessa rabbia cieca dei presunti untori di manzoniana memoria, deve nascondere tutti i limiti e i mancati successi delle campagne vaccinali che - ribadiamo - da sole non potranno mai sconfiggere il Covid. Ne usciremo solo con le cure, e la giusta protesta contro i lasciapassare di regime lo deve instancabilmente ricordare al regime e all'opinione pubblica.<br />Se la pandemia non è ancora finita, è solo perché siamo ancora alla Tachipirina e vigile attesa dopo più di un anno. Con le cure si può salvare, i vaccinati come i non vaccinati. Questa evidenza potrà impedire che divampi una guerra civile tra vaccinati e non vaccinati, con questi ultimi in minoranza a subire le aggressioni dei primi, con l'avallo e il sostegno della macchina di Governo. E magari con la benedizione di una certa parte di Chiesa che nei confronti dei non vaccinati non sembra far valere lo slogan "fratelli tutti". In questa fase storica, chiunque non impedisca la discriminazione e la persecuzione si assume una gravissima responsabilità.<br /><br />Nota di BastaBugie: Riccardo Cascioli nell'articolo seguente dal titolo "Draghi mente e terrorizza. E tutti a vaccinarsi" rivela il boom di prenotazioni dopo che nella conferenza stampa di giovedì sera il presidente del Consiglio aveva criminalizzato i non vaccinati ricattandoli anche con il Green pass. Menzogne gravi quelle di Draghi, pericolose anche per la salute pubblica.<br />Ecco l'articolo completo pubblicato su La Nuova Bussola Quotidiana il 24 luglio 2021:<br />Sarà sicuramente soddisfatto il presidente del Consiglio Mario Draghi: dopo la conferenza stampa di giovedì, in cui ha sparso terrore a piene mani, ieri si è registrato il boom di prenotazioni per la vaccinazione. «Oggi abbiamo registrato un incremento delle prenotazioni che va da un +15% a +200% a seconda delle regioni» ha detto trionfante il generale Figliuolo. Era esattamente l'obiettivo del presidente del Consiglio, il quale non avendo il coraggio di imporre l'obbligo vaccinale per legge (sapendo che non può farlo), cerca di raggiungerlo spaventando e alimentando la campagna d'odio contro chi non si vaccina.<br />Così è stato anche nella conferenza stampa di giovedì sera, nella quale ha fatto affermazioni gravissime sia perché ha criminalizzato i non vaccinati sia perché ha detto delle menzogne che costituiscono un grave pericolo per la salute pubblica. Due passaggi in particolare meritano attenzione: il primo è quando ha spiegato che il Green pass «è uno strumento per consentire agli italiani di continuare le proprie attività con la garanzia di non trovarsi fra persone contagiose». Clamoroso abbaglio: la doppia vaccinazione non offre affatto la garanzia di non essere contagiosi. Anzi, c'è il rischio di trasmettere una percezione di sicurezza che è falsa e quindi foriera di altri disastri. Non dice nulla che i paesi che hanno il maggior numero di vaccinati - Israele e Inghilterra - sono quelli che stanno avendo anche il boom di contagi? Cosa dirà Draghi a quanti, fidandosi delle sue parole, abbandoneranno la prudenza e si contageranno, con tutte le conseguenze del caso? E anche se in generale è vero che in caso di contagio il vaccino dovrebbe garantire sintomi più lievi, ciò non è vero in tutti i casi e nelle terapie intensive ci sono anche persone che hanno avuto una doppia vaccinazione.<br />Ma le parole più pesanti (e sbagliate) Draghi le ha pronunciate per separare i buoni dai cattivi: «L'appello a non vaccinarsi è un appello a morire, sostanzialmente. Non ti vaccini, ti ammali, muori. Oppure fai morire: non ti vaccini, ti ammali, contagi, qualcuno muore». Non è assolutamente vero che se ti ammali senza essere vaccinato muori: al 20 dicembre 2020, cioè prima che iniziasse l'inoculazione del vaccino, i dati ufficiali dicevano che in totale in Italia avevano contratto il Covid 1.953.185 persone: di questi erano morti 68.799 persone, mentre 1.261.626 risultavano dimesse guarite. Vale a dire che i deceduti rappresentavano il 3,5% del totale delle persone contagiate e il 5,2% di quanti si sono ammalati.<br />Affermare perciò un automatismo tra rifiuto del vaccino, malattia e morte è una clamorosa menzogna, così come imputare ai non vaccinati la morte di altre persone (vaccinate?). Serve solo ad aizzare l'odio di una parte di cittadini contro gli altri per giustificare il proprio potere. Del resto, dopo aver costantemente raccontato che il vaccino corrisponde alla libertà, che basta vaccinarsi tutti per tornare alla normalità, come spiegherà Draghi tra pochi mesi che bisogna ricominciare tutto da capo? Sì, perché come abbiamo già scritto, il Green pass vale per 270 giorni dopo la seconda dose, e quindi a Natale saranno tre milioni i vaccinati che avranno scaduto il lasciapassare e si ritroveranno impossibilitati a muoversi liberamente, come dei non vaccinati qualsiasi. Come spiegherà Draghi che ci vuole la terza dose, e poi la quarta e così via? Riuscirà a far ricadere ancora la colpa sui non vaccinati? Chissà, forse il giochetto riuscirà ancora se è vero che ieri così in tanti si sono precipitati a prenotare il vaccino dopo la conferenza stampa del presidente del Consiglio.<br />Ma quelle di Draghi sono affermazioni che vanno ad arricchire un bestiario vaccinista in questi giorni particolarmente ricco, e che lascia sconcertati per i deliri che vengono propinati.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/45964593</guid><pubDate>Wed, 04 Aug 2021 13:07:57 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/45964593/draghi_istiga_all_odio_contro_i_non_vaccinati.mp3" length="15217519" type="audio/mpeg"/><itunes:author>BastaBugie</itunes:author><itunes:subtitle>TESTO DELL'ARTICOLO ➜ http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6672

DRAGHI ISTIGA ALL'ODIO CONTRO I NON VACCINATI di Paolo Gulisano
Con il proclama di Draghi del 22 Luglio è iniziata la terza fase della pandemia. La prima scattò con lo stato di...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6672" rel="noopener">http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6672</a><br /><br />DRAGHI ISTIGA ALL'ODIO CONTRO I NON VACCINATI di Paolo Gulisano<br />Con il proclama di Draghi del 22 Luglio è iniziata la terza fase della pandemia. La prima scattò con lo stato di emergenza del 2020, con la strategia delle chiusure, e soprattutto con la narrazione di un virus mostruoso, invincibile, davanti al quale non c'era alcuna possibilità di cura. La seconda fase è iniziata il 27 dicembre 2020, con l'avvento del vaccino, sola ed unica salvezza, "Luce e speranza" come l'ebbe a definirlo papa Bergoglio nell'omelia di Natale.<br />Sono passati sette mesi, ed è ormai sempre più evidente che il vaccino non è il Messia annunciato, che la sua efficacia anche nei confronti delle varianti del virus (che si sviluppano continuamente) è limitata (in Israele oggi è stimata intorno al 39 per cento), che non impedisce nuovi contagi. Secondo criteri strettamente scientifici, sarebbe dunque opportuna una revisione delle strategie di prevenzione e di cura.<br />Draghi invece ha inaugurato la terza fase facendo ricorso a tutti gli stereotipi propagandistici dell'antiscienza. Ha ribadito - affermando palesemente il falso - che chi si ammala muore. Fin dagli inizi dell'epidemia il tasso di letalità del Covid è del 3 per cento. Ovvero, su 100 persone che si ammalano, tre muoiono e 97 guariscono. Ha sostanzialmente affermato - mentendo sapendo di mentire - che contagiarsi significa ammalarsi, che ammalarsi significa automaticamente morire. Una equazione che è di fatto una fake, a scopo unicamente propagandistico.<br /><br />LA TERZA FASE DELL'EPIDEMIA<br />Il banchiere prestato alla politica arriva poi ad un'altra equazione surreale: sono le persone non vaccinate che diffondono il virus, che muoiono e fanno morire gli altri. Un'altra sciocchezza espressione di antiscienza. Se una persona è vaccinata, come può ammalarsi entrando in contatto con un non vaccinato? Nessuno riflette sul fatto che se fosse vera l'intemerata di Draghi sarebbe la conferma che i vaccini non funzionano? Se il vaccino fosse davvero il dio liberatore i vaccinati dovrebbero vivere felici e contenti, e compiangere i poveretti che non l'hanno ricevuto, e invece vengono istigati all'odio. Questo infatti è il problema del tempo presente.<br />La terza fase della gestione dell'epidemia è quella dell'odio, della feroce intolleranza nei confronti dei non vaccinati, che diventano non solo dei cittadini di serie B, discriminati derisi e perseguitati, ma addirittura additati come eventuali responsabili del permanere dell'emergenza pandemica. Qualcuno si è già risentito per il paragone fatto con le Leggi Razziali del 1938, ma è innegabile che ormai i non vaccinati siano oggetto di un odio paragonabile solo con quello provocato e indotto dai falsi Protocolli dei Savi di Sion e delle stelle gialle da portare sui vestiti.<br />Pur di colpire, piegare, spaventare, umiliare i non vaccinati si vorrebbe arrivare addirittura a cancellare la deontologia medica, quella nata oltre tremila anni fa col Giuramento di Ippocrate, e che prevede che il medico si debba prendere cura di ogni persona, indipendentemente da etnia, convinzioni personali o altro. È stato mostruoso ascoltare medici affermare che un non vaccinato, se si ammala di Covid, dovrebbe pagarsi le cure da solo. Così impara. Una sorta di vendetta sul malato, un "peggio per te" che è incompatibile con l'etica medica.<br /><br />IL NON VACCINATO È IL CAPRO ESPIATORIO<br />Peraltro, se si dovesse applicare coerentemente questo principio, bisognerebbe abbandonare al loro destino anche altre categorie di malati. Ad esempio, un fumatore che per anni ha consumato pacchetti di sigarette che senza alcuna possibilità di equivoco riportavano la scritta "nuoce gravemente alla salute", dovrebbe pagarsi da solo le cure per i tumori ai polmoni o per le malattie cardiovascolari. 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Senza il Green pass si è esclusi dall'esercizio di una serie di libertà. Se non de iure sicuramente de facto lo Stato sta imponendo un obbligo vaccinale. È ciò che, senza il bisogno di essere stati dei geni della politica, avevamo previsto che sarebbe accaduto in un articolo del dicembre scorso.<br />Ora domandiamoci: lo Stato può imporre la vaccinazione? Ne avevamo già trattato proprio in quell'articolo appena citato. Rimandiamo ad esso per gli aspetti più analitici del problema. Qui richiamiamo i criteri di fondo anticipando che le conclusioni espresse mesi addietro oggi sono ancor più valide.<br />Un ordinamento giuridico può e deve imporre una condotta quando questa concorre al bene comune, quando è necessaria e non interpella scelte personalissime (v. matrimonio). In merito al primo criterio, sicuramente la tutela della vita e della salute interessano il bene comune. Però deve esserci autentica tutela della vita e della salute. Vaccini non sicuri, come quelli attuali, non possono venire qualificati come strumenti adatti a tutelare la vita e la salute dei cittadini. Quindi un criterio da rispettare affinché una condotta possa venire imposta è che questa condotta sia efficace nel tutelare e semmai accrescere il bene comune. Efficacia significa che gli effetti positivi sicuramente o molto probabilmente supereranno quelli negativi. Questo criterio pare proprio non venire rispettato dagli attuali vaccini i quali sono infatti ancora in fase di sperimentazione e sui quali diversi studi hanno evidenziato non poche criticità, non solo in merito a possibili effetti collaterali gravi, ma anche relativamente alla loro capacità di rendere immuni e di bloccare il contagio.<br /><br />LE TERAPIE DOMICILIARI CI SONO<br />Passiamo al criterio di necessità. In primis è da rilevare che uno strumento inefficace non può essere uno strumento necessario: se non serve ed è pure dannoso come fa ad essere indispensabile? Ma ammesso e non concesso che i vaccini funzionino, il criterio della necessità non verrebbe ugualmente soddisfatto dall'impiego di tali vaccini. Infatti gli stessi non sono l'unica soluzione per far fronte all'epidemia, ma esistono le terapie domiciliari. Inoltre la pericolosità del Coronavirus è predicabile solo per alcuni soggetti. Viene quindi da concludere che non risulta necessario vaccinare indiscriminatamente. Dunque, mancando il criterio della tutela al bene comune e della necessità, l'obbligo vaccinale non ha ragione di esistere.<br />Detto in altri termini, la scelta del governo di obbligare a vaccinarci, seppur indirettamente tramite l'escamotage del Green Pass, è irrazionale. Quando un comando è irragionevole vuol dire che è contrario ai principi di legge naturale e dunque ingiusto. Avremmo quindi un obbligo legale, ma iniquo. Non ius quia iustum, ossia una norma che trae la sua validità dalla sua giustizia, ma ius quia iussum, ossia una norma che trae la sua validità unicamente dal potere di chi l'ha varata, dal fatto che è stata comandata, imposta.<br />Un tale obbligo può allora trovare fondamento ad esempio nella teoria di Thomas Hobbes (1588-1679), il quale sosteneva che è l'autorità e non la verità a fare le leggi, scadendo quindi nell'autoritarismo (autorità senza verità) e nell'arbitrarismo di chi governa. Ma oltre ad Hobbes non si può non citare Hans Kelsen (1881-1973) per il quale il comando giuridico trova la sua validità nella forma della norma, ossia nel rispetto di regole procedurali e quindi alla fine convenzionali, non nel suo contenuto, in ciò che dice la norma. Su altro fronte, ossia dal lato del cittadino, l'obbedienza al comando non deriva dalla bontà del comando, ossia dalla giustizia dello stesso, bensì dalla paura, dal timore della sanzione che accompagna il comando. Per Kelsen il diritto alla fine si sintetizza in questo giudizio ipotetico: se non vuoi X, fai Y. Se non vuoi pagare 400 euro di multa perché sei andato a Messa o al ristorante senza Green Pass, devi vaccinarti.<br /><br />DALLO STATO DI DIRITTO ALLO STATO DI POLIZIA<br />In questa prospettiva l'effettività del comando, ossia il reale adeguamento dei consociati alle indicazioni presenti nel comando, riposa sulla forza intimidatoria dello Stato, non sulla giustizia del comando. L'obbligo si impone sulla coscienza collettiva non per forza intrinseca all'obbligo - mi vaccino perché è giusto farlo - ma per forza estrinseca - mi vaccino altrimenti hanno deciso di togliermi alcune libertà. Si tratta del potere ricattatorio dello Stato nei confronti di chi ha meno potere di lui e quindi è obbligato a cedere su molto per non perdere tutto.<br />Parlavamo della paura della sanzione come molla per ottenere dai cittadini l'adeguamento delle proprie condotte ai dettami del governo. Oggi in Italia forse siamo arrivati ad uno step successivo. Ciò che ha mosso e muoverà molti, ma non certo tutti, a vaccinarsi non è tanto la paura di perdere alcune libertà o di pagare ammende salate - la vaccinazione di massa è fiorita con energia in assenza di questi deterrenti - bensì la paura di morire. Media e governo sono riusciti a terrorizzare il popolino alla perfezione. Prova provata è la percentuale di persone che in piena estate e all'aperto se ne va in giro con la mascherina seppur da settimane sia caduto il relativo obbligo di indossarla. Il ragionier Rossi è diventato più rigorista del ministro Speranza. Draghi & Co. allora si trovano a orientare delle coscienze già irretite dal panico, già ammorbidite dal timore stordente e paralizzante della morte. Un gregge che mai raggiungerà l'immunità dal virus, ma che ha già raggiunto l'immunità dal senso del reale e della misura.<br />Tenendo quindi conto di questa situazione sociale, il Green pass non può che essere destinato ai riottosi, a quelli che con disprezzo vengono etichettati come "no vax", agli irriducibili del pensiero raziocinante. Per stanare gli esponenti di questa resistenza alla politica vaccinale e farli desistere da una lotta votata all'astensionismo vaccinale, occorre bruciargli la casa dove vivono, ossia togliere loro più libertà possibili. Conclusione scontata: siamo transitati dallo Stato di diritto allo Stato di polizia.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/45791417</guid><pubDate>Wed, 21 Jul 2021 22:01:06 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/45791417/greenpass_anticamera_della_dittatura.mp3" length="7588093" type="audio/mpeg"/><itunes:author>BastaBugie</itunes:author><itunes:subtitle>TESTO DELL'ARTICOLO ➜ http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6656

GREEN PASS, ANTICAMERA DELLA DITTATURA di Tommaso Scandroglio
Come è noto il Green pass nazionale verrà rilasciato se la persona è in possesso di un tampone che attesti la sua...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6656" rel="noopener">http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6656</a><br /><br />GREEN PASS, ANTICAMERA DELLA DITTATURA di Tommaso Scandroglio<br />Come è noto il Green pass nazionale verrà rilasciato se la persona è in possesso di un tampone che attesti la sua negatività e che sia stato eseguito nelle ultime 48 ore, se è comprovata la guarigione dal Covid negli ultimi 6 mesi oppure in caso di vaccinazione con doppia dose. Senza il Green pass si è esclusi dall'esercizio di una serie di libertà. Se non de iure sicuramente de facto lo Stato sta imponendo un obbligo vaccinale. È ciò che, senza il bisogno di essere stati dei geni della politica, avevamo previsto che sarebbe accaduto in un articolo del dicembre scorso.<br />Ora domandiamoci: lo Stato può imporre la vaccinazione? Ne avevamo già trattato proprio in quell'articolo appena citato. Rimandiamo ad esso per gli aspetti più analitici del problema. Qui richiamiamo i criteri di fondo anticipando che le conclusioni espresse mesi addietro oggi sono ancor più valide.<br />Un ordinamento giuridico può e deve imporre una condotta quando questa concorre al bene comune, quando è necessaria e non interpella scelte personalissime (v. matrimonio). In merito al primo criterio, sicuramente la tutela della vita e della salute interessano il bene comune. Però deve esserci autentica tutela della vita e della salute. Vaccini non sicuri, come quelli attuali, non possono venire qualificati come strumenti adatti a tutelare la vita e la salute dei cittadini. Quindi un criterio da rispettare affinché una condotta possa venire imposta è che questa condotta sia efficace nel tutelare e semmai accrescere il bene comune. Efficacia significa che gli effetti positivi sicuramente o molto probabilmente supereranno quelli negativi. Questo criterio pare proprio non venire rispettato dagli attuali vaccini i quali sono infatti ancora in fase di sperimentazione e sui quali diversi studi hanno evidenziato non poche criticità, non solo in merito a possibili effetti collaterali gravi, ma anche relativamente alla loro capacità di rendere immuni e di bloccare il contagio.<br /><br />LE TERAPIE DOMICILIARI CI SONO<br />Passiamo al criterio di necessità. In primis è da rilevare che uno strumento inefficace non può essere uno strumento necessario: se non serve ed è pure dannoso come fa ad essere indispensabile? Ma ammesso e non concesso che i vaccini funzionino, il criterio della necessità non verrebbe ugualmente soddisfatto dall'impiego di tali vaccini. Infatti gli stessi non sono l'unica soluzione per far fronte all'epidemia, ma esistono le terapie domiciliari. Inoltre la pericolosità del Coronavirus è predicabile solo per alcuni soggetti. Viene quindi da concludere che non risulta necessario vaccinare indiscriminatamente. Dunque, mancando il criterio della tutela al bene comune e della necessità, l'obbligo vaccinale non ha ragione di esistere.<br />Detto in altri termini, la scelta del governo di obbligare a vaccinarci, seppur indirettamente tramite l'escamotage del Green Pass, è irrazionale. Quando un comando è irragionevole vuol dire che è contrario ai principi di legge naturale e dunque ingiusto. Avremmo quindi un obbligo legale, ma iniquo. Non ius quia iustum, ossia una norma che trae la sua validità dalla sua giustizia, ma ius quia iussum, ossia una norma che trae la sua validità unicamente dal potere di chi l'ha varata, dal fatto che è stata comandata, imposta.<br />Un tale obbligo può allora trovare fondamento ad esempio nella teoria di Thomas Hobbes (1588-1679), il quale sosteneva che è l'autorità e non la verità a fare le leggi, scadendo quindi nell'autoritarismo (autorità senza verità) e nell'arbitrarismo di chi governa. Ma oltre ad Hobbes non si può non citare Hans Kelsen (1881-1973) per il quale il comando giuridico trova la sua validità nella forma della norma, ossia nel rispetto di regole procedurali e quindi alla fine...]]></itunes:summary><itunes:duration>475</itunes:duration><itunes:keywords>dittatura,draghi,greenpass,hobbes,kelsen,libertà,novax,terapiedomiciliari</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/3354a546c4337f0c9f3d1cb1d89d76d7.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Cade l'obbligo della mascherina, ma si trova ancora chi ce l'ha</title><link>https://www.spreaker.com/episode/cade-l-obbligo-della-mascherina-ma-si-trova-ancora-chi-ce-l-ha--45499257</link><description><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6640" rel="noopener">http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6640</a><br /><br />CADE L'OBBLIGO DELLA MASCHERINA, MA SI TROVA ANCORA CHI CE L'HA<br />La propaganda della paura ha generato un conformismo irrazionale che durerà per anni<br />di Paolo Gulisano<br />28 giugno 2021: un giorno importante. Un giorno che dovrebbe essere quasi di festa: finalmente il Governo ha tolto l'obbligo della mascherina all'aperto, un provvedimento adottato già da diversi giorni da tutti i Paesi europei. Molti italiani, tuttavia, hanno deciso di non usufruire di questa libertà: si stima che circa il 50% della popolazione per ora non intenda separarsi dalla barriera di carta posta su naso e bocca.<br />Qualcuno ha parlato di un meccanismo psicologico post-traumatico. Una specie di riflesso condizionato, come quello dei famosi cani di Pavlov. Una "interiorizzazione del comportamento", una sorta di abitudine indotta difficile da perdere. Per molti, soprattutto anziani, si tratta del permanere di uno stato di paura che forse non se ne andrà mai. A forza di bombardamenti mediatici, fatti di immagini di bare e terapie intensive, e dopo le parole d'ordine reiterate ossessivamente per 15 mesi, in primis la terrificante "non esistono cure", le persone sono convinte di vivere sotto una minaccia continua, in una sorte di nube virale che non si alza.<br />È vero: i dati dei contagiati, dei ricoverati, dei morti sono confortanti: sono analoghi a quelli dello scorso anno (anche se quest'anno ci sono in più milioni di vaccinati che però non hanno cambiato significativamente le varie curve) ma tutto ciò non ha tranquillizzato affatto la gente. D'altra parte, i virologi televisivi continuano a ripetere che altre ondate torneranno presto, e fin da subito l'ombra delle varianti offusca ogni speranza di un ritorno alla normalità.<br /><br />LA PROPAGANDA DELLA PAURA<br />Ne avevamo parlato tempo fa: ancora per molto tempo, per anni, continuerà la propaganda della paura. Con conseguenze psicologiche e perfino antropologiche a cui abbiamo cominciato ad assistere da oggi, con una libertà, quella dalla mascherina, rifiutata, non utilizzata.<br />Forse è subentrata in molti anche la rassegnazione: le misure di allontanamento sociale, restano, e presto - è quello di cui molti sono convinti - torneranno le restrizioni alla vita pubblica. Potrebbero dover rimanere in atto a intermittenza per altro tempo. Nuovi focolai delle più disparate varianti, normali o plus, potrebbero ripresentarsi.<br />E i vaccini? Non erano loro la soluzione al problema? Si cominciano a diffondere dei dubbi sulla loro reale efficacia. Si comincia a sentire parlare di terza dose, di dosi annuali, continue. Naturalmente, si esclude la possibilità delle cure farmacologiche, e questo ha come conseguenza uno stato di tensione e di paura permanente, uno sconvolgimento della vita di milioni di persone, costrette a vivere con sempre minori libertà.<br />E così avanti ancora con la mascherina: per strada, all'aperto, in auto. Oltre le regole precedentemente imposte da Cts e Governo, pena sanzioni.<br />Rimarrà al suo posto sul volto di chi ancora lascerà intravedere gli occhi degli spaventati, di chi guarda con terrore a chi gli passa accanto per strada. Diranno che è prudenza, che è meglio seguire in eccesso le regole e mai in difetto. In realtà non c'è nulla di virtuoso in tali comportamenti, in questa sorta di fondamentalismo biologico, che, come tutti fondamentalismi è irragionevole. Non serve continuare a tenere la mascherina all'aperto con i dati epidemiologici esistenti, con le temperature attuali che rendono praticamente impossibile il permanere nell'aria dei droplets di muco o saliva attraverso i quali si trasmette il virus.<br /><br />LA MASCHERINA FA MALE ALLA SALUTE<br />Ciò che da tempo sostengono vari ricercatori - che cioè la mascherina trattiene altri virus e batteri - diventa ulteriormente vero con il caldo, con il sudore, con l'aumento della ventilazione dovuta alla fatica di camminare e muoversi in un ambiente caldo-umido. La possibilità di auto-infettarsi con altri microrganismi che non siano il Covid diventa sempre più concreta.<br />Infine, una delle immagini più preoccupanti della giornata di oggi, molto più di quella degli anziani impauriti ancora mascherati, è quella dei numerosi bambini e giovani che hanno mantenuto la mascherina. Evidentemente la propaganda ricevuta a scuola, o da molti adulti, ha funzionato perfettamente, e ha trasformato i ragazzi in soldatini obbedienti. Poco importa che la regola sia stata revocata. E così una generazione che ha ricevuto fin dall'infanzia messaggi invitanti a trasgredire, a rifiutare la fede dei padri, le tradizioni, oggi viene trasformata in un esercito di automi più realisti del re, più osservanti di quanto un comitato tecnico possa chiedere.<br />Ora sappiamo cosa c'è dietro le mascherine: paura e conformismo.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/45499257</guid><pubDate>Tue, 29 Jun 2021 21:40:18 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/45499257/cade_l_obbligo_della_mascherina_ma_si_trova_ancora_chi_ce_l_ha.mp3" length="5546362" type="audio/mpeg"/><itunes:author>BastaBugie</itunes:author><itunes:subtitle>TESTO DELL'ARTICOLO ➜ http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6640

CADE L'OBBLIGO DELLA MASCHERINA, MA SI TROVA ANCORA CHI CE L'HA
La propaganda della paura ha generato un conformismo irrazionale che durerà per anni
di Paolo Gulisano
28 giugno...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6640" rel="noopener">http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6640</a><br /><br />CADE L'OBBLIGO DELLA MASCHERINA, MA SI TROVA ANCORA CHI CE L'HA<br />La propaganda della paura ha generato un conformismo irrazionale che durerà per anni<br />di Paolo Gulisano<br />28 giugno 2021: un giorno importante. Un giorno che dovrebbe essere quasi di festa: finalmente il Governo ha tolto l'obbligo della mascherina all'aperto, un provvedimento adottato già da diversi giorni da tutti i Paesi europei. Molti italiani, tuttavia, hanno deciso di non usufruire di questa libertà: si stima che circa il 50% della popolazione per ora non intenda separarsi dalla barriera di carta posta su naso e bocca.<br />Qualcuno ha parlato di un meccanismo psicologico post-traumatico. Una specie di riflesso condizionato, come quello dei famosi cani di Pavlov. Una "interiorizzazione del comportamento", una sorta di abitudine indotta difficile da perdere. Per molti, soprattutto anziani, si tratta del permanere di uno stato di paura che forse non se ne andrà mai. A forza di bombardamenti mediatici, fatti di immagini di bare e terapie intensive, e dopo le parole d'ordine reiterate ossessivamente per 15 mesi, in primis la terrificante "non esistono cure", le persone sono convinte di vivere sotto una minaccia continua, in una sorte di nube virale che non si alza.<br />È vero: i dati dei contagiati, dei ricoverati, dei morti sono confortanti: sono analoghi a quelli dello scorso anno (anche se quest'anno ci sono in più milioni di vaccinati che però non hanno cambiato significativamente le varie curve) ma tutto ciò non ha tranquillizzato affatto la gente. D'altra parte, i virologi televisivi continuano a ripetere che altre ondate torneranno presto, e fin da subito l'ombra delle varianti offusca ogni speranza di un ritorno alla normalità.<br /><br />LA PROPAGANDA DELLA PAURA<br />Ne avevamo parlato tempo fa: ancora per molto tempo, per anni, continuerà la propaganda della paura. Con conseguenze psicologiche e perfino antropologiche a cui abbiamo cominciato ad assistere da oggi, con una libertà, quella dalla mascherina, rifiutata, non utilizzata.<br />Forse è subentrata in molti anche la rassegnazione: le misure di allontanamento sociale, restano, e presto - è quello di cui molti sono convinti - torneranno le restrizioni alla vita pubblica. Potrebbero dover rimanere in atto a intermittenza per altro tempo. Nuovi focolai delle più disparate varianti, normali o plus, potrebbero ripresentarsi.<br />E i vaccini? Non erano loro la soluzione al problema? Si cominciano a diffondere dei dubbi sulla loro reale efficacia. Si comincia a sentire parlare di terza dose, di dosi annuali, continue. Naturalmente, si esclude la possibilità delle cure farmacologiche, e questo ha come conseguenza uno stato di tensione e di paura permanente, uno sconvolgimento della vita di milioni di persone, costrette a vivere con sempre minori libertà.<br />E così avanti ancora con la mascherina: per strada, all'aperto, in auto. Oltre le regole precedentemente imposte da Cts e Governo, pena sanzioni.<br />Rimarrà al suo posto sul volto di chi ancora lascerà intravedere gli occhi degli spaventati, di chi guarda con terrore a chi gli passa accanto per strada. Diranno che è prudenza, che è meglio seguire in eccesso le regole e mai in difetto. In realtà non c'è nulla di virtuoso in tali comportamenti, in questa sorta di fondamentalismo biologico, che, come tutti fondamentalismi è irragionevole. Non serve continuare a tenere la mascherina all'aperto con i dati epidemiologici esistenti, con le temperature attuali che rendono praticamente impossibile il permanere nell'aria dei droplets di muco o saliva attraverso i quali si trasmette il virus.<br /><br />LA MASCHERINA FA MALE ALLA SALUTE<br />Ciò che da tempo sostengono vari ricercatori - che cioè la mascherina trattiene altri virus e batteri - diventa ulteriormente vero con il caldo,...]]></itunes:summary><itunes:duration>347</itunes:duration><itunes:keywords>autoinfettarsi,droplets,mascherina,obbligo,pavlov,ricercatori</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/5290927e25710ad2594de44d804b4810.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Seid non è morto per razzismo, ma per il lockdown</title><link>https://www.spreaker.com/episode/seid-non-e-morto-per-razzismo-ma-per-il-lockdown--45315738</link><description><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6608" rel="noopener">http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6608</a><br /><br />SEID NON E' MORTO PER IL RAZZISMO, MA PER IL LOCKDOWN di Roberto Marchesini<br />Pura verità: quando ho letto che il ventenne etiope Seid Visin si era suicidato impiccandosi «a causa del razzismo» ho subito pensato... «Razzismo? Sarà l'ennesimo ragazzino che si suicida a causa delle misure "contenitive" per il COVID». Si tratta di un fenomeno, chissà perché, taciuto dai media ma ben presente a chi si occupa di salute mentale.<br />Poi ho letto di una sua lettera nella quale aveva scritto: «Prima di questo grande flusso migratorio ricordo con un po' di arroganza che tutti mi amavano. Ovunque fossi, ovunque andassi, ovunque mi trovassi, tutti si rivolgevano a me con grande gioia, rispetto e curiosità. Adesso, invece, questa atmosfera di pace idilliaca sembra così lontana; sembra che misticamente si sia capovolto tutto, sembra ai miei occhi piombato l'inverno con estrema irruenza e veemenza, senza preavviso, durante una giornata serena di primavera».<br />L'analisi era lucida: prima dell'attuale migrazione di massa, Seid non si sentiva minimamente minacciato dal razzismo, in Italia; tuttavia, l'enorme flusso migratorio ha cambiato l'atteggiamento degli italiani nei confronti di chi è percepito come immigrato (Seid era stato adottato). Si, in effetti, il razzismo c'entrava; ma, in ultima analisi, il suo disagio poteva essere considerato una conseguenza della (pessima) gestione del fenomeno migratorio.<br />Sgraziate, strumentali sembravano le parole di alcuni politici; ma non del tutto fuori luogo. Lo scrittore Saviano: «Seid si è suicidato perché vittima di razzismo. Salvini e Meloni un giorno farete i conti con la vostra coscienza»; Enrico Letta: «Se puoi, scusaci. #SeidVisin»; Laura Boldrini: «Si è tolto la vita. A vent'anni. Sentiva il peso infame dello sguardo del razzismo»; Nicola Fratoianni: «Siamo un Paese che ha fallito. Siate maledetti!».<br /><br />LA VERITÀ ALLA FINE VIENE FUORI<br />Poi, senza fretta, è emersa la verità: la lettera di Seid non era una lettera d'addio, per giustificare il suicidio. Era stata scritta alla sua psicoterapeuta tre anni fa, nel gennaio 2019. Quindi il suo suicidio, con il razzismo, non c'entra nulla. Di più. La mamma adottiva di Seid ha dichiarato: «Durante il lockdown Seid era chiuso in una stanza a Milano, 24 ore su 24. Ed è là che è iniziato il suo disagio, ha iniziato a stare male. Ha iniziato una sorta di depressione, questo isolamento di tutti, tutti i ragazzi e noi adulti. Io per prima, chiusa in casa tutto il giorno da sola cominciavo a rimuginare pensieri, cose... Immagino questi ragazzi, chiusi... Lui là ha iniziato a non stare bene. Infatti, è stato, da ottobre fino a febbraio, tutto solo. Neppure a Natale è venuto. E solo a febbraio ho iniziato a sentire che era instabile. L'ho fatto ritornare immediatamente a casa e abbiamo iniziato a seguirlo. Quindi, uno dei motivi scatenanti tutto questo inferno è stato questo isolamento dei ragazzi».<br />Altro che razzismo: Seid non ha retto il clima di terrore, l'isolamento forzato, lo spegnimento della vita sociale e all'aria aperta così importante per i ragazzi. La Nuova Bussola Quotidianaè stato, se non l'unico, tra i pochi media che hanno sollevato (inascoltati) questo problema.<br />Eppure, né Saviano, né Boldrini, né Fratoianni si sono scusati con Salvini e Meloni; nessuno ha maledetto Conte, Draghi, Speranza per l'imposizione del lockdown, né ha minacciato «un giorno farete i conti con la vostra coscienza».<br /><br />LA STRATEGIA DELLA SINISTRA<br />A questo punto, potrà sembrare bizzarro, mi sono tornate in mente le parole di Ted Kaczynski, il celebre Unabomber, che nel suo Manifesto ha scritto: «[...] la Sinistra prende un principio morale accettato, lo adotta per suoi comodi, e quindi accusa la maggioranza della società di violare quel principio. Esempi: l'eguaglianza razziale, l'eguaglianza dei sessi, l'aiutare la povera gente, la pace come opposta alla guerra, la non violenza in generale, la libertà di espressione, l'amore verso gli animali; più essenzialmente il compito dell'individuo di servire la società e il compito della società di prendersi cura dell'individuo. Questi sono valori profondamente radicati della nostra società (o almeno della sua classe media e alta) da lungo tempo e che, esplicitamente o implicitamente costituiscono materia preminente per i principali mezzi di comunicazione e per il sistema educativo. Molti uomini di sinistra, specialmente quelli del tipo sovrasocializzato, di solito non si ribellano contro questi princìpi, ma giustificano la loro ostilità verso la società dichiarando (con qualche grado di verità) che essa non vive secondo quei princìpi» (Theodore J. Kaczynski, La società industriale e il suo futuro, § 28).<br />Il secondo pensiero è stato: «Sciacallaggio». Queste persone hanno usato il suicidio di un ventenne per gettare (indebitamente) un po' di fango sugli avversari politici.<br />Il terzo pensiero? «Ipocrisia». L'accusa più pesante che Gesù ha rivolto a chi lo voleva morto, nel Vangelo. L'ipocrisia (da non confondersi con l'incoerenza), definita dal vocabolario Treccani on-line: «Simulazione di virtù, di devozione religiosa, e in genere di buoni sentimenti, di buone qualità e disposizioni, per guadagnarsi la simpatia o i favori di una o più persone, ingannandole». Si capisce benissimo perché l'ipocrisia sia stata così odiata da Gesù: tutto quello che l'ipocrita tocca, degrada, marcisce, si trasforma in putredine. L'ipocrisia corrompe la fiducia e quindi i legami sociali, insozza valori e virtù, alimenta cinismo e menzogna.<br /><br />CONCLUSIONE DA IMPARARE A MEMORIA<br />A costoro non importa nulla di Seid; come, negli anni Settanta non importava nulla dei proletari e degli operai, negli anni Ottanta delle donne, nei Novanta delle persone con tendenze omosessuali e, attualmente, degli immigrati. Nulla importa loro della giustizia sociale, dei diritti civili, dell'inviolabilità del corpo umano. Sono solo slogan vuoti per ottenere voti, potere, per distruggere la civiltà europea, la metafisica. Non hanno una morale, non hanno una parola d'onore, non hanno alcun freno. Prima ce ne renderemo conto, e daremo loro un nome, prima porremo un freno a questo continuo abominio.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/45315738</guid><pubDate>Tue, 15 Jun 2021 21:34:04 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/45315738/seid_non_morto_per_il_razzismo_ma_per_il_lockdown.mp3" length="8263933" type="audio/mpeg"/><itunes:author>BastaBugie</itunes:author><itunes:subtitle>TESTO DELL'ARTICOLO ➜ http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6608

SEID NON E' MORTO PER IL RAZZISMO, MA PER IL LOCKDOWN di Roberto Marchesini
Pura verità: quando ho letto che il ventenne etiope Seid Visin si era suicidato impiccandosi «a causa...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6608" rel="noopener">http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6608</a><br /><br />SEID NON E' MORTO PER IL RAZZISMO, MA PER IL LOCKDOWN di Roberto Marchesini<br />Pura verità: quando ho letto che il ventenne etiope Seid Visin si era suicidato impiccandosi «a causa del razzismo» ho subito pensato... «Razzismo? Sarà l'ennesimo ragazzino che si suicida a causa delle misure "contenitive" per il COVID». Si tratta di un fenomeno, chissà perché, taciuto dai media ma ben presente a chi si occupa di salute mentale.<br />Poi ho letto di una sua lettera nella quale aveva scritto: «Prima di questo grande flusso migratorio ricordo con un po' di arroganza che tutti mi amavano. Ovunque fossi, ovunque andassi, ovunque mi trovassi, tutti si rivolgevano a me con grande gioia, rispetto e curiosità. Adesso, invece, questa atmosfera di pace idilliaca sembra così lontana; sembra che misticamente si sia capovolto tutto, sembra ai miei occhi piombato l'inverno con estrema irruenza e veemenza, senza preavviso, durante una giornata serena di primavera».<br />L'analisi era lucida: prima dell'attuale migrazione di massa, Seid non si sentiva minimamente minacciato dal razzismo, in Italia; tuttavia, l'enorme flusso migratorio ha cambiato l'atteggiamento degli italiani nei confronti di chi è percepito come immigrato (Seid era stato adottato). Si, in effetti, il razzismo c'entrava; ma, in ultima analisi, il suo disagio poteva essere considerato una conseguenza della (pessima) gestione del fenomeno migratorio.<br />Sgraziate, strumentali sembravano le parole di alcuni politici; ma non del tutto fuori luogo. Lo scrittore Saviano: «Seid si è suicidato perché vittima di razzismo. Salvini e Meloni un giorno farete i conti con la vostra coscienza»; Enrico Letta: «Se puoi, scusaci. #SeidVisin»; Laura Boldrini: «Si è tolto la vita. A vent'anni. Sentiva il peso infame dello sguardo del razzismo»; Nicola Fratoianni: «Siamo un Paese che ha fallito. Siate maledetti!».<br /><br />LA VERITÀ ALLA FINE VIENE FUORI<br />Poi, senza fretta, è emersa la verità: la lettera di Seid non era una lettera d'addio, per giustificare il suicidio. Era stata scritta alla sua psicoterapeuta tre anni fa, nel gennaio 2019. Quindi il suo suicidio, con il razzismo, non c'entra nulla. Di più. La mamma adottiva di Seid ha dichiarato: «Durante il lockdown Seid era chiuso in una stanza a Milano, 24 ore su 24. Ed è là che è iniziato il suo disagio, ha iniziato a stare male. Ha iniziato una sorta di depressione, questo isolamento di tutti, tutti i ragazzi e noi adulti. Io per prima, chiusa in casa tutto il giorno da sola cominciavo a rimuginare pensieri, cose... Immagino questi ragazzi, chiusi... Lui là ha iniziato a non stare bene. Infatti, è stato, da ottobre fino a febbraio, tutto solo. Neppure a Natale è venuto. E solo a febbraio ho iniziato a sentire che era instabile. L'ho fatto ritornare immediatamente a casa e abbiamo iniziato a seguirlo. Quindi, uno dei motivi scatenanti tutto questo inferno è stato questo isolamento dei ragazzi».<br />Altro che razzismo: Seid non ha retto il clima di terrore, l'isolamento forzato, lo spegnimento della vita sociale e all'aria aperta così importante per i ragazzi. La Nuova Bussola Quotidianaè stato, se non l'unico, tra i pochi media che hanno sollevato (inascoltati) questo problema.<br />Eppure, né Saviano, né Boldrini, né Fratoianni si sono scusati con Salvini e Meloni; nessuno ha maledetto Conte, Draghi, Speranza per l'imposizione del lockdown, né ha minacciato «un giorno farete i conti con la vostra coscienza».<br /><br />LA STRATEGIA DELLA SINISTRA<br />A questo punto, potrà sembrare bizzarro, mi sono tornate in mente le parole di Ted Kaczynski, il celebre Unabomber, che nel suo Manifesto ha scritto: «[...] la Sinistra prende un principio morale accettato, lo adotta per suoi comodi, e quindi accusa la maggioranza della società di violare quel principio. 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Lo ha deciso lo Stato di Washington. Fino al 12 luglio tutti gli adulti di età pari o superiore ai 21 anni possono andare a ritirare il "premio" nei loro negozi di riferimento dopo la prima o seconda dose. Basta dire sì al vaccino, aderendo alla campagna Joints for Jabs promossa dal Consiglio di stato per i liquori e la cannabis.<br />Secondo le stime del New York Times il 49 per cento dei residenti nello Stato di Washington ha completato il ciclo della vaccinazione, il 58 per cento ha ricevuto una prima dose. Ma da metà aprile in tutta America il ritmo delle vaccinazioni ha rallentato drasticamente. Perché non tentare con l'erba pigri, dubbiosi e riottosi?<br /><br />LA CANNA POST VACCINO<br />In Arizona il Mint Cannabis Dispensary, insieme a una dose gratuita di Moderna, ha offerto ai suoi clienti una canna e una gomma da masticare alla cannabis: "Snax for Vaxx" è il nome della campagna che ha sancito la collaborazione con i medici (e corse gratis per raggiungere i dispensari trasformati in punto vaccini con Uber, grazie a una partnership con la Casa Bianca). Il governo consente agli Stati di utilizzare i fondi di soccorso federali per incentivare le persone a vaccinarsi, l'amministrazione Biden ha sollecitato tutti a diventare creativi.<br />E se in New Jersey si è ripiegato sulla birra gratis, nello Stato di New York e nell'Ohio con borse di studio universitarie e quasi ovunque con lotterie e jackpot milionari, ora Washington si butta sulla marijuana. Con l'obiettivo dichiarato dal governatore democratico Jay Inslee di eliminare tutte le restrizioni appena raggiunto il 70 per cento di vaccinati over 16 anni.<br /><br />LA SALUTE ALLA MARIJUANA<br />Secondo Anthony Fauci chi voleva vaccinarsi non aveva bisogno di incentivi, al contrario oggi «sono rimasti gruppi di persone ai quali servono messaggeri fidati che spieghino loro perché è cruciale vaccinarsi per loro stessi e per le loro famiglie». Se sono richieste più ragioni e informazioni convincenti, cosa c'è di razionale nell'offrire loro una canna?<br />Strano concetto di "salute" quello di chi punta sulla marijuana per salvare il popolo dal Covid dopo avergli spiegato che l'inalazione del fumo di cannabis, al pari del fumo di tabacco, poteva aumentare la suscettibilità al contagio e determinare un aggravamento del quadro clinico della malattia. Allarmi condivisi dai Centers for Disease Control and Prevention e dal National Institute of Health. E tutti riassumibili nell'appello alla Cnn degli pneumologi Albert Rizzo e Mitchell Glass dell'American Lung Association a proposito dell'aumento dei consumi durante la pandemia: fumi erba? Smetti. Anche il consumo occasionale espone a rischi gravi.<br /><br />UN DIBATTITO DROGATO<br />Eppure è a questi consumatori "attenzionati" durante la pandemia che si rivolge Joints for Jabs. Che altro non sarebbe che il tentativo di uno Stato di strumentalizzare i vizi privati per raggiungere virtù pubbliche. Che massaggio politico e stralunato sarebbe regalare una sostanza, certo alla moda e che gode di buona stampa, ma che danneggia i polmoni allo scopo di vaccinare contro un'infezione che danneggia i polmoni e si aggrava se fumi?<br />Un messaggio in linea con un dibattito già drogato da narrazioni, dietro front, fake news e poca, pochissima trasparenza. Dove la tattica prende il sopravvento sulla strategia e il marketing sulla comunicazione. Dal vaccino come fine di una campagna per la salute pubblica a strumento di promozione di joint venture tra aziende. Mediati da una classe politica che al cittadino che chiede ragioni e fiducia offre una canna già rollata.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/45313899</guid><pubDate>Tue, 15 Jun 2021 21:33:15 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/45313899/washington_con_i_fondi_di_biden_da_in_premio_la_droga_a_chi_si_vaccina.mp3" length="5211577" type="audio/mpeg"/><itunes:author>BastaBugie</itunes:author><itunes:subtitle>VIDEO: Pandemia negli USA: perché i lockdown non funzionano ➜ https://mazzoninews.com/2021/05/28/pandemia-negli-usa-perche-i-lockdown-non-funzionano/

TESTO DELL'ARTICOLO ➜ http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6607

WASHINGTON, CON I FONDI DI...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[VIDEO: Pandemia negli USA: perché i lockdown non funzionano ➜ <a href="https://mazzoninews.com/2021/05/28/pandemia-negli-usa-perche-i-lockdown-non-funzionano/" rel="noopener">https://mazzoninews.com/2021/05/28/pandemia-negli-usa-perche-i-lockdown-non-funzionano/</a><br /><br />TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6607" rel="noopener">http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6607</a><br /><br />WASHINGTON, CON I FONDI DI BIDEN, DA' IN PREMIO LA DROGA A CHI SI VACCINA di Caterina Giojelli<br />Una bella canna di marijuana gratuita e già rollata dopo il vaccino. Lo ha deciso lo Stato di Washington. Fino al 12 luglio tutti gli adulti di età pari o superiore ai 21 anni possono andare a ritirare il "premio" nei loro negozi di riferimento dopo la prima o seconda dose. Basta dire sì al vaccino, aderendo alla campagna Joints for Jabs promossa dal Consiglio di stato per i liquori e la cannabis.<br />Secondo le stime del New York Times il 49 per cento dei residenti nello Stato di Washington ha completato il ciclo della vaccinazione, il 58 per cento ha ricevuto una prima dose. Ma da metà aprile in tutta America il ritmo delle vaccinazioni ha rallentato drasticamente. Perché non tentare con l'erba pigri, dubbiosi e riottosi?<br /><br />LA CANNA POST VACCINO<br />In Arizona il Mint Cannabis Dispensary, insieme a una dose gratuita di Moderna, ha offerto ai suoi clienti una canna e una gomma da masticare alla cannabis: "Snax for Vaxx" è il nome della campagna che ha sancito la collaborazione con i medici (e corse gratis per raggiungere i dispensari trasformati in punto vaccini con Uber, grazie a una partnership con la Casa Bianca). Il governo consente agli Stati di utilizzare i fondi di soccorso federali per incentivare le persone a vaccinarsi, l'amministrazione Biden ha sollecitato tutti a diventare creativi.<br />E se in New Jersey si è ripiegato sulla birra gratis, nello Stato di New York e nell'Ohio con borse di studio universitarie e quasi ovunque con lotterie e jackpot milionari, ora Washington si butta sulla marijuana. Con l'obiettivo dichiarato dal governatore democratico Jay Inslee di eliminare tutte le restrizioni appena raggiunto il 70 per cento di vaccinati over 16 anni.<br /><br />LA SALUTE ALLA MARIJUANA<br />Secondo Anthony Fauci chi voleva vaccinarsi non aveva bisogno di incentivi, al contrario oggi «sono rimasti gruppi di persone ai quali servono messaggeri fidati che spieghino loro perché è cruciale vaccinarsi per loro stessi e per le loro famiglie». Se sono richieste più ragioni e informazioni convincenti, cosa c'è di razionale nell'offrire loro una canna?<br />Strano concetto di "salute" quello di chi punta sulla marijuana per salvare il popolo dal Covid dopo avergli spiegato che l'inalazione del fumo di cannabis, al pari del fumo di tabacco, poteva aumentare la suscettibilità al contagio e determinare un aggravamento del quadro clinico della malattia. Allarmi condivisi dai Centers for Disease Control and Prevention e dal National Institute of Health. E tutti riassumibili nell'appello alla Cnn degli pneumologi Albert Rizzo e Mitchell Glass dell'American Lung Association a proposito dell'aumento dei consumi durante la pandemia: fumi erba? Smetti. Anche il consumo occasionale espone a rischi gravi.<br /><br />UN DIBATTITO DROGATO<br />Eppure è a questi consumatori "attenzionati" durante la pandemia che si rivolge Joints for Jabs. Che altro non sarebbe che il tentativo di uno Stato di strumentalizzare i vizi privati per raggiungere virtù pubbliche. Che massaggio politico e stralunato sarebbe regalare una sostanza, certo alla moda e che gode di buona stampa, ma che danneggia i polmoni allo scopo di vaccinare contro un'infezione che danneggia i polmoni e si aggrava se fumi?<br />Un messaggio in linea con un dibattito già drogato da narrazioni, dietro front, fake news e poca, pochissima trasparenza. Dove la tattica prende il sopravvento sulla strategia e il marketing sulla...]]></itunes:summary><itunes:duration>326</itunes:duration><itunes:keywords>cannabis,fakenews,joints,liquori,marijuana,polmoni,washington</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/9f7a4e5f3338ae3661523fef8f640fe8.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Vaccini, le verità dimenticate sui bambini abortiti</title><link>https://www.spreaker.com/episode/vaccini-le-verita-dimenticate-sui-bambini-abortiti--45220509</link><description><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6597" rel="noopener">http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6597</a><br /><br />VACCINI, LE VERITA' DIMENTICATE SUI BIMBI ABORTITI di Leon Pereira<br />Il problema di coscienza per molte persone è che la produzione di molti vaccini moderni comporta l'uso di cellule derivate da bambini abortiti (note come "linee cellulari fetali"). Si sostiene che i bambini stessi non siano stati uccisi per estrarre campioni di tessuto; ma questo ragionamento omette la stretta collaborazione che deve sussistere tra chi esegue l'estrazione e chi esegue l'aborto per poter raccogliere campioni vivi. Si dice anche che le cellule fetali siano ormai molto distanti dal feto originario, per l'azione del tempo e della manipolazione genetica; ma questo trascura il fatto che le cellule del nostro corpo sono allo stesso modo molto distanti (per l'azione del tempo che passa e di qualche mutazione genetica) dalle cellule originarie che avevamo nello stato di feto, e che comunque sempre restano le nostre cellule. Le linee cellulari fetali, nonostante il passare del tempo e alcune modifiche genetiche, rimangono oggettivamente cellule derivate da un feto e spesso da un particolare organo o tessuto.<br />Nel contesto della collaborazione tra l'acquirente del campione e il professionista dell'aborto, affermare che questi bambini non siano stati uccisi per i loro tessuti è una mezza verità fuorviante. Infine, si dice che non siano necessari ulteriori aborti per ottenere tali linee cellulari; ma in verità nessun aborto è mai stato esplicitamente richiesto e mai lo sarà - ma la caccia a nuove linee cellulari fetali continua. L'assenza di obiezioni da parte nostra consente a questa "industria" di continuare ad agire in modo incontrollato e incontrastato.<br />Alle linee cellulari prese da bambini abortiti viene assegnato un numero e una designazione, ma nessun nome. È così più facile dimenticare che si trattava di bambini, maschi o femmine, di una certa età, di una certa famiglia, città, nazione. [...]<br /><br />TIPI DI VACCINI COVID<br />I vaccini AstraZeneca, Johnson & Johnson e Sputnik V sono stati prodotti utilizzando linee cellulari fetali. Queste cellule sono utilizzate nello sviluppo, nella progettazione, nella produzione e nella successiva sperimentazione dei vaccini. I vaccini stessi contengono quasi certamente detriti cellulari fetali. [...]<br />I vaccini Pfizer e Moderna utilizzano linee cellulari fetali per la progettazione e lo sviluppo di vaccini e per i successivi test sui lotti (batch testing). Non usano le linee cellulari di bambini abortiti per la produzione cellulare dei vaccini, quindi questi vaccini non dovrebbero contenere detriti cellulari fetali.<br />Molti cattolici considerano i vaccini Pfizer e Moderna meno discutibili semplicemente perché non sono i sottoprodotti diretti delle cellule fetali. Tuttavia, la produzione include la modifica della proteina Spike, la codifica sequenziale dei frammenti di RNA messaggero, l'espressione di pseudovirus e la neutralizzazione. Tutti questi passaggi hanno utilizzato cellule fetali abortite. L'eventuale produzione del vaccino stesso comporta la replicazione della sequenza di RNA messaggero e il suo incapsulamento in determinati lipidi. Il passaggio finale, è vero, non utilizza linee cellulari fetali. Ma ogni passo fino a quest'ultimo punto lo ha fatto! Dopotutto, sperimentare i vaccini è una procedura standard.<br />Di solito questa procedura utilizza anche linee cellulari fetali. I vaccini come quelli di Pfizer e Moderna dipendono quindi fortemente dalle linee cellulari fetali.<br />Si noti che l'obiezione a questi vaccini non è che siano prodotti concreti derivati da cellule fetali. L'uso diretto del tessuto umano non è di per sé discutibile (ad es. donazione di organi). L'obiezione è all'uso (sistematico) dei corpi e dei tessuti di persone innocenti che sono state uccise. Moralmente non c'è differenza tra tutti i vaccini sopra menzionati: sono tutti ugualmente cattivi moralmente. L'inclusione di cellule fetali in alcuni vaccini li rende più "disgustosi" per le persone, ma questi sono cattivi quanto i vaccini che utilizzano cellule fetali senza effettivamente contenere detriti fetali nel prodotto finale.<br /><br /><br />IL GIUDIZIO DELLA CHIESA<br />I media riportano costantemente le opinioni di vari organi della Chiesa come provenienti dal "Vaticano". La Congregazione per la Dottrina della Fede (CDF) ha emesso dei giudizi nel 2008 e nel 2020. La Pontificia Accademia per la Vita (PAV) ha pubblicato rapporti nel 2005 e nel 2017. Questi documenti non hanno lo stesso peso né la stessa autorità.<br />«La CDF partecipa al magistero pontificio: sia la sua Dignitas personae del 2008 che la sua nota del 2020 sui vaccini anti-Covid-19 sono state esaminate dal rispettivo pontefice regnante che ne ha ordinato lui stesso la pubblicazione. Dei due documenti, la Dignitas personae è più autorevole, in quanto è un'istruzione e come tale "vince" su una nota. La PAV, invece, è un organo consultivo. Le sue dichiarazioni non fanno parte del magistero e la sua funzione non è propriamente quella di insegnare. Tuttavia, il fatto è che il cattolico ordinario di solito non conosce questa differenza, e i media di solito non distinguono: la PAV è presentata come "il Vaticano" né più né meno della CDF».<br />Finora l'insegnamento più dogmatico della Chiesa rimane Dignitas personae (2008), che spiega che nei casi in cui:<br />1) non c'è altra scelta,<br />2) il pericolo è reale,<br />3) la sicurezza dei bambini è minacciata,<br />4) allora utilizzare tali vaccini è possibile temporaneamente,<br />5) ma è necessario esercitare pressioni su governi, aziende farmaceutiche, ricercatori, eccetera, per trovare un'alternativa eticamente accettabile!<br />6) Inoltre, nessuno può essere obbligato a vaccinarsi; le persone hanno il diritto di rifiutare, anche se dovrebbero prendere precauzioni per ridurre il loro ruolo nella trasmissione della malattia durante un'epidemia.<br />Il penultimo punto (5) è importante per evitare scandali. Il peccato di scandalo non ha nulla a che fare con l'essere scioccati o scandalizzati. Esso significa che le azioni di una persona portano erroneamente un'altra persona a pensare che qualcosa di peccaminoso non sia in realtà peccaminoso, e quindi la rendono più esposta a commettere quel peccato. Ad esempio, dare la Santa Comunione a politici notoriamente pro-aborto che hanno reso pubbliche le loro opinioni e azioni per promuovere l'aborto. L'incapacità del clero di avvertire queste persone - sia di pentirsi e cambiare le loro azioni, sia di smettere di ricevere la Comunione - è l'incapacità di amare autenticamente queste persone e la disponibilità a mettere a repentaglio la loro salvezza eterna. Il peccato di scandalo consiste nel fatto che i cattolici comuni sono così indotti erroneamente a pensare che essere pro-aborto sia compatibile con essere un cattolico fedele.<br /><br />IL RE DAVIDE E I TRE GIOVANI GUERRIERI<br />Con i vaccini dipendenti dall'aborto, per evitare o ridurre al minimo il peccato di scandalo, è necessario che tutti i cristiani e tutte le persone di coscienza protestino contro i loro governi, le industrie farmaceutiche e sanitarie, al fine di fermare la produzione e l'uso di vaccini e altri farmaci compromessi dall'aborto e sostituirli con alternative eticamente accettabili. Quando qualcuno dichiara che i vaccini derivati dall'aborto sono "moralmente accettabili" senza dover contestare l'uso di tessuti di feti abortiti, è un peccato di scandalo. La testimonianza pro-vita della Chiesa ne esce notevolmente indebolita. Al mondo laico sembra che noi cattolici dichiariamo di essere pro-vita ma siamo ipocritamente felici di beneficiare dei frutti dell'aborto! E, peggio, altri cattolici vengono indotti a pensare che questo sia un compromesso accettabile.<br />Questo è il motivo per cui alcuni cattolici possono non voler ricevere vaccini derivati dall'aborto in nessuna circostanza. In coscienza, la loro testimonianza a favore della vita non potrebbe accettare un tale compromesso, anche se protestassero contro la fonte immorale del vaccino. Nella Bibbia, il re Davide, in fuga da suo figlio Assalonne, desidera ardentemente bere l'acqua di Betlemme. Tre giovani guerrieri rischiano la vita per attraversare le linee nemiche per portare l'acqua al re. Davide «non ne volle bere, ma la sparse in onore del Signore, dicendo: "Non sia mai, Signore, che io faccia una cosa simile! È il sangue di questi uomini, che sono andati là a rischio della loro vita!» (cfr. 2 Samuele 23:15-17; 1 Cronache 11:17-19). Sebbene i giovani soldati non fossero stati uccisi, avevano rischiato la vita per andare a prendere l'acqua. Per Davide quest'acqua era la linfa vitale dei suoi uomini, e non voleva disonorarli pensando solo ai suoi bisogni. Versò l'acqua per terra, restituendola a Dio, perché la vita di ogni essere umano appartiene solo a Dio. Ogni persona di coscienza dovrebbe essere rispettata, così come coloro che desiderano che le linee cellulari fetali e i loro prodotti siano affidati a Dio, sepolti nella terra, come richiesto dal rispetto della dignità umana.<br />Il peccato di scandalo è una buona occasione per evocare "l'amore del prossimo". Accade spesso che cristiani in buona fede dicano che i vaccini derivati dall'aborto dovrebbero essere ricevuti per amore del prossimo, per proteggere la sua salute costruendo l'immunità di gregge, ecc. Ma siamo anche chiamati a un più alto amore del prossimo. Ricorda che sebbene questi vaccini possano essere ricevuti in determinate circostanze, i produttori stessi di tali vaccini - ricercatori e abortisti inclusi - stanno mettendo in pericolo le loro anime. [...]]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/45220509</guid><pubDate>Tue, 08 Jun 2021 20:40:35 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/45220509/vaccini_le_verit_dimenticate_sui_bambini_abortiti.mp3" length="17084961" type="audio/mpeg"/><itunes:author>BastaBugie</itunes:author><itunes:subtitle>TESTO DELL'ARTICOLO ➜ http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6597

VACCINI, LE VERITA' DIMENTICATE SUI BIMBI ABORTITI di Leon Pereira
Il problema di coscienza per molte persone è che la produzione di molti vaccini moderni comporta l'uso di...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6597" rel="noopener">http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6597</a><br /><br />VACCINI, LE VERITA' DIMENTICATE SUI BIMBI ABORTITI di Leon Pereira<br />Il problema di coscienza per molte persone è che la produzione di molti vaccini moderni comporta l'uso di cellule derivate da bambini abortiti (note come "linee cellulari fetali"). Si sostiene che i bambini stessi non siano stati uccisi per estrarre campioni di tessuto; ma questo ragionamento omette la stretta collaborazione che deve sussistere tra chi esegue l'estrazione e chi esegue l'aborto per poter raccogliere campioni vivi. Si dice anche che le cellule fetali siano ormai molto distanti dal feto originario, per l'azione del tempo e della manipolazione genetica; ma questo trascura il fatto che le cellule del nostro corpo sono allo stesso modo molto distanti (per l'azione del tempo che passa e di qualche mutazione genetica) dalle cellule originarie che avevamo nello stato di feto, e che comunque sempre restano le nostre cellule. Le linee cellulari fetali, nonostante il passare del tempo e alcune modifiche genetiche, rimangono oggettivamente cellule derivate da un feto e spesso da un particolare organo o tessuto.<br />Nel contesto della collaborazione tra l'acquirente del campione e il professionista dell'aborto, affermare che questi bambini non siano stati uccisi per i loro tessuti è una mezza verità fuorviante. Infine, si dice che non siano necessari ulteriori aborti per ottenere tali linee cellulari; ma in verità nessun aborto è mai stato esplicitamente richiesto e mai lo sarà - ma la caccia a nuove linee cellulari fetali continua. L'assenza di obiezioni da parte nostra consente a questa "industria" di continuare ad agire in modo incontrollato e incontrastato.<br />Alle linee cellulari prese da bambini abortiti viene assegnato un numero e una designazione, ma nessun nome. È così più facile dimenticare che si trattava di bambini, maschi o femmine, di una certa età, di una certa famiglia, città, nazione. [...]<br /><br />TIPI DI VACCINI COVID<br />I vaccini AstraZeneca, Johnson & Johnson e Sputnik V sono stati prodotti utilizzando linee cellulari fetali. Queste cellule sono utilizzate nello sviluppo, nella progettazione, nella produzione e nella successiva sperimentazione dei vaccini. I vaccini stessi contengono quasi certamente detriti cellulari fetali. [...]<br />I vaccini Pfizer e Moderna utilizzano linee cellulari fetali per la progettazione e lo sviluppo di vaccini e per i successivi test sui lotti (batch testing). Non usano le linee cellulari di bambini abortiti per la produzione cellulare dei vaccini, quindi questi vaccini non dovrebbero contenere detriti cellulari fetali.<br />Molti cattolici considerano i vaccini Pfizer e Moderna meno discutibili semplicemente perché non sono i sottoprodotti diretti delle cellule fetali. Tuttavia, la produzione include la modifica della proteina Spike, la codifica sequenziale dei frammenti di RNA messaggero, l'espressione di pseudovirus e la neutralizzazione. Tutti questi passaggi hanno utilizzato cellule fetali abortite. L'eventuale produzione del vaccino stesso comporta la replicazione della sequenza di RNA messaggero e il suo incapsulamento in determinati lipidi. Il passaggio finale, è vero, non utilizza linee cellulari fetali. Ma ogni passo fino a quest'ultimo punto lo ha fatto! Dopotutto, sperimentare i vaccini è una procedura standard.<br />Di solito questa procedura utilizza anche linee cellulari fetali. I vaccini come quelli di Pfizer e Moderna dipendono quindi fortemente dalle linee cellulari fetali.<br />Si noti che l'obiezione a questi vaccini non è che siano prodotti concreti derivati da cellule fetali. L'uso diretto del tessuto umano non è di per sé discutibile (ad es. donazione di organi). L'obiezione è all'uso (sistematico) dei corpi e dei tessuti di persone innocenti che sono state uccise. 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COME DICEVA TRUMP di Antonio Socci<br />La possibile provenienza del Covid 19 dai laboratori cinesi di Wuhan (probabilmente una fuoruscita accidentale) un anno fa era già stata illustrata, fin nei dettagli, dal professor Joseph Tritto nel libro "Cina-Covid 19. La chimera che ha cambiato il mondo" (Cantagalli). Un libro uscito ad agosto 2020 e snobbato dai media mainstream.<br />La ricostruzione della vicenda fatta da Tritto è stata sospettata di "disinformazione" dalla polizia del pensiero della rete, fino alla censura.<br />Nessuno sembrava interessato a capire se era vero o no ciò che riportava il libro. Il fatto stesso che confermasse, con argomenti scientifici, quanto andava dicendo da mesi il presidente Donald Trump, bastava a renderlo tabù.<br />Accennare al laboratorio di Wuhan era sufficiente per essere bollati come trumpiani o liquidati come "complottisti". Dovevamo rassegnarci tutti alla storia del pipistrello a cui era addebitato tutto lo sfacelo umanitario ed economico provocato dal Covid nel mondo intero.<br />Oggi d'improvviso sembra che il vento si sia messo a soffiare in senso opposto. Spazzato via Trump si riaccendono i riflettori su Wuhan.<br />Al punto che Joe Biden ha dichiarato di aver chiesto all'intelligence di "raddoppiare gli sforzi per arrivare entro tre mesi ad una rapporto definitivo" sull'origine del Covid e pretende che il regime cinese risponda "a domande specifiche".<br />Ormai da settimane autorevoli personalità sui giornali parlano della possibile origine artificiale del virus.<br /><br />CLAMOROSO DIETROFRONT<br />Il caso più clamoroso è quello di Anthony Fauci, capo dell'Istituto nazionale americano di malattie infettive. È quell'alto consigliere della presidenza Usa (alla testa della task force contro il Covid) che per mesi è stato visto dai Dem come il controcanto a Trump stesso.<br />Nel maggio 2020, Fauci dichiarava: "L'evidenza scientifica indica fermamente che il virus sia evoluto in natura per poi compiere il salto di specie. E dunque non possa essere stato manipolato in laboratorio".<br />In questi giorni, a un anno di distanza, Fauci ha dichiarato l'opposto: "Non sono convinto che il Covid 19 abbia origine naturale. Penso che dobbiamo continuare ad indagare su cosa sia successo in Cina fino a quando troveremo le risposte più esatte".<br />Due settimane fa, sull'autorevole rivista "Science", diciotto importanti scienziati hanno scritto che l'inchiesta dell'Oms, in collaborazione con la Cina, non ha spiegato nulla e occorre una vera inchiesta internazionale chevaluti anche "l'ipotesi dell'incidente di laboratorio".<br />Quattro giorni fa il Wall Street Journal - riportando fonti dei servizi segreti - ha parlato di tre ricercatori del laboratorio di virologia di Wuhan che sarebbero stati ammalati (e ricoverati) nel novembre 2019 con sintomi "compatibili sia con il Covid, sia con l'influenza stagionale".<br />Per capire come il vento stia cambiando basta vedere un titolo del "Corriere della sera" di ieri: "A Wuhan esperimenti aggressivi. La Cina mente sull'origine del virus".<br />Questa frase virgolettata titolava un'intervista a "Jamie Metzl, collaboratore di Clinton e Biden" il quale "assegna un 85% di probabilità alla 'fuga' dal laboratorio". Metzl spiega: "Se non troviamo la verità e non affrontiamo le vulnerabilità, correremo rischi non necessari per future pandemie".<br />Ma il segnale più chiaro del capovolgimento di scenario è arrivato da Facebook. Infatti ha annunciato che, da ora in poi, non censurerà e non rimuoverà più i post degli utenti che parlano della possibile fuoruscita del virus dal laboratorio di Wuhan.<br />Il professor Benedetto Ponti, docente di Diritto amministrativo e Diritto dei media digitali all'Università di Perugia, sostiene che si dovrebbe riflettere seriamente su tutta questa vicenda e su come si è sviluppata.<br /><br />FAKE NEWS?<br />Nonostante fin dall'inizio circolasse l'ipotesi dell'origine artificiale del virus, osserva Ponti, "il giudizio degli scienziati era descritto come compattamente schierato per l'origine naturale. Perciò la diffusione di questa fake news (così era bollata) era attivamente contrastata sia ad opera delle stesse piattaforme, sia sulla base di specifiche policy pubbliche, del governo italiano e anche a livello Ue".<br />Il professor Ponti si chiede: "è corretto e utile avere tante certezze, quando si ha a che fare con un fatto 'nuovo'?".<br />Certo, "la lotta alla disinformazione in materia di Covid 19 intende prevenire o ridurre i danni derivanti dalla diffusione di informazioni ingannevoli, che minano la fiducia del pubblico, ma che accade se una tesi, bollata come 'disinformation', riceve poi credito anche nella comunità scientifica? 'Castrare' la discussione pubblica, bollando certe tesi come false ed ingannevoli, per poi scoprire che invece meritano di essere analizzate, e non preventivamente squalificate, è un buon servizio alla salute?"<br />Peraltro si trattava di "contenuti del tutto leciti", quindi la censura lascia ancor più perplessi. Ponti aveva già provato, con un articolo su una rivista giuridica della primavera 2020, a mettere in guardia "dagli effetti nefastiche sarebbero derivati da un approccio 'censorio' alla discussione pubblica".<br />Una informazione libera - conclude lo studioso - è utile anche "per la tutela della salute (presente e futura)".<br />Dunque fra i tanti danni di questa pandemia c'è pure il rischio di "sinizzazione" della nostra democrazia.<br />Del resto il Covid 19, all'Italia e al mondo intero, è costato - in termini di vittime e di danni economici - quasi quanto una guerra perduta. Mentre, paradossalmente, la Cina sembra la meno penalizzata. Vedremo cosa si scoprirà sul laboratorio di Wuhan.<br />Se alle negligenze del regime comunista, nei primi mesi dell'epidemia, si dovessero aggiungere pure delle negligenze del laboratorio di Wuhan, se cioè si accertasse la fuoruscita accidentale del virus, le responsabilità della Cina sarebbero gravissime e molti paesi potrebbero porre il problema del risarcimento.<br /><br />Nota di BastaBugie: il titolo di questo articolo allude alla frase "Contrordine, compagni!", che apre la battuta di ognuna delle vignette di Giovannino Guareschi, il padre letterario di Don Camillo, tratta dalla serie "Obbedienza cieca, pronta, assoluta" che dal 1947 compare sul settimanale satirico Il Candido, diretto da Guareschi stesso.<br />Le vignette ironizzano sulla cieca fiducia che gli iscritti del PCI riponevano in quanto scritto su «L'Unità», il quotidiano del Partito Comunista. È una presa in giro della base comunista, capace di versare, senza neppure un tentennamento, il cervello all'ammasso del partito, senza neppure porsi il minimo dubbio su quanto dalle pagine de "L'Unità" veniva ordinato di fare.<br />Per questo i comunisti vi venivano raffigurati con tre narici: le prime due servivano per respirare, ma la terza narice serviva per far uscire il cervello e far entrare le direttive del partito. Per questo Guareschi chiamava "trinariciuti" i comunisti.<br />Ecco qui alcuni esempi delle frasi sotto alle vignette di Guareschi (è facile immaginare la divertente vignetta relativa):<br />Contrordine compagni! La frase pubblicata sull'Unità: "I compagni che non volano sono traditori", contiene un errore di stampa, e pertanto va letta: "I compagni che non votano sono traditori. (7 marzo 1948)<br />Contrordine compagni! La frase pubblicata sull'Unità: "Bisogna scendere in piazza con bandiere e porci, alla testa delle masse", contiene un errore di stampa, e pertanto, spostando una virgola, va letta: "Bisogna scendere in piazza con bandiere, e porci alla testa delle masse. (14 marzo 1948)<br />Contrordine compagni! La frase pubblicata nell'Unità: "Tutti i lavoratori devono essere legati a un unico gatto", contiene un errore di stampa, e pertanto va letta: "Tutti i lavoratori devono essere legati a un unico patto. (21 marzo 1948)<br />Contrordine compagni! La frase pubblicata nell'Unità: "Bisogna introdurre il nostro giornale anche nelle suole", contiene un errore di stampa, e pertanto va letta: "Bisogna introdurre il nostro giornale anche nelle scuole. (27 marzo 1948)]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/45127129</guid><pubDate>Tue, 01 Jun 2021 22:07:13 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/45127129/contrordine_compagni_il_covid_uscito_dal_laboratorio_di_wuhan_come_diceva_trump.mp3" length="10303528" type="audio/mpeg"/><itunes:author>BastaBugie</itunes:author><itunes:subtitle>TESTO DELL'ARTICOLO ➜ http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6588

CONTRORDINE, COMPAGNI: IL COVID E' USCITO DAL LABORATORIO DI WUHAN... COME DICEVA TRUMP di Antonio Socci
La possibile provenienza del Covid 19 dai laboratori cinesi di Wuhan...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6588" rel="noopener">http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6588</a><br /><br />CONTRORDINE, COMPAGNI: IL COVID E' USCITO DAL LABORATORIO DI WUHAN... COME DICEVA TRUMP di Antonio Socci<br />La possibile provenienza del Covid 19 dai laboratori cinesi di Wuhan (probabilmente una fuoruscita accidentale) un anno fa era già stata illustrata, fin nei dettagli, dal professor Joseph Tritto nel libro "Cina-Covid 19. La chimera che ha cambiato il mondo" (Cantagalli). Un libro uscito ad agosto 2020 e snobbato dai media mainstream.<br />La ricostruzione della vicenda fatta da Tritto è stata sospettata di "disinformazione" dalla polizia del pensiero della rete, fino alla censura.<br />Nessuno sembrava interessato a capire se era vero o no ciò che riportava il libro. Il fatto stesso che confermasse, con argomenti scientifici, quanto andava dicendo da mesi il presidente Donald Trump, bastava a renderlo tabù.<br />Accennare al laboratorio di Wuhan era sufficiente per essere bollati come trumpiani o liquidati come "complottisti". Dovevamo rassegnarci tutti alla storia del pipistrello a cui era addebitato tutto lo sfacelo umanitario ed economico provocato dal Covid nel mondo intero.<br />Oggi d'improvviso sembra che il vento si sia messo a soffiare in senso opposto. Spazzato via Trump si riaccendono i riflettori su Wuhan.<br />Al punto che Joe Biden ha dichiarato di aver chiesto all'intelligence di "raddoppiare gli sforzi per arrivare entro tre mesi ad una rapporto definitivo" sull'origine del Covid e pretende che il regime cinese risponda "a domande specifiche".<br />Ormai da settimane autorevoli personalità sui giornali parlano della possibile origine artificiale del virus.<br /><br />CLAMOROSO DIETROFRONT<br />Il caso più clamoroso è quello di Anthony Fauci, capo dell'Istituto nazionale americano di malattie infettive. È quell'alto consigliere della presidenza Usa (alla testa della task force contro il Covid) che per mesi è stato visto dai Dem come il controcanto a Trump stesso.<br />Nel maggio 2020, Fauci dichiarava: "L'evidenza scientifica indica fermamente che il virus sia evoluto in natura per poi compiere il salto di specie. E dunque non possa essere stato manipolato in laboratorio".<br />In questi giorni, a un anno di distanza, Fauci ha dichiarato l'opposto: "Non sono convinto che il Covid 19 abbia origine naturale. Penso che dobbiamo continuare ad indagare su cosa sia successo in Cina fino a quando troveremo le risposte più esatte".<br />Due settimane fa, sull'autorevole rivista "Science", diciotto importanti scienziati hanno scritto che l'inchiesta dell'Oms, in collaborazione con la Cina, non ha spiegato nulla e occorre una vera inchiesta internazionale chevaluti anche "l'ipotesi dell'incidente di laboratorio".<br />Quattro giorni fa il Wall Street Journal - riportando fonti dei servizi segreti - ha parlato di tre ricercatori del laboratorio di virologia di Wuhan che sarebbero stati ammalati (e ricoverati) nel novembre 2019 con sintomi "compatibili sia con il Covid, sia con l'influenza stagionale".<br />Per capire come il vento stia cambiando basta vedere un titolo del "Corriere della sera" di ieri: "A Wuhan esperimenti aggressivi. La Cina mente sull'origine del virus".<br />Questa frase virgolettata titolava un'intervista a "Jamie Metzl, collaboratore di Clinton e Biden" il quale "assegna un 85% di probabilità alla 'fuga' dal laboratorio". Metzl spiega: "Se non troviamo la verità e non affrontiamo le vulnerabilità, correremo rischi non necessari per future pandemie".<br />Ma il segnale più chiaro del capovolgimento di scenario è arrivato da Facebook. Infatti ha annunciato che, da ora in poi, non censurerà e non rimuoverà più i post degli utenti che parlano della possibile fuoruscita del virus dal laboratorio di Wuhan.<br />Il professor Benedetto Ponti, docente di Diritto amministrativo e Diritto dei media digitali all'Università di Perugia, sostiene...]]></itunes:summary><itunes:duration>644</itunes:duration><itunes:keywords>biden,covid,trump,wallstreetjournal,wuhan</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/edff65bc13a45650da1ca3df16595bfe.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Se non metti la mascherina finisci in manicomio: siamo in Unione Sovietica? No, in Italia!</title><link>https://www.spreaker.com/episode/se-non-metti-la-mascherina-finisci-in-manicomio-siamo-in-unione-sovietica-no-in-italia--44755008</link><description><![CDATA[VIDEO: L'aritmetica del pensiero unico ➜ <a href="https://www.youtube.com/watch?v=NoO5lhHiEuE" rel="noopener">https://www.youtube.com/watch?v=NoO5lhHiEuE</a><br /><br />TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6573" rel="noopener">http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6573</a><br /><br />SE NON HAI LA MASCHERINA FINISCI IN MANICOMIO: SIAMO IN UNIONE SOVIETICA? NO, IN ITALIA! di Stefano Magni<br /><br />Davvero se dissenti sulle norme anti-Covid finisci in manicomio, come in Urss? Parrebbe un'esagerazione dei no-mask, ma è successo a Fano, nelle Marche, due giorni fa. La vicenda riguarda un ragazzino di 18 anni che si opponeva all'uso della mascherina in aula. La questione era stata discussa più volte, poi, determinato a condurre la protesta fino in fondo e spalleggiato da un misterioso "costituzionalista", il ragazzo non solo è entrato senza mascherina, ma si è legato al banco per protesta. Insegnante e preside, dopo due ore di trattativa, hanno chiamato il 118. Sono arrivati i Carabinieri e un'ambulanza. Il ragazzo li ha seguiti senza opporre resistenza. Poi deve aver avuto un moto di ribellione. Allora è scattato il Tso (trattamento sanitario obbligatorio) ed è stato ricoverato in modo coatto a Pesaro, in psichiatria. Gli sono stati somministrati anche farmaci per calmarlo.<br />Questa vicenda è passata decisamente in secondo piano nelle cronache nazionali. Sui quotidiani locali, come Il Resto del Carlino, edizione di Fano, leggiamo alcuni dettagli che fanno riflettere. Come la dichiarazione rilasciata al telefono dallo studente: «Sto bene: sono qui al reparto psichiatrico di Pesaro, a Muraglia, perché mi hanno fatto un Tso e mi hanno detto che dovrò restare qui una settimana. In questo momento una dottoressa mi sta portando via tutti gli oggetti pericolosi. Mi hanno dato dei calmanti al Santa Croce e poi mi hanno trasferito a Pesaro, a Muraglia. I miei genitori non sono con me». Subito dopo il suo telefono viene preso da una dottoressa del reparto che completa la conversazione con il redattore: «Il giovane deve stare sereno, la telefonata deve terminare qui». Alla domanda se un Tso non sia esagerato, la dottoressa risponde: «Questo ragazzo ha attorno persone che lo stanno mal consigliando». Cioè il "costituzionalista" di cui parlava in aula e che gli avrebbe fornito le munizioni legali e intellettuali per condurre la protesta individuale. Sempre riguardo questo "costituzionalista", la dirigente della scuola di Fano interessata dice: «Guardi, non come preside e nemmeno come insegnante questa mattina sarei scesa in strada, perché "il costituzionalista" che ha portato in queste condizioni questo ragazzo era davanti alla scuola. Sarei scesa per dargli un pugno in faccia. Perché lo ha plagiato e questa storia mi addolora profondamente, soprattutto come mamma».<br /><br />TRATTAMENTO SANITARIO OBBLIGATORIO (TSO)<br />Ma di quale "punto" stiamo parlando? Di quale "pericolo"? Era necessario un Tso. Fanpage, il quotidiano che spesso si rivolge a un pubblico giovane e radical chic ridicolizza il ragazzo: «Ieri, l'apoteosi, quando il 18enne fanese si è reso protagonista della bizzarra ribellione: voleva a tutti costi restare "libero" in classe senza indossare la mascherina, un fantomatico diritto argomentato attraverso le tesi fantasiose di un presunto 'costituzionalista'»<br />Diritto fantomatico? Ne abbiamo parlato con l'avvocato Alessandro Fusillo, noto per il suo canale Difendersi Ora e già impegnato a difendere negozianti, ristoratori e professionisti vittime di abusi di potere motivati dall'emergenza sanitaria: «Da un punto di vista legale la protesta era assolutamente fondata. Sia lo studente che il suo consulente, che non conosco, avevano ragione da vendere». Anche senza tirare in ballo la Costituzione, ci spiega Fusillo: «L'obbligo di mascherina, che viene perseguito in modo ferreo dalle autorità scolastiche, in realtà non c'è. Unico obbligo per le scuole è tenere la mascherina se gli alunni si trovano a distanza di meno di un metro guardandosi in faccia. Nella maggior parte delle aule italiane questa distanza è facilmente rispettabile. Spesso la mascherina è richiesta abusivamente dai professori e dai dirigenti scolastici. La mascherina è un trattamento sanitario e i trattamenti sanitari sono sempre soggetti al consenso libero e informato di chi li subisce e non c'è modo, legalmente parlando, di imporre l'obbligo di mascherina. Spesso la gente si ferma alla Costituzione che potrebbe dare adito a qualche dubbio, ma in realtà il consenso libero e informato del paziente è previsto da norme internazionali che non prevedono alcuna eccezione: la Convenzione di Oviedo, la Carta dei Diritti Fondamentali dell'Ue».<br /><br />UN ABUSO DI POTERE<br />La dirigente scolastica, Eleonora Marisa Augello, dichiarava ieri al Corriere Adriatico: «Esistono delle precise prescrizioni sanitarie che provengono da decisioni governative ed è nostro dovere rispettarle per la sicurezza dei nostri ragazzi e delle loro famiglie». E aggiunge: «Ognuno ha il diritto di manifestare la sua libertà di pensiero, criticando anche le leggi e i regolamenti, ma lo può fare senza mancare al rispetto degli altri». Ma anche ammesso che le "precise prescrizioni" siano state violate, era necessario proprio un Tso? No, secondo Fusillo: «Stando a quel che si apprende dalle notizie di stampa, ritengo che vi sia stato sicuramente un abuso. Il Tso è un'azione molto invasiva, limita totalmente la libertà dell'individuo, per questo è coperto da una serie di cautele mediche. Si deve dimostrare che è l'unica alternativa. Richiede due valutazioni mediche indipendenti e l'intervento del sindaco che ordina il ricovero. Oltre a tutto ci deve essere un profilo di pericolosità del soggetto sottoposto a Tso sia per se stesso che per gli altri. Quindi deve trattarsi di una persona in condizioni psichiche tali da essere pericoloso e di non esserne consapevole. Attivare un Tso per una ragazzata è un eccesso, qui manca il profilo della pericolosità». E per essere pericolosi non basta, appunto, levarsi la mascherina: «L'equazione assenza di mascherina = pericolo è tutta da dimostrare. Bastava poi, semplicemente, mettere a distanza gli altri alunni».<br />Quindi non abbiamo capito male. Per una protesta studentesca individuale, neppure violenta, senza picchetti, occupazioni e pestaggi di insegnanti e studenti, per un solo allievo che si è legato a un banco, per una protesta che ha eccome (come abbiamo visto) un fondamento legale, la scuola ha risposto chiamando i Carabinieri. E la storia è finita con un Tso, con un ricovero coatto in psichiatria. Il tutto è reso possibile da un'emergenza sanitaria di cui non si vede la fine che permette allo Stato di commettere abusi, violare i diritti individuali dei cittadini. Tutti i ruoli sono sovvertiti: gli educatori diventano delatori dei loro studenti. Medici e infermieri diventano carcerieri di un ragazzo che un suo professore definisce: «Intelligente, molto bravo con i computer, ma con la vocazione del bastian contrario».<br /><br />Nota di BastaBugie: proponiamo ancora una volta la visione del seguente video (durata: 7 minuti) dal titolo "L'aritmetica del pensiero unico, la persecuzione di chi difende l'evidenza è già in atto". Poteva sembrare lontano dalla realtà, invece si sta realizzando sempre più sotto i nostri occhi.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/44755008</guid><pubDate>Tue, 11 May 2021 20:28:53 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/44755008/se_non_metti_la_mascherina_finisci_in_manicomio_siamo_in_unione_sovietica_no_in_italia.mp3" length="8062013" type="audio/mpeg"/><itunes:author>BastaBugie</itunes:author><itunes:subtitle>VIDEO: L'aritmetica del pensiero unico ➜ https://www.youtube.com/watch?v=NoO5lhHiEuE

TESTO DELL'ARTICOLO ➜ http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6573

SE NON HAI LA MASCHERINA FINISCI IN MANICOMIO: SIAMO IN UNIONE SOVIETICA? NO, IN ITALIA! di...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[VIDEO: L'aritmetica del pensiero unico ➜ <a href="https://www.youtube.com/watch?v=NoO5lhHiEuE" rel="noopener">https://www.youtube.com/watch?v=NoO5lhHiEuE</a><br /><br />TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6573" rel="noopener">http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6573</a><br /><br />SE NON HAI LA MASCHERINA FINISCI IN MANICOMIO: SIAMO IN UNIONE SOVIETICA? NO, IN ITALIA! di Stefano Magni<br /><br />Davvero se dissenti sulle norme anti-Covid finisci in manicomio, come in Urss? Parrebbe un'esagerazione dei no-mask, ma è successo a Fano, nelle Marche, due giorni fa. La vicenda riguarda un ragazzino di 18 anni che si opponeva all'uso della mascherina in aula. La questione era stata discussa più volte, poi, determinato a condurre la protesta fino in fondo e spalleggiato da un misterioso "costituzionalista", il ragazzo non solo è entrato senza mascherina, ma si è legato al banco per protesta. Insegnante e preside, dopo due ore di trattativa, hanno chiamato il 118. Sono arrivati i Carabinieri e un'ambulanza. Il ragazzo li ha seguiti senza opporre resistenza. Poi deve aver avuto un moto di ribellione. Allora è scattato il Tso (trattamento sanitario obbligatorio) ed è stato ricoverato in modo coatto a Pesaro, in psichiatria. Gli sono stati somministrati anche farmaci per calmarlo.<br />Questa vicenda è passata decisamente in secondo piano nelle cronache nazionali. Sui quotidiani locali, come Il Resto del Carlino, edizione di Fano, leggiamo alcuni dettagli che fanno riflettere. Come la dichiarazione rilasciata al telefono dallo studente: «Sto bene: sono qui al reparto psichiatrico di Pesaro, a Muraglia, perché mi hanno fatto un Tso e mi hanno detto che dovrò restare qui una settimana. In questo momento una dottoressa mi sta portando via tutti gli oggetti pericolosi. Mi hanno dato dei calmanti al Santa Croce e poi mi hanno trasferito a Pesaro, a Muraglia. I miei genitori non sono con me». Subito dopo il suo telefono viene preso da una dottoressa del reparto che completa la conversazione con il redattore: «Il giovane deve stare sereno, la telefonata deve terminare qui». Alla domanda se un Tso non sia esagerato, la dottoressa risponde: «Questo ragazzo ha attorno persone che lo stanno mal consigliando». Cioè il "costituzionalista" di cui parlava in aula e che gli avrebbe fornito le munizioni legali e intellettuali per condurre la protesta individuale. Sempre riguardo questo "costituzionalista", la dirigente della scuola di Fano interessata dice: «Guardi, non come preside e nemmeno come insegnante questa mattina sarei scesa in strada, perché "il costituzionalista" che ha portato in queste condizioni questo ragazzo era davanti alla scuola. Sarei scesa per dargli un pugno in faccia. Perché lo ha plagiato e questa storia mi addolora profondamente, soprattutto come mamma».<br /><br />TRATTAMENTO SANITARIO OBBLIGATORIO (TSO)<br />Ma di quale "punto" stiamo parlando? Di quale "pericolo"? Era necessario un Tso. Fanpage, il quotidiano che spesso si rivolge a un pubblico giovane e radical chic ridicolizza il ragazzo: «Ieri, l'apoteosi, quando il 18enne fanese si è reso protagonista della bizzarra ribellione: voleva a tutti costi restare "libero" in classe senza indossare la mascherina, un fantomatico diritto argomentato attraverso le tesi fantasiose di un presunto 'costituzionalista'»<br />Diritto fantomatico? Ne abbiamo parlato con l'avvocato Alessandro Fusillo, noto per il suo canale Difendersi Ora e già impegnato a difendere negozianti, ristoratori e professionisti vittime di abusi di potere motivati dall'emergenza sanitaria: «Da un punto di vista legale la protesta era assolutamente fondata. Sia lo studente che il suo consulente, che non conosco, avevano ragione da vendere». Anche senza tirare in ballo la Costituzione, ci spiega Fusillo: «L'obbligo di mascherina, che viene perseguito in modo ferreo dalle autorità scolastiche, in realtà non c'è. Unico obbligo per le scuole è tenere la mascherina se...]]></itunes:summary><itunes:duration>504</itunes:duration><itunes:keywords>aula,fano,fusillo,mascherina,tso</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/eabdb82113afeea02211042883d88fdf.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>+lockdown-nascite=l'Italia si suicida</title><link>https://www.spreaker.com/episode/lockdown-nascite-l-italia-si-suicida--44633212</link><description><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6564" rel="noopener">http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6564</a><br /><br />+ LOCKDOWN - MENO NASCITE = L'ITALIA SI SUICIDA di Riccardo CascioliImmaginiamo che il presidente di una società di calcio si prefigga di vincere il campionato: sceglie l'allenatore più bravo, i dirigenti più in gamba; poi costruisce lo stadio di proprietà; crea una campagna di comunicazione per guadagnare simpatie e dare un'immagine adeguata alla società. Poi, siamo alla vigilia del campionato e il presidente si accorge che si è dimenticato di acquistare i calciatori. Una follia, si dirà. Impossibile. Già, ma questa è l'Italia di oggi, questo è ciò che il nostro governo sta facendo, ed è quello che dimostrano i dati Istat pubblicati ieri (con l'aggiunta di una analisi della natalità in Italia svolta dal presidente dell'Istat stessa, Gian Carlo Blangiardo).<br />In questi giorni si è molto parlato e molto fantasticato a proposito del Piano Nazionale di Ripresa e di Resilienza (PNRR) presentato dal nostro governo alla Commissione Europea, 210 miliardi di euro che dovrebbero rilanciare l'economia italiana, ulteriormente depressa dalla crisi pandemica. Transizione ecologica, digitale, mobilità sostenibile, inclusione, sono i principali capitoli di spesa per investimenti. Tralasciamo pure la questione, non secondaria, se questo sia il modo più efficace di rilanciare un'economia; il vero problema del PNRR è che non ci sono gli italiani, o meglio: saranno sempre meno, e insufficienti, gli italiani protagonisti dell'economia.<br />La crisi demografica dell'Italia, sempre più grave - e una delle cause fondamentali del declino economico - è stata semplicemente ignorata nel PNRR, esattamente come se il presidente di una squadra di calcio dimenticasse i giocatori. Teniamo conto che in 12 anni, le nascite sono calate del 30%, dalle 577mila del 2008 alle 404.000 del 2020, una vera e propria catastrofe.<br /><br />LE CONSEGUENZE DEL LOCKDOWN<br />E i dati forniti ieri dall'Istat rendono il quadro ancora più drammatico, perché al calo di nascite già previsto dall'andamento ormai pluriennale, si è aggiunto un ulteriore calo dovuto alle conseguenze della crisi pandemica. Da novembre 2020 infatti, c'è un improvviso calo di fecondità rispetto ai mesi precedenti, comparati con gli stessi mesi del 2019. Se fino a ottobre si registrava un calo medio del 2.7% rispetto all'anno precedente (in linea con la tendenza degli ultimi anni), a novembre si registra un -8.2% rispetto allo stesso mese del 2019 e a dicembre addirittura un -10.3%. A gennaio 2021 il calo poi cresce a -14.3%, per la prima volta con una media giornaliera al di sotto della barriera psicologica dei mille nati: 992 per la precisione, per un totale sul mese di 30.767 nati vivi. Nel gennaio 2020 la media era stata di 1.159 nascite. In totale nel gennaio 2021 sono nati 5.151 bambini in meno rispetto al gennaio 2020, vale a dire una cifra ben sette volte superiore al calo che nel 2020 si registrava rispetto al gennaio 2019 (-729 nati vivi). Un vero e proprio crollo che si aggiunge al già drammatico calo tendenziale delle nascite, tanto che ci si aspetta per il 2021 un totale di nati vivi ben al di sotto delle 400mila unità.<br />A cosa si deve questo ulteriore, drastico calo della fecondità? Alla paura, ci dice il professor Blangiardo. Alla paura scatenata dal virus che ha portato a una immediata contrazione dei concepimenti: novembre infatti coincide con i nove mesi dal marzo 2020, e la contrazione - come abbiamo visto - è andata aumentando. Il fatto che da parte delle autorità e dei media si continui a spargere terrore a piene mani di fronte a un virus certamente pericoloso ma gestibile in ben altro modo, lascia pensare che nei prossimi mesi vada ancora peggio.<br /><br />PERSI UN MILIONE DI ABITANTI<br />Il crollo delle nascite - che ha portato l'Italia a perdere in sette anni un milione di abitanti - è la vera emergenza nazionale, anche dal punto di vista economico. Senza la spinta delle nuove generazioni infatti non ci può essere ripresa economica; e i grandi progetti raccontati dal presidente del Consiglio Mario Draghi, non solo sono destinati a rimanere sogni, ma hanno ottime probabilità di trasformarsi in incubi perché il Recovery Fund europeo a cui attingerà l'Italia per il PNRR sarà un ulteriore debito a carico delle sempre più striminzite generazioni future.<br />Un governo che pensa alla ripresa economica saltando a piedi pari l'ingrediente fondamentale perché la ricetta possa essere efficace, è semplicemente irresponsabile. E ancora di più lo è continuando a seminare panico e incertezza sul futuro, imponendo lockdown devastanti - per l'economia e per la salute mentale -, e diminuendo così la propensione alla fecondità.<br />C'è a questo proposito un altro elemento che agisce da moltiplicatore in questa drammatica spirale denatalista, e che è diretta conseguenza delle politiche di lockdown: «Nel 2020 - dice l'Istat - sono stati celebrati circa 97mila matrimoni, il 48% in meno dell'anno precedente (...) Considerando quanto ancora oggi vi sia uno stretto legame tra matrimonio e le intenzioni riproduttive nel breve periodo, non vi è dubbio che anche questo fattore eserciterà una spinta negativa sulle nascite del 2021 e forse anche in seguito».<br />Ovviamente nel PNRR nulla c'è scritto riguardo alla famiglia - e come sostenerla -, ignorando che essa è il fondamento di una qualsiasi politica che voglia invertire la tendenza demografica. Come dire che questo governo, non diversamente da quello precedente, sta allegramente accompagnando il nostro popolo al suicidio.<br /><br />Nota di BastaBugie: Gianfranco Amato nell'articolo seguente dal titolo "Lockdown illegittimi, un giudice dà l'esempio" spiega come è possibile che un giudice di Reggio Emilia abbia giustamente disapplicato il DPCM dello scorso marzo assolvendo due donne che giravano in violazione del lockdown.<br />Ecco l'articolo completo pubblicato su La Nuova Bussola Quotidiana il 13 marzo 2021:<br />C'è un giudice a Reggio Emilia. Si tratta del Dott. Dario De Luca, Giudice delle Indagini Preliminari del Tribunale reggiano, al quale va ascritto il merito di aver emesso una sentenza giusta e coraggiosa.<br />Questi gli antefatti. Ai tempi del lockdown 2020, due donne in auto vengono fermate dai Carabinieri di Correggio, i quali chiedono spiegazioni del motivo per cui circolano in violazione del DPCM 8 marzo 2020. Una delle due adduce come giustificazione il fatto di esser andata a sottoposi ad alcuni esami clinici, mentre la seconda sostiene di aver accompagnato l'amica. I militari dell'arma eseguono i dovuti accertamenti e riscontrano che le affermazioni delle due donne non corrispondono a verità. Da qui la denuncia ed il relativo processo a carico delle sventurate. Processo che, però, si è concluso con un'assoluzione.<br />Il giudice dott. De Luca, infatti, nella sua sentenza è partito dalla considerazione, «in via assorbente», della «indiscutibile illegittimità del DPCM del 8.3.2020», come «pure di tutti quelli successivamente emanati dal Capo del Governo», ove si prevede che le misure di contrasto e contenimento del virus Covid-19 siano «estese all'intero territorio nazionale». Secondo il G.I.P. del Tribunale di Reggio Emilia, tale disposizione «stabilendo un divieto generale e assoluto di spostamento al di fuori della propria abitazione, con limitate e specifiche eccezioni, configura un vero e proprio obbligo di permanenza domiciliare».<br />Questo, però, crea un vero problema perché, sempre secondo il dott. De Luca, «nel nostro ordinamento giuridico, l'obbligo di permanenza domiciliare consiste in una sanzione penale restrittiva della libertà personale che viene irrogata dal Giudice penale per alcuni reati all'esito del giudizio (ovvero, in via cautelare, in una misura di custodia cautelare disposta dal Giudice, nella ricorrenza dei rigidi presupposti di legge, all'esito di un procedimento disciplinato normativamente), in ogni caso nel rispetto del diritto di difesa».<br />In pratica, le limitazioni alla libertà personale possono avvenire solo in base ad atto motivato della Autorità giudiziaria e non in base ad una atto amministrativo, e comunque nei casi e nei modi previsti dalla legge, ossia con provvedimento di natura singolare e non «con limitazioni generalizzate e assolute della libertà personale come sarebbe l'obbligo della permanenza domiciliare disposto nei confronti di una pluralità indeterminata di cittadini».<br />Il G.I.P. di Reggio Emilia, quindi, avvalendosi di una vecchia legge del 1865, ha disapplicato il D.P.C.M. in quanto palesemente incostituzionale. Infatti, poiché il D.P.C.M. non è una legge ma un semplice atto amministrativo non è la Corte costituzionale che deve dichiararne l'illegittimità, ma è il giudice ordinario che può semplicemente disapplicarlo.<br />Del resto, non c'è dubbio che l'obbligo l'obbligo di permanenza domiciliare costituisca una misura restrittiva della libertà personale. E secondo l'art. 13 della Costituzione le misure restrittive della libertà personale possono essere adottate solo su «atto motivato dall'autorità giudiziaria e nei soli casi e modi previsti dalla legge». Secondo il G.I.P. del Tribunale dei Reggio Emilia da tale principio costituzionale discendono due corollari. Primo, «un DPCM non può disporre alcuna limitazione della libertà personale», trattandosi di un semplice atto amministrativo, anche se emesso dal Capo del Governo. Secondo, «neppure una legge (o un atto normativo avente forza di legge, qual è il decreto-legge) potrebbe prevedere in via generale e astratta, nel nostro ordinamento, l'obbligo della permanenza domiciliare disposto nei confronti di una pluralità indeterminata di cittadini».<br />In pratica, sostiene il G.I.P., avendo disapplicato, perché costituzionalmente illegittimo il DPCM, il falso ideologico contenuto nell'autocertificazione appare «necessariamente innocuo». Da qui il proscioglimento delle due donne perché il fatto non costituisce reato.<br />Ogni tanto in Italia la giustizia batte un colpo.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/44633212</guid><pubDate>Wed, 05 May 2021 08:02:16 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/44633212/lockdown_nascite_l_italia_si_suicida.mp3" length="13618781" type="audio/mpeg"/><itunes:author>BastaBugie</itunes:author><itunes:subtitle>TESTO DELL'ARTICOLO ➜ http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6564

+ LOCKDOWN - MENO NASCITE = L'ITALIA SI SUICIDA di Riccardo CascioliImmaginiamo che il presidente di una società di calcio si prefigga di vincere il campionato: sceglie...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6564" rel="noopener">http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6564</a><br /><br />+ LOCKDOWN - MENO NASCITE = L'ITALIA SI SUICIDA di Riccardo CascioliImmaginiamo che il presidente di una società di calcio si prefigga di vincere il campionato: sceglie l'allenatore più bravo, i dirigenti più in gamba; poi costruisce lo stadio di proprietà; crea una campagna di comunicazione per guadagnare simpatie e dare un'immagine adeguata alla società. Poi, siamo alla vigilia del campionato e il presidente si accorge che si è dimenticato di acquistare i calciatori. Una follia, si dirà. Impossibile. Già, ma questa è l'Italia di oggi, questo è ciò che il nostro governo sta facendo, ed è quello che dimostrano i dati Istat pubblicati ieri (con l'aggiunta di una analisi della natalità in Italia svolta dal presidente dell'Istat stessa, Gian Carlo Blangiardo).<br />In questi giorni si è molto parlato e molto fantasticato a proposito del Piano Nazionale di Ripresa e di Resilienza (PNRR) presentato dal nostro governo alla Commissione Europea, 210 miliardi di euro che dovrebbero rilanciare l'economia italiana, ulteriormente depressa dalla crisi pandemica. Transizione ecologica, digitale, mobilità sostenibile, inclusione, sono i principali capitoli di spesa per investimenti. Tralasciamo pure la questione, non secondaria, se questo sia il modo più efficace di rilanciare un'economia; il vero problema del PNRR è che non ci sono gli italiani, o meglio: saranno sempre meno, e insufficienti, gli italiani protagonisti dell'economia.<br />La crisi demografica dell'Italia, sempre più grave - e una delle cause fondamentali del declino economico - è stata semplicemente ignorata nel PNRR, esattamente come se il presidente di una squadra di calcio dimenticasse i giocatori. Teniamo conto che in 12 anni, le nascite sono calate del 30%, dalle 577mila del 2008 alle 404.000 del 2020, una vera e propria catastrofe.<br /><br />LE CONSEGUENZE DEL LOCKDOWN<br />E i dati forniti ieri dall'Istat rendono il quadro ancora più drammatico, perché al calo di nascite già previsto dall'andamento ormai pluriennale, si è aggiunto un ulteriore calo dovuto alle conseguenze della crisi pandemica. Da novembre 2020 infatti, c'è un improvviso calo di fecondità rispetto ai mesi precedenti, comparati con gli stessi mesi del 2019. Se fino a ottobre si registrava un calo medio del 2.7% rispetto all'anno precedente (in linea con la tendenza degli ultimi anni), a novembre si registra un -8.2% rispetto allo stesso mese del 2019 e a dicembre addirittura un -10.3%. A gennaio 2021 il calo poi cresce a -14.3%, per la prima volta con una media giornaliera al di sotto della barriera psicologica dei mille nati: 992 per la precisione, per un totale sul mese di 30.767 nati vivi. Nel gennaio 2020 la media era stata di 1.159 nascite. In totale nel gennaio 2021 sono nati 5.151 bambini in meno rispetto al gennaio 2020, vale a dire una cifra ben sette volte superiore al calo che nel 2020 si registrava rispetto al gennaio 2019 (-729 nati vivi). Un vero e proprio crollo che si aggiunge al già drammatico calo tendenziale delle nascite, tanto che ci si aspetta per il 2021 un totale di nati vivi ben al di sotto delle 400mila unità.<br />A cosa si deve questo ulteriore, drastico calo della fecondità? Alla paura, ci dice il professor Blangiardo. Alla paura scatenata dal virus che ha portato a una immediata contrazione dei concepimenti: novembre infatti coincide con i nove mesi dal marzo 2020, e la contrazione - come abbiamo visto - è andata aumentando. Il fatto che da parte delle autorità e dei media si continui a spargere terrore a piene mani di fronte a un virus certamente pericoloso ma gestibile in ben altro modo, lascia pensare che nei prossimi mesi vada ancora peggio.<br /><br />PERSI UN MILIONE DI ABITANTI<br />Il crollo delle nascite - che ha portato l'Italia a perdere in sette anni un milione di abitanti - è la vera emergenza...]]></itunes:summary><itunes:duration>852</itunes:duration><itunes:keywords>dpcm,istat,lockdown,nascite,tar</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/179d5ac5e0bcee55c01a0000e9a077b4.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Basta coprifuoco: è sbagliato e dannoso</title><link>https://www.spreaker.com/episode/basta-coprifuoco-e-sbagliato-e-dannoso--44520309</link><description><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜  <a href="http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6557" rel="noopener">http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6557</a><br /><br />BASTA COPRIFUOCO: E' SBAGLIATO E DANNOSO di Matteo Carnieletto"Abbiamo affrontato un fenomeno complesso come il Covid-19, articolato su più livelli della vita sociale e privata delle persone, solo in termini di salute. Così facendo, il discorso sanitario è diventato l'unico modo per risolvere questo problema. Abbiamo considerato i virologi - che come sempre accade nella scienza non hanno nessuna verità oggettiva e procedono per tentativi ed errori - come fossero i custodi di una verità a cui affidare la riorganizzazione intera sia dello spazio pubblico che privato. Se questo era comprensibile quando la pandemia è iniziata, è stato un errore grave continuare a farlo per gestire l'emergenza nel corso dell'anno seguente". Così Simone Regazzoni, filosofo, allievo di Jacques Derrida, amante (e praticante) degli sport di contatto.<br />Professore, è da un anno che, a targhe alterne, veniamo confinati in casa. Come mai?<br />Il primo grande errore è stato di mentalità: abbiamo risposto con una mentalità ristretta che ragionava solo in termini di sopravvivenza al problema Covid. Ora ci chiedono di continuare a usarla anche per il futuro, proprio ora che il fenomeno inizia ad avere una portata diversa attraverso i vaccini e altri tipi di risorse. Continuiamo ad avere i medici che, in tv, fanno il loro discorso a mo' di predica; hanno assunto un ruolo diverso dal medico, a metà strada tra un prete e un poliziotto: fanno la morale e pretendono che la loro morale abbia forza di legge. La politica troppo spesso è subalterna.<br />Per esempio?<br />La questione del coprifuoco, su cui ultimamente si è discusso, è un chiaro sintomo di questa mentalità ristretta. Tra l'altro, stiamo parlando di una misura estrema per una democrazia, che viene messa in atto quando ci sono minacce davvero epocali. In questo momento, coloro che sostengono il coprifuoco affermano anche che questa misura non ha alcun effetto positivo e che si tratta solo di un deterrente psicologico. Ma in una democrazia non è accettabile limitare le libertà fondamentali semplicemente perché i cittadini potrebbero far cattivo uso della propria libertà.<br />Sembra che ora ci siano i medici, e in particolare i virologi, al comando del Paese...<br />È giusto che i medici tutelino la nostra vita nei limiti delle loro competenze e del loro spazio, ma non possono e non devono occuparsi della totalità delle nostre vite: un cittadino non è un potenziale paziente. Una volta che sono tutelate le categorie più fragili, bisogna aprirsi al rischio, vale a dire alla vita. La vita è strutturalmente aperta al rischio e pensare di cancellare tutti pericoli non ha senso. C'è anche chi dice: "Saremo vaccinati ma, per anni, dovremo continuare a portare le mascherine". Tutto questo è politicamente pericoloso. Non è accettabile. Si è parlato di rischio ragionato: oggi dobbiamo rieducarci all'indocilità ragionata, come sosteneva il filosofo Michel Foucault. Noi non possiamo essere docili di fronte a tutto ciò che il medico di turno dice. Lui è libero di dire le sue opinioni, ma non è libero di decidere delle nostre vite.<br />Ma com'è possibile che tutto questo sia passato senza che nessuno abbia osato dire nulla?<br />Perché siamo stati esposti a un trauma. Non a caso le prime reazioni, un anno fa, erano: non è reale, è un film. Di fronte a qualcuno che dice "so io come salvarti", ci si adegua. È una reazione psicologica normale. Ma - passato il momento del trauma, dove è abbastanza razionale ragionare in termini di protezione assoluta - bisogna iniziare a costruire una risposta che vada al di là della semplice sopravvivenza. Ed è qui che c'è stato un vuoto discorsivo e il discorso medico ha monopolizzato la risposta. C'era bisogno di filosofi, psicologi, artisti, antropologi, e invece abbiamo affidato a qualche virologo questioni esistenziali su cui ha la stessa competenza del primo che passa.<br />Non è che forse era anche più comodo rimanere in casa?<br />Ci siamo abituati subito perché la società è strutturata attorno a vari dispositivi che ci rendono sopportabile, e anche amabile, lo stare rinchiusi in casa. Gli abbonamenti a Netflix, Zoom e tutto il resto. Sono diventate le nostre nuove zone di comfort. Questi dispositivi funzionano però per un certo periodo, poi si inceppano, soprattutto quando si inizia a sentire il bisogno di vita, della vitalità della vita. Ed è a questo punto che l'insofferenza viene criminalizzata, come abbiamo già visto (la scorsa estate andare in vacanza sembrava essere un comportamento immorale). Questo discorso va rigettato in toto. Noi non possiamo andare avanti così. Ciò che è accaduto ci stava nel momento del trauma, siamo diventati docili perché un tipo di discorso era efficace in quel momento (e poi perché noi non amiamo davvero la libertà, ma "stiamo bene" quando c'è un potere paternalista), poi l'insofferenza emerge. Ora è tempo di ringraziare i virologi, congedarli dalle tv e tornare a fare quella cosa rischiosa e bellissima che si chiama vita. Ci giochiamo ora l'avvenire... Dobbiamo riappropriarci dello spazio della vita. Questa è la vera scommessa.<br />Come ci si abitua al rischio? È possibile che la mia generazione, quella dei ragazzi che oggi hanno trent'anni, non contempli alcun tipo di rischio?<br />Credo ci sia stato un cattivo progetto pedagogico della generazione precedente. Abbiamo eliminato tutti i riti di passaggio perché erano traumatici (dall'esame a scuola a qualsiasi commento che mettesse in discussione la persona) e, non contenti, cerchiamo anche di eliminare qualsiasi cosa che possa fare male (cioè lasciare una qualche ferita). Questo non prepara a possibili traumi. Se uno ha una formazione del genere, appena arriva un trauma rischia di crollare.<br />Ci spieghi meglio, per favore...<br />A scuola qualsiasi cosa possa mettere in difficoltà i ragazzi viene esclusa ed è per questo che dobbiamo cambiare il discorso pedagogico. Dobbiamo tornare a far misurare le persone con le prove, perché una vita senza prove (eventi che accadono) è una vita che non è pronta alla vita. Il Covid-19 è stato uno di questi eventi, che ci dà la misura della difficoltà del nostro rapporto con il reale. L'esperienza è traumatica, significa misurarsi con qualcosa che può lasciare un segno. Imparare a vivere significa dare un significato a queste ferite. Siamo una società che ha detto che "non bisogna ferirsi". Ma così cancelliamo l'esperienza.<br />Gli sport di combattimento vengono citati a sproposito, sostenendo che chi pratica sport simili è un teppista. In realtà, seguendo il suo ragionamento, queste attività, che contemplano prove e sofferenza, potrebbero rappresentare una grande alternativa pedagogica...<br />Perché ci dobbiamo allenare in palestra? Ce lo insegna la storia: per affrontare le difficoltà della vita ed essere in grado di combattere. Ma oggi qualsiasi termine che rimandi al combattimento, al conflitto, è stato eliminato perché politicamente scorretto. Quando il conflitto arriva restiamo imbelli e ci chiudiamo in casa con internet. Se non abbiamo una disciplina dei corpi, questi saranno docilissimi al potere. Il potere in questo lockdown, in questo anno, ha agito sui nostri corpi perché li ha privati di movimento, di contatto.<br />Che rapporto abbiamo con il nostro corpo?<br />Siamo la società dell'immagine del corpo che rimuove i corpi in carne e ossa. Gli sport da contatto, dove possiamo sempre farci male, sono qualcosa che, nella tradizionale occidentale, rappresentava un elemento formativo fondamentale. I corpi sono docili perché manca consapevolezza di ciò che fai e la disciplina come cura e costruzione di sé. Gli sport da combattimento sono consapevolezza e disciplina. Chi fa sport da combattimento sa bene che deve misurarsi con il rischio, la paura, sa che ci si può far male, ma tutto questo non è altro che la vita. In un rapporto ci sono ferite, nella vita quotidiana ci sono sconfitte e traumi, e il soggetto è proprio chi sa costruire se stesso a partire da ferite, traumi, sconfitta.<br />Noi dobbiamo fare una battaglia non solo per sopravvivere ma per sentirci vivi, per sentire tutta la forza della vita. Senza disciplina manca la forza che dice: "Bene, passato il colpo traumatico troviamo la modalità per tornare là fuori". C'è questa voglia di tornare ai corpi oggi. È un passaggio fondamentale perché i nostri sono corpi spaesati, perduti. Abbiamo chiuso le palestre quando, in termini di risposta anche sanitaria, rimanere in forma e avere una buona massa magra sarebbe stato una cosa positiva. La nostra logica si è incardinata solamente su chiusure e vaccini. E ciò che c'è in mezzo? I corpi che non si allenano più e sono permeabili all'attacco virale? Le persone non si tengono in forma, non c'è modo di fornire una risposta attiva. "Uscite e allenatevi": questa sarebbe stata una risposta attiva, anziché "rinchiudetevi e non fate niente". C'è una partita interessante da giocare ora, ed è davvero la partita della vita.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/44520309</guid><pubDate>Tue, 27 Apr 2021 20:51:08 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/44520309/basta_coprifuoco_sbagliato_e_dannoso.mp3" length="13457448" type="audio/mpeg"/><itunes:author>BastaBugie</itunes:author><itunes:subtitle>TESTO DELL'ARTICOLO ➜  http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6557

BASTA COPRIFUOCO: E' SBAGLIATO E DANNOSO di Matteo Carnieletto"Abbiamo affrontato un fenomeno complesso come il Covid-19, articolato su più livelli della vita sociale e privata...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜  <a href="http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6557" rel="noopener">http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6557</a><br /><br />BASTA COPRIFUOCO: E' SBAGLIATO E DANNOSO di Matteo Carnieletto"Abbiamo affrontato un fenomeno complesso come il Covid-19, articolato su più livelli della vita sociale e privata delle persone, solo in termini di salute. Così facendo, il discorso sanitario è diventato l'unico modo per risolvere questo problema. Abbiamo considerato i virologi - che come sempre accade nella scienza non hanno nessuna verità oggettiva e procedono per tentativi ed errori - come fossero i custodi di una verità a cui affidare la riorganizzazione intera sia dello spazio pubblico che privato. Se questo era comprensibile quando la pandemia è iniziata, è stato un errore grave continuare a farlo per gestire l'emergenza nel corso dell'anno seguente". Così Simone Regazzoni, filosofo, allievo di Jacques Derrida, amante (e praticante) degli sport di contatto.<br />Professore, è da un anno che, a targhe alterne, veniamo confinati in casa. Come mai?<br />Il primo grande errore è stato di mentalità: abbiamo risposto con una mentalità ristretta che ragionava solo in termini di sopravvivenza al problema Covid. Ora ci chiedono di continuare a usarla anche per il futuro, proprio ora che il fenomeno inizia ad avere una portata diversa attraverso i vaccini e altri tipi di risorse. Continuiamo ad avere i medici che, in tv, fanno il loro discorso a mo' di predica; hanno assunto un ruolo diverso dal medico, a metà strada tra un prete e un poliziotto: fanno la morale e pretendono che la loro morale abbia forza di legge. La politica troppo spesso è subalterna.<br />Per esempio?<br />La questione del coprifuoco, su cui ultimamente si è discusso, è un chiaro sintomo di questa mentalità ristretta. Tra l'altro, stiamo parlando di una misura estrema per una democrazia, che viene messa in atto quando ci sono minacce davvero epocali. In questo momento, coloro che sostengono il coprifuoco affermano anche che questa misura non ha alcun effetto positivo e che si tratta solo di un deterrente psicologico. Ma in una democrazia non è accettabile limitare le libertà fondamentali semplicemente perché i cittadini potrebbero far cattivo uso della propria libertà.<br />Sembra che ora ci siano i medici, e in particolare i virologi, al comando del Paese...<br />È giusto che i medici tutelino la nostra vita nei limiti delle loro competenze e del loro spazio, ma non possono e non devono occuparsi della totalità delle nostre vite: un cittadino non è un potenziale paziente. Una volta che sono tutelate le categorie più fragili, bisogna aprirsi al rischio, vale a dire alla vita. La vita è strutturalmente aperta al rischio e pensare di cancellare tutti pericoli non ha senso. C'è anche chi dice: "Saremo vaccinati ma, per anni, dovremo continuare a portare le mascherine". Tutto questo è politicamente pericoloso. Non è accettabile. Si è parlato di rischio ragionato: oggi dobbiamo rieducarci all'indocilità ragionata, come sosteneva il filosofo Michel Foucault. Noi non possiamo essere docili di fronte a tutto ciò che il medico di turno dice. Lui è libero di dire le sue opinioni, ma non è libero di decidere delle nostre vite.<br />Ma com'è possibile che tutto questo sia passato senza che nessuno abbia osato dire nulla?<br />Perché siamo stati esposti a un trauma. Non a caso le prime reazioni, un anno fa, erano: non è reale, è un film. Di fronte a qualcuno che dice "so io come salvarti", ci si adegua. È una reazione psicologica normale. Ma - passato il momento del trauma, dove è abbastanza razionale ragionare in termini di protezione assoluta - bisogna iniziare a costruire una risposta che vada al di là della semplice sopravvivenza. Ed è qui che c'è stato un vuoto discorsivo e il discorso medico ha monopolizzato la risposta. 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Nonostante abbia approvato cinque diversi vaccini locali, il governo fatica a convincere gli abitanti a farsi inoculare. Se continuerà così, difficilmente potrà raggiungere l'obiettivo più volte annunciato di immunizzare entro giugno il 40% della popolazione. La Commissione nazionale per la salute ha dichiarato che presto saranno vaccinati 10 milioni di cinesi al giorno, contro i 3 attuali, e che questa settimana saranno distribuite in tutto il paese 140 milioni di dosi. Il problema, al di là delle scorte, è che i cinesi non vogliono vaccinarsi.<br />I motivi che alimentano la ritrosia dei cinesi sono diversi. Innanzitutto, è da almeno sei mesi che il governo si vanta urbi et orbi di aver azzerato i contagi. Se ancora si contano una ventina di nuovi casi al giorno in tutto il paese, il Partito comunista insiste nel dire che sono tutti contagi provenienti dall'estero. La retorica nazionale, inoltre, vuole che il virus stesso sia stato in realtà portato in Cina da soldati americani, tesi che contrasta con quella iniziale divulgata da Pechino, secondo cui era l'Italia ad aver contagiato il Dragone. Ma se è vero che da mesi, su 1,4 miliardi di abitanti, si contano appena un pugno di nuovi casi al giorno e se è vero che negli ultimi 12 mesi sono morte appena quattro persone, perché mai i cinesi dovrebbero temere il virus e vaccinarsi in massa?<br /><br />MANCANO I DATI SUI VACCINI CINESI<br />Il secondo motivo che spinge i cinesi a non immunizzarsi è, da un lato, l'inaffidabilità storica del governo e delle case farmaceutiche cinesi quando si tratta di vaccini, dall'altra, l'assenza di dati sui vaccini proposti da Pechino. CoronaVac, il siero di Sinovac, non ha ancora completato la fase 3 di sperimentazione. La reale efficacia del vaccino dunque non è ancora nota: dati parziali provenienti da Turchia, Indonesia e Brasile mostrano che il siero sarebbe efficace nel 91%, 65% e 50% dei casi rispettivamente. Una differenza importante che non aumenta certo la fiducia dei cinesi.<br />Anche dei due vaccini che sta sviluppando Sinopharm non sono ancora disponibili i dati definitivi della fase 3. Un portavoce dell'azienda ha dichiarato il 30 dicembre che sono efficaci al 79%, ma mancano ancora studi pubblicati. Mentre secondo gli Emirati Arabi Uniti, dove sta avvenendo una seconda sperimentazione, l'efficacia è dell'86%. Non è chiaro quali siano le ragioni alla base della discrepanza dei dati, ancora parziali. Sono ancora alla fase 3 di sperimentazione, inoltre, anche i vaccini di CanSino Biologics, sperimentato in Arabia Saudita, e di Anhui Zhifei Longcom.<br />C'è anche un problema legato alle scorte. Sinovac può produrre "solo" 300 milioni di dosi all'anno. La Cina punta a vaccinare 700 milioni di persone nei prossimi due mesi, ma allo stesso tempo ha concesso prestiti miliardari a molti paesi africani e dell'America Latina per permettere loro di acquistare dosi del vaccino. Dosi che però, al momento, non esistono.<br /><br />TROPPI SCANDALI LEGATI AI VACCINI<br />Al di là dell'assenza di dati e dosi, i cinesi non si fidano dei vaccini locali anche per la lunga serie passata di scandali. Nel 2019 a centinaia di bambini della provincia del Jiangsu è stato somministrato un vaccino per la polio scaduto. Nell'estate del 2018, almeno 250 mila bambini sono stati vaccinati per difterite, pertosse, tetano e rabbia con vaccini inefficaci. Pur di metterli in commercio, il produttore Changchun Changsheng aveva alterato i dati con la complicità di chi doveva controllare quei dati, il Wuhan Institute of Biological Products.<br />Nel 2013, 17 bambini morirono dopo aver ricevuto il vaccino contro l'epatite B realizzato dalla Shenzhen Kangtai Biological Products, di proprietà del "re dei vaccini" Du Weimin, lo stesso con cui collabora AstraZeneca per produrre in Cina il proprio siero. Nel 2010, il giornale statale China Youth Daily riportò che 180 mila dosi di un vaccino per la rabbia erano inefficaci. La notizia, scoperta mesi prima, fu riportata in ritardo. Nel frattempo, Du vendette la proprietà dell'azienda (Jiangsu Yanshen) che aveva realizzato quei finti vaccini.<br />Nel 2016 il governo ammise, a un anno di distanza dalla scoperta, che 88 milioni di dollari di vaccini per polio, rabbia, epatite B e per diverse altre malattie erano stati inoculati nella provincia dello Shandong anche se alterati. La compagnia che li aveva realizzati aveva deciso di risparmiare sulla refrigerazione, rendendoli potenzialmente letali.<br /><br />LA CINA PAGA CHI SI VACCINA<br />Questa lunga storia di scandali ha minato la credibilità delle campagna vaccinali in Cina. E anche se ora il governo prova a «incoraggiare» con il bastone o con la carota i cittadini a immunizzarsi contro il Covid-19, la maggior parte dei cinesi si tiene alla larga dai centri vaccinali. Secondo il Washington Post, molte scuole in tutto il paese vietano agli studenti non vaccinati di diplomarsi. A Pechino vengono offerti 50 o 100 yuan (6-12 euro) a tutti coloro che accettano di farsi immunizzare. In alcuni distretti della capitale vengono affissi striscioni con la scritta: «La vaccinazione è buona per il paese e per il popolo». Molti ristoranti offrono pasti gratis ai vaccinati.<br />Ma c'è anche chi usa il bastone. Nella provincia di Hainan, nella città di Wancheng, i funzionari comunisti hanno dichiarato che chi non si vaccinerà sarà inserito in una "lista nera" e non potrà più comprare da mangiare al mercato o salire sui mezzi pubblici. La notizia ha fatto scandalo in tutto il paese e il Partito comunista locale si è scusato. Difficile che l'iniziativa spingerà gli abitanti di Wancheng a farsi immunizzare con i vaccini di Sinovac e Sinopharm.<br /><br />Nota di BastaBugie: Riccardo Cascioli nell'articolo seguente dal titolo "Covid, migliaia di morti sull'altare del vaccino" spiega che i dati dimostrano l'efficacia delle terapie domiciliari precoci, ma il governo punta esclusivamente sull'obbligo vaccinale, cominciando dagli operatori sanitari. Tutto questo con l'aiuto indispensabile di una stampa di regime (vedi il caso Bruno Vespa) che legittima l'autoritarismo. Ma è sempre più chiaro che questa politica sanitaria è responsabile di migliaia di decessi che si potevano evitare.<br />Ecco l'articolo completo pubblicato su La Nuova Bussola Quotidiana il 2 aprile 2021:<br />La ricerca compiuta dall'Istituto Mario Negri di cui diamo conto oggi, non solo dimostra in modo definitivo la bontà e la necessità delle terapie domiciliari per contrastare il Covid-19; essa certifica anche il colpevole comportamento della politica (governi in primis) nell'aver contrastato in ogni modo i tentativi di cura per puntare esclusivamente sul vaccino. È da un anno che diamo puntualmente conto dei vari metodi di cura sperimentati con successo e che presentiamo le testimonianze dei dottori che, rischiando in proprio, dimostrano come curando in casa sin dai primi sintomi si evitano la stragrande maggioranza delle ospedalizzazioni e delle morti. Ma nello stesso tempo dobbiamo registrare la totale sordità e cecità delle autorità sanitarie, più preoccupate di alimentare lo stato di emergenza funzionale alla promozione della campagna vaccinale.<br />Da dove nasca questa politica sanitaria lo ha chiarito l'intervista da noi pubblicata nei giorni scorsi al professor Francesco Belli, che ha mostrato come negli ultimi venti anni ci sia stata una progressiva e generale cessione di sovranità sanitaria a favore di una Organizzazione Mondiale della Sanità (Oms) pesantemente condizionata dalle lobby vacciniste.<br />Ma il risultato con cui dobbiamo confrontarci è un bilancio di decine di migliaia di morti da Covid - causati dalla strategia "paracetamolo e attesa vigile" - che potevano e dovevano essere evitati; per non parlare delle conseguenze nefaste per malati di altre patologie gravi, della crescita esponenziale del disagio psichico soprattutto fra i giovani, della rovina economica di tanti settori che avrà drammatiche ricadute anche sul lato sanitario. Un vero e proprio disastro perseguito con cinica determinazione dalle autorità politiche e sanitarie con l'ausilio di una stampa di regime, più realista del re.<br />Dell'arroganza e della faziosità di certo giornalismo se ne è avuta l'ennesima dimostrazione l'altra sera quando Bruno Vespa, a Porta a Porta, ha bruscamente tolto la parola al dottor Mariano Amici - che contestava l'obbligatorietà della vaccinazione - dicendogli che «se lei non si vaccina io spero vivamente che lei venga radiato». È un atteggiamento che - aldilà della condivisibilità o meno di certe affermazioni del dottor Amici, e dando per scontato che nessuna sanzione arriverà a Vespa - dimostra con chiarezza l'avvenuta instaurazione di un regime che persegue la vaccinazione di massa. E più i provvedimenti sono irrazionali, più c'è bisogno di ricorrere a violenza e intimidazione per applicarli. La sparata di Vespa, ad esempio, accompagna il decreto del governo che rende obbligatoria la vaccinazione per gli operatori sanitari e i farmacisti, pena il trasferimento ad altre mansioni (anche dequalificanti) o la sospensione dello stipendio fino al 31 dicembre 2021.<br />Si tratta di un provvedimento grave, ingiusto e irrazionale che viola la libertà personale (complimenti al ministro della Giustizia ed ex presidente della Corte Costituzionale Marta Cartabia) senza oltretutto un evidente beneficio per la salute pubblica, dato che - lo dice lo stesso Istituto Superiore di Sanità - anche i vaccinati possono contagiare (sta già succedendo).<br />Molto si è detto e molto si dirà sui reali interessi e piani che stanno dietro a questa deriva autoritaria, cose che troppo facilmente vengono etichettate come cospirazionismo. Qui non ci interessa addentrarci in questo discorso, che pure è necessario affrontare, ma vogliamo restare ai fatti gravissimi facilmente documentabili.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/44246723</guid><pubDate>Wed, 07 Apr 2021 21:08:22 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/44246723/in_cina_si_vaccinano_in_pochi_solo_il_4.mp3" length="15044217" type="audio/mpeg"/><itunes:author>BastaBugie</itunes:author><itunes:subtitle>TESTO DELL'ARTICOLO ➜  http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6537

IN CINA SI VACCINANO IN POCHI (SOLO IL 4%) di Leone Grotti
La Cina ha vaccinato solo il 4% della popolazione. Nonostante abbia approvato cinque diversi vaccini locali, il governo...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜  <a href="http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6537" rel="noopener">http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6537</a><br /><br />IN CINA SI VACCINANO IN POCHI (SOLO IL 4%) di Leone Grotti<br />La Cina ha vaccinato solo il 4% della popolazione. Nonostante abbia approvato cinque diversi vaccini locali, il governo fatica a convincere gli abitanti a farsi inoculare. Se continuerà così, difficilmente potrà raggiungere l'obiettivo più volte annunciato di immunizzare entro giugno il 40% della popolazione. La Commissione nazionale per la salute ha dichiarato che presto saranno vaccinati 10 milioni di cinesi al giorno, contro i 3 attuali, e che questa settimana saranno distribuite in tutto il paese 140 milioni di dosi. Il problema, al di là delle scorte, è che i cinesi non vogliono vaccinarsi.<br />I motivi che alimentano la ritrosia dei cinesi sono diversi. Innanzitutto, è da almeno sei mesi che il governo si vanta urbi et orbi di aver azzerato i contagi. Se ancora si contano una ventina di nuovi casi al giorno in tutto il paese, il Partito comunista insiste nel dire che sono tutti contagi provenienti dall'estero. La retorica nazionale, inoltre, vuole che il virus stesso sia stato in realtà portato in Cina da soldati americani, tesi che contrasta con quella iniziale divulgata da Pechino, secondo cui era l'Italia ad aver contagiato il Dragone. Ma se è vero che da mesi, su 1,4 miliardi di abitanti, si contano appena un pugno di nuovi casi al giorno e se è vero che negli ultimi 12 mesi sono morte appena quattro persone, perché mai i cinesi dovrebbero temere il virus e vaccinarsi in massa?<br /><br />MANCANO I DATI SUI VACCINI CINESI<br />Il secondo motivo che spinge i cinesi a non immunizzarsi è, da un lato, l'inaffidabilità storica del governo e delle case farmaceutiche cinesi quando si tratta di vaccini, dall'altra, l'assenza di dati sui vaccini proposti da Pechino. CoronaVac, il siero di Sinovac, non ha ancora completato la fase 3 di sperimentazione. La reale efficacia del vaccino dunque non è ancora nota: dati parziali provenienti da Turchia, Indonesia e Brasile mostrano che il siero sarebbe efficace nel 91%, 65% e 50% dei casi rispettivamente. Una differenza importante che non aumenta certo la fiducia dei cinesi.<br />Anche dei due vaccini che sta sviluppando Sinopharm non sono ancora disponibili i dati definitivi della fase 3. Un portavoce dell'azienda ha dichiarato il 30 dicembre che sono efficaci al 79%, ma mancano ancora studi pubblicati. Mentre secondo gli Emirati Arabi Uniti, dove sta avvenendo una seconda sperimentazione, l'efficacia è dell'86%. Non è chiaro quali siano le ragioni alla base della discrepanza dei dati, ancora parziali. Sono ancora alla fase 3 di sperimentazione, inoltre, anche i vaccini di CanSino Biologics, sperimentato in Arabia Saudita, e di Anhui Zhifei Longcom.<br />C'è anche un problema legato alle scorte. Sinovac può produrre "solo" 300 milioni di dosi all'anno. La Cina punta a vaccinare 700 milioni di persone nei prossimi due mesi, ma allo stesso tempo ha concesso prestiti miliardari a molti paesi africani e dell'America Latina per permettere loro di acquistare dosi del vaccino. Dosi che però, al momento, non esistono.<br /><br />TROPPI SCANDALI LEGATI AI VACCINI<br />Al di là dell'assenza di dati e dosi, i cinesi non si fidano dei vaccini locali anche per la lunga serie passata di scandali. Nel 2019 a centinaia di bambini della provincia del Jiangsu è stato somministrato un vaccino per la polio scaduto. Nell'estate del 2018, almeno 250 mila bambini sono stati vaccinati per difterite, pertosse, tetano e rabbia con vaccini inefficaci. Pur di metterli in commercio, il produttore Changchun Changsheng aveva alterato i dati con la complicità di chi doveva controllare quei dati, il Wuhan Institute of Biological Products.<br />Nel 2013, 17 bambini morirono dopo aver ricevuto il vaccino contro l'epatite B realizzato dalla Shenzhen Kangtai Biological Products, di proprietà...]]></itunes:summary><itunes:duration>941</itunes:duration><itunes:keywords>cartabia,cina,covid,vaccini,vespa</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/1e5ca53df957fc41b53f7599cef00a75.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Manifestazioni in tutta Europa contro il regime sanitario</title><link>https://www.spreaker.com/episode/manifestazioni-in-tutta-europa-contro-il-regime-sanitario--44046149</link><description><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜<a href="http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6521" rel="noopener">http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6521</a><br /><br />MANIFESTAZIONI IN TUTTA EUROPA CONTRO IL REGIME SANITARIO<br />Migliaia di cittadini contro le restrizioni per il Covid adottate dai governi, ma i grandi media non ne parlano (intanto il Piemonte accelera sulle cure a domicilio)<br />di Paolo Gulisano<br />Non fanno notizia, non trovano cassa di risonanza nei TG nazionali e, quando qualche giornale si degna di parlare di queste manifestazioni, vengono sbrigativamente definite come "negazioniste", un termine usato completamente a sproposito, ma che sul lettore ha sempre il suo bell'effetto.<br />Si tratta delle manifestazioni che un po' in tutta Europa vedono scendere in piazza migliaia di cittadini. Proteste contro le misure restrittive, disposte dai governi per contenere la pandemia di Covid-19, sono state segnalate in Austria, Finlandia, Germania, Paesi Bassi (nella foto una protesta del 20 marzo ad Amsterdam), Regno Unito, Svizzera, ecc. Prima del raduno a Helsinki circa 300 persone hanno marciato per le strade della città, arrivando fino al Parlamento, intonando slogan come "Lasciate parlare la gente!". In Austria, circa mille persone hanno partecipato a manifestazioni contro le misure restrittive vicino alla stazione ferroviaria centrale di Vienna. In Svizzera, più di 5.000 manifestanti hanno sfilato in una marcia silenziosa a Liestal, a 15 chilometri a sud-est della città di Basilea.<br />In Italia, Milano ha visto due di queste iniziative nel giro di due settimane: la prima in Piazza del Duomo, con la partecipazione di migliaia di persone, e quindi sabato scorso all'Arco della Pace.<br /><br />CHI C'È DIETRO A QUESTE INIZIATIVE?<br />Inutilmente i cronisti intervenuti a queste manifestazioni hanno cercato di trovare la nota di colore: qualche sciamano, qualche terrapiattista, magari qualche estremista di destra che fa sempre comodo. Alle iniziative milanesi non si sono visti esponenti di partiti politici, nessuno dei quali in questo momento sembra seriemente intenzionato a contestare il pensiero mainstream.<br />Ad organizzare queste iniziative hanno pensato associazioni di cittadini, espressione del Paese reale, come si diceva un tempo. Gruppi di mamme preoccupate per il futuro dei propri figli, persone stanche delle restrizioni asfissianti imposte dal regime di salute pubblica, individui che vogliono salvaguardare i diritti garantiti dalla Costituzione. Persone che partecipano a queste manifestazioni - promosse attraverso la Rete - per far sentire la propria voce di protesta, la propria voglia di libertà, ma anche per capire, per ascoltare. Non è un caso che i protagonisti di queste manifestazioni siano dei professionisti, soprattutto medici.<br />La gente viene a queste manifestazioni per ascoltare le testimonianze di medici che hanno affrontato il Covid con le cure, in particolare con le cure domiciliari. E il tono di chi interviene non è tribunizio, giusto per strappare l'applauso della folla, ma pacato e documentato. Non per niente l'iniziativa svoltasi all'Arco della Pace di Milano aveva come titolo "Conferenza a cielo aperto: Rinasceremo con le cure". Una conferenza, non un comizio o un sit-in, per far conoscere quella realtà di cure che per molti italiani è ancora del tutto sconosciuta. Una conferenza per dare informazioni scientifiche, ma anche per tenere viva la speranza in persone ormai allo stremo psicologico. Persone talmente manipolate nella loro capacità di ragionare che sabato, al termine della manifestazione, pur dopo aver ascoltato le varie testimonianze dei medici, c'era tra loro chi poneva questa obiezione: strano che questi medici in un anno non siano riusciti a farsi sentire dalla massa... come mai la loro scoperta non è arrivata a chi è sempre a caccia di notizie? Come dire: se non ne hanno parlato le Iene o la D'Urso, vuol dire che tutto questo non esiste.<br /><br />LA REALTÀ NON PUÒ ESSERE NASCOSTA<br />In questo buio della ragione che stiamo attraversando, ciò che conta è tenere accesa la luce della ragionevolezza. Continuare a documentare una realtà che non può essere taciuta e nascosta. Una realtà che non rappresenta il tentativo più o meno empirico di medici di fronte ad una situazione disperata, ma un modo di procedere con criteri assolutamente scientifici, che potremmo definire Real life research: uno studio sulla vita reale. Senza magari aspettare l'esito dei cosiddetti "studi random a doppio cieco". Una ricerca che ormai si avvale anche dello scambio di informazioni con medici di tutto il mondo, che condividono evidenze cliniche e strategie terapeutiche.<br />Accanto ai medici, in queste manifestazioni compaiono poi gli avvocati, i quali hanno un compito fondamentale: difendere il diritto della persona alla cura, e difendere le libertà oggi sempre più limitate e svilite. Avvocati che possono e devono anche fare da tramite tra i cittadini che scendono coraggiosamente in piazza e le istituzioni, e che possono portare la voce sia di medici che di pazienti ai politici, sperando di trovare qualche interlocutore, qualcuno che con coraggio - come già avvenuto in Piemonte - possa sfidare il diktat governativo di "Tachipirina e vigile attesa" che tanto male ha già fatto. La voce di civile protesta di tanti cittadini ha il giusto diritto di essere ascoltata.<br /><br />Nota di BastaBugie: come notato in fondo al precedente articolo in Piemonte qualcosa si muove riguardo alle cure precoci al virus. Andrea Zambrano ne parla nell'articolo seguente dal titolo "Basta attesa senza cure: il Piemonte sfida le linee guida".<br />Ecco l'articolo completo pubblicato su La Nuova Bussola Quotidiana il 03-03-2021:<br />Nel nuovo protocollo medico licenziato dal Cts della Regione Piemonte e che verrà presentato oggi, troviamo sancito il principio della cura immediata del paziente. Addio vigile attesa e telemedicina con la somministrazione di solo paracetamolo. La decisione dell'assessore Luigi Icardi è una dichiarazione di guerra alle linee guida ministeriali che dal 30 novembre scorso non sono state ancora aggiornate nonostante ormai anche i sassi abbiano capito che la strategia della osservazione & attesa e della Tachipirina ai primi sintomi sia non solo fallimentare, ma anche dannosa, dato che se i ricoveri aumentano, buona parte di responsabilità sono da attribuire a questa indicazione.<br />«La vigile attesa? Assolutamente no, non la consideriamo proprio come una buona pratica», spiega Claudio Sasso, coordinatore area medicina territoriale del Dirmei, il Dipartimento interaziendale per le malattie infettive che è il braccio esecutivo dell'assessorato alla Sanita piemontese. «Il protocollo è incentrato sull'intervento immediato, tempestivo, sia diagnostico che terapeutico».<br />Una seconda novità è che le linee guida licenziate da Torino si discostano dalla pratica abituale ormai consolidata della diagnosi telefonica del medico. Pratica, quest'ultima, che ha fatto venire meno migliaia di visite con conseguente abbandono terapeutico. Dopo l'accordo sindacale con le associazioni di categorie dei medici di medicina generale, il Piemonte ribadisce quanto già i camici bianchi di famiglia in regione stanno facendo da un anno: «Visitare e curare al più presto».<br />Come? «Anzitutto una prima visita di persona affidata o al medico di medicina generale o alla Usca, in stretta condivisione tra di loro, poi con il monitoraggio anche a distanza del paziente, una volta decisa la terapia, che, di sicuro non avrà tra i suoi punti principali la Tachipirina, ma con antinfiammatori FANS, l'eparina, l'antibiotico, il cortisone, la vitamina D e con l'ormai negletta idrossiclorochina. «Siamo perfettamente consapevoli del dibattito che c'è nel mondo scientifico sul suo uso - prosegue Sasso alla Bussola -, ma sappiamo altresì che l'idrossiclorochina ha dimostrato di possedere un effetto antivirale in vitro e in modelli animali. Abbiamo quindi una minima speranza di successo se utilizzata nella fase precoce dell'infezione.<br />Quindi, non sarà l'unica terapia, ma pur all'interno di un percorso off label, sarà una delle armi che il medico in scienza e coscienza avrà modo di usare. In questo - aggiunge Sasso - la Regione dimostra di recepire la sentenza del Consiglio di Stato che ne sdogana l'utilizzo sulla base di ricerche specifiche condotte su pazienti curati precocemente».<br />La notizia dell'introduzione dell'idrossiclorochina, che già era presente nel primo protocollo licenziato a fine autunno, arriva contemporaneamente ad una nuova presa di posizione dell'Oms sull'antimalarico che non funziona se dato in fase di profilassi, un fatto scontato ormai e accettato da tutti. Anche per quanto riguarda le ricerche scientifiche sul suo uso (pubblicati a febbraio dalla rivista Cochrane) siamo ancora fermi a settembre scorso e comunque su pazienti già ospedalizzati, quando si sa che a quello stadio di malattia l'idrossiclorochina è del tutto inutile.<br />Insomma, i pochi studi sull'uso precoce del farmaco sono quelli di cui si sono serviti i medici per vincere il ricorso in Consiglio di Stato. E a quella decisione ora il Piemonte si adegua.<br />L'assessore Icardi è convinto che il protocollo sarà adottato anche da Abruzzo e Umbria, regioni che già avevano copiato le prime linee guida di Icardi.<br />«Non possiamo aspettare i ritardi del ministro della Salute: quella delle cure precoci del covid è una partita delle regioni, alla prossima conferenza Stato-Regioni chiederò al ministro Gelmini (titolare degli Affari Regionali) di farsi carico di questa urgenza: la gente deve essere curata a casa il più possibile».<br /> <br />Titolo originale: No al regime sanitario, c'è un'Europa che protesta<br />Fonte: La Nuova Bussola Quotidiana, 23-03-2021<br />Pubblicato su BastaBugie n. 709]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/44046149</guid><pubDate>Thu, 25 Mar 2021 11:13:42 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/44046149/manifestazioni_in_tutta_europa_contro_il_regime_sanitario.mp3" length="11715394" type="audio/mpeg"/><itunes:author>BastaBugie</itunes:author><itunes:subtitle>TESTO DELL'ARTICOLO ➜http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6521&#13;
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MANIFESTAZIONI IN TUTTA EUROPA CONTRO IL REGIME SANITARIO&#13;
Migliaia di cittadini contro le restrizioni per il Covid adottate dai governi, ma i grandi media non ne parlano...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜<a href="http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6521" rel="noopener">http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6521</a><br /><br />MANIFESTAZIONI IN TUTTA EUROPA CONTRO IL REGIME SANITARIO<br />Migliaia di cittadini contro le restrizioni per il Covid adottate dai governi, ma i grandi media non ne parlano (intanto il Piemonte accelera sulle cure a domicilio)<br />di Paolo Gulisano<br />Non fanno notizia, non trovano cassa di risonanza nei TG nazionali e, quando qualche giornale si degna di parlare di queste manifestazioni, vengono sbrigativamente definite come "negazioniste", un termine usato completamente a sproposito, ma che sul lettore ha sempre il suo bell'effetto.<br />Si tratta delle manifestazioni che un po' in tutta Europa vedono scendere in piazza migliaia di cittadini. Proteste contro le misure restrittive, disposte dai governi per contenere la pandemia di Covid-19, sono state segnalate in Austria, Finlandia, Germania, Paesi Bassi (nella foto una protesta del 20 marzo ad Amsterdam), Regno Unito, Svizzera, ecc. Prima del raduno a Helsinki circa 300 persone hanno marciato per le strade della città, arrivando fino al Parlamento, intonando slogan come "Lasciate parlare la gente!". In Austria, circa mille persone hanno partecipato a manifestazioni contro le misure restrittive vicino alla stazione ferroviaria centrale di Vienna. In Svizzera, più di 5.000 manifestanti hanno sfilato in una marcia silenziosa a Liestal, a 15 chilometri a sud-est della città di Basilea.<br />In Italia, Milano ha visto due di queste iniziative nel giro di due settimane: la prima in Piazza del Duomo, con la partecipazione di migliaia di persone, e quindi sabato scorso all'Arco della Pace.<br /><br />CHI C'È DIETRO A QUESTE INIZIATIVE?<br />Inutilmente i cronisti intervenuti a queste manifestazioni hanno cercato di trovare la nota di colore: qualche sciamano, qualche terrapiattista, magari qualche estremista di destra che fa sempre comodo. Alle iniziative milanesi non si sono visti esponenti di partiti politici, nessuno dei quali in questo momento sembra seriemente intenzionato a contestare il pensiero mainstream.<br />Ad organizzare queste iniziative hanno pensato associazioni di cittadini, espressione del Paese reale, come si diceva un tempo. Gruppi di mamme preoccupate per il futuro dei propri figli, persone stanche delle restrizioni asfissianti imposte dal regime di salute pubblica, individui che vogliono salvaguardare i diritti garantiti dalla Costituzione. Persone che partecipano a queste manifestazioni - promosse attraverso la Rete - per far sentire la propria voce di protesta, la propria voglia di libertà, ma anche per capire, per ascoltare. Non è un caso che i protagonisti di queste manifestazioni siano dei professionisti, soprattutto medici.<br />La gente viene a queste manifestazioni per ascoltare le testimonianze di medici che hanno affrontato il Covid con le cure, in particolare con le cure domiciliari. E il tono di chi interviene non è tribunizio, giusto per strappare l'applauso della folla, ma pacato e documentato. Non per niente l'iniziativa svoltasi all'Arco della Pace di Milano aveva come titolo "Conferenza a cielo aperto: Rinasceremo con le cure". Una conferenza, non un comizio o un sit-in, per far conoscere quella realtà di cure che per molti italiani è ancora del tutto sconosciuta. Una conferenza per dare informazioni scientifiche, ma anche per tenere viva la speranza in persone ormai allo stremo psicologico. Persone talmente manipolate nella loro capacità di ragionare che sabato, al termine della manifestazione, pur dopo aver ascoltato le varie testimonianze dei medici, c'era tra loro chi poneva questa obiezione: strano che questi medici in un anno non siano riusciti a farsi sentire dalla massa... come mai la loro scoperta non è arrivata a chi è sempre a caccia di notizie? Come dire: se non ne hanno parlato le Iene o la D'Urso, vuol dire che tutto questo non esiste.<br /><br />LA REALTÀ NON PUÒ...]]></itunes:summary><itunes:duration>733</itunes:duration><itunes:keywords>covid,manifestazioni,media,regime,sanitario</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/7a8101a45900c53e65b8a202ab423984.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Il Terrorismo Sanitario della repubblica e del corriere della sera (e del governo)</title><link>https://www.spreaker.com/episode/il-terrorismo-sanitario-della-repubblica-e-del-corriere-della-sera-e-del-governo--43846608</link><description><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜<a href="http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6510" rel="noopener">http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6510</a><br /><br />IL TERRORISMO SANITARIO DELLA REPUBBLICA E DEL CORRIERE DELLA SERA (E DEL GOVERNO)<br />Scaricare sui cittadini le colpe di chi gestisce la cosa pubblica è un vizio antico, che, però, in situazioni tragiche si amplifica, fino a innescare il classico gioco di terrorizzare la gente per spingerla ad accettare di buon grado restrizioni e rinunce alle libertà fondamentali<br />di Ruben Razzante<br />Lunedì il premier Mario Draghi, in occasione della Festa delle donne, ha prodotto un videomessaggio nel quale, con postura statica e linguaggio fermo, ha cercato di rincuorare l'opinione pubblica e di aprire un varco alla speranza. A un anno dal primo lockdown non si vede affatto l'uscita dal tunnel, anche perché, quando quell'uscita si materializzerà, coinciderà con l'ingresso in altri tunnel, quello della crisi socio-economica nera e dei drammi psichici ed esistenziali per milioni di persone.<br />A pagare dazio saranno in particolare le persone più fragili emotivamente e quelle appartenenti alle categorie più disagiate, dai disabili ai disoccupati. Ad esse, però, ha certamente già dato il colpo di grazia un circuito mediatico che, in particolare dalla seconda ondata del Covid in poi, ha puntato tutto sul terrorismo (non solo per ragioni di audience), mirando a colpevolizzare l'opinione pubblica più di quanto non abbiano fatto gli atteggiamenti spocchiosamente paternalistici del precedente governo e di alcuni governatori. Scaricare sui cittadini le colpe di chi gestisce la cosa pubblica è un vizio antico, che però, in situazioni tragiche come quella che stiamo vivendo, si amplifica, fino a innescare il classico gioco di terrorizzare la gente per spingerla ad accettare di buon grado restrizioni e rinunce alle libertà fondamentali.<br /><br />REPUBBLICA E IL CORRIERE DELLA SERA<br />Mesi fa il Corriere della Sera pubblicò in prima pagina il racconto di un malato di Covid che asseriva di essersi contagiato nel bagno di un aereo. Nulla di dimostrato, nulla di scientificamente documentabile, ma la cartina al tornasole del lucido e riconoscibile disegno "fobocratico" che su scala mondiale, anche con la complicità di certi media, punta a scardinare gli assetti di potere esistenti e a plasmare l'opinione pubblica secondo le nuove ideologie del green, del digital e dell'inclusione sociale.<br />Ieri Repubblica ha toccato l'acme del terrorismo mediatico. Non bastano più i titoloni in prima pagina su mortalità alle stelle (bassissima nelle fasce d'età under 60, ma non lo dice nessuno), terapie intensive al collasso (nelle regioni messe peggio c'è ancora la metà dei letti vuoti, ma non lo scrive nessuno), esplosione dei contagi (ma di che tipo? Quanto gravi? Non ce lo dice nessuno). Ora bisogna toccare le corde più delicate dell'animo umano per far accettare i nuovi lockdown alle porte. E allora via con l'album allegato al giornale, anzi che avvolge la prima pagina del giornale. Il titolo non lascia spazio a dubbi di sorta: 100.000. Sono gli italiani morti con il Covid in un anno. Ci sono i volti di molti di loro, ovviamente non tutti. Si ricorda che dopo la Seconda guerra mondiale non c'è mai più stata una strage di tale entità, con così tante vittime. Uno scenario apocalittico che turba la psiche delle persone e prepara la strada a nuove strategie di consolidamento del potere spacciate per strategie di contrasto alla pandemia. Eppure in Italia muoiono ogni anno circa 650.000 persone di altre patologie e in circostanze anche molto tragiche, ma nessuno se ne è mai ricordato con tale enfasi commemorativa. La pietas la meriterebbero tutti i morti, ancor più in un'ottica cristiana.<br /><br />INFORMAZIONE DI QUALITÀ O INFORMAZIONE DI REGIME?<br />Eppure l'informazione cosiddetta di qualità, cioè prodotta professionalmente da giornalisti iscritti all'Ordine e che sono obbligati al rispetto delle regole deontologiche che loro stessi si sono dati, dovrebbe essere imperniata su altre premesse. Proprio tre mesi fa il Consiglio nazionale dei giornalisti ha approvato una modifica al Testo unico dei doveri del giornalista del 2016 per introdurre elementi di ulteriore sobrietà nell'informazione medico-scientifica: evitare allarmismi e sensazionalismi, ancorare le valutazioni di patologie ed epidemie a inoppugnabili evidenze scientifiche e non a opinioni, pur autorevoli, ma non ancora avvalorate da fatti concludenti.<br />Tutto quello che invece hanno fatto molte trasmissioni televisive e gran parte dei quotidiani cartacei più diffusi è stato alimentare la "religione del lockdown" (ieri si è parlato con insistenza della necessità di riprodurre "il sistema Codogno", con chiusure totali), assecondare ogni spinta drammatizzante, accreditare il pensiero unico del Covid che propone un invitante trade-off tra allontanamento di ogni rischio di Covid e azzeramento di tutte le libertà: non soffri perché non rischi il covid, ma in cambio rinunci a vivere. Si rinuncia quindi a vivere per paura di morire di un virus che in Italia, anche e soprattutto perché non curato a casa nello stadio iniziale, ha ucciso in media 300 persone al giorno, mentre ogni anno ne muoiono poco meno di 2.000 al giorno per altre cause.<br />I media non possono rinunciare ad esercitare lo spirito critico per diventare megafoni  di questa manipolazione. Dovrebbero, in questo contesto più che mai, dimostrare professionalità e stimolare un dibattito sugli errori fatti sin qui dai governi, in Italia e in altri Stati, nella gestione dell'emergenza pandemica, e sui rimedi per convivere con il virus senza uccidere la socialità e la vitalità di cittadini, famiglie, imprese. È chiedere troppo?<br /> <br />Titolo originale: Terrorismo mediatico quotidiano per scaricare le colpe sui cittadini<br />Fonte: La Nuova Bussola Quotidiana, 10-03-2021<br />Pubblicato su BastaBugie n. 707]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/43846608</guid><pubDate>Thu, 11 Mar 2021 20:01:54 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/43846608/il_terrorismo_sanitario_della_repubblica_e_del_corriere_della_sera_e_del_governo.mp3" length="6029060" type="audio/mpeg"/><itunes:author>BastaBugie</itunes:author><itunes:subtitle>TESTO DELL'ARTICOLO ➜http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6510&#13;
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IL TERRORISMO SANITARIO DELLA REPUBBLICA E DEL CORRIERE DELLA SERA (E DEL GOVERNO)&#13;
Scaricare sui cittadini le colpe di chi gestisce la cosa pubblica è un vizio antico, che,...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜<a href="http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6510" rel="noopener">http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6510</a><br /><br />IL TERRORISMO SANITARIO DELLA REPUBBLICA E DEL CORRIERE DELLA SERA (E DEL GOVERNO)<br />Scaricare sui cittadini le colpe di chi gestisce la cosa pubblica è un vizio antico, che, però, in situazioni tragiche si amplifica, fino a innescare il classico gioco di terrorizzare la gente per spingerla ad accettare di buon grado restrizioni e rinunce alle libertà fondamentali<br />di Ruben Razzante<br />Lunedì il premier Mario Draghi, in occasione della Festa delle donne, ha prodotto un videomessaggio nel quale, con postura statica e linguaggio fermo, ha cercato di rincuorare l'opinione pubblica e di aprire un varco alla speranza. A un anno dal primo lockdown non si vede affatto l'uscita dal tunnel, anche perché, quando quell'uscita si materializzerà, coinciderà con l'ingresso in altri tunnel, quello della crisi socio-economica nera e dei drammi psichici ed esistenziali per milioni di persone.<br />A pagare dazio saranno in particolare le persone più fragili emotivamente e quelle appartenenti alle categorie più disagiate, dai disabili ai disoccupati. Ad esse, però, ha certamente già dato il colpo di grazia un circuito mediatico che, in particolare dalla seconda ondata del Covid in poi, ha puntato tutto sul terrorismo (non solo per ragioni di audience), mirando a colpevolizzare l'opinione pubblica più di quanto non abbiano fatto gli atteggiamenti spocchiosamente paternalistici del precedente governo e di alcuni governatori. Scaricare sui cittadini le colpe di chi gestisce la cosa pubblica è un vizio antico, che però, in situazioni tragiche come quella che stiamo vivendo, si amplifica, fino a innescare il classico gioco di terrorizzare la gente per spingerla ad accettare di buon grado restrizioni e rinunce alle libertà fondamentali.<br /><br />REPUBBLICA E IL CORRIERE DELLA SERA<br />Mesi fa il Corriere della Sera pubblicò in prima pagina il racconto di un malato di Covid che asseriva di essersi contagiato nel bagno di un aereo. Nulla di dimostrato, nulla di scientificamente documentabile, ma la cartina al tornasole del lucido e riconoscibile disegno "fobocratico" che su scala mondiale, anche con la complicità di certi media, punta a scardinare gli assetti di potere esistenti e a plasmare l'opinione pubblica secondo le nuove ideologie del green, del digital e dell'inclusione sociale.<br />Ieri Repubblica ha toccato l'acme del terrorismo mediatico. Non bastano più i titoloni in prima pagina su mortalità alle stelle (bassissima nelle fasce d'età under 60, ma non lo dice nessuno), terapie intensive al collasso (nelle regioni messe peggio c'è ancora la metà dei letti vuoti, ma non lo scrive nessuno), esplosione dei contagi (ma di che tipo? Quanto gravi? Non ce lo dice nessuno). Ora bisogna toccare le corde più delicate dell'animo umano per far accettare i nuovi lockdown alle porte. E allora via con l'album allegato al giornale, anzi che avvolge la prima pagina del giornale. Il titolo non lascia spazio a dubbi di sorta: 100.000. Sono gli italiani morti con il Covid in un anno. Ci sono i volti di molti di loro, ovviamente non tutti. Si ricorda che dopo la Seconda guerra mondiale non c'è mai più stata una strage di tale entità, con così tante vittime. Uno scenario apocalittico che turba la psiche delle persone e prepara la strada a nuove strategie di consolidamento del potere spacciate per strategie di contrasto alla pandemia. Eppure in Italia muoiono ogni anno circa 650.000 persone di altre patologie e in circostanze anche molto tragiche, ma nessuno se ne è mai ricordato con tale enfasi commemorativa. La pietas la meriterebbero tutti i morti, ancor più in un'ottica cristiana.<br /><br />INFORMAZIONE DI QUALITÀ O INFORMAZIONE DI REGIME?<br />Eppure l'informazione cosiddetta di qualità, cioè prodotta professionalmente da giornalisti iscritti all'Ordine e che sono obbligati al rispetto...]]></itunes:summary><itunes:duration>377</itunes:duration><itunes:keywords>informazione,libera,sanitario,terrorismo</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/49e50df478d93b932c183d81b8572974.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Gli effetti collaterali del vaccino anti-covid</title><link>https://www.spreaker.com/episode/gli-effetti-collaterali-del-vaccino-anti-covid--43607288</link><description><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜<a href="http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6492" rel="noopener">http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6492</a><br /><br />GLI EFFETTI COLLATERALI DEI VACCINI ANTI-COVID<br />Gli effetti collaterali dei farmaci anti-Covid sono sempre stati esasperati per bloccarne l'uso... invece sui vaccini si minimizza: è in atto una sperimentazione di massa?<br />di Paolo Gulisano<br />I farmaci sono il mezzo con cui possiamo difenderci dalle malattie, con cui possiamo guarire. Ogni farmaco, come ben noto, può avere anche degli effetti collaterali, che vengono sempre doverosamente segnalati nelle schede tecniche, nei cosiddetti "bugiardini". Gli effetti collaterali sono un prezzo da pagare per la guarigione. Esiste un rapporto costi-benefici, o rischi-benefici, per ogni farmaco. Negli scorsi mesi ci è stato ampiamente dimostrato quando si trattava di utilizzare determinati farmaci per curare il Covid.<br />Ogni volta che veniva proposto l'utilizzo di un determinato farmaco, dagli antibiotici al cortisone, dall'aspirina alla clorochina, immancabilmente scattava una comunicazione mediatica tendente ad enfatizzare all'estremo i possibili effetti collaterali.<br />E i vaccini? Qui invece curiosamente si verifica un fenomeno opposto: la minimizzazione. Addirittura, nel caso dei decessi avvenuti nelle case di riposo, si è sentito dire che quelle persone novantenni morte nei giorni seguenti alla vaccinazione, sarebbero magari morte comunque viste la loro età e le condizioni di salute precarie. Il che, peraltro, si potrebbe dire anche delle decine di migliaia di ultraottantenni malati di gravi patologie croniche la cui morte è stata attribuita al Covid, contratto magari in stato terminale. Due pesi e due misure: la norma non scritta che sovrintende la gestione della pandemia.<br />Ma torniamo agli effetti collaterali: abbiamo ora a disposizione dei dati ufficiali riguardanti gli eventi avversi dei vacini anti Covid.<br /><br />I DATI UFFICIALI<br />L'Aifa ha pubblicato nei giorni scorsi il primo Rapporto di farmacovigilanza sui vaccini COVID-19. I dati riguardano le segnalazioni di sospetta reazione avversa registrate nella Rete Nazionale di Farmacovigilanza. Il periodo analizzato va dal 27 dicembre 2020 al 26 gennaio 2021 e i vaccini esaminati sono due: quello della Pfizer e quello di Moderna. Le segnalazioni peraltro riguardano soprattutto la prima dose del vaccino Pfizer (99%) e solo in minor misura il vaccino Moderna (1%).<br />Il che significa che mancano le segnalazioni degli effetti della seconda dose, che è quella che di fatto crea più problemi. Sono pervenute 7.337 segnalazioni di reazioni avverse su un totale di 1.564.090 dosi somministrate, di cui il 92,4% eventi non gravi. Di quel 7,6% di eventi definiti "gravi" non si sa nulla perché sono ancora in corso valutazioni. Infine, sono stati segnalati anche 13 decessi avvenuti nelle ore successive alla vaccinazione.<br />Se è vero, come si diceva all'inizio, che a volte gli effetti collaterali di un farmaco sono un prezzo accettabile da pagare per ottenere una guarigione, nel caso dei vaccini si tratta di persone sane che per prevenire una possibile malattia, non per curarla, hanno perso la vita o hanno subito dei danni alla loro salute. Un dato significativo che dovrebbe fare riflettere coloro che continuano a magnificare ciò che definiscono "l'antidoto". <br />Va sottolineato un altro aspetto importante: questa popolazione vaccinata è in gran parte costituita da operatori sanitari, e perciò persone anche giovani. Inoltre, dal momento che non esiste in Italia una farmaco-sorveglianza attiva, i numeri degli effetti avversi forniti dall'Aifa potrebbero essere decisamente sottodimensionati.<br /><br />LA SITUAZIONE IN EUROPA<br />Ma gli effetti collaterali dei vaccini arrivano da tutta Europa: in Germania ha fatto impressione la notizia riportata dal quotidiano Die Welt di pesanti effetti collaterali scatenati dal vaccino AztraZeneca tra il personale di ospedali e cliniche della Westfalia, dove i dipendenti hanno riferito di sentire così tanta spossatezza e dolori ossei da non riuscire nemmeno a stare in piedi. In un ospedale 37 persone su 88 risultano in malattia, e di conseguenza altre cliniche hanno annunciato di voler sospendere le vaccinazioni.<br />Infine, altri dati significativi vengono dalla Gran Bretagna. Qui il Governo ha reso noti i dati sugli effetti collaterali del vaccino Pfizer, ovvero le segnalazioni spontanee: il che significa che deve essere ancora verificato il nesso di causalità, ma significa anche che le reazioni avverse potrebbero essere molte di più, visto che non tutti le segnalano. Sono comunque dati importanti: sono stati segnalati nel report 70.314 eventi avversi, con 173 morti. Un numero impressionante. Se un qualunque farmaco, poniamo per esempio la clorochina, avessero fatto 173 morti in un mese, sarebbe stato già ritirato dal mercato.<br />Il report britannico segnala dettagliatamente la tipologia dei danni collaterali, che sono in gran parte quelli determinati dalla malattia. La gamma dei disturbi va da quelli metabolici a quelli osteomuscolari, fino ad altri tipi di conseguenze molto preoccupanti- anche perché responsabili della maggioranza dei decessi, di tipo neurologico e cerebrovascolare. Disturbi nervosi, sincopi, sintomi epilettici, cefalee, tremori. Ci sono stati anche 5 aborti tra vaccinate in gravidanza.<br />Sono stati rilevati anche 990 casi di alterazioni e disturbi psichici post vaccinazione. I disturbi dell'apparato respiratorio sono stati ben 2903, con 9 morti. Morti di polmoniti per un vaccino che dovrebbe prevenire le polmoniti. Numerosissime anche le reazioni di tipo allergico, soprattutto a carico della pelle, con 4792 casi di dermatiti, herpes, orticarie. Infine, 803 reazioni di tipo circolatorio, in gran parte vasculiti, anche letali.<br />Si tratta di un report impressionante. Nessun vaccino in uso ha tali e tante reazioni avverse. Ma d'altra parte, i vaccini in uso sono prodotti che hanno superato lunghe e accurate fasi di preparazione. Per i vaccini anti Covid, lo abbiamo detto da sempre, si è avuta tanta, troppa fretta, e si è intrapresa una sperimentazione di massa. Questi sono i risultati, e siamo solo all'inizio. <br /><br />Nota di BastaBugie: per approfondimenti si possono leggere altri articoli sui vaccini pubblicati fino ad ora.<br /><br />UNA SOLA DOSE DI VACCINO NON PROTEGGE DAL CORONAVIRUS<br />In Israele il 25% della popolazione è vaccinata, ma in 4.500 si sono infettati dopo la prima dose e 375 sono molto gravi (intanto la Norvegia ha capito che non conviene vaccinare gli anziani)<br /><a href="http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6441" rel="noopener">http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6441</a><br /><br />TRE PROBLEMI PER IL VACCINO ANTI-COVID<br />Il problema per la salute, il problema etico, il problema per la libertà<br />di Francesca Romana Poleggi<br /><a href="http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6426" rel="noopener">http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6426</a><br /><br />IL ''SACRO'' VACCINO: UNA COLOSSALE OPERAZIONE PROPAGANDISTICA<br />Il vaccino viene presentato come ''luce e speranza'', ma in realtà è un salto nel vuoto che non ci salverà<br />di Paolo Gulisano<br /><a href="http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6417" rel="noopener">http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6417</a><br /><br />LA PFIZER, LE FRODI SANITARIE E IL VACCINO CONTRO IL CORONAVIRUS<br />I tempi per il vaccino anti-Covid sono stati estremamente accelerati... ma è giusto che sia la popolazione a fare da cavia? (VIDEO: Inventori di malattie, con una intervista all'ex vicepresidente del settore marketing della Pfizer)<br />da Wikipedia<br /><a href="http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6405" rel="noopener">http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6405</a><br /> <br />Titolo originale: Effetti collaterali. L'altra faccia dei vaccini<br />Fonte: La Nuova Bussola Quotidiana, 22-02-2021<br />Pubblicato su BastaBugie n. 705]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/43607288</guid><pubDate>Tue, 23 Feb 2021 22:56:47 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/43607288/gli_effetti_collaterali_del_vaccino_anti_covid.mp3" length="7393279" type="audio/mpeg"/><itunes:author>BastaBugie</itunes:author><itunes:subtitle>TESTO DELL'ARTICOLO ➜http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6492&#13;
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GLI EFFETTI COLLATERALI DEI VACCINI ANTI-COVID&#13;
Gli effetti collaterali dei farmaci anti-Covid sono sempre stati esasperati per bloccarne l'uso... invece sui vaccini si...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜<a href="http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6492" rel="noopener">http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6492</a><br /><br />GLI EFFETTI COLLATERALI DEI VACCINI ANTI-COVID<br />Gli effetti collaterali dei farmaci anti-Covid sono sempre stati esasperati per bloccarne l'uso... invece sui vaccini si minimizza: è in atto una sperimentazione di massa?<br />di Paolo Gulisano<br />I farmaci sono il mezzo con cui possiamo difenderci dalle malattie, con cui possiamo guarire. Ogni farmaco, come ben noto, può avere anche degli effetti collaterali, che vengono sempre doverosamente segnalati nelle schede tecniche, nei cosiddetti "bugiardini". Gli effetti collaterali sono un prezzo da pagare per la guarigione. Esiste un rapporto costi-benefici, o rischi-benefici, per ogni farmaco. Negli scorsi mesi ci è stato ampiamente dimostrato quando si trattava di utilizzare determinati farmaci per curare il Covid.<br />Ogni volta che veniva proposto l'utilizzo di un determinato farmaco, dagli antibiotici al cortisone, dall'aspirina alla clorochina, immancabilmente scattava una comunicazione mediatica tendente ad enfatizzare all'estremo i possibili effetti collaterali.<br />E i vaccini? Qui invece curiosamente si verifica un fenomeno opposto: la minimizzazione. Addirittura, nel caso dei decessi avvenuti nelle case di riposo, si è sentito dire che quelle persone novantenni morte nei giorni seguenti alla vaccinazione, sarebbero magari morte comunque viste la loro età e le condizioni di salute precarie. Il che, peraltro, si potrebbe dire anche delle decine di migliaia di ultraottantenni malati di gravi patologie croniche la cui morte è stata attribuita al Covid, contratto magari in stato terminale. Due pesi e due misure: la norma non scritta che sovrintende la gestione della pandemia.<br />Ma torniamo agli effetti collaterali: abbiamo ora a disposizione dei dati ufficiali riguardanti gli eventi avversi dei vacini anti Covid.<br /><br />I DATI UFFICIALI<br />L'Aifa ha pubblicato nei giorni scorsi il primo Rapporto di farmacovigilanza sui vaccini COVID-19. I dati riguardano le segnalazioni di sospetta reazione avversa registrate nella Rete Nazionale di Farmacovigilanza. Il periodo analizzato va dal 27 dicembre 2020 al 26 gennaio 2021 e i vaccini esaminati sono due: quello della Pfizer e quello di Moderna. Le segnalazioni peraltro riguardano soprattutto la prima dose del vaccino Pfizer (99%) e solo in minor misura il vaccino Moderna (1%).<br />Il che significa che mancano le segnalazioni degli effetti della seconda dose, che è quella che di fatto crea più problemi. Sono pervenute 7.337 segnalazioni di reazioni avverse su un totale di 1.564.090 dosi somministrate, di cui il 92,4% eventi non gravi. Di quel 7,6% di eventi definiti "gravi" non si sa nulla perché sono ancora in corso valutazioni. Infine, sono stati segnalati anche 13 decessi avvenuti nelle ore successive alla vaccinazione.<br />Se è vero, come si diceva all'inizio, che a volte gli effetti collaterali di un farmaco sono un prezzo accettabile da pagare per ottenere una guarigione, nel caso dei vaccini si tratta di persone sane che per prevenire una possibile malattia, non per curarla, hanno perso la vita o hanno subito dei danni alla loro salute. Un dato significativo che dovrebbe fare riflettere coloro che continuano a magnificare ciò che definiscono "l'antidoto". <br />Va sottolineato un altro aspetto importante: questa popolazione vaccinata è in gran parte costituita da operatori sanitari, e perciò persone anche giovani. Inoltre, dal momento che non esiste in Italia una farmaco-sorveglianza attiva, i numeri degli effetti avversi forniti dall'Aifa potrebbero essere decisamente sottodimensionati.<br /><br />LA SITUAZIONE IN EUROPA<br />Ma gli effetti collaterali dei vaccini arrivano da tutta Europa: in Germania ha fatto impressione la notizia riportata dal quotidiano Die Welt di pesanti effetti collaterali scatenati dal vaccino AztraZeneca tra il personale di...]]></itunes:summary><itunes:duration>463</itunes:duration><itunes:keywords>collaterali,effetti</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/64f9c01289ff3f1aa09000e84ed732e5.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Una sola dose di vaccino non protegge dal Coronavirus</title><link>https://www.spreaker.com/episode/una-sola-dose-di-vaccino-non-protegge-dal-coronavirus--43021767</link><description><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜<a href="http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6441" rel="noopener">http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6441</a><br /><br />Stampa Articolo<br />Stampa Condividi su WhatsAppCondividi su FacebookCondividi su TwitterInvia ad un amicoCondividi<br />UNA SOLA DOSE DI VACCINO NON PROTEGGE DAL CORONAVIRUS<br />In Israele il 25% della popolazione è vaccinata, ma in 4.500 si sono infettati dopo la prima dose e 375 sono molto gravi (intanto la Norvegia ha capito che non conviene vaccinare gli anziani)<br />da Tempi<br />Una sola dose di vaccino non basta a proteggere in modo adeguato dal Covid-19. È quanto emerge dai dati diffusi da Israele, che ha già vaccinato 2,2 milioni di persone, oltre il 25 per cento della popolazione. Secondo la responsabile dei servizi di salute pubblica del ministero della Salute, dottoressa Sharon Elrai-Price, il 17 per cento degli israeliani in terapia intensiva in condizioni gravi aveva ricevuto la prima dose del vaccino.<br />Ad oggi, circa 4.500 persone in Israele sono state diagnosticate positive al coronavirus dopo aver ricevuto la prima dose del vaccino. Di queste, 375 sono state ricoverate in ospedale e sono in condizioni gravi o gravissime. Tra loro, 244 sono state trovate positive nella prima settimana dopo la vaccinazione, 124 nella seconda e 7 più di 15 giorni dopo la prima dose.<br />«Una sole dose del vaccino Pfizer e Moderna non basta a offrire una protezione sufficiente», ha quindi dichiarato durante una conferenza stampa Elrai-Price, criticando quanti hanno proposto, a causa della mancanza di un numero adeguato di vaccini, di immunizzare con una sola dose il maggior numero di persone possibile.<br />L'Istituto norvegese di salute pubblica, invece, ha messo in dubbio la ragionevolezza e la convenienza di vaccinare le persone più fragili e anziane della società. Su 35.000 persone circa immunizzate, 23 molto anziane sono morte poco dopo aver ricevuto il vaccino a causa di effetti collaterali comuni. «Per i più fragili», ha dichiarato l'Istituto, «anche gli effetti collaterali più blandi possono avere conseguenze gravi. Per chi non ha grandi aspettative di vita, i benefici del vaccino potrebbero essere marginali o irrilevanti».<br />La Norvegia sta dunque riflettendo sulla possibilità di non immunizzare le persone più anziane. I dati raccolti sono stati trasmessi a Pfizer, che li ha giudicati in linea con quanto scoperto dai propri studi. <br /><br />Nota di BastaBugie: Tommaso Scandroglio nell'articolo seguente dal titolo "L'etica in soccorso del medico che non vuole vaccinarsi" fa notare che sempre più medici non vogliono farsi vaccinare e sconsigliano il vaccino anti-Covid ai propri pazienti. Le associazioni di categoria minacciano perfino l'espulsione dall'Ordine. Ma l'etica è dalla loro parte. E per ora anche la legge.<br />Ecco l'articolo completo pubblicato su La Nuova Bussola Quotidiana il 14 gennaio 2021:<br />Sempre più medici non vogliono farsi vaccinare e sconsigliano il vaccino anti- Covid ai propri pazienti. Ad esempio, in Alto Adige il numero di «obiettori» tra medici e personale nelle Rsa è così alto che si è deciso di iniziare subito a vaccinare non i medici, come era stato preventivato, bensì gli over 80. Per Filippo Anelli, presidente della Federazione degli ordini dei medici (Fnomceo), sarebbero almeno un centinaio i ribelli in camice bianco e Anelli non esclude, a loro carico, una possibile radiazione dall'ordine.<br />Il presidente della Fnomceo però distingue il medico che non vuole vaccinare i propri pazienti da quello che non vuole vaccinarsi: «I medici no vax sono quelli che negano la validità del vaccino. Questo è incompatibile con la professione. Non è una cosa possibile. I medici sono parte integrante della comunità scientifica. In questi casi l'Ordine interviene comminando sanzioni, che arrivano anche alla radiazione. Molti medici no vax - in passato - sono stati radiati. Diversa la questione di chi non vuole vaccinarsi, perché bisogna bilanciare il diritto dell'individuo, in assenza di una legge che rende obbligatoria esplicitamente la vaccinazione, rispetto al dovere deontologico e anche alle norme di legge che prevedono che il vaccino diventi un requisito per non danneggiare gli altri».<br />Ancor più rigorosa la posizione di Giuseppe Ippolito, direttore scientifico dell'Istituto nazionale per le malattie infettive Spallanzani di Roma, che ha dichiarato: «Tutti gli operatori sanitari, a partire dai medici, devono vaccinarsi contro il Covid e se non vogliono essere vaccinati devono essere sospesi dal servizio perchè, appunto, non possono essere idonei al servizio che svolgono». Insomma, i disertori del vaccino devono passare per le armi.<br />In due case di riposo nel pavese, una a Voghera e una Dorno, metà dei dipendenti ha fatto sapere che non vorrà vaccinarsi. Giovanni Belloni, presidente della Simersa (Società italiana dei medici delle Rsa) ha chiesto ad un pool di tre avvocati se è possibile sanzionare questo personale sospendendoli dal lavoro per 8 mesi.<br />Dal punto di vista morale è apprezzabile o da condannare la scelta di questi medici di opporsi al vaccino? La scelta, con i distinguo che indicheremo a breve, è lecita per il semplice motivo che per tutti i vaccini anti-covid, prima della immissione in commercio, è mancata la IV fase, che sarebbe dovuta durare dai 2 ai 5 anni minimo, necessaria per verificare gli effetti collaterali a lunga scadenza. Non solo, ma iniziano a sorgere alcuni dubbi anche sui dati relativi alle precedenti fasi presentati da alcune case farmaceutiche e che riguardano i vaccini già in commercio (si legga l'interessante e recente «Pfizer and Moderna's "95% effective" vaccines-we need more details and the raw data» dell'autorevole Peter Doshi pubblicato sul «The British Medical Journal Opinion»).<br />Dunque, dato che manca una evidenza scientifica sulla efficacia a breve e a lungo termine dei vaccini, è legittima e da rispettare la decisione di non vaccinarsi se in coscienza si sono correttamente soppesati i pro e i contra (principio di efficacia/proporzionalità), anche perché, come vedremo, non esiste solo il vaccino per debellare il Covid (principio di necessità).<br />Per gli stessi motivi è lecita la scelta di non vaccinare i propri pazienti. Anche in questo caso, infatti, occorre tenere in considerazione il principio di efficacia unito a quello di necessità e dunque occorre fare dei distinguo. Il buon medico, in scienza e coscienza, non solo non dovrà accettare il vaccino sempre e comunque ad occhi chiusi, ma non dovrà nemmeno opporsi sempre e comunque al vaccino. Allo stato attuale qualsiasi scelta fatta a priori è da rigettare. La decisione di consigliare o meno la vaccinazione deve essere fatta solo a posteriori, cioè valutando caso per caso.<br />E dunque vi saranno soggetti che, anche se in futuro contrarranno il virus, andranno incontro ad un rischio remoto non solo di morire, ma anche di contrarre patologie severe. Il buon medico, in questi casi, potrebbe lecitamente sconsigliare il vaccino, proprio perché - lo ripetiamo - non abbiamo ancora una evidenza scientifica sulla sua efficacia, ossia - per usare un altro termine - sulla sua sicurezza e anche perché - e così veniamo al principio di necessità - il vaccino non è l'unica arma che abbiamo contro il Covid.<br />Infatti rifiutare in alcuni casi di consigliare la vaccinazione non significa scivolare verso l'abbandono terapeutico: nel caso in cui il soggetto di cui sopra si dovesse ammalare, si dovranno utilizzare le risposte terapeutiche adatte che ormai da mesi si stanno rivelando efficaci. In altri casi invece - pensiamo ad un paziente assai anziano gravato da molte e severe patologie - il medico potrebbe lecitamente consigliare la vaccinazione perché i rischi del vaccino sarebbero di minore portata rispetto ai rischi che potrebbe correre questo paziente nel caso in cui venisse in contatto con il virus. In breve: che il medico decida secondo scienza e coscienza caso per caso, così come ordinariamente ha sempre fatto per tutte le altre patologie e in relazione ai differenti quadri clinici dei propri pazienti.<br />Verificato che è moralmente lecito per il medico sia la decisione di vaccinarsi che di non vaccinarsi, sia la scelta di consigliare o di non consigliare la vaccinazione, appare evidente che anche sul piano giuridico - inteso sia nell'ambito legale che disciplinare - dovrebbe essere tutelata a favore del medico e del personale sanitario una libertà di curarsi e di curare. Rammentiamo in prima battuta che, dal punto di vista legale, non esiste un obbligo di vaccinarsi e di vaccinare. Neppure si potrebbe ipotizzare che il medico sia giudizialmente perseguibile perché ha esposto terze persone, non vaccinandosi o non consigliando la vaccinazione, ad un pericolo penalmente rilevante perché la mancata vaccinazione non rientra né tra i reati di pericolo concreto né in quelli di pericolo astratto o presunto, reati che il codice penale elenca in modo tassativo.<br />Ciò non toglie che, in ipotesi, un medico possa essere chiamato in giudizio perché un suo paziente, a cui egli aveva sconsigliato di vaccinarsi, sia poi morto per Covid dato che l'art. 40 cp così recita: «Non impedire un evento, che si ha l'obbligo giuridico di impedire, equivale a cagionarlo». In questi casi occorrerà verificare se, nel concreto, la mancata vaccinazione sia stata condicio sine qua non della morte del paziente.<br /> <br />Titolo originale: Israele conferma: Una dose di vaccino non basta a immunizzare dal Covid<br />Fonte: Tempi, 19 gennaio 2021<br />Pubblicato su BastaBugie n. 700]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/43021767</guid><pubDate>Wed, 20 Jan 2021 06:10:33 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/43021767/una_sola_dose_di_vaccino_non_protegge_dal_coronavirus.mp3" length="11086366" type="audio/mpeg"/><itunes:author>BastaBugie</itunes:author><itunes:subtitle>TESTO DELL'ARTICOLO ➜http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6441&#13;
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UNA SOLA DOSE DI VACCINO NON PROTEGGE DAL CORONAVIRUS&#13;
In...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜<a href="http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6441" rel="noopener">http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6441</a><br /><br />Stampa Articolo<br />Stampa Condividi su WhatsAppCondividi su FacebookCondividi su TwitterInvia ad un amicoCondividi<br />UNA SOLA DOSE DI VACCINO NON PROTEGGE DAL CORONAVIRUS<br />In Israele il 25% della popolazione è vaccinata, ma in 4.500 si sono infettati dopo la prima dose e 375 sono molto gravi (intanto la Norvegia ha capito che non conviene vaccinare gli anziani)<br />da Tempi<br />Una sola dose di vaccino non basta a proteggere in modo adeguato dal Covid-19. È quanto emerge dai dati diffusi da Israele, che ha già vaccinato 2,2 milioni di persone, oltre il 25 per cento della popolazione. Secondo la responsabile dei servizi di salute pubblica del ministero della Salute, dottoressa Sharon Elrai-Price, il 17 per cento degli israeliani in terapia intensiva in condizioni gravi aveva ricevuto la prima dose del vaccino.<br />Ad oggi, circa 4.500 persone in Israele sono state diagnosticate positive al coronavirus dopo aver ricevuto la prima dose del vaccino. Di queste, 375 sono state ricoverate in ospedale e sono in condizioni gravi o gravissime. Tra loro, 244 sono state trovate positive nella prima settimana dopo la vaccinazione, 124 nella seconda e 7 più di 15 giorni dopo la prima dose.<br />«Una sole dose del vaccino Pfizer e Moderna non basta a offrire una protezione sufficiente», ha quindi dichiarato durante una conferenza stampa Elrai-Price, criticando quanti hanno proposto, a causa della mancanza di un numero adeguato di vaccini, di immunizzare con una sola dose il maggior numero di persone possibile.<br />L'Istituto norvegese di salute pubblica, invece, ha messo in dubbio la ragionevolezza e la convenienza di vaccinare le persone più fragili e anziane della società. Su 35.000 persone circa immunizzate, 23 molto anziane sono morte poco dopo aver ricevuto il vaccino a causa di effetti collaterali comuni. «Per i più fragili», ha dichiarato l'Istituto, «anche gli effetti collaterali più blandi possono avere conseguenze gravi. Per chi non ha grandi aspettative di vita, i benefici del vaccino potrebbero essere marginali o irrilevanti».<br />La Norvegia sta dunque riflettendo sulla possibilità di non immunizzare le persone più anziane. I dati raccolti sono stati trasmessi a Pfizer, che li ha giudicati in linea con quanto scoperto dai propri studi. <br /><br />Nota di BastaBugie: Tommaso Scandroglio nell'articolo seguente dal titolo "L'etica in soccorso del medico che non vuole vaccinarsi" fa notare che sempre più medici non vogliono farsi vaccinare e sconsigliano il vaccino anti-Covid ai propri pazienti. Le associazioni di categoria minacciano perfino l'espulsione dall'Ordine. Ma l'etica è dalla loro parte. E per ora anche la legge.<br />Ecco l'articolo completo pubblicato su La Nuova Bussola Quotidiana il 14 gennaio 2021:<br />Sempre più medici non vogliono farsi vaccinare e sconsigliano il vaccino anti- Covid ai propri pazienti. Ad esempio, in Alto Adige il numero di «obiettori» tra medici e personale nelle Rsa è così alto che si è deciso di iniziare subito a vaccinare non i medici, come era stato preventivato, bensì gli over 80. Per Filippo Anelli, presidente della Federazione degli ordini dei medici (Fnomceo), sarebbero almeno un centinaio i ribelli in camice bianco e Anelli non esclude, a loro carico, una possibile radiazione dall'ordine.<br />Il presidente della Fnomceo però distingue il medico che non vuole vaccinare i propri pazienti da quello che non vuole vaccinarsi: «I medici no vax sono quelli che negano la validità del vaccino. Questo è incompatibile con la professione. Non è una cosa possibile. I medici sono parte integrante della comunità scientifica. In questi casi l'Ordine interviene comminando sanzioni, che arrivano anche alla radiazione. Molti medici no vax - in passato - sono stati radiati. Diversa la questione di chi non vuole vaccinarsi, perché...]]></itunes:summary><itunes:duration>693</itunes:duration><itunes:keywords>coronavirus,immunità,vaccino</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/984468401ec9c405c1a8938366bca1e7.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Il lockdown ci ha fatto bene?</title><link>https://www.spreaker.com/episode/il-lockdown-ci-ha-fatto-bene--42924463</link><description><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜<a href="http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=5523" rel="noopener">http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=5523</a><br /><br />LETTERE ALLA REDAZIONE: IL LOCKDOWN CI HA FATTO BENE<br />Secondo me questa situazione ci ha tolto tanti lussi e frivolezze che prima erano parte integrante della routine di buona parte dei giovani (ad esempio le discoteche)<br />di Giano Colli<br />Gentile redazione di BastaBugie,<br />vi seguo da circa 2-3 anni e ho trovato il vostro sito sempre molte interessante, in particolar modo per la grande quantità di tematiche trattate dal punto di vista cattolico come ad esempio i tantissimi articoli su matrimonio e famiglia, oppure quelli dedicati a smentire falsi miti contro la Chiesa che, a partire dalle scuole, si sono diffusi nell'immaginario collettivo. Insomma, pur ritenendo il vostro sito veramente ben fatto, vorrei condividere con voi un pensiero sugli ultimi numeri e, in particolare, sul dossier coronavirus.<br />Pur ritenendo questa epidemia un'epidemia molto blanda rispetto a tante altre epidemie che hanno mietuto molte più vittime, non me la sento, come invece sembrano affermare gli articoli che pubblicate, di dire che tutte le limitazioni della libertà siano un male. E anche se aveste ragione affermando tutto quello che dite sul coronavirus, non penso comunque che nella nostra società ormai sfasciata (divorzi, denatalità, aborto, unioni INcivili, terapie ormonali per il "cambio" di sesso anche per i bambini e, più in generale, il mancato riconoscimento da parte degli Stati occidentali - ma anche di buona parte degli uomini di Chiesa - della regalità sociale di Cristo) quella di preservare qualche libertà sia una priorità. Anzi, sono sempre più convinto che queste chiusure abbiano fatto involontariamente anche del bene, anche se ovviamente non voglio generalizzare perché conosco benissimo i danni che ha fatto ad esempio sui bambini.<br />Questa situazione infatti ci ha tolto tanti lussi e frivolezze che prima erano parte integrante della routine di buona parte dei giovani italiani. Un esempio fra tutte sono le discoteche che, scusatemi per l'espressione, sono ormai diventate un'orgia fra donne ubriache e svestite e maschi in cerca di sesso o di altre esperienze pseudo-sessuali. D'altronde è solo per quello che gli uomini vanno in discoteca. Un altro discorso invece sono le limitazioni all'esercizio pubblico del culto divino per cui, a mio avviso, avete fatto più che bene a battervi.<br />Vi invio questa mail nella speranza di aver detto qualcosa di utile e ci tengo a precisare che, coronavirus a parte, ho trovato degli articoli molto interessanti anche negli ultimi numeri. Ad esempio è stato commovente quello delle suore morte martiri nella rivoluzione francese ed è stata molto bella la risposta di Giano Colli riguardo alla lettera sulla storia di Santa Maria Maddalena de' Pazzi. Quindi, ovviamente, che continuerò a seguirvi.<br />Pietro<br /><br />RISPOSTA DEL DIRETTORE<br /><br />Caro Pietro,<br />grazie per l'affetto con cui ci segui.<br />Per quanto riguarda il Coronavirus noi abbiamo solo cercato di dire che le cure ci sono. Molti medici le stanno usando con discreti successi.<br />I vari lockdown sono un sintomo grave di perdita di libertà da parte dei cittadini. Comprendo la tua giusta critica alle discoteche, ma la clausura forzata e i coprifuoco, adottati principalmente per bloccare i giovani, da sempre più inclini a violare le regole, credo porterà a gravi danni per la loro crescita. Non difendo certo le discoteche che anch'io vedo come luoghi pericolosi da tanti punti di vista. Ma i divieti attuali non sono solo per le discoteche, ma per tutti i luoghi di ritrovo sociale, inclusi quelli sani e necessari per una vita normale.<br />Nel nostro dossier sul Coronavirus tocchiamo tanti altri temi. Ad esempio abbiamo cercato di dire che le cure per il coronavirus ci sono. Molti medici le stanno usando con discreti successi. Riporre solo nel vaccino la soluzione a tutti i problemi del Covid ci sembra sbagliato. Poi ognuno è libero di fare come crede. Chi vorrà vaccinarsi potrà farlo. Chi non lo vorrà, resterà senza vaccino.<br />Noi non siamo contro i vaccini per partito preso, né neghiamo che ci sia il coronavirus e le morti per esso. Solo facciamo notare alcune cose, ad esempio che il vaccino efficace contro la Sars di qualche anno fa NON è stato mai trovato, nonostante gli enormi investimenti. Possibile che in pochi mesi ci sia un vaccino sicurissimo ed efficacissimo?<br />Comunque ognuno è libero di crederlo e di vaccinarsi.<br />Insomma, degli oltre cento articoli pubblicati e raccolti nel nostro dossier, non mi pento di nessuno. Ovviamente poi i lettori potranno avere la loro opinione anche difforme dalla nostra, ma almeno avranno avuto la possibilità di sentire un'altra campana rispetto alla propaganda martellante di giornali e televisioni.<br />Caro Pietro grazie ancora per la tua mail.<br /> <br />Titolo originale: LETTERE ALLA REDAZIONE: IL LOCKDOWN CI HA FATTO BENE<br />Fonte: Redazione di BastaBugie, 13 gennaio 2021<br />Pubblicato su BastaBugie n. 699]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/42924463</guid><pubDate>Wed, 13 Jan 2021 23:28:48 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/42924463/lettere_all_redazione_il_lockdown_ci_ha_fatto_bene.mp3" length="5459799" type="audio/mpeg"/><itunes:author>BastaBugie</itunes:author><itunes:subtitle>TESTO DELL'ARTICOLO ➜http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=5523&#13;
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LETTERE ALLA REDAZIONE: IL LOCKDOWN CI HA FATTO BENE&#13;
Secondo me questa situazione ci ha tolto tanti lussi e frivolezze che prima erano parte integrante della routine di buona...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜<a href="http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=5523" rel="noopener">http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=5523</a><br /><br />LETTERE ALLA REDAZIONE: IL LOCKDOWN CI HA FATTO BENE<br />Secondo me questa situazione ci ha tolto tanti lussi e frivolezze che prima erano parte integrante della routine di buona parte dei giovani (ad esempio le discoteche)<br />di Giano Colli<br />Gentile redazione di BastaBugie,<br />vi seguo da circa 2-3 anni e ho trovato il vostro sito sempre molte interessante, in particolar modo per la grande quantità di tematiche trattate dal punto di vista cattolico come ad esempio i tantissimi articoli su matrimonio e famiglia, oppure quelli dedicati a smentire falsi miti contro la Chiesa che, a partire dalle scuole, si sono diffusi nell'immaginario collettivo. Insomma, pur ritenendo il vostro sito veramente ben fatto, vorrei condividere con voi un pensiero sugli ultimi numeri e, in particolare, sul dossier coronavirus.<br />Pur ritenendo questa epidemia un'epidemia molto blanda rispetto a tante altre epidemie che hanno mietuto molte più vittime, non me la sento, come invece sembrano affermare gli articoli che pubblicate, di dire che tutte le limitazioni della libertà siano un male. E anche se aveste ragione affermando tutto quello che dite sul coronavirus, non penso comunque che nella nostra società ormai sfasciata (divorzi, denatalità, aborto, unioni INcivili, terapie ormonali per il "cambio" di sesso anche per i bambini e, più in generale, il mancato riconoscimento da parte degli Stati occidentali - ma anche di buona parte degli uomini di Chiesa - della regalità sociale di Cristo) quella di preservare qualche libertà sia una priorità. Anzi, sono sempre più convinto che queste chiusure abbiano fatto involontariamente anche del bene, anche se ovviamente non voglio generalizzare perché conosco benissimo i danni che ha fatto ad esempio sui bambini.<br />Questa situazione infatti ci ha tolto tanti lussi e frivolezze che prima erano parte integrante della routine di buona parte dei giovani italiani. Un esempio fra tutte sono le discoteche che, scusatemi per l'espressione, sono ormai diventate un'orgia fra donne ubriache e svestite e maschi in cerca di sesso o di altre esperienze pseudo-sessuali. D'altronde è solo per quello che gli uomini vanno in discoteca. Un altro discorso invece sono le limitazioni all'esercizio pubblico del culto divino per cui, a mio avviso, avete fatto più che bene a battervi.<br />Vi invio questa mail nella speranza di aver detto qualcosa di utile e ci tengo a precisare che, coronavirus a parte, ho trovato degli articoli molto interessanti anche negli ultimi numeri. Ad esempio è stato commovente quello delle suore morte martiri nella rivoluzione francese ed è stata molto bella la risposta di Giano Colli riguardo alla lettera sulla storia di Santa Maria Maddalena de' Pazzi. Quindi, ovviamente, che continuerò a seguirvi.<br />Pietro<br /><br />RISPOSTA DEL DIRETTORE<br /><br />Caro Pietro,<br />grazie per l'affetto con cui ci segui.<br />Per quanto riguarda il Coronavirus noi abbiamo solo cercato di dire che le cure ci sono. Molti medici le stanno usando con discreti successi.<br />I vari lockdown sono un sintomo grave di perdita di libertà da parte dei cittadini. Comprendo la tua giusta critica alle discoteche, ma la clausura forzata e i coprifuoco, adottati principalmente per bloccare i giovani, da sempre più inclini a violare le regole, credo porterà a gravi danni per la loro crescita. Non difendo certo le discoteche che anch'io vedo come luoghi pericolosi da tanti punti di vista. Ma i divieti attuali non sono solo per le discoteche, ma per tutti i luoghi di ritrovo sociale, inclusi quelli sani e necessari per una vita normale.<br />Nel nostro dossier sul Coronavirus tocchiamo tanti altri temi. Ad esempio abbiamo cercato di dire che le cure per il coronavirus ci sono. Molti medici le stanno usando con discreti successi. Riporre solo nel vaccino la...]]></itunes:summary><itunes:duration>342</itunes:duration><itunes:keywords>bene,lockdown</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e7b12445761896d1672f3ca7e2315182.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>La folle psicologia delle folle</title><link>https://www.spreaker.com/episode/la-folle-psicologia-delle-folle--42766021</link><description><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜<a href="http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6418" rel="noopener">http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6418</a><br /><br />LA FOLLE PSICOLOGIA DELLE FOLLE<br />In tempi di crisi le masse tendono a illudersi, sperando in un ''salvatore della patria'' che risolva i guai che le affliggono<br />di Luca Della Torre<br />In tempi di crisi le masse nella società civile tendono inevitabilmente a far convergere illusoriamente in politica le proprie speranze di salvezza in un demiurgo, un taumaturgo, un "salvatore della patria", che risolva provvidenzialmente, con granitica certezza, la matassa inestricabile dei funesti guai che le affliggono.<br />Sono trascorsi più di centovent'anni dalla pubblicazione di un fondamentale saggio per la storia politica mondiale del XX secolo, Psicologia delle folle, del celebre sociologo e storico francese Gustave le Bon. L'autore rappresentava acutamente l'inconscia responsabilità criminale delle masse, che, caratterizzate da emotività, ed irrazionale forza distruttiva, rinunziano all'esercizio della propria autonomia di giudizio e di discernimento, divenendo facile preda di ideologie-feticci in grado di suggestionarle verso idee-immagini, e slogan suggestivi, che in realtà tradiscono una volontà di sopraffazione politica della dignità della persona umana. È cosa ben nota alla storiografia che i grandi dittatori ispiratori delle criminali ideologie totalitarie del XX secolo, Stalin in URSS, Hitler in Germania, applicarono con meticolosa attenzione le riflessioni dell'opera dello studioso francese alle proprie prassi politiche. Nel quadro odierno delle relazioni internazionali in ambito geopolitico e giuridico, è molto preoccupante, agli occhi degli analisti, l'approccio disinvolto, irresponsabile di un eterogeneo milieu intellettuale che guarda al pensiero politico comunista ed alla sua applicazione nella prassi, come ad un fenomeno meritevole di apprezzamento per il futuro politico del terzo millennio. I fatti sono noti: la Repubblica Popolare cinese, retta dal primato del regime totalitario del Partito Comunista cinese è oggi il problema nodale per l'immediato futuro degli assetti politici di pace e sicurezza internazionale. Lo è per gli USA, per la UE, per la Russia, per l'India, per i principali modelli politici sociali ed economici liberali del pianeta. Impossessatosi delle tecniche economico finanziarie dell'economia di mercato capitalista, il Partito Comunista cinese ha da tempo sfidato concettualmente il sistema dei trattati giuridici che sono alla base della comunità internazionale e che garantiscono i diritti e le libertà civili e politici della persona umana secondo la piattaforma culturale di impronta occidentale, in nome del primato virtuoso della dittatura del partito unico di ispirazione marxista. L'Italia in particolare, brilla in questa sciagurata opera di "revisionismo" storico politico a favore di una delle ideologie più criminali e anticristiane che la Storia abbia mai subito, come dimostra un'intervista di Antonio Polito all'ex leader comunista, poi del PD, Massimo D'Alema, apparsa di recente sulle pagine del Corriere della Sera.<br /><br />D'ALEMA, IL LEADER CHE NON HA MAI PERSO OCCASIONE DI PERDERE<br />Polito è notoriamente un giornalista garbato e moderato, pur nella palude del mainstream postmarxista e globalista che guida quello che un tempo era il giornale più autorevole d'Italia. Di D'Alema, in verità con ironico sfottò, la stampa italiana coniò un celebre motto, ovvero che è il leader che "non ha mai perso occasione di perdere", alla luce di tutti i fallimenti dei suoi autoreferenziali progetti di leadership come Primo Ministro, Presidente della Repubblica, leader della sinistra europea.<br />Purtuttavia l'ex leader comunista è ad oggi membro di un noto think tank politico-economici proglobal, consulente del governo cinese a livello internazionale nello sviluppo del faraonico programma di dominio economico politico mondiale noto come il trattato Silk Belt Road, la "nuova via della seta cinese", che mira a creare una rete di Paesi strettamente dipendenti dal Dragone di Pechino nel quadro della cooperazione economica, militare, politica.<br />Ebbene, alla domanda del giornalista Polito sulla crisi strutturale dell'Europa e della sinistra italiana, D'Alema racconta che un nuovo partito di sinistra «in più dovrebbe avere una ideologia», «Una visione del mondo, un insieme di valori e un'idea del futuro». E che tale impronta ideologica si può trovare nell'esempio del defunto Partito comunista italiano (sic!). Dice infatti D'Alema che: «La serietà, il metodo, la responsabilità dei dirigenti, la qualità della loro formazione. Fu questo a trasformare un partito (il PCI, ndr) che era nato per fare la rivoluzione in un pilastro del sistema democratico». Questa è la lungimiranza strategica, il grado di discutibile maturità politica, il livello di pochezza culturale che traspare da una delle presunte "teste pensanti" del pensiero postmarxista in Italia nel nuovo millennio.<br />Polito, con sorniona abilità polemica fa presente nel corso dell'intervista che D'Alema tiene ancora nel suo ufficio, seppur pudicamente poggiato per terra, un ritratto del criminale dittatore sovietico, Iosif Stalin. Ora, al netto dell'aneddoto, è altrettanto comprovato che a livello di analisi accademica, diplomatica e istituzionale, presso i centri di ricerca politologica e giuridica, sia riconosciuto che il sistema della democrazia occidentale liberale, liberista, laicista, perda sempre più fascino. In questo frangente più importante di tutte è la questione della identità: culturale, politica, religiosa, storica. La crisi politica internazionale, un vero e proprio conflitto "freddo" che purtroppo volge sempre più, giorno dopo giorno - come ben si legge nelle veline riservate delle diplomazie occidentali, da Washington a Bruxelles, in India come in Giappone, in Australia - verso un confronto in chiave militare con regimi aggressivi e criminali come quello di Pechino è infatti in primo luogo una crisi occidentale: come osserva il celebre politologo USA Samuel Huntington mentre la Cina ha continuato a crescere in modo impetuoso, proprio perché unificata dal granitico suggestivo diktat politico comunista e dal collante religioso del confucianesimo, l'Europa ha abbandonato la coscienza della propria identità.<br /><br />EVVIVA IL COMUNISMO E CHI LO VOTERÀ<br />In verità nessuno ha voglia di abbandonare la propria identità in modo semplice, poiché l'elemento identitario è il collante che da senso al vivere comune di una società: di fronte al nihilista dramma della rinunzia in ambito giuridico istituzionale al patrimonio delle radici culturali, politiche, sociali cristiane, il risultato è l'approdo disperato di masse e di intellettuali alla D'Alema alle sirene distopiche di modelli liberticidi come il comunismo cinese in salsa capitalista.<br />Altre prove di questo preoccupante processo di de-formazione e dis-informazione delle masse? La redazione di Rai News, l'organo di informazione pubblica dello Stato italiano proprio martedì 22 scorso se ne è uscito con questo degradante inno al criminale regime comunista cinese: «La Cina, già con la Nuova Via della Seta, con questa "globalizzazione con caratteristiche cinesi", propone una visione inclusiva, in un certo senso di integrazione per il futuro del pianeta, pur tutelando beninteso, le sue ambizioni di grande potenza in grado di competere con gli USA. Laddove l'Occidente continua a rivolgere lo sguardo verso se stesso e a chiudersi per certi versi nella cultura dell'individualismo, di contro  l'Oriente, l'Estremo Oriente, privilegia la collettività, quel senso del bene comune di origine confuciana per cui l'individuo mette da parte se stesso per migliorare la società».<br />Se rileggiamo le altrettanto irresponsabili, grossolane dichiarazioni pubbliche di mons. Marcelo Sanchez Sorondo, Cancelliere della Pontificia Accademia delle Scienze Sociali, secondo cui «in questo momento quelli che realizzano meglio la dottrina sociale della Chiesa sono i cinesi», ci si rende conto senza difficoltà come la drammatica crisi etico-culturale strutturale del pensiero politico europeo [...] possa far scivolare le masse verso il piano inclinato delle sirene del comunismo del terzo millennio, nonostante la certificazione storica del fallimento dei sistemi sociali d'impronta comunista.<br /> <br />Titolo originale: Una pericolosa nostalgia di comunismo<br />Fonte: Corrispondenza Romana, 23 dicembre 2020<br />Pubblicato su BastaBugie n. 698]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/42766021</guid><pubDate>Sun, 03 Jan 2021 02:26:09 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/42766021/la_folle_psicologia_delle_folle.mp3" length="7486483" type="audio/mpeg"/><itunes:author>BastaBugie</itunes:author><itunes:subtitle>TESTO DELL'ARTICOLO ➜http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6418&#13;
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LA FOLLE PSICOLOGIA DELLE FOLLE&#13;
In tempi di crisi le masse tendono a illudersi, sperando in un ''salvatore della patria'' che risolva i guai che le affliggono&#13;
di Luca Della...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜<a href="http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6418" rel="noopener">http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6418</a><br /><br />LA FOLLE PSICOLOGIA DELLE FOLLE<br />In tempi di crisi le masse tendono a illudersi, sperando in un ''salvatore della patria'' che risolva i guai che le affliggono<br />di Luca Della Torre<br />In tempi di crisi le masse nella società civile tendono inevitabilmente a far convergere illusoriamente in politica le proprie speranze di salvezza in un demiurgo, un taumaturgo, un "salvatore della patria", che risolva provvidenzialmente, con granitica certezza, la matassa inestricabile dei funesti guai che le affliggono.<br />Sono trascorsi più di centovent'anni dalla pubblicazione di un fondamentale saggio per la storia politica mondiale del XX secolo, Psicologia delle folle, del celebre sociologo e storico francese Gustave le Bon. L'autore rappresentava acutamente l'inconscia responsabilità criminale delle masse, che, caratterizzate da emotività, ed irrazionale forza distruttiva, rinunziano all'esercizio della propria autonomia di giudizio e di discernimento, divenendo facile preda di ideologie-feticci in grado di suggestionarle verso idee-immagini, e slogan suggestivi, che in realtà tradiscono una volontà di sopraffazione politica della dignità della persona umana. È cosa ben nota alla storiografia che i grandi dittatori ispiratori delle criminali ideologie totalitarie del XX secolo, Stalin in URSS, Hitler in Germania, applicarono con meticolosa attenzione le riflessioni dell'opera dello studioso francese alle proprie prassi politiche. Nel quadro odierno delle relazioni internazionali in ambito geopolitico e giuridico, è molto preoccupante, agli occhi degli analisti, l'approccio disinvolto, irresponsabile di un eterogeneo milieu intellettuale che guarda al pensiero politico comunista ed alla sua applicazione nella prassi, come ad un fenomeno meritevole di apprezzamento per il futuro politico del terzo millennio. I fatti sono noti: la Repubblica Popolare cinese, retta dal primato del regime totalitario del Partito Comunista cinese è oggi il problema nodale per l'immediato futuro degli assetti politici di pace e sicurezza internazionale. Lo è per gli USA, per la UE, per la Russia, per l'India, per i principali modelli politici sociali ed economici liberali del pianeta. Impossessatosi delle tecniche economico finanziarie dell'economia di mercato capitalista, il Partito Comunista cinese ha da tempo sfidato concettualmente il sistema dei trattati giuridici che sono alla base della comunità internazionale e che garantiscono i diritti e le libertà civili e politici della persona umana secondo la piattaforma culturale di impronta occidentale, in nome del primato virtuoso della dittatura del partito unico di ispirazione marxista. L'Italia in particolare, brilla in questa sciagurata opera di "revisionismo" storico politico a favore di una delle ideologie più criminali e anticristiane che la Storia abbia mai subito, come dimostra un'intervista di Antonio Polito all'ex leader comunista, poi del PD, Massimo D'Alema, apparsa di recente sulle pagine del Corriere della Sera.<br /><br />D'ALEMA, IL LEADER CHE NON HA MAI PERSO OCCASIONE DI PERDERE<br />Polito è notoriamente un giornalista garbato e moderato, pur nella palude del mainstream postmarxista e globalista che guida quello che un tempo era il giornale più autorevole d'Italia. Di D'Alema, in verità con ironico sfottò, la stampa italiana coniò un celebre motto, ovvero che è il leader che "non ha mai perso occasione di perdere", alla luce di tutti i fallimenti dei suoi autoreferenziali progetti di leadership come Primo Ministro, Presidente della Repubblica, leader della sinistra europea.<br />Purtuttavia l'ex leader comunista è ad oggi membro di un noto think tank politico-economici proglobal, consulente del governo cinese a livello internazionale nello sviluppo del faraonico programma di dominio economico politico mondiale noto come...]]></itunes:summary><itunes:duration>468</itunes:duration><itunes:keywords>folle,inversa,psicologia</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/a257e6bf4efa9a3fc162b38a54bc7338.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Tre problemi per il vaccino anti-covid</title><link>https://www.spreaker.com/episode/tre-problemi-per-il-vaccino-anti-covid--42765923</link><description><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜<a href="http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6426" rel="noopener">http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6426</a><br /><br />TRE PROBLEMI PER IL VACCINO ANTI-COVID<br />Il problema per la salute, il problema etico, il problema per la libertà<br />di Francesca Romana Poleggi<br />L'argomento "vaccini sì - vaccini no" è divenuto un terreno di scontro ideologico. Lo dimostra la vicenda del dottor Grisanti finito dalle stelle alle stalle per aver pubblicamente espresso serie riserve sui vaccini anti coronavirus che sembra siano di imminente commercializzazione (anche se un giorno sì e uno no, si succedono smentite e contro-smentite; e, intanto, la mia vecchia madre - che vive a Roma, in zona centrale - ancora non riesce a fare il normale vaccino antinfluenzale, tanto raccomandato da tutti, perché "non è arrivato"). <br />Lungi da noi il voler assumere una posizione ideologica in materia (ci sembrano irragionevoli sia i "no vax" senza se e senza ma, sia quelli che vorrebbero obbligare tutti a fare tutti i vaccini che sono in circolazione), riteniamo necessario:<br />- in primis, conoscere le argomentazioni di chi non ritiene che i vaccini - e in particolare il prossimo eventuale vaccino anti Covid - siano efficaci e salutari per tutti e in tutti i casi; <br />- in secundis, riteniamo opportuno conoscere le argomentazioni di chi solleva rispetto a determinati vaccini - anche anti Covid - un problema etico (non necessariamente "religioso");<br />- e infine merita una riflessione la questione dell'obbligatorietà vaccinale in tempi in cui non si fa altro che osannare l'autodeterminazione.<br /> <br />1) IL PROBLEMA PER LA SALUTE: IL DNA FETALE NEI VACCINI<br />Quanto al primo punto, dovrebbe essere il medico curante a dire se il tal vaccino è efficace e salutare per il tal paziente, al netto del rischio ineliminabile di effetti collaterali (andrebbe anche approfondita la questione sollevata recentemente da Lyons et al. sull' International Journal of Environmental Research and Public Health secondo cui i bambini non vaccinati sono sorprendentemente più sani di quelli vaccinati). C'è poi una importante questione da chiarire. Molti vaccini sono derivati da cellule fetali: quindi, il Dna del feto entra inevitabilmente in circolo nell'organismo del ricevente. Ciò comporta seri rischi per la sua salute, perché potrebbe innescare un processo noto come "ricombinazione omologa" cui consegue la modifica del patrimonio genetico del ricevente il vaccino. Si formano cioè delle mutazioni e delle nuove cellule che il soggetto vaccinato non riconosce come proprie e scatenano una risposta cosiddetta "autoimmune", con le conseguenti malattie e disturbi dello spettro autistico.<br />La Food & Drug Administration statunitense (l'agenzia federale di controllo sui farmaci) e l'Oms, nel 2005, riconoscendo la sussistenza di rischi oncogeni associati alla presenza di DNA umano nei vaccini, avevano stabilito che doveva essercene meno di 10 ng (nanogrammi). Con il tempo vari ricercatori hanno dimostrato che il limite suddetto non viene quasi mai rispettato. Un esempio fra tanti, denunciato dall'associazione Corvelva: nel Priorix Tetra, usato nei bambini dagli 11 mesi fino ai 12 anni di età per morbillo, parotite, rosolia e varicella, sono state state riscontrate inizialmente quantità di DNA da 1 a 2,7 e poi fino a 3,7 microgrammi per fiala (1 microgrammo è uguale a 1000 nanogrammi). Questo viola anche la convenzione di Oviedo e altre norme internazionali che vietano la modificazione del patrimonio genetico degli esseri umani. <br />Quanto ai futuri vaccini anti Covid, quindi, riteniamo che per il rispetto del principio del consenso informato, sia necessario pretendere che ci sia la massima trasparenza sull'entità del Dna umano presente in essi. <br />Ma quale autorità si prenderà davvero a cuore la nostra salute su questo punto? L'Oms e gli altri enti di sorveglianza che finora hanno concesso ai produttori di vaccini di ignorare e di violare i suddetti limiti? <br />Il Charlotte Lozier Institute pubblica e aggiorna costantemente l'elenco dei vaccini etici e non etici che sono in circolazione. Nella tabella aggiornata al 10 novembre 2020 sono elencati i possibili vaccini SARS-CoV-2 (COVID-19) che utilizzano linee cellulari derivate dall'aborto (per la produzione e/o per il test del siero), e quelli che invece sono ricavati da cellule animali (scimmie, criceti, invertebrati), da vegetali, o che sono sequenze disegnate al computer, oppure che sono ricavati da cellule umane prelevate eticamente (per esempio dal cordone ombelicale). È indicato altresì il Paese di produzione, e a che punto è la ricerca (se è nella fase di sperimentazione o no).<br />Per esempio, si sente molto parlare del vaccino della Johnson & Johnson (coltivato sulla linea cellulare PER.C6, derivata dalla retina di un bambino di 18 settimane abortito nel 1985) o di quelli della Pfizer e di Moderna (testati sulle cellule HEK293, ricavate dai reni di una bambina sana abortita in Olanda nel 1973). Anche l'Istituto Europeo di Bioetica ha confermato l'uso di linee cellulari di feti abortiti in molti dei vaccini elencati dal Lozier Institute, come per esempio Astrazeneca dell'università di Oxford, Medicago (canadese), Altimmune (USA) e CanSino Biologics, Sinovac Biotech Co e Anhui Zhifei Longcom (cinesi). <br />Di contro, sono in preparazione anche tanti vaccini etici, in diverse parti del mondo, come per esempio quello della Sinopharm, in Cina, quello dell'Istituto di ricerca Giovanni Paolo II, in Usa, quello dell'istituto Pasteur e Themis and Merck o quello della Sanofi e GSK (franco-americani), uno sviluppato dall'Università del Queensland, in Australia, il CureVac tedesco, il Genexine coreano.<br /> <br />2) IL PROBLEMA ETICO<br />Quanto al secondo punto, invece, il problema etico relativo ai vaccini che all'origine hanno cellule tratte da bambini abortiti, non è trascurabile. Non si tratta, infatti, solo di feti abortiti nei lontani anni Sessanta, come si dicono alcuni: il Comitato cittadini per l'obiezione etico-religiosa, ha pubblicato diversi documenti che dimostrano il contrario. Per esempio gli autori di una ricerca cinese del 2015, Bo Ma et al., hanno indotto l'aborto in nove donne (e dato che siamo in Cina non è neanche detto che fossero consenzienti...).<br />E non si tratta del semplice uso (o abuso) di piccoli cadaveri, perché ci sono diversi studi e diverse testimonianze concordi nell'asserire che si cerca di far sopravvivere i bambini all'aborto per poter prelevare organi freschi: già nel 1987 ne parlava Peter McCullagh; più recentemente, nel 2016, la cosa è di nuovo emersa negli Usa, quando il Center for Medical Progress ha pubblicato una serie di video in cui David Daleiden, con telecamera nascosta, ha dimostrato i traffici di organi di bambini abortiti intercorsi tra la Planned Parenthood e le industrie farmaceutiche o le università. <br />Anche i ricercatori cinesi, che hanno indotto l'aborto alle nove donne citate poc'anzi, hanno fatto nascere vivi i bambini i cui organi intatti sono stati inviati ai laboratori per preparare le cellule di coltura dei vaccini.<br />In questo contesto non è rilevante l'essere o non essere favorevoli all'aborto. Il dilemma è di livello superiore e consiste nel decidere se sia lecito o no usare un essere umano. Anche per uno scopo in sé buono. Perché un "laico" come Kant diceva che l'uomo non può mai essere un mezzo ma è sempre un fine? <br />Chi ammette la liceità di usare qualcuno per il bene di qualcun altro assume che l'uno sia una persona di rango e dignità inferiore all'altro. A chi vogliamo dare il potere di stabilire quali sono gli individui di serie A e quelli di serie B? Chi ipoteticamente discriminasse gli esseri umani in base alla razza, al sesso, o alle opinioni politiche, sarebbe condannato senza appello dall'universo mondo per la violazione del principio di uguaglianza che è a fondamento delle Carte costituzionali di tutti i Paesi civili. <br />Le discriminazioni in base alla religione e all'età invece, sono tollerate: si vuole abolire l'obiezione di coscienza e i bambini nel grembo materno sono tanto piccoli da poter essere manipolati (e soppressi) senza remore. <br />Fin qui le questioni etiche, che però non importano a molti in una società materialista e utilitarista come la nostra.<br /> <br />3) IL PROBLEMA DELLA LIBERTÀ E DELL'AUTODETERMINAZIONE<br />Sul terzo punto, invece, tutti dovrebbero essere interessati, in quanto tutti siamo promotori dei diritti umani e in specie del diritto alla libertà. <br />Infatti, se il vaccino anti Covid, quale che sia, dovesse essere obbligatorio - come si sente dire in giro - e addirittura condicio-sine-qua-non per poter esercitare le libertà civili democraticamente garantite dalla Costituzione, saremmo davvero nel pieno di una dittatura, in un incubo distopico da far impallidire Huxley e Orwell.<br />Viceversa, in nome del principio dell'autodeterminazione che tanto è cara di questi tempi, chiediamo a gran voce la massima trasparenza sui vaccini che già sono in circolazione e su quelli anti Covid che saranno messi sul mercato: sia in relazione alla loro origine, sia in relazione agli effetti collaterali. Chiediamo la libertà di scegliere se vaccinarsi o meno. Perciò chiediamo che le autorità preposte alla vigilanza sui farmaci e alla tutela della nostra salute, a cominciare dall'Oms, siano libere da condizionamenti da parte delle industrie farmaceutiche che producono i suddetti vaccini e che perseguono l'ovvio e legittimo scopo di massimizzare il profitto. <br />Sappiamo che i principali finanziatori dell'Oms sono proprio le industrie farmaceutiche e la fondazione Bill e Melinda Gates, che partecipa sostanziosamente alla Gavi ("alleanza globale per i vaccini e l'immunizzazione"): è verosimile dunque che sia compromesso, per questa ragione, il primo dei "diritti umani", cioè il diritto alla verità, senza la quale è impossibile operare scelte davvero libere e responsabili.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/42765923</guid><pubDate>Sun, 03 Jan 2021 02:15:29 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/42765923/tre_problemi_per_il_vaccino_anti_covid.mp3" length="12163447" type="audio/mpeg"/><itunes:author>BastaBugie</itunes:author><itunes:subtitle>TESTO DELL'ARTICOLO ➜http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6426&#13;
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TRE PROBLEMI PER IL VACCINO ANTI-COVID&#13;
Il problema per la salute, il problema etico, il problema per la libertà&#13;
di Francesca Romana Poleggi&#13;
L'argomento "vaccini sì - vaccini...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜<a href="http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6426" rel="noopener">http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6426</a><br /><br />TRE PROBLEMI PER IL VACCINO ANTI-COVID<br />Il problema per la salute, il problema etico, il problema per la libertà<br />di Francesca Romana Poleggi<br />L'argomento "vaccini sì - vaccini no" è divenuto un terreno di scontro ideologico. Lo dimostra la vicenda del dottor Grisanti finito dalle stelle alle stalle per aver pubblicamente espresso serie riserve sui vaccini anti coronavirus che sembra siano di imminente commercializzazione (anche se un giorno sì e uno no, si succedono smentite e contro-smentite; e, intanto, la mia vecchia madre - che vive a Roma, in zona centrale - ancora non riesce a fare il normale vaccino antinfluenzale, tanto raccomandato da tutti, perché "non è arrivato"). <br />Lungi da noi il voler assumere una posizione ideologica in materia (ci sembrano irragionevoli sia i "no vax" senza se e senza ma, sia quelli che vorrebbero obbligare tutti a fare tutti i vaccini che sono in circolazione), riteniamo necessario:<br />- in primis, conoscere le argomentazioni di chi non ritiene che i vaccini - e in particolare il prossimo eventuale vaccino anti Covid - siano efficaci e salutari per tutti e in tutti i casi; <br />- in secundis, riteniamo opportuno conoscere le argomentazioni di chi solleva rispetto a determinati vaccini - anche anti Covid - un problema etico (non necessariamente "religioso");<br />- e infine merita una riflessione la questione dell'obbligatorietà vaccinale in tempi in cui non si fa altro che osannare l'autodeterminazione.<br /> <br />1) IL PROBLEMA PER LA SALUTE: IL DNA FETALE NEI VACCINI<br />Quanto al primo punto, dovrebbe essere il medico curante a dire se il tal vaccino è efficace e salutare per il tal paziente, al netto del rischio ineliminabile di effetti collaterali (andrebbe anche approfondita la questione sollevata recentemente da Lyons et al. sull' International Journal of Environmental Research and Public Health secondo cui i bambini non vaccinati sono sorprendentemente più sani di quelli vaccinati). C'è poi una importante questione da chiarire. Molti vaccini sono derivati da cellule fetali: quindi, il Dna del feto entra inevitabilmente in circolo nell'organismo del ricevente. Ciò comporta seri rischi per la sua salute, perché potrebbe innescare un processo noto come "ricombinazione omologa" cui consegue la modifica del patrimonio genetico del ricevente il vaccino. Si formano cioè delle mutazioni e delle nuove cellule che il soggetto vaccinato non riconosce come proprie e scatenano una risposta cosiddetta "autoimmune", con le conseguenti malattie e disturbi dello spettro autistico.<br />La Food & Drug Administration statunitense (l'agenzia federale di controllo sui farmaci) e l'Oms, nel 2005, riconoscendo la sussistenza di rischi oncogeni associati alla presenza di DNA umano nei vaccini, avevano stabilito che doveva essercene meno di 10 ng (nanogrammi). Con il tempo vari ricercatori hanno dimostrato che il limite suddetto non viene quasi mai rispettato. Un esempio fra tanti, denunciato dall'associazione Corvelva: nel Priorix Tetra, usato nei bambini dagli 11 mesi fino ai 12 anni di età per morbillo, parotite, rosolia e varicella, sono state state riscontrate inizialmente quantità di DNA da 1 a 2,7 e poi fino a 3,7 microgrammi per fiala (1 microgrammo è uguale a 1000 nanogrammi). Questo viola anche la convenzione di Oviedo e altre norme internazionali che vietano la modificazione del patrimonio genetico degli esseri umani. <br />Quanto ai futuri vaccini anti Covid, quindi, riteniamo che per il rispetto del principio del consenso informato, sia necessario pretendere che ci sia la massima trasparenza sull'entità del Dna umano presente in essi. <br />Ma quale autorità si prenderà davvero a cuore la nostra salute su questo punto? L'Oms e gli altri enti di sorveglianza che finora hanno concesso ai produttori di vaccini di...]]></itunes:summary><itunes:duration>761</itunes:duration><itunes:keywords>paziente,ricaduta,vaccino</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/2c995cfcf7e0f8654c047794cfc60620.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Il "sacro" vaccino: una colossale operazione propagandistica</title><link>https://www.spreaker.com/episode/il-sacro-vaccino-una-colossale-operazione-propagandistica--42710293</link><description><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜<a href="http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6417" rel="noopener">http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6417</a><br /><br />IL ''SACRO'' VACCINO: UNA COLOSSALE OPERAZIONE PROPAGANDISTICA<br />Il vaccino viene presentato come ''luce e speranza'', ma in realtà è un salto nel vuoto che non ci salverà<br />di Paolo Gulisano<br />Il 27 dicembre 2020 passerà alla storia come il V Day- Ovvero il Vaccination Day: il giorno in cui in tutta Europa venne scatenata contro il Covid la controffensiva del vaccino. Una sorta di Sbarco in Normandia. E' stato annunciato in termini così enfatici e retorici dalla Presidente tedesca della Commissione Europea: "Il Vaccination Day è un toccante momento di unità. La vaccinazione è la via d'uscita duratura dalla pandemia", ha scritto la Von Der Leyen in una nota pubblicata su Twitter. <br />Tecnicamente, le dosi del vaccino Pfizer/Biontech sono già state tutte consegnate ai Paesi della Ue, e giusto all'indomani può avere inizio la campagna di vaccinazione, in simultanea in tutti gli Stati membri per dare un segno di coesione e sottolineare la svolta, come ha precisato il capo dell'esecutivo europeo, sottolineando che da oggi si inizia a voltare pagina. "La vaccinazione ci riporterà gradualmente alla normalità", ha concluso ricordando di continuare a rispettare le norme igieniche di sicurezza finché l'obiettivo della campagna di vaccinazione non sarà raggiunto. Il V Day è dunque un evento anzitutto di grande valore simbolico, funzionale ad una colossale operazione propagandistica. Sappiamo bene che la propaganda, la strategia comunicativa, è uno dei cardini del Great Reset.<br /><br />UNA CAMPAGNA MEDIATICA PER RIMUOVERE OGNI DUBBIO SUI VACCINI ANTI COVID<br />Con il V Day non iniziano solo le procedure di vaccinazione, ma soprattutto inizia una campagna mediatica il cui scopo è rimuovere ogni dubbio sui vaccini anti Covid, convincere l'opinione pubblica della loro efficacia, sicurezza, e persino la loro doverosità morale e civile. Con il V Day si giunge alla conclusione di un lungo, capillare lavoro fatto dai media e dai social, per conto dei singoli governi e ora dalla stessa UE, per dare una precisa e univoca lettura dell'epidemia, che in sintesi può essere riassunta come segue:<br />Siamo di fronte ad un microrganismo di inusitata letalità. «Nei confronti della malattia causata da questo microrganismo non c'è alcuna cura. Solo un vaccino ci può salvare»<br />Per mesi queste sono state le parole d'ordine inculcate nella popolazione, con una forza e una determinazione che hanno sovrastato le voci libere di scienziati e di operatori della salute che erano in grado  di dimostrare che le cose non stavano così: che la letalità del virus non era quella con cui si cercava di terrorizzare le persone, e che la malattia era curabile con tutta una serie di farmaci, tutti invariabilmente negati. Così alla fine siamo arrivati al terzo punto, la soluzione finale.<br />A breve l'ente regolatorio europeo darà il proprio benestare ai vaccini di altre case farmaceutiche. Tutti hanno passato l'esame. Un successo incredibile, unico nella centenaria storia delle vaccinazioni. Tutti funzionano benissimo, e sono sicuri.<br />La storia della Medicina mostra molti esempi di gravi eventi avversi da vaccini immessi sul mercato in periodi di enormi pressioni e aspettative. Ci sono stati vaccini antipolio contaminati nel 1955, casi di sindrome di Guillain-Barré nei destinatari di vaccini antinfluenzali nel 1976 e narcolessia legata a una marca di vaccino antinfluenzale nel 2009.<br /><br />I VACCINI COVID-19 SALVERANNO VITE?<br />L'efficacia e la sicurezza dei vaccini immessi sul mercato saranno le parole che verranno ripetute per convincere i cittadini europei a sottoporsi alle vaccinazioni. Eppure persistono seri dubbi sull'uno e sull'altro di questi fondamentali criteri. Su un numero recente dell'autorevole British Medical Journal (BMJ 2020 371) intitolato Will covid-19 vaccines save lives? Current trials aren't designed to tell us ("I vaccini covid-19 salveranno vite? Le prove attuali non sono progettate per dircelo") ci rivela che nessuno degli studi di Fase III è stato impostato per provare l'efficacia dei vaccini sulla riduzione di esiti gravi come ricoveri ospedalieri, uso di cure intensive o decessi. Né i vaccini vengono studiati per determinare se possono interrompere la trasmissione del virus.<br />"L'individuazione di eventi avversi rari gravi richiederà lo studio di decine di migliaia di pazienti, ma questo requisito non sarà soddisfatto dall'adozione precoce di un prodotto che non ha completato la sua valutazione di prova completa", hanno dichiarato i ricercatori della Harvard Drug Policy Jerry Avorn e Aaron Kesselheim.<br />Gli studi sul vaccino Covid-19 sono attualmente progettati per classificare i risultati finali di efficacia una volta che 150-160 partecipanti allo studio sviluppano il covid-19 sintomatico e la maggior parte degli studi ha specificato almeno un'analisi ad interim che consente di terminare gli studi con ancora meno dati accumulati. Non disponiamo dunque di elementi sufficienti per valutare i benefici e i danni dei vaccini. Servirebbe ancora molto tempo e molti studi. Ma ormai la macchina vaccinale è lanciatissima, a tutta velocità. Il vaccino anti Covid, d'altra parte, non è più un farmaco. È molto di più: è "luce e speranza", e con questa aura di discutibile pseudo sacralità va incontro alla sua realizzazione.<br />Il V Day, anziché essere un Vaccination Day, rischia di essere un Vacuum Day, il giorno del salto nel vuoto.<br /><br />Nota di BastaBugie: l'autore del precedente articolo, Paolo Gulisano, nell'articolo seguente dal titolo "Lo scontro tra le due medicine" spiega l'emergere di due tipi di medicina. Una dalla parte dei pazienti e una di Stato dalla parte di chi detiene il potere e lo può dispensare ai propri leali collaboratori.<br />Ecco la parte conclusiva dell'articolo pubblicato su La Nuova Bussola Quotidiana il 19 dicembre 2020:<br />In riferimento allo spettacolo che il mondo medico sta offrendo di sé: che tipo di Scienza è la Medicina? È davvero così tutto relativo, opinabile, e alla fine ha ragione chi ha in mano le leve del potere, compresa quella della comunicazione?<br />L'epidemia in realtà sta facendo emergere due diversi tipi di Medicina, contrapposti e forse addirittura inconciliabili tra loro.<br />Da una parte c'è una Medicina - o meglio: dei medici - interpreti di una lunga tradizione di arte medica - l'arte del prendersi cura - che ha inizio con Ippocrate, Medici che si dedicano alla cura dei malati, e che di conseguenza cercano realisticamente, di fronte ad una situazione di emergenza, di diffusa sofferenza, di intervenire con tutte le proprie capacità, con tutte le proprie conoscenze, con tutte le evidenze scientifiche note, per curare e per guarire i malati. Sono nate così le varie che la Bussola ha portato a conoscenza dei lettori: i singolo medici, le equipe, i gruppi, che hanno messo in comune esperienze di cure efficaci. Una Medicina ippocratica, personalista, umanistica.<br />Dall'altra parte c'è una Medicina burocratica, spersonalizzata, collettivistica. La Medicina dei protocolli. Intesi non come linee guida utili alla pratica diagnostica e terapeutica, ma come rigidi e inamovibili paletti normativi, indifferenti alle nei confronti di  nuove scoperte, di nuove evidenze scientifiche. Indifferenti al fatto che si possa guarire e salvare tante persone: ciò che conta è la letteratura, le pubblicazioni, gli studi a doppio cieco, lavori scientifici che magari richiedono anni, mentre la gente muore qui ed ora, ed in attesa di validazioni da parte dei consessi autorevoli, non riceve altro che antipiretici sintomatici in attesa che la malattia evolva verso forme gravi, spesso fatali.<br />La prima Medicina è quella che ha messo in campo tutta la propria determinazione a curare le persone, la seconda è quella che ha sentenziato che non c'è cura: ci può essere solo la prevenzione basata sull'isolamento, sulla reclusione domiciliare, e quindi la prevenzione (non la cura) basata sui vaccini, vaccini da accogliere con fede cieca, senza discussioni, senza richiedere letteratura e pubblicazioni e studi accurati. Una Medicina di Stato, che non ammette discussioni, che pretende obbedienza cieca, pronta e assoluta. Da una parte una Medicina di umili e generosi professionisti, i cui nomi sono sconosciuti al grande pubblico: dall'altra parte una Medicina dei nuovi divi televisivi, dei ricercatori da salotto, dei maestri delle boutades.<br />Una Medicina dalla parte dei pazienti, e una Medicina dalla parte di chi detiene il potere, e lo può dispensare ai propri leali  collaboratori.<br />Voi a chi affidereste la vostra salute?<br /> <br />Titolo originale: Il ''sacro'' vaccino, un salto nel vuoto che non ci salverà<br />Fonte: La Nuova Bussola Quotidiana, 27-12-2020<br />Pubblicato su BastaBugie n. 697]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/42710293</guid><pubDate>Tue, 29 Dec 2020 20:11:23 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/42710293/il_22sacro_22_vaccino_una_colossale_operazione_propagandistica.mp3" length="9564577" type="audio/mpeg"/><itunes:author>BastaBugie</itunes:author><itunes:subtitle>TESTO DELL'ARTICOLO ➜http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6417&#13;
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IL ''SACRO'' VACCINO: UNA COLOSSALE OPERAZIONE PROPAGANDISTICA&#13;
Il vaccino viene presentato come ''luce e speranza'', ma in realtà è un salto nel vuoto che non ci salverà&#13;
di...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜<a href="http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6417" rel="noopener">http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6417</a><br /><br />IL ''SACRO'' VACCINO: UNA COLOSSALE OPERAZIONE PROPAGANDISTICA<br />Il vaccino viene presentato come ''luce e speranza'', ma in realtà è un salto nel vuoto che non ci salverà<br />di Paolo Gulisano<br />Il 27 dicembre 2020 passerà alla storia come il V Day- Ovvero il Vaccination Day: il giorno in cui in tutta Europa venne scatenata contro il Covid la controffensiva del vaccino. Una sorta di Sbarco in Normandia. E' stato annunciato in termini così enfatici e retorici dalla Presidente tedesca della Commissione Europea: "Il Vaccination Day è un toccante momento di unità. La vaccinazione è la via d'uscita duratura dalla pandemia", ha scritto la Von Der Leyen in una nota pubblicata su Twitter. <br />Tecnicamente, le dosi del vaccino Pfizer/Biontech sono già state tutte consegnate ai Paesi della Ue, e giusto all'indomani può avere inizio la campagna di vaccinazione, in simultanea in tutti gli Stati membri per dare un segno di coesione e sottolineare la svolta, come ha precisato il capo dell'esecutivo europeo, sottolineando che da oggi si inizia a voltare pagina. "La vaccinazione ci riporterà gradualmente alla normalità", ha concluso ricordando di continuare a rispettare le norme igieniche di sicurezza finché l'obiettivo della campagna di vaccinazione non sarà raggiunto. Il V Day è dunque un evento anzitutto di grande valore simbolico, funzionale ad una colossale operazione propagandistica. Sappiamo bene che la propaganda, la strategia comunicativa, è uno dei cardini del Great Reset.<br /><br />UNA CAMPAGNA MEDIATICA PER RIMUOVERE OGNI DUBBIO SUI VACCINI ANTI COVID<br />Con il V Day non iniziano solo le procedure di vaccinazione, ma soprattutto inizia una campagna mediatica il cui scopo è rimuovere ogni dubbio sui vaccini anti Covid, convincere l'opinione pubblica della loro efficacia, sicurezza, e persino la loro doverosità morale e civile. Con il V Day si giunge alla conclusione di un lungo, capillare lavoro fatto dai media e dai social, per conto dei singoli governi e ora dalla stessa UE, per dare una precisa e univoca lettura dell'epidemia, che in sintesi può essere riassunta come segue:<br />Siamo di fronte ad un microrganismo di inusitata letalità. «Nei confronti della malattia causata da questo microrganismo non c'è alcuna cura. Solo un vaccino ci può salvare»<br />Per mesi queste sono state le parole d'ordine inculcate nella popolazione, con una forza e una determinazione che hanno sovrastato le voci libere di scienziati e di operatori della salute che erano in grado  di dimostrare che le cose non stavano così: che la letalità del virus non era quella con cui si cercava di terrorizzare le persone, e che la malattia era curabile con tutta una serie di farmaci, tutti invariabilmente negati. Così alla fine siamo arrivati al terzo punto, la soluzione finale.<br />A breve l'ente regolatorio europeo darà il proprio benestare ai vaccini di altre case farmaceutiche. Tutti hanno passato l'esame. Un successo incredibile, unico nella centenaria storia delle vaccinazioni. Tutti funzionano benissimo, e sono sicuri.<br />La storia della Medicina mostra molti esempi di gravi eventi avversi da vaccini immessi sul mercato in periodi di enormi pressioni e aspettative. Ci sono stati vaccini antipolio contaminati nel 1955, casi di sindrome di Guillain-Barré nei destinatari di vaccini antinfluenzali nel 1976 e narcolessia legata a una marca di vaccino antinfluenzale nel 2009.<br /><br />I VACCINI COVID-19 SALVERANNO VITE?<br />L'efficacia e la sicurezza dei vaccini immessi sul mercato saranno le parole che verranno ripetute per convincere i cittadini europei a sottoporsi alle vaccinazioni. Eppure persistono seri dubbi sull'uno e sull'altro di questi fondamentali criteri. 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Il condizionale è d'obbligo, perché cosa sappiamo di questa cosiddetta variante inglese del Covid-19? È più mortale o più grave del ceppo originale? Quali sono i sintomi e le differenze tra i due? Al momento le informazioni disponibili  suggeriscono che la nuova variante di Covid scoperta in Inghilterra causa gli stessi sintomi del ceppo originale. Chi contrae il virus può quindi avere febbre, tosse secca e stanchezza o anche dolori muscolari, gola infiammata, mal di testa, congiuntivite, diarrea, perdita di gusto e olfatto. Insomma gli stessi sintomi del ceppo virale identificato quasi un anno in Cina. Compresi i sintomi gravi, come la difficoltà respiratorie.<br />Questo è ciò che proviene come informazioni dalle autorità inglesi. Tuttavia la notizia è esplosa in modo psicologicamente devastante proprio perché fa pensare all'opinione pubblica che dall'incubo pandemico non ci libereremo mai. Nuovi ceppi virali vogliono dire nuovi lockdown, nuove emergenze ospedaliere, il reiterarsi insomma degli scenari che abbiamo già conosciuto. E questo nuovo incubo ha un nome che evoca scenari distopici o fantascientifici: mutazioni.<br /><br />LE MUTAZIONI VIRALI SONO NORMALI<br />In realtà le mutazioni virali sono un evento che non ha nulla di eccezionale, perché sono frequenti, quasi la norma in microbiologia. Di fatto ci sono già state varie mutazioni di Covid-19 che si sono diffuse. Non si vede dunque il perché di questa frettolosa enfatizzazione del pericolo del New British Covid.  Semmai questo allarme dovrebbe far riflettere sui rischi di quelle scelte riguardanti le terapie da utilizzare contro il Covid-19 che possono aver selezionato un nuovo ceppo e prodotto la mutazione. Un'ipotesi preoccupante che si fa tra i ricercatori inglesi è che le mutazioni si siano sviluppate in un paziente affetto da Covid-19 per circa due mesi e curato con l'antivirale remdevisir, che potrebbe avere selezionato un virus in grado di sfuggire alle terapie.<br />Posto che - come sembra - la variante d'Oltremanica non sia più grave di quella fattaci pervenire lo scorso anno della Cina, ci sono però una serie di interrogativi riguardanti i nuovi scenari epidemiologici che potrebbero andare a configurarsi. In primo luogo: è possibile riconoscere il nuovo ceppo mutato e distinguerlo da quello originale? Con il test sierologico certamente sì, ma con i tamponi al momento nella stessa Inghilterra non è possibile individuare specificamente la nuova variante.<br />Quindi - almeno per un po' di tempo - il virus venuto da Albione rappresenterà soprattutto una minaccia fantasma, utile però per rinfocolare la paura e giustificare nuovi lockdown. <br /><br />NULLA CAMBIA PER I VACCINI<br />La domanda cruciale poi che molti si pongono è: cosa cambia per i vaccini? Nulla, è la risposta. La road map dell'organizzazione vaccinale prosegue - lei sì - senza alcuna mutazione. Dal presidente del Consiglio superiore di sanità Franco Locatelli al virologo Fabrizio Pregliasco, a Giacomo Gorini, ricercatore dello Jenner Institute dell'Università  di Oxford, sono arrivate immediatamente ferme e sicure rassicurazioni: i vaccini predisposti contro il Coronavirus dovrebbero mantenere la loro efficacia.<br />Tuttavia, secondo un importante immunologo, il professor Andrea Cossarizza, è assolutamente prematuro ipotizzare se la mutazione possa inficiare l'effetto del vaccino. «Dobbiamo basarci su evidenze scientifiche di cui oggi non siamo in possesso», ha affermato. In realtà sappiamo bene che esistono virus, come quelli influenzali, che mutano continuamente e che di conseguenza fanno sì che ogni anno si debbano mettere a punto nuovi vaccini. Potrà essere questo lo scenario futuro del Covid? Diventare un virus stagionale che muta anno per anno, e che ogni anno richiede milioni di nuove vaccinazioni? Potrebbe essere. A questo punto però è lecito chiedersi, di fronte ad un virus con queste caratteristiche, se la soluzione vera non stia nella ricerca sui farmaci che possano efficacemente curare il Covid, in tutte le sue possibili versioni mutate. Una soluzione più semplice e a portata di mano con le scoperte e le evidenze scientifiche in materia di terapia che stanno emergendo.<br /><br />Nota di BastaBugie: l'autore del precedente articolo, Paolo Gulisano, nell'articolo seguente dal titolo "Covid fino al 2025, l'assist di Science per il Grande Reset" spiega che tale affermazione non è sostenuta da nessuna evidenza medica e cozza con la storia delle grandi epidemie. Tutto è funzionale a mantenere il clima di terrore, con inevitabili conseguenze sul piano economico, politico e anche antropologico.<br />Ecco l'articolo completo pubblicato su La Nuova Bussola Quotidiana il 19 dicembre 2020:<br />Da qualche tempo si parla di Great Reset: il grande rivolgimento economico, sociale, politico, mondiale che è stato avviato utilizzando l'epidemia di Covid. Complottismo? Decisamente no. Basta andare a guardare il numero del 13 novembre dell'importante rivista Science per capire che il Covid, se non ci fosse, bisognerebbe proprio inventarlo, tanto è utile ai grandi cambiamenti, che necessariamente richiedono tempo. E così Science ci dice che l'emergenza Covid durerà fino al 2025, e che fino a tutto il 2022 si dovranno mettere in atto provvedimenti restrittivi delle libertà.<br />Da un punto di vista strettamente medico, è un'affermazione quantomeno singolare. Le grandi epidemie del passato, dalla Spagnola all'Asiatica, fino alla Sars del 2002, non sono mai durate più di un anno. Per quale motivo questo virus dovrebbe continuare a circolare imperterrito per altri cinque anni? Non viene data alcuna spiegazione scientifica. È una mera ipotesi, che va contro l'evidenza di tutta la storia delle epidemie.<br />Ma il vaccino? Non sarà lui, come ci viene annunciato da tempo, a liberare il mondo dal grande incubo? Non è detto, ci dice Science. Gli esseri umani sono infettati da diversi coronavirus stagionali con reazioni crociate. Nessuno provoca un'immunità completamente protettiva e le infezioni ripetute sono la norma. I vaccini tendono ad essere meno efficaci delle infezioni naturali nel provocare l'immunità e ci sono rischi di reazioni crociate avverse. Un ricercatore, Chadi M. Saad-Roy, ha quindi utilizzato una serie di modelli semplici per una varietà di scenari immunitari per prevedere futuri immunologici per la Sars-Cov-2, con e senza vaccini. I risultati del modello mostrano che la nostra conoscenza imperfetta del panorama immunitario imperfetto del coronavirus può dare origine a scenari divergenti che vanno dalle epidemie gravi ricorrenti all'eliminazione.<br />Sì, alla fine il Covid dovrebbe sparire, ma - ci viene detto - ci vorranno cinque anni. Il tempo di una guerra, più o meno la durata della Prima (1914-1918) e della Seconda Guerra Mondiale (1939-1945). Fino al 2025 dovremmo vivere nella paura, nel terrore. E questo piano quinquennale avrà inevitabili conseguenze economiche e politiche, ma anche psicologiche e perfino antropologiche, a nostro avviso. Il Grande Reset, appunto.<br />Secondo lo studio in questione, le misure di allontanamento sociale come le restrizioni alle riunioni pubbliche potrebbero dover rimanere in atto a intermittenza per almeno un altro paio di anni per contenere la diffusione del Covid-19. Queste dure misure che hanno già spinto l'economia mondiale in recessione potrebbero essere necessarie perché, secondo le proiezioni dei ricercatori, nuovi focolai di Sars-Cov-2 potrebbero (il condizionale è d'obbligo) ripresentarsi ogni inverno.<br />Ancora, e i vaccini? I ricercatori ammettono che potrebbero rivelarsi non sufficientemente efficaci. Almeno fino al 2024. Secondo lo studio, le ricorrenti epidemie invernali di Sars-Cov-2 si verificheranno nel corso dei prossimi anni dopo l'iniziale ondata pandemica più grave. Quindi, secondo le proiezioni dei ricercatori, che curiosamente escludono qualsiasi scoperta farmacologica atta a curare il virus, oltre a negare - ma questo sappiamo che è parte del pensiero mainstream - possibilità di trattamenti già esistenti, e persino mettendo appunto in dubbio l'immediata efficacia dei vaccini, non resta che continuare il distanziamento intermittente.<br />È molto probabile che tali modelli teorici verranno presto tradotti a livello internazionale in strategie di azione sanitaria ma anche in politiche economiche. Ciò avrà come conseguenza uno stato di guerra permanente, uno sconvolgimento della vita di milioni di persone, costrette a vivere con sempre minori libertà, aspettando che si formi un'immunità di gregge tale da far dichiarare cessato il pericolo. Anche se non è da escludere che la micidiale minaccia di nuove sedicenti epidemie non venga continuamente sbandierata da chi ne ha tutto l'interesse. È il caso di Mark Dybul - uno stretto collaboratore del mitico virologo americano Anthony Fauci - che nei giorni scorsi ha parlato di prossime future nuove pandemie.<br />Insomma, il clima di terrore e insicurezza deve continuare, e per i prossimi cinque anni la parola Covid non scomparirà affatto. Il tutto, lo ribadiamo con forza, contro ogni evidenza, perché in realtà il Covid potrebbe estinguersi in breve tempo come hanno fatto prima di lui tutti i virus pandemici.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/42636608</guid><pubDate>Wed, 23 Dec 2020 20:13:06 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/42636608/il_22nuovo_22_coronavirus_inglese_ci_condanna_fino_al_2025.mp3" length="12510771" type="audio/mpeg"/><itunes:author>BastaBugie</itunes:author><itunes:subtitle>TESTO DELL'ARTICOLO ➜http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6409&#13;
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IL ''NUOVO'' CORONAVIRUS INGLESE CI CONDANNA AD UNA SITUAZIONE DI EMERGENZA FINO AL 2025&#13;
Stessi sintomi, stesse cure e probabilmente stesso vaccino, ma serve per mantenere il...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜<a href="http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6409" rel="noopener">http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6409</a><br /><br />IL ''NUOVO'' CORONAVIRUS INGLESE CI CONDANNA AD UNA SITUAZIONE DI EMERGENZA FINO AL 2025<br />Stessi sintomi, stesse cure e probabilmente stesso vaccino, ma serve per mantenere il clima di terrore per giustificare nuovi lockdown<br />di Paolo Gulisano<br />Lo scrivevamo poco tempo fa, prendendo spunto da un articolo di Science: la crisi pandemica è destinata a durare fino al 2025.<br />Le notizie arrivate dall'Inghilterra hanno cominciato ad essere utilizzate per aumentare il tasso di paura nella popolazione che è già di per se altissimo: una "variante" del Sars-Cov 2 è stata identificata in Gran Bretagna, e il primo aspetto che è stato enfatizzato è la sua rapidità di trasmissione, che sarebbe fino al 70 per cento più elevata del virus finora dominante. Il condizionale è d'obbligo, perché cosa sappiamo di questa cosiddetta variante inglese del Covid-19? È più mortale o più grave del ceppo originale? Quali sono i sintomi e le differenze tra i due? Al momento le informazioni disponibili  suggeriscono che la nuova variante di Covid scoperta in Inghilterra causa gli stessi sintomi del ceppo originale. Chi contrae il virus può quindi avere febbre, tosse secca e stanchezza o anche dolori muscolari, gola infiammata, mal di testa, congiuntivite, diarrea, perdita di gusto e olfatto. Insomma gli stessi sintomi del ceppo virale identificato quasi un anno in Cina. Compresi i sintomi gravi, come la difficoltà respiratorie.<br />Questo è ciò che proviene come informazioni dalle autorità inglesi. Tuttavia la notizia è esplosa in modo psicologicamente devastante proprio perché fa pensare all'opinione pubblica che dall'incubo pandemico non ci libereremo mai. Nuovi ceppi virali vogliono dire nuovi lockdown, nuove emergenze ospedaliere, il reiterarsi insomma degli scenari che abbiamo già conosciuto. E questo nuovo incubo ha un nome che evoca scenari distopici o fantascientifici: mutazioni.<br /><br />LE MUTAZIONI VIRALI SONO NORMALI<br />In realtà le mutazioni virali sono un evento che non ha nulla di eccezionale, perché sono frequenti, quasi la norma in microbiologia. Di fatto ci sono già state varie mutazioni di Covid-19 che si sono diffuse. Non si vede dunque il perché di questa frettolosa enfatizzazione del pericolo del New British Covid.  Semmai questo allarme dovrebbe far riflettere sui rischi di quelle scelte riguardanti le terapie da utilizzare contro il Covid-19 che possono aver selezionato un nuovo ceppo e prodotto la mutazione. Un'ipotesi preoccupante che si fa tra i ricercatori inglesi è che le mutazioni si siano sviluppate in un paziente affetto da Covid-19 per circa due mesi e curato con l'antivirale remdevisir, che potrebbe avere selezionato un virus in grado di sfuggire alle terapie.<br />Posto che - come sembra - la variante d'Oltremanica non sia più grave di quella fattaci pervenire lo scorso anno della Cina, ci sono però una serie di interrogativi riguardanti i nuovi scenari epidemiologici che potrebbero andare a configurarsi. In primo luogo: è possibile riconoscere il nuovo ceppo mutato e distinguerlo da quello originale? Con il test sierologico certamente sì, ma con i tamponi al momento nella stessa Inghilterra non è possibile individuare specificamente la nuova variante.<br />Quindi - almeno per un po' di tempo - il virus venuto da Albione rappresenterà soprattutto una minaccia fantasma, utile però per rinfocolare la paura e giustificare nuovi lockdown. <br /><br />NULLA CAMBIA PER I VACCINI<br />La domanda cruciale poi che molti si pongono è: cosa cambia per i vaccini? Nulla, è la risposta. La road map dell'organizzazione vaccinale prosegue - lei sì - senza alcuna mutazione. Dal presidente del Consiglio superiore di sanità Franco Locatelli al virologo Fabrizio Pregliasco, a Giacomo Gorini, ricercatore dello Jenner Institute dell'Università  di Oxford, sono...]]></itunes:summary><itunes:duration>782</itunes:duration><itunes:keywords>2025,coronavirus,covid-19,inglese,wuhan</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/88fb26a1f454d520ef044d75275cbd0c.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Per Natale lo stato raccomanda ai cittadini di denunciare i vicini di casa</title><link>https://www.spreaker.com/episode/per-natale-lo-stato-raccomanda-ai-cittadini-di-denunciare-i-vicini-di-casa--42636586</link><description><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜<a href="http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6410" rel="noopener">http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6410</a><br /><br />PER NATALE LO STATO RACCOMANDA AI CITTADINI DI DENUNCIARE I VICINI DI CASA<br />Ogni totalitarismo ha bisogno dei delatori che sporgano migliaia di denunce alle autorità<br />di Caterina Giojelli<br />Buon Natale e chiamate la polizia: «Abbiamo personale sufficiente per rispondere a tutte le chiamate nel territorio e abbiamo organizzato un gruppo per rispondere specificamente alle segnalazioni relative a Covid-19. Saremo pronti a intervenire il 24 e 25 dicembre». Lo ha assicurato Sylvain Caron, capo del dipartimento di polizia della città di Montreal, in conferenza stampa con la sindaca Valérie Plante. La quale sindaca ha annuito gravemente rivolgendosi ai cittadini, «se vedete entrare più persone in una casa, è la cosa giusta da fare». Certo, «la polizia interviene con un ordine di priorità e non è detto si abbia la garanzia che immediatamente compaia un poliziotto in casa», ma la città più popolosa della provincia del Quebec «è stata l'epicentro della prima ondata di Covid-19 e centinaia di montrealesi sono morti a causa della pandemia – ha proseguito il sindaco -. Queste tragedie dovrebbero convincere la popolazione a rispettare le regole». Tuttavia se i lutti e la preoccupazione di incorrere in sanzioni non bastassero a dissuadere i vicini di casa, ben vengano le segnalazioni, «scatterà la visita della polizia al momento opportuno», ha assicurato Caron.<br /><br />IL REATO DI CENONE IN BELGIO<br />Un po' abusata ma la neolingua del Covid-1984 è la più parlata da governanti e amministratori sotto le festività. In Belgio una sorta di reato di cenone è stato istituito nientemeno che dalla ministra dell'interno, Annelies Verlinden, annunciando ronde delle pattuglie delle forze dell'ordine per il paese per scoraggiare assembramenti e focolai da salotto: «A Natale sarà la polizia a vigilare sul rispetto delle misure sanitarie. Dove necessario, suonando il campanello, bussando a casa delle persone». Certo, in tempi normali non si potrebbe chiedere agli agenti di fare irruzione senza mandato per sanzionare chiassosi cenoni illegali in luoghi privati, ma come ha chiarito il solerte Vincent Gilles, presidente del sindacato di polizia Slfp, «se c'è il sospetto di un reato, e con le misure speciali anti-Covid l'assembramento lo è, le forze dell'ordine possono intervenire d'ufficio, senza mandato, per inosservanza delle norme sanitarie». Così, per Natale, tutti gli attovagliati riceveranno una multa pari a 250 euro a testa. E se si rifiutano di conciliare, «il caso può passare da amministrativo a penale».<br /><br />L'ARRUOLAMENTO DEI SORVEGLIANTI INGLESI<br />Un inasprimento del cittadino-garante della salute pubblica dopo mesi di allenamento antipandemico: in Gran Bretagna, appena scattata la "Rule of six" (vietati raduni di oltre sei persone sia all'aperto che al chiuso) il "crime minister" Kit Malthouse (sottosegretario in raccordo fra Interni e Giustizia) intervistato dalla Bbc ha esortato i cittadini a chiamare e fare segnalazioni in merito a «qualsiasi sospetta violazione della regole». L'ammenda? Una multa da 100 sterline, soggetta al raddoppio ad ogni infrazione successiva sino ad un massimo di 3.200 sterline. E la rivalsa dei sorveglianti è assicurata nel paese in cui il questore Anthony Stansfeld alle prese con i centralini intasati era stato costretto a supplicare i londinesi di fare la spia solo per i casi «palesi ed eclatanti», limitandosi negli altri casi a esprimere «cortese disapprovazione verbale», e dove il capo della polizia del Northamptonshire segnalava «dozzine e dozzine» di chiamate giornaliere da chi voleva fare arrestare il vicino per una corsa nel quartiere («Temo che il mio vicino stia uscendo per la seconda volta nello stesso giorno, dovete arrestarlo») o per avere acceso un barbecue in giardino. Al contrario, i capi di dodici dipartimenti di polizia, tra gli altri Humberside, West Midlands, Greater Manchester e Avon e Somerset, hanno aperto sezioni apposite sui propri siti invitando i cittadini alla compilazione di moduli online per segnalare raduni di due o più persone.<br /><br />I POLIZIOTTI DA BALCONE E I NIPOTI DELLA STASI<br />Ancora: la polizia spagnola alla fine di marzo aveva già assicurato alla giustizia circa 2 mila persone, arrestate grazie ai video e alle foto scattate dai «colleghi di balcone», zelanti cittadini che si sono arrogati il compito di segnalare chiunque violasse la quarantena: oltre 230.000 le multe comminate in un solo mese grazie alla delazione. In Oklahoma la polizia di Tulsa a un mese dal diffondersi del coronavirus ha ammesso che era impossibile stare dietro alle segnalazioni di imprese e vicini di casa dissidenti, da Chicago a Denver migliaia di segnalazioni di "possibili trasgressioni" hanno portato ad altrettante verifiche, multe, ammende a chiunque fosse stato avvistato aprire un negozio, fare yoga, entrare in chiesa o giocare a golf. <br />A Los Angeles, insieme alla richiesta di mettere al gabbio poveri potatori di siepi o dipendenti autorizzati a recarsi al posto di lavoro, alla polizia è stato chiesto di arrestare due persone alla fermata del bus: una aveva tossito. In Nuova Zelanda, il sito web della polizia creato apposta perché i cittadini potessero denunciare i trasgressori è andato in crash dopo che troppe persone hanno tentato di accedervi contemporaneamente per segnalare cose come «partite di frisbee» all'aperto. In Germania la polizia è sbottata e ha cercato di dissuadere i neonipoti della Stasi dall'eccesso di delazione, funzionari disperati dalle troppe chiamate hanno spiegato che la gente «non dovrebbe fare una denuncia ogni volta che vede tre persone sedute su una panchina al parchetto» o continue soffiate «su ristoranti rimasti aperti o su assembramenti di persone che si riuniscono nei parchi».<br /><br />IL FALSO ALLARME TORINESE<br />Difficile non ricollegare il boom di spioni all'allegro clima costruito da governanti e media. Vero, c'è chi ha fatto moltissimo: la Danimarca ha invitato per esempio a una vera e propria "delazione di Stato". L'Autorità sanitaria nazionale si è spinta infatti a chiedere ai cittadini di denunciare con apposito modulo un "sospetto contagiato": «Se sei preoccupato per il comportamento di una persona che sai essere stata contagiata o sospettata di essere infetta dal coronavirus, compila un modulo informativo (vedi il riquadro "Contenuto correlato") e invialo all'Agenzia per la sicurezza del paziente». Ma anche in Italia ci difendiamo. Come dimenticare sotto Pasqua la guida della giunta Raggi? «Ci sono assembramenti di persone che ritieni in contrasto con le regole sull'emergenza sanitaria? Puoi segnalarli direttamente all'Autorità competente con il Sus (sistema unico di segnalazione) attivo sul portale istituzionale di Roma Capitale. È semplice, segui le istruzioni». O l'improvvida uscita del ministro della Salute Roberto Speranza a Che tempo che fa? «Aumenteremo i controlli, ci saranno le segnalazioni» aveva risposto a Fabio Fazio che gli chiedeva come avrebbe fatto a vigilare sul suo divieto di tutte le feste private. E come dimenticare cosa è successo dopo: a Vinovo, alle porte di Torino, un uomo ha denunciato ai carabinieri lo svolgimento di una festa nell'appartamento accanto al suo. «Venite, il mio vicino ha più di 6 persone in casa». Peccato che una volta suonato i carabinieri si sono trovati davanti a sei persone, tutte dotate di mascherina.<br /><br />PEGGIO DELLE SOFFIATE LE PREDICHE DEI GERARCHI AL GOVERNO<br />Poco male, stando all'ormai famigerato Rapporto Censis «Meglio sudditi che morti» più della Stasi gli italiani sognano il modello cinese tutto sospetto, risentimento, controllo sociale e punizione: il 77,1 per cento dei cittadini chiede pene severissime per chi non indossa mascherine e non rispetta il distanziamento; il 56,6 per cento vuole il carcere per i contagiati che non rispettano quarantena e isolamento, il 31,2 per cento non vuole che vengano curati (o vuole che vengano curati solo dopo, in coda agli altri) coloro che, a causa dei loro comportamenti irresponsabili o irregolari, hanno provocato la propria malattia. <br />In altre parole, arriva il Natale e peggio delle multe e delle ronde della polizia hanno fatto solo le prediche dei gerarchi giallorossi. «Il Natale non è solo fare regali, molto buono per dare impulso all'economia, ma è anche raccoglimento spirituale, e farlo con tantissime persone non viene troppo bene», ha spiegato il premier Conte. «È previsto un incontro sul numero delle persone che potranno riunirsi a tavola per la cena e il pranzo di Natale» ha detto a inizio mese il ministro Roberto Speranza. «Le foto degli assembramenti mostrano scene ingiustificabili, irrazionali, irresponsabili. Dovremmo sentire ogni giorno dentro di noi il lutto nazionale» ha detto il ministro per gli Affari regionali Francesco Boccia dopo lo shopping dell'Immacolata, quello per cui «non è eresia seguire la Messa o far nascere Gesù due ore prima. Eresia è non accorgersi dei malati e dei bisognosi, delle difficoltà dei medici».<br />«Nel periodo natalizio ci saranno 70 mila unità addette al controllo ma con grande senso di equilibrio», ha detto il ministro dell'Interno Luciana Lamorgese annunciando che il Viminale ha messo a disposizione circa 70 mila uomini delle forze dell'ordine coadiuvati dall'esercito e dalla polizia municipale, pattuglie a piedi con i megafoni per invitare la gente al distanziamento, droni e telecamere e multe da 400 a mille euro per chi viola le norme. «A Natale e a Capodanno permettiamo ai cittadini di spostarsi tra i piccoli Comuni», ha detto il ministro degli Esteri Luigi Di Maio. «Io chiuderei tutti in casa per l'intera durata delle festività», è ancora il ministro Speranza. Almeno la Stasi era una cosa seria.<br /> <br />Titolo originale: Buon Natale e chiamate la polizia (o la neuro)<br />Fonte: Tempi, 19 dicembre 2020<br />Pubblicato su BastaBugie n. 696]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/42636586</guid><pubDate>Wed, 23 Dec 2020 20:11:29 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/42636586/per_natale_lo_stato_raccomanda_ai_cittadini_di_denunciare_i_vicini_di_casa.mp3" length="11174555" type="audio/mpeg"/><itunes:author>BastaBugie</itunes:author><itunes:subtitle>TESTO DELL'ARTICOLO ➜http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6410&#13;
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PER NATALE LO STATO RACCOMANDA AI CITTADINI DI DENUNCIARE I VICINI DI CASA&#13;
Ogni totalitarismo ha bisogno dei delatori che sporgano migliaia di denunce alle autorità&#13;
di Caterina...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜<a href="http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6410" rel="noopener">http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6410</a><br /><br />PER NATALE LO STATO RACCOMANDA AI CITTADINI DI DENUNCIARE I VICINI DI CASA<br />Ogni totalitarismo ha bisogno dei delatori che sporgano migliaia di denunce alle autorità<br />di Caterina Giojelli<br />Buon Natale e chiamate la polizia: «Abbiamo personale sufficiente per rispondere a tutte le chiamate nel territorio e abbiamo organizzato un gruppo per rispondere specificamente alle segnalazioni relative a Covid-19. Saremo pronti a intervenire il 24 e 25 dicembre». Lo ha assicurato Sylvain Caron, capo del dipartimento di polizia della città di Montreal, in conferenza stampa con la sindaca Valérie Plante. La quale sindaca ha annuito gravemente rivolgendosi ai cittadini, «se vedete entrare più persone in una casa, è la cosa giusta da fare». Certo, «la polizia interviene con un ordine di priorità e non è detto si abbia la garanzia che immediatamente compaia un poliziotto in casa», ma la città più popolosa della provincia del Quebec «è stata l'epicentro della prima ondata di Covid-19 e centinaia di montrealesi sono morti a causa della pandemia – ha proseguito il sindaco -. Queste tragedie dovrebbero convincere la popolazione a rispettare le regole». Tuttavia se i lutti e la preoccupazione di incorrere in sanzioni non bastassero a dissuadere i vicini di casa, ben vengano le segnalazioni, «scatterà la visita della polizia al momento opportuno», ha assicurato Caron.<br /><br />IL REATO DI CENONE IN BELGIO<br />Un po' abusata ma la neolingua del Covid-1984 è la più parlata da governanti e amministratori sotto le festività. In Belgio una sorta di reato di cenone è stato istituito nientemeno che dalla ministra dell'interno, Annelies Verlinden, annunciando ronde delle pattuglie delle forze dell'ordine per il paese per scoraggiare assembramenti e focolai da salotto: «A Natale sarà la polizia a vigilare sul rispetto delle misure sanitarie. Dove necessario, suonando il campanello, bussando a casa delle persone». Certo, in tempi normali non si potrebbe chiedere agli agenti di fare irruzione senza mandato per sanzionare chiassosi cenoni illegali in luoghi privati, ma come ha chiarito il solerte Vincent Gilles, presidente del sindacato di polizia Slfp, «se c'è il sospetto di un reato, e con le misure speciali anti-Covid l'assembramento lo è, le forze dell'ordine possono intervenire d'ufficio, senza mandato, per inosservanza delle norme sanitarie». Così, per Natale, tutti gli attovagliati riceveranno una multa pari a 250 euro a testa. E se si rifiutano di conciliare, «il caso può passare da amministrativo a penale».<br /><br />L'ARRUOLAMENTO DEI SORVEGLIANTI INGLESI<br />Un inasprimento del cittadino-garante della salute pubblica dopo mesi di allenamento antipandemico: in Gran Bretagna, appena scattata la "Rule of six" (vietati raduni di oltre sei persone sia all'aperto che al chiuso) il "crime minister" Kit Malthouse (sottosegretario in raccordo fra Interni e Giustizia) intervistato dalla Bbc ha esortato i cittadini a chiamare e fare segnalazioni in merito a «qualsiasi sospetta violazione della regole». L'ammenda? Una multa da 100 sterline, soggetta al raddoppio ad ogni infrazione successiva sino ad un massimo di 3.200 sterline. E la rivalsa dei sorveglianti è assicurata nel paese in cui il questore Anthony Stansfeld alle prese con i centralini intasati era stato costretto a supplicare i londinesi di fare la spia solo per i casi «palesi ed eclatanti», limitandosi negli altri casi a esprimere «cortese disapprovazione verbale», e dove il capo della polizia del Northamptonshire segnalava «dozzine e dozzine» di chiamate giornaliere da chi voleva fare arrestare il vicino per una corsa nel quartiere («Temo che il mio vicino stia uscendo per la seconda volta nello stesso giorno, dovete arrestarlo») o per avere acceso un barbecue in giardino. 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Così il rapporto del Censis descrive la situazione del nostro Paese alle prese con il Covid. Un'Italia, scrive il Censis, "spaventata, dolente, indecisa tra risentimento e speranza".<br />In questo "anno della paura nera" più del 73% degli italiani indica proprio "nella paura dell'ignoto e nell'ansia conseguente il sentimento prevalente in famiglia". <br />Da quando è scoppiata la pandemia, "il 77% ha visto modificarsi in modo permanente almeno una dimensione fondamentale della propria vita: lo stato di salute o il lavoro, le relazioni o il tempo libero". <br />Gli italiani, al solito, hanno percepito lo Stato come "impreparato" di fronte a una situazione tanto complicata, e tuttavia nel momento del pericolo si sono aggrappati proprio allo Stato. [...]<br />Impauriti, privi di iniziativa, bloccati sul presente, soggiogati a uno Stato odiato ma visto pur sempre come unica ancora di salvezza, gli italiani si scoprono più brutti e cattivi, pieni di sospetto e risentimento. Davanti a questi dati, chi sosteneva che dalla prova saremmo usciti migliori ha numerosi motivi per ricredersi.<br />La frase "meglio sudditi che morti" fotografa in modo impietoso questa Italia che è anche sbandata, priva di punti di riferimento credibili, in grado di indicare la strada della rinascita e del riscatto. Al di là degli aspetti strettamente medici e scientifici, si può dire che il virus ha già vinto.<br />Il rapporto Censis non può evitare di utilizzare a sua volta una metafora inflazionata: il virus come una guerra. Solo che in questa nostra guerra gli italiani si sono scoperti "privi di un Churchill" capace di "fare da guida nell'ora più buia".<br /><br />UNA RUOTA QUADRATA CHE GIRA A FATICA<br />La paura travolge anche la solidarietà e l'immagine stereotipata (ma smentita già tante altre volte lungo la storia) dell'italiano buono e generoso. In realtà, di fronte al pericolo il vicino diventa un nemico.<br />Ma nulla nasce dal nulla. "L'epidemia - spiega il direttore del Censis Massimiliano Valerii - ha rappresentato uno straordinario acceleratore di processi già in atto, l'Italia si è rivelata una ruota quadrata che gira a fatica, con sforzi sovrumani a ogni giro compiuto". Ecco così che "sono emerse tutte le debolezze del nostro sistema, la conflittualità della politica, la rissosità tra istituzioni, il crollo degli investimenti già in atto, i problemi della scuola".<br />Ormai solo un 20% di irriducibili ottimisti, o ciechi, crede che questa esperienza ci cambierà in meglio. Nel trionfo del pessimismo, spicca il dato sulle partite Iva e i precari: per l'85% degli italiani sono loro i deboli, quelli che non si sa se, quando e come potranno riprendersi.<br />In questa Italia stanca e impaurita la vera differenza la fa il lavoro. "Per l'85,8% degli italiani la crisi sanitaria ha confermato che la vera divisione sociale esistente tra i lavoratori è quella tra chi ha la sicurezza del posto di lavoro e del reddito e chi no. È una verità ben nota, diventata d'improvviso lapalissiana e largamente condivisa. Esistono due Italie molto diverse: i garantiti e i non garantiti". <br />Tra i primi, i "garantiti assoluti" sono gli statali, "l'incarnazione della rivincita del posto pubblico, a volte denigrato per il basso valore medio degli stipendi", ma ora rivalutato perché mette al riparo dalla possibile débâcle economica. "Ne sono membri 3,2 milioni di dipendenti pubblici", a cui si possono aggiungere i pensionati, la cui preoccupazione principale è sempre di più garantire un sostegno a figli e nipoti in difficoltà, una sorta di "welfare informale" ma efficace, reso possibile dalla certezza dei redditi pensionistici.<br /><br />PERICOLO DISOCCUPAZIONE<br />Quando si esce dalla sfera dei garantiti "si entra nelle sabbie mobili". Ed ecco l'insicurezza dominante, con "la discesa agli inferi della disoccupazione" vista dai lavoratori privati come possibile e probabile.<br />"C'è poi l'universo degli scomparsi: quello dei lavoretti, del lavoro casuale, del lavoro in nero, un universo indefinito stimabile in circa cinque milioni di persone che ruotavano intorno ai servizi e che hanno finito per inabissarsi senza rumore".<br />"E poi ci sono i vulnerati inattesi: gli imprenditori dei settori schiantati, come i commercianti, gli artigiani, i professionisti rimasti senza incassi e fatturati. Si tratta del magmatico mondo del lavoro autonomo, nel quale solo il 23% dei soggetti ha continuato a percepire gli stessi redditi familiari di prima del Covid-19".<br />La società italiana è dunque "sfibrata dallo spettro del declassamento sociale", con più della metà dei giovani che vive in una condizione socioeconomica peggiore di quella dei genitori alla loro stessa età. <br />Ma la consapevolezza dei problemi non incentiva la voglia di fare e di intrapresa. Pochi se la sentono di andare in mare aperto, di rischiare, di giocarsela sul mercato. "Quasi il 40% degli italiani (il 41,7% dei più giovani) oggi afferma che, dopo il Covid-19, avviare un'impresa, aprire un negozio o uno studio professionale è un azzardo, perché i rischi sono troppo alti, e solo il 13% lo considera ancora un'opportunità".<br />Nella parte dedicata alle considerazioni generali, il rapporto afferma a un certo punto che "in questa drammatica condizione il nostro Paese non può restare intrappolato in parole tanto rassicuranti quanto povere di significato". La tirata d'orecchi è evidentemente per i politici, ma viene naturale chiedersi se dall'altra parte ci sia qualcuno in grado di apprendere la lezione e trarne le conseguenze.<br /><br />Nota di BastaBugie: per scoprire i dettagli del Rapporto Censis pubblicato il 4 dicembre 2020 e per leggere i commenti dettagliati si può vedere il seguente articolo cliccando sul link.<br /><br />GLI ITALIANI SONO PRONTI A RINUNCIARE AD OGNI LIBERTA' AL GRIDO DI ''MEGLIO SUDDITI CHE MORTI''<br />Il rapporto del Censis mostra che gli italiani sognano il modello cinese perché sono impauriti e confidano solo nello Stato (e cede volentieri la libertà in cambio della protezione contro la morte)<br />di Emanuele Boffi<br /><a href="http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6396" rel="noopener">http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6396</a><br /> <br />Titolo originale: Meglio sudditi che morti. Così, con il Covid, gli italiani si scoprono più brutti e cattivi<br />Fonte: Radio Roma Libera, 7 Dicembre 2020<br />Pubblicato su BastaBugie n. 696]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/42636568</guid><pubDate>Wed, 23 Dec 2020 20:09:50 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/42636568/coronavirus_non_andato_tutto_bene_anzi.mp3" length="5424273" type="audio/mpeg"/><itunes:author>BastaBugie</itunes:author><itunes:subtitle>TESTO DELL'ARTICOLO ➜http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6400&#13;
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CORONAVIRUS: NON E' ANDATO TUTTO BENE, ANZI...&#13;
Con il Covid gli italiani si scoprono più cattivi (inoltre molti hanno perso il posto di lavoro, ma non gli statali)&#13;
di Aldo...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜<a href="http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6400" rel="noopener">http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6400</a><br /><br />CORONAVIRUS: NON E' ANDATO TUTTO BENE, ANZI...<br />Con il Covid gli italiani si scoprono più cattivi (inoltre molti hanno perso il posto di lavoro, ma non gli statali)<br />di Aldo Maria Valli<br />"Meglio sudditi che morti". Così il rapporto del Censis descrive la situazione del nostro Paese alle prese con il Covid. Un'Italia, scrive il Censis, "spaventata, dolente, indecisa tra risentimento e speranza".<br />In questo "anno della paura nera" più del 73% degli italiani indica proprio "nella paura dell'ignoto e nell'ansia conseguente il sentimento prevalente in famiglia". <br />Da quando è scoppiata la pandemia, "il 77% ha visto modificarsi in modo permanente almeno una dimensione fondamentale della propria vita: lo stato di salute o il lavoro, le relazioni o il tempo libero". <br />Gli italiani, al solito, hanno percepito lo Stato come "impreparato" di fronte a una situazione tanto complicata, e tuttavia nel momento del pericolo si sono aggrappati proprio allo Stato. [...]<br />Impauriti, privi di iniziativa, bloccati sul presente, soggiogati a uno Stato odiato ma visto pur sempre come unica ancora di salvezza, gli italiani si scoprono più brutti e cattivi, pieni di sospetto e risentimento. Davanti a questi dati, chi sosteneva che dalla prova saremmo usciti migliori ha numerosi motivi per ricredersi.<br />La frase "meglio sudditi che morti" fotografa in modo impietoso questa Italia che è anche sbandata, priva di punti di riferimento credibili, in grado di indicare la strada della rinascita e del riscatto. Al di là degli aspetti strettamente medici e scientifici, si può dire che il virus ha già vinto.<br />Il rapporto Censis non può evitare di utilizzare a sua volta una metafora inflazionata: il virus come una guerra. Solo che in questa nostra guerra gli italiani si sono scoperti "privi di un Churchill" capace di "fare da guida nell'ora più buia".<br /><br />UNA RUOTA QUADRATA CHE GIRA A FATICA<br />La paura travolge anche la solidarietà e l'immagine stereotipata (ma smentita già tante altre volte lungo la storia) dell'italiano buono e generoso. In realtà, di fronte al pericolo il vicino diventa un nemico.<br />Ma nulla nasce dal nulla. "L'epidemia - spiega il direttore del Censis Massimiliano Valerii - ha rappresentato uno straordinario acceleratore di processi già in atto, l'Italia si è rivelata una ruota quadrata che gira a fatica, con sforzi sovrumani a ogni giro compiuto". Ecco così che "sono emerse tutte le debolezze del nostro sistema, la conflittualità della politica, la rissosità tra istituzioni, il crollo degli investimenti già in atto, i problemi della scuola".<br />Ormai solo un 20% di irriducibili ottimisti, o ciechi, crede che questa esperienza ci cambierà in meglio. Nel trionfo del pessimismo, spicca il dato sulle partite Iva e i precari: per l'85% degli italiani sono loro i deboli, quelli che non si sa se, quando e come potranno riprendersi.<br />In questa Italia stanca e impaurita la vera differenza la fa il lavoro. "Per l'85,8% degli italiani la crisi sanitaria ha confermato che la vera divisione sociale esistente tra i lavoratori è quella tra chi ha la sicurezza del posto di lavoro e del reddito e chi no. È una verità ben nota, diventata d'improvviso lapalissiana e largamente condivisa. Esistono due Italie molto diverse: i garantiti e i non garantiti". <br />Tra i primi, i "garantiti assoluti" sono gli statali, "l'incarnazione della rivincita del posto pubblico, a volte denigrato per il basso valore medio degli stipendi", ma ora rivalutato perché mette al riparo dalla possibile débâcle economica. "Ne sono membri 3,2 milioni di dipendenti pubblici", a cui si possono aggiungere i pensionati, la cui preoccupazione principale è sempre di più garantire un sostegno a figli e nipoti in difficoltà, una sorta di "welfare informale" ma efficace, reso...]]></itunes:summary><itunes:duration>339</itunes:duration><itunes:keywords>19,coronavirus,covid,lavoro,posti</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/d9fd5ced3a852113d93fb779179ef6f6.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>La Pfizer le frodi sanitarie e il vaccino contro il coronavirus</title><link>https://www.spreaker.com/episode/la-pfizer-le-frodi-sanitarie-e-il-vaccino-contro-il-coronavirus--42508287</link><description><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜<a href="http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6405" rel="noopener">http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6405</a><br /><br />LA PFIZER, LE FRODI SANITARIE E IL VACCINO CONTRO IL CORONAVIRUS<br />I tempi per il vaccino anti-Covid sono stati estremamente accelerati... ma è giusto che sia la popolazione a fare da cavia? (VIDEO: Inventori di malattie, con una intervista all'ex vicepresidente del settore marketing della Pfizer)<br />da Wikipedia<br />Pfizer Inc. è un'azienda farmaceutica statunitense. È la più grande società del mondo operante nel settore della ricerca, della produzione e della commercializzazione di farmaci. [...]<br />La Pfizer vanta la più grande organizzazione di ricerca e sviluppo dell'industria farmaceutica grazie alla sua divisione Pfizer Global Research and Development. Malgrado ciò gli investimenti nella ricerca sono stati ridotti, dai 10,5 miliardi di dollari del 2008 e ai 9,4 del 2010, mentre nel 2011 si è passati a 6,5-7 miliardi. La riduzione dei costi che Pfizer ha fatto a partire dal 2003 (anno dell'acquisizione di Pharmacia) è andata a danno dell'occupazione. Infatti, la multinazionale ha ridotto la propria forza lavoro di circa 40.000 unità in questi anni. I dipendenti della società, all'inizio del 2011, si sono ridotti a circa 110.600. [...]<br />Accanto al settore farmaceutico, la Pfizer è inoltre presente nell'area veterinaria (Pfizer Animal Health). <br /><br />LA PIÙ GRANDE FRODE DELLA STORIA<br />Nel 2009 Pfizer si è dichiarata colpevole della più grande frode nella storia della sanità degli Stati Uniti e ha ricevuto la più grande sanzione penale mai riscossa; la frode è consistita nella commercializzazione illegale di quattro dei suoi farmaci nei dieci anni precedenti, fra cui Bextra.<br />Inoltre la Pfizer è responsabile di aver effettuato test per farmaci molto pericolosi sulle popolazioni nei Paesi in via di sviluppo, soprattutto in Africa e alcuni suoi funzionari sono stati sospettati di essere mandanti di omicidi ai danni di attivisti per i diritti civili. <br />La Pfizer da oltre un decennio si è strategicamente impegnata in una serie di acquisizioni di aziende farmaceutiche al fine di conquistare quote sempre più significative del mercato farmaceutico mondiale. Acquisizioni che hanno comportato come effetti collaterali la massiccia perdita di posti di lavoro e di valore azionario. Anche in Italia la Pfizer ha dismesso centri di ricerca e diverse centinaia di lavoratori delle aziende acquisite. [...] <br />Pfizer, il 9 novembre 2020, ha annunciato di aver trovato un vaccino per la malattia da COVID-19 che dimostra un'efficacia sul 90% dei casi testati, secondo le dichiarazioni della casa farmaceutica entro fine dell'anno saranno pronte oltre 50.000.000 di dosi, il che la renderebbe la prima casa farmaceutica ad aver trovato un vaccino per far fronte alla pandemia da COVID-19.<br />Il vaccino è attualmente in fase di distribuzione in Inghilterra ed in Canada, è prossimo ad ottenere l'approvazione di Emea per l'utilizzo nell'unione europea. Lo stesso giorno dell'annuncio del vaccino alla stampa le azioni della società hanno registrato un balzo del 16% in Borsa. [...]<br /><br />VICENDE GIUDIZIARIE<br />Sono diversi i casi di Disease-mongering cui la Pfizer è stata coinvolta negli anni. <br />La Pfizer negli anni è stata oggetto di una serie di vicende giudiziarie negli USA a seguito di comportamenti illegali. In particolare dal 1999 al 2006 sono stati 6 i casi giudiziari in cui la Pfizer si è dovuta difendere da diverse tipi di accuse. Questi casi hanno comportato per la Pfizer un risarcimento in indennizzi pari ad un totale di 2.890.100.000 di $, di cui 715,4 milioni riguardano contratti del Governo Federale USA.<br />Va detto però che Pfizer, a proposito delle multe pagate per gli usi off-label dei suoi farmaci, ha comunque ottenuto un vantaggio economico avendo venduto molte più confezioni dei suoi farmaci nelle indicazioni non approvate rispetto a quelle approvate, con un ampio margine di profitto rispetto alle multe pagate. Infatti, con il Neurontin, negli usi off-label, ha realizzato circa 2 miliardi di $; così come raccontato nel suo libro: Global Pharma (ediz. Rizzoli 2007) da Peter Rost, ex manager di Pfizer. [...]<br /><br />SPERIMENTAZIONE ILLEGALE IN NIGERIA<br />Uno dei casi più gravi riguarda la vicenda del farmaco trovafloxacina/alatrofloxacina che è stato ritirato dal mercato per gravi, imprevedibili e fatali effetti collaterali di tipo epatico (epatite fulminante); questa decisione in Europa è stata presa dal CPMP dell'Agenzia europea per i medicinali (EMEA) l'11 giugno 1999. Esso è oggi commercializzato, con forti limitazioni d'uso, solamente in Canada e negli USA dalla Pfizer Inc. con il nome commerciale di: Trovan. La Pfizer, detentrice del brevetto, a causa di una sperimentazione umana, fatta nel 1996 su dei bambini nigeriani ha determinando più di 200 tra decessi e gravi lesioni. <br />Per questo la multinazionale ha dovuto difendersi legalmente, nel 2001, dalle accuse mosse dal governo Nigeriano di sperimentazione illegale con un trattamento crudele, inumano e degradante e sfruttamento dell'ignoranza dei genitori dei bambini morti. <br />Nel 2009 la Pfizer raggiunge un accordo con le autorità governative federali nigeriane della regione di Kano per il pagamento ai familiari delle vittime di una somma pari a 45 milioni di $ e 30 milioni di $ da devolvere in iniziative sanitarie; fermo restando una di una richiesta risarcimento di 6 mil. di $ pendente presso la corte di giustizia nazionale nigeriana. Il 30 luglio 2009, la Pfizer dichiara spontaneamente di aver accettato di pagare 75 milioni di $ che il governo nigeriano ha chiesto per chiudere le accuse penali e civili per il caso Trovan. <br />Nel luglio 2010 la Pfizer contesta una decisione che riguarda l'esclusione della stessa, con il trasferimento a Kano in Nigeria, dell'esecuzione del test del DNA per il riconoscimento dei parenti delle vittime da indennizzare.<br /><br />Nota di BastaBugie: Paolo Gulisano nell'articolo seguente dal titolo "Vaccino, sarà la popolazione a fare da cavia" esprime dubbi sui tempi per la realizzazione del vaccino anti-Covid che sono stati estremamente accelerati. Questo vaccino sarà sicuro? Non si conoscono gli effetti collaterali di lungo periodo. Sarà la popolazione vaccinata a fare da cavia. Per questo non può e non deve essere obbligatorio.<br />Ecco l'articolo completo pubblicato su La Nuova Bussola Quotidiana l'11 dicembre 2020:<br />Se la prima fase della pandemia da Covid è stata dominata dalla virologia, quella seria che cercava di capire il nuovo Coronavirus arrivato dalla Cina, le sue caratteristiche, le sue modalità di azione, la nuova fase che stiamo attraversando, in cui quella che è stata definita "seconda ondata" ha già iniziato, a partire dagli ultimi giorni di novembre, la fase discendente per numero di positivi, di ricoverati e di deceduti, sarà la fase della vaccinologia. Ovvero dibattiti, discussioni, scontri e aspre polemiche in merito alle vaccinazioni anti Covid.<br />Dopo aver presentato il Piano organizzativo nazionale, entriamo nel merito di questi vaccini che sono destinati, tra circa un mese, ad essere utilizzati nel nostro Paese. Occorrerà attendere l'autorizzazione ufficiale da parte di AIFA, l'Agenzia Italiana del Farmaco, che farà seguito a quella dell'EMA (European Medicines Agency), l'analogo ente di livello europeo. I media, così come i politici e buona parte dell'opinione pubblica, danno l'esito già per scontato. Eppure questi enti devono ancora completare l'esame dei dossier presentati dalle ditte produttrici, che devono comprendere prove precliniche di laboratorio e prove cliniche su esseri umani, di fase 1 (prove di sicurezza e tollerabilità di varie dosi su volontari sani), fase 2 e 3, cioè prove su gruppi di volontari in cui si confronta efficacia ed effetti avversi in gruppi trattati o col farmaco o col placebo.<br />Si tratta di studi che normalmente e giustamente richiedono molto tempo. Per mettere a punto un vaccino occorrono mediamente cinque-sei anni. E non sempre l'esito di questi tentativi è favorevole. Nel caso della famiglia dei Coronavirus, in sessant'anni non si è mai riusciti a mettere a punto un vaccino. Nemmeno per il Coronavirus della Sars del 2002-2003. Si arrivò molto vicini - per quattro volte - al completamento della sperimentazione di un vaccino, ma alla fine nessuno venne mai messo in produzione a causa degli effetti collaterali.<br />A fronte dell'attesa entusiastica di molti per il vaccino, si stanno contemporaneamente diffondendo molte preoccupazioni relative agli effetti collaterali possibili, obiezioni legittime e ragionevoli davanti alle quali sta montando sui media e sui social un odio rabbioso, un'intolleranza che non ammette repliche. Eppure la questione della sicurezza di un vaccino, come di qualunque farmaco, andrebbe approcciata con maggiore attenzione, equilibrio e razionalità. Non si capisce perché l'uso di determinati farmaci, peraltro usati da decenni come la Clorochina, sia stato contrastato da un muro di diffidenza, mentre questi vaccini dovrebbero essere accolti come indubitabilmente sicuri. Gioverà rammentare che per i farmaci normali sono richieste anche prove di farmacocinetica, vale a dire dimostrazioni di dove si accumulano nel corpo e di quanto tempo vi rimangono prima di essere eliminati; i vaccini invece sono esentati dalla presentazione di queste prove, per cui non si conosce il destino del vaccino nel corpo in cui è stato iniettato.<br />Secondo il professor Paolo Bellavite, già professore di Patologia Generale presso l'Università di Verona, ematologo ed esperto di Statistica Sanitaria, per i vaccini anti-Covid i tempi di realizzazione sono stati straordinariamente accorciati rispetto alle normali fasi di studio di un vaccino. Finora si conoscono alcuni risultati di fase 1, pochi di fase 2 e nessuno di fase 3 se non alcuni risultati parziali di uno fatto in Brasile. E per quanto riguarda le reazioni avverse ai vaccini, conosciamo solo quelle rilevate in piccoli gruppi e insorgenti nel breve periodo, in genere entro una settimana dall'inoculo.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/42508287</guid><pubDate>Tue, 15 Dec 2020 23:15:49 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/42508287/la_pfizer_le_frodi_sanitarie_e_il_vaccino_contro_il_coronavirus.mp3" length="12573047" type="audio/mpeg"/><itunes:author>BastaBugie</itunes:author><itunes:subtitle>TESTO DELL'ARTICOLO ➜http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6405&#13;
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LA PFIZER, LE FRODI SANITARIE E IL VACCINO CONTRO IL CORONAVIRUS&#13;
I tempi per il vaccino anti-Covid sono stati estremamente accelerati... ma è giusto che sia la popolazione a...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜<a href="http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6405" rel="noopener">http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6405</a><br /><br />LA PFIZER, LE FRODI SANITARIE E IL VACCINO CONTRO IL CORONAVIRUS<br />I tempi per il vaccino anti-Covid sono stati estremamente accelerati... ma è giusto che sia la popolazione a fare da cavia? (VIDEO: Inventori di malattie, con una intervista all'ex vicepresidente del settore marketing della Pfizer)<br />da Wikipedia<br />Pfizer Inc. è un'azienda farmaceutica statunitense. È la più grande società del mondo operante nel settore della ricerca, della produzione e della commercializzazione di farmaci. [...]<br />La Pfizer vanta la più grande organizzazione di ricerca e sviluppo dell'industria farmaceutica grazie alla sua divisione Pfizer Global Research and Development. Malgrado ciò gli investimenti nella ricerca sono stati ridotti, dai 10,5 miliardi di dollari del 2008 e ai 9,4 del 2010, mentre nel 2011 si è passati a 6,5-7 miliardi. La riduzione dei costi che Pfizer ha fatto a partire dal 2003 (anno dell'acquisizione di Pharmacia) è andata a danno dell'occupazione. Infatti, la multinazionale ha ridotto la propria forza lavoro di circa 40.000 unità in questi anni. I dipendenti della società, all'inizio del 2011, si sono ridotti a circa 110.600. [...]<br />Accanto al settore farmaceutico, la Pfizer è inoltre presente nell'area veterinaria (Pfizer Animal Health). <br /><br />LA PIÙ GRANDE FRODE DELLA STORIA<br />Nel 2009 Pfizer si è dichiarata colpevole della più grande frode nella storia della sanità degli Stati Uniti e ha ricevuto la più grande sanzione penale mai riscossa; la frode è consistita nella commercializzazione illegale di quattro dei suoi farmaci nei dieci anni precedenti, fra cui Bextra.<br />Inoltre la Pfizer è responsabile di aver effettuato test per farmaci molto pericolosi sulle popolazioni nei Paesi in via di sviluppo, soprattutto in Africa e alcuni suoi funzionari sono stati sospettati di essere mandanti di omicidi ai danni di attivisti per i diritti civili. <br />La Pfizer da oltre un decennio si è strategicamente impegnata in una serie di acquisizioni di aziende farmaceutiche al fine di conquistare quote sempre più significative del mercato farmaceutico mondiale. Acquisizioni che hanno comportato come effetti collaterali la massiccia perdita di posti di lavoro e di valore azionario. Anche in Italia la Pfizer ha dismesso centri di ricerca e diverse centinaia di lavoratori delle aziende acquisite. [...] <br />Pfizer, il 9 novembre 2020, ha annunciato di aver trovato un vaccino per la malattia da COVID-19 che dimostra un'efficacia sul 90% dei casi testati, secondo le dichiarazioni della casa farmaceutica entro fine dell'anno saranno pronte oltre 50.000.000 di dosi, il che la renderebbe la prima casa farmaceutica ad aver trovato un vaccino per far fronte alla pandemia da COVID-19.<br />Il vaccino è attualmente in fase di distribuzione in Inghilterra ed in Canada, è prossimo ad ottenere l'approvazione di Emea per l'utilizzo nell'unione europea. Lo stesso giorno dell'annuncio del vaccino alla stampa le azioni della società hanno registrato un balzo del 16% in Borsa. [...]<br /><br />VICENDE GIUDIZIARIE<br />Sono diversi i casi di Disease-mongering cui la Pfizer è stata coinvolta negli anni. <br />La Pfizer negli anni è stata oggetto di una serie di vicende giudiziarie negli USA a seguito di comportamenti illegali. In particolare dal 1999 al 2006 sono stati 6 i casi giudiziari in cui la Pfizer si è dovuta difendere da diverse tipi di accuse. Questi casi hanno comportato per la Pfizer un risarcimento in indennizzi pari ad un totale di 2.890.100.000 di $, di cui 715,4 milioni riguardano contratti del Governo Federale USA.<br />Va detto però che Pfizer, a proposito delle multe pagate per gli usi off-label dei suoi farmaci, ha comunque ottenuto un vantaggio economico avendo venduto molte più confezioni dei suoi farmaci nelle indicazioni non approvate rispetto...]]></itunes:summary><itunes:duration>786</itunes:duration><itunes:keywords>anti,coronavirus,frodi,sanitarie,vaccini</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/3e84ba58553120af2992fab1d56df420.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>La clorochina si può usare per curare a casa il Coronavirus</title><link>https://www.spreaker.com/episode/la-clorochina-si-puo-usare-per-curare-a-casa-il-coronavirus--42508104</link><description><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜<a href="http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6404" rel="noopener">http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6404</a><br /><br />LA CLOROCHINA SI PUO' USARE PER CURARE A CASA IL CORONAVIRUS<br />Svolta del Consiglio di Stato: nessuna ragione per non usare il Plaquenil, su cui c'è stato un divieto illogico del Ministero della Salute e dell'Aifa (l'Agenzia italiana del farmaco che regola l'uso dei farmaci in Italia)<br />di Andrea Zambrano<br />«Non vi sono ragioni contrarie di salute pubblica che sconsiglino l'impiego generalizzato del farmaco idrossiclorochina. La lotta contro il virus deve essere condotta anzitutto sul piano della medicina territoriale e, quindi, con la somministrazione di una appropriata e sicura, precoce ed efficace, terapia domiciliare e solo in via di extrema ratio nell'ambito ospedaliero, non in grado di reggere da solo l'intera pressione della domanda sanitaria».<br />Le parole con cui il Consiglio di Stato riabilitano l'idrossiclorochina sono non solo un riconoscimento ai tanti medici che hanno continuato a somministrarla con successo nonostante la campagna mediatica e governativa contraria, ma sono anche un preciso indirizzo di come si deve - e si doveva - affrontare la pandemia: meno lockdown e meno ricoveri, più cure da casa, con i farmaci giusti e tra questi nulla vieta che ci possa essere anche il farmaco antimalarico contro il quale da maggio scorso si sono accaniti i due enti regolatori, Aifa e Ema, che hanno poi condizionato il Ministero della Salute.<br />Dall'ordinanza emessa ieri dalla camera di consiglio della III sezione del Consiglio di Stato non ci si poteva attendere responso migliore. Il giudice Franco Frattini ha accolto in pieno tutte le istanze dei 34 medici che avevano impugnato la delibera del 22 luglio con la quale Aifa proibiva l'utilizzo dell'HCQ off label, cioè fuori dalle indicazioni mediche prescritte dalla casa farmaceutica e ha così  sdoganato il suo utilizzo, a determinate condizioni, però: la prima è che venga somministrata nella fase precoce della malattia da Covid 19, entro i sei giorni dalla comparsa dei sintomi, proprio come da studi scientifici chiedono i medici, la seconda è che questo avvenga sotto la piena responsabilità del medico attraverso un consenso informato del paziente e comunque non a rimborso del Servizio Sanitario Nazionale. Quest'ultimo aspetto è stato enfatizzato dai giornali di ieri nel dare la notizia, ma è un problema secondario, visto anche il costo irrisorio del Plaquenil. Ma la decisione è storica e segna un punto a favore della cura medica.<br /><br />VINCE LA MEDICINA, QUELLA VERA<br />Esulta l'avvocato Valentina Piraino che ha creduto nella battaglia dei medici e nell'affermazione del diritto alle cure e che alla Bussola dice: «Con l'ordinanza di oggi viene riconosciuto il giusto valore ai medici di medicina generale. Il Consiglio di Stato ha chiaramente affermato che non vi sono evidenze scientifiche tali da sospendere l'utilizzo di idrossiclorochina. Il comportamento di Aifa nega qualsiasi possibilità di sperimentare in concreto il farmaco proprio quando vi è urgente necessità di sperimentare nuove cure. Non si può togliere valore alla preziosa esperienza clinica dei mesi passati e addirittura negare, in assenza di altra valida alternativa domiciliare, una possibile cura in grado di esercitare anche un minimo beneficio».<br />Ma se la giustizia amministrativa ha fatto la sua parte, ora la partita è tutta politica perché i medici devono essere informati che la clorochina non è bandita ed è un farmaco utilissimo per contrastare il coronavirus. Ecco perché il legale fa un appello ai governatori regionali e al governo: «Alla luce di questo provvedimento vanno senza dubbio rivisti tutti i protocolli regionali e soprattutto le recenti linee guida approvate dal Ministero sulle terapie domiciliari. Lo Stato sociale di diritto non vieta ma richiede alla scienza medica di curare anziché astenersi dal curare i cittadini».<br />Ed è proprio sulla responsabilità di cura dei medici che si è incentrata l'ordinanza pubblicata ieri dagli ermellini di Palazzo Spada.<br />Nell'affermare che la cura contro il virus deve essere tempestiva e condotta in ambito domiciliare non hanno fatto altro che dare ascolto alla Medicina, che da tempo chiede maggiore autonomia di cura.<br /><br />AIFA SCONFITTA<br />Se la prescrizione dell'idrossiclorochina è così consentita è anche perché le ragioni contrarie portate dall'Aifa non sono sufficienti per arrivare ad una bocciatura totale. I giudici amministrativi infatti hanno riconosciuto che le ricerche scientifiche randomizzate presentate da Aifa si riferiscono a «pazienti in fase già avanzata della malattia e comunque già ospedalizzati oppure sulla profilassi preventiva dell'infezione da Sras-CoV-2. Ma è pacifico e non è nemmeno qui in discussione che l'idrossiclorichina non svolga alcun effetto in una fase avanzata della malattia o una volta manifestatasi la cosiddetta tempesta citochinica, allorché si siano sviluppati i sintomi più gravi come la polmonite bilaterale, né svolga alcun ruolo in fase di profilassi, come hanno dimostrato pressoché tutti gli studi randomizzati controllati sin qui eseguiti».<br />Questo significa che, anche secondo la giustizia amministrativa, avevano ragione tutti quei dottori che chiedevano di mettere al centro gli studi sulle cure tempestive, quindi né troppo tardi né quando ancora la malattia non si è manifestata. E sono infatti gli studi effettuati dai dottori - alcuni di questi intervistati dalla Bussola - Paola Varese, Luigi Cavanna e Alessandro Capucci, che sono andati a costituire la corposa memoria difensiva degli appellanti, che ha evidentemente convinto l'ex Ministro degli Esteri e i suoi colleghi.<br />Il focus del CdS dunque è stato quello di «accertare se l'idrossiclorochina possa svolgere un efficace ruolo terapeutico in fase precoce di sintomatologia con una finestra di attività massima tra zero e sei giorni dall'esordio dei sintomi».<br />E la risposta è stata sì, anche se è stato chiarito che «non compete a questo Consiglio valutare e men che mai decretare l'efficacia terapeutica dell'idrossiclorochina nel contrasto al SARS-CoV-2 in una fase iniziale della malattia, ma ha rilevato che «la perdurante incertezza circa la sua efficacia terapeutica non è ragione sufficiente sul piano giuridico a giustificare l'irragionevole sospensione del suo utilizzo sul territorio nazionale da parte dei medici curanti».<br />La decisione dunque «deve essere rimessa all'autonomia decisionale e alla responsabilità del singolo medico».<br /><br />CUORE E SUICIDI: LEGGENDE NERE<br />I giudici però hanno anche smentito alcune leggende nere sorte per demonizzare l'uso della clorochina che ne hanno stigmatizzato la sua diffusione in ambito medico domiciliare e ambulatoriale.<br />Come ad esempio il rischio cardiaco su certi pazienti: «Non sembra esservi dunque allo stato attuale delle conoscenze scientifiche, alcuna attendibile correlazione tra la somministrazione a dosi non elevate e per breve tempo dell'HCQ ed eventi cardiaci mortali o altri eventi avversi di particolare gravità», dicono rimarcando, tra l'altro che la stessa AIFA ha riconosciuto nella sua scheda che eventuali ricadute che interessano l'apparato cardiovascolare sono «non gravi e del tutto tollerabili».<br />Smontato anche lo spauracchio con il quale certi giornali avevano provato a demolire la validità dell'antimalarico alla vigilia della sentenza, tirando in ballo presunti rischi di suicidio: «In ordine, poi, a presunti sintomi psichiatrici e, in particolare, al rischio di depressione con ideazione suicidiaria - hanno proseguito - non esistono evidenze certe di una correlazione tra modica somministrazione di HCQ a basso dosaggio e tendenze suicidiarie, facendo l'EMA riferimento a casi nei quali vi era stato un sovradosaggio del farmaco».<br />Nella cura da covid infatti non servono né sovradosaggi né dosaggi prolungati nel tempo dato che la durata media di una terapia è di pochi giorni, un nulla dunque per ipotizzare ricadute gravi, ma tantissimo per permettere all'organismo di autoregolarsi e combattere lui il virus, sconfiggendolo.<br /><br />SGRAVARE GLI OSPEDALI<br />Vi è poi un passaggio importante di natura sanitaria che va messo in luce. I giudici ricordano che «l'elevata ospedalizzazione dei pazienti affetti da SARS-CoV-2 in una fase di riespansione della pandemia, come quella attuale, rischia di pregiudicare l'erogazione delle cure nei reparti di terapia intensiva e subintensiva proprio verso i pazienti più gravi o bisognosi». Per questo motivo viene denunciata dalla più alta magistratura amministrativa «l'irragionevolezza e l'illogicità del divieto imposto dall'Aifa all'utilizzo dell'idrossiclorochina nella misura in cui esso, da un lato, sacrifica a priori in modo non giustificato l'autonomia decisionale del medico e dall'altro limita il diritto alla salute di cui all'art. 32 Costituzione». Per farla breve: bisogna evitare di stressare gli ospedali, come invece si continua a fare per poi ricorrere alle politiche di lockdown. Così a rimetterci è stata la solidarietà nazionale dato che «si è sospeso l'utilizzo di una possibile alternativa terapeutica per il singolo paziente, ma anche nella sua dimensione solidaristica, quale interesse della collettività».<br />E al dovere della solidarietà, rappresentata dal fare di tutto per curare e curare al meglio, cioè prima che la situazione precipiti, ci si appella per intraprendere anche una terapia come quella a base di idrossiclorochina che a questo punto si «impone, vista la situazione epidemiologica tanto grave».<br /> <br />Titolo originale: Clorochina ok, curare a casa il Covid. Il giudice boccia Aifa<br />Fonte: La Nuova Bussola Quotidiana, 12-12-2020<br />Pubblicato su BastaBugie n. 695]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/42508104</guid><pubDate>Tue, 15 Dec 2020 22:52:06 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/42508104/la_clorochina_si_pu_usare_per_curare_a_casa_il_coronavirus.mp3" length="11317915" type="audio/mpeg"/><itunes:author>BastaBugie</itunes:author><itunes:subtitle>TESTO DELL'ARTICOLO ➜http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6404&#13;
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LA CLOROCHINA SI PUO' USARE PER CURARE A CASA IL CORONAVIRUS&#13;
Svolta del Consiglio di Stato: nessuna ragione per non usare il Plaquenil, su cui c'è stato un divieto illogico del...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜<a href="http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6404" rel="noopener">http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6404</a><br /><br />LA CLOROCHINA SI PUO' USARE PER CURARE A CASA IL CORONAVIRUS<br />Svolta del Consiglio di Stato: nessuna ragione per non usare il Plaquenil, su cui c'è stato un divieto illogico del Ministero della Salute e dell'Aifa (l'Agenzia italiana del farmaco che regola l'uso dei farmaci in Italia)<br />di Andrea Zambrano<br />«Non vi sono ragioni contrarie di salute pubblica che sconsiglino l'impiego generalizzato del farmaco idrossiclorochina. La lotta contro il virus deve essere condotta anzitutto sul piano della medicina territoriale e, quindi, con la somministrazione di una appropriata e sicura, precoce ed efficace, terapia domiciliare e solo in via di extrema ratio nell'ambito ospedaliero, non in grado di reggere da solo l'intera pressione della domanda sanitaria».<br />Le parole con cui il Consiglio di Stato riabilitano l'idrossiclorochina sono non solo un riconoscimento ai tanti medici che hanno continuato a somministrarla con successo nonostante la campagna mediatica e governativa contraria, ma sono anche un preciso indirizzo di come si deve - e si doveva - affrontare la pandemia: meno lockdown e meno ricoveri, più cure da casa, con i farmaci giusti e tra questi nulla vieta che ci possa essere anche il farmaco antimalarico contro il quale da maggio scorso si sono accaniti i due enti regolatori, Aifa e Ema, che hanno poi condizionato il Ministero della Salute.<br />Dall'ordinanza emessa ieri dalla camera di consiglio della III sezione del Consiglio di Stato non ci si poteva attendere responso migliore. Il giudice Franco Frattini ha accolto in pieno tutte le istanze dei 34 medici che avevano impugnato la delibera del 22 luglio con la quale Aifa proibiva l'utilizzo dell'HCQ off label, cioè fuori dalle indicazioni mediche prescritte dalla casa farmaceutica e ha così  sdoganato il suo utilizzo, a determinate condizioni, però: la prima è che venga somministrata nella fase precoce della malattia da Covid 19, entro i sei giorni dalla comparsa dei sintomi, proprio come da studi scientifici chiedono i medici, la seconda è che questo avvenga sotto la piena responsabilità del medico attraverso un consenso informato del paziente e comunque non a rimborso del Servizio Sanitario Nazionale. Quest'ultimo aspetto è stato enfatizzato dai giornali di ieri nel dare la notizia, ma è un problema secondario, visto anche il costo irrisorio del Plaquenil. Ma la decisione è storica e segna un punto a favore della cura medica.<br /><br />VINCE LA MEDICINA, QUELLA VERA<br />Esulta l'avvocato Valentina Piraino che ha creduto nella battaglia dei medici e nell'affermazione del diritto alle cure e che alla Bussola dice: «Con l'ordinanza di oggi viene riconosciuto il giusto valore ai medici di medicina generale. Il Consiglio di Stato ha chiaramente affermato che non vi sono evidenze scientifiche tali da sospendere l'utilizzo di idrossiclorochina. Il comportamento di Aifa nega qualsiasi possibilità di sperimentare in concreto il farmaco proprio quando vi è urgente necessità di sperimentare nuove cure. Non si può togliere valore alla preziosa esperienza clinica dei mesi passati e addirittura negare, in assenza di altra valida alternativa domiciliare, una possibile cura in grado di esercitare anche un minimo beneficio».<br />Ma se la giustizia amministrativa ha fatto la sua parte, ora la partita è tutta politica perché i medici devono essere informati che la clorochina non è bandita ed è un farmaco utilissimo per contrastare il coronavirus. Ecco perché il legale fa un appello ai governatori regionali e al governo: «Alla luce di questo provvedimento vanno senza dubbio rivisti tutti i protocolli regionali e soprattutto le recenti linee guida approvate dal Ministero sulle terapie domiciliari. Lo Stato sociale di diritto non vieta ma richiede alla scienza medica di curare anziché astenersi dal curare i...]]></itunes:summary><itunes:duration>708</itunes:duration><itunes:keywords>19,clorochina,covid,divieto</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/00824b45f3c02af41da188ed74ebee93.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Gli italiano sono pronti a rinunciare ad ogni libertà</title><link>https://www.spreaker.com/episode/gli-italiano-sono-pronti-a-rinunciare-ad-ogni-liberta--42391815</link><description><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜<a href="http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6396" rel="noopener">http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6396</a><br /><br />GLI ITALIANI SONO PRONTI A RINUNCIARE AD OGNI LIBERTA' di Emanuele Boffi<br />Prendiamo sempre con le molle i sondaggi e le analisi statistiche e sociologiche, ma non possiamo negare di aver trovato nell'ultimo Rapporto Censis, presentato ieri a Roma, la conferma di una situazione che sentiamo come veritiera. Il Rapporto è pieno di considerazioni interessanti, ma qui ci limiteremo a riportare quelle che, a nostro avviso, fotografano molto bene un "clima" - non sapremmo altrimenti come definirlo - che vige nel nostro paese. Significativo ci pare il fatto che si dica che gli italiani preferiscano essere «sudditi piuttosto che morti».<br />La citazione, tratta dalla sintesi del Rapporto, è un po' lunga ma merita di essere riproposta.<br /><br />MEGLIO SUDDITI CHE MORTI<br />«Spaventata, dolente, indecisa tra risentimento e speranza: ecco l'Italia nell'anno della paura nera, l'anno del Covid-19. Il 73,4% degli italiani indica nella paura dell'ignoto e nell'ansia conseguente il sentimento prevalente in famiglia. In questi mesi, il 77% ha visto modificarsi in modo permanente almeno una dimensione fondamentale della propria vita: lo stato di salute o il lavoro, le relazioni o il tempo libero. Lo Stato, pur percepito come impreparato di fronte all'ondata dei contagi, si è palesato come il salvagente a cui aggrapparsi nel massimo pericolo. Ma, oltre al ciclopico debito pubblico, le scorie dell'epidemia saranno molte, diversificate e di lungo periodo. La prima scoria è la propensione a rinunciare volontariamente alla solitamente apprezzatissima sovranità personale:<br />- il 57,8% degli italiani è disposto a rinunciare alle libertà personali in nome della tutela della salute collettiva, lasciando al Governo le decisioni su quando e come uscire di casa, su cosa è autorizzato e cosa non lo è, sulle persone che si possono incontrare, sulle limitazioni della mobilità personale; <br />- il 38,5% è pronto a rinunciare ai propri diritti civili per un maggiore benessere economico, introducendo limiti al diritto di sciopero, alla libertà di opinione, di organizzarsi, di iscriversi a sindacati e associazioni. La paura pervasiva dell'ignoto porta alla dicotomia ultimativa: "meglio sudditi che morti". E porta a vite non sovrane, volontariamente sottomesse al buon Leviatano. Cresce allora il livore della logica "o salute o forca": <br />- il 77,1% degli italiani chiede pene severissime per chi non indossa le mascherine di protezione delle vie respiratorie, non rispetta il distanziamento sociale o i divieti di assembramento; <br />- il 76,9% è fermamente convinto che chi ha sbagliato nell'emergenza, che siano politici, dirigenti della sanità o altri soggetti, deve pagare per gli errori commessi, che hanno provocato la diffusione del contagio negli ospedali e nelle case di riposo per gli anziani; <br />- il 56,6% vuole addirittura il carcere per i contagiati che non rispettano rigorosamente le regole della quarantena e dell'isolamento, e così minacciano la salute degli altri; <br />- il 31,2% non vuole che vengano curati (o vuole che vengano curati solo dopo, in coda agli altri) coloro che, a causa dei loro comportamenti irresponsabili o irregolari, hanno provocato la propria malattia; <br />- e il 49,3% dei giovani vuole che gli anziani siano curati dopo di loro. C'è un rimosso in cui pulsano risentimenti antichi e recentissimi di diversa origine, intensità, cause. Non sorprende, quindi, che persino una misura assolutamente indicibile per la società italiana come la pena di morte torni nella sfera del praticabile: quasi la metà degli italiani (il 43,7%) è favorevole alla sua introduzione nel nostro ordinamento (e il dato sale al 44,7% tra i giovani)».<br /><br />GLI ITALIANI SOGNANO IL MODELLO CINESE<br />Sono numeri impressionanti che mostrano come l'unico vero sentimento oggi imperante nel paese è la paura con tutte le sue conseguenze. C'è lo Stato, identificato come un dio imperfetto, ma pur sempre l'unico cui affidarsi. C'è l'odio per chi si sottrae alle regole che va punito o non curato (c'è persino la forca per chi ha sbagliato). C'è il risentimento generazionale che colpisce gli anziani, cui è addossata la colpa delle proprie limitazioni.<br />Oggi sulla Terra esiste un paese dove lo Stato è tutto, chi sbaglia è punito, il sospetto e il risentimento sono forme di controllo sociale, la libertà è limitata al massimo: è la Cina. Su questo giornale, già da tempo, discutiamo della tendenza da parte, per ora, di alcuni intellettuali di proporre quello cinese come modello più efficiente della democrazia per affrontare le sfide di un mondo sempre più veloce e senza punti di riferimento ideali stabili. Ora, almeno a giudicare dallo studio del Censis, sembra che inizino a pensarlo anche gli italiani. Forse bisognerebbe far notare loro che è proprio all'interno di quel "paradiso" che è nato e si è diffuso il virus e che è lo Stato cinese ad averlo tenuto nascosto provocando i danni che conosciamo. E forse bisognerebbe far notare loro cosa sta succedendo a Hong Kong.<br />Oltre a questo, c'è un altro aspetto da sottolineare: di cosa si ha paura? Si ha paura di perdere la vita, l'unica cosa che abbiamo. Qui si torna all'analisi di Olivier Rey, il matematico francese di cui vi abbiamo parlato qualche giorno fa, autore di un saggio che spiega molte cose sul tempo presente. Se la vita ristretta alla sola accezione biologica è l'unico valore, essa diventa "tirannica". In suo nome si può e si deve fare tutto e chi "può e deve" fare tutto è lo Stato, cui si dà pieno potere. Scriveva infatti Rey che il mondo all'era del Covid certifica la vittoria di Hobbes: stiamo costruendo una società «nella quale l'individuo accetta di sottomettersi al potere assoluto del Leviatano in cambio della protezione che dovrebbe assicurargli contro la morte».<br /><br />Nota di BastaBugie: la redazione di Tempi (composta da Alessandro, Gianpaolo, Matteo, Michele, Raffaele, Tommaso) nell'articolo seguente dal titolo "Vivi. Né morti, né tantomeno sudditi" parla del Rapporto Censis sulla situazione in cui si trova l'Italia.<br />Ecco l'articolo completo pubblicato su Tempi il 6 dicembre 2020:<br />Nel leggere alcuni passaggi del Rapporto Censis pubblicato il 4 dicembre 2020, siamo sobbalzati sulla sedia. Nel comunicato stampa che lo accompagna, l'analisi è impietosa: «Spaventata, dolente, indecisa tra risentimento e speranza: ecco l'Italia nell'anno della paura nera. Il 73,4% degli italiani indica nella paura dell'ignoto e nell'ansia conseguente il sentimento prevalente. Che porta alla dicotomia ultimativa: meglio sudditi che morti».<br />L'immagine del suddito ci ha colpiti. <br />Il suddito è colui che rinuncia a vivere, in nome della tranquillità, della sicurezza e della paura della morte. Il suddito ritiene che la propria libertà, il proprio cuore che esprime un desiderio di pienezza e felicità, e la stessa propria vita non siano esigenze assolute. Anzi: il suddito ha paura di disturbare i sapienti, di compiere errori e mettere a repentaglio se stesso e gli altri, quando esercita le proprie scelte e le proprie decisioni. Meglio attendere istruzioni, e seguirle in nome del "benessere della collettività". <br />Il potere (il sovrano) è ben felice di trovare di fronte a sé tali sudditi. Ritenendo di conoscere meglio di loro il bene e il male, e in ultima analisi i loro desideri, ben si presta all'arduo ruolo di "compiere scelte difficili". Il sovrano solleva il suddito della rischiosa scelta di come impiegare la propria libertà, fornendo dettagliate istruzioni e indicazioni: le regole, che nella visione del sovrano (colto e istruito, a volte) salveranno il mondo. E così, procede con Dpcm onnicomprensivi e con Faq esplicative. <br />Una tale situazione è per noi intollerabile. <br />La nostra esperienza e il nostro cuore si ribellano a una alternativa stupida tra l'autoriduzione in schiavitù (la sudditanza) e il mettere in atto comportamenti irresponsabili e folli (la morte). Siamo consapevoli che il periodo storico che viviamo richieda prudenza e attenzione. Ma dentro una tale ragionevole attenzione, vogliamo essere liberi di seguire quello che rende la vita vera: il tempo speso con gli amici veri, l'esperienza educativa dei nostri figli, l'affetto per i nostri genitori, la possibilità di assistere un malato, la vista dalla cima di una montagna innevata, la Messa per celebrare il Natale. <br />Soprattutto, non tolleriamo che questa dimensione di pienezza della vita sia banalizzata da regolette scritte da un sovrano autodefinitosi illuminato, che forte della propria laurea in legge o in medicina ci voglia spiegare (o imporre!) come vivere il periodo delle feste, o come abbracciare un nostro caro alla fine del proprio cammino. <br />È possibile essere vivi, liberi e non sudditi anche in questo momento perché la libertà è la possibilità di aderire al vero riconosciuto e riconoscibile nella nostra vita, in tutte le circostanze. Un desiderio, un grido che resiste e che chiede un senso, appartiene alla nostra natura umana e si ridesta in tutta la sua portata quando troviamo davanti a noi una Presenza che risponde. <br />L'esperienza della pienezza che abbiamo sperimentato mettendoci in gioco dentro le questioni della vita (il lavoro, la famiglia, l'amicizia, le passioni) è troppo bella, e troppo forte, per arrendersi di fronte alla pandemia. E non può temere il tiranno, o aver paura della morte. [...]]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/42391815</guid><pubDate>Wed, 09 Dec 2020 06:03:03 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/42391815/gli_italiano_sono_pronti_a_rinunciare_ad_ogni_libert.mp3" length="10968083" type="audio/mpeg"/><itunes:author>BastaBugie</itunes:author><itunes:subtitle>TESTO DELL'ARTICOLO ➜http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6396&#13;
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GLI ITALIANI SONO PRONTI A RINUNCIARE AD OGNI LIBERTA' di Emanuele Boffi&#13;
Prendiamo sempre con le molle i sondaggi e le analisi statistiche e sociologiche, ma non possiamo negare...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜<a href="http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6396" rel="noopener">http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6396</a><br /><br />GLI ITALIANI SONO PRONTI A RINUNCIARE AD OGNI LIBERTA' di Emanuele Boffi<br />Prendiamo sempre con le molle i sondaggi e le analisi statistiche e sociologiche, ma non possiamo negare di aver trovato nell'ultimo Rapporto Censis, presentato ieri a Roma, la conferma di una situazione che sentiamo come veritiera. Il Rapporto è pieno di considerazioni interessanti, ma qui ci limiteremo a riportare quelle che, a nostro avviso, fotografano molto bene un "clima" - non sapremmo altrimenti come definirlo - che vige nel nostro paese. Significativo ci pare il fatto che si dica che gli italiani preferiscano essere «sudditi piuttosto che morti».<br />La citazione, tratta dalla sintesi del Rapporto, è un po' lunga ma merita di essere riproposta.<br /><br />MEGLIO SUDDITI CHE MORTI<br />«Spaventata, dolente, indecisa tra risentimento e speranza: ecco l'Italia nell'anno della paura nera, l'anno del Covid-19. Il 73,4% degli italiani indica nella paura dell'ignoto e nell'ansia conseguente il sentimento prevalente in famiglia. In questi mesi, il 77% ha visto modificarsi in modo permanente almeno una dimensione fondamentale della propria vita: lo stato di salute o il lavoro, le relazioni o il tempo libero. Lo Stato, pur percepito come impreparato di fronte all'ondata dei contagi, si è palesato come il salvagente a cui aggrapparsi nel massimo pericolo. Ma, oltre al ciclopico debito pubblico, le scorie dell'epidemia saranno molte, diversificate e di lungo periodo. La prima scoria è la propensione a rinunciare volontariamente alla solitamente apprezzatissima sovranità personale:<br />- il 57,8% degli italiani è disposto a rinunciare alle libertà personali in nome della tutela della salute collettiva, lasciando al Governo le decisioni su quando e come uscire di casa, su cosa è autorizzato e cosa non lo è, sulle persone che si possono incontrare, sulle limitazioni della mobilità personale; <br />- il 38,5% è pronto a rinunciare ai propri diritti civili per un maggiore benessere economico, introducendo limiti al diritto di sciopero, alla libertà di opinione, di organizzarsi, di iscriversi a sindacati e associazioni. La paura pervasiva dell'ignoto porta alla dicotomia ultimativa: "meglio sudditi che morti". E porta a vite non sovrane, volontariamente sottomesse al buon Leviatano. Cresce allora il livore della logica "o salute o forca": <br />- il 77,1% degli italiani chiede pene severissime per chi non indossa le mascherine di protezione delle vie respiratorie, non rispetta il distanziamento sociale o i divieti di assembramento; <br />- il 76,9% è fermamente convinto che chi ha sbagliato nell'emergenza, che siano politici, dirigenti della sanità o altri soggetti, deve pagare per gli errori commessi, che hanno provocato la diffusione del contagio negli ospedali e nelle case di riposo per gli anziani; <br />- il 56,6% vuole addirittura il carcere per i contagiati che non rispettano rigorosamente le regole della quarantena e dell'isolamento, e così minacciano la salute degli altri; <br />- il 31,2% non vuole che vengano curati (o vuole che vengano curati solo dopo, in coda agli altri) coloro che, a causa dei loro comportamenti irresponsabili o irregolari, hanno provocato la propria malattia; <br />- e il 49,3% dei giovani vuole che gli anziani siano curati dopo di loro. C'è un rimosso in cui pulsano risentimenti antichi e recentissimi di diversa origine, intensità, cause. Non sorprende, quindi, che persino una misura assolutamente indicibile per la società italiana come la pena di morte torni nella sfera del praticabile: quasi la metà degli italiani (il 43,7%) è favorevole alla sua introduzione nel nostro ordinamento (e il dato sale al 44,7% tra i giovani)».<br /><br />GLI ITALIANI SOGNANO IL MODELLO CINESE<br />Sono numeri impressionanti che mostrano come l'unico vero sentimento oggi imperante...]]></itunes:summary><itunes:duration>686</itunes:duration><itunes:keywords>cinese,modello,stato,sudditi</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/26d36aa925129898f39cf15ec2c22f03.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Natale Anticovid in Belgio, tutto coccole e polizia</title><link>https://www.spreaker.com/episode/natale-anticovid-in-belgio-tutto-coccole-e-polizia--42268658</link><description><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜<a href="http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6388" rel="noopener">http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6388</a><br /><br />NATALE ANTICOVID IN BELGIO, TUTTO COCCOLE E POLIZIA<br />Rastrellamenti all'ora del cenone, pugno duro contro le luci natalizie, ma è ammesso il compagno di coccole che viene a casa (VIDEO IRONICO: Il nuovo DPCM di Conte)<br />di Caterina Giojelli<br />«No, non credo affatto che viviamo in uno stato di polizia». Ma in un interregno di untori e malfattori sì. Ad Annelies Verlinden, bionda ministra dell'interno belga in carica da cinquanta giorni, non dispiacerebbe affatto una «legge sulla pandemia, in effetti ci stiamo lavorando, potrebbe costituire la base giuridica per le crisi future. Ma state tranquilli: ho ricevuto una formazione da avvocato, sono molto sensibile alla separazione dei poteri e alla proporzionalità delle misure». Per esempio, a Natale, Verlinden ha annunciato che verranno sguinzagliate pattuglie delle forze dell'ordine per il paese, «sarà la polizia a vigilare sul rispetto delle misure sanitarie. Dove necessario, suonando il campanello, bussando a casa delle persone». <br />Certo, in tempi normali non si potrebbe chiedere agli agenti di fare irruzione senza mandato per sanzionare chiassosi cenoni illegali in luoghi privati, ma come ha chiarito il solerte Vincent Gilles, presidente del sindacato di polizia Slfp, «se c'è il sospetto di un reato, e con le misure speciali anti-Covid l'assembramento lo è, le forze dell'ordine possono intervenire d'ufficio, senza mandato, per inosservanza delle norme sanitarie». Così, per Natale, tutti gli attovagliati riceveranno una multa pari a 250 euro a testa. E se si rifiutano di conciliare, «il caso può passare da amministrativo a penale».<br /><br />L'ALBERO SPENTO<br />Buone feste, ma non per tutti: secondo un'indagine condotta dall'Università di Anversa un belga su tre non vuole rinunciare a onorare il Natale come tradizione comanda e al ministro non resta che annunciare tolleranza zero contro assembramenti e focolai da salotto, pugno duro condivisissimo dal primo ministro Alexander De Croo per cui serenità natalizia uguale disciplina, pertanto, ha assicurato, lui festeggerà solo insieme a chi vive sotto al suo tetto, sua moglie e i suoi due figli. A rendere tutto più minculpop c'è la firma di Verlinden insieme a quella del collega ministro della salute Frank Vandenbroucke in margine a una letterina superpubblicizzata e spedita a San Nicola per dispensarlo dalla quarantena obbligatoria a chiunque, come lui, arrivi via mare dalla Spagna, zona rossissima, dispensa concessa sempre che il santo indossi la mascherina, si lavi le manone, rispetti il distanziamento sociale (sic) e consegni regali democratici senza distinguo tra bambini buoni o cattivi, ché ogni bambino in Belgio «è un eroe». <br />Tanto a raddrizzare il legno storto dell'umanità adulta ci pensano loro: per cominciare San Nicola questi benedetti regali democratici dovrà lasciarli sotto a un albero spento. Per evitare concorrenza sleale tra negozi aperti e chiusi le autorità hanno stabilito infatti che le luci di Natale non sono beni essenziali e pertanto non potranno essere acquistate nei supermercati o nei ferramenta dispensati dal lockdown. E chissenefrega se verranno acquistati online, il governo ha annunciato per venerdì l'emanazione di linee guida chiare per non trovarsi a gestire una terza ondata caratterizzata da una curva epidemiologica somigliante alla vignetta del fumettista fiammingo Lectrr che la inerpica su un gigantesco albero di Natale.<br /><br />IL COMPAGNO DI COCCOLE<br />Dopo aver trasferito alcuni pazienti in Germania causa saturazione delle terapie intensive, oggi il Belgio inizia a registrare segnali incoraggianti, merito del regime varato dal governo che consente ai cittadini di avere contatti «massimo con una persona (sempre la stessa)» eludendo la distanza di 1,5 metri; invitare a casa fino a un massimo di «uno stretto contatto per nucleo famigliare», o, nel caso dei sigle che vivono soli, «uno stretto contatto più uno, ma non in contemporanea». Per strada sono ammessi invece «gruppi fino a quattro persone», ma mantenendo una distanza tra loro «di 1,5 metri». Non si sa se la popolazione belga giri col metro in tasca ma il malcontento, quello sì che è stato ben misurato. Mica per niente il Belgio ha deciso di conferire alle restrizioni una dimensione di prevenzione della salute anche mentale, «vogliamo un confinamento, non un isolamento» ha specificato il premier. E così l'asettico "contatto" ammesso oltre la soglia di casa è diventato l'ormai celebre «knuffelcontact», letteralmente "compagno di coccole": proprio così, ogni membro di una famiglia potrà averne uno tutto suo, chi vive da solo invece potrà averne addirittura due, purché le "coccole" non avvengano nello stesso momento. Una via di mezzo tra il "seksbuddy", compagno di letto che si è provato a sdoganare in Olanda e la "support bubble" del Regno Unito, garantita a chiunque vivesse da solo per ricevere visite.<br />Manca solo il cactus al posto dell'albero (spento) e poi il Natale antipandemico in Belgio, tra rastrellamenti all'ora del cenone, pass sanitari per San Nicola e trombamici per decreto, riuscirà nella straordinaria impresa di somigliare a una carnevalata più grottesca di quella promessa dal nostro premier Conte in Italia, «un momento di raccoglimento spirituale per pochi», e dal ministro Speranza, che annuncia tavoli per discutere dei posti a tavola «limitati agli affetti più cari». Almeno per il momento. <br /><br />Nota di BastaBugie: vista la situazione in Belgio, viene quasi da rivalutare Conte. Per farlo in maniera ironica si può vedere il seguente video (durata: 1 minuto e mezzo) nel quale si ironizza sui DPCM di Conte.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/42268658</guid><pubDate>Tue, 01 Dec 2020 23:58:45 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/42268658/natale_anticovid_in_belgio_tutto_coccole_e_polizia.mp3" length="6268550" type="audio/mpeg"/><itunes:author>BastaBugie</itunes:author><itunes:subtitle>TESTO DELL'ARTICOLO ➜http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6388&#13;
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NATALE ANTICOVID IN BELGIO, TUTTO COCCOLE E POLIZIA&#13;
Rastrellamenti all'ora del cenone, pugno duro contro le luci natalizie, ma è ammesso il compagno di coccole che viene a casa...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜<a href="http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6388" rel="noopener">http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6388</a><br /><br />NATALE ANTICOVID IN BELGIO, TUTTO COCCOLE E POLIZIA<br />Rastrellamenti all'ora del cenone, pugno duro contro le luci natalizie, ma è ammesso il compagno di coccole che viene a casa (VIDEO IRONICO: Il nuovo DPCM di Conte)<br />di Caterina Giojelli<br />«No, non credo affatto che viviamo in uno stato di polizia». Ma in un interregno di untori e malfattori sì. Ad Annelies Verlinden, bionda ministra dell'interno belga in carica da cinquanta giorni, non dispiacerebbe affatto una «legge sulla pandemia, in effetti ci stiamo lavorando, potrebbe costituire la base giuridica per le crisi future. Ma state tranquilli: ho ricevuto una formazione da avvocato, sono molto sensibile alla separazione dei poteri e alla proporzionalità delle misure». Per esempio, a Natale, Verlinden ha annunciato che verranno sguinzagliate pattuglie delle forze dell'ordine per il paese, «sarà la polizia a vigilare sul rispetto delle misure sanitarie. Dove necessario, suonando il campanello, bussando a casa delle persone». <br />Certo, in tempi normali non si potrebbe chiedere agli agenti di fare irruzione senza mandato per sanzionare chiassosi cenoni illegali in luoghi privati, ma come ha chiarito il solerte Vincent Gilles, presidente del sindacato di polizia Slfp, «se c'è il sospetto di un reato, e con le misure speciali anti-Covid l'assembramento lo è, le forze dell'ordine possono intervenire d'ufficio, senza mandato, per inosservanza delle norme sanitarie». Così, per Natale, tutti gli attovagliati riceveranno una multa pari a 250 euro a testa. E se si rifiutano di conciliare, «il caso può passare da amministrativo a penale».<br /><br />L'ALBERO SPENTO<br />Buone feste, ma non per tutti: secondo un'indagine condotta dall'Università di Anversa un belga su tre non vuole rinunciare a onorare il Natale come tradizione comanda e al ministro non resta che annunciare tolleranza zero contro assembramenti e focolai da salotto, pugno duro condivisissimo dal primo ministro Alexander De Croo per cui serenità natalizia uguale disciplina, pertanto, ha assicurato, lui festeggerà solo insieme a chi vive sotto al suo tetto, sua moglie e i suoi due figli. A rendere tutto più minculpop c'è la firma di Verlinden insieme a quella del collega ministro della salute Frank Vandenbroucke in margine a una letterina superpubblicizzata e spedita a San Nicola per dispensarlo dalla quarantena obbligatoria a chiunque, come lui, arrivi via mare dalla Spagna, zona rossissima, dispensa concessa sempre che il santo indossi la mascherina, si lavi le manone, rispetti il distanziamento sociale (sic) e consegni regali democratici senza distinguo tra bambini buoni o cattivi, ché ogni bambino in Belgio «è un eroe». <br />Tanto a raddrizzare il legno storto dell'umanità adulta ci pensano loro: per cominciare San Nicola questi benedetti regali democratici dovrà lasciarli sotto a un albero spento. Per evitare concorrenza sleale tra negozi aperti e chiusi le autorità hanno stabilito infatti che le luci di Natale non sono beni essenziali e pertanto non potranno essere acquistate nei supermercati o nei ferramenta dispensati dal lockdown. E chissenefrega se verranno acquistati online, il governo ha annunciato per venerdì l'emanazione di linee guida chiare per non trovarsi a gestire una terza ondata caratterizzata da una curva epidemiologica somigliante alla vignetta del fumettista fiammingo Lectrr che la inerpica su un gigantesco albero di Natale.<br /><br />IL COMPAGNO DI COCCOLE<br />Dopo aver trasferito alcuni pazienti in Germania causa saturazione delle terapie intensive, oggi il Belgio inizia a registrare segnali incoraggianti, merito del regime varato dal governo che consente ai cittadini di avere contatti «massimo con una persona (sempre la stessa)» eludendo la distanza di 1,5 metri; invitare a casa fino a un massimo di «uno stretto contatto...]]></itunes:summary><itunes:duration>392</itunes:duration><itunes:keywords>belgio,conte,polizia,stato</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/3a194683f84ef94c185bb315a102832f.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>La battaglia per le messe nella Francia di Macron e negli Usa del dopo Trump</title><link>https://www.spreaker.com/episode/la-battaglia-per-le-messe-nella-francia-di-macron-e-negli-usa-del-dopo-trump--42268559</link><description><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜<a href="http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6385" rel="noopener">http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6385</a><br /><br />LA BATTAGLIA PER LE MESSE NELLA FRANCIA DI MACRON E NEGLI USA DEL DOPO TRUMP<br /><br />di Luca Volontè<br />La battaglia della Messa è tutt'altro che terminata. Il Governo Macron si beffa della Chiesa e dei vescovi. Dopo settimane di veglie di migliaia di fedeli sui piazzali delle chiese di Francia, nel pomeriggio di ieri il primo ministro ha confermato le misure anti Covid-19 che irridono i cattolici: massimo 30 persone potranno partecipare alle Messe, qualunque sia la dimensione della chiesa, dalla cattedrale alla parrocchia di paese. Invece, negli Usa, la Corte Suprema segue la linea "di" Amy Coney Barrett, per la prima volta ago della bilancia: con sentenza emessa nella notte di mercoledì, abolisce le restrizioni assurde imposte dal governatore Cuomo nei confronti di ogni celebrazione religiosa e che avevano provocato le proteste di ebrei, cattolici ed evangelici. Una decisione che libererà la libertà religiosa dai folli (e ingiusti) limiti imposti da molti governatori del Partito Democratico.<br />Con la sentenza del Consiglio di Stato francese dello scorso 6 novembre, nel confermare la decisione del Governo di chiudere le chiese e anche le ipotesi di riaperture con solo 30 persone che avrebbero potuto partecipare alle Messe, i giudici avevano rimandato al confronto tra esecutivo e Chiese l'aggiornamento sulla libertà di culto. In queste settimane di intensi colloqui tra vescovi e autorità dello Stato, i fedeli cattolici si sono resi presenti con veglie di preghiere di fronte alle chiese di migliaia di città di Francia, dimostrando con rispetto e con fermezza la loro decisa volontà a non rinunciare a Cristo e alla Santa Celebrazione Eucaristica.<br />Lo scorso 24 novembre Macron aveva annunciato che le cerimonie religiose si sarebbero potute nuovamente svolgere alla presenza dei fedeli, a partire da sabato 28 novembre. Le modalità precise, aveva aggiunto il presidente, sarebbero state presentate dal primo ministro, ma pur sempre con il limite delle 30 persone per Messe e funerali. La reazione dei vescovi alla dichiarazione di Macron era stata furibonda, poiché sorpresi da una dichiarazione non conforme con il confronto che avevano avuto con diversi ministri e irrispettosa della realtà. La Chiesa aveva proposto lo spazio di sicurezza di 4 metri quadrati per ogni fedele, sino ad un massimo di 1/3 della capacità delle chiese. Una proposta più che ragionevole e più che rispettosa delle misure anti Covid del Governo, ma rifiutata in tronco da Macron.<br />Ebbene, non sono valse le critiche cadute su Macron da ogni dove per convincere il Governo a cambiare idea. Ieri il primo ministro Jean Castex ha appunto confermato in una conferenza stampa sulle reti nazionali che le Messe saranno possibili con la presenza massima di 30 fedeli sino al 15 dicembre, e a quella data si rivaluterà il da farsi. "I luoghi di culto sono luoghi di contaminazione", si afferma. Un'affermazione totalmente falsa e che rischia di gettare ulteriore discredito su Macron e su un esecutivo che, ormai palesemente e ingiustificatamente, con questi divieti vuole erodere la fede dei cattolici.<br />L'arcivescovo di Parigi, Michel Aupetit, è stato il più diretto: "Questa è una misura totalmente stupida che contraddice il buonsenso. Trenta persone in una chiesa di un piccolo villaggio, lo capiamo, ma a Saint-Sulpice è ridicolo! Alcuni parrocchiani vengono in 2000 in alcune parrocchie di Parigi. Ci fermeremo a trentuno... È ridicolo! (...) che alcuni membri del governo possano essere ignoranti della religione, ci può stare, ma che siano ignoranti della medicina è grave nel bel mezzo di una crisi sanitaria! Abbiamo proposto di occupare un terzo della capacità abituale, lasciando uno spazio di 4 metri quadrati intorno ad ogni fedele. Ciò corrisponde perfettamente allo standard sanitario richiesto a tutti i luoghi aperti al pubblico. Questo è quello che viene imposto ai negozianti . È tuttavia sorprendente che lo permettiamo per i negozianti e che non lo permettiamo per la Chiesa...".<br />Le proteste proseguiranno, ferme, rispettose e composte. E cresceranno i vescovi - come già annunciato da monsignor Norbert Turini - che inviteranno i propri sacerdoti a "non impedire a nessun fedele di partecipare alla Messa, indipendentemente dal numero dei presenti, purché si mantengano i 4 metri quadrati di distanza".<br />Pregiudizio? Non prendiamoci in giro, questa è guerra ai fedeli di Cristo e alla Sua Presenza sacramentale. Guerra che, nello Stato di New York, ha ingaggiato anche il governatore Andrew Cuomo dalla fine del mese di ottobre contro ogni celebrazione pubblica, intimando la chiusura di chiese cattoliche, sinagoghe e case di preghiera. Il 12 novembre, il vescovo della Diocesi cattolica di Brooklyn (New York) aveva fatto ricorso direttamente alla Corte Suprema, in quanto si palesava una chiara violazione della Costituzione e del diritto alla libertà di culto. «Mentre questo ordine esecutivo di Cuomo chiude effettivamente le chiese e gli altri luoghi di culto, tutte le attività ritenute "essenziali" dal Governatore - compresi i supermercati, i negozi di animali, gli enormi negozi di ferramenta e gli uffici dei broker - possono rimanere aperte senza alcuna limitazione di capacità, anche nelle zone "rosse" più restrittive. Nelle zone "arancioni", anche la stragrande maggioranza delle attività non essenziali, compresi i grandi magazzini, può rimanere aperta senza limitazioni, ma le chiese non possono». Queste le parole di allora.<br />Quella di mercoledì sera è quindi una vittoria per la libertà religiosa. La Corte Suprema - con una maggioranza di 5-4, resa possibile anche grazie al primo voto decisivo di Amy Coney Barrett - ha affermato che Andrew Cuomo ha preso decisioni illegittime, imponendo limiti e ingiuste chiusure verso i luoghi di culto, con la scusa della pandemia. La Corte ha stabilito che c'è stata violazione del Primo Emendamento della Costituzione. Il relatore Neil Gorsuch ha definito le imposizioni di Cuomo sfavorevoli per i luoghi di culto. "È tempo - ha scritto il giudice Gorsuch - di chiarire che, mentre la pandemia pone molte gravi sfide, non c'è alcun modo tollerato dalla Costituzione per approvare decisioni degli organi esecutivi che riaprono negozi di liquori e di biciclette, ma chiudono chiese, sinagoghe e moschee". Parole sante! E grazie al voto di Amy Coney Barrett, nominata da Trump al posto della liberal Ruth Bader Ginsburg, le stravaganti opinioni del presidente della Corte e giudice, in teoria conservatore, John Roberts Jr., sono divenute irrilevanti: certo, colpisce che abbia ancora una volta votato con la truppa dei giudici liberal su un argomento e un diritto così dirimente.<br />L'ordinanza del tribunale si è occupata di due richieste: una presentata appunto dalla Diocesi cattolica di Brooklyn, l'altra da due sinagoghe, da un'organizzazione ebraica ortodossa e da due individui. Entrambe le richieste erano dirette a denunciare le restrizioni di Cuomo contro la libertà di culto. Questa decisione potrà liberare anche dalle ingiustizie subite dalle chiese in altri Stati federati, come in California, dove l'arcivescovo Salvatore Cordileone è in prima linea nella battaglia per le Messe.<br />Intanto, quattro Diocesi del Kentucky si sono ribellate all'ennesimo governatore democratico che impone la sospensione delle celebrazioni eucaristiche e religiose sino al prossimo 13 dicembre. A nome di tutti ha parlato il vescovo di Louisville, Joseph Kurtz: "In questo momento non sospenderemo le liturgie pubbliche, ma incoraggeremo tutti ad agire in modo responsabile, rispettando la gravità di questa pandemia e la salute e la sicurezza di tutti". A buon intenditore, anche se progressista di Roma, liberale di Dublino, massone di Parigi o democratico di New York, dovrebbero bastare poche parole: alla Messa non rinunciamo.<br /><br />Nota di BastaBugie: Ermes Dovico nell'articolo seguente dal titolo "Macron ha violato la libertà di culto (e lo dicono i giudici)" ci aggiorna sulla situazione in Francia. Il Consiglio di Stato ha accolto il ricorso della Conferenza episcopale francese contro il Governo Macron, che ora deve rivedere la sua linea. Segno che la mobilitazione dei vescovi paga.<br />Ecco l'articolo completo pubblicato su La Nuova Bussola Quotidiana il 1° dicembre 2020:<br />La decisione del Governo Macron di continuare a limitare a 30 il numero di fedeli che possono partecipare alla Santa Messa è «ingiustificata», «sproporzionata» e «illegale». Il 29 novembre, prima domenica di Avvento, il Consiglio di Stato ha accolto il ricorso della Conferenza episcopale francese (Cef) contro l'esecutivo, che dopo giorni di promesse aveva confermato il limite arbitrario delle 30 persone, senza tenere conto delle diverse dimensioni delle chiese. I giudici hanno dato tre giorni di tempo (che scadono domani) al governo guidato dal premier Jean Castex per rivedere i criteri di questa illegittima restrizione al culto.<br />Si tratta di un passo avanti di grande significato, stante anche il fatto che lo scorso 6 novembre proprio il Consiglio di Stato aveva sostanzialmente approvato la linea governativa, pur chiedendo all'esecutivo di proseguire il dialogo con i vescovi e avanzare una proposta per il 16 del mese così da permettere un più facile accesso alle chiese. Da allora Macron e compagni hanno però continuato a fare melina, fino all'annuncio di giovedì scorso di Castex che aveva detto in conferenza stampa che la questione Messe sarebbe stata ritrattata solo a partire dal 15 dicembre. L'ennesima presa in giro, a cui la Cef - presieduta dall'arcivescovo di Reims, Éric de Moulins-Beaufort - ha risposto appunto con un nuovo ricorso giudiziario, uno dei quattro (compreso quello dell'associazione laica Agrif) presentati contro l'articolo 4]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/42268559</guid><pubDate>Tue, 01 Dec 2020 23:48:46 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/42268559/la_battaglia_per_le_messe_nella_francia_di_macron_e_negli_usa_del_dopo_trump.mp3" length="17272998" type="audio/mpeg"/><itunes:author>BastaBugie</itunes:author><itunes:subtitle>TESTO DELL'ARTICOLO ➜http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6385&#13;
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LA BATTAGLIA PER LE MESSE NELLA FRANCIA DI MACRON E NEGLI USA DEL DOPO TRUMP&#13;
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di Luca Volontè&#13;
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Invece, negli Usa, la Corte Suprema segue la linea "di" Amy Coney Barrett, per la prima volta ago della bilancia: con sentenza emessa nella notte di mercoledì, abolisce le restrizioni assurde imposte dal governatore Cuomo nei confronti di ogni celebrazione religiosa e che avevano provocato le proteste di ebrei, cattolici ed evangelici. Una decisione che libererà la libertà religiosa dai folli (e ingiusti) limiti imposti da molti governatori del Partito Democratico.<br />Con la sentenza del Consiglio di Stato francese dello scorso 6 novembre, nel confermare la decisione del Governo di chiudere le chiese e anche le ipotesi di riaperture con solo 30 persone che avrebbero potuto partecipare alle Messe, i giudici avevano rimandato al confronto tra esecutivo e Chiese l'aggiornamento sulla libertà di culto. In queste settimane di intensi colloqui tra vescovi e autorità dello Stato, i fedeli cattolici si sono resi presenti con veglie di preghiere di fronte alle chiese di migliaia di città di Francia, dimostrando con rispetto e con fermezza la loro decisa volontà a non rinunciare a Cristo e alla Santa Celebrazione Eucaristica.<br />Lo scorso 24 novembre Macron aveva annunciato che le cerimonie religiose si sarebbero potute nuovamente svolgere alla presenza dei fedeli, a partire da sabato 28 novembre. Le modalità precise, aveva aggiunto il presidente, sarebbero state presentate dal primo ministro, ma pur sempre con il limite delle 30 persone per Messe e funerali. La reazione dei vescovi alla dichiarazione di Macron era stata furibonda, poiché sorpresi da una dichiarazione non conforme con il confronto che avevano avuto con diversi ministri e irrispettosa della realtà. La Chiesa aveva proposto lo spazio di sicurezza di 4 metri quadrati per ogni fedele, sino ad un massimo di 1/3 della capacità delle chiese. Una proposta più che ragionevole e più che rispettosa delle misure anti Covid del Governo, ma rifiutata in tronco da Macron.<br />Ebbene, non sono valse le critiche cadute su Macron da ogni dove per convincere il Governo a cambiare idea. Ieri il primo ministro Jean Castex ha appunto confermato in una conferenza stampa sulle reti nazionali che le Messe saranno possibili con la presenza massima di 30 fedeli sino al 15 dicembre, e a quella data si rivaluterà il da farsi. "I luoghi di culto sono luoghi di contaminazione", si afferma. Un'affermazione totalmente falsa e che rischia di gettare ulteriore discredito su Macron e su un esecutivo che, ormai palesemente e ingiustificatamente, con questi divieti vuole erodere la fede dei cattolici.<br />L'arcivescovo di Parigi, Michel Aupetit, è stato il più diretto: "Questa è una misura totalmente stupida che contraddice il buonsenso. Trenta persone in una chiesa di un piccolo villaggio, lo capiamo, ma a Saint-Sulpice è ridicolo! Alcuni parrocchiani vengono in 2000 in alcune parrocchie di Parigi. Ci fermeremo a trentuno... È ridicolo! (...) che alcuni membri del governo possano essere ignoranti della religione, ci può stare, ma che siano ignoranti della medicina è grave nel bel mezzo di una crisi sanitaria! Abbiamo proposto di occupare un terzo della capacità abituale, lasciando uno spazio di 4 metri quadrati intorno ad ogni fedele. 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Con sede a Ginevra, ha circa 7000 collaboratori di oltre 150 Paesi e conta 194 Stati membri. Dal 2017, il suo direttore generale è l'ex ministro della sanità e degli esteri etiope Tedros Adhanom Ghebreyesus. Sul sito istituzionale leggiamo che «L'Oms lavora in tutto il mondo per promuovere la salute, mantenere il mondo un luogo sicuro e servire i più vulnerabili». Un obiettivo certamente nobile e lodevole. Tuttavia quest'anno non si sono contate le critiche all'Oms riguardo alla gestione della pandemia Covid.<br />Dai tamponi all'uso delle mascherine, fino al dietrofront sugli asintomatici come portatori di infezione da coronavirus, l'Oms ha collezionato ritardi, errori circa le norme di comportamento, indecisioni e indicazioni vaghe e contraddittorie che hanno condizionato l'evolversi dell'emergenza sanitaria, con le autorità sanitarie italiane che si sono affidate totalmente ai dettami della stessa. L'Ente ci ha abituati a notevoli scivoloni nella comunicazione: partendo da quel 28 gennaio quando il direttore Ghebreyesus elogiò apertamente il governo cinese nonostante non avesse ancora fatto neanche un'ispezione in Cina. L'Oms farà la sua prima missione sul campo solo 18 giorni dopo, a febbraio, quando il disastro era già avvenuto. Ha quindi dichiarato la pandemia solo l'11 marzo, quando ormai vi erano già più di 100mila casi in tutto il mondo con oltre 4mila morti sparsi in più di cento Paesi, mentre in Italia si contavano già 827 morti e 12 mila positivi. E se il vice premier nipponico Taro Aso l'ha ribattezzata con sarcasmo "Organizzazione cinese della sanità", il Wall Street Journal ha preferito l'epiteto "Disinformazione mondiale della sanità sul Coronavirus".<br /><br />E LE PERPLESSITÀ SULL'OMS AUMENTANO SE ANDIAMO A GUARDARE NEL SUO PASSATO<br />L'Organizzazione ha sempre avuto una posizione smaccatamente abortista: evidentemente tra «i più vulnerabili» che si pregia di tutelare non rientrano i bambini nel grembo materno. Per la "salute" dei bambini ha anche pubblicato gli "Standards for Sexuality Education in Europe" (linee guida per l'educazione sessuale in Europa), con indicazioni come queste: ai bambini di età 0-4 anni bisogna «fornire informazioni sul piacere che si prova quando si tocca il proprio corpo» e «consentire ai bambini di acquisire consapevolezza ed esplorare la propria identità di genere» (tutti noi possiamo scegliere la propria identità nel vasto panorama LGBTQIA+, cioè lesbiche, gay, bisessuali, transgender, transessuali, queer, intersessuali, asessuali. Il + si riferisce alle molte altre identità di genere: se ne contano almeno 52). <br />Ai bambini da 4 a 6 anni, secondo l'Oms, bisogna «fornire informazioni sulla masturbazione infantile, sulle relazioni omosessuali e sui diversi concetti di famiglia»; da 6 a 9 anni, invece, oltre che a «fornire informazioni sul piacere che si prova quando si tocca il proprio corpo, sulla masturbazione della prima infanzia», bisogna «fornire informazioni sull'amicizia e l'amore verso le persone dello stesso sesso». Forse non è esattamente il tipo di educazione che vorremmo per i nostri figli?<br />Se ci chiedessimo chi controlla l'Oms, apprenderemmo che i finanziamenti le arrivano dagli Stati membri e da privati. Ma negli ultimi decenni, i capitali privati sono divenuti sempre più cospicui rispetto a quelli pubblici: nel biennio 2016 - 17, l'80% dei quattro miliardi e mezzo di dollari delle entrate dell'Oms sono stati sborsati da aziende private e Ong. Per ben 901 milioni di dollari ha contribuito il fondatore di Microsoft, Bill Gates, il grande filantropo che ritiene che il modo migliore per sconfiggere la povertà nel mondo sia eliminare i poveri promuovendo la contraccezione e l'aborto (egli finanzia anche la International Planned Parenthood Federation, la più grande industria abortista del mondo), e la sterilizzazione di massa. Gates manda i suoi contributi all'Oms direttamente, attraverso la sua Bill & Melinda Gates Foundation, e indirettamente attraverso la Gavi (alleanza mondiale per i vaccini e l'immunizzazione).<br />Nel biennio 2018-2019, Gates ha versato altri 531 milioni di dollari nelle casse dell'Oms. Tra gli altri principali finanziatori privati troviamo molte multinazionali farmaceutiche come [...] Bayer e Novartis. Bisogna anche precisare, come scrive il quotidiano La Verità del 10 dicembre 2018 citando i dati del British Medical Journal, che «nel 2017, l'80% dei fondi ricevuti dall' Oms era earmarked, cioè legati a specifici progetti, decisi dai finanziatori. La neutralità delle politiche dell'ente (anche di quelle vaccinali) è perciò da molti messa in dubbio: vengono decise dai finanziatori, sulla base dei criteri e per gli scopi commerciali da essi stessi perseguiti, e non sulla base dell'interesse pubblico. <br />Infatti, i Paesi che non hanno un sistema sanitario moderno sono spesso costretti ad accettare e promuovere programmi di contraccezione e aborto per ricevere aiuti sanitari di base per la popolazione. <br /><br />NESSUNA NOTIZIA SUL NUMERO DELLE MORTI CAUSATE DAI FARMACI<br />Forse allora ci si spiega perché l'Oms non rilascia dati sul numero delle morti causate dai farmaci: forse non sono la terza causa di morte nel mondo, come sostiene Peter Gøtzsche, professore di Clinical Research Design and Analysis all'Università di Copenhagen in Medicine letali e crimine organizzato (ed. G. Fioriti), ma sono comunque sostanze che hanno effetti collaterali anche letali; perché l'Oms difetta di trasparenza nel registrare e divulgare i danni e le morti derivanti dai farmaci e dai vaccini? Perché è reticente sul fenomeno del disease mongering, di cui ha parlato anche la Rai in un documentario visibile su Youtube che si intitola Inventori di malattie (per vendere più farmaci)? Ma non c'è solo il problema delle case farmaceutiche che perseguono il massimo profitto in conflitto di interesse con il «servire i più vulnerabili» previsto dalla mission dell'Oms: alla base c'è anche e soprattutto un problema ideologico. Se l'ideologia promossa dai finanziatori dell'Oms contamina la scienza - e la medicina, in particolare - la funzione primaria dell'Oms è minata alla radice.<br />Diceva Agatha Christie: «Un indizio è un indizio, due indizi sono una coincidenza, ma tre indizi fanno una prova». A noi pare che numerosi indizi convergono a suffragare la tesi che l'Oms sia un organismo che sulla carta tutela la salute, ma che di fatto è asservito ai fini politici di enti come la Fondazione di Bill e Melinda Gates e agli interessi economici delle multinazionali farmaceutiche. D'altronde il primo direttore generale dell'Oms aveva le idee molto chiare, in proposito. Brock Chisholm, durante una relazione tenuta in una conferenza riportata sulla rivista Psychiatry, nel febbraio del 1946, già diceva: «Per un governo mondiale, è necessario rimuovere dalla mente degli uomini l'individualismo, la fedeltà alle tradizioni, il patriottismo e i dogmi religiosi». Era uno psichiatra che già ai suoi tempi sosteneva il relativismo più radicale («la reinterpretazione e l'eventuale sradicamento del concetto di giusto e sbagliato sono gli obiettivi ultimi di quasi tutte le psicoterapie»); e non teneva in alcuna stima la famiglia e la tradizione («I figli devono essere liberi di pensare in tutte le direzioni indipendentemente dalle idee dei genitori che spesso sigillano la mente dei loro figli con pregiudizi, preconcetti e false credenze appartenenti alle generazioni passate »).<br />Ci possiamo veramente sentire protetti dall'Organizzazione mondiale della sanità?<br /><br />Nota di BastaBugie: sull'Organizzazione mondiale della sanità abbiamo negli anni rilanciato vari articoli. Eccone alcuni.<br /><br />L'ORGANIZZAZIONE MONDIALE DELLA SANITA' SI PROSTRA ALLA CINA<br />L'inchiesta ''indipendente'' sull'origine e la gestione del Coronavirus è una truffa: non si parla di inchiesta, né si fa riferimento alla Cina o a Wuhan<br />di Leone Grotti<br /><a href="http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6143" rel="noopener">http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6143</a><br /><br />ABUSI INFINITI DIETRO LA DEFINIZIONE DI ''SALUTE'' DELL'ORGANIZZAZIONE MONDIALE DELLA SANITA'<br />L'Oms definisce la salute non come assenza di malattia, bensì come benessere fisico, mentale e sociale... suona bellissimo, ma in realtà è l'origine di una serie di abusi<br />di Silvana De Mari<br /><a href="http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=5550" rel="noopener">http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=5550</a><br /><br />L'OMS PROMUOVE IL SESSO LIBERO FIN DALL'ASILO<br />L'Organizzazione Mondiale della Sanità dà le direttive per l'educazione sessuale nelle scuole: saranno incoraggiate la masturbazione, il gioco del dottore e le relazioni sessuali gay<br />da Notizie Pro vita<br /><a href="http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=3015" rel="noopener">http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=3015</a><br /><br />AVVENIRE ESALTA IL FAMIGERATO DOCUMENTO DELL'OMS<br />In una sconcertante intervista un ''esperto'' magnifica i presunti lati positivi del documento che si propone di diffondere l'educazione sessuale permissiva e omosessualista<br />di Riccardo Cascioli<br /><a href="http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=3023" rel="noopener">http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=3023</a><br /> <br />Titolo originale: L'OMS opera per la nostra salute?<br />Fonte: Panorama, 11 novembre 2020<br />Pubblicato su BastaBugie n. 692]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/42149562</guid><pubDate>Tue, 24 Nov 2020 22:47:58 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/42149562/il_coronavirus_ha_seppellito_definitivamente_la_credibilit_dell_oms.mp3" length="9180054" type="audio/mpeg"/><itunes:author>BastaBugie</itunes:author><itunes:subtitle>TESTO DELL'ARTICOLO ➜http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6377&#13;
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Tuttavia quest'anno non si sono contate le critiche all'Oms riguardo alla gestione della pandemia Covid.<br />Dai tamponi all'uso delle mascherine, fino al dietrofront sugli asintomatici come portatori di infezione da coronavirus, l'Oms ha collezionato ritardi, errori circa le norme di comportamento, indecisioni e indicazioni vaghe e contraddittorie che hanno condizionato l'evolversi dell'emergenza sanitaria, con le autorità sanitarie italiane che si sono affidate totalmente ai dettami della stessa. L'Ente ci ha abituati a notevoli scivoloni nella comunicazione: partendo da quel 28 gennaio quando il direttore Ghebreyesus elogiò apertamente il governo cinese nonostante non avesse ancora fatto neanche un'ispezione in Cina. L'Oms farà la sua prima missione sul campo solo 18 giorni dopo, a febbraio, quando il disastro era già avvenuto. Ha quindi dichiarato la pandemia solo l'11 marzo, quando ormai vi erano già più di 100mila casi in tutto il mondo con oltre 4mila morti sparsi in più di cento Paesi, mentre in Italia si contavano già 827 morti e 12 mila positivi. E se il vice premier nipponico Taro Aso l'ha ribattezzata con sarcasmo "Organizzazione cinese della sanità", il Wall Street Journal ha preferito l'epiteto "Disinformazione mondiale della sanità sul Coronavirus".<br /><br />E LE PERPLESSITÀ SULL'OMS AUMENTANO SE ANDIAMO A GUARDARE NEL SUO PASSATO<br />L'Organizzazione ha sempre avuto una posizione smaccatamente abortista: evidentemente tra «i più vulnerabili» che si pregia di tutelare non rientrano i bambini nel grembo materno. Per la "salute" dei bambini ha anche pubblicato gli "Standards for Sexuality Education in Europe" (linee guida per l'educazione sessuale in Europa), con indicazioni come queste: ai bambini di età 0-4 anni bisogna «fornire informazioni sul piacere che si prova quando si tocca il proprio corpo» e «consentire ai bambini di acquisire consapevolezza ed esplorare la propria identità di genere» (tutti noi possiamo scegliere la propria identità nel vasto panorama LGBTQIA+, cioè lesbiche, gay, bisessuali, transgender, transessuali, queer, intersessuali, asessuali. Il + si riferisce alle molte altre identità di genere: se ne contano almeno 52). <br />Ai bambini da 4 a 6 anni, secondo l'Oms, bisogna «fornire informazioni sulla masturbazione infantile, sulle relazioni omosessuali e sui diversi concetti di famiglia»; da 6 a 9 anni, invece, oltre che a «fornire informazioni sul piacere che si prova quando si tocca il proprio corpo, sulla masturbazione della prima infanzia», bisogna «fornire informazioni sull'amicizia e l'amore verso le persone dello stesso sesso». Forse non è esattamente il tipo di educazione che vorremmo per i nostri figli?<br />Se ci chiedessimo chi controlla l'Oms, apprenderemmo che i finanziamenti le arrivano dagli Stati membri e da privati. Ma negli ultimi decenni, i capitali privati sono divenuti sempre più cospicui rispetto a quelli pubblici: nel biennio 2016 - 17, l'80% dei quattro miliardi e mezzo di dollari delle entrate dell'Oms sono stati sborsati da aziende private e Ong. Per ben 901 milioni di dollari ha contribuito il fondatore di Microsoft, Bill Gates, il grande filantropo che ritiene che il modo migliore per sconfiggere la...]]></itunes:summary><itunes:duration>574</itunes:duration><itunes:keywords>credibilità,oms,sanità</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/3583520c5d89bfa0304131c3a033cb95.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Macron vieta le messe, ma i cattolici francesi non ci stanno e scendono in piazza a pregare</title><link>https://www.spreaker.com/episode/macron-vieta-le-messe-ma-i-cattolici-francesi-non-ci-stanno-e-scendono-in-piazza-a-pregare--42028301</link><description><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜<a href="http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6358" rel="noopener">http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6358</a><br /><br />MACRON VIETA LE MESSE, MA I CATTOLICI FRANCESI NON CI STANNO E SCENDONO IN PIAZZA A PREGARE da Sito del Timone<br />Con la seconda serrata della Francia, che durerà almeno fino al 1 dicembre, i cittadini non possono allontanarsi più di un chilometro dalle loro case, tranne per le ormai note ragioni di lavoro, salute o urgenze. Gran parte delle attività commerciali cosiddette "non essenziali", compresi ristoranti e affini, sono chiusi, così come accade in Italia nelle cosiddette "zone rosse".  Anche Oltralpe, come dai noi, non mancano le contraddizioni, tra gli esercizi rimasti aperti c'è per esempio la Fnac leader nella distribuzione di libri e tecnologia, che in Francia conta oltre 69 negozi, invece sono state sospese le Messe.<br />A nulla è servito l'appello dell'episcopato francese per poter continuare ad esercitare il culto, appello che è stato respinto lo scorso sabato dal Consiglio di Stato. Dura la replica dei vescovi che «deplorano soprattutto che i fedeli rimangano così impossibilitati a partecipare alla messa, vertice della vita di fede e incontro insostituibile con Dio e i fratelli», poi sottolineano che «le chiese rimangono aperte, che sono luoghi che devono essere vissuti e dove si può venire a meditare, pregare, adorare il Signore e ricevere i sacramenti come quello della Riconciliazione». In questo braccio di ferro con il Governo i vescovi sono riusciti solo ad ottenere che i sacerdoti possano  continuare a ricevere i fedeli e ad andare nelle loro case così come negli istituti di cui sono cappellani e che chiunque possa recarsi in una chiesa senza alcuna condizione di distanza barrando, nell'ormai famigerata autocertificazione la casella "convincente motivo familiare". La speranza dell'episcopato, hanno scritto in un comunicato, è che il 16 di novembre la decisione possa essere rivista.<br />Ma questo non ha fermato i fedeli, che lo scorso fine settimana sono usciti di casa e sfidando le misure in vigore, per radunarsi all'esterno delle chiese e silenziosamente si sono messi a pregare manifestando il diritto di culto in un Paese dilaniato, nelle scorse settimane, da attentati terroristici di matrice islamica. Da Nantes a Versailles, i cattolici di Francia hanno mostrato che non sono disposti a subire silenziosamente una disposizione che lede quello che hanno più caro. Non solo, qualcuno ha voluto anche condividere sui social il proprio gesto, mostrando la volontà di non sottostare ad una norma ingiusta, e c'è chi ha lanciato l'hashtag #oursoulsmetter ovvero «le nostre anime contano». Anche qualche vescovo si spinge oltre, cercando pertugi di libertà nel burocratese dei testi che regolamentano le restrizioni, come il vescovo di Bayonne, Monsignor Marc Aillet che scrive: «Nulla impedisce ai sacerdoti di celebrare la Messa in luoghi di culto che rimangono aperti e nulla impedisce ai fedeli di entrare individualmente nelle chiese. È l'organizzazione delle cerimonie religiose che viene sospesa...»<br />Nella terra delle liberté i cattolici rialzano la testa, scendono in piazza, e si fanno sentire. Come a dire che la libertà di coscienza non ha a che fare con quello che la legge consente, ma è un moto del cuore che muove  quando in gioco c'è quello a cui non si può rinunciare.<br /><br />Nota di BastaBugie: Leone Grotti nell'articolo seguente dal titolo "Francia, il governo minaccia i cattolici: Se si riuniscono, li multiamo" spiega come, dopo aver vietato le Messe durante il lockdown, il ministro dell'Interno ha intimato ai cattolici di non riunirsi davanti alle chiese per pregare. Eppure quelle manifestazioni sono legali...<br />Ecco l'articolo completo pubblicato su Tempi il 15 novembre 2020:<br />Le porte delle chiese in Francia resteranno sbarrate per quei cittadini che vogliono andare a Messa. Dopo che il Consiglio di Stato ha respinto il ricorso della Conferenza episcopale francese, che chiedeva al governo il rispetto della libertà di culto durante il nuovo lockdown, la Chiesa non ha potuto fare altro che adeguarsi, pur non nascondendo il fastidio per come si è comportato l'esecutivo guidato dal premier Jean Castex. Il Consiglio di Stato, infatti, aveva imposto al governo di incontrare i vescovi entro lunedì per trovare una soluzione. Castex ha ignorato la Chiesa per tutta la settimana, salvo inviare una convocazione in extremis per domani per non contravvenire all'indicazione della corte.<br />Se i vescovi hanno dovuto cedere all'indicazione del Consiglio di Stato, pur contando di trovare un accordo con il governo, i cattolici hanno deciso di protestare contro il divieto. Domenica 8 novembre 600 fedeli si sono riuniti a Nantes davanti alla cattedrale dei santi Pietro e Paolo per chiedere di poter partecipare alle funzioni. Anche a Lione e Versailles i cattolici si sono riuniti a centinaia cantando e pregando il rosario. Altre manifestazioni simili sono previste a Orléans, Parigi, Bordeaux e Meaux.<br />Tutti gli eventi sono stati regolarmente dichiarati in prefettura e durante le manifestazioni sono state mantenute le distanze di sicurezza. Le riunioni sono perfettamente legali dal momento che il governo, varando il nuovo lockdown, non ha proibito le manifestazioni. <br />La reazione dell'esecutivo però non si è fatta attendere. Il ministro dell'Interno Gérald Darmanin ha dichiarato a France Info: «Non voglio inviare la polizia a multare dei fedeli davanti a una chiesa, ma se le manifestazioni verranno ripetute, lo farò a partire da questo fine settimana. Non ci saranno più sabati e domeniche di lassismo».<br />Al ministro ha risposto, sempre su France Info, Jean-Benoit Harel, fondatore dell'associazione Pour la messe (Per la Messa), che ha organizzato molte proteste: «Sono rimasto sbalordito dalle parole del ministro. Dovrebbe sapere che le nostre manifestazioni sono tutte autorizzate, come previsto dall'articolo 3 del decreto del 29 ottobre. Se il ministro vuole multare chi si reca a manifestazioni autorizzate dai prefetti e dalla polizia, è lui che viola la legge. La Messa è essenziale per un cattolico»<br /><br />VIDEO: LE VEGLIE DI PREGHIERA IN FRANCIA<br />Preghiere davanti alle chiese francesi durante il lockdown. "La Messa è vitale... se dovremo disobbedire, disobbediremo"]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/42028301</guid><pubDate>Tue, 17 Nov 2020 23:43:04 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/42028301/macron_vieta_le_messe_ma_i_cattolici_francesi_non_ci_stanno_e_scendono_in_piazza_a_pregare.mp3" length="8324074" type="audio/mpeg"/><itunes:author>BastaBugie</itunes:author><itunes:subtitle>TESTO DELL'ARTICOLO ➜http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6358&#13;
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MACRON VIETA LE MESSE, MA I CATTOLICI FRANCESI NON CI STANNO E SCENDONO IN PIAZZA A PREGARE da Sito del Timone&#13;
Con la seconda serrata della Francia, che durerà almeno fino al 1...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜<a href="http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6358" rel="noopener">http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6358</a><br /><br />MACRON VIETA LE MESSE, MA I CATTOLICI FRANCESI NON CI STANNO E SCENDONO IN PIAZZA A PREGARE da Sito del Timone<br />Con la seconda serrata della Francia, che durerà almeno fino al 1 dicembre, i cittadini non possono allontanarsi più di un chilometro dalle loro case, tranne per le ormai note ragioni di lavoro, salute o urgenze. Gran parte delle attività commerciali cosiddette "non essenziali", compresi ristoranti e affini, sono chiusi, così come accade in Italia nelle cosiddette "zone rosse".  Anche Oltralpe, come dai noi, non mancano le contraddizioni, tra gli esercizi rimasti aperti c'è per esempio la Fnac leader nella distribuzione di libri e tecnologia, che in Francia conta oltre 69 negozi, invece sono state sospese le Messe.<br />A nulla è servito l'appello dell'episcopato francese per poter continuare ad esercitare il culto, appello che è stato respinto lo scorso sabato dal Consiglio di Stato. Dura la replica dei vescovi che «deplorano soprattutto che i fedeli rimangano così impossibilitati a partecipare alla messa, vertice della vita di fede e incontro insostituibile con Dio e i fratelli», poi sottolineano che «le chiese rimangono aperte, che sono luoghi che devono essere vissuti e dove si può venire a meditare, pregare, adorare il Signore e ricevere i sacramenti come quello della Riconciliazione». In questo braccio di ferro con il Governo i vescovi sono riusciti solo ad ottenere che i sacerdoti possano  continuare a ricevere i fedeli e ad andare nelle loro case così come negli istituti di cui sono cappellani e che chiunque possa recarsi in una chiesa senza alcuna condizione di distanza barrando, nell'ormai famigerata autocertificazione la casella "convincente motivo familiare". La speranza dell'episcopato, hanno scritto in un comunicato, è che il 16 di novembre la decisione possa essere rivista.<br />Ma questo non ha fermato i fedeli, che lo scorso fine settimana sono usciti di casa e sfidando le misure in vigore, per radunarsi all'esterno delle chiese e silenziosamente si sono messi a pregare manifestando il diritto di culto in un Paese dilaniato, nelle scorse settimane, da attentati terroristici di matrice islamica. Da Nantes a Versailles, i cattolici di Francia hanno mostrato che non sono disposti a subire silenziosamente una disposizione che lede quello che hanno più caro. Non solo, qualcuno ha voluto anche condividere sui social il proprio gesto, mostrando la volontà di non sottostare ad una norma ingiusta, e c'è chi ha lanciato l'hashtag #oursoulsmetter ovvero «le nostre anime contano». Anche qualche vescovo si spinge oltre, cercando pertugi di libertà nel burocratese dei testi che regolamentano le restrizioni, come il vescovo di Bayonne, Monsignor Marc Aillet che scrive: «Nulla impedisce ai sacerdoti di celebrare la Messa in luoghi di culto che rimangono aperti e nulla impedisce ai fedeli di entrare individualmente nelle chiese. È l'organizzazione delle cerimonie religiose che viene sospesa...»<br />Nella terra delle liberté i cattolici rialzano la testa, scendono in piazza, e si fanno sentire. Come a dire che la libertà di coscienza non ha a che fare con quello che la legge consente, ma è un moto del cuore che muove  quando in gioco c'è quello a cui non si può rinunciare.<br /><br />Nota di BastaBugie: Leone Grotti nell'articolo seguente dal titolo "Francia, il governo minaccia i cattolici: Se si riuniscono, li multiamo" spiega come, dopo aver vietato le Messe durante il lockdown, il ministro dell'Interno ha intimato ai cattolici di non riunirsi davanti alle chiese per pregare. Eppure quelle manifestazioni sono legali...<br />Ecco l'articolo completo pubblicato su Tempi il 15 novembre 2020:<br />Le porte delle chiese in Francia resteranno sbarrate per quei cittadini che vogliono andare a Messa. 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Ma il pastorello si annoiava a morte durante quelle lunghe veglie. Allora si inventò uno scherzo. Nel cuore della notte si mise a gridare: «Al lupo! Al lupo!». Tutti gli abitanti del villaggio si svegliarono al suono di quelle grida e accorsero in suo aiuto. Il pastorello al vederli sopraggiungere si mise a ridere a crepapelle. Gli abitanti del villaggio, accortisi che era tutto uno scherzo, se ne tornarono contrariati alle loro case. Lo scherzo era riuscito così bene, a parere del pastorello, che costui lo ripetette la notte seguente. Il copione fu il medesimo: alle grida di aiuto provenienti dal pascolo tutti accorsero trafelati. Nuovamente la burla provocarono accessi di risa nel pastorello e nuovamente gli abitanti del villaggio, compreso che era un tranello inventato per prendersi gioco di loro, fecero ritorno alle loro abitazioni molto arrabbiati. Anche nelle notti seguenti il pastorello gridò «Al lupo! Al lupo!» e, ogni volta, i poveri abitanti del villaggio accorsero da lui per aiutarlo, ma invano. Finché una notte il lupo venne per davvero, il pastorello si sgolò gridando «Al lupo! Al lupo!», ma nessuno venne, credendo che fosse l'ennesimo scherzo del pastorello, il quale, ahilui, fu mangiato dal lupo. Fine.<br />Raccontiamo questa versione stringata della celebre favola di Esopo in un altro modo.<br /><br />SECONDA VERSIONE<br />C'era una volta un pastorello che di notte doveva sorvegliare le pecore affidate a lui dal padre, uomo burbero e duro di cuore. Il pastorello era un ragazzo dall'intelligenza vivace ed acuta, sprecato per quel lavoro che lo vedeva impegnato nelle ore notturne tra l'olezzo delle pecore. La sua mente brillante partorì una simpatica burla, tanto per vincere la noia di quelle ore notturne. Una notte si mise a gridare: «Al lupo! Al lupo!». Tutti gli abitanti del villaggio si svegliarono al suono di quelle grida e accorsero in suo aiuto. Il pastorello al vederli sopraggiungere si mise a ridere a crepapelle. Gli abitanti del villaggio accortisi che era tutto uno scherzo, se ne ritornarono contrariati alle loro case, troppo rozzi e ignoranti per apprezzare l'originalità e l'humor della burla inventata dal geniale pastorello. Questi, anche per punire giustamente tanta insensibilità, ripetette lo scherzo nelle notti seguenti ottenendo lo stesso risultato: gli abitanti del villaggio accorrevano e se ne andavano a casa sempre più arrabbiati, prova inconfutabile della loro invincibile ottusità. Una notte però il lupo venne per davvero, il pastorello si sgolò gridando «Al lupo! Al lupo!», ma nessuno venne credendo che fosse l'ennesimo scherzo del pastorello, il quale, ahilui, fu mangiato dal lupo. Accortisi la mattina seguente della tragedia, gli abitanti del villaggio insieme al padre di lui si dolsero immensamente della grave perdita e maledissero la loro diffidenza che aveva causato la morte del povero e geniale pastorello. Fine.<br /><br />IMPERCETTIBILI DIFFERENZE<br />Come il lettore avrà notato il fatto narrato dalle due versioni è il medesimo: un pastorello finge che ci sia un lupo che vuole mangiare le pecore del suo gregge, gli abitanti del villaggio accorrono in suo aiuto eccetto proprio in quella occasione in cui il lupo sopraggiunge veramente e mangia il giovane. Cosa c'è di diverso tra le due versioni? Alcuni particolari che ritraggono il pastorello e gli abitanti del villaggio in modo differente. Nella prima versione, il pastorello paga giustamente per il suo scherzo stupido, facendo comprendere al lettore che, chi mente sempre, poi, allorché dirà la verità, non verrà creduto. Nella seconda versione il pastorello risulta essere vittima della stupidità e diffidenza della sua gente. Il pastorello in breve da colpevole diventa vittima, da stupido diventa acuto e, al contrario, gli abitanti del villaggio da vittime diventano colpevoli e da persone per bene diventano stupidi ed indifferenti. È sufficiente raccontare lo stesso fatto in modo diverso.<br />Dunque rilevante è la narrativa.<br /><br />VENIAMO AI NOSTRI GIORNI<br />Qual è la narrativa dominante oggi sul Covid? Una narrativa terrorizzante e ansiogena, costruita dal governo e dai media in modo incredibilmente omogeneo: i numeri dei positivi salgono quotidianamente, così come i decessi, gli ospedali sono sotto pressione e le terapie intensive si stanno saturando. Il popolino assorbe acriticamente questa narrativa e la replica intatta e spesso senza colpa: il sig. Rossi, infatti, non è tenuto ogni giorno a spulciarsi tutti i dati scientifici, a verificare percentuali e curve. Insomma il sig. Rossi fa il lattoniere mica l'epidemiologo. Un aneddoto: una signora, borse della spesa in mano, viene intervistata per strada da una giornalista di un Tg di una rete pubblica. La signora si lamenta che sono tutti in giro. E lei? Esempio perfetto della inculturazione massificante sul Covid provocata dai media e che ha prodotto qualche milione di obbedienti replicanti che, lo ripetiamo, spesso lo sono loro malgrado. Tanto perfettamente replicanti che imputano agli altri colpe che loro stessi stanno compiendo.<br />Torniamo al potere della narrazione. Oggi il registro è stabile sul tono «drammatico». Basterebbe cambiare narrativa mettendo l'accento su altri fatti (la percentuale degli asintomatici e pauci sintomatici, quella riferita ai decessi e ricoverati, la curabilità di questo virus, etc.) e lo stato d'animo collettivo si rasserenerebbe. Ma così non è: i toni della narrazione sono foschi e spietati. Invece domani, perché così si è già deciso, la narrativa virerà sul tono «fiducioso». Infatti il vaccino ci salverà tutti. Poco importa se non sarà efficace, se forse arrecherà più danni che benefici, se non basterà per tutti, se ci vorranno mesi per avere una copertura vaccinale estesa. Si è già stabilito che il vaccino è il salvatore e così dovrà essere. Sarà sufficiente mettere l'accento sugli aspetti positivi e occultare quelli negativi, così come si sta facendo oggi ma alla rovescia.<br />Ecco quindi le due narrative antitetiche: oggi tutti noi possiamo morire, domani tutti noi possiamo salvarci. Questa narrativa ovviamente influenzerà il percepito collettivo sul fenomeno Covid, ossia l'approccio psicologico della gente alla pandemia. Attualmente, come già accennato, lo stato d'animo generale è di grande apprensione; verso dicembre-gennaio alla notizia delle prime vaccinazioni (ne basterà una, a dire la verità, anche fatta a Timbuctu) la narrativa di regime, informata da toni positivi, inizierà a rasserenare gli animi, ma elementi di preoccupazione rimarranno ugualmente; verso marzo-aprile si innescherà un climax, un crescendo vertiginoso verso la luce che parrà avere il suo culmine in estate, ma così non sarà perché l'apogeo della felicità sarà raggiunto verso l'autunno inoltrato, quando, se così accadrà, la copertura vaccinale sarà assai estesa (ma, parallelamente, durante questi mesi si svilupperà una narrativa sempre più preoccupata per la crisi economica).<br />Qual è dunque - è proprio il caso di dirlo - la morale della favola? Poco importano i fatti, importa come li racconti.<br /> <br />Titolo originale: Al lupo! Al lupo!: il governo ci plagia con la sua narrativa<br />Fonte: La Nuova Bussola Quotidiana, 14-11-2020<br />Pubblicato su BastaBugie n. 691]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/42028179</guid><pubDate>Tue, 17 Nov 2020 23:33:46 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/42028179/come_funziona_la_propaganda_sul_coronavirus.mp3" length="8003917" type="audio/mpeg"/><itunes:author>BastaBugie</itunes:author><itunes:subtitle>TESTO DELL'ARTICOLO ➜http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6357&#13;
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COME FUNZIONA LA PROPAGANDA SUL CORONAVIRUS&#13;
La favola di Esopo dove il pastorello grida ''Al lupo, al lupo'' se raccontata con toni diversi produrrà effetti opposti (come accade...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜<a href="http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6357" rel="noopener">http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6357</a><br /><br />COME FUNZIONA LA PROPAGANDA SUL CORONAVIRUS<br />La favola di Esopo dove il pastorello grida ''Al lupo, al lupo'' se raccontata con toni diversi produrrà effetti opposti (come accade oggi con il governo che genera il panico... poi con il vaccino tutti saranno tranquillizzati, ma si inizierà con un nuovo panico)<br />di Tommaso Scandroglio<br />C'era una volta un pastorello che di notte doveva sorvegliare le pecore affidate a lui dal padre. Ma il pastorello si annoiava a morte durante quelle lunghe veglie. Allora si inventò uno scherzo. Nel cuore della notte si mise a gridare: «Al lupo! Al lupo!». Tutti gli abitanti del villaggio si svegliarono al suono di quelle grida e accorsero in suo aiuto. Il pastorello al vederli sopraggiungere si mise a ridere a crepapelle. Gli abitanti del villaggio, accortisi che era tutto uno scherzo, se ne tornarono contrariati alle loro case. Lo scherzo era riuscito così bene, a parere del pastorello, che costui lo ripetette la notte seguente. Il copione fu il medesimo: alle grida di aiuto provenienti dal pascolo tutti accorsero trafelati. Nuovamente la burla provocarono accessi di risa nel pastorello e nuovamente gli abitanti del villaggio, compreso che era un tranello inventato per prendersi gioco di loro, fecero ritorno alle loro abitazioni molto arrabbiati. Anche nelle notti seguenti il pastorello gridò «Al lupo! Al lupo!» e, ogni volta, i poveri abitanti del villaggio accorsero da lui per aiutarlo, ma invano. Finché una notte il lupo venne per davvero, il pastorello si sgolò gridando «Al lupo! Al lupo!», ma nessuno venne, credendo che fosse l'ennesimo scherzo del pastorello, il quale, ahilui, fu mangiato dal lupo. Fine.<br />Raccontiamo questa versione stringata della celebre favola di Esopo in un altro modo.<br /><br />SECONDA VERSIONE<br />C'era una volta un pastorello che di notte doveva sorvegliare le pecore affidate a lui dal padre, uomo burbero e duro di cuore. Il pastorello era un ragazzo dall'intelligenza vivace ed acuta, sprecato per quel lavoro che lo vedeva impegnato nelle ore notturne tra l'olezzo delle pecore. La sua mente brillante partorì una simpatica burla, tanto per vincere la noia di quelle ore notturne. Una notte si mise a gridare: «Al lupo! Al lupo!». Tutti gli abitanti del villaggio si svegliarono al suono di quelle grida e accorsero in suo aiuto. Il pastorello al vederli sopraggiungere si mise a ridere a crepapelle. Gli abitanti del villaggio accortisi che era tutto uno scherzo, se ne ritornarono contrariati alle loro case, troppo rozzi e ignoranti per apprezzare l'originalità e l'humor della burla inventata dal geniale pastorello. Questi, anche per punire giustamente tanta insensibilità, ripetette lo scherzo nelle notti seguenti ottenendo lo stesso risultato: gli abitanti del villaggio accorrevano e se ne andavano a casa sempre più arrabbiati, prova inconfutabile della loro invincibile ottusità. Una notte però il lupo venne per davvero, il pastorello si sgolò gridando «Al lupo! Al lupo!», ma nessuno venne credendo che fosse l'ennesimo scherzo del pastorello, il quale, ahilui, fu mangiato dal lupo. Accortisi la mattina seguente della tragedia, gli abitanti del villaggio insieme al padre di lui si dolsero immensamente della grave perdita e maledissero la loro diffidenza che aveva causato la morte del povero e geniale pastorello. Fine.<br /><br />IMPERCETTIBILI DIFFERENZE<br />Come il lettore avrà notato il fatto narrato dalle due versioni è il medesimo: un pastorello finge che ci sia un lupo che vuole mangiare le pecore del suo gregge, gli abitanti del villaggio accorrono in suo aiuto eccetto proprio in quella occasione in cui il lupo sopraggiunge veramente e mangia il giovane. Cosa c'è di diverso tra le due versioni? 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Se provassimo ad osservare il panorama che ci si presenta dall'alto, guardando giù, verso terra, per osservare in una visione d'insieme cosa succede all'epoca del coronavirus in Italia?<br /><br />LA CHIESA<br />Dall'inizio della pandemia la chiesa ha avuto uno sbandamento vistoso che ha portato perfino alla decisione di chiudere le chiese, a Roma, anche se per un giorno. Le chiese sono rimaste senza funzioni religiose per mesi, per non parlare del ridicolo in cui i tentativi di non infettarsi hanno sprofondato sacerdoti e fedeli durante le liturgie.<br />È stato dimenticato il diritto del sacerdozio di regolare le questioni liturgiche in completa autonomia dal potere temporale.<br />È stato scordato il canone 213 del diritto canonico che sancisce il diritto dei fedeli a ricevere i sacramenti.<br />Che io sappia, per la prima volta nella sua storia, la chiesa non ha mostrato con coraggio al mondo che, la morte essendo vinta, le persone ammalate possono e debbono essere amorosamente curate sia dai laici che dal clero esercitando a livello eroico la virtù della carità cristiana. Mi limito a fare alcuni esempi che riguardano da vicino l'Italia: Francesco e Caterina, i nostri santi protettori, hanno instancabilmente curato lebbrosi e appestati (non malati di corona virus...). Così ha fatto il patrono della mia parrocchia, il principe Luigi Gonzaga, così san Rocco, così Bellarmino, così don Bosco coi suoi ragazzi cui ha garantito che, se fossero rimasti in santità di vita, il colera non li avrebbe raggiunti.<br /><br />GLI ERRORI DEL GOVERNO<br />Per quanto riguarda il governo, ha ripetutamente scordato le garanzie costituzionali e ignorato la funzione centrale del parlamento.<br />Ha messo un'enorme enfasi - durata mesi - nel mostrare quotidianamente il numero dei morti, dei ricoverati, delle persone finite in terapia intensiva.<br />Ha suscitato terrore con la sua maniacale informazione monotematica.<br />Ha considerato i tabaccai luoghi privilegiati rispetto alle chiese.<br />Ha dato per scontato che l'unica cosa importante sia la salute fisica da conservare costi quello che costi. Costi anche la soppressione delle libertà costituzionalmente garantite, compresa la libertà religiosa.<br />Ha più volte mandato messaggi per suggerire che gli anziani non sono cittadini come gli altri; sono persone che  non essendo in grado di decidere da sole su come vivere, dovrebbero vedere limitate le loro libertà fondamentali.<br /><br />COSA È SUCCESSO IN ITALIA<br />L'attività parlamentare essendo fortemente limitata, il governo con la maggioranza parlamentare che lo sostiene, ha dato priorità a leggi di importante rilevanza sociale: la legge contro l'omofobia che prevede l'introduzione di reati d'opinione e il tentativo di rendere l'aborto ancora più libero e pervasivo di quanto non sia. In questo contesto la limitazione della possibilità per gli anziani di decidere sulla propria vita, ha mostrato la simpatia della maggioranza per la soppressione della vita in nome della dignità della vita, chiamata eutanasia.<br />Ci si può domandare: la situazione è ovunque la stessa? La risposta è netta: no. Non tutti hanno giocato sul terrore per imporre ai cittadini l'adozione di modelli di vita estranei alla cultura e alle tradizione della popolazione.<br />Mi è stata chiesta una testimonianza: eccola. Quando ho capito che quasi certamente avevo contratto il virus,  sono andata a Fabriano dove in un giorno ho fatto il tampone, subito mi è stata indicata la terapia da seguire, in un giorno un'équipe di radiologi è venuta a casa mia per osservare con l'ecografia cosa fosse capitato al mio polmone: niente. Adesso sono in attesa della convocazione per il tampone di controllo.<br />Con questo cosa voglio dire? Che, insieme a fare affidamento sull'unica salvezza che abbiamo, quella che ci regala il Salvatore, ci converrebbe ricordare che il coronavirus è una pandemia che solo nel 5% dei casi richiede l'ospedalizzazione e quasi mai porta alla morte.<br /> <br />Titolo originale: Io, alle prese col Covid e curata a casa<br />Fonte: La Nuova Bussola Quotidiana, 07-11-2020<br />Pubblicato su BastaBugie n. 690]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/41933393</guid><pubDate>Thu, 12 Nov 2020 06:04:18 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/41933393/ho_preso_il_coronavirus_e_sono_guarita.mp3" length="5094085" type="audio/mpeg"/><itunes:author>BastaBugie</itunes:author><itunes:subtitle>TESTO DELL'ARTICOLO ➜http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6350&#13;
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HO PRESO IL CORONAVIRUS E SONO GUARITA&#13;
Mi è stata indicata la terapia da seguire, in un giorno un'équipe di radiologi è venuta a casa mia per osservare con l'ecografia il mio...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜<a href="http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6350" rel="noopener">http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6350</a><br /><br />HO PRESO IL CORONAVIRUS E SONO GUARITA<br />Mi è stata indicata la terapia da seguire, in un giorno un'équipe di radiologi è venuta a casa mia per osservare con l'ecografia il mio polmone: non c'era niente<br />di Angela Pellicciari<br />Volando alto, le aquile hanno la possibilità di abbracciare in un attimo la situazione del loro territorio di caccia e di regolarsi di conseguenza.<br />Se provassimo anche noi a fare la stessa cosa? Se provassimo ad osservare il panorama che ci si presenta dall'alto, guardando giù, verso terra, per osservare in una visione d'insieme cosa succede all'epoca del coronavirus in Italia?<br /><br />LA CHIESA<br />Dall'inizio della pandemia la chiesa ha avuto uno sbandamento vistoso che ha portato perfino alla decisione di chiudere le chiese, a Roma, anche se per un giorno. Le chiese sono rimaste senza funzioni religiose per mesi, per non parlare del ridicolo in cui i tentativi di non infettarsi hanno sprofondato sacerdoti e fedeli durante le liturgie.<br />È stato dimenticato il diritto del sacerdozio di regolare le questioni liturgiche in completa autonomia dal potere temporale.<br />È stato scordato il canone 213 del diritto canonico che sancisce il diritto dei fedeli a ricevere i sacramenti.<br />Che io sappia, per la prima volta nella sua storia, la chiesa non ha mostrato con coraggio al mondo che, la morte essendo vinta, le persone ammalate possono e debbono essere amorosamente curate sia dai laici che dal clero esercitando a livello eroico la virtù della carità cristiana. Mi limito a fare alcuni esempi che riguardano da vicino l'Italia: Francesco e Caterina, i nostri santi protettori, hanno instancabilmente curato lebbrosi e appestati (non malati di corona virus...). Così ha fatto il patrono della mia parrocchia, il principe Luigi Gonzaga, così san Rocco, così Bellarmino, così don Bosco coi suoi ragazzi cui ha garantito che, se fossero rimasti in santità di vita, il colera non li avrebbe raggiunti.<br /><br />GLI ERRORI DEL GOVERNO<br />Per quanto riguarda il governo, ha ripetutamente scordato le garanzie costituzionali e ignorato la funzione centrale del parlamento.<br />Ha messo un'enorme enfasi - durata mesi - nel mostrare quotidianamente il numero dei morti, dei ricoverati, delle persone finite in terapia intensiva.<br />Ha suscitato terrore con la sua maniacale informazione monotematica.<br />Ha considerato i tabaccai luoghi privilegiati rispetto alle chiese.<br />Ha dato per scontato che l'unica cosa importante sia la salute fisica da conservare costi quello che costi. Costi anche la soppressione delle libertà costituzionalmente garantite, compresa la libertà religiosa.<br />Ha più volte mandato messaggi per suggerire che gli anziani non sono cittadini come gli altri; sono persone che  non essendo in grado di decidere da sole su come vivere, dovrebbero vedere limitate le loro libertà fondamentali.<br /><br />COSA È SUCCESSO IN ITALIA<br />L'attività parlamentare essendo fortemente limitata, il governo con la maggioranza parlamentare che lo sostiene, ha dato priorità a leggi di importante rilevanza sociale: la legge contro l'omofobia che prevede l'introduzione di reati d'opinione e il tentativo di rendere l'aborto ancora più libero e pervasivo di quanto non sia. In questo contesto la limitazione della possibilità per gli anziani di decidere sulla propria vita, ha mostrato la simpatia della maggioranza per la soppressione della vita in nome della dignità della vita, chiamata eutanasia.<br />Ci si può domandare: la situazione è ovunque la stessa? La risposta è netta: no. Non tutti hanno giocato sul terrore per imporre ai cittadini l'adozione di modelli di vita estranei alla cultura e alle tradizione della popolazione.<br />Mi è stata chiesta una testimonianza: eccola. 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Durante il Terzo Reich si occupò del trasporto degli ebrei nei vari campi di concentramento. Dopo la guerra fuggì in Argentina; lì fu riconosciuto e rapito dal Mossad. Trasferito in Israele, venne processato nel 1961 a Gerusalemme. Il processo Eichmann avrebbe dovuto essere esemplare e spettacolare; a questo fine vennero invitati giornalisti da tutto il mondo. Il settimanale New Yorker inviò l'intellettuale ebrea Hannah Arendt che pubblicò la raccolta dei suoi resoconti con il titolo (italiano) di La banalità del male. Eichmann a Gerusalemme (Feltrinelli, Milano 1964).<br />Purtroppo, però, le cose non andarono come il primo ministro israeliano Ben Gurion aveva desiderato. Innanzitutto, l'intera faccenda sollevò diverse perplessità. Oltre alla spettacolarizzazione del processo, voluto dalle autorità israeliane, il rapimento di Eichmann era certamente una violazione del diritto internazionale, oltre che dell'imputato. Ma, soprattutto: era giusto che Eichmann fosse processato dai vincitori e senza aver infranto alcuna legge in vigore in Germania durante il Terzo Reich? Fu, tuttavia, Eichmann stesso a causare per ben due volte smarrimento in tutti quelli che seguivano il processo, giudici compresi.<br /><br />IL PROCESSO A EICHMANN<br />La prima volta, al suo apparire in aula, semplicemente mostrando il suo aspetto. Tutti si aspettavano un militare fiero, dall'aspetto marziale: quello che gli apparì davanti era, invece il più misero dei travet, che nemmeno il geometra Filini: «Un uomo di mezza età, di statura media, magro, con un'incipiente calvizie, dentatura irregolare e occhi miopi, il quale per tutta la durata del processo se ne starà con lo scarno collo incurvato sul banco» (così la Arendt).<br />La seconda volta quando l'imputato «improvvisamente dichiarò con gran foga di aver sempre vissuto secondo i principi dell'etica kantiana, e in particolare conformemente a una definizione kantiana del dovere». Questa dichiarazione di Eichmann scandalizzò molti, ai quali sembrò che il nazista profanasse il pensiero dell'illustre filosofo. Eppure egli era così sicuro di quanto affermava, e la citazione così precisa, che qualcuno tra i presenti fu colto da un dubbio: e se avesse ragione? Se quanto è accaduto in Germania non fosse altro che la logica conseguenza del pensiero di Kant? E, di conseguenza, della riforma luterana (Kant era figlio di un pastore luterano)? Lo scomodo quesito restò nelle pagine della Arendt e fu dimenticato. Eppure è lì, nero su bianco, a tormentarci.<br /> Kant espose la propria morale ne La critica della ragion pratica (1788). Senza farla troppo lunga, basti dire che Kant risolve la questione morale spiegando che «si deve perché si deve»; che, d'accordo, non è una spiegazione. Significa che bisogna obbedire alle leggi semplicemente perché sono leggi; e all'autorità semplicemente perché è l'autorità: in questo consiste la morale. È il risultato dell'antropologia luterana (l'uomo non è libero, ma sempre etero-diretto) con una spruzzata di empirismo inglese (l'uomo non può conoscere altro che la materia e le leggi morali e religiose sono inconoscibili). Questa fu infatti, la difesa di Eichmann: perché mi processate? Non solo non ho infranto le leggi; non solo ho obbedito alle leggi. Ma, in tutta la Germania, voi non troverete un altro che si sia distinto per zelo kantiano come me. Dunque, perché mi processate? Se ho seguito le leggi non ho fatto nulla di male.<br /><br />NON MERITI IL SISTEMA SANITARIO!<br />E adesso il gentile lettore chiederà: ma perché questo ci annoia raccontandoci queste cose? Che ci importa, che c'entra con la nostra vita?<br />Spiego. Mi guardo intorno, parlo con le persone che incontro, osservo. In alcuni la paura è ancora forte; in molti, invece, è molto diminuita. Eppure il clima resta invivibile. Ci sono ancora persone additate perché portano la mascherina lasciando il naso scoperto o perché mostrano scetticismo sulle misure anti-covid. Sento invocare le punizioni peggiori per chi esercita un minimo di pensiero critico («Non meriti il sistema sanitario!»), alcuni professionisti sono stati puniti per aver espresso un dissenso nei confronti del pensiero mainstream, continua la caccia all'untore con il naso fuori della mascherina, ancora non abbiamo superato«gli sceriffi del poggiolo». E l'argomento di tutti costoro è sempre quello kantiano, eichmanniano: «È la legge. Punto».<br />Il buono, il giusto, il sensato, il morale è ridotto al legale: lo dice la legge, serve altro? Giusta o sbagliata che sia, è la legge. Non sono d'accordo, ma la legge...<br />Ecco ciò che sconvolse la Arendt durante il processo Eichmann. Il male non è feroce, è peggio: è banale. Da questa constatazione ella trasse il fortunato titolo del suo libro. Eichmann, la personificazione del male, era un uomo banale. Noioso, grigio. «Non era stupido, era semplicemente senza idee». Si esprimeva per frasi fatte, ha letto il suo primo libro in età adulta. Beh, vi dirà la verità: io ne vedo molte, in giro, di persone così. Credono di pensare, di avere un'opinione; in realtà, semplicemente, ripetono ciò che hanno ascoltato in televisione o hanno letto sui social. Pensano di sapere ciò di cui parlano semplicemente perché hanno ascoltato l'esperto di turno intervistato sui media. Non ammettono che il mondo sia complesso perché non lo capiscono; hanno bisogno di schieramenti dicotomici (buoni/cattivi) da favola per bambini; credono che chiunque non pensi né abbia progetti perché loro non lo fanno.<br />Sono Eichmann. Tanti piccoli Eichmann. Cittadini modello che pensano ciò che devono pensare, obbediscono, colorano stando nelle righe. Otto Adolf Eichmann è il modello e il simbolo dell'uomo contemporaneo. Chissà come reagirebbe, se lo sapesse.<br /> <br />Titolo originale: I tanti piccoli Eichmann del pandemicamente corretto<br />Fonte: La Nuova Bussola Quotidiana, 6 novembre 2020<br />Pubblicato su BastaBugie n. 690]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/41933312</guid><pubDate>Thu, 12 Nov 2020 05:52:32 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/41933312/la_caccia_a_chi_non_rispetta_le_norme_anti_coronavirus_ricorda_il_nazismo.mp3" length="8353749" type="audio/mpeg"/><itunes:author>BastaBugie</itunes:author><itunes:subtitle>TESTO DELL'ARTICOLO ➜http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6351&#13;
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LA CACCIA A CHI NON RISPETTA LE NORME ANTI-CORONAVIRUS RICORDA IL NAZISMO di Roberto Marchesini&#13;
Otto Adolf Eichmann nacque in Renania nel 1906. Durante il Terzo Reich si occupò...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜<a href="http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6351" rel="noopener">http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6351</a><br /><br />LA CACCIA A CHI NON RISPETTA LE NORME ANTI-CORONAVIRUS RICORDA IL NAZISMO di Roberto Marchesini<br />Otto Adolf Eichmann nacque in Renania nel 1906. Durante il Terzo Reich si occupò del trasporto degli ebrei nei vari campi di concentramento. Dopo la guerra fuggì in Argentina; lì fu riconosciuto e rapito dal Mossad. Trasferito in Israele, venne processato nel 1961 a Gerusalemme. Il processo Eichmann avrebbe dovuto essere esemplare e spettacolare; a questo fine vennero invitati giornalisti da tutto il mondo. Il settimanale New Yorker inviò l'intellettuale ebrea Hannah Arendt che pubblicò la raccolta dei suoi resoconti con il titolo (italiano) di La banalità del male. Eichmann a Gerusalemme (Feltrinelli, Milano 1964).<br />Purtroppo, però, le cose non andarono come il primo ministro israeliano Ben Gurion aveva desiderato. Innanzitutto, l'intera faccenda sollevò diverse perplessità. Oltre alla spettacolarizzazione del processo, voluto dalle autorità israeliane, il rapimento di Eichmann era certamente una violazione del diritto internazionale, oltre che dell'imputato. Ma, soprattutto: era giusto che Eichmann fosse processato dai vincitori e senza aver infranto alcuna legge in vigore in Germania durante il Terzo Reich? Fu, tuttavia, Eichmann stesso a causare per ben due volte smarrimento in tutti quelli che seguivano il processo, giudici compresi.<br /><br />IL PROCESSO A EICHMANN<br />La prima volta, al suo apparire in aula, semplicemente mostrando il suo aspetto. Tutti si aspettavano un militare fiero, dall'aspetto marziale: quello che gli apparì davanti era, invece il più misero dei travet, che nemmeno il geometra Filini: «Un uomo di mezza età, di statura media, magro, con un'incipiente calvizie, dentatura irregolare e occhi miopi, il quale per tutta la durata del processo se ne starà con lo scarno collo incurvato sul banco» (così la Arendt).<br />La seconda volta quando l'imputato «improvvisamente dichiarò con gran foga di aver sempre vissuto secondo i principi dell'etica kantiana, e in particolare conformemente a una definizione kantiana del dovere». Questa dichiarazione di Eichmann scandalizzò molti, ai quali sembrò che il nazista profanasse il pensiero dell'illustre filosofo. Eppure egli era così sicuro di quanto affermava, e la citazione così precisa, che qualcuno tra i presenti fu colto da un dubbio: e se avesse ragione? Se quanto è accaduto in Germania non fosse altro che la logica conseguenza del pensiero di Kant? E, di conseguenza, della riforma luterana (Kant era figlio di un pastore luterano)? Lo scomodo quesito restò nelle pagine della Arendt e fu dimenticato. Eppure è lì, nero su bianco, a tormentarci.<br /> Kant espose la propria morale ne La critica della ragion pratica (1788). Senza farla troppo lunga, basti dire che Kant risolve la questione morale spiegando che «si deve perché si deve»; che, d'accordo, non è una spiegazione. Significa che bisogna obbedire alle leggi semplicemente perché sono leggi; e all'autorità semplicemente perché è l'autorità: in questo consiste la morale. È il risultato dell'antropologia luterana (l'uomo non è libero, ma sempre etero-diretto) con una spruzzata di empirismo inglese (l'uomo non può conoscere altro che la materia e le leggi morali e religiose sono inconoscibili). Questa fu infatti, la difesa di Eichmann: perché mi processate? Non solo non ho infranto le leggi; non solo ho obbedito alle leggi. Ma, in tutta la Germania, voi non troverete un altro che si sia distinto per zelo kantiano come me. Dunque, perché mi processate? Se ho seguito le leggi non ho fatto nulla di male.<br /><br />NON MERITI IL SISTEMA SANITARIO!<br />E adesso il gentile lettore chiederà: ma perché questo ci annoia raccontandoci queste cose? Che ci importa, che c'entra con la nostra vita?<br />Spiego. Mi guardo intorno, parlo con le persone che...]]></itunes:summary><itunes:duration>523</itunes:duration><itunes:keywords>denuncia,eichmann,processo</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/8255e8284a4d7b9cd99b376c50abfe29.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Coronavirus: stiamo perdendo la libertà... anche di pensare</title><link>https://www.spreaker.com/episode/coronavirus-stiamo-perdendo-la-liberta-anche-di-pensare--41800117</link><description><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜<a href="http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6340" rel="noopener">http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6340</a><br /><br />CORONAVIRUS: STIAMO PERDENDO LA LIBERTA'... ANCHE DI PENSARE di Aldo Maria Valli<br />Un dispotismo statalista, condiviso e terapeutico. Questo il tipo di regime nel quale ci troviamo immersi, come scrivo nel mio ultimo libro, il breve saggio Virus e Leviatano (Liberilibri), da quando siamo alle prese con il coronavirus.<br />Perché parlo di dispotismo statalista, condiviso e terapeutico?<br />Con la pandemia sono state sospese le abituali procedure costituzionali e abbiamo smesso di essere una Repubblica parlamentare. Lo strumento dei decreti della presidenza del Consiglio ha assunto una centralità e una preminenza assolute.<br />È come se tutti (politica e cittadini) a fronte di uno stress test avessimo proclamato che diritti costituzionali di libertà e parlamentarismo sono lussi che ci possiamo permettere quando tutto va bene, ma non di fronte a una grave difficoltà.<br />Poiché accanto alla disinvoltura del governo nella sospensione dei diritti di libertà c'è stata la naturalezza dell'opinione pubblica nell'accettare il tutto, un nemico della libertà può averne tratto utili insegnamenti: è stato dimostrato che è molto facile sospendere le garanzie costituzionali e imprimere al sistema una svolta in senso autoritario.<br />Se la situazione di emergenza si dilatasse, sino a essere presentata e percepita come la normalità, che cosa succederebbe? Chi può assicurarci che in futuro un pericolo non potrebbe essere creato di proposito? C'è il rischio che lo stato di emergenza sia istituzionalizzato?<br />Di certo al nostro sistema democratico liberale è stata inferta una ferita profonda, ma pochi reagiscono.<br /><br />TIPO DI DISPOTISMO<br />Parlo di dispotismo perché il governo ha assunto una centralità senza precedenti. Ma che tipo di dispotismo è?<br />È un dispotismo condiviso, perché opinione pubblica e mass media l'hanno giustificato, assunto e fatto proprio. Così in un certo senso ha ripreso vita il Leviatano di Hobbes, il colosso autoritario che tutto controlla in cambio della sicurezza che gli individui ritengono di non essere in grado di darsi.<br />È anche un dispotismo statalista perché tutto è stato demandato all'iniziativa statale: l'iniziativa privata e dei corpi intermedi non è stata nemmeno presa in considerazione. Lo Stato è percepito come istituzione non solo e non tanto gestionale, ma salvifica.<br />È poi un dispotismo terapeutico, perché la Salute è divenuta un assoluto, il politico ha preso le sembianze del medico, il cittadino è diventato un paziente e la nazione un ospedale. Di qui un rapporto asimmetrico che favorisce il dispotismo stesso: non più il rapporto tra politico e cittadino, tra rappresentante e rappresentato, ma appunto il rapporto medico-paziente (che mette il paziente nelle condizioni di non discutere).<br />Sullo sfondo ecco il dogmatismo scientista, per cui "l'ha detto la scienza!" diviene sinonimo di verità assoluta. Ma non si tiene conto del fatto che la scienza, in realtà, non ha mai risposte certe. La scienza può solo studiare, mettere a confronto, analizzare dati. Quella di ottenere dalla scienza risposte certe è un'illusione.<br />Questo dispotismo statalista, condiviso e terapeutico rivela, paradossalmente, tante debolezze. Debolezza della politica, che si è messa nelle mani della tecnoscienza riconoscendosi incapace di affrontare i problemi. Debolezza dell'esecutivo che si è fatto cogliere impreparato ed è diventato autoritario nel tentativo di recuperare. Debolezza dello Stato, che ha risposto con la solita farraginosità e si è lasciato comandare dagli organismi sovranazionali. Debolezza della cosiddetta società civile, del tutto passiva. Debolezza della Chiesa, che si è prontamente allineata al dispotismo e alla narrazione dominante. In generale, debolezza antropologica dell'uomo contemporaneo, che pretende di essere messo al riparo da ogni tipo di contagio ed è spinto a chiedere protezione ignorando di avere in sé le risposte per reagire.<br /><br />DISPOTISMO PATERNALISTA<br />Aggiungo che è un dispotismo paternalista, perché ripete che lo fa per il nostro bene (si pensi al provvedimento denominato Cura Italia), ma nei fatti si comporta in modo autoritario.<br />Decisivo è il ruolo dell'informazione. Questo dispotismo, per sussistere e affermarsi, ha bisogno del sostegno attivo dei mass media, chiamati ad alimentare una narrativa fondata sul terrore. È la paura che giustifica il ricorso al dispotismo, e la paura va nutrita, diffusa. Il collegamento tra dispotismo condiviso e informazione è strettissimo e necessario.<br />Grazie alla paura, il cittadino (divenuto paziente) può solo lasciarsi guidare. La nascita, in piena pandemia, di una task force governativa contro le fake news è significativa. In una democrazia liberale sono i cittadini che si fanno un'idea del problema attraverso il libero confronto delle fonti e delle opinioni. In questo caso invece il governo ha preteso di stabilire esso stesso che cosa è verità e che cosa è menzogna, che cosa è vera informazione e che cosa non lo è, quali notizie e interpretazioni sono degne di essere diffuse e quali vanno stoppate. <br />Biopolitica e bioinformazione vanno a braccetto sul terreno del dispotismo paternalistico.<br />Aldous Huxley nel suo romanzo distopico Il mondo nuovo immaginò che il condizionamento avvenisse di notte, mentre i soggetti dormivano, attraverso la somministrazione di un certo tipo di messaggi. Oggi il condizionamento avviene davanti alla tv all'ora del telegiornale.<br />Una narrativa adeguata può spingere un intero popolo a suicidarsi per la paura di morire. È ciò che stiamo vedendo. <br />Non conta la reale portata del pericolo, ma la portata percepita. Non conta ciò che è, ma ciò che la gente pensa che sia, sulla base della narrativa che le viene imposta.<br />Renaud Girard, su Le Figaro, ha scritto: "I sociologi dovranno analizzare attentamente il ruolo svolto dai media nel far sorgere una psicosi mondiale di fronte a una malattia poco letale". Nella speranza che saremo ancora liberi di condurre queste analisi.<br /><br />IL CONTAGIO DEL PANICO<br />Un altro contagio si è sviluppato accanto a quello del coronavirus, ed è ben più pericoloso: il contagio del panico.<br />Sotto molti aspetti è come se avessimo vissuto una classica rivoluzione di stampo socialista. Abbiamo avuto l'ideale supremo (la Salute), trasformato in un assoluto rispetto al quale tutto è sacrificabile. Abbiamo avuto il terrore come arma. Abbiamo avuto la narrativa adeguata allo scopo. Abbiamo i guardiani della rivoluzione, tutti i cittadini "responsabili", soldati pronti anche alla delazione. Abbiamo avuto l'attacco alla Chiesa. Con la novità che la Chiesa, anziché opporre resistenza, si è adeguata, dimostrandosi persino più realista del re. Prevedibile, visto che la Chiesa non mette più al centro Dio ma l'uomo, non la salvezza dell'anima ma la salute psicofisica.<br />La parola Responsabilità è diventata la bandiera dell'esercito combattente per la liberazione dal virus. Chi non si adegua è irresponsabile, è il nemico. I drappi sui balconi ("Andrà tutto bene") assomigliano agli slogan sui muri dell'Avana: "Venceremos, Hasta la victoria siempre.<br />Ogni rivoluzione ha le sue parole d'ordine. Nel nostro caso, oltre alla parola Responsabilità, ecco Salute, Sicurezza, Collaborazione. [...]<br />Abbiamo vissuto nel conformismo assoluto, che si realizza quando colui che perde la libertà non se ne rende nemmeno conto, perché è auto-asservito. Così il potere non ha nemmeno più bisogno di alzare la voce. Quanto più totale è il suo potere, tanto più muto è il suo comando. Basta un cenno. Noi non pensiamo. Noi siamo ciò che ci vien detto di essere. Siamo indotti ormai a ritenere che abbiamo bisogno solo di ciò che ci viene imposto. Il sospetto di aver perso la libertà non ci sfiora nemmeno, perché il conformismo non è più avvertito come tale ma passa come grande senso di responsabilità.<br />Curioso: nel momento stesso in cui la Chiesa ha disertato, ecco che ci vengono imposti modelli di stampo religioso. Abbiamo una Trinità (Scienza, Salute, Sicurezza), abbiamo il peccato (non collaborare, non dimostrarsi responsabili), abbiamo il castigo (essere letteralmente scomunicati, messi fuori dalla comunità in quanto indegni, se non si accetta la narrativa dominante), abbiamo le sacre scritture (i mass media allineati), abbiamo l'impellente richiesta di convertirci (alla tecnoscienza), abbiamo l'identificazione del credere con la salvezza, abbiamo i nuovi bacchettoni che giudicano tutto e tutti e mettono fuori dal consesso civile i pochi non disposti ad allinearsi, visti come miscredenti.<br /><br />PERDERE LA RAGIONE E DI CONSEGUENZA LA LIBERTÀ<br />La nostra cultura secolarizzata, abbandonata la ratio, è caduta nel fideismo. Per non dire nella superstizione.<br />Su tutto, occorre ripeterlo, domina la paura. La paura che fa perdere il senno. Che fa accettare il sacrificio della libertà. Che fa vivere il conformismo assoluto come azione catartica. <br />Il Leviatano ci ha soggiogati utilizzando il terrore. Abbiamo dimenticato che l'esercizio del potere in un sistema democratico liberale è soggetto alla legge e che più di una dittatura è salita al potere dopo aver ottenuto il consenso in base a quelle che erano state spacciate come buone intenzioni.<br />Il nostro sistema possiede già gli strumenti per contemperare il rispetto della riserva di legge con l'urgenza (il decreto legge ne è un esempio), ma si è seguita un'altra strada.<br />La riserva di legge si chiama così perché riserva alla legge primaria, escludendo fonti di tipo secondario, la regolazione di una determinata materia. È una funzione di garanzia: vuole assicurare che in materie particolarmente delicate, come nel caso dei diritti fondamentali del cittadino, le decisioni vengano prese dall'organo più rappresentativo del potere sovrano, ovvero dal Parlamento, come previsto dall'articolo 70 della Costituzione, secondo cui la funzione l]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/41800117</guid><pubDate>Wed, 04 Nov 2020 23:31:59 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/41800117/coronavirus_stiamo_perdendo_la_libert_anche_di_pensare.mp3" length="13328717" type="audio/mpeg"/><itunes:author>BastaBugie</itunes:author><itunes:subtitle>TESTO DELL'ARTICOLO ➜http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6340&#13;
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CORONAVIRUS: STIAMO PERDENDO LA LIBERTA'... ANCHE DI PENSARE di Aldo Maria Valli&#13;
Un dispotismo statalista, condiviso e terapeutico. Questo il tipo di regime nel quale ci...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜<a href="http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6340" rel="noopener">http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6340</a><br /><br />CORONAVIRUS: STIAMO PERDENDO LA LIBERTA'... ANCHE DI PENSARE di Aldo Maria Valli<br />Un dispotismo statalista, condiviso e terapeutico. Questo il tipo di regime nel quale ci troviamo immersi, come scrivo nel mio ultimo libro, il breve saggio Virus e Leviatano (Liberilibri), da quando siamo alle prese con il coronavirus.<br />Perché parlo di dispotismo statalista, condiviso e terapeutico?<br />Con la pandemia sono state sospese le abituali procedure costituzionali e abbiamo smesso di essere una Repubblica parlamentare. Lo strumento dei decreti della presidenza del Consiglio ha assunto una centralità e una preminenza assolute.<br />È come se tutti (politica e cittadini) a fronte di uno stress test avessimo proclamato che diritti costituzionali di libertà e parlamentarismo sono lussi che ci possiamo permettere quando tutto va bene, ma non di fronte a una grave difficoltà.<br />Poiché accanto alla disinvoltura del governo nella sospensione dei diritti di libertà c'è stata la naturalezza dell'opinione pubblica nell'accettare il tutto, un nemico della libertà può averne tratto utili insegnamenti: è stato dimostrato che è molto facile sospendere le garanzie costituzionali e imprimere al sistema una svolta in senso autoritario.<br />Se la situazione di emergenza si dilatasse, sino a essere presentata e percepita come la normalità, che cosa succederebbe? Chi può assicurarci che in futuro un pericolo non potrebbe essere creato di proposito? C'è il rischio che lo stato di emergenza sia istituzionalizzato?<br />Di certo al nostro sistema democratico liberale è stata inferta una ferita profonda, ma pochi reagiscono.<br /><br />TIPO DI DISPOTISMO<br />Parlo di dispotismo perché il governo ha assunto una centralità senza precedenti. Ma che tipo di dispotismo è?<br />È un dispotismo condiviso, perché opinione pubblica e mass media l'hanno giustificato, assunto e fatto proprio. Così in un certo senso ha ripreso vita il Leviatano di Hobbes, il colosso autoritario che tutto controlla in cambio della sicurezza che gli individui ritengono di non essere in grado di darsi.<br />È anche un dispotismo statalista perché tutto è stato demandato all'iniziativa statale: l'iniziativa privata e dei corpi intermedi non è stata nemmeno presa in considerazione. Lo Stato è percepito come istituzione non solo e non tanto gestionale, ma salvifica.<br />È poi un dispotismo terapeutico, perché la Salute è divenuta un assoluto, il politico ha preso le sembianze del medico, il cittadino è diventato un paziente e la nazione un ospedale. Di qui un rapporto asimmetrico che favorisce il dispotismo stesso: non più il rapporto tra politico e cittadino, tra rappresentante e rappresentato, ma appunto il rapporto medico-paziente (che mette il paziente nelle condizioni di non discutere).<br />Sullo sfondo ecco il dogmatismo scientista, per cui "l'ha detto la scienza!" diviene sinonimo di verità assoluta. Ma non si tiene conto del fatto che la scienza, in realtà, non ha mai risposte certe. La scienza può solo studiare, mettere a confronto, analizzare dati. Quella di ottenere dalla scienza risposte certe è un'illusione.<br />Questo dispotismo statalista, condiviso e terapeutico rivela, paradossalmente, tante debolezze. Debolezza della politica, che si è messa nelle mani della tecnoscienza riconoscendosi incapace di affrontare i problemi. Debolezza dell'esecutivo che si è fatto cogliere impreparato ed è diventato autoritario nel tentativo di recuperare. Debolezza dello Stato, che ha risposto con la solita farraginosità e si è lasciato comandare dagli organismi sovranazionali. Debolezza della cosiddetta società civile, del tutto passiva. Debolezza della Chiesa, che si è prontamente allineata al dispotismo e alla narrazione dominante. In generale, debolezza antropologica dell'uomo contemporaneo, che pretende di essere...]]></itunes:summary><itunes:duration>834</itunes:duration><itunes:keywords>dispotismo,fatica,panico,ragione</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/482a7fd2bde893b965b583ba3d114505.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>A scuola il divieto di contatto fisico per il Coronavirus ha conseguenze drammatiche</title><link>https://www.spreaker.com/episode/a-scuola-il-divieto-di-contatto-fisico-per-il-coronavirus-ha-conseguenze-drammatiche--41067968</link><description><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜<a href="http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6289" rel="noopener">http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6289</a><br /><br />A SCUOLA IL DIVIETO DI CONTATTO FISICO PER IL CORONAVIRUS HA CONSEGUENZE DRAMMATICHE di Roberto Marchesini<br />Riparte la scuola con le nuove disposizioni anti covid-19: mascherine, distanza, disinfezione, misurazione a distanza della febbre, niente canti né giochi di gruppo...<br />Ok, prendiamola larga. Fra Salimbene de Adam da Parma (1221-1288) fu un cronista dell'ordine dei frati minori; la sua Cronica copre circa 120 anni, dal 1168 al 1287. Da essa possiamo trarre molte informazioni su Federico II di Svevia (1194-1250), lo stupor mundi. Sappiamo, ad esempio, che un bel giorno l'imperatore volle scoprire quale fosse la lingua originariamente parlata dall'uomo, senza che qualcuno gliene insegnasse una: il greco? Il latino? L'aramaico? Il dialetto bergamasco? Così prese dei neonati, li chiuse in un'alta torre e li fece allevare da balie che, pur accudendoli nel migliore dei modi, non potevano parlare, né coccolarli, né cantare canzoni. Quei bambini, seppur nutriti, puliti e accuditi, senza un contatto umano, morirono tutti.<br /><br />ESPERIMENTI MODERNI<br />Vabbè, obietterà qualcuno, si tratta di una cronica medievale. Saranno racconti di pura fantasia, degni complementi a bestiari e libri agiografici. Bene, parliamo allora del dottor Luther Emmett Holt (1855-1924), eminente pediatra statunitense, fondatore e per due volte presidente dell'American pediatric Society, membro del Rockefeller Institute, eugenetista convinto.<br />Preoccupati per il rammollimento delle nuove generazioni di «americani», il dottor Holt prescriveva di non giocare con i bambni, di non coccolarli né tenerli in braccio. Al massimo, una virile stretta di mano, quando era artefice di un lavoro eccezionalmente ben fatto. Nel giro di pochi anni - così si legge - i pediatri notarono un aumento delle morti infantili, nonostante i bambini fossero soddisfatti nei loro bisogni biologici.<br />E poi ci sono gli esperimenti del dottor Harry Harlow (1905-1981), psicologo statunitense. Alcune povere scimmiette Rhesus vennero separate prematuramente dalla mamma; vennero messe a loro disposizione due madri finte, diverse per alcuni particolari: la prima era ricoperta da un panno morbido; la seconda aveva un biberon che secerneva latte. Harlow osservò che le scimmiette passavano con la mamma-nutrice il tempo strettamente necessario per suggere il latte; e passavano avvinghiate alla mamma morbida il resto del tempo.<br /><br />NESSUNO CONOSCE GLI EFFETTI DELLE DISPOSIZIONI ANTI COVID-19<br />È chiaro dove voglio arrivare, no? Non abbiamo alcuna idea degli effetti delle disposizioni anti covid-19 sui bambini che stanno iniziando a frequentare la scuola: nessuno ha finanziato alcuna ricerca e nessuno sembra realmente interessato a verificarlo. Tuttavia, questi pochi, semplici esempi che abbiamo citato non ci tranquillizzano. A quanto pare, ai bambini non basta essere protetti dai virus e non avere la febbre: hanno bisogno del contatto umano, dell'intimità fisica, di relazioni accoglienti e protettive. Tutte cose che, ai nostri bambini, saranno negate.<br />Questo ci fa capire quale sia l'idea che il governo ha dei bambini; e anche di noi adulti. Non persone, costituite da relazioni; animali sociali aristotelici. Bensì oggetti biologici, che hanno una vita esclusivamente materiale, da proteggere dalle malattie. Una «nuda vita», come l'ha definita il filosofo Agamben. La stessa antropologia espressa dai fautori della «sostituzione»: «Ma apriamo gli occhi: noi con questa decrescita e denatalità che abbiamo, abbiamo bisogno di immigrazione». Non abbiamo bisogno di fermare gli aborti, di dare agli sposi un minimo di serenità e fiducia nel futuro, magari qualche aiuto alle famiglie. No: abbiamo bisogno di immigrati. Perché un italiano non nato è perfettamente sostituibile da un nigeriano, da un pachistano, da un tunisino: entrambi sono oggetti biologici, no? Entrambi - come ha spiegato Scalfari - «non hanno bisogni secondari», che non siano mere necessità biologiche. È ovvio che, se siamo solo oggetti biologici, la «nuda vita» è tutto ciò che abbiamo. E, infatti, è tutto ciò che avremo. Almeno per un po'.<br />Pafrasando Churchill (1874-1965), potevamo scegliere tra la «nuda vita» e la morte: abbiamo scelto la «nuda vita» e, se fra Salimbene ha detto la verità, avremo la morte. Riparte la scuola con le nuove disposizioni anti covid-19: mascherine, distanza, disinfezione, misurazione a distanza della febbre, niente canti né giochi di gruppo...<br /><br />Nota di BastaBugie: per leggere gli articoli del nostro dossier sull'educazione parentale (14 articoli), clicca qui!<br /><br />Se ti interessa approfondire il tema della scuola, clicca sul link di uno dei seguenti articoli:<br /><br />LIBERATE I VOSTRI FIGLI DALLE GRINFIE DELLA AZZOLINA: FATEGLI SCUOLA VOI A CASA!<br />Informate il dirigente scolastico che avete intenzione di fare homeschooling (sempre più genitori in Italia scelgono una scuola parentale, non parificata)<br />di Silvana De Mari<br /><a href="http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6284" rel="noopener">http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6284</a><br /><br />ISTRUZIONI PER APRIRE UNA SCUOLA PARENTALE<br />Una scuola parentale può nascere quando famiglie amiche si mettono d'accordo per creare un ambiente educativo comunitario per i loro figli (queste ''regole'' valgono anche per chi intende fare homeschooling)<br />di Maria Bonaretti<br /><a href="http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=5663" rel="noopener">http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=5663</a><br /> <br />Titolo originale: Scuola anti-Covid? Senza contatti i bambini muoiono<br />Fonte: La Nuova Bussola Quotidiana, 12-09-2020<br />Pubblicato su BastaBugie n. 683]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/41067968</guid><pubDate>Tue, 22 Sep 2020 18:22:01 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/41067968/a_scuola_il_divieto_di_contatto.mp3" length="6706572" type="audio/mpeg"/><itunes:author>BastaBugie</itunes:author><itunes:subtitle>TESTO DELL'ARTICOLO ➜http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6289&#13;
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A SCUOLA IL DIVIETO DI CONTATTO FISICO PER IL CORONAVIRUS HA CONSEGUENZE DRAMMATICHE di Roberto Marchesini&#13;
Riparte la scuola con le nuove disposizioni anti covid-19: mascherine,...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜<a href="http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6289" rel="noopener">http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6289</a><br /><br />A SCUOLA IL DIVIETO DI CONTATTO FISICO PER IL CORONAVIRUS HA CONSEGUENZE DRAMMATICHE di Roberto Marchesini<br />Riparte la scuola con le nuove disposizioni anti covid-19: mascherine, distanza, disinfezione, misurazione a distanza della febbre, niente canti né giochi di gruppo...<br />Ok, prendiamola larga. Fra Salimbene de Adam da Parma (1221-1288) fu un cronista dell'ordine dei frati minori; la sua Cronica copre circa 120 anni, dal 1168 al 1287. Da essa possiamo trarre molte informazioni su Federico II di Svevia (1194-1250), lo stupor mundi. Sappiamo, ad esempio, che un bel giorno l'imperatore volle scoprire quale fosse la lingua originariamente parlata dall'uomo, senza che qualcuno gliene insegnasse una: il greco? Il latino? L'aramaico? Il dialetto bergamasco? Così prese dei neonati, li chiuse in un'alta torre e li fece allevare da balie che, pur accudendoli nel migliore dei modi, non potevano parlare, né coccolarli, né cantare canzoni. Quei bambini, seppur nutriti, puliti e accuditi, senza un contatto umano, morirono tutti.<br /><br />ESPERIMENTI MODERNI<br />Vabbè, obietterà qualcuno, si tratta di una cronica medievale. Saranno racconti di pura fantasia, degni complementi a bestiari e libri agiografici. Bene, parliamo allora del dottor Luther Emmett Holt (1855-1924), eminente pediatra statunitense, fondatore e per due volte presidente dell'American pediatric Society, membro del Rockefeller Institute, eugenetista convinto.<br />Preoccupati per il rammollimento delle nuove generazioni di «americani», il dottor Holt prescriveva di non giocare con i bambni, di non coccolarli né tenerli in braccio. Al massimo, una virile stretta di mano, quando era artefice di un lavoro eccezionalmente ben fatto. Nel giro di pochi anni - così si legge - i pediatri notarono un aumento delle morti infantili, nonostante i bambini fossero soddisfatti nei loro bisogni biologici.<br />E poi ci sono gli esperimenti del dottor Harry Harlow (1905-1981), psicologo statunitense. Alcune povere scimmiette Rhesus vennero separate prematuramente dalla mamma; vennero messe a loro disposizione due madri finte, diverse per alcuni particolari: la prima era ricoperta da un panno morbido; la seconda aveva un biberon che secerneva latte. Harlow osservò che le scimmiette passavano con la mamma-nutrice il tempo strettamente necessario per suggere il latte; e passavano avvinghiate alla mamma morbida il resto del tempo.<br /><br />NESSUNO CONOSCE GLI EFFETTI DELLE DISPOSIZIONI ANTI COVID-19<br />È chiaro dove voglio arrivare, no? Non abbiamo alcuna idea degli effetti delle disposizioni anti covid-19 sui bambini che stanno iniziando a frequentare la scuola: nessuno ha finanziato alcuna ricerca e nessuno sembra realmente interessato a verificarlo. Tuttavia, questi pochi, semplici esempi che abbiamo citato non ci tranquillizzano. A quanto pare, ai bambini non basta essere protetti dai virus e non avere la febbre: hanno bisogno del contatto umano, dell'intimità fisica, di relazioni accoglienti e protettive. Tutte cose che, ai nostri bambini, saranno negate.<br />Questo ci fa capire quale sia l'idea che il governo ha dei bambini; e anche di noi adulti. Non persone, costituite da relazioni; animali sociali aristotelici. Bensì oggetti biologici, che hanno una vita esclusivamente materiale, da proteggere dalle malattie. Una «nuda vita», come l'ha definita il filosofo Agamben. La stessa antropologia espressa dai fautori della «sostituzione»: «Ma apriamo gli occhi: noi con questa decrescita e denatalità che abbiamo, abbiamo bisogno di immigrazione». Non abbiamo bisogno di fermare gli aborti, di dare agli sposi un minimo di serenità e fiducia nel futuro, magari qualche aiuto alle famiglie. No: abbiamo bisogno di immigrati. Perché un italiano non nato è perfettamente sostituibile da un nigeriano, da un pachistano, da un...]]></itunes:summary><itunes:duration>420</itunes:duration><itunes:keywords>conseguenze,contatto,covid-19,fisico,scuola</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/03655668803d16424ef616eb790c6490.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Dati gonfiati sui morti di Coronavirus</title><link>https://www.spreaker.com/episode/dati-gonfiati-sui-morti-di-coronavirus--40919955</link><description><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜<a href="http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6282" rel="noopener">http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6282</a><br /><br />DATI GONFIATI SUI MORTI DA CORONAVIRUS di Paolo Gulisano<br />Sono in corso grandi manovre nella Sanità italiana, manovre che dovrebbero portare a radicali trasformazioni dell'assistenza sanitaria, in particolare quella ospedaliera. Per operare una rivoluzione di questo tipo, è necessaria una giustificazione incontrovertibile, e questa si chiama Covid. Per questo l'epidemia non deve finire. Per questo si è arrivati a fare 100.000 tamponi al giorno, un numero impressionante. Un numero che garantisce - avendo una percentuale di positivi dell'1 per cento, di arrivare alla soglia - molto significativa dal punto di vista psicologico - dei mille "contagiati" al giorno enfatizzati a dovere dai media di regime.<br />Il Covid - ha detto qualcuno - è l'unica malattia dove sono i medici (o meglio il sistema sanitario) a cercare i malati e non viceversa. I numeri garantiscono il perpetrarsi della paura. Paura di una malattia curabilissima, che fa pochissime vittime. Già, potrebbe dire qualcuno, ma in precedenza le ha fatte: 35.000 morti. La guerra delle cifre vede in posizione dominante chi detiene le leve principali dell'informazione, ma verità scomode sembrano emergere come un fiume carsico.<br /><br />IL GRANDE CALDERONE DEL COVID<br />Da tempo si discute di quanti siano effettivamente i morti a causa del Covid, rispetto a coloro che sono deceduti con il Covid come concausa, magari in una situazione di pregresse gravi patologie croniche. Stanno ora emergendo altri aspetti problematici, legati anche alle modalità con cui vengono redatti i certificati di morte: casi semplicemente sospetti, non confermati da test sierologici o da tamponi, vengono comunque classificati come Covid (come documentiamo con questa foto di un certificato di morte redatto dall'Asl 4 di Genova). Su che base? Di sintomi "suggestivi" di infezione da Covid.<br />Insomma, qualunque polmonite, provocata da altri agenti microbici, finisce nel grande calderone del Covid. Nelle scorse settimane il presidente dell'Istat, l'ente nazionale di statistica, aveva sottolineato che i morti di Covid nel mese di marzo erano di numero inferiore a quello dei deceduti nei due anni precedenti per altre polmoniti. Insomma: il sospetto, più che giustificato, è che si siano voluti gonfiare i dati del Covid "rinforzandoli" con quelli di altre patologie respiratorie, e non solo.<br />Ora si sta cercando di aumentare ulteriormente queste cifre: il Ministero della Sanità infatti ha dato l'indicazione di annoverare tra i morti di Covid anche coloro che mesi dopo la malattia, dalla quale erano guariti, sono poi deceduti per altra causa. Insomma: ad una persona viene un infarto, un ictus, ma se a marzo aveva fatto il Covid la causa di morte deve essere considerata questa.  <br /><br />PRESSIONE PSICOLOGICA SULLA POPOLAZIONE<br />Il mantenimento di uno stato altissimo di pressione psicologica sulla popolazione ha diversi obiettivi, tra i quali - dicevamo - quello di cambiare il volto della Sanità pubblica. Da mesi nei nostri ospedali interi reparti sono chiusi, l'attività chirurgica sospesa o ridotta, la diagnostica ridimensionata. Sono indicazioni che vengono dal governo: tenere liberi migliaia di posti letto in vista di potenziali aumentati afflussi di pazienti. In realtà, con la politica del terrore, ciò che accadrà a breve, a cominciare dai primi raffreddori di inizio autunno, sarà un assalto agli ospedali, ai Pronto Soccorso, di persone affette da patologie banalissime ma che avranno il terrore, con un po' di rialzo febbrile o qualche colpo di tosse, di avere il Covid. E dovranno essere comunque visitati, trattenuti in osservazione qualche ora, sottoposti a tampone. Un dispendio enorme di tempo del personale e di risorse economiche. E intanto le attività cliniche e diagnostiche per patologie importanti subiranno rallentamenti e difficoltà con conseguenze gravissime.<br />Sicuramente il sovraffollamento - si badi bene, dei Pronto Soccorso, non dei reparti- verrà usato mediaticamente in un circolo vizioso della paura, che utilizzerà le fasce più deboli, più spaventate, più impressionabili della popolazione per far vedere che il virus è ancora in agguato, pronto a diventare seconda, terza, ennesima ondata.  <br />Gli ospedali si trasformeranno in enormi poliambulatori dedicati a quelli che saranno, nella stragrande maggioranza, dei "codici bianchi" che potrebbero essere trattati dalla rete di Medicina territoriale, dai Medici di Medicina Generale. Avremo ospedali trasformati in "Covid Centers", che metteranno a rischio l'eccellenza raggiunta con fatica e tempo dall'assistenza ospedaliera.<br />Uno scenario da incubo, che dovrebbe essere assolutamente evitato.<br /><br />Nota di BastaBugie: l'autore del precedente articolo, il dott. Paolo Gulisano, svela tutto quello che non ci hanno detto sul Coronavirus nel seguente video (durata: 1 ora e 46 minuti) dal titolo "Hai paura del Coronavirus?".<br /><br /><br /><a href="https://www.youtube.com/watch?v=yUpkkwPY_D0" rel="noopener">https://www.youtube.com/watch?v=yUpkkwPY_D0</a><br /> <br />Titolo originale: Tutti morti di Covid: numeri per tenere in vita la paura<br />Fonte: La Nuova Bussola Quotidiana, 30-08-2020<br />Pubblicato su BastaBugie n. 682]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/40919955</guid><pubDate>Tue, 15 Sep 2020 20:50:12 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/40919955/dati_gonfiati_sui_morti_di_coronavirus.mp3" length="6742098" type="audio/mpeg"/><itunes:author>BastaBugie</itunes:author><itunes:subtitle>TESTO DELL'ARTICOLO ➜http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6282&#13;
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DATI GONFIATI SUI MORTI DA CORONAVIRUS di Paolo Gulisano&#13;
Sono in corso grandi manovre nella Sanità italiana, manovre che dovrebbero portare a radicali trasformazioni...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜<a href="http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6282" rel="noopener">http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6282</a><br /><br />DATI GONFIATI SUI MORTI DA CORONAVIRUS di Paolo Gulisano<br />Sono in corso grandi manovre nella Sanità italiana, manovre che dovrebbero portare a radicali trasformazioni dell'assistenza sanitaria, in particolare quella ospedaliera. Per operare una rivoluzione di questo tipo, è necessaria una giustificazione incontrovertibile, e questa si chiama Covid. Per questo l'epidemia non deve finire. Per questo si è arrivati a fare 100.000 tamponi al giorno, un numero impressionante. Un numero che garantisce - avendo una percentuale di positivi dell'1 per cento, di arrivare alla soglia - molto significativa dal punto di vista psicologico - dei mille "contagiati" al giorno enfatizzati a dovere dai media di regime.<br />Il Covid - ha detto qualcuno - è l'unica malattia dove sono i medici (o meglio il sistema sanitario) a cercare i malati e non viceversa. I numeri garantiscono il perpetrarsi della paura. Paura di una malattia curabilissima, che fa pochissime vittime. Già, potrebbe dire qualcuno, ma in precedenza le ha fatte: 35.000 morti. La guerra delle cifre vede in posizione dominante chi detiene le leve principali dell'informazione, ma verità scomode sembrano emergere come un fiume carsico.<br /><br />IL GRANDE CALDERONE DEL COVID<br />Da tempo si discute di quanti siano effettivamente i morti a causa del Covid, rispetto a coloro che sono deceduti con il Covid come concausa, magari in una situazione di pregresse gravi patologie croniche. Stanno ora emergendo altri aspetti problematici, legati anche alle modalità con cui vengono redatti i certificati di morte: casi semplicemente sospetti, non confermati da test sierologici o da tamponi, vengono comunque classificati come Covid (come documentiamo con questa foto di un certificato di morte redatto dall'Asl 4 di Genova). Su che base? Di sintomi "suggestivi" di infezione da Covid.<br />Insomma, qualunque polmonite, provocata da altri agenti microbici, finisce nel grande calderone del Covid. Nelle scorse settimane il presidente dell'Istat, l'ente nazionale di statistica, aveva sottolineato che i morti di Covid nel mese di marzo erano di numero inferiore a quello dei deceduti nei due anni precedenti per altre polmoniti. Insomma: il sospetto, più che giustificato, è che si siano voluti gonfiare i dati del Covid "rinforzandoli" con quelli di altre patologie respiratorie, e non solo.<br />Ora si sta cercando di aumentare ulteriormente queste cifre: il Ministero della Sanità infatti ha dato l'indicazione di annoverare tra i morti di Covid anche coloro che mesi dopo la malattia, dalla quale erano guariti, sono poi deceduti per altra causa. Insomma: ad una persona viene un infarto, un ictus, ma se a marzo aveva fatto il Covid la causa di morte deve essere considerata questa.  <br /><br />PRESSIONE PSICOLOGICA SULLA POPOLAZIONE<br />Il mantenimento di uno stato altissimo di pressione psicologica sulla popolazione ha diversi obiettivi, tra i quali - dicevamo - quello di cambiare il volto della Sanità pubblica. Da mesi nei nostri ospedali interi reparti sono chiusi, l'attività chirurgica sospesa o ridotta, la diagnostica ridimensionata. Sono indicazioni che vengono dal governo: tenere liberi migliaia di posti letto in vista di potenziali aumentati afflussi di pazienti. In realtà, con la politica del terrore, ciò che accadrà a breve, a cominciare dai primi raffreddori di inizio autunno, sarà un assalto agli ospedali, ai Pronto Soccorso, di persone affette da patologie banalissime ma che avranno il terrore, con un po' di rialzo febbrile o qualche colpo di tosse, di avere il Covid. E dovranno essere comunque visitati, trattenuti in osservazione qualche ora, sottoposti a tampone. Un dispendio enorme di tempo del personale e di risorse economiche. E intanto le attività cliniche e diagnostiche per patologie importanti subiranno rallentamenti e...]]></itunes:summary><itunes:duration>422</itunes:duration><itunes:keywords>coronavirus,dati,gonfiati,morti,tamponi</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/1141a6c94cdde396b02addd463f8dfce.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Manifestazioni in tutta Europa contro la dittatura sanitaria (giornali e tv assenti)</title><link>https://www.spreaker.com/episode/manifestazioni-in-tutta-europa-contro-la-dittatura-sanitaria-giornali-e-tv-assenti--40775971</link><description><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜<a href="http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6272" rel="noopener">http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6272</a><br /><br />MANIFESTAZIONI IN TUTTA EUROPA CONTRO LA DITTATURA SANITARIA (GIORNALI E TV ASSENTI) , MA GIORNALI E TELEVISIONI FANNO FINTA DI NIENTE di Alessandra Nucci<br />Se l'ondata di positivi è direttamente proporzionale al numero di test fatti per verificarne la presenza, la protesta di chi si oppone alle restrizioni dei diritti dei cittadini messe in atto per ridurle sta aumentando nonostante gli sforzi per contenere le informazioni al riguardo.<br />È dallo scorso aprile che si tengono proteste dal basso contro quella che da molti viene definita la "Dittatura sanitaria" nelle capitali europee, da Varsavia a Dublino, da Berlino a Madrid. Scontati dai mainstream come complottisti quando non terrapiattisti e fascisti, le fila dei contestatori si vanno ingrossando in parallelo e non in contrasto con l'aumento dell'allarme tambureggiato dai mainstream per i numeri dei positivi ai test.<br />Sabato si sono tenute manifestazioni in almeno quattro capitali europee, da quelle più piccole e locali di Zurigo e Vienna alla mega manifestazione con addentellati internazionali che si è svolta a Berlino e quella del tutto indipendente e rivolta all'interno del Paese che si è tenuta a Londra.<br />Di tenore molto simili per la straordinaria somiglianza fra le misure contro le quali si sono mosse decine e centinaia di migliaia di cittadini nei diversi paesi, le proteste si sono appuntate contro l'obbligo di indossare le mascherine ("il popolo dei no-mask" li ha definiti La Stampa) e il distanziamento sociale obbligatorio, obblighi che per l'appunto sono serviti proprio a motivare interventi delle forze dell'ordine contro trecento manifestanti arrestati, secondo la Reuters, a Berlino.<br /><br />UN EVENTO DA PRIMA PAGINA<br />La dimensione della manifestazione di Berlino avrebbe dovuto farne un evento da prima pagina, ma i mainstream hanno tenuto la notizia bassa concordando che i partecipanti erano appena 38mila. Il colpo d'occhio sulle masse, che per almeno la terza volta quest'estate affluivano sotto la Porta di Brandeburgo, dava più ragione agli organizzatori che in base anche alle auto che avevano intasato le autostrade tedesche il giorno prima si aspettavano arrivi nell'ordine dei milioni. <br />A suffragare questa dimensione preoccupante della protesta c'è stata poi la decisione a notte fonda del Senato di annullare il permesso che avrebbe dovuto durare altre due settimane. In un video poi rimosso dalla sua pagina Facebook, il referente italiano per le proteste parallele previste per Roma in settembre, Max Massimi, aveva comunicato che nonostante che la piazza fosse stata concesso anche grazie a una sentenza del Tribunale, a cui gli organizzatori avevano fatto ricorso dopo l'iniziale diniego delle autorità, la decisione repentina del Senato ha fatto sì che la polizia calasse sulla piazza e smantellasse tutto. <br />Che le informazioni su queste manifestazioni siano spezzettate e difficoltose non è un'opinione di organizzatori paranoici ma un fatto facilmente ricavabile dai tanti video rimossi da Facebook e Youtube con una sola riga di spiegazioni standard (di solito per aver violato i termini di servizio del provider o le regole della "community"). Così è stato per il video di presentazione della manifestazione di Berlino girato in inglese dal giornalista e scrittore Oliver Janich e sparito nel giro di poco, e per il discorso del telecronista, scrittore e massimo teorico del complotto globalista in atto, David Icke, pronunciato davanti alla folla straripante di Trafalgar Square.<br />Del resto è del 25 agosto il comunicato dell'Organizzazione mondiale della sanità che ha annunciato di voler "immunizzare" la popolazione contro la disinformazione arrivando a controllare le comunicazioni sociali di milioni di privati. "Non stiamo solo combattendo il virus," ha detto il Direttore dell'Oms Tedros Adhanom Ghebreyesus. "Stiamo anche lottando contro i troll e i complottisti che diffondono la disinformazione e minano l'azione contro i focolai."<br /><br />IL DISCORSO PRONUNCIATO DAL NIPOTE DI J.F. KENNEDY<br />Così le certezze possono venire solo con il tempo. A disposizione dei lettori è il discorso pronunciato da Robert F. Kennedy Jr, presente alla manifestazione di Berlino sabato e domenica anche per ricordare il famoso discorso pronunciato dallo zio John F. Kennedy, Ich bin ein Berliner. "A quell'epoca Berlino era la linea del fronte contro il totalitarismo. Oggi è di nuovo così: Berlino è il fronte contro il totalitarismo globale," ha detto Kennedy.<br />"I governi amano le pandemie - e le amano per le stesse ragioni per cui amano la guerra, perché permettono loro di mettere in atto meccanismi di controllo sulla popolazione che altrimenti non accetteremmo mai. Sono meccanismi che richiedono la nostra sudditanza" tramite la paura... Il parallelo tracciato non è solo con il comunismo del muro ma anche con il nazismo: "A Norimberga chiesero a Hermann Göhring come facevano i nazisti a farsi seguire dalla gente - ha notato RFK Jr - al che egli rispose: 'è molto semplice, è la natura umana. Per farsi seguire dalla gente basta mettergli paura.' "<br />Anche il discorso centrale di Londra, quello di David Icke, ha preso di mira le manipolazioni psicologiche di massa, esemplificate dal Tavistock Institute, che "studia come modificare la popolazione a partire dai nostri ragazzini. Il più grosso gioco mentale è che vogliono farci credere che l'autorità ha del potere. L'autorità non ha nessun potere. Il potere delle autorità in tutto il mondo è solo il nostro potere che noi diamo a loro. Lo capì il poeta Shelley nel 1819 quando scrisse "Sollevatevi leoni, scrollatevi di dosso le catene. Voi siete tanti, loro sono in pochi!"<br />E in Italia ancora nulla? No: sono previste manifestazioni per tutto settembre a partire da sabato 5, con il Popolo delle mamme e delle nonne, contrarie all'imposizioni di mascherine e distanziamento sociale già decise per i bambini a scuola, che all'estero in molti non esitano a definire torture. A una missiva di queste mamme ha risposto con una lunga lettera di incoraggiamento a difendere la famiglia e i bambini l'arcivescovo Carlo Maria Viganò.<br /><br />Nota di BastaBugie: come ricordava l'articolo di Alessandra Nucci, a Berlino uno degli oratori è stato Robert Kennedy, nipote di John Fitzgerald Kennedy. Qui sotto trovate il video (durata: 6 minuti) con il suo mirabile discorso sottotitolato in italiano.<br /><a href="https://www.youtube.com/watch?v=kFqzeSwAxIw" rel="noopener">https://www.youtube.com/watch?v=kFqzeSwAxIw</a>]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/40775971</guid><pubDate>Tue, 08 Sep 2020 23:30:47 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/40775971/manifestazioni_in_tutta_europa_contro_la_dittatura_sanitaria_giornali_e_tv_assenti_ma_giornali_e_televisioni_fanno_finta_di_niente.mp3" length="7483140" type="audio/mpeg"/><itunes:author>BastaBugie</itunes:author><itunes:subtitle>TESTO DELL'ARTICOLO ➜http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6272&#13;
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MANIFESTAZIONI IN TUTTA EUROPA CONTRO LA DITTATURA SANITARIA (GIORNALI E TV ASSENTI) , MA GIORNALI E TELEVISIONI FANNO FINTA DI NIENTE di Alessandra Nucci&#13;
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Scontati dai mainstream come complottisti quando non terrapiattisti e fascisti, le fila dei contestatori si vanno ingrossando in parallelo e non in contrasto con l'aumento dell'allarme tambureggiato dai mainstream per i numeri dei positivi ai test.<br />Sabato si sono tenute manifestazioni in almeno quattro capitali europee, da quelle più piccole e locali di Zurigo e Vienna alla mega manifestazione con addentellati internazionali che si è svolta a Berlino e quella del tutto indipendente e rivolta all'interno del Paese che si è tenuta a Londra.<br />Di tenore molto simili per la straordinaria somiglianza fra le misure contro le quali si sono mosse decine e centinaia di migliaia di cittadini nei diversi paesi, le proteste si sono appuntate contro l'obbligo di indossare le mascherine ("il popolo dei no-mask" li ha definiti La Stampa) e il distanziamento sociale obbligatorio, obblighi che per l'appunto sono serviti proprio a motivare interventi delle forze dell'ordine contro trecento manifestanti arrestati, secondo la Reuters, a Berlino.<br /><br />UN EVENTO DA PRIMA PAGINA<br />La dimensione della manifestazione di Berlino avrebbe dovuto farne un evento da prima pagina, ma i mainstream hanno tenuto la notizia bassa concordando che i partecipanti erano appena 38mila. Il colpo d'occhio sulle masse, che per almeno la terza volta quest'estate affluivano sotto la Porta di Brandeburgo, dava più ragione agli organizzatori che in base anche alle auto che avevano intasato le autostrade tedesche il giorno prima si aspettavano arrivi nell'ordine dei milioni. <br />A suffragare questa dimensione preoccupante della protesta c'è stata poi la decisione a notte fonda del Senato di annullare il permesso che avrebbe dovuto durare altre due settimane. In un video poi rimosso dalla sua pagina Facebook, il referente italiano per le proteste parallele previste per Roma in settembre, Max Massimi, aveva comunicato che nonostante che la piazza fosse stata concesso anche grazie a una sentenza del Tribunale, a cui gli organizzatori avevano fatto ricorso dopo l'iniziale diniego delle autorità, la decisione repentina del Senato ha fatto sì che la polizia calasse sulla piazza e smantellasse tutto. <br />Che le informazioni su queste manifestazioni siano spezzettate e difficoltose non è un'opinione di organizzatori paranoici ma un fatto facilmente ricavabile dai tanti video rimossi da Facebook e Youtube con una sola riga di spiegazioni standard (di solito per aver violato i termini di servizio del provider o le regole della "community"). Così è stato per il video di presentazione della manifestazione di Berlino girato in inglese dal giornalista e scrittore Oliver Janich e sparito nel giro di poco, e per il discorso del telecronista, scrittore e massimo teorico del complotto globalista in atto, David Icke, pronunciato davanti alla folla straripante di Trafalgar Square.<br />Del resto è del 25 agosto il comunicato dell'Organizzazione mondiale della sanità che ha annunciato di voler "immunizzare" la popolazione contro la disinformazione arrivando a controllare le comunicazioni sociali di milioni di privati. 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Il vaccino, considerato tra i primi nella corsa globale per combattere il COVID-19, è stato sviluppato da una linea cellulare renale (HEK-293) prelevata da un feto abortito, una pratica comune nella ricerca medica. La scorsa settimana il governo australiano ha firmato un accordo con la società farmaceutica britannica AstraZeneca per garantire 25 milioni di dosi del potenziale vaccino COVID-19 se questo supererà i test.<br />«Che questo vaccino abbia successo o meno, è importante che il governo non crei un dilemma etico per le persone», ha scritto su Facebook l'arcivescovo Fisher. Poi ha aggiunto di aver scritto al primo ministro, Scott Morrison, esortandolo a perseguire vaccini alternativi che «non utilizzino cellule fetali nel loro sviluppo». Morrison ha precedentemente affermato che il governo non stava limitando la sua ricerca di un vaccino solo all'Università di Oxford.<br />Il vice direttore della sanità, Nick Coatsworth, ha rassicurato riguardo eventuali preoccupazioni morali. «Penso che possiamo avere piena fiducia che il modo in cui hanno prodotto il vaccino sia stato con i più alti standard etici a livello internazionale», ha affermato. Il tesoriere federale Jim Chalmers ha detto che le persone «stanno scaldando gli animi senza motivo», poiché il vaccino era ancora in fase di prova. «La mia opinione personale è che se e quando un vaccino è disponibile e viene immesso nel mercato, allora quante più persone possibile dovrebbero essere vaccinate», ha detto all'ABC. «Lo dico da cattolico che questo è il miglior risultato per l'Australia perché il vaccino è davvero ciò che ci porterà in salvo».<br />Il premio Nobel e immunologo professor Peter Doherty ha detto che a suo avviso, il processo è stato etico. «È una linea cellulare consolidata utilizzata in molte applicazioni», ha detto. «Se l'Arcivescovo lo trova discutibile, è suo perfetto diritto dirlo ed è nostro diritto perfetto non prenderlo assolutamente in considerazione», ha detto. Il professor Colin Pouton, del Monash Institute of Pharmaceutical Sciences, ha affermato che la cellula HEK-293 è stata regolarmente utilizzata nella ricerca medica «per creare prodotti vettoriali virali» perché ci sono vantaggi nell'utilizzo di cellule di mammifero, aggiungendo che questa linea cellulare è stata sviluppata decenni fa ed è stata ampiamente utilizzata in tutto il mondo. «Non è che la gente stia usando una nuova linea cellulare. È già lì, quindi per molti aspetti la questione etica è cosa passata».<br />Altri vaccini in Australia utilizzano le «linee cellulari diploidi umane» di WI-38 e MRC-5, che sono originariamente derivate da tessuto fetale umano. Questi includono i vaccini contro la rosolia, l'epatite A e la rabbia, tra gli altri.<br />Questa è la prassi ed è giusto che tutti sappiano che i feti umani vengono sacrificati. Il «dilemma etico», come rilevato dall'arcivescovo di Sidney, è evidente. [...]<br /><br />Nota di BastaBugie: per quanto riguarda in generale l'argomento dei vaccini si possono leggere gli articoli che abbiamo pubblicato in questi anni al seguente link:<br /><a href="http://www.bastabugie.it/it/contenuti.php?pagina=utility&nome=_vaccini" rel="noopener">http://www.bastabugie.it/it/contenuti.php?pagina=utility&nome=_vaccini</a><br />Invece per quanto riguarda lo specifico tema dei vaccini prodotti attraverso feti abortiti, l'autore del precedente articolo, Paolo Gulisano, in un articolo dal titolo "Vaccini prodotti attraverso feti abortiti" ricorda la posizione della Pontificia Accademia per la Vita che nel 2005 si pronunciò sui vaccini ricavati da cellule fetali con un documento con il quale concludeva che è eticamente inammissibile utilizzare tali vaccini.<br />Ecco un estratto significativo dell'articolo pubblicato su La Nuova Bussola Quotidiana il 5 marzo 2019:<br />Se ne discute da molto tempo, ma molti continuano a non sapere: è la questione dei vaccini prodotti attraverso feti abortiti. Una questione che potrebbe e dovrebbe interrogare le coscienze dei cattolici, e non solo loro. Una realtà a volte negata, ora semplicemente minimizzata. In fondo - dice qualcuno - per ottenere le linee cellulari necessarie per produrre vaccini come quello contro Morbillo, Parotite, Rosolia e Varicella o contro l'Epatite A sono stati sufficienti due feti abortiti, due feti sani, ovviamente, e quindi esito di interruzioni volontarie di gravidanza.<br />Due bambini mai nati. Una femmina svedese abortita nel 1962 e un maschietto inglese nel 1966. Dai loro polmoni sono stati estratti fibroblasti (cellule del tessuto connettivo) che hanno composto le linee cellulari WI-38 e MRC-5, tuttora utilizzate. Sono i terreni di coltura che rendono i virus adatti a essere inseriti nei vaccini. Solo due, dicono i giustificazionisti, anche se a detta degli stessi ricercatori dedicati ai vaccini sono servite decine di altre piccole vittime per arrivare a queste due linee cellulari, vite umane sacrificate in nome di un imperativo tecnologico, giustificato dal fatto che questi vaccini possano salvare altre vite. Ma il fine non giustifica mai i mezzi.<br />La gran parte delle persone ignora questa realtà, tra cui i genitori che portano i bambini a vaccinare, e anche molti operatori. La ignora anche il mondo cattolico, che tace.<br />Eppure, non trattandosi di evidenze recenti, ma ormai consolidate, la Chiesa ebbe modo già anni fa di pronunciarsi autorevolmente. La Pontificia Accademia per la vita, istituita da san Giovanni Paolo II nel 1994, si pronunciò sui vaccini ricavati da cellule fetali con un documento del 2005. Il documento illustrava correttamente e in modo documentato come fossero state prodotte quelle linee cellulari, stigmatizzandone l'uso. Il documento dell'Accademia per la Vita parlava "di vera e illecita cooperazione al male", e invitava i cittadini ad opporsi con l'obiezione di coscienza, e a fare pressioni sulle aziende perché progettassero linee cellulari alternative e chiedendo "un controllo legale rigoroso".]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/40784988</guid><pubDate>Tue, 08 Sep 2020 23:29:39 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/40784988/larcivescovo_di_sidney_critica_il_vaccino_contro_il_coronavirus.mp3" length="7775711" type="audio/mpeg"/><itunes:author>BastaBugie</itunes:author><itunes:subtitle>TESTO DELL'ARTICOLO ➜http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6274&#13;
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L'ARCIVESCOVO DI SYDNEY CRITICA IL VACCINO CONTRO IL CORONAVIRUS&#13;
Il vaccino in fase di sviluppo all'Università di Oxford fa uso di una linea cellulare coltivata da un bambino...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜<a href="http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6274" rel="noopener">http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6274</a><br /><br />L'ARCIVESCOVO DI SYDNEY CRITICA IL VACCINO CONTRO IL CORONAVIRUS<br />Il vaccino in fase di sviluppo all'Università di Oxford fa uso di una linea cellulare coltivata da un bambino abortito e quindi è eticamente inaccettabile<br />da Sito del Timone<br />Anthony Fisher, arcivescovo di Sydney, ha utilizzato i social media per criticare il vaccino in fase di sviluppo all'Università di Oxford, dicendo che «fa uso di una linea cellulare coltivata da un feto umano abortito elettivamente». Il vaccino, considerato tra i primi nella corsa globale per combattere il COVID-19, è stato sviluppato da una linea cellulare renale (HEK-293) prelevata da un feto abortito, una pratica comune nella ricerca medica. La scorsa settimana il governo australiano ha firmato un accordo con la società farmaceutica britannica AstraZeneca per garantire 25 milioni di dosi del potenziale vaccino COVID-19 se questo supererà i test.<br />«Che questo vaccino abbia successo o meno, è importante che il governo non crei un dilemma etico per le persone», ha scritto su Facebook l'arcivescovo Fisher. Poi ha aggiunto di aver scritto al primo ministro, Scott Morrison, esortandolo a perseguire vaccini alternativi che «non utilizzino cellule fetali nel loro sviluppo». Morrison ha precedentemente affermato che il governo non stava limitando la sua ricerca di un vaccino solo all'Università di Oxford.<br />Il vice direttore della sanità, Nick Coatsworth, ha rassicurato riguardo eventuali preoccupazioni morali. «Penso che possiamo avere piena fiducia che il modo in cui hanno prodotto il vaccino sia stato con i più alti standard etici a livello internazionale», ha affermato. Il tesoriere federale Jim Chalmers ha detto che le persone «stanno scaldando gli animi senza motivo», poiché il vaccino era ancora in fase di prova. «La mia opinione personale è che se e quando un vaccino è disponibile e viene immesso nel mercato, allora quante più persone possibile dovrebbero essere vaccinate», ha detto all'ABC. «Lo dico da cattolico che questo è il miglior risultato per l'Australia perché il vaccino è davvero ciò che ci porterà in salvo».<br />Il premio Nobel e immunologo professor Peter Doherty ha detto che a suo avviso, il processo è stato etico. «È una linea cellulare consolidata utilizzata in molte applicazioni», ha detto. «Se l'Arcivescovo lo trova discutibile, è suo perfetto diritto dirlo ed è nostro diritto perfetto non prenderlo assolutamente in considerazione», ha detto. Il professor Colin Pouton, del Monash Institute of Pharmaceutical Sciences, ha affermato che la cellula HEK-293 è stata regolarmente utilizzata nella ricerca medica «per creare prodotti vettoriali virali» perché ci sono vantaggi nell'utilizzo di cellule di mammifero, aggiungendo che questa linea cellulare è stata sviluppata decenni fa ed è stata ampiamente utilizzata in tutto il mondo. «Non è che la gente stia usando una nuova linea cellulare. È già lì, quindi per molti aspetti la questione etica è cosa passata».<br />Altri vaccini in Australia utilizzano le «linee cellulari diploidi umane» di WI-38 e MRC-5, che sono originariamente derivate da tessuto fetale umano. Questi includono i vaccini contro la rosolia, l'epatite A e la rabbia, tra gli altri.<br />Questa è la prassi ed è giusto che tutti sappiano che i feti umani vengono sacrificati. Il «dilemma etico», come rilevato dall'arcivescovo di Sidney, è evidente. 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E mentre appare sempre più probabile che il coronavirus sia stato prodotto dall'ingegneria genetica della Cina comunista (il libro di Joseph Tritto, Cina Covid-19. La Chimera che ha cambiato il Mondo, Cantagalli, Siena 2020, è più che convincente a questo proposito), sembra altrettanto chiara l'esistenza di una "ingegneria sociale" su larga scala, per pilotare l'opinione pubblica in una situazione forse inaspettata dalle stesse forze rivoluzionarie che pretendono di guidare i destini del mondo.<br />Uno dei più efficaci risultati di questa ingegneria sociale è l'artificiale spaccatura che è stata creata dai mass-media tra chi vive nel terrore di essere contagiato e chi, paventando le conseguenze economiche della pandemia, minimizza la realtà del contagio. I primi si definiscono "prudenti" e chiamano gli altri "negazionisti". I secondi accusano i "prudenti" di volersi sottomettere a una "dittatura sanitaria", sulla società. Per gli uni la priorità è la salute, perché per essi il bene più grande è la vita fisica, e tutto deve essere fatto per evitare di morire; per gli altri la priorità è l'economia, perché il bene supremo è il benessere materiale e tutto deve essere fatto per vivere comodamente. Ciò che accomuna i due partiti è un orizzonte culturale da cui è stato ormai definitivamente espunto lo spirito di sacrificio e la dimensione soprannaturale. La formula "morire di coronavirus o di fame?" riassume la falsa alternativa, presentata come un dilemma angosciante.<br /><br />L'ORIZZONTE MATERIALISTICO<br />La società moderna ha alimentato negli ultimi decenni un ossessivo culto del corpo, che ha fatto dimenticare che il corpo trae la sua vita dall'anima, che ha un destino eterno. D'altra parte quando si afferma che i problemi su cui il dibattito politico si deve confrontare sono solo quelli dell'occupazione e del lavoro, si rimane nel medesimo orizzonte materialistico, dimenticando che non tutto ciò che accade può essere spiegato in termini di economia.<br />Oggi se c'è un tema primario che riguarda la vita dell'individuo, è quello dell'aborto. Ogni anno sono centinaia di migliaia in Italia, milioni nel mondo, le vittime di una strage sistematica che si moltiplica in Occidente dagli anni Settanta del Novecento. L'aborto e la contraccezione sono la principale causa del crollo demografico e questo è sua volta all'origine della crisi economica che soffre la nostra società. Su tutto questo si tace, perché non si vuole ammettere che il vero problema è la perdita dei princìpi su cui l'Occidente ha costruito la sua storia. Il silenzio più drammatico è quello dei Pastori della Chiesa che, durante la cosiddetta "emergenza sanitaria", hanno accettato di rinunciare ad amministrare i sacramenti, che sono la vera fonte di vita delle anime e dei corpi. [...]<br /><br />LA TRAGEDIA CHE CI ATTENDE<br />Nell' "era del Covid", qualcosa sta profondamente cambiando nei costumi e nella vita di ognuno di noi, ma pochi si sforzano di decifrare, dietro ciò che accade, i misteriosi disegni della Divina Provvidenza, che è la mano di Dio che opera nel tempo ciò che la sua Mente Divina ha pensato e voluto dall'eternità. Dio infatti, con la sua Provvidenza, protegge e governa tutto ciò che ha creato, perché la sua Sapienza «si estende da un confine all'altro con forza, governa con bontà ogni cosa» (Sap 8, 1).<br />Il coronavirus è un morbo per ora clemente, ben diverso dai flagelli che hanno falcidiato l'Impero romano nei primi secoli dopo Cristo o la cristianità medioevale nel XIV secolo. Ma proprio questo rivela la Sapienza divina, che mostra all'uomo del XXI secolo, debole e arrogante, vigliacco e superbo, quanto poco basti per umiliarlo e per confonderlo. Non c'è bisogno della peste nera né della guerra nucleare. Basta una mite epidemia per infrangere le certezze, suscitare mille paure, demolire progetti planetari, creare una situazione di confusione psicologica e mentale, che è il peggior castigo meritato dai popoli che voltano le spalle a Dio e dai Pastori che abbandonano le loro pecore. Ma questo non è ancora l'ultimo atto della tragedia che ci attende...<br /> <br />Titolo originale: Una mite epidemia dietro cui si intravede la mano divina<br />Fonte: Corrispondenza Romana, 2 Settembre 2020<br />Pubblicato su BastaBugie n. 681]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/40785022</guid><pubDate>Tue, 08 Sep 2020 23:29:10 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/40785022/la_falsa_alternativa_morire_di_coronavirus_o_di_fame.mp3" length="5696364" type="audio/mpeg"/><itunes:author>BastaBugie</itunes:author><itunes:subtitle>TESTO DELL'ARTICOLO ➜http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6276&#13;
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LA FALSA ALTERNATIVA: MORIRE DI CORONAVIRUS O DI FAME? di Roberto de Mattei&#13;
Il 2020 sarà ricordato come l'anno di una storica svolta nella vita quotidiana del mondo. E mentre...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜<a href="http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6276" rel="noopener">http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6276</a><br /><br />LA FALSA ALTERNATIVA: MORIRE DI CORONAVIRUS O DI FAME? di Roberto de Mattei<br />Il 2020 sarà ricordato come l'anno di una storica svolta nella vita quotidiana del mondo. E mentre appare sempre più probabile che il coronavirus sia stato prodotto dall'ingegneria genetica della Cina comunista (il libro di Joseph Tritto, Cina Covid-19. La Chimera che ha cambiato il Mondo, Cantagalli, Siena 2020, è più che convincente a questo proposito), sembra altrettanto chiara l'esistenza di una "ingegneria sociale" su larga scala, per pilotare l'opinione pubblica in una situazione forse inaspettata dalle stesse forze rivoluzionarie che pretendono di guidare i destini del mondo.<br />Uno dei più efficaci risultati di questa ingegneria sociale è l'artificiale spaccatura che è stata creata dai mass-media tra chi vive nel terrore di essere contagiato e chi, paventando le conseguenze economiche della pandemia, minimizza la realtà del contagio. I primi si definiscono "prudenti" e chiamano gli altri "negazionisti". I secondi accusano i "prudenti" di volersi sottomettere a una "dittatura sanitaria", sulla società. Per gli uni la priorità è la salute, perché per essi il bene più grande è la vita fisica, e tutto deve essere fatto per evitare di morire; per gli altri la priorità è l'economia, perché il bene supremo è il benessere materiale e tutto deve essere fatto per vivere comodamente. Ciò che accomuna i due partiti è un orizzonte culturale da cui è stato ormai definitivamente espunto lo spirito di sacrificio e la dimensione soprannaturale. La formula "morire di coronavirus o di fame?" riassume la falsa alternativa, presentata come un dilemma angosciante.<br /><br />L'ORIZZONTE MATERIALISTICO<br />La società moderna ha alimentato negli ultimi decenni un ossessivo culto del corpo, che ha fatto dimenticare che il corpo trae la sua vita dall'anima, che ha un destino eterno. D'altra parte quando si afferma che i problemi su cui il dibattito politico si deve confrontare sono solo quelli dell'occupazione e del lavoro, si rimane nel medesimo orizzonte materialistico, dimenticando che non tutto ciò che accade può essere spiegato in termini di economia.<br />Oggi se c'è un tema primario che riguarda la vita dell'individuo, è quello dell'aborto. Ogni anno sono centinaia di migliaia in Italia, milioni nel mondo, le vittime di una strage sistematica che si moltiplica in Occidente dagli anni Settanta del Novecento. L'aborto e la contraccezione sono la principale causa del crollo demografico e questo è sua volta all'origine della crisi economica che soffre la nostra società. Su tutto questo si tace, perché non si vuole ammettere che il vero problema è la perdita dei princìpi su cui l'Occidente ha costruito la sua storia. Il silenzio più drammatico è quello dei Pastori della Chiesa che, durante la cosiddetta "emergenza sanitaria", hanno accettato di rinunciare ad amministrare i sacramenti, che sono la vera fonte di vita delle anime e dei corpi. [...]<br /><br />LA TRAGEDIA CHE CI ATTENDE<br />Nell' "era del Covid", qualcosa sta profondamente cambiando nei costumi e nella vita di ognuno di noi, ma pochi si sforzano di decifrare, dietro ciò che accade, i misteriosi disegni della Divina Provvidenza, che è la mano di Dio che opera nel tempo ciò che la sua Mente Divina ha pensato e voluto dall'eternità. Dio infatti, con la sua Provvidenza, protegge e governa tutto ciò che ha creato, perché la sua Sapienza «si estende da un confine all'altro con forza, governa con bontà ogni cosa» (Sap 8, 1).<br />Il coronavirus è un morbo per ora clemente, ben diverso dai flagelli che hanno falcidiato l'Impero romano nei primi secoli dopo Cristo o la cristianità medioevale nel XIV secolo. Ma proprio questo rivela la Sapienza divina, che mostra all'uomo del XXI secolo, debole e arrogante, vigliacco e superbo, quanto poco basti...]]></itunes:summary><itunes:duration>356</itunes:duration><itunes:keywords>alternativa,coronavirus,falsa,fame</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/5d4395ab08a0b547a369bc537a08e88c.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>In moschea senza distanze e mascherine, mentre in chiesa...</title><link>https://www.spreaker.com/episode/in-moschea-senza-distanze-e-mascherine-mentre-in-chiesa--40389941</link><description><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜<a href="http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6245" rel="noopener">http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6245</a><br /><br />IN MOSCHEA SENZA DISTANZE E MASCHERINE, MENTRE IN CHIESA...<br />di Riccardo Cascioli<br />Milano, venerdì 14 agosto, ore 13.30. Dalla stazione degli autobus di Lampugnano si sente distintamente la preghiera islamica diffusa dagli altoparlanti. Fedeli ritardatari, da soli o a gruppetti di due o tre, attraversano velocemente la stazione per raggiungere il luogo della preghiera. Sono molti. Incuriosito, sbrigate le mie faccende personali, seguo anch'io il passaggio. Neanche cento metri ed ecco l'ingresso dell'area del PalaSharp, il palazzetto dello sport che negli anni '80 e '90 del XX secolo è stato il più importante centro di eventi sportivi, musicali e culturali del capoluogo lombardo. La tensostruttura è abbandonata dal 2011, ma a fianco è stato piazzato un tendone che da dieci anni ospita la comunità islamica più grande di Milano per la preghiera del venerdì.<br />Arrivano sempre in diverse centinaia e le presenze non sembrano subire contraccolpi a causa delle festività estive. Mi avvicino alla cancellata d'ingresso, che nasconde parzialmente la struttura; la voce dell'imam che guida la preghiera, in arabo, arriva forte in tutta l'area. All'esterno, su un tavolo, qualche bottiglia di liquido igienizzante per le mani; sulla porta del cancello un avviso stampato che ricorda le precauzioni anti-Covid, valido per tutte le moschee, con la rassicurazione che «il numero dei fedeli non supererà la capienza del luogo».<br />E infatti il tendone-moschea era pieno, almeno 5-600 persone a giudicare dal flusso alla fine della preghiera: tutti i presenti vicini l'uno all'altro (come si vede dal video quando gli uomini in preghiera si alzano), pochissime le mascherine. E pensare che il protocollo firmato lo scorso 15 maggio dal governo e da tutte le associazioni islamiche in Italia, era chiaro: «Come per le chiese, sono obbligatorie le mascherine ed è necessario mantenere le distanze, mentre il tappeto per preghiera deve essere personale. Inoltre bisogna individuare una persona che dovrà gestire il flusso delle persone». <br />Non una di queste condizioni è rispettata nel tendone-moschea di Lampugnano: nessuno a gestire il flusso delle persone, nessuna distanza tra una persona e l'altra, nessun tappeto personale, nessuna mascherina.<br /><br />MUSULMANI DISOBBEDIENTI E NESSUNO CONTROLLA?<br />Molto peggio: a garantire la trasgressione del protocollo sono la Protezione Civile e il Comune di Milano, qui presenti con un camion all'interno dell'area (un'altra auto arriva verso la fine della preghiera) e due uomini con la divisa della Protezione civile: «Siamo qui con un generatore per garantire l'energia elettrica durante la preghiera», mi spiega il più giovane. E infatti, alle 14.15, quando la preghiera finisce e le centinaia di musulmani escono dall'area del Palasharp e si riversano nella vicina stazione della metropolitana, gli uomini della Protezione Civile rimettono tutto a posto.<br />Chissà come mai costoro non rilevano alcuna irregolarità, quando tutti gli altri cittadini da mesi sono sottoposti a propaganda martellante e a un controllo poliziesco anche grazie ai vertici della stessa Protezione civile. Per non parlare delle chiese: ormai ci si è abituati ad andare a messa come si entrasse nel reparto malattie infettive di un ospedale.<br />E tanto per dare ancor più il senso della farsa, proprio il 14 agosto il ministero dell'Interno si è degnato di rispondere ai quesiti che la Conferenza Episcopale Italiana (CEI) aveva inviato lo scorso 29 giugno a proposito delle messe. E udite, udite: dopo ben 46 giorni di riflessioni il governo ha concesso: «la reintroduzione dei cori e dei cantori» (mantenendo ovviamente le distanze, 1 metro di lato e due di fronte e dietro), e la possibilità che moglie, marito e figli possano sedersi vicini in chiesa senza rispettare le distanze. Che conquiste!<br />È una vera e propria presa in giro, a cui purtroppo si presta anche la CEI, che mendica dallo Stato ciò che è in suo potere decidere e che fa rispettare delle norme totalmente irragionevoli, come più volte abbiamo dimostrato. E il tutto mentre invece nelle moschee è lo stesso Stato italiano a garantire la trasgressione.<br /><br />LE AUTORITÀ CIVILI NON HANNO ALCUNA CREDIBILITÀ<br />Accade perché le comunità islamiche sono al di sopra delle leggi italiane (vedi anche la macellazione rituale degli animali, tanto per fare un esempio) o anche perché tutto questo rischio del Covid non è così reale come si vorrebbe far credere? In effetti, fossero veri certi allarmi, la comunità islamica, che usa assembrarsi, dovrebbe già essere stata decimata dal virus, cosa che però non risulta. Invece da oggi si impongono nuove restrizioni anche in tutte le piazze italiane, oltre che dentro e fuori i locali da ballo, mentre in moschea ci si può assembrare senza problema.<br />E al proposito sarebbe interessante sapere cosa ha da dire il sindaco di Milano Giuseppe Sala, che non perde occasione per lanciare anatemi contro chi prova a recuperare un minimo di vita normale. Lo scorso 5 aprile si schierò decisamente contro la possibilità di aprire le chiese per la celebrazione della Pasqua: «Io non sono d'accordo perché penso che in questi momenti la propria fede possa e debba essere anche un fatto personale e privato», disse allora. Ma evidentemente vale solo per i cattolici, per gli islamici invece la preghiera deve essere un momento comunitario e pubblico. E ancora Sala lo ricordiamo l'8 maggio inveire minacciare la chiusura dei Navigli, causa aperitivi, e poi il 30 maggio denunciare i gilet arancioni che avevano manifestato in centro a Milano (peraltro autorizzati). Invece ai musulmani garantisce addirittura l'invio di un camion con il generatore elettrico perché possano trasgredire meglio le sue stesse indicazioni.<br />È il trionfo dell'ipocrisia, la dimostrazione che le autorità civili non hanno alcuna credibilità e agiscono per interessi particolari e spesso inconfessabili. Si sveglino anche i nostri pastori e guardino cosa accade nella realtà, invece di continuare questo patetico gioco a domande e risposte con il governo. Con la scusa del Covid soffocano la Chiesa e promuovono la crescita dell'islam. Volete esserne complici?]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/40389941</guid><pubDate>Tue, 18 Aug 2020 20:47:33 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/40389941/in_moschea_senza_distanze_e_mascherine_mentre_in_chiesa.mp3" length="6665612" type="audio/mpeg"/><itunes:author>BastaBugie</itunes:author><itunes:subtitle>TESTO DELL'ARTICOLO ➜http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6245&#13;
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IN MOSCHEA SENZA DISTANZE E MASCHERINE, MENTRE IN CHIESA...&#13;
di Riccardo Cascioli&#13;
Milano, venerdì 14 agosto, ore 13.30. Dalla stazione degli autobus di Lampugnano si sente...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜<a href="http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6245" rel="noopener">http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6245</a><br /><br />IN MOSCHEA SENZA DISTANZE E MASCHERINE, MENTRE IN CHIESA...<br />di Riccardo Cascioli<br />Milano, venerdì 14 agosto, ore 13.30. Dalla stazione degli autobus di Lampugnano si sente distintamente la preghiera islamica diffusa dagli altoparlanti. Fedeli ritardatari, da soli o a gruppetti di due o tre, attraversano velocemente la stazione per raggiungere il luogo della preghiera. Sono molti. Incuriosito, sbrigate le mie faccende personali, seguo anch'io il passaggio. Neanche cento metri ed ecco l'ingresso dell'area del PalaSharp, il palazzetto dello sport che negli anni '80 e '90 del XX secolo è stato il più importante centro di eventi sportivi, musicali e culturali del capoluogo lombardo. La tensostruttura è abbandonata dal 2011, ma a fianco è stato piazzato un tendone che da dieci anni ospita la comunità islamica più grande di Milano per la preghiera del venerdì.<br />Arrivano sempre in diverse centinaia e le presenze non sembrano subire contraccolpi a causa delle festività estive. Mi avvicino alla cancellata d'ingresso, che nasconde parzialmente la struttura; la voce dell'imam che guida la preghiera, in arabo, arriva forte in tutta l'area. All'esterno, su un tavolo, qualche bottiglia di liquido igienizzante per le mani; sulla porta del cancello un avviso stampato che ricorda le precauzioni anti-Covid, valido per tutte le moschee, con la rassicurazione che «il numero dei fedeli non supererà la capienza del luogo».<br />E infatti il tendone-moschea era pieno, almeno 5-600 persone a giudicare dal flusso alla fine della preghiera: tutti i presenti vicini l'uno all'altro (come si vede dal video quando gli uomini in preghiera si alzano), pochissime le mascherine. E pensare che il protocollo firmato lo scorso 15 maggio dal governo e da tutte le associazioni islamiche in Italia, era chiaro: «Come per le chiese, sono obbligatorie le mascherine ed è necessario mantenere le distanze, mentre il tappeto per preghiera deve essere personale. Inoltre bisogna individuare una persona che dovrà gestire il flusso delle persone». <br />Non una di queste condizioni è rispettata nel tendone-moschea di Lampugnano: nessuno a gestire il flusso delle persone, nessuna distanza tra una persona e l'altra, nessun tappeto personale, nessuna mascherina.<br /><br />MUSULMANI DISOBBEDIENTI E NESSUNO CONTROLLA?<br />Molto peggio: a garantire la trasgressione del protocollo sono la Protezione Civile e il Comune di Milano, qui presenti con un camion all'interno dell'area (un'altra auto arriva verso la fine della preghiera) e due uomini con la divisa della Protezione civile: «Siamo qui con un generatore per garantire l'energia elettrica durante la preghiera», mi spiega il più giovane. E infatti, alle 14.15, quando la preghiera finisce e le centinaia di musulmani escono dall'area del Palasharp e si riversano nella vicina stazione della metropolitana, gli uomini della Protezione Civile rimettono tutto a posto.<br />Chissà come mai costoro non rilevano alcuna irregolarità, quando tutti gli altri cittadini da mesi sono sottoposti a propaganda martellante e a un controllo poliziesco anche grazie ai vertici della stessa Protezione civile. Per non parlare delle chiese: ormai ci si è abituati ad andare a messa come si entrasse nel reparto malattie infettive di un ospedale.<br />E tanto per dare ancor più il senso della farsa, proprio il 14 agosto il ministero dell'Interno si è degnato di rispondere ai quesiti che la Conferenza Episcopale Italiana (CEI) aveva inviato lo scorso 29 giugno a proposito delle messe. E udite, udite: dopo ben 46 giorni di riflessioni il governo ha concesso: «la reintroduzione dei cori e dei cantori» (mantenendo ovviamente le distanze, 1 metro di lato e due di fronte e dietro), e la possibilità che moglie, marito e figli possano sedersi vicini in chiesa senza rispettare le distanze. 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È un elemento succoso, che fa comprendere come la decisione politica finale sia stata più drastica di quella suggerita dagli "scienziati", ma non decisivo. In fin dei conti, del lockdown totale e dei danni economici che esso ha provocato al Paese, oltre ai discutibili risultati sul fronte epidemiologico, dovranno rispondere il Governo Conte e la sua maggioranza Pd, 5 Stelle, Italia Viva.<br />Ma questo non significa che il consesso degli."scienziatoni" non abbia condiviso col governo tutto l'impianto del lockdown così come è stato imposto, ossia come un grande esperimento sociologico di sequestro di persona di massa.<br />C'è un aspetto infatti molto più interessante che è emerso e che è decisivo per far capire su quali basi culturali e mentali sia stata decisa la soppressione della libertà di questi mesi. È il criterio già denunciato secondo il quale bisogna normare ogni aspetto della nostra vita, che abbiamo visto espresso in mille rivoli in questi mesi, dalle corse a perdifiato degli agenti sulla spiaggia alla ricerca di runner scappati dal manicomio domiciliare o con le multe ai fedeli che di nascosto si recavano in chiesa a pregare.<br />È contenuto nel verbale del 30 marzo ed è così grottesco da non sembrare vero. Eppure, è stato scritto da quel drappello di espertoni che in questi mesi, con una parola, ha praticamente tenuto in pugno le redini del Paese, da Silvio Brusaferro a Walter Ricciardi, solo per fare i nomi più esposti.<br />È un daily plan di come si dovrebbe svolgere la giornata tipo per un bambino chiuso in casa causa lockdown. Un modello di giornata proposto dagli scienziati al governo da far applicare, non si sa con quali misure coercitive e di verifica, a dire il vero.<br /><br />IL COMITATO DEGLI SCIENZIATONI<br />Eccolo, in rigoroso ordine cronologico:<br />- Sveglia<br />- Bagno<br />- Colazione (compreso sparecchiare, mettere in ordine e lavaggio denti)<br />- Igiene personale<br />- Attività domestiche<br />- Attività scolastiche<br />- Contatto telefonico e/o video con amici e parenti (nonni, cugini, zii)<br />- Pranzo (compreso sparecchiare e mettere in ordine)<br />- Attività libera (televisione, computer etc...)<br />- Attività scolastiche<br />- Merenda (compreso sparecchiare, mettere in ordine e lavaggio denti)<br />- Uscita di casa (dal cortile, alla spesa)<br />- Attività ludico/ricreativa (hobby)<br />- Cena (compreso sparecchiare, mettere in ordine e lavaggio denti)<br />- Igiene personale<br />- A letto (lettura/o favola)<br />Ora, a parte la presa per i fondelli dell'uscita di casa quando lo stesso comitato, insieme al governo, ha condiviso la necessità anche per i bambini di murarsi tra le mura domestiche per due mesi, non si capisce quale sia il bisogno di un consiglio del genere, che tra l'altro non ha al suo interno nessuna misura igienico-sanitaria Covid-repellente. È soltanto lo svolgimento della giornata tipo di qualunque bambino o ragazzino. È una non notizia, un lapalissiano e scontato rendiconto di una ovvietà.<br />Però - e qui sta la cosa inquietante - è stato inserito in un documento volto a indurre il governo a prendere misure coercitive nei confronti dei cittadini, come poi ha fatto.<br />Un concetto ribadito nel verbale del 9 aprile: «La popolazione deve recepire le misure preventive come norma sociale in cui ciascun individuo ha una responsabilità precisa». Insomma: le misure da Covid dovevano diventare un habitus socialmente accettato, in grado di incidere proprio sulla società. E così è stato: un riuscitissimo esperimento sociologico di panico, difesa e intruppamento collettivo sotto l'egida della mascherina di Stato. <br />Forse che le famiglie intrappolate a casa da un provvedimento più che discutibile non sapevano come dovevano comportarsi con i loro figli alle prese con l'impossibilità di uscire fuori a fare una corsa? Certo che lo sapevano, ma la presunzione di sentirsi al di sopra anche dei genitori, e di dettare a loro i compiti da svolgere, fa il paio con il tentativo che vediamo continuamente di uno Stato totalitario che entra pesantemente nella vita delle famiglie dettando l'educazione e i contenuti del sapere, abusando così del suo potere.<br /><br />LA PERMANENZA A CASA<br />Lo schema del CTS è contenuto nella più ampia lista di raccomandazioni ai bambini «al fine di migliorare la qualità della vita durante la permanenza a casa». Si va dall'evitare di tenere sempre accesa la televisione al correre distanziati nel terrazzo, sempre che la famiglia ne abbia uno. Ma anche «coinvolgere i bambini nelle attività domestiche, insegnare a cucinare e fare la doccia». Anche qui: banalità sconcertanti e paternalistiche disposizioni per le quali però esperti sedicenti scienziati si sono ritrovati, hanno discusso, elucubrato e per questa elucubrazione di altissimo livello sono stati anche pagati.<br />Ecco dove nasce la drammatica sospensione della libertà che abbiamo vissuto e che viviamo ancora oggi. Nasce dall'idea giacobina e tipica dei comitati di salute pubblica di sentirsi migliori del popolo. Nasce dall'orgoglio scientista di sentirsi dei padreterni in virtù di un titolo di scienziato per il solo fatto di essere stati nominati da un governo neanche scelto dagli italiani.<br />Un orgoglio che però mostra anche tutta la sua inadeguatezza e incompetenza. Nel verbale del 9 aprile il comitato esprime pareri sui ventilatori presenti nelle terapie intensive di tutto il Paese. A proposito del ventilatore Flight 60 si nota con disappunto che «la documentazione è tutta in lingua cinese pertanto non è possibile esprimere nessun giudizio». Insomma: eravamo in mano a gente che ha gestito la salute del Paese alla maniera di Totò: "Noio volevam saver l'indiriss...". <br />Ma da un Cts espresso da un governo in cui il ministro degli Esteri Di Maio si rivolgeva al presidente cinese chiamandolo Ping effettivamente è un effetto collaterale che possiamo aspettarci. In una pandemia esportata dalla Cina, poi, nella quale le prime informazioni cliniche arrivavano in mandarino stretto, per giunta, il nostro Comitato Tecnico Scientifico non aveva con sé traduttori cinesi.<br />Certo, noi almeno sappiamo a chi rivolgere i nostri strali. Agli spagnoli è andata peggio, dato che ieri si è scoperto che loro il Cts non ce l'avevano nemmeno nonostante quei comunisti al governo continuassero a dire che era operativo. <br />Tornando al vademecum: che cosa sarebbe successo se il bambino non avesse sparecchiato? Sarà cresciuto male? E il papà che non lo aveva educato a tale compito sarebbe stato giudicato irresponsabile nell'affrontare la quarantena? E se invece delle favole la mamma avesse recitato un t'adoro mio Dio, ti amo con tutto il mio cuore, sarebbe valso lo stesso o sarebbe venuta meno - la poveretta - al compito di accompagnare a letto il bambino secondo il vademecum Covid-corretto?<br />Questo daily plan andrebbe studiato nelle università di tutto il mondo perché è la prova che il Cts altro non era che una scusa per disporre della nostra libertà e intelligenza. È un insulto alla nostra pazienza, un'insopportabile e moralistica presa per il naso da parte di signorinessuno che hanno la grande responsabilità di aver dettato al governo l'azzoppamento di questo Paese, togliendogli prima di tutto la dignità della responsabilità di fronte alle sciagure.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/40271419</guid><pubDate>Tue, 11 Aug 2020 18:51:44 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/40271419/dai_verbali_segreti_emerge_lincompetenza_del_comitaro_tecnico_scientifico_del_coronavirus.mp3" length="7778219" type="audio/mpeg"/><itunes:author>BastaBugie</itunes:author><itunes:subtitle>TESTO DELL'ARTICOLO ➜http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6237&#13;
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DAI VERBALI SEGRETI EMERGE L'INCOMPETENZA DEL COMITATO TECNICO SCIENTIFICO DEL CORONAVIRUS di Andrea Zambrano&#13;
Dai primi 5 verbali del Comitato Tecnico Scientifico desecretati...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜<a href="http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6237" rel="noopener">http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6237</a><br /><br />DAI VERBALI SEGRETI EMERGE L'INCOMPETENZA DEL COMITATO TECNICO SCIENTIFICO DEL CORONAVIRUS di Andrea Zambrano<br />Dai primi 5 verbali del Comitato Tecnico Scientifico desecretati ieri su richiesta di diversi soggetti, emerge che il Cts aveva suggerito il 7 marzo scorso una chiusura del Paese a due livelli, ma due giorni dopo, col Dpcm del 9 marzo, il Governo decise il lockdown di tutta l'Italia. È un elemento succoso, che fa comprendere come la decisione politica finale sia stata più drastica di quella suggerita dagli "scienziati", ma non decisivo. In fin dei conti, del lockdown totale e dei danni economici che esso ha provocato al Paese, oltre ai discutibili risultati sul fronte epidemiologico, dovranno rispondere il Governo Conte e la sua maggioranza Pd, 5 Stelle, Italia Viva.<br />Ma questo non significa che il consesso degli."scienziatoni" non abbia condiviso col governo tutto l'impianto del lockdown così come è stato imposto, ossia come un grande esperimento sociologico di sequestro di persona di massa.<br />C'è un aspetto infatti molto più interessante che è emerso e che è decisivo per far capire su quali basi culturali e mentali sia stata decisa la soppressione della libertà di questi mesi. È il criterio già denunciato secondo il quale bisogna normare ogni aspetto della nostra vita, che abbiamo visto espresso in mille rivoli in questi mesi, dalle corse a perdifiato degli agenti sulla spiaggia alla ricerca di runner scappati dal manicomio domiciliare o con le multe ai fedeli che di nascosto si recavano in chiesa a pregare.<br />È contenuto nel verbale del 30 marzo ed è così grottesco da non sembrare vero. Eppure, è stato scritto da quel drappello di espertoni che in questi mesi, con una parola, ha praticamente tenuto in pugno le redini del Paese, da Silvio Brusaferro a Walter Ricciardi, solo per fare i nomi più esposti.<br />È un daily plan di come si dovrebbe svolgere la giornata tipo per un bambino chiuso in casa causa lockdown. Un modello di giornata proposto dagli scienziati al governo da far applicare, non si sa con quali misure coercitive e di verifica, a dire il vero.<br /><br />IL COMITATO DEGLI SCIENZIATONI<br />Eccolo, in rigoroso ordine cronologico:<br />- Sveglia<br />- Bagno<br />- Colazione (compreso sparecchiare, mettere in ordine e lavaggio denti)<br />- Igiene personale<br />- Attività domestiche<br />- Attività scolastiche<br />- Contatto telefonico e/o video con amici e parenti (nonni, cugini, zii)<br />- Pranzo (compreso sparecchiare e mettere in ordine)<br />- Attività libera (televisione, computer etc...)<br />- Attività scolastiche<br />- Merenda (compreso sparecchiare, mettere in ordine e lavaggio denti)<br />- Uscita di casa (dal cortile, alla spesa)<br />- Attività ludico/ricreativa (hobby)<br />- Cena (compreso sparecchiare, mettere in ordine e lavaggio denti)<br />- Igiene personale<br />- A letto (lettura/o favola)<br />Ora, a parte la presa per i fondelli dell'uscita di casa quando lo stesso comitato, insieme al governo, ha condiviso la necessità anche per i bambini di murarsi tra le mura domestiche per due mesi, non si capisce quale sia il bisogno di un consiglio del genere, che tra l'altro non ha al suo interno nessuna misura igienico-sanitaria Covid-repellente. È soltanto lo svolgimento della giornata tipo di qualunque bambino o ragazzino. È una non notizia, un lapalissiano e scontato rendiconto di una ovvietà.<br />Però - e qui sta la cosa inquietante - è stato inserito in un documento volto a indurre il governo a prendere misure coercitive nei confronti dei cittadini, come poi ha fatto.<br />Un concetto ribadito nel verbale del 9 aprile: «La popolazione deve recepire le misure preventive come norma sociale in cui ciascun individuo ha una responsabilità precisa». Insomma: le misure da Covid dovevano diventare un habitus...]]></itunes:summary><itunes:duration>487</itunes:duration><itunes:keywords>comitato,coronavirus,incompetenza,segreti,verbali</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/25815252aa55731739c652779959bb07.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Coronavirus: il pericolo di un vaccino senza sperimentazioni</title><link>https://www.spreaker.com/episode/coronavirus-il-pericolo-di-un-vaccino-senza-sperimentazioni--40018582</link><description><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜<a href="http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6226" rel="noopener">http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6226</a><br /><br />CORONAVIRUS: IL PERICOLO DI UN VACCINO SENZA SPERIMENTAZIONI di Paolo Gulisano<br />Il noto scienziato americano Anthony Fauci lo ha annunciato due giorni fa: un vaccino per il coronavirus dovrebbe essere pronto "entro il prossimo anno, anno e mezzo". Lo riportano i media Usa. L'immunologo ha riferito di aver avuto rassicurazioni dalle aziende produttrici che saranno in grado di realizzare sino ad un miliardo di dosi, consentendo di distribuirlo in tutto il mondo.<br />In Europa tuttavia c'è ancora più urgenza: negli scorsi giorni l'Agenzia europea del farmaco ha dato delle anticipazioni sulla ricerca in atto in Inghilterra, che sarebbe a buon punto. "Il vaccino funziona", è stato annunciato. "L'obiettivo è distribuirlo senza sperimentazione". Ovvero ottenendo dall'Unione Europea un'autorizzazione speciale per poter mettere in commercio un vaccino fin dal prossimo inverno. Si tratta quindi di forzare tutte le normali procedure attraverso le quali si arriva all'approvazione di un farmaco. Si tratta di saltare tutta una serie di passaggi tecnici ritenuti normalmente indispensabili.<br />Quello dell'agenzia europea appare come un atteggiamento quantomeno strano: tutti ricordano come si sono comportate alcune agenzie nazionali (tra cui l'italiana Aifa) nei confronti dei farmaci anti-Covid: un'intransigenza assoluta, per esempio nel caso della Clorochina o della terapia con il plasma, con richieste di studi, di trials clinici, di prove incontrovertibili di efficacia. Nel caso del vaccino invece si richiede di trascurare fondamentali passaggi, di introdurre un farmaco privo delle necessarie sperimentazioni, che normalmente richiedono tempo, mesi, anni.<br /><br />FARE IN FRETTA È LA SCELTA SBAGLIATA<br />Per il vaccino anti Covid la parola d'ordine è una e netta: fare in fretta. Non a caso tra gli addetti ai lavori si parla di "corsa al vaccino". Ma in Medicina, come in altre scienze, la fretta è un atteggiamento anti-scientifico. Questa fretta viene giustificata dallo stato di emergenza, ma ormai è chiaro che i vari focolai epidemici hanno un decorso tipico, che porta in conclusione all'azzeramento dei morti e dei contagi. Ma è in corso - lo sappiamo bene - una fortissima campagna propagandistica tendente a mantenere uno stato di paura del ritorno del virus. Per questo, si dice, bisognerebbe fare in fretta a trovare il vaccino, trascurando tutte le altre ipotesi terapeutiche che pure vengono sostenute da vari scienziati.<br />Solo pochi giorni fa abbiamo presentato l'interessante tesi del professor Robert Gallo, uno dei più grandi virologi al mondo, che sembra essere totalmente ignorata. Ormai sembra tutto scritto e deciso: si deve arrivare al vaccino anti Covid. Una scelta che lascia molto perplessi. E i dubbi sono di ricercatori e di scienziati, non di sedicenti "No Vax". Questo termine, tra l'altro, sta diventando una categoria ideologica con cui screditare a priori coloro che si pongono dele domande sull'efficacia e sulla sicurezza delle vaccinazioni. Una parola magica, come "fascista" o "razzista".<br />In realtà anche molti ricercatori impegnati nello sviluppo di vaccini vogliono proteggere i pazienti, senza però innescare un fenomeno immunologico che è noto da tempo e che in seguito alla vaccinazione potrebbe esacerbare la malattia invece di combatterla. Questo serio e grave problema, di cui né Fauci né tantomeno gli eurocrati impazienti di avere un vaccino parlano, si chiama ADE.<br /><br />GRAVISSIMI DANNI ALL'ORGANISMO<br />Se alcuni degli anticorpi prodotti dall'organismo in risposta alla vaccinazione non si legano abbastanza bene al virus - o non sono presenti nella giusta concentrazione - possono "aggrapparsi" a esso ed esacerbare la malattia tramite un processo noto come potenziamento dipendente da anticorpi (antibody-dependent enhancement, ADE).<br />Nell'ADE, che tra l'altro era l'antica divinità greca degli Inferi, i virus rivestiti di anticorpi ottengono un ingresso tramite i recettori anticorpali sui macrofagi e su altre componenti delle difese immunitarie, neutralizzando le cellule stesse che avrebbero invece eliminato quei virus. In alcuni casi, inoltre, questo processo può innescare una forte reazione infiammatoria, che come abbiamo visto negli scorsi mesi, grazie ai reperti delle autopsie, è estremamente pericolosa perché può innescare fenomeni di vasculite e di tromboembolie diffuse.<br />Tramite l'ADE il virus può avviare una sovrapproduzione di proteine di segnalazione infiammatoria chiamate citochine, portando a "tempeste di citochine" che possono promuovere la sindrome da distress respiratorio acuto e danneggiare il tessuto polmonare. Quindi, non basta che un vaccino possa indurre la produzione di anticorpi, ma si deve trattare di anticorpi "giusti", e per arrivare a questo obiettivo ci vuole molto tempo e molta prudenza.<br />Al contrario, un vaccino che determinasse l'ADE porterebbe a danni anche gravissimi all'organismo. L'ADE è già emerso come un problema anche per altri vaccini.<br />Ci sono ormai chiare evidenze che il Covid-19 è un virus neurotrofico, cioè che svolge un'azione sul sistema nervoso centrale. Se un vaccino venisse realizzato senza criteri di assoluta sicurezza, i meccanismi che abbiamo sopra descritto potrebbero portare a danni cerebrali in un numero imprecisato di persone. Un vero disastro umanitario.<br />Ma se nonostante tutto un vaccino del genere fosse messo in commercio, e la gente decidesse di sottoporvisi, spinta dalla paura di dover prendere una polmonite da Coronavirus - peraltro curabile con molti tipi di terapie - ritenendola preferibile ad una encefalopatia, crediamo che tuttavia questa scelta debba essere libera e personale, e non obbligatoria e coercitiva.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/40018582</guid><pubDate>Tue, 28 Jul 2020 19:24:10 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/40018582/coronavirus_il_pericolo_di_un_vaccino.mp3" length="7482304" type="audio/mpeg"/><itunes:author>BastaBugie</itunes:author><itunes:subtitle>TESTO DELL'ARTICOLO ➜http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6226

CORONAVIRUS: IL PERICOLO DI UN VACCINO SENZA SPERIMENTAZIONI di Paolo Gulisano
Il noto scienziato americano Anthony Fauci lo ha annunciato due giorni fa: un vaccino per il...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜<a href="http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6226" rel="noopener">http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6226</a><br /><br />CORONAVIRUS: IL PERICOLO DI UN VACCINO SENZA SPERIMENTAZIONI di Paolo Gulisano<br />Il noto scienziato americano Anthony Fauci lo ha annunciato due giorni fa: un vaccino per il coronavirus dovrebbe essere pronto "entro il prossimo anno, anno e mezzo". Lo riportano i media Usa. L'immunologo ha riferito di aver avuto rassicurazioni dalle aziende produttrici che saranno in grado di realizzare sino ad un miliardo di dosi, consentendo di distribuirlo in tutto il mondo.<br />In Europa tuttavia c'è ancora più urgenza: negli scorsi giorni l'Agenzia europea del farmaco ha dato delle anticipazioni sulla ricerca in atto in Inghilterra, che sarebbe a buon punto. "Il vaccino funziona", è stato annunciato. "L'obiettivo è distribuirlo senza sperimentazione". Ovvero ottenendo dall'Unione Europea un'autorizzazione speciale per poter mettere in commercio un vaccino fin dal prossimo inverno. Si tratta quindi di forzare tutte le normali procedure attraverso le quali si arriva all'approvazione di un farmaco. Si tratta di saltare tutta una serie di passaggi tecnici ritenuti normalmente indispensabili.<br />Quello dell'agenzia europea appare come un atteggiamento quantomeno strano: tutti ricordano come si sono comportate alcune agenzie nazionali (tra cui l'italiana Aifa) nei confronti dei farmaci anti-Covid: un'intransigenza assoluta, per esempio nel caso della Clorochina o della terapia con il plasma, con richieste di studi, di trials clinici, di prove incontrovertibili di efficacia. Nel caso del vaccino invece si richiede di trascurare fondamentali passaggi, di introdurre un farmaco privo delle necessarie sperimentazioni, che normalmente richiedono tempo, mesi, anni.<br /><br />FARE IN FRETTA È LA SCELTA SBAGLIATA<br />Per il vaccino anti Covid la parola d'ordine è una e netta: fare in fretta. Non a caso tra gli addetti ai lavori si parla di "corsa al vaccino". Ma in Medicina, come in altre scienze, la fretta è un atteggiamento anti-scientifico. Questa fretta viene giustificata dallo stato di emergenza, ma ormai è chiaro che i vari focolai epidemici hanno un decorso tipico, che porta in conclusione all'azzeramento dei morti e dei contagi. Ma è in corso - lo sappiamo bene - una fortissima campagna propagandistica tendente a mantenere uno stato di paura del ritorno del virus. Per questo, si dice, bisognerebbe fare in fretta a trovare il vaccino, trascurando tutte le altre ipotesi terapeutiche che pure vengono sostenute da vari scienziati.<br />Solo pochi giorni fa abbiamo presentato l'interessante tesi del professor Robert Gallo, uno dei più grandi virologi al mondo, che sembra essere totalmente ignorata. Ormai sembra tutto scritto e deciso: si deve arrivare al vaccino anti Covid. Una scelta che lascia molto perplessi. E i dubbi sono di ricercatori e di scienziati, non di sedicenti "No Vax". Questo termine, tra l'altro, sta diventando una categoria ideologica con cui screditare a priori coloro che si pongono dele domande sull'efficacia e sulla sicurezza delle vaccinazioni. Una parola magica, come "fascista" o "razzista".<br />In realtà anche molti ricercatori impegnati nello sviluppo di vaccini vogliono proteggere i pazienti, senza però innescare un fenomeno immunologico che è noto da tempo e che in seguito alla vaccinazione potrebbe esacerbare la malattia invece di combatterla. Questo serio e grave problema, di cui né Fauci né tantomeno gli eurocrati impazienti di avere un vaccino parlano, si chiama ADE.<br /><br />GRAVISSIMI DANNI ALL'ORGANISMO<br />Se alcuni degli anticorpi prodotti dall'organismo in risposta alla vaccinazione non si legano abbastanza bene al virus - o non sono presenti nella giusta concentrazione - possono "aggrapparsi" a esso ed esacerbare la malattia tramite un processo noto come potenziamento dipendente da anticorpi (antibody-dependent enhancement, ADE).<br...]]></itunes:summary><itunes:duration>468</itunes:duration><itunes:keywords>inutile,obbligo,salute,vaccino,virus</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/278a3f3613b9f3adf66ce16cf5b95637.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Il coronavirus ha permesso la svolta totalitaria dei governi democratici</title><link>https://www.spreaker.com/episode/il-coronavirus-ha-permesso-la-svolta-totalitaria-dei-governi-democratici--39932456</link><description><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜<a href="http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6212" rel="noopener">http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6212</a><br /><br />IL CORONAVIRUS HA PERMESSO LA SVOLTA TOTALITARIA DEI GOVERNI DEMOCRATICI di Guido Vignelli<br />Il comportamento delle autorità italiane davanti all'emergenza sanitaria provocata dal "virus cinese" risulta talmente irrazionale che sembra difficile spiegarselo. Nel tentativo di capire se questo comportamento abbia un senso e quale sia, possiamo ricorrere a questa famosa massima investigativa: "una volta accertati i fatti ed esclusa ogni spiegazione insostenibile, quella che rimane in piedi, per quanto possa sembrare assurda, è quella vera" (Sherlock Holmes).<br /><br />LA CURA GLOBALE DEL DOTTOR KNOCK<br />Orbene, i fatti accaduti - e che, ahinoi, stanno ancora accadendo! - sono ormai noti e accertati.<br />Nel campo sanitario, sebbene la classe medica trovatasi "al fronte" si sia eroicamente impegnata per arginare la diffusione del virus, la classe dei medici-scienziati si è comportata in maniera non solo ondivaga ma anche contraddittoria.<br />Da una parte, virologi, infettivologi ed epidemiologi hanno ammesso di non avere certezze sul nuovo virus, sulle sue capacità di diffondersi e sui metodi per curarlo, tanto è vero che ora temono di aver sbagliato alcune terapie usate. Dall'altra parte, però, le "commissioni tecnico-scientifiche" ufficiali hanno consigliato al Governo d'imporre all'intero popolo un regime di sicurezza assoluta, isolando non solo i malati ma anche e soprattutto i sani.<br />Viene allora alla mente una famosa commedia teatrale, scritta nel 1924 da Jules Romains: Il dottor Knock, o Il trionfo della medicina. Questo zelante medico assicura i suoi concittadini che "non esistono persone sane, esistono solo persone che non si rendono conto di essere malate" e che anzi "non c'è malato più grave di chi s'illude di essere sano". Di conseguenza, egli riesce a convincere il sindaco a trasformare il municipio in ospedale per potenziali malati da curare preventivamente, facendo così la fortuna dei farmacisti e delle ditte farmaceutiche.<br />Ebbene, le citate commissioni sanitarie hanno applicato il "metodo Knock" all'intera nazione italiana, trasformandola in enorme lazzaretto nel quale sono stati rinchiusi i potenziali sospetti malati. Ma è potuto accadere solo grazie all'alleanza tra i nostrani "dottori Knock" e le nazionali autorità politiche.<br /><br />IL "COLPO DI STATO" DELLE AUTORITÀ POLITICHE<br />Nel campo politico, infatti, il potere esecutivo si è approfittato del suggerimento dato dalle sue commissioni sanitarie per varare una sorta di "legge dei sospetti" che applica in maniera abnorme il "principio di precauzione". Una sconcertante successione di numerosi, ondivaghi e contraddittori decreti governativi ha imposto alla intera popolazione una serie di divieti di carattere non tanto sanitario quanto disciplinare.<br />Ad esempio, sono stati imposti gli arresti domiciliari all'intera popolazione, al fine d'isolare in casa i "non ancora ammalati" (ossia i sani); a coloro che avevano bisogno di uscire per grave necessità, è stata concessa l'ora d'aria riservata ai detenuti, ma condizionata a rispettare il "distanziamento sociale", ossia una misura che - come dice la stessa espressione - non ha fini sanitari ma di "educazione sociale".<br />Ovviamente, queste misure hanno comportato il divieto di protestare pubblicamente; quei pochi che hanno osato farlo sono stati schedati, multati e alcuni addirittura sequestrati e sottoposti a reclusione sanitaria obbligatoria; si noti che costoro non hanno potuto avvalersi della legge che dà diritto di rifiutare trattamenti sanitari ritenuti superflui o dannosi.<br />Il potere legislativo è stato ridotto ad assemblea incaricata di approvare i decreti governativi. Il potere giudiziario si è ben guardato dall'obiettare che le procedure applicate dal Governo stavano violando le leggi vigenti e le libertà costituzionali, anzi stavano sospendendo la Costituzione, come mai si era osato fare per le precedenti epidemie e come neanche in tempo di guerra è lecito fare.<br />Nel campo economico, i decreti governativi hanno favorito il lavoro e l'impresa pubblici e ostacolato al massimo quelli privati. Di conseguenza, la classe produttiva privata, specialmente quella di piccole-medie dimensioni, è stata gravemente penalizzata, prima obbligandola alla chiusura totale per mesi, poi sottoponendola a costose e cervellotiche procedure di risanamento e di precauzione, infine lasciandola priva di facilitazioni burocratiche, aiuti economici ed esenzioni fiscali che le permettessero di non soccombere ai mancati guadagni e alle spese fatte per riaprire.<br /><br />LA PROPAGANDA DELLA PAURA E DEL SOSPETTO<br />In questa situazione, il mondo della comunicazione ha svolto un ruolo determinante nel campo del dibattito culturale.<br />I mass-media si sono spesso trasformati in propagandisti delle sentenze emesse dalle commissioni sanitarie e dei decreti varati dal Governo. Giornali, radio e televisioni si sono quasi tutti impegnati a diffondere un clima di paura, diffidenza, sospetto e delazione, esortando i cittadini a denunciare coloro che violavano una qualche regola governativa.<br />Il "politicamente corretto" ha imposto un "culturalmente corretto" che si è ridotto a un "sanitariamente corretto" del tutto ideologico. Com'è noto, l'ideologia suole considerare la parte come se fosse il tutto, l'interesse settoriale come se fosse quello globale, per cui essa propaganda idee e valori fittizi al fine di ottenere o mantenere o riottenere un potere fazioso. Nel nostro caso, la sopravvivenza fisica, teoricamente assicurata dalle precauzioni sanitarie, da bene parziale è diventata bene comune totale, anzi il summum bonum. Il restare sani è stato elevato a obbligo civile, anzi a gnostica "purezza sociale", alla quale bisogna sacrificare tutto, non solo la sopravvivenza economica ma anche la libertà e la stessa dignità umana.<br />Quando lo Stato pretende d'imporre alla nazione di sacrificare il bene comune a un bene settoriale, è inevitabile ch'esso ricorra alla pubblica violenza. Esso si è rifiutato di considerare le gravissime conseguenze causate dalle misure sanitarie imposte sulla vita non solo economica ma anche sociale, psicologica, culturale della nazione: i rapporti sociali sono stati come sterilizzati dalla sanità globale.<br /><br />LA SPIEGAZIONE CHE SPIEGA L'INSPIEGABILE<br />Una volta accertati i fatti accaduti, rimane il problema di spiegare come mai ciò che non era mai accaduto prima sia potuto accadere oggi, in soli tre mesi cruciali.<br />Si dice che tutto quanto avvenuto può essere spiegato semplicemente considerando l'inefficienza del Governo, composto da gente priva di competenza, visione e strategia. Tuttavia, questa spiegazione soffre di una palese contraddizione. Il comportamento governativo è stato certamente inefficiente quando gli è convenuto d'ingessare la nazione, rinviare le soluzioni e bloccare i tentativi di ripresa fatti dalla società civile. Ma questo stesso Governo ha dimostrato notevole abilità, energia e tempismo, quando si è trattato di nascondere le proprie intenzioni, imbrogliare le carte, eludere i veri problemi, spaventare sui pericoli, minacciare restrizioni, illudere sul futuro. Dunque, questa spiegazione non regge.<br />Allora resta in piedi una sola spiegazione: quella che, pur sembrando assurda, è la sola convincente. Tutto si spiega, se ammettiamo che il comportamento del Governo non è dovuto tanto alla propria inefficienza quanto al voler compiere un preciso progetto: quello d'indebolire al massimo la società civile per ricondurla al controllo statale, sottometterla al nuovo potere tecnologico, costringerla alla riforma ecologica, portarla alla "decrescita felice", ossia alla miseria. Si tratta di una manovra a tenaglia composta da due aspetti: da una parte, imporre al popolo italiano un regime oppressivo fondato su paura, ricatto, costrizione, spionaggio, disgregazione, impoverimento; dall'altra, impedire che questo popolo reagisca alla crisi sanitaria mantenendosi economicamente solido, politicamente libero, culturalmente e religiosamente vivo.<br />Da mesi, l'Italia è sottoposta a quello che è stato giustamente definito come un "esperimento sociale di massa" mirante a realizzare una mutazione civile dalle gravi conseguenze. Gli esecutori di questa mastodontica operazione sono partiti di governo facilmente individuabili: da una parte, quel Movimento 5 Stelle che è la versione italiana dell'ecologismo radicale; dall'altra, quel Partito Democratico che riprende il programma "post-moderno" (ossia anarcoide) avviato dalla internazionale socialista all'epoca di Mitterrand. Entrambi questi partiti non perdonano al popolo italiano di costituire tuttora un'anomalia politica che continua a rifiutare di allinearsi alla Sinistra rosso-verde internazionale.<br /><br />VERSO UNA NUOVA FORMA DI TOTALITARISMO<br />Proviamo ora a qualificare il regime che queste manovre politico-scientifico-sanitarie stanno tentando d'imporre all'Italia e a mezzo mondo.<br />Un tempo, un regime come questo sarebbe stato qualificato semplicemente come "dispotico", dato che sfrutta paura, debolezza, divisione e disordine sociali per imporre l'arbitrio e il sopruso come falso rimedio. Tuttavia, dalla Rivoluzione Francese in poi, il despotismo ha assunto spesso una dimensione molto più vasta e grave, tanto che illustri studiosi di scienze politiche o giuridiche hanno parlato di un nuovo modello di regime qualificabile come "democrazia totalitaria".<br />Di solito, questo regime dapprima ottiene consenso e potere rispettando le procedure democratiche ufficiali; poi però le strumentalizza per dotarsi di poteri eccezionali, approfittandosi della spinta emotiva della paura diffusa da una grave emergenza nazionale, sia essa una crisi economica, una situazione di disordini, una guerra civile, una invasione straniera. In questi casi, il "principio di sicurezza" e il "principio di precauzione" vengono applicati in modo da opporre "a mali estremi, estremi rimedi", prima presentati come momentanei, poi sistematizzati come definitivi.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/39932456</guid><pubDate>Fri, 24 Jul 2020 10:07:06 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/39932456/il_coronavirus_e_la_svolta_totalitaria.mp3" length="14351463" type="audio/mpeg"/><itunes:author>BastaBugie</itunes:author><itunes:subtitle>TESTO DELL'ARTICOLO ➜http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6212

IL CORONAVIRUS HA PERMESSO LA SVOLTA TOTALITARIA DEI GOVERNI DEMOCRATICI di Guido Vignelli
Il comportamento delle autorità italiane davanti all'emergenza sanitaria provocata dal...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜<a href="http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6212" rel="noopener">http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6212</a><br /><br />IL CORONAVIRUS HA PERMESSO LA SVOLTA TOTALITARIA DEI GOVERNI DEMOCRATICI di Guido Vignelli<br />Il comportamento delle autorità italiane davanti all'emergenza sanitaria provocata dal "virus cinese" risulta talmente irrazionale che sembra difficile spiegarselo. Nel tentativo di capire se questo comportamento abbia un senso e quale sia, possiamo ricorrere a questa famosa massima investigativa: "una volta accertati i fatti ed esclusa ogni spiegazione insostenibile, quella che rimane in piedi, per quanto possa sembrare assurda, è quella vera" (Sherlock Holmes).<br /><br />LA CURA GLOBALE DEL DOTTOR KNOCK<br />Orbene, i fatti accaduti - e che, ahinoi, stanno ancora accadendo! - sono ormai noti e accertati.<br />Nel campo sanitario, sebbene la classe medica trovatasi "al fronte" si sia eroicamente impegnata per arginare la diffusione del virus, la classe dei medici-scienziati si è comportata in maniera non solo ondivaga ma anche contraddittoria.<br />Da una parte, virologi, infettivologi ed epidemiologi hanno ammesso di non avere certezze sul nuovo virus, sulle sue capacità di diffondersi e sui metodi per curarlo, tanto è vero che ora temono di aver sbagliato alcune terapie usate. Dall'altra parte, però, le "commissioni tecnico-scientifiche" ufficiali hanno consigliato al Governo d'imporre all'intero popolo un regime di sicurezza assoluta, isolando non solo i malati ma anche e soprattutto i sani.<br />Viene allora alla mente una famosa commedia teatrale, scritta nel 1924 da Jules Romains: Il dottor Knock, o Il trionfo della medicina. Questo zelante medico assicura i suoi concittadini che "non esistono persone sane, esistono solo persone che non si rendono conto di essere malate" e che anzi "non c'è malato più grave di chi s'illude di essere sano". Di conseguenza, egli riesce a convincere il sindaco a trasformare il municipio in ospedale per potenziali malati da curare preventivamente, facendo così la fortuna dei farmacisti e delle ditte farmaceutiche.<br />Ebbene, le citate commissioni sanitarie hanno applicato il "metodo Knock" all'intera nazione italiana, trasformandola in enorme lazzaretto nel quale sono stati rinchiusi i potenziali sospetti malati. Ma è potuto accadere solo grazie all'alleanza tra i nostrani "dottori Knock" e le nazionali autorità politiche.<br /><br />IL "COLPO DI STATO" DELLE AUTORITÀ POLITICHE<br />Nel campo politico, infatti, il potere esecutivo si è approfittato del suggerimento dato dalle sue commissioni sanitarie per varare una sorta di "legge dei sospetti" che applica in maniera abnorme il "principio di precauzione". Una sconcertante successione di numerosi, ondivaghi e contraddittori decreti governativi ha imposto alla intera popolazione una serie di divieti di carattere non tanto sanitario quanto disciplinare.<br />Ad esempio, sono stati imposti gli arresti domiciliari all'intera popolazione, al fine d'isolare in casa i "non ancora ammalati" (ossia i sani); a coloro che avevano bisogno di uscire per grave necessità, è stata concessa l'ora d'aria riservata ai detenuti, ma condizionata a rispettare il "distanziamento sociale", ossia una misura che - come dice la stessa espressione - non ha fini sanitari ma di "educazione sociale".<br />Ovviamente, queste misure hanno comportato il divieto di protestare pubblicamente; quei pochi che hanno osato farlo sono stati schedati, multati e alcuni addirittura sequestrati e sottoposti a reclusione sanitaria obbligatoria; si noti che costoro non hanno potuto avvalersi della legge che dà diritto di rifiutare trattamenti sanitari ritenuti superflui o dannosi.<br />Il potere legislativo è stato ridotto ad assemblea incaricata di approvare i decreti governativi. Il potere giudiziario si è ben guardato dall'obiettare che le procedure applicate dal Governo stavano violando le leggi vigenti e le libertà...]]></itunes:summary><itunes:duration>897</itunes:duration><itunes:keywords>conte,democratici,governo,italia,politica</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/03d44dd29c140ec07c3332d0bffa05d0.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Io non mi vaccinerò contro il Coronavirus</title><link>https://www.spreaker.com/episode/io-non-mi-vaccinero-contro-il-coronavirus--34962213</link><description><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜<a href="http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6197" rel="noopener">http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6197</a><br /><br />IO NON MI VACCINERO' CONTRO IL CORONAVIRUS di Silvana De Mari<br />Oggi nessun decesso segnalato in Lombardia. La malattia è diventata curabile. Ci sono stati 50 morti in un giorno su una nazione di 60 milioni di abitanti passa, vale a dire meno di un morto per milione. Il governo è terrorizzato: rischia di perdere la motivazione per tenere in pugno nazione. Come ripetuto innumerevoli volte questo virus ha colpito molto anche a causa dei protocolli terapeutici sbagliati, che sbagliati sono rimasti fino a che alcuni medici contravvenendo alle  incredibili e ascientifiche raccomandazioni  del Ministro della Salute hanno fatto le autopsie necessari a comprendere la patogenesi, e quindi la cura. Ora gli ospedali sono vuoti. Ora le rianimazioni sono vuote. Con antinfiammatori, immunomodulatori, eparina, un po' di chinino che non fa mai male come ai bei vecchi tempi, e il plasma la malattia è perfettamente gestibile. Non c'è nessun senso nel continuare a imbavagliare una nazione, nel costringerla fallire, nell'imbrigliarla in una serie di regolamenti pensati probabilmente da qualche nerd mai vissuto nel mondo vero, che hanno il solo scopo di uccidere di multe ogni tentativo di sopravvivenza.<br /><br />CONTRO ZINGARETTI<br />Il dottor Mariano Amici, è ricorso al Tar contro l'ordinanza di Zingaretti che renderà obbligatoria la vaccinazione antiinfluenzale. Zingaretti dopo aver fatto gesti irresponsabili nel momento in cui bisognava chiudere, come l'irresponsabile aperitivo a Milano,  sta violando addirittura i principi stabiliti al processo di Norimberga che affermano che impone una cura contro la volontà della persona è un crimine contro l'umanità. Queste le motivazioni del dottor Mariano Amici, la vaccinazione è sbagliata dal punto di vista medico.<br />L'ordinanza di Zingaretti è rivolta agli over 65, a  tutto il personale sanitario e ai bambini da sei mesi a sei anni. In Italia non vengono prese le precauzioni necessarie  per le vaccinazioni, senza queste precauzioni la vaccinazione è pericolosa.<br />La vaccinazione è una pratica che presuppone la capacità di attenuare il vaccino, renderlo meno virulento. Il vaccino serve per fare costruire gli anticorpi. Quando il virus attenuato viene inoculato il virus l'organismo contrae una malattia, spesso in forma asintomatica o paucisintomatica. L'organismo fabbrica anticorpi e si immunizza.<br />Occorrono 8/12 settimane per sviluppare la difesa. In quelle prime 8/12 settimane non solo il vaccino non mi protegge, ma è più debole perché deve combattere questa nuova malattia attenuata, ma comunque malattia.  Occorre fare la quarantena di tre mesi dopo i vaccino, perché potrebbero infettare i pazienti sani. Il virus è in forma attenuata, ma in alcuni casi di rivitalizza, e quindi se lo spando in giro rischio di fare danni.<br />Se il quel periodo l'organismo è indebolito: se in quel periodo contrae un altro virus, si contrae l'influenza con maggiore virulenza, perché l'organismo è distratto a combattere una battaglia, mentre gliene arriva un altro.<br /><br />QUANDO IL VACCINO NON SERVE A NIENTE, ANZI PEGGIORA LA SITUAZIONE<br />Noi inoculiamo il virus della stagione precedente,  ma il virus varia da una stagione all'altra, quindi la vaccinazione antiinfluenzale non solo non serve a niente, ma serve a peggiorare le influenze, perché per 3 mesi l'organismo è più debole.<br />Quando il virus arriva, trova l'organismo distratto a fare una guerra inutile contro un vaccino attenuato che in forma selvaggia non esiste più.<br />Vaccinando con vaccini fatti con virus dell'anno precedente,  mettiamo in campo il virus della stagione precedente che si era tolto dai piedi, e poi l'influenza attacca con maggiore violenza perché l'organismo è distratto a combattere una battaglia inutile.<br />Uno dei motivi della grandissima perdita di creature umane della Lombardia potrebbe essere proprio il fatto che la Lombardia, avendo una sanità molto efficace, ha vaccinato  moltissimo.<br />Mentre sempre più gruppi di medici chiedono l'abolizione della vaccinazione antiinfluenzale essendo un tipo di vaccinazione dove ormai comincia essere evidente che il rapporto costo benefici è svantaggioso, Zingaretti vuol mettere la vaccinazione obbligatoria.<br />Di pensione sempre più drammatica e che individui che non hanno nessun idea del concetto di libertà e democrazia stiano affondando le mani nella paura del virus.<br />Il vaccino costa. Sono soldi che vanno a una casa farmaceutica. Qualcuno ha detto che pensa male fa peccato ma indovina, quindi noi facciamo peccato pensando che siano stati fatti conti sbagliati.<br />Un'ultima considerazione su Zingaretti. Ci sono uomini il cui fascino aumenta quando ridono. Sono molto pochi e Zingaretti non fa parte del loro numero. Il mio spassionato consiglio a Zingaretti, oltre a quello di trovarsi esperti migliori, è quello di ridere un po' meno.  Mentre la nazione naufraga nell'insensatezza che distrugge scuole, socialità ed economie (sorvolo sulla religione, perché dovrei aprire un discorso a parte), il sorriso felice dei capi che hanno la nazione in pugno è ignobile.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/34962213</guid><pubDate>Tue, 30 Jun 2020 17:45:44 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/34962213/io_non_mi_vacciner_contro_il_coronavirus.mp3" length="6052883" type="audio/mpeg"/><itunes:author>BastaBugie</itunes:author><itunes:subtitle>TESTO DELL'ARTICOLO ➜http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6197&#13;
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IO NON MI VACCINERO' CONTRO IL CORONAVIRUS di Silvana De Mari&#13;
Oggi nessun decesso segnalato in Lombardia. La malattia è diventata curabile. Ci sono stati 50 morti in un giorno...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜<a href="http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6197" rel="noopener">http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6197</a><br /><br />IO NON MI VACCINERO' CONTRO IL CORONAVIRUS di Silvana De Mari<br />Oggi nessun decesso segnalato in Lombardia. La malattia è diventata curabile. Ci sono stati 50 morti in un giorno su una nazione di 60 milioni di abitanti passa, vale a dire meno di un morto per milione. Il governo è terrorizzato: rischia di perdere la motivazione per tenere in pugno nazione. Come ripetuto innumerevoli volte questo virus ha colpito molto anche a causa dei protocolli terapeutici sbagliati, che sbagliati sono rimasti fino a che alcuni medici contravvenendo alle  incredibili e ascientifiche raccomandazioni  del Ministro della Salute hanno fatto le autopsie necessari a comprendere la patogenesi, e quindi la cura. Ora gli ospedali sono vuoti. Ora le rianimazioni sono vuote. Con antinfiammatori, immunomodulatori, eparina, un po' di chinino che non fa mai male come ai bei vecchi tempi, e il plasma la malattia è perfettamente gestibile. Non c'è nessun senso nel continuare a imbavagliare una nazione, nel costringerla fallire, nell'imbrigliarla in una serie di regolamenti pensati probabilmente da qualche nerd mai vissuto nel mondo vero, che hanno il solo scopo di uccidere di multe ogni tentativo di sopravvivenza.<br /><br />CONTRO ZINGARETTI<br />Il dottor Mariano Amici, è ricorso al Tar contro l'ordinanza di Zingaretti che renderà obbligatoria la vaccinazione antiinfluenzale. Zingaretti dopo aver fatto gesti irresponsabili nel momento in cui bisognava chiudere, come l'irresponsabile aperitivo a Milano,  sta violando addirittura i principi stabiliti al processo di Norimberga che affermano che impone una cura contro la volontà della persona è un crimine contro l'umanità. Queste le motivazioni del dottor Mariano Amici, la vaccinazione è sbagliata dal punto di vista medico.<br />L'ordinanza di Zingaretti è rivolta agli over 65, a  tutto il personale sanitario e ai bambini da sei mesi a sei anni. In Italia non vengono prese le precauzioni necessarie  per le vaccinazioni, senza queste precauzioni la vaccinazione è pericolosa.<br />La vaccinazione è una pratica che presuppone la capacità di attenuare il vaccino, renderlo meno virulento. Il vaccino serve per fare costruire gli anticorpi. Quando il virus attenuato viene inoculato il virus l'organismo contrae una malattia, spesso in forma asintomatica o paucisintomatica. L'organismo fabbrica anticorpi e si immunizza.<br />Occorrono 8/12 settimane per sviluppare la difesa. In quelle prime 8/12 settimane non solo il vaccino non mi protegge, ma è più debole perché deve combattere questa nuova malattia attenuata, ma comunque malattia.  Occorre fare la quarantena di tre mesi dopo i vaccino, perché potrebbero infettare i pazienti sani. Il virus è in forma attenuata, ma in alcuni casi di rivitalizza, e quindi se lo spando in giro rischio di fare danni.<br />Se il quel periodo l'organismo è indebolito: se in quel periodo contrae un altro virus, si contrae l'influenza con maggiore virulenza, perché l'organismo è distratto a combattere una battaglia, mentre gliene arriva un altro.<br /><br />QUANDO IL VACCINO NON SERVE A NIENTE, ANZI PEGGIORA LA SITUAZIONE<br />Noi inoculiamo il virus della stagione precedente,  ma il virus varia da una stagione all'altra, quindi la vaccinazione antiinfluenzale non solo non serve a niente, ma serve a peggiorare le influenze, perché per 3 mesi l'organismo è più debole.<br />Quando il virus arriva, trova l'organismo distratto a fare una guerra inutile contro un vaccino attenuato che in forma selvaggia non esiste più.<br />Vaccinando con vaccini fatti con virus dell'anno precedente,  mettiamo in campo il virus della stagione precedente che si era tolto dai piedi, e poi l'influenza attacca con maggiore violenza perché l'organismo è distratto a combattere una battaglia inutile.<br />Uno dei motivi della grandissima perdita di creature...]]></itunes:summary><itunes:duration>379</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/fa756b31c9ce00b6e26242493f76ee4f.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Il Coronavirus sta finendo, ma media e politici continuano ad alimentare la paura</title><link>https://www.spreaker.com/episode/il-coronavirus-sta-finendo-ma-media-e-politici-continuano-ad-alimentare-la-paura--32632111</link><description><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜<a href="http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6189" rel="noopener">http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6189</a><br /><br />IL CORONAVIRUS STA FINENDO, MA MEDIA E POLITICI CONTINUANO AD ALIMENTARE LA PAURA di Paolo Gulisano<br />Il Covid sta finendo, ma c'è chi proprio non vuole rassegnarsi a questa evidenza, e continua con accanimento a sostenere che la minaccia è sempre incombente, che bisogna continuare a mantenere le limitazioni alla vita sociale.<br />Visto che i dati non corrispondono a questa narrazione, ecco che si ricorre alla Cina, uno spauracchio che può sempre tornare utile. E così nei giorni scorsi i media di regime ci hanno raccontato di una situazione "estremamente grave", di una Pechino impegnata "in una lotta contro il tempo" per fermare il contagio, attraverso "le misure più strette, decisive e determinate", secondo il classico modello cinese che è stato poi importato in Italia.<br />Siamo andati allora a vedere i numeri di questa nuova emergenza, e ci dicono di circa 130 casi di contagiati in una settimana nella capitale. Pechino - è bene ricordarlo - è una città di oltre 21 milioni di abitanti. Quindi abbiamo un caso di contagiati ogni 200.000 abitanti. E' come se a Milano avessimo cinque casi. E parliamo di contagiati, non di ricoverati o tantomeno di morti.<br />Quindi, di che emergenza si sta parlando?<br />Il governo italiano tuttavia continua ad insistere sull'esistenza di nuovi casi di Covid diagnosticati. Questo secondo il Ministero della Salute deve invitare alla cautela in quanto denoterebbe "che in alcune parti del Paese la circolazione del virus è ancora rilevante", si legge nel report settimanale del periodo dall'8 al 14 giugno del Monitoraggio della Fase 2. "In tutta la Penisola - continua il documento - sono stati diagnosticati nuovi casi di infezione nella settimana di monitoraggio corrente, con casi in aumento rispetto alla precedente settimana di monitoraggio".<br />Tuttavia, il numero dei ricoverati - in particolare nelle strutture intensive - continua progressivamente a scendere, così come la mortalità. Cosa significa questa evidenza, che peraltro il governo fa di tutto per nascondere? Che il virus sta perdendo la sua aggressività e la sua virulenza.<br />Mentre si cerca di rinfocolare la paura, è arrivata venerdì scorso come una doccia fredda la valutazione di un autorevole scienziato, il professor Remuzzi, direttore dell'Istituto di Ricerche Farmacologiche Mario Negri, una delle più prestigiose istituzioni d'Europa . "I nuovi positivi non sono contagiosi", ha dichiarato in un'intervista. E questo perché la carica virale è diventata molto bassa. Lo si è scoperto dall'analisi dei tamponi fatti nel corso di una ricerca promossa dall'Istituto stesso, che ha dimostrato che i casi attuali di positività hanno una carica virale molto bassa, non contagiosa. Li chiamiamo contagi, ma sono semplicemente persone positive al tampone. Si tratta di positività che non hanno ricadute cliniche: non sono persone malate, e non possono trasmettere la malattia a nessuno.<br />Qualcuno potrebbe obiettare che si tratta di un singolo studio, ma in realtà stanno uscendo altri autorevoli lavori che confermano questo quadro, come quello del Center for Disease Prevention della Corea del Sud fatto su 285 persone asintomatiche positive, che ha rintracciato 790 loro contatti diretti. Quante nuove positività? Zero. <br />Secondo il direttore del Mario Negri, L'Istituto Superiore di Sanità e il governo devono qualificare le nuove positività, o consentire ai laboratori di farlo, spiegando alla gente che una positività inferiore alle centomila copie non è contagiosa, quindi non ha senso stare a casa, isolare, così come non è più troppo utile fare dei tracciamenti che andavano bene all'inizio dell'epidemia.<br />L'esistenza di nuovi positivi non deve creare alcun allarmismo: non è lo stesso tipo di positività dei mesi scorsi. Una positività che non può più dare le forme cliniche gravi che abbiamo visto nei primi tre mesi dell'epidemia.<br />Occorre quindi che il governo prenda atto di quanto e come è cambiata la situazione rispetto a quel lontano 20 febbraio. E agire e dare comunicazione di conseguenza.<br />Continuare ad alimentare irragionevoli paure non può che destare dei ragionevoli sospetti, che su questa epidemia che non "deve" passare, si stiano giocando interessi politici ed economici. Non a caso gli ambienti governativi non fanno che ripetere - sordi a qualunque evidenza scientifica - che sono indispensabili due cose per mettere fine alla vicenda Covid: App di tracciamento e vaccini. Tertium non datur, anche se le evidenze scientifiche dicono ben altro.<br /><br />Nota di BastaBugie: Riccardo Cascioli nell'articolo seguente dal titolo "Terrorismo e Covid, parola d'ordine: asservire il popolo" parla dell'attentato terroristico in Inghilterra e di come l'informazione cerchi di smorzare ogni allarme. Invece per il Coronavirus l'informazione alimenta uno stato di paura permanente. Funziona ormai una sorta di panico a comando, c'è una popolazione alla mercé del Potere. A cui si può resistere soltanto legati a Chi questo Potere del mondo ha già sconfitto.<br />Ecco l'articolo completo pubblicato su La Nuova Bussola Quotidiana il 23 giugno 2020:<br />Sabato 20 giugno, ore 19 circa: a Reading, Inghilterra, in un parco affollato un uomo armato di un grosso coltello si lancia prima su un gruppo di persone, poi su un altro, colpendo alla cieca; infine viene placcato da un poliziotto e arrestato. Bilancio: tre morti e tre feriti gravi. La notizia è immediatamente una "Breaking News", tutti pensano all'attacco di un fondamentalista islamico, ma le autorità subito affermano che non ci sono elementi per pensare a un atto di terrorismo.<br />Passano le ore e resta la domanda sul chi e sul perché di questo attacco; intanto, in mancanza di altri dettagli che indichino il motivo della strage, la notizia sui maggiori siti di informazione perde di importanza. Quindi trapela l'informazione che l'autore è di origine libica, ma guai ad arrivare a conclusioni affrettate: non risulta - dicono le fonti di informazione - che abbia legami con gruppi jihadisti.<br />Alla domenica, l'eventualità di un atto terroristico non viene più scartata, ma bisogna arrivare al lunedì mattina per sapere che l'uomo arrestato per l'attacco, il 25enne Khairi Saadallah, era già noto ai servizi segreti britannici: era stato infatti sospettato di voler andare all'estero per terrorismo. Non avendo i servizi trovato traccia di rischi imminenti, Saadallah era entrato nell'elenco dei 40mila residenti in Gran Bretagna sospettati di attività estremiste ma attualmente non sotto inchiesta (3mila sono invece quelli monitorati continuamente).<br />Nel frattempo però la notizia ha perso d'importanza, e ieri sera il principale articolo sul sito web della BBC dedicato a Reading era centrato sulle vittime, «tre veri gentiluomini», secondo i frequentatori di un vicino pub riservato agli Lgbt, di cui i tre erano assidui clienti.<br />Così, a una notizia che poteva destare giustificato allarme è stata messa la sordina, diluendola nel tempo. Chi infatti può credere che, avendo arrestato in flagrante il responsabile, essendo egli già conosciuto dagli esperti dell'anti-terrorismo, non si sapesse tutto già nelle prime ore? Non per niente, a poche ore dall'arresto le forze speciali hanno fatto irruzione in un condominio popolare, presunta abitazione di Saadallah (operazione peraltro restata misteriosa).<br />Ma ormai è uno schema collaudato in Europa: quando si ha a che fare con probabili atti di terrorismo, autorità ufficiali e media fanno di tutto per depistare, ritardare le informazioni o addirittura ometterle. Lo scopo è chiaro: evitare di creare il panico, evitare di fare il gioco di chi vuole seminare terrore. E nello stesso tempo si sta molto attenti ad evitare di parlare di islam o islamismo. Non sia mai che si sia tacciati di islamofobia.<br />La parola d'ordine è: smorzare, non creare allarme nella popolazione, non suscitare sentimenti ostili nei confronti di una comunità religiosa.<br />Invece, per quanto riguarda il Covid-19 la parola d'ordine è esattamente l'opposto: creare allarme, tenere la popolazione in un costante stato di paura, suscitare sentimenti ostili nei confronti di chi obietta al lockdown e di chi vuole riportare la percezione della pandemia nella sua giusta dimensione. E ancora una volta autorità istituzionali e media sono alleati: per giorni abbiamo avuto in primo piano le notizie sul nuovo allarme Coronavirus a Pechino, poi il "disastro" del Brasile (che poi, come dimostriamo oggi, tanto disastro non è), e ora i contagi nel mattatoio tedesco.<br />Numeri limitati, ma comunque letti come se intere popolazioni fossero sterminate dalla nuova peste. Il tutto per mantenere i cittadini nello stato di paura e indirizzare la rabbia verso i soliti obiettivi politici, i nemici del Nuovo Ordine Mondiale, che di volta in volta, e a seconda dei casi, vengono bollati come negazionisti, sovranisti, pseudo-scienziati e così via.<br />Ce n'è abbastanza per sospettare che panico e calma siano attentamente pilotati dai governi e dai media, e che il popolo sia alla mercé del Potere. Per molti sicuramente, soprattutto nei media, funziona la logica del conformismo, ma è chiaro ormai che c'è una precisa volontà di imporre a livello globale un sentimento piuttosto che un altro, che va molto al di là della normale influenza esercitata dai mezzi di informazione. Obiettivi politici, economici, ideologici si intrecciano e costituiscono una pressione fortissima sulla gente comune. In nome dell'emergenza tutto ci potrà essere chiesto, e il lockdown ne è stato un grande esempio, forse una prova generale.<br />Per resistere c'è bisogno anzitutto di un grande amore alla Verità, uno sguardo aperto alla realtà che può permanere solo attraverso l'uso della ragione alimentato dalla fede. La battaglia è contro il Potere di questo mondo, ed è impossibile resistere fino in fondo se non si è attaccati a Chi questo Potere ha già sconfitto. Ma questa appartenenza a Cristo, per poter essere vi]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/32632111</guid><pubDate>Tue, 23 Jun 2020 19:20:19 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/32632111/il_coronavirus_sta_finendo_ma_media_e_politici_continuano_ad_alimentare_la_paura.mp3" length="11884668" type="audio/mpeg"/><itunes:author>BastaBugie</itunes:author><itunes:subtitle>TESTO DELL'ARTICOLO ➜http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6189&#13;
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IL CORONAVIRUS STA FINENDO, MA MEDIA E POLITICI CONTINUANO AD ALIMENTARE LA PAURA di Paolo Gulisano&#13;
Il Covid sta finendo, ma c'è chi proprio non vuole rassegnarsi a questa...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜<a href="http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6189" rel="noopener">http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6189</a><br /><br />IL CORONAVIRUS STA FINENDO, MA MEDIA E POLITICI CONTINUANO AD ALIMENTARE LA PAURA di Paolo Gulisano<br />Il Covid sta finendo, ma c'è chi proprio non vuole rassegnarsi a questa evidenza, e continua con accanimento a sostenere che la minaccia è sempre incombente, che bisogna continuare a mantenere le limitazioni alla vita sociale.<br />Visto che i dati non corrispondono a questa narrazione, ecco che si ricorre alla Cina, uno spauracchio che può sempre tornare utile. E così nei giorni scorsi i media di regime ci hanno raccontato di una situazione "estremamente grave", di una Pechino impegnata "in una lotta contro il tempo" per fermare il contagio, attraverso "le misure più strette, decisive e determinate", secondo il classico modello cinese che è stato poi importato in Italia.<br />Siamo andati allora a vedere i numeri di questa nuova emergenza, e ci dicono di circa 130 casi di contagiati in una settimana nella capitale. Pechino - è bene ricordarlo - è una città di oltre 21 milioni di abitanti. Quindi abbiamo un caso di contagiati ogni 200.000 abitanti. E' come se a Milano avessimo cinque casi. E parliamo di contagiati, non di ricoverati o tantomeno di morti.<br />Quindi, di che emergenza si sta parlando?<br />Il governo italiano tuttavia continua ad insistere sull'esistenza di nuovi casi di Covid diagnosticati. Questo secondo il Ministero della Salute deve invitare alla cautela in quanto denoterebbe "che in alcune parti del Paese la circolazione del virus è ancora rilevante", si legge nel report settimanale del periodo dall'8 al 14 giugno del Monitoraggio della Fase 2. "In tutta la Penisola - continua il documento - sono stati diagnosticati nuovi casi di infezione nella settimana di monitoraggio corrente, con casi in aumento rispetto alla precedente settimana di monitoraggio".<br />Tuttavia, il numero dei ricoverati - in particolare nelle strutture intensive - continua progressivamente a scendere, così come la mortalità. Cosa significa questa evidenza, che peraltro il governo fa di tutto per nascondere? Che il virus sta perdendo la sua aggressività e la sua virulenza.<br />Mentre si cerca di rinfocolare la paura, è arrivata venerdì scorso come una doccia fredda la valutazione di un autorevole scienziato, il professor Remuzzi, direttore dell'Istituto di Ricerche Farmacologiche Mario Negri, una delle più prestigiose istituzioni d'Europa . "I nuovi positivi non sono contagiosi", ha dichiarato in un'intervista. E questo perché la carica virale è diventata molto bassa. Lo si è scoperto dall'analisi dei tamponi fatti nel corso di una ricerca promossa dall'Istituto stesso, che ha dimostrato che i casi attuali di positività hanno una carica virale molto bassa, non contagiosa. Li chiamiamo contagi, ma sono semplicemente persone positive al tampone. Si tratta di positività che non hanno ricadute cliniche: non sono persone malate, e non possono trasmettere la malattia a nessuno.<br />Qualcuno potrebbe obiettare che si tratta di un singolo studio, ma in realtà stanno uscendo altri autorevoli lavori che confermano questo quadro, come quello del Center for Disease Prevention della Corea del Sud fatto su 285 persone asintomatiche positive, che ha rintracciato 790 loro contatti diretti. Quante nuove positività? Zero. <br />Secondo il direttore del Mario Negri, L'Istituto Superiore di Sanità e il governo devono qualificare le nuove positività, o consentire ai laboratori di farlo, spiegando alla gente che una positività inferiore alle centomila copie non è contagiosa, quindi non ha senso stare a casa, isolare, così come non è più troppo utile fare dei tracciamenti che andavano bene all'inizio dell'epidemia.<br />L'esistenza di nuovi positivi non deve creare alcun allarmismo: non è lo stesso tipo di positività dei mesi scorsi. 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Raccoglie le testimonianze di alcuni anziani contadini e allevatori, presumo dell'Italia centrale, i quali, interpellati sulla pandemia, sul coronavirus e sulle misure di contenimento del contagio, mostrano candidamente di non saperne nulla. Il video è bello perché le testimonianze sono cariche di disarmante sincerità, i volti esprimono dignitosa semplicità e nessuno degli interpellati cerca di essere ciò che non è. <br />Ho a mia volta inviato il video ad alcuni amici e uno di loro, che si occupa di agronomia, ha commentato: "Sono tenerissimi, e quanti ne conosco così! Persone poco istruite, lontane dai social e dal mondo mediatico. Voglio loro tanto bene perché sono la nostra storia: guai a chi me li tocca!" Ed ecco il commento di un'amica: "Semplici da far tenerezza. Vivono nello stesso mondo nostro ma non ne sono travolti. Meritano attenzione e rispetto".<br />A nessuno dei miei amici è venuto in mente di definire le persone apparse nel video come ignoranti. E nemmeno io le definirei mai in tal modo. In realtà ignoranti lo sono, in senso letterale, perché ignorano tante cose, ma non che noi, metropolitani alfabetizzati, sappiamo molto di più!<br /><br />ANCHE NOI SIAMO IGNORANTI<br />Se riflettiamo su ciò che realmente sappiamo a proposito del Covid-19 dobbiamo ammettere che anche noi siamo profondamente ignoranti. Nonostante la nostra frequentazione dei social e la lettura quotidiana di tante notizie e tanti commenti, siamo pieni di dubbi, e le cose che non sappiamo superano di gran lunga quelle di cui, più o meno, abbiamo potuto farci un'idea. Non sappiamo ancora bene come e dove sia nato il virus, non sappiamo come inizialmente si sia trasmesso, non sappiamo di che cosa effettivamente siano morte tante persone (per esempio, polmonite o trombosi), non sappiamo se siano morte di Covid o con Covid, non sappiamo se il virus se n'è andato davvero, non sappiamo se tornerà, non sappiamo se è il caso di cercare un vaccino oppure no, non sappiamo quali siano le terapie più efficaci eccetera eccetera.<br />Se sapessimo di non sapere saremmo cauti e umili, invece, imbottiti di notizie, noi presumiamo di sapere, e così diventiamo spesso aggressivi. Ma è l'aggressività del debole, che attacca per insicurezza. I contadini interpellati nel video hanno bei volti abbronzati, di anziani abituati a stare all'aria aperta. Il fatto di vivere in campagna, in borghi isolati, li ha messi automaticamente al riparo dal contagio, ma non solo da quello causato dal virus: parlo anche del contagio dell'informazione. Dai loro sguardi si vede che non sono stati stressati dal terrore e dal sensazionalismo. Essendo rimasti alla larga da televisioni, giornali, social e da tutte le altre fonti dell'informazione, hanno mantenuto un regale distacco e una serenità che nessuno può scalfire.<br /><br />SOVRADOSAGGIO DI NEWS<br />Significa allora che non ci dobbiamo informare? Certamente no. Ma la lezione che arriva da quei nostri anziani connazionali non metropolitani è comunque istruttiva: di troppa informazione si può morire come di coronavirus. Si muore di indigestione informativa, di stress da notizia, di esaurimento nervoso da sovradosaggio di news. <br />Non è facile dire quale possa essere la modica quantità di notizie utile per mantenerci informati senza cadere in qualche forma di nevrosi. Ognuno può regolarsi come crede. Ma il problema non è solo quantitativo. Si tratta di puntare all'informazione di qualità, ovvero veramente libera: rara avis in terris!<br />Guardando il video con le testimonianze degli anziani contadini ho anche ripensato alle apparizioni del presidente del Consiglio durante la pandemia, quando, all'ora dei massimi ascolti televisivi, entrava nelle nostre case, nelle quali eravamo chiusi per quarantena, e incominciava a snocciolare cifre e ad annunciare provvedimenti presi sulla base delle formulazioni del Comitato tecnico-scientifico. Ecco un classico caso nel quale abbiamo avuto la presunzione di sapere, ma in realtà non sapevamo nulla. Non eravamo in grado di sapere in che modo nascessero i dati che ci venivano forniti; non avevamo alcuna possibilità di fare un confronto tra fonti diverse; non avevamo la possibilità di capire in che modo il Comitato fosse giunto a prendere certe decisioni; non sapevamo quale fosse la competenza reale delle persone chiamate a prendere le decisioni. Tutti noi, in mancanza di oggettive possibilità di giudizio, eravamo chiamati, né più né meno, a un atto di fede. Di qui la sensazione, del tutto illusoria, di sapere, mentre in realtà il nostro era un credere di sapere.<br />Abbiamo vissuto e viviamo, dobbiamo ammetterlo, nell'illusione. Illusione di sapere, illusione di essere liberi di farci un'idea, illusione di essere in grado di giudicare. E l'illusione sta continuando. Viene naturale pensare alla caverna di cui parla Platone, con gli schiavi incatenati, ignari di vedere solo ombre perché, non essendo in grado di voltarsi verso la fonte della proiezione, identificano le ombre con la realtà effettuale. Allora ben vengano le voci di coloro che, aiutandoci a dichiarare i nostri limiti, ci richiamano al realismo dell'umiltà.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/32632130</guid><pubDate>Tue, 23 Jun 2020 19:15:10 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/32632130/coronavirus_la_preziosa_lezione_dei_contadini_ignoranti.mp3" length="5663346" type="audio/mpeg"/><itunes:author>BastaBugie</itunes:author><itunes:subtitle>TESTO DELL'ARTICOLO ➜http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6185&#13;
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CORONAVIRUS: LA PREZIOSA LEZIONE DEI CONTADINI ''IGNORANTI'' di Aldo Maria Valli&#13;
Sono rimasto molto colpito da un video che un amico mi ha inviato nei giorni scorsi. Raccoglie...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜<a href="http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6185" rel="noopener">http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6185</a><br /><br />CORONAVIRUS: LA PREZIOSA LEZIONE DEI CONTADINI ''IGNORANTI'' di Aldo Maria Valli<br />Sono rimasto molto colpito da un video che un amico mi ha inviato nei giorni scorsi. Raccoglie le testimonianze di alcuni anziani contadini e allevatori, presumo dell'Italia centrale, i quali, interpellati sulla pandemia, sul coronavirus e sulle misure di contenimento del contagio, mostrano candidamente di non saperne nulla. Il video è bello perché le testimonianze sono cariche di disarmante sincerità, i volti esprimono dignitosa semplicità e nessuno degli interpellati cerca di essere ciò che non è. <br />Ho a mia volta inviato il video ad alcuni amici e uno di loro, che si occupa di agronomia, ha commentato: "Sono tenerissimi, e quanti ne conosco così! Persone poco istruite, lontane dai social e dal mondo mediatico. Voglio loro tanto bene perché sono la nostra storia: guai a chi me li tocca!" Ed ecco il commento di un'amica: "Semplici da far tenerezza. Vivono nello stesso mondo nostro ma non ne sono travolti. Meritano attenzione e rispetto".<br />A nessuno dei miei amici è venuto in mente di definire le persone apparse nel video come ignoranti. E nemmeno io le definirei mai in tal modo. In realtà ignoranti lo sono, in senso letterale, perché ignorano tante cose, ma non che noi, metropolitani alfabetizzati, sappiamo molto di più!<br /><br />ANCHE NOI SIAMO IGNORANTI<br />Se riflettiamo su ciò che realmente sappiamo a proposito del Covid-19 dobbiamo ammettere che anche noi siamo profondamente ignoranti. Nonostante la nostra frequentazione dei social e la lettura quotidiana di tante notizie e tanti commenti, siamo pieni di dubbi, e le cose che non sappiamo superano di gran lunga quelle di cui, più o meno, abbiamo potuto farci un'idea. Non sappiamo ancora bene come e dove sia nato il virus, non sappiamo come inizialmente si sia trasmesso, non sappiamo di che cosa effettivamente siano morte tante persone (per esempio, polmonite o trombosi), non sappiamo se siano morte di Covid o con Covid, non sappiamo se il virus se n'è andato davvero, non sappiamo se tornerà, non sappiamo se è il caso di cercare un vaccino oppure no, non sappiamo quali siano le terapie più efficaci eccetera eccetera.<br />Se sapessimo di non sapere saremmo cauti e umili, invece, imbottiti di notizie, noi presumiamo di sapere, e così diventiamo spesso aggressivi. Ma è l'aggressività del debole, che attacca per insicurezza. I contadini interpellati nel video hanno bei volti abbronzati, di anziani abituati a stare all'aria aperta. Il fatto di vivere in campagna, in borghi isolati, li ha messi automaticamente al riparo dal contagio, ma non solo da quello causato dal virus: parlo anche del contagio dell'informazione. Dai loro sguardi si vede che non sono stati stressati dal terrore e dal sensazionalismo. Essendo rimasti alla larga da televisioni, giornali, social e da tutte le altre fonti dell'informazione, hanno mantenuto un regale distacco e una serenità che nessuno può scalfire.<br /><br />SOVRADOSAGGIO DI NEWS<br />Significa allora che non ci dobbiamo informare? Certamente no. Ma la lezione che arriva da quei nostri anziani connazionali non metropolitani è comunque istruttiva: di troppa informazione si può morire come di coronavirus. Si muore di indigestione informativa, di stress da notizia, di esaurimento nervoso da sovradosaggio di news. <br />Non è facile dire quale possa essere la modica quantità di notizie utile per mantenerci informati senza cadere in qualche forma di nevrosi. Ognuno può regolarsi come crede. Ma il problema non è solo quantitativo. Si tratta di puntare all'informazione di qualità, ovvero veramente libera: rara avis in terris!<br />Guardando il video con le testimonianze degli anziani contadini ho anche ripensato alle apparizioni del presidente del Consiglio durante la pandemia, quando, all'ora...]]></itunes:summary><itunes:duration>354</itunes:duration><itunes:keywords>contadini,coronavirus,ignorante,lezione</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/5175bc56a28839536579dc2a9b10fed9.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Cinque falsi miti (più uno) sul coronavirus</title><link>https://www.spreaker.com/episode/cinque-falsi-miti-piu-uno-sul-coronavirus--32640622</link><description><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜<a href="http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6191" rel="noopener">http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6191</a><br /><br />CINQUE MITI FALSI (PIU' UNO) SUL CORONAVIRUS di Stefano Fontana<br />Quando la ragione si stacca dalla fede cade nel mito. É uno dei grandi insegnamenti di Benedetto XVI. Per lui valeva anche il contrario: quando la fede si stacca dalla ragione cade nel mito. La caduta nel mito da parte della religione si chiama fideismo, la caduta nel mito da parte della ragione si chiama razionalismo: sono due religioni mitiche. Nel famoso discorso di Ratisbona del 2006 lo aveva spiegato molto bene. In questo nostro tempo notiamo che da un lato viene esaltata una religiosità mitica, come quella panteista, idolatrica e animista dei primitivi (si torni con la mente al sinodo dell'Amazzonia), e dall'altra la ragione politica si nutre di miti appunto politici. In ambedue i casi c'è un difetto di razionalità.<br />Durante la pandemia da Covid-19 la politica si è inventata molti miti in funzione autoconsolatoria oppure di servizio al potere politico. Sul mito dell'emergenza si può rinsaldare il potere e renderlo più pervasivo, proprio per contrastare l'emergenza. Il potere può aumentare il controllo, le libertà venire limitate con il consenso di tutti, le disposizioni autoritarie accolte perfino con soddisfazione e il potere se la gode.<br />Sul mito dell'emergenza si costruisce poi una mitologia: le conferenze stampa di Conte, il moralismo di Mattarella, i proni servizi giornalistici delle reti Rai, la retorica sentimentaloide della pubblicità dei grandi marchi "in attesa di riabbracciarci", i "nuovi eroi", le parate liturgiche delle task force e degli Stati generali, la raccolta fondi in tv per la protezione civile, ancora in atto anche se i presidi sono stati chiusi.<br />Il primo grande mito è stato senz'altro quello della stessa pandemia. La sua mortalità era inferiore al 4 per cento. Le numerose morti sono state dovute alla carenza di strutture sanitarie. Le vittime decedute con il Covid non sono morte per il Covid, ma per altre patologie o perché non erano disponibili posti di terapia intensiva. Il Covid stesso, quindi, è stato trasformato in un mito. <br />Un secondo mito è stato senz'altro quello della scienza e in particolare dei virologi. Nessuno di loro ci ha dato delle certezze, i loro pareri erano sempre discordanti, molti di loro hanno sfruttato l'occasione per apparire in tivù e vendere libri... ma nondimeno il governo si è sempre nascosto dietro il parere "degli scienziati". La gente è stata convinta che "serve un vaccino", i medici contrari vengono zittiti, arrivano i finanziamenti da Bill Gates e il processo dei trattamenti sanitari obbligatori (TSO) procede perché "lo dice la scienza".<br />Così è capitato con il mito della paura. L'allarmismo eccessivo è spiegabile data le carenze sanitarie di cui sopra, ma non lo è se rapportato alla vera entità dell'epidemia nel nostro Paese. Le molte misure insensate (ricordiamo i 200 metri da casa?) hanno contribuito ad alimentarla. Le tv di Stato, occupate h24 a parlare di Covid, hanno fatto da volano a un diffuso sentimento di paura che anche ora che il problema è molto ridimensionato stenta a dissolversi. Molti anziani continuano a non andare nemmeno a Messa per questa persistente paura artificiale. I regimi si sono sempre avvalsi dei miti e della paura indotta.<br />Si è poi creato il mito che "insieme si può" e quindi sono state stigmatizzate le opinioni diverse, le manifestazioni pubbliche pur se nel rispetto delle regole, è stato congelato il Parlamento e le opposizioni critiche sono state accusate di non collaborare perché nell'emergenza si dovrebbe stare tutti uniti. Viene mitizzato un ipotetico nemico per condannare i fronti interni e accusarli di disfattismo. Le voci dissenzienti sono state tacitate e sono stati colpiti dal pubblico sospetto quanti dicevano che certe misure erano irrazionali e dannose.<br />Un altro mito che si è creato è quello degli esperti. Il governo si è attorniato di pletorici gruppi di esperti non solo per fronteggiare il virus dal punto di vista sanitario ma anche per decidere cosa fare dopo il virus. Sono stati addirittura convocati gli Stati Generali e la situazione è diventata ridicola. In questo modo i ritardi e le evidenti incompetenze sono state nascoste sotto il mito dei Supereroi Supercompetenti Superpagati.<br />Tutti questi miti sono stati fatti propri anche dalla Chiesa cattolica, che non ha saputo dire parole di verità e che anzi si è perfino rivelata più rigida nell'applicare i comportamenti richiesti dai nuovi miti. La Chiesa esperta in mitologia che impedisce di inginocchiarsi in chiesa anche se il governo non lo chiede. Sono state accettate le incongruenze, le astruse e contraddittorie disposizioni dei funzionari dei ministeri (perché se in una chiesa ci possono stare 70 persone, in caso di funerale possono starcene solo 15?), le restrizioni assurde (perché non più di 200 persone alle messe al chiuso se in molte cattedrali ce ne stanno molte di più?). La ragione politica diventata mito ha prodotto una mitologia religiosa dura a morire: i parchi giochi sono ormai pieni di gente e di bambini senza protezione, ma in chiesa si assiste a misurazione della febbre, distanza, sedie fissate a terra con lo scotch perché non si possano spostare, e dopo il missa est, gli "addetti al servizio d'ordine" vengono a prenderti per portarti fuori.<br />Nella Chiesa si è diffuso il mito che il primo modo di essere un buon cristiano è di essere un buon cittadino e che essere un buon cittadino vuol dire eseguire senza discutere le decisioni - spesso assurde oltre che incostituzionali e contrarie al Concordato - del governo in carica.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/32640622</guid><pubDate>Tue, 23 Jun 2020 19:10:20 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/32640622/cinque_falsi_miti_pi_uno_sul_coronavirus.mp3" length="7616051" type="audio/mpeg"/><itunes:author>BastaBugie</itunes:author><itunes:subtitle>TESTO DELL'ARTICOLO ➜http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6191&#13;
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CINQUE MITI FALSI (PIU' UNO) SUL CORONAVIRUS di Stefano Fontana&#13;
Quando la ragione si stacca dalla fede cade nel mito. É uno dei grandi insegnamenti di Benedetto XVI. Per lui...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜<a href="http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6191" rel="noopener">http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6191</a><br /><br />CINQUE MITI FALSI (PIU' UNO) SUL CORONAVIRUS di Stefano Fontana<br />Quando la ragione si stacca dalla fede cade nel mito. É uno dei grandi insegnamenti di Benedetto XVI. Per lui valeva anche il contrario: quando la fede si stacca dalla ragione cade nel mito. La caduta nel mito da parte della religione si chiama fideismo, la caduta nel mito da parte della ragione si chiama razionalismo: sono due religioni mitiche. Nel famoso discorso di Ratisbona del 2006 lo aveva spiegato molto bene. In questo nostro tempo notiamo che da un lato viene esaltata una religiosità mitica, come quella panteista, idolatrica e animista dei primitivi (si torni con la mente al sinodo dell'Amazzonia), e dall'altra la ragione politica si nutre di miti appunto politici. In ambedue i casi c'è un difetto di razionalità.<br />Durante la pandemia da Covid-19 la politica si è inventata molti miti in funzione autoconsolatoria oppure di servizio al potere politico. Sul mito dell'emergenza si può rinsaldare il potere e renderlo più pervasivo, proprio per contrastare l'emergenza. Il potere può aumentare il controllo, le libertà venire limitate con il consenso di tutti, le disposizioni autoritarie accolte perfino con soddisfazione e il potere se la gode.<br />Sul mito dell'emergenza si costruisce poi una mitologia: le conferenze stampa di Conte, il moralismo di Mattarella, i proni servizi giornalistici delle reti Rai, la retorica sentimentaloide della pubblicità dei grandi marchi "in attesa di riabbracciarci", i "nuovi eroi", le parate liturgiche delle task force e degli Stati generali, la raccolta fondi in tv per la protezione civile, ancora in atto anche se i presidi sono stati chiusi.<br />Il primo grande mito è stato senz'altro quello della stessa pandemia. La sua mortalità era inferiore al 4 per cento. Le numerose morti sono state dovute alla carenza di strutture sanitarie. Le vittime decedute con il Covid non sono morte per il Covid, ma per altre patologie o perché non erano disponibili posti di terapia intensiva. Il Covid stesso, quindi, è stato trasformato in un mito. <br />Un secondo mito è stato senz'altro quello della scienza e in particolare dei virologi. Nessuno di loro ci ha dato delle certezze, i loro pareri erano sempre discordanti, molti di loro hanno sfruttato l'occasione per apparire in tivù e vendere libri... ma nondimeno il governo si è sempre nascosto dietro il parere "degli scienziati". La gente è stata convinta che "serve un vaccino", i medici contrari vengono zittiti, arrivano i finanziamenti da Bill Gates e il processo dei trattamenti sanitari obbligatori (TSO) procede perché "lo dice la scienza".<br />Così è capitato con il mito della paura. L'allarmismo eccessivo è spiegabile data le carenze sanitarie di cui sopra, ma non lo è se rapportato alla vera entità dell'epidemia nel nostro Paese. Le molte misure insensate (ricordiamo i 200 metri da casa?) hanno contribuito ad alimentarla. Le tv di Stato, occupate h24 a parlare di Covid, hanno fatto da volano a un diffuso sentimento di paura che anche ora che il problema è molto ridimensionato stenta a dissolversi. Molti anziani continuano a non andare nemmeno a Messa per questa persistente paura artificiale. I regimi si sono sempre avvalsi dei miti e della paura indotta.<br />Si è poi creato il mito che "insieme si può" e quindi sono state stigmatizzate le opinioni diverse, le manifestazioni pubbliche pur se nel rispetto delle regole, è stato congelato il Parlamento e le opposizioni critiche sono state accusate di non collaborare perché nell'emergenza si dovrebbe stare tutti uniti. Viene mitizzato un ipotetico nemico per condannare i fronti interni e accusarli di disfattismo. 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SI SAPEVA DA TEMPO, MA NON VENIVA DETTO<br />La Conferenza delle Regioni infine raccomanda che "le indicazioni operative di cui al presente documento, eventualmente integrate con soluzioni di efficacia superiore, siano adattate ad ogni singola organizzazione, individuando le misure più efficaci in relazione ad ogni singolo contesto" e che le procedure/istruzioni in atto siano opportunamente integrate.<br />L'ordinanza della Conferenza delle Regioni è stata recepita da ogni singola Regione, come evincibile dalle ordinanze rinvenibili sui rispettivi siti, e del resto basta andare in qualsiasi bar, ristorante, o anche presso gli uffici postali per riscontrare l'assenza dei guanti e il disinvolto passaggio dei più diversi oggetti (dalle bottigliette, ai piatti, ai bollettini postali) a mani nude. [...]<br />Quale sorpresa poi nel leggere che qualche ora fa l'Oms ha a sua volta disincentivato l'uso dei guanti perché pericolosi: "L'Oms non raccomanda l'uso di guanti per contenere la diffusione del coronavirus perché può aumentare il rischio di infezione, dal momento che può portare ad una autocontaminazione o a una trasmissione ad altri quando si toccano le superfici contaminate e quindi il viso".<br />La successione cronologica mi fa addirittura pensare che il dato sulla pericolosità dei guanti fosse ormai acquisito da tempo (la Federazione dell'Ordine dei Medici è rimasta purtroppo a lungo inascoltata), visto che è già sfociato a livello di Conferenza delle Regioni fin dal 25 maggio e oggi è assurto a dato mondiale con l'OMS. E a maggior ragione mi chiedo perché il dato è rimasto oscurato. Soprattutto è stato portato all'attenzione a tu per tu, quasi segreta, dei singoli esercenti e utenti pubblici, ma non dei cattolici.<br />Insomma, sarebbe urgente che nel giro di qualche ora i Vescovi e i sacerdoti, consapevoli che l'uso dei guanti è addirittura pericoloso, non li utilizzino più per la distribuzione delle Ostie. Se non li ha convinti la "sacrilegalità", speriamo che li convinca la pericolosità. [...]<br /><br />NO GUANTI & PINZETTE<br />Mi chiedo poi se, in un futuro ipotetico scenario epidemico, le foto dei sacerdoti che nel 2020 hanno distribuito la Comunione con i guanti potranno mai diventare argomento per affermarne la liceità liturgica e diventare fonte autorevole per la ripetibilità di tali gesti. Che un fatto sia accaduto ne prova solo l'accadimento ma non l'intrinseca bontà, né la consacrazione a rito liturgico. Le foto di oggi come le stampe di ieri che riproducono sacerdoti con le pinze, non possono costituire una fonte che conferma la bontà di un comportamento, addirittura riconosciuto dalla Chiesa. In questo caso sì che l'uso della ragione dovrebbe approfondire e considerare come, così come oggi il terrorismo covid l'ha fatta da padrone inducendo a scelte scellerate e autolesioniste su ogni fronte, altrettanto dicasi per ipotesi analoghe svoltesi secoli fa in tempi di peste ed epidemie, per di più non accompagnate da altrettanta "scienza" come oggi. E se oggi, nonostante cotanta scienza che ci contraddistingue, si sono fatte scelte prive di ogni logica oltre che di scientificità, a maggior ragione quelle raffigurazioni con le pinze risalenti a secoli fa possono solo essere il racconto doloroso di quanto avvenuto in occasione di altre epidemie, senza che vi possa essere una seppur minima pretesa di liceità, ma semmai godere di un'attenuante in ordine alla gravità di quei comportamenti. Non si può dire altrettanto oggi. Oggi non ci sono attenuanti. Perché è banalmente rilevabile ad occhio nudo come le pinze non preservino da nulla.<br />Saranno sufficienti [...] l'OMS e la Conferenza delle Regioni e l'INAIL e l'Istituto Superiore di Sanità per vedere scomparire immediatamente lo scempio dei guanti?]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/31096410</guid><pubDate>Tue, 16 Jun 2020 18:07:27 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/31096410/coronavirus_basta_guanti.mp3" length="7647816" type="audio/mpeg"/><itunes:author>BastaBugie</itunes:author><itunes:subtitle>TESTO DELL'ARTICOLO ➜http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6172

CORONAVIRUS, BASTA GUANTI: SONO INUTILI, ANZI DANNOSI di Maria Stella Lopinto
La Conferenza delle Regioni [...] ha emanato il 25 maggio un'ordinanza che esclude l'uso dei guanti in...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜<a href="http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6172" rel="noopener">http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6172</a><br /><br />CORONAVIRUS, BASTA GUANTI: SONO INUTILI, ANZI DANNOSI di Maria Stella Lopinto<br />La Conferenza delle Regioni [...] ha emanato il 25 maggio un'ordinanza che esclude l'uso dei guanti in tutte le attività pubbliche, a partire dalle attività di ristorazione, bar, attività turistiche, strutture ricettive, servizi alla persona, commercio al dettaglio, piscine, palestre, ma anche uffici con contatto col pubblico come gli uffici postali.<br />La novità non ha "stranamente" avuto una neppur minima risonanza, considerato il rilievo che ha sia a livello informativo che psicologico per tutti gli italiani, e comunque per il clamore che ha avuto la questione dei guanti negli ambienti cattolici a seguito del protocollo del 7 maggio scorso intervenuto fra la Cei e il Governo italiano per la distribuzione dell'Eucarestia.<br />Insomma i guanti non sono più considerati fra "le misure di prevenzione e contenimento riconosciute a livello scientifico per contrastare la diffusione del contagio", tanto che si precisa che "relativamente all'utilizzo dei guanti monouso, in considerazione del rischio aggiuntivo derivante da un loro errato impiego, si ritiene di privilegiare la rigorosa e frequente igiene delle mani con acqua e sapone o soluzione idro-alcolica".<br />Il lungo elenco delle attività cui si riferisce la suddetta precisazione la dice lunga in ordine al convincimento a cui è giunta la Conferenza delle Regioni, che del resto è esplicita nel dire che "tutte le indicazioni riportate nelle singole schede tematiche devono intendersi come integrazioni alle raccomandazioni igienico-comportamentali finalizzate a contrastare la diffusione di SARS-CoV-2 in tutti i contesti di vita sociale".<br />La Conferenza delle Regioni precisa inoltre che "le indicazioni si pongono in continuità ..con i criteri generali di cui ai documenti tecnici prodotti da INAIL e Istituto Superiore di Sanità, con il principale obiettivo di ridurre il rischio di contagio per i singoli e per la collettività".<br /><br />GUANTI INUTILI? SI SAPEVA DA TEMPO, MA NON VENIVA DETTO<br />La Conferenza delle Regioni infine raccomanda che "le indicazioni operative di cui al presente documento, eventualmente integrate con soluzioni di efficacia superiore, siano adattate ad ogni singola organizzazione, individuando le misure più efficaci in relazione ad ogni singolo contesto" e che le procedure/istruzioni in atto siano opportunamente integrate.<br />L'ordinanza della Conferenza delle Regioni è stata recepita da ogni singola Regione, come evincibile dalle ordinanze rinvenibili sui rispettivi siti, e del resto basta andare in qualsiasi bar, ristorante, o anche presso gli uffici postali per riscontrare l'assenza dei guanti e il disinvolto passaggio dei più diversi oggetti (dalle bottigliette, ai piatti, ai bollettini postali) a mani nude. [...]<br />Quale sorpresa poi nel leggere che qualche ora fa l'Oms ha a sua volta disincentivato l'uso dei guanti perché pericolosi: "L'Oms non raccomanda l'uso di guanti per contenere la diffusione del coronavirus perché può aumentare il rischio di infezione, dal momento che può portare ad una autocontaminazione o a una trasmissione ad altri quando si toccano le superfici contaminate e quindi il viso".<br />La successione cronologica mi fa addirittura pensare che il dato sulla pericolosità dei guanti fosse ormai acquisito da tempo (la Federazione dell'Ordine dei Medici è rimasta purtroppo a lungo inascoltata), visto che è già sfociato a livello di Conferenza delle Regioni fin dal 25 maggio e oggi è assurto a dato mondiale con l'OMS. E a maggior ragione mi chiedo perché il dato è rimasto oscurato. Soprattutto è stato portato all'attenzione a tu per tu, quasi segreta, dei singoli esercenti e utenti pubblici, ma non dei cattolici.<br />Insomma, sarebbe urgente che nel giro di qualche ora i Vescovi e...]]></itunes:summary><itunes:duration>478</itunes:duration><itunes:keywords>contagio,danno,guanti,inutile,salute</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/f0db87eb58c81b90df9ccb3f7f0b89c4.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Il mito del vaccino contro il coronavirus</title><link>https://www.spreaker.com/episode/il-mito-del-vaccino-contro-il-coronavirus--29988197</link><description><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜<a href="http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6154" rel="noopener">http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6154</a><br /><br />IL MITO DEL VACCINO CONTRO IL CORONAVIRUS di Riccardo Cascioli<br />C'è qualcosa che stona in questa attesa spasmodica del vaccino contro il coronavirus. Non entro qui nell'ambito prettamente sanitario. Abbiamo già affrontato più volte da questo punto di vista il tema del vaccino, mettendo anche in guardia dai facili ottimismi e dalle false speranze.<br />No, in questa sede vogliamo discutere l'atteggiamento, la posizione che stiamo assumendo davanti all'eventualità di un vaccino. Ovvero, il fatto che si sia passati lentamente dalla speranza di trovare un farmaco in grado almeno di ridurre al minimo i rischi mortali di una infezione da coronavirus, all'attesa messianica di una fiala in grado di liberarci dal male.<br />In questi mesi la sofferenza da Covid è stata soltanto l'origine e l'epicentro di un fenomeno di sofferenza molto più ampio: l'incertezza, la paura, l'isolamento, la depressione, i suicidi, la preoccupazione per il lavoro, le altre malattie dimenticate (anche quelle più letali del Covid); senza dimenticare il dolore e la rabbia per le Messe prima negate al popolo e ora fortemente limitate. E comunque, in misura maggiore o minore, tutti abbiamo sofferto e continuiamo a soffrire per il lockdown, per le limitazioni imposte spesso sfidando il buon senso e la ragione. Non manca neanche un profondo senso di ingiustizia: gli assembramenti se si tratta di manifestazioni di sinistra (vedi il 25 aprile e quella di ieri, clamorosa, contro il razzismo) non contano, sono ammessi, anzi pare facciano bene alla salute. Mentre invece si continua ad andare in chiesa (chi ci va ancora) come se si entrasse nel reparto infettivi dell'ospedale.<br /><br />UN RIMEDIO MIRACOLOSO<br />Ecco, pare che da tutto questo ci libererà il vaccino. Un rimedio miracoloso, che promette non solo di fermare il virus, ma anche di liberarci dalle catene del lockdown, di far rinascere l'economia, di farci togliere le mascherine, di farci tornare ad abbracciare, di farci perfino sentire immortali (dato che da un po' di tempo pare che il Covid-19 sia l'unica causa di mortalità).<br />Basta leggere i giornali, sentire le dichiarazioni dei politici, i diktat del comitato tecnico-scientifico: tutti in attesa del vaccino, è lui il vitello d'oro che ci salverà. E l'uomo della strada non fa altro che ripetere: «Speriamo che arrivi presto questo vaccino».<br />Nessuno deve distrarci da questa attesa. Vietato farsi domande sul perché le terapie intensive si sono già svuotate e nessuno si presenta più al pronto soccorso con sintomi gravi da Covid-19 (anche senza vaccino); vietato dare pubblicità alle conoscenze nel frattempo acquisite sul virus e alle terapie che già hanno dimostrato di funzionare (anzi, queste vanno screditate e minimizzato il loro impatto). Il popolo deve attendere con trepidazione: forse è pronto per l'autunno; no, bisognerà aspettare la primavera prossima; no, non prima dell'estate 2021; aspetta, i test sono già in corso e i tempi potrebbero essere abbreviati.<br />Non importa, tra tre mesi o fra due anni, in ogni caso solo quando ci sarà il vaccino potremmo toglierci le mascherine, avvicinarci anche a meno di un metro, togliere ogni barriera, far risalire l'occupazione, sentirci sicuri.<br /><br />FALSE CERTEZZE<br />Ecco, l'illusione di sentirci sicuri, di azzerare i rischi. È la vera debolezza della nostra società, che porta a costruirsi false certezze. E, come in questo caso, a confondere due piani ben distinti: la medicina, la scienza, offre delle risposte a tanti bisogni umani; combatte le malattie, permette una vita più lunga e più sana. Ma non ha una risposta al senso della vita e della sofferenza. Quando si ha a che fare con una malattia grave, certo che si spera di guarire, magari grazie a una nuova terapia, a un innovativo intervento chirurgico. Ma non sarà questo, comunque, a decidere della nostra letizia o della nostra disperazione.<br />L'attuale attesa per il vaccino sta assumendo invece un aspetto messianico: facciamo i sacrifici oggi in attesa dell'evento che ci libererà definitivamente. L'aspetto più drammatico è che anche l'autorità ecclesiale contribuisce a questa confusione tra i piani, al crescere di questa pericolosa illusione: si prega quasi esclusivamente perché si possa trovare presto il vaccino, quasi come ad anticipare la venuta del messia. Non solo la salute, anche la salvezza sta nel vaccino. Mai un accenno alle domande vere che affiorano naturali quando ci troviamo a dover fare i conti con la morte, a guardarla come una possibilità concreta, attuale. Mai un richiamo a tornare a Dio per allontanare le sventure che si abbattono sull'umanità. Tutte le speranze sono sulla scienza, e le nostre vite affidate nel frattempo alle indicazioni del comitato tecnico-scientifico.<br />È possibile invece essere liberi già oggi, pur nel rispetto delle limitazioni imposte, e senza vaccino, proprio prendendo sul serio le domande sulla vita, sul senso della sofferenza, sul mistero della morte e sul significato delle calamità, che le attuali circostanze inevitabilmente ci pongono. E scoprendo, seguendo queste domande, come la nostra vita dipenda concretamente da un Altro, da Chi ci ha voluto fin dall'eternità e che è il vero compimento della nostra attesa. Fino a poter dire con sant'Agostino: «Ci hai fatti per te, Signore, e il nostro cuore è inquieto finché non riposa in te».]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/29988197</guid><pubDate>Tue, 09 Jun 2020 14:27:45 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/29988197/il_mito_del_vaccino.mp3" length="7277086" type="audio/mpeg"/><itunes:author>BastaBugie</itunes:author><itunes:subtitle>TESTO DELL'ARTICOLO ➜http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6154

IL MITO DEL VACCINO CONTRO IL CORONAVIRUS di Riccardo Cascioli
C'è qualcosa che stona in questa attesa spasmodica del vaccino contro il coronavirus. Non entro qui nell'ambito...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜<a href="http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6154" rel="noopener">http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6154</a><br /><br />IL MITO DEL VACCINO CONTRO IL CORONAVIRUS di Riccardo Cascioli<br />C'è qualcosa che stona in questa attesa spasmodica del vaccino contro il coronavirus. Non entro qui nell'ambito prettamente sanitario. Abbiamo già affrontato più volte da questo punto di vista il tema del vaccino, mettendo anche in guardia dai facili ottimismi e dalle false speranze.<br />No, in questa sede vogliamo discutere l'atteggiamento, la posizione che stiamo assumendo davanti all'eventualità di un vaccino. Ovvero, il fatto che si sia passati lentamente dalla speranza di trovare un farmaco in grado almeno di ridurre al minimo i rischi mortali di una infezione da coronavirus, all'attesa messianica di una fiala in grado di liberarci dal male.<br />In questi mesi la sofferenza da Covid è stata soltanto l'origine e l'epicentro di un fenomeno di sofferenza molto più ampio: l'incertezza, la paura, l'isolamento, la depressione, i suicidi, la preoccupazione per il lavoro, le altre malattie dimenticate (anche quelle più letali del Covid); senza dimenticare il dolore e la rabbia per le Messe prima negate al popolo e ora fortemente limitate. E comunque, in misura maggiore o minore, tutti abbiamo sofferto e continuiamo a soffrire per il lockdown, per le limitazioni imposte spesso sfidando il buon senso e la ragione. Non manca neanche un profondo senso di ingiustizia: gli assembramenti se si tratta di manifestazioni di sinistra (vedi il 25 aprile e quella di ieri, clamorosa, contro il razzismo) non contano, sono ammessi, anzi pare facciano bene alla salute. Mentre invece si continua ad andare in chiesa (chi ci va ancora) come se si entrasse nel reparto infettivi dell'ospedale.<br /><br />UN RIMEDIO MIRACOLOSO<br />Ecco, pare che da tutto questo ci libererà il vaccino. Un rimedio miracoloso, che promette non solo di fermare il virus, ma anche di liberarci dalle catene del lockdown, di far rinascere l'economia, di farci togliere le mascherine, di farci tornare ad abbracciare, di farci perfino sentire immortali (dato che da un po' di tempo pare che il Covid-19 sia l'unica causa di mortalità).<br />Basta leggere i giornali, sentire le dichiarazioni dei politici, i diktat del comitato tecnico-scientifico: tutti in attesa del vaccino, è lui il vitello d'oro che ci salverà. E l'uomo della strada non fa altro che ripetere: «Speriamo che arrivi presto questo vaccino».<br />Nessuno deve distrarci da questa attesa. Vietato farsi domande sul perché le terapie intensive si sono già svuotate e nessuno si presenta più al pronto soccorso con sintomi gravi da Covid-19 (anche senza vaccino); vietato dare pubblicità alle conoscenze nel frattempo acquisite sul virus e alle terapie che già hanno dimostrato di funzionare (anzi, queste vanno screditate e minimizzato il loro impatto). Il popolo deve attendere con trepidazione: forse è pronto per l'autunno; no, bisognerà aspettare la primavera prossima; no, non prima dell'estate 2021; aspetta, i test sono già in corso e i tempi potrebbero essere abbreviati.<br />Non importa, tra tre mesi o fra due anni, in ogni caso solo quando ci sarà il vaccino potremmo toglierci le mascherine, avvicinarci anche a meno di un metro, togliere ogni barriera, far risalire l'occupazione, sentirci sicuri.<br /><br />FALSE CERTEZZE<br />Ecco, l'illusione di sentirci sicuri, di azzerare i rischi. È la vera debolezza della nostra società, che porta a costruirsi false certezze. E, come in questo caso, a confondere due piani ben distinti: la medicina, la scienza, offre delle risposte a tanti bisogni umani; combatte le malattie, permette una vita più lunga e più sana. Ma non ha una risposta al senso della vita e della sofferenza. Quando si ha a che fare con una malattia grave, certo che si spera di guarire, magari grazie a una nuova terapia, a un innovativo intervento chirurgico. Ma non sarà questo,...]]></itunes:summary><itunes:duration>455</itunes:duration><itunes:keywords>coronavirus,falsità,inutile,mascherine,vaccino</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/9322cd665a7f7b5ec611988f65a0f604.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>I morti a causa del coronavirus vanno annoverati fra le vittime del comunismo</title><link>https://www.spreaker.com/episode/i-morti-a-causa-del-coronavirus-vanno-annoverati-fra-le-vittime-del-comunismo--30003586</link><description><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜<a href="http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6158" rel="noopener">http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6158</a><br /><br />I MORTI A CAUSA DEL CORONAVIRUS VANNO ANNOVERATI FRA LE VITTIME DEL COMUNISMO di Antonio Socci<br />Venendo da una storia comunista, Pier Luigi Bersani, ex segretario del Pd, ha sempre la propensione alla demonizzazione dell'avversario tipica della casa.<br />Lo si è visto nei giorni scorsi, quando, in un programma tv si è lanciato a testa bassa contro il centrodestra: "Il messaggio che in Parlamento e fuori sta dando il centrodestra è una coltellata al Paese... Questa gente qua mi viene il dubbio che se avessero governato loro non sarebbero bastati i cimiteri".<br />È chiaro che non è facile difendere l'operato del governo Conte, ma cercare di farlo rovesciando la frittata così è davvero un modo sgangherato di far politica. Oltretutto dopo che il presidente Mattarella aveva invitato tutti all'unità morale e alla collaborazione.<br />È la vecchia demonizzazione dell'avversario. A cui però Bersani aggiunge una sua personale tendenza all'autogol. Il primo dei quali è proprio l'evocazione di chi riempie i cimiteri.<br />A riempire veramente i cimiteri infatti è stata la Cina comunista, da dove è dilagata nel mondo la pandemia. Non a caso Trump chiama il Covid-19 "il Virus di Wuhan". Bersani dovrebbe sapere che a Wuhan non comandano né Salvini, né la Meloni, né Tajani: comanda il Partito comunista cinese.<br />Bisognerebbe chiedersi dunque se i 33 mila morti italiani e i quasi 400 mila morti complessivi nel mondo, a causa del Covid, non si aggiungano alla lunghissima lista delle vittime del comunismo, che si contano a milioni.<br /><br />IL CARDINALE DEL MYANMAR (EX BIRMANIA)<br />Proprio questo ha affermato a chiare lettere, giorni fa, il cardinale card. Charles Bo, arcivescovo di Yangon, nel Myanmar. Già il titolo della sua dichiarazione è eloquente: "Il regime cinese e la sua colpevolezza morale sul contagio globale".<br />Il prelato ha ricordato la ricerca dell'Università di Southampton, in Gran Bretagna, secondo la quale, se la Cina fosse stata corretta, cioè se - invece di imbavagliare e reprimere chi aveva scoperto l'epidemia - avesse agito tre settimane prima, rispetto al 23 gennaio, il numero di casi totali di Covid 19 si sarebbe potuto ridurre del 95 per cento. E anche agendo una settimana prima la pandemia sarebbe stata ridotta del 66 per cento.<br />Anche la recente inchiesta dell'Associated Press sui rapporti intercorsi fra regime cinese e Organizzazione mondiale della sanità, nelle prime settimane dell'epidemia, conferma i problemi.<br />A causa di questi ritardi del regime, che per giorni scelse il negazionismo e addirittura organizzò manifestazioni di massa a Wuhan si è "scatenato un contagio globale che ha ucciso migliaia di persone", ha affermato il porporato.<br />Dunque, ha proseguito, per "il danno arrecato a tante vite umane nel mondo intero... c'è un governo che ha la responsabilità primaria... ed è il regime del Partito comunista cinese di Pechino".<br />Ovviamente "non il popolo cinese. I cinesi sono stati le prime vittime di questo virus e sono state a lungo le principali vittime del loro regime repressivo. Ma sono la repressione e le bugie del PCC a essere responsabili".<br />Il cardinale citava coloro che avevano capito per tempo e sono stati messi a tacere, dal dottor Li Wenliang dell'ospedale centrale di Wuhan a due giovani giornalisti della città. E ricordava i comportamenti del regime "dopo che la verità era diventata di dominio pubblico" ("il Centro americano per il controllo e la prevenzione delle malattie è stato ignorato da Pechino per oltre un mese").<br />Di fatto "bugie e propaganda hanno messo in pericolo milioni di vite in tutto il mondo". E ciò è accaduto, afferma il cardinale, perché in Cina sono abituali "la repressione della libertà di espressione" e la violazione dei diritti umani.<br />La conclusione del card. Bo è durissima: "con la sua gestione disumana e irresponsabile del coronavirus, il PCC ha dimostrato ciò che molti pensavano in precedenza: che è una minaccia per il mondo... questo regime è responsabile, attraverso la sua negligenza e repressione, della pandemia che oggi dilaga nelle nostre strade".<br /><br />CHE NE PENSA BERSANI?<br />Non sarebbe il caso di parlare di questo? A dire il vero il suo compagno di partito Massimo D'Alema, nel libro che ha appena pubblicato, "Grande è la confusione sotto il cielo", arriva addirittura a elogiare la Cina e perfino per come ha gestito il dramma del coronavirus ("ha saputo fronteggiare questa prova in modo più efficace rispetto a noi", in quanto "ha fatto la differenza un grado minore di individualismo, una maggior coesione sociale e l'esistenza di reti comunitarie").<br />In una recente conferenza poi D'Alema si è addirittura scagliato contro quello che ha chiamato "il partito anti-cinese" che - a suo dire - "è già all'opera anche in Europa in un clima di nuova guerra fredda".<br />Quindi guai ad attaccare la Cina. Nelle prossime settimane però potrebbe perfino aggravarsi la responsabilità del regime di Pechino, visto quello che un personaggio di rilievo come sir Richard Dearlove, ex capo dei servizi segreti inglesi, ha dichiarato al "Telegraph": citando una ricerca di prossima pubblicazione, Dearlove ha spiegato che il virus sarebbe stato creato in laboratorio e ne sarebbe uscito per un incidente dando il via alla pandemia.<br />Sarà interessante sentire cosa diranno Bersani e D'Alema. Nel frattempo va detto che un altro autogol è stato fatto dallo stesso Bersani quando ha cercato di mettere una toppa alla sua incredibile dichiarazione.<br />Ha infatti spiegato di aver usato "un'iperbole" e ha aggiunto che ce l'aveva con Salvini che, alla manifestazione del 2 giugno, non avrebbe tenuto sempre la mascherina e non avrebbe osservato il distanziamento.<br />Sembra un altro autogol perché proprio un esponente di Leu, il suo partito, occupa quel ministero della salute che - come informazione sanitaria - a febbraio spiegava che "non è necessario indossare la mascherina per la popolazione generale in assenza di sintomi di malattie respiratorie".<br />È lo stesso ministero che mandava in onda il famoso spot in cui si affermava che "non è affatto facile il contagio". Con tutto questo Bersani punta il dito sugli altri.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/30003586</guid><pubDate>Tue, 09 Jun 2020 14:26:30 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/30003586/i_morti_del_coronavirus.mp3" length="7516577" type="audio/mpeg"/><itunes:author>BastaBugie</itunes:author><itunes:subtitle>TESTO DELL'ARTICOLO ➜http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6158

I MORTI A CAUSA DEL CORONAVIRUS VANNO ANNOVERATI FRA LE VITTIME DEL COMUNISMO di Antonio Socci
Venendo da una storia comunista, Pier Luigi Bersani, ex segretario del Pd, ha sempre...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜<a href="http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6158" rel="noopener">http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6158</a><br /><br />I MORTI A CAUSA DEL CORONAVIRUS VANNO ANNOVERATI FRA LE VITTIME DEL COMUNISMO di Antonio Socci<br />Venendo da una storia comunista, Pier Luigi Bersani, ex segretario del Pd, ha sempre la propensione alla demonizzazione dell'avversario tipica della casa.<br />Lo si è visto nei giorni scorsi, quando, in un programma tv si è lanciato a testa bassa contro il centrodestra: "Il messaggio che in Parlamento e fuori sta dando il centrodestra è una coltellata al Paese... Questa gente qua mi viene il dubbio che se avessero governato loro non sarebbero bastati i cimiteri".<br />È chiaro che non è facile difendere l'operato del governo Conte, ma cercare di farlo rovesciando la frittata così è davvero un modo sgangherato di far politica. Oltretutto dopo che il presidente Mattarella aveva invitato tutti all'unità morale e alla collaborazione.<br />È la vecchia demonizzazione dell'avversario. A cui però Bersani aggiunge una sua personale tendenza all'autogol. Il primo dei quali è proprio l'evocazione di chi riempie i cimiteri.<br />A riempire veramente i cimiteri infatti è stata la Cina comunista, da dove è dilagata nel mondo la pandemia. Non a caso Trump chiama il Covid-19 "il Virus di Wuhan". Bersani dovrebbe sapere che a Wuhan non comandano né Salvini, né la Meloni, né Tajani: comanda il Partito comunista cinese.<br />Bisognerebbe chiedersi dunque se i 33 mila morti italiani e i quasi 400 mila morti complessivi nel mondo, a causa del Covid, non si aggiungano alla lunghissima lista delle vittime del comunismo, che si contano a milioni.<br /><br />IL CARDINALE DEL MYANMAR (EX BIRMANIA)<br />Proprio questo ha affermato a chiare lettere, giorni fa, il cardinale card. Charles Bo, arcivescovo di Yangon, nel Myanmar. Già il titolo della sua dichiarazione è eloquente: "Il regime cinese e la sua colpevolezza morale sul contagio globale".<br />Il prelato ha ricordato la ricerca dell'Università di Southampton, in Gran Bretagna, secondo la quale, se la Cina fosse stata corretta, cioè se - invece di imbavagliare e reprimere chi aveva scoperto l'epidemia - avesse agito tre settimane prima, rispetto al 23 gennaio, il numero di casi totali di Covid 19 si sarebbe potuto ridurre del 95 per cento. E anche agendo una settimana prima la pandemia sarebbe stata ridotta del 66 per cento.<br />Anche la recente inchiesta dell'Associated Press sui rapporti intercorsi fra regime cinese e Organizzazione mondiale della sanità, nelle prime settimane dell'epidemia, conferma i problemi.<br />A causa di questi ritardi del regime, che per giorni scelse il negazionismo e addirittura organizzò manifestazioni di massa a Wuhan si è "scatenato un contagio globale che ha ucciso migliaia di persone", ha affermato il porporato.<br />Dunque, ha proseguito, per "il danno arrecato a tante vite umane nel mondo intero... c'è un governo che ha la responsabilità primaria... ed è il regime del Partito comunista cinese di Pechino".<br />Ovviamente "non il popolo cinese. I cinesi sono stati le prime vittime di questo virus e sono state a lungo le principali vittime del loro regime repressivo. Ma sono la repressione e le bugie del PCC a essere responsabili".<br />Il cardinale citava coloro che avevano capito per tempo e sono stati messi a tacere, dal dottor Li Wenliang dell'ospedale centrale di Wuhan a due giovani giornalisti della città. E ricordava i comportamenti del regime "dopo che la verità era diventata di dominio pubblico" ("il Centro americano per il controllo e la prevenzione delle malattie è stato ignorato da Pechino per oltre un mese").<br />Di fatto "bugie e propaganda hanno messo in pericolo milioni di vite in tutto il mondo". E ciò è accaduto, afferma il cardinale, perché in Cina sono abituali "la repressione della libertà di espressione" e la violazione dei diritti umani.<br />La conclusione del card. Bo è...]]></itunes:summary><itunes:duration>470</itunes:duration><itunes:keywords>comunismo,malattia,morti,politica,virus</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/1e5ca53df957fc41b53f7599cef00a75.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Coronavirus: nella confusione sanitaria, politica, economica e religiosa, i cristiani come possono orientarsi?</title><link>https://www.spreaker.com/episode/coronavirus-nella-confusione-sanitaria-politica-economica-e-religiosa-i-cristiani-come-possono-orientarsi--30000802</link><description><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜<a href="http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6159" rel="noopener">http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6159</a><br /><br />CORONAVIRUS: NELLA CONFUSIONE SANITARIA, POLITICA, ECONOMICA E RELIGIOSA, I CRISTIANI COME POSSONO ORIENTARSI? di Roberto de Mattei<br />La confusione sanitaria, politica, economica e soprattutto religiosa si è certamente aggravata negli ultimi tre mesi. Come orientarsi nei tempi di confusione qual è l'epoca del coronavirus?<br />Il segreto è dare le giuste priorità, che significa anche dare ad ogni cosa il suo giusto posto, ovvero recuperare una retta nozione dell'ordine delle cose.<br />L'ordine non è mai orizzontale, ma è sempre verticale e gerarchico. Nell'ordine c'è un alto e un basso, un più e un meno e questo avviene anche in tutti i problemi della vita, individuale e sociale.<br />Dare la giusta priorità per chi si fregia del nome di cristiano significa dare a Dio il primato in ogni cosa: cercare sempre e innanzitutto il Regno di Dio e la Sua giustizia. Di fronte a questo o a quel problema, in questa o in quella situazione, occorre sempre chiedersi, non quali sono i nostri interessi, ciò che ci conviene, ma quali sono gli interessi di Dio, ciò a cui Dio ha diritto.<br />Bisogna cercare i diritti di Dio e ricordarsi che, di fronte a Dio, non abbiamo diritti ma solo doveri. E se esistono diritti di fronte agli uomini, è perché questi diritti si fondano su di una legge divina che Dio ha inciso nella natura di ogni uomo e che perciò la nostra mente e il nostro cuore è capace di riconoscere e di amare. Ad esempio il nostro diritto alla vita si fonda sul precetto della legge naturale che proibisce di uccidere l'innocente. Una proibizione assoluta, sancita dal quinto comandamento che vale sia per gli individui che per lo Stato. Abbiamo un diritto a conservare la purezza fondato a sua volta sulla proibizione di commettere atti impuri, anche con i desideri, stabilita da due comandamenti divini, il sesto e il nono. Non abbiamo invece il diritto a trasgredire i comandamenti che proibiscono gli atti e i desideri impuri.<br />Allo stesso modo non abbiamo il diritto assoluto ad essere immuni da restrizioni fisiche, a meno che queste restrizioni non impediscano od ostacolino la pratica dei nostri doveri. La libertà di pensiero, di parola e di movimento, rivendicata da tanti eretici nel corso della storia, è stata condannata dalla Chiesa proprio perché pretendeva di fondarsi sull'autodeterminazione dell'uomo invece che sulla legge divina e naturale. La legge divina e naturale esige che l'uomo sia libero di osservare i precetti di Dio e della Chiesa, cominciando col rendere a Dio il culto che gli è dovuto, ma non concede questa libertà al di fuori dell'ordine stabilito da Dio.<br />Tutto il processo di globalizzazione di cui l'UE è parte importante, è stato costruito sul principio del diritto assoluto dell'uomo alla libertà di circolazione e di azione, condannato da Gregorio XVI nella Mirari vos e da Pio IX nel Sillabo. Lo stato totalitario non è tale perché nega la libertà ma perché, come il comunismo e il nazionalsocialismo, calpesta la Verità, che è solamente quella custodita dalla Chiesa cattolica ed è racchiusa nella legge naturale.<br />Ogni critica agli Stati moderni e alle lobbies rivoluzionarie che oggi dominano la società ha senso e valore solo se parte da questo principio: Dio, e non l'uomo, prima di ogni cosa.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/30000802</guid><pubDate>Tue, 09 Jun 2020 14:23:08 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/30000802/coronavirus_come_orientarsi.mp3" length="4282826" type="audio/mpeg"/><itunes:author>BastaBugie</itunes:author><itunes:subtitle>TESTO DELL'ARTICOLO ➜http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6159

CORONAVIRUS: NELLA CONFUSIONE SANITARIA, POLITICA, ECONOMICA E RELIGIOSA, I CRISTIANI COME POSSONO ORIENTARSI? di Roberto de Mattei
La confusione sanitaria, politica, economica e...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜<a href="http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6159" rel="noopener">http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6159</a><br /><br />CORONAVIRUS: NELLA CONFUSIONE SANITARIA, POLITICA, ECONOMICA E RELIGIOSA, I CRISTIANI COME POSSONO ORIENTARSI? di Roberto de Mattei<br />La confusione sanitaria, politica, economica e soprattutto religiosa si è certamente aggravata negli ultimi tre mesi. Come orientarsi nei tempi di confusione qual è l'epoca del coronavirus?<br />Il segreto è dare le giuste priorità, che significa anche dare ad ogni cosa il suo giusto posto, ovvero recuperare una retta nozione dell'ordine delle cose.<br />L'ordine non è mai orizzontale, ma è sempre verticale e gerarchico. Nell'ordine c'è un alto e un basso, un più e un meno e questo avviene anche in tutti i problemi della vita, individuale e sociale.<br />Dare la giusta priorità per chi si fregia del nome di cristiano significa dare a Dio il primato in ogni cosa: cercare sempre e innanzitutto il Regno di Dio e la Sua giustizia. Di fronte a questo o a quel problema, in questa o in quella situazione, occorre sempre chiedersi, non quali sono i nostri interessi, ciò che ci conviene, ma quali sono gli interessi di Dio, ciò a cui Dio ha diritto.<br />Bisogna cercare i diritti di Dio e ricordarsi che, di fronte a Dio, non abbiamo diritti ma solo doveri. E se esistono diritti di fronte agli uomini, è perché questi diritti si fondano su di una legge divina che Dio ha inciso nella natura di ogni uomo e che perciò la nostra mente e il nostro cuore è capace di riconoscere e di amare. Ad esempio il nostro diritto alla vita si fonda sul precetto della legge naturale che proibisce di uccidere l'innocente. Una proibizione assoluta, sancita dal quinto comandamento che vale sia per gli individui che per lo Stato. Abbiamo un diritto a conservare la purezza fondato a sua volta sulla proibizione di commettere atti impuri, anche con i desideri, stabilita da due comandamenti divini, il sesto e il nono. Non abbiamo invece il diritto a trasgredire i comandamenti che proibiscono gli atti e i desideri impuri.<br />Allo stesso modo non abbiamo il diritto assoluto ad essere immuni da restrizioni fisiche, a meno che queste restrizioni non impediscano od ostacolino la pratica dei nostri doveri. La libertà di pensiero, di parola e di movimento, rivendicata da tanti eretici nel corso della storia, è stata condannata dalla Chiesa proprio perché pretendeva di fondarsi sull'autodeterminazione dell'uomo invece che sulla legge divina e naturale. La legge divina e naturale esige che l'uomo sia libero di osservare i precetti di Dio e della Chiesa, cominciando col rendere a Dio il culto che gli è dovuto, ma non concede questa libertà al di fuori dell'ordine stabilito da Dio.<br />Tutto il processo di globalizzazione di cui l'UE è parte importante, è stato costruito sul principio del diritto assoluto dell'uomo alla libertà di circolazione e di azione, condannato da Gregorio XVI nella Mirari vos e da Pio IX nel Sillabo. Lo stato totalitario non è tale perché nega la libertà ma perché, come il comunismo e il nazionalsocialismo, calpesta la Verità, che è solamente quella custodita dalla Chiesa cattolica ed è racchiusa nella legge naturale.<br />Ogni critica agli Stati moderni e alle lobbies rivoluzionarie che oggi dominano la società ha senso e valore solo se parte da questo principio: Dio, e non l'uomo, prima di ogni cosa.]]></itunes:summary><itunes:duration>268</itunes:duration><itunes:keywords>cittadini,diritti,doveri,emergenza,lavoro,stato</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/5d4395ab08a0b547a369bc537a08e88c.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Il coronavirus è una rivoluzione, cioè un attacco alla libertà</title><link>https://www.spreaker.com/episode/il-coronavirus-e-una-rivoluzione-cioe-un-attacco-alla-liberta--28898426</link><description><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜<a href="http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6150" rel="noopener">http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6150</a><br /><br />IL CORONAVIRUS E' UNA RIVOLUZIONE, CIOE' UN ATTACCO ALLA LIBERTA' di Aldo Maria Valli<br />Non so se e quanto ce ne siamo resi conto, ma noi, con questa vicenda del coronavirus, siamo nel bel mezzo di una rivoluzione. Della rivoluzione abbiamo infatti tutti gli ingredienti, nessuno escluso. Prima di tutto abbiamo l'ideale supremo, trasformato in un assoluto rispetto al quale tutto il resto è sacrificabile: la Salute. E che cos'è che ogni rivoluzione chiede di sacrificare in nome di un ideale supremo? La libertà, ovviamente. E che cos'è che ogni rivoluzione utilizza per imporsi e fare piazza pulita dei dissenzienti? Il terrore, ovviamente. Vedete che non ci manca nulla. L'ideale supremo l'abbiamo, il valore da sacrificare l'abbiamo, lo strumento l'abbiamo. Quello che cambia è il quadro storico, ma nella sostanza gli ingredienti sono classici. Andiamo avanti.<br />Ogni rivoluzione ha bisogno di una narrativa, il cui scopo principale è quello di esaltare il valore supremo, legittimare la rinuncia alla libertà, denigrare i nemici e alimentare il terrore. Proprio ciò che sta facendo la narrativa dominante in questo momento, grazie all'opera instancabile della maggior parte dei mass media.<br />Nel nostro caso, insieme alle libertà e ai diritti, l'altra grande vittima di questa rivoluzione è lo Stato. In realtà lo Stato già da molto tempo era un morto che camminava, ma a questo punto la sua liquidazione è completa. Se ancora formalmente esiste, è solo perché possa essere l'esecutore locale di decisioni prese altrove.<br />E qui veniamo a un altro ingrediente fondamentale: i rivoluzionari. Che nel nostro caso sono i grandi organismi internazionali e sovranazionali. Primo fra tutti l'Oms, quell'Organizzazione mondiale della sanità che assomiglia sempre di più a un governo mondiale, con il suo organo decisionale (l'Assemblea mondiale della sanità) e con le sue direttive in grado di incidere ovunque, saltando ogni potere decisionale intermedio, proprio grazie al suo marchio di fabbrica, ovvero la Salute, diventato il grande totem globale, appunto l'idolo supremo.<br /><br />L'IDOLO RICHIEDE SACRIFICI<br />Proseguiamo. In ogni rivoluzione l'idolo non è veramente tale se non richiede sacrifici. E il sacrificio che ora è chiesto a tutti non è solo quello di rinunciare a porzioni crescenti di libertà e diritti, ma anche quello di diventare più poveri, di perdere il lavoro o di avere un lavoro più precario. Se lo richiede il grande totem, non si discute. E anche sotto questo profilo siamo nel classico quadro rivoluzionario. Tutte le rivoluzioni (pensiamo alla Cina maoista, alla Russia sovietica), nell'attesa della palingenesi rivoluzionaria, garantiscono una sola cosa: crescente povertà, tanto che possiamo ben dire che la povertà è un sigillo della rivoluzione. E lo è in particolare l'impoverimento della classe media: se il ceto medio si impoverisce, potete star certi che una rivoluzione è in corso.<br />Come in tutte le rivoluzioni, anche in questa che stiamo vivendo ci sono poi i guardiani, chiamati a controllare, e direi che nel nostro caso i guardiani proprio non mancano.<br />La rivoluzione, per meglio esercitare il controllo e la repressione del dissenso, ha bisogno di introdurre segni di riconoscimento, e nel nostro caso tale segno è la famigerata mascherina. Chi la indossa è accettato e può far parte del sistema, chi non la indossa, o la indossa di meno, è il controrivoluzionario, il reazionario, dunque il nemico.<br />In questi primi giorni di post-quarantena ho notato che molte persone indossano la mascherina anche quando sono sole, ben a distanza le une dalle altre, in luoghi aperti. La indossano persino quando sono da sole in automobile. Significa che la mascherina è diventata il contrassegno del conformismo rivoluzionario. Viene indossata non tanto e non solo per la sua funzione (che resta comunque dubbia), ma in quanto simbolo di appartenenza. Come la giacca di Sun Yat-sen ai tempi del maoismo.<br />Come in tutte le rivoluzioni, oltre ai guardiani non possono mancare i delatori, e infatti ne abbiamo. Ne sanno qualcosa i parroci che si sono visti piombare in chiesa le forze dell'ordine perché qualcuno aveva segnalato che era in corso una Messa alla presenza dei fedeli.<br />Conformismo e delazione sono in funzione della coesione rivoluzionaria fondata sul terrore. E ogni vero rivoluzionario sa di essere, in fondo, nient'altro che un organizzatore del terrore, come spiegò chiaramente Feliks Ėdmundovič Dzeržinskij, primo direttore della Čeka, la polizia segreta sovietica, quando disse: "Noi siamo per il terrore organizzato".<br />Prima ho parlato dei sacrifici richiesti dal totem globale della Salute, ma non bisogna pensare che il rivoluzionario li viva in quanto tali. No, il rivoluzionario li considera omaggi, ed è pronto a tutto, anche a lasciarsi tracciare, anche a non essere più libero, pur di vedere garantito ed esaltato il valore, in questo caso la Salute, che la rivoluzione ha deciso di mettere in cima a tutto e che l'ideologia trasforma in un assoluto.<br /><br />LA PROPAGANDA<br />Inutile dire poi che la rivoluzione ha bisogno dei suoi cronisti e dei suoi cantori, e noi li abbiamo. Plotoni di giornalisti e intellettuali sono impegnati da settimane a dipingere il quadro del terrore, a rafforzare la narrativa voluta dalla rivoluzione e a presentare i dissenzienti come pericolosi nemici, i quali, come tali, possono solo meritare disprezzo e vanno esclusi dal consesso sociale.<br />Tutte le vere rivoluzioni poi mettono nel loro mirino la Chiesa e la sua libertà, e l'attuale rivoluzione, come ben sappiamo, è stata particolarmente solerte sotto questo profilo. La novità sta nel fatto che la Chiesa stessa, tranne rare eccezioni, ha collaborato con i rivoluzionari ed anzi ha dimostrato di voler essere più realista del re. Ma potevamo aspettarcelo: poiché da tempo ha sostituito Dio con l'uomo, e la legge divina con la volontà umana, era fatale che la Chiesa si piegasse ai rivoluzionari di turno, magari con la speranza di poterne ottenere qualche beneficio.<br />E qui, a proposito di quelli che invece di difendere la libertà si mettono con i rivoluzionari, non possiamo dimenticare la categoria degli utili idioti, altro elemento caratteristico di ogni vera rivoluzione.<br />Lo dico a beneficio dei più giovani: utile idiota (espressione attribuita a Lenin) era chi in Occidente anziché denunciare le atrocità del socialismo reale e mettere in guardia dall'abbracciare l'orso sovietico, lavorava incessantemente perché le nostre democrazie prendessero esempio dalla rivoluzione e si convertissero. E oggi noi vediamo che gli utili idioti pullulano. Avrebbero tutte le carte in regola per smascherare (è il caso di dirlo) la rivoluzione in corso, e invece, obnubilati dall'ideologia, fanno a gara per rafforzare il clima di terrore e gridare "al lupo, al lupo!".<br />Mi fermo qui. Ma non prima di avervi proposto un piccolo quiz. Come si chiamava l'organo di governo messo in piedi dai rivoluzionari francesi il 17 germinale dell'anno I (ovvero il 6 aprile 1793)? Bravi, avete indovinato: Comitato di salute pubblica. E ricordate anche i suoi poteri? Eh, sì: doveva sorvegliare ed era autorizzato a prendere decisioni mediante decreti, in circostanze ritenute di particolare urgenza e necessità. Vi ricorda qualcosa? Nihil sub sole novum [Niente di nuovo sotto il sole]!<br />Poiché la rivoluzione divora sempre i suoi figli, potremmo anche finire con una nota di speranza e dire che, in fondo, si tratta solo di aspettare che i Robespierre di turno finiscano ghigliottinati. Ma, nel nostro caso, non è così semplice. I nostri Robespierre si sono fatti furbi e lavorano nell'ombra. E questa volta non hanno messo nel loro mirino solo una nazione e un popolo, ma il mondo intero.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/28898426</guid><pubDate>Tue, 02 Jun 2020 14:37:50 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/28898426/coronavirus_rivoluzione.mp3" length="8348733" type="audio/mpeg"/><itunes:author>BastaBugie</itunes:author><itunes:subtitle>TESTO DELL'ARTICOLO ➜http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6150

IL CORONAVIRUS E' UNA RIVOLUZIONE, CIOE' UN ATTACCO ALLA LIBERTA' di Aldo Maria Valli
Non so se e quanto ce ne siamo resi conto, ma noi, con questa vicenda del coronavirus, siamo...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜<a href="http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6150" rel="noopener">http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6150</a><br /><br />IL CORONAVIRUS E' UNA RIVOLUZIONE, CIOE' UN ATTACCO ALLA LIBERTA' di Aldo Maria Valli<br />Non so se e quanto ce ne siamo resi conto, ma noi, con questa vicenda del coronavirus, siamo nel bel mezzo di una rivoluzione. Della rivoluzione abbiamo infatti tutti gli ingredienti, nessuno escluso. Prima di tutto abbiamo l'ideale supremo, trasformato in un assoluto rispetto al quale tutto il resto è sacrificabile: la Salute. E che cos'è che ogni rivoluzione chiede di sacrificare in nome di un ideale supremo? La libertà, ovviamente. E che cos'è che ogni rivoluzione utilizza per imporsi e fare piazza pulita dei dissenzienti? Il terrore, ovviamente. Vedete che non ci manca nulla. L'ideale supremo l'abbiamo, il valore da sacrificare l'abbiamo, lo strumento l'abbiamo. Quello che cambia è il quadro storico, ma nella sostanza gli ingredienti sono classici. Andiamo avanti.<br />Ogni rivoluzione ha bisogno di una narrativa, il cui scopo principale è quello di esaltare il valore supremo, legittimare la rinuncia alla libertà, denigrare i nemici e alimentare il terrore. Proprio ciò che sta facendo la narrativa dominante in questo momento, grazie all'opera instancabile della maggior parte dei mass media.<br />Nel nostro caso, insieme alle libertà e ai diritti, l'altra grande vittima di questa rivoluzione è lo Stato. In realtà lo Stato già da molto tempo era un morto che camminava, ma a questo punto la sua liquidazione è completa. Se ancora formalmente esiste, è solo perché possa essere l'esecutore locale di decisioni prese altrove.<br />E qui veniamo a un altro ingrediente fondamentale: i rivoluzionari. Che nel nostro caso sono i grandi organismi internazionali e sovranazionali. Primo fra tutti l'Oms, quell'Organizzazione mondiale della sanità che assomiglia sempre di più a un governo mondiale, con il suo organo decisionale (l'Assemblea mondiale della sanità) e con le sue direttive in grado di incidere ovunque, saltando ogni potere decisionale intermedio, proprio grazie al suo marchio di fabbrica, ovvero la Salute, diventato il grande totem globale, appunto l'idolo supremo.<br /><br />L'IDOLO RICHIEDE SACRIFICI<br />Proseguiamo. In ogni rivoluzione l'idolo non è veramente tale se non richiede sacrifici. E il sacrificio che ora è chiesto a tutti non è solo quello di rinunciare a porzioni crescenti di libertà e diritti, ma anche quello di diventare più poveri, di perdere il lavoro o di avere un lavoro più precario. Se lo richiede il grande totem, non si discute. E anche sotto questo profilo siamo nel classico quadro rivoluzionario. Tutte le rivoluzioni (pensiamo alla Cina maoista, alla Russia sovietica), nell'attesa della palingenesi rivoluzionaria, garantiscono una sola cosa: crescente povertà, tanto che possiamo ben dire che la povertà è un sigillo della rivoluzione. E lo è in particolare l'impoverimento della classe media: se il ceto medio si impoverisce, potete star certi che una rivoluzione è in corso.<br />Come in tutte le rivoluzioni, anche in questa che stiamo vivendo ci sono poi i guardiani, chiamati a controllare, e direi che nel nostro caso i guardiani proprio non mancano.<br />La rivoluzione, per meglio esercitare il controllo e la repressione del dissenso, ha bisogno di introdurre segni di riconoscimento, e nel nostro caso tale segno è la famigerata mascherina. Chi la indossa è accettato e può far parte del sistema, chi non la indossa, o la indossa di meno, è il controrivoluzionario, il reazionario, dunque il nemico.<br />In questi primi giorni di post-quarantena ho notato che molte persone indossano la mascherina anche quando sono sole, ben a distanza le une dalle altre, in luoghi aperti. La indossano persino quando sono da sole in automobile. Significa che la mascherina è diventata il contrassegno del conformismo rivoluzionario. Viene indossata non tanto e non solo per la...]]></itunes:summary><itunes:duration>522</itunes:duration><itunes:keywords>coronavirus,libertà,politica,popolo,rivoluzione</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/1e5ca53df957fc41b53f7599cef00a75.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Le maschere cadute grazie al coronavirus</title><link>https://www.spreaker.com/episode/le-maschere-cadute-grazie-al-coronavirus--28358951</link><description><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜<a href="http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6141" rel="noopener">http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6141</a><br /><br />LE MASCHERE CADUTE GRAZIE AL CORONAVIRUS di Aldo Maria Valli<br />La pandemia da coronavirus ci ha portato sofferenza e disagi, ma ha contribuito a fare cadere alcune maschere.<br />1) UN GOVERNO INCAPACE E INCONCLUDENTE<br />Una maschera caduta è quella dell'azione di governo come siamo ormai abituati a vederla all'opera da parecchi anni: la politica delle dichiarazioni superficiali, del litigio continuo e senza costrutto, della campagna elettorale permanente, del teatrino buono per i talk show televisivi ma del tutto fatuo e inconcludente.<br />Di fronte a una situazione di allarme, per le singole persone e la collettività, l'apparato di governo si è mostrato per ciò che è veramente: un teatrino, appunto, un fondale di cartapesta davanti al quale le scialbe figure degli attori recitano la commedia della lotta per il potere ignorando totalmente le autentiche funzioni di governo, cioè di gestione della cosa pubblica.<br />Che cosa deve fare un governo se non operare per garantire la sicurezza dei cittadini? E che cosa deve fare per garantire la sicurezza se non conoscere la realtà, programmare per dare al paese solide basi e tenersi pronto a fronteggiare le crisi?<br />In questo caso invece abbiamo assistito al dramma di un governo sprovveduto, che di fronte alla situazione di crisi non ha potuto fare altro che annaspare come il naufrago in mezzo al mare. Nessuno, a quanto risulta, aveva preparato alcunché per fronteggiare il rischio imminente, eppure le avvisaglie c'erano state. E i cosiddetti servizi di intelligence? E le cosiddette strategie per l'emergenza? Le unità di crisi? Nulla di nulla. Un medico, il professor Pasquale Bacco, che ha condotto uno studio sulla diffusione del coronavirus in Italia, ha riferito di aver avvisato le autorità già nel mese di ottobre 2019, ma le sue segnalazioni non furono tenute in considerazione.<br />La "strategia" adottata è stata il lock down, il bloccare tutto, il rintanarsi. La più semplice e immediata. Come l'uomo primitivo che correva a rifugiarsi nella caverna per sfuggire all'animale feroce. La qualità di un governo si vede nei momenti di difficoltà, e ciò che noi abbiamo visto è l'inesistenza di un governo nel senso pieno della parola. Infatti, si è messo nelle mani di un comitato tecnico-scientifico. Cioè è venuto meno al suo compito e ha delegato la responsabilità di governo, e dunque decisionale, a un organismo non politico.<br /><br />2) I LIMITI DELLA SCIENZA<br />Un'altra maschera caduta è proprio quella della scienza come panacea, come grande risolutrice di ogni problema. È caduta la maschera della scienza come risposta certa, come Verità assoluta e incontrovertibile. Fanno pensare le parole di un politico italiano che dalle colonne di un grande quotidiano ha accusato gli scienziati di saper fornire alla questione del coronavirus solo ipotesi e nessuna soluzione. "Dovete darci risposte certe!" ha strillato il politico, mettendo così in risalto la sua profonda ignoranza circa la natura della scienza.<br />Con onestà, gli scienziati seri ammettono che di fronte a un problema nuovo loro possono solo mettersi a studiare, confrontando i dati e verificando ipotesi. Le risposte, se mai arriveranno, saranno il frutto di questo lungo e paziente lavoro. La scienza sa soprattutto di non sapere e per dare risposte, comunque relative, ha bisogno di verifiche. La scienza non ha la bacchetta magica.<br /><br />3) IL DOGMATISMO DEL PENSIERO UNICO<br />Un'altra maschera caduta è quella dei falsi amici della libertà, i quali, di fronte a una situazione complicata e pericolosa come l'attuale, non sanno fare altro che mettere la museruola a chi non la pensa come loro, a chi non si lascia convincere dalle spiegazioni date per certe, a chi non si adegua al pensiero dominante. Questi nemici della libertà li stiamo vedendo all'opera. Organizzano strutture contro quelle che loro proclamano essere fake news e pretendono di stabilire dall'alto che cosa è vero e che cosa è falso, mortificando sul nascere ogni forma di confronto e bollando come provocatore chi non si accontenta della narrativa che va per la maggiore. Prima della situazione di pericolo questi signori si riempivano la bocca con inni demagogici alla democrazia e alla libertà, ma ora, di fronte a una situazione oggettivamente difficile, si rivelano per ciò che sono: censori e inquisitori da strapazzo (dico da strapazzo perché gli inquisitori veri, per lo meno, avevano studiato).<br />A proposito di informazione, una maschera caduta è quella del giornalismo che dice di essere dalla parte del cittadino, ma in realtà fa del terrorismo psicologico. Parla di servizio ma, cedendo al sensazionalismo, spaventa il pubblico. È quel giornalismo che si compiace della situazione di allarme e la alimenta, anche perché ne trae beneficio in termini di ascolti e copie vendute. Invece di aiutare le persone a condurre un'analisi razionale della situazione, punta tutto sull'emotività.<br /><br />4) LA DISTRUZIONE DELLA CLASSE DIRIGENTE<br />Un'altra maschera caduta è quella della cosiddetta classe dirigente, che in Italia non c'è più o è ridotta al lumicino. Non ci sono persone in grado non solo di organizzare, ma, prima ancora, di pensare, di inquadrare un problema in una prospettiva e di fare veramente l'interesse nazionale. Abbiamo solo conventicole, le une contro le altre, incapaci di una visione ampia e lungimirante. E la mancanza di classe dirigente è il risultato di anni e anni di massacro operato nella scuola, nell'università, nei centri di formazione. È la conseguenza dei mancati investimenti nella cultura. Abbiamo ancora qualche nicchia di eccellenza in diversi settori, ma si tratta di aree specialistiche. Ci mancano coloro che sappiano fare sintesi, per il bene di tutti e per una vera crescita.<br /><br />5) LA RELIGIONE PEACE AND LOVE<br />Un'altra maschera caduta (e qui passiamo all'ambito religioso) è quella degli allegri chierici tutti "peace and love", tutti "vogliamoci bene" e "non è vero che Dio punisce" e "non giudichiamo" e "basta con le facce scure" e "la vita è bella" e "la fede è gioia". Questi chierici tutti "laetitia et gaudium" sono sempre pronti a polemizzare contro chi fa notare che la vita di fede in realtà è anche dramma e battaglia, è scelta e giudizio, perché Gesù ha detto che è venuto a portare la spada e non la pace, perché la verità non è negoziabile e dunque per difenderla bisogna essere disposti a combattere, perché il problema della morte e del destino eterno dell'anima non è aggirabile. Ma ora, di fronte al pericolo, che cosa ce ne facciamo dei discorsi alla "peace and love", che evitano di prendere in considerazione morte, giudizio, inferno e paradiso? Ora, di fronte all'oggettività della sofferenza e del limite, che ce ne facciamo della religione ridotta a sociologia e a vaga consolazione, dimentica della trascendenza e delle cose ultime? Curioso, ma non tanto, è che proprio questi chierici tutti "peace and love" siano ora quelli che appaiono più atterriti dal virus, quelli meno disposti ad aprire le chiese. Prima ridevano sempre, adesso sono terrorizzati. Prima cianciavano di "Chiesa in uscita", adesso preferiscono starsene rintanati. Adesso, invece di aiutarci a trovare un senso al dolore e alla morte, invece di avvicinarci a Dio, chiedono obbedienza allo Stato e blindano nostro Signore, trattandolo come un untore al quale accostarsi con mille precauzioni e all'insegna della diffidenza, come se l'Eucaristia non fosse il viatico che ci sostiene e ci fortifica, ma un pericolo.<br />Se e quando usciremo da questa situazione, avremo imparato qualcosa? Saremo meno disposti a lasciarci sedurre dalle allucinazioni imposte dai guardiani del pensiero? Purtroppo, nulla lo lascia immaginare.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/28358951</guid><pubDate>Tue, 26 May 2020 14:32:22 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/28358951/maschere_cadute_grazie_al_coronavirus.mp3" length="8387603" type="audio/mpeg"/><itunes:author>BastaBugie</itunes:author><itunes:subtitle>TESTO DELL'ARTICOLO ➜http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6141

LE MASCHERE CADUTE GRAZIE AL CORONAVIRUS di Aldo Maria Valli
La pandemia da coronavirus ci ha portato sofferenza e disagi, ma ha contribuito a fare cadere alcune maschere.
1) UN...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜<a href="http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6141" rel="noopener">http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6141</a><br /><br />LE MASCHERE CADUTE GRAZIE AL CORONAVIRUS di Aldo Maria Valli<br />La pandemia da coronavirus ci ha portato sofferenza e disagi, ma ha contribuito a fare cadere alcune maschere.<br />1) UN GOVERNO INCAPACE E INCONCLUDENTE<br />Una maschera caduta è quella dell'azione di governo come siamo ormai abituati a vederla all'opera da parecchi anni: la politica delle dichiarazioni superficiali, del litigio continuo e senza costrutto, della campagna elettorale permanente, del teatrino buono per i talk show televisivi ma del tutto fatuo e inconcludente.<br />Di fronte a una situazione di allarme, per le singole persone e la collettività, l'apparato di governo si è mostrato per ciò che è veramente: un teatrino, appunto, un fondale di cartapesta davanti al quale le scialbe figure degli attori recitano la commedia della lotta per il potere ignorando totalmente le autentiche funzioni di governo, cioè di gestione della cosa pubblica.<br />Che cosa deve fare un governo se non operare per garantire la sicurezza dei cittadini? E che cosa deve fare per garantire la sicurezza se non conoscere la realtà, programmare per dare al paese solide basi e tenersi pronto a fronteggiare le crisi?<br />In questo caso invece abbiamo assistito al dramma di un governo sprovveduto, che di fronte alla situazione di crisi non ha potuto fare altro che annaspare come il naufrago in mezzo al mare. Nessuno, a quanto risulta, aveva preparato alcunché per fronteggiare il rischio imminente, eppure le avvisaglie c'erano state. E i cosiddetti servizi di intelligence? E le cosiddette strategie per l'emergenza? Le unità di crisi? Nulla di nulla. Un medico, il professor Pasquale Bacco, che ha condotto uno studio sulla diffusione del coronavirus in Italia, ha riferito di aver avvisato le autorità già nel mese di ottobre 2019, ma le sue segnalazioni non furono tenute in considerazione.<br />La "strategia" adottata è stata il lock down, il bloccare tutto, il rintanarsi. La più semplice e immediata. Come l'uomo primitivo che correva a rifugiarsi nella caverna per sfuggire all'animale feroce. La qualità di un governo si vede nei momenti di difficoltà, e ciò che noi abbiamo visto è l'inesistenza di un governo nel senso pieno della parola. Infatti, si è messo nelle mani di un comitato tecnico-scientifico. Cioè è venuto meno al suo compito e ha delegato la responsabilità di governo, e dunque decisionale, a un organismo non politico.<br /><br />2) I LIMITI DELLA SCIENZA<br />Un'altra maschera caduta è proprio quella della scienza come panacea, come grande risolutrice di ogni problema. È caduta la maschera della scienza come risposta certa, come Verità assoluta e incontrovertibile. Fanno pensare le parole di un politico italiano che dalle colonne di un grande quotidiano ha accusato gli scienziati di saper fornire alla questione del coronavirus solo ipotesi e nessuna soluzione. "Dovete darci risposte certe!" ha strillato il politico, mettendo così in risalto la sua profonda ignoranza circa la natura della scienza.<br />Con onestà, gli scienziati seri ammettono che di fronte a un problema nuovo loro possono solo mettersi a studiare, confrontando i dati e verificando ipotesi. Le risposte, se mai arriveranno, saranno il frutto di questo lungo e paziente lavoro. La scienza sa soprattutto di non sapere e per dare risposte, comunque relative, ha bisogno di verifiche. La scienza non ha la bacchetta magica.<br /><br />3) IL DOGMATISMO DEL PENSIERO UNICO<br />Un'altra maschera caduta è quella dei falsi amici della libertà, i quali, di fronte a una situazione complicata e pericolosa come l'attuale, non sanno fare altro che mettere la museruola a chi non la pensa come loro, a chi non si lascia convincere dalle spiegazioni date per certe, a chi non si adegua al pensiero dominante. Questi nemici della libertà li stiamo vedendo all'opera....]]></itunes:summary><itunes:duration>525</itunes:duration><itunes:keywords>coronavirus,dirigenti,pensierounico,politici,religione,scienza</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/5d4395ab08a0b547a369bc537a08e88c.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Se il governo non avesse vietato le autopsie ci sarebbero stati meno morti di coronavirus</title><link>https://www.spreaker.com/episode/se-il-governo-non-avesse-vietato-le-autopsie-ci-sarebbero-stati-meno-morti-di-coronavirus--27768124</link><description><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜<a href="http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6130" rel="noopener">http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6130</a><br /><br />SE IL GOVERNO NON AVESSE VIETATO LE AUTOPSIE CI SAREBBERO STATI MENO MORTI DI CORONAVIRUS di Paolo Gulisano<br />Adriano Trevisan, di Vo, provincia di Padova, aveva un triste record: essere il primo morto italiano di Covid-19. Era deceduto agli inizi dell'epidemia, il 21 febbraio scorso, a 78 anni. Ma dall'autopsia richiesta dalla Procura di Padova ed eseguita negli scorsi giorni uscirebbe un'altra verità: Trevisan presentava gravi patologie cronico-degenerative pregresse e il suo decesso, quindi, non sarebbe direttamente riconducibile al virus.<br />Una conclusione che in realtà non ha niente di sorprendente: fin dall'inizio si è cercato di spiegare che il Coronavirus stava facendo quello che normalmente fanno nelle persone defedate, fragili, con gravi patologie, altri microrganismi, come i virus influenzali o le polmoniti batteriche. All'inizio dell'epidemia, l'Istituto Superiore di Sanità aveva provato a sottolineare che occorreva distinguere tra morti di Coronavirus e morti con Coronavirus, una distinzione fondamentale. Ma il premier Conte aveva messo immediatamente a tacere i vertici dell'Istituto: questa distinzione non andava fatta. I numeri dei morti dovevano levitare, per aumentare la paura.<br /><br />I MORTI NON MENTONO<br />Oggi, grazie all'esito di questa autopsia, forse l'opinione pubblica potrà capire di essere stata ingannata. L'autopsia è da sempre una soluzione risolutiva di molti dilemmi. C'è un modo di dire tra i medici legali che è il seguente: i morti non mentono. Le autopsie, se eseguite fin dall'inizio dell'epidemia, avrebbero immediatamente portato alla luce quello che era il modo con cui il virus agisce e danneggia l'organismo. Quando finalmente sono state eseguite un numero sufficiente di indagini autoptiche, è emerso un dato eclatante: il primo effetto del Covid 19 è la CID, Coagulazione Intravascolare Disseminata. Cioè la formazione di "grumi" nel sangue e di trombosi. Solo in seguito si verifica la polmonite interstiziale doppia.<br />Abbiamo così capito che i trattamenti fino ad allora eseguiti negli ospedali, basati sulla ventilazione meccanica nelle terapie intensive, non erano risolutivi. Anzi: come ha spiegato il  professor Valerio De Stefano, Professore Ordinario di Ematologia all'Università Cattolica l'infiammazione in generale, le infezioni dell'albero respiratorio, l'ospedalizzazione e il ricovero in terapia intensiva sono tutti fattori di rischio per trombosi. Preso atto di tutto ciò, si è cominciato ad utilizzare l'eparina, un vecchio farmaco anticoagulante che si è rivelato assai efficace. La diminuzione della mortalità da Covid la si deve anche a questo aggiustamento di terapia  che è stato possibile da un'evidenza elementare: se so quali danni provoca il virus, posso agire impedendoglielo.<br /><br />IL GOVERNO PENSA PIÙ A SÉ STESSO CHE AI CITTADINI<br />Ma perché in Italia non sono state fatte sin dall'inizio le autopsie? Perché i cadaveri venivano immediatamente inviati alle cremazioni?  La risposta è: perché le aveva vietate il Governo. Il tutto è nero su bianco nella circolare "Indicazioni emergenziali connesse ad epidemia Covid-19 riguardanti il settore funebre, cimiteriale e di cremazione" della Direzione Generale della Prevenzione Sanitaria, firmata dal segretario generale Giuseppe Ruocco e inviata a tutti i destinatari competenti, dalla Protezione civile, all'associazione dei Comuni, dagli ordini dei medici e delle professioni infermieristiche e dei farmacisti alle Regioni. È un aggiornamento di inizio maggio di norme varate dallo stesso ufficio sin dal 22 febbraio e ribadite il 17 e il 29 marzo. Al punto C, intitolato Esami autoptici e riscontri diagnostici, si legge al paragrafo 1: "Per l'intero periodo della fase emergenziale non si dovrebbe procedere all'esecuzione di autopsie o riscontri diagnostici nei casi conclamati Covid 19, sia se deceduti in corso di ricovero presso un reparto ospedaliero sia se deceduti presso il proprio domicilio".<br />Per quale motivo "non si dovrebbe procedere" a tali importantissimi riscontri? Occorre sottolineare che con il decesso cessano le funzioni vitali e si riduce nettamente il pericolo di contagio (infatti la trasmissione del virus è prevalentemente per droplets e per contatto) e che il paziente deceduto, a respirazione e motilità cessate, non è fonte di dispersione del virus nell'ambiente. Quindi quali eventuali motivi precauzionali potevano avere indotto a dare il divieto per le autopsie? Nessuna. Inoltre la circolare arrivava addirittura a limitare l'intervento della legge. Al punto 2, infatti, con riferimento a un eventuale interesse e intervento della magistratura si prescrive che "L'autorità giudiziaria potrà valutare, nella propria autonomia, la possibilità di limitare l'accertamento alla sola ispezione esterna del cadavere in tutti i casi in cui l'autopsia non sia strettamente necessaria". La sola ispezione esterna evidentemente non può fornire indicazioni precise sulla causa del decesso.<br />Bastava dunque fare da subito l'autopsia ai primi deceduti da Covid per individuare subito i migliori percorsi clinici e terapeutici, ma non è stato fatto. Un errore che ha pesato enormemente sul bilancio di questa epidemia.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/27768124</guid><pubDate>Tue, 19 May 2020 18:15:18 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/27768124/governo_autopsie_coronavirus.mp3" length="6503443" type="audio/mpeg"/><itunes:author>BastaBugie</itunes:author><itunes:subtitle>TESTO DELL'ARTICOLO ➜http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6130

SE IL GOVERNO NON AVESSE VIETATO LE AUTOPSIE CI SAREBBERO STATI MENO MORTI DI CORONAVIRUS di Paolo Gulisano
Adriano Trevisan, di Vo, provincia di Padova, aveva un triste record:...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜<a href="http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6130" rel="noopener">http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6130</a><br /><br />SE IL GOVERNO NON AVESSE VIETATO LE AUTOPSIE CI SAREBBERO STATI MENO MORTI DI CORONAVIRUS di Paolo Gulisano<br />Adriano Trevisan, di Vo, provincia di Padova, aveva un triste record: essere il primo morto italiano di Covid-19. Era deceduto agli inizi dell'epidemia, il 21 febbraio scorso, a 78 anni. Ma dall'autopsia richiesta dalla Procura di Padova ed eseguita negli scorsi giorni uscirebbe un'altra verità: Trevisan presentava gravi patologie cronico-degenerative pregresse e il suo decesso, quindi, non sarebbe direttamente riconducibile al virus.<br />Una conclusione che in realtà non ha niente di sorprendente: fin dall'inizio si è cercato di spiegare che il Coronavirus stava facendo quello che normalmente fanno nelle persone defedate, fragili, con gravi patologie, altri microrganismi, come i virus influenzali o le polmoniti batteriche. All'inizio dell'epidemia, l'Istituto Superiore di Sanità aveva provato a sottolineare che occorreva distinguere tra morti di Coronavirus e morti con Coronavirus, una distinzione fondamentale. Ma il premier Conte aveva messo immediatamente a tacere i vertici dell'Istituto: questa distinzione non andava fatta. I numeri dei morti dovevano levitare, per aumentare la paura.<br /><br />I MORTI NON MENTONO<br />Oggi, grazie all'esito di questa autopsia, forse l'opinione pubblica potrà capire di essere stata ingannata. L'autopsia è da sempre una soluzione risolutiva di molti dilemmi. C'è un modo di dire tra i medici legali che è il seguente: i morti non mentono. Le autopsie, se eseguite fin dall'inizio dell'epidemia, avrebbero immediatamente portato alla luce quello che era il modo con cui il virus agisce e danneggia l'organismo. Quando finalmente sono state eseguite un numero sufficiente di indagini autoptiche, è emerso un dato eclatante: il primo effetto del Covid 19 è la CID, Coagulazione Intravascolare Disseminata. Cioè la formazione di "grumi" nel sangue e di trombosi. Solo in seguito si verifica la polmonite interstiziale doppia.<br />Abbiamo così capito che i trattamenti fino ad allora eseguiti negli ospedali, basati sulla ventilazione meccanica nelle terapie intensive, non erano risolutivi. Anzi: come ha spiegato il  professor Valerio De Stefano, Professore Ordinario di Ematologia all'Università Cattolica l'infiammazione in generale, le infezioni dell'albero respiratorio, l'ospedalizzazione e il ricovero in terapia intensiva sono tutti fattori di rischio per trombosi. Preso atto di tutto ciò, si è cominciato ad utilizzare l'eparina, un vecchio farmaco anticoagulante che si è rivelato assai efficace. La diminuzione della mortalità da Covid la si deve anche a questo aggiustamento di terapia  che è stato possibile da un'evidenza elementare: se so quali danni provoca il virus, posso agire impedendoglielo.<br /><br />IL GOVERNO PENSA PIÙ A SÉ STESSO CHE AI CITTADINI<br />Ma perché in Italia non sono state fatte sin dall'inizio le autopsie? Perché i cadaveri venivano immediatamente inviati alle cremazioni?  La risposta è: perché le aveva vietate il Governo. Il tutto è nero su bianco nella circolare "Indicazioni emergenziali connesse ad epidemia Covid-19 riguardanti il settore funebre, cimiteriale e di cremazione" della Direzione Generale della Prevenzione Sanitaria, firmata dal segretario generale Giuseppe Ruocco e inviata a tutti i destinatari competenti, dalla Protezione civile, all'associazione dei Comuni, dagli ordini dei medici e delle professioni infermieristiche e dei farmacisti alle Regioni. È un aggiornamento di inizio maggio di norme varate dallo stesso ufficio sin dal 22 febbraio e ribadite il 17 e il 29 marzo. Al punto C, intitolato Esami autoptici e riscontri diagnostici, si legge al paragrafo 1: "Per l'intero periodo della fase emergenziale non si dovrebbe procedere all'esecuzione di autopsie o riscontri diagnostici nei casi...]]></itunes:summary><itunes:duration>407</itunes:duration><itunes:keywords>autopsie,coronavirus,governo,morfina,morti</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/9322cd665a7f7b5ec611988f65a0f604.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Il lockdown per il coronavirus è stato inutile, anzi... dannoso</title><link>https://www.spreaker.com/episode/il-lockdown-per-il-coronavirus-e-stato-inutile-anzi-dannoso--27183356</link><description><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜<a href="http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6129" rel="noopener">http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6129</a><br /><br />IL LOCKDOWN PER IL CORONAVIRUS E' STATO INUTILE, ANZI... DANNOSO di Stefano Magni<br />"Questa è una sorpresa: la maggioranza assoluta della gente (contagiata, ndr) era a casa". La scoperta fatta dal governatore di New York, Andrew Cuomo, è quella di una prima statistica completa su dove siano avvenuti i contagi di Covid-19 nello Stato più colpito in assoluto negli Usa. Il 66% dei malati ospedalizzati hanno contratto la malattia mentre era a casa.<br />"Pensavamo che forse prendessero i mezzi pubblici e abbiamo preso provvedimenti speciali sui mezzi pubblici, ma invece, no, questa gente era letteralmente a casa", ha proseguito il governatore dello Stato di New York, che descrive la scoperta come "uno shock". La statistica è stata pubblicata dopo un sondaggio nei 100 ospedali della città simbolo degli Stati Uniti, su un campione di 1000 pazienti. Il primo luogo di contagio è, appunto, casa propria, con il 66% dei pazienti che ha contratto il Covid nelle quattro mura della propria abitazione, al secondo posto ci sono le case di riposo (18%). Pochissimi i casi di contagio in carcere (meno dell'1%) e fra i senza tetto (appena il 2%). Circa l'84% dei pazienti ricoverati in ospedale non viaggiava, non lavorava, non frequentava luoghi pubblici. La maggioranza schiacciante (73%) ha più di 50 anni. Circa la metà sono cittadini di etnia ispanica o afro-americani. Quasi nessuno è un lavoratore in aziende ritenute essenziali e dunque ancora aperte in tempo di epidemia.<br /><br />IL FALLIMENTO DEL LOCKDOWN A NEW YORK<br />"Se vi isolate in casa, se prendete le giuste precauzioni, non contagerete la vostra famiglia" era il mantra di Cuomo, che ha imposto uno dei più duri lockdown degli Stati Uniti (in cui ogni Stato decide autonomamente sulla sua politica sanitaria). Questa notizia giunge alle sue orecchie come una clamorosa smentita. Il problema del lockdown che si riscontra a New York e negli altri Stati nordamericani che lo hanno imposto è molto simile a quello che si riscontra anche in Italia.<br />La statistica italiana su dove sono avvenuti i contagi è stata pubblicata dall'Istituto Superiore della Sanità il 24 aprile: il 44% è nelle case di riposo, il 24% nelle proprie case, il 10,8% in ospedale o ambulatorio e solo il 4,2% sul posto di lavoro. Le percentuali sono dunque invertite rispetto al caso di New York, ma risulta sempre che, nel corso del lockdown i due principali luoghi del contagio sono la casa di riposo e casa propria, cioè le due "trincee" che in teoria avrebbero dovuto proteggere soprattutto le fasce più deboli della popolazione, anziani e malati. Questo vuol dire che non sono state prese sufficienti precauzioni, né la gente è stata sufficientemente ben informata: i motivi del contagio in casa possono essere molteplici, come un familiare ammalato, un virus entrato attraverso una spesa, una consegna, forse, ma è solo un'ipotesi, anche l'aria condizionata.<br /><br />IN UN LUOGO CHIUSO I MALATI CONTAGIANO I SANI<br />Ma queste statistiche dovrebbero suggerire anche altro. Finora il lockdown è stato adottato da governi locali e nazionali, fra cui quello italiano, in modo acritico come se fosse l'unica misura possibile per spezzare la catena dei contagi. Pur essendo economicamente e socialmente costosissima, questa strategia è diventata un fine in sé, invece di essere considerata per quello che è: un espediente per permettere alla sanità di riorganizzarsi dopo lo shock iniziale e mettere in piedi una struttura per individuare, tracciare e isolare gli infetti. La durata prolungata di un lockdown a oltre due mesi (come in Cina e in Italia) o oltre un mese (come New York) rischia di creare la falsa impressione che, se rimanessimo tutti in casa, il morbo si estinguerebbe. Cosa che non avverrà mai. Finché non si scoprono cure risolutive, o non si trova quantomeno il modo di individuare, con la maggior precisione possibile, i malati per metterli in quarantena (separandoli dai sani), il morbo non passa. La quarantena, da che mondo è mondo, è infatti per i malati contagiosi. Non per tutti, sani e malati indiscriminatamente. Il lockdown è come una quarantena imposta a tutti ed è ovvio che in ogni luogo chiuso i malati contagino i sani. Gli esempi migliori di lotta al coronavirus, come Taiwan e Corea del Sud, dimostrano che si è potuto ingabbiare il virus anche senza chiudere i cittadini in casa.<br /><br />Nota di BastaBugie: Roberto Marchesini nell'articolo seguente dal titolo "L'impatto psicologico del Covid-19 sugli italiani" parla del sondaggio del Barometro Salute Mentale sull'impatto dell'emergenza sulla popolazione.<br />Ecco l'articolo completo pubblicato su La Nuova Bussola Quotidiana il 10 maggio 2020:<br />Finalmente abbiamo una valutazione degli effetti psicoogici del Covid-19 sulla popolazione italiana.<br />Dopo tanti articoli sugli ipotetici danni del virus sulla psicologia degli italiani, ecco presentato uno strumento di valutazione. Si tratta del Barometro Salute Mentale: un progetto dell'Ordine degli Psicologi del Lazio in collaborazione con la Facoltà di Medicina e Psicologia di Sapienza Università di Roma e con l'ENPAP - Ente Nazionale di Previdenza ed Assistenza per gli Psicologi.<br />L'obiettivo dello strumento è fotografare lo stato di salute mentale e il benessere psicologico della popolazione italiana, durante e dopo l'emergenza legata all'epidemia da Covid-19. I partecipanti vengono divisi per sesso e fasce d'età; dopodiché indicano quale emozione prevale durante la quarantena. Dai dati raccolti fino a oggi si nota che l'età è una variabile che influenza molto sul modo di vivere l'emergenza virale.<br />Le persone più giovani (]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/27183356</guid><pubDate>Tue, 12 May 2020 19:34:39 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/27183356/lockdown_inutile_e_dannoso.mp3" length="10241837" type="audio/mpeg"/><itunes:author>BastaBugie</itunes:author><itunes:subtitle>TESTO DELL'ARTICOLO ➜http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6129

IL LOCKDOWN PER IL CORONAVIRUS E' STATO INUTILE, ANZI... DANNOSO di Stefano Magni
"Questa è una sorpresa: la maggioranza assoluta della gente (contagiata, ndr) era a casa". La...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜<a href="http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6129" rel="noopener">http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6129</a><br /><br />IL LOCKDOWN PER IL CORONAVIRUS E' STATO INUTILE, ANZI... DANNOSO di Stefano Magni<br />"Questa è una sorpresa: la maggioranza assoluta della gente (contagiata, ndr) era a casa". La scoperta fatta dal governatore di New York, Andrew Cuomo, è quella di una prima statistica completa su dove siano avvenuti i contagi di Covid-19 nello Stato più colpito in assoluto negli Usa. Il 66% dei malati ospedalizzati hanno contratto la malattia mentre era a casa.<br />"Pensavamo che forse prendessero i mezzi pubblici e abbiamo preso provvedimenti speciali sui mezzi pubblici, ma invece, no, questa gente era letteralmente a casa", ha proseguito il governatore dello Stato di New York, che descrive la scoperta come "uno shock". La statistica è stata pubblicata dopo un sondaggio nei 100 ospedali della città simbolo degli Stati Uniti, su un campione di 1000 pazienti. Il primo luogo di contagio è, appunto, casa propria, con il 66% dei pazienti che ha contratto il Covid nelle quattro mura della propria abitazione, al secondo posto ci sono le case di riposo (18%). Pochissimi i casi di contagio in carcere (meno dell'1%) e fra i senza tetto (appena il 2%). Circa l'84% dei pazienti ricoverati in ospedale non viaggiava, non lavorava, non frequentava luoghi pubblici. La maggioranza schiacciante (73%) ha più di 50 anni. Circa la metà sono cittadini di etnia ispanica o afro-americani. Quasi nessuno è un lavoratore in aziende ritenute essenziali e dunque ancora aperte in tempo di epidemia.<br /><br />IL FALLIMENTO DEL LOCKDOWN A NEW YORK<br />"Se vi isolate in casa, se prendete le giuste precauzioni, non contagerete la vostra famiglia" era il mantra di Cuomo, che ha imposto uno dei più duri lockdown degli Stati Uniti (in cui ogni Stato decide autonomamente sulla sua politica sanitaria). Questa notizia giunge alle sue orecchie come una clamorosa smentita. Il problema del lockdown che si riscontra a New York e negli altri Stati nordamericani che lo hanno imposto è molto simile a quello che si riscontra anche in Italia.<br />La statistica italiana su dove sono avvenuti i contagi è stata pubblicata dall'Istituto Superiore della Sanità il 24 aprile: il 44% è nelle case di riposo, il 24% nelle proprie case, il 10,8% in ospedale o ambulatorio e solo il 4,2% sul posto di lavoro. Le percentuali sono dunque invertite rispetto al caso di New York, ma risulta sempre che, nel corso del lockdown i due principali luoghi del contagio sono la casa di riposo e casa propria, cioè le due "trincee" che in teoria avrebbero dovuto proteggere soprattutto le fasce più deboli della popolazione, anziani e malati. Questo vuol dire che non sono state prese sufficienti precauzioni, né la gente è stata sufficientemente ben informata: i motivi del contagio in casa possono essere molteplici, come un familiare ammalato, un virus entrato attraverso una spesa, una consegna, forse, ma è solo un'ipotesi, anche l'aria condizionata.<br /><br />IN UN LUOGO CHIUSO I MALATI CONTAGIANO I SANI<br />Ma queste statistiche dovrebbero suggerire anche altro. Finora il lockdown è stato adottato da governi locali e nazionali, fra cui quello italiano, in modo acritico come se fosse l'unica misura possibile per spezzare la catena dei contagi. Pur essendo economicamente e socialmente costosissima, questa strategia è diventata un fine in sé, invece di essere considerata per quello che è: un espediente per permettere alla sanità di riorganizzarsi dopo lo shock iniziale e mettere in piedi una struttura per individuare, tracciare e isolare gli infetti. La durata prolungata di un lockdown a oltre due mesi (come in Cina e in Italia) o oltre un mese (come New York) rischia di creare la falsa impressione che, se rimanessimo tutti in casa, il morbo si estinguerebbe. Cosa che non avverrà mai. Finché non si scoprono cure risolutive, o non si trova quantomeno il...]]></itunes:summary><itunes:duration>641</itunes:duration><itunes:keywords>danni,economia,governo,inutile,lockdown,salute</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/5d4395ab08a0b547a369bc537a08e88c.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Contro il coronavirus lo Stato sta usando la sua arma più efficace: la burocrazia</title><link>https://www.spreaker.com/episode/contro-il-coronavirus-lo-stato-sta-usando-la-sua-arma-piu-efficace-la-burocrazia--27156523</link><description><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜<a href="http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6123" rel="noopener">http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6123</a><br /><br />CONTRO IL CORONAVIRUS LO STATO STA USANDO LA SUA ARMA PIU' EFFICACE: LA BUROCRAZIA di Leone Grotti<br />Provvedimenti, decreti, ordinanze, Dpcm, protocolli: da oltre 100 giorni la macchina della burocrazia italiana emana articoli, commi, faq senza posa nel tentativo di arginare il coronavirus e alleviare le sue conseguenze sociali ed economiche. E per farlo sempre meglio, la politica si avvale di esperti, task force, commissari, straordinari e non, che richiedono una montagna di carte, un mare magnum di procedure che però alla fine producono scarsi o punto risultati.<br /><br />323 ARTICOLI DI DPCM E DL CON ALLEGATI E FAQ<br />Secondo i calcoli del Sole24Ore dal 22 gennaio, giorno in cui il ministero della Salute fece uscire la prima circolare sul virus dal titolo "Polmonite da nuovo coronavirus in Cina", governo e regioni hanno emanato in tutto 763 atti. Più di sette al giorno così suddivisi: 224 sono i provvedimenti centrali di Palazzo Chigi, Protezione civile e commissario straordinario per l'emergenza, 539 gli atti regionali, 22 i decreti legge (9) e i famosi Dpcm, i decreti del presidente del Consiglio Giuseppe Conte (13), 323 gli articoli complessivi di detti dl e dpcm senza considerare una trentina di allegati e altrettante Faq per chiarire che cosa c'è scritto, 127 atti ministeriali tra circolari, ordinanze, decreti e direttive. Ma non finisce qui, perché tra Stato e Regioni sono state istituite ben 50 task force per un totale, tra incarichi e strutture per l'emergenza, di 1.460 esperti.<br /><br />UNA MONTAGNA DI CARTE INUTILI<br />È chiaro che politica e burocrazia hanno attinto a tutto il campionario disponibile e la mole degli atti non deve stupire. Quando un governo decide che deve normare anche chi sono i congiunti, fino a quale grado di parentela è concesso un incontro (ma non un abbraccio), quando calcola la distanza esatta che deve intercorrere tra la residenza di una persona e la montagna o il mare per decretare chi può recarvisi e chi no, quando come nota il giornale di Confindustria rispolvera «i vecchi codici Ateco per dire chi apre e chi no, senza contare che le filiere produttive mescolano le aziende ben oltre le schematiche definizioni ferme al secolo scorso», quando discrimina tra le celebrazioni che si possono svolgere in chiesa, quando stabilisce che i parchi sono aperti ma lo scivolo e l'altalena no, che il bar può alzare la saracinesca ma solo se vende sigarette, quando inventa cinque o sei autocertificazioni, sempre più complesse, quando alla seconda settimana di maggio non ha ancora emanato il decreto Aprile, come potrebbe non produrre una montagna di carte inutili?<br /><br />IL VIRUS DELLA BUROCRAZIA NON DÀ RISULTATI<br />Per il Sole24Ore è il «virus della burocrazia», che sarebbe anche accettabile se producesse buoni risultati, ma che invece paralizza tutto. Basta guardare i dati: su 241.079 richieste di cassa integrazione in deroga, hanno ricevuto l'assegno solo 32.622 persone. Per avere i prestiti da 25 mila euro garantiti al 100 per cento dallo Stato servono dai quattro ai 21 documenti, ecco perché al 30 aprile ne avevano fatto richiesta solo lo 0,9 per cento delle aziende intitolate ad averlo. A questo disastro si aggiunge quello delle mascherine, il cui costo è stato definito da un'ordinanza della Protezione civile a 50 centesimi e che sono introvabili nel 65 per cento delle farmacie di Roma, Milan, Torino, Genova e Napoli. Chi le ha, le vende al triplo del prezzo fissato dal governo non si sa ancora con quale criterio.<br />Con il moltiplicarsi delle ordinanze e delle disposizioni, aumentano anche le interpretazioni, le ambiguità, gli errori formali e di sostanza. È il virus della burocrazia, un «moloch che tutto divora e tutto rende vischioso».]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/27156523</guid><pubDate>Tue, 12 May 2020 19:34:20 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/27156523/contro_il_coronavirus_lo_stato_usa_la_burocrazia.mp3" length="4885941" type="audio/mpeg"/><itunes:author>BastaBugie</itunes:author><itunes:subtitle>TESTO DELL'ARTICOLO ➜http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6123

CONTRO IL CORONAVIRUS LO STATO STA USANDO LA SUA ARMA PIU' EFFICACE: LA BUROCRAZIA di Leone Grotti
Provvedimenti, decreti, ordinanze, Dpcm, protocolli: da oltre 100 giorni la...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜<a href="http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6123" rel="noopener">http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6123</a><br /><br />CONTRO IL CORONAVIRUS LO STATO STA USANDO LA SUA ARMA PIU' EFFICACE: LA BUROCRAZIA di Leone Grotti<br />Provvedimenti, decreti, ordinanze, Dpcm, protocolli: da oltre 100 giorni la macchina della burocrazia italiana emana articoli, commi, faq senza posa nel tentativo di arginare il coronavirus e alleviare le sue conseguenze sociali ed economiche. E per farlo sempre meglio, la politica si avvale di esperti, task force, commissari, straordinari e non, che richiedono una montagna di carte, un mare magnum di procedure che però alla fine producono scarsi o punto risultati.<br /><br />323 ARTICOLI DI DPCM E DL CON ALLEGATI E FAQ<br />Secondo i calcoli del Sole24Ore dal 22 gennaio, giorno in cui il ministero della Salute fece uscire la prima circolare sul virus dal titolo "Polmonite da nuovo coronavirus in Cina", governo e regioni hanno emanato in tutto 763 atti. Più di sette al giorno così suddivisi: 224 sono i provvedimenti centrali di Palazzo Chigi, Protezione civile e commissario straordinario per l'emergenza, 539 gli atti regionali, 22 i decreti legge (9) e i famosi Dpcm, i decreti del presidente del Consiglio Giuseppe Conte (13), 323 gli articoli complessivi di detti dl e dpcm senza considerare una trentina di allegati e altrettante Faq per chiarire che cosa c'è scritto, 127 atti ministeriali tra circolari, ordinanze, decreti e direttive. Ma non finisce qui, perché tra Stato e Regioni sono state istituite ben 50 task force per un totale, tra incarichi e strutture per l'emergenza, di 1.460 esperti.<br /><br />UNA MONTAGNA DI CARTE INUTILI<br />È chiaro che politica e burocrazia hanno attinto a tutto il campionario disponibile e la mole degli atti non deve stupire. Quando un governo decide che deve normare anche chi sono i congiunti, fino a quale grado di parentela è concesso un incontro (ma non un abbraccio), quando calcola la distanza esatta che deve intercorrere tra la residenza di una persona e la montagna o il mare per decretare chi può recarvisi e chi no, quando come nota il giornale di Confindustria rispolvera «i vecchi codici Ateco per dire chi apre e chi no, senza contare che le filiere produttive mescolano le aziende ben oltre le schematiche definizioni ferme al secolo scorso», quando discrimina tra le celebrazioni che si possono svolgere in chiesa, quando stabilisce che i parchi sono aperti ma lo scivolo e l'altalena no, che il bar può alzare la saracinesca ma solo se vende sigarette, quando inventa cinque o sei autocertificazioni, sempre più complesse, quando alla seconda settimana di maggio non ha ancora emanato il decreto Aprile, come potrebbe non produrre una montagna di carte inutili?<br /><br />IL VIRUS DELLA BUROCRAZIA NON DÀ RISULTATI<br />Per il Sole24Ore è il «virus della burocrazia», che sarebbe anche accettabile se producesse buoni risultati, ma che invece paralizza tutto. Basta guardare i dati: su 241.079 richieste di cassa integrazione in deroga, hanno ricevuto l'assegno solo 32.622 persone. Per avere i prestiti da 25 mila euro garantiti al 100 per cento dallo Stato servono dai quattro ai 21 documenti, ecco perché al 30 aprile ne avevano fatto richiesta solo lo 0,9 per cento delle aziende intitolate ad averlo. A questo disastro si aggiunge quello delle mascherine, il cui costo è stato definito da un'ordinanza della Protezione civile a 50 centesimi e che sono introvabili nel 65 per cento delle farmacie di Roma, Milan, Torino, Genova e Napoli. Chi le ha, le vende al triplo del prezzo fissato dal governo non si sa ancora con quale criterio.<br />Con il moltiplicarsi delle ordinanze e delle disposizioni, aumentano anche le interpretazioni, le ambiguità, gli errori formali e di sostanza. È il virus della burocrazia, un «moloch che tutto divora e tutto rende vischioso».]]></itunes:summary><itunes:duration>306</itunes:duration><itunes:keywords>burocrazia,fase2,italia,ripartenza,stato</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/7b054c3e599252ca5aae41cb965b15c6.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Il terrificante video dei bimbi nati da utero in affitto bloccati in Ucraina dal coronavirus</title><link>https://www.spreaker.com/episode/il-terrificante-video-dei-bimbi-nati-da-utero-in-affitto-bloccati-in-ucraina-dal-coronavirus--27159811</link><description><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜<a href="http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6125" rel="noopener">http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6125</a><br /><br />IL TERRIFICANTE VIDEO DEI BIMBI NATI DA UTERO IN AFFITTO BLOCCATI IN UCRAINA DAL CORONAVIRUS di Costanza Miriano<br />Quando mi hanno raccontato che a causa dell'emergenza Covid e della chiusura delle frontiere dell'Ucraina 46 bambini partoriti da uteri in affitto erano stati lasciati in un albergo in attesa che i committenti venissero a ritirarli ho pensato: beh, almeno una cosa buona questo virus l'ha fatta. Ha permesso che i bambini restassero con le loro mamme. Che venissero allattati al seno almeno questi mesi. Che qualcuno parlasse loro con la voce che avevano sentito da dentro per nove mesi. Che si addormentassero appoggiati con la testa sul cuore il cui battito avevano imparato a memoria.<br />Invece quando ho visto il video, ve lo assicuro, mi sono sentita morire. 46 neonati messi uno accanto all'altro, in fila, in cullette di plastica, nella hall di un albergo, l'hotel Venezia a Kiev, piangono disperati. Poi arriva il volto calmo (dovrebbe essere rassicurante ma a me sembra gelido) dell'amministratrice dell'albergo che dice che i neonati sono monitorati dalle baby sitter, e che i genitori possono stare tranquilli.<br /><br />TUTTO SOTTO CONTROLLO?<br />Devo dire che il video ufficiale della Biotexcom mostra un'altra situazione: niente pianto disperato dei bambini, tutto pare sotto controllo, musica di carillon in sottofondo, ma per me è forse ancora più angosciante, perché chiunque ha avuto un neonato sa che i bambini NATURALMENTE piangono e vogliono la mamma. Vogliono che si parli con loro, che si canti, che li si sbaciucchi, che si affondi il naso nelle pieghe della loro pelle. Non vogliono un trattamento professionale o i grammi giusti del latte giusto, cosa che sicuramente verrà fatta con la massima cura e professionalità in quell'albergo. E comunque il costo del mantenimento dei bambini, assicura l'azienda, è stato ridotto da 50 a 25 euro al giorno (!).<br />Ma perché non li hanno lasciati con le mamme, almeno adesso?<br />Perché infliggere questo dolore che lascerà segni incancellabili nei bambini, privati dell'imprinting materno? Il perché lo sanno anche quelli della Biotexcom, la società che ha organizzato queste gravidanze di donne che ricevono un compenso e lasciano andare il proprio figlio a pochi minuti dalla nascita, spesso senza neanche vederlo. Il perchè è questo: "i bambini delle madri surrogate vengono portati via non appena nascono, per ridurre il rischio di attaccamento", dice letteralmente il sito della Biotexcom. Lo sanno bene, dunque, cosa succede, tra un bambino e la mamma. Lo sa tutta la medicina moderna, che infatti favorisce il rooming in, cioè il fatto che il bambino stia nella stanza dove è ricoverata la mamma, da subito. Lo sa tutta la pediatria che favorisce l'allattamento al seno, e possibilmente a richiesta: quando il bambino lo chiede, la mamma lo attacca al seno. Non come avviene, necessariamente, nelle nursery, a orario fisso. In quel video terribile vediamo poche donne (infermiere professionali? Semplici baby sitter, come dice la signora dell'albergo?) alternarsi tra troppe culle.<br /><br />IN ITALIA L'UTERO IN AFFITTO È UN REATO, EPPURE...<br />Le viscere di ogni donna e uomo si spaccano a vedere una cosa simile. Monica Ricci Sargentini, del Corriere della Sera, una collega che si sta battendo tantissimo contro l'utero in affitto, riferisce che [...] in Italia «la gestazione per altri o utero in affitto è un reato e chiunque, in qualsiasi forma, realizza, organizza o pubblicizza la commercializzazione di gameti o di embrioni o la surrogazione di maternità punito con la reclusione da tre mesi a due anni e con una multa da 600.000 a un milione di euro». Poi ha chiamato anche l'ambasciatore, e riferisce: "Chiamo l'ambasciatore italiano in Ucraina Davide La Cecilia per chiedergli se ha ricevuto la lettera della Rete contro l'utero in affitto sul caso dei 46 neonati stipati nella hall di un hotel a Kiev. Non mi lascia nemmeno parlare. Mi zittisce con un no comment. Io rispondo: scusi ma non sa nemmeno cosa voglio chiederle? Lui: va bene, mi dica. Non appena pronuncio la parola bambini dice nuovamente no comment e attacca. Alla faccia della diplomazia. Una reazione veramente scomposta che fa pensare".<br />Gli amici di Decani ci dicono che tra le coppie che non riescono ad andare a ritirare i bambini (mi dispiace di usare un linguaggio da merce...) "ci sono delle coppie italiane, undici da indiscrezioni di persone vicine alle Biotexcom, sette eterosessuali e quattro omosessuali... L'avvocato della clinica, Denis Herman, sollecita attraverso email e lettere, tutti i clienti a rivolgersi ai Ministeri degli Esteri dei rispettivi Paesi, perché richiedano al Governo ucraino un permesso speciale in deroga alle regole del lockdown, per recarsi a ritirare i neonati. È un orrore senza fine, che ben conosciamo e che combattiamo ogni giorno nella nostra realtà di Kosovo e Metohija. A tal proposito abbiamo affidato a diversi parlamentari il testo di una interrogazione affinché si concentri la massima attenzione su questo caso, richiamando il Sig. Ambasciatore d'Italia in Ucraina, il dott. Davide La Cecilia a vigilare su questa vicenda e si ammonisca il Sig. Ministro degli Esteri, Luigi Di Maio perché si astenga dal concedere qualsiasi tipo di permesso per venire incontro agli interessi di questa azienda. Come da comunicazione del sito, la Biotexcom, "vende" procedure sottese alla maternità surrogata, cioè bambini, per un importo compreso tra i 5.000 e i 15.000 euro. Impossibilitati a rimanere immobili di fronte a questa vera tragedia umana, oltre all'iniziativa parlamentare sopra riportata, abbiamo scritto una lettera sia al Metropolita Onufry della Chiesa Ortodossa Ucraina, che all'elemosiniere del Papa, S.E. Card. Konrad Krajewski, recentemente impegnato nell'aiuto alla comunità transgender di Torvaianica, per individuare qualsiasi azione che possa far cessare questa mercificazioni di innocenti, prendendosi cura dei bambini e delle povere madri, costrette a quest'abominio da una condizione di assoluto degrado morale, culturale e sociale".<br /><br />MAI PIÙ UTERO IN AFFITTO<br />Insomma, l'utero in affitto è reato, e ci auguriamo che il governo non si renda complice, dando addirittura permessi in deroga alle severissime regole anti Covid per favorire gli spostamenti di chi ha fatto ricorso a questa pratica. La Biotexcom è solo una delle 48 società accreditate in Ucraina, e pare che ce ne siano anche di non autorizzate. E' sconvolgente per me vedere il sito tradotto in italiano, e raggiungibile da tutti gli italiani, quindi promuovere sotto gli occhi di tutti una pratica che nel nostro paese è reato!<br />Piuttosto, cogliamo l'occasione di questa pandemia che ha inceppato il meccanismo, facciamo qualcosa di veramente umano. Non so come si possa decidere, sinceramente, perchè in molti casi si tratta di bambini che hanno almeno in parte il patrimonio genetico delle persone che hanno pagato la madre, e capisco sinceramente anche il loro dolore, e l'ansia di questo tempo. È difficile decidere proprio perché si sta cercando di violare la natura. Vorrei dire che il nostro governo dovrebbe lasciare quei bambini alle madri che li hanno partoriti, magari aiutandole economicamente a crescerli, ma capisco che sto sognando, e che non è una questione di facile soluzione. Ma, almeno, se siamo umani, non dico brave persone ma esseri umani, che questo ingranaggio rotto sia l'occasione per dire mai più utero in affitto.<br /><br />Nota di BastaBugie: ecco il video (durata: 2 minuti) dal titolo "Ucraina, i bambini che aspettano i loro genitori" di un servizio televisivo che parla del video commentato da Costanza Miriano nel precedente articolo.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/27159811</guid><pubDate>Tue, 12 May 2020 19:34:12 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/27159811/bambini_nati_da_utero_in_affitto_bloccati_dal_coronavirus.mp3" length="6574080" type="audio/mpeg"/><itunes:author>BastaBugie</itunes:author><itunes:subtitle>TESTO DELL'ARTICOLO ➜http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6125

IL TERRIFICANTE VIDEO DEI BIMBI NATI DA UTERO IN AFFITTO BLOCCATI IN UCRAINA DAL CORONAVIRUS di Costanza Miriano
Quando mi hanno raccontato che a causa dell'emergenza Covid e della...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜<a href="http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6125" rel="noopener">http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6125</a><br /><br />IL TERRIFICANTE VIDEO DEI BIMBI NATI DA UTERO IN AFFITTO BLOCCATI IN UCRAINA DAL CORONAVIRUS di Costanza Miriano<br />Quando mi hanno raccontato che a causa dell'emergenza Covid e della chiusura delle frontiere dell'Ucraina 46 bambini partoriti da uteri in affitto erano stati lasciati in un albergo in attesa che i committenti venissero a ritirarli ho pensato: beh, almeno una cosa buona questo virus l'ha fatta. Ha permesso che i bambini restassero con le loro mamme. Che venissero allattati al seno almeno questi mesi. Che qualcuno parlasse loro con la voce che avevano sentito da dentro per nove mesi. Che si addormentassero appoggiati con la testa sul cuore il cui battito avevano imparato a memoria.<br />Invece quando ho visto il video, ve lo assicuro, mi sono sentita morire. 46 neonati messi uno accanto all'altro, in fila, in cullette di plastica, nella hall di un albergo, l'hotel Venezia a Kiev, piangono disperati. Poi arriva il volto calmo (dovrebbe essere rassicurante ma a me sembra gelido) dell'amministratrice dell'albergo che dice che i neonati sono monitorati dalle baby sitter, e che i genitori possono stare tranquilli.<br /><br />TUTTO SOTTO CONTROLLO?<br />Devo dire che il video ufficiale della Biotexcom mostra un'altra situazione: niente pianto disperato dei bambini, tutto pare sotto controllo, musica di carillon in sottofondo, ma per me è forse ancora più angosciante, perché chiunque ha avuto un neonato sa che i bambini NATURALMENTE piangono e vogliono la mamma. Vogliono che si parli con loro, che si canti, che li si sbaciucchi, che si affondi il naso nelle pieghe della loro pelle. Non vogliono un trattamento professionale o i grammi giusti del latte giusto, cosa che sicuramente verrà fatta con la massima cura e professionalità in quell'albergo. E comunque il costo del mantenimento dei bambini, assicura l'azienda, è stato ridotto da 50 a 25 euro al giorno (!).<br />Ma perché non li hanno lasciati con le mamme, almeno adesso?<br />Perché infliggere questo dolore che lascerà segni incancellabili nei bambini, privati dell'imprinting materno? Il perché lo sanno anche quelli della Biotexcom, la società che ha organizzato queste gravidanze di donne che ricevono un compenso e lasciano andare il proprio figlio a pochi minuti dalla nascita, spesso senza neanche vederlo. Il perchè è questo: "i bambini delle madri surrogate vengono portati via non appena nascono, per ridurre il rischio di attaccamento", dice letteralmente il sito della Biotexcom. Lo sanno bene, dunque, cosa succede, tra un bambino e la mamma. Lo sa tutta la medicina moderna, che infatti favorisce il rooming in, cioè il fatto che il bambino stia nella stanza dove è ricoverata la mamma, da subito. Lo sa tutta la pediatria che favorisce l'allattamento al seno, e possibilmente a richiesta: quando il bambino lo chiede, la mamma lo attacca al seno. Non come avviene, necessariamente, nelle nursery, a orario fisso. In quel video terribile vediamo poche donne (infermiere professionali? Semplici baby sitter, come dice la signora dell'albergo?) alternarsi tra troppe culle.<br /><br />IN ITALIA L'UTERO IN AFFITTO È UN REATO, EPPURE...<br />Le viscere di ogni donna e uomo si spaccano a vedere una cosa simile. Monica Ricci Sargentini, del Corriere della Sera, una collega che si sta battendo tantissimo contro l'utero in affitto, riferisce che [...] in Italia «la gestazione per altri o utero in affitto è un reato e chiunque, in qualsiasi forma, realizza, organizza o pubblicizza la commercializzazione di gameti o di embrioni o la surrogazione di maternità punito con la reclusione da tre mesi a due anni e con una multa da 600.000 a un milione di euro». Poi ha chiamato anche l'ambasciatore, e riferisce: "Chiamo l'ambasciatore italiano in Ucraina Davide La Cecilia per chiedergli se ha ricevuto la lettera della Rete contro...]]></itunes:summary><itunes:duration>530</itunes:duration><itunes:keywords>artificiale,bambini,coronavirus,famiglie,fecondazione,ucraina,uteroinaffitto</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/96d62272bca23346a6192a720ed22ef9.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Dopo il coronavirus è impossibile ripetere il miracolo economico italiano degli anni '60</title><link>https://www.spreaker.com/episode/dopo-il-coronavirus-e-impossibile-ripetere-il-miracolo-economico-italiano-degli-anni-60--27153762</link><description><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜<a href="http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6124" rel="noopener">http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6124</a><br /><br />DOPO IL CORONAVIRUS E' IMPOSSIBILE RIPETERE IL MIRACOLO ECONOMICO ITALIANO DEGLI ANNI '60 di Antonio Socci<br />"Nell'intera storia dell'Italia unita, l'unico choc macroeconomico più grave di quello che si prospetta oggi si è avuto con la Seconda guerra mondiale". Così ha scritto in un tweet di questi giorni Alberto Bagnai indicando poi le statistiche reperibili sul sito della Banca d'Italia.<br />Ma dopo le devastazioni di quella guerra persa, l'Italia realizzò una rinascita che fece gridare al "miracolo" il mondo intero. Infatti passò alla storia come "il miracolo economico italiano".<br />Prima della guerra eravamo un paese poco sviluppato, perlopiù analfabeta e agricolo, poi distrutto dai bombardamenti: in pochissimi anni diventammo una delle principali potenze industriali del mondo, conquistando la prosperità e la libertà.<br />Come fu possibile? Scoprirlo ci sarebbe oggi necessario per ripetere il "miracolo".<br /><br />LA BELLEZZA CHE SALVÒ L'ITALIA<br />Un grande economista americano, John Kenneth Galbraith, che fu stretto collaboratore dei presidenti Franklin Delano Roosevelt e John Kennedy, negli anni Ottanta formulò questa tesi: "L'Italia, partita da un dopoguerra disastroso, è diventata una delle principali potenze economiche. Per spiegare questo miracolo, nessuno può citare la superiorità della scienza e dell'ingegneria italiana, né la qualità del management industriale, né tantomeno l'efficacia della gestione amministrativa e politica, né infine la disciplina e la collaboratività dei sindacati e delle organizzazioni industriali. La ragione vera è che l'Italia ha incorporato nei suoi prodotti una componente essenziale di cultura e che città come Milano, Parma, Firenze, Siena, Venezia, Roma, Napoli e Palermo, pur avendo infrastrutture molto carenti possono vantare nel loro standard di vita una maggiore quantità di bellezza".<br />Questo memorabile pensiero di Galbraith può sembrare poesia, ma contiene una profonda verità. Che però va spiegata. La parola bellezza dice una forza morale che il popolo italiano del dopoguerra aveva in abbondanza dalla sua antica civiltà e che costituiva la sua identità. Non avevamo materie prime, ma avevamo una grande storia e un grande "capitale umano" nel presente.<br />Dal 1945 giungemmo agli anni Novanta come quarta potenza industriale del mondo: su 18 milioni di imprese presenti in Europa, quelle dislocate in Italia erano 5 milioni. Eravamo più ricchi di inglesi e francesi. Come fu possibile arrivare così in alto dalle macerie del dopoguerra?<br /><br />COME ERAVAMO E COSA FACEMMO<br />Lo ha spiegato molto bene Sandro Fontana che, in un libro del 1998, individuava nella Lombardia il cuore del miracolo italiano che coinvolse poi tutta la penisola. Infatti il libro di Fontana aveva questo titolo: "La riscossa dei lombardi". Sottotitolo: "Le origini del miracolo economico nella regione più laboriosa d'Europa 1929-1959" (Mondadori).<br />Fontana scriveva: "ultima arrivata fra le nazioni industrializzate del nostro continente, (l'Italia) è oggi al primo posto per imprenditorialità diffusa... e al primo posto anche come 'valore aggiunto', cioè come capacità di trasformare materie prime e, quindi, di esportare prodotti finiti... l'Italia si trova ai vertici della graduatoria europea anche per quanto riguarda la capacità di risparmio delle famiglie".<br />Ecco cos'era accaduto. Già nel primo dopoguerra, nel territorio brianzolo, "si erano manifestati con prepotenza e intensità" scrive Fontana "i sintomi d'una industrializzazione rapida e diffusa, basata sul lavoro a domicilio e sulle piccole attività imprenditoriali, sulla figura del mezzadro-operaio e sull'incremento accelerato della proprietà contadina".<br />Questo fermento si gelò durante il fascismo che puntava prevalentemente sulla grande industria. Ma, nel secondo dopoguerra, "con l'avvento della democrazia e con la liberalizzazione degli scambi... il 'modello brianzolo', si estende, quasi per gemmazione spontanea a tutta la fascia pedemontana della regione caratterizzata dalla presenza capillare della Chiesa Cattolica e dalla diffusione della piccola proprietà contadina".<br />Dunque il segreto del miracolo economico italiano può essere racchiuso in questi elementi.<br /><br />TRE PILASTRI<br />PRIMO: il capitale umano che aveva le sue radici nella forte mentalità cristiana degli italiani, i quali avevano avuto un'educazione popolare che faceva perno sul valore del lavoro e del sacrificio per la propria famiglia e per il bene comune.<br />In particolare la Lombardia, come ebbe a spiegare il cardinale Giacomo Biffi, grazie a san Carlo Borromeo, aveva assimilato a livello popolare l'insegnamento del Concilio tridentino, con la sottolineatura del "merito", contro il luteranesimo: il merito legato alle opere, quindi all'etica del lavoro e del dovere, dentro la gioiosa speranza del mondo contadino (e non nel cupo orizzonte calvinista). Si esprimeva così la creatività caratteristica della nostra storia, la genialità italiana che aveva illuminato i secoli in tutti i campi.<br />SECONDO elemento del successo: una classe dirigente intelligente e lungimirante che - in base alla "dottrina sociale" cattolica e anche per contrastare la presenza del più forte partito comunista d'occidente - fece dilagare la piccola proprietà familiare (sia nell'agricoltura che nell'artigianato, nell'industria e nel commercio) liberando tutte le energie di lavoro e di inventiva.<br />TERZO: l'aiuto degli Stati Uniti con il Piano Marshall e la sovranità monetaria che permise di fare le politiche economiche che servivano al Paese, in una linea di difesa dell'interesse nazionale che portò anche alla creazione dell'Eni di Enrico Mattei (senza l'Eni e quello che significò per l'approvvigionamento energetico tutto sarebbe stato più difficile).<br /><br />E OGGI?<br />Abbiamo oggi queste tre fondamentali risorse? Purtroppo la risposta è no, quasi su tutto.<br />PRIMO. Si è molto indebolito il substrato di valori tradizionali (anche per la dissoluzione della Chiesa), tuttavia resiste una certa capacità di lavoro e di sacrificio degli italiani, con la loro proverbiale creatività e resiste, nel popolo, un certo patriottismo.<br />SECONDO. Non abbiamo più una classe dirigente lungimirante che con intelligenza sostenga l'intrapresa e il lavoro. Anzi, oggi si fa l'esatto contrario, vessando gli italiani che lavorano con norme cervellotiche, burocrazie soffocanti e tassazioni infernali. Con l'emergenza Covid in pratica si è dato il colpo di grazia all'Italia produttiva e non si vedono all'orizzonte misure che aiutino la ripresa.<br />TERZO. Sul piano internazionale ci siamo allontanati dalla storica alleanza, anche economica, con gli Stati Uniti per avvicinarci alla tirannia cinese che negli ultimi 25 anni ha messo fuori mercato l'industria occidentale (e non dimentichiamo che è dalla Cina che ci è arrivato il devastante "regalo" del Covid).<br />Inoltre la classe dirigente italiana ha rinunciato alla piena sovranità, anzitutto alla sovranità monetaria, privando così il paese della propria moneta, prezioso strumento di politica economica (con l'euro abbiamo pagato un prezzo salatissimo: venti anni di collasso produttivo).<br />Infine abbiamo rinunciato alla difesa dei nostri interessi nazionali (e perfino dei nostri confini) e siamo nella UE il vaso di coccio delle scelte economiche che privilegiano i paesi egemoni (in primis la Germania) svantaggiando noi.<br />Ciò significa che non c'è quasi nessuna delle condizioni necessarie per ripetere il "miracolo economico" del dopoguerra. O si verifica una svolta storica, grande e decisa, nel nostro Paese, o siamo condannati veramente alla rovina economica e civile.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/27153762</guid><pubDate>Tue, 12 May 2020 19:34:01 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/27153762/dopo_il_coronavirus_e_dopo_la_guerra.mp3" length="8747466" type="audio/mpeg"/><itunes:author>BastaBugie</itunes:author><itunes:subtitle>TESTO DELL'ARTICOLO ➜http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6124

DOPO IL CORONAVIRUS E' IMPOSSIBILE RIPETERE IL MIRACOLO ECONOMICO ITALIANO DEGLI ANNI '60 di Antonio Socci
"Nell'intera storia dell'Italia unita, l'unico choc macroeconomico più...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜<a href="http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6124" rel="noopener">http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6124</a><br /><br />DOPO IL CORONAVIRUS E' IMPOSSIBILE RIPETERE IL MIRACOLO ECONOMICO ITALIANO DEGLI ANNI '60 di Antonio Socci<br />"Nell'intera storia dell'Italia unita, l'unico choc macroeconomico più grave di quello che si prospetta oggi si è avuto con la Seconda guerra mondiale". Così ha scritto in un tweet di questi giorni Alberto Bagnai indicando poi le statistiche reperibili sul sito della Banca d'Italia.<br />Ma dopo le devastazioni di quella guerra persa, l'Italia realizzò una rinascita che fece gridare al "miracolo" il mondo intero. Infatti passò alla storia come "il miracolo economico italiano".<br />Prima della guerra eravamo un paese poco sviluppato, perlopiù analfabeta e agricolo, poi distrutto dai bombardamenti: in pochissimi anni diventammo una delle principali potenze industriali del mondo, conquistando la prosperità e la libertà.<br />Come fu possibile? Scoprirlo ci sarebbe oggi necessario per ripetere il "miracolo".<br /><br />LA BELLEZZA CHE SALVÒ L'ITALIA<br />Un grande economista americano, John Kenneth Galbraith, che fu stretto collaboratore dei presidenti Franklin Delano Roosevelt e John Kennedy, negli anni Ottanta formulò questa tesi: "L'Italia, partita da un dopoguerra disastroso, è diventata una delle principali potenze economiche. Per spiegare questo miracolo, nessuno può citare la superiorità della scienza e dell'ingegneria italiana, né la qualità del management industriale, né tantomeno l'efficacia della gestione amministrativa e politica, né infine la disciplina e la collaboratività dei sindacati e delle organizzazioni industriali. La ragione vera è che l'Italia ha incorporato nei suoi prodotti una componente essenziale di cultura e che città come Milano, Parma, Firenze, Siena, Venezia, Roma, Napoli e Palermo, pur avendo infrastrutture molto carenti possono vantare nel loro standard di vita una maggiore quantità di bellezza".<br />Questo memorabile pensiero di Galbraith può sembrare poesia, ma contiene una profonda verità. Che però va spiegata. La parola bellezza dice una forza morale che il popolo italiano del dopoguerra aveva in abbondanza dalla sua antica civiltà e che costituiva la sua identità. Non avevamo materie prime, ma avevamo una grande storia e un grande "capitale umano" nel presente.<br />Dal 1945 giungemmo agli anni Novanta come quarta potenza industriale del mondo: su 18 milioni di imprese presenti in Europa, quelle dislocate in Italia erano 5 milioni. Eravamo più ricchi di inglesi e francesi. Come fu possibile arrivare così in alto dalle macerie del dopoguerra?<br /><br />COME ERAVAMO E COSA FACEMMO<br />Lo ha spiegato molto bene Sandro Fontana che, in un libro del 1998, individuava nella Lombardia il cuore del miracolo italiano che coinvolse poi tutta la penisola. Infatti il libro di Fontana aveva questo titolo: "La riscossa dei lombardi". Sottotitolo: "Le origini del miracolo economico nella regione più laboriosa d'Europa 1929-1959" (Mondadori).<br />Fontana scriveva: "ultima arrivata fra le nazioni industrializzate del nostro continente, (l'Italia) è oggi al primo posto per imprenditorialità diffusa... e al primo posto anche come 'valore aggiunto', cioè come capacità di trasformare materie prime e, quindi, di esportare prodotti finiti... l'Italia si trova ai vertici della graduatoria europea anche per quanto riguarda la capacità di risparmio delle famiglie".<br />Ecco cos'era accaduto. Già nel primo dopoguerra, nel territorio brianzolo, "si erano manifestati con prepotenza e intensità" scrive Fontana "i sintomi d'una industrializzazione rapida e diffusa, basata sul lavoro a domicilio e sulle piccole attività imprenditoriali, sulla figura del mezzadro-operaio e sull'incremento accelerato della proprietà contadina".<br />Questo fermento si gelò durante il fascismo che puntava prevalentemente sulla grande industria. Ma, nel secondo...]]></itunes:summary><itunes:duration>547</itunes:duration><itunes:keywords>coronavirus,dopoguerra,economia,governo,italia</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/5603c9709991643be69c345a2b478fe7.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Coronavirus: I cattolici e la vera obbedienza</title><link>https://www.spreaker.com/episode/coronavirus-i-cattolici-e-la-vera-obbedienza--26772618</link><description><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜<a href="http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6119" rel="noopener">http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6119</a><br /><br />CORONAVIRUS: I CATTOLICI E LA VERA OBBEDIENZA di Aldo Maria Valli<br />Se qui da noi, in Occidente, il blocco delle cerimonie religiose a causa del coronavirus ha provocato sofferenza in molti cattolici, all'Est ha anche riportato alla memoria i tempi delle persecuzioni anticattoliche, quando le chiese e le altre strutture religiose erano vuote perché i regimi comunisti, per motivi ideologici, impedivano il culto pubblico.<br />"La visione terrificante delle chiese vuote mostra ciò che sarebbe potuto succedere se l'ostilità anticattolica avesse prevalso", ha detto una conduttrice radiofonica polacca manifestando il pensiero di numerosi suoi connazionali di una certa età, in grado di ricordare che cosa fu la persecuzione antireligiosa.<br /><br />MESSE INTERROTTE<br />Anche nell'Europa dell'Est è successo, come da noi, che le forze dell'ordine siano intervenute per disperdere fedeli che, nonostante i divieti, si erano recati in chiesa per la Messa, e queste immagini hanno a loro volta riproposto ricordi alquanto spiacevoli, tanto più che alcuni sacerdoti sono stati multati per non aver rispettato le regole.<br />In Romania il vescovo greco-cattolico Virgil Bercea, sessantadue anni, che per alcuni anni, prima della rivoluzione del 1989, fu sacerdote clandestino nella Romania comunista, ha dichiarato che il divieto di celebrare le Messe a causa della pandemia ha ovviamente provocato molte domande e suscitato dolorosi ricordi. "Prima della liberazione - ha sottolineato - le nostre case avevano preso il posto delle chiese. E ora che tutto è di nuovo chiuso ci troviamo in una situazione angosciante".<br />In Ucraina, dove sono ancora consentite le funzioni religiose con un massimo di dieci fedeli, il Consiglio ucraino delle chiese e delle organizzazioni religiose, che comprende anche leader cattolici, il 9 aprile ha denunciato violazioni delle regole da parte della polizia, che in alcuni casi, interpretando le norme in modo restrittivo, ha preteso di chiudere completamente le chiese, e anche questi fatti hanno contribuito a riproporre situazioni che si sperava fossero consegnate al passato.<br />In Russia il segretario generale della conferenza episcopale, monsignor Igor Kovalevsky, ha detto che in molti cattolici le norme per il contenimento della pandemia hanno suscitato "paure e associazioni di idee negative" e non è mancato chi ha contestato le regole.<br />Chi ha vissuto sotto il comunismo ricorda bene come andavano le cose quando si poteva pregare solo in casa, senza far rumore, perché c'era sempre il rischio di poter essere denunciati.<br /><br />VESCOVI CORAGGIOSI<br />All'epoca un grande aiuto venne dalla consapevolezza che c'erano pastori non disposti ad arrendersi, e le parole di quei grandi testimoni della fede possono dire qualcosa anche a noi oggi.<br />È il caso del cardinale Stefan Wyszyński, il primate polacco che nel gennaio del 1953 sfidò il regime comunista, reagendo con una celebre lettera al diktat che revocava alla Chiesa la libertà di culto, e pagando la sua presa di posizione con il carcere.<br />Nei suoi Appunti dalla prigione si legge: "Il peccato più grande per un apostolo è la paura; la paura di un apostolo è la prima alleata dei suoi nemici. La mancanza di coraggio è l'inizio della sconfitta per un vescovo".<br />Nella lettera, firmata da tutto l'episcopato e inviata al governo, a proposito del divieto di culto era scritto: "Affermiamo che il suddetto decreto non può essere da noi riconosciuto come legittimo e vigente, giacché contrario alla Costituzione e alle leggi di Dio e della Chiesa [...]. Se dovessimo trovarci di fronte all'alternativa di sottomettere la giurisdizione ecclesiastica come uno strumento di governo civile oppure accettare un sacrificio personale, non vacilleremo [...]. Non possiamo sacrificare le cose di Dio sull'altare di Cesare! Non possumus!".<br />Il 25 settembre del 1953 il cardinale fu arrestato dalle autorità comuniste e portato in carcere. Uscendo dal palazzo episcopale, disse a una suora che voleva preparargli un bagaglio: "Sorella, non porterò nulla. Sono entrato povero in questa casa e povero vi uscirò". Sarebbe rimasto in carcere per tre anni.<br />Insieme a ricordi inquietanti, l'attuale situazione ci consente di riscoprire figure che possono insegnare davvero molto.<br />È il caso anche dell'eroico cardinale Ján Chryzostom Korec, vescovo di Nitra, in Slovacchia, autore del libro La notte dei barbari.<br />Ebbi la possibilità di conoscere il cardinale Korec e ricordo bene la passione con cui rievocava gli anni della Chiesa clandestina, costretta alle catacombe. Mi fece vedere alcune copie del samizdat che produceva in clandestinità e rievocò il periodo di isolamento in carcere, quando ripeteva ad alta voce interi brani di opere filosofiche e teologiche per non perderne la memoria.<br />Sì, possiamo proprio dire che dall'Est ci arrivano testimonianze che possono esserci di grande aiuto per superare, con fede e dignità, questa fase difficile.<br /><br />Nota di BastaBugie: Benedetta Frigerio nell'articolo seguente dal titolo "A chi obbedire? Il beato Franz contro i vescovi proni allo Stato" parla del film sul beato Franz Jägerstätter (vedi foto), torturato e ucciso dal regime nazista a cui si oppose. Un film che ha da dire molto ai cattolici di oggi e che spiega quale sia la vera obbedienza.<br />Ecco l'articolo completo pubblicato su La Nuova Bussola Quotidiana il 26 aprile 2020:<br />C'è una storia a cui la quarantena ha incollato diverse persone. Si tratta dell'ultimo capolavoro del regista Terrence Malick, "Hidden Life" ("La vita nascosta"), uscito negli Stati Uniti l'anno scorso e che avrebbe dovuto esordire nelle sale cinematografiche italiane questo mese. Molti hanno avuto la possibilità di vederlo in streaming. E forse non è un caso, perché la storia di questo contadino austriaco, che per fedeltà a Cristo si oppose al regime nazista morendo martire a 36 anni nell'agosto del 1943, ha qualcosa da dire al mondo contemporaneo, cattolico e non.<br />Franz Jägerstätter, beatificato nel 2007 da papa Benedetto XVI, viveva con sua moglie e le tre figlie a Radegund, coltivando i campi e allevando bestie in mezzo allo spettacolo delle Alpi austriache. Bisogna ricordare che la vita di quest'uomo prima del matrimonio fu contraddittoria e libertina (ebbe una figlia a 26 anni con un'altra donna) e che la fedeltà alla verità può farsi eroica in persone da cui magari non ce lo si aspetterebbe.<br />A 29 anni sposò Franziska Schwaninger, che cambiò completamente la sua vita, ordinandola e scandendola fra lavoro, preghiera e lettura della Bibbia. Fu proprio la conoscenza di Cristo a portarlo, tre anni dopo le nozze, a decidere di non assumere incarichi istituzionali nel suo paese, dove fu l'unico a votare contro il plebiscito di annessione alla Germania, motivo per cui cominciò ad essere emarginato dalla sua comunità.<br />Nel 1940 fu arruolato ma conoscendo i programmi eugenetici del Partito nazista si convinse ancora di più che l'obbedienza alla fede e alla verità, illuminata dall'incontro con Gesù, era incompatibile con la sottomissione al governo. Perciò, rifiutandosi di combattere quando fu richiamato nell'esercito nel febbraio del 1943, venne arrestato.<br />Jägerstätter non disobbedì solo alle autorità civili, ma anche a quelle religiose. Sia il parroco della sua chiesa sia il suo vescovo, Josephus Calasanz Fließer, lo spinsero a desistere dall'obiezione di coscienza: secondo loro il Signore non poteva volere che con la sua condotta mettesse a rischio non solo la sua vita, ma anche quella della sua famiglia, che infatti pagò cara la sua scelta, pur sostenendola.<br />Ricordiamo che Radegund era un paese di cattolici praticanti, ma che in nome del "buon senso" e dell'obbedienza ai superiori, a cui pure il Vangelo richiama, appoggiati da alcuni curati e vescovi, chiusero gli occhi sui soprusi del governo. Infatti, il beato scrisse: «Il Cristo ha rimproverato a Pietro di averlo rinnegato per paura  e per rispetto umano», mentre disse al suo parroco in una lettera: «Devo annunciarLe che forse perderà uno dei Suoi parrocchiani... Poiché nessuno può ottenere che io venga dispensato dal compiere una cosa che metterebbe in pericolo la mia salvezza eterna».<br />La ribellione del beato alle autorità anche ecclesiastiche la giustificò negando che l'obbedienza richiesta dal Vangelo sia senza eccezioni: «I comandamenti di Dio ci insegnano che dobbiamo prestare obbedienza ai nostri superiori, anche se non sono cristiani, ma solo finché non ci ordinano qualcosa di sbagliato, poiché dobbiamo obbedire più a Dio che agli uomini».<br />A dire, con il santo cardinale Newman, che prima del Papa c'è la coscienza. Il che non è un invito a vivere da "cattolici adulti" (ossia secondo le proprie opinioni e voglie), ma a seguire la verità rivelata da duemila anni di Magistero a cui il Papa stesso si deve sottomettere. Verità che, come tutti, anche i prelati possono tradire al pari di Pietro.<br />«L'uomo ha in realtà una Legge scritta da Dio dentro al cuore... e secondo questa egli sarà giudicato», dice la Costituzione pastorale Gaudium et spes. Questa verità, continua l'enciclica di san Giovanni Paolo II Veritatis splendor, «è indicata dalla "Legge divina"», norma universale e oggettiva della moralità», il cui nucleo sta nei Dieci Comandamenti: «Non avrai altro Dio fuori di me... Ricordati di santificare le feste... Non uccidere»; e che si riassume nel comandamento di Gesù di amare Dio e il prossimo.<br />I mesi di carcere e quelli dopo la morte (fu ghigliottinato) di Jägerstätter, dovuta proprio alla sequela dei Comandamenti, furono uno strazio per la moglie appena trentenne con tre figlie piccole da crescere: la gente smise di aiutarla nei campi, le bimbe venivano schernite e isolate, il partito le tolse ogni sussidio economico. Ma prima di morire, a sua moglie e a sua madre (che invece cercò di opporsi alla sua scelta), il beato scrisse:«Avrei tanto voluto risparmiarvi questa sofferenza che dovete sopportare per causa mia.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/26772618</guid><pubDate>Tue, 05 May 2020 15:39:18 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/26772618/i_cattolici_e_la_vera_obbedienza.mp3" length="14325132" type="audio/mpeg"/><itunes:author>BastaBugie</itunes:author><itunes:subtitle>TESTO DELL'ARTICOLO ➜http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6119

CORONAVIRUS: I CATTOLICI E LA VERA OBBEDIENZA di Aldo Maria Valli
Se qui da noi, in Occidente, il blocco delle cerimonie religiose a causa del coronavirus ha provocato sofferenza...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜<a href="http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6119" rel="noopener">http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6119</a><br /><br />CORONAVIRUS: I CATTOLICI E LA VERA OBBEDIENZA di Aldo Maria Valli<br />Se qui da noi, in Occidente, il blocco delle cerimonie religiose a causa del coronavirus ha provocato sofferenza in molti cattolici, all'Est ha anche riportato alla memoria i tempi delle persecuzioni anticattoliche, quando le chiese e le altre strutture religiose erano vuote perché i regimi comunisti, per motivi ideologici, impedivano il culto pubblico.<br />"La visione terrificante delle chiese vuote mostra ciò che sarebbe potuto succedere se l'ostilità anticattolica avesse prevalso", ha detto una conduttrice radiofonica polacca manifestando il pensiero di numerosi suoi connazionali di una certa età, in grado di ricordare che cosa fu la persecuzione antireligiosa.<br /><br />MESSE INTERROTTE<br />Anche nell'Europa dell'Est è successo, come da noi, che le forze dell'ordine siano intervenute per disperdere fedeli che, nonostante i divieti, si erano recati in chiesa per la Messa, e queste immagini hanno a loro volta riproposto ricordi alquanto spiacevoli, tanto più che alcuni sacerdoti sono stati multati per non aver rispettato le regole.<br />In Romania il vescovo greco-cattolico Virgil Bercea, sessantadue anni, che per alcuni anni, prima della rivoluzione del 1989, fu sacerdote clandestino nella Romania comunista, ha dichiarato che il divieto di celebrare le Messe a causa della pandemia ha ovviamente provocato molte domande e suscitato dolorosi ricordi. "Prima della liberazione - ha sottolineato - le nostre case avevano preso il posto delle chiese. E ora che tutto è di nuovo chiuso ci troviamo in una situazione angosciante".<br />In Ucraina, dove sono ancora consentite le funzioni religiose con un massimo di dieci fedeli, il Consiglio ucraino delle chiese e delle organizzazioni religiose, che comprende anche leader cattolici, il 9 aprile ha denunciato violazioni delle regole da parte della polizia, che in alcuni casi, interpretando le norme in modo restrittivo, ha preteso di chiudere completamente le chiese, e anche questi fatti hanno contribuito a riproporre situazioni che si sperava fossero consegnate al passato.<br />In Russia il segretario generale della conferenza episcopale, monsignor Igor Kovalevsky, ha detto che in molti cattolici le norme per il contenimento della pandemia hanno suscitato "paure e associazioni di idee negative" e non è mancato chi ha contestato le regole.<br />Chi ha vissuto sotto il comunismo ricorda bene come andavano le cose quando si poteva pregare solo in casa, senza far rumore, perché c'era sempre il rischio di poter essere denunciati.<br /><br />VESCOVI CORAGGIOSI<br />All'epoca un grande aiuto venne dalla consapevolezza che c'erano pastori non disposti ad arrendersi, e le parole di quei grandi testimoni della fede possono dire qualcosa anche a noi oggi.<br />È il caso del cardinale Stefan Wyszyński, il primate polacco che nel gennaio del 1953 sfidò il regime comunista, reagendo con una celebre lettera al diktat che revocava alla Chiesa la libertà di culto, e pagando la sua presa di posizione con il carcere.<br />Nei suoi Appunti dalla prigione si legge: "Il peccato più grande per un apostolo è la paura; la paura di un apostolo è la prima alleata dei suoi nemici. La mancanza di coraggio è l'inizio della sconfitta per un vescovo".<br />Nella lettera, firmata da tutto l'episcopato e inviata al governo, a proposito del divieto di culto era scritto: "Affermiamo che il suddetto decreto non può essere da noi riconosciuto come legittimo e vigente, giacché contrario alla Costituzione e alle leggi di Dio e della Chiesa [...]. Se dovessimo trovarci di fronte all'alternativa di sottomettere la giurisdizione ecclesiastica come uno strumento di governo civile oppure accettare un sacrificio personale, non vacilleremo [...]. Non possiamo sacrificare le cose di Dio sull'altare di...]]></itunes:summary><itunes:duration>896</itunes:duration><itunes:keywords>cattolici,comunismo,coronavirus,fede,obbedienza,vita</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/37ae8d204e60042b5695daa1deb2e0a5.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Ripassare la fede durante il coronavirus</title><link>https://www.spreaker.com/episode/ripassare-la-fede-durante-il-coronavirus--26758418</link><description><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜<a href="http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6117" rel="noopener">http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6117</a><br /><br />RIPASSARE LA FEDE DURANTE IL CORONAVIRUS di Luca Marcolivio<br />Con la sua ultima iniziativa, Juan Manuel Cotelo ha realizzato un desiderio che da tempo aveva nel cuore: tornare a fare il catechista. Il regista spagnolo, noto in particolare per docufilm come L'ultima cima e Terra di Maria, ha svolto catechesi nelle parrocchie per molti anni fino a che non è diventato famoso per le sue pellicole e ha iniziato a girare il mondo.<br />Come un po' in tutta Europa, i bambini e i ragazzi spagnoli hanno dovuto sospendere il catechismo e hanno visto slittare le date delle loro prime comunioni e cresime. Da qui l'idea di Cotelo di realizzare una serie di video-catechesi, diffuse sui profili social e sul canale YouTube di Infinito +1, la casa produttrice da lui stesso fondata.<br />Con episodi di cinque-sei minuti ciascuno, Cotelo illustra ai suoi piccoli utenti i fondamenti della fede: i Dieci Comandamenti, il Padre Nostro, l'Eucaristia, la Vergine Maria, lo Spirito Santo. A ciò si aggiungono approfondimenti sulla Sacra Scrittura, sulla nascita di Gesù, sugli angeli custodi. Tutte le catechesi sono veicolate dal carisma scenico di Cotelo e da mille trovate spettacolari, accompagnate da un garbato umorismo, che - si parva licet - evoca il buonumore dei grandi santi: da San Tommaso Moro a San Filippo Neri fino a don Bosco e San José Maria Escrivà.<br /><br />CURRICULUM VITAE DI DIO<br />Nel Catequizmo spiccano capitoli particolarmente intelligenti e originali, come quello sul Curriculum vitae di Dio. Qual è il suo indirizzo? «Vivo da tutte le parti ma per le emergenze mi trovate dentro il cuore umano», si legge sul curriculum del Padre Eterno... E l'età? Indefinibile, perché Egli è, al tempo stesso il più vecchio e, vista la sua iperattività, il più giovane, infatti «non va mai in vacanza, non ha un giorno libero in tutto l'anno!», spiega Cotelo. Situazione familiare: «Padre di una famiglia numerosa, il numero dei miei figli è incalcolabile...». Professione e lavori svolti: «La quantità di cose che Dio ha fatto e che sa fare è enorme: creatore del Cielo e della Terra, creatore di tutte le cose visibili e invisibili», tuttavia, «la sua specialità è fare l'impossibile!». Competenze linguistiche: «Dio parla tutte le lingue del mondo. Tutte!». Pubblicazioni: «Dio è anche l'autore di un libro che è il più venduto nella storia di tutti i libri e questo libro è la Bibbia!».<br />Spassoso e istruttivo anche l'episodio del Profetic Football Club: il dream team di Dio vede in campo Abramo, in porta, Daniele, Davide e Debora in difesa, Elia, Eliseo, Isaia, Mosè, Samuele a centrocampo, Geremia, Giona e Giovanni in attacco... Il «miglior acquisto della storia», colui che «fa più gol di tutti», è però Gesù, la cui strategia per andare a segno è «obbedire» e «fare la volontà del Padre». «Dio fa sempre un gioco di squadra - spiega Cotelo -. Lui potrebbe giocare anche tutte le partite da solo, perché è il miglior giocatore che esista. E allora perché fa un gioco di squadra? Perché Dio è amore e l'amore è sempre un gioco di squadra!». «Mettendo Dio al centro - prosegue la video-catechesi - possiamo vincere le partite più difficili della vita: le malattie, le tristezze e anche la morte!».<br /><br />PRODOTTO INDIRIZZATO NON SOLO AI BAMBINI MA ANCHE AI GENITORI<br />L'Italia è il primo paese non ispanico ad aver adattato e diffuso il Catequizmo di Juan Manuel Cotelo. Doppiaggio e ritocchi visivi sono curati da Francesco Travisi, responsabile di Infinito +1 Italia, che ha così supplito alla mancata disponibilità degli studi dovuta all'emergenza sanitaria. «Catequizmo è un prodotto indirizzato non solo ai bambini ma anche ai genitori», spiega Travisi alla Nuova Bussola Quotidiana. «Spesso capita che i bambini della Prima Comunione vengano "depositati" in chiesa, per un puro e semplice "babysitting religioso". Noi, però, visto che i bambini stanno rispondendo bene a questo appuntamento online, invitiamo i genitori a guardare anche loro il Catequizmo: può essere l'occasione per pregare coi figli o per provare a ripercorrere la propria storia spirituale, in un momento in cui, presi dalla routine, dal lavoro e da molto altro, alcuni adulti si raffreddano nella fede». Nonostante il linguaggio semplice e le modalità comunicative rivolte principalmente all'infanzia, Catequizmo ha effettivamente suscitato interesse e favore anche nel pubblico adulto: «In molti mi stanno scrivendo per dirmi quanto è bello questo appuntamento giornaliero e la cosa curiosa è che spesso non hanno figli, né sono catechisti», sottolinea Travisi.<br />Nella versione originale, Catequizmo è arrivato nei giorni scorsi alla trentesima puntata, superando le 73mila visualizzazioni. L'idea di Cotelo è di completare l'opera entro maggio, mese in cui, normalmente, si celebrano le Prime Comunioni, per un totale di quaranta video, numero simbolico che sugella questa lieta e specialissima "quarantena catechistica". La versione italiana è arrivata al diciottesimo video sabato scorso. «Non siamo Netflix, quindi non godiamo di un grande vantaggio pubblicitario, la nostra forza principale è nel passaparola», continua Francesco Travisi. Senza imponenti promozioni, comunque, i video del Catequizmo nella versione italiana hanno superato le duemila visualizzazioni. È partita nel frattempo anche la versione rumena della video-iniziativa, mentre sono sul trampolino di lancio, le edizioni tedesca e croata.<br />Il buon successo riscosso dal Catequizmo anche tra gli adulti dimostra che i contenuti veicolati non valgono solo per l'infanzia. Anche con un approccio leggero, si possono trasmettere concetti profondi e veri e, tra le righe, si può fare persino un po' di sana apologetica. Del resto, come affermava il grande Chesterton, «la ragione per cui gli angeli sanno volare è che si prendono con leggerezza».]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/26758418</guid><pubDate>Tue, 05 May 2020 15:37:51 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/26758418/ripassare_la_fede_durante_il_coronavirus.mp3" length="7218572" type="audio/mpeg"/><itunes:author>BastaBugie</itunes:author><itunes:subtitle>TESTO DELL'ARTICOLO ➜http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6117&#13;
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RIPASSARE LA FEDE DURANTE IL CORONAVIRUS di Luca Marcolivio&#13;
Con la sua ultima iniziativa, Juan Manuel Cotelo ha realizzato un desiderio che da tempo aveva nel cuore: tornare a...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜<a href="http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6117" rel="noopener">http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6117</a><br /><br />RIPASSARE LA FEDE DURANTE IL CORONAVIRUS di Luca Marcolivio<br />Con la sua ultima iniziativa, Juan Manuel Cotelo ha realizzato un desiderio che da tempo aveva nel cuore: tornare a fare il catechista. Il regista spagnolo, noto in particolare per docufilm come L'ultima cima e Terra di Maria, ha svolto catechesi nelle parrocchie per molti anni fino a che non è diventato famoso per le sue pellicole e ha iniziato a girare il mondo.<br />Come un po' in tutta Europa, i bambini e i ragazzi spagnoli hanno dovuto sospendere il catechismo e hanno visto slittare le date delle loro prime comunioni e cresime. Da qui l'idea di Cotelo di realizzare una serie di video-catechesi, diffuse sui profili social e sul canale YouTube di Infinito +1, la casa produttrice da lui stesso fondata.<br />Con episodi di cinque-sei minuti ciascuno, Cotelo illustra ai suoi piccoli utenti i fondamenti della fede: i Dieci Comandamenti, il Padre Nostro, l'Eucaristia, la Vergine Maria, lo Spirito Santo. A ciò si aggiungono approfondimenti sulla Sacra Scrittura, sulla nascita di Gesù, sugli angeli custodi. Tutte le catechesi sono veicolate dal carisma scenico di Cotelo e da mille trovate spettacolari, accompagnate da un garbato umorismo, che - si parva licet - evoca il buonumore dei grandi santi: da San Tommaso Moro a San Filippo Neri fino a don Bosco e San José Maria Escrivà.<br /><br />CURRICULUM VITAE DI DIO<br />Nel Catequizmo spiccano capitoli particolarmente intelligenti e originali, come quello sul Curriculum vitae di Dio. Qual è il suo indirizzo? «Vivo da tutte le parti ma per le emergenze mi trovate dentro il cuore umano», si legge sul curriculum del Padre Eterno... E l'età? Indefinibile, perché Egli è, al tempo stesso il più vecchio e, vista la sua iperattività, il più giovane, infatti «non va mai in vacanza, non ha un giorno libero in tutto l'anno!», spiega Cotelo. Situazione familiare: «Padre di una famiglia numerosa, il numero dei miei figli è incalcolabile...». Professione e lavori svolti: «La quantità di cose che Dio ha fatto e che sa fare è enorme: creatore del Cielo e della Terra, creatore di tutte le cose visibili e invisibili», tuttavia, «la sua specialità è fare l'impossibile!». Competenze linguistiche: «Dio parla tutte le lingue del mondo. Tutte!». Pubblicazioni: «Dio è anche l'autore di un libro che è il più venduto nella storia di tutti i libri e questo libro è la Bibbia!».<br />Spassoso e istruttivo anche l'episodio del Profetic Football Club: il dream team di Dio vede in campo Abramo, in porta, Daniele, Davide e Debora in difesa, Elia, Eliseo, Isaia, Mosè, Samuele a centrocampo, Geremia, Giona e Giovanni in attacco... Il «miglior acquisto della storia», colui che «fa più gol di tutti», è però Gesù, la cui strategia per andare a segno è «obbedire» e «fare la volontà del Padre». «Dio fa sempre un gioco di squadra - spiega Cotelo -. Lui potrebbe giocare anche tutte le partite da solo, perché è il miglior giocatore che esista. E allora perché fa un gioco di squadra? Perché Dio è amore e l'amore è sempre un gioco di squadra!». «Mettendo Dio al centro - prosegue la video-catechesi - possiamo vincere le partite più difficili della vita: le malattie, le tristezze e anche la morte!».<br /><br />PRODOTTO INDIRIZZATO NON SOLO AI BAMBINI MA ANCHE AI GENITORI<br />L'Italia è il primo paese non ispanico ad aver adattato e diffuso il Catequizmo di Juan Manuel Cotelo. Doppiaggio e ritocchi visivi sono curati da Francesco Travisi, responsabile di Infinito +1 Italia, che ha così supplito alla mancata disponibilità degli studi dovuta all'emergenza sanitaria. «Catequizmo è un prodotto indirizzato non solo ai bambini ma anche ai genitori», spiega Travisi alla Nuova Bussola Quotidiana. «Spesso capita che i bambini della Prima Comunione vengano "depositati" in chiesa, per un puro e semplice "babysitting...]]></itunes:summary><itunes:duration>452</itunes:duration><itunes:keywords>catechesi,catechismo,catequizmo,comunione,coronavirus,fede</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e9fa41dd924e5005487dd3fdac92530d.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Coronavirus e i pieni poteri del comitato tecnico-scientifico</title><link>https://www.spreaker.com/episode/coronavirus-e-i-pieni-poteri-del-comitato-tecnico-scientifico--26756163</link><description><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜<a href="http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6121" rel="noopener">http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6121</a><br /><br />CORONAVIRUS E I PIENI POTERI DEL COMITATO TECNICO-SCIENTIFICO di Aldo Maria Valli<br />Se solo qualche mese fa un analista politico o un comune osservatore ci avessero detto che un giorno un Paese intero, il nostro Paese, sarebbe stato completamente bloccato, con la popolazione costretta a restare chiusa in casa, in base ai provvedimenti presi da un governo di non eletti il quale si muove a sua volta seguendo le indicazioni di un comitato tecnico-scientifico, sicuramente avremmo dato del pazzo a quell'analista o a quel comune osservatore. Invece, eccoci qui.<br />Al di là delle aberrazioni della nostra politica, il segreto sta tutto in quel doppio aggettivo: tecnico-scientifico. Se una decisione è presa da un comitato tecnico-scientifico, occorre credergli. Se una dichiarazione arriva da un comitato tecnico-scientifico, quella dichiarazione va ritenuta vera. Il comitato tecnico-scientifico è un'entità rispetto alla quale è obbligatorio un atto di fede e le sue formulazioni hanno valore di dogma.<br />Se ci pensiamo, è davvero singolare che tutto ciò avvenga in un Paese segnato, come tutto l'Occidente, da un processo di secolarizzazione che ha preteso di mettere sempre più ai margini ogni religione fondata su una fede trascendente. E ancor più singolare è che ai dogmi del comitato tecnico-scientifico debba piegarsi anche la Chiesa, la quale da tempo, nel tentativo di rendersi, si dice, più umana e simpatica, ha intrapreso un cammino per apparire meno dogmatica.<br />Non è vero che oggi i dogmi non ci sono più. Oggi i dogmi ci sono e sono quelli tecnico-scientifici. [...] Siamo appesi alle decisioni di un comitato tecnico-scientifico al quale, di fatto, è stato riconosciuto il valore di fonte dogmatica, altrimenti non ci piegheremmo a tutte le sue decisioni.<br /><br />UN VERO E PROPRIO ORACOLO<br />Il comitato tecnico-scientifico è talmente dogmatico da aver assunto ormai l'aspetto di un vero e proprio oracolo. Dinnanzi a ogni comportamento o possibilità, la prima domanda, ormai, è una sola: ma che cosa ha detto il comitato tecnico-scientifico? I nostri antenati probabilmente nei confronti dei responsi delle sibille erano più liberi di quanto lo siamo noi adesso nei confronti del comitato tecnico-scientifico.<br />Pensiamoci. Di questo comitato tecnico-scientifico noi non conosciamo neppure la composizione. Sì, i nomi sono stati resi noti e pubblicati, ma alzi la mano chi li conosce tutti quanti. Alzi la mano chi può dire di sapere chi siano effettivamente coloro che ne fanno parte e perché, precisamente, sono stati nominati nel comitato. Quasi nessuno sa chi siano, e non lo sappiamo perché non è necessario. Trattandosi, appunto, di un'entità dogmatica, non è importante entrare nel perché e per come. Di fronte a un'entità dogmatica è richiesta soltanto una cosa: un atto di fede. E un atto di fede è appunto quello che noi tutti stiamo mettendo in pratica.<br />Ma in virtù di che cosa noi diamo ogni giorno sostanza a tale atto di fede, dal momento che i nomi dei membri del comitato addirittura ci sfuggono? In virtù, lo ripeto, di quel doppio aggettivo: tecnico-scientifico. Ecco il sigillo di garanzia, se così possiamo dire. Ecco il contrassegno della verità. Basta dire "tecnico-scientifico" e il gioco è fatto: l'entità che si fregia di tale titolo diventa ipso facto entità dogmatica e le sue formulazioni diventano verità indiscutibili.<br /><br />IN TUTTA QUESTA SITUAZIONE C'È UN ALTRO ASPETTO CURIOSO<br />È dato dal fatto che i veri scienziati, non i millantatori, sanno una cosa sola: sanno di non sapere. Certo, uno scienziato sa molte cose che riguardano il suo settore di studio, ma, in fondo, ciò che ne fa veramente uno scienziato è la consapevolezza di non sapere. Perché la scienza funziona così: più acquisisce conoscenze, più scopre nuovi orizzonti da esplorare; più ottiene risposte, più si pone nuove domande. La scienza, in effetti, ha risposte sempre e soltanto relative, tutt'altro che immutabili, definitive e dogmatiche. La scienza, poi, per dare le sue risposte relative ha bisogno di tempo e di confronto tra le informazioni. Eppure, noi l'abbiamo eletta a sacerdotessa di Apollo, a tal punto che un comitato tecnico-scientifico, per il solo fatto di fregiarsi di questo aggettivo, è diventato un oracolo, e noi ci avviciniamo ai suoi responsi come se entrassimo nell'antro della sibilla, in atteggiamento di umile ascolto e disposti ad accogliere tutto come oro colato.<br />Insomma, ciò che stiamo vivendo merita qualche riflessione perché è tutto davvero paradossale. Secondo il noto aforisma di Chesterton, "chi non crede in Dio non è vero che non crede in niente, perché incomincia a credere a tutto". [...]<br /><br />Nota di BastaBugie: Paolo Gulisano nell'articolo seguente dal titolo "Seconda ondata, propaganda di Stato per limitarci la libertà" spiega che il termine 'seconda ondata' non è preso dal linguaggio dell'epidemiologia, bensì da quello della propaganda politica, come del Pci degli anni '50. E il Governo fa di tutto per tenere sulla popolazione una pressione psicologica altissima, per indurre anche in tempi di allentamento del Lockdown ad una "spontanea" rinuncia alle proprie libertà.<br />Ecco l'articolo completo pubblicato su La Nuova Bussola Quotidiana il 3 maggio 2020:<br />Nel Dizionario delle Neolingua (ricordate Orwell?) inventata per la Pandemia, negli ultimi giorni uno dei termini più in voga è "Seconda ondata". Di cosa si tratta? Della possibilità di un nuovo aumento dei numeri dei contagiati, dei ricoverati, dei morti. Si tratta di un termine che non è preso dal linguaggio dell'epidemiologia, ma da quello della propaganda politica. Era un termine usato nel Dopoguerra e fino agli anni '50 dal Partito Comunista Italiano. La prima ondata era stata la Resistenza, che aveva spazzato via il Fascismo; la seconda - attesissima - era quella che avrebbe dovuto fare il resto, e trasformare l'Italia in una Repubblica Sovietica. Per chi conosce  racconti del grande scrittore Giovannino Guareschi, l'espressione è familiare: era lo spauracchio costantemente sventolato da Peppone davanti agli occhi di don Camillo.<br />Oggi di seconda ondata parlano le istituzioni e la grande stampa. E' bastato che una esponente dell'ufficio regionale europeo dell'OMS esprimesse la propria preoccupazione per la possibilità di nuove infezioni nei vari Paesi che l'affermazione è stata tradotta in Italia in questo sintetico concetto: arriverà una seconda ondata. Ovvero: il nemico è sempre qui. Poco importa che la curva epidemica sia in discesa, poco importa che siano ormai a disposizione importanti ed efficaci strumenti di cura: il terrore per il Covid deve continuare.<br />"Non saremo mai a contagio zero" ha dichiarato l'assessore lombardo al welfare, evidentemente in possesso di certezze epidemiologiche non meglio identificate. E ha aggiunto che "dobbiamo convivere con questo virus, davanti al quale siamo indifesi". Evidentemente l'assessore non è informato che proprio nella sua Regione esistono ospedali - come la NBQ ha documentato - dove si cura e si guarisce.<br />Ma il maggior utilizzo propagandistico del concetto di Seconda ondata viene dal Governo centrale. Conte lo ripete a ogni piè sospinto. L'allentamento del lockdown può avvenire, ma solo sotto strettissimo controllo, perché l'epidemia può riesplodere, parola del famigerato Comitato tecnico scientifico che nei giorni scorsi ha comunicato che nel mese di giugno potremmo avere oltre 150.000 persone ricoverate in terapia intensiva. Sì, proprio così. Uno scenario apocalittico, specie se si pensa che quando è stato raggiunto il picco ai primi di aprile i ricoverati in tutta Italia in terapia intensiva erano poco più di 4.000. Secondo i consulenti di Conte insomma ci attende qualcosa di paragonabile ad un disastro nucleare, naturalmente se si allentassero le misure restrittive.  Questa previsione - non suffragata da alcuna documentazione epidemiologica - è stata peraltro categoricamente smentita da una autorevole  società di analisi, Carisma, che ha definito come totalmente sbagliato il Calcolo del Comitato. Un errore addirittura aritmetico, perché avrebbe preso in considerazione una popolazione di 260 milioni di abitanti, anziché 60 milioni come quella italiana.<br />Il problema del documento, dice Carisma, è di tipo statistico-matematico, con errori anche nel calcolo del tasso di letalità dei contagi.  <br />Insomma: il cenacolo di tecnici e scienziati al servizio di Conte ha preso un abbaglio madornale. Oppure è stata confezionata una bella bufala per una opinione pubblica ormai sommersa da dati contradditori e soprattutto da messaggi terroristici.<br />La "fase due", per utilizzare un altro termine della neolingua, dovrà essere caratterizzata da nuove paure. Si deve seminare il panico rispetto, ad esempio, a quella fascia di persone che non è stata toccata dall'epidemia, i bambini. Così assistiamo ad un montare di sospetti nei confronti della possibilità di ammalarsi da parte dei bambini che è assolutamente in contraddizione con le evidenze scientifiche rilevate. In Svizzera, dove ad esempio il Governo ha cominciato ad allentare le misure di lockdown,è stato liberalizzato il contatto tra bambini e tra questi e i nonni. Il responsabile Dipartimento malattie infettive del Ministero della Sanità, Daniel Koch, ha detto che "gli scienziati sono arrivati alla conclusione che i bambini non trasmettono il virus. Sarebbe sbagliato proibire ai nonni, che stanno già soffrendo per questa situazione, di essere abbracciati dai loro nipoti quando si sa che essi  non sono contagiosi."]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/26756163</guid><pubDate>Tue, 05 May 2020 15:37:02 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/26756163/coronavirus_e_i_pieni_poteri_del_comitato_tecnico_scientifico.mp3" length="17001324" type="audio/mpeg"/><itunes:author>BastaBugie</itunes:author><itunes:subtitle>TESTO DELL'ARTICOLO ➜http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6121&#13;
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CORONAVIRUS E I PIENI POTERI DEL COMITATO TECNICO-SCIENTIFICO di Aldo Maria Valli&#13;
Se solo qualche mese fa un analista politico o un comune osservatore ci avessero detto che un...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜<a href="http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6121" rel="noopener">http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6121</a><br /><br />CORONAVIRUS E I PIENI POTERI DEL COMITATO TECNICO-SCIENTIFICO di Aldo Maria Valli<br />Se solo qualche mese fa un analista politico o un comune osservatore ci avessero detto che un giorno un Paese intero, il nostro Paese, sarebbe stato completamente bloccato, con la popolazione costretta a restare chiusa in casa, in base ai provvedimenti presi da un governo di non eletti il quale si muove a sua volta seguendo le indicazioni di un comitato tecnico-scientifico, sicuramente avremmo dato del pazzo a quell'analista o a quel comune osservatore. Invece, eccoci qui.<br />Al di là delle aberrazioni della nostra politica, il segreto sta tutto in quel doppio aggettivo: tecnico-scientifico. Se una decisione è presa da un comitato tecnico-scientifico, occorre credergli. Se una dichiarazione arriva da un comitato tecnico-scientifico, quella dichiarazione va ritenuta vera. Il comitato tecnico-scientifico è un'entità rispetto alla quale è obbligatorio un atto di fede e le sue formulazioni hanno valore di dogma.<br />Se ci pensiamo, è davvero singolare che tutto ciò avvenga in un Paese segnato, come tutto l'Occidente, da un processo di secolarizzazione che ha preteso di mettere sempre più ai margini ogni religione fondata su una fede trascendente. E ancor più singolare è che ai dogmi del comitato tecnico-scientifico debba piegarsi anche la Chiesa, la quale da tempo, nel tentativo di rendersi, si dice, più umana e simpatica, ha intrapreso un cammino per apparire meno dogmatica.<br />Non è vero che oggi i dogmi non ci sono più. Oggi i dogmi ci sono e sono quelli tecnico-scientifici. [...] Siamo appesi alle decisioni di un comitato tecnico-scientifico al quale, di fatto, è stato riconosciuto il valore di fonte dogmatica, altrimenti non ci piegheremmo a tutte le sue decisioni.<br /><br />UN VERO E PROPRIO ORACOLO<br />Il comitato tecnico-scientifico è talmente dogmatico da aver assunto ormai l'aspetto di un vero e proprio oracolo. Dinnanzi a ogni comportamento o possibilità, la prima domanda, ormai, è una sola: ma che cosa ha detto il comitato tecnico-scientifico? I nostri antenati probabilmente nei confronti dei responsi delle sibille erano più liberi di quanto lo siamo noi adesso nei confronti del comitato tecnico-scientifico.<br />Pensiamoci. Di questo comitato tecnico-scientifico noi non conosciamo neppure la composizione. Sì, i nomi sono stati resi noti e pubblicati, ma alzi la mano chi li conosce tutti quanti. Alzi la mano chi può dire di sapere chi siano effettivamente coloro che ne fanno parte e perché, precisamente, sono stati nominati nel comitato. Quasi nessuno sa chi siano, e non lo sappiamo perché non è necessario. Trattandosi, appunto, di un'entità dogmatica, non è importante entrare nel perché e per come. Di fronte a un'entità dogmatica è richiesta soltanto una cosa: un atto di fede. E un atto di fede è appunto quello che noi tutti stiamo mettendo in pratica.<br />Ma in virtù di che cosa noi diamo ogni giorno sostanza a tale atto di fede, dal momento che i nomi dei membri del comitato addirittura ci sfuggono? In virtù, lo ripeto, di quel doppio aggettivo: tecnico-scientifico. Ecco il sigillo di garanzia, se così possiamo dire. Ecco il contrassegno della verità. Basta dire "tecnico-scientifico" e il gioco è fatto: l'entità che si fregia di tale titolo diventa ipso facto entità dogmatica e le sue formulazioni diventano verità indiscutibili.<br /><br />IN TUTTA QUESTA SITUAZIONE C'È UN ALTRO ASPETTO CURIOSO<br />È dato dal fatto che i veri scienziati, non i millantatori, sanno una cosa sola: sanno di non sapere. Certo, uno scienziato sa molte cose che riguardano il suo settore di studio, ma, in fondo, ciò che ne fa veramente uno scienziato è la consapevolezza di non sapere. Perché la scienza funziona così: più acquisisce conoscenze, più scopre nuovi orizzonti da esplorare;...]]></itunes:summary><itunes:duration>1063</itunes:duration><itunes:keywords>coronavirus,fakenews,orwell,seconda</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/3ec9f49da0b789e61ed99e835d4f9a8b.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Per la fase 2 del coronavirus l'Arcigay si infuria, ma Conte rimedia subito</title><link>https://www.spreaker.com/episode/per-la-fase-2-del-coronavirus-l-arcigay-si-infuria-ma-conte-rimedia-subito--26772738</link><description><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜<a href="http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6122" rel="noopener">http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6122</a><br /><br />PER LA FASE 2 DEL CORONAVIRUS L'ARCIGAY SI INFURIA, MA CONTE RIMEDIA SUBITO di Manuela Antonacci<br />Parte oggi la cosiddetta "fase 2" delle restrizioni per combattere la pandemia da Covid-19. Tante le nuove regole richiamate dal nuovo Dpcm dello scorso 26 aprile, tra le quali - come si legge nel decreto - si potrà fare visita ai "congiunti" con le solite precauzioni, ovvero guanti, mascherina e distanza di sicurezza.<br />Ma chi sarebbero per l'esattezza i congiunti? Il termine ha creato diversi dubbi, peraltro l'ultima dichiarazione di Pierpaolo Sileri, viceministro della Salute, che definisce "congiunti" anche gli amici "purché amici veri" ha suscitato molte perplessità e anche una certa dose si ilarità sui social. Ma il termine "congiunti" sembra essere diventato anche il pomo della discordia, ultimamente, in quanto avrebbe fatto infuriare niente di meno che Arcigay!<br />L'Associazione parla di "inaccettabile gerarchia affettiva imposta dallo Stato": "Il fatto che l'allentamento delle restrizioni sulle relazioni sociali sia circoscritto alla definizione di 'congiunti', che nei nostri codici è riferita inequivocabilmente alla dimensione formale della parentela, di sangue o acquisita, rappresenta un inedito e inaccettabile intervento dello Stato nella definizione della gerarchia degli affetti", queste le osservazioni di Gabriele Piazzoni, segretario generale dell'associazione. Ma si dicono preoccupati anche la senatrice Monica Cirinnà, costernata per «le coppie non conviventi e le famiglie arcobaleno non riconosciute», e Matteo Renzi, che in un video aveva promesso di redarguire Giuseppe Conte: «Abbiamo fatto le unioni civili, crediamo nella libertà, non possiamo permettere allo Stato di decidere chi dobbiamo vedere». Richieste che sono state prontamente recepite da Palazzo Chigi che ha pubblicato della apposite Faq, proprio per chiarire tutti i dubbi sul Dpcm, anche quelle riguardanti i "congiunti".<br />All'appello mancava inizialmente solo Elena Bonetti che, com'è noto, sin dall'inizio del suo mandato si era dichiarata a favore delle adozioni gay, ma che non ha tardato a far arrivare il suo endorsement, ancora una volta, al mondo LGBT: qualche giorno dopo le esternazioni dei colleghi dem, si è affrettata a dichiarare che "Come ministro per le Pari Opportunità ho a cuore di tutelare i diritti delle coppie omosessuali, che non devono essere discriminate. È un punto che va chiarito e va chiarito nella direzione di permettere alle persone di ricongiungersi con i propri legami, fidanzati compresi. Bisogna richiamare al senso di responsabilità ma nello stesso tempo è altrettanto importante la vita delle persone che risponde all'esigenza delle relazioni umane e delle coppie".<br />Insomma, con la dissoluzione in atto dell'istituto familiare, si aggiunge anche l'estensione massiccia del termine "congiunti".<br /><br />Nota di BastaBugie: ecco altre notizie dal "gaio" mondo gay (sempre meno gaio).<br /><br />CAUSA CORONAVIRUS CANCELLATI 200 GAY PRIDE<br />A causa dell'epidemia di Coronavirus 200 gay pride previsti in tutto il mondo, e che di solito si tengono all'inizio dell'estate, sono stati annullati. Alcuni di loro sono stati definitivamente cancellati, altri spostati. In Italia i primi pride ad essere cancellati sono stati quelli di Vicenza, Parma e dell'Umbria. C'è anche una mappa che in tempo reale informa quali gay pride sono stati soppressi e quali rinviati<br />(Gender Watch News, 4 aprile 2020)<br /><br />94 CANDELINE PER ELISABETTA LA REGINA GAY FRIENDLY<br />La Regina Elisabetta ha compiuto 94 anni. Nel corso degli anni la regnante più volte si è mostrata vicina alla comunità LGBT. Ad esempio nel 2013 ha apposto il timbro reale alla norma che legittimava le "nozze" gay, gesto sì formale, ma anche significativo. Lo stesso è avvenuto per la Turing Law, norma che prevede la riabilitazione postuma per 60mila omosessuali incriminati negli anni addietro a motivo del loro orientamento sessuale.<br />Poi nel 2017, in occasione del discorso annuale presso il Parlamento, Elisabetta così si espresse: «Il mio governo farà ulteriori progressi per affrontare il divario retributivo di genere e la discriminazione nei confronti delle persone sulla base della loro razza, fede, genere, disabilità o orientamento sessuale».<br />Elisabetta. Una regina sicuramente gay friendly.<br />(Gender Watch News, 23 aprile 2020)<br /><br />PRIME ''NOZZE'' GAY ARABE<br />Un cittadino tunisino e uno francese si "sposano" in Francia e il contratto matrimoniale viene riconosciuto in Tunisia. L'associazione 'Shams - per la depenalizzazione dell'omosessualità in Tunisia' su facebook così commenta: "Si tratta di una prima assoluta in Tunisia e nel mondo arabo. Il contratto di matrimonio tra un cittadino francese e un tunisino, sottoscritto in Francia, è stato riconosciuto in Tunisia ed annotato nell'atto di nascita dell'anagrafe tunisina".<br />Anche se non si tratta di una norma che legittima i matrimoni omosessuali, ma solo di un atto amministrativo, ovviamente ha un significato giuridico assai rilevante e, come è accaduto in altri paesi, potrebbe essere il primo passo per una legittimazione voluta dal parlamento.<br />Inoltre è da sottolineare che il mondo musulmano rappresentava fino a ieri un baluardo contro ogni istanza proveniente dall'ambiente gay, ma questo riconoscimento fa comprendere che una prima crepa si è creata anche nella diga del mondo arabo. Ed altre certamente ne seguiranno.<br />(Gender Watch News, 27 aprile 2020)]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/26772738</guid><pubDate>Tue, 05 May 2020 15:35:04 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/26772738/fase_2_arcigay_si_infuria.mp3" length="7430477" type="audio/mpeg"/><itunes:author>BastaBugie</itunes:author><itunes:subtitle>TESTO DELL'ARTICOLO ➜http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6122

PER LA FASE 2 DEL CORONAVIRUS L'ARCIGAY SI INFURIA, MA CONTE RIMEDIA SUBITO di Manuela Antonacci
Parte oggi la cosiddetta "fase 2" delle restrizioni per combattere la pandemia da...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜<a href="http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6122" rel="noopener">http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6122</a><br /><br />PER LA FASE 2 DEL CORONAVIRUS L'ARCIGAY SI INFURIA, MA CONTE RIMEDIA SUBITO di Manuela Antonacci<br />Parte oggi la cosiddetta "fase 2" delle restrizioni per combattere la pandemia da Covid-19. Tante le nuove regole richiamate dal nuovo Dpcm dello scorso 26 aprile, tra le quali - come si legge nel decreto - si potrà fare visita ai "congiunti" con le solite precauzioni, ovvero guanti, mascherina e distanza di sicurezza.<br />Ma chi sarebbero per l'esattezza i congiunti? Il termine ha creato diversi dubbi, peraltro l'ultima dichiarazione di Pierpaolo Sileri, viceministro della Salute, che definisce "congiunti" anche gli amici "purché amici veri" ha suscitato molte perplessità e anche una certa dose si ilarità sui social. Ma il termine "congiunti" sembra essere diventato anche il pomo della discordia, ultimamente, in quanto avrebbe fatto infuriare niente di meno che Arcigay!<br />L'Associazione parla di "inaccettabile gerarchia affettiva imposta dallo Stato": "Il fatto che l'allentamento delle restrizioni sulle relazioni sociali sia circoscritto alla definizione di 'congiunti', che nei nostri codici è riferita inequivocabilmente alla dimensione formale della parentela, di sangue o acquisita, rappresenta un inedito e inaccettabile intervento dello Stato nella definizione della gerarchia degli affetti", queste le osservazioni di Gabriele Piazzoni, segretario generale dell'associazione. Ma si dicono preoccupati anche la senatrice Monica Cirinnà, costernata per «le coppie non conviventi e le famiglie arcobaleno non riconosciute», e Matteo Renzi, che in un video aveva promesso di redarguire Giuseppe Conte: «Abbiamo fatto le unioni civili, crediamo nella libertà, non possiamo permettere allo Stato di decidere chi dobbiamo vedere». Richieste che sono state prontamente recepite da Palazzo Chigi che ha pubblicato della apposite Faq, proprio per chiarire tutti i dubbi sul Dpcm, anche quelle riguardanti i "congiunti".<br />All'appello mancava inizialmente solo Elena Bonetti che, com'è noto, sin dall'inizio del suo mandato si era dichiarata a favore delle adozioni gay, ma che non ha tardato a far arrivare il suo endorsement, ancora una volta, al mondo LGBT: qualche giorno dopo le esternazioni dei colleghi dem, si è affrettata a dichiarare che "Come ministro per le Pari Opportunità ho a cuore di tutelare i diritti delle coppie omosessuali, che non devono essere discriminate. È un punto che va chiarito e va chiarito nella direzione di permettere alle persone di ricongiungersi con i propri legami, fidanzati compresi. Bisogna richiamare al senso di responsabilità ma nello stesso tempo è altrettanto importante la vita delle persone che risponde all'esigenza delle relazioni umane e delle coppie".<br />Insomma, con la dissoluzione in atto dell'istituto familiare, si aggiunge anche l'estensione massiccia del termine "congiunti".<br /><br />Nota di BastaBugie: ecco altre notizie dal "gaio" mondo gay (sempre meno gaio).<br /><br />CAUSA CORONAVIRUS CANCELLATI 200 GAY PRIDE<br />A causa dell'epidemia di Coronavirus 200 gay pride previsti in tutto il mondo, e che di solito si tengono all'inizio dell'estate, sono stati annullati. Alcuni di loro sono stati definitivamente cancellati, altri spostati. In Italia i primi pride ad essere cancellati sono stati quelli di Vicenza, Parma e dell'Umbria. C'è anche una mappa che in tempo reale informa quali gay pride sono stati soppressi e quali rinviati<br />(Gender Watch News, 4 aprile 2020)<br /><br />94 CANDELINE PER ELISABETTA LA REGINA GAY FRIENDLY<br />La Regina Elisabetta ha compiuto 94 anni. Nel corso degli anni la regnante più volte si è mostrata vicina alla comunità LGBT. Ad esempio nel 2013 ha apposto il timbro reale alla norma che legittimava le "nozze" gay, gesto sì formale, ma anche significativo. 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Il "no alle Messe" tra i provvedimenti della cosiddetta fase 2 è stata una doccia gelata per il presidente della Conferenza Episcopale Italiana (CEI), dopo che lo stesso Bassetti, non più di tre giorni fa, aveva annunciato trionfante «È ora di tornare a Messa»: era sicuro che il 10 maggio avrebbe visto, seppur con forti limitazioni, la ripresa delle Messe con popolo.<br />Negli ultimi giorni, i segnali in tal senso si erano moltiplicati: nell'intervista pubblicata da Avvenire il 23 aprile, il ministro dell'Interno Lamorgese esprimeva tutta la sua attenzione per il «tema dell'esercizio della libertà di culto» e assicurava che «in considerazione di un quadro sanitario in parziale miglioramento, sono allo studio del governo nuove misure per consentire il più ampio esercizio della libertà di culto». E ieri il vice-presidente della CEI, monsignor Mario Meini, sempre ad Avvenire si mostrava fiducioso pur avvertendo che ci sarebbero state molte restrizioni per garantire la massima sicurezza dal punto di vista sanitario. Vale a dire che la CEI aveva concesso moltissimo al governo in cambio della possibilità di dire che si riaprivano le Messe al popolo (in realtà a una sua rappresentanza).<br />E invece ieri nel tardo pomeriggio, mentre veniva annunciata la conferenza stampa di Conte per presentare il nuovo decreto che regola la fase 2, trapelava l'indiscrezione del no alle Messe, confermato poi dallo stesso presidente del Consiglio. Funerali solo con i parenti stretti fino a un massimo di 15 persone, «preferibilmente tenuti all'aperto», e per il momento niente Messe. La valutazione sulla possibilità di riprendere le «cerimonie religiose» (questa l'espressione usata da Conte) verrà fatta più avanti senza una scadenza precisa. Con i beffardi ringraziamenti di Conte alla CEI per la fattiva collaborazione prestata in questo periodo, a dare l'impressione che il «no alle Messe» fosse frutto di un accordo.<br /><br />LA REAZIONE DELLA CEI<br />E invece no: neanche mezz'ora dalla fine della conferenza stampa e con una tempestività senza precedenti, la CEI rendeva noto un comunicato dai toni inusualmente forti, da amante tradita. Ma come? Abbiamo «accettato con sofferenza e senso di responsabilità, le limitazioni governative per fare fronte all'emergenza sanitaria»; «abbiamo avviato una interlocuzione continua e disponibile» con il ministro dell'Interno e con il presidente del Consiglio, a cui però abbiamo detto «in maniera esplicita che la Chiesa esige di poter riprendere la sua azione pastorale»; abbiamo presentato «Orientamenti e Protocolli con cui affrontare una fase transitoria nel pieno rispetto di tutte le norme sanitarie»; e voi ci trattate così?<br />Eh no, dice la CEI: «I Vescovi italiani non possono accettare di vedere compromesso l'esercizio della libertà di culto».<br />Finalmente un sussulto di dignità, verrebbe da dire. L'avessero detto due mesi fa non saremmo a questo punto, anche perché le condizioni di sicurezza che si potrebbero applicare nella fase 2 si potevano tranquillamente applicare fin dall'inizio senza arrivare alla sospensione delle Messe. Peraltro le condizioni veramente necessarie per la celebrazione delle Messe mantenendo la sicurezza, non sono così complicate, come dimostrano le indicazioni presentate all'arcivescovado di Milano dal nostro epidemiologo Paolo Gulisano, sulla base delle conoscenze sul Covid-19 fin qui acquisite.<br /><br />LE NUOVE (FINTE) PROMESSE DI CONTE<br />Conte ha subito replicato al comunicato della CEI, affermando in una nota che «prende atto» della protesta e promette che «già nei prossimi giorni si studierà un protocollo che consenta quanto prima la partecipazione dei fedeli alle celebrazioni liturgiche in condizioni di massima sicurezza». Un modo per prendere tempo, anche perché dalla conferenza stampa di ieri sera è parso evidente che a decidere veramente sulle misure da prendere non sono i ministri o il presidente del Consiglio, ma il Comitato tecnico-scientifico. E qui si evidenzia un errore clamoroso fatto dalla CEI: ovvero non avere insistito per avere un suo rappresentante in seno a questo Comitato e aver privilegiato la via politica pensando di poter contare sull'amicizia con il presidente del Consiglio. Calcolo evidentemente sbagliato. Ma la cosa peggiore è stato l'atteggiamento avuto fin dall'inizio nei confronti del governo: sottomesso e con lo zucchetto in mano a mendicare qualche concessione. Da servi si sono comportati, da servi vengono ora trattati.<br />La CEI sente anche il fiato sul collo della base: laici, preti e anche vescovi, già insoddisfatti per la resa senza condizioni nella fase 1, adesso sono già sul piede di guerra nei confronti di una presidenza della Conferenza Episcopale che agisce in modo verticistico e completamente staccata dal popolo che dovrebbe rappresentare (altro che sinodalità!).<br />Per questo deve anche provare a fare la voce grossa con il governo. La prima strada è un sottile ricatto. «Dovrebbe essere chiaro a tutti - conclude il comunicato CEI - che l'impegno al servizio verso i poveri, così significativo in questa emergenza, nasce da una fede che deve potersi nutrire alle sue sorgenti, in particolare la vita sacramentale». Come a dire: se volete che continuiamo ad aiutarvi nell'assistenza ai poveri, ridateci le Messe, anche perché senza popolo in chiesa non arrivano neanche i soldi.<br /><br />E SE IL COMITATO TECNICO-SCIENTIFICO NON SI LASCIA COMMUOVERE?<br />Nel comunicato viene finalmente affermato un principio importante, che la Bussola ha sempre sostenuto fin dal principio, ma che finora la CEI aveva sempre ignorato: «Alla Presidenza del Consiglio e al Comitato tecnico-scientifico si richiama il dovere di distinguere tra la loro responsabilità - dare indicazioni precise di carattere sanitario - e quella della Chiesa, chiamata a organizzare la vita della comunità cristiana, nel rispetto delle misure disposte, ma nella pienezza della propria autonomia». In altre parole: il governo deve dirci la distanza da tenere tra le persone e che condizioni sono necessarie, poi all'interno della chiesa, con le persone che sono dentro, decidiamo noi cosa fare. È ciò che in fondo prevede la Costituzione.<br />Se la CEI vuole essere credibile deve dunque dare seguito a queste parole. Le Messe sono possibili fin da subito, nel rispetto delle condizioni di distanziamento sociale poste dal governo. Basta seguire le disposizioni cui abbiamo già fatto riferimento. Vuol dire chiamare alla rivolta? No. Sarebbe semplicemente una riaffermazione della propria libertà e della propria sovranità, che il governo tecnocratico sta calpestando insieme alla Costituzione. E il popolo certamente seguirebbe.<br />Avranno i vescovi il coraggio di andare fino in fondo? Speriamo di sì, ma temiamo di no; temiamo cioè che alla fine nella CEI prevalga il solito mercanteggiamento politico alla ricerca di un compromesso. L'unica possibilità è un forte movimento dal basso, laici e preti che facciano pressione sui rispettivi vescovi per difendere la libertà religiosa, mai così a rischio prima in Italia.<br /><br />Nota di BastaBugie: nel sito della Cei, a poca distanza dalla conferenza stampa di Conte che negava il diritto di andare alla Messa, compariva il seguente comunicato dal titolo "DPCM, la posizione della CEI" nel quale si afferma che i Vescovi italiani non possono accettare di vedere compromesso l'esercizio della libertà di culto. In sintesi la Chiesa esige di poter riprendere la sua azione pastorale con la possibilità di celebrare la Messa con il popolo.<br />Ecco il comunicato completo pubblicato il 26 aprile 2020:<br />"Sono allo studio del Governo nuove misure per consentire il più ampio esercizio della libertà di culto". Le parole del ministro dell'Interno, Luciana Lamorgese, nell'intervista rilasciata lo scorso giovedì 23 aprile ad Avvenire arrivavano dopo un'interlocuzione continua e disponibile tra la Segreteria Generale della CEI, il Ministero e la stessa Presidenza del Consiglio.<br />Un'interlocuzione nella quale la Chiesa ha accettato, con sofferenza e senso di responsabilità, le limitazioni governative assunte per far fronte all'emergenza sanitaria. Un'interlocuzione nel corso della quale più volte si è sottolineato in maniera esplicita che - nel momento in cui vengano ridotte le limitazioni assunte per far fronte alla pandemia - la Chiesa esige di poter riprendere la sua azione pastorale.<br />Ora, dopo queste settimane di negoziato che hanno visto la CEI presentare Orientamenti e Protocolli con cui affrontare una fase transitoria nel pieno rispetto di tutte le norme sanitarie, il Decreto della Presidenza del Consiglio dei Ministri varato questa sera esclude arbitrariamente la possibilità di celebrare la Messa con il popolo.<br />Alla Presidenza del Consiglio e al Comitato tecnico-scientifico si richiama il dovere di distinguere tra la loro responsabilità - dare indicazioni precise di carattere sanitario - e quella della Chiesa, chiamata a organizzare la vita della comunità cristiana, nel rispetto delle misure disposte, ma nella pienezza della propria autonomia.<br />I Vescovi italiani non possono accettare di vedere compromesso l'esercizio della libertà di culto. Dovrebbe essere chiaro a tutti che l'impegno al servizio verso i poveri, così significativo in questa emergenza, nasce da una fede che deve potersi nutrire alle sue sorgenti, in particolare la vita sacramentale.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/26294967</guid><pubDate>Tue, 28 Apr 2020 18:20:05 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/26294967/la_cei_tradita_da_conte_niente_messe_nemmeno_nella_finta_fase_due.mp3" length="12464795" type="audio/mpeg"/><itunes:author>BastaBugie</itunes:author><itunes:subtitle>TESTO DELL'ARTICOLO ➜http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6112&#13;
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LA CEI TRADITA DA CONTE: NIENTE MESSE NEMMENO NELLA (FINTA) FASE DUE vdi Riccardo Cascioli&#13;
Uno schiaffone così, duro, condito da una sottile presa in giro, da parte del "devoto"...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜<a href="http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6112" rel="noopener">http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6112</a><br /><br />LA CEI TRADITA DA CONTE: NIENTE MESSE NEMMENO NELLA (FINTA) FASE DUE vdi Riccardo Cascioli<br />Uno schiaffone così, duro, condito da una sottile presa in giro, da parte del "devoto" presidente del Consiglio Giuseppe Conte, il cardinale Gualtiero Bassetti non se lo sarebbe mai aspettato. Il "no alle Messe" tra i provvedimenti della cosiddetta fase 2 è stata una doccia gelata per il presidente della Conferenza Episcopale Italiana (CEI), dopo che lo stesso Bassetti, non più di tre giorni fa, aveva annunciato trionfante «È ora di tornare a Messa»: era sicuro che il 10 maggio avrebbe visto, seppur con forti limitazioni, la ripresa delle Messe con popolo.<br />Negli ultimi giorni, i segnali in tal senso si erano moltiplicati: nell'intervista pubblicata da Avvenire il 23 aprile, il ministro dell'Interno Lamorgese esprimeva tutta la sua attenzione per il «tema dell'esercizio della libertà di culto» e assicurava che «in considerazione di un quadro sanitario in parziale miglioramento, sono allo studio del governo nuove misure per consentire il più ampio esercizio della libertà di culto». E ieri il vice-presidente della CEI, monsignor Mario Meini, sempre ad Avvenire si mostrava fiducioso pur avvertendo che ci sarebbero state molte restrizioni per garantire la massima sicurezza dal punto di vista sanitario. Vale a dire che la CEI aveva concesso moltissimo al governo in cambio della possibilità di dire che si riaprivano le Messe al popolo (in realtà a una sua rappresentanza).<br />E invece ieri nel tardo pomeriggio, mentre veniva annunciata la conferenza stampa di Conte per presentare il nuovo decreto che regola la fase 2, trapelava l'indiscrezione del no alle Messe, confermato poi dallo stesso presidente del Consiglio. Funerali solo con i parenti stretti fino a un massimo di 15 persone, «preferibilmente tenuti all'aperto», e per il momento niente Messe. La valutazione sulla possibilità di riprendere le «cerimonie religiose» (questa l'espressione usata da Conte) verrà fatta più avanti senza una scadenza precisa. Con i beffardi ringraziamenti di Conte alla CEI per la fattiva collaborazione prestata in questo periodo, a dare l'impressione che il «no alle Messe» fosse frutto di un accordo.<br /><br />LA REAZIONE DELLA CEI<br />E invece no: neanche mezz'ora dalla fine della conferenza stampa e con una tempestività senza precedenti, la CEI rendeva noto un comunicato dai toni inusualmente forti, da amante tradita. Ma come? Abbiamo «accettato con sofferenza e senso di responsabilità, le limitazioni governative per fare fronte all'emergenza sanitaria»; «abbiamo avviato una interlocuzione continua e disponibile» con il ministro dell'Interno e con il presidente del Consiglio, a cui però abbiamo detto «in maniera esplicita che la Chiesa esige di poter riprendere la sua azione pastorale»; abbiamo presentato «Orientamenti e Protocolli con cui affrontare una fase transitoria nel pieno rispetto di tutte le norme sanitarie»; e voi ci trattate così?<br />Eh no, dice la CEI: «I Vescovi italiani non possono accettare di vedere compromesso l'esercizio della libertà di culto».<br />Finalmente un sussulto di dignità, verrebbe da dire. L'avessero detto due mesi fa non saremmo a questo punto, anche perché le condizioni di sicurezza che si potrebbero applicare nella fase 2 si potevano tranquillamente applicare fin dall'inizio senza arrivare alla sospensione delle Messe. Peraltro le condizioni veramente necessarie per la celebrazione delle Messe mantenendo la sicurezza, non sono così complicate, come dimostrano le indicazioni presentate all'arcivescovado di Milano dal nostro epidemiologo Paolo Gulisano, sulla base delle conoscenze sul Covid-19 fin qui acquisite.<br /><br />LE NUOVE (FINTE) PROMESSE DI CONTE<br />Conte ha subito replicato al comunicato della CEI, affermando in una nota che «prende atto»...]]></itunes:summary><itunes:duration>780</itunes:duration><itunes:keywords>cei,coronavirus,due,fase,traduta</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/897c7b2c1465eac0a21e6cd94af44a92.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Il Coronavirus è una punizione della madre terra?</title><link>https://www.spreaker.com/episode/il-coronavirus-e-una-punizione-della-madre-terra--26294751</link><description><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜<a href="http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6113" rel="noopener">http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6113</a><br /><br />IL CORONAVIRUS E' UNA PUNIZIONE DELLA MADRE TERRA? di Paolo Gulisano<br />C'è una narrazione abbastanza diffusa rispetto all'attuale epidemia del virus Covid-19: sarebbe una sorta di "monito", se non addirittura di "castigo" o di vendetta, della Terra nei confronti degli esseri umani che troppo a lungo l'hanno maltrattata, violata, abusata.<br />Qualcuno potrebbe osservare: stai parlando della Terra, di un pianeta, di una massa di elementi geologici, biologici e quant'altro come se fosse un essere vivente. Questa è esattamente l'idea che fu elaborata 40 anni fa, nel 1979, da uno scienziato inglese, James Lovelock, cui spetta la paternità della teoria di Gaia, ovvero la Terra intesa come un unico organismo vivente, una materia che non rimane passiva di fronte a ciò che minaccia la sua esistenza.<br /><br />UN LIBRO RIVOLUZIONARIO<br />Il libro rivoluzionò l'ecologia e gli studi sull'ambiente, fino ad allora una branca delle scienze naturali, che da allora diventò piuttosto una ideologia. Nel suo saggio lo scienziato britannico così introduceva la sua teoria: "Nella mente degli uomini dell'antichità la Terra è sempre stata la generatrice e la nutrice per eccellenza (la Gaia dei Greci) e il concetto di Madre Terra è una categoria dello spirito che permane ancora nelle grandi religioni". <br />"Nel mondo moderno peraltro l'accumularsi di conoscenze sull'ambiente naturale e lo sviluppo dell'ecologia hanno fatto sì che gli scienziati abbiano ipotizzato la possibilità che la biosfera possa essere qualcosa di più di un insieme di esseri viventi all'interno dei loro habitat naturali, il suolo, il mare e l'aria. La fede antica e la moderna conoscenza si sono fuse emotivamente nell'ansioso stupore con cui gli astronauti, e noi di riflesso, abbiamo guardato alla Terra rivelata in tutta la sua splendente bellezza contro il buio profondo dello spazio. La nostra emozione però non prova che questa nostra Terra, che è sempre stata detta Madre, sia vivente" (James Lovelock, Gaia. Nuove idee sull'ecologia. pagina 7).<br />Indubbiamente l'eloquio del professore è affascinante, suggestivo, ma anche ingannevole. In particolare là dove dice che il concetto di Madre Terra è una categoria dello spirito presente nelle grandi religioni. Quali?<br />Non se ne parla minimamente nell'Ebraismo, non è presente da nessuna parte nei Vangeli né in tutta la storia del pensiero cristiano e non ce né nemmeno l'ombra nell'Islam. Dunque, di quali "grandi religioni" parliamo? Semmai, è presente in culti tribali molto antichi, in forme di animismo.<br /><br />LA DITTATURA AMBIENTALISTA AVANZA LE SUE PRETESE<br />Tuttavia le tesi espresse quarant'anni fa da Lovelock si sono progressivamente fatte strada, e in occasione di questa epidemia sembrano riemergere con forza le tesi che espresse in un altro saggio, dal titolo inequivocabile: La vendetta di Gaia. Gaia dunque ci ha mandato il Coronavirus per punirci dei nostri errori, della nostra superbia, del modo con cui la trattiamo.<br />Corrado Augias ha parlato di lei come di un "gigante che si vuole scrollare di dosso un po' di quei sette miliardi di esseri umani che la infastidiscono". Insomma, la povera Gaia avrebbe agito per legittima difesa e si è comportata come gli altri suoi fratelli - divinità minori - che hanno sempre scagliato fulmini dall'Olimpo o dal Valhalla.<br />In realtà, queste teorie rappresentano un fenomeno di regressione religiosa, quello che un tempo studiosi laici avrebbero definito uno stadio infantile dell'umanità, con divinità capricciose che abbattevano sugli umani la loro rabbia.<br />L'unica ira che tuttavia non è lecita è quella del Dio biblico, e in particolare del Dio cristiano, che non può punire perché è pieno di misericordia. Allora al suo posto prendono provvedimenti le divinità pagane. [...]<br />Di fronte a tutto questo c'è davvero da augurarsi che si formi una resistenza che prenda le parti di Dio, ma anche quelle dell'umanità. Qualcuno che ricordi che c'è un Dio che ha fatto il Creato come cosa buona, ma dove è presente e agisce il male, dove ci sono predatori e virus assassini che uccidono povera gente debole e fragile. Che dire della Madre Terra che può diventare matrigna crudele? Meglio allora il Padre Buono di cui ci parla quel libro dimenticato che si chiama Vangelo.<br /><br />Nota di BastaBugie: nel seguente video (durata: 4 minuti) dal titolo "Earth Day, effetto lockdown: così la Terra è tornata a respirare" si chiarisce bene e con linguaggio suadente che quando sarà passata l'emergenza virus che ci ha costretti agli arresti domiciliari, una nuova emergenza, quella ambientale, sarà invocata per giustificare misure drastiche e coercitive per cambiare le nostre abitudini permanentemente, ovviamente per il bene di tutti e sotto la guida sicura degli "esperti". E poi forse l'emergenza omofobia giustificherà modifiche al codice penale? E infine di emergenza in emergenza sarà proibito anche l'uso della parola "libertà"?]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/26294751</guid><pubDate>Tue, 28 Apr 2020 18:10:17 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/26294751/il_coronavirus_una_punizione_della_madre_terra.mp3" length="6669791" type="audio/mpeg"/><itunes:author>BastaBugie</itunes:author><itunes:subtitle>TESTO DELL'ARTICOLO ➜http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6113&#13;
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IL CORONAVIRUS E' UNA PUNIZIONE DELLA MADRE TERRA? di Paolo Gulisano&#13;
C'è una narrazione abbastanza diffusa rispetto all'attuale epidemia del virus Covid-19: sarebbe una sorta di...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜<a href="http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6113" rel="noopener">http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6113</a><br /><br />IL CORONAVIRUS E' UNA PUNIZIONE DELLA MADRE TERRA? di Paolo Gulisano<br />C'è una narrazione abbastanza diffusa rispetto all'attuale epidemia del virus Covid-19: sarebbe una sorta di "monito", se non addirittura di "castigo" o di vendetta, della Terra nei confronti degli esseri umani che troppo a lungo l'hanno maltrattata, violata, abusata.<br />Qualcuno potrebbe osservare: stai parlando della Terra, di un pianeta, di una massa di elementi geologici, biologici e quant'altro come se fosse un essere vivente. Questa è esattamente l'idea che fu elaborata 40 anni fa, nel 1979, da uno scienziato inglese, James Lovelock, cui spetta la paternità della teoria di Gaia, ovvero la Terra intesa come un unico organismo vivente, una materia che non rimane passiva di fronte a ciò che minaccia la sua esistenza.<br /><br />UN LIBRO RIVOLUZIONARIO<br />Il libro rivoluzionò l'ecologia e gli studi sull'ambiente, fino ad allora una branca delle scienze naturali, che da allora diventò piuttosto una ideologia. Nel suo saggio lo scienziato britannico così introduceva la sua teoria: "Nella mente degli uomini dell'antichità la Terra è sempre stata la generatrice e la nutrice per eccellenza (la Gaia dei Greci) e il concetto di Madre Terra è una categoria dello spirito che permane ancora nelle grandi religioni". <br />"Nel mondo moderno peraltro l'accumularsi di conoscenze sull'ambiente naturale e lo sviluppo dell'ecologia hanno fatto sì che gli scienziati abbiano ipotizzato la possibilità che la biosfera possa essere qualcosa di più di un insieme di esseri viventi all'interno dei loro habitat naturali, il suolo, il mare e l'aria. La fede antica e la moderna conoscenza si sono fuse emotivamente nell'ansioso stupore con cui gli astronauti, e noi di riflesso, abbiamo guardato alla Terra rivelata in tutta la sua splendente bellezza contro il buio profondo dello spazio. La nostra emozione però non prova che questa nostra Terra, che è sempre stata detta Madre, sia vivente" (James Lovelock, Gaia. Nuove idee sull'ecologia. pagina 7).<br />Indubbiamente l'eloquio del professore è affascinante, suggestivo, ma anche ingannevole. In particolare là dove dice che il concetto di Madre Terra è una categoria dello spirito presente nelle grandi religioni. Quali?<br />Non se ne parla minimamente nell'Ebraismo, non è presente da nessuna parte nei Vangeli né in tutta la storia del pensiero cristiano e non ce né nemmeno l'ombra nell'Islam. Dunque, di quali "grandi religioni" parliamo? Semmai, è presente in culti tribali molto antichi, in forme di animismo.<br /><br />LA DITTATURA AMBIENTALISTA AVANZA LE SUE PRETESE<br />Tuttavia le tesi espresse quarant'anni fa da Lovelock si sono progressivamente fatte strada, e in occasione di questa epidemia sembrano riemergere con forza le tesi che espresse in un altro saggio, dal titolo inequivocabile: La vendetta di Gaia. Gaia dunque ci ha mandato il Coronavirus per punirci dei nostri errori, della nostra superbia, del modo con cui la trattiamo.<br />Corrado Augias ha parlato di lei come di un "gigante che si vuole scrollare di dosso un po' di quei sette miliardi di esseri umani che la infastidiscono". Insomma, la povera Gaia avrebbe agito per legittima difesa e si è comportata come gli altri suoi fratelli - divinità minori - che hanno sempre scagliato fulmini dall'Olimpo o dal Valhalla.<br />In realtà, queste teorie rappresentano un fenomeno di regressione religiosa, quello che un tempo studiosi laici avrebbero definito uno stadio infantile dell'umanità, con divinità capricciose che abbattevano sugli umani la loro rabbia.<br />L'unica ira che tuttavia non è lecita è quella del Dio biblico, e in particolare del Dio cristiano, che non può punire perché è pieno di misericordia. Allora al suo posto prendono provvedimenti le divinità pagane. [...]<br />Di fronte a tutto questo c'è...]]></itunes:summary><itunes:duration>417</itunes:duration><itunes:keywords>castigo,lovelock,monito</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/15a8e7489111794321ceba3750f4e09a.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Effetto Coronavirus su Aborti e fecondazione artificiale</title><link>https://www.spreaker.com/episode/effetto-coronavirus-su-aborti-e-fecondazione-artificiale--26294576</link><description><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜<a href="http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6102" rel="noopener">http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6102</a><br /><br />EFFETTO CORONAVIRUS SU ABORTI E FECONDAZIONE ARTIFICIALE di Alfredo De Matteo<br />A causa del coronavirus quasi metà della popolazione mondiale è reclusa in casa e molti governi hanno sospeso tutte le attività non essenziali, almeno fino a quando l'emergenza sanitaria non sarà passata. Addirittura, il nostro Ministero della Salute ha emanato una circolare in cui raccomanda di limitare gli interventi chirurgici ai soli casi non rinviabili; tra gli interventi indifferibili è però incluso l'aborto, cioè l'omicidio dell'innocente nel grembo materno.<br />Tuttavia, come recita un bel detto popolare, il diavolo fa le pentole ma non i coperchi: succede che in Italia abortire è diventato quasi impossibile visto che la crisi del Covid-19 ha mandato in tilt la rodata macchina degli aborti di stato. Secondo Silvana Agatone, ginecologa e presidente della Laiga si tratta di una tragedia nella tragedia: «So di ragazze che si sono dovute spostare da Torino a Caserta per poter abortire. Donne ormai vicine alla scadenza delle dodici settimane che vengono respinte da tutti i centri. Ci sono consultori che non rilasciano più i certificati, nonostante il Ministero della Salute abbia specificato che l'interruzione di gravidanza rientri negli interventi indifferibili, molte strutture hanno invece equiparato gli aborti agli interventi di routine e fermato gli accessi».<br />Le testimonianze sono drammatiche, continua la presidente dell'associazione nata a difesa della sciagurata legge 194, secondo la quale sono tante le donne costrette a viaggiare di notte e a violare le ordinanze per recarsi ad abortire in uno dei pochi ospedali disposti ad accettarle.<br /><br />ABORTI IN LARGA PARTE BLOCCATI<br />In effetti, malgrado l'aborto volontario venga considerato un diritto inalienabile della donna e si cerchi in tutti i modi di difenderlo e finanche di incentivarlo, "solamente" il 64 percento degli ospedali italiani ha reparti dedicati all'applicazione della legge 194, con un'obiezione di coscienza che supera il 70 percento di medici, anestesisti e paramedici. Cosicché, è stato sufficiente che alcune strutture chiudessero le porte alle "pazienti" per mandare al collasso un sistema che non è così solido come appare.<br />Anche gli aborti farmacologici sono in larga parte bloccati perché richiedono tre giorni di ricovero ospedaliero e dunque l'occupazione di letti. Non a caso, i ben noti Roberto Saviano e Laura Boldrini, con una lettera aperta al ministro Speranza, al presidente Conte e all'Aifa, missiva sottoscritta tra gli altri da Marco Cappato e l'ex ministro Livia Turco, hanno chiesto misure urgenti per garantire le cosiddette interruzioni volontarie della gravidanza, privilegiando la procedura farmacologica per non occupare i posti letto negli ospedali.<br />Nello specifico, i nostri chiedono di allungare i tempi per l'aborto con la Ru486 fino a nove settimane e prevedere una procedura di aborto da remoto con la telemedicina (sic!). Insomma, la situazione è talmente grave che secondo il direttore sanitario della clinica Sant'Anna di Caserta, dove si sta assistendo ad una migrazione straordinaria di donne provenienti da altre regioni per poter effettuare l'aborto, «il sistema che assicura l'applicazione della legge 194 è ormai così depauperato che basta poco per mettere in crisi tutto e lasciare le donne sempre più sole».<br /><br />UN PROVVIDENZIALE DISSERVIZIO<br />Ovviamente, si tratta di un provvidenziale disservizio visto che permette di non perdere vite umane innocenti, di evitare che molte donne si trasformino in assassine dei propri figli e di non sprecare risorse importanti.<br />Ma le buone notizie non finiscono qui: anche l'odiosa pratica della fecondazione assistita subisce l'effetto Covid-19. Infatti, un documento congiunto del Centro nazionale trapianti e del registro PMA dell'Istituto superiore di sanità raccomanda ai centri che effettuano la procreazione artificiale di sospendere tutti i trattamenti non urgenti, dal momento che l'aumento esponenziale dei casi di positività al virus accresce il rischio di contaminazione dei pazienti infertili e del personale dei centri di medicina della riproduzione. Inoltre, i trattamenti comportano la necessità di occupare posti letto, sale chirurgiche e/o terapie intensive che vanno invece utilizzati per affrontare l'emergenza sanitaria in atto. Lo stop alla PMA potrebbe protrarsi fino a maggio e ciò significa che 30/35 mila cicli riproduttivi non verrebbero eseguiti, secondo le stime del presidente della Società Italiana della Riproduzione Umana (Siru). Ciò significa che a causa del coronavirus non verranno prodotti in laboratorio decine e decine di migliaia di embrioni umani, la maggior parte dei quali è destinata a morte certa o, ancora peggio, ad essere sottoposti alle abominevoli procedure di crioconservazione.<br />C'è da augurarsi che l'emergenza coronavirus cessi in fretta, visti gli enormi danni che sta causando al tessuto sociale italiano, europeo e mondiale, sotto tutti i punti di vista. C'è al contempo da augurarsi che il lock-down su aborto e fecondazione assistita prosegua il più possibile e che soprattutto riesca a mettere in crisi, speriamo irreversibile, le pseudo libertà rivendicate dai gruppi più oltranzisti, i quali non hanno nemmeno la dignità di fermarsi di fronte ad una emergenza come quella a cui stiamo assistendo. <br /><br />Nota di BastaBugie: nell'articolo seguente dal titolo "Francia: Covid-19, il ministro rende più facile abortire" rende nota la dichiarazione del ministro della Salute francese che ha definito «inquietante» il calo nel numero degli aborti. Noi pensiamo che invece sia inquietante la dichiarazione di questo ministro della salute... E poi che ministro della salute? Certo non della salute dei bambini.<br />Ecco l'articolo completo pubblicato su Corrispondenza Romana il 2 Aprile 2020:<br />«Nulla da eccepire in linea di principio sul prolungare di due settimane il termine per l'esecuzione di un'interruzione volontaria di gravidanza farmacologica a casa, a causa dell'epidemia da Covid-19»: lo ha dichiarato il ministro della Salute francese Olivier Véran al deputato socialista Laurence Rossignol, che gli ha posto la questione con una petizione, in cui è stato chiesto espressamente un'analoga estensione di due settimane non solo per gli aborti farmacologici, bensì anche per quelli chirurgici, detti anche crudamente «per aspirazione».<br />Il ministro ha anzi definito «inquietante» il calo nel numero degli aborti effettuati nelle scorse settimane, pertanto, visibilmente preoccupato e pur precisando di dover risolvere prima alcune «questioni tecniche», ha aggiunto «assolutamente fuori questione che l'epidemia da Covid-19 limiti il diritto all'aborto», non solo dunque da confermare, ma altresì da incoraggiare.<br />Incredibile come, anche in tempi di Coronavirus e ben altro cui pensare, la cultura di morte riesca comunque ad avanzare inesorabile in Europa: i politici di molti Paesi membri dell'Unione, ormai, considerano prioritario ammazzare vite umane nel grembo materno. Accade nel Regno Unito, accade in Belgio, accade in Italia, ora accade anche in Francia, dove non solo i politici, purtroppo, ma anche i ginecologi in particolare e la classe medica più in generale hanno chiesto espressamente al governo con un proprio appello di garantire l'accesso all'aborto, benchéin piena crisi sanitaria. Anzi, soprattutto in piena crisi sanitaria, come precisa la petizione ricorrendo alla solita antilingua: «Durante l'epidemia, le interruzioni volontarie di gravidanza farmacologiche devono essere incoraggiate e facilitate, in tutto garantendo la libera scelta delle donne».<br />Per questo il ministro Véran ha dichiarato di aver chiesto ai suoi servizi di incentivare il ricorso al teleconsulto, così da render possibile celermente un parere medico prima e dopo l'assunzione della pillola abortiva alle donne in dolce attesa. Le si è sempre definite così, almeno, ma oggi quell'aggettivo, «dolce» suona sinistro in coloro che, in realtà, stanno per trasformare quell'attesa in un incubo, anzi in una tragedia.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/26294576</guid><pubDate>Tue, 28 Apr 2020 18:05:14 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/26294576/effetto_coronavirus_su_aborti_e_fecondazione_artificiale.mp3" length="9893928" type="audio/mpeg"/><itunes:author>BastaBugie</itunes:author><itunes:subtitle>TESTO DELL'ARTICOLO ➜http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6102&#13;
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EFFETTO CORONAVIRUS SU ABORTI E FECONDAZIONE ARTIFICIALE di Alfredo De Matteo&#13;
A causa del coronavirus quasi metà della popolazione mondiale è reclusa in casa e molti governi...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜<a href="http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6102" rel="noopener">http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6102</a><br /><br />EFFETTO CORONAVIRUS SU ABORTI E FECONDAZIONE ARTIFICIALE di Alfredo De Matteo<br />A causa del coronavirus quasi metà della popolazione mondiale è reclusa in casa e molti governi hanno sospeso tutte le attività non essenziali, almeno fino a quando l'emergenza sanitaria non sarà passata. Addirittura, il nostro Ministero della Salute ha emanato una circolare in cui raccomanda di limitare gli interventi chirurgici ai soli casi non rinviabili; tra gli interventi indifferibili è però incluso l'aborto, cioè l'omicidio dell'innocente nel grembo materno.<br />Tuttavia, come recita un bel detto popolare, il diavolo fa le pentole ma non i coperchi: succede che in Italia abortire è diventato quasi impossibile visto che la crisi del Covid-19 ha mandato in tilt la rodata macchina degli aborti di stato. Secondo Silvana Agatone, ginecologa e presidente della Laiga si tratta di una tragedia nella tragedia: «So di ragazze che si sono dovute spostare da Torino a Caserta per poter abortire. Donne ormai vicine alla scadenza delle dodici settimane che vengono respinte da tutti i centri. Ci sono consultori che non rilasciano più i certificati, nonostante il Ministero della Salute abbia specificato che l'interruzione di gravidanza rientri negli interventi indifferibili, molte strutture hanno invece equiparato gli aborti agli interventi di routine e fermato gli accessi».<br />Le testimonianze sono drammatiche, continua la presidente dell'associazione nata a difesa della sciagurata legge 194, secondo la quale sono tante le donne costrette a viaggiare di notte e a violare le ordinanze per recarsi ad abortire in uno dei pochi ospedali disposti ad accettarle.<br /><br />ABORTI IN LARGA PARTE BLOCCATI<br />In effetti, malgrado l'aborto volontario venga considerato un diritto inalienabile della donna e si cerchi in tutti i modi di difenderlo e finanche di incentivarlo, "solamente" il 64 percento degli ospedali italiani ha reparti dedicati all'applicazione della legge 194, con un'obiezione di coscienza che supera il 70 percento di medici, anestesisti e paramedici. Cosicché, è stato sufficiente che alcune strutture chiudessero le porte alle "pazienti" per mandare al collasso un sistema che non è così solido come appare.<br />Anche gli aborti farmacologici sono in larga parte bloccati perché richiedono tre giorni di ricovero ospedaliero e dunque l'occupazione di letti. Non a caso, i ben noti Roberto Saviano e Laura Boldrini, con una lettera aperta al ministro Speranza, al presidente Conte e all'Aifa, missiva sottoscritta tra gli altri da Marco Cappato e l'ex ministro Livia Turco, hanno chiesto misure urgenti per garantire le cosiddette interruzioni volontarie della gravidanza, privilegiando la procedura farmacologica per non occupare i posti letto negli ospedali.<br />Nello specifico, i nostri chiedono di allungare i tempi per l'aborto con la Ru486 fino a nove settimane e prevedere una procedura di aborto da remoto con la telemedicina (sic!). Insomma, la situazione è talmente grave che secondo il direttore sanitario della clinica Sant'Anna di Caserta, dove si sta assistendo ad una migrazione straordinaria di donne provenienti da altre regioni per poter effettuare l'aborto, «il sistema che assicura l'applicazione della legge 194 è ormai così depauperato che basta poco per mettere in crisi tutto e lasciare le donne sempre più sole».<br /><br />UN PROVVIDENZIALE DISSERVIZIO<br />Ovviamente, si tratta di un provvidenziale disservizio visto che permette di non perdere vite umane innocenti, di evitare che molte donne si trasformino in assassine dei propri figli e di non sprecare risorse importanti.<br />Ma le buone notizie non finiscono qui: anche l'odiosa pratica della fecondazione assistita subisce l'effetto Covid-19. 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L'agente si allontana e il don, sconvolto, riprende con l'Orate fratres: «Pregate fratelli e sorelle perché questo mio e vostro sacrificio...». [Guarda il video integrale, clicca qui!]<br />Dovevamo arrivare a questa umiliazione? Ma forse questo servirà a svegliare qualche vescovo che pensa ancora di risolvere tutto con le trattative col Governo. E farà vergognare qualcuno dalle parti di Palazzo Chigi, come il presidente del Consiglio perché se succedono da due mesi queste scene da Cina comunista la responsabilità politica è principalmente di Giuseppe Conte e delle forze politiche che lo sostengono, Pd, Italia Viva e Cinque Stelle che in queste settimane sulle incursioni poliziesche sono state zitte. Scene da un Paese che perseguita i cristiani di cui bisognerà farsi carico.<br />Però non succede in Cina, ma in provincia di Cremona. A Soncino, una delle zone a più alta intensità da Covid. È qui, nella frazione di Gallignano, chiesa di San Pietro Apostolo che don Lino Viola ha incontrato il suo destino.<br />Ora i giornali raccontano l'episodio con quel compiacimento folkloristico tipico delle storie da strapaese, ma il breve video diventato virale in queste ore condensa il dramma e la rinascita spirituale di un paese: l'irruzione degli agenti e una Chiesa che non si sottomette, ma mette in campo i suoi uomini migliori: i preti ultraottantenni, quelli definiti anziani, ma a differenza di tanti don Chichì moderni, hanno ancora fede solida, sanno cosa succede sull'altare, e palle d'acciaio e cuore d'oro per nostro Signore.<br />Troviamo don Lino alle undici di sera, al termine di una giornata passata tra la caserma delle forze dell'ordine e l'ufficio del sindaco.<br />Don Lino, amareggiato?<br />Molto. Guardi, in 80 anni e 55 di messa non mi era mai accaduta una cosa del genere. Lo sa che cosa mi hanno detto quando sono andato al comando?<br />Cosa?<br />«Ma io non so neanche che cos'è la consacrazione?». Capisce? Allora io ho detto al maresciallo: «Ma come? Mandate nelle chiese degli agenti che non sanno neanche che cos'è una Messa».<br />Forse lo fanno apposta. Quelli che sanno che cos'è la Messa si ribellerebbero...<br />Ma non lo so... io sono soltanto molto amareggiato. È dal Giovedì Santo che celebro in queste condizioni, ho celebrato a Pasqua sempre con queste persone: 7 persone in tutto: chi aiuta sull'altare, chi legge, chi canta e suona, chi fa il video.<br />Ma stavolta le contestano un assembramento...<br />Assembramento? Eravamo in 13 e lo sa perché?<br />Perché?<br />Perché c'erano sei persone in più - dico sei! -, famigliari di persone morte di Coronavirus per le quali si stava celebrando la Messa.<br />E per la legge non dovevano esserci...<br />Ma come avrei fatto, santa pazienza, a cacciarle? C'era un parrocchiano che ha appena perso la mamma e non ha potuto neanche farle il funerale. Mi dice con che coraggio lo caccio di chiesa?<br />No, in effetti, non si può...<br />E non si può no. Eravamo in 13 in tutto, ora adesso voglio scrivere al prefetto. Nel verbale c'è scritto che si è radunato il popolo. 13 persone sono un popolo? Su una chiesa di 300 metri quadri di cui sette autorizzate, tra l'altro? E tutti con guanti e mascherina, si badi bene. Abbiamo i video che lo provano.<br />Ci racconti cosa è accaduto.<br />Allora, io non me la sono sentita di mandarle via. Ho iniziato la Messa, tutti a distanza. Mentre facevo l'omelia entrano due della Protezione civile con le forze dell'ordine. Urlano: «La funzione è sospesa». <br />E lei?<br />Sono andato avanti senza rispondere. Poi arriva la domestica.<br />La domestica?<br />La domestica, che mi porta il cordless: «È il sindaco», dice. E io le dico di riattaccare perché sto dicendo messa. Poi il sindaco si sarebbe scusato perché dice che non sapeva che stavo dicendo Messa. Ma vabbè.<br />Ma nel video si vede un carabiniere che sale sul presbiterio...<br />Appunto, mi porge il telefono col sindaco, poi mi mostra il documento del 25 marzo del Viminale che si figuri, io avevo le mani sulle offerte. E succede quel che succede, gli dico di non interrompere la Messa, dopo un po' di insistenza se ne va.<br />Roba da Cina...<br />Mi è venuto un colpo al cuore, ma non è mica finita qui sa?<br />No?<br />No. Dopo hanno fatto la "malora" (il pandemonio, ndr). Le dico solo che abbiamo finito la Messa in due. In due l'abbiamo finita. Le sembra una cosa degna? Una profanazione, un pandemonio del genere nella casa del Signore?<br />Che cosa ha fatto dopo la Messa?<br />Ho telefonato al sindaco e poi sono andato in caserma. Hanno scritto che c'era presenza di molta gente, ma io voglio andare fin dal Prefetto e voglio chiedergli se 13 persone sono molta gente. Gli farò vedere il video girato dai ragazzi della parrocchia presenti.<br />Pagherà la multa?<br />Se la dovrò pagare, la pagherò, ma non è questo il problema.<br />Qual è?<br />La profanazione di Nostro Signore. Nessuno può dissacrare così la Messa, nessuno neanche le forze dell'ordine. E ho dovuto dire basta. <br />E il vescovo che dice?<br />L'ho chiamato e gli ho detto come stavano le cose.<br />E lui?<br />Mah... niente, solo mi ha detto che le porte della chiesa erano aperte. Ma io gli ho risposto che non c'è nessun decreto che imponga di chiudere le porte della chiesa. E poi - scusi - ma la chiesa non è un reparto Covid che deve stare chiuso. La chiesa è abitata non da un morto, ma da un vivo che ha vinto la morte. Cosa si credono questi qua?<br /><br />Nota di BastaBugie: è clamoroso quello che sta accadendo in diverse parti d'Italia. La caccia alle streghe al grido di "Dagli all'untore!" prosegue indisturbata. Eppure l'articolo 7 della Costituzione Italiana dichiara che lo Stato e la Chiesa Cattolica sono "indipendenti e sovrani", e all'art. 19. stabilisce che "Tutti hanno diritto di professare liberamente la propria fede religiosa in qualsiasi forma, individuale o associata, di farne propaganda e di esercitarne in privato o in pubblico il culto, purché non si tratti di riti contrari al buon costume".<br />In Italia, poi sono in vigore i Patti Lateranensi, aggiornati con gli Accordi di Villa Madama del 1985 - un trattato internazionale tra lo Stato e la Chiesa gerarchicamente parificabile alla Costituzione e sovraordinato alla legge e agli atti amministrativi governativi - che all'art. 2 stabiliscono: "La Repubblica italiana riconosce alla Chiesa cattolica la piena libertà di svolgere la sua missione pastorale, educativa e caritativa, di evangelizzazione e di santificazione. In particolare è assicurata alla Chiesa la libertà di organizzazione, di pubblico esercizio del culto, di esercizio del magistero e del ministero spirituale nonché della giurisdizione in materia ecclesiastica". Violare il pubblico esercizio del culto è molto grave e deve spingere i vescovi a proteggere i sacerdoti e i fedeli nell'esercizio di un loro diritto naturale: lodare pubblicamente il Dio vivo e vero.<br />L'autore dell'intervista a don Lino, Andrea Zambrano, nell'articolo seguente dal titolo "Messa interrotta, tra reato e abuso di potere: ma il vescovo scarica don Lino" spiega perché l'interruzione della Messa è legittima solo in casi di urgente necessità, ad esempio fermare un omicidio, non per notificare una multa.<br />Ecco l'articolo completo pubblicato su La Nuova Bussola Quotidiana il 21 aprile 2020:<br />Il caso lo ha risolto lo stesso don Lino Viola: «È abuso di potere». Più chiaro di così si muore, eppure il sacerdote che ha stoppato il carabiniere salito sull'altare per interrompere la Messa a Soncino (CR), sta passando lui per furfante della peggior specie. Per alcuni giornali, ad esempio, i quali ribaltano la frittata dicendo che è il prete a non aver ascoltato l'autorità e non invece il carabiniere a interrompere - sacrilegamente - la Messa. Ma anche per il vescovo di Cremona Antonio Napolioni che in una nota stampa lo ha letteralmente scaricato dandogli la responsabilità del misfatto.<br />E come se non bastasse anche per gli stessi Carabinieri che ieri hanno difeso l'operato dei loro militari.<br />L'ARMA SI DIFENDE<br />«I Carabinieri hanno fatto quello che dovevano fare», spiega alla Nuova BQ il Maggiore Lorenzo Carlo Maria Repetto, comandante provinciale dell'Arma a Cremona. «Sono state sanzionate delle persone le quali hanno la facoltà di ricorrere nei modi di legge». Ma il fatto rischia di avere conseguenze e non solo perché don Lino ieri ha espresso la volontà di ricorrere al Prefetto contro il provvedimento. A cominciare dal fatto che un'interruzione della Messa c'è stata e questa potrebbe costituire un reato.<br />«Discutibile - precisa il Maggiore Repetto - forse che se dovessi impedire un omicidio in chiesa non potrei entrare? È evidente che ci sono circostanze in cui si possono interrompere le Messe».<br />Per la verità, la questione non è così automatica. La turbatio sacrorum è disciplinata dall'articolo 405 del codice penale e prevede due anni di reclusione per chi turba o impedisce una funzione religiosa alla presenza di un ministro di culto ed è un reato procedibile d'ufficio.<br />Il punto è stabilire se vi sia stato davvero un turbamento/interruzione e se questo caso rientrasse nei pieni poteri dei carabinieri.<br />1) MESSA TURBATA<br />Sul primo punto è evidente che un turbamento sia avvenuto. Il secondo video comparso ieri al momento dell'omelia mostra chiaramente il carabiniere mettersi di fronte al presbiterio e intimare nell'ordine la sospensione della Messa, l'uscita dei fedeli e la ripresa della celebrazione con la sola presidenz]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/25848310</guid><pubDate>Tue, 21 Apr 2020 18:30:15 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/25848310/intervista_a_don_lino_cos_ho_cacciato_gli_agenti_che_hanno_profanato_la_chiesa_un_abuso_di_potere.mp3" length="20160260" type="audio/mpeg"/><itunes:author>BastaBugie</itunes:author><itunes:subtitle>TESTO DELL'ARTICOLO ➜http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6106&#13;
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INTERVISTA A DON LINO: ''COSI' HO CACCIATO GLI AGENTI CHE HANNO PROFANATO LA CHIESA'' di ANDREA ZAMBRANO&#13;
Il video che lo ritrae commuove e dà forza: un prete anziano, don Lino...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜<a href="http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6106" rel="noopener">http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6106</a><br /><br />INTERVISTA A DON LINO: ''COSI' HO CACCIATO GLI AGENTI CHE HANNO PROFANATO LA CHIESA'' di ANDREA ZAMBRANO<br />Il video che lo ritrae commuove e dà forza: un prete anziano, don Lino Viola che si fa coraggio e caccia letteralmente il carabiniere salito sull'altare per notificargli la multa da 270 euro per inosservanza del decreto del Governo e farlo parlare col sindaco al telefono. «Io sto dicendo Messa, non adesso», ripete più volte alle forze dell'ordine davanti all'altare, proprio mentre sta iniziando la preghiera di consacrazione: «Non rispondo al sindaco, sto celebrando la Messa». L'agente si allontana e il don, sconvolto, riprende con l'Orate fratres: «Pregate fratelli e sorelle perché questo mio e vostro sacrificio...». [Guarda il video integrale, clicca qui!]<br />Dovevamo arrivare a questa umiliazione? Ma forse questo servirà a svegliare qualche vescovo che pensa ancora di risolvere tutto con le trattative col Governo. E farà vergognare qualcuno dalle parti di Palazzo Chigi, come il presidente del Consiglio perché se succedono da due mesi queste scene da Cina comunista la responsabilità politica è principalmente di Giuseppe Conte e delle forze politiche che lo sostengono, Pd, Italia Viva e Cinque Stelle che in queste settimane sulle incursioni poliziesche sono state zitte. Scene da un Paese che perseguita i cristiani di cui bisognerà farsi carico.<br />Però non succede in Cina, ma in provincia di Cremona. A Soncino, una delle zone a più alta intensità da Covid. È qui, nella frazione di Gallignano, chiesa di San Pietro Apostolo che don Lino Viola ha incontrato il suo destino.<br />Ora i giornali raccontano l'episodio con quel compiacimento folkloristico tipico delle storie da strapaese, ma il breve video diventato virale in queste ore condensa il dramma e la rinascita spirituale di un paese: l'irruzione degli agenti e una Chiesa che non si sottomette, ma mette in campo i suoi uomini migliori: i preti ultraottantenni, quelli definiti anziani, ma a differenza di tanti don Chichì moderni, hanno ancora fede solida, sanno cosa succede sull'altare, e palle d'acciaio e cuore d'oro per nostro Signore.<br />Troviamo don Lino alle undici di sera, al termine di una giornata passata tra la caserma delle forze dell'ordine e l'ufficio del sindaco.<br />Don Lino, amareggiato?<br />Molto. Guardi, in 80 anni e 55 di messa non mi era mai accaduta una cosa del genere. Lo sa che cosa mi hanno detto quando sono andato al comando?<br />Cosa?<br />«Ma io non so neanche che cos'è la consacrazione?». Capisce? Allora io ho detto al maresciallo: «Ma come? Mandate nelle chiese degli agenti che non sanno neanche che cos'è una Messa».<br />Forse lo fanno apposta. Quelli che sanno che cos'è la Messa si ribellerebbero...<br />Ma non lo so... io sono soltanto molto amareggiato. È dal Giovedì Santo che celebro in queste condizioni, ho celebrato a Pasqua sempre con queste persone: 7 persone in tutto: chi aiuta sull'altare, chi legge, chi canta e suona, chi fa il video.<br />Ma stavolta le contestano un assembramento...<br />Assembramento? Eravamo in 13 e lo sa perché?<br />Perché?<br />Perché c'erano sei persone in più - dico sei! -, famigliari di persone morte di Coronavirus per le quali si stava celebrando la Messa.<br />E per la legge non dovevano esserci...<br />Ma come avrei fatto, santa pazienza, a cacciarle? C'era un parrocchiano che ha appena perso la mamma e non ha potuto neanche farle il funerale. Mi dice con che coraggio lo caccio di chiesa?<br />No, in effetti, non si può...<br />E non si può no. Eravamo in 13 in tutto, ora adesso voglio scrivere al prefetto. Nel verbale c'è scritto che si è radunato il popolo. 13 persone sono un popolo? Su una chiesa di 300 metri quadri di cui sette autorizzate, tra l'altro? E tutti con guanti e mascherina, si badi bene. Abbiamo i video che lo...]]></itunes:summary><itunes:duration>1260</itunes:duration><itunes:keywords>coronavirus,irruzione,messa,violata</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/cdb8c89aea20ce9362fc5072a8839ed9.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Case di riposo per anziani: il capro espiatorio del coronavirus</title><link>https://www.spreaker.com/episode/case-di-riposo-per-anziani-il-capro-espiatorio-del-coronavirus--25848248</link><description><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜<a href="http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6103" rel="noopener">http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6103</a><br /><br />CASE DI RIPOSO PER ANZIANI: IL CAPRO ESPIATORIO DEL CORONAVIRUS<br />Cosa c'è dietro l'accanimento giudiziario degli ultimi giorni nei confronti delle Rsa, delle case di riposo per anziani? Improvvisamente tutta la narrazione relativa all'epidemia, ai suoi protagonisti, ai suoi numeri, si è arricchita di un nuovo elemento: ci sono dei responsabili della morte di tante persone che devono essere individuati e perseguiti. Di chi si tratta? Di chi non ha vigilato sugli ingressi dalla Cina dopo l'inizio dell'epidemia a Wuhan? Di chi ha tardato a fornire dispostivi di protezione agli operatori sanitari e alla popolazione in generale? Di chi ha emanato da gennaio ad oggi decreti a volte contradditori? O andando indietro (ma non troppo) di chi ha tagliato col machete i posti letto negli ospedali o i posti di lavoro di medici e infermieri?<br />No: i colpevoli vanno cercati nelle residenze sanitarie assistenziali, sigla Rsa, che sono strutture non ospedaliere, ma comunque a impronta sanitaria, che ospitano persone non autosufficienti, che non possono essere assistite in casa e che necessitano di specifiche cure mediche di più specialisti e di un'articolata assistenza sanitaria. Le Rsa sono gestite da enti pubblici o privati che offrono ospitalità, prestazioni sanitarie e assistenziali, aiuto nel recupero funzionale e nell'inserimento sociale e prevenzione delle principali patologie croniche.<br />In base ai più recenti dati, in Italia sono presenti circa 240.000 posti letto residenziali e semiresidenziali, un numero che è circa la metà di quella che è la domanda, peraltro crescente. Una buona parte di queste strutture sono il frutto della carità cristiana in azione, dell'opera di enti religiosi, che hanno da sempre svolto un'opera di supplenza nei confronti di uno Stato assolutamente latitante su questa necessità.<br /><br />UNA PREZIOSA OPERA DI SUSSIDIARIETÀ AUTENTICA<br />Ora queste opere vengono inquisite, perquisite, denunciate. Si cerca di capire - secondo la magistratura - perché ci siano state tante morti. Forse bisognerebbe fornire agli inquirenti un po' di dati epidemiologici, che rivelerebbero che anche negli ospedali pubblici, le "trincee della prima linea", tanto intoccabili da pensare ad uno "scudo legale" per impedire indagini sul loro operato, c'è stato negli ultimi due mesi un tasso di mortalità che non ha eguali nel resto del mondo. Un tasso di mortalità che è particolarmente elevato al di sopra dei 75 anni. Ora, si dà il caso che l'età media degli ospiti delle case di riposo è di 88 anni. Si tratta quindi di realtà che accolgono le persone più fragili, più delicate, più esposte. Prima di metterle sotto il mirino inquisitorio, cosa è stato fatto per queste realtà?  Nulla. Così, ora, dopo il danno subiscono anche la beffa di essere indagate.<br />Gli anziani ospiti sono stati curati con tutto ciò che era possibile, comprese le capacità professionali dei medici e degli infermieri che non sono affatto inferiori a quelle dei colleghi dell'ospedalità pubblica. Nei confronti di queste strutture, il Servizio Sanitario Nazionale ha dato un supporto decisamente inadeguato, carente persino in indicazioni. Per due mesi e mezzo le Rsa, le case di riposo, è come se non fossero esistite. Le prime indicazioni da parte del servizio pubblico sono state ricevute solo l'1 aprile! In realtà, ovviamente, queste strutture si erano già da tempo attrezzate andando a cercare materiali e contattando colleghi ospedalieri per aggiornare i loro protocolli, affrontando enormi difficoltà nel reperire i dispositivi di protezione individuale (Dpi). Nonostante tutto, queste strutture si sono prodigate per curare i propri vecchietti, senza inviarli agli ospedali già oberati.<br /><br />UN'ACCUSA SURREALE<br />Poi, nonostante abbiano resistito a lungo facendo in modo di evitare il più possibile l'ingresso del virus, questo ha fatto il suo inevitabile arrivo, seminando morte. A questo punto questi decessi - e solo questi - hanno suscitato scandalo. Oltre agli avvisi di garanzia, sono cominciati a fioccare i commenti e le accuse. Gino Strada ha tuonato dicendo che nelle Rsa gli anziani sono trattati come animali. Un'accusa surreale. Così come surreale e quasi kafkiano è il clima che si è creato anche tra alcuni parenti degli ospiti di queste strutture, che improvvisamente si sono trasformati in delatori e informatori della Polizia. È accaduto così che il Sabato Santo una struttura bergamasca sia stata oggetto di visita della Polizia locale, e abbiano proceduto a denunciare le suore. Qual era la loro colpa?<br />Sono state denunciate perché avevano dato la Comunione ad alcuni ospiti ricoverati. Nonostante le cappellanerie di queste strutture abbiano regolari permessi. Nonostante il rispetto delle procedure corrette per evitare il passaggio del virus. I poliziotti arrivati in reparto hanno trovato le suore bardate con cuffietta, camice idrorepellente, due mascherine sul volto, guanti e perfino calzari. L'Eucarestia era stata data in mano, senza contatto. Ostie contate secondo il numero di persone che l'avevano richiesta. La polizia era arrivata perché era partita una segnalazione da alcuni solerti parenti. Gli agenti hanno ritirato i documenti relativi all'autorizzazione delle procedure, hanno fatto verifiche con i dipendenti. Le suore sono state costrette a sospendere la distribuzione dell'Eucarestia nel giorno di Pasqua, con grande dispiacere degli ospiti.<br />La minaccia che incombe sulle povere suore è da brivido: l'accusa di epidemia colposa, equivalente dell'omicidio colposo plurimo, che prevede - oltre alla condanna penale - anche il risarcimento danni. Un provvedimento che porterebbe alla bancarotta di molti istituti religiosi.<br /><br />UNA CACCIA ALLE STREGHE<br />La paura di una vera e propria caccia alle streghe per trovare presunte responsabilità delle morti da Covid sta assalendo tante strutture assistenziali. Anche dell'ospedalità privata, che ha svolto in questi ultimi mesi un compito preziosissimo garantendo quelle attività di diagnosi e cura sospese negli ospedali pubblici trasformati in centri-Covid. Ciò sembrerebbe confermare i timori che, nel dopo epidemia, lo Stato intenda gestire in esclusiva la salute delle persone, sbarazzandosi di tutte le opere di assistenza sociosanitaria private. Una situazione che potrebbe portare ad una grave crisi di una attività di assistenza che si occupa di decine di migliaia di persone. Chi si farebbe poi carico di tutti questi anziani, di questi disabili, di queste persone fragili? Le famiglie, lasciate sole dallo Stato? O gli ospedali pubblici, con i loro protocolli "informali" che invitano a selezionare chi è meritevole di accedere a cure intensive, e non solo?<br />Il sospetto dell'affermarsi di una cultura dello scarto nei confronti degli anziani prende sempre più piede, anche di fronte a ciò che avviene in diversi Paesi europei. In Francia, ad esempio, mentre non hanno ancora ricevuto l'autorizzazione a prescrivere l'idrossiclorochina ai loro pazienti, col decreto n. 2020-360 del 29 marzo 2020, emanato dai ministeri della Solidarietà e della Salute e firmato dal primo ministro Edouard Philippe, i medici possono prescrivere dei farmaci "palliativi" (nello specifico un potente antiepilettico) ai pazienti affetti da Coronavirus che non possono essere ricoverati in terapia intensiva e sui quali è stata già assunta la decisione di limitare il trattamento sanitario. Con questo decreto viene dunque legalizzata la possibilità per un medico - e il decreto guarda caso si rivolge soprattutto a quelli delle case di riposo - di iniettare una sostanza, che può portare ad arresto respiratorio del paziente nel giro di poche ore.<br />Insomma, il problema delle case di riposo affollate e con tante richieste inevase, il costo sociale di questo tipo di assistenza, potrebbe trovare una soluzione finale dalla Francia all'Italia nel loro svuotamento e nella loro forzata chiusura.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/25848248</guid><pubDate>Tue, 21 Apr 2020 18:25:11 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/25848248/case_di_riposo_per_anziani_il_capro_espiatorio_del_coronavirus.mp3" length="8965641" type="audio/mpeg"/><itunes:author>BastaBugie</itunes:author><itunes:subtitle>TESTO DELL'ARTICOLO ➜http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6103&#13;
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CASE DI RIPOSO PER ANZIANI: IL CAPRO ESPIATORIO DEL CORONAVIRUS&#13;
Cosa c'è dietro l'accanimento giudiziario degli ultimi giorni nei confronti delle Rsa, delle case di riposo per...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜<a href="http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6103" rel="noopener">http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6103</a><br /><br />CASE DI RIPOSO PER ANZIANI: IL CAPRO ESPIATORIO DEL CORONAVIRUS<br />Cosa c'è dietro l'accanimento giudiziario degli ultimi giorni nei confronti delle Rsa, delle case di riposo per anziani? Improvvisamente tutta la narrazione relativa all'epidemia, ai suoi protagonisti, ai suoi numeri, si è arricchita di un nuovo elemento: ci sono dei responsabili della morte di tante persone che devono essere individuati e perseguiti. Di chi si tratta? Di chi non ha vigilato sugli ingressi dalla Cina dopo l'inizio dell'epidemia a Wuhan? Di chi ha tardato a fornire dispostivi di protezione agli operatori sanitari e alla popolazione in generale? Di chi ha emanato da gennaio ad oggi decreti a volte contradditori? O andando indietro (ma non troppo) di chi ha tagliato col machete i posti letto negli ospedali o i posti di lavoro di medici e infermieri?<br />No: i colpevoli vanno cercati nelle residenze sanitarie assistenziali, sigla Rsa, che sono strutture non ospedaliere, ma comunque a impronta sanitaria, che ospitano persone non autosufficienti, che non possono essere assistite in casa e che necessitano di specifiche cure mediche di più specialisti e di un'articolata assistenza sanitaria. Le Rsa sono gestite da enti pubblici o privati che offrono ospitalità, prestazioni sanitarie e assistenziali, aiuto nel recupero funzionale e nell'inserimento sociale e prevenzione delle principali patologie croniche.<br />In base ai più recenti dati, in Italia sono presenti circa 240.000 posti letto residenziali e semiresidenziali, un numero che è circa la metà di quella che è la domanda, peraltro crescente. Una buona parte di queste strutture sono il frutto della carità cristiana in azione, dell'opera di enti religiosi, che hanno da sempre svolto un'opera di supplenza nei confronti di uno Stato assolutamente latitante su questa necessità.<br /><br />UNA PREZIOSA OPERA DI SUSSIDIARIETÀ AUTENTICA<br />Ora queste opere vengono inquisite, perquisite, denunciate. Si cerca di capire - secondo la magistratura - perché ci siano state tante morti. Forse bisognerebbe fornire agli inquirenti un po' di dati epidemiologici, che rivelerebbero che anche negli ospedali pubblici, le "trincee della prima linea", tanto intoccabili da pensare ad uno "scudo legale" per impedire indagini sul loro operato, c'è stato negli ultimi due mesi un tasso di mortalità che non ha eguali nel resto del mondo. Un tasso di mortalità che è particolarmente elevato al di sopra dei 75 anni. Ora, si dà il caso che l'età media degli ospiti delle case di riposo è di 88 anni. Si tratta quindi di realtà che accolgono le persone più fragili, più delicate, più esposte. Prima di metterle sotto il mirino inquisitorio, cosa è stato fatto per queste realtà?  Nulla. Così, ora, dopo il danno subiscono anche la beffa di essere indagate.<br />Gli anziani ospiti sono stati curati con tutto ciò che era possibile, comprese le capacità professionali dei medici e degli infermieri che non sono affatto inferiori a quelle dei colleghi dell'ospedalità pubblica. Nei confronti di queste strutture, il Servizio Sanitario Nazionale ha dato un supporto decisamente inadeguato, carente persino in indicazioni. Per due mesi e mezzo le Rsa, le case di riposo, è come se non fossero esistite. Le prime indicazioni da parte del servizio pubblico sono state ricevute solo l'1 aprile! In realtà, ovviamente, queste strutture si erano già da tempo attrezzate andando a cercare materiali e contattando colleghi ospedalieri per aggiornare i loro protocolli, affrontando enormi difficoltà nel reperire i dispositivi di protezione individuale (Dpi). Nonostante tutto, queste strutture si sono prodigate per curare i propri vecchietti, senza inviarli agli ospedali già oberati.<br /><br />UN'ACCUSA SURREALE<br />Poi, nonostante abbiano resistito a lungo facendo in modo di evitare il più...]]></itunes:summary><itunes:duration>561</itunes:duration><itunes:keywords>anziani,case,coronavirus,eutanasia,riposo</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/ab2ca7c09460bd08f88858fb73170292.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>L'islam tifa coronavirus per uccidere gli infedeli</title><link>https://www.spreaker.com/episode/l-islam-tifa-coronavirus-per-uccidere-gli-infedeli--25848093</link><description><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜<a href="http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6101" rel="noopener">http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6101</a><br /><br />L'ISLAM TIFA CORONAVIRUS PER UCCIDERE GLI INFEDELI<br />Coronavirus akhbar. Ci mancava questa, nelle tetre cronache al tempo del Covid-19: la celebrazione islamica dell'ecatombe. L'applauso maomettano alla pandemia, che ha ora il suo epicentro nella corrotta, cristiana (quando se lo rammenta), infedele Europa. Ed eccolo che risuona direttamente dalla Striscia di Gaza, parole e musica dell'imam Jamil Al-Mutawa, gentiluomo legato a doppio filo ad Hamas. E proprio la tv del gruppo terrorista, per certi compagni nostrani un covo di eroi romantici, ha trasmesso l'illuminato sermone di cotanto leader spirituale tenuto il 20 marzo nella Moschea Bianca di Gaza (il video è poi stato ripreso e tradotto dal Middle East Media Research Institute). «Il virus è un soldato di Allah e sta risparmiando i musulmani» (era il giorno prima che venissero identificati due casi di Coronavirus nella Striscia, ma Al-Mutawa e soci possono sempre concludere si tratti di apostati, e punirli per reo contagio). E per dimostrare l'ortodossia religiosa del virus, l'imam traccia la macabra mappa delle sue scorrerie, gesta che Al Qaeda non aveva raggiunto nemmeno nei sogni più proibiti. UNA JIHAD MICRO-ORGANICA PIÙ FORTE DI AL QAEDA «Allah vi ha inviato un solo mujahed che ha colpito 50 Stati americani in un giorno, il 58% della California sarà infettata nei prossimi due mesi». Morte all'America, stavolta ce la facciamo, stavolta l'offensiva viaggia da New York a Los Angeles su goccioline microscopiche, e sante. E subito, a ruota, lo sputo sui cadaveri che si accumulano nelle trincee di quello che oggi è il primo fronte, i nostri cadaveri: «In un solo giorno in Italia vi sono stati 450 morti». «Allah sia lodato». Evviva, che colpo questa jihad micro-organica, in ventiquattr'ore lascia per terra quattrocentocinquanta occidentali, europei, italiani, bergamaschi, bresciani, piacentini, rallegratevi fratelli, la Spada dell'Islam è diventata la Polmonite interstiziale dell'Islam. E prosegue il suo delirio, l'imam di quella Striscia che l'Unione Europea ha ricoperto negli anni di vagonate di euro, tutti finiti nella disponibilità di simili ambasciatori di pace: «Guardate il deserto nelle strade israeliane. E chi pensate che protegga i fedeli di Al Aqsa? Allah, che preserva dal male i suoi credenti». L'infezione fisica è una prova dell'infezione morale, il virus come ligio esecutore della Sura 2; 191 (tra le altre): «Uccideteli ovunque li incontriate!». Tanto che «anche in Cina ci sono 3.300 infettati», ennesima prova della selezione etno-confessionale del Corona. Mostrando una certa confusione geopolitica, ma una salda ferocia sterminatrice, l'imam invita poi a pregare Allah perché continui a scatenare l'epidemia contro coloro che sostengono il piano di pace dell'amministrazione Trump. MORTE ALL'AMERICA, A ISRAELE E A TUTTO L'OCCIDENTE La peste sui reietti che vogliono la pace con Israele, forse nessuno meglio di questo predicatore apparentemente sgangherato ha riassunto la linea distruttiva e millenaristica di Hamas, che sequestra un intero popolo in nome di un'impossibile resa dei conti finale col Nemico ebreo. Nell'attesa, il popolo medesimo viene tenuto nella miseria e in condizioni igienico-sanitarie precarie, tanto che l'Autorità palestinese (non meno anti-israeliana di Hamas, ma più pragmaticamente attaccata alla propria pelle) nei territori sotto il suo controllo ha chiesto allo Stato ebraico di aprire i varchi, per far passare medici, farmaci, strutture di rianimazione, nel caso il Covid smarrisca la fede in Allah il Misericordioso. Problemi che non sfiorano Jamil Al-Mutawa: all'acme dell'intemerata, il pio uomo agita un telefonino (di sospetta ed eretica produzione occidentale, ma certo è improbabile che qualcuno degli astanti glielo abbia fatto notare) e assicura di aver ricevuto caterve di messaggi documentanti miracolose guarigioni dei pochi palestinesi contagiati. Dio è con noi, e il Coronavirus è il suo nuovo, letale Profeta. Non lo dice qualche sbandato in una bettola di Gaza City, ma una delle massime autorità religiose palestinesi. Vogliono i tempi supplementari dello scontro di civiltà, e stavolta scommettono sul parassita invisibile. Motivo in più per sconfiggerlo.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/25848093</guid><pubDate>Tue, 21 Apr 2020 18:10:20 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/25848093/lislam_tifa_coronavirus_per_uccidere_gli_infedeli.mp3" length="6704482" type="audio/mpeg"/><itunes:author>BastaBugie</itunes:author><itunes:subtitle>TESTO DELL'ARTICOLO ➜http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6101&#13;
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L'ISLAM TIFA CORONAVIRUS PER UCCIDERE GLI INFEDELI&#13;
Coronavirus akhbar. Ci mancava questa, nelle tetre cronache al tempo del Covid-19: la celebrazione islamica dell'ecatombe....</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜<a href="http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6101" rel="noopener">http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6101</a><br /><br />L'ISLAM TIFA CORONAVIRUS PER UCCIDERE GLI INFEDELI<br />Coronavirus akhbar. Ci mancava questa, nelle tetre cronache al tempo del Covid-19: la celebrazione islamica dell'ecatombe. L'applauso maomettano alla pandemia, che ha ora il suo epicentro nella corrotta, cristiana (quando se lo rammenta), infedele Europa. Ed eccolo che risuona direttamente dalla Striscia di Gaza, parole e musica dell'imam Jamil Al-Mutawa, gentiluomo legato a doppio filo ad Hamas. E proprio la tv del gruppo terrorista, per certi compagni nostrani un covo di eroi romantici, ha trasmesso l'illuminato sermone di cotanto leader spirituale tenuto il 20 marzo nella Moschea Bianca di Gaza (il video è poi stato ripreso e tradotto dal Middle East Media Research Institute). «Il virus è un soldato di Allah e sta risparmiando i musulmani» (era il giorno prima che venissero identificati due casi di Coronavirus nella Striscia, ma Al-Mutawa e soci possono sempre concludere si tratti di apostati, e punirli per reo contagio). E per dimostrare l'ortodossia religiosa del virus, l'imam traccia la macabra mappa delle sue scorrerie, gesta che Al Qaeda non aveva raggiunto nemmeno nei sogni più proibiti. UNA JIHAD MICRO-ORGANICA PIÙ FORTE DI AL QAEDA «Allah vi ha inviato un solo mujahed che ha colpito 50 Stati americani in un giorno, il 58% della California sarà infettata nei prossimi due mesi». Morte all'America, stavolta ce la facciamo, stavolta l'offensiva viaggia da New York a Los Angeles su goccioline microscopiche, e sante. E subito, a ruota, lo sputo sui cadaveri che si accumulano nelle trincee di quello che oggi è il primo fronte, i nostri cadaveri: «In un solo giorno in Italia vi sono stati 450 morti». «Allah sia lodato». Evviva, che colpo questa jihad micro-organica, in ventiquattr'ore lascia per terra quattrocentocinquanta occidentali, europei, italiani, bergamaschi, bresciani, piacentini, rallegratevi fratelli, la Spada dell'Islam è diventata la Polmonite interstiziale dell'Islam. E prosegue il suo delirio, l'imam di quella Striscia che l'Unione Europea ha ricoperto negli anni di vagonate di euro, tutti finiti nella disponibilità di simili ambasciatori di pace: «Guardate il deserto nelle strade israeliane. E chi pensate che protegga i fedeli di Al Aqsa? Allah, che preserva dal male i suoi credenti». L'infezione fisica è una prova dell'infezione morale, il virus come ligio esecutore della Sura 2; 191 (tra le altre): «Uccideteli ovunque li incontriate!». Tanto che «anche in Cina ci sono 3.300 infettati», ennesima prova della selezione etno-confessionale del Corona. Mostrando una certa confusione geopolitica, ma una salda ferocia sterminatrice, l'imam invita poi a pregare Allah perché continui a scatenare l'epidemia contro coloro che sostengono il piano di pace dell'amministrazione Trump. MORTE ALL'AMERICA, A ISRAELE E A TUTTO L'OCCIDENTE La peste sui reietti che vogliono la pace con Israele, forse nessuno meglio di questo predicatore apparentemente sgangherato ha riassunto la linea distruttiva e millenaristica di Hamas, che sequestra un intero popolo in nome di un'impossibile resa dei conti finale col Nemico ebreo. Nell'attesa, il popolo medesimo viene tenuto nella miseria e in condizioni igienico-sanitarie precarie, tanto che l'Autorità palestinese (non meno anti-israeliana di Hamas, ma più pragmaticamente attaccata alla propria pelle) nei territori sotto il suo controllo ha chiesto allo Stato ebraico di aprire i varchi, per far passare medici, farmaci, strutture di rianimazione, nel caso il Covid smarrisca la fede in Allah il Misericordioso. Problemi che non sfiorano Jamil Al-Mutawa: all'acme dell'intemerata, il pio uomo agita un telefonino (di sospetta ed eretica produzione occidentale, ma certo è improbabile che qualcuno degli astanti glielo abbia fatto notare) e assicura di aver ricevuto caterve di...]]></itunes:summary><itunes:duration>419</itunes:duration><itunes:keywords>akhbar,corano,coronavirus,infedeli,islam</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/d48fa9b275926371796d47f1e6f987cc.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Coronavirus: l'abbraccio mortale del governo Conte alla Cei</title><link>https://www.spreaker.com/episode/coronavirus-l-abbraccio-mortale-del-governo-conte-alla-cei--25493643</link><description><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜<a href="http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6090" rel="noopener">http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6090</a><br /><br />CORONAVIRUS: L'ABBRACCIO MORTALE DEL GOVERNO CONTE ALLA CEI di RICCARDO CASCIOLI<br />E sono soddisfazioni. Il presidente del Consiglio che ti scrive e ti ringrazia per avere aiutato il governo a tenere a casa la gente e avere provveduto a sfamare quanti ne avevano bisogno. Davvero una bella soddisfazione per Avvenire e per il presidente della Conferenza Episcopale Italiana (Cei), cardinale Gualtiero Bassetti, il letterone di Giuseppe Conte pubblicato sul quotidiano dei vescovi sabato 11 aprile. Una lettera che per gran parte è la solita retorica sull'emergenza in corso che ci fa tanto riflettere sulla sofferenza e sulla morte, sulla certezza su quanto sarà più bello e solidale il mondo che ne emergerà, sull'ammirazione per l'impegno del terzo settore.<br />Ma il centro della questione è il ringraziamento: per le opere e per i tanti soldi che la Cei ha donato per venire incontro alle «conseguenze sanitarie ed economiche causate dall'epidemia», ma soprattutto per aver fatto il "sacrificio" delle messe senza popolo, «nella consapevolezza dei beni supremi coinvolti in questo difficile passaggio della nostra storia nazionale».<br />È così che la Chiesa piace al potere: si occupi delle opere caritative, che fanno comodo anche allo Stato; aiuti a controllare i comportamenti delle persone, che siano obbedienti a Cesare anzitutto; e il suo Dio se lo preghi pure in privato, ognuno per conto suo. In fondo per il potere è sempre stato così, è il suo mestiere. Il potere non tollera le persone libere, e soprattutto non tollera una Chiesa libera, che ha a cuore Cristo sopra ogni cosa e che educa le persone alla libertà; che rispetta le autorità civili ma solo se non vanno contro la legge di Dio. È sempre stato così, il potere non ha mai amato la Chiesa, se non sottomessa.<br /><br />AL GOVERNO PIACE LA CHIESA SOTTOMESSA<br />Quello che invece risulta nuovo è la Chiesa contenta del ruolo che lo stato le ha affidato; la Chiesa pronta a ritirarsi in sacrestia ancor prima che lo stato la inviti a farlo; i vescovi che fanno i vigilantes nei confronti dei loro preti nel caso trovassero il modo di aggirare i divieti e far presenziare qualche persona alle loro liturgie. Quello che sconcerta è una Cei talmente felice del riconoscimento pubblico da parte del Presidente del Consiglio, da non osare neanche far presente che la polizia continua a multare le persone che vanno in chiesa malgrado sia possibile per legge, e che sarebbe quindi il caso di farlo stampare sull'autocertificazione il diritto di andare in chiesa a pregare. Forse non osa perché neanche le interessa un granché: in effetti, in questi tempi si ha l'impressione che a molti vescovi e preti dia addirittura fastidio che qualcuno continui a recarsi in chiesa malgrado tutto. Figurarsi celebrare le messe con il popolo.<br />Ma su Avvenire si incassa orgogliosi il plauso del presidente del Consiglio senza neanche fare presente che è il capo di quello stesso governo che sta condannando a morte la metà delle scuole paritarie, come da settimane stanno ripetendo le associazioni che le coordinano. Al governo piace la Chiesa che dà da mangiare e un tetto ai poveri e che si prende cura dei migranti, trova invece sospetta la Chiesa che educa e che offre culto pubblico al Signore, e magari pretende anche di giudicare la politica secondo la legge di Dio. E i vertici ecclesiastici si accodano, sono estasiati da questa nuova stagione di cooperazione con lo stato, e per il fatto che lo stato li accarezzi e li gratifichi. E se qualcosa bisogna sacrificare, pazienza.<br /><br />NUOVO ORDINE MONDIALE<br />È la base del nuovo ordine mondiale, che non per niente veniva evocata il giorno precedente da un editoriale (stiamo sempre parlando di Avvenire) dello storico Agostino Giovagnoli, esponente di quella Comunità di Sant'Egidio il cui pensiero influenza enormemente le strategie internazionali, e non solo, dell'attuale pontificato. E Giovagnoli, come Conte, vede un nuovo mondo che sta nascendo sulla base della solidarietà, anche fra le nazioni. E ci narra meraviglie della Cina: la Cina che ci regala le mascherine e ci manda i medici, la Cina della Chiesa che ci manda aiuti (notare che non si fa più la distinzione tra patriottica e clandestina, ormai c'è una sola Chiesa, quella sotto la guida del Partito comunista con il placet della Santa Sede); la Cina - udite, udite - che si dà tanto da fare per aiutare tutti i popoli nella lotta contro il coronavirus e deve fare i conti con quel perfido di Trump che la accusa di essere la causa di questa pandemia. Se questo nuovo ordine mondiale tarderà a realizzarsi è proprio per l'ottusità degli Stati Uniti, sempre diffidenti nei confronti di Pechino, per miserevoli questioni di potere.<br />E la Cina della persecuzione ai cattolici (e anche alle altre religioni che non si piegano al partito)? La Cina degli espianti forzati di organi ai prigionieri politici, che vengono per questo motivo giustiziati? La Cina dei campi di lavoro e di rieducazione? La Cina dell'arroganza militare, minaccia alla stabilità dell'area Asia-Pacifico? Non c'è traccia, nulla deve turbare questa luna di miele tra Vaticano e Impero di Mezzo, nulla deve mettere in discussione il patto tra vertici ecclesiastici e potere, in Cina, in Italia, ovunque.<br />Il problema delle messe senza popolo, che non riguarda solo l'Italia, è solo un tassellino in un disegno più grande, che si chiama Nuovo ordine mondiale: il coronavirus è l'occasione che ha reso possibile rendere chiaro a tutti che Cristo non è più il bene supremo, che l'annuncio della Sua Resurrezione non è rispettoso degli altri, che la preghiera va bene in privato ma non si deve pretendere che condizioni la società. Con buona pace di coloro che, in buona fede, credono davvero di stare facendo, cristianamente, un sacrificio per tutelare la vita dei più deboli.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/25493643</guid><pubDate>Tue, 14 Apr 2020 18:40:10 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/25493643/coronavirus_labbraccio_mortale_del_governo_conte_alla_cei.mp3" length="6875009" type="audio/mpeg"/><itunes:author>BastaBugie</itunes:author><itunes:subtitle>TESTO DELL'ARTICOLO ➜http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6090&#13;
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CORONAVIRUS: L'ABBRACCIO MORTALE DEL GOVERNO CONTE ALLA CEI di RICCARDO CASCIOLI&#13;
E sono soddisfazioni. Il presidente del Consiglio che ti scrive e ti ringrazia per avere aiutato...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜<a href="http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6090" rel="noopener">http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6090</a><br /><br />CORONAVIRUS: L'ABBRACCIO MORTALE DEL GOVERNO CONTE ALLA CEI di RICCARDO CASCIOLI<br />E sono soddisfazioni. Il presidente del Consiglio che ti scrive e ti ringrazia per avere aiutato il governo a tenere a casa la gente e avere provveduto a sfamare quanti ne avevano bisogno. Davvero una bella soddisfazione per Avvenire e per il presidente della Conferenza Episcopale Italiana (Cei), cardinale Gualtiero Bassetti, il letterone di Giuseppe Conte pubblicato sul quotidiano dei vescovi sabato 11 aprile. Una lettera che per gran parte è la solita retorica sull'emergenza in corso che ci fa tanto riflettere sulla sofferenza e sulla morte, sulla certezza su quanto sarà più bello e solidale il mondo che ne emergerà, sull'ammirazione per l'impegno del terzo settore.<br />Ma il centro della questione è il ringraziamento: per le opere e per i tanti soldi che la Cei ha donato per venire incontro alle «conseguenze sanitarie ed economiche causate dall'epidemia», ma soprattutto per aver fatto il "sacrificio" delle messe senza popolo, «nella consapevolezza dei beni supremi coinvolti in questo difficile passaggio della nostra storia nazionale».<br />È così che la Chiesa piace al potere: si occupi delle opere caritative, che fanno comodo anche allo Stato; aiuti a controllare i comportamenti delle persone, che siano obbedienti a Cesare anzitutto; e il suo Dio se lo preghi pure in privato, ognuno per conto suo. In fondo per il potere è sempre stato così, è il suo mestiere. Il potere non tollera le persone libere, e soprattutto non tollera una Chiesa libera, che ha a cuore Cristo sopra ogni cosa e che educa le persone alla libertà; che rispetta le autorità civili ma solo se non vanno contro la legge di Dio. È sempre stato così, il potere non ha mai amato la Chiesa, se non sottomessa.<br /><br />AL GOVERNO PIACE LA CHIESA SOTTOMESSA<br />Quello che invece risulta nuovo è la Chiesa contenta del ruolo che lo stato le ha affidato; la Chiesa pronta a ritirarsi in sacrestia ancor prima che lo stato la inviti a farlo; i vescovi che fanno i vigilantes nei confronti dei loro preti nel caso trovassero il modo di aggirare i divieti e far presenziare qualche persona alle loro liturgie. Quello che sconcerta è una Cei talmente felice del riconoscimento pubblico da parte del Presidente del Consiglio, da non osare neanche far presente che la polizia continua a multare le persone che vanno in chiesa malgrado sia possibile per legge, e che sarebbe quindi il caso di farlo stampare sull'autocertificazione il diritto di andare in chiesa a pregare. Forse non osa perché neanche le interessa un granché: in effetti, in questi tempi si ha l'impressione che a molti vescovi e preti dia addirittura fastidio che qualcuno continui a recarsi in chiesa malgrado tutto. Figurarsi celebrare le messe con il popolo.<br />Ma su Avvenire si incassa orgogliosi il plauso del presidente del Consiglio senza neanche fare presente che è il capo di quello stesso governo che sta condannando a morte la metà delle scuole paritarie, come da settimane stanno ripetendo le associazioni che le coordinano. Al governo piace la Chiesa che dà da mangiare e un tetto ai poveri e che si prende cura dei migranti, trova invece sospetta la Chiesa che educa e che offre culto pubblico al Signore, e magari pretende anche di giudicare la politica secondo la legge di Dio. E i vertici ecclesiastici si accodano, sono estasiati da questa nuova stagione di cooperazione con lo stato, e per il fatto che lo stato li accarezzi e li gratifichi. E se qualcosa bisogna sacrificare, pazienza.<br /><br />NUOVO ORDINE MONDIALE<br />È la base del nuovo ordine mondiale, che non per niente veniva evocata il giorno precedente da un editoriale (stiamo sempre parlando di Avvenire) dello storico Agostino Giovagnoli, esponente di quella Comunità di Sant'Egidio il cui pensiero...]]></itunes:summary><itunes:duration>430</itunes:duration><itunes:keywords>cei,conte,coronavirus,governo</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/b1505b5d5a5e540633dd4ca193ef8faf.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>La cina è responsabile del coronavirus e dovrebbe pagare i danni</title><link>https://www.spreaker.com/episode/la-cina-e-responsabile-del-coronavirus-e-dovrebbe-pagare-i-danni--25493178</link><description><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜<a href="http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6086" rel="noopener">http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6086</a><br /><br />LA CINA E' RESPONSABILE DEL CORONAVIRUS E DOVREBBE PAGARNE I DANNI di ANTONIO SOCCI<br />Il 25 marzo al G7 Trump aveva proposto di chiamare il coronavirus "Virus di Wuhan", per sottolinearne l'origine cinese e per stigmatizzare il comportamento di quel regime. Gli altri stati hanno sdegnosamente rifiutato la proposta.<br />A parte la Casa Bianca, nessuno - fra i governanti occidentali e le autorità sanitarie o religiose - ha osato puntare il dito sul regime cinese per le sue gravi responsabilità nell'epidemia che sta sconvolgendo il mondo. Tutti timidi con Pechino o servili e sottomessi. [...]<br />Tuttavia nei giorni scorsi almeno una voce libera si è finalmente alzata per dire la verità su questa pandemia che sta facendo migliaia di morti e sta rovinandoci, distruggendo le nostre economie. <br />È la voce del card. Charles Bo. [...] L'arcivescovo di Yangon, nel Myanmar, in questa dichiarazione pubblicata col titolo "Il regime cinese e la sua colpevolezza morale sul contagio globale" - ricorda anzitutto le migliaia di vittime che il Covid 19 sta facendo nel mondo.<br />Il prelato quindi cita la ricerca dell'Università di Southampton, in Gran Bretagna, secondo la quale, se la Cina fosse stata corretta, cioè se - invece di reprimere chi già aveva scoperto l'epidemia - avesse agito tre settimane prima rispetto a quando agì (il 23 gennaio), il numero di casi totali di Covid 19 si sarebbe potuto ridurre del 95 per cento. Ma anche solo agendo una settimana prima la pandemia sarebbe stata ridotta del 66 per cento.<br />Con questo ritardo - dice il porporato - si è "scatenato un contagio globale che ha ucciso migliaia di persone".<br /><br />LA BOMBA BIOLOGICA DEGLI 11 GIORNI DI WUHAN<br />Anche "Il Sole 24 ore" cita questa ricerca e, in un articolo intitolato "Coronavirus, gli 11 giorni di Wuhan che avrebbero potuto salvarci dalla pandemia", ricostruisce quelle vicende: l'epidemia era già stata scoperta a dicembre e le voci che ne parlavano furono fatte tacere e bisogna arrivare al 9 gennaio per riconoscere la prima vittima ufficiale di coronavirus. Nei giorni successivi, quando il virus già faceva il suo orrendo lavoro, "la Cina sceglie la strada del negazionismo", con "l'intero Paese" che si prepara alle feste del capodanno e le autorità di Wuhan che il 18 gennaio "invitano i cittadini al banchetto di Capodanno, con decine di migliaia di persone... Una bomba biologica a pensarci adesso". Così "Il Sole".<br />Il card. Bo spiega che in tanti paesi poveri come il suo è impossibile "applicare le misure di 'distanziamento sociale' attuate da molti paesi" e non ci sono strutture sanitarie all'altezza.<br />Mentre "rileviamo il danno arrecato a tante vite umane nel mondo intero, dobbiamo chiederci chi è il responsabile? Ovviamente si possono criticare le autorità ovunque" afferma il cardinale, "molti governi sono accusati di non aver preparato i loro paesi quando hanno visto il dilagare del coronavirus a Wuhan. Ma c'è un governo che ha la responsabilità primaria, per quello che ha fatto e per quello che non è riuscito a fare, ed è il regime del Partito comunista cinese di Pechino. Vorrei essere chiaro: è il Partito comunista cinese ad essere responsabile" sottolinea il prelato "non il popolo cinese. I cinesi sono stati le prime vittime di questo virus e sono state a lungo le principali vittime del loro regime repressivo. Ma sono la repressione, le bugie e la corruzione del Partito comunista cinese a essere responsabili".<br /><br />IL REGIME È RESPONSABILE, MENTRE IL POPOLO È LA VITTIMA<br />Il prelato è circostanziato, ricorda che il regime, invece di proteggere il popolo dall'epidemia, "ha messo a tacere" chi per primo ha capito che c'era un nuovo virus "come il dottor Li Wenliang dell'ospedale centrale di Wuhan" che lanciò l'allarme già il 30 dicembre. E pure due giovani giornalisti della città. Poi ricorda altri arresti.<br />Il cardinale ricorda gli altri errori del regime "dopo che la verità era diventata di dominio pubblico" (per esempio "il Centro americano per il controllo e la prevenzione delle malattie è stato ignorato da Pechino per oltre un mese").<br />Le statistiche ufficiali delle vittime - afferma il porporato - "minimizzano" ancora la portata dell'epidemia: "bugie e propaganda hanno messo in pericolo milioni di vite in tutto il mondo". Tutto questo non è casuale. Il card. Bo ricorda "la repressione della libertà di espressione in Cina", la feroce violazione dei diritti umani e la campagna persecutoria contro la religione con "la distruzione di migliaia di chiese".<br />La sua conclusione è netta: "con la sua gestione disumana e irresponsabile del coronavirus, il Partito comunista cinese ha dimostrato ciò che molti pensavano in precedenza: che è una minaccia per il mondo... questo regime è responsabile, attraverso la sua negligenza e repressione criminale, della pandemia che oggi dilaga nelle nostre strade".<br />Quindi "il regime cinese guidato dal potente XI e dal Partito comunista cinese - non dal suo popolo - deve a noi tutte le scuse e il risarcimento per la devastazione che ha causato. Come minimo dovrebbe cancellare i debiti di altri paesi, per coprire il costo di Covid-19".<br />Il cardinale cita, fra l'altro, il giurista James Kraska il quale "nell'ultimo numero di War on Rocks afferma che la Cina è legalmente responsabile di COVID 19" e i danni potrebbero essere quantificati in molti miliardi.<br />Danni del comunismo.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/25493178</guid><pubDate>Tue, 14 Apr 2020 18:35:07 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/25493178/la_cina_respondabile_del_coronavirus_e_dovrebbe_pagare_i_danni.mp3" length="6319123" type="audio/mpeg"/><itunes:author>BastaBugie</itunes:author><itunes:subtitle>TESTO DELL'ARTICOLO ➜http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6086&#13;
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LA CINA E' RESPONSABILE DEL CORONAVIRUS E DOVREBBE PAGARNE I DANNI di ANTONIO SOCCI&#13;
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[...]<br />Tuttavia nei giorni scorsi almeno una voce libera si è finalmente alzata per dire la verità su questa pandemia che sta facendo migliaia di morti e sta rovinandoci, distruggendo le nostre economie. <br />È la voce del card. Charles Bo. [...] L'arcivescovo di Yangon, nel Myanmar, in questa dichiarazione pubblicata col titolo "Il regime cinese e la sua colpevolezza morale sul contagio globale" - ricorda anzitutto le migliaia di vittime che il Covid 19 sta facendo nel mondo.<br />Il prelato quindi cita la ricerca dell'Università di Southampton, in Gran Bretagna, secondo la quale, se la Cina fosse stata corretta, cioè se - invece di reprimere chi già aveva scoperto l'epidemia - avesse agito tre settimane prima rispetto a quando agì (il 23 gennaio), il numero di casi totali di Covid 19 si sarebbe potuto ridurre del 95 per cento. Ma anche solo agendo una settimana prima la pandemia sarebbe stata ridotta del 66 per cento.<br />Con questo ritardo - dice il porporato - si è "scatenato un contagio globale che ha ucciso migliaia di persone".<br /><br />LA BOMBA BIOLOGICA DEGLI 11 GIORNI DI WUHAN<br />Anche "Il Sole 24 ore" cita questa ricerca e, in un articolo intitolato "Coronavirus, gli 11 giorni di Wuhan che avrebbero potuto salvarci dalla pandemia", ricostruisce quelle vicende: l'epidemia era già stata scoperta a dicembre e le voci che ne parlavano furono fatte tacere e bisogna arrivare al 9 gennaio per riconoscere la prima vittima ufficiale di coronavirus. Nei giorni successivi, quando il virus già faceva il suo orrendo lavoro, "la Cina sceglie la strada del negazionismo", con "l'intero Paese" che si prepara alle feste del capodanno e le autorità di Wuhan che il 18 gennaio "invitano i cittadini al banchetto di Capodanno, con decine di migliaia di persone... Una bomba biologica a pensarci adesso". Così "Il Sole".<br />Il card. Bo spiega che in tanti paesi poveri come il suo è impossibile "applicare le misure di 'distanziamento sociale' attuate da molti paesi" e non ci sono strutture sanitarie all'altezza.<br />Mentre "rileviamo il danno arrecato a tante vite umane nel mondo intero, dobbiamo chiederci chi è il responsabile? Ovviamente si possono criticare le autorità ovunque" afferma il cardinale, "molti governi sono accusati di non aver preparato i loro paesi quando hanno visto il dilagare del coronavirus a Wuhan. Ma c'è un governo che ha la responsabilità primaria, per quello che ha fatto e per quello che non è riuscito a fare, ed è il regime del Partito comunista cinese di Pechino. Vorrei essere chiaro: è il Partito comunista cinese ad essere responsabile" sottolinea il prelato "non il popolo cinese. I cinesi sono stati le prime vittime di questo virus e sono state a lungo le principali vittime del loro regime repressivo. Ma sono la repressione, le bugie e la corruzione del Partito comunista cinese a essere responsabili".<br /><br />IL REGIME È RESPONSABILE, MENTRE IL POPOLO È LA VITTIMA<br />Il prelato è circostanziato, ricorda che il regime, invece di proteggere il popolo dall'epidemia, "ha messo a tacere" chi per primo ha capito che c'era un nuovo virus "come il dottor Li Wenliang dell'ospedale centrale di Wuhan" che lanciò l'allarme già il 30 dicembre. E pure due giovani...]]></itunes:summary><itunes:duration>395</itunes:duration><itunes:keywords>cina,coronavirus,negligenza,responsabilità</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/1e5ca53df957fc41b53f7599cef00a75.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Post Coronavirus: Sanità tutta pubblica? Lo stato è il problema, non la soluzione</title><link>https://www.spreaker.com/episode/post-coronavirus-sanita-tutta-pubblica-lo-stato-e-il-problema-non-la-soluzione--25493372</link><description><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜<a href="http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6087" rel="noopener">http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6087</a><br /><br />POST CORONAVIRUS: SANITA' TUTTA PUBBLICA? LO STATO E' IL PROBLEMA, NON LA SOLUZIONE di STEFANO FONTANA<br />In occasione della presente epidemia da coronavirus si levano alcune voci per chiedere che la sanità torni totalmente in mano allo Stato. Mi sembra che le motivazioni principali, legate alla contingenza in corso, siano le seguenti: le regioni non sono esenti da abusi ed errori, c'è una esigenza di uguaglianza su tutto il territorio nazionale, quando sorgono delle emergenze occorre coordinare le risposte e solo lo Stato lo può fare.<br />A mio parere, sia il buon senso sia i principi della Dottrina sociale della Chiesa non supportano questa proposta. Anzi, chiedono di rivedere la sanità in modo veramente sussidiario.<br /><br />1) IL BUON SENSO<br />Cominciamo dal buon senso e consideriamo l'atteggiamento del governo in questo periodo. Fughe di notizie allarmanti prima degli annunci ufficiali, stanziamento di fondi ai comuni che altro non sono che anticipazioni, difficoltà a mettere in sicurezza gli operatori sanitari, cinque versioni diverse di autocertificazione per gli spostamenti, inconsistenza dell'azione di governo sul versante dell'Unione europea, lo sportello dell'INPS che non funzione, la modulistica INPS che non è stata rinnovata rispetto a quella esistente con difficoltà enorme per chiedere le provvidenze previste, i tribunali che non rispondono anche se, pur bloccate le attività esterne, il personale dovrebbe esserci e lavorare, incertezze e incompetenze ai massimi livelli nella gestione della scuola, inadeguatezza della protezione civile a questo tipo di minaccia, messaggi contrastanti tra le fonti pubbliche di informazione, sospensione delle garanzie costituzionali, tentativi di sfruttare la situazione per pubblicità politica ... e l'elenco potrebbe continuare. Senza contare i tagli al reparto sanità dei governi degli ultimi dieci anni.<br />Il buon senso vede che le principali risorse contro l'epidemia sono venute in sede locale e dalla spontanea mobilitazione delle forze sociali. Medici e infermieri che operano a proprio rischio, famiglie che si sono assunte molti oneri nelle difficoltà, sinergia tra pubblico e privato, contributi economici facoltosi, discreta operatività dei comuni. Quando si va sul piccolo, sul gestibile, sul partecipabile... allora si vedono risposte concrete, quando ci si allontana e ci si colloca al centro, ossia a distanza, si riscontra la confusione. E pensare che la presidenza del Consiglio ha oltre tremila dipendenti e che in questo periodo è stato nominato un Commissario straordinario e uno stuolo di consiglieri ma la burocrazie e l'incrostazione dei percorsi hanno ancora la meglio. Gli aiuti tardano a venire, non si sa ancora come finanziarli, l'accesso agli stessi è complicato, si parla di una cassa integrazione europea che nessuno sa cosa sia. Con ciò non si vuole difendere il sistema attuale della sanità regionale che, come testimoniano i conti drammaticamente in rosso di alcune regioni, non sempre dà buon esempio. Ma il ritorno al centralismo no.<br /><br />2) LA DOTTRINA SOCIALE DELLA CHIESA<br />La Dottrina sociale della Chiesa è per una risposta al problema della sanità coordinata ma articolata, come ad ogni altro problema sociale. Coordinata rispetto al bene comune, articolata perché la giustizia consiste nel dare a ciascuno il suo, sia in termini di benefici ottenuti sia in termini di possibilità di operare e partecipare. Il bene comune è articolato a diversi livelli e non si dà solo al livello statale. Ciò esige che anche gli attori e le regole si collochino a diversi livelli di assunzione di responsabilità morale prima che civica. Lo Stato centralista è deresponsabilizzante. Anche una regione lo può diventare, ma se l'articolazione sussidiaria viene impostata bene e se la responsabilità è distribuita le cose vanno meglio.  <br />Possiamo tornare ora alle tre motivazioni principali di chi vorrebbe restituire la sanità completamente allo Stato.  La prima era: le regioni non sono esenti da abusi ed errori: è vero, ma questo avviene quando esse copiano il centralismo statale e lo ripropongono sul territorio. La soluzione allora non è di tornare al centralismo statale ma di articolare ulteriormente le competenze sul territorio. La seconda era: c'è una esigenza di uguaglianza su tutto il territorio nazionale: ma l'uguaglianza non è la giustizia. Certamente la dignità delle persone è uguale e esiste qualcosa di dovuto all'uomo in quanto uomo come dice la Centesimus annus, ma la giustizia, che pure tiene conto di questo, consiste nel dare a ciascuno il suo, contrariamente all'egualitarismo, il che chiama in causa la responsabilità e la responsabilità non è uguale in tutti. La terza dice: quando sorgono delle emergenze occorre coordinare le risposte. Ma il coordinamento delle risposte è una cosa e la loro esecuzione responsabile è un'altra. Magari ci fosse chi coordina e chi fa, spesso purtroppo chi coordina anche fa. Pensare di accentrare il coordinamento e anche l'esecuzione non è cosa buona.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/25493372</guid><pubDate>Tue, 14 Apr 2020 18:25:19 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/25493372/post_coronavirus_sanit_tutta_pubblica_lo_stato_il_problema_non_la_soluzione.mp3" length="6661014" type="audio/mpeg"/><itunes:author>BastaBugie</itunes:author><itunes:subtitle>TESTO DELL'ARTICOLO ➜http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6087&#13;
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POST CORONAVIRUS: SANITA' TUTTA PUBBLICA? LO STATO E' IL PROBLEMA, NON LA SOLUZIONE di STEFANO FONTANA&#13;
In occasione della presente epidemia da coronavirus si levano alcune voci...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜<a href="http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6087" rel="noopener">http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6087</a><br /><br />POST CORONAVIRUS: SANITA' TUTTA PUBBLICA? LO STATO E' IL PROBLEMA, NON LA SOLUZIONE di STEFANO FONTANA<br />In occasione della presente epidemia da coronavirus si levano alcune voci per chiedere che la sanità torni totalmente in mano allo Stato. Mi sembra che le motivazioni principali, legate alla contingenza in corso, siano le seguenti: le regioni non sono esenti da abusi ed errori, c'è una esigenza di uguaglianza su tutto il territorio nazionale, quando sorgono delle emergenze occorre coordinare le risposte e solo lo Stato lo può fare.<br />A mio parere, sia il buon senso sia i principi della Dottrina sociale della Chiesa non supportano questa proposta. Anzi, chiedono di rivedere la sanità in modo veramente sussidiario.<br /><br />1) IL BUON SENSO<br />Cominciamo dal buon senso e consideriamo l'atteggiamento del governo in questo periodo. Fughe di notizie allarmanti prima degli annunci ufficiali, stanziamento di fondi ai comuni che altro non sono che anticipazioni, difficoltà a mettere in sicurezza gli operatori sanitari, cinque versioni diverse di autocertificazione per gli spostamenti, inconsistenza dell'azione di governo sul versante dell'Unione europea, lo sportello dell'INPS che non funzione, la modulistica INPS che non è stata rinnovata rispetto a quella esistente con difficoltà enorme per chiedere le provvidenze previste, i tribunali che non rispondono anche se, pur bloccate le attività esterne, il personale dovrebbe esserci e lavorare, incertezze e incompetenze ai massimi livelli nella gestione della scuola, inadeguatezza della protezione civile a questo tipo di minaccia, messaggi contrastanti tra le fonti pubbliche di informazione, sospensione delle garanzie costituzionali, tentativi di sfruttare la situazione per pubblicità politica ... e l'elenco potrebbe continuare. Senza contare i tagli al reparto sanità dei governi degli ultimi dieci anni.<br />Il buon senso vede che le principali risorse contro l'epidemia sono venute in sede locale e dalla spontanea mobilitazione delle forze sociali. Medici e infermieri che operano a proprio rischio, famiglie che si sono assunte molti oneri nelle difficoltà, sinergia tra pubblico e privato, contributi economici facoltosi, discreta operatività dei comuni. Quando si va sul piccolo, sul gestibile, sul partecipabile... allora si vedono risposte concrete, quando ci si allontana e ci si colloca al centro, ossia a distanza, si riscontra la confusione. E pensare che la presidenza del Consiglio ha oltre tremila dipendenti e che in questo periodo è stato nominato un Commissario straordinario e uno stuolo di consiglieri ma la burocrazie e l'incrostazione dei percorsi hanno ancora la meglio. Gli aiuti tardano a venire, non si sa ancora come finanziarli, l'accesso agli stessi è complicato, si parla di una cassa integrazione europea che nessuno sa cosa sia. Con ciò non si vuole difendere il sistema attuale della sanità regionale che, come testimoniano i conti drammaticamente in rosso di alcune regioni, non sempre dà buon esempio. Ma il ritorno al centralismo no.<br /><br />2) LA DOTTRINA SOCIALE DELLA CHIESA<br />La Dottrina sociale della Chiesa è per una risposta al problema della sanità coordinata ma articolata, come ad ogni altro problema sociale. Coordinata rispetto al bene comune, articolata perché la giustizia consiste nel dare a ciascuno il suo, sia in termini di benefici ottenuti sia in termini di possibilità di operare e partecipare. Il bene comune è articolato a diversi livelli e non si dà solo al livello statale. Ciò esige che anche gli attori e le regole si collochino a diversi livelli di assunzione di responsabilità morale prima che civica. 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Dobbiamo prepararci a qualsiasi evenienza e dunque riaprire la questione delle funzioni religiose sospese. Non possiamo pensare di stare senza messa fino all'estate o addirittura fino all'autunno, esattamente come non stiamo pensando di stare senza spesa, benché il supermercato sia un posto ben più insidioso delle chiese vuote.<br />Ma la questione dobbiamo sollevarla noi credenti: è evidente che il tema della fede non è più di rilevanza pubblica. Lo Stato ci riconosce solo formalmente, ma nella realtà - se le cose rimangono così - possiamo dire che lo spirito del Concordato è finito ed è stato tradito ampiamente, se si vietano le messe e non si riconosce la frequenza dei sacramenti come una necessità primaria, come il cibo, l'informazione (edicole aperte), il fumo (tabaccai idem). So bene che il Concordato non può essere denunciato da un gruppo di fedeli, seppur nutrito, e che la cosa porrebbe moltissimi problemi giuridici, nonché la questione dell'8 per mille; lo so, ma non è l'aspetto giuridico che mi interessa, bensì la missione profetica che la Chiesa deve continuare ad avere. In un momento in cui tutti parlano continuamente e solo di virus e contagi e mascherine e antivirali e numeri e precauzioni, la Chiesa deve aiutarci a guardare più in alto, a leggere questo che stiamo vivendo come un richiamo e una grazia, il promemoria del totalmente Altro che reclama a sé i nostri cuori impauriti. Ma se la Chiesa chiude e si ritira, se prende le stesse precauzioni di un'associazione qualunque, come può aiutare chi ha paura a trovare un senso di eternità a quello che succede?<br /><br />VOGLIAMO LA MESSA PERCHÉ NE ABBIAMO BISOGNO<br />Allora noi, esigua minoranza che riteniamo la partecipazione ai sacramenti essenziale almeno quanto l'accesso ai supermercati, dovremmo affermare, insieme ai tantissimi sacerdoti (praticamente tutti quelli che conosco) che non è minimamente pensabile che il popolo dei cattolici sia lasciato totalmente senza messa fino all'estate (veramente da qualche parte leggo che non è neppure scontato che l'estate spazzerà via tutto), mentre le altre necessità evidentemente inferiori continuano a essere soddisfatte.<br />Io non voglio davvero giudicare nessuno, né il Governo, né i pastori, che nell'emergenza hanno ritenuto opportuno correre i minori rischi possibili. All'inizio non si capivano bene le dimensioni del problema, i tempi, le misure da prendere. Comprendo chi spinto dall'emergenza e dalla necessità ha scelto di obbedire alla decisione della sospensione delle messe, non solo senza protestare, ma addirittura aggiungendo talora la chiusura dei luoghi di culto, che in tante parti di Italia continuano a essere inaccessibili.<br />Però adesso dobbiamo prendere le misure con questa situazione. Si è trovato il modo di regolamentare tutto, si trovi un modo anche per le messe. Ma dobbiamo essere noi cattolici, e prima di tutto i nostri pastori, a pretenderlo, non aspettare che sia il Governo a concederlo. I pastori devono pretenderlo, e risponderne davanti a Dio, quindi avendo cura della salute fisica dei fedeli, che saranno certo pronti a prendere almeno le stesse precauzioni che seguono disciplinatamente per andare a fare la spesa. <br />E' chiaro che al fondo di tutto c'è una questione di fede, che è ormai compresa da pochissimi. Di sicuro non dalle istituzioni, che riconoscono alla Chiesa solo il diritto di continuare a fare carità per il corpo, come è giusto che sia. Anzi, le attività sono aumentate. Ci sono mense aperte, con maggiori distanziamenti, ci sono distribuzioni di cibo e vestiti. Anche quelli sono a rischio assembramento. L'unico motivo per cui non si riconosce la stessa rilevanza alla messa risiede nel fatto che le nostre autorità, evidentemente, non riconoscono la nostra fede: pensano che per dare un panino ci si può organizzare con guanti e mascherine e distanze, ma per dare il corpo di Cristo non vale la pena sbattersi troppo. <br />Che la autorità civili la pensino così non mi sconvolge, è evidente da ogni singola legge. Ma noi che sappiamo che la fede è un incontro con una persona dobbiamo annunciarlo, anche chiedendo che questo incontro ci venga consentito, come ci è permesso andare a comprare il pane. I nostri pastori lo pretendano!<br /><br />LA SCIENZA CONCORDA CON LA FEDE<br />Premetto che ho parlato con diversi medici cattolici in primissima linea sul fronte del Covid. Quelli delle città più colpite. Non solo sono d'accordo sul fatto che sia assolutamente possibile trovare un modo per far riprendere le messe aperte al popolo, ma anzi sono forse quelli che ne hanno più bisogno. Combattono in modo estenuante dalla mattina alla sera, guardano in faccia la morte tutti i giorni, come si può lasciarli senza eucaristia?<br />Si trovino soluzioni. Ce ne sono infinite: a prenotazione, con il numerino (se sei fuori un giorno almeno ti prenoti per il successivo), con delle liste, dei turni, messe più brevi e senza omelia, più frequenti, all'aperto. Si mettano nastri sulle panche per indicare i posti. La vorrei vedere, tra l'altro, la gente che si contende il privilegio, sarebbe proprio una bella sorpresa. (A parte alla messa delle palme che essendo quella col gadget in regalo è la più affollata dell'anno).<br />Le occasioni di contagio sono molte di meno che al supermercato, perché non devi toccare niente, non ti porti a casa niente, non metti nei pensili roba con il cartone o la plastica su cui forse ha tossito qualcuno con il virus. Il sacerdote può indossare la mascherina nell'unico momento in cui ci si avvicina - sempre a più di un metro - a lui. Si può pulire le mani con l'amuchina prima della comunione. <br />Insomma, non si può trattare la messa come il cinema o il teatro. Non è uno spettacolo a cui puoi assistere anche fra sei mesi, è il centro della vita del cristiano, e la fretta che c'è stata nel sospenderla può essere comprensibile solo nel momento della paura e della concitazione, mentre è imperdonabile adesso che si deve imparare a convivere col virus. Non si può trattenere il fiato a oltranza e la messa per noi è il respiro.<br />I medici potrebbero dare indicazioni: magari vieterebbero l'accesso agli over 65 (e già nella mia parrocchia certi giorni rimarremmo in tre, se va bene), agli immunodepressi, a chi vive con qualche categoria a rischio. Poi però coerentemente bisognerebbe impedire anche l'accesso ai supermercati agli over 65, organizzare la consegna a casa obbligatoria, perché è inutile che mi vieti la messa alla vecchina che poi va tra le corsie dello scatolame ben più strette delle nostre chiese da 800 posti sempre vuote.<br /><br />LA CHIESA DEVE ANNUNCIARE LA SALVEZZA OFFERTA DA CRISTO<br />Adesso tutti hanno capito bene le regole, e se è vero che le forze dell'ordine dicono che un 3% delle persone che fermano non sono in regola, significa che il 97% del nostro popolo allergico alle regole questa volta le sta rispettando. Mi aspetto che tra i frequentatori delle chiese la percentuale salga ulteriormente, ma comunque anche un 3% sarebbe gestibile: in ogni parrocchia ci sono dei laici che potrebbero collaborare con una sorta di servizio di sicurezza. <br />La Chiesa così annuncerebbe in modo visibile e chiaro che la vera guarigione è quella che Cristo è venuto a portarci, la guarigione dal peccato originale grazie al suo sacrificio, quello che si consuma durante ogni messa, che ci fa diventare suoi contemporanei. È un incontro insostituibile e irrinunciabile: che non lo sappiano al Viminale ci sta, che lo dimentichiamo noi, no.<br />Vi prego, astenetevi dal farmi la predica sull'obbedienza (non mi pare un valore spirituale l'obbedienza alle leggi civili, alla quale siamo tutti tenuti, ma è tutto un altro piano, quello) e anche sul fatto che Dio parla lo stesso, nelle nostre case, mentre serviamo e amiamo i familiari (se vado a messa ho comunque altre 23 ore e trenta per stare nella mia realtà), nelle nostre preghiere solitarie. Lo so che Dio parla e agisce, e sono certa che sta facendo miracoli nelle vite di ciascuno, so che si serve anche di questa strana storia. Ma pensare che le preghiere da soli possano sostituire l'azione liturgica è una sorta di devozionismo, contrario e opposto, quindi complementare all'idea tutta sociale di una Chiesa che siccome dà i pacchi viveri sta facendo tutto quello che deve. È lo stesso problema: pensare che non abbiamo bisogno di Dio e della Chiesa per essere guariti dal peccato originale, pensare che possiamo essere buoni da soli. <br />Proprio in questo momento in cui la morte, la grande rimossa, è al centro della scena pubblica, è il momento di annunciare che solo uno ha il potere sulla morte, solo lui ci parla di vita, e per sempre. Ma ne ha il potere grazie al suo sacrificio, che ci ha detto di "fare in memoria di lui". Ora che molti sono terrorizzati parliamo dell'unico che può dirci "non temete". Ora che pregano anche gli insospettabili, permettiamo loro di ascoltare parole buone in chiesa. [...]]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/24926990</guid><pubDate>Tue, 07 Apr 2020 18:40:10 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/24926990/coronavirus_ora_basta_rivogliamo_le_messe.mp3" length="9627688" type="audio/mpeg"/><itunes:author>BastaBugie</itunes:author><itunes:subtitle>TESTO DELL'ARTICOLO ➜http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6078&#13;
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CORONAVIRUS: ORA BASTA, RIVOGLIAMO LE MESSE!!! di COSTANZA MIRIANO&#13;
Visto che nessuno può fare previsioni sul futuro, ma che da nessuna parte si vocifera certo di una imminente...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜<a href="http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6078" rel="noopener">http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6078</a><br /><br />CORONAVIRUS: ORA BASTA, RIVOGLIAMO LE MESSE!!! di COSTANZA MIRIANO<br />Visto che nessuno può fare previsioni sul futuro, ma che da nessuna parte si vocifera certo di una imminente riapertura totale, bisogna cominciare a ragionare su come convivere con questa situazione per un tempo abbastanza lungo. Dobbiamo prepararci a qualsiasi evenienza e dunque riaprire la questione delle funzioni religiose sospese. Non possiamo pensare di stare senza messa fino all'estate o addirittura fino all'autunno, esattamente come non stiamo pensando di stare senza spesa, benché il supermercato sia un posto ben più insidioso delle chiese vuote.<br />Ma la questione dobbiamo sollevarla noi credenti: è evidente che il tema della fede non è più di rilevanza pubblica. Lo Stato ci riconosce solo formalmente, ma nella realtà - se le cose rimangono così - possiamo dire che lo spirito del Concordato è finito ed è stato tradito ampiamente, se si vietano le messe e non si riconosce la frequenza dei sacramenti come una necessità primaria, come il cibo, l'informazione (edicole aperte), il fumo (tabaccai idem). So bene che il Concordato non può essere denunciato da un gruppo di fedeli, seppur nutrito, e che la cosa porrebbe moltissimi problemi giuridici, nonché la questione dell'8 per mille; lo so, ma non è l'aspetto giuridico che mi interessa, bensì la missione profetica che la Chiesa deve continuare ad avere. In un momento in cui tutti parlano continuamente e solo di virus e contagi e mascherine e antivirali e numeri e precauzioni, la Chiesa deve aiutarci a guardare più in alto, a leggere questo che stiamo vivendo come un richiamo e una grazia, il promemoria del totalmente Altro che reclama a sé i nostri cuori impauriti. Ma se la Chiesa chiude e si ritira, se prende le stesse precauzioni di un'associazione qualunque, come può aiutare chi ha paura a trovare un senso di eternità a quello che succede?<br /><br />VOGLIAMO LA MESSA PERCHÉ NE ABBIAMO BISOGNO<br />Allora noi, esigua minoranza che riteniamo la partecipazione ai sacramenti essenziale almeno quanto l'accesso ai supermercati, dovremmo affermare, insieme ai tantissimi sacerdoti (praticamente tutti quelli che conosco) che non è minimamente pensabile che il popolo dei cattolici sia lasciato totalmente senza messa fino all'estate (veramente da qualche parte leggo che non è neppure scontato che l'estate spazzerà via tutto), mentre le altre necessità evidentemente inferiori continuano a essere soddisfatte.<br />Io non voglio davvero giudicare nessuno, né il Governo, né i pastori, che nell'emergenza hanno ritenuto opportuno correre i minori rischi possibili. All'inizio non si capivano bene le dimensioni del problema, i tempi, le misure da prendere. Comprendo chi spinto dall'emergenza e dalla necessità ha scelto di obbedire alla decisione della sospensione delle messe, non solo senza protestare, ma addirittura aggiungendo talora la chiusura dei luoghi di culto, che in tante parti di Italia continuano a essere inaccessibili.<br />Però adesso dobbiamo prendere le misure con questa situazione. Si è trovato il modo di regolamentare tutto, si trovi un modo anche per le messe. Ma dobbiamo essere noi cattolici, e prima di tutto i nostri pastori, a pretenderlo, non aspettare che sia il Governo a concederlo. I pastori devono pretenderlo, e risponderne davanti a Dio, quindi avendo cura della salute fisica dei fedeli, che saranno certo pronti a prendere almeno le stesse precauzioni che seguono disciplinatamente per andare a fare la spesa. <br />E' chiaro che al fondo di tutto c'è una questione di fede, che è ormai compresa da pochissimi. Di sicuro non dalle istituzioni, che riconoscono alla Chiesa solo il diritto di continuare a fare carità per il corpo, come è giusto che sia. Anzi, le attività sono aumentate. 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Perché oggi, padrona incontrastata della scena pubblica e dei sentimenti privati, è la paura della pandemia, del contagio, di questo nemico invisibile e feroce che si può nascondere dovunque e d'improvviso può assalirti e condannarti in poche ore a una morte atroce, solo come un cane.<br />Una paura di tutto un popolo (e di quasi tutto il mondo) come mai si era vista serpeggiare fra la gente. Ma, attenzione, c'è un'operazione politica in corso in Italia che fa leva proprio su questa ansia collettiva.<br />La tentazione del potere di usare la paura c'è sempre stata, come spiegava anni fa Zygmunt Bauman: "Di sicuro la costante sensazione di allerta incide sull'idea di cittadinanza nonché sui compiti ad essa legati che finiscono per essere liquidati o rimodellati. La paura è una risorsa molto invitante per sostituire la demagogia all'argomentazione e la politica autoritaria alla democrazia. E i richiami sempre più insistiti alla necessità di uno stato di eccezione vanno in questa direzione".<br />Queste parole di Bauman fanno pensare all'Italia oggi alle prese con l'epidemia da coronavirus.<br /><br />ADDIO POPOLO SOVRANO<br />Ieri un insigne giurista, Claudio Zucchelli (fino a pochi mesi fa Presidente della Sezione Normativa del Consiglio di Stato), in un suo intervento, giudicava "molto dubbia" la "costituzionalità" dei Dpcm e del  le ordinanze emanate a causa del Covid19, "avendo essi limitato diritti fondamentali costituzionali".<br />Infatti si può incidere su quei diritti "in caso di emergenza... purché le limitazioni scaturiscano dal rispetto delle forme cioè della sovranità popolare" che si esprime nel Parlamento.<br />È vero che - dopo molte critiche in questo senso - "il governo ha presentato al Parlamento un decreto legge (n. 19 del 2020) con il quale ha creduto di aggiustare la situazione. In realtà" spiega Zucchelli "nulla è cambiato, perché il Dl enumera e descrive tutte le misure restrittive già contenute nei precedenti Dpcm, ma non le adotta, delegandole al Presidente. È questi che decide sulla esistenza o no dello stato di eccezione, non il Parlamento. Ma chi ha il potere di decidere lo stato di eccezione e sospendere il diritto, possiede la sovranità, e dunque la sovranità si sposta dal popolo al Presidente".<br />Zucchelli spiega: "Questa è la violazione avvenuta in questa contingenza perché sono stati accentrati nelle mani del governo il potere normativo e quello esecutivo. Situazione dalla quale metteva in guardia Montesquieu. Il drammatico dubbio è quindi che con il pretesto della emergenza, si tenti di cambiare il volto stesso della democrazia occidentale, andando verso una democrazia autoritaria, ossimoro che cela una nuova forma di Stato autoritario".<br />Proprio per la paura dilagante in queste settimane tutto un popolo ha accettato senza la minima obiezione qualcosa che sarebbe stato impensabile fino a pochi giorni fa: la forte limitazione della nostra libertà personale, la rinuncia ai nostri legami sociali e addirittura la prospettiva prossima del baratro economico.<br />Il paese vive questa generale condizione di paralisi come ipnotizzato. Senza ancora rendersi conto precisamente di cosa sta accadendo.<br /><br />LA TATTICA DI CONTE<br />Ma perché Conte ha deciso quella forzatura? La via naturale sarebbe stato un serio dibattito parlamentare con il coinvolgimento di tutte le forze politiche nel governo per avere l'unità del Paese e renderlo più forte in questa battaglia terribile.<br />Ma questo avrebbe significato rimettere in gioco il centrodestra (che è maggioranza nel paese) e Salvini (che Conte detesta) e probabilmente avrebbe portato pure all'accantonamento di Conte.<br />Perciò l'attuale premier - che sta a Palazzo Chigi senza legittimazione popolare - con i suoi strateghi ha scelto la via opposta, intravedendo in questa emergenza nazionale la grande occasione per darsi un'immagine da leader.<br />Ha dunque varato una sorprendente operazione politica. Si è preso un ruolo esorbitante invadendo tv e altri media e diventando l'unico attore sulla scena, non avendo voluto neanche nominare un Bertolaso per l'emergenza (pure il consiglio dei ministri è evaporato). È diventato un uomo solo al comando e si è proposto come il Grande Rassicuratore della gente impaurita dall'epidemia.<br />Gli errori fatti da lui e dal suo governo da fine gennaio, quando è scattato l'allarme, nella gestione dell'emergenza, sono davvero grandi (da quelli sulla Lombardia, alle preziose settimane di febbraio perse senza far nulla, dalla mancanza di attrezzature di protezione, perfino negli ospedali, fino alla carenza di cure a domicilio per i positivi).<br />Ma paradossalmente e inspiegabilmente tutto questo non sembra suscitare (ancora) indignazione. Perché fra la gente la ragione critica è oggi totalmente soffocata dalla paura. Infatti - nonostante questi errori - nei sondaggi pare che il consenso attorno a Conte e questo governo - al momento - sia cresciuto.<br />Perché? E perché l'opposizione - che ha cercato di dare il suo contributo critico evidenziando gli errori del governo, viene - a quanto - pare penalizzata?<br />Lo ha spiegato bene Marco Gervasoni nel suo pamphlet, "Coronavirus: fine della globalizzazione" (con Corrado Ocone): "Quando c'è la paura - e l'epidemia è uno dei fattori che più la scatena - l'essere umano è pronto a rinunciare a tutto, pur di salvare la vita. Quando l'uomo ha paura ha bisogno sì di un capo. Ma di un capo che lo rassicuri, non che crei ulteriore paura o ansia... quando l'uomo ha paura di morire si affida a chi può dargli maggiore certezze. Per questo inevitabilmente, sul breve periodo (che però non sappiamo quanto potrà essere lungo) la crisi mondiale favorirà chi al potere già ci sta".<br />Il bisogno collettivo di rassicurazione si vede bene nel successo del più sciocco slogan del secolo: "andrà tutto bene". Si contano i morti a migliaia ogni giorno, ma la gente ha bisogno di qualcuno che - come ai bambini - ripeta: non preoccuparti, andrà tutto bene. Contro ogni evidenza, perché questo non è il momento della razionalità.<br />Conte si è inserito in questa ondata di paura, per rispondere a tale bisogno di rassicurazione, come unica autorità in campo [...] e lo ha fatto ostentando appunto paterna protezione. Così è cresciuto in popolarità.<br />Il suo progetto politico punta al Quirinale.<br /><br />DIRETTORIO<br />Ma è difficile che un governicchio così debole e minoritario possa superare l'enorme scoglio rappresentato dal crollo della nostra economia(a fine aprile arriveranno i primi dati e saranno terrificanti).<br />Di fronte a quella situazione drammatica s'imporrebbe la necessità di un governo di unità nazionale, che fosse largamente maggioritario in parlamento e nel Paese, ma sicuramente si accamperanno le solite scuse: "non si può fare una crisi di governo in questa situazione di emergenza e tanto meno si possono fare le elezioni".<br />Allora potrebbe saltar fuori dal cilindro l'idea di un direttorio di illuminati che affiancherebbero il premier per "salvare" il Paese dal tracollo totale.<br />Nei giorni scorsi una falsa notizia attribuita all'Ansa (che ha subito fatto denuncia), parlava di colloqui fra le alte istituzioni su una "task force per la ricostruzione" e si facevano i soliti nomi di Draghi, di Cassese e di Amato.<br />"Notizia falsa, ma in fondo verosimile", ha commentato Lettera43. Chi l'ha fabbricata potrebbe aver orecchiato idee che circolano nell'aria. Qualcuno sospetta che alcuni di quei nomi siano stati fatti per essere "bruciati".<br />Se si percorresse quella via sarebbe una sorta di commissariamento della Repubblica che forse passerebbe in modo indolore fra la gente attanagliata dalla paura e - anche - dal dramma economico. La paura e l'emergenza permettono tante cose.<br />In fondo le prove generali sono appena state fatte in questi giorni. Il rischio, come scrive Zucchelli, è che "con il pretesto della emergenza, si tenti di cambiare il volto stesso della democrazia occidentale, andando verso una democrazia autoritaria".]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/24927161</guid><pubDate>Tue, 07 Apr 2020 18:35:07 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/24927161/la_paura_da_coronavirus_sara_usata_per_la_svolta_totalitaria.mp3" length="9351417" type="audio/mpeg"/><itunes:author>BastaBugie</itunes:author><itunes:subtitle>TESTO DELL'ARTICOLO ➜http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6077&#13;
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LA PAURA DA CORONAVIRUS SARA' USATA PER LA SVOLTA TOTALITARIA di ANTONIO SOCCI&#13;
Il problema è l'uso politico della paura. Perché oggi, padrona incontrastata della scena pubblica...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜<a href="http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6077" rel="noopener">http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6077</a><br /><br />LA PAURA DA CORONAVIRUS SARA' USATA PER LA SVOLTA TOTALITARIA di ANTONIO SOCCI<br />Il problema è l'uso politico della paura. Perché oggi, padrona incontrastata della scena pubblica e dei sentimenti privati, è la paura della pandemia, del contagio, di questo nemico invisibile e feroce che si può nascondere dovunque e d'improvviso può assalirti e condannarti in poche ore a una morte atroce, solo come un cane.<br />Una paura di tutto un popolo (e di quasi tutto il mondo) come mai si era vista serpeggiare fra la gente. Ma, attenzione, c'è un'operazione politica in corso in Italia che fa leva proprio su questa ansia collettiva.<br />La tentazione del potere di usare la paura c'è sempre stata, come spiegava anni fa Zygmunt Bauman: "Di sicuro la costante sensazione di allerta incide sull'idea di cittadinanza nonché sui compiti ad essa legati che finiscono per essere liquidati o rimodellati. La paura è una risorsa molto invitante per sostituire la demagogia all'argomentazione e la politica autoritaria alla democrazia. E i richiami sempre più insistiti alla necessità di uno stato di eccezione vanno in questa direzione".<br />Queste parole di Bauman fanno pensare all'Italia oggi alle prese con l'epidemia da coronavirus.<br /><br />ADDIO POPOLO SOVRANO<br />Ieri un insigne giurista, Claudio Zucchelli (fino a pochi mesi fa Presidente della Sezione Normativa del Consiglio di Stato), in un suo intervento, giudicava "molto dubbia" la "costituzionalità" dei Dpcm e del  le ordinanze emanate a causa del Covid19, "avendo essi limitato diritti fondamentali costituzionali".<br />Infatti si può incidere su quei diritti "in caso di emergenza... purché le limitazioni scaturiscano dal rispetto delle forme cioè della sovranità popolare" che si esprime nel Parlamento.<br />È vero che - dopo molte critiche in questo senso - "il governo ha presentato al Parlamento un decreto legge (n. 19 del 2020) con il quale ha creduto di aggiustare la situazione. In realtà" spiega Zucchelli "nulla è cambiato, perché il Dl enumera e descrive tutte le misure restrittive già contenute nei precedenti Dpcm, ma non le adotta, delegandole al Presidente. È questi che decide sulla esistenza o no dello stato di eccezione, non il Parlamento. Ma chi ha il potere di decidere lo stato di eccezione e sospendere il diritto, possiede la sovranità, e dunque la sovranità si sposta dal popolo al Presidente".<br />Zucchelli spiega: "Questa è la violazione avvenuta in questa contingenza perché sono stati accentrati nelle mani del governo il potere normativo e quello esecutivo. Situazione dalla quale metteva in guardia Montesquieu. Il drammatico dubbio è quindi che con il pretesto della emergenza, si tenti di cambiare il volto stesso della democrazia occidentale, andando verso una democrazia autoritaria, ossimoro che cela una nuova forma di Stato autoritario".<br />Proprio per la paura dilagante in queste settimane tutto un popolo ha accettato senza la minima obiezione qualcosa che sarebbe stato impensabile fino a pochi giorni fa: la forte limitazione della nostra libertà personale, la rinuncia ai nostri legami sociali e addirittura la prospettiva prossima del baratro economico.<br />Il paese vive questa generale condizione di paralisi come ipnotizzato. Senza ancora rendersi conto precisamente di cosa sta accadendo.<br /><br />LA TATTICA DI CONTE<br />Ma perché Conte ha deciso quella forzatura? La via naturale sarebbe stato un serio dibattito parlamentare con il coinvolgimento di tutte le forze politiche nel governo per avere l'unità del Paese e renderlo più forte in questa battaglia terribile.<br />Ma questo avrebbe significato rimettere in gioco il centrodestra (che è maggioranza nel paese) e Salvini (che Conte detesta) e probabilmente avrebbe portato pure all'accantonamento di Conte.<br />Perciò l'attuale premier - che sta a...]]></itunes:summary><itunes:duration>585</itunes:duration><itunes:keywords>coronavirus,emergenza,paura,totalitarismo</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/b1505b5d5a5e540633dd4ca193ef8faf.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Coronavirus e modello cinese: la tecnologia permette il controllo totale di ogni cittadino</title><link>https://www.spreaker.com/episode/coronavirus-e-modello-cinese-la-tecnologia-permette-il-controllo-totale-di-ogni-cittadino--24927770</link><description><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜<a href="http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6079" rel="noopener">http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6079</a><br /><br />CORONAVIRUS E MODELLO CINESE: LA TECNOLOGIA PERMETTE IL CONTROLLO TOTALE DI OGNI SINGOLO CITTADINO di LEONE GROTTI<br />Un'occasione così il regime cinese non poteva lasciarsela scappare e infatti l'ha colta al volo. Grazie all'epidemia di coronavirus, con la scusa di combattere un'ondata di ritorno dei contagi, il governo ha imposto un nuovo e ulteriore strumento per la sorveglianza di massa della popolazione. Grazie alla tecnologia, agli smartphone e alle app ora in Cina la repressione potrà diventare addirittura preventiva.<br /><br />IL CODICE SANITARIO TRAMITE WECHAT E ALIPAY<br />Il "sistema Qr code sanitario" è stato sperimentato a partire dall'11 febbraio nella città di Hangzhou, esteso inizialmente a tre province (Zhejiang, Sichuan e Hainan più la municipalità da 180 milioni di abitanti di Chongqing) e ora a tutto il paese. Il sistema è molto semplice e funziona attraverso le due app più popolari di tutta la Cina: WeChat e Alipay. La prima è l'equivalente di Whatsapp creata del gigante Tencent, ma molto più avanzata e con decine di funzionalità; la seconda è stata sviluppata da Alibaba, la compagnia di e-commerce più grande al mondo, e permette di pagare qualsiasi cosa in Cina.<br />Entrambe le app forniscono un codice sanitario: verde, giallo o rosso. Il primo stabilisce che sei sano, il secondo che potresti essere stato a contatto con un malato di coronavirus e che dovresti dunque restare in autoisolamento per sicurezza, mentre il terzo sancisce che sei malato e che devi restare in quarantena. Nessuno sa con quale criterio vengano assegnati i codici ogni giorno, ma il sistema chiede di inserire il numero della carta di identità, notizie sui sintomi come febbre o tosse, sulla propria cartella clinica (comprese le malattie passate), dettagli sugli spostamenti delle ultime due settimane e delle persone con cui si è venuto in contatto.<br /><br />SENZA CODICE VERDE NON SI PUÒ FARE NULLA<br />A Wuhan, epicentro dell'epidemia, come anche a Pechino, Tianjin, Shanghai, Chongqing e tutte le città cinesi più importanti, un codice verde è indispensabile per salire sulla metro, prendere il treno o l'aereo, entrare in banca, al supermercato, nei bar, nei ristoranti, in ufficio, a scuola o addirittura per entrare in alcuni quartieri delle città. Chi ha un codice verde è libero, chi non ce l'ha, anche se non ritiene di essere malato o un pericolo per la salute altrui, non può fare letteralmente nulla.<br />Ancora non è chiaro a quali sanzioni va incontro chi viola il regolamento (uscendo ad esempio di casa con un codice rosso o giallo, oppure inserendo informazioni errate sul proprio stato di salute) ma le autorità hanno già annunciato che chiunque non rispetterà l'ordine delle app «sarà punito severamente». In particolare, il governo della provincia dell'Heilongjiang, nel nord-est del paese, ha dichiarato che chiunque violi le regole o fornisca informazioni sbagliate sarà «penalizzato in modo tale da subire un pesante impatto nella vita personale e lavorativa futura».<br /><br />900 MILIONI DI CINESI CONTROLLATI DAL CODICE<br />Uno dei metodi per punire le persone potrebbe essere quello di abbassare il punteggio personale attraverso il "sistema di informazione sulla reputazione personale", il più colossale tentativo mai messo in atto da un governo per controllare, valutare e sanzionare di conseguenza il comportamento dei cittadini e delle imprese. Attraverso le telecamere e il riconoscimento facciale, infatti, ogni comportamento illecito (dal passaggio con il rosso a un ritardo nel pagamento del mutuo), viene segnato e conteggiato. Chi ha un punteggio basso non può più comprare biglietti del treno e dell'aereo, accendere mutui, aprire un conto in banca o accedere a lavori statali. Nel 2018 a 17,46 milioni di cinesi giudicati «inaffidabili» è stato impedito di acquistare biglietti aerei, mentre a 5,47 milioni di prendere il treno ad alta velocità. Inoltre, 3,59 milioni di imprese non hanno potuto candidarsi per appalti o chiedere credito alle banche.<br />Secondo i dati rilasciati da Tencent, già 900 milioni di cinesi hanno attivato la funzione del codice sanitario su WeChat, Alibaba invece non ha ancora diffuso i dati. Nelle ultime settimane, l'utilizzo dell'app è stato integrato rispetto all'inizio: a Wuhan, ad esempio, prima di salire sulla metro bisogna scannerizzare il codice del vagone. In questo modo, se mai uno di quelli che è salito avrà un codice rosso, anche tutte le persone che alla stessa ora hanno scannerizzato lo stesso codice si ritroveranno perlomeno un codice giallo e non potranno uscire di casa. Senza neanche sapere perché.<br /><br />LA REPRESSIONE DIVENTA PREVENTIVA<br />Su internet negli ultimi giorni si sono moltiplicate le lamentele di persone che sostengono di aver ricevuto un codice giallo o rosso senza motivo, per errore. Purtroppo non ci sono numeri verdi da chiamare e con i quali lamentarsi: che siano veramente sani o malati, fino a quando non avranno un codice verde non potranno mettere piede fuori di casa.<br />Il governo ha spiegato che la tecnologia è indispensabile per arginare il ritorno dell'epidemia, ma è evidente che il codice sanitario è un'arma potentissima nelle mani di un regime che è già in grado di sorvegliare le città e sanzionare i comportamenti delle persone con la censura e attraverso telecamere onnipresenti a ogni angolo di strada. Per la prima volta il governo potrà, attraverso le app, impedire a chiunque perfino di comprare da mangiare o di muoversi con i mezzi pubblici. Per farlo non avrà bisogno di assoldare qualcuno per controllare la persone, basterà far apparire sui loro telefoni un codice rosso. Così la repressione diventa addirittura preventiva: un livello mai raggiunto prima da nessun regime al mondo.<br /><br />Nota di BastaBugie: ben 22 anni fa il film distopico dal titolo "Gattaca" prevedeva un futuro prossimo in cui grazie ai controlli della genetica lo Stato poteva decidere chi promuovere socialmente e chi svantaggiare. Oggi in Cina quel film è diventato realtà: con la scusa della salute del cittadino, lo Stato lo controlla e decide cosa può fare e cosa no.<br />Per informazioni e varie clip del film Gattaca clicca qui, mentre qui sotto trovi il trailer dell'imperdibile film. Da vedere, rivedere e consigliare ai figli e agli amici.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/24927770</guid><pubDate>Tue, 07 Apr 2020 18:30:03 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/24927770/coronavirus_e_modello_cinese_la_tecnologia_permette_il_controllo_totale_di_ogni_singolo_cittadino.mp3" length="8432743" type="audio/mpeg"/><itunes:author>BastaBugie</itunes:author><itunes:subtitle>TESTO DELL'ARTICOLO ➜http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6079&#13;
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CORONAVIRUS E MODELLO CINESE: LA TECNOLOGIA PERMETTE IL CONTROLLO TOTALE DI OGNI SINGOLO CITTADINO di LEONE GROTTI&#13;
Un'occasione così il regime cinese non poteva lasciarsela...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜<a href="http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6079" rel="noopener">http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6079</a><br /><br />CORONAVIRUS E MODELLO CINESE: LA TECNOLOGIA PERMETTE IL CONTROLLO TOTALE DI OGNI SINGOLO CITTADINO di LEONE GROTTI<br />Un'occasione così il regime cinese non poteva lasciarsela scappare e infatti l'ha colta al volo. Grazie all'epidemia di coronavirus, con la scusa di combattere un'ondata di ritorno dei contagi, il governo ha imposto un nuovo e ulteriore strumento per la sorveglianza di massa della popolazione. Grazie alla tecnologia, agli smartphone e alle app ora in Cina la repressione potrà diventare addirittura preventiva.<br /><br />IL CODICE SANITARIO TRAMITE WECHAT E ALIPAY<br />Il "sistema Qr code sanitario" è stato sperimentato a partire dall'11 febbraio nella città di Hangzhou, esteso inizialmente a tre province (Zhejiang, Sichuan e Hainan più la municipalità da 180 milioni di abitanti di Chongqing) e ora a tutto il paese. Il sistema è molto semplice e funziona attraverso le due app più popolari di tutta la Cina: WeChat e Alipay. La prima è l'equivalente di Whatsapp creata del gigante Tencent, ma molto più avanzata e con decine di funzionalità; la seconda è stata sviluppata da Alibaba, la compagnia di e-commerce più grande al mondo, e permette di pagare qualsiasi cosa in Cina.<br />Entrambe le app forniscono un codice sanitario: verde, giallo o rosso. Il primo stabilisce che sei sano, il secondo che potresti essere stato a contatto con un malato di coronavirus e che dovresti dunque restare in autoisolamento per sicurezza, mentre il terzo sancisce che sei malato e che devi restare in quarantena. Nessuno sa con quale criterio vengano assegnati i codici ogni giorno, ma il sistema chiede di inserire il numero della carta di identità, notizie sui sintomi come febbre o tosse, sulla propria cartella clinica (comprese le malattie passate), dettagli sugli spostamenti delle ultime due settimane e delle persone con cui si è venuto in contatto.<br /><br />SENZA CODICE VERDE NON SI PUÒ FARE NULLA<br />A Wuhan, epicentro dell'epidemia, come anche a Pechino, Tianjin, Shanghai, Chongqing e tutte le città cinesi più importanti, un codice verde è indispensabile per salire sulla metro, prendere il treno o l'aereo, entrare in banca, al supermercato, nei bar, nei ristoranti, in ufficio, a scuola o addirittura per entrare in alcuni quartieri delle città. Chi ha un codice verde è libero, chi non ce l'ha, anche se non ritiene di essere malato o un pericolo per la salute altrui, non può fare letteralmente nulla.<br />Ancora non è chiaro a quali sanzioni va incontro chi viola il regolamento (uscendo ad esempio di casa con un codice rosso o giallo, oppure inserendo informazioni errate sul proprio stato di salute) ma le autorità hanno già annunciato che chiunque non rispetterà l'ordine delle app «sarà punito severamente». In particolare, il governo della provincia dell'Heilongjiang, nel nord-est del paese, ha dichiarato che chiunque violi le regole o fornisca informazioni sbagliate sarà «penalizzato in modo tale da subire un pesante impatto nella vita personale e lavorativa futura».<br /><br />900 MILIONI DI CINESI CONTROLLATI DAL CODICE<br />Uno dei metodi per punire le persone potrebbe essere quello di abbassare il punteggio personale attraverso il "sistema di informazione sulla reputazione personale", il più colossale tentativo mai messo in atto da un governo per controllare, valutare e sanzionare di conseguenza il comportamento dei cittadini e delle imprese. Attraverso le telecamere e il riconoscimento facciale, infatti, ogni comportamento illecito (dal passaggio con il rosso a un ritardo nel pagamento del mutuo), viene segnato e conteggiato. Chi ha un punteggio basso non può più comprare biglietti del treno e dell'aereo, accendere mutui, aprire un conto in banca o accedere a lavori statali. Nel 2018 a 17,46 milioni di cinesi giudicati «inaffidabili» è stato impedito di acquistare...]]></itunes:summary><itunes:duration>528</itunes:duration><itunes:keywords>cinese,controllo,coronavirus,covid-19,tecnologia</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/1e5ca53df957fc41b53f7599cef00a75.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Niente sarà più come prima del Coronavirus</title><link>https://www.spreaker.com/episode/niente-sara-piu-come-prima-del-coronavirus--24928925</link><description><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜<a href="http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6075" rel="noopener">http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6075</a><br /><br />NIENTE SARA' PIU' COME PRIMA DEL CORONAVIRUS di MONS. GIAMPAOLO CREPALDI<br />L'epidemia connessa con la diffusione del "COVID-19" ha un forte impatto su molti aspetti della convivenza tra gli uomini e per questo richiede anche un'analisi dal punto di vista della Dottrina sociale della Chiesa. Il contagio è prima di tutto un evento di tipo sanitario e già questo lo collega direttamente con il fine del bene comune. La salute ne fa certamente parte.<br />Nel contempo pone il problema del rapporto tra l'uomo e la natura e ci invita a superare il naturalismo oggi molto diffuso e dimentico che, senza il governo dell'uomo, la natura produce anche disastri e che una natura solo buona e originariamente incontaminata non esiste. Poi pone il problema della partecipazione al bene comune e della solidarietà, invitando ad affrontare in base al principio di sussidiarietà i diversi apporti che i soggetti politici e sociali possono dare alla soluzione di questo grave problema e alla ricostruzione della normalità quando fosse passato. È emerso con evidenza che tali apporti devono essere articolati, convergenti e coordinati. Il finanziamento della sanità, problema che il coronavirus fa emergere con grande evidenza, è un problema morale centrale nel perseguimento del bene comune.<br />Urgono riflessioni sia sulle finalità del sistema sanitario, sia sulla sua gestione e sull'utilizzo delle risorse, dato che un confronto con il recente passato fa registrare una notevole riduzione del finanziamento per le strutture sanitarie. Connessi con il problema sanitario ci sono poi le questioni dell'economia e della pace sociale, dato che l'epidemia mette in pericolo la funzionalità delle filiere produttive ed economiche e il loro blocco, se continuato nel tempo, produrrà fallimenti, disoccupazione, povertà, disagio e conflitto sociale.<br />Il mondo del lavoro sarà soggetto a forti rivolgimenti, saranno necessarie nuove forme di sostegno e solidarietà e occorrerà fare delle scelte drastiche. La questione economica rimanda a quella del credito e a quella monetaria e, quindi, ai rapporti dell'Italia con l'Unione Europea da cui dipendono nel nostro Paese le decisioni ultime in questi due settori. Ciò, a sua volta, ripropone la questione della sovranità nazionale e della globalizzazione, facendo emergere la necessità di rivedere la globalizzazione intesa come una macchina sistemica globalista, la quale può anche essere molto vulnerabile proprio a motivo della sua rigida e artificiale interrelazione interna per cui, colpito un punto nevralgico, si producono danni sistemici complessivi e difficilmente recuperabili. Destituiti di sovranità i livelli sociali inferiori, tutti ne saranno travolti. D'altro canto, il coronavirus ha anche messo in evidenza le "chiusure" degli Stati, incapaci di collaborare veramente anche se membri di istituzioni sovranazionali di appartenenza. Infine, l'epidemia ha posto il problema del rapporto del bene comune con la religione cattolica e quello del rapporto tra Stato e Chiesa. La sospensione delle messe e la chiusura delle chiese sono solo alcuni aspetti di questo problema.<br />Così ci sembra essere il quadro complesso dei problemi investiti dall'epidemia da coronavirus. Si tratta di argomenti che interpellano la Dottrina sociale della Chiesa per cui il nostro Osservatorio si sente chiamato ad offrire qualche riflessione, sollecitando altri contributi in questa direzione. L'enciclica Caritas in veritate di Benedetto XVI, scritta nel 2009 al tempo di un'altra crisi, affermava che "La crisi ci obbliga a riprogettare il nostro cammino, a darci nuove regole e a trovare nuove forme di impegno, a puntare sulle esperienze positive e a rigettare quelle negative. La crisi diventa così occasione di discernimento e di nuova progettualità" (n. 21).<br /><br />1) LA FINE DEL NATURALISMO IDEOLOGICO<br />Le società erano e sono attraversate da varie forme ideologiche di naturalismo che l'esperienza di questa epidemia potrebbe correggere. L'esaltazione di una natura pura e originariamente incontaminata di cui l'uomo sarebbe l'inquinatore non teneva e, a maggior ragione, non tiene ora. L'idea di una Madre Terra dotata originariamente di un suo equilibrio armonico con il cui spirito l'uomo dovrebbe connettersi per ritrovare il giusto rapporto con le cose e con se stesso è una sciocchezza che questa esperienza potrebbe dissolvere. La natura deve essere governata dall'uomo e le nuove ideologie panteiste (e non solo) postmoderne sono ideologie disumane. La natura, nel senso naturalistico del termine, produce anche disequilibri e malattie e per questo deve essere umanizzata. Non è l'uomo a doversi naturalizzare, ma la natura a dover essere umanizzata.<br />La rivelazione ci insegna che il creato è affidato alla cura e al governo dell'uomo in vista del fine ultimo che è Dio. L'uomo ha il diritto, perché ha il dovere, di gestire la creazione materiale, governandola e traendo da essa quanto necessario e utile per il bene comune. Il creato è affidato da Dio all'uomo, al suo intervento secondo ragione e alla sua capacità di dominio sapiente. È l'uomo il regolatore del creato, non viceversa.<br /><br />2) I DUE SIGNIFICATI DEL TERMINE "SALUS"<br />Il termine "Salus" significa salute, nel senso sanitario del termine, e significa anche salvezza, nel senso etico-spirituale e soprattutto religioso. L'attuale esperienza del coronavirus testimonia ancora una volta che i due significati sono interconnessi. Le minacce alla salute del corpo inducono cambiamenti negli atteggiamenti, nel modo di pensare, nei valori da perseguire. Essi mettono alla prova il sistema morale di riferimento dell'intera società. Esigono comportamenti eticamente validi, denunciano atteggiamenti egoistici, disinteressati, indifferenti, di sfruttamento. Evidenziano forme di eroismo nella comune lotta al contagio e, nello stesso tempo, forme di sciacallaggio di chi approfitta della situazione.<br />La lotta al contagio richiede un ricompattamento morale della società in ordine a comportamenti sani, solidali, rispettosi, forse più importante del ricompattamento delle risorse. La sfida alla salute fisica si pone quindi in rapporto con la sfida alla salute morale. Serve un profondo ripensamento delle derive immorali della nostra società, a tutti i livelli. Spesso le disgrazie naturali non sono del tutto naturali, ma hanno alle spalle atteggiamenti moralmente disordinati dell'uomo. Non è ancora definitivamente chiarita l'origine del "COVID-19" e anche esso potrebbe dimostrarsi non di origine naturale. Ma anche ammessa la sua origine puramente naturale, il suo impatto sociale chiama in causa l'etica comunitaria. La risposta non è e non sarà solo scientifico-tecnica, ma dovrà essere anche morale. Dopo la tecnica, la grave contingenza del coronavirus dovrebbe far rivivere su nuove solide basi la morale pubblica.<br /><br />3) LA PARTECIPAZIONE AL BENE COMUNE<br />Si richiede una partecipazione etica perché in causa c'è il bene comune. L'epidemia da coronavirus contraddice tutti coloro che hanno sostenuto che il bene comune come fine morale non esiste. Se così fosse, per cosa si impegnerebbero tutte le persone che, dentro e fuori le istituzioni, si danno da fare e lottano? A quale impegno sarebbero chiamati i cittadini con le ordinanze restrittive se non ad un impegno morale per il bene comune? Su quale base si dice che alcuni comportamenti in questo momento sono "doverosi"? Chi negava l'esistenza del bene comune o chi affidava il suo conseguimento solo a delle tecniche, ma non all'impegno morale per il bene, oggi è contraddetto dai fatti. È il bene comune a dirci che quello della salute è un bene che tutti dobbiamo promuovere. È il bene comune a dirci che la parola Salus ha due significati.<br />Questa esperienza del coronavirus sarà fatta lievitare al punto da approfondire e allargare questo concetto del bene comune? Mentre si lotta per salvare la vita di tante persone, gli interventi di aborto procurato non cessano, né cessano le vendite delle pillole abortive, né cessano le pratiche eutanasiche, né cessano i sacrifici di embrioni umani e tante altre pratiche contro la vita e la famiglia. Se si riscopre il bene comune e la necessità di una corale partecipazione in suo favore nel campo della lotta all'epidemia, si dovrebbe avere il coraggio intellettivo e della volontà di estendere il concetto fino a là dove naturalmente deve essere esteso.<br /><br />4) LA SUSSIDIARIETÀ NELLA LOTTA PER LA SALUTE<br />La mobilitazione in atto contro la diffusione del coronavirus ha visto la partecipazione di molti livelli talvolta coordinati talvolta meno. Ci sono dei compiti diversi che ognuno ha svolto secondo la sua responsabilità. Una volta superata la tempesta questo permetterà di rivedere qualcosa che nella filiera sussidiaria non abbia funzionato a dovere e di riscoprire il principio importante della sussidiarietà per applicarlo meglio e applicarlo in ogni campo esso possa essere applicato. Una esperienza in modo particolare deve essere valorizzata: la sussidiarietà deve essere "per" e non come difesa "da": deve essere per il bene comune e, quindi, deve avere un fondamento etico e non solo politico o funzionalistico. Un fondamento etico fondato sull'ordine naturale e finalistico della vita sociale. L'occasione è propizia per abbandonare le visioni convenzionali dei valori e dei fini sociali. <br />Un punto importante messo ora in evidenza dall'emergenza coronavirus è il ruolo sussidiario del credito. Il blocco di ampi settori dell'economia per garantire maggiore sicurezza sanitaria e diminuire la diffusione del virus mettono in crisi economica, soprattutto di liquidità, le imprese e le famiglie. Se la crisi dovesse durare a lungo si prospetta una crisi della circolarità di produzione e consumo, con lo spettro della disoccupazione. Davanti a questi bisogni il ruolo del credito può essere fondamentale e il sistema finanziario potrebbe riscattarsi da tante e riprovevoli...]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/24928925</guid><pubDate>Tue, 07 Apr 2020 18:25:19 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/24928925/niente_sara_piu_come_prima_del_coronavirus.mp3" length="16018702" type="audio/mpeg"/><itunes:author>BastaBugie</itunes:author><itunes:subtitle>TESTO DELL'ARTICOLO ➜http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6075&#13;
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NIENTE SARA' PIU' COME PRIMA DEL CORONAVIRUS di MONS. GIAMPAOLO CREPALDI&#13;
L'epidemia connessa con la diffusione del "COVID-19" ha un forte impatto su molti aspetti della...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜<a href="http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6075" rel="noopener">http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6075</a><br /><br />NIENTE SARA' PIU' COME PRIMA DEL CORONAVIRUS di MONS. GIAMPAOLO CREPALDI<br />L'epidemia connessa con la diffusione del "COVID-19" ha un forte impatto su molti aspetti della convivenza tra gli uomini e per questo richiede anche un'analisi dal punto di vista della Dottrina sociale della Chiesa. Il contagio è prima di tutto un evento di tipo sanitario e già questo lo collega direttamente con il fine del bene comune. La salute ne fa certamente parte.<br />Nel contempo pone il problema del rapporto tra l'uomo e la natura e ci invita a superare il naturalismo oggi molto diffuso e dimentico che, senza il governo dell'uomo, la natura produce anche disastri e che una natura solo buona e originariamente incontaminata non esiste. Poi pone il problema della partecipazione al bene comune e della solidarietà, invitando ad affrontare in base al principio di sussidiarietà i diversi apporti che i soggetti politici e sociali possono dare alla soluzione di questo grave problema e alla ricostruzione della normalità quando fosse passato. È emerso con evidenza che tali apporti devono essere articolati, convergenti e coordinati. Il finanziamento della sanità, problema che il coronavirus fa emergere con grande evidenza, è un problema morale centrale nel perseguimento del bene comune.<br />Urgono riflessioni sia sulle finalità del sistema sanitario, sia sulla sua gestione e sull'utilizzo delle risorse, dato che un confronto con il recente passato fa registrare una notevole riduzione del finanziamento per le strutture sanitarie. Connessi con il problema sanitario ci sono poi le questioni dell'economia e della pace sociale, dato che l'epidemia mette in pericolo la funzionalità delle filiere produttive ed economiche e il loro blocco, se continuato nel tempo, produrrà fallimenti, disoccupazione, povertà, disagio e conflitto sociale.<br />Il mondo del lavoro sarà soggetto a forti rivolgimenti, saranno necessarie nuove forme di sostegno e solidarietà e occorrerà fare delle scelte drastiche. La questione economica rimanda a quella del credito e a quella monetaria e, quindi, ai rapporti dell'Italia con l'Unione Europea da cui dipendono nel nostro Paese le decisioni ultime in questi due settori. Ciò, a sua volta, ripropone la questione della sovranità nazionale e della globalizzazione, facendo emergere la necessità di rivedere la globalizzazione intesa come una macchina sistemica globalista, la quale può anche essere molto vulnerabile proprio a motivo della sua rigida e artificiale interrelazione interna per cui, colpito un punto nevralgico, si producono danni sistemici complessivi e difficilmente recuperabili. Destituiti di sovranità i livelli sociali inferiori, tutti ne saranno travolti. D'altro canto, il coronavirus ha anche messo in evidenza le "chiusure" degli Stati, incapaci di collaborare veramente anche se membri di istituzioni sovranazionali di appartenenza. Infine, l'epidemia ha posto il problema del rapporto del bene comune con la religione cattolica e quello del rapporto tra Stato e Chiesa. La sospensione delle messe e la chiusura delle chiese sono solo alcuni aspetti di questo problema.<br />Così ci sembra essere il quadro complesso dei problemi investiti dall'epidemia da coronavirus. Si tratta di argomenti che interpellano la Dottrina sociale della Chiesa per cui il nostro Osservatorio si sente chiamato ad offrire qualche riflessione, sollecitando altri contributi in questa direzione. L'enciclica Caritas in veritate di Benedetto XVI, scritta nel 2009 al tempo di un'altra crisi, affermava che "La crisi ci obbliga a riprogettare il nostro cammino, a darci nuove regole e a trovare nuove forme di impegno, a puntare sulle esperienze positive e a rigettare quelle negative. La crisi diventa così occasione di discernimento e di nuova progettualità" (n. 21).<br /><br />1) LA FINE DEL...]]></itunes:summary><itunes:duration>1002</itunes:duration><itunes:keywords>coronavirus,covid-19,epidemia,futuro,insegnamento</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/6439b9c6c234394b59f97f689662f733.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>La direttrice del pronto soccorso di Wuhan: " Denuncia il Coronavirus a dicembre, ma sono stata zittita e punita"</title><link>https://www.spreaker.com/episode/la-direttrice-del-pronto-soccorso-di-wuhan-denuncia-il-coronavirus-a-dicembre-ma-sono-stata-zittita-e-punita--24262338</link><description><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜<a href="http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6063" rel="noopener">http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6063</a><br /><br />LA DIRETTRICE DEL PRONTO SOCCORSO DI WUHAN: ''DENUNCIAI IL CORONAVIRUS A DICEMBRE, MA SONO STATA ZITTITA E PUNITA'' di LEONE GROTTI<br />Se il Partito comunista cinese avesse ascoltato Ai Fen a dicembre, forse ora l'epidemia di coronavirus non sarebbe così diffusa. Invece l'hanno criticata, zittita e le hanno intimato di «non diffondere voci». Così tutto è degenerato con rapidità impressionante. La direttrice del pronto soccorso dell'ospedale Centrale di Wuhan ha rilasciato martedì un'intervista esplosiva al magazine cinese Renwu, che ora le autorità stanno cercando in ogni modo di censurare. «Se avessi saputo che cosa sarebbe successo, me ne sarei infischiata dei rimproveri da parte dei miei superiori», ha dichiarato. «Ne avrei fottutamente parlato a chiunque e dovunque».<br />Il 30 dicembre, dopo settimane passate a visitare decine di malati affetti da una strana influenza resistente alle normali cure, Ai ha ricevuto dal laboratorio i risultati delle analisi fatte su un paziente. Nel rapporto c'era scritto "Sars coronavirus". Ai sudò freddo e avvisò subito il responsabile del reparto di pneumologia, che non fece nulla. Poi cerchiò il risultato, fece una foto al rapporto e la inviò ad altri otto colleghi in diversi ospedali di Wuhan.<br />La stessa notte, Ai ricevette un messaggio dal suo ospedale che le intimava di non diffondere informazioni intorno alla malattia misteriosa «per evitare il panico». Due giorni dopo, il capo del comitato di Partito interno all'ospedale la rimproverò per aver «diffuso voci e messo in pericolo la stabilità» e le vietò di diffondere messaggi o immagini relative al virus. «Mi fece sentire come se fossi io a rovinare il futuro di Wuhan. Mi stava punendo solo per aver fatto il mio lavoro. Ma come potevo non dire niente a nessuno davanti a un nuovo virus così pericoloso? Io avevo solo seguito il mio istinto di medico. Se solo potessi tornare indietro, lo direi a tutti: i miei colleghi non sarebbero morti».<br /><br />NO ALLE MASCHERINE<br />Ai Fen, proprio come Li Wenliang (morto il 6 febbraio per aver contratto il virus dopo aver denunciato l'epidemia, senza che le autorità lo ascoltassero), obbedì alle autorità ma chiese almeno il permesso di vestire maschere e camici protettivi. Il capo dell'ospedale le rispose di no, perché questo avrebbe potuto allarmare la popolazione. Il risultato è sotto gli occhi di tutti: quattro colleghi di Ai dell'ospedale, compreso Li, sono morti e molti altri si sono ammalati.<br />«Sempre più pazienti arrivavano al pronto soccorso mentre il raggio dell'infezione si allargava», continua Ai nell'intervista. «Era evidente che il virus poteva essere trasmesso dalle persone». Il 21 gennaio, nota il Guardian, quando le autorità cinesi hanno confermato il pericolo per il nuovo virus, al pronto soccorso dell'ospedale Centrale di Wuhan arrivavano già oltre 1.500 pazienti al giorno, contro una media usuale di neanche 500.<br />La direttrice del pronto soccorso ricorda il caso di un uomo che guardava fisso nel vuoto mentre un medico gli consegnava il certificato di morte del suo figlio 32enne, quando ancora non si computavano i registri delle vittime del coronavirus. O quello di un padre così malato che non riusciva neanche a scendere dall'automobile. Quando Ai gli si fece incontro per aiutarlo, lui le morì davanti. La dottoressa ha raccontato tutte queste esperienze senza preoccuparsi delle possibili ripercussioni, ma da due giorni, cioè da quando l'intervista è stata pubblicata in Cina, nessuno ha più sue notizie.<br /><br />EDUCHIAMO WUHAN A RINGRAZIARE IL PARTITO<br />Se il regime comunista, invece che punire Ai, Li e altri sette medici, avesse dato loro retta forse avrebbe evitato la morte di migliaia di persone. Ma era troppo impegnato a difendere la propria immagine e a non compromettere la riunione provinciale del Partito a Wuhan (7-17 gennaio). Avrebbe almeno potuto ringraziare i medici che hanno affrontato la crisi in prima linea, mentre i vertici del Partito comunista se ne stavano comodamente al riparo a Pechino (il segretario generale e presidente Xi Jinping si è fatto vedere per la prima volta martedì dopo un mese e mezzo).<br />Invece no, nessun ringraziamento. Anzi, il segretario del Partito di Wuhan, Wang Zhonglin, ha lanciato un'inedita campagna per «educare la popolazione a mostrare gratitudine verso il Partito comunista». Cioè lo stesso Partito che, elogiato in Italia da tanti ammiratori, ha causato la diffusione dell'epidemia in Cina, silenziando per oltre un mese e mezzo tutti coloro che hanno cercato di avvertire la popolazione del rischio che correva.<br />La campagna di «educazione alla gratitudine», che ha fatto infuriare i cittadini di Wuhan - tanto che il segretario provinciale del Partito, Ying Yong, è dovuto intervenire a mettere una pezza definendoli «eroi» -, è in questi giorni accompagnata da una seconda campagna di propaganda. Quella finalizzata a mettere in dubbio che il coronavirus di Wuhan sia un virus "cinese". Il primo a suonare lo spartito scritto da Pechino è stato l'ambasciatore cinese in Sud Africa, Lin Songtian: «Studi di scienziati di tutto il mondo confermano che ancora non si conosce l'origine del Covid19. L'Oms ripete che bisogna evitare qualunque stigmatizzazione» nei confronti della Cina. Zhang Ping, console generale della Cina a Los Angeles, ha aggiunto in un editoriale sul Los Angeles Times: «Nell'era della globalizzazione virus come questo ci insegnano che le epidemie non hanno confini. Contro la Cina ci sono attacchi ideologici e razzisti». La battaglia del regime contro la realtà procede a passo spedito.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/24262338</guid><pubDate>Tue, 24 Mar 2020 19:39:54 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/24262338/la_direttrice_del_pronto_soccorso_di_wuhan_denunciai_il_coronavirus_a_dicembre_ma_sono_stata_zittita_e_punita.mp3" length="6607933" type="audio/mpeg"/><itunes:author>BastaBugie</itunes:author><itunes:subtitle>TESTO DELL'ARTICOLO ➜http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6063&#13;
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LA DIRETTRICE DEL PRONTO SOCCORSO DI WUHAN: ''DENUNCIAI IL CORONAVIRUS A DICEMBRE, MA SONO STATA ZITTITA E PUNITA'' di LEONE GROTTI&#13;
Se il Partito comunista cinese avesse...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜<a href="http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6063" rel="noopener">http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6063</a><br /><br />LA DIRETTRICE DEL PRONTO SOCCORSO DI WUHAN: ''DENUNCIAI IL CORONAVIRUS A DICEMBRE, MA SONO STATA ZITTITA E PUNITA'' di LEONE GROTTI<br />Se il Partito comunista cinese avesse ascoltato Ai Fen a dicembre, forse ora l'epidemia di coronavirus non sarebbe così diffusa. Invece l'hanno criticata, zittita e le hanno intimato di «non diffondere voci». Così tutto è degenerato con rapidità impressionante. La direttrice del pronto soccorso dell'ospedale Centrale di Wuhan ha rilasciato martedì un'intervista esplosiva al magazine cinese Renwu, che ora le autorità stanno cercando in ogni modo di censurare. «Se avessi saputo che cosa sarebbe successo, me ne sarei infischiata dei rimproveri da parte dei miei superiori», ha dichiarato. «Ne avrei fottutamente parlato a chiunque e dovunque».<br />Il 30 dicembre, dopo settimane passate a visitare decine di malati affetti da una strana influenza resistente alle normali cure, Ai ha ricevuto dal laboratorio i risultati delle analisi fatte su un paziente. Nel rapporto c'era scritto "Sars coronavirus". Ai sudò freddo e avvisò subito il responsabile del reparto di pneumologia, che non fece nulla. Poi cerchiò il risultato, fece una foto al rapporto e la inviò ad altri otto colleghi in diversi ospedali di Wuhan.<br />La stessa notte, Ai ricevette un messaggio dal suo ospedale che le intimava di non diffondere informazioni intorno alla malattia misteriosa «per evitare il panico». Due giorni dopo, il capo del comitato di Partito interno all'ospedale la rimproverò per aver «diffuso voci e messo in pericolo la stabilità» e le vietò di diffondere messaggi o immagini relative al virus. «Mi fece sentire come se fossi io a rovinare il futuro di Wuhan. Mi stava punendo solo per aver fatto il mio lavoro. Ma come potevo non dire niente a nessuno davanti a un nuovo virus così pericoloso? Io avevo solo seguito il mio istinto di medico. Se solo potessi tornare indietro, lo direi a tutti: i miei colleghi non sarebbero morti».<br /><br />NO ALLE MASCHERINE<br />Ai Fen, proprio come Li Wenliang (morto il 6 febbraio per aver contratto il virus dopo aver denunciato l'epidemia, senza che le autorità lo ascoltassero), obbedì alle autorità ma chiese almeno il permesso di vestire maschere e camici protettivi. Il capo dell'ospedale le rispose di no, perché questo avrebbe potuto allarmare la popolazione. Il risultato è sotto gli occhi di tutti: quattro colleghi di Ai dell'ospedale, compreso Li, sono morti e molti altri si sono ammalati.<br />«Sempre più pazienti arrivavano al pronto soccorso mentre il raggio dell'infezione si allargava», continua Ai nell'intervista. «Era evidente che il virus poteva essere trasmesso dalle persone». Il 21 gennaio, nota il Guardian, quando le autorità cinesi hanno confermato il pericolo per il nuovo virus, al pronto soccorso dell'ospedale Centrale di Wuhan arrivavano già oltre 1.500 pazienti al giorno, contro una media usuale di neanche 500.<br />La direttrice del pronto soccorso ricorda il caso di un uomo che guardava fisso nel vuoto mentre un medico gli consegnava il certificato di morte del suo figlio 32enne, quando ancora non si computavano i registri delle vittime del coronavirus. O quello di un padre così malato che non riusciva neanche a scendere dall'automobile. Quando Ai gli si fece incontro per aiutarlo, lui le morì davanti. La dottoressa ha raccontato tutte queste esperienze senza preoccuparsi delle possibili ripercussioni, ma da due giorni, cioè da quando l'intervista è stata pubblicata in Cina, nessuno ha più sue notizie.<br /><br />EDUCHIAMO WUHAN A RINGRAZIARE IL PARTITO<br />Se il regime comunista, invece che punire Ai, Li e altri sette medici, avesse dato loro retta forse avrebbe evitato la morte di migliaia di persone. 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Evidentemente si tratta di una delle forme di training autogeno messe in atto nel Paese, dai flash mob sui balconi ai video con canti patriottici che inondano whatsapp.<br />Un bagno di sano realismo viene invece da un articolo apparso ieri sul New York Times, a firma di Jason Horowitz, esperto di affari italiani. L'analisi di Horowitz è lucida e impietosa. L'Italia ha commesso una serie di terribili errori strategici nella modalità di affrontare l'epidemia. L'Italia è il Paese in Europa dove l'epidemia si è di gran lunga più diffusa, e questo dovrebbe fare riflettere. Dove il numero di morti ha addirittura superato quello della Cina, che ha un numero di abitanti 25 volte superiore. E' evidente che qualcosa non ha funzionato.<br />Per certi versi si potrebbe dire che l'Italia sta diventando sì un modello per gli altri Paesi, ma come esempio di come non si debba procedere. In primo luogo, come avevamo fatto già notare un mese fa, al deflagrare dell'epidemia, l'Italia è arrivata impreparata al conflitto, come spesso è accaduto nella sua storia. Molto è stato detto ma molto resterebbe ancora da dire sulla insufficienza di posti letto, in particolare di terapia intensiva, sugli esigui organici medici ed infermieristici, persino sulla scarsità di approvvigionamenti di materiale di prevenzione. Insomma, in termini bellici, è come se il Governo avesse mandato allo sbaraglio i suoi soldati e ufficiali, come quando nella Prima Guerra Mondiale i generali mandavano i reparti al massacro fuori dalle trincee. [...]<br /><br />MANCATI CONTROLLI E SUCCESSIVA MILITARIZZAZIONE DEL PAESE<br />Il tutto è stato poi ulteriormente complicato e peggiorato dalle scelte del Governo Conte. Horowitz punta il dito sull'attendismo, sulle incertezze di azione, sulla scarsa comprensione del fenomeno, sui mancati controlli sui rientri dalla Cina, motivati dall'intento di non apparire razzisti, di non fare regali alle forze politiche di opposizione.<br />Se l'esperienza italiana ha qualcosa da insegnare, fa notare Horowitz, è che le misure per isolare le aree colpite e per limitare gli spostamenti della popolazione devono essere adottate immediatamente, messe in atto con assoluta chiarezza e fatte rispettare rigorosamente. In Italia non è avvenuto. Si è guardato sì al modello draconiano cinese, che ha funzionato (se ha funzionato) perché applicato da una delle più terribili dittature del pianeta, ma lo si è applicato in modo confuso e rabberciato. Lo si è applicato in mezzo alle contraddizioni che venivano dai leader stessi del principale partito di Governo, con la ormai tristemente celebre gita-aperitivo a Milano di Zingaretti mentre i contagi da Covid avevano già raggiunto i 400 casi e i decessi superavano la decina.<br />Intanto il virus si era da tempo diffuso, silenziosamente, a causa della mancanza di controlli sugli arrivi dalla Cina. Ormai sappiamo che ben prima del celebre caso uno di Codogno il virus era già attivo da settimane in Italia, trasmesso da persone asintomatiche e spesso scambiato per un'influenza stagionale. Si è diffuso in Lombardia, la regione italiana con le più forti relazioni commerciali con la Cina.<br /><br />CHIUDERE LA BOCCA ALL'ISTITUTO SUPERIORE DI SANITÀ<br />Nei suoi tentativi di interrompere il contagio, adottati uno per volta, isolando prima le città, poi le regioni, quindi chiudendo il Paese in un blocco intenzionalmente permeabile l'Italia si è sempre trovata un passo indietro rispetto alla traiettoria letale del virus. Ora ci troviamo con dei provvedimenti restrittivi che sono pari se non superiori a quelli della Cina, mentre la curva epidemica continua inesorabilmente a salire. [...]<br />La tragedia che l'Italia sta vivendo rappresenta un monito per gli altri Paesi europei e per gli Stati Uniti, dove il virus sta arrivando con la stessa velocità.<br />Molti Paesi hanno già attuato campagne di informazione e di sensibilizzazione della popolazione, hanno provveduto ad approvvigionarsi di materiali di protezione, stanno potenziando gli ospedali, stanno cercando di attuare misure di contenimento del contagio senza ricorre ad eccessive limitazioni delle libertà.<br />Compresa la libertà di pensare e di ragionare: l'ultima pensata di Conte sarebbe infatti quella di chiudere la bocca all'Istituto Superiore di Sanità, colpevole agli occhi del Premier di avere sottolineato che una percentuale molto significativa delle vittime andrebbe classificata come "morti con Covid" e non morti per Covid. Una distinzione epidemiologicamente importante, perché ci dice che per molte di queste persone l'infezione virale è stata una sorta di colpo di grazia in una situazione clinica già compromessa da altre patologie.<br />Conte non vuole questo tipo di comunicazione, perché oggi è funzionale alla sua strategia che la gente abbia il terrore della malattia, per non uscire da casa, che è la sua unica arma attualmente a disposizione per la prevenzione di nuovi casi.<br /><br />Nota di BastaBugie: Stefano Fontana nell'articolo seguente dal titolo "Senza la libertà non c'è neanche tutela della vita" fa notare che nei commenti dei politici e degli opinionisti così come nelle reazioni della gente, c'è la percezione che quella contro il coronavirus sia una guerra che giustifica la sospensione delle libertà. È un vecchio dibattito che ha visto impegnati molti filosofi, ma la realtà ci dice che quando il potere toglie la libertà non garantisce nemmeno la sicurezza e la vita.<br />Ecco l'articolo completo pubblicato su La Nuova Bussola Quotidiana il 20 marzo 2020:<br />Ormai è sulle bocche di tutti: "siamo in guerra!". Si vive quella del coronavirus come la situazione di eccezione di cui si sono occupati i principali teorici della politica, primo fra tutti Carl Schmitt. Secondo lui la sovranità politica consiste nel decidere del caso di eccezione, come nel caso di una guerra dove l'opposizione amico/nemico raggiunge il suo proprio livello politico. L'eccezione si configura tale quando, data la sua urgenza, per fronteggiarla bisogna azzerare tutte le norme, le prassi e le garanzie. Quando vengono meno la norma e il diritto, allora il potere manifesta pienamente se stesso: decide al di fuori del diritto ma la sua decisione ha valore giuridico. Di più: per Schmitt il potere non consiste solo nel decidere davanti allo stato di eccezione, ma anche nel decidere quando ci sia uno stato di eccezione. Senza un potere così inteso, la società viene travolta dalla guerra civile che, secondo Schmitt, è il male peggiore di ogni male.<br />Non so se Schmitt sarebbe d'accordo a considerare la pandemia in corso come situazione di eccezione paragonabile alla guerra. La gente che dice "siamo in guerra!" la pensa però così, pur non essendo Carl Schmitt. Vengono sospese le norme e le libertà personali in molti ambiti, crescono i poteri esecutivi su quelli legislativi, aumentano i Decreti del Presidente del Consiglio, il Parlamento è in quarantena, spesso la Costituzione non viene rispettata, si attuano soprusi senza nessuna protesta come nel caso della sospensione della messa a Cerveteri, si invita a non usare i contanti per motivi sanitari e intanto si controlla l'uso del denaro.<br />La percezione della gente è di una situazione di eccezione, un caso estremo con il relativo scontro tra sicurezza e libertà. La vecchia dicotomia di Thomas Hobbes torna di attualità, con la sua sottostante visione pessimistica dell'uomo: l'umanità prova paura davanti a se stessa e solo il potere come decisione la può salvare.<br />Ernst Jünger, nel suo Trattato del ribelle, metteva in luce il pericolo di una organizzazione capillare della sanità da parte del sistema politico, al quale contrapponeva il valore della libertà: "Le fabbriche della salute, con medici assunti e mal retribuiti, le cui cure sono assoggettate al controllo burocratico, sono sospette: da un giorno all'altro - e non soltanto in caso di guerra - potrebbero assumere un volto inquietante". Ipotizzando l'estensione del potere oltre la sanità, "non è impossibile che proprio da tali schedari ordinati in modo esemplare - egli diceva - escano i documenti che serviranno a internarci, a castrarci o a liquidarci".<br />Il caso di eccezione chiama in causa la decisione del potere come ultima istanza, ma essendo che al potere spetta anche decidere quando si verifica il caso di eccezione, questo potrà essere individuato domani in un'altra emergenza e domani l'altro in un'altra ancora. Alla fine, per dirla ancora con Jünger, "nessuno di noi può sapere oggi se per caso domani mattina non si troverà a far parte di un gruppo dichiarato illegale".  <br />Se Jünger teme il sovranismo davanti alla situazione di eccezione, altri sottolineano le difficoltà della democrazia parlamentare a far fronte alle emergenze. Per Donoso Cortes quella borghese è una "classe che discute" (clase discutidora), che ritiene che la società umana sia un grande club, che la verità nasca da sola attraverso la votazione e che, alla richiesta di scegliere tra Cristo e Barabba, risponderebbe istituendo una commissione per esaminare la faccenda. Contro il decisionismo del potere di Schmitt, la democrazia liberale è attendista e irrisoluta: incapace di fronteggiare l'eccezione.<br />Queste reminiscenze libresche - fatti i debiti aggiornamenti - ci aiutano a capire i valori in gioco oggi in tempo di coronavirus: siamo disposti a rinunciare alla libertà per avere la sicurezza? Vogliamo sottometterci ad un dispotismo decisionista per avere salva la vita?<br />La sospensione della libertà per la decisione di un potere sovrano davanti ad una situazione di eccezione non è accettabile: chi infatti può dire quando si sia veramente in questa situazione?]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/24287520</guid><pubDate>Tue, 24 Mar 2020 19:35:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/24287520/coronavirus_e_liberta.mp3" length="12387473" type="audio/mpeg"/><itunes:author>BastaBugie</itunes:author><itunes:subtitle>TESTO DELL'ARTICOLO ➜http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6068

CON IL CORONAVIRUS LA LIBERTA' E' IN PERICOLO di Paolo Gulisano
Nelle narrazioni che circolano sui media e sui social, la strategia con cui l'Italia sta affrontando l'epidemia di...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜<a href="http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6068" rel="noopener">http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6068</a><br /><br />CON IL CORONAVIRUS LA LIBERTA' E' IN PERICOLO di Paolo Gulisano<br />Nelle narrazioni che circolano sui media e sui social, la strategia con cui l'Italia sta affrontando l'epidemia di SARS Covid-19 è la migliore possibile, un modello ovviamente invidiato e ammirato come tutto il resto del Made in Italy. Evidentemente si tratta di una delle forme di training autogeno messe in atto nel Paese, dai flash mob sui balconi ai video con canti patriottici che inondano whatsapp.<br />Un bagno di sano realismo viene invece da un articolo apparso ieri sul New York Times, a firma di Jason Horowitz, esperto di affari italiani. L'analisi di Horowitz è lucida e impietosa. L'Italia ha commesso una serie di terribili errori strategici nella modalità di affrontare l'epidemia. L'Italia è il Paese in Europa dove l'epidemia si è di gran lunga più diffusa, e questo dovrebbe fare riflettere. Dove il numero di morti ha addirittura superato quello della Cina, che ha un numero di abitanti 25 volte superiore. E' evidente che qualcosa non ha funzionato.<br />Per certi versi si potrebbe dire che l'Italia sta diventando sì un modello per gli altri Paesi, ma come esempio di come non si debba procedere. In primo luogo, come avevamo fatto già notare un mese fa, al deflagrare dell'epidemia, l'Italia è arrivata impreparata al conflitto, come spesso è accaduto nella sua storia. Molto è stato detto ma molto resterebbe ancora da dire sulla insufficienza di posti letto, in particolare di terapia intensiva, sugli esigui organici medici ed infermieristici, persino sulla scarsità di approvvigionamenti di materiale di prevenzione. Insomma, in termini bellici, è come se il Governo avesse mandato allo sbaraglio i suoi soldati e ufficiali, come quando nella Prima Guerra Mondiale i generali mandavano i reparti al massacro fuori dalle trincee. [...]<br /><br />MANCATI CONTROLLI E SUCCESSIVA MILITARIZZAZIONE DEL PAESE<br />Il tutto è stato poi ulteriormente complicato e peggiorato dalle scelte del Governo Conte. Horowitz punta il dito sull'attendismo, sulle incertezze di azione, sulla scarsa comprensione del fenomeno, sui mancati controlli sui rientri dalla Cina, motivati dall'intento di non apparire razzisti, di non fare regali alle forze politiche di opposizione.<br />Se l'esperienza italiana ha qualcosa da insegnare, fa notare Horowitz, è che le misure per isolare le aree colpite e per limitare gli spostamenti della popolazione devono essere adottate immediatamente, messe in atto con assoluta chiarezza e fatte rispettare rigorosamente. In Italia non è avvenuto. Si è guardato sì al modello draconiano cinese, che ha funzionato (se ha funzionato) perché applicato da una delle più terribili dittature del pianeta, ma lo si è applicato in modo confuso e rabberciato. Lo si è applicato in mezzo alle contraddizioni che venivano dai leader stessi del principale partito di Governo, con la ormai tristemente celebre gita-aperitivo a Milano di Zingaretti mentre i contagi da Covid avevano già raggiunto i 400 casi e i decessi superavano la decina.<br />Intanto il virus si era da tempo diffuso, silenziosamente, a causa della mancanza di controlli sugli arrivi dalla Cina. Ormai sappiamo che ben prima del celebre caso uno di Codogno il virus era già attivo da settimane in Italia, trasmesso da persone asintomatiche e spesso scambiato per un'influenza stagionale. Si è diffuso in Lombardia, la regione italiana con le più forti relazioni commerciali con la Cina.<br /><br />CHIUDERE LA BOCCA ALL'ISTITUTO SUPERIORE DI SANITÀ<br />Nei suoi tentativi di interrompere il contagio, adottati uno per volta, isolando prima le città, poi le regioni, quindi chiudendo il Paese in un blocco intenzionalmente permeabile l'Italia si è sempre trovata un passo indietro rispetto alla traiettoria letale del virus. Ora ci troviamo con dei provvedimenti...]]></itunes:summary><itunes:duration>775</itunes:duration><itunes:keywords>coronavirus,governo,italia,libertà,salute</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/b1505b5d5a5e540633dd4ca193ef8faf.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Nove consigli per vivere cristianamente in famiglia ai tempi del coronavirus</title><link>https://www.spreaker.com/episode/nove-consigli-per-vivere-cristianamente-in-famiglia-ai-tempi-del-coronavirus--24257171</link><description><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜<a href="http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6059" rel="noopener">http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6059</a><br /><br />NOVE CONSIGLI PER VIVERE CRISTIANAMENTE IN FAMIGLIA AI TEMPI DEL CORONAVIRUS di ANDREA FAURO<br />Ormai la speranza che la reclusione in casa per via del Coronavirus duri pochi giorni va via via scemando; molti genitori si sono ritrovati di punto in bianco a riorganizzare le giornate dei propri figli e a domandarsi su come poter tenerli impegnati in maniera costruttiva.<br />Mi permetto di dare alcuni spunti a quei genitori che avranno la voglia di leggerli; spunti che ovviamente vanno ricalibrati in base all'età, al sesso, al carattere e ai bisogni contingenti dei propri figli.<br />San Giovanni Bosco soleva avere un certo timore quando vedeva avvicinarsi la fine della scuola e l'inizio delle vacanze estive che non aveva paura di definire come "la vendemmia del diavolo", proprio perché era un tempo che rischiava di essere trascorso male dai giovani che il buon Dio gli aveva affidato.<br />Per analogia possiamo paragonarlo alla situazione presente, in cui se è vero che si fa di tutto per ricordare ai nostri ragazzi che non stanno in vacanza (e lo testimoniano anche i compiti o le video conferenze da parte dei professori in questi giorni), è anche vero che il tempo a disposizione è notevolmente aumentato per via della brutale interruzione della nostra vita di tutti i giorni.<br />Ricordiamoci (e ricordiamo ai nostri ragazzi) che il fine dell'uomo è conoscere, amare e servire Dio: questa enorme quantità di tempo che abbiamo a disposizione va quindi organizzata e pianificata di modo tale che possa aiutarci nella nostra santificazione personale, non per l'ozio e la dissipazione; ogni nostra azione deve infatti essere fatta per amor di Dio e per la Sua maggior gloria.<br /><br />CONSIGLIO N° 1: STACCARE LA SPINA<br />Salvo i leciti motivi dovuti alla scuola, sarebbe bene moderare (se non eliminare del tutto) l'utilizzo di Tv, tablet, smartphone, videogiochi, ecc. sia per i rischi connessi al loro utilizzo sia per via della mentalità liberale e anticristiana che trasmettono molti film e giochi su consolle, per non parlare dei programmi spazzatura in TV e la carica ansiogena divulgata specialmente in questi giorni.<br />Ovviamente non basta vietare la tecnologia... occorre anche dare valide alternative: libero spazio quindi a giochi di società da fare in famiglia, sport compatibilmente con gli spazi a disposizione, lettura di buoni libri che narrino la vita di eroi o di santi (belli e appassionanti sono i racconti De Wohl; altri autori consigliati sono Guareschi, Chesterton, Tolkien, Belloc, Benson) per dare ai ragazzi modelli da imitare veri, concreti, che appaghino la loro sete di grandezza... non Superman, Fedez o Jovanotti.<br />Se capita si approfitti "cum grano salis" anche della visione di buoni film (abbastanza rari ma ce ne sono: The Passion di Mel Gibson, Cristiada di Dean Wright, [...] Undici settembre 1683 di Renzo Martinelli… ma anche film più leggeri come la Trilogia del Signore degli Anelli e Lo Hobbit di Peter Jackson o il Don Camillo interpretato da Fernandel.<br />Poi la pratica (o scoperta) di qualche hobby come suonare uno strumento, dipingere, scrivere, disegnare, collezionare e catalogare oggetti ecc.<br /><br />CONSIGLIO N° 2 AVERE UNA VITA REGOLARE<br />La saggezza popolare insegna: "Presto a letto e presto alzato fanno l'uomo ricco, sano e assennato."<br />Con la momentanea sospensione della scuola e degli impegni della vita di tutti i giorni, è facile perdere la cognizione del tempo e lasciarsi andare.<br />Occorre quindi - anche in tempo di reclusione in casa - abituare i ragazzi a mantenere orari fissi nell'andare a letto e nello svegliarsi la mattina, ma anche il rispetto di doveri minimi come il riordino della stanza e il rifacimento del letto; molta cura poi dovrà essere data alla fedeltà alla preghiera e alle buone abitudini circa la vita spirituale. Ovviamente nessuna raccomandazione varrà mai quanto il buon esempio dei genitori; si approfitti quindi di questo tempo per pregare in famiglia!<br /><br />CONSIGLIO N° 3: RIMANERE UNITI A DIO<br />Solo rimanendo vincolati al Sommo Bene ci si può santificare: le preghiere del mattino e della sera, la recita del Santo Rosario, così come le preghiere prima e dopo i pasti sono essenziali per ogni cristiano. Ovviamente tutto ciò che può essere fatto in aggiunta (meditazione, devozioni particolari, ecc.) sono benvenute.<br /><br />CONSIGLIO N° 4: CHI LAVORA, DIO GLI DONA<br />Questi giorni non passino nella noia e nell'ozio! Educhiamo i ragazzi alla bellezza del lavoro fatto con cura, per amor di Dio e del prossimo. La vita in famiglia offre tante piccole e grandi occasioni per mettersi al servizio di qualcuno facendo piccoli lavoretti commisurati al sesso e all'età, quindi spazio alla fantasia e alle necessità: falciare il prato, imbiancare una parete, stendere i panni, pulizia della casa, riparare un lavandino, lavare i piatti, cucinare, rammendare dei pantaloni, lavare la macchina...<br /><br />CONSIGLIO N° 5: ARIA APERTA<br />Che sia lo stare in terrazza o in un balcone in mezzo a piante e fiori coltivati con cura, che sia il breve tratto di strada che ci è ancora concesso di fare per andare a fare la spesa, o il bel giardinetto di casa, non lesiniamo l'idea di far stare il più possibile i nostri ragazzi a contatto con la natura... la stessa natura che essendo stata creata ci rimanda al suo Creatore.<br /><br />CONSIGLIO N° 6: BEATI I MISERICORDIOSI<br />Molti nonni e in genere molti anziani e malati, in questo periodo di clausura forzata sono soli. In questa epoca di individualismo, sensibilizziamo i ragazzi a rendere loro qualche servizio andando in farmacia, portando loro la spesa, scrivendo loro delle lettere o anche semplicemente tenendo loro compagnia con una telefonata. Si facciano raccontare qualcosa della loro vita, della loro gioventù, dei sacrifici fatti e delle belle cose vissute... sarà un'occasione per i nostri ragazzi per imparare tante cose interessanti.<br /><br />CONSIGLIO N° 7: AVVICINARSI A GESÙ MENTRE MOLTI LO ABBANDONANO<br />Al momento, pare che sia ancora possibile poter andare in chiesa a pregare. Bene... finché si potrà si colga l'occasione per farlo e si inviti i ragazzi a fare altrettanto, tenendo compagnia al Re dei re presente in corpo, sangue, anima e divinità nel Tabernacolo; esponendo le loro necessità, quelle dei propri cari, dei moribondi, della Chiesa e della nostra povera Italia.<br /><br />CONSIGLIO N° 8: COLTIVARE VERE AMICIZIE<br />In un tempo in cui la società si allontana sempre più da Dio è sempre più difficile trovare vere amicizie in cui ci si aiuta l'un l'altro a farsi santi, quindi anche se per il momento i nostri ragazzi sono privati della compagnia di buoni amici, non si dimentichino di loro e di pregare per le loro necessità, di contattarli in occasione del Santo Onomastico, del compleanno o anche per semplice cordialità.<br /><br />CONSIGLIO N° 9: RIFLESSIONE SULL'EDUCAZIONE PARENTALE<br />Questo tempo può essere sfruttato dai genitori anche per pensare seriamente al bene dell'anima dei propri figli attraverso un'educazione cattolica. [...]<br />Si può anche approfittare di questo tempo per ingegnarsi su come iniziare un progetto di istruzione parentale cattolica da soli o con altri genitori. [...]<br />Quindi... spazio alla riflessione, alla preghiera e al coraggio!<br /><br />Nota di BastaBugie: per approfondire l'importanza e la possibilità di fare insegnamento parentale visto che la responsabilità dell'educazione è dei genitori (e della Chiesa) e non dello Stato, si possono leggere gli articoli del dossier di BastaBugie sul tema dell'educazione parentale.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/24257171</guid><pubDate>Tue, 24 Mar 2020 19:30:05 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/24257171/nove_consigli_per_vivere_cristianamente_in_famiglia_ai_tempi_del_coronavirus.mp3" length="9898944" type="audio/mpeg"/><itunes:author>BastaBugie</itunes:author><itunes:subtitle>TESTO DELL'ARTICOLO ➜http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6059&#13;
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NOVE CONSIGLI PER VIVERE CRISTIANAMENTE IN FAMIGLIA AI TEMPI DEL CORONAVIRUS di ANDREA FAURO&#13;
Ormai la speranza che la reclusione in casa per via del Coronavirus duri pochi...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜<a href="http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6059" rel="noopener">http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6059</a><br /><br />NOVE CONSIGLI PER VIVERE CRISTIANAMENTE IN FAMIGLIA AI TEMPI DEL CORONAVIRUS di ANDREA FAURO<br />Ormai la speranza che la reclusione in casa per via del Coronavirus duri pochi giorni va via via scemando; molti genitori si sono ritrovati di punto in bianco a riorganizzare le giornate dei propri figli e a domandarsi su come poter tenerli impegnati in maniera costruttiva.<br />Mi permetto di dare alcuni spunti a quei genitori che avranno la voglia di leggerli; spunti che ovviamente vanno ricalibrati in base all'età, al sesso, al carattere e ai bisogni contingenti dei propri figli.<br />San Giovanni Bosco soleva avere un certo timore quando vedeva avvicinarsi la fine della scuola e l'inizio delle vacanze estive che non aveva paura di definire come "la vendemmia del diavolo", proprio perché era un tempo che rischiava di essere trascorso male dai giovani che il buon Dio gli aveva affidato.<br />Per analogia possiamo paragonarlo alla situazione presente, in cui se è vero che si fa di tutto per ricordare ai nostri ragazzi che non stanno in vacanza (e lo testimoniano anche i compiti o le video conferenze da parte dei professori in questi giorni), è anche vero che il tempo a disposizione è notevolmente aumentato per via della brutale interruzione della nostra vita di tutti i giorni.<br />Ricordiamoci (e ricordiamo ai nostri ragazzi) che il fine dell'uomo è conoscere, amare e servire Dio: questa enorme quantità di tempo che abbiamo a disposizione va quindi organizzata e pianificata di modo tale che possa aiutarci nella nostra santificazione personale, non per l'ozio e la dissipazione; ogni nostra azione deve infatti essere fatta per amor di Dio e per la Sua maggior gloria.<br /><br />CONSIGLIO N° 1: STACCARE LA SPINA<br />Salvo i leciti motivi dovuti alla scuola, sarebbe bene moderare (se non eliminare del tutto) l'utilizzo di Tv, tablet, smartphone, videogiochi, ecc. sia per i rischi connessi al loro utilizzo sia per via della mentalità liberale e anticristiana che trasmettono molti film e giochi su consolle, per non parlare dei programmi spazzatura in TV e la carica ansiogena divulgata specialmente in questi giorni.<br />Ovviamente non basta vietare la tecnologia... occorre anche dare valide alternative: libero spazio quindi a giochi di società da fare in famiglia, sport compatibilmente con gli spazi a disposizione, lettura di buoni libri che narrino la vita di eroi o di santi (belli e appassionanti sono i racconti De Wohl; altri autori consigliati sono Guareschi, Chesterton, Tolkien, Belloc, Benson) per dare ai ragazzi modelli da imitare veri, concreti, che appaghino la loro sete di grandezza... non Superman, Fedez o Jovanotti.<br />Se capita si approfitti "cum grano salis" anche della visione di buoni film (abbastanza rari ma ce ne sono: The Passion di Mel Gibson, Cristiada di Dean Wright, [...] Undici settembre 1683 di Renzo Martinelli… ma anche film più leggeri come la Trilogia del Signore degli Anelli e Lo Hobbit di Peter Jackson o il Don Camillo interpretato da Fernandel.<br />Poi la pratica (o scoperta) di qualche hobby come suonare uno strumento, dipingere, scrivere, disegnare, collezionare e catalogare oggetti ecc.<br /><br />CONSIGLIO N° 2 AVERE UNA VITA REGOLARE<br />La saggezza popolare insegna: "Presto a letto e presto alzato fanno l'uomo ricco, sano e assennato."<br />Con la momentanea sospensione della scuola e degli impegni della vita di tutti i giorni, è facile perdere la cognizione del tempo e lasciarsi andare.<br />Occorre quindi - anche in tempo di reclusione in casa - abituare i ragazzi a mantenere orari fissi nell'andare a letto e nello svegliarsi la mattina, ma anche il rispetto di doveri minimi come il riordino della stanza e il rifacimento del letto; molta cura poi dovrà essere data alla fedeltà alla preghiera e alle buone abitudini circa la vita...]]></itunes:summary><itunes:duration>619</itunes:duration><itunes:keywords>coronavirus,covid-19,cristianamente,reclusione</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/452064f625678e55793743b4aa8ff33b.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Le commoventi storie dei santi privati della messa (non a causa del coronavirus)</title><link>https://www.spreaker.com/episode/le-commoventi-storie-dei-santi-privati-della-messa-non-a-causa-del-coronavirus--24258353</link><description><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜<a href="http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6061" rel="noopener">http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6061</a><br /><br />LE COMMOVENTI STORIE DEI SANTI PRIVATI DELLA MESSA (NON A CAUSA DEL CORONAVIRUS)<br />Con le diocesi di tutto il mondo che annullano le messe pubbliche per le settimane a venire, molti cattolici si sentono già "affamati" per la mancanza dell'Eucaristia. Mentre il mondo sta combattendo una pandemia globale, sembra che la Messa sia più necessaria che mai. Ma se le Messe pubbliche vengono annullate, quelle private continuano e il corpo di Cristo è in grado di elargire le grazie da quelle Messe, specialmente quando facciamo una comunione spirituale.<br />Tuttavia, come possiamo noi, che dipendiamo dai Sacramenti, sopravvivere a questa crisi quando non possiamo partecipare alla Santa Messa? Bene, ci sono molti santi (e altri milioni di cristiani) che hanno avuto esperienze simili, mesi e anni di sopravvivenza senza i Sacramenti. Guardare a loro può rafforzarci nella perseveranza.<br /><br />STORIA DEI CRISTIANI GIAPPONESI E COREANI<br />Sebbene non canonizzati, migliaia e migliaia di cristiani giapponesi hanno vissuto senza sacerdoti per quasi 250 anni. Hanno battezzato i loro figli in segreto, tramandando la fede in lezioni sussurrate, pregando davanti alle immagini della Madonna col Bambino che erano mascherate per apparire come immagini buddiste. Nel 1858 il Giappone riammise infine i missionari, che trovarono 10.000 cristiani nascosti ad attenderli. Immaginate di essere cresciuti con la quasi certezza che nella vostra vita non avreste mai potuto partecipare alla Messa, conoscendo l'Eucaristia solo perché una volta la nonna della vostra nonna è andata a Messa. Tutto ciò mette in un'altra prospettiva l'allontanamento sociale a cui siamo costretti.<br />I santi del XIX secolo in Corea erano in una situazione simile. Dopo che il Vangelo fu predicato per la prima volta dal Servo di Dio Yi Beok e dai suoi compagni nel 1784, la Chiesa fu gestita interamente da laici fino al 1795. Quando arrivò, Padre James Zhou Wen-Mo scoprì 4.000 cattolici, di cui solo uno aveva visto un prete. Wen-Mo è stato l'unico sacerdote in tutta la Corea per sei anni, fino al suo martirio. Per i successivi 36 anni, non vi furono più messe in Corea fino a quando un piccolo gruppo di sacerdoti francesi arrivò nel 1836 e furono tutti uccisi due anni dopo.<br />Sant'Isacco Jogues (1607-1646) [vedi foto in alto, N.d.BB] si era preparato per la tortura e il martirio quando si recò in Nord America per evangelizzare i nativi americani. Ma come sacerdote, non si sarebbe aspettato di essere privato dell'Eucaristia, fino a quando le sue mani non furono martoriate dai suoi rapitori. All'epoca, un prete a cui mancavano il pollice o l'indice non era in grado di celebrare la messa, quindi dal momento della sua ferita fino a quando (dopo essere sfuggito ai suoi rapitori) ritornò in Francia, 17 mesi dopo, Padre Jogues non fu in grado di confessare, di celebrare la Messa, o persino di partecipare alla Messa. Gli fu data una dispensa speciale e gli fu permesso di celebrare di nuovo la Messa, nonostante lo stato delle sue mani, e chiese il permesso di tornare in America dopo il suo recupero. Fu ucciso non molto tempo dopo il suo ritorno, ma il suo assassino in seguito si pentì e fu battezzato con il nome di "Isaac Jogues".<br /><br />GESÙ, NON VOGLIO MORIRE SENZA DI TE<br />Victoire Rasoamanarivo (1848-1894) era una nobildonna malgascia e convertita al cattolicesimo. Considerata una leader della Chiesa, quando i francesi furono espulsi dal Madagascar nel 1883, i sacerdoti in partenza lasciarono la cura della Chiesa nelle sue mani, insieme a Padre Raphael Rafiringa, un fratello religioso malgascio. Per quasi tre anni, Victoire e Raffaello guidarono i 21.000 cattolici laici del Madagascar, riunendoli ogni domenica per la preghiera comunitaria, anche se non c'erano sacerdoti per celebrare la Messa. Victoire spiegò: «Metto davanti alla mia mente i missionari che dicono la Messa e mentalmente partecipo a tutte le messe che si dicono in tutto il mondo». Tre anni dopo, una vivace comunità affamata di Eucaristia ha dato il bentornato ai loro sacerdoti, tutti molto più grati per la Messa di quanto non fossero stati prima dei loro tre anni senza di essa.<br />San Marco Ji TianXiang (1834-1900) era un drogato di oppio. Poiché il suo sacerdote non capiva la natura della dipendenza, disse a TianXiang che non poteva essere assolto fino a quando non avesse sconfitto la sua dipendenza, il che significava che non poteva neppure ricevere la comunione. Per 30 anni, TianXiang ha continuato a praticare la fede mentre gli venivano negati i Sacramenti. Non è mai riuscito a purificarsi, ma è morto martire ed è stato canonizzato santo non solo per il suo martirio, ma per i suoi decenni di tentativi di seguire Gesù anche in assenza dei Sacramenti.<br />Padre Laurentia Herasymiv (1911-1952), come innumerevoli altri cattolici nei campi di concentramento nazisti o gulag sovietici, trascorse gli ultimi mesi della sua vita senza i Sacramenti e nella quasi certezza che non avrebbe avuto opportunità per il viatico o una confessione finale. Arrestato per aver rifiutato di abbandonare la Chiesa cattolica ucraina per l'Ortodossia, fu inviato in Siberia, dove morì a causa di tutto ciò che aveva sofferto per mano dei comunisti. Mentre giaceva morendo, implorò l'Eucaristia, chiamando nel suo delirio: «Gesù, non voglio morire senza di te!».<br /> <br />Titolo originale: Santi che hanno dovuto vivere senza l'Eucaristia<br />Fonte: Sito del Timone, 19 marzo 2020<br />Pubblicato su BastaBugie n. 657]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/24258353</guid><pubDate>Tue, 24 Mar 2020 19:25:05 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/24258353/le_commoventi_storie_dei_santi_privati_della_messa_non_a_causa_del_coronavirus.mp3" length="7315120" type="audio/mpeg"/><itunes:author>BastaBugie</itunes:author><itunes:subtitle>TESTO DELL'ARTICOLO ➜http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6061&#13;
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LE COMMOVENTI STORIE DEI SANTI PRIVATI DELLA MESSA (NON A CAUSA DEL CORONAVIRUS)&#13;
Con le diocesi di tutto il mondo che annullano le messe pubbliche per le settimane a venire,...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜<a href="http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6061" rel="noopener">http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6061</a><br /><br />LE COMMOVENTI STORIE DEI SANTI PRIVATI DELLA MESSA (NON A CAUSA DEL CORONAVIRUS)<br />Con le diocesi di tutto il mondo che annullano le messe pubbliche per le settimane a venire, molti cattolici si sentono già "affamati" per la mancanza dell'Eucaristia. Mentre il mondo sta combattendo una pandemia globale, sembra che la Messa sia più necessaria che mai. Ma se le Messe pubbliche vengono annullate, quelle private continuano e il corpo di Cristo è in grado di elargire le grazie da quelle Messe, specialmente quando facciamo una comunione spirituale.<br />Tuttavia, come possiamo noi, che dipendiamo dai Sacramenti, sopravvivere a questa crisi quando non possiamo partecipare alla Santa Messa? Bene, ci sono molti santi (e altri milioni di cristiani) che hanno avuto esperienze simili, mesi e anni di sopravvivenza senza i Sacramenti. Guardare a loro può rafforzarci nella perseveranza.<br /><br />STORIA DEI CRISTIANI GIAPPONESI E COREANI<br />Sebbene non canonizzati, migliaia e migliaia di cristiani giapponesi hanno vissuto senza sacerdoti per quasi 250 anni. Hanno battezzato i loro figli in segreto, tramandando la fede in lezioni sussurrate, pregando davanti alle immagini della Madonna col Bambino che erano mascherate per apparire come immagini buddiste. Nel 1858 il Giappone riammise infine i missionari, che trovarono 10.000 cristiani nascosti ad attenderli. Immaginate di essere cresciuti con la quasi certezza che nella vostra vita non avreste mai potuto partecipare alla Messa, conoscendo l'Eucaristia solo perché una volta la nonna della vostra nonna è andata a Messa. Tutto ciò mette in un'altra prospettiva l'allontanamento sociale a cui siamo costretti.<br />I santi del XIX secolo in Corea erano in una situazione simile. Dopo che il Vangelo fu predicato per la prima volta dal Servo di Dio Yi Beok e dai suoi compagni nel 1784, la Chiesa fu gestita interamente da laici fino al 1795. Quando arrivò, Padre James Zhou Wen-Mo scoprì 4.000 cattolici, di cui solo uno aveva visto un prete. Wen-Mo è stato l'unico sacerdote in tutta la Corea per sei anni, fino al suo martirio. Per i successivi 36 anni, non vi furono più messe in Corea fino a quando un piccolo gruppo di sacerdoti francesi arrivò nel 1836 e furono tutti uccisi due anni dopo.<br />Sant'Isacco Jogues (1607-1646) [vedi foto in alto, N.d.BB] si era preparato per la tortura e il martirio quando si recò in Nord America per evangelizzare i nativi americani. Ma come sacerdote, non si sarebbe aspettato di essere privato dell'Eucaristia, fino a quando le sue mani non furono martoriate dai suoi rapitori. All'epoca, un prete a cui mancavano il pollice o l'indice non era in grado di celebrare la messa, quindi dal momento della sua ferita fino a quando (dopo essere sfuggito ai suoi rapitori) ritornò in Francia, 17 mesi dopo, Padre Jogues non fu in grado di confessare, di celebrare la Messa, o persino di partecipare alla Messa. Gli fu data una dispensa speciale e gli fu permesso di celebrare di nuovo la Messa, nonostante lo stato delle sue mani, e chiese il permesso di tornare in America dopo il suo recupero. Fu ucciso non molto tempo dopo il suo ritorno, ma il suo assassino in seguito si pentì e fu battezzato con il nome di "Isaac Jogues".<br /><br />GESÙ, NON VOGLIO MORIRE SENZA DI TE<br />Victoire Rasoamanarivo (1848-1894) era una nobildonna malgascia e convertita al cattolicesimo. Considerata una leader della Chiesa, quando i francesi furono espulsi dal Madagascar nel 1883, i sacerdoti in partenza lasciarono la cura della Chiesa nelle sue mani, insieme a Padre Raphael Rafiringa, un fratello religioso malgascio. Per quasi tre anni, Victoire e Raffaello guidarono i 21.000 cattolici laici del Madagascar, riunendoli ogni domenica per la preghiera comunitaria, anche se non c'erano sacerdoti per celebrare la Messa. 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Le parole scritte da San Paolo alla Chiesa di Roma risuonano lungo l'intera storia della Chiesa e orientano il giudizio dei fedeli di fronte ad ogni sofferenza, malattia e calamità.<br />Il momento presente in cui versa l'intera umanità, minacciata da un morbo invisibile e insidioso, che ormai da tempo è entrato prepotentemente a far parte della vita di tutti, è scandito giorno dopo giorno da angosciose paure, nuove incertezze e soprattutto diffusa sofferenza fisica e morale.<br />La Chiesa, sull'esempio del suo Divino Maestro, ha avuto da sempre a cuore l'assistenza agli infermi. Come indicato da San Giovanni Paolo II, il valore della sofferenza umana è duplice: «È soprannaturale, perché si radica nel mistero divino della redenzione del mondo, ed è, altresì, profondamente umano, perché in esso l'uomo ritrova se stesso, la propria umanità, la propria dignità, la propria missione» (Lett. Ap. Salvifici doloris, 31).<br />Anche Papa Francesco, in questi ultimi giorni, ha manifestato la sua paterna vicinanza e ha rinnovato l'invito a pregare incessantemente per gli ammalati di Coronavirus.<br /><br />IL DONO DELLE INDULGENZE<br />Affinché tutti coloro che soffrono a causa del Covid-19, proprio nel mistero di questo patire possano riscoprire «la stessa sofferenza redentrice di Cristo» (ibid., 30), questa Penitenzieria Apostolica, ex auctoritate Summi Pontificis, confidando nella parola di Cristo Signore e considerando con spirito di fede l'epidemia attualmente in corso, da vivere in chiave di conversione personale, concede il dono delle Indulgenze a tenore del seguente dispositivo.<br />Si concede l'Indulgenza plenaria ai fedeli affetti da Coronavirus, sottoposti a regime di quarantena per disposizione dell'autorità sanitaria negli ospedali o nelle proprie abitazioni se, con l'animo distaccato da qualsiasi peccato, si uniranno spiritualmente attraverso i mezzi di comunicazione alla celebrazione della Santa Messa, alla recita del Santo Rosario, alla pia pratica della Via Crucis o ad altre forme di devozione, o se almeno reciteranno il Credo, il Padre Nostro e una pia invocazione alla Beata Vergine Maria, offrendo questa prova in spirito di fede in Dio e di carità verso i fratelli, con la volontà di adempiere le solite condizioni (confessione sacramentale, comunione eucaristica e preghiera secondo le intenzioni del Santo Padre), non appena sarà loro possibile.<br />Gli operatori sanitari, i familiari e quanti, sull'esempio del Buon Samaritano, esponendosi al rischio di contagio, assistono i malati di Coronavirus secondo le parole del divino Redentore: «Nessuno ha un amore più grande di questo: dare la vita per i propri amici» (Gv 15,13), otterranno il medesimo dono dell'Indulgenza plenaria alle stesse condizioni.<br /><br />LA PREGHIERA PER GLI AFFLITTI<br />Questa Penitenzieria Apostolica, inoltre, concede volentieri alle medesime condizioni l'Indulgenza plenaria in occasione dell'attuale epidemia mondiale, anche a quei fedeli che offrano la visita al Santissimo Sacramento, o l'adorazione eucaristica, o la lettura delle Sacre Scritture per almeno mezz'ora, o la recita del Santo Rosario, o il pio esercizio della Via Crucis, o la recita della Coroncina della Divina Misericordia, per implorare da Dio Onnipotente la cessazione dell'epidemia, il sollievo per coloro che ne sono afflitti e la salvezza eterna di quanti il Signore ha chiamato a sé.<br />La Chiesa prega per chi si trovasse nell'impossibilità di ricevere il sacramento dell'Unzione degli infermi e del Viatico, affidando alla Misericordia divina tutti e ciascuno in forza della comunione dei santi e concede al fedele l'Indulgenza plenaria in punto di morte, purché sia debitamente disposto e abbia recitato abitualmente durante la vita qualche preghiera (in questo caso la Chiesa supplisce alle tre solite condizioni richieste). Per il conseguimento di tale indulgenza è raccomandabile l'uso del crocifisso o della croce (cf. Enchiridion indulgentiarum, n.12).<br />La Beata sempre Vergine Maria, Madre di Dio e della Chiesa, Salute degli infermi e Aiuto dei cristiani, Avvocata nostra, voglia soccorrere l'umanità sofferente, respingendo da noi il male di questa pandemia e ottenendoci ogni bene necessario alla nostra salvezza e santificazione. [...]<br />Dato in Roma, dalla sede della Penitenzieria Apostolica, il 19 marzo 2020,<br />Solennità di San Giuseppe, Sposo della B.V. Maria, Patrono della Chiesa Universale.<br /><br />Nota di BastaBugie: il card. Mauro Piacenza, nella sua carica di Penitenziere Maggiore, ha firmato lo stesso giorno del decreto sopra riportato anche una nota dal titolo "Io sono con voi tutti i giorni (Mt 28,20)" riguardante il sacramento della confessione nell'attuale situazione di pandemia.<br />Ecco il testo completo pubblicato dal Sito del Vaticano il 19 marzo 2020:<br />La gravità delle attuali circostanze impone una riflessione sull'urgenza e la centralità del sacramento della Riconciliazione, unitamente ad alcune necessarie precisazioni, sia per i fedeli laici, sia per i ministri chiamati a celebrare il sacramento.<br />Anche in tempo di Covid-19, il sacramento della Riconciliazione viene amministrato a norma del diritto canonico universale e secondo quanto disposto nell'Ordo Paenitentiae.<br />La confessione individuale rappresenta il modo ordinario per la celebrazione di questo sacramento (cf. can. 960 CIC), mentre l'assoluzione collettiva, senza la previa confessione individuale, non può essere impartita se non laddove ricorra l'imminente pericolo di morte, non bastando il tempo per ascoltare le confessioni dei singoli penitenti (cf. can. 961, § 1 CIC), oppure una grave necessità (cf. can. 961, § 1, 2° CIC), la cui considerazione spetta al Vescovo diocesano, tenuto conto dei criteri concordati con gli altri membri della Conferenza Episcopale (cf. can. 455, § 2 CIC) e ferma restando la necessità, per la valida assoluzione, del votum sacramenti da parte del singolo penitente, vale a dire il proposito di confessare a tempo debito i singoli peccati gravi, che al momento non era possibile confessare (cf. can. 962, § 1 CIC).<br />Questa Penitenzieria Apostolica ritiene che, soprattutto nei luoghi maggiormente interessati dal contagio pandemico e fino a quando il fenomeno non rientrerà, ricorrano i casi di grave necessità, di cui al summenzionato can. 961, § 2 CIC.<br />Ogni ulteriore specificazione è demandata dal diritto ai Vescovi diocesani, tenuto sempre conto del supremo bene della salvezza delle anime (cf. can. 1752 CIC).<br />Qualora si presentasse la necessità improvvisa di impartire l'assoluzione sacramentale a più fedeli insieme, il sacerdote è tenuto a preavvertire, entro i limiti del possibile, il Vescovo diocesano o, se non potesse, ad informarlo quanto prima (cf. Ordo Paenitentiae, n. 32).<br />Nella presente emergenza pandemica, spetta pertanto al Vescovo diocesano indicare a sacerdoti e penitenti le prudenti attenzioni da adottare nella celebrazione individuale della riconciliazione sacramentale, quali la celebrazione in luogo areato esterno al confessionale, l'adozione di una distanza conveniente, il ricorso a mascherine protettive, ferma restando l'assoluta attenzione alla salvaguardia del sigillo sacramentale ed alla necessaria discrezione.<br />Inoltre, spetta sempre al Vescovo diocesano determinare, nel territorio della propria circoscrizione ecclesiastica e relativamente al livello di contagio pandemico, i casi di grave necessità nei quali sia lecito impartire l'assoluzione collettiva: ad esempio all'ingresso dei reparti ospedalieri, ove si trovino ricoverati i fedeli contagiati in pericolo di morte, adoperando nei limiti del possibile e con le opportune precauzioni i mezzi di amplificazione della voce, perché l'assoluzione sia udita.<br />Si valuti la necessità e l'opportunità di costituire, laddove necessario, in accordo con le autorità sanitarie, gruppi di "cappellani ospedalieri straordinari", anche su base volontaria e nel rispetto delle norme di tutela dal contagio, per garantire la necessaria assistenza spirituale ai malati e ai morenti.<br />Laddove i singoli fedeli si trovassero nella dolorosa impossibilità di ricevere l'assoluzione sacramentale, si ricorda che la contrizione perfetta, proveniente dall'amore di Dio amato sopra ogni cosa, espressa da una sincera richiesta di perdono (quella che al momento il penitente è in grado di esprimere) e accompagnata dal votum confessionis, vale a dire dalla ferma risoluzione di ricorrere, appena possibile, alla confessione sacramentale, ottiene il perdono dei peccati, anche mortali (cf. CCC, n. 1452).<br />Mai come in questo tempo la Chiesa sperimenta la forza della comunione dei santi, innalza al suo Signore Crocifisso e Risorto voti e preghiere, in particolare il Sacrificio della Santa Messa, quotidianamente celebrato, anche senza popolo, dai sacerdoti.<br />Come buona madre, la Chiesa implora il Signore perché l'umanità sia liberata da un tale flagello, invocando l'intercessione della Beata Vergine Maria, Madre di Misericordia e Salute degli infermi, e del suo Sposo San Giuseppe, sotto il cui patrocinio la Chiesa da sempre cammina nel mondo.<br />Ci ottengano Maria Santissima e San Giuseppe abbondanti grazie di riconciliazione e di salvezza, in attento ascolto della Parola del Signore, che ripete oggi all'umanità: «Fermatevi e sappiate che io sono Dio» (Sal 46,11), «Io sono con voi tutti i giorni» (Mt 28,20).]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/24256676</guid><pubDate>Tue, 24 Mar 2020 19:05:19 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/24256676/indulgenza_e_confessione_durante_il_coronavirus.mp3" length="11011969" type="audio/mpeg"/><itunes:author>BastaBugie</itunes:author><itunes:subtitle>TESTO DELL'ARTICOLO ➜http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6060&#13;
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INDULGENZE E CONFESSIONE DURANTE IL CORONAVIRUS di Penitenzieria Apostolica&#13;
«Siate lieti nella speranza, costanti nella tribolazione, perseveranti nella preghiera» (Rm 12,12)....</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜<a href="http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6060" rel="noopener">http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6060</a><br /><br />INDULGENZE E CONFESSIONE DURANTE IL CORONAVIRUS di Penitenzieria Apostolica<br />«Siate lieti nella speranza, costanti nella tribolazione, perseveranti nella preghiera» (Rm 12,12). Le parole scritte da San Paolo alla Chiesa di Roma risuonano lungo l'intera storia della Chiesa e orientano il giudizio dei fedeli di fronte ad ogni sofferenza, malattia e calamità.<br />Il momento presente in cui versa l'intera umanità, minacciata da un morbo invisibile e insidioso, che ormai da tempo è entrato prepotentemente a far parte della vita di tutti, è scandito giorno dopo giorno da angosciose paure, nuove incertezze e soprattutto diffusa sofferenza fisica e morale.<br />La Chiesa, sull'esempio del suo Divino Maestro, ha avuto da sempre a cuore l'assistenza agli infermi. Come indicato da San Giovanni Paolo II, il valore della sofferenza umana è duplice: «È soprannaturale, perché si radica nel mistero divino della redenzione del mondo, ed è, altresì, profondamente umano, perché in esso l'uomo ritrova se stesso, la propria umanità, la propria dignità, la propria missione» (Lett. Ap. Salvifici doloris, 31).<br />Anche Papa Francesco, in questi ultimi giorni, ha manifestato la sua paterna vicinanza e ha rinnovato l'invito a pregare incessantemente per gli ammalati di Coronavirus.<br /><br />IL DONO DELLE INDULGENZE<br />Affinché tutti coloro che soffrono a causa del Covid-19, proprio nel mistero di questo patire possano riscoprire «la stessa sofferenza redentrice di Cristo» (ibid., 30), questa Penitenzieria Apostolica, ex auctoritate Summi Pontificis, confidando nella parola di Cristo Signore e considerando con spirito di fede l'epidemia attualmente in corso, da vivere in chiave di conversione personale, concede il dono delle Indulgenze a tenore del seguente dispositivo.<br />Si concede l'Indulgenza plenaria ai fedeli affetti da Coronavirus, sottoposti a regime di quarantena per disposizione dell'autorità sanitaria negli ospedali o nelle proprie abitazioni se, con l'animo distaccato da qualsiasi peccato, si uniranno spiritualmente attraverso i mezzi di comunicazione alla celebrazione della Santa Messa, alla recita del Santo Rosario, alla pia pratica della Via Crucis o ad altre forme di devozione, o se almeno reciteranno il Credo, il Padre Nostro e una pia invocazione alla Beata Vergine Maria, offrendo questa prova in spirito di fede in Dio e di carità verso i fratelli, con la volontà di adempiere le solite condizioni (confessione sacramentale, comunione eucaristica e preghiera secondo le intenzioni del Santo Padre), non appena sarà loro possibile.<br />Gli operatori sanitari, i familiari e quanti, sull'esempio del Buon Samaritano, esponendosi al rischio di contagio, assistono i malati di Coronavirus secondo le parole del divino Redentore: «Nessuno ha un amore più grande di questo: dare la vita per i propri amici» (Gv 15,13), otterranno il medesimo dono dell'Indulgenza plenaria alle stesse condizioni.<br /><br />LA PREGHIERA PER GLI AFFLITTI<br />Questa Penitenzieria Apostolica, inoltre, concede volentieri alle medesime condizioni l'Indulgenza plenaria in occasione dell'attuale epidemia mondiale, anche a quei fedeli che offrano la visita al Santissimo Sacramento, o l'adorazione eucaristica, o la lettura delle Sacre Scritture per almeno mezz'ora, o la recita del Santo Rosario, o il pio esercizio della Via Crucis, o la recita della Coroncina della Divina Misericordia, per implorare da Dio Onnipotente la cessazione dell'epidemia, il sollievo per coloro che ne sono afflitti e la salvezza eterna di quanti il Signore ha chiamato a sé.<br />La Chiesa prega per chi si trovasse nell'impossibilità di ricevere il sacramento dell'Unzione degli infermi e del Viatico, affidando alla Misericordia divina tutti e ciascuno in forza della comunione dei santi e concede al fedele l'Indulgenza plenaria in...]]></itunes:summary><itunes:duration>689</itunes:duration><itunes:keywords>apostolica,confessione,covid-19,indulgenza</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/17fd4efd448773907d593b48052f2cc9.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Coronavirus: l'autoritario regime cinese ha favorito la diffusione della pandemia</title><link>https://www.spreaker.com/episode/coronavirus-l-autoritario-regime-cinese-ha-favorito-la-diffusione-della-pandemia--23986474</link><description><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜<a href="http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6051" rel="noopener">http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6051</a><br /><br />CORONAVIRUS: L'AUTORITARIO REGIME CINESE HA FAVORITO LA DIFFUSIONE DELLA PANDEMIA di LEONE GROTTI<br />Oggi che l'Italia è in enorme difficoltà nel contenere l'epidemia di coronavirus, spuntano come funghi gli elogi al «sistema autoritario cinese». Il regime ha quasi fermato il contagio: ieri si sono registrati appena 20 nuovi casi, contro gli oltre 3.000 di un mese fa, e neanche uno fuori dall'Hubei, la provincia che ospita l'epicentro dell'epidemia, la città di Wuhan. Qui i suoi 11 milioni di abitanti da un mese non possono uscire di casa e le strade assomigliano a quelle di una città fantasma. Circa 60 milioni di persone sono state messe in quarantena in tutto il paese, 14 ospedali sono stati costruiti in pochi giorni per accogliere i nuovi malati e chi nasconde i sintomi dell'infezione può essere condannato a morte. L'approccio estremo di Pechino è stato definito «coraggioso» dall'Oms, che l'ha valutato come «lo sforzo di contenimento della malattia più ambizioso, agile e aggressivo della storia», mentre per il Corriere della Sera il modello cinese è «da seguire».<br /><br />SE IL MONDO È NEI GUAI È COLPA DEL REGIME<br />È vero che l'assenza di democrazia ha permesso ad esempio al governo cinese di sospendere il campionato di calcio, causando perdite milionarie ai club, senza incassare proteste di alcun tipo e di mettere in quarantena 60 milioni di persone senza che nessuno battesse ciglio. Ma la natura autoritaria del governo cinese, così efficiente quando si tratta di obbligare e reprimere, è anche quella che ha permesso al virus di circolare indisturbato per almeno due mesi. Se oggi l'Italia (e presto la Francia, la Germania e chissà quanti altri paesi) si trova in ginocchio è perché a inizio dicembre la Cina non ha rivelato la presenza di abitanti di Wuhan in ospedale con gravi sindromi respiratorie simili a quelle causate dalla Sars.<br />Ed è sempre per colpa del sistema autoritario cinese che quando un medico, Li Wenliang, oggi osannato da tutti i media cinesi e del mondo, si è accorto dell'esistenza di un nuovo virus e ha avvertito i suoi colleghi, invece che essere ascoltato, è stato convocato da polizia e Partito comunista che gli hanno ordinato di negare tutto. Il sistema autoritario cinese non voleva fare brutta figura, soprattutto in un momento in cui doveva svolgersi il congresso provinciale del Partito a Wuhan, e voleva preservare se stesso a discapito della salute della popolazione.<br /><br />LE AUTORITÀ MENTONO<br />E perché, nonostante gli ospedali di Wuhan fossero da giorni strapieni e senza più posti, nessun giornale ha lanciato l'allarme? Perché il sindaco della città non ha detto nulla fino al 23 gennaio, permettendo a tutti i suoi abitanti di uscire liberamente da Wuhan e infettare l'intero territorio della Cina e di conseguenza i paesi di tutto il mondo (perché il contagio è partito dalla Cina, cara Cnn, non dall'Italia)? Semplice: perché il sistema autoritario cinese ha impedito la diffusione di informazioni, sia da parte della stampa che delle autorità locali, fino a quando il segretario del Partito comunista Xi Jinping non ha lanciato l'allarme il 23 gennaio. La Cina ha già avuto 80.924 casi e 3.136 decessi. [...]<br />Oms e giornali si sperticano in lodi al sistema della quarantena cinese, ma non si chiedono perché quando venerdì 6 marzo la vicepremier Sun Chunlan si è recata a Wuhan per verificarne l'andamento, centinaia di persone si sono arrischiate ad affacciarsi dai balconi dei palazzi blindati per gridare: «Falsità, solo falsità, le autorità mentono». I cinesi non capiscono e non vedono quanto il loro sistema sia desiderabile? Il punto è un altro: i cinesi conoscono davvero il sistema e non si fermano agli specchietti per le allodole.<br /><br />QUANTE PERSONE ABBANDONATE IN QUARANTENA<br />Quante persone, infatti, come il nonno di Zhang Bella, si sono ammalate a Wuhan, hanno cercato invano posto in ospedale, non hanno mai fatto il tampone nonostante presentassero tutti i sintomi del Covid-19 e sono stati messi frettolosamente in quarantena, abbandonati dalle autorità e morti da soli nel letto di casa? Il signor Zhang è stato immediatamente cremato da un'agenzia funebre senza che la sua morte fosse ascritta al virus. L'Oms elogia il governo comunista perché in Cina il coronavirus avrebbe un tasso di mortalità di appena il 3,8%, mentre in Italia già sfiora il 5%. Ma com'è possibile credere alle cifre di Pechino? Quanti signor Zhang ci sono stati in Cina?<br />A Lianshui, nella provincia dello Jiangsu, un'intera famiglia è stata blindata in casa con sbarre di metallo dalle autorità locali. Sulla porta è stato appeso il cartello: «In questa casa vive una persona rientrata da Wuhan. È vietato toccare». La famiglia ha confessato che sarebbero tutti morti di fame se un vicino, mosso a compassione, non gli avesse calato dal balcone del cibo. Simili metodi di quarantena forzata sono stati applicati in tutta la Cina da zelanti funzionari del Partito. Quante famiglie non hanno avuto la stessa fortuna di quella di Lianshui e sono decedute? Non lo sappiamo, ma come si fa a elogiare la quarantena con caratteristiche cinesi davanti a simili eccessi?<br /><br />GUARITI... EPPURE MORTI<br />E ancora, c'è bisogno di ricordare la vicenda di Yan Xiaowen, chiuso in quarantena insieme al figlio minore e costretto ad abbandonare il figlio maggiore, affetto da paralisi cerebrale, in casa da solo? Le autorità locali della contea di Hongan (Hubei) avevano giurato al padre che si sarebbero presi cura di lui, invece l'hanno lasciato morire di fame in mezzo ai suoi escrementi. «La verità è che è morto e basta», hanno risposto i funzionari del partito locale all'inchiesta seguita al caso. Quante persone, come il figlio di Yan Xiaowen, sono morte per colpa di un sistema autoritario tanto efficiente quanto disumano?<br />Circa 57 mila persone sono guarite in Cina dal Covid-19, eppure ci sono delle storie che portano a dubitare dei numeri ufficiali rilasciati dalle autorità. Li Liang, come raccontato da Caixin, è stato dichiarato definitivamente guarito il 25 febbraio e posto in quarantena a Wuhan per altre due settimane, come previsto dagli stringenti regolamenti tanto elogiati dai giornali. In quarantena ha cominciato a sentirsi male di nuovo, ma nessun medico lo ha visitato perché il suo caso era risolto e il 5 marzo è stato trovato morto nella sua stanza di hotel dalla moglie. Le tac presentavano ancora problemi ai polmoni ma Li Liang era stato dimesso ugualmente e oggi è ancora contato dalla Cina come un caso medico di successo. Quante persone come Li Liang si trovano tra quei 57 mila "guariti"?<br /><br />ECCO COME "RIPARTE" L'ECONOMIA IN CINA<br />Tutti questi dettagli ovviamente non sono mai menzionati da chi liscia il pelo al regime comunista in Cina e poi denuncia il pericolo fascismo in Italia. L'unico problema della quarantena a oltranza riguarderebbe i suoi effetti nefasti sull'economia. Ma Pechino ha dichiarato che l'economia in Cina è già ripartita, fornendo a tutto il mondo dati inequivocabili. Peccato che, ha scoperto Caixin, i numeri sono tanto affidabili quanto quelli delle persone guarite che si godono la convalescenza al cimitero. Infatti, hanno rivelato molti imprenditori al giornale, il governo centrale calcola la ripresa economica di fabbriche e aziende in base al consumo di energia. Per questo, chiede a tutti i segretari locali del Partito comunista di rispettare certe quote di elettricità consumata. I segretari si rifanno sui proprietari delle aziende, che a loro volta azionano e fanno andare anche tutta la notte macchinari, luci e condizionatori. Le aziende però restano vuote e i dipendenti a casa per mancanza di lavoro. Così le quote sono rispettate e l'economia riparte sulla carta anche se nella realtà non cambia niente. «Falsità, solo falsità», come gridavano gli abitanti di Wuhan a Sun Chunlan.<br />Se a queste storie aggiungiamo che quei medici, giornalisti, professori universitari e singoli cittadini che hanno provato a denunciare sia l'epidemia sia gli errori del governo sono stati arrestati, forse ai tanti leoni da tastiera che popolano il web nostrano non conviene molto elogiare il sistema autoritario cinese. Il governo italiano deve migliorare la gestione dell'emergenza, smettendola di inviare segnali contrastanti e confusi, certo, la gente deve comprendere la gravità della situazione e rispettare le direttive, senza dubbio, ma se proprio dobbiamo rifarci a un modello guardiamo alla Corea del Sud. E lasciamo perdere la Cina, dove il virus è stato bloccato dall'eroismo dei cinesi di Wuhan e non dal governo.<br /> <br />Titolo originale: Coronavirus, il modello cinese ha causato il disastro. Altro che imitarlo<br />Fonte: Tempi, 11 marzo 2020<br />Pubblicato su BastaBugie n. 656]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/23986474</guid><pubDate>Tue, 17 Mar 2020 19:25:13 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/23986474/coronavirus_l_autoratirario_regime_cinese_ha_favorito_la_diffusione_della_pandemia.mp3" length="11765550" type="audio/mpeg"/><itunes:author>BastaBugie</itunes:author><itunes:subtitle>TESTO DELL'ARTICOLO ➜http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6051&#13;
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CORONAVIRUS: L'AUTORITARIO REGIME CINESE HA FAVORITO LA DIFFUSIONE DELLA PANDEMIA di LEONE GROTTI&#13;
Oggi che l'Italia è in enorme difficoltà nel contenere l'epidemia di...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜<a href="http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6051" rel="noopener">http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6051</a><br /><br />CORONAVIRUS: L'AUTORITARIO REGIME CINESE HA FAVORITO LA DIFFUSIONE DELLA PANDEMIA di LEONE GROTTI<br />Oggi che l'Italia è in enorme difficoltà nel contenere l'epidemia di coronavirus, spuntano come funghi gli elogi al «sistema autoritario cinese». Il regime ha quasi fermato il contagio: ieri si sono registrati appena 20 nuovi casi, contro gli oltre 3.000 di un mese fa, e neanche uno fuori dall'Hubei, la provincia che ospita l'epicentro dell'epidemia, la città di Wuhan. Qui i suoi 11 milioni di abitanti da un mese non possono uscire di casa e le strade assomigliano a quelle di una città fantasma. Circa 60 milioni di persone sono state messe in quarantena in tutto il paese, 14 ospedali sono stati costruiti in pochi giorni per accogliere i nuovi malati e chi nasconde i sintomi dell'infezione può essere condannato a morte. L'approccio estremo di Pechino è stato definito «coraggioso» dall'Oms, che l'ha valutato come «lo sforzo di contenimento della malattia più ambizioso, agile e aggressivo della storia», mentre per il Corriere della Sera il modello cinese è «da seguire».<br /><br />SE IL MONDO È NEI GUAI È COLPA DEL REGIME<br />È vero che l'assenza di democrazia ha permesso ad esempio al governo cinese di sospendere il campionato di calcio, causando perdite milionarie ai club, senza incassare proteste di alcun tipo e di mettere in quarantena 60 milioni di persone senza che nessuno battesse ciglio. Ma la natura autoritaria del governo cinese, così efficiente quando si tratta di obbligare e reprimere, è anche quella che ha permesso al virus di circolare indisturbato per almeno due mesi. Se oggi l'Italia (e presto la Francia, la Germania e chissà quanti altri paesi) si trova in ginocchio è perché a inizio dicembre la Cina non ha rivelato la presenza di abitanti di Wuhan in ospedale con gravi sindromi respiratorie simili a quelle causate dalla Sars.<br />Ed è sempre per colpa del sistema autoritario cinese che quando un medico, Li Wenliang, oggi osannato da tutti i media cinesi e del mondo, si è accorto dell'esistenza di un nuovo virus e ha avvertito i suoi colleghi, invece che essere ascoltato, è stato convocato da polizia e Partito comunista che gli hanno ordinato di negare tutto. Il sistema autoritario cinese non voleva fare brutta figura, soprattutto in un momento in cui doveva svolgersi il congresso provinciale del Partito a Wuhan, e voleva preservare se stesso a discapito della salute della popolazione.<br /><br />LE AUTORITÀ MENTONO<br />E perché, nonostante gli ospedali di Wuhan fossero da giorni strapieni e senza più posti, nessun giornale ha lanciato l'allarme? Perché il sindaco della città non ha detto nulla fino al 23 gennaio, permettendo a tutti i suoi abitanti di uscire liberamente da Wuhan e infettare l'intero territorio della Cina e di conseguenza i paesi di tutto il mondo (perché il contagio è partito dalla Cina, cara Cnn, non dall'Italia)? Semplice: perché il sistema autoritario cinese ha impedito la diffusione di informazioni, sia da parte della stampa che delle autorità locali, fino a quando il segretario del Partito comunista Xi Jinping non ha lanciato l'allarme il 23 gennaio. La Cina ha già avuto 80.924 casi e 3.136 decessi. [...]<br />Oms e giornali si sperticano in lodi al sistema della quarantena cinese, ma non si chiedono perché quando venerdì 6 marzo la vicepremier Sun Chunlan si è recata a Wuhan per verificarne l'andamento, centinaia di persone si sono arrischiate ad affacciarsi dai balconi dei palazzi blindati per gridare: «Falsità, solo falsità, le autorità mentono». I cinesi non capiscono e non vedono quanto il loro sistema sia desiderabile? Il punto è un altro: i cinesi conoscono davvero il sistema e non si fermano agli specchietti per le allodole.<br /><br />QUANTE PERSONE ABBANDONATE IN QUARANTENA<br />Quante persone, infatti, come il nonno...]]></itunes:summary><itunes:duration>736</itunes:duration><itunes:keywords>autoritarismo,comunismo,coronavirus,covid-19,pandemia</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/db1e9505509aead56217e87989cc295d.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Anche sul coronavirus, Inghilterra controcorrente (In stile Brexit)</title><link>https://www.spreaker.com/episode/anche-sul-coronavirus-inghilterra-controcorrente-in-stile-brexit--23979075</link><description><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜<a href="http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6056" rel="noopener">http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6056</a><br /><br />ANCHE SUL CORONAVIRUS, INGHILTERRA CONTROCORRENTE (IN STILE BREXIT) di PAOLO GULISANO<br />Sul fronte della battaglia al Coronavirus, la novità è venuta da Londra, e ha già creato molte reazioni polemiche. Da giorni ci chiedevamo come mai il Governo di Sua Maestà non prendesse alcuno dei provvedimenti restrittivi che si stanno imponendo in tutta Europa, con l'Italia come capofila del "modello cinese" fatto di chiusure di tutto ciò che era possibile chiudere. In tutta la Gran Bretagna le scuole e le università sono aperte e la vita procede secondo le normali abitudini. Il campionato di calcio è proseguito con stradi stracolmi, come si è visto anche questa settimana a Liverpool e Glasgow, e solo dal prossimo weekend le porte degli stadi resteranno chiusi. <br />Qualcuno ha parlato di follia, o di incoscienza, ma venerdì Boris Johnson, che ha riconosciuto che il Paese si trova di fronte ad una seria emergenza sanitaria, ha rivelato che il suo Governo ha una strategia totalmente differente per affrontare la sfida dell'epidemia.<br />Johnson si è avvalso della consulenza di due esperti, che ha chiamato a fargli da consulenti, due importanti figure della sanità britannica: Sir Patrick Vallance e il professor Chris Whitty. Il primo ha dal 2018 l'incarico di Chief Scientific Adviser del Governo, ossia capo consulente scientifico. È stato per anni alla guida del settore ricerca della più grande azienda farmaceutica britannica, la GlaxoSmithKline. Il secondo è il Professor Chris Whitty, che è Chief Medical Officer per il Governo inglese, epidemiologo ed esperto di sanità pubblica.<br />Questi due scienziati sono dunque le menti della strategia britannica, una strategia che sta già facendo molto discutere. Quali sono i suoi punti? Vallance e Whitty si sono detti ben consapevoli che molti paesi stanno adottando misure severe per reprimere la diffusione del coronavirus, tra cui la chiusura delle scuole, la fine delle riunioni di massa e le severe restrizioni ai viaggi, mentre il Regno Unito ha adottato misure di controllo relativamente modeste. Tuttavia il sistema di restrizioni per i professori britannici non è il solo modello possibile, e anzi potrebbe rivelarsi un boomerang.<br /><br />UNICHE MISURE: LAVARSI SPESSO LE MANI E STARE A CASA SE MALATI<br />Le simulazioni al computer fatte dagli esperti indicano che il Regno Unito è nelle prime fasi della sua epidemia, che dovrebbe aumentare rapidamente tra quattro settimane e raggiungere il picco tra 10 e 14 settimane. Sir Patrick e il Professor Whitty hanno pronunciato la sentenza che è troppo presto per imporre severe restrizioni in questa fase. Tali restrizioni potrebbero durare diversi mesi e rischiare la "fatica dell'isolamento", con le persone che escono di casa proprio mentre l'epidemia è al culmine. Gli anziani sono particolarmente a rischio di sviluppare sintomi gravi. Ma molti di loro sono già isolati. Tagliarli fuori dalle loro comunità in questa fase, quando i rischi sono ancora relativamente bassi, creerebbe loro difficoltà inutili.<br />I due super esperti hanno anche sconsigliato la sospensione delle riunioni di massa. Ancora una volta, i loro modelli informatici indicano che questo sarebbe meno efficace e più dirompente rispetto alle misure che hanno raccomandato: lavarsi le mani e chiedere alle persone di autoisolarsi se mostrano sintomi della malattia. Queste misure, se correttamente implementate, potrebbero ridurre il picco dei casi del 20%, afferma Sir Patrick. <br />"Le persone hanno molte più probabilità di catturare il virus da un membro della famiglia o da un amico da qualche parte in un piccolo spazio piuttosto che in un grande spazio, come uno stadio sportivo", ha detto. E lo stesso vale per le chiusure scolastiche. La chiusura delle scuole per Vallance e Whitty è efficace per controllare gravi epidemie di influenza, ma Covid-19 sembra influenzare meno i bambini. Questo sembra confermato dall'evidenza italiana, dove la chiusura delle scuole - come si è rilevato epidemiologicamente - ha portato ad una drastica diminuzione dei casi di influenza stagionale. Per gli inglesi però c'è un altro rischio: i bambini a casa da scuola potrebbero trasmettere il Covid 19 - cui sembrano decisamente più resistenti - ai loro genitori e nonni. <br />La strategia britannica pertanto è di ritardare l'insorgenza del picco della malattia fino ai mesi estivi, diluendo - per così dire - il numero dei casi. Gli sforzi per eliminarlo troppo rapidamente rischiano di far tornare l'epidemia, forse durante l'inverno prossimo, una volta revocate le misure estreme.<br /><br />A BREVE NESSUN VACCINO<br />Sir Vallance ha spiegato che occorre cercare di "spalmare" il decorso dell'epidemia, non cercare di eliminarla completamente in breve tempo. "Ciò che non vogliamo è che tutti se lo prendano in breve tempo intasando i servizi sanitari" ha detto, ma al tempo stesso, poiché la grande maggioranza delle persone presenta la malattia in forma non grave, e guarisce, "ritardando le misure restrittive costruiamo una sorta di immunità di gregge in modo che più persone siano immuni al virus e si riducano i contagi mentre proteggiamo le persone più vulnerabili". Se sopprimi qualcosa in modo molto, molto radicale, quando allenti le misure c'è un effetto di rimbalzo e questo rimbalzo arriva al momento sbagliato, ha insistito Vallance.<br />L'immunità di gregge è un concetto che è diventato piuttosto noto a seguito dei dibattiti sulle vaccinazioni: se una percentuale sufficientemente alta di una popolazione ha sviluppato delle difese immunitarie, ad opera di una vaccinazione o grazie all'immunità naturale acquisita per aver fatto una malattia, la circolazione del virus è molto minore e ciò consente a questa parte di popolazione immunizzata di proteggere anche quella che non lo è. La percentuale di immunizzati che si dovrebbe raggiungere per avere una efficace immunità di gregge è del 60%<br />È importante sottolineare che se uno scienziato come Sir Vallance, che è stato per anni capo del settore ricerca e sviluppo di un gigante delle vaccinazioni come GlaxoSmithKline, punta sull'immunizzazione naturale, e non su un ipotetico vaccino, ciò significa che molte delle speculazioni che si stanno facendo su eventuali vaccini da avere a disposizione a breve non hanno consistenza. <br />Vallance ha avvertito che il Covid-19 è destinato a diventare molto probabilmente un virus annuale, un'infezione stagionale annuale. Bloccarlo sarà impossibile, almeno per un certo periodo di tempo, e quindi dovremo imparare a convivere con esso, e per questo non ha senso vivere in uno stato di continua emergenza, e non ha senso chiudere le attività economiche, produttive, sociali, educative.<br />Ancora una volta l'Inghilterra sfodera il suo proverbiale "Keep calm and go on". Una linea di realismo, illustrata dal premier Johnson che non ha voluto illudere i britannici: "Molte famiglie perderanno i loro cari" ha dichiarato. Una scelta di chiarezza che ha ricordato Winston Churchill che prometteva "sangue, sudore e lacrime" per ottenere la vittoria. La guerra contro l'epidemia non sarà breve. Niente retorica del "torneremo presto ad abbracciarci", dunque, ma un guardare in faccia la realtà di oggi anche in una prospettiva futura. [...]<br /> <br />Titolo originale: Coronexit, la sfida di Johnson ha basi scientifiche<br />Fonte: La Nuova Bussola Quotidiana, 15-03-2020<br />Pubblicato su BastaBugie n. 656]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/23979075</guid><pubDate>Tue, 17 Mar 2020 19:15:11 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/23979075/anche_sul_coronavirus_inghilterra_controcorrente_in_stile_brexit.mp3" length="9816357" type="audio/mpeg"/><itunes:author>BastaBugie</itunes:author><itunes:subtitle>TESTO DELL'ARTICOLO ➜http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6056&#13;
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ANCHE SUL CORONAVIRUS, INGHILTERRA CONTROCORRENTE (IN STILE BREXIT) di PAOLO GULISANO&#13;
Sul fronte della battaglia al Coronavirus, la novità è venuta da Londra, e ha già creato...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜<a href="http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6056" rel="noopener">http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6056</a><br /><br />ANCHE SUL CORONAVIRUS, INGHILTERRA CONTROCORRENTE (IN STILE BREXIT) di PAOLO GULISANO<br />Sul fronte della battaglia al Coronavirus, la novità è venuta da Londra, e ha già creato molte reazioni polemiche. Da giorni ci chiedevamo come mai il Governo di Sua Maestà non prendesse alcuno dei provvedimenti restrittivi che si stanno imponendo in tutta Europa, con l'Italia come capofila del "modello cinese" fatto di chiusure di tutto ciò che era possibile chiudere. In tutta la Gran Bretagna le scuole e le università sono aperte e la vita procede secondo le normali abitudini. Il campionato di calcio è proseguito con stradi stracolmi, come si è visto anche questa settimana a Liverpool e Glasgow, e solo dal prossimo weekend le porte degli stadi resteranno chiusi. <br />Qualcuno ha parlato di follia, o di incoscienza, ma venerdì Boris Johnson, che ha riconosciuto che il Paese si trova di fronte ad una seria emergenza sanitaria, ha rivelato che il suo Governo ha una strategia totalmente differente per affrontare la sfida dell'epidemia.<br />Johnson si è avvalso della consulenza di due esperti, che ha chiamato a fargli da consulenti, due importanti figure della sanità britannica: Sir Patrick Vallance e il professor Chris Whitty. Il primo ha dal 2018 l'incarico di Chief Scientific Adviser del Governo, ossia capo consulente scientifico. È stato per anni alla guida del settore ricerca della più grande azienda farmaceutica britannica, la GlaxoSmithKline. Il secondo è il Professor Chris Whitty, che è Chief Medical Officer per il Governo inglese, epidemiologo ed esperto di sanità pubblica.<br />Questi due scienziati sono dunque le menti della strategia britannica, una strategia che sta già facendo molto discutere. Quali sono i suoi punti? Vallance e Whitty si sono detti ben consapevoli che molti paesi stanno adottando misure severe per reprimere la diffusione del coronavirus, tra cui la chiusura delle scuole, la fine delle riunioni di massa e le severe restrizioni ai viaggi, mentre il Regno Unito ha adottato misure di controllo relativamente modeste. Tuttavia il sistema di restrizioni per i professori britannici non è il solo modello possibile, e anzi potrebbe rivelarsi un boomerang.<br /><br />UNICHE MISURE: LAVARSI SPESSO LE MANI E STARE A CASA SE MALATI<br />Le simulazioni al computer fatte dagli esperti indicano che il Regno Unito è nelle prime fasi della sua epidemia, che dovrebbe aumentare rapidamente tra quattro settimane e raggiungere il picco tra 10 e 14 settimane. Sir Patrick e il Professor Whitty hanno pronunciato la sentenza che è troppo presto per imporre severe restrizioni in questa fase. Tali restrizioni potrebbero durare diversi mesi e rischiare la "fatica dell'isolamento", con le persone che escono di casa proprio mentre l'epidemia è al culmine. Gli anziani sono particolarmente a rischio di sviluppare sintomi gravi. Ma molti di loro sono già isolati. Tagliarli fuori dalle loro comunità in questa fase, quando i rischi sono ancora relativamente bassi, creerebbe loro difficoltà inutili.<br />I due super esperti hanno anche sconsigliato la sospensione delle riunioni di massa. Ancora una volta, i loro modelli informatici indicano che questo sarebbe meno efficace e più dirompente rispetto alle misure che hanno raccomandato: lavarsi le mani e chiedere alle persone di autoisolarsi se mostrano sintomi della malattia. Queste misure, se correttamente implementate, potrebbero ridurre il picco dei casi del 20%, afferma Sir Patrick. <br />"Le persone hanno molte più probabilità di catturare il virus da un membro della famiglia o da un amico da qualche parte in un piccolo spazio piuttosto che in un grande spazio, come uno stadio sportivo", ha detto. E lo stesso vale per le chiusure scolastiche. La chiusura delle scuole per Vallance e Whitty è efficace per controllare gravi epidemie...]]></itunes:summary><itunes:duration>614</itunes:duration><itunes:keywords>boris,brexit,covid-19,inghilterra,jhonson</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/45f11b5d46e523a14ba66fef7568542f.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Il corona virus svela le contraddizioni delle ideologie</title><link>https://www.spreaker.com/episode/il-corona-virus-svela-le-contraddizioni-delle-ideologie--23979028</link><description><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜<a href="http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6053" rel="noopener">http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6053</a><br /><br />IL CORONAVIRUS SVELA LE CONTRADDIZIONI DELLE IDEOLOGIE di ANTONIO SOCCI<br />E ora tutti a invocare il caldo per sconfiggere il virus (con tanti saluti a Greta e alla paura del riscaldamento globale). Ora tutti con mascherine e guanti (e viva la plastica delle attrezzature sanitarie).<br />Ora tutti a ripetere "io resto a casa" dopo aver professato il nomadismo globale e aver fatto gli aperitivi progressisti con "Milano non si ferma" per combattere il panico (cit. Zingaretti). Ora tutti in allarme dopo aver dato dell'"allarmista" che "fomenta la paura" al "cattivo" Salvini che chiedeva da gennaio chiusura delle frontiere e controlli a tappeto per chi arrivava dalla Cina.<br />Ora tutti a lanciare fulmini e saette pure su chi passeggia da solo nel parco dopo che per settimane hanno declamato "abbraccia un cinese" contro la paura e contro il terrorismo psicologico (l'emergenza era il razzismo anticinese).<br />Ora tutti a sventolare il tricolore, a esaltare il patriottismo e a cantare l'inno nazionale, dopo aver accusato di essere un pericoloso nazionalista chi diceva "prima gli italiani" e chiedeva di difendere il nostro interesse nazionale in Europa e di non farsi mettere i piedi in capo.<br />Ora tutti a esaltare il nostro sistema sanitario e a lamentare la mancanza di mezzi e strutture, mentre per anni è caduto sotto la scure dei tagli e dell'austerità europea in quanto "sprecone". Ora tutti a criticare Madame Lagarde per le sue micidiali dichiarazioni, dopo aver esaltato per decenni, acriticamente, le istituzioni europee e aver consegnato loro la nostra sovranità.<br /><br />EUROPA, SPREAD E PATTO DI STABILITÀ<br />Ora tutti a scoprire che lo spread dipende solo dalla Bce e non dai governi (tanto meno dalle dichiarazioni di Borghi), dopo aver fatto, per anni, campagne propagandistiche di segno opposto. Naturalmente senza capire che poi, se lo spread dipende solo dalla Bce (come in effetti è), ne consegue che il Mes non serve assolutamente a nulla (se non a tenere sotto scacco gli Stati). E - come dice Claudio Borghi - ne deriva che dovremmo chiedere la restituzione delle nostre quote (circa 60 miliardi) con cui potremmo iniziare a ricostruire il paese.<br />Ora tutti a proclamare che l'Europa non deve farci da ostacolo dopo aver accettato che l'Ue mettesse in ginocchio la nostra economia per venti anni. Ora tutti a dire che l'aumento del deficit non è più un problema e che bisogna sospendere il Patto di stabilità, dopo aver inveito per mesi contro chi voleva sforare di uno 0,2 per cento il deficit per aiutare l'economia italiana.<br />Ora tutti a dire che nemmeno il debito pubblico fa più problema, perché per sostenere le strutture sanitarie e uscire dall'emergenza occorre spesa pubblica. Ora tutti ad alzare muri alle frontiere dopo aver tuonato per anni contro muri e frontiere, condannandoli come inutili e segno di xenofobia.<br />Ora tutti a fare controlli a chi arriva dall'estero dopo che da noi irrisero perfino i governatori del Nord che a tempo debito - il 3 febbraio - chiesero quarantena per chi tornava dalla Cina. Ora tutti a esaltare la "risposta italiana al virus" quando per anni avevano ripetuto che c'è bisogno di risposte globali.<br />Ora addirittura c'è chi arriva a teorizzare l''Helicopter Money', ovvero soldi "a pioggia" nelle tasche dei cittadini (come a Hong Kong), per combattere la recessione da Coronavirus, dopo aver demonizzato per anni chi richiamava la necessità di una politica economica espansiva per affrontare la crisi.<br /><br />NESSUN MEA CULPA<br />La via di Damasco è affollatissima in questi giorni. Ma tutta questa gente caduta da cavallo, ci potete scommettere, dirà che non è affatto caduta, anzi che voleva scendere. E che non è stata affatto folgorata, anzi, è lei che illumina il mondo.<br />Così il piccolo Churchill del Tavoliere sarà ancora acclamato dal "Corriere della sera" come salvatore della patria, mentre traduce in decreto - ma tardi e male - le proposte del centrodestra. Per il momento da 3 miliardi - su spinta della Lega - l'esecutivo è arrivato a "teorizzarne" 25, ma siamo ancora lontani dal metterli sul piatto.<br />Perché abbiamo ancora un governo che scrive richieste di autorizzazione alla Ue e va, in ginocchio e col cappello in mano a Bruxelles, a chiedere di poter spendere 3 miliardi, mentre il governo tedesco - senza chiedere niente a nessuno - ha deciso di spendere "qualsiasi cifra dovesse rivelarsi necessaria" per affrontare l'emergenza sanitaria e l'emergenza economica, a partire da 550 miliardi (avete letto bene: cinquecentocinquanta!).<br />Questo è la caratteristica della Ue: le regole (su aiuti di stato, banche, nazionalizzazioni, surplus commerciale, deficit/pil) sembrano valere solo per l'Italia e vanno picchiate in testa all'Italia. Per gli altri, e soprattutto per la Germania, no.<br />Così adesso, se le nostre imprese saranno abbandonate dallo Stato italiano, falliranno a causa del coronavirus. Mentre le imprese tedesche, aiutate dallo Stato tedesco, si prenderanno tutto il mercato. Con tanti ringraziamenti alle regole europee e alla solidarietà europea.<br /> <br />Titolo originale: Come il Coronavirus ha affondato la UE e la sinistra conformista<br />Fonte: Libero, 15 marzo 2020<br />Pubblicato su BastaBugie n. 656]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/23979028</guid><pubDate>Tue, 17 Mar 2020 19:10:11 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/23979028/il_corona_virus_svela_le_contraddizioni.mp3" length="5800436" type="audio/mpeg"/><itunes:author>BastaBugie</itunes:author><itunes:subtitle>TESTO DELL'ARTICOLO ➜http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6053&#13;
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IL CORONAVIRUS SVELA LE CONTRADDIZIONI DELLE IDEOLOGIE di ANTONIO SOCCI&#13;
E ora tutti a invocare il caldo per sconfiggere il virus (con tanti saluti a Greta e alla paura del...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜<a href="http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6053" rel="noopener">http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6053</a><br /><br />IL CORONAVIRUS SVELA LE CONTRADDIZIONI DELLE IDEOLOGIE di ANTONIO SOCCI<br />E ora tutti a invocare il caldo per sconfiggere il virus (con tanti saluti a Greta e alla paura del riscaldamento globale). Ora tutti con mascherine e guanti (e viva la plastica delle attrezzature sanitarie).<br />Ora tutti a ripetere "io resto a casa" dopo aver professato il nomadismo globale e aver fatto gli aperitivi progressisti con "Milano non si ferma" per combattere il panico (cit. Zingaretti). Ora tutti in allarme dopo aver dato dell'"allarmista" che "fomenta la paura" al "cattivo" Salvini che chiedeva da gennaio chiusura delle frontiere e controlli a tappeto per chi arrivava dalla Cina.<br />Ora tutti a lanciare fulmini e saette pure su chi passeggia da solo nel parco dopo che per settimane hanno declamato "abbraccia un cinese" contro la paura e contro il terrorismo psicologico (l'emergenza era il razzismo anticinese).<br />Ora tutti a sventolare il tricolore, a esaltare il patriottismo e a cantare l'inno nazionale, dopo aver accusato di essere un pericoloso nazionalista chi diceva "prima gli italiani" e chiedeva di difendere il nostro interesse nazionale in Europa e di non farsi mettere i piedi in capo.<br />Ora tutti a esaltare il nostro sistema sanitario e a lamentare la mancanza di mezzi e strutture, mentre per anni è caduto sotto la scure dei tagli e dell'austerità europea in quanto "sprecone". Ora tutti a criticare Madame Lagarde per le sue micidiali dichiarazioni, dopo aver esaltato per decenni, acriticamente, le istituzioni europee e aver consegnato loro la nostra sovranità.<br /><br />EUROPA, SPREAD E PATTO DI STABILITÀ<br />Ora tutti a scoprire che lo spread dipende solo dalla Bce e non dai governi (tanto meno dalle dichiarazioni di Borghi), dopo aver fatto, per anni, campagne propagandistiche di segno opposto. Naturalmente senza capire che poi, se lo spread dipende solo dalla Bce (come in effetti è), ne consegue che il Mes non serve assolutamente a nulla (se non a tenere sotto scacco gli Stati). E - come dice Claudio Borghi - ne deriva che dovremmo chiedere la restituzione delle nostre quote (circa 60 miliardi) con cui potremmo iniziare a ricostruire il paese.<br />Ora tutti a proclamare che l'Europa non deve farci da ostacolo dopo aver accettato che l'Ue mettesse in ginocchio la nostra economia per venti anni. Ora tutti a dire che l'aumento del deficit non è più un problema e che bisogna sospendere il Patto di stabilità, dopo aver inveito per mesi contro chi voleva sforare di uno 0,2 per cento il deficit per aiutare l'economia italiana.<br />Ora tutti a dire che nemmeno il debito pubblico fa più problema, perché per sostenere le strutture sanitarie e uscire dall'emergenza occorre spesa pubblica. Ora tutti ad alzare muri alle frontiere dopo aver tuonato per anni contro muri e frontiere, condannandoli come inutili e segno di xenofobia.<br />Ora tutti a fare controlli a chi arriva dall'estero dopo che da noi irrisero perfino i governatori del Nord che a tempo debito - il 3 febbraio - chiesero quarantena per chi tornava dalla Cina. Ora tutti a esaltare la "risposta italiana al virus" quando per anni avevano ripetuto che c'è bisogno di risposte globali.<br />Ora addirittura c'è chi arriva a teorizzare l''Helicopter Money', ovvero soldi "a pioggia" nelle tasche dei cittadini (come a Hong Kong), per combattere la recessione da Coronavirus, dopo aver demonizzato per anni chi richiamava la necessità di una politica economica espansiva per affrontare la crisi.<br /><br />NESSUN MEA CULPA<br />La via di Damasco è affollatissima in questi giorni. Ma tutta questa gente caduta da cavallo, ci potete scommettere, dirà che non è affatto caduta, anzi che voleva scendere. E che non è stata affatto folgorata, anzi, è lei che illumina il mondo.<br />Così il piccolo Churchill del Tavoliere...]]></itunes:summary><itunes:duration>363</itunes:duration><itunes:keywords>coronavirus,covid-19,greta,ideologie</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/15a8e7489111794321ceba3750f4e09a.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Gravidanza: il Coronavirus non si trasmette al figlio</title><link>https://www.spreaker.com/episode/gravidanza-il-coronavirus-non-si-trasmette-al-figlio--23986306</link><description><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜<a href="http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6058" rel="noopener">http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6058</a><br /><br />GRAVIDANZA: IL CORONAVIRUS NON SI TRASMETTE AL FIGLIO di MANUELA ANTONACCI<br />Anche in questo tempo così difficile, di pandemia, la vita ha sempre l'ultima parola: è quanto accaduto all'ospedale di Bolzano dove un bambino è nato sano da una mamma contagiata da Covid-19. Sicuramente si è trattato di un grande e impegnativo lavoro da parte dell'equipe sanitaria di ginecologia ed ostetrica del San Maurizio guidata dal primario Martin Steinkasserer. Il parto è avvenuto tramite un cesareo d'urgenza e ora mamma e figlio stanno bene. Ovviamente la donna dovrà stare in isolamento per un po', ma la cosa è andata meglio di quanto si sperasse. Infatti, la madre era stata ricoverata a causa della la febbre alta e in seguito sottoposta al tampone, poi, durante la notte, a causa di una crisi respiratoria, si è reso necessario il cesareo d'urgenza, ma adesso la fase critica è passata.<br />In realtà, non si tratta dell'unico caso in cui una donna affetta da Covid-19 partorisce un bambino sano. Infatti, ci sono molti dati scientifici, come ha spiegato anche il professor Noia, docente di Medicina dell'Età Prenatale presso l'Università Cattolica del Sacro Cuore di Roma e Presidente dell'Associazione Italiana Ginecologi Ostetrici Cattolici (AIGOC) in alcuni suoi interventi su RadioBlu e Crisitani Today, che dimostrano che, in gravidanza, la trasmissione del virus non è affatto automatica.<br />Il dottore ha citato una serie di studi scientifici a supporto delle sue dichiarazioni: in particolare, il recente studio del Lancet. [...] Questo studio analizza 9 casi di donne gravide con polmoniti confermate da COVID-19, il dato fondamentale che emerge da questi esami è che le analisi effettuate sui 9 bambini nati da taglio cesareo, incrociate con i dati testati su liquido amniotico, sangue dal cordone ombelicale, latte materno, non hanno mostrato alcun passaggio dalla madre al feto, del virus Covid-19. Per cui non vi sono evidenze scientificamente forti per supportare la possibilità di trasmissione verticale e automatica dell'infezione Covid-19 dalla madre al bambino. L'opposto di quello che riguardava il virus della Sars che, al contrario, si accompagnava a complicazioni varie, sia materne che fetali, tra cui aborti spontanei, parti prematuri e riduzione della crescita fetale.<br />Inoltre il Professore ha sottolineato come vada assolutamente distinto l'effetto del virus sulla madre e l'effetto sul bambino: "tanto per incominciare le polmoniti che hanno le madri, affette da coronavirus, in gravidanza, non sono diverse da quelle che hanno le persone non in gravidanza. Inoltre chi è affetto da coronavirus deve fare il cesareo o partorire per vie vaginali? La casistica, seppure piccola, afferma che la maggior parte delle gravide in queste condizioni, ha fatto il parto cesareo, c'è solo un 20% che ha partorito per via vaginale e i controlli incrociati fatti su liquido amniotico, sangue del cordone ombelicale e latte materno, hanno dimostrato che il virus non era passato. Passiamo invece agli eventuali effetti sul feto: nella casistica del Lancet, i bambini sono stati partoriti con una prematurità molto lieve (tra la 36 e 39 esima settimana di gravidanza) c'è stato un 10 % con riduzione di crescita, ma è diverso dalle altre 2 forme di coronavirus che abbiamo avuto fino 18 anni fa, la Sars e la Mers, sono anche questi coronavirus, diversi da quello attuale, per le quali le problematiche di prematurità, nascita con peso inferiore, difficoltà respiratoria, erano più evidenti. Inoltre, cosa avviene se il virus passa nei primi 3 mesi? Non ci sono dati che dimostrino un aumento delle malformazioni, l'unico rischio è l'ipertermia (l'aumento della temperatura corporea) ma non altri. C'è stato inoltre un caso di Mers avvenuto a 7 settimane ma il bambino è nato a 38 settimane e sano. Consiglio, invece, di differire l'allattamento e adottare tutte le precauzioni possibili per il contatto a breve distanza col bambino".<br />Buone notizie, insomma, per chi, in questo periodo così difficile, porta in grembo la speranza.<br /> <br />Titolo originale: Coronavirus e gravidanza, la testimonianza del professor Noia<br />Fonte: Provita & Famiglia, 17/03/2020<br />Pubblicato su BastaBugie n. 656]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/23986306</guid><pubDate>Tue, 17 Mar 2020 19:05:10 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/23986306/gravidanza_il_coronavirus_non_si_trasmette_al_figlio.mp3" length="4919796" type="audio/mpeg"/><itunes:author>BastaBugie</itunes:author><itunes:subtitle>TESTO DELL'ARTICOLO ➜http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6058&#13;
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GRAVIDANZA: IL CORONAVIRUS NON SI TRASMETTE AL FIGLIO di MANUELA ANTONACCI&#13;
Anche in questo tempo così difficile, di pandemia, la vita ha sempre l'ultima parola: è quanto...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜<a href="http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6058" rel="noopener">http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6058</a><br /><br />GRAVIDANZA: IL CORONAVIRUS NON SI TRASMETTE AL FIGLIO di MANUELA ANTONACCI<br />Anche in questo tempo così difficile, di pandemia, la vita ha sempre l'ultima parola: è quanto accaduto all'ospedale di Bolzano dove un bambino è nato sano da una mamma contagiata da Covid-19. Sicuramente si è trattato di un grande e impegnativo lavoro da parte dell'equipe sanitaria di ginecologia ed ostetrica del San Maurizio guidata dal primario Martin Steinkasserer. Il parto è avvenuto tramite un cesareo d'urgenza e ora mamma e figlio stanno bene. Ovviamente la donna dovrà stare in isolamento per un po', ma la cosa è andata meglio di quanto si sperasse. Infatti, la madre era stata ricoverata a causa della la febbre alta e in seguito sottoposta al tampone, poi, durante la notte, a causa di una crisi respiratoria, si è reso necessario il cesareo d'urgenza, ma adesso la fase critica è passata.<br />In realtà, non si tratta dell'unico caso in cui una donna affetta da Covid-19 partorisce un bambino sano. Infatti, ci sono molti dati scientifici, come ha spiegato anche il professor Noia, docente di Medicina dell'Età Prenatale presso l'Università Cattolica del Sacro Cuore di Roma e Presidente dell'Associazione Italiana Ginecologi Ostetrici Cattolici (AIGOC) in alcuni suoi interventi su RadioBlu e Crisitani Today, che dimostrano che, in gravidanza, la trasmissione del virus non è affatto automatica.<br />Il dottore ha citato una serie di studi scientifici a supporto delle sue dichiarazioni: in particolare, il recente studio del Lancet. [...] Questo studio analizza 9 casi di donne gravide con polmoniti confermate da COVID-19, il dato fondamentale che emerge da questi esami è che le analisi effettuate sui 9 bambini nati da taglio cesareo, incrociate con i dati testati su liquido amniotico, sangue dal cordone ombelicale, latte materno, non hanno mostrato alcun passaggio dalla madre al feto, del virus Covid-19. Per cui non vi sono evidenze scientificamente forti per supportare la possibilità di trasmissione verticale e automatica dell'infezione Covid-19 dalla madre al bambino. L'opposto di quello che riguardava il virus della Sars che, al contrario, si accompagnava a complicazioni varie, sia materne che fetali, tra cui aborti spontanei, parti prematuri e riduzione della crescita fetale.<br />Inoltre il Professore ha sottolineato come vada assolutamente distinto l'effetto del virus sulla madre e l'effetto sul bambino: "tanto per incominciare le polmoniti che hanno le madri, affette da coronavirus, in gravidanza, non sono diverse da quelle che hanno le persone non in gravidanza. Inoltre chi è affetto da coronavirus deve fare il cesareo o partorire per vie vaginali? La casistica, seppure piccola, afferma che la maggior parte delle gravide in queste condizioni, ha fatto il parto cesareo, c'è solo un 20% che ha partorito per via vaginale e i controlli incrociati fatti su liquido amniotico, sangue del cordone ombelicale e latte materno, hanno dimostrato che il virus non era passato. Passiamo invece agli eventuali effetti sul feto: nella casistica del Lancet, i bambini sono stati partoriti con una prematurità molto lieve (tra la 36 e 39 esima settimana di gravidanza) c'è stato un 10 % con riduzione di crescita, ma è diverso dalle altre 2 forme di coronavirus che abbiamo avuto fino 18 anni fa, la Sars e la Mers, sono anche questi coronavirus, diversi da quello attuale, per le quali le problematiche di prematurità, nascita con peso inferiore, difficoltà respiratoria, erano più evidenti. Inoltre, cosa avviene se il virus passa nei primi 3 mesi? Non ci sono dati che dimostrino un aumento delle malformazioni, l'unico rischio è l'ipertermia (l'aumento della temperatura corporea) ma non altri. C'è stato inoltre un caso di Mers avvenuto a 7 settimane ma il bambino è nato a 38 settimane e sano. Consiglio, invece,...]]></itunes:summary><itunes:duration>308</itunes:duration><itunes:keywords>coronavirus,covid-19,gravidanza,noia</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/53606abc9cd5c6d89ead67638fe59b9e.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Il panico per il corona virus è proprio ciò che dobbiamo evitare</title><link>https://www.spreaker.com/episode/il-panico-per-il-corona-virus-e-proprio-cio-che-dobbiamo-evitare--23728651</link><description><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜<a href="http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6047" rel="noopener">http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6047</a><br /><br />IL PANICO PER IL CORONAVIRUS E' PROPRIO CIO' CHE DOBBIAMO EVITARE di Paolo Gulisano<br />L'impressione che si ha in questi giorni in cui l'epidemia di Covid-19 si è diffusa è quella di una grande paura, di un panico che porta a fuggire davanti al nemico che avanza, anziché fermarsi a combatterlo. Il panico, il fuggi fuggi, in tutte le circostanze di pericolo, dalle guerre alle catastrofi naturali, è sempre e comunque un elemento di danno.<br />Di fronte a questa epidemia, la cosa più ragionevole da fare è contrastarla, con tutti i mezzi che abbiamo, e magari anche cercando di trovare soluzioni nuove, creative. Il Covid-19 è un virus, e non è pensabile che un virus non possa essere contrastato dalla scienza medica, a meno di ammettere l'impotenza di tale scienza, a dispetto di tutte le conquiste di cui essa stessa si vanta.<br />Ieri è arrivata una importantissima notizia dalla Repubblica Democratica del Congo: dopo 13 mesi di epidemia, è guarito l'ultimo caso di Ebola presente nel Paese africano. Nessuno ovviamente lo sa, ma un anno fa si era acceso in Congo un nuovo focolaio di questa terribile malattia infettiva che ha un tasso di mortalità del 70%, un tasso spaventoso. Questa epidemia che ha fatto circa 2000 morti è stata combattuta e vinta. I mezzi sono stati quelli che ormai stiamo imparando a conoscere anche qui: l'igiene personale in primis, in particolare quella delle mani, e il distanziamento sociale. Le persone malate sono state curate anche farmaceuticamente, con buoni esiti. Potremmo allora imparare qualcosa anche da un Paese che non ha le nostre sofisticate strutture sanitarie e il nostro personale altamente qualificato.<br />E a tale proposito, occorre sottolineare un aspetto molto importante: in questi giorni nei nostri ospedali, e in particolare in quelli della Lombardia soggetti ad un impegno e a un carico di lavoro eccezionale, tutto il resto dell'attività sta continuando, per garantire la salute dei cittadini. Abbiamo decine di migliaia di pazienti oncologici, o con gravi patologie croniche, che continuano ad essere seguiti e curati. Non c'è solo il Covid-19. Ogni giorno in Italia muoiono 1.400 persone, delle più diverse patologie, ma soprattutto di quelle cronico-degenerative. Ogni giorno medici e infermieri combattono contro la malattia, e devono anche assistere a quell'evento ineluttabile che è la morte. Per questo in un momento come quello attuale di confusione e approssimazione diffusa, dalla classe politica ai social, i medici in prima linea, a fare il proprio dovere, sono la migliore risposta alla sfida della malattia, ma non devono essere lasciati soli.<br />Questi medici in prima linea sono anche quelli che stanno cercando - sul campo - armi adatte a sconfiggere il nemico. Allo stato attuale delle conoscenze, non esistono protocolli terapeutici definiti. Tuttavia, in queste circostanze, i medici possono tornare ad esercitare la loro capacità creativa, cercando, sperimentando soluzioni ai problemi. Come dice un vecchio proverbio inglese: non ci sono problemi, ci sono solo soluzioni. Abbiamo in tal senso l'esempio dei medici cinesi che prima di noi hanno affrontato nelle scorse settimane il Covid-19.  Dalla Clorochina al plasma dei guariti passando per le staminali, senza trascurare la medicina tradizionale: contro il coronavirus la Cina sta sperimentando ad ampio raggio, e dalla sperimentazione si è già arrivati a linee guida che potremmo utilizzare anche qui. [vedi nota in fondo all'articolo, N.d.BB] [...]<br />Un altro dato su cui riflettere è quello messo in luce dagli studi cinesi che dimostra che il Coronavirus è molto più dannoso e pericoloso nelle persone che fumano. Inspiegabilmente nessuno si è ancora preso la briga di invitare decisamente i fumatori a smettere: lo facciamo volentieri noi.<br />In una battaglia così importante come quella col virus, è fondamentale conoscere le caratteristiche dell'avversario, come agisce, quali sono i suoi obiettivi. Da questo punto di vista dovremmo guardare con grande attenzione ai dati epidemiologici che cominciano ad essere disponibili. Sappiamo che l'età media dei pazienti deceduti è 81 anni, e che ci sono 20 anni di differenza tra l'età media dei deceduti e quella dei pazienti positivi al virus. La maggior parte dei decessi - 42.2% - si è avuta nella fascia di età tra 80 e 89 anni; il 32.4% dei decessi erano tra 70 e 79; l'8.4% erano tra 60 e 69; il 2.8% tra 50 e 59 e il 14.1% sopra i 90 anni. Le donne decedute dopo aver contratto il virus hanno un'età più alta degli uomini. L'età mediana per le donne è 83.4, l'età mediana per gli uomini è 79.9. Per quanto riguarda il sesso, i pazienti morti dopo esser risultati positivi al Coronavirus sono in maggioranza uomini.<br />Nella maggior parte di questi casi il virus è intervenuto in organismi non abbastanza forti per reagire adeguatamente ed è stato molto probabilmente una concausa del decesso. In più di due terzi dei casi i morti con il Coronavirus avevano tre o più patologie preesistenti. Quindi il virus contribuisce, determinando una polmonite interstiziale con grande danno respiratorio, all'indebolimento di un organismo già particolarmente fragile a causa di una malattia esistente come tumore, malattie cardiologiche, diabete. Gli studi epidemiologici condotti confermano le osservazioni fatte fino a questo momento nel resto del mondo, in particolare sul fatto che gli anziani e le persone con patologie preesistenti sono più a rischio. Persone molto fragili, che dobbiamo proteggere il più possibile.<br />Anche per questo suonano inaccettabili le ipotesi di procede a selezioni eugenetiche, lasciando morire i più deboli. Bisogna invece fare il massimo sforzo per aumentare i posti letto, gli operatori sanitari, i presidi sanitari per salvare ogni vita umana. Questo deve essere lo sforzo di chi governa il Paese, uno sforzo in supporto dei medici che combattono ogni giorno la battaglia per la vita.<br /><br />Nota di BastaBugie: l'autore del precedente articolo, Paolo Gulisano, nell'articolo spiegava che la Cina sta sperimentando delle linee guida che potremmo utilizzare anche qui. Ecco nel dettaglio queste sperimentazioni cinesi:<br />In primo luogo la Clorochina: questo vecchio farmaco ampiamente utilizzato per decenni contro la malaria - ora abbandonato - e utile anche nelle malattie autoimmuni è stato impiegato nel trattamento di pazienti gravemente malati di COVID-19 negli ospedali di Wuhan. Poi il Tocilizubam, una proteina sintetica iniettabile che blocca gli effetti dell'interleuchina-6 (IL-6) nei pazienti affetti da artrite reumatoide. La IL-6 è una proteina che il corpo produce quando è presente un'infiammazione. I ricercatori cinesi hanno infatti trovato che una delle cause di morte nei pazienti gravi infettati dal coronavirus è la tempesta di citochine, una reazione eccessiva del sistema immunitario. Il farmaco è in fase di sperimentazione clinica in 14 ospedali di Wuhan. Un'altra soluzione è quella che prevede l'utilizzo di plasma di pazienti guariti: questo plasma contiene un gran numero di anticorpi protettivi. Al 28 febbraio, 245 pazienti con COVID-19 hanno ricevuto la terapia e in 91 casi si sono manifestati miglioramenti degli indicatori clinici e dei sintomi.<br />Ci sono poi farmaci antivirali in sperimentazione: il favipiravir, un farmaco antinfluenzale disponibile nei mercati stranieri, è stato inserito in uno studio clinico parallelo controllato a Shenzhen: ha un'efficacia relativamente evidente e reazioni avverse basse. Anche il remdesivir, sviluppato contro le infezioni da Ebola,  ha mostrato a livello cellulare un'attività antivirale abbastanza buona contro il nuovo coronavirus. Ci sono poi le cellule staminali: possono inibire la risposta eccessiva del sistema immunitario e sono stati usati anche per trattare dei pazienti gravi, quattro dei quali guariti. Attualmente sono utilizzate nei trattamenti tre tipi di cellule staminali, le mesenchimali, le polmonari e le embrionali. I ricercatori di solito iniettano soluzioni a base di cellule staminali nei polmoni. Inoltre l'Accademia Cinese delle Scienze ha sviluppato un nuovo farmaco a base di cellule staminali, CAStem, che ha mostrato risultati promettenti negli esperimenti sugli animali.<br />Infine, ci sono tutte quelle misure che possono aiutare il nostro organismo a difendersi meglio. Il professor Luc Montagner, Premio Nobel per la Medicina, invita ad assumere sostanze antiossidanti che possono ostacolare l'azione del virus. Tra questi il Glutatione.<br /> <br />Titolo originale: Il panico fa il gioco del virus, ma combatterlo si può<br />Fonte: La Nuova Bussola Quotidiana, 10-03-2020<br />Pubblicato su BastaBugie n. 655]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/23728651</guid><pubDate>Tue, 10 Mar 2020 19:30:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/23728651/il_panico_per_il_corona_virus_proprio_ci_che_dobbiamo_evitare.mp3" length="12428433" type="audio/mpeg"/><itunes:author>BastaBugie</itunes:author><itunes:subtitle>TESTO DELL'ARTICOLO ➜http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6047&#13;
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IL PANICO PER IL CORONAVIRUS E' PROPRIO CIO' CHE DOBBIAMO EVITARE di Paolo Gulisano&#13;
L'impressione che si ha in questi giorni in cui l'epidemia di Covid-19 si è diffusa è quella...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜<a href="http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6047" rel="noopener">http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6047</a><br /><br />IL PANICO PER IL CORONAVIRUS E' PROPRIO CIO' CHE DOBBIAMO EVITARE di Paolo Gulisano<br />L'impressione che si ha in questi giorni in cui l'epidemia di Covid-19 si è diffusa è quella di una grande paura, di un panico che porta a fuggire davanti al nemico che avanza, anziché fermarsi a combatterlo. Il panico, il fuggi fuggi, in tutte le circostanze di pericolo, dalle guerre alle catastrofi naturali, è sempre e comunque un elemento di danno.<br />Di fronte a questa epidemia, la cosa più ragionevole da fare è contrastarla, con tutti i mezzi che abbiamo, e magari anche cercando di trovare soluzioni nuove, creative. Il Covid-19 è un virus, e non è pensabile che un virus non possa essere contrastato dalla scienza medica, a meno di ammettere l'impotenza di tale scienza, a dispetto di tutte le conquiste di cui essa stessa si vanta.<br />Ieri è arrivata una importantissima notizia dalla Repubblica Democratica del Congo: dopo 13 mesi di epidemia, è guarito l'ultimo caso di Ebola presente nel Paese africano. Nessuno ovviamente lo sa, ma un anno fa si era acceso in Congo un nuovo focolaio di questa terribile malattia infettiva che ha un tasso di mortalità del 70%, un tasso spaventoso. Questa epidemia che ha fatto circa 2000 morti è stata combattuta e vinta. I mezzi sono stati quelli che ormai stiamo imparando a conoscere anche qui: l'igiene personale in primis, in particolare quella delle mani, e il distanziamento sociale. Le persone malate sono state curate anche farmaceuticamente, con buoni esiti. Potremmo allora imparare qualcosa anche da un Paese che non ha le nostre sofisticate strutture sanitarie e il nostro personale altamente qualificato.<br />E a tale proposito, occorre sottolineare un aspetto molto importante: in questi giorni nei nostri ospedali, e in particolare in quelli della Lombardia soggetti ad un impegno e a un carico di lavoro eccezionale, tutto il resto dell'attività sta continuando, per garantire la salute dei cittadini. Abbiamo decine di migliaia di pazienti oncologici, o con gravi patologie croniche, che continuano ad essere seguiti e curati. Non c'è solo il Covid-19. Ogni giorno in Italia muoiono 1.400 persone, delle più diverse patologie, ma soprattutto di quelle cronico-degenerative. Ogni giorno medici e infermieri combattono contro la malattia, e devono anche assistere a quell'evento ineluttabile che è la morte. Per questo in un momento come quello attuale di confusione e approssimazione diffusa, dalla classe politica ai social, i medici in prima linea, a fare il proprio dovere, sono la migliore risposta alla sfida della malattia, ma non devono essere lasciati soli.<br />Questi medici in prima linea sono anche quelli che stanno cercando - sul campo - armi adatte a sconfiggere il nemico. Allo stato attuale delle conoscenze, non esistono protocolli terapeutici definiti. Tuttavia, in queste circostanze, i medici possono tornare ad esercitare la loro capacità creativa, cercando, sperimentando soluzioni ai problemi. Come dice un vecchio proverbio inglese: non ci sono problemi, ci sono solo soluzioni. Abbiamo in tal senso l'esempio dei medici cinesi che prima di noi hanno affrontato nelle scorse settimane il Covid-19.  Dalla Clorochina al plasma dei guariti passando per le staminali, senza trascurare la medicina tradizionale: contro il coronavirus la Cina sta sperimentando ad ampio raggio, e dalla sperimentazione si è già arrivati a linee guida che potremmo utilizzare anche qui. [vedi nota in fondo all'articolo, N.d.BB] [...]<br />Un altro dato su cui riflettere è quello messo in luce dagli studi cinesi che dimostra che il Coronavirus è molto più dannoso e pericoloso nelle persone che fumano. 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Tutti i nodi stanno venendo al pettine.<br />Per anni è stata esaltata la globalizzazione, l'interdipendenza e la fine delle frontiere. Si è spezzata la catena della produzione facendo della Cina la fabbrica del mondo: così ci siamo de-industrializzati e siamo diventati dipendenti da una mostruosa tirannia comunista, che è ormai la prima economia del mondo. E proprio la Cina ha esportato dappertutto il virus.<br />Molti virus vengono da là e ovviamente - essendo la Cina il centro economico del pianeta - questo virus ha volato, sulle ali dell'economia, nelle zone più interconnesse con quel Paese. Infatti come è arrivato in Europa? Lo ha spiegato un articolo di Riccardo Luna, ieri, su Repubblica: attraverso la Germania ("il virus arriva in Italia dalla Baviera").<br />Eppure a passare per l'untore del mondo è stata l'Italia, mentre i tedeschi fanno i pesci in barile. Emblematica questa "fregatura" dell'Italia. In fondo cosa è accaduto alla nostra economia negli ultimi 30 anni? Nei primi anni Novanta eravamo la quarta potenza industriale del mondo:dal '91 al '99 la produzione industriale italiana è cresciuta del 13 per cento e quella tedesca solo del 3.<br />Poi arriva l'euro e dal 2000 al 2018 quella italiana è precipitata del 17 per cento, mentre quella tedesca è cresciuta del 27 per cento. Così ci hanno accusato di essere il malato d'Europa imponendoci tagli e peggiorando la crisi. Ma la nostra malattia è l'Euro (che ci fu presentato come una medicina).<br /><br />TORNIAMO AL CORONAVIRUS<br />Cosa è successo in Italia? Si è individuato il focolaio prima di tutti gli altri e con maggiore efficienza grazie - come sempre - al genio italiano.<br />Come rivela l'intervista che ieri "Repubblica" ha fatto ad Annalisa Malara. È questa anestesista di Codogno che, a proposito del famoso paziente uno di Codogno, ha intuito acutamente che c'era il virus. Lo ha capito grazie ad un'ottima formazione medica e lo ha scoperto malgrado "i protocolli italiani" che "non giustificavano" il tampone a quel paziente (è stata autorizzata, ma se "me ne assumevo la responsabilità").<br />Quindi non solo è stato assurdo dire - come ha fatto Conte - che "una gestione non del tutto propria secondo i protocolli in ospedale ha contribuito alla diffusione del virus", ma è vero il contrario: si è scongiurata un'epidemia molto più virulenta proprio perché medici molto in gamba hanno compreso che occorreva andare oltre quei protocolli. In questo episodio c'è tutto il caso italiano: il genio della nostra gente e la pochezza dell'élite.<br />Un altro fatto emblematico. Perché la prospettiva è cupa? Perché - com'è noto - avremo bisogno di molti posti in terapia intensiva e già ora mancano. La Lombardia sta facendo da scudo all'Italia intera e riesce a farlo perché è la sanità migliore, ma la situazione in Italia è da tempo drammatica.<br />Negli ultimi otto anni i governi succubi della Ue hanno fatto tagli alla Sanità per 130 miliardi, mettendola in forte stress. E oggi davanti al coronavirus ci troviamo ad arrancare.<br />Dovremmo riflettere seriamente sui tagli fatti per inseguire i famosi parametri europei, penalizzando la Sanità che oggi tiene botta solo grazie al lavoro eroico di medici e infermieri. Anche questa vicenda è figlia di questo tempo disgraziato.<br />Dovremmo capire finalmente che la salute, il lavoro e il benessere vengono prima degli ottusi, insensati e devastanti parametri di Maastricht. E dovremmo agire di conseguenza per affrontare l'impatto economico catastrofico del coronavirus.<br /><br />SUDDITANZA CIECA<br />Invece continuiamo a subire l'incapacità di questo governo di uscire dai diktat della Ue. Conte infatti ha annunciato che, per affrontare l'epidemia, andrà col cappello in mano a Bruxelles a chiedere (ai tedeschi) di poter spendere 4 o 5 miliardi di soldi nostri.<br />Primo: 4 o 5 miliardi sono nulla rispetto a quello che dovremmo mettere in campo. Secondo: non siamo più un paese indipendente, abbiamo perso totalmente la nostra sovranità e non possiamo neanche più affrontare una grave epidemia senza chiedere il permesso alla Ue.<br />Viene da chiedersi: prima della vita dei nostri cittadini viene l'obbedienza alla Ue?<br />Questa è la metafora perfetta degli ultimi 25 anni in cui ci siamo consegnati alla Ue, ovvero alla Germania, come colonia, rinunciando alla nostra indipendenza, alla nostra moneta e al nostro benessere. Questo ventennio ha portato al collasso la nostra economia e la crisi del coronavirus sarà il colpo di grazia. Ancora una volta: grazie Europa, anzi grazie europeismo nostrano.<br />In Europa non hanno ancora capito le dimensioni drammatiche di questa epidemia e forse capiranno solo quando e se esploderà pure da loro. Per l'Italia non si scomodano, se non con una ridicola e inutile "flessibilità" sul deficit dello 0,2 per cento. Un nulla.<br />Ma questa crisi potrebbe far saltare la stessa Ue. Anzi, un autorevole economista, Ashoka Mody, ha scritto in questi giorni che la concomitanza della crisi italiana con quella cinese potrebbe innescare una crisi globale catastrofica.<br />Fra l'altro Mody scrive: "In due decenni, da quando l'Italia ha adottato l'euro, gli italiani sono diventati più poveri. L'economia del paese permane in una recessione economica quasi perpetua".<br />Adesso dobbiamo capirlo. Se non ora quando?<br /> <br />Titolo originale: Ora tutti i nodi vengono al pettine. Per es. aver tagliato in 8 anni 130 miliardi alla sanità. E' più importante la vita degli italiani o la sottomissione ai parametri di Maastricht?<br />Fonte: Libero, 7 marzo 2020<br />Pubblicato su BastaBugie n. 655]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/23719329</guid><pubDate>Tue, 10 Mar 2020 19:30:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/23719329/la_lezione_del_corona_virus.mp3" length="6438660" type="audio/mpeg"/><itunes:author>BastaBugie</itunes:author><itunes:subtitle>TESTO DELL'ARTICOLO ➜http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6042&#13;
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LA LEZIONE DEL CORONAVIRUS IN ITALIA di Antonio Socci&#13;
La crisi del coronavirus è un emblema perfetto della fase storica che viviamo dal crollo del Muro di Berlino. Tutti i nodi...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜<a href="http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6042" rel="noopener">http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6042</a><br /><br />LA LEZIONE DEL CORONAVIRUS IN ITALIA di Antonio Socci<br />La crisi del coronavirus è un emblema perfetto della fase storica che viviamo dal crollo del Muro di Berlino. Tutti i nodi stanno venendo al pettine.<br />Per anni è stata esaltata la globalizzazione, l'interdipendenza e la fine delle frontiere. Si è spezzata la catena della produzione facendo della Cina la fabbrica del mondo: così ci siamo de-industrializzati e siamo diventati dipendenti da una mostruosa tirannia comunista, che è ormai la prima economia del mondo. E proprio la Cina ha esportato dappertutto il virus.<br />Molti virus vengono da là e ovviamente - essendo la Cina il centro economico del pianeta - questo virus ha volato, sulle ali dell'economia, nelle zone più interconnesse con quel Paese. Infatti come è arrivato in Europa? Lo ha spiegato un articolo di Riccardo Luna, ieri, su Repubblica: attraverso la Germania ("il virus arriva in Italia dalla Baviera").<br />Eppure a passare per l'untore del mondo è stata l'Italia, mentre i tedeschi fanno i pesci in barile. Emblematica questa "fregatura" dell'Italia. In fondo cosa è accaduto alla nostra economia negli ultimi 30 anni? Nei primi anni Novanta eravamo la quarta potenza industriale del mondo:dal '91 al '99 la produzione industriale italiana è cresciuta del 13 per cento e quella tedesca solo del 3.<br />Poi arriva l'euro e dal 2000 al 2018 quella italiana è precipitata del 17 per cento, mentre quella tedesca è cresciuta del 27 per cento. Così ci hanno accusato di essere il malato d'Europa imponendoci tagli e peggiorando la crisi. Ma la nostra malattia è l'Euro (che ci fu presentato come una medicina).<br /><br />TORNIAMO AL CORONAVIRUS<br />Cosa è successo in Italia? Si è individuato il focolaio prima di tutti gli altri e con maggiore efficienza grazie - come sempre - al genio italiano.<br />Come rivela l'intervista che ieri "Repubblica" ha fatto ad Annalisa Malara. È questa anestesista di Codogno che, a proposito del famoso paziente uno di Codogno, ha intuito acutamente che c'era il virus. Lo ha capito grazie ad un'ottima formazione medica e lo ha scoperto malgrado "i protocolli italiani" che "non giustificavano" il tampone a quel paziente (è stata autorizzata, ma se "me ne assumevo la responsabilità").<br />Quindi non solo è stato assurdo dire - come ha fatto Conte - che "una gestione non del tutto propria secondo i protocolli in ospedale ha contribuito alla diffusione del virus", ma è vero il contrario: si è scongiurata un'epidemia molto più virulenta proprio perché medici molto in gamba hanno compreso che occorreva andare oltre quei protocolli. In questo episodio c'è tutto il caso italiano: il genio della nostra gente e la pochezza dell'élite.<br />Un altro fatto emblematico. Perché la prospettiva è cupa? Perché - com'è noto - avremo bisogno di molti posti in terapia intensiva e già ora mancano. La Lombardia sta facendo da scudo all'Italia intera e riesce a farlo perché è la sanità migliore, ma la situazione in Italia è da tempo drammatica.<br />Negli ultimi otto anni i governi succubi della Ue hanno fatto tagli alla Sanità per 130 miliardi, mettendola in forte stress. E oggi davanti al coronavirus ci troviamo ad arrancare.<br />Dovremmo riflettere seriamente sui tagli fatti per inseguire i famosi parametri europei, penalizzando la Sanità che oggi tiene botta solo grazie al lavoro eroico di medici e infermieri. Anche questa vicenda è figlia di questo tempo disgraziato.<br />Dovremmo capire finalmente che la salute, il lavoro e il benessere vengono prima degli ottusi, insensati e devastanti parametri di Maastricht. E dovremmo agire di conseguenza per affrontare l'impatto economico catastrofico del coronavirus.<br /><br />SUDDITANZA CIECA<br />Invece continuiamo a subire l'incapacità di questo governo di uscire dai diktat della Ue. 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Scola nella sua intervista a Repubblica, e lascino trapelare il loro biasimo nei confronti dei loro rari confratelli che fanno ricorso a un linguaggio vagamente imparentato con quello di castigo parlando di "ammonimento" o di "segno" divino, come ha fatto don Mauro Leonardi con padre Livio direttore di Radio Maria. A dire il vero, credo di capire il perché di queste linee di condotta, e quello che capisco non mi piace.<br />Certo, se si fa ricorso al vocabolo "castigo" o ad altri simili bisogna poi chiarire bene cosa questo significhi in termini cristiani. Non si può certamente lasciar credere che chi è colpito da una malattia o da un'altra catastrofe prevalentemente naturale è punito in maniera personalizzata per i peccati che lui ha commesso; né è possibile associare determinate colpe, comportamenti anche molto diffusi, malvagità collettive, ingiustizie strutturali al dolore e alla morte che colpirebbero collettivamente chi vive in certi luoghi in certi tempi. Su questo è stato molto chiaro, e rivoluzionario rispetto alla mentalità della sua epoca, Gesù Cristo, quando ha spiegato che gli sfortunati morti schiacciati sotto il crollo della torre di Siloe non erano più colpevoli di quelli che l'avevano scampata, e che il cieco nato non era tale a causa di peccati suoi o dei suoi genitori. Detto questo, però, occorrerebbe anche spiegare perché Dio, presentato come buono fino alla misericordia, permette questi mali: perché permette la malattia, la morte, il dolore innocente, il trionfo terreno dell'ingiustizia, ecc. È la domanda che gli uomini si fanno dall'inizio dei tempi moderni, convenzionalmente a partire da L'aratore di Boemia di Johannes von Saaz, un poema dei primissimi anni del XV secolo dove un contadino che ha perduto la moglie si ribella a tutte le giustificazioni metafisiche con cui la morte in persona risponde alle sue proteste. Gli uomini di Chiesa d'oggi, velocissimi nell'esecrare un confratello che abbia dato adito anche lontanamente a un fraintendimento sul tema del rapporto fra calamità e colpa personale o collettiva, sono lenti e titubanti quando si tratta di rispondere alle obiezioni del contadino; oppure semplicemente svicolano.<br />Il Catechismo della Chiesa cattolica spiega che il dolore, la malattia, la morte sono conseguenze del peccato originale dei nostri progenitori. Il cattivo uso della libertà da parte loro ha prodotto una corruzione che si è trasmessa ai discendenti ma che non è solo morale, relativa alla nostra inclinazione al male, ma anche fisica, riguardante tutto il creato. Come scrive san Paolo nella lettera ai Romani, «La creazione stessa attende con impazienza la rivelazione dei figli di Dio; essa infatti è stata sottomessa alla caducità – non per suo volere, ma per volere di colui che l'ha sottomessa – e nutre la speranza di essere lei pure liberata dalla schiavitù della corruzione, per entrare nella libertà della gloria dei figli di Dio» (Rm 8, 19-21) Il catechismo spiega che "colui che l'ha sottomessa" è l'uomo col suo peccato (CCC n. 400). Chi si definisce cristiano non può cavarsela alla leggera dicendo o pensando che il peccato originale è una vecchia storia alla quale non crede più nessuno. Comunque la si interpreti e la si concepisca, è una storia dalla quale dipende tutta la veridicità dell'annuncio cristiano: «La Chiesa, che ha il senso di Cristo, (1Cor 2,16) ben sa che non si può intaccare la rivelazione del peccato originale senza attentare al  Mistero di Cristo» (CCC n. 389).<br />Chiarito che anche le epidemie, come gli altri mali fisici e morali, sono conseguenze del peccato originale, è accettabile definirle "castigo divino", benché non si tratti di castighi mirati a colpe personali specifiche? O questa sarebbe un'antropomorfizzazione dell'agire di Dio che alla fine sfocia inevitabilmente nella superstizione, o per lo meno in una comprensione inadeguata di Lui da parte nostra? Beh, non c'è nessuno che non abbia presente che nella Bibbia, nel Vangelo, nella liturgia della Chiesa e in tante preghiere canoniche Dio è presentato come Colui che premia e che castiga, che si adira e che si commuove fino alla misericordia. Dal libro di Tobia nell'Antico Testamento («Vi castiga per le vostre ingiustizie, ma userà misericordia a tutti voi», Tb 13,5) alle descrizioni del giudizio finale che fa ripetutamente Gesù, per esempio nel capitolo 25 di Matteo («Venite, benedetti del Padre mio, ricevete in eredità il regno preparato per voi fin dalla fondazione del mondo... Via, lontano da me, maledetti, nel fuoco eterno, preparato per il diavolo e per i suoi angeli, ... E se ne andranno, questi al supplizio eterno, e i giusti alla vita eterna»). Questo linguaggio descrive compiutamente Dio e il suo agire? No, perché Dio è trascendente, e quindi noi possiamo parlare di Lui solo in termini analogici. Non c'era bisogno di aspettare i pur intelligenti esponenti della "teologia negativa" o "apofatica" del XX secolo, protestanti come Paul Tillich e Karl Barth: a definire Dio come il "totalmente altro" non sono stati per primi i pensatori tedeschi, ma sant'Agostino nelle Confessioni.  E i medievali sapevano benissimo che la nostra conoscenza delle cose divine è fatta di similitudini, metafore, analogie. Se lo ricorda anche chi non ha studiato filosofia medievale ma ha letto la Commedia di Dante, dove a un certo punto l'autore chiarisce: non è che beati e dannati si trovino veramente nelle condizioni in cui ve li descrivo, ma è che così ci appaiono per il nostro vantaggio spirituale.<br />Allora perché parliamo di un Dio che manifesta ora la Sua ira, ora la Sua tenerezza? Che ama e che castiga? Semplicemente perché siamo esseri umani, e solo con parole e concetti umani possiamo esprimerci, elaborare i nostri pensieri e le nostre esperienze, entrare in rapporto con gli altri. E che questo non dispiaccia troppo a Dio lo si può dedurre dal fatto che «non horruit Virginis uterum», non gli fece ribrezzo essere ospitato nel ventre di Maria e assumere la carne umana in Gesù Cristo. Gli uomini di Chiesa che pensano di cavarsela nascondendo sotto il tappeto metà degli appellativi e degli aggettivi con cui di Dio si parla nelle Scritture, nella Tradizione della Chiesa e negli scritti dei santi e delle sante e riproponendo con larghi sorrisi solo i vocaboli rassicuranti ed edificanti, incorrono in una contraddizione di fondo: se la Trascendenza di Dio non deve essere intaccata attribuendogli un comportamento umano come è quello del castigare, non può esserlo nemmeno attribuendogli qualsiasi altra caratteristica o propensione, fosse pure quelle dell'amare, del perdonare, del rispettare la libertà umana, ecc. Questi commentatori non risolvono nessun problema, tranne quello di preservare la propria rispettabilità di fronte al mondo. Questa è la sgradevole sensazione che si prova leggendoli. Cerchino invece di esercitare un po' di benevolenza verso i loro confratelli che vedono nel coronavirus un "monito" rivolto all'umanità. Non è forse vero che tutto è segno per chi crede? Ne abbiamo fatto esperienza nella vita personale, quando abbiamo patito una perdita o un'afflizione, e poi abbiamo riconosciuto che era un avvenimento provvidenziale che ci richiamava alla necessità della nostra conversione; perché non si potrebbe proporre lo stesso tipo di lettura di eventi che riguardano la collettività, se questa lettura - sempre analogica, sempre figurata - aiuta a stimolare conversioni?  Chi dice oggi «Il tempo si è fatto breve» riattualizza la tradizione di san Paolo nella prima lettera ai Corinzi, che non c'entra nulla col terrorismo psicologico ma molto con la necessità di decidere per o contro Dio. Chi prova orrore di tutto questo resta col problema di rispondere alle proteste del moderno contadino di Boemia, che non si accontenterà della rispettabilità sociale dell'interlocutore, e finirà per voltargli le spalle.<br /> <br />Titolo originale: Il coronavirus è un castigo?<br />Fonte: Tempi, 2 marzo 2020<br />Pubblicato su BastaBugie n. 655]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/23724890</guid><pubDate>Tue, 10 Mar 2020 19:20:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/23724890/il_coronavirus_un_castigo_di_dio.mp3" length="9784005" type="audio/mpeg"/><itunes:author>BastaBugie</itunes:author><itunes:subtitle>TESTO DELL'ARTICOLO ➜http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6046&#13;
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IL CORONAVIRUS E' UN CASTIGO DI DIO? di Rodolfo Casadei&#13;
Sinceramente non riesco a capire perché tanti uomini di Chiesa esorcizzino la parola "castigo" quando si parla di...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜<a href="http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6046" rel="noopener">http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6046</a><br /><br />IL CORONAVIRUS E' UN CASTIGO DI DIO? di Rodolfo Casadei<br />Sinceramente non riesco a capire perché tanti uomini di Chiesa esorcizzino la parola "castigo" quando si parla di calamità come l'attuale epidemia di coronavirus, come ha fatto il card. Scola nella sua intervista a Repubblica, e lascino trapelare il loro biasimo nei confronti dei loro rari confratelli che fanno ricorso a un linguaggio vagamente imparentato con quello di castigo parlando di "ammonimento" o di "segno" divino, come ha fatto don Mauro Leonardi con padre Livio direttore di Radio Maria. A dire il vero, credo di capire il perché di queste linee di condotta, e quello che capisco non mi piace.<br />Certo, se si fa ricorso al vocabolo "castigo" o ad altri simili bisogna poi chiarire bene cosa questo significhi in termini cristiani. Non si può certamente lasciar credere che chi è colpito da una malattia o da un'altra catastrofe prevalentemente naturale è punito in maniera personalizzata per i peccati che lui ha commesso; né è possibile associare determinate colpe, comportamenti anche molto diffusi, malvagità collettive, ingiustizie strutturali al dolore e alla morte che colpirebbero collettivamente chi vive in certi luoghi in certi tempi. Su questo è stato molto chiaro, e rivoluzionario rispetto alla mentalità della sua epoca, Gesù Cristo, quando ha spiegato che gli sfortunati morti schiacciati sotto il crollo della torre di Siloe non erano più colpevoli di quelli che l'avevano scampata, e che il cieco nato non era tale a causa di peccati suoi o dei suoi genitori. Detto questo, però, occorrerebbe anche spiegare perché Dio, presentato come buono fino alla misericordia, permette questi mali: perché permette la malattia, la morte, il dolore innocente, il trionfo terreno dell'ingiustizia, ecc. È la domanda che gli uomini si fanno dall'inizio dei tempi moderni, convenzionalmente a partire da L'aratore di Boemia di Johannes von Saaz, un poema dei primissimi anni del XV secolo dove un contadino che ha perduto la moglie si ribella a tutte le giustificazioni metafisiche con cui la morte in persona risponde alle sue proteste. Gli uomini di Chiesa d'oggi, velocissimi nell'esecrare un confratello che abbia dato adito anche lontanamente a un fraintendimento sul tema del rapporto fra calamità e colpa personale o collettiva, sono lenti e titubanti quando si tratta di rispondere alle obiezioni del contadino; oppure semplicemente svicolano.<br />Il Catechismo della Chiesa cattolica spiega che il dolore, la malattia, la morte sono conseguenze del peccato originale dei nostri progenitori. Il cattivo uso della libertà da parte loro ha prodotto una corruzione che si è trasmessa ai discendenti ma che non è solo morale, relativa alla nostra inclinazione al male, ma anche fisica, riguardante tutto il creato. Come scrive san Paolo nella lettera ai Romani, «La creazione stessa attende con impazienza la rivelazione dei figli di Dio; essa infatti è stata sottomessa alla caducità – non per suo volere, ma per volere di colui che l'ha sottomessa – e nutre la speranza di essere lei pure liberata dalla schiavitù della corruzione, per entrare nella libertà della gloria dei figli di Dio» (Rm 8, 19-21) Il catechismo spiega che "colui che l'ha sottomessa" è l'uomo col suo peccato (CCC n. 400). Chi si definisce cristiano non può cavarsela alla leggera dicendo o pensando che il peccato originale è una vecchia storia alla quale non crede più nessuno. Comunque la si interpreti e la si concepisca, è una storia dalla quale dipende tutta la veridicità dell'annuncio cristiano: «La Chiesa, che ha il senso di Cristo, (1Cor 2,16) ben sa che non si può intaccare la rivelazione del peccato originale senza attentare al  Mistero di Cristo» (CCC n. 389).<br />Chiarito che anche le epidemie, come gli altri mali fisici e morali, sono conseguenze del...]]></itunes:summary><itunes:duration>612</itunes:duration><itunes:keywords>castigo,coronavirus,martiri</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/d201a396e3e2074a6dd41e40048ff32b.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Il Coronavirus e i mercenari che abbandonano le pecore</title><link>https://www.spreaker.com/episode/il-coronavirus-e-i-mercenari-che-abbandonano-le-pecore--23737553</link><description><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜<a href="http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6045" rel="noopener">http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6045</a><br /><br />IL CORONAVIRUS E I MERCENARI CHE ABBANDONANO LE PECORE di Antonio Socci<br />Si dicevano rivoluzionari e si sono svelati tanti pavidi don Abbondio. Niente più ponti, ma muri e molto alti, invalicabili. [...]<br />Non si vede in giro nessun san Carlo Borromeo. Tutti rintanati nelle Curie. I "medici" che avrebbero dovuto curare le anime hanno abbandonato il gregge, addirittura aderendo senza nulla obiettare al decreto governativo che sospende in tutta Italia, fino al 3 aprile, le messe con la presenza di fedeli. Un fatto senza precedenti. [...]<br />Per la prima volta in duemila anni il paese che è il centro della cristianità resterà totalmente, e per giorni, senza messa.<br />Un evento che potrà lasciare indifferenti atei e agnostici, ma per milioni di cattolici è un vero choc. Non solo perché vengono privati del sacrificio eucaristico proprio in una tragica situazione epidemica, nella quale più si avverte il bisogno di pregare, ma anche per quello che la messa è di per sé. Padre Pio da Pietrelcina diceva: "il mondo potrebbe stare senza sole, ma non potrebbe stare senza la Santa Messa".<br />Un paradosso con cui il santo mistico intendeva far capire l'infinito potere di intercessione e protezione che è - per l'umanità intera - il rinnovarsi quotidiano del sacrifico di Cristo sulla croce: il grande esorcismo che protegge il mondo dal male e dall'autodistruzione.<br />Qualcuno evoca la profezia apocalittica di Daniele che vide un giorno "abolito il sacrificio quotidiano" ed "eretto l'abominio della desolazione". Di certo è un evento traumatico per la Chiesa.<br />C'è chi sostiene che, in base al Concordato e anche alla Costituzione, è discutibile che le generiche parole del decreto governativo possano significare abolizione delle messe. Di certo la Segreteria di Stato vaticana e la Cei non hanno neanche tentato di opporsi o discuterne.<br />Eppure avrebbero avuto ottime ragioni. Infatti non si vede perché sospendere le messe quotidiane in tutta Italia, quando centri commerciali, bar, ristoranti e metropolitane non vengono chiusi nemmeno nelle zone rosse. Così come viaggiano treni e aerei e tutti continuano a lavorare.<br /><br />MESSE, PERCHÉ NO?<br />Perché mai a messa dovrebbe essere più facile il contagio che in ufficio, in metro o al ristorante? Oltretutto alle liturgie feriali partecipano quattro gatti e possono dunque stare molto distanziati.<br />Sembra che il governo italiano [...] abbia - a dir poco - un pregiudizio negativo sulla messa... Ma Vaticano e Cei sono perfino peggio.<br />Infatti - se anche avessero dovuto cedere - avrebbero potuto proporre che in ogni città venissero scelte almeno alcune chiese in cui poter celebrare messe continue (diciamo ogni due ore) per mandare ai fedeli e agli italiani il messaggio di una preghiera continua di intercessione per il nostro Paese e per permettere ai partecipanti di diluirsi in tante messe e quindi presenziare fisicamente a un metro di distanza.<br />Nelle altre parrocchie i vescovi avrebbero potuto disporre l'adorazione permanente, per tutto il giorno, ancora una volta come preghiera costante per l'Italia, contro l'epidemia.<br />Non solo. I vescovi che sospendono le messe e chiudono le chiese avrebbero dovuto mandare sacerdoti - o meglio andare loro stessi - come presenze fisse negli ospedali a disposizione dei malati (quelli di coronavirus e gli altri) e del personale medico e infermieristico.<br />Che testimonianza se tutti i vescovi, in questi giorni, si fossero stanziati negli ospedali. Invece no, se ne stanno rintanati nelle curie.<br />Talvolta sprofondando nell'assurdo come il vescovo di Firenze che è arrivato a scrivere: "il provvedimento governativo... sembra in qualche modo indicare nella preghiera privata una strada per continuare a nutrire la vita spirituale".<br />Quasi che Conte, Casalino e Speranza fossero diventati i nuovi pastori della vita spirituale dei cristiani. [...]<br />I vescovi hanno abdicato alle loro responsabilità. Potevano lanciare una grande preghiera per l'Italia lasciando tutte le chiese aperte, anche di notte. [...]<br />Oggi tutta l'Italia è materialmente in ginocchio eccetto chi dovrebbe essere fisicamente in ginocchio: papa, cardinali e vescovi.<br />Il messaggio che è arrivato al popolo - se ne sia coscienti o no - è terribile: sembra che nella disgrazia e nella sofferenza sia meglio lasciar perdere Dio, perché non serve a nulla. Ma se non serve lì, non serve mai (o bisogna ricordarsene solo per firmare l'otto per mille?).<br /><br />LA TESTIMONIANZA DEI MARTIRI E DEI SANTI<br />Per la prima volta da secoli in una calamità come questa è stato totalmente cancellato Dio. Per venti secoli nella nostra terra è avvenuto il contrario. Tutte le nostre città hanno chiese che sono ex voto per la fine delle pestilenze, durante le quali le città si mettevano sotto la protezione della Madonna. Oggi si cancella Dio.<br />È una situazione inaudita, che sta disorientando del tutto i cattolici, che si sentono abbandonati da quelli che dovrebbero essere i pastori, ma che si sentono anche privati della presenza di Dio nel momento in cui più forte è il bisogno di affidarsi e pregare. [...]<br />La messa custodisce il vero tesoro della Chiesa e non saperlo difendere significa annientare la Chiesa.<br />Nel Catechismo della Chiesa cattolica, voluto da Giovanni Paolo II e dal card. Ratzinger, si legge: " 'Senza la domenica non possiamo vivere' diceva il sacerdote e martire Saturnino all'inizio del secolo quarto, durante una delle più feroci persecuzioni anticristiane, quella di Diocleziano nel 304 d.C. Accusato di aver celebrato l'Eucaristia per la sua comunità, Saturnino ammette senza reticenza: 'Senza l'Eucaristia non possiamo vivere'. E una delle martiri aggiunse: 'Sì, sono andata all'assemblea e ho celebrato  la cena del Signore con i miei fratelli, perché sono cristiana' ".<br />La Chiesa ha sempre indicato come esempio la loro testimonianza. E oggi? Il problema è il venir meno della fede e la dimenticanza di Cristo.<br />C'è una domanda di Gesù, nel Vangelo, che faceva riflettere Paolo VI. Dove chiede: "Quando il Figlio dell'uomo ritornerà, troverà ancora la fede sulla terra?" (Lc 18, 8).<br />In Italia, per ora, sì. [...] Nelle curie la ricerca sarebbe molto più faticosa e forse senza esito.<br /><br />Nota di BastaBugie: diversi parroci in tutta Italia hanno cercato di stare vicini ai fedeli in questo momento particolare trovando soluzioni possibili senza disobbedire alla legittima autorità.<br />C'è chi si fa trovare più spesso del solito al confessionale e dopo la confessione propone immediatamente la comunione fuori dalla Messa, c'è chi espone il Santissimo Sacramento in chiesa (almeno la domenica) affinché la preghiera personale sia comunque una preghiera fortemente eucaristica (in attesa di poter partecipare di nuovo la Santo Sacrificio), c'è chi è sempre a disposizione per i fedeli per benedire le loro bottigliette d'acqua che poi portano a casa per utilizzarle come sacramentale.<br />Insomma problemi nuovi trovano soluzioni antiche che hanno sempre aiutato spiritualmente il popolo cristiano a superare i momenti di difficoltà.<br />Scriveteci le idee più originali che vedete applicare dai vostri pastori. Pubblicheremo le più significative.<br /><br />DOSSIER "CORONAVIRUS"<br />Per vedere tutti gli articoli, clicca qui!<br /> <br />Titolo originale: Contro il Covid2019 dovevano bloccare l'Italia e invece hanno sospeso le Messe<br />Fonte: Libero, 9 marzo 2020<br />Pubblicato su BastaBugie n. 655]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/23737553</guid><pubDate>Tue, 10 Mar 2020 19:10:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/23737553/il_coronavirus_e_i_ercenari_che_abbandonano_le_pecore.mp3" length="7896919" type="audio/mpeg"/><itunes:author>BastaBugie</itunes:author><itunes:subtitle>TESTO DELL'ARTICOLO ➜http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6045&#13;
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IL CORONAVIRUS E I MERCENARI CHE ABBANDONANO LE PECORE di Antonio Socci&#13;
Si dicevano rivoluzionari e si sono svelati tanti pavidi don Abbondio. Niente più ponti, ma muri e molto...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜<a href="http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6045" rel="noopener">http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6045</a><br /><br />IL CORONAVIRUS E I MERCENARI CHE ABBANDONANO LE PECORE di Antonio Socci<br />Si dicevano rivoluzionari e si sono svelati tanti pavidi don Abbondio. Niente più ponti, ma muri e molto alti, invalicabili. [...]<br />Non si vede in giro nessun san Carlo Borromeo. Tutti rintanati nelle Curie. I "medici" che avrebbero dovuto curare le anime hanno abbandonato il gregge, addirittura aderendo senza nulla obiettare al decreto governativo che sospende in tutta Italia, fino al 3 aprile, le messe con la presenza di fedeli. Un fatto senza precedenti. [...]<br />Per la prima volta in duemila anni il paese che è il centro della cristianità resterà totalmente, e per giorni, senza messa.<br />Un evento che potrà lasciare indifferenti atei e agnostici, ma per milioni di cattolici è un vero choc. Non solo perché vengono privati del sacrificio eucaristico proprio in una tragica situazione epidemica, nella quale più si avverte il bisogno di pregare, ma anche per quello che la messa è di per sé. Padre Pio da Pietrelcina diceva: "il mondo potrebbe stare senza sole, ma non potrebbe stare senza la Santa Messa".<br />Un paradosso con cui il santo mistico intendeva far capire l'infinito potere di intercessione e protezione che è - per l'umanità intera - il rinnovarsi quotidiano del sacrifico di Cristo sulla croce: il grande esorcismo che protegge il mondo dal male e dall'autodistruzione.<br />Qualcuno evoca la profezia apocalittica di Daniele che vide un giorno "abolito il sacrificio quotidiano" ed "eretto l'abominio della desolazione". Di certo è un evento traumatico per la Chiesa.<br />C'è chi sostiene che, in base al Concordato e anche alla Costituzione, è discutibile che le generiche parole del decreto governativo possano significare abolizione delle messe. Di certo la Segreteria di Stato vaticana e la Cei non hanno neanche tentato di opporsi o discuterne.<br />Eppure avrebbero avuto ottime ragioni. Infatti non si vede perché sospendere le messe quotidiane in tutta Italia, quando centri commerciali, bar, ristoranti e metropolitane non vengono chiusi nemmeno nelle zone rosse. Così come viaggiano treni e aerei e tutti continuano a lavorare.<br /><br />MESSE, PERCHÉ NO?<br />Perché mai a messa dovrebbe essere più facile il contagio che in ufficio, in metro o al ristorante? Oltretutto alle liturgie feriali partecipano quattro gatti e possono dunque stare molto distanziati.<br />Sembra che il governo italiano [...] abbia - a dir poco - un pregiudizio negativo sulla messa... Ma Vaticano e Cei sono perfino peggio.<br />Infatti - se anche avessero dovuto cedere - avrebbero potuto proporre che in ogni città venissero scelte almeno alcune chiese in cui poter celebrare messe continue (diciamo ogni due ore) per mandare ai fedeli e agli italiani il messaggio di una preghiera continua di intercessione per il nostro Paese e per permettere ai partecipanti di diluirsi in tante messe e quindi presenziare fisicamente a un metro di distanza.<br />Nelle altre parrocchie i vescovi avrebbero potuto disporre l'adorazione permanente, per tutto il giorno, ancora una volta come preghiera costante per l'Italia, contro l'epidemia.<br />Non solo. I vescovi che sospendono le messe e chiudono le chiese avrebbero dovuto mandare sacerdoti - o meglio andare loro stessi - come presenze fisse negli ospedali a disposizione dei malati (quelli di coronavirus e gli altri) e del personale medico e infermieristico.<br />Che testimonianza se tutti i vescovi, in questi giorni, si fossero stanziati negli ospedali. Invece no, se ne stanno rintanati nelle curie.<br />Talvolta sprofondando nell'assurdo come il vescovo di Firenze che è arrivato a scrivere: "il provvedimento governativo... sembra in qualche modo indicare nella preghiera privata una strada per continuare a nutrire la vita spirituale".<br />Quasi che Conte, Casalino e...]]></itunes:summary><itunes:duration>494</itunes:duration><itunes:keywords>contagio,coronavirus,domenica,messa,sacerdoti</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/1bae1edc026f89d26003ed327954f53d.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Come San Carlo Borromeo affrontò con fede l'epidemia del suo tempo</title><link>https://www.spreaker.com/episode/come-san-carlo-borromeo-affronto-con-fede-l-epidemia-del-suo-tempo--23751073</link><description><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜<a href="http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=" rel="noopener">http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=</a> 6048<br /><br />COME SAN CARLO BORROMEO AFFRONTO' CON FEDE L'EPIDEMIA DEL SUO TEMPO di Roberto de Mattei<br />San Carlo Borromeo (1538-1584), cardinale di Santa Romana Chiesa e arcivescovo di Milano dal 1565 al 1583, fu definito, nel decreto di canonizzazione, come «un uomo che, mentre il mondo gli sorride con le maggiori blandizie, vive crocifisso al mondo, vive dello spirito, calpestando le cose terrene, cercando continuamente le celesti, emulo in terra, nei pensieri e nelle opere, della vita degli Angeli» (Paolo V, Bolla « Unigenitus » del 1 Nov. 1610). La devozione agli angeli accompagnò la vita di san Carlo, che il conte di Olivares, Enrique de Guzmán, ambasciatore di Filippo II a Roma, definiva «più angelo che uomo» (Giovanni Pietro Giussano, Vita di San Carlo Borromeo, Stamperia della Camera Apostolica, Roma 1610, p. 441). Molti artisti, come Teodoro Vallonio a Palermo e Sebastien Bourdon a Fabriano, hanno raffigurato nei loro dipinti Carlo Borromeo mentre contempla un angelo che ripone nel fodero la spada insanguinata per indicare la cessazione della terribile peste del 1576. Tutto era iniziato nel mese di agosto di quell'anno. Milano era in festa per accogliere don Giovanni d'Austria, di passaggio sulla via delle Fiandre, di cui era stato nominato governatore. Le autorità cittadine erano in fermento per tributare al principe spagnolo i massimi onori, ma Carlo, da sei anni arcivescovo della diocesi, seguiva con preoccupazione le notizie che giungevano da Trento, da Verona, da Mantova, dove la pestilenza aveva iniziato a mietere vittime. I primi casi scoppiarono a Milano l'11 agosto, proprio mentre vi entrava don Giovanni d'Austria. Il vincitore di Lepanto, seguito dal governatore Antonio de Guzmán y Zuñiga, si allontanò dalla città, mentre Carlo, che si trovava a Lodi per i funerali del vescovo, vi accorse immediatamente. La confusione e la paura regnavano a Milano, e l'arcivescovo si dedicò interamente all'assistenza dei malati, ordinando preghiere pubbliche e private. Dom Prosper Guéranger riassume così la sua inesauribile carità. «In mancanza di autorità locali, organizzò il servizio sanitario, fondò o rinnovò ospedali, cercò denaro e vettovaglie, decretò misure preventive. Soprattutto provvide ad assicurare il soccorso spirituale, l'assistenza ai malati, il seppellimento dei morti, l'amministrazione dei Sacramenti agli abitanti confinati nelle loro case, per misure prudenziali. Senza temere il contagio, pagò di persona, visitando ospedali, guidando le processioni di penitenza, facendosi tutto a tutti come un padre e come un vero pastore» (L'anno liturgico - II. Tempo Pasquale e dopo la Pentecoste, Paoline, Alba 1959, pp. 1245-1248).<br />San Carlo era convinto che l'epidemia fosse «un flagello mandato dal cielo» come castigo dei peccati del popolo e che contro di essa fosse necessario ricorrere ai mezzi spirituali: preghiera e penitenza. Egli rimproverò le autorità civili per aver riposto la loro fiducia nei mezzi umani piuttosto che in quelli divini. «Non avevano essi proibito tutte le riunioni pie, tutte le processioni durante il tempo del Giubileo? Per lui, ne era convinto, erano queste le cause del castigo» (Chanoine Charles Sylvain, Histoire de Saint Charles Borromée, Desclée de Brouwer, Lille 1884, vol. II, p. 135). I magistrati che governavano la città continuavano a opporsi alle cerimonie pubbliche, per timore che l'assembramento di persone potesse dilatare il contagio, ma Carlo, «che era guidato dallo Spirito divino» - racconta un altro biografo - li convinse adducendo diversi esempi, tra cui quello di san Gregorio Magno che aveva fermato la peste che devastava Roma nel 590 (Giussano, op. cit. p. 266). Mentre la pestilenza dilagava, l'arcivescovo ordinò dunque tre processioni generali da svolgersi a Milano il 3, 5 e 6 di ottobre, «per placare l'ira di Dio». Il primo giorno il santo, quantunque non si fosse in tempo di Quaresima, impose le ceneri sul capo delle migliaia di persone riunite, esortando alla penitenza. Finita la cerimonia la processione si recò alla basilica di Sant'Ambrogio. Egli stesso si pose alla testa del popolo, vestito della cappa paonazza, con un cappuccio, a piedi nudi, la corda di penitente al collo e una grande croce in mano. In chiesa predicò sul primo lamento del profeta Geremia "Quomodo sedet sola civitas plena populo", affermando che i peccati del popolo avevano provocato il giusto sdegno di Dio. La seconda processione guidata dal cardinale si diresse alla basilica di San Lorenzo Maggiore. Nel suo sermone egli applicò alla città di Milano il sogno di Nabucodonosor di cui parla Daniele, «mostrando che la vendetta di Dio era venuta sopra di essa» (Giussano, Vita di San Carlo Borromeo, p. 267), Il terzo giorno la processione si diresse dal Duomo alla basilica di Santa Maria presso San Celso. San Carlo portava nelle sue mani la reliquia del Santo chiodo di Nostro Signore, donata dall'imperatore Teodosio a sant'Ambrogio nel V secolo e concluse la cerimonia con un sermone dal titolo: "Peccatum peccavit Jerusalem" (Geremia 1,8). La peste non accennava a diminuire e Milano appariva spopolata, perché un terzo dei cittadini aveva perso la vita e gli altri erano in quarantena o non osavano uscire dalle loro case. L'arcivescovo ordinò che venissero erette nelle principali piazze ed incroci cittadini circa venti colonne in pietra sormontate da una croce per permettere agli abitanti di ogni quartiere di partecipare alle messe e alle preghiere pubbliche affacciandosi alle finestre di casa. Uno dei protettori di Milano era san Sebastiano, il martire a cui erano ricorsi i romani durante la peste dell'anno 672. San Carlo suggerì ai magistrati di Milano di ricostruire il santuario a lui dedicato, che cadeva in rovina, e di celebrare per dieci anni una festa solenne in suo onore. Finalmente nel luglio del 1577 la peste cessò e in settembre fu posta la prima pietra del tempio civico di S. Sebastiano, dove il 20 gennaio di ogni anno ancora oggi si officia una messa per ricordare la fine del flagello.<br />La peste di Milano del 1576 fu ciò che era stato per Roma il sacco dei Lanzichenecchi cinquant'anni prima: un castigo, ma anche un'occasione di purificazione e di conversione. Carlo Borromeo raccolse le sue meditazioni in un Memoriale, in cui scrive tra l'altro: «Città di Milano, la tua grandezza si alzava fino ai cieli, le tue ricchezze si estendevano fino ai confini dell'universo mondo (...) Ecco in un tratto dal Cielo che viene la pestilenza che è la mano di Dio, e in un tratto fu abbassata la tua superbia» (Memoriale al suo diletto popolo della città e diocesi di Milano, Michele Tini, Roma 1579, pp. 28-29). Il santo era convinto che tutto si dovesse alla grande misericordia di Dio: «Egli ha ferito e ha sanato; Egli ha flagellato e ha curato; Egli ha posto mano alla verga del castigo e ha offerto il bastone del sostegno» (Memoriale, p. 81). San Carlo Borromeo morì il 3 novembre del 1584 ed è sepolto nel Duomo di Milano. Il suo cuore fu solennemente traslato a Roma, nella basilica dei Santi Ambrogio e Carlo a via del Corso dove ancora lo si venera. Innumerevoli chiese sono a lui dedicate, tra cui la maestosa Karlskirche di Vienna, costruita nel XVIII secolo come atto votivo dell'imperatore Carlo VI, che aveva affidato la città alla protezione del santo durante la peste del 1713. Durante i suoi diciotto anni di governo della diocesi di Milano, l'arcivescovo Borromeo si dedicò con altrettanto vigore a combattere l'eresia, che considerava la peste dello spirito. Secondo san Carlo, «da nessun'altra colpa è Dio più gravemente offeso, da nessuna provocato a maggiore sdegno quanto dal vizio delle eresie, e che a sua volta nulla può tanto a rovina delle provincie e dei regni quanto può quell'orrida peste» (Conc. Prov. V, Pars I). San Pio X, citando questa sua frase, lo definì «modello del gregge e dei pastori nei tempi moderni, propugnatore e consigliere indefesso della verace riforma cattolica contro quei novatori recenti, il cui intento non era la reintegrazione, ma piuttosto la deformazione e distruzione della fede e dei costumi» (Enciclica Edita saepe del 26 maggio 1910).]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/23751073</guid><pubDate>Tue, 10 Mar 2020 19:05:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/23751073/san_carlo_borromeo_epidemia.mp3" length="11396661" type="audio/mpeg"/><itunes:author>BastaBugie</itunes:author><itunes:subtitle>TESTO DELL'ARTICOLO ➜http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id= 6048

COME SAN CARLO BORROMEO AFFRONTO' CON FEDE L'EPIDEMIA DEL SUO TEMPO di Roberto de Mattei
San Carlo Borromeo (1538-1584), cardinale di Santa Romana Chiesa e arcivescovo di Milano...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜<a href="http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=" rel="noopener">http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=</a> 6048<br /><br />COME SAN CARLO BORROMEO AFFRONTO' CON FEDE L'EPIDEMIA DEL SUO TEMPO di Roberto de Mattei<br />San Carlo Borromeo (1538-1584), cardinale di Santa Romana Chiesa e arcivescovo di Milano dal 1565 al 1583, fu definito, nel decreto di canonizzazione, come «un uomo che, mentre il mondo gli sorride con le maggiori blandizie, vive crocifisso al mondo, vive dello spirito, calpestando le cose terrene, cercando continuamente le celesti, emulo in terra, nei pensieri e nelle opere, della vita degli Angeli» (Paolo V, Bolla « Unigenitus » del 1 Nov. 1610). La devozione agli angeli accompagnò la vita di san Carlo, che il conte di Olivares, Enrique de Guzmán, ambasciatore di Filippo II a Roma, definiva «più angelo che uomo» (Giovanni Pietro Giussano, Vita di San Carlo Borromeo, Stamperia della Camera Apostolica, Roma 1610, p. 441). Molti artisti, come Teodoro Vallonio a Palermo e Sebastien Bourdon a Fabriano, hanno raffigurato nei loro dipinti Carlo Borromeo mentre contempla un angelo che ripone nel fodero la spada insanguinata per indicare la cessazione della terribile peste del 1576. Tutto era iniziato nel mese di agosto di quell'anno. Milano era in festa per accogliere don Giovanni d'Austria, di passaggio sulla via delle Fiandre, di cui era stato nominato governatore. Le autorità cittadine erano in fermento per tributare al principe spagnolo i massimi onori, ma Carlo, da sei anni arcivescovo della diocesi, seguiva con preoccupazione le notizie che giungevano da Trento, da Verona, da Mantova, dove la pestilenza aveva iniziato a mietere vittime. I primi casi scoppiarono a Milano l'11 agosto, proprio mentre vi entrava don Giovanni d'Austria. Il vincitore di Lepanto, seguito dal governatore Antonio de Guzmán y Zuñiga, si allontanò dalla città, mentre Carlo, che si trovava a Lodi per i funerali del vescovo, vi accorse immediatamente. La confusione e la paura regnavano a Milano, e l'arcivescovo si dedicò interamente all'assistenza dei malati, ordinando preghiere pubbliche e private. Dom Prosper Guéranger riassume così la sua inesauribile carità. «In mancanza di autorità locali, organizzò il servizio sanitario, fondò o rinnovò ospedali, cercò denaro e vettovaglie, decretò misure preventive. Soprattutto provvide ad assicurare il soccorso spirituale, l'assistenza ai malati, il seppellimento dei morti, l'amministrazione dei Sacramenti agli abitanti confinati nelle loro case, per misure prudenziali. Senza temere il contagio, pagò di persona, visitando ospedali, guidando le processioni di penitenza, facendosi tutto a tutti come un padre e come un vero pastore» (L'anno liturgico - II. Tempo Pasquale e dopo la Pentecoste, Paoline, Alba 1959, pp. 1245-1248).<br />San Carlo era convinto che l'epidemia fosse «un flagello mandato dal cielo» come castigo dei peccati del popolo e che contro di essa fosse necessario ricorrere ai mezzi spirituali: preghiera e penitenza. Egli rimproverò le autorità civili per aver riposto la loro fiducia nei mezzi umani piuttosto che in quelli divini. «Non avevano essi proibito tutte le riunioni pie, tutte le processioni durante il tempo del Giubileo? Per lui, ne era convinto, erano queste le cause del castigo» (Chanoine Charles Sylvain, Histoire de Saint Charles Borromée, Desclée de Brouwer, Lille 1884, vol. II, p. 135). I magistrati che governavano la città continuavano a opporsi alle cerimonie pubbliche, per timore che l'assembramento di persone potesse dilatare il contagio, ma Carlo, «che era guidato dallo Spirito divino» - racconta un altro biografo - li convinse adducendo diversi esempi, tra cui quello di san Gregorio Magno che aveva fermato la peste che devastava Roma nel 590 (Giussano, op. cit. p. 266). Mentre la pestilenza dilagava, l'arcivescovo ordinò dunque tre processioni generali da svolgersi a Milano il 3, 5 e 6 di ottobre, «per placare l'ira di Dio». Il...]]></itunes:summary><itunes:duration>713</itunes:duration><itunes:keywords>borromeo,carlo,epidemia,milano,peste,santo</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/73e0fd9818b133ab5ea7c1312e20ade6.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Coronavirus, la situazione in Cina di cui nessuno parla</title><link>https://www.spreaker.com/episode/coronavirus-la-situazione-in-cina-di-cui-nessuno-parla--23457807</link><description><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜<a href="http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6037" rel="noopener">http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6037</a><br /><br />CORONAVIRUS, LA SITUAZIONE IN CINA DI CUI NESSUNO PARLA di Paolo Gulisano<br />La psicosi che è stata generata negli ultimi giorni per i casi di polmonite da nuovo Coronavirus (Covid-19) hanno completamente stornato l'attenzione da ciò che succede in Cina, ormai surclassata nell'attenzione dei media dai casi autoctoni.<br />Eppure le notizie che arrivano dalla Cina sono estremamente interessanti e meritevoli di qualche considerazione. Innanzitutto i numeri: i casi di Coronavirus accertati sono arrivati a 77.658.<br />Le morti nel corso dell'ultima settimana sono state 71 - che rappresenta il dato più basso da oltre due settimane - per un bilancio complessivo di 2.663 morti. Il tasso di mortalità è dunque del 2,8%.<br />Ma c'è un altro dato molto importante da rilevare: al di fuori dell'Hubei - la provincia epicentro dell'epidemia, dove si sono verificati più del 90% dei casi cinesi - i nuovi casi nel resto della Cina sono stati solo nove.<br />Cosa significa tutto questo? Che l'epidemia è entrata in una fase calante. Sarà merito delle misure di quarantena, sarà il clima meteorologico che si sta mitigando, in ogni caso l'ondata del virus che ha fatto tremare il mondo sembra stia passando. Tranne in Italia, dove stiamo vivendo ancora nella paura del contagio.<br /><br />MA TORNIAMO ANCORA ALLA CINA<br />Negli scorsi giorni, il  17 febbraio, una rivista scientifica, il Chinese Journal of Epidemiology, ha diffuso un importante studio epidemiologico sul tasso di mortalità da Covid-19. Lo studio ha preso in esame ben 72.314 pazienti, di cui 44.672 casi di Coronavirus confermati. Il report conferma i tassi di mortalità finora evidenziati, che parlano di un 2% di vittime tra le persone colpite.<br />Tuttavia, è l'analisi per fasce di età che ci fornisce i dati più interessanti. Innanzitutto, tra i bambini da 0 a 9 anni il tasso è dello zero per cento: non c'è stato nessun bambino di quell'età morto. Il tasso di mortalità aumenta con l'età: si passa dallo 0,2% della fascia tra i 10 e i 39 anni, comprendente quindi ragazzini, giovani e giovani adulti, per arrivare all'1% dei cinquantenni, il 3,6 % dei sessantenni, l'8% per le persone tra 70 e 80 anni, e infine impennarsi al 14,8% per infetti dagli 80 anni in su.<br />Cosa ci dicono questi dati? Che il Covid-19 è un virus respiratorio in grado di dare problemi importanti alle persone anziane e fragili, come molte altre polmoniti e bronchiti, ad esempio quelle prodotte da Pneumococco - che causa ogni anno circa 8.000 morti - prevalentemente in soggetti anziani. Potrà sembrare strano, ma sempre in Italia, dall'analisi delle schede di dimissione ospedaliera, si evince negli ultimi anni un trend in aumento dell'incidenza delle polmoniti pneumococciche nel periodo 2001-2010 con un tasso medio di ospedalizzazione di 9,8/100.000 nella popolazione pediatrica e 16,5/100.000 nei soggetti di età superiore ai 65 anni: 200.000 casi di polmonite  di origine virale e batterica, quindi trasmissibile, che però non hanno mai indotto ad assaltare farmacie e supermercati in cerca di mascherine, o a proclamare il coprifuoco.<br /><br />GRAVI MALATTIE CRONICHE<br />Inoltre, la presenza di gravi malattie croniche, come diabete, ipertensione, tumore, insufficienza respiratoria cronica e problemi cardiovascolari sono terreno fertile per il Coronavirus. Soprattutto negli adulti dai 70 anni in su, con un sistema immunitario compromesso. Sono le stesse identiche evidenze che emergono dai casi italiani di questi giorni.<br />Altri dati interessanti che vengono dallo studio epidemiologico cinese sono poi quelli che riguardano le caratteristiche delle persone colpite: il virus risulta più letale per il sesso maschile piuttosto che quello femminile: 2,8% contro 1,7%. Tra i fattori evidenziati dai ricercatori che rendono più pericolosa l'epidemia da Coronavirus c'è il fumo: in Cina vive circa un terzo dei fumatori di tutto il mondo, di cui il 50% è rappresentato dagli uomini e solo il 2% dalle donne.<br />Anche questo è un dato che dovrebbe risultare ovvio: chi fuma danneggia le cellule dei propri polmoni, e pertanto non è strano riscontrare più casi tra i fumatori. Forse dovrebbe essere un dato su cui riflettere attentamente da parte di chi è dedito a questo vizio, e anziché mettersi la mascherina o cospargersi di amuchina meglio sarebbe buttare via il pacchetto di sigarette.<br />Da ultimo, l'analisi dei ricercatori cinesi dimostra che l'80,9% delle infezioni da Coronavirus si possono classificare come "leggere", il 13,8% "importanti" e solo il 4,7% come "critiche". Se poi, come ipotizza qualcuno, il dato delle persone che hanno contratto il Coronavirus è decisamente superiore a quanto finora riportato, questo significherebbe un tasso di mortalità ancora più basso.<br />Insomma, nonostante il tasso di allarmismo sia da noi ancora altissimo, c'è di che ben sperare.<br /><br />Nota di BastaBugie: Stefano Fontana nell'articolo seguente dal titolo "I vescovi e il Dio che sostiene, ma non può fare miracoli" spiega il motivo teologico per cui i vescovi invitano a pregare perché Dio sostenga i malati e i medici, ma pochi di loro chiedono di pregare perché il Cielo sconfigga il contagio. Sembra che non si riconosca a Dio la possibilità di operare al di fuori dell'ordine del creato, come diceva invece San Tommaso, ma solo rispettando le leggi di questo ordine. Tutto ciò è il frutto della teologia di Rahner, dove Dio è intramondano.<br />Ecco l'articolo completo pubblicato su La Nuova Bussola Quotidiana il 26 febbraio 2020:<br />Nei comunicati di molti vescovi a proposito della sospensione delle Messe a causa del Coronavirus si legge l'invito a pregare perché Dio sostenga i malati, le persone colpite e danneggiate e gli operatori sanitari in modo che il contagio venga sconfitto. Solo in pochi casi si è potuto notare un invito a pregare perché il Cielo sconfigga il contagio e perché la Madonna interceda affinché Dio ponga fine alla piaga.<br />A sconfiggere il contagio potrà essere solo la scienza e che Dio aiuti gli scienziati: questo il senso di molti interventi episcopali. Sembra che non si riconosca a Dio la possibilità di operare al di fuori dell'ordine del creato, ma solo rispettando le leggi di questo ordine: quindi non cesserà la malattia se non quando le sue cause naturali avranno fatto il loro decorso o quando tale decorso verrà interrotto dall'intervento umano. È come se una persona malata pregasse e facesse pregare i suoi familiari e amici non affinché Dio estirpasse la sua malattia, ma solo perché sostenesse i medici e gli infermieri dell'ospedale in cui è ricoverato, riservando solo a costoro la possibilità di vincere la malattia. Con questa mentalità non esisterebbe nessun santuario dedicato alla Madonna della Salute. Dietro la decisione molto drastica di alcuni vescovi di applicare in modo rigorosissimo le normative restrittive dell'autorità civile si può forse notare un effetto di questo modo di vedere.<br />Sul punto in questione la teologia cattolica tradizionale la pensava in modo diverso dalla teologia prevalente oggi. San Tommaso d'Aquino dimostra che Dio ha creato le cose dal nulla e che il mondo non è sempre esistito. Egli poi spiega che creare il mondo significa anche conservarlo nell'essere e governarlo: "Come non può esservi cosa che non sia stata creata da Dio, così non può esservi cosa che non sia sottoposta al suo governo". Ciò non vuol dire che Dio faccia tutto direttamente sul piano esecutivo, infatti egli "governa le cose in maniera da rendere alcune di esse cause rispetto al governo  di altre: come un maestro che rendesse i suoi alunni non solo dotti, ma anche capaci di insegnare agli altri". In altre parole l'operare di Dio va inteso "in modo da non pregiudicare il fatto che le cose stesse hanno la loro propria attività", pur essendo Dio la causa prima del loro operare.<br />Fino a questo punto San Tommaso spiega che Dio opera tramite l'operato delle cause seconde, nel caso del Coronavirus degli scienziati e degli operatori sanitari. Egli però aggiunge anche che Dio può operare nel mondo al di fuori delle cause naturali da Egli stesso create e ordinate: "Dio può operare fuori dell'ordine stabilito, poiché non lui è soggetto all'ordine delle cause seconde, ma tale ordine è a lui soggetto". "Le opere compiute da Dio fuori dell'ordine delle cause da noi conosciute vengono dette miracoli".  Il miracolo può superare la forza della natura in tre modi secondo San Tommaso: nel fare quanto la natura non può assolutamente fare; nel fare quanto la natura può fare ma non in quel tale soggetto; nel fare quando la natura può fare ma non in quel modo, "per esempio uno guarisce istantaneamente dalla malattia senza cure e fuori dal decorso normale della malattia".<br />Allora si deve pregare Dio in quanto causa prima delle cause seconde che stanno operando contro la malattia, ma si deve pregare Dio anche perché guarisca dalla malattia  intervenendo al di fuori del suo naturale decorso. Questo secondo punto viene oggi trascurato nel caso del Coronavirus.<br />Non è però una distrazione. La teologia contemporanea non condivide che Dio possa operare anche al di fuori delle cause naturali e quindi - in linea di principio - non ammette una preghiera perché ciò avvenga. Dietro la diversità di impostazione sta una diversa visione della creazione, dato che la teologia di oggi non pensa che in essa Dio abbia posto il mondo fuori di sé, come invece sosteneva San Tommaso. Per i teologi di oggi, l'azione di Dio nel mondo avviene sempre nel mondo e tramite il mondo e mai fuori di esso. Per rimanere nel caso che stiamo esaminando: non può esistere un intervento di Dio al di fuori dell'azione del personale sanitario e, più in generale, degli interventi umani, perché Dio è inteso come l'orizzonte che rende possibili quegli interventi e che si auto-comunica proprio dentro quelle storie. Perché dovrebbe sospenderle se proprio lì Egli si manifesta?]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/23457807</guid><pubDate>Wed, 04 Mar 2020 08:29:33 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/23457807/coronavirus_e_cosa_succede_in_cina.mp3" length="14255332" type="audio/mpeg"/><itunes:author>BastaBugie</itunes:author><itunes:subtitle>TESTO DELL'ARTICOLO ➜http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6037

CORONAVIRUS, LA SITUAZIONE IN CINA DI CUI NESSUNO PARLA di Paolo Gulisano
La psicosi che è stata generata negli ultimi giorni per i casi di polmonite da nuovo Coronavirus...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜<a href="http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6037" rel="noopener">http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6037</a><br /><br />CORONAVIRUS, LA SITUAZIONE IN CINA DI CUI NESSUNO PARLA di Paolo Gulisano<br />La psicosi che è stata generata negli ultimi giorni per i casi di polmonite da nuovo Coronavirus (Covid-19) hanno completamente stornato l'attenzione da ciò che succede in Cina, ormai surclassata nell'attenzione dei media dai casi autoctoni.<br />Eppure le notizie che arrivano dalla Cina sono estremamente interessanti e meritevoli di qualche considerazione. Innanzitutto i numeri: i casi di Coronavirus accertati sono arrivati a 77.658.<br />Le morti nel corso dell'ultima settimana sono state 71 - che rappresenta il dato più basso da oltre due settimane - per un bilancio complessivo di 2.663 morti. Il tasso di mortalità è dunque del 2,8%.<br />Ma c'è un altro dato molto importante da rilevare: al di fuori dell'Hubei - la provincia epicentro dell'epidemia, dove si sono verificati più del 90% dei casi cinesi - i nuovi casi nel resto della Cina sono stati solo nove.<br />Cosa significa tutto questo? Che l'epidemia è entrata in una fase calante. Sarà merito delle misure di quarantena, sarà il clima meteorologico che si sta mitigando, in ogni caso l'ondata del virus che ha fatto tremare il mondo sembra stia passando. Tranne in Italia, dove stiamo vivendo ancora nella paura del contagio.<br /><br />MA TORNIAMO ANCORA ALLA CINA<br />Negli scorsi giorni, il  17 febbraio, una rivista scientifica, il Chinese Journal of Epidemiology, ha diffuso un importante studio epidemiologico sul tasso di mortalità da Covid-19. Lo studio ha preso in esame ben 72.314 pazienti, di cui 44.672 casi di Coronavirus confermati. Il report conferma i tassi di mortalità finora evidenziati, che parlano di un 2% di vittime tra le persone colpite.<br />Tuttavia, è l'analisi per fasce di età che ci fornisce i dati più interessanti. Innanzitutto, tra i bambini da 0 a 9 anni il tasso è dello zero per cento: non c'è stato nessun bambino di quell'età morto. Il tasso di mortalità aumenta con l'età: si passa dallo 0,2% della fascia tra i 10 e i 39 anni, comprendente quindi ragazzini, giovani e giovani adulti, per arrivare all'1% dei cinquantenni, il 3,6 % dei sessantenni, l'8% per le persone tra 70 e 80 anni, e infine impennarsi al 14,8% per infetti dagli 80 anni in su.<br />Cosa ci dicono questi dati? Che il Covid-19 è un virus respiratorio in grado di dare problemi importanti alle persone anziane e fragili, come molte altre polmoniti e bronchiti, ad esempio quelle prodotte da Pneumococco - che causa ogni anno circa 8.000 morti - prevalentemente in soggetti anziani. Potrà sembrare strano, ma sempre in Italia, dall'analisi delle schede di dimissione ospedaliera, si evince negli ultimi anni un trend in aumento dell'incidenza delle polmoniti pneumococciche nel periodo 2001-2010 con un tasso medio di ospedalizzazione di 9,8/100.000 nella popolazione pediatrica e 16,5/100.000 nei soggetti di età superiore ai 65 anni: 200.000 casi di polmonite  di origine virale e batterica, quindi trasmissibile, che però non hanno mai indotto ad assaltare farmacie e supermercati in cerca di mascherine, o a proclamare il coprifuoco.<br /><br />GRAVI MALATTIE CRONICHE<br />Inoltre, la presenza di gravi malattie croniche, come diabete, ipertensione, tumore, insufficienza respiratoria cronica e problemi cardiovascolari sono terreno fertile per il Coronavirus. Soprattutto negli adulti dai 70 anni in su, con un sistema immunitario compromesso. Sono le stesse identiche evidenze che emergono dai casi italiani di questi giorni.<br />Altri dati interessanti che vengono dallo studio epidemiologico cinese sono poi quelli che riguardano le caratteristiche delle persone colpite: il virus risulta più letale per il sesso maschile piuttosto che quello femminile: 2,8% contro 1,7%. Tra i fattori evidenziati dai ricercatori che rendono più pericolosa l'epidemia da...]]></itunes:summary><itunes:duration>891</itunes:duration><itunes:keywords>cina,contagio,coronavirus,malati,malattia</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/f3f632575ddd2f4332cfede322bdef27.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Coronavirus, non sono d'accordo con le Conferenze Episcopali</title><link>https://www.spreaker.com/episode/coronavirus-non-sono-d-accordo-con-le-conferenze-episcopali--23424536</link><description><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜<a href="http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6038" rel="noopener">http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6038</a><br /><br />LETTERE ALLA REDAZIONE: CORONAVIRUS, NON SONO D'ACCORDO CON LE CONFERENZE EPISCOPALI di Giano Colli<br />Spettabile Redazione di BastaBugie,<br />i provvedimenti suggeriti da alcune conferenze episcopali regionali in occasione dell'"emergenza coronavirus" mi lasciano molto perplesso.<br />L'aver abolito la santa Messa aperta alla partecipazione da parte del popolo è un cedimento alle logiche mondane.<br />A parte il fatto che durante la santa Messa, soprattutto feriale, c'è una così bassa partecipazione che, se vogliono, le persone possono agevolmente mantenere la distanza desiderata le une dalle altre, le forme di devozione indicate come alternative (ad esempio, Adorazione Eucaristica, santo Rosario) non possono sostituire l'Eucaristia.<br />È grave che i vescovi abbiano meno fede Eucaristica e, in generale, nell'efficacia soprannaturale della santa Messa.<br />Anche durante le pestilenze del passato la santa Messa pubblica non mi risulta che fu sospesa. Cambiarono, semmai, i luoghi in cui veniva celebrata. Non tutti sanno (ma i vescovi dovrebbero saperlo) che molti tabernacoli che sorgono in luoghi pubblici (tipicamente negli incroci delle strade) devono la loro origine al fatto che lì, durante le epidemie di peste, veniva celebrata la santa Messa e il popolo partecipava affacciandosi alle finestre, così da mantenere le distanze ma senza rinunciare alla partecipazione pubblica della celebrazione.<br />Faccio notare che si trattava della peste e non, come oggi, di una forma un po' più morbosa di influenza.<br />Se, insieme a questa considerazione, ci ricordiamo che intere schiere di martiri preferirono affrontare la morte terrena anziché rinunciare alla santa Messa poiché, come impavidamente molti di loro affermarono, non potevano vivere senza la Domenica, beh, si ha la misura della fede Eucaristica di questi pastori.<br />Mi risulta incomprensibile, inoltre, come si possa incentivare l'Adorazione Eucaristica e poi sospendere la santa Messa pubblica o obbligare, come sta accadendo ad esempio in Toscana (dove la Messa per ora non è stata sospesa) a ricevere l'Eucarestia sulla mano, quando è stato provato che così facendo si rilasciano molti più frammenti di ostia rispetto alla modalità ordinaria sulla lingua, ben sapendo per fede che in ciascuno di essi c'è Cristo intero.<br />Non nascondano questi pastori la poca fede con un presunto allineamento alle disposizioni impartite dalle autorità laiche poiché esse non hanno sospeso, ad esempio, le frequentazioni dei trasporti pubblici, dei locali commerciali, ecc., normalmente - ahinoi - assai più affollati delle chiese.<br />Infine, quest'ultima considerazione: sono quasi trecento anni che più di duecento ostie consacrate si trovano in perfetto stato di conservazione a Siena ed è stato scientificamente osservato come muffe, spore e altri micro organismi si trovino sul cristallo nonché sul fondo e sotto il coperchio del contenitore ma non su di esse...<br />Inoltre è stato limitato l'uso dell'acqua santa... Eppure sono più di centocinquanta anni che ogni sorta di malati, sottolineo che si tratta di malati, si bagnano nelle acque di Lourdes e nessuno ha mai preso malattie per questo. In pratica e, tantomeno, nella fede non c'era quindi nessuna necessità di questi provvedimenti, perché se Dio non permette che le ostie di Siena si corrompano e i malati di Lourdes si contaminino, lo stesso farà con noi.<br />Già, nella fede... ma noi e i nostri pastori l'abbiamo ancora questa fede? Se noi e i nostri pastori amassimo veramente e adeguatamente la santa Messa, secondo voi non avrebbero escogitato forme alternative di celebrazione come si fece in passato? Se i nostri pastori avessero ancora un'integra fede nella transustanziazione delle Specie Eucaristiche, con ciò che ne consegue, avrebbero obbligato i fedeli a ricevere l'ostia consacrata in mano?<br />Pierluigi<br /><br />RISPOSTA DEL DIRETTORE<br /><br />Caro Pierluigi,<br />in questi giorni abbiamo ricevuto diverse mail da lettori che chiedevano come comportarsi in questa incresciosa situazione che si è venuta a creare. Abbiamo deciso di pubblicare la tua mail per dare, seppure indirettamente, una risposta a tutti loro.<br />Per approfondimenti sulla comunione sulla mano si possono leggere i seguenti articoli che negli anni abbiamo rilanciato sul nostro sito.<br /><br />COMUNIONE SULLA MANO: L'ECCEZIONE CHE SEMBRA LA REGOLA<br />Ma il cardinale Sarah, Prefetto della Congregazione per il Culto Divino, ricorda che la regola resterà sempre la comunione sulla lingua (e quella sulla mano un abuso)<br />di Stefano Fontana<br /><a href="http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=5101" rel="noopener">http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=5101</a><br /><br />SULLA LINGUA E NON SULLE MANI<br />Il modo più corretto per prendere la comunione<br />di Marcello Stanzione<br /><a href="http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=1371" rel="noopener">http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=1371</a><br /><br />COM'È STATA INTRODOTTA LA COMUNIONE SULLA MANO<br />Storia di un abuso che resta tale nonostante oggi venga tollerato<br />di Federico Catani<br /><a href="http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=4292" rel="noopener">http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=4292</a><br /><br />FERMARE L'ABUSO DELLA COMUNIONE SULLA MANO<br />Ecco il video con le penose immagini della profanazione delle ostie durante la Messa nelle Filippine<br />di Raymond Leo Burke<br /><a href="http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=3600" rel="noopener">http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=3600</a><br /><br />LA COMUNIONE RICEVUTA SULLA LINGUA E IN GINOCCHIO<br />Dal 2008 Benedetto XVI ha ripreso l'antichissima tradizione per evitare al massimo la dispersione dei frammenti eucaristici e favorire la crescita della devozione dei fedeli verso la presenza reale di Cristo nel sacramento<br />da Ufficio delle Celebrazioni Liturgiche del Papa<br /><a href="http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=2005" rel="noopener">http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=2005</a>]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/23424536</guid><pubDate>Tue, 03 Mar 2020 19:10:12 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/23424536/lettere_alla_redazione_coronavirus_e_comunione.mp3" length="5705723" type="audio/mpeg"/><itunes:author>BastaBugie</itunes:author><itunes:subtitle>TESTO DELL'ARTICOLO ➜http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6038

LETTERE ALLA REDAZIONE: CORONAVIRUS, NON SONO D'ACCORDO CON LE CONFERENZE EPISCOPALI di Giano Colli
Spettabile Redazione di BastaBugie,
i provvedimenti suggeriti da alcune...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜<a href="http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6038" rel="noopener">http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6038</a><br /><br />LETTERE ALLA REDAZIONE: CORONAVIRUS, NON SONO D'ACCORDO CON LE CONFERENZE EPISCOPALI di Giano Colli<br />Spettabile Redazione di BastaBugie,<br />i provvedimenti suggeriti da alcune conferenze episcopali regionali in occasione dell'"emergenza coronavirus" mi lasciano molto perplesso.<br />L'aver abolito la santa Messa aperta alla partecipazione da parte del popolo è un cedimento alle logiche mondane.<br />A parte il fatto che durante la santa Messa, soprattutto feriale, c'è una così bassa partecipazione che, se vogliono, le persone possono agevolmente mantenere la distanza desiderata le une dalle altre, le forme di devozione indicate come alternative (ad esempio, Adorazione Eucaristica, santo Rosario) non possono sostituire l'Eucaristia.<br />È grave che i vescovi abbiano meno fede Eucaristica e, in generale, nell'efficacia soprannaturale della santa Messa.<br />Anche durante le pestilenze del passato la santa Messa pubblica non mi risulta che fu sospesa. Cambiarono, semmai, i luoghi in cui veniva celebrata. Non tutti sanno (ma i vescovi dovrebbero saperlo) che molti tabernacoli che sorgono in luoghi pubblici (tipicamente negli incroci delle strade) devono la loro origine al fatto che lì, durante le epidemie di peste, veniva celebrata la santa Messa e il popolo partecipava affacciandosi alle finestre, così da mantenere le distanze ma senza rinunciare alla partecipazione pubblica della celebrazione.<br />Faccio notare che si trattava della peste e non, come oggi, di una forma un po' più morbosa di influenza.<br />Se, insieme a questa considerazione, ci ricordiamo che intere schiere di martiri preferirono affrontare la morte terrena anziché rinunciare alla santa Messa poiché, come impavidamente molti di loro affermarono, non potevano vivere senza la Domenica, beh, si ha la misura della fede Eucaristica di questi pastori.<br />Mi risulta incomprensibile, inoltre, come si possa incentivare l'Adorazione Eucaristica e poi sospendere la santa Messa pubblica o obbligare, come sta accadendo ad esempio in Toscana (dove la Messa per ora non è stata sospesa) a ricevere l'Eucarestia sulla mano, quando è stato provato che così facendo si rilasciano molti più frammenti di ostia rispetto alla modalità ordinaria sulla lingua, ben sapendo per fede che in ciascuno di essi c'è Cristo intero.<br />Non nascondano questi pastori la poca fede con un presunto allineamento alle disposizioni impartite dalle autorità laiche poiché esse non hanno sospeso, ad esempio, le frequentazioni dei trasporti pubblici, dei locali commerciali, ecc., normalmente - ahinoi - assai più affollati delle chiese.<br />Infine, quest'ultima considerazione: sono quasi trecento anni che più di duecento ostie consacrate si trovano in perfetto stato di conservazione a Siena ed è stato scientificamente osservato come muffe, spore e altri micro organismi si trovino sul cristallo nonché sul fondo e sotto il coperchio del contenitore ma non su di esse...<br />Inoltre è stato limitato l'uso dell'acqua santa... Eppure sono più di centocinquanta anni che ogni sorta di malati, sottolineo che si tratta di malati, si bagnano nelle acque di Lourdes e nessuno ha mai preso malattie per questo. In pratica e, tantomeno, nella fede non c'era quindi nessuna necessità di questi provvedimenti, perché se Dio non permette che le ostie di Siena si corrompano e i malati di Lourdes si contaminino, lo stesso farà con noi.<br />Già, nella fede... ma noi e i nostri pastori l'abbiamo ancora questa fede? Se noi e i nostri pastori amassimo veramente e adeguatamente la santa Messa, secondo voi non avrebbero escogitato forme alternative di celebrazione come si fece in passato? Se i nostri pastori avessero ancora un'integra fede nella transustanziazione delle Specie Eucaristiche, con ciò che ne consegue, avrebbero obbligato i fedeli a ricevere l'ostia...]]></itunes:summary><itunes:duration>357</itunes:duration><itunes:keywords>comunione,coronavirus,mani,sacerdote,vescovi</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/8a0927d71972bb2f970d703170b4afc9.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Coronavirus, gli errori clamorosi del governo italiano</title><link>https://www.spreaker.com/episode/coronavirus-gli-errori-clamorosi-del-governo-italiano--23139909</link><description><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜<a href="http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6026" rel="noopener">http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6026</a><br /><br />CORONAVIRUS, GLI ERRORI CLAMOROSI DEL GOVERNO ITALIANO di Antonio Socci<br />Ma in che mani siamo? È doveroso chiederselo dal momento che ci dicevano di stare tranquilli, con sicumera, e invece di colpo siamo precipitati nell'incubo dell'epidemia, diventando in un giorno il paese d'Europa più contagiato. Possibile che nessuno spieghi il perché e nessuno sui giornali se lo chieda? È chiaro che qualcosa non ha funzionato.<br />Fino a giovedì scorso il governo ha versato fiumi di sonnifero sul Paese. Questo il messaggio costante (e testuale) del premier Giuseppe Conte: "I cittadini italiani devono stare sereni e tranquilli che noi stiamo affrontando con la massima responsabilità (il coronavirus). Vi posso assicurare che l'Italia ha adottato una linea di misure cautelative che è la più efficace, attualmente, sicuramente in Europa e addirittura forse a livello internazionale".<br />Detto fatto. Venerdì 21 febbraio, di colpo, è divampata l'epidemia e siamo diventati il paese più contagiato d'Europa, con decine di malati e già alcuni morti. Come minimo, dunque, abbiamo il diritto di pensare che non dovevamo stare tranquilli e non era vero che era tutto sotto controllo. Dobbiamo chiederci: il governo ha fatto tutto quello che doveva e poteva?<br />Se si analizzano bene i fatti e la sequenza degli avvenimenti, c'è da dubitarne. Le falle sono evidenti. Infatti tutto esplode attorno a venerdì 21 febbraio e il coronavirus ha un'incubazione di circa 14 giorni (qualcuno ipotizza fino a 24). Se andiamo 14-24 giorni a ritroso arriviamo ai primi giorni di febbraio o a fine gennaio, quando si ritiene sia iniziato il contagio.<br />Ebbene, quelle parole di Conte che ho appena citato ("state tranquilli... l'Italia ha adottato le misure più efficaci in Europa e a livello internazionale") sono del 30 gennaio.  Così - oggi - possiamo constatare quanto erano "efficaci" le misure prese dal governo in gennaio e quanto ci possiamo fidare delle sue rassicurazioni.<br /><br />NON ERA INEVITABILE<br />Si dirà: è stata una fatalità, era inevitabile. Ma quei signori stanno al governo, pagati dagli italiani, precisamente per evitarci disastri del genere. Se fossero epidemie inevitabili e dovessimo solo rassegnarci a subirle, potremmo fare a meno di avere dei ministri preposti alla salute pubblica. No?<br />Se costoro non sono capaci di fare quello per cui sono pagati, se ne vadano. Oltretutto siamo - ripeto - il paese più contagiato d'Europa. Era "inevitabile" anche questo?<br />La Sinistra strilla che non si poteva fare di più. Ma è davvero così? No. Si poteva e si doveva fare di più: bastava ascoltare le indicazioni degli esperti invece di liquidarli con sufficienza.<br />Il famoso virologo Roberto Burioni, un'autorità riconosciuta da tutti, nel suo sito "Medical facts", già l'8 gennaio scorso faceva riferimento al comunicato delle autorità sanitarie di Wuhan del 3 gennaio e parlava di un coronavirus simile alla Sars: "e poi il 25 gennaio, sempre sul sito" ricorda Burioni "proposi la quarantena per tutte le persone che tornavano di là".<br />Lui stesso subì attacchi e critiche: "mi hanno dato dell'allarmista, addirittura del fascioleghista, perché dall'inizio ho sostenuto che l'isolamento delle persone provenienti dalla Cina fosse l'unico modo efficace per evitare il diffondersi del virus".<br />Perché il governo non ha ascoltato un'autorità come Burioni? Perché anche lui è stato trattato come un allarmista da snobbare con sufficienza?<br />Ancora di peggio - negli stessi giorni - toccò a Matteo Salvini che il 31 gennaio, dopo i primi due casi (i due turisti cinesi arrivati, proprio da Wuhan, a Malpensa il 23 gennaio) scriveva: "Fatemi capire... I primi due casi di Coronavirus in Italia sarebbero sbarcati tranquillamente a Malpensa il 23 gennaio e, senza alcun controllo, avrebbero girato per giorni per mezza Italia, fino ad arrivare in un albergo nel pieno centro di Roma.<br /><br />È COSÌ CHE IL GOVERNO TUTELA LA SALUTE E LA SICUREZZA DEGLI ITALIANI?<br />La Lega da giorni chiedeva quarantena, controlli, blocchi e informazioni, ma per politici e giornalisti di sinistra eravamo 'speculatori' e sciacalli. Preghiamo Dio che non ci siano disastri, ma chi ha sbagliato deve pagare".<br />Poi un altro tweet di Salvini, sempre del 31 gennaio: "Verificare ogni singolo ingresso. Via mare, via aereo, via terra. Mentre altri Paesi si sono attivati immediatamente, in Italia si è avuta l'impressione che qualcuno abbia perso tempo. E con la salute dei cittadini non si scherza".<br />Al leader leghista sono toccate brutte parole e non è stato minimamente preso in considerazione dal governo, ma dobbiamo amaramente constatare che l'inizio del contagio a Codogno è proprio di quei giorni (secondo il "Corriere" è il 1° febbraio).<br />Anche i governatori leghisti delle tre regioni del Nord che il 3 febbraio - sulla scorta di quanto scritto da Burioni - chiesero al governo di non far rientrare a scuola i ragazzi che tornavano dalla Cina (se non dopo i 14 giorni di quarantena) ebbero brutte risposte.<br />Il premier Conte respinse la richiesta e quasi li irrise: "Invito i governatori del Nord a fidarsi di chi ha specifiche competenze. Dobbiamo fidarci delle autorità sanitarie" (Corriere della sera, 4 febbraio). Ma - chissà perché - lui e il governo non dettero nessun ascolto a esperti come il professor Burioni che è un'autorità sui virus.<br />Può anche darsi che se il governo avesse adottato le misure proposte da Burioni l'epidemia sarebbe comunque arrivata, ma probabilmente non così forte. E comunque si sarebbe potuto dire che era stato fatto tutto il possibile. Invece non è così.<br />Il tentativo del governo di minimizzare, per settimane, il pericolo incombente del coronavirus è evidentissimo nello spot del ministero della salute in cui a Michele Mirabella - in un ristorante cinese - fanno dire testualmente: "l'infezione da coronavirus colpisce le vie respiratorie, ma non è affatto facile il contagio".<br />Vadano a dirlo ad alcuni dei primi contagiati che pare abbiano preso il virus semplicemente andando al bar. Comprensibile che ci sia chi chieda il ritiro dello spot.<br />La minimizzazione da parte del governo e la sottovalutazione dei rischi (con le accuse di allarmismo nei confronti di chi chiedeva misure più serie) sono dovuti a incapacità o hanno una causa ideologica?<br /><br />PROBABILMENTE SONO VERE ENTRAMBE LE SPIEGAZIONI<br />Tutti gli sforzi del governo e della sinistra che lo sostiene, in quei giorni, si sono concentrati nel dare addosso a Salvini e alla Lega, che chiedevano misure più decise, e nel denunciare a gran voce il rischio di razzismo nei confronti dei cinesi, dando ad intendere che la semplice e umanissima paura del contagio - da parte degli italiani - fosse un sintomo di pericolosa xenofobia.<br />Così si sono viste iniziative come "abbraccia un cinese" lanciata dal sindaco di Firenze Nardella "contro terrorismo psicologico, sciacallaggio e odio". E poi tutti a mangiare involtini primavera.<br />Questa deformazione ideologica è stata ben colta da Toni Capuozzo - bravissimo inviato di guerra - che in un post su facebook ha fotografato la mediocrità di questa classe politica, già fallimentare su problemi come Libia, Europa, tasse o economia: sul coronavirus "hanno fatto di peggio, pensando che la correttezza politica (visita scuole multietniche, ristoranti cinesi ecc.) fosse la cosa più importante, che il nemico fosse il razzismo. Sordi agli appelli di Burioni, tante Alici nel paese delle meraviglie, convinti che la loro solo esibita bontà salverà il mondo. Come se ne fottono di chi dorme all'aperto o raccoglie pomodori da schiavo, una volta esaurita l'accoglienza, così se ne sono fregati delle reali possibilità di contagio. Il razzismo è un male da tenere a bada, l'allarmismo è un pericolo, certo. Le malattie, anche".<br />Un male, per l'Italia, è anche dover subire un governo così. Dovrebbero dimettersi oggi stesso di fronte ai tanti fallimenti (ultimo il coronavirus), ma siccome non si schioderanno mai dalle poltrone di loro spontanea volontà, che almeno chiedano scusa agli italiani.<br /><br />Nota di BastaBugie: Paolo Gulisano nell'articolo dal titolo "Virus, si è detto di tutto ma si è fatto poco... ora paghiamo" pubblicato su La Nuova Bussola Quotidiana il 22 febbraio 2020 ha fatto notare alcune cose interessanti. Ecco un estratto dell'articolo:<br />Ciò che sta accadendo in Lombardia è spiegabile con quelle falle evidenti nel sistema di protezione dei cittadini del nostro Paese. Dovrebbe essere evidente a chiunque che essendo questa malattia trasmissibile solo ed esclusivamente attraverso soggetti contagiati in Cina e portatori del virus, il metodo più sicuro ed efficace per evitare l'insorgere di casi in Italia era e resta la sorveglianza sugli ingressi dalla Cina, sia che si tratti di persone cinesi o italiane o di qualunque altra nazionalità.<br />Per sorveglianza sanitaria si intende un insieme di accertamenti sanitari svolti dalle autorità competenti finalizzati alla tutela dello stato di salute e alla sicurezza della comunità. Niente di eccezionale: semplici visite di controllo, e possibilmente un isolamento di un paio di settimane dei soggetti in questione.<br />Alla luce di quanto sta accadendo, si può dire che ciò non è avvenuto con la dovuta attenzione. Vanno dunque individuate le responsabilità, e i motivi di queste falle nel sistema di sorveglianza. Il soggetto da cui è partito il contagio nel lodigiano, sembra che non fosse stato sottoposto ad alcuna vigilanza dopo il suo arrivo in Italia.<br />Nei giorni scorsi aveva fatto molto discutere la decisione della Regione Toscana di non sottoporre ad alcuna quarantena le 2.500 persone - un numero davvero significativo - rientrate dal Capodanno cinese. Duemilacinquecento persone potenzialmente infette, come peraltro dovrebbero essere tutte le persone in arrivo dalla Cina.<br />Per un mese sul Coronavirus si è letto di tutto, si sono fatte speculazioni di fantapolitica o fantamedicina, e probabilmente non si è fatto al meglio l'unica cosa che andava realmente fatta: attuare una attenta,]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/23139909</guid><pubDate>Tue, 25 Feb 2020 19:55:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/23139909/coronavirus_in_italia.mp3" length="13676877" type="audio/mpeg"/><itunes:author>BastaBugie</itunes:author><itunes:subtitle>TESTO DELL'ARTICOLO ➜http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6026

CORONAVIRUS, GLI ERRORI CLAMOROSI DEL GOVERNO ITALIANO di Antonio Socci
Ma in che mani siamo? È doveroso chiederselo dal momento che ci dicevano di stare tranquilli, con sicumera,...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜<a href="http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6026" rel="noopener">http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6026</a><br /><br />CORONAVIRUS, GLI ERRORI CLAMOROSI DEL GOVERNO ITALIANO di Antonio Socci<br />Ma in che mani siamo? È doveroso chiederselo dal momento che ci dicevano di stare tranquilli, con sicumera, e invece di colpo siamo precipitati nell'incubo dell'epidemia, diventando in un giorno il paese d'Europa più contagiato. Possibile che nessuno spieghi il perché e nessuno sui giornali se lo chieda? È chiaro che qualcosa non ha funzionato.<br />Fino a giovedì scorso il governo ha versato fiumi di sonnifero sul Paese. Questo il messaggio costante (e testuale) del premier Giuseppe Conte: "I cittadini italiani devono stare sereni e tranquilli che noi stiamo affrontando con la massima responsabilità (il coronavirus). Vi posso assicurare che l'Italia ha adottato una linea di misure cautelative che è la più efficace, attualmente, sicuramente in Europa e addirittura forse a livello internazionale".<br />Detto fatto. Venerdì 21 febbraio, di colpo, è divampata l'epidemia e siamo diventati il paese più contagiato d'Europa, con decine di malati e già alcuni morti. Come minimo, dunque, abbiamo il diritto di pensare che non dovevamo stare tranquilli e non era vero che era tutto sotto controllo. Dobbiamo chiederci: il governo ha fatto tutto quello che doveva e poteva?<br />Se si analizzano bene i fatti e la sequenza degli avvenimenti, c'è da dubitarne. Le falle sono evidenti. Infatti tutto esplode attorno a venerdì 21 febbraio e il coronavirus ha un'incubazione di circa 14 giorni (qualcuno ipotizza fino a 24). Se andiamo 14-24 giorni a ritroso arriviamo ai primi giorni di febbraio o a fine gennaio, quando si ritiene sia iniziato il contagio.<br />Ebbene, quelle parole di Conte che ho appena citato ("state tranquilli... l'Italia ha adottato le misure più efficaci in Europa e a livello internazionale") sono del 30 gennaio.  Così - oggi - possiamo constatare quanto erano "efficaci" le misure prese dal governo in gennaio e quanto ci possiamo fidare delle sue rassicurazioni.<br /><br />NON ERA INEVITABILE<br />Si dirà: è stata una fatalità, era inevitabile. Ma quei signori stanno al governo, pagati dagli italiani, precisamente per evitarci disastri del genere. Se fossero epidemie inevitabili e dovessimo solo rassegnarci a subirle, potremmo fare a meno di avere dei ministri preposti alla salute pubblica. No?<br />Se costoro non sono capaci di fare quello per cui sono pagati, se ne vadano. Oltretutto siamo - ripeto - il paese più contagiato d'Europa. Era "inevitabile" anche questo?<br />La Sinistra strilla che non si poteva fare di più. Ma è davvero così? No. Si poteva e si doveva fare di più: bastava ascoltare le indicazioni degli esperti invece di liquidarli con sufficienza.<br />Il famoso virologo Roberto Burioni, un'autorità riconosciuta da tutti, nel suo sito "Medical facts", già l'8 gennaio scorso faceva riferimento al comunicato delle autorità sanitarie di Wuhan del 3 gennaio e parlava di un coronavirus simile alla Sars: "e poi il 25 gennaio, sempre sul sito" ricorda Burioni "proposi la quarantena per tutte le persone che tornavano di là".<br />Lui stesso subì attacchi e critiche: "mi hanno dato dell'allarmista, addirittura del fascioleghista, perché dall'inizio ho sostenuto che l'isolamento delle persone provenienti dalla Cina fosse l'unico modo efficace per evitare il diffondersi del virus".<br />Perché il governo non ha ascoltato un'autorità come Burioni? Perché anche lui è stato trattato come un allarmista da snobbare con sufficienza?<br />Ancora di peggio - negli stessi giorni - toccò a Matteo Salvini che il 31 gennaio, dopo i primi due casi (i due turisti cinesi arrivati, proprio da Wuhan, a Malpensa il 23 gennaio) scriveva: "Fatemi capire... I primi due casi di Coronavirus in Italia sarebbero sbarcati tranquillamente a Malpensa il 23 gennaio e, senza alcun controllo, avrebbero girato per...]]></itunes:summary><itunes:duration>855</itunes:duration><itunes:keywords>attenzione,cina,coronavirus,governo,italia</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/ca21bb22d286e813a6cff77ebab69e02.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Come rispose San Gregorio Magno al coronavirus del suo tempo</title><link>https://www.spreaker.com/episode/come-rispose-san-gregorio-magno-al-coronavirus-del-suo-tempo--23201529</link><description><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜<a href="http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6030" rel="noopener">http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6030</a><br /><br />COME RISPOSE SAN GREGORIO MAGNO AL CORONAVIRUS DEL SUO TEMPO di Roberto de Mattei<br />Un alone di mistero avvolge il Coronavirus, o Covid-19, di cui non conosciamo né l'origine, né i reali dati di diffusione, né le possibili conseguenze. Ciò che però sappiamo è che le pandemie sono sempre state considerate nella storia come flagelli divini e che l'unico rimedio che la Chiesa ha opposto ad esse è stata la preghiera e la penitenza. Così accadde a Roma nell'anno 590, quando Gregorio della famiglia senatoriale della gens Anicia, fu eletto Papa con il nome di Gregorio I (540-604).<br />L'Italia era sconvolta da malattie, carestie, disordini sociali e dall'onda devastatrice dei Longobardi. Tra il 589 e il 590, una violenta epidemia di peste, la terribile luesinguinaria, dopo aver devastato il territorio bizantino ad Oriente e quello dei Franchi ad Occidente, aveva seminato morte e terrore nella penisola e si era abbattuta sulla città di Roma. I cittadini romani interpretarono questa epidemia come un castigo divino per la corruzione della città. La prima vittima mietuta a Roma dalla peste fu papa Pelagio II, che morì il 5 febbraio 590 e fu sepolto in San Pietro. Il clero e il senato romano elessero come suo successore Gregorio che, dopo essere stato praefectus urbis, viveva nella sua cella monacale sul monte Celio. Dopo essere stato consacrato il 3 ottobre 590, il nuovo Papa affrontò subito il flagello della peste. Gregorio di Tours (538-594), che fu contemporaneo e cronista di quegli eventi, racconta che in un memorabile sermone pronunciato nella chiesa di Santa Sabina, Gregorio invitò i romani a seguire, contriti e penitenti, l'esempio degli abitanti di Ninive: «Guardatevi intorno: ecco la spada dell'ira di Dio brandita sopra l'intero popolo. La morte improvvisa ci strappa dal mondo, senza quasi darci un minuto di tempo. In questo stesso momento, oh quanti son presi dal male, qui intorno a noi, senza neppure potere pensare alla penitenza».<br /><br />SOLLEVARE LO SGUARDO A DIO PER PLACARE LA COLLERA DIVINA<br />Il Papa esortò quindi a sollevare lo sguardo a Dio, il quale permette tali tremendi castighi al fine di correggere i suoi figliuoli e, per placare la collera divina, ordinò una «litania settiforme», cioè una processione dell'intera popolazione romana, divisa in sette cortei, secondo il sesso, l'età e la condizione. La processione mosse dalle varie chiese di Roma verso la Basilica Vaticana, accompagnando il cammino con il canto delle litanie. È questa l'origine delle cosiddette Litanie maggiori della Chiesa, o rogazioni, con cui preghiamo Dio di difenderci dalle avversità. I sette cortei muovevano attraverso gli edifici dell'antica Roma, a piedi nudi, a passo lento, il capo coperto di cenere. Mentre la moltitudine percorreva la città, immersa in un silenzio sepolcrale, la pestilenza arrivò al punto tale di furore che, nel breve spazio di un'ora, ottanta persone caddero a terra morte. Ma Gregorio non cessò un attimo di esortare il popolo perché continuasse a pregare e volle che dinanzi al corteo fosse portato il quadro della Vergine conservata in Santa Maria Maggiore e dipinta dall'evangelista san Luca (Gregorio di Tours, Historiae Francorum, liber X, 1, in Opera omnia, a cura di J.P. Migne, Parigi 1849 p. 528).<br />La Leggenda aurea, di Jacopo da Varazze, che è un compendio delle tradizioni trasmesse dai primi secoli dell'era cristiana, racconta che man mano che la sacra immagine avanzava, l'aria diventava più sana e limpida ed i miasmi della peste si dissolvevano, come se non potessero sopportarne la presenza. Si era giunti al ponte che unisce la città al Mausoleo di Adriano, conosciuto nel Medioevo come Castellum Crescentii, quando improvvisamente si udì un coro di angeli che cantavano: «Regina Coeli, laetare, Alleluja - Quia quemmeruisti portare, Alleluja - Resurrexit sicut dixit, Alleluja!». Gregorio rispose ad alta voce: «Ora pro nobis rogamus, Alleluja!». Nacque così il Regina Coeli, l'antifona con cui nel tempo pasquale la Chiesa saluta Maria Regina per la risurrezione del Salvatore. Dopo il canto, gli Angeli si disposero in cerchio intorno al quadro della Madonna e Gregorio, alzando gli occhi, vide sulla sommità del Castello un Angelo che, dopo avere asciugato la spada grondante di sangue, la riponeva nel fodero, in segno del cessato castigo. «Tunc Gregorius vidi super Castrum Crescentii angelum Domini qui glaudium cruentatum detergens in vagina revocabat: intellexit que Gregorius quod pestisilla cessasset et sic factum est. Unde et castrum illud castrum Angeli deinceps vocatum est». Comprese Gregorio che la peste era finita e così avvenne: e quel castello fu d'allora in poi chiamato il Castello dell'Angelo (Iacopo da Varazze, Legenda aurea, Edizione critica a cura di Giovanni Paolo Maggioni, Sismel-Edizioni del Galluzzo, Firenze 1998, p. 90).<br /><br />LA FINE DELLA PESTE<br />Papa Gregorio I fu canonizzato e proclamato Dottore della Chiesa, ed entrò nella storia con l'appellativo di "Magno". Dopo la sua morte i romani cominciarono a chiamare la Mole Adriana "Castel Sant'Angelo" e, a ricordo del prodigio, posero in cima al castello la statua di san Michele, capo delle milizie celesti, in atto di rinfoderare la spada. Ancora oggi nel Museo Capitolino è conservata una pietra circolare con le impronte dei piedi che, secondo la tradizione, sarebbero state lasciate dall'Arcangelo quando si fermò per annunciare la fine della peste. Anche il cardinale Cesare Baronio (1538-1697), considerato per il rigore della sua ricerca uno dei più grandi storici della Chiesa, conferma l'apparizione dell'Angelo alla sommità del castello (Odorico Ranaldi, Annali ecclesiastici tratti da quelli del cardinal Baronio, anno 590, Appresso Vitale Mascardi, Roma 1643, pp. 175-176).<br />Osserviamo solo che se l'Angelo, grazie all'appello di san Gregorio, rinfoderò la spada, vuol dire che essa era stata prima sguainata per punire i peccati del popolo romano. Gli Angeli sono infatti gli esecutori dei castighi divini dei popoli, come ci ricorda la drammatica visione del Terzo segreto di Fatima, esortandoci al pentimento: «un Angelo con una spada di fuoco nella mano sinistra; scintillando emetteva grandi fiamme che sembrava dovessero incendiare il mondo intero; ma si spegnevano al contatto dello splendore che Nostra Signora emanava dalla sua mano destra verso di lui: l'Angelo, indicando la terra con la mano destra, con voce forte disse: Penitenza, Penitenza, Penitenza!».<br /><br />L'APPELLO ALLA PENITENZA<br />La diffusione del Coronavirus ha un qualche rapporto con la visione del Terzo Segreto? Il futuro ce lo dirà. Ma l'appello alla penitenza resta la prima urgenza della nostra epoca e il primo rimedio per assicurarci la nostra salvezza, nel tempo e nell'eternità. Le parole di san Gregorio Magno devono risuonare ancora nei nostri cuori: «Cosa diremo degli avvenimenti terribili di cui siamo testimoni se non che sono preannunci dell'ira futura? Pensate dunque fratelli carissimi, con estrema attenzione a quel giorno, correggete la vostra vita, mutate i vostri costumi, sconfiggete con tutta la vostra forza le tentazioni del male, punite con le lacrime i peccati compiuti» (Omelia prima sui Vangeli, in Il Tempo di Natale nella Roma di Gregorio Magno, Acqua Pia Antica Marcia, Roma 2008, pp. 176-177).<br />È di queste parole [...] che avrebbe oggi bisogno la Chiesa, che appare oggi come la descriveva san Gregorio ai suoi tempi: «Nave vetusta e terribilmente squarciata; dappertutto infatti entrano i flutti e le tavole marcite; squassate dalla violenta e quotidiana tempesta, fanno presagire il naufragio (Registrum I, 4 ad Ioann. episcop. Constantinop.)». Ma allora la Divina Provvidenza suscitò un nocchiero che, come afferma san Pio X, «tra l'imperversare dei marosi seppe non solo toccare il porto, ma anche mettere al sicuro la nave dalle tempeste future» (Enciclica Jucunda sane del 12 marzo 1904).<br /><br />Nota di BastaBugie: riportiamo un estratto dell'esperienza di domenica scorsa di Maurizio Blondet come l'ha riportata sinteticamente su Una Vox del 23 febbraio 2020.<br />Non ho voglia di scrivere a lungo: sono rimasto senza Messa domenicale. Stremato dal viaggio della notte precedente (da Rimini incredibili ore di treno fermo “per ordine dell'autorità giudiziaria” [...]), vado nella mia parrocchia prima delle 18 e sento per radio che l'arcivescovo di Milano, Mario Delpini, ha cancellato tutte le Messe con la scusa del coronavirus.<br />Così, come niente fosse, in tutta la diocesi, non solo i paesi attorno a Codogno; la diocesi più grande del mondo, dove mai fu sospeso il rito nemmeno durante la peste del Manzoni; anzi, al centro del lazzaretto c'era una chiesetta aperta da tutti i lati per consentire ai malati sotto il porticato di vedere la Presenza Reale. Adesso per almeno due settimane lascia il popolo senza Messa alcuna.<br />Ho provato a dire a uno dei sacerdoti: voi la celebrate, per voi, la Messa? Lasciateci essere presenti, a distanza... Dobbiamo obbedire, altrimenti ci andiamo di mezzo noi.<br />Evidentemente si fa temere, il nuovo vescovo. E la sua comunicazione della sua decisione spiritualmente gravissima, non sente nemmeno il bisogno di giustificarla: bisogna togliere le occasioni di assembramento, quindi va da sé: come fosse un prefetto o un ufficiale sanitario, senza dolore e senza suggerire modi e per adempiere all'onore che si deve a Cristo col precetto.<br />Le sue quattro parole sono tutte una benedizione agli uomini delle istituzioni e a “scienziati e ricreatori” che cercano il vaccino; sentendo il bisogno di avvertire che “la benedizione di Dio non è una assicurazione sulla vita, una parola magica che mette al riparo dei problemi e dai pericoli.<br />La sua cura insomma è di toglierci ogni superstizione.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/23201529</guid><pubDate>Tue, 25 Feb 2020 18:40:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/23201529/coronavirus_san_gregorio_magno.mp3" length="11946272" type="audio/mpeg"/><itunes:author>BastaBugie</itunes:author><itunes:subtitle>TESTO DELL'ARTICOLO ➜http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6030

COME RISPOSE SAN GREGORIO MAGNO AL CORONAVIRUS DEL SUO TEMPO di Roberto de Mattei
Un alone di mistero avvolge il Coronavirus, o Covid-19, di cui non conosciamo né l'origine, né i...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜<a href="http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6030" rel="noopener">http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6030</a><br /><br />COME RISPOSE SAN GREGORIO MAGNO AL CORONAVIRUS DEL SUO TEMPO di Roberto de Mattei<br />Un alone di mistero avvolge il Coronavirus, o Covid-19, di cui non conosciamo né l'origine, né i reali dati di diffusione, né le possibili conseguenze. Ciò che però sappiamo è che le pandemie sono sempre state considerate nella storia come flagelli divini e che l'unico rimedio che la Chiesa ha opposto ad esse è stata la preghiera e la penitenza. Così accadde a Roma nell'anno 590, quando Gregorio della famiglia senatoriale della gens Anicia, fu eletto Papa con il nome di Gregorio I (540-604).<br />L'Italia era sconvolta da malattie, carestie, disordini sociali e dall'onda devastatrice dei Longobardi. Tra il 589 e il 590, una violenta epidemia di peste, la terribile luesinguinaria, dopo aver devastato il territorio bizantino ad Oriente e quello dei Franchi ad Occidente, aveva seminato morte e terrore nella penisola e si era abbattuta sulla città di Roma. I cittadini romani interpretarono questa epidemia come un castigo divino per la corruzione della città. La prima vittima mietuta a Roma dalla peste fu papa Pelagio II, che morì il 5 febbraio 590 e fu sepolto in San Pietro. Il clero e il senato romano elessero come suo successore Gregorio che, dopo essere stato praefectus urbis, viveva nella sua cella monacale sul monte Celio. Dopo essere stato consacrato il 3 ottobre 590, il nuovo Papa affrontò subito il flagello della peste. Gregorio di Tours (538-594), che fu contemporaneo e cronista di quegli eventi, racconta che in un memorabile sermone pronunciato nella chiesa di Santa Sabina, Gregorio invitò i romani a seguire, contriti e penitenti, l'esempio degli abitanti di Ninive: «Guardatevi intorno: ecco la spada dell'ira di Dio brandita sopra l'intero popolo. La morte improvvisa ci strappa dal mondo, senza quasi darci un minuto di tempo. In questo stesso momento, oh quanti son presi dal male, qui intorno a noi, senza neppure potere pensare alla penitenza».<br /><br />SOLLEVARE LO SGUARDO A DIO PER PLACARE LA COLLERA DIVINA<br />Il Papa esortò quindi a sollevare lo sguardo a Dio, il quale permette tali tremendi castighi al fine di correggere i suoi figliuoli e, per placare la collera divina, ordinò una «litania settiforme», cioè una processione dell'intera popolazione romana, divisa in sette cortei, secondo il sesso, l'età e la condizione. La processione mosse dalle varie chiese di Roma verso la Basilica Vaticana, accompagnando il cammino con il canto delle litanie. È questa l'origine delle cosiddette Litanie maggiori della Chiesa, o rogazioni, con cui preghiamo Dio di difenderci dalle avversità. I sette cortei muovevano attraverso gli edifici dell'antica Roma, a piedi nudi, a passo lento, il capo coperto di cenere. Mentre la moltitudine percorreva la città, immersa in un silenzio sepolcrale, la pestilenza arrivò al punto tale di furore che, nel breve spazio di un'ora, ottanta persone caddero a terra morte. Ma Gregorio non cessò un attimo di esortare il popolo perché continuasse a pregare e volle che dinanzi al corteo fosse portato il quadro della Vergine conservata in Santa Maria Maggiore e dipinta dall'evangelista san Luca (Gregorio di Tours, Historiae Francorum, liber X, 1, in Opera omnia, a cura di J.P. Migne, Parigi 1849 p. 528).<br />La Leggenda aurea, di Jacopo da Varazze, che è un compendio delle tradizioni trasmesse dai primi secoli dell'era cristiana, racconta che man mano che la sacra immagine avanzava, l'aria diventava più sana e limpida ed i miasmi della peste si dissolvevano, come se non potessero sopportarne la presenza. Si era giunti al ponte che unisce la città al Mausoleo di Adriano, conosciuto nel Medioevo come Castellum Crescentii, quando improvvisamente si udì un coro di angeli che cantavano: «Regina Coeli, laetare, Alleluja - Quia quemmeruisti portare, Alleluja -...]]></itunes:summary><itunes:duration>747</itunes:duration><itunes:keywords>coronavirus,epidemia,fede,gregorio,magno,papa</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/bf544b22ed88bc66774aa5dfb8eb75f4.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Coronavirus, il problema è il regime cinese</title><link>https://www.spreaker.com/episode/coronavirus-il-problema-e-il-regime-cinese--22947538</link><description><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜<a href="http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6018" rel="noopener">http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6018</a><br /><br />CORONAVIRUS, IL PROBLEMA E' IL REGIME CINESE di Paolo Gulisano<br />Come sconfiggere il diffondersi costante dei casi di polmonite da Coronavirus? Il presidente cinese Xi Jinping non ha dubbi: con la guerra. Anzi: con la "guerra di popolo". Sembra di essere tornati ai tempi dei proclami maoisti: il leader comunista cinese ha chiamato il Paese a una grande mobilitazione popolare, e ha messo in moto tutta la macchina dello Stato, da quella sanitaria a quella militare alle strutture del Partito Unico per sconfiggere la minaccia del virus.<br />Un'ostentazione muscolare diretta soprattutto ad impressionare l'opinione pubblica internazionale, che guarda con crescente preoccupazione ai numeri dei contagiati e soprattutto dei morti, in costante ascesa. Per ora, come sappiamo, i casi della nuova polmonite fuori dalla Cina restano sporadici, legati esclusivamente ai movimenti fuori dai confini di persone cinesi portatrici del virus.<br />Tuttavia, secondo le autorità cinesi, ci potrebbe essere una modalità di contagio che non prevede il contatto diretto tra persone: le banconote. Da parte del vicegovernatore della Banca Centrale, Fan Yifei, è stato annunciato che le banconote verranno messe in quarantena per 10-14 giorni e disinfettate: i biglietti saranno ripuliti con raggi ultravioletti e alte temperature e poi sigillati. Dopo il periodo di "quarantena", la cui durata dipenderà dalla gravità dell'epidemia, i biglietti potranno essere rimessi in circolazione. Nel Paese, in molti già stanno optando per gli acquisti online.<br />Per molti aspetti, questa notizia è davvero interessante. Le banconote - che passano di mano in mano, e che possono effettivamente essere un ricettacolo di microrganismi - non sono mai state oggetto di attenzioni mediche e non sono mai state considerate un mezzo di trasmissione di malattie se non in un suggestivo romanzo di fantascienza dello scrittore americano Frank Herbert (autore del celebre Dune).<br /><br />SCIENZA O FANTASCIENZA?<br />In questo romanzo, intitolato Il morbo bianco, uno scienziato americano di origine irlandese, John O'Neill, che ha visto la sua famiglia interamente uccisa in un attacco terroristico, decide di vendicarsi della folle crudeltà dell'umanità diffondendo un virus letale proprio attraverso delle banconote da lui contaminate. Un'idea terribilmente efficace, perché nulla circola diffusamente e rapidamente quanto le banconote. I cinesi ora sembrano prendere sul serio l'ipotesi contenuta in questo romanzo di fantascienza, ma gli esiti potrebbero essere altrettanto degni di scenari di narrativa distopica: un sequestro di massa di denaro, un controllo totale e assoluto delle spese e dei consumi attraverso la tracciabilità del denaro virtuale, e magari, con pretesti igienico-sanitari, l'eliminazione definitiva della valuta cartacea.<br />Anche questo potrebbe essere parte della cosiddetta "guerra" dichiarata al Coronavirus dal Partito e dallo Stato cinese. I mezzi che si stanno utilizzando, del resto, sono già molto drastici: l'intera provincia dell'Hubei, l'epicentro dell'epidemia, è stretta in una sacca controllata militarmente con l'uso della forza autorizzato e praticato nei confronti di chiunque vi si opponga.<br />I famosi ospedali costruiti nel giro di pochi giorni, di cui il regime si è vantato con il mondo (e qualcuno anche da noi ha pure espresso ammirazione per l'"efficienza cinese"), si stanno rivelando, grazie alle comunicazioni di osservatori neutrali, come qualcosa di tremendo, che fa impallidire il ricordo degli antichi lazzaretti degli appestati. Se infatti non è impossibile, grazie al lavoro quasi forzato di migliaia di lavoratori, realizzare in pochi giorni degli edifici, perché questi diventino ospedali occorre ben altro: attrezzature, apparecchiature mediche, e soprattutto personale medico e infermieristico a sua volta attrezzato. Tutto questo non è accaduto, e questi ospedali, secondo quanto segnala lo scienziato Steven Mosher - presidente del Population Research Institute, che sta tenendo monitorata con grande attenzione l'epidemia cinese - sono dei grandi depositi di ammalati sistemati su brandine.<br />In questo, dunque, consisterebbero le misure di isolamento atte a contenere l'epidemia: misure brutali, disumane. Motivate dalla pragmatica visione comunista del "bene collettivo" che prevale su quello individuale. Ciò spiegherebbe il perché dell'impennata della curva di mortalità degli ultimi giorni: non potendo in realtà vincere la "guerra" con mezzi farmaceutici per ora inefficaci, la soluzione è l'isolamento dei malati. Come si faceva in Europa, nel tanto vituperato Medioevo, con gli appestati.<br /><br />E L'OCCIDENTE TACE<br />L'Occidente non sembra aver nulla da eccepire nei confronti di queste misure coercitive: la paura che un virus - intorno al quale si sta costruendo un panico diffuso pur non sapendo ancora quanto contagioso possa essere, e con una mortalità che continua ad attestarsi sul 2% - possa diffondersi anche in Europa o in altri continenti, sembra far chiudere gli occhi su quello che il Partito Comunista cinese va praticando. La grande paura è che il virus non trovi ostacoli sul suo cammino.<br />Per questo l'opinione pubblica occidentale, pilotata da media compiacenti, sembra non preoccuparsi dei mezzi con i quali il regime cinese sta facendo la sua guerra al Coronavirus, pur di raggiungere il fine del successo. E tutto questo potrebbe anche rivelarsi una grande operazione propagandistica: la Cina mostrerà al mondo che è in grado di sconfiggere anche le più minacciose epidemie, e addirittura potrà vantarsi di aver vegliato efficacemente sulla sicurezza mondiale. Il regime comunista  riceverà ringraziamenti e congratulazioni, e magari l'OMS proporrà il "modello cinese" come esempio da seguire. Altrove ci si compiacerà di successi collaterali, magari promettendo la realizzazione di vaccini che impediranno altre future paure.<br />Al di là di ipotesi, sospetti, congetture e scenari immaginari o, meglio, prossimi venturi, se - come probabile - questa epidemia si rivelerà di carattere stagionale, e cesserà con il rialzo delle temperature e l'avvento della primavera, resta il fatto che tutta l'operazione Coronavirus sta coinvolgendo ingentissime risorse economiche, scientifiche, umane. Risorse che sicuramente sarebbe meglio investire per prevenire e curare quelle epidemie che già esistono, che fanno ogni anno un numero impressionante e vergognoso di vittime, ma che non fanno notizia, che non sono sulle prime pagine, che non evocano scenari da fantascienza, ma che sono una tragica realtà per milioni di esseri umani sofferenti.<br />Le vere sfide per l'epidemiologia, per la medicina, non vengono dalle pandemie potenziali, ma da quelle attuali, che peraltro hanno alle spalle una lunga storia: sfide nuove e allo stesso tempo antiche, battaglie ancora non vinte, anche se avrebbero dovuto esserlo da tempo.<br /><br />Nota di BastaBugie: già nel seguente articolo avevamo messo in luce aspetti dimenticati sul modo corretto di informare sulla situazione sanitaria in conseguenza di epidemie vere o presunte. Per leggere l'articolo, cliccare sul link.<br /><br />CORONAVIRUS, LA VERA EPIDEMIA E' IL PANICO<br />La nuova minaccia fantasma è solo una paura ingiustificata delle malattie infettive (ad es.: lo sapevate che in Italia ben 5.000 persone muoiono ogni anno per complicazioni dell'influenza?)<br />di Paolo Gulisano<br /><a href="http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6009" rel="noopener">http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6009</a>]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/22947538</guid><pubDate>Wed, 19 Feb 2020 15:15:56 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/22947538/coronavirus_regime.mp3" length="7973824" type="audio/mpeg"/><itunes:author>BastaBugie</itunes:author><itunes:subtitle>TESTO DELL'ARTICOLO ➜http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6018

CORONAVIRUS, IL PROBLEMA E' IL REGIME CINESE di Paolo Gulisano
Come sconfiggere il diffondersi costante dei casi di polmonite da Coronavirus? Il presidente cinese Xi Jinping non ha...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜<a href="http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6018" rel="noopener">http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6018</a><br /><br />CORONAVIRUS, IL PROBLEMA E' IL REGIME CINESE di Paolo Gulisano<br />Come sconfiggere il diffondersi costante dei casi di polmonite da Coronavirus? Il presidente cinese Xi Jinping non ha dubbi: con la guerra. Anzi: con la "guerra di popolo". Sembra di essere tornati ai tempi dei proclami maoisti: il leader comunista cinese ha chiamato il Paese a una grande mobilitazione popolare, e ha messo in moto tutta la macchina dello Stato, da quella sanitaria a quella militare alle strutture del Partito Unico per sconfiggere la minaccia del virus.<br />Un'ostentazione muscolare diretta soprattutto ad impressionare l'opinione pubblica internazionale, che guarda con crescente preoccupazione ai numeri dei contagiati e soprattutto dei morti, in costante ascesa. Per ora, come sappiamo, i casi della nuova polmonite fuori dalla Cina restano sporadici, legati esclusivamente ai movimenti fuori dai confini di persone cinesi portatrici del virus.<br />Tuttavia, secondo le autorità cinesi, ci potrebbe essere una modalità di contagio che non prevede il contatto diretto tra persone: le banconote. Da parte del vicegovernatore della Banca Centrale, Fan Yifei, è stato annunciato che le banconote verranno messe in quarantena per 10-14 giorni e disinfettate: i biglietti saranno ripuliti con raggi ultravioletti e alte temperature e poi sigillati. Dopo il periodo di "quarantena", la cui durata dipenderà dalla gravità dell'epidemia, i biglietti potranno essere rimessi in circolazione. Nel Paese, in molti già stanno optando per gli acquisti online.<br />Per molti aspetti, questa notizia è davvero interessante. Le banconote - che passano di mano in mano, e che possono effettivamente essere un ricettacolo di microrganismi - non sono mai state oggetto di attenzioni mediche e non sono mai state considerate un mezzo di trasmissione di malattie se non in un suggestivo romanzo di fantascienza dello scrittore americano Frank Herbert (autore del celebre Dune).<br /><br />SCIENZA O FANTASCIENZA?<br />In questo romanzo, intitolato Il morbo bianco, uno scienziato americano di origine irlandese, John O'Neill, che ha visto la sua famiglia interamente uccisa in un attacco terroristico, decide di vendicarsi della folle crudeltà dell'umanità diffondendo un virus letale proprio attraverso delle banconote da lui contaminate. Un'idea terribilmente efficace, perché nulla circola diffusamente e rapidamente quanto le banconote. I cinesi ora sembrano prendere sul serio l'ipotesi contenuta in questo romanzo di fantascienza, ma gli esiti potrebbero essere altrettanto degni di scenari di narrativa distopica: un sequestro di massa di denaro, un controllo totale e assoluto delle spese e dei consumi attraverso la tracciabilità del denaro virtuale, e magari, con pretesti igienico-sanitari, l'eliminazione definitiva della valuta cartacea.<br />Anche questo potrebbe essere parte della cosiddetta "guerra" dichiarata al Coronavirus dal Partito e dallo Stato cinese. I mezzi che si stanno utilizzando, del resto, sono già molto drastici: l'intera provincia dell'Hubei, l'epicentro dell'epidemia, è stretta in una sacca controllata militarmente con l'uso della forza autorizzato e praticato nei confronti di chiunque vi si opponga.<br />I famosi ospedali costruiti nel giro di pochi giorni, di cui il regime si è vantato con il mondo (e qualcuno anche da noi ha pure espresso ammirazione per l'"efficienza cinese"), si stanno rivelando, grazie alle comunicazioni di osservatori neutrali, come qualcosa di tremendo, che fa impallidire il ricordo degli antichi lazzaretti degli appestati. Se infatti non è impossibile, grazie al lavoro quasi forzato di migliaia di lavoratori, realizzare in pochi giorni degli edifici, perché questi diventino ospedali occorre ben altro: attrezzature, apparecchiature mediche, e soprattutto personale medico e...]]></itunes:summary><itunes:duration>499</itunes:duration><itunes:keywords>cina,coronavirus,fobia,malattia,panico,regime</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/f3f632575ddd2f4332cfede322bdef27.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item></channel></rss>
