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<rss xmlns:itunes="http://www.itunes.com/dtds/podcast-1.0.dtd" xmlns:googleplay="http://www.google.com/schemas/play-podcasts/1.0" xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom" version="2.0"><channel><title>Connessioni</title><link>https://www.spreaker.com/show/connessioni_2</link><description><![CDATA[Connessioni, il podcast che vi racconta il cervello, neuroscienze, psicologia e tutto quello che vi è connesso<br /><br />Connessioni è l’unico podcast in italiano che approfondisce la ricerca scientifica su mente e cervello e lo fa da punti di vista multidisciplinari: le neuroscienze più strette, la psicologia sperimentale, animale e comparata, ma anche la computer science, gli studi in fisica, matematica e molto altro. Non mancano le contaminazioni che arrivano anche dal di fuori dello stretto ambito scientifico, parlando anche di arte, società, tecnologia, e più in generale di quel che significa “essere umani”, con grande attenzione verso l’attualità.<br /><br />Ogni puntata affronta un tema diverso, approfondito con interviste a esperti nel panorama italiano e internazionale. Per completare l’informazione e nell’ottica del rigore scientifico dei contenuti proposti, vengono anche offerte fonti e altro materiale per approfondire (anche autonomamente) l’argomento delle puntate.<br /><br />L’autrice e conduttrice: Federica Sgorbissa è una giornalista e comunicatrice della scienza. Specializzata su psicologia e neuroscienze, temi sui quali verte anche la sua formazione accademica (una laurea in psicologia e un dottorato in scienze cognitive), si è formata al master in Comunicazione della Scienza della SISSA di Trieste. Lavora da diversi anni per SIssa Medialab, azienda nell’ambito della comunicazione della scienza, e collabora come giornalista con testate come Le Scienze, Mind e Il Tascabile.<br /><br />Crediti: la musica della sigla di connessioni, Piano la Song, è di SSTdeSST, rilasciata in licenza Creative Commons  CC0 1.0 Universal License. Trovate SSTdeSST su Free Music Archive e sul canale youtube Creative Commons Music and Audio]]></description><atom:link href="https://www.spreaker.com/show/4194618/episodes/feed" rel="self" type="application/rss+xml"/><language>it</language><category>Science</category><copyright>Copyright Federica Sgorbissa</copyright><image><url>https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/2d398b47434b24a552c83aabf7682872.jpg</url><title>Connessioni</title><link>https://www.spreaker.com/show/connessioni_2</link></image><lastBuildDate>Wed, 18 Mar 2020 07:55:44 +0000</lastBuildDate><itunes:author>Federica Sgorbissa</itunes:author><itunes:owner><itunes:name>Federica Sgorbissa</itunes:name><itunes:email>feeds@spreaker.com</itunes:email></itunes:owner><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/2d398b47434b24a552c83aabf7682872.jpg"/><itunes:subtitle>Connessioni, il podcast che vi racconta il cervello, neuroscienze, psicologia e tutto quello che vi è connesso

Connessioni è l’unico podcast in italiano che approfondisce la ricerca scientifica su mente e cervello e lo fa da punti di vista...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Connessioni, il podcast che vi racconta il cervello, neuroscienze, psicologia e tutto quello che vi è connesso<br /><br />Connessioni è l’unico podcast in italiano che approfondisce la ricerca scientifica su mente e cervello e lo fa da punti di vista multidisciplinari: le neuroscienze più strette, la psicologia sperimentale, animale e comparata, ma anche la computer science, gli studi in fisica, matematica e molto altro. Non mancano le contaminazioni che arrivano anche dal di fuori dello stretto ambito scientifico, parlando anche di arte, società, tecnologia, e più in generale di quel che significa “essere umani”, con grande attenzione verso l’attualità.<br /><br />Ogni puntata affronta un tema diverso, approfondito con interviste a esperti nel panorama italiano e internazionale. Per completare l’informazione e nell’ottica del rigore scientifico dei contenuti proposti, vengono anche offerte fonti e altro materiale per approfondire (anche autonomamente) l’argomento delle puntate.<br /><br />L’autrice e conduttrice: Federica Sgorbissa è una giornalista e comunicatrice della scienza. Specializzata su psicologia e neuroscienze, temi sui quali verte anche la sua formazione accademica (una laurea in psicologia e un dottorato in scienze cognitive), si è formata al master in Comunicazione della Scienza della SISSA di Trieste. Lavora da diversi anni per SIssa Medialab, azienda nell’ambito della comunicazione della scienza, e collabora come giornalista con testate come Le Scienze, Mind e Il Tascabile.<br /><br />Crediti: la musica della sigla di connessioni, Piano la Song, è di SSTdeSST, rilasciata in licenza Creative Commons  CC0 1.0 Universal License. Trovate SSTdeSST su Free Music Archive e sul canale youtube Creative Commons Music and Audio]]></itunes:summary><itunes:category text="Science"/><itunes:explicit>clean</itunes:explicit><itunes:type>episodic</itunes:type><googleplay:author>Federica Sgorbissa</googleplay:author><googleplay:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/2d398b47434b24a552c83aabf7682872.jpg"/><googleplay:email>feeds@spreaker.com</googleplay:email><googleplay:description>Connessioni, il podcast che vi racconta il cervello, neuroscienze, psicologia e tutto quello che vi è connesso

Connessioni è l’unico podcast in italiano che approfondisce la ricerca scientifica su mente e cervello e lo fa da punti di vista multidisciplinari: le neuroscienze più strette, la psicologia sperimentale, animale e comparata, ma anche la computer science, gli studi in fisica, matematica e molto altro. Non mancano le contaminazioni che arrivano anche dal di fuori dello stretto ambito scientifico, parlando anche di arte, società, tecnologia, e più in generale di quel che significa “essere umani”, con grande attenzione verso l’attualità.

Ogni puntata affronta un tema diverso, approfondito con interviste a esperti nel panorama italiano e internazionale. Per completare l’informazione e nell’ottica del rigore scientifico dei contenuti proposti, vengono anche offerte fonti e altro materiale per approfondire (anche autonomamente) l’argomento delle puntate.

L’autrice e conduttrice: Federica Sgorbissa è una giornalista e comunicatrice della scienza. Specializzata su psicologia e neuroscienze, temi sui quali verte anche la sua formazione accademica (una laurea in psicologia e un dottorato in scienze cognitive), si è formata al master in Comunicazione della Scienza della SISSA di Trieste. Lavora da diversi anni per SIssa Medialab, azienda nell’ambito della comunicazione della scienza, e collabora come giornalista con testate come Le Scienze, Mind e Il Tascabile.

Crediti: la musica della sigla di connessioni, Piano la Song, è di SSTdeSST, rilasciata in licenza Creative Commons  CC0 1.0 Universal License. Trovate SSTdeSST su Free Music Archive e sul canale youtube Creative Commons Music and Audio</googleplay:description><googleplay:category text="Science &amp; Medicine"/><googleplay:explicit>No</googleplay:explicit><item><title>S1E10 - Salute mentale e migrazioni</title><link>https://www.spreaker.com/user/connessioni/s1e10-salute-mentale-e-migrazioni-2</link><description><![CDATA[In questi giorni straordinari per tutti sotto la minaccia del Coronavirus, sono tuttavia in corso nel mondo altre emergenze. Una delle più gravi è certamente la CRISI UMANITARIA al confine fra Turchia e Grecia, con decine di migliaia di migranti siriani che cercano di entrare in Europa. Questa settimana apriamo una riflessione su un tema forse meno noto: come gestiamo la SALUTE MENTALE di RIFUGIATI e MIGRANTI in genere? Perché è importante farlo? Anche l’ORGANIZZAZIONE MONDIALE DI SANITA (OMS) lo raccomanda: Connessioni ha intervistato STEFAN PRIEBE, autore insieme a Domenico Giacco - entrambi professori della Queen Mary University di Londra - della “Guida tecnica per la gestione della salute mentale” dell’OMS. <br />TRIESTE, la città dove Connessioni viene prodotto, è l’ultima stazione della ROTTA BALCANICA, quella che viene percorsa proprio dai migranti che passano il confine greco-turco e forse la prima stazione in Europa dove si attua una vera accoglienza dei migranti. GIACOMO BONETTI, psicologo del CONSORZIO ITALIANO DI SOLIDARIETA (ICS) di Trieste ci offre una preziosa testimonianza di come si lavora “sul campo” per la salute mentale dei migranti.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/24007489</guid><pubDate>Wed, 18 Mar 2020 07:55:39 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/24007489/s1e10_salute_mentale_e_migrazioni_2.mp3" length="31813511" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Federica Sgorbissa</itunes:author><itunes:subtitle>In questi giorni straordinari per tutti sotto la minaccia del Coronavirus, sono tuttavia in corso nel mondo altre emergenze. Una delle più gravi è certamente la CRISI UMANITARIA al confine fra Turchia e Grecia, con decine di migliaia di migranti...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[In questi giorni straordinari per tutti sotto la minaccia del Coronavirus, sono tuttavia in corso nel mondo altre emergenze. Una delle più gravi è certamente la CRISI UMANITARIA al confine fra Turchia e Grecia, con decine di migliaia di migranti siriani che cercano di entrare in Europa. Questa settimana apriamo una riflessione su un tema forse meno noto: come gestiamo la SALUTE MENTALE di RIFUGIATI e MIGRANTI in genere? Perché è importante farlo? Anche l’ORGANIZZAZIONE MONDIALE DI SANITA (OMS) lo raccomanda: Connessioni ha intervistato STEFAN PRIEBE, autore insieme a Domenico Giacco - entrambi professori della Queen Mary University di Londra - della “Guida tecnica per la gestione della salute mentale” dell’OMS. <br />TRIESTE, la città dove Connessioni viene prodotto, è l’ultima stazione della ROTTA BALCANICA, quella che viene percorsa proprio dai migranti che passano il confine greco-turco e forse la prima stazione in Europa dove si attua una vera accoglienza dei migranti. GIACOMO BONETTI, psicologo del CONSORZIO ITALIANO DI SOLIDARIETA (ICS) di Trieste ci offre una preziosa testimonianza di come si lavora “sul campo” per la salute mentale dei migranti.]]></itunes:summary><itunes:duration>1989</itunes:duration><itunes:keywords>integrazione,migranti,oms,psicologia,rottabalcanica,salute,salutementale</itunes:keywords><itunes:explicit>clean</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/0ca2d1dc5d49a85e934739f886678cd8.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType><googleplay:author>Federica Sgorbissa</googleplay:author><googleplay:description>In questi giorni straordinari per tutti sotto la minaccia del Coronavirus, sono tuttavia in corso nel mondo altre emergenze. Una delle più gravi è certamente la CRISI UMANITARIA al confine fra Turchia e Grecia, con decine di migliaia di migranti siriani che cercano di entrare in Europa. Questa settimana apriamo una riflessione su un tema forse meno noto: come gestiamo la SALUTE MENTALE di RIFUGIATI e MIGRANTI in genere? Perché è importante farlo? Anche l’ORGANIZZAZIONE MONDIALE DI SANITA (OMS) lo raccomanda: Connessioni ha intervistato STEFAN PRIEBE, autore insieme a Domenico Giacco - entrambi professori della Queen Mary University di Londra - della “Guida tecnica per la gestione della salute mentale” dell’OMS. 
TRIESTE, la città dove Connessioni viene prodotto, è l’ultima stazione della ROTTA BALCANICA, quella che viene percorsa proprio dai migranti che passano il confine greco-turco e forse la prima stazione in Europa dove si attua una vera accoglienza dei migranti. GIACOMO BONETTI, psicologo del CONSORZIO ITALIANO DI SOLIDARIETA (ICS) di Trieste ci offre una preziosa testimonianza di come si lavora “sul campo” per la salute mentale dei migranti.</googleplay:description><googleplay:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/0ca2d1dc5d49a85e934739f886678cd8.jpg"/><googleplay:explicit>No</googleplay:explicit></item><item><title>S1E9 - Gestire lo stress al tempo del Coronavirus</title><link>https://www.spreaker.com/user/connessioni/s1e9-gestire-lo-stress-al-tempo-del-coro</link><description><![CDATA[L’attuale emergenza sanitaria per il COVID-19, sta mettendo a dura prova il nostro Paese. I sacrifici che vengono chiesti alla popolazione (necessari per il contenimento del virus) hanno forti ripercussioni anche sulle condizioni psicologiche, un po’ di tutti ma in particolari delle persone più fragili, come gli anziani, che non solo sono fra coloro corrono più rischi in caso di contagio, ma, avendo spesso bisogno di assistenza, soffrono disagi anche nella loro normale quotidianità. Per venire incontro a tutto questo lo scorso fine settimana l’Ordine Nazionale degli Psicologi ha diffuso un vademecum per affrontare a livello psicologico l’emergenza da nuovo Coronavirus. Quali sono le conseguenze psicologiche che stiamo osservando nella popolazione italiana in questi giorni? Cosa si può fare per aiutare anziani e altre categorie sensibili? A chi si può chiedere aiuto? Ne parliamo in un’approfondita  intervista con Roberto Calvani, presidente della sezione del Friuli Venezia Giulia dell’Ordine Nazionale degli Psicologi. Francesco Millo, ricercatore nell’ambito della psicologia delle emergenze dell’Università di Bologna, ci aiuta invece a leggere i nostri comportamenti d’allarme di questi giorni]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/23744695</guid><pubDate>Wed, 11 Mar 2020 09:27:19 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/23744695/s1e9_gestire_lo_stress_al_tempo_del_coronavirus_compr.mp3" length="30148019" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Federica Sgorbissa</itunes:author><itunes:subtitle>L’attuale emergenza sanitaria per il COVID-19, sta mettendo a dura prova il nostro Paese. I sacrifici che vengono chiesti alla popolazione (necessari per il contenimento del virus) hanno forti ripercussioni anche sulle condizioni psicologiche, un po’...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[L’attuale emergenza sanitaria per il COVID-19, sta mettendo a dura prova il nostro Paese. 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Si parla di CONTAGIO e COMPORTAMENTO

Evitare BACI e ABBRACCI, mantenere una distanza di almeno UN METRO con gli altri... mentre aspettiamo le indicazioni del Ministero della Salute su come comportarci nelle nostre relazioni...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[NUOVA PUNTATA ONLINE!<br />Si parla di CONTAGIO e COMPORTAMENTO<br /><br />Evitare BACI e ABBRACCI, mantenere una distanza di almeno UN METRO con gli altri... mentre aspettiamo le indicazioni del Ministero della Salute su come comportarci nelle nostre relazioni interpersonali al tempo del CORONAVIRUS, la nuova puntata di #connessionipodcast vi racconta cos'è il SISTEMA IMMUNITARIO COMPORTAMENTALE e come le infezioni possono alterare EMOZIONI e COMPORTAMENTO<br /><br />Con interviste a COREY FINCHER ideatore della PARASITE-STRESS THEPRY OF SOCIALITY, secondo cui epidemie e xenofobia sono collegate e con MATTEO GUERRINI ricercatore dell’istituto Riken di Tokyo, che spiega come ALTERAZIONI del sistema immunitario provocano influenzano STATI EMOTIVI e comportamento]]></itunes:summary><itunes:duration>1903</itunes:duration><itunes:keywords>comportamento,contagio,contatto,coronavirus,infezioni,patogeni,psicologia,salute,sistemaimmunitario,virus</itunes:keywords><itunes:explicit>clean</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/c8d62c3283c66e5f610fefc96a9cc0d3.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType><googleplay:author>Federica Sgorbissa</googleplay:author><googleplay:description>NUOVA PUNTATA ONLINE!
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Evitare BACI e ABBRACCI, mantenere una distanza di almeno UN METRO con gli altri... mentre aspettiamo le indicazioni del Ministero della Salute su come comportarci nelle nostre relazioni interpersonali al tempo del CORONAVIRUS, la nuova puntata di #connessionipodcast vi racconta cos'è il SISTEMA IMMUNITARIO COMPORTAMENTALE e come le infezioni possono alterare EMOZIONI e COMPORTAMENTO

Con interviste a COREY FINCHER ideatore della PARASITE-STRESS THEPRY OF SOCIALITY, secondo cui epidemie e xenofobia sono collegate e con MATTEO GUERRINI ricercatore dell’istituto Riken di Tokyo, che spiega come ALTERAZIONI del sistema immunitario provocano influenzano STATI EMOTIVI e comportamento</googleplay:description><googleplay:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/c8d62c3283c66e5f610fefc96a9cc0d3.jpg"/><googleplay:explicit>No</googleplay:explicit></item><item><title>S1E7 - La bellezza capita</title><link>https://www.spreaker.com/user/connessioni/s1e7-la-bellezza-capita</link><description><![CDATA[“La bellezza capita”: vi ricordate la polemica esplosa quando Diletta Leotta ha pronunciato queste parole a Sanremo 2020? Ebbene in questa nuova puntata di Connessioni spezziamo una lancia a favore di Leotta: “beauty happens” è esattamente quello che dice anche l’autorevole biologo evoluzionista Richard Prum, quando spiega l’evoluzione della bellezza nel mondo animale. Questa settimana Connessioni vi racconta come si è evoluta la bellezza, il metodo “gentile” dell’evoluzione guidato dalla scelta femminile. Con interventi di: Telmo Pievani, filosofo evoluzionista dell’Università di Padova e grande divulgatore, Andrea Pilastro, biologo evoluzionista dell’Università di Padova esperto di selezione sessuale, Richard Prum, ornitologo dell’Università di Yale, autore di The Evolution of Beauty, libro finalista per il premio Pulitzer 2018, e Molly Cumings biologa evoluzionista dell’Università di Austin, Texas, esperta di evoluzione ornamenti sessuali negli animali.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/23202894</guid><pubDate>Wed, 26 Feb 2020 09:03:11 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/23202894/s1e7_la_bellezza_capita.mp3" length="29136105" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Federica Sgorbissa</itunes:author><itunes:subtitle>“La bellezza capita”: vi ricordate la polemica esplosa quando Diletta Leotta ha pronunciato queste parole a Sanremo 2020? 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Ebbene in questa nuova puntata di Connessioni spezziamo una lancia a favore di Leotta: “beauty happens” è esattamente quello che dice anche l’autorevole biologo evoluzionista Richard Prum, quando spiega l’evoluzione della bellezza nel mondo animale. Questa settimana Connessioni vi racconta come si è evoluta la bellezza, il metodo “gentile” dell’evoluzione guidato dalla scelta femminile. Con interventi di: Telmo Pievani, filosofo evoluzionista dell’Università di Padova e grande divulgatore, Andrea Pilastro, biologo evoluzionista dell’Università di Padova esperto di selezione sessuale, Richard Prum, ornitologo dell’Università di Yale, autore di The Evolution of Beauty, libro finalista per il premio Pulitzer 2018, e Molly Cumings biologa evoluzionista dell’Università di Austin, Texas, esperta di evoluzione ornamenti sessuali negli animali.</googleplay:description><googleplay:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/c1d8c819be1244b8b85d80c2b79065fd.jpg"/><googleplay:explicit>No</googleplay:explicit></item><item><title>S1E6 - Roboassistenti</title><link>https://www.spreaker.com/user/connessioni/s1e6-roboassistenti</link><description><![CDATA[Lo vorresti un robot che ti aiuti e faccia compagnia? Il nostro futuro prossimo sarà sempre più popolato di robot, personal robot che ci assisteranno, accudiranno, terranno compagnia e addirittura salveranno da pericoli e catastrofi naturali. Li accoglieremo serenamente o al contrario ne saremo spaventati? <br />Sono molti i progetti che oggi studiano quali siano le condizioni che migliorano la nostra interazione con i robot. Antonio Sgorbissa, docente dell’Università di Genova, principal investigator e coordinatore del progetto Caressess spiega a #Connessionipodcast come si insegnando ai robot ad adattarsi alla cultura degli assistiti e come questo migliora l’interazione e il benessere dei pazienti. Agnieszka Wykowska, neuroscienziata dell’Istituto Italiano di Tecnologia (IIT) di Genova, studia le basi cognitive dell’interazione uomo/robot e ci spiega come questo serve a costruire macchine “sociali”. Quali sono le implicazioni etiche legate all’entrata dei robot nella nostra vita? Abbiamo bisogno celle “tre leggi della robotica” come quelle ideate da Isaac Asimov nel suo ciclo di romanzi fantascientifici? Ne parliamo con Viola Schiaffonati, roboeticista del Politecnico di Milano.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/22944915</guid><pubDate>Wed, 19 Feb 2020 08:22:14 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/22944915/s1e6_roboassistenti.mp3" length="27980751" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Federica Sgorbissa</itunes:author><itunes:subtitle>Lo vorresti un robot che ti aiuti e faccia compagnia? Il nostro futuro prossimo sarà sempre più popolato di robot, personal robot che ci assisteranno, accudiranno, terranno compagnia e addirittura salveranno da pericoli e catastrofi naturali. Li...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Lo vorresti un robot che ti aiuti e faccia compagnia? 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Abbiamo bisogno celle “tre leggi della robotica” come quelle ideate da Isaac Asimov nel suo ciclo di romanzi fantascientifici? Ne parliamo con Viola Schiaffonati, roboeticista del Politecnico di Milano.]]></itunes:summary><itunes:duration>1742</itunes:duration><itunes:keywords>ai,assistenza,cervello,compagnia,essereumano,intelligenza,intenzioni,interazione,rischio,robot,salute</itunes:keywords><itunes:explicit>clean</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/698d299afeda9e279facf728f624eecf.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType><googleplay:author>Federica Sgorbissa</googleplay:author><googleplay:description>Lo vorresti un robot che ti aiuti e faccia compagnia? Il nostro futuro prossimo sarà sempre più popolato di robot, personal robot che ci assisteranno, accudiranno, terranno compagnia e addirittura salveranno da pericoli e catastrofi naturali. Li accoglieremo serenamente o al contrario ne saremo spaventati? 
Sono molti i progetti che oggi studiano quali siano le condizioni che migliorano la nostra interazione con i robot. Antonio Sgorbissa, docente dell’Università di Genova, principal investigator e coordinatore del progetto Caressess spiega a #Connessionipodcast come si insegnando ai robot ad adattarsi alla cultura degli assistiti e come questo migliora l’interazione e il benessere dei pazienti. Agnieszka Wykowska, neuroscienziata dell’Istituto Italiano di Tecnologia (IIT) di Genova, studia le basi cognitive dell’interazione uomo/robot e ci spiega come questo serve a costruire macchine “sociali”. Quali sono le implicazioni etiche legate all’entrata dei robot nella nostra vita? Abbiamo bisogno celle “tre leggi della robotica” come quelle ideate da Isaac Asimov nel suo ciclo di romanzi fantascientifici? Ne parliamo con Viola Schiaffonati, roboeticista del Politecnico di Milano.</googleplay:description><googleplay:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/698d299afeda9e279facf728f624eecf.jpg"/><googleplay:explicit>No</googleplay:explicit></item><item><title>S1E5 - Il lato oscuro dell'empatia</title><link>https://www.spreaker.com/user/connessioni/s1e5-il-lato-oscuro-dellempatia</link><description><![CDATA[Piangere sul finale straziante di un “filmone” hollywodiano, rispondere al sorriso di un bambino, provare tristezza davanti per il nostro amico affranto dalla morte di un suo caro… sono tutti esempi di EMPATIA. <br /><br />“Sentire dentro” questo è letteralmente il significato della parola… insomma mettersi nei panni degli altri. Negli studi in psicologia è definita come un’esperienza di condivisione e comprensione dell’esperienza altrui, sia a livello emotivo che cognitivo, e in genere presuppone un riconoscimento che l’emozione che stiamo provando non è la nostra ma dell’altro. Per gli scienziati è una facoltà cruciale, che sta alla base della socialità, è infatti quasi universalmente riconosciuta come “prosociale”, ovvero facilitatrice della coesione del gruppo, della comunicazione e in generale dell’attaccamento fra individui (non solo fra esseri umani, sia ben chiaro). <br /><br />E se ci fosse un lato egoista, e perfettamente sensato, dell’empatia? In un lavoro recente, Valeria Gazzola e Christian Keysers (Istituto di Neuroscienze dei Paesi BAssi, Amsterdam), due dei massimi esperti nello studio dell’empatia in una prospettiva comparata (negli altri animali, insomma) hanno suggerito che vi sia una componente egoistica: il risuonare dell’emozione della paura fra individui, nei topi, li rende più rapidi ed efficienti a reagire ai pericoli, e quindi a salvare la propria vita. Gazzola e Keysers ne parlano ai microfoni di #connessionipodcast.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/22687304</guid><pubDate>Wed, 12 Feb 2020 09:56:11 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/22687304/s1e5_il_lato_oscuro_dellempatia.mp3" length="21871286" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Federica Sgorbissa</itunes:author><itunes:subtitle>Piangere sul finale straziante di un “filmone” hollywodiano, rispondere al sorriso di un bambino, provare tristezza davanti per il nostro amico affranto dalla morte di un suo caro… sono tutti esempi di EMPATIA. 

“Sentire dentro” questo è...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Piangere sul finale straziante di un “filmone” hollywodiano, rispondere al sorriso di un bambino, provare tristezza davanti per il nostro amico affranto dalla morte di un suo caro… sono tutti esempi di EMPATIA. <br /><br />“Sentire dentro” questo è letteralmente il significato della parola… insomma mettersi nei panni degli altri. Negli studi in psicologia è definita come un’esperienza di condivisione e comprensione dell’esperienza altrui, sia a livello emotivo che cognitivo, e in genere presuppone un riconoscimento che l’emozione che stiamo provando non è la nostra ma dell’altro. Per gli scienziati è una facoltà cruciale, che sta alla base della socialità, è infatti quasi universalmente riconosciuta come “prosociale”, ovvero facilitatrice della coesione del gruppo, della comunicazione e in generale dell’attaccamento fra individui (non solo fra esseri umani, sia ben chiaro). <br /><br />E se ci fosse un lato egoista, e perfettamente sensato, dell’empatia? In un lavoro recente, Valeria Gazzola e Christian Keysers (Istituto di Neuroscienze dei Paesi BAssi, Amsterdam), due dei massimi esperti nello studio dell’empatia in una prospettiva comparata (negli altri animali, insomma) hanno suggerito che vi sia una componente egoistica: il risuonare dell’emozione della paura fra individui, nei topi, li rende più rapidi ed efficienti a reagire ai pericoli, e quindi a salvare la propria vita. Gazzola e Keysers ne parlano ai microfoni di #connessionipodcast.]]></itunes:summary><itunes:duration>1364</itunes:duration><itunes:keywords>cervello,difesa,egoismo,emozioni,empatia,paura,scienza,socialità</itunes:keywords><itunes:explicit>clean</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/6798bb90df316600f9fba4722cf48e76.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType><googleplay:author>Federica Sgorbissa</googleplay:author><googleplay:description>Piangere sul finale straziante di un “filmone” hollywodiano, rispondere al sorriso di un bambino, provare tristezza davanti per il nostro amico affranto dalla morte di un suo caro… sono tutti esempi di EMPATIA. 

“Sentire dentro” questo è letteralmente il significato della parola… insomma mettersi nei panni degli altri. Negli studi in psicologia è definita come un’esperienza di condivisione e comprensione dell’esperienza altrui, sia a livello emotivo che cognitivo, e in genere presuppone un riconoscimento che l’emozione che stiamo provando non è la nostra ma dell’altro. Per gli scienziati è una facoltà cruciale, che sta alla base della socialità, è infatti quasi universalmente riconosciuta come “prosociale”, ovvero facilitatrice della coesione del gruppo, della comunicazione e in generale dell’attaccamento fra individui (non solo fra esseri umani, sia ben chiaro). 

E se ci fosse un lato egoista, e perfettamente sensato, dell’empatia? In un lavoro recente, Valeria Gazzola e Christian Keysers (Istituto di Neuroscienze dei Paesi BAssi, Amsterdam), due dei massimi esperti nello studio dell’empatia in una prospettiva comparata (negli altri animali, insomma) hanno suggerito che vi sia una componente egoistica: il risuonare dell’emozione della paura fra individui, nei topi, li rende più rapidi ed efficienti a reagire ai pericoli, e quindi a salvare la propria vita. Gazzola e Keysers ne parlano ai microfoni di #connessionipodcast.</googleplay:description><googleplay:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/6798bb90df316600f9fba4722cf48e76.jpg"/><googleplay:explicit>No</googleplay:explicit></item><item><title>S1E4 - Cervelli antichi: dall'età della pietra al cervello di vetro di Ercolano</title><link>https://www.spreaker.com/user/connessioni/s1e4-cervelli-antichi</link><description><![CDATA[Come siamo diventati quel che siamo diventati? Online la nuova puntata che vi propone un viaggio alle ORIGINE DEL NOSTRO CERVELLO.<br /><br />Con SHELBY PUTT, neuroarcheologa dell’Università di Stato dell’Illinois scopriamo come si studia il cervello dei nostri antenati con gli strumenti delle neuroscienze. PIER PAOLO PETRONE dell'Università degli studi di Napoli Federico II ci racconta la sua straordinaria scoperta: un CERVELLO VETRIFICATO a Ercolano<br />Per saperne di più:<br /><br />Heat-Induced Brain Vitrification from the Vesuvius Eruption in c.e. 79<br />N Engl J Med. 2020 Jan 23;382(4):383-384. doi: 10.1056/NEJMc1909867<br />Petrone P, Pucci P, Niola M, Baxter PJ, Fontanarosa C, Giordano G, Graziano V, Sirano F, Amoresano A <a href="https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/31971686" rel="noopener">https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/31971686</a><br /><br /><br />Rizal, Y., Westaway, K.E., Zaim, Y. et al. Last appearance of Homo erectus at Ngandong, Java, 117,000–108,000 years ago. Nature 577, 381–385 (2020). <a href="https://doi.org/10.1038/s41586-019-1863-2" rel="noopener">https://doi.org/10.1038/s41586-019-1863-2</a>]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/22436496</guid><pubDate>Wed, 05 Feb 2020 09:05:40 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/22436496/s1e4_cervelli_antichi.mp3" length="20777425" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Federica Sgorbissa</itunes:author><itunes:subtitle>Come siamo diventati quel che siamo diventati? Online la nuova puntata che vi propone un viaggio alle ORIGINE DEL NOSTRO CERVELLO.

Con SHELBY PUTT, neuroarcheologa dell’Università di Stato dell’Illinois scopriamo come si studia il cervello dei nostri...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Come siamo diventati quel che siamo diventati? Online la nuova puntata che vi propone un viaggio alle ORIGINE DEL NOSTRO CERVELLO.<br /><br />Con SHELBY PUTT, neuroarcheologa dell’Università di Stato dell’Illinois scopriamo come si studia il cervello dei nostri antenati con gli strumenti delle neuroscienze. PIER PAOLO PETRONE dell'Università degli studi di Napoli Federico II ci racconta la sua straordinaria scoperta: un CERVELLO VETRIFICATO a Ercolano<br />Per saperne di più:<br /><br />Heat-Induced Brain Vitrification from the Vesuvius Eruption in c.e. 79<br />N Engl J Med. 2020 Jan 23;382(4):383-384. doi: 10.1056/NEJMc1909867<br />Petrone P, Pucci P, Niola M, Baxter PJ, Fontanarosa C, Giordano G, Graziano V, Sirano F, Amoresano A <a href="https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/31971686" rel="noopener">https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/31971686</a><br /><br /><br />Rizal, Y., Westaway, K.E., Zaim, Y. et al. Last appearance of Homo erectus at Ngandong, Java, 117,000–108,000 years ago. Nature 577, 381–385 (2020). <a href="https://doi.org/10.1038/s41586-019-1863-2" rel="noopener">https://doi.org/10.1038/s41586-019-1863-2</a>]]></itunes:summary><itunes:duration>1283</itunes:duration><itunes:keywords>antenati,cervello,cervellovetrificato,ercolano,evoluzione,neuroarcheologia,paleoneurobiologia</itunes:keywords><itunes:explicit>clean</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/ed3b3bd571afb87efcd7b2c8344a877b.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType><googleplay:author>Federica Sgorbissa</googleplay:author><googleplay:description>Come siamo diventati quel che siamo diventati? Online la nuova puntata che vi propone un viaggio alle ORIGINE DEL NOSTRO CERVELLO.

Con SHELBY PUTT, neuroarcheologa dell’Università di Stato dell’Illinois scopriamo come si studia il cervello dei nostri antenati con gli strumenti delle neuroscienze. PIER PAOLO PETRONE dell'Università degli studi di Napoli Federico II ci racconta la sua straordinaria scoperta: un CERVELLO VETRIFICATO a Ercolano
Per saperne di più:

Heat-Induced Brain Vitrification from the Vesuvius Eruption in c.e. 79
N Engl J Med. 2020 Jan 23;382(4):383-384. doi: 10.1056/NEJMc1909867
Petrone P, Pucci P, Niola M, Baxter PJ, Fontanarosa C, Giordano G, Graziano V, Sirano F, Amoresano A https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/31971686


Rizal, Y., Westaway, K.E., Zaim, Y. et al. Last appearance of Homo erectus at Ngandong, Java, 117,000–108,000 years ago. Nature 577, 381–385 (2020). https://doi.org/10.1038/s41586-019-1863-2</googleplay:description><googleplay:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/ed3b3bd571afb87efcd7b2c8344a877b.jpg"/><googleplay:explicit>No</googleplay:explicit></item><item><title>S1E3 - Come ti combatto l'odio online (guardando le bolle)</title><link>https://www.spreaker.com/user/connessioni/3-come-ti-combatto-lodio-online</link><description><![CDATA[L’odio online si espande come una bolla nel latte che si riscalda. Lo dice Neil Johnson, fisico e professore dell’Università di Washington, che ha osservato il fenomeno con i mezzi della fisica della materia condensata. Il suo inusuale approccio allo studio del comportamento umano e della comunicazione - “ognuno di noi è diverso, e a volte imprevedibile, nel suo comportamento individuale”, spiega, “ma quando siamo tutti insieme siamo fortemente influenzati dai requisiti del sistema, come quando siamo nel traffico e siamo limitati dalla forma della strada” - offre un “regalo” insperato: 4 strategie, relativamente semplici e poco costose, per combattere questo odioso fenomeno. <br /><br />Johnson le illustra ai microfoni di #connessionipodcast nel terzo episodio tutto dedicato all’odio online. Lo scienziato anticipa inoltre alcune osservazioni preliminari di un suo studio ancora in corso sulle fake news, e mette in guardia tutti i debunker dal “guardarsi troppo l’ombelico”.<br /><br />Per saperne di più:<br /><br />Hidden resilience and adaptive dynamics of the global online hate ecology<br />N. F. Johnson, R. Leahy, N. Johnson Restrepo, N. Velasquez, M. Zheng, P. Manrique, P. Devkota & S. Wuchty  Nature volume 573, pages261–265(2019)<br /><br /><a href="https://www.nature.com/articles/s41586-019-1494-7" rel="noopener">https://www.nature.com/articles/s41586-019-1494-7</a>]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/22186398</guid><pubDate>Wed, 29 Jan 2020 09:10:34 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/22186398/3_come_ti_combatto_lodio_online.mp3" length="26497357" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Federica Sgorbissa</itunes:author><itunes:subtitle>L’odio online si espande come una bolla nel latte che si riscalda. Lo dice Neil Johnson, fisico e professore dell’Università di Washington, che ha osservato il fenomeno con i mezzi della fisica della materia condensata. Il suo inusuale approccio allo...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[L’odio online si espande come una bolla nel latte che si riscalda. Lo dice Neil Johnson, fisico e professore dell’Università di Washington, che ha osservato il fenomeno con i mezzi della fisica della materia condensata. Il suo inusuale approccio allo studio del comportamento umano e della comunicazione - “ognuno di noi è diverso, e a volte imprevedibile, nel suo comportamento individuale”, spiega, “ma quando siamo tutti insieme siamo fortemente influenzati dai requisiti del sistema, come quando siamo nel traffico e siamo limitati dalla forma della strada” - offre un “regalo” insperato: 4 strategie, relativamente semplici e poco costose, per combattere questo odioso fenomeno. <br /><br />Johnson le illustra ai microfoni di #connessionipodcast nel terzo episodio tutto dedicato all’odio online. Lo scienziato anticipa inoltre alcune osservazioni preliminari di un suo studio ancora in corso sulle fake news, e mette in guardia tutti i debunker dal “guardarsi troppo l’ombelico”.<br /><br />Per saperne di più:<br /><br />Hidden resilience and adaptive dynamics of the global online hate ecology<br />N. F. Johnson, R. Leahy, N. Johnson Restrepo, N. Velasquez, M. Zheng, P. Manrique, P. Devkota & S. Wuchty  Nature volume 573, pages261–265(2019)<br /><br /><a href="https://www.nature.com/articles/s41586-019-1494-7" rel="noopener">https://www.nature.com/articles/s41586-019-1494-7</a>]]></itunes:summary><itunes:duration>1645</itunes:duration><itunes:keywords>bufale,fakenews,fascismo,fisica,internet,nazismo,odioonline,psicologia,razzismo,sistemicomplessi</itunes:keywords><itunes:explicit>clean</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/218124f821e913d3f10d49e1060d8668.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType><googleplay:author>Federica Sgorbissa</googleplay:author><googleplay:description>L’odio online si espande come una bolla nel latte che si riscalda. Lo dice Neil Johnson, fisico e professore dell’Università di Washington, che ha osservato il fenomeno con i mezzi della fisica della materia condensata. Il suo inusuale approccio allo studio del comportamento umano e della comunicazione - “ognuno di noi è diverso, e a volte imprevedibile, nel suo comportamento individuale”, spiega, “ma quando siamo tutti insieme siamo fortemente influenzati dai requisiti del sistema, come quando siamo nel traffico e siamo limitati dalla forma della strada” - offre un “regalo” insperato: 4 strategie, relativamente semplici e poco costose, per combattere questo odioso fenomeno. 

Johnson le illustra ai microfoni di #connessionipodcast nel terzo episodio tutto dedicato all’odio online. Lo scienziato anticipa inoltre alcune osservazioni preliminari di un suo studio ancora in corso sulle fake news, e mette in guardia tutti i debunker dal “guardarsi troppo l’ombelico”.

Per saperne di più:

Hidden resilience and adaptive dynamics of the global online hate ecology
N. F. Johnson, R. Leahy, N. Johnson Restrepo, N. Velasquez, M. Zheng, P. Manrique, P. Devkota &amp; S. Wuchty  Nature volume 573, pages261–265(2019)

https://www.nature.com/articles/s41586-019-1494-7</googleplay:description><googleplay:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/218124f821e913d3f10d49e1060d8668.jpg"/><googleplay:explicit>No</googleplay:explicit></item><item><title>S1E2 - Intelligenza dello sciame</title><link>https://www.spreaker.com/user/connessioni/2-intelligenza-dello-sciame</link><description><![CDATA[Può un insetto essere così intelligente da meritarsi un Premio Nobel? Quasi… il Nobel in questione in realtà è andato a Karl Von Frisch, leggendario etologo austriaco che nel 1973 lo vinse per i suoi studi sull’intelligenza delle api. Con un solo milione di neuroni nel loro cervello (contro i nostri 80 miliardi circa) sono l’unico animale, oltre ai primati, ad avere un linguaggio simbolico, la “waggle dance”. Proprio così, le api “danzano” (agitando ben bene i loro addomi) per spiegare alle compagne dove trovare cibo e di quale tipo.<br /> <br />Dopo poco meno di cinquant’anni da questo premio, le api non hanno smesso di stupire gli scienziati, e non solo loro. A quanto pare sanno fare di conto e conoscono il concetto di “zero”. Ne parliamo con Scarlett Howard, biologa australiana (attualmente all’Università di Tolosa III in Francia), autrice degli studi che hanno messo in evidenza le capacità simboliche e matematiche delle api.<br /><br />Per quale motivo le api hanno sviluppato capacità così straordinarie? Dipende probabilmente dal tipo di vita che fanno, in particolare come si procurano il cibo e dalla loro particolare architettura sociale. Condizioni di vita leggermente diverse portano per esempio animali per certi versi simili, ma anche molto diversi, a sviluppare capacità altrettanto straordinarie. Le vespe per esempio non solo sanno distinguere le “facce “ della compagne, ma hanno anche capacità logiche, assenti nelle api, sanno infatti fare l’inferenza transitiva (“se io sono più piccolo di te e tu sei più piccolo di lui, allora io sono più piccolo di lui”). Ne parliamo con Elisabeth Tibbetts, etologa dell’Università del Michigan e autrice di queste recenti ricerche sulle vespe.<br /><br />Api, vespe, ma anche formiche, termiti e altri sono insetti sociali, animali che hanno ispirato a lungo gli studiosi di sistemi complessi, scienziati che in genere arrivano dagli studi in fisica o matematica. Perché non c’è solo l’intelligenza individuale, anche la colonia nel suo complesso esibisce una sua forma di intelligenza, a volte chiamata “dello sciame”. Questa fra le tante cose ha anche ispirato alcuni paradigmi nell’ambito della computer science. Irene Giardina, professoressa alla Sapienza di Roma e membro dell’Istituto di Complex Sciences del CNR, ci spiega di che cosa si tratta.<br /><br />Per approfondire:<br /><br />Scarlett R. Howard, Jair E. Garcia, Andrew D. Greentree & Adrian G. Dyer<br />Achieving arithmetic learning in honeybees and examining how individuals learn Communicative & Integrative Biology, Volume 12, 2019 - Issue 1 <a href="https://doi.org/10.1080/19420889.2019.1678452" rel="noopener">https://doi.org/10.1080/19420889.2019.1678452</a><br /><a href="https://www.tandfonline.com/doi/citedby/10.1080/19420889.2019.1678452?scroll=top&needAccess=true" rel="noopener">https://www.tandfonline.com/doi/citedby/10.1080/19420889.2019.1678452?scroll=top&needAccess=true</a><br /><br />Elizabeth A. Tibbetts, Jorge Agudelo, Sohini Pandit and Jessica Riojas<br />Transitive inference in Polistes paper wasps<br />Biology Letters<br />08 May 2019<br /><a href="https://doi.org/10.1098/rsbl.2019.0015" rel="noopener">https://doi.org/10.1098/rsbl.2019.0015</a><br /><a href="https://royalsocietypublishing.org/doi/10.1098/rsbl.2019.0015" rel="noopener">https://royalsocietypublishing.org/doi/10.1098/rsbl.2019.0015</a><br /><br />Andrea Cavagna, Luca Di Carlo, Irene Giardina, Luca Grandinetti, Tomas S. Grigera, and Giulia Pisegna<br />Dynamical Renormalization Group Approach to the Collective Behavior of Swarms<br />Phys. Rev. Lett. 123, 268001 <br />23 December 2019<br /><a href="https://doi.org/10.1103/PhysRevLett.123.268001" rel="noopener">https://doi.org/10.1103/PhysRevLett.123.268001</a><br /><a href="https://journals.aps.org/prl/abstract/10.1103/PhysRevLett.123.268001" rel="noopener">https://journals.aps.org/prl/abstract/10.1103/PhysRevLett.123.268001</a><br /><br />Musiche:<br />Daghoti: bumblebee (music+fx) <a href="https://freemusicarchive.org/music/daghoti/ive_got_braces_too/WM029-11BONUSTRACKbumblebeemusicfxmp3" rel="noopener">https://freemusicarchive.org/music/daghoti/ive_got_braces_too/WM029-11BONUSTRACKbumblebeemusicfxmp3</a> <br /><br />Jaan Patterson: The Flight of the Bumblebee (Nikolai Andrejewitsch Rimski-Korsakow)<br /><a href="https://freemusicarchive.org/music/Jaan_Patterson/Masters_Remastered_FMA/Jaan_Patterson_-_The_Flight_of_the_Bumblebee_Nikolai_Andrejewitsch_Rimski-Korsakow_1098" rel="noopener">https://freemusicarchive.org/music/Jaan_Patterson/Masters_Remastered_FMA/Jaan_Patterson_-_The_Flight_of_the_Bumblebee_Nikolai_Andrejewitsch_Rimski-Korsakow_1098</a><br /><br />The Ugly Beats: Bee Line<br /><a href="https://freemusicarchive.org/music/The_Ugly_Beats/Live_at_WFMUs_Monty_Hall_Nov_21_2015/Bee_Line" rel="noopener">https://freemusicarchive.org/music/The_Ugly_Beats/Live_at_WFMUs_Monty_Hall_Nov_21_2015/Bee_Line</a><br /><br />Video di copertina dell’evento: Crediti Emile van Wijk and Joris Schaap <br /><a href="https://commons.wikimedia.org/wiki/File:Bee_in_ultra_slow_motion.webm" rel="noopener">https://commons.wikimedia.org/wiki/File:Bee_in_ultra_slow_motion.webm</a>]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/21943627</guid><pubDate>Wed, 22 Jan 2020 09:00:07 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/21943627/2_intelligenza_dello_sciame.mp3" length="19694446" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Federica Sgorbissa</itunes:author><itunes:subtitle>Può un insetto essere così intelligente da meritarsi un Premio Nobel? Quasi… il Nobel in questione in realtà è andato a Karl Von Frisch, leggendario etologo austriaco che nel 1973 lo vinse per i suoi studi sull’intelligenza delle api. Con un solo...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Può un insetto essere così intelligente da meritarsi un Premio Nobel? Quasi… il Nobel in questione in realtà è andato a Karl Von Frisch, leggendario etologo austriaco che nel 1973 lo vinse per i suoi studi sull’intelligenza delle api. Con un solo milione di neuroni nel loro cervello (contro i nostri 80 miliardi circa) sono l’unico animale, oltre ai primati, ad avere un linguaggio simbolico, la “waggle dance”. Proprio così, le api “danzano” (agitando ben bene i loro addomi) per spiegare alle compagne dove trovare cibo e di quale tipo.<br /> <br />Dopo poco meno di cinquant’anni da questo premio, le api non hanno smesso di stupire gli scienziati, e non solo loro. A quanto pare sanno fare di conto e conoscono il concetto di “zero”. Ne parliamo con Scarlett Howard, biologa australiana (attualmente all’Università di Tolosa III in Francia), autrice degli studi che hanno messo in evidenza le capacità simboliche e matematiche delle api.<br /><br />Per quale motivo le api hanno sviluppato capacità così straordinarie? Dipende probabilmente dal tipo di vita che fanno, in particolare come si procurano il cibo e dalla loro particolare architettura sociale. Condizioni di vita leggermente diverse portano per esempio animali per certi versi simili, ma anche molto diversi, a sviluppare capacità altrettanto straordinarie. Le vespe per esempio non solo sanno distinguere le “facce “ della compagne, ma hanno anche capacità logiche, assenti nelle api, sanno infatti fare l’inferenza transitiva (“se io sono più piccolo di te e tu sei più piccolo di lui, allora io sono più piccolo di lui”). Ne parliamo con Elisabeth Tibbetts, etologa dell’Università del Michigan e autrice di queste recenti ricerche sulle vespe.<br /><br />Api, vespe, ma anche formiche, termiti e altri sono insetti sociali, animali che hanno ispirato a lungo gli studiosi di sistemi complessi, scienziati che in genere arrivano dagli studi in fisica o matematica. Perché non c’è solo l’intelligenza individuale, anche la colonia nel suo complesso esibisce una sua forma di intelligenza, a volte chiamata “dello sciame”. Questa fra le tante cose ha anche ispirato alcuni paradigmi nell’ambito della computer science. Irene Giardina, professoressa alla Sapienza di Roma e membro dell’Istituto di Complex Sciences del CNR, ci spiega di che cosa si tratta.<br /><br />Per approfondire:<br /><br />Scarlett R. Howard, Jair E. Garcia, Andrew D. Greentree & Adrian G. Dyer<br />Achieving arithmetic learning in honeybees and examining how individuals learn Communicative & Integrative Biology, Volume 12, 2019 - Issue 1 <a href="https://doi.org/10.1080/19420889.2019.1678452" rel="noopener">https://doi.org/10.1080/19420889.2019.1678452</a><br /><a href="https://www.tandfonline.com/doi/citedby/10.1080/19420889.2019.1678452?scroll=top&needAccess=true" rel="noopener">https://www.tandfonline.com/doi/citedby/10.1080/19420889.2019.1678452?scroll=top&needAccess=true</a><br /><br />Elizabeth A. Tibbetts, Jorge Agudelo, Sohini Pandit and Jessica Riojas<br />Transitive inference in Polistes paper wasps<br />Biology Letters<br />08 May 2019<br /><a href="https://doi.org/10.1098/rsbl.2019.0015" rel="noopener">https://doi.org/10.1098/rsbl.2019.0015</a><br /><a href="https://royalsocietypublishing.org/doi/10.1098/rsbl.2019.0015" rel="noopener">https://royalsocietypublishing.org/doi/10.1098/rsbl.2019.0015</a><br /><br />Andrea Cavagna, Luca Di Carlo, Irene Giardina, Luca Grandinetti, Tomas S. Grigera, and Giulia Pisegna<br />Dynamical Renormalization Group Approach to the Collective Behavior of Swarms<br />Phys. Rev. Lett. 123, 268001 <br />23 December 2019<br /><a href="https://doi.org/10.1103/PhysRevLett.123.268001" rel="noopener">https://doi.org/10.1103/PhysRevLett.123.268001</a><br /><a href="https://journals.aps.org/prl/abstract/10.1103/PhysRevLett.123.268001" rel="noopener">https://journals.aps.org/prl/abstract/10.1103/PhysRevLett.123.268001</a><br /><br />Musiche:<br />Daghoti: bumblebee (music+fx) <a...]]></itunes:summary><itunes:duration>1228</itunes:duration><itunes:keywords>api,collettiva,complessi,inferenzatransitiva,intelligenza,linguaggiosimbolico,logica,nobel,sistemi,vespe,waggledance</itunes:keywords><itunes:explicit>clean</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/d9233a367f0561ed919edf819c1356f9.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType><googleplay:author>Federica Sgorbissa</googleplay:author><googleplay:description>Può un insetto essere così intelligente da meritarsi un Premio Nobel? Quasi… il Nobel in questione in realtà è andato a Karl Von Frisch, leggendario etologo austriaco che nel 1973 lo vinse per i suoi studi sull’intelligenza delle api. Con un solo milione di neuroni nel loro cervello (contro i nostri 80 miliardi circa) sono l’unico animale, oltre ai primati, ad avere un linguaggio simbolico, la “waggle dance”. Proprio così, le api “danzano” (agitando ben bene i loro addomi) per spiegare alle compagne dove trovare cibo e di quale tipo.
 
Dopo poco meno di cinquant’anni da questo premio, le api non hanno smesso di stupire gli scienziati, e non solo loro. A quanto pare sanno fare di conto e conoscono il concetto di “zero”. Ne parliamo con Scarlett Howard, biologa australiana (attualmente all’Università di Tolosa III in Francia), autrice degli studi che hanno messo in evidenza le capacità simboliche e matematiche delle api.

Per quale motivo le api hanno sviluppato capacità così straordinarie? Dipende probabilmente dal tipo di vita che fanno, in particolare come si procurano il cibo e dalla loro particolare architettura sociale. Condizioni di vita leggermente diverse portano per esempio animali per certi versi simili, ma anche molto diversi, a sviluppare capacità altrettanto straordinarie. Le vespe per esempio non solo sanno distinguere le “facce “ della compagne, ma hanno anche capacità logiche, assenti nelle api, sanno infatti fare l’inferenza transitiva (“se io sono più piccolo di te e tu sei più piccolo di lui, allora io sono più piccolo di lui”). Ne parliamo con Elisabeth Tibbetts, etologa dell’Università del Michigan e autrice di queste recenti ricerche sulle vespe.

Api, vespe, ma anche formiche, termiti e altri sono insetti sociali, animali che hanno ispirato a lungo gli studiosi di sistemi complessi, scienziati che in genere arrivano dagli studi in fisica o matematica. Perché non c’è solo l’intelligenza individuale, anche la colonia nel suo complesso esibisce una sua forma di intelligenza, a volte chiamata “dello sciame”. Questa fra le tante cose ha anche ispirato alcuni paradigmi nell’ambito della computer science. Irene Giardina, professoressa alla Sapienza di Roma e membro dell’Istituto di Complex Sciences del CNR, ci spiega di che cosa si tratta.

Per approfondire:

Scarlett R. Howard, Jair E. Garcia, Andrew D. Greentree &amp; Adrian G. Dyer
Achieving arithmetic learning in honeybees and examining how individuals learn Communicative &amp; Integrative Biology, Volume 12, 2019 - Issue 1 https://doi.org/10.1080/19420889.2019.1678452
https://www.tandfonline.com/doi/citedby/10.1080/19420889.2019.1678452?scroll=top&amp;needAccess=true

Elizabeth A. Tibbetts, Jorge Agudelo, Sohini Pandit and Jessica Riojas
Transitive inference in Polistes paper wasps
Biology Letters
08 May 2019
https://doi.org/10.1098/rsbl.2019.0015
https://royalsocietypublishing.org/doi/10.1098/rsbl.2019.0015

Andrea Cavagna, Luca Di Carlo, Irene Giardina, Luca Grandinetti, Tomas S. Grigera, and Giulia Pisegna
Dynamical Renormalization Group Approach to the Collective Behavior of Swarms
Phys. Rev. Lett. 123, 268001 
23 December 2019
https://doi.org/10.1103/PhysRevLett.123.268001
https://journals.aps.org/prl/abstract/10.1103/PhysRevLett.123.268001

Musiche:
Daghoti: bumblebee (music+fx) https://freemusicarchive.org/music/daghoti/ive_got_braces_too/WM029-11BONUSTRACKbumblebeemusicfxmp3 

Jaan Patterson: The Flight of the Bumblebee (Nikolai Andrejewitsch Rimski-Korsakow)
https://freemusicarchive.org/music/Jaan_Patterson/Masters_Remastered_FMA/Jaan_Patterson_-_The_Flight_of_the_Bumblebee_Nikolai_Andrejewitsch_Rimski-Korsakow_1098

The Ugly Beats: Bee Line
https://freemusicarchive.org/music/The_Ugly_Beats/Live_at_WFMUs_Monty_Hall_Nov_21_2015/Bee_Line

Video di copertina dell’evento: Crediti Emile van Wijk and Joris Schaap 
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