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<rss xmlns:itunes="http://www.itunes.com/dtds/podcast-1.0.dtd" xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom" xmlns:podcast="https://podcastindex.org/namespace/1.0" xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" version="2.0"><channel><title>Omosessualità - BastaBugie.it</title><link>http://www.bastabugie.it/it/filtra_argomenti.php?id=7</link><description><![CDATA[Gender, gay pride, movimento LGBTQIecc. hanno conquistato tutti gli spazi possibili e immaginabili: come possiamo difenderci da questi attacchi alla legge naturale (e al buon senso)?]]></description><atom:link href="https://www.spreaker.com/show/3572871/episodes/feed" rel="self" type="application/rss+xml"/><language>it</language><category>Health &amp; Fitness</category><copyright>Copyright BastaBugie</copyright><image><url>https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/1c479f76142a85fe2d2cd9747920cfeb.jpg</url><title>Omosessualità - BastaBugie.it</title><link>http://www.bastabugie.it/it/filtra_argomenti.php?id=7</link></image><lastBuildDate>Tue, 07 Jul 2026 18:58:31 +0000</lastBuildDate><itunes:author>BastaBugie</itunes:author><itunes:owner><itunes:name>BastaBugie</itunes:name><itunes:email>feeds@spreaker.com</itunes:email></itunes:owner><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/1c479f76142a85fe2d2cd9747920cfeb.jpg"/><itunes:subtitle>Gender, gay pride, movimento LGBTQIecc. hanno conquistato tutti gli spazi possibili e immaginabili: come possiamo difenderci da questi attacchi alla legge naturale (e al buon senso)?</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Gender, gay pride, movimento LGBTQIecc. hanno conquistato tutti gli spazi possibili e immaginabili: come possiamo difenderci da questi attacchi alla legge naturale (e al buon senso)?]]></itunes:summary><itunes:category text="Health &amp; Fitness"/><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:type>episodic</itunes:type><item><title>La propaganda Lgbt entra a gamba tesa sui mondiali, ma il pride match è un flop</title><link>https://www.spreaker.com/episode/la-propaganda-lgbt-entra-a-gamba-tesa-sui-mondiali-ma-il-pride-match-e-un-flop--72853665</link><description><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="https://www.bastabugie.it/8590" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://www.bastabugie.it/8590</a><br /><br />LA PROPAGANDA LGBT ENTRA A GAMBA TESA SUI MONDIALI, MA IL PRIDE MATCH E' UN FLOP<br /> <br />Alla fine, dopo tanto clamore, è stata una partita come le altre quella che è andata in scena la notte tra venerdì e sabato scorsi, alle cinque di notte ora italiana, a Seattle, negli Stati Uniti. Stiamo parlando della gara tra Iran ed Egitto, valida per la terza e ultima giornata del gruppo G dei Mondiali di calcio FIFA 2026. Una partita che, già a dicembre scorso prima ancora dei sorteggi dei vari gruppi, fu a sua volta sorteggiata come "Pride Match", dunque una sorta di partita simbolo della Coppa del Mondo per quanto riguarda il mondo arcobaleno.<br />La scelta è ricaduta su questo match poiché si è giocato a ridosso della storica data - per il movimento Lgbt statunitense e globale - dei "famosi" moti di Stonewall, ovvero la rivolta dei clienti del bar gay "Stonewall Inn" di New York contro la polizia locale.<br />Ebbene, nonostante la scelta sia stata casuale, il fatto di insistere - nel corso dei mesi - a voler etichettare come "Pride Match" proprio Iran-Egitto è stato visto da alcuni come una scelta politica. In entrambi i Paesi, infatti, l'omosessualità è considerata illegale e attivamente criminalizzata. Di fatto, quindi, la martellante propaganda mediatica ha fatto scattare un cortocircuito di accuse e polemiche. In tal senso è doveroso e sacrosanto sottolineare che qualsiasi criminalizzazione, così come qualsiasi violenza contro le persone omosessuali, è da condannare senza se e senza ma, dunque bisogna assolutamente prendere le distanze dalle leggi egiziane e iraniane in tal senso. Questo però sembra avere poco - o niente - a che fare con una partita di calcio, soprattutto perché non si vede l'utilità - se non meramente ideologica e propagandistica - di colorare di arcobaleno un match della Coppa del Mondo.<br />Negli scorsi mesi e fino al giorno stesso del match la "paura" dei due Paesi era quella di ritrovarsi uno stadio pieno zeppo di bandiere arcobaleno, tanto che per settimane le federazioni calcistiche di Egitto e Iran hanno chiesto espressamente alla FIFA di vietare tali bandiere o striscioni. Il risultato è stato quello di ricevere altrettante settimane di silenzio dalla FIFA, che si è "mascherata" dietro la scusa che le bandiere arcobaleno non sarebbero assimilabili a simboli politici o partitici, e quindi non si potrebbero vietare. L'unica risposta è arrivata da Eric Wall, membro del comitato consultivo del "Seattle Pride Match", il quale non solo ha difeso la scelta della partita arcobaleno, ma ha rincarato la dose: «Non abbiamo nulla a che fare con ciò che accade all'interno dello stadio, ma avere bandiere Progress Pride dentro lo stadio è tipico di Seattle». Una dichiarazione che, lungi dal placare gli animi, ha rischiato di alimentare ulteriori tensioni. <br />Alla fine si è rivelato tutto fumo e niente arrosto. O meglio, tutto clamore mediatico e niente di concreto sugli spalti del Lumen Field Stadium. Pochissime se non praticamente inesistenti, infatti, le bandiere arcobaleno sulle tribune, almeno stando alle immagini televisive che si sono susseguite nella notte italiana. Le inquadrature non hanno infatti mai inquadrato alcun tifoso "pro-Lgbt", se non sporadicamente - si sono potuti contare sulle dita di una mano, sul totale di circa 67.000 spettatori - alcuni tifosi con la bandiera Lgbt disegnata sul volto. Per l'ennesima volta, dunque, abbiamo assistito a una totale mistificazione della realtà, con i media mainstream completamente allineati a una narrazione "rainbow", che ha presentato per settimane questo match come "storico" e che avrebbe dovuto essere tutto colorato di arcobaleno. Alla fine, i fatti hanno svelato una semplice e normale partita di calcio (per la cronaca, finita col punteggio di 1-1), senza propagande ideologiche né politiche, come è giusto sia.<br /><br />]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/72853665</guid><pubDate>Tue, 07 Jul 2026 18:58:16 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/72853665/la_propaganda_lgbt_entra_a_gamba_tesa.mp3" length="3775051" type="audio/mpeg"/><podcast:transcript url="https://transcription.spreaker.com/starship/66b43b5a-6a6d-4798-a2aa-173d8ea7c3b9/66b43b5a-6a6d-4798-a2aa-173d8ea7c3b9.srt" type="application/x-subrip" language="it"/><podcast:transcript url="https://transcription.spreaker.com/starship/66b43b5a-6a6d-4798-a2aa-173d8ea7c3b9/66b43b5a-6a6d-4798-a2aa-173d8ea7c3b9.txt" type="text/plain" language="it"/><podcast:transcript url="https://transcription.spreaker.com/starship/66b43b5a-6a6d-4798-a2aa-173d8ea7c3b9/66b43b5a-6a6d-4798-a2aa-173d8ea7c3b9.vtt" type="text/vtt" language="it"/><itunes:author>BastaBugie</itunes:author><itunes:subtitle>TESTO DELL'ARTICOLO ➜ https://www.bastabugie.it/8590

LA PROPAGANDA LGBT ENTRA A GAMBA TESA SUI MONDIALI, MA IL PRIDE MATCH E' UN FLOP
 
Alla fine, dopo tanto clamore, è stata una partita come le altre quella che è andata in scena la notte tra venerdì...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="https://www.bastabugie.it/8590" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://www.bastabugie.it/8590</a><br /><br />LA PROPAGANDA LGBT ENTRA A GAMBA TESA SUI MONDIALI, MA IL PRIDE MATCH E' UN FLOP<br /> <br />Alla fine, dopo tanto clamore, è stata una partita come le altre quella che è andata in scena la notte tra venerdì e sabato scorsi, alle cinque di notte ora italiana, a Seattle, negli Stati Uniti. Stiamo parlando della gara tra Iran ed Egitto, valida per la terza e ultima giornata del gruppo G dei Mondiali di calcio FIFA 2026. Una partita che, già a dicembre scorso prima ancora dei sorteggi dei vari gruppi, fu a sua volta sorteggiata come "Pride Match", dunque una sorta di partita simbolo della Coppa del Mondo per quanto riguarda il mondo arcobaleno.<br />La scelta è ricaduta su questo match poiché si è giocato a ridosso della storica data - per il movimento Lgbt statunitense e globale - dei "famosi" moti di Stonewall, ovvero la rivolta dei clienti del bar gay "Stonewall Inn" di New York contro la polizia locale.<br />Ebbene, nonostante la scelta sia stata casuale, il fatto di insistere - nel corso dei mesi - a voler etichettare come "Pride Match" proprio Iran-Egitto è stato visto da alcuni come una scelta politica. In entrambi i Paesi, infatti, l'omosessualità è considerata illegale e attivamente criminalizzata. Di fatto, quindi, la martellante propaganda mediatica ha fatto scattare un cortocircuito di accuse e polemiche. In tal senso è doveroso e sacrosanto sottolineare che qualsiasi criminalizzazione, così come qualsiasi violenza contro le persone omosessuali, è da condannare senza se e senza ma, dunque bisogna assolutamente prendere le distanze dalle leggi egiziane e iraniane in tal senso. Questo però sembra avere poco - o niente - a che fare con una partita di calcio, soprattutto perché non si vede l'utilità - se non meramente ideologica e propagandistica - di colorare di arcobaleno un match della Coppa del Mondo.<br />Negli scorsi mesi e fino al giorno stesso del match la "paura" dei due Paesi era quella di ritrovarsi uno stadio pieno zeppo di bandiere arcobaleno, tanto che per settimane le federazioni calcistiche di Egitto e Iran hanno chiesto espressamente alla FIFA di vietare tali bandiere o striscioni. Il risultato è stato quello di ricevere altrettante settimane di silenzio dalla FIFA, che si è "mascherata" dietro la scusa che le bandiere arcobaleno non sarebbero assimilabili a simboli politici o partitici, e quindi non si potrebbero vietare. L'unica risposta è arrivata da Eric Wall, membro del comitato consultivo del "Seattle Pride Match", il quale non solo ha difeso la scelta della partita arcobaleno, ma ha rincarato la dose: «Non abbiamo nulla a che fare con ciò che accade all'interno dello stadio, ma avere bandiere Progress Pride dentro lo stadio è tipico di Seattle». Una dichiarazione che, lungi dal placare gli animi, ha rischiato di alimentare ulteriori tensioni. <br />Alla fine si è rivelato tutto fumo e niente arrosto. O meglio, tutto clamore mediatico e niente di concreto sugli spalti del Lumen Field Stadium. Pochissime se non praticamente inesistenti, infatti, le bandiere arcobaleno sulle tribune, almeno stando alle immagini televisive che si sono susseguite nella notte italiana. Le inquadrature non hanno infatti mai inquadrato alcun tifoso "pro-Lgbt", se non sporadicamente - si sono potuti contare sulle dita di una mano, sul totale di circa 67.000 spettatori - alcuni tifosi con la bandiera Lgbt disegnata sul volto. Per l'ennesima volta, dunque, abbiamo assistito a una totale mistificazione della realtà, con i media mainstream completamente allineati a una narrazione "rainbow", che ha presentato per settimane questo match come "storico" e che avrebbe dovuto essere tutto colorato di arcobaleno. 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È quanto infatti ha stabilito il documento "Identità di genere e orientamento sessuale e affettivo", recentemente diffuso dalla stessa Associazione Guide e Scout Cattolici Italiani. In nome del consueto richiamo ad accoglienza e inclusione, l'Agesci rivendica così il diritto per gli aderenti che si autodefiniscano omosessuali, lesbiche, queer o transgender di poter essere capi scout, e di conseguenza di poter essere dei modelli d'esempio per bambini e adolescenti, come del resto sono chiamati a fare, dal Patto Associativo, proprio i capi.<br />Ma si può dire che in questo modo l'Agesci sconfessa quella 'C' del proprio acronimo e le profonde radici cristiane dello scoutismo, oltre che la Dottrina Sociale della Chiesa, il Magistero e il Catechismo della Chiesa Cattolica? Vediamo se sì e perché.<br /><br />IL DOCUMENTO DELL'AGESCI<br />«Sguardo, ascolto, presenza sono la postura fondamentale che contraddistingue il nostro approccio. Nella consapevolezza di essere in primis educatori cristiani al servizio della crescita delle ragazze e dei ragazzi e non teologi, abbiamo maturato il desiderio di dare ulteriore concretezza ai nostri valori di accoglienza e di riconoscimento dei vissuti personali sapendo che in essi è all'opera il Signore». Questo afferma sin dal suo preambolo il documento Identità di genere e orientamento sessuale e affettivo pubblicato dall'Agesci. In ossequio al mantra dell'inclusione, si subordina dunque a essa senza mezzi termini la verità dell'essere umano, riconosciuta anzitutto dalla biologia, prima ancora che dalle Scritture e dal magistero della Chiesa. Alla luce di tale premessa ne consegue «la convinzione che nel profilo del capo cristiano educatore l'orientamento affettivo e l'identità di genere non possono costituire un criterio di esclusione nel discernimento che le Comunità capi sono chiamate ad esercitare quando una persona adulta chiede di entrare in Associazione per svolgere un ruolo educativo». Per quanto nel testo si richiamino principi condivisibili quali il rispetto della dignità della persona e l'esigenza di non discriminare, il problema si amplifica allorquando si presume di poter far dell'orientamento sessuale e dell'identità di genere del capo scout soltanto una "questione di vita privata". Nei fatti purtroppo le cose non stanno in questi termini, dal momento che la vita di un capo scout è essa stessa testimonianza. E ciò a maggior ragione quando si è chiamati a incarnare la fede cristiana che si professa. Nel Profilo del Capo - approvato dal Consiglio Generale 2025 con mozioni 22 e 23 - si legge infatti proprio che la guida scout deve vivere una testimonianza cristiana integrale, ossia è chiamata a educare attraverso l'esempio personale, perché i ragazzi apprendono soprattutto dall'adulto che «vive ciò che insegna». Di qui la stessa Comunità Capi deve valutare l'idoneità dell'adulto proprio sulla base di questa coerenza di vita cristiana. Di conseguenza, riguardo al Patto Associativo, il problema decisamente più rilevante rimane quello educativo. Il rischio concreto è infatti che tali guide scout, anziché educare allo sviluppo della propria identità maschile o femminile in conformità al proprio autentico Sé, indottrinino bambini e adolescenti alla fluidità di genere e alle tematiche care al mondo Lgbt. <br /><br />IL MONITO DI LEONE XIV<br />Dopo questa "svolta" sono arrivate però alcune affermazioni di Papa Leone XIV che, invece, ha ribadito come la Chiesa si ponga in una posizione totalmente opposta a quella paventata da Agesci. Ci riferiamo alle parole che - sicuramente per pura casualità - sono arrivate proprio pochi giorni dopo, seppur rivolte a un'altra associazione scoutistica, quella degli Scouts d'Europa Cattolici. «Siete testimoni per i ragazzi a voi affidati: la coerenza della vostra vita e la maturità delle vostre scelte sono ai loro occhi un esempio molto importante che li aiuta a crescere. Insieme a loro, vivete dunque la bellezza della fede nei gesti quotidiani e nella preghiera condivisa, nei Sacramenti e nel discernimento della vocazione di ciascuno», ha infatti detto il Pontefice lo scorso 1 giugno in occasione del cinquantesimo anniversario dell'Associazione Italiana Guide e Scouts d'Europa Cattolici. Il Santo Padre, evidenziando proprio il cuore dello stile educativo di chi è chiamato al ruolo di capo scout, ha ricordato l'intuizione del fondatore, Baden-Powell, e ha sintetizzato la missione di un capo scout in questi termini: «Voi accompagnate ragazzi e ragazze all'incontro con Gesù, Maestro di vita buona, Amico fedele, Guida giusta e forte per il nostro cammino».<br /><br />UNA REPLICA IMPLICITA (MA FORSE NON TROPPO) ALL'AGESCI<br />Dopo aver rilevato che «il metodo scout mette al centro la persona, curandone tutti gli aspetti relazionali e la ricchezza umana», Papa Leone ha lodato in special modo il coraggio di tale «scelta pedagogica della vostra Associazione nell'educare in distinte sezioni maschili e femminili, per dedicare ai ragazzi e alle ragazze un'attenzione specifica. Esplorare in questo modo le caratteristiche fondanti dell'essere donna e dell'essere uomo è una dinamica propedeutica all'incontro autentico e consapevole con l'altro, che può favorire la reciproca maturazione. La formazione di buoni cristiani e buoni cittadini rappresenta il fine del metodo scout, realizzato attraverso l'intesa pedagogica dei capi con ogni ragazza e ragazzo nelle varie tappe del percorso». In questo modo, Leone XIV sembra aver voluto ribadire con forza quale presupposto fondamentale di ogni relazione educativa proprio l'irriducibile e strutturale diversità - e ricchezza - sussistente tra maschi e femmine. In quanto biologicamente differenti, bambini e bambine, ragazzi e ragazze necessitano infatti di strategie pedagogiche specifiche, orientate alla crescita e maturazione umana - e dunque anche emotivo-affettiva - in conformità alla propria identità maschile o femminile. In tale prospettiva - ha concluso il Santo Padre - «l'avventura dello scoutismo aiuta a scoprire come la nostra umanità viene illuminata e coinvolta dall'opera di Dio, vero educatore di tutti noi».<br />Insomma attraverso il discorso agli Scout d'Europa, Papa Leone, proprio a partire dalla relazione educativa, ha ribadito con fermezza e con un linguaggio chiaro la posizione del Catechismo, della Dottrina Sociale e del Magistero della Chiesa. Custodendo la sua inviolabile dignità, la Chiesa accoglie ogni persona e nello stesso tempo rifiuta ogni ingiusta discriminazione, ma non può approvare atti «intrinsecamente disordinati», né tanto meno relazioni omosessuali attive, convivenze, matrimoni gay e transizioni di genere. Essendo oggettivamente in contrasto con il disegno di Dio sulla sessualità e il matrimonio, fluidità di genere e indottrinamento gender restano pertanto mera ideologia.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/72652434</guid><pubDate>Tue, 23 Jun 2026 19:06:33 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/72652434/l_agesci_apre_ai_capi_scout.mp3" length="9134959" type="audio/mpeg"/><podcast:transcript url="https://transcription.spreaker.com/starship/385b3080-c92c-4ce0-b445-4d8a42e59c72/385b3080-c92c-4ce0-b445-4d8a42e59c72.srt" type="application/x-subrip" language="it"/><podcast:transcript url="https://transcription.spreaker.com/starship/385b3080-c92c-4ce0-b445-4d8a42e59c72/385b3080-c92c-4ce0-b445-4d8a42e59c72.txt" type="text/plain" language="it"/><podcast:transcript url="https://transcription.spreaker.com/starship/385b3080-c92c-4ce0-b445-4d8a42e59c72/385b3080-c92c-4ce0-b445-4d8a42e59c72.vtt" type="text/vtt" language="it"/><itunes:author>BastaBugie</itunes:author><itunes:subtitle>TESTO DELL'ARTICOLO ➜ https://www.bastabugie.it/8581

L'AGESCI APRE AI CAPI SCOUT LGBT
di Fabio Piemonte
 
L'Agesci si piega all'ideologia gender: da giorni, infatti, tiene banco la novità dell'associazione "cattolica" secondo cui anche i capi...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="https://www.bastabugie.it/8581" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://www.bastabugie.it/8581</a><br /><br />L'AGESCI APRE AI CAPI SCOUT LGBT<br />di Fabio Piemonte<br /> <br />L'Agesci si piega all'ideologia gender: da giorni, infatti, tiene banco la novità dell'associazione "cattolica" secondo cui anche i capi dichiaratamente Lgbt potranno, appunto, svolgere tale ruolo. È quanto infatti ha stabilito il documento "Identità di genere e orientamento sessuale e affettivo", recentemente diffuso dalla stessa Associazione Guide e Scout Cattolici Italiani. In nome del consueto richiamo ad accoglienza e inclusione, l'Agesci rivendica così il diritto per gli aderenti che si autodefiniscano omosessuali, lesbiche, queer o transgender di poter essere capi scout, e di conseguenza di poter essere dei modelli d'esempio per bambini e adolescenti, come del resto sono chiamati a fare, dal Patto Associativo, proprio i capi.<br />Ma si può dire che in questo modo l'Agesci sconfessa quella 'C' del proprio acronimo e le profonde radici cristiane dello scoutismo, oltre che la Dottrina Sociale della Chiesa, il Magistero e il Catechismo della Chiesa Cattolica? Vediamo se sì e perché.<br /><br />IL DOCUMENTO DELL'AGESCI<br />«Sguardo, ascolto, presenza sono la postura fondamentale che contraddistingue il nostro approccio. Nella consapevolezza di essere in primis educatori cristiani al servizio della crescita delle ragazze e dei ragazzi e non teologi, abbiamo maturato il desiderio di dare ulteriore concretezza ai nostri valori di accoglienza e di riconoscimento dei vissuti personali sapendo che in essi è all'opera il Signore». Questo afferma sin dal suo preambolo il documento Identità di genere e orientamento sessuale e affettivo pubblicato dall'Agesci. In ossequio al mantra dell'inclusione, si subordina dunque a essa senza mezzi termini la verità dell'essere umano, riconosciuta anzitutto dalla biologia, prima ancora che dalle Scritture e dal magistero della Chiesa. Alla luce di tale premessa ne consegue «la convinzione che nel profilo del capo cristiano educatore l'orientamento affettivo e l'identità di genere non possono costituire un criterio di esclusione nel discernimento che le Comunità capi sono chiamate ad esercitare quando una persona adulta chiede di entrare in Associazione per svolgere un ruolo educativo». Per quanto nel testo si richiamino principi condivisibili quali il rispetto della dignità della persona e l'esigenza di non discriminare, il problema si amplifica allorquando si presume di poter far dell'orientamento sessuale e dell'identità di genere del capo scout soltanto una "questione di vita privata". Nei fatti purtroppo le cose non stanno in questi termini, dal momento che la vita di un capo scout è essa stessa testimonianza. E ciò a maggior ragione quando si è chiamati a incarnare la fede cristiana che si professa. Nel Profilo del Capo - approvato dal Consiglio Generale 2025 con mozioni 22 e 23 - si legge infatti proprio che la guida scout deve vivere una testimonianza cristiana integrale, ossia è chiamata a educare attraverso l'esempio personale, perché i ragazzi apprendono soprattutto dall'adulto che «vive ciò che insegna». Di qui la stessa Comunità Capi deve valutare l'idoneità dell'adulto proprio sulla base di questa coerenza di vita cristiana. Di conseguenza, riguardo al Patto Associativo, il problema decisamente più rilevante rimane quello educativo. Il rischio concreto è infatti che tali guide scout, anziché educare allo sviluppo della propria identità maschile o femminile in conformità al proprio autentico Sé, indottrinino bambini e adolescenti alla fluidità di genere e alle tematiche care al mondo Lgbt. <br /><br />IL MONITO DI LEONE XIV<br />Dopo questa "svolta" sono arrivate però alcune affermazioni di Papa Leone XIV che, invece, ha ribadito come la Chiesa si ponga in una posizione totalmente opposta a quella paventata da Agesci. 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Durante il momento di confronto con il pubblico, un giovane astante mi ha rivolto questo appunto: «Gli atteggiamenti e i comportamenti sono certamente influenzati dalla cultura, dall'educazione e dallo stile di vita; non credo sia possibile che siano in qualche modo influenzati dalla biologia». Lo confesso: ho faticato a credere alle mie orecchie.<br />Questa affermazione contrasta, innanzitutto, con l'esperienza comune, almeno degli esseri umani delle classi sociali meno giovani. Io avevo una cagnolina che faceva la pipì accovacciata. Inoltre, la pipì solo quando ne aveva bisogno, tranne quando era in calore; in quel periodo, lasciava tracce di pipì qua e là, per segnalare la sua disponibilità alla riproduzione. Il suo amico Edo, invece, faceva la pipì alzando la zampina; e usava la pipì per "marcare il territorio", lasciando tracce del suo passaggio nei luoghi dove altri maschi avevano fatto la stessa cosa in precedenza. Posso assicurare al gentile lettore che non ho insegnato io, alla mia cagnolina, a fare pipì accovacciata; e - ho verificato - nessuno ha insegnato a Edo quel modo di liberarsi la vescica.<br />Esclusa l'ipotesi "costruzione sociale" (società cinofila patriarcale e maschilista), resta evidentemente l'ipotesi biologica e istintuale (che fa, cioè, riferimento ad una anima).<br />Comportamenti e atteggiamenti diversi tra i sessi - il lettore mi creda o no - li ho riscontrati personalmente in altre specie animali: gatti, pollame, pesci... Maschi e femmine hanno, in diverse circostanze della loro vita, atteggiamenti e comportamenti diversi; e non ho mai visto nessuno educare al predominio maschile polli o avannotti.<br />L'UNICA FONTE DI CONOSCENZA<br />Tuttavia, se i moderni si limitavano a deridere le verità metafisiche, i contemporanei faticano a credere anche ai propri occhi: l'unica fonte di conoscenza certa sembra essere la scienza, che si esprime principalmente attraverso social media e fonti di informazione mainstream; ma anche, marginalmente, mediante ricerche e paper peer reviewed.<br />Facciamo una verifica rapida e semplice, tramite il secondo strumento (paper scientifici): la biologia - in particolare gli ormoni - ha un'influenza su atteggiamenti e comportamenti? Non prendiamo una sola ricerca ma una rassegna. Leggiamo: «Con questa rassegna illustriamo il ruolo cruciale che gli ormoni svolgono nel comportamento e nella cognizione umana, dall'interazione immediata tra fisiologia e situazioni ai processi di sviluppo a lungo termine che si estendono per tutto l'arco della vita. Il primo ormone, la secretina, fu scoperto nel 1902, ma anche a più di 120 anni di distanza la nostra comprensione dell'endocrinologia sociale e comportamentale è tutt'altro che completa. Tuttavia, è ormai evidente che esistono interazioni tra fattori ormonali e sociali, aprendo una moltitudine di quesiti di ricerca rilevanti per le scienze sociali».<br />In sostanza: non ci si pone più la domanda se gli ormoni (cioè la biologia) influenzino comportamenti e atteggiamenti, lo lo diamo ormai per accertato; la domanda è come questo avvenga. Apprendiamo anche che questo tipo di ricerca non è recente o recentissimo; cosa che ne giustificherebbe l'ignoranza: risale a più di centoventi anni fa.<br />Esiste addirittura una scienza (una scienza che, stranamente, merita ancora il nome di scienza; non junk-science) dedita esclusivamente a questo tema e che si chiama neuro-endocrinologia, definita come branca multidisciplinare della medicina che studia le complesse interazioni reciproche tra il sistema nervoso e il sistema endocrino.<br />IL TESTOSTERONE<br />Prendiamo come esempio (facile, abbiamo detto) il testosterone, un ormone steroideo appartenente alla famiglia degli androgeni. Esso viene prodotto soprattutto nei testicoli nell'uomo, in quantità minori nelle ovaie nella donna e, in entrambi i sessi, anche dalle ghiandole surrenali; è, quindi, un ormone prevalentemente (ma non esclusivamente) maschile.<br />Bene, il testosterone non influenza solo lo sviluppo corporeo (crescita dei genitali;  comparsa della barba e dei peli; abbassamento della voce; aumento della massa muscolare; incremento della densità ossea; distribuzione tipicamente maschile del grasso corporeo, conformazione cerebrale "maschile"...). Esso influenza anche il comportamento, come è ampiamente dimostrato dalla ricerca (appunto) endocrinologica. E non nel senso che «aumenta l'aggressività», come sostiene la vulgata ufficiale: nel senso che riduce la tendenza a mentire; contrasta il conformismo e le strategie di reputazione ingannevoli; favorisce la perseveranza; è correlato con l'intelligenza «fluida».<br />In sostanza: il testosterone influenza eccome atteggiamenti e comportamenti; soprattutto aumentando la vita "virtuosa". Non a caso, la parola virtù, così come virilità, ha la sua radice nella parola latina vir, che indicava l'uomo adulto pienamente realizzato...<br />Per concludere: l'ideologia gender, essendo una ideologia, nega l'esperienza comune; ma, in questo caso, nega persino la scienza, quella con la S maiuscola. È, per usare il linguaggio contemporaneo, negazionista e antiscientifica. Il che richiede, evidentemente, un lungo percorso di indottrinamento e di lavaggio (con tanto di risciacquo e centrifuga) del cervello; da effettuarsi nelle più rinomate istituzioni scolastiche.<br />La biologia, nel frattempo, continua imperterrita a fare il suo lavoro.<br /><br />]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/72549188</guid><pubDate>Tue, 16 Jun 2026 19:39:54 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/72549188/il_gender_nega_la_scienza.mp3" length="5962667" type="audio/mpeg"/><podcast:transcript url="https://transcription.spreaker.com/starship/4e261380-f0f1-4df2-afd9-5f641d12fa46/4e261380-f0f1-4df2-afd9-5f641d12fa46.srt" type="application/x-subrip" language="it"/><podcast:transcript url="https://transcription.spreaker.com/starship/4e261380-f0f1-4df2-afd9-5f641d12fa46/4e261380-f0f1-4df2-afd9-5f641d12fa46.txt" type="text/plain" language="it"/><podcast:transcript url="https://transcription.spreaker.com/starship/4e261380-f0f1-4df2-afd9-5f641d12fa46/4e261380-f0f1-4df2-afd9-5f641d12fa46.vtt" type="text/vtt" language="it"/><itunes:author>BastaBugie</itunes:author><itunes:subtitle>TESTO DELL'ARTICOLO ➜ https://www.bastabugie.it/8576

IL GENDER NEGA SCIENZA ED EVIDENZA, LO DICONO GLI ORMONI
di Roberto Marchesini
 
Recentemente ho tenuto una conferenza sul tema del maschile e del femminile che, ovviamente, ho trattato dal punto...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="https://www.bastabugie.it/8576" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://www.bastabugie.it/8576</a><br /><br />IL GENDER NEGA SCIENZA ED EVIDENZA, LO DICONO GLI ORMONI<br />di Roberto Marchesini<br /> <br />Recentemente ho tenuto una conferenza sul tema del maschile e del femminile che, ovviamente, ho trattato dal punto di vista aristotelico-tomista. Durante il momento di confronto con il pubblico, un giovane astante mi ha rivolto questo appunto: «Gli atteggiamenti e i comportamenti sono certamente influenzati dalla cultura, dall'educazione e dallo stile di vita; non credo sia possibile che siano in qualche modo influenzati dalla biologia». Lo confesso: ho faticato a credere alle mie orecchie.<br />Questa affermazione contrasta, innanzitutto, con l'esperienza comune, almeno degli esseri umani delle classi sociali meno giovani. Io avevo una cagnolina che faceva la pipì accovacciata. Inoltre, la pipì solo quando ne aveva bisogno, tranne quando era in calore; in quel periodo, lasciava tracce di pipì qua e là, per segnalare la sua disponibilità alla riproduzione. Il suo amico Edo, invece, faceva la pipì alzando la zampina; e usava la pipì per "marcare il territorio", lasciando tracce del suo passaggio nei luoghi dove altri maschi avevano fatto la stessa cosa in precedenza. Posso assicurare al gentile lettore che non ho insegnato io, alla mia cagnolina, a fare pipì accovacciata; e - ho verificato - nessuno ha insegnato a Edo quel modo di liberarsi la vescica.<br />Esclusa l'ipotesi "costruzione sociale" (società cinofila patriarcale e maschilista), resta evidentemente l'ipotesi biologica e istintuale (che fa, cioè, riferimento ad una anima).<br />Comportamenti e atteggiamenti diversi tra i sessi - il lettore mi creda o no - li ho riscontrati personalmente in altre specie animali: gatti, pollame, pesci... Maschi e femmine hanno, in diverse circostanze della loro vita, atteggiamenti e comportamenti diversi; e non ho mai visto nessuno educare al predominio maschile polli o avannotti.<br />L'UNICA FONTE DI CONOSCENZA<br />Tuttavia, se i moderni si limitavano a deridere le verità metafisiche, i contemporanei faticano a credere anche ai propri occhi: l'unica fonte di conoscenza certa sembra essere la scienza, che si esprime principalmente attraverso social media e fonti di informazione mainstream; ma anche, marginalmente, mediante ricerche e paper peer reviewed.<br />Facciamo una verifica rapida e semplice, tramite il secondo strumento (paper scientifici): la biologia - in particolare gli ormoni - ha un'influenza su atteggiamenti e comportamenti? Non prendiamo una sola ricerca ma una rassegna. Leggiamo: «Con questa rassegna illustriamo il ruolo cruciale che gli ormoni svolgono nel comportamento e nella cognizione umana, dall'interazione immediata tra fisiologia e situazioni ai processi di sviluppo a lungo termine che si estendono per tutto l'arco della vita. Il primo ormone, la secretina, fu scoperto nel 1902, ma anche a più di 120 anni di distanza la nostra comprensione dell'endocrinologia sociale e comportamentale è tutt'altro che completa. Tuttavia, è ormai evidente che esistono interazioni tra fattori ormonali e sociali, aprendo una moltitudine di quesiti di ricerca rilevanti per le scienze sociali».<br />In sostanza: non ci si pone più la domanda se gli ormoni (cioè la biologia) influenzino comportamenti e atteggiamenti, lo lo diamo ormai per accertato; la domanda è come questo avvenga. Apprendiamo anche che questo tipo di ricerca non è recente o recentissimo; cosa che ne giustificherebbe l'ignoranza: risale a più di centoventi anni fa.<br />Esiste addirittura una scienza (una scienza che, stranamente, merita ancora il nome di scienza; non junk-science) dedita esclusivamente a questo tema e che si chiama neuro-endocrinologia, definita come branca multidisciplinare della medicina che studia le complesse interazioni reciproche tra il sistema nervoso e il sistema endocrino.<br />IL...]]></itunes:summary><itunes:duration>373</itunes:duration><itunes:keywords>gender,negazionedellarealtà,ormoni,scienza,testosterone</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/0e4ec2db5cb194a5124880f99bebf27e.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Anche a Napoli la drag queen indottrina i bambini</title><link>https://www.spreaker.com/episode/anche-a-napoli-la-drag-queen-indottrina-i-bambini--72284622</link><description><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="https://www.bastabugie.it/8564" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://www.bastabugie.it/8564</a><br /><br />ANCHE A NAPOLI LA DRAG QUEEN INDOTTRINA I BAMBINI<br />di Fabio Piemonte<br /> <br />«Il rosa non è solo per le femmine e il celeste non è solo per i maschi». È stato questo il leitmotiv de "L'ora delle storie con Priscilla", uno spettacolo e laboratorio di lettura per bambini tenuto da una drag queen all'insegna dell'indottrinamento ideologico alla fluidità di genere che si è svolto domenica 19 aprile, presso la sede della Foqus Fondazione Quartieri Spagnoli, nell'ambito del Napoli Queer Festival.<br />Svoltosi dal 14 al 19 aprile, il Napoli Queer Festival si autodefinisce come «un festival multidisciplinare dedicato all'esplorazione e alla promozione della cultura e delle arti performative queer. Attraverso spettacoli, musica, talk, mostre, percorsi formativi, mira a costruire e rafforzare luoghi di espressione queer: proponendo artistx ineditx nel panorama culturale della città per creare nuove connessioni col territorio; aprendo spazi di discussione e di confronto sulla queerness e sulle identità non conformi», secondo quanto si legge sul sito ufficiale della kermesse.<br />Ebbene, sempre nell'ambito di questa iniziativa, l'evento con la drag queen veniva già prima del suo svolgimento presentato come un incontro dove «Priscilla legge favole a bambin3. Nessun trauma. Nessuna fuga verso mamma o papà. Nessuna paura. Solo risate, domande, curiosità. Bambin3 che hanno visto semplicemente una persona che ama truccarsi e vestirsi con colori vivaci. Hanno ascoltato la storia. Hanno partecipato. Hanno detto la loro. Con naturalezza». Il tutto è stato organizzato dal Collettivo Favolos*, in collaborazione con MagnaVeg, che coniuga la dieta vegana con la cultura delle «identità libere» - ossia fluide - in nome dell'inclusione. <br /><br />LO "SPETTACOLO" DELLA DRAG QUEEN<br />Attraverso questo spettacolo laboratoriale si è dunque instillata nei più piccoli la menzogna che maschi e femmine siano soltanto convenzioni sociali, poiché si può essere ogni giorno ciò che si vuole, a prescindere dal proprio sesso biologico. D'altra parte, il progetto "L'ora delle storie con Priscilla" nasce proprio per far incontrare l'infanzia con «la diversità senza filtri ideologici e senza paure indotte. Non si parla di orientamento sessuale. Non si fa propaganda. Non si "indottrina"» è la descrizione degli stessi promotori, che sa tanto di excusatio non petita, accusatio manifesta. <br />Ma soprattutto di una palese contraddizione. Durante le stesse letture ai bambini, infatti, si insegna «l'autodeterminazione. Si parla di diritto di essere se stess3. Si parla di educazione affettiva, rispetto e libertà di espressione», come si legge sempre nella descrizione dell'evento. E ancora: «Questo progetto rappresenta un gesto chiaro: offrire strumenti, parole e immagini che aiutino i più piccoli a crescere senza vergogna, senza paura, senza silenzi imposti» e «sostenere percorsi educativi fondati sull'ascolto e sull'inclusione». Ecco, dunque, che alla luce di queste considerazioni l'obiettivo pedagogico della drag queen appare evidente: introdurre precocemente i bambini alla fluidità di genere e alla libertà sessuale. E, come se non bastasse, nelle ultime righe della presentazione dello spettacolo traspare ancor più esplicitamente l'intento ideologico - sovversivo della realtà e conseguentemente della stessa grammatica italiana - di quest'azione pedagogica: «La rivoluzione non è uno slogan. È una voce che legge una fiaba. È una stanza in cui ogni bambino e ogni bambina può sentirsi liber@ di esistere».<br /><br />CHI E' PRISCILLA, LA DRAG GIA' OSPITE IN UN LICEO<br />La drag queen Priscilla - all'anagrafe Mariano Gallo - non è nuova ad incontri con bambini e adolescenti. A gennaio dello scorso anno è stata infatti protagonista di un incontro con i ragazzi del liceo artistico Munari di Acerra nell'ambito della settimana dello studente, con il pieno coinvolgimento dei docenti e della dirigente scolastica. Allora si presentò a scuola in abito fucsia e kefiah e disse con orgoglio: «È la prima volta in assoluto che una drag queen incontra gli studenti e le studentesse di un liceo». Eppure, gli studenti si trovarono allora di fronte a un'attivista Lgbt, non certo a un'esperta in materia di discriminazioni o bullismo. Dunque, «niente a che vedere con un pedagogista, uno psicologo dell'età evolutiva o un esperto di comunicazione: solo un soggetto che, senza alcuna competenza, fa formazione, dicendo ai nostri ragazzi che "spesso, quello che viene costruito a scuola, viene distrutto a casa dalle famiglie"», ebbe modo di dire al tempo il deputato Rossano Sasso, nel corso di un'interrogazione parlamentare sulla scia delle polemiche che scaturirono dopo quell'incontro.<br />In tale prospettiva, e proprio in tema di scuola e libertà educativa dei genitori, appare urgente e fondamentale ciò che sta per accadere proprio in questi giorni in Senato, ovvero la discussione - e, si auspica, l'approvazione - del Ddl Valditara sul consenso informato proprio su iniziative inerenti la sessualità e l'affettività. [...]]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/72284622</guid><pubDate>Tue, 02 Jun 2026 20:32:03 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/72284622/anche_a_napoli_la_drag_queen_indottrina_i_bambini.mp3" length="5605712" type="audio/mpeg"/><podcast:transcript url="https://transcription.spreaker.com/starship/d79c02bf-3ba2-43b4-b594-198aa960fa81/d79c02bf-3ba2-43b4-b594-198aa960fa81.srt" type="application/x-subrip" language="it"/><podcast:transcript url="https://transcription.spreaker.com/starship/d79c02bf-3ba2-43b4-b594-198aa960fa81/d79c02bf-3ba2-43b4-b594-198aa960fa81.txt" type="text/plain" language="it"/><podcast:transcript url="https://transcription.spreaker.com/starship/d79c02bf-3ba2-43b4-b594-198aa960fa81/d79c02bf-3ba2-43b4-b594-198aa960fa81.vtt" type="text/vtt" language="it"/><itunes:author>BastaBugie</itunes:author><itunes:subtitle>TESTO DELL'ARTICOLO ➜ https://www.bastabugie.it/8564

ANCHE A NAPOLI LA DRAG QUEEN INDOTTRINA I BAMBINI
di Fabio Piemonte
 
«Il rosa non è solo per le femmine e il celeste non è solo per i maschi». È stato questo il leitmotiv de "L'ora delle storie...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="https://www.bastabugie.it/8564" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://www.bastabugie.it/8564</a><br /><br />ANCHE A NAPOLI LA DRAG QUEEN INDOTTRINA I BAMBINI<br />di Fabio Piemonte<br /> <br />«Il rosa non è solo per le femmine e il celeste non è solo per i maschi». È stato questo il leitmotiv de "L'ora delle storie con Priscilla", uno spettacolo e laboratorio di lettura per bambini tenuto da una drag queen all'insegna dell'indottrinamento ideologico alla fluidità di genere che si è svolto domenica 19 aprile, presso la sede della Foqus Fondazione Quartieri Spagnoli, nell'ambito del Napoli Queer Festival.<br />Svoltosi dal 14 al 19 aprile, il Napoli Queer Festival si autodefinisce come «un festival multidisciplinare dedicato all'esplorazione e alla promozione della cultura e delle arti performative queer. Attraverso spettacoli, musica, talk, mostre, percorsi formativi, mira a costruire e rafforzare luoghi di espressione queer: proponendo artistx ineditx nel panorama culturale della città per creare nuove connessioni col territorio; aprendo spazi di discussione e di confronto sulla queerness e sulle identità non conformi», secondo quanto si legge sul sito ufficiale della kermesse.<br />Ebbene, sempre nell'ambito di questa iniziativa, l'evento con la drag queen veniva già prima del suo svolgimento presentato come un incontro dove «Priscilla legge favole a bambin3. Nessun trauma. Nessuna fuga verso mamma o papà. Nessuna paura. Solo risate, domande, curiosità. Bambin3 che hanno visto semplicemente una persona che ama truccarsi e vestirsi con colori vivaci. Hanno ascoltato la storia. Hanno partecipato. Hanno detto la loro. Con naturalezza». Il tutto è stato organizzato dal Collettivo Favolos*, in collaborazione con MagnaVeg, che coniuga la dieta vegana con la cultura delle «identità libere» - ossia fluide - in nome dell'inclusione. <br /><br />LO "SPETTACOLO" DELLA DRAG QUEEN<br />Attraverso questo spettacolo laboratoriale si è dunque instillata nei più piccoli la menzogna che maschi e femmine siano soltanto convenzioni sociali, poiché si può essere ogni giorno ciò che si vuole, a prescindere dal proprio sesso biologico. D'altra parte, il progetto "L'ora delle storie con Priscilla" nasce proprio per far incontrare l'infanzia con «la diversità senza filtri ideologici e senza paure indotte. Non si parla di orientamento sessuale. Non si fa propaganda. Non si "indottrina"» è la descrizione degli stessi promotori, che sa tanto di excusatio non petita, accusatio manifesta. <br />Ma soprattutto di una palese contraddizione. Durante le stesse letture ai bambini, infatti, si insegna «l'autodeterminazione. Si parla di diritto di essere se stess3. Si parla di educazione affettiva, rispetto e libertà di espressione», come si legge sempre nella descrizione dell'evento. E ancora: «Questo progetto rappresenta un gesto chiaro: offrire strumenti, parole e immagini che aiutino i più piccoli a crescere senza vergogna, senza paura, senza silenzi imposti» e «sostenere percorsi educativi fondati sull'ascolto e sull'inclusione». Ecco, dunque, che alla luce di queste considerazioni l'obiettivo pedagogico della drag queen appare evidente: introdurre precocemente i bambini alla fluidità di genere e alla libertà sessuale. E, come se non bastasse, nelle ultime righe della presentazione dello spettacolo traspare ancor più esplicitamente l'intento ideologico - sovversivo della realtà e conseguentemente della stessa grammatica italiana - di quest'azione pedagogica: «La rivoluzione non è uno slogan. È una voce che legge una fiaba. È una stanza in cui ogni bambino e ogni bambina può sentirsi liber@ di esistere».<br /><br />CHI E' PRISCILLA, LA DRAG GIA' OSPITE IN UN LICEO<br />La drag queen Priscilla - all'anagrafe Mariano Gallo - non è nuova ad incontri con bambini e adolescenti. A gennaio dello scorso anno è stata infatti protagonista di un incontro con i ragazzi del liceo artistico Munari di Acerra nell'ambito della...]]></itunes:summary><itunes:duration>351</itunes:duration><itunes:keywords>dragqueen,indottrinamento,liceo,priscilla,senzaalcunacompetenza</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/9530cd4ea5280b2603d0a3b173856053.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>L'agenda Lgbt minaccia le suore con il carcere</title><link>https://www.spreaker.com/episode/l-agenda-lgbt-minaccia-le-suore-con-il-carcere--72055115</link><description><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="https://www.bastabugie.it/8546" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://www.bastabugie.it/8546</a><br /><br />L'AGENDA LGBT MINACCIA LE SUORE CON IL CARCERE<br />di Luca Marcolivio<br /> <br />L'agenda gender non risparmia nessuno. Neanche alcune suore che da oltre un secolo si prodigano per la carità, la solidarietà e la cura degli ultimi. Sembra assurdo, ma è quanto di vergognoso sta succedendo alle suore domenicane di Hawthorne, congregazione fondata nel 1901 dalla venerabile Rose Hawthorne Lathrop. Da 125 anni, infatti, le religiose - che come unica fonte di finanziamento hanno le donazioni dei fedeli - gestiscono la casa di cura Rosary Hill Home, nello Stato di New York, offrendo servizi di carità come l'assistenza ai malati terminali, con particolare riguardo per i malati oncologici.<br />Ebbene, la fedeltà delle domenicane di Hawthorne alla dottrina sociale della Chiesa e ai principi non negoziabili sta suscitando la netta opposizione delle autorità statali. Il motivo? Pur accogliendo tutti, le suore si rifiutano di piegarsi all'ideologia gender: nel caso specifico, lo Stato di New York vorrebbe imporre loro l'uso dei pronomi scelti dai pazienti e l'assegnazione delle stanze ospedaliere in base all'identità di genere dichiarata. Una contrapposizione in cui i nuovi principi politicamente corretti dell'amministrazione dem entrano in collisione con il Primo Emendamento, che tutela la libertà religiosa e di espressione, oltre che con il pensiero e la fede delle domenicane. Il contenzioso va avanti dall'aprile 2024 e le autorità dello Stato di New York non si limitano ad esigere l'utilizzo dei pronomi secondo la volontà dei pazienti transgender, ma vorrebbero anche dei servizi sanitari "neutri", nonché l'affissione di specifici avvisi "antidiscriminazione", che certificherebbero, anche a livello simbolico, la resa di un importante istituto cattolico all'ideologia Lgbt+.<br />LA DIFESA DELLE SUORE<br />Le domenicane di Hawthorne, tuttavia, non sono disposte a piegare il capo al laicismo dem e proseguono nella loro battaglia legale. La causa, presentata presso il Tribunale distrettuale degli Stati Uniti per il Distretto Meridionale di New York a White Plains, vede come imputati la governatrice di New York, Kathy Hochul, e quattro funzionari del Dipartimento della Salute dello stesso Stato. «Credo che la cosa più importante sia la nostra ferma volontà di mantenere la nostra identità cattolica. Senza di essa, ciò che facciamo non avrebbe senso», ha dichiarato in un'intervista Madre Marie Edward, OP, superiora della congregazione religiosa. Le religiose non sono dunque disposte a negoziare sulla loro fede cattolica.<br />Tutto nasce dall'approvazione di una legge statale approvata nel 2023, intitolata "Carta dei diritti dei residenti delle strutture di assistenza a lungo termine per i newyorkesi Lgbtqia+ e le persone che vivono con l'Hiv". La normativa fu approvata ad amplissima e trasversale maggioranza, potendo contare anche sull'appoggio di una parte dei parlamentari dell'opposizione repubblicana. Nella fattispecie, il disegno di legge passò con 144 voti favorevoli e 2 contrari alla Camera e 55 voti favorevoli e 7 contrari al Senato, dopodiché la governatrice Hochul firmò la legge il 30 novembre 2023, alla vigilia della Giornata Mondiale contro l'Aids. «Gli anziani Lgbtqia+ e sieropositivi sono tra le nostre popolazioni più vulnerabili e oggi stiamo prendendo provvedimenti per garantire che tutti i newyorkesi, indipendentemente da chi siano, da chi amino o dal loro stato sierologico, trovino sicurezza e sostegno nei luoghi in cui ne hanno più bisogno. L'odio non avrà mai posto a New York», dichiarò allora Hochul. Da parte loro, le suore di Hawthorne erano rimaste ignare dell'entrata in vigore della nuova legge, fino al giorno in cui, circa due anni fa, erano iniziati ad arrivare dei solleciti dall'amministrazione statale, senza che fosse avviato alcun procedimento legale contro l'istituto religioso, sebbene le suore ritengano tale rischio reale. L'avvocato L. Martin Nussbaum, legale delle domenicane, ha rimarcato che la legge del 2023 rappresenta una «forma di ostentazione dell'ideologia di genere, che obbliga queste suore a essere formate secondo un'ideologia totalmente contraria alla loro fede cattolica. Perché ci viene imposto questo? Non abbiamo nemmeno pazienti di questo tipo [transgender, ndr]», ha continuato Nussbaum. «È lo Stato che obbliga queste sante suore a piegarsi a un'ideologia contraria alla loro fede».<br />IL RISCHIO DEL CARCERE<br />Quel che è peggio, però - come riporta il sito ufficiale delle suore domenicane che ripercorre l'intera vicenda - è che la legge sanitaria statale di cui si è appena parlato esenta le strutture gestite dalla "Church of Christ", da "Scientist" e da altre realtà sia laiche che religiose, ma non prevede alcuna esenzione per le organizzazioni cattoliche. Di conseguenza, se i membri della Catholic Benefits Association - di cui fanno parte, appunto, le suore domenicane e la Casa di Riposo Rosary Hill - non si conformano, rischiano multe, ingiunzioni, la potenziale revoca della licenza, fino addirittura alla reclusione.<br />Rosary Hill Home, la struttura gestita dalle domenicane di Hawthorne, è situata a Hawthorne, una frazione della città di Mount Pleasant, nella contea di Westchester, a circa 50 chilometri a Nord-Est di Manhattan. L'hospice dispone di 42 posti letto ed è gestito da 14 suore coadiuvate da assistenti infermieristici laici qualificati. La struttura non prevede limiti di durata per il soggiorno, al punto che alcuni pazienti vi rimangono per anni, sebbene la permanenza media sia di circa due o tre mesi, e la maggior parte dei pazienti, data la gravità delle condizioni, purtroppo spesso muore proprio all'interno della casa di cura. «L'assistenza infermieristica è un lavoro meraviglioso di per sé, ma le nostre suore, tutte noi, siamo consacrate, abbiamo pronunciato i voti, abbiamo consacrato la nostra vita a Dio, e certamente la preghiera è la cosa più importante, primaria. Consideriamo questo un lavoro, e le suore vivono una vita di preghiera molto intima, che poi si riversa nella cura dei pazienti, in modo che dobbiamo prenderci cura di loro come se fossero Cristo, il Cristo sofferente», ha affermato sempre Madre Marie Edward. «E per fare ciò, dobbiamo essere molto salde nella nostra identità di cristiane e seguire gli insegnamenti di Cristo - ha aggiunto - quindi fare qualcosa che vada contro questo non funzionerebbe».<br />Va da sé che tutta questa vicenda sia non solo vergognosa, ma a suo modo storica. La violazione della libertà religiosa e di coscienza nei confronti delle suore domenicane di Hawthorne sta infatti rappresentando un precedente gravissimo e un esempio drammatico di quanto possa essere crudele e liberticida l'ideologia Lgbt.<br /><br />]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/72055115</guid><pubDate>Tue, 19 May 2026 19:27:37 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/72055115/l_agenda_lgbt_minaccia_le_suore.mp3" length="9088566" type="audio/mpeg"/><podcast:transcript url="https://transcription.spreaker.com/starship/95609a25-b600-4e78-8b26-1e0a2648bec2/95609a25-b600-4e78-8b26-1e0a2648bec2.srt" type="application/x-subrip" language="it"/><podcast:transcript url="https://transcription.spreaker.com/starship/95609a25-b600-4e78-8b26-1e0a2648bec2/95609a25-b600-4e78-8b26-1e0a2648bec2.txt" type="text/plain" language="it"/><podcast:transcript url="https://transcription.spreaker.com/starship/95609a25-b600-4e78-8b26-1e0a2648bec2/95609a25-b600-4e78-8b26-1e0a2648bec2.vtt" type="text/vtt" language="it"/><itunes:author>BastaBugie</itunes:author><itunes:subtitle>TESTO DELL'ARTICOLO ➜ https://www.bastabugie.it/8546

L'AGENDA LGBT MINACCIA LE SUORE CON IL CARCERE
di Luca Marcolivio
 
L'agenda gender non risparmia nessuno. Neanche alcune suore che da oltre un secolo si prodigano per la carità, la solidarietà e...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="https://www.bastabugie.it/8546" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://www.bastabugie.it/8546</a><br /><br />L'AGENDA LGBT MINACCIA LE SUORE CON IL CARCERE<br />di Luca Marcolivio<br /> <br />L'agenda gender non risparmia nessuno. Neanche alcune suore che da oltre un secolo si prodigano per la carità, la solidarietà e la cura degli ultimi. Sembra assurdo, ma è quanto di vergognoso sta succedendo alle suore domenicane di Hawthorne, congregazione fondata nel 1901 dalla venerabile Rose Hawthorne Lathrop. Da 125 anni, infatti, le religiose - che come unica fonte di finanziamento hanno le donazioni dei fedeli - gestiscono la casa di cura Rosary Hill Home, nello Stato di New York, offrendo servizi di carità come l'assistenza ai malati terminali, con particolare riguardo per i malati oncologici.<br />Ebbene, la fedeltà delle domenicane di Hawthorne alla dottrina sociale della Chiesa e ai principi non negoziabili sta suscitando la netta opposizione delle autorità statali. Il motivo? Pur accogliendo tutti, le suore si rifiutano di piegarsi all'ideologia gender: nel caso specifico, lo Stato di New York vorrebbe imporre loro l'uso dei pronomi scelti dai pazienti e l'assegnazione delle stanze ospedaliere in base all'identità di genere dichiarata. Una contrapposizione in cui i nuovi principi politicamente corretti dell'amministrazione dem entrano in collisione con il Primo Emendamento, che tutela la libertà religiosa e di espressione, oltre che con il pensiero e la fede delle domenicane. Il contenzioso va avanti dall'aprile 2024 e le autorità dello Stato di New York non si limitano ad esigere l'utilizzo dei pronomi secondo la volontà dei pazienti transgender, ma vorrebbero anche dei servizi sanitari "neutri", nonché l'affissione di specifici avvisi "antidiscriminazione", che certificherebbero, anche a livello simbolico, la resa di un importante istituto cattolico all'ideologia Lgbt+.<br />LA DIFESA DELLE SUORE<br />Le domenicane di Hawthorne, tuttavia, non sono disposte a piegare il capo al laicismo dem e proseguono nella loro battaglia legale. La causa, presentata presso il Tribunale distrettuale degli Stati Uniti per il Distretto Meridionale di New York a White Plains, vede come imputati la governatrice di New York, Kathy Hochul, e quattro funzionari del Dipartimento della Salute dello stesso Stato. «Credo che la cosa più importante sia la nostra ferma volontà di mantenere la nostra identità cattolica. Senza di essa, ciò che facciamo non avrebbe senso», ha dichiarato in un'intervista Madre Marie Edward, OP, superiora della congregazione religiosa. Le religiose non sono dunque disposte a negoziare sulla loro fede cattolica.<br />Tutto nasce dall'approvazione di una legge statale approvata nel 2023, intitolata "Carta dei diritti dei residenti delle strutture di assistenza a lungo termine per i newyorkesi Lgbtqia+ e le persone che vivono con l'Hiv". La normativa fu approvata ad amplissima e trasversale maggioranza, potendo contare anche sull'appoggio di una parte dei parlamentari dell'opposizione repubblicana. Nella fattispecie, il disegno di legge passò con 144 voti favorevoli e 2 contrari alla Camera e 55 voti favorevoli e 7 contrari al Senato, dopodiché la governatrice Hochul firmò la legge il 30 novembre 2023, alla vigilia della Giornata Mondiale contro l'Aids. «Gli anziani Lgbtqia+ e sieropositivi sono tra le nostre popolazioni più vulnerabili e oggi stiamo prendendo provvedimenti per garantire che tutti i newyorkesi, indipendentemente da chi siano, da chi amino o dal loro stato sierologico, trovino sicurezza e sostegno nei luoghi in cui ne hanno più bisogno. L'odio non avrà mai posto a New York», dichiarò allora Hochul. Da parte loro, le suore di Hawthorne erano rimaste ignare dell'entrata in vigore della nuova legge, fino al giorno in cui, circa due anni fa, erano iniziati ad arrivare dei solleciti dall'amministrazione statale, senza che fosse avviato alcun procedimento legale contro...]]></itunes:summary><itunes:duration>568</itunes:duration><itunes:keywords>agendagender,carcere,casadiriposorosaryhill,hiv,solleciti</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/f5186ef03496dd56821a6b174f30df4a.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Sconfitto Orban, l'Europa impone all'Ungheria la propaganda Lgbt</title><link>https://www.spreaker.com/episode/sconfitto-orban-l-europa-impone-all-ungheria-la-propaganda-lgbt--71962344</link><description><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="https://www.bastabugie.it/8531" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://www.bastabugie.it/8531</a><br /><br />SCONFITTO ORBAN, L'EUROPA IMPONE ALL'UNGHERIA LA PROPAGANDA LGBT<br />di Luca Marcolivio<br /> <br />Dopo la sconfitta di Viktor Orbán in Ungheria, l'Unione Europea non perde tempo e ricomincia a fare pressioni sui presunti diritti Lgbt+. Un vero e proprio ultimatum è infatti arrivato dalla Corte di Giustizia dell'UE che, in una sentenza emessa lo scorso 21 aprile, ha ordinato alle autorità magiare di abrogare la norma del 2021, che stabiliva il divieto o la severa limitazione della promozione dell'omosessualità e della transizione di genere nei media accessibili ai minori. L'introduzione della norma da parte del governo Orbán era avvenuta all'atto dell'adozione del regolamento UE sui contenuti audiovisivi e delle sue disposizioni sulla protezione dei minori dai contenuti dannosi.<br />Da parte sua, la Corte di Giustizia dell'UE ha ritenuto che le restrizioni di Budapest sulla propaganda Lgbt+ rappresentino la violazione di una serie di leggi comunitarie e costituirebbero «un'ingerenza particolarmente grave in diversi diritti fondamentali». La Commissione ha deferito il caso alla Corte, con il sostegno di 15 Stati membri e del Parlamento Europeo. Al momento dell'adozione delle norme ungheresi, il presidente della Commissione Europea Ursula von der Leyen aveva definito il provvedimento «una vergogna» e aveva promesso di usare «tutti i poteri della Commissione per garantire i diritti di tutti i cittadini dell'UE, chiunque essi siano e ovunque vivano». Nonostante le pressioni giunte dall'UE, il governo ungherese era andato avanti, implementando ulteriormente la norma, attraverso il divieto dei Pride, stabilito lo scorso anno.<br />Secondo il principale consulente legale della Corte di Giustizia dell'UE, l'Ungheria «si è discostata significativamente dal modello di una democrazia costituzionale», criticando le norme in quanto «basate su un giudizio di valore secondo cui la vita omosessuale e non cisgender non ha lo stesso valore o status della vita eterosessuale e cisgender». «Accogliamo con favore la storica sentenza odierna della Corte. È la prima volta che la Corte riscontra una violazione di tale disposizione fondamentale di un trattato sui valori dell'UE», ha dichiarato da parte sua la portavoce della Commissione, Eva Hrncirova. «Ora la palla passa all'Ungheria: spetta al governo ungherese dare attuazione alla decisione».<br />Cosa farà il nuovo premier dell'Ungheria?<br />Starà quindi al nuovo premier ungherese Péter Magyar la scelta se obbedire ai diktat dell'Unione Europea o, al contrario, stabilire una continuità con il suo predecessore. Se da un lato, durante la campagna elettorale, lo sfidante di Orbán aveva usato toni più morbidi dinanzi alla questione Lgbt+, è altrettanto vero che il programma di Tisza (il partito che adesso controlla i due terzi del Parlamento magiaro) - forse per ragioni di opportunità elettorale - non prevedeva l'abolizione delle restrizioni orbaniane.<br />Rimane il fatto che la dissuasione nei confronti di qualunque promozione dell'immaginario Lgbt+ presso i minori (il Pride ne è l'esempio più lampante ma non l'unico, visto che la legge ungherese si focalizza molto sui contenuti attraverso i media) dovrebbe essere un principio universalmente condivisibile e da difendere strenuamente, a prescindere dall'appartenenza politica. La Corte di Giustizia dell'UE si è assunta quindi una responsabilità gravissima nei confronti dei bambini del vecchio continente, mentre il possibile cedimento del nuovo governo magiaro a queste pressioni e a quelle lobby arcobaleno costituirebbe un precedente importante e preoccupante. <br />Nota di BastaBugie: Luca Volontè nell'articolo seguente dal titolo "Come previsto: Magyar cambia linea per ingraziarsi l'Ue" parla del nuovo premier ungherese Magyar che va alla corte di Bruxelles e riceve promesse sui soldi, ma dovrà vendere l'anima del paese per ottenerli. I cambi più vistosi nei ministri meno ostili alla causa Lgbt.<br />Ecco l'articolo completo pubblicato su La Nuova Bussola Quotidiana il 1 maggio 2026:<br />Peter Magyar va alla corte di Bruxelles, riceve promesse sui soldi ma dovrà vendere l'anima del paese per ottenerli. Alti funzionari dell'UE e il nuovo governo ungherese discutono da mercoledì i cambiamenti legislativi che Budapest dovrà attuare per sbloccare 17 miliardi di euro di fondi UE trattenuti per condizionare la vittoria delle opposizioni e limitare l'azione del governo Orban in questi anni.<br />Alcuni dei fondi congelati, come gli 11 miliardi di euro (13 miliardi di dollari) del Fondo per la ripresa post-pandemia, dovranno essere prelevati entro metà agosto, altrimenti andranno persi irrimediabilmente. La presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen e il futuro primo ministro ungherese Peter Magyar partecipano ai colloqui, visto che i funzionari di entrambe le parti si sono già incontrati due volte dopo la vittoria elettorale del partito Tisza del 12 aprile.<br />In questi giorni Péter Magyar, è a Bruxelles per ristabilire le relazioni tra il Paese dell'Europa centrale e i suoi alleati dell'UE per sbloccare la situazione, sostenuto senza mezzi termini anche dal leader del PPE Manfred Weber, a conferma della assoluta politicizzazione delle misure che hanno colpito da un decennio il governo Orban. «Questi incontri sono interamente incentrati su come compiere progressi nello sblocco dei fondi UE destinati all'Ungheria», ha dichiarato lunedì in una conferenza stampa il portavoce della Commissione Olof Gill perchè, ha proseguito, «vogliamo collaborare in modo strutturato e mirato con il nuovo governo ungherese per garantire che, fin dalle prime fasi, vengano intraprese tutte le azioni necessarie affinché il popolo ungherese, a beneficio del quale erano destinati questi fondi, possa usufruirne il prima possibile».<br />Partire col passo giusto è dunque fondamentale, perciò il futuro Premier Peter Magyar ha cambiato idea repentinamente sul prossimo Ministro dell'istruzione ungherese, passando dalla preferenza per la cattolica e stimatissima Rubovszky Rita, alla nomina di Judit Lannert, attivista favorevole all'educazione sessuale ed al gender nelle scuole. La Professoressa Rubovszky Rita, direttrice generale dell'Autorità scolastica cistercense, già vicepresidente degli insegnanti cattolici europei, apprezzatissima dai vertici della Chiesa Cattolica e dall'intera comunità educativa del paese era in pole position sino allo scorso weekend, successivamente, anche a seguito della sentenza del 21 aprile della Corte di Giustizia europea contraria alla legge ungherese che limita propaganda LGBTI e aggrava le pene ai pedofili, il futuro Premier Magyar deve aver capito l'aria che tirava da est e si è immediatamente adeguato.<br />Due giorni dopo la sentenza europea, il 23 aprile, è stata resa nota la notizia della presentazione all'Autorità nazionale per i media e le telecomunicazioni ungherese di una richiesta per il lancio di un nuovo servizio televisivo e social denominato "Rainbow TV" che opererebbe sia come canale televisivo lineare che come piattaforma di streaming online, combinando la trasmissione tradizionale con l'accesso digitale, con una programmazione di 24 ore con contenuti vari ma tutti caratterizzati dal fil rouge della propaganda LGBTI.<br />Successivamente, in questi giorni, la nomina di Ministro dell'Istruzione e degli Affari relativi all'Infanzia per Judit Lannert che sul suo profilo Facebook personale utilizza simboli arcobaleno e ha più volte espresso solidarietà alle comunità LGBTQ in Ungheria. La nomina della Lannert all'incarico, porterà presumibilmente un approccio più "aperto", "inclusivo" e "creativo" all'istruzione ungherese anche con la chiusura delle piccole scuole per far fronte alla carenza di insegnanti in Ungheria e non eccepirà in nulla nei confronti dei desiderata di Bruxelles visto il suo sostegno ai Pride di Budapest e la sua opposizione alla legge ungherese, bocciata dalla Corte europea, che vieta qualsiasi tipo di educazione e propaganda LGBTQI nelle scuole ed in pubblico.<br />Nel frattempo, per meglio affrontare le riforme necessarie nei rispettivi partiti e promuovere il cambiamento necessario nei gruppi parlamentari, molti politici di lungo corso ed i leader dei cristiani democratici (KDNP) Zsolt Semjén e quello di Fidesz Viktor Orban, hanno deciso di rinunciare al seggio parlamentare e lasciare la guida delle agguerrite e preparate pattuglie dell'opposizione a due giovani preparati, rispettivamente all'ex Segretario di Stato Bence Rétvári per i democristiani e all'ex Ministro Gergely Gulyás per Fidesz. Ennesimo esempio di statura politica e morale che nessun critico di Orban mai si sognerebbe di imitare.<br />In ogni caso, Peter Magyar ha celebrato i colloqui avuti a Bruxelles come «estremamente costruttivi e positivi», assicurando un pronto rilascio dei fondi dovuti per rilanciare l'economia ungherese e ad attuare gli interventi necessari per costruire un «paese funzionante e umano». Un prossimo incontro si svolgerà il 25 maggio ma a che prezzo? Al momento le assicurazioni che l'UE non imporrà condizioni in contrasto con gli interessi dell'Ungheria appaiono delle vere e proprie bugie dalla "gambe corte".<br />]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/71962344</guid><pubDate>Tue, 12 May 2026 20:35:34 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/71962344/sconfitto_orban.mp3" length="9545395" type="audio/mpeg"/><itunes:author>BastaBugie</itunes:author><itunes:subtitle>TESTO DELL'ARTICOLO ➜ https://www.bastabugie.it/8531

SCONFITTO ORBAN, L'EUROPA IMPONE ALL'UNGHERIA LA PROPAGANDA LGBT
di Luca Marcolivio
 
Dopo la sconfitta di Viktor Orbán in Ungheria, l'Unione Europea non perde tempo e ricomincia a fare pressioni...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="https://www.bastabugie.it/8531" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://www.bastabugie.it/8531</a><br /><br />SCONFITTO ORBAN, L'EUROPA IMPONE ALL'UNGHERIA LA PROPAGANDA LGBT<br />di Luca Marcolivio<br /> <br />Dopo la sconfitta di Viktor Orbán in Ungheria, l'Unione Europea non perde tempo e ricomincia a fare pressioni sui presunti diritti Lgbt+. Un vero e proprio ultimatum è infatti arrivato dalla Corte di Giustizia dell'UE che, in una sentenza emessa lo scorso 21 aprile, ha ordinato alle autorità magiare di abrogare la norma del 2021, che stabiliva il divieto o la severa limitazione della promozione dell'omosessualità e della transizione di genere nei media accessibili ai minori. L'introduzione della norma da parte del governo Orbán era avvenuta all'atto dell'adozione del regolamento UE sui contenuti audiovisivi e delle sue disposizioni sulla protezione dei minori dai contenuti dannosi.<br />Da parte sua, la Corte di Giustizia dell'UE ha ritenuto che le restrizioni di Budapest sulla propaganda Lgbt+ rappresentino la violazione di una serie di leggi comunitarie e costituirebbero «un'ingerenza particolarmente grave in diversi diritti fondamentali». La Commissione ha deferito il caso alla Corte, con il sostegno di 15 Stati membri e del Parlamento Europeo. Al momento dell'adozione delle norme ungheresi, il presidente della Commissione Europea Ursula von der Leyen aveva definito il provvedimento «una vergogna» e aveva promesso di usare «tutti i poteri della Commissione per garantire i diritti di tutti i cittadini dell'UE, chiunque essi siano e ovunque vivano». Nonostante le pressioni giunte dall'UE, il governo ungherese era andato avanti, implementando ulteriormente la norma, attraverso il divieto dei Pride, stabilito lo scorso anno.<br />Secondo il principale consulente legale della Corte di Giustizia dell'UE, l'Ungheria «si è discostata significativamente dal modello di una democrazia costituzionale», criticando le norme in quanto «basate su un giudizio di valore secondo cui la vita omosessuale e non cisgender non ha lo stesso valore o status della vita eterosessuale e cisgender». «Accogliamo con favore la storica sentenza odierna della Corte. È la prima volta che la Corte riscontra una violazione di tale disposizione fondamentale di un trattato sui valori dell'UE», ha dichiarato da parte sua la portavoce della Commissione, Eva Hrncirova. «Ora la palla passa all'Ungheria: spetta al governo ungherese dare attuazione alla decisione».<br />Cosa farà il nuovo premier dell'Ungheria?<br />Starà quindi al nuovo premier ungherese Péter Magyar la scelta se obbedire ai diktat dell'Unione Europea o, al contrario, stabilire una continuità con il suo predecessore. Se da un lato, durante la campagna elettorale, lo sfidante di Orbán aveva usato toni più morbidi dinanzi alla questione Lgbt+, è altrettanto vero che il programma di Tisza (il partito che adesso controlla i due terzi del Parlamento magiaro) - forse per ragioni di opportunità elettorale - non prevedeva l'abolizione delle restrizioni orbaniane.<br />Rimane il fatto che la dissuasione nei confronti di qualunque promozione dell'immaginario Lgbt+ presso i minori (il Pride ne è l'esempio più lampante ma non l'unico, visto che la legge ungherese si focalizza molto sui contenuti attraverso i media) dovrebbe essere un principio universalmente condivisibile e da difendere strenuamente, a prescindere dall'appartenenza politica. La Corte di Giustizia dell'UE si è assunta quindi una responsabilità gravissima nei confronti dei bambini del vecchio continente, mentre il possibile cedimento del nuovo governo magiaro a queste pressioni e a quelle lobby arcobaleno costituirebbe un precedente importante e preoccupante. <br />Nota di BastaBugie: Luca Volontè nell'articolo seguente dal titolo "Come previsto: Magyar cambia linea per ingraziarsi l'Ue" parla del nuovo premier ungherese Magyar che va alla corte di Bruxelles e riceve promesse sui soldi, ma dovrà...]]></itunes:summary><itunes:duration>597</itunes:duration><itunes:keywords>cortedigiustiziaue,educazionesessuale,fondieuropei,magyar,orbansconfitto</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/bea936c295a4303cde37f7b41dc9dac6.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Coppia gay deride il figlio ottenuto con l'utero in affitto</title><link>https://www.spreaker.com/episode/coppia-gay-deride-il-figlio-ottenuto-con-l-utero-in-affitto--71531821</link><description><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="https://www.bastabugie.it/8512" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://www.bastabugie.it/8512</a><br /><br />COPPIA GAY DERIDE IL FIGLIO OTTENUTO CON L'UTERO IN AFFITTO<br />di Federica di Vito<br /> <br />Si può arrivare a ridere di un bambino che non ha la mamma? A quanto pare nel tollerante e sempre gaio mondo arcobaleno sì. Una coppia gay di Nahsville ha pubblicato un video divenuto virale di un dialogo con il neonato ottenuto da surrogata. Sottotitolo del video: «Il bambino ha 2 papà... non ha scelto nessuno dei due». «Chi vuoi, dada o papa?», «mamma», risponde il bambino, «la mamma non c'è». I due scoppiano a ridere mentre il neonato piange e l'indignazione - oltre al cattivo gusto - esplode.<br />Non contenti, hanno proseguito con la serie definendo in un altro video il bambino «omofobo» per aver aggrottato la fronte mentre l'uomo gli spiega che ha due papà. «È una cosa malvagia e disgustosa. Perché affidare un bambino a due uomini? Dato che lo stile di vita che hanno scelto non permette la continuità della vita, perché permettere loro di avere accesso a un bambino tramite persone normali? È da malati», ha commentato una persona su X. «Perché due omosessuali hanno il diritto di privare un bambino della madre? Quando questo abuso verrà riconosciuto per quello che è realmente? È traffico di minori», ha scritto un altro.<br />Qualcuno ha ricondotto queste naturali e logiche reazioni all'«ascesa del conservatorismo negli Stati Uniti» che «ha incoraggiato i repubblicani a esprimere apertamente il loro disprezzo per la genitorialità omosessuale e la maternità surrogata» citando gli studi che dimostrano che i figli di coppie omogenitoriali non stanno peggio di quelli delle coppie naturali. Su altri media si legge che sarebbero state «voci conservatrici» a indignarsi di fronte alla clip.<br />SMASCHERARE LA RETORICA TOLLERANTE DEL MONDO LGBT<br />A sostegno del fantomatico "clima di odio" che affliggerebbe il mondo Lgbt negli Stati Uniti viene riportato un sondaggio del Pew Research Center del 2023 in cui si rileva che il 26% degli adulti statunitensi afferma che una coppia gay o lesbica sposata che cresce figli insieme è inaccettabile. Ma anziché pensare a fazioni politiche, chiedersi dov'è finito il buon senso è troppo? Quando abbiamo smesso di pensare che un bambino può essere prodotto e strappato dal seno di sua madre? Quando abbiamo normalizzato due finti padri che ridono di un neonato? Quando la ricerca naturale di un neonato verso la madre è stata tacciata di "omofobia"?<br />Episodi come questo permettono innanzitutto di smascherare la retorica inclusiva e tollerante del mondo Lgbt dimostrando quanto sia naturale l'inclinazione del bambino verso la madre. In secondo luogo, danno l'occasione di mettere a confronto con gli studi che dimostrerebbero la bontà sempreverde delle famiglie arcobaleno altri, ben più rigorosi. Per esempio, uno studio europeo del 2023 ha messo a confronto i figli nati da coppie gay attraverso la maternità surrogata con quelli nati da coppie eterosessuali. I partecipanti allo studio includevano 67 coppie gay che sono diventate genitori tramite maternità surrogata gestazionale e 67 coppie eterosessuali che hanno concepito i loro figli in modo naturale; l'età dei figli dei partecipanti era compresa tra 18 mesi e 10 anni.<br />I ricercatori hanno scoperto che i bambini con padri gay erano più felici e si comportavano meglio, mostrando problemi come aggressività e violazione delle regole con un tasso di 4.58 rispetto a un tasso di 10.30 con genitori eterosessuali, e mostrando problemi interiorizzati, come ansia e depressione, con un tasso di 3.40 rispetto a 6.43. Inoltre, i ricercatori hanno riferito che i padri gay avevano stili genitoriali più efficaci, maggiori capacità di co-genitorialità e una maggiore soddisfazione relazionale rispetto ai genitori eterosessuali. Lo studio ha poi concluso che quando i figli di coppie omosessuali avevano qualche problema veniva ricondotto ad aggressioni omofobe. I dati per questo studio sono stati raccolti tramite un questionario via e-mail rivolto ai genitori che riferivano i propri stili genitoriali, problemi comportamentali e soddisfazioni relazionale.<br />LOVE IS LOVE?<br />Questo studio ha messo in atto la stessa discutibile metodologia di molti altri studi che finiscono per non mostrare nessuna differenza nei risultati dei bambini cresciuti da genitori dello stesso sesso rispetto a quelli cresciuti da genitori eterosessuali. Va specificato che i campioni utilizzati sono mirati: vengono spesso reclutati partecipanti attraverso reti di amici o organizzazioni di patrocinio e i partecipanti sono consapevoli che lo scopo del sondaggio è quello di indagare sulla genitorialità omosessuale. Inoltre, un campione così esiguo garantisce risultati che non logicamente non mostrano differenze statisticamente significative tra genitorialità omosessuale e genitorialità eterosessuale.<br />Di contro, il sociologo Mark Regnerus, con una metodologia scientifica ben più rigorosa, ha raggiunto risultati molto diversi studiando i risultati per i figli di coppie dello stesso sesso. Come citato dal professor Richard P. Fitzgibbons, Regnerus «ha scoperto che i figli giovani-adulti (di età compresa tra 18 e 39 anni) di genitori che avevano avuto relazioni omosessuali prima che i soggetti raggiungessero i 18 anni avevano maggiori probabilità di soffrire di un'ampia gamma di problemi emotivi e sociali».<br />Lo studio citato è rilevante su più fronti: il campione di studio era ampio, rappresentativo e basato sulla popolazione (non un gruppo piccolo e autoselezionato), le risposte sono state date dai figli adulti invece che ai genitori e sono stati messi a confronto differenti categorie di famiglie. Questo e altri studi concordano sul fatto che i bambini cresciuti da due genitori biologici in un matrimonio stabile ottengono risultati migliori rispetto ai bambini di altre forme di famiglia in una vasta gamma di situazioni. <br />Love is love. È l'amore a fare una famiglia. I bambini hanno bisogno di amore. Queste frasi sdolcinate nascondono una realtà in cui la biologia tende a non contare più nulla e l'interesse del bambino viene calpestato dagli arroganti capricci degli adulti. La parola «mamma» compare in quasi tutte le lingue della terra. «Ma» è uno dei primi suoni che il bambino sa pronunciare perché per farlo la bocca assume la stessa naturale posizione che assume durante l'allattamento. La mamma non è un'invenzione, la mamma nasce col bambino che la riconosce. E un mondo dove la mamma non c'è è semplicemente un mondo che non esiste.<br />]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/71531821</guid><pubDate>Tue, 21 Apr 2026 21:05:45 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/71531821/coppia_gay_deride_il_figlio_ripulito.mp3" length="8832242" type="audio/mpeg"/><itunes:author>BastaBugie</itunes:author><itunes:subtitle>TESTO DELL'ARTICOLO ➜ https://www.bastabugie.it/8512

COPPIA GAY DERIDE IL FIGLIO OTTENUTO CON L'UTERO IN AFFITTO
di Federica di Vito
 
Si può arrivare a ridere di un bambino che non ha la mamma? A quanto pare nel tollerante e sempre gaio mondo...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="https://www.bastabugie.it/8512" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://www.bastabugie.it/8512</a><br /><br />COPPIA GAY DERIDE IL FIGLIO OTTENUTO CON L'UTERO IN AFFITTO<br />di Federica di Vito<br /> <br />Si può arrivare a ridere di un bambino che non ha la mamma? A quanto pare nel tollerante e sempre gaio mondo arcobaleno sì. Una coppia gay di Nahsville ha pubblicato un video divenuto virale di un dialogo con il neonato ottenuto da surrogata. Sottotitolo del video: «Il bambino ha 2 papà... non ha scelto nessuno dei due». «Chi vuoi, dada o papa?», «mamma», risponde il bambino, «la mamma non c'è». I due scoppiano a ridere mentre il neonato piange e l'indignazione - oltre al cattivo gusto - esplode.<br />Non contenti, hanno proseguito con la serie definendo in un altro video il bambino «omofobo» per aver aggrottato la fronte mentre l'uomo gli spiega che ha due papà. «È una cosa malvagia e disgustosa. Perché affidare un bambino a due uomini? Dato che lo stile di vita che hanno scelto non permette la continuità della vita, perché permettere loro di avere accesso a un bambino tramite persone normali? È da malati», ha commentato una persona su X. «Perché due omosessuali hanno il diritto di privare un bambino della madre? Quando questo abuso verrà riconosciuto per quello che è realmente? È traffico di minori», ha scritto un altro.<br />Qualcuno ha ricondotto queste naturali e logiche reazioni all'«ascesa del conservatorismo negli Stati Uniti» che «ha incoraggiato i repubblicani a esprimere apertamente il loro disprezzo per la genitorialità omosessuale e la maternità surrogata» citando gli studi che dimostrano che i figli di coppie omogenitoriali non stanno peggio di quelli delle coppie naturali. Su altri media si legge che sarebbero state «voci conservatrici» a indignarsi di fronte alla clip.<br />SMASCHERARE LA RETORICA TOLLERANTE DEL MONDO LGBT<br />A sostegno del fantomatico "clima di odio" che affliggerebbe il mondo Lgbt negli Stati Uniti viene riportato un sondaggio del Pew Research Center del 2023 in cui si rileva che il 26% degli adulti statunitensi afferma che una coppia gay o lesbica sposata che cresce figli insieme è inaccettabile. Ma anziché pensare a fazioni politiche, chiedersi dov'è finito il buon senso è troppo? Quando abbiamo smesso di pensare che un bambino può essere prodotto e strappato dal seno di sua madre? Quando abbiamo normalizzato due finti padri che ridono di un neonato? Quando la ricerca naturale di un neonato verso la madre è stata tacciata di "omofobia"?<br />Episodi come questo permettono innanzitutto di smascherare la retorica inclusiva e tollerante del mondo Lgbt dimostrando quanto sia naturale l'inclinazione del bambino verso la madre. In secondo luogo, danno l'occasione di mettere a confronto con gli studi che dimostrerebbero la bontà sempreverde delle famiglie arcobaleno altri, ben più rigorosi. Per esempio, uno studio europeo del 2023 ha messo a confronto i figli nati da coppie gay attraverso la maternità surrogata con quelli nati da coppie eterosessuali. I partecipanti allo studio includevano 67 coppie gay che sono diventate genitori tramite maternità surrogata gestazionale e 67 coppie eterosessuali che hanno concepito i loro figli in modo naturale; l'età dei figli dei partecipanti era compresa tra 18 mesi e 10 anni.<br />I ricercatori hanno scoperto che i bambini con padri gay erano più felici e si comportavano meglio, mostrando problemi come aggressività e violazione delle regole con un tasso di 4.58 rispetto a un tasso di 10.30 con genitori eterosessuali, e mostrando problemi interiorizzati, come ansia e depressione, con un tasso di 3.40 rispetto a 6.43. Inoltre, i ricercatori hanno riferito che i padri gay avevano stili genitoriali più efficaci, maggiori capacità di co-genitorialità e una maggiore soddisfazione relazionale rispetto ai genitori eterosessuali. Lo studio ha poi concluso che quando i figli di coppie omosessuali avevano qualche...]]></itunes:summary><itunes:duration>552</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/b5c6988b8015d4b1c0e2d6d97750fa64.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Due milioni alla prima detransitioner a vincere una causa in tribunale</title><link>https://www.spreaker.com/episode/due-milioni-alla-prima-detransitioner-a-vincere-una-causa-in-tribunale--70566603</link><description><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="https://www.bastabugie.it/8475" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://www.bastabugie.it/8475</a><br /><br />DUE MILIONI DI DOLLARI ALLA PRIMA DETRANSITIONER A VINCERE UNA CAUSA GIUDIZIARIA di Fabio Piemonte<br /> <br />Ammonta a due milioni di dollari il risarcimento che la Corte suprema della contea di Westchester, nello stato di New York, ha recentemente accordato alla ventiduenne Fox Varian, detransitioner pentita di aver effettuato il cambio di sesso, giudicato dallo stesso tribunale come affrettato e zeppo di conseguenze negative sulla salute e il benessere psicofisico della giovane donna. La sentenza, che giunge al termine di un processo durato tre settimane, è destinata a passare alla storia, perché si tratta di fatto del primo risarcimento in denaro per danni alla salute provocati dal percorso di transizione di genere. Nel caso di specie si tratta di un risarcimento di 1,6 milioni di dollari per la sofferenza e i dolori passati e futuri e di 400mila quale anticipo per le spese mediche che Varian dovrà ancora affrontare per riappropriarsi del proprio autentico sé femminile.<br />LA VICENDA DI FOX VARIAN<br />Sul banco degli imputati sono finiti lo psicologo Kenneth Einhorn e il chirurgo plastico Simon Chin, che nel 2019 hanno dato il loro assenso e parere positivo all'intervento di transizione della giovane americana - per farla diventare "uomo" - senza neanche confrontarsi tra loro in maniera adeguata e violando gli stessi protocolli di cura vigenti in materia. «Ho pensato subito che fosse sbagliato e che non poteva essere vero», ha dichiarato Adam Deutsch, avvocato di Varian, riprendendo alcune considerazioni della giovane messe su carta a ridosso della mastectomia. In esse Varian raccontava di «un calore bruciante, una sensazione di lacerazione al petto» accompagnata da un forte senso di «vergogna: è difficile accettare di essere trasfigurati a vita». Nel corso del processo, la madre di Varian, Claire Deacon, ha testimoniato di aver accettato a malincuore - a suo tempo - la scelta della figlia di sottoporsi a un intervento chirurgico e di non averla osteggiata, pur essendo contraria a questa decisione. Anche a lei i medici avevano infatti raccontato il solito ritornello: "Meglio un figlio vivo che una figlia morta", facendole credere che, se non si fosse operata, la giovane avrebbe corso il grosso rischio di suicidarsi. Sulla portata storica di questa sentenza è intervenuto anche l'avvocato Josh Payne, noto in quanto co-fondatore dello studio Campbell Miller Payne che negli ultimi anni ha sviluppato varie azioni legali per presunti danni e mancanza di consenso informato legati a percorsi medici di "transizione", anche su minori. «Questa giuria - ha dichiarato Payne - ha inviato un messaggio chiaro: giustizia sarà fatta per le persone vulnerabili che sono state indotte a procedure di transizione di genere senza le opportune garanzie». E in effetti, di 28 cause intentate dai detransitioner ancora in corso, questa è la prima a giungere al termine e a ottenere il relativo risarcimento davanti a un tribunale federale.<br />I DETRANSITIONER<br />Purtroppo quello dei detransitioner non è un fenomeno nuovo, né questo è pertanto un caso isolato. Si tratta infatti della drammatica realtà vissuta da tante persone, prima sedicenti trans - giovani e meno giovani non soltanto Oltreoceano ma anche in Europa -, le quali scelgono liberamente di tornare indietro nel percorso di transizione di genere, dunque di riappropriarsi della propria identità e sessualità biologica, dopo averne sperimentato tragicamente anche numerosi danni irreversibili sulla propria pelle. La loro voce è scomoda per il "politicamente corretto" che cerca con ogni mezzo di censurarla e metterla a tacere, proprio perché costituisce quel bastone tra le ruote capace di far inceppare i meccanismi ideologici della teoria gender. Quelle dei detransitioner, insomma, sono storie drammatiche e molto toccanti anche sul piano emotivo, perché raccontano di una sofferenza e di dolori fisici e psicologici che continuano a segnare corpi e anime.<br />Lo sa bene Pro Vita &amp; Famiglia, che già nell'ottobre 2024 ha portato in tour, nelle principali città italiane, la storia della detransitioner americana Luka Hein, la quale nella sua testimonianza ha acceso i riflettori non solo sui danni irreversibili del percorso di transizione di genere sperimentati in prima persona, ma anche sul peso del contagio sociale, che arriva da social, ambienti scolastici e spesso anche da medici ideologizzati. Anche di recente l'associazione è tornata sul tema, con un'altra testimonianza, quella del venticinquenne di origine ceca Daniel Black, il quale - durante una conferenza stampa a Bruxelles, nella sede dell'Unione Europea - ha raccontato senza sconti né infingimenti gli anni di medicalizzazione, gli interventi chirurgici irreversibili e le cicatrici fisiche e psicologiche con cui deve fare purtroppo ancora i conti quotidianamente per aver creduto alla menzogna ideologica di essere nato nel corpo sbagliato.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/70566603</guid><pubDate>Tue, 10 Mar 2026 21:33:06 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/70566603/due_milioni_di_dollari_alla_prima_detransitioner.mp3" length="5890342" type="audio/mpeg"/><itunes:author>BastaBugie</itunes:author><itunes:subtitle>TESTO DELL'ARTICOLO ➜ https://www.bastabugie.it/8475

DUE MILIONI DI DOLLARI ALLA PRIMA DETRANSITIONER A VINCERE UNA CAUSA GIUDIZIARIA di Fabio Piemonte
 
Ammonta a due milioni di dollari il risarcimento che la Corte suprema della contea di...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="https://www.bastabugie.it/8475" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://www.bastabugie.it/8475</a><br /><br />DUE MILIONI DI DOLLARI ALLA PRIMA DETRANSITIONER A VINCERE UNA CAUSA GIUDIZIARIA di Fabio Piemonte<br /> <br />Ammonta a due milioni di dollari il risarcimento che la Corte suprema della contea di Westchester, nello stato di New York, ha recentemente accordato alla ventiduenne Fox Varian, detransitioner pentita di aver effettuato il cambio di sesso, giudicato dallo stesso tribunale come affrettato e zeppo di conseguenze negative sulla salute e il benessere psicofisico della giovane donna. La sentenza, che giunge al termine di un processo durato tre settimane, è destinata a passare alla storia, perché si tratta di fatto del primo risarcimento in denaro per danni alla salute provocati dal percorso di transizione di genere. Nel caso di specie si tratta di un risarcimento di 1,6 milioni di dollari per la sofferenza e i dolori passati e futuri e di 400mila quale anticipo per le spese mediche che Varian dovrà ancora affrontare per riappropriarsi del proprio autentico sé femminile.<br />LA VICENDA DI FOX VARIAN<br />Sul banco degli imputati sono finiti lo psicologo Kenneth Einhorn e il chirurgo plastico Simon Chin, che nel 2019 hanno dato il loro assenso e parere positivo all'intervento di transizione della giovane americana - per farla diventare "uomo" - senza neanche confrontarsi tra loro in maniera adeguata e violando gli stessi protocolli di cura vigenti in materia. «Ho pensato subito che fosse sbagliato e che non poteva essere vero», ha dichiarato Adam Deutsch, avvocato di Varian, riprendendo alcune considerazioni della giovane messe su carta a ridosso della mastectomia. In esse Varian raccontava di «un calore bruciante, una sensazione di lacerazione al petto» accompagnata da un forte senso di «vergogna: è difficile accettare di essere trasfigurati a vita». Nel corso del processo, la madre di Varian, Claire Deacon, ha testimoniato di aver accettato a malincuore - a suo tempo - la scelta della figlia di sottoporsi a un intervento chirurgico e di non averla osteggiata, pur essendo contraria a questa decisione. Anche a lei i medici avevano infatti raccontato il solito ritornello: "Meglio un figlio vivo che una figlia morta", facendole credere che, se non si fosse operata, la giovane avrebbe corso il grosso rischio di suicidarsi. Sulla portata storica di questa sentenza è intervenuto anche l'avvocato Josh Payne, noto in quanto co-fondatore dello studio Campbell Miller Payne che negli ultimi anni ha sviluppato varie azioni legali per presunti danni e mancanza di consenso informato legati a percorsi medici di "transizione", anche su minori. «Questa giuria - ha dichiarato Payne - ha inviato un messaggio chiaro: giustizia sarà fatta per le persone vulnerabili che sono state indotte a procedure di transizione di genere senza le opportune garanzie». E in effetti, di 28 cause intentate dai detransitioner ancora in corso, questa è la prima a giungere al termine e a ottenere il relativo risarcimento davanti a un tribunale federale.<br />I DETRANSITIONER<br />Purtroppo quello dei detransitioner non è un fenomeno nuovo, né questo è pertanto un caso isolato. Si tratta infatti della drammatica realtà vissuta da tante persone, prima sedicenti trans - giovani e meno giovani non soltanto Oltreoceano ma anche in Europa -, le quali scelgono liberamente di tornare indietro nel percorso di transizione di genere, dunque di riappropriarsi della propria identità e sessualità biologica, dopo averne sperimentato tragicamente anche numerosi danni irreversibili sulla propria pelle. La loro voce è scomoda per il "politicamente corretto" che cerca con ogni mezzo di censurarla e metterla a tacere, proprio perché costituisce quel bastone tra le ruote capace di far inceppare i meccanismi ideologici della teoria gender. 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Intanto l'arcivescovo José Adolfo Larregain ha dichiarato all'agenzia Crux che emetterà un decreto formale di nullità. Ayala, attivista Lgbt, ha raccontato alla radio locale Radio Sudamericana che la coppia ha seguito le procedure «proprio come tutti gli altri».<br />A detta sua il frate che ha celebrato il matrimonio si sarebbe prima consultato con l'arcivescovo e successivamente avrebbe acconsentito alla cerimonia, perché, parlando in termini biologici «non c'erano obiezioni» - qualcuno deve essersi scordato il «maschio e femmina li creò», non proprio un dettaglio. I due infatti avevano legalmente modificato i propri dati personali sui documenti in conformità con la legge. Tra le altre cose, Ayala ci ha tenuto a specificare di non essere «ultra-cattolico o super devoto alla Chiesa», ma di voler «dare visibilità» a quanti dei suoi amici trans sono cattolici e desiderano sposarsi.<br />NESSUNA DOCUMENTAZIONE ECCLESIASTICA<br />Dopo che la notizia è stata resa pubblica, sia l'arcidiocesi di Corrientes sia la parrocchia hanno emesso comunicati ufficiali dichiarando che «in nessun momento è stata ricevuta la documentazione ecclesiastica corrispondente alle formalità richieste per la gestione di questi casi». In una dichiarazione ha poi ribadito che il matrimonio cristiano richiede condizioni essenziali per la validità e la liceità secondo il Diritto canonico. Il comunicato sottolinea che l'omissione di queste condizioni non solo distorce il profondo significato del sacramento, ma può anche creare confusione nella comunità dei fedeli. L'arcivescovo di Corrientes ha agito in conformità con le disposizioni del diritto canonico, emettendo «le appropriate ammonizioni e le eventuali misure disciplinari canoniche che potrebbero essere necessarie».<br />L'arcidiocesi ha riaffermato il suo impegno per una Chiesa che accoglie, accompagna e cammina accanto alle persone, sempre in fedeltà al Vangelo, alla dottrina della Chiesa e all'ordine giuridico che garantisce la corretta celebrazione dei sacramenti. Ogni sacerdote ragionevolmente formato sa che secondo il diritto canonico questo matrimonio non doveva essere celebrato (Can. 1095, 3°, per la precisione). Il matrimonio cristiano è infatti possibile tra un uomo e una donna disposti - e non per questo capaci, al nostro "sì" risponde infatti la Grazia di Dio da accogliere abbondantemente ogni giorno - a camminare verso la santità. Due persone transgender abbracciano un'ideologia che è contraria alla Dottrina cattolica, questa è la verità. Dirlo alla coppia avrebbe significato davvero accoglierli e accompagnarli come si propone di fare la Chiesa. <br />LA SANTITÀ DEI SACRAMENTI<br />Padre Gómez da parte sua ha affermato che verranno rafforzate le procedure di intervista, preparazione e verifica per salvaguardare la santità dei sacramenti e prevenire confusione nella comunità. L'arcivescovo intanto ha spiegato a Crux che, in casi come questo, un matrimonio è considerato nullo ipso facto - cioè nullo di per sé - perché non soddisfa i requisiti di "materia e forma" necessari per un sacramento valido, sebbene venga emesso un decreto formale per attestarlo. «È importante prendere in considerazione la dichiarazione di Papa Francesco Fiducia Supplicans riguardo alle benedizioni e alla necessità di evitare confusione con il rito del matrimonio», ha spiegato l'arcivescovo. Anche se, di confusione, pare se ne sia generata già abbastanza.<br />L'avvocato Ricardo Lugo, esperto di diritto canonico intervistato da Crux, ha dichiarato che la richiesta del matrimonio è stata accettata dalla parrocchia perché formalmente i due «hanno generi distinti» spiegando che dal suo punto di vista «i requisiti civili ed ecclesiastici che regolano entrambe le istituzioni sono soddisfatti». Lugo ha anche raccontato che la maggior parte della comunità cattolica locale non si era opposto alla cerimonia, ma «un gruppo minore ha presentato una denuncia all'arcivescovo, ed è stata avviata una procedura canonica». <br />A Crux ha detto la sua anche Sergio Petroni, un attivista cattolico Lgbt di Buenos Aires ed ex seminarista: «Capisco che la Chiesa si muove molto più lentamente della cultura e della società - fa dei passi indietro per non commettere errori». Ha poi spiegato: «So che se il Papa dicesse che le persone Lgbt possono ricevere tutti i sacramenti, seguirebbero grandi divisioni». Petroni ha affermato che se più sacerdoti osassero celebrare i matrimoni Lgbt, il cambiamento potrebbe arrivare prima, anche se «non dipende solo dai sacerdoti, perché le loro comunità possono opporsi alle loro azioni. Ciò di cui abbiamo davvero bisogno è una trasformazione culturale». A noi sembra piuttosto che con queste trasformazioni culturali ci si stia facendo prendere un po' troppo la mano, ahinoi, anche in casa cattolica.<br />]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/70423840</guid><pubDate>Tue, 03 Mar 2026 19:36:10 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/70423840/vescovo_argentino_dichiara_nullo_il_matrimonio.mp3" length="5778747" type="audio/mpeg"/><itunes:author>BastaBugie</itunes:author><itunes:subtitle>TESTO DELL'ARTICOLO ➜ https://www.bastabugie.it/8467

VESCOVO ARGENTINO DICHIARA NULLO IL MATRIMONIO DI UNA COPPIA TRANS 
di Federica Di Vito
 
Il 28 gennaio padre Fernando Luis Gómez ha officiato il matrimonio di una coppia composta da Solange Ayala,...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="https://www.bastabugie.it/8467" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://www.bastabugie.it/8467</a><br /><br />VESCOVO ARGENTINO DICHIARA NULLO IL MATRIMONIO DI UNA COPPIA TRANS <br />di Federica Di Vito<br /> <br />Il 28 gennaio padre Fernando Luis Gómez ha officiato il matrimonio di una coppia composta da Solange Ayala, nato uomo e ora identificatosi come "donna" e Isaías Díaz Núñez, nata donna e identificatasi come "uomo", presso la chiesa di Nostra Signora di Pompeya a Corrientes, in Argentina. Intanto l'arcivescovo José Adolfo Larregain ha dichiarato all'agenzia Crux che emetterà un decreto formale di nullità. Ayala, attivista Lgbt, ha raccontato alla radio locale Radio Sudamericana che la coppia ha seguito le procedure «proprio come tutti gli altri».<br />A detta sua il frate che ha celebrato il matrimonio si sarebbe prima consultato con l'arcivescovo e successivamente avrebbe acconsentito alla cerimonia, perché, parlando in termini biologici «non c'erano obiezioni» - qualcuno deve essersi scordato il «maschio e femmina li creò», non proprio un dettaglio. I due infatti avevano legalmente modificato i propri dati personali sui documenti in conformità con la legge. Tra le altre cose, Ayala ci ha tenuto a specificare di non essere «ultra-cattolico o super devoto alla Chiesa», ma di voler «dare visibilità» a quanti dei suoi amici trans sono cattolici e desiderano sposarsi.<br />NESSUNA DOCUMENTAZIONE ECCLESIASTICA<br />Dopo che la notizia è stata resa pubblica, sia l'arcidiocesi di Corrientes sia la parrocchia hanno emesso comunicati ufficiali dichiarando che «in nessun momento è stata ricevuta la documentazione ecclesiastica corrispondente alle formalità richieste per la gestione di questi casi». In una dichiarazione ha poi ribadito che il matrimonio cristiano richiede condizioni essenziali per la validità e la liceità secondo il Diritto canonico. Il comunicato sottolinea che l'omissione di queste condizioni non solo distorce il profondo significato del sacramento, ma può anche creare confusione nella comunità dei fedeli. L'arcivescovo di Corrientes ha agito in conformità con le disposizioni del diritto canonico, emettendo «le appropriate ammonizioni e le eventuali misure disciplinari canoniche che potrebbero essere necessarie».<br />L'arcidiocesi ha riaffermato il suo impegno per una Chiesa che accoglie, accompagna e cammina accanto alle persone, sempre in fedeltà al Vangelo, alla dottrina della Chiesa e all'ordine giuridico che garantisce la corretta celebrazione dei sacramenti. Ogni sacerdote ragionevolmente formato sa che secondo il diritto canonico questo matrimonio non doveva essere celebrato (Can. 1095, 3°, per la precisione). Il matrimonio cristiano è infatti possibile tra un uomo e una donna disposti - e non per questo capaci, al nostro "sì" risponde infatti la Grazia di Dio da accogliere abbondantemente ogni giorno - a camminare verso la santità. Due persone transgender abbracciano un'ideologia che è contraria alla Dottrina cattolica, questa è la verità. Dirlo alla coppia avrebbe significato davvero accoglierli e accompagnarli come si propone di fare la Chiesa. <br />LA SANTITÀ DEI SACRAMENTI<br />Padre Gómez da parte sua ha affermato che verranno rafforzate le procedure di intervista, preparazione e verifica per salvaguardare la santità dei sacramenti e prevenire confusione nella comunità. L'arcivescovo intanto ha spiegato a Crux che, in casi come questo, un matrimonio è considerato nullo ipso facto - cioè nullo di per sé - perché non soddisfa i requisiti di "materia e forma" necessari per un sacramento valido, sebbene venga emesso un decreto formale per attestarlo. «È importante prendere in considerazione la dichiarazione di Papa Francesco Fiducia Supplicans riguardo alle benedizioni e alla necessità di evitare confusione con il rito del matrimonio», ha spiegato l'arcivescovo. 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Ciò avviene in vari ambiti, anche in quello sanitario. E, nonostante alla fine - quasi sempre - la verità vinca, le odissee lavorative e giudiziarie colpiscono, non poco, chi non si allinea ai diktat Lgbt, come in due casi particolari di cui abbiamo notizia dal mondo anglosassone.<br />LE RIPERCUSSIONI UMANE E PROFESSIONALI<br />Una disavventura ai limiti del paradossale è quella capitata a Jennifer Melle, 40enne infermiera londinese di origine ugandese, vittima di un'aggressione da parte di un detenuto transgender, furibondo per essersi sentito appellato come «Mr.» (signore), essendo effettivamente un uomo sul piano biologico.<br />Nel maggio 2024, la donna era andata a prestare cure durante un ricovero in ospedale, concessogli dal carcere dove era in quel momento detenuto con l'accusa di aver adescato dei ragazzi sui social, fingendosi adolescente. La signora Melle era stata pesantemente insultata per il pronome utilizzato, subendo peraltro ingiurie razziali. Al danno, si è aggiunta la beffa: invece di ricevere la solidarietà della propria categoria, l'infermiera è stata redarguita e messa all'angolo. Il Nursing and Midwifery Council (Nmc) ha definito Melle un «potenziale rischio» per non aver utilizzato l'identità di genere scelta dal detenuto transgender al centro della controversia. Al contempo, gli avvocati del Servizio Sanitario Nazionale britannico hanno etichettato le convinzioni religiose dell'infermiera sulle questioni di genere «non degne di rispetto in una società democratica». Poco meno di un anno fa, quando la vicenda è finita sui media britannici, Jennifer Melle si dichiarò «vittima di abusi, molestie, bullismo e discriminazione razziale da parte delle istituzioni. Da quando ho espresso le mie convinzioni cristiane sotto forti pressioni - confidò l'infermiera lo scorso marzo, - sono stata una donna marchiata. Non mi sento supportata dai miei colleghi, né dal Servizio Sanitario Nazionale, a seguito degli abusi razziali e delle minacce di violenza fisica che ho ricevuto dal paziente».<br />Effettivamente, le ripercussioni sulla vita professionale di Melle sono state devastanti. Dopo aver ribadito davanti ai dirigenti della sua azienda ospedaliera che, in base alle sue convinzioni religiose, Dio ha creato gli esseri umani come maschio e femmina, per tutta risposta i superiori hanno demansionato l'infermiera, cancellando il suo nome dal sistema interno, impedendole di fare straordinari, con conseguenti ripercussioni sulla retribuzione. I responsabili sanitari l'hanno inoltre accusata di «non aver rispettato l'identità preferita del paziente», affermando che le sue azioni e il suo comportamento erano «in contrasto con il valore del rispetto del trust». Soltanto dopo molti mesi e molti disagi e danni, l'odissea giudiziaria di Jennifer Melle si è conclusa felicemente proprio pochi giorni fa, con la piena reintegrazione da parte degli ospedali universitari di St Helier ed Epsom, che hanno archiviato la causa per «violazione dei dati» contro l'infermiera. <br />OTTO INFERMIERE CONTRO L'ABUSO DELLO SPOGLIATOIO FEMMINILE<br />Lieto fine anche per otto infermiere del Darlington Memorial Hospital. Le donne hanno vinto la causa dopo la penalizzazione riservata loro dai dirigenti sanitari per essersi opposte all'utilizzo dello spogliatoio femminile da parte di "Rose" Henderson, un uomo che si identifica come donna. Secondo il tribunale di Newcastle, i dirigenti dell'ospedale hanno violato la dignità delle otto dipendenti. È stato quindi riconosciuto l'«ambiente ostile» determinato dalla dirigenza durante il contenzioso. Il caso iniziò nel 2019, anno in cui Henderson aveva utilizzato lo spogliatoio femminile. La politica aziendale del County Durham and Darlington Nhs Foundation Trust sulla transizione di genere sul posto di lavoro, tuttavia, consentiva a una persona di utilizzare lo spazio riservato a un solo sesso, conforme alla propria identità di genere, e chiunque di quel sesso si opponesse poteva cambiarsi altrove. Ben 26 infermiere firmarono una lettera in cui lamentavano l'uso e la condotta di Rose Henderson all'interno dello spogliatoio. Henderson tuttavia dichiarò al tribunale che le accuse, tra cui quella di fissare le donne che si spogliavano, erano «false». Alla fine, nella sentenza di 134 pagine, la Corte ha affermato che l'ospedale avrebbe molestato e discriminato le infermiere chiedendo loro di condividere lo spogliatoio con una «donna transgender biologicamente maschile», oltretutto non prendendo sul serio le loro preoccupazioni.<br />L'esito della causa intentata dalle infermiere del Darlington Memorial Hospital ha suscitato l'approvazione anche da parte della scrittrice J. K. Rowling. «Le donne hanno il diritto di non spogliarsi davanti agli uomini sul posto di lavoro. Vent'anni fa, questa frase sarebbe stata un'affermazione così ovvia che la gente vi avrebbe riso in faccia per averla pronunciata ad alta voce. Ora è motivo di festa. Congratulazioni, eroine», ha scritto l'autrice di Harry Potter su X.<br /><br />]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/70258214</guid><pubDate>Tue, 24 Feb 2026 23:19:43 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/70258214/le_infermiere_che_non_si_sono_piegate.mp3" length="6302450" type="audio/mpeg"/><itunes:author>BastaBugie</itunes:author><itunes:subtitle>TESTO DELL'ARTICOLO ➜ https://www.bastabugie.it/8462

LE INFERMIERE CHE NON SI SONO PIEGATE AI DIKTAT LGBT di Luca Marcolivio
 
Una delle implicazioni più ricorrenti nella limitazione della libertà di espressione ad opera dell'ideologia gender sono i...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="https://www.bastabugie.it/8462" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://www.bastabugie.it/8462</a><br /><br />LE INFERMIERE CHE NON SI SONO PIEGATE AI DIKTAT LGBT di Luca Marcolivio<br /> <br />Una delle implicazioni più ricorrenti nella limitazione della libertà di espressione ad opera dell'ideologia gender sono i licenziamenti ed i demansionamenti sul lavoro. Ciò avviene in vari ambiti, anche in quello sanitario. E, nonostante alla fine - quasi sempre - la verità vinca, le odissee lavorative e giudiziarie colpiscono, non poco, chi non si allinea ai diktat Lgbt, come in due casi particolari di cui abbiamo notizia dal mondo anglosassone.<br />LE RIPERCUSSIONI UMANE E PROFESSIONALI<br />Una disavventura ai limiti del paradossale è quella capitata a Jennifer Melle, 40enne infermiera londinese di origine ugandese, vittima di un'aggressione da parte di un detenuto transgender, furibondo per essersi sentito appellato come «Mr.» (signore), essendo effettivamente un uomo sul piano biologico.<br />Nel maggio 2024, la donna era andata a prestare cure durante un ricovero in ospedale, concessogli dal carcere dove era in quel momento detenuto con l'accusa di aver adescato dei ragazzi sui social, fingendosi adolescente. La signora Melle era stata pesantemente insultata per il pronome utilizzato, subendo peraltro ingiurie razziali. Al danno, si è aggiunta la beffa: invece di ricevere la solidarietà della propria categoria, l'infermiera è stata redarguita e messa all'angolo. Il Nursing and Midwifery Council (Nmc) ha definito Melle un «potenziale rischio» per non aver utilizzato l'identità di genere scelta dal detenuto transgender al centro della controversia. Al contempo, gli avvocati del Servizio Sanitario Nazionale britannico hanno etichettato le convinzioni religiose dell'infermiera sulle questioni di genere «non degne di rispetto in una società democratica». Poco meno di un anno fa, quando la vicenda è finita sui media britannici, Jennifer Melle si dichiarò «vittima di abusi, molestie, bullismo e discriminazione razziale da parte delle istituzioni. Da quando ho espresso le mie convinzioni cristiane sotto forti pressioni - confidò l'infermiera lo scorso marzo, - sono stata una donna marchiata. Non mi sento supportata dai miei colleghi, né dal Servizio Sanitario Nazionale, a seguito degli abusi razziali e delle minacce di violenza fisica che ho ricevuto dal paziente».<br />Effettivamente, le ripercussioni sulla vita professionale di Melle sono state devastanti. Dopo aver ribadito davanti ai dirigenti della sua azienda ospedaliera che, in base alle sue convinzioni religiose, Dio ha creato gli esseri umani come maschio e femmina, per tutta risposta i superiori hanno demansionato l'infermiera, cancellando il suo nome dal sistema interno, impedendole di fare straordinari, con conseguenti ripercussioni sulla retribuzione. I responsabili sanitari l'hanno inoltre accusata di «non aver rispettato l'identità preferita del paziente», affermando che le sue azioni e il suo comportamento erano «in contrasto con il valore del rispetto del trust». Soltanto dopo molti mesi e molti disagi e danni, l'odissea giudiziaria di Jennifer Melle si è conclusa felicemente proprio pochi giorni fa, con la piena reintegrazione da parte degli ospedali universitari di St Helier ed Epsom, che hanno archiviato la causa per «violazione dei dati» contro l'infermiera. <br />OTTO INFERMIERE CONTRO L'ABUSO DELLO SPOGLIATOIO FEMMINILE<br />Lieto fine anche per otto infermiere del Darlington Memorial Hospital. Le donne hanno vinto la causa dopo la penalizzazione riservata loro dai dirigenti sanitari per essersi opposte all'utilizzo dello spogliatoio femminile da parte di "Rose" Henderson, un uomo che si identifica come donna. Secondo il tribunale di Newcastle, i dirigenti dell'ospedale hanno violato la dignità delle otto dipendenti. È stato quindi riconosciuto l'«ambiente ostile» determinato dalla dirigenza durante il contenzioso. Il...]]></itunes:summary><itunes:duration>394</itunes:duration><itunes:keywords>diktat,ideologia,infermiere,lgbt,libertàdiespressione</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/526fb72a1034df6940e257bbf76d0f28.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Il progressismo woke agisce come una setta</title><link>https://www.spreaker.com/episode/il-progressismo-woke-agisce-come-una-setta--69627941</link><description><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="https://www.bastabugie.it/8430" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://www.bastabugie.it/8430</a><br /><br />IL PROGRESSISMO WOKE AGISCE COME UNA SETTA di Francesco Filipazzi<br /> <br />La sinistra americana, a partire dal '68 in poi, sembrava aver sposato definitivamente l'ideale libertario. La liberazione dei costumi, l'aborto, la droga libera, la rivoluzione della morale familiare, un nuovo ruolo della donna nella società, le proteste pacifiste contro la guerra in Vietnam, sembravano tendere ad una società in cui la libertà personale e di espressione fossero i valori di riferimento. Eppure il diavolo sta nei dettagli. Dietro un libertarismo spinto si celava, pronta ad uscire allo scoperto, la reale identità della Contestazione sessantottina, che era quella progressista. Il progressismo non ha nulla a che vedere con la libertà dell'individuo, ma è al contrario un'inclinazione mentale per cui la società deve "progredire", nei suoi valori e nelle sue forme, abbandonando tutto ciò che è tradizionale. Dunque, per chi professa l'ideologia del progresso, esiste solo la libertà di aderire a questo processo.<br />La sinistra americana si è quindi velocemente discostata dal libertarismo per approdare senza indugi allo stadio successivo, con l'obiettivo di chiarato apertamente di eliminare qualsiasi identità sessuale, personale, familiare e nazionale. Poiché negli Usa tutto ciò che concerne il cambiamento della società è vissuto con toni messianici, il processo progressista si è saldato con il modus puritano di intendere la vita, soprattutto quella altrui. I new puritans, come vengono chiamati da tanti osservatori critici, hanno abbandona to la religione, ma hanno mantenuto la fissazione di voler imporre un codice morale alla società corrotta, che tramite la costante e ossessiva applicazione dei loro dog mi può essere resa perfetta. I neopuritani, così come i loro predecessori, si occupano di tutti gli ambiti della vita pubblica e privata. Instillano il senso di colpa e vogliono convincere tutti, ma soprattutto i bianchi, di do ver chiedere scusa per qualche arcaico errore.<br />Una sfera privata propriamente detta non esiste, per ché l'individuo deve costantemente essere sotto pressione affinché aderisca ai dogmi prescritti. L'obiettivo è infatti quello di imporre uno stile di vita, mettendo alla gogna pubblica i malcapitati che hanno la ventura di dissentire. Il wokeismo, che potremmo definire un progressismo purulento, parte dal presupposto che la società americana sia intrinsecamente razzista e discriminante. I valori negativi diventano quindi connaturati alla stessa esistenza degli Stati Uniti e dunque, per estirparli, quindi per far progredire la società, è necessaria un'azione continuativa.<br />I militanti progressisti, come una setta, sono in servizio permanente ed effettivo. The work, il lavoro su se stessi e sulla società, non finisce mai. Come i puritani che dovevano costantemente lavorare per di mostrare di essere i Santi, i neo puritani devono costantemente lavorare per dimostrare di essere puri, per adempiere la loro missione redentiva. La woke culture ha un suo codice e un suo linguaggio. Oltre alla famosa sigla lgbtqi2s+, i militanti parlano costantemente di microaggressioni, triggering, bias, razzismo strutturale, patriarcato tossico... concetti che possono essere applicati a qualsiasi situazione e dunque difficili da capire per i non avvezzi e dunque per le potenziali vittime dell'attacco woke.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/69627941</guid><pubDate>Tue, 27 Jan 2026 20:25:31 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/69627941/il_progressismo_woke.mp3" length="3754153" type="audio/mpeg"/><itunes:author>BastaBugie</itunes:author><itunes:subtitle>TESTO DELL'ARTICOLO ➜ https://www.bastabugie.it/8430

IL PROGRESSISMO WOKE AGISCE COME UNA SETTA di Francesco Filipazzi
 
La sinistra americana, a partire dal '68 in poi, sembrava aver sposato definitivamente l'ideale libertario. La liberazione dei...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="https://www.bastabugie.it/8430" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://www.bastabugie.it/8430</a><br /><br />IL PROGRESSISMO WOKE AGISCE COME UNA SETTA di Francesco Filipazzi<br /> <br />La sinistra americana, a partire dal '68 in poi, sembrava aver sposato definitivamente l'ideale libertario. La liberazione dei costumi, l'aborto, la droga libera, la rivoluzione della morale familiare, un nuovo ruolo della donna nella società, le proteste pacifiste contro la guerra in Vietnam, sembravano tendere ad una società in cui la libertà personale e di espressione fossero i valori di riferimento. Eppure il diavolo sta nei dettagli. Dietro un libertarismo spinto si celava, pronta ad uscire allo scoperto, la reale identità della Contestazione sessantottina, che era quella progressista. Il progressismo non ha nulla a che vedere con la libertà dell'individuo, ma è al contrario un'inclinazione mentale per cui la società deve "progredire", nei suoi valori e nelle sue forme, abbandonando tutto ciò che è tradizionale. Dunque, per chi professa l'ideologia del progresso, esiste solo la libertà di aderire a questo processo.<br />La sinistra americana si è quindi velocemente discostata dal libertarismo per approdare senza indugi allo stadio successivo, con l'obiettivo di chiarato apertamente di eliminare qualsiasi identità sessuale, personale, familiare e nazionale. Poiché negli Usa tutto ciò che concerne il cambiamento della società è vissuto con toni messianici, il processo progressista si è saldato con il modus puritano di intendere la vita, soprattutto quella altrui. I new puritans, come vengono chiamati da tanti osservatori critici, hanno abbandona to la religione, ma hanno mantenuto la fissazione di voler imporre un codice morale alla società corrotta, che tramite la costante e ossessiva applicazione dei loro dog mi può essere resa perfetta. I neopuritani, così come i loro predecessori, si occupano di tutti gli ambiti della vita pubblica e privata. Instillano il senso di colpa e vogliono convincere tutti, ma soprattutto i bianchi, di do ver chiedere scusa per qualche arcaico errore.<br />Una sfera privata propriamente detta non esiste, per ché l'individuo deve costantemente essere sotto pressione affinché aderisca ai dogmi prescritti. L'obiettivo è infatti quello di imporre uno stile di vita, mettendo alla gogna pubblica i malcapitati che hanno la ventura di dissentire. Il wokeismo, che potremmo definire un progressismo purulento, parte dal presupposto che la società americana sia intrinsecamente razzista e discriminante. I valori negativi diventano quindi connaturati alla stessa esistenza degli Stati Uniti e dunque, per estirparli, quindi per far progredire la società, è necessaria un'azione continuativa.<br />I militanti progressisti, come una setta, sono in servizio permanente ed effettivo. The work, il lavoro su se stessi e sulla società, non finisce mai. Come i puritani che dovevano costantemente lavorare per di mostrare di essere i Santi, i neo puritani devono costantemente lavorare per dimostrare di essere puri, per adempiere la loro missione redentiva. La woke culture ha un suo codice e un suo linguaggio. Oltre alla famosa sigla lgbtqi2s+, i militanti parlano costantemente di microaggressioni, triggering, bias, razzismo strutturale, patriarcato tossico... concetti che possono essere applicati a qualsiasi situazione e dunque difficili da capire per i non avvezzi e dunque per le potenziali vittime dell'attacco woke.]]></itunes:summary><itunes:duration>235</itunes:duration><itunes:keywords>lgbtqi2s+,mlitanti,progressismo,sessantotto,woke</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/0979a14fac837e29495ada7dac64d4c1.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Arrestato di nuovo l'insegnante che si rifiuta di usare i pronomi gender</title><link>https://www.spreaker.com/episode/arrestato-di-nuovo-l-insegnante-che-si-rifiuta-di-usare-i-pronomi-gender--69518165</link><description><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="https://www.bastabugie.it/8425" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://www.bastabugie.it/8425</a><br /><br />ARRESTATO DI NUOVO L'INSEGNANTE CHE SI RIFIUTA DI USARE I PRONOMI GENDER di Fabio Piemonte<br /> <br />Scortato in tribunale con manette ai polsi e lunga catena. È stato trattato quasi fosse un pericoloso killer Enoch Burke, il docente irlandese di storia e lingua tedesca, dapprima sospeso dall'insegnamento nel 2022, poi allontanato dalla sua scuola e costretto in carcere per oltre 500 giorni. L'Alta Corte di Mullingar ha disposto ora per lui un ulteriore arresto «per oltraggio alla Corte», come recita la sentenza del giudice Cregan. Burke è stato recentemente condotto nella prigione di Mountjoy, in compagnia di criminali e stupratori, con la prospettiva di rimanervi finché non ritornerà sui propri passi e non cesserà di entrare nella sua ex scuola, secondo quanto riporta la Bbc. Tuttavia egli non demorde e prosegue con coraggio la sua azione di 'disobbedienza civile' contro sentenze inique, in nome della libertà di pensiero, di parola, di insegnamento e di religione.<br />La vicenda che vede incriminato il professor Burke è purtroppo tristemente celebre sin da quando è balzata alle cronache da ormai più di tre anni ed è emblematica di cosa possa comportare un'opposizione concreta all'ideologia di genere e al 'politicamente corretto', in Irlanda e non solo. Il suo calvario ha inizio infatti nel maggio 2022, quando Burke viene inizialmente sospeso dalla sua scuola, la Wilson's Hospital School, per essersi rifiutato di adoperare il nome femminile per uno studente in fase di transizione di genere, che pretendeva usasse nei suoi confronti il pronome 'loro', poiché ancora non si identificava in realtà in un genere definito. Egli si oppone a tale pretesa anche in virtù del proprio credo cristiano evangelico e, conseguentemente, a porgere le proprie scuse all'alunno. Dopo esser stato posto dapprima d'ufficio in congedo amministrativo retribuito nell'agosto 2022, il consiglio scolastico gli notifica come procedimento disciplinare il divieto di ingresso a scuola, trattandolo alla stregua di un 'soggetto pericoloso'. Bisogna dire altresì che egli ha deliberatamente ignorato a più riprese tale ingiunzione, ritenendola palesemente ingiusta e sproporzionata, per cui fino al 2024 è finito già altre tre volte in carcere. Arrestato una prima volta nel settembre 2022, viene rilasciato dopo tre mesi, ma vi finisce nuovamente con l'accusa di oltraggio alla corte nello stesso mese del 2023. Nel giugno 2024, il giudice dell'Alta Corte di Dublino gli ribadisce il divieto di rientrare in servizio alla Wilson's Hospital School, pena una nuova detenzione. Ma Burke rimane sui suoi passi, riconoscendo di star subendo un'ingiustizia da parte della Corte sia nell'impedirgli l'accesso a scuola, sia nell'imporgli l'utilizzo del pronome femminile per lo studente in fase di transizione di genere, negandogli di fatto libertà di pensiero, di espressione, di religione e di insegnamento. Perciò trascorre altri mesi in carcere e dal 2024 viene condannato a pagare 700 euro ogniqualvolta violi l'ordinanza entrando nella sua ex scuola, per cui attualmente deve allo Stato irlandese circa 225mila euro.<br />GLI ULTIMI SVILUPPI DELLA VICENDA<br />Sembrava ormai che il braccio di ferro tra la Corte e il docente si fosse concluso in suo favore, anche perché ai magistrati non stava andando giù la strumentalizzazione mediatica della sua detenzione quale forma di protesta nei confronti dell'ideologia di genere. Ma la persecuzione giudiziaria nei suoi confronti prosegue piuttosto con un'altra sentenza e un nuovo arresto. In quest'ultima il giudice Cregan sottolinea che «il signor Burke non è stato imprigionato né multato per le sue opinioni sulle questioni transgender, opinioni che aveva perfettamente diritto di avere», aggiungendo che il professore «non si limita a violare i locali, ma entra direttamente nel cuore della scuola, aggirandosi per i corridoi anche quando non ne ha il diritto. È una presenza maligna e minacciosa, un intruso che perseguita la scuola, i suoi insegnanti e i suoi alunni. Ma questa è una strategia deliberata: una strategia di confronto», secondo quanto riporta anche il quotidiano La Verità. Stando al parere del giudice, il docente e la sua famiglia cercherebbero popolarità mediatica e avrebbero perciò intrapreso un «attacco deliberato, sostenuto e concertato all'autorità dei tribunali civili e allo stato di diritto». «Non ho dubbi che le azioni del signor Burke abbiano causato una crisi tra gli alunni della scuola, gli insegnanti e il consiglio di amministrazione», i quali «invece di concentrarsi sul nobile compito di educare i giovani di domani, devono vedersela con il signor Burke e le sue buffonate», ha aggiunto ancora il magistrato rasentando la calunnia. Al contrario lo scorso agosto, presentandosi davanti la scuola, il docente irlandese ha dichiarato fieramente: «Ecco dove dovrei essere oggi. Non solo devo stare in corridoio e non posso insegnare e fare il mio dovere, ma mi stanno anche togliendo lo stipendio. Vengo ancora pagato, ho qui in tasca la mia busta paga, sono ancora in busta paga. Questo è il mio stipendio, questo è ciò a cui ho diritto, ogni centesimo viene dirottato dal mio conto a causa del Procuratore generale di questo governo». Insomma, come si evince dalle stesse motivazioni addotte, quella dell'Alta Corte si manifesta come una sentenza palesemente ideologica e contraddittoria, nella misura in cui mentre da un lato afferma che non vengono processate le idee del professore, dall'altro scrive che Burke starebbe sacrificando gli alunni «sull'altare della sua fanatica campagna contro il transgenderismo».<br />E IN ITALIA?<br />Anche il nostro Paese non è purtroppo avulso da tali rischi in materia di libertà di pensiero, parola e fede. Infatti, sebbene sia costituzionalmente garantita la libertà d'insegnamento, anche in Italia continuano a verificarsi episodi di forte limitazione della stessa e di discredito di quei docenti non allineati alla dittatura del 'pensiero unico'. Basti ricordare quanto accaduto a Marisa Francescangeli, insegnante in una scuola primaria di San Vero Milis a Oristano, la quale si è vista notificare nel marzo del 2023 una sospensione di 20 giorni con riduzione dello stipendio per aver costruito un piccolo rosario insieme ai suoi alunni e averli fatti pregare. Sebbene i genitori dei bambini della classe avessero scelto deliberatamente l'insegnamento della religione cattolica per i loro figli, poiché a due mamme l'attività non è piaciuta, le loro proteste sono giunte prima al dirigente scolastico e poi all'Ufficio scolastico provinciale. Nonostante le scuse della docente ai genitori, l'Ufficio scolastico ha accolto le accuse, comminando un provvedimento ingiusto e assolutamente sproporzionato, avverso il quale la docente ha prontamente esposto il proprio ricorso. La scuola è protagonista in negativo anche in materia di ideologia di genere, rispetto alla quale i docenti devono stare particolarmente attenti a ciò che dicono e insegnano in classe. Basti rilevare in proposito che sono oltre 370 le scuole che hanno già adottato la 'Carriera Alias' per cui il docente che non si adegui a chiamare con il nome d'elezione e coi relativi pronomi l'alunno con presunta disforia di genere e desideroso di una 'transizione sociale' rischia sanzioni disciplinari secondo i diversi regolamenti d'istituto, oltre a essere chiaramente additato da colleghi, genitori e studenti come nemico dell'inclusione scolastica. Ciò dimostra che la libertà personale, a qualsiasi livello, è tutelata e promossa solo se prona al mainstream e al 'pensiero unico'.<br />]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/69518165</guid><pubDate>Tue, 20 Jan 2026 23:11:48 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/69518165/arrestato_di_nuovo_l_insegnante.mp3" length="8696102" type="audio/mpeg"/><itunes:author>BastaBugie</itunes:author><itunes:subtitle>TESTO DELL'ARTICOLO ➜ https://www.bastabugie.it/8425

ARRESTATO DI NUOVO L'INSEGNANTE CHE SI RIFIUTA DI USARE I PRONOMI GENDER di Fabio Piemonte
 
Scortato in tribunale con manette ai polsi e lunga catena. È stato trattato quasi fosse un pericoloso...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="https://www.bastabugie.it/8425" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://www.bastabugie.it/8425</a><br /><br />ARRESTATO DI NUOVO L'INSEGNANTE CHE SI RIFIUTA DI USARE I PRONOMI GENDER di Fabio Piemonte<br /> <br />Scortato in tribunale con manette ai polsi e lunga catena. È stato trattato quasi fosse un pericoloso killer Enoch Burke, il docente irlandese di storia e lingua tedesca, dapprima sospeso dall'insegnamento nel 2022, poi allontanato dalla sua scuola e costretto in carcere per oltre 500 giorni. L'Alta Corte di Mullingar ha disposto ora per lui un ulteriore arresto «per oltraggio alla Corte», come recita la sentenza del giudice Cregan. Burke è stato recentemente condotto nella prigione di Mountjoy, in compagnia di criminali e stupratori, con la prospettiva di rimanervi finché non ritornerà sui propri passi e non cesserà di entrare nella sua ex scuola, secondo quanto riporta la Bbc. Tuttavia egli non demorde e prosegue con coraggio la sua azione di 'disobbedienza civile' contro sentenze inique, in nome della libertà di pensiero, di parola, di insegnamento e di religione.<br />La vicenda che vede incriminato il professor Burke è purtroppo tristemente celebre sin da quando è balzata alle cronache da ormai più di tre anni ed è emblematica di cosa possa comportare un'opposizione concreta all'ideologia di genere e al 'politicamente corretto', in Irlanda e non solo. Il suo calvario ha inizio infatti nel maggio 2022, quando Burke viene inizialmente sospeso dalla sua scuola, la Wilson's Hospital School, per essersi rifiutato di adoperare il nome femminile per uno studente in fase di transizione di genere, che pretendeva usasse nei suoi confronti il pronome 'loro', poiché ancora non si identificava in realtà in un genere definito. Egli si oppone a tale pretesa anche in virtù del proprio credo cristiano evangelico e, conseguentemente, a porgere le proprie scuse all'alunno. Dopo esser stato posto dapprima d'ufficio in congedo amministrativo retribuito nell'agosto 2022, il consiglio scolastico gli notifica come procedimento disciplinare il divieto di ingresso a scuola, trattandolo alla stregua di un 'soggetto pericoloso'. Bisogna dire altresì che egli ha deliberatamente ignorato a più riprese tale ingiunzione, ritenendola palesemente ingiusta e sproporzionata, per cui fino al 2024 è finito già altre tre volte in carcere. Arrestato una prima volta nel settembre 2022, viene rilasciato dopo tre mesi, ma vi finisce nuovamente con l'accusa di oltraggio alla corte nello stesso mese del 2023. Nel giugno 2024, il giudice dell'Alta Corte di Dublino gli ribadisce il divieto di rientrare in servizio alla Wilson's Hospital School, pena una nuova detenzione. Ma Burke rimane sui suoi passi, riconoscendo di star subendo un'ingiustizia da parte della Corte sia nell'impedirgli l'accesso a scuola, sia nell'imporgli l'utilizzo del pronome femminile per lo studente in fase di transizione di genere, negandogli di fatto libertà di pensiero, di espressione, di religione e di insegnamento. Perciò trascorre altri mesi in carcere e dal 2024 viene condannato a pagare 700 euro ogniqualvolta violi l'ordinanza entrando nella sua ex scuola, per cui attualmente deve allo Stato irlandese circa 225mila euro.<br />GLI ULTIMI SVILUPPI DELLA VICENDA<br />Sembrava ormai che il braccio di ferro tra la Corte e il docente si fosse concluso in suo favore, anche perché ai magistrati non stava andando giù la strumentalizzazione mediatica della sua detenzione quale forma di protesta nei confronti dell'ideologia di genere. Ma la persecuzione giudiziaria nei suoi confronti prosegue piuttosto con un'altra sentenza e un nuovo arresto. In quest'ultima il giudice Cregan sottolinea che «il signor Burke non è stato imprigionato né multato per le sue opinioni sulle questioni transgender, opinioni che aveva perfettamente diritto di avere», aggiungendo che il professore «non si limita a violare i locali, ma entra direttamente nel cuore della...]]></itunes:summary><itunes:duration>544</itunes:duration><itunes:keywords>arresto,consiglioscolastico,enochburke,procedimentodisciplinare,pronomigender</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/116ceea46081d1b185e119b24322af63.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Jaguar, il suicidio woke di un'icona britannica</title><link>https://www.spreaker.com/episode/jaguar-il-suicidio-woke-di-un-icona-britannica--69328964</link><description><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="https://www.bastabugie.it/8406" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://www.bastabugie.it/8406</a><br /><br />JAGUAR, IL SUICIDIO WOKE DI UN'ICONA BRITANNICA di Federica Di Vito<br /> <br />Stando a un rapporto di Autocar il gruppo Jaguar Land Rover di proprietà di Tata Motors avrebbe licenziato il responsabile di design Gerry McGovern, figura cruciale e molto influente all'interno del consiglio di amministrazione del Gruppo inglese. Nome già citato sulle nostre pagine per aver rebrandizzato la Jaguar in perfetto stile "woke". <br />Per riassumere i fatti dell'anno scorso: dopo aver rimosso il giaguaro come simbolo del brand, optando per un cerchio con due "J" in senso opposto - come se fosse una borsetta, per intenderci -, sono comparsi tulle, uomini in gonna o leggings, donne di colore o curvy, e in ultimo la Jaguar color "rosa Barbie". Colorazione che non era passata inosservata, soprattutto agli appassionati del marchio inglese. D'altronde volevano essere «audaci e dirompenti», così avevano dichiarato. All'epoca era diventato iconico il commento di Musk: «Vendete auto?». Immediato era stato anche il rincalzo di Nigel Farage, leader del partito Reform UK: «Prevedo che Jaguar ora fallirà. E sapete una cosa? Se lo meritano». Anche la stampa britannica non aveva nascosto un certo sconcerto: «Questo modello Barbie è un disastro per uno dei marchi più iconici della Gran Bretagna», aveva commentato The Daily Telegraph.<br />A un anno di distanza dal lancio sembrerebbe che la carriera del designer sia dunque giunta al termine dopo 21 anni. Secondo quanto riportato da fonti interne, McGovern sarebbe stato «scortato fuori dall'ufficio» subito dopo il licenziamento, a dimostrazione che la rottura con l'azienda non sia avvenuta in un clima propriamente disteso. Per ora Jaguar Land Rover e Tata Motor non hanno commentato la notizia e le motivazioni del licenziamento non sono note. Si legge nel rapporto che il licenziamento è arrivato poco dopo le dimissioni del CEO Adrian Mardell, sostituito da PB Balaji, che in precedenza aveva ricoperto il ruolo di direttore finanziario di Tata Motors. <br />Possiamo dedurre che anche se le cause del licenziamento non sono ancora state chiarite, la nuova brand identity di Jaguar voluta da McGovern abbia influito. Il designer, al lancio della concept Type 00 - l'auto Barbie sopracitata -, sembrava stesse presentando non un automobile, bensì una «vera e propria manifestazione esteriore del linguaggio stilistico di un luxury brand, dimenticandosi termini come "automobile" o produzione industriale», commenta ilSole24ore. «Jaguar non desidera essere amato da tutti. Ha già suscitato emozioni e continuerà a farlo perché questo è ciò che fa una creatività che non ha paura», aveva dichiarato McGovern. Peccato che le emozioni debbano andare di pari passo con le vendite e lo spaventoso calo registrato nell'anno fiscale 2024/25 dell'85 per cento rispetto al 2018 non prometteva niente di buono. Forse è il woke che dà alla testa. <br />Diciamo che quando il fondatore della casa automobilistica sir William Lyons creò il motto «Copy nothing» (non copiate nulla) non si sarebbe aspettato a decenni di distanza una campagna pubblicitaria con le solite immagini "inclusive" che ci propinano da anni. Si finisce per sbatterla, la testa. Go woke, go broke, come dicono gli inglesi.<br /><br />]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/69328964</guid><pubDate>Tue, 06 Jan 2026 22:58:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/69328964/jaguar.mp3" length="4169604" type="audio/mpeg"/><itunes:author>BastaBugie</itunes:author><itunes:subtitle>TESTO DELL'ARTICOLO ➜ https://www.bastabugie.it/8406

JAGUAR, IL SUICIDIO WOKE DI UN'ICONA BRITANNICA di Federica Di Vito
 
Stando a un rapporto di Autocar il gruppo Jaguar Land Rover di proprietà di Tata Motors avrebbe licenziato il responsabile di...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="https://www.bastabugie.it/8406" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://www.bastabugie.it/8406</a><br /><br />JAGUAR, IL SUICIDIO WOKE DI UN'ICONA BRITANNICA di Federica Di Vito<br /> <br />Stando a un rapporto di Autocar il gruppo Jaguar Land Rover di proprietà di Tata Motors avrebbe licenziato il responsabile di design Gerry McGovern, figura cruciale e molto influente all'interno del consiglio di amministrazione del Gruppo inglese. Nome già citato sulle nostre pagine per aver rebrandizzato la Jaguar in perfetto stile "woke". <br />Per riassumere i fatti dell'anno scorso: dopo aver rimosso il giaguaro come simbolo del brand, optando per un cerchio con due "J" in senso opposto - come se fosse una borsetta, per intenderci -, sono comparsi tulle, uomini in gonna o leggings, donne di colore o curvy, e in ultimo la Jaguar color "rosa Barbie". Colorazione che non era passata inosservata, soprattutto agli appassionati del marchio inglese. D'altronde volevano essere «audaci e dirompenti», così avevano dichiarato. All'epoca era diventato iconico il commento di Musk: «Vendete auto?». Immediato era stato anche il rincalzo di Nigel Farage, leader del partito Reform UK: «Prevedo che Jaguar ora fallirà. E sapete una cosa? Se lo meritano». Anche la stampa britannica non aveva nascosto un certo sconcerto: «Questo modello Barbie è un disastro per uno dei marchi più iconici della Gran Bretagna», aveva commentato The Daily Telegraph.<br />A un anno di distanza dal lancio sembrerebbe che la carriera del designer sia dunque giunta al termine dopo 21 anni. Secondo quanto riportato da fonti interne, McGovern sarebbe stato «scortato fuori dall'ufficio» subito dopo il licenziamento, a dimostrazione che la rottura con l'azienda non sia avvenuta in un clima propriamente disteso. Per ora Jaguar Land Rover e Tata Motor non hanno commentato la notizia e le motivazioni del licenziamento non sono note. Si legge nel rapporto che il licenziamento è arrivato poco dopo le dimissioni del CEO Adrian Mardell, sostituito da PB Balaji, che in precedenza aveva ricoperto il ruolo di direttore finanziario di Tata Motors. <br />Possiamo dedurre che anche se le cause del licenziamento non sono ancora state chiarite, la nuova brand identity di Jaguar voluta da McGovern abbia influito. Il designer, al lancio della concept Type 00 - l'auto Barbie sopracitata -, sembrava stesse presentando non un automobile, bensì una «vera e propria manifestazione esteriore del linguaggio stilistico di un luxury brand, dimenticandosi termini come "automobile" o produzione industriale», commenta ilSole24ore. «Jaguar non desidera essere amato da tutti. Ha già suscitato emozioni e continuerà a farlo perché questo è ciò che fa una creatività che non ha paura», aveva dichiarato McGovern. Peccato che le emozioni debbano andare di pari passo con le vendite e lo spaventoso calo registrato nell'anno fiscale 2024/25 dell'85 per cento rispetto al 2018 non prometteva niente di buono. Forse è il woke che dà alla testa. <br />Diciamo che quando il fondatore della casa automobilistica sir William Lyons creò il motto «Copy nothing» (non copiate nulla) non si sarebbe aspettato a decenni di distanza una campagna pubblicitaria con le solite immagini "inclusive" che ci propinano da anni. Si finisce per sbatterla, la testa. Go woke, go broke, come dicono gli inglesi.<br /><br />]]></itunes:summary><itunes:duration>261</itunes:duration><itunes:keywords>farage,gowokegobroke,jaguar,mcgovern,type00</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/f338f3aec10bd859848e6ada438203ac.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Il tracollo morale della BBC</title><link>https://www.spreaker.com/episode/il-tracollo-morale-della-bbc--69195130</link><description><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="https://www.bastabugie.it/8388" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://www.bastabugie.it/8388</a><br /><br />IL TRACOLLO MORALE DELLA BBC, PER ANNI UN MEGAFONO LGBT di Fabio Piemonte<br /> <br />Un grosso scandalo a tinte arcobaleno sta investendo, ormai da settimane, la BBC. La nota emittente del servizio pubblico del Regno Unito è infatti accusata di aver propagandato eccessivamente, soprattutto nell'ultimo quinquennio, l'ideologia Lgbtqi+ al punto da costringere alle dimissioni il suo direttore generale Tim Davie e la Ceo di BBC News Deborah Turness. Le accuse sono state mosse dagli stessi gruppi femministi 'gender-critical', da ex-dipendenti, politici conservatori e media di destra che hanno denunciato l'emittente di aver adottato una linea editoriale sistematicamente prona all'agenda arcobaleno, censurando o minimizzando ogni voce critica e promuovendo attivamente e in maniera esclusiva solo contenuti celebrativi. E ciò a detrimento della doverosa imparzialità giornalistica deontologicamente richiesta, pur di privilegiare il linguaggio e le narrazioni richieste dai gruppi di attivisti interni all'azienda e dalle lobby esterne della galassia Lgbtqi+.<br />INFORMAZIONE O PROPAGANDA?<br />In special modo negli ultimi anni alla BBC non si è mai parlato in modo critico delle cliniche per il trattamento della disforia di genere di minori, ma neanche di detransitioner e di criminali nati maschi sedicenti trans trasferiti nelle carceri femminili. Ogni notizia ritenuta scomoda perché andava a scalfire la narrazione patinata della fluidità di genere è stata così prontamente censurata dal gruppo interno BBC Pride e dal desk Lgbtqi+. Alcuni memo interni risalenti agli inizi del mese hanno dunque rivelato «una censura effettiva» di ogni news "politicamente scorretta" in materia e, ironicamente, «una crisi di editoriali pro-trans». Eppure, relativamente ai casi di cronaca nera, la BBC ha sempre chiamato "donna" e usato pronomi femminili per persone trans di sesso maschile, quali per esempio Scarlet Blake, Isla Bryson, Katie Dolatowski. Nel contempo non ha dato alcuno spazio mediatico alla vicenda di David Challenor, condannato per stupro su minore, né agli oltre 70 criminali sessuali trans biologicamente uomini ma trasferiti nelle carceri femminili, mostrando così di preferire una narrazione meramente ideologica dei fatti. E ancora, ponendosi al servizio del "politicamente corretto" e di un linguaggio pseudo-inclusivo, ha preferito usare nei suoi servizi televisivi in modo ricorrente la parola "pregnant people" al posto di donne incinte, pur suscitando il riso della stessa conduttrice.<br />In ambito sportivo la BBC ha presentato come «storie di coraggio e inclusione» le competizioni vergognosamente impari di uomini che hanno gareggiato nella categoria femminile, facendo solo elogi ad atleti trans biologicamente maschi, quali per esempio Lia Thomas, Laurel Hubbard, Emily Bridges e Gisele Shaw. Inoltre, l'emittente inglese non ha mai intervistato le atlete donne penalizzate, né ha mai riportato i risultati scientifici di studi recenti che hanno dimostrato - qualora non fossero già evidenti - i vantaggi competitivi in termini di prestanza e resistenza fisica di quanti, biologicamente maschi, abbiano preteso e ottenuto di gareggiare col gentil sesso. <br />I CONTENUTI SUL PRIDE E PER GLI ADOLESCENTI<br />Numerosi sono stati anche i servizi e gli articoli dedicati dalla BBC al Pride, il principale evento pubblico della galassia Lgbt. Su tale manifestazione si contano infatti nel solo 2024 almeno 116 articoli, mentre non risulta una sola riga sul devastante scandalo noto come Wpath Files che ha rivelato i danni irreparabili dei farmaci bloccanti la pubertà e degli interventi chirurgici di transizione di genere sulla salute e il benessere psicofisico dei minori. E ancora, dietro le presunte finalità pedagogiche, la BBC ha dato ampio spazio anche ai programmi per bambini con drag queen, «non-binary clown» e «queer country», senza mai includere voci dissonanti di genitori preoccupati per tali contenuti.<br />Una propaganda che, come è facilmente immaginabile, ha purtroppo assolto al suo scopo principale di indottrinamento dell'opinione pubblica alle istanze ideologiche della lobby Lgbt. Tuttavia, ha condotto alle dimissioni dei vertici dell'azienda e a un'indagine ancora in fieri dell'Office of Communications britannico per imparzialità sistemica. E questo a scapito del servizio pubblico d'informazione, che ha mostrato nei fatti palesemente di non gradire una simile propaganda in salsa gender, con quasi 1 milione e mezzo di abbonati in meno in due anni e una petizione di oltre 500.000 firme per riformare radicalmente la stessa BBC. Dunque la conferma: l'ideologia non paga.<br /><br />]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/69195130</guid><pubDate>Wed, 24 Dec 2025 14:02:20 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/69195130/il_tracollo_morale_della_bbc.mp3" length="6054600" type="audio/mpeg"/><itunes:author>BastaBugie</itunes:author><itunes:subtitle>TESTO DELL'ARTICOLO ➜ https://www.bastabugie.it/8388

IL TRACOLLO MORALE DELLA BBC, PER ANNI UN MEGAFONO LGBT di Fabio Piemonte
 
Un grosso scandalo a tinte arcobaleno sta investendo, ormai da settimane, la BBC. La nota emittente del servizio pubblico...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="https://www.bastabugie.it/8388" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://www.bastabugie.it/8388</a><br /><br />IL TRACOLLO MORALE DELLA BBC, PER ANNI UN MEGAFONO LGBT di Fabio Piemonte<br /> <br />Un grosso scandalo a tinte arcobaleno sta investendo, ormai da settimane, la BBC. La nota emittente del servizio pubblico del Regno Unito è infatti accusata di aver propagandato eccessivamente, soprattutto nell'ultimo quinquennio, l'ideologia Lgbtqi+ al punto da costringere alle dimissioni il suo direttore generale Tim Davie e la Ceo di BBC News Deborah Turness. Le accuse sono state mosse dagli stessi gruppi femministi 'gender-critical', da ex-dipendenti, politici conservatori e media di destra che hanno denunciato l'emittente di aver adottato una linea editoriale sistematicamente prona all'agenda arcobaleno, censurando o minimizzando ogni voce critica e promuovendo attivamente e in maniera esclusiva solo contenuti celebrativi. E ciò a detrimento della doverosa imparzialità giornalistica deontologicamente richiesta, pur di privilegiare il linguaggio e le narrazioni richieste dai gruppi di attivisti interni all'azienda e dalle lobby esterne della galassia Lgbtqi+.<br />INFORMAZIONE O PROPAGANDA?<br />In special modo negli ultimi anni alla BBC non si è mai parlato in modo critico delle cliniche per il trattamento della disforia di genere di minori, ma neanche di detransitioner e di criminali nati maschi sedicenti trans trasferiti nelle carceri femminili. Ogni notizia ritenuta scomoda perché andava a scalfire la narrazione patinata della fluidità di genere è stata così prontamente censurata dal gruppo interno BBC Pride e dal desk Lgbtqi+. Alcuni memo interni risalenti agli inizi del mese hanno dunque rivelato «una censura effettiva» di ogni news "politicamente scorretta" in materia e, ironicamente, «una crisi di editoriali pro-trans». Eppure, relativamente ai casi di cronaca nera, la BBC ha sempre chiamato "donna" e usato pronomi femminili per persone trans di sesso maschile, quali per esempio Scarlet Blake, Isla Bryson, Katie Dolatowski. Nel contempo non ha dato alcuno spazio mediatico alla vicenda di David Challenor, condannato per stupro su minore, né agli oltre 70 criminali sessuali trans biologicamente uomini ma trasferiti nelle carceri femminili, mostrando così di preferire una narrazione meramente ideologica dei fatti. E ancora, ponendosi al servizio del "politicamente corretto" e di un linguaggio pseudo-inclusivo, ha preferito usare nei suoi servizi televisivi in modo ricorrente la parola "pregnant people" al posto di donne incinte, pur suscitando il riso della stessa conduttrice.<br />In ambito sportivo la BBC ha presentato come «storie di coraggio e inclusione» le competizioni vergognosamente impari di uomini che hanno gareggiato nella categoria femminile, facendo solo elogi ad atleti trans biologicamente maschi, quali per esempio Lia Thomas, Laurel Hubbard, Emily Bridges e Gisele Shaw. 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Chi controlla il presente controlla il passato». In questa frase, contenuta nel celebre romanzo 1984 di George Orwell, si condensa una grande verità: l'importanza - a fini manipolatori e propagandistici - di controllare o comunque di alterare la storia. Dev'essere per questo che, da anni, la comunità Lgbt a livello internazionale ha iniziato a stravolgere, appunto, la storia. Come? Semplice: "arruolando" sul fronte arcobaleno tutta una serie di personaggi le cui tendenze non eterosessuali, per così dire, sono però tutte da provare - e questo, ovviamente, a meri fini propagandistici.<br />Gli esempi in tal senso si sprecano. Si va, iniziando dal mondo antico, da Alessandro Magno (356 a.C.-323 a.C.) - la cui relazione con il compagno Efestione aveva senza dubbio un carattere profondo, ma contrabbandata come omosessuale senza prove certe - a Leonardo da Vinci (1452-1519) - la cui omosessualità, anche qui, non è mai stata provata -, arrivando fino al più relativamente recente William Shakespeare (1564-1616) - anch'egli presentato come gay in assenza di riscontri. Non solo. Tornando al mondo antico, colpisce l'arruolamento nel movimento arcobaleno del calco dei due esseri umani sorpresi abbracciati al momento dell'eruzione di Pompei, calco rinvenuto nel 1922 nella casa criptoportico di Pompei appunto. Questa catalogazione Lgbt è arrivata dopo che, se per molto tempo si era creduto che i due esseri umani fossero un uomo e una donna, con recenti analisi del Dna si è invece compreso come fossero due uomini. Di qui - detto, fatto - la presentazione della coppia come testimonianza gay nella Pompei che fu. E a nulla, in quel caso, sono servite le parole di esperti come il professor Stefano Vanacore, che ha guidato un team di ricerca che ha esaminato la coppia nel 2017 e che ha detto che si tratta «di ipotesi che non potranno mai essere verificate». La lobby arcobaleno, da parte sua, non si ferma invece davanti a nulla.<br />Si è perfino avanzata l'assurdità (altrimenti non si potrebbe chiamarla) secondo cui sarebbe stata lesbica o bisessuale la povera Anna Frank (1929-1945). A supporto di questa traballante ipotesi alcuni passaggi - ovviamente estrapolati - del Diario della giovane, che si diceva «terribilmente curiosa» del corpo delle sue amiche una delle quali baciata per curiosità. Che Anna Frank avesse una cotta per Peter, anche lui ospitato nello stesso alloggio segreto per tentare di sfuggire alla furia nazista - e pure lui, poi, morto nell'Olocausto - viene invece considerato con scarso entusiasmo dai manipolatori arcobaleno della storia. Una narrazione ideologicamente orientata - dunque - ma allo stesso tempo palesemente grottesca, che però nelle intenzioni dei suoi fautori è propedeutica e fondamentale per far arrivare al successo la propaganda Lgbtqia+. L'obiettivo, infatti, è che tutti possano continuare ad abboccarvi; almeno fino a quando non avranno modo di imbattersi in un vero libro di storia, che resta il miglior nemico, appunto, di certe astute quanto infondate manipolazioni.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/69076054</guid><pubDate>Tue, 16 Dec 2025 20:16:47 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/69076054/il_movimento_lgbt_arruola_i_personaggi_del_passato.mp3" length="4079176" type="audio/mpeg"/><itunes:author>BastaBugie</itunes:author><itunes:subtitle>TESTO DELL'ARTICOLO ➜ https://www.bastabugie.it/8382

IL MOVIMENTO LGBT ARRUOLA I PERSONAGGI DEL PASSATO FALSIFICANDO LA STORIA di Giuliano Guzzo
 
«Chi controlla il passato controlla il futuro. Chi controlla il presente controlla il passato». In...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="https://www.bastabugie.it/8382" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://www.bastabugie.it/8382</a><br /><br />IL MOVIMENTO LGBT ARRUOLA I PERSONAGGI DEL PASSATO FALSIFICANDO LA STORIA di Giuliano Guzzo<br /> <br />«Chi controlla il passato controlla il futuro. Chi controlla il presente controlla il passato». In questa frase, contenuta nel celebre romanzo 1984 di George Orwell, si condensa una grande verità: l'importanza - a fini manipolatori e propagandistici - di controllare o comunque di alterare la storia. Dev'essere per questo che, da anni, la comunità Lgbt a livello internazionale ha iniziato a stravolgere, appunto, la storia. Come? Semplice: "arruolando" sul fronte arcobaleno tutta una serie di personaggi le cui tendenze non eterosessuali, per così dire, sono però tutte da provare - e questo, ovviamente, a meri fini propagandistici.<br />Gli esempi in tal senso si sprecano. Si va, iniziando dal mondo antico, da Alessandro Magno (356 a.C.-323 a.C.) - la cui relazione con il compagno Efestione aveva senza dubbio un carattere profondo, ma contrabbandata come omosessuale senza prove certe - a Leonardo da Vinci (1452-1519) - la cui omosessualità, anche qui, non è mai stata provata -, arrivando fino al più relativamente recente William Shakespeare (1564-1616) - anch'egli presentato come gay in assenza di riscontri. Non solo. Tornando al mondo antico, colpisce l'arruolamento nel movimento arcobaleno del calco dei due esseri umani sorpresi abbracciati al momento dell'eruzione di Pompei, calco rinvenuto nel 1922 nella casa criptoportico di Pompei appunto. Questa catalogazione Lgbt è arrivata dopo che, se per molto tempo si era creduto che i due esseri umani fossero un uomo e una donna, con recenti analisi del Dna si è invece compreso come fossero due uomini. Di qui - detto, fatto - la presentazione della coppia come testimonianza gay nella Pompei che fu. E a nulla, in quel caso, sono servite le parole di esperti come il professor Stefano Vanacore, che ha guidato un team di ricerca che ha esaminato la coppia nel 2017 e che ha detto che si tratta «di ipotesi che non potranno mai essere verificate». La lobby arcobaleno, da parte sua, non si ferma invece davanti a nulla.<br />Si è perfino avanzata l'assurdità (altrimenti non si potrebbe chiamarla) secondo cui sarebbe stata lesbica o bisessuale la povera Anna Frank (1929-1945). A supporto di questa traballante ipotesi alcuni passaggi - ovviamente estrapolati - del Diario della giovane, che si diceva «terribilmente curiosa» del corpo delle sue amiche una delle quali baciata per curiosità. Che Anna Frank avesse una cotta per Peter, anche lui ospitato nello stesso alloggio segreto per tentare di sfuggire alla furia nazista - e pure lui, poi, morto nell'Olocausto - viene invece considerato con scarso entusiasmo dai manipolatori arcobaleno della storia. Una narrazione ideologicamente orientata - dunque - ma allo stesso tempo palesemente grottesca, che però nelle intenzioni dei suoi fautori è propedeutica e fondamentale per far arrivare al successo la propaganda Lgbtqia+. 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E ricorderete quando, a nove anni, finì sulla copertina del National Geographic come "prima bambina transgender". Oggi, a diciassette anni - secondo quanto riportato su X dall'attivista Diana Alastair, femminista "old school" e "gender critical", impegnata da anni a difendere spazi, sport e istituzioni riservati alle donne - Avery avrebbe annunciato di identificarsi come non binario e asessuale, ma senza nessun risvolto positivo. Anzi. Avery Jackson, infatti, avrebbe dichiarato di non provare più alcuna attrazione sessuale verso nessuno ed è - tra l'altro - una condizione che non sorprende chi conosce gli effetti del Lupron, il farmaco usato per bloccare la pubertà e che negli Stati Uniti viene somministrato anche ai minori che si "dichiarano" trans.<br />Avery ha ricevuto il cosiddetto "gold standard" delle cure di affermazione di genere: ovvero iniezioni di Lupron, lo stesso principio attivo impiegato per castrare chimicamente i criminali sessuali. Un modus operandi sui bambini che definire drammatico è poco, se pensiamo anche alle parole della presidente della WPATH (la World Professional Association for Transgender Health), il chirurgo transgender Marci Bowers che ha ammesso pubblicamente che questi "bloccanti" provocano una castrazione chimica, impedendo per sempre le capacità sessuali. Nei delinquenti adulti l'effetto è reversibile, nei bambini e adolescenti no. Il farmaco, infatti, ha fermato la crescita ossea, lo sviluppo cerebrale e la maturazione emotiva di Avery, rendendolo sterile e privandolo di un'intera fase della vita. Lui stesso ha dichiarato che la transizione «ha rovinato la mia vita», parole che pesano come un macigno su chi ha celebrato la sua storia come esempio di "liberazione".<br />Su questo tema si sta muovendo drasticamente il Regno Unito, anche se bisogna sottolineare come il pericolo di trasformare i minori in "cavie" sia sempre dietro l'angolo. Il paese d'Oltremanica, infatti, ha già annunciato e ha già limitato drasticamente i bloccanti della pubertà per i danni irreversibili documentati su fertilità, funzione sessuale e sviluppo cognitivo. Allo stesso tempo è stato annunciato uno studio che dovrebbe coinvolgere almeno 220 bambini, anche di soli 11 anni, per il quale la dottoressa Hilary Cass ha dichiarato: siccome «clinici, bambini e famiglie credono con passione» ai benefici dell'approccio affermativo, serve uno studio per chiarire e avere evidenze scientifiche. L'intera vicenda - soprattutto la storia di Avery Jackson - conferma quanto possa essere pericolosa un'ideologia quando viene vista quasi come una "fede", più solida delle evidenze scientifiche e mediche. La prova, insomma, che l'industria della transizione infantile non si ferma davanti a nulla, nemmeno davanti al dolore di chi, come Avery, oggi porta sulle spalle una vita spezzata e ingannata.<br /><br />]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/68977823</guid><pubDate>Wed, 10 Dec 2025 15:57:18 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/68977823/la_bambina_trans_di_national_geographic.mp3" length="3129304" type="audio/mpeg"/><itunes:author>BastaBugie</itunes:author><itunes:subtitle>TESTO DELL'ARTICOLO ➜ https://www.bastabugie.it/8376

LA BAMBINA TRANS DI NATIONAL GEOGRAPHIC ORA DICE: ''MI HANNO ROVINATO LA VITA''
 
Forse ricorderete Avery Jackson, il volto simbolo dell'ideologia gender infantile. E ricorderete quando, a nove...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="https://www.bastabugie.it/8376" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://www.bastabugie.it/8376</a><br /><br />LA BAMBINA TRANS DI NATIONAL GEOGRAPHIC ORA DICE: ''MI HANNO ROVINATO LA VITA''<br /> <br />Forse ricorderete Avery Jackson, il volto simbolo dell'ideologia gender infantile. E ricorderete quando, a nove anni, finì sulla copertina del National Geographic come "prima bambina transgender". Oggi, a diciassette anni - secondo quanto riportato su X dall'attivista Diana Alastair, femminista "old school" e "gender critical", impegnata da anni a difendere spazi, sport e istituzioni riservati alle donne - Avery avrebbe annunciato di identificarsi come non binario e asessuale, ma senza nessun risvolto positivo. Anzi. Avery Jackson, infatti, avrebbe dichiarato di non provare più alcuna attrazione sessuale verso nessuno ed è - tra l'altro - una condizione che non sorprende chi conosce gli effetti del Lupron, il farmaco usato per bloccare la pubertà e che negli Stati Uniti viene somministrato anche ai minori che si "dichiarano" trans.<br />Avery ha ricevuto il cosiddetto "gold standard" delle cure di affermazione di genere: ovvero iniezioni di Lupron, lo stesso principio attivo impiegato per castrare chimicamente i criminali sessuali. Un modus operandi sui bambini che definire drammatico è poco, se pensiamo anche alle parole della presidente della WPATH (la World Professional Association for Transgender Health), il chirurgo transgender Marci Bowers che ha ammesso pubblicamente che questi "bloccanti" provocano una castrazione chimica, impedendo per sempre le capacità sessuali. Nei delinquenti adulti l'effetto è reversibile, nei bambini e adolescenti no. Il farmaco, infatti, ha fermato la crescita ossea, lo sviluppo cerebrale e la maturazione emotiva di Avery, rendendolo sterile e privandolo di un'intera fase della vita. Lui stesso ha dichiarato che la transizione «ha rovinato la mia vita», parole che pesano come un macigno su chi ha celebrato la sua storia come esempio di "liberazione".<br />Su questo tema si sta muovendo drasticamente il Regno Unito, anche se bisogna sottolineare come il pericolo di trasformare i minori in "cavie" sia sempre dietro l'angolo. Il paese d'Oltremanica, infatti, ha già annunciato e ha già limitato drasticamente i bloccanti della pubertà per i danni irreversibili documentati su fertilità, funzione sessuale e sviluppo cognitivo. Allo stesso tempo è stato annunciato uno studio che dovrebbe coinvolgere almeno 220 bambini, anche di soli 11 anni, per il quale la dottoressa Hilary Cass ha dichiarato: siccome «clinici, bambini e famiglie credono con passione» ai benefici dell'approccio affermativo, serve uno studio per chiarire e avere evidenze scientifiche. L'intera vicenda - soprattutto la storia di Avery Jackson - conferma quanto possa essere pericolosa un'ideologia quando viene vista quasi come una "fede", più solida delle evidenze scientifiche e mediche. La prova, insomma, che l'industria della transizione infantile non si ferma davanti a nulla, nemmeno davanti al dolore di chi, come Avery, oggi porta sulle spalle una vita spezzata e ingannata.<br /><br />]]></itunes:summary><itunes:duration>196</itunes:duration><itunes:keywords>averyjackson,bambinatrans,dianaalastair,genderrevolution,oltremanica</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/4d7b774bf1bb852134fea3eba951d698.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>La rivista Glamour premia le donne dell'anno... ma sono uomini</title><link>https://www.spreaker.com/episode/la-rivista-glamour-premia-le-donne-dell-anno-ma-sono-uomini--68839656</link><description><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="https://www.bastabugie.it/8368" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://www.bastabugie.it/8368</a><br /><br />LA RIVISTA GLAMOUR PREMIA LE DONNE DELL'ANNO MA... SONO UOMINI di Fabio Piemonte<br /> <br />L'edizione inglese dell'ultimo numero della rivista - storicamente femminile - Glamour si è resa protagonista di una palese discriminazione gender contro le donne. Perché? Beh, perché ha messo in copertina come Women of Year, ovvero 'donne dell'anno 2025', nove persone che si identificano come transessuali e che di fatto sono biologicamente uomini. Le nove sedicenti donne sono state fotografate su un terrazzo di un palazzo di Londra mentre indossano una t-shirt bianca recante l'eloquente slogan «Protect the Dolls», che intende ribadire e pubblicizzare il loro attivismo per la promozione dei diritti dei trans.<br />Insomma, tale propaganda ideologica della rivista Glamour risulta emblematica della solita retorica progressista che propugna la fluidità di genere e scambia uomini e donne in nome dell'indifferentismo sessuale. In questo modo però danneggia le stesse donne, di fatto discriminandole - anzi, letteralmente cancellandole - nella misura in cui le equipara a degli uomini che biologicamente sono e rimangono tali, anche se cercano di rendersi quanto più possibile simili al gentil sesso, tra l'altro a seguito di pesanti trattamenti ormonali e interventi chirurgici.<br />«Sono cresciuta in un'epoca in cui le riviste femminili più diffuse dicevano alle ragazze che dovevano essere più magre e più carine. Ora le riviste femminili dicono alle ragazze che gli uomini sono donne migliori di loro». È l'eloquente commento alla notizia - sul social X - della scrittrice J.K. Rowling. Non è la prima volta, ormai lo sappiamo, che l'autrice di Harry Potter si espone pubblicamente manifestando il proprio pensiero “politicamente scorretto” e smascherando le contraddizioni dell'ideologia di genere. Non fa neanche ormai più notizia, purtroppo, che il suo post visualizzato da milioni di utenti sia stato subissato da insulti da parte dei custodi del pensiero unico, che si mostrano come al solito grandi testimoni di intolleranza verso chi non si adegua al mainstream dominante sulla fluidità di genere.<br /><br />]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/68839656</guid><pubDate>Tue, 02 Dec 2025 22:21:51 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/68839656/glamour.mp3" length="2604765" type="audio/mpeg"/><itunes:author>BastaBugie</itunes:author><itunes:subtitle>TESTO DELL'ARTICOLO ➜ https://www.bastabugie.it/8368

LA RIVISTA GLAMOUR PREMIA LE DONNE DELL'ANNO MA... SONO UOMINI di Fabio Piemonte
 
L'edizione inglese dell'ultimo numero della rivista - storicamente femminile - Glamour si è resa protagonista di...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="https://www.bastabugie.it/8368" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://www.bastabugie.it/8368</a><br /><br />LA RIVISTA GLAMOUR PREMIA LE DONNE DELL'ANNO MA... SONO UOMINI di Fabio Piemonte<br /> <br />L'edizione inglese dell'ultimo numero della rivista - storicamente femminile - Glamour si è resa protagonista di una palese discriminazione gender contro le donne. Perché? Beh, perché ha messo in copertina come Women of Year, ovvero 'donne dell'anno 2025', nove persone che si identificano come transessuali e che di fatto sono biologicamente uomini. Le nove sedicenti donne sono state fotografate su un terrazzo di un palazzo di Londra mentre indossano una t-shirt bianca recante l'eloquente slogan «Protect the Dolls», che intende ribadire e pubblicizzare il loro attivismo per la promozione dei diritti dei trans.<br />Insomma, tale propaganda ideologica della rivista Glamour risulta emblematica della solita retorica progressista che propugna la fluidità di genere e scambia uomini e donne in nome dell'indifferentismo sessuale. In questo modo però danneggia le stesse donne, di fatto discriminandole - anzi, letteralmente cancellandole - nella misura in cui le equipara a degli uomini che biologicamente sono e rimangono tali, anche se cercano di rendersi quanto più possibile simili al gentil sesso, tra l'altro a seguito di pesanti trattamenti ormonali e interventi chirurgici.<br />«Sono cresciuta in un'epoca in cui le riviste femminili più diffuse dicevano alle ragazze che dovevano essere più magre e più carine. Ora le riviste femminili dicono alle ragazze che gli uomini sono donne migliori di loro». È l'eloquente commento alla notizia - sul social X - della scrittrice J.K. Rowling. Non è la prima volta, ormai lo sappiamo, che l'autrice di Harry Potter si espone pubblicamente manifestando il proprio pensiero “politicamente scorretto” e smascherando le contraddizioni dell'ideologia di genere. Non fa neanche ormai più notizia, purtroppo, che il suo post visualizzato da milioni di utenti sia stato subissato da insulti da parte dei custodi del pensiero unico, che si mostrano come al solito grandi testimoni di intolleranza verso chi non si adegua al mainstream dominante sulla fluidità di genere.<br /><br />]]></itunes:summary><itunes:duration>163</itunes:duration><itunes:keywords>equiparazione,glamour,protectthedolls,rowling,womenofyear</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/3dc1b4f0dde1f6e89ef0108b85185a6c.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Molestie e docce miste in campo estivo queer</title><link>https://www.spreaker.com/episode/molestie-e-docce-miste-in-campo-estivo-queer--68746676</link><description><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="https://www.bastabugie.it/8363" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://www.bastabugie.it/8363</a><br /><br />MOLESTIE E DOCCE MISTE IN CAMPO ESTIVO ESTIVO QUEER di Luca Marcolivio<br /> <br />L'ideologia gender è pericolosa. Non solo a parole o "progetti" - come quelli, tanti, nelle scuole italiane - ma anche a fatti concreti e spesso letteralmente violenti. Pensiamo all'approccio affermativo per far cambiare sesso, e fisico, persino ai bambini, ma anche con veri e propri fatti di cronaca. L'ultimo inquietante caso, riportato dall'edizione online di Tempi, si è verificato a Bernedo, nei Paesi Baschi, in Spagna. Tutto è accaduto nelle due settimane centrali di agosto, al termine delle quali, un nutrito gruppo di adolescenti tra i 13 e i 15 anni hanno sporto denuncia affermando di essere stati costretti a esibirsi nudi durante un campo estivo, sotto gli occhi dei loro accompagnatori e dei loro coetanei. Secondo le ricostruzioni dei genitori, gli animatori avrebbero quindi obbligato i ragazzi a fare la doccia tutti insieme, con la scusa di voler superare gli stereotipi di genere, dunque con l'intento di porre fine alla discriminazione di chi, tra i ragazzi, non si riconosceva né come maschio, né come femmina.<br />I DETTAGLI DELLA VICENDA<br />Il caso, però, non si esaurisce qui. Ulteriori approfondimenti avrebbero svelato che nel medesimo campo estivo, un paio di anni fa, sarebbero state sporte ulteriori denunce per aggressioni sessuali ai danni di tre minori, anche se attualmente la procura generale dei Paesi Baschi dichiara di non aver ricevuto alcuna informazione sul caso. <br />Dopo i fatti riscontrati la scorsa estate, tuttavia, il tribunale di Vitoria ha convocato le tre presunte vittime, dalla cui testimonianza sarebbero emersi ulteriori particolari scabrosi, in particolare docce e camere condivise ed educatrici che giravano in topless per le vie del paese. Persino le richieste di fare la doccia con il costume indosso venivano respinte, mentre alcuni animatori avrebbero anche obbligato i ragazzi che molestavano a farsi la doccia accanto a loro e guai a chi chiedeva l'utilizzo di spogliatoi separati. <br />Non solo: per ottenere lo spuntino, i ragazzi sarebbero stati costretti a succhiare l'alluce dell'educatore e, ciliegina sulla torta, erano presenti specchi imbrattati e inutilizzabili, su uno dei quali era stata raffigurata una donna dalle gambe spalancate, accompagnata dalla scritta "buon appetito". Ai partecipanti al campo, in tutto ciò, veniva proibito di tenere contatti con i genitori, persino in caso di malattia o di infortunio.<br />Un'inchiesta giornalistica spagnola ha svelato che l'organizzazione avrebbe ricevuto fondi pubblici dai consigli provinciali di Álava e Guipúzcoa e, nel frattempo, il ministro della Sicurezza basco Bingen Zupiria ha replicato sostenendo che non si tratterebbe di «un centro educativo né di un campo registrato».<br />LE ASSURDE "GIUSTIFICAZIONI"<br />Non si sono fatte attendere le repliche degli organizzatori, che anziché cercare di discolparsi - le indagini sono ancora in corso - hanno dato delle risposte che sembrano essere addirittura delle giustificazioni e una sottolineatura di quanto sia per loro "normale" tutto ciò. «Non crediamo nella divisione di genere - hanno dichiarato - e crediamo nell'educazione femminista ed egualitaria, e la separazione esclude corpi e identità diverse. Per questo applichiamo la stessa filosofia nelle docce e nelle camere». In tema di molestie, gli animatori affermano: «Siamo preoccupati e disposti a discutere, ma siamo un gruppo di volontari che decide in assemblea: serve tempo per prendere decisioni condivise». In definitiva, gli educatori respingono in toto le accuse pur - a quanto pare - non esplicitamente, autoproclamandosi vittime di «aggressioni transfobiche» e «messaggi d'odio». Al contempo, rivendicano i loro «valori transfemministi, spazi sicuri per tutte le identità e tutti i corpi, coeducazione, rottura degli stereotipi». Le docce, i bagni, le camere e gli spogliatoi misti, quindi, avrebbero come obiettivo quello di «creare ambienti misti più vivibili, proteggere i giovani dalla violenza, desessualizzare la nudità». Assurdo, vergognosamente, ma vero.<br />Una vicenda raccapricciante, quella dei campi estivi baschi, che ovviamente sta tenendo banco nell'opinione pubblica spagnola e ha riportato alla ribalta la spaccatura nel movimento femminista spagnolo. Lidia Falcón, militante espulsa da Izquierda Unida per essersi opposta alla Ley Trans, sottolinea come «il relativismo postmoderno abbia corroso il buon senso e la tutela dei minori». La femminista "dissidente" denuncia quindi come gli abusi perpetrati nel campo estivo di Bernedo siano malcelati da «una narrazione che colpevolizza i genitori se si indignano e accusa i ragazzi stessi di arretratezza se provano disagio. Questa non è educazione, è violenza simbolica e materiale» oltre che un «abuso di potere. Nessuna retorica può nasconderlo», conclude Falcón.<br />]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/68746676</guid><pubDate>Tue, 25 Nov 2025 21:25:22 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/68746676/molestie_e_docce_miste_in_campo_estivo_queer.mp3" length="6038718" type="audio/mpeg"/><itunes:author>BastaBugie</itunes:author><itunes:subtitle>TESTO DELL'ARTICOLO ➜ https://www.bastabugie.it/8363

MOLESTIE E DOCCE MISTE IN CAMPO ESTIVO ESTIVO QUEER di Luca Marcolivio
 
L'ideologia gender è pericolosa. Non solo a parole o "progetti" - come quelli, tanti, nelle scuole italiane - ma anche a...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="https://www.bastabugie.it/8363" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://www.bastabugie.it/8363</a><br /><br />MOLESTIE E DOCCE MISTE IN CAMPO ESTIVO ESTIVO QUEER di Luca Marcolivio<br /> <br />L'ideologia gender è pericolosa. Non solo a parole o "progetti" - come quelli, tanti, nelle scuole italiane - ma anche a fatti concreti e spesso letteralmente violenti. Pensiamo all'approccio affermativo per far cambiare sesso, e fisico, persino ai bambini, ma anche con veri e propri fatti di cronaca. L'ultimo inquietante caso, riportato dall'edizione online di Tempi, si è verificato a Bernedo, nei Paesi Baschi, in Spagna. Tutto è accaduto nelle due settimane centrali di agosto, al termine delle quali, un nutrito gruppo di adolescenti tra i 13 e i 15 anni hanno sporto denuncia affermando di essere stati costretti a esibirsi nudi durante un campo estivo, sotto gli occhi dei loro accompagnatori e dei loro coetanei. Secondo le ricostruzioni dei genitori, gli animatori avrebbero quindi obbligato i ragazzi a fare la doccia tutti insieme, con la scusa di voler superare gli stereotipi di genere, dunque con l'intento di porre fine alla discriminazione di chi, tra i ragazzi, non si riconosceva né come maschio, né come femmina.<br />I DETTAGLI DELLA VICENDA<br />Il caso, però, non si esaurisce qui. Ulteriori approfondimenti avrebbero svelato che nel medesimo campo estivo, un paio di anni fa, sarebbero state sporte ulteriori denunce per aggressioni sessuali ai danni di tre minori, anche se attualmente la procura generale dei Paesi Baschi dichiara di non aver ricevuto alcuna informazione sul caso. <br />Dopo i fatti riscontrati la scorsa estate, tuttavia, il tribunale di Vitoria ha convocato le tre presunte vittime, dalla cui testimonianza sarebbero emersi ulteriori particolari scabrosi, in particolare docce e camere condivise ed educatrici che giravano in topless per le vie del paese. Persino le richieste di fare la doccia con il costume indosso venivano respinte, mentre alcuni animatori avrebbero anche obbligato i ragazzi che molestavano a farsi la doccia accanto a loro e guai a chi chiedeva l'utilizzo di spogliatoi separati. <br />Non solo: per ottenere lo spuntino, i ragazzi sarebbero stati costretti a succhiare l'alluce dell'educatore e, ciliegina sulla torta, erano presenti specchi imbrattati e inutilizzabili, su uno dei quali era stata raffigurata una donna dalle gambe spalancate, accompagnata dalla scritta "buon appetito". Ai partecipanti al campo, in tutto ciò, veniva proibito di tenere contatti con i genitori, persino in caso di malattia o di infortunio.<br />Un'inchiesta giornalistica spagnola ha svelato che l'organizzazione avrebbe ricevuto fondi pubblici dai consigli provinciali di Álava e Guipúzcoa e, nel frattempo, il ministro della Sicurezza basco Bingen Zupiria ha replicato sostenendo che non si tratterebbe di «un centro educativo né di un campo registrato».<br />LE ASSURDE "GIUSTIFICAZIONI"<br />Non si sono fatte attendere le repliche degli organizzatori, che anziché cercare di discolparsi - le indagini sono ancora in corso - hanno dato delle risposte che sembrano essere addirittura delle giustificazioni e una sottolineatura di quanto sia per loro "normale" tutto ciò. «Non crediamo nella divisione di genere - hanno dichiarato - e crediamo nell'educazione femminista ed egualitaria, e la separazione esclude corpi e identità diverse. Per questo applichiamo la stessa filosofia nelle docce e nelle camere». In tema di molestie, gli animatori affermano: «Siamo preoccupati e disposti a discutere, ma siamo un gruppo di volontari che decide in assemblea: serve tempo per prendere decisioni condivise». In definitiva, gli educatori respingono in toto le accuse pur - a quanto pare - non esplicitamente, autoproclamandosi vittime di «aggressioni transfobiche» e «messaggi d'odio». 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Nel caso di specie, coloro che si autodefiniscono lesbiche, gay e bisessuali stavano infatti già manifestando da un po' di tempo la loro contrarietà rispetto a certe derive dell'ideologia di genere, e in special mondo al transessualismo, all'identità di genere e al non-binarismo di uomini e donne. Di qui, non riconoscendosi ormai più nelle istanze della galassia arcobaleno, l'ormai già famosa comunità Lgb International ha annunciato una vera e propria "dichiarazione di indipendenza".<br /><br />LA COMUNITÀ LGB<br />La stessa comunità Lgb l'ha chiamata così, in un video messaggio diffuso online : «Oggi le persone gay, lesbiche e bisessuali hanno una nuova organizzazione globale», si può anche leggere sul social X. In realtà LGB Alliance nasce nel Regno Unito già nel 2019, nell'auspicio di «ricostruire un movimento per le persone che non aderiscono all'ideologia di genere» e allo scopo di «fornire una voce globale per rappresentare le opinioni e sostenere le persone LGB a livello globale, anche presso le agenzie delle Nazioni Unite e le istituzioni multinazionali», secondo quanto si legge sul sito ufficiale. «Sosteniamo i diritti basandoci sulla realtà del sesso biologico e dell'orientamento sessuale, senza alcuna affiliazione politica. Difendiamo la libertà di parola, difendiamo i nostri diritti e interessi e protestiamo contro politiche e pratiche discriminatorie, anche in ambito lavorativo, educativo, abitativo, sanitario, di coppia, familiare e in altri ambiti. Sottolineiamo la doppia discriminazione a cui sono sottoposte le lesbiche (in quanto donne e omosessuali)», scrive ancora la comunità Lgb. <br /><br />LA DIFESA DEI BAMBINI DALLA TRANSIZIONE<br />E ancora, nel corso del breve video, alcuni attivisti si pronunciano con fermezza in difesa del binarismo sessuale e contro l'ideologia di genere: «Diventare da uomo una donna col processo di transizione non fa di te una donna». Di qui, in special modo rispetto all'assunzione di ormoni da parte dei minori con presunta disforia di genere e al processo di transizione, gli stessi denunciano esplicitamente che «i bambini devono essere protetti dai trattamenti medici di transizione». Anche relativamente agli abusi linguistici - dagli asterischi alla schwa - perpetrati dalla galassia arcobaleno in barba alle regole basilari della grammatica affermano con spirito critico: «Ne abbiamo abbastanza di pronomi». Attualmente tale comunità Lgb si è estesa negli Usa, in Canada, Brasile, Colombia, Australia, Islanda e Taiwan ed è presente anche in Spagna, Portogallo, Svezia, Irlanda, Galles, Francia, Danimarca, Finlandia, Bulgaria, Svizzera. <br />Lungi da chi scrive voler in quanto modo avallare alcune delle istanze di cui anche il mondo Lgb si fa portavoce, come il matrimonio egualitario o l'equiparazione di "famiglie" Lgb alla famiglia naturale fondata dall'unione di un uomo e una donna, ma tale spaccatura in seno alla comunità Lgbtqi+ dimostra ancora una volta la fragilità di certe istanze, soprattutto quando sono completamente sganciate dall'ancoraggio alla realtà biologica della natura umana. Il problema, però, è quando tali desideri hanno la pretesa di diventare diritti, per cui si giunge al paradosso che alcuni gruppi e minoranze finiscano con l'esser più tutelate di altre sul piano giuridico.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/68628599</guid><pubDate>Tue, 18 Nov 2025 22:59:01 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/68628599/la_lobby_lgbt.mp3" length="3697311" type="audio/mpeg"/><itunes:author>BastaBugie</itunes:author><itunes:subtitle>TESTO DELL'ARTICOLO ➜ https://www.bastabugie.it/8354

LA LOBBY LGBT VUOLE ABBANDONARE LA ''T'', CIOE' I TRANSESSUALI di Fabio Piemonte
 

Il mondo Lgbtqi+ si spacca e lo sta facendo dal suo interno, anche se non è la prima volta che accade nella...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="https://www.bastabugie.it/8354" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://www.bastabugie.it/8354</a><br /><br />LA LOBBY LGBT VUOLE ABBANDONARE LA ''T'', CIOE' I TRANSESSUALI di Fabio Piemonte<br /> <br /><br />Il mondo Lgbtqi+ si spacca e lo sta facendo dal suo interno, anche se non è la prima volta che accade nella miriade di associazioni che si adoperano per promuovere l'agenda arcobaleno. Nel caso di specie, coloro che si autodefiniscono lesbiche, gay e bisessuali stavano infatti già manifestando da un po' di tempo la loro contrarietà rispetto a certe derive dell'ideologia di genere, e in special mondo al transessualismo, all'identità di genere e al non-binarismo di uomini e donne. Di qui, non riconoscendosi ormai più nelle istanze della galassia arcobaleno, l'ormai già famosa comunità Lgb International ha annunciato una vera e propria "dichiarazione di indipendenza".<br /><br />LA COMUNITÀ LGB<br />La stessa comunità Lgb l'ha chiamata così, in un video messaggio diffuso online : «Oggi le persone gay, lesbiche e bisessuali hanno una nuova organizzazione globale», si può anche leggere sul social X. In realtà LGB Alliance nasce nel Regno Unito già nel 2019, nell'auspicio di «ricostruire un movimento per le persone che non aderiscono all'ideologia di genere» e allo scopo di «fornire una voce globale per rappresentare le opinioni e sostenere le persone LGB a livello globale, anche presso le agenzie delle Nazioni Unite e le istituzioni multinazionali», secondo quanto si legge sul sito ufficiale. «Sosteniamo i diritti basandoci sulla realtà del sesso biologico e dell'orientamento sessuale, senza alcuna affiliazione politica. Difendiamo la libertà di parola, difendiamo i nostri diritti e interessi e protestiamo contro politiche e pratiche discriminatorie, anche in ambito lavorativo, educativo, abitativo, sanitario, di coppia, familiare e in altri ambiti. Sottolineiamo la doppia discriminazione a cui sono sottoposte le lesbiche (in quanto donne e omosessuali)», scrive ancora la comunità Lgb. <br /><br />LA DIFESA DEI BAMBINI DALLA TRANSIZIONE<br />E ancora, nel corso del breve video, alcuni attivisti si pronunciano con fermezza in difesa del binarismo sessuale e contro l'ideologia di genere: «Diventare da uomo una donna col processo di transizione non fa di te una donna». Di qui, in special modo rispetto all'assunzione di ormoni da parte dei minori con presunta disforia di genere e al processo di transizione, gli stessi denunciano esplicitamente che «i bambini devono essere protetti dai trattamenti medici di transizione». Anche relativamente agli abusi linguistici - dagli asterischi alla schwa - perpetrati dalla galassia arcobaleno in barba alle regole basilari della grammatica affermano con spirito critico: «Ne abbiamo abbastanza di pronomi». Attualmente tale comunità Lgb si è estesa negli Usa, in Canada, Brasile, Colombia, Australia, Islanda e Taiwan ed è presente anche in Spagna, Portogallo, Svezia, Irlanda, Galles, Francia, Danimarca, Finlandia, Bulgaria, Svizzera. <br />Lungi da chi scrive voler in quanto modo avallare alcune delle istanze di cui anche il mondo Lgb si fa portavoce, come il matrimonio egualitario o l'equiparazione di "famiglie" Lgb alla famiglia naturale fondata dall'unione di un uomo e una donna, ma tale spaccatura in seno alla comunità Lgbtqi+ dimostra ancora una volta la fragilità di certe istanze, soprattutto quando sono completamente sganciate dall'ancoraggio alla realtà biologica della natura umana. 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Spesso la pratica è cominciata grazie alla fecondazione artificiale (quando anche i venditori di gameti vogliono essere presenti nella vita del figlio). Poi si è estesa a tutti i conviventi che vantano in qualche modo il "diritto" ad avere un figlio.<br />La sentenza ha suscitato un acceso dibattito, che deve però fare i conti con il problema della libertà di parola e religione. A parlare di morale su sesso e matrimonio, in Canada, si rischia di essere accusati di "promozione volontaria dell'odio".<br />Altre province canadesi come Ontario, Terranova e Labrador, Saskatchewan, British Columbia, e anche lo Yukon, hanno già, in varia misura, legalizzato le unioni poliamorose. Del resto, di "troppie" e di promozione del poliamore si parla già da 10 anni almeno. Non solo in Canada, ma anche in Brasile, in Thailandia, in Spagna, in USA (in alcune città del Massachusetts) vengono registrate le unioni "di gruppo" (domestic partnership) tra più di due adulti. In Colombia è stato riconosciuto il diritto alla pensione di reversibilità in una "famiglia poliamorosa". Non si tratta (ancora) di vero e proprio matrimonio civile tra tre o più persone (di sesso vario o simile; quindi è cosa diversa dalla poligamia, dove c'è un uomo maschio con più mogli femmine, tipica dell'Islam), ma siamo sulla "buona" strada.<br />Che il "matrimonio" gay sia stato l'inizio dello sdoganamento delle più varie e fantasiose forme di convivenza si diceva da sempre. "Ma se lo fanno "loro", per "noi", che male c'è?", pontificavano gli illuminati.<br />Giuseppina La Delfa, Fondatrice ed ex presidente di Famiglie Arcobaleno era stata invece molto chiara: «La scienza - la psicologia, l'antropologia, la pedopsichiatria - e anche la sociologia e il diritto ormai» dimostrano che i bambini crescono bene non solo nella "famiglia arcobaleno" ma anche all'intero di "famiglie" composte da una pluralità di genitori: «non importa - assicura La Delfa - se questi siano uno, due o diciotto». <br />Sarà facile anche trovare qualche "scienziato" che approvi l'affidamento di bambini a gruppi dediti al poliamore (per esempio la psichiatria Nanette Gartrell): arriveranno presto o tardi le pubblicazioni "scientifiche" in supporto.<br />Che la famiglia sia una sola - quella fra un uomo e una donna uniti in matrimonio - è una verità data dalla ragione naturale. Ogni mediazione, ogni compromesso, a cominciare dalle unioni civili, vale a far diventare "diritto" quello che è solo capriccio e - nella migliore delle ipotesi - sentimento. Se "love is love", bisogna accettare tutto, se non conta il genere, non conta neanche il numero. E il principio di uguaglianza non si può violare.<br />Chi pensa a una famiglia numerosa, pensa - per esempio - a una famiglia con 4 o 5 figli? Roba vecchia. Roba arcaica e stereotipata. Anche un po' omofoba o quanto meno patriarcale ed eterosessista. <br />Oggi le nuove "famiglie" numerose, quelle che meritano rispetto, tutela sociale e considerazione legale, che vanno prese a modello per le nuove generazioni, hanno magari un solo figlio, ma ben 5 genitori. Come nel caso che abbiamo riportato su questo portale anni fa di due donne e tre uomini olandesi che hanno avuto un bambino: 5 genitori con uguali diritti e responsabilità, tutto a "beneficio" del piccolo. <br />Per i bambini, in fin dei conti, vale il detto più siamo meglio stiamo, no?<br /><br />]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/68318014</guid><pubDate>Tue, 28 Oct 2025 20:28:56 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/68318014/effetti_del_poliamore.mp3" length="5417631" type="audio/mpeg"/><itunes:author>BastaBugie</itunes:author><itunes:subtitle>TESTO DELL'ARTICOLO ➜ https://www.bastabugie.it/8332

EFFETTI DEL POLIAMORE: TRE UOMINI ADOTTANO UNA BAMBINA DI 3 ANNI di Francesca Romana Poleggi
 
In Quebec una bambina di 3 anni è stata data in adozione a una "troppia", un trio di uomini...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="https://www.bastabugie.it/8332" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://www.bastabugie.it/8332</a><br /><br />EFFETTI DEL POLIAMORE: TRE UOMINI ADOTTANO UNA BAMBINA DI 3 ANNI di Francesca Romana Poleggi<br /> <br />In Quebec una bambina di 3 anni è stata data in adozione a una "troppia", un trio di uomini conviventi, "poliamorosi".<br />Per ora sono legalmente riconosciuti genitori della piccola solo due dei tre, ma già è in corso una causa tesa a riconoscere la triplice genitorialità dei tre adottanti.<br />Questa è la conseguenza di una sentenza della Corte Superiore canadese pronunciata all'inizio di quest'anno, che ha affermato che i bambini possono avere più di due "genitori" legali, per non "discriminare" i bambini "multigenitoriali" che così possano godere degli stessi diritti e tutele di quelli delle famiglie con due soli genitori.<br />La multigenitorialità viene riconosciuta oltre che in Canada, in diversi Stati federati Usa (California, Maine, Vermont, Washington State (D.C. di Washington), Connecticut, Delaware, District of Columbia), in Brasile, Argentina, Colombia.<br />Sempre nel "miglior interesse del minore". Spesso la pratica è cominciata grazie alla fecondazione artificiale (quando anche i venditori di gameti vogliono essere presenti nella vita del figlio). Poi si è estesa a tutti i conviventi che vantano in qualche modo il "diritto" ad avere un figlio.<br />La sentenza ha suscitato un acceso dibattito, che deve però fare i conti con il problema della libertà di parola e religione. A parlare di morale su sesso e matrimonio, in Canada, si rischia di essere accusati di "promozione volontaria dell'odio".<br />Altre province canadesi come Ontario, Terranova e Labrador, Saskatchewan, British Columbia, e anche lo Yukon, hanno già, in varia misura, legalizzato le unioni poliamorose. Del resto, di "troppie" e di promozione del poliamore si parla già da 10 anni almeno. Non solo in Canada, ma anche in Brasile, in Thailandia, in Spagna, in USA (in alcune città del Massachusetts) vengono registrate le unioni "di gruppo" (domestic partnership) tra più di due adulti. In Colombia è stato riconosciuto il diritto alla pensione di reversibilità in una "famiglia poliamorosa". Non si tratta (ancora) di vero e proprio matrimonio civile tra tre o più persone (di sesso vario o simile; quindi è cosa diversa dalla poligamia, dove c'è un uomo maschio con più mogli femmine, tipica dell'Islam), ma siamo sulla "buona" strada.<br />Che il "matrimonio" gay sia stato l'inizio dello sdoganamento delle più varie e fantasiose forme di convivenza si diceva da sempre. "Ma se lo fanno "loro", per "noi", che male c'è?", pontificavano gli illuminati.<br />Giuseppina La Delfa, Fondatrice ed ex presidente di Famiglie Arcobaleno era stata invece molto chiara: «La scienza - la psicologia, l'antropologia, la pedopsichiatria - e anche la sociologia e il diritto ormai» dimostrano che i bambini crescono bene non solo nella "famiglia arcobaleno" ma anche all'intero di "famiglie" composte da una pluralità di genitori: «non importa - assicura La Delfa - se questi siano uno, due o diciotto». <br />Sarà facile anche trovare qualche "scienziato" che approvi l'affidamento di bambini a gruppi dediti al poliamore (per esempio la psichiatria Nanette Gartrell): arriveranno presto o tardi le pubblicazioni "scientifiche" in supporto.<br />Che la famiglia sia una sola - quella fra un uomo e una donna uniti in matrimonio - è una verità data dalla ragione naturale. Ogni mediazione, ogni compromesso, a cominciare dalle unioni civili, vale a far diventare "diritto" quello che è solo capriccio e - nella migliore delle ipotesi - sentimento. Se "love is love", bisogna accettare tutto, se non conta il genere, non conta neanche il numero. E il principio di uguaglianza non si può violare.<br />Chi pensa a una famiglia numerosa, pensa - per esempio - a una famiglia con 4 o 5 figli? Roba vecchia. Roba arcaica e stereotipata. Anche un...]]></itunes:summary><itunes:duration>339</itunes:duration><itunes:keywords>adozione,poliamore,tribunale,triplicegenitorialità,troppia</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/c83dab67fe973837751da79335c1ef29.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Le lobby gay gridano: "Meta è ora un'azienda anti-Lgbtq"</title><link>https://www.spreaker.com/episode/le-lobby-gay-gridano-meta-e-ora-un-azienda-anti-lgbtq--68052145</link><description><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="https://www.bastabugie.it/8320" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://www.bastabugie.it/8320</a><br /><br />LE LOBBY GAY GRIDANO: ''META E' ORA UN'AZIENDA ANTI-LGBTQ'' di Fabio Piemonte<br /> <br />Niente più chat a tema con colori o simboli transgender o non binari. Meta, il colosso dei social network, ha infatti recentemente rimosso le opzioni di chat per chi si autoproclami transgender e non binario dall'app Messenger. Tali temi, ispirati alle bandiere del Pride, erano stati introdotti nel 2021 e nel 2022 per celebrare il Mese dell'orgoglio Lgbtqi+ e la Giornata internazionale delle persone "non binarie". Naturalmente le lobby che promuovono l'ideologia di genere e i loro strenui sostenitori non hanno gradito tale rimozione. «Meta è ora un'azienda anti-Lgbtq», hanno infatti prontamente dichiarato costoro in segno di protesta contro le nuove policy dell'azienda.<br />Questa decisione rientra in un piano strategico più ampio di cambiamento nelle politiche di Meta, che include l'interruzione dei suoi programmi di diversità, equità e inclusione (DEI) e la modifica delle Linee guida per la moderazione dei contenuti. In particolare l'azienda di Zuckerberg ha allentato alcune restrizioni a tutela della libertà di pensiero e di espressione, consentendo ora anche la possibilità di appellare le persone che orbitano nella galassia LGBTQ+ quali «disturbate sul piano psicologico» in base al loro orientamento sessuale.<br />Relativamente all'ideologia di genere e ai suoi dettami mainstream Zuckerberg non è l'unico che negli ultimi tempi ha quanto meno invertito leggermente la rotta. Per esempio anche il patron di Tesla e del social X Elon Musk ha denunciato a più riprese di esser stato vittima di un inganno subdolo, incriminando proprio la dittatura del politicamente corretto su questi temi: «Non mi è stato spiegato che i bloccanti della pubertà sono in realtà solo farmaci sterilizzanti. Così ho perso mio figlio. Lo chiamano 'deadnaming' per un motivo, ossia perché tuo figlio è morto, quindi mio figlio Xavier è morto, ucciso dal virus della cultura woke». Insomma, a quanto pare anche il Ceo di Facebook ha ormai compreso che il vento oltreoceano e in Europa sta cambiando, poiché sulle macerie dell'ideologia di genere sta tornando a risplendere il senso di realtà che annuncia un'evidenza palese: nessuno nasce nel corpo sbagliato perché la verità dell'essere umano è scritta nei cromosomi e in ogni cellula del suo corpo.<br />Pertanto ciascuno deve poter essere libero di esprimersi nel rispetto della dignità propria e del suo interlocutore, senza l'obbligo di dover adoperare forzatamente parole ipocritamente inclusive, vuote etichette "politicamente corrette" e soltanto ideologiche in salsa gender che - alla stregua di asterischi e schwa - stanno ormai stancando anche chi le adopera in maniera corrente magari solo per stare al passo con i tempi. Ma si sa, i tempi e le mode passano, la verità resta.<br />Nota di BastaBugie: nell'articolo seguente dal titolo "Gli LGBT delinquono di più" si spiega perché secondo una ricerca scientifica le persone omosessuali delinquono il doppio rispetto alla restante popolazione. Il triplo se sono transessuali.<br />Ecco l'articolo completo pubblicato su La Nuova Bussola Quotidiana il 12 novembre 2024:<br />La sovrarappresentazione delle persone che si identificano come LGBTQ+ nel Sistema giuridico penale è stato redatto per conto della Safety and Justice Challenge da Jane Hereth, Assistant Professor of Social Work presso l'Helen Bader School of Social Welfare dell'Università del Wisconsin-Milwaukee.<br />I dati che fornisce questo rapporto sono sorprendenti. Nel 2022, ultimo anno in cui sono disponibili dei dati a carattere nazionale, il 9% della popolazione carceraria statunitense è costituita da persone LGBT. Eppure negli States le persone LGBT sono il 4,5%. Dunque, proporzionalmente, le persone LGBT che delinquono sono il doppio rispetto alla popolazione non LGBT. Se poi andiamo ad analizzare la popolazione giovanile scopriamo che il 20% della popolazione carceraria è costituita da giovani LGBT. Fuori dalle carceri la percentuale di giovani LGBT è del 9,5%. Anche in questo caso abbiamo il doppio di possibilità che una persona LGBT delinqua.<br />Categoria soggetta particolarmente alla detenzione sono i transessuali (nel caso di specie: uomini che si sentono donne). Il 16% di costoro afferma di aver trascorso del tempo in carcere. La media negli States per persone non transessuali è il 5%. Più del triplo dunque. Interessante poi quest'ultimo dato: il 40% dei giovani senzatetto è LGBT.<br />Perché le persone LGBT delinquono di più? Non c'entra nulla la discriminazione o l'emarginazione sociale, bensì il fatto che disordine porta disordine. Il disordine morale e quindi antropologico dell'omosessualità e della transessualità espone queste persone a vivere una esistenza altrettanto disordinata e dunque a volte anche al di là della legalità. Prova ne è la percentuale di persone LGBT tra i senzatetto. La mancanza di ordine nella propria esistenza può spingere ai margini della società, vivendo nella povertà e nell'illegalità. Se poi andiamo ad analizzare solo le persone trans, come evidenzia il rapporto, spesso costoro si prostituiscono e quindi vengono arrestate.<br /><br />]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/68052145</guid><pubDate>Tue, 07 Oct 2025 19:41:36 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/68052145/le_lobby_gay_gridano_meta_e_ora_un_azienda_anti_lgbtq.mp3" length="6469216" type="audio/mpeg"/><itunes:author>BastaBugie</itunes:author><itunes:subtitle>TESTO DELL'ARTICOLO ➜ https://www.bastabugie.it/8320

LE LOBBY GAY GRIDANO: ''META E' ORA UN'AZIENDA ANTI-LGBTQ'' di Fabio Piemonte
 
Niente più chat a tema con colori o simboli transgender o non binari. Meta, il colosso dei social network, ha infatti...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="https://www.bastabugie.it/8320" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://www.bastabugie.it/8320</a><br /><br />LE LOBBY GAY GRIDANO: ''META E' ORA UN'AZIENDA ANTI-LGBTQ'' di Fabio Piemonte<br /> <br />Niente più chat a tema con colori o simboli transgender o non binari. Meta, il colosso dei social network, ha infatti recentemente rimosso le opzioni di chat per chi si autoproclami transgender e non binario dall'app Messenger. Tali temi, ispirati alle bandiere del Pride, erano stati introdotti nel 2021 e nel 2022 per celebrare il Mese dell'orgoglio Lgbtqi+ e la Giornata internazionale delle persone "non binarie". Naturalmente le lobby che promuovono l'ideologia di genere e i loro strenui sostenitori non hanno gradito tale rimozione. «Meta è ora un'azienda anti-Lgbtq», hanno infatti prontamente dichiarato costoro in segno di protesta contro le nuove policy dell'azienda.<br />Questa decisione rientra in un piano strategico più ampio di cambiamento nelle politiche di Meta, che include l'interruzione dei suoi programmi di diversità, equità e inclusione (DEI) e la modifica delle Linee guida per la moderazione dei contenuti. In particolare l'azienda di Zuckerberg ha allentato alcune restrizioni a tutela della libertà di pensiero e di espressione, consentendo ora anche la possibilità di appellare le persone che orbitano nella galassia LGBTQ+ quali «disturbate sul piano psicologico» in base al loro orientamento sessuale.<br />Relativamente all'ideologia di genere e ai suoi dettami mainstream Zuckerberg non è l'unico che negli ultimi tempi ha quanto meno invertito leggermente la rotta. Per esempio anche il patron di Tesla e del social X Elon Musk ha denunciato a più riprese di esser stato vittima di un inganno subdolo, incriminando proprio la dittatura del politicamente corretto su questi temi: «Non mi è stato spiegato che i bloccanti della pubertà sono in realtà solo farmaci sterilizzanti. Così ho perso mio figlio. Lo chiamano 'deadnaming' per un motivo, ossia perché tuo figlio è morto, quindi mio figlio Xavier è morto, ucciso dal virus della cultura woke». Insomma, a quanto pare anche il Ceo di Facebook ha ormai compreso che il vento oltreoceano e in Europa sta cambiando, poiché sulle macerie dell'ideologia di genere sta tornando a risplendere il senso di realtà che annuncia un'evidenza palese: nessuno nasce nel corpo sbagliato perché la verità dell'essere umano è scritta nei cromosomi e in ogni cellula del suo corpo.<br />Pertanto ciascuno deve poter essere libero di esprimersi nel rispetto della dignità propria e del suo interlocutore, senza l'obbligo di dover adoperare forzatamente parole ipocritamente inclusive, vuote etichette "politicamente corrette" e soltanto ideologiche in salsa gender che - alla stregua di asterischi e schwa - stanno ormai stancando anche chi le adopera in maniera corrente magari solo per stare al passo con i tempi. Ma si sa, i tempi e le mode passano, la verità resta.<br />Nota di BastaBugie: nell'articolo seguente dal titolo "Gli LGBT delinquono di più" si spiega perché secondo una ricerca scientifica le persone omosessuali delinquono il doppio rispetto alla restante popolazione. Il triplo se sono transessuali.<br />Ecco l'articolo completo pubblicato su La Nuova Bussola Quotidiana il 12 novembre 2024:<br />La sovrarappresentazione delle persone che si identificano come LGBTQ+ nel Sistema giuridico penale è stato redatto per conto della Safety and Justice Challenge da Jane Hereth, Assistant Professor of Social Work presso l'Helen Bader School of Social Welfare dell'Università del Wisconsin-Milwaukee.<br />I dati che fornisce questo rapporto sono sorprendenti. Nel 2022, ultimo anno in cui sono disponibili dei dati a carattere nazionale, il 9% della popolazione carceraria statunitense è costituita da persone LGBT. Eppure negli States le persone LGBT sono il 4,5%. Dunque, proporzionalmente, le persone LGBT che delinquono sono il doppio rispetto alla popolazione non...]]></itunes:summary><itunes:duration>405</itunes:duration><itunes:keywords>delinquere,lgbt,lobby,meta,ricercascientifica</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/44ae3b14015659befca57c0a3a1d7513.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Anche il Pentagono vieta i libri LGBT per bambini</title><link>https://www.spreaker.com/episode/anche-il-pentagono-vieta-i-libri-lgbt-per-bambini--67602606</link><description><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="https://www.bastabugie.it/8279" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://www.bastabugie.it/8279</a><br /><br />ANCHE IL PENTAGONO VIETA I LIBRI LGBT PER BAMBINI<br /> <br />Una lista di ben 596 libri è stata ufficialmente vietata nelle scuole statunitensi gestite dal Pentagono. A renderla pubblica è stato un tribunale distrettuale federale l'11 luglio scorso, nell'ambito di una causa avviata dall'ACLu - un'organizzazione non governativa che mira a difendere i diritti e le libertà negli Stati Uniti) contro il Dipartimento dell'Istruzione della Difesa (DoDEA).<br />Gran parte dei titoli censiti propone contenuti a sfondo sessuale o ideologico Lgbt+ rivolti esplicitamente ai bambini, con la scusa di promuovere la "diversità" e l'"inclusione", però in chiave ideologica e diffonde visioni progressiste radicali sulle questioni sociali. Tra questi, si trovano libri come "My Dad Thinks I'm a Boy?!", che racconta la storia di un bambino transessuale in conflitto con il padre, o testi come "Sex Is a Funny Word", destinato a bambini tra gli 8 e i 10 anni, che parla apertamente di sessualità, corpo e identità di genere. Non mancano biografie su drag queen e personaggi transgender scritte per l'infanzia.<br />TUTELARE I FIGLI DEI MILITARI<br />L'iniziativa, fortemente sostenuta da esponenti dell'amministrazione Trump, intende tutelare i figli dei militari da un vero e proprio indottrinamento ideologico. «Le scuole del DoDEA non sono il parco giochi degli attivisti della sinistra radicale» ha affermato Nicole Kiprilov, direttrice di DOD Watch, che ha denunciato il tentativo sistematico di confondere i bambini sulla propria identità e di imporre una visione del mondo in contrasto con i valori fondamentali di famiglia, sacrificio e amore per la patria. L'obiettivo non è impedire il dibattito culturale, ma fermare la propaganda che mina la crescita sana e serena dei più piccoli.<br />Mentre in Italia l'ideologia gender avanza indisturbata nelle scuole, spesso con la complicità delle istituzioni e nell'assenza di un consenso informato reale da parte delle famiglie (per questo è in discussione in Parlamento un disegno di legge ad hoc), l'azione del Pentagono rappresenta un segnale chiaro e coraggioso. Proteggere l'infanzia da contenuti sessualizzati, da narrazioni confuse sull'identità e da pressioni ideologiche non è "censura", ma dovere morale. Anche da noi è urgente un simile cambio di passo: per difendere la libertà educativa dei genitori e il diritto dei bambini a un'educazione fondata sulla verità e sul rispetto del loro sviluppo naturale.<br />OSPEDALE DI WASHINGTON: STOP "FARMACI TRANSGENDER" PER BAMBINI<br />Il Children's National Hospital di Washington, uno dei più importanti ospedali pediatrici degli Stati Uniti, ha annunciato ufficialmente che dal 30 agosto 2025 interromperà la prescrizione di farmaci per la "transizione di genere" ai minori. Una svolta tanto significativa quanto attesa, motivata «dall'aumento dei rischi legali e normativi» per l'ospedale, per i medici coinvolti e per le famiglie. La comunicazione è apparsa direttamente sul sito del centro ospedaliero, nella sezione dedicata al "Programma di sviluppo del genere", e rappresenta un importante passo indietro rispetto a quelle pratiche mediche che, dietro il falso mito dell'autodeterminazione, compromettono la salute fisica e psicologica dei bambini. L'ospedale continuerà a fornire supporto psicologico, ma ha chiarito che non verranno più somministrati ormoni o farmaci per bloccare la pubertà a giovani pazienti.<br />Il cambio di rotta avviene pochi mesi dopo l'azione decisa del presidente Usa Donald Trump, che ha firmato un ordine esecutivo intitolato "Proteggere i bambini dalle mutilazioni chimiche e chirurgiche". Il provvedimento, infatti, stabilisce che il governo federale non finanzierà, promuoverà né sosterrà in alcun modo la "transizione" di un minore, e si impegnerà a far rispettare con fermezza le leggi contro questi trattamenti spesso distruttivi e irreversibili. Il documento denuncia anche la mancanza di rigore scientifico delle linee guida promosse da organizzazioni internazionali come la WPATH, spesso invocate per giustificare questi interventi.<br />La decisione del Children's National Hospital arriva in un contesto sempre più attento ai rischi dell'ideologia gender applicata alla medicina. Il Dipartimento di Giustizia statunitense, per esempio, ha recentemente inviato oltre 20 mandati di comparizione a medici e cliniche coinvolti in pratiche di "transizione" sui minori. «I professionisti che hanno mutilato bambini in nome di un'ideologia distorta saranno chiamati a rispondere», ha dichiarato la Procuratrice Generale Pamela Bondi, come riferisce il portale di informazione Breitbart. Si tratta dunque di un segnale forte a tutela dei più piccoli e del diritto di crescere senza pressioni ideologiche. È auspicabile che anche in Europa - e in Italia (pensiamo allo scandalo dell'Ospedale Careggi di Firenze) - si seguano questi esempi di coraggio e responsabilità, abbandonando la follia di trattamenti invasivi su bambini spesso confusi e quindi molto vulnerabili.<br />]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/67602606</guid><pubDate>Tue, 02 Sep 2025 21:54:35 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/67602606/anche_il_pentagono_vieta_i_libri_lgbt_per_bambini.mp3" length="7051433" type="audio/mpeg"/><itunes:author>BastaBugie</itunes:author><itunes:subtitle>TESTO DELL'ARTICOLO ➜ https://www.bastabugie.it/8279

ANCHE IL PENTAGONO VIETA I LIBRI LGBT PER BAMBINI
 
Una lista di ben 596 libri è stata ufficialmente vietata nelle scuole statunitensi gestite dal Pentagono. A renderla pubblica è stato un...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="https://www.bastabugie.it/8279" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://www.bastabugie.it/8279</a><br /><br />ANCHE IL PENTAGONO VIETA I LIBRI LGBT PER BAMBINI<br /> <br />Una lista di ben 596 libri è stata ufficialmente vietata nelle scuole statunitensi gestite dal Pentagono. A renderla pubblica è stato un tribunale distrettuale federale l'11 luglio scorso, nell'ambito di una causa avviata dall'ACLu - un'organizzazione non governativa che mira a difendere i diritti e le libertà negli Stati Uniti) contro il Dipartimento dell'Istruzione della Difesa (DoDEA).<br />Gran parte dei titoli censiti propone contenuti a sfondo sessuale o ideologico Lgbt+ rivolti esplicitamente ai bambini, con la scusa di promuovere la "diversità" e l'"inclusione", però in chiave ideologica e diffonde visioni progressiste radicali sulle questioni sociali. Tra questi, si trovano libri come "My Dad Thinks I'm a Boy?!", che racconta la storia di un bambino transessuale in conflitto con il padre, o testi come "Sex Is a Funny Word", destinato a bambini tra gli 8 e i 10 anni, che parla apertamente di sessualità, corpo e identità di genere. Non mancano biografie su drag queen e personaggi transgender scritte per l'infanzia.<br />TUTELARE I FIGLI DEI MILITARI<br />L'iniziativa, fortemente sostenuta da esponenti dell'amministrazione Trump, intende tutelare i figli dei militari da un vero e proprio indottrinamento ideologico. «Le scuole del DoDEA non sono il parco giochi degli attivisti della sinistra radicale» ha affermato Nicole Kiprilov, direttrice di DOD Watch, che ha denunciato il tentativo sistematico di confondere i bambini sulla propria identità e di imporre una visione del mondo in contrasto con i valori fondamentali di famiglia, sacrificio e amore per la patria. L'obiettivo non è impedire il dibattito culturale, ma fermare la propaganda che mina la crescita sana e serena dei più piccoli.<br />Mentre in Italia l'ideologia gender avanza indisturbata nelle scuole, spesso con la complicità delle istituzioni e nell'assenza di un consenso informato reale da parte delle famiglie (per questo è in discussione in Parlamento un disegno di legge ad hoc), l'azione del Pentagono rappresenta un segnale chiaro e coraggioso. Proteggere l'infanzia da contenuti sessualizzati, da narrazioni confuse sull'identità e da pressioni ideologiche non è "censura", ma dovere morale. Anche da noi è urgente un simile cambio di passo: per difendere la libertà educativa dei genitori e il diritto dei bambini a un'educazione fondata sulla verità e sul rispetto del loro sviluppo naturale.<br />OSPEDALE DI WASHINGTON: STOP "FARMACI TRANSGENDER" PER BAMBINI<br />Il Children's National Hospital di Washington, uno dei più importanti ospedali pediatrici degli Stati Uniti, ha annunciato ufficialmente che dal 30 agosto 2025 interromperà la prescrizione di farmaci per la "transizione di genere" ai minori. Una svolta tanto significativa quanto attesa, motivata «dall'aumento dei rischi legali e normativi» per l'ospedale, per i medici coinvolti e per le famiglie. La comunicazione è apparsa direttamente sul sito del centro ospedaliero, nella sezione dedicata al "Programma di sviluppo del genere", e rappresenta un importante passo indietro rispetto a quelle pratiche mediche che, dietro il falso mito dell'autodeterminazione, compromettono la salute fisica e psicologica dei bambini. L'ospedale continuerà a fornire supporto psicologico, ma ha chiarito che non verranno più somministrati ormoni o farmaci per bloccare la pubertà a giovani pazienti.<br />Il cambio di rotta avviene pochi mesi dopo l'azione decisa del presidente Usa Donald Trump, che ha firmato un ordine esecutivo intitolato "Proteggere i bambini dalle mutilazioni chimiche e chirurgiche". Il provvedimento, infatti, stabilisce che il governo federale non finanzierà, promuoverà né sosterrà in alcun modo la "transizione" di un minore, e si impegnerà a far rispettare con fermezza le leggi contro questi...]]></itunes:summary><itunes:duration>441</itunes:duration><itunes:keywords>farmaci,librilgbt,pentagono,propaganda,trump</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/1c479f76142a85fe2d2cd9747920cfeb.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Svolta storica nello sport femminile: cancellate le vittorie del trans Lia Thomas</title><link>https://www.spreaker.com/episode/svolta-storica-nello-sport-femminile-cancellate-le-vittorie-del-trans-lia-thomas--67078679</link><description><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="https://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=8233" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://www.bastabugie.it/8233</a><br /><br />SVOLTA STORICA NELLO SPORT FEMMINILE: CANCELLATE LE VITTORIE DEL TRANSGENDER LIA THOMAS<br /> <br />Dopo anni di polemiche, proteste e richieste di giustizia da parte di atlete e organizzazioni sportive, l'Università della Pennsylvania (UPenn) ha finalmente riconosciuto di aver violato il Title IX - la legge federale americana che vieta ogni discriminazione sessuale negli ambienti educativi - permettendo al nuotatore transgender Lia Thomas, nato uomo, di gareggiare contro le ragazze nei campionati femminili di nuoto.<br />L'annuncio è arrivato con una comunicazione ufficiale del Dipartimento dell'Istruzione degli Stati Uniti, che ha reso pubblico l'Accordo di Risoluzione sottoscritto da UPenn dopo un'indagine condotta dall'Office for Civil Rights (OCR). Un'indagine che ha certificato come l'ammissione di Thomas alle competizioni e agli spogliatoi femminili rappresentasse una violazione dei diritti delle atlete donne, costrette a subire una sistematica ingiustizia sportiva nel nome dell'ideologia Lgbtqia+<br />Ora l'Università della Pennsylvania si è impegnata formalmente a: revocare i titoli e i record ottenuti da Lia Thomas nelle competizioni femminili e restituirli alle legittime vincitrici; chiedere scusa personalmente, con una lettera ufficiale, a ciascuna delle nuotatrici coinvolte; dichiarare pubblicamente il proprio impegno a non ammettere mai più uomini biologici nei programmi atletici femminili e a vietarne l'accesso agli spazi riservati alle donne; adottare definizioni basate solo sulla biologia per le parole "maschio" e "femmina", in linea con il Title IX e con gli Ordini Esecutivi firmati dall'Amministrazione Trump ("Defending Women from Gender Ideology Extremism" e "Keeping Men Out of Women's Sports").<br />Si tratta di una vera e propria inversione di rotta: per la prima volta, infatti, un'istituzione accademica ammette pubblicamente l'errore di aver favorito un atleta maschio a danno di atlete donne, riportando al centro la verità biologica e il diritto alla pari dignità nello sport. Tra le principali sostenitrici di questa battaglia vi è stata Paula Scanlan, nuotatrice ed ex studentessa dell'Università della Pennsylvania, che ha gareggiato proprio contro Thomas: Scanlan ha più volte denunciato la situazione paradossale vissuta dalle ragazze: «Oggi è un giorno importante per sanare le ferite subite da noi atlete e restituire allo sport femminile la sua legittimità», ha dichiarato. Al suo fianco anche Riley Gaines, ex campionessa universitaria, da tempo impegnata nella difesa della categoria femminile: «È la prova che le istituzioni possono cambiare direzione, se la verità viene detta con coraggio».<br />Questa notizia rappresenta un precedente cruciale a livello internazionale. Dimostra che è possibile - e doveroso - difendere lo sport femminile dalle derive ideologiche del gender e del transattivismo, che hanno permesso a uomini biologici di invadere spazi, categorie e competizioni femminili, compromettendo salute, dignità e meritocrazia. Un precedente che chiama in causa anche casi europei come quello della pugile algerina Imane Khelif, che ha vinto la medaglia d'oro alle Olimpiadi di Parigi 2024 nella categoria femminile nonostante gli elevatissimi livelli di testosterone, o quello - in Italia - di Valentina Petrillo, uomo biologico che ha sottratto podi e medaglie alle donne nelle gare paralimpiche femminili. Anche questi casi meritano lo stesso trattamento ricevuto oggi da Lia Thomas: ripristinare la verità biologica, restituire giustizia e medaglie alle donne, dunque proteggere lo sport.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/67078679</guid><pubDate>Wed, 23 Jul 2025 07:58:28 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/67078679/svolta_storica_nello_sport_femminile.mp3" length="3540576" type="audio/mpeg"/><itunes:author>BastaBugie</itunes:author><itunes:subtitle>TESTO DELL'ARTICOLO ➜ https://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=8233

SVOLTA STORICA NELLO SPORT FEMMINILE: CANCELLATE LE VITTORIE DEL TRANSGENDER LIA THOMAS
 
Dopo anni di polemiche, proteste e richieste di giustizia da parte di atlete e...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="https://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=8233" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://www.bastabugie.it/8233</a><br /><br />SVOLTA STORICA NELLO SPORT FEMMINILE: CANCELLATE LE VITTORIE DEL TRANSGENDER LIA THOMAS<br /> <br />Dopo anni di polemiche, proteste e richieste di giustizia da parte di atlete e organizzazioni sportive, l'Università della Pennsylvania (UPenn) ha finalmente riconosciuto di aver violato il Title IX - la legge federale americana che vieta ogni discriminazione sessuale negli ambienti educativi - permettendo al nuotatore transgender Lia Thomas, nato uomo, di gareggiare contro le ragazze nei campionati femminili di nuoto.<br />L'annuncio è arrivato con una comunicazione ufficiale del Dipartimento dell'Istruzione degli Stati Uniti, che ha reso pubblico l'Accordo di Risoluzione sottoscritto da UPenn dopo un'indagine condotta dall'Office for Civil Rights (OCR). Un'indagine che ha certificato come l'ammissione di Thomas alle competizioni e agli spogliatoi femminili rappresentasse una violazione dei diritti delle atlete donne, costrette a subire una sistematica ingiustizia sportiva nel nome dell'ideologia Lgbtqia+<br />Ora l'Università della Pennsylvania si è impegnata formalmente a: revocare i titoli e i record ottenuti da Lia Thomas nelle competizioni femminili e restituirli alle legittime vincitrici; chiedere scusa personalmente, con una lettera ufficiale, a ciascuna delle nuotatrici coinvolte; dichiarare pubblicamente il proprio impegno a non ammettere mai più uomini biologici nei programmi atletici femminili e a vietarne l'accesso agli spazi riservati alle donne; adottare definizioni basate solo sulla biologia per le parole "maschio" e "femmina", in linea con il Title IX e con gli Ordini Esecutivi firmati dall'Amministrazione Trump ("Defending Women from Gender Ideology Extremism" e "Keeping Men Out of Women's Sports").<br />Si tratta di una vera e propria inversione di rotta: per la prima volta, infatti, un'istituzione accademica ammette pubblicamente l'errore di aver favorito un atleta maschio a danno di atlete donne, riportando al centro la verità biologica e il diritto alla pari dignità nello sport. Tra le principali sostenitrici di questa battaglia vi è stata Paula Scanlan, nuotatrice ed ex studentessa dell'Università della Pennsylvania, che ha gareggiato proprio contro Thomas: Scanlan ha più volte denunciato la situazione paradossale vissuta dalle ragazze: «Oggi è un giorno importante per sanare le ferite subite da noi atlete e restituire allo sport femminile la sua legittimità», ha dichiarato. Al suo fianco anche Riley Gaines, ex campionessa universitaria, da tempo impegnata nella difesa della categoria femminile: «È la prova che le istituzioni possono cambiare direzione, se la verità viene detta con coraggio».<br />Questa notizia rappresenta un precedente cruciale a livello internazionale. Dimostra che è possibile - e doveroso - difendere lo sport femminile dalle derive ideologiche del gender e del transattivismo, che hanno permesso a uomini biologici di invadere spazi, categorie e competizioni femminili, compromettendo salute, dignità e meritocrazia. Un precedente che chiama in causa anche casi europei come quello della pugile algerina Imane Khelif, che ha vinto la medaglia d'oro alle Olimpiadi di Parigi 2024 nella categoria femminile nonostante gli elevatissimi livelli di testosterone, o quello - in Italia - di Valentina Petrillo, uomo biologico che ha sottratto podi e medaglie alle donne nelle gare paralimpiche femminili. Anche questi casi meritano lo stesso trattamento ricevuto oggi da Lia Thomas: ripristinare la verità biologica, restituire giustizia e medaglie alle donne, dunque proteggere lo sport.]]></itunes:summary><itunes:duration>222</itunes:duration><itunes:keywords>costume,disparità,sportfemminile,svolta,thomas</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/66ba35c7e9c6a3ed87346330dc6eac7d.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Cosa è successo nei gay pride di giugno (e perchè sono da vietare)</title><link>https://www.spreaker.com/episode/cosa-e-successo-nei-gay-pride-di-giugno-e-perche-sono-da-vietare--66826067</link><description><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="https://www.bastabugie.it/8214" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://www.bastabugie.it/8214</a><br /><br />COSA E' SUCCESSO NEI GAY PRIDE DI GIUGNO (E PERCHE' SONO DA VIETATARE) di Luca Marcolivio<br /> <br />Chi ancora ritenesse i Gay Pride manifestazioni pittoresche ma, tutto sommato, pacifiche e a difesa della libertà di espressione, è stato smentito per l'ennesima volta. Per l'ennesimo anno. Gli eventi che si sono svolti in diverse città d'Italia nel corso di questo giugno - ormai da anni "elevato" a cosiddetto mese dell'orgoglio - hanno confermato i reali contenuti dei Pride: irrisioni gratuite, gesti offensivi verso il comune senso del pudore, blasfemia, violenze verbali verso politica e mondo pro life. Ma anche e soprattutto alcune aggravanti: migliaia di soldi pubblici stanziati e, in alcuni casi, dei patrocini politici da chi non ti aspetti...<br />La pericolosità dei Pride è in primo luogo nelle esplicite richieste per un cambiamento antropologico, politico e legislativo. Questo aspetto è rintracciabile nei vari manifesti presentati in occasione di tutti i cortei che hanno sfilato nel nostro Paese, a partire dall'identità di genere, passando per la transizione di genere per i minori, per i bagni "neutral gender" e per le competizioni sportive aperte alle persone transessuali, fino ad arrivare a una delle aberrazioni più grandi: l'utero in affitto. Ma non solo, anche istanze come il matrimonio egualitario, l'adozione per coppie dello stesso sesso, perfino la poligamia, il poliamore e la cosiddetta "anarchia relazionale".<br />MIGLIAIA DI EURO DEI CONTRIBUENTI<br />La macchina organizzativa dei Pride è alimentata tanto dal denaro delle lobby quanto dal finanziamento pubblico che, in primis, arriva dalle amministrazioni comunali di sinistra. Prima tra tutti, il Comune di Roma: per il Pride della Capitale, infatti, la giunta Gualtieri ha stanziato almeno 80.000 euro, violando così il principio per cui le pubbliche istituzioni dovrebbero finanziare soltanto le iniziative di «pubblico interesse» e non quelle politiche. Roberto Gualtieri, oltretutto, è uno dei sindaci italiani più apertamente favorevoli alle lobby Lgbt+, sia sul piano simbolico (è stato in prima fila con tanto di fascia tricolore durante il Pride romano dello scorso 14 giugno), sia sul piano politico amministrativo (si pensi alla trascrizione anagrafica di bambini come "figli di due mamme", ai progetti gender nelle scuole finanziati con ben 420.000 euro e all'ormai, ahinoi, famoso Ufficio per i diritti Lgbt+ del Comune).<br />Anche in Calabria, a Catanzaro - giusto per citare un altro dei moltissimi esempi che si potrebbero fare - il Comune ha concesso il patrocinio al Pride locale ma ha anche finanziato il progetto Road to Pride 2026, promosso da Arciequa Catanzaro Aps, con 2.000 euro precedentemente destinati alle manifestazioni scolastiche, per foraggiare esplicitamente un'iniziativa di questi giorni in vista del Pride dell'anno prossimo.<br />Spostandoci in Toscana, invece, in preparazione al Pride di Prato, che si è svolto il 21 giugno, in un evento collaterale a Pontedera, in provincia di Pisa, del 14 giugno, sono stati coinvolti «bambinə» dai 6 anni in su, sdoganando l'idea che i minori possano essere «senza genere» o «non binari». Più in generale, inoltre, il Manifesto politico del Toscana Pride ha promosso l'utero in affitto, la poligamia, l'«anarchia relazionale», la carriera alias e i «centri specializzati per percorsi di affermazione di genere» per gli «adolescenti ancora minorenni», in barba ai tanti dubbi e problemi emersi all'Ospedale Careggi di Firenze proprio sull'uso e sulla somministrazione del farmaco bloccante della pubertà Triptorelina.<br />CENTRODESTRA E ORDINI PROFESSIONALI: I PATROCINI DELLA DISCORDIA<br />Altro punto di forza dei Pride è l'appoggio, forse inaspettato ma sicuramente incoerente e vergognoso, di alcuni ordini professionali. In particolare, il Torino Pride che si è celebrato lo scorso 7 giugno, ha ottenuto il patrocinio dell'ordine provinciale dei Medici e dell'ordine regionale piemontese degli Psicologi. A riguardo, entrambe le categorie professionali affermano di battersi per la non discriminazione e per la tutela dell'identità psicofisica dei minori, salvo poi avallare una manifestazione - appunto il Pride - che spinge per mettere in atto protocolli di cura particolarmente invasivi sul corpo degli adolescenti e sul loro equilibrio ormonale.<br />Il sostegno ai Pride, come accennato, arriva in prevalenza dalle amministrazioni comunali di centrosinistra, ma quest'anno hanno fatto capolino alcune giunte di centrodestra, in netto contrasto alle politiche nazionali dei propri partiti e dunque tradendo palesemente i propri elettori. Stiamo parlando di Alessandro Tomasi (di Fratelli d'Italia), che, in qualità di sindaco di Pistoia, ha concesso il patrocinio (sia pure gratuito) al Pride, mettendo fortemente a rischio il sostegno del proprio elettorato in vista di una sua possibile candidatura a presidente della Regione Toscana alle elezioni del prossimo autunno. A seguire il - cattivo - esempio del suo collega anche il sindaco di Piombino, sempre in Toscana e sempre di Fratelli d'Italia, Francesco Ferrari, che per il secondo anno di fila ha patrocinato il Rainbow Pride Fest 2025 - che si terrà dal 3 al 6 luglio - a Riotorto e che prevede tra l'altro anche una "area Kids" per i bambini.<br />L'istituzionalizzazione dei Pride, in definitiva, è uno degli strumenti più pericolosi e subdoli a beneficio dell'ideologia Lgbt+. Sarà quindi molto difficile che la deriva gender possa arrestarsi finché potrà godere di un così continuativo flusso di cassa di denaro pubblico e di una propaganda martellante che piove dall'alto, cioè da quella politica che, invece, dovrebbe rappresentare le vere istanze della società civile, a partire dalla famiglia naturale e dalla difesa dei bambini. Sono proprio le famiglie a non digerire più questa visione faziosa e artificiosa dell'essere umano. Tra la gente comune, non viziata da fumisterie ideologiche, si percepisce ormai un'esasperazione latente e una pazienza ormai agli sgoccioli. Verrà il momento in cui, tirata troppo, la corda si spezzerà e la maggioranza silenziosa dei "non ideologici" inizierà a fare molto più rumore di prima: resta soltanto il dubbio se la politica rimarrà sorda e ottusa o, al contrario, finalmente, anche nei "piani alti", inizierà una doverosa e salutare inversione di rotta.<br />Nota di BastaBugie: Stefano Fontana nell'articolo seguente dal titolo "Vietare i gay pride è doveroso" spiega il criterio indisponibile che l'autorità politica ha l'obbligo di rispettare, cioè la legge naturale. I gay pride vi si oppongono frontalmente. Ecco perché è doveroso vietare queste manifestazioni.<br />Ecco l'articolo completo pubblicato su La Nuova Bussola Quotidiana il 1° luglio 2025:<br />Cosa direbbe la Dottrina sociale della Chiesa a proposito delle scelte di un'autorità politica legittima di permettere o vietare il gay pride come quello di sabato scorso a Budapest, ma anche come tanti altri cui abbiamo assistito in questi anni? È lecito il divieto? È addirittura doveroso? Oppure è un sopruso e un'ingiustizia?<br />La risposta dipende da cosa si intende per comunità politica e, quindi, per autorità politica. Se la prima è intesa come una pluralità di individui "moderatori di sé stessi", come scriveva Leone XIII, ossia liberi di esprimere qualsiasi opinione e realizzare ogni desiderio a cui l'autorità politica dovrebbe riconoscere una valenza pubblica, allora vietare il pride è un'ingiusta imposizione, un vilipendio ai diritti dell'uomo intesi come scelte di vita individuali. Sarebbe anche un impedimento alla libertà di espressione perché vieterebbe di dire il proprio pensiero collettivamente in piazza per condizionare l'opinione pubblica.<br />I politici, anche italiani, che sono andati a sostenere il pride di Budapest e a sfidare le leggi di un'autorità politica legittima hanno questa idea di democrazia: prima dell'espressione della volontà di un individuo non c'è niente, essa non richiede nessuna giustificazione nemmeno razionale, ad essa è sempre dovuto un riconoscimento pubblico. È la democrazia nuda del puro volontarismo.<br />A questa democrazia fondata sul nulla della volontà ingiustificata, si oppone l'altra visione della Dottrina sociale della Chiesa, secondo la quale prima dell'espressione della volontà individuale c'è qualcosa che funge da criterio per tutti e per l'autorità politica in particolare. L'autorità politica ha l'obbligo morale di ascoltare questo criterio ragionevole e deve liberare la volontà dalla propria schiavitù: una volontà senza criteri è infatti prigioniera di sé stessa, "delle proprie voglie", aveva detto Benedetto XVI. Questo criterio previo - un criterio indisponibile perché non fatto da uomini, essendo il motivo per cui si è uomini ossia persone ragionevoli e non solo istinti volontaristici - è la legge naturale. Il primo compito dell'autorità politica è di difenderla e impedire che atteggiamenti contrari ad essa superino il livello privato e accedano ad una forma di riconoscimento politico pubblico. Ora, il gay pride è proprio questo: atteggiamenti e stili di vita contrari alla legge naturale non solo vengono praticati nel privato ma proposti e imposti nel pubblico, come se fossero un valore per il bene comune, mentre niente che vada contro la legge naturale può essere un bene comune. Il pride è scandaloso anche se gli atteggiamenti dei suoi protagonisti fossero meno sconci o se addirittura fossero compassati: è scandaloso per il suo contenuto e non solo per la sua forma.<br />Secondo la Dottrina sociale della Chiesa il pride va vietato, non c'è dubbio.<br />]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/66826067</guid><pubDate>Tue, 01 Jul 2025 21:18:57 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/66826067/cosa_e_successo_nei_gay_pride.mp3" length="10263449" type="audio/mpeg"/><itunes:author>BastaBugie</itunes:author><itunes:subtitle>TESTO DELL'ARTICOLO ➜ https://www.bastabugie.it/8214

COSA E' SUCCESSO NEI GAY PRIDE DI GIUGNO (E PERCHE' SONO DA VIETATARE) di Luca Marcolivio
 
Chi ancora ritenesse i Gay Pride manifestazioni pittoresche ma, tutto sommato, pacifiche e a difesa della...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="https://www.bastabugie.it/8214" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://www.bastabugie.it/8214</a><br /><br />COSA E' SUCCESSO NEI GAY PRIDE DI GIUGNO (E PERCHE' SONO DA VIETATARE) di Luca Marcolivio<br /> <br />Chi ancora ritenesse i Gay Pride manifestazioni pittoresche ma, tutto sommato, pacifiche e a difesa della libertà di espressione, è stato smentito per l'ennesima volta. Per l'ennesimo anno. Gli eventi che si sono svolti in diverse città d'Italia nel corso di questo giugno - ormai da anni "elevato" a cosiddetto mese dell'orgoglio - hanno confermato i reali contenuti dei Pride: irrisioni gratuite, gesti offensivi verso il comune senso del pudore, blasfemia, violenze verbali verso politica e mondo pro life. Ma anche e soprattutto alcune aggravanti: migliaia di soldi pubblici stanziati e, in alcuni casi, dei patrocini politici da chi non ti aspetti...<br />La pericolosità dei Pride è in primo luogo nelle esplicite richieste per un cambiamento antropologico, politico e legislativo. Questo aspetto è rintracciabile nei vari manifesti presentati in occasione di tutti i cortei che hanno sfilato nel nostro Paese, a partire dall'identità di genere, passando per la transizione di genere per i minori, per i bagni "neutral gender" e per le competizioni sportive aperte alle persone transessuali, fino ad arrivare a una delle aberrazioni più grandi: l'utero in affitto. Ma non solo, anche istanze come il matrimonio egualitario, l'adozione per coppie dello stesso sesso, perfino la poligamia, il poliamore e la cosiddetta "anarchia relazionale".<br />MIGLIAIA DI EURO DEI CONTRIBUENTI<br />La macchina organizzativa dei Pride è alimentata tanto dal denaro delle lobby quanto dal finanziamento pubblico che, in primis, arriva dalle amministrazioni comunali di sinistra. Prima tra tutti, il Comune di Roma: per il Pride della Capitale, infatti, la giunta Gualtieri ha stanziato almeno 80.000 euro, violando così il principio per cui le pubbliche istituzioni dovrebbero finanziare soltanto le iniziative di «pubblico interesse» e non quelle politiche. Roberto Gualtieri, oltretutto, è uno dei sindaci italiani più apertamente favorevoli alle lobby Lgbt+, sia sul piano simbolico (è stato in prima fila con tanto di fascia tricolore durante il Pride romano dello scorso 14 giugno), sia sul piano politico amministrativo (si pensi alla trascrizione anagrafica di bambini come "figli di due mamme", ai progetti gender nelle scuole finanziati con ben 420.000 euro e all'ormai, ahinoi, famoso Ufficio per i diritti Lgbt+ del Comune).<br />Anche in Calabria, a Catanzaro - giusto per citare un altro dei moltissimi esempi che si potrebbero fare - il Comune ha concesso il patrocinio al Pride locale ma ha anche finanziato il progetto Road to Pride 2026, promosso da Arciequa Catanzaro Aps, con 2.000 euro precedentemente destinati alle manifestazioni scolastiche, per foraggiare esplicitamente un'iniziativa di questi giorni in vista del Pride dell'anno prossimo.<br />Spostandoci in Toscana, invece, in preparazione al Pride di Prato, che si è svolto il 21 giugno, in un evento collaterale a Pontedera, in provincia di Pisa, del 14 giugno, sono stati coinvolti «bambinə» dai 6 anni in su, sdoganando l'idea che i minori possano essere «senza genere» o «non binari». Più in generale, inoltre, il Manifesto politico del Toscana Pride ha promosso l'utero in affitto, la poligamia, l'«anarchia relazionale», la carriera alias e i «centri specializzati per percorsi di affermazione di genere» per gli «adolescenti ancora minorenni», in barba ai tanti dubbi e problemi emersi all'Ospedale Careggi di Firenze proprio sull'uso e sulla somministrazione del farmaco bloccante della pubertà Triptorelina.<br />CENTRODESTRA E ORDINI PROFESSIONALI: I PATROCINI DELLA DISCORDIA<br />Altro punto di forza dei Pride è l'appoggio, forse inaspettato ma sicuramente incoerente e vergognoso, di alcuni ordini professionali. In particolare, il Torino Pride che si è...]]></itunes:summary><itunes:duration>642</itunes:duration><itunes:keywords>gaypride,insulti,lgbt,patrocini,pridemonth,uteroinaffitto</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/373d32cd13757746dc7321b019da4b66.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Colorare i marchi di arcobaleno per il mese del pride non paga</title><link>https://www.spreaker.com/episode/colorare-i-marchi-di-arcobaleno-per-il-mese-del-pride-non-paga--66736066</link><description><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="https://www.bastabugie.it/8207" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://www.bastabugie.it/8207</a><br /><br />COLORARE I MARCHI DI ARCOBALENO PER IL MESE DEL PRIDE NON PAGA<br /> <br />Mentre negli Stati Uniti qualcosa si muove e diverse grandi aziende sembrano finalmente rinunciare al "logo arcobaleno" per il mese del Pride, in Italia si continua a marciare nella direzione opposta. Secondo quanto riportato su X (ex twitter) dal giornalista americano Benny Johnson, colossi come Apple, IBM, HP, American Airlines, Paramount e persino Vogue nel 2025 non hanno colorato i loro loghi a sostegno della causa LGBT, come invece avevano fatto nel 2024. Un segnale importante, che indica come negli USA si stia ridimensionando quella pressione ideologica che per anni ha imposto la sottomissione al pensiero unico arcobaleno in nome del marketing e del conformismo culturale.<br />IL RAINBOW MARKETING SI SGONFIA DOVE È PIÙ MATURO IL DISSENSO<br />Negli Stati Uniti, dove l'attivismo Lgbt ha trovato per decenni terreno fertile, cresce oggi un rifiuto trasversale verso l'imposizione ideologica che si cela dietro il Pride Month. Sempre più consumatori, infatti, scelgono di boicottare i marchi che usano la causa LGBT per propaganda, mentre alcuni investitori iniziano a mettere in discussione la redditività di certe scelte identitarie. In questo contesto, la mancata trasformazione dei loghi da parte di aziende come Apple e IBM non è solo un dettaglio grafico: è un segnale culturale. Significa che anche nel mondo economico si comincia a intuire che sostenere l'agenda gender, a scapito della libertà, della realtà e del buonsenso, può non pagare più.<br />IN ITALIA INVECE LA PROPAGANDA CONTINUA INDISTURBATA<br />E mentre oltreoceano il vento cambia, in Italia la musica resta sempre la stessa. Su X - tanto per citare alcuni esempi - i profili ufficiali in lingua italiana di WindTre, Fastweb e persino Tim hanno deciso di modificare il proprio logo con i colori dell'arcobaleno. Si tratta di scelte politiche, non neutre, che prendono posizione a favore di un'ideologia che spesso calpesta la libertà educativa delle famiglie, ridicolizza chi difende la verità biologica e promuove la confusione tra i più giovani. In un Paese in cui i genitori non sono nemmeno consultati quando nelle scuole si propongono percorsi su identità fluida, carriera alias e educazione sessuale precocissima (come stiamo denunciando con la nostra Campagna "Mio Figlio no - Scuole libere dal Gender") vedere certi colossi piegarsi ancora a questo clima ideologico è un insulto al buonsenso. Negli USA si affaccia la speranza. In Italia, invece, la battaglia per la libertà e per la verità è più che mai urgente.<br />Nota di BastaBugie: nell'articolo seguente dal titolo "Los Angeles, niente cambio di sesso per minori" svela che il Children's Hospital di Los Angeles ha annunciato che da fine luglio non procederà più ad interventi di "cambio" di sesso sui minori.<br />Ecco l'articolo completo pubblicato su La Nuova Bussola Quotidiana il 18 giugno 2025:<br />Il Children's Hospital di Los Angeles ha annunciato che il 22 di luglio chiuderà la sua "clinica di genere", ossia quella struttura interna all’ospedale dedicato al "cambio" di sesso dei minori, ossia mutilazioni di genitali e somministrazione di bloccanti della pubertà. Nel suo comunicato stampa si può leggere: «I membri del team del centro sono rimasti addolorati nell'apprendere la decisione dai dirigenti dell'ospedale, i quali hanno sottolineato che non è stata presa alla leggera, ma è il risultato di un'attenta valutazione legale e finanziaria degli impatti sempre più gravi delle recenti azioni amministrative e delle politiche proposte». A cosa si riferisce l’ospedale pediatrico?<br />Il 28 gennaio Trump ha firmato un ordine esecutivo dal titolo Proteggere i bambini dalle mutilazioni chimiche e chirurgiche in cui si affermava: «Oggi, in tutto il Paese, i professionisti sanitari stanno mutilando e sterilizzando un numero crescente di bambini facilmente influenzabili, con la falsa affermazione che gli adulti possano cambiare il sesso di un bambino attraverso una serie di interventi medici irreversibili. Questa pericolosa tendenza sarà una macchia nella storia della nostra Nazione e deve cessare. Innumerevoli bambini si pentono presto di essere stati mutilati e cominciano a comprendere l'orribile tragedia di non poter mai concepire figli propri o nutrirli attraverso l'allattamento al seno. Inoltre, le spese mediche di questi giovani vulnerabili potrebbero aumentare nel corso della loro vita, poiché spesso si trovano intrappolati in complicazioni mediche permanenti, in una guerra persa con il proprio corpo e, tragicamente, nella sterilizzazione. Di conseguenza, la politica degli Stati Uniti è quella di non finanziare, sponsorizzare, promuovere, assistere o supportare la cosiddetta "transizione" di un bambino da un sesso all'altro e di far rispettare rigorosamente tutte le leggi che proibiscono o limitano queste procedure distruttive e che cambiano la vita».<br />]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/66736066</guid><pubDate>Wed, 25 Jun 2025 08:05:43 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/66736066/colorare_i_marchi_di_arcobaleno.mp3" length="5093294" type="audio/mpeg"/><itunes:author>BastaBugie</itunes:author><itunes:subtitle>TESTO DELL'ARTICOLO ➜ https://www.bastabugie.it/8207

COLORARE I MARCHI DI ARCOBALENO PER IL MESE DEL PRIDE NON PAGA
 
Mentre negli Stati Uniti qualcosa si muove e diverse grandi aziende sembrano finalmente rinunciare al "logo arcobaleno" per il mese...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="https://www.bastabugie.it/8207" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://www.bastabugie.it/8207</a><br /><br />COLORARE I MARCHI DI ARCOBALENO PER IL MESE DEL PRIDE NON PAGA<br /> <br />Mentre negli Stati Uniti qualcosa si muove e diverse grandi aziende sembrano finalmente rinunciare al "logo arcobaleno" per il mese del Pride, in Italia si continua a marciare nella direzione opposta. Secondo quanto riportato su X (ex twitter) dal giornalista americano Benny Johnson, colossi come Apple, IBM, HP, American Airlines, Paramount e persino Vogue nel 2025 non hanno colorato i loro loghi a sostegno della causa LGBT, come invece avevano fatto nel 2024. Un segnale importante, che indica come negli USA si stia ridimensionando quella pressione ideologica che per anni ha imposto la sottomissione al pensiero unico arcobaleno in nome del marketing e del conformismo culturale.<br />IL RAINBOW MARKETING SI SGONFIA DOVE È PIÙ MATURO IL DISSENSO<br />Negli Stati Uniti, dove l'attivismo Lgbt ha trovato per decenni terreno fertile, cresce oggi un rifiuto trasversale verso l'imposizione ideologica che si cela dietro il Pride Month. Sempre più consumatori, infatti, scelgono di boicottare i marchi che usano la causa LGBT per propaganda, mentre alcuni investitori iniziano a mettere in discussione la redditività di certe scelte identitarie. In questo contesto, la mancata trasformazione dei loghi da parte di aziende come Apple e IBM non è solo un dettaglio grafico: è un segnale culturale. Significa che anche nel mondo economico si comincia a intuire che sostenere l'agenda gender, a scapito della libertà, della realtà e del buonsenso, può non pagare più.<br />IN ITALIA INVECE LA PROPAGANDA CONTINUA INDISTURBATA<br />E mentre oltreoceano il vento cambia, in Italia la musica resta sempre la stessa. Su X - tanto per citare alcuni esempi - i profili ufficiali in lingua italiana di WindTre, Fastweb e persino Tim hanno deciso di modificare il proprio logo con i colori dell'arcobaleno. Si tratta di scelte politiche, non neutre, che prendono posizione a favore di un'ideologia che spesso calpesta la libertà educativa delle famiglie, ridicolizza chi difende la verità biologica e promuove la confusione tra i più giovani. In un Paese in cui i genitori non sono nemmeno consultati quando nelle scuole si propongono percorsi su identità fluida, carriera alias e educazione sessuale precocissima (come stiamo denunciando con la nostra Campagna "Mio Figlio no - Scuole libere dal Gender") vedere certi colossi piegarsi ancora a questo clima ideologico è un insulto al buonsenso. Negli USA si affaccia la speranza. In Italia, invece, la battaglia per la libertà e per la verità è più che mai urgente.<br />Nota di BastaBugie: nell'articolo seguente dal titolo "Los Angeles, niente cambio di sesso per minori" svela che il Children's Hospital di Los Angeles ha annunciato che da fine luglio non procederà più ad interventi di "cambio" di sesso sui minori.<br />Ecco l'articolo completo pubblicato su La Nuova Bussola Quotidiana il 18 giugno 2025:<br />Il Children's Hospital di Los Angeles ha annunciato che il 22 di luglio chiuderà la sua "clinica di genere", ossia quella struttura interna all’ospedale dedicato al "cambio" di sesso dei minori, ossia mutilazioni di genitali e somministrazione di bloccanti della pubertà. Nel suo comunicato stampa si può leggere: «I membri del team del centro sono rimasti addolorati nell'apprendere la decisione dai dirigenti dell'ospedale, i quali hanno sottolineato che non è stata presa alla leggera, ma è il risultato di un'attenta valutazione legale e finanziaria degli impatti sempre più gravi delle recenti azioni amministrative e delle politiche proposte». A cosa si riferisce l’ospedale pediatrico?<br />Il 28 gennaio Trump ha firmato un ordine esecutivo dal titolo Proteggere i bambini dalle mutilazioni chimiche e chirurgiche in cui si affermava: «Oggi, in tutto il Paese, i professionisti sanitari stanno mutilando...]]></itunes:summary><itunes:duration>319</itunes:duration><itunes:keywords>arcobaleno,colorare,gaypride,marchi,pridemonth</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/8af07926e910e7875586c0c8f1d32129.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Meglio trans che morti? Il ricatto morale che distrugge i figli</title><link>https://www.spreaker.com/episode/meglio-trans-che-morti-il-ricatto-morale-che-distrugge-i-figli--66286653</link><description><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="https://www.bastabugie.it/8173" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://www.bastabugie.it/8173</a><br /><br />MEGLIO TRANS CHE MORTI? IL RICATTO MORALE CHE DISTRUGGE I FIGLI di Fabio Piemonte<br /> <br />In Sardegna i giovani che presumono di essere nati nel corpo sbagliato e che hanno impugnato in tribunale la pretesa di voler intraprendere un percorso di transizione di genere negli ultimi dieci anni sono più che quadruplicati. Un vero e proprio boom, che in realtà nasconde una drammatica e inquietante causa, a monte, ovvero il contagio sociale.<br />Infatti nel 2014 erano soltanto 5, mentre nel 2024 sono stati ben 21. E ancora, ripercorrendo le richieste degli ultimi anni, 9 nel 2020, 15 nel 2021, 17 nel 2022 e 15 nel 2023. «È la vita dei nostri figli», affermano molti genitori tra le lacrime denunciando nel contempo con determinazione la replica degli specialisti: «Ci siamo sentiti dire che nostra figlia deve essere assecondata senza esitazione, perché il rischio di suicidio è elevato. Ci hanno detto: meglio una figlia transgender che una morta», con il consueto refrain dell'ideologia di genere.<br />«Ai nostri figli viene consigliato solo l'approccio affermativo», lamentano le madri di diversi giovani da nord a sud dell'isola. «Noi non sapevamo neanche cosa fosse la disforia di genere», dichiara a La Nuova Sardegna una madre del cagliaritano confessando anche le sue difficoltà nel supportare la figlia irretita sui social rispetto al suo disturbo identitario: «Mia figlia ha trascorso, in solitudine, chiusa nella sua stanza, ore e ore al computer, accedendo a profili in cui si narra quanto sia facile e normale cambiare sesso. Abbiamo cominciato a documentarci perché volevamo capire, volevamo aiutarla. Eravamo disperati. Sono caduta in depressione e mi sono rivolta al Centro di salute mentale».<br />AUMENTANO LE PRESUNTE DISFORIE DI GENERE<br />«E se fosse un capriccio? È sempre stata una bimba serena, non ha mai manifestato comportamenti che facessero pensare a una situazione simile. Siamo convinti sia stata condizionata dai social», afferma un'altra mamma. «Mia figlia ce l'ha detto dopo essersi tagliata i capelli e aver cominciato a coprirsi completamente con felpe enormi. Si isolava, non voleva più andare al mare», le fa eco un'altra madre. D'altra parte si è verificata un'esplosione dei casi durante la pandemia, come osserva un altro genitore: «I nostri figli sono stati bombardati da post, video di influencer e tiktoker che hanno già intrapreso una strada da cui non si torna più indietro». Il coming out dei loro figli è stato spesso affidato a queste parole: «Ho la disforia di genere, sono transgender e voglio fare la transizione». C'è poi anche chi ha già cominciato la terapia ormonale, stando a quanto sottolineano altri genitori: «Dopo le sedute di accompagnamento psicologico alla transizione, i nostri figli ottengono il certificato di disforia di genere e, a seconda dell'età, accedono alla terapia con i bloccanti della pubertà o a quella ormonale cross-sex (a vita). Sul web abbiamo scoperto che quello degli ormoni è un business in crescita che ora vale 15 miliardi di dollari».<br />Sgomento e indignazione manifestano ancora i genitori che hanno denunciato come alcuni medici ideologizzati rilascino la diagnosi di disforia di genere dopo appena due sedute coi loro figli: «Cautela e riflessione sembrano essere state sostituite da un'urgenza inquietante. L'unica diagnosi possibile, alla loro sofferenza, sembra essere solo quella della disforia». Per madri e padri diventa poi ancora più difficile intervenire quando i figli sono maggiorenni: «Sono liberi di prendere decisioni indipendentemente dalle implicazioni future, che possono essere permanenti sia a livello fisico che psicologico. I medici, vincolati dal dovere della riservatezza, non coinvolgono né informano le famiglie, né le chiamano per fornire informazioni anamnestiche». Di qui in molti si sono rivolti all'associazione GenerAzioneD, per poter condividere con altri genitori esperienze e pratiche educative e «ci siamo resi conto che le nostre storie erano simili a quelle di tante altre famiglie».<br />IL PESO DEL CONTAGIO SOCIALE<br />Insomma i numeri dell'isola raccontano un aumento esponenziale di casi che è sintomo di un vero e proprio contagio sociale. Storie drammatiche e tristi, che in realtà - purtroppo - avevamo già sentito lo scorso ottobre, quando in Italia si è tenuto il tour della detransitioner americana Luka Hein, invitata nelle principali città italiane da Pro Vita &amp; Famiglia onlus, e che aveva lanciato l'allarme proprio dal contagio sociale che arriva da social, ambienti scolastici e medici ideologizzati.<br />Campanelli d'allarme che ci arrivano anche dal fatto che moltissimi Paesi un tempo pionieri in questa transizione di genere ora stanno cambiano rotta, proprio nel tentativo di salvaguardare il benessere psicofisico dei minori dalle macerie di un'ideologia diffusa dalle lobby Lgbtqi+ che continua a raccontare ai giovani la menzogna di poter essere ciò che si vuole rinnegando la propria identità biologica.<br />E in effetti, dopo gli scandali dell'Ospedale Careggi di Firenze e della clinica Tavistock di Londra - quest'ultimo che ha portato alla Cass Review commissionata dal Servizio sanitario nazionale inglese (Nhs) - diversi sistemi sanitari si stanno muovendo verso la scelta di sospendere la somministrazione di farmaci bloccanti della pubertà e vietare le terapie ormonali per i minori con presunta disforia di genere. Di qui, oltre i Paesi citati, in particolare Olanda, Scozia, Germania, Nuova Zelanda e Usa, stanno facendo marcia indietro rispetto alla prescrizione facile di terapie ormonali e bloccanti della pubertà, date le pesanti ricadute, spesso irreversibili, sulla pelle dei minori ormai ampiamente documentate in letteratura scientifica.<br />«Questi interventi comportano il rischio di danni significativi, tra cui infertilità e sterilità, disfunzione sessuale, alterazioni nella densità ossea, impatti cognitivi negativi, malattie cardiovascolari, disturbi metabolici, disturbi psichiatrici, complicazioni chirurgiche e rimpianti». Nell'introduzione al corposo report "Trattamento della disforia di genere pediatrica: revisione delle prove e delle migliori pratiche" appena pubblicato dal Dipartimento della Salute degli Stati Uniti sono denunciati proprio tutti gli ingenti effetti collaterali dell'approccio affermativo derivanti dalla somministrazione di bloccanti della pubertà, ormoni del sesso opposto e interventi chirurgici per la transizione di genere. Nello stesso tempo il medesimo Dipartimento constata «una profonda incertezza sui presunti benefici di questi interventi». A fare eco al Dipartimento statunitense, anche il dottor Jay Bhattacharya, direttore del National Institutes of Health, che ha di recente affermato che è dovere di istituzioni e medici quello di «proteggere i bambini, non esporli a interventi medici non comprovati e irreversibili. Dobbiamo seguire gli standard della scienza, non i programmi degli attivisti», ha concluso.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/66286653</guid><pubDate>Tue, 27 May 2025 18:18:56 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/66286653/meglio_trans_che_morto.mp3" length="9116647" type="audio/mpeg"/><itunes:author>BastaBugie</itunes:author><itunes:subtitle>TESTO DELL'ARTICOLO ➜ https://www.bastabugie.it/8173

MEGLIO TRANS CHE MORTI? IL RICATTO MORALE CHE DISTRUGGE I FIGLI di Fabio Piemonte
 
In Sardegna i giovani che presumono di essere nati nel corpo sbagliato e che hanno impugnato in tribunale la...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="https://www.bastabugie.it/8173" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://www.bastabugie.it/8173</a><br /><br />MEGLIO TRANS CHE MORTI? IL RICATTO MORALE CHE DISTRUGGE I FIGLI di Fabio Piemonte<br /> <br />In Sardegna i giovani che presumono di essere nati nel corpo sbagliato e che hanno impugnato in tribunale la pretesa di voler intraprendere un percorso di transizione di genere negli ultimi dieci anni sono più che quadruplicati. Un vero e proprio boom, che in realtà nasconde una drammatica e inquietante causa, a monte, ovvero il contagio sociale.<br />Infatti nel 2014 erano soltanto 5, mentre nel 2024 sono stati ben 21. E ancora, ripercorrendo le richieste degli ultimi anni, 9 nel 2020, 15 nel 2021, 17 nel 2022 e 15 nel 2023. «È la vita dei nostri figli», affermano molti genitori tra le lacrime denunciando nel contempo con determinazione la replica degli specialisti: «Ci siamo sentiti dire che nostra figlia deve essere assecondata senza esitazione, perché il rischio di suicidio è elevato. Ci hanno detto: meglio una figlia transgender che una morta», con il consueto refrain dell'ideologia di genere.<br />«Ai nostri figli viene consigliato solo l'approccio affermativo», lamentano le madri di diversi giovani da nord a sud dell'isola. «Noi non sapevamo neanche cosa fosse la disforia di genere», dichiara a La Nuova Sardegna una madre del cagliaritano confessando anche le sue difficoltà nel supportare la figlia irretita sui social rispetto al suo disturbo identitario: «Mia figlia ha trascorso, in solitudine, chiusa nella sua stanza, ore e ore al computer, accedendo a profili in cui si narra quanto sia facile e normale cambiare sesso. Abbiamo cominciato a documentarci perché volevamo capire, volevamo aiutarla. Eravamo disperati. Sono caduta in depressione e mi sono rivolta al Centro di salute mentale».<br />AUMENTANO LE PRESUNTE DISFORIE DI GENERE<br />«E se fosse un capriccio? È sempre stata una bimba serena, non ha mai manifestato comportamenti che facessero pensare a una situazione simile. Siamo convinti sia stata condizionata dai social», afferma un'altra mamma. «Mia figlia ce l'ha detto dopo essersi tagliata i capelli e aver cominciato a coprirsi completamente con felpe enormi. Si isolava, non voleva più andare al mare», le fa eco un'altra madre. D'altra parte si è verificata un'esplosione dei casi durante la pandemia, come osserva un altro genitore: «I nostri figli sono stati bombardati da post, video di influencer e tiktoker che hanno già intrapreso una strada da cui non si torna più indietro». Il coming out dei loro figli è stato spesso affidato a queste parole: «Ho la disforia di genere, sono transgender e voglio fare la transizione». C'è poi anche chi ha già cominciato la terapia ormonale, stando a quanto sottolineano altri genitori: «Dopo le sedute di accompagnamento psicologico alla transizione, i nostri figli ottengono il certificato di disforia di genere e, a seconda dell'età, accedono alla terapia con i bloccanti della pubertà o a quella ormonale cross-sex (a vita). Sul web abbiamo scoperto che quello degli ormoni è un business in crescita che ora vale 15 miliardi di dollari».<br />Sgomento e indignazione manifestano ancora i genitori che hanno denunciato come alcuni medici ideologizzati rilascino la diagnosi di disforia di genere dopo appena due sedute coi loro figli: «Cautela e riflessione sembrano essere state sostituite da un'urgenza inquietante. L'unica diagnosi possibile, alla loro sofferenza, sembra essere solo quella della disforia». Per madri e padri diventa poi ancora più difficile intervenire quando i figli sono maggiorenni: «Sono liberi di prendere decisioni indipendentemente dalle implicazioni future, che possono essere permanenti sia a livello fisico che psicologico. I medici, vincolati dal dovere della riservatezza, non coinvolgono né informano le famiglie, né le chiamano per fornire informazioni anamnestiche». 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Vi spieghiamo perché sono tutte accuse infondate e perché i nostri manifesti sono tutt'altro che illegali.<br />LA CENSURA DI ROMA CAPITALE<br />Non sono durati neanche 24 ore, infatti, i nostri manifesti, che subito è arrivata la richiesta di rimozione da parte dell'amministrazione di Roma Capitale, tra l'altro con motivazioni assurde, false e ideologiche, volte solo a screditare e gettare fango sulla buona fede del messaggio delle affissioni. Il Comune, infatti, ha chiesto alle ditte concessionarie di rimuoverli in tutta la città poiché "segnati da stereotipi nella rappresentazione della comunità Lgbtqai+, rappresentata come minaccia e dannosa per lo sviluppo dei bambini e dell'infanzia". La Campagna di affissioni infatti, sarebbe - secondo l'amministrazione - offensiva "delle declinazioni di identità sessuale diverse da quella tradizionale" e contraria «alle politiche di genere portate avanti da Roma Capitale". E' palese che siano tutti patetici pretesti per giustificare l'ennesima e vergognosa censura a opera di uno squadrismo Lgbt ormai istituzionalizzato, in piena violazione del diritto costituzionale alla libertà di espressione contro cui ovviamente Pro Vita &amp; Famiglia farà ricorso in Tribunale, come ha già annunciato Jacopo Coghe, portavoce dell'associazione. Non si deve infatti dimenticare che l'ideologizzazione di Roma, a chiare tinte arcobaleno, è ormai cosa nota e radicati da anni, fin da quando l'attuale amministrazione guidata dal sindaco Roberto Gualtieri a creato un apposito Ufficio per i diritti Lgbtiqia+ e ci ha messo a capo Marilena Grassadonia, già in passato presidente di "Famiglie Arcobaleno".<br />GLI ATTI VANDALICI<br />Come se non bastasse la già vergognosa censura del Comune, sempre nel giro di meno di 24 ore su molti dei manifesti di Pro Vita &amp; Famiglia si è abbattuta l'altra mannaia a cui l'associazione è ormai - ahinoi - abituata da anni, ovvero quella della violenza vandalica. Le affissioni, infatti, sono state danneggiate e strappate da parte di ignoti. Il solito modus operandi che agisce su due binari, quello istituzionale e quello "da strada", ma che converge nell'unico obiettivo di chi la pensa diversamente: quello di tappare la bocca e non far circolare la libera manifestazione del pensiero altrui, in barba al dettato Costituzionale.<br />Ma la vergogna censoria non finisce qui. A dar man forte a Comune e vandali, ci ha infatti pensato il mondo Lgbtqia+, che è insorto contro i manifesti di Pro Vita &amp; Famiglia, chiedendo apertamente la rimozione, auspicandola e parlando - anche qui, in modo del tutto falso e lontanissimo dalla verità - di illegalità o inappropriatezza delle affissioni. Per esempio Arcigay Roma, che ha dichiarato che «le affissioni che tappezzano Roma veicolano messaggi lesivi della dignità delle persone Lgbtqia+, promuovendo stereotipi dannosi e alimentando un clima di discriminazione e intolleranza» e chiedendo apertamente al Comune «di rimuovere i manifesti per il loro contenuto discriminatorio e lesivo dei diritti individuali».<br />A fare da eco +Europa che falsifica la realtà e attacca la buona fede dell'associazione parlando di «manifesti manipolatori» e di voler «generare paura e odio». Inoltre sempre +Europa propina fake news quando afferma che «nessuno obbliga» nelle scuole «le bambine a immaginarsi principi invece che principesse» poiché purtroppo ci sono decine se non centinaia di prove di progetti e iniziative gender nelle scuole italiano di ogni ordine e grado che vanno proprio in questa direzione.<br />A inserirsi in questo mare magnum di polemica e falsità, anche la nota attivista arcobaleno e avvocato Cathy La Torre, che ha addirittura chiamato i suoi follower a una «rivolta civile» e a denunciare ogni qual volta si vede per strada uno dei nostri manifesti. Secondo La Torre, infatti, la legittima Campagna "Mio Figlio No" di Pro Vita &amp; Famiglia non è espressione di un'opinione o di una libertà, ma è addirittura «propaganda illegale, discriminatoria, lesiva dei diritti».<br />PERCHÉ I NOSTRI MANIFESTI SONO LEGALI<br />Niente di più falso. Innanzitutto, infatti, le affissioni della onlus non sono né discriminatori né lesivi di alcun diritto altrui, poiché portano avanti una legittima campagna per tutelare la libertà educativa dei genitori, il consenso informato preventivo e non attaccano nessuna persona né alcuna categoria. E non sono nemmeno illegali. Ecco perché.<br />L'amministrazione Gualtieri, nella richiesta di rimozione, cita l'art. 12 bis del Regolamento comunale e l'art. 23 c. 4 bis del Codice della Strada per definire le affissioni: "lesive della libertà di orientamento sessuale e identità di genere"/"segnate da stereotipi contro la comunità Lgbtqai+"/"contrarie alle politiche di genere di Roma Capitale". Il punto è che sia il Regolamento che il Codice riguardano solo pubblicità commerciali e non le campagne sociali come quelle di Pro Vita &amp; Famiglia. Inoltre l'art. 23 c. 4 bis è inapplicabile poiché mancano del tutto i decreti attuativi. Come se non bastasse, il Comune non può censurare opinioni "contrarie alle politiche" che promuove perché è palesemente una roba da regime.<br />L'unico atto illegale, quindi, è la censura del Comune di Roma, poiché va contro l'Art. 21 della Costituzione Italiana che recita: "Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione".<br />La Consigliera regionale del Lazio Chiara Iannarelli, esponente di FdI, è intervenuta per esprimere solidarietà nei confronti di Pro Vita &amp; Famiglia onlus. L'attuale vicepresidente della Commissione Lavoro, Formazione, Politiche Giovanili, Pari Opportunità, Istruzione e Diritto allo Studio ha dichiarato che «viviamo in un mondo alla rovescia, dove manifesti che si oppongono all'imposizione di contenuti legati all'ideologia Lgbtia+ nelle scuole vengono censurati come accade nei regimi totalitari. È assurdo che la stessa amministrazione che nega il consenso informato ai genitori promuova corsi obbligatori fin dagli asili, spesso condotti da attivisti, per "decostruire gli stereotipi di genere", distruggendo così punti di riferimento fondamentali per lo sviluppo dei bambini. Da anni - ha aggiunto Iannarelli - si diffonde nelle scuole la teoria della fluidità di genere e del transessualismo, ignorando i gravi rischi legati all'uso di bloccanti della pubertà, già ampiamente criticati dalla comunità scientifica. Ma tutto ciò, per il Comune di Roma, è considerato normale, perché perfettamente coerente con la propria visione ideologica», ha concluso.<br />]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/65584499</guid><pubDate>Tue, 15 Apr 2025 20:02:25 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/65584499/oggi_a_scuola_mi_hanno_spiegato_come_cambiare_sesso.mp3" length="10070011" type="audio/mpeg"/><itunes:author>BastaBugie</itunes:author><itunes:subtitle>TESTO DELL'ARTICOLO ➜ https://www.bastabugie.it/8132

OGGI A SCUOLA MI HANNO SPIEGATO COME CAMBIARE SESSO
 
"Oggi a scuola un attivista Lgbt ha spiegato come cambiare sesso - Giulio, 13 anni".
"Oggi a scuola ci hanno letto una favola in cui la...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="https://www.bastabugie.it/8132" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://www.bastabugie.it/8132</a><br /><br />OGGI A SCUOLA MI HANNO SPIEGATO COME CAMBIARE SESSO<br /> <br />"Oggi a scuola un attivista Lgbt ha spiegato come cambiare sesso - Giulio, 13 anni".<br />"Oggi a scuola ci hanno letto una favola in cui la principessa era un uomo - Anna, 8 anni".<br />"La mia scuola ha permesso anche ai maschi di usare i bagni delle femmine - Matilde, 16 anni".<br />Sono questi i messaggi, accompagnati dai volti di bambini e adolescenti con uno zaino scolastico sulle spalle, che campeggiano sui manifesti della nuova campagna nazionale di affissioni lanciata lo scorso 7 aprile da Pro Vita &amp; Famiglia onlus per chiedere una legge che impedisca lo svolgimento di qualsiasi progetto sulla fluidità di genere in aula, il consenso informato preventivo dei genitori su ogni attività sensibile, la possibilità per le famiglie di poter esonerare i propri figli dai corsi gender è infine lo Stop agli attivisti LGBTQ+ nelle scuole.<br />Si tratta di oltre 50 affissioni in tutta Roma - e che nelle prossime settimane toccheranno le altre principali città italiane - ma che hanno in pochissime ore scatenato un polverone mediatico oltre che una vera e propria reazione violenta e censoria, quasi da dittatura, da parte tanto del Comune di Roma Capitale quanto dal mondo Lgbt. Vi spieghiamo perché sono tutte accuse infondate e perché i nostri manifesti sono tutt'altro che illegali.<br />LA CENSURA DI ROMA CAPITALE<br />Non sono durati neanche 24 ore, infatti, i nostri manifesti, che subito è arrivata la richiesta di rimozione da parte dell'amministrazione di Roma Capitale, tra l'altro con motivazioni assurde, false e ideologiche, volte solo a screditare e gettare fango sulla buona fede del messaggio delle affissioni. Il Comune, infatti, ha chiesto alle ditte concessionarie di rimuoverli in tutta la città poiché "segnati da stereotipi nella rappresentazione della comunità Lgbtqai+, rappresentata come minaccia e dannosa per lo sviluppo dei bambini e dell'infanzia". La Campagna di affissioni infatti, sarebbe - secondo l'amministrazione - offensiva "delle declinazioni di identità sessuale diverse da quella tradizionale" e contraria «alle politiche di genere portate avanti da Roma Capitale". E' palese che siano tutti patetici pretesti per giustificare l'ennesima e vergognosa censura a opera di uno squadrismo Lgbt ormai istituzionalizzato, in piena violazione del diritto costituzionale alla libertà di espressione contro cui ovviamente Pro Vita &amp; Famiglia farà ricorso in Tribunale, come ha già annunciato Jacopo Coghe, portavoce dell'associazione. Non si deve infatti dimenticare che l'ideologizzazione di Roma, a chiare tinte arcobaleno, è ormai cosa nota e radicati da anni, fin da quando l'attuale amministrazione guidata dal sindaco Roberto Gualtieri a creato un apposito Ufficio per i diritti Lgbtiqia+ e ci ha messo a capo Marilena Grassadonia, già in passato presidente di "Famiglie Arcobaleno".<br />GLI ATTI VANDALICI<br />Come se non bastasse la già vergognosa censura del Comune, sempre nel giro di meno di 24 ore su molti dei manifesti di Pro Vita &amp; Famiglia si è abbattuta l'altra mannaia a cui l'associazione è ormai - ahinoi - abituata da anni, ovvero quella della violenza vandalica. Le affissioni, infatti, sono state danneggiate e strappate da parte di ignoti. Il solito modus operandi che agisce su due binari, quello istituzionale e quello "da strada", ma che converge nell'unico obiettivo di chi la pensa diversamente: quello di tappare la bocca e non far circolare la libera manifestazione del pensiero altrui, in barba al dettato Costituzionale.<br />Ma la vergogna censoria non finisce qui. A dar man forte a Comune e vandali, ci ha infatti pensato il mondo Lgbtqia+, che è insorto contro i manifesti di Pro Vita &amp; Famiglia, chiedendo apertamente la rimozione, auspicandola e parlando - anche qui, in modo del...]]></itunes:summary><itunes:duration>630</itunes:duration><itunes:keywords>cambiaresesso,censura,manifesti,provita,romacapitale</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/fc373dae211ccdabaebb26eeac718884.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>La federazione di boxe tiene fuori dai mondiali femminili gli uomini che si sentono donne</title><link>https://www.spreaker.com/episode/la-federazione-di-boxe-tiene-fuori-dai-mondiali-femminili-gli-uomini-che-si-sentono-donne--64329256</link><description><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="https://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=8074" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=8074</a><br /><br />LA FEDERAZIONE DI BOXE TIENE FUORI DAI MONDIALI FEMMINILI GLI UOMINI CHE SI SENTONO DONNE di Renzo Puccetti<br /> <br />La medaglia d'oro per la boxe femminile delle olimpiadi di Parigi, non potrà partecipare al campionato del mondo che si terrà in Serbia il prossimo 8-16 marzo. Lo ha stabilito la International Boxing Association (IBA) sulla base dei risultati dei test effettuati sull'atleta nel 2023 che dimostrarono la presenza di un assetto cromosomico maschile ed elevati livelli di testosterone plasmatico. I risultati non furono presi in considerazione da parte del Comitato Olimpico Internazionale che lo additò "errato e illegittimo" e per questa decisione espulse l'IBA dall'organizzazione delle olimpiadi.<br />In realtà il test non poteva essere messo in dubbio, essendo stato effettuato in maniera indipendente da due laboratori accreditati di due differenti Paesi, né d'altra parte il CIO produsse controanalisi che dimostrassero risultati diversi. Ciò che fu sufficiente per il Comitato Olimpico furono i documenti d'identità e i livelli ormonali entro gli intervalli accettati. Il presidente del CIO, il tedesco Thomas Bach, dichiarò: «Abbiamo due pugili che sono nate donne, hanno passaporti femminili, e hanno gareggiato come donne per anni. Questa è una chiara definizione di donna». Sì, una chiara definizione secondo la teoria gender, non la biologia.<br />Allora si parlò soltanto dei risultati del corredo cromosomico, ma l'elemento aggiuntivo che sembra oggi emergere, è che anche i livelli ormonali non rientrassero nei parametri. Forse non accettando il test genetico, anche quello ormonale fu scartato dal Comitato Olimpico? Com'è poi finita la storia è arcinoto: il pugile di nazionalità algerina ha preso a cazzottoni tutte le rivali vincendo la medaglia d'oro e annunciando poi cause risarcitorie.<br />Con l'arrivo di Trump alla Casa Bianca, il contesto si è capovolto. Sono stati firmati due ordini esecutivi che riconoscono l'esistenza di due soli generi stabiliti sulla base del sesso biologico, nelle scuole come nelle prigioni, nell'esercito, come nello sport, dove l'essenza etica non è l'inclusione, ma l'equità tra i contendenti; i pari si misurano con i pari e laddove la stazza e la forza sono essenziali, le donne gareggiano con le donne e i maschi con i maschi.<br />Siamo al tramonto della follia gender? È presto per dirlo, ma la decisa marcia intrapresa negli USA offre qualche speranza anche da noi, dove purtroppo ancora oggi, nonostante i proclami pre-elettorali di Giorgia Meloni in terra spagnola nel 2022, "No alle lobby LGBT, No all'ideologia del gender", ribadito anche lo scorso anno, l'UNAR, ente dipendente dalla presidenza del Consiglio dei Ministri, bellamente continua a finanziare decine e decine di progetti delle organizzazioni LGBT. Aspettiamo un ordine esecutivo Trump style. Spes lata dea.<br />Nota di BastaBugie: tra gli ordini esecutivi firmati da Trump, uno in particolare merita attenzione. Si tratta dell'ordinanza "Tenere gli uomini fuori dagli sport femminili" la cui applicazione si estende a tutti gli sport e a tutte le età. Il momento della firma, avvenuta il 5 febbraio, è stato immortalato con il presidente circondato di giovani e giovanissime atlete sorridenti. Il testo dell'ordine "Keeping Men Out of Women's Sports" stabilisce che siano revocati i fondi dai programmi educativi "che privano donne e ragazze di giuste opportunità sportive". L'ordine stabilisce anche che la politica della nazione sia quella di "opporsi alla partecipazione competitiva maschile negli sport femminili in senso più ampio". Trump ha ricordato quanto sia stato ingiusto, degradante e pericoloso per le donne permettere agli uomini di competere negli sport femminili dal momento che "nega loro pari opportunità di partecipare ed eccellere negli sport competitivi". Tale ordine esecutivo definisce maschio e femmina in base a criteri biologici: femmina è "una persona che appartiene, al momento del concepimento, al sesso che produce la grande cellula riproduttiva", mentre maschio è "una persona che appartiene, al momento del concepimento, al sesso che produce la piccola cellula riproduttiva". (fonte: Sito del Timone, 10 febbraio 2025)<br />]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/64329256</guid><pubDate>Tue, 11 Feb 2025 22:24:51 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/64329256/la_federazione_di_boxe_tiene_fuori_dai_mondiali.mp3" length="3756243" type="audio/mpeg"/><itunes:author>BastaBugie</itunes:author><itunes:subtitle>TESTO DELL'ARTICOLO ➜ https://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=8074

LA FEDERAZIONE DI BOXE TIENE FUORI DAI MONDIALI FEMMINILI GLI UOMINI CHE SI SENTONO DONNE di Renzo Puccetti
 
La medaglia d'oro per la boxe femminile delle olimpiadi di Parigi,...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="https://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=8074" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=8074</a><br /><br />LA FEDERAZIONE DI BOXE TIENE FUORI DAI MONDIALI FEMMINILI GLI UOMINI CHE SI SENTONO DONNE di Renzo Puccetti<br /> <br />La medaglia d'oro per la boxe femminile delle olimpiadi di Parigi, non potrà partecipare al campionato del mondo che si terrà in Serbia il prossimo 8-16 marzo. Lo ha stabilito la International Boxing Association (IBA) sulla base dei risultati dei test effettuati sull'atleta nel 2023 che dimostrarono la presenza di un assetto cromosomico maschile ed elevati livelli di testosterone plasmatico. I risultati non furono presi in considerazione da parte del Comitato Olimpico Internazionale che lo additò "errato e illegittimo" e per questa decisione espulse l'IBA dall'organizzazione delle olimpiadi.<br />In realtà il test non poteva essere messo in dubbio, essendo stato effettuato in maniera indipendente da due laboratori accreditati di due differenti Paesi, né d'altra parte il CIO produsse controanalisi che dimostrassero risultati diversi. Ciò che fu sufficiente per il Comitato Olimpico furono i documenti d'identità e i livelli ormonali entro gli intervalli accettati. Il presidente del CIO, il tedesco Thomas Bach, dichiarò: «Abbiamo due pugili che sono nate donne, hanno passaporti femminili, e hanno gareggiato come donne per anni. Questa è una chiara definizione di donna». Sì, una chiara definizione secondo la teoria gender, non la biologia.<br />Allora si parlò soltanto dei risultati del corredo cromosomico, ma l'elemento aggiuntivo che sembra oggi emergere, è che anche i livelli ormonali non rientrassero nei parametri. Forse non accettando il test genetico, anche quello ormonale fu scartato dal Comitato Olimpico? Com'è poi finita la storia è arcinoto: il pugile di nazionalità algerina ha preso a cazzottoni tutte le rivali vincendo la medaglia d'oro e annunciando poi cause risarcitorie.<br />Con l'arrivo di Trump alla Casa Bianca, il contesto si è capovolto. Sono stati firmati due ordini esecutivi che riconoscono l'esistenza di due soli generi stabiliti sulla base del sesso biologico, nelle scuole come nelle prigioni, nell'esercito, come nello sport, dove l'essenza etica non è l'inclusione, ma l'equità tra i contendenti; i pari si misurano con i pari e laddove la stazza e la forza sono essenziali, le donne gareggiano con le donne e i maschi con i maschi.<br />Siamo al tramonto della follia gender? È presto per dirlo, ma la decisa marcia intrapresa negli USA offre qualche speranza anche da noi, dove purtroppo ancora oggi, nonostante i proclami pre-elettorali di Giorgia Meloni in terra spagnola nel 2022, "No alle lobby LGBT, No all'ideologia del gender", ribadito anche lo scorso anno, l'UNAR, ente dipendente dalla presidenza del Consiglio dei Ministri, bellamente continua a finanziare decine e decine di progetti delle organizzazioni LGBT. Aspettiamo un ordine esecutivo Trump style. Spes lata dea.<br />Nota di BastaBugie: tra gli ordini esecutivi firmati da Trump, uno in particolare merita attenzione. Si tratta dell'ordinanza "Tenere gli uomini fuori dagli sport femminili" la cui applicazione si estende a tutti gli sport e a tutte le età. Il momento della firma, avvenuta il 5 febbraio, è stato immortalato con il presidente circondato di giovani e giovanissime atlete sorridenti. Il testo dell'ordine "Keeping Men Out of Women's Sports" stabilisce che siano revocati i fondi dai programmi educativi "che privano donne e ragazze di giuste opportunità sportive". L'ordine stabilisce anche che la politica della nazione sia quella di "opporsi alla partecipazione competitiva maschile negli sport femminili in senso più ampio". Trump ha ricordato quanto sia stato ingiusto, degradante e pericoloso per le donne permettere agli uomini di competere negli sport femminili dal momento che "nega loro pari opportunità di partecipare ed eccellere...]]></itunes:summary><itunes:duration>235</itunes:duration><itunes:keywords>boxefemminile,ingiusta,khelif,medagliadoro,trump</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/780f8c21023406f35c3e717d2fecccaf.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>L'ambigua presenza LGBT al Giubileo</title><link>https://www.spreaker.com/episode/l-ambigua-presenza-lgbt-al-giubileo--64005725</link><description><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="https://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=8055" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=8055</a><br /><br />L'AMBIGUA PRESENZA LGBT AL GIUBILEO 2025 di Roberto de Mattei<br /> <br />Il 24 dicembre, con l'apertura della Porta santa di San Pietro, Papa Francesco ha inaugurato il Giubileo 2025. Il Papa ha attraversato la soglia della Porta per entrare nella Basilica, mentre risuonavano le parole del Vangelo di Giovanni, "Io sono la Porta: se uno entra attraverso di me, sarà salvato", e poi quelle del Salmo 118, "È questa la porta del Signore, per essa entrano i giusti".<br />Dietro di lui una processione con i cardinali, vescovi, sacerdoti e alcune famiglie rappresentanti dei cinque continenti. Il 26 dicembre il Papa ha aperto, per la prima volta in un Giubileo ordinario, una Porta santa nel carcere romano di Rebibbia e il 29 dicembre quella della Basilica di San Giovanni in Laterano, cattedrale di Roma. Contemporaneamente l'anno giubilare è stato aperto da tutti i vescovi del mondo.<br />La tradizione vuole che ogni Giubileo venga proclamato tramite la pubblicazione di una bolla papale d'Indizione. Il Giubileo del 2025 è stato indetto in San Pietro, il 9 maggio 2024, con la bolla Spes non confundit (La speranza non delude, Rm 5,5). In questa bolla, papa Francesco ricorda che "la speranza, insieme alla fede e alla carità, forma il trittico delle "virtù teologali", che esprimono l'essenza della vita cristiana". La speranza soprannaturale è quella della vita eterna. "Un'altra realtà connessa con la vita eterna - ha ricordato il Papa - è il giudizio di Dio, sia al termine della nostra esistenza che alla fine dei tempi. Il Sacramento della Penitenza ci assicura che Dio cancella i nostri peccati".<br />La Penitenzieria Apostolica ha reso note le norme sulla concessione dell'Indulgenza durante il Giubileo 2025. Potranno ricevere l'indulgenza, con la remissione e il perdono dei peccati, tutti i fedeli "veramente pentiti", "mossi da spirito di carità", "che, nel corso del Giubileo, purificati attraverso il sacramento della Penitenza e ristorati dalla Santa Comunione pregheranno secondo le intenzioni del Sommo Pontefice", visitando una delle quattro Basiliche Papali Maggiori di Roma, o uno dei numerosi luoghi sacri previsti dalla Chiesa in tutto il mondo.  <br />Tuttavia, per ottenere l'indulgenza non è sufficiente passare la Porta santa. Bisogna confessarsi ed essere pentiti dei propri peccati. Il Concilio di Trento definisce il pentimento "un dolore dell'anima e una detestazione del peccato commesso con il proposito di non più peccare" (Sess. 14, cap. 4). Senza il proposito di non peccare, non c'è il perdono dei peccati, né la remissione delle pene, che dei peccati sono conseguenza.<br />FEDE CRISTIANA E PRATICA DELL'OMOSESSUALITÀ<br />È a questa luce che dobbiamo giudicare notizie, come quella della possibile partecipazione al Giubileo di "La Tenda di Gionata", un'associazione che pretende conciliare la fede cristiana con la pratica dell'omosessualità.<br />Il pellegrinaggio era stato incluso sul sito del Giubileo tra le centinaia di eventi elencati per il 2025, ma dopo che molti siti cattolici hanno espresso la loro riprovazione per questa inclusione, che suonerebbe come una forma di approvazione ufficiale della cultura e della pratica LGBT da parte del Vaticano, la presenza ufficiale de "La Tenda di Gionata" è scomparsa dal calendario del sito ufficiale del Giubileo. Lo staff dell'Anno giubilare ha spiegato che la rimozione è avvenuta per una mancanza di dettagli forniti dagli organizzatori.<br />In un'intervista all'Agenzia spagnola EFE, il 23 dicembre 2024, l'arcivescovo Rino Fisichella, pro-prefetto del dicastero per l'Evangelizzazione, responsabile dell'organizzazione dell'Anno Santo, ha dichiarato che "se un'associazione che fa pastorale per gli omosessuali vuole concretizzare questa esperienza di fede, penso che dovrebbe trovare il Giubileo preparato anche per loro". Lo stesso giorno, in una intervista a "il Giornale" mons. Fisichella ha affermato: "Il Giubileo appartiene al popolo, è per tutti, non si può negare a nessuno. Tra le molte richieste più svariate, ne abbiamo avuta una dall'associazione "La Tenda di Gionata". Tuttavia, dopo la richiesta verbale - inserita nel calendario - non avevamo la certezza della loro partecipazione; abbiamo quindi tolto la giornata dagli appuntamenti fino a quando l'associazione si è iscritta come tutti gli altri. A quel punto è stata reinserita nel calendario. Abbiamo agito in modo trasparente. Voglio anche dire che non si tratta di un Giubileo specifico per una categoria di persone; sono credenti che vogliono fare un'esperienza di fede. Mi domando chi potrebbe proibire loro un pellegrinaggio alla Porta santa".<br />L'IMBARAZZANTE POSIZIONE DI MONS. FISICHELLA<br />Nelle parole di mons. Fisichella si riscontra purtroppo la stessa perniciosa ambiguità della Dichiarazione Fiducia Supplicans del 18 dicembre 2023. La pratica dell'omosessualità è una gravissima trasgressione morale condannata dalla Sacra Scrittura e dal Magistero della Chiesa. Se un omosessuale si pente del proprio peccato e si confessa, può certamente varcare la Porta santa affidandosi alla misericordia di Dio per la remissione delle pene dovute ai propri peccati, ma non ha bisogno di farlo con clamore, e tantomeno in un gruppo organizzato. L'associazione "Tenda di Gionata" si presenta invece come un gruppo costituito per "allargare il sostegno e l'accoglienza della Chiesa verso le persone LGBT e verso ogni persona colpita da discriminazione" e sostiene notoriamente la compatibilità tra la fede cristiana e la pratica dell'omosessualità.<br />La partecipazione ufficiale al Giubileo di un'associazione di omosessuali, che non ha come fine la loro conversione, ma che anzi giustifica la loro condotta, ha un chiaro intento strumentale: quello di lasciar credere che la Chiesa abbia mutato il suo giudizio sull'omosessualità. Per evitare queste strumentalizzazioni, ma soprattutto per il bene delle anime e per l'onore della Chiesa, chi ha la massima responsabilità organizzativa del Giubileo avrebbe il dovere di ribadire su questo punto e su tutti gli altri, l'incompatibilità che esiste tra l'Anno Santo e la trasgressione morale rivendicata come un diritto. Altrimenti si fa complice della violazione morale che omette di condannare,<br />Il Giubileo non è la canonizzazione del peccato vissuto e rivendicato, ma l'occasione di convertirci a un cristianesimo autentico, perché, come ricorda il Salmo, solo i giusti entrano nella Porta del Signore.<br />]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/64005725</guid><pubDate>Wed, 29 Jan 2025 17:58:28 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/64005725/l_ambigua_presenza_lgbt_al_giubileo.mp3" length="7802924" type="audio/mpeg"/><itunes:author>BastaBugie</itunes:author><itunes:subtitle>TESTO DELL'ARTICOLO ➜ https://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=8055

L'AMBIGUA PRESENZA LGBT AL GIUBILEO 2025 di Roberto de Mattei
 
Il 24 dicembre, con l'apertura della Porta santa di San Pietro, Papa Francesco ha inaugurato il Giubileo 2025. Il...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="https://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=8055" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=8055</a><br /><br />L'AMBIGUA PRESENZA LGBT AL GIUBILEO 2025 di Roberto de Mattei<br /> <br />Il 24 dicembre, con l'apertura della Porta santa di San Pietro, Papa Francesco ha inaugurato il Giubileo 2025. Il Papa ha attraversato la soglia della Porta per entrare nella Basilica, mentre risuonavano le parole del Vangelo di Giovanni, "Io sono la Porta: se uno entra attraverso di me, sarà salvato", e poi quelle del Salmo 118, "È questa la porta del Signore, per essa entrano i giusti".<br />Dietro di lui una processione con i cardinali, vescovi, sacerdoti e alcune famiglie rappresentanti dei cinque continenti. Il 26 dicembre il Papa ha aperto, per la prima volta in un Giubileo ordinario, una Porta santa nel carcere romano di Rebibbia e il 29 dicembre quella della Basilica di San Giovanni in Laterano, cattedrale di Roma. Contemporaneamente l'anno giubilare è stato aperto da tutti i vescovi del mondo.<br />La tradizione vuole che ogni Giubileo venga proclamato tramite la pubblicazione di una bolla papale d'Indizione. Il Giubileo del 2025 è stato indetto in San Pietro, il 9 maggio 2024, con la bolla Spes non confundit (La speranza non delude, Rm 5,5). In questa bolla, papa Francesco ricorda che "la speranza, insieme alla fede e alla carità, forma il trittico delle "virtù teologali", che esprimono l'essenza della vita cristiana". La speranza soprannaturale è quella della vita eterna. "Un'altra realtà connessa con la vita eterna - ha ricordato il Papa - è il giudizio di Dio, sia al termine della nostra esistenza che alla fine dei tempi. Il Sacramento della Penitenza ci assicura che Dio cancella i nostri peccati".<br />La Penitenzieria Apostolica ha reso note le norme sulla concessione dell'Indulgenza durante il Giubileo 2025. Potranno ricevere l'indulgenza, con la remissione e il perdono dei peccati, tutti i fedeli "veramente pentiti", "mossi da spirito di carità", "che, nel corso del Giubileo, purificati attraverso il sacramento della Penitenza e ristorati dalla Santa Comunione pregheranno secondo le intenzioni del Sommo Pontefice", visitando una delle quattro Basiliche Papali Maggiori di Roma, o uno dei numerosi luoghi sacri previsti dalla Chiesa in tutto il mondo.  <br />Tuttavia, per ottenere l'indulgenza non è sufficiente passare la Porta santa. Bisogna confessarsi ed essere pentiti dei propri peccati. Il Concilio di Trento definisce il pentimento "un dolore dell'anima e una detestazione del peccato commesso con il proposito di non più peccare" (Sess. 14, cap. 4). Senza il proposito di non peccare, non c'è il perdono dei peccati, né la remissione delle pene, che dei peccati sono conseguenza.<br />FEDE CRISTIANA E PRATICA DELL'OMOSESSUALITÀ<br />È a questa luce che dobbiamo giudicare notizie, come quella della possibile partecipazione al Giubileo di "La Tenda di Gionata", un'associazione che pretende conciliare la fede cristiana con la pratica dell'omosessualità.<br />Il pellegrinaggio era stato incluso sul sito del Giubileo tra le centinaia di eventi elencati per il 2025, ma dopo che molti siti cattolici hanno espresso la loro riprovazione per questa inclusione, che suonerebbe come una forma di approvazione ufficiale della cultura e della pratica LGBT da parte del Vaticano, la presenza ufficiale de "La Tenda di Gionata" è scomparsa dal calendario del sito ufficiale del Giubileo. Lo staff dell'Anno giubilare ha spiegato che la rimozione è avvenuta per una mancanza di dettagli forniti dagli organizzatori.<br />In un'intervista all'Agenzia spagnola EFE, il 23 dicembre 2024, l'arcivescovo Rino Fisichella, pro-prefetto del dicastero per l'Evangelizzazione, responsabile dell'organizzazione dell'Anno Santo, ha dichiarato che "se un'associazione che fa pastorale per gli omosessuali vuole concretizzare questa esperienza di fede, penso che dovrebbe trovare il Giubileo...]]></itunes:summary><itunes:duration>488</itunes:duration><itunes:keywords>giubileo2025,latendadigionata,lgbt,misericordia,portasanta</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/aea377fdebed1fc9584df2fbd0a72d51.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>"Gesù ti ama" sopra la fascia Lgbt</title><link>https://www.spreaker.com/episode/gesu-ti-ama-sopra-la-fascia-lgbt--63359525</link><description><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="https://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=8017" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=8017</a><br /><br />''GESU' TI AMA'' SOPRA LA FASCIA LGBT: IL GIOCATORE RISCHIA LA SQUALIFICA di Franco Lodige<br /> <br />La solita iniziativa politicamente corretta per genuflettersi alla comunità Lgbt rischia di scatenare il caso in Premier League. La federazione inglese ha infatti deciso di affidare ai capitani delle squadre della massima serie una fascia arcobaleno per le partite della tredicesima e della quattordicesima giornata per celebrare l'inclusione e la vicinanza alla comunità gay, lesbo, trans e generi vari ed eventuali. Il problema è sorto a "causa" di Marc Guehi, capitano del Crystal Palace e titolarissimo della Nazionale inglese: ebbene, il roccioso difensore centrale è sceso in campo con la fascia al braccio, ma sulla sua aveva scritto a pennarello "I love Jesus", ossia "Io amo Gesù". Apriti cielo.<br />La Football Association ha immediatamente ricordato a Guehi che sui kit di gioco sono proibiti messaggi politici o religiosi, ma il ventiquattrenne non si è lasciato intimidire: ieri, in occasione della sfida contro l'Ipswich Town, ha indossato la fascia arcobaleno con la scritta "Jesus loves you", ossia "Gesù ti ama". Il calciatore, devoto cristiano, ha ignorato volutamente il richiamo ufficiale e ora rischia una pesante sanzione. Avete capito bene: Guehi ora rischia una squalifica per aver osato celebrare la sua fede cristiana. O forse per aver oscurato il messaggio destinato alla galassia Lgbt, che invece può essere omaggiata in lungo e in largo con buona pace della regola 4 del regolamento della FA.<br />"Rispettiamo tutti i giocatori e in particolare Marc. È il nostro capitano. Tutti sanno che è un ragazzo fantastico, molto umile, e non credo che dovremmo ingigantire la questione. Ne abbiamo parlato. Non è un bambino, è un adulto, ha la sua opinione e noi la rispettiamo" il commento del tecnico del Crystal Palace Oliver Glasner. Sui social il calciatore ha ricevuto tantissimi attestati di affetto e di vicinanza per il suo gesto, una rivendicazione di libertà. [...]<br />Sì, perché tutti i poliziotti del politicamente corretto si sono scagliati contro Guehi, dimenticando che anche un altro calciatore non ha partecipato come richiesto alla campagna Rainbow Laces di Stonewall. Parliamo di Sam Morsy, capitano del già citato Ipswich Town. Il trentatreenne è stato l'unico a rifiutare di indossare la fascia arcobaleno in quanto musulmano praticante. Per capirsi: è egiziano e nel suo Paese l'omosessualità è considerata un crimine. Questi sono i rischi che si corrono quando i soliti soloni credono di poter parlare a nome di tutti [...] e di poter obbligare una persona a indossare il simbolo di una minoranza in nome dell'iper-progressismo esasperato.<br />Non sappiamo se Guehi verrà squalificato o meno, stesso discorso per Morsy. Ma già solo l'ipotesi di una sanzione è follia allo stato puro.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/63359525</guid><pubDate>Tue, 17 Dec 2024 21:18:09 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/63359525/gesu_ti_ama.mp3" length="3434265" type="audio/mpeg"/><itunes:author>BastaBugie</itunes:author><itunes:subtitle>TESTO DELL'ARTICOLO ➜ https://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=8017

''GESU' TI AMA'' SOPRA LA FASCIA LGBT: IL GIOCATORE RISCHIA LA SQUALIFICA di Franco Lodige
 
La solita iniziativa politicamente corretta per genuflettersi alla comunità Lgbt...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="https://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=8017" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=8017</a><br /><br />''GESU' TI AMA'' SOPRA LA FASCIA LGBT: IL GIOCATORE RISCHIA LA SQUALIFICA di Franco Lodige<br /> <br />La solita iniziativa politicamente corretta per genuflettersi alla comunità Lgbt rischia di scatenare il caso in Premier League. La federazione inglese ha infatti deciso di affidare ai capitani delle squadre della massima serie una fascia arcobaleno per le partite della tredicesima e della quattordicesima giornata per celebrare l'inclusione e la vicinanza alla comunità gay, lesbo, trans e generi vari ed eventuali. Il problema è sorto a "causa" di Marc Guehi, capitano del Crystal Palace e titolarissimo della Nazionale inglese: ebbene, il roccioso difensore centrale è sceso in campo con la fascia al braccio, ma sulla sua aveva scritto a pennarello "I love Jesus", ossia "Io amo Gesù". Apriti cielo.<br />La Football Association ha immediatamente ricordato a Guehi che sui kit di gioco sono proibiti messaggi politici o religiosi, ma il ventiquattrenne non si è lasciato intimidire: ieri, in occasione della sfida contro l'Ipswich Town, ha indossato la fascia arcobaleno con la scritta "Jesus loves you", ossia "Gesù ti ama". Il calciatore, devoto cristiano, ha ignorato volutamente il richiamo ufficiale e ora rischia una pesante sanzione. Avete capito bene: Guehi ora rischia una squalifica per aver osato celebrare la sua fede cristiana. O forse per aver oscurato il messaggio destinato alla galassia Lgbt, che invece può essere omaggiata in lungo e in largo con buona pace della regola 4 del regolamento della FA.<br />"Rispettiamo tutti i giocatori e in particolare Marc. È il nostro capitano. Tutti sanno che è un ragazzo fantastico, molto umile, e non credo che dovremmo ingigantire la questione. Ne abbiamo parlato. Non è un bambino, è un adulto, ha la sua opinione e noi la rispettiamo" il commento del tecnico del Crystal Palace Oliver Glasner. Sui social il calciatore ha ricevuto tantissimi attestati di affetto e di vicinanza per il suo gesto, una rivendicazione di libertà. [...]<br />Sì, perché tutti i poliziotti del politicamente corretto si sono scagliati contro Guehi, dimenticando che anche un altro calciatore non ha partecipato come richiesto alla campagna Rainbow Laces di Stonewall. Parliamo di Sam Morsy, capitano del già citato Ipswich Town. Il trentatreenne è stato l'unico a rifiutare di indossare la fascia arcobaleno in quanto musulmano praticante. Per capirsi: è egiziano e nel suo Paese l'omosessualità è considerata un crimine. Questi sono i rischi che si corrono quando i soliti soloni credono di poter parlare a nome di tutti [...] e di poter obbligare una persona a indossare il simbolo di una minoranza in nome dell'iper-progressismo esasperato.<br />Non sappiamo se Guehi verrà squalificato o meno, stesso discorso per Morsy. Ma già solo l'ipotesi di una sanzione è follia allo stato puro.]]></itunes:summary><itunes:duration>215</itunes:duration><itunes:keywords>capitano,crystalpalace,fascia,gesùtiama,jesuslovesyou</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/c96e35b4f25948c9abc51f4bdf433bc2.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Internet, social, cartoni, Hollywood: il contagio sociale</title><link>https://www.spreaker.com/episode/internet-social-cartoni-hollywood-il-contagio-sociale--62628681</link><description><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="https://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7970" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7970</a><br /><br />INTERNET, SOCIAL, CARTONI, HOLLYWOOD: IL CONTAGIO SOCIALE SULLA TRANSIZIONE DI GENERE CHE INVESTE I GIOVANI di Giuliano Guzzo<br /><br />Che cosa succede oggi quando un giovane ha il dubbio di “essere nato nel corpo sbagliato”? Sfortunatamente, succede che, nella misura in cui si affaccia al mondo dei social - lo strumento più immediato, a portata di mano, anzi di smartphone - trova spesso e volentieri spunti che lo incoraggiano allegramente a “cambiare sesso” e a non preoccuparsi troppo delle conseguenze che ciò potrebbe comportare. Un vero e proprio contagio sociale.<br />Esagerazioni? Non esattamente. Prova ne è, pensando per esempio a TikTok, il profilo TikDocTony, che vanta quasi 280.000 follower ed è gestito dal dottor Tony Mangubat del La Belle Vie Cosmetic surgery center and med spa di Seattle, un medico che ha al suo attivo oltre 10.000 interventi e che non fa che parlare della transizione di genere ai giovanissimi all’insegna dell’assenza di ogni limite. Una volta, tanto per fare un esempio eloquente, un utente ha chiesto «qual è l’età ideale per sottoporsi a un intervento chirurgico di alto livello» e Mangubat ha subito risposto: «Quando è giusto per te».<br />Che TikTok c’entri con il boom della transizione di genere è provato anche da delle testimonianze. Per esempio, si guardi alla vicenda di Ash Eskridge, giovane del Montana e oggi detransitioner - cioè trans pentita e desiderosa di tornare al suo sesso biologico – la quale ha raccontato al New York Post di quanto il popolare social abbia influito nel suo percorso: «Su TikTok ho visto i video influencer che sostenevano come la transizione di genere avesse salvato loro la vita [...] Volevo che salvasse anche la mia vita». Parole senza dubbio inequivocabili e che probabilmente oggi riguardano anche molti altri giovani, dato che esiste un nutrito gruppo influencer transgender che si servono dei canali social per veicolare la loro personale visione del mondo, che spesso e volentieri di sostanzia in una antropologia fluida tale per cui per chiunque è giusto dire può “essere chi si sente” di essere. Non stupisce, a questo punto, apprendere che molti giovani “fluidi” o trans facciano oggi coming out su Internet prima che in famiglia o a scuola.<br />Dunque è assodato, purtroppo, che TikTok sia il social che più “influenza” le giovani menti, anche per un fattore di utenza anagrafica. Il social di video-sharing di origini cinese, infatti, lanciato nel 2016 e diventato sempre più usato soprattutto dal 2020 in poi, è di fatto l’attuale social più “giovanile” in circolazione, vantando un pubblico composto in gran parte da adolescenti. Questo - ed è assodato, nonché denunciato da più parti – rende la stessa piattaforma particolarmente vulnerabile a questioni legate alla sicurezza online come il cyberbullismo, la pedofilia e l’incitamento a comportamenti pericolosi. Facile, dunque, infiltrarsi nelle maglie larghe di TikTok per veicolare qualsiasi ideologia si voglia, soprattutto se quest’ultima - appunto quella gender - è per giunta difesa dal mainstream.<br />PERCHÉ PROPRIO TIKTOK<br />Ma, viene da chiedersi, perché proprio TikTok e perché, in generale, proprio i social network? La risposta è, purtroppo, tanto facile quanto drammatica. In tutto il mondo, infatti, e in particolare negli ultimi anni, si sta riscontrando un sensibile aumento delle domande di riassegnazione di genere fra i bambini e gli adolescenti. Va da sé, quindi, che i terreni più fertili per la propaganda Lgbtqia+ siano proprio quelli più frequentati da giovani e giovanissimi.<br />Come detto, dunque, tanto su TikTok ma anche su Youtube, Instagram e Facebook, abbondano video sia in italiano che in inglese, nei quali vengono riportate foto e testimonianze di giovani che stanno compiendo o hanno compiuto il percorso di transizione. Alcune criticano i luoghi comuni su questi argomenti, altre si centrano proprio sul racconto del percorso che il soggetto sta compiendo, altre ancora hanno una prospettiva più “clinica”, e poco importa a questi “influencer” se le informazioni riportate sono spesso se non sempre pesanti fake news. Ormai, infatti, il mantra «l’ho visto sui social» è il nuovo «l’ha detto la televisione», ed è dunque preso per assolutamente vero da chi guarda.<br />Proprio utenti transgender, sedicenti medici o altrettanto sedicenti influencer tendono a rispondere a interrogativi fra cui quelli relativi al come fare per sapere se si è veramente trans, al modo per fare coming out in famiglia, al come ottenere una terapia a base di testosterone, alle paure nell’attraversare questa esperienza e così via. Una mole enorme di contenuti pro-gender che va a braccetto con la dimensione di identificazione, peraltro tipica della fascia d’età preadolescenziale. Molti soggetti giovanissimi, dunque, si aggrappano all’identità che credono di aver trovato grazie a questi video cui giungono spesso attraverso la ricerca di specifici hashtag.<br />E chi prova a porre domande diverse da quelle mainstream o a fare commenti non in linea con l’approccio affermativo? Ormai è automatico, quasi naturale - senza neanche bisogno di incitare le folle - che arrivi una vera e propria shitstorm di commenti e risposte che bollano chi la pensa diversamente come transfobico, omofobo, retrogrado, ignorante.<br />IL RAPPORTO GENITORI-SOCIAL<br />E il rapporto genitori-social? I genitori, troppo spesso, assistono impotenti a ciò che i propri figli fanno con e sui social. Questo vale, lo sappiamo, per tanti argomenti: dalla ricerca di contenuti sul sesso a droghe, fumo, ma anche su temi magari più banali e innocenti come lo studio, i giochi online, le conversazioni tra pari età. Insomma, i genitori sono esclusi dai propri figli da ciò che esiste sui social, quasi come se questi ultimi fossero un luogo intimo e privato della propria adolescenza. Ecco, dunque, che questa “esclusione” finisce per essere ancor più pericolosa proprio quando si tratta di disagi e confusione sulla propria sessualità o sul proprio corpo. Gli adolescenti, all’insaputa dei familiari, apprendono principalmente dal mondo online come aderire a un’immagine corporea che è esattamente l’opposto del sesso anatomico: ecco allora che acquistano vestiti che comprimono il torace al fine di occultare il proprio seno o gli abiti che nascondono gli organi genitali nei maschi, ecco che chattano con sedicenti esperti o provano a prendere appuntamenti in cliniche che - complici di tutto ciò - non pretendono nessuna autorizzazione da parte dei genitori, e così via.<br />Ecco dunque l’amara e tragica verità: il passo dal click alla transizione è inesorabilmente breve, molto di più di quanto si possa immaginare.<br />Ma non è finita qui. Perché i social sono la parte più consistente di un iceberg che, sott’acqua, riserva ancora altre brutte sorprese. Non ci sono infatti solo i social network a veicolare l’ideologia gender. Un ruolo in questo, infatti, lo svolgono anche la televisione, le serie tv e perfino i cartoni animati. Con riferimento a questi ultimi, come non pensare alla Disney giunta a tingere di arcobaleno la mitica saga di Star Wars, con la serie The Acolyte, che la sua stessa creatrice, Leslye Headland, ha codificato come queer. Tutto questo non deve stupire se si pensa che Karey Burke, presidente della Disney’s General Entertainment Content - la quale si definisce «madre di due bambini queer» -, ha dichiarato di voler arrivare in poco tempo ad almeno il 50% dei personaggi appartenenti a «gruppi minoritari», ovviamente Lgbt in primis. L’impegno arcobaleno della celebre casa di contenuti per bambini è però già a buon punto.<br />DISNEY ALLO SBANDO<br />Basti qui ricordare che, su 59 film prodotti nel 2022, ben 24 di questi - ha sottolineato Glaad (acronimo dell’associazione arcobaleno Gay and Lesbian Alliance Against Defamation) - presentavano contenuti di «inclusione Lgbt». In pratica, ormai quasi un prodotto Disney su due veicola contenuti cari all’agenda politica e ideologica arcobaleno - e di questo passo, a breve, saranno senza dubbio la maggioranza. Non c’è comunque solo la Disney attiva su questo versante propagandistico. Anche la Pixar Animation Studios, celebre casa di produzione di prodotti per bambini, ancora nel 2021, si diceva interessata a cercare per «un doppiaggio giovanile» dei ragazzi che potessero «dar voce credibilmente a una quattordicenne trans». E questi sono solo - per ovvie esigenze di spazio - pochi esempi dei molti contenuti che possiamo trovare quotidianamente su tv, canali streaming e media di ogni tipo. Dove non c’è la propaganda esplicita, dunque, c’è comunque un asservimento da parte dei media ai diktat arcobaleno e transgender.<br />Prova ne è anche la mitica emittente Cnn che, in un testo che parla di prevenzione ginecologica, ha deciso di rivolgersi agli «individui con una cervice» senza scrivere «donne» o «donna» nell’articolo, per “non offendere” le persone transgender. Non si può poi non considerare, come grande - ancorché indiretto - spot alla transizione di genere, la grande popolarità che nelle pubblicità, di moda ma non solo, hanno le modelle androgine, figure salutate anzi celebrate sui media come «top model e modelle che hanno sfidato gli stereotipi!». Da parte loro, anche queste modelle sembrano trarre a loro volta una forma d’appagamento o comunque divertimento nel vestire panni ambigui, che possano veicolare identità fluide. «Mi piacciono un sacco le donne vestite da uomini e viceversa» ha per esempio dichiarato la modella francese Agata Descroix, aggiungendo che, a suo dire, «la moda è prima di tutto la libertà di giocare con i vestiti e sentirsi bene. In aggiunta, perché impedire a una donna di indossare una bella cravatta? O un uomo di indoss]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/62628681</guid><pubDate>Tue, 05 Nov 2024 21:24:49 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/62628681/internet_social_cartoni_hollywood.mp3" length="12307539" type="audio/mpeg"/><itunes:author>BastaBugie</itunes:author><itunes:subtitle>TESTO DELL'ARTICOLO ➜ https://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7970

INTERNET, SOCIAL, CARTONI, HOLLYWOOD: IL CONTAGIO SOCIALE SULLA TRANSIZIONE DI GENERE CHE INVESTE I GIOVANI di Giuliano Guzzo

Che cosa succede oggi quando un giovane ha il...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="https://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7970" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7970</a><br /><br />INTERNET, SOCIAL, CARTONI, HOLLYWOOD: IL CONTAGIO SOCIALE SULLA TRANSIZIONE DI GENERE CHE INVESTE I GIOVANI di Giuliano Guzzo<br /><br />Che cosa succede oggi quando un giovane ha il dubbio di “essere nato nel corpo sbagliato”? Sfortunatamente, succede che, nella misura in cui si affaccia al mondo dei social - lo strumento più immediato, a portata di mano, anzi di smartphone - trova spesso e volentieri spunti che lo incoraggiano allegramente a “cambiare sesso” e a non preoccuparsi troppo delle conseguenze che ciò potrebbe comportare. Un vero e proprio contagio sociale.<br />Esagerazioni? Non esattamente. Prova ne è, pensando per esempio a TikTok, il profilo TikDocTony, che vanta quasi 280.000 follower ed è gestito dal dottor Tony Mangubat del La Belle Vie Cosmetic surgery center and med spa di Seattle, un medico che ha al suo attivo oltre 10.000 interventi e che non fa che parlare della transizione di genere ai giovanissimi all’insegna dell’assenza di ogni limite. Una volta, tanto per fare un esempio eloquente, un utente ha chiesto «qual è l’età ideale per sottoporsi a un intervento chirurgico di alto livello» e Mangubat ha subito risposto: «Quando è giusto per te».<br />Che TikTok c’entri con il boom della transizione di genere è provato anche da delle testimonianze. Per esempio, si guardi alla vicenda di Ash Eskridge, giovane del Montana e oggi detransitioner - cioè trans pentita e desiderosa di tornare al suo sesso biologico – la quale ha raccontato al New York Post di quanto il popolare social abbia influito nel suo percorso: «Su TikTok ho visto i video influencer che sostenevano come la transizione di genere avesse salvato loro la vita [...] Volevo che salvasse anche la mia vita». Parole senza dubbio inequivocabili e che probabilmente oggi riguardano anche molti altri giovani, dato che esiste un nutrito gruppo influencer transgender che si servono dei canali social per veicolare la loro personale visione del mondo, che spesso e volentieri di sostanzia in una antropologia fluida tale per cui per chiunque è giusto dire può “essere chi si sente” di essere. Non stupisce, a questo punto, apprendere che molti giovani “fluidi” o trans facciano oggi coming out su Internet prima che in famiglia o a scuola.<br />Dunque è assodato, purtroppo, che TikTok sia il social che più “influenza” le giovani menti, anche per un fattore di utenza anagrafica. Il social di video-sharing di origini cinese, infatti, lanciato nel 2016 e diventato sempre più usato soprattutto dal 2020 in poi, è di fatto l’attuale social più “giovanile” in circolazione, vantando un pubblico composto in gran parte da adolescenti. Questo - ed è assodato, nonché denunciato da più parti – rende la stessa piattaforma particolarmente vulnerabile a questioni legate alla sicurezza online come il cyberbullismo, la pedofilia e l’incitamento a comportamenti pericolosi. Facile, dunque, infiltrarsi nelle maglie larghe di TikTok per veicolare qualsiasi ideologia si voglia, soprattutto se quest’ultima - appunto quella gender - è per giunta difesa dal mainstream.<br />PERCHÉ PROPRIO TIKTOK<br />Ma, viene da chiedersi, perché proprio TikTok e perché, in generale, proprio i social network? La risposta è, purtroppo, tanto facile quanto drammatica. In tutto il mondo, infatti, e in particolare negli ultimi anni, si sta riscontrando un sensibile aumento delle domande di riassegnazione di genere fra i bambini e gli adolescenti. Va da sé, quindi, che i terreni più fertili per la propaganda Lgbtqia+ siano proprio quelli più frequentati da giovani e giovanissimi.<br />Come detto, dunque, tanto su TikTok ma anche su Youtube, Instagram e Facebook, abbondano video sia in italiano che in inglese, nei quali vengono riportate foto e testimonianze di giovani che stanno compiendo o hanno compiuto il percorso di...]]></itunes:summary><itunes:duration>770</itunes:duration><itunes:keywords>contagiosociale,disney,esclusione,figli,socialnetwork,tiktok</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/719ec46b19359f769c68164f79774b35.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>I vescovi norvegesi: esistono solo due sessi</title><link>https://www.spreaker.com/episode/i-vescovi-norvegesi-esistono-solo-due-sessi--62466964</link><description><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="https://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7956" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7956</a><br /><br />I VESCOVI NORVEGESI: ESISTONO SOLO DUE SESSI<br /><br />Insieme a circa 30 altre comunità cristiane in Norvegia, i vescovi cattolici hanno firmato una dichiarazione ecumenica sulle questioni della teoria del genere e della sessualità, per dare «un contributo costruttivo»; il documento intitolato "Dichiarazione ecumenica sulla diversità di genere e sessuale" è stato pubblicato ieri e «nasce in preghiera, dal nostro impegno per la nostra nazione e dal desiderio di costruirla», afferma il presidente della Conferenza episcopale nordica, Erik Varden.<br />In un'intervista con Cna Deutsch, il vescovo ha spiegato: «Il progetto ha come sottofondo una dichiarazione ecumenica del 2016 sul matrimonio, di cui anche i vescovi cattolici sono stati cofirmatari. Un seminario tenutosi questa primavera ha stimolato l'idea che sarebbe potuto essere costruttivo prendere in considerazione una dichiarazione simile sulla questione della "diversità" sessuale e di genere, un argomento attualmente molto discusso e che incide profondamente sulla vita di molte persone».<br />In una società che non riconosce, anzi rifiuta, la realtà oggettiva delle cose, è ancor più importante dimostrare che la visione antropologica cristiana «è in linea con i dati empirici. Una comprensione cristiana della vita è eminentemente concreta», spiega ancora con Trondheim. È da qui che prende le mosse la dichiarazione ecumenica, che si prefigge di riconoscere la «realtà biologica [...] nel rispetto dei diritti dei bambini». «Dio è il Creatore dell'universo e lo sostiene nell'esistenza. Ha creato l'essere umano come uomo e donna. Tutti gli esseri umani sono creati a immagine di Dio. Tutti sono profondamente amati da Lui e possiedono lo stesso inalienabile valore e la stessa inviolabile dignità. Il matrimonio, secondo l'ordine della creazione e del diritto naturale, è l'unione tra un uomo e una donna. Il matrimonio è stato istituito da Dio, confermato da Cristo e dagli Apostoli, e riconosciuto dalla Chiesa cristiana in tutti i secoli (cfr. Genesi 1,26-28 e Matteo 19,4-6). Il matrimonio tra un uomo e una donna costituisce il quadro biblico per le relazioni sessuali. Altre forme di relazioni sessuali sono varianti di una "diversità sessuale" che contraddice la teologia della creazione biblica e l'etica di Gesù, anche se tali relazioni fossero caratterizzate da fedeltà duratura», così inizia la dichiarazione.<br />SPIEGARE L'OVVIO<br />Poiché è necessario oramai spiegare l'ovvio, nel testo si ribadisce la realtà biologica dell'uomo e della donna: «Esistono solo due sessi biologici: maschile e femminile. Il sesso dell'essere umano è deciso nel momento del concepimento. Il nostro sesso è determinato dalla grandezza e dalla funzione delle cellule germinali»; per poi spiegare che «l'idea che esista un sesso soggettivo e una "identità di genere" che si possa scegliere liberamente e che si basi sui sentimenti è il risultato di un'ideologia e non ha fondamento nella biologia o nella scienza naturale».<br />Chiarendo che la Chiesa cattolica non è «un corpo lontano, cinico e burocratico», bensì «Mater e Magistra» - afferma ancora nell'intervista il presidente della Conferenza episcopale nordica -, l'impegno dei sacerdoti sarà sempre accompagnare tutti, in quanto «ogni essere è amato da Dio». Tuttavia, si chiarisce che «come pastori [...] siamo ordinati a proclamare e insegnare non idee di nostra creazione, ma il Vangelo di Cristo come insegnato ed esposto dal Magistero della Chiesa cattolica». Da "Madre e Maestra", la Chiesa ha una profonda conoscenza ed esperienza nel campo dell'animo umano e della persona, per questo «cerca di farci crescere oltre le nostre categorie e aspettative troppo ristrette, verso quella pienezza dell'essere che la tradizione cristiana chiama santità, una partecipazione alla vita di Dio stesso», senza fare «concessioni a scapito delle verità bibliche, anche se tali verità sono in conflitto con linee guida politiche o tendenze sociali attuali».<br />I DANNI DELL'IDEOLOGIA GENDER<br />A partire da questi assunti, nella dichiarazione si passa a mettere in guardia rispetto ai danni che producono l'ideologia gender e la grande menzogna che una persona possa essere nata nel corpo sbagliato - la storia di Luka Hein ne manifesta tutte le ferite -: «È estremamente problematico far confrontare i bambini e gli adolescenti con l'idea [...] che esistano "ragazzi, ragazze e altri generi" e insegnare loro che esiste un "genere interiore"». La dichiarazione invita a guardare ai danni già fatti: «Le conseguenze della vicenda della clinica Tavistock in Inghilterra sono un esempio ben noto di come sono state affrontate queste ferite, ma non è certo l'unico», aggiunge nell'intervista von Trondheim.<br />I vescovi affrontano poi il tema dei diritti, oggi innominabili, che ha il bambino: «Privare consapevolmente e intenzionalmente un bambino della possibilità di conoscere la madre o il padre o le famiglie dei genitori biologici - ad esempio attraverso la fecondazione artificiale o la maternità surrogata - è una violazione della volontà creativa di Dio e dei diritti del bambino». Sebbene infatti «tutti i bambini sono ugualmente preziosi e amati da Dio, indipendentemente dal modo in cui sono stati concepiti», è necessario ribadire che «il benessere del bambino deve sempre avere la priorità rispetto alle richieste e ai desideri degli adulti», senza peraltro contrastare la stessa Convenzione Onu sui diritti dell'infanzia nell'articolo 7 citata dai vescovi: «È un diritto umano del bambino conoscere i propri genitori e, per quanto possibile, essere accudito da loro».<br />In ultimo, la dichiarazione afferma: «La libertà di opinione e di coscienza e la libertà religiosa sono per noi valori centrali ed essenziali»; ed è proprio all'interno di questa libertà che «crediamo che anche la nostra voce meriti di essere ascoltata», prosegue l'intervista. Senza far mistero che «le autorità governative e le istituzioni pubbliche abusino del loro mandato e del loro potere quando cercano di costringere cittadini e organizzazioni ad adattarsi alla "teoria queer" riguardo al genere, alla sessualità e al matrimonio» è ancor più urgente il ruolo della Chiesa nell'«affermare la preziosità della vita la preziosità della vita di ogni persona in cui vogliamo riconoscere una sorella, un fratello, un potenziale amico, vedendola, per quanto possibile, come la vede Dio, cioè con immensa speranza», conclude il vescovo Varden.<br />]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/62466964</guid><pubDate>Tue, 22 Oct 2024 21:22:29 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/62466964/i_vescovi_norvegesi_esistono_solo_due_sessi.mp3" length="7470228" type="audio/mpeg"/><itunes:author>BastaBugie</itunes:author><itunes:subtitle>TESTO DELL'ARTICOLO ➜ https://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7956

I VESCOVI NORVEGESI: ESISTONO SOLO DUE SESSI

Insieme a circa 30 altre comunità cristiane in Norvegia, i vescovi cattolici hanno firmato una dichiarazione ecumenica sulle...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="https://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7956" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7956</a><br /><br />I VESCOVI NORVEGESI: ESISTONO SOLO DUE SESSI<br /><br />Insieme a circa 30 altre comunità cristiane in Norvegia, i vescovi cattolici hanno firmato una dichiarazione ecumenica sulle questioni della teoria del genere e della sessualità, per dare «un contributo costruttivo»; il documento intitolato "Dichiarazione ecumenica sulla diversità di genere e sessuale" è stato pubblicato ieri e «nasce in preghiera, dal nostro impegno per la nostra nazione e dal desiderio di costruirla», afferma il presidente della Conferenza episcopale nordica, Erik Varden.<br />In un'intervista con Cna Deutsch, il vescovo ha spiegato: «Il progetto ha come sottofondo una dichiarazione ecumenica del 2016 sul matrimonio, di cui anche i vescovi cattolici sono stati cofirmatari. Un seminario tenutosi questa primavera ha stimolato l'idea che sarebbe potuto essere costruttivo prendere in considerazione una dichiarazione simile sulla questione della "diversità" sessuale e di genere, un argomento attualmente molto discusso e che incide profondamente sulla vita di molte persone».<br />In una società che non riconosce, anzi rifiuta, la realtà oggettiva delle cose, è ancor più importante dimostrare che la visione antropologica cristiana «è in linea con i dati empirici. Una comprensione cristiana della vita è eminentemente concreta», spiega ancora con Trondheim. È da qui che prende le mosse la dichiarazione ecumenica, che si prefigge di riconoscere la «realtà biologica [...] nel rispetto dei diritti dei bambini». «Dio è il Creatore dell'universo e lo sostiene nell'esistenza. Ha creato l'essere umano come uomo e donna. Tutti gli esseri umani sono creati a immagine di Dio. Tutti sono profondamente amati da Lui e possiedono lo stesso inalienabile valore e la stessa inviolabile dignità. Il matrimonio, secondo l'ordine della creazione e del diritto naturale, è l'unione tra un uomo e una donna. Il matrimonio è stato istituito da Dio, confermato da Cristo e dagli Apostoli, e riconosciuto dalla Chiesa cristiana in tutti i secoli (cfr. Genesi 1,26-28 e Matteo 19,4-6). Il matrimonio tra un uomo e una donna costituisce il quadro biblico per le relazioni sessuali. Altre forme di relazioni sessuali sono varianti di una "diversità sessuale" che contraddice la teologia della creazione biblica e l'etica di Gesù, anche se tali relazioni fossero caratterizzate da fedeltà duratura», così inizia la dichiarazione.<br />SPIEGARE L'OVVIO<br />Poiché è necessario oramai spiegare l'ovvio, nel testo si ribadisce la realtà biologica dell'uomo e della donna: «Esistono solo due sessi biologici: maschile e femminile. Il sesso dell'essere umano è deciso nel momento del concepimento. Il nostro sesso è determinato dalla grandezza e dalla funzione delle cellule germinali»; per poi spiegare che «l'idea che esista un sesso soggettivo e una "identità di genere" che si possa scegliere liberamente e che si basi sui sentimenti è il risultato di un'ideologia e non ha fondamento nella biologia o nella scienza naturale».<br />Chiarendo che la Chiesa cattolica non è «un corpo lontano, cinico e burocratico», bensì «Mater e Magistra» - afferma ancora nell'intervista il presidente della Conferenza episcopale nordica -, l'impegno dei sacerdoti sarà sempre accompagnare tutti, in quanto «ogni essere è amato da Dio». Tuttavia, si chiarisce che «come pastori [...] siamo ordinati a proclamare e insegnare non idee di nostra creazione, ma il Vangelo di Cristo come insegnato ed esposto dal Magistero della Chiesa cattolica». Da "Madre e Maestra", la Chiesa ha una profonda conoscenza ed esperienza nel campo dell'animo umano e della persona, per questo «cerca di farci crescere oltre le nostre categorie e aspettative troppo ristrette, verso quella pienezza dell'essere che la tradizione cristiana chiama santità, una partecipazione alla...]]></itunes:summary><itunes:duration>467</itunes:duration><itunes:keywords>cellule,duesessi,fedeltà,libertà,varden</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/2cfd21b04330ec6e2342bcd1c92af8a2.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Cosa sarebbe successo con la legge Zan</title><link>https://www.spreaker.com/episode/cosa-sarebbe-successo-con-la-legge-zan--62015949</link><description><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="https://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7928" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7928</a><br /><br />COSA SAREBBE SUCCESSO CON LA LEGGE ZAN di Alessia Battini<br /><br />Ne avevamo già parlato, e purtroppo siamo ancora qui... Ricordate l'insegnante irlandese costretto a 400 giorni di detenzione in carcere per essersi opposto all'utilizzo dei pronomi gender nella sua classe? Ebbene, lo scorso lunedì 2 settembre è stato nuovamente condannato alla reclusione dal tribunale di Dublino dopo essersi rifiutato di rispettare un'ordinanza che gli vietava di avvicinarsi alla Wilson's Hospital School, la scuola dove insegnava.<br />Per lo stesso motivo era già stato incarcerato nel settembre 2022, dopo essere stato sospeso dal consiglio scolastico dell'istituto nel maggio dello stesso anno per essersi rifiutato di usare il nuovo nome di uno studente che si era dichiarato trans e che pretendeva anche l'utilizzo del pronome "loro", non identificandosi in un genere preciso. È stato poi rilasciato dopo tre mesi e nuovamente incarcerato con l'accusa di oltraggio alla corte nel settembre 2023.<br />Dopo il rilascio lo scorso giugno, corrispondente all'inizio delle vacanze estive, nel recente periodo di ripresa delle lezioni, il professore Enoch Burke ha continuato a presentarsi a scuola e, intervistato da Sky News, ha dichiarato di essere ancora pagato dall'istituto e che si era recato lì per svolgere il suo dovere di insegnante. Alla domanda del giornalista sul perché non volesse rispettare l'identità transgender dello studente ha semplicemente risposto: «Io insegno a tutti gli studenti che sono nella mia classe, senza fare distinzioni. Ma quando mi impongono di fare qualcosa che va contro le mie convinzioni religiose obbligandomi a sostituire una nuova ideologia con i valori della mia fede, sulla base dei quali esistono solo due generi, allora si stanno violando i miei diritti».<br />Dopo queste dichiarazioni la scuola si è nuovamente rivolta all'Alta Corte di Dublino, dove lunedì si è svolta l'udienza che si è conclusa con la nuova - ed ennesima - condanna alla reclusione di Enoch Burke, che ha dichiarato: «Detesto la prigione, è un posto orribile dove perdi la tua libertà. Sei costretto a passare 18 ore al giorno chiuso in una stanza».<br />Intanto, il caso ha assunto un rilievo internazionale, e l'insegnante irlandese è diventato un simbolo dell'attuale battaglia tra l'ideologia progressista cosiddetta "woke" e la difesa dei valori tradizionali. Le opinioni nel Paese sono divise: chi sostiene l'effettiva lesione dei diritti costituzionalmente garantiti del professore, in particolare del suo diritto alla libertà religiosa, e chi al contrario considera il suo comportamento inaccettabile, sia a scuola sia in tribunale.<br />Il caso, inoltre, rischia di diventare un pericoloso precedente, non solo in Irlanda ma in tutta la nostra società occidentale, poiché in nome dell'ideologia si legittimano queste gravissime lesioni alla libertà personale. In Italia siamo riusciti a schivare il tentativo del Parlamento di approvare la proposta di Legge Zan, che avrebbe avuto effetti disastrosi come quelli che stiamo vedendo verificarsi in Irlanda e in altri Paesi, come gli Stati Uniti, dove la dittatura del pensiero unico si è affermata da tempo anche sul piano legislativo. Pensiamo, ad esempio, alla legge irlandese che vieta di pregare, anche silenziosamente, vicino alle cliniche per gli aborti, pena sempre la detenzione in carcere.<br />Qualcuno considera Burke un martire della causa, lui non si è mai considerato tale, ma sicuramente è una persona con un grande coraggio e un'immensa forza di volontà, oltre che una profonda fede. Una persona che è disposta a rischiare la prigione, la gogna pubblica e il divieto di continuare a svolgere il mestiere che ama, pur di continuare ad affermare la verità. Una grande ispirazione per ognuno di noi.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/62015949</guid><pubDate>Wed, 18 Sep 2024 19:09:07 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/62015949/cosa_sarebbe_successo_con_la_legge_zan.mp3" length="4109418" type="audio/mpeg"/><itunes:author>BastaBugie</itunes:author><itunes:subtitle>TESTO DELL'ARTICOLO ➜ https://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7928

COSA SAREBBE SUCCESSO CON LA LEGGE ZAN di Alessia Battini

Ne avevamo già parlato, e purtroppo siamo ancora qui... Ricordate l'insegnante irlandese costretto a 400 giorni di...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="https://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7928" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7928</a><br /><br />COSA SAREBBE SUCCESSO CON LA LEGGE ZAN di Alessia Battini<br /><br />Ne avevamo già parlato, e purtroppo siamo ancora qui... Ricordate l'insegnante irlandese costretto a 400 giorni di detenzione in carcere per essersi opposto all'utilizzo dei pronomi gender nella sua classe? Ebbene, lo scorso lunedì 2 settembre è stato nuovamente condannato alla reclusione dal tribunale di Dublino dopo essersi rifiutato di rispettare un'ordinanza che gli vietava di avvicinarsi alla Wilson's Hospital School, la scuola dove insegnava.<br />Per lo stesso motivo era già stato incarcerato nel settembre 2022, dopo essere stato sospeso dal consiglio scolastico dell'istituto nel maggio dello stesso anno per essersi rifiutato di usare il nuovo nome di uno studente che si era dichiarato trans e che pretendeva anche l'utilizzo del pronome "loro", non identificandosi in un genere preciso. È stato poi rilasciato dopo tre mesi e nuovamente incarcerato con l'accusa di oltraggio alla corte nel settembre 2023.<br />Dopo il rilascio lo scorso giugno, corrispondente all'inizio delle vacanze estive, nel recente periodo di ripresa delle lezioni, il professore Enoch Burke ha continuato a presentarsi a scuola e, intervistato da Sky News, ha dichiarato di essere ancora pagato dall'istituto e che si era recato lì per svolgere il suo dovere di insegnante. Alla domanda del giornalista sul perché non volesse rispettare l'identità transgender dello studente ha semplicemente risposto: «Io insegno a tutti gli studenti che sono nella mia classe, senza fare distinzioni. Ma quando mi impongono di fare qualcosa che va contro le mie convinzioni religiose obbligandomi a sostituire una nuova ideologia con i valori della mia fede, sulla base dei quali esistono solo due generi, allora si stanno violando i miei diritti».<br />Dopo queste dichiarazioni la scuola si è nuovamente rivolta all'Alta Corte di Dublino, dove lunedì si è svolta l'udienza che si è conclusa con la nuova - ed ennesima - condanna alla reclusione di Enoch Burke, che ha dichiarato: «Detesto la prigione, è un posto orribile dove perdi la tua libertà. Sei costretto a passare 18 ore al giorno chiuso in una stanza».<br />Intanto, il caso ha assunto un rilievo internazionale, e l'insegnante irlandese è diventato un simbolo dell'attuale battaglia tra l'ideologia progressista cosiddetta "woke" e la difesa dei valori tradizionali. Le opinioni nel Paese sono divise: chi sostiene l'effettiva lesione dei diritti costituzionalmente garantiti del professore, in particolare del suo diritto alla libertà religiosa, e chi al contrario considera il suo comportamento inaccettabile, sia a scuola sia in tribunale.<br />Il caso, inoltre, rischia di diventare un pericoloso precedente, non solo in Irlanda ma in tutta la nostra società occidentale, poiché in nome dell'ideologia si legittimano queste gravissime lesioni alla libertà personale. In Italia siamo riusciti a schivare il tentativo del Parlamento di approvare la proposta di Legge Zan, che avrebbe avuto effetti disastrosi come quelli che stiamo vedendo verificarsi in Irlanda e in altri Paesi, come gli Stati Uniti, dove la dittatura del pensiero unico si è affermata da tempo anche sul piano legislativo. Pensiamo, ad esempio, alla legge irlandese che vieta di pregare, anche silenziosamente, vicino alle cliniche per gli aborti, pena sempre la detenzione in carcere.<br />Qualcuno considera Burke un martire della causa, lui non si è mai considerato tale, ma sicuramente è una persona con un grande coraggio e un'immensa forza di volontà, oltre che una profonda fede. Una persona che è disposta a rischiare la prigione, la gogna pubblica e il divieto di continuare a svolgere il mestiere che ama, pur di continuare ad affermare la verità. Una grande ispirazione per ognuno di noi.]]></itunes:summary><itunes:duration>257</itunes:duration><itunes:keywords>enochburke,irlanda,leggezan,libertà,prigione,pronomi</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/09e88d1a81a76f432387423385b132fa.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Elon Musk choc: la transizione di genere ha ucciso mio figlio</title><link>https://www.spreaker.com/episode/elon-musk-choc-la-transizione-di-genere-ha-ucciso-mio-figlio--60860402</link><description><![CDATA[VIDEO: Elon Musk: "Ho perso mio figlio a causa del gender" ➜ <a href="https://www.youtube.com/watch?v=5CywMj2wXco&amp;list=PLolpIV2TSebV77TepqE_q5EwBUVyPvMmw" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://www.youtube.com/watch?v=5CywMj2wXco&amp;list=PLolpIV2TSebV77TepqE_q5EwBUVyPvMmw</a><br /><br />VIDEO: DETRANSITIONERS - Giovani che si pentono della transizione ➜ <a href="https://www.youtube.com/watch?v=z-jQkoYHmUQ&amp;list=PLolpIV2TSebV77TepqE_q5EwBUVyPvMmw" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://www.youtube.com/watch?v=z-jQkoYHmUQ&amp;list=PLolpIV2TSebV77TepqE_q5EwBUVyPvMmw</a><br /><br />TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="https://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7866" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7866</a><br /><br />ELON MUSK CHOC: LA TRANSIZIONE DI GENERE HA UCCISO MIO FIGLIO di Fabio Piemonte<br />C'è un virus che "uccide" i giovani. Un virus che ha "ucciso" il figlio di Elon Musk, come lo stesso miliardario ha denunciato nel corso di un'intervista rilasciata allo psicologo Jordan B. Peterson, sul portale di informazione DailyWire.<br />Stiamo parlando della cultura woke che, in particolare tramite la transizione di genere per i giovani, si annida nelle loro menti e di fatto li annienta, come un vero e proprio virus e come è accaduto a Xavier, uno dei figli di Elon Musk, che oggi si fa chiamare con il suo cosiddetto "nome di elezione", ovvero Jenna.<br />Il patron di Tesla ha raccontato il dramma del figlio - e il suo in quanto genitore -, denunciando che «vi sono adulti che manipolano i bambini che stanno attraversando una vera e propria crisi d'identità, facendogli credere di appartenere al genere sbagliato. È malvagio, si tratta di bambini che sono molto al di sotto dell'età del consenso. È davvero mutilazione e sterilizzazione di bambini». Non usa mezzi termini il proprietario di Tesla e SpaceX il quale è tornato a parlare di ideologia di genere, un tema di scottante attualità, data la recente approvazione di un disegno di legge in California per il divieto di notifica ai genitori da parte delle scuole in caso di 'transizione sociale' dei loro figli, e che lo tocca da molto vicino, dal momento che suo figlio questo passo l'ha purtroppo già compiuto.<br />«Sono stato sostanzialmente ingannato a firmare documenti per uno dei miei figli più grandi, Xavier. Questo è successo prima che capissi cosa stesse succedendo e durante la pandemia in corso, per cui c'era molta confusione. Mi è stato detto che Xavier avrebbe potuto suicidarsi». A tal proposito il suo intervistatore, il dottor Peterson, conferma l'infondatezza di tali timori, ribadendo infatti che «non ci sono mai state prove al riguardo e che se c'è un tasso di suicidio più alto i motivi sono la depressione e l'ansia, non la disforia di genere. Questo ogni medico lo sa, ma sono troppo codardi per dirlo apertamente».<br />«Sono stato ingannato - ha proseguito Musk - e non mi è stato mai spiegato che i bloccanti della pubertà sono in realtà solo farmaci sterilizzanti. Così ho perso mio figlio. Lo chiamano 'deadnaming' per un motivo, ossia perché tuo figlio è morto, quindi mio figlio Xavier è morto, ucciso dal virus della cultura woke. È incredibilmente malvagio, quanti promuovono tali trattamenti di terapie affermative di genere dovrebbero andare in prigione», ha tuonato infine Musk, manifestando nel contempo la propria ferma volontà di combattere strenuamente cancel culture e ideologia di genere che stanno continuando a mietere tante vittime, profittando subdolamente della condizione di particolare vulnerabilità che i giovani attraversano, in specie durante la fase dell'adolescenza, nel lento e faticoso processo di strutturazione e consolidamento del proprio Sé.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/60860402</guid><pubDate>Tue, 30 Jul 2024 20:18:19 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/60860402/elon_musk_choc_la_transizione_di_genere_ha_ucciso_mio_figlio.mp3" length="3872085" type="audio/mpeg"/><itunes:author>BastaBugie</itunes:author><itunes:subtitle>VIDEO: Elon Musk: "Ho perso mio figlio a causa del gender" ➜ https://www.youtube.com/watch?v=5CywMj2wXco&amp;amp;list=PLolpIV2TSebV77TepqE_q5EwBUVyPvMmw

VIDEO: DETRANSITIONERS - Giovani che si pentono della transizione ➜...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[VIDEO: Elon Musk: "Ho perso mio figlio a causa del gender" ➜ <a href="https://www.youtube.com/watch?v=5CywMj2wXco&amp;list=PLolpIV2TSebV77TepqE_q5EwBUVyPvMmw" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://www.youtube.com/watch?v=5CywMj2wXco&amp;list=PLolpIV2TSebV77TepqE_q5EwBUVyPvMmw</a><br /><br />VIDEO: DETRANSITIONERS - Giovani che si pentono della transizione ➜ <a href="https://www.youtube.com/watch?v=z-jQkoYHmUQ&amp;list=PLolpIV2TSebV77TepqE_q5EwBUVyPvMmw" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://www.youtube.com/watch?v=z-jQkoYHmUQ&amp;list=PLolpIV2TSebV77TepqE_q5EwBUVyPvMmw</a><br /><br />TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="https://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7866" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7866</a><br /><br />ELON MUSK CHOC: LA TRANSIZIONE DI GENERE HA UCCISO MIO FIGLIO di Fabio Piemonte<br />C'è un virus che "uccide" i giovani. Un virus che ha "ucciso" il figlio di Elon Musk, come lo stesso miliardario ha denunciato nel corso di un'intervista rilasciata allo psicologo Jordan B. Peterson, sul portale di informazione DailyWire.<br />Stiamo parlando della cultura woke che, in particolare tramite la transizione di genere per i giovani, si annida nelle loro menti e di fatto li annienta, come un vero e proprio virus e come è accaduto a Xavier, uno dei figli di Elon Musk, che oggi si fa chiamare con il suo cosiddetto "nome di elezione", ovvero Jenna.<br />Il patron di Tesla ha raccontato il dramma del figlio - e il suo in quanto genitore -, denunciando che «vi sono adulti che manipolano i bambini che stanno attraversando una vera e propria crisi d'identità, facendogli credere di appartenere al genere sbagliato. È malvagio, si tratta di bambini che sono molto al di sotto dell'età del consenso. È davvero mutilazione e sterilizzazione di bambini». Non usa mezzi termini il proprietario di Tesla e SpaceX il quale è tornato a parlare di ideologia di genere, un tema di scottante attualità, data la recente approvazione di un disegno di legge in California per il divieto di notifica ai genitori da parte delle scuole in caso di 'transizione sociale' dei loro figli, e che lo tocca da molto vicino, dal momento che suo figlio questo passo l'ha purtroppo già compiuto.<br />«Sono stato sostanzialmente ingannato a firmare documenti per uno dei miei figli più grandi, Xavier. Questo è successo prima che capissi cosa stesse succedendo e durante la pandemia in corso, per cui c'era molta confusione. Mi è stato detto che Xavier avrebbe potuto suicidarsi». A tal proposito il suo intervistatore, il dottor Peterson, conferma l'infondatezza di tali timori, ribadendo infatti che «non ci sono mai state prove al riguardo e che se c'è un tasso di suicidio più alto i motivi sono la depressione e l'ansia, non la disforia di genere. Questo ogni medico lo sa, ma sono troppo codardi per dirlo apertamente».<br />«Sono stato ingannato - ha proseguito Musk - e non mi è stato mai spiegato che i bloccanti della pubertà sono in realtà solo farmaci sterilizzanti. Così ho perso mio figlio. Lo chiamano 'deadnaming' per un motivo, ossia perché tuo figlio è morto, quindi mio figlio Xavier è morto, ucciso dal virus della cultura woke. È incredibilmente malvagio, quanti promuovono tali trattamenti di terapie affermative di genere dovrebbero andare in prigione», ha tuonato infine Musk, manifestando nel contempo la propria ferma volontà di combattere strenuamente cancel culture e ideologia di genere che stanno continuando a mietere tante vittime, profittando subdolamente della condizione di particolare vulnerabilità che i giovani attraversano, in specie durante la fase dell'adolescenza, nel lento e faticoso processo di strutturazione e consolidamento del proprio Sé.]]></itunes:summary><itunes:duration>242</itunes:duration><itunes:keywords>jenna,musk,tesla,virus,woke</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/8dd03c9fb23816f8db04ff2ef62ab712.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Dalla scala Kinsey alla sigla Lgbtqi+</title><link>https://www.spreaker.com/episode/dalla-scala-kinsey-alla-sigla-lgbtqi--60428923</link><description><![CDATA[VIDEO: Alfred Kinsey ➜ <a href="https://www.youtube.com/watch?v=pk9x6c01FZc&amp;list=PLolpIV2TSebV77TepqE_q5EwBUVyPvMmw" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://www.youtube.com/watch?v=pk9x6c01FZc&amp;list=PLolpIV2TSebV77TepqE_q5EwBUVyPvMmw</a><br /><br />TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="https://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7830" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7830</a><br /><br />DALLA SCALA KINSEY ALLA SIGLA LGBTQI+ di Gelsomino Del Guercio<br />Alla base dell'ideologia del gender, e spesso usati come supporto scientifico, stanno i Rapporti Kinsey, dal nome dello scienziato americano Alfred Charles Kinsey, il quale condusse esperimenti sul comportamento sessuale delle persone.<br />I Rapporti Kinsey sono due volumi intitolati "Il comportamento sessuale dell'uomo" e "Il comportamento sessuale della donna", pubblicati rispettivamente nel 1948 e nel 1953 negli Stati Uniti da Alfred Charles Kinsey e dai suoi collaboratori. I due rapporti furono l'esito di una ricerca finanziata sin dal 1940 dalla Rockefeller Foundation. I dati furono raccolti essenzialmente con interviste, strutturate in modo da mantenere confidenziali i contenuti.<br />Le ricerche sostenevano che: i maschi, specialmente i ragazzi, si masturbavano con grande frequenza (92%); che il sesso prematrimoniale ed extraconiugale era molto comune; che il sadomasochismo è ritenuto stimolante da più della metà del campione; che un terzo degli uomini aveva avuto un rapporto omosessuale; che i bambini anche di età prescolare hanno la capacità di provare un orgasmo.<br />Kinsey introdusse una nuova scala di valutazione che sostituiva le tre categorie fino ad allora accettate di eterosessualità, bisessualità e omosessualità. La Scala Kinsey misura infatti il comportamento sessuale assegnando valori che vanno da 0 a 6, dove 0 sta ad indicare un comportamento totalmente eterosessuale e 6 un comportamento totalmente omosessuale. Con 1 considera un individuo in prevalenza eterosessuale e solo occasionalmente omosessuale. Con 2 un individuo di solito eterosessuale ma più che occasionalmente omosessuale. Con 3 un individuo equamente omosessuale che eterosessuale, e così via. Fu inoltre creata una particolare categoria, X, per indicare coloro che sono privi di desiderio sessuale.<br />CAMPIONE MANIPOLATO<br />Ma chi era Alfred Kinsey? Ce lo ricorda lo psicologo Roberto Marchesini che scrive: «Kinsey ha manipolato il campione di individui intervistato per ottenere quei dati. Il celebre psicologo Abraham Maslow, saputo delle ricerche che Kinsey stava conducendo, volle incontrarlo per confrontarsi con lui. Una volta compreso il metodo d'indagine di Kinsey, Maslow mise in guardia l'entomologo dal "volunteer error", ossia dalla non rappresentatività di un campione composto esclusivamente da volontari per una ricerca psicologica sulla sessualità».<br />«Kinsey decise di ignorare il suggerimento di Maslow e di proseguire nella raccolta delle storie sessuali di volontari. Oltre a questo, circa il 25% dei soggetti maschi intervistati nella sua ricerca erano detenuti per crimini sessuali; l'unica scuola superiore presa in considerazione per la ricerca fu un istituto particolare nel quale circa il 50% degli studenti avevano contatti omosessuali; tra i soggetti erano presenti anche un numero sproporzionato di "prostituti" maschi (almeno 200); tra gli omosessuali vennero contati anche soggetti che avevano avuto pensieri o contatti casuali, magari nella prima adolescenza; infine, nel calcolare la percentuale di omosessuali, Kinsey fece sparire – senza darne spiegazione – circa 1.000 soggetti» (lanuovabq.it, 11 febbraio 2013). Non un caso, sicuramente, dato che lo stesso Kinsey non disdegnava i rapporti omosessuali.<br />Ma agli errori metodologici vanno aggiunti gli "orrori" materiali e teorici di cui Kinsey si rese responsabile. L'aspetto però più inquietante di questo personaggio riguarda gli esperimenti sessuali condotti su bambini: «Nel paragrafo intitolato "L'orgasmo nei soggetti impuberi" (pp. 105 – 112) del primo Rapporto Kinsey descrive i comportamenti di centinaia di bambini da quattro mesi a quattordici anni vittime di pedofili.<br />In alcuni casi, Kinsey e i suoi osservarono (filmando, contando il numero di "orgasmi" e cronometrando gli intervalli tra un "orgasmo" e l'altro) gli abusi di bambini ad opera di pedofili: "In 5 casi di soggetti impuberi le osservazioni furono proseguite per periodi di mesi o di anni [...]" (p. 107); ci furono anche bambini sottoposti a queste torture per 24 ore di seguito: "Il massimo osservato fu di 26 parossismi in 24 ore, ed il rapporto indica che sarebbe stato possibile ottenere anche di più nello stesso periodo di tempo" (p. 110).<br />SESSO TRA BAMBINE E ADULTI<br />Nel secondo Rapporto esiste un paragrafo intitolato "Contatti nell'età prepubere con maschi adulti", nel quale vengono descritti rapporti sessuali tra bambine e uomini adulti, ovviamente alla presenza di Kinsey e colleghi. Le osservazioni condotte inducono Kinsey a sostenere che: "Se la bambina non fosse condizionata dall'educazione, non è certo che approcci sessuali del genere di quelli determinatisi in questi episodi [contatti sessuali con maschi adulti], la turberebbero. È difficile capire per quale ragione una bambina, a meno che non sia condizionata dall'educazione, dovrebbe turbarsi quando le vengono toccati i genitali, oppure turbarsi vedendo i genitali di altre persone, o nell'avere contatti sessuali ancora più specifici"».<br />L'opinione pubblica ed alcuni gruppi religiosi, scrive psicolinea.it, accusarono Kinsey di fare pornografia nel modo più subdolo possibile, per aggirare le norme condivise sul buon costume, chiamando queste produzioni oscene 'scienza'. In particolare erano messe sotto accusa le sue 'ricerche fisiche' in cui le persone compivano atti sessuali, che venivano osservati, analizzati e registrati a livello statistico in tutti i loro particolari.<br />Oltre tutto, Kinsey era un pervertito. Da come lo descrive James Jones, un collaboratore del gruppo di Bloomington, nella sua biografia, egli aveva anche tendenze sadomasochiste ed esibizionistiche. A detta di Jones, Kinsey aveva "una metodologia ed un modo di raccogliere casi che garantiva all'autore di trovare esattamente ciò che voleva trovare".<br />Kinsey, si legge sempre su psicolinea.it, veniva accusato di essere preda delle sue compulsioni sessuali nel fare ricerca, poiché spesso partecipava direttamente alle riprese (nudo dal collo in giù) e filmava addirittura sua moglie mentre si masturbava (si dice contro il volere di lei).<br />Kinsey, si diceva, era ossessionato dai comportamenti omosessuali e per questo passava ore ed ore ad osservare documenti pornografici e rapporti sessuali, girati nelle zone malfamate di Chicago e New York, nei carceri e nelle case di appuntamento.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/60428923</guid><pubDate>Wed, 19 Jun 2024 11:32:52 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/60428923/dalla_scala_kinsey_alla_sigla_lgbt.mp3" length="6617591" type="audio/mpeg"/><itunes:author>BastaBugie</itunes:author><itunes:subtitle>VIDEO: Alfred Kinsey ➜ https://www.youtube.com/watch?v=pk9x6c01FZc&amp;amp;list=PLolpIV2TSebV77TepqE_q5EwBUVyPvMmw

TESTO DELL'ARTICOLO ➜ https://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7830

DALLA SCALA KINSEY ALLA SIGLA LGBTQI+ di Gelsomino Del Guercio...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[VIDEO: Alfred Kinsey ➜ <a href="https://www.youtube.com/watch?v=pk9x6c01FZc&amp;list=PLolpIV2TSebV77TepqE_q5EwBUVyPvMmw" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://www.youtube.com/watch?v=pk9x6c01FZc&amp;list=PLolpIV2TSebV77TepqE_q5EwBUVyPvMmw</a><br /><br />TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="https://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7830" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7830</a><br /><br />DALLA SCALA KINSEY ALLA SIGLA LGBTQI+ di Gelsomino Del Guercio<br />Alla base dell'ideologia del gender, e spesso usati come supporto scientifico, stanno i Rapporti Kinsey, dal nome dello scienziato americano Alfred Charles Kinsey, il quale condusse esperimenti sul comportamento sessuale delle persone.<br />I Rapporti Kinsey sono due volumi intitolati "Il comportamento sessuale dell'uomo" e "Il comportamento sessuale della donna", pubblicati rispettivamente nel 1948 e nel 1953 negli Stati Uniti da Alfred Charles Kinsey e dai suoi collaboratori. I due rapporti furono l'esito di una ricerca finanziata sin dal 1940 dalla Rockefeller Foundation. I dati furono raccolti essenzialmente con interviste, strutturate in modo da mantenere confidenziali i contenuti.<br />Le ricerche sostenevano che: i maschi, specialmente i ragazzi, si masturbavano con grande frequenza (92%); che il sesso prematrimoniale ed extraconiugale era molto comune; che il sadomasochismo è ritenuto stimolante da più della metà del campione; che un terzo degli uomini aveva avuto un rapporto omosessuale; che i bambini anche di età prescolare hanno la capacità di provare un orgasmo.<br />Kinsey introdusse una nuova scala di valutazione che sostituiva le tre categorie fino ad allora accettate di eterosessualità, bisessualità e omosessualità. La Scala Kinsey misura infatti il comportamento sessuale assegnando valori che vanno da 0 a 6, dove 0 sta ad indicare un comportamento totalmente eterosessuale e 6 un comportamento totalmente omosessuale. Con 1 considera un individuo in prevalenza eterosessuale e solo occasionalmente omosessuale. Con 2 un individuo di solito eterosessuale ma più che occasionalmente omosessuale. Con 3 un individuo equamente omosessuale che eterosessuale, e così via. Fu inoltre creata una particolare categoria, X, per indicare coloro che sono privi di desiderio sessuale.<br />CAMPIONE MANIPOLATO<br />Ma chi era Alfred Kinsey? Ce lo ricorda lo psicologo Roberto Marchesini che scrive: «Kinsey ha manipolato il campione di individui intervistato per ottenere quei dati. Il celebre psicologo Abraham Maslow, saputo delle ricerche che Kinsey stava conducendo, volle incontrarlo per confrontarsi con lui. Una volta compreso il metodo d'indagine di Kinsey, Maslow mise in guardia l'entomologo dal "volunteer error", ossia dalla non rappresentatività di un campione composto esclusivamente da volontari per una ricerca psicologica sulla sessualità».<br />«Kinsey decise di ignorare il suggerimento di Maslow e di proseguire nella raccolta delle storie sessuali di volontari. Oltre a questo, circa il 25% dei soggetti maschi intervistati nella sua ricerca erano detenuti per crimini sessuali; l'unica scuola superiore presa in considerazione per la ricerca fu un istituto particolare nel quale circa il 50% degli studenti avevano contatti omosessuali; tra i soggetti erano presenti anche un numero sproporzionato di "prostituti" maschi (almeno 200); tra gli omosessuali vennero contati anche soggetti che avevano avuto pensieri o contatti casuali, magari nella prima adolescenza; infine, nel calcolare la percentuale di omosessuali, Kinsey fece sparire – senza darne spiegazione – circa 1.000 soggetti» (lanuovabq.it, 11 febbraio 2013). Non un caso, sicuramente, dato che lo stesso Kinsey non disdegnava i rapporti omosessuali.<br />Ma agli errori metodologici vanno aggiunti gli "orrori" materiali e teorici di cui Kinsey si rese responsabile. 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IN EFFETTI, SE LI HA CONVINTI, RECITA BENE di Raffaella Frullone<br />Dopo i concorsi di bellezza e le gare di atletica, poteva forse il cinema rimanere indietro nell’ormai diffusissima arte di premiare gli uomini in competizioni femminili? Certamente no. In nome della fluidità, e della parità di genere ovviamente. Non si vedono manifestazioni femministe contro questa che altro non che l’usurpazione da parte di un uomo di un premio femminile.<br />Ma passiamo ai fatti. Siccome ormai "i generi " ormai tantissimi, e soprattutto non sono mai binari, e ci si può percepire come si vuole e quanti si vuole, a Cannes hanno voluto esagerare. Così la miglior attrice sono quattro persone? Che c’è di strano? Se una persona può farsi chiamare con il pronome "they ", ossia "loro ", perché il Festival del Cinema non può decidere che una donna sono in realtà quattro? Dunque il premio è stato assegnato - a pari merito, s’intende, per non far torto a nessuno, o a nessuna, o a nessun* - a Zoe Saldana, Selena Gomez, Adriana Paz Carlos Sofia Gascon, in arte Karla. Ossia l’attrice che non è un’attrice, ma un attore. Cosa che però non si può dire, al massimo si può dire che "è trans " ossia una persona che "si percepisce di un sesso diverso rispetto a quello biologico ".<br />Dire che è un uomo sarebbe "discriminazione " e noi non siamo persone che discriminano, siamo persone perbene, leggiamo anche il principale quotidiano italiano. Il Corriere della Sera che sulla vicenda mette in pagina un articolo dal titolo «Noi trans siamo persone», quasi si sente la voce incrinata dal pianto, e il tono grave (e si legge anche quello che non c’è scritto ossia "chiunque abbia qualcosa da obiettare, sta dicendo che i trans non sono persone ") Il pezzo inizia così: «Quando muove le mani, porta il polso all’indietro, aprendo le dita in modo molto femminile. Sorride: Le donne spagnole e italiane gesticolano in modo esagerato. Da Carlos a Karla. È la prima volta che un festival premia un’attrice transgender». Dunque per il Corriere è assolutamente normale che una persona si percepisca di sesso diverso, è normale assecondare il desiderio di esser chiamati al femminile e non c’è niente di strano nel premiare un uomo nella sezione miglior attrice, è tutto talmente normale che nel titolo non ci finiscono i meriti sul campo del vincitore, meno che meno aspetti riferibili alla cinematografia, no, l’articolo verte su un’unica cosa, la cosiddetta identità di genere di Gascon e racconta "la transizione ". «L’ho fatta tardi - spiega - nel 2018, a 46 anni, in Messico dove vivo. Ho aspettato fin troppo. Ne avevo veramente bisogno. Mia moglie mi chiese: e adesso cosa farai?». Sì perché Carlos è ma padre di una figlia, di tredici anni. Il Corriere gli chiede che rapporto ha con lei e Gascon risponde così «Ci adoriamo, sono suo padre, sua madre, ma sono anche sua amica». What else? Nel film ovviamente il premiato veste i panni di una persona che, oltre a voler cambiar vita, vuole "cambiar sesso", chi lo avrebbe mai detto. Eppure c’è stato un tempo in cui l’identità non era un orientamento sessuale, meno che meno una percezione e se qualcuno provava disagio nel suo corpo sessuato, veniva aiutato ad affrontarlo. Invece oggi si vuol dar l’illusione - dolorosa - che tutto sia possibile.<br />Anche Repubblica risponde prontamente all’appello dedicando al premio una pagina intera e un articolo dal titolo «Karla Sofía Gascón "La mia transizione è una battaglia vinta Ora sono felice "». Anche loro dove vanno a parare? Sulla "transizione " ovviamente. «Ha 52 anni, la sua transizione è avvenuta pochi anni fa. È stata difficile per tanti motivi, compresi quelli legali. È stata dura, ho iniziato il processo di transizione in Messico ma ho dovuto fare il percorso burocratico anche in Spagna: servivano nuovi documenti per me, per mia figlia, mi sono appellata a tutti gli uffici. Per me è stato un percorso di grande sofferenza. Ci sono stati momenti in cui mi sono chiesta se fossi necessaria in questo mondo, ho pensato anche di togliermi la vita "». Qui il colpo da maestro, fedele ad uno dei pilastri della teoria affermativa del genere secondo cui l’alternativa è tra "cambiare" genere o togliersi la vita. Tertium non datur.<br />E con questo spauracchio, chi ha il coraggio di dir qualcosa? Meglio limitarsi tutti dire che sì, il Re è vestito e sì, Karla una donna, anche perché se fosse un uomo reciterebbe davvero bene. Avrebbe convinto tutti. Meriterebbe un premio.<br />Nota di BastaBugie: nell'articolo seguente dal titolo "X, cisgender non gradito " spiega perché da maggio la parola "cisgender " è poco gradita sulla piattaforma di Elon Musk.<br />Ecco l'articolo completo pubblicato su La Nuova Bussola Quotidiana il 11 giugno 2024:<br />Da maggio sulla piattaforma X di Elon Musk, l’ex Twitter, se un utente scrive un post con le parole "cisgender" e "cis ", in automatico appare questa scritta: «Questo post contiene un linguaggio che può essere considerato un insulto da X e potrebbe essere usato in modo dannoso in violazione delle nostre regole». Ma non c’è nessun divieto ad usare queste parole, ma solo un ammonimento.<br />Cisgender è un neologismo dell’ideologia LGBT che indica le persone che si riconoscono nel sesso a sua volta riconosciuto alla nascita. Insomma tutti noi, eccetto le persone transessuali. Musk dichiarò a tal proposito: «Le parole ‘cis’ o ‘cisgender’ sono da considerare insulti sulla piattaforma».<br />Musk ho voluto mandare un messaggio ben preciso: la normalità non deve essere ostaggio della grammatica arcobaleno, non deve apparire come una tra le possibili variabili naturali dell’identità sessuale.<br />Naturalmente questa sua decisione gli ha attirato gli strali della comunità LGBT. Il sito Washington Blade, sito di punta di gay e trans negli States, ha scritto a riguardo: «Elon Musk è ufficialmente un pericolo per la società. [...] Musk è noto per la sua transfobia». Il sito Wired, proLGBT, appunta: «X si fa sempre più discriminatoria».<br />La guerra sulle parole e la guerra per riconquistarsi la realtà.<br />]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/60359839</guid><pubDate>Wed, 12 Jun 2024 10:02:02 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/60359839/cannes_la_migliore_attrice_un_uomo_in_effetti_se_li_ha_convinti_recita_bene.mp3" length="7170820" type="audio/mpeg"/><itunes:author>BastaBugie</itunes:author><itunes:subtitle>TESTO DELL'ARTICOLO ➜ https://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7825

CANNES, LA MIGLIORE ATTRICE E' UN UOMO... IN EFFETTI, SE LI HA CONVINTI, RECITA BENE di Raffaella Frullone
Dopo i concorsi di bellezza e le gare di atletica, poteva forse il...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="https://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7825" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7825</a><br /><br />CANNES, LA MIGLIORE ATTRICE E' UN UOMO... IN EFFETTI, SE LI HA CONVINTI, RECITA BENE di Raffaella Frullone<br />Dopo i concorsi di bellezza e le gare di atletica, poteva forse il cinema rimanere indietro nell’ormai diffusissima arte di premiare gli uomini in competizioni femminili? Certamente no. In nome della fluidità, e della parità di genere ovviamente. Non si vedono manifestazioni femministe contro questa che altro non che l’usurpazione da parte di un uomo di un premio femminile.<br />Ma passiamo ai fatti. Siccome ormai "i generi " ormai tantissimi, e soprattutto non sono mai binari, e ci si può percepire come si vuole e quanti si vuole, a Cannes hanno voluto esagerare. Così la miglior attrice sono quattro persone? Che c’è di strano? Se una persona può farsi chiamare con il pronome "they ", ossia "loro ", perché il Festival del Cinema non può decidere che una donna sono in realtà quattro? Dunque il premio è stato assegnato - a pari merito, s’intende, per non far torto a nessuno, o a nessuna, o a nessun* - a Zoe Saldana, Selena Gomez, Adriana Paz Carlos Sofia Gascon, in arte Karla. Ossia l’attrice che non è un’attrice, ma un attore. Cosa che però non si può dire, al massimo si può dire che "è trans " ossia una persona che "si percepisce di un sesso diverso rispetto a quello biologico ".<br />Dire che è un uomo sarebbe "discriminazione " e noi non siamo persone che discriminano, siamo persone perbene, leggiamo anche il principale quotidiano italiano. Il Corriere della Sera che sulla vicenda mette in pagina un articolo dal titolo «Noi trans siamo persone», quasi si sente la voce incrinata dal pianto, e il tono grave (e si legge anche quello che non c’è scritto ossia "chiunque abbia qualcosa da obiettare, sta dicendo che i trans non sono persone ") Il pezzo inizia così: «Quando muove le mani, porta il polso all’indietro, aprendo le dita in modo molto femminile. Sorride: Le donne spagnole e italiane gesticolano in modo esagerato. Da Carlos a Karla. È la prima volta che un festival premia un’attrice transgender». Dunque per il Corriere è assolutamente normale che una persona si percepisca di sesso diverso, è normale assecondare il desiderio di esser chiamati al femminile e non c’è niente di strano nel premiare un uomo nella sezione miglior attrice, è tutto talmente normale che nel titolo non ci finiscono i meriti sul campo del vincitore, meno che meno aspetti riferibili alla cinematografia, no, l’articolo verte su un’unica cosa, la cosiddetta identità di genere di Gascon e racconta "la transizione ". «L’ho fatta tardi - spiega - nel 2018, a 46 anni, in Messico dove vivo. Ho aspettato fin troppo. Ne avevo veramente bisogno. Mia moglie mi chiese: e adesso cosa farai?». Sì perché Carlos è ma padre di una figlia, di tredici anni. Il Corriere gli chiede che rapporto ha con lei e Gascon risponde così «Ci adoriamo, sono suo padre, sua madre, ma sono anche sua amica». What else? Nel film ovviamente il premiato veste i panni di una persona che, oltre a voler cambiar vita, vuole "cambiar sesso", chi lo avrebbe mai detto. Eppure c’è stato un tempo in cui l’identità non era un orientamento sessuale, meno che meno una percezione e se qualcuno provava disagio nel suo corpo sessuato, veniva aiutato ad affrontarlo. Invece oggi si vuol dar l’illusione - dolorosa - che tutto sia possibile.<br />Anche Repubblica risponde prontamente all’appello dedicando al premio una pagina intera e un articolo dal titolo «Karla Sofía Gascón "La mia transizione è una battaglia vinta Ora sono felice "». Anche loro dove vanno a parare? Sulla "transizione " ovviamente. «Ha 52 anni, la sua transizione è avvenuta pochi anni fa. È stata difficile per tanti motivi, compresi quelli legali. È stata dura, ho iniziato il processo di transizione in Messico ma ho dovuto fare il percorso...]]></itunes:summary><itunes:duration>449</itunes:duration><itunes:keywords>cannes,cisgender,film,trans,x</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/7b27b9f56e54ddd13ada9dd45dddeab3.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>In Scozia puoi finire in prigione se affermi che i sessi sono solo due</title><link>https://www.spreaker.com/episode/in-scozia-puoi-finire-in-prigione-se-affermi-che-i-sessi-sono-solo-due--60208761</link><description><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜  <a href="https://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7810" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=</a><br /><br />IN SCOZIA PUOI FINIRE IN PRIGIONE SE AFFERMI CHE I SESSI SONO SOLO DUE di Matteo Delre<br />Non c'è nulla di più ideologico (dunque stupido) di una legge che inasprisce le pene per un fenomeno in calo. Questo accade in Scozia, dove i "crimini d'odio" sono calati del 2% nel corso di un anno. Ciononostante il governo in mano a Humza Yousaf fa passare una legge che allarga al massimo possibile il campo di applicazione di una legge già esistente relativa appunto ai reati di incitamento all'odio. La scusa, sempre valida, è che il calo registrato è causato non da un miglioramento della situazione, ma dal fatto che i crimini d'odio sanno nascondersi meglio, sanno camuffarsi e scorrere in modo carsico nella società. Dunque c'è il bisogno di una legge che permetta di stanare gli odiatori di professione là dove si nascondono.<br />Fin qui in realtà nulla di strano, se non fosse Yousaf ha pensato bene di rispolverare quell'Hate Crime Act che stava ad ammuffire in Parlamento dal 2021 e lo renderà esecutivo a partire da aprile. La legge, revisionata per l'occasione, oltre a inasprire ulteriormente le pene per i reati già previsti, in gran parte collegati al razzismo, introduce la nuova fattispecie del "incitamento all'odio" e la collega a praticamente tutto lo spettro di ciò che possiamo intendere come politicamente corretto. Dunque sarà reato "incitare all'odio", oltre che sulla base di questioni razziali, anche sulla base dell'identità transgender - oltre che di altri casi condivisibili come la disabilità.<br />REATO DI INCITAMENTO ALL'ODIO<br />Il problema è che il confine tra libera espressione della propria opinione (specie se critica) e il reato di incitamento all'odio è talmente sottile da non poter quasi essere identificato, soprattutto nel campo della sessualità. I molti in Scozia preoccupati per la tutela della libertà di espressione hanno cercato di aprire una linea di confronto con il governo, che a sua volta si è dichiarato disponibile, senza però dar alcun seguito concreto. In compenso ha lanciato una campagna propagandistica finalizzata a "spiegare" e promuovere il nuovo provvedimento, al centro del quale c'è Slobhian Brown, membro del partito Scottish National Party, che così si esprime: «Per quanti sono colpiti dall'odio e dal pregiudizio, gli effetti possono essere traumatici e cambiare la vita. Pur rispettando il diritto di ognuno alla libertà di espressione, nessuno nella nostra società dovrebbe vivere nella paura o sentirsi escluso». Si noti, in prima istanza, come l'incipit "pur rispettando..." contenga la stessa straordinaria carica di ipocrisia della formula "Non sono razzista ma...".<br />In seconda istanza va registrato come proprio alle presunte vittime del presunto odio che venga messa in mano, nell'ambito della campagna di propaganda, la testimonianza di quale impatto abbia avuto l'hate speech. Ed è qui che casca l'asino. Non solo quello scozzese, ma quello che trotta per tutto il mondo occidentale. Possiamo spendere centinaia di righe e pronunciare centinaia di migliaia di parole per analizzare il conflitto tra il concetto di "hate speech" e la libertà di espressione; possiamo riflettere se può ragionevolmente essere considerato reato il registrare ed esprimere ciò che la realtà fattuale rivela (ad esempio che esistono soltanto due sessi) e purtuttavia non toccheremmo che la superficie del problema. Per arrivare alla radice (e tagliarla) serve concentrarsi sulla improcedibilità di qualunque atto che venga definito esclusivamente da chi dichiara di averlo subito.<br />LA NEGAZIONE DELLA REALTÀ<br />Alla base di questo aspetto sta il "sentore", il vissuto personale, la percezione individuale. Che hanno la loro dignità, sono meritevoli del massimo rispetto, ma non possono e non devono essere la fonte unica, e nemmeno quella privilegiata, per la definizione di una fattispecie di reato. Lasciare che sia la presunta vittima o il suo personalissimo sentore a rendere fattuale la sussistenza di un crimine significa sovvertire dalle fondamenta un intero edificio giuridico costruitosi sul consenso di grandi pensatori e su un'evoluzione del pensiero che ha le sue origini nientemeno che in epoca romana antica. Lì sta il focolaio da cui si origina tutto, nelle leggi repressive come nelle modalità di raccolta delle statistiche ufficiali.<br />Basta riflettere un attimo su questo sovvertimento nella fonte delle informazioni diffuse nell'opinione pubblica, e che ne influenzano l'approccio generale alle varie questioni, così come nella costruzione delle leggi, specie quelle repressive, per rendersi conto che un ritorno alla normalità, o per lo meno la strada per evitare che la civiltà occidentale si sgretoli come un castello di sabbia, passa dalla netta interruzione di utilizzare il vissuto individuale o di gruppo per definire la realtà. Di questo si sono accorti anche diversi politici e osservatori scozzesi, che al di là della già gravissima inaccettabilità di principio, da buoni anglosassoni l'hanno messa giù molto concreta: come faranno le forze dell'ordine a correre dietro a tutti quelli che si sentiranno offesi da qualcosa, ascoltarli per capire se c'è un reato e perseguire chi l'ha commesso? La prospettiva, se davvero passerà l'Hate Crime Act, è uno vero diluvio di segnalazioni che travolgerà le forze dell'ordine. E i criminali comuni ringrazieranno.<br />Sullo sfondo di tutto questo si staglia anche la giganteggiante figura di J.K. Rowling, residente proprio in Scozia, da tempo iper-critica in particolare verso le istanze gender e Lgbt, ma proprio per questo da tempo oggetto di feroci attacchi e denunce. Può essere una mera speculazione, ma sulla decisione del governo scozzese potrebbero benissimo aver avuto effetto le pressioni di certe lobby, che darebbero qualunque cosa per abbattere la monumentale figura della scrittrice, che con questa legge rischia concretamente di essere incriminata. Lei, in ogni caso, se ne sta e se ne starà lì, ferma e salda su una delle sue ultime dichiarazioni, risalente al 2023: «passerò felicemente due anni in prigione se l'alternativa è una compressione della libertà di parola e la negazione forzata della realtà e dell'importanza dei sessi».<br /><br />]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/60208761</guid><pubDate>Wed, 29 May 2024 12:53:16 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/60208761/in_scozia_puoi_finire_in_prigione_se_affermi_che_i_sessi_sono_solo_due.mp3" length="7222378" type="audio/mpeg"/><itunes:author>BastaBugie</itunes:author><itunes:subtitle>TESTO DELL'ARTICOLO ➜  https://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7810

IN SCOZIA PUOI FINIRE IN PRIGIONE SE AFFERMI CHE I SESSI SONO SOLO DUE di Matteo Delre
Non c'è nulla di più ideologico (dunque stupido) di una legge che inasprisce le pene per...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜  <a href="https://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7810" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=</a><br /><br />IN SCOZIA PUOI FINIRE IN PRIGIONE SE AFFERMI CHE I SESSI SONO SOLO DUE di Matteo Delre<br />Non c'è nulla di più ideologico (dunque stupido) di una legge che inasprisce le pene per un fenomeno in calo. Questo accade in Scozia, dove i "crimini d'odio" sono calati del 2% nel corso di un anno. Ciononostante il governo in mano a Humza Yousaf fa passare una legge che allarga al massimo possibile il campo di applicazione di una legge già esistente relativa appunto ai reati di incitamento all'odio. La scusa, sempre valida, è che il calo registrato è causato non da un miglioramento della situazione, ma dal fatto che i crimini d'odio sanno nascondersi meglio, sanno camuffarsi e scorrere in modo carsico nella società. Dunque c'è il bisogno di una legge che permetta di stanare gli odiatori di professione là dove si nascondono.<br />Fin qui in realtà nulla di strano, se non fosse Yousaf ha pensato bene di rispolverare quell'Hate Crime Act che stava ad ammuffire in Parlamento dal 2021 e lo renderà esecutivo a partire da aprile. La legge, revisionata per l'occasione, oltre a inasprire ulteriormente le pene per i reati già previsti, in gran parte collegati al razzismo, introduce la nuova fattispecie del "incitamento all'odio" e la collega a praticamente tutto lo spettro di ciò che possiamo intendere come politicamente corretto. Dunque sarà reato "incitare all'odio", oltre che sulla base di questioni razziali, anche sulla base dell'identità transgender - oltre che di altri casi condivisibili come la disabilità.<br />REATO DI INCITAMENTO ALL'ODIO<br />Il problema è che il confine tra libera espressione della propria opinione (specie se critica) e il reato di incitamento all'odio è talmente sottile da non poter quasi essere identificato, soprattutto nel campo della sessualità. I molti in Scozia preoccupati per la tutela della libertà di espressione hanno cercato di aprire una linea di confronto con il governo, che a sua volta si è dichiarato disponibile, senza però dar alcun seguito concreto. In compenso ha lanciato una campagna propagandistica finalizzata a "spiegare" e promuovere il nuovo provvedimento, al centro del quale c'è Slobhian Brown, membro del partito Scottish National Party, che così si esprime: «Per quanti sono colpiti dall'odio e dal pregiudizio, gli effetti possono essere traumatici e cambiare la vita. Pur rispettando il diritto di ognuno alla libertà di espressione, nessuno nella nostra società dovrebbe vivere nella paura o sentirsi escluso». Si noti, in prima istanza, come l'incipit "pur rispettando..." contenga la stessa straordinaria carica di ipocrisia della formula "Non sono razzista ma...".<br />In seconda istanza va registrato come proprio alle presunte vittime del presunto odio che venga messa in mano, nell'ambito della campagna di propaganda, la testimonianza di quale impatto abbia avuto l'hate speech. Ed è qui che casca l'asino. Non solo quello scozzese, ma quello che trotta per tutto il mondo occidentale. Possiamo spendere centinaia di righe e pronunciare centinaia di migliaia di parole per analizzare il conflitto tra il concetto di "hate speech" e la libertà di espressione; possiamo riflettere se può ragionevolmente essere considerato reato il registrare ed esprimere ciò che la realtà fattuale rivela (ad esempio che esistono soltanto due sessi) e purtuttavia non toccheremmo che la superficie del problema. Per arrivare alla radice (e tagliarla) serve concentrarsi sulla improcedibilità di qualunque atto che venga definito esclusivamente da chi dichiara di averlo subito.<br />LA NEGAZIONE DELLA REALTÀ<br />Alla base di questo aspetto sta il "sentore", il vissuto personale, la percezione individuale. Che hanno la loro dignità, sono meritevoli del massimo rispetto, ma non possono e non devono essere la fonte unica, e nemmeno quella...]]></itunes:summary><itunes:duration>452</itunes:duration><itunes:keywords>carcere,hatecrimeact,negazionedellaverità,rowling,scozia</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/f0c6966f315228329cba971c2771f4d7.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Come è nata la bandiera dei transessuali</title><link>https://www.spreaker.com/episode/come-e-nata-la-bandiera-dei-transessuali--60135165</link><description><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="https://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7802" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7802</a><br /><br />COME E' NATA LA BANDIERA DEI TRANSESSUALI<br />Robert Hogge da piccolo rubava la biancheria alla madre, poi si diede alle orge e inventò la bandiera trans (intanto nelle scuole del Regno Unito si propone ai 12enni masturbazione, sesso orale ed anale)<br /><br />da Provita &amp; Famiglia<br />La protesta di una madre ha fatto scoppiare un vero e proprio scandalo riguardo ai corsi di educazione sessuale e ai contenuti a dir poco scioccanti che vengono proposti nelle scuole del Regno Unito, che vanno dalla masturbazione e il sesso anale fino alla teoria gender.<br />Clare Page, una madre di 47 anni, ha tentato invano di conoscere i contenuti di educazione sessuale insegnati alla figlia in una scuola secondaria della capitale, il College Hatcham, dopo che la figlia quindicenne è tornata un giorno a casa spiegando di aver imparato che «l'eteronormatività è una brutta cosa» e che nei rapporti con ragazzi e ragazze bisogna essere «sex positive».<br />Page si è allarmata dopo che la charity alla quale è stata appaltata l'educazione sessuale, "School of Sexuality Education", che realizza corsi in oltre 300 scuole in tutto il paese, si è rifiutata di mostrare il materiale didattico, al pari della scuola.<br />Page ha quindi raccolto con una campagna di crowdfunding 14 mila sterline per fare causa, ma ha perso la sua battaglia: a metà giugno un giudice ha sentenziato che una madre non ha il diritto di conoscere che cosa viene insegnato a scuola ai suoi figli. Nonostante questo il caso ha fatto talmente scalpore che il premier Rishi Sunak ha ordinato una revisione urgente dei corsi Rse. Il rapporto sarà pubblicato il prossimo autunno.<br />Nel frattempo i giornali britannici hanno indagato autonomamente il contenuto dei corsi di educazione sessuale, rivelando dettagli a dir poco disturbanti. Secondo il Daily Mail, una delle lezioni suggerite dalla Sex Education Forum (Sef), una delle charity più importanti nel settore dell'educazione sessuale, prevede di parlare della "masturbazione" ai bambini di nove anni, invitandoli a compiere atti di auto-erotismo.<br />Uno dei libri più scaricati della charity Brook, intitolato "Vagina Matters" normalizza il sesso «prima della prima mestruazione» e ai giovani tra i 12 e i 14 anni consiglia anche di provare «la penetrazione della vagina o dell'ano con un pene o un sex toy e l'utilizzo della bocca e della lingua per stimolare i genitali del partner». Anche secondo un'inchiesta del Telegraph, a molti bambini di 12 anni viene chiesto a scuola dagli insegnanti che cosa pensano del sesso orale e anale, mentre ai ragazzini di 13 anni è insegnato che «ci sono 100 generi».<br /><b><br />Nota di BastaBugie:</b><i> nell'articolo seguente dal titolo "Chi ha inventato la bandiera trans?" si parla di Robert Hogge che da ragazzo rubava la biancheria alla madre e poi si diede alle orge.<br />Ecco l'articolo pubblicato su La Nuova Bussola Quotidiana il 27 marzo 2024:</i><br />Robert Hogge è colui che ha inventato la bandiera dei transessuali: due bande azzurre agli estremi (il colore maschile) poi due bande rosa (il colore femminile) e una bianca al centro («per coloro che sono in transizione o si considerano di genere neutro o indefinito», come ha spiegato lo stesso Hogge). Mr Hogge, che poi all'anagrafe divenne Monica Helms, dice di sé di essere "bigender", ossia che il suo cervello «fluttua tra più ruoli... A volte sono un uomo e una donna allo stesso tempo, oppure posso cambiare in un nanosecondo, per poi tornare indietro».<br />Hogge racconta che era un ragazzo problematico, che rubava la biancheria a sua madre, che amava sperimentare cose nuove nel sesso e travestirsi. Si sposò, poi divorziò, abbandonò moglie e figli e infine si diede alle orge. Nel 1999 ideò la bandiera trans.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/60135165</guid><pubDate>Wed, 22 May 2024 16:36:50 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/60135165/come_nata_la_bandiera_dei_transessuali.mp3" length="4158171" type="audio/mpeg"/><itunes:author>BastaBugie</itunes:author><itunes:subtitle>TESTO DELL'ARTICOLO ➜ https://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7802

COME E' NATA LA BANDIERA DEI TRANSESSUALI
Robert Hogge da piccolo rubava la biancheria alla madre, poi si diede alle orge e inventò la bandiera trans (intanto nelle scuole del...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="https://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7802" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7802</a><br /><br />COME E' NATA LA BANDIERA DEI TRANSESSUALI<br />Robert Hogge da piccolo rubava la biancheria alla madre, poi si diede alle orge e inventò la bandiera trans (intanto nelle scuole del Regno Unito si propone ai 12enni masturbazione, sesso orale ed anale)<br /><br />da Provita &amp; Famiglia<br />La protesta di una madre ha fatto scoppiare un vero e proprio scandalo riguardo ai corsi di educazione sessuale e ai contenuti a dir poco scioccanti che vengono proposti nelle scuole del Regno Unito, che vanno dalla masturbazione e il sesso anale fino alla teoria gender.<br />Clare Page, una madre di 47 anni, ha tentato invano di conoscere i contenuti di educazione sessuale insegnati alla figlia in una scuola secondaria della capitale, il College Hatcham, dopo che la figlia quindicenne è tornata un giorno a casa spiegando di aver imparato che «l'eteronormatività è una brutta cosa» e che nei rapporti con ragazzi e ragazze bisogna essere «sex positive».<br />Page si è allarmata dopo che la charity alla quale è stata appaltata l'educazione sessuale, "School of Sexuality Education", che realizza corsi in oltre 300 scuole in tutto il paese, si è rifiutata di mostrare il materiale didattico, al pari della scuola.<br />Page ha quindi raccolto con una campagna di crowdfunding 14 mila sterline per fare causa, ma ha perso la sua battaglia: a metà giugno un giudice ha sentenziato che una madre non ha il diritto di conoscere che cosa viene insegnato a scuola ai suoi figli. Nonostante questo il caso ha fatto talmente scalpore che il premier Rishi Sunak ha ordinato una revisione urgente dei corsi Rse. Il rapporto sarà pubblicato il prossimo autunno.<br />Nel frattempo i giornali britannici hanno indagato autonomamente il contenuto dei corsi di educazione sessuale, rivelando dettagli a dir poco disturbanti. Secondo il Daily Mail, una delle lezioni suggerite dalla Sex Education Forum (Sef), una delle charity più importanti nel settore dell'educazione sessuale, prevede di parlare della "masturbazione" ai bambini di nove anni, invitandoli a compiere atti di auto-erotismo.<br />Uno dei libri più scaricati della charity Brook, intitolato "Vagina Matters" normalizza il sesso «prima della prima mestruazione» e ai giovani tra i 12 e i 14 anni consiglia anche di provare «la penetrazione della vagina o dell'ano con un pene o un sex toy e l'utilizzo della bocca e della lingua per stimolare i genitali del partner». Anche secondo un'inchiesta del Telegraph, a molti bambini di 12 anni viene chiesto a scuola dagli insegnanti che cosa pensano del sesso orale e anale, mentre ai ragazzini di 13 anni è insegnato che «ci sono 100 generi».<br /><b><br />Nota di BastaBugie:</b><i> nell'articolo seguente dal titolo "Chi ha inventato la bandiera trans?" si parla di Robert Hogge che da ragazzo rubava la biancheria alla madre e poi si diede alle orge.<br />Ecco l'articolo pubblicato su La Nuova Bussola Quotidiana il 27 marzo 2024:</i><br />Robert Hogge è colui che ha inventato la bandiera dei transessuali: due bande azzurre agli estremi (il colore maschile) poi due bande rosa (il colore femminile) e una bianca al centro («per coloro che sono in transizione o si considerano di genere neutro o indefinito», come ha spiegato lo stesso Hogge). Mr Hogge, che poi all'anagrafe divenne Monica Helms, dice di sé di essere "bigender", ossia che il suo cervello «fluttua tra più ruoli... A volte sono un uomo e una donna allo stesso tempo, oppure posso cambiare in un nanosecondo, per poi tornare indietro».<br />Hogge racconta che era un ragazzo problematico, che rubava la biancheria a sua madre, che amava sperimentare cose nuove nel sesso e travestirsi. Si sposò, poi divorziò, abbandonò moglie e figli e infine si diede alle orge. Nel 1999 ideò la bandiera trans.]]></itunes:summary><itunes:duration>260</itunes:duration><itunes:keywords>100generi,bandieratrans,biancheria,hogge,sunak</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/53fe7d8a68a3eab7e1b94f860db14e3e.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Il film Challenger applica la teoria del gender per diffondere il poliamore</title><link>https://www.spreaker.com/episode/il-film-challenger-applica-la-teoria-del-gender-per-diffondere-il-poliamore--60033771</link><description><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="https://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7794" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7794</a><br /><br />IL FILM CHALLENGER APPLICA LA TEORIA DEL GENDER PER DIFFONDERE IL POLIAMORE<br />Altre notizie dal mondo gay (sempre meno gaio): Biden forza la costituzione, i figli confusi delle star, autocertificazione per cambio di sesso<br /><br />da Gender Watch News<br />Challenger è un recente film di Luca Guadagnino in cui si narra la storia di tre tennisti professionisti: due uomini, Patrick Zweig e Art Donaldson, e una donna, Tashi Duncan. La vicenda è imperniata sullo scontro agonistico tra i due tennisti e sulla rivalità tra Patrick ed Art per conquistare il cuore di Tashi. Nel film c'è anche un bacio omosessuale tra i due uomini e altre scene che rimandano a suggestioni gay. La pellicola però è anche un inno al cosiddetto poliamore: infatti Tashi, negli anni, ha rapporti sia con Patrick che con Art, il quale tra l'altro sposerà.<br />L'azienda Lelo, produttrice di sex toys, ha condotto una indagine: dopo la visione di Challenger il 25% degli inglesi ha preso in considerazione di intraprendere una relazione poliamorosa. In particolare il 38% dei giovani crede che una relazione poliamorosa potrebbe soddisfare i suoi più intimi bisogni.<br />Kate Moyle, che ha condotto l'indagine, ha spiegato: «le statistiche mostrano che le persone sono più esplorative e aperte a provare modelli di relazione etici non monogamici». Ci domandiamo: chissà da dove deriva l'eticità di tali relazioni? «Il movimento per il benessere sessuale [esiste anche questo] sta incoraggiando le persone a trovare ciò che è giusto per loro, che potrebbe trovarsi al di fuori del modello di relazione a cui in precedenza sentivano di dover aderire. Mentre leggiamo, impariamo qualcosa, ascoltiamo, parliamo ed educhiamo, accade sempre più che integriamo e normalizziamo idee sul sesso e sulle relazioni che assumono forme diverse nelle nostre vite. Allora ci muoviamo gradualmente verso un luogo di maggiore accettazione».<br />La gender theory si salda, necessariamente, con il "poliamore", ossia, per uscire dal linguaggio assolutorio del politicamente corretto, con il nomadismo sessuale e l'adulterio. Questo perché la fluidità insegnata dal pensiero arcobaleno deve diventare bisessualismo e promiscuità sessuale, anche vissute contemporaneamente. La teoria del gender, si sa, predica la liquefazione delle presunte forme rigide dell'amore. Il poliamore dunque non è altro che una delle possibili declinazioni di questo principio dissolutore.<br /><br />Nota di BastaBugie: ecco altre notizie sul "gaio" mondo gay... sempre meno gaio.<br /><br />BIDEN FORZA LA COSTITUZIONE<br />«Il fatto che la Costituzione enumeri determinati diritti non potrà intendersi nel senso di negare o di deprezzare altri diritti che il popolo si sia riservato». Questo è il Titolo IX della Costituzione americana, titolo che il presidente Biden vuole applicare agli studenti transessuali al fine di permettere loro di accedere a servizi igienici e a spogliatoi non secondo il loro sesso biologico ma secondo il sesso percepito. Inoltre vuole permettere che i ragazzi trans possano gareggiare in competizioni femminili.<br />Contro questa deriva ideologica si sono opposti Florida, Texas, Louisiana, Mississippi, Montana e Idaho. Ad esempio il governatore della Florida, Ron DeSantis, ha dichiarato: «La Florida rigetta il tentativo di riscrivere il Titolo IX. Non ci adegueremo e contrattaccheremo». Sulla stessa frequenza d'onda il commissario all'Istruzione della Florida, Manny Diaz Jr: «Anziché attuare le chiare direttive del Congresso tese a prevenire la discriminazione sulla base del sesso biologico, l'amministrazione Biden fa a pezzi gli statuti rendendoli irriconoscibili e tenta di spingere il Paese a credere che il sesso biologico non abbia più alcun significato».<br />Analoghe critiche da parte del governatore dello stato del Texas, Greg Abbott, critiche espresse in una lettera inviata a Biden. Abbott parla di un «maldestro tentativo di imporre convinzioni della sinistra tramite il Titolo IX. [Biden] ha riscritto il Titolo IX per costringere le scuole a trattare i ragazzi come fossero ragazze, e ad accettare qualsiasi identità di genere autodichiarata dagli studenti».<br />(Gender Watch News, 2 maggio 2024)<br /><br />I FIGLI CONFUSI DELLE STAR<br />Il transessualismo impazza ad Hollywood tra i figli degli attori. Ad esempio La figlia della star di Sex and the City, Cynthia Nixon, ora si identifica come maschio. Jackson, figlio di Charlize Theron, le ha detto che dall'età di tre anni si sente femmina e così l'attrice lo tratta come una ragazza. L'All-Star dell'NBA Dwayne Wade insieme alla moglie sta crescendo il figlio Zaion come femmina, avendole cambiato pure il nome in Zaya. L'attore Khary Payton ha fatto sapere che sua figlia ora si chiama Karter. Seraphina Rose Affleck (nella foto), figlia dell'attore Ben Affleck, ora si presenta come un maschio e si fa chiamare Fin. Jennifer Lopez si riferisce alla figlia Emme con il pronome "loro", escamotage ormai usato da tempo per neutralizzare qualsiasi riferimento al sesso.<br />Come mai questa esplosione di casi di confusione sulla propria identità sessuale nei figli delle star? Potrebbero essere due le motivazioni. La prima si riferisce al fatto che la maggior parte dei Vip sono di impronta liberal, ossia progressisti e, tenuto conto della loro visibilità, devono per forza sposare le cause woke e nel modo più estremo possibile. Questa adesione ideologica non può che riverberarsi anche nella educazione dei figli.<br />In secondo luogo le relazioni familiari di queste star sono spesso segnate da divorzi, amanti multipli, pressioni dei media, esposizione dei social, etc. tutti fattori che incidono nella educazione dei figli in senso negativo.<br />(Gender Watch News, 17 aprile 2024)<br /><br />AUTOCERTIFICAZIONE PER "CAMBIO" DI SESSO<br />In Germania venerdì scorso è stata varata una legge che permette alle persone transessuali di cambiare identità anagrafica tramite autocertificazione. Nel luglio del 2023 un tentativo di far passare questa legge era stato sventato dal Parlamento tedesco.<br />E dunque dal primo di novembre non servirà che prima la persona si sia sottoposta a trattamento chirurgico o psicologico, né una sentenza di un tribunale. Come fosse la residenza di casa.<br />Per i minori di 14 anni la richiesta dovrà essere fatta dai genitori. Per i ragazzi tra i 15 e i 18, la richiesta potrà essere presentata dai minori stessi, ma occorre il consenso dei genitori. Se questo manca il ragazzo potrà rivolgersi ad un tribunale. In Germania a 15 anni non sei abbastanza grande per guidare un'auto, né per acquistarla, ma lo sei per "cambiare" sesso.<br />E così grazie a questa legge un uomo, che anche di aspetto risulti essere mascolino, potrà presentarsi come donna. È uno dei vertici più significativi raggiunti dall'ideologia LGBT: il pensiero - voglio essere donna - diventa subito realtà. Io sono tutto quello che voglio, nel momento stesso in cui lo voglio. Basta il pensiero. In questa prospettiva la medicina e la burocrazia sono ostacoli da eliminare per non compromettere il delirio di onnipotenza.<br />(Gender Watch News, 16 aprile 2024)]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/60033771</guid><pubDate>Tue, 14 May 2024 20:50:29 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/60033771/il_film_challenger_applica_la_teoria_del_gender_per_diffondere_il_poliamore.mp3" length="8605910" type="audio/mpeg"/><itunes:author>BastaBugie</itunes:author><itunes:subtitle>TESTO DELL'ARTICOLO ➜ https://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7794

IL FILM CHALLENGER APPLICA LA TEORIA DEL GENDER PER DIFFONDERE IL POLIAMORE
Altre notizie dal mondo gay (sempre meno gaio): Biden forza la costituzione, i figli confusi delle...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="https://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7794" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7794</a><br /><br />IL FILM CHALLENGER APPLICA LA TEORIA DEL GENDER PER DIFFONDERE IL POLIAMORE<br />Altre notizie dal mondo gay (sempre meno gaio): Biden forza la costituzione, i figli confusi delle star, autocertificazione per cambio di sesso<br /><br />da Gender Watch News<br />Challenger è un recente film di Luca Guadagnino in cui si narra la storia di tre tennisti professionisti: due uomini, Patrick Zweig e Art Donaldson, e una donna, Tashi Duncan. La vicenda è imperniata sullo scontro agonistico tra i due tennisti e sulla rivalità tra Patrick ed Art per conquistare il cuore di Tashi. Nel film c'è anche un bacio omosessuale tra i due uomini e altre scene che rimandano a suggestioni gay. La pellicola però è anche un inno al cosiddetto poliamore: infatti Tashi, negli anni, ha rapporti sia con Patrick che con Art, il quale tra l'altro sposerà.<br />L'azienda Lelo, produttrice di sex toys, ha condotto una indagine: dopo la visione di Challenger il 25% degli inglesi ha preso in considerazione di intraprendere una relazione poliamorosa. In particolare il 38% dei giovani crede che una relazione poliamorosa potrebbe soddisfare i suoi più intimi bisogni.<br />Kate Moyle, che ha condotto l'indagine, ha spiegato: «le statistiche mostrano che le persone sono più esplorative e aperte a provare modelli di relazione etici non monogamici». Ci domandiamo: chissà da dove deriva l'eticità di tali relazioni? «Il movimento per il benessere sessuale [esiste anche questo] sta incoraggiando le persone a trovare ciò che è giusto per loro, che potrebbe trovarsi al di fuori del modello di relazione a cui in precedenza sentivano di dover aderire. Mentre leggiamo, impariamo qualcosa, ascoltiamo, parliamo ed educhiamo, accade sempre più che integriamo e normalizziamo idee sul sesso e sulle relazioni che assumono forme diverse nelle nostre vite. Allora ci muoviamo gradualmente verso un luogo di maggiore accettazione».<br />La gender theory si salda, necessariamente, con il "poliamore", ossia, per uscire dal linguaggio assolutorio del politicamente corretto, con il nomadismo sessuale e l'adulterio. Questo perché la fluidità insegnata dal pensiero arcobaleno deve diventare bisessualismo e promiscuità sessuale, anche vissute contemporaneamente. La teoria del gender, si sa, predica la liquefazione delle presunte forme rigide dell'amore. Il poliamore dunque non è altro che una delle possibili declinazioni di questo principio dissolutore.<br /><br />Nota di BastaBugie: ecco altre notizie sul "gaio" mondo gay... sempre meno gaio.<br /><br />BIDEN FORZA LA COSTITUZIONE<br />«Il fatto che la Costituzione enumeri determinati diritti non potrà intendersi nel senso di negare o di deprezzare altri diritti che il popolo si sia riservato». Questo è il Titolo IX della Costituzione americana, titolo che il presidente Biden vuole applicare agli studenti transessuali al fine di permettere loro di accedere a servizi igienici e a spogliatoi non secondo il loro sesso biologico ma secondo il sesso percepito. Inoltre vuole permettere che i ragazzi trans possano gareggiare in competizioni femminili.<br />Contro questa deriva ideologica si sono opposti Florida, Texas, Louisiana, Mississippi, Montana e Idaho. Ad esempio il governatore della Florida, Ron DeSantis, ha dichiarato: «La Florida rigetta il tentativo di riscrivere il Titolo IX. Non ci adegueremo e contrattaccheremo». Sulla stessa frequenza d'onda il commissario all'Istruzione della Florida, Manny Diaz Jr: «Anziché attuare le chiare direttive del Congresso tese a prevenire la discriminazione sulla base del sesso biologico, l'amministrazione Biden fa a pezzi gli statuti rendendoli irriconoscibili e tenta di spingere il Paese a credere che il sesso biologico non abbia più alcun significato».<br />Analoghe critiche da parte del governatore dello stato...]]></itunes:summary><itunes:duration>538</itunes:duration><itunes:keywords>biden,challenger,costituzione,star,texas</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/bf77a83be6685ea7390d7efabf9af604.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Un sacerdote dice che l'omosessualità è peccato e il governo francese lo denuncia</title><link>https://www.spreaker.com/episode/un-sacerdote-dice-che-l-omosessualita-e-peccato-e-il-governo-francese-lo-denuncia--59283840</link><description><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="https://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7744" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7744</a><br /><br />UN SACERDOTE DICE CHE L'OMOSESSUALITA' E' PECCATO E IL GOVERNO FRANCESE LO DENUNCIA di Paola Belletti<br />L'Abate Matthiey Raffray è un sacerdote cattolico francese membro dell'Istituto del Buon Pastore, società di vita apostolica di diritto pontificio, istituita nel 2006 dalla Congregazione per il Clero, i cui sacerdoti celebrano la Santa messa secondo il messale del 1962. Dal 2021 è Assistente del Superiore Generale. Teologo, filosofo e professore presso la Pontificia Università San Tommaso d'Aquino, ha pubblicato diversi libri ed ha una significativa presenza sui social media.<br />Ciò che però lo ha condotto agli onori della cronaca non è questo curriculum di tutto rispetto, bensì l'azione legale che il governo francese ha intrapreso nei suoi confronti per aver dichiarato che l'omosessualità, non la tendenza in sé ma gli atti (ovvero ciò che la Chiesa insegna nel suo magistero) è peccato. Ne ha parlato in un video pubblicato qualche giorno fa sul suo profilo Instagram, seguito da 60000 utenti. La caption che accompagna il video spiega chiaramente il senso del contenuto che si può fruire e che si immagina rivolto principalmente ai fedeli cattolici:<br />«Gesù Cristo è il nostro Salvatore: viene a salvarci dai nostri vizi, dai nostri peccati, prendendosi cura delle nostre ferite interiori e fortificandoci per mezzo della sua grazia. Ma c'è bisogno innanzitutto che riconosciamo i nostri errori e le nostre debolezze: sì, siamo tutti peccatori!» Potrebbe essere l'apertura di qualsiasi catechesi o meditazione quaresimale nella quale potremmo imbatterci andando in parrocchia, ora non più con la stessa certezza statistica, a essere onesti. Peccato per gli hashtag, un po' più espliciti nell'indicare tra i molti vizi e peccati che possono ferirci e ostacolarci interiormente anche l'omosessualità. Ed è proprio questo riferimento che la sempre zelante sedicente comunità LGBTetc non ha lasciato passare senza appiccare i soliti roghi di commenti feroci, vittimistici, accusatori. Efficaci, purtroppo, al punto da ottenere l'avvio di un'azione legale a carico del sacerdote.<br />DIRE PUBBLICAMENTE QUELLO CHE LA FEDE CATTOLICA INSEGNA<br />La dichiarazione più pesante in risposta alla breve catechesi del noto Abate sono quelle niente meno del Ministro per l'uguaglianza di genere, la diversità e le pari opportunità, Aurore Bergé, che ha bollato le parole del presbitero cattolico come "inaccettabili" e, sempre via social, ha dato seguito a tanto sdegno istituzionale: «In un messaggio pubblicato su X, ha detto di aver "chiesto alla delegazione interministeriale per la lotta al razzismo, all'antisemitismo e all'odio anti-LGBT (DILCRAH) di segnalare la questione al pubblico ministero sulla base dell'articolo 40" del codice di procedura penale. Il DILCRAH ha preso atto del messaggio del ministro e ha confermato di aver "notificato il pubblico ministero dei commenti omofobi fatti dal signor Raffray sui suoi social network". Nel suo messaggio, la delegazione ha aggiunto: "Parlare di omosessualità come debolezza è vergognoso"».<br />Ciò che viene contestato al sacerdote è di dire pubblicamente quello che la fede cattolica insegna e non può smettere di fare perché farebbe un torto a sé stessa e al bene più grande che è in gioco (e non è un gioco!): la verità sull'uomo e la salvezza delle anime. Sì, siamo peccatori, capaci di peccare in molti modi; in nostro soccorso  viene la Grazia del Signore. Guai però ricordare come le pratiche omosessuali siano parte dell'elenco dei possibili peccati, perché in questo modo si osa sfidare un dogma laicista ormai ritenuto indiscutibile: non l'accettazione delle tendenze omosessuali, ma la promozione, addirittura la nobilitazione dell'omosessualità vissuta e praticata.<br />OMOFOBIA<br />Fa sorridere il capo d'accusa perché l'inesistente, ma obbligatorio, termine pseudoscientifico di "omofobia" parla di paura; che paura può mai avere la Chiesa di Cristo di fronte al male se è l'unica a poter vantare a capo del proprio esercito il vincitore contro il principio di ogni male? Tant'è. In Francia e non solo lì ciò che è chiaramente sotto attacco è la morale cattolica e più a monte ancora la visione dell'uomo come creatura indebolita dal peccato e bisognosa di una salvezza che è entrata nella storia. Non si può dire, o meglio non si può dire "gratis".<br />In un'intervista al settimanale Famille Chrétienne lo stesso sacerdote sotto accusa ha dichiarato come questo ultimo attacco sia l'ennesimo tentativo di «intimidire l'insegnamento morale tradizionale della Chiesa cattolica: "È la moralità cristiana che è sotto attacco", ha spiegato, aggiungendo che non stava facendo altro che citare il Catechismo della Chiesa cattolica, e in particolare §2357: L'omosessualità si riferisce alle relazioni tra uomini o donne che sperimentano un'attrazione sessuale esclusiva o predominante per persone dello stesso sesso. Ha assunto forme molto diverse nel corso dei secoli e in culture diverse. Le sue origini psicologiche rimangono in gran parte inspiegabili. Sulla base della Sacra Scrittura, che la presenta come una grave depravazione, la Tradizione ha sempre dichiarato che "gli atti di omosessualità sono intrinsecamente disordinati"».<br />Nonostante altri procedimenti a carico di esponenti della chiesa cattolica in Francia siano finiti con un nulla di fatto, dal momento che non può essere considerato discriminatorio o incitante all'odio proporre gli insegnamenti della Chiesa in tema di moralità, questi episodi e i toni sempre più violenti addirittura assunti da cariche istituzionali confermano il clima di aperta ostilità nei confronti dei cristiani e di ciò che portano nel mondo. Ci si può chiedere, ancora una volta senza paura, chi spinge a odiare chi? Ma siamo cristiani, a certe cose siamo stati istruiti dal più Alto in carica.<br />]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/59283840</guid><pubDate>Wed, 03 Apr 2024 20:38:04 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/59283840/un_sacerdote_dice_che_l_omosessualit_peccato_e_il_governo_francese_lo_denuncia.mp3" length="7127502" type="audio/mpeg"/><itunes:author>BastaBugie</itunes:author><itunes:subtitle>TESTO DELL'ARTICOLO ➜ https://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7744

UN SACERDOTE DICE CHE L'OMOSESSUALITA' E' PECCATO E IL GOVERNO FRANCESE LO DENUNCIA di Paola Belletti
L'Abate Matthiey Raffray è un sacerdote cattolico francese membro...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="https://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7744" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7744</a><br /><br />UN SACERDOTE DICE CHE L'OMOSESSUALITA' E' PECCATO E IL GOVERNO FRANCESE LO DENUNCIA di Paola Belletti<br />L'Abate Matthiey Raffray è un sacerdote cattolico francese membro dell'Istituto del Buon Pastore, società di vita apostolica di diritto pontificio, istituita nel 2006 dalla Congregazione per il Clero, i cui sacerdoti celebrano la Santa messa secondo il messale del 1962. Dal 2021 è Assistente del Superiore Generale. Teologo, filosofo e professore presso la Pontificia Università San Tommaso d'Aquino, ha pubblicato diversi libri ed ha una significativa presenza sui social media.<br />Ciò che però lo ha condotto agli onori della cronaca non è questo curriculum di tutto rispetto, bensì l'azione legale che il governo francese ha intrapreso nei suoi confronti per aver dichiarato che l'omosessualità, non la tendenza in sé ma gli atti (ovvero ciò che la Chiesa insegna nel suo magistero) è peccato. Ne ha parlato in un video pubblicato qualche giorno fa sul suo profilo Instagram, seguito da 60000 utenti. La caption che accompagna il video spiega chiaramente il senso del contenuto che si può fruire e che si immagina rivolto principalmente ai fedeli cattolici:<br />«Gesù Cristo è il nostro Salvatore: viene a salvarci dai nostri vizi, dai nostri peccati, prendendosi cura delle nostre ferite interiori e fortificandoci per mezzo della sua grazia. Ma c'è bisogno innanzitutto che riconosciamo i nostri errori e le nostre debolezze: sì, siamo tutti peccatori!» Potrebbe essere l'apertura di qualsiasi catechesi o meditazione quaresimale nella quale potremmo imbatterci andando in parrocchia, ora non più con la stessa certezza statistica, a essere onesti. Peccato per gli hashtag, un po' più espliciti nell'indicare tra i molti vizi e peccati che possono ferirci e ostacolarci interiormente anche l'omosessualità. Ed è proprio questo riferimento che la sempre zelante sedicente comunità LGBTetc non ha lasciato passare senza appiccare i soliti roghi di commenti feroci, vittimistici, accusatori. Efficaci, purtroppo, al punto da ottenere l'avvio di un'azione legale a carico del sacerdote.<br />DIRE PUBBLICAMENTE QUELLO CHE LA FEDE CATTOLICA INSEGNA<br />La dichiarazione più pesante in risposta alla breve catechesi del noto Abate sono quelle niente meno del Ministro per l'uguaglianza di genere, la diversità e le pari opportunità, Aurore Bergé, che ha bollato le parole del presbitero cattolico come "inaccettabili" e, sempre via social, ha dato seguito a tanto sdegno istituzionale: «In un messaggio pubblicato su X, ha detto di aver "chiesto alla delegazione interministeriale per la lotta al razzismo, all'antisemitismo e all'odio anti-LGBT (DILCRAH) di segnalare la questione al pubblico ministero sulla base dell'articolo 40" del codice di procedura penale. Il DILCRAH ha preso atto del messaggio del ministro e ha confermato di aver "notificato il pubblico ministero dei commenti omofobi fatti dal signor Raffray sui suoi social network". Nel suo messaggio, la delegazione ha aggiunto: "Parlare di omosessualità come debolezza è vergognoso"».<br />Ciò che viene contestato al sacerdote è di dire pubblicamente quello che la fede cattolica insegna e non può smettere di fare perché farebbe un torto a sé stessa e al bene più grande che è in gioco (e non è un gioco!): la verità sull'uomo e la salvezza delle anime. Sì, siamo peccatori, capaci di peccare in molti modi; in nostro soccorso  viene la Grazia del Signore. Guai però ricordare come le pratiche omosessuali siano parte dell'elenco dei possibili peccati, perché in questo modo si osa sfidare un dogma laicista ormai ritenuto indiscutibile: non l'accettazione delle tendenze omosessuali, ma la promozione, addirittura la nobilitazione dell'omosessualità vissuta e praticata.<br />OMOFOBIA<br />Fa sorridere il capo d'accusa perché...]]></itunes:summary><itunes:duration>446</itunes:duration><itunes:keywords>catechismo,chiesa,denuncia,peccato,raffray</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/a447e84074681c2357422428a1da9afe.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Utero in affitto: nasce femmina e i committenti chiedono i danni</title><link>https://www.spreaker.com/episode/utero-in-affitto-nasce-femmina-e-i-committenti-chiedono-i-danni--59117030</link><description><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="https://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7731" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7731</a><br /><br />UTERO IN AFFITTO: NASCE FEMMINA E I COMMITTENTI CHIEDONO I DANNI<br />Altre notizie dal mondo gay (sempre meno gaio): 12enne stuprata a scuola da un trans, in Polonia la TV di Stato si scusa, i dubbi del NYT sui minori trans, dopo Fiducia Supplicans pastorale sempre più arcobaleno<br />da Provita &amp; Famiglia<br />Una coppia di uomini californiani ha citato in giudizio una clinica per la fertilità di Pasadena per violazione di contratto, negligenza medica, e violazione di normative varie a tutela dei consumatori, perché la surrogata ha partorito una femmina anziché un maschio, come era stato pattuito.<br />L'avvocato dei Sanigers [Albert e Anthony], sposati nel 2013, ha spiegato che i due da sempre sognavano di avere due figli, entrambi maschi. Già prima di sposarsi, la coppia aveva scelto il nome per i loro futuri figli e aveva creato per loro un account Gmail.<br />Dal momento in cui l'hanno contattata, sono stati espliciti con la clinica HRC e Kolb: potevano essere impiantati nell'utero della loro surrogata solo embrioni maschi.<br />Invece, "negligentemente, sconsideratamente e/o intenzionalmente" hanno impiantato una femmina.<br />Ed ora i due committenti dovranno sopportare anche un grande danno economico perché dovranno allevare tre figli, anziché i soli due bambini che avevano programmato.<br />È noto che la merce deve avere le qualità previste dal contratto e pagate dagli acquirenti: è probabile che i Sanigers vinceranno la causa.<br />Stupisce, però, che una coppia così desiderosa del loro primo bambino (o forse bisognerebbe dire "bambolotto"?) per nove mesi non si sia preoccupata di chiedere e guardare le immagini ecografiche: avrebbe potuto ordinare e ottenere l'aborto.<br />Chissà, ora, come sarà la vita di quella bambina con due "papà" che già provano un tale risentimento verso di lei.<br />A pensarci bene, però, una soluzione a tutto questo poteva esserci: dato che il sesso biologico non conta nulla, la coppia addolorata poteva dichiarare all'anagrafe che la bambina era un maschio e il problema sarebbe stato risolto.<br />Quanto ai bambini maschi che prima o poi nasceranno, già con indirizzi Gmail, sarebbe interessante sapere se abbiano già anche siti OnlyFans personalizzati.<br />Nota di BastaBugie: ecco altre notizie sul "gaio" mondo gay... sempre meno gaio.<br />DODICENNE STUPRATA A SCUOLA DA UN TRANS<br />L'ASK Academy, una scuola privata di Rio Rancho (New Mexico), permette agli studenti maschi che si sentono donne di usare bagni e spogliatoi femminili. Ray (nome di fantasia), alunna 12enne, provava disagio a vedere maschi nei propri spazi, ma il personale scolastico le aveva detto di non giudicare e di rimanere in silenzio se avesse avuto qualche rimostranza da fare.<br />Nell'ottobre del 2021 Ray venne stuprata. [...] Ray non disse nulla, finché la madre l'anno scorso, grazie alla lettura del suo diario, scoprì cosa fosse successo alla figlia. Ora la ragazzina assume farmaci per l'ansia e, quando è sola a casa, dorme con un coltello accanto a sé e vicino al proprio grosso cane.<br />Ray è un irrilevante effetto collaterale della battaglia arcobaleno, ossia è un'altra vittima dell'ideologia LGBT e del politicamente corretto che pur di portare avanti le proprie istanze non guarda in faccia a nessuno.<br />(Gender Watch News, 5 luglio 2023)<br />IN POLONIA LA TV DI STATO SI SCUSA<br />In Polonia, diventato primo ministro il liberale Donald Tusk, molte cose stanno cambiando. In peggio. Anche sul versante dell'informazione pubblica. Ad esempio sono saltate tutte le teste alla guida della Tv pubblica - la TVP - della Radio polacca e dell'agenzia di stampa pubblica PAP.<br />Nel programma di informazione della TVP - InfoTVP - il conduttore Wojciech Szelag, invitando alcuni attivisti LGBT in studio, si è profuso in scuse per come l'emittente TVP avesse trattato le comunità LGBT negli anni passati.<br />«Per molti anni in Polonia parole vergognose sono state rivolte a numerose persone perché hanno scelto di decidere da sole chi sono e chi amano - ha detto Wojciech Szelag commovendosi - Le persone LGBT+ non sono un'ideologia ma persone; nomi specifici, volti, parenti e amici. Tutte queste persone dovrebbero sentire la parola "scusa" provenire da qualche parte. Quel posto è qui, dove ora mi sto scusando. Per otto anni si sono mostrati gli attivisti LGBT - ma anche la comunità LGBT - come una minaccia per la nazione polacca».<br />In realtà durante il governo precedente a guida Pis la politica tentava semplicemente di tutelare i bambini dalla propaganda LGBT e si opponeva a derive ideologiche come le “nozze” gay o l'omogenitorialità. Ora il vento è cambiato e la voce della politica progressista andata al potere usa della TV di stato per fare propaganda arcobaleno.<br />(Gender Watch News, 16 febbraio 2024)<br />I DUBBI DEL NYT SUI MINORI TRANS<br />Il New York Time, giornale ultraliberista, si fa anche lui delle domande sulla cosiddetta transizione sessuale dei bambini e ragazzi. L'anno scorso uscì un articolo dal titolo Hanno messo in pausa la pubertà, ma c'è un costo? e all'inizio di quest'anno un altro con il seguente titolo Quando gli studenti cambiano identità di genere e i genitori non lo sanno.<br />La giornalista Pamela Paul, accennando all'apripista Olanda, sottolinea che «la pratica [dei bloccanti della pubertà] si è diffusa in altri paesi, con protocolli variabili, scarsa documentazione dei risultati e nessuna approvazione da parte del governo dei farmaci per tale uso, inclusa la Food and Drug Administration statunitense. Ma ci sono prove emergenti del potenziale danno derivante dall'uso dei bloccanti, secondo revisioni di articoli scientifici e interviste con più di 50 medici ed esperti accademici in tutto il mondo».<br />La sua collage Katie Baker affronta poi il tema della carriera alias a scuola. Spesso i distretti scolastici non avvertono i genitori che la loro figlia o il loro figlio vuole farsi chiamare con un nome diverso. La Baker appunta: «I distretti hanno affermato di volere il coinvolgimento dei genitori, ma devono seguire le linee guida federali e, in alcuni casi, statali intese a proteggere gli studenti dalla discriminazione e dalle violazioni della loro privacy. [...] Ma dozzine di genitori i cui figli hanno scelto la transizione sociale a scuola hanno riferito al Times di sentirsi maltrattati dagli educatori i quali sembravano pensare che loro - e non i genitori - sapessero cosa fosse meglio per i loro figli». E qui sta il punto: la privacy deve cedere il posto al diritto dovere dei genitori di educare i figli non ancora emancipati. Rimanendo fermo il punto, però, che qualsiasi carriera alias non è accettabile dal punto di vista morale.<br />(Gender Watch News, 19 febbraio 2024)<br />DOPO FIDUCIA SUPPLICANS PASTORALE SEMPRE PIÙ ARCOBALENO<br />Due iniziative proposte in casa cattolica ma non cattoliche. La prima: il gruppo Kairos propone una serie di incontri dal titolo A piccoli passi... Titolo del primo incontro: Pastorale LGBTQ+ ma in che senso?<br />La seconda iniziativa, promossa dall'Azione cattolica, dal Centro culturale San Rocco e la Tenda di Gionata e dal titolo Strade dell'amore, prevede tre incontri: L'omosessualità nella Bibbia; La scoperta dell'omosessualità nella famiglia; I cammini dei cristiani LGBT+ e dei loro genitori nelle nostre comunità cristiane.<br />Un paio di riflessioni. È errata la qualificazione cristiani o cattolici o pastorale LGBT o omosessuale, perché i due termini non possono stare insieme dato che l'omosessualità e la transessualità non hanno nulla di naturale e quindi contrastano con la volontà di Dio. Sarebbe sensato, ad esempio e solo per fare un'analogia, parlare di cristiani ladri o di pastorale furtiva?<br />Seconda riflessione: dopo Fiducia supplicans è ormai completamente tramontata l'idea di avere una pastorale che indichi come verità antropologica l'uscita dall'omosessualità. Le iniziative pastorali di questo tipo servono solo per rafforzare il proprio orientamento omosessuale o il proprio disturbo attinente alla sfera dell'identità sessuale, costringere i fedeli ad accettare ciò che per buon senso rifiuterebbero e permettere a persone omosessuali e transessuali di occupare sempre più ruoli all'interno della Chiesa.<br />(Gender Watch News, 14 marzo 2024)]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/59117030</guid><pubDate>Wed, 20 Mar 2024 20:20:13 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/59117030/utero_in_affitto_nasce_femmina_e_i_committenti_chiedono_i_danni.mp3" length="9915707" type="audio/mpeg"/><itunes:author>BastaBugie</itunes:author><itunes:subtitle>TESTO DELL'ARTICOLO ➜ https://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7731

UTERO IN AFFITTO: NASCE FEMMINA E I COMMITTENTI CHIEDONO I DANNI
Altre notizie dal mondo gay (sempre meno gaio): 12enne stuprata a scuola da un trans, in Polonia la TV di Stato...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="https://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7731" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7731</a><br /><br />UTERO IN AFFITTO: NASCE FEMMINA E I COMMITTENTI CHIEDONO I DANNI<br />Altre notizie dal mondo gay (sempre meno gaio): 12enne stuprata a scuola da un trans, in Polonia la TV di Stato si scusa, i dubbi del NYT sui minori trans, dopo Fiducia Supplicans pastorale sempre più arcobaleno<br />da Provita &amp; Famiglia<br />Una coppia di uomini californiani ha citato in giudizio una clinica per la fertilità di Pasadena per violazione di contratto, negligenza medica, e violazione di normative varie a tutela dei consumatori, perché la surrogata ha partorito una femmina anziché un maschio, come era stato pattuito.<br />L'avvocato dei Sanigers [Albert e Anthony], sposati nel 2013, ha spiegato che i due da sempre sognavano di avere due figli, entrambi maschi. Già prima di sposarsi, la coppia aveva scelto il nome per i loro futuri figli e aveva creato per loro un account Gmail.<br />Dal momento in cui l'hanno contattata, sono stati espliciti con la clinica HRC e Kolb: potevano essere impiantati nell'utero della loro surrogata solo embrioni maschi.<br />Invece, "negligentemente, sconsideratamente e/o intenzionalmente" hanno impiantato una femmina.<br />Ed ora i due committenti dovranno sopportare anche un grande danno economico perché dovranno allevare tre figli, anziché i soli due bambini che avevano programmato.<br />È noto che la merce deve avere le qualità previste dal contratto e pagate dagli acquirenti: è probabile che i Sanigers vinceranno la causa.<br />Stupisce, però, che una coppia così desiderosa del loro primo bambino (o forse bisognerebbe dire "bambolotto"?) per nove mesi non si sia preoccupata di chiedere e guardare le immagini ecografiche: avrebbe potuto ordinare e ottenere l'aborto.<br />Chissà, ora, come sarà la vita di quella bambina con due "papà" che già provano un tale risentimento verso di lei.<br />A pensarci bene, però, una soluzione a tutto questo poteva esserci: dato che il sesso biologico non conta nulla, la coppia addolorata poteva dichiarare all'anagrafe che la bambina era un maschio e il problema sarebbe stato risolto.<br />Quanto ai bambini maschi che prima o poi nasceranno, già con indirizzi Gmail, sarebbe interessante sapere se abbiano già anche siti OnlyFans personalizzati.<br />Nota di BastaBugie: ecco altre notizie sul "gaio" mondo gay... sempre meno gaio.<br />DODICENNE STUPRATA A SCUOLA DA UN TRANS<br />L'ASK Academy, una scuola privata di Rio Rancho (New Mexico), permette agli studenti maschi che si sentono donne di usare bagni e spogliatoi femminili. Ray (nome di fantasia), alunna 12enne, provava disagio a vedere maschi nei propri spazi, ma il personale scolastico le aveva detto di non giudicare e di rimanere in silenzio se avesse avuto qualche rimostranza da fare.<br />Nell'ottobre del 2021 Ray venne stuprata. [...] Ray non disse nulla, finché la madre l'anno scorso, grazie alla lettura del suo diario, scoprì cosa fosse successo alla figlia. Ora la ragazzina assume farmaci per l'ansia e, quando è sola a casa, dorme con un coltello accanto a sé e vicino al proprio grosso cane.<br />Ray è un irrilevante effetto collaterale della battaglia arcobaleno, ossia è un'altra vittima dell'ideologia LGBT e del politicamente corretto che pur di portare avanti le proprie istanze non guarda in faccia a nessuno.<br />(Gender Watch News, 5 luglio 2023)<br />IN POLONIA LA TV DI STATO SI SCUSA<br />In Polonia, diventato primo ministro il liberale Donald Tusk, molte cose stanno cambiando. In peggio. Anche sul versante dell'informazione pubblica. Ad esempio sono saltate tutte le teste alla guida della Tv pubblica - la TVP - della Radio polacca e dell'agenzia di stampa pubblica PAP.<br />Nel programma di informazione della TVP - InfoTVP - il conduttore Wojciech Szelag, invitando alcuni attivisti LGBT in studio, si è profuso in scuse...]]></itunes:summary><itunes:duration>620</itunes:duration><itunes:keywords>nyt,propagandaarcobaleno,pubertà,transizionesessuale,uteroinaffitto</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/17585df114d484ea580d5e52e8056ec5.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>La neolingua non lascia in pace nemmeno i dinosauri</title><link>https://www.spreaker.com/episode/la-neolingua-non-lascia-in-pace-nemmeno-i-dinosauri--59023467</link><description><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="https://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7721" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7721</a><br /><br />LA NEOLINGUA NON LASCIA IN PACE NEANCHE I DINOSAURI di Matteo Delre<br />Siete pronti per una nuova avventura nell'abisso della cancel culture? Bene. L'ultima assurdità woke è quella della proposta di cambiare i nomi dei dinosauri perché in alcuni casi non sono inclusivi o richiamano a personaggi "controversi" o perché riflettono una cultura sessista, razzista o coloniale.<br />Tutto vero. Lo ha affermato il team della paleobiologa Emma Dunne dell'Università Friederich-Alexander di Erlange-Norimberga, in uno studio che invece di diventare il copione per qualche stand-up comedy viene addirittura ripreso e rilanciato dalla rivista "Nature". Vi si specifica che questi casi di non conformità dei nomi sono pochi, anzi pochissimi «ma sono comunque significativi in termini d'importanza», ci ammoniscono i cervelloni dell'università tedesca, supportati da alcuni altri colleghi in giro per il mondo.<br />«Non diciamo che da domani bisogna cambiare tutto», spiga uno dei ricercatori, «ma dobbiamo rivedere criticamente ciò che abbiamo fatto, per correggere cose che non abbiamo fatto bene». Il problema è sempre lo stesso, quello che ossessiona gli eterni offesi di questa nostra infelice epoca: gli stereotipi. O presunti tali.<br />«Meglio - spiegano - d'ora in poi scegliere nomi che facciano riferimento alle caratteristiche fisiche dell'animale, ai luoghi di ritrovamento e anche alla lingua e alla cultura delle popolazioni locali, spesso dimenticate». Poco importa che così si rischi di chiamare una conchiglia fossile con un nome lungo come il titolo di un film della Wertmüller, l'importante è che non si dimentichi nessuno della lista. Non viene chiarito però come gestire la situazione se si fa riferimento alle caratteristiche fisiche. Metti che si ritrova un dinosauro fossile con una grande pancia, che si fa, si rischia il body shaming?<br />LA FOLLIA DELLA CANCEL CULTURE<br />La Commissione internazionale sulla nomenclatura zoologica (ICZN) al momento - meno male! - non ha preso in considerazione le assurdità di questi studiosi per quanto riguarda i nomi già dati, mentre si è mostrata - ahinoi - disponibile per le eventuali nuove scoperte, sebbene il problema sollevato non riguardi le diciture scientifiche (quelle binomiali in latino, per intenderci, come Anas platyrhynchos per il germano reale), bensì i nomi comuni degli animali.<br />Tanto per fare un esempio pratico - e attuale - pensiamo al grazioso oriolo di Audubon (che non è neanche un dinosauro vero e proprio), ovvero un uccelletto giallo e nero classificato dall'ornitologo americano John James Audubon (1785/1851), il cui nome, collegato al suo lavoro scientifico, andrebbe cancellato perché prima suo padre e poi lui sono stati proprietari di piantagioni di canna da zucchero che utilizzavano schiavi. Sì, avete capito bene.<br />La proposta degli studiosi appare però abbastanza ideologica e poco supportata da riscontri davvero reali quando si vanno a vedere i numeri. Nel voler trovare, infatti,  "nomi problematici" di dinosauri, ossia legati a "razzismo e sessismo" oppure nominati in "contesti coloniali o in onore di figure controversi", gli esperti hanno individuato 45 nomi potenzialmente offensivi, corrispondenti a meno del 3 per cento degli esemplari esaminati. Noi stessi, d'altra parte, per trovare un esempio di nome controverso in zoologia, abbiamo dovuto scavare nei peggiori recessi dell'internet woke per scovare l'oriolo di Audubon.<br />Siamo cioè in un'area di nicchia dell'isterismo globale della cancel culture, ed è forse per questo che la follia emerge in modo così lampante.<br />Si dovrebbe invece avere la consapevolezza che cambiare 45 nomi già dati ai dinosauri o modificare la nomenclatura dei ritrovamenti futuri (nel caso ce ne fossero) non cambierebbe nulla, non renderebbe la scienza più "inclusiva", ma servirebbe al massimo a chi procede al ri-battesimo per sentirsi buono e in pace con se stesso, nel concetto distorto di pace in vigore nell'attuale distopia occidentale.<br />NEOLINGUA<br />Ma è solo questo? È davvero soltanto l'effetto concreto della propaganda martellante? Probabilmente no. In realtà occorre provare una profonda pietà per la professoressa Emma Dunne e il suo team, forzati a esporsi a questo livello di ridicolo perché forse soltanto così, oggi, si può accedere a corposi finanziamenti per la ricerca accademica. La piena conformità al dettato del pensiero unico, a partire dall'Agenda 2030 dell'ONU, sembra infatti essere - con tutta probabilità - criterio di base per rispondere ai bandi di finanziamento e ricevere i fondi connessi.<br />Newspeak, lo chiamava George Orwell. Nella traduzione italiana viene detta Neolingua, ovvero una tecnica per esprimersi e chiamare le cose imposta dal potere con l'obiettivo di non far pensare chi parla, o meglio di farlo pensare come vuole il potere. Il pericolo dietro queste iniziative dunque non è soltanto che rischiamo di trovarci a non poter più ascoltare la musica di Carl Orff o Richard Strauss perché aderirono (sbagliando! ovvio!) al nazismo. Il rischio è che ci privino delle parole per descrivere la realtà, per poi imporci le loro parole. Parole non ordinarie, ma cariche di un significato morale e politico uniformato e uniformante, nascosto sotto il vello di pecora della "bontà" e "inclusività" e che, soprattutto, nulla hanno a che fare con la realtà, storica o attuale che sia.<br />Senza più parole che la descrivano, la realtà non esiste più, se non nella versione che le parole consentite ci permettono di concepire. È un'operazione deliberata, partita con la sovversione della definizione del sesso degli esseri umani e penetrata così profondamente da arrivare a occuparsi di 45 nomi di dinosauri. Ridiamoci su, d'accordo, ma non smettiamo di suonare il campanello dell'allarme.<br />]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/59023467</guid><pubDate>Tue, 12 Mar 2024 23:16:54 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/59023467/la_neolingua_non_lascia_in_pace_nemmeno_i_dinosauri.mp3" length="6623861" type="audio/mpeg"/><itunes:author>BastaBugie</itunes:author><itunes:subtitle>TESTO DELL'ARTICOLO ➜ https://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7721

LA NEOLINGUA NON LASCIA IN PACE NEANCHE I DINOSAURI di Matteo Delre
Siete pronti per una nuova avventura nell'abisso della cancel culture? Bene. L'ultima assurdità woke è quella...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="https://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7721" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7721</a><br /><br />LA NEOLINGUA NON LASCIA IN PACE NEANCHE I DINOSAURI di Matteo Delre<br />Siete pronti per una nuova avventura nell'abisso della cancel culture? Bene. L'ultima assurdità woke è quella della proposta di cambiare i nomi dei dinosauri perché in alcuni casi non sono inclusivi o richiamano a personaggi "controversi" o perché riflettono una cultura sessista, razzista o coloniale.<br />Tutto vero. Lo ha affermato il team della paleobiologa Emma Dunne dell'Università Friederich-Alexander di Erlange-Norimberga, in uno studio che invece di diventare il copione per qualche stand-up comedy viene addirittura ripreso e rilanciato dalla rivista "Nature". Vi si specifica che questi casi di non conformità dei nomi sono pochi, anzi pochissimi «ma sono comunque significativi in termini d'importanza», ci ammoniscono i cervelloni dell'università tedesca, supportati da alcuni altri colleghi in giro per il mondo.<br />«Non diciamo che da domani bisogna cambiare tutto», spiga uno dei ricercatori, «ma dobbiamo rivedere criticamente ciò che abbiamo fatto, per correggere cose che non abbiamo fatto bene». Il problema è sempre lo stesso, quello che ossessiona gli eterni offesi di questa nostra infelice epoca: gli stereotipi. O presunti tali.<br />«Meglio - spiegano - d'ora in poi scegliere nomi che facciano riferimento alle caratteristiche fisiche dell'animale, ai luoghi di ritrovamento e anche alla lingua e alla cultura delle popolazioni locali, spesso dimenticate». Poco importa che così si rischi di chiamare una conchiglia fossile con un nome lungo come il titolo di un film della Wertmüller, l'importante è che non si dimentichi nessuno della lista. Non viene chiarito però come gestire la situazione se si fa riferimento alle caratteristiche fisiche. Metti che si ritrova un dinosauro fossile con una grande pancia, che si fa, si rischia il body shaming?<br />LA FOLLIA DELLA CANCEL CULTURE<br />La Commissione internazionale sulla nomenclatura zoologica (ICZN) al momento - meno male! - non ha preso in considerazione le assurdità di questi studiosi per quanto riguarda i nomi già dati, mentre si è mostrata - ahinoi - disponibile per le eventuali nuove scoperte, sebbene il problema sollevato non riguardi le diciture scientifiche (quelle binomiali in latino, per intenderci, come Anas platyrhynchos per il germano reale), bensì i nomi comuni degli animali.<br />Tanto per fare un esempio pratico - e attuale - pensiamo al grazioso oriolo di Audubon (che non è neanche un dinosauro vero e proprio), ovvero un uccelletto giallo e nero classificato dall'ornitologo americano John James Audubon (1785/1851), il cui nome, collegato al suo lavoro scientifico, andrebbe cancellato perché prima suo padre e poi lui sono stati proprietari di piantagioni di canna da zucchero che utilizzavano schiavi. Sì, avete capito bene.<br />La proposta degli studiosi appare però abbastanza ideologica e poco supportata da riscontri davvero reali quando si vanno a vedere i numeri. Nel voler trovare, infatti,  "nomi problematici" di dinosauri, ossia legati a "razzismo e sessismo" oppure nominati in "contesti coloniali o in onore di figure controversi", gli esperti hanno individuato 45 nomi potenzialmente offensivi, corrispondenti a meno del 3 per cento degli esemplari esaminati. Noi stessi, d'altra parte, per trovare un esempio di nome controverso in zoologia, abbiamo dovuto scavare nei peggiori recessi dell'internet woke per scovare l'oriolo di Audubon.<br />Siamo cioè in un'area di nicchia dell'isterismo globale della cancel culture, ed è forse per questo che la follia emerge in modo così lampante.<br />Si dovrebbe invece avere la consapevolezza che cambiare 45 nomi già dati ai dinosauri o modificare la nomenclatura dei ritrovamenti futuri (nel caso ce ne fossero) non cambierebbe nulla, non renderebbe la...]]></itunes:summary><itunes:duration>414</itunes:duration><itunes:keywords>coloniale,dinosauri,neolingua,orwell,razzista,sessista</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/a4bf330a70e26f2f19567b5eba9ef205.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Se "love is love" perchè non innamorarsi di un albero?</title><link>https://www.spreaker.com/episode/se-love-is-love-perche-non-innamorarsi-di-un-albero--58321823</link><description><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="https://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7671" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7671</a><br /><br />SE ''LOVE IS LOVE'' PERCHE' NON INNAMORARSI DI UN ALBERO?<br /><br />Le scuole della California promuovono attivamente il transgenderismo nei minori tramite materiali audiovisivi, sollevando preoccupazioni e sdegno tra i genitori e gli attivisti pro family. Il distretto scolastico di Hayward, infatti, che serve oltre 19.000 studenti dalla scuola materna alle superiori, ha adottato un approccio educativo controverso, incoraggiando gli studenti a guardare film che normalizzano il transgenderismo infantile e promuovono trattamenti come i bloccanti della pubertà.<br />In particolare, l'HUSD ha creato un elenco di "film inclusivi LGBTQ", inclusi film destinati agli studenti dalla quinta elementare in su, che mirano a mostrare "la diversità delle esperienze di genere". Uno di questi film, per fare un esempio, è incentrato su una ragazza di 12 anni che esplora la sua identità di genere e riceve un trattamento medico per ritardare lo sviluppo fisico. Un vero e proprio tentativo di indottrinare i bambini su questioni di genere e sesso, spingendo attivamente l'ideologia di genere e sovvertendo i valori scientifici e biologici.<br />Le preoccupazioni crescono anche a causa della promozione di film che criticano le concezioni tradizionali del sesso. Un altro esempio è "Straightlaced: How Gender's Got Us All Tied Up", un film che mette in discussione i ruoli di genere tradizionali e incoraggia alla fluidità di genere.<br />Il distretto sta anche promuovendo un programma di libri per le scuole elementari che si concentra su storie che includono strutture familiari non tradizionali, come famiglie con due mamme o due papà, e temi di identità di genere. Questo approccio è stato denunciato da genitori e associazioni come un'intrusione ideologica nell'educazione dei bambini, distogliendo l'attenzione da temi educativi fondamentali.<br />Inoltre un documento del distretto sulle risorse "inclusive, anti-pregiudiziali, antirazzisti, LGBTQIA+" vorrebbe indirizzare a elenchi di libri LGBT per bambini piccoli. Questo orientamento pedagogico è dunque un tentativo di plasmare e influenzare le giovani menti su temi delicati e complessi, senza un'adeguata considerazione delle implicazioni etiche e psicologiche a lungo termine.<br />Un modo, da parte del distretto scolastico, per promuovere un'agenda pro-transgender tra i giovani studenti, ignorando le preoccupazioni dei genitori e la necessità di un approccio più equilibrato e attento alla questione dell'identità di genere e del benessere dei minori.<br />Nota di BastaBugie: nell'articolo seguente dal titolo "Sono ecosessuale" si parla di una canadese (una donna, non una tenda, perché in tal caso poteva essere) che si è innamorata di una quercia e prova per essa un'attrazione sessuale.<br />Ecco l'articolo completo pubblicato su La Nuova Bussola Quotidiana il 15 gennaio 2024:<br />La canadese Sonja Semyonova, 45 anni, è ecosessuale. Ossia si è innamorata di una quercia e prova per essa un'attrazione sessuale.<br />La quercia, a suo dire, la riempie di «un'energia erotica ». L'incontro con la quercia è avvenuto nelle sue passeggiate quotidiane nel bosco fuori casa. La donna spiega che «c'era in essa un erotismo con qualcosa di così grande e così vecchio che mi attraeva. Ho notato una connessione con l'albero. Mentirei se dicessi l'opposto».<br />L'ecosessualità è una delle infinite conclusioni logiche dell'omosessualità, anzi: del principio che ogni affetto è amore ed è dunque sano. Se una persona si può innamorare di una persona dello stesso sesso perché non può innamorarsi di una pianta? Si obietterà che nell'omosessualità si prova attrazione verso una persona e non verso un vegetale. Ma, volendo fare l'avvocato del diavolo, è discriminatorio affermare che l'amore possa essere confinato solo nello stretto recinto della nostra specie, escludendo così i vegetali e gli animali. Come l'amore vero può essere espresso per una persona dello stesso sesso o di sesso differente e, così l'amore vero può essere espresso per un essere della stessa specie o di specie differente. Tra l'altro, come l'omosessualità è per sua natura infeconda, parimenti anche l'ecosessualità.<br />Continuando ad argomentare secondo la logica LGBT, è solo una sovrastruttura culturale ecofoba, una ristrettezze di vedute che ci spinge ad escludere le piante dal raggio del nostro amore. Chi siamo noi alla fine per giudicare la signora Semyonova? Fa del male a qualcuno con il suo amore ecosostenibile? E non è forse questo un'alta espressione dell'ambientalismo? Non dobbiamo forse noi amare il creato? E allora questa donna canadese non sta semplicemente dando forma particolare a questo nostro doveroso amore? "Love is love" is green.<br />]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/58321823</guid><pubDate>Tue, 16 Jan 2024 18:15:15 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/58321823/se_love_is_love_perch_non_innamorarsi_di_un_albero.mp3" length="5102071" type="audio/mpeg"/><itunes:author>BastaBugie</itunes:author><itunes:subtitle>TESTO DELL'ARTICOLO ➜ https://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7671

SE ''LOVE IS LOVE'' PERCHE' NON INNAMORARSI DI UN ALBERO?

Le scuole della California promuovono attivamente il transgenderismo nei minori tramite materiali audiovisivi,...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="https://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7671" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7671</a><br /><br />SE ''LOVE IS LOVE'' PERCHE' NON INNAMORARSI DI UN ALBERO?<br /><br />Le scuole della California promuovono attivamente il transgenderismo nei minori tramite materiali audiovisivi, sollevando preoccupazioni e sdegno tra i genitori e gli attivisti pro family. Il distretto scolastico di Hayward, infatti, che serve oltre 19.000 studenti dalla scuola materna alle superiori, ha adottato un approccio educativo controverso, incoraggiando gli studenti a guardare film che normalizzano il transgenderismo infantile e promuovono trattamenti come i bloccanti della pubertà.<br />In particolare, l'HUSD ha creato un elenco di "film inclusivi LGBTQ", inclusi film destinati agli studenti dalla quinta elementare in su, che mirano a mostrare "la diversità delle esperienze di genere". Uno di questi film, per fare un esempio, è incentrato su una ragazza di 12 anni che esplora la sua identità di genere e riceve un trattamento medico per ritardare lo sviluppo fisico. Un vero e proprio tentativo di indottrinare i bambini su questioni di genere e sesso, spingendo attivamente l'ideologia di genere e sovvertendo i valori scientifici e biologici.<br />Le preoccupazioni crescono anche a causa della promozione di film che criticano le concezioni tradizionali del sesso. Un altro esempio è "Straightlaced: How Gender's Got Us All Tied Up", un film che mette in discussione i ruoli di genere tradizionali e incoraggia alla fluidità di genere.<br />Il distretto sta anche promuovendo un programma di libri per le scuole elementari che si concentra su storie che includono strutture familiari non tradizionali, come famiglie con due mamme o due papà, e temi di identità di genere. Questo approccio è stato denunciato da genitori e associazioni come un'intrusione ideologica nell'educazione dei bambini, distogliendo l'attenzione da temi educativi fondamentali.<br />Inoltre un documento del distretto sulle risorse "inclusive, anti-pregiudiziali, antirazzisti, LGBTQIA+" vorrebbe indirizzare a elenchi di libri LGBT per bambini piccoli. Questo orientamento pedagogico è dunque un tentativo di plasmare e influenzare le giovani menti su temi delicati e complessi, senza un'adeguata considerazione delle implicazioni etiche e psicologiche a lungo termine.<br />Un modo, da parte del distretto scolastico, per promuovere un'agenda pro-transgender tra i giovani studenti, ignorando le preoccupazioni dei genitori e la necessità di un approccio più equilibrato e attento alla questione dell'identità di genere e del benessere dei minori.<br />Nota di BastaBugie: nell'articolo seguente dal titolo "Sono ecosessuale" si parla di una canadese (una donna, non una tenda, perché in tal caso poteva essere) che si è innamorata di una quercia e prova per essa un'attrazione sessuale.<br />Ecco l'articolo completo pubblicato su La Nuova Bussola Quotidiana il 15 gennaio 2024:<br />La canadese Sonja Semyonova, 45 anni, è ecosessuale. Ossia si è innamorata di una quercia e prova per essa un'attrazione sessuale.<br />La quercia, a suo dire, la riempie di «un'energia erotica ». L'incontro con la quercia è avvenuto nelle sue passeggiate quotidiane nel bosco fuori casa. La donna spiega che «c'era in essa un erotismo con qualcosa di così grande e così vecchio che mi attraeva. Ho notato una connessione con l'albero. Mentirei se dicessi l'opposto».<br />L'ecosessualità è una delle infinite conclusioni logiche dell'omosessualità, anzi: del principio che ogni affetto è amore ed è dunque sano. Se una persona si può innamorare di una persona dello stesso sesso perché non può innamorarsi di una pianta? Si obietterà che nell'omosessualità si prova attrazione verso una persona e non verso un vegetale. Ma, volendo fare l'avvocato del diavolo, è discriminatorio affermare che l'amore possa essere confinato solo nello stretto recinto...]]></itunes:summary><itunes:duration>319</itunes:duration><itunes:keywords>ecosessuale,lgbt,loveislove,preoccupazioni,quercia</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/7972e6a93168000d55c2c06b01aa3d1e.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>L'OMS promuove i farmaci per "bambini trans"</title><link>https://www.spreaker.com/episode/l-oms-promuove-i-farmaci-per-bambini-trans--58252152</link><description><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜  <a href="https://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7668" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7668</a><br /><br />L'OMS PROMUOVE I FARMACI PER ''BAMBINI TRANS'' di Matteo Delre<br />È ormai quasi fatta. A tutti i ragazzi e le ragazze che si approssimano all'adolescenza potremo affiancare finalmente alle solite domande trite e ritrite una nuova e molto più sensata. Non «a quale università vorresti iscriverti?», non «che lavoro vorresti fare da adulto?» e nemmeno cosa «ti piacerebbe fare un'esperienza all'estero?». Roba da medievali, retrogradi e boomer! La nuova domanda, quella che tutti, figli, figlie e genitori, attendevano di poter fare o ricevere a breve diventerà la norma: «di che genere vuoi essere?».<br />Ebbene sì, perché questo, a conti fatti, è il senso dell'iniziativa presa dall'Organizzazione Mondiale della Sanità, che ha annunciato di aver istituito un gruppo di "esperti" per stilare nuove linee guida sulla salute delle persone trans e "di genere diverso" (???). Linee guida che dicono di dover tener conto di temi aberranti come l'accesso agli ormoni bloccanti della pubertà, agli interventi chirurgici atti all'affermazione del genere e al riconoscimento giuridico dell'autoidentificazione di genere.<br />LA LOGICA PERVERSA DELLE NAZIONI UNITE<br />In un mondo normale, dove cioè un organismo delle Nazioni Unite operasse secondo una logica rispettosa sia del setting naturale, sia del bilanciamento che dei vari fenomeni umani ne discende, tali linee guida sarebbero lunghe una mezza paginetta e risulterebbe del tutto inutile la creazione di una commissione di studio. Tuttavia, com'è noto, il nostro è ormai ben lungi dall'essere un mondo normale e le Nazioni Unite sono ormai notoriamente un organismo degno rappresentante del clima da basso impero in cui abbiamo la cattiva sorte di trovarci.<br />Coacervo degli interessi più biechi e delle ideologie più progressiste tra quelle reperibili su piazza, l'ONU, attraverso agenzie come l'OMS, è ormai soltanto un megafono e un manganello con cui lobby organizzatesi straordinariamente bene e radicatesi nei processi decisionali internazionali fanno il bello e il cattivo tempo sulle vite di tutti. Solo in questo senso si giustifica una commissione di "esperti" composta al 70% da attivisti LGBTQ+ e il restante 30% da lobbisti di alcune case farmaceutiche. Quali linee guida potranno mai scaturire da una siffatta gang di soggetti?<br />Non è difficile immaginarlo, basta andare a vedere i nomi dei componenti e riscontrarne on line qualche dichiarazione. Florence Ashley, ad esempio, sedicente "giurista e bioeticista transfemminile", ha dichiarato che «i bloccanti della pubertà dovrebbero essere trattati come l'opzione predefinita, evitando di lasciare che la pubertà faccia il suo corso, perché ciò favorisce fortemente l'incarnazione cis, aumentando il costo psicologico e medico della transizione». Mannaggia: se lasci andare le cose come natura vuole, i "cis" (cioè gli eterosessuali) finiscono per essere la maggioranza. Quale orrore.<br />BLOCCANTI DELLA PUBERTÀ PER TUTTI<br />Soluzione? Bloccanti della pubertà per tutti! D'altra parte, dice Ashley, «i giovani che assumono bloccanti della pubertà hanno le loro opzioni molto aperte, i loro corpi non vengono alterati né dal testosterone né dagli estrogeni». Come detto, in un universo di pubertà bloccate, alla domanda su quale facoltà universitaria il figlio ormai adolescente vuole fare, si unirà quella del genere che preferisce avere, il tutto naturalmente a prescindere dai cromosomi che ha nel sangue, da ciò che ha tra le gambe e dagli organi interni che si ritrova al di sotto del pube. Robetta da nulla, queste ultime due cose almeno, risolvibile con un paio di interventini chirurgici rapidi rapidi. E sei tutto ciò che vuoi.<br />Non sfugge la totale distopia di tutto questo. Lasciando stare i discorsi, ormai più che stranoti, sulla dannosità dei bloccanti allo sviluppo cognitivo di chi li assume, sull'irreversibilità del processo, sulla medicalizzazione eterna di chi transiziona, al centro di tutto c'è qualcosa di molto più significativo, un ribaltamento concettuale totalmente folle: il percorso naturale è una patologia, mentre quello artificiale e farmacologizzato è la normalità. A costo di sembrare ripetitivi, tutto ciò ha un nome chiaro e ormai codificato: transumanesimo. Una minoranza potente e ramificata in ogni ganglio del potere lo sostiene, una maggioranza sempre troppo silenziosa e inerte, per quanto ragionevole, lo respinge. L'esito è che la follia avanza imperterrita. [...]<br />]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/58252152</guid><pubDate>Wed, 10 Jan 2024 14:22:37 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/58252152/l_oms_promuove_i_farmaci_per_bambini_trans.mp3" length="5422228" type="audio/mpeg"/><itunes:author>BastaBugie</itunes:author><itunes:subtitle>TESTO DELL'ARTICOLO ➜  https://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7668

L'OMS PROMUOVE I FARMACI PER ''BAMBINI TRANS'' di Matteo Delre
È ormai quasi fatta. A tutti i ragazzi e le ragazze che si approssimano all'adolescenza potremo affiancare...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜  <a href="https://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7668" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7668</a><br /><br />L'OMS PROMUOVE I FARMACI PER ''BAMBINI TRANS'' di Matteo Delre<br />È ormai quasi fatta. A tutti i ragazzi e le ragazze che si approssimano all'adolescenza potremo affiancare finalmente alle solite domande trite e ritrite una nuova e molto più sensata. Non «a quale università vorresti iscriverti?», non «che lavoro vorresti fare da adulto?» e nemmeno cosa «ti piacerebbe fare un'esperienza all'estero?». Roba da medievali, retrogradi e boomer! La nuova domanda, quella che tutti, figli, figlie e genitori, attendevano di poter fare o ricevere a breve diventerà la norma: «di che genere vuoi essere?».<br />Ebbene sì, perché questo, a conti fatti, è il senso dell'iniziativa presa dall'Organizzazione Mondiale della Sanità, che ha annunciato di aver istituito un gruppo di "esperti" per stilare nuove linee guida sulla salute delle persone trans e "di genere diverso" (???). Linee guida che dicono di dover tener conto di temi aberranti come l'accesso agli ormoni bloccanti della pubertà, agli interventi chirurgici atti all'affermazione del genere e al riconoscimento giuridico dell'autoidentificazione di genere.<br />LA LOGICA PERVERSA DELLE NAZIONI UNITE<br />In un mondo normale, dove cioè un organismo delle Nazioni Unite operasse secondo una logica rispettosa sia del setting naturale, sia del bilanciamento che dei vari fenomeni umani ne discende, tali linee guida sarebbero lunghe una mezza paginetta e risulterebbe del tutto inutile la creazione di una commissione di studio. Tuttavia, com'è noto, il nostro è ormai ben lungi dall'essere un mondo normale e le Nazioni Unite sono ormai notoriamente un organismo degno rappresentante del clima da basso impero in cui abbiamo la cattiva sorte di trovarci.<br />Coacervo degli interessi più biechi e delle ideologie più progressiste tra quelle reperibili su piazza, l'ONU, attraverso agenzie come l'OMS, è ormai soltanto un megafono e un manganello con cui lobby organizzatesi straordinariamente bene e radicatesi nei processi decisionali internazionali fanno il bello e il cattivo tempo sulle vite di tutti. Solo in questo senso si giustifica una commissione di "esperti" composta al 70% da attivisti LGBTQ+ e il restante 30% da lobbisti di alcune case farmaceutiche. Quali linee guida potranno mai scaturire da una siffatta gang di soggetti?<br />Non è difficile immaginarlo, basta andare a vedere i nomi dei componenti e riscontrarne on line qualche dichiarazione. Florence Ashley, ad esempio, sedicente "giurista e bioeticista transfemminile", ha dichiarato che «i bloccanti della pubertà dovrebbero essere trattati come l'opzione predefinita, evitando di lasciare che la pubertà faccia il suo corso, perché ciò favorisce fortemente l'incarnazione cis, aumentando il costo psicologico e medico della transizione». Mannaggia: se lasci andare le cose come natura vuole, i "cis" (cioè gli eterosessuali) finiscono per essere la maggioranza. Quale orrore.<br />BLOCCANTI DELLA PUBERTÀ PER TUTTI<br />Soluzione? Bloccanti della pubertà per tutti! D'altra parte, dice Ashley, «i giovani che assumono bloccanti della pubertà hanno le loro opzioni molto aperte, i loro corpi non vengono alterati né dal testosterone né dagli estrogeni». Come detto, in un universo di pubertà bloccate, alla domanda su quale facoltà universitaria il figlio ormai adolescente vuole fare, si unirà quella del genere che preferisce avere, il tutto naturalmente a prescindere dai cromosomi che ha nel sangue, da ciò che ha tra le gambe e dagli organi interni che si ritrova al di sotto del pube. Robetta da nulla, queste ultime due cose almeno, risolvibile con un paio di interventini chirurgici rapidi rapidi. E sei tutto ciò che vuoi.<br />Non sfugge la totale distopia di tutto questo. Lasciando stare i discorsi, ormai più che stranoti, sulla dannosità dei bloccanti allo...]]></itunes:summary><itunes:duration>339</itunes:duration><itunes:keywords>bambinitrans,bioetica,cis,distopia,esperti,oms</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/b0fe33a75c387c595a83baf608554c87.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Arriva la bibbia queer ed è subito inclusione (e caos)</title><link>https://www.spreaker.com/episode/arriva-la-bibbia-queer-ed-e-subito-inclusione-e-caos--58074968</link><description><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="https://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7635" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7635</a><br /><br />ARRIVA LA BIBBIA QUEER ED E' SUBITO INCLUSIONE (E CAOS) di Valerio Pece<br />Se è vero che la Chiesa richiama da sempre a osservare i «segni dei tempi», una casa editrice cattolica che vanta nello stesso catalogo - insieme all'Enchiridion Vaticanum e alla pregiata Bibbia di Gerusalemme - anche un Commentario biblico ad usum LGBTQ+, qualche interrogativo è destinato a sollevarlo. Parliamo della Bibbia Queer, tradotta e pubblicata in questi giorni da EDB, Edizioni Dehoniane Bologna. Il Commentario (1136 pagine di taglio ermeneutico a cura della «pastora» Mona West e dell'ex gesuita Robert E. Shore-Goss) raccoglie testi di studiosi, rabbini e pastori che attingono alle «teorie femministe, queer, decostruzioniste, decoloniali e utopiche» al fine offrire al mondo arcobaleno una lettura radicalmente inedita della Sacra Scrittura.<br />Già dall'introduzione all'imponente opera, la teologo Selene Zorzi e il professore Martin M. Linter scoprono le carte: «Una lettura queer vuole rompere schemi familiari e offrire nuovi modi di riflettere sul divino [...] e ricordare a noi stessi e agli altri che la Bibbia è tutt'altro che un manuale di codificazioni rigide, ma il luogo in cui ritrovare la chiave della complessità e della porosità delle vite». L'ex monaca benedettina Zorzi e il prof. Linter continuano gagliardi: «Il termine queer intende riferirsi a tutto ciò che di strambo, storto nel senso di non allineato possa presentarsi in una identità personale. Il Dio biblico è un Dio queer: è eccessivo nel suo amore per gli esseri umani [...] e perciò fuoriesce da sé»<br />Il TRADUTTORE RAIMO, DECOSTRUZIONISTA DOC<br />I colpi del Commentario queer targato EDB vengono sparati ad intra e ad extra: a una nuova interpretazione dei testi biblici si somma, in un circolo ermeneutico sempre in progress, l'impatto che eserciterà sulla fluida comunità LGBTQ+. Nelle note di pubblicazione la Bibbia Queer non viene solo descritta come «un testo rivoluzionario, rigoroso, che dà un nuovo volto della Sacra Scrittura», ma anche il primo di una lunga serie di passi volti a scardinare la teologia esistente. «Presentare questo testo al pubblico italiano significa lanciare in qualche modo una prima opera», afferma il curatore Gianluca Montaldi nella nota all'edizione italiana. Montaldi si rammarica che il «confronto della riflessione teologica e spirituale italiana con le tematiche queer [...] rimane ancora relegato a gruppi considerati marginali», mentre invece dovrebbe riguardare «un'opzione dell'intera società», quella «alla quale Michela Murgia - cui viene dedicata questa edizione italiana - ha dato molti apporti». Oltre alla speciale dedica, tra i traduttori dell'opera va segnalato quel Christian Raimo che del decostruzionismo ha fatto un dogma di fede, tanto da definire «violento» il logo di ProVita: la figura stilizzata di padre, madre e figli che si prendono per mano. Il raptus non particolarmente inclusivo è andato in diretta tv, davanti a una sbigottita Maria Rachele Ruiu (portavoce della Onlus) e a un imbarazzato Parenzo.<br />Lo sbarco in Italia della Bibbia Queer suona come un'operazione editoriale ben ponderata, con mandanti e scopi non lasciati al caso. Quanto ai primi, l'eminenza grigia va individuata nella figura di Alberto Melloni, storico delle religioni e indomabile alfiere della dossettiana e poi alberighiana "Scuola di Bologna", che nel giugno 2022 guidò una cordata di imprenditori per salvare EDB e Marietti da un fallimento già conclamato. Quanto agli scopi della pubblicazione del rivoluzionario Commentario, il fatto che nelle chiese della galassia progressista il Gesù queering sia diventato mainstream da tempo lascia intravvedere una forte voglia di emulazione: lavorare sodo per assottigliare il gap con quelle chiese d'oltreoceano e del nord Europa in cui la teologia queer è già ampiamente deflagrata.<br />L'AUTODEMOLIZIONE DEL CATTOLICESIMO<br />Il 31 marzo scorso, durante la "Giornata delle visibilità Transgender", una chiesa presbiteriana è diventa virale sul web per aver celebrato la data con una preghiera al "Dio dei pronomi". Eccone un passaggio: «Allattando dai tanti seni, tu, Dio, distruggi tutti gli stereotipi, rendendo ogni singola persona maschio e femmina. Maschio e femmina, intersessuale, non binario a tua immagine. Esattamente a tua immagine. Dio dello spettro dell'arcobaleno, che hai messo la tua promessa di non violenza nel simbolo dell'amore strano prima che l'umanità lo sapesse, perché tu lo sapevi».<br />Il Commentario EDB dovrebbe ridurre il gap anche con la Chiesa Metodista Unita, quella che vanta la prima drag queen al mondo ad essere stata ordinata. Si chiama Isaac Simmons, si fa chiamare Penny Cost, e descrive il "ministero drag" come un improrogabile «dovere divino». In chiesa, rigorosamente in paillettes, dopo aver tenuto un sermone ai bambini denunciando il privilegio di essere bianchi e etero, il pastore ospitante l'ha lodata così: «Ms. Penny Cost è un angelo con i tacchi, che appare di notte ai pastori annunciando che la Buona Novella è arrivata».<br />La chiesa Presbiteriana non è da meno. Negli ultimi due anni, durante il sacro mese del Pride il Presbyterian News Service ha offerto ai fedeli serie educative online come "Queering the Bible" (giugno 2022) e "Queering the Prophets" (giugno 2023).<br />Pochi esempi, tra i tanti possibili, che raccontano bene una precisa direzione di marcia, quella per cui chiese di stampo liberal, avventurandosi nei sentieri pericolosi e incerti della teologia queer, stiano andando ben oltre l'anelito ad ogni forma di inclusione. Bandendo il matrimonio, la monogamia e ogni struttura sociale consolidata, la teologia queer di fatto incoraggia a sconvolgere e destabilizzare i presupposti di ogni convivenza sociale, che improvvisamente diventano oppressivi e antibiblici. È nella queerness che va cercato il vero messaggio del cristianesimo, non altrove. Non è un caso che Gianluca Montaldi, direttore editoriale delle EDB nonché docente di Teologia presso la sede di Brescia dell'Università Cattolica, scrive senza esitazione alcuna: «Il pensiero binario è letteralmente velenoso».<br />Sulla Bibbia Queer fresca di stampa coglie il punto Marco Respinti su Libero: «Un commentario non è che uno dei molti titoli in catalogo. Con più di 1000 pagine a 79 euro, lo compereranno in pochi e ancora meno lo leggeranno (e il dirlo non è gufare l'editore). Però c'è, resta, segna un confine e subito lo attraversa, presidiando una nuova trincea. È un'operazione culturale, quindi politica, seria, studiata, acuminata, con gli LGBT+ come strumento. Epocale. Il nuovo fronte dell'autodemolizione del cattolicesimo».<br />]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/58074968</guid><pubDate>Wed, 20 Dec 2023 19:18:57 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/58074968/arriva_la_bibbia_queer_ed_subito_inclusione_e_caos.mp3" length="7883589" type="audio/mpeg"/><itunes:author>BastaBugie</itunes:author><itunes:subtitle>TESTO DELL'ARTICOLO ➜ https://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7635

ARRIVA LA BIBBIA QUEER ED E' SUBITO INCLUSIONE (E CAOS) di Valerio Pece
Se è vero che la Chiesa richiama da sempre a osservare i «segni dei tempi», una casa editrice cattolica...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="https://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7635" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7635</a><br /><br />ARRIVA LA BIBBIA QUEER ED E' SUBITO INCLUSIONE (E CAOS) di Valerio Pece<br />Se è vero che la Chiesa richiama da sempre a osservare i «segni dei tempi», una casa editrice cattolica che vanta nello stesso catalogo - insieme all'Enchiridion Vaticanum e alla pregiata Bibbia di Gerusalemme - anche un Commentario biblico ad usum LGBTQ+, qualche interrogativo è destinato a sollevarlo. Parliamo della Bibbia Queer, tradotta e pubblicata in questi giorni da EDB, Edizioni Dehoniane Bologna. Il Commentario (1136 pagine di taglio ermeneutico a cura della «pastora» Mona West e dell'ex gesuita Robert E. Shore-Goss) raccoglie testi di studiosi, rabbini e pastori che attingono alle «teorie femministe, queer, decostruzioniste, decoloniali e utopiche» al fine offrire al mondo arcobaleno una lettura radicalmente inedita della Sacra Scrittura.<br />Già dall'introduzione all'imponente opera, la teologo Selene Zorzi e il professore Martin M. Linter scoprono le carte: «Una lettura queer vuole rompere schemi familiari e offrire nuovi modi di riflettere sul divino [...] e ricordare a noi stessi e agli altri che la Bibbia è tutt'altro che un manuale di codificazioni rigide, ma il luogo in cui ritrovare la chiave della complessità e della porosità delle vite». L'ex monaca benedettina Zorzi e il prof. Linter continuano gagliardi: «Il termine queer intende riferirsi a tutto ciò che di strambo, storto nel senso di non allineato possa presentarsi in una identità personale. Il Dio biblico è un Dio queer: è eccessivo nel suo amore per gli esseri umani [...] e perciò fuoriesce da sé»<br />Il TRADUTTORE RAIMO, DECOSTRUZIONISTA DOC<br />I colpi del Commentario queer targato EDB vengono sparati ad intra e ad extra: a una nuova interpretazione dei testi biblici si somma, in un circolo ermeneutico sempre in progress, l'impatto che eserciterà sulla fluida comunità LGBTQ+. Nelle note di pubblicazione la Bibbia Queer non viene solo descritta come «un testo rivoluzionario, rigoroso, che dà un nuovo volto della Sacra Scrittura», ma anche il primo di una lunga serie di passi volti a scardinare la teologia esistente. «Presentare questo testo al pubblico italiano significa lanciare in qualche modo una prima opera», afferma il curatore Gianluca Montaldi nella nota all'edizione italiana. Montaldi si rammarica che il «confronto della riflessione teologica e spirituale italiana con le tematiche queer [...] rimane ancora relegato a gruppi considerati marginali», mentre invece dovrebbe riguardare «un'opzione dell'intera società», quella «alla quale Michela Murgia - cui viene dedicata questa edizione italiana - ha dato molti apporti». Oltre alla speciale dedica, tra i traduttori dell'opera va segnalato quel Christian Raimo che del decostruzionismo ha fatto un dogma di fede, tanto da definire «violento» il logo di ProVita: la figura stilizzata di padre, madre e figli che si prendono per mano. Il raptus non particolarmente inclusivo è andato in diretta tv, davanti a una sbigottita Maria Rachele Ruiu (portavoce della Onlus) e a un imbarazzato Parenzo.<br />Lo sbarco in Italia della Bibbia Queer suona come un'operazione editoriale ben ponderata, con mandanti e scopi non lasciati al caso. Quanto ai primi, l'eminenza grigia va individuata nella figura di Alberto Melloni, storico delle religioni e indomabile alfiere della dossettiana e poi alberighiana "Scuola di Bologna", che nel giugno 2022 guidò una cordata di imprenditori per salvare EDB e Marietti da un fallimento già conclamato. Quanto agli scopi della pubblicazione del rivoluzionario Commentario, il fatto che nelle chiese della galassia progressista il Gesù queering sia diventato mainstream da tempo lascia intravvedere una forte voglia di emulazione: lavorare sodo per assottigliare il gap con quelle chiese d'oltreoceano e del nord Europa in...]]></itunes:summary><itunes:duration>493</itunes:duration><itunes:keywords>bibbiaqueer,edb,lgbtq+,ministerodrag,raimo</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/ab45efdd8941e513626efc45e69997ad.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Aggressione a Pro Vita  torna il clima anni Settanta</title><link>https://www.spreaker.com/episode/aggressione-a-pro-vita-torna-il-clima-anni-settanta--57915813</link><description><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="https://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7621" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7621</a><br /><br />AGGRESSIONE A PRO VITA: TORNA IL CLIMA ANNI '70 di Eugenio Capozzi<br />La violenta aggressione alla sede dell'associazione Pro Vita e Famiglia, perpetrata dal collettivo "transfemminista" Non Una di Meno in margine alla manifestazione nominalmente indetta contro la violenza sulle donne sabato scorso 25 novembre a Roma, e ancor più l'agghiacciante rivendicazione di quell'aggressione con un linguaggio che ricorda i peggiori schemi del terrorismo degli anni Settanta, non rappresentano un esito incidentale, ma il logico coronamento della campagna politica di cui quella manifestazione, come molte altre, è stata parte. Una campagna che con il tema della difesa delle donne dalla violenza ha ben poco a che vedere, ma è invece un chiaro tentativo di assalto ideologico e di destabilizzazione politica e culturale.<br />Occorre riflettere bene su quello che è avvenuto in Italia a partire dal 18 novembre, data del ritrovamento del corpo di Giulia Cecchettin, uccisa in circostanze atroci dal suo ex fidanzato. Approfittando dell'emozione suscitata da quel singolo episodio di cronaca nera, un consistente blocco politico-mediatico ha messo in piedi un'operazione propagandistica clamorosa - già preparata peraltro da mesi e anni di martellante indottrinamento nello stesso senso in ogni sede della cultura e dell'intrattenimento - in cui l'Italia è stata rappresentata come un inferno per le donne, un Paese "patriarcale" popolato da legioni di maschi violenti, oppressori, dominatori, per cui si è intimato addirittura a tutti gli uomini in blocco di fare mea culpa e chiedere scusa (e molti sventurati, per sfare sfoggio di femminismo, si sono addirittura prestati a questa messa in scena degna dell'Urss di Stalin).<br />NARRAZIONE SCOLLEGATA DALLA REALTÀ<br />Si tratta di una rappresentazione completamente scollegata dalla realtà quotidiana, dai dati misurabili, dalle statistiche, che convergono al contrario nell'indicare il nostro Paese come uno di quelli in cui in Europa si verificano meno "femminicidi" e stupri. E si tratta di una operazione spudoratamente ipocrita, volutamente strabica, in quanto omette di specificare che una componente statisticamente significativa della violenza sulle donne - in Italia come, ancor più, nei Paesi dell'Europa settentrionale - è legata all'immigrazione da Paesi in cui, al contrario che in quelli europei contemporanei, la condizione femminile si trova in uno stato di soggezione al dominio di una società quella sì "patriarcale" nel senso peggiore e più violento del termine.<br />Non è un caso se gli episodi di violenza ai danni delle donne che conquistano la "prima pagina" dei media, e attirano legioni di articoli di denuncia, sono esclusivamente quelli che vedono come responsabili uomini italiani autoctoni, laddove invece quelli messi in atto da immigrati vengono sistematicamente svalutati e relegati nelle brevi di cronaca, quando non viene addirittura taciuta la nazionalità del colpevole.<br />D'altra parte il corto circuito tra questo inorridito coro "antipatriarcale" e il relativismo culturale altrettanto imperante nel "progressismo" nostrano, con le sue propaggini di immigrazionismo selvaggio, è ben evidenziato dal fatto che alla citata manifestazione "femminista" romana il tema della "violenza strutturale contro le donne e le libere soggettività" è stato accoppiato, non si comprende in base a quale contorta logica, ad attacchi violenti contro Israele, al totale silenzio sulle orrende violenze contro le donne perpetrate da Hamas, all'invocazione di ancor più immigrazione, senza minimamente considerare un problema, tra gli altri, il rapporto tra fondamentalismo islamico e assoggettamento femminile.<br />AL PENSIERO UNICO NON IMPORTA NULLA DELLE VIOLENZE SULLE DONNE<br />Tale spregiudicata e disonesta ondata di indottrinamento può essere spiegata, a mio avviso, secondo due direttrici fondamentali.<br />La prima è la precisa volontà, da parte dell'opposizione politica saldata al mainstream mediatico e culturale, di colpire con ogni pretesto il governo di Giorgia Meloni, montando e strumentalizzando contro di esso qualsiasi episodio di cronaca: in questo caso, per additare l'attuale esecutivo come responsabile "a prescindere" di ogni sopruso subìto dal genere femminile, in quanto conservatore, di destra, quindi maschilista (benché guidato da una donna, che in tal caso viene persino privata della sua appartenenza di genere, in quanto "traditrice").<br />La seconda è l'utilizzo di ogni occasione, da parte del compatto blocco sopra citato, per importare e imporre a tappe forzate nel nostro Paese tutti gli aspetti dell'ideologia progressista woke attualmente egemone nei Paesi anglosassoni, fondata sul soggettivismo totale e sul rifiuto di ogni struttura naturale di famiglia e società. Un'importazione che, quando appunto sulla spinta di risposte emotive riesce a superare le resistenze di elementare buonsenso tipiche di Paesi di tradizione cattolica più solida, dotati di strutture familiari più coese, in cui la secolarizzazione radicale è arrivata più tardi e in forma più attutita, provoca smottamenti clamorosi, con contrapposizioni di una violenza inusitata (come è accaduto in altre nazioni in ciò analoghe, come Spagna, Portogallo, Irlanda).<br />La fusione tra queste due componenti ci aiuta a contestualizzare l'enorme sproporzione tra la natura dei fatti e la spropositata tensione politica che a partire da essi è stata costruita nelle ultime settimane. E soprattutto ci aiuta a comprendere perché certe esagitate manifestanti "anti-patriarcali" abbiano considerato naturale e giustificabile un'esplosione di violenza altrimenti inspiegabile contro un'associazione cattolica che si batte contro l'aborto, l'eutanasia, l'indottrinamento Lgbt nelle scuole, l'utero in affitto.<br />Ciò avviene, evidentemente, perché a quanti hanno sposato la campagna ideologica di criminalizzazione dell'Italia come Paese "patriarcale" non importa nulla di promuovere una prevenzione fattuale ed efficace delle violenze sulle donne. Essi vogliono soltanto colpire in ogni modo la famiglia naturale, la paternità e la maternità, la fecondità. Il loro nemico sono innanzitutto i cristiani, e tutti coloro che continuano a mantenere in piedi la continuità della nostra civiltà con le sue radici. Il loro obiettivo, in sintonia con i fanatici woke che essi scimmiottano, è quello di ridurre la società a una somma disgregata di individui isolati, anaffettivi, diffidenti gli uni degli altri, incapaci di qualsiasi relazione solida, dediti soltanto ossessivamente alla ricerca di gratificazioni egotistiche ed effimere.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/57915813</guid><pubDate>Tue, 05 Dec 2023 20:34:13 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/57915813/aggressione_a_pro_vita_torna_il_clima_anni_settanta.mp3" length="6624715" type="audio/mpeg"/><itunes:author>BastaBugie</itunes:author><itunes:subtitle>TESTO DELL'ARTICOLO ➜ https://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7621

AGGRESSIONE A PRO VITA: TORNA IL CLIMA ANNI '70 di Eugenio Capozzi
La violenta aggressione alla sede dell'associazione Pro Vita e Famiglia, perpetrata dal collettivo...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="https://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7621" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7621</a><br /><br />AGGRESSIONE A PRO VITA: TORNA IL CLIMA ANNI '70 di Eugenio Capozzi<br />La violenta aggressione alla sede dell'associazione Pro Vita e Famiglia, perpetrata dal collettivo "transfemminista" Non Una di Meno in margine alla manifestazione nominalmente indetta contro la violenza sulle donne sabato scorso 25 novembre a Roma, e ancor più l'agghiacciante rivendicazione di quell'aggressione con un linguaggio che ricorda i peggiori schemi del terrorismo degli anni Settanta, non rappresentano un esito incidentale, ma il logico coronamento della campagna politica di cui quella manifestazione, come molte altre, è stata parte. Una campagna che con il tema della difesa delle donne dalla violenza ha ben poco a che vedere, ma è invece un chiaro tentativo di assalto ideologico e di destabilizzazione politica e culturale.<br />Occorre riflettere bene su quello che è avvenuto in Italia a partire dal 18 novembre, data del ritrovamento del corpo di Giulia Cecchettin, uccisa in circostanze atroci dal suo ex fidanzato. Approfittando dell'emozione suscitata da quel singolo episodio di cronaca nera, un consistente blocco politico-mediatico ha messo in piedi un'operazione propagandistica clamorosa - già preparata peraltro da mesi e anni di martellante indottrinamento nello stesso senso in ogni sede della cultura e dell'intrattenimento - in cui l'Italia è stata rappresentata come un inferno per le donne, un Paese "patriarcale" popolato da legioni di maschi violenti, oppressori, dominatori, per cui si è intimato addirittura a tutti gli uomini in blocco di fare mea culpa e chiedere scusa (e molti sventurati, per sfare sfoggio di femminismo, si sono addirittura prestati a questa messa in scena degna dell'Urss di Stalin).<br />NARRAZIONE SCOLLEGATA DALLA REALTÀ<br />Si tratta di una rappresentazione completamente scollegata dalla realtà quotidiana, dai dati misurabili, dalle statistiche, che convergono al contrario nell'indicare il nostro Paese come uno di quelli in cui in Europa si verificano meno "femminicidi" e stupri. E si tratta di una operazione spudoratamente ipocrita, volutamente strabica, in quanto omette di specificare che una componente statisticamente significativa della violenza sulle donne - in Italia come, ancor più, nei Paesi dell'Europa settentrionale - è legata all'immigrazione da Paesi in cui, al contrario che in quelli europei contemporanei, la condizione femminile si trova in uno stato di soggezione al dominio di una società quella sì "patriarcale" nel senso peggiore e più violento del termine.<br />Non è un caso se gli episodi di violenza ai danni delle donne che conquistano la "prima pagina" dei media, e attirano legioni di articoli di denuncia, sono esclusivamente quelli che vedono come responsabili uomini italiani autoctoni, laddove invece quelli messi in atto da immigrati vengono sistematicamente svalutati e relegati nelle brevi di cronaca, quando non viene addirittura taciuta la nazionalità del colpevole.<br />D'altra parte il corto circuito tra questo inorridito coro "antipatriarcale" e il relativismo culturale altrettanto imperante nel "progressismo" nostrano, con le sue propaggini di immigrazionismo selvaggio, è ben evidenziato dal fatto che alla citata manifestazione "femminista" romana il tema della "violenza strutturale contro le donne e le libere soggettività" è stato accoppiato, non si comprende in base a quale contorta logica, ad attacchi violenti contro Israele, al totale silenzio sulle orrende violenze contro le donne perpetrate da Hamas, all'invocazione di ancor più immigrazione, senza minimamente considerare un problema, tra gli altri, il rapporto tra fondamentalismo islamico e assoggettamento femminile.<br />AL PENSIERO UNICO NON IMPORTA NULLA DELLE VIOLENZE SULLE DONNE<br />Tale spregiudicata e disonesta ondata di...]]></itunes:summary><itunes:duration>415</itunes:duration><itunes:keywords>aggressione,antipatriarcale,provita,schlein,transfemminista</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/7a5a01118c43e45d829bba396fc3cd17.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Diletta Leotta incinta parla della maternità... senza mamma (per non scontentare i gay)</title><link>https://www.spreaker.com/episode/diletta-leotta-incinta-parla-della-maternita-senza-mamma-per-non-scontentare-i-gay--56626009</link><description><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="https://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7516" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7516</a><br /><br />DILETTA LEOTTA INCINTA PARLA DELLA MATERNITA'... SENZA MAMMA (PER NON SCONTENTARE I GAY) di Giuliano Guzzo<br />Quando si è saputo che Diletta Leotta - conduttrice Dazn e volto del calcio italiano e internazionale - aveva deciso di dare il via a Mamma dilettante, dieci episodi vodcast e podcast, «per esorcizzare le paure e le ansie che accompagnano la sua prima gravidanza», le aspettative erano quelle di un'occasione per mettere al centro, per di più in un Paese a natalità cimiteriale come l'Italia, il tema della maternità. Cosa che, in effetti, è stata.<br />Le prime puntate di Mamma dilettante hanno infatti visto accanto alla conduttrice tutta una serie di ospiti - coppie di genitori e ovviamente mamme, in dolce attesa e non - i quali si sono impegnati a condividere le loro esperienze; il che, lo si ripete, non si può che salutare positivamente. Insomma, sarebbe quasi venuto da congratularsi con Diletta Leotta quando, purtroppo, è arrivato uno scivolone francamente imperdonabile.<br />Ci riferiamo al contenuto della settima puntata. Essa, infatti, discutibile ha avuto per ospiti due uomini «meglio conosciuti sui social come i "Papà per scelta"» impegnati «a raccontarsi a cuore aperto [...] tra risate - tante - e momenti emozionanti [...] nella loro vita da genitori dei due gemelli avuti grazie alla Gestazione Per Altri. Una famiglia arcobaleno che ha davvero tanto da insegnare».<br />Ora, sulla coppia di due uomini in questione, diciamo, non c'è granché da dire: il fatto che abbiano oltre 323.000 follower su Instagram dimostra al di là di ogni ragione dubbio che la loro storia è già sufficientemente nota. Ci sarebbe invece da dire, e molto, a Diletta Leotta, partita come si diceva con delle buone puntate, salvo poi non solo concedere spazio a rappresentanti del mondo Lgbt - una sorta tributo che sui grandi media pare ormai impossibile non pagare, se non si vuol passare per bigotti od oscurantisti -, ma perfino, indirettamente, ad una pratica abominevole come l'utero in affitto, che si è scelto di chiamare «Gestazione Per Altri».<br />Ora, sarebbe interessante sapere dalla conduttrice se sia al corrente che quella pratica (che in Italia è reato perfino pubblicizzare, ma non sottilizziamo), è esattamente la negazione della maternità o, meglio, il suo perfetto svilimento; e qualunque coppia si inviti in una trasmissione - eterosessuale oppure omosessuale da questo punto di vista non cambia proprio nulla - che abbia ottenuto uno o più figli con l'utero in affitto ha per forza di cose preso parte a tale meccanismo. Dunque altro che "Mamma Dilettante", con l'utero in affitto si arriva a "Mamma annullata", "Mamma eliminata", "Mamma sfruttata".<br />Un meccanismo che, in questi anni, ha visto: delle donne lasciarci la pelle; delle donne ammalatesi di cancro costrette ad abortire dall'amorevole coppia committente; dei genitori "intenzionali", come usa oggi dire con una espressione assai opinabile, che rifiutano il bambino commissionato «perché non assomiglia abbastanza» a loro, o che ritirano solo uno dei due gemelli - guarda caso, quello nato sano e non quello con la sindrome di Down - venuti al mondo. Ci sono poi pure casi di neonati abbandonati, semplicemente, perché non più desiderati. Soprattutto: non c'è un caso, neppure quando ci prova a parlare di «gestazione per altri solidale», in cui il figlio non sia ridotto a merce di scambio. [...]<br />Chiaro, cara Leotta? Un essere umano non è una cosa!]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/56626009</guid><pubDate>Tue, 29 Aug 2023 20:51:55 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/56626009/diletta_leotta_incinta_parla_della_maternit_senza_mamma_per_non_scontentare_i_gay.mp3" length="4563173" type="audio/mpeg"/><itunes:author>BastaBugie</itunes:author><itunes:subtitle>TESTO DELL'ARTICOLO ➜ https://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7516

DILETTA LEOTTA INCINTA PARLA DELLA MATERNITA'... SENZA MAMMA (PER NON SCONTENTARE I GAY) di Giuliano Guzzo
Quando si è saputo che Diletta Leotta - conduttrice Dazn e volto del...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="https://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7516" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7516</a><br /><br />DILETTA LEOTTA INCINTA PARLA DELLA MATERNITA'... SENZA MAMMA (PER NON SCONTENTARE I GAY) di Giuliano Guzzo<br />Quando si è saputo che Diletta Leotta - conduttrice Dazn e volto del calcio italiano e internazionale - aveva deciso di dare il via a Mamma dilettante, dieci episodi vodcast e podcast, «per esorcizzare le paure e le ansie che accompagnano la sua prima gravidanza», le aspettative erano quelle di un'occasione per mettere al centro, per di più in un Paese a natalità cimiteriale come l'Italia, il tema della maternità. Cosa che, in effetti, è stata.<br />Le prime puntate di Mamma dilettante hanno infatti visto accanto alla conduttrice tutta una serie di ospiti - coppie di genitori e ovviamente mamme, in dolce attesa e non - i quali si sono impegnati a condividere le loro esperienze; il che, lo si ripete, non si può che salutare positivamente. Insomma, sarebbe quasi venuto da congratularsi con Diletta Leotta quando, purtroppo, è arrivato uno scivolone francamente imperdonabile.<br />Ci riferiamo al contenuto della settima puntata. Essa, infatti, discutibile ha avuto per ospiti due uomini «meglio conosciuti sui social come i "Papà per scelta"» impegnati «a raccontarsi a cuore aperto [...] tra risate - tante - e momenti emozionanti [...] nella loro vita da genitori dei due gemelli avuti grazie alla Gestazione Per Altri. Una famiglia arcobaleno che ha davvero tanto da insegnare».<br />Ora, sulla coppia di due uomini in questione, diciamo, non c'è granché da dire: il fatto che abbiano oltre 323.000 follower su Instagram dimostra al di là di ogni ragione dubbio che la loro storia è già sufficientemente nota. Ci sarebbe invece da dire, e molto, a Diletta Leotta, partita come si diceva con delle buone puntate, salvo poi non solo concedere spazio a rappresentanti del mondo Lgbt - una sorta tributo che sui grandi media pare ormai impossibile non pagare, se non si vuol passare per bigotti od oscurantisti -, ma perfino, indirettamente, ad una pratica abominevole come l'utero in affitto, che si è scelto di chiamare «Gestazione Per Altri».<br />Ora, sarebbe interessante sapere dalla conduttrice se sia al corrente che quella pratica (che in Italia è reato perfino pubblicizzare, ma non sottilizziamo), è esattamente la negazione della maternità o, meglio, il suo perfetto svilimento; e qualunque coppia si inviti in una trasmissione - eterosessuale oppure omosessuale da questo punto di vista non cambia proprio nulla - che abbia ottenuto uno o più figli con l'utero in affitto ha per forza di cose preso parte a tale meccanismo. Dunque altro che "Mamma Dilettante", con l'utero in affitto si arriva a "Mamma annullata", "Mamma eliminata", "Mamma sfruttata".<br />Un meccanismo che, in questi anni, ha visto: delle donne lasciarci la pelle; delle donne ammalatesi di cancro costrette ad abortire dall'amorevole coppia committente; dei genitori "intenzionali", come usa oggi dire con una espressione assai opinabile, che rifiutano il bambino commissionato «perché non assomiglia abbastanza» a loro, o che ritirano solo uno dei due gemelli - guarda caso, quello nato sano e non quello con la sindrome di Down - venuti al mondo. Ci sono poi pure casi di neonati abbandonati, semplicemente, perché non più desiderati. Soprattutto: non c'è un caso, neppure quando ci prova a parlare di «gestazione per altri solidale», in cui il figlio non sia ridotto a merce di scambio. [...]<br />Chiaro, cara Leotta? Un essere umano non è una cosa!]]></itunes:summary><itunes:duration>286</itunes:duration><itunes:keywords>figlio,follower,maternità,mercediscambio,uteroinaffitto</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/0d576dc6786c9236b61d37399f616fbd.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Miss Olanda è un trans... la rivoluzione avanza</title><link>https://www.spreaker.com/episode/miss-olanda-e-un-trans-la-rivoluzione-avanza--56553210</link><description><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="https://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7510" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7510</a><br /><br />MISS OLANDA E' UN TRANS... LA RIVOLUZIONE AVANZA di Roberto Marchesini<br />Il/la transgender Rikkie Valerie Kollé è Miss Olanda 2023, ecco la sua dichiarazione: «Ce l'ho fatta. È incredibile, ma ora posso definirmi Miss Netherlands 2023. È stato un viaggio educativo e bellissimo... Sono così felice che non riesco nemmeno a descriverlo. Rendere orgogliosa la mia comunità [ovviamente LGBTQ+] e mostrare che si può fare. E sì, sono trans e voglio condividere la mia storia, ma sono anche Rikkie ed è questo che conta per me. L'ho fatto da sola e ne ho amato ogni momento».<br />Qualche riflessione a caldo.<br />Primo punto: Kollè non è il/la primo/a trans a vincere un concorso di bellezza nazionale: nel 2018 Angela Maria Ponce Camacho è diventato/a Miss Spagna e ha partecipato a Miss Universo, senza arrivare in finale. Non scommetto mai, ma quest'anno Kollè potrebbe anche vincerlo, quel titolo. Perché? Perché il/la proprietario/a del concorso di Miss Universo è il/la milionario/a thailandese Jakkaphong Jakrajutatip; trans, ovviamente. [...]<br />LE DONNE DEVONO FARE SPAZIO AI TRANS<br />Insomma: non sembra assurdo pensare che, d'ora in poi, i podi dei concorsi di bellezza principali saranno appannaggio di transgender e che le donne, per quanto belle e talentuose possano essere, debbano accontentarsi di partecipare. Né la bellezza (comunque frutto di ritocchi chirurgici e fotografici) né il talento, infatti, hanno portato Kollé all'ambita corona: la motivazione della premiazione recita: «Ha una storia forte e una missione chiara». Quale missione? Probabilmente la stessa che ha portato il cantante austriaco Conchita Wurst a vincere l'Eurovision 2014. La stessa che ha portato sullo stesso podio, due anni fa, gli ambigui Maneskin; i quali, per chissà quale strano motivo (non credo di natura musicale), hanno vinto anche il Festival di Sanremo e una serie piuttosto lunga di premi e riconoscimenti.<br />Insomma: la faccenda ha tutta l'aria di un'operazione in grandissimo stile per modificare l'atteggiamento, soprattutto dei più giovani, nei confronti delle «non conformità sessuali». Non stiamo dunque parlando di concorsi di bellezza o musicali, ma di puntate di un Truman Show del quale tutti noi siamo i protagonisti inconsapevoli.<br />Secondo punto: il pensiero va automaticamente ad altre competizioni femminili nelle quali sono entrati i trans. Sto parlando delle competizioni sportive femminili dominate in lungo e in largo da atleti transessuali: ciclismo, nuoto e persino Mixed Martial Arts (MMA), il brutale sport di combattimento nel quale è lecito ad atleti transessuali picchiare e persino spaccare le ossa a donne (e nessuno denuncia). Se i maschi devono condividere il loro mondo con le donne, queste ultime devono fare spazio ai trans. Così funziona il politicamente corretto: c'è sempre una minoranza più minoranza della tua. Cala il sipario sul femminismo, si alza sul transessualismo.<br />QUAL E' LA LOGICA IN TUTTO QUESTO?<br />Conviene fare un ripassino sul processo rivoluzionario con il sempre utile schema di Hegel: la tesi produce il suo opposto, l'antitesi; dalla lotta tra i due opposti sorge la sintesi che, a sua volta, diventa tesi. E il processo ricomincia. Si ha così un continuo movimento nel quale nulla è stabile, nulla è fermo, ma tutto viene continuamente superato, cancellato, contraddetto; è un eterno movimento nel quale la realtà è sempre provvisoria e destinata ad essere distrutta. Così, ogni fase del processo rivoluzionario (operaismo, femminismo eccetera) è destinato a essere superato da una nuova fase, da un nuovo -ismo: immigrazionismo, omosessualismo, transessualismo... Chi pensa di aver ricevuto giustizia o il dovuto riconoscimento dal processo rivoluzionario è destinato a essere ben presto dimenticato e accusato a sua volta.<br />Terzo e ultimo punto: qual è l'obiettivo finale di questi fenomeni? Qual è la logica di tutto questo complesso fenomeno? Si potrebbe pensare che sia la sessualità tradizionale, la «cisessualità», per usare il linguaggio woke. Non è così semplice. Ricordo, ad esempio, il caso di Sephora Ikalaba, la ragazza nigeriana diventata, nel 2017, Miss Helsinki. Con tutto il rispetto per la ragazza, anche nel suo caso non è possibile attribuire la vittoria alla bellezza: se per Kollè la motivazione riguardava le sue «storia e missione», nel caso della Ikalaba viene spontaneo pensare a qualcosa legato alla sua pigmentazione.<br />Sembra quasi che, per il mondo mediatico contemporaneo, sia necessario premiare e applaudire una certa parte di umanità, a prescindere da merito, a discapito di un'altra. Qual è la parte che va punita o penalizzata? Avere una sessualità «conforme», cioè tradizionale? Non si spiega il caso Ikalaba. Avere la pelle bianca? Non si spiega il caso Kollè.<br />L'unica spiegazione possibile è che si voglia penalizzare chiunque incarni la cultura europea tradizionale; che è poi la cultura sorta dal cristianesimo, che ha le sue radici ad Atene e Roma. Eccoci dunque tornati a Popper, al suo «paradosso della tolleranza», ripreso eufemisticamente da Locke e dal suo Trattato sulla tolleranza: «I papisti non devono godere i benefici della tolleranza, perché, dove essi hanno il potere, si ritengono in obbligo di rifiutarla agli altri». Siamo alle solite: il motore della modernità è l'odio a Cristo. Il buon Maestro ce l'ha ben detto: «Se il mondo vi odia, sappiate che prima di voi ha odiato me. Se foste del mondo, il mondo amerebbe ciò che è suo; poiché invece non siete del mondo, ma io vi ho scelti dal mondo, per questo il mondo vi odia ».]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/56553210</guid><pubDate>Tue, 22 Aug 2023 21:38:51 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/56553210/miss_olanda_un_trans_la_rivoluzione_avanza.mp3" length="6867154" type="audio/mpeg"/><itunes:author>BastaBugie</itunes:author><itunes:subtitle>TESTO DELL'ARTICOLO ➜ https://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7510

MISS OLANDA E' UN TRANS... LA RIVOLUZIONE AVANZA di Roberto Marchesini
Il/la transgender Rikkie Valerie Kollé è Miss Olanda 2023, ecco la sua dichiarazione: «Ce l'ho fatta. È...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="https://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7510" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7510</a><br /><br />MISS OLANDA E' UN TRANS... LA RIVOLUZIONE AVANZA di Roberto Marchesini<br />Il/la transgender Rikkie Valerie Kollé è Miss Olanda 2023, ecco la sua dichiarazione: «Ce l'ho fatta. È incredibile, ma ora posso definirmi Miss Netherlands 2023. È stato un viaggio educativo e bellissimo... Sono così felice che non riesco nemmeno a descriverlo. Rendere orgogliosa la mia comunità [ovviamente LGBTQ+] e mostrare che si può fare. E sì, sono trans e voglio condividere la mia storia, ma sono anche Rikkie ed è questo che conta per me. L'ho fatto da sola e ne ho amato ogni momento».<br />Qualche riflessione a caldo.<br />Primo punto: Kollè non è il/la primo/a trans a vincere un concorso di bellezza nazionale: nel 2018 Angela Maria Ponce Camacho è diventato/a Miss Spagna e ha partecipato a Miss Universo, senza arrivare in finale. Non scommetto mai, ma quest'anno Kollè potrebbe anche vincerlo, quel titolo. Perché? Perché il/la proprietario/a del concorso di Miss Universo è il/la milionario/a thailandese Jakkaphong Jakrajutatip; trans, ovviamente. [...]<br />LE DONNE DEVONO FARE SPAZIO AI TRANS<br />Insomma: non sembra assurdo pensare che, d'ora in poi, i podi dei concorsi di bellezza principali saranno appannaggio di transgender e che le donne, per quanto belle e talentuose possano essere, debbano accontentarsi di partecipare. Né la bellezza (comunque frutto di ritocchi chirurgici e fotografici) né il talento, infatti, hanno portato Kollé all'ambita corona: la motivazione della premiazione recita: «Ha una storia forte e una missione chiara». Quale missione? Probabilmente la stessa che ha portato il cantante austriaco Conchita Wurst a vincere l'Eurovision 2014. La stessa che ha portato sullo stesso podio, due anni fa, gli ambigui Maneskin; i quali, per chissà quale strano motivo (non credo di natura musicale), hanno vinto anche il Festival di Sanremo e una serie piuttosto lunga di premi e riconoscimenti.<br />Insomma: la faccenda ha tutta l'aria di un'operazione in grandissimo stile per modificare l'atteggiamento, soprattutto dei più giovani, nei confronti delle «non conformità sessuali». Non stiamo dunque parlando di concorsi di bellezza o musicali, ma di puntate di un Truman Show del quale tutti noi siamo i protagonisti inconsapevoli.<br />Secondo punto: il pensiero va automaticamente ad altre competizioni femminili nelle quali sono entrati i trans. Sto parlando delle competizioni sportive femminili dominate in lungo e in largo da atleti transessuali: ciclismo, nuoto e persino Mixed Martial Arts (MMA), il brutale sport di combattimento nel quale è lecito ad atleti transessuali picchiare e persino spaccare le ossa a donne (e nessuno denuncia). Se i maschi devono condividere il loro mondo con le donne, queste ultime devono fare spazio ai trans. Così funziona il politicamente corretto: c'è sempre una minoranza più minoranza della tua. Cala il sipario sul femminismo, si alza sul transessualismo.<br />QUAL E' LA LOGICA IN TUTTO QUESTO?<br />Conviene fare un ripassino sul processo rivoluzionario con il sempre utile schema di Hegel: la tesi produce il suo opposto, l'antitesi; dalla lotta tra i due opposti sorge la sintesi che, a sua volta, diventa tesi. E il processo ricomincia. Si ha così un continuo movimento nel quale nulla è stabile, nulla è fermo, ma tutto viene continuamente superato, cancellato, contraddetto; è un eterno movimento nel quale la realtà è sempre provvisoria e destinata ad essere distrutta. Così, ogni fase del processo rivoluzionario (operaismo, femminismo eccetera) è destinato a essere superato da una nuova fase, da un nuovo -ismo: immigrazionismo, omosessualismo, transessualismo... Chi pensa di aver ricevuto giustizia o il dovuto riconoscimento dal processo rivoluzionario è destinato a essere ben presto dimenticato e accusato a sua...]]></itunes:summary><itunes:duration>430</itunes:duration><itunes:keywords>conchitawurst,kollé,maneskin,missolanda2023,paradossodellatolleranza</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/01a7f7cfa2814947ab9859c5406650e4.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Perde clienti la birra pubblicizzata da un trans</title><link>https://www.spreaker.com/episode/perde-clienti-la-birra-pubblicizzata-da-un-trans--56466101</link><description><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="https://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7506" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7506</a><br /><br />PERDE CLIENTI LA BIRRA PUBBLICIZZATA DA UN TRANS<br />La guerra culturale ha avuto un impatto notevole su Bud Light. Ora, il proprietario del marchio di birra dichiara che la sua quota di mercato si sta stabilizzando e che riconquisterà i consumatori mantenendosi lontano da temi controversi. Secondo quanto riportato dal Wall Street Journal, Anheuser-Busch InBev BUD, il più grande produttore di birra al mondo, ha rivelato giovedì che le vendite, i profitti e la quota di mercato negli Stati Uniti sono calati bruscamente nel secondo trimestre a causa dell'abbandono di Bud Light da parte dei consumatori, a seguito di una promozione realizzata con l'influencer transgender Dylan Mulvaney.<br />Un sondaggio tra i consumatori statunitensi durante il trimestre mostra che il marchio è ancora visto favorevolmente, ma anche che la gente vuole semplicemente che si dedichi alla vendita di birra. "La birra è sinonimo di relax", ha dichiarato l'amministratore delegato Michel Doukeris in un'intervista. "Le persone non vogliono godersi la loro birra con un dibattito. Vogliono che la birra sia semplice, che sia per tutti e che sia piacevole da condividere con familiari e amici."<br />La reazione negativa contro Bud Light è iniziata in aprile, dopo che Mulvaney ha postato un'immagine su Instagram di una lattina personalizzata che AB InBev le aveva regalato. Il post era parte di una campagna di marketing mirata a rinnovare l'immagine di Bud Light per renderla meno "mascolina". Ma il post ha scatenato un putiferio, facendo arrabbiare i consumatori di base di Bud Light e spingendo AB InBev a mettere in pausa gli executive di marketing che avevano supervisionato la collaborazione. Più tardi, l'azienda ha tagliato centinaia di posti di lavoro negli uffici statunitensi a causa del calo delle vendite.<br />Doukeris ha detto che i consumatori desiderano che l'azienda concentri il suo marketing su cose di largo consumo, come la National Football League, la musica e il sostegno alle famiglie militari. Per ora basta coi trans.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/56466101</guid><pubDate>Tue, 15 Aug 2023 21:24:12 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/56466101/perde_clienti_la_birra_pubblicizzata_da_un_trans.mp3" length="2424625" type="audio/mpeg"/><itunes:author>BastaBugie</itunes:author><itunes:subtitle>TESTO DELL'ARTICOLO ➜ https://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7506

PERDE CLIENTI LA BIRRA PUBBLICIZZATA DA UN TRANS
La guerra culturale ha avuto un impatto notevole su Bud Light. Ora, il proprietario del marchio di birra dichiara che la sua...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="https://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7506" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7506</a><br /><br />PERDE CLIENTI LA BIRRA PUBBLICIZZATA DA UN TRANS<br />La guerra culturale ha avuto un impatto notevole su Bud Light. Ora, il proprietario del marchio di birra dichiara che la sua quota di mercato si sta stabilizzando e che riconquisterà i consumatori mantenendosi lontano da temi controversi. Secondo quanto riportato dal Wall Street Journal, Anheuser-Busch InBev BUD, il più grande produttore di birra al mondo, ha rivelato giovedì che le vendite, i profitti e la quota di mercato negli Stati Uniti sono calati bruscamente nel secondo trimestre a causa dell'abbandono di Bud Light da parte dei consumatori, a seguito di una promozione realizzata con l'influencer transgender Dylan Mulvaney.<br />Un sondaggio tra i consumatori statunitensi durante il trimestre mostra che il marchio è ancora visto favorevolmente, ma anche che la gente vuole semplicemente che si dedichi alla vendita di birra. "La birra è sinonimo di relax", ha dichiarato l'amministratore delegato Michel Doukeris in un'intervista. "Le persone non vogliono godersi la loro birra con un dibattito. Vogliono che la birra sia semplice, che sia per tutti e che sia piacevole da condividere con familiari e amici."<br />La reazione negativa contro Bud Light è iniziata in aprile, dopo che Mulvaney ha postato un'immagine su Instagram di una lattina personalizzata che AB InBev le aveva regalato. Il post era parte di una campagna di marketing mirata a rinnovare l'immagine di Bud Light per renderla meno "mascolina". Ma il post ha scatenato un putiferio, facendo arrabbiare i consumatori di base di Bud Light e spingendo AB InBev a mettere in pausa gli executive di marketing che avevano supervisionato la collaborazione. Più tardi, l'azienda ha tagliato centinaia di posti di lavoro negli uffici statunitensi a causa del calo delle vendite.<br />Doukeris ha detto che i consumatori desiderano che l'azienda concentri il suo marketing su cose di largo consumo, come la National Football League, la musica e il sostegno alle famiglie militari. 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Lo scrittore e saggista esperto del mondo britannico Paolo Gulisano si è concentrato anche sulla conversione di Wilde nel suo libro "Ritratto di Oscar Wilde" (Ancora 2009) in cui ha definito «un mistero non ancora pienamente svelato» la sua complessa personalità, arrivando a descrivere il profondo e autentico sentimento religioso del celebre poeta.<br />Il cammino esistenziale di Oscar Wilde è stato un lungo e difficile itinerario verso il cattolicesimo, una conversione - ha spiegato Gulisano - «di cui nessuno parla, e che fu una scelta meditata a lungo, e a lungo rimandata, anche se - con uno dei paradossi che tanto amava - , Wilde affermò un giorno a chi gli chiedeva se non si stesse avvicinando troppo pericolosamente alla Chiesa Cattolica: "Io non sono un cattolico. Io sono semplicemente un acceso papista". Dietro la battuta c'è la complessità della vita che può essere vista come una lunga e difficile marcia di avvicinamento al Mistero, a Dio». Molte le persone che sono entrate in rapporto con lui e si sono convertite, come Robbie Ross, Aubrey Beardsley, e - ha continuato lo scrittore - «addirittura quel John Gray che gli ispirò la figura di Dorian Gray che diventato cattolico entrò anche in Seminario a Roma e divenne un apprezzatissimo sacerdote in Scozia. Infine, anche il figlio minore di Wilde divenne cattolico». Wilde soleva ripetere: «Il cattolicesimo è la sola religione in cui valga la pena di morire» (R. Ellmann, "Oscar Wilde", Rizzoli, Milano 1991, pag. 669).<br />Wilde è oggi celebrato sopratutto come "icona gay", ma Gulisano ha spiegato che «non può essere definito tout court "gay": aveva amato profondamente sua moglie, dalla quale aveva avuto due figli che aveva sempre amato teneramente e ai quali, da bambini, aveva dedicato alcune tra le più belle fiabe mai scritte, quali "Il Gigante egoista" o "Il Principe Felice". Il processo fu un guaio in cui finì per aver querelato per diffamazione il Marchese di Queensberry, padre del suo amico Bosie, che lo aveva accusato di "atteggiarsi a sodomita". Al processo Wilde si trovò di fronte l'avvocato Carson, che odiava irlandesi e cattolici, e la sua condanna non fu soltanto il risultato dell'omofobia vittoriana». Tuttavia ebbe contemporaneamente diverse relazioni omosessuali, ma verso l'epilogo della sua vita si pentì del suo comportamento. Già nel celebre "De profundis", una lunga lettera all'ex amante Alfred Douglas, scrisse: «Solo nel fango ci incontravamo», gli rinfacciò, e in una confessione autocritica: «ma soprattutto mi rimprovero per la completa depravazione etica a cui ti permisi di trascinarmi» (Ediz. Mondadori, 1988, pag. 17). Tre settimane prima di morire, dichiarò ad un corrispondente del «Daily Chronicle»: «Buona parte della mia perversione morale è dovuta al fatto che mio padre non mi permise di diventare cattolico. L'aspetto artistico della Chiesa e la fragranza dei suoi insegnamenti mi avrebbero guarito dalle mie degenerazioni. Ho intenzione di esservi accolto al più presto» (R. Ellmann, "Oscar Wilde", Rizzoli, Milano 1991, pag. 669).<br />Mentre si trovava in punto di morte, il suo amico Robert Ross condusse presso di lui il reverendo cattolico irlandese Cuthbert Dunne. Wilde rispose con un cenno di volerlo vicino a sé (era impossibilitato a parlare), il sacerdote gli domandò se desiderava convertirsi, e Wilde sollevò la mano. Quindi padre Dunne gli somministrò il battesimo condizionale, lo assolse dai suoi peccati e gli diede l'estrema unzione (R. Ellmann, "Oscar Wilde", Rizzoli, Milano 1991, pag. 670).<br />Nota di BastaBugie: come approfondimento trovate qui sotto due articoli. Il primo è un estratto ricavato dal sito Rai Vaticano. Il secondo, dal titolo "Oscar Wilde, l'inquieto che implorava la pietà di Gesù" è di Francesco Agnoli ed è stato pubblicato su La nuova Bussola Quotidiana. Lo pubblichiamo integralmente.<br />OSCAR WILDE BANDIERA GAY? NON PROPRIO...<br />Recentemente, in un talk show radiofonico, un esponente del movimento gay italiano intervistato sulla storia del movimento omosessuale, citava, tra i tanti personaggi del mondo della cultura, dell'arte e della scienza che hanno avuto chiare tendenze omosessuali anche - e con ragione - Oscar Wilde.<br />Di lui, oltre alle doti di scrittore, saggista e commediografo, il nostro intervistato apprezzava soprattutto il coraggio di non aver nascosto la sua "diversità", specialmente nell'Inghilterra del XIX secolo intrisa di perbenismo vittoriano, nonché la sua intelligenza ed il suo sarcasmo tipici - sottolineava - proprio del mondo omosessuale. Insomma - concludeva - una vera bandiera gay contro i troppi bigottismi, specialmente religiosi, di cui propriola Chiesa cattolica è ancora oggi il maggior fautore.<br />Peccato che questa prolusione dimenticasse un piccolo particolare: la "bandiera" dell'orgoglio gay ebbe non solo un pentimento totale riguardo la propria vita, ma concluse i suoi giorni con la conversione alla tanto "vituperata" fede cattolica, tanto da esalare l'ultimo respiro avendo tra le mani un rosario. [...]<br />Poche settimane prima di morire, intervistato da un giornalista del Daily Chronicle, dichiarava tra l'altro: "Buona parte della mia perversione morale è dovuta al fatto che mio padre non mi permise di diventare cattolico. L'aspetto artistico della Chiesa e la fragranza dei suoi insegnamenti mi avrebbero guarito dalle mie degenerazioni". Concludeva quindi in maniera risoluta: "Ho intenzione di esservi accolto al più presto". (Ediz. Rizzoli, 1991).<br />In un celebre aforisma dichiarava tra l'ironico e il feroce che: "La Chiesa cattolica è per i santi ed i peccatori; per le persone rispettabili va benissimo quella anglicana". Riguardo il peccato e il peccatore, merita di riportare quanto scrive, sempre nel "De Profundis": "Il Credo di Cristo non ammette dubbi e che sia il vero Credo io non ho dubbi. Naturalmente il peccatore deve pentirsi. Ma perché? Semplicemente perché altrimenti sarebbe incapace di capire quanto ha fatto. Il momento della contrizione è il momento dell'iniziazione. Di più: è lo strumento con cui muta il proprio passato". […]<br />Forse, prima di definire Oscar Wilde "bandiera" dell'orgoglio gay, bisognerebbe rivedere con onestà intellettuale anche il significato della conversione proprio a quella religione, la cattolica, definita dagli ambienti gay - e non solo - la più oscurantista e retrograda. Alla luce della vita di Oscar Wilde, ci permettiamo di dire che non è così.<br />Fonte: sito Rai Vaticano, 15/12/2011<br />OSCAR WILDE, L'INQUIETO CHE IMPLORAVA LA PIETÀ DI GESÙ<br />Il 30 novembre 1900, a Parigi, moriva Oscar Wilde, l'autore de Il ritratto di Dorian Gray. La sua figura è spesso strumentalizzata e incompresa, nella sua profondità e nel suo dramma. Per questo può essere utile ricordare almeno alcune cose. Oscar Wilde nasce a Dublino il 16 ottobre 1854. Come racconta il biografo Francesco Mei, suo padre, sir William, è un medico affermatissimo, che «cambia più spesso le amanti che non le camicie» (Francesco Mei, Oscar Wilde, Rcs, Milano, 2001). Sua madre, Jane, è «portata a trascurare l'andamento della casa, compresa l'educazione morale dei figli».<br />William e Jane sono una coppia "aperta", con tutte le caratteristiche del caso. Quando Oscar nasce, la madre, «che aspettava ardentemente una bambina», resta delusa. Proietta sul figlio, maschio, i suoi desideri: il piccolo Oscar viene vestito da bambina, «agghindato con trine e pizzi» e patisce tanto le imposizioni della madre, quanto l'assenza del padre. Vari biografi mettono in luce come Wilde abbia interiorizzato una figura negativa di padre, e questo gli abbia impedito di sviluppare appieno la sua virilità e il suo senso di paternità: cercherà sempre, in altre figure maschili, il padre che non ha avuto, e sarà, con la moglie e con i figli, il marito infedele e il padre assente che non aveva apprezzato in suo padre.<br />Presto Wilde si distacca dalla famiglia, andando a studiare in collegio, prima al Trinity College di Dublino, poi ad Oxford. Rimanendo per certi aspetti «un eterno fanciullo», incapace di «maturare, almeno sul piano affettivo». Suo padre non è per lui oggetto di ammirazione, anzi Oscar non approva «lo sfrenato libertinaggio del genitore. E non è escluso che proprio per reazione agli eccessi paterni, egli abbia concepito sin dall'adolescenza una sorta di riluttanza a stabilire rapporti impegnativi con le donne». Si sposerà, amerà sua moglie, ma, un po' come il padre, senza mai riuscire a farlo veramente, alternando i rimorsi e il desiderio di tornare da lei, all'insicurezza e alla mutevolezza, ai rapporti fuggevoli e molteplici con donne, uomini e ragazzini.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/56422537</guid><pubDate>Thu, 10 Aug 2023 13:37:39 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/56422537/oscar_wilde_divenne_cattolico_e_si_pent_per_la_sua_perversione_omosessuale.mp3" length="16255730" type="audio/mpeg"/><itunes:author>BastaBugie</itunes:author><itunes:subtitle>TESTO DELL'ARTICOLO ➜ https://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=4054

OSCAR WILDE DIVENNE CATTOLICO E SI PENTI' PER LA SUA PERVERSIONE OMOSESSUALE
«Il cattolicesimo è la religione in cui muoio», così disse il celebre poeta e drammaturgo Oscar Wilde...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="https://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=4054" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=4054</a><br /><br />OSCAR WILDE DIVENNE CATTOLICO E SI PENTI' PER LA SUA PERVERSIONE OMOSESSUALE<br />«Il cattolicesimo è la religione in cui muoio», così disse il celebre poeta e drammaturgo Oscar Wilde poco prima di morire a Parigi, il 30 novembre 1900. Lo scrittore e saggista esperto del mondo britannico Paolo Gulisano si è concentrato anche sulla conversione di Wilde nel suo libro "Ritratto di Oscar Wilde" (Ancora 2009) in cui ha definito «un mistero non ancora pienamente svelato» la sua complessa personalità, arrivando a descrivere il profondo e autentico sentimento religioso del celebre poeta.<br />Il cammino esistenziale di Oscar Wilde è stato un lungo e difficile itinerario verso il cattolicesimo, una conversione - ha spiegato Gulisano - «di cui nessuno parla, e che fu una scelta meditata a lungo, e a lungo rimandata, anche se - con uno dei paradossi che tanto amava - , Wilde affermò un giorno a chi gli chiedeva se non si stesse avvicinando troppo pericolosamente alla Chiesa Cattolica: "Io non sono un cattolico. Io sono semplicemente un acceso papista". Dietro la battuta c'è la complessità della vita che può essere vista come una lunga e difficile marcia di avvicinamento al Mistero, a Dio». Molte le persone che sono entrate in rapporto con lui e si sono convertite, come Robbie Ross, Aubrey Beardsley, e - ha continuato lo scrittore - «addirittura quel John Gray che gli ispirò la figura di Dorian Gray che diventato cattolico entrò anche in Seminario a Roma e divenne un apprezzatissimo sacerdote in Scozia. Infine, anche il figlio minore di Wilde divenne cattolico». Wilde soleva ripetere: «Il cattolicesimo è la sola religione in cui valga la pena di morire» (R. Ellmann, "Oscar Wilde", Rizzoli, Milano 1991, pag. 669).<br />Wilde è oggi celebrato sopratutto come "icona gay", ma Gulisano ha spiegato che «non può essere definito tout court "gay": aveva amato profondamente sua moglie, dalla quale aveva avuto due figli che aveva sempre amato teneramente e ai quali, da bambini, aveva dedicato alcune tra le più belle fiabe mai scritte, quali "Il Gigante egoista" o "Il Principe Felice". Il processo fu un guaio in cui finì per aver querelato per diffamazione il Marchese di Queensberry, padre del suo amico Bosie, che lo aveva accusato di "atteggiarsi a sodomita". Al processo Wilde si trovò di fronte l'avvocato Carson, che odiava irlandesi e cattolici, e la sua condanna non fu soltanto il risultato dell'omofobia vittoriana». Tuttavia ebbe contemporaneamente diverse relazioni omosessuali, ma verso l'epilogo della sua vita si pentì del suo comportamento. Già nel celebre "De profundis", una lunga lettera all'ex amante Alfred Douglas, scrisse: «Solo nel fango ci incontravamo», gli rinfacciò, e in una confessione autocritica: «ma soprattutto mi rimprovero per la completa depravazione etica a cui ti permisi di trascinarmi» (Ediz. Mondadori, 1988, pag. 17). Tre settimane prima di morire, dichiarò ad un corrispondente del «Daily Chronicle»: «Buona parte della mia perversione morale è dovuta al fatto che mio padre non mi permise di diventare cattolico. L'aspetto artistico della Chiesa e la fragranza dei suoi insegnamenti mi avrebbero guarito dalle mie degenerazioni. Ho intenzione di esservi accolto al più presto» (R. Ellmann, "Oscar Wilde", Rizzoli, Milano 1991, pag. 669).<br />Mentre si trovava in punto di morte, il suo amico Robert Ross condusse presso di lui il reverendo cattolico irlandese Cuthbert Dunne. Wilde rispose con un cenno di volerlo vicino a sé (era impossibilitato a parlare), il sacerdote gli domandò se desiderava convertirsi, e Wilde sollevò la mano. Quindi padre Dunne gli somministrò il battesimo condizionale, lo assolse dai suoi peccati e gli diede l'estrema unzione (R. Ellmann, "Oscar Wilde", Rizzoli, Milano 1991, pag. 670).<br />Nota di BastaBugie: come...]]></itunes:summary><itunes:duration>1016</itunes:duration><itunes:keywords>convertito,deprofundis,doriangray,iconagay,oscarwilde,pentito</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/4095b55d420a01e0282e8f58e61fb7ed.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>La guerra multimediale dell'ideologia LGBTQ+</title><link>https://www.spreaker.com/episode/la-guerra-multimediale-dell-ideologia-lgbtq--56334279</link><description><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="https://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7490" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7490</a><br /><br />LA GUERRA MULTIMEDIALE DELL'IDEOLOGIA LGBTQ+ di Mauro Faverzani<br />La denuncia è stata ripresa da fonti autorevoli, quali le agenzie canadese LifeSiteNews e spagnola InfoCatólica: oltre a YouTube, l'app YouTube Kids, propostasi come un «ambiente protetto» per i minori, promuoverebbe, in realtà, anche sessualità, gender e aborto. Tali insidie si celerebbero nei contenuti e nei video pubblicati.<br />A lanciare l'allarme ha provveduto Aldo Buttazzoni, esponente del gruppo americano conservatore PragerU, che ha puntato l'indice, in particolare, contro uno dei canali presenti su YouTube Kids, «Queer Kid Stuff». Perché? Perché qui vengono analizzate tutte le "varianti" della comunità Lgbtq+, oltre al significato di ogni lettera dell'acronimo; in molti episodi i protagonisti sono drag queen e «Queer kids». Non solo. In un video si propone anche la lettura ad alta voce del libro What is an Abortion Anyway [Cos'è l'aborto-NdT] di Carley Manes e Emulsify. La risposta, data al titolo, è sconcertante: «L'aborto - si legge - è il momento in cui si decide di interrompere la crescita della gravidanza». Non spiega ch'è il momento in cui si uccide il bimbo nel grembo della madre... L'antilingua non perde mai occasione per confondere, ingannare e mistificare. Ancora. Si ricorrerebbe all'aborto «quando una gravidanza non è abbastanza sana per continuare a crescere», il che tradotto significa eutanasia pratica insegnata ai più piccoli.<br />Secondo il libro What is an Abortion Anyway, l'aborto sarebbe «molto sicuro e milioni di persone lo praticano ogni anno in tutto il mondo», occultando la realtà ovvero il numero di morti per aborto, nonché le conseguenze, mediche ma soprattutto psicologiche e morali, post-aborto.<br />Buttazzoni mette in guardia anche circa un altro video dal titolo «Impara il consenso», destinato a bambini fino ai 12 anni, evidenziando qui la sinistra presenza del termine MAP o «Persone attratte da minori», termine, in genere, utilizzato dagli attivisti Lgbtq+ per "sdoganare" la pedofilia.<br />«Questi video non sono adatti ai minori e YouTube li sta diffondendo per indottrinare i bambini», ha concluso l'esponente del gruppo PragerU. Si noti come recentemente, in un'intervista rilasciata al prestigioso quotidiano spagnolo Abc, anche la psicologa Carola López Moya, autrice del libro La secta. El activismo trans y cómo nos manipular [La setta. L'attivismo trans e come ci manipola-NdT], abbia lanciato l'allarme, paragonando senza mezzi termini le modalità operative della lobby trans a quelle di una setta: «Indottrinano i giovani - ha dichiarato -, ponendoli contro i loro genitori, accusati di non rispettare la loro vera identità di genere. Cercano di dissociare le persone dalla loro realtà organica». Nel suo volume López Moya definisce il movimento queer come una nuova religione, la cui azione sarebbe inarrestabile sia per la quantità di denaro ormai in gioco, sia per il ricorso a metodi quali la persuasione coercitiva, la propaganda, la censura e le facili promesse rivolte a persone fragili. L'autrice avverte tuttavia come alle chimere verbali corrispondano evidenti effetti - atrofie e mutilazioni - irreversibili.<br />Ma la propaganda non è solo multimediale. Oltre ai video, in Texas sono finiti sul banco degli imputati anche i libri di testo con contenuti sessualmente espliciti. Il governatore Greg Abbott, repubblicano, ha firmato ben quattro leggi in materia di istruzione, tutte tese a dare più diritti ai genitori ed alle famiglie, a contrastare nelle aule l'indottrinamento ideologico di sinistra, ma soprattutto a proibire «il possesso, l'acquisizione e l'acquisto di materiale bibliotecario dannoso, sessualmente esplicito, volgare o inadeguato dal punto di vista educativo» e difforme da quanto peraltro previsto dal programma scolastico obbligatorio.<br />Il governatore Abbott è già noto per aver firmato anche il provvedimento, con cui sono stati vietati gli interventi chirurgici mutilanti, nonché i farmaci per minori transgender.<br />È sul piano educativo, morale e spirituale, che si gioca comunque il grosso di una battaglia ideologica, combattuta sulla pelle dei ragazzi. La posta in gioco è altissima, ma troppi non sembrano ancora rendersene conto.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/56334279</guid><pubDate>Tue, 01 Aug 2023 21:13:21 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/56334279/la_guerra_multimediale_dell_ideologia_lgbtq.mp3" length="5203635" type="audio/mpeg"/><itunes:author>BastaBugie</itunes:author><itunes:subtitle>TESTO DELL'ARTICOLO ➜ https://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7490

LA GUERRA MULTIMEDIALE DELL'IDEOLOGIA LGBTQ+ di Mauro Faverzani
La denuncia è stata ripresa da fonti autorevoli, quali le agenzie canadese LifeSiteNews e spagnola InfoCatólica:...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="https://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7490" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7490</a><br /><br />LA GUERRA MULTIMEDIALE DELL'IDEOLOGIA LGBTQ+ di Mauro Faverzani<br />La denuncia è stata ripresa da fonti autorevoli, quali le agenzie canadese LifeSiteNews e spagnola InfoCatólica: oltre a YouTube, l'app YouTube Kids, propostasi come un «ambiente protetto» per i minori, promuoverebbe, in realtà, anche sessualità, gender e aborto. Tali insidie si celerebbero nei contenuti e nei video pubblicati.<br />A lanciare l'allarme ha provveduto Aldo Buttazzoni, esponente del gruppo americano conservatore PragerU, che ha puntato l'indice, in particolare, contro uno dei canali presenti su YouTube Kids, «Queer Kid Stuff». Perché? Perché qui vengono analizzate tutte le "varianti" della comunità Lgbtq+, oltre al significato di ogni lettera dell'acronimo; in molti episodi i protagonisti sono drag queen e «Queer kids». Non solo. In un video si propone anche la lettura ad alta voce del libro What is an Abortion Anyway [Cos'è l'aborto-NdT] di Carley Manes e Emulsify. La risposta, data al titolo, è sconcertante: «L'aborto - si legge - è il momento in cui si decide di interrompere la crescita della gravidanza». Non spiega ch'è il momento in cui si uccide il bimbo nel grembo della madre... L'antilingua non perde mai occasione per confondere, ingannare e mistificare. Ancora. Si ricorrerebbe all'aborto «quando una gravidanza non è abbastanza sana per continuare a crescere», il che tradotto significa eutanasia pratica insegnata ai più piccoli.<br />Secondo il libro What is an Abortion Anyway, l'aborto sarebbe «molto sicuro e milioni di persone lo praticano ogni anno in tutto il mondo», occultando la realtà ovvero il numero di morti per aborto, nonché le conseguenze, mediche ma soprattutto psicologiche e morali, post-aborto.<br />Buttazzoni mette in guardia anche circa un altro video dal titolo «Impara il consenso», destinato a bambini fino ai 12 anni, evidenziando qui la sinistra presenza del termine MAP o «Persone attratte da minori», termine, in genere, utilizzato dagli attivisti Lgbtq+ per "sdoganare" la pedofilia.<br />«Questi video non sono adatti ai minori e YouTube li sta diffondendo per indottrinare i bambini», ha concluso l'esponente del gruppo PragerU. Si noti come recentemente, in un'intervista rilasciata al prestigioso quotidiano spagnolo Abc, anche la psicologa Carola López Moya, autrice del libro La secta. El activismo trans y cómo nos manipular [La setta. L'attivismo trans e come ci manipola-NdT], abbia lanciato l'allarme, paragonando senza mezzi termini le modalità operative della lobby trans a quelle di una setta: «Indottrinano i giovani - ha dichiarato -, ponendoli contro i loro genitori, accusati di non rispettare la loro vera identità di genere. Cercano di dissociare le persone dalla loro realtà organica». Nel suo volume López Moya definisce il movimento queer come una nuova religione, la cui azione sarebbe inarrestabile sia per la quantità di denaro ormai in gioco, sia per il ricorso a metodi quali la persuasione coercitiva, la propaganda, la censura e le facili promesse rivolte a persone fragili. L'autrice avverte tuttavia come alle chimere verbali corrispondano evidenti effetti - atrofie e mutilazioni - irreversibili.<br />Ma la propaganda non è solo multimediale. Oltre ai video, in Texas sono finiti sul banco degli imputati anche i libri di testo con contenuti sessualmente espliciti. Il governatore Greg Abbott, repubblicano, ha firmato ben quattro leggi in materia di istruzione, tutte tese a dare più diritti ai genitori ed alle famiglie, a contrastare nelle aule l'indottrinamento ideologico di sinistra, ma soprattutto a proibire «il possesso, l'acquisizione e l'acquisto di materiale bibliotecario dannoso, sessualmente esplicito, volgare o inadeguato dal punto di vista educativo» e difforme da quanto peraltro previsto dal programma...]]></itunes:summary><itunes:duration>326</itunes:duration><itunes:keywords>aborto,attivismotrans,morale,prageru,youtubekids</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/19abc82ede47c677ed0e27ed73772700.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>La strategia LGBT della Disney non paga</title><link>https://www.spreaker.com/episode/la-strategia-lgbt-della-disney-non-paga--56215588</link><description><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="https://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7471" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7471</a><br /><br />LA STRATEGIA LGBT DELLA DISNEY NON PAGA di Giuliano Guzzo<br />La strategia Lgbt non paga. Anzi. È controproducente perché il massiccio e martellante indottrinamento arcobaleno porta famiglie, genitori e in generale utenti (ma anche i dipendenti) a "scappare" da chi si rendere protagonista di tale ideologia, finendo quindi per mettere a rischio la stessa vita di determinate aziende. Lo sa bene la Disney, il colosso dell'intrattenimento per bambini, che ormai da anni è sempre più Lgbt ma ora sta vivendo, fortunatamente, una stagione di costanti flop, boicottaggi, licenziamenti e critiche di massa.<br />Fortunatamente? Beh, forse la fortuna e il caso c'entrano poco. Non è una coincidenza, infatti, perché si può a ragione dire come sia tutto merito di genitori e famiglie e di chi (dipendenti o semplici utenti) si discosta da certi diktat Lgbtqia+. Tanto in Italia quanto all'estero, infatti, le famiglie sembrano evidentemente stufe di prestare il fianco alla propaganda gender ed esporre i loro figli a questo martellamento mediatico. Purtroppo, però - e anche qui il caso c'entra ben poco - questo bombardamento deve far riflettere e non far mai abbassare la guardia. E' vero, infatti, che i flop della Disney sono ormai costanti e che la strategia Lgbt non paga (e ora lo vedremo nel dettaglio), ma è vero anche che la Disney - dopo i molti annunci dei suoi dirigenti di voler promuovere l'agenda Lgbtqia+ - non si è più fermata in tale direzione.<br />Dunque l'appello è quello - e non lo ripeteremo mai abbastanza - di stare con gli occhi aperti sempre, per difendere l'educazione e la crescita (e il divertimento!) dei nostri figli e non prestare mai il fianco a questa nuova, ma ormai già rodata, industria dell'intrattenimento Lgbt. Che ora, però, sta iniziando a scricchiolare.<br />Quella della Disney è una crisi confermata non solo, appunto, dall'allontanamento di famiglie, genitori e utenti, ma che emerge inesorabile anche dai bilanci e dalle grandi perdite in termini economici. Ulteriore prova, dunque, che le istanze "progressiste", woke e pro gender non pagano e anzi fanno andare addirittura in perdita. A quasi cento anni dalla fondazione (li festeggerà nell'ottobre 2023) la Walt Disney Company arriva infatti con i rattoppi e ha già previsto una "ristrutturazione", o almeno così viene definita dall'interno, che prevede tagli dei costi per addirittura 5,5 miliardi di dollari, eliminando 7.000 posti di lavorocirca il 4% del totale). C'è poi il capitolo, anche questo amaro, dello streaming, del quale la multinazionale ha fatto un suo punto nevralgico dopo il lancio di Disney+. Ebbene, se alla fine del 2022 contava ben 161,8 milioni, dal momento della sua fondazione (nel 2019) ad oggi le perdite si attestano intorno ai 10 miliardi di dollari. Avete capito bene, 10 miliardi!<br />PESANTI FALLIMENTI<br />Quando ai vertici di una grande azienda, infatti, ci sono avvicendamenti o cambiamenti significativi non è mai un caso. C'è sempre qualche ragione. E spesso è una ragione che ha a che vedere con mancati obiettivi raggiunti o addirittura dei flop. Sembra essere questo il caso di Latondra Newton, chief diversity officer e vicepresidente senior della Disney che, dopo sei anni di onorato servizio, è stata allontanata. Motivo? Per il capo delle risorse umane, Sonia Coleman, Newton deve ora «dedicarsi ad altre attività». Però altre fonti raccontano un'altra storia: quella secondo cui alla base dell'allontanamento della donna ci sono almeno due recenti e pesanti fallimenti.<br />Stiamo parlando della Sirenetta e di Elemental, che ha messo a segno il peggior esordio al botteghino nella storia di casa Pixar. Entrambi, c'è da notare, erano e sono due prodotti fortemente ideologizzati e politicizzati in chiave progressista: nel primo, per la protagonista è stata scelta un'attrice di colore - cosa che ha scatenato da subito forti polemiche - nel secondo c'è il primo personaggio non binario all'interno di un film Disney Pixar. Ma Elemental non è stato certo un caso isolato, dal momento che i prodotti della celebre casa di animazione paiono da anni piegati all'agenda arcobaleno.<br />Prova ne siano le serie tv Star Wars Resistance (2018-2020) - i cui creatori hanno confermato che lo show ha una coppia gay - e The Owl House - Aspirante Strega (2020-2023) - la cui la protagonista Luz è stata dichiarata bisessuale dall'autrice Dana Terrace. Oppure si pensi a Toy Story 4 (2019) - prodotto insieme alla Pixar Animation Studios - in cui si mostrano due madri lesbiche che accompagnano e lasciano il figlio all'asilo; o lo stesso Lightyear - La vera storia di Buzz (sempre del mondo di Toy Story) dove si vedono due "mamme" e un bacio gay tra le due; ma anche a Onward - Oltre la Magia (2020), dove c'è il primo personaggio Lgbtqia+ ad apparire in un film Disney, la poliziotta Specter; a Red (2022) - dove si vede Priya, un personaggio queer d'inclinazione bisessuale.<br />Ma questi, attenzione, sono solo i casi più recenti. [...] Non è un caso che già cinque anni or sono una importante testata internazionale, il Telegraph, dedicasse un apposito servizio ai «personaggi gay» presenti nelle opere della Disney. Oltre alle istanze Lgbt la celebre casa di contenuti per bambini è attenta anche alle istanze woke e femministe, come provano per esempio il nuovo Peter Pan «antisessista» - con i «bambini perduti» che sono diventati delle ragazze - o il sostegno dato dall'azienda al sedicente movimento antirazzista Black Lives Matter. Tuttavia, è soprattutto sul fronte Lgbt che Disney - destinataria non a caso del plauso della Glaad, acronimo di Gay &amp; Lesbian Alliance Against Defamation, sigla arcobaleno attiva nel monitoraggio dei media - sta spingendo e spingerà sempre di più.<br />ALMENO IL 50%<br />Questo, almeno, se si deve credere a Karey Burke, presidente della Disney's General Entertainment Content, la quale in una call aziendale su Zoom, successivamente pubblicata su Twitter, ha ricordato che a breve «almeno il 50% dei» personaggi Disney dovrà essere arcobaleno. Le famiglie sono dunque avvertite, anche se in realtà dei segnali di partigianeria pro Lgbt della celebre azienda di contenuti per bambini c'erano da anni. Basti pensare al video di una conferenza tenuta nell'ormai lontano 1998 all'Università della California da Elizabeth Birch, dirigente dal 1995 al 2004 della Human Rights Campaign, la più grande organizzazione Lgbt americana.<br />Ebbene in quel filmato, dopo essersi accertata che tra il pubblico non vi fossero giornalisti - e probabilmente senza sapere di essere ripresa - la Birch riferisce di uno scambio di battute avuto con Michael Eisner, amministratore delegato della Walt Disney Company per oltre vent'anni, cui lei disse che il 30 per cento dei suoi dipendenti era gay, prima d'esser da costui corretta: «Ti sbagli, Elisabeth, sono il 40 per cento». Lo ricordiamo: parliamo del 1998, dunque di un'era geologica fa rispetto ai progressi e alle conquiste Lgbt degli ultimi anni. La Cnn fissa invece addirittura al 1984 l'anno in cui in casa Disney è iniziata una metamorfosi di apertura verso il pubblico Lgbt.<br />Ma in realtà anche prima la produzione disneiana, come ho raccontato nel mio libro Propagande - segreti e peccati dei mass media (2017), era segnata da un tratto abbastanza caratteristico: l'assenza o la morte delle due figure genitoriali del protagonista, mamma e papà. Una cosa che, beninteso, può avere varie spiegazioni (inclusa quella del mero espediente narrativo, per favorire una crescita attraverso le difficoltà dei personaggi), ma che non può indubbiamente non suggerire una riflessione. Ad ogni modo, non devono stupire, tornando a noi, le parole di Karey Burke, che comunque sul fronte arcobaleno ha anche motivi personali per impegnarsi, dato che si presenta come «madre di due bambini queer».<br />C'è dunque da crederle quando dice che a breve «almeno il 50% dei» personaggi Disney dovrà essere arcobaleno. Il fatto è che tutta questa politicizzazione arcobaleno dei cartoon non sembra portare molto bene, a livello economico. Lo dimostrano non solo il licenziamento di Latondra Newton, ma anche quello di un esercito di ben 7.000 dipendenti. Se si è arrivati a tanto è anche perché il 2022 ha inflitto pesanti perdite un po' a tutti i grandi media arcobaleno. A farlo presente, è stato una fonte di sicura autorevolezza come il Financial Times, secondo cui lo scorso anno la Walt Disney Company, ma pure Netflix e Comcast e altri giganti dei media hanno perso più di mezzo trilione di dollari di valore di mercato.<br />Ciò nonostante, c'è da escludere che nel breve periodo Disney - che peraltro ha sponsorizzato anche il recente Roma Pride - possa fare autocritica e smettere di fare politica attraverso i cartoon. E questo perché una volta presa una strada ideologica così potente come quella pro Lgbt essa non è affatto semplice da abbandonare, se non si vuole passare per "omofobi", per "transfobici" o comunque per intolleranti.<br />Aspettiamoci, dunque, altri spot disneiani alla causa dei movimenti queer ed Lgbt. [...]]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/56215588</guid><pubDate>Tue, 25 Jul 2023 21:40:41 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/56215588/la_strategia_lgbt_della_disney_non_paga.mp3" length="10684777" type="audio/mpeg"/><itunes:author>BastaBugie</itunes:author><itunes:subtitle>TESTO DELL'ARTICOLO ➜ https://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7471

LA STRATEGIA LGBT DELLA DISNEY NON PAGA di Giuliano Guzzo
La strategia Lgbt non paga. Anzi. È controproducente perché il massiccio e martellante indottrinamento arcobaleno porta...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="https://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7471" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7471</a><br /><br />LA STRATEGIA LGBT DELLA DISNEY NON PAGA di Giuliano Guzzo<br />La strategia Lgbt non paga. Anzi. È controproducente perché il massiccio e martellante indottrinamento arcobaleno porta famiglie, genitori e in generale utenti (ma anche i dipendenti) a "scappare" da chi si rendere protagonista di tale ideologia, finendo quindi per mettere a rischio la stessa vita di determinate aziende. Lo sa bene la Disney, il colosso dell'intrattenimento per bambini, che ormai da anni è sempre più Lgbt ma ora sta vivendo, fortunatamente, una stagione di costanti flop, boicottaggi, licenziamenti e critiche di massa.<br />Fortunatamente? Beh, forse la fortuna e il caso c'entrano poco. Non è una coincidenza, infatti, perché si può a ragione dire come sia tutto merito di genitori e famiglie e di chi (dipendenti o semplici utenti) si discosta da certi diktat Lgbtqia+. Tanto in Italia quanto all'estero, infatti, le famiglie sembrano evidentemente stufe di prestare il fianco alla propaganda gender ed esporre i loro figli a questo martellamento mediatico. Purtroppo, però - e anche qui il caso c'entra ben poco - questo bombardamento deve far riflettere e non far mai abbassare la guardia. E' vero, infatti, che i flop della Disney sono ormai costanti e che la strategia Lgbt non paga (e ora lo vedremo nel dettaglio), ma è vero anche che la Disney - dopo i molti annunci dei suoi dirigenti di voler promuovere l'agenda Lgbtqia+ - non si è più fermata in tale direzione.<br />Dunque l'appello è quello - e non lo ripeteremo mai abbastanza - di stare con gli occhi aperti sempre, per difendere l'educazione e la crescita (e il divertimento!) dei nostri figli e non prestare mai il fianco a questa nuova, ma ormai già rodata, industria dell'intrattenimento Lgbt. Che ora, però, sta iniziando a scricchiolare.<br />Quella della Disney è una crisi confermata non solo, appunto, dall'allontanamento di famiglie, genitori e utenti, ma che emerge inesorabile anche dai bilanci e dalle grandi perdite in termini economici. Ulteriore prova, dunque, che le istanze "progressiste", woke e pro gender non pagano e anzi fanno andare addirittura in perdita. A quasi cento anni dalla fondazione (li festeggerà nell'ottobre 2023) la Walt Disney Company arriva infatti con i rattoppi e ha già previsto una "ristrutturazione", o almeno così viene definita dall'interno, che prevede tagli dei costi per addirittura 5,5 miliardi di dollari, eliminando 7.000 posti di lavorocirca il 4% del totale). C'è poi il capitolo, anche questo amaro, dello streaming, del quale la multinazionale ha fatto un suo punto nevralgico dopo il lancio di Disney+. Ebbene, se alla fine del 2022 contava ben 161,8 milioni, dal momento della sua fondazione (nel 2019) ad oggi le perdite si attestano intorno ai 10 miliardi di dollari. Avete capito bene, 10 miliardi!<br />PESANTI FALLIMENTI<br />Quando ai vertici di una grande azienda, infatti, ci sono avvicendamenti o cambiamenti significativi non è mai un caso. C'è sempre qualche ragione. E spesso è una ragione che ha a che vedere con mancati obiettivi raggiunti o addirittura dei flop. Sembra essere questo il caso di Latondra Newton, chief diversity officer e vicepresidente senior della Disney che, dopo sei anni di onorato servizio, è stata allontanata. Motivo? Per il capo delle risorse umane, Sonia Coleman, Newton deve ora «dedicarsi ad altre attività». Però altre fonti raccontano un'altra storia: quella secondo cui alla base dell'allontanamento della donna ci sono almeno due recenti e pesanti fallimenti.<br />Stiamo parlando della Sirenetta e di Elemental, che ha messo a segno il peggior esordio al botteghino nella storia di casa Pixar. Entrambi, c'è da notare, erano e sono due prodotti fortemente ideologizzati e politicizzati in chiave progressista: nel primo, per la protagonista è stata...]]></itunes:summary><itunes:duration>668</itunes:duration><itunes:keywords>arcobaleno,disney,lgbt,martellamentomediatico,transfobici</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/063f36f54c6642203e93365dcf50870c.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>In Russia approvata una legge che impedisce di cambiare sesso</title><link>https://www.spreaker.com/episode/in-russia-approvata-una-legge-che-impedisce-di-cambiare-sesso--55302053</link><description><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="https://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7466" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7466</a><br /><br />IN RUSSIA APPROVATA UNA LEGGE CHE VIETA DI CAMBIARE SESSO di Fabrizio Cannone<br />Nel "migliore dei mondi possibili" in cui, secondo i progressisti, staremmo tutti vivendo, c'è una scienza che è divenuta il nemico numero 1 degli ideologi e degli utopisti. E non è la teologia, né la filosofia o le altre scienze di taglio umanistico. Ma è la biologia. Poiché essa studia l'essere umano per quello che è realmente, e non per ciò che vorremmo che fosse, e manda in frantumi i sogni-incubi dei padroni del discorso.<br />A fronte di un'impennata di giovani e minorenni che si dichiarano "transgender" o "non binari" e che sempre più spesso iniziano una "transizione di genere", in Russia, come riporta Avvenire, la Duma ha «approvato in prima lettura una proposta di legge che vieta gli interventi chirurgici per cambiare sesso». Tranne per i casi di «anomalie congenite nei bambini».<br />Secondo Piotr Tolstoj, deputato del partito Russia Unita e vice presidente del parlamento, la legge appena votata dalla Camera bassa, serve ad erigere una «barriera alla penetrazione dell'ideologia anti-famiglia occidentale». E purtroppo da occidentali - e fieri di esserlo come siamo - non è possibile dargli torto.<br />Specie se si pensa al fenomeno ormai mondiale dei Gay Pride, sostenuto dalle multinazionali, da Joe Biden negli Usa, dalla Cia e dai poteri forti tutti quanti. Che anzi ora si è trasformato nella celebrazione dell'intero mese di giugno, quale mese Lgbtq+ e in cui tutte le rivendicazioni più astruse, estremiste e discutibili, come l'utero in affitto, vengono messe nero su bianco. Con attori, politici e miliardari ben contenti di metterci la faccia.<br />Secondo il comunicato dei deputati della Duma, esiste «un'industria del cambiamento sessuale ben sviluppata in Russia», e di essa farebbero parte, oltre a molti medici e psicologi, una serie di «organizzazioni e gruppi Lgbt».<br />Al di là del governo che la sta emanando, si tratta di una norma che va nel senso della difesa dei valori tradizionali, universali e naturali. E che non è appannaggio del solo partito di Putin ma è stata condivisa, come riporta sempre Avvenire, da «400 deputati, su un totale di 450, rappresentanti di cinque partiti, tra cui il partito del Cremlino, Russia Unita».<br />La legge, oltre a sfavorire il mercato del cambiamento di sesso, nega la possibilità di variare genere, o inventarlo. E questo «nei documenti di identità e altri certificati ufficiali». E anche questo dà solidità ad una nazione e crea solidarietà e armonia tra le generazioni.<br />Secondo le statistiche riportate da Oleg Salagay, vice ministro della Sanità, solo nel 2022 ci sarebbero state in Russia «996 richieste di cambio di sesso» e ammonterebbero a 2700 i russi che dopo il 2018 avrebbero fatto correggere il loro documento, per ragioni di «auto-percezione».<br />Anche ambienti della sinistra o scettici verso Putin hanno condiviso una misura restrittiva su cui tutti dovremmo riflettere. Perché il punto di fondo, al di là degli aspetti giuridici e normativi, è questo. Vista la pervasività dell'ideologia trans che sta corrodendo il femminismo dall'interno e sta spingendo un numero sempre più alto di minorenni a credere che la soluzione dei loro problemi sia nella chirurgia, è chiaro che bisogna intervenire e fare qualcosa. Se si tollera troppo il commercio di droga, si finirà per legalizzarla e se si chiudono gli occhi sulla prostituzione essa diverrà un mestiere come un altro, magari proposto dal centro per l'impiego a nostra figlia.<br />Se ammettiamo che medici senza scrupoli facciano soldi spingendo degli adolescenti a prendere ormoni o bloccanti della pubertà, allora siamo già divenuti schiavi dell'ideologia e sordi al buon senso. Del resto, è noto il numero sempre più elevato dei cosiddetti "detransitioners", i pentiti della transizione. I quali dichiarano che hanno accettato la mutilazione del proprio corpo, che era sanissimo, proprio perché indotti dallo psicologo o dal medico di turno, dall'assistente sociale, dal sito web pro trans, eccetera.<br />Questa legge serve a rafforzare un trend pro family che precede di gran lunga la sciagurata operazione militare in Ucraina e che vuole rafforzare la famiglia e il senso di appartenenza. E correggere quelle tendenze abnormi che un tempo ci venivano dall'Unione sovietica mentre oggi ci giungono dall'Unione europea.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/55302053</guid><pubDate>Tue, 18 Jul 2023 20:07:48 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/55302053/in_russia_approvata_una_legge_che_impedisce_di_cambiare_sesso.mp3" length="5339472" type="audio/mpeg"/><itunes:author>BastaBugie</itunes:author><itunes:subtitle>TESTO DELL'ARTICOLO ➜ https://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7466

IN RUSSIA APPROVATA UNA LEGGE CHE VIETA DI CAMBIARE SESSO di Fabrizio Cannone
Nel "migliore dei mondi possibili" in cui, secondo i progressisti, staremmo tutti vivendo, c'è una...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="https://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7466" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7466</a><br /><br />IN RUSSIA APPROVATA UNA LEGGE CHE VIETA DI CAMBIARE SESSO di Fabrizio Cannone<br />Nel "migliore dei mondi possibili" in cui, secondo i progressisti, staremmo tutti vivendo, c'è una scienza che è divenuta il nemico numero 1 degli ideologi e degli utopisti. E non è la teologia, né la filosofia o le altre scienze di taglio umanistico. Ma è la biologia. Poiché essa studia l'essere umano per quello che è realmente, e non per ciò che vorremmo che fosse, e manda in frantumi i sogni-incubi dei padroni del discorso.<br />A fronte di un'impennata di giovani e minorenni che si dichiarano "transgender" o "non binari" e che sempre più spesso iniziano una "transizione di genere", in Russia, come riporta Avvenire, la Duma ha «approvato in prima lettura una proposta di legge che vieta gli interventi chirurgici per cambiare sesso». Tranne per i casi di «anomalie congenite nei bambini».<br />Secondo Piotr Tolstoj, deputato del partito Russia Unita e vice presidente del parlamento, la legge appena votata dalla Camera bassa, serve ad erigere una «barriera alla penetrazione dell'ideologia anti-famiglia occidentale». E purtroppo da occidentali - e fieri di esserlo come siamo - non è possibile dargli torto.<br />Specie se si pensa al fenomeno ormai mondiale dei Gay Pride, sostenuto dalle multinazionali, da Joe Biden negli Usa, dalla Cia e dai poteri forti tutti quanti. Che anzi ora si è trasformato nella celebrazione dell'intero mese di giugno, quale mese Lgbtq+ e in cui tutte le rivendicazioni più astruse, estremiste e discutibili, come l'utero in affitto, vengono messe nero su bianco. Con attori, politici e miliardari ben contenti di metterci la faccia.<br />Secondo il comunicato dei deputati della Duma, esiste «un'industria del cambiamento sessuale ben sviluppata in Russia», e di essa farebbero parte, oltre a molti medici e psicologi, una serie di «organizzazioni e gruppi Lgbt».<br />Al di là del governo che la sta emanando, si tratta di una norma che va nel senso della difesa dei valori tradizionali, universali e naturali. E che non è appannaggio del solo partito di Putin ma è stata condivisa, come riporta sempre Avvenire, da «400 deputati, su un totale di 450, rappresentanti di cinque partiti, tra cui il partito del Cremlino, Russia Unita».<br />La legge, oltre a sfavorire il mercato del cambiamento di sesso, nega la possibilità di variare genere, o inventarlo. E questo «nei documenti di identità e altri certificati ufficiali». E anche questo dà solidità ad una nazione e crea solidarietà e armonia tra le generazioni.<br />Secondo le statistiche riportate da Oleg Salagay, vice ministro della Sanità, solo nel 2022 ci sarebbero state in Russia «996 richieste di cambio di sesso» e ammonterebbero a 2700 i russi che dopo il 2018 avrebbero fatto correggere il loro documento, per ragioni di «auto-percezione».<br />Anche ambienti della sinistra o scettici verso Putin hanno condiviso una misura restrittiva su cui tutti dovremmo riflettere. Perché il punto di fondo, al di là degli aspetti giuridici e normativi, è questo. Vista la pervasività dell'ideologia trans che sta corrodendo il femminismo dall'interno e sta spingendo un numero sempre più alto di minorenni a credere che la soluzione dei loro problemi sia nella chirurgia, è chiaro che bisogna intervenire e fare qualcosa. Se si tollera troppo il commercio di droga, si finirà per legalizzarla e se si chiudono gli occhi sulla prostituzione essa diverrà un mestiere come un altro, magari proposto dal centro per l'impiego a nostra figlia.<br />Se ammettiamo che medici senza scrupoli facciano soldi spingendo degli adolescenti a prendere ormoni o bloccanti della pubertà, allora siamo già divenuti schiavi dell'ideologia e sordi al buon senso. 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In pratica, secondo la ricostruzione del Christian Institute, un padre, che però certa stampa chiama orwellianamente "genitore A", ha avviato un'azione legale contro il NHS, ovvero il sistema sanitario nazionale del Regno Unito, per «proteggere il proprio figlio autistico di 21 anni», da un'operazione di «cambio di sesso».<br />Cambio di sesso che era stato già avviato da quando il ragazzo aveva appena 16 anni con la discutibile prescrizione medica dei famigerati bloccanti della pubertà, indirizzando il giovane verso un'operazione di chirurgia genitale a partire dai 19.<br />Dal punto di vista paterno però, il sistema sanitario inglese, come già accaduto in Gran Bretagna con la squallida storia della Clinica Tavistock, non ha «mai esplorato a fondo la sua storia di problemi di salute mentale o autismo». È innegabile del resto che a causa della cultura nichilistica e utopica del "trans è bello", portata avanti con la scusa di non ghettizzare una minoranza, risulta sempre più difficile opporsi all'ideologia del cambiamento di sesso. Che anzi sarebbe per i suoi fan la panacea di tutti i mali e di tutti i turbamenti psichici degli adolescenti.<br />«È strutturalmente ingiusto - ha dichiarato il papà del ragazzo - nei confronti di persone come mio figlio (...) cercare la risposta ai suoi problemi in questo trattamento radicale. Ha bisogno di più protezione, non di meno». Questo ragazzo di 21 anni con disabilità - che legalmente non può compiere neppure tutte le azioni che la legge prevede per i maggiorenni - è in grado di "autodeterminarsi"?<br />Secondo il "detransitioner" Ritchie Herron assolutamente no. E proprio Herron, che condivide la condizione autistica del ragazzo e che ha vissuto sulla sua pelle una transizione sessuale indotta di cui poi si è pentito, sta aiutando il padre in questione in questa battaglia in difesa del ragazzo e contro delle mutilazioni genitali irreversibili. Sempre Ritchie Herron ha affermato che nel suo caso i medici furono piuttosto insistenti nel proporgli il "sex change" come soluzione ai suoi problemi, che erano invece di natura psichiatrica. «Ma quando sei ossessivo, autistico, depresso e ansioso sicuramente non sei un candidato ideale per la chirurgia», ha aggiunto.<br />Per l'avvocato Paul Conrathe, che sostiene le ragioni del padre, è inaccettabile che «i giovani vulnerabili», come appunto i ragazzi autistici, con Sindrome di Down o con disabilità, «siano guidati lungo un percorso di infertilità e di cambiamento irreversibile».<br />Ora la questione, al di là delle particolarità che ogni singolo caso presenta, è questa: la biologia, checché ne dicano i suoi nemici, è una scienza precisa ed essa ci rivela cosa è l'uomo e quanto sia importante la retta integrazione della sessualità all'interno della personalità. L'antropologia e la psicologia di qualunque indirizzo ci insegnano che nell'essere umano la psiche è inseparabile dal corpo.<br />Oggi però, invece di agire affinché i giovani con disagi riconquistino la propria natura autentica e raggiungano la pacificazione tra corporeità e mente, si fa di tutto, per subalternità all'ideologia del gender, per promuovere interventi sul corpo e modificarlo, a volte in modo irreparabile. E questo in nome di proiezioni psicologiche soggettive, adolescenziali, spesso del tutto effimere.<br />In pratica il corpo non direbbe nulla della persona, mentre tutto nell'uomo dipenderebbe dall'auto-percezione del soggetto. Inclusa l'idea micidiale di essere nati in un "corpo sbagliato" che la miracolosa tecno-scienza dovrà aggiustare e rettificare. No, il corpo è amico e parte della persona, e non è una malattia da curare o da mutilare a piacimento.<br />Auguriamoci che tutti i padri e tutte le madri riescano a proteggere i propri figli dalle loro inevitabili fragilità e dai loro dubbi esistenziali di adolescenti, fomentati ad arte da chi ha interessi di tipo ideologico, economico e contrari al bene comune.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/55301957</guid><pubDate>Tue, 11 Jul 2023 21:41:08 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/55301957/un_padre_inglese_cerca_di_opporsi_al_cambio_di_sesso_del_figlio_autistico.mp3" length="5590666" type="audio/mpeg"/><itunes:author>BastaBugie</itunes:author><itunes:subtitle>TESTO DELL'ARTICOLO ➜ https://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7464

UN PADRE INGLESE CERCA DI OPPORSI AL CAMBIO DI SESSO DEL FIGLIO AUTISTICO di Fabrizio Cannone
Coloro che pretendono che la biologia non sia una vera scienza e che l'uomo sia...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="https://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7464" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7464</a><br /><br />UN PADRE INGLESE CERCA DI OPPORSI AL CAMBIO DI SESSO DEL FIGLIO AUTISTICO di Fabrizio Cannone<br />Coloro che pretendono che la biologia non sia una vera scienza e che l'uomo sia unicamente ciò che desidera essere, fanno di tutto per favorire, legalizzare e legittimare qualunque operazione medica e chirurgica fatta al fine di alterare e correggere il più grande dono fisico che ogni uomo possiede: il proprio corpo.<br />A proposito di un triste fatto di attualità, il britannico Telegraph titola così: "Un padre dal cuore spezzato fa causa al sistema sanitario inglese per impedire il cambio di sesso del figlio autistico". In pratica, secondo la ricostruzione del Christian Institute, un padre, che però certa stampa chiama orwellianamente "genitore A", ha avviato un'azione legale contro il NHS, ovvero il sistema sanitario nazionale del Regno Unito, per «proteggere il proprio figlio autistico di 21 anni», da un'operazione di «cambio di sesso».<br />Cambio di sesso che era stato già avviato da quando il ragazzo aveva appena 16 anni con la discutibile prescrizione medica dei famigerati bloccanti della pubertà, indirizzando il giovane verso un'operazione di chirurgia genitale a partire dai 19.<br />Dal punto di vista paterno però, il sistema sanitario inglese, come già accaduto in Gran Bretagna con la squallida storia della Clinica Tavistock, non ha «mai esplorato a fondo la sua storia di problemi di salute mentale o autismo». È innegabile del resto che a causa della cultura nichilistica e utopica del "trans è bello", portata avanti con la scusa di non ghettizzare una minoranza, risulta sempre più difficile opporsi all'ideologia del cambiamento di sesso. Che anzi sarebbe per i suoi fan la panacea di tutti i mali e di tutti i turbamenti psichici degli adolescenti.<br />«È strutturalmente ingiusto - ha dichiarato il papà del ragazzo - nei confronti di persone come mio figlio (...) cercare la risposta ai suoi problemi in questo trattamento radicale. Ha bisogno di più protezione, non di meno». Questo ragazzo di 21 anni con disabilità - che legalmente non può compiere neppure tutte le azioni che la legge prevede per i maggiorenni - è in grado di "autodeterminarsi"?<br />Secondo il "detransitioner" Ritchie Herron assolutamente no. E proprio Herron, che condivide la condizione autistica del ragazzo e che ha vissuto sulla sua pelle una transizione sessuale indotta di cui poi si è pentito, sta aiutando il padre in questione in questa battaglia in difesa del ragazzo e contro delle mutilazioni genitali irreversibili. Sempre Ritchie Herron ha affermato che nel suo caso i medici furono piuttosto insistenti nel proporgli il "sex change" come soluzione ai suoi problemi, che erano invece di natura psichiatrica. «Ma quando sei ossessivo, autistico, depresso e ansioso sicuramente non sei un candidato ideale per la chirurgia», ha aggiunto.<br />Per l'avvocato Paul Conrathe, che sostiene le ragioni del padre, è inaccettabile che «i giovani vulnerabili», come appunto i ragazzi autistici, con Sindrome di Down o con disabilità, «siano guidati lungo un percorso di infertilità e di cambiamento irreversibile».<br />Ora la questione, al di là delle particolarità che ogni singolo caso presenta, è questa: la biologia, checché ne dicano i suoi nemici, è una scienza precisa ed essa ci rivela cosa è l'uomo e quanto sia importante la retta integrazione della sessualità all'interno della personalità. L'antropologia e la psicologia di qualunque indirizzo ci insegnano che nell'essere umano la psiche è inseparabile dal corpo.<br />Oggi però, invece di agire affinché i giovani con disagi riconquistino la propria natura autentica e raggiungano la pacificazione tra corporeità e mente, si fa di tutto, per subalternità all'ideologia del gender, per promuovere interventi sul corpo e...]]></itunes:summary><itunes:duration>350</itunes:duration><itunes:keywords>autismo,autopercezione,cuorespezzato,tavistock,trans</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/473818b68274e3d959b50c75f6d51e55.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Ospedale cattolico costretto a un intervento transgender</title><link>https://www.spreaker.com/episode/ospedale-cattolico-costretto-a-un-intervento-transgender--55301868</link><description><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="https://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7440" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7440</a><br /><br />OSPEDALE CATTOLICO COSTRETTO A UN INTERVENTO TRANSGENDER di J.P. Mauro<br />Il giudice ha criticato gli indirizzi del National Catholic Bioethics Center ritenendoli discriminatori nei confronti dei pazienti transgender<br />Un ospedale che segue le linee guida del National Catholic Bioethics Center (NCBC) si è ritrovato in acque turbolente per aver rifiutato di eseguire un'isterectomia a un individuo transgender. Un giudice distrettuale federale ha stabilito che il rifiuto di rimuovere l'organo, sano, rappresentava una discriminazione sessuale. L'isterectomia era ritenuta necessaria dal medico del paziente per curare la disforia di genere.<br />Secondo The Hill, il caso ha come protagonista Jesse Hammonds, un paziente transgender di 33 anni - biologicamente donna che ha avviato la transizione verso il sesso maschile. L'isterectomia era stata fissata per il 6 gennaio 2023, ma l'intervento è stato cancellato quando il chirurgo è stato informato del fatto che l'obiettivo era il cambio di genere. Le politiche cattoliche dell'ospedale non permettono questo tipo di interventi.<br />Il caso è particolarmente complicato per via del rapporto tra l'ospedale, tecnicamente una struttura pubblica, e la Chiesa. Il St. Joseph Medical Center di Towson (Maryland, Stati Uniti) era originariamente un ospedale cattolico, poi acquisito dallo University of Maryland Health System.National Review indica che le condizioni dell'acquisto richiedevano che l'ospedale operasse sotto la guida delNCBC.<br />Le linee guida includono in particolare due princìpi dell'etica dell'assistenza sanitaria cattolica: uno proibisce la sterilizzazione di un paziente in assenza di una patologia che la renda necessario (ad esempio il cancro), l'altro impedisce la rimozione di un organo sano: "Il cambio di genere di qualsiasi tipo è intrinsecamente disordinato perché non può conformarsi al vero bene della persona umana, che è un'unione di corpo e anima creata in modo inalterabile maschio o femmina. Il cambio di genere non dovrebbe mai essere eseguito, incoraggiato o affermato positivamente come un bene nell'assistenza sanitaria cattolica. Questo include interventi, somministrazione di ormoni cross-sex o di sostanze per bloccare la pubertà, e modifiche sociali o comportamentali".<br />Secondo la CNA, la decisione del giudice del tribunale distrettuale Deborah K. Chasanow ha criticato le linee guida del NCBC ritenendole intrinsecamente discriminatorie. La sentenza ha fatto preoccupare i sostenitori della bioetica cattolica per l'ipotesi che le argomentazioni usate in questo caso possano essere impiegate contro gli ospedali cattolici.<br />"Il grande pericolo è che gli ospedali cattolici vengano costretti e legalmente attaccati per il fatto di non offrire interventi transgender", ha dichiarato alla CNA il presidente del NCBC, Joseph Meaney. "In questo caso devono difendersi in tribunale. Devono sostenere i loro diritti alla libertà religiosa e i diritti di coscienza, e questo è ovviamente difficile e molto costoso. Alla fine, potrebbero perfino dover chiudere".<br />Meaney ha sottolineato l'importanza di permettere agli ospedali cattolici di continuare a offrire il proprio servizio in base ai dettami della coscienza e ai diritti di coscienza dei pazienti, e ha suggerito che gli interventi transgender obbligatori potrebbero distruggere l'assistenza sanitaria cattolica.<br />The University of Maryland St. Joseph Medical Center ha affermato che sta analizzando la decisione. Non ha affermato espressamente che ricorrerà in appello, ma ha dichiarato che "mette in discussione molte delle conclusioni raggiunte in questa sentenza".]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/55301868</guid><pubDate>Tue, 04 Jul 2023 21:49:02 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/55301868/ospedale_cattolico_costretto_a_un_intervento_transgender.mp3" length="4702068" type="audio/mpeg"/><itunes:author>BastaBugie</itunes:author><itunes:subtitle>TESTO DELL'ARTICOLO ➜ https://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7440

OSPEDALE CATTOLICO COSTRETTO A UN INTERVENTO TRANSGENDER di J.P. Mauro
Il giudice ha criticato gli indirizzi del National Catholic Bioethics Center ritenendoli discriminatori nei...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="https://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7440" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7440</a><br /><br />OSPEDALE CATTOLICO COSTRETTO A UN INTERVENTO TRANSGENDER di J.P. Mauro<br />Il giudice ha criticato gli indirizzi del National Catholic Bioethics Center ritenendoli discriminatori nei confronti dei pazienti transgender<br />Un ospedale che segue le linee guida del National Catholic Bioethics Center (NCBC) si è ritrovato in acque turbolente per aver rifiutato di eseguire un'isterectomia a un individuo transgender. Un giudice distrettuale federale ha stabilito che il rifiuto di rimuovere l'organo, sano, rappresentava una discriminazione sessuale. L'isterectomia era ritenuta necessaria dal medico del paziente per curare la disforia di genere.<br />Secondo The Hill, il caso ha come protagonista Jesse Hammonds, un paziente transgender di 33 anni - biologicamente donna che ha avviato la transizione verso il sesso maschile. L'isterectomia era stata fissata per il 6 gennaio 2023, ma l'intervento è stato cancellato quando il chirurgo è stato informato del fatto che l'obiettivo era il cambio di genere. Le politiche cattoliche dell'ospedale non permettono questo tipo di interventi.<br />Il caso è particolarmente complicato per via del rapporto tra l'ospedale, tecnicamente una struttura pubblica, e la Chiesa. Il St. Joseph Medical Center di Towson (Maryland, Stati Uniti) era originariamente un ospedale cattolico, poi acquisito dallo University of Maryland Health System.National Review indica che le condizioni dell'acquisto richiedevano che l'ospedale operasse sotto la guida delNCBC.<br />Le linee guida includono in particolare due princìpi dell'etica dell'assistenza sanitaria cattolica: uno proibisce la sterilizzazione di un paziente in assenza di una patologia che la renda necessario (ad esempio il cancro), l'altro impedisce la rimozione di un organo sano: "Il cambio di genere di qualsiasi tipo è intrinsecamente disordinato perché non può conformarsi al vero bene della persona umana, che è un'unione di corpo e anima creata in modo inalterabile maschio o femmina. Il cambio di genere non dovrebbe mai essere eseguito, incoraggiato o affermato positivamente come un bene nell'assistenza sanitaria cattolica. Questo include interventi, somministrazione di ormoni cross-sex o di sostanze per bloccare la pubertà, e modifiche sociali o comportamentali".<br />Secondo la CNA, la decisione del giudice del tribunale distrettuale Deborah K. Chasanow ha criticato le linee guida del NCBC ritenendole intrinsecamente discriminatorie. La sentenza ha fatto preoccupare i sostenitori della bioetica cattolica per l'ipotesi che le argomentazioni usate in questo caso possano essere impiegate contro gli ospedali cattolici.<br />"Il grande pericolo è che gli ospedali cattolici vengano costretti e legalmente attaccati per il fatto di non offrire interventi transgender", ha dichiarato alla CNA il presidente del NCBC, Joseph Meaney. "In questo caso devono difendersi in tribunale. Devono sostenere i loro diritti alla libertà religiosa e i diritti di coscienza, e questo è ovviamente difficile e molto costoso. Alla fine, potrebbero perfino dover chiudere".<br />Meaney ha sottolineato l'importanza di permettere agli ospedali cattolici di continuare a offrire il proprio servizio in base ai dettami della coscienza e ai diritti di coscienza dei pazienti, e ha suggerito che gli interventi transgender obbligatori potrebbero distruggere l'assistenza sanitaria cattolica.<br />The University of Maryland St. Joseph Medical Center ha affermato che sta analizzando la decisione. Non ha affermato espressamente che ricorrerà in appello, ma ha dichiarato che "mette in discussione molte delle conclusioni raggiunte in questa sentenza".]]></itunes:summary><itunes:duration>294</itunes:duration><itunes:keywords>crosssex,disciminatori,patologia,sterilizzazione,transgender</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/310f82b35bc77734c74d13d5e784ede0.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>L'ideologia LGBT toglie diritti alle donne, che in questo caso non interessano a nessuno</title><link>https://www.spreaker.com/episode/l-ideologia-lgbt-toglie-diritti-alle-donne-che-in-questo-caso-non-interessano-a-nessuno--55254813</link><description><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="https://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7457" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7457</a><br /><br />L'IDEOLOGIA LGBT TOGLIE DIRITTI ALLE DONNE, CHE IN QUESTO CASO NON INTERESSANO A NESSUNO di Helen Saxby<br />Il Servizio Sanitario Nazionale inglese ha pubblicato una nuova guida "trans e non binaria" per il personale sanitario, secondo la quale nessun paziente ha il diritto di conoscere lo stato trans dell'operatore sanitario che lo assiste: se si percepisce donna, anche se sembra un maschio, la paziente non può eccepire alcunché. Neanche se è una paziente - per es. - affetta da demenza che ha qualche difficoltà a recepire le teorie gender: le loro eventuali obiezioni sarebbero considerate "opinioni discriminatorie". Così come alle ragazzine i regolamenti scolastici insegnano che i maschi che si trovano nei loro spogliatoi sono vere femmine, se lo vogliono.<br />Una donna potrebbe iniziare una carriera sportiva o aver lavorato duramente per diventare un atleta d'élite, solo per scoprire che c'è un uomo accanto a lei sulla linea di partenza e le verrà detto di adattare il tuo senso della realtà. Di modificare le sue percezioni per vedere quell'uomo, con il suo vantaggio che gli dà la biologia, come se fosse davvero una donna.<br />E così in politica, nell'editoria, nel mondo accademico, nelle arti, nella scienza: carriere professionali con premi e incentivi per donne e ragazze saranno condivise con uomini e le donne dovranno adeguarsi. Bisogna imparare a vedere questi uomini come donne, o far finta di non notare le differenze.<br />Una vittima di stupro o di violenza maschile dovrà adattarsi ad avere un uomo nel rifugio per sole donne. Dovrà far finta che non sia così, o lavorare di più per "rielaborare il suo trauma".<br />In prigione, senza via di fuga e potrebbe esserci un maschio rinchiuso con una donna e dovrà adattarsi, chiamarlo donna e far finta che non ci sia differenza tra lui e le altre detenute. Ci sono sanzioni per chi non si adegua e non c'è niente da fare.<br />In ospedale, negli studi medici, anche dal ginecologo la parola "donna" non viene più utilizzata e un uomo può essere messo nel letto accanto. Chi preferisce un'infermiera per eseguire la mammografia, o vorrebbe assistenti donne per cure intime deve fingere che non importi se si trova davanti un uomo: se no viene bollata come bigotta transfobica.<br />I bagni pubblici e gli spogliatoi nei negozi e nei centri ricreativi ora saranno "unisessuali" in un modo "per entrambi i sessi": l' istinto naturale a diffidare di qualsiasi uomo che entra in uno spazio femminile deve essere represso. La conoscenza e l'esperienza femminile del comportamento predatorio maschile devono essere disimparate.<br />Chi rifiuta di adattarsi, o non può adattarsi a causa di demenza, neurodivergenza, un forte senso della realtà materiale, credenze religiose o femminismo radicale, perderà amici, lavoro, finanziamenti, reputazione, opportunità, premi, record, borse di studio, carriere e infine le parole per dire tutto questo. Probabilmente perderà la tranquillità e, in casi estremi, la sanità mentale.<br />È in atto di discriminazione totale contro le donne. La metà dell'umanità va sempre più lontano dall'uguaglianza, più lontano dalla sicurezza, più lontano dall'equità, dalla dignità, e dalla privacy, per accontentare un piccolo sottogruppo di uomini che desiderano essere visti come donne.<br />Il grande adattamento è richiesto alle donne, non agli uomini. Gli uomini che beneficiano della promozione dei valori 'progressisti' sanno che non saranno loro a pagarne il prezzo: le conseguenze ricadranno sempre in modo netto e sproporzionato sulle donne.<br />Nota di BastaBugie: Tommaso Scandroglio, nell'articolo seguente dal titolo "Nessun sesso, siamo belgi. Ecco il nichilismo all'anagrafe" parla del Parlamento belga che sta approvando una legge che renderà possibile a una persona cambiare legalmente di sesso ogni volta che vuole, a semplice richiesta.<br />Ecco l'articolo completo pubblicato su La Nuova Bussola Quotidiana il 19 giugno 2023:<br />In Belgio, dove il vice premier è un transessuale (Petra De Sutter, all'anagrafe), era in vigore dal 2017 una legge sul "cambio di sesso" che pareva all'avanguardia. Infatti per la rettificazione sessuale bastava un'autodichiarazione presso l'ufficiale di stato civile senza passare né dal chirurgo, né dall'endocrinologo per gli ormoni, né dallo psicologo. Però occorreva il benestare del Tribunale di Famiglia.<br />Al contrario, questa norma è sembrata alla Corte costituzionale un po' vetusta e così ha chiesto al Parlamento di cambiarla. Allora Vincent Van Quickenborne, Ministro della Giustizia, e Marie-Colline Leroy, segretario di Stato per l'uguaglianza di genere, hanno proposto un disegno di legge che pare scritto da un autore fantasy. Le modifiche alla legge del 2017, approvate il 14 giugno dalla Commissione giustizia della Camera e che aspettano il placet dell'Assemblea plenaria, prevedono che il "cambio di sesso", a differenza della precedente disciplina normativa, possa avvenire un numero indefinito di volte.<br />In buona sostanza Mauro può diventare Maura e viceversa tutte le volte che vuole e solo recandosi all'ufficio di stato civile, nemmeno più dovendo chiedere l'autorizzazione del Tribunale di Famiglia. Dunque, per ipotesi, una persona da gennaio a giugno potrebbe essere maschio e da luglio a dicembre femmina e così ogni anno. La donna è mobil e pure l'uomo, viene da concludere. Il sesso di appartenenza diventerebbe allora come la cravatta, un accessorio che cambi a seconda dell'umore o dell'abito che indossi. Il sesso come accessorio, appunto.<br />La Corte costituzionale ha chiesto questa modifica in quanto l'irrevocabilità della prima scelta del "cambio di sesso" era parsa ai giudici - indovinate un po'? - discriminatoria verso quelle persone che si sentono "gender fluid" ossia ondivaghe nel tempo in merito all'autopercezione sessuale. Bloccarli nella loro prima opzione era parso un po' troppo rigido. D'altronde se si può cambiare coniuge ipoteticamente enne volte, non si capisce perché non si possa fare lo stesso anche con il sesso. In tal modo il cambiamento di nome potrà avvenire moltissime volte ed ogni volta si potrà usare un nome nuovo di zecca. La babele dell'onomastica.<br />La prossima modifica già approvata dalla Corte costituzionale prevede poi il riconoscimento anagrafico delle persone non binarie, ossia di quelle persone che non si riconoscono né appartenenti al sesso maschile né a quello femminile. Pensano di essere neutre, come un foglio bianco che non è né azzurro né rosa, oppure immaginano di appartenere ad un sesso terzo, però di difficile rappresentazione. Va da sé che questa modifica risponde all'esigenza, secondo i giudici, di applicare il principio di uguaglianza anche a questi soggetti che vivono nel limbo sessuale.<br />All'orizzonte però c'è dell'altro. Quest'ultima riforma permetterebbe ai soggetti che si percepiscono non binari e dunque, come spiegato, terziari di apporre sui propri documenti di identità una bella X, a posto dei castranti M e F. Apriamo una breve parentesi di carattere filosofico: tutti sanno che in matematica la X indica un'incognita e dunque è parsa ai belgi, e non solo a loro, che tale lettera facesse proprio al caso di coloro i quali non sanno chi sono dal punto di vista sessuale (una X così simile all'asterisco grammaticalmente ambiguo). Un'incognita che non deve essere risolta, perché viviamo nel tempo delle domande, delle incertezze e non certo nel tempo delle risposte e della verità.<br />Chiusa la parentesi, torniamo agli aspetti giuridici di tale riforma: una ricaduta negativa che potrebbe nascere dall'apporre questa X su passaporto e carta d'identità (una identità mancante dell'identità sessuale, notiamo a margine) sarebbe che qualcuno potrebbe sorprendersi di quello strano simbolo e inarcare un sopracciglio. Simile eventualità è apparsa subito ai giudici come - indovinate nuovamente? - discriminatoria verso i terziari del sesso anagrafico. Allora si vocifera sempre più - udite udite - di cancellare qualsiasi riferimento al sesso, vero o percepito che sia, sui documenti ufficiali. Il sesso scomparirebbe e, prima o poi, diventerebbe irrilevante anche dal punto di vista sociale, quasi fosse accessorio alla persona, né più né meno come la misura del piede. Un mondo dove solo a presentarsi come maschio, femmina o transessuale apparirebbe vetusto, superato o addirittura politicamente scorretto perché discriminatorio verso chi è più avanti nella consapevolezza del mondo e sa che il sesso è irrilevante per la felicità della persona. L'anticultura woke griderebbe allo scandalo della supremazia sessuale.<br />Ecco allora che approderemmo finalmente a ciò che vogliono le lobby LGBT e, più in alto di loro, a ciò che vuole il pensiero rivoluzionario: il nichilismo sessuale. Il "cambiamento di sesso" è solo una tappa intermedia perché la meta è il nulla sessuale, ossia la cancellazione dell'identità sessuale, parte della cancellazione dell'identità personale, dell'uomo in quanto uomo.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/55254813</guid><pubDate>Tue, 27 Jun 2023 21:59:09 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/55254813/l_ideologia_lgbt_toglie_diritti_alle_donne_che_in_questo_caso_non_interessano_a_nessuno.mp3" length="13080912" type="audio/mpeg"/><itunes:author>BastaBugie</itunes:author><itunes:subtitle>TESTO DELL'ARTICOLO ➜ https://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7457

L'IDEOLOGIA LGBT TOGLIE DIRITTI ALLE DONNE, CHE IN QUESTO CASO NON INTERESSANO A NESSUNO di Helen Saxby
Il Servizio Sanitario Nazionale inglese ha pubblicato una nuova guida...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="https://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7457" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7457</a><br /><br />L'IDEOLOGIA LGBT TOGLIE DIRITTI ALLE DONNE, CHE IN QUESTO CASO NON INTERESSANO A NESSUNO di Helen Saxby<br />Il Servizio Sanitario Nazionale inglese ha pubblicato una nuova guida "trans e non binaria" per il personale sanitario, secondo la quale nessun paziente ha il diritto di conoscere lo stato trans dell'operatore sanitario che lo assiste: se si percepisce donna, anche se sembra un maschio, la paziente non può eccepire alcunché. Neanche se è una paziente - per es. - affetta da demenza che ha qualche difficoltà a recepire le teorie gender: le loro eventuali obiezioni sarebbero considerate "opinioni discriminatorie". Così come alle ragazzine i regolamenti scolastici insegnano che i maschi che si trovano nei loro spogliatoi sono vere femmine, se lo vogliono.<br />Una donna potrebbe iniziare una carriera sportiva o aver lavorato duramente per diventare un atleta d'élite, solo per scoprire che c'è un uomo accanto a lei sulla linea di partenza e le verrà detto di adattare il tuo senso della realtà. Di modificare le sue percezioni per vedere quell'uomo, con il suo vantaggio che gli dà la biologia, come se fosse davvero una donna.<br />E così in politica, nell'editoria, nel mondo accademico, nelle arti, nella scienza: carriere professionali con premi e incentivi per donne e ragazze saranno condivise con uomini e le donne dovranno adeguarsi. Bisogna imparare a vedere questi uomini come donne, o far finta di non notare le differenze.<br />Una vittima di stupro o di violenza maschile dovrà adattarsi ad avere un uomo nel rifugio per sole donne. Dovrà far finta che non sia così, o lavorare di più per "rielaborare il suo trauma".<br />In prigione, senza via di fuga e potrebbe esserci un maschio rinchiuso con una donna e dovrà adattarsi, chiamarlo donna e far finta che non ci sia differenza tra lui e le altre detenute. Ci sono sanzioni per chi non si adegua e non c'è niente da fare.<br />In ospedale, negli studi medici, anche dal ginecologo la parola "donna" non viene più utilizzata e un uomo può essere messo nel letto accanto. Chi preferisce un'infermiera per eseguire la mammografia, o vorrebbe assistenti donne per cure intime deve fingere che non importi se si trova davanti un uomo: se no viene bollata come bigotta transfobica.<br />I bagni pubblici e gli spogliatoi nei negozi e nei centri ricreativi ora saranno "unisessuali" in un modo "per entrambi i sessi": l' istinto naturale a diffidare di qualsiasi uomo che entra in uno spazio femminile deve essere represso. La conoscenza e l'esperienza femminile del comportamento predatorio maschile devono essere disimparate.<br />Chi rifiuta di adattarsi, o non può adattarsi a causa di demenza, neurodivergenza, un forte senso della realtà materiale, credenze religiose o femminismo radicale, perderà amici, lavoro, finanziamenti, reputazione, opportunità, premi, record, borse di studio, carriere e infine le parole per dire tutto questo. Probabilmente perderà la tranquillità e, in casi estremi, la sanità mentale.<br />È in atto di discriminazione totale contro le donne. La metà dell'umanità va sempre più lontano dall'uguaglianza, più lontano dalla sicurezza, più lontano dall'equità, dalla dignità, e dalla privacy, per accontentare un piccolo sottogruppo di uomini che desiderano essere visti come donne.<br />Il grande adattamento è richiesto alle donne, non agli uomini. Gli uomini che beneficiano della promozione dei valori 'progressisti' sanno che non saranno loro a pagarne il prezzo: le conseguenze ricadranno sempre in modo netto e sproporzionato sulle donne.<br />Nota di BastaBugie: Tommaso Scandroglio, nell'articolo seguente dal titolo "Nessun sesso, siamo belgi. Ecco il nichilismo all'anagrafe" parla del Parlamento belga che sta approvando una legge che renderà possibile a una persona cambiare legalmente...]]></itunes:summary><itunes:duration>818</itunes:duration><itunes:keywords>belgio,femminismo,genderfluid,lgbt,nessunsesso</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/1c479f76142a85fe2d2cd9747920cfeb.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>La Disney è uno dei principali sponsor del gay pride di Roma</title><link>https://www.spreaker.com/episode/la-disney-e-uno-dei-principali-sponsor-del-gay-pride-di-roma--54358219</link><description><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="https://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7437" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7437</a><br /><br />LA DISNEY E' UNO DEI PRINCIPALI SPONSOR DEL GAY PRIDE DI ROMA di Giuliano Guzzo<br />Tra le conferme di questo mese di giugno ce n'è una abbastanza scontata, ancorché significativa: è quella che vede la Walt Disney company tra gli sponsor del Roma Pride 2023, la manifestazione Lgbt in queste ore finita al centro delle polemiche per la revoca, dopo la denuncia di Pro Vita &amp; Famiglia, del patrocinio alla stessa da parte della Regione Lazio. La dimensione significativa di tutto ciò sta nel fatto che colpisce - e non può che essere così - vedere una grande casa produttrice di contenuti per bambini sostenere una manifestazione che, appoggiando l'utero in affitto, sostiene di fatto una pratica neoschiavista come la compravendita di bambini.<br />L'aspetto «abbastanza scontato», invece, consiste nel fatto che purtroppo sono anni che Walt Disney sostiene il movimento Lgbt al punto da farlo anche con i suoi prodotti di punta: i cartoni animati. Prova ne siano le serie tv Star Wars Resistance (2018-2020) - i cui creatori hanno confermato che lo show ha una coppia gay - e The Owl House - Aspirante Strega (2020-2023) - la cui la protagonista Luz è stata dichiarata bisessuale dall'autrice Dana Terrace. Oppure si pensi a Toy Story 4 (2019) - prodotto insieme alla Pixar Animation Studios - in cui si mostrano due madri omosessuali accompagnano e lasciano il figlio all'asilo; o lo stesso Lightyear - La vera storia di Buzz (sempre del mondo do Toy Story) dove si vedono due "mamme" e un bacio gay tra le due; ma anche a Onward - Oltre la Magia (2020), dove c'è il primo personaggio Lgbtqia+ ad apparire in un film Disney, la poliziotta Specter; a Red (2022) - dove si vede Priya, un personaggio queer d'inclinazione bisessuale.<br />Inutile dire che si tratta di un elenco incompleto e destinato a crescere, se si deve credere a Karey Burke, presidente della Disney's General Entertainment Content, la quale in una call aziendale su Zoom, successivamente pubblicata su Twitter, ha ricordato che a breve «almeno il 50% dei» personaggi Disney dovrà essere arcobaleno. Ma se queste sono le tendenze che si delineano, vale la pena di ricordare come esse non siano affatto recenti; rispecchiano infatti agganci nell'ambito dei cartoni animati che i militanti arcobaleno hanno in modo stabile non da anni, ma addirittura da decenni. Un episodio, in tal senso, appare illuminante.<br />Si tratta del video d'una conferenza tenuta nell'ormani lontano 1998 all'Università della California da Elizabeth Birch, dirigente dal 1995 al 2004 della Human Rights Campaign, la più grande organizzazione Lgbt americana. Ebbene in questo video, dopo essersi accertata che tra il pubblico non vi fossero giornalisti - e probabilmente senza sapere di essere ripresa - la Birch riferisce di uno scambio di battute avuto con Michael Eisner, amministratore delegato della Walt Disney Company per oltre vent'anni, cui lei disse che il 30 per cento dei suoi dipendenti era gay, prima di essere da costui corretta: «Ti sbagli, Elisabeth, sono il 40 per cento». Lo si ripete: parliamo del 1998, dunque di un'era geologica fa rispetto ai progressi e alle conquiste Lgbt degli ultimi anni.<br />Per quanto riguarda Disney oggi, oltre al patrocinio del Roma Pride, si può segnalare come Disneyland California abbia recentemente annunciato addirittura il suo primo Pride americano in un Parco a tema; un evento notturno ad hoc ideato e pensato per «celebrare la comunità Lgbtqia + e i suoi alleati». Dunque la celebre casa di produzione rilancia più che mai, ad ogni occasione, il suo appoggio al movimento arcobaleno; e lo fa con una passione e una convinzione che colpiscono, se si pensa che proprio la Walt Disney Company - per far fronte ad un 2022 economicamente difficile e a un momento parimenti duro - ha iniziato draconiani processi di decimazione del personale, che porteranno al licenziamento di 7.000 persone.<br />Se ne potrebbe dunque concludere come l'appoggio all'ideologia Woke, al progressismo più estremo e alle rivendicazioni Lgbt, a lungo andare, non porti affatto bene ad una azienda. Anche perché esistono altri casi simili di aziende - da marchi di birra a grandi magazzini - che stanno pagando caro, specie negli Usa, il loro sostegno all'agenda arcobaleno. Eppure c'è chi perseverà, fino a quando dovrà rendersi definitivamente conto che la realtà, ecco, rischia di essere molto più dura ed amara di un cartone animato.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/54358219</guid><pubDate>Tue, 13 Jun 2023 20:56:58 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/54358219/la_disney_uno_dei_principali_sponsor_del_gay_pride_di_roma.mp3" length="6228322" type="audio/mpeg"/><itunes:author>BastaBugie</itunes:author><itunes:subtitle>TESTO DELL'ARTICOLO ➜ https://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7437

LA DISNEY E' UNO DEI PRINCIPALI SPONSOR DEL GAY PRIDE DI ROMA di Giuliano Guzzo
Tra le conferme di questo mese di giugno ce n'è una abbastanza scontata, ancorché significativa: è...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="https://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7437" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7437</a><br /><br />LA DISNEY E' UNO DEI PRINCIPALI SPONSOR DEL GAY PRIDE DI ROMA di Giuliano Guzzo<br />Tra le conferme di questo mese di giugno ce n'è una abbastanza scontata, ancorché significativa: è quella che vede la Walt Disney company tra gli sponsor del Roma Pride 2023, la manifestazione Lgbt in queste ore finita al centro delle polemiche per la revoca, dopo la denuncia di Pro Vita &amp; Famiglia, del patrocinio alla stessa da parte della Regione Lazio. La dimensione significativa di tutto ciò sta nel fatto che colpisce - e non può che essere così - vedere una grande casa produttrice di contenuti per bambini sostenere una manifestazione che, appoggiando l'utero in affitto, sostiene di fatto una pratica neoschiavista come la compravendita di bambini.<br />L'aspetto «abbastanza scontato», invece, consiste nel fatto che purtroppo sono anni che Walt Disney sostiene il movimento Lgbt al punto da farlo anche con i suoi prodotti di punta: i cartoni animati. Prova ne siano le serie tv Star Wars Resistance (2018-2020) - i cui creatori hanno confermato che lo show ha una coppia gay - e The Owl House - Aspirante Strega (2020-2023) - la cui la protagonista Luz è stata dichiarata bisessuale dall'autrice Dana Terrace. Oppure si pensi a Toy Story 4 (2019) - prodotto insieme alla Pixar Animation Studios - in cui si mostrano due madri omosessuali accompagnano e lasciano il figlio all'asilo; o lo stesso Lightyear - La vera storia di Buzz (sempre del mondo do Toy Story) dove si vedono due "mamme" e un bacio gay tra le due; ma anche a Onward - Oltre la Magia (2020), dove c'è il primo personaggio Lgbtqia+ ad apparire in un film Disney, la poliziotta Specter; a Red (2022) - dove si vede Priya, un personaggio queer d'inclinazione bisessuale.<br />Inutile dire che si tratta di un elenco incompleto e destinato a crescere, se si deve credere a Karey Burke, presidente della Disney's General Entertainment Content, la quale in una call aziendale su Zoom, successivamente pubblicata su Twitter, ha ricordato che a breve «almeno il 50% dei» personaggi Disney dovrà essere arcobaleno. Ma se queste sono le tendenze che si delineano, vale la pena di ricordare come esse non siano affatto recenti; rispecchiano infatti agganci nell'ambito dei cartoni animati che i militanti arcobaleno hanno in modo stabile non da anni, ma addirittura da decenni. Un episodio, in tal senso, appare illuminante.<br />Si tratta del video d'una conferenza tenuta nell'ormani lontano 1998 all'Università della California da Elizabeth Birch, dirigente dal 1995 al 2004 della Human Rights Campaign, la più grande organizzazione Lgbt americana. Ebbene in questo video, dopo essersi accertata che tra il pubblico non vi fossero giornalisti - e probabilmente senza sapere di essere ripresa - la Birch riferisce di uno scambio di battute avuto con Michael Eisner, amministratore delegato della Walt Disney Company per oltre vent'anni, cui lei disse che il 30 per cento dei suoi dipendenti era gay, prima di essere da costui corretta: «Ti sbagli, Elisabeth, sono il 40 per cento». Lo si ripete: parliamo del 1998, dunque di un'era geologica fa rispetto ai progressi e alle conquiste Lgbt degli ultimi anni.<br />Per quanto riguarda Disney oggi, oltre al patrocinio del Roma Pride, si può segnalare come Disneyland California abbia recentemente annunciato addirittura il suo primo Pride americano in un Parco a tema; un evento notturno ad hoc ideato e pensato per «celebrare la comunità Lgbtqia + e i suoi alleati». Dunque la celebre casa di produzione rilancia più che mai, ad ogni occasione, il suo appoggio al movimento arcobaleno; e lo fa con una passione e una convinzione che colpiscono, se si pensa che proprio la Walt Disney Company - per far fronte ad un 2022 economicamente difficile e a un momento parimenti duro - ha iniziato...]]></itunes:summary><itunes:duration>390</itunes:duration><itunes:keywords>cartonianimatilgbt,disney,pride,romapride,woke</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/063f36f54c6642203e93365dcf50870c.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>La quinta rivoluzione: la fantasia come regola di comportamento</title><link>https://www.spreaker.com/episode/la-quinta-rivoluzione-la-fantasia-come-regola-di-comportamento--54360516</link><description><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="https://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7438" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7438</a><br /><br />LA QUINTA RIVOLUZIONE: LA FANTASIA COME REGOLA DI COMPORTAMENTO di Julio Loredo<br />"La distruzione delle parole è una cosa molto bella!", esclamava Syme, personaggio del celebre romanzo di George Orwell, 1984. Si trattava del Newspeak, il nuovo linguaggio forgiato dallo Stato totalitario al fine di manipolare la mente dei cittadini.<br />Ogni rivoluzione ha manipolato il linguaggio per offuscare la realtà, aggiustandola alla sua particolare ideologia. Quando, nel discorso inaugurale della III Internazionale nel 1919, Lenin proponeva una "pace democratica", era evidente che non si riferiva alla "tranquillitas ordinis" cristiana, ma alla dittatura del proletariato, cioè il suo esatto opposto.<br />Con la rivoluzione culturale attualmente in atto - la 4ª Rivoluzione, secondo il ben noto schema di Plinio Corrêa de Oliveira - questo tipo di manipolazione linguistica raggiunge il suo parossismo. La contraccezione viene presentata come "controllo del proprio corpo"; l'uccisione di un nascituro diventa "ivg", ovvero interruzione volontaria della gravidanza; gli assassini degli innocenti sono chiamati semplicemente "pro-scelta"; e gli omosessuali si tramutano in "gay", cioè gaudenti.<br />È tutto un linguaggio che, lungi dall'essere moralmente neutro, induce al peccato presentandolo sotto una luce benevola.<br />Con la cosiddetta teoria di genere si è varcato un nuovo traguardo. Questa teoria nega la naturale dicotomia maschio/femmina, sostituendola con un'infinità di "orientamenti sessuali" poliedrici. Alcuni studiosi hanno individuato più di cinquanta "generi", e adesso va di moda perfino proclamarsi gender fluid, cioè senza un genere definito.<br />La teoria di genere nega che esista un'identità sessuale fondata sulla natura. Questa sarebbe il risultato di condizionamenti culturali, sociali e linguistici, mutevoli per definizione. Viene quindi affermato che niente - nemmeno la natura - è oggettivo, ma può essere manipolato a piacere dall'uomo, che in questo modo diventa un demiurgo, non guidato dalla ragione ma dalle passioni sregolate. La sessualità, liberata in modo polimorfico a seconda dei capricci soggettivi, e non dipendente nemmeno dalla legge naturale, diventa quindi la forza motrice della società post-moderna.<br />Qui non siamo più di fronte ad una mera decostruzione del linguaggio, bensì al tentativo di sovvertire la natura creata da Dio. E questo, a nostro avviso, segna un nuovo passo nel processo rivoluzionario, l'inizio di una 5ª Rivoluzione.<br />DALLA NEGAZIONE DELL'AUTORITÀ AL VIETATO VIETARE<br />Ciò che definisce il processo rivoluzionario di scristianizzazione che, dalla fine del Medioevo, sta facendo strage della civiltà cristiana, è l'egualitarismo con il suo necessario corollario, il liberalismo.<br />Il protestantesimo cercò l'uguaglianza nella sfera religiosa, negando l'autorità del Papa e, in molte sette, anche quella dei vescovi e dei sacerdoti. La rivoluzione francese traspose questi principi ugualitari al campo politico, negando l'autorità del re e della nobiltà. Il comunismo si scagliò contro l'ultima disuguaglianza rimasta, quella economica, attraverso l'abolizione della proprietà privata.<br />Ma restava un'ultima gerarchia da distruggere, quella in interiore hominis, per la quale la Fede illumina l'intelligenza, che guida la volontà, che domina la sensibilità. Questo è il compito della rivoluzione culturale che, iniziata nei ruggenti anni venti, ha avuto il suo paradigma nel maggio '68 parigino. Si parla di una "rivoluzione nei modi di essere", di una "rivoluzione totale", di una "liberazione", che in realtà implica la tirannia delle passioni su qualsiasi freno di tipo intellettuale, morale, sociale o culturale.<br />Cardine di questa rivoluzione è la liberazione sessuale. Si proclama il decadimento della morale finora vigente e la libertà di "fare sesso" con chiunque si voglia, ovunque si voglia e comunque si voglia. Intesa inizialmente come sesso libero fra uomini e donne, questa rivoluzione è andata sviluppandosi sempre di più come una proliferazione dell'omosessualità e, più recentemente, della pan-sessualità.<br />Niente di più logico. Per i più estremisti, il sesso genitale è ancora "oppressivo", in quanto si attua secondo modi definiti dalla nostra naturale morfologia. Quindi proclamano che l'essere umano deve "liberarsi" perfino dalla sua morfologia, esperimentando la propria sensualità attraverso ogni fibra, ogni poro, ogni possibile fantasia. Si arriva in questo modo a una sorta di versione adulta di ciò che Freud chiamava "perverso polimorfo".<br />Questo tipo di pan-sensualità, però, si scontra con un ostacolo insormontabile: l'oggettività del reale, in altre parole la natura. La differenza maschio/femmina scaturisce dalla natura stessa.<br />Lungi dal voler piegarsi alle leggi della natura, i partigiani della teoria di genere negano che la differenza fra i sessi, con la conseguente distinzione dei comportamenti fra maschi e femmine, sia oggettiva. Per affermare questo assurdo sostengono che il reale non esiste come oggettività, tutto è soggettivamente interpretabile, riscrivibile e rinominabile a piacere. Non si tratta più di un "pensiero debole". Qui siamo di fronte alla proclamazione della fantasia come regola di comportamento.<br />Ora, ciò che definisce clinicamente la follia è proprio la non conformità dell'intelletto con la realtà, e la conseguente invenzione di un mondo interno che non corrisponde più con quello esterno.<br />I partigiani della teoria gender vogliono distruggere la legge naturale. Ora, questa non è altro che la legge divina incisa nella natura. Cercano di sovvertire la struttura più intima della natura, laddove l'uomo comincia a comportarsi come Dio, sognando una nuova creazione opposta a quella divina.<br />Mai il "non serviam" di Satana era arrivato a una tale radicalità. Pur nella loro distruttività, tutte le rivoluzioni avevano finora rispettato le leggi della natura. Qui siamo di fronte alla più tremenda rivoluzione di tutti i tempi.<br />IL TRIONFO DELLA FOLLIA<br />"L'uomo genitale deve trasformarsi nel polimorfo perverso, capace di vivere il mondo con tutti i suoi sensi e attraverso tutti i suoi pori", scrive Daniel Bell analizzando questa rivoluzione. Superata la genitalità, si supera la distinzione tra i sessi e nasce l'essere androgino. Viene creato il "nuovo Adamo", o meglio, rinasce l'Adamo primitivo, il fauno androgino della mitologia esoterica. Il peccato originale (cioè la repressione dell'Eros, secondo loro) è redento e la Storia, tornando alle origini, giunge al termine.<br />Norman Brown, araldo di questo nuovo mondo, parla del "trionfo di Dioniso, il Dio folle che viene a liberare i prigionieri". È il trionfo della follia, l'unica via per liberarci definitivamente da Dio. Alcuni teologi post-moderni prospettano che, a questo punto, la creazione verrebbe riassorbita dal "Cristo cosmico", in una sintesi finale, il "Pleroma" di cui parlava Teilhard de Chardin, e si formerebbe il "Corpo mistico del Cristo dionisiaco". Ma, al di là di tale corpo mistico, cosa ci sarà? Bell dice: "Oltre il corpo mistico c'è il nulla".<br />E per questo, d'ora in poi, poiché il nulla è l'ultimo orizzonte, l'unica attività che abbia senso è fomentare la dissoluzione di tutte le cose, compreso lo stesso io, attraverso la pan-sensualità carnale e il delirio dei sogni. La modernità è stata finora guidata dall'idea di un Aufheben, una costruzione del superuomo razionale all'interno della civiltà perfetta. Si tratta adesso di sostituire questo impulso ascendente con un Niedergang, una discesa verso il nulla.<br />Dopo aver conquistato tutto, il demonio dovrebbe suicidarsi per cancellare l'ultima traccia dell'opera di Dio nell'universo: egli stesso.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/54360516</guid><pubDate>Tue, 13 Jun 2023 20:56:50 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/54360516/la_quinta_rivoluzione_la_fantasia_come_regola_di_comportamento.mp3" length="9989268" type="audio/mpeg"/><itunes:author>BastaBugie</itunes:author><itunes:subtitle>TESTO DELL'ARTICOLO ➜ https://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7438

LA QUINTA RIVOLUZIONE: LA FANTASIA COME REGOLA DI COMPORTAMENTO di Julio Loredo
"La distruzione delle parole è una cosa molto bella!", esclamava Syme, personaggio del celebre...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="https://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7438" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7438</a><br /><br />LA QUINTA RIVOLUZIONE: LA FANTASIA COME REGOLA DI COMPORTAMENTO di Julio Loredo<br />"La distruzione delle parole è una cosa molto bella!", esclamava Syme, personaggio del celebre romanzo di George Orwell, 1984. Si trattava del Newspeak, il nuovo linguaggio forgiato dallo Stato totalitario al fine di manipolare la mente dei cittadini.<br />Ogni rivoluzione ha manipolato il linguaggio per offuscare la realtà, aggiustandola alla sua particolare ideologia. Quando, nel discorso inaugurale della III Internazionale nel 1919, Lenin proponeva una "pace democratica", era evidente che non si riferiva alla "tranquillitas ordinis" cristiana, ma alla dittatura del proletariato, cioè il suo esatto opposto.<br />Con la rivoluzione culturale attualmente in atto - la 4ª Rivoluzione, secondo il ben noto schema di Plinio Corrêa de Oliveira - questo tipo di manipolazione linguistica raggiunge il suo parossismo. La contraccezione viene presentata come "controllo del proprio corpo"; l'uccisione di un nascituro diventa "ivg", ovvero interruzione volontaria della gravidanza; gli assassini degli innocenti sono chiamati semplicemente "pro-scelta"; e gli omosessuali si tramutano in "gay", cioè gaudenti.<br />È tutto un linguaggio che, lungi dall'essere moralmente neutro, induce al peccato presentandolo sotto una luce benevola.<br />Con la cosiddetta teoria di genere si è varcato un nuovo traguardo. Questa teoria nega la naturale dicotomia maschio/femmina, sostituendola con un'infinità di "orientamenti sessuali" poliedrici. Alcuni studiosi hanno individuato più di cinquanta "generi", e adesso va di moda perfino proclamarsi gender fluid, cioè senza un genere definito.<br />La teoria di genere nega che esista un'identità sessuale fondata sulla natura. Questa sarebbe il risultato di condizionamenti culturali, sociali e linguistici, mutevoli per definizione. Viene quindi affermato che niente - nemmeno la natura - è oggettivo, ma può essere manipolato a piacere dall'uomo, che in questo modo diventa un demiurgo, non guidato dalla ragione ma dalle passioni sregolate. La sessualità, liberata in modo polimorfico a seconda dei capricci soggettivi, e non dipendente nemmeno dalla legge naturale, diventa quindi la forza motrice della società post-moderna.<br />Qui non siamo più di fronte ad una mera decostruzione del linguaggio, bensì al tentativo di sovvertire la natura creata da Dio. E questo, a nostro avviso, segna un nuovo passo nel processo rivoluzionario, l'inizio di una 5ª Rivoluzione.<br />DALLA NEGAZIONE DELL'AUTORITÀ AL VIETATO VIETARE<br />Ciò che definisce il processo rivoluzionario di scristianizzazione che, dalla fine del Medioevo, sta facendo strage della civiltà cristiana, è l'egualitarismo con il suo necessario corollario, il liberalismo.<br />Il protestantesimo cercò l'uguaglianza nella sfera religiosa, negando l'autorità del Papa e, in molte sette, anche quella dei vescovi e dei sacerdoti. La rivoluzione francese traspose questi principi ugualitari al campo politico, negando l'autorità del re e della nobiltà. Il comunismo si scagliò contro l'ultima disuguaglianza rimasta, quella economica, attraverso l'abolizione della proprietà privata.<br />Ma restava un'ultima gerarchia da distruggere, quella in interiore hominis, per la quale la Fede illumina l'intelligenza, che guida la volontà, che domina la sensibilità. Questo è il compito della rivoluzione culturale che, iniziata nei ruggenti anni venti, ha avuto il suo paradigma nel maggio '68 parigino. Si parla di una "rivoluzione nei modi di essere", di una "rivoluzione totale", di una "liberazione", che in realtà implica la tirannia delle passioni su qualsiasi freno di tipo intellettuale, morale, sociale o culturale.<br />Cardine di questa rivoluzione è la liberazione sessuale. 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In ogni caso la polizia lo avrebbe trovato «seminudo e alterato»<br />La Polizia municipale, accorsa sul luogo, avrebbe avuto serie difficoltà nell'identificazione e nell'arresto perché, come riporta La Verità, il soggetto avrebbe opposto resistenza agli agenti, e "sputato verso di loro, affermando di essere sieropositivo».<br />Il trans, A. N. di anni 41 e di origini brasiliane, avrebbe poi colpito con un calcio violento un agente, causandogli una prognosi di 15 giorni. Quindi avrebbe tentato una fuga disperata e sarebbe stato infine bloccato dagli agenti, con l'uso, secondo il sindacalista Daniele Vincini, di un "distanziatore" e di uno spray. Il tutto per assicurarlo alla giustizia ed evitare la commissione di reati ai danni dei bambini poco distanti.<br />Un video realizzato da alcuni studenti dell'Università Bocconi mostrerebbe poi, per quanto riguarda il momento dell'arresto, l'uso di violenza e manganellate da parte delle polizia e la Procura di Milano avrebbe in tal senso aperto un fascicolo contro gli agenti. Mentre il sindaco Sala ha subito chiesto una relazione alla polizia e «scaricato gli agenti», spostandoli già ai servizi interni, a causa della modalità usata nell'arresto.<br />Proprio la politica si è già divisa tra "innocentisti" e "colpevolisti" a proposito del comportamento degli agenti. Ovviamente non è certo impossibile che dei poliziotti possano sbagliare o esagerare - anche arrivare ad abusare del loro poter - nell'opera, assolutamente legittima, di tutelare la sicurezza e arrestare chi turba l'ordine pubblico.<br />La persona rea di molestie e che è stata infine arrestata, a tal proposito ha poi dichiarato, intervistato da Repubblica, che forse denuncerà gli agenti, anche se «ha paura» di eventuali ripercussioni o vendette, mentre l'Ambasciata del Brasile gli ha subito offerto assistenza legale. Lo stesso A.N. ha inoltre dichiarato che, al momento dell'arresto, «era molto agitata» a causa di liti con altri sudamericani, ma «non nuda». Mentre altre fonti asseriscono che il trans avrebbe mostrato i genitali (maschili...) ai bambini della scuola. [...]<br />Troviamo indecenti i commenti di alcuni politici i quali, al seguito di Vladimir Luxuria, hanno di "transfobia", con il palese intento di strumentalizzare l'intera vicenda. E hanno giudicato il modus operandi dei poliziotti di particolare gravità perché «è una donna a essere stata picchiata». In tal senso si è espresso Pierfrancesco Majorino, candidato del Pd alla regione Lombardia, che trova «disgustose» le manganellate date «a una donna».<br />Cosa c'entra questo con l'intera vicenda? Cosa cambia essere uomini, donne, trans? Non dovrebbe cambiare nulla, siccome se una persona - chiunque sia - molesta dei bambini è sempre sbagliato, così come se dei poliziotti abusano del loro potere nei confronti di una persona - appunto, chiunque sia - è sempre sbagliato.<br />Porre tali quesiti può apparire banale retorica, ma quando la cosiddetta "identità di genere" diventa il primo dei valori da tutelare e il primo criterio dell'identità personale, allora è possibile che ci siano dei cittadini da rispettare e da proteggere più degli altri. E questo, ovviamente, è inammissibile.<br />Ha ragione quindi il giornalista Boni Castellane, nel notare che da un lato tutti vorrebbero che l'ordine pubblico sia garantito, dall'altro ci si scandalizza troppo facilmente per l'uso della forza da parte degli agenti «i quali sarebbero autorizzate solamente a prenderle». Ma come si fa a bloccare il ladro, il teppista, il borseggiatore e chiunque metta a rischio la tranquillità e l'ordine pubblico?<br />Se c'è stato un eccesso di zelo nell'uso della forza, ciò va condannato. Ma l'orientamento sessuale o la sessualità del soggetto non è una aggravante, come invece suggeriscono alcuni che negano l'uguaglianza dei cittadini davanti alla legge.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/54045765</guid><pubDate>Wed, 31 May 2023 10:06:30 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/54045765/transessuale_molesta_scolaresca_ma_per_la_sinistra_ha_sbagliato_la_polizia.mp3" length="5376671" type="audio/mpeg"/><itunes:author>BastaBugie</itunes:author><itunes:subtitle>TESTO DELL'ARTICOLO ➜ https://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7425

TRANSESSUALE MOLESTA SCOLARESCA, MA PER LA SINISTRA HA SBAGLIATO LA POLIZIA di Fabrizio Cannone
La stampa sta ancora parlando di un triste episodio di cronaca, di quelli che non...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="https://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7425" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7425</a><br /><br />TRANSESSUALE MOLESTA SCOLARESCA, MA PER LA SINISTRA HA SBAGLIATO LA POLIZIA di Fabrizio Cannone<br />La stampa sta ancora parlando di un triste episodio di cronaca, di quelli che non mancano mai, e che anzi sembrano in vertiginosa ascesa, negli ultimi tempi.<br />Secondo la ricostruzione i fatti sarebbero questi: alle 8:15 di mercoledì 24 maggio, alcuni genitori avrebbero hanno segnalato alla polizia municipale, la «presenza di un transessuale» nei pressi della scuola Casa del Sole, frequentata dai loro figli, in via Giacosa a Milano.<br />L'uomo, che alcuni siti web e certi quotidiani hanno chiamato "donna" - e già questo è un segno della loro obiettività - si sarebbe aggirato nei pressi della scuola «con fare definito come molesto». In ogni caso la polizia lo avrebbe trovato «seminudo e alterato»<br />La Polizia municipale, accorsa sul luogo, avrebbe avuto serie difficoltà nell'identificazione e nell'arresto perché, come riporta La Verità, il soggetto avrebbe opposto resistenza agli agenti, e "sputato verso di loro, affermando di essere sieropositivo».<br />Il trans, A. N. di anni 41 e di origini brasiliane, avrebbe poi colpito con un calcio violento un agente, causandogli una prognosi di 15 giorni. Quindi avrebbe tentato una fuga disperata e sarebbe stato infine bloccato dagli agenti, con l'uso, secondo il sindacalista Daniele Vincini, di un "distanziatore" e di uno spray. Il tutto per assicurarlo alla giustizia ed evitare la commissione di reati ai danni dei bambini poco distanti.<br />Un video realizzato da alcuni studenti dell'Università Bocconi mostrerebbe poi, per quanto riguarda il momento dell'arresto, l'uso di violenza e manganellate da parte delle polizia e la Procura di Milano avrebbe in tal senso aperto un fascicolo contro gli agenti. Mentre il sindaco Sala ha subito chiesto una relazione alla polizia e «scaricato gli agenti», spostandoli già ai servizi interni, a causa della modalità usata nell'arresto.<br />Proprio la politica si è già divisa tra "innocentisti" e "colpevolisti" a proposito del comportamento degli agenti. Ovviamente non è certo impossibile che dei poliziotti possano sbagliare o esagerare - anche arrivare ad abusare del loro poter - nell'opera, assolutamente legittima, di tutelare la sicurezza e arrestare chi turba l'ordine pubblico.<br />La persona rea di molestie e che è stata infine arrestata, a tal proposito ha poi dichiarato, intervistato da Repubblica, che forse denuncerà gli agenti, anche se «ha paura» di eventuali ripercussioni o vendette, mentre l'Ambasciata del Brasile gli ha subito offerto assistenza legale. Lo stesso A.N. ha inoltre dichiarato che, al momento dell'arresto, «era molto agitata» a causa di liti con altri sudamericani, ma «non nuda». Mentre altre fonti asseriscono che il trans avrebbe mostrato i genitali (maschili...) ai bambini della scuola. [...]<br />Troviamo indecenti i commenti di alcuni politici i quali, al seguito di Vladimir Luxuria, hanno di "transfobia", con il palese intento di strumentalizzare l'intera vicenda. E hanno giudicato il modus operandi dei poliziotti di particolare gravità perché «è una donna a essere stata picchiata». In tal senso si è espresso Pierfrancesco Majorino, candidato del Pd alla regione Lombardia, che trova «disgustose» le manganellate date «a una donna».<br />Cosa c'entra questo con l'intera vicenda? Cosa cambia essere uomini, donne, trans? Non dovrebbe cambiare nulla, siccome se una persona - chiunque sia - molesta dei bambini è sempre sbagliato, così come se dei poliziotti abusano del loro potere nei confronti di una persona - appunto, chiunque sia - è sempre sbagliato.<br />Porre tali quesiti può apparire banale retorica, ma quando la cosiddetta "identità di genere" diventa il primo dei valori da tutelare e il primo criterio dell'identità...]]></itunes:summary><itunes:duration>337</itunes:duration><itunes:keywords>polizia,scolaresca,sinistra,transessuale</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/1c479f76142a85fe2d2cd9747920cfeb.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Le diocesi fanno a gara per essere gay friendly</title><link>https://www.spreaker.com/episode/le-diocesi-fanno-a-gara-per-essere-gay-friendly--53904413</link><description><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="https://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7410" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7410</a><br /><br />LE DIOCESI FANNO A GARA PER ESSERE GAY FRIENDLY di Ermes Dovico<br />Prima notizia: la Diocesi di Bolzano-Bressanone ha una commissione per la parità di genere; e temiamo che non sia un caso isolato nell'odierno contesto ecclesiale. Seconda notizia: d'ora in poi, la stessa diocesi garantirà ai peccatori (e alle peccatrici) del suo territorio una straordinaria risorsa per la salvezza: il linguaggio inclusivo. Quale salvezza? Dagli stereotipi, ovviamente. Una risorsa a cui non avevano pensato i più grandi santi in duemila anni di storia della Chiesa (forse troppo ancorati al patriarcato e ad altri concetti preistorico-medievali), ma di cui curiosamente potranno godere oggi i fedeli (e le fedeli) immersi nel mondo più secolarizzato di sempre. I lettori (e le lettrici) ci perdoneranno per questa appesantita introduzione, ma che servirà per prendere confidenza con le linee guida pubblicate dalla diocesi altoatesina, intitolate «Linguaggio sensibile al genere».<br />Si tratta di un documento di 28 pagine, con l'introduzione del presidente della Commissione diocesana per la parità di genere, il vicario generale Eugen Runggaldier. Un documento che, come si legge nella stessa introduzione, «si basa sulle "Direttive per il rispetto del genere nei testi dell'Amministrazione provinciale altoatesina", che sono state adattate alle esigenze della Diocesi di Bolzano-Bressanone in collaborazione con l'Ufficio Questioni linguistiche della stessa Provincia». Il vicario spiega che lo scopo della nuova prassi linguistica è quello di sottolineare «l'apporto comune di donne e uomini alla vita della Diocesi», evitando «espressioni potenzialmente svantaggiose e discriminanti» e perciò «usando il rispettivo genere grammaticale» non solo, com'è ovvio, quando ci si rivolge a gruppi di sole donne o di soli uomini, ma anche se ci si riferisce «a gruppi misti». Dov'è possibile, aggiunge la Curia, vanno usate formulazioni neutre o estese anziché soli termini maschili, singolari o plurali.<br />«Le linee guida vanno attuate soprattutto per i nuovi testi da creare», precisa Runggaldier, ma non si esclude di adattare i testi esistenti, «laddove vengono tuttora utilizzati frequentemente».<br />Il documento si dilunga con gli esempi, presentando una serie di regole generali. Si inizia con la forma sdoppiata (semplice o estesa), con l'avvertimento che «si può scegliere se nominare prima il termine femminile e poi quello maschile o viceversa». Anziché dire «collaboratori», va usata la forma «collaboratori e collaboratrici»; anziché «i volontari», meglio «il volontario o la volontaria». Indicano ancora le linee guida: si scriva «il ministrante o la ministrante porta la croce in processione», «il presidente o la presidente indice la seduta», «il costo del servizio è a carico del o della contribuente». Eccetera, eccetera. E meno male che nell'introduzione si indicava di cercare di «non compromettere la scorrevolezza e la leggibilità di un testo». Stiamo freschi, se queste sono le nuove regole nelle terre care a san Vigilio. E tutto questo complicare il pane, in luogo di semplicissime convenzioni linguistiche, servirebbe per superare «quelle barriere» e «quegli stereotipi che ancora caratterizzano il quotidiano di molte persone» e a «dare visibilità al genere femminile»?<br />Ma il colmo lo si raggiunge verso la fine del documento, alla voce «Opuscoli e pubblicazioni». Rendendosi conto che l'osservanza precisa delle nuove regole comporterebbe in certi tipi di testi effetti da crisi di nervi, gli stessi estensori delle linee guida suggeriscono in sostanza di sorvolare, ma «solo in rarissimi casi!» (scrivono con tanto di punto esclamativo) e premettendo un'annotazione al testo, come questa: «Nel presente opuscolo abbiamo cercato di rivolgerci ai nostri lettori e lettrici nel rispetto dell'identità di genere. Al tempo stesso però ci premeva proporre alla cittadinanza un testo quanto più leggibile e chiaro possibile. Per questa ragione ci siamo visti costretti ad adottare la sola variante maschile nei periodi caratterizzati da elencazioni di titoli e qualifiche professionali, dove non erano possibili formulazioni alternative. Teniamo a sottolineare che i contenuti del testo sono diretti in ogni caso anche al pubblico femminile. Ci scusiamo con le nostre lettrici per questa scelta obbligata e confidiamo nella loro comprensione». Roba da Scherzi a parte.<br />Qualche nota a margine. Intanto, l'espressione «identità di genere», che ricorre più volte nel documento, è un concetto ambiguo e mutuato dall'ideologia Lgbt, che si pone in diretto contrasto con il magistero costante della Chiesa (dove, piuttosto, si parla di complementarità e identità sessuale, il che è ben diverso). Usare dunque il termine «identità di genere» con il pretesto di dare visibilità alla presenza femminile è, volenti o nolenti, un assist alle istanze arcobaleno e in particolare transessualiste, che negano tanto il maschile quanto il femminile.<br />Fa tristezza questa tendenza a copiare strutture e linguaggi del mondo, che è indice di una Chiesa che rinuncia a dire qualcosa di veramente suo, fondamentalmente perché rinuncia sempre di più ad annunciare Cristo, annacquandone il messaggio. È una Chiesa - certamente non tutta ma una sua buona parte - che si appiattisce sempre più sulle posizioni di Cesare e in qualunque campo (come abbiamo visto anche con la narrazione pandemica), dimenticando che prima di tutto deve dare a Dio quel che è di Dio, l'unico modo per guidare gli uomini alla Salvezza, con la S maiuscola.<br />Nessuna Chiara d'Assisi, Caterina da Siena, Francesca Romana, Rita da Cascia, Angela Merici, Veronica Giuliani, Gianna Beretta Molla e via dicendo - tutte donne che in diversi stati di vita hanno espresso in pienezza la loro femminilità - penserebbe che la Chiesa debba spendere tempo e risorse per superare le presunte "barriere" linguistiche di cui parla il documento della Diocesi di Bolzano. Rivendicazioni sterili, che si inseriscono in una logica di contrapposizione neomarxista applicata al genere, piuttosto che in un'autentica prospettiva cristiana, dove «ciascuno dei due sessi, con eguale dignità, anche se in modo differente, è immagine della potenza e della tenerezza di Dio» (Catechismo della Chiesa Cattolica, 2335). Preferiamo dunque la stessa diocesi altoatesina quando insiste sulla riscoperta del senso più pieno della domenica libera, piuttosto che per un simile appiattimento al pensiero del mondo.<br />Nelle sante, nelle Sacre Scritture e nel magistero della Chiesa - come nella splendida Mulieris Dignitatem di san Giovanni Paolo II - ci sono già tutti gli esempi necessari per valorizzare veramente la vocazione della donna. A partire da Colei a cui il mese di maggio è consacrato e le cui virtù dovrebbero essere proposte continuamente all'imitazione di tutti i fedeli, senza distinzione.<br />Nota di BastaBugie: l'autore del precedente articolo, Ermes Dovico, nell'articolo seguente dal titolo "Il verbo Lgbt nella diocesi di Bari. Il vescovo lascia fare" parla della veglia in una parrocchia di Bari per il superamento dell'omobitransfobia. Del resto in un incontro con 150 scout un prete ha sostenuto che la Bibbia non condanni gli atti omosessuali. E il vescovo non fa nulla, ma anzi permette che lo scandalo continui.<br />Ecco l'articolo completo pubblicato su La Nuova Bussola Quotidiana il 13 maggio 2023:<br />Si avvicina il 17 maggio, data scelta dai gruppi Lgbt per celebrare la cosiddetta «Giornata internazionale contro l'omofobia, la bifobia e la transfobia». Pure quest'anno ci saranno una serie di iniziative che coinvolgeranno, a macchia di leopardo, anche alcune parrocchie e diocesi cattoliche.<br />Tra queste, un caso particolare è rappresentato dall'arcidiocesi di Bari-Bitonto, dove da mesi si registra un susseguirsi di eventi a tema arcobaleno, promossi da gruppi di pressione con l'appoggio di qualche sacerdote. Il tutto avviene senza che il vescovo intervenga, nonostante fedeli laici e associazioni di ispirazione cristiana - con in testa la sezione locale di Pro Vita &amp; Famiglia - lo abbiano esortato più volte a fermare questo tipo di scandali.<br />Il prossimo scandalo è in programma questa domenica, 14 maggio, con una «Veglia per il superamento dell'omobitransfobia» prevista alle 20 nella parrocchia barese di San Sabino. In contemporanea, ci sarà una veglia gemella nella diocesi di Lecce (parrocchia di San Giovanni Battista). I due appuntamenti sono organizzati dall'associazione La Tenda di Gionata e da una sua costola, Zaccheo Puglia, che al di là di certi paraventi della neolingua (come lo stesso termine "omofobia") puntano a sovvertire l'insegnamento della Chiesa sull'omosessualità e la transessualità.<br />La Nuova Bussola ha inviato un'email sia al vescovo di Bari, monsignor Giuseppe Satriano, sia a quello di Lecce, mons. Michele Seccia, chiedendo un commento rispetto a queste due veglie nel lo]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/53904413</guid><pubDate>Wed, 17 May 2023 13:00:17 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/53904413/le_diocesi_fanno_a_gara_per_essere_gay_friendly.mp3" length="18938610" type="audio/mpeg"/><itunes:author>BastaBugie</itunes:author><itunes:subtitle>TESTO DELL'ARTICOLO ➜ https://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7410

LE DIOCESI FANNO A GARA PER ESSERE GAY FRIENDLY di Ermes Dovico
Prima notizia: la Diocesi di Bolzano-Bressanone ha una commissione per la parità di genere; e temiamo che non sia...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="https://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7410" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7410</a><br /><br />LE DIOCESI FANNO A GARA PER ESSERE GAY FRIENDLY di Ermes Dovico<br />Prima notizia: la Diocesi di Bolzano-Bressanone ha una commissione per la parità di genere; e temiamo che non sia un caso isolato nell'odierno contesto ecclesiale. Seconda notizia: d'ora in poi, la stessa diocesi garantirà ai peccatori (e alle peccatrici) del suo territorio una straordinaria risorsa per la salvezza: il linguaggio inclusivo. Quale salvezza? Dagli stereotipi, ovviamente. Una risorsa a cui non avevano pensato i più grandi santi in duemila anni di storia della Chiesa (forse troppo ancorati al patriarcato e ad altri concetti preistorico-medievali), ma di cui curiosamente potranno godere oggi i fedeli (e le fedeli) immersi nel mondo più secolarizzato di sempre. I lettori (e le lettrici) ci perdoneranno per questa appesantita introduzione, ma che servirà per prendere confidenza con le linee guida pubblicate dalla diocesi altoatesina, intitolate «Linguaggio sensibile al genere».<br />Si tratta di un documento di 28 pagine, con l'introduzione del presidente della Commissione diocesana per la parità di genere, il vicario generale Eugen Runggaldier. Un documento che, come si legge nella stessa introduzione, «si basa sulle "Direttive per il rispetto del genere nei testi dell'Amministrazione provinciale altoatesina", che sono state adattate alle esigenze della Diocesi di Bolzano-Bressanone in collaborazione con l'Ufficio Questioni linguistiche della stessa Provincia». Il vicario spiega che lo scopo della nuova prassi linguistica è quello di sottolineare «l'apporto comune di donne e uomini alla vita della Diocesi», evitando «espressioni potenzialmente svantaggiose e discriminanti» e perciò «usando il rispettivo genere grammaticale» non solo, com'è ovvio, quando ci si rivolge a gruppi di sole donne o di soli uomini, ma anche se ci si riferisce «a gruppi misti». Dov'è possibile, aggiunge la Curia, vanno usate formulazioni neutre o estese anziché soli termini maschili, singolari o plurali.<br />«Le linee guida vanno attuate soprattutto per i nuovi testi da creare», precisa Runggaldier, ma non si esclude di adattare i testi esistenti, «laddove vengono tuttora utilizzati frequentemente».<br />Il documento si dilunga con gli esempi, presentando una serie di regole generali. Si inizia con la forma sdoppiata (semplice o estesa), con l'avvertimento che «si può scegliere se nominare prima il termine femminile e poi quello maschile o viceversa». Anziché dire «collaboratori», va usata la forma «collaboratori e collaboratrici»; anziché «i volontari», meglio «il volontario o la volontaria». Indicano ancora le linee guida: si scriva «il ministrante o la ministrante porta la croce in processione», «il presidente o la presidente indice la seduta», «il costo del servizio è a carico del o della contribuente». Eccetera, eccetera. E meno male che nell'introduzione si indicava di cercare di «non compromettere la scorrevolezza e la leggibilità di un testo». Stiamo freschi, se queste sono le nuove regole nelle terre care a san Vigilio. E tutto questo complicare il pane, in luogo di semplicissime convenzioni linguistiche, servirebbe per superare «quelle barriere» e «quegli stereotipi che ancora caratterizzano il quotidiano di molte persone» e a «dare visibilità al genere femminile»?<br />Ma il colmo lo si raggiunge verso la fine del documento, alla voce «Opuscoli e pubblicazioni». Rendendosi conto che l'osservanza precisa delle nuove regole comporterebbe in certi tipi di testi effetti da crisi di nervi, gli stessi estensori delle linee guida suggeriscono in sostanza di sorvolare, ma «solo in rarissimi casi!» (scrivono con tanto di punto esclamativo) e premettendo un'annotazione al testo, come questa: «Nel presente opuscolo abbiamo cercato di rivolgerci ai nostri lettori e lettrici nel...]]></itunes:summary><itunes:duration>1184</itunes:duration><itunes:keywords>diocesi,gayfriendly,scandalo,stereotipi</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/8c4e4193c3188d79609fa35e049e0d64.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Strage di Nashville, il killer è una ragazza transessuale di 28 anni che odiava la scuola cristiana</title><link>https://www.spreaker.com/episode/strage-di-nashville-il-killer-e-una-ragazza-transessuale-di-28-anni-che-odiava-la-scuola-cristiana--53445093</link><description><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜ www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7365<br /><br />STRAGE DI NASHVILLE, IL KILLER E' UNA RAGAZZA TRANSESSUALE DI 28 ANNI CHE ODIAVA LA SCUOLA CRISTIANA di Valerio Pece<br />Giovedì, a soli a soli quattro giorni dalla tragedia della scuola cristiana di Nashville in cui una donna che si percepiva uomo ha ucciso sei persone tra cui tre bambini, il presidente Joe Biden ha rilasciato una dichiarazione ufficiale nella quale afferma in tono solenne che «i transgender americani plasmano l'anima della nostra nazione». Lo ha fatto alla vigilia della Giornata della Visibilità Trans (Trans Day of Visibility), che dal 2021 negli USA si celebra il 31 marzo.<br />Le parole del presidente Usa hanno scatenato un acceso dibattito nell'opinione pubblica americana, la quale aspetta da giorni che l'FBI rilasci il "manifesto" scritto dall'attentatrice Audrey Hale con cui si dovrebbe far luce sul vero movente della strage. Lo strano ritardo sta generando sospetti in molti, tanto che Tucker Carlson, volto noto di Fox News, ha apertamente affermato che «non possiamo vedere il manifesto perché la lobby transgender, che è molto più potente di voi, ha fatto pressioni sui politici per tenerlo nascosto».<br />Molti, infatti, già da ora parlano di crimine d'odio contro i cristiani, visto anche che tra i bambini uccisi c'è la figlia di Chad Scruggs, il pastore della scuola che negli ultimi mesi, secondo alcune indiscrezioni, stava offrendo un aiuto psicologico alla terrorista. Non è tutto. Con un'America scossa nel profondo, in cui sei famiglie cristiane piangono i propri cari trucidati a colpi di fucile da una ventottenne transgender, la portavoce della Casa Bianca Karine Jean-Pierre, commentando pubblicamente la nota di Biden, ha aggiunto queste parole: «I nostri cuori sono con la comunità trans, poiché sono sotto attacco».<br />IL PEANA DI JOE BIDEN SUI TRANS<br />«Il Transgender Day of Visibility», ha scritto Biden nella sua nota, «celebra la gioia, la forza e il coraggio assoluto di alcune delle persone più coraggiose che conosco». La dichiarazione aggiunge: «Dobbiamo anche continuare a sfidare le centinaia di odiose leggi statali che sono state introdotte in tutto il paese, assicurandoci che ogni bambino sappia che è fatto a immagine di Dio, che è amato e che lo stiamo difendendo». Una vera chiamata alle armi, maliziosamente mescolata alla Sacra Scrittura, che ha il suo clou in questo passaggio: «Chiedo a tutti gli americani di unirsi a noi nel sollevare le vite e le voci delle persone transgender in tutta la nostra nazione», perché «un'ondata di leggi statali discriminatorie sta prendendo di mira i giovani transgender, terrorizzando le famiglie e ferendo i bambini che non fanno del male a nessuno».<br />Biden non può non riferirsi alle leggi approvate da quegli Stati americani che a differenza sua non le hanno affatto stimate come discriminatorie. Come quelle che proteggono le donne dagli uomini biologici che vogliono competere negli sport femminili (la legge dello Iowa del marzo 2022); o come quelle che vietano di prescrivere farmaci che impediscono l'emergere di caratteristiche sessuali secondarie negli adolescenti (e che possono portare alla sterilità), o che vietano ai medici di mutilare chirurgicamente i minori solo perché questi credono di appartenere al sesso opposto. Biden stava probabilmente prendendo di mira anche la legge approvata dal governatore della Florida Ron DeSantis (provvedimento noto come "Diritti dei genitori nell'istruzione" ma che la stampa democratica ha subito etichettato col nome "Don't Say Gay"), una misura che consiste semplicemente nel divieto di parlare ai bambini che vanno dalla materna alla terza elementare di temi considerati inappropriati, quali l'"orientamento sessuale" e l'"identità di genere". Tutti esempi di «leggi odiose» stigmatizzate dal presidente Biden nella sua nota.<br />BLACK HUMOR O PERFIDIA PURA?<br />A proposito poi della «violenza contro le persone trans» con cui Biden ha infarcito la sua dichiarazione ufficiale per il Transgender Day of Visibility, il giornalista americano Matt Walsh, per le opinioni espresse sulla tragedia di Nashville (la città dove vive), ha dovuto annullare il suo discorso alla Washington and Lee University in Virginia. «A causa delle minacce contro la mia famiglia [...] non posso lasciare la mia famiglia e volare in un altro Stato. Odio il dover rimandare l'evento, ma mia moglie e i miei figli vengono prima di tutto», ha scritto il commentatore. Il quale, a proposito delle intimidazioni ricevute, ha però aggiunto: «Le minacce alla mia famiglia mi rendono solo più determinato a combattere. Non lascerò che questi psicopatici mi spaventino fino al silenzio, lo prometto».<br />Che su certi temi il clima negli USA sia ormai fuori controllo lo dimostrano le ciniche (e pericolose) uscite di questi giorni di artisti e giornalisti del cosiddetto "mondo liberal". Prima l'attrice Jane Fonda, che nel programma televisivo "The View", alla domanda su che cosa si potesse fare («oltre a marciare e protestare») per contrastare i pro life e il ribaltamento della sentenza Roe v. Wade, tra le risate imbarazzate delle conduttrici ha risposto: «Penso all'omicidio». Poi l'odioso tweet con cui il giornalista televisivo David Pakman ha deriso i bambini uccisi nella scuola cristiana di Nashville per non aver "pregato abbastanza". «È molto sorprendente», ha scritto Pakman in un tweet poi cancellato, «che ci sia stata una sparatoria di massa in una scuola cristiana, dato che la mancanza di preghiera è spesso la causa di questi eventi orribili. È possibile che non pregassero abbastanza o non correttamente, nonostante fosse una scuola cristiana?».<br />Intanto, nella giornata di mercoledì, poche ore prima cioè che la Casa Bianca diramasse la nota del presidente sul Trans Day of Visibility, molti attivisti trans hanno preso d'assalto il Campidoglio del Kentucky per protestare contro la legge in quel momento in discussione, quel "Senate Bill 150" che mira a proibire il cambio di sesso per i minori, vietando la terapia ormonale a chi non abbia ancora compiuto i 18 anni. La violenta insurrezione - che i media hanno subito ribattezzato "transurrection" e che in Italia è stata raccontata dal solo Giuliano Guzzo sulla Verità - è stata domata a fatica dalle forze dell'ordine, concludendosi poi con diversi arresti. Il parallelo con il più rumoroso assalto di Capitol Hill, per i media amircani si è concretizzato per via di un urlante attivista trans acconciato in stile "sciamano del 6 gennaio" (per altri, invece, visto il tipo di corna ritorte, rappresentazione simbolica di un sacerdote di Baphomet).<br />Sciamano o bafometto, il disegno di legge a tutela dei minori, in un mantra senza fine è stato etichettato dal governatore democratico del Kentucky Andy Beshear come «un ennesimo attacco alla comunità transgender». Comunità transgender che, ricordiamolo, per bocca del Presidente Usa «plasma l'anima della nazione».<br />Nota di BastaBugie: Tommaso Scandroglio nell'articolo seguente dal titolo "Biden, i baby trans e i danni taciuti del transessualismo" parla del messaggio istituzionale alla Giornata della visibilità transgender del presidente degli USA.<br />Ecco l'articolo completo pubblicato su La Nuova Bussola Quotidiana il 4 aprile 2023:<br />Si chiama International Transgender Day of Visibility (Giornata internazionale della visibilità transgender) e si celebra ogni 31 marzo, dal 2009. Una giornata dedicata al transessualismo, in buona sostanza. Il presidente degli Stati Uniti, Joe Biden, ha dichiarato che la Giornata è da celebrarsi in tutta la nazione e le ha dedicato anche un messaggio istituzionale in cui si spinge a dire che le persone trans "modellano l'anima della nostra nazione".<br />Il sedicente cattolico Biden si dichiara a favore della transizione sessuale nei bambini. Infatti, scrive che le persone transessuali "da bambini, meritano ciò che ogni bambino merita: la possibilità di imparare in scuole sicure e solidali, di sviluppare amicizie significative e di vivere in modo aperto e onesto". Poi se la prende con quegli Stati che hanno emanato leggi che vietano il cosiddetto "cambiamento" di sesso nei minori, tra questi ricordiamo il Tennessee, il Dakota del Sud, il Kentucky e il  Mississippi. "Un'ondata di leggi statali discriminatorie - si legge nel comunicato - prende di mira i giovani transgender, terrorizzando le famiglie e ferendo i bambini che non fanno del male a nessuno. [...] Insieme, dobbiamo anche continuare a sfidare le centinaia di odiose leggi statali che sono state introdotte in tutto il paese, assicurandoci che ogni bambino sappia che è fatto a immagine di Dio, che è amato e che noi lo difendiamo".<br />A dire la verità, sono i trattamenti ormonali e gli interventi chirurgici a devastare i bambini e i ragazzi. L'American College of Pediatricians, in merito ai bloccanti della pubertà, ci informa che il loro uso aumenta gli atti di autolesionismo e "possono effettivamente causare depressione e altri disturbi emotivi legati al suicidio".]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/53445093</guid><pubDate>Wed, 05 Apr 2023 17:44:24 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/53445093/strage_di_nashville_il_killer_una_ragazza_transessuale_di_28_anni_che_odiava_la_scuola_cristiana.mp3" length="16216102" type="audio/mpeg"/><itunes:author>BastaBugie</itunes:author><itunes:subtitle>TESTO DELL'ARTICOLO ➜ www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7365

STRAGE DI NASHVILLE, IL KILLER E' UNA RAGAZZA TRANSESSUALE DI 28 ANNI CHE ODIAVA LA SCUOLA CRISTIANA di Valerio Pece
Giovedì, a soli a soli quattro giorni dalla tragedia della scuola...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜ www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7365<br /><br />STRAGE DI NASHVILLE, IL KILLER E' UNA RAGAZZA TRANSESSUALE DI 28 ANNI CHE ODIAVA LA SCUOLA CRISTIANA di Valerio Pece<br />Giovedì, a soli a soli quattro giorni dalla tragedia della scuola cristiana di Nashville in cui una donna che si percepiva uomo ha ucciso sei persone tra cui tre bambini, il presidente Joe Biden ha rilasciato una dichiarazione ufficiale nella quale afferma in tono solenne che «i transgender americani plasmano l'anima della nostra nazione». Lo ha fatto alla vigilia della Giornata della Visibilità Trans (Trans Day of Visibility), che dal 2021 negli USA si celebra il 31 marzo.<br />Le parole del presidente Usa hanno scatenato un acceso dibattito nell'opinione pubblica americana, la quale aspetta da giorni che l'FBI rilasci il "manifesto" scritto dall'attentatrice Audrey Hale con cui si dovrebbe far luce sul vero movente della strage. Lo strano ritardo sta generando sospetti in molti, tanto che Tucker Carlson, volto noto di Fox News, ha apertamente affermato che «non possiamo vedere il manifesto perché la lobby transgender, che è molto più potente di voi, ha fatto pressioni sui politici per tenerlo nascosto».<br />Molti, infatti, già da ora parlano di crimine d'odio contro i cristiani, visto anche che tra i bambini uccisi c'è la figlia di Chad Scruggs, il pastore della scuola che negli ultimi mesi, secondo alcune indiscrezioni, stava offrendo un aiuto psicologico alla terrorista. Non è tutto. Con un'America scossa nel profondo, in cui sei famiglie cristiane piangono i propri cari trucidati a colpi di fucile da una ventottenne transgender, la portavoce della Casa Bianca Karine Jean-Pierre, commentando pubblicamente la nota di Biden, ha aggiunto queste parole: «I nostri cuori sono con la comunità trans, poiché sono sotto attacco».<br />IL PEANA DI JOE BIDEN SUI TRANS<br />«Il Transgender Day of Visibility», ha scritto Biden nella sua nota, «celebra la gioia, la forza e il coraggio assoluto di alcune delle persone più coraggiose che conosco». La dichiarazione aggiunge: «Dobbiamo anche continuare a sfidare le centinaia di odiose leggi statali che sono state introdotte in tutto il paese, assicurandoci che ogni bambino sappia che è fatto a immagine di Dio, che è amato e che lo stiamo difendendo». Una vera chiamata alle armi, maliziosamente mescolata alla Sacra Scrittura, che ha il suo clou in questo passaggio: «Chiedo a tutti gli americani di unirsi a noi nel sollevare le vite e le voci delle persone transgender in tutta la nostra nazione», perché «un'ondata di leggi statali discriminatorie sta prendendo di mira i giovani transgender, terrorizzando le famiglie e ferendo i bambini che non fanno del male a nessuno».<br />Biden non può non riferirsi alle leggi approvate da quegli Stati americani che a differenza sua non le hanno affatto stimate come discriminatorie. Come quelle che proteggono le donne dagli uomini biologici che vogliono competere negli sport femminili (la legge dello Iowa del marzo 2022); o come quelle che vietano di prescrivere farmaci che impediscono l'emergere di caratteristiche sessuali secondarie negli adolescenti (e che possono portare alla sterilità), o che vietano ai medici di mutilare chirurgicamente i minori solo perché questi credono di appartenere al sesso opposto. Biden stava probabilmente prendendo di mira anche la legge approvata dal governatore della Florida Ron DeSantis (provvedimento noto come "Diritti dei genitori nell'istruzione" ma che la stampa democratica ha subito etichettato col nome "Don't Say Gay"), una misura che consiste semplicemente nel divieto di parlare ai bambini che vanno dalla materna alla terza elementare di temi considerati inappropriati, quali l'"orientamento sessuale" e l'"identità di genere". Tutti esempi di «leggi odiose» stigmatizzate dal presidente Biden nella sua nota.<br />BLACK HUMOR O PERFIDIA PURA?<br />A proposito poi della «violenza contro le persone trans» con cui Biden ha...]]></itunes:summary><itunes:duration>1014</itunes:duration><itunes:keywords>biden,identitàdigenere,killer,nashville,transessuale</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/2a44e55850b55f61d8274a60b0618be9.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Finalmente qualche buona notizia per chi difende la famiglia naturale</title><link>https://www.spreaker.com/episode/finalmente-qualche-buona-notizia-per-chi-difende-la-famiglia-naturale--53392058</link><description><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜ www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=5648<br /><br />FINALMENTE QUALCHE BUONA NOTIZIA PER CHI DIFENDE LA FAMIGLIA NATURALE di Giuliano Guzzo<br />Tutto è bene quel che finisce bene, recita un antico adagio che pare decisamente adatto per descrivere la notizia con cui, nei giorni scorsi, si è avuto conferma del fatto che l'Ordine degli psicologi della Lombardia ha archiviato il procedimento a carico dello psicoterapeuta Giancarlo Ricci, che aveva parlato del positivo e irrinunciabile ruolo educativo della coppia genitoriale tradizionale, come tocca specificare oggi, vale a dire quella composta da padre e madre.<br />L'intera vicenda ebbe inizio tre anni or sono, quando l'Ordine degli psicologi della Lombardia mise sotto accusa Ricci - psicoterapeuta milanese con 40 anni di esperienza sulle spalle e autore di numerosi e apprezzati volumi - per aver difeso, citiamo testualmente, «la funzione essenziale e costitutiva di mamma e papà». Alla fine, come si diceva, si è giunti all'archiviazione dato che, in sede di votazione, il  Consiglio si è diviso - 7 a favore e 7 contro - e quando si raggiunge un simile equilibrio di parità vince il favor rei. Ciò nonostante, se il caso Ricci dal punto di vista formale si è concluso, rimangono - è stato detto - «irrinunciabili perplessità in ordine a orientamenti dottrinali e scenari metodologici a cui le affermazioni di Ricci potrebbero voler fare riferimento». Da questo punto di vista, insomma la nostra gioia per l'assoluzione dello psicoterapeuta milanese merita di essere ricondotta a una più contenuta soddisfazione.<br />Senza dimenticare un altro aspetto, e cioè che, al di là di come tutto si è concluso, appare gravissimo che uno stimato professionista sia finito di fatto in stato d'accusa per aver solamente ribadito l'ovvio, ossia che papà e mamma sono figure fondamentali per la crescita di un figlio. Tanto più che scientificamente le pubblicazioni che sembrano dire altro, enunciando la non necessità della compresenza della figura paterna e materna, appaiono quanto meno opinabili.<br />Facciamo un esempio. In un articolo uscito nel 2015 sulla rivista Medico e Bambino si lasciava intendere la non indispensabilità di padre e madre per la crescita equilibrata di un figlio. Gli studi chiamati in causa per dimostrare questa tesi? Tre soltanto.<br />Dal primo, a cura dell'American Academy of Pediatrics (Pediatrics, 2013), si apprendeva come la letteratura di oltre 30 anni avrebbe oramai fornito «robuste, affidabili e valide garanzie» sul benessere dei bambini cresciuti da genitori dello stesso sesso. Peccato che le note a cui si rinviava chi volesse comprendere meglio di quali «robuste, affidabili e valide garanzie» si stesse parlando, si esaurissero - abilmente mescolate a tantissime altre, quasi che la quantità fosse qualità - in un documento del 2005 e in un libro di tredici anni fa. Tutto qui: un po' poco per far trionfalmente parlare di «robuste, affidabili e valide garanzie», no?<br />Una seconda rassegna citata nel report (Journal of Marriage and the Family, 2010), che attesterebbe miglior benessere in figli di madri e coppie lesbiche rispetto ad altri, non soltanto scontava dei limiti metodologici ma somigliava a una forzatura dato che gli stessi autori, Biblarz e Stacey, avevano ammesso che, per ogni studio che avrebbe rilevato una differenza positiva in favore di detti figli, ve ne sono almeno quattro che questa differenza non hanno rilevato affatto.<br />Il terzo lavoro (Pediatrics, 2010), esaltato come «uno degli studi prospettici più importanti», da un lato si basava un campione assai ridotto (appena 78 ragazzi) e non rappresentativo di figli, dall'altro era stato condotto rilevando la capacità genitoriale delle madri lesbiche - in larga maggioranza di classe agiata e con elevato tasso di istruzione - con interviste e questionari aperti, cioè chiedendo ai soggetti di valutare se stessi.<br />Tutto questo per dire che non sono certo Giancarlo Ricci e le sue tesi - di assoluto buon senso e realismo - che dovrebbero essere messe sotto indagine, ma semmai ben altre. Vale a dire quelle che pretendono, per pura ideologia, di liquidare la famiglia tradizionale come qualcosa di superato, quando non lo è affatto.<br />Nota di BastaBugie: ecco altre buone notizie per chi difende la famiglia naturale fondata sul matrimonio tra un uomo e una donna.<br />PADRE E MADRE SULLA CARTA D'IDENTITÀ DEI MINORI<br />Sulla Gazzetta Ufficiale è stato pubblicata la decisione del ministro Salvini di eliminare la dicitura "genitori" dalla carta di identità dei minori che verrà sostituita dalla dicitura "padre" e "madre". In tal modo si ribadisce un dato ovvio: il bambino ha bisogno di un padre e di una madre per crescere.<br />Inoltre tale doppia dicitura eliminerà de facto e de iure il riconoscimento della doppia genitorialità omosessuale. Proprio per questo motivo il Garante della privacy l'ottobre scorso aveva bocciato la proposta perché - così sosteneva - discriminante nei confronti delle coppie omosessuali. In realtà è discriminante per le famiglie riconoscere l'omogenitorialità.<br />Nonostante questo provvedimento, è prevedibile che i giudici faranno spallucce alla decisione di Salvini e continueranno a riconoscere la doppia genitorialità gay.<br />(Gender Watch News, 5 aprile 2019)<br />I CASI DI INGIUSTA DISCRIMINAZIONE DEI GAY NON CI SONO NELLA REALTÀ<br />Secondo l'Osservatorio per la sicurezza contro gli atti discriminatori che fa capo al Ministero degli Interni le persone omosessuali e transessuali non sono discriminate. Infatti in 7 anni si sono registrati su tutto il territorio nazionale solo 140 casi di discriminazione per orientamento sessuale che costituiscono reato. Ciò vuol dire un caso all'anno per ogni regione italiana.<br />Un'altra prova che la cosiddetta omofobia è inesistente come fenomeno, ma la percezione collettiva è ben diversa proprio perché i media gonfiano o addirittura si inventano casi di ingiusta discriminazione.<br />(Gender Watch News, 20 marzo 2019)<br />LA SANTA SEDE ALL'ONU DIFENDE IL SESSO COME UN DATO OGGETTIVO<br />L'arcivescovo Bernardito Auza osservatore all'Onu per la Santa Sede ha dichiarato nell'incontro Uguaglianza di genere e ideologia gender: proteggere le donne e le ragazze", promosso dall'Onu che esiste  «preoccupazione per l'insegnamento dell'ideologia gender ai bambini, in modo che i ragazzi e le ragazze siano incoraggiati a mettere in discussione, fin dalla più tenera età della loro esistenza, se sono maschi o femmine suggerendo che il sesso ognuno lo può scegliere», ribadendo che esiste «il diritto a non essere discriminati di quanti non si sentono rappresentati dal loro sesso biologico».<br />«Non si deve ignorare - ha continuato Auza - che sesso biologico (sex) e ruolo sociale-culturale del sesso (gender), si possono distinguere, ma non separare. D'altra parte, la rivoluzione biotecnologica nel campo della procreazione umana ha introdotto la possibilità di manipolare l'atto generativo, rendendolo indipendente dalla relazione sessuale tra uomo e donna. In questo modo, la vita umana e la genitorialità sono divenute realtà componibili e scomponibili, soggette prevalentemente ai desideri di singoli o di coppie».<br />Parlando poi dell'ideologia gender ha sottolineato che «questa ipotizza un'identità personale svincolata dal sesso. Una cosa è comprendere la fragilità umana o la complessità della vita, altra cosa è accettare ideologie che pretendono di dividere in due gli aspetti inseparabili della realtà. Quando si mette in discussione la dualità naturale e complementare dell'uomo e della donna la nozione stessa di essere umano viene minata. Il corpo non è più un elemento caratterizzante dell'umanità. La persona è ridotta a spirito e volontà e l'essere umano diventa quasi un'astrazione».<br />Infine Auza ha ricordato che il sesso genetico e tutte le caratteristiche sessuali «sono dati oggettivi, non scelte soggettive».<br />(Gender Watch News, 26 marzo 2019)<br />]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/53392058</guid><pubDate>Thu, 30 Mar 2023 15:12:07 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/53392058/finalmente_qualche_buona_notizia_per_chi_difende_la_famiglia_naturale.mp3" length="9691681" type="audio/mpeg"/><itunes:author>BastaBugie</itunes:author><itunes:subtitle>TESTO DELL'ARTICOLO ➜ www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=5648

FINALMENTE QUALCHE BUONA NOTIZIA PER CHI DIFENDE LA FAMIGLIA NATURALE di Giuliano Guzzo
Tutto è bene quel che finisce bene, recita un antico adagio che pare decisamente adatto per...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜ www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=5648<br /><br />FINALMENTE QUALCHE BUONA NOTIZIA PER CHI DIFENDE LA FAMIGLIA NATURALE di Giuliano Guzzo<br />Tutto è bene quel che finisce bene, recita un antico adagio che pare decisamente adatto per descrivere la notizia con cui, nei giorni scorsi, si è avuto conferma del fatto che l'Ordine degli psicologi della Lombardia ha archiviato il procedimento a carico dello psicoterapeuta Giancarlo Ricci, che aveva parlato del positivo e irrinunciabile ruolo educativo della coppia genitoriale tradizionale, come tocca specificare oggi, vale a dire quella composta da padre e madre.<br />L'intera vicenda ebbe inizio tre anni or sono, quando l'Ordine degli psicologi della Lombardia mise sotto accusa Ricci - psicoterapeuta milanese con 40 anni di esperienza sulle spalle e autore di numerosi e apprezzati volumi - per aver difeso, citiamo testualmente, «la funzione essenziale e costitutiva di mamma e papà». Alla fine, come si diceva, si è giunti all'archiviazione dato che, in sede di votazione, il  Consiglio si è diviso - 7 a favore e 7 contro - e quando si raggiunge un simile equilibrio di parità vince il favor rei. Ciò nonostante, se il caso Ricci dal punto di vista formale si è concluso, rimangono - è stato detto - «irrinunciabili perplessità in ordine a orientamenti dottrinali e scenari metodologici a cui le affermazioni di Ricci potrebbero voler fare riferimento». Da questo punto di vista, insomma la nostra gioia per l'assoluzione dello psicoterapeuta milanese merita di essere ricondotta a una più contenuta soddisfazione.<br />Senza dimenticare un altro aspetto, e cioè che, al di là di come tutto si è concluso, appare gravissimo che uno stimato professionista sia finito di fatto in stato d'accusa per aver solamente ribadito l'ovvio, ossia che papà e mamma sono figure fondamentali per la crescita di un figlio. Tanto più che scientificamente le pubblicazioni che sembrano dire altro, enunciando la non necessità della compresenza della figura paterna e materna, appaiono quanto meno opinabili.<br />Facciamo un esempio. In un articolo uscito nel 2015 sulla rivista Medico e Bambino si lasciava intendere la non indispensabilità di padre e madre per la crescita equilibrata di un figlio. Gli studi chiamati in causa per dimostrare questa tesi? Tre soltanto.<br />Dal primo, a cura dell'American Academy of Pediatrics (Pediatrics, 2013), si apprendeva come la letteratura di oltre 30 anni avrebbe oramai fornito «robuste, affidabili e valide garanzie» sul benessere dei bambini cresciuti da genitori dello stesso sesso. Peccato che le note a cui si rinviava chi volesse comprendere meglio di quali «robuste, affidabili e valide garanzie» si stesse parlando, si esaurissero - abilmente mescolate a tantissime altre, quasi che la quantità fosse qualità - in un documento del 2005 e in un libro di tredici anni fa. Tutto qui: un po' poco per far trionfalmente parlare di «robuste, affidabili e valide garanzie», no?<br />Una seconda rassegna citata nel report (Journal of Marriage and the Family, 2010), che attesterebbe miglior benessere in figli di madri e coppie lesbiche rispetto ad altri, non soltanto scontava dei limiti metodologici ma somigliava a una forzatura dato che gli stessi autori, Biblarz e Stacey, avevano ammesso che, per ogni studio che avrebbe rilevato una differenza positiva in favore di detti figli, ve ne sono almeno quattro che questa differenza non hanno rilevato affatto.<br />Il terzo lavoro (Pediatrics, 2010), esaltato come «uno degli studi prospettici più importanti», da un lato si basava un campione assai ridotto (appena 78 ragazzi) e non rappresentativo di figli, dall'altro era stato condotto rilevando la capacità genitoriale delle madri lesbiche - in larga maggioranza di classe agiata e con elevato tasso di istruzione - con interviste e questionari aperti, cioè chiedendo ai soggetti di valutare se stessi.<br />Tutto questo per dire che non sono certo Giancarlo Ricci e le sue...]]></itunes:summary><itunes:duration>606</itunes:duration><itunes:keywords>famiglianaturale,madre,ordinedeglipsicologi,padre,ricci</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/1c479f76142a85fe2d2cd9747920cfeb.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Festa della donna, la moglie di Biden premia un transessuale, cioè un uomo</title><link>https://www.spreaker.com/episode/festa-della-donna-la-moglie-di-biden-premia-un-transessuale-cioe-un-uomo--53288464</link><description><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="https://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7351" target="_blank" rel="noreferrer noopener">www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7351</a><br /><br />FESTA DELLA DONNA, LA MOGLIE DI BIDEN PREMIA UN TRANSESSUALE, CIOE' UN UOMO<br />Non stupisce che i democratici non sappiano nemmeno dire cos'è una donna visto che usano le loro energie per promuovere l'agenda LGBT<br />di Valerio Pece<br />Nel giorno della Festa della Donna, la first lady Jill Biden e il segretario di Stato americano Antony Blinken hanno consegnato il "Premio Internazionale Donne di coraggio" ad un trans. L'articolo potrebbe anche finire qui, ma è giusto almeno registrare la reazione di chi, non potendo fare altro, per manifestare il proprio disappunto si è adoperato su Twitter con ogni possibile registro e colore. Ecco allora il realismo politico di Sarah Sanders, governatore dell'Arkansas, che twitta così: «È la Giornata internazionale della donna, un buon momento per ricordare che i democratici non possono nemmeno dirti cos'è una donna».<br />Ma c'è anche l'ironia amara della conduttrice tv Dana Loesch («La first lady è stata gentile a incoraggiare lo svilimento delle donne nella "Giornata internazionale della donna". Cancellare le donne è un abuso»), nonché il black humor del giornalista Derek Hunter («A quanto pare gli uomini sono molto meglio delle donne a fare le donne. Datevi più da fare, signore!»). C'è lo sdegno "classico" di Jennifer Barreto, analista politica e voce della comunità ispanica («Tutto ciò è vergognoso e inaccettabile!»), e c'è la sconsolata presa d'atto di Christopher Bedford, direttore della Common Sense Society: «Non siamo un paese serio». Infine la questione vera, un misterioso interrogativo di fondo che emerge dal tweet della repubblicana Karoline Leavitt: «Perché i democratici fanno gli straordinari per promuovere l'agenda trans?».<br />SE È IL VOCABOLARIO A DECIDERE COS'È UNA DONNA<br />Alla cerimonia tenuta alla Casa Bianca l'attivista argentina Alba Rueda è stata presentata da Jill Biden come una «donna transgender che ha lavorato indefessamente per porre fine alla violenza contro la comunità LGBTQ plus in Argentina». Per la cronaca, a Rueda si deve l'approvazione della legge che in Argentina riserva alle persone transgender l'uno per cento dei posti di lavoro del settore pubblico. A fronte di tutto ciò, se anche il Cambridge Dictionary ha aggiornato la sua definizione di "donna" al fine di includere i transgender (donna, adesso, è anche «un adulto che vive e si identifica come femmina anche se può aver avuto un altro sesso alla nascita»; ad esempio, sempre secondo il Cambrige, «Mary è una donna a cui è stato assegnato il genere maschile alla nascita»), l'operazione di "normalizzazione" (e di alterazione della realtà) sembra essere completamente riuscita. Con l'ovvia conseguenza che a ogni rimostranza verrà messa la mordacchia (compresi gli scempi accaduti in quelle cliniche che avviavano alla transizione persino preadolescenti autistici).<br />Per annusare l'antifona, basta leggere l'accigliato e perentorio messaggio dell'ultraprogressista premier canadese Justin Trudeau, che proprio l'8 marzo così scriveva: «[...] voglio essere molto chiaro su un'altra cosa: le donne trans sono donne. Resisteremo sempre a questo odio, ogni volta che si verificherà». Ora, «chiamare "odio" la biologia di base», come su twitter gli ha risposto un utente, è il solito giochino liberal, perché se è lecito restituire la complessità della realtà, tutt'altra cosa è ridisegnarla completamente, lasciando - all'interno di una vera e propria "guerra alla donna" i cui contorni si allargano ogni giorno di più - che il sesso femminile dipenda soltanto da un'autopercezione.<br />Questo è esattamente il piano a cui anela il potente e variegato universo progressista: da Biden a Trudeau, da Sanchez a Macron, da un sistema scolastico appiattito all'inverosimile alla martellante industria dell'intrattenimento (senza nemmeno considerare la violenza blasfema con cui in questi giorni si è sbeffeggiata la Madonna per le vie di Milano). Il tutto con i grandi dizionari e le storiche enciclopedie a fare da zerbino al pensiero unico, forse il colpo peggiore. Il sulfureo disegno lo ha spiegato benissimo Anna Perenna, che in un articolo su Feminist Post ha parlato in un modo inedito e trasparente del rapporto (malato) tra la sinistra e le donne, che dal pensiero progressista si sentono ormai «tradite, maltrattate, umiliate. E infine soppiantate da neo-donne auto-identificate ben più attraenti e funzionali delle "vecchie" donne per nascita».<br />DONNE E SINISTRA: UN AMORE TOSSICO<br />Un rapporto tossico, quello tra progressismo e donna - ben approfondito sul Timone di marzo -, tale che, scrive Perenna, «a un certo punto bisogna per forza aprire gli occhi, soprattutto quando l'adulterio è talmente grosso e palese che non è più possibile far finta di niente». La giornalista, esponente del femminismo radicale gender critical, intravede l'inizio della fine nell'apertura di credito incondizionata e senza distinguo (fondamentalmente miope) al movimento lgbtq+. «Siamo state noi a sostenere ed accogliere il movimento omosessuale prima e transessuale poi», scrive la giornalista, «quei maschi ci apparivano fragili, dolenti, rassicuranti, non minacciosi dal punto di vista sessuale, amici sinceri ed alleati convinti nelle battaglie contro l'odiato patriarcato. E anche coloro che chiedevano di vivere sereni con un nome femminile ed un corpo sofferto e ricostruito, che male ci facevano, quali minacce potevano presentare per noi?».<br />Ma ecco l'inganno, inaspettato come un agguato nella notte: «Ebbene, proprio in quel mondo lì, dove ci sentivamo a casa, al sicuro, protette e rilassate, è nato un movimento strano, colorato ma aggressivo, militaresco [...], e tanti nostri vecchi compagni ci si sono ritorti contro. Tanti di quei maschi complici di nostre confidenze e di battaglie contro l'odiato patriarcato hanno cambiato fronte, l'alleanza maschile a sinistra è diventata un patto d'acciaio in nome di comuni ideali raccontati come progressisti».<br />Lo scritto di Feminist Post si spinge anche a osare l'inosabile, descrivendo ciò che davvero cova dietro il subdolo piano declinato al maschile, e cioè «un brodo ancestrale di livore, invidia, rancori millenari, desideri inespressi verso il nostro corpo sessuato e la nostra capacità di dare la Vita. I maschi hanno fatto catenaccio fra di loro contro di noi, cosa che sanno fare egregiamente da millenni, e ci hanno letteralmente tolto la terra sotto i piedi». Quale fotografia migliore del premio "Donna Coraggio dell'anno" consegnato dalla first lady e dal Segretario di Stato ad uomo che si percepisce donna? Nel giorno della Festa della Donna, ovvio. Per evitare di essere fraintesi.<br />La chiosa finale di Anna Perenna, a seconda di come si voglia leggerla, è un pugno nello stomaco, una sveglia, una gomitata benevola ad un mondo femminile che con troppa lentezza sta accorgendosi della guerra che gli è stata dichiarata; un passaggio che in ogni caso rappresenta un salutare cambio di passo nella storia recente del femminismo italiano. Le parole della giornalista sono da meditare: «Geniali, hanno addirittura creato le neo-donne: quelle tradizionali, cioè noi, siamo superate: tutti sono donne, tutti possono esserlo, problema risolto. Qualcosa non torna, che ne è di noi?».]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/53288464</guid><pubDate>Tue, 21 Mar 2023 21:46:44 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/53288464/festa_della_donna_la_moglie_di_biden_premia_un_transessuale_cio_un_uomo.mp3" length="8303490" type="audio/mpeg"/><itunes:author>BastaBugie</itunes:author><itunes:subtitle>TESTO DELL'ARTICOLO ➜ https://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7351

FESTA DELLA DONNA, LA MOGLIE DI BIDEN PREMIA UN TRANSESSUALE, CIOE' UN UOMO
Non stupisce che i democratici non sappiano nemmeno dire cos'è una donna visto che usano le loro...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="https://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7351" target="_blank" rel="noreferrer noopener">www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7351</a><br /><br />FESTA DELLA DONNA, LA MOGLIE DI BIDEN PREMIA UN TRANSESSUALE, CIOE' UN UOMO<br />Non stupisce che i democratici non sappiano nemmeno dire cos'è una donna visto che usano le loro energie per promuovere l'agenda LGBT<br />di Valerio Pece<br />Nel giorno della Festa della Donna, la first lady Jill Biden e il segretario di Stato americano Antony Blinken hanno consegnato il "Premio Internazionale Donne di coraggio" ad un trans. L'articolo potrebbe anche finire qui, ma è giusto almeno registrare la reazione di chi, non potendo fare altro, per manifestare il proprio disappunto si è adoperato su Twitter con ogni possibile registro e colore. Ecco allora il realismo politico di Sarah Sanders, governatore dell'Arkansas, che twitta così: «È la Giornata internazionale della donna, un buon momento per ricordare che i democratici non possono nemmeno dirti cos'è una donna».<br />Ma c'è anche l'ironia amara della conduttrice tv Dana Loesch («La first lady è stata gentile a incoraggiare lo svilimento delle donne nella "Giornata internazionale della donna". Cancellare le donne è un abuso»), nonché il black humor del giornalista Derek Hunter («A quanto pare gli uomini sono molto meglio delle donne a fare le donne. Datevi più da fare, signore!»). C'è lo sdegno "classico" di Jennifer Barreto, analista politica e voce della comunità ispanica («Tutto ciò è vergognoso e inaccettabile!»), e c'è la sconsolata presa d'atto di Christopher Bedford, direttore della Common Sense Society: «Non siamo un paese serio». Infine la questione vera, un misterioso interrogativo di fondo che emerge dal tweet della repubblicana Karoline Leavitt: «Perché i democratici fanno gli straordinari per promuovere l'agenda trans?».<br />SE È IL VOCABOLARIO A DECIDERE COS'È UNA DONNA<br />Alla cerimonia tenuta alla Casa Bianca l'attivista argentina Alba Rueda è stata presentata da Jill Biden come una «donna transgender che ha lavorato indefessamente per porre fine alla violenza contro la comunità LGBTQ plus in Argentina». Per la cronaca, a Rueda si deve l'approvazione della legge che in Argentina riserva alle persone transgender l'uno per cento dei posti di lavoro del settore pubblico. A fronte di tutto ciò, se anche il Cambridge Dictionary ha aggiornato la sua definizione di "donna" al fine di includere i transgender (donna, adesso, è anche «un adulto che vive e si identifica come femmina anche se può aver avuto un altro sesso alla nascita»; ad esempio, sempre secondo il Cambrige, «Mary è una donna a cui è stato assegnato il genere maschile alla nascita»), l'operazione di "normalizzazione" (e di alterazione della realtà) sembra essere completamente riuscita. Con l'ovvia conseguenza che a ogni rimostranza verrà messa la mordacchia (compresi gli scempi accaduti in quelle cliniche che avviavano alla transizione persino preadolescenti autistici).<br />Per annusare l'antifona, basta leggere l'accigliato e perentorio messaggio dell'ultraprogressista premier canadese Justin Trudeau, che proprio l'8 marzo così scriveva: «[...] voglio essere molto chiaro su un'altra cosa: le donne trans sono donne. Resisteremo sempre a questo odio, ogni volta che si verificherà». Ora, «chiamare "odio" la biologia di base», come su twitter gli ha risposto un utente, è il solito giochino liberal, perché se è lecito restituire la complessità della realtà, tutt'altra cosa è ridisegnarla completamente, lasciando - all'interno di una vera e propria "guerra alla donna" i cui contorni si allargano ogni giorno di più - che il sesso femminile dipenda soltanto da un'autopercezione.<br />Questo è esattamente il piano a cui anela il potente e variegato universo progressista: da Biden a Trudeau, da Sanchez a Macron, da un sistema scolastico appiattito all'inverosimile alla martellante industria dell'intrattenimento (senza nemmeno...]]></itunes:summary><itunes:duration>519</itunes:duration><itunes:keywords>enciclopedie,festadelladonna,jillbiden,trans,trudeau</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/563782a2ab86fb6e6c7f147f9dab203c.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>La tavola rotonda sull'omosessualità che assomiglia ad un frullato misto che confonde le idee</title><link>https://www.spreaker.com/episode/la-tavola-rotonda-sull-omosessualita-che-assomiglia-ad-un-frullato-misto-che-confonde-le-idee--52664200</link><description><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="https://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7313" target="_blank" rel="noreferrer noopener">www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7313</a><br /><br />LA TAVOLA ROTONDA SULL'OMOSESSUALITA' CHE ASSOMIGLIA A UN FRULLATO MISTO CHE CONFONDE LE IDEE di Mauro Faverzani<br />Si è svolta lo scorso 13 gennaio presso sala Voltini del Centro Culturale Cappuccini di Argenta una tavola rotonda sul tema «Dialogo: un ponte che unisce - È possibile un dialogo fra religioni e omosessualità?», patrocinato dal Comune. Tra i relatori, erano presenti il presidente Arcigay di Ferrara, Manuela Macario, il coordinatore del centro culturale islamico, Hassan Samid, e don Alessio Grossi, psicanalista e referente del Consultorio diocesano, parroco della chiesa di San Giacomo apostolo a Ferrara, inviato all'evento dall'arcivescovo, mons. Giancarlo Perego, a nome del quale ha ripetutamente dichiarato di parlare.<br />Il che complica un po' le cose, specialmente in alcuni passaggi particolarmente critici dell'intervento di don Grossi. Ad esempio, laddove affronta quella che lui definisce, all'interno della Chiesa, «la posizione forse più conosciuta, quella più conservatrice, tradizionalista», come se, all'interno del Corpo Mistico di Cristo, vi fosse spazio in merito per l'opinione e non vi fosse invece già una dottrina unica ben codificata e consolidata, valida per tutti. Ebbene, il relatore ha specificato come, a suo avviso, tale «posizione» veda «non tanto nell'omosessualità quanto negli atti omosessuali un qualcosa contro natura», ma sbaglia nel bollarla come «ideologico-religiosa», fonte di «discriminazione» e tale da provocare «sofferenza in tante persone, in tante comunità, in tante famiglie». È vero proprio il contrario. Innanzi tutto, come precisa il Catechismo della Chiesa Cattolica al n. 2357 è una posizione fondata «sulla Sacra Scrittura» e non è il frutto di un'ideologia, di alcun tipo. Inoltre, a differenza di quanto da lui dichiarato, anche le «tendenze omosessuali» vengono definite, in sé considerate, come un'«inclinazione oggettivamente disordinata» (Catechismo, n. 2358), benché certamente più gravi siano «gli atti di omosessualità» in quanto «intrinsecamente disordinati», «contrari alla legge naturale» ed, in quanto tali, certamente non da assecondare, né da "coccolare". In questo senso, parlare - come fa don Grossi - di «carisma omosessuale» è veramente fuorviante, oggettivamente infondato e tendenzialmente scorretto, dando per scontato che don Grossi il Catechismo lo conosca.<br />LA CHIESA CATTOLICA PRESENTA POSIZIONI MOLTO DIVERSE? NON È VERO!<br />Massimo rispetto e massima comprensione per la persona in quanto tale, come è sempre stato e come la Chiesa ha sempre fatto, persona da accogliersi «con rispetto, compassione, delicatezza», evitando «ogni marchio di ingiusta discriminazione», ma anche indicando con chiarezza la strada da percorrere, perché si possa essere e ci si possa dire davvero cattolici: «Tali persone sono chiamate a realizzare la volontà di Dio nella loro vita e, se sono cristiane, ad unire al sacrificio della Croce del Signore le difficoltà, che possono incontrare in conseguenza della loro condizione». <br />Già da qui appare allora infondata l'entusiastica uscita ad effetto di don Grossi all'inizio del proprio intervento: «La Chiesa Cattolica presenta posizioni molto diverse, a volte anche contrastanti». Non è vero: in quanto Chiesa, di posizione ce n'è una molto chiara, molto definitoria ed è quella contenuta nei due articoli del Catechismo citati, validi e vincolanti per tutti. Che poi i singoli fedeli possano avere le proprie idee, giuste o sbagliate che siano, è fatto che in sé non tocca la dottrina cattolica, che viceversa è unica.<br />Don Grossi definisce poi sbrigativamente «follie» le «terapie riparative», ma anche qui è bene capire di che cosa si stia parlando. Il percorso di cambiamento in genere proposto, in realtà, non consiste nell'estirpare, sopprimere o negare l'orientamento sessuale indesiderato, bensì in un processo di maturazione globale della personalità, in una migliore conoscenza ed accettazione dei propri limiti e delle proprie possibilità, in una vita di relazione più piena e non più dominata dalla paura e dalla vergogna. L'approccio clinico, quindi, può aiutare persone con - come si dice - un'«identità di genere» ferita, indipendentemente dal fatto che questo problema si manifesti con un'attrazione omosessuale o con un altro tipo di sintomo, come evidenziano vari tipi di approcci sviluppatisi soprattutto negli ultimi decenni.<br />UNA MANO TESA, NON UN OSTACOLO<br />In ciò non vi è nulla di "folle", nulla di strano, nulla di scandaloso, anzi rappresenta un valido aiuto proprio per elaborare quella capacità di relazione matura e quel riconoscimento di un'alterità, che lo stesso don Grossi auspica per le persone omosessuali. Una mano tesa, dunque, non un ostacolo. Così, quando il Catechismo spiega come la loro «inclinazione» costituisca «per la maggior parte di loro una prova» (n. 2358) non si tratta di gettare la croce addosso a nessuno, bensì di sollecitare una presa di coscienza ed un'assunzione di responsabilità verso sé stessi e verso gli altri, che fa crescere, che fa maturare, che migliora, non qualcosa di cui la Chiesa debba quindi «chiedere perdono», come don Grossi ha azzardato, specificando di accompagnare «in un cammino di fede anche alcune coppie, sia di uomini che di donne». Ora, se con ciò si riferisce a coppie omosessuali, di fatto don Grossi sta ripensando una morale slegata dalla dottrina. Il che, evidentemente, specie parlando da sacerdote e da inviato del suo Arcivescovo, non va bene. A maggior ragione quando giunga ad affermazioni, che suonano più come uno slogan che come una riflessione oggettiva, quale: «Anche le persone omosessuali sono capaci di generatività». Ecco, qui proprio non ci siamo, qui si va oltre, anzi contro il dato di fatto, il dato esperienziale. Di quale "generatività" si sta parlando? Lo stesso Catechismo chiarisce come le relazioni omosessuali precludano «all'atto sessuale il dono della vita. Non sono il frutto di una vera complementarietà affettiva e sessuale. In nessun caso possono essere approvati» (n. 2357). Ma - osserva don Grossi - «quante coppie anche eterosessuali non hanno figli ma possono vivere una dimensione generativa?». La realtà però è molto diversa. Ogni bambino ha bisogno di due figure sessualmente complementari ossia di un papà e di una mamma o comunque di due persone di riferimento di sesso diverso. A chi sostenga il contrario ha già risposto l'American College of Pediatricians, che, in una lettera inviata alla rivista Pediatrics, ha contestato le affermazioni a favore dell'omogenitorialità: «Troviamo questa posizione insostenibile - ha dichiarato - e, se attuata, gravemente dannosa per i bambini e la famiglia. Siamo contrari a questa posizione a causa dell'assenza di prove scientifiche a suo sostegno e delle potenziali conseguenze negative sui bambini. Concedere lo status di matrimonio legale alle unioni omosessuali sarebbe un tragico errore di calcolo, che porterebbe danni irreparabili alla società, alla famiglia e ai bambini». In realtà, salvo rare eccezioni, la ricerca finora condotta sull'omogenitorialità è di pessima qualità, segnata da un pressapochismo che pare spesso intenzionale e funzionale, nonché viziata da letture ideologiche dagli esiti scontati, preconfezionati e non obiettivi. In merito esiste tutta un'antologia di esempi, che sarebbe interessante citare, ma che rischierebbero di condurre troppo lontano rispetto agli spazi consentiti ad un articolo.<br />CHE COSA È L'UOMO?<br />Infine, don Grossi ha fatto riferimento, durante il suo intervento, a due punti di un documento dal titolo Che cosa è l'uomo? Un itinerario di antropologia biblica, elaborato dalla Pontificia Commissione Biblica. Il primo punto si trova al n. 185, laddove si legge: «La Bibbia non parla dell'inclinazione erotica verso una persona dello stesso sesso, ma solo degli atti omosessuali»; ed ancora al n. 188 è scritto: «Non troviamo nelle tradizioni narrative della Bibbia indicazioni concernenti pratiche omosessuali né come comportamenti da biasimare, né come atteggiamenti tollerati o accolti con favore».<br />Ma è proprio così? Vediamo un po'...<br />Levitico 18, 22: «Non giacerai con un maschio come si fa con una donna, è una cosa abominevole».<br />Lettera ai Romani 1, 26-27: «Dio li ha abbandonati a passioni infami; le loro donne hanno cambiato i rapporti naturali in rapporti contro natura. Egualmente anche gli uomini, lasciando il rapporto naturale con la donna, si sono accesi di passione gli uni per gli altri, commettendo atti ignominiosi uomini con uomini, ricevendo così in sé stessi la punizione, che s'addiceva al loro traviamento».<br />1° lettera ai corinzi 6, 9-10: «Non illudetevi: né immorali, né idolatri, né adulteri, né effeminati, né sodomiti, né ladri, né avari, né ubriaconi, né maldicenti, né rapaci erediteranno il regno di Dio&amp;ra]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/52664200</guid><pubDate>Tue, 07 Feb 2023 22:36:25 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/52664200/la_tavola_rotonda_sull_omosessualit_che_assomiglia_ad_un_frullato_misto_che_confonde_le_idee.mp3" length="13817625" type="audio/mpeg"/><itunes:author>BastaBugie</itunes:author><itunes:subtitle>TESTO DELL'ARTICOLO ➜ https://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7313

LA TAVOLA ROTONDA SULL'OMOSESSUALITA' CHE ASSOMIGLIA A UN FRULLATO MISTO CHE CONFONDE LE IDEE di Mauro Faverzani
Si è svolta lo scorso 13 gennaio presso sala Voltini del Centro...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="https://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7313" target="_blank" rel="noreferrer noopener">www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7313</a><br /><br />LA TAVOLA ROTONDA SULL'OMOSESSUALITA' CHE ASSOMIGLIA A UN FRULLATO MISTO CHE CONFONDE LE IDEE di Mauro Faverzani<br />Si è svolta lo scorso 13 gennaio presso sala Voltini del Centro Culturale Cappuccini di Argenta una tavola rotonda sul tema «Dialogo: un ponte che unisce - È possibile un dialogo fra religioni e omosessualità?», patrocinato dal Comune. Tra i relatori, erano presenti il presidente Arcigay di Ferrara, Manuela Macario, il coordinatore del centro culturale islamico, Hassan Samid, e don Alessio Grossi, psicanalista e referente del Consultorio diocesano, parroco della chiesa di San Giacomo apostolo a Ferrara, inviato all'evento dall'arcivescovo, mons. Giancarlo Perego, a nome del quale ha ripetutamente dichiarato di parlare.<br />Il che complica un po' le cose, specialmente in alcuni passaggi particolarmente critici dell'intervento di don Grossi. Ad esempio, laddove affronta quella che lui definisce, all'interno della Chiesa, «la posizione forse più conosciuta, quella più conservatrice, tradizionalista», come se, all'interno del Corpo Mistico di Cristo, vi fosse spazio in merito per l'opinione e non vi fosse invece già una dottrina unica ben codificata e consolidata, valida per tutti. Ebbene, il relatore ha specificato come, a suo avviso, tale «posizione» veda «non tanto nell'omosessualità quanto negli atti omosessuali un qualcosa contro natura», ma sbaglia nel bollarla come «ideologico-religiosa», fonte di «discriminazione» e tale da provocare «sofferenza in tante persone, in tante comunità, in tante famiglie». È vero proprio il contrario. Innanzi tutto, come precisa il Catechismo della Chiesa Cattolica al n. 2357 è una posizione fondata «sulla Sacra Scrittura» e non è il frutto di un'ideologia, di alcun tipo. Inoltre, a differenza di quanto da lui dichiarato, anche le «tendenze omosessuali» vengono definite, in sé considerate, come un'«inclinazione oggettivamente disordinata» (Catechismo, n. 2358), benché certamente più gravi siano «gli atti di omosessualità» in quanto «intrinsecamente disordinati», «contrari alla legge naturale» ed, in quanto tali, certamente non da assecondare, né da "coccolare". In questo senso, parlare - come fa don Grossi - di «carisma omosessuale» è veramente fuorviante, oggettivamente infondato e tendenzialmente scorretto, dando per scontato che don Grossi il Catechismo lo conosca.<br />LA CHIESA CATTOLICA PRESENTA POSIZIONI MOLTO DIVERSE? NON È VERO!<br />Massimo rispetto e massima comprensione per la persona in quanto tale, come è sempre stato e come la Chiesa ha sempre fatto, persona da accogliersi «con rispetto, compassione, delicatezza», evitando «ogni marchio di ingiusta discriminazione», ma anche indicando con chiarezza la strada da percorrere, perché si possa essere e ci si possa dire davvero cattolici: «Tali persone sono chiamate a realizzare la volontà di Dio nella loro vita e, se sono cristiane, ad unire al sacrificio della Croce del Signore le difficoltà, che possono incontrare in conseguenza della loro condizione». <br />Già da qui appare allora infondata l'entusiastica uscita ad effetto di don Grossi all'inizio del proprio intervento: «La Chiesa Cattolica presenta posizioni molto diverse, a volte anche contrastanti». Non è vero: in quanto Chiesa, di posizione ce n'è una molto chiara, molto definitoria ed è quella contenuta nei due articoli del Catechismo citati, validi e vincolanti per tutti. Che poi i singoli fedeli possano avere le proprie idee, giuste o sbagliate che siano, è fatto che in sé non tocca la dottrina cattolica, che viceversa è unica.<br />Don Grossi definisce poi sbrigativamente «follie» le «terapie riparative», ma anche qui è bene capire di che cosa si stia parlando. Il percorso di cambiamento in genere proposto, in realtà, non consiste nell'estirpare, sopprimere o negare...]]></itunes:summary><itunes:duration>864</itunes:duration><itunes:keywords>catechismo,complementarietàaffettiva,croce,generatività,manotesa</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/473818b68274e3d959b50c75f6d51e55.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Ora ai medici insegnano come assistere i neonati lgbt?!</title><link>https://www.spreaker.com/episode/ora-ai-medici-insegnano-come-assistere-i-neonati-lgbt--52533042</link><description><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="https://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7282" target="_blank" rel="noreferrer noopener">www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7282</a><br /><br />ORA AI MEDICI INSEGNANO COME ASSISTERE I NEONATI LGBT (?!) di Giuliano Guzzo<br />Pressoché terminata la conquista dei grandi mass media - quindi delle redazioni di giornali e case editrici - nonché di larga parte del mondo accademico, l'ideologia gender ora si sta interessando ad un nuovo versante: quello dei reparti di neonatologia. Non è uno scherzo, ma quanto sembra vedendo ciò che si intende insegnare alla Harvard Medical School, facoltà di medicina della mitica Università di Harvard con sede a Boston, nel Massachusetts, uno dei templi del sapere nonché uno dei luoghi di formazione per futuri dottori più prestigiosi del pianeta.<br />In tale facoltà, infatti, è da qualche tempo disponibile l'iscrizione ad un corso facoltativo finalizzato alla «cura di pazienti con diversi orientamenti sessuali, identità di genere e sviluppo sessuale». Il programma - che prevede partnership con strutture quali il Boston children's Hospital, il Massachusetts general hospital e la Cambridge health alliance - offre un iter di quattro settimane, volto a far sì che i futuri medici possano essere più preparati a seguire «pazienti» che «si identificano come lesbiche, gay, bisessuali, transgender, queer, intersessuale o asessuale». Una descrizione, quella riportata fino a questo punto, che non solleva particolari allarmi.<br />Anzi, per quanto opinabile tale corso si potrebbe perfino definire "normale", in un mondo in cui vengono strutturati programmi analoghi - ancorché di taglio non medico - da parte, tanto per fare un esempio, dei Comuni italiani, come mostra, Per una capitale dei diritti. Il podcast sulle politiche Lgbt+, un progetto frutto della collaborazione tra l'Ufficio Radio della direzione Comunicazione istituzionale del Gabinetto del sindaco e l'U.o. Diritti Lgbt+ del Dipartimento Pari Opportunità di Roma Capitale. Se perfino ai dipendenti comunali vengono proposti corsi in salsa arcobaleno, perché stupirsi se ciò avviene negli atenei?<br />Il punto però qua è diverso. Infatti, se si va a leggere il sito della Harvard Medical School si scopre come il corso in parola tenterà di offrire ai futuri medici indicazioni su come meglio servire «persone di genere e appartenenti a minoranze sessuali nel corso della vita, dai neonati agli adulti più anziani». Avete letto bene: secondo la celebre facoltà di medicina americana, si può nascere Lgbt, ovvero «appartenenti a minoranze sessuali». Che si sia arrivati questo punto, come fa notare il sito Christianpost, non è un caso. Infatti questo corso non è tenuto da due medici qualsiasi, bensì da Alex Keuroghlian e Alberto Puig. Ora, c'è da dire che Keuroghlian è uno psichiatra e sostenitore Lgbt e sia lui sia Puig lavorano presso il Massachusetts General Hospital di Boston, il quale a sua volta non è un ospedale qualunque.<br />Parliamo infatti di una struttura che offre interventi chirurgici transgender. Addirittura, nel 2020 i medici di tale ospedale chiesero, ricorda sempre Christianpost, l'approvazione per eseguire un intervento chirurgico unico nel suo genere: quello di attaccare il pene di un uomo morto a una donna che si identifica come trans. L'humus di riferimento, su cui è germogliata l'idea di un corso dove si contempla la possibilità che esistano «neonati Lgbt», non è dunque frutto di caso, neppure per un po'.<br />Va detto che tuttavia alcuni osservatori hanno comunque tentato di buttare acqua sul fuoco, dicendo che quella attorno a questo corso è una polemica senza basi, dato che i «neonati» in questione altro non sarebbero che quelli classificabili come intersessuali. Come dire: nulla di strano, tutto a posto. Sarà. Sta di fatto che, anche così fosse, il percorso della Harvard Medical School, com'è presentato, suona comunque ambiguo. E, dato che esso è tenuto da professionisti totalmente favorevoli alla transizione di genere tra i minori, a pensare male si farà senz'altro peccato: ma non è detto che non si indovini.<br />Nota di BastaBugie: ecco altre notizie sul "gaio" mondo gay... sempre meno gaio.<br />IL DOCUMENTO CHOC DELL'ISTAT, CHE APRE AL GENDER FLUID<br />Noi possiamo pure, ovviamente, non occuparci dell'ideologia gender, ma possiamo stare tranquilli, si fa per dire, di una cosa: l'ideologia gender si occuperà di noi. Verrebbe da commentare ciò che propone, in una sua recente indagine, l'Istituto nazionale di statistica, l'Istat. Sì, perché in tale indagine, come peraltro segnalato da più cittadini all'attenzione di Pro Vita &amp; Famiglia, vi sono almeno un paio di quesiti che, nella loro formulazione, sembrano strizzare l'occhio alle rivendicazioni Lgbt.<br />Nel primo, infatti, si indaga l'appartenenza sessuale utilizzando come paradigma l'identità percepita - «Lei si percepisce (sente) dello stesso sesso registrato alla nascita?», è il quesito -, il che non può non suscitare un minimo di perplessità. Il secondo quesito di Istat, tuttavia, appare ancora più esplicito e allineato a linguaggio arcobaleno: «Scriva liberamente il genere a cui si sente di appartenere». Ora, non occorre essere veggenti per immaginare che - in particolare da parte della popolazione più giovane, e quindi più esposta agli slogan e talvolta all'indottrinamento dei mass media e degli influencer - in particolare questo secondo quesito possa risultare insidioso.<br />Se infatti, per apparire "alla moda" o semplicemente sovrastimando un disagio che si vive, da tale indagine emergesse che, poniamo il caso, il 50% dei giovani sotto i 30 anni non si dichiarasse eterosessuale o si dichiarasse non-binary ecco che - possiamo scommetterci - i vari attivisti e giornalisti pro Lgbt faranno proprio all'istante questo dato, per rilanciare il mantra di un «Paese che cambia», della «società che arriva prima della politica» e via discorrendo, con assolute banalità di questo tipo. Non è perfino escluso che un esito come quello ipotizzato possa far risorgere dalle ceneri l'«urgenza» del ddl Zan: mai direi mai. Chissà.<br />Quel che è sicuro, tornando all'Istat è che formulare simili quesiti costituisce sempre un rischio ideologico. Per un motivo semplice: è già successo. Basti ricordare quando, nel marzo 2019, fece il giro del web la notizia per cui «secondo la Coop» 4 italiani su 10 «si identificano in una identità piuttosto liquida». Si trattava, allora, dell'esito di questa ricerca, chiamata Uomo o donna? Non saprei e contenente la seguente domanda: «Come definirebbe la sua identità sessuale in una scala da 1 a 10 dove 1 è esclusivamente maschile e 10 esclusivamente femminile?».<br />Ora, è chiaro che ponendo i quesiti in questo modo si possono solo - per le ragioni poc'anzi esposte - ottenere risultati bizzarri. [...] E si rischia di consegnare ai mass media e ai ultrapoliticizzati movimenti Lgbt un formidabile asso nella manica per tornare a rilanciare la loro assai discutibile agenda.<br />(Giuliano Guzzo, Provita &amp; Famiglia, 18 gennaio 2023)<br />ARMANI SPIEGA CHE LA VERA TRASGRESSIONE È ESSERE ETERO<br />Che poi Giorgio Armani ha detto una cosa così banale che pare strano la si debba considerare straordinaria. Eppure, in tempi di fluidismi vari, di Lgbtqxyz, di schwa, di gender, di ragazzi che si vestono da ragazze e ragazze che si vestono da maschietti, negli anni del "oggi scelgo come percepirmi", di smalti da uomo, di gambe pelose delle donne (chiedere alla fidanzata di Damiano dei Maneskin), ecco: in mezzo a tutto questo c'è un signore, di una certa età, capo di una casa di moda mica da niente, che piazza una coppia etero nella sua sfilata e dice: avevo bisogno di un po' di normalità.<br />La vera trasgressione oggi è essere etero. Non l'ha detta così Armani, ma è quello che arriva al lettore. "È stata una scelta precisa", quella di impostare la sfilata della collezione uomo attorno a una coppia standard, perché banalmente "si parla di un uomo e di una donna che si vogliono bene, che si amano". Giorgio ha fatto sfilare in chiusura dello show, sulle note di Ludovico Einaudi, cinque coppie di innamorati che si abbracciano guardandosi negli occhi. Hai capito che rivoluzione? Voleva far "vedere questa realtà che piace a tutti, poi ci sono le trasgressioni, le varianti, le modernità, vanno bene, non dico nulla naturalmente, ma mi piaceva rivedere una coppia carina". Capito? Gli piaceva vedere "una coppia carina", una roba "normale", non nel senso che tutto il resto non esista o non debba esistere, ma nel senso che poi a fare i conti la maggioranza degli italiani, e non solo, si accoppia ad una persona di sesso opposto. Non fosse tanto per una questione di continuità della specie, basterebbe la statistica a spiegarlo.<br />C'è poi un'altra lezione da imparare e mettere da parte. Quella sul "bello". Armani ha scelto dei modelli di una "bellezza imbarazzante", perché "il bello piace a tutti": "Forzare sul brutto, forzare sullo strano non mi appartiene".]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/52533042</guid><pubDate>Tue, 24 Jan 2023 23:14:42 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/52533042/ora_ai_medici_insegnano_come_assistere_i_neonati_lgbt.mp3" length="11713768" type="audio/mpeg"/><itunes:author>BastaBugie</itunes:author><itunes:subtitle>TESTO DELL'ARTICOLO ➜ https://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7282

ORA AI MEDICI INSEGNANO COME ASSISTERE I NEONATI LGBT (?!) di Giuliano Guzzo
Pressoché terminata la conquista dei grandi mass media - quindi delle redazioni di giornali e case...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="https://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7282" target="_blank" rel="noreferrer noopener">www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7282</a><br /><br />ORA AI MEDICI INSEGNANO COME ASSISTERE I NEONATI LGBT (?!) di Giuliano Guzzo<br />Pressoché terminata la conquista dei grandi mass media - quindi delle redazioni di giornali e case editrici - nonché di larga parte del mondo accademico, l'ideologia gender ora si sta interessando ad un nuovo versante: quello dei reparti di neonatologia. Non è uno scherzo, ma quanto sembra vedendo ciò che si intende insegnare alla Harvard Medical School, facoltà di medicina della mitica Università di Harvard con sede a Boston, nel Massachusetts, uno dei templi del sapere nonché uno dei luoghi di formazione per futuri dottori più prestigiosi del pianeta.<br />In tale facoltà, infatti, è da qualche tempo disponibile l'iscrizione ad un corso facoltativo finalizzato alla «cura di pazienti con diversi orientamenti sessuali, identità di genere e sviluppo sessuale». Il programma - che prevede partnership con strutture quali il Boston children's Hospital, il Massachusetts general hospital e la Cambridge health alliance - offre un iter di quattro settimane, volto a far sì che i futuri medici possano essere più preparati a seguire «pazienti» che «si identificano come lesbiche, gay, bisessuali, transgender, queer, intersessuale o asessuale». Una descrizione, quella riportata fino a questo punto, che non solleva particolari allarmi.<br />Anzi, per quanto opinabile tale corso si potrebbe perfino definire "normale", in un mondo in cui vengono strutturati programmi analoghi - ancorché di taglio non medico - da parte, tanto per fare un esempio, dei Comuni italiani, come mostra, Per una capitale dei diritti. Il podcast sulle politiche Lgbt+, un progetto frutto della collaborazione tra l'Ufficio Radio della direzione Comunicazione istituzionale del Gabinetto del sindaco e l'U.o. Diritti Lgbt+ del Dipartimento Pari Opportunità di Roma Capitale. Se perfino ai dipendenti comunali vengono proposti corsi in salsa arcobaleno, perché stupirsi se ciò avviene negli atenei?<br />Il punto però qua è diverso. Infatti, se si va a leggere il sito della Harvard Medical School si scopre come il corso in parola tenterà di offrire ai futuri medici indicazioni su come meglio servire «persone di genere e appartenenti a minoranze sessuali nel corso della vita, dai neonati agli adulti più anziani». Avete letto bene: secondo la celebre facoltà di medicina americana, si può nascere Lgbt, ovvero «appartenenti a minoranze sessuali». Che si sia arrivati questo punto, come fa notare il sito Christianpost, non è un caso. Infatti questo corso non è tenuto da due medici qualsiasi, bensì da Alex Keuroghlian e Alberto Puig. Ora, c'è da dire che Keuroghlian è uno psichiatra e sostenitore Lgbt e sia lui sia Puig lavorano presso il Massachusetts General Hospital di Boston, il quale a sua volta non è un ospedale qualunque.<br />Parliamo infatti di una struttura che offre interventi chirurgici transgender. Addirittura, nel 2020 i medici di tale ospedale chiesero, ricorda sempre Christianpost, l'approvazione per eseguire un intervento chirurgico unico nel suo genere: quello di attaccare il pene di un uomo morto a una donna che si identifica come trans. L'humus di riferimento, su cui è germogliata l'idea di un corso dove si contempla la possibilità che esistano «neonati Lgbt», non è dunque frutto di caso, neppure per un po'.<br />Va detto che tuttavia alcuni osservatori hanno comunque tentato di buttare acqua sul fuoco, dicendo che quella attorno a questo corso è una polemica senza basi, dato che i «neonati» in questione altro non sarebbero che quelli classificabili come intersessuali. Come dire: nulla di strano, tutto a posto. Sarà. Sta di fatto che, anche così fosse, il percorso della Harvard Medical School, com'è presentato, suona comunque ambiguo. E, dato che esso è tenuto da professionisti totalmente favorevoli alla...]]></itunes:summary><itunes:duration>733</itunes:duration><itunes:keywords>bellezzaimbarazzante,genderfluid,harvardmedicalschool,istat,neonatilgbt</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/0205cff3ce351bcd665ecab7c0502bd3.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Anche gli scout si adeguano a genitore 1 e genitore 2</title><link>https://www.spreaker.com/episode/anche-gli-scout-si-adeguano-a-genitore-1-e-genitore-2--52270985</link><description><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="https://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7250" target="_blank" rel="noreferrer noopener">www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7250</a><br /><br />ANCHE GLI SCOUT SI ADEGUANO A GENITORE 1 E GENITORE 2 di Giuliano Guzzo<br />«L'Associazione, come iniziativa educativa liberamente promossa da credenti, vive nella comunione ecclesiale la scelta cristiana» e i suoi soci adulti «sono donne e uomini che attuano il loro servizio nei modi propri dello scautismo, realizzando così, come membri della Chiesa, la loro vocazione cristiana». Questo recitano dei passaggi - precisamente presi dall'articolo 1 e dall'articolo 9 - dello Statuto Agesci, acronimo di Associazione Guide e Scouts Cattolici Italiani. Si è qui voluto citare tali passaggi proprio per rimarcare una cosa che dovrebbe essere già nota, e cioè che il legame tra gli scout Agesci e la Chiesa cattolica non è marginale o episodico, ma fondante: carta canta, come si suol dire.<br />Per questo si faticano a comprendere novità come quelle che, a seguito dell'ingresso dell'associazione nell'ambito del Terzo Settore, vedono nella modulistica inviata ad Agesci e che la stessa rende disponibile sul suo portale - precisamente all'interno della scheda socio del censimento, dove compare una nuova voce indicata come "Potestà genitoriale" - la comparsa di tre voci, tra le quali, citiamo testualmente, «genitore 1 e genitore 2». Sembra uno scherzo, ma purtroppo non lo è: basta un veloce click al portale internet dell'associazione per verificarlo di persona. C'è da dire che in altri documenti, per esempio, quello del fac-simile della richiesta di partecipazione al percorso scout, l'associazione scoutistica evita di parlare esplicitamente di «genitore 1 e genitore 2», ripiegando su più neutre - e forse pavide - espressioni come «genitore», «uno dei due genitori», «potestà genitoriali» e così via.<br />GENITORE 1 E GENITORE 2<br />Resta però il fatto che sembrano essere provate delle indicazioni relative all'impiego, da parte dell'associazione in questione, di espressioni alternative a padre e madre. Non più tardi di alcuni giorni fa, in tal senso, Pro Vita &amp; Famiglia aveva potuto visionare, relativamente al Gruppo Agesci di Castelfranco Veneto 3, una comunicazione agli associati - «Oggetto: rettifica sede assemblea di gruppo e richiesta dati anagrafici» - che proponeva una informativa che poteva essere sottoscritta online - tramite modulo doodle - si cita testualmente, dal genitore 1 o dal genitore 2. Dunque non ci sembrano essere dubbi su questa svolta, decisamente triste e preoccupante.<br />Se infatti è risaputo che tale dicitura, genitore 1 e genitore 2 in luogo di padre e madre, costituisce una tendenza preoccupante e dilagante - non nata certo in Agesci, questo va detto - con la quale si vuole eclissare anche nominalmente la famiglia, appare però spiazzante che ad essa si accodino anche realtà che si dichiarano cattoliche. Tanto più che alcuni passaggi del magistero di Papa Francesco sono stati chiari, in questi anni di pontificato, come quelli della condanna dell'ideologia gender e delle sottolineature delle insidie contro la famiglia. Valgano, tra le tante che si potrebbero citare, le parole del Pontefice durante il discorso al Corpo Diplomatico, pronunciato nella Sala Clementina nel gennaio 2016. In quella occasione il Papa disse che oggi la famiglia è «minacciata dai crescenti tentativi da parte di alcuni per ridefinire la stessa istituzione del matrimonio mediante il relativismo, la cultura dell'effimero, una mancanza di apertura alla vita».<br />Ora, che cosa è la scelta di impiegare l'espressione genitore 1 e genitore 2 al posto di padre e di madre se non un tentativo - certamente non il solo, per carità, ma uno di questi senz'altro - di «ridefinire la stessa istituzione del matrimonio»? Varrebbe la pena pensarci, a maggior ragione in seno a quelle associazioni, lo si ripete, che sono esplicitamente e ufficialmente di appartenenza cattolica, arrivando a richiamarla apertis verbis nei passaggi più significativi dei loro statuti. C'è tuttavia da aggiungere come in realtà come Agesci già da tempo si agitino correnti di pensiero non esattamente in linea con la citata «comunione ecclesiale».<br />LA CARTA DEL CORAGGIO (CORAGGIO DI DIRE QUELLO CHE DICONO TUTTI?)<br />Basti qui ricordare quanto accaduto nel 2014, quando - a seguito della route nazionale - l'associazione produsse la cosiddetta "Carta del coraggio", un documento che - tra le varie richieste alla Chiesa - proponeva anche, alla voce "Amore", una definizione palesemente relativista della famiglia («qualunque nucleo di rapporti basati sull'amore e sul rispetto») e facendo una sorta di lista della spesa, con la richiesta alla Chiesa di «rivalutare i temi dell'omosessualità, convivenza e divorzio, aiutandoci a prendere una posizione chiara».<br />Da questo punto di vista si può ben capire come l'espressione «genitore 1 e genitore 2» sia addirittura quasi acqua fresca. Tuttavia, anche in questa novità terminologica si celano delle serie minacce. Spesso infatti non si considera come il linguaggio non sia solo uno strumento del comunicare, essendo anche - per molti versi soprattutto - un mezzo per pensare. Conseguentemente, nella misura in cui già oggi paternità e maternità sono già minacciati dalle nuove terminologie e opzioni in vitro conseguenti (con il padre non di rado ridotto a "donatore di sperma" e con la madre che vede il suo grembo sempre più spesso reso oggetto di commercio con l'utero in affitto), eclissare pure sotto il profilo lessicale, rimpiazzandoli, i termini «padre» e «madre» vuol dire piegare - in modo consapevole o meno, cambia poco - il proprio pensiero al pensiero dominante. Ce lo possiamo permettere? Essendoci di mezzo la principale cellula della società, la famiglia, e il suo destino, la risposta non può che essere negativa.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/52270985</guid><pubDate>Wed, 28 Dec 2022 10:09:55 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/52270985/anche_gli_scout_si_adeguano_a_genitore_1_e_genitore_2.mp3" length="7494052" type="audio/mpeg"/><itunes:author>BastaBugie</itunes:author><itunes:subtitle>TESTO DELL'ARTICOLO ➜ https://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7250

ANCHE GLI SCOUT SI ADEGUANO A GENITORE 1 E GENITORE 2 di Giuliano Guzzo
«L'Associazione, come iniziativa educativa liberamente promossa da credenti, vive nella comunione...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="https://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7250" target="_blank" rel="noreferrer noopener">www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7250</a><br /><br />ANCHE GLI SCOUT SI ADEGUANO A GENITORE 1 E GENITORE 2 di Giuliano Guzzo<br />«L'Associazione, come iniziativa educativa liberamente promossa da credenti, vive nella comunione ecclesiale la scelta cristiana» e i suoi soci adulti «sono donne e uomini che attuano il loro servizio nei modi propri dello scautismo, realizzando così, come membri della Chiesa, la loro vocazione cristiana». Questo recitano dei passaggi - precisamente presi dall'articolo 1 e dall'articolo 9 - dello Statuto Agesci, acronimo di Associazione Guide e Scouts Cattolici Italiani. Si è qui voluto citare tali passaggi proprio per rimarcare una cosa che dovrebbe essere già nota, e cioè che il legame tra gli scout Agesci e la Chiesa cattolica non è marginale o episodico, ma fondante: carta canta, come si suol dire.<br />Per questo si faticano a comprendere novità come quelle che, a seguito dell'ingresso dell'associazione nell'ambito del Terzo Settore, vedono nella modulistica inviata ad Agesci e che la stessa rende disponibile sul suo portale - precisamente all'interno della scheda socio del censimento, dove compare una nuova voce indicata come "Potestà genitoriale" - la comparsa di tre voci, tra le quali, citiamo testualmente, «genitore 1 e genitore 2». Sembra uno scherzo, ma purtroppo non lo è: basta un veloce click al portale internet dell'associazione per verificarlo di persona. C'è da dire che in altri documenti, per esempio, quello del fac-simile della richiesta di partecipazione al percorso scout, l'associazione scoutistica evita di parlare esplicitamente di «genitore 1 e genitore 2», ripiegando su più neutre - e forse pavide - espressioni come «genitore», «uno dei due genitori», «potestà genitoriali» e così via.<br />GENITORE 1 E GENITORE 2<br />Resta però il fatto che sembrano essere provate delle indicazioni relative all'impiego, da parte dell'associazione in questione, di espressioni alternative a padre e madre. Non più tardi di alcuni giorni fa, in tal senso, Pro Vita &amp; Famiglia aveva potuto visionare, relativamente al Gruppo Agesci di Castelfranco Veneto 3, una comunicazione agli associati - «Oggetto: rettifica sede assemblea di gruppo e richiesta dati anagrafici» - che proponeva una informativa che poteva essere sottoscritta online - tramite modulo doodle - si cita testualmente, dal genitore 1 o dal genitore 2. Dunque non ci sembrano essere dubbi su questa svolta, decisamente triste e preoccupante.<br />Se infatti è risaputo che tale dicitura, genitore 1 e genitore 2 in luogo di padre e madre, costituisce una tendenza preoccupante e dilagante - non nata certo in Agesci, questo va detto - con la quale si vuole eclissare anche nominalmente la famiglia, appare però spiazzante che ad essa si accodino anche realtà che si dichiarano cattoliche. Tanto più che alcuni passaggi del magistero di Papa Francesco sono stati chiari, in questi anni di pontificato, come quelli della condanna dell'ideologia gender e delle sottolineature delle insidie contro la famiglia. Valgano, tra le tante che si potrebbero citare, le parole del Pontefice durante il discorso al Corpo Diplomatico, pronunciato nella Sala Clementina nel gennaio 2016. In quella occasione il Papa disse che oggi la famiglia è «minacciata dai crescenti tentativi da parte di alcuni per ridefinire la stessa istituzione del matrimonio mediante il relativismo, la cultura dell'effimero, una mancanza di apertura alla vita».<br />Ora, che cosa è la scelta di impiegare l'espressione genitore 1 e genitore 2 al posto di padre e di madre se non un tentativo - certamente non il solo, per carità, ma uno di questi senz'altro - di «ridefinire la stessa istituzione del matrimonio»? Varrebbe la pena pensarci, a maggior ragione in seno a quelle associazioni, lo si ripete, che sono esplicitamente e ufficialmente di appartenenza cattolica,...]]></itunes:summary><itunes:duration>469</itunes:duration><itunes:keywords>agesci,cartadelcoraggio,donatoredisperma,gender,genitore1</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/9cde7e9de0d42ef33cfb0aa04801a60f.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>L'ultimo cartone Disney è un flop clamoroso</title><link>https://www.spreaker.com/episode/l-ultimo-cartone-disney-e-un-flop-clamoroso--52179374</link><description><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="https://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7243" target="_blank" rel="noreferrer noopener">www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7243</a><br /><br />L'ULTIMO CARTONE DISNEY E' UN FLOP CLAMOROSO<br />La Disney ci ricasca e, fedele alle promesse dei mesi scorsi - ovvero di avere sempre più personaggi arcobaleno, fino a voler arrivare addirittura al 50% dei protagonisti Lgbt - è tornata alla carica con un altro film d'animazione a tinte gender. Anche l'ultima opera uscita in questi giorni al cinema, "Strange World", è infatti caratterizzato dalla narrazione Lgbt.<br />La pellicola, infatti, include la prima storia d'amore apertamente gay tra degli adolescenti e rappresenta una sottotrama all'intero film. Una notizia, questa, che già era stata resa nota lo scorso giugno. Ciò che però desta subito e più di altre cose attenzione è questa imperterrita ostinazione, proprio della Disney, di promuovere a più non posso l'agenda Lgbtqi+ nei propri prodotti. Ormai, purtroppo, ne siamo abituati: film, cartoni animati, serie tv, sfilate nei parchi divertimento, gadget. Tutto prende i colori arcobaleno in modo ideologico. E tutto ciò dovrebbe - anzi deve! - spaventare e indignare famiglie e genitori, che non devono abbassare la guarda difronte a un indottrinamento così vasto e capillare.<br />Ciò che, dall'altro lato, invece, consola - ed è l'altro aspetto del film che sta facendo davvero notizia - è il risultato di questa ennesima propaganda gender.<br />La strategia arcobaleno, infatti, per l'ennesima volta - e diciamo noi fortunatamente - non paga affatto! Dopo il clamoroso flop di "Lightyear - la vera storia di Buzz", che portò sugli schermi dei più piccoli il primo bacio omosessuale (in particolare tra due donne) nella storia della Disney, ora l'altro fallimento sembra arrivare proprio da "Strange World", che a fronte di un budget di produzione di circa 180 milioni di dollari, ne ha incassati solamente 4 in questo primo periodo di distribuzione. Per fare un paragone: un anno fa, quando nello stesso periodo uscì "Incanto", quest'ultimo guadagnò ben 42 milioni all'esordio. Ma non finisce qui, perché "Strange World" ha anche fatto registrare il peggior punteggio di sempre su CinemaScore per un Classico Disney. Il film ha infatti ricevuto una "B" da CinemaScore dopo la sua uscita nelle sale nord-americane, il voto più basso di sempre per un cartone animato targato Disney. Chiaro indicatore che il film non è stato affatto gradito dal pubblico.<br />Dicevamo: fortunatamente sta facendo flop. Fortunatamente? Beh, in realtà più che fortuna o caso possiamo dire che sia tutto merito di genitori e famiglie. Tanto in Italia quanto all'estero le famiglie sembrano evidentemente stufe di prestare il fianco alla propaganda gender e esporre i loro figli a questo martellamento mediatico.<br />Purtroppo, però - e anche qui il caso c'entra ben poco - proprio questo bombardamento, come dicevamo, deve far riflettere e non far mai abbassare la guardia. E' vero, infatti, che non è la prima volta che un film di questo tipo fa flop, ma è vero anche che la Disney - dopo l'annuncio dei suoi dirigenti di voler promuovere l'agenda Lgbtqi+ - non si è più fermata in tale direzione. Dunque l'appello è sempre quello - e non lo ripeteremo mai abbastanza - di stare con gli occhi aperti sempre, per difendere l'educazione e la crescita (e il divertimento!) dei nostri figli e non prestare mai il fianco a questa nuova, ma ormai già rodata, industria dell'intrattenimento Lgbt.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/52179374</guid><pubDate>Tue, 13 Dec 2022 22:06:06 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/52179374/l_ultimo_cartone_disney_un_flop_clamoroso.mp3" length="4833742" type="audio/mpeg"/><itunes:author>BastaBugie</itunes:author><itunes:subtitle>TESTO DELL'ARTICOLO ➜ https://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7243

L'ULTIMO CARTONE DISNEY E' UN FLOP CLAMOROSO
La Disney ci ricasca e, fedele alle promesse dei mesi scorsi - ovvero di avere sempre più personaggi arcobaleno, fino a voler...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="https://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7243" target="_blank" rel="noreferrer noopener">www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7243</a><br /><br />L'ULTIMO CARTONE DISNEY E' UN FLOP CLAMOROSO<br />La Disney ci ricasca e, fedele alle promesse dei mesi scorsi - ovvero di avere sempre più personaggi arcobaleno, fino a voler arrivare addirittura al 50% dei protagonisti Lgbt - è tornata alla carica con un altro film d'animazione a tinte gender. Anche l'ultima opera uscita in questi giorni al cinema, "Strange World", è infatti caratterizzato dalla narrazione Lgbt.<br />La pellicola, infatti, include la prima storia d'amore apertamente gay tra degli adolescenti e rappresenta una sottotrama all'intero film. Una notizia, questa, che già era stata resa nota lo scorso giugno. Ciò che però desta subito e più di altre cose attenzione è questa imperterrita ostinazione, proprio della Disney, di promuovere a più non posso l'agenda Lgbtqi+ nei propri prodotti. Ormai, purtroppo, ne siamo abituati: film, cartoni animati, serie tv, sfilate nei parchi divertimento, gadget. Tutto prende i colori arcobaleno in modo ideologico. E tutto ciò dovrebbe - anzi deve! - spaventare e indignare famiglie e genitori, che non devono abbassare la guarda difronte a un indottrinamento così vasto e capillare.<br />Ciò che, dall'altro lato, invece, consola - ed è l'altro aspetto del film che sta facendo davvero notizia - è il risultato di questa ennesima propaganda gender.<br />La strategia arcobaleno, infatti, per l'ennesima volta - e diciamo noi fortunatamente - non paga affatto! Dopo il clamoroso flop di "Lightyear - la vera storia di Buzz", che portò sugli schermi dei più piccoli il primo bacio omosessuale (in particolare tra due donne) nella storia della Disney, ora l'altro fallimento sembra arrivare proprio da "Strange World", che a fronte di un budget di produzione di circa 180 milioni di dollari, ne ha incassati solamente 4 in questo primo periodo di distribuzione. Per fare un paragone: un anno fa, quando nello stesso periodo uscì "Incanto", quest'ultimo guadagnò ben 42 milioni all'esordio. Ma non finisce qui, perché "Strange World" ha anche fatto registrare il peggior punteggio di sempre su CinemaScore per un Classico Disney. Il film ha infatti ricevuto una "B" da CinemaScore dopo la sua uscita nelle sale nord-americane, il voto più basso di sempre per un cartone animato targato Disney. Chiaro indicatore che il film non è stato affatto gradito dal pubblico.<br />Dicevamo: fortunatamente sta facendo flop. Fortunatamente? Beh, in realtà più che fortuna o caso possiamo dire che sia tutto merito di genitori e famiglie. Tanto in Italia quanto all'estero le famiglie sembrano evidentemente stufe di prestare il fianco alla propaganda gender e esporre i loro figli a questo martellamento mediatico.<br />Purtroppo, però - e anche qui il caso c'entra ben poco - proprio questo bombardamento, come dicevamo, deve far riflettere e non far mai abbassare la guardia. E' vero, infatti, che non è la prima volta che un film di questo tipo fa flop, ma è vero anche che la Disney - dopo l'annuncio dei suoi dirigenti di voler promuovere l'agenda Lgbtqi+ - non si è più fermata in tale direzione. Dunque l'appello è sempre quello - e non lo ripeteremo mai abbastanza - di stare con gli occhi aperti sempre, per difendere l'educazione e la crescita (e il divertimento!) dei nostri figli e non prestare mai il fianco a questa nuova, ma ormai già rodata, industria dell'intrattenimento Lgbt.]]></itunes:summary><itunes:duration>303</itunes:duration><itunes:keywords>buzzlightyear,cinemascore,disney,flop,indottrinamento,strangeworld</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/181701472a49fe54a02d36153dda3ec0.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Un cardinale chiede un'enciclica contro il gender</title><link>https://www.spreaker.com/episode/un-cardinale-chiede-un-enciclica-contro-il-gender--52120604</link><description><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="https://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7232" target="_blank" rel="noreferrer noopener">www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7232</a><br /><br />UN CARDINALE CHIEDE UN'ENCICLICA CONTRO IL GENDER di Roberto de Mattei<br />Il cardinale Wim Eijk, arcivescovo di Utrecht, in occasione della visita ad limina dei vescovi olandesi a Roma, ha chiesto alle autorità vaticane che il Papa emani un'enciclica per mettere in guardia contro la teoria del gender. La sua richiesta è stata presentata ufficialmente al cardinale Kevin Farell, prefetto del Dicastero per i Laici, la Famiglia e la Vita. Nel corso di una conferenza stampa tenuta a Roma, il 16 novembre, il cardinale ha spiegato che la Chiesa non si è ancora pronunciata su una teoria che viene promossa in tutto il mondo da organizzazioni di ogni tipo. Per questo c'è bisogno di un importante documento papale in cui gli insegnamenti della Chiesa vengono spiegati e, se necessario, ulteriormente sviluppati.<br />Non è la prima volta che il cardinale Eijk, che unisce la competenza del teologo a quella del medico, chiede un intervento del Magistero sul gender. Il 16 maggio 2019, intervenendo alla Pontificia Università dell'Angelicum in occasione del Rome Life Forum, il cardinale ha esposto le radici storiche e ideologiche della teoria del gender, mostrandone le gravi conseguenze per la proclamazione delle fede cristiana.<br /><br />TRE GRAVI CONSEGUENZE DEL GENDER<br />In primo luogo, la teoria del gender per la separazione del genere dal sesso biologico, contraddice radicalmente l'insegnamento della Chiesa secondo cui il rapporto sessuale ha il suo posto solo fra un uomo e la donna dentro il matrimonio e deve essere sempre aperto alla procreazione. La teoria del gender implica invece una libera scelta del genere sessuale indipendentemente dal sesso biologico, accetta ogni tipo di orientamento sessuale, promuove il cosiddetto matrimonio fra persone dello stesso sesso biologico. Accetta anche rapporti sessuali extraconiugali, la maternità surrogata e la riproduzione artificiale.<br />In secondo luogo, la teoria di genere promuove la legittimazione dell'aborto procurato - sotto i termini eufemistici dei diritti sessuali e riproduttivi - per evitare che una donna, involontariamente incinta, sia costretta ad assumersi il ruolo di madre, imposto dalla società occidentale.<br />In terzo luogo, la teoria del gender impedisce la proclamazione della fede cristiana di per sé, minando i ruoli del padre, della madre, degli sposi, del matrimonio e del rapporto fra figli e genitori. Togliere o cambiare i significati del padre, della madre, del matrimonio, della paternità e della maternità rende difficile annunziare la fede in un Dio in tre Persone: Dio Padre, Gesù Cristo, Figlio di Dio fatto uomo, e lo Spirito Santo di cui Maria, Madre del Figlio di Dio, è sposa. Inoltre la separazione del gender dal sesso biologico rende di per sé irrilevante, se il prete sia un maschio o una femmina.<br />Per questo, conclude il cardinale Eijk, mostrare gli sbagli della teoria del gender è una cosa molto urgente, perché non è in gioco solo la morale sessuale, ma la stessa proclamazione della fede cristiana.<br />Ci associamo alla richiesta del cardinale Eijk, che è una delle personalità più eminenti del collegio cardinalizio.<br /><br />LA TEORIA DEL GENDER<br />Oggi la teoria del gender si inserisce all'interno di un processo rivoluzionario di attacco alla famiglia, che va oltre la stessa idea di gender, come fa il cosiddetto xenofemminismo, che afferma "l'abolizione del gender" attraverso una moltiplicazione, all'infinito, dei generi e delle identità, secondo le tendenze e i gusti soggettivi di ciascuno. Il riconoscimento di innumerevoli generi viene considerato come il primo passo verso il rifiuto di accettare qualunque genere come criterio di significato immutabile.<br />Sono idee utopiche e contraddittorie, ma l'utopia e la contraddizione è l'anima dell'errore. La verità invece non muta, segue regole immutabili, ha un valore oggettivo e universale. Per questo Pio XI nella Casti connubii invita a meditare l'idea divina sulla famiglia e il matrimonio e ed operare in conformità a questo modello. Un modello permanente e stabile che non muta nel corso dei secoli; un modello che può subire delle eclissi, avere delle crisi ma che ha una sua intrinseca perfezione.<br />Il principio su cui si basa la vita della famiglia è l'esistenza di un ordine di valori assoluti, radicato nella natura dell'uomo. Una natura che l'uomo non ha auto-costruito e quindi non può decostruire, ma ha ricevuto da Dio, il quale ha stabilito delle leggi che regolano la vita dell'uomo, della società umana e dell'intero universo.<br />Tale concezione della famiglia è fondata sull'idea che l'uomo nasce all'interno di una condizione storica data; che ha dei limiti invalicabili, a cominciare dalla morte; che esiste una natura oggettiva ed immodificabile; che questa natura ha la sua origine in Dio, creatore dell'ordine dell'universo.<br />La legge dell'umanità riunita in società è la dipendenza. Tutto dipende da qualcosa, nulla si autodetermina. Il principio di causalità regge l'universo. Questa regola appartiene ai principi primi e indimostrabili che già Aristotele aveva colto nella realtà. Il rifiuto della realtà, il rifiuto dell'evidenza, il rifiuto della logica è la caratteristica degli errori che ci aggrediscono: ciò porta allo squilibrio e alla follia. Solo chi segue le leggi immutabili della logica, della metafisica e della morale, illuminate dalla luce della fede, è in grado di ricostruire una società che si decompone.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/52120604</guid><pubDate>Wed, 07 Dec 2022 15:02:09 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/52120604/un_cardinale_chiede_un_enciclica_contro_il_gender.mp3" length="7247038" type="audio/mpeg"/><itunes:author>BastaBugie</itunes:author><itunes:subtitle>TESTO DELL'ARTICOLO ➜ https://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7232

UN CARDINALE CHIEDE UN'ENCICLICA CONTRO IL GENDER di Roberto de Mattei
Il cardinale Wim Eijk, arcivescovo di Utrecht, in occasione della visita ad limina dei vescovi olandesi a...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="https://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7232" target="_blank" rel="noreferrer noopener">www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7232</a><br /><br />UN CARDINALE CHIEDE UN'ENCICLICA CONTRO IL GENDER di Roberto de Mattei<br />Il cardinale Wim Eijk, arcivescovo di Utrecht, in occasione della visita ad limina dei vescovi olandesi a Roma, ha chiesto alle autorità vaticane che il Papa emani un'enciclica per mettere in guardia contro la teoria del gender. La sua richiesta è stata presentata ufficialmente al cardinale Kevin Farell, prefetto del Dicastero per i Laici, la Famiglia e la Vita. Nel corso di una conferenza stampa tenuta a Roma, il 16 novembre, il cardinale ha spiegato che la Chiesa non si è ancora pronunciata su una teoria che viene promossa in tutto il mondo da organizzazioni di ogni tipo. Per questo c'è bisogno di un importante documento papale in cui gli insegnamenti della Chiesa vengono spiegati e, se necessario, ulteriormente sviluppati.<br />Non è la prima volta che il cardinale Eijk, che unisce la competenza del teologo a quella del medico, chiede un intervento del Magistero sul gender. Il 16 maggio 2019, intervenendo alla Pontificia Università dell'Angelicum in occasione del Rome Life Forum, il cardinale ha esposto le radici storiche e ideologiche della teoria del gender, mostrandone le gravi conseguenze per la proclamazione delle fede cristiana.<br /><br />TRE GRAVI CONSEGUENZE DEL GENDER<br />In primo luogo, la teoria del gender per la separazione del genere dal sesso biologico, contraddice radicalmente l'insegnamento della Chiesa secondo cui il rapporto sessuale ha il suo posto solo fra un uomo e la donna dentro il matrimonio e deve essere sempre aperto alla procreazione. La teoria del gender implica invece una libera scelta del genere sessuale indipendentemente dal sesso biologico, accetta ogni tipo di orientamento sessuale, promuove il cosiddetto matrimonio fra persone dello stesso sesso biologico. Accetta anche rapporti sessuali extraconiugali, la maternità surrogata e la riproduzione artificiale.<br />In secondo luogo, la teoria di genere promuove la legittimazione dell'aborto procurato - sotto i termini eufemistici dei diritti sessuali e riproduttivi - per evitare che una donna, involontariamente incinta, sia costretta ad assumersi il ruolo di madre, imposto dalla società occidentale.<br />In terzo luogo, la teoria del gender impedisce la proclamazione della fede cristiana di per sé, minando i ruoli del padre, della madre, degli sposi, del matrimonio e del rapporto fra figli e genitori. Togliere o cambiare i significati del padre, della madre, del matrimonio, della paternità e della maternità rende difficile annunziare la fede in un Dio in tre Persone: Dio Padre, Gesù Cristo, Figlio di Dio fatto uomo, e lo Spirito Santo di cui Maria, Madre del Figlio di Dio, è sposa. Inoltre la separazione del gender dal sesso biologico rende di per sé irrilevante, se il prete sia un maschio o una femmina.<br />Per questo, conclude il cardinale Eijk, mostrare gli sbagli della teoria del gender è una cosa molto urgente, perché non è in gioco solo la morale sessuale, ma la stessa proclamazione della fede cristiana.<br />Ci associamo alla richiesta del cardinale Eijk, che è una delle personalità più eminenti del collegio cardinalizio.<br /><br />LA TEORIA DEL GENDER<br />Oggi la teoria del gender si inserisce all'interno di un processo rivoluzionario di attacco alla famiglia, che va oltre la stessa idea di gender, come fa il cosiddetto xenofemminismo, che afferma "l'abolizione del gender" attraverso una moltiplicazione, all'infinito, dei generi e delle identità, secondo le tendenze e i gusti soggettivi di ciascuno. Il riconoscimento di innumerevoli generi viene considerato come il primo passo verso il rifiuto di accettare qualunque genere come criterio di significato immutabile.<br />Sono idee utopiche e contraddittorie, ma l'utopia e la contraddizione è l'anima dell'errore. La verità invece...]]></itunes:summary><itunes:duration>453</itunes:duration><itunes:keywords>aristotele,casticonnubi,eijk,gender,romelifeforum</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/618a0516187faf393390ff66d1325e8a.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>La supermodella compra la bambola al figlio per evitare che giochi con le macchinine</title><link>https://www.spreaker.com/episode/la-supermodella-compra-la-bambola-al-figlio-per-evitare-che-giochi-con-le-macchinine--52047759</link><description><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="https://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7214" target="_blank" rel="noreferrer noopener">www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7214</a><br /><br />LA SUPERMODELLA COMPRA LA BAMBOLA AL FIGLIO PER EVITARE CHE GIOCHI CON LE MACCHININE di Giuliano Guzzo<br />Il Natale si avvicina, nelle città fervono i preparativi per addobbi e luminarie e nelle case si inizia a respirare un clima d'attesa. Purtroppo, però, non c'è solo questo. L'Avvento infatti da alcuni anni coincide con una polemica che ciclicamente si ripresenta: quella contro i regali sessualmente tipizzati ai bambini. Bambole rosa alle bimbe e camioncini ai maschietti, assicurano i corifei del pensiero dominante, sarebbero diseducativi, perfino pericolosi; e ormai c'è purtroppo chi ci crede.<br />Una testimonianza al riguardo viene in questi giorni dalle cronache, a proposito della scelta di Emily Ratajkowski, 31 anni, supermodella e attrice statunitense che ha recentemente condiviso una preoccupazione quanto meno originale: il figlioletto Sylvester Apollo, nato nel marzo, gioca molto con i camion, pare gli piacciano proprio. E dove sta il problema, uno si chiederà? In effetti, ciò non costituisce affatto un problema. Eppure, Ratajkowski - che dopo la separazione con il marito, Sebastian Bear-McClard, è una mamma single - lo è.<br /><br />È PAZZESCO, ADORA I CAMION<br />Lo ha detto lei stessa, mentre dialogava nel corso di una recente intervista: «È pazzesco, Sly adora i camion. Si entusiasma così tanto, ama giocare con qualsiasi cosa con le ruote». Di qui la preoccupazione materna, verso quello che evidentemente considera qualcosa di anomalo: «Questa mattina gli ho ordinato una bambola e un servizio da tè perché mi sono detta: "Tutto questo va bilanciato"». «Mi piace l'idea», ha aggiunto la super top model, «di imporre il minor numero possibile di stereotipi di genere su mio figlio».<br />Ora, le contraddizioni delle parole di Emily Ratajkowski sono varie e di massima evidenza. Anzitutto perché se il figlioletto adora i camion - senza che nessuno, tanto meno la madre, lo abbia spinto in tal senso, è evidente come di mezzo non ci sia alcuno stereotipo, bensì una preferenza naturale; in secondo luogo, va rilevato come se una imposizione ci sia è proprio quella della bella modella e attrice nel momento in cui si è messa in tesa di rifilare una bambola e un servizio da tè al piccolo Sylvester Apollo senza che questi ne avesse fatto, a quanto è dato capire, alcuna richiesta.<br />Detto ciò, vale la pena ricordare un aspetto sul tema che evidentemente non solo Ratajkowski ma anche tantissimi altri sembrano ignorare, e cioè che le differenti preferenze, tra maschi e femmine, verso i giocattoli sessualmente tipizzati, ecco, sembrano avere una base biologica. Vanno in questa direzione numerosi elementi, a partire dal fatto che siffatte differenze preferenze insorgono - e si osservano - già nei primi mesi di vita dei piccoli, quando cioè non solo i vituperati stereotipi di genere, ma neppure le conoscenze più elementari sull'esistenza sono state trasmesse ai neonati.<br /><br />I PICCOLI VANNO LASCIATI LIBERI<br />Non solo: analoghe differenze sia nelle preferenze dei giocattoli sia, cosa ancora più importante, nello stile di gioco, sono state osservate anche nei primati, animali molto vicini all'uomo ma che, per ovvie ragioni, è difficile immaginare condizionati dagli stereotipi di genere. Ancora, si può aggiungere che se il figlioletto di Emily Ratajkowski avesse avuto - ma non l'ha avuta - una preferenza per le bambole anziché verso «qualsiasi cosa con le ruote», come ha, non ci sarebbe dovuto essere nessun motivo di allarme. Non bisogna infatti confondere le preferenze ludiche, non di rado transitorie, dell'infanzia con l'identità di genere o altro.<br />Ciò che infatti i paladini del pensiero gender si ostinano a non capire, infatti, non è solo che - come si diceva poc'anzi - bambini e bambine spesso e volentieri hanno preferenze diverse nei giochi (senza ciò, letteratura alla mano, abbia chissà quali ricadute negative nell'età adulta), ma anche che, molto semplicemente, i piccoli vanno lasciati liberi. Sì, liberi di divertirsi e di giocare come e con cosa meglio credono, senza imposizioni ideologiche di sorta. L'infanzia, almeno quella, resti libera dalla politica!]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/52047759</guid><pubDate>Tue, 29 Nov 2022 23:04:29 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/52047759/la_supermodella_compra_la_bambola_al_figlio_per_evitare_che_giochi_con_le_macchinine.mp3" length="5426826" type="audio/mpeg"/><itunes:author>BastaBugie</itunes:author><itunes:subtitle>TESTO DELL'ARTICOLO ➜ https://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7214

LA SUPERMODELLA COMPRA LA BAMBOLA AL FIGLIO PER EVITARE CHE GIOCHI CON LE MACCHININE di Giuliano Guzzo
Il Natale si avvicina, nelle città fervono i preparativi per addobbi e...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="https://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7214" target="_blank" rel="noreferrer noopener">www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7214</a><br /><br />LA SUPERMODELLA COMPRA LA BAMBOLA AL FIGLIO PER EVITARE CHE GIOCHI CON LE MACCHININE di Giuliano Guzzo<br />Il Natale si avvicina, nelle città fervono i preparativi per addobbi e luminarie e nelle case si inizia a respirare un clima d'attesa. Purtroppo, però, non c'è solo questo. L'Avvento infatti da alcuni anni coincide con una polemica che ciclicamente si ripresenta: quella contro i regali sessualmente tipizzati ai bambini. Bambole rosa alle bimbe e camioncini ai maschietti, assicurano i corifei del pensiero dominante, sarebbero diseducativi, perfino pericolosi; e ormai c'è purtroppo chi ci crede.<br />Una testimonianza al riguardo viene in questi giorni dalle cronache, a proposito della scelta di Emily Ratajkowski, 31 anni, supermodella e attrice statunitense che ha recentemente condiviso una preoccupazione quanto meno originale: il figlioletto Sylvester Apollo, nato nel marzo, gioca molto con i camion, pare gli piacciano proprio. E dove sta il problema, uno si chiederà? In effetti, ciò non costituisce affatto un problema. Eppure, Ratajkowski - che dopo la separazione con il marito, Sebastian Bear-McClard, è una mamma single - lo è.<br /><br />È PAZZESCO, ADORA I CAMION<br />Lo ha detto lei stessa, mentre dialogava nel corso di una recente intervista: «È pazzesco, Sly adora i camion. Si entusiasma così tanto, ama giocare con qualsiasi cosa con le ruote». Di qui la preoccupazione materna, verso quello che evidentemente considera qualcosa di anomalo: «Questa mattina gli ho ordinato una bambola e un servizio da tè perché mi sono detta: "Tutto questo va bilanciato"». «Mi piace l'idea», ha aggiunto la super top model, «di imporre il minor numero possibile di stereotipi di genere su mio figlio».<br />Ora, le contraddizioni delle parole di Emily Ratajkowski sono varie e di massima evidenza. Anzitutto perché se il figlioletto adora i camion - senza che nessuno, tanto meno la madre, lo abbia spinto in tal senso, è evidente come di mezzo non ci sia alcuno stereotipo, bensì una preferenza naturale; in secondo luogo, va rilevato come se una imposizione ci sia è proprio quella della bella modella e attrice nel momento in cui si è messa in tesa di rifilare una bambola e un servizio da tè al piccolo Sylvester Apollo senza che questi ne avesse fatto, a quanto è dato capire, alcuna richiesta.<br />Detto ciò, vale la pena ricordare un aspetto sul tema che evidentemente non solo Ratajkowski ma anche tantissimi altri sembrano ignorare, e cioè che le differenti preferenze, tra maschi e femmine, verso i giocattoli sessualmente tipizzati, ecco, sembrano avere una base biologica. Vanno in questa direzione numerosi elementi, a partire dal fatto che siffatte differenze preferenze insorgono - e si osservano - già nei primi mesi di vita dei piccoli, quando cioè non solo i vituperati stereotipi di genere, ma neppure le conoscenze più elementari sull'esistenza sono state trasmesse ai neonati.<br /><br />I PICCOLI VANNO LASCIATI LIBERI<br />Non solo: analoghe differenze sia nelle preferenze dei giocattoli sia, cosa ancora più importante, nello stile di gioco, sono state osservate anche nei primati, animali molto vicini all'uomo ma che, per ovvie ragioni, è difficile immaginare condizionati dagli stereotipi di genere. Ancora, si può aggiungere che se il figlioletto di Emily Ratajkowski avesse avuto - ma non l'ha avuta - una preferenza per le bambole anziché verso «qualsiasi cosa con le ruote», come ha, non ci sarebbe dovuto essere nessun motivo di allarme. Non bisogna infatti confondere le preferenze ludiche, non di rado transitorie, dell'infanzia con l'identità di genere o altro.<br />Ciò che infatti i paladini del pensiero gender si ostinano a non capire, infatti, non è solo che - come si diceva poc'anzi - bambini e bambine spesso e volentieri hanno preferenze diverse nei...]]></itunes:summary><itunes:duration>340</itunes:duration><itunes:keywords>avvento,infanzia,libertà,politica,regali</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/be4717a5dabfa18fcca9df4a7d6800cd.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Leggenda del calcio greco condannato a 10 mesi di carcere per un post su Facebook</title><link>https://www.spreaker.com/episode/leggenda-del-calcio-greco-condannato-a-10-mesi-di-carcere-per-un-post-su-facebook--52048048</link><description><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="https://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7224" target="_blank" rel="noreferrer noopener">www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7224</a><br /><br />LEGGENDA DEL CALCIO GRECO CONDANNATO A 10 MESI DI CARCERE PER UN POST SU FACEBOOK<br />Attaccare le lobby LGBT ormai può costare davvero caro. Vassilis Tsiartas, una leggenda del calcio greco ora in pensione, ha infatti ricevuto una condanna al carcere e una multa per aver pubblicato su Facebook dei messaggi in cui ha citato il racconto della creazione della Bibbia per criticare una legge sul cambiamento di sesso.<br />Tsiartas aveva scritto due post su Facebook per criticare una legge del 2017 che avrebbe abbassato l'età per cambiare legalmente il proprio sesso a 15 anni e rimosso altre barriere legali.<br />Nel primo ha attaccato direttamente i parlamentari dicendo che sperava "che i primi cambi di sesso vengano fatti ai figli di coloro che hanno votato per questo abominio" e che ora i membri del Parlamento possono anche "legalizzare la pedofilia e completare i loro crimini contro natura".<br />Nel secondo ha fatto riferimento alla sua fede dicendo che la "dignità" umana proveniva da un potere superiore all'umanità. "Dio creò Adamo ed Eva. Il resto [delle identità di genere] è stato prodotto per il consumo".<br />Tsiartas ha ricevuto una pena detentiva di 10 mesi (attualmente sospesa) e una multa di 5.000 euro dal tribunale uninominale per i reati minori di Atene. La "Transgender Support Association", che aveva intentato la causa, ha definito la punizione delle sue opinioni bibliche "particolarmente importante per la comunità transgender". Tsiartas intende ora presentare ricorso contro la decisione.<br /><br />Nota di BastaBugie: per vedere i gol di quando Vassilis Tsiartas giocava nel campionato spagnolo vestendo la maglia del Siviglia, vai in fondo a questa pagina.<br /><br />Tommaso Scandroglio nell'articolo seguente dal titolo "Uomo si crede donna disabile, delirio in salsa gender" parla del norvegese Jorund Alme, sano, che però va in giro in carrozzina perché dice di aver sempre voluto essere una donna disabile. Una scelta, afferma, "sessualmente motivata", che si basa sulle stesse premesse dell'ideologia trans. Il punto è sempre lo stesso: la volontà che si scontra con la realtà.<br />Ecco l'articolo completo pubblicato su La Nuova Bussola Quotidiana il 10 novembre 2022:<br />Prendete la sindrome di Münchhausen, aggiungete una buona dose di teoria del gender, agitate bene e il risultato sarà la storia del signor Jorund Alme, ben raccontata da Fabrizio Cannone su La Verità. Chi è affetto dalla sindrome di Münchhausen si finge malato in genere per attirare l'attenzione, per essere al centro di cure amorevoli. Ora il signor Alme, di origine norvegese, non solo si crede donna ma anche disabile, pur essendo lui sanissimo. O meglio: si pensa donna disabile. Ciò a dire che nella sua testa egli non riesce a dissociare l'idea di donna da quella di disabilità. Infatti il nostro norvegese, intervistato durante il programma Good Morning Norway, ha dichiarato che la sua scelta è "sessualmente motivata".<br />La differenza tra lui e chi soffre della sindrome di cui sopra sta soprattutto nel fatto che questi ultimi fingono una malattia e, invece, Alme non vuole ingannare nessuno sul suo stato di completo benessere, ma si identifica in una donna disabile perché questo è stato il suo desiderio da sempre, tanto che va in giro in una carrozzella. Lo sappiamo: è contraddittorio sapersi sano ma identificarsi in un malato. Ma così è.<br />Questa storiella si potrebbe anche chiudere qui, concludendo che il signor Alme non ha tutte le rotelle a posto e che è davvero disabile, ma nella testa, non nelle gambe. Purtroppo Jorund Alme si fa chiamare Jorund Viktoria Alme e quando c'è di mezzo una persona transessuale tutto ciò che fa e dice è serissimo e, già in partenza, rispettabilissimo. Lo scudo trans quindi rimanda al mittente qualsiasi critica e infatti, con furbizia, Alme la butta sull'appartenenza sessuale: il mio voler essere disabile è legato alla sfera sessuale, come appuntavamo poco sopra.<br />Non solo, ma Alme afferma "di avere un disturbo dell'integrità corporea". Come esiste la cosiddetta disforia di genere così abbiamo anche la disforia corporea. E come nel primo caso si vuole adattare il corpo a ciò che la mente desidera così avviene anche nel secondo caso, mettendo a sedere su una sedia a rotella un uomo sano. E dunque, come un maschio si può comportare da donna, un sano può comportarsi da malato. Il ragionamento, poste le premesse erronee, non fa un grinza e, per questo motivo, la scelta di Jorund "Viktoria" Alme non può essere sindacata.<br />Detto tutto ciò, il sospetto che Alme si sia inventato questo "disturbo dell'integrità corporea" per cercare un po' di notorietà è forte. Se costui si vuole davvero identificare in una donna disabile, perché allora non si fa paralizzare realmente? Anche gli uomini che si pensano donne spesso si fanno evirare. Inoltre la nostra Viktoria ha una compagna e due figli: una vita fino a 5 anni fa da perfetto maschio norvegese. Pare dunque una bizzarra versione della sindrome di Münchhausen: fingersi malato per attirare l'attenzione. Alme ci è riuscito così bene, in questo intento, che ha attirato l'attenzione anche di molte persone realmente disabili, le quali giustamente si sono sentite ferite da questo impostore, perché loro non hanno scelto la sedia a rotelle, è questa che ha scelto loro. La paralisi è un dramma che non sopporta finzione, ma solo rispetto. In merito a queste critiche il finto disabile ha così commentato: "Spero che nessuno prenda male il fatto che io usi la sedia a rotelle come ausilio, perché mi aiuta [nel senso, da lui spiegato, che si riposa, ndr]. Non utilizzo nessuna risorsa. Ad esempio, non uso il parcheggio per disabili, perché nella mia situazione non mi serve". La pezza peggiore del buco.<br />In giro per il mondo vi sono casi analoghi: persone che si credono gatti o alieni (e modificano anche il loro aspetto per assomigliare a felini e marziani) o appartenenti, loro bianchi, all'etnia africana. Il punto è sempre quello: la volontà che si scontra con la realtà. La rivoluzione contro Dio ha un tratto distintivo: la lotta al reale perché inteso come limite ai propri desideri. L'uomo, nel suo delirio di onnipotenza, vuole essere anche ciò che non potrà mai essere, travalicare anche i confini della propria biologia. Ogni vincolo imposto dalla realtà - sesso, sanità, etnia, specie - deve essere abbattuto perché castrante un Io che vuole espandersi all'infinito. Una ragione messa in carrozzina.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/52048048</guid><pubDate>Tue, 29 Nov 2022 23:01:37 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/52048048/leggenda_del_calcio_greco_condannato_a_10_mesi_di_carcere_per_un_post_su_facebook.mp3" length="8824967" type="audio/mpeg"/><itunes:author>BastaBugie</itunes:author><itunes:subtitle>TESTO DELL'ARTICOLO ➜ https://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7224

LEGGENDA DEL CALCIO GRECO CONDANNATO A 10 MESI DI CARCERE PER UN POST SU FACEBOOK
Attaccare le lobby LGBT ormai può costare davvero caro. Vassilis Tsiartas, una leggenda del...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="https://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7224" target="_blank" rel="noreferrer noopener">www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7224</a><br /><br />LEGGENDA DEL CALCIO GRECO CONDANNATO A 10 MESI DI CARCERE PER UN POST SU FACEBOOK<br />Attaccare le lobby LGBT ormai può costare davvero caro. Vassilis Tsiartas, una leggenda del calcio greco ora in pensione, ha infatti ricevuto una condanna al carcere e una multa per aver pubblicato su Facebook dei messaggi in cui ha citato il racconto della creazione della Bibbia per criticare una legge sul cambiamento di sesso.<br />Tsiartas aveva scritto due post su Facebook per criticare una legge del 2017 che avrebbe abbassato l'età per cambiare legalmente il proprio sesso a 15 anni e rimosso altre barriere legali.<br />Nel primo ha attaccato direttamente i parlamentari dicendo che sperava "che i primi cambi di sesso vengano fatti ai figli di coloro che hanno votato per questo abominio" e che ora i membri del Parlamento possono anche "legalizzare la pedofilia e completare i loro crimini contro natura".<br />Nel secondo ha fatto riferimento alla sua fede dicendo che la "dignità" umana proveniva da un potere superiore all'umanità. "Dio creò Adamo ed Eva. Il resto [delle identità di genere] è stato prodotto per il consumo".<br />Tsiartas ha ricevuto una pena detentiva di 10 mesi (attualmente sospesa) e una multa di 5.000 euro dal tribunale uninominale per i reati minori di Atene. La "Transgender Support Association", che aveva intentato la causa, ha definito la punizione delle sue opinioni bibliche "particolarmente importante per la comunità transgender". Tsiartas intende ora presentare ricorso contro la decisione.<br /><br />Nota di BastaBugie: per vedere i gol di quando Vassilis Tsiartas giocava nel campionato spagnolo vestendo la maglia del Siviglia, vai in fondo a questa pagina.<br /><br />Tommaso Scandroglio nell'articolo seguente dal titolo "Uomo si crede donna disabile, delirio in salsa gender" parla del norvegese Jorund Alme, sano, che però va in giro in carrozzina perché dice di aver sempre voluto essere una donna disabile. Una scelta, afferma, "sessualmente motivata", che si basa sulle stesse premesse dell'ideologia trans. Il punto è sempre lo stesso: la volontà che si scontra con la realtà.<br />Ecco l'articolo completo pubblicato su La Nuova Bussola Quotidiana il 10 novembre 2022:<br />Prendete la sindrome di Münchhausen, aggiungete una buona dose di teoria del gender, agitate bene e il risultato sarà la storia del signor Jorund Alme, ben raccontata da Fabrizio Cannone su La Verità. Chi è affetto dalla sindrome di Münchhausen si finge malato in genere per attirare l'attenzione, per essere al centro di cure amorevoli. Ora il signor Alme, di origine norvegese, non solo si crede donna ma anche disabile, pur essendo lui sanissimo. O meglio: si pensa donna disabile. Ciò a dire che nella sua testa egli non riesce a dissociare l'idea di donna da quella di disabilità. Infatti il nostro norvegese, intervistato durante il programma Good Morning Norway, ha dichiarato che la sua scelta è "sessualmente motivata".<br />La differenza tra lui e chi soffre della sindrome di cui sopra sta soprattutto nel fatto che questi ultimi fingono una malattia e, invece, Alme non vuole ingannare nessuno sul suo stato di completo benessere, ma si identifica in una donna disabile perché questo è stato il suo desiderio da sempre, tanto che va in giro in una carrozzella. Lo sappiamo: è contraddittorio sapersi sano ma identificarsi in un malato. Ma così è.<br />Questa storiella si potrebbe anche chiudere qui, concludendo che il signor Alme non ha tutte le rotelle a posto e che è davvero disabile, ma nella testa, non nelle gambe. Purtroppo Jorund Alme si fa chiamare Jorund Viktoria Alme e quando c'è di mezzo una persona transessuale tutto ciò che fa e dice è serissimo e, già in partenza, rispettabilissimo. 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Ma per evitare di essere demonizzato o ridicolizzato, ognuno deve unire la propria voce al coro del pensiero unico. Opinioni dissonanti non sono ammesse. Nel democratico mondo contemporaneo funziona - ahinoi - così. Succede allora che la paura di una reazione negativa costituisca un deterrente alla riflessione critica, spingendo uomini e donne all'omologazione. E succede anche che gli organizzatori di conferenze pubbliche si sottraggano dall'invitare relatori noti per punti di vista controcorrente per non incorrere nella fatwa dei depositari del politicamente corretto.<br />È quanto dimostra uno studio effettuato in Regno Unito dall'Higher Education Policy Institute e ripreso da The Christian Institute. L'autore, Josh Freeman, ha constatato tra gli studenti una forma di «autocensura» che si verifica appunto quando si preferisce evitare di invitare relatori «a causa dei loro precedenti commenti "problematici"». Freeman ha intervistato ventuno coordinatori di eventi studenteschi in diverse università britanniche. Chi tra loro ha "osato" opporsi a questa forma diffusa di censura surrettizia ha dovuto far fronte ad attacchi verbali. Non solo, «nei casi più gravi», prosegue l'autore dello studio, «gli studenti sono stati vittime di molestie». La questione non ha lasciato indifferenti i vertici degli atenei. La vice-cancelliere dell'Università di Oxford, Louise Richardson, ha evidenziato «la necessità di preservare la libertà accademica e la libertà di parola» come una «sfida chiave» per gli anni a venire.<br />La recente ricerca fa il paio con un sondaggio uscito ad inizio mese ad opera del Policy Institute del King's College di Londra, dal quale emerge che un numero crescente di studenti ritiene che la libertà di parola nella propria università sia oggi minacciata. Il 34 per cento degli intervistati afferma che è "molto" o "abbastanza" minacciata, rispetto al 23 per cento del 2019. Quasi la metà degli studenti (il 49 per cento) ravvisa che gli atenei stiano diventando «meno tolleranti» verso «un'ampia gamma di punti di vista» e il 25 per cento dice di aver sentito "spesso" o "abbastanza spesso" episodi in cui la libertà di parola è stata «inibita» nella propria università, rispetto al 12 per cento del 2019. Ecco allora che più della metà (il 51 per cento) concorda sul fatto che queste paure impediscano alle persone di esprimere le proprie convinzioni.<br />Ma quali sono i temi tabù? Nello specifico, il 34 per cento degli intervistati ammette che, a causa di questo clima, non esprime in pubblico la propria opinione in merito all'identità di genere. Non c'è da stupirsi. La tendenza a voler «zittire chi pensa diversamente» - per citare un articolo in cui il magistrato Vladimiro Zagrebelsky difendeva la libertà di Pro Vita & Famiglia di contestare l'aborto - è molto in voga tra i paladini dei cosiddetti diritti civili. Il politicamente corretto si è fatta religione laica e qualsiasi pulsione di dissenso è considerata un'eresia da censurare. Oggi occorre quindi coraggio per difendere vita nascente, famiglia naturale, priorità educativa dei genitori, presenza della fede nello spazio pubblico. [...]<br /><br />Nota di BastaBugie: ecco altre notizie sul "gaio" mondo gay... sempre meno gaio.<br /><br />SALVA LA LEGGE DELLA FLORIDA CHE VIETA IL GENDER NELLE SCUOLE<br />In Florida è salvo il Parental Rights in Education Act, ovvero la legge promossa dal governatore Ron DeSantis che vuole vietare la diffusione di contenuti sessuali - e pro-gender - nelle scuole dello Stato.<br />La scorsa settimana, infatti, si è chiusa con la decisione di un giudice federale - la seconda in meno di un mese - che si è rifiutato di bloccare il provvedimento proposto da DeSantis, come invece sostenuto da alcuni politici e associazioni Lgbt che figuravano tra i "querelanti".<br />Il distrettuale statunitense Wendy Berger, con sede a Orlando, infatti, ha emesso la decisione tramite un documento di 28 pagine, negando la richiesta di ingiunzione preliminare contro il Parental Rights in Education Act della Florida. Gli oppositori al disegno di legge avevano sostenuto che il provvedimento avrebbe lo scopo di promuovere la discriminazione e portare al bullismo di bambini con "identità di genere" confuse. Tuttavia, Berger ha osservato che "i documenti e le istanze avanzate al suo tribunale non hanno provato nessun pericolo del genere".<br />Il giudice ha poi ribadito che "la corte è solidale" con l'idea che un bambino possa essere vittima di bullismo a scuola per questioni legate al genere e ciò è inaccettabile. Tuttavia, la realtà dimostra che "i bambini delle scuole fanno i prepotenti e sminuiscono i loro compagni di classe per tutta una serie di ragioni, tutte inaccettabili, e molti dei quali non hanno nulla a che fare con l'identità di genere di un compagno di classe".<br />La legge della Florida - lo ricordiamo - vieta alle scuole di insegnare ai bambini dalla scuola materna alla terza elementare il transgenderismo e altre questioni legate all'ideologia di genere o alla sessualità. La legislazione limita anche le discussioni sulla sessualità per i bambini più grandi - parlando di contenuti "adeguati all'età" - e impone ai genitori di essere informati di qualsiasi cambiamento che potrebbe influire sul benessere fisico, emotivo o mentale dei loro figli, incluso se un bambino si identifica o vuole identificare come di un "altro genere" a scuola.<br />(Provita & Famiglia, 24 ottobre 2022)<br /><br />IN INGHILTERRA I DETENUTI TRANS CON GENITALI MASCHILI NON POTRANNO PIÙ STARE NELLE CARCERI FEMMINILI<br />Dopo gli scandali e le denunce di numerose associazioni, finalmente le autorità britanniche hanno deciso di rivedere quelle assurde policy che negli ultimi anni hanno permesso di tenere dei prigionieri maschi transgender all'interno delle carceri femminili.<br />Il sottosegretario alla giustizia del Regno Unito, Brandon Lewis, ha infatti annunciato che i prigionieri transgender "con genitali maschili" non dovrebbero più essere detenuti nelle carceri femminili, specificando che presenterà una nuova policy a questo riguardo entro la fine dell'anno.<br />Lewis ha dichiarato inoltre che le esenzioni a queste nuove regole saranno valutate caso per caso e che quest'ultime varranno anche per le donne transgender che sono state condannate per reati sessuali.<br />Tra gli applausi, il sottosegretario ha dichiarato espressamente che "non può essere giusto che i detenuti transgender che sono stati condannati per gravi reati sessuali o che non hanno subito un intervento chirurgico di riassegnazione di genere vengano ospitati in un carcere femminile".<br />(Provita & Famiglia, 17 ottobre 2022)<br /><br />IN INGHILTERRA INSEGNANTE LICENZIATA PER NON AVER ACCETTATO LE POLICY SUI TRANSGENDER<br />In Inghilterra negli ultimi anni l'ideologia Gender è stata diffusa ad ogni livello e benché ora le autorità stiano iniziando a fare timidamente marcia indietro, quelli che si oppongono a queste nuove policy sui transgender rischiano ancora molto.<br />Ne sa qualcosa un insegnante di scuola elementare che all'inizio di quest'anno ha perso il lavoro dopo aver rifiutato di rivolgersi ad un alunna di otto anni con nome e pronomi maschili, perché lo riteneva sbagliato e pericoloso per l'alunna stessa.<br />L'insegnante, che ha voluto restare anonima, ha ora avviato un'azione legale contro i dirigenti della scuola e il consiglio locale e il suo caso sarà ascoltato presso l'Alta Corte di Birmingham la prossima settimana.<br />Prima di essere licenziata l'insegnante era stata sospesa lo scorso autunno proprio per essersi rifiutata di applicare le nuove policy per gli studenti transgender.<br />(Provita & Famiglia, 19 ottobre 2022)]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/51687674</guid><pubDate>Tue, 25 Oct 2022 21:37:30 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/51687674/gli_studenti_rinunciano_a_criticare_il_gender_per_paura_di_essere_attaccati.mp3" length="8452850" type="audio/mpeg"/><itunes:author>BastaBugie</itunes:author><itunes:subtitle>TESTO DELL'ARTICOLO ➜ www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7189&#13;
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GLI STUDENTI RINUNCIANO A CRITICARE IL GENDER PER PAURA DI ESSERE ATTACCATI di Federico Cenci&#13;
Ognuno può prendere parte al dibattito pubblico. Ma per evitare di essere demonizzato o...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7189" rel="noopener">www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7189</a><br /><br />GLI STUDENTI RINUNCIANO A CRITICARE IL GENDER PER PAURA DI ESSERE ATTACCATI di Federico Cenci<br />Ognuno può prendere parte al dibattito pubblico. Ma per evitare di essere demonizzato o ridicolizzato, ognuno deve unire la propria voce al coro del pensiero unico. Opinioni dissonanti non sono ammesse. Nel democratico mondo contemporaneo funziona - ahinoi - così. Succede allora che la paura di una reazione negativa costituisca un deterrente alla riflessione critica, spingendo uomini e donne all'omologazione. E succede anche che gli organizzatori di conferenze pubbliche si sottraggano dall'invitare relatori noti per punti di vista controcorrente per non incorrere nella fatwa dei depositari del politicamente corretto.<br />È quanto dimostra uno studio effettuato in Regno Unito dall'Higher Education Policy Institute e ripreso da The Christian Institute. L'autore, Josh Freeman, ha constatato tra gli studenti una forma di «autocensura» che si verifica appunto quando si preferisce evitare di invitare relatori «a causa dei loro precedenti commenti "problematici"». Freeman ha intervistato ventuno coordinatori di eventi studenteschi in diverse università britanniche. Chi tra loro ha "osato" opporsi a questa forma diffusa di censura surrettizia ha dovuto far fronte ad attacchi verbali. Non solo, «nei casi più gravi», prosegue l'autore dello studio, «gli studenti sono stati vittime di molestie». La questione non ha lasciato indifferenti i vertici degli atenei. La vice-cancelliere dell'Università di Oxford, Louise Richardson, ha evidenziato «la necessità di preservare la libertà accademica e la libertà di parola» come una «sfida chiave» per gli anni a venire.<br />La recente ricerca fa il paio con un sondaggio uscito ad inizio mese ad opera del Policy Institute del King's College di Londra, dal quale emerge che un numero crescente di studenti ritiene che la libertà di parola nella propria università sia oggi minacciata. Il 34 per cento degli intervistati afferma che è "molto" o "abbastanza" minacciata, rispetto al 23 per cento del 2019. Quasi la metà degli studenti (il 49 per cento) ravvisa che gli atenei stiano diventando «meno tolleranti» verso «un'ampia gamma di punti di vista» e il 25 per cento dice di aver sentito "spesso" o "abbastanza spesso" episodi in cui la libertà di parola è stata «inibita» nella propria università, rispetto al 12 per cento del 2019. Ecco allora che più della metà (il 51 per cento) concorda sul fatto che queste paure impediscano alle persone di esprimere le proprie convinzioni.<br />Ma quali sono i temi tabù? Nello specifico, il 34 per cento degli intervistati ammette che, a causa di questo clima, non esprime in pubblico la propria opinione in merito all'identità di genere. Non c'è da stupirsi. La tendenza a voler «zittire chi pensa diversamente» - per citare un articolo in cui il magistrato Vladimiro Zagrebelsky difendeva la libertà di Pro Vita & Famiglia di contestare l'aborto - è molto in voga tra i paladini dei cosiddetti diritti civili. Il politicamente corretto si è fatta religione laica e qualsiasi pulsione di dissenso è considerata un'eresia da censurare. Oggi occorre quindi coraggio per difendere vita nascente, famiglia naturale, priorità educativa dei genitori, presenza della fede nello spazio pubblico. [...]<br /><br />Nota di BastaBugie: ecco altre notizie sul "gaio" mondo gay... sempre meno gaio.<br /><br />SALVA LA LEGGE DELLA FLORIDA CHE VIETA IL GENDER NELLE SCUOLE<br />In Florida è salvo il Parental Rights in Education Act, ovvero la legge promossa dal governatore Ron DeSantis che vuole vietare la diffusione di contenuti sessuali - e pro-gender - nelle scuole dello Stato.<br />La scorsa settimana, infatti, si è chiusa con la decisione di un giudice federale - la seconda in meno di un mese - che si è rifiutato di bloccare il provvedimento...]]></itunes:summary><itunes:duration>529</itunes:duration><itunes:keywords>dirittideigenitori,gender,licenziata,reatisessuali,studenti</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/4677ea054dc60a2fc96c7bd84c732f4f.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Sull'aberrante asportazione del seno alle adolescenti, anche il New York Times inizia ad avere qualche dubbio</title><link>https://www.spreaker.com/episode/sull-aberrante-asportazione-del-seno-alle-adolescenti-anche-il-new-york-times-inizia-ad-avere-qualche-dubbio--51612978</link><description><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7181" rel="noopener">www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7181</a><br /><br />SULL'ABERRANTE ASPORTAZIONE DEL SENO ALLE ADOLESCENTI, ANCHE IL NEW YORK TIMES INIZIA AD AVERE QUALCHE DUBBIO di Giuliano Guzzo<br />Chi l'avrebbe mai detto. Perfino il giornale più famoso del mondo, un vero e proprio faro globale per la cultura liberal e progressista, ovvero il New York Times, si sta accorgendo che qualcosa non torna, nella narrazione arcobaleno - ovviamente rose e fiori, su quanti prendono la strada del «cambiamento» - dei baby transgender. Questo almeno pare di capire vedendo il contenuto di More Trans Teens Are Choosing 'Top Surgery', un lungo articolo del 26 settembre a firma della reporter Azeen Ghorayshi che, sul suo profilo Twitter, ha detto di essersi voluta soffermare sugli adolescenti transgender che, in America, subiscono interventi chirurgici di asportazione del seno, per vedere ciò «con quale frequenza sta realmente accadendo, perché e quali possono essere i rischi».<br />In effetti, il suo servizio - pur non potendosi certo considerare critico verso le rivendicazioni Lgbt - contiene dei passaggi che, probabilmente per la prima volta sul celebre giornale della Grande Mela, quanto meno mettono in discussione certe visioni unilaterali sul tema. Anzitutto perché riporta un dato, che è quello degli interventi tra i minori di mastectomia vale a dire di asportazione chirurgica della mammella, presso il Kaiser Permanente Oakland Medical Center in California; ed è un dato impressionante dal momento che è passato dai cinque del 2013 al 70 del 2019, facendo segnare, in soli sei anni, una impennata del 1.300%. Non è finita.<br />Sempre l'articolo New York Times, poi, accenna ad un aspetto noto ai critici delle posizioni arcobaleno ma che è significativo che venga rimportato da una simile fonte, e cioè quello di «uno studio su 136 pazienti transgender di età compresa tra 13 e 25 anni, metà dei quali aveva subito un intervento chirurgico» importante ed apparentemente migliorativo della loro condizione, se non fosse che «la maggior parte dei pazienti è stata intervistata meno di due anni dopo l'intervento chirurgico e quasi il 30% non ha potuto essere contattato o rifiutato di partecipare». Un vuoto di conoscenze di non poco conto.<br />Anche perché, attenzione, non è affatto il solo. Ghorayshi segnala infatti, inoltre, che «pochi ricercatori hanno esaminato i cosiddetti detransitioners, vale a dire le persone che hanno interrotto o invertito i trattamenti di genere. A luglio, uno studio su 28 di questi adulti ha descritto un'ampia gamma di esperienze, con alcuni che provano un intenso rimpianto e altri che hanno un'identità di genere più fluida. Poiché così pochi studi hanno esaminato la detransizione». A seguire, non manca nell'articolo un riferimento al fatto che «molti medici chiedono ai giovani pazienti e ai loro genitori di fornire il consenso senza riconoscere le incognite» che accompagnano tali processi.<br />Naturalmente, l'impostazione generale dell'intervento uscito sul New York Times non è - né avrebbe potuto essere, a ben vedere, vista la collocazione ideologica della celebre testata - di bocciatura inappellabile e tout court delle istanze Lgbt sui minori; non siamo cioè, per capirci, a livelli dell'Economist, giornale sempre celebre ma a che da anni denuncia le derive ideologiche della medicina e della chirurgia gender sui bambini. Tuttavia, fa comunque impressione leggere che perfino il quotidiano riferimento della sinistra mondiale ammetta che solo «piccoli studi suggeriscono che la chirurgia per la rimozione del seno» migliori «il benessere degli adolescenti transgender, ma i dati sono scarsi».<br />Pur tra mille cautele, questo articolo ammette infatti che quello sui baby trans è un esperimento globale. Un esperimento del quale anche oggi «i dati sono scarsi» e che viene portato avanti sia per ragioni ideologiche, sia per motivi economici (gli interventi in questione costano, e costano pure parecchio). Ma se fosse tutto un enorme errore? Se domani ci si accorgesse - come già molte testimonianze di detransitioners lasciano intendere - che la medicina ha rovinato migliaia di giovani che andavano aiutati e non assecondati nel loro disagio di genere? Oggi, ed è questa la notizia più rilevante, neppure il New York Times esclude più un simile scenario.<br /><br />Nota di BastaBugie: ecco altre notizie sul "gaio" mondo gay... sempre meno gaio.<br /><br />IN SCOZIA LA METÀ DEI PRIGIONIERI TRANS HA CAMBIATO SESSO DOPO LA CONDANNA<br />Le autorità hanno rivelato che in Scozia metà dei detenuti transgender ora presenti nelle carceri ha iniziato la transizione di genere dopo la condanna. Il servizio carcerario scozzese ha infatti dichiarato che su sedici detenuti trans, ben otto hanno iniziato la transizione mentre erano in custodia.<br />Il sistema carcerario ha inoltre rivelato che sei detenuti trans hanno condanne "attuali o precedenti" per reati sessuali. Siccome un numero imprecisato di uomini trans potrebbe essere presto trasferito nelle carceri femminili, queste rivelazioni hanno generato a nuove preoccupazioni riguardo all'attuale policy carceraria per i transgender.<br />Le autorità hanno però rifiutato di rivelare quante denunce erano state presentate dalle detenute contro i prigionieri trans da quando la nuova policy sui transgender è stata introdotta nel 2014.<br />(Provita & Famiglia, 11 ottobre 2022)<br /><br />NEGLI STATI UNITI UN PEDOFILO RICEVE MILIONI DI DOLLARI DI RISARCIMENTO PERCHÉ NON POTÉ CAMBIARE SESSO IN CARCERE<br />In Idaho un violento molestatore sessuale di nome Edmo ha ricevuto più di 2,5 milioni di dollari di risarcimento per le spese legali dopo aver citato in giudizio lo stato per avergli rifiutato le "cure di transizione di genere" mentre era incarcerato per aver abusato sessualmente di un ragazzo di 15 anni.<br />Brady Summers, un uomo che ha frequentato Edmo per due anni, ha detto che lui non viveva da donna prima di andare in prigione e si era sempre presentato come un uomo gay mascolino.<br />Nel 2019, il governatore dell'Idaho Brad Little aveva condannato il tentativo di Edmo di assicurarsi il suo intervento chirurgico mentre era incarcerato, affermando che non gli sembrava giusto che i soldi dei contribuenti venissero usati per pagare l'operazione di transizione a un pedofilo, peraltro anche contro il parere dei medici.<br />La Corte ha però stabilito che i funzionari della prigione rifiutando la richiesta di intervento chirurgico di Edmo avevano violato l'ottavo emendamento della Costituzione degli Stati Uniti che vieta punizioni crudeli e insolite.<br />(Provita & Famiglia, 14 ottobre 2022)<br /><br />L'ULTIMA TROVATA CHOC DELLA GERMANIA È L'ASILO LGBT<br />A Berlino «aprirà, il prossimo anno, un asilo arcobaleno". E non nel senso di colorato e variopinto. E' la notizia choc data due giorni fa dal quotidiano La Verità.<br />Un asilo, Kindergarten, «che sarà gestito principalmente da personale della comunità Lgbt». E che, scrive il giornalista Valerio Benedetti, «insegnerà ai bambini come far sbocciare il gay che è dentro di loro».<br />Sembra una battuta, ma pare proprio che sia questo l'intento dell'operazione pseudo educativa. Nell'asilo ci saranno, «dieci normalissimi libri per bambini, ma anche tre in cui un principi sposa un principe», avrebbe riferito Marcel de Groot, futuro responsabile della "scuola di rieducazione" alla rivista tedesca Bild.<br />Non si può non notare che c'è un lavaggio del cervello bello e buono, che con la scusa della tolleranza e dell'inclusione vuole promuovere certe tendenze sessuali e sfavorirne altre. Discriminazione dei bambini non gay? E come accertare le pulsioni intime in fanciulli di età 3-5 anni? E che dire dei maestri eterosessuali, scartati per principio?<br />A tutto ciò si aggiunga che parlare di sessualità a bambini molto piccoli va proprio nel senso della più volte denunciata iper-sessualizzazione della cultura e dell'adolescenza. E questa iper-sessualizzazione piace a chi vuole collegare bambini e sessualità, giovanissimi e desideri sessuali.<br />Non resta dunque che augurarci che le proteste seguite all'annuncio dell'apertura di questo asilo impediscano la nascita di un luogo che non sarebbe per tutti, ma solo per quei bambini che si trovano ad avere, purtroppo, dei genitori che mettono l'ideologia al posto dell'educazione.<br />(Fabrizio Cannone, Provita & Famiglia, 7 ottobre 2022)]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/51612978</guid><pubDate>Wed, 19 Oct 2022 14:11:02 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/51612978/sull_aberrante_asportazione_del_seno_alle_adolescenti_anche_il_nyt_inizia_ad_avere_qualche_dubbio.mp3" length="9220641" type="audio/mpeg"/><itunes:author>BastaBugie</itunes:author><itunes:subtitle>TESTO DELL'ARTICOLO ➜ www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7181&#13;
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SULL'ABERRANTE ASPORTAZIONE DEL SENO ALLE ADOLESCENTI, ANCHE IL NEW YORK TIMES INIZIA AD AVERE QUALCHE DUBBIO di Giuliano Guzzo&#13;
Chi l'avrebbe mai detto. Perfino il giornale più famoso...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7181" rel="noopener">www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7181</a><br /><br />SULL'ABERRANTE ASPORTAZIONE DEL SENO ALLE ADOLESCENTI, ANCHE IL NEW YORK TIMES INIZIA AD AVERE QUALCHE DUBBIO di Giuliano Guzzo<br />Chi l'avrebbe mai detto. Perfino il giornale più famoso del mondo, un vero e proprio faro globale per la cultura liberal e progressista, ovvero il New York Times, si sta accorgendo che qualcosa non torna, nella narrazione arcobaleno - ovviamente rose e fiori, su quanti prendono la strada del «cambiamento» - dei baby transgender. Questo almeno pare di capire vedendo il contenuto di More Trans Teens Are Choosing 'Top Surgery', un lungo articolo del 26 settembre a firma della reporter Azeen Ghorayshi che, sul suo profilo Twitter, ha detto di essersi voluta soffermare sugli adolescenti transgender che, in America, subiscono interventi chirurgici di asportazione del seno, per vedere ciò «con quale frequenza sta realmente accadendo, perché e quali possono essere i rischi».<br />In effetti, il suo servizio - pur non potendosi certo considerare critico verso le rivendicazioni Lgbt - contiene dei passaggi che, probabilmente per la prima volta sul celebre giornale della Grande Mela, quanto meno mettono in discussione certe visioni unilaterali sul tema. Anzitutto perché riporta un dato, che è quello degli interventi tra i minori di mastectomia vale a dire di asportazione chirurgica della mammella, presso il Kaiser Permanente Oakland Medical Center in California; ed è un dato impressionante dal momento che è passato dai cinque del 2013 al 70 del 2019, facendo segnare, in soli sei anni, una impennata del 1.300%. Non è finita.<br />Sempre l'articolo New York Times, poi, accenna ad un aspetto noto ai critici delle posizioni arcobaleno ma che è significativo che venga rimportato da una simile fonte, e cioè quello di «uno studio su 136 pazienti transgender di età compresa tra 13 e 25 anni, metà dei quali aveva subito un intervento chirurgico» importante ed apparentemente migliorativo della loro condizione, se non fosse che «la maggior parte dei pazienti è stata intervistata meno di due anni dopo l'intervento chirurgico e quasi il 30% non ha potuto essere contattato o rifiutato di partecipare». Un vuoto di conoscenze di non poco conto.<br />Anche perché, attenzione, non è affatto il solo. Ghorayshi segnala infatti, inoltre, che «pochi ricercatori hanno esaminato i cosiddetti detransitioners, vale a dire le persone che hanno interrotto o invertito i trattamenti di genere. A luglio, uno studio su 28 di questi adulti ha descritto un'ampia gamma di esperienze, con alcuni che provano un intenso rimpianto e altri che hanno un'identità di genere più fluida. Poiché così pochi studi hanno esaminato la detransizione». A seguire, non manca nell'articolo un riferimento al fatto che «molti medici chiedono ai giovani pazienti e ai loro genitori di fornire il consenso senza riconoscere le incognite» che accompagnano tali processi.<br />Naturalmente, l'impostazione generale dell'intervento uscito sul New York Times non è - né avrebbe potuto essere, a ben vedere, vista la collocazione ideologica della celebre testata - di bocciatura inappellabile e tout court delle istanze Lgbt sui minori; non siamo cioè, per capirci, a livelli dell'Economist, giornale sempre celebre ma a che da anni denuncia le derive ideologiche della medicina e della chirurgia gender sui bambini. Tuttavia, fa comunque impressione leggere che perfino il quotidiano riferimento della sinistra mondiale ammetta che solo «piccoli studi suggeriscono che la chirurgia per la rimozione del seno» migliori «il benessere degli adolescenti transgender, ma i dati sono scarsi».<br />Pur tra mille cautele, questo articolo ammette infatti che quello sui baby trans è un esperimento globale. Un esperimento del quale anche oggi «i dati sono scarsi» e che viene portato avanti sia per ragioni ideologiche, sia per motivi economici...]]></itunes:summary><itunes:duration>577</itunes:duration><itunes:keywords>asiloarcobaleno,cambiaresesso,dubbi,newyorktimes,transizione</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/84fa4298769f53f58e3ce4aeb8792ea3.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Da piccola desideravo essere un maschio e per questo mi hanno tolto il seno, ma adesso...</title><link>https://www.spreaker.com/episode/da-piccola-desideravo-essere-un-maschio-e-per-questo-mi-hanno-tolto-il-seno-ma-adesso--51551480</link><description><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7164" rel="noopener">www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7164</a><br /><br />DA PICCOLA DESIDERAVO ESSERE UN MASCHIO E PER QUESTO MI HANNO TOLTO IL SENO, MA ADESSO... di Federica Di Vito<br />«Dovevo essere un maschio», Chloe Cole ora ha 18 anni e tra i 12 e i 16, ha subito un processo di transizione di genere e una doppia mastectomia perché l'hanno «ossessionata» a cambiare sesso. Oggi la sua vita è cambiata e sta diventando una delle voci più potenti - o una delle poche coraggiose - a lottare contro le transizioni dei minori...portando la sua testimonianza.<br />Chloe Cole sarebbe definita come detransitioner, perché dopo essere stata sottoposta a bloccanti della pubertà e interventi per la riassegnazione di genere si è pentita. Ma la sua storia non si ferma qui, perché non vive nascosta nell'ombra e la sua vita parla anche per le tante storie sconosciute ai media e ai più. Oggi sta viaggiando per gli Stati Uniti con l'obiettivo di lanciare un grido di allarme sulle procedure delle cosiddette gender clinics.<br />La storia di questa giovane inizia nel nord della California. Chloe Cole, cresciuta appunto nel nord dello Stato, aveva solo 11 anni quando è stata esposta per la prima volta all'ideologia di genere attraverso piattaforme online. «Passavo molto tempo online, su social come Instagram, e mi sono presto convinta alla narrativa che il disagio che provavo era dovuto al fatto che dovevo essere un maschio. Tutte le mie aspettative e i miei desideri si racchiusero nel processo di transizione», racconta.<br /><br />PREFERITE UNA FIGLIA MORTA O UN FIGLIO VIVO?<br />«Diagnosi: disforia». Non ci è voluto molto prima che i professionisti medici passarono dalle parole ai fatti permettendo il passaggio medico da ragazza a ragazzo. I genitori «erano spaventati e alla disperata ricerca di risposte» e Cole racconta come il loro consenso venne firmato sotto «estrema costrizione» e che fu rivolta loro la classica domanda: «Preferite una figlia morta o un figlio vivo?», consegnando così a quella firma la risoluzione di tutti i problemi, l'unico trattamento in grado di impedire il suicidio dei propri figli. «Volevano l'unica cosa che ogni genitore vuole per i propri figli: che fossi felice», racconta Cole.<br />«Molti bambini sono portati a credere a questa falsa promessa di felicità: che il cambiamento di genere li renderà felici» ed è a quella stessa promessa che si appigliò Cole, da sempre additata come "strana" e in difficoltà nelle relazioni sociali. «A 16 anni mi sono resa conto che era tutta una bugia. La mia storia serve da monito», avverte, «tutto il Paese è stato travolto dall'ideologia gender. Si è passati dal vivere le teorie transgender come relativamente in minoranza, a una dottrina che ha invaso ogni istituzione».<br />«A 15 anni sono andata sotto i ferri e ho subito una doppia mastectomia. Quella che fanno le donne malate di cancro al seno. Questo è successo dopo aver subito un'aggressione sessuale a scuola da parte di un maschio», continua Cole, «mi dicevo di essere forte. Ma vivevo un senso di costante odio verso il mio seno». Quando si rende conto del grande errore commesso Cole ammette la verità biologica che più spaventa oggi:«Mi era stata portata via la maternità. Mi sono resa conto che a 12 anni non ero in grado di conoscere la mia identità. Mi sono resa conto che volevo essere ciò che ero sempre stata e sempre sarò: una donna».<br /><br />IL CALVARIO DELLA TRANSIZIONE<br />Purtroppo, il calvario della transizione per Chloe non era finito. Smessa l'assunzione dei farmaci cominciò a raccontare la verità a tutti, genitori in preda ai sensi di colpa, amici scomparsi, gli stessi medici che prima si erano dimostrati tanto disponibili si rifiutarono di aiutarla, «ero indietro con lo sviluppo, incapace di allattare figli e completamente sola». Chloe racconta la sua storia senza fronzoli, senza filtri, portandoci a scoprire le ombre di un sistema che si spaccia per collaudato, ma che è del tutto sperimentale. Che va testandosi sulla pelle di minori.<br />«Ero un maschiaccio, ero timida, non mi adattavo bene alle norme sociali. A 11 anni ho aperto il mio primo account Instagram. Mia mamma non aveva accesso. Così mi sono ritrovata davanti un sacco di contenuti Lgbt», denuncia Cole con lucidità, «non avevo mai visto nulla del genere. Bastava accettare le loro ideologie ed eri un membro riconosciuto e celebrato della comunità di cui si parla di più sulla faccia della Terra. Desideravi inconsciamente quel riconoscimento».<br />Laddove prima però si parlava solo di "abbattimento di stereotipi" o "libertà di espressione", oggi si usa "scienza" e "medicina" per un sistema che assomiglia di più a un abuso su minori. Chloe si rivolge infine alle istituzioni pediatriche che ritengono che la migliore pratica sia quella di rimuovere il tessuto sano dei bambini mentre vengono somministrati farmaci: «Nessun bambino merita di soffrire sotto il bisturi di un chirurgo che afferma il suo genere. I bambini meritano qualcosa di meglio».]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/51551480</guid><pubDate>Wed, 12 Oct 2022 12:14:16 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/51551480/da_piccola_desideravo_essere_un_maschio_e_per_questo_mi_hanno_tolto_il_seno_ma_adesso.mp3" length="6437451" type="audio/mpeg"/><itunes:author>BastaBugie</itunes:author><itunes:subtitle>TESTO DELL'ARTICOLO ➜ www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7164&#13;
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DA PICCOLA DESIDERAVO ESSERE UN MASCHIO E PER QUESTO MI HANNO TOLTO IL SENO, MA ADESSO... di Federica Di Vito&#13;
«Dovevo essere un maschio», Chloe Cole ora ha 18 anni e tra i 12 e i 16,...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7164" rel="noopener">www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7164</a><br /><br />DA PICCOLA DESIDERAVO ESSERE UN MASCHIO E PER QUESTO MI HANNO TOLTO IL SENO, MA ADESSO... di Federica Di Vito<br />«Dovevo essere un maschio», Chloe Cole ora ha 18 anni e tra i 12 e i 16, ha subito un processo di transizione di genere e una doppia mastectomia perché l'hanno «ossessionata» a cambiare sesso. Oggi la sua vita è cambiata e sta diventando una delle voci più potenti - o una delle poche coraggiose - a lottare contro le transizioni dei minori...portando la sua testimonianza.<br />Chloe Cole sarebbe definita come detransitioner, perché dopo essere stata sottoposta a bloccanti della pubertà e interventi per la riassegnazione di genere si è pentita. Ma la sua storia non si ferma qui, perché non vive nascosta nell'ombra e la sua vita parla anche per le tante storie sconosciute ai media e ai più. Oggi sta viaggiando per gli Stati Uniti con l'obiettivo di lanciare un grido di allarme sulle procedure delle cosiddette gender clinics.<br />La storia di questa giovane inizia nel nord della California. Chloe Cole, cresciuta appunto nel nord dello Stato, aveva solo 11 anni quando è stata esposta per la prima volta all'ideologia di genere attraverso piattaforme online. «Passavo molto tempo online, su social come Instagram, e mi sono presto convinta alla narrativa che il disagio che provavo era dovuto al fatto che dovevo essere un maschio. Tutte le mie aspettative e i miei desideri si racchiusero nel processo di transizione», racconta.<br /><br />PREFERITE UNA FIGLIA MORTA O UN FIGLIO VIVO?<br />«Diagnosi: disforia». Non ci è voluto molto prima che i professionisti medici passarono dalle parole ai fatti permettendo il passaggio medico da ragazza a ragazzo. I genitori «erano spaventati e alla disperata ricerca di risposte» e Cole racconta come il loro consenso venne firmato sotto «estrema costrizione» e che fu rivolta loro la classica domanda: «Preferite una figlia morta o un figlio vivo?», consegnando così a quella firma la risoluzione di tutti i problemi, l'unico trattamento in grado di impedire il suicidio dei propri figli. «Volevano l'unica cosa che ogni genitore vuole per i propri figli: che fossi felice», racconta Cole.<br />«Molti bambini sono portati a credere a questa falsa promessa di felicità: che il cambiamento di genere li renderà felici» ed è a quella stessa promessa che si appigliò Cole, da sempre additata come "strana" e in difficoltà nelle relazioni sociali. «A 16 anni mi sono resa conto che era tutta una bugia. La mia storia serve da monito», avverte, «tutto il Paese è stato travolto dall'ideologia gender. Si è passati dal vivere le teorie transgender come relativamente in minoranza, a una dottrina che ha invaso ogni istituzione».<br />«A 15 anni sono andata sotto i ferri e ho subito una doppia mastectomia. Quella che fanno le donne malate di cancro al seno. Questo è successo dopo aver subito un'aggressione sessuale a scuola da parte di un maschio», continua Cole, «mi dicevo di essere forte. Ma vivevo un senso di costante odio verso il mio seno». Quando si rende conto del grande errore commesso Cole ammette la verità biologica che più spaventa oggi:«Mi era stata portata via la maternità. Mi sono resa conto che a 12 anni non ero in grado di conoscere la mia identità. Mi sono resa conto che volevo essere ciò che ero sempre stata e sempre sarò: una donna».<br /><br />IL CALVARIO DELLA TRANSIZIONE<br />Purtroppo, il calvario della transizione per Chloe non era finito. Smessa l'assunzione dei farmaci cominciò a raccontare la verità a tutti, genitori in preda ai sensi di colpa, amici scomparsi, gli stessi medici che prima si erano dimostrati tanto disponibili si rifiutarono di aiutarla, «ero indietro con lo sviluppo, incapace di allattare figli e completamente sola». Chloe racconta la sua storia senza fronzoli, senza filtri, portandoci a scoprire le ombre di un...]]></itunes:summary><itunes:duration>403</itunes:duration><itunes:keywords>bisturi,detransition,farmaci,gender,togliereilseno,transizione</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/2845de915ec8304a57da14d2b9589163.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Finisce in carcere l'insegnante cristiano che si rifiuta di usare pronomi trans</title><link>https://www.spreaker.com/episode/finisce-in-carcere-l-insegnante-cristiano-che-si-rifiuta-di-usare-pronomi-trans--51244870</link><description><![CDATA[VIDEO: Trailer di God's not dead 2 ➜ <a href="http://www.youtube.com/watch?v=5_SNj4hS0Pc" rel="noopener">www.youtube.com/watch?v=5_SNj4hS0Pc</a><br /><br />TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7135" rel="noopener">www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7135</a><br /><br />FINISCE IN CARCERE L'INSEGNANTE CRISTIANO CHE SI RIFIUTA DI USARE IN PRONOMI TRANS di Federica Di Vito<br />Non si scende a compromessi con la cultura dominante. E per questo si finisce in carcere. La storia dell'insegnante cristiano irlandese arrestato per essersi rifiutato di utilizzare i pronomi neutri, quello che in spagnolo sarebbe "elle", sta diventando simbolica. Lui si chiama Enoch Burke e ha trascorso la sua prima notte nella prigione di Mountjoy.<br />Burke è professore di tedesco, storia e politica alla Wilson Hospital School (Westmeath, Irlanda), una scuola di tradizione - pensate un po' - anglicana che da molto tempo cercava di costringere il professore a rivolgersi a uno studente in transizione con il pronome neutro.<br />Tra le motivazioni non poteva che portarne una peggiore: il suo credo cristiano. Dopo la scuola è passata alla sospensione senza specificare la causa, che dal punto di vista legale deve essere ritenuta grave. Così un giudice che ha emesso un ordine impedendo al professore di recarsi al liceo, e, data la sua insistenza, venerdì il giudice della Contea di Westmeath Michael Quinn ha emesso un mandato d'arresto e lunedì la polizia lo ha arrestato.<br /><br />UNA QUESTIONE DI COSCIENZA<br />Burke continua a sostenere che riferirsi allo studente con un nome diverso da quello reale (riferito dunque al suo sesso naturale) è una violazione della sua coscienza, «il transgenderismo è contro la mia credenza cristiana. È contrario alle Scritture, contrario all'etica della Chiesa d'Irlanda e della mia scuola. Sono un insegnante e non voglio andare in prigione. Voglio essere nella mia classe, dove ero questa mattina quando sono stato arrestato».<br />Ha poi affermato di aver continuato a recarsi a scuola perché anche rispettare l'ordine del giudice sarebbe stata una «violazione della sua coscienza», visto che si ricorre alla sospensione solo in casi molto gravi - e qui di casi gravi non ce ne sono. Il suo motto Res Non Verba - Azioni, non parole, l'ha usato per difendersi e ha chiarito che in realtà è imprigionato «per aver detto che non chiamerebbe un bambino una bambina».<br />Intanto il gesto coraggioso di questo professore sta mostrando a tutto il mondo come questo sistema debba usare minacce e prigione per imporsi. Al tal proposito, il Centro Studi Livatino, in una nota in cui ha richiamato le insidie contenute nel ddl Zan, ha osservato che «è da scongiurare il rischio che in Italia qualcuno, come il Prof. Burke, finisca in carcere per aver utilizzato un pronome che il destinatario percepisce come inadatto». Che la situazione, a livello internazionale, sia seria, è poi dimostrato dal fatto che il caso di Burke non è il solo nel suo genere.<br /><br />ACCADE NEGLI STATI UNITI<br />Per dire, la settimana scorsa si è diffuso l'esito del caso di Pamela Ricard, un'insegnante di matematica a Topeka (Kansas, USA), che ha vinto il suo processo e riceverà 95.000 dollari in risarcimento per danni e pregiudizi dopo una lunga battaglia legale per il rifiuto di usare i pronomi neutri. Pamela Ricard aveva nella sua scuola secondaria due studenti che si dichiaravano trans, a cui l'insegnante si riferiva per cognome.<br />La direttrice del centro, Shannon Molt, aveva inviato una linea guida al comitato di insegnanti della scuola in cui li esortava a rivolgersi agli studenti con il pronome che desiderano o con il nome che scelgono. Ricard si è rifiutata di farlo e la scuola l'ha sospesa per tre giorni per aver violato 11 politiche del distretto riguardanti «molestie, diversità e inclusione».<br />L'insegnante, tutt'altro che intimorita, ha contattato l'Alliance Defending Freedom e Kriegshauser Ney Law Group per iniziare una battaglia legale. Lo stesso tribunale distrettuale degli Stati Uniti per il distretto del Kansas ha affermato che la causa emessa dall'insegnante «probabilmente avrebbe prevalso sull'esercizio della libertà religiosa del Primo Emendamento».<br />«La signora Ricard crede che Dio abbia creato gli esseri umani come uomini o donne, che questo sesso è fissato in ogni persona dal momento del concepimento, e che non può essere cambiato, indipendentemente dai sentimenti, dai desideri o dalle preferenze di ogni persona», ha sottolineato la difesa.<br />Dopo 17 anni come insegnante nel distretto, Pamela Ricard si è ritirata dall'insegnamento dopo la risoluzione del suo caso, che si è concluso con una chiara vittoria per la quale riceverà 95.000 dollari per danni e spese legali. Forse non siamo mai stati così vicini ai tempi che così descriveva Chesterton: «Fuochi verranno attizzati per testimoniare che due più due fa quattro. Spade saranno sguainate per dimostrare che le foglie sono verdi in estate».<br /><br />Nota di BastaBugie: a tante vicende come queste si ispira il film capolavoro "God's not dead 2" nel quale un'insegnante di storia rischia il posto di insegnante per essersi comportata da cristiana. Ad un certo punto dichiara di preferire stare con Dio ed essere giudicata dal mondo, piuttosto che stare con il mondo ed essere giudicata da Dio.<br />Per informazioni su "God's not dead 2", clicca qui!<br /><a href="http://www.filmgarantiti.it/it/articoli.php?id=235" rel="noopener">http://www.filmgarantiti.it/it/articoli.php?id=235</a>]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/51244870</guid><pubDate>Tue, 13 Sep 2022 21:45:47 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/51244870/finisce_in_carcere_l_insegnante_cristiano_che_si_rifiuta_di_usare_pronomi_trans.mp3" length="6497771" type="audio/mpeg"/><itunes:author>BastaBugie</itunes:author><itunes:subtitle>VIDEO: Trailer di God's not dead 2 ➜ www.youtube.com/watch?v=5_SNj4hS0Pc&#13;
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TESTO DELL'ARTICOLO ➜ www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7135&#13;
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FINISCE IN CARCERE L'INSEGNANTE CRISTIANO CHE SI RIFIUTA DI USARE IN PRONOMI TRANS di Federica Di Vito&#13;
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Lui si chiama Enoch Burke e ha trascorso la sua prima notte nella prigione di Mountjoy.<br />Burke è professore di tedesco, storia e politica alla Wilson Hospital School (Westmeath, Irlanda), una scuola di tradizione - pensate un po' - anglicana che da molto tempo cercava di costringere il professore a rivolgersi a uno studente in transizione con il pronome neutro.<br />Tra le motivazioni non poteva che portarne una peggiore: il suo credo cristiano. Dopo la scuola è passata alla sospensione senza specificare la causa, che dal punto di vista legale deve essere ritenuta grave. Così un giudice che ha emesso un ordine impedendo al professore di recarsi al liceo, e, data la sua insistenza, venerdì il giudice della Contea di Westmeath Michael Quinn ha emesso un mandato d'arresto e lunedì la polizia lo ha arrestato.<br /><br />UNA QUESTIONE DI COSCIENZA<br />Burke continua a sostenere che riferirsi allo studente con un nome diverso da quello reale (riferito dunque al suo sesso naturale) è una violazione della sua coscienza, «il transgenderismo è contro la mia credenza cristiana. È contrario alle Scritture, contrario all'etica della Chiesa d'Irlanda e della mia scuola. Sono un insegnante e non voglio andare in prigione. Voglio essere nella mia classe, dove ero questa mattina quando sono stato arrestato».<br />Ha poi affermato di aver continuato a recarsi a scuola perché anche rispettare l'ordine del giudice sarebbe stata una «violazione della sua coscienza», visto che si ricorre alla sospensione solo in casi molto gravi - e qui di casi gravi non ce ne sono. Il suo motto Res Non Verba - Azioni, non parole, l'ha usato per difendersi e ha chiarito che in realtà è imprigionato «per aver detto che non chiamerebbe un bambino una bambina».<br />Intanto il gesto coraggioso di questo professore sta mostrando a tutto il mondo come questo sistema debba usare minacce e prigione per imporsi. Al tal proposito, il Centro Studi Livatino, in una nota in cui ha richiamato le insidie contenute nel ddl Zan, ha osservato che «è da scongiurare il rischio che in Italia qualcuno, come il Prof. Burke, finisca in carcere per aver utilizzato un pronome che il destinatario percepisce come inadatto». Che la situazione, a livello internazionale, sia seria, è poi dimostrato dal fatto che il caso di Burke non è il solo nel suo genere.<br /><br />ACCADE NEGLI STATI UNITI<br />Per dire, la settimana scorsa si è diffuso l'esito del caso di Pamela Ricard, un'insegnante di matematica a Topeka (Kansas, USA), che ha vinto il suo processo e riceverà 95.000 dollari in risarcimento per danni e pregiudizi dopo una lunga battaglia legale per il rifiuto di usare i pronomi neutri. Pamela Ricard aveva nella sua scuola secondaria due studenti che si dichiaravano trans, a cui l'insegnante si riferiva per cognome.<br />La direttrice del centro, Shannon Molt, aveva inviato una linea guida al comitato di insegnanti della scuola in cui li esortava a rivolgersi agli studenti con il pronome che desiderano o con il nome che scelgono. Ricard si è rifiutata di farlo e la scuola l'ha sospesa per tre giorni per aver violato 11 politiche del distretto riguardanti «molestie, diversità e inclusione».<br />L'insegnante, tutt'altro che intimorita, ha contattato l'Alliance Defending Freedom e Kriegshauser Ney Law Group per...]]></itunes:summary><itunes:duration>407</itunes:duration><itunes:keywords>burke,chesterton,elle,trans,wilsonhospitalschool</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/1aa7433ffc98c68c018b4b7b57fc1f0f.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Clamoroso: la Società Italiana di Pediatria è a favore dei bloccanti della pubertà</title><link>https://www.spreaker.com/episode/clamoroso-la-societa-italiana-di-pediatria-e-a-favore-dei-bloccanti-della-puberta--51165911</link><description><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7134" rel="noopener">www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7134</a><br /><br />CLAMOROSO: LA SOCIETA' ITALIANA DI PEDIATRIA E' A FAVORE DEI BLOCCANTI DELLA PUBERTA' di Fabrizio Cannone<br />Nei giorni scorsi la Società italiana di pediatria ha affermato - come riporta il blog Feminist Post - che gli effetti dei bloccanti della pubertà (puberty blocker) utilizzati per trattare bambine e bambini con disforia di genere sono perfettamente reversibili e non creano dunque né danni né pericoli. Ciò significherebbe, dunque, che se la bambina o il bambino cambia idea riguardo al proprio proposito di "cambiare sesso" e sospende la "terapia", il suo sviluppo riprenderà normalmente, senza alcun effetto definitivo e/o problema di salute.<br />Una vera e propria fake news, poiché la scienza a vari studi dimostrano esattamente il contrario. Gli effetti della terapia con puberty blocker, infatti, non sono affatto "completamente reversibili" e spaventa il fatto che i pediatri italiani non vengano messi a conoscenza (o non si informino) di queste evidenze scientifiche.<br />Tra gli studi che, al contrario, da sempre denunciano i molti pericoli per i bambini, spicca quello pubblicato dal British Medical Journal, «in cui si sostiene che i blocker non alleviano la sofferenza psichica delle/dei giovani sottoposti». Al contrario, infatti, gli adolescenti e i bambini che hanno sperimentato, indotti da medici imprudenti, queste pseudo terapie, hanno avuto «una crescita ridotta dell'altezza e della forza ossea quando hanno terminato il trattamento all'età di 16 anni».<br />La stessa clinica britannica Tavistock, di cui abbiamo parlato più volte, ha dovuto chiudere i battenti pochi giorni fa proprio per i danni fisici e psicologici inferti a tantissimi giovani e adolescenti. Danni dovuti in primis proprio alla «prescrizione senza criterio di bloccanti della pubertà da parte della clinica».<br />Ora un migliaio di genitori ha iniziato una class action contro la clinica per ottenere giustizia e risarcimenti per delle terapie sconsiderate che hanno avuto, contrariamente a quanto pensano i pediatri italiani, «conseguenze irreversibili».<br />Anche in America, inoltre, molti genitori sono in guerra contro la American Academy of Pediatrics perché l'istituto medico avrebbe spinto i giovani all'uso di «farmaci dannosi». E lo svedese Karolinska Institute ha ammesso «di aver rovinato la salute di numerosi bambini».<br />La stessa autorevole Accademia medica di Parigi, in un comunicato del febbraio scorso, parlava di «effetti indesiderabili» dovuti all'uso e all'abuso di certe «terapie disponibili», in materia di riassegnazione del sesso biologico. E enumerava, tra i rischi possibili, «l'impatto sulla crescita, l'indebolimento osseo, il rischio di sterilità» e per le ragazze dei «sintomi simili alla menopausa».<br />Insomma, i pediatri italiani o chi li rappresenta tengono conto delle evidenze scientifiche ormai acclarate o seguono ciecamente teorie pericolose, ideologiche e senza senso?<br /><br />Nota di BastaBugie: Luca Volontè nell'articolo seguente dal titolo "Nuovo attacco alla vita nella Spagna socialista" rivela come i quattro anni di governo di Pedro Sanchez hanno fatto della Spagna un "modello" di aggressione legislativa contro la vita, la libertà di educazione e la stessa Chiesa cattolica.<br />Ecco l'articolo completo pubblicato su La Nuova Bussola Quotidiana il 1° settembre 2022:<br />Il governo del socialista Pedro Sanchez è in carica, di fatto, dal 2018 ad oggi, dopo la vittoria in due elezioni successive (giugno 2018 e aprile 2019) e la sua autorevolezza nel Partito Socialista Europeo è dimostrata dalla nomina di Josep Borrell (Alto rappresentante dell'Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza) e da quella di Iratxe García Pérez (capogruppo socialista al Parlamento europeo). La coalizione di governo è un "insalata russa" dove secessionismo politico e populismo marxista sono cementati dal potere socialista.<br />In questi quattro anni, Sanchez ha imposto le peggiori normative del continente nei confronti della vita umana, della famiglia, della civiltà cristiana, della educazione e della memoria del paese: anticristianesimo allo stato puro.<br />Il governo Sanchez è erede naturale dell'aggressività "iconoclasta" impersonata da Zapatero che, dal 2004 al 2011, introdusse il divorzio sprint, liberalizzò l'aborto, promosse l'omosessualità e adozioni per coppie gay e impose un laicismo anti-cattolico. Più volte e con dovizia di particolari, La Bussola ha seguito le incivili decisioni prese dal Socialista Sanchez e dalla sua cricca al potere: un esempio concreto di quel che potrebbe accadere in Italia con la coalizione di centro sinistra al governo.<br />Sin dall'inizio Sanchez ha messo in chiaro la sua predilezione per l'ideologia LGBTI e ogni "diritto" sui temi di bioetica (utero in affitto) e della vita umana (aborto). Con l'entrata in pianta stabile di Podemos (l'altro partito si sinistra radicale) nell'esecutivo, in seguito all'accordo di governo del novembre 2019, l'azione devastatrice dei socialisti ha preso ulteriore slancio. Si è approfittato del Covid 19 per imporre divieti alle celebrazioni liturgiche cattoliche, vietandole sin dall'aprile del 2020, ma non alle celebrazioni per il Ramadan.<br />Nel giugno 2020 inizia l'assalto alla libertà di educazione e alle scuole paritarie, con scontri duri tra l'Esecutivo ed Associazioni di scuole, genitori e la stessa Chiesa Cattolica che rimane l'unica, nella "vecchia Europa", capace di difendere con intelligenza i fedeli, la fede e la civiltà del proprio Paese. Contemporaneamente, nel giugno 2020, l'Osservatorio sulla libertà religiosa nel paese registra una impressionante crescita di atti vandalici e blasfemi contro chiese e simboli cristiani. Si delibera definitivamente nel marzo 2021 la legge sull'eutanasia, nonostante l'opposizione di Chiesa, Comitato di Bioetica, Ordini dei Medici e forze di minoranza in Parlamento.<br />Nei mesi successivi, a ridosso della ripresa scolastica dello scorso anno, le nuove linee guida educative e la riforma della Legge Celaà, tratteggiano il cuore della nuova dottrina: matematica "gender", scoperta della "sessualità" da zero a 12 anni, ridotto sostegno all'insegnamento della religione cattolica e minaccia di azzeramento delle convenzioni per le scuole paritarie. In novembre l'esecutivo modifica le norme sulla fecondazione medicalmente assistita e le estende, gratuitamente, anche alle persone transessuali. Lo stesso mese si riducono le ore di insegnamento di religione cattolica, garantite da un'intesa tra Chiesa, Vaticano e Regno di Spagna.<br />La Chiesa protesta e Sanchez istituisce una Commissione di indagine parlamentare sugli abusi (1° febbraio 2022), ma solo quelli di chierici e sacerdoti! Avanti popolo! Sanchez fa approvare la prima legge europea contro la recita di preghiere fuori dalle cliniche abortive, ennesimo attacco alla libertà religiosa. Delle scorse settimane è la "Legge della Memoria Democratica" che impone una revisione del passato franchista e una rilettura rivoluzionaria e comunista della storia insegnata nelle scuole.<br />Il 27 giugno, con l'approvazione in Consiglio dei Ministri della "Legge Trans", inizia l'iter parlamentare di una norma che prevede: diritto all'autodeterminazione di genere e cambio sesso, anche per i migranti, a partire dai 12 anni. Intanto, in questi giorni, si pubblicano i dati ad un anno dal entrata i vigore della eutanasia: 180 gli assassinati con l'eutanasia e, mentre si predispone l'indottrinamento di tutti gli studenti di ogni età attraverso l'"Agenda 2030" dell'ONU, il "Soviet spagnolo" ha deciso la completa riforma e sostituzione dei componenti del Comitato di Bioetica Nazionale, reo di essersi opposti alla ‘Legge eutanasia'.<br />Negli ultimi giorni, si è data attuazione alla legge sul consenso nei rapporti sessuali (Ley Orgánica de Garantía Integral de la Libertad Sexual) nella quale, oltre alla presunzione di colpevolezza del maschio, si criminalizzano le pubblicità che appaiono "omofobiche o transfobiche", educazione femminista nelle scuole ed università e ri-educazione per giudici, polizia e militari.<br />Infine ieri, dopo l'annuncio di maggio, il Consiglio dei Ministri ha approvato la nuova legge di liberalizzazione dell'aborto, perché «le donne posano vivere meglio» e grazie alla quale: le donne tra i 16 e i 17 anni potranno interrompere volontariamente la gravidanza senza bisogno del consenso dei genitori (già previsto dalle norme di Zapatero nel 2010, poi modificate da Rajoy), sono aboliti i tre giorni di riflessione, è previsto il congedo dal lavoro obbligatorio, viene distribuita gratuitamente la pillola del giorno dopo (ora 20 euro) e garantita la copertura del servizio sanitario per quelle contraccettive. Inoltre è introdotta la schedatura dei medici obiettori di coscienza, ogni tipo di ospedale dovrà garantire il diritto all'aborto, si introducono il congedo mestruale (pagato) e la riduzione Iva su assorbenti.<br />Rimane il divieto della maternità surrogata ma ora c'è l'obbligo di indottrinamento dell'educazione sessuale completa nelle principali fasi educative dei bambini, per insegnanti, agenti penitenziari e operatori pubblici. La Chiesa? «Veramente tragico e tremendo» in un Paese nel pieno della crisi demografica - così ha commentato il segretario dalla conferenza episcopale spagnola. Ma forse mons. Paglia non sarà dello stesso avviso...]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/51165911</guid><pubDate>Tue, 06 Sep 2022 21:12:15 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/51165911/clamoroso_la_societ_italiana_di_pediatria_a_favore_dei_bloccanti_della_pubert.mp3" length="11679077" type="audio/mpeg"/><itunes:author>BastaBugie</itunes:author><itunes:subtitle>TESTO DELL'ARTICOLO ➜ www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7134&#13;
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CLAMOROSO: LA SOCIETA' ITALIANA DI PEDIATRIA E' A FAVORE DEI BLOCCANTI DELLA PUBERTA' di Fabrizio Cannone&#13;
Nei giorni scorsi la Società italiana di pediatria ha affermato - come...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7134" rel="noopener">www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7134</a><br /><br />CLAMOROSO: LA SOCIETA' ITALIANA DI PEDIATRIA E' A FAVORE DEI BLOCCANTI DELLA PUBERTA' di Fabrizio Cannone<br />Nei giorni scorsi la Società italiana di pediatria ha affermato - come riporta il blog Feminist Post - che gli effetti dei bloccanti della pubertà (puberty blocker) utilizzati per trattare bambine e bambini con disforia di genere sono perfettamente reversibili e non creano dunque né danni né pericoli. Ciò significherebbe, dunque, che se la bambina o il bambino cambia idea riguardo al proprio proposito di "cambiare sesso" e sospende la "terapia", il suo sviluppo riprenderà normalmente, senza alcun effetto definitivo e/o problema di salute.<br />Una vera e propria fake news, poiché la scienza a vari studi dimostrano esattamente il contrario. Gli effetti della terapia con puberty blocker, infatti, non sono affatto "completamente reversibili" e spaventa il fatto che i pediatri italiani non vengano messi a conoscenza (o non si informino) di queste evidenze scientifiche.<br />Tra gli studi che, al contrario, da sempre denunciano i molti pericoli per i bambini, spicca quello pubblicato dal British Medical Journal, «in cui si sostiene che i blocker non alleviano la sofferenza psichica delle/dei giovani sottoposti». Al contrario, infatti, gli adolescenti e i bambini che hanno sperimentato, indotti da medici imprudenti, queste pseudo terapie, hanno avuto «una crescita ridotta dell'altezza e della forza ossea quando hanno terminato il trattamento all'età di 16 anni».<br />La stessa clinica britannica Tavistock, di cui abbiamo parlato più volte, ha dovuto chiudere i battenti pochi giorni fa proprio per i danni fisici e psicologici inferti a tantissimi giovani e adolescenti. Danni dovuti in primis proprio alla «prescrizione senza criterio di bloccanti della pubertà da parte della clinica».<br />Ora un migliaio di genitori ha iniziato una class action contro la clinica per ottenere giustizia e risarcimenti per delle terapie sconsiderate che hanno avuto, contrariamente a quanto pensano i pediatri italiani, «conseguenze irreversibili».<br />Anche in America, inoltre, molti genitori sono in guerra contro la American Academy of Pediatrics perché l'istituto medico avrebbe spinto i giovani all'uso di «farmaci dannosi». E lo svedese Karolinska Institute ha ammesso «di aver rovinato la salute di numerosi bambini».<br />La stessa autorevole Accademia medica di Parigi, in un comunicato del febbraio scorso, parlava di «effetti indesiderabili» dovuti all'uso e all'abuso di certe «terapie disponibili», in materia di riassegnazione del sesso biologico. E enumerava, tra i rischi possibili, «l'impatto sulla crescita, l'indebolimento osseo, il rischio di sterilità» e per le ragazze dei «sintomi simili alla menopausa».<br />Insomma, i pediatri italiani o chi li rappresenta tengono conto delle evidenze scientifiche ormai acclarate o seguono ciecamente teorie pericolose, ideologiche e senza senso?<br /><br />Nota di BastaBugie: Luca Volontè nell'articolo seguente dal titolo "Nuovo attacco alla vita nella Spagna socialista" rivela come i quattro anni di governo di Pedro Sanchez hanno fatto della Spagna un "modello" di aggressione legislativa contro la vita, la libertà di educazione e la stessa Chiesa cattolica.<br />Ecco l'articolo completo pubblicato su La Nuova Bussola Quotidiana il 1° settembre 2022:<br />Il governo del socialista Pedro Sanchez è in carica, di fatto, dal 2018 ad oggi, dopo la vittoria in due elezioni successive (giugno 2018 e aprile 2019) e la sua autorevolezza nel Partito Socialista Europeo è dimostrata dalla nomina di Josep Borrell (Alto rappresentante dell'Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza) e da quella di Iratxe García Pérez (capogruppo socialista al Parlamento europeo). La coalizione di governo è un "insalata russa" dove secessionismo politico e...]]></itunes:summary><itunes:duration>730</itunes:duration><itunes:keywords>aip,bmj,paglia,podemos,pubertyblockers,tavistock</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/9cecb058f14b5110f251441661f55f56.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>La lobby gay impedisce che siano dette le verità scientifiche perfino all'università</title><link>https://www.spreaker.com/episode/la-lobby-gay-impedisce-che-siano-dette-le-verita-scientifiche-perfino-all-universita--50719138</link><description><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7090" rel="noopener">www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7090</a><br /><br />LA LOBBY GAY IMPEDISCE CHE SIANO DETTE LE VERITA' SCIENTIFICHE PERFINO ALL'UNIVERSITA' di Fabrizio Cannone<br />Che la censura non sia uno spettro del passato, ma una tristissima realtà del presente, purtroppo non è una fake news.<br />Un ennesimo episodio è accaduto qualche giorno fa in Germania. Una dottoranda in biologia, Maria-Luise Vollbrecht, avrebbe dovuto tenere, come ci informa MicroMega, una conferenza presso la Humboldt Universität, la più antica università di Berlino. Il tema era di tipo scientifico: né politico, né etico, né ideologico.<br />Ma il titolo della relazione - "Perché in biologia ci sono 2 sessi" - ha provocato lo sdegno e la reazione violenta di un fantomatico "Gruppo di lavoro dei giuristi critici". Il gruppo ha sostenuto che l'affermazione-titolo della conferenza non sarebbe scientifica, oltre ad essere "disumana e ostile alle persone queer e trans".<br />La cosa più grave, come nota giustamente la rivista, sta nel fatto che la facoltà, invece di difendere la ricercatrice, "ha cancellato la lezione per motivi di sicurezza". Immaginate se tutti coloro che si credessero criticati o non rispettati da un docente iniziassero a fare sit-in facoltà: le università diverrebbero caserme per far rispettare il diritto allo studio dei cittadini.<br />Si noti poi che la Vollbrecht, oltre a essere una donna di scienza, è anche secondo la sua stessa definizione, "molto di sinistra" e "femminista". Non si tratta quindi del classico docente - maschio ed eterosessuale - che certe minoranze Lgbt paiono contente di criticare, bullizzare o mettere in ridicolo.<br />Ma al di là di ciò, la difesa della scienza e della libertà di espressione, in teoria due pilastri della democrazia e della civiltà moderna, oltre che della Costituzione (anche tedesca) dove vanno a finire? Scompaiono nel nulla. E sempre più spesso a causa di certe minoranze ideologizzate, ma ben sostenute e remunerate dall'alto, le quali pretendono di imporre le loro idee a discapito dei dati scientifici più certi e acclarati. Come stavolta la dualità biologica dei sessi (o, in altro casi, il fatto che la vita inizi dal concepimento).<br />Giustamente la Vollbrecht dichiara che "l'ideologia non ha posto nella scienza". Fosse pure un'ideologia che si ammanta delle belle parole di pluralismo, uguaglianza, inclusione o altro. "Se una donna si ribella a questa ideologia - continua la biologa - sia perché non crede che gli uomini possano diventare donne con un mero atto linguistico, sia perché insiste nel praticare una militanza centrata sull‘essere donna, allora, secondo la concezione femminista queer, è contro il senso di umanità".<br />Credi che i sessi siano 2 e che un uomo non divenga donna mettendo una gonna e lo smalto alle unghie? Sei contro la concezione "queer" e dunque non hai umanità. E se provi a spiegare pubblicamente che la tua è una posizione assolutamente scientifica, non ti fanno parlare.<br />Se alcune lobby vogliono decidere chi debba parlare e chi no, allora il problema è serio. E la prima vittima di questa arroganza è proprio la scienza. Le cui conclusioni vengono ammesse (o negate) in nome di teorie astruse, liquide e variabili, e in ogni caso extra-scientifiche. Come la teoria del gender o l'autodeterminazione sessuale.<br /><br />Nota di BastaBugie: Luca Marcolivio nell'articolo seguente dal titolo "Le derive dell'identità di genere: ora arriva il topless in piscina" spiega che la parità di genere arriva nelle piscine tedesche concedendo alle bagnanti di nuotare a petto nudo in piscina per non discriminarle rispetto ai maschi che possono farlo liberamente.<br />Ecco l'articolo completo pubblicato su Provita & Famiglia il 2 maggio 2022:<br />L'ennesimo regalo dell'identità di genere arriva dalle piscine tedesche. La disputa, quasi surreale, sembra quasi riportarci indietro di sessant'anni, quando sulle spiagge di mezzo mondo, apparivano i primi "scandalosi" topless. Ebbene, è degli scorsi giorni, la decisione della città di Gottinga (Bassa Sassonia), nel cuore della Germania, di concedere alle bagnanti di nuotare a petto nudo in piscina a partire dal 1° maggio.<br />La rivendicazione da cui nasce l'amena concessione non ha nulla di "femminista". Tutto è nato dalla richiesta di una donna di poter stare liberamente in topless in piscina e a bordo vasca. Il suo comportamento non era stato gradito dagli altri bagnanti. La cliente aveva così usato il passe-partout, ormai pressoché infallibile dell'identità di genere, per esercitare il suo "diritto": se mi sento un uomo, sono autorizzata a comportarmi come uomo, quindi eventualmente a stare a petto nudo in piscina.<br />La nuova regola è stata così adottata dal comitato sportivo cittadino, che ha permesso a tutti i nuotatori di Gottinga di fare il bagno "oben-ohne", ovvero senza il top, nei fine settimana a partire dall'1° maggio.<br />In Germania, il movimento nudista, che prende il nome di Frei-Koerper-Kultur (cultura del corpo libero) è piuttosto popolare e diffuso ed è arrivato ad ottenere le saune miste, nella maggior parte delle strutture. Intanto, altri cittadini stanno protestando per la limitazione del topless ai soli weekend: la decisione sarebbe stata presa per non turbare bambini e ragazzi durante le lezioni di nuoto in mezzo alla settimana.<br />Una decisione, quella presa a Gottinga, solo apparentemente "locale": molto spesso, ciò che viene stabilito in un singolo comune o territorio tende a fare effetto domino nel resto del Paese. È un po' quanto sta avvenendo in Italia, ad esempio, con la cosiddetta "carriera alias", lanciata dapprima come esperimento isolato in un numero limitato di scuole e università che, però, in poco tempo, stanno diventando svariate decine. Gli stessi parlamenti e istituzioni locali non sono più di tanto propensi a legiferare su queste materie e tendono, piuttosto, a recepirle quando ormai la "nuova consuetudine" è consolidata.<br />L'altro aspetto rilevante, nella vicenda della piscina tedesca è che, banalmente, rischia di passare come lo "sdoganamento" del topless femminile, quando dietro c'è qualcosa di molto più grosso. Per una sola donna che si identifica come uomo, sono cambiate le regole: le nuove norme varranno solo per quella bagnante o per tutte le donne? Come sempre, una grande confusione regna sotto il cielo. I grandi cambiamenti antropologici non procedono in modo monolitico ma avanzano per piccoli "dettagli" come questi. Rivendicazioni apparentemente insignificanti che qualcuno, tuttavia, avrà l'impudenza di spacciare come conquiste di civiltà: di quale civiltà parliamo, però, visto che abbiamo smarrito l'identità dell'uomo?]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/50719138</guid><pubDate>Tue, 26 Jul 2022 22:37:41 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/50719138/la_lobby_gay_impedisce_che_siano_dette_le_verita_scientifiche_perfino_all_universita.mp3" length="2342912" type="audio/mpeg"/><itunes:author>BastaBugie</itunes:author><itunes:subtitle>TESTO DELL'ARTICOLO ➜ www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7090&#13;
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LA LOBBY GAY IMPEDISCE CHE SIANO DETTE LE VERITA' SCIENTIFICHE PERFINO ALL'UNIVERSITA' di Fabrizio Cannone&#13;
Che la censura non sia uno spettro del passato, ma una tristissima realtà...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7090" rel="noopener">www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7090</a><br /><br />LA LOBBY GAY IMPEDISCE CHE SIANO DETTE LE VERITA' SCIENTIFICHE PERFINO ALL'UNIVERSITA' di Fabrizio Cannone<br />Che la censura non sia uno spettro del passato, ma una tristissima realtà del presente, purtroppo non è una fake news.<br />Un ennesimo episodio è accaduto qualche giorno fa in Germania. Una dottoranda in biologia, Maria-Luise Vollbrecht, avrebbe dovuto tenere, come ci informa MicroMega, una conferenza presso la Humboldt Universität, la più antica università di Berlino. Il tema era di tipo scientifico: né politico, né etico, né ideologico.<br />Ma il titolo della relazione - "Perché in biologia ci sono 2 sessi" - ha provocato lo sdegno e la reazione violenta di un fantomatico "Gruppo di lavoro dei giuristi critici". Il gruppo ha sostenuto che l'affermazione-titolo della conferenza non sarebbe scientifica, oltre ad essere "disumana e ostile alle persone queer e trans".<br />La cosa più grave, come nota giustamente la rivista, sta nel fatto che la facoltà, invece di difendere la ricercatrice, "ha cancellato la lezione per motivi di sicurezza". Immaginate se tutti coloro che si credessero criticati o non rispettati da un docente iniziassero a fare sit-in facoltà: le università diverrebbero caserme per far rispettare il diritto allo studio dei cittadini.<br />Si noti poi che la Vollbrecht, oltre a essere una donna di scienza, è anche secondo la sua stessa definizione, "molto di sinistra" e "femminista". Non si tratta quindi del classico docente - maschio ed eterosessuale - che certe minoranze Lgbt paiono contente di criticare, bullizzare o mettere in ridicolo.<br />Ma al di là di ciò, la difesa della scienza e della libertà di espressione, in teoria due pilastri della democrazia e della civiltà moderna, oltre che della Costituzione (anche tedesca) dove vanno a finire? Scompaiono nel nulla. E sempre più spesso a causa di certe minoranze ideologizzate, ma ben sostenute e remunerate dall'alto, le quali pretendono di imporre le loro idee a discapito dei dati scientifici più certi e acclarati. Come stavolta la dualità biologica dei sessi (o, in altro casi, il fatto che la vita inizi dal concepimento).<br />Giustamente la Vollbrecht dichiara che "l'ideologia non ha posto nella scienza". Fosse pure un'ideologia che si ammanta delle belle parole di pluralismo, uguaglianza, inclusione o altro. "Se una donna si ribella a questa ideologia - continua la biologa - sia perché non crede che gli uomini possano diventare donne con un mero atto linguistico, sia perché insiste nel praticare una militanza centrata sull‘essere donna, allora, secondo la concezione femminista queer, è contro il senso di umanità".<br />Credi che i sessi siano 2 e che un uomo non divenga donna mettendo una gonna e lo smalto alle unghie? Sei contro la concezione "queer" e dunque non hai umanità. E se provi a spiegare pubblicamente che la tua è una posizione assolutamente scientifica, non ti fanno parlare.<br />Se alcune lobby vogliono decidere chi debba parlare e chi no, allora il problema è serio. E la prima vittima di questa arroganza è proprio la scienza. Le cui conclusioni vengono ammesse (o negate) in nome di teorie astruse, liquide e variabili, e in ogni caso extra-scientifiche. Come la teoria del gender o l'autodeterminazione sessuale.<br /><br />Nota di BastaBugie: Luca Marcolivio nell'articolo seguente dal titolo "Le derive dell'identità di genere: ora arriva il topless in piscina" spiega che la parità di genere arriva nelle piscine tedesche concedendo alle bagnanti di nuotare a petto nudo in piscina per non discriminarle rispetto ai maschi che possono farlo liberamente.<br />Ecco l'articolo completo pubblicato su Provita & Famiglia il 2 maggio 2022:<br />L'ennesimo regalo dell'identità di genere arriva dalle piscine tedesche. La disputa, quasi surreale, sembra quasi riportarci indietro di...]]></itunes:summary><itunes:duration>193</itunes:duration><itunes:keywords>autodeterminazione,biologia,gender,teorieastruse</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e98258a1e699e5ecaa08cdce03d18544.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Avvenire reclamizza l'Arci in prima pagina</title><link>https://www.spreaker.com/episode/avvenire-reclamizza-l-arci-in-prima-pagina--50656164</link><description><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7080" rel="noopener">www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7080</a><br /><br />AVVENIRE RECLAMIZZA L'ARCI IN PRIMA PAGINA di Mauro Faverzani<br />A dir poco stupisce la manchette, che da alcuni giorni campeggia alla destra ed alla sinistra della testata del quotidiano Avvenire, il giornale della Conferenza episcopale italiana: reclamizza l'Arci ed il suo 5×1000. Non il 5×1000, dunque, della Caritas o di qualsiasi altra sigla o realtà cattolica, bensì quello di un'organizzazione dichiaratamente di Sinistra, fin dalle origini. La stessa organizzazione, che, sul proprio sito, ribadisce, tra l'altro, non solo immigrazionismo spinto ed inclusione indiscriminata, bensì anche il suo sostegno a suicidio assistito ed eutanasia, nonché all'ideologia Lgbt. L'Arci include quella per il «fine vita» tra le «battaglie di diritto» e ritiene urgente «restituire dignità alla morte», richiamando «a responsabilità la politica rispetto ad un'azione legislativa a cui a lungo si è sottratta», ancorandosi «al principio di laicità dello Stato», che «sgombri il campo da derive oscurantiste o da facili strumentalizzazioni». Una presa di posizione in aperta contrapposizione al Catechismo della Chiesa Cattolica, che viceversa al n. 2277 definisce con chiarezza l'eutanasia «moralmente inaccettabile» e boccia anche qualsiasi «azione oppure omissione, che, da sé o intenzionalmente», provochi «la morte allo scopo di porre fine al dolore», essendo ciò «gravemente» contrario «alla dignità della persona umana e al rispetto del Dio vivente, suo Creatore. L'errore di giudizio, nel quale si può essere incorsi in buona fede, non muta la natura di quest'atto omicida, sempre da condannare e da escludere».<br /><br />COSA HANNO DI CATTOLICO LE BATTAGLIE DELL'ARCI?<br />Non di meno totalmente al di fuori dall'orbita cattolica si pone anche l'altra campagna lanciata dall'Arci nazionale, campagna dal titolo «Sii ciò che sei, per un mondo gender inclusive» e che ha coinvolto già nel 2020 lo stesso sistema di adesione: sulle tessere è stata data la possibilità di «apporre un'identità alias. I nuov* soc* potranno infatti scegliere, in alternativa a nome e cognome, l'indicazione del codice fiscale sulla loro tessera. Inoltre, potranno rendere facoltativa l'indicazione del loro genere sulla domanda di iscrizione». Non a caso l'Arci si vanta di aver sollecitato «più volte il Parlamento ad approvare al più presto la proposta di legge contro l'omobitransfobia», in una parola il famigerato ddl Zan, che si scontra frontalmente con il Catechismo della Chiesa Cattolica al n. 2357, dove, «appoggiandosi sulla Sacra Scrittura», si designano le «relazioni omosessuali come gravi depravazioni» e «gli atti di omosessualità» come «intrinsecamente disordinati», nonché «contrari alla legge naturale», ciò per cui «in nessun caso possono essere approvati». Figuriamoci promossi, consigliati ed incentivati!<br />Allora esiste un corto circuito tra la Dottrina cattolica e le convinzioni di organizzazioni quali l'Arci, corto circuito che non solo rende improponibile, bensì anche irricevibile la sua pubblicità su di un organo di stampa, che si voglia «di ispirazione cattolica» come Avvenire. Ciò, tenendo conto del presente, ma tenendo conto anche della storia dell'Arci: l'Associazione Ricreativa e Culturale Italiana (questo, per esteso, il significato attuale dell'acronimo Arci) nacque nel 1957 nell'alveo della Sinistra comunista. Vincenzo Santangelo, ricercatore presso l'Istituto piemontese per la storia della Resistenza e della società contemporanea, nel suo libro Le Muse del popolo, ne precisa le componenti politiche («il Pci, il Psi, la Cgil»), nonché la «vigorosa contrapposizione nei confronti di tutti quegli organismi assimilabili allo Stato o alle grandi imprese», compresi i Dopolavoro ed i Cral aziendali. Una forza, dunque, dichiaratamente antisistema ed anticapitalista. Di quella storia, l'Arci di oggi non rinnega alcunché, anzi è vero l'opposto: lo Statuto, approvato il 14 giugno 2014, precisa già nella premessa come essa rappresenti e voglia rappresentare «la continuità storica e politica con l'Arci delle origini fondata a Firenze il 26 maggio 1957».<br /><br />L'ARCIGAY VOLUTA DA UN SACERDOTE OMOSESSUALE<br />Il 9 dicembre 1980, nel suo alveo, si costituì l'Arcigay. Fu voluta da un sacerdote omosessuale, un teologo della liberazione sospeso a divinis, don Marco Bisceglia (riammesso nella Chiesa solo poco prima di morire, malato di Aids, dopo la supplica da lui inviata alla Congregazione per la Dottrina della Fede, supplica in cui si pentì di quelli che chiamò «i miei errori e traviamenti»). Con lui collaborò a quest'avventura anche un allora giovane obiettore di coscienza in servizio civile presso l'Arci, Nicola Vendola detto Nichi, che poi divenne suo convivente, già presidente di Sinistra Ecologia Libertà dal 2010 al 2016. Non a caso, l'Arci, ha promosso, tra le altre, anche la campagna Giàfamiglia, che, a dispetto del nome, puntava al riconoscimento delle "nozze" gay.<br />Con la sua adesione al World Social Forum, l'Arci ha sostenuto, inoltre, l'antagonismo e la «globalizzazione alternativa» terzomondista, ribadendo la sua natura «antiliberista» ed «antimperialista», categorie che evidentemente si cerca di far sembrare obsolete più di quanto in realtà, per taluni, non siano.<br />Evidente l'incompatibilità tra la Dottrina cattolica e le ideologie, di cui l'Arci si è fatta portavoce dalla fondazione ad oggi. Proprio per questo fa quanto meno specie che il giornale della Cei, Avvenire, proponga la pubblicità dell'Arci, oltre tutto in bella evidenza in prima pagina, accanto alla testata. Un "idillio" tutt'altro che estemporaneo, dato che la stessa Arci, sul proprio sito ufficiale, rimanda addirittura, con tanto di link, ad un articolo pubblicato sul quotidiano Avvenire lo scorso 14 luglio a proposito delle comunità energetiche. Ciò non basta per rendere organica e strutturale l'"intesa" tra il quotidiano e la sigla dichiaratamente di Sinistra, certo, ma è nota l'espressione di Agatha Christie: «Un indizio è un indizio, due indizi sono una coincidenza, ma tre indizi fanno una prova». Ed è un fatto che le posizioni assunte dal giornale dei Vescovi siano state più volte - e su temi alquanto delicati - opinabili e contestate, su basi solide e concrete, da esponenti e sensibilità significative del mondo cattolico.<br /><br />Nota di BastaBugie: Andrea Zambrano nell'articolo seguente dal titolo "Famiglie normali: Avvenire strizza l'occhio ai conviventi" racconta che all'incontro delle famiglie col Papa che c'è stato un mese fa c'è anche una testimonianza di una coppia di conviventi che dopo tre figli convolerà a nozze. Avvenire esulta e parte con la normalizzazione della convivenza lasciando intendere che è solo un problema di accoglienza della Chiesa.<br />Ecco l'articolo completo pubblicato su La Nuova Bussola Quotidiana il 25 giugno 2022:<br />Qualcuno spieghi a Luciano Moia e ai redattori di Avvenire la differenza che c'è tra una cosa normale e una cosa comune, perché non sono sinonimi. Presentare la convivenza di una coppia con figli come una nuova normalità è un'operazione piuttosto scorretta. Limitarsi invece a fotografare una realtà che è ormai comune, come quella di chi decide di non sposarsi, è tutt'altra cosa.<br />L'incontro delle famiglie con il Papa ha visto protagoniste famiglie come testimoni di una vita cristiana donata, c'erano anche - commossi e belli come chi sa di essere fronte alla santità - i genitori di Chiara Corbella, che hanno presentato a Papa Francesco la figura di sposa e di madre della Serva di Dio che morì rinunciando alle cure, per non sottoporre il figlio in grembo alle ricadute di una terapia invasiva per lui. Ma nel parterre delle coppie presentate, figurava anche una coppia di conviventi che tra pochi mesi convolerà a nozze.<br />Per carità, nulla da disquisire sulla Grazia che fa capolino nel percorso tortuoso e difficile che può portare un uomo e una donna a scegliere la strada del matrimonio dopo tre figli e molti anni di convivenza, ma l'approccio di Avvenire è ormai quello di chi vuole stupire presentando normali certe situazioni di irregolarità per far passare poi sotto traccia un concetto preciso.<br />Il concetto che passa è che la convivenza, in fondo, sia una diversa normalità, come riporta il titolo dell'articolo, con quelle virgolette messe lì proprio per strizzare l'occhio al lettore: Accoglienza, tradimenti e perdono. Il festival delle coppie "normali". In fondo, il senso di tutto l'articolo è quello che non esistano famiglie esemplari o famiglie modello perché "nessuno lo è".<br />Invece è il modello che ci fa seguaci di un progetto di vita che ci affascina. Se non ci sono modelli o esempi, per quale motivo si mette su famiglia con un matrimonio che si spera solido e fecondo? Tanto vale continuare a convivere. Chiara Corbella è un modello e dirlo, soprattutto in un incontro per le famiglie, non è affatto un peccato. Anzi, forse questi incontri hanno senso se si indicano dei modelli, di cui tutti abbiamo bisogno, i conviventi per convertirsi e gli sposati per confermarsi. Ma di questo è tabù parlare perché oggi va di moda la liquidità anche degli affetti quindi nessuno è modello.<br />Può capitare quindi che, essendo nessuno un modello, si prenda anche la testimonianza di una coppia che famiglia non è, ma venga "elevata" a famiglia in pectore in virtù di una promessa che però è futura.<br />Il loro racconto, su cui il quotidiano dei vescovi si dilunga parecchio rispetto al resto delle altre storie, è rivelatore di un cammino, ma anche di un reclamo, di quelli che piacciono tanto a Moia.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/50656164</guid><pubDate>Wed, 20 Jul 2022 11:32:44 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/50656164/avvenire_reclamizza_l_arci_in_prima_pagina.mp3" length="15508068" type="audio/mpeg"/><itunes:author>BastaBugie</itunes:author><itunes:subtitle>TESTO DELL'ARTICOLO ➜ www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7080&#13;
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AVVENIRE RECLAMIZZA L'ARCI IN PRIMA PAGINA di Mauro Faverzani&#13;
A dir poco stupisce la manchette, che da alcuni giorni campeggia alla destra ed alla sinistra della testata del...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7080" rel="noopener">www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7080</a><br /><br />AVVENIRE RECLAMIZZA L'ARCI IN PRIMA PAGINA di Mauro Faverzani<br />A dir poco stupisce la manchette, che da alcuni giorni campeggia alla destra ed alla sinistra della testata del quotidiano Avvenire, il giornale della Conferenza episcopale italiana: reclamizza l'Arci ed il suo 5×1000. Non il 5×1000, dunque, della Caritas o di qualsiasi altra sigla o realtà cattolica, bensì quello di un'organizzazione dichiaratamente di Sinistra, fin dalle origini. La stessa organizzazione, che, sul proprio sito, ribadisce, tra l'altro, non solo immigrazionismo spinto ed inclusione indiscriminata, bensì anche il suo sostegno a suicidio assistito ed eutanasia, nonché all'ideologia Lgbt. L'Arci include quella per il «fine vita» tra le «battaglie di diritto» e ritiene urgente «restituire dignità alla morte», richiamando «a responsabilità la politica rispetto ad un'azione legislativa a cui a lungo si è sottratta», ancorandosi «al principio di laicità dello Stato», che «sgombri il campo da derive oscurantiste o da facili strumentalizzazioni». Una presa di posizione in aperta contrapposizione al Catechismo della Chiesa Cattolica, che viceversa al n. 2277 definisce con chiarezza l'eutanasia «moralmente inaccettabile» e boccia anche qualsiasi «azione oppure omissione, che, da sé o intenzionalmente», provochi «la morte allo scopo di porre fine al dolore», essendo ciò «gravemente» contrario «alla dignità della persona umana e al rispetto del Dio vivente, suo Creatore. L'errore di giudizio, nel quale si può essere incorsi in buona fede, non muta la natura di quest'atto omicida, sempre da condannare e da escludere».<br /><br />COSA HANNO DI CATTOLICO LE BATTAGLIE DELL'ARCI?<br />Non di meno totalmente al di fuori dall'orbita cattolica si pone anche l'altra campagna lanciata dall'Arci nazionale, campagna dal titolo «Sii ciò che sei, per un mondo gender inclusive» e che ha coinvolto già nel 2020 lo stesso sistema di adesione: sulle tessere è stata data la possibilità di «apporre un'identità alias. I nuov* soc* potranno infatti scegliere, in alternativa a nome e cognome, l'indicazione del codice fiscale sulla loro tessera. Inoltre, potranno rendere facoltativa l'indicazione del loro genere sulla domanda di iscrizione». Non a caso l'Arci si vanta di aver sollecitato «più volte il Parlamento ad approvare al più presto la proposta di legge contro l'omobitransfobia», in una parola il famigerato ddl Zan, che si scontra frontalmente con il Catechismo della Chiesa Cattolica al n. 2357, dove, «appoggiandosi sulla Sacra Scrittura», si designano le «relazioni omosessuali come gravi depravazioni» e «gli atti di omosessualità» come «intrinsecamente disordinati», nonché «contrari alla legge naturale», ciò per cui «in nessun caso possono essere approvati». Figuriamoci promossi, consigliati ed incentivati!<br />Allora esiste un corto circuito tra la Dottrina cattolica e le convinzioni di organizzazioni quali l'Arci, corto circuito che non solo rende improponibile, bensì anche irricevibile la sua pubblicità su di un organo di stampa, che si voglia «di ispirazione cattolica» come Avvenire. Ciò, tenendo conto del presente, ma tenendo conto anche della storia dell'Arci: l'Associazione Ricreativa e Culturale Italiana (questo, per esteso, il significato attuale dell'acronimo Arci) nacque nel 1957 nell'alveo della Sinistra comunista. Vincenzo Santangelo, ricercatore presso l'Istituto piemontese per la storia della Resistenza e della società contemporanea, nel suo libro Le Muse del popolo, ne precisa le componenti politiche («il Pci, il Psi, la Cgil»), nonché la «vigorosa contrapposizione nei confronti di tutti quegli organismi assimilabili allo Stato o alle grandi imprese», compresi i Dopolavoro ed i Cral aziendali. Una forza, dunque, dichiaratamente antisistema ed anticapitalista. Di quella storia, l'Arci di oggi non rinnega...]]></itunes:summary><itunes:duration>970</itunes:duration><itunes:keywords>accoglienza,arci,avvenire,giudizio,vendola</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/220c85a72d556ba88b37e8c85c1ee0f2.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>No ai trans nelle gare femminili di nuoto e di rugby (presto nemmeno calcio e atletica?)</title><link>https://www.spreaker.com/episode/no-ai-trans-nelle-gare-femminili-di-nuoto-e-di-rugby-presto-nemmeno-calcio-e-atletica--50474918</link><description><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7062" rel="noopener">www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7062</a><br /><br />NO AI TRANS NELLE GARE FEMMINILI DI NUOTO E DI RUGBY (PRESTO NEMMENO CALCIO E ATLETICA?) da Provita & Famiglia<br />Negli ultimi mesi si erano moltiplicate le polemiche e le proteste per la partecipazione di atleti maschi transgender alle gare di nuoto femminili e in molti avevano chiesto di porre fine a questo fenomeno che discrimina e penalizza le atlete.<br />Alla fine la FINA (Federazione internazionale di nuoto) ha ascoltato le voci di protesta e ha deciso di impedire agli atleti transgender di competere nelle gare ufficiali femminili se hanno attraversato qualsiasi fase della pubertà maschile. La nuova policy richiede che i concorrenti transgender abbiano completato la transizione di sesso all'età di 12 anni per poter competere nelle competizioni femminili.<br />La Federazione ha anche annunciato che verrà creata una categoria "aperta" nelle competizioni riservata a tutti i nuotatori la cui identità di genere è diversa dal sesso di nascita.<br />Brent Nowicki, direttore esecutivo della Federazione, ha affermato che il loro approccio nella stesura di questa policy è stato completo, inclusivo, basato sulla scienza e, soprattutto, sull'equità competitiva.<br /><br />Nota di BastaBugie: ecco altre notizie sul "gaio" mondo gay... sempre meno gaio.<br /><br />ANCHE NEL RUGBY BANDITI GLI ATLETI TRANS<br />La questione dell'invasione di maschi trans nello sport femminile sembra fortunatamente essersi avviata verso la soluzione più ragionevole e diversi organi internazionali hanno iniziato a muoversi per proteggere i diritti delle atlete.<br />Ora anche l'International Rugby League (IRL) ha infatti deciso di vietare agli atleti maschi transgender di partecipare a eventi sportivi femminili. L'annuncio dell'IRL è arrivato appena poche ore quello della Federazione internazionale di nuoto (FINA), che lunedì ha istituito un divieto simile per i nuotatori transgender.<br />I membri della federazione hanno comunicato che "nel raggiungere questa posizione, l'IRL, che ha esaminato per l'ultima volta la questione della partecipazione degli atleti transgender alla lega internazionale di rugby nel gennaio-febbraio 2021, ha preso in considerazione diversi sviluppi rilevanti nello sport mondiale, tra cui la pubblicazione da parte del CIO del suo Framework del novembre 2021 sull'equità, la non discriminazione e l'inclusione sulla base dell'identità di genere e delle variazioni di sesso.<br />L'IRL ha affermato che era una sua responsabilità bilanciare il diritto dell'individuo a partecipare con il rischio percepito per gli altri partecipanti e garantire che tutti ricevano un'equa udienza.<br />(Provita & Famiglia, 23 giugno 2022)<br /><br />ANCHE CALCIO E ATLETICA VOGLIONO PROTEGGERE LE DONNE DAI TRANS<br />La FIFA, ovvero l'organo di governo del calcio mondiale e la Federazione internazionale dell'Atletica Leggera stanno rivedendo le loro politiche pro-transgender dopo la svolta di qualche giorno fa da parte della FINA, la federazione internazionale di nuoto.<br />La Fina, infatti, cambiando finalmente e fortunatamente rotta, ha deciso di limitare la partecipazione degli atleti transgender alle competizioni femminili, per non discriminare le donne. Sebastian Coe, presidente di World Athletics, ha detto alla BBC che il consiglio dell'organizzazione ha discusso i regolamenti a fine dell'anno e ha elogiato il suo collega della Fina per la decisione presa.<br />Un atteggiamento simile sembra stia prendendo la Fifa. Un portavoce, infatti, avrebbe dichiarato che c'è un cambiamento "in corso". Non ha rivelato dettagli o particolari, ma è emerso che la Fifa sta prendendo in esame le indicazioni di esperti medici, legali, scientifici, delle prestazioni e dei diritti umani e anche della posizione del Comitato olimpico internazionale (CIO) proprio per rivedere le politiche pro-transgender al fine di evitare qualsiasi discriminazioni per le donne.<br />Il vento sta, finalmente, cambiando? C'è da augurarselo.<br />(Provita & Famiglia, 26 giugno 2022)<br /><br />COSA C'È DI INSOPPORTABILE NEL ''MATRIMONIO'' TRA PAOLA TURCI E FRANCESCA PASCALE?<br />C'è qualcosa di insopportabile intorno a quelle che tutti chiamano le "nozze" della cantante Paola Turci e di Francesca Pascale, l'ex "fidanzata" di Silvio Berlusconi. Qualcosa di ancora più insopportabile della morbosa copertura dell'evento da parte di giornali e tv, che per settimane ci hanno scassato l'anima su tutti i dettagli di questa "splendida storia d'amore", e poi sulla cerimonia e su quanta gioia si riversa sull'umanità intera a causa di questo "matrimonio".<br />Matrimonio? Ecco la cosa ancora più insopportabile: quelli che si preoccupano solo di precisare che non di matrimonio si tratta, ma di unione civile. E ti spiegano che la legge italiana non permette di chiamare matrimonio (che è solo fra uomo e donna) quella che è una semplice unione fra persone dello stesso sesso. E chiedono quindi alla stampa di usare la terminologia corretta. Sono magari gli stessi, soprattutto cattolici, che hanno sempre sostenuto il sì alle unioni civili "basta che non si confondano con il matrimonio e la famiglia".<br />Al che ti chiedi se costoro siano più ingenui o ipocriti. Perché è vero: tecnicamente in Italia c'è una differenza tra matrimonio e unione civile, ma nella sostanza? L'unica vera differenza concreta sta nel divieto - per i civiluniti - di adottare bambini, divieto peraltro aggirabile. Per il resto diritti e doveri sono gli stessi (anzi, tra civiluniti non c'è l'obbligo di fedeltà come nel matrimonio). E allora a cosa serve mettersi a discutere se il riferimento è all'articolo 29 della Costituzione o all'articolo 2?<br />La realtà è che è solo una questione di tappe. Introdurre subito il matrimonio omosessuale - o egualitario - sarebbe stato un boccone troppo difficile da digerire in una sola volta. Così, come è stato per altri paesi prima dell'Italia, si comincia con l'approvazione di una legge sull'unione civile: nel linguaggio comune, dei media, si comincia però a chiamarlo matrimonio, "civiluniti" sparisce dal linguaggio comune per lasciare spazio a "sposi", e nel frattempo il concetto di "famiglia arcobaleno" si è già affermato; infine si arriva all'approvazione di una legge che prende atto della realtà e cambia anche la terminologia, matrimonio e basta. Senza che nessuno obietti perché tanto ci si è già abituati a considerarlo tale e anzi, ci si chiederà stupiti e scandalizzati come mai prima si chiamava unione civile.<br />Tutto il can can pubblicitario intorno alla coppia Turci-Pascale - uno spazio che neanche per Diana e Carlo d'Inghilterra - proprio a questo serve: a far entrare nella testa la parola matrimonio riferita a una unione omosessuale (magari ricordando che c'è ancora un passo da fare per arrivare alla piena uguaglianza). Così come era stato poche settimane prima per l'altra coppia omo molto celebrata: il giornalista Alberto Matano con il "suo" Riccardo Mannino.<br />Era una strada segnata fin dall'inizio, e a questa deriva hanno pesantemente concorso politici cattolici e persino pastori (non dimenticheremo i fantastici editoriali di Avvenire sul grande contributo che unioni omosessuali stabili danno alla società), che hanno giustificato e valorizzato le unioni civili, facendo credere che basti giocare sui termini per salvare l'unicità della famiglia.<br />Costoro, invece di fare equilibrismi impossibili sull'uso delle parole, avrebbero dovuto e dovrebbero ora rileggersi quanto il Magistero (e sottolineo Magistero, non l'opinione personale di questo o quel vescovo) ha chiaramente affermato sul tema delle unioni fra persone dello stesso sesso, e troviamo sintetizzato nel documento della Congregazione per la Dottrina della Fede del 2003, "Considerazioni circa i progetti di riconoscimento legale delle unioni tra persone omosessuali".<br />Citiamo solo la conclusione: «La Chiesa insegna che il rispetto verso le persone omosessuali non può portare in nessun modo all'approvazione del comportamento omosessuale oppure al riconoscimento legale delle unioni omosessuali. Il bene comune esige che le leggi riconoscano, favoriscano e proteggano l'unione matrimoniale come base della famiglia, cellula primaria della società. Riconoscere legalmente le unioni omosessuali oppure equipararle al matrimonio, significherebbe non soltanto approvare un comportamento deviante, con la conseguenza di renderlo un modello nella società attuale, ma anche offuscare valori fondamentali che appartengono al patrimonio comune dell'umanità. La Chiesa non può non difendere tali valori, per il bene degli uomini e di tutta la società».<br />Il giudizio della Chiesa è sempre stato chiaro, stare oggi a disquisire su quale parola usare è solo patetico. E, appunto, insopportabile.<br />(Riccardo Cascioli, La Nuova Bussola Quotidiana, 4 luglio 2022)]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/50474918</guid><pubDate>Tue, 05 Jul 2022 22:42:52 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/50474918/no_ai_trans_nelle_gare_femminili_di_nuoto_e_di_rugby_presto_nemmeno_calcio_e_atletica.mp3" length="9162127" type="audio/mpeg"/><itunes:author>BastaBugie</itunes:author><itunes:subtitle>TESTO DELL'ARTICOLO ➜ www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7062&#13;
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NO AI TRANS NELLE GARE FEMMINILI DI NUOTO E DI RUGBY (PRESTO NEMMENO CALCIO E ATLETICA?) da Provita &amp; Famiglia&#13;
Negli ultimi mesi si erano moltiplicate le polemiche e le proteste per...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7062" rel="noopener">www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7062</a><br /><br />NO AI TRANS NELLE GARE FEMMINILI DI NUOTO E DI RUGBY (PRESTO NEMMENO CALCIO E ATLETICA?) da Provita & Famiglia<br />Negli ultimi mesi si erano moltiplicate le polemiche e le proteste per la partecipazione di atleti maschi transgender alle gare di nuoto femminili e in molti avevano chiesto di porre fine a questo fenomeno che discrimina e penalizza le atlete.<br />Alla fine la FINA (Federazione internazionale di nuoto) ha ascoltato le voci di protesta e ha deciso di impedire agli atleti transgender di competere nelle gare ufficiali femminili se hanno attraversato qualsiasi fase della pubertà maschile. La nuova policy richiede che i concorrenti transgender abbiano completato la transizione di sesso all'età di 12 anni per poter competere nelle competizioni femminili.<br />La Federazione ha anche annunciato che verrà creata una categoria "aperta" nelle competizioni riservata a tutti i nuotatori la cui identità di genere è diversa dal sesso di nascita.<br />Brent Nowicki, direttore esecutivo della Federazione, ha affermato che il loro approccio nella stesura di questa policy è stato completo, inclusivo, basato sulla scienza e, soprattutto, sull'equità competitiva.<br /><br />Nota di BastaBugie: ecco altre notizie sul "gaio" mondo gay... sempre meno gaio.<br /><br />ANCHE NEL RUGBY BANDITI GLI ATLETI TRANS<br />La questione dell'invasione di maschi trans nello sport femminile sembra fortunatamente essersi avviata verso la soluzione più ragionevole e diversi organi internazionali hanno iniziato a muoversi per proteggere i diritti delle atlete.<br />Ora anche l'International Rugby League (IRL) ha infatti deciso di vietare agli atleti maschi transgender di partecipare a eventi sportivi femminili. L'annuncio dell'IRL è arrivato appena poche ore quello della Federazione internazionale di nuoto (FINA), che lunedì ha istituito un divieto simile per i nuotatori transgender.<br />I membri della federazione hanno comunicato che "nel raggiungere questa posizione, l'IRL, che ha esaminato per l'ultima volta la questione della partecipazione degli atleti transgender alla lega internazionale di rugby nel gennaio-febbraio 2021, ha preso in considerazione diversi sviluppi rilevanti nello sport mondiale, tra cui la pubblicazione da parte del CIO del suo Framework del novembre 2021 sull'equità, la non discriminazione e l'inclusione sulla base dell'identità di genere e delle variazioni di sesso.<br />L'IRL ha affermato che era una sua responsabilità bilanciare il diritto dell'individuo a partecipare con il rischio percepito per gli altri partecipanti e garantire che tutti ricevano un'equa udienza.<br />(Provita & Famiglia, 23 giugno 2022)<br /><br />ANCHE CALCIO E ATLETICA VOGLIONO PROTEGGERE LE DONNE DAI TRANS<br />La FIFA, ovvero l'organo di governo del calcio mondiale e la Federazione internazionale dell'Atletica Leggera stanno rivedendo le loro politiche pro-transgender dopo la svolta di qualche giorno fa da parte della FINA, la federazione internazionale di nuoto.<br />La Fina, infatti, cambiando finalmente e fortunatamente rotta, ha deciso di limitare la partecipazione degli atleti transgender alle competizioni femminili, per non discriminare le donne. Sebastian Coe, presidente di World Athletics, ha detto alla BBC che il consiglio dell'organizzazione ha discusso i regolamenti a fine dell'anno e ha elogiato il suo collega della Fina per la decisione presa.<br />Un atteggiamento simile sembra stia prendendo la Fifa. Un portavoce, infatti, avrebbe dichiarato che c'è un cambiamento "in corso". Non ha rivelato dettagli o particolari, ma è emerso che la Fifa sta prendendo in esame le indicazioni di esperti medici, legali, scientifici, delle prestazioni e dei diritti umani e anche della posizione del Comitato olimpico internazionale (CIO) proprio per rivedere le politiche pro-transgender al fine di...]]></itunes:summary><itunes:duration>573</itunes:duration><itunes:keywords>bbc,carloediana,fifa,fina,paolaturci</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/eca7e2920ac18f9244efbca6a002daba.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Jennifer Lopez canta con la figlia chiamandola "loro"</title><link>https://www.spreaker.com/episode/jennifer-lopez-canta-con-la-figlia-chiamandola-loro--50397392</link><description><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7052" rel="noopener">www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7052</a><br /><br />JENNIFER LOPEZ CANTA CON LA FIGLIA CHIAMANDOLA ''LORO'' di Fabrizio Cannone<br />«La danza può essere di grande aiuto per costruire la propria identità, perché è prima di tutto libertà di espressione, oltre che creatività e tecnica. Di certo è stata un valido supporto per la ravennate Emma, 10 anni, che ha trovato la forza e il coraggio di dire 'no' al nome, Vincenzo, e al genere, maschile, che le sono stati attribuiti alla nascita, facendo 'coming out' in famiglia, a scuola, in società».<br />Così viene celebrata e normalizzata, dalla stampa, la storia di un bambino che, appunto, avrebbe deciso, a soli dieci anni, di «uscire da una 'gabbia', per librarsi finalmente in una nuova dimensione".<br />Ma a 10 anni - o comunque da bambini o adolescenti - si può essere sufficientemente consapevoli e maturi per fare delle scelte così radicali e spesso definitive, che possono sfociare anche nella chirurgia e nella (non facile) assunzione di una nuova identità? Al di là del singolo e specifico caso e di questa storia, infatti, le notizie di «bambini che vanno ascoltati», per i quali si dice che sia «giusto che vivano la loro vita, quella più congeniale al loro sentire, perché tutti meritiamo di essere felici», si fanno sempre più frequenti, soprattutto nelle nostre società dove tutto è sempre "liquido".<br /><br />LA FRAGILITÀ DEI GIOVANI<br />L'influenza dei social (Tik Tok, Instagram, etc.) non sta forse avendo un ruolo di pesante condizionamento su bambini, ragazzi e giovani, in modo da dare l'idea che tutto sia permesso, tutto sia lecito e innocente, perfino cambiare nome, cognome, sesso e identità? Le ricerche mostrano che la liquidità sociale, la fragilità esistenziale dei nostri giovani, l'assenza frequente dei genitori o di uno di essi e la diffusione di modelli educativi sballati o eccentrici stanno portando ad un aumento di problematiche di questo tipo.<br />Cosa dice a tal proposito la scienza, e in modo speciale la medicina? Una risposta recente ci viene dalla Francia, paese in cui pullulano i casi di minorenni che vorrebbero un altro genere, anziché quello che gli è stato "assegnato" alla nascita.<br />Il 28 febbraio scorso, infatti, l'Accademia Nazionale di Medicina di Parigi ha emanato un importante comunicato sulla cosiddetta "transizione di genere" e sulla trans-identità. Il testo invitava tutti, in nome della scienza, alla più grande prudenza e riserva rispetto all'esplosione delle richieste degli adolescenti. La cosiddetta "trans-identità" presso il bambino e il ragazzo, definita dall'Accademia come una «disarmonia» non deriva infatti da «alcuna predisposizione genetica».<br /><br />L'ERRORE DI CREDERE DI ESSERE NATI IN UN CORPO SBAGLIATO<br />Alla luce quindi dei risultati della psicologia, della medicina e della pediatria, l'Accademia invitava a «una grande prudenza medica» gli esperti. Specie quando è questione di terapie a base di ormoni (che bloccano il naturale sviluppo della sessualità) e ancor più di interventi chirurgici, visti gli effetti secondari già riscontrati nei casi di riassegnazione di genere sul bambino o la bambina. Tra essi, erano segnalati, «l'impatto sulla crescita, l'indebolimento osseo, il rischio di sterilità, le conseguenze emotive e intellettuali».<br />È certamente giusto, come affermato da molti genitori, avere la buona volontà di ascoltare i figli, con l'auspicio legittimo che essi «vivano felici». Ma il desiderio del figlio non deve divenire un assoluto e un diktat. Altrimenti, tanto per dirne una, le scuole si svuoterebbero, e l'educazione - che richiede dei divieti, dei limiti e dei no - diverrebbe impossibile.<br />Oggi, la letteratura ci parla di un aumento di bambini e ragazzi che affermano di «essere nati in un corpo sbagliato» e le cause possono essere tante, non ultima la perdita di riferimenti stabili nella famiglia, fondata sul padre e sulla madre. Il periodo da sempre difficile dell'adolescenza può e deve essere superato non accontentando qualunque desiderio espresso dal bambino, bensì aiutandolo a recuperare la sua propria identità biologica e naturale.<br />Come diceva il monito classico: divieni ciò che sei. La biologia e l'anatomia esistono e non possiamo cancellarle a colpi di bianchetto.<br /><br />Nota di BastaBugie: Tommaso Scandroglio nell'articolo seguente dal titolo "Jennifer Lopez, Elon Musk e quei figli de-generi" racconta che la cantante Jennifer Lopez duetta con la figlia chiamandola "loro"; il figlio del papà della Tesla Elon Musk cambia nome, cognome e sesso e disconosce la sua figliolanza col miliardario. Dalla guerra tra sessi siamo finiti alla guerra tra "generi".<br />Ecco l'articolo completo pubblicato su La Nuova Bussola Quotidiana il 24 giugno 2022:<br />Pandemia della follia onomastica e guerra tra sessi e "generi". L'Ansa ci informa che "Jennifer Lopez ha presentato la figlia 14enne Emme sul palco prima di un'esibizione insieme a Los Angeles usando il pronome neutro inglese they ('loro')". Questo perché la ragazzina si percepisce non binaria. Non c'entrano nulla i treni e gli scambi (se non quelli linguistici), bensì Emme non si sente né carne né pesce, né maschio né femmina. Sospesa nel limbo sessuale, con le quattro frecce accese aspettando di decidere ciò che in realtà già madre natura o papà Dio avevano già deciso per lei. Fino a ieri gli adolescenti ribelli non volevano più studiare, oggi non vogliono più essere maschi o femmine.<br />Così la Lopez ha presentato la figlia sul palco: "Chiedo sempre a 'loro' di cantare con me ma non lo fanno mai quindi questa è un'occasione molto speciale, perché sono molto, molto impegnati e costosi". Una volta i figli davano del "voi" ai genitori. Ora questi potrebbero, a loro modo, ricambiare la cortesia. Dal plurale maiestatis al plurale paupertatis, e in questo caso la povertà prima di essere linguistica è di pensiero.<br />Gli esperti dell'idioma che non viene né da Marte né da Venere ci spiegano che per coloro che odiano sia l'azzurro che il rosa sono pronti non pronomi, ma ipernomi onomatopeici come "xe/xem" o "ze/zim" o "sie/hir". Tanto eufonici quanto tragici. Il futurista Vittorini al confronto passa per essere un borghesuccio.<br />Altro erede problematico. Xavier Musk è figlio del famoso Elon. Dato che la vita a molti zeri lo faceva sentire uno zero, ecco che ha deciso di cambiare nome, perché ha scelto di "diventare" donna, e pure cognome, prendendo quello della madre. A 18 anni si chiamerà Vivian Jenna Wilson. I soldi non daranno la felicità, ma possono dare alla testa. Nei documenti ufficiali depositati presso un tribunale di Los Angeles si possono leggere i desiderata del figlio: "Non desidero essere imparentato con il mio padre biologico in alcun modo o forma". Tradotto: tu padre mi ha fatto maschio e mi hai dato questo nome ed io rifiuto te e tutto ciò che mi hai fatto. Che non si dica mai che Edipo è passato di moda e che non c'entra nulla con la teoria del gender.<br />Xavier avrebbe forse avuto ragione a voler cambiar nome (ma non sesso) se gli fosse capitato in sorte di chiamarsi come il fratellastro X AE A-XI, che non è l'ultimo modello di Tesla, né la sigla di un codice fiscale. La madre su Twitter ha avuto la bontà di cuore di illuminarci sul fatto che la "X" rappresenta la "variabile incognita", che "Æ" invece è la pronuncia elfica della parola AI, Artificial Intelligence, mentre A-12 è il precursore di SR-17, il velivolo preferito della coppia. Era meglio chiamarsi come un modello della Tesla. Tale padre (e madre) tale figlio ed ecco quindi alienarsi dal padre a tal punto da alienarsi e basta, scegliendo nome e genere come si volesse uscir di casa e andare a vivere da soli.<br />La storia di questi due figli de-generi - l'aggettivo è privo di sentimenti censori, ma rimanda solo all'immaginario linguistico color arcobaleno - ci insegna che dentro il vocabolario LGBT ci sono parole che esprimono interi mondi, come quello in cui era finito Alice dove se un Bian Coniglio può parlare allora un uomo può essere donna e un'adolescente può neutralizzarsi sessualmente e naturalizzarsi non binaria. È il neutro bianco, che contiene tutto lo spettro dei colori, e non l'arcobaleno il vero colore LGBT+ (che non significa che La Gente Beve Tutto e di più, bensì Lesbiche, Gay, Bisessuali, Transessuali et alii).<br />È ormai da anni che qui si gioca a dadi con gli asterischi e le sindache, convinti che o Dio ha sbagliato nel farci come siamo oppure Dio ha fatto bene, ma noi possiamo fare meglio. E così le vocali maschili e femminili possono essere tacciate di supremazia sessista, la ruspa per lui e la Barbie per lei sono giocattoli tanto pericolosi che sarebbe preferibile farli giocare con le bombe a mano, "signore" e "signora" da titoli sono scolorati in epiteti, le toilettes divise per sesso sono luoghi tossici anche qualora fossero pulitissime.<br />Datemi una parola e solleverò il mondo. O forse lo sprofonderò.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/50397392</guid><pubDate>Tue, 28 Jun 2022 22:10:24 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/50397392/jennifer_lopez_canta_con_la_figlia_chiamandola_loro.mp3" length="11349307" type="audio/mpeg"/><itunes:author>BastaBugie</itunes:author><itunes:subtitle>TESTO DELL'ARTICOLO ➜ www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7052&#13;
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JENNIFER LOPEZ CANTA CON LA FIGLIA CHIAMANDOLA ''LORO'' di Fabrizio Cannone&#13;
«La danza può essere di grande aiuto per costruire la propria identità, perché è prima di tutto libertà di...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7052" rel="noopener">www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7052</a><br /><br />JENNIFER LOPEZ CANTA CON LA FIGLIA CHIAMANDOLA ''LORO'' di Fabrizio Cannone<br />«La danza può essere di grande aiuto per costruire la propria identità, perché è prima di tutto libertà di espressione, oltre che creatività e tecnica. Di certo è stata un valido supporto per la ravennate Emma, 10 anni, che ha trovato la forza e il coraggio di dire 'no' al nome, Vincenzo, e al genere, maschile, che le sono stati attribuiti alla nascita, facendo 'coming out' in famiglia, a scuola, in società».<br />Così viene celebrata e normalizzata, dalla stampa, la storia di un bambino che, appunto, avrebbe deciso, a soli dieci anni, di «uscire da una 'gabbia', per librarsi finalmente in una nuova dimensione".<br />Ma a 10 anni - o comunque da bambini o adolescenti - si può essere sufficientemente consapevoli e maturi per fare delle scelte così radicali e spesso definitive, che possono sfociare anche nella chirurgia e nella (non facile) assunzione di una nuova identità? Al di là del singolo e specifico caso e di questa storia, infatti, le notizie di «bambini che vanno ascoltati», per i quali si dice che sia «giusto che vivano la loro vita, quella più congeniale al loro sentire, perché tutti meritiamo di essere felici», si fanno sempre più frequenti, soprattutto nelle nostre società dove tutto è sempre "liquido".<br /><br />LA FRAGILITÀ DEI GIOVANI<br />L'influenza dei social (Tik Tok, Instagram, etc.) non sta forse avendo un ruolo di pesante condizionamento su bambini, ragazzi e giovani, in modo da dare l'idea che tutto sia permesso, tutto sia lecito e innocente, perfino cambiare nome, cognome, sesso e identità? Le ricerche mostrano che la liquidità sociale, la fragilità esistenziale dei nostri giovani, l'assenza frequente dei genitori o di uno di essi e la diffusione di modelli educativi sballati o eccentrici stanno portando ad un aumento di problematiche di questo tipo.<br />Cosa dice a tal proposito la scienza, e in modo speciale la medicina? Una risposta recente ci viene dalla Francia, paese in cui pullulano i casi di minorenni che vorrebbero un altro genere, anziché quello che gli è stato "assegnato" alla nascita.<br />Il 28 febbraio scorso, infatti, l'Accademia Nazionale di Medicina di Parigi ha emanato un importante comunicato sulla cosiddetta "transizione di genere" e sulla trans-identità. Il testo invitava tutti, in nome della scienza, alla più grande prudenza e riserva rispetto all'esplosione delle richieste degli adolescenti. La cosiddetta "trans-identità" presso il bambino e il ragazzo, definita dall'Accademia come una «disarmonia» non deriva infatti da «alcuna predisposizione genetica».<br /><br />L'ERRORE DI CREDERE DI ESSERE NATI IN UN CORPO SBAGLIATO<br />Alla luce quindi dei risultati della psicologia, della medicina e della pediatria, l'Accademia invitava a «una grande prudenza medica» gli esperti. Specie quando è questione di terapie a base di ormoni (che bloccano il naturale sviluppo della sessualità) e ancor più di interventi chirurgici, visti gli effetti secondari già riscontrati nei casi di riassegnazione di genere sul bambino o la bambina. Tra essi, erano segnalati, «l'impatto sulla crescita, l'indebolimento osseo, il rischio di sterilità, le conseguenze emotive e intellettuali».<br />È certamente giusto, come affermato da molti genitori, avere la buona volontà di ascoltare i figli, con l'auspicio legittimo che essi «vivano felici». Ma il desiderio del figlio non deve divenire un assoluto e un diktat. Altrimenti, tanto per dirne una, le scuole si svuoterebbero, e l'educazione - che richiede dei divieti, dei limiti e dei no - diverrebbe impossibile.<br />Oggi, la letteratura ci parla di un aumento di bambini e ragazzi che affermano di «essere nati in un corpo sbagliato» e le cause possono essere tante, non ultima la perdita di riferimenti stabili nella famiglia,...]]></itunes:summary><itunes:duration>710</itunes:duration><itunes:keywords>desiderata,desideriodiunfiglio,elonmusk,jlo,lgbt</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/1c479f76142a85fe2d2cd9747920cfeb.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>La scandalosa benedizione gay nella diocesi di Bologna del cardinal Zuppi, presidente CEI</title><link>https://www.spreaker.com/episode/la-scandalosa-benedizione-gay-nella-diocesi-di-bologna-del-cardinal-zuppi-presidente-cei--50284792</link><description><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7045" rel="noopener">www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7045</a><br /><br />LA SCANDALOSA BENEDIZIONE GAY NELLA DIOCESI DI BOLOGNA DEL CARDINAL ZUPPI, PRESIDENTE CEI di Andrea Zambrano<br />Pietro Morotti e Giacomo Spagnoli si sono uniti civilmente l'11 giugno scorso nel Comune di Budrio in provincia di Bologna. Giusto il tempo della classica foto all'uscita del Municipio e il tradizionale lancio del riso che per i due si sono spalancate le porte della chiesa di San Lorenzo, la quale è proprio di fronte, dall'altra parte della piazza.<br />Così, come un allegro e rustico corteo, gli invitati e i due "sposini" sono entrati in chiesa dove li attendevano un nutrito stuolo di sacerdoti preparati per la messa. Casula rossa, memoria di San Barnaba martire.<br />Il celebrante, in particolare, è don Gabriele Davalli, parroco nella vicina Vedrara, il quale conosce i due e li segue nel gruppo "in cammino" rivolto ai cattolici cosiddetti Lgbt, ma tra i vari incarichi che ha in diocesi a Bologna ha anche quello di responsabile della pastorale familiare. Non deve essere un problema, evidentemente, occuparsi della famiglia naturale così come la Chiesa la promuove e la sostiene e le famiglie cosiddette arcobaleno.<br />Una volta in chiesa, per Pietro e Giacomo, i genitori, i parenti e gli amici è iniziata una seconda cerimonia, dopo il sì appena pronunciato davanti al pubblico ufficiale. Una Messa. Una Messa nella quale i due - omosessuali dichiarati - sono stati festeggiati anche dalla Chiesa. C'era tutto l'armamentario tipico dei matrimoni: i fiori, l'abito delle grandi occasioni, i canti, il fotografo e i due "sposini" in prima fila perché, in fondo, erano loro i due protagonisti.<br />«Si è trattato di una benedizione di due uomini appena uniti civilmente - spiega alla Bussola padre Antonio Bai, parroco della chiesa di Budrio -, d'altra parte una benedizione non si nega a nessuno, no?». Ma come è possibile? Soprattutto dopo che la CdF su queste cerimonie spinte dalla chiesa catto protestante tedesca era stata chiara? «Io, non so. Dovete chiedere al celebrante».<br /><br />RESPONSUM VIOLATO<br />Così, per non far sembrare la cosa una aperta violazione delle leggi della Chiesa, che proibisce le benedizioni alle coppie gay e lo fa con un responsum molto chiaro, i sacerdoti si sono inventati infatti una Messa di ringraziamento.<br />Ringraziamento per l'unione civile appena fatta nella quale due uomini si uniscono in una coppia? «Ogni messa è un ringraziamento, è nell'etimologia della parola stessa», esordisce don Davalli al telefono con la Bussola. E dunque, i due per che cosa hanno detto grazie? «Se si riferisce ai due ragazzi, Giacomo e Pietro, che hanno fatto l'unione civile, hanno partecipato come tutte le persone che erano in chiesa».<br />Le cose non sono proprio andate così: ad un certo punto, dopo la comunione, i due sono saliti sull'altare dove il sacerdote ha consegnato loro un grembiule. «La consegna di questo grembiule ha significato che questi due ragazzi sono ragazzi che in questi anni hanno da sempre servito il gruppo in cammino con il servizio di coordinamento e accoglienza, non è stato un gesto liturgico».<br />Insomma, il sacerdote cerca di normalizzare, ma quella andata in scena, mascherata da una tautologia come Messa di ringraziamento, è stata una benedizione di una unione civile di due omosessuali.<br />Che poi l'obiettivo della benedizione fosse chiaro fin da subito, del resto, lo prova un video del 2021 con 2400 visualizzaizoni su Youtube nel quale Pietro e Giacomo si mettono letteralmente a nudo raccontando del loro innamoramento e del loro percorso dentro la Chiesa, notando tra l'altro come «Le risposte del Catechismo non erano esaustive per la nostra vita» e - parafrasando San Pietro col centurione pagano da battezzare - in fondo «lo Spirito già benedice questa unione». Il titolo dato al filmato, di qualità elevata, è The Greatest blessing, la "benedizione più grande". Che sarebbe poi quella di Dio, il Quale benedice già le scelte dei suoi figli omosessuali che sono inseriti in una comunità di cattolici e che la Chiesa deve accettare.<br /><br />UN VIDEO ZUCCHEROSO PRESENTA UNA FAMIGLIA "NORMALE"<br />Il filmato però vede protagonisti soltanto Pietro e Giacomo che si presentano come una coppia con tanto di divisione dei ruoli. Uno di loro, ad esempio, si presenta in cucina col grembiule (aridaje) intento a fare i tortellini, che a Bologna è un rito sacro, riservato alle nonne e che si tramanda di generazione in generazione di madre in figlia, dalla cottura del pesto alla chiusura del "cappelletto" con la maestria che si conviene a una vera e propria rezdora. Insomma, il video, di per sé è un concentrato di luoghi comuni e messaggi, orientato ad ottenere una benedizione della Chiesa per un'unione che il Catechismo - ancora lui! - definisce non secondo la natura.<br />Con l'aiuto di preti compiacenti, la missione è compiuta e anche in Italia cominciamo a vedere questo tipo di benedizioni, pur con l'ipocrita foglia di fico della "Messa di ringraziamento", che è un modo per aggirare la legge di Dio e prendersi gioco della Chiesa stessa.<br />E l'arcivescovo di Bologna Matteo Maria Zuppi era al corrente di tutto questo? «Sì, l'ho informato io», taglia corto don Davalli.<br />Dunque, a Bologna va in scena una benedizione di una coppia gay appena unita civilmente e la benedizione pubblica si svolge nella diocesi del neopresidente della Cei.<br />L'obiettivo, però, a detta di tutti è normalizzare, appianare, far presagire che non c'è nessuno strappo col passato, nessuna violazione: «Non abbiamo fatto altro che pregare - ha aggiunto don Maurizio Mattarelli, un altro prete bolognese che segue da vicino altre coppie omo e che era presente in San Lorenzo assieme ad altri preti -. Abbiamo pregato per il dono dell'amore e della fede».<br />Di che amore e di che fede si stia parlando, però, non è dato sapere.<br /><br />Nota di BastaBugie: Riccardo Cascioli nell'articolo seguente dal titolo "Uno tsunami Lgbt sta travolgendo la Chiesa" parla del moltiplicarsi di eventi di promozione Lgbt, mentre da Roma prosegue il silenzio.<br />Ecco l'articolo completo pubblicato su La Nuova Bussola Quotidiana il 17 giugno 2022:<br />Quello che si sta abbattendo sulla Chiesa ormai è un vero e proprio tsunami Lgbt. Scrivevamo qualche giorno fa che «non passa settimana e a volte giorno, che non ci sia una qualche iniziativa omosessualista nella Chiesa»: eravamo troppo ottimisti, in realtà negli ultimi giorni è stato un moltiplicarsi di eventi di promozione Lgbt. Proviamo a citare i casi più clamorosi, dopo la benedizione della coppia gay a Bologna. [...]<br />In Germania, 300 francescani della provincia di Santa Elisabetta hanno eletto come nuovo superiore padre Markus Fuhrmann, appena poche settimane dopo che quest'ultimo si era pubblicamente dichiarato omosessuale. Dunque non si tratta di un caso isolato, ma di una intera provincia francescana che trova l'omosessualità come un punto di merito, voglia di «innovazione nella Chiesa», come ha detto padre Fuhrmann, che ovviamente è favorevole all'abolizione del celibato sacerdotale e all'ordinazione delle donne. Interessante questa dichiarazione del nuovo provinciale dei francescani a proposito del suo coming out: «Se io stesso sono gay, allora voglio dimostrare che posso essere parte della Chiesa in questo ministero. Questo è importante perché per la Chiesa non dovrebbe essere così. Purtroppo c'è troppa ipocrisia istituzionale nella Chiesa». Quello che emerge da queste parole è che siamo di fronte a un vero e proprio lavoro di infiltrazione: si entra nei seminari e negli ordini religiosi celando la propria omosessualità (ammesso che non si entri in luoghi di formazione già corrotti) con l'obiettivo di cambiare la dottrina della Chiesa, ridurla a pura istituzione umana.<br />Scendiamo un po' più giù, in Svizzera, diocesi di Coira per l'esattezza: riferisce il sito rossoporpora.org che qui il vescovo Joseph Maria Bonnemain ha varato un codice anti-abusi che tutti i preti e quanti lavorano per la diocesi hanno l'obbligo di firmare. Nel lungo documento c'è una sezione che già dal titolo è tutta un programma: «Come rispettare l'autodeterminazione sessuale?». Ed ecco le risposte: «Io rinuncio a valutazioni globalmente negative su pretesi comportamenti non biblici in materia di orientamento sessuale»; «Riconosco i diritti sessuali come diritti umani, in particolare il diritto all'autodeterminazione sessuale». «Nei colloqui pastorali non parlo spontaneamente di temi legati alla sessualità». «Tralascio qualsiasi forma di discriminazione fondata su orientamento sessuale o identità».<br />Un bel "liberi tutti" che qualcuno in diocesi non ha preso bene, e 44 sacerdoti (su circa 500 presenti in diocesi) hanno firmato una petizione per chiedere al vescovo che ritiri il codice e convochi una commissione per rivedere queste parti del testo. «Ci duole molto - scrivono nella petizione - che il vescovo diocesano abbia offerto la possibilità all'ideologia Lgbt di impiantarsi nella Chiesa sotto la copertura pretestuosa della prevenzione degli abusi, così da espellerne l'insegnamento di fede».<br />Il vescovo ha già risposto picche con una lettera il 14 giugno in cui pretende che tutti firmino il documento perché i passaggi contestati del Codice sono in sintonia con l'insegnamento della Chiesa. Monsignor Bonnemain evidentemente ha le idee un po' confuse sull'insegnamento della Chiesa visto che da nessuna parte del Magistero si parla di orientamenti sessuali, men che meno di autodeterminazione sessuale. Oppure non ce le ha confuse, semplicemente usa la seconda strategia per cambiare la dottrina della Chiesa: farlo facendo finta di rispettarla. In compenso commette anche un inaudito abuso di potere, vincolando il servizio alla diocesi a una ideologia.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/50284792</guid><pubDate>Tue, 21 Jun 2022 21:43:13 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/50284792/la_scandalosa_benedizione_gay_nella_diocesi_di_bologna_del_cardinal_zuppi_presidente_cei.mp3" length="13711613" type="audio/mpeg"/><itunes:author>BastaBugie</itunes:author><itunes:subtitle>TESTO DELL'ARTICOLO ➜ www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7045&#13;
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LA SCANDALOSA BENEDIZIONE GAY NELLA DIOCESI DI BOLOGNA DEL CARDINAL ZUPPI, PRESIDENTE CEI di Andrea Zambrano&#13;
Pietro Morotti e Giacomo Spagnoli si sono uniti civilmente l'11 giugno...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7045" rel="noopener">www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7045</a><br /><br />LA SCANDALOSA BENEDIZIONE GAY NELLA DIOCESI DI BOLOGNA DEL CARDINAL ZUPPI, PRESIDENTE CEI di Andrea Zambrano<br />Pietro Morotti e Giacomo Spagnoli si sono uniti civilmente l'11 giugno scorso nel Comune di Budrio in provincia di Bologna. Giusto il tempo della classica foto all'uscita del Municipio e il tradizionale lancio del riso che per i due si sono spalancate le porte della chiesa di San Lorenzo, la quale è proprio di fronte, dall'altra parte della piazza.<br />Così, come un allegro e rustico corteo, gli invitati e i due "sposini" sono entrati in chiesa dove li attendevano un nutrito stuolo di sacerdoti preparati per la messa. Casula rossa, memoria di San Barnaba martire.<br />Il celebrante, in particolare, è don Gabriele Davalli, parroco nella vicina Vedrara, il quale conosce i due e li segue nel gruppo "in cammino" rivolto ai cattolici cosiddetti Lgbt, ma tra i vari incarichi che ha in diocesi a Bologna ha anche quello di responsabile della pastorale familiare. Non deve essere un problema, evidentemente, occuparsi della famiglia naturale così come la Chiesa la promuove e la sostiene e le famiglie cosiddette arcobaleno.<br />Una volta in chiesa, per Pietro e Giacomo, i genitori, i parenti e gli amici è iniziata una seconda cerimonia, dopo il sì appena pronunciato davanti al pubblico ufficiale. Una Messa. Una Messa nella quale i due - omosessuali dichiarati - sono stati festeggiati anche dalla Chiesa. C'era tutto l'armamentario tipico dei matrimoni: i fiori, l'abito delle grandi occasioni, i canti, il fotografo e i due "sposini" in prima fila perché, in fondo, erano loro i due protagonisti.<br />«Si è trattato di una benedizione di due uomini appena uniti civilmente - spiega alla Bussola padre Antonio Bai, parroco della chiesa di Budrio -, d'altra parte una benedizione non si nega a nessuno, no?». Ma come è possibile? Soprattutto dopo che la CdF su queste cerimonie spinte dalla chiesa catto protestante tedesca era stata chiara? «Io, non so. Dovete chiedere al celebrante».<br /><br />RESPONSUM VIOLATO<br />Così, per non far sembrare la cosa una aperta violazione delle leggi della Chiesa, che proibisce le benedizioni alle coppie gay e lo fa con un responsum molto chiaro, i sacerdoti si sono inventati infatti una Messa di ringraziamento.<br />Ringraziamento per l'unione civile appena fatta nella quale due uomini si uniscono in una coppia? «Ogni messa è un ringraziamento, è nell'etimologia della parola stessa», esordisce don Davalli al telefono con la Bussola. E dunque, i due per che cosa hanno detto grazie? «Se si riferisce ai due ragazzi, Giacomo e Pietro, che hanno fatto l'unione civile, hanno partecipato come tutte le persone che erano in chiesa».<br />Le cose non sono proprio andate così: ad un certo punto, dopo la comunione, i due sono saliti sull'altare dove il sacerdote ha consegnato loro un grembiule. «La consegna di questo grembiule ha significato che questi due ragazzi sono ragazzi che in questi anni hanno da sempre servito il gruppo in cammino con il servizio di coordinamento e accoglienza, non è stato un gesto liturgico».<br />Insomma, il sacerdote cerca di normalizzare, ma quella andata in scena, mascherata da una tautologia come Messa di ringraziamento, è stata una benedizione di una unione civile di due omosessuali.<br />Che poi l'obiettivo della benedizione fosse chiaro fin da subito, del resto, lo prova un video del 2021 con 2400 visualizzaizoni su Youtube nel quale Pietro e Giacomo si mettono letteralmente a nudo raccontando del loro innamoramento e del loro percorso dentro la Chiesa, notando tra l'altro come «Le risposte del Catechismo non erano esaustive per la nostra vita» e - parafrasando San Pietro col centurione pagano da battezzare - in fondo «lo Spirito già benedice questa unione». 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Il che non ha reso l'evento meno critico per i cattolici, restando intrinsecamente inaccettabile a norma del Catechismo, numero 2357. Il che andrebbe ricordato a quei vescovi, a quei sindaci (specie se cattolici...) ed a quelle amministrazioni provinciali, che sostengono implicitamente tali manifestazioni, limitandosi a biasimarne gli eccessi.<br /><br />SPOT ELETTORALE<br />Né tutto questo ha reso meno problematico l'evento, sia pure per altri motivi. L'11 giugno era giorno di silenzio pre-elettorale tanto a Bergamo quanto a Roma ed a Genova, dove contemporaneamente si sono svolti cortei-arcobaleno analoghi. Questo non ha impedito tuttavia ad esponenti politici con i loro simboli e le loro bandiere di tener pubblici comizi, col pretesto del Gay Pride locale, peraltro promosso ufficialmente, con tanto di patrocinio di Comune e Provincia, da partiti e sigle come Rifondazione Comunista, Giovani Comunisti Bergamo, Giovani Democratici Bergamo, Partito Socialista Italiano, Patto per Bergamo, Sinistra Classe Rivoluzione Bergamo, Sinistra Italiana Bergamo e Cgil. Una violazione delle regole (valide per tutti, evidentemente, meno che per gli Lgbtqia+,...), giudicata «inaccettabile» dal consigliere comunale Filippo Bianchi di Fratelli d'Italia, che ha biasimato come «inopportuna, scorretta e censurabile» la partecipazione alla pubblica manifestazione di un assessore comunale, Marzia Marchesi, e di un consigliere provinciale, Romina Russo, entrambe del Pd, «addirittura tenendo comizi pubblici», come evidenziato in un'interpellanza a risposta scritta, inviata da Bianchi al presidente del consiglio comunale di Bergamo in data 10 giugno, alla vigilia della singolare kermesse arcobaleno, dove è stata notata dai media anche la presenza dell'on. Elena Carnevali, sempre del Pd, del segretario provinciale del Pd, Davide Casati, e del consigliere regionale dei Cinquestelle, Dario Violi. Alla fine, la kermesse arcobaleno si è rivelata un mega-spot per le Sinistre proprio nel giorno di silenzio pre-elettorale: all'indomani 832 mila bergamaschi avrebbero votato in 17 Comuni. Possibile che nessuno abbia avuto, né abbia tardivamente niente da dire? Possibile che i "soliti noti" possano serenamente infischiarsene del rispetto delle leggi, così rigidamente applicate al popolo? Davvero in Italia la legge per taluni è più uguale che per altri?<br /><br />LA DISTRUZIONE DELL'UMANO AVANZA INDISTURBATA<br />Non solo. Questa edizione del Bergamo Pride sin dal titolo, «Mille e una lotta», si è rivelata più militante di altre. A beneficio di quanti non se ne fossero avveduti, va specificato come non si sia trattato del solito corteo contro le discriminazioni; il significato dell'iniziativa, visceralmente politico, è andato ben oltre, non solo dando voce al Black Lives Matter di Bergamo. Ha invocato anche la «carriera alias» per gli studenti trans richiedenti, affinché a scuola vengano "riconosciuti" in un genere diverso da quello biologico; ha invocato l'equiparazione delle "nozze"-gay al matrimonio vero e proprio con tutto quanto ne consegue; soprattutto ha invocato l'antispecismo, per il quale tutte le specie viventi avrebbero il medesimo valore e lo stesso status morale, per cui si giungerebbe facilmente all'assurdo, che attribuisce ad una rana più diritti che ad un embrione umano, cui sempre le Sinistre vorrebbero viceversa togliere qualsiasi valore, qualsiasi status, qualsiasi tutela, per giustificare l'aborto, anche in fase avanzata di gestazione. Si noti, per inciso, come da una costola dell'antispecismo si sia generato anche l'altro mostro contemporaneo ovvero il transumanesimo. Sotto la bandiera arcobaleno, insomma, zitti zitti quatti quatti gli organizzatori hanno mosso pretese molto al di là della semplice lotta alle discriminazioni di qualunque tipo, pretese molto più spinte in senso politico e molto meno accettate, meno condivise, meno popolari forse anche tra i loro amici Lgbtqia+. Ma quanti se ne sono accorti? Quanti ne sono stati davvero coscienti tra coloro che hanno sfilato in corteo?]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/50206222</guid><pubDate>Tue, 14 Jun 2022 21:57:49 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/50206222/dopo_cremona_ecco_gli_altri_gay_pride_anticattolici_come_sempre.mp3" length="6348008" type="audio/mpeg"/><itunes:author>BastaBugie</itunes:author><itunes:subtitle>TESTO DELL'ARTICOLO ➜ www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7038&#13;
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DOPO CREMONA ECCO GLI ALTRI GAY PRIDE, ANTICATTOLICI COME SEMPRE di Mauro Faverzani&#13;
Dopo la pioggia di critiche ricevute al Cremona Pride per l'immagine blasfema e la parzialissima...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7038" rel="noopener">www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7038</a><br /><br />DOPO CREMONA ECCO GLI ALTRI GAY PRIDE, ANTICATTOLICI COME SEMPRE di Mauro Faverzani<br />Dopo la pioggia di critiche ricevute al Cremona Pride per l'immagine blasfema e la parzialissima retromarcia, cui di conseguenza sono state costrette le istituzioni locali, a Bergamo, dove sabato scorso è stato rimesso in scena un analogo corteo variopinto, ci sono andati più cauti, limitandosi ad un opinabilissimo Francesco versione Lgbt in vena di selfie, ad un angelo caduto con alucce arcobaleno e ad uno stuolo di bambini "arruolati" per la circostanza. Il che non ha reso l'evento meno critico per i cattolici, restando intrinsecamente inaccettabile a norma del Catechismo, numero 2357. Il che andrebbe ricordato a quei vescovi, a quei sindaci (specie se cattolici...) ed a quelle amministrazioni provinciali, che sostengono implicitamente tali manifestazioni, limitandosi a biasimarne gli eccessi.<br /><br />SPOT ELETTORALE<br />Né tutto questo ha reso meno problematico l'evento, sia pure per altri motivi. L'11 giugno era giorno di silenzio pre-elettorale tanto a Bergamo quanto a Roma ed a Genova, dove contemporaneamente si sono svolti cortei-arcobaleno analoghi. Questo non ha impedito tuttavia ad esponenti politici con i loro simboli e le loro bandiere di tener pubblici comizi, col pretesto del Gay Pride locale, peraltro promosso ufficialmente, con tanto di patrocinio di Comune e Provincia, da partiti e sigle come Rifondazione Comunista, Giovani Comunisti Bergamo, Giovani Democratici Bergamo, Partito Socialista Italiano, Patto per Bergamo, Sinistra Classe Rivoluzione Bergamo, Sinistra Italiana Bergamo e Cgil. Una violazione delle regole (valide per tutti, evidentemente, meno che per gli Lgbtqia+,...), giudicata «inaccettabile» dal consigliere comunale Filippo Bianchi di Fratelli d'Italia, che ha biasimato come «inopportuna, scorretta e censurabile» la partecipazione alla pubblica manifestazione di un assessore comunale, Marzia Marchesi, e di un consigliere provinciale, Romina Russo, entrambe del Pd, «addirittura tenendo comizi pubblici», come evidenziato in un'interpellanza a risposta scritta, inviata da Bianchi al presidente del consiglio comunale di Bergamo in data 10 giugno, alla vigilia della singolare kermesse arcobaleno, dove è stata notata dai media anche la presenza dell'on. Elena Carnevali, sempre del Pd, del segretario provinciale del Pd, Davide Casati, e del consigliere regionale dei Cinquestelle, Dario Violi. Alla fine, la kermesse arcobaleno si è rivelata un mega-spot per le Sinistre proprio nel giorno di silenzio pre-elettorale: all'indomani 832 mila bergamaschi avrebbero votato in 17 Comuni. Possibile che nessuno abbia avuto, né abbia tardivamente niente da dire? Possibile che i "soliti noti" possano serenamente infischiarsene del rispetto delle leggi, così rigidamente applicate al popolo? Davvero in Italia la legge per taluni è più uguale che per altri?<br /><br />LA DISTRUZIONE DELL'UMANO AVANZA INDISTURBATA<br />Non solo. Questa edizione del Bergamo Pride sin dal titolo, «Mille e una lotta», si è rivelata più militante di altre. A beneficio di quanti non se ne fossero avveduti, va specificato come non si sia trattato del solito corteo contro le discriminazioni; il significato dell'iniziativa, visceralmente politico, è andato ben oltre, non solo dando voce al Black Lives Matter di Bergamo. Ha invocato anche la «carriera alias» per gli studenti trans richiedenti, affinché a scuola vengano "riconosciuti" in un genere diverso da quello biologico; ha invocato l'equiparazione delle "nozze"-gay al matrimonio vero e proprio con tutto quanto ne consegue; soprattutto ha invocato l'antispecismo, per il quale tutte le specie viventi avrebbero il medesimo valore e lo stesso status morale, per cui si giungerebbe facilmente all'assurdo, che attribuisce ad una rana più diritti che ad...]]></itunes:summary><itunes:duration>397</itunes:duration><itunes:keywords>arcobaleno,catechismo,discriminazioni,pride,spotelettorale</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/1c479f76142a85fe2d2cd9747920cfeb.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Dopo la Disney gay friendly, arriva la Barbie transgender</title><link>https://www.spreaker.com/episode/dopo-la-disney-gay-friendly-arriva-la-barbie-transgender--50112205</link><description><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7026" rel="noopener">www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7026</a><br /><br />DOPO LA DISNEY GAY FRIENDLY, ARRIVA LA BARBIE TRANSGENDER di Giuliano Guzzo<br />Che cosa centrano una drag queen come Nina West e un'associazione di attivisti trans come Glsen con l'intrattenimento per bambini? Apparentemente nulla. Sono e dovrebbero essere e restare ambito, anzi universi paralleli, destinati quindi - in primis, per ovvie ragioni di salvaguardia dell'infanzia - a non incontrarsi mai. Sfortunatamente, non la pensa così la principale casa mondiale di prodotti audiovisivi per i minori, la Disney, che, come segnalato con sdegno su Twitter dallo scrittore Christopher F. Rufo, «ha promosso uno speciale per bambini realizzato da drag queen».<br />In effetti, lo spezzone condiviso da Rufo non lascia spazio a dubbi ed immortala, come si diceva, Nina West - negli improbabili panni di fatina - e vari altri personaggi, allo scopo d'incoraggiare «i bambini fin dall'asilo a unirsi all'organizzazione di attivisti trans Glsen», al cui sito esplicitamente si rinvia. Ora, è fuori discussione come un simile spot sia d'una gravità inaudita. E per varie ragioni. In primo luogo, perché si serve di un marchio da decenni sinonimo di cartoni innocenti e spensierati - quello disneyano - per veicolare contenuti nella più rosea delle ipotesi di parte ed eticamente più che sensibili.<br />Inoltre, come se non bastasse, va ricordato che non è la prima volta che la Disney si appoggia a organizzazioni Lgbt di questo tipo. Esattamente un anno fa, infatti, sempre a maggio, proprio la Disney faceva «il conto alla rovescia» per il mese del Pride e ribadiva l'impegno della Walt Disney Company nel finanziare in modo costante le «organizzazioni di tutto il mondo che sostengono le comunità LGBTQ+». Tra queste proprio la Glsen.<br />In seconda battuta, va evidenziato come proporre ai bambini sotto una chiave giocosa e colorata - quale è, almeno a prima vista, quella drag queen - il tema del transgenderismo è irresponsabile. Per un fatto molto semplice, e cioè che «i sintomi» del disturbo dell'identità di genere in eta prepuberale, come segnalava già nel 2008 un lavoro uscito sul Journal of Sexual Medicine, «diminuiscono o addirittura scompaiono in una percentuale considerevole di bambini (le stime vanno dall'80 al 95%). Pertanto, qualsiasi intervento nell'infanzia sembrerebbe prematuro e inappropriato».<br />Ecco che allora appare davvero pericoloso avviare alla galassia dell'associazionismo Lgbt bambini che, nella stragrande maggioranza dei casi, risolveranno in modo autonomo e naturale ogni forma di disagio che dovessero percepire sulla loro identità di genere. Non c'è alcun bisogno che Glsen, Disney o altri facciano nulla: questi minori vanno semplicemente lasciati in pace. È così  difficile accettarlo, senza ricorrere per forza alla leva dell'indottrinamento? A quanto pare, per alcune realtà purtroppo lo è.<br />Tornando a noi, va detto che avviare i bambini alle transizioni precoci - o alle associazioni Lgbt che di transgederismo, nello specifico, si occupano - è inaccettabile anche perché, come annotava nel 2012 un lavoro uscito sul Journal of Homosexuality, i bambini che si sottopongono o si sono sottoposti a questi trattamenti «si rendono a malapena conto di appartenere all'altro sesso natale. Sviluppano un senso della realtà così diverso dalla loro realtà fisica da rendere inevitabilmente difficile l'accettazione dei molteplici e prolungati trattamenti di cui avranno bisogno in seguito. Anche i genitori, che assecondano questo comportamento, spesso non si rendono conto di contribuire alla mancanza di consapevolezza di queste conseguenze da parte del bambino».<br />Sono parole senza dubbio dure, ma dense di verità. E che devono fungere da motivo circa il fatto che chiunque osi propinare ai piccoli il tema del transgenderismo - sia pure in una prospettiva apparentemente soft, come fatto da Disney - vada guardato con estrema diffidenza: anche se porta un nome rispettabile e a suo modo glorioso, come indubbiamente è quello disneyano. Il fatto è che tanti, evidentemente, non hanno ancora compreso che, se i bambini non sono proprietà dello Stato - aberrazione possibile solo sotto i regimi totalitari -, essi non sono neppure ostaggi dei media.<br />Le loro famiglie, e soltanto loro, sono infatti titolari della facoltà educativa, esercizio che perfino le scuole possono realizzare solamente in delega rispetto ai genitori i quali, non a caso, debbono sempre e comunque formalizzare il loro consenso informato prima di qualsivoglia attività che non sia prettamente didattica. Una regola sacrosanta che alcuni media, però, stanno tentando di aggirare. E di questo papà e mamme vanno resi consapevoli, prima che ai loro bambini sia rifilato il prossimo spot.<br /><br />Nota di BastaBugie: Mauro Faverzani nell'articolo seguente dal titolo "Ora inventata anche la Barbie transgender" parla della deriva gay friendly  della Mattel.<br />Ecco l'articolo completo pubblicato su Radio Roma Libera il 30 maggio 2022:<br />Se la Disney ha "sposato" la causa Lgbt, pur tra cali nelle vendite, proteste dei dipendenti e sit-in di famiglie, la Mattel non intende essere da meno: detto fatto, ecco uscire sui mercati la nuova «Barbie transgender», ispirata al "modello" di Laverne Cox, transessuale e attivista Lgbt. Può essere acquistata online al prezzo di 40 dollari con tanto di abiti di ricambio già in catalogo.<br />L'iniziativa non ha mancato di sconcertare il pubblico e di scatenare prevedibili polemiche, anche perché questa, più che un giocattolo, è un'arma ideologica. Molte le organizzazioni pro-life e pro-family, che hanno alzato la propria voce, biasimando la scelta del noto marchio di bambole. Giuliana Caccia, presidente dell'associazione Origen, ha parlato espressamente di «un sistema noto e perverso».<br />Il fatto che la mossa della Mattel possa rivelarsi un prevedibile fallimento sul fronte commerciale probabilmente poco importa ai suoi paladini, già soddisfatti d'aver messo a punto l'ennesimo «strumento politico utile all'agenda Lgbt», come ha aggiunto Caccia, lasciando intendere che chi procede su questa strada lo fa «perché c'è qualcuno dietro le quinte che finanzia», facendo così intravvedere una sorta di regia più o meno occulta.<br />D'altra parte, tutto questo si colloca in un brodo socio-culturale sostanzialmente favorevole o quanto meno ammiccante ai "piani alti" ovvero in una significativa parte del sistema politico, culturale e mass-mediatico, benché risulti al contempo problematico e turbolento a livello di opinione pubblica, di gente comune. Da un lato, infatti, il tribunale regionale di Brema ha assolto nei giorni scorsi un pastore luterano, Olaf Latzel, accusato di «incitamento all'odio» per un suo intervento critico circa il corteo Lgbt del «Christopher Street Day», definito «profondamente diabolico e satanico», nonché «un attacco all'ordine della Creazione di Dio», intervento tenuto nel corso di un seminario sul matrimonio. In primo grado era stato condannato ad una multa da 8.100 euro, ora invece l'ammenda è stata cancellata, in quanto la Corte d'Appello ha invocato i principi di libertà di religione e di opinione. D'altra parte, però, a vanificare tale risultato, provvedono notizie quali quella relativa alla concessione da parte della diocesi di Friburgo a Theo Schenkel, biologicamente donna ma dichiaratamente transgender, di una licenza permanente per l'insegnamento della religione cattolica nelle scuole statali. La decisione contrasta nettamente col Codice di Diritto Canonico e viene complicata ulteriormente dalle annunciate "nozze lesbo" dell'insegnante con la sua "compagna". Ciò che fa ancora problema a Roma, del resto, non fa più problema per la Chiesa tedesca, che ha da tempo intrapreso una propria deriva, pur proclamandosi ancora "cattolica" ed essendolo, almeno per ora, sulla carta, il che dovrebbe indurla a condotte coerenti e non a naufragi dottrinali.<br />Intanto, nell'Europarlamento si cerca di rimpiazzare il termine «sesso» con quello di «genere». In una direttiva sulla trasparenza salariale, si propone infatti di ridurre il divario retributivo tra uomini e donne, come auspicato precedentemente dalla Commissione per l'occupazione e gli affari sociali, nonché dalla Commissione per i diritti della donna e l'uguaglianza di genere. Tuttavia, la parola «sesso» è stata sistematicamente sostituita nel testo dal termine «gender», che non è esattamente la stessa cosa, mentre le parole «donne» o «uomini» sono state rimpiazzate dall'iperbolica espressione «lavoratori di genere diverso», trasformando una campagna retributiva in una campagna ideologica. Per l'approvazione, Strasburgo ha peraltro deciso furbescamente di bypassare il dibattito in plenaria, sottraendosi così al voto - e soprattutto alla discussione in aula - dei 705 deputati, per avviare piuttosto negoziati interistituzionali diretti con altri organi legislativi dell'Ue.<br />È del gennaio scorso, inoltre, la decisione della Corte di Giustizia europea d'imporre a tutti gli Stati membri dell'Unione che i «genitori» dello stesso sesso o, per esteso, Lgbtqi ed i loro figli vengano riconosciuti come una "famiglia" a tutti gli effetti, per garantire ai piccoli il diritto alla libera circolazione: si tratta della sentenza nella causa C-490/20 relativa al caso di una bimba, cui le autorità bulgare hanno rifiutato il rilascio del certificato di nascita, essendo affidata a due donne, mentre si è fatto notare come nessun bambino possa avere due madri.<br />La Corte di Giustizia ha agito, infischiandosene del fatto che nessun trattato europeo riconosca alle istituzioni di Bruxelles, compresa questa, la benché minima competenza in materia di diritto di famiglia. Ma, si sa, le leggi vengono applicate o trascurate a piacimento ovvero sempre e solo, chissà perché, a "senso unico"...]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/50112205</guid><pubDate>Tue, 07 Jun 2022 22:12:33 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/50112205/dopo_la_disney_gay_friendly_arriva_la_barbie_transgender.mp3" length="13179968" type="audio/mpeg"/><itunes:author>BastaBugie</itunes:author><itunes:subtitle>TESTO DELL'ARTICOLO ➜ www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7026&#13;
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DOPO LA DISNEY GAY FRIENDLY, ARRIVA LA BARBIE TRANSGENDER di Giuliano Guzzo&#13;
Che cosa centrano una drag queen come Nina West e un'associazione di attivisti trans come Glsen con...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7026" rel="noopener">www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7026</a><br /><br />DOPO LA DISNEY GAY FRIENDLY, ARRIVA LA BARBIE TRANSGENDER di Giuliano Guzzo<br />Che cosa centrano una drag queen come Nina West e un'associazione di attivisti trans come Glsen con l'intrattenimento per bambini? Apparentemente nulla. Sono e dovrebbero essere e restare ambito, anzi universi paralleli, destinati quindi - in primis, per ovvie ragioni di salvaguardia dell'infanzia - a non incontrarsi mai. Sfortunatamente, non la pensa così la principale casa mondiale di prodotti audiovisivi per i minori, la Disney, che, come segnalato con sdegno su Twitter dallo scrittore Christopher F. Rufo, «ha promosso uno speciale per bambini realizzato da drag queen».<br />In effetti, lo spezzone condiviso da Rufo non lascia spazio a dubbi ed immortala, come si diceva, Nina West - negli improbabili panni di fatina - e vari altri personaggi, allo scopo d'incoraggiare «i bambini fin dall'asilo a unirsi all'organizzazione di attivisti trans Glsen», al cui sito esplicitamente si rinvia. Ora, è fuori discussione come un simile spot sia d'una gravità inaudita. E per varie ragioni. In primo luogo, perché si serve di un marchio da decenni sinonimo di cartoni innocenti e spensierati - quello disneyano - per veicolare contenuti nella più rosea delle ipotesi di parte ed eticamente più che sensibili.<br />Inoltre, come se non bastasse, va ricordato che non è la prima volta che la Disney si appoggia a organizzazioni Lgbt di questo tipo. Esattamente un anno fa, infatti, sempre a maggio, proprio la Disney faceva «il conto alla rovescia» per il mese del Pride e ribadiva l'impegno della Walt Disney Company nel finanziare in modo costante le «organizzazioni di tutto il mondo che sostengono le comunità LGBTQ+». Tra queste proprio la Glsen.<br />In seconda battuta, va evidenziato come proporre ai bambini sotto una chiave giocosa e colorata - quale è, almeno a prima vista, quella drag queen - il tema del transgenderismo è irresponsabile. Per un fatto molto semplice, e cioè che «i sintomi» del disturbo dell'identità di genere in eta prepuberale, come segnalava già nel 2008 un lavoro uscito sul Journal of Sexual Medicine, «diminuiscono o addirittura scompaiono in una percentuale considerevole di bambini (le stime vanno dall'80 al 95%). Pertanto, qualsiasi intervento nell'infanzia sembrerebbe prematuro e inappropriato».<br />Ecco che allora appare davvero pericoloso avviare alla galassia dell'associazionismo Lgbt bambini che, nella stragrande maggioranza dei casi, risolveranno in modo autonomo e naturale ogni forma di disagio che dovessero percepire sulla loro identità di genere. Non c'è alcun bisogno che Glsen, Disney o altri facciano nulla: questi minori vanno semplicemente lasciati in pace. È così  difficile accettarlo, senza ricorrere per forza alla leva dell'indottrinamento? A quanto pare, per alcune realtà purtroppo lo è.<br />Tornando a noi, va detto che avviare i bambini alle transizioni precoci - o alle associazioni Lgbt che di transgederismo, nello specifico, si occupano - è inaccettabile anche perché, come annotava nel 2012 un lavoro uscito sul Journal of Homosexuality, i bambini che si sottopongono o si sono sottoposti a questi trattamenti «si rendono a malapena conto di appartenere all'altro sesso natale. Sviluppano un senso della realtà così diverso dalla loro realtà fisica da rendere inevitabilmente difficile l'accettazione dei molteplici e prolungati trattamenti di cui avranno bisogno in seguito. Anche i genitori, che assecondano questo comportamento, spesso non si rendono conto di contribuire alla mancanza di consapevolezza di queste conseguenze da parte del bambino».<br />Sono parole senza dubbio dure, ma dense di verità. E che devono fungere da motivo circa il fatto che chiunque osi propinare ai piccoli il tema del transgenderismo - sia pure in una prospettiva apparentemente soft, come fatto...]]></itunes:summary><itunes:duration>824</itunes:duration><itunes:keywords>disney,ideologia,lgbt,pride,sensounico</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/bed002b915c148a9dd14cf2b35f69ff0.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>La madonna blasfema al gaypride è la regola, non l'eccezione</title><link>https://www.spreaker.com/episode/la-madonna-blasfema-al-gaypride-e-la-regola-non-l-eccezione--50112545</link><description><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7029" rel="noopener">www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7029</a><br /><br />LA MADONNA BLASFEMA AL GAY PRIDE E' LA REGOLA, NON L'ECCEZIONE di Andrea Zambrano<br />È inutile prendere le distanze da una blasfemia al gay pride. È il gay pride ad essere intrinsecamente e ontologicamente anticristiano. Condannare le "Madonne desnude" e i Gesù Cristi arcobaleno, come se stigmatizzare un eccesso consentisse di accettare però tutto il resto, è una scappatoia troppo comoda e l'assist perfetto per organizzare dei futuri gay pride clericalmente corretti: senza mascheramenti blasfemi, ma in fondo accettati nella loro portata distruttiva anti cristiana e anti umana perché anti creazionista.<br />Le lobby gay non aspettano altro. Sarebbe l'ultimo errore di una Chiesa che non ha saputo affrontare e prendere il gaio toro scatenato per le corna dicendo quello che è: una diabolica manifestazione nella quale l'orgoglio gay di facciata rivela una rivendicazione di odio verso Dio. Il pride è ormai un problema di libertà religiosa, non di rivendicazione.<br />A Cremona, dove immagini blasfeme hanno sfilato nel corso del Cremona pride di sabatoin fondo è stato fatto quello che ogni gay pride è progettato per fare: ferire al cuore una Chiesa che i clan omosex avversano di un odio di conquista, per costringere la Chiesa a cambiare la verità sulle relazioni omosessuali anche se un movimento sempre più influente al suo interno lavora per farlo condizionando le gerarchie e orientandone le politiche.<br /><br />NESSUN INCIDENTE DI PERCORSO<br />Diversamente, se si trattasse di un incidente di percorso, di uno sgambetto non voluto, avremmo i cantori del love is love prendere per primi le distanze di fronte ad un'offesa alla fede: avremmo Vladimiro Guadagno in arte Luxuria ergersi per primo a difesa del sentimento religioso così orrendamente vilipeso dai suoi compagni di cordata; vedremmo Alessandro Zan (parlamentare e organizzatore a sua volta di pride simili), tuonare contro l'odio e la discriminazione e auspicare un'estensione di repressione nel suo vergognoso progetto di legge anche per questi campioni di libertà, ascolteremmo pastori illuminati e teologicamente includenti come James Martin o come Aristide Fumagalli pretendere un trattamento di rispetto verso la Chiesa mentre loro portano avanti la corretta agenda dell'omoeresia e dei cristiani Lgbt+. Avremmo le guide scout del'Agesci, la cui deriva omosessualista è sempre più evidente, difendere il sentimento religioso. Leggeremmo di deputati e giornalisti liberal alla Gramellini o alla Selvaggia Lucarelli, sempre pronti a stracciarsi le vesti per i soprusi, tuonare.<br />Invece non c'è nulla di tutto questo, tutti sono opportunamente omertosi di fronte a queste performance che delineano sempre più quella gay, come un'ideologia anti cristiana che affascina anche tanti cantori della Chiesa aperta e del dialogo.<br />Di dialogo e di dolore ha parlato infatti il vescovo di Cremona, in un comunicato insufficiente che in fondo accetta le premesse del pride: «Esprimo dolore per la presenza di immagini offensive ed evidentemente blasfeme che non possono avere alcun valore educativo o comunicativo di valori e diritti», ha detto Antonio Napolioni in un comunicato. Perché, invece, il resto delle immagini che si vedono nei cortei, dei corpi nudi e profanati, delle rivendicazioni politiche sull'utero in affitto che accompagnano i cortei del pride senza tirare in ballo la Chiesa comunicano forse valori? Difendono diritti? Basterebbe quindi per essere accettabili, non eccedere ed essere un po' più educati?<br /><br />ROSARIO DI RIPARAZIONE<br />È significativo, ma al Rosario di riparazione recitato domenica sera davanti alla cattedrale di Cremona, su 100 laici, erano presenti soltanto tre preti e a guidare la preghiera non era uno di loro. Segno che i laici hanno ben presente la necessità di riparare pubblicamente questo atto, molto più del clero che dovrebbe invece guidare il popolo affidatogli. E anche questo vorrà pur dire qualcosa. Ma le diocesi, purtroppo, sono ormai strette nella morsa di ordini di scuderia che arrivano da troppo in alto per poterli scansare. Con la promozione dell'agenda gay dentro la Chiesa, il vescovo si adegua come può. Per questo, sentir parlare Napolioni di diritti, dialogo e discriminazioni, in fondo fa parte del copione, peccato che non si accorga che è la sua Chiesa che viene discriminata.<br />E vorrà pur dire qualcosa se il sindaco di Cremona, che ha concesso entusiasta il patrocinio al pride partecipandovi in prima persona e definendosi entusiasta, si limita a condannare anche lui la blasfemia come un semplice incidente di percorso. «Fa più notizia il gesto sbagliato, volgare e sciocco di dieci incivili che i colori e l'entusiasmo di migliaia di persone», ha detto Gianluca Galimberti, primo cittadino con un passato di attivista nell'Azione Cattolica. Ma anche per lui, il pride non si tocca, tanto che appena 24 ore prima della manifestazione che con orgoglio aveva sponsorizzato con i soldi dei contribuenti diceva: «A chi mi chiede se c'era proprio bisogno di questo Cremona pride, rispondo: Sì. C'era proprio bisogno».<br />Ma quello che sindaco e vescovo non riescono ad accettare perché ormai avviluppati nell'ideologia gaia è che la blasfemia è solo il sintomo: il male è il gay pride in sé. Un evento che ormai ha preso possesso di un mese, giugno, che tradizionalmente - o guarda caso - è dedicato al Sacro Cuore di Gesù e che in ogni sua manifestazione non manca di irridere la fede cristiana mentre i suoi adepti gridano alla discriminazione o pretendono di chiudere la bocca con leggi liberticide agli stessi di cui si fanno beffe.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/50112545</guid><pubDate>Tue, 07 Jun 2022 22:12:25 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/50112545/la_madonna_blasfema_al_gaypride_la_regola_non_l_eccezione.mp3" length="6878816" type="audio/mpeg"/><itunes:author>BastaBugie</itunes:author><itunes:subtitle>TESTO DELL'ARTICOLO ➜ www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7029&#13;
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LA MADONNA BLASFEMA AL GAY PRIDE E' LA REGOLA, NON L'ECCEZIONE di Andrea Zambrano&#13;
È inutile prendere le distanze da una blasfemia al gay pride. È il gay pride ad essere...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7029" rel="noopener">www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7029</a><br /><br />LA MADONNA BLASFEMA AL GAY PRIDE E' LA REGOLA, NON L'ECCEZIONE di Andrea Zambrano<br />È inutile prendere le distanze da una blasfemia al gay pride. È il gay pride ad essere intrinsecamente e ontologicamente anticristiano. Condannare le "Madonne desnude" e i Gesù Cristi arcobaleno, come se stigmatizzare un eccesso consentisse di accettare però tutto il resto, è una scappatoia troppo comoda e l'assist perfetto per organizzare dei futuri gay pride clericalmente corretti: senza mascheramenti blasfemi, ma in fondo accettati nella loro portata distruttiva anti cristiana e anti umana perché anti creazionista.<br />Le lobby gay non aspettano altro. Sarebbe l'ultimo errore di una Chiesa che non ha saputo affrontare e prendere il gaio toro scatenato per le corna dicendo quello che è: una diabolica manifestazione nella quale l'orgoglio gay di facciata rivela una rivendicazione di odio verso Dio. Il pride è ormai un problema di libertà religiosa, non di rivendicazione.<br />A Cremona, dove immagini blasfeme hanno sfilato nel corso del Cremona pride di sabatoin fondo è stato fatto quello che ogni gay pride è progettato per fare: ferire al cuore una Chiesa che i clan omosex avversano di un odio di conquista, per costringere la Chiesa a cambiare la verità sulle relazioni omosessuali anche se un movimento sempre più influente al suo interno lavora per farlo condizionando le gerarchie e orientandone le politiche.<br /><br />NESSUN INCIDENTE DI PERCORSO<br />Diversamente, se si trattasse di un incidente di percorso, di uno sgambetto non voluto, avremmo i cantori del love is love prendere per primi le distanze di fronte ad un'offesa alla fede: avremmo Vladimiro Guadagno in arte Luxuria ergersi per primo a difesa del sentimento religioso così orrendamente vilipeso dai suoi compagni di cordata; vedremmo Alessandro Zan (parlamentare e organizzatore a sua volta di pride simili), tuonare contro l'odio e la discriminazione e auspicare un'estensione di repressione nel suo vergognoso progetto di legge anche per questi campioni di libertà, ascolteremmo pastori illuminati e teologicamente includenti come James Martin o come Aristide Fumagalli pretendere un trattamento di rispetto verso la Chiesa mentre loro portano avanti la corretta agenda dell'omoeresia e dei cristiani Lgbt+. Avremmo le guide scout del'Agesci, la cui deriva omosessualista è sempre più evidente, difendere il sentimento religioso. Leggeremmo di deputati e giornalisti liberal alla Gramellini o alla Selvaggia Lucarelli, sempre pronti a stracciarsi le vesti per i soprusi, tuonare.<br />Invece non c'è nulla di tutto questo, tutti sono opportunamente omertosi di fronte a queste performance che delineano sempre più quella gay, come un'ideologia anti cristiana che affascina anche tanti cantori della Chiesa aperta e del dialogo.<br />Di dialogo e di dolore ha parlato infatti il vescovo di Cremona, in un comunicato insufficiente che in fondo accetta le premesse del pride: «Esprimo dolore per la presenza di immagini offensive ed evidentemente blasfeme che non possono avere alcun valore educativo o comunicativo di valori e diritti», ha detto Antonio Napolioni in un comunicato. Perché, invece, il resto delle immagini che si vedono nei cortei, dei corpi nudi e profanati, delle rivendicazioni politiche sull'utero in affitto che accompagnano i cortei del pride senza tirare in ballo la Chiesa comunicano forse valori? Difendono diritti? Basterebbe quindi per essere accettabili, non eccedere ed essere un po' più educati?<br /><br />ROSARIO DI RIPARAZIONE<br />È significativo, ma al Rosario di riparazione recitato domenica sera davanti alla cattedrale di Cremona, su 100 laici, erano presenti soltanto tre preti e a guidare la preghiera non era uno di loro. Segno che i laici hanno ben presente la necessità di riparare pubblicamente questo atto, molto più...]]></itunes:summary><itunes:duration>430</itunes:duration><itunes:keywords>anticristiano,blasfemia,madonna,odio,pride</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/c8e34404240962dff260f7c969c84ddf.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Si sente giovane dentro e pretende che gli diano la metà degli anni che ha</title><link>https://www.spreaker.com/episode/si-sente-giovane-dentro-e-pretende-che-gli-diano-la-meta-degli-anni-che-ha--49928194</link><description><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7017" rel="noopener">www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7017</a><br /><br />SI SENTE GIOVANE DENTRO E PRETENDE CHE GLI DIANO META' DEGLI ANNI CHE HA di Marcello Veneziani<br />Il signor Renato Giovine, di anni 64, si è presentato all'ufficio anagrafe del suo comune di cittadinanza e ha chiesto di modificare la sua età dimezzandola a 32. L'impiegato, sbigottito, non sapendo cosa fare, ha chiamato il capo dell'ufficio per ascoltare la richiesta insolita del cittadino. I due hanno guardato allibiti il signor Giovine come se fosse un malato di mente o in stato di alterazione mentale. Ma il Signor Renato ha esposto con calma e lucidità le sue motivazioni, e di fronte al diniego imbarazzato dei due dipendenti comunali, si è riservato di inoltrare la sua richiesta alla prefettura e al tribunale. Il ragionamento del Giovine non fa una piega perché si fonda su analoghi precedenti, già vigenti sul piano anagrafico e sul piano biologico.<br />Per le prime, è noto che in Italia è possibile cambiare i propri connotati, il proprio cognome. Il Ministro dell'Interno, sul sito prefettura.it prevede infatti che ogni cittadino italiano che abbia l'esigenza di cambiare il proprio nome o cognome, perché ridicolo o vergognoso o perché rivela l'origine naturale o per motivi diversi da quelli indicati, possa intraprendere il procedimento predisposto dal Regolamento per la semplificazione dell'ordinamento dello stato civile (DPR 396 del 3/11/2000), così come modificato dal DPR n.54/2012. Compiuto l'iter, trascorsi trenta giorni dall'affissione della richiesta, in modo da verificare se ci sono opposizioni al riguardo, il Prefetto, accertata la regolarità delle affissioni e vagliate le eventuali opposizioni, provvede a emanare il decreto di concessione al cambiamento del cognome richiesto.<br /><br />IL SESSO CHE VUOI<br />Non diversa possibilità è concessa a chi decide di cambiare sesso.<br />Per accertare la "disforia di genere" occorre attestare l'estraneità rispetto al proprio sesso biologico e dimostrare malessere e disagio per il sesso attribuito alla nascita. Dal 2015 non è più necessario per il cambiamento di sesso che vi sia un'operazione chirurgica. Con sentenza della corte di Cassazione n.15138/2015, e con sentenza della Corte Costituzionale n.221/2015, è stabilito che l'intervento chirurgico non è obbligatorio per il cambio di sesso e la scelta se eseguirlo o no spetta esclusivamente alla persona interessata. Presentato il ricorso e superato il percorso stabilito il tribunale italiano competente per territorio, procede alla rettificazione del sesso e al relativo cambio del nome.<br />Se è possibile cambiare cognome e mutare sesso perché non dev'essere possibile, si è chiesto il signor Renato Giovine, cambiare lo stato anagrafico e biologico di persone come lui che dimostrano e sentono di avere un'età inferiore o comunque diversa da quella indicata dall'anagrafe e dalla biologia e soffrono malessere e disagio per l'età?<br />Ma non solo. Se il fondamento metagiuridico delle norme è ormai nella libera volontà del soggetto, ovvero "come io mi sento" e non come sono per gli altri, per l'anagrafe o per la biologia, perché non dev'essere possibile mutare l'età, retrodatare o postdatare la propria età a quella che si sente realmente di avere? Certo, devi sottoporti a un iter e a una serie di controlli, come accade per i cambi di sesso e di cognome, e dimostrare che non hai finalità diverse nella richiesta di modificare i connotati anagrafici (per esempio, usufruire in anticipo della pensione o viceversa tardare il pensionamento e restare in età lavorativa; o scaricarti di responsabilità verso terzi). Ma la richiesta è legittima.<br /><br />GIOVANE DENTRO<br />Se non avrà soddisfazione dalla prefettura e dal tribunale, il signor Giovine ricorrerà alla Corte Costituzionale, forte della sua comprovata sensibilità a modificare con sentenze, come quella recente sui doppi cognomi, assetti giuridici ritenuti ormai stantii e superati dalla realtà.<br />Anche sulla cittadinanza si sta stabilendo il principio che ciascun abitante della terra possa andare a vivere dove ritiene di farlo, senza limitazioni e senza essere considerato un clandestino (il reato fu abolito). Ovvero, nessun obbligo, nessuna restrizione nell'accoglienza, dicono molti giuristi ed esponenti umanitari (Papa incluso) ma solo la volontà del soggetto di trasferirsi dove vuole. Siamo o no cittadini del mondo, senza frontiere?<br />Renato Giovine sente di avere energie, impulsi, che corrispondono alla metà dei suoi anni biologici; non accetta il carcere anagrafico a cui la natura matrigna lo sottopone. Ma la molla profonda e segreta che lo ha spinto alla richiesta è un trauma infantile: da ragazzino gli rimase impressa la canzone dei Cugini di Campagna, Quando avrò 64 anni. Avendo temuto per una vita il fatidico passaggio, allo scoccare dei 64 ha deciso di cambiare un'età che non sente di avere e che gli procura sofferenza.<br />Come forse avrete sospettato, il signor Renato Giovine non esiste, anche se quattro anni fa in Olanda un quasi settantenne, Emile Ratelband, si rivolse davvero al tribunale di Arnhem, a sud-est di Amsterdam, per chiedere di spostare in avanti la sua data di nascita all'anagrafe avanti di vent'anni, dal 1949 al 1969. E sulla sua scia in Italia inventarono un fantomatico comune di Bugliano, che aveva già predisposto i moduli per richiedere il cambio d'età.<br />Ma scherzi a parte, l'assurda, pirandelliana situazione lascia un bel dubbio: ma se la realtà, la natura, la biologia, la consuetudine, contano meno della volontà soggettiva e dei desideri individuali, se tutto quel che è dato in natura o in anagrafe possiamo revocarlo, perché non dovremmo relativizzare anche l'età e adattarla ciascuno al proprio sentire?<br /><br />Nota di BastaBugie: Tommaso Scandroglio nell'articolo seguente dal titolo "Omofobia, una Giornata simbolo del credo gender" scrive che il Ddl Zan non è stato approvato eppure per imporre l'educazione al gender nelle scuole di tutta Italia anche quest'anno ci ha pensato una circolare del Miur invitando a celebrare la "Giornata contro l'omofobia". Segno di una cultura del "rispetto" a senso unico, che altro non è che un cavallo di Troia.<br />Ecco l'articolo completo pubblicato su La Nuova Bussola Quotidiana il 17 maggio 2022:<br />Anche quest'anno, puntuale come le feste comandate, è arrivata la "Giornata internazionale contro l'omofobia, la bifobia e la transfobia" e con altrettanto puntualità il Ministero dell'Istruzione ha inviato una circolare a tutte le scuole di ogni ordine e grado invitando i docenti "a creare occasioni di approfondimento con i propri studenti sui temi legati alle discriminazioni, al rispetto dei diritti umani e delle libertà fondamentali".<br />Ciò che era previsto nel Ddl Zan è stato sostanzialmente istituzionalizzato anno dopo anno dai vari ministri dell'Istruzione e, quindi, laddove la legge non è ancora arrivata ad imporre l'educazione gender in tutte le scuole d'Italia, ecco riuscirci l'esecutivo.<br />Maria Assunta Palermo, a capo della Direzione Generale per lo Studente, l'Inclusione e l'Orientamento scolastico, ha firmato la suddetta circolare, ma nella stessa non si fa cenno che questo tipo di attività extracurricolari necessiterebbero del consenso previo dei genitori. Guai a dar voce a possibili dissensi. Alcuni percorsi formativi non possono conoscere intoppi di alcuna sorta.<br />Nella circolare si legge poi che "Il Ministero dell'Istruzione è da anni impegnato a favorire e costruire una scuola aperta e inclusiva, che valorizzi le singole individualità e educhi alla cultura del rispetto per prevenire e contrastare ogni forma di violenza e discriminazione in adesione ai principi e ai diritti fondamentali sanciti a livello internazionale dalla Convenzione europea per la salvaguardia dei diritti dell'uomo e delle libertà fondamentali, e in più articoli dal Trattato sull'Unione europea". Tra questi diritti fondamentali viene in mente quello di cui sono titolari i genitori e si riferisce alla libertà educativa dei figli, diritto evidentemente violato dalla circolare stessa.<br />Va da sé, poi, che la cultura del rispetto è a senso unico e riguarda solo gli omo-bi-transessuali, perché la Giornata internazionale contro la cristianofobia - virus culturale che miete molte più vittime nel mondo rispetto alla sua omologa color arcobaleno - non esiste proprio. Utile poi ricordare che questa Giornata gay friendly è un cavallo di Troia perfetto perché, con la scusa di parlare di bullismo omofobico, ecco che si usano ore di lezione per formare i ragazzi delle medie e superiori e i bambini delle elementari alla teoria gender, incensando il cambiamento di sesso, la bontà di qualsiasi orientamento sessuale, i "matrimoni" gay, le relative "famiglie" rainbow e finanche l'utero in affitto.<br />La circolare ministeriale è l'ennesima prova che l'istruzione laica non è super partes, ma di parte, non neutra ma arcobaleno, non aconfessionale bensì soggetta al credo gender e ogni dissenso viene interpretato come lesione di fantomatici diritti universali, perché il genitore che rifiuta l'omosessualità e la transessualità - e non la persona omosessuale o transessuale - è qualificato al pari di un qualsiasi razzista o misogino.<br />Una "Giornata contro l'omofobia" è poi francamente inutile, perché questa Giornata dura un anno intero. Da mane a sera sui media, sui social, sulle piattaforme di intrattenimento, in molte aziende non si fa altro che spingere all'inclusività di chi ormai è diventato socialmente esclusivo, ossia il gay, il non binario, il trans, il fluido sessuale in tutte le salse. È un'ossessione continua che trova nella "Giornata contro l'omofobia" la sua consacrazione istituzionale e nelle coscienze di molti un senso di noia e di fastidio, come quando si sente per l'ennesima volta ripetere la stessa barzelletta che, tra l'altro, non ha fatto ridere nemmeno la prima volta.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/49928194</guid><pubDate>Tue, 24 May 2022 22:03:15 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/49928194/si_sente_giovane_dentro_e_pretende_che_gli_diano_la_met_degli_anni_che_ha.mp3" length="11620981" type="audio/mpeg"/><itunes:author>BastaBugie</itunes:author><itunes:subtitle>TESTO DELL'ARTICOLO ➜ www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7017&#13;
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SI SENTE GIOVANE DENTRO E PRETENDE CHE GLI DIANO META' DEGLI ANNI CHE HA di Marcello Veneziani&#13;
Il signor Renato Giovine, di anni 64, si è presentato all'ufficio anagrafe del suo...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7017" rel="noopener">www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7017</a><br /><br />SI SENTE GIOVANE DENTRO E PRETENDE CHE GLI DIANO META' DEGLI ANNI CHE HA di Marcello Veneziani<br />Il signor Renato Giovine, di anni 64, si è presentato all'ufficio anagrafe del suo comune di cittadinanza e ha chiesto di modificare la sua età dimezzandola a 32. L'impiegato, sbigottito, non sapendo cosa fare, ha chiamato il capo dell'ufficio per ascoltare la richiesta insolita del cittadino. I due hanno guardato allibiti il signor Giovine come se fosse un malato di mente o in stato di alterazione mentale. Ma il Signor Renato ha esposto con calma e lucidità le sue motivazioni, e di fronte al diniego imbarazzato dei due dipendenti comunali, si è riservato di inoltrare la sua richiesta alla prefettura e al tribunale. Il ragionamento del Giovine non fa una piega perché si fonda su analoghi precedenti, già vigenti sul piano anagrafico e sul piano biologico.<br />Per le prime, è noto che in Italia è possibile cambiare i propri connotati, il proprio cognome. Il Ministro dell'Interno, sul sito prefettura.it prevede infatti che ogni cittadino italiano che abbia l'esigenza di cambiare il proprio nome o cognome, perché ridicolo o vergognoso o perché rivela l'origine naturale o per motivi diversi da quelli indicati, possa intraprendere il procedimento predisposto dal Regolamento per la semplificazione dell'ordinamento dello stato civile (DPR 396 del 3/11/2000), così come modificato dal DPR n.54/2012. Compiuto l'iter, trascorsi trenta giorni dall'affissione della richiesta, in modo da verificare se ci sono opposizioni al riguardo, il Prefetto, accertata la regolarità delle affissioni e vagliate le eventuali opposizioni, provvede a emanare il decreto di concessione al cambiamento del cognome richiesto.<br /><br />IL SESSO CHE VUOI<br />Non diversa possibilità è concessa a chi decide di cambiare sesso.<br />Per accertare la "disforia di genere" occorre attestare l'estraneità rispetto al proprio sesso biologico e dimostrare malessere e disagio per il sesso attribuito alla nascita. Dal 2015 non è più necessario per il cambiamento di sesso che vi sia un'operazione chirurgica. Con sentenza della corte di Cassazione n.15138/2015, e con sentenza della Corte Costituzionale n.221/2015, è stabilito che l'intervento chirurgico non è obbligatorio per il cambio di sesso e la scelta se eseguirlo o no spetta esclusivamente alla persona interessata. Presentato il ricorso e superato il percorso stabilito il tribunale italiano competente per territorio, procede alla rettificazione del sesso e al relativo cambio del nome.<br />Se è possibile cambiare cognome e mutare sesso perché non dev'essere possibile, si è chiesto il signor Renato Giovine, cambiare lo stato anagrafico e biologico di persone come lui che dimostrano e sentono di avere un'età inferiore o comunque diversa da quella indicata dall'anagrafe e dalla biologia e soffrono malessere e disagio per l'età?<br />Ma non solo. Se il fondamento metagiuridico delle norme è ormai nella libera volontà del soggetto, ovvero "come io mi sento" e non come sono per gli altri, per l'anagrafe o per la biologia, perché non dev'essere possibile mutare l'età, retrodatare o postdatare la propria età a quella che si sente realmente di avere? Certo, devi sottoporti a un iter e a una serie di controlli, come accade per i cambi di sesso e di cognome, e dimostrare che non hai finalità diverse nella richiesta di modificare i connotati anagrafici (per esempio, usufruire in anticipo della pensione o viceversa tardare il pensionamento e restare in età lavorativa; o scaricarti di responsabilità verso terzi). Ma la richiesta è legittima.<br /><br />GIOVANE DENTRO<br />Se non avrà soddisfazione dalla prefettura e dal tribunale, il signor Giovine ricorrerà alla Corte Costituzionale, forte della sua comprovata sensibilità a modificare con sentenze, come quella recente sui doppi...]]></itunes:summary><itunes:duration>727</itunes:duration><itunes:keywords>biologico,cambiaresesso,cavalloditroia,renatogiovine,uteroinaffitto</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/5ab929940fb2f597d1d00e0f80d2e813.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>I maschi e le femmine sono diversi, ma non lo puoi dire</title><link>https://www.spreaker.com/episode/i-maschi-e-le-femmine-sono-diversi-ma-non-lo-puoi-dire--49748991</link><description><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7005" rel="noopener">www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7005</a><br /><br />I MASCHI E LE FEMMINE SONO DIVERSI, MA NON LO PUOI DIRE di Giulia Tanel<br />Ecco servito l'ennesimo caso di indignazione - principalmente via social, oramai spesso ridotti a megafono del politicamente corretto, in un agone tanto virtuale, quanto surreale - a seguito delle parole pronunciate da un personaggio in vista.<br />Questa volta non serve neppure spostarsi di Paese, come nel noto caso della scrittrice J.K. Rowling, in quanto l'autrice del misfatto è la nostrana sciatrice alpina Sofia Goggia (nella foto). Salita agli onori della cronaca pochi mesi fa per il suo insperato argento alle Olimpiadi invernali di Pechino 2022, conquistato dopo un infortunio rimediato a Cortina una ventina di giorni prima, da sciatrice di cui tutta Italia era fiera, nello spazio di poche frasi pronunciate durante un'intervista rilasciata ad Aldo Cazzullo e Flavio Vanetti sul Corriere della Sera e uscita il giorno di Pasqua, è stata declassata a persona, diciamo così, poco degna di stima, per non dire "oscurantista", "omofoba", o altri epiteti ricorrenti in queste situazioni.<br /><br />LE PAROLE INCRIMINATE<br />Ma vediamo cosa ha detto l'atleta, che di certo non ha lesinato nel rispondere alle domande che le venivano poste. Rispetto alla presenza di persone con tendenze omosessuali nel mondo dello sci, la quasi trentenne bergamasca ha affermato: «Tra le donne qualcuna sì. Tra gli uomini direi di no». Per poi chiosare, con quel briciolo di ingenuità forse dovuto alla giovane età: «Devono gettarsi giù dalla Streif di Kitzbuhel...».<br />E sugli uomini trans che gareggiano con le donne? «A livello di sport», ha affermato la Goggia, «un uomo che si trasforma in donna ha caratteristiche fisiche, anche a livello ormonale, che consentono di spingere di più». E, anche in questo caso, ha aggiunto un «Non credo allora che sia giusto» che profonde buon senso e sincerità... che al giorno d'oggi non sono più delle virtù.<br />Dunque, l'atleta nostrana ha poca considerazione del gentil sesso? [...]: «Le donne sono donne; gli uomini, uomini. Non mi piace quando dicono: donna con le palle. Perché devi giudicarmi da quello che non ho, che non sono?». Apriti, oh cielo. I social hanno raccolto il profluvio d'indignazione generato da queste frasi, portato avanti sia da persone comuni, sia dai soliti noti dediti al commento facile. Tra questi, l'immancabile Selvaggia Lucarelli, che prima delle 10 di mattina del Lunedì dell'Angelo aveva già twittato: «Sofia Goggia è una brava atleta, non una maître à penser. Il problema sta nell'aspettarsi sempre il commento giusto da persone che fuori dalle loro competenze possono essere mediocri e fallibili». Naturalmente, ai tanti critici si affiancano anche coloro che della Goggia hanno preso le difese ma, come sempre in questi casi e sui social, le loro opinioni hanno meno peso.<br /><br />LE SCUSE, MA SENZA DIETROFRONT<br />Tanto è stato quindi il cancan, che la Goggia ha ritenuto di dover cinguettare, nel tardo pomeriggio del giorno di Pasqua, una frase di scuse, specialmente in riferimento all'uscita sullo Streif di Kitzbuhel: «Fa più rumore un albero che cade che una foresta che cresce. Mi dispiace e mi scuso con tutte le persone che si sono sentite offese per la frase che è uscita nell'intervista del Corriere che, sicuramente, quando l'ho pronunciata, non voleva essere di natura discriminatoria».<br />273 caratteri, sui 280 messi a disposizione dal social azzurro, che suonano più come un pro forma volto a mettere a tacere il trans-gossip pasquale del 2022, che altro: la Goggia, infatti, non ha fatto nessun dietrofront nel merito.<br />Tuttavia, le scuse si sono rese necessarie. Per cosa? Molto semplicemente per aver abbracciato ed esposto pubblicamente la realtà dei fatti: ma, si sa, di questi tempi non vale più l'adagio latino di classica memoria: "Contra facta non valet argumentum", bensì sulla lavagna, sui quaderni e sulla bocca del buon cittadino del XXI secolo campeggia il più moderno: "Di fronte all'ideologia non valgono i fatti". E, lo si sa, l'ideologia gender e transgender sono oggi un must ben foraggiato da tutti coloro che hanno come obiettivo ultimo quello di sovvertire la verità sugli esseri umani.<br /><br />Nota di BastaBugie: Giuliano Guzzo nell'articolo seguente dal titolo "Sofia Goggia campionessa di verità: i trans discriminano le donne negli sport" commenta la notizia della sciatrice italiana facendo esempi per avvalorare la tesi che uomini e donne sono diversi, nello sport come nella vita.<br />Ecco l'articolo completo pubblicato su Provita & Famiglia il 19 aprile 2022:<br />La sciatrice Sofia Goggia è finita al centro di una vera e propria bufera mediatica per le sue parole, durante un'intervista rilasciata al Corriere della Sera, con le quali ha rivendicato la necessità di proteggere le donne dalle istanze "sportive" delle persone transgender, che finiscono per discriminare proprio le competizioni femminili e annullare qualsiasi competitività.<br />Parole però sacrosante, quelle della campionessa olimpica nella discesa libera a Pyeongchang 2018, vincitrice di tre Coppe del Mondo di discesa libera e di due medaglie mondiali: «A livello di sport - ha affermato - un uomo che si trasforma in donna ha caratteristiche fisiche, anche a livello ormonale, che consentono di spingere di più. Non credo allora che sia giusto». Dunque non le opinioni ma le evidenze dicono come un uomo che decidesse di «diventare donna» per gareggiare nelle competizioni femminili godrebbe di un indubbio vantaggio.<br />Di questo abbiamo sia prove fattuali - si pensi al caso di Lia Thomas, che sbaragliando la concorrenza ha conquistato il titolo delle 500 yard (circa 450 metri) stile libero femminili ai Campionati di prima divisione dell'American University di Atlanta, suscitando non poche polemiche proprio in quanto «ex uomo» - , sia, ed è il dato più rilevante, riscontri scientifici che, come tali, non possono in alcun modo essere contestati.<br />Si pensi ad una recente ricerca - confluita in sette dense pagine pubblicate sul British Journal of Sports Medicine, rivista medica peer reviewed con 60 anni di storia - che ha visto un team di tre ricercatori esaminare retrospettivamente le cartelle cliniche e i test sportivi, negli anni compresi tra il 2013 e il 2018, di 75 soggetti transgender, dei quali 29 uomini "diventati" donne, che hanno iniziato il percorso di riassegnazione di genere mentre facevano parte dell'aeronautica degli Stati Uniti.<br />Ebbene ciò che si è osservato con tale indagine è il netto vantaggio competitivo degli uomini desiderosi di «cambiare sesso» che, rispetto alla controparte femminile, è apparso davvero notevole. Esso infatti è risultato oscillante, a seconda del tipo di prestazione atletica considerata, dal 15 al 31% in più. Si tratta di un divario immenso e misurato considerando valori assai indicativi, quali il numero di flessioni, gli addominali eseguiti in un minuto e il tempo impiegato per fare di corsa 1,5 miglia.<br />Ecco che allora, tornando alle parole della sciatrice Goggia, non si può non rilevare come quella sua considerazione - «un uomo che si trasforma in donna ha caratteristiche fisiche, anche a livello ormonale, che consentono di spingere di più» - può esser stata ritenuta scomoda, sconveniente, politicamente scorretta dalla comunità Lgbt, ma sia vera e non lascia spazio a nessun dubbio in merito<br />Certo, può anche accadere che, in un determinato sport, un uomo «diventato donna» soccomba davanti ad una donna più dotata, ma si tratta di eccezioni ed episodi rari. La regola è che maschi e femmine sono differenti, non c'è nulla da fare. Motivo per cui, se si consente a uomini «diventate donne» di gareggiare in competizioni femminili, si farà un torto alle donne, agli atleti stessi, allo sport tutto.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/49748991</guid><pubDate>Tue, 10 May 2022 20:26:52 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/49748991/i_maschi_e_le_femmine_sono_diversi_ma_non_lo_puoi_dire.mp3" length="10128866" type="audio/mpeg"/><itunes:author>BastaBugie</itunes:author><itunes:subtitle>TESTO DELL'ARTICOLO ➜ www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7005&#13;
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I MASCHI E LE FEMMINE SONO DIVERSI, MA NON LO PUOI DIRE di Giulia Tanel&#13;
Ecco servito l'ennesimo caso di indignazione - principalmente via social, oramai spesso ridotti a megafono del...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7005" rel="noopener">www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7005</a><br /><br />I MASCHI E LE FEMMINE SONO DIVERSI, MA NON LO PUOI DIRE di Giulia Tanel<br />Ecco servito l'ennesimo caso di indignazione - principalmente via social, oramai spesso ridotti a megafono del politicamente corretto, in un agone tanto virtuale, quanto surreale - a seguito delle parole pronunciate da un personaggio in vista.<br />Questa volta non serve neppure spostarsi di Paese, come nel noto caso della scrittrice J.K. Rowling, in quanto l'autrice del misfatto è la nostrana sciatrice alpina Sofia Goggia (nella foto). Salita agli onori della cronaca pochi mesi fa per il suo insperato argento alle Olimpiadi invernali di Pechino 2022, conquistato dopo un infortunio rimediato a Cortina una ventina di giorni prima, da sciatrice di cui tutta Italia era fiera, nello spazio di poche frasi pronunciate durante un'intervista rilasciata ad Aldo Cazzullo e Flavio Vanetti sul Corriere della Sera e uscita il giorno di Pasqua, è stata declassata a persona, diciamo così, poco degna di stima, per non dire "oscurantista", "omofoba", o altri epiteti ricorrenti in queste situazioni.<br /><br />LE PAROLE INCRIMINATE<br />Ma vediamo cosa ha detto l'atleta, che di certo non ha lesinato nel rispondere alle domande che le venivano poste. Rispetto alla presenza di persone con tendenze omosessuali nel mondo dello sci, la quasi trentenne bergamasca ha affermato: «Tra le donne qualcuna sì. Tra gli uomini direi di no». Per poi chiosare, con quel briciolo di ingenuità forse dovuto alla giovane età: «Devono gettarsi giù dalla Streif di Kitzbuhel...».<br />E sugli uomini trans che gareggiano con le donne? «A livello di sport», ha affermato la Goggia, «un uomo che si trasforma in donna ha caratteristiche fisiche, anche a livello ormonale, che consentono di spingere di più». E, anche in questo caso, ha aggiunto un «Non credo allora che sia giusto» che profonde buon senso e sincerità... che al giorno d'oggi non sono più delle virtù.<br />Dunque, l'atleta nostrana ha poca considerazione del gentil sesso? [...]: «Le donne sono donne; gli uomini, uomini. Non mi piace quando dicono: donna con le palle. Perché devi giudicarmi da quello che non ho, che non sono?». Apriti, oh cielo. I social hanno raccolto il profluvio d'indignazione generato da queste frasi, portato avanti sia da persone comuni, sia dai soliti noti dediti al commento facile. Tra questi, l'immancabile Selvaggia Lucarelli, che prima delle 10 di mattina del Lunedì dell'Angelo aveva già twittato: «Sofia Goggia è una brava atleta, non una maître à penser. Il problema sta nell'aspettarsi sempre il commento giusto da persone che fuori dalle loro competenze possono essere mediocri e fallibili». Naturalmente, ai tanti critici si affiancano anche coloro che della Goggia hanno preso le difese ma, come sempre in questi casi e sui social, le loro opinioni hanno meno peso.<br /><br />LE SCUSE, MA SENZA DIETROFRONT<br />Tanto è stato quindi il cancan, che la Goggia ha ritenuto di dover cinguettare, nel tardo pomeriggio del giorno di Pasqua, una frase di scuse, specialmente in riferimento all'uscita sullo Streif di Kitzbuhel: «Fa più rumore un albero che cade che una foresta che cresce. Mi dispiace e mi scuso con tutte le persone che si sono sentite offese per la frase che è uscita nell'intervista del Corriere che, sicuramente, quando l'ho pronunciata, non voleva essere di natura discriminatoria».<br />273 caratteri, sui 280 messi a disposizione dal social azzurro, che suonano più come un pro forma volto a mettere a tacere il trans-gossip pasquale del 2022, che altro: la Goggia, infatti, non ha fatto nessun dietrofront nel merito.<br />Tuttavia, le scuse si sono rese necessarie. Per cosa? 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È un annuncio che sa di impegno, quello arriva dalla più celebre casa di produzione di cartoni animati del mondo - la Disney - ed è purtroppo un annuncio da prender sul serio. Sì, perché a farlo non è stato un dipendente qualsiasi o un collaboratore saltuario, bensì Karey Burke in persona, presidente della Disney's General Entertainment Content.<br />L'annuncio è stato fatto all'insegna del solito mantra - «più inclusività» - in una call aziendale su Zoom, successivamente pubblicata su Twitter. «Sono qui come madre di due bambini omosessuali, in realtà», sono state le parole della Burke la quale, in conseguenza di questa sua condizione, ha ricordato che ci sono gruppi «sottorappresentati» e che, di conseguenza, «almeno il 50% dei» personaggi Disney dovrà esserlo «entro la fine dell'anno». C'è insomma di che preoccuparsi, per chi abbia a cuore che i cartoon restino intrattenimento e non diventino indottrinamento.<br />Ciò nonostante, va detto che questo annuncio non costituisce una novità in senso assoluto. Esiste difatti già una considerevole mole di riscontri che mostra come, negli ultimi anni, la Disney abbia deciso di sposare non solo la cultura dominante ma, più precisamente, l'ideologia woke, prestando sempre più attenzione alle istanze delle minoranze e del mondo progressista in generale. Basti qui ricordare come, già nell'ottobre 2020, Disney+ avesse inserito un avvertimento all'inizio dei suoi classici dell'animazione sui contenuti stereotipati e razzisti, in riferimento ai vecchi classici come Dumbo, Peter Pan, Lilli e Il vagabondo, Il libro della Giungla.<br />Sempre nel 2020, la svolta Lgbt della celebre casa di produzione si era avuta con la terza stagione di DuckTales, serie televisiva d'animazione sviluppata nel 2017 da Matt Youngberg e Francisco Angones, ma che si ispira ad un omonimo cartone prodotto dalla Walt Disney Company fin dal 1987. Con la terza stagione di quel cartoon, infatti, hanno fatto la loro comparsa due papà gay, due paperi aventi addirittura non una bensì due figlie: Violet Apollonia Sabrewing - personaggio apparso per la prima volta nella seconda stagione della serie - e la sua migliore amica, Lena. A confermare che quella situazione non fosse casuale, allora, era stato Francisco Angones, story editor di DuckTales, il quale aveva però dichiarato che sì, «i due papà gay ci sono, vero, ma non giocano un ruolo significativo nella storia. Si può fare di più».<br />La «famiglia» di Violet Apollonia Sabrewing era dunque parsa come l'antipasto di quel che ci aspetta; e quel che ci aspetta è probabilmente quello Karey Burke ha annunciato. Trovano così conferme storiche preoccupazioni sui cartoon come prodotti con delle connotazioni ideologiche, preoccupazioni che, però, sono sempre state prese poco sul serio.<br />Già il sociologo Vance Packard nel suo celebre I persuasori occulti (1957), per dire, denunciava, tra le altre cose, la pericolosità di certi programmi per bambini, solo apparentemente innocenti. Solo che a Packard - come ad altri che come lui lanciavano certi allarmi - negli anni si è sempre risposto con l'accusa d'essere degli esagerati, gente che vuol vedere a tutti i costi minacce e pericoli anche dove non ci sono; probabilmente a tutti costoro ora, alla luce delle parole della presidente della Disney's General Entertainment Content, andrebbero delle scuse.<br /><br />Nota di BastaBugie: Mauro Faverzani nell'articolo seguente dal titolo "Ora la Disney dovrà pagare molte più tasse" spiega la forte presa di posizione di Ron DeSantis, il governatore della Florida, contro Disney World che si trova nel suo Stato.<br />Ecco l'articolo completo pubblicato su Radio Roma Libera il 25 aprile 2022:<br />Prosegue lo scontro all'interno ed all'esterno della Disney tra quanti la vogliano rendere una bandiera Lgbt e quanti invece intendano tutelarne il ruolo prezioso di sano e sicuro intrattenimento per le famiglie.<br />La nuova mossa ora l'ha compiuta il governatore della Florida, il repubblicano Ron DeSantis, che ha tolto qualsiasi esenzione fiscale alla Disney, in risposta alle minacce ricevute per aver approvato la legge, che impedisce l'indottrinamento Lgbt nelle scuole statali almeno sino alla terza elementare.<br />Secondo l'amministratore delegato dell'importante azienda, Bob Chapek, quella normativa «non avrebbe mai dovuto essere approvata», per cui ora l'obiettivo sarebbe quello di impegnarsi formalmente e pubblicamente per farla «abrogare oppure cancellare in tribunale». Al contempo, Chapek si è scusato con i propri dipendenti, per aver finora scelto di contrastare la normativa in silenzio e «dietro le quinte».<br />Il governatore DeSantis, peraltro di lontane origini italiane, aveva già preannunciato di voler dare battaglia alle aziende, scese in politica per contrastare ideologicamente le leggi varate dallo Stato: «Voglio assicurarmi - ha dichiarato, come riportato dall'agenzia InfoCatólica - che la gente comprenda le vostre pratiche commerciali e tutto ciò che non mi piace di quel che state facendo».<br />Per questo DeSantis ha chiesto al Congresso una legislazione, per por fine allo speciale regime fiscale, il Reedy Creek Improvement District, riservato da molto, forse da troppo tempo - per la precisione, dal 1967 - all'immensa area su cui sorge il parco a tema con le strutture della Walt Disney World Resort, ciò che ha permesso all'azienda di risparmiare centinaia di milioni di dollari in tasse e di governare di fatto in totale autonomia, pressoché indisturbata, sui terreni assegnati (circa 10 mila acri nelle contee di Orange e Osceola), senza versare oneri. Dal primo luglio 2023 non sarà più così, dato che il provvedimento restrittivo chiesto da DeSantis è stato approvato con 23 voti a favore e solo 16 contrari.<br />Di fatto, come rilevato dalla FoxNews, oggi l'amministratore delegato della Disney, Bob Chapek, si trova al centro di una bufera, attaccato da una parte dagli attivisti Lgbt per il fatto di esser intervenuto tardi e male a loro sostegno, dall'altra dai dipendenti (molti dei quali si sono già dimessi), che vorrebbero invece preservare l'azienda da guerre politiche e ideologiche, che nulla hanno a che fare con l'intrattenimento per grandi e piccini. Le azioni della Disney intanto hanno fortemente risentito di queste tensioni in Borsa e gli investitori guardano con timore e diffidenza al clima esasperato, che infuria in una realtà imprenditoriale prima fiorente e promettente, ma ora dal futuro alquanto incerto.<br />Dopo la protesta dei dipendenti della Disney, tradottasi in una lettera aperta, di cui già in passato avevamo dato notizia ed in cui si contestava l'«ambiente di paura» vigente per chi non si adegui alle politiche «esplicitamente progressiste» perseguite internamente, va dato contro della storica manifestazione organizzata da molte famiglie contro la Disney per il suo pervicace ed ostinato sostegno dato all'indottrinamento Lgbt, recentemente tradottosi peraltro in un cortometraggio con una coppia gay come protagonista.<br />Lo scorso 13 aprile centinaia di genitori si sono dati appuntamento dinanzi alla sede principale della Disney, quella di Burbank, in California, per dire basta alla linea spudoratamente ideologica da essa assunta. Per questo è stata avviata anche una raccolta-firme, già sottoscritta da decine di migliaia di persone. Secondo quanto riferito dall'agenzia InfoCatólica, inoltre, già centinaia di viaggi prenotati a Disney World sarebbero stati annullati, mentre sarebbero stati cancellati molti abbonamenti sottoscritti alla piattaforma Disney plus.<br />Non si erano mai verificate cose simili nei confronti di una realtà, assunta per decenni ad icona dell'intrattenimento per tutti, famiglie in primis. Forse già questo dovrebbe indurre ad un ripensamento l'amministratore delegato della Disney e quanti abbiano improvvidamente lanciato il prestigioso marchio in una battaglia non sua. Avranno l'onestà intellettuale per farlo?]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/49562169</guid><pubDate>Tue, 26 Apr 2022 21:31:15 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/49562169/disney_sempre_pi_nel_baratro_arcobaleno.mp3" length="11908119" type="audio/mpeg"/><itunes:author>BastaBugie</itunes:author><itunes:subtitle>VIDEO: I dirigenti Disney e l'Agenda Gay ➜ https://www.youtube.com/watch?v=h3WRbXdQ8I4&amp;list=PLolpIV2TSebV77TepqE_q5EwBUVyPvMmw&#13;
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TESTO DELL'ARTICOLO ➜ www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6986&#13;
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DISNEY SEMPRE PIU' NEL BARATRO ARCOBALENO di Giuliano...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[VIDEO: I dirigenti Disney e l'Agenda Gay ➜ <a href="https://www.youtube.com/watch?v=h3WRbXdQ8I4&list=PLolpIV2TSebV77TepqE_q5EwBUVyPvMmw" rel="noopener">https://www.youtube.com/watch?v=h3WRbXdQ8I4&list=PLolpIV2TSebV77TepqE_q5EwBUVyPvMmw</a><br /><br />TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6986" rel="noopener">www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6986</a><br /><br />DISNEY SEMPRE PIU' NEL BARATRO ARCOBALENO di Giuliano Guzzo<br />Più personaggi nei cartoon sarà arcobaleno, anzi «almeno la metà» dovrà esserlo. È un annuncio che sa di impegno, quello arriva dalla più celebre casa di produzione di cartoni animati del mondo - la Disney - ed è purtroppo un annuncio da prender sul serio. Sì, perché a farlo non è stato un dipendente qualsiasi o un collaboratore saltuario, bensì Karey Burke in persona, presidente della Disney's General Entertainment Content.<br />L'annuncio è stato fatto all'insegna del solito mantra - «più inclusività» - in una call aziendale su Zoom, successivamente pubblicata su Twitter. «Sono qui come madre di due bambini omosessuali, in realtà», sono state le parole della Burke la quale, in conseguenza di questa sua condizione, ha ricordato che ci sono gruppi «sottorappresentati» e che, di conseguenza, «almeno il 50% dei» personaggi Disney dovrà esserlo «entro la fine dell'anno». C'è insomma di che preoccuparsi, per chi abbia a cuore che i cartoon restino intrattenimento e non diventino indottrinamento.<br />Ciò nonostante, va detto che questo annuncio non costituisce una novità in senso assoluto. Esiste difatti già una considerevole mole di riscontri che mostra come, negli ultimi anni, la Disney abbia deciso di sposare non solo la cultura dominante ma, più precisamente, l'ideologia woke, prestando sempre più attenzione alle istanze delle minoranze e del mondo progressista in generale. Basti qui ricordare come, già nell'ottobre 2020, Disney+ avesse inserito un avvertimento all'inizio dei suoi classici dell'animazione sui contenuti stereotipati e razzisti, in riferimento ai vecchi classici come Dumbo, Peter Pan, Lilli e Il vagabondo, Il libro della Giungla.<br />Sempre nel 2020, la svolta Lgbt della celebre casa di produzione si era avuta con la terza stagione di DuckTales, serie televisiva d'animazione sviluppata nel 2017 da Matt Youngberg e Francisco Angones, ma che si ispira ad un omonimo cartone prodotto dalla Walt Disney Company fin dal 1987. Con la terza stagione di quel cartoon, infatti, hanno fatto la loro comparsa due papà gay, due paperi aventi addirittura non una bensì due figlie: Violet Apollonia Sabrewing - personaggio apparso per la prima volta nella seconda stagione della serie - e la sua migliore amica, Lena. A confermare che quella situazione non fosse casuale, allora, era stato Francisco Angones, story editor di DuckTales, il quale aveva però dichiarato che sì, «i due papà gay ci sono, vero, ma non giocano un ruolo significativo nella storia. Si può fare di più».<br />La «famiglia» di Violet Apollonia Sabrewing era dunque parsa come l'antipasto di quel che ci aspetta; e quel che ci aspetta è probabilmente quello Karey Burke ha annunciato. Trovano così conferme storiche preoccupazioni sui cartoon come prodotti con delle connotazioni ideologiche, preoccupazioni che, però, sono sempre state prese poco sul serio.<br />Già il sociologo Vance Packard nel suo celebre I persuasori occulti (1957), per dire, denunciava, tra le altre cose, la pericolosità di certi programmi per bambini, solo apparentemente innocenti. Solo che a Packard - come ad altri che come lui lanciavano certi allarmi - negli anni si è sempre risposto con l'accusa d'essere degli esagerati, gente che vuol vedere a tutti i costi minacce e pericoli anche dove non ci sono; probabilmente a tutti costoro ora, alla luce delle parole della presidente della Disney's General Entertainment Content, andrebbero delle scuse.<br /><br />Nota di BastaBugie: Mauro Faverzani nell'articolo seguente dal titolo "Ora la...]]></itunes:summary><itunes:duration>745</itunes:duration><itunes:keywords>arcobaleno,cartoon,disney+,dumbo,foxnews</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/063f36f54c6642203e93365dcf50870c.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Gli sport femminili diventano un "piano B" per atleti incapaci</title><link>https://www.spreaker.com/episode/gli-sport-femminili-diventano-un-piano-b-per-atleti-incapaci--49243929</link><description><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6961" rel="noopener">www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6961</a><br /><br />GLI SPORT FEMMINILI DIVENTANO UN ''PIANO B'' PER ATLETI MASCHI INCAPACI di Manuela Antonacci<br />La sua storia sta facendo il giro del mondo, forse perché è diventata un po' l'emblema di ciò che sta accadendo nella realtà dello sport femminile da un po' di tempo a questa parte, in cui sempre più spesso gareggiano atleti maschi transgender nelle categorie riservate al gentil sesso, battendo, con una certa frequenza e facilità le loro compagne.<br />Stiamo parlando, nello specifico, della nuotatrice della Transgender University of Pennsylvania, Lia Thomas che ha trascorso 21 anni della sua vita, da uomo e atleta maschio non troppo capace e che, improvvisamente, dopo aver intrapreso un percorso di transizione, si sarebbe trasformato in un portento del nuoto femminile, arrivando a diventare campione nazionale. Ma l'ultima vittoria non sarebbe passata liscia come le altre. Infatti, il governatore della Florida Ron De Santis, dopo l'ultimo successo di Thomas stavolta alle 500 yard stile libero, nella competizione NCAA Division, ha volutamente ignorato questo risultato riconoscendo, invece, Emma Weyant, la nuotatrice arrivata seconda, come legittima vincitrice della gara. La sua decisione è stata motivata in modo chiaro e inequivocabile, prima con un tweet del 22 marzo scorso "Consentendo agli uomini di competere negli sport femminili, la NCAA sta distruggendo le opportunità per le donne, prendendo in giro i loro campionati e perpetuando una frode" e poi dichiarando apertamente "In Florida rifiutiamo queste bugie".<br />Quella di Thomas, infatti, sarebbe stata una carriera fulminea ma non proprio trasparente, che non sarebbe piaciuta nemmeno alle sue compagne di squadra che in una recente lettera aperta su Washington Post, avrebbero ribadito che il suo sesso biologico gli avrebbe dato un vantaggio sproporzionato nelle competizioni femminili di nuoto. Peraltro, molti avrebbero protestato anche durante la competizione NCAA e, in un'immagine che ha fatto il giro del mondo, Weyant e le nuotatrici del terzo e quarto posto si sarebbero fatte volutamente fotografare, sul podio delle premiazioni, lontano da Thomas, allo scopo di trasmettere anche visivamente che la vera squadra femminile sarebbe, in realtà, la loro.<br />Inoltre Thomas avrebbe reagito, alle polemiche rispondendo candidamente "È semplice: non sono un uomo. Sono una donna, quindi appartengo alla squadra femminile. Le persone trans meritano lo stesso rispetto che riceve qualsiasi altro atleta".<br />Ma alla biologia ciò che uno si sente poco importa, se pensiamo che da uno studio pubblicato in Sports Medicine, è emerso che i bloccanti di testosterone assunti dai transgender, in particolare da uomini che si percepiscono donne, non diminuiscono in modo significativo la loro forza muscolare e questo darebbe loro un vantaggio notevole nelle competizioni atletiche contro le avversarie femminili. Infatti gli atleti maschi sarebbero il 10-13% più veloci rispetto alle atlete di sesso femminile e la differenza in sport [...] in cui è richiesta anche una notevole forza muscolare è ancora più grande (tra il 29 e il 52%).<br />La questione degli atleti transgender inseriti in squadre femminile, porrebbe, peraltro e anche seriamente, proprio la questione della "parità di genere" tanto sbandierata proprio negli ambienti LGBT che, evidentemente vale solo per alcuni e non per le donne. Come ha sottolineato sempre De Santis, a proposito della vicenda "le donne hanno combattuto per decenni per avere pari opportunità nello sport ed è sbagliato consentire all'ideologia di erodere queste opportunità come sta accadendo in altri stati", aggiungendo che "la Florida rifiuta gli sforzi della NCAA per distruggere gli sport femminili, disapprova il fatto che la NCAA metta l'ideologia al di sopra della biologia e cerca di rendere gli altri complici della sua menzogna".<br />Gli sport femminili, insomma, non sono un piano b per atleti maschi incapaci.<br /><br />Nota di BastaBugie: Gianfranco Amato nell'articolo seguente dal titolo "Malta, prete omofobo sotto accusa da Stato e Chiesa" parla di padre Davide Muscat che è sotto processo per aver detto che la pratica omosessuale è peggio della possessione diabolica.<br />Ecco l'articolo completo pubblicato su La Nuova Bussola Quotidiana il 24 gennaio 2022:<br />Per comprendere cosa potrebbe capitare ad alcuni preti nell'ipotesi in cui si introducesse anche in Italia una legge contro la cosiddetta "omofobia" - tipo DDL Zan - basta dare un'occhiata a quello che capita nei dintorni della penisola. Non occorre andare molto lontano. È sufficiente attraversare il mare e arrivare fino all'isola di Malta, dove l'anno scorso è stata approvata la modifica del codice penale secondo lo spirito voluto dal nostro onorevole Zan e i suoi seguaci. Proprio a Malta, in questi giorni, contro il sacerdote cattolico Padre Davide Muscat si è scatenato un triplice attacco da parte di ministri ed eurodeputati del governo socialista di Robert Abela, dell'associazione LGBT "Malta Gay Rights Movement", e dell'Arcivescovo liberal-progressista maltese monsignor Charles Scicluna.<br />La vicenda nasce da un fatto di cronaca nera. Lo scorso 1 gennaio una giovane polacca di 29 anni, identificata con il nome di Paulina Dembska, è stata stuprata ed uccisa in un giardino pubblico nella città di Sliema. Le indagini degli inquirenti hanno portato all'arresto del presunto assassino, un uomo maltese di 20 anni, tale Abner George Aquilina, catturato subito dopo una sua intrusione in una chiesa durante una messa. Infatti, pochi istanti dopo il ritrovamento del corpo senza vita della Dembska, nelle prime ore del mattino, Aquilina ha assalito la chiesa parrocchiale di Balluta, rovesciando banchi ed il leggio, prima di essere cacciato dai fedeli presenti ed arrestato dalla polizia. Dai primi accertamenti, sembra che il presunto assassino avesse avuto una lunga storia di tossicodipendenza, di prostituzione con uomini, e di molestie sessuali su giovani donne. Sull'uomo giravano persino voci e fondati sospetti circa una sua possessione diabolica, avvalorati dal fatto che si fosse fatto tatuare l'immagine del demonio sul petto e il numero 666 sulla gamba, e da alcune sue dichiarazioni rilasciate alla polizia, come quella di essere al servizio e agli ordini delle «frequenze del demonio». Aquilina è stato comunque sottoposto ad una perizia psichiatrica per accertare il suo stato mentale.<br />Lo sdegno per questo assassinio a Malta ha subito suscitato scalpore sui social locali, tanto che anche Padre Davide Muscat, conosciuto per le sue posizioni fedeli al Magistero della Chiesa, è intervenuto sul caso, rispondendo ad un attivista LGBT. In un commento su Facebook, padre Muscat ha parlato della possibilità che il sospetto di omicidio Abner Aquilina fosse gay, bisessuale o posseduto dal diavolo e, dopo aver ribadito la necessità comunque di aiutarlo in modo serio e professionale, lo stesso sacerdote ha affermato che praticare l'omosessualità era peggio che essere posseduti. Un'osservazione, peraltro, teologicamente corretta, in quanto la pratica di atti omosessuali nasce da una decisione frutto del libero arbitrio, mentre la possessione diabolica è una condizione oggettiva del tutto involontaria.<br />Le dichiarazioni di Padre Muscat hanno scatenato la reazione furiosa del governo socialista, del movimento gay e perfino dell' arcivescovo dell'isola mons. Charles Scicluna. Due ministri hanno denunciato il sacerdote per aver diffuso discorsi di odio "omofobico", chiedendone l'arresto. Lo stesso hanno fatto esponenti del movimento LGBT maltese, mentre l'arcivescovo Scicluna ha pubblicamente condannato il prete dicendo che discorsi simili sono del tutto inaccettabili, e ordinandogli di cancellare i commenti dalla propria pagina Facebook. Mons. Scicluna ha perfino minacciato di sospendere Padre Muscat dall'esercizio del suo ministero pubblico. È ben noto, del resto, l'orientamento liberal-progressista dell'arcivescovo maltese, come è altrettanto nota la sua vicinanza ai dirigenti delle organizzazioni omosessuali dell'isola, i quali lo considerano un grande amico.<br />Padre Davide Muscat è stato convocato al commissariato di polizia, dove ha appreso di essere stato formalmente denunciato. Il prossimo 28 gennaio verrà processato. Evidentemente per questi reati la giustizia maltese è celerrima. L'accusa è quella di aver violato l'art. 82A del codice penale, modificato proprio lo scorso anno, il quale sancisce che «chiunque utilizzi parole o assuma comportamenti minacciosi, offensivi o ingiuriosi, o diffonda materiale scritto o stampato dal contenuto minaccioso, offensivo o ingiurioso, o comunque fomenti violenza o odio razziale o religioso contro un'altra persona o gruppo per motivi di genere, identità di genere, orientamento sessuale, razza, colore, lingua, origine etnica, religione o convinzioni personali o opinioni politiche o di altro tipo, o per cui tale violenza o odio razziale o religioso è probabile venga fomentato, tenendo conto di tutte le circostanze, è punito con la reclusione da sei a diciotto mesi». Inoltre, l'accusa di uso improprio di apparecchiature di comunicazione elettronica e potrebbe costargli anche una multa fino a 23mila euro.<br />Nel mondo cattolico qualche voce si è levata in difesa del sacerdote finito nei guai per l'accusa di omofobia, ma l'arcivescovo Scicluna resta inflessibile. O Padre Muscat chiede scusa e cancella i commenti, o sarà sospeso. La diocesi di Malta non può permettersi di avere un prete "omofobo" tra le sue fila. Noi, invece, sosteniamo pubblicamente con convinzione Padre David Muscat contro il vergognoso attacco di cui è rimasto vittima. E, da credenti, continuiamo a pregare per lui.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/49243929</guid><pubDate>Tue, 29 Mar 2022 21:08:34 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/49243929/gli_sport_femminili_diventano_un_piano_b_per_atleti_incapaci.mp3" length="13191253" type="audio/mpeg"/><itunes:author>BastaBugie</itunes:author><itunes:subtitle>TESTO DELL'ARTICOLO ➜ www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6961&#13;
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La sua storia sta facendo il giro del mondo, forse perché è diventata un po' l'emblema di...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6961" rel="noopener">www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6961</a><br /><br />GLI SPORT FEMMINILI DIVENTANO UN ''PIANO B'' PER ATLETI MASCHI INCAPACI di Manuela Antonacci<br />La sua storia sta facendo il giro del mondo, forse perché è diventata un po' l'emblema di ciò che sta accadendo nella realtà dello sport femminile da un po' di tempo a questa parte, in cui sempre più spesso gareggiano atleti maschi transgender nelle categorie riservate al gentil sesso, battendo, con una certa frequenza e facilità le loro compagne.<br />Stiamo parlando, nello specifico, della nuotatrice della Transgender University of Pennsylvania, Lia Thomas che ha trascorso 21 anni della sua vita, da uomo e atleta maschio non troppo capace e che, improvvisamente, dopo aver intrapreso un percorso di transizione, si sarebbe trasformato in un portento del nuoto femminile, arrivando a diventare campione nazionale. Ma l'ultima vittoria non sarebbe passata liscia come le altre. Infatti, il governatore della Florida Ron De Santis, dopo l'ultimo successo di Thomas stavolta alle 500 yard stile libero, nella competizione NCAA Division, ha volutamente ignorato questo risultato riconoscendo, invece, Emma Weyant, la nuotatrice arrivata seconda, come legittima vincitrice della gara. La sua decisione è stata motivata in modo chiaro e inequivocabile, prima con un tweet del 22 marzo scorso "Consentendo agli uomini di competere negli sport femminili, la NCAA sta distruggendo le opportunità per le donne, prendendo in giro i loro campionati e perpetuando una frode" e poi dichiarando apertamente "In Florida rifiutiamo queste bugie".<br />Quella di Thomas, infatti, sarebbe stata una carriera fulminea ma non proprio trasparente, che non sarebbe piaciuta nemmeno alle sue compagne di squadra che in una recente lettera aperta su Washington Post, avrebbero ribadito che il suo sesso biologico gli avrebbe dato un vantaggio sproporzionato nelle competizioni femminili di nuoto. Peraltro, molti avrebbero protestato anche durante la competizione NCAA e, in un'immagine che ha fatto il giro del mondo, Weyant e le nuotatrici del terzo e quarto posto si sarebbero fatte volutamente fotografare, sul podio delle premiazioni, lontano da Thomas, allo scopo di trasmettere anche visivamente che la vera squadra femminile sarebbe, in realtà, la loro.<br />Inoltre Thomas avrebbe reagito, alle polemiche rispondendo candidamente "È semplice: non sono un uomo. Sono una donna, quindi appartengo alla squadra femminile. Le persone trans meritano lo stesso rispetto che riceve qualsiasi altro atleta".<br />Ma alla biologia ciò che uno si sente poco importa, se pensiamo che da uno studio pubblicato in Sports Medicine, è emerso che i bloccanti di testosterone assunti dai transgender, in particolare da uomini che si percepiscono donne, non diminuiscono in modo significativo la loro forza muscolare e questo darebbe loro un vantaggio notevole nelle competizioni atletiche contro le avversarie femminili. Infatti gli atleti maschi sarebbero il 10-13% più veloci rispetto alle atlete di sesso femminile e la differenza in sport [...] in cui è richiesta anche una notevole forza muscolare è ancora più grande (tra il 29 e il 52%).<br />La questione degli atleti transgender inseriti in squadre femminile, porrebbe, peraltro e anche seriamente, proprio la questione della "parità di genere" tanto sbandierata proprio negli ambienti LGBT che, evidentemente vale solo per alcuni e non per le donne. Come ha sottolineato sempre De Santis, a proposito della vicenda "le donne hanno combattuto per decenni per avere pari opportunità nello sport ed è sbagliato consentire all'ideologia di erodere queste opportunità come sta accadendo in altri stati", aggiungendo che "la Florida rifiuta gli sforzi della NCAA per distruggere gli sport femminili, disapprova il fatto che la NCAA metta l'ideologia al di sopra della biologia e cerca di rendere gli altri complici...]]></itunes:summary><itunes:duration>825</itunes:duration><itunes:keywords>nuoto,padremuscat,pianob,possessione,sport</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/a2089b9abd5ce8dbff09d99a1145e5d9.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>A Torino nasce la scuola di drag queen per bambini</title><link>https://www.spreaker.com/episode/a-torino-nasce-la-scuola-di-drag-queen-per-bambini--49071855</link><description><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6930" rel="noopener">www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6930</a><br /><br />A TORINO NASCE LA SCUOLA DI DRAG QUEEN PER BAMBINI di Luca Marcolivio<br />Con la complicità dei media patinati e non, da La Stampa a Repubblica, fino a Elle, le "scuole" per drag queen sono una realtà che definire assurda e choccante è forse poco.<br />«L'idea è nata per gioco (gioco??? ndr), soprattutto su richiesta di alcune donne che volevano migliorare il proprio portamento e imparare a camminare con i tacchi», spiega a Repubblica Dario Bellotti, in arte Barbie Bubu, attore e trasformista, che si esibisce come drag queen da 21 anni, fondatore dell'Art Studio Drag Queen. Al "corso", infatti, partecipano sia uomini che donne.<br />Tanto per cambiare l'impostazione dell'iniziativa è all'insegna del gender fluid più spinto. Sembra quasi che più le idee sono confuse, meglio è: «La drag queen non è per forza omosessuale può essere anche una donna, si chiama bio queen», spiega ancora Bellotti, in un video postato sulla pagina Facebook de La Stampa. Non può mancare il riferimento alle lotte per i «diritti omosessuali» che le drag queen incarnano. «In vent'anni è cambiato tutto», aggiunge l'artista, «abbiamo tolto parecchi blocchi, ci sono meno pregiudizi. Le persone hanno capito che essere drag queen non significa essere volgari o vendere sesso, ma semplicemente divertirsi».<br />Intanto Bellotti gongola per l'"evoluzione" che questi personaggi hanno conosciuto negli ultimi anni: se prima erano quelle che portavano «folclore» alle manifestazioni, oggi «le abbiamo portate nei teatri».<br />Giancarlo, un allievo (peraltro non giovanissimo) della scuola per drag queen non riesce a contenere tutto il suo entusiasmo: «Cosa mi affascina? Il fatto di essere qualcosa che nella vita forse non potrò mai essere. La drag queen invece è proprio diva per definizione». La scuola per drag queen, a suo dire, aiuterebbe a «superare i limiti che uno ha» e a vincere i «tanti pregiudizi» e «preconcetti che uno ha in testa».<br />Sul fenomeno, già di suo, ci sarebbe molto da discutere anche se coinvolgesse soltanto adulti. Invece, dai servizi che stanno girando in queste settimane, emerge che a frequentare i corsi per drag queen a Torino sono anche tanti minori. Non solo adolescenti, anche bambini. Alessandro (nome di fantasia, mentre sui social viene usato il suo nome vero ma noi preferiamo evitare) ad esempio, ha intorno ai 9-10 anni e il suo sogno è «essere Elektra Bionic perché innanzitutto è bellissima». La mamma è totalmente dalla sua parte, al punto che, afferma, «per me vederlo felice è la cosa che mi riempie». Tutti i «sacrifici» che una madre può fare per il figlio «svaniscono perché so che lui è contento, è felice e va bene così».<br />Il giornalista non manca poi di fare la domanda capziosa: «C'è molta discriminazione su queste tematiche... avete per caso subito qualche attacco?». La mamma di Alessandro risponde affermativamente: «Purtroppo sì, la discriminazione c'è, quello che mi fa più male è che parta dalle famiglie... una persona adulta che lo insegna a un bambino». Al figlio dice sempre di «non attaccare» ma di «difendersi».<br />L'interrogativo più importante, tuttavia, è: che bene può fare (noi crediamo l'esatto opposto) alla crescita di un bambino essere portato ad una scuola di drag queen? È la domanda che anche noi di Pro Vita & Famiglia, con rispetto, rivolgiamo al signor Bellotti, alla mamma di Alessio e al giornalista che l'ha intervistata.<br /><br />Nota di BastaBugie: Tommaso Scandroglio nell'articolo seguente dal titolo "Tiziano Ferro, quante stecche oltre lo zucchero filato" parla dell'annuncio della "paternità" del cantante che non rivela come ha avuto i due bambini per non creare polemiche sul tema utero in affitto e chiede il rispetto della loro privacy infrangendolo lui per primo.<br />Ecco l'articolo completo pubblicato su La Nuova Bussola Quotidiana il 2 marzo 2022:<br />Post su Instagram di Tiziano Ferro: "Sono diventato papà, e voglio presentarvi queste due meraviglie di 9 e 4 mesi. Margherita e Andres". A corredo del post una foto in cui il cantante abbraccia i due bambini e dietro lui Victor Allen, l'uomo che Ferro ha "sposato" negli Usa.<br />Il post, dopo qualche pensierino sulla paternità al sapore di zucchero filato, così continua: "Comprendiamo e accettiamo la curiosità che regna intorno a noi, ma vi chiediamo di rispettare la riservatezza di Margherita e di Andres. Ci prenderemo cura dei nostri figli proteggendoli e custodendone l'intimità meglio che potremo. Saranno solo e soltanto loro a decidere 'quando' - e soprattutto 'se' - condividere il racconto della loro vita, è giusto che lo conoscano prima del resto del mondo. E' un diritto insindacabile".<br />Qualche pensierino nostro, però, purtroppo, non al gusto di zucchero filato. Ferro non rivela come ha avuto questi due bambini. Due sono le ipotesi, escludendo un incontro amoroso del nostro con una donna: l'adozione e la pratica dell'utero in affitto. La maggior parte dei media parla di adozione, ma non ne abbiamo le prove. Come ha fatto notare acutamente la giornalista di Repubblica Elena Stancanelli, se Ferro avesse adottato i due pargoli lo avrebbe detto. Infatti il cantante da anni adotta cani e non ne ha mai fatto mistero, anzi. Il fatto che invece sia omertoso sul come i due bebè siano entrati in casa Ferro puzza di bruciato. Si potrebbe quindi ipotizzare che il cantante abbia preferito non rivelare che i due bambini provengono dall'utero affittato di una donna dato che la pratica qui da noi è vietata (ma se la pratichi all'estero nulla quaestio). Insomma un silenzio voluto per non creare polemiche e per non incrinare l'immagine patinata in bianco e nero di lui che stringe a sé i due marmocchi.<br />Seconda riflessione che già alcuni tabloid hanno fatto. Il post su Instagram di Ferro è un vero e proprio ossimoro, una contraddizione in termini: mostra i due bambini sui social e nello stesso tempo chiede di rispettarne la privacy, già violata con questo primo scatto. E' come appiccare un incendio in un bosco e sperare che non divampi. E' come dare un sorso d'acqua all'assetato ed esigere da lui che non chieda altra acqua. Se si voleva davvero proteggere la vita privata dei due bambini, non sarebbe stato più semplice, sin dall'inizio, non dire nulla su di loro, non postare nemmeno una foto? Se si afferma che saranno loro a decidere se divulgare i fatti della loro vita privata perché allora non si è rispettato questo principio sin da subito?<br />Ma - e qui sta il punto fondamentale di tutta questa vicenda - se davvero si avesse avuto a cuore il bene di questi bambini in primis non si doveva chiamarli ad esistenza tramite fecondazione artificiale eterologa e poi tramite utero in affitto (se realmente si è fatto ricorso a queste pratiche) e in secondo luogo, sia nel caso fossero nati in modo naturale sia nel caso opposto, i due bambini, a proposito di diritti insindacabili come dice Ferro, hanno il diritto nativo di essere educati dai propri genitori o, se questi fossero ritenuti non idonei alla loro educazione, hanno il diritto di essere cresciuti da un uomo e da una donna (in merito ai danni sui minori provocati da un'educazione priva della figura materna o paterna ci permettiamo di rimandare ad un lungo elenco di studi scientifici contenuti in T. Scandroglio, Dizionario elementare dei luoghi comuni - voce Figli di coppie gay? L'importante è l'amore, IdA, Milano).<br />Quante stecche per un cantante.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/49071855</guid><pubDate>Tue, 15 Mar 2022 23:01:41 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/49071855/a_torino_nasce_la_scuola_di_drag_queen_per_bambini.mp3" length="9718431" type="audio/mpeg"/><itunes:author>BastaBugie</itunes:author><itunes:subtitle>TESTO DELL'ARTICOLO ➜ www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6930&#13;
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A TORINO NASCE LA SCUOLA DI DRAG QUEEN PER BAMBINI di Luca Marcolivio&#13;
Con la complicità dei media patinati e non, da La Stampa a Repubblica, fino a Elle, le "scuole" per drag queen...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6930" rel="noopener">www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6930</a><br /><br />A TORINO NASCE LA SCUOLA DI DRAG QUEEN PER BAMBINI di Luca Marcolivio<br />Con la complicità dei media patinati e non, da La Stampa a Repubblica, fino a Elle, le "scuole" per drag queen sono una realtà che definire assurda e choccante è forse poco.<br />«L'idea è nata per gioco (gioco??? ndr), soprattutto su richiesta di alcune donne che volevano migliorare il proprio portamento e imparare a camminare con i tacchi», spiega a Repubblica Dario Bellotti, in arte Barbie Bubu, attore e trasformista, che si esibisce come drag queen da 21 anni, fondatore dell'Art Studio Drag Queen. Al "corso", infatti, partecipano sia uomini che donne.<br />Tanto per cambiare l'impostazione dell'iniziativa è all'insegna del gender fluid più spinto. Sembra quasi che più le idee sono confuse, meglio è: «La drag queen non è per forza omosessuale può essere anche una donna, si chiama bio queen», spiega ancora Bellotti, in un video postato sulla pagina Facebook de La Stampa. Non può mancare il riferimento alle lotte per i «diritti omosessuali» che le drag queen incarnano. «In vent'anni è cambiato tutto», aggiunge l'artista, «abbiamo tolto parecchi blocchi, ci sono meno pregiudizi. Le persone hanno capito che essere drag queen non significa essere volgari o vendere sesso, ma semplicemente divertirsi».<br />Intanto Bellotti gongola per l'"evoluzione" che questi personaggi hanno conosciuto negli ultimi anni: se prima erano quelle che portavano «folclore» alle manifestazioni, oggi «le abbiamo portate nei teatri».<br />Giancarlo, un allievo (peraltro non giovanissimo) della scuola per drag queen non riesce a contenere tutto il suo entusiasmo: «Cosa mi affascina? Il fatto di essere qualcosa che nella vita forse non potrò mai essere. La drag queen invece è proprio diva per definizione». La scuola per drag queen, a suo dire, aiuterebbe a «superare i limiti che uno ha» e a vincere i «tanti pregiudizi» e «preconcetti che uno ha in testa».<br />Sul fenomeno, già di suo, ci sarebbe molto da discutere anche se coinvolgesse soltanto adulti. Invece, dai servizi che stanno girando in queste settimane, emerge che a frequentare i corsi per drag queen a Torino sono anche tanti minori. Non solo adolescenti, anche bambini. Alessandro (nome di fantasia, mentre sui social viene usato il suo nome vero ma noi preferiamo evitare) ad esempio, ha intorno ai 9-10 anni e il suo sogno è «essere Elektra Bionic perché innanzitutto è bellissima». La mamma è totalmente dalla sua parte, al punto che, afferma, «per me vederlo felice è la cosa che mi riempie». Tutti i «sacrifici» che una madre può fare per il figlio «svaniscono perché so che lui è contento, è felice e va bene così».<br />Il giornalista non manca poi di fare la domanda capziosa: «C'è molta discriminazione su queste tematiche... avete per caso subito qualche attacco?». La mamma di Alessandro risponde affermativamente: «Purtroppo sì, la discriminazione c'è, quello che mi fa più male è che parta dalle famiglie... una persona adulta che lo insegna a un bambino». Al figlio dice sempre di «non attaccare» ma di «difendersi».<br />L'interrogativo più importante, tuttavia, è: che bene può fare (noi crediamo l'esatto opposto) alla crescita di un bambino essere portato ad una scuola di drag queen? È la domanda che anche noi di Pro Vita & Famiglia, con rispetto, rivolgiamo al signor Bellotti, alla mamma di Alessio e al giornalista che l'ha intervistata.<br /><br />Nota di BastaBugie: Tommaso Scandroglio nell'articolo seguente dal titolo "Tiziano Ferro, quante stecche oltre lo zucchero filato" parla dell'annuncio della "paternità" del cantante che non rivela come ha avuto i due bambini per non creare polemiche sul tema utero in affitto e chiede il rispetto della loro privacy infrangendolo lui per primo.<br />Ecco l'articolo completo pubblicato su La Nuova Bussola Quotidiana il 2 marzo...]]></itunes:summary><itunes:duration>608</itunes:duration><itunes:keywords>dragqueen,elektrabionic,ferro,privacy,uteroinaffitto</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/26be10c17e213857ba91513b47a78eb6.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Il tribunale di Colonia condanna a 4 mesi di carcere il sacerdote che aveva criticato la lobby gay</title><link>https://www.spreaker.com/episode/il-tribunale-di-colonia-condanna-a-4-mesi-di-carcere-il-sacerdote-che-aveva-criticato-la-lobby-gay--48748578</link><description><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6905" rel="noopener">www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6905</a><br /><br />IL TRIBUNALE DI COLONIA CONDANNA A 4 MESI DI CARCERE IL SACERDOTE CATTOLICO CHE HA CRITICATO LA LOBBY GAY di Manuela Antonacci<br />Ha toccato un argomento a dir poco scottante, don Dariusz Oko, sacerdote polacco e professore dell'Università Cattolica di Cracovia, che ha deciso di affrontare il problema delle lobby omosessuali all'interno della Chiesa.<br />Lo ha fatto in un articolo pubblicato in tre numeri della rivista Theologisches, nei quali ha affermato «la necessità di resistere alle lobby omosessuali nella Chiesa» e in un libro dal titolo "La mafia della lavanda. Con i papi e i vescovi contro l'omolobby nella Chiesa". Il professor Oko è stato denunciato da don Wolfgang Rothe, sacerdote che nei suoi scritti definisce invece le correnti gay come "un'immagine viva" della Chiesa.<br />Un'accusa, quella di don Oko, lanciata sulla base di alcuni precedenti che vedono coinvolto proprio don Rothe. Il sacerdote, infatti, si è "distinto", il 4 novembre scorso, per aver impartito una benedizione omosessuale in una sauna per gay di Monaco di Baviera. Inoltre, nel 2004, aveva fatto circolare alcune sue foto che, incredibilmente, lo ritraevano mentre baciava sulla bocca alcuni seminaristi.<br />Eppure è accaduto che, lo scorso 11 febbraio, don Dariusz è stato sottoposto a processo, con l'accusa di "istigazione all'odio", dal Tribunale di Colonia che, già il 27 luglio scorso, gli ha inflitto una multa di 4.800 euro, in alternativa a ben 120 giorni di reclusione. L'articolo incriminato, «Sulla necessità di resistere alle lobby omosessuali nella Chiesa» contiene le tesi principali del professore e sacerdote polacco, che non esita ad usare termini decisamente espliciti in tal senso, come "omomafia", "omolobby" e "omoeresia", con cui intende indicare una sorta di rete di "predatori sessuali", che si muoverebbe all'interno della Chiesa e che avrebbe come obiettivo i minorenni.<br />Argomento davvero scottante e scivoloso che non ha risparmiato la stessa condanna ricevuta da Oko anche al direttore e all'editore della rivista, rispettivamente il teologo don Johannes Stöhr e il professore don Manfred Hauke.<br />Eppure i primi paragrafi dell'articolo incriminato non fanno che riprendere le parole di Papa Francesco nel libro-intervista "La forza della vocazione. La vita consacrata oggi", in cui il Papa stesso racconta tutta la bellezza della chiamata al sacerdozio, ma anche eventuali rischi legati ad una formazione o ad un discernimento vocazionale sbagliato: «La Chiesa... non può ammettere al Seminario e agli ordini sacri coloro che praticano l'omosessualità, presentano tendenze omosessuali profondamente radicate o sostengono la cosiddetta cultura gay [...] Un religioso mi raccontava che, mentre era in visita canonica a una delle province della sua congregazione, era rimasto sorpreso. Vedeva che bravi giovani studenti e anche alcuni religiosi già professi essere gay. Egli stesso aveva dubbi sulla cosa e mi ha domandato se in questo vi era qualcosa di male. "In definitiva - diceva - non è tanto grave; è soltanto un'espressione di affetto". È un errore. Non è soltanto un'espressione di affetto. Nella vita consacrata e in quella sacerdotale non c'è posto per questo tipo di affetti. Per questa ragione, la Chiesa raccomanda che le persone con questa tendenza radicata non siano accettate al ministero né alla vita consacrata. Il ministero o la vita consacrata non sono il loro posto».<br />Sempre nell'articolo di don Oko si fa riferimento alle parole del cardinale honduregno Oscar Maradiaga, uno dei più stretti collaboratori di papa Francesco, e coordinatore del Consiglio dei Cardinali istituito dal Pontefice per assisterlo nella gestione e riforma della Curia Romana. Il cardinale Maradiaga alla domanda: "Esiste un'associazione gay in Vaticano?" in passato rispose: "non solo, ma lo stesso Santo Padre ha affermato l'esistenza di tale ‘lobby'. Il santo Padre sta cercando di risanare gradualmente questa situazione". Dettagli non da poco, che, evidentemente, non sono serviti per tutelare il diritto di manifestazione del pensiero da parte di don Dariusz Oko.<br /><br />Nota di BastaBugie: Luca Marcolivio nell'articolo seguente dal titolo "In Finlandia donna a processo per aver citato la Bibbia" parla di Päivi Räsänen, un politico cristiano non propenso ai compromessi che per questo rischia di essere condannata.<br />Ecco l'articolo completo pubblicato su Provita & Famiglia il 27 gennaio 2022:<br />Quando si mettono in discussione la libertà religiosa e la libertà di pensiero, qualunque altra forma di libertà è in grave pericolo. È quello che sta accadendo in Finlandia, dove lunedì scorso si è aperto il processo contro la parlamentare Päivi Räsänen. L'imputata è accusata di omofobia per aver più volte affermato il proprio pensiero sulla famiglia naturale e sull'omosessualità. Lo ha fatto per la prima volta nel 2004 (quando la libertà di opinione sui temi etici non sembrava ancora in discussione), anno in cui ha pubblicato un libro dal titolo Maschio e femmina li creò, in cui Räsänen riaffermava i principi della complementarità di genere, come enunciati in Genesi 1,27.<br />Päivi Räsänen è infatti uno dei pochi politici del Nord Europa che non si vergogna della propria identità cristiana. Co-imputato nel processo è infatti il vescovo evangelico-luterano Juhana Pohjola, la cui diocesi, 18 anni fa, commissionò a Räsänen la stesura del saggio menzionato. 62 anni, medico, madre di sette figli e nonna di cinque nipoti, Päivi Räsänen è attualmente capogruppo del Suomen Kristillisdemokraatit (Partito Cristiano Democratico) al Parlamento finlandese, dove è stata eletta per la prima volta nel 1995. Dal 2011 al 2015, ha ricoperto la carica di ministro dell'Interno.<br />Räsänen è diventata un personaggio particolarmente scomodo soprattutto a partire dal 2019, anno in cui ha diffuso un tweet in cui citava il celebre passo della lettera ai Romani in cui San Paolo condanna l'omosessualità (cfr Rom 1,24-27). Le sue convinzioni sulla famiglia naturale e sull'immoralità dell'omosessualità le ha ribadite anche in un'intervista radiofonica. Il tweet, l'intervista e il libro sono dunque i tre capi d'accusa contro la parlamentare finlandese, colpevole, a detta del pubblico ministero di aver definito gli omosessuali come «inferiori» e di aver offeso la dignità di questa minoranza. Räsänen si è difesa, dicendo di non avere nulla contro gli omosessuali, definendoli «creature di Dio» e di aver semplicemente riaffermato l'etica cristiana di sempre, sostenuta anche dalla Chiesa luterana finlandese.<br />Il processo riprenderà il prossimo 14 febbraio ed entro la metà di marzo si dovrebbe arrivare a una sentenza. Ai sensi della legge finlandese sull'omofobia, l'ex ministro rischierebbe fino a due anni di carcere. Il pubblico ministero ha chiesto per lei una pena pecuniaria di 13mila euro che, comunque, rappresenterebbe un grave precedente, specie nel caso in cui la Corte Europea dei Diritti dell'Uomo dovesse respingere un eventuale ricorso.<br />Päivi Räsänen non è un politico cristiano propenso ai compromessi. «La Bibbia per me è una questione di vita o di morte», ha dichiarato l'ex ministro durante il processo. Non è la prima volta che, in Europa, un cittadino viene messo sotto accusa per omofobia. Aveva suscitato scalpore, lo scorso aprile, l'arresto nella pubblica piazza del pastore londinese John Sherwood, colpevole anch'egli di aver citato il contestato passo della Genesi. È la prima volta, tuttavia, che un politico viene processato per aver messo in discussione il "sacro verbo laico" dell'ideologia gender. Ciò rappresenta, anche da un punto di vista simbolico, un grave vulnus nel confronto democratico, con una lobby lgbt sempre più prepotente e in grado di orientare le agende dei parlamenti. [...]<br />Onore al merito di questa donna, dunque, e della sua battaglia in direzione ostinata e contraria, combattuta nella quasi totale solitudine.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/48748578</guid><pubDate>Tue, 15 Feb 2022 23:53:19 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/48748578/il_tribunale_di_colonia_condanna_a_4_mesi_di_carcere_il_sacerdote_che_aveva_criticato_la_lobby_gay.mp3" length="10908360" type="audio/mpeg"/><itunes:author>BastaBugie</itunes:author><itunes:subtitle>TESTO DELL'ARTICOLO ➜ www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6905&#13;
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IL TRIBUNALE DI COLONIA CONDANNA A 4 MESI DI CARCERE IL SACERDOTE CATTOLICO CHE HA CRITICATO LA LOBBY GAY di Manuela Antonacci&#13;
Ha toccato un argomento a dir poco scottante, don...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6905" rel="noopener">www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6905</a><br /><br />IL TRIBUNALE DI COLONIA CONDANNA A 4 MESI DI CARCERE IL SACERDOTE CATTOLICO CHE HA CRITICATO LA LOBBY GAY di Manuela Antonacci<br />Ha toccato un argomento a dir poco scottante, don Dariusz Oko, sacerdote polacco e professore dell'Università Cattolica di Cracovia, che ha deciso di affrontare il problema delle lobby omosessuali all'interno della Chiesa.<br />Lo ha fatto in un articolo pubblicato in tre numeri della rivista Theologisches, nei quali ha affermato «la necessità di resistere alle lobby omosessuali nella Chiesa» e in un libro dal titolo "La mafia della lavanda. Con i papi e i vescovi contro l'omolobby nella Chiesa". Il professor Oko è stato denunciato da don Wolfgang Rothe, sacerdote che nei suoi scritti definisce invece le correnti gay come "un'immagine viva" della Chiesa.<br />Un'accusa, quella di don Oko, lanciata sulla base di alcuni precedenti che vedono coinvolto proprio don Rothe. Il sacerdote, infatti, si è "distinto", il 4 novembre scorso, per aver impartito una benedizione omosessuale in una sauna per gay di Monaco di Baviera. Inoltre, nel 2004, aveva fatto circolare alcune sue foto che, incredibilmente, lo ritraevano mentre baciava sulla bocca alcuni seminaristi.<br />Eppure è accaduto che, lo scorso 11 febbraio, don Dariusz è stato sottoposto a processo, con l'accusa di "istigazione all'odio", dal Tribunale di Colonia che, già il 27 luglio scorso, gli ha inflitto una multa di 4.800 euro, in alternativa a ben 120 giorni di reclusione. L'articolo incriminato, «Sulla necessità di resistere alle lobby omosessuali nella Chiesa» contiene le tesi principali del professore e sacerdote polacco, che non esita ad usare termini decisamente espliciti in tal senso, come "omomafia", "omolobby" e "omoeresia", con cui intende indicare una sorta di rete di "predatori sessuali", che si muoverebbe all'interno della Chiesa e che avrebbe come obiettivo i minorenni.<br />Argomento davvero scottante e scivoloso che non ha risparmiato la stessa condanna ricevuta da Oko anche al direttore e all'editore della rivista, rispettivamente il teologo don Johannes Stöhr e il professore don Manfred Hauke.<br />Eppure i primi paragrafi dell'articolo incriminato non fanno che riprendere le parole di Papa Francesco nel libro-intervista "La forza della vocazione. La vita consacrata oggi", in cui il Papa stesso racconta tutta la bellezza della chiamata al sacerdozio, ma anche eventuali rischi legati ad una formazione o ad un discernimento vocazionale sbagliato: «La Chiesa... non può ammettere al Seminario e agli ordini sacri coloro che praticano l'omosessualità, presentano tendenze omosessuali profondamente radicate o sostengono la cosiddetta cultura gay [...] Un religioso mi raccontava che, mentre era in visita canonica a una delle province della sua congregazione, era rimasto sorpreso. Vedeva che bravi giovani studenti e anche alcuni religiosi già professi essere gay. Egli stesso aveva dubbi sulla cosa e mi ha domandato se in questo vi era qualcosa di male. "In definitiva - diceva - non è tanto grave; è soltanto un'espressione di affetto". È un errore. Non è soltanto un'espressione di affetto. Nella vita consacrata e in quella sacerdotale non c'è posto per questo tipo di affetti. Per questa ragione, la Chiesa raccomanda che le persone con questa tendenza radicata non siano accettate al ministero né alla vita consacrata. Il ministero o la vita consacrata non sono il loro posto».<br />Sempre nell'articolo di don Oko si fa riferimento alle parole del cardinale honduregno Oscar Maradiaga, uno dei più stretti collaboratori di papa Francesco, e coordinatore del Consiglio dei Cardinali istituito dal Pontefice per assisterlo nella gestione e riforma della Curia Romana. Il cardinale Maradiaga alla domanda: "Esiste un'associazione gay in Vaticano?" in passato rispose: "non solo, ma lo stesso Santo...]]></itunes:summary><itunes:duration>682</itunes:duration><itunes:keywords>gender,lavanda,oko,omoeresia,räsänen</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/9e4720d8e77b6ea771d03013d201d59b.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Ancora minacce all'autrice di Harry Potter</title><link>https://www.spreaker.com/episode/ancora-minacce-all-autrice-di-harry-potter--48541247</link><description><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6891" rel="noopener">www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6891</a><br /><br />ANCORA MINACCE ALL'AUTRICE DI HARRY POTTER di Luca Volontè<br />Nelle scorse settimane la creatrice e autrice di Harry Potter, J.K. Rowling, ha risposto a un molestatore transgender che l'ha minacciata su Twitter di farla esplodere con una "bomba".<br />La Rowling ha dichiarato che siccome gli haters non possono farla licenziare o distruggere la sua carriera, l'unico cosa che rimane loro di fare è minacciarla di farla esplodere e ucciderla. Nella sua risposta, la Rowling ha notato che ha sempre segnalato tali minacce ed attacchi a Twitter, ma sinora il gigante social ha fatto ben poco per tutelarla.<br />"Per essere giusti, quando non si può far licenziare, arrestare o abbandonare una donna dal suo editore e cancellarla per il solo fatto di far salire le vendite del suo libro, c'è davvero solo un posto dove andare...", ha scherzato la Rowling. Sono anni che l'autrice di Harry Potter è minacciata dalla cultura di sinistra e dai paladini della dottrina LGBTI, dentro e fuori Hollywood, per le sue dichiarazioni che il transgenderismo è una minaccia per le donne e per aver più volte ribadito che il sesso biologico è immutabile e non è un "costrutto sociale".<br />Nel dicembre scorso, dopo un anno di attacchi e censure ricevute dalla Rowling, la BBC aveva coraggiosamente deciso di premiarla come autrice di successo, aveva perciò ricevuto attacchi indecenti e gratuiti per la sua scelta e si era dovuta difendere. L'emittente pubblica britannica aveva dichiarato che l'offesa è il "prezzo della libertà di parola". Il Premio Russell 2020 della BBC, intitolato allo scrittore britannico Bertrand Russell, ha attirato l'attenzione del pubblico perché si assegnava alla Rowling il riconoscimento per il suo saggio sul sesso e il genere che aveva scatenato un furore pubblico quando era stato pubblicato a giugno.<br />Nei suoi commenti la Rowling aveva detto che l'ascesa dell'attivismo trans avrebbe cancellato il concetto di sesso che definisce la vita di molte donne. Dopo la polemica scatenatasi dalle dichiarazioni del giugno scorso e in reazione alla censura che aveva minacciato la Rowling per le sue affermazioni contro il transgenderismo e la sessualità biologica maschile e femminile, alcuni dei più noti scrittori e attori britannici, tra cui il famoso autore Ian McEwan e l'attore Griff Rhys Jones, avevano firmato una lettera aperta nel mese di settembre 2020. Un anno intero di censure, offese, insulti e minacce anche di morte che continuano a colpire come una vera e propria fatwa l'autrice di Harry Potter. Non è l'Isis che minaccia di far esplodere e cancellare per sempre la Rowling, sono i paladini della ideologia LGBTI che si comportano esattamente come facevano i terroristi sul web.<br />Perché? Per aver scritto nel suo saggio: "Mi rifiuto di piegarmi a un movimento che credo stia facendo un danno dimostrabile nel cercare di erodere la 'donna' come classe politica e biologica e offrendo copertura ai predatori. Sono al fianco delle donne e degli uomini coraggiosi, gay, etero e trans, che si battono per la libertà di parola e di pensiero, e per i diritti e la sicurezza di alcuni dei più vulnerabili nella nostra società: giovani ragazzi gay, adolescenti fragili, e donne che dipendono e desiderano mantenere i loro spazi monosessuali".<br />La Rowling è stata infatti sottoposta a un assalto di odio e violenze verbali che evidenziano una tendenza insidiosa, autoritaria e persino misogina di mass media e comunità LGBTI. Se è vero che il caso della Rowling è quello più eclatante, è anche vero che questo stesso caso (come decine e centinaia di altri in tutto il mondo) ci conferma che la dottrina LGBTI e i suoi sacerdoti non possono tollerare alcuna diversità di opinione né concedere alcuna libertà a coloro che non si adeguano alle loro dottrine.<br /><br />Nota di BastaBugie: l'autore del precedente articolo, Luca Volontè, nell'articolo seguente dal titolo "La polizia non perseguirà chi ha minacciato J.K. Rowling" parla dell'omertà che regna quando le minacce vengono dal mondo LGBT.<br />Ecco l'articolo completo pubblicato su Provita & Famiglia il 31 gennaio 2022:<br />La polizia britannica non perseguirà gli attivisti trans che hanno minacciato di morte e violenze J.K. Rowling e la sua famiglia. Ennesima ingiustizia che discrimina in base all'ideologia gender e transgender.<br />I tre attivisti trans che hanno organizzato una protesta fuori dalla casa di J.K. Rowling, la "mamma" di Harry Potter, non saranno perseguiti, nonostante un'immagine che il gruppo ha postato sui social media che ha rivelato l'indirizzo della casa della Rowling e incitato alla violenza nei suoi confronti e della sua famiglia.<br />La Rowling, che è stata critica nei confronti dell'attivismo trans nel Regno Unito e non solo, aveva precedentemente criticato gli attivisti al momento dell'incidente, sostenendo che i tre coinvolti "pensavano che fare una minaccia che avrebbe intimidito [lei] dal parlare dei diritti sessuali delle donne". Ebbene, secondo un rapporto del Telegraph, la polizia ha confermato nei giorni scorsi che nessun crimine è stata stabilito nei confronti del trio di attivisti trans promotori delle minacce.<br />"L'indirizzo della mia famiglia è stato pubblicato su Twitter da tre attivisti che si sono fotografati davanti alla nostra casa, posizionandosi attentamente per assicurarsi che il nostro indirizzo fosse visibile", ha scritto la Rowling sui social media lo scorso novembre. "Imploro le persone che hanno ritwittato l'immagine con l'indirizzo ancora visibile, anche se lo hanno fatto per condannare le azioni di queste persone, di cancellarla". La Rowling aveva proseguito scrivendo: "Ora ho ricevuto così tante minacce di morte che potrei tappezzare la casa con esse, e non ho smesso di parlare", ha continuato la Rowling. "Forse il modo migliore per dimostrare che il vostro movimento non è una minaccia per le donne, è smettere di perseguitarci, molestarci e minacciarci".<br />E' solo l'ennesima ingiustizia subita dalla Rowling, dopo che una scuola in Inghilterra ha eliminato il nome dell'autrice da uno dei suoi edifici, dopo che gli studenti si sono lamentati delle posizioni dell'autrice, mentre uno speciale della catena televisiva a pagamento HBO su Harry Potter l'ha effettivamente rimossa dallo spettacolo che celebrava la saga di Harry Potter, con la creatrice che aveva ottenuto solo circa 30 secondi di tempo di trasmissione, durante la trasmissione di quasi due ore.<br />Ora anche polizia e magistratura, di fatto, de-classificano le minacce alla Rowling e alla sua famiglia e, contemporaneamente, con la decisione di non perseguire i tre autori delle minacce, favoriscono minacce e violenze nei confronti dell'intera famiglia dell'autrice di Harry Potter. Una vergogna inaccettabile, che si consuma con la discriminazione in nome del nuovo dogma transessuale.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/48541247</guid><pubDate>Tue, 01 Feb 2022 23:15:05 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/48541247/ancora_minacce_all_autrice_di_harry_potter.mp3" length="9621046" type="audio/mpeg"/><itunes:author>BastaBugie</itunes:author><itunes:subtitle>TESTO DELL'ARTICOLO ➜ www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6891&#13;
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ANCORA MINACCE ALL'AUTRICE DI HARRY POTTER di Luca Volontè&#13;
Nelle scorse settimane la creatrice e autrice di Harry Potter, J.K. Rowling, ha risposto a un molestatore transgender che...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6891" rel="noopener">www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6891</a><br /><br />ANCORA MINACCE ALL'AUTRICE DI HARRY POTTER di Luca Volontè<br />Nelle scorse settimane la creatrice e autrice di Harry Potter, J.K. Rowling, ha risposto a un molestatore transgender che l'ha minacciata su Twitter di farla esplodere con una "bomba".<br />La Rowling ha dichiarato che siccome gli haters non possono farla licenziare o distruggere la sua carriera, l'unico cosa che rimane loro di fare è minacciarla di farla esplodere e ucciderla. Nella sua risposta, la Rowling ha notato che ha sempre segnalato tali minacce ed attacchi a Twitter, ma sinora il gigante social ha fatto ben poco per tutelarla.<br />"Per essere giusti, quando non si può far licenziare, arrestare o abbandonare una donna dal suo editore e cancellarla per il solo fatto di far salire le vendite del suo libro, c'è davvero solo un posto dove andare...", ha scherzato la Rowling. Sono anni che l'autrice di Harry Potter è minacciata dalla cultura di sinistra e dai paladini della dottrina LGBTI, dentro e fuori Hollywood, per le sue dichiarazioni che il transgenderismo è una minaccia per le donne e per aver più volte ribadito che il sesso biologico è immutabile e non è un "costrutto sociale".<br />Nel dicembre scorso, dopo un anno di attacchi e censure ricevute dalla Rowling, la BBC aveva coraggiosamente deciso di premiarla come autrice di successo, aveva perciò ricevuto attacchi indecenti e gratuiti per la sua scelta e si era dovuta difendere. L'emittente pubblica britannica aveva dichiarato che l'offesa è il "prezzo della libertà di parola". Il Premio Russell 2020 della BBC, intitolato allo scrittore britannico Bertrand Russell, ha attirato l'attenzione del pubblico perché si assegnava alla Rowling il riconoscimento per il suo saggio sul sesso e il genere che aveva scatenato un furore pubblico quando era stato pubblicato a giugno.<br />Nei suoi commenti la Rowling aveva detto che l'ascesa dell'attivismo trans avrebbe cancellato il concetto di sesso che definisce la vita di molte donne. Dopo la polemica scatenatasi dalle dichiarazioni del giugno scorso e in reazione alla censura che aveva minacciato la Rowling per le sue affermazioni contro il transgenderismo e la sessualità biologica maschile e femminile, alcuni dei più noti scrittori e attori britannici, tra cui il famoso autore Ian McEwan e l'attore Griff Rhys Jones, avevano firmato una lettera aperta nel mese di settembre 2020. Un anno intero di censure, offese, insulti e minacce anche di morte che continuano a colpire come una vera e propria fatwa l'autrice di Harry Potter. Non è l'Isis che minaccia di far esplodere e cancellare per sempre la Rowling, sono i paladini della ideologia LGBTI che si comportano esattamente come facevano i terroristi sul web.<br />Perché? Per aver scritto nel suo saggio: "Mi rifiuto di piegarmi a un movimento che credo stia facendo un danno dimostrabile nel cercare di erodere la 'donna' come classe politica e biologica e offrendo copertura ai predatori. Sono al fianco delle donne e degli uomini coraggiosi, gay, etero e trans, che si battono per la libertà di parola e di pensiero, e per i diritti e la sicurezza di alcuni dei più vulnerabili nella nostra società: giovani ragazzi gay, adolescenti fragili, e donne che dipendono e desiderano mantenere i loro spazi monosessuali".<br />La Rowling è stata infatti sottoposta a un assalto di odio e violenze verbali che evidenziano una tendenza insidiosa, autoritaria e persino misogina di mass media e comunità LGBTI. Se è vero che il caso della Rowling è quello più eclatante, è anche vero che questo stesso caso (come decine e centinaia di altri in tutto il mondo) ci conferma che la dottrina LGBTI e i suoi sacerdoti non possono tollerare alcuna diversità di opinione né concedere alcuna libertà a coloro che non si adeguano alle loro dottrine.<br /><br />Nota di BastaBugie: l'autore del...]]></itunes:summary><itunes:duration>602</itunes:duration><itunes:keywords>harrypotter,hollywood,lgbti,licenziare,minacce,rowling</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/5c318a02780d35d037894cf9866d31bd.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Biancaneve e i sette nani... senza i nani (!?)</title><link>https://www.spreaker.com/episode/biancaneve-e-i-sette-nani-senza-i-nani--48546281</link><description><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6894" rel="noopener">www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6894</a><br /><br />BIANCANEVE E I SETTE NANI... SENZA I NANI (!?) di Caterina Giojelli<br />Rifare Biancaneve senza sette nani per non offendere i nani, la domanda è: ma chi ve lo fa fare? Appena ha saputo che la Disney aveva lanciato un casting per il live-action sulla storia dei Fratelli Grimm, Peter Dinklage è uscito di testa: «Da un lato siete progressisti, dall'altro continuate a raccontare quella storia fottutamente arretrata su sette nani che vivono in una caverna tutti insieme... ma che cavolo state facendo, ragazzi? Non ho fatto abbastanza per la nostra causa? Immagino di no, di non aver urlato abbastanza».<br />Chi è Peter Dinklage? Un attore e produttore americano affetto da acondroplasia che, nel ruolo di Tyrion Lannister, cioè di un nano che usa il suo ingegno per superare i pregiudizi sui nani nella serie Game of Thrones, ha fatto incetta di Emmy Awards. Affrontare il tema della derisione e dell'emarginazione dei nani è sempre stata la cifra della sua recitazione, di tutti i suoi ruoli, in tutti i suoi film, il riscatto dei nani la sua missione e la chiave del suo successo. Per dirla alla Tyrion Lannister: «Sono colpevole di un crimine ben più mostruoso: sono colpevole di essere un nano! La mia colpa è questa. Sono sotto processo per questo dal mio primo vagito». Insomma, una carriera spesa per la causa dei nani e la Disney che fa? Li riporta in una caverna a picconare diamanti e condividere una casetta nel bosco?<br /><br />BIANCANEVE LATINA<br />Non contenti che Amazon avesse già inflitto al mondo quella "cagata pazzesca" di Cenerentola, una corazzata Kotiomkin dell'inclusività tutta fatina genderless, quote etniche, principesse ambientaliste e principi contro il patriarcato, talmente grottesca da sembrare scritta da un nemico della generazione woke, la Disney ha deciso infatti di infilare nella programmazione sterminata dei suoi prossimi live-action anche Biancaneve. Con un'ovvia e scontatissima premessa nell'era del woke che si sbrana Hollywood e l'industria del cinema: non sarà la solita Biancaneve. Sì, perché la più bella del reame e della fiaba popolare europea (secondo gli storici ispirata alle vicende di una contessa tedesca o di una nobildonna bavarese) sarà interpretata dalla peperina attrice latina di origine colombiana Rachel Zegler, star di West Side Story.<br /> "Grazia, graziella...", ha commentato in pratica Peter Dinklage: «C'è moltissima ipocrisia», ha tuonato l'attore durante il podcast WTF di Marc Maron dicendo di essere stato «sorpreso quando hanno annunciato, orgogliosi, di aver scelto un'attrice latina come Biancaneve». Per Dinklage sarebbe stupendo se la fiaba venisse reinventata in modo «folle, figo o progressista», ma scegliere di raccontare la «solita vecchia storia», cioè una storia in cui ci sono sette nani, è assolutamente sconcertante.<br />Tuttavia, più sconcertante della presenza di sette nani nella fiaba di Biancaneve e i sette nani, dovrebbe suonare la risposta della Disney, che in seguito alle lamentazioni del nano più famoso del cinema ci ha tenuto a "chiarire la sua posizione" all'Hollywood Reporter: «Per evitare di rinforzare gli stereotipi dell'animazione originale, ci siamo approcciati in modo diverso ai sette personaggi e abbiamo consultato persone affette da nanismo. Non vediamo l'ora di condividere maggiori informazioni».<br />Che significa "approccio diverso" ai nani? Ma naturalmente cancellare i nani. Pare che per non offenderli non ci saranno, o meglio, che al posto dei tradizionali nani ci saranno delle «creature magiche». Lo assicura The Wrap dopo aver visionato le griglie per i casting (stanno cercando doppiatori per dare "personalità" queste creature). «Non è chiaro se avranno gli stessi ruoli dei nani - cercheranno diamanti? Si chiameranno Pisolo, Brontolo e Mammolo? -, quello che è certo è che queste creature magiche saranno i sostituti dei sette nani originali».<br /><br />C'ERA UNA VOLTA IL WOKE<br />Non è meraviglioso? Puoi infilare una Cenerentola di origine cubana nel regno del woke, dove vengono rispettate tutte le folli regole dell'Academy (cioè dove vivono cantando e ballando tra regine della parità e progetti di pale eoliche neri, asiatici, ispanici, neri non americani, afroamericani, nativi americani, bianchi, rappresentanti dell'Alaska e delle isole del Pacifico di ogni età, genere e dimensione). Puoi disseminare di pecette e disclaimer i vecchi film di Dumbo, Peter Pan e Lilli il Vagabondo («Il film che state per vedere si presenta così come era stato creato in origine. Può contenere rappresentazioni culturali obsolete») e cancellare dai live-action a loro dedicati il corvo Jim Crow (dal nome delle leggi sulla segregazione razziale) che fuma il sigaro, gli indiani che fanno "augh!", i gatti siamesi che canticchiano con parlata asiatica disinvolta.<br />Puoi levare a Minnie il vestito rosso a pois e i tacchi gialli e infilarla in un tailleur a pantalone blu "di provenienza eticamente sostenibile" disegnato da Stella McCartney e scarpe basse nere, puoi perfino sopravvivere alla polemica surreale sul bacio non consensuale stampato dal principe sulle labbra di Biancaneve. Ma ci sarà sempre qualcuno più "svegliato" di te che ti darà dello stolto arretrato infliggi-stereotipi. Convinti che il copione della polemica un anno prima dell'uscita di un film alla lunga non paghi più al botteghino, la domanda resta: perché diavolo fare un film a base di sette nani cancellando i nani per non offenderli?]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/48546281</guid><pubDate>Tue, 01 Feb 2022 23:14:17 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/48546281/biancaneve_e_i_sette_nani_senza_i_nani.mp3" length="10723027" type="audio/mpeg"/><itunes:author>BastaBugie</itunes:author><itunes:subtitle>TESTO DELL'ARTICOLO ➜ www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6894&#13;
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BIANCANEVE E I SETTE NANI... SENZA I NANI (!?) di Caterina Giojelli&#13;
Rifare Biancaneve senza sette nani per non offendere i nani, la domanda è: ma chi ve lo fa fare? Appena ha saputo...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6894" rel="noopener">www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6894</a><br /><br />BIANCANEVE E I SETTE NANI... SENZA I NANI (!?) di Caterina Giojelli<br />Rifare Biancaneve senza sette nani per non offendere i nani, la domanda è: ma chi ve lo fa fare? Appena ha saputo che la Disney aveva lanciato un casting per il live-action sulla storia dei Fratelli Grimm, Peter Dinklage è uscito di testa: «Da un lato siete progressisti, dall'altro continuate a raccontare quella storia fottutamente arretrata su sette nani che vivono in una caverna tutti insieme... ma che cavolo state facendo, ragazzi? Non ho fatto abbastanza per la nostra causa? Immagino di no, di non aver urlato abbastanza».<br />Chi è Peter Dinklage? Un attore e produttore americano affetto da acondroplasia che, nel ruolo di Tyrion Lannister, cioè di un nano che usa il suo ingegno per superare i pregiudizi sui nani nella serie Game of Thrones, ha fatto incetta di Emmy Awards. Affrontare il tema della derisione e dell'emarginazione dei nani è sempre stata la cifra della sua recitazione, di tutti i suoi ruoli, in tutti i suoi film, il riscatto dei nani la sua missione e la chiave del suo successo. Per dirla alla Tyrion Lannister: «Sono colpevole di un crimine ben più mostruoso: sono colpevole di essere un nano! La mia colpa è questa. Sono sotto processo per questo dal mio primo vagito». Insomma, una carriera spesa per la causa dei nani e la Disney che fa? Li riporta in una caverna a picconare diamanti e condividere una casetta nel bosco?<br /><br />BIANCANEVE LATINA<br />Non contenti che Amazon avesse già inflitto al mondo quella "cagata pazzesca" di Cenerentola, una corazzata Kotiomkin dell'inclusività tutta fatina genderless, quote etniche, principesse ambientaliste e principi contro il patriarcato, talmente grottesca da sembrare scritta da un nemico della generazione woke, la Disney ha deciso infatti di infilare nella programmazione sterminata dei suoi prossimi live-action anche Biancaneve. Con un'ovvia e scontatissima premessa nell'era del woke che si sbrana Hollywood e l'industria del cinema: non sarà la solita Biancaneve. Sì, perché la più bella del reame e della fiaba popolare europea (secondo gli storici ispirata alle vicende di una contessa tedesca o di una nobildonna bavarese) sarà interpretata dalla peperina attrice latina di origine colombiana Rachel Zegler, star di West Side Story.<br /> "Grazia, graziella...", ha commentato in pratica Peter Dinklage: «C'è moltissima ipocrisia», ha tuonato l'attore durante il podcast WTF di Marc Maron dicendo di essere stato «sorpreso quando hanno annunciato, orgogliosi, di aver scelto un'attrice latina come Biancaneve». Per Dinklage sarebbe stupendo se la fiaba venisse reinventata in modo «folle, figo o progressista», ma scegliere di raccontare la «solita vecchia storia», cioè una storia in cui ci sono sette nani, è assolutamente sconcertante.<br />Tuttavia, più sconcertante della presenza di sette nani nella fiaba di Biancaneve e i sette nani, dovrebbe suonare la risposta della Disney, che in seguito alle lamentazioni del nano più famoso del cinema ci ha tenuto a "chiarire la sua posizione" all'Hollywood Reporter: «Per evitare di rinforzare gli stereotipi dell'animazione originale, ci siamo approcciati in modo diverso ai sette personaggi e abbiamo consultato persone affette da nanismo. Non vediamo l'ora di condividere maggiori informazioni».<br />Che significa "approccio diverso" ai nani? Ma naturalmente cancellare i nani. Pare che per non offenderli non ci saranno, o meglio, che al posto dei tradizionali nani ci saranno delle «creature magiche». Lo assicura The Wrap dopo aver visionato le griglie per i casting (stanno cercando doppiatori per dare "personalità" queste creature). «Non è chiaro se avranno gli stessi ruoli dei nani - cercheranno diamanti? Si chiameranno Pisolo, Brontolo e Mammolo? -, quello che è certo è che queste creature magiche saranno...]]></itunes:summary><itunes:duration>447</itunes:duration><itunes:keywords>biancaneve,disney,grimm,nani,parità,stereotipi</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/0619ae14a30515ce42c37c091e9499ee.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Una pasticceria rifiutò di fare una torta per nozze gay la corte europea gli da ragione</title><link>https://www.spreaker.com/episode/una-pasticceria-rifiuto-di-fare-una-torta-per-nozze-gay-la-corte-europea-gli-da-ragione--48352777</link><description><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6880" rel="noopener">www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6880</a><br /><br />UNA PASTICCERIA RIFIUTO' DI FARE UNA TORTA PER NOZZE GAY... LA CORTE EUROPEA GLI DA' RAGIONE di Luca Volonté<br />Il caso risale addirittura al 2014, quando una pasticceria di Belfast, la capitale dell'Irlanda del Nord, si rifiutò di fare una torta con uno slogan in favore delle nozze gay e per questo, un anno dopo, i proprietari furono in un primo momento condannati dal Tribunale della città con l'accusa di "aperta discriminazione" e poi assolti, cominciando un iter legale infinito tra continui processi e richieste di appello.<br />Ora, finalmente, la vicenda ha avuto la sua - fortunatamente positiva - conclusione con la decisione della Corte Europea dei Diritti dell'Uomo che ha ritenuto irricevibile il ricorso proposto dall'interessato, l'attivista per i diritti gay Gareth Lee, che aveva commissionato la torta. Lee aveva denunciato la presunta violazione degli articoli 8 (diritto al rispetto della vita privata), 9 (libertà di pensiero, coscienza e religione) e 10 (libertà di espressione), sia da soli che in combinato disposto con l'articolo 14 (divieto di discriminazione) della Convenzione EDU.<br />Sette anni fa, infatti, Lee aveva ordinato un dolce con l'immagine di due personaggi del Muppet Show e la scritta "Support Gay Marriage". Ma i gestori della pasticceria hanno spiegato che non avrebbero potuto accontentarlo perché la scritta andava contro i precetti della loro religione cristiana. Gareth Lee, aveva subito denunciato la Ashers - questo il nome della pasticceria - nel 2014, poi aveva perso la sua causa alla Corte Suprema del Regno Unito, prima di portare la questione alla Corte europea dei diritti dell'uomo a Strasburgo, sostenendo che il Regno Unito non è riuscito a proteggere i suoi diritti umani.<br />Tutte le sentenze finali hanno stabilito che i McArthur - i due cristiani evangelici proprietari della panetteria - non avevano discriminato sulla base dell'orientamento sessuale e che la coppia aveva un problema con il messaggio della torta e non con la persona che l'ha commissionata. Prima della sentenza della Corte Suprema inglese, un tribunale di contea di Belfast e una corte d'appello avevano entrambi stabilito che invece la pasticceria aveva discriminato Lee sulla base dell'orientamento sessuale.<br />Tutti, in realtà, sapevano delle implicazioni drammatiche per la libertà di parola e di religione se la decisione finale fosse andata contro la Ashers. Il caso riguardava la libertà di coscienza, di parola e di credo e anche la libertà d'impresa. Per fortuna, adesso - finalmente - salvaguardate.<br /><br />Nota di BastaBugie: ecco altre notizie sul "gaio" mondo gay... sempre meno gaio.<br /><br />IN BULGARIA IL SESSO È QUELLO BIOLOGICO<br />La Corte costituzionale bulgara, dietro invito della Corte di cassazione, ha chiarito che il termine sesso nella costituzione è da riferirsi al sesso biologico e non alla percezione che ha di sè la persona.<br />Il dibattito intorno ai termini "sesso/genere" è nato tre anni fa quando si doveva ratificare in parlamento la Convenzione di Instabul che tutela, tra gli altri soggetti, le donne da violenze e soprusi. Nella Convenzione il termine genere indica la manifestazione sociale del sesso. Da qui l'esigenza di chiarire l'accezione del termine "sesso". A tal proposito i giudici della Corte costituzionale hanno concluso che "la costituzione non crea un genere indipendente dal sesso biologico".<br />(Gender Watch News, 06-11-2021)<br /><br />IN TAILANDIA IL MATRIMONIO È SOLO TRA UOMO E DONNA<br />La sezione 1448 del codice civile thailandese stabilisce che il matrimonio "può avvenire solo quando l'uomo e la donna hanno compiuto il diciassettesimo anno di età". Dunque, implicitamente, il codice civile sta affermando che il matrimonio può essere contratto solo tra un uomo e una donna.<br />Gruppi LGBT fecero ricorso contro questa definizione di matrimonio presso la Corte suprema. Quest'ultima ha dichiarato che la definizione del codice non contrasta con la Costituzione.<br />Nello stesso tempo però da anni è al vaglio del Parlamento un disegno di legge per riconoscere le unioni civili "aperte a tutti i generi". La pronuncia della Corte suprema potrà rappresentare ora un inciampo per il varo di questo Ddl? Forse no, se i sostenitori del disegno di legge spiegheranno, ad esempio, che le unioni civili sono un istituto differente dal matrimonio.<br />(Gender Watch News, 29-11-2021)<br /><br />TORINO TAGLIA I CORSI LGBT<br />Il comune di Torino ha tagliato 100mila euro ai corsi sull' "omofobia", razzismo e "abilismo" (terribile neologismo oche indica atti di discriminazione a danno delle persone omosessuali). Quei soldi andranno a corsi per insegnare la lingua dei segni alle persone sorde.<br />Maurizio Marrone (FdI) commenta: «Basta sprecare risorse pubbliche in inutili sceneggiate ideologiche di lessico boldriniano all'insegna dell'ideologia gender. Le vere discriminazioni oggi le subiscono soprattutto le persone con disabilità troppo spesso abbandonate dalle istituzioni. La Regione Piemonte è all'avanguardia nel riconoscimento della Lis ma le risorse continuano a essere insufficienti. Con la nostra delibera puntiamo a estendere il servizio di interprete che realizzerà finalmente l'accesso ai servizi sanitari, civici e culturali alle persone sorde. A loro dovremmo forse dire che non meritano un servizio di interpretariato in lingua dei segni per insegnare invece ai dipendenti pubblici a scrivere genitore 1 e 2 piuttosto che mamma e papà oppure assessora al posto di assessore?».<br />(Gender Watch News, 19-11-2021)]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/48352777</guid><pubDate>Tue, 18 Jan 2022 22:36:10 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/48352777/una_pasticceria_rifiut_di_fare_una_torta_per_nozze_gay_la_corte_europea_gli_da_ragione.mp3" length="7651622" type="audio/mpeg"/><itunes:author>BastaBugie</itunes:author><itunes:subtitle>TESTO DELL'ARTICOLO ➜ www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6880&#13;
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UNA PASTICCERIA RIFIUTO' DI FARE UNA TORTA PER NOZZE GAY... LA CORTE EUROPEA GLI DA' RAGIONE di Luca Volonté&#13;
Il caso risale addirittura al 2014, quando una pasticceria di Belfast, la...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6880" rel="noopener">www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6880</a><br /><br />UNA PASTICCERIA RIFIUTO' DI FARE UNA TORTA PER NOZZE GAY... LA CORTE EUROPEA GLI DA' RAGIONE di Luca Volonté<br />Il caso risale addirittura al 2014, quando una pasticceria di Belfast, la capitale dell'Irlanda del Nord, si rifiutò di fare una torta con uno slogan in favore delle nozze gay e per questo, un anno dopo, i proprietari furono in un primo momento condannati dal Tribunale della città con l'accusa di "aperta discriminazione" e poi assolti, cominciando un iter legale infinito tra continui processi e richieste di appello.<br />Ora, finalmente, la vicenda ha avuto la sua - fortunatamente positiva - conclusione con la decisione della Corte Europea dei Diritti dell'Uomo che ha ritenuto irricevibile il ricorso proposto dall'interessato, l'attivista per i diritti gay Gareth Lee, che aveva commissionato la torta. Lee aveva denunciato la presunta violazione degli articoli 8 (diritto al rispetto della vita privata), 9 (libertà di pensiero, coscienza e religione) e 10 (libertà di espressione), sia da soli che in combinato disposto con l'articolo 14 (divieto di discriminazione) della Convenzione EDU.<br />Sette anni fa, infatti, Lee aveva ordinato un dolce con l'immagine di due personaggi del Muppet Show e la scritta "Support Gay Marriage". Ma i gestori della pasticceria hanno spiegato che non avrebbero potuto accontentarlo perché la scritta andava contro i precetti della loro religione cristiana. Gareth Lee, aveva subito denunciato la Ashers - questo il nome della pasticceria - nel 2014, poi aveva perso la sua causa alla Corte Suprema del Regno Unito, prima di portare la questione alla Corte europea dei diritti dell'uomo a Strasburgo, sostenendo che il Regno Unito non è riuscito a proteggere i suoi diritti umani.<br />Tutte le sentenze finali hanno stabilito che i McArthur - i due cristiani evangelici proprietari della panetteria - non avevano discriminato sulla base dell'orientamento sessuale e che la coppia aveva un problema con il messaggio della torta e non con la persona che l'ha commissionata. Prima della sentenza della Corte Suprema inglese, un tribunale di contea di Belfast e una corte d'appello avevano entrambi stabilito che invece la pasticceria aveva discriminato Lee sulla base dell'orientamento sessuale.<br />Tutti, in realtà, sapevano delle implicazioni drammatiche per la libertà di parola e di religione se la decisione finale fosse andata contro la Ashers. Il caso riguardava la libertà di coscienza, di parola e di credo e anche la libertà d'impresa. Per fortuna, adesso - finalmente - salvaguardate.<br /><br />Nota di BastaBugie: ecco altre notizie sul "gaio" mondo gay... sempre meno gaio.<br /><br />IN BULGARIA IL SESSO È QUELLO BIOLOGICO<br />La Corte costituzionale bulgara, dietro invito della Corte di cassazione, ha chiarito che il termine sesso nella costituzione è da riferirsi al sesso biologico e non alla percezione che ha di sè la persona.<br />Il dibattito intorno ai termini "sesso/genere" è nato tre anni fa quando si doveva ratificare in parlamento la Convenzione di Instabul che tutela, tra gli altri soggetti, le donne da violenze e soprusi. Nella Convenzione il termine genere indica la manifestazione sociale del sesso. Da qui l'esigenza di chiarire l'accezione del termine "sesso". A tal proposito i giudici della Corte costituzionale hanno concluso che "la costituzione non crea un genere indipendente dal sesso biologico".<br />(Gender Watch News, 06-11-2021)<br /><br />IN TAILANDIA IL MATRIMONIO È SOLO TRA UOMO E DONNA<br />La sezione 1448 del codice civile thailandese stabilisce che il matrimonio "può avvenire solo quando l'uomo e la donna hanno compiuto il diciassettesimo anno di età". 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Ora che a un maschio biologico di nome 'Lia Thomas' è stato permesso di competere contro le ragazze nelle gare di nuoto a nome dell'Università della Pennsylvania e cancellare e distruggere tutti i loro record, cosa impedisce ad altri uomini di cambiare genere di competizione per ottenere fama e oro olimpico?<br />Cosa impedisce agli uomini di inondare le competizioni femminili come [...] giocatrici di basket e calciatrici? Cosa impedisce agli uomini di dominare l'atletica, il tennis, la pallanuoto, [...] e così via? Allo stato attuale delle cose ci sono tutti i tipi di incentivi perché questa umiliazione dello sport e delle donne prosegua senza ritegno.<br />Cosa deve succedere prima che finalmente ammettiamo che gli uomini sono diversi dalle donne e che permettere agli uomini di competere contro le donne non è solo grossolanamente ingiusto e anti-scientifico, ma soprattutto un atto spregevole di cancellazione dei legittimi successi femminili? Eppure basterebbe un decisione semplice e di buon senso, oltreché di giustizia: negare a un uomo, trans, il diritto di identificarsi come donna in uno sport. L'intero esercizio di mistificazione transessuale finirebbe per essere scoperto agli occhi di tutto il mondo e con esso la chiara frode che esso rappresenta nel mondo dello sport.<br />Questa follia, invece, purtroppo, continua a sfrecciare verso un inevitabile disastro. A meno che qualcuno non sterzi, non alzi la mano e non faccia come il bimbo di quella favola: il Re è nudo! Alla fine, una vera femmina si farà male o verrà uccisa in un incontro di wrestling o le nuotatrici smetteranno di partecipare alle gare. Alla fine, le ragazze abbandoneranno gli sport perché non avrà senso partecipare con gli uomini e faticare agli allenamenti per perdere sempre. Alla fine, questi imbroglioni maschi cancelleranno ogni risultato legittimo conseguito da un'atleta donna. Alla fine, ogni atleta olimpico "femmina" sarà un ragazzo.<br />Le donne permetteranno che questo accada? Gli uomini chiuderanno ancora gli occhi davanti a questo sopruso che alcuni rappresentanti indegni del loro stesso sesso stanno compiendo? Se le donne si fanno valere, possono ancora salvare lo sport femminile, come stanno facendo le ragazze universitarie americane contro il dominio ingiusto e baro di Lia Thomas.<br />Un problema solo americano, diranno alcuni. E invece no. Perché il passo per arrivare anche nel nostro Paese potrebbe essere molto più breve di quanto si pensa.<br /><br />Nota di BastaBugie: nell'articolo seguente dal titolo "Trans e sport, il Cio non segue la scienza" si evidenzia un ulteriore schiaffo alla realtà da parte delle autorità sportive, una ennesima violenza e discriminazione contro le donne.<br />Ecco l'articolo completo pubblicato su La Nuova Bussola Quotidiana il 22-11-2021:<br />Il Comitato olimpico internazionale (CIO) ha annunciato nuove linee giuda (non obbligatorie) per la partecipazione degli atleti trans gender alle competizioni femminili. Uno schiaffo alla realtà, una ennesima violenza e discriminazione contro le donne. I primi atleti apertamente transgender avevano già gareggiato alle Olimpiadi di Tokyo dell'estate scorsa, 17 anni dopo che il CIO aveva stabilito per la prima volta le regole che ne consentivano la partecipazione, ma dopo significativi controlli sul testosterone.<br />Le linee guida incoraggiano, non impongono, gli organi nazionali dell'organizzazione, di escludere i test medici e non li ritengono più necessari per la determinazione della idoneità degli atleti transessuali per competere nelle gare femminili. Secondo il CIO, non ci sarebbe alcun consenso medico che i livelli di testosterone da soli conferiscano un vantaggio ingiusto agli atleti transgender o intersessuali nei confronti delle donne.<br />La maggior parte delle obiezioni alla partecipazione dei trans nello sport si concentrano sui transgender, maschi che si dicono femmine, ed è convinzione che essi mantengano ancora un vantaggio sleale anche dopo l'assunzione di ormoni per abbassare il loro testosterone, sinora necessari per partecipare alle competizioni femminili. Pur affermando che la scienza non è univoca su tale valutazione, il CIO non fornisce riferimenti di studi e ricerche che smentiscano questa l'evidenza.<br />Quando si confrontano atleti che competono direttamente l'uno contro l'altro, dall'élite ai livelli di atleti in età scolare, i vantaggi fisiologici conferiti dal sesso biologico appaiono, sulla valutazione dei dati di performance, insormontabili. Questa semplicissima constatazione della realtà, è stata confermata anche di recente, da uno studio congiunto dei ricercatori della Università di Manchester e dell'Istituito universitario Karolinska di Stoccolma nella pubblicazione di Transgender Women in the Female Category of Sport: Perspectives on Testosterone Suppression and Performance Advantage, in cui si è esaminato come le differenze nelle caratteristiche biologiche tra maschi e femmine, influenzino le prestazioni sportive. Si valuta se esistano prove «a sostegno dell'ipotesi che la soppressione del testosterone nelle donne trans gender», sinora obbligatorio per la partecipazione dei trans alle competizioni femminili, fosse «sufficiente rimuove il vantaggio delle prestazioni maschili e quindi offre una competizione equa e sicura».<br />I risultati emersi sono chiari: «Il divario di prestazioni tra maschi e femmine diventa significativo alla pubertà e spesso ammonta al 10-50% a seconda dello sport. Il divario di prestazioni è più pronunciato nelle attività sportive che si basano sulla massa muscolare e la forza esplosiva.<br />Il CIO nei giorni scorsi ha deciso di non seguire l'evidenza scientifica, né il lume della ragione ed ha di fatto invitato tutti i Comitati Olimpici nazionali a liberalizzare senza alcun vincolo la partecipazione di maschi nelle competizioni femminili. La decisione dei giorni scorsi è solo l'ultima tappa di una escalation delle discriminazioni nei confronti delle atlete impegnate nelle competizioni femminili.<br />Il tutto in nome della odierna intollerante tolleranza che cancella ogni differenza e sancisce il trionfo di un maschilismo insopportabile a scapito delle donne. Siamo di fronte all'ennesimo tragico segno di globalismo sinistro, non a caso celebrato come una parziale vittoria (pretendevano l'obbligo del nuovo regolamento) da stampa e lobbies LGBTI, che pretende la eliminazione della preziosa differenza 'femminile', avendo per scopo ultimo la completa abolizione del Dio Creatore.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/48242975</guid><pubDate>Tue, 11 Jan 2022 20:32:52 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/48242975/lo_sport_femminile_sar_presto_annientato_dal_gender.mp3" length="9733059" type="audio/mpeg"/><itunes:author>BastaBugie</itunes:author><itunes:subtitle>TESTO DELL'ARTICOLO ➜ www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6870

LO SPORT FEMMINILE SARA' PRESTO ANNIENTATO DAL GENDER di Luca Volontè
Se le cose continueranno così, entro una decina d'anni ogni record sportivo detenuto da una donna cadrà per mezzo di...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6870" rel="noopener">www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6870</a><br /><br />LO SPORT FEMMINILE SARA' PRESTO ANNIENTATO DAL GENDER di Luca Volontè<br />Se le cose continueranno così, entro una decina d'anni ogni record sportivo detenuto da una donna cadrà per mezzo di un maschio biologico. Ora che a un maschio biologico di nome 'Lia Thomas' è stato permesso di competere contro le ragazze nelle gare di nuoto a nome dell'Università della Pennsylvania e cancellare e distruggere tutti i loro record, cosa impedisce ad altri uomini di cambiare genere di competizione per ottenere fama e oro olimpico?<br />Cosa impedisce agli uomini di inondare le competizioni femminili come [...] giocatrici di basket e calciatrici? Cosa impedisce agli uomini di dominare l'atletica, il tennis, la pallanuoto, [...] e così via? Allo stato attuale delle cose ci sono tutti i tipi di incentivi perché questa umiliazione dello sport e delle donne prosegua senza ritegno.<br />Cosa deve succedere prima che finalmente ammettiamo che gli uomini sono diversi dalle donne e che permettere agli uomini di competere contro le donne non è solo grossolanamente ingiusto e anti-scientifico, ma soprattutto un atto spregevole di cancellazione dei legittimi successi femminili? Eppure basterebbe un decisione semplice e di buon senso, oltreché di giustizia: negare a un uomo, trans, il diritto di identificarsi come donna in uno sport. L'intero esercizio di mistificazione transessuale finirebbe per essere scoperto agli occhi di tutto il mondo e con esso la chiara frode che esso rappresenta nel mondo dello sport.<br />Questa follia, invece, purtroppo, continua a sfrecciare verso un inevitabile disastro. A meno che qualcuno non sterzi, non alzi la mano e non faccia come il bimbo di quella favola: il Re è nudo! Alla fine, una vera femmina si farà male o verrà uccisa in un incontro di wrestling o le nuotatrici smetteranno di partecipare alle gare. Alla fine, le ragazze abbandoneranno gli sport perché non avrà senso partecipare con gli uomini e faticare agli allenamenti per perdere sempre. Alla fine, questi imbroglioni maschi cancelleranno ogni risultato legittimo conseguito da un'atleta donna. Alla fine, ogni atleta olimpico "femmina" sarà un ragazzo.<br />Le donne permetteranno che questo accada? Gli uomini chiuderanno ancora gli occhi davanti a questo sopruso che alcuni rappresentanti indegni del loro stesso sesso stanno compiendo? Se le donne si fanno valere, possono ancora salvare lo sport femminile, come stanno facendo le ragazze universitarie americane contro il dominio ingiusto e baro di Lia Thomas.<br />Un problema solo americano, diranno alcuni. E invece no. Perché il passo per arrivare anche nel nostro Paese potrebbe essere molto più breve di quanto si pensa.<br /><br />Nota di BastaBugie: nell'articolo seguente dal titolo "Trans e sport, il Cio non segue la scienza" si evidenzia un ulteriore schiaffo alla realtà da parte delle autorità sportive, una ennesima violenza e discriminazione contro le donne.<br />Ecco l'articolo completo pubblicato su La Nuova Bussola Quotidiana il 22-11-2021:<br />Il Comitato olimpico internazionale (CIO) ha annunciato nuove linee giuda (non obbligatorie) per la partecipazione degli atleti trans gender alle competizioni femminili. Uno schiaffo alla realtà, una ennesima violenza e discriminazione contro le donne. I primi atleti apertamente transgender avevano già gareggiato alle Olimpiadi di Tokyo dell'estate scorsa, 17 anni dopo che il CIO aveva stabilito per la prima volta le regole che ne consentivano la partecipazione, ma dopo significativi controlli sul testosterone.<br />Le linee guida incoraggiano, non impongono, gli organi nazionali dell'organizzazione, di escludere i test medici e non li ritengono più necessari per la determinazione della idoneità degli atleti transessuali per competere nelle gare femminili. Secondo il CIO, non ci sarebbe alcun consenso...]]></itunes:summary><itunes:duration>609</itunes:duration><itunes:keywords>frode,liathomas,mistificazione,problema,testosterone</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/7723d5d3556a39258fbb59f91c6d5a2f.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>L'Europa festeggia la bandiera...con quella lgbt</title><link>https://www.spreaker.com/episode/l-europa-festeggia-la-bandiera-con-quella-lgbt--48090020</link><description><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6852" rel="noopener">www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6852</a><br /><br />L'EUROPA FESTEGGIA LA BANDIERA... CON QUELLA LGBT di Manuela Antonacci<br />Pochi sanno che la bandiera europea ha qualcosa di "mariano", infatti il significato della bandiera riprende un'immagine della devozione alla Madonna, propria del dodicesimo capitolo dell'Apocalisse: "Nel cielo apparve poi un segno grandioso: una Donna vestita di sole con la luna sotto i suoi piedi e sul suo capo una corona di dodici stelle". Anche Wikipedia, versione inglese, riporta questa origine. Eppure l'Unione Europea, come al solito, sembra voler cancellare ogni traccia delle sue radici cristiane, persino nel rimuovere il vero significato dei simboli della sua bandiera.<br />La pagina facebook del Consiglio dell'Unione Europea, infatti, nel celebrare il sessantaseiesimo anniversario della scelta della bandiera come simbolo dell'UE, viene linkato il significato di ciò che simboleggerebbe. Così cliccando sul link leggiamo che il cerchio con le dodici stelle rappresenterebbe la solidarietà e l'armonia tra gli europei e il numero dodici sarebbe collegato ad una non ben precisata idea di perfezione e "interezza".<br />Insomma, una spiegazione non chiarissima e se vogliamo anche un po' raffazzonata e forzata, così come è davvero forzato l'accostamento della bandiera dell'Unione Europea a quella arcobaleno, in una delle immagini riportate dal post celebrativo. Ci si chiede infatti, come mai i riferimenti alla religione cristiana (che è la religione della maggioranza degli stati europei) sono proibiti e censurati e l'esaltazione dell'ideologia LGBT che appartiene ad una minoranza, anche nei suoi simboli, debba essere ostentata.<br />Per cui, ormai, si crede poco alla favola dell'esclusione dei simboli religiosi (il riferimento più recente è ovviamente alle contestatissime – e poi ritirate - linee guida della Commissione europea, per la "comunicazione inclusiva" che disponevano di non citare il Natale nei documenti istituzionali) in nome di un non ben inteso concetto di "inclusività", se poi lo stesso non vale per altri "dogmi".<br />Non solo, tutto ciò suona ancora più ridicolo se si pensa che il cristianesimo permea le radici culturali dell'Europa stessa. Un'identità iscritta nel DNA europeo con cui volenti o nolenti ci si troverà sempre a fare i conti.<br /><br />Nota di BastaBugie: ecco altre notizie sul "gaio" mondo gay... sempre meno gaio.<br /><br />SUI DOCUMENTI SCRIVI L'ETÀ CHE TI SENTI<br />Se conta solo quello che uno "si sente" (maschio, femmina o altro), perché non deve contare se mi sento vecchio o giovane, al di là della mia età anagrafica?<br />E infatti, la Corte Suprema messicana ha affermato il diritto di cambiare il certificato di nascita per riflettere l'"identità" dell'età che uno si sente.<br />Rientra nel "diritto fondamentale all'identità personale", poiché l'identità è composta da qualcosa di più della semplice "verità biologica".<br />L'unico limite è che le modifiche non siano poste in essere "per creare, modificare o estinguere diritti o obbligazioni in danno di terzi".  Nel 2018, un tribunale olandese aveva respinto la richiesta analoga avanzata da Emile Ratelband.<br />Chissà se la giurisprudenza messicana farà scuola....<br />(Provita & Famiglia, 10 dicembre 2021)<br /><br />FINANZIATO IL CAMBIO-SESSO CON 15 MILIONI DI EURO<br />«Siamo sconcertati dall'emendamento con cui la Senatrice Papatheu di Forza Italia intende finanziare con 15 milioni di euro dei cittadini italiani gli interventi chirurgici per il cambio di sesso per i prossimi tre anni. Ci chiediamo perché tali operazioni debbano gravare sulle spalle di lavoratori, famiglie e pensionati, in un momento di gravissima crisi sanitaria in cui sono a stento garantiti i livelli minimi di assistenza per malati oncologici e per altre categorie a rischio di vita», è la denuncia di Jacopo Coghe, vicepresidente di Pro Vita & Famiglia.<br />«Nel mare magnum di migliaia di emendamenti - conclude Coghe - si vuole far passare surrettiziamente la cultura gender e incentivare una sessualità fluida e incerta. Allarma che l'emendamento sia stato presentato da Forza Italia, una forza politica che si è più volte opposta al progressismo ‘politicamente corretto' promosso dalla Sinistra».<br />(Provita & Famiglia, 2 dicembre 2021)<br /><br />IL DDL ZAN EUROPEO E LA TEORIA DELLA DITTATURA<br />La notizia ormai non fa più quasi notizia. La Commissione europea sta lavorando ad un documento che intende estendere i crimini d'odio ad alcune condotte che fino a ieri erano legittime. Giustamente vengono annoverati tra i crimini la violenza domestica, il razzismo, le discriminazioni religiose, però ecco che compare anche la cosiddetta omofobia. Da sanzionare anche gli hate speech, ossia i discorsi d'odio.<br />L'obiezione usuale a tali tipi di reati è intuibile: quali criteri oggettivi adottare per distinguere i discorsi d'odio dalla libera espressione del proprio pensiero? Se uno psicoterapeuta afferma che un bambino per crescere sano ha bisogno di un papà e di una mamma, questa affermazione può essere intesa come discriminatoria delle coppie omosessuali e quindi come affermazione che fomenta l'odio? In breve, tale norma difetterebbe di tassatività che è quel principio che impone al legislatore di determinare con precisione le condotte illecite distinguendole da quelle lecite. L'europarlamentare di Fratelli d'Italia, Nicola Procaccini, ha dichiarato: "La Commissione europea ha posto le fondamenta per la realizzazione di un mega Ddl Zan in salsa europea".<br />Questo nuovo documento programmatico, che attualmente non ha ancora visto la luce, è - nella sua ratio - simile a moltissimi altri che riguardano temi sensibili come la vita, la famiglia, l'educazione, la libertà di educazione et similia. Il documento, al pari di altri, è infettato da alcuni virus tipici del clima da totalitarismo di velluto che stiamo vivendo negli ultimi anni, un totalitarismo che è tale perché ha preso possesso direttamente delle coscienze personali e quindi della coscienza collettiva di intere nazioni senza uso di carri armati, torture, sequestri e prigioni, ma soggiogando le menti con la persuasione, l'omologazione informativa e la paura. Tali virus sono ben descritti da Michel Onfray, filosofo di estrazione levantina e autore del recente Teoria della dittatura, nel quale il saggista, rileggendo 1984 di Orwell, individua sette fasi della dittatura. Le elenchiamo qui brevemente perché ben presenti nel documento targato UE appena citato.<br />LA PRIMA FASE: DISTRUGGERE LA LIBERTÀ<br />Scrive Onfray: "La libertà si rimpicciolisce come una pelle zigrinata. Siamo una società sottoposta a controlli di ogni tipo, una società in cui la parola, la presenza, l'espressione, il pensiero, le idee e gli spostamenti sono tutti tracciati e tracciabili". La parola è quindi controllata e verificata non alla luce dell'oggettiva dignità umana, bensì alla luce dell'ideologia del mainstream attuale che, relativamente al documento UE, si sostanzia nella teoria del gender.<br />SECONDA FASE: IMPOVERIRE LA LINGUA<br />"Attacco alla lingua. La politicizzazione della lingua arriva persino a proibizioni sul maschile e femminile. Ci sono vademecum da rispettare per i giornali. Ma impoverire la lingua con stereotipi, conformismi e slogan è la tomba del pensiero". È noto che chiamare un uomo che si sente donna con sostantivi, pronomi e aggettivi maschili può essere definito un atteggiamento discriminatorio. Onfray parla dell'impoverimento della lingua, ma vi sono altre dinamiche linguistiche che interessano il processo rivoluzionario. Ad esempio la cancellazione di alcuni termini (ad esempio padre e madre), i neologismi (omofobia, cisgender, etc.), lo svuotamento di significato e la sua sostituzione con un altro significato (ad esempio il termine natura non ha più una connotazione metafisica ma solo empirica: la natura è sinonimo solo di ambiente).<br />TERZA FASE: ABOLIRE LA VERITÀ<br />"Si stabilisce come nuova e insormontabile verità il fatto che non esistono più verità ma solo prospettive. E guai a chi rifiuta la nuova verità sull'inesistenza delle verità!... Questo nichilismo della verità consente di fare tabula rasa di qualsiasi certezza... Se non esiste più una verità ma soltanto delle prospettive, allora tutto diventa possibile... la menzogna ha a propria disposizione un viale intero". Questa fase indicata da Onfray crediamo che sia ormai superata. Non viviamo più in un mondo relativista dove, ad esempio, il giudizio positivo e negativo sull'omosessualità possono coesistere perché hanno pari dignità. Ormai il nostro mondo ha sposato solo alcune verità, è ormai ostaggio di un pensiero che non è più pluralista scadendo nel relativismo, ma è un pensiero unico che scade nel dispotismo. L'unico pensiero accettato, e ci rifacciamo all'esempio di prima, è che l'omosessualità è una condizione moralmente buona perché variante naturale dell'attrazione sessuale. Affermare l'opposto è tanto errato da meritare una sanzione di carattere giuridico e non più solo una censura di natura culturale. Questo ci sta dicendo il documento UE di cui sopra.<br />QUARTA FASE: SOPPRIMERE LA STORIA<br />È il famigerato fenomeno denominato cancel culture. Un esempio per tutti: la non menzione delle radici cristiane nella Costituzione europea. Anche a causa di ciò poi un documento come quello che sta partorendo la Commissione europea potrà essere varato.<br />QUINTA FASE: NEGARE LA NATURA<br />"La cancellazione della natura, con la teoria dei generi, che postula che noi non nasciamo né di sesso maschile né di sesso femminile, ma neutri e che diventiamo ragazzi o ragazze solo per questioni di cultura, di civiltà, di società e d'indottrinamento, attraverso stereotipi che andrebbero decostruiti fin dalla scuola".<br />SESTA FASE: PROPAGARE L'ODIO<br />"L'incoraggiamento dell'odio. Nell'ambito della cultura postmoderna, l'odio viene riservato a chi non si inginocchia davanti alle verità rivelate della religione che si autoproclama progressista. L'odio è contro tutto ciò che è sovranista, ed è un odio senza limiti".]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/48090020</guid><pubDate>Wed, 29 Dec 2021 10:05:05 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/48090020/l_europa_festeggia_la_bandiera_con_quella_lgbt.mp3" length="14017559" type="audio/mpeg"/><itunes:author>BastaBugie</itunes:author><itunes:subtitle>TESTO DELL'ARTICOLO ➜ www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6852

L'EUROPA FESTEGGIA LA BANDIERA... CON QUELLA LGBT di Manuela Antonacci
Pochi sanno che la bandiera europea ha qualcosa di "mariano", infatti il significato della bandiera riprende...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6852" rel="noopener">www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6852</a><br /><br />L'EUROPA FESTEGGIA LA BANDIERA... CON QUELLA LGBT di Manuela Antonacci<br />Pochi sanno che la bandiera europea ha qualcosa di "mariano", infatti il significato della bandiera riprende un'immagine della devozione alla Madonna, propria del dodicesimo capitolo dell'Apocalisse: "Nel cielo apparve poi un segno grandioso: una Donna vestita di sole con la luna sotto i suoi piedi e sul suo capo una corona di dodici stelle". Anche Wikipedia, versione inglese, riporta questa origine. Eppure l'Unione Europea, come al solito, sembra voler cancellare ogni traccia delle sue radici cristiane, persino nel rimuovere il vero significato dei simboli della sua bandiera.<br />La pagina facebook del Consiglio dell'Unione Europea, infatti, nel celebrare il sessantaseiesimo anniversario della scelta della bandiera come simbolo dell'UE, viene linkato il significato di ciò che simboleggerebbe. Così cliccando sul link leggiamo che il cerchio con le dodici stelle rappresenterebbe la solidarietà e l'armonia tra gli europei e il numero dodici sarebbe collegato ad una non ben precisata idea di perfezione e "interezza".<br />Insomma, una spiegazione non chiarissima e se vogliamo anche un po' raffazzonata e forzata, così come è davvero forzato l'accostamento della bandiera dell'Unione Europea a quella arcobaleno, in una delle immagini riportate dal post celebrativo. Ci si chiede infatti, come mai i riferimenti alla religione cristiana (che è la religione della maggioranza degli stati europei) sono proibiti e censurati e l'esaltazione dell'ideologia LGBT che appartiene ad una minoranza, anche nei suoi simboli, debba essere ostentata.<br />Per cui, ormai, si crede poco alla favola dell'esclusione dei simboli religiosi (il riferimento più recente è ovviamente alle contestatissime – e poi ritirate - linee guida della Commissione europea, per la "comunicazione inclusiva" che disponevano di non citare il Natale nei documenti istituzionali) in nome di un non ben inteso concetto di "inclusività", se poi lo stesso non vale per altri "dogmi".<br />Non solo, tutto ciò suona ancora più ridicolo se si pensa che il cristianesimo permea le radici culturali dell'Europa stessa. Un'identità iscritta nel DNA europeo con cui volenti o nolenti ci si troverà sempre a fare i conti.<br /><br />Nota di BastaBugie: ecco altre notizie sul "gaio" mondo gay... sempre meno gaio.<br /><br />SUI DOCUMENTI SCRIVI L'ETÀ CHE TI SENTI<br />Se conta solo quello che uno "si sente" (maschio, femmina o altro), perché non deve contare se mi sento vecchio o giovane, al di là della mia età anagrafica?<br />E infatti, la Corte Suprema messicana ha affermato il diritto di cambiare il certificato di nascita per riflettere l'"identità" dell'età che uno si sente.<br />Rientra nel "diritto fondamentale all'identità personale", poiché l'identità è composta da qualcosa di più della semplice "verità biologica".<br />L'unico limite è che le modifiche non siano poste in essere "per creare, modificare o estinguere diritti o obbligazioni in danno di terzi".  Nel 2018, un tribunale olandese aveva respinto la richiesta analoga avanzata da Emile Ratelband.<br />Chissà se la giurisprudenza messicana farà scuola....<br />(Provita & Famiglia, 10 dicembre 2021)<br /><br />FINANZIATO IL CAMBIO-SESSO CON 15 MILIONI DI EURO<br />«Siamo sconcertati dall'emendamento con cui la Senatrice Papatheu di Forza Italia intende finanziare con 15 milioni di euro dei cittadini italiani gli interventi chirurgici per il cambio di sesso per i prossimi tre anni. Ci chiediamo perché tali operazioni debbano gravare sulle spalle di lavoratori, famiglie e pensionati, in un momento di gravissima crisi sanitaria in cui sono a stento garantiti i livelli minimi di assistenza per malati oncologici e per altre categorie a rischio di vita», è la denuncia di Jacopo Coghe, vicepresidente di Pro...]]></itunes:summary><itunes:duration>877</itunes:duration><itunes:keywords>1984,bandiera,cancelculture,ddlzan,lgbt,orwell</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/6bb9b2b043a15a2af1d57ce215dfa21d.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>In Texas sono riusciti a far chiudere una clinica che cambiava il sesso ai minori</title><link>https://www.spreaker.com/episode/in-texas-sono-riusciti-a-far-chiudere-una-clinica-che-cambiava-il-sesso-ai-minori--47922610</link><description><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6818" rel="noopener">www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6818</a><br /><br />IN TEXAS SONO RIUSCITI A FAR CHIUDERE UNA CLINICA CHE CAMBIAVA IL SESSO AI MINORENNI<br />Grande soddisfazione in Texas dei genitori e delle associazioni pro famiglia che insieme a Mass Resistance sono riusciti a far chiudere una clinica specializzata nel cambiamento di sesso per i minori.<br />Non solo chiude la principale clinica per minori transgender di Dallas, GENECIS (GENder Education and Care, Interdisciplinary Support) presso il Children's Hospital, ma l'ospedale stesso smetterà di dare ormoni ai minorie ha persino ha rimosso la pagina web della clinica. Ecco come si è arrivati a questo risultato.<br />A marzo 2021 gli attivisti della sezione del Texas di MassResistance hanno organizzato proteste davanti alla clinica. A volte, le auto della polizia hanno disperso i manifestanti, ma la gente ha perseverato e e alla fine la polizia ha desistito. Intanto, MR ha organizzato gruppi di pressione sul Parlamento statale per l'introduzione ti proposte di legge a favore della famiglia, compreso il divieto di procedure di "transizione di genere" sui bambini.<br />Alla fine un buon progetto di legge ha cominciato l'iter parlamentare, ma incredibilmente ha trovato l'opposizione non solo dei "liberal" del partito Democratico, ma anche del Governatore e di parte dei conservatori (Repubblicani).<br />Gli attivisti hanno perseverato e partecipato alle audizioni confutando punto per punto le teorie gender degli oppositori del disegno di legge.<br />Nonostante tutto, il governatore repubblicano, Abbott, e alcuni parlamentari repubblicani permettono all'opposizione di spuntarla e il disegno di legge viene affossato.<br />Colpo di scena: Texas MassResistance scopre e rivela enormi donazioni dalla lobby transgender al Governatore e al Partito Repubblicano locale!<br />Il comitato di azione politica di GENECIS aveva donato decine di migliaia di dollari ai principali esponenti del partito. E dal 2015, un altro comitato di azione politica transgender del Texas aveva donato $ 800.000 al governatore Abbott, $ 825.000 al vice-governatore Patrick, $ 105.000 al repubblicano Phelan e $ 200.000 al procuratore generale del Texas Ken Paxton.<br />Scoppia l'indignazione generale e i genitori in tutto lo stato levano le loro proteste: ad agosto il governatore Abbott ha inviato una richiesta al Dipartimento per la famiglia e i servizi di protezione del Texas chiedendo un parere ufficiale: "la mutilazione genitale di un bambino ai fini della transizione di genere attraverso un intervento chirurgico di riassegnazione costituisce abuso sui minori secondo la legge dello Stato?"<br />La risposta è affermativa.<br />La clinica GENECIS ha tentato di difendersi dicendo che non praticava la chirurgia, ma solo le cure ormonali. Ma è ovvio che gli ormoni sono la premessa al bisturi. L'indignazione si diffonde. Svariate associazioni di genitori hanno contattato i membri del consiglio e i donatori del Dallas Children's Hospital chiedendo la chiusura della clinica.<br />E finalmente la chiusura è stata decretata.<br />Questo è ciò che si può ottenere con perseveranza e tenacia. Anche i politici arroganti di alto rango possono essere costretti a fare le cose giuste.<br /><br />Nota di BastaBugie: ecco altre notizie sul "gaio" mondo gay... sempre meno gaio.<br /><br />COMITATO OLIMPICO, NIENTE PIÙ CONTROLLI PER I TRANS<br />Il Comitato Olimpico Internazionale ha pubblicato alcune linee guida sulla partecipazione degli atleti transessuali alle gare. Queste line guida diventeranno operative dopo le Olimpiadi invernali del 2022. Secondo il CIO non sarà più necessario testare i livelli di testosterone, nè sottoporsi a visite mediche. Dunque, per ipotesi, anche un uomo, che non si è sottoposto ad interventi chirurgici, nè a trattamenti ormonali, potrebbe tranquillamente partecipare alle Olimpiadi gareggiando con le donne.<br />Per fortuna che queste linee guida non sono vincolanti per le single federazioni sportive. Joanna Harper, atleta transessuale, spiega che «le donne transgender sono in media più alte, grosse e forti delle donne cisgender, e in molti sport queste caratteristiche rappresentano dei vantaggi».<br />(Gender Watch News, 20 novembre 2021)<br /><br />PARCHEGGI TEDESCHI RISERVATI AGLI LGBT E AI MIGRANTI<br />Hanauer Parkhaus GmbH (HPG), un parcheggio situato ad Hanau, in Germania, ha costruito tre posti auto riservati ai conducenti LGBTQ e migranti.<br />Thomas Morlock, presidente del consiglio di sorveglianza di HPG e consigliere comunale, ha dichiarato all'inaugurazione dei parcheggi che l'obiettivo era quello di aiutare le persone che sentono "un bisogno speciale di protezione".<br />Non è immediatamente chiaro come le autorità intendano monitorare se le persone che parcheggiano negli spazi facciano effettivamente parte della comunità LGBTQ o siano migranti, anche se HPG ha affermato che una telecamera controllerà il parcheggio.<br />Morlock ha continuato dicendo che gli spazi sono stati costruiti per presentare a tutti un "simbolo vistosamente colorato" per "diversità e tolleranza", e non sono necessariamente pensati per essere usati da un "gruppo separato di persone".<br />(Provita & Famiglia, 5 ottobre 2021)<br /><br />LA LEGO ELIMINERÀ DAI SUOI GIOCATTOLI GLI STEREOTIPI DI GENERE<br />La Lego ha annunciato che eliminerà dai suoi giocattoli gli "stereotipi di genere" dopo che un sondaggio commissionato dalla Lego stessa ha rilevato un presunto "problema" per i ragazzi.<br />La ricerca condotta dal "Geena Davis Institute on Gender in Media" avrebbe infatti scoperto che mentre le bambine sono sicure di sé e pronte a giocare anche con le confezioni di mattoncini pensate per i maschi, il 71% dei bambini intervistati ha confessato di temere di essere presi in giro qualora avessero utilizzato scatole che presentano la dicitura "giocattoli per ragazze".<br />Lo studio riportato dal Guardian, sottolinea che si tratta di una paura condivisa se non più accentuata nei genitori. Da qui la decisione della Lego di togliere le etichette di genere dalle scatole e sul sito e di dividere i giochi per "passione".<br />Già qualche mese fa la Lego aveva mostrato di essere particolarmente sensibile alle tematiche gender-friendly e questa ennesima assurda trovata conferma il suo definitivo asservimento alla dittatura del politically correct.<br />(Provita & Famiglia, 11 ottobre 2021)]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/47922610</guid><pubDate>Tue, 14 Dec 2021 21:07:10 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/47922610/in_texas_sono_riusciti_a_far_chiudere_una_clinica_che_cambiava_il_sesso_ai_minori.mp3" length="8375592" type="audio/mpeg"/><itunes:author>BastaBugie</itunes:author><itunes:subtitle>TESTO DELL'ARTICOLO ➜ www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6818

IN TEXAS SONO RIUSCITI A FAR CHIUDERE UNA CLINICA CHE CAMBIAVA IL SESSO AI MINORENNI
Grande soddisfazione in Texas dei genitori e delle associazioni pro famiglia che insieme a Mass...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6818" rel="noopener">www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6818</a><br /><br />IN TEXAS SONO RIUSCITI A FAR CHIUDERE UNA CLINICA CHE CAMBIAVA IL SESSO AI MINORENNI<br />Grande soddisfazione in Texas dei genitori e delle associazioni pro famiglia che insieme a Mass Resistance sono riusciti a far chiudere una clinica specializzata nel cambiamento di sesso per i minori.<br />Non solo chiude la principale clinica per minori transgender di Dallas, GENECIS (GENder Education and Care, Interdisciplinary Support) presso il Children's Hospital, ma l'ospedale stesso smetterà di dare ormoni ai minorie ha persino ha rimosso la pagina web della clinica. Ecco come si è arrivati a questo risultato.<br />A marzo 2021 gli attivisti della sezione del Texas di MassResistance hanno organizzato proteste davanti alla clinica. A volte, le auto della polizia hanno disperso i manifestanti, ma la gente ha perseverato e e alla fine la polizia ha desistito. Intanto, MR ha organizzato gruppi di pressione sul Parlamento statale per l'introduzione ti proposte di legge a favore della famiglia, compreso il divieto di procedure di "transizione di genere" sui bambini.<br />Alla fine un buon progetto di legge ha cominciato l'iter parlamentare, ma incredibilmente ha trovato l'opposizione non solo dei "liberal" del partito Democratico, ma anche del Governatore e di parte dei conservatori (Repubblicani).<br />Gli attivisti hanno perseverato e partecipato alle audizioni confutando punto per punto le teorie gender degli oppositori del disegno di legge.<br />Nonostante tutto, il governatore repubblicano, Abbott, e alcuni parlamentari repubblicani permettono all'opposizione di spuntarla e il disegno di legge viene affossato.<br />Colpo di scena: Texas MassResistance scopre e rivela enormi donazioni dalla lobby transgender al Governatore e al Partito Repubblicano locale!<br />Il comitato di azione politica di GENECIS aveva donato decine di migliaia di dollari ai principali esponenti del partito. E dal 2015, un altro comitato di azione politica transgender del Texas aveva donato $ 800.000 al governatore Abbott, $ 825.000 al vice-governatore Patrick, $ 105.000 al repubblicano Phelan e $ 200.000 al procuratore generale del Texas Ken Paxton.<br />Scoppia l'indignazione generale e i genitori in tutto lo stato levano le loro proteste: ad agosto il governatore Abbott ha inviato una richiesta al Dipartimento per la famiglia e i servizi di protezione del Texas chiedendo un parere ufficiale: "la mutilazione genitale di un bambino ai fini della transizione di genere attraverso un intervento chirurgico di riassegnazione costituisce abuso sui minori secondo la legge dello Stato?"<br />La risposta è affermativa.<br />La clinica GENECIS ha tentato di difendersi dicendo che non praticava la chirurgia, ma solo le cure ormonali. Ma è ovvio che gli ormoni sono la premessa al bisturi. L'indignazione si diffonde. Svariate associazioni di genitori hanno contattato i membri del consiglio e i donatori del Dallas Children's Hospital chiedendo la chiusura della clinica.<br />E finalmente la chiusura è stata decretata.<br />Questo è ciò che si può ottenere con perseveranza e tenacia. Anche i politici arroganti di alto rango possono essere costretti a fare le cose giuste.<br /><br />Nota di BastaBugie: ecco altre notizie sul "gaio" mondo gay... sempre meno gaio.<br /><br />COMITATO OLIMPICO, NIENTE PIÙ CONTROLLI PER I TRANS<br />Il Comitato Olimpico Internazionale ha pubblicato alcune linee guida sulla partecipazione degli atleti transessuali alle gare. Queste line guida diventeranno operative dopo le Olimpiadi invernali del 2022. Secondo il CIO non sarà più necessario testare i livelli di testosterone, nè sottoporsi a visite mediche. Dunque, per ipotesi, anche un uomo, che non si è sottoposto ad interventi chirurgici, nè a trattamenti ormonali, potrebbe tranquillamente partecipare alle Olimpiadi gareggiando con le...]]></itunes:summary><itunes:duration>524</itunes:duration><itunes:keywords>comitatoolimpico,genecis,lgbt,lobbytransgender,massresistance</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/7718d5214cb30aad6be2ac90a1109a02.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Storie di abusi trans... per aprire gli occhi</title><link>https://www.spreaker.com/episode/storie-di-abusi-trans-per-aprire-gli-occhi--47828210</link><description><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6813" rel="noopener">http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6813</a><br /><br />STORIE DI ABUSI TRANS... PER APRIRE GLI OCCHI di Marco Respinti<br />In Costa Rica c'è un uomo che si fa chiamare con nome di donna, «Nataly Monge Brenes», perché è transgender. A 22 anni è finito in carcere non per avere rubato una mela, ma con una condanna a sei anni per abusi sessuali su minori. Inizialmente era stato rinchiuso nel carcere La Reforma, che però è maschile. Lì ha lamentato ripetuti stupri da parte dei detenuti maschi. Ha quindi chiesto, sentendosi donna, e, dopo ricorsi e ricorsi, ottenuto il trasferimento in un altro carcere, stavolta femminile, El Buen Pastor a San Rafael Arriba de Desamparados, nella provincia di San José. Ci è arrivato il 4 gennaio 2019. Ora, nel febbraio 2020 lì ha picchiato con una mazza e cercato di violentare una detenuta femmina, Quesada Hernández. Già prima dell'aggressione si era mostrato nudo alle detenute femmine e persino, nel bagno, in atti di autoerotismo.<br />Davvero strani questi maschi che si sentono femmine e che però, al momento buono, usano la propria virilità come un'arma contundente. Strano perché nessuno s'indigna, strano perché nessuno grida allo scandalo, strano perché nessuno osa dire che è tutto solo una pagliacciata pazzesca. Morale, «Nataly» è finito in isolamento.<br />Cose che capitano. Troppo spesso. In California ci sono circa 300 uomini che, sentendosi donna, chiedono il trasferimento in istituti di correzione per femmine. Sono tutti stupratori? Certo che no. Ma come si fa quantomeno a non condividere le paure delle donne che, rinchiuse in carcere, dovrebbero, dall'oggi al domani, condividere quegli spazi già di penitenza, irti di tutte le difficoltà e le gravità del caso, con chi anche solo potenzialmente potrebbe essere un violentatore?<br />Perché va di moda inquadrare sempre l'uomo come uno sciovinista che, appena può, abusa delle donne, tranne nel caso in cui, magicamente, un maschio dica di sentirsi femmina? Perché nel nostro mondo oramai tutto è privacy tranne ciò che la privacy la merita davvero?<br />Casi come questi si ripetono e tornano. Vengono raccontati e ripetuti apposta. Noi apposta li raccontiamo e li ripetiamo. Perché, se l'ideologia è cieca per definizione, occorre che qualcuno apra al più presto gli occhi sulla realtà delle cose.<br /><br />Nota di BastaBugie: ecco altre notizie sul "gaio" mondo gay... sempre meno gaio.<br /><br />PRIMA STORIA GAY NEI SIMPSONS<br />Mr Smithers è un personaggio della serie Simpsons. Fin dal 1990 era stato ritratto come gay, ma che non voleva uscire alla scoperto. Fece coming out nel 2016 ed ora un'intera puntata è stata dedicata alla sua relazione gay.<br />Prima della messa in onda della puntata la sinossi recitava: ""Smithers trova il vero amore con un famoso stilista, ma la sua nuova relazione distruggerà Springfield?"<br />Lo sceneggiatore della serie Rob LaZebnik ha rivelato di essere stato ispirato nello scrivere questa puntata da suo figlio omosessuale Johnny.<br />Quest'ultimo ha dichiarato al New York Post di essere elettrizzato dal fatto che la storia d'amore gay fosse centrale in quella puntata.<br />Un altro esempio di completa normalizzazione dell'omosessualità.<br />(Gender Watch News, 25 novembre 2021)<br /><br />PROGETTO DI LEGGE PER CAMBIO DI SESSO A 12 ANNI<br />Il Governo svedese ha presentato al Parlamento un nuovo disegno di legge per consentire il cambio legale di genere a partire dai 12 anni. Il ministero svedese degli affari sociali ha infatti introdotto un nuovo disegno di legge che permetterà il cambio legale di genere nel registro nazionale della popolazione ai bambini.<br />Secondo la proposta choc sarà richiesto solo il consenso del loro tutore per il cambiamento legale di genere e nessun esame o visita medica da parte delle autorità sanitarie sarà necessario. La Federazione svedese per i diritti di lesbiche, gay, bisessuali, transgender, queer e intersessuali (RFSL), un'organizzazione non-profit fondata nel 1950, ha salutato la proposta come un importante passo avanti per i diritti delle persone transgender.<br />L'emittente nazionale SVT ha riferito, citando il ministro degli affari sociali Lena Hallengren del partito socialdemocratico, che: "È importante che l'individuo possa vivere nel genere e nell'identità che ha. Quando si parla di cambiare l'identità di genere nel registro della popolazione, questo cambio non può essere condizionato agli interventi chirurgici o sui propri genitali". Il ministro ha ipotizzato che è difficile prevedere se le richieste di cambio di genere aumenteranno una volta che la legge sarà implementata.<br />Il limite di età per il trattamento medico di correzione del genere rimarrà a 18 anni. La chirurgia, tuttavia, non richiederà un permesso da parte del Consiglio Nazionale della Salute e del Welfare. Invece, i medici locali condurranno i test necessari. La Hallengren ha sottolineato l'importanza della comunicazione e del rapporto tra il paziente e il team medico.<br />Tutto ciò avviene in un paese dove il numero di ragazze che cercano un cambio di sesso è esploso drammaticamente. Nel 2008, 28 ragazze tra i 10 e i 19 anni hanno ricevuto cure per la disforia di genere, secondo il National Board of Health and Welfare. Nel 2017, un decennio dopo, sono state 'trattate' 536 ragazze della stessa fascia d'età. Numerosi rapporti di medici e genitori testimoniano che un gran numero di loro si pente dell'intervento e in alcuni casi ha persino tentato, purtroppo con successo, il suicidio. Nemmeno davanti ai drammatici numeri della realtà, cioè le tantissime vite distrutte, i profeti dei dogmi LGBT si fermano.<br />(Provita & Famiglia, Luca Volontè, 26 novembre 2021)<br /><br />PER LE POSTE NORVEGESI BABBO NATALE È GAY<br />Le poste norvegesi hanno lanciato uno spot, di quasi 4 minuti e di altissima qualità, dove Harry, un signore di mezz'età, nella notte di Natale incontra Babbo Natale a casa sua. Anno dopo anno l'incontro si ripete: i due si parlano, ridono, scherzano. Tra un incontro e l'altro Harry piange la separazione da Babbo Natale. Finché un anno Harry scrive a Babbo Natale dicendo che in quel Natale come regalo vorrebbe solo lui, proprio Babbo Natale. In quell 25 dicembre suonano alla porta: è il servizio postale che vuole consegnare dei pacchi a Harry. Questi torna in soggiorno, mesto per il fatto che quell'anno Babbo Natale non avesse portato lui i doni, ed ecco che trova proprio Babbo Natale che gli dice che per quell'anno ha voluto chiedere un aiuto alle poste. Poi tra i due scocca un bacio appassionato. Infine la scritta: "Nel 2022, la Norvegia festeggia i 50 anni da quando si può amare chi si vuole". Infatti dal 1972 l'omosessualità è diventata legale in Norvegia<br />Lo spot sporca la poesia e la magia del Santo Natale da sempre associate anche alla figura di Babbo Natale (parimenti lo stesso sarebbe avvenuto, sebbene in grado minore, se Babbo Natale avesse baciato una donna). Però il messaggio pro gay passa purtroppo in modo assai efficace perché lo spot è confezionato benissimo, con atmosfere di grandissima suggestione e di forte impatto emotivo.<br />Harry appare sino alla fine come un eterosessuale che poi si converte all'omosessualità spinto da un sincero affetto – così viene rappresentato – per Babbo Natale. Un affetto che vince quello che nutre per i familiari presenti nello spot a cui vuole bene in modo autentico ma non tanto quanto Babbo Natale.<br />A margine ma non troppo: ci ricordiamo che il Natale è una festività cristiana? Come conciliare lo spirito di questo spot con lo spirito Cristiano?<br />(Gender Watch News, 30 novembre 2021)]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/47828210</guid><pubDate>Tue, 07 Dec 2021 23:03:55 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/47828210/storie_di_abusi_trans_per_aprire_gli_occhi.mp3" length="10198666" type="audio/mpeg"/><itunes:author>BastaBugie</itunes:author><itunes:subtitle>TESTO DELL'ARTICOLO ➜ http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6813

STORIE DI ABUSI TRANS... PER APRIRE GLI OCCHI di Marco Respinti
In Costa Rica c'è un uomo che si fa chiamare con nome di donna, «Nataly Monge Brenes», perché è transgender. A 22...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6813" rel="noopener">http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6813</a><br /><br />STORIE DI ABUSI TRANS... PER APRIRE GLI OCCHI di Marco Respinti<br />In Costa Rica c'è un uomo che si fa chiamare con nome di donna, «Nataly Monge Brenes», perché è transgender. A 22 anni è finito in carcere non per avere rubato una mela, ma con una condanna a sei anni per abusi sessuali su minori. Inizialmente era stato rinchiuso nel carcere La Reforma, che però è maschile. Lì ha lamentato ripetuti stupri da parte dei detenuti maschi. Ha quindi chiesto, sentendosi donna, e, dopo ricorsi e ricorsi, ottenuto il trasferimento in un altro carcere, stavolta femminile, El Buen Pastor a San Rafael Arriba de Desamparados, nella provincia di San José. Ci è arrivato il 4 gennaio 2019. Ora, nel febbraio 2020 lì ha picchiato con una mazza e cercato di violentare una detenuta femmina, Quesada Hernández. Già prima dell'aggressione si era mostrato nudo alle detenute femmine e persino, nel bagno, in atti di autoerotismo.<br />Davvero strani questi maschi che si sentono femmine e che però, al momento buono, usano la propria virilità come un'arma contundente. Strano perché nessuno s'indigna, strano perché nessuno grida allo scandalo, strano perché nessuno osa dire che è tutto solo una pagliacciata pazzesca. Morale, «Nataly» è finito in isolamento.<br />Cose che capitano. Troppo spesso. In California ci sono circa 300 uomini che, sentendosi donna, chiedono il trasferimento in istituti di correzione per femmine. Sono tutti stupratori? Certo che no. Ma come si fa quantomeno a non condividere le paure delle donne che, rinchiuse in carcere, dovrebbero, dall'oggi al domani, condividere quegli spazi già di penitenza, irti di tutte le difficoltà e le gravità del caso, con chi anche solo potenzialmente potrebbe essere un violentatore?<br />Perché va di moda inquadrare sempre l'uomo come uno sciovinista che, appena può, abusa delle donne, tranne nel caso in cui, magicamente, un maschio dica di sentirsi femmina? Perché nel nostro mondo oramai tutto è privacy tranne ciò che la privacy la merita davvero?<br />Casi come questi si ripetono e tornano. Vengono raccontati e ripetuti apposta. Noi apposta li raccontiamo e li ripetiamo. Perché, se l'ideologia è cieca per definizione, occorre che qualcuno apra al più presto gli occhi sulla realtà delle cose.<br /><br />Nota di BastaBugie: ecco altre notizie sul "gaio" mondo gay... sempre meno gaio.<br /><br />PRIMA STORIA GAY NEI SIMPSONS<br />Mr Smithers è un personaggio della serie Simpsons. Fin dal 1990 era stato ritratto come gay, ma che non voleva uscire alla scoperto. Fece coming out nel 2016 ed ora un'intera puntata è stata dedicata alla sua relazione gay.<br />Prima della messa in onda della puntata la sinossi recitava: ""Smithers trova il vero amore con un famoso stilista, ma la sua nuova relazione distruggerà Springfield?"<br />Lo sceneggiatore della serie Rob LaZebnik ha rivelato di essere stato ispirato nello scrivere questa puntata da suo figlio omosessuale Johnny.<br />Quest'ultimo ha dichiarato al New York Post di essere elettrizzato dal fatto che la storia d'amore gay fosse centrale in quella puntata.<br />Un altro esempio di completa normalizzazione dell'omosessualità.<br />(Gender Watch News, 25 novembre 2021)<br /><br />PROGETTO DI LEGGE PER CAMBIO DI SESSO A 12 ANNI<br />Il Governo svedese ha presentato al Parlamento un nuovo disegno di legge per consentire il cambio legale di genere a partire dai 12 anni. Il ministero svedese degli affari sociali ha infatti introdotto un nuovo disegno di legge che permetterà il cambio legale di genere nel registro nazionale della popolazione ai bambini.<br />Secondo la proposta choc sarà richiesto solo il consenso del loro tutore per il cambiamento legale di genere e nessun esame o visita medica da parte delle autorità sanitarie sarà necessario. 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É quanto avvenuto nell'ultima puntata di Che tempo che fa, su Rai2, nel corso della quale la star mondiale - in questi giorni in Italia per l'uscita della sua ultima opera cinematografica - ha dichiarato, appunto, il suo appoggio ai diritti civili e in particolare al defunto ddl Zan, la legge contro l'omotransfobia naufragata al Senato con la «tagliola».<br />«Volevo dire alla comunità Lgbtq+ qui in Italia che siete i più coraggiosi, siete i più gentili, i più generosi», sono state le parole dell'attrice e cantante, che ha pure aggiunto: «Dovete essere protetti a tutti i costi, come tutti gli esseri umani sulla Terra, e continuerò a scrivere musica per voi e a combattere per voi». Ora, siccome che non risulta che, dinnanzi a tali parole, il conduttore, Fabio Fazio abbia informato Lady Gaga che le persone, quali che siano le loro tendenze, sono già oggi protette «a tutti i costi, come tutti gli esseri umani sulla Terra», ci permettiamo di farlo noi.<br />Infatti la star evidentemente non sa - ed è normale sia così, non essendo l'Italia il suo Paese e non avendo lei una formazione da giurista - che già oggi, senza il compianto ddl Zan, il nostro ordinamento persegue i delitti contro la vita (art. 575 e ss. cod. pen.) e contro l'incolumità personale (art. 581 ss. cod. pen.), i delitti contro l'onore, come la diffamazione (art. 595 cod. pen.), i delitti contro la personalità individuale (art. 600 ss. cod. pen.), i delitti contro la libertà personale, come il sequestro di persona (art. 605 cod. pen.) o la violenza sessuale (art. 609 ss. cod. pen.), i delitti contro la libertà morale, come la violenza privata (art. 610 cod. pen.), la minaccia (art. 612 cod. pen.) e gli atti persecutori (art. 612-bis cod. pen.). E tutto ciò, sia badi, rigorosamente - e giustamente - prescindere dall'orientamento sessuale della vittima di siffatti delitti.<br />Dunque i membri della comunità Lgbt sono a tutti gli effetti tutelati «come tutti gli esseri umani sulla Terra». Non solo. In caso di aggressione ad una persona in ragione del suo orientamento sessuale, il giudice nell'emanare la propria sentenza può riconoscere delle aggravanti, che riguardano sia le motivazioni di tale gesto (l'aggravante dei motivi abietti e futili di cui all'art. 61 co. 1 n. 1 cod. pen), sia la possibilità che una simile violenza possa avvenire approfittando della vulnerabilità di un soggetto che, per esempio, fosse circondato da un gruppo di bulli (l'aggravante della c.d. minorata difesa).<br />Non è ancora finita. Con questo impianto normativo, l'Oscad - l'Osservatorio per la sicurezza contro gli atti discriminatori, operativo presso il Vimininale - esaminati gli atti contro le persone riconducibili alla minoranza Lgbt, ci dice che essi sono fortunatamente rarissimi. Al massimo qualche decina all'anno, in un Paese da 60 milioni di abitanti come l'Italia; e, attenzione, non v'è ragione alcuna di dubitare dell'attendibilità dell'Oscad dal momento che lo stesso ddl Zan prevedeva di affidare ad esso (all'articolo 10) funzioni di monitoraggio nella situazione nel Paese.<br />Da ultimo, andrebbe precisato un fatto - non solo per Lady Gaga, ma per tutti coloro che piangono la fine del ddl Zan alla stregua d'una tragedia nazionale -, e cioè che quella legge non aggiungeva diritti. Anzi, ne toglieva. A chi? A chi considera la famiglia come formata dal matrimonio tra un uomo ed una donna, a chi pensa che le cure ormonali per i "baby trans" siano un pericolo, a chi ritiene che l'utero in affitto sia un crimine. Tutte queste persone, infatti, se fosse passata la legge arcobaleno oggi sarebbero a rischio di sanzioni penali, peraltro assai pesanti. Sarebbe bello che un futuro ospite di Che tempo che fa, magari un po' informato, lo facesse presente.<br /><br />Nota di BastaBugie: ecco altre notizie sul "gaio" mondo gay... sempre meno gaio.<br /><br />LUFTHANSA ABBANDONA IL SALUTO ''SIGNORI E SIGNORE''<br />Salendo a bordo degli aerei Lufthansa e delle consociate (Swiss, Austrian Airlines, Brussels ed Eurowings) non si verrà più salutati con «Signori e signore benvenuti a bordo», bensì con il più inclusivo «Benvenuti a bordo». La portavoce della compagnia tedesca, Anja Stenger: «La diversità per noi non è una frase vuota, da ora vogliamo esprimere la nostra attenzione al linguaggio».<br />Anche grazie alle parole il conformismo neutralizzante e paralizzante della teoria del gender si sta diffondendo sempre più.<br />(Gender Watch News, 15-07-2021)<br /><br />VOGLIO ESSERE COREANO COME I TRANS CHE CAMBIANO SESSO<br />L'influencer inglese Oli London, spendendo ben 170mila euro, si è sottoposto a 18 interventi chirurgici per assomigliare ad un coreano. Tra questi interventi ricordiamo la plastica facciale, il rimodellamento delle sopracciglia e la modifica alla dentatura. L'obiettivo era quello di assomigliare alla popstar coreana Jimin dei BTS.<br />London, che inoltre si definisce non binario (ossia né maschio né femmina), ha spiegato: «Finalmente sono coreano! Ho effettuato la transizione. Sono così felice di aver completato il mio cambiamento. Sono stato intrappolato per otto anni in un corpo che non era il mio. Essere transessuale è come essere transraziale perché sei nato nel corpo sbagliato».<br />Qualcuno lo ha accusato di «appropriazione culturale». La sua risposta: «Questa è la mia cultura adesso. Il mio aspetto riflette questa cultura. Alcuni non capiranno, ma per chi ha seguito il mio viaggio negli ultimi otto anni, in cui sono stato molto infelice, questa notizia non suona come una novità».<br />Il discorso del confuso London non fa una piega: se io nonostante sia maschio posso diventare una femmina, allora significa che io, nonostante sia di etnia caucasica, posso diventare di etnia asiatica. Se critichiamo London per appropriazione culturale allora dovremmo criticare tutti i transessuali per appropriazione sessuale.<br />(Gender Watch News, 02-07-2021)<br /><br />IL BAVAGLIO LGBT ALLE FACOLTÀ DI MEDICINA<br />Il bavaglio arcobaleno non colpisce solo sacerdoti e cristiani, e sarebbe miope non rendersene conto. Tra le vittime eccellenti dell'ideologia gender, infatti, da tempo si segnala anche una realtà che con la religione e i presunti oscurantismi ha poco a che vedere: quella delle facoltà di medicina. A farlo presente, con interessanti approfondimenti, è la giornalista e scrittrice Katie Herzog, la quale si è messa a raccogliere testimonianze di professori e studenti che, il più delle volte, hanno preferito l'anonimato nel riferire ciò di cui sono stati testimoni.<br />Già questo, a ben vedere, è un particolare che fa riflettere e indicativo del clima che si respira oggi in certi atenei, ma andiamo avanti perché dalle indagini della Herzog sono emerse storie davvero incredibili. Per esempio, quella d'un professore che, nel bel mezzo di un recente corso di endocrinologia in una delle migliori facoltà di medicina dell'Università della California, ha ritenuto di fermarsi scusandos i per qualcosa che aveva detto all'nizio della lezione. Quell'offesa così grave da giustificare lo stop di una lezione universitaria erano tre semplici parole: «Donne in gravidanza». Sì perché secondo il dogma gender la gravidanza non è esperienza delle donne bensì di chi donna «si sente». Che l'affare sia serio è provato dal caso della parlamentare norvegese Jenny Klinge, recentemente denunciata per aver osato dire che «solo le donne possono partorire», cosa ovvia ma che di questi tempi ricade nella casistica del misgendering, configurandosi come crimine d'odio.<br />Ma torniamo all'inchiesta di Katie Herzog, la quale riferisce come ormai, nelle facoltà di medicina - dove cioè a dettar legge vi dovrebbero essere solo pubblicazioni scientifiche, evidenze empiriche e statistiche - vi siano insegnanti che, prima delle loro lezioni, si confrontano con membri delle associazioni Lgbt. Avete capito bene: per evitare brutte sorprese dall'inquisizione arcobaleno - che agita le accuse di «omofobia» e «transfobia» con impressionante disinvoltura - ci sono docenti universitari che quasi non entrano in aula, se prima non hanno la certezza di poterlo fare senza incorrere nella gogna mediatica; una cosa che non si vedeva neppure "ai tempi di Galileo", per dirla con un'espressione nota quanto abusata. Un'ulteriore conferma del clima di terrore che regna negli atenei statunitensi viene da quei professori che, per salvarsi la faccia, ricorrono addirittura alle scuse preventive.<br />«A un certo punto del semestre, un membro della facoltà ha inviato un'e-mail preventiva», racconta in proposito la Herzog, «avvertendo gli studenti delle prossime lezioni che esse contenevano un linguaggio che non si allineava con "l'approccio all'inclusione di genere e all'anti-oppressione di genere/sesso" della scuola». A quale linguaggio intollerante si alludesse è presto detto: quello includente l'espressione "donne in premenopausa". «In futuro, ha promesso il professore, questo sarebbe stato aggiornato a "persone in premenopausa"», ha riferito la giornalista, la cui indagine fa capire come l'accademicamente corretto stia mietendo almeno tre vittime eccellenti.<br />La prima vittima è senza dubbio la verità della differenza sessuale: si nasce maschi e femmine, e il fatto che oggi sia abbia paura di dirlo - facendo passare il dimorfismo sessuale come una sorta di opinione tra tante - nuoce al bene comune. In secondo luogo, vengono i tanti docenti che hanno visto rovinata o almeno ostacolata la loro carriera per aver assunto posizioni non gradite all'universo Lgbt. Herzog ne fa un elenco esteso: Lisa Littman, Ray Blanchard, Ken Zucker, Michael Bailey, Stephen Gliske, Jamie Feusner...<br />Infine, le terze vittime, ma non certo per importanza, dell'ideologia gender sono loro, i bambini.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/47624992</guid><pubDate>Tue, 23 Nov 2021 21:04:16 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/47624992/lady_gaga_piange_sul_fallimento_della_legge_zan.mp3" length="15455338" type="audio/mpeg"/><itunes:author>BastaBugie</itunes:author><itunes:subtitle>TESTO DELL'ARTICOLO ➜ http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6791

LADY GAGA PIANGE SUL FALLIMENTO DELLA LEGGE ZAN di Giuliano Guzzo
Ci mancava solo Lady Gaga, a piangere sull'affossamento del ddl Zan. É quanto avvenuto nell'ultima puntata di Che...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6791" rel="noopener">http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6791</a><br /><br />LADY GAGA PIANGE SUL FALLIMENTO DELLA LEGGE ZAN di Giuliano Guzzo<br />Ci mancava solo Lady Gaga, a piangere sull'affossamento del ddl Zan. É quanto avvenuto nell'ultima puntata di Che tempo che fa, su Rai2, nel corso della quale la star mondiale - in questi giorni in Italia per l'uscita della sua ultima opera cinematografica - ha dichiarato, appunto, il suo appoggio ai diritti civili e in particolare al defunto ddl Zan, la legge contro l'omotransfobia naufragata al Senato con la «tagliola».<br />«Volevo dire alla comunità Lgbtq+ qui in Italia che siete i più coraggiosi, siete i più gentili, i più generosi», sono state le parole dell'attrice e cantante, che ha pure aggiunto: «Dovete essere protetti a tutti i costi, come tutti gli esseri umani sulla Terra, e continuerò a scrivere musica per voi e a combattere per voi». Ora, siccome che non risulta che, dinnanzi a tali parole, il conduttore, Fabio Fazio abbia informato Lady Gaga che le persone, quali che siano le loro tendenze, sono già oggi protette «a tutti i costi, come tutti gli esseri umani sulla Terra», ci permettiamo di farlo noi.<br />Infatti la star evidentemente non sa - ed è normale sia così, non essendo l'Italia il suo Paese e non avendo lei una formazione da giurista - che già oggi, senza il compianto ddl Zan, il nostro ordinamento persegue i delitti contro la vita (art. 575 e ss. cod. pen.) e contro l'incolumità personale (art. 581 ss. cod. pen.), i delitti contro l'onore, come la diffamazione (art. 595 cod. pen.), i delitti contro la personalità individuale (art. 600 ss. cod. pen.), i delitti contro la libertà personale, come il sequestro di persona (art. 605 cod. pen.) o la violenza sessuale (art. 609 ss. cod. pen.), i delitti contro la libertà morale, come la violenza privata (art. 610 cod. pen.), la minaccia (art. 612 cod. pen.) e gli atti persecutori (art. 612-bis cod. pen.). E tutto ciò, sia badi, rigorosamente - e giustamente - prescindere dall'orientamento sessuale della vittima di siffatti delitti.<br />Dunque i membri della comunità Lgbt sono a tutti gli effetti tutelati «come tutti gli esseri umani sulla Terra». Non solo. In caso di aggressione ad una persona in ragione del suo orientamento sessuale, il giudice nell'emanare la propria sentenza può riconoscere delle aggravanti, che riguardano sia le motivazioni di tale gesto (l'aggravante dei motivi abietti e futili di cui all'art. 61 co. 1 n. 1 cod. pen), sia la possibilità che una simile violenza possa avvenire approfittando della vulnerabilità di un soggetto che, per esempio, fosse circondato da un gruppo di bulli (l'aggravante della c.d. minorata difesa).<br />Non è ancora finita. Con questo impianto normativo, l'Oscad - l'Osservatorio per la sicurezza contro gli atti discriminatori, operativo presso il Vimininale - esaminati gli atti contro le persone riconducibili alla minoranza Lgbt, ci dice che essi sono fortunatamente rarissimi. Al massimo qualche decina all'anno, in un Paese da 60 milioni di abitanti come l'Italia; e, attenzione, non v'è ragione alcuna di dubitare dell'attendibilità dell'Oscad dal momento che lo stesso ddl Zan prevedeva di affidare ad esso (all'articolo 10) funzioni di monitoraggio nella situazione nel Paese.<br />Da ultimo, andrebbe precisato un fatto - non solo per Lady Gaga, ma per tutti coloro che piangono la fine del ddl Zan alla stregua d'una tragedia nazionale -, e cioè che quella legge non aggiungeva diritti. Anzi, ne toglieva. A chi? A chi considera la famiglia come formata dal matrimonio tra un uomo ed una donna, a chi pensa che le cure ormonali per i "baby trans" siano un pericolo, a chi ritiene che l'utero in affitto sia un crimine. Tutte queste persone, infatti, se fosse passata la legge arcobaleno oggi sarebbero a rischio di sanzioni penali, peraltro assai pesanti. Sarebbe bello che un futuro ospite di...]]></itunes:summary><itunes:duration>966</itunes:duration><itunes:keywords>coreano,ddlzan,fazio,inclusivo,ladygaga,oscad</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/fae60f4c9f834b4209149e929ae3c3b1.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Dopo la sconfitta della legge Zan la lobby gay riparte all'attacco</title><link>https://www.spreaker.com/episode/dopo-la-sconfitta-della-legge-zan-la-lobby-gay-riparte-all-attacco--47506149</link><description><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6789" rel="noopener">http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6789</a><br /><br />DOPO LA SCONFITTA DELLA LEGGE ZAN, LA LOBBY GAY RIPARTE ALL'ATTACCO di Luca Marcolivio<br />Che la questione omofobia non si sarebbe esaurita con la bocciatura del ddl Zan a Palazzo Madama, era più che certo. La piega che sta prendendo a meno di una settimana dal voto in Senato, era però difficile da prevedere. Gli attivisti lgbt e i parlamentari di sinistra non accettano la sconfitta e ora puntano tutto su una propaganda che batterà il territorio palmo a palmo. Primo obiettivo: la parte più vulnerabile e manipolabile dell'opinione pubblica, ovvero i giovanissimi.<br />L'onorevole Alessandro Zan non ha perso tempo e la scorsa settimana è volato a Oristano, dove ha parlato davanti a 250 studenti (senza contare quelli collegati virtualmente) del liceo classico "De Castro". La scelta non è casuale: la città sarda si appresta ad ospitare il suo primo Pride, che, con tutta probabilità, avrà il suo frontman proprio nel principale relatore del disegno di legge naufragato in Senato mercoledì scorso.<br />Zan ha fretta di raccogliere le munizioni e tornare quanto prima nella trincea parlamentare. «Fra sei mesi si ricomincia: la legge torna in commissione e noi ripartiamo portando avanti, come sempre, la nostra battaglia - ha detto il deputato dem agli studenti oristanesi -. Sfrutteremo fino all'ultimo minuto utile la legislatura mettendoci tutte le nostre forze per far approvare questa legge».<br />Va da sé che il discorso dell'onorevole Zan al liceo "De Castro" è stato totalmente privo di contraddittorio. Praticamente un comizio. A fiancheggiare e sostenere il parlamentare, due docenti dello stesso istituto, uno dei quali, secondo la stampa locale, si è soffermato sul presunto «altissimo tasso di suicidio» tra i giovani omosessuali. Il dirigente scolastico, poi, ha definito l'incontro con Zan «uno dei momenti più belli vissuti in questa scuola».<br />Nel suo discorso, il deputato dem ha attaccato Matteo Renzi, accusandolo di cercare di «giustificare l'ingiustificabile. Italia Viva si è sfilata al Senato allineandosi ai sovranisti nostrani, esattamente come Forza Italia, e l'ha fatto per altre logiche. Scelta ancora più grave - ha commentato - perché non si specula politicamente sulla vita delle persone».<br />L'iniziativa di Zan è stata fortemente criticata da tre deputate di Fratelli d'Italia. Secondo la vicecapogruppo alla Camera, Wanda Ferro, si tratta di «un episodio già di per sé grave, reso inaccettabile dal fatto che il deputato abbia utilizzato una scuola per rivolgere attacchi, senza contraddittorio, alle forze politiche che in Parlamento hanno bocciato, voglio ricordare legittimamente, la sua proposta di legge contro l'omotransfobia». L'onorevole Ferro ha quindi sollecitato «un intervento del presidente della Camera Roberto Fico in difesa dell'autonomia e della libertà di voto dei deputati che in nessun modo possono essere condizionate o minacciate».<br />Da parte loro, le onorevoli Paola Frassinetti e Carmela Bucalo, rispettivamente vicepresidente della Commissione Cultura e responsabile istruzione FdI e responsabile scuola FdI, hanno denunciato la disparità di trattamento riservata alla leader di Fratelli d'Italia, Giorgia Meloni, che, nei mesi scorsi era stata invitata a parlare in un liceo in Sicilia. «Nel primo caso un deputato va per parlare di una sua proposta di legge peraltro appena respinta - hanno dichiarato le parlamentari FdI - nel secondo Giorgia Meloni avrebbe dovuto presentare il suo libro in un progetto che prevedeva che un autore presentasse un libro». Frassinetti e Bucalo hanno quindi annunciato un'interrogazione al ministro dell'Istruzione, Patrizio Bianchi «per capire come si sono precisamente svolti i fatti e come mai nelle scuole si usano metodi diversi a seconda del partito al quale appartiene il parlamentare invitato».<br /><br />Nota di BastaBugie: ecco altre notizie sulle rivincite del mondo LGBT, dopo la sconfitta della non approvazione della legge Zan.<br /><br />GOVERNO DONA 4 MILIONI PER CASE RIFUGIO GAY<br />Il governo ha stanziato 4 milioni a favore di associazioni e comuni "per la selezione di progetti per la costituzione di centri contro le discriminazioni motivate da orientamento sessuale e identità di genere", si legge nel relativo decreto del 2020.<br />Tra le 37 associazioni vi sono il Gay center gay help line (180mila euro), Spazio aperto servizi coop (168.073) il Movimento omosessuale sardo (100mila), Quore aps (180mila), Caleidos coop sociale (180.000), Arcigay nazionale 'ass. lesbica e gay italiana' (100.000), I ken onlus (180mila), Circolo Mieli (100mila).<br />Poi i comuni di Ravenna 79 (86.000), Ragusa (99.820), Padova (97.140), Livorno (100mila), e ancora San Giorgio a Cremano, Avellino, Campobasso e Albano Laziale.<br />Soldi dei contribuenti destinati ad opere di cui sarebbe bene verificare la necessità dato che atti di discriminazioni a danno di persone omosessuali e transessuali non sono così numerosi da obbligare a destinare così tanti immobili a tale scopo.<br />(Gender Watch News, 11 novembre 2021)<br /><br />RIECCO IL BAVAGLIO DA DDL ZAN NEL CODICE DELLA STRADA<br />La scorsa settimana la Camera ha approvato il Decreto-legge Infrastrutture con cui il legislatore ha ritoccato il Codice della strada (Cds). Nell'esame del provvedimento arrivato nelle Commissioni riunite Ambiente e Trasporti si è fatto largo un emendamento delle relatrici Alessia Rotta (Pd) e Raffaella Paita (Italia Viva) nel quale viene "vietata sulle strade e sui veicoli qualsiasi forma di pubblicità il cui contenuto proponga messaggi sessisti o violenti o stereotipi di genere offensivi o messaggi lesivi del rispetto delle libertà individuali, dei diritti civili e politici, del credo religioso o dell'appartenenza etnica oppure discriminatori con riferimento all'orientamento sessuale, all'identità di genere o alle abilità fisiche e psichiche".<br />Dunque, la formula sull'identità di genere, già inserita nell'articolo 1 del Ddl Zan e causa di mal di pancia anche a sinistra che hanno poi portato all'affossamento in Senato del disegno di legge, ha fatto la sua ricomparsa per vietare pubblicità considerate offensive. Nel caso di violazione della norma, l'autorizzazione per la pubblicità potrà essere revocata immediatamente.<br />Per Raffaella Paita, presidente renziana della Commissione Trasporti, "la norma rappresenta una doverosa conquista di civiltà utile a impedire che gli spostamenti lungo le nostre strade possano essere occasione per promuovere campagne contro il genere femminile o lanciare messaggi violenti". Non è dello stesso avviso l'associazione Pro Vita & Famiglia, promotrice in passato di pubblicità contro aborto, eutanasia e gender nelle scuole che avevano fatto parecchio discutere e che rischiano, con questa norma, di essere oggetto di facile censura. Un loro maxi-manifesto a Roma contro l'interruzione di gravidanza, dopo giorni di polemiche, era stato fatto rimuovere dall'amministrazione comunale allora guidata da Virginia Raggi. In un comunicato, Pro Vita & Famiglia ha criticato l'approvazione dell'emendamento al Dl Infrastrutture, chiedendosi se "sarà ancora possibile affermare in una pubblicità che i bambini sono maschi e le bambine sono femmine" o "che un bambino nasce da una mamma e un papà". L'associazione ha anche chiesto di eliminare il riferimento all'identità di genere "altrimenti - si legge nella nota - realtà, partiti politici o associazioni finora libere come la nostra avranno la bocca chiusa da una censura figlia della volontà di allineare tutti al pensiero unico".<br />Lucio Malan, senatore di Fratelli d'Italia, ha criticato l'inserimento "piratesco" dell'emendamento all'interno di un decreto-legge sulla sicurezza e circolazione stradale. L'esponente del partito di Giorgia Meloni, inoltre, ha criticato la presidenza della Camera per non aver ritenuto estraneo alla materia del decreto-legge il contenuto dell'emendamento delle relatrici.<br />Dopo l'ok alla Camera, [...] il Senato ha votato la fiducia (190 sì, 34 no) posta sul Dl Infrastrutture, che così è diventato legge. [...]<br />Toccherà al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti emanare le direttive per l'applicazione della norma. E quindi, probabilmente, anche decidere cosa si debba intendere per "messaggi sessisti o violenti o stereotipi di genere offensivi o messaggi lesivi o discriminatori". Discriminatori anche in riferimento a quell'identità di genere che, votando a favore della 'tagliola' sul Ddl Zan, il Senato aveva respinto la scorsa settimana.<br />Pro Vita & Famiglia ha diffuso un nuovo comunicato, spiegando che il Governo Draghi "ha approvato un Ddl Zan mascherato. Da oggi avremo il bavaglio per le nostre opinioni".<br />(Gender Watch News, 5 novembre 2021)]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/47506149</guid><pubDate>Tue, 16 Nov 2021 22:26:18 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/47506149/dopo_la_sconfitta_della_legge_zan_la_lobby_gay_riparte_all_attacco.mp3" length="11694542" type="audio/mpeg"/><itunes:author>BastaBugie</itunes:author><itunes:subtitle>TESTO DELL'ARTICOLO ➜ http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6789

DOPO LA SCONFITTA DELLA LEGGE ZAN, LA LOBBY GAY RIPARTE ALL'ATTACCO di Luca Marcolivio
Che la questione omofobia non si sarebbe esaurita con la bocciatura del ddl Zan a Palazzo...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6789" rel="noopener">http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6789</a><br /><br />DOPO LA SCONFITTA DELLA LEGGE ZAN, LA LOBBY GAY RIPARTE ALL'ATTACCO di Luca Marcolivio<br />Che la questione omofobia non si sarebbe esaurita con la bocciatura del ddl Zan a Palazzo Madama, era più che certo. La piega che sta prendendo a meno di una settimana dal voto in Senato, era però difficile da prevedere. Gli attivisti lgbt e i parlamentari di sinistra non accettano la sconfitta e ora puntano tutto su una propaganda che batterà il territorio palmo a palmo. Primo obiettivo: la parte più vulnerabile e manipolabile dell'opinione pubblica, ovvero i giovanissimi.<br />L'onorevole Alessandro Zan non ha perso tempo e la scorsa settimana è volato a Oristano, dove ha parlato davanti a 250 studenti (senza contare quelli collegati virtualmente) del liceo classico "De Castro". La scelta non è casuale: la città sarda si appresta ad ospitare il suo primo Pride, che, con tutta probabilità, avrà il suo frontman proprio nel principale relatore del disegno di legge naufragato in Senato mercoledì scorso.<br />Zan ha fretta di raccogliere le munizioni e tornare quanto prima nella trincea parlamentare. «Fra sei mesi si ricomincia: la legge torna in commissione e noi ripartiamo portando avanti, come sempre, la nostra battaglia - ha detto il deputato dem agli studenti oristanesi -. Sfrutteremo fino all'ultimo minuto utile la legislatura mettendoci tutte le nostre forze per far approvare questa legge».<br />Va da sé che il discorso dell'onorevole Zan al liceo "De Castro" è stato totalmente privo di contraddittorio. Praticamente un comizio. A fiancheggiare e sostenere il parlamentare, due docenti dello stesso istituto, uno dei quali, secondo la stampa locale, si è soffermato sul presunto «altissimo tasso di suicidio» tra i giovani omosessuali. Il dirigente scolastico, poi, ha definito l'incontro con Zan «uno dei momenti più belli vissuti in questa scuola».<br />Nel suo discorso, il deputato dem ha attaccato Matteo Renzi, accusandolo di cercare di «giustificare l'ingiustificabile. Italia Viva si è sfilata al Senato allineandosi ai sovranisti nostrani, esattamente come Forza Italia, e l'ha fatto per altre logiche. Scelta ancora più grave - ha commentato - perché non si specula politicamente sulla vita delle persone».<br />L'iniziativa di Zan è stata fortemente criticata da tre deputate di Fratelli d'Italia. Secondo la vicecapogruppo alla Camera, Wanda Ferro, si tratta di «un episodio già di per sé grave, reso inaccettabile dal fatto che il deputato abbia utilizzato una scuola per rivolgere attacchi, senza contraddittorio, alle forze politiche che in Parlamento hanno bocciato, voglio ricordare legittimamente, la sua proposta di legge contro l'omotransfobia». L'onorevole Ferro ha quindi sollecitato «un intervento del presidente della Camera Roberto Fico in difesa dell'autonomia e della libertà di voto dei deputati che in nessun modo possono essere condizionate o minacciate».<br />Da parte loro, le onorevoli Paola Frassinetti e Carmela Bucalo, rispettivamente vicepresidente della Commissione Cultura e responsabile istruzione FdI e responsabile scuola FdI, hanno denunciato la disparità di trattamento riservata alla leader di Fratelli d'Italia, Giorgia Meloni, che, nei mesi scorsi era stata invitata a parlare in un liceo in Sicilia. «Nel primo caso un deputato va per parlare di una sua proposta di legge peraltro appena respinta - hanno dichiarato le parlamentari FdI - nel secondo Giorgia Meloni avrebbe dovuto presentare il suo libro in un progetto che prevedeva che un autore presentasse un libro». Frassinetti e Bucalo hanno quindi annunciato un'interrogazione al ministro dell'Istruzione, Patrizio Bianchi «per capire come si sono precisamente svolti i fatti e come mai nelle scuole si usano metodi diversi a seconda del partito al quale appartiene il parlamentare invitato».<br /><br />Nota di...]]></itunes:summary><itunes:duration>731</itunes:duration><itunes:keywords>bavaglio,liceo,ministero,pride,zan</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/9a3b23c10549599db169b56051fd5234.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>L'unico senatore gay era contrario alla legge Zan, ma Letta e il PD l'hanno emarginato</title><link>https://www.spreaker.com/episode/l-unico-senatore-gay-era-contrario-alla-legge-zan-ma-letta-e-il-pd-l-hanno-emarginato--47280192</link><description><![CDATA[VIDEO: Genitore 1 Genitore 2 (applicato alle canzoni) ➜ <a href="https://www.youtube.com/watch?v=ZkSTMft1gBE&list=PLolpIV2TSebVSarVSJS-Gy5hJo3_40bhI" rel="noopener">https://www.youtube.com/watch?v=ZkSTMft1gBE&list=PLolpIV2TSebVSarVSJS-Gy5hJo3_40bhI</a><br /><br />TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6774" rel="noopener">http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6774</a><br /><br />L'UNICO SENATORE GAY ERA CONTRARIO ALLA LEGGE ZAN, MA LETTA E IL PD L'HANNO EMARGINATO<br />Il ddl Zan «malfatto, vecchio e medioevale», voleva istituire «un reato d'opinione». Un affondo durissimo, senza mezzi termini. Ciò che rende queste parole ancora più pesanti ed eloquenti è il fatto che a pronunciarle non è un esponente del centro destra o un fervente sostenitore delle battaglie pro family, ma è Tommaso Cerno, «unico gay dichiarato in Senato», come egli stesso afferma, ed esponente di spicco del Partito Democratico.<br />Una critica pesantissima non solo al disegno di legge ma anche al suo stesso partito. In un'intervista a Libero il senatore non ha quindi nascosto il suo dissenso dalla battaglia intrapresa dai dem, e fallita mercoledì. «Ho ripetuto in tutte le salse che quel testo aveva molti difetti, che rischiava di istituire un grottesco e sbagliato reato di opinione, che poteva essere migliorato. Invece lo hanno proclamato intoccabile, come se Zan fosse Mosè e il suo ddl fossero le tavole della legge dettate dal dio dei gay».<br />Cerno ha inoltre denunciato un vero e proprio boicottaggio nei suoi confronti. «Mi hanno escluso da qualsiasi tavolo sulla questione, nonostante io sia l'unico gay dichiarato di Palazzo Madama, perché contestavo il merito della legge e la linea dem del tutto o niente. Sono arrivati persino a telefonare alle trasmissioni tv che mi invitavano, per dissuaderle. Mercoledì ho chiesto di intervenire in aula e mi è stato detto che era un dibattito solo procedurale e non serviva. Si sono comportati da omofobi, loro che si dipingono come omofili».<br />Infine, secondo il senatore Pd, che non ha partecipato al voto (per «per non passare per boicottatore a voto segreto») i franchi tiratori sono stati molti di più di quelli che si pensano. Circa una trentina. «Enrico Letta - conclude Cerno - dà tutta la colpa a Renzi, ma molti franchi tiratori venivano dal Pd: alcuni perché condividevano le mie critiche al testo, altri perché molto cattolici e quindi contrari in toto».<br /><br />Nota di BastaBugie: Luca Marcolivio nell'articolo seguente dal titolo "Smontiamo la fake news sui gay in pericolo" spiega perché il ddl Zan era inutile. Nessuna emergenza visto che le tutele già esistono. Per tutti. Non solo per qualcuno.<br />Ecco l'articolo completo pubblicato su La Nuova Bussola Quotidiana il 29 ottobre 2021:<br />Ora che il disegno di legge Zan sull'omotransfobia è stato bocciato in Senato, si leva l'indignazione di politici ed influencer al grido di «l'Italia torna indietro», «l'Italia regredisce» e, soprattutto, «ora omosessuali e transessuali sono in pericolo, negati diritti civili».<br />Vere e proprie Fake News, costruite ad arte da chi è ideologicamente in malafede oppure riprese e ripubblicate da chi, ahinoi, non è bene informato. Innanzitutto, infatti, occorre chiarire senza mezzi termini due concetti ben precisi. Il primo: nessuna persona - omosessuale, eterosessuale, transessuale che sia - è ora in pericolo. Il secondo: il ddl Zan non era e non è mai stato un disegno di legge sui "diritti" (quelli, appunto, ci sono già), ma sulle pene da infliggere.<br />Torniamo quindi nello specifico delle fake news che hanno accompagnato la propaganda pro-Ddl Zan e che ora stanno tornando fuori come se l'Italia fosse tornata davvero indietro nel tempo. Si parla infatti di «necessità di tutele specifiche», di «emergenza sociale» e di «lacune nomative».<br />Ma non esiste niente di tutto ciò!<br />Per i sostenitori del ddl Zan una legge servirebbe appunto per l'esistenza di un'emergenza sociale determinata da numerose offese ai danni delle persone omosessuali o transessuali e per l'assenza di norme a tutela di queste persone, proprio per le offese (o le aggressioni) a loro rivolte a causa dell'orientamento sessuale. Tuttavia, queste ragioni sono smentite da dati statistici e normativi.<br />Non vi è infatti alcuna emergenza sociale. Gli ultimi dati forniti dal Ministero dell'Interno attraverso l'Osservatorio per la Sicurezza Contro gli Atti Discriminatori (OSCAD) riportano un quadro ben diverso da quello rappresentato dai sostenitori del ddl Zan. Dal settembre 2010 al dicembre 2018, infatti (dunque nell'arco di ben otto anni) su 1515 segnalazioni relative a "Hate Crime", cioè reati d'odio, solo il 13% (197) sono stati motivati dall'orientamento sessuale e solo l'1% (15) per l'identità di genere. Gli altri reati sono stati invece collegati a disabilità (8%, 118 segnalazioni); religione (19%, 286 segnalazioni) e soprattutto - questa sì che è una vera emergenza - per motivi etnici, con il 59%, quasi 900 segnalazioni.<br />Giustamente, però, c'è chi afferma che al di là dei dati anche solo un atto di violenza, aggressioni o discriminazione va perseguito e punito, per tutelare davvero chiunque. Ecco quindi che diventa doveroso smontare la seconda fake news, quella sulle lacune normative.<br />Il nostro ordinamento, infatti, tutela già la vita, l'onore e l'incolumità delle persone, senza operare alcuna distinzione circa la vittima del reato, nel rispetto del principio di eguaglianza. Questo è possibile grazie ai seguenti articoli dei Codice Penale.<br />L'articolo 575 stabilisce che «chiunque cagiona la morte di un uomo è punito con la reclusione» (inutile, forse, sottolineare che la parola "uomo" è intesa dal legislatore come qualsiasi persona). Idem l'articolo 581: «chiunque percuote taluno è punito con la reclusione».<br />Nella stessa direzione va l'articolo 595 che prevede che «chiunque comunicando con più persone offende l'altrui reputazione è punito con la reclusione», mentre l'articolo 61, comma 1, n.1 stabilisce che «l'avere agito per motivi abietti e futili» è una circostanza aggravante che può ovviamente applicarsi anche alle offese rivolte ad una persona per il suo orientamento sessuale.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/47280192</guid><pubDate>Tue, 02 Nov 2021 23:03:50 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/47280192/l_unico_senatore_gay_era_contrario_alla_legge_zan_ma_letta_e_il_pd_l_hanno_emarginato.mp3" length="8473330" type="audio/mpeg"/><itunes:author>BastaBugie</itunes:author><itunes:subtitle>VIDEO: Genitore 1 Genitore 2 (applicato alle canzoni) ➜ https://www.youtube.com/watch?v=ZkSTMft1gBE&amp;list=PLolpIV2TSebVSarVSJS-Gy5hJo3_40bhI

TESTO DELL'ARTICOLO ➜ http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6774

L'UNICO SENATORE GAY ERA CONTRARIO...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[VIDEO: Genitore 1 Genitore 2 (applicato alle canzoni) ➜ <a href="https://www.youtube.com/watch?v=ZkSTMft1gBE&list=PLolpIV2TSebVSarVSJS-Gy5hJo3_40bhI" rel="noopener">https://www.youtube.com/watch?v=ZkSTMft1gBE&list=PLolpIV2TSebVSarVSJS-Gy5hJo3_40bhI</a><br /><br />TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6774" rel="noopener">http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6774</a><br /><br />L'UNICO SENATORE GAY ERA CONTRARIO ALLA LEGGE ZAN, MA LETTA E IL PD L'HANNO EMARGINATO<br />Il ddl Zan «malfatto, vecchio e medioevale», voleva istituire «un reato d'opinione». Un affondo durissimo, senza mezzi termini. Ciò che rende queste parole ancora più pesanti ed eloquenti è il fatto che a pronunciarle non è un esponente del centro destra o un fervente sostenitore delle battaglie pro family, ma è Tommaso Cerno, «unico gay dichiarato in Senato», come egli stesso afferma, ed esponente di spicco del Partito Democratico.<br />Una critica pesantissima non solo al disegno di legge ma anche al suo stesso partito. In un'intervista a Libero il senatore non ha quindi nascosto il suo dissenso dalla battaglia intrapresa dai dem, e fallita mercoledì. «Ho ripetuto in tutte le salse che quel testo aveva molti difetti, che rischiava di istituire un grottesco e sbagliato reato di opinione, che poteva essere migliorato. Invece lo hanno proclamato intoccabile, come se Zan fosse Mosè e il suo ddl fossero le tavole della legge dettate dal dio dei gay».<br />Cerno ha inoltre denunciato un vero e proprio boicottaggio nei suoi confronti. «Mi hanno escluso da qualsiasi tavolo sulla questione, nonostante io sia l'unico gay dichiarato di Palazzo Madama, perché contestavo il merito della legge e la linea dem del tutto o niente. Sono arrivati persino a telefonare alle trasmissioni tv che mi invitavano, per dissuaderle. Mercoledì ho chiesto di intervenire in aula e mi è stato detto che era un dibattito solo procedurale e non serviva. Si sono comportati da omofobi, loro che si dipingono come omofili».<br />Infine, secondo il senatore Pd, che non ha partecipato al voto (per «per non passare per boicottatore a voto segreto») i franchi tiratori sono stati molti di più di quelli che si pensano. Circa una trentina. «Enrico Letta - conclude Cerno - dà tutta la colpa a Renzi, ma molti franchi tiratori venivano dal Pd: alcuni perché condividevano le mie critiche al testo, altri perché molto cattolici e quindi contrari in toto».<br /><br />Nota di BastaBugie: Luca Marcolivio nell'articolo seguente dal titolo "Smontiamo la fake news sui gay in pericolo" spiega perché il ddl Zan era inutile. Nessuna emergenza visto che le tutele già esistono. Per tutti. Non solo per qualcuno.<br />Ecco l'articolo completo pubblicato su La Nuova Bussola Quotidiana il 29 ottobre 2021:<br />Ora che il disegno di legge Zan sull'omotransfobia è stato bocciato in Senato, si leva l'indignazione di politici ed influencer al grido di «l'Italia torna indietro», «l'Italia regredisce» e, soprattutto, «ora omosessuali e transessuali sono in pericolo, negati diritti civili».<br />Vere e proprie Fake News, costruite ad arte da chi è ideologicamente in malafede oppure riprese e ripubblicate da chi, ahinoi, non è bene informato. Innanzitutto, infatti, occorre chiarire senza mezzi termini due concetti ben precisi. Il primo: nessuna persona - omosessuale, eterosessuale, transessuale che sia - è ora in pericolo. Il secondo: il ddl Zan non era e non è mai stato un disegno di legge sui "diritti" (quelli, appunto, ci sono già), ma sulle pene da infliggere.<br />Torniamo quindi nello specifico delle fake news che hanno accompagnato la propaganda pro-Ddl Zan e che ora stanno tornando fuori come se l'Italia fosse tornata davvero indietro nel tempo. Si parla infatti di «necessità di tutele specifiche», di «emergenza sociale» e di «lacune nomative».<br />Ma non esiste niente di tutto ciò!<br />Per i sostenitori del ddl Zan una legge servirebbe appunto per l'esistenza di un'emergenza...]]></itunes:summary><itunes:duration>530</itunes:duration><itunes:keywords>cerno,ddlzan,fakenews,letta,omotransfobia</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e55ea759aaeef9595f7d87246a9d2799.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Con la dittatura gay niente libertà  di parola e cambio di sesso a 4 anni</title><link>https://www.spreaker.com/episode/con-la-dittatura-gay-niente-liberta-di-parola-e-cambio-di-sesso-a-4-anni--46416917</link><description><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6721" rel="noopener">http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6721</a><br /><br />CON LA DITTATURA GAY NIENTE LIBERTA' DI PAROLA E CAMBIO DI SESSO A 4 ANNI<br />La Scozia approva una legge contro i crimini d'odio, ma che in realtà sanziona anche le osservazioni fatte in privato mentre in Italia un professore viene licenziato per un post su facebook (e ancora non c'è la legge Zan)<br />di Luca Volontè<br />La Scozia, una volta rinomata come la patria della filosofia del buon senso, sta lentamente impazzendo nell'andar dietro alla tirannia LGBTI. La femminista scozzese Marion Miller è stata accusata di crimini d'odio dopo aver pubblicato dei presunti tweet "omofobici e transfobici".<br />In uno spaventoso assalto alla libertà di parola, la Scozia ha approvato una legge poco nota contro i "crimini d'odio" che non solo sanziona le dichiarazioni pubbliche ma anche le osservazioni fatte in privato. In pratica, naturalmente, proteggerà principalmente quelle minoranze che più probabilmente si lamenteranno di ciò che ‘sentono' come offese contro di loro. Lungi dallo sradicare l'"odio" in Scozia, hanno semplicemente creato una nuova aristocrazia che non deve essere offesa per nessun motivo.<br />Ancora, il governo scozzese ha anche chiesto ai suoi 8.000 dipendenti pubblici di "impegnarsi per includere tutti i pronomi nelle loro comunicazioni, inclusi i pronomi gender fluid". Come se non bastasse, la Scozia permetterà ai bambini di quattro anni di cambiare il loro nome e genere a scuola senza il consenso dei loro genitori. Secondo le nuove linee guida del governo sull'inclusività, infatti, è possibile "dirsi" come transgender "a qualsiasi età" e le opinioni dei giovani dovrebbero essere rispettate se non vogliono che i loro genitori siano informati.<br />Non sorprende che molti chiedano un "ritorno al buon senso". Nel frattempo, infatti, contro questa assurda nuova politica inclusiva scolastica si sono levate molte voci autorevoli. Marion Calder, co-direttore del gruppo di campagna ‘For Women Scotland', ha descritto la nuova guida del governo come "molto, molto preoccupante" e ha accusato il governo scozzese di portare avanti una "ideologia pericolosa".<br />Critiche sono state mosse anche all'affidabilità delle statistiche sul suicidio tra i giovani transgender utilizzate nel documento. Lucy Hunter Blackburn, un tempo capo della divisione per l'istruzione superiore del governo, ha descritto i dati come "irresponsabili" e "incredibilmente insensati". Il vicedirettore del Christian Institute Simon Calvert ha detto: "La questione di come aiutare al meglio i bambini e i giovani confusi sul loro genere è enormemente controversa. Il fatto che il governo scozzese si schieri così fermamente dalla parte degli attivisti trans è un male per le scuole, le famiglie e la società".<br /><br />Nota di BastaBugie: nell'articolo seguente dal titolo "Critica il ddl Zan, insegnante di religione trasferito" si parla della situazione in Italia in vista dell'approvazione della legge Zan che toglierà il diritto di parola anche nel nostro Paese.<br />Ecco l'articolo completo pubblicato su La Nuova Bussola Quotidiana il 29-07-2021:<br />Ddl Zan o non ddl Zan, nel nostro Paese è già rischioso - pure sotto il profilo lavorativo - esporsi contro la legge arcobaleno e, in generale, le rivendicazioni Lgbt. E anche un post su Facebook può costare caro. Lo prova la vicenda di Piergiorgio Dellagiulia, 46 anni, professore di religione cattolica presso l'Istituto Statale Velso Mucci di Bra (Cuneo), il quale, suo malgrado, si è ritrovato protagonista di una vicenda che ha del surreale.<br />Sì, perché questo insegnante non ha fatto nulla verso i suoi allievi o nelle sue aule che contrasti col suo ruolo di insegnante di religione (cattolica) o la sua etica professionale. Al contrario, si è limitato, in particolare su un gruppo Facebook molto letto dai cittadini braidesi, a condividere degli articoli critici sul ddl Zan; il che non solo è consentito, ma risulta perfettamente in linea sia con gli insegnamenti della Chiesa Cattolica, sia con la stessa posizione della Santa Sede, formulata nero su bianco con la nota diplomatica al Governo italiano dello scorso 17 giugno.<br />Ebbene, solo per questo, per essersi cioè esposto sui social contro il ddl Zan ancora lo scorso aprile, Dellagiulia è stato inondato di critiche. Fin qui tutto normale, dato che a prendere le distanze dai cosiddetti "diritti civili", come noto, si rischiano anche via social le proteste dei paladini del «love is love». Il punto è che a tali prese di distanza dall'insegnante di religione si è accodato, dalla pagina Facebook dell'Istituto, addirittura il preside della scuola superiore, il professor Gianluca Moretti. Lo scorso 15 aprile, il dirigente ha infatti fatto pubblicare un post dove, ricordato l'articolo 3 della Costituzione - mai messo in discussione da nessuno, tanto meno dal professore di religione -, si è messo nero su bianco che «il nostro istituto prende apertamente le distanze da opinioni espresse da un nostro Dipendente, a titolo strettamente personale». Insomma, Dellagiulia è stato scaricato pubblicamente dalla scuola per le sue idee.<br />Sarebbe il caso di ricordare a questo preside che, anche se non piace ai sostenitori del ddl Zan, esiste pure l'articolo 21 della Costituzione, ma non attardiamoci perché la vicenda non è ancora conclusa. Giovedì 8 luglio Dellagiulia è stato infatti convocato, al mattino, presso l'Ufficio scuola della diocesi di Torino, a colloquio col direttore, don Roberto Gottardo. In quella sede, a seguito anche d'un confronto sull'accaduto, al docente è stato annunciato che presto sarà assegnato ad altra scuola.<br />Così Dellagiulia quasi sicuramente dovrà lasciare l'Istituto da dove ha insegnato per 16 anni. Ufficialmente, il motivo della nuova assegnazione è il calo dei giovani che si avvalgono dell'ora di religione; in effetti, una riduzione significativa si è registrata, specie negli ultimi due anni. Tuttavia, è difficile non immaginare un collegamento tra tale pur motivato spostamento di cattedra e il fatto poc'anzi ricordato, con la manifestata contrarietà al ddl Zan che era già costata all'insegnante piemontese addirittura un apposito post, come si diceva, di pubblica presa di distanze sulla pagina della scuola. Un post che, riletto col senno di poi, suona come presagio di ciò che sarebbe poi accaduto.<br />Ecco che allora la vicenda riassume alla perfezione che clima pesante, per chi abbia certe idee, si sta instaurando nel Paese; a meno che, va da sé, non si sia pronti a rischiare la propria reputazione e qualcosa di più. Ma c'è da ritenere che i critici verso le rivendicazioni Lgbt sceglieranno sempre più l'autocensura.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/46416917</guid><pubDate>Tue, 07 Sep 2021 20:44:17 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/46416917/con_la_dittatura_gay_niente_libert_di_parola_e_cambio_di_sesso_a_4_anni.mp3" length="7986408" type="audio/mpeg"/><itunes:author>BastaBugie</itunes:author><itunes:subtitle>TESTO DELL'ARTICOLO ➜ http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6721

CON LA DITTATURA GAY NIENTE LIBERTA' DI PAROLA E CAMBIO DI SESSO A 4 ANNI
La Scozia approva una legge contro i crimini d'odio, ma che in realtà sanziona anche le osservazioni...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6721" rel="noopener">http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6721</a><br /><br />CON LA DITTATURA GAY NIENTE LIBERTA' DI PAROLA E CAMBIO DI SESSO A 4 ANNI<br />La Scozia approva una legge contro i crimini d'odio, ma che in realtà sanziona anche le osservazioni fatte in privato mentre in Italia un professore viene licenziato per un post su facebook (e ancora non c'è la legge Zan)<br />di Luca Volontè<br />La Scozia, una volta rinomata come la patria della filosofia del buon senso, sta lentamente impazzendo nell'andar dietro alla tirannia LGBTI. La femminista scozzese Marion Miller è stata accusata di crimini d'odio dopo aver pubblicato dei presunti tweet "omofobici e transfobici".<br />In uno spaventoso assalto alla libertà di parola, la Scozia ha approvato una legge poco nota contro i "crimini d'odio" che non solo sanziona le dichiarazioni pubbliche ma anche le osservazioni fatte in privato. In pratica, naturalmente, proteggerà principalmente quelle minoranze che più probabilmente si lamenteranno di ciò che ‘sentono' come offese contro di loro. Lungi dallo sradicare l'"odio" in Scozia, hanno semplicemente creato una nuova aristocrazia che non deve essere offesa per nessun motivo.<br />Ancora, il governo scozzese ha anche chiesto ai suoi 8.000 dipendenti pubblici di "impegnarsi per includere tutti i pronomi nelle loro comunicazioni, inclusi i pronomi gender fluid". Come se non bastasse, la Scozia permetterà ai bambini di quattro anni di cambiare il loro nome e genere a scuola senza il consenso dei loro genitori. Secondo le nuove linee guida del governo sull'inclusività, infatti, è possibile "dirsi" come transgender "a qualsiasi età" e le opinioni dei giovani dovrebbero essere rispettate se non vogliono che i loro genitori siano informati.<br />Non sorprende che molti chiedano un "ritorno al buon senso". Nel frattempo, infatti, contro questa assurda nuova politica inclusiva scolastica si sono levate molte voci autorevoli. Marion Calder, co-direttore del gruppo di campagna ‘For Women Scotland', ha descritto la nuova guida del governo come "molto, molto preoccupante" e ha accusato il governo scozzese di portare avanti una "ideologia pericolosa".<br />Critiche sono state mosse anche all'affidabilità delle statistiche sul suicidio tra i giovani transgender utilizzate nel documento. Lucy Hunter Blackburn, un tempo capo della divisione per l'istruzione superiore del governo, ha descritto i dati come "irresponsabili" e "incredibilmente insensati". Il vicedirettore del Christian Institute Simon Calvert ha detto: "La questione di come aiutare al meglio i bambini e i giovani confusi sul loro genere è enormemente controversa. Il fatto che il governo scozzese si schieri così fermamente dalla parte degli attivisti trans è un male per le scuole, le famiglie e la società".<br /><br />Nota di BastaBugie: nell'articolo seguente dal titolo "Critica il ddl Zan, insegnante di religione trasferito" si parla della situazione in Italia in vista dell'approvazione della legge Zan che toglierà il diritto di parola anche nel nostro Paese.<br />Ecco l'articolo completo pubblicato su La Nuova Bussola Quotidiana il 29-07-2021:<br />Ddl Zan o non ddl Zan, nel nostro Paese è già rischioso - pure sotto il profilo lavorativo - esporsi contro la legge arcobaleno e, in generale, le rivendicazioni Lgbt. E anche un post su Facebook può costare caro. Lo prova la vicenda di Piergiorgio Dellagiulia, 46 anni, professore di religione cattolica presso l'Istituto Statale Velso Mucci di Bra (Cuneo), il quale, suo malgrado, si è ritrovato protagonista di una vicenda che ha del surreale.<br />Sì, perché questo insegnante non ha fatto nulla verso i suoi allievi o nelle sue aule che contrasti col suo ruolo di insegnante di religione (cattolica) o la sua etica professionale. 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Nell'indifferenza generale. Nell'indifferenza delle femministe nostrane. Anzi, sono sempre più diffuse nel mondo le norme che consentono ai maschi che "si sentono donne" di essere rinchiusi nelle carceri femminili.<br />Ecco alcuni degli episodi segnalati negli ultimi tempi, riportati dal sito Women are human.<br /><br />STATI UNITI<br />Il Fronte di liberazione delle donne ha riferito a luglio che un criminale in un carcere femminile della California centrale - ai sensi della legge SB132 - ha violentato diverse detenute lasciando almeno una di loro incinta.<br />Richard Masbruch ha bendato una donna di 45 anni e sua madre di 68 anni in California, le ha torturate con le scosse elettriche e ha violentato e sodomizzato la figlia. In prigione, ha cambiato il suo nome in Sherri. Si è mutilato i genitali in vario modo e nel 2005 ha iniziato a ricevere ormoni femminili. Trasferito nel carcere femminile di Chowchilla è stato accusato di violentare le donne con oggetti estranei ferendole gravemente.<br /><br />CANADA<br />Madilyn Rebecca Harks, molestatore seriale, ha confessato circa 200 reati sessuali contro 60 vittime minori. È stato arrestato per le violenze a due bambine di quattro e cinque anni. Durante la libertà vigilata ha aggredito una bambina di sette anni. Secondo il Vancouver Sun , nonostante abbia subito un intervento chirurgico di riconfigurazione genitale, ha aggredito sessualmente due detenute che avevano un aspetto infantile. Prima che Harks fosse trasferito nella struttura femminile, alle detenute è stato detto non aver paura. Una delle sue vittime l'ha fatto: è stata gentile e lui ha cominciato a perseguitarla, a seguirla quando andava in bagno e ha cercato di metterle le mani addosso dicendo di essere eccitato. Nessuno tra i secondini è intervenuto mai. Harks ha rifiutato di andare in isolamento e di fare una revisione della sua "identità di genere". Prima di questi fatti aveva molestato un'altra detenuta, ma la polizia non ha dato alcun seguito alla denuncia.<br />Angela Valentino , che in precedenza si chiamava Wayne Bruce Stovka, condannato per rapina a mano armata, ha subito un intervento chirurgico di riconfigurazione genitale ed è stato trasferito al Grand Valley Institution, una struttura per donne dove ha cominciato a spargere panico e violenza.<br /><br />COSTA RICA<br />Nataly Monge Brenes, a 22 anni, era stato condannato per abuso sessuale a danno di un minore. Ha chiesto il trasferimento in una prigione femminile perché subiva violenze continue dagli altri detenuti. È arrivato un venerdì sera e già il sabato ha cominciato le violenze. Le detenute, che erano prevalentemente donne tra i 50 e i 75 anni, lo avevano trattato con rispetto e gentilezza, in modo che non si sentisse discriminato. Ma ha cominciato subito a fare l'esibizionista e a vantarsi di essere un uomo in una prigione femminile. Ha versato il caffè bollente su una detenuta, e ha cominciato a bullizzare le recluse e ha tentato di violentarne una, Quesada Hernández, picchiandola fino a fratturarle un braccio e una gamba.<br /><br />REGNO UNITO<br />Stephen Terence Wood, di 52 anni, è stato arrestato nel 2017 per furto con scasso e il brutale accoltellamento di un vicino di casa di 66 anni. Wood era stato condannato nel 1989 per esibizionismo davanti a un bambino di nove anni e condannato nel 2001 per atti osceni gravi nei confronti di un bambino di 12 anni. A pochi giorni dal suo trasferimento in un carcere femminile, l'uomo, che ora si chiama Karen White, ha aggredito sessualmente quattro detenute.<br />Martin Ponting, 50 anni e divorziato, padre di tre figli, è stato incarcerato in un carcere di massima sicurezza nel 1995 per lo stupro di due bambine. Diventato Jessica Winfield, il servizio sanitario gli ha pagato un intervento chirurgico di "affermazione di genere" da 10.000 sterline per farsi il seno, ma ha lasciato intatti i suoi genitali. Trasferito nel carcere femminile di Bronzefield nel 2017, è stato messo in isolamento dopo che ha aggredito sessualmente diverse donne.<br />Nel 2019, una donna ha presentato denuncia per essere stata aggredita sessualmente da uno stupratore maschio che le ha palpato il seno nei bagni di un carcere femminile. È stata trasferita in un'altra prigione, ma in seguito ha appreso che anche il maschio era stato trasferito lì. Un giudice si è recentemente pronunciato contro di lei, ritenendo - evidentemente - lecita la pratica di palpazione del seno altrui.<br /><br />ARGENTINA<br />Gabriel Nahir Fernández, allora divorziato, 27 anni, accusato di tre episodi di violenza familiare, è stato condannato nell'ottobre 2017 per "lesioni e minacce" che erano "basate sul genere". Trasferito nella sezione femminile della prigione di Bouwer, le detenute hanno presentato continue lamentele contro Nahir Fernández che faceva l'esibizionista. Ha avuto rapporti sessuali con le detenute (non si sa se consenzienti) e infine ha "picchiato selvaggiamente" una donna di fronte a 11 testimoni dopo aver appreso che l'aveva messa incinta. Per sedare il crescente scandalo, è stato rilasciato sulla parola nel 2019.<br />RT News sta realizzando una serie intitolata "Inmates of Intimidation" per denunciare fatti come questi.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/46298983</guid><pubDate>Tue, 31 Aug 2021 20:09:35 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/46298983/la_violenza_sulle_donne_che_non_interessa_a_nessuno_quella_fatta_da_transessuali.mp3" length="6264834" type="audio/mpeg"/><itunes:author>BastaBugie</itunes:author><itunes:subtitle>TESTO DELL'ARTICOLO ➜ http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6698

LA VIOLENZA SULLE DONNE CHE NON IMPORTA A NESSUNO: QUELLA FATTA DA TRANSESSUALI

Aumenta costantemente il numero di episodi di violenza sessuale contro le donne carcerate....</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6698" rel="noopener">http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6698</a><br /><br />LA VIOLENZA SULLE DONNE CHE NON IMPORTA A NESSUNO: QUELLA FATTA DA TRANSESSUALI<br /><br />Aumenta costantemente il numero di episodi di violenza sessuale contro le donne carcerate. Nell'indifferenza generale. Nell'indifferenza delle femministe nostrane. Anzi, sono sempre più diffuse nel mondo le norme che consentono ai maschi che "si sentono donne" di essere rinchiusi nelle carceri femminili.<br />Ecco alcuni degli episodi segnalati negli ultimi tempi, riportati dal sito Women are human.<br /><br />STATI UNITI<br />Il Fronte di liberazione delle donne ha riferito a luglio che un criminale in un carcere femminile della California centrale - ai sensi della legge SB132 - ha violentato diverse detenute lasciando almeno una di loro incinta.<br />Richard Masbruch ha bendato una donna di 45 anni e sua madre di 68 anni in California, le ha torturate con le scosse elettriche e ha violentato e sodomizzato la figlia. In prigione, ha cambiato il suo nome in Sherri. Si è mutilato i genitali in vario modo e nel 2005 ha iniziato a ricevere ormoni femminili. Trasferito nel carcere femminile di Chowchilla è stato accusato di violentare le donne con oggetti estranei ferendole gravemente.<br /><br />CANADA<br />Madilyn Rebecca Harks, molestatore seriale, ha confessato circa 200 reati sessuali contro 60 vittime minori. È stato arrestato per le violenze a due bambine di quattro e cinque anni. Durante la libertà vigilata ha aggredito una bambina di sette anni. Secondo il Vancouver Sun , nonostante abbia subito un intervento chirurgico di riconfigurazione genitale, ha aggredito sessualmente due detenute che avevano un aspetto infantile. Prima che Harks fosse trasferito nella struttura femminile, alle detenute è stato detto non aver paura. Una delle sue vittime l'ha fatto: è stata gentile e lui ha cominciato a perseguitarla, a seguirla quando andava in bagno e ha cercato di metterle le mani addosso dicendo di essere eccitato. Nessuno tra i secondini è intervenuto mai. Harks ha rifiutato di andare in isolamento e di fare una revisione della sua "identità di genere". Prima di questi fatti aveva molestato un'altra detenuta, ma la polizia non ha dato alcun seguito alla denuncia.<br />Angela Valentino , che in precedenza si chiamava Wayne Bruce Stovka, condannato per rapina a mano armata, ha subito un intervento chirurgico di riconfigurazione genitale ed è stato trasferito al Grand Valley Institution, una struttura per donne dove ha cominciato a spargere panico e violenza.<br /><br />COSTA RICA<br />Nataly Monge Brenes, a 22 anni, era stato condannato per abuso sessuale a danno di un minore. Ha chiesto il trasferimento in una prigione femminile perché subiva violenze continue dagli altri detenuti. È arrivato un venerdì sera e già il sabato ha cominciato le violenze. Le detenute, che erano prevalentemente donne tra i 50 e i 75 anni, lo avevano trattato con rispetto e gentilezza, in modo che non si sentisse discriminato. Ma ha cominciato subito a fare l'esibizionista e a vantarsi di essere un uomo in una prigione femminile. Ha versato il caffè bollente su una detenuta, e ha cominciato a bullizzare le recluse e ha tentato di violentarne una, Quesada Hernández, picchiandola fino a fratturarle un braccio e una gamba.<br /><br />REGNO UNITO<br />Stephen Terence Wood, di 52 anni, è stato arrestato nel 2017 per furto con scasso e il brutale accoltellamento di un vicino di casa di 66 anni. Wood era stato condannato nel 1989 per esibizionismo davanti a un bambino di nove anni e condannato nel 2001 per atti osceni gravi nei confronti di un bambino di 12 anni. A pochi giorni dal suo trasferimento in un carcere femminile, l'uomo, che ora si chiama Karen White, ha aggredito sessualmente quattro detenute.<br />Martin Ponting, 50 anni e divorziato, padre di tre figli, è stato incarcerato in un carcere di...]]></itunes:summary><itunes:duration>392</itunes:duration><itunes:keywords>carcerate,genere,isolamento,transessuali,violenza</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/deca20a706e561b511c9db51f38df74d.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>La resistenza ai diktat LGBT viene da est</title><link>https://www.spreaker.com/episode/la-resistenza-ai-diktat-lgbt-viene-da-est--46221636</link><description><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6695" rel="noopener">http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6695</a><br /><br />LA RESISTENZA AI DIKTAT LGBT VIENE DA EST di Giuliano Guzzo<br />A leggere i giornaloni e ad ascoltare intellò ed influencer pare proprio che il futuro sia necessariamente arcobaleno, e che ormai nulla possa arrestare, per riprendere un'espressione del politico Achille Occhetto, la «gioiosa macchina da guerra Lgbt». In realtà, dal diktat dei "nuovi diritti" c'è pure chi osa smarcarsi e, a ben vedere, non sono neppure né così pochi né così ininfluenti, quanti lo fanno. In effetti, gli esempi al riguardo sono molteplici e meritano - proprio per sfatare l'idea dell'arcobaleno come approdo obbligato della Storia - di essere ricordati.<br />Una notizia molto recente, al riguardo, concerne la fermezza della Russia, che in buona sostanza ha rifiutato di regolarizzare le unioni di persone dello stesso sesso nel Paese, dopo la sentenza della Corte europea dei diritti dell'uomo (Cedu) con chi le si era esplicitamente «chiesto» di procedere in tal senso. «Non c'è bisogno di cercare alcuna forma alternativa di registrazione», ha fatto presente il portavoce del Cremlino, spiegando che il matrimonio «appare definito in modo totalmente unico nella Costituzione». La Russia di Putin resta insomma ancorata al suo dettato costituzionale, secondo cui il Paese non è obbligato a rispettare le sentenze dei tribunali internazionali in conflitto con norme nazionali.<br /><br />L'UNGHERIA PROTEGGE I BAMBINI<br />Attenzione, perché Mosca non è la sola su tali posizioni. C'è infatti che Budapest, con Viktor Orbán il quale, come noto, è in questo periodo al centro di fortissime pressioni internazionali per quella che è stata definita una «legge anti Lgbt». In realtà, quella norma - che non è una sorta di suo personale e crudele editto, essendo stata approvata dal Parlamento magiaro con 157 voti a favore e solo uno contrario - ben lungi dall'essere una norma ostile alle persone omosessuali, si configura come una disposizione a tutela dei bambini. D'altra parte, il testo parla chiaro.<br />«Al fine di garantire la protezione dei diritti dei bambini», recita infatti la legge, «la pornografia e i contenuti che raffigurano la sessualità fine a sé stessa o che promuovono la deviazione dall'identità di genere, il cambiamento di genere e l'omosessualità non devono essere messi a disposizione delle persone di età inferiore ai diciotto anni». Ciò nonostante, una decina di giorni fa il portavoce della commissione Ue, Christian Wiegand, ha annunciato l'apertura di una procedura d'infrazione a livello europeo. Una notizia che aveva fatto il giro del mondo e che risulta confermata da Bruxelles, che nelle scorse ore ha ufficialmente aperto tale procedura.<br />Si tratta di un passaggio politicamente pesante, ma che non pare spaventare particolarmente l'Ungheria. «Il governo ungherese resta aperto a un dialogo costruttivo con la Commissione», ha infatti dichiarato il Ministro della giustizia ungherese Judit Varga in una intervista uscita ieri sul quotidiano La Verità, «ma utilizzeremo anche tutte le azioni legali per proteggere i diritti dei genitori ungheresi. Semplicemente non è accettabile che burocrati a migliaia di chilometri da qui ricattino un intero Paese». Parole molto chiare, non c'è che dire.<br />Difficile, del resto, che bastino simili minacce ad intimorire il popolo magiaro, lo stesso che sfidò i sovietici nel 1956 e che fu il secondo, dopo i polacchi, ad infrangere il filo spinato comunista, prima che i tedeschi dell'Est abbattessero il muro. Parliamo dunque di un Paese che ha storicamente dimostrato allergia ai diktat, e c'è da temere che quelli di Bruxelles non faranno eccezione, tanto meno quelli arcobaleno. A tal proposito, tornando a noi, dopo quelli russo e ungherese, si può segnalare un altro allontanamento dalle rivendicazioni Lgbt che è in corso a livello internazionale.<br /><br />C'È CHI DICE NO<br />Stiamo parlando di tutti quei Paesi insospettabili (Inghilterra, Svezia, Finlandia) i quali, pur mantenendo legislazioni ben colorate di arcobaleno, da mesi hanno fatto passi indietro significativi sul delicato tema dei baby trans e del blocco della pubertà dei giovani affetti da disforia di genere; a dimostrazione che la contrarietà a certi "nuovi diritti", ben lungi dall'essere battaglia di retroguardia, potrebbe rivelarsi in realtà profetica e sempre più centrale in futuro, non per offendere le sensibilità di nessuno bensì per evitare uno stravolgimento antropologico esiziale. Su questa linea, del resto, si pongono anche tanti vescovi.<br />Si può in tal proposito ricordare la Chiesa polacca la quale, sfilandosi da posizioni che ormai emergono purtroppo pure in ambito ecclesiale (specialmente tedesco), già nell'agosto 2020 aveva pubblicato un documento di 27 pagine, a cura della Conferenza episcopale nazionale, assai interessante. Sì, perché in quel documento si metteva nero su bianco un concetto fondamentale, e cioè di accogliere «le persone che si identificano come Lgbt+», esprimendo «comprensione per le loro inclinazioni».<br />Allo stesso tempo, però, i vescovi polacchi - ricordato dove sia originata la situazione attuale (nella «cosiddetta rivoluzione sessuale») - hanno evidenziato l'importanza non solo di non cedere all'ideologia gender, ma anche di offrire una risposta alle persone Lgbt e, in particolare, «alle difficoltà, alle sofferenze e alle lacrime spirituali che costoro vivono». In che modo? Offrendo un'azione di accompagnamento ed anche creando «centri di consulenza (anche con l'aiuto della Chiesa o delle sue strutture) per aiutare le persone che desiderano ritrovare la salute e il loro orientamento sessuale naturale».<br />Che dire, senza dubbio una proposta forte, politicamente scorretta ma anche molto saggia, che meriterebbe di essere ripresa anche oltre i confini della Polonia. Un auspicio, quest'ultimo, che in realtà è meno lunare di quanto potrebbe a prima vista sembrare, alla luce di quante in realtà sono le voci libere contro i diktat Lgbt.<br /><br />Nota di BastaBugie: ecco altre notizie sul "gaio" mondo gay... sempre meno gaio.<br /><br />MUORE GINO STRADA FONDATORE DI EMERGENCY E SOSTENITORE DEI GAY<br />È morto Gino Strada fondatore di Emergency. Strada appoggiava le rivendicazioni del mondo LGBT. Una volta, in occasione di un premio ricevuto al Festival Mix, Gino Strada dichiarò: "Per me tutte queste iniziative e ciò che ci gira intorno sono nel segno dell'uguaglianza e la cosa mi interessa molto in tutti i suoi aspetti. Penso che la questione dell'uguaglianza sia la questione più importante che noi ancora come comunità non siamo riusciti a risolvere. Nella maggior parte dei casi queste comunità (ndr., quella LGBTQ+) sono ancora molto nascoste per tutti i pregiudizi sociali, che in alcuni Paesi sono ancora molto ferree. Anche in quei posti bisogna portare avanti questo senso dei diritti comuni e dell'uguaglianza di tutti".<br />L'orientamento culturale di Strada non poteva che portarlo a sostenere le lotte di omosessuali e transessuali.<br />(Gender Watch News, 16 agosto 2021)<br /><br />NESSUNA SANZIONE PER I CALCIATORI PRO LGBT<br />Pare che i calciatori inglesi che indosseranno una fascia o delle stringhe arcobaleno nella partita di qualificazione per i Mondiali del prossimo 2 settembre contro l'Ungheria per protestare contro le sue leggi a tutela dei minori relativamente alla propaganda gender non subiranno sanzioni dalla Fifa.<br />I casi comunque saranno valutati singolarmente. Curioso che nessun giocatore invece protesti per le leggi di quei paesi islamici fortemente repressive delle condotte omosessuali. Forse perché i prossimi mondiali si giocano in Qatar? Forse perché gli islamici in genere non rispondo bene alle critiche?<br />(Gender Watch News, 17 agosto 2021)<br /><br />SE DICI CHE UN UOMO NON PUÒ RIMANERE INCINTO TWITTER TI CENSURA<br />Il giornale El Mundo dà la seguente notizia: una donna transessuale che ora di nome fa Ruben Castro ha dato alla luce una bambina. Il giornale parla di un «uomo tran incinto».<br />Il politico spagnolo Francisco Contreras di Vox scrive su Twitter: «È una bugia. Un uomo non può rimanere incinta. Un uomo non ha né utero né ovaie». Twitter sospende il suo account per 12 ore ed invia al politico la spiegazione, assai generica, che viene mandata a tutti in casi simili. Il messaggio avrebbe rappresentato un incitamento all'odio, fomentando la violenza contro le persone per motivi attinenti a «razza, etnia, nazionalità, orientamento sessuale, genere, identità di genere, religione, età, disabilità o malattia».<br />Un altro caso dove il politicamente corretto censura. In nome della tolleranza, ovviamente.<br />(Gender Watch News, 15 maggio 2021)]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/46221636</guid><pubDate>Tue, 24 Aug 2021 19:20:29 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/46221636/la_resistenza_ai_diktat_lgbt_viene_da_est.mp3" length="10688096" type="audio/mpeg"/><itunes:author>BastaBugie</itunes:author><itunes:subtitle>TESTO DELL'ARTICOLO ➜ http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6695

LA RESISTENZA AI DIKTAT LGBT VIENE DA EST di Giuliano Guzzo
A leggere i giornaloni e ad ascoltare intellò ed influencer pare proprio che il futuro sia necessariamente arcobaleno,...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6695" rel="noopener">http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6695</a><br /><br />LA RESISTENZA AI DIKTAT LGBT VIENE DA EST di Giuliano Guzzo<br />A leggere i giornaloni e ad ascoltare intellò ed influencer pare proprio che il futuro sia necessariamente arcobaleno, e che ormai nulla possa arrestare, per riprendere un'espressione del politico Achille Occhetto, la «gioiosa macchina da guerra Lgbt». In realtà, dal diktat dei "nuovi diritti" c'è pure chi osa smarcarsi e, a ben vedere, non sono neppure né così pochi né così ininfluenti, quanti lo fanno. In effetti, gli esempi al riguardo sono molteplici e meritano - proprio per sfatare l'idea dell'arcobaleno come approdo obbligato della Storia - di essere ricordati.<br />Una notizia molto recente, al riguardo, concerne la fermezza della Russia, che in buona sostanza ha rifiutato di regolarizzare le unioni di persone dello stesso sesso nel Paese, dopo la sentenza della Corte europea dei diritti dell'uomo (Cedu) con chi le si era esplicitamente «chiesto» di procedere in tal senso. «Non c'è bisogno di cercare alcuna forma alternativa di registrazione», ha fatto presente il portavoce del Cremlino, spiegando che il matrimonio «appare definito in modo totalmente unico nella Costituzione». La Russia di Putin resta insomma ancorata al suo dettato costituzionale, secondo cui il Paese non è obbligato a rispettare le sentenze dei tribunali internazionali in conflitto con norme nazionali.<br /><br />L'UNGHERIA PROTEGGE I BAMBINI<br />Attenzione, perché Mosca non è la sola su tali posizioni. C'è infatti che Budapest, con Viktor Orbán il quale, come noto, è in questo periodo al centro di fortissime pressioni internazionali per quella che è stata definita una «legge anti Lgbt». In realtà, quella norma - che non è una sorta di suo personale e crudele editto, essendo stata approvata dal Parlamento magiaro con 157 voti a favore e solo uno contrario - ben lungi dall'essere una norma ostile alle persone omosessuali, si configura come una disposizione a tutela dei bambini. D'altra parte, il testo parla chiaro.<br />«Al fine di garantire la protezione dei diritti dei bambini», recita infatti la legge, «la pornografia e i contenuti che raffigurano la sessualità fine a sé stessa o che promuovono la deviazione dall'identità di genere, il cambiamento di genere e l'omosessualità non devono essere messi a disposizione delle persone di età inferiore ai diciotto anni». Ciò nonostante, una decina di giorni fa il portavoce della commissione Ue, Christian Wiegand, ha annunciato l'apertura di una procedura d'infrazione a livello europeo. Una notizia che aveva fatto il giro del mondo e che risulta confermata da Bruxelles, che nelle scorse ore ha ufficialmente aperto tale procedura.<br />Si tratta di un passaggio politicamente pesante, ma che non pare spaventare particolarmente l'Ungheria. «Il governo ungherese resta aperto a un dialogo costruttivo con la Commissione», ha infatti dichiarato il Ministro della giustizia ungherese Judit Varga in una intervista uscita ieri sul quotidiano La Verità, «ma utilizzeremo anche tutte le azioni legali per proteggere i diritti dei genitori ungheresi. Semplicemente non è accettabile che burocrati a migliaia di chilometri da qui ricattino un intero Paese». Parole molto chiare, non c'è che dire.<br />Difficile, del resto, che bastino simili minacce ad intimorire il popolo magiaro, lo stesso che sfidò i sovietici nel 1956 e che fu il secondo, dopo i polacchi, ad infrangere il filo spinato comunista, prima che i tedeschi dell'Est abbattessero il muro. Parliamo dunque di un Paese che ha storicamente dimostrato allergia ai diktat, e c'è da temere che quelli di Bruxelles non faranno eccezione, tanto meno quelli arcobaleno. A tal proposito, tornando a noi, dopo quelli russo e ungherese, si può segnalare un altro allontanamento dalle rivendicazioni Lgbt che è in corso a livello internazionale.<br /><br />C'È...]]></itunes:summary><itunes:duration>668</itunes:duration><itunes:keywords>cedu,emergency,lgbt+,ungheria,vox</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/1c479f76142a85fe2d2cd9747920cfeb.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Buone notizie contro il gender</title><link>https://www.spreaker.com/episode/buone-notizie-contro-il-gender--46051422</link><description><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6681" rel="noopener">http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6681</a><br /><br />BUONE NOTIZIE CONTRO IL GENDER<br />La Svezia blocca i trattamenti precoci di riassegnazione del sesso, la Francia vieta il linguaggio inclusivo, in Italia il ddl Zan slitta a settembre, la Spagna boccia la Ley trans, la Rowling minacciata di morte risponde con ironia<br />di Mauro Faverzani<br />L'ultraprogressista Svezia ha deciso di fermare il ricorso ai trattamenti, in grado di bloccare lo sviluppo adolescenziale in soggetti al di sotto dei 16 anni, in quanto ritenuti «controversi» e tali da comportare «significative conseguenze, avverse, estese ed irreversibili», dalle malattie cardiovascolari all'osteoporosi, dall'infertilità ad un accresciuto rischio di tumori e trombosi. Un comunicato, emesso dall'ospedale universitario «Karolinska» di Stoccolma, ha precisato le ragioni cliniche, che hanno motivato il provvedimento.<br />Si tratta di una svolta inattesa, ma importante per evitare agli adolescenti, dichiarati affetti da disforia «di genere», di doversi sottoporre alle procedure preliminari di «riassegnazione sessuale» previste dalle direttive del Wpath-World Professional Association for Transgender Health, nonché dal cosiddetto «protocollo olandese». Tale protocollo, sviluppato diversi anni fa in una clinica nei pressi di Amsterdam, il VU Medical Center, prevede la «sospensione della pubertà» a partire dai 12 anni. Il valore di tale documento è già stato messo in discussione da diversi esperti (scienziati e medici, ma anche psichiatri infantili e adolescenziali come Angela Sämfjord dell'ospedale universitario Sahlgrenska), ma anche, lo scorso dicembre, dall'Alta Corte britannica, chiamata a deliberare sul caso di Keira Bell: in tale occasione ha avanzato forti dubbi circa il fatto che gli adolescenti possano comprendere appieno i rischi e le conseguenze a lungo termine provocati dai trattamenti proposti dal protocollo olandese.<br />Del resto, anche in Svezia oggi la popolazione pare avere sempre più chiaro verso quale deriva morale stiano conducendo certe "innovazioni": a livello nazionale, infatti, si è registrato negli ultimi anni un costante calo nel ricorso ai trattamenti della disforia di genere ed un prevalere della cautela. L'auspicio è che anche altri Paesi europei ne seguano presto l'esempio.<br />Un'altra buona notizia giunge dalla Francia ed, in particolare, dal ministro dell'Educazione, della Gioventù e dello Sport, Jean-Michel Blanquer, che ha vietato il ricorso al linguaggio - cosiddetto - "inclusivo" in tutte le scuole d'Oltralpe, di qualsiasi ordine e grado. Ciò, in quanto ritiene, giustamente, che, anziché agevolare, questo ostacoli gravemente l'apprendimento degli studenti.<br />Con una lettera ufficiale ha detto "basta", quindi, all'utilizzo del punto medio, per indicare simultaneamente le forme maschile e femminile di una parola utilizzata in senso generico. Si tratta, ha specificato, di una modalità inappropriata, di «un ostacolo alla comprensione della scrittura» ed alla lettura, trattandosi di un segno grafico impronunciabile. A farne le spese, ha precisato, sono soprattutto i più piccoli oppure gli alunni con difficoltà di apprendimento. [...]<br /><br />Nota di BastaBugie: ecco altre notizie sul "gaio" mondo gay... sempre meno gaio.<br /><br />IL DDL ZAN SLITTA A SETTEMBRE<br />La discussione del Ddl Zan in Parlamento slitta a settembre, forse ad ottobre. Pare che Italia Viva avrebbe proposto in più occasioni al Partito Democratico delle modifiche al testo mai accettate da questo ultimo.<br />Da una parte viene da ringraziare propri i sostenitori di questa legge e, tra questi, i duri e puri che hanno rigettato una versione del testo ammorbidito. Su altro fronte c'è sempre il sospetto che dietro questi tentennamenti ci siano non posizione puriste, da irriducibili, bensì strategie meramente politiche, doppi e tripli giochi. Staremo a vedere.<br />(Gender Watch News, 5 agosto 2021)<br /><br />LA SPAGNA BOCCIA LA LEY TRANS<br />Il parlamento spagnolo ha respinto la cosiddetta ley trans, ossia una proposta di legge che avrebbe permesso il «cambiamento» di sesso con una mera autodichiarazione, senza una diagnosi di salute mentale e senza la certificazione di essere stato sottoposto a trattamento ormonale da almeno due anni, vincoli presenti nella attuale legge. La proposta prevedeva anche la possibilità che anche i minori tra i 12 e i 16 anni potessero «cambiare» sesso con il parere positivo almeno di un genitore. Ma se non ci fosse stato questo parere i minori avrebbero potuto comunque «cambiare» sesso con l'aiuto di un difensore giudiziario.<br />Partido Popular e Vox hanno votato contro e il Psoe si è astenuto. Risultato: 78 voti a favore, 143 contrari e 120 astensioni. Decisiva è stata la campagna contro la proposta di legge del fronte femminista che vede nella transessualità lo scippo dell'identità femminile.<br />(Gender Watch News, 23 maggio 2021)<br /><br />LA ROWLING MINACCIATA DI MORTE<br />J.K. Rowling, autrice di Harry Potter, da un po' di tempo è nel mirino degli attivisti LGBT perché aveva sostenuto che un uomo trans non può essere una donna.<br />Da allora la rete si è scatenata contro di lei. L'autrice racconta con ironia: "Ora che centinaia di attivisti trans hanno minacciato di picchiarmi, stuprarmi, uccidermi o farmi esplodere ho capito che questo movimento non mette in pericolo le donne".<br />Un'altra prova di inclusività, rispetto e tolleranza da parte del mondo LGBT.<br />(Gender Watch News, 23 luglio 2021)]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/46051422</guid><pubDate>Wed, 11 Aug 2021 14:32:30 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/46051422/buone_notizie_contro_il_gender.mp3" length="6307466" type="audio/mpeg"/><itunes:author>BastaBugie</itunes:author><itunes:subtitle>TESTO DELL'ARTICOLO ➜ http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6681

BUONE NOTIZIE CONTRO IL GENDER
La Svezia blocca i trattamenti precoci di riassegnazione del sesso, la Francia vieta il linguaggio inclusivo, in Italia il ddl Zan slitta a...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6681" rel="noopener">http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6681</a><br /><br />BUONE NOTIZIE CONTRO IL GENDER<br />La Svezia blocca i trattamenti precoci di riassegnazione del sesso, la Francia vieta il linguaggio inclusivo, in Italia il ddl Zan slitta a settembre, la Spagna boccia la Ley trans, la Rowling minacciata di morte risponde con ironia<br />di Mauro Faverzani<br />L'ultraprogressista Svezia ha deciso di fermare il ricorso ai trattamenti, in grado di bloccare lo sviluppo adolescenziale in soggetti al di sotto dei 16 anni, in quanto ritenuti «controversi» e tali da comportare «significative conseguenze, avverse, estese ed irreversibili», dalle malattie cardiovascolari all'osteoporosi, dall'infertilità ad un accresciuto rischio di tumori e trombosi. Un comunicato, emesso dall'ospedale universitario «Karolinska» di Stoccolma, ha precisato le ragioni cliniche, che hanno motivato il provvedimento.<br />Si tratta di una svolta inattesa, ma importante per evitare agli adolescenti, dichiarati affetti da disforia «di genere», di doversi sottoporre alle procedure preliminari di «riassegnazione sessuale» previste dalle direttive del Wpath-World Professional Association for Transgender Health, nonché dal cosiddetto «protocollo olandese». Tale protocollo, sviluppato diversi anni fa in una clinica nei pressi di Amsterdam, il VU Medical Center, prevede la «sospensione della pubertà» a partire dai 12 anni. Il valore di tale documento è già stato messo in discussione da diversi esperti (scienziati e medici, ma anche psichiatri infantili e adolescenziali come Angela Sämfjord dell'ospedale universitario Sahlgrenska), ma anche, lo scorso dicembre, dall'Alta Corte britannica, chiamata a deliberare sul caso di Keira Bell: in tale occasione ha avanzato forti dubbi circa il fatto che gli adolescenti possano comprendere appieno i rischi e le conseguenze a lungo termine provocati dai trattamenti proposti dal protocollo olandese.<br />Del resto, anche in Svezia oggi la popolazione pare avere sempre più chiaro verso quale deriva morale stiano conducendo certe "innovazioni": a livello nazionale, infatti, si è registrato negli ultimi anni un costante calo nel ricorso ai trattamenti della disforia di genere ed un prevalere della cautela. L'auspicio è che anche altri Paesi europei ne seguano presto l'esempio.<br />Un'altra buona notizia giunge dalla Francia ed, in particolare, dal ministro dell'Educazione, della Gioventù e dello Sport, Jean-Michel Blanquer, che ha vietato il ricorso al linguaggio - cosiddetto - "inclusivo" in tutte le scuole d'Oltralpe, di qualsiasi ordine e grado. Ciò, in quanto ritiene, giustamente, che, anziché agevolare, questo ostacoli gravemente l'apprendimento degli studenti.<br />Con una lettera ufficiale ha detto "basta", quindi, all'utilizzo del punto medio, per indicare simultaneamente le forme maschile e femminile di una parola utilizzata in senso generico. Si tratta, ha specificato, di una modalità inappropriata, di «un ostacolo alla comprensione della scrittura» ed alla lettura, trattandosi di un segno grafico impronunciabile. A farne le spese, ha precisato, sono soprattutto i più piccoli oppure gli alunni con difficoltà di apprendimento. [...]<br /><br />Nota di BastaBugie: ecco altre notizie sul "gaio" mondo gay... sempre meno gaio.<br /><br />IL DDL ZAN SLITTA A SETTEMBRE<br />La discussione del Ddl Zan in Parlamento slitta a settembre, forse ad ottobre. Pare che Italia Viva avrebbe proposto in più occasioni al Partito Democratico delle modifiche al testo mai accettate da questo ultimo.<br />Da una parte viene da ringraziare propri i sostenitori di questa legge e, tra questi, i duri e puri che hanno rigettato una versione del testo ammorbidito. Su altro fronte c'è sempre il sospetto che dietro questi tentennamenti ci siano non posizione puriste, da irriducibili, bensì strategie meramente politiche, doppi e tripli giochi. 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Il motivo era quello di evitare riferimenti politici di alcun tipo. Così, stavamo già tirando un sospiro di sollievo perché finalmente "c'è chi dice no".<br />Peraltro, la proposta era partita dal sindaco Dieter Reiter, che avrebbe voluto sostenere il movimento 'LGBT'. Anzi, a dire il vero, il sindaco tedesco, con il suo gesto, avrebbe voluto esprimere una presa di posizione precisa, contro il governo di Budapest, reo, secondo certa poco imparziale narrazione, di aver approvato leggi discriminatorie nei confronti degli omosessuali.<br />In realtà, l'Ungheria di Orbán ha approvato con una maggioranza schiacciante un pacchetto di norme che vietano la pubblicità LGBT, sui media e nelle scuole. Quindi, il no della Uefa, in questo caso suonava particolarmente significativo. Eppure è accaduto che, alle prime proteste la UEFA, pur mantenendo ferma la decisione di non colorare di arcobaleno lo stadio, tuttavia, un mezzo passo indietro l'ha fatto, tingendo di tutti i colori il proprio logo, apposto ad un comunicato stampa, in cui ha risposto alla pioggia di critiche così: "Oggi la UEFA è orgogliosa di indossare i colori dell'arcobaleno. È un simbolo che incarna i nostri valori fondamentali, promuovendo tutto ciò in cui crediamo: una società più giusta ed egualitaria, tollerante con tutti, indipendentemente dal loro background, credo o genere. Alcune persone hanno interpretato la decisione della UEFA di rifiutare la richiesta della città di Monaco di illuminare lo stadio di Monaco con i colori dell'arcobaleno per una partita di EURO 2020 come "politica". Al contrario, la richiesta stessa era politica, legata alla presenza della squadra di calcio ungherese allo stadio per la partita di questa sera con la Germania. Per la UEFA, l'arcobaleno non è un simbolo politico, ma un segno del nostro fermo impegno per una società più diversificata e inclusiva".<br />Ma noi aggiungiamo che, non si capisce perché si sarebbe dovuto illuminare lo stadio con i colori arcobaleno, mostrando sensibilità verso una sola forma di discriminazione. E tutte le altre? E perché non tenere conto delle donne discriminate o dei cristiani perseguitati o di chi subisce atti di razzismo? Siamo alle solite: l'atteggiamento discriminatorio viene, come al solito, proprio da parte di chi dice di voler combattere le discriminazioni e pretende, seppure implicitamente ma, con atti concreti (come questo, ad esempio) di creare una sorta di classifica, persino tra le discriminazioni. Una pretesa arrogante, insomma che tende a ribadire che, in teoria tutti sono uguali, ma nei fatti, ci sono alcuni più uguali degli altri.<br /><br />Nota di BastaBugie: l'autrice del precedente articolo, Manuela Antonacci, prosegue la sua lucida analisi con l'articolo seguente dal titolo "Ecco come il calcio si era inginocchiato ai diktat arcobaleno già prima di Euro2020".<br />Ecco l'articolo completo pubblicato su Provita & Famiglia il 24 giugno 2021:<br />Anche il mondo del calcio, ormai, sembra essere entrato nel mirino LGBT.<br />La Federcalcio tedesca, già dalla seconda partita del girone di Euro2020 disputata dalla Germania nella scorsa settimana, aveva reso noto che l'Uefa ha dato il suo consenso perché il portiere della nazionale, Manuel Neuer, indossasse la fascia di capitano con i colori dell'arcobaleno. Cosa che si è ripetuta anche ieri sera, in occasione dell'ultima partita del girone tra Germania e Ungheria, la stessa partita della discordia con il no all'illuminazione arcobaleno dello stadio ospitante, l'Allianz Arena di Monaco di Baviera.<br />Come appare ben chiaro, il suo, vorrebbe essere un modo per esprimere solidarietà nei confronti della comunità LGBT+, durante il mese di giugno, il Pride Month. Ma si tratta di un gesto davvero arbitrario, se si pensa che, se non si usa la fascia di capitano standard, in realtà si va incontro a provvedimenti. O almeno di solito, tranne appunto quando in mezzo c'è la dittatura lgbt.<br />Non solo, davvero due pesi e due misure, rispetto a quanto per esempio è accaduto a Gennaro Gattuso, qualche settimana fa che, dopo aver lasciato la Fiorentina, non è stato assunto dal Tottenham, perché i tifosi, quando sembrava tutto fatto, si sono scatenati sui social contro di lui, con l'hashtag #NoToGattuso.<br />Il motivo? Gattuso sarebbe accusato di omofobia e razzismo e tutto sarebbe dovuto ad una frase pronunciata da lui, addirittura nel 2008, in cui semplicemente affermava: "Il matrimonio in chiesa deve essere tra uomo e donna, anche se siamo nel 2008 e ognuno fa quello che vuole. Io credo nell'istituto della famiglia da quando sono piccolo e per qualcuno che ha fede il matrimonio omosessuale è molto strano".<br />Parole in cui non si prende di mira nessuno, ma si esprimono semplicemente le proprie convinzioni, riguardo ad una tematica diventata, però, terreno di scontro per chi vuol imporre non solo un'identità, ma anche una conseguente idea della famiglia fluida e, pur essendo completamente sganciata dal reale e della scienza, come se fosse l'unica e sola possibile e pensabile, pena essere segnati col marchio d'infamia di "omofobo" e subirne tutte le conseguenze del caso. Diktat ancora più grave se pensiamo che l'ex calciatore si era espresso in particolare sui matrimoni in chiesa, ribadendo quindi la sua fede e quella di milioni (e miliardi) di cristiani.<br />Eppure c'è, fortunatamente, anche chi lo difende. Carolina Morace, allenatrice di calcio e dirigente sportiva, che non ha fatto mai mistero della propria omosessualità, ha fatto un post su Twitter (proprio il social su cui più si sono scatenati i tifosi del Tottenham) in italiano e in inglese, schierandosi dalla parte dell'ex allenatore di Milan e Napoli: "Io e Rino Gattuso abbiamo lavorato insieme al Milan e non abbiamo mai smesso di scambiarci idee e competenze professionali. Gattuso è contro ogni forma di discriminazione ed è una persona dalle doti rare. Chi afferma il contrario non lo conosce". Chiaro no?". Ogni tanto, dunque, una voce logica e lontana dai pressing ideologici, ma purtroppo per il panorama internazionale di Uefa e del mondo del calcio non basta.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/45484811</guid><pubDate>Tue, 29 Jun 2021 21:41:28 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/45484811/gli_europei_di_calcio_sotto_la_pressione_della_lobby_gay.mp3" length="7650368" type="audio/mpeg"/><itunes:author>BastaBugie</itunes:author><itunes:subtitle>TESTO DELL'ARTICOLO ➜ http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6637

GLI EUROPEI DI CALCIO SOTTO LA PRESSIONE DELLA LOBBY GAY di Manuela Antonacci
Sembrava troppo bella per essere vera, la decisione presa dalla Uefa, di negare lo stadio...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6637" rel="noopener">http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6637</a><br /><br />GLI EUROPEI DI CALCIO SOTTO LA PRESSIONE DELLA LOBBY GAY di Manuela Antonacci<br />Sembrava troppo bella per essere vera, la decisione presa dalla Uefa, di negare lo stadio 'arcobaleno' a Monaco di Baviera, in occasione di Germania-Ungheria, di ieri sera. Il motivo era quello di evitare riferimenti politici di alcun tipo. Così, stavamo già tirando un sospiro di sollievo perché finalmente "c'è chi dice no".<br />Peraltro, la proposta era partita dal sindaco Dieter Reiter, che avrebbe voluto sostenere il movimento 'LGBT'. Anzi, a dire il vero, il sindaco tedesco, con il suo gesto, avrebbe voluto esprimere una presa di posizione precisa, contro il governo di Budapest, reo, secondo certa poco imparziale narrazione, di aver approvato leggi discriminatorie nei confronti degli omosessuali.<br />In realtà, l'Ungheria di Orbán ha approvato con una maggioranza schiacciante un pacchetto di norme che vietano la pubblicità LGBT, sui media e nelle scuole. Quindi, il no della Uefa, in questo caso suonava particolarmente significativo. Eppure è accaduto che, alle prime proteste la UEFA, pur mantenendo ferma la decisione di non colorare di arcobaleno lo stadio, tuttavia, un mezzo passo indietro l'ha fatto, tingendo di tutti i colori il proprio logo, apposto ad un comunicato stampa, in cui ha risposto alla pioggia di critiche così: "Oggi la UEFA è orgogliosa di indossare i colori dell'arcobaleno. È un simbolo che incarna i nostri valori fondamentali, promuovendo tutto ciò in cui crediamo: una società più giusta ed egualitaria, tollerante con tutti, indipendentemente dal loro background, credo o genere. Alcune persone hanno interpretato la decisione della UEFA di rifiutare la richiesta della città di Monaco di illuminare lo stadio di Monaco con i colori dell'arcobaleno per una partita di EURO 2020 come "politica". Al contrario, la richiesta stessa era politica, legata alla presenza della squadra di calcio ungherese allo stadio per la partita di questa sera con la Germania. Per la UEFA, l'arcobaleno non è un simbolo politico, ma un segno del nostro fermo impegno per una società più diversificata e inclusiva".<br />Ma noi aggiungiamo che, non si capisce perché si sarebbe dovuto illuminare lo stadio con i colori arcobaleno, mostrando sensibilità verso una sola forma di discriminazione. E tutte le altre? E perché non tenere conto delle donne discriminate o dei cristiani perseguitati o di chi subisce atti di razzismo? Siamo alle solite: l'atteggiamento discriminatorio viene, come al solito, proprio da parte di chi dice di voler combattere le discriminazioni e pretende, seppure implicitamente ma, con atti concreti (come questo, ad esempio) di creare una sorta di classifica, persino tra le discriminazioni. Una pretesa arrogante, insomma che tende a ribadire che, in teoria tutti sono uguali, ma nei fatti, ci sono alcuni più uguali degli altri.<br /><br />Nota di BastaBugie: l'autrice del precedente articolo, Manuela Antonacci, prosegue la sua lucida analisi con l'articolo seguente dal titolo "Ecco come il calcio si era inginocchiato ai diktat arcobaleno già prima di Euro2020".<br />Ecco l'articolo completo pubblicato su Provita & Famiglia il 24 giugno 2021:<br />Anche il mondo del calcio, ormai, sembra essere entrato nel mirino LGBT.<br />La Federcalcio tedesca, già dalla seconda partita del girone di Euro2020 disputata dalla Germania nella scorsa settimana, aveva reso noto che l'Uefa ha dato il suo consenso perché il portiere della nazionale, Manuel Neuer, indossasse la fascia di capitano con i colori dell'arcobaleno. Cosa che si è ripetuta anche ieri sera, in occasione dell'ultima partita del girone tra Germania e Ungheria, la stessa partita della discordia con il no all'illuminazione arcobaleno dello stadio ospitante, l'Allianz Arena di Monaco di Baviera.<br />Come appare ben chiaro, il...]]></itunes:summary><itunes:duration>479</itunes:duration><itunes:keywords>euro2020,federcalcio,gattuso,morace,tottenham,twitter,uefa</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/3a02c9b2091d20be15637c70d1af50d4.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Ecco perchè ho sfidato la legge Zan sull'omofobia</title><link>https://www.spreaker.com/episode/ecco-perche-ho-sfidato-la-legge-zan-sull-omofobia--45310483</link><description><![CDATA[VIDEO: Sacerdote coraggioso critica la legge sull'omofobia (Zan-Scalfarotto) ➜ <a href="https://www.youtube.com/watch?v=6aXxoSxnsbI" rel="noopener">https://www.youtube.com/watch?v=6aXxoSxnsbI</a><br /><br />TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6601" rel="noopener">http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6601</a><br /><br />ECCO PERCHE' HO SFIDATO LA LEGGE ZAN SULL'OMOFOBIA di Luca Marcolivio<br />Poco meno di un anno fa, un parroco palermitano sorprese l'Italia con un'omelia di fuoco. Le sue parole, grazie a YouTube divennero virali nel giro di pochissimi giorni. Non è molto frequente che il clero italiano affronti in modo così diretto, senza giri di parole, il tema dell'omofobia. Oggi che il dibattito sul ddl Zan è tornato in primo piano, don Lillo D'Ugo è tornato sull'argomento. Intervistato da Pro Vita & Famiglia, il parroco di Belmonte Mezzagno ha espresso una visione che, oltre ad essere totalmente priva di ambiguità, è rafforzata da un'esperienza sul campo assai positiva, nell'ambito della pastorale per le persone con tendenza omosessuale.<br />Don Lillo, il ddl Zan, contro cui lei tuonò un anno fa, è nel pieno del dibattito al Senato. A essere in gioco non è solo la libertà d'espressione ma anche la libertà religiosa...<br />«Quando lo scorso luglio ne feci accenno nella mia omelia, non si parlava ancora molto di quell'argomento. Quella domenica stavo commentando la parabola del grano e della zizzania (cfr Mt 13,24-43) e, attualizzandola, avevo cercato di illuminare la coscienza dei fedeli su quanto stava avvenendo. Mi accusarono di aver fatto un comizio con toni di predicatore d'altri tempi ma, in realtà, stavo semplicemente svolgendo un atto liturgico libero, responsabile all'interno di una celebrazione. Il frammento di quella mia omelia divenne immediatamente virale; mi hanno riferito che recentemente anche Sgarbi l'ha ripreso con 400mila visualizzazioni. Dopo quasi un anno, quindi, non posso che ribadire le stesse preoccupazioni. Siamo di fronte a una legge ingiusta che lede la libertà d'espressione e di pensiero ma non solo. Questa legge rischia di complicare la vita a chi non pensa secondo i parametri del politicamente corretto dei gruppi omosessualisti e ideologizzati. Magari non arriveranno a fucilarti ma a metterti a tacere sì: in fondo è quello che è già avvenuto ovunque sono state approvate leggi simili. Se però ogni anno le aggressioni per motivi di orientamento sessuale non superano la trentina l'anno, perché tanta insistenza? La risposta l'ha data un sostenitore dello stesso ddl Zan alla manifestazione di Milano di un mese fa: l'obiettivo è arrivare alla genitorialità omosessuale, all'utero in affitto, attualmente vietato dalla legge 40. Tutto questo è il frutto di una visione imperniata sul relativismo puro, su un soggettivismo esasperato, non radicati né nel buon senso, né tantomeno sulla fede cristiana».<br />La sua comunità parrocchiale condivide le sue posizioni? La sostiene in questa battaglia?<br />«Sì, grazie a Dio, la mia comunità è compatta, chi fa un cammino di fede serio, non può avere che queste visioni. Solo in minima parte i miei parrocchiani sono influenzati da visioni ideologiche, che confondono i piani e fanno credere che questa legge è necessaria alla difesa delle persone. È tristissimo vedere comunità cattoliche immerse in un multiculturalismo teologico. In compenso, ho visto che alcuni giovani entusiasti hanno aperto la pagina Facebook Amici di don Lillo, che, nell'arco di una settimana, ha superato i 3000 iscritti. Non mi sento affatto una voce che grida nel deserto, con la mia comunità si cammina insieme».<br />Le è mai capitato nel suo ministero pastorale di approcciare persone omosessuali, con le loro relative problematiche?<br />«In 25 anni di sacerdozio, ho avuto modo di accogliere tutti, anche se non si può accogliere tutto. Ho avuto modo di seguire persone con tendenze omosessuali che hanno lottato o stanno lottando per essere fedeli al Vangelo, così come lotto io o chiunque altro. La proposta di un cammino di santità va fatta a tutti, la Chiesa Cattolica ha prodotto documenti proprio in merito alla cura pastorale di persone con tendenza omosessuale, che ho cercato di attualizzare. Il problema è chi ha la presunzione di correggere il cristianesimo. Il soggettivismo esasperato dei nostri tempi ha invertito il principio dell'incarnazione: invece di dire che Dio si è fatto uomo, affermano che l'uomo si è fatto Dio; vogliono cambiare i sacramenti e qualunque altra cosa. Con gli omosessualisti ideologicamente schierati, ho avuto più che altro approcci sul piano culturale, con esiti "simpaticamente polemici". Con le persone omosessuali che non si ritrovano nelle rivendicazioni del movimento gay, invece, ho avuto dei frutti pastorali positivi: sono persone in cammino, che hanno fatto il loro percorso. Chi ha intrapreso un cammino spirituale, avvicinandosi al Signore, è rifiorito. Questi ragazzi desideravano semplicemente essere amati e, quando hanno percepito l'abbraccio del Signore, la loro vita è notevolmente cambiata in meglio».]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/45310483</guid><pubDate>Tue, 15 Jun 2021 21:35:09 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/45310483/ecco_perch_ho_sfidato_la_legge_zan_sull_omofobia.mp3" length="6701601" type="audio/mpeg"/><itunes:author>BastaBugie</itunes:author><itunes:subtitle>VIDEO: Sacerdote coraggioso critica la legge sull'omofobia (Zan-Scalfarotto) ➜ https://www.youtube.com/watch?v=6aXxoSxnsbI

TESTO DELL'ARTICOLO ➜ http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6601

ECCO PERCHE' HO SFIDATO LA LEGGE ZAN SULL'OMOFOBIA di...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[VIDEO: Sacerdote coraggioso critica la legge sull'omofobia (Zan-Scalfarotto) ➜ <a href="https://www.youtube.com/watch?v=6aXxoSxnsbI" rel="noopener">https://www.youtube.com/watch?v=6aXxoSxnsbI</a><br /><br />TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6601" rel="noopener">http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6601</a><br /><br />ECCO PERCHE' HO SFIDATO LA LEGGE ZAN SULL'OMOFOBIA di Luca Marcolivio<br />Poco meno di un anno fa, un parroco palermitano sorprese l'Italia con un'omelia di fuoco. Le sue parole, grazie a YouTube divennero virali nel giro di pochissimi giorni. Non è molto frequente che il clero italiano affronti in modo così diretto, senza giri di parole, il tema dell'omofobia. Oggi che il dibattito sul ddl Zan è tornato in primo piano, don Lillo D'Ugo è tornato sull'argomento. Intervistato da Pro Vita & Famiglia, il parroco di Belmonte Mezzagno ha espresso una visione che, oltre ad essere totalmente priva di ambiguità, è rafforzata da un'esperienza sul campo assai positiva, nell'ambito della pastorale per le persone con tendenza omosessuale.<br />Don Lillo, il ddl Zan, contro cui lei tuonò un anno fa, è nel pieno del dibattito al Senato. A essere in gioco non è solo la libertà d'espressione ma anche la libertà religiosa...<br />«Quando lo scorso luglio ne feci accenno nella mia omelia, non si parlava ancora molto di quell'argomento. Quella domenica stavo commentando la parabola del grano e della zizzania (cfr Mt 13,24-43) e, attualizzandola, avevo cercato di illuminare la coscienza dei fedeli su quanto stava avvenendo. Mi accusarono di aver fatto un comizio con toni di predicatore d'altri tempi ma, in realtà, stavo semplicemente svolgendo un atto liturgico libero, responsabile all'interno di una celebrazione. Il frammento di quella mia omelia divenne immediatamente virale; mi hanno riferito che recentemente anche Sgarbi l'ha ripreso con 400mila visualizzazioni. Dopo quasi un anno, quindi, non posso che ribadire le stesse preoccupazioni. Siamo di fronte a una legge ingiusta che lede la libertà d'espressione e di pensiero ma non solo. Questa legge rischia di complicare la vita a chi non pensa secondo i parametri del politicamente corretto dei gruppi omosessualisti e ideologizzati. Magari non arriveranno a fucilarti ma a metterti a tacere sì: in fondo è quello che è già avvenuto ovunque sono state approvate leggi simili. Se però ogni anno le aggressioni per motivi di orientamento sessuale non superano la trentina l'anno, perché tanta insistenza? La risposta l'ha data un sostenitore dello stesso ddl Zan alla manifestazione di Milano di un mese fa: l'obiettivo è arrivare alla genitorialità omosessuale, all'utero in affitto, attualmente vietato dalla legge 40. Tutto questo è il frutto di una visione imperniata sul relativismo puro, su un soggettivismo esasperato, non radicati né nel buon senso, né tantomeno sulla fede cristiana».<br />La sua comunità parrocchiale condivide le sue posizioni? La sostiene in questa battaglia?<br />«Sì, grazie a Dio, la mia comunità è compatta, chi fa un cammino di fede serio, non può avere che queste visioni. Solo in minima parte i miei parrocchiani sono influenzati da visioni ideologiche, che confondono i piani e fanno credere che questa legge è necessaria alla difesa delle persone. È tristissimo vedere comunità cattoliche immerse in un multiculturalismo teologico. In compenso, ho visto che alcuni giovani entusiasti hanno aperto la pagina Facebook Amici di don Lillo, che, nell'arco di una settimana, ha superato i 3000 iscritti. Non mi sento affatto una voce che grida nel deserto, con la mia comunità si cammina insieme».<br />Le è mai capitato nel suo ministero pastorale di approcciare persone omosessuali, con le loro relative problematiche?<br />«In 25 anni di sacerdozio, ho avuto modo di accogliere tutti, anche se non si può accogliere tutto. 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Sia Biden, sia il Segretario di Stato Antony Blinken, infatti, hanno dato l'autorizzazione all'esposizione della bandiera arcobaleno in tutte le ambasciate del Paese sparse nel mondo. Sugli edifici ora ci saranno due bandiere, quella a stelle e strisce e quella arcobaleno.<br />Secondo le direttive, la bandiera dell' "orgoglio LGBTQI" ora sventolerà come quella americana, un segnale chiaro, dunque, della doppia identità nazionale degli Usa. Trump, in precedenza, invece, aveva vietato la bandiera del Pride nelle ambasciate statunitensi. Nella nota agli ambasciatori, Blinken ha ricordato alle ambasciate che possono issare e far sventolare la bandiera arcobaleno dai giorni precedenti il 17 maggio e per tutto giugno.<br />Una decisione che promuove la giornata internazionale contro l'omofobia, la transfobia e la bifobia e il mese dell'orgoglio LGBTQI. Secondo il New York Times, l'autorizzazione a sventolare le bandiere Pride non è un ordine perentorio, ma - pur essendo fortemente suggerito - si lascia al diplomatico la decisione finale per decidere a favore della scelta più appropriata, "alla luce delle condizioni locali". Facile immaginare che in taluni paesi arabi non verrà esposta per paura di proteste, mentre in tutti gli altri paesi vedremo bandieroni ergersi sui pinnacoli delle ambasciate Usa.<br />"Il presidente Biden crede che la forza dell'America si trovi nella sua diversità. L'America è più forte, a casa e nel mondo, quando è inclusiva", ha detto un portavoce di Stato. Riportare le bandiere del 'Pride' nelle ambasciate e promuovere i diritti LGBTQI sono sempre stati due capisaldi dell'impegno di Blinken che, già durante le audizioni per la sua conferma al Congresso nei mesi scorsi, aveva detto: "Penso che gli Stati Uniti debbano difendere i diritti delle persone LGBTQI ed è qualcosa che il Dipartimento si assumerà e di cui si farà carico immediatamente".<br /><br />Nota di BastaBugie: ecco altre notizie dagli USA sul "gaio" mondo gay... sempre meno gaio.<br /><br />BIDEN E IL NUOVO REGOLAMENTO SANITARIO PRO TRANS<br />In una norma antidiscriminazione nei servizi sanitari, contenuta nella legge sulla protezione del paziente e sulle cure a prezzi accessibili, il sesso era stato interpretato nel suo aspetto biologico. In breve quando si parlava di «sesso» occorreva riferirsi al maschio e alla femmina in termini biologici. Questo era ciò che aveva deciso l'amministrazione Trump.<br />Ora con Biden la musica è cambiata. Il Dipartimento della Salute e dei Servizi Umani ha infatti disposto che il sesso deve intendersi come «identità di genere» ossia autopercezione di appartenere al mondo maschile o femminile.<br />Il nuovo regolamento, ovviamente voluto per privilegiare le persone trans, non ha carattere vincolante per gli Stati ma è comunque un ulteriore chiaro segnale di come l'amministrazione Biden sia favorevole all'agenda LGBT.<br />(Gender Watch News, 14 maggio 2021)<br /><br />GLI STATI CONTRO BIDEN SUL GENDER<br />La Human Rights Campaign (HRC), una organizzazione legale che tutela le rivendicazioni del mondo LGBT, ci informa che sono 115 le leggi anti ideologia gender vigenti in una trentina di Stati negli USA. Spiccano tra queste 66 normative che vietano alle persone trans di gareggiare in competizioni riservate ad atleti o atlete non corrispondenti al loro sesso biologico e 35 leggi volte ad impedire che i minori si sottopongano a trattamenti per il «cambio» di sesso.<br />Negli ultimi quattro mesi otto progetti di legge simili sono stati approvati in altrettanti stati e un'altra decina è in attesa dell'approvazione dei governatori, tutte norme che entrano in rotta di collisione con l'ordine esecutivo dell'amministrazione Biden chiamato Prevenzione e lotta alla discriminazione sulla base dell'identità di genere o dell'orientamento sessuale.<br />Insomma Biden va in una direzione e gli Stati di cui lui è presidente vanno in un'altra.<br />(Gender Watch News, 30 maggio 2021)<br /><br />PER USA TODAY MASCHIO È UNA PAROLA OFFENSIVA<br />Chelsea Mitchell, la più veloce atleta del Connecticut, perde sempre con due maschi che gareggiano con lei come trans: Terry Miller e Andraya Yearwood (nomi del dopo transizione). La Connecticut Interscholastic Athletic Conference afferma: «gli studenti che si identificano come donne devono essere riconosciuti come donne. Fare diversamente non sarebbe solo discriminatorio, ma li priverebbe della significativa opportunità di partecipare ad attività educative, compresi gli sport scolastici, basati su stereotipi sessuali e pregiudizi che si cerca di prevenire col Titolo IX».<br />La Mitchell non perde solo gare, ma anche borse di studio: «quando i college esaminano il mio record - scrive la ragazza - non vedono la ragazza più veloce del Connecticut, ma una seconda o terza classificata».<br />L'atleta allora decide di scrivere a Usa Today lamentandosi che «i corridori maschi hanno enormi vantaggi fisici». Il giornale sostituisce al termine «maschi» quello di «transgender» aggiungendo: «Nota dell'editore: questa colonna è stata aggiornata per riflettere gli standard e le linee guida di stile di Usa Today. Ci dispiace che sia stato usato un linguaggio offensivo». Proprio così: definire maschio un maschio che si crede donna è offensivo.<br />(Gender Watch News, 31 maggio 2021)]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/45122493</guid><pubDate>Tue, 01 Jun 2021 21:23:29 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/45122493/biden_autorizza_le_bandiere_lgbt_nelle_ambasciate_usa.mp3" length="6603336" type="audio/mpeg"/><itunes:author>BastaBugie</itunes:author><itunes:subtitle>TESTO DELL'ARTICOLO ➜ http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6591

BIDEN AUTORIZZA LE BANDIERE LGBT NELLE AMBASCIATE USA di Luca Volontè
Stati Uniti dalla doppia nazionalità e sempre più vincolati all'ideologia gender e alle pretese LGBTI. Sia...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6591" rel="noopener">http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6591</a><br /><br />BIDEN AUTORIZZA LE BANDIERE LGBT NELLE AMBASCIATE USA di Luca Volontè<br />Stati Uniti dalla doppia nazionalità e sempre più vincolati all'ideologia gender e alle pretese LGBTI. Sia Biden, sia il Segretario di Stato Antony Blinken, infatti, hanno dato l'autorizzazione all'esposizione della bandiera arcobaleno in tutte le ambasciate del Paese sparse nel mondo. Sugli edifici ora ci saranno due bandiere, quella a stelle e strisce e quella arcobaleno.<br />Secondo le direttive, la bandiera dell' "orgoglio LGBTQI" ora sventolerà come quella americana, un segnale chiaro, dunque, della doppia identità nazionale degli Usa. Trump, in precedenza, invece, aveva vietato la bandiera del Pride nelle ambasciate statunitensi. Nella nota agli ambasciatori, Blinken ha ricordato alle ambasciate che possono issare e far sventolare la bandiera arcobaleno dai giorni precedenti il 17 maggio e per tutto giugno.<br />Una decisione che promuove la giornata internazionale contro l'omofobia, la transfobia e la bifobia e il mese dell'orgoglio LGBTQI. Secondo il New York Times, l'autorizzazione a sventolare le bandiere Pride non è un ordine perentorio, ma - pur essendo fortemente suggerito - si lascia al diplomatico la decisione finale per decidere a favore della scelta più appropriata, "alla luce delle condizioni locali". Facile immaginare che in taluni paesi arabi non verrà esposta per paura di proteste, mentre in tutti gli altri paesi vedremo bandieroni ergersi sui pinnacoli delle ambasciate Usa.<br />"Il presidente Biden crede che la forza dell'America si trovi nella sua diversità. L'America è più forte, a casa e nel mondo, quando è inclusiva", ha detto un portavoce di Stato. Riportare le bandiere del 'Pride' nelle ambasciate e promuovere i diritti LGBTQI sono sempre stati due capisaldi dell'impegno di Blinken che, già durante le audizioni per la sua conferma al Congresso nei mesi scorsi, aveva detto: "Penso che gli Stati Uniti debbano difendere i diritti delle persone LGBTQI ed è qualcosa che il Dipartimento si assumerà e di cui si farà carico immediatamente".<br /><br />Nota di BastaBugie: ecco altre notizie dagli USA sul "gaio" mondo gay... sempre meno gaio.<br /><br />BIDEN E IL NUOVO REGOLAMENTO SANITARIO PRO TRANS<br />In una norma antidiscriminazione nei servizi sanitari, contenuta nella legge sulla protezione del paziente e sulle cure a prezzi accessibili, il sesso era stato interpretato nel suo aspetto biologico. In breve quando si parlava di «sesso» occorreva riferirsi al maschio e alla femmina in termini biologici. Questo era ciò che aveva deciso l'amministrazione Trump.<br />Ora con Biden la musica è cambiata. Il Dipartimento della Salute e dei Servizi Umani ha infatti disposto che il sesso deve intendersi come «identità di genere» ossia autopercezione di appartenere al mondo maschile o femminile.<br />Il nuovo regolamento, ovviamente voluto per privilegiare le persone trans, non ha carattere vincolante per gli Stati ma è comunque un ulteriore chiaro segnale di come l'amministrazione Biden sia favorevole all'agenda LGBT.<br />(Gender Watch News, 14 maggio 2021)<br /><br />GLI STATI CONTRO BIDEN SUL GENDER<br />La Human Rights Campaign (HRC), una organizzazione legale che tutela le rivendicazioni del mondo LGBT, ci informa che sono 115 le leggi anti ideologia gender vigenti in una trentina di Stati negli USA. Spiccano tra queste 66 normative che vietano alle persone trans di gareggiare in competizioni riservate ad atleti o atlete non corrispondenti al loro sesso biologico e 35 leggi volte ad impedire che i minori si sottopongano a trattamenti per il «cambio» di sesso.<br />Negli ultimi quattro mesi otto progetti di legge simili sono stati approvati in altrettanti stati e un'altra decina è in attesa dell'approvazione dei governatori, tutte norme che entrano in rotta di collisione...]]></itunes:summary><itunes:duration>413</itunes:duration><itunes:keywords>ambasciata,biden,gender,lgbt,newyorktimes</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/6a4f18a09c10426d27c1b9778e3b976a.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Legge Zan, un flagello alle porte dell'Italia</title><link>https://www.spreaker.com/episode/legge-zan-un-flagello-alle-porte-dell-italia--45033057</link><description><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6586" rel="noopener">http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6586</a><br /><br />LEGGE ZAN, UN FLAGELLO ALLE PORTE DELL'ITALIA di Roberto de Mattei<br />In Italia la minaccia del coronavirus fa dimenticare talvolta l'esistenza di altri flagelli, come il devastante disegno di legge in discussione in Parlamento, dal titolo Misure di prevenzione e contrasto della discriminazione e della violenza per motivi fondati sul sesso, sul genere, sull'orientamento sessuale, sull'identità di genere e sulla disabilità. Questa proposta legislativa è conosciuta come "legge Zan", perché prende il nome dal deputato del Partito Democratico Alessandro Zan che l'ha presentata, ma ha alle sue spalle venticinque anni di storia.<br />Il primo disegno di legge contro l'omofobia fu proposto infatti nel 1996 dal deputato di Rifondazione comunista Nichi Vendola. Nel 1999, il governo comunista di Massimo D'Alema approvò un decreto dal titolo Misure contro le discriminazioni e per la promozione di pari opportunità. La legge non passò perché il governo D'Alema cadde il 24 aprile 2000. Tra il 2013 e il 2014, il governo delle "larghe intese" di Enrico Letta tentò invano di far approvare un nuovo disegno di legge contro l'omofobia presentato dal deputato del Pd Ivan Scalfarotto. Lo stesso Enrico Letta, oggi segretario del Pd, chiede con insistenza che sia approvato il testo unico Zan, che il 4 novembre 2020 è stato approvato alla Camera e alla fine di aprile 2021 è stato calendarizzato al Senato. La strada non è facile, per l'opposizione del centro-destra, ma il pericolo è imminente e reale.<br />Quale sia l'intento di questo progetto di legge è stato rivelato da un suo tentativo di anticiparlo nelle scuole. Il 17 maggio 2021, nella "Giornata internazionale contro l'omofobia, la bifobia, la transfobia" (prevista dal decreto Zan all'art. 7), è stata diramata dall'ufficio scolastico della Regione Lazio, una circolare dal titolo Linee guida per la scuola: strategie di intervento e promozione del benessere dei bambini e degli adolescenti con varianza di genere.<br />In questo documento si afferma che «negli ultimi anni stiano assistendo a una Gender Revolution», per cui bisogna «superare il concetto di binarismo sessuale che prevede l'esistenza di solo due generi (maschile e femminile)», sostituendo ad esso quello di «spettro di genere», dal momento che «il genere ormai si presenta in un'infinità varietà di forme, dimensioni e tonalità». Gli istituti scolastici, in conseguenza, dovrebbero adottare «un linguaggio di genere inclusivo», prevedere «l'assegnazione di un'identità provvisoria, transitoria e non consolidabile» allo studente che manifesti la volontà di cambiare «genere» e l'allestimento di bagni e spogliatoi «non connotati per genere» dedicati agli studenti trans.<br /><br />SCUDO PENALE PER I VARI ORIENTAMENTI SESSUALI<br />Tutto questo non è che l'applicazione del primo articolo del testo Zan, che si propone di tutelare giuridicamente l'identità di genere, definita come «identificazione percepita e manifestata di se in relazione al genere, anche se non corrispondente al sesso, indipendentemente da non aver concluso un percorso di transizione».<br />L'"identità di genere" di una persona è dunque un'"auto-percezione", determinata dagli impulsi, desideri, sentimenti ed emozioni del singolo individuo. La norma non tutela solo l'omosessualità o la transessualità, bensì tutte le forme di "orientamento sessuale" dirette a separare l'identità sessuale della persona dalla sua identità biologica allo scopo di favorire la creazione di una nuova identità psicologica, fluida e indeterminata. «In questo modo, - ha giustamente osservato Mauro Ronco, professore emerito di Diritto Penale nell'Università di Padova - si intende porre sotto lo scudo della protezione penale tanto i vari orientamenti sessuali, ancora oggi valutati come disturbi della personalità, come la tendenza voyeuristica, la tendenza sessuale masochistica, la tendenza sessuale sadistica, la tendenza sessuale feticistica, quanto le ancora oggi assai controverse teorie del gender, alla cui stregua l'identità della persona non è determinata dalla biologia, bensì dalla libera scelta dell'individuo».<br />Lo stesso Professor Ronco, nella sua audizione alla Camera dei Deputati del 21 maggio 2020, ha bene illustrato qual è la deforme concezione su cui si fonda il concetto anti-giuridico del reato di "discriminazione" e di "odio", che il testo Zan vorrebbe punire con la reclusione o con una multa finanziaria.<br />«L'eventuale estensione del reato d'odio alla manifestazione di idee per motivi di orientamento sessuale o di identità di genere segnerebbe il passaggio abnorme del diritto penale verso un modello che punisce la manifestazione di idee per correggere gli individui in ordine alla loro disposizione interiore. Non v'è alcuna base empirica per distinguere tra giudizi espressi sull'orientamento sessuale o sull'identità di genere per ragioni d'odio, da un lato, ovvero, da un altro lato, per ragioni religiose, metafisiche, etiche e sociali». Infatti, «chi esprime opinioni critiche sulla tendenza omosessuale per ragioni metafisiche o sugli atti omosessuali per ragioni etiche, psicologiche, mediche o sociali, non per ciò è indotto a tali critiche per ragioni d'odio. Anzi, il più delle volte, il motivo per cui esprime tali opinioni risiede in ragioni del tutto contrarie allo stato interiore dell'odio. L'assurdità ancor maggiore sta nel conferire a un giudice il compito di decidere se una determinata opinione sia stata espressa per convinzione scientifica, per convinzione religiosa, per scelta culturale, per tradizione familiare, ovvero, tutto al contrario, per odio. Ma per odio verso chi? Verso una tendenza, un orientamento, una dottrina, una opinione o verso delle persone in carne e ossa? Anche qui la distinzione tra l'oggetto del presunto stato d'animo d'odio non può essere precisato se non attraverso una critica delle intenzioni, del tutto inaccettabile nel diritto penale poiché non è il giudice che può discriminare tra le intenzioni buone e quelle cattive».<br /><br />UN LIBRO SPIEGA LE VERE INTENZIONI DELLA LEGGE ZAN<br />Un approfondimento di questo e di altri temi ci è offerto dal volume curato da Alfredo Mantovano "Legge omofobia perché non va" (Cantagalli, Siena 2021), in cui la proposta di legge Zan viene attentamente esaminata e confutata articolo per articolo, svelandone le vere intenzioni.<br />La nuova legislazione vuole intronizzare come modello sociale assoluto ciò che un tempo era considerato devianza, isolando invece come devianza e anormalità la difesa dei principi naturali e cristiani. Ma ogni progetto di sovvertimento dell'ordine naturale, dall'abolizione della proprietà privata alla soppressione dell'identità sessuale, ha bisogno per realizzarsi della violenza, perché la natura, come il bene e il vero, è in sé stessa diffusiva. Quando le leggi negano l'ordine naturale si afferma inesorabilmente la dittatura del relativismo più volte denunciata da Giovanni Paolo II e da Benedetto XVI.<br />Se la legge sull'omofobia andasse in porto, il diritto della libertà di espressione sarebbe negato solo ai difensori dell'ordine tradizionale. Sarebbe tuttavia un grave errore limitarsi a criticare la soppressione della libertà introdotta dal testo unico di legge Zan, senza risalire alla causa di questo totalitarismo che sta nella definizione di identità di genere presente nell'articolo 1 del testo.<br />Il liberalismo impregna oggi la mentalità di molti cattolici, che vedono il nemico solo nel "proibizionismo", dimenticando che il male non sta nelle istituzioni, ma nella violazione di un oggettivo ordine morale di valori. Non è in nome della "libertà", ma della natura e della ragione, che bisogna combattere il nefasto progetto di legge Zan.<br />C'è un'aspra battaglia di idee in corso. Senza la chiarezza dei princìpi filosofici e morali tutto è perduto. Sulla base di questi princìpi professati e vissuti, e con l'aiuto di Dio, si può vincere invece la battaglia culturale del nostro tempo.<br /><br />Nota di BastaBugie: nell'articolo è stato citato il recente libro a cura di Alfredo Mantovano "Legge omofobia, perché non va", edizioni Cantagalli, pagine 256, € 19,00 (prezzo Amazon). Questo volume, esito della comune riflessione maturata all'interno del Centro Studi Rosario Livatino, è una guida alla lettura dei 10 articoli del testo unificato, con i contributi di Domenico Airoma, Daniela Bianchini, Francesco Cavallo, Francesco Farri, Carmelo Leotta, Roberto Respinti, Mauro Ronco, Angelo Salvi e Aldo Rocco Vitale.<br />Per ordinare il libro, clicca qui!<br /><a href="https://amzn.to/3eYtcoH" rel="noopener">https://amzn.to/3eYtcoH</a>]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/45033057</guid><pubDate>Tue, 25 May 2021 20:24:46 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/45033057/legge_zan_un_flagello_alle_porte_dell_italia.mp3" length="10875489" type="audio/mpeg"/><itunes:author>BastaBugie</itunes:author><itunes:subtitle>TESTO DELL'ARTICOLO ➜ http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6586

LEGGE ZAN, UN FLAGELLO ALLE PORTE DELL'ITALIA di Roberto de Mattei
In Italia la minaccia del coronavirus fa dimenticare talvolta l'esistenza di altri flagelli, come il devastante...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6586" rel="noopener">http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6586</a><br /><br />LEGGE ZAN, UN FLAGELLO ALLE PORTE DELL'ITALIA di Roberto de Mattei<br />In Italia la minaccia del coronavirus fa dimenticare talvolta l'esistenza di altri flagelli, come il devastante disegno di legge in discussione in Parlamento, dal titolo Misure di prevenzione e contrasto della discriminazione e della violenza per motivi fondati sul sesso, sul genere, sull'orientamento sessuale, sull'identità di genere e sulla disabilità. Questa proposta legislativa è conosciuta come "legge Zan", perché prende il nome dal deputato del Partito Democratico Alessandro Zan che l'ha presentata, ma ha alle sue spalle venticinque anni di storia.<br />Il primo disegno di legge contro l'omofobia fu proposto infatti nel 1996 dal deputato di Rifondazione comunista Nichi Vendola. Nel 1999, il governo comunista di Massimo D'Alema approvò un decreto dal titolo Misure contro le discriminazioni e per la promozione di pari opportunità. La legge non passò perché il governo D'Alema cadde il 24 aprile 2000. Tra il 2013 e il 2014, il governo delle "larghe intese" di Enrico Letta tentò invano di far approvare un nuovo disegno di legge contro l'omofobia presentato dal deputato del Pd Ivan Scalfarotto. Lo stesso Enrico Letta, oggi segretario del Pd, chiede con insistenza che sia approvato il testo unico Zan, che il 4 novembre 2020 è stato approvato alla Camera e alla fine di aprile 2021 è stato calendarizzato al Senato. La strada non è facile, per l'opposizione del centro-destra, ma il pericolo è imminente e reale.<br />Quale sia l'intento di questo progetto di legge è stato rivelato da un suo tentativo di anticiparlo nelle scuole. Il 17 maggio 2021, nella "Giornata internazionale contro l'omofobia, la bifobia, la transfobia" (prevista dal decreto Zan all'art. 7), è stata diramata dall'ufficio scolastico della Regione Lazio, una circolare dal titolo Linee guida per la scuola: strategie di intervento e promozione del benessere dei bambini e degli adolescenti con varianza di genere.<br />In questo documento si afferma che «negli ultimi anni stiano assistendo a una Gender Revolution», per cui bisogna «superare il concetto di binarismo sessuale che prevede l'esistenza di solo due generi (maschile e femminile)», sostituendo ad esso quello di «spettro di genere», dal momento che «il genere ormai si presenta in un'infinità varietà di forme, dimensioni e tonalità». Gli istituti scolastici, in conseguenza, dovrebbero adottare «un linguaggio di genere inclusivo», prevedere «l'assegnazione di un'identità provvisoria, transitoria e non consolidabile» allo studente che manifesti la volontà di cambiare «genere» e l'allestimento di bagni e spogliatoi «non connotati per genere» dedicati agli studenti trans.<br /><br />SCUDO PENALE PER I VARI ORIENTAMENTI SESSUALI<br />Tutto questo non è che l'applicazione del primo articolo del testo Zan, che si propone di tutelare giuridicamente l'identità di genere, definita come «identificazione percepita e manifestata di se in relazione al genere, anche se non corrispondente al sesso, indipendentemente da non aver concluso un percorso di transizione».<br />L'"identità di genere" di una persona è dunque un'"auto-percezione", determinata dagli impulsi, desideri, sentimenti ed emozioni del singolo individuo. La norma non tutela solo l'omosessualità o la transessualità, bensì tutte le forme di "orientamento sessuale" dirette a separare l'identità sessuale della persona dalla sua identità biologica allo scopo di favorire la creazione di una nuova identità psicologica, fluida e indeterminata. «In questo modo, - ha giustamente osservato Mauro Ronco, professore emerito di Diritto Penale nell'Università di Padova - si intende porre sotto lo scudo della protezione penale tanto i vari orientamenti sessuali, ancora oggi valutati come disturbi della personalità, come la tendenza voyeuristica,...]]></itunes:summary><itunes:duration>680</itunes:duration><itunes:keywords>biologia,flagello,identitàfluida,transizione,zan</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/9a3b23c10549599db169b56051fd5234.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Il calcio non è uno sport per signorine</title><link>https://www.spreaker.com/episode/il-calcio-non-e-uno-sport-per-signorine--45013182</link><description><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6583" rel="noopener">http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6583</a><br /><br />IL CALCIO NON E' UNO SPORT PER SIGNORINE di Corrado Gnerre<br />Domenica scorsa per la prima volta una donna ha arbitrato una partita di Serie B.<br />Prendiamo spunto da questa notizia per allargarci sul cosiddetto calcio femminile e capire perché, anche questo argomento, possa avere un valore apologetico.<br />C'avete fatto caso? Tutti i media da un po' di tempo a questa parte stanno promuovendo il calcio femminile. Se ne parla nelle rubriche sportive e un po' dappertutto.<br />Insomma, è manifesto che non solo tutti sappiano come va il calcio femminile, ma che se ne appassionino anche.<br />Eppure lo sanno anche i fili d'erba di uno stadio: il livello del football femminile non può competere con quello maschile. Se a chi scrive proponessero una sfida tra il Pizzighettone e il Gorgonzola in versione maschile o un Barcellona-Real Madrid in versione femminile, questi non avrebbe dubbi a scegliere la prima. Su una chat, a proposito del livello calcistico femminile, un signore un giorno scrisse: "Calcio femminile? Ridicolo. Mi è capitato di vedere qualche partita di professioniste che è tutto tranne calcio. E poi vedere una donna che gioca a pallone con gli scarpini fa lo stesso effetto di vedere un maschio giocare con i tacchi a spillo."<br />Ci sono sport in cui il livello femminile è alto. Addirittura in alcuni può essere quasi alla pari degli uomini. Si pensi alla ginnastica. Nel nuoto sincronizzato, nel pattinaggio, nell'equitazione... le donne possono persino raggiungere il massimo. Ma negli sport dove la dimensione muscolare è fondamentale, il dislivello tra specialità maschili e femminili è e rimarrà enorme e incolmabile. È un fatto genetico, di natura.<br />E qui sta il punto: di natura! Proprio questa questione ci ha spinti a scrivere un articolo del genere su un sito come il nostro.<br />Il timore è che anche il calcio sia utilizzato per compiere la nefasta rivoluzione gender. D'altronde sul portale di google nei giorni in cui si giocava l'ultimo Campionato del Mondo di calcio femminile (Francia 2019) campeggiava l'annuncio dell'evento, dopo che nei giorni immediatamente precedenti un'altra schermata aveva pubblicizzato il giugno-pride.<br />Dicevamo: rivoluzione gender. Le differenze di natura sarebbero solo quisquiglie e pinzellacchere (direbbe il buon Totò), dati relativi e modificabili. Ciò che conta sarebbero invece: il dato culturale, la scelta che si esprime, il desiderio personale. E in favore di ciò dovrebbe coagularsi: consenso, attenzione, sostegno e anche giuridico riconoscimento. Costi quel che costi.<br />Ma la realtà è realtà e il pallone è pallone... e un "sombrero" di un Pelé in gonnella sarebbe buono solo per essere appeso alla parete.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/45013182</guid><pubDate>Tue, 25 May 2021 20:22:20 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/45013182/il_calcio_non_uno_sport_per_signorine.mp3" length="3499153" type="audio/mpeg"/><itunes:author>BastaBugie</itunes:author><itunes:subtitle>TESTO DELL'ARTICOLO ➜ http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6583

IL CALCIO NON E' UNO SPORT PER SIGNORINE di Corrado Gnerre
Domenica scorsa per la prima volta una donna ha arbitrato una partita di Serie B.
Prendiamo spunto da questa notizia per...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6583" rel="noopener">http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6583</a><br /><br />IL CALCIO NON E' UNO SPORT PER SIGNORINE di Corrado Gnerre<br />Domenica scorsa per la prima volta una donna ha arbitrato una partita di Serie B.<br />Prendiamo spunto da questa notizia per allargarci sul cosiddetto calcio femminile e capire perché, anche questo argomento, possa avere un valore apologetico.<br />C'avete fatto caso? Tutti i media da un po' di tempo a questa parte stanno promuovendo il calcio femminile. Se ne parla nelle rubriche sportive e un po' dappertutto.<br />Insomma, è manifesto che non solo tutti sappiano come va il calcio femminile, ma che se ne appassionino anche.<br />Eppure lo sanno anche i fili d'erba di uno stadio: il livello del football femminile non può competere con quello maschile. Se a chi scrive proponessero una sfida tra il Pizzighettone e il Gorgonzola in versione maschile o un Barcellona-Real Madrid in versione femminile, questi non avrebbe dubbi a scegliere la prima. Su una chat, a proposito del livello calcistico femminile, un signore un giorno scrisse: "Calcio femminile? Ridicolo. Mi è capitato di vedere qualche partita di professioniste che è tutto tranne calcio. E poi vedere una donna che gioca a pallone con gli scarpini fa lo stesso effetto di vedere un maschio giocare con i tacchi a spillo."<br />Ci sono sport in cui il livello femminile è alto. Addirittura in alcuni può essere quasi alla pari degli uomini. Si pensi alla ginnastica. Nel nuoto sincronizzato, nel pattinaggio, nell'equitazione... le donne possono persino raggiungere il massimo. Ma negli sport dove la dimensione muscolare è fondamentale, il dislivello tra specialità maschili e femminili è e rimarrà enorme e incolmabile. È un fatto genetico, di natura.<br />E qui sta il punto: di natura! Proprio questa questione ci ha spinti a scrivere un articolo del genere su un sito come il nostro.<br />Il timore è che anche il calcio sia utilizzato per compiere la nefasta rivoluzione gender. D'altronde sul portale di google nei giorni in cui si giocava l'ultimo Campionato del Mondo di calcio femminile (Francia 2019) campeggiava l'annuncio dell'evento, dopo che nei giorni immediatamente precedenti un'altra schermata aveva pubblicizzato il giugno-pride.<br />Dicevamo: rivoluzione gender. Le differenze di natura sarebbero solo quisquiglie e pinzellacchere (direbbe il buon Totò), dati relativi e modificabili. Ciò che conta sarebbero invece: il dato culturale, la scelta che si esprime, il desiderio personale. E in favore di ciò dovrebbe coagularsi: consenso, attenzione, sostegno e anche giuridico riconoscimento. Costi quel che costi.<br />Ma la realtà è realtà e il pallone è pallone... e un "sombrero" di un Pelé in gonnella sarebbe buono solo per essere appeso alla parete.]]></itunes:summary><itunes:duration>219</itunes:duration><itunes:keywords>arbitro,calcio,muscoli,pallone,pelè,tacchi</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/3e42c61822d95c2a819c05f64cba4315.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Cosa avviene nelle cliniche del cambio di sesso</title><link>https://www.spreaker.com/episode/cosa-avviene-nelle-cliniche-del-cambio-di-sesso--44890490</link><description><![CDATA[VIDEO: L'epidemia di disforia di genere tra i ragazzi ➜ <a href="https://www.youtube.com/watch?v=lCISvPS0GNY&list=PLibSUpjM9fah1VoapZC4nLZRPaat95Rj-" rel="noopener">https://www.youtube.com/watch?v=lCISvPS0GNY&list=PLibSUpjM9fah1VoapZC4nLZRPaat95Rj-</a><br /><br />TESTO DELL'ARTICOLO ➜  <a href="http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6576" rel="noopener">http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6576</a><br /><br />COSA AVVIENE NELLE CLINICHE DEL CAMBIO DI SESSO? di Benedetta Frigerio<br />Cosa c'entra l'aborto con l'ideologia gender? Associare queste istanze, facendone vedere la matrice ideologica identica, fino a qualche tempo fa era considerato esagerato. Eppure a rivelare come le due stiano insieme è stata un'operatrice di una delle cliniche del colosso abortivo Planned Parenthood.<br />La donna, favorevole all'omicidio in grembo, è andata però in crisi di fronte al nuovo business che ha richiesto la sua collaborazione, quello della somministrazione degli ormoni incrociati ai giovani che vogliono apparire del sesso opposto. Motivo per cui ha deciso di parlare di quanto sta avvenendo alla giornalista, collaboratrice del Wall Street Journal, Abigail Shrier. L'ex dipendente, che ha si è fatta intervistare in anonimato, ha spiegato (mostrando alla Shrier la sua busta paga e il contratto) che il suo compito era lo screening dei pazienti e l'anamnesi prima che l'infermiera arrivasse per la somministrazione degli ormoni.<br />La clinica Planned Parenthood in cui lavorava e dove "l'aborto - ha sottolineato - era il pane quotidiano", si trova in una cittadina di 30.000. Pur essendo abortista la testimone non ha però potuto mentire a se stessa vedendo che "i bambini che si identificano come transessuali sono vacche da spremere per guadagnare, tenute a bada per molto tempo grazie agli appuntamenti e ai follow-up, alle analisi del sangue e ai colloqui" che seguono la presa in carico di ciascuno di questi bambini o adolescenti. Al contrario, ha continuato, "gli aborti avvengono e poi è finita". L'ex operatrice ha aggiunto che "a livello nazionale Planned Parenthood è il secondo più grande fornitore di Gender Affirming Hormone Care". Perciò, ha continuato Shrier, "è ragionevole concludere che i trattamenti ormonali, così costosi, ora contribuiscono materialmente ai profitti di Planned Parenthood".<br />L'ex dipendente ha affermato che non c'erano medici nella clinica in cui lavorava, ma solo un consulente che non aveva "credenziali professionali effettive né formazione, oltre a essere MtF" (cioè una persona transgender da maschio a femmina)". Gli adolescenti parlavano con questo consulente che avrebbe mandato gli appunti dei colloqui "ad un vero professionista della salute mentale... Questo è stato fondamentalmente il modo con cui hanno aggirato (Planned Parenthood, ndr) l'obbligo di parlare con un vero consulente". Quando poi i pazienti dovevano ricevere gli ormoni necessari ad apparire del sesso opposto, a dare il consenso era il "direttore della clinica" che non aveva "alcuna esperienza medica" (il suo lavoro precedente era quello di "gestire un fast food della catena Wendy's").<br />Ma quel che è ancora più scioccante è il clima in cui sono immersi i giovani e l'irresponsabilità degli adulti descritti così: "Ogni giorno, nuove giovani adolescenti si presentavano alla clinica (a volte con la mamma). Spesso arrivavano in gruppi di ragazze, sostenendo di avere la disforia di genere fin dall'infanzia e chiedendo di essere sottoposte alla somministrazione di testosterone. Senza troppo indagare gli operatori dovevano fare solo alcune domande come: ‘A che età è iniziato tutto questo?... Che tipo di disforia provi? ...‘Punti ad un intervento chirurgico?'".<br />Ascoltando le loro storie, l'ex operatrice ha scoperto che questi bambini e adolescenti soffrivano di "gravi problemi emotivi, molti di loro hanno avuto una storia di abusi". A ciò si aggiungeva l'ansia, la depressione, mentre sul corpo avevano "cicatrici causate dall'autolesionismo". Ma, ha confessato, "di quei segni non bisognava parlare. Ci si limitava ad accogliere l'auto-diagnosi delle "pazienti" e a far firmare loro il "consenso informato" così da privarsi di ogni responsabilità per i trattamenti elargiti. Consenso che, "potrei raccontare in maniera aneddotica, non ho mai visto leggere a nessuno".<br />Giustamente Shrier ha fatto notare che il fatto che "le ragazze arrivavano spesso in clinica con un gruppo di amici" significa che prendere questi ormoni è diventato una moda trasgressiva come un tempo lo era andare "al centro commerciale per fare i piercing all'orecchio". La testimone ha confermato che infatti il clima in sala di attesa era "super allegro, ridanciano".<br />Ovviamente le operatrici di Planned Parenthood davanti alla scena restavano esterrefatte, ma il compito era di soddisfare "le loro richieste di iniziare la terapia ormonale". Perciò, "ho vissuto un conflitto sulla moralità delle nostre azioni nel dare a questi ragazzi testosterone ed estrogeni". Anche perché la donna non ricorda alcuno che chiedendo di iniziare un ciclo ormonale sia mai stato rifiutato. Fu sospeso temporaneamente solo un trattamento su un maschio che aveva problemi con la droga che contrastava gli effetti degli ormoni femminili.<br />Questa testimonianza è preziosa perché svela il volto diabolico di un mondo dipinto come tollerante e felice. Ma è chiaro che se "il corpo è mio e lo gestisco io", come ripetevano negli anni Sessanta le femministe che si battevano per la legalizzazione dell'aborto ormai vissuto come una pratica banale, è poi difficile contestare la volontà di chi desidera sembrare del sesso opposto ingerendo ormoni come se fossero zuccherini.<br />Ed è chiaro che questa avversione verso la creazione, fino a rifiutare il frutto del proprio grembo o la propria sessualità, piace non solo ai ribelli ma anche a quanti godono del profitto che ne deriva. In barba alle grida d'allarme della comunità scientifica e dei ragazzini pentiti in merito all'uso di sostante che possono ledere per sempre la salute fisica e mentale di questi ragazzini, che le richiedono senza comprenderne davvero le conseguenze irreversibili di questi trattamenti.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/44890490</guid><pubDate>Tue, 18 May 2021 20:57:06 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/44890490/cosa_avviene_nelle_cliniche_del_cambio_di_sesso.mp3" length="6885876" type="audio/mpeg"/><itunes:author>BastaBugie</itunes:author><itunes:subtitle>VIDEO: L'epidemia di disforia di genere tra i ragazzi ➜ https://www.youtube.com/watch?v=lCISvPS0GNY&amp;list=PLibSUpjM9fah1VoapZC4nLZRPaat95Rj-

TESTO DELL'ARTICOLO ➜  http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6576

COSA AVVIENE NELLE CLINICHE DEL...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[VIDEO: L'epidemia di disforia di genere tra i ragazzi ➜ <a href="https://www.youtube.com/watch?v=lCISvPS0GNY&list=PLibSUpjM9fah1VoapZC4nLZRPaat95Rj-" rel="noopener">https://www.youtube.com/watch?v=lCISvPS0GNY&list=PLibSUpjM9fah1VoapZC4nLZRPaat95Rj-</a><br /><br />TESTO DELL'ARTICOLO ➜  <a href="http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6576" rel="noopener">http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6576</a><br /><br />COSA AVVIENE NELLE CLINICHE DEL CAMBIO DI SESSO? di Benedetta Frigerio<br />Cosa c'entra l'aborto con l'ideologia gender? Associare queste istanze, facendone vedere la matrice ideologica identica, fino a qualche tempo fa era considerato esagerato. Eppure a rivelare come le due stiano insieme è stata un'operatrice di una delle cliniche del colosso abortivo Planned Parenthood.<br />La donna, favorevole all'omicidio in grembo, è andata però in crisi di fronte al nuovo business che ha richiesto la sua collaborazione, quello della somministrazione degli ormoni incrociati ai giovani che vogliono apparire del sesso opposto. Motivo per cui ha deciso di parlare di quanto sta avvenendo alla giornalista, collaboratrice del Wall Street Journal, Abigail Shrier. L'ex dipendente, che ha si è fatta intervistare in anonimato, ha spiegato (mostrando alla Shrier la sua busta paga e il contratto) che il suo compito era lo screening dei pazienti e l'anamnesi prima che l'infermiera arrivasse per la somministrazione degli ormoni.<br />La clinica Planned Parenthood in cui lavorava e dove "l'aborto - ha sottolineato - era il pane quotidiano", si trova in una cittadina di 30.000. Pur essendo abortista la testimone non ha però potuto mentire a se stessa vedendo che "i bambini che si identificano come transessuali sono vacche da spremere per guadagnare, tenute a bada per molto tempo grazie agli appuntamenti e ai follow-up, alle analisi del sangue e ai colloqui" che seguono la presa in carico di ciascuno di questi bambini o adolescenti. Al contrario, ha continuato, "gli aborti avvengono e poi è finita". L'ex operatrice ha aggiunto che "a livello nazionale Planned Parenthood è il secondo più grande fornitore di Gender Affirming Hormone Care". Perciò, ha continuato Shrier, "è ragionevole concludere che i trattamenti ormonali, così costosi, ora contribuiscono materialmente ai profitti di Planned Parenthood".<br />L'ex dipendente ha affermato che non c'erano medici nella clinica in cui lavorava, ma solo un consulente che non aveva "credenziali professionali effettive né formazione, oltre a essere MtF" (cioè una persona transgender da maschio a femmina)". Gli adolescenti parlavano con questo consulente che avrebbe mandato gli appunti dei colloqui "ad un vero professionista della salute mentale... Questo è stato fondamentalmente il modo con cui hanno aggirato (Planned Parenthood, ndr) l'obbligo di parlare con un vero consulente". Quando poi i pazienti dovevano ricevere gli ormoni necessari ad apparire del sesso opposto, a dare il consenso era il "direttore della clinica" che non aveva "alcuna esperienza medica" (il suo lavoro precedente era quello di "gestire un fast food della catena Wendy's").<br />Ma quel che è ancora più scioccante è il clima in cui sono immersi i giovani e l'irresponsabilità degli adulti descritti così: "Ogni giorno, nuove giovani adolescenti si presentavano alla clinica (a volte con la mamma). Spesso arrivavano in gruppi di ragazze, sostenendo di avere la disforia di genere fin dall'infanzia e chiedendo di essere sottoposte alla somministrazione di testosterone. Senza troppo indagare gli operatori dovevano fare solo alcune domande come: ‘A che età è iniziato tutto questo?... Che tipo di disforia provi? ...‘Punti ad un intervento chirurgico?'".<br />Ascoltando le loro storie, l'ex operatrice ha scoperto che questi bambini e adolescenti soffrivano di "gravi problemi emotivi, molti di loro hanno avuto una storia di abusi". A ciò si aggiungeva l'ansia, la depressione, mentre sul corpo avevano "cicatrici causate...]]></itunes:summary><itunes:duration>431</itunes:duration><itunes:keywords>aborto,adolescenti,ansia,autolesionismo,depressione,gender</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/84fa4298769f53f58e3ce4aeb8792ea3.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Fedez promuove il DDL Zan in mondovisione</title><link>https://www.spreaker.com/episode/fedez-promuove-il-ddl-zan-in-mondovisione--44632758</link><description><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜  <a href="http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6560" rel="noopener">http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6560</a><br /><br />FEDEZ PROMUOVE IL DDL ZAN IN MONDOVISIONE (E SI LAMENTA PURE) MENTRE UNA DEPUTATA RISCHIA 6 ANNI DI CARCERE di Andrea Zambrano<br />Per tutta la giornata di ieri la notizia del comizio di Fedez al concerto del Primo Maggio è stata in cima a tutti i siti Internet dei grandi giornali. E questo non può non essere un problema almeno per chi pensi di poter usare ancora la ragione. Gli stessi giornali e gli stessi politici che abilmente parlano di pandemia, e regolamentano da 13 mesi la nostra libertà, si sono presi una pausa strategica per distrarci un altro po' facendo diventare un caso di Stato le esternazioni politiche del cantante, così cantante che il 1° maggio però, per fare notizia, ha usato l'ugola per parlare e non per cantare.<br />Un comizio becero e infantile contro la Lega a favore del Ddl Zan, infantile e pronunciato con la prepotenza di chi sa di potersi permettere, proprio perché ricco, famoso e dalla parte giusta, di infrangere le regole del dibattito e umiliare i pro life dipingendoli come nemici del popolo. Che cosa c'entra con il concerto che dovrebbe celebrare il lavoro e i lavoratori? Nulla.<br />C'entra però con il bisogno terribile della Sinistra di portare a casa testimonial gratis per la sua lotta politica che non è più quella dei diritti, ma quella della violenza libertaria e liberticida. E lo fa scegliendo simboli griffati e patinati della ricca, ricchissima Milano da bere, andando a pescare un rapper dismesso ormai campione del politicamente corretto che è così conformista da essere ormai dappertutto, così adatto a tutto e al contrario di tutto al punto da trattare allo stesso modo e con la stessa nonchalance l'eliminazione di Frank Matano da LOL e l'acquisto di scarpe customizzate con simboli satanici.<br /><br />FESTA DEL LAVORO O DEL SUO FUNERALE?<br />Il problema non è lui, ma chi gli va dietro e, ahinoi, chi gli va dietro sono i grandi giornali e i partiti politici. Alle 17.14 di ieri il caso Fedez-Rai era ancora in testa su Repubblica, Corriere, La Stampa, Ansa e via andare con tutta la rassegna stampa del giornalismo collettivo. C'è voluta la notizia dello scudetto nerazzuro per aggiornare le home page dei siti e cambiare argomento. Ma nel frattempo Pd e 5 Stelle avevano già fatto tutto quello che dovevano fare, pronti come sono stati a chiedere le dimissioni dei dirigenti Rai mentre Salvini cercava di correre ai ripari condannando le frasi dei leghisti citati da Fedez come fossero mostri neri.<br />Insomma, la prima domenica di timide riaperture è stata coperta mediaticamente e politicamente da questa arma di distrazione di massa. Del resto, celebrare il lavoro e parlare dei 900mila posti di lavoro persi con la pandemia sarebbe stato sconveniente, titolare sul lavoro che manca ai ristoratori che hanno dovuto chiudere per sempre la saracinesca pareva di cattivo gusto. Parlare della pandemia e di come le politiche di lockdown abbiano impoverito il Paese, giammai! E non si osi proferir parola sul fatto che ancora oggi mandiamo a morire la gente negli ospedali perché non vogliamo curare precocemente il Covid.<br /><br />UNA FALSA CENSURA<br />Così si prende un tema altamente divisivo come quello del Ddl Zan, ci si inventa una falsa censura e si spara contro il partito odiato. Nel frattempo gli italiani sono invitati a bersi il cocktail di diritti negati e kattivi omofobi. Titoli, commenti, prese di posizione, mea culpa: l'operazione anestesia del popolo italico è servita e stavolta alla Sinistra va bene un guitto tatuato come Fedez, che dice di essere stato censurato quando invece durante il suo monologo dimostra di essere molto libero di dire quello che vuole. A proposito, registrare una telefonata e poi mandarla in onda non è un reato? Invece è lui che grida alla censura e i giornali gli vanno dietro come pecoroni mentre Letta e Conte lo spalleggiano, felici di avere trovato anche ieri un argomento per essere sulle prime pagine dei siti.<br />Però, la censura che Fedez sostiene di aver subito quando invece gode di tutte le libertà «di poter dire proprio quel cazzo che vuole perché sono un artista» (sono parole sue) non ha niente a che vedere con la censura che si introdurrà quando il Ddl Zan verrà approvato. Quello sarà un bavaglio vero e non ci sarà quel giorno un Fedez pronto a difendere anche i diritti di quei più deboli che dovranno giustificarsi davanti a un giudice perché accusati di aver detto che un bambino ha bisogno di un papà e di una mamma. La libertà che pretende per se stesso non è la stessa che lui, sostenendo una legge liberticida che prevede la rieducazione maoista nei centri Arcigay, concederebbe agli altri. Ecco il vero volto dei difensori dei cosiddetti nuovi diritti.<br /><br />Nota di BastaBugie: Benedetta Frigerio nell'articolo seguente dal titolo "Fedez fa la vittima, mentre una deputata rischia il carcere" parla di Fedez osannato dai giornali di mezzo mondo per il suo discorso livoroso contro chi crede che la famiglia sia quella naturale. E intanto una parlamentare finlandese rischia 6 anni di carcere per aver citato la Bibbia sulle unioni contro natura.<br />Ecco l'articolo completo pubblicato su La Nuova Bussola Quotidiana il 4 maggio 2021:<br />Ci vuole un bel coraggio da parte del rapper Fedez, che con la moglie e "influencer" Chiara Ferragni è diventato un marchio (i "Ferragnez") da incassi milionari, a fare la vittima sociale, affermando che "sono devastato" perché "ho visto che c'è chi mi ha attaccato su tutto, sul discorso che ho fatto", mentre i giornali di mezzo mondo lo osannano per il suo monologo pieno di astio durante il concerto del Primo Maggio contro chi crede che la famiglia sia quella naturale.<br />Sì, ci vuole davvero una gran faccia tosta, per sponsorizzare in diretta Rai l'introduzione in Italia di un reato di opinione (il Ddl Zan) ergendosi a martire della censura, soprattutto quando c'è chi veramente avrebbe decine di motivi per dirsi "devastata" e invece lotta per ciò in cui crede contro l'opinione pubblica del suo paese ma senza vittimizzarsi. Si tratta della parlamentare ed ex ministro degli Interni finlandese Päivi Räsänen, che per aver citato un versetto della Bibbia in un post di Tweeter rischia sei anni di carcere proprio grazie alla legge sull'"omofobia". Ma come siamo arrivati fino a qui?<br />Forse anche grazie alla cultura del piagnisteo e del vittimismo arcobaleno, per cui Fedez si batte e per cui basta dirsi oppressi dal "bigottismo" di quei cattivoni dei cattolici e della destra per poter fare e dire quello che si vuole (non importa se ciò significa denigrare qualcun altro). Una cultura che ha davvero del patetico: con quale dignità, infatti, Fedez, fa l'offeso e il perseguitato che lotta contro la censura? Con che argomentazione può fingersi superstite del sistema, quando si può permettere di fare "diti medi" in tv (come a X Factor contro il Family Day) e di sciorinare una lista di proscrizione di politici e personaggi pubblici solo per il livore che nutre nei loro confronti (che c'entra il citato Formigoni con il Ddl Zan?) senza incorrere in alcuna sanzione, anzi acquisendo ancor più visibilità da cui trarre guadagno?<br />Il questo mondo di ruoli alla rovescia e di paradossi, si può dire che il cantante maschio avrebbe molto da imparare in quanto a virilità e forza dalla parlamentare femmina finlandese. Päivi Räsänen, medico, madre di cinque figli e nonna di sei nipoti, rischia ben due anni di carcere per ciascuno dei tre presunti "crimini" per cui è accusata. A procedere contro di lei per il reato di "discorso d'odio" grazie alla legge finlandese, simile al Ddl Zan, è stata la procura generale della Finlandia nel 2019.<br />Il primo reato d'odio da lei commesso consisterebbe nel tweet in cui Räsänen citava san Paolo (Romani 1, 24-27) criticando le posizioni della leadership della chiesa Evangelica Luterana in appoggio alla marcia arcobaleno del 2019. Membro di questa chiesa, la parlamentare aveva voluto ricordare ai suoi ministri la posizione del Vangelo di fronte a chi si oppone all'ordine naturale della creazione. Räsänen aveva poi espresso la sua convinzione sul matrimonio come solo fra uomo e donna in un opuscolo pubblicato ben 17 anni fa, in merito a cui la polizia aveva già precedentemente concluso che non vi era alcun contenuto criminoso. La terza accusa proviene dalle sue parole sulla fede, sul mondo e sulla famiglia naturale rilasciate in un lungo colloquio con una giornalista in un programma andato in onda nel 2018.<br />A differenza di Fedez, celebrato dai grandi media universali (anche se sua moglie ha avuto l'ardire di commentare che è fiera del marito che avrebbe "avuto il coraggio di andare contro tutto e contro tutti"), l'opinione della politica cristiana non gode del consenso della vulgata politicamente corretta. Perciò ad avere coraggio, ben sapendo di essere in una posizione di minoranza, è stata unicamente lei. Inoltre, mentre il rapper si è appunto lamentato del peso di qualche critica, lei non ha voluto nascondere la verità dicendosi disposta a pagarne le conseguenze. Così, nonostante il carcere che lei, e non Fedez, rischia per le sue idee, ha affermato: "Non tornerò indietro rispetto alle mie opinioni. Non mi lascerò intimidire fino a nascondere la mia fede". Anche perché "più i cristiani tacciono su temi controversi, più si restringe lo spazio per la libertà di parola".<br />È questo un esempio mondiale di eroismo e di battaglia per una minoranza oggi sempre più discriminata e messa ai margini della società, quella di chi crede che la realtà abbia una sua oggettività da rispettare. Una battaglia che non pretende il bavaglio per chi la pensi diversamente ma che vuole difendere il diritto democratico di potersi esprimere differentemente rispetto alla massa. Mentre, al contrario, chi parla sponsorizzando l'ideologia che piace ai potenti vorrebbe mettere a tacere chiunque dissenta.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/44632758</guid><pubDate>Wed, 05 May 2021 07:57:57 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/44632758/fedez_promuove_il_ddl_zan_in_mondovisione.mp3" length="14553337" type="audio/mpeg"/><itunes:author>BastaBugie</itunes:author><itunes:subtitle>TESTO DELL'ARTICOLO ➜  http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6560

FEDEZ PROMUOVE IL DDL ZAN IN MONDOVISIONE (E SI LAMENTA PURE) MENTRE UNA DEPUTATA RISCHIA 6 ANNI DI CARCERE di Andrea Zambrano
Per tutta la giornata di ieri la notizia del...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜  <a href="http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6560" rel="noopener">http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6560</a><br /><br />FEDEZ PROMUOVE IL DDL ZAN IN MONDOVISIONE (E SI LAMENTA PURE) MENTRE UNA DEPUTATA RISCHIA 6 ANNI DI CARCERE di Andrea Zambrano<br />Per tutta la giornata di ieri la notizia del comizio di Fedez al concerto del Primo Maggio è stata in cima a tutti i siti Internet dei grandi giornali. E questo non può non essere un problema almeno per chi pensi di poter usare ancora la ragione. Gli stessi giornali e gli stessi politici che abilmente parlano di pandemia, e regolamentano da 13 mesi la nostra libertà, si sono presi una pausa strategica per distrarci un altro po' facendo diventare un caso di Stato le esternazioni politiche del cantante, così cantante che il 1° maggio però, per fare notizia, ha usato l'ugola per parlare e non per cantare.<br />Un comizio becero e infantile contro la Lega a favore del Ddl Zan, infantile e pronunciato con la prepotenza di chi sa di potersi permettere, proprio perché ricco, famoso e dalla parte giusta, di infrangere le regole del dibattito e umiliare i pro life dipingendoli come nemici del popolo. Che cosa c'entra con il concerto che dovrebbe celebrare il lavoro e i lavoratori? Nulla.<br />C'entra però con il bisogno terribile della Sinistra di portare a casa testimonial gratis per la sua lotta politica che non è più quella dei diritti, ma quella della violenza libertaria e liberticida. E lo fa scegliendo simboli griffati e patinati della ricca, ricchissima Milano da bere, andando a pescare un rapper dismesso ormai campione del politicamente corretto che è così conformista da essere ormai dappertutto, così adatto a tutto e al contrario di tutto al punto da trattare allo stesso modo e con la stessa nonchalance l'eliminazione di Frank Matano da LOL e l'acquisto di scarpe customizzate con simboli satanici.<br /><br />FESTA DEL LAVORO O DEL SUO FUNERALE?<br />Il problema non è lui, ma chi gli va dietro e, ahinoi, chi gli va dietro sono i grandi giornali e i partiti politici. Alle 17.14 di ieri il caso Fedez-Rai era ancora in testa su Repubblica, Corriere, La Stampa, Ansa e via andare con tutta la rassegna stampa del giornalismo collettivo. C'è voluta la notizia dello scudetto nerazzuro per aggiornare le home page dei siti e cambiare argomento. Ma nel frattempo Pd e 5 Stelle avevano già fatto tutto quello che dovevano fare, pronti come sono stati a chiedere le dimissioni dei dirigenti Rai mentre Salvini cercava di correre ai ripari condannando le frasi dei leghisti citati da Fedez come fossero mostri neri.<br />Insomma, la prima domenica di timide riaperture è stata coperta mediaticamente e politicamente da questa arma di distrazione di massa. Del resto, celebrare il lavoro e parlare dei 900mila posti di lavoro persi con la pandemia sarebbe stato sconveniente, titolare sul lavoro che manca ai ristoratori che hanno dovuto chiudere per sempre la saracinesca pareva di cattivo gusto. Parlare della pandemia e di come le politiche di lockdown abbiano impoverito il Paese, giammai! E non si osi proferir parola sul fatto che ancora oggi mandiamo a morire la gente negli ospedali perché non vogliamo curare precocemente il Covid.<br /><br />UNA FALSA CENSURA<br />Così si prende un tema altamente divisivo come quello del Ddl Zan, ci si inventa una falsa censura e si spara contro il partito odiato. Nel frattempo gli italiani sono invitati a bersi il cocktail di diritti negati e kattivi omofobi. Titoli, commenti, prese di posizione, mea culpa: l'operazione anestesia del popolo italico è servita e stavolta alla Sinistra va bene un guitto tatuato come Fedez, che dice di essere stato censurato quando invece durante il suo monologo dimostra di essere molto libero di dire quello che vuole. A proposito, registrare una telefonata e poi mandarla in onda non è un reato? Invece è lui che grida alla censura e i giornali gli vanno dietro come pecoroni mentre Letta e Conte...]]></itunes:summary><itunes:duration>910</itunes:duration><itunes:keywords>ddlzan,familyday,fedez,ferragnez,lavoratori,rai</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/521e16ec9ed49031331b87a61fa93731.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Buone notizie da Italia, Inghilterra e Spagna</title><link>https://www.spreaker.com/episode/buone-notizie-da-italia-inghilterra-e-spagna--44328088</link><description><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6541" rel="noopener">http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6541</a><br /><br />BUONE NOTIZIE DA ITALIA, INGHILTERRA E SPAGNA di Mauro Faverzani<br />Capita di rado, purtroppo. Ma capita. In poco tempo ben due sentenze han ridato diritto di cittadinanza ai cattolici ed a ciò in cui credono.<br />La prima è stata emanata la scorsa settimana da un tribunale britannico, che ha detto una cosa molto semplice, benché violentemente osteggiata dai politically correct: i cristiani possono tranquillamente definire in pubblico la pratica omosessuale come peccato e proclamarlo a voce alta. È un loro diritto, sia dal punto di vista della libertà di pensiero, di parola e di espressione, sia perché questo è ciò che afferma la Sacra Bibbia ovvero il loro testo fondamentale di riferimento. Il giudice, a tal proposito, ha anzi condannato il consiglio comunale di Blackpool, per aver censurato e discriminato i cristiani in merito. Che ciò sia di monito. Anche in Italia, Alessandro Zan e compagni se ne facciano una ragione.<br />Seconda sentenza: nelle scorse settimane il tribunale penale di Malaga ha condannato ad un'ammenda da 2.700 euro per crimini contro la sensibilità religiosa la promotrice di una "processione" ferocemente blasfema, svoltasi nel 2013. Quell'anno, in occasione della "festa della donna", l'imputata portò per le vie cittadine una raffigurazione dell'organo riproduttivo femminile, agghindato come la Madonna, recitando una sorta di "Credo", modificando tuttavia il testo originale in modo inqualificabile. Vittoria, dunque, per l'Associazione degli Avvocati Cristiani, che sporse denuncia e che portò così all'attenzione dell'opinione pubblica il caso, ma vittoria soprattutto del buon senso.<br />Si tratta di due importanti episodi, che rappresentano un chiaro invito rivolto ai cristiani, affinché non si nascondano, non divengano vittime di falsi timori ed annuncino anzi con coraggio e con dignità la propria fede e la propria identità, senza esitazioni. Del resto, oggi la sinistra è ossessionata dal discorso identitario, come è emerso con chiarezza anche da una recente intervista rilasciata al settimanale L'Express dallo scrittore Édouard Louis, icona della Sinistra radicale francese, fan convinto dei Black Lives Matter, iperfemminista, omosessuale dichiarato ed, in quanto tale, anti-sessista ed anti-omofobo: «Chiunque parli di lotte per l'identità non è di sinistra», ha sentenziato, senza astenersi tuttavia dal rivolgere una dura critica alla Sinistra marxista, a suo avviso troppo "conservatrice": «La Sinistra ha progressivamente abbandonato le classi lavoratrici», ha detto, precisando come, a suo parere, sia rimasta in parte «dentro cornici di pensiero vecchie di cinquant'anni, senza mai parlare delle nuove questioni». [...]<br /><br />Nota di BastaBugie: Gianfranco Amato nell'articolo seguente dal titolo "Cure domiciliari, un primo passo del Parlamento" informa che il Senato ha approvato un ordine del giorno che impegna il Governo ad aggiornare i protocolli per le cure domiciliari dei pazienti con Covid-19. Si chiede di superare la logica della "vigile attesa" e tenere conto dell'esperienza sul campo dei medici con l'uso di farmaci già esistenti. Un primo passo che va oltre il vaccino come unico modo per uscire dalla situazione.<br />Ecco l'articolo completo pubblicato su La Nuova Bussola Quotidiana il 13 aprile 2021:<br />Ogni tanto ci è concessa la grazia anche di qualche buona notizia. È stato approvato dal Senato, con 212 voti favorevoli, 2 contrari e 2 astensioni, un ordine del giorno, a prima firma Massimiliano Romeo, presidente del gruppo della Lega a Palazzo Madama, che impegna il Governo ad aggiornare i protocolli e le linee guida per le cure domiciliari dei pazienti Covid-19, tenendo conto di tutte le esperienze dei professionisti impegnati sul campo.<br />Finalmente si comincia a parlare in modo serio di cure e non solo di prevenzione vaccinale. Finalmente la politica è giunta alla conclusione - come si legge nel documento approvato - «per cui una corretta gestione dei pazienti affetti da Covid-19 presuppone, da un lato, l'immediata adozione delle cure maggiormente idonee e specifiche per il singolo individuo, dall'altro, l'esigenza di non affollare in maniera non giustificata gli ospedali e soprattutto le strutture di pronto soccorso». Per questo, secondo il documento approvato in Senato, «appare necessario, alla luce delle esperienze sul territorio, superare la previsione della "vigile attesa" prevedendo l'aggiornamento dei protocolli e delle linee guida dando la possibilità̀ per i medici di prescrivere i farmaci ritenuti più̀ opportuni tenuto conto del singolo caso, nel quadro delle indicazioni della comunità̀ scientifica validate dagli organi preposti».<br />Interessante anche il fatto che nel citato documento si riconosca espressamente «un ruolo cruciale ai membri della famiglia o ai conviventi del paziente», e si identifichi «la casa come luogo primario di cura» e quale «punto cardine di una nuova visione della medicina di prossimità̀ che attenua il senso di allontanamento e di perdita delle relazioni quotidiane e apporta una dimensione non solo farmacologica ma anche relazionale al trattamento sanitario».<br />L'ordine del giorno approvato al Senato ha anche il merito di rimediare all'assenza di linee guida aggiornate e univoche volte a fornire protocolli generali di cura domiciliare dei pazienti Covid-19, circostanza che ha fatto registrare «sul territorio nazionale rilevanti diversificazioni tra i protocolli sanitari regionali».<br />Il Senato ha quindi impegnato il Governo ad attuare un'azione articolata in cinque punti.<br />PRIMO<br />«Aggiornare, per il tramite dell'Istituto Superiore di Sanità, Agenas ed AIFA, i protocolli e linee guida per la presa in carico domiciliare da parte di MMG, PLS e medici del territorio, dei pazienti COVID-19 tenuto conto di tutte le esperienze dei professionisti impegnati sul campo».<br />SECONDO<br />«Istituire un Tavolo di monitoraggio ministeriale, in cui siano rappresentate tutte le professionalità̀ coinvolte nei percorsi di assistenza territoriale, vista la crescente complessità̀ gestionale e la necessità di armonizzare e sistematizzare tutte le azioni in campo».<br />TERZO<br />«Attivare, per una efficace gestione del decorso, fin dalla diagnosi, interventi che coinvolgano tutto il personale presente sul territorio in grado di fornire assistenza sanitaria, accompagnamento socio-sanitario e sostegno familiare».<br />QUARTO<br />«Attivarsi affinché́ le diverse esperienze e dati clinici raccolti dai Servizi Sanitari Regionali confluiscano in un protocollo unico nazionale di gestione domiciliare del paziente Covid-19».<br />QUINTO e ultimo punto<br />«Affiancare all'implementazione del protocollo nazionale per la presa in carico domiciliare dei pazienti Covid-19 un piano di potenziamento delle forniture di dispositivi di telemedicina idonei ad assicurare un adeguato e costante monitoraggio dei parametri clinici dei pazienti».<br />Si sta finalmente andando verso quella direzione più volte coraggiosamente indicata da alcuni medici, e formalizzata in un interessante documento intitolato La gestione dei pazienti COVID-19 in ambito domiciliare, redatto l'1 aprile 2021 e contenente alcuni indirizzi operativi proposti dal gruppo di lavoro promosso da Luca Coletto, capo del dipartimento Sanità della Lega. Finalmente si può parlare di cure. Si può parlare di farmaci. Si può parlare di vitamina D, di prebiotici, di N-acetilcisteina, di ASA, di idrossiclorochina, di corticosteroidi, di antibiotici, di eparine a basso peso molecolare, senza essere tacciati di negazionismo.<br />Forse la medicina, ovvero l'antica τέχνη (téchne) istituita da Ippocrate nel V secolo a.C., ha ritrovato la propria originaria e fondamentale finalità: quella della θεραπεία (therapèia), della cura. Piuttosto che pensare ad un'eventuale prevenzione attraverso controversi vaccini sperimentali, dalle incalcolabili prospettive di guadagno per le case produttrici. Si tratta, infatti, del maggior business di tutta la storia dell'umanità. Questa è l'unica cosa su cui tutti, negazionisti e non, concordano.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/44328088</guid><pubDate>Wed, 14 Apr 2021 08:32:47 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/44328088/buone_notizie_da_italia_inghilterra_e_spagna.mp3" length="10906420" type="audio/mpeg"/><itunes:author>BastaBugie</itunes:author><itunes:subtitle>TESTO DELL'ARTICOLO ➜ http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6541

BUONE NOTIZIE DA ITALIA, INGHILTERRA E SPAGNA di Mauro Faverzani
Capita di rado, purtroppo. Ma capita. In poco tempo ben due sentenze han ridato diritto di cittadinanza ai...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6541" rel="noopener">http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6541</a><br /><br />BUONE NOTIZIE DA ITALIA, INGHILTERRA E SPAGNA di Mauro Faverzani<br />Capita di rado, purtroppo. Ma capita. In poco tempo ben due sentenze han ridato diritto di cittadinanza ai cattolici ed a ciò in cui credono.<br />La prima è stata emanata la scorsa settimana da un tribunale britannico, che ha detto una cosa molto semplice, benché violentemente osteggiata dai politically correct: i cristiani possono tranquillamente definire in pubblico la pratica omosessuale come peccato e proclamarlo a voce alta. È un loro diritto, sia dal punto di vista della libertà di pensiero, di parola e di espressione, sia perché questo è ciò che afferma la Sacra Bibbia ovvero il loro testo fondamentale di riferimento. Il giudice, a tal proposito, ha anzi condannato il consiglio comunale di Blackpool, per aver censurato e discriminato i cristiani in merito. Che ciò sia di monito. Anche in Italia, Alessandro Zan e compagni se ne facciano una ragione.<br />Seconda sentenza: nelle scorse settimane il tribunale penale di Malaga ha condannato ad un'ammenda da 2.700 euro per crimini contro la sensibilità religiosa la promotrice di una "processione" ferocemente blasfema, svoltasi nel 2013. Quell'anno, in occasione della "festa della donna", l'imputata portò per le vie cittadine una raffigurazione dell'organo riproduttivo femminile, agghindato come la Madonna, recitando una sorta di "Credo", modificando tuttavia il testo originale in modo inqualificabile. Vittoria, dunque, per l'Associazione degli Avvocati Cristiani, che sporse denuncia e che portò così all'attenzione dell'opinione pubblica il caso, ma vittoria soprattutto del buon senso.<br />Si tratta di due importanti episodi, che rappresentano un chiaro invito rivolto ai cristiani, affinché non si nascondano, non divengano vittime di falsi timori ed annuncino anzi con coraggio e con dignità la propria fede e la propria identità, senza esitazioni. Del resto, oggi la sinistra è ossessionata dal discorso identitario, come è emerso con chiarezza anche da una recente intervista rilasciata al settimanale L'Express dallo scrittore Édouard Louis, icona della Sinistra radicale francese, fan convinto dei Black Lives Matter, iperfemminista, omosessuale dichiarato ed, in quanto tale, anti-sessista ed anti-omofobo: «Chiunque parli di lotte per l'identità non è di sinistra», ha sentenziato, senza astenersi tuttavia dal rivolgere una dura critica alla Sinistra marxista, a suo avviso troppo "conservatrice": «La Sinistra ha progressivamente abbandonato le classi lavoratrici», ha detto, precisando come, a suo parere, sia rimasta in parte «dentro cornici di pensiero vecchie di cinquant'anni, senza mai parlare delle nuove questioni». [...]<br /><br />Nota di BastaBugie: Gianfranco Amato nell'articolo seguente dal titolo "Cure domiciliari, un primo passo del Parlamento" informa che il Senato ha approvato un ordine del giorno che impegna il Governo ad aggiornare i protocolli per le cure domiciliari dei pazienti con Covid-19. Si chiede di superare la logica della "vigile attesa" e tenere conto dell'esperienza sul campo dei medici con l'uso di farmaci già esistenti. Un primo passo che va oltre il vaccino come unico modo per uscire dalla situazione.<br />Ecco l'articolo completo pubblicato su La Nuova Bussola Quotidiana il 13 aprile 2021:<br />Ogni tanto ci è concessa la grazia anche di qualche buona notizia. È stato approvato dal Senato, con 212 voti favorevoli, 2 contrari e 2 astensioni, un ordine del giorno, a prima firma Massimiliano Romeo, presidente del gruppo della Lega a Palazzo Madama, che impegna il Governo ad aggiornare i protocolli e le linee guida per le cure domiciliari dei pazienti Covid-19, tenendo conto di tutte le esperienze dei professionisti impegnati sul campo.<br />Finalmente si comincia a parlare in modo serio di cure e non solo di prevenzione...]]></itunes:summary><itunes:duration>682</itunes:duration><itunes:keywords>blasfemia,blm,femminista,libertà,zan</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/7910a18ca8fa8bbd40c4f6c57527fd30.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Zaia promuove l'agenda omosessualista</title><link>https://www.spreaker.com/episode/zaia-promuove-l-agenda-omosessualista--44328040</link><description><![CDATA[VIDEO: Sacerdote coraggioso critica la legge sull'omofobia (Zan-Scalfarotto) ➜ <a href="https://www.youtube.com/watch?v=6aXxoSxnsbI" rel="noopener">https://www.youtube.com/watch?v=6aXxoSxnsbI</a><br /><br />TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6540" rel="noopener">http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6540</a><br /><br />ZAIA PROMUOVE L'AGENDA OMOSESSUALISTA di Filippo Savarese<br />Quando prendi oltre il 75% delle preferenze devi rappresentare l'ampio spettro di sensibilità politiche con cui sei stato eletto, ed è comprensibile. Ma sarebbe un tragico errore di calcolo trascurare i valori di riferimento degli elettori che ti fanno vincere per compiacere la piccola frangia che ti fa togliere l'inebriante sfizio di stravincere.<br />È il rischio che sta correndo il Governatore del Veneto Luca Zaia, di cui non ci è piaciuta la recente, ambigua apertura al Ddl Zan, aggravata dall'ammissione di non averne nemmeno letto il testo. Interpellato sull'argomento, Zaia ha dichiarato che "nessuno si oppone in linea di principio", perché "le libertà devono essere garantite a tutti", e quindi "il provvedimento verrà prima o poi realizzato" al netto di "sfumature giuridiche che verranno valutate".<br />È grave che uno dei principali esponenti del primo partito di centrodestra apra una linea di credito alla lobby LGBT solamente, sembrerebbe, per apparire un po' più chic. Il popolo veneto è un popolo che ama la libertà e l'autonomia amministrativa non meno della libertà e dell'autonomia di pensiero, di opinione, di espressione, di educazione e di religione. Un popolo che ama dire pane al pane e vino al vino, senza giri di parole ‘politicamente corrette'.<br />Sani princìpi di cui il Ddl Zan fa tabula rasa, con la scusa di arginare una ‘emergenza omofobia' che non solo, dati alla mano, è inesistente in Italia (a meno che Zaia non voglia accusare il suo Veneto di essere omofobo oltre la media nazionale, e non ci risulta) ma che, in ogni caso, troverebbe comunque già un pieno rimedio nel Codice Penale. Zaia si riferisce retoricamente a fantomatiche "libertà" da riconoscere a tutti. Non si capisce come un simile argomento possa essere utilizzato a favore del Ddl Zan, quando il rischio conclamato di tale progetto di legge è, al contrario, quello di una repressiva restrizione delle più elementari libertà costituzionali dei cittadini. Il Ddl Zan toglie libertà, non le aumenta.<br />Speriamo davvero che il Governatore voglia approfondire seriamente il contenuto del provvedimento, che mira a stabilire un vero e proprio regime di pensiero unico su temi essenziali come la sessualità, la famiglia, il matrimonio, le adozioni, l'utero in affitto, la libertà educativa dei genitori. Tutti temi su cui, se non la si pensa come la lobby LGBT, grazie alla Legge Zan si potrà esser denunciati per istigazione alla discriminazione omofobica rischiando la galera.<br />È specialmente sulla libertà educativa che interpelliamo Luca Zaia. È d'accordo con l'istituzione di una giornata annuale per celebrare l'omosessualità, la transessualità e la bisessualità nelle scuole di ogni ordine e grado, a cominciare dalle scuole materne (art. 7 del Ddl Zan)? È d'accordo con la trasformazione delle scuole venete in campi di rieducazione ideologica di massa? Veramente le mamme e i papà del Veneto non avranno il Presidente della Regione dalla loro parte, nell'arginare quella che lo stesso Papa Francesco ha definito, testualmente, la "colonizzazione ideologica del Gender"? Ci auguriamo vivamente che non sarà così.<br />Il Ddl Zan immagina una società degna del peggior statalismo totalitario, e qualsiasi popolo che aspiri alla libertà e all'autonomia non può che rispedirlo al mittente con le buone vecchie maniere. Altro che ‘sfumature giuridiche'.<br /><br />Nota di BastaBugie: riproponiamo il video (durata: 7 minuti) del luglio 2020 con l'omelia Don Calogero D'Ugo, coraggioso e preparato sacerdote della diocesi di Palermo, che commentando il Vangelo della zizzania nel campo ricorda cosa sta per produrre in Italia il Ddl Zan-Scalfarotto nel caso sia approvato.<br /><br /><a href="https://www.youtube.com/watch?v=6aXxoSxnsbI" rel="noopener">https://www.youtube.com/watch?v=6aXxoSxnsbI</a>]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/44328040</guid><pubDate>Wed, 14 Apr 2021 07:27:39 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/44328040/zaia_promuove_l_agenda_omosessualista.mp3" length="4950725" type="audio/mpeg"/><itunes:author>BastaBugie</itunes:author><itunes:subtitle>VIDEO: Sacerdote coraggioso critica la legge sull'omofobia (Zan-Scalfarotto) ➜ https://www.youtube.com/watch?v=6aXxoSxnsbI

TESTO DELL'ARTICOLO ➜ http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6540

ZAIA PROMUOVE L'AGENDA OMOSESSUALISTA di Filippo...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[VIDEO: Sacerdote coraggioso critica la legge sull'omofobia (Zan-Scalfarotto) ➜ <a href="https://www.youtube.com/watch?v=6aXxoSxnsbI" rel="noopener">https://www.youtube.com/watch?v=6aXxoSxnsbI</a><br /><br />TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6540" rel="noopener">http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6540</a><br /><br />ZAIA PROMUOVE L'AGENDA OMOSESSUALISTA di Filippo Savarese<br />Quando prendi oltre il 75% delle preferenze devi rappresentare l'ampio spettro di sensibilità politiche con cui sei stato eletto, ed è comprensibile. Ma sarebbe un tragico errore di calcolo trascurare i valori di riferimento degli elettori che ti fanno vincere per compiacere la piccola frangia che ti fa togliere l'inebriante sfizio di stravincere.<br />È il rischio che sta correndo il Governatore del Veneto Luca Zaia, di cui non ci è piaciuta la recente, ambigua apertura al Ddl Zan, aggravata dall'ammissione di non averne nemmeno letto il testo. Interpellato sull'argomento, Zaia ha dichiarato che "nessuno si oppone in linea di principio", perché "le libertà devono essere garantite a tutti", e quindi "il provvedimento verrà prima o poi realizzato" al netto di "sfumature giuridiche che verranno valutate".<br />È grave che uno dei principali esponenti del primo partito di centrodestra apra una linea di credito alla lobby LGBT solamente, sembrerebbe, per apparire un po' più chic. Il popolo veneto è un popolo che ama la libertà e l'autonomia amministrativa non meno della libertà e dell'autonomia di pensiero, di opinione, di espressione, di educazione e di religione. Un popolo che ama dire pane al pane e vino al vino, senza giri di parole ‘politicamente corrette'.<br />Sani princìpi di cui il Ddl Zan fa tabula rasa, con la scusa di arginare una ‘emergenza omofobia' che non solo, dati alla mano, è inesistente in Italia (a meno che Zaia non voglia accusare il suo Veneto di essere omofobo oltre la media nazionale, e non ci risulta) ma che, in ogni caso, troverebbe comunque già un pieno rimedio nel Codice Penale. Zaia si riferisce retoricamente a fantomatiche "libertà" da riconoscere a tutti. Non si capisce come un simile argomento possa essere utilizzato a favore del Ddl Zan, quando il rischio conclamato di tale progetto di legge è, al contrario, quello di una repressiva restrizione delle più elementari libertà costituzionali dei cittadini. Il Ddl Zan toglie libertà, non le aumenta.<br />Speriamo davvero che il Governatore voglia approfondire seriamente il contenuto del provvedimento, che mira a stabilire un vero e proprio regime di pensiero unico su temi essenziali come la sessualità, la famiglia, il matrimonio, le adozioni, l'utero in affitto, la libertà educativa dei genitori. Tutti temi su cui, se non la si pensa come la lobby LGBT, grazie alla Legge Zan si potrà esser denunciati per istigazione alla discriminazione omofobica rischiando la galera.<br />È specialmente sulla libertà educativa che interpelliamo Luca Zaia. È d'accordo con l'istituzione di una giornata annuale per celebrare l'omosessualità, la transessualità e la bisessualità nelle scuole di ogni ordine e grado, a cominciare dalle scuole materne (art. 7 del Ddl Zan)? È d'accordo con la trasformazione delle scuole venete in campi di rieducazione ideologica di massa? Veramente le mamme e i papà del Veneto non avranno il Presidente della Regione dalla loro parte, nell'arginare quella che lo stesso Papa Francesco ha definito, testualmente, la "colonizzazione ideologica del Gender"? Ci auguriamo vivamente che non sarà così.<br />Il Ddl Zan immagina una società degna del peggior statalismo totalitario, e qualsiasi popolo che aspiri alla libertà e all'autonomia non può che rispedirlo al mittente con le buone vecchie maniere. Altro che ‘sfumature giuridiche'.<br /><br />Nota di BastaBugie: riproponiamo il video (durata: 7 minuti) del luglio 2020 con l'omelia Don Calogero D'Ugo, coraggioso e preparato sacerdote della diocesi di Palermo, che commentando...]]></itunes:summary><itunes:duration>310</itunes:duration><itunes:keywords>ddl-zan,gender,lgbt,papa,scalfarotto,zaia</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/57f2c2af20a7846081acb61980c3b22f.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Propaganda gender sulla Rai: il bacio gay di Leonardo da Vinci (che non era gay)</title><link>https://www.spreaker.com/episode/propaganda-gender-sulla-rai-il-bacio-gay-di-leonardo-da-vinci-che-non-era-gay--44246591</link><description><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6533" rel="noopener">http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6533</a><br /><br />PROPAGANDA GENDER SULLA RAI: IL BACIO GAY DI LEONARDO DA VINCI (CHE NON ERA GAY)<br />Ieri sera, su Rai 1 è andata in onda la prima puntata della serie televisiva "Leonardo", dedicata a Leonardo Da Vinci. Un debutto sancito subito dalla scena del bacio gay tra i due attori Aidan Turner e Kit Clarke (rispettivamente Leonardo e il modello Jacopo).<br />Lo spezzone ha sollevato subito una miriade di reazioni soial da parte degli spettatori, soprattutto da chi vede in questa scena una "svolta" della Rai.<br />Il problema, oltre alla chiara propaganda gender sul primo canale della tv pubblica, è che la scena del bacio gay non sembra avere nessun appiglio storico e certo nella vita reale del genio Leonardo Da Vinci. Come riporta anche Fanpage, infatti, nel corso dei secoli e degli ultimi decenni sono state fatte molte congetture sull'orientamento omosessuale, eterosessuale o bisessuale di Leonardo, senza mai trovare però documenti, racconti o fatti certi.<br />Da alcuni scritti, infatti, emerge (anche questa in forse) una relazione tra il genio e una prostituta, mentre sull'omosessualità non ci sono certezze. Da giovane, inoltre, è abbastanza appurato che una denuncia anonima lo portò in tribunale a difendersi proprio dall'accusa di omosessualità, che nel Rinascimento era ancora considerato come un reato. Tuttavia fu assolto per mancanza di prove.<br />La Rai, dunque, casca di nuovo nella propaganda gender in prima serata e lo fa addirittura con quello che sembra a tutti gli effetti un palese falso storico.<br /><br />Nota di BastaBugie: ecco altre notizie sul "gaio" mondo gay... sempre meno gaio.<br /><br />CAPITAN AMERICA GAY<br />La Marvel ha annunciato che, in occasione del suo 80esimo compleanno, pubblicherà una serie a fumetti, dal titolo "Gli Stati Uniti di Capitan America", in cui ci sarà un Capitan America gay, di nome Aaron Fisher e di età adolescenziale, accanto a diversi altri Capitan America. Non è il primo personaggio gay della Marvel.<br />La casa editrice statunitense ha fatto sapere che «La Marvel Comics è orgogliosa di onorare il Mese del Pride con l'ascesa di questo nuovo eroe LGBTQ +». Joshua Trujillo, ideatore della variante gay di Capitan America, ha affermato che «Aaron è ispirato dagli eroi della comunità queer: attivisti, leader e gente comune che spinge per una vita migliore».<br />L'artista Jan Bazaldua, dalle cui matite è uscito questo personaggio, ha dichiarato: «Come persona transgender, sono felice di poter presentare una persona apertamente gay che ammira Capitan America [l'originale] e combatte contro il male per aiutare coloro che sono quasi invisibili per la società. Mentre lo disegnavo, ho pensato, beh, Cap combatte contro creature superpotenti e salva il mondo quasi sempre, ma Aaron aiuta coloro che camminano da soli per strada con i problemi che loro devono affrontare ogni giorno».<br />Tra le molte domande, scegliamo la seguente: quanto i lettori sentivano il bisogno di questo ennesimo eroe gay?<br />(Gender Watch News, 22 marzo 2021)<br /><br />NIENTE PIÙ SHAMPOO PER CAPELLI NORMALI<br />Una ideologia sottile come un capello. La Unilever, azienda proprietaria di 400 marchi, toglierà la dicitura «normale» dai suoi shampoo. Per questo colosso della bellezza i capelli potranno essere ricci, lisci, grassi o secchi, etc. ma non normali. Il motivo? In una nota la Unilever fa sapere: «La decisione è uno dei tanti passi che stiamo compiendo per sfidare i ristretti ideali di bellezza, mentre lavoriamo per aiutare a porre fine alla discriminazione e per sostenere una visione più inclusiva di bellezza».<br />In una ricerca commissionata dall'azienda su 10mila persone è emerso che per 7 persone su 10 la parola «normale» sulle confezioni abbia un impatto negativo. 8 su 10 negli intervistati più giovani (18-35 anni).<br />«Con un miliardo di persone che usano i nostri prodotti di bellezza e per l'igiene personale ogni giorno, e ancora di più vedono la nostra pubblicità, i nostri marchi hanno il potere di fare davvero la differenza nella vita delle persone. Ecco perché ci impegniamo ad affrontare regole e stereotipi dannosi, e ad elaborare una definizione di bellezza più ampia e molto più inclusiva» ha dichiarato Sunny Jain, presidente del settore Beauty & Personal Care dell'azienda. «Sappiamo che rimuovere la parola "normale" dai prodotti non risolverà il problema da solo, ma si tratta di un importante passo avanti».<br />La parola «normale» ha iniziato ad essere ostracizzata sin dal '68: essere diversi significava essere se stessi. Ha poi avuto una accelerazione con il pensiero LGBT: affermare che esiste un orientamento normale e uno sbagliato oppure che una persona transessuale non è normale è pura eresia.<br />Quindi il canone di normalità che rimanda al concetto di «natura» deve essere bandito. Tutti inclusi fuorché i normali, che sono la maggioranza, ossia la norma. Alla faccia della non discriminazione.<br />(Gender Watch News, 12 marzo 2021)<br /><br />IN CARCERE PERCHÉ CONTRARIO AL CAMBIO DI SESSO DELLA FIGLIA<br />Il canadese Rob Hoogland ha deciso di non firmare il consenso informato per sottoporre sua figlia 14enne al trattamento per il «cambio» di sesso che prevede, tra le altre procedure, anche la somministrazione di bloccanti della pubertà.<br />Il giudice ha stabilito che il padre non possa discutere pubblicamente di questa vicenda, né possa rivolgersi a lei o a chiunque altro parlando di lei con il suo nome femminile. Dovrà usare il nome Quinn oppure i pronomi maschili.<br />Rob non ha obbedito e il 16 marzo dovrà affrontare un primo processo che potrebbe portarlo in carcere per 10 giorni e ad aprile un secondo processo, per una imputazione più grave sempre riguardante il divieto di esprimersi in pubblico: la condanna in questo caso potrebbe arrivare fino a 5 anni di detenzione.<br />La repressione dell'ideologia gender arriva a cancellare la libertà di educazione e di parola.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/44246591</guid><pubDate>Wed, 07 Apr 2021 20:54:04 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/44246591/propaganda_gender_sulla_rai.mp3" length="6950660" type="audio/mpeg"/><itunes:author>BastaBugie</itunes:author><itunes:subtitle>TESTO DELL'ARTICOLO ➜ http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6533

PROPAGANDA GENDER SULLA RAI: IL BACIO GAY DI LEONARDO DA VINCI (CHE NON ERA GAY)
Ieri sera, su Rai 1 è andata in onda la prima puntata della serie televisiva "Leonardo", dedicata...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6533" rel="noopener">http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6533</a><br /><br />PROPAGANDA GENDER SULLA RAI: IL BACIO GAY DI LEONARDO DA VINCI (CHE NON ERA GAY)<br />Ieri sera, su Rai 1 è andata in onda la prima puntata della serie televisiva "Leonardo", dedicata a Leonardo Da Vinci. Un debutto sancito subito dalla scena del bacio gay tra i due attori Aidan Turner e Kit Clarke (rispettivamente Leonardo e il modello Jacopo).<br />Lo spezzone ha sollevato subito una miriade di reazioni soial da parte degli spettatori, soprattutto da chi vede in questa scena una "svolta" della Rai.<br />Il problema, oltre alla chiara propaganda gender sul primo canale della tv pubblica, è che la scena del bacio gay non sembra avere nessun appiglio storico e certo nella vita reale del genio Leonardo Da Vinci. Come riporta anche Fanpage, infatti, nel corso dei secoli e degli ultimi decenni sono state fatte molte congetture sull'orientamento omosessuale, eterosessuale o bisessuale di Leonardo, senza mai trovare però documenti, racconti o fatti certi.<br />Da alcuni scritti, infatti, emerge (anche questa in forse) una relazione tra il genio e una prostituta, mentre sull'omosessualità non ci sono certezze. Da giovane, inoltre, è abbastanza appurato che una denuncia anonima lo portò in tribunale a difendersi proprio dall'accusa di omosessualità, che nel Rinascimento era ancora considerato come un reato. Tuttavia fu assolto per mancanza di prove.<br />La Rai, dunque, casca di nuovo nella propaganda gender in prima serata e lo fa addirittura con quello che sembra a tutti gli effetti un palese falso storico.<br /><br />Nota di BastaBugie: ecco altre notizie sul "gaio" mondo gay... sempre meno gaio.<br /><br />CAPITAN AMERICA GAY<br />La Marvel ha annunciato che, in occasione del suo 80esimo compleanno, pubblicherà una serie a fumetti, dal titolo "Gli Stati Uniti di Capitan America", in cui ci sarà un Capitan America gay, di nome Aaron Fisher e di età adolescenziale, accanto a diversi altri Capitan America. Non è il primo personaggio gay della Marvel.<br />La casa editrice statunitense ha fatto sapere che «La Marvel Comics è orgogliosa di onorare il Mese del Pride con l'ascesa di questo nuovo eroe LGBTQ +». Joshua Trujillo, ideatore della variante gay di Capitan America, ha affermato che «Aaron è ispirato dagli eroi della comunità queer: attivisti, leader e gente comune che spinge per una vita migliore».<br />L'artista Jan Bazaldua, dalle cui matite è uscito questo personaggio, ha dichiarato: «Come persona transgender, sono felice di poter presentare una persona apertamente gay che ammira Capitan America [l'originale] e combatte contro il male per aiutare coloro che sono quasi invisibili per la società. Mentre lo disegnavo, ho pensato, beh, Cap combatte contro creature superpotenti e salva il mondo quasi sempre, ma Aaron aiuta coloro che camminano da soli per strada con i problemi che loro devono affrontare ogni giorno».<br />Tra le molte domande, scegliamo la seguente: quanto i lettori sentivano il bisogno di questo ennesimo eroe gay?<br />(Gender Watch News, 22 marzo 2021)<br /><br />NIENTE PIÙ SHAMPOO PER CAPELLI NORMALI<br />Una ideologia sottile come un capello. La Unilever, azienda proprietaria di 400 marchi, toglierà la dicitura «normale» dai suoi shampoo. Per questo colosso della bellezza i capelli potranno essere ricci, lisci, grassi o secchi, etc. ma non normali. Il motivo? In una nota la Unilever fa sapere: «La decisione è uno dei tanti passi che stiamo compiendo per sfidare i ristretti ideali di bellezza, mentre lavoriamo per aiutare a porre fine alla discriminazione e per sostenere una visione più inclusiva di bellezza».<br />In una ricerca commissionata dall'azienda su 10mila persone è emerso che per 7 persone su 10 la parola «normale» sulle confezioni abbia un impatto negativo. 8 su 10 negli intervistati più giovani (18-35 anni).<br />«Con un miliardo di...]]></itunes:summary><itunes:duration>435</itunes:duration><itunes:keywords>gender,leonardo,omosessualita,rai,vinci</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/b8fd57497cca4d740380e621c137a78a.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Juventus la vecchia signora diventa lesbica</title><link>https://www.spreaker.com/episode/juventus-la-vecchia-signora-diventa-lesbica--44046008</link><description><![CDATA[JUVENTUS: LA VECCHIA SIGNORA DIVENTA LESBICA<br />In un video si vuole normalizzare due calciatrici che si sono ''sposate'' in Svezia e che hanno fatto ricorso alla fecondazione artificiale eterologa<br />di Tommaso Scandroglio<br />La vecchia Signora è diventata lesbica. Sulla pagina Facebook e sul canale YouTube della Juventus è presente un'intervista alle calciatrici Lina Hurtig e Lisa Lantz, coppia che si è «sposata» in Svezia e che sempre lì ha fatto ricorso alla fecondazione artificiale eterologa. Lisa ad ottobre è rimasta incinta e non ritenendo sufficiente appendere un fiocco - azzurro o rosa si vedrà - fuori dalla porta della loro abitazione, le due hanno rilasciato la suddetta intervista ai responsabili comunicazione della squadra torinese.<br />Il video di 12 minuti si apre con Lisa, con tanto di pancione, e Lina che, in casa loro, stanno ammirando un vestitino per neonato. Poi raccontano come si sono conosciute, la decisione di «sposarsi» senza dirlo ai loro genitori che comunque non hanno sollevato obiezioni ed anzi erano felici della loro scelta. Quindi il commento di una foto virale in cui le due si baciano durante gli ultimi mondiali. Infine una breve telecronaca del match Juve-Milan vinto dalla Juve per quattro a zero, anche grazie ad un gol di Lina.<br />Il racconto poi si concentra sulla maternità di Lisa. Questa, appena avuto il responso positivo del test di gravidanza, chiama la compagna: «Lina siamo incinte!». Il microfono passa quindi a Lina: «Nostro figlio o nostra figlia crescerà facendo quello che preferisce. Per me stare con Lisa è la cosa più bella del mondo. Una cosa naturale per me». Infine la chiusura moraleggiante: «Sarò felice se potrò essere un esempio per altre persone, ma non mi reputo un modello per gli altri».<br />Questo video non è dissimile da moltissimi altri dove campioni, cantanti, attori, vip in genere e gente comune sbandierano per motivi di propaganda la loro esperienza di coppia gay e/o di «famiglia arcobaleno». L'ufficialità data dal brand Juventus a questa intervista amplifica i contenuti della stessa, ma non aggiunge nulla ad essi. Il video è però un interessante compendio dei molti ingredienti che compongono la campagna LGBT per la promozione dell'agenda gender. Eccone alcuni. In primis è sempre utile veicolare il messaggio attraverso volti noti e/o brand di successo, come nel caso presente. In secondo luogo è opportuno mostrare che la coppia gay è una coppia felice e realizzata. Nel caso presente entrambe sono giocatrici professioniste e Lina milita in un club assai prestigioso. Ovviamente si sono girati video di segno opposto: la coppia gay o la singola persona omosessuale è discriminata. La doppia narrazione è complementare, non antitetica e il messaggio è questo: se tutti i paesi fossero tolleranti come la Svezia le persone gay potrebbero primeggiare in società.<br />In terzo luogo è necessario comunicare normalità: non importa l'orientamento sessuale della coppia, l'importante è l'«amore». Lisa e Lina fanno tutto ciò che fa una giovane coppia sposata: si deve scegliere casa a volte programmando il trasferimento in un'altra città o nazione come è successo a questa coppia, si desidera un figlio e quando arriva occorre comprare il necessario, ecco poi la scenetta in cui l'una esce per lavorare e l'altra l'attende a casa, etc. La quotidianità è la livella tra relazioni etero ed omosex. L'omosessualità sfuma, evapora al sole della affettuosa routine.<br />Altro ingrediente della comunicazione vincente arcobaleno: l'atmosfera dell'intervista è pacata, i colori sono pastello, i toni sono attenuati, le luci soffuse, le sequenze si succedono lentamente. La sensazione è di trovarsi avvolti in qualcosa di morbido e caldo. Il racconto stesso si dipana in modo disteso, sereno, luminoso, quasi sussurrato. La realtà delle coppie gay è pacificata, all'opposto delle famiglie etero dove, nell'immaginario collettivo, tutti litigano e spesso l'uomo uccide la donna.<br />Ulteriore elemento di questo racconto gay friendly, elemento che discende dal precedente: al fine di comunicare che la convivenza omosex non è problematica, si occultano tutte le difficoltà cliniche della fecondazione artificiale e in specie di quella eterologa. Stimolazione ovarica plurima, effetti collaterali, ripetuti tentativi andati a vuoto, scelta attenta del «donatore». Tutto deve essere messo in ombra per mettere in lcue una narrazione da favola, da sogno.<br />E poi c'è il tema dei grandi assenti. Stiamo parlando, da una parte, dei bambini che non hanno visto la luce perché sacrificati sull'altare della provetta e, su altro fronte, del maschio. Il padre è ridotto al ruolo di fornitore di materiale organico utile alla fecondazione. Il figlio che cresce nel ventre di Lisa pare proprio figlio biologico di entrambe, concepito tra le due in modo assolutamente naturale. Sintomatiche, a questo proposito, l'uscita della madre: «Siamo incinte!» e quella della compagna che dice che entrambe stanno aspettando un bambino. La figura maschile è superflua, completamente cancellata dal video che quindi risulta essere non solo fortemente omosex, ma anche radicalmente femminista. Un video a senso unico dove tutte le persone che vengono riprese sono donne ed anche chi intervista è donna. A parti invertite il video sarebbe apparso palesemente discriminatorio perché maschilista.<br />Infine abbiamo il messaggio militante, ma sempre usando i toni soft. Ecco allora citare l'episodio del bacio saffico divenuto virale e l'auspicio che la loro storia possa essere di esempio ad altri. Un video che quindi da una parte vuole mostrare la faccia inclusiva e moderna della Juventus e dall'altro essere uno strumento politico, ossia strumento per la promozione delle rivendicazioni del mondo LGBT. Ma senza urlare, perché, almeno in questo caso, è meglio far passare alcuni messaggi con le carezze, le coccole, i baci e mostrando tenerissimi completini da neonati. Una volta le rivoluzioni si facevano con i fucili, poi vennero i guanti da velluto. Oggi con un pallone e dei pannolini.<br /> <br />Titolo originale: Un video della Juve per normalizzare la coppia lesbo<br />Fonte: La Nuova Bussola Quotidiana, 20-03-2021<br />Pubblicato su BastaBugie n. 709]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/44046008</guid><pubDate>Thu, 25 Mar 2021 10:58:01 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/44046008/juventus_la_vecchia_signora_diventa_lesbica.mp3" length="7655757" type="audio/mpeg"/><itunes:author>BastaBugie</itunes:author><itunes:subtitle>JUVENTUS: LA VECCHIA SIGNORA DIVENTA LESBICA&#13;
In un video si vuole normalizzare due calciatrici che si sono ''sposate'' in Svezia e che hanno fatto ricorso alla fecondazione artificiale eterologa&#13;
di Tommaso Scandroglio&#13;
La vecchia Signora è diventata...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[JUVENTUS: LA VECCHIA SIGNORA DIVENTA LESBICA<br />In un video si vuole normalizzare due calciatrici che si sono ''sposate'' in Svezia e che hanno fatto ricorso alla fecondazione artificiale eterologa<br />di Tommaso Scandroglio<br />La vecchia Signora è diventata lesbica. Sulla pagina Facebook e sul canale YouTube della Juventus è presente un'intervista alle calciatrici Lina Hurtig e Lisa Lantz, coppia che si è «sposata» in Svezia e che sempre lì ha fatto ricorso alla fecondazione artificiale eterologa. Lisa ad ottobre è rimasta incinta e non ritenendo sufficiente appendere un fiocco - azzurro o rosa si vedrà - fuori dalla porta della loro abitazione, le due hanno rilasciato la suddetta intervista ai responsabili comunicazione della squadra torinese.<br />Il video di 12 minuti si apre con Lisa, con tanto di pancione, e Lina che, in casa loro, stanno ammirando un vestitino per neonato. Poi raccontano come si sono conosciute, la decisione di «sposarsi» senza dirlo ai loro genitori che comunque non hanno sollevato obiezioni ed anzi erano felici della loro scelta. Quindi il commento di una foto virale in cui le due si baciano durante gli ultimi mondiali. Infine una breve telecronaca del match Juve-Milan vinto dalla Juve per quattro a zero, anche grazie ad un gol di Lina.<br />Il racconto poi si concentra sulla maternità di Lisa. Questa, appena avuto il responso positivo del test di gravidanza, chiama la compagna: «Lina siamo incinte!». Il microfono passa quindi a Lina: «Nostro figlio o nostra figlia crescerà facendo quello che preferisce. Per me stare con Lisa è la cosa più bella del mondo. Una cosa naturale per me». Infine la chiusura moraleggiante: «Sarò felice se potrò essere un esempio per altre persone, ma non mi reputo un modello per gli altri».<br />Questo video non è dissimile da moltissimi altri dove campioni, cantanti, attori, vip in genere e gente comune sbandierano per motivi di propaganda la loro esperienza di coppia gay e/o di «famiglia arcobaleno». L'ufficialità data dal brand Juventus a questa intervista amplifica i contenuti della stessa, ma non aggiunge nulla ad essi. Il video è però un interessante compendio dei molti ingredienti che compongono la campagna LGBT per la promozione dell'agenda gender. Eccone alcuni. In primis è sempre utile veicolare il messaggio attraverso volti noti e/o brand di successo, come nel caso presente. In secondo luogo è opportuno mostrare che la coppia gay è una coppia felice e realizzata. Nel caso presente entrambe sono giocatrici professioniste e Lina milita in un club assai prestigioso. Ovviamente si sono girati video di segno opposto: la coppia gay o la singola persona omosessuale è discriminata. La doppia narrazione è complementare, non antitetica e il messaggio è questo: se tutti i paesi fossero tolleranti come la Svezia le persone gay potrebbero primeggiare in società.<br />In terzo luogo è necessario comunicare normalità: non importa l'orientamento sessuale della coppia, l'importante è l'«amore». Lisa e Lina fanno tutto ciò che fa una giovane coppia sposata: si deve scegliere casa a volte programmando il trasferimento in un'altra città o nazione come è successo a questa coppia, si desidera un figlio e quando arriva occorre comprare il necessario, ecco poi la scenetta in cui l'una esce per lavorare e l'altra l'attende a casa, etc. La quotidianità è la livella tra relazioni etero ed omosex. L'omosessualità sfuma, evapora al sole della affettuosa routine.<br />Altro ingrediente della comunicazione vincente arcobaleno: l'atmosfera dell'intervista è pacata, i colori sono pastello, i toni sono attenuati, le luci soffuse, le sequenze si succedono lentamente. La sensazione è di trovarsi avvolti in qualcosa di morbido e caldo. Il racconto stesso si dipana in modo disteso, sereno, luminoso, quasi sussurrato. La realtà delle coppie gay è pacificata, all'opposto delle famiglie etero dove, nell'immaginario collettivo, tutti litigano e spesso l'uomo uccide la donna.<br />Ulteriore...]]></itunes:summary><itunes:duration>479</itunes:duration><itunes:keywords>calciatrici,juve,normale,sposate</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/469360bae76370871ae2dc9dce6b5d76.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Il problema dei trans in carceri femminili</title><link>https://www.spreaker.com/episode/il-problema-dei-trans-in-carceri-femminili--43710257</link><description><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜<a href="http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6498" rel="noopener">http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6498</a><br /><br />IL PROBLEMA DEI TRANS IN CARCERI FEMMINILI<br />Altre notizie dal mondo gay (sempre meno gaio): un gruppo queer a Sanremo, Zan chiede sostegno al suo Ddl, Governo Draghi contro la famiglia<br />di Luca Volontè<br />Nell'ormai lontano dicembre 2017, nella fredda Dublino, Sean Kavanagh prendeva a pugni un barista e lanciava una bottiglia ad un altro organizzatore di un evento musicale del Pub Malt House Bar dove si trovava. Kavanagh si è dichiarato colpevole di un'accusa di aggressione con danno e altre due accuse di aggressione. In tribunale, lo scorso 19 febbraio, l'avvocato Noctor che difende Kavanagh ha dichiarato che il suo cliente aveva precedentemente vissuto a Londra come una donna, ma dopo il ritorno a Dublino stava "sopprimendo il suo genere". Un rapporto psicologico ha poi sostenuto che la "rabbia di Kavanagh" di quella notte è probabile sia stata causata dalla frustrazione su come "la sua vita stava procedendo... compreso il genere soppresso". Tre anni prima, dopo le aggressioni, Kavanagh aveva iniziato a identificarsi come una donna chiamata Shauna, mentre ora ha un certificato di riconoscimento di genere femminile, che le è stato fornito alla corte. Noctor ha sostenuto in tribunale che Kavanagh è "vulnerabile" e avrebbe trovato la prigione particolarmente difficile, facendo riferimento ad uno studio internazionale che afferma come "le donne transgender siano un gruppo vulnerabile in prigione".<br />Noctor ha fatto riferimento a due maschi attualmente detenuti nelle carceri femminili in Irlanda, che devono essere tenuti separati dal resto della popolazione carceraria.<br />I due maschi nelle prigioni femminili di Limerick sono: Barbie Kardashian, che ha dimostrato un modello di estrema violenza fisica e sessuale verso le donne, ed un pedofilo senza nome, che è stato condannato per 10 accuse di violenza sessuale e un'accusa di crudeltà contro un bambino.<br />Il problema di detenuti transgenders nelle prigioni maschili e femminili è diffuso in ogni paese ed incidenti anche gravi sono registrati anche negli ultimi anni soprattutto nel Regno Unito dove si sono moltiplicate le richieste di riassegnare gli uomini (trans) alle prigioni maschili e toglierli dalle prigioni femminili. Lo scorso fine gennaio, lo stesso The Economist ha commentato la situazione USA con preoccupazione: "Mettere le donne transgender nelle prigioni maschili può essere crudele. È anche, in un ambiente già difficile, pericoloso: una ricerca suggerisce che i detenuti transgender hanno molte più probabilità degli altri di essere aggrediti.<br />Una crescente consapevolezza di questi pericoli, unita alla richiesta degli attivisti che le persone transgender siano riconosciute come membri del genere con cui si identificano, sta portando a cambiamenti nel modo in cui i detenuti trans sono ospitati. Nella maggior parte dei casi, questi detenuti (la maggior parte dei quali è costituita da donne trans) sono incarcerati con membri del loro sesso biologico". Tuttavia, c'è da attendersi che verranno costruite carceri destinate alle sole persone transessuali, magari separate in sezioni transessuali maschili e femminili, la sola misura che eviterebbe violenze ed incidenti ma, allo stesso tempo e paradossalmente, segregherebbe ancor più le stesse persone LGBT.<br /><br />Nota di BastaBugie: ecco altre notizie sul "gaio" mondo gay... sempre meno gaio.<br /><br />UN GRUPPO QUEER A SANREMO<br />A Sanremo si esibirà anche il gruppo La rappresentante di Lista che si autodefinisce una «queer pop band». In un'intervista a Rolling Stones, Dario, un membro del gruppo dichiara: «siamo pure in un'epoca di transizione, specie sulle questioni di genere. Le minoranze (omosessuali, transessuali) stanno finalmente ricevendo attenzione mediatica, culturale, filosofica. E ora cerchiamo di capire come stravolgere la società, da qui. Cosa succederà al maschio? Non lo so, è una bella questione. Ma non parlo di me, che so scivolare da un sesso all'altro senza sbattere la testa, sono un artista e intorno ho l'intellighenzia che discute di questi temi su Instagram. [...] Una soluzione può essere quella di normalizzare la diversità, che è una cosa che stiamo facendo anche noi come artisti. Non abbiamo mai giocato troppo con la nostra identità fluida, per dire. Anzi, cerchiamo proprio di normalizzarla».<br />Insomma questi rivoluzionari con la chitarra in mano cantano la solita canzone stereotipata. Ma è proprio questo il lasciapassare che ti permette di calcare palcoscenici famosi come quello dell'Ariston.<br />(Gender Watch News, 25 febbraio 2021)<br /><br />ZAN CHIEDE A DRAGHI SOSTEGNO AL SUO DDL<br />Dopo il discorso di Mario Draghi al Senato, l'on. Alessandro Zan ha rilasciato un commento di cui riportiamo solo una parte: «Mi auguro […] che, nonostante l'assenza [nel discorso di Draghi] di un riferimento specifico su questi temi [ossia le rivendicazioni del mondo LGBT], il governo lavori in modo serio ed efficace per far uscire l'Italia dalle ultime posizioni in Europa per inclusione della comunità lgbt+, riconoscendone la piena cittadinanza. Lavoro che deve continuare dal sostegno all'approvazione definitiva al Senato della legge contro l'omotransfobia, la misoginia e l'abilismo, già approvata alla Camera lo scorso 4 novembre. È tempo di fare questo ulteriore passo verso l'Europa».<br />Alla fine Draghi appoggerà seppur implicitamente il Ddl Zan, perché norma molto in sintonia con l'orientamento dell'UE, nonostante non sia una sua priorità. E poi, comunque, il premier potrà anche disinteressarsi di questo disegno di legge, dato che è questione che interessa il Parlamento.<br />(Gender Watch News, 19 febbraio 2021)<br /><br />GOVERNO DRAGHI CONTRO LA FAMIGLIA<br />Tutti ricordiamo che nel discorso programmatico di Mario Draghi in parlamento non si parlava minimamente di famiglia. E invece, con un gioco di prestigio, il ministro Elena Bonetti annuncia in una intervista di ieri a La Stampa che sta preparando un Family Act con numerosi interventi per la famiglia: progetti antiviolenza sulle donne, parità salariale di genere, fiscalità agevolata, imprenditoria femminile, assegno unico per il figlio. Ma cosa intende il ministro Bonetti per famiglia?<br />Il ministero presieduto dalla renziana Bonetti non si chiama "ministero per la famiglia", ma "ministero per le pari opportunità e la famiglia". La chiave di interpretazione della famiglia sono quindi le pari opportunità di genere. Le quali non condurranno mai alla famiglia, o condurranno ad una famiglia deformata, non più famiglia. Il motivo è molto semplice. I diritti che stanno alla base delle pari opportunità sono diritti soggettivi e individuali, non presuppongono la coppia, ma pretendono di essere essi i presupposti della coppia. Questa nasce dal patto - di fatto o giuridico è oggi considerato lo stesso - tra due individui che, nel patto, vantano una parità da individuo a individuo. Partendo dalla parità di genere si arriva alla somma 1 + 1 ma non alla famiglia, perché la famiglia precede gli individui che la compongono. Non sono essi, sommandosi, a costituire la famiglia sulla base delle loro relazioni individuali - compresa quella della parità di genere - ma è la famiglia a costituirli. La prova è che se si parte dalla famiglia fondata sul matrimonio e solo in seguito si considera la problematica della parità di genere tra moglie e marito, questa verrà vista in modo completamente diverso: non più un rapporto rivendicativo tra due individui, ma relativo all'essere cellule diverse e complementari di un organismo. È tutto un altro mondo.<br />Sulla base della sua (errata) visione della famiglia, il ministro Bonetti imposta malamente anche la cosiddetta questione del "femminicidio", tra le principali preoccupazioni dell'annunciato Family Act. Il problema della cosiddetta violenza sulle donne non si risolve con la parità di genere impostata come vorrebbe il ministro, ma con il recupero della famiglia quale essa deve essere. Invece, capita oggi che la violenza sulle donne viene attribuita alla mancanza di parità di genere a causa proprio della persistenza della famiglia tradizionale che sarebbe maschilista. Si usa il femminicidio contro la famiglia. Se si considerano uomo e donna come marito e moglie alla luce della famiglia fondata sul matrimonio, si risolve anche la parità di genere perché viene inserita in un contesto familiare indisponibile agli stessi due sposi e non frutto di rivendicazioni individuali. La parità di genere non fonderà mai i due in qualcosa di superiore a loro stessi, ossia nella famiglia della cui logica vivere, ma li lascerà sempre e solo al livello di due individui che combattono per i loro diritti individuali, avendo talvolta la meglio e talaltra la peggio.<br />Questi due individui possono essere indifferentemente dello stesso genere o di genere diverso e in ogni caso si parlerà di parità di genere, perché essi non sono che individui che si autodeterminano nei loro diritti, e possono farlo in un modo come in un altro. Quindi sulla base della parità di genere tutte le unioni sono famiglia e tutte possono avere figli. Nella intervista a La Stampa richiamata sopra, Il ministro Bonetti ha anticipato che il suo Family Act conterrà anche un assegno per il figlio, indipendentemente dalla tipologia della coppia a cui è assegnato e indipendentemente dalla modalità tecnica in cui è stato  concepito. Del resto, perché stupirsi? Sappiamo tutti - lo sapevano anche i cattolici che l'hanno votata - che, dopo la legge Cirinnà, per l'ordinamento italiano tutte le unioni sono famiglia e quindi ogni Family Act riguarda automaticamente, senza che sia necessario specificarlo, ogni tipo di unione.<br />Tutti i bambini sono uguali, ha detto il ministro con l'appoggio, su questo punto, anche del senatore Pillon nello stesso numero de La Sampa.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/43710257</guid><pubDate>Tue, 02 Mar 2021 22:41:01 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/43710257/il_problema_dei_trans_in_carceri_femminili.mp3" length="14864717" type="audio/mpeg"/><itunes:author>BastaBugie</itunes:author><itunes:subtitle>TESTO DELL'ARTICOLO ➜http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6498&#13;
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IL PROBLEMA DEI TRANS IN CARCERI FEMMINILI&#13;
Altre notizie dal mondo gay (sempre meno gaio): un gruppo queer a Sanremo, Zan chiede sostegno al suo Ddl, Governo Draghi contro la...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜<a href="http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6498" rel="noopener">http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6498</a><br /><br />IL PROBLEMA DEI TRANS IN CARCERI FEMMINILI<br />Altre notizie dal mondo gay (sempre meno gaio): un gruppo queer a Sanremo, Zan chiede sostegno al suo Ddl, Governo Draghi contro la famiglia<br />di Luca Volontè<br />Nell'ormai lontano dicembre 2017, nella fredda Dublino, Sean Kavanagh prendeva a pugni un barista e lanciava una bottiglia ad un altro organizzatore di un evento musicale del Pub Malt House Bar dove si trovava. Kavanagh si è dichiarato colpevole di un'accusa di aggressione con danno e altre due accuse di aggressione. In tribunale, lo scorso 19 febbraio, l'avvocato Noctor che difende Kavanagh ha dichiarato che il suo cliente aveva precedentemente vissuto a Londra come una donna, ma dopo il ritorno a Dublino stava "sopprimendo il suo genere". Un rapporto psicologico ha poi sostenuto che la "rabbia di Kavanagh" di quella notte è probabile sia stata causata dalla frustrazione su come "la sua vita stava procedendo... compreso il genere soppresso". Tre anni prima, dopo le aggressioni, Kavanagh aveva iniziato a identificarsi come una donna chiamata Shauna, mentre ora ha un certificato di riconoscimento di genere femminile, che le è stato fornito alla corte. Noctor ha sostenuto in tribunale che Kavanagh è "vulnerabile" e avrebbe trovato la prigione particolarmente difficile, facendo riferimento ad uno studio internazionale che afferma come "le donne transgender siano un gruppo vulnerabile in prigione".<br />Noctor ha fatto riferimento a due maschi attualmente detenuti nelle carceri femminili in Irlanda, che devono essere tenuti separati dal resto della popolazione carceraria.<br />I due maschi nelle prigioni femminili di Limerick sono: Barbie Kardashian, che ha dimostrato un modello di estrema violenza fisica e sessuale verso le donne, ed un pedofilo senza nome, che è stato condannato per 10 accuse di violenza sessuale e un'accusa di crudeltà contro un bambino.<br />Il problema di detenuti transgenders nelle prigioni maschili e femminili è diffuso in ogni paese ed incidenti anche gravi sono registrati anche negli ultimi anni soprattutto nel Regno Unito dove si sono moltiplicate le richieste di riassegnare gli uomini (trans) alle prigioni maschili e toglierli dalle prigioni femminili. Lo scorso fine gennaio, lo stesso The Economist ha commentato la situazione USA con preoccupazione: "Mettere le donne transgender nelle prigioni maschili può essere crudele. È anche, in un ambiente già difficile, pericoloso: una ricerca suggerisce che i detenuti transgender hanno molte più probabilità degli altri di essere aggrediti.<br />Una crescente consapevolezza di questi pericoli, unita alla richiesta degli attivisti che le persone transgender siano riconosciute come membri del genere con cui si identificano, sta portando a cambiamenti nel modo in cui i detenuti trans sono ospitati. Nella maggior parte dei casi, questi detenuti (la maggior parte dei quali è costituita da donne trans) sono incarcerati con membri del loro sesso biologico". Tuttavia, c'è da attendersi che verranno costruite carceri destinate alle sole persone transessuali, magari separate in sezioni transessuali maschili e femminili, la sola misura che eviterebbe violenze ed incidenti ma, allo stesso tempo e paradossalmente, segregherebbe ancor più le stesse persone LGBT.<br /><br />Nota di BastaBugie: ecco altre notizie sul "gaio" mondo gay... sempre meno gaio.<br /><br />UN GRUPPO QUEER A SANREMO<br />A Sanremo si esibirà anche il gruppo La rappresentante di Lista che si autodefinisce una «queer pop band». In un'intervista a Rolling Stones, Dario, un membro del gruppo dichiara: «siamo pure in un'epoca di transizione, specie sulle questioni di genere. Le minoranze (omosessuali, transessuali) stanno finalmente ricevendo attenzione mediatica, culturale, filosofica. 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La norma proposta aggiornerebbe la legislazione contro il razzismo del 1964 (Civil Rights Act) mettendo di fatto orientamento sessuale e identità di genere sullo stesso piano della razza e punendo ogni forma di discriminazione sulla base di tali criteri.<br />Già solo il fatto che Biden abbia chiesto ai deputati di «approvare rapidamente» l'Equality Act (dopo che in campagna elettorale si era impegnato a farne una «top priority» dei suoi primi 100 giorni) fa esultare i fautori dei diritti Lgbt. Una grossa fetta dell'America, invece, osserva con sgomento l'ennesimo passo pericolosamente divisivo compiuto dal neo presidente che aveva promesso di «unire il paese».<br />Reintrodotto al Congresso la settimana scorsa da David Cicilline, deputato democratico del Rhode Island, l'Equality Act è in ballo da anni. Nel 2019 era già stato approvato dalla Camera bassa ma si era incagliato al Senato, allora in mano ai repubblicani. Anche stavolta il testo dovrebbe passare facilmente alla Camera, dove i democratici beneficiano di una comoda maggioranza, ma sarà ben più dura al Senato, dove i repubblicani occupano la metà degli scranni e il partito di Biden non è un monolite. Il democratico Joe Manchin dalla West Virginia, per esempio, si era detto contrario all'Equality Act già nel 2019.<br /><br />PIÙ PROBLEMI CHE VANTAGGI<br />Insomma non sarà facilissimo per Biden portare a casa la legge per l'eguaglianza. Senz'altro è molto meno difficile per il presidente capire che cosa pensino dell'Equality Act i suoi stessi vescovi e gran parte dei suoi correligionari. Basta leggere, tanto per fare un esempio, la lettera firmata anche da rappresentanti della Conferenza episcopale statunitense e inviata alla commissione Giustizia nell'aprile del 2019, in occasione del precedente passaggio del testo in parlamento: «Scriviamo a nome di milioni di americani profondamente preoccupati dai danni provocati dall'Equality Act, che ostacola un servizio sanitario di qualità, mette in pericolo la privacy e la sicurezza di donne e bambine, regolamenta la libertà di espressione, mina gravemente la libertà religiosa e minaccia le organizzazioni caritatevoli no profit e le persone aiutate da queste. [La proposta di legge] non raggiunge gli obiettivi che si prefiggono i suoi sostenitori, al contrario creerà nuovi problemi e danneggerà più persone di quante i suoi promotori ne vogliono aiutare». [...]<br />Non solo. In forza dell'Equality Act, anche il campo di azione dello Stato viene ampliato a dismisura, perché le disposizioni si applicano a qualunque ente che fornisca beni o servizi tra cui «negozi, centri commerciali, commercianti o provider di sevizi online, saloni di bellezza, banche, stazioni di servizio, banchi alimentari, centri servizi, alloggi, agenzie di viaggio, pompe funebri». Senza tralasciare ovviamente «gli enti che offrono assistenza sanitaria, servizi di contabilità o legali», oltre a «qualunque organizzazione che percepisca fondi federali». In sostanza l'Equality Act riguarderà «più o meno tutti e tutto». [...]<br />«Sono assoluamente ricomprese le istituzioni religiose. Con l'Equality Act, le scuole religiose, le agenzie per l'adozione e altri enti filantropici andranno incontro a sanzioni se a proposito di sesso e matrimonio affermeranno gli insegnamenti della biologia e la Bibbia, la genetica moderna e la Genesi». [...]<br /><br />MA C'È DI PEGGIO<br />I medici, laici e religiosi, convinti in scienza e coscienza che le procedure di riassegnazione del sesso siano sbagliate violerebbero la nostra legislazione sui diritti civili. Chi pratica la mastectomia in caso di cancro al seno, dovrà praticarla anche sulla ragazza adolescente che si identifichi come un ragazzo. Tutto ciò in nome dell'eguaglianza. E nessuno sa cosa sia richiesto dalla legge per evitare di commettere "discriminazione" verso identità di genere "non binarie"».<br />Le prese di posizione del mondo cattolico contro l'Equality Act sono ormai moltissime. Qualcuno è arrivato a definirlo «l'aggressione più radicale alla libertà religiosa, al diritto alla vita e al diritto alla privacy che sia mai stata codificata in una proposta di legge». La stessa Conferenza episcopale invita gli elettori cattolici a comunicare al Congresso la propria contrarietà alle nuove misure.<br />Del resto i vescovi cattolici degli Stati Uniti avevano previsto che il rapporto con il secondo presidente cattolico della storia americana non sarebbe stato in discesa. Nel novembre scorso, all'indomani della vittoria elettorale di Biden contro Donald Trump, il capo della Conferenza episcopale, José Horacio Gómez, arcivescovo di Los Angeles, aveva citato espressamente l'Equality Act tra le possibili iniziative del nuovo presidente «contrarie ai principi fondamentali che ci stanno a cuore in quanto cattolici».<br />Le prime mosse di Biden non hanno deluso le aspettative, se così si può dire, sia sul fronte dei "diritti Lgbt" sia su quello dei "diritti riproduttivi" (leggi: aborto). A proposito di aborto [...] l'Equality Act considera qualunque rifiuto di praticare aborti come discrimanzione di "gravidanza". Decenni di difesa delle coscienze contro l'estremismo abortista a livello federale, statale e locale sarebbero minacciati.<br /><br />Nota di BastaBugie: ecco altre notizie sul "gaio" mondo gay... sempre meno gaio.<br /><br />TRIBUNALE RICONOSCE COME GENITORI TRE PAPÀ POLIAMOROSI<br />Con una sentenza choccante, un tribunale della California ha riconosciuto ad un trio di uomini il diritto ad essere considerati tutti genitori dei loro bambini. I tre uomini, Ian Jenkins, Alan Mayfield e Jeremy Allen Hodges, conducono da tempo una relazione "poliamorosa" tra loro tre.<br />Inoltre, già nel 2017, attraverso l'utero in affitto, hanno avuto una prima "figlia" e un anno e mezzo fa un secondo bambino.<br />Provita & Famiglia, 22 febbraio 2021<br /><br />DRAGHI SCONTENTA I GAY<br />Il sito Gay.it bacchetta Mario Draghi perché nel suo discorso programmatico al Senato non ha mai citato il Ddl Zan. Il portale così commenta la colpevole omertà del premier: «37124 caratteri, 5508 parole, quasi un'ora di discorso. Mario Draghi si è così presentato al Senato, questa mattina [ossia ieri], per la prima volta da presidente del consiglio. [...] Draghi ha trovato tempo e modo di citare anche Papa Francesco, ma in quelle 5508 parole la legge contro l'omotransfobia, la misoginia e l'abilismo, già approvata alla Camera e attesa al voto proprio al Senato, non ha avuto spazio.<br />Non una parola su 5508. Non una parola in un'ora di discorso. Non una parola sull'omofobia, sul tema dei diritti LGBT. Eppure Draghi ha parlato di tutto. [...] Se il buongiorno si vede dal mattino, l'alba di questo nuovo Governo e di questo nuovo premier sorge senza alcun arcobaleno ad illuminarlo».<br />Ora viene da chiedersi se Draghi ha omesso di citare il Ddl Zan perché è contrario - difficile crederlo - oppure perché - ben più probabile - in tempo di emergenza sanitaria ed economica il Ddl Zan appare questione bagatellare.<br />(Gender Watch News, 18 febbraio 2021)<br /><br />SILVANA DE MARI DENUNCIA IL LEGAME TRA COVID E OMOSESSUALITÀ<br />Nei giorni scorsi ha creato molto scandalo la notizia che l'Asl 5 di La Spezia avesse distribuito un modulo per vaccinarsi contro il Covid in cui si dà la precedenza a delle categorie di persone con comportamenti a rischio tra cui gli omosessuali. Il documento, in realtà, era un copia incolla delle linee guida del ministero della Sanità ma la polemica scoppiata per presunta discriminazione aveva spinto sia l'Asl 5 sia il ministero a cambiare le linee guida.<br />Nessuno però si pone il problema di sapere se sia vero o no che un cosiddetto omosessuale, vale a dire un maschio che attua pratiche omoerotiche, sia maggiormente predisposto al Covid o no. [...]<br />Innumerevoli lavori medici affermano che in realtà si tratta proprio di una popolazione a rischio per il Covid 19. [...]<br />Una parte non indifferente di questa popolazione pratica rapporti anali e il Covid 19 è presente nelle feci, come dimostrato da innumerevoli articoli. [...]<br />La Asl numero 5 di La Spezia ha commesso un crimine imperdonabile, oggi il più atroce dei crimini. Ha detto la verità. Le persone a comportamento omoerotico sono a rischio maggiore, esattamente come le persone in fase di tossicodipendenza e come le persone che praticano la prostituzione, devono essere protette di più e prima.<br />La verità deve essere vietata, è scandalosa, tribunali si stanno formando per punirla.<br />Meglio che questa verità non sia detta, meglio tacerla. Il movimento LGBT e i suoi paladini preferiscono che i maschi a comportamento omoerotico siano abbandonati con la loro maggiore vulnerabilità alla malattia e non ne siano difesi piuttosto che tollerare la verità: i comportamenti antifisiologici aumentano la vulnerabilità alle malattie.<br />La maggior parte (75%) delle diagnosi di sifilide riguarda uomini gay, bisessuali e altri uomini che hanno rapporti sessuali con uomini (MSM).<br />Per quanto riguarda i nuovi casi di Aids per il 40% sono maschi che fanno sesso con altri maschi, e queste persone sono il 2% della popolazione.<br />Fino a quando la verità sarà considerata scandalosa, le malattie che quella verità potrebbe fermare continueranno a diffondersi.<br />(Silvana De Mari, La Nuova Bussola Quotidiana, 22 febbraio 2021)<br /> <br />Titolo originale: Equality Act. Sui diritti Lgbt Biden va al frontale con i cattolici<br />Fonte: Tempi, 23 febbraio 2021<br />Pubblicato su BastaBugie n. 705]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/43607233</guid><pubDate>Tue, 23 Feb 2021 22:54:42 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/43607233/biden_il_paladino_22cattolico_22_dei_22diritti_22_lgbt.mp3" length="12394325" type="audio/mpeg"/><itunes:author>BastaBugie</itunes:author><itunes:subtitle>TESTO DELL'ARTICOLO ➜http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6493&#13;
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BIDEN, IL PALADINO ''CATTOLICO'' DEI ''DIRITTI'' LGBT&#13;
Altre notizie dal mondo gay (sempre meno gaio): tribunale riconosce come genitori tre papà poliamorosi, Draghi scontenta i...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜<a href="http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6493" rel="noopener">http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6493</a><br /><br />BIDEN, IL PALADINO ''CATTOLICO'' DEI ''DIRITTI'' LGBT<br />Altre notizie dal mondo gay (sempre meno gaio): tribunale riconosce come genitori tre papà poliamorosi, Draghi scontenta i gay, Silvana De Mari denuncia il legame tra Covid e omosessualità<br />di Pietro Piccinini<br />L'Equality Act è sbarcato al Congresso degli Stati Uniti, e così l'atteso frontale tra il cattolico presidente americano Joe Biden e la "sua" Chiesa cattolica potrebbe verificarsi perfino prima del previsto. La norma proposta aggiornerebbe la legislazione contro il razzismo del 1964 (Civil Rights Act) mettendo di fatto orientamento sessuale e identità di genere sullo stesso piano della razza e punendo ogni forma di discriminazione sulla base di tali criteri.<br />Già solo il fatto che Biden abbia chiesto ai deputati di «approvare rapidamente» l'Equality Act (dopo che in campagna elettorale si era impegnato a farne una «top priority» dei suoi primi 100 giorni) fa esultare i fautori dei diritti Lgbt. Una grossa fetta dell'America, invece, osserva con sgomento l'ennesimo passo pericolosamente divisivo compiuto dal neo presidente che aveva promesso di «unire il paese».<br />Reintrodotto al Congresso la settimana scorsa da David Cicilline, deputato democratico del Rhode Island, l'Equality Act è in ballo da anni. Nel 2019 era già stato approvato dalla Camera bassa ma si era incagliato al Senato, allora in mano ai repubblicani. Anche stavolta il testo dovrebbe passare facilmente alla Camera, dove i democratici beneficiano di una comoda maggioranza, ma sarà ben più dura al Senato, dove i repubblicani occupano la metà degli scranni e il partito di Biden non è un monolite. Il democratico Joe Manchin dalla West Virginia, per esempio, si era detto contrario all'Equality Act già nel 2019.<br /><br />PIÙ PROBLEMI CHE VANTAGGI<br />Insomma non sarà facilissimo per Biden portare a casa la legge per l'eguaglianza. Senz'altro è molto meno difficile per il presidente capire che cosa pensino dell'Equality Act i suoi stessi vescovi e gran parte dei suoi correligionari. Basta leggere, tanto per fare un esempio, la lettera firmata anche da rappresentanti della Conferenza episcopale statunitense e inviata alla commissione Giustizia nell'aprile del 2019, in occasione del precedente passaggio del testo in parlamento: «Scriviamo a nome di milioni di americani profondamente preoccupati dai danni provocati dall'Equality Act, che ostacola un servizio sanitario di qualità, mette in pericolo la privacy e la sicurezza di donne e bambine, regolamenta la libertà di espressione, mina gravemente la libertà religiosa e minaccia le organizzazioni caritatevoli no profit e le persone aiutate da queste. [La proposta di legge] non raggiunge gli obiettivi che si prefiggono i suoi sostenitori, al contrario creerà nuovi problemi e danneggerà più persone di quante i suoi promotori ne vogliono aiutare». [...]<br />Non solo. In forza dell'Equality Act, anche il campo di azione dello Stato viene ampliato a dismisura, perché le disposizioni si applicano a qualunque ente che fornisca beni o servizi tra cui «negozi, centri commerciali, commercianti o provider di sevizi online, saloni di bellezza, banche, stazioni di servizio, banchi alimentari, centri servizi, alloggi, agenzie di viaggio, pompe funebri». Senza tralasciare ovviamente «gli enti che offrono assistenza sanitaria, servizi di contabilità o legali», oltre a «qualunque organizzazione che percepisca fondi federali». In sostanza l'Equality Act riguarderà «più o meno tutti e tutto». [...]<br />«Sono assoluamente ricomprese le istituzioni religiose. Con l'Equality Act, le scuole religiose, le agenzie per l'adozione e altri enti filantropici andranno incontro a sanzioni se a proposito di sesso e matrimonio affermeranno gli insegnamenti della biologia e la Bibbia, la genetica moderna e la...]]></itunes:summary><itunes:duration>775</itunes:duration><itunes:keywords>cattolico,diritti,lgbt,paladino</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/b87afbc9d853a8baeaa952cf6139568e.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Un uomo "sposa" la sua bambola gonfiabile</title><link>https://www.spreaker.com/episode/un-uomo-sposa-la-sua-bambola-gonfiabile--43085180</link><description><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜<a href="http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6446" rel="noopener">http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6446</a><br /><br />LA PREDICA AI PESCI SERVI' A SANT'ANTONIO PER COMBATTERE L'ERESIA<br />La prima città in cui sant'Antonio da Padova cominciò a predicare fu Rimini, ma gli eretici non volevano essere disturbati...<br />di Padre Stefano Manelli<br />La prima città in cui sant'Antonio cominciò a predicare fu Rimini. E fin dall'inizio il successo della sua predicazione mise in allarme gli eretici della città. C'era colà, infatti, e fioriva la setta eretica dei patarini. Erano accesi e ostinati contro parecchie verità della fede cattolica, e vegliavano perché non ci fosse chi li disturbasse nei loro errori.<br />Quando gli eretici si accorsero che sant'Antonio smantellava a colpi decisi i loro errori, anziché aprire gli occhi alla verità, si coalizzarono nella difesa dell'errore e nell'assalto a colui che voleva illuminarli. Si radunarono i capi della setta eretica e decisero di eliminare sant'Antonio con il mezzo più semplice e concreto: il veleno.<br />Lo invitarono a un pranzo, quindi, per discutere insieme delle cose di fede. Antonio accettò ignaro di ogni trama. Ma il Signore era con lui. A tavola, infatti, sant'Antonio prima di mangiare benedisse tutto il cibo, e poi mangiò tranquillamente, continuando a parlare della vera fede.<br />Gli eretici lo guardavano, aspettandosi da un momento all'altro gli effetti del veleno. E invece! Evidentemente avevano dimenticato la promessa di Gesù ai suoi veri apostoli: "Se berranno  qualche veleno non recherà loro danno" (Marco 16,18).<br />Fallito il tentativo dell'attacco a sant'Antonio con il veleno, gli eretici tentarono di impedire la predicazione del Santo con l'allontanamento delle persone. Si servirono di ogni mezzo, infatti, per tenere lontana da sant'Antonio tutta la gente. Allettamenti o minacce, accuse e calunnie contro sant'Antonio, tutto era utile per arrivare allo scopo di impedire quella predicazione che martellava contro l'eresia.<br />Ma sant'Antonio aveva anch'egli mezzi eccezionali per battere gli intrighi degli eretici. Dalla sua intensa preghiera e penitenza egli traeva il potere dei miracoli che fa smuovere le folle in ogni parte della terra.<br />E uno dei suoi più celebri e pittoreschi miracoli fu certamente quello della predicazione ai pesci. Quando sant'Antonio si accorse che la gente di Rimini lo guardava con sospetto e si teneva lontana da lui, moltiplicò le sue preghiere e poi si mosse per andare a predicare ai pesci sulla spiaggia del mare.<br />"Fratelli pesci - disse il Santo - venite voi ad ascoltare."<br />A tale richiamo una massa di pesci si fece avanti sulla riva del mare e si raccolse davanti al Santo in ascolto della sua parola. Erano tutti in ordine, tenevano la testina di fuori e, a volte, davano anche segni di assenso alle parole di sant'Antonio. <br />Il prodigio produsse un'impressione enorme, naturalmente. La folla accorse numerosissima e gli stessi eretici rimasero sconvolti da un fatto così strepitoso e così significato. Doveva essere davvero importante e prodigiosa la parola di sant'Antonio, se anche creature irragionevoli correvano ad ascoltarlo! La lezione fu davvero salutare per tutti. E da quel giorno sant'Antonio poté predicare, con tutta la sapienza e con tutto l'ardore di cui era ricco per illuminare e convertire, richiamare e santificare le anime. <br /><br />Nota di BastaBugie: nell'articolo seguente Ermes Dovico racconta la vita di Sant'Antonio di Padova. San Francesco lo chiamava "mio vescovo". Papa Gregorio IX rimase così colpito dalla sapienza del giovane predicatore da proclamarlo santo al termine del processo del canonizzazione più veloce della storia (conclusosi 352 giorni dopo la morte) grazie anche ai 53 miracoli attribuiti all'intercessione di Antonio.<br />Ecco l'articolo completo pubblicato su La Nuova Bussola Quotidiana il 13 giugno 2020:<br />Nel 1228, Gregorio IX ebbe modo di conoscere sant'Antonio di Padova (1195-1231), che era giunto a Roma per salvaguardare l'unità dell'Ordine francescano, a rischio dopo la morte di san Francesco (1181-1226). Il papa rimase così colpito dal giovane predicatore da chiamarlo "Arca della Testimonianza" e "Scrigno delle Scritture".<br />Il santo era nato a Lisbona il 15 agosto 1195 da una famiglia benestante, che l'aveva battezzato con il nome di Fernando. A quindici anni entrò tra i Canonici regolari della Santa Croce e due anni più tardi chiese di potersi trasferire da Lisbona a Coimbra, perché desiderava un maggiore raccoglimento con Dio. Al monastero di Coimbra, dotato di una grande biblioteca, poté approfondire lo studio della Bibbia e dei Padri della Chiesa. Nel 1220, mentre il suo Ordine subiva le ingerenze del re portoghese, avvenne un fatto decisivo nella vita di Fernando, intanto divenuto sacerdote: vide passare a Coimbra le salme dei cinque protomartiri francescani (Berardo, Pietro, Ottone, Adiuto e Accursio), decapitati in Marocco, dove erano stati inviati da san Francesco per convertire i musulmani a Cristo.<br />Per don Fernando fu una chiamata alla missione. Ottenuto il permesso, lasciò i canonici agostiniani e si unì a un romitorio di francescani. Segnò il suo nuovo inizio religioso con un cambio di nome: decise di chiamarsi Antonio, in onore di sant'Antonio Abate. Desiderando la grazia del martirio, ottenne di andare con un confratello in Marocco, ma qui una malattia gli impedì di predicare. Si convinse a tornare in patria, ma una tempesta spinse la nave fino alle coste siciliane. In Sicilia il santo venne a contatto con i frati di Messina, dai quali apprese la notizia del Capitolo Generale convocato da san Francesco per la Pentecoste del 1221. Antonio risalì a piedi l'Italia insieme ai confratelli e dopo diverse settimane giunse ad Assisi: qui, dal 30 maggio all'8 giugno, si tenne quello che passò alla storia come il "Capitolo delle Stuoie", così chiamato perché il piccolo 'esercito' di francescani (erano circa 3.000) si accampò in capanne fatte di stuoie.<br />Il frate portoghese, sconosciuto ai più, trascorse quei giorni in umile ascolto delle decisioni che venivano prese nel suo nuovo Ordine. Alla fine venne indirizzato a un eremo vicino a Forlì, dove visse per un anno dedicandosi ai lavori più modesti, tra digiuni e orazioni. Nel settembre 1222 fu chiamato improvvisamente dal superiore a tenere un discorso esortativo per i chierici che stavano per ricevere l'ordinazione sacerdotale: l'uditorio, al sentire con quale trasporto per Dio parlava Antonio, ne rimase ammirato. Informati del suo straordinario talento, i superiori di Assisi lo indirizzarono alla predicazione nell'Italia settentrionale. Qui la fede di Antonio operò tra l'altro il miracolo eucaristico di Rimini, detto anche "della mula", perché l'animale, su comando del santo, si inginocchiò davanti all'Ostia consacrata, causando la conversione di un eretico di nome Bonovillo che dubitava della Presenza reale di Gesù nell'Eucaristia.<br />Univa il fermo annuncio della verità alla dolcezza d'animo, e venne chiamato "il martello degli eretici". Fece presente ai superiori che il contrasto alle eresie richiedeva una solida conoscenza della dottrina cattolica. San Francesco gli diede il benestare per la fondazione a Bologna del primo studio teologico francescano, un passo fondamentale nella storia dell'Ordine: "A frate Antonio, mio vescovo, frate Francesco augura salute. Mi piace che tu insegni teologia ai nostri fratelli, a condizione però che, a causa di tale studio, non si spenga in esso lo spirito di santa orazione e devozione, com'è prescritto nella Regola". Lo stesso Francesco, nel 1224, lo inviò come missionario in Francia per continuare nella sua opera di conversione degli eretici catari. Ritornò in Italia dopo la morte del santo d'Assisi e nel 1227 venne nominato ministro provinciale per l'Italia settentrionale. Fu allora che, pur continuando a viaggiare, stabilì la sua dimora abituale nel convento di Padova. In quegli anni le sue prediche, che spaziavano dalle verità di fede alla purezza di vita, erano ormai seguite da enormi folle di fedeli. Inoltre, stava lunghe ore in confessionale.<br />A Padova terminò la stesura del secondo volume dei Sermoni, nei quali è centrale la riflessione sul mistero di Cristo. Un mistero in cui il fedele si può addentrare con la preghiera e l'amore per Maria, che Antonio definì "Capolavoro dell'Altissimo". Si disse certo della sua Assunzione in anima e corpo, più di sette secoli prima della solenne proclamazione del dogma da parte di Pio XII, che infatti citò il santo nella Munificentissimus Deus del 1950. Quattro anni prima, sempre papa Pacelli aveva onorato sant'Antonio come Doctor Evangelicus, dichiarandolo ufficialmente dottore della Chiesa. Va detto comunque che già Gregorio IX lo aveva invocato come tale il 30 maggio 1232 - al termine del processo di canonizzazione più veloce della storia, grazie anche ai 53 miracoli attribuiti all'intercessione di Antonio - quando lo proclamò santo: "O dottore della Chiesa, beato Antonio, amatore della divina parola, prega per noi il Figlio di Dio".<br />Gesù e Maria furono le sue stelle polari fino agli ultimi giorni terreni. Fu in quei giorni che il conte Tiso, un amico presso il quale si era ritirato in preghiera nel giugno 1231, avvicinandosi alla stanzetta del santo, con la porta socchiusa, vide una luce intensissima: era Gesù Bambino, in braccio ad Antonio. Il 13 giugno, capendo che gli rimaneva poco da vivere, chiese di essere riportato a Padova perché lì desiderava morire. Spirò in un ospizio vicino al monastero delle clarisse e poco distante dalle mura cittadine. I confratelli gli intonarono il suo inno mariano preferito, O gloriosa Domina. Tornò al Padre dopo aver detto: "Vedo il mio Signore".]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/43085180</guid><pubDate>Sun, 24 Jan 2021 00:15:20 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/43085180/un_uomo_22sposa_22_la_sua_bambola_gonfiabile.mp3" length="13210852" type="audio/mpeg"/><itunes:author>BastaBugie</itunes:author><itunes:subtitle>TESTO DELL'ARTICOLO ➜http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6446&#13;
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LA PREDICA AI PESCI SERVI' A SANT'ANTONIO PER COMBATTERE L'ERESIA&#13;
La prima città in cui sant'Antonio da Padova cominciò a predicare fu Rimini, ma gli eretici non volevano essere...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜<a href="http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6446" rel="noopener">http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6446</a><br /><br />LA PREDICA AI PESCI SERVI' A SANT'ANTONIO PER COMBATTERE L'ERESIA<br />La prima città in cui sant'Antonio da Padova cominciò a predicare fu Rimini, ma gli eretici non volevano essere disturbati...<br />di Padre Stefano Manelli<br />La prima città in cui sant'Antonio cominciò a predicare fu Rimini. E fin dall'inizio il successo della sua predicazione mise in allarme gli eretici della città. C'era colà, infatti, e fioriva la setta eretica dei patarini. Erano accesi e ostinati contro parecchie verità della fede cattolica, e vegliavano perché non ci fosse chi li disturbasse nei loro errori.<br />Quando gli eretici si accorsero che sant'Antonio smantellava a colpi decisi i loro errori, anziché aprire gli occhi alla verità, si coalizzarono nella difesa dell'errore e nell'assalto a colui che voleva illuminarli. Si radunarono i capi della setta eretica e decisero di eliminare sant'Antonio con il mezzo più semplice e concreto: il veleno.<br />Lo invitarono a un pranzo, quindi, per discutere insieme delle cose di fede. Antonio accettò ignaro di ogni trama. Ma il Signore era con lui. A tavola, infatti, sant'Antonio prima di mangiare benedisse tutto il cibo, e poi mangiò tranquillamente, continuando a parlare della vera fede.<br />Gli eretici lo guardavano, aspettandosi da un momento all'altro gli effetti del veleno. E invece! Evidentemente avevano dimenticato la promessa di Gesù ai suoi veri apostoli: "Se berranno  qualche veleno non recherà loro danno" (Marco 16,18).<br />Fallito il tentativo dell'attacco a sant'Antonio con il veleno, gli eretici tentarono di impedire la predicazione del Santo con l'allontanamento delle persone. Si servirono di ogni mezzo, infatti, per tenere lontana da sant'Antonio tutta la gente. Allettamenti o minacce, accuse e calunnie contro sant'Antonio, tutto era utile per arrivare allo scopo di impedire quella predicazione che martellava contro l'eresia.<br />Ma sant'Antonio aveva anch'egli mezzi eccezionali per battere gli intrighi degli eretici. Dalla sua intensa preghiera e penitenza egli traeva il potere dei miracoli che fa smuovere le folle in ogni parte della terra.<br />E uno dei suoi più celebri e pittoreschi miracoli fu certamente quello della predicazione ai pesci. Quando sant'Antonio si accorse che la gente di Rimini lo guardava con sospetto e si teneva lontana da lui, moltiplicò le sue preghiere e poi si mosse per andare a predicare ai pesci sulla spiaggia del mare.<br />"Fratelli pesci - disse il Santo - venite voi ad ascoltare."<br />A tale richiamo una massa di pesci si fece avanti sulla riva del mare e si raccolse davanti al Santo in ascolto della sua parola. Erano tutti in ordine, tenevano la testina di fuori e, a volte, davano anche segni di assenso alle parole di sant'Antonio. <br />Il prodigio produsse un'impressione enorme, naturalmente. La folla accorse numerosissima e gli stessi eretici rimasero sconvolti da un fatto così strepitoso e così significato. Doveva essere davvero importante e prodigiosa la parola di sant'Antonio, se anche creature irragionevoli correvano ad ascoltarlo! La lezione fu davvero salutare per tutti. E da quel giorno sant'Antonio poté predicare, con tutta la sapienza e con tutto l'ardore di cui era ricco per illuminare e convertire, richiamare e santificare le anime. <br /><br />Nota di BastaBugie: nell'articolo seguente Ermes Dovico racconta la vita di Sant'Antonio di Padova. San Francesco lo chiamava "mio vescovo". Papa Gregorio IX rimase così colpito dalla sapienza del giovane predicatore da proclamarlo santo al termine del processo del canonizzazione più veloce della storia (conclusosi 352 giorni dopo la morte) grazie anche ai 53 miracoli attribuiti all'intercessione di Antonio.<br />Ecco l'articolo completo pubblicato su La Nuova Bussola Quotidiana il 13 giugno 2020:<br />Nel 1228, Gregorio IX ebbe modo...]]></itunes:summary><itunes:duration>826</itunes:duration><itunes:keywords>bambola,gonfiabile,matrimonio</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/3ce8b95c090b189108e1994c9e8a75f3.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>L'ideologia Gender e le sue Ossessioni</title><link>https://www.spreaker.com/episode/l-ideologia-gender-e-le-sue-ossessioni--43021654</link><description><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜<a href="http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6429" rel="noopener">http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6429</a><br /><br />L'IDEOLOGIA GENDER E LE SUE OSSESSIONI<br />Nancy Pelosi, la riconfermata speaker della Camera, vieterà parole come padre, madre, marito, moglie, figlio, figlia... per impiegare termini neutri come genitore, coniuge, bambino, ecc. (VIDEO: Amen and awomen)<br />di Aldo Maria Valli<br />In questa nostra epoca di politicamente corretto sempre più spinto uno dei principali campi di battaglia è la lingua. Era il 2016, o giù di lì, quando all'Università di Oxford il sindacato degli studenti invitò tutti, professori compresi, a non utilizzare più i pronomi he, lui, e she, lei, ma un neutro di nuovo conio, ze. E oggi in molti atenei di lingua inglese è considerato assai opportuno che i docenti chiedano agli studenti quale pronome preferiscono, se lui (he/him), lei (she/her) o loro (they/them) con valore di terza persona singolare, indipendentemente dal genere assegnato al ragazzo e alla ragazza al momento della nascita sulla base di una mera considerazione biologica.<br />In America è pertanto abbastanza comune che, all'inizio di una conversazione con una persona, uomo o donna, si chieda con quale pronome desidera essere designata: maschile, femminile o neutro?<br />Era il 2008 quando il Parlamento europeo, sempre all'avanguardia in certi casi, pubblicò alcune linee guida per l'utilizzo di un linguaggio neutro dal punto di vista del genere, per cui, a dispetto della grammatica della maggior parte delle lingue europee, che utilizza convenzionalmente il maschile plurale quale forma neutra, raccomandò di evitare discriminazioni e di citare sempre maschile e femminile. Raccomandò anche di evitare l'uso di "uomo" in quanto persona e individuo, però concesse graziosamente l'uso di espressioni quali "a passo d'uomo", "a misura d'uomo", "uomo della strada" (anche perché "donna della strada" non suona bene), "uomo di Neanderthal" e "il cane è il miglior amico dell'uomo".<br /><br />CARE AMICHE E AMICI, BENVENUTE E BENVENUTI<br />Da allora molte parole sono passate sotto i ponti e il politicamente corretto ha fatto passi da gigante (o da gigantessa), diventando sempre più inclusivo. E dunque neutro. Non a caso, nei paesi anglosassoni abbiamo appunto l'uso del "loro" con valore di terza persona singolare (singular they) perché, non essendo contrassegnato dal genere maschile o femminile, va bene per tutti, compresi coloro che non si identificano né con il genere maschile né con quello femminile.<br />L'uso del singular they, consigliato e promosso anche da istituzioni universitarie, non è applicabile all'italiano, perché la nostra lingua mantiene il genere (esse/essi) e non ha il neutro. Ma i paladini del politicamente corretto, si sa, non si arrendono facilmente, per cui anche da noi prima o poi arriverà qualcosa di opportunamente neutro. (Dalle nostre parti, poi, la storia è lì a ricordarci, fastidiosamente, il precedente di Mussolini, che cercò di sostituire il "lei" con il "voi", e quindi certe soluzioni rischiano di prendere un retrogusto ideologico non gradito ai progressisti).<br />Per aggirare l'ostacolo, in italiano si propende per l'uso esplicito di maschile e femminile. Si dirà dunque, "care amiche e amici, benvenute e benvenuti", "onorevoli deputate e onorevoli deputati, buongiorno", "tutte le consigliere e tutti i consiglieri prendano posto nell'aula" eccetera. Si diventerà più prolissi, ma l'inclusività ha i suoi costi. Quanto al potere sostantivante dell'articolo (noi, c'è poco da fare, diciamo il parlare, il dormire, non la parlare, la dormire), al momento siamo ancora indietro, ma qualcosa si troverà.<br />Se poi si volesse essere coerenti fino in fondo, ci sarebbe da chiedersi: come la mettiamo con le parole (per esempio guardia, sentinella, vedetta) che, pur essendo di genere grammaticale femminile, si riferiscono per lo più a uomini? E spia, recluta, vittima, comparsa, controfigura, maschera, staffetta, eccellenza, eminenza, autorità? E persona? Come è stato giustamente osservato, un uomo può essere una sagoma, una spalla, una bestia, una talpa, un'aquila, una iena, una sanguisuga. Stranamente, però, i sostenitori del politicamente corretto e dell'inclusività non sembrano porsi la questione quando è il femminile a prevalere sul maschile.<br /><br />AMEN AND AWOMEN<br />Al di là dell'oceano l'ossessione per il politicamente corretto sfocia non di rado nel grottesco. Un deputato del Partito Democratico, Emanuel Cleaver, che è anche pastore protestante, al termine di una preghiera recitata alla Camera, subito dopo aver detto "amen", ha avvertito il bisogno di aggiungere "and awomen". Sembra incredibile, ma è così. Dato che men in inglese significa uomini, il poveretto si è fatto prendere dagli scrupoli ed ha inventato un equivalente con women, donne.<br />Forse il neodeputato Cleaver è stato terrorizzato a dovere da Nancy Pelosi, la riconfermata speaker della Camera che ha proposto una riforma del lessico da impiegare nel suo ramo del Parlamento, per cui non si potranno più usare parole come padre, madre, figlio, figlia, fratello, sorella, zio, zia, marito, moglie, ma si dovranno impiegare termini sessualmente neutri e, secondo la Pelosi, non discriminatori, come parent (genitore), spouse (coniuge), child (bambino) e via dicendo.<br />Se il sonno della ragione genera mostri, anche il politicamente corretto non scherza.<br />In un simpatico saggio Anthony Esolen, autore di Sex and the Unreal City: The Demolition of the Western Mind, prende spunto da un celebre libro di Oliver Sacks per fare un'arguta osservazione. Il libro è L'uomo che scambiò sua moglie per un cappello, nel quale Sacks, neurologo inglese, racconta alcune sue esperienze cliniche e descrive casi di pazienti che, a causa di lesioni encefaliche di vario tipo, svilupparono comportamenti alquanto strani. Quello dell'uomo che scambiò sua moglie per un cappello è uno dei casi descritti e si riferisce a un musicista che incominciò a manifestare l'incapacità di dare un significato a ciò che vedeva e la tendenza a confondere oggetti e persone, tanto che un brutto giorno scambiò appunto la testa di sua moglie per il suo cappello, con tutte le spiacevoli conseguenze che si possono immaginare.<br />Orbene, a proposito del titolo del libro di Sacks, Esolen nota che oggi, in tempi di linguaggio inclusivo, gender neutral e genderless, solo il sostantivo "cappello", alla fin fine, sarebbe ancora ammesso. "Uomo" e "moglie", infatti, sono parole altamente problematiche. Per cui, a rigore di politicamente corretto, avremmo un titolo che suonerebbe più o meno così: L'essere umano adulto che era biologicamente maschio ma di preferenza sessuale e identità sessuale ancora imprecisate che scambiò la sua compagna di vita che era biologicamente femmina ma di non ancora determinata preferenza sessuale e identità sessuale per un cappello.<br />Come dite? Non vi sembra che un titolo simile attirerebbe qualche lettore (e qualche lettrice)? Sono d'accordo. Ma mai dire mai. Le vie del politicamente corretto, per quanto contorte, sono infinite.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/43021654</guid><pubDate>Wed, 20 Jan 2021 05:57:38 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/43021654/l_ideologia_gender_e_le_sue_ossessioni.mp3" length="7911130" type="audio/mpeg"/><itunes:author>BastaBugie</itunes:author><itunes:subtitle>TESTO DELL'ARTICOLO ➜http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6429&#13;
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L'IDEOLOGIA GENDER E LE SUE OSSESSIONI&#13;
Nancy Pelosi, la riconfermata speaker della Camera, vieterà parole come padre, madre, marito, moglie, figlio, figlia... per impiegare...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜<a href="http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6429" rel="noopener">http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6429</a><br /><br />L'IDEOLOGIA GENDER E LE SUE OSSESSIONI<br />Nancy Pelosi, la riconfermata speaker della Camera, vieterà parole come padre, madre, marito, moglie, figlio, figlia... per impiegare termini neutri come genitore, coniuge, bambino, ecc. (VIDEO: Amen and awomen)<br />di Aldo Maria Valli<br />In questa nostra epoca di politicamente corretto sempre più spinto uno dei principali campi di battaglia è la lingua. Era il 2016, o giù di lì, quando all'Università di Oxford il sindacato degli studenti invitò tutti, professori compresi, a non utilizzare più i pronomi he, lui, e she, lei, ma un neutro di nuovo conio, ze. E oggi in molti atenei di lingua inglese è considerato assai opportuno che i docenti chiedano agli studenti quale pronome preferiscono, se lui (he/him), lei (she/her) o loro (they/them) con valore di terza persona singolare, indipendentemente dal genere assegnato al ragazzo e alla ragazza al momento della nascita sulla base di una mera considerazione biologica.<br />In America è pertanto abbastanza comune che, all'inizio di una conversazione con una persona, uomo o donna, si chieda con quale pronome desidera essere designata: maschile, femminile o neutro?<br />Era il 2008 quando il Parlamento europeo, sempre all'avanguardia in certi casi, pubblicò alcune linee guida per l'utilizzo di un linguaggio neutro dal punto di vista del genere, per cui, a dispetto della grammatica della maggior parte delle lingue europee, che utilizza convenzionalmente il maschile plurale quale forma neutra, raccomandò di evitare discriminazioni e di citare sempre maschile e femminile. Raccomandò anche di evitare l'uso di "uomo" in quanto persona e individuo, però concesse graziosamente l'uso di espressioni quali "a passo d'uomo", "a misura d'uomo", "uomo della strada" (anche perché "donna della strada" non suona bene), "uomo di Neanderthal" e "il cane è il miglior amico dell'uomo".<br /><br />CARE AMICHE E AMICI, BENVENUTE E BENVENUTI<br />Da allora molte parole sono passate sotto i ponti e il politicamente corretto ha fatto passi da gigante (o da gigantessa), diventando sempre più inclusivo. E dunque neutro. Non a caso, nei paesi anglosassoni abbiamo appunto l'uso del "loro" con valore di terza persona singolare (singular they) perché, non essendo contrassegnato dal genere maschile o femminile, va bene per tutti, compresi coloro che non si identificano né con il genere maschile né con quello femminile.<br />L'uso del singular they, consigliato e promosso anche da istituzioni universitarie, non è applicabile all'italiano, perché la nostra lingua mantiene il genere (esse/essi) e non ha il neutro. Ma i paladini del politicamente corretto, si sa, non si arrendono facilmente, per cui anche da noi prima o poi arriverà qualcosa di opportunamente neutro. (Dalle nostre parti, poi, la storia è lì a ricordarci, fastidiosamente, il precedente di Mussolini, che cercò di sostituire il "lei" con il "voi", e quindi certe soluzioni rischiano di prendere un retrogusto ideologico non gradito ai progressisti).<br />Per aggirare l'ostacolo, in italiano si propende per l'uso esplicito di maschile e femminile. Si dirà dunque, "care amiche e amici, benvenute e benvenuti", "onorevoli deputate e onorevoli deputati, buongiorno", "tutte le consigliere e tutti i consiglieri prendano posto nell'aula" eccetera. Si diventerà più prolissi, ma l'inclusività ha i suoi costi. Quanto al potere sostantivante dell'articolo (noi, c'è poco da fare, diciamo il parlare, il dormire, non la parlare, la dormire), al momento siamo ancora indietro, ma qualcosa si troverà.<br />Se poi si volesse essere coerenti fino in fondo, ci sarebbe da chiedersi: come la mettiamo con le parole (per esempio guardia, sentinella, vedetta) che, pur essendo di genere grammaticale femminile, si riferiscono per lo più a uomini? E spia, recluta, vittima,...]]></itunes:summary><itunes:duration>495</itunes:duration><itunes:keywords>ideologia,ossessioni,tutt*</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/ca60b27ae590e04cbfc14c681fc1367d.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Ennesimo caso di finta omofobia</title><link>https://www.spreaker.com/episode/ennesimo-caso-di-finta-omofobia--42765780</link><description><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜<a href="http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6424" rel="noopener">http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6424</a><br /><br />ENNESIMO CASO DI FINTA OMOFOBIA<br />Finta aggressione omofoba nel padovano, in realtà fu un pestaggio reciproco (altre notizie dal mondo gay: dirsi trans per finire nelle carceri femminili, quando l'ideologia gay copre gli abusi sui minori, Pillon gli immigrati e il Ddl Zan)<br />di Manuela Antonacci<br />Un ennesimo caso di finta omofobia, è quello che si è verificato a Padova, nel contesto di un'aggressione notturna, avvenuta lo scorso settembre, apparentemente ai danni di due giovani omosessuali. Durante il pestaggio che, invece, vede ora tutti condannati per rissa. Inizialmente però la coppia gay, coinvolta, aveva gridato subito al movente omofobo.<br />In realtà, per gli inquirenti e il giudice si è trattato di un pestaggio reciproco, senza alcuna motivazione legata all'orientamento sessuale dei due giovani. Insomma, una rissa senza vittime ma solo con partecipanti attivi, tutti colpevoli in concorso e tutti destinatari, adesso, di un decreto penale di condanna<br />Durante la zuffa erano volate imprecazioni e insulti, ma all'interno di un contesto di violenza che aveva visto tutti protagonisti, nella stessa maniera. La sera del 18 settembre, infatti, i due gruppi di ragazzi, si erano lanciati, dapprima insulti reciproci, in seguito ad una battuta di troppo su una felpa, per poi passare immediatamente alle mani e addirittura a colpi di bottiglie.<br />Non contenti, i ragazzi che inizialmente avevano denunciato l'aggressione omofoba – successivamente indagati - avevano pensato bene di postare e diffondere un video su Facebook, divenuto quasi virale, in cui avevano raccontato di essere stati aggrediti per ragioni legate al loro orientamento sessuale. Immediatamente, come avviene spesso in questi casi, era scesa in campo certa rappresentanza politica che in quattro e quattr'otto aveva messo in piedi addirittura una manifestazione di piazza, a cui avevano partecipato più di 500 persone. Ma ciò non ha impedito ai carabinieri del comando provinciale di Padova di fare il loro lavoro. Infatti guardando le telecamere di videosorveglianza e ascoltando le diverse testimonianze, sono riusciti a identificare tutti gli attori del pestaggio (i due omosessuali compresi).<br />Inoltre, dopo qualche giorno, il Corriere del Veneto aveva contattato due dei cinque accusati di omofobia, riportando, per par condicio, anche la loro versione: «Stavamo festeggiando il compleanno di un'amica, avevamo bevuto, camminando abbiamo incontrato questi ragazzi che non sapevamo essere omosessuali e uno di loro ha fatto una battuta per una felpa. Da lì sono iniziate alcune schermaglie verbali, ma nessuno ha fatto allusioni sui gay. Anzi, dal nulla uno di loro ci ha urlato "omofobi". Per altro noi non abbiamo visto i due baciarsi, quindi come potevamo sapere che fossero omosessuali».<br />Un caso indicativo, in quanto ci porta ad interrogarci su ciò che, invece, potrebbe accadere se passasse il ddl Zan. Una simile verifica dei fatti sarebbe ancora possibile? O basterebbe, come avviene già in diversi paesi europei in cui leggi simili sono state approvate, la testimonianza della vittima e la sua "sensazione" di essere stata insultata e aggredita per motivi legati al suo orientamento sessuale? E a che derive di ingiustizia porterebbe tutto ciò se consideriamo che l'orientamento sessuale non è certo un dato evidente e palpabile e in alcuni casi (come in questo) soprattutto quando ci si imbatte in estranei, si può benissimo non sapere se l'altro sia etero o gay?<br /><br />Nota di BastaBugie: ecco altre notizie sul "gaio" mondo gay... sempre meno gaio.<br /><br />DIRSI TRANS PER FINIRE NELLE CARCERI FEMMINILI<br />Secondo un report del Ministero della giustizia britannico nel 2016 erano 70 i detenuti che si dichiaravano transessuali, nel 2019 salirono a 1.500. Il motivo? In tal modo il detenuto spera di essere trasferito in un penitenziario femminile.<br />Un bel guaio pensando anche che secondo il Fair Play for Women (FPFW) il 41% dei detenuti transgender sono stati condannati per reati a sfondo sessuale.<br />Il politicamente corretto può provocare seri danni.<br />(Gender Watch News, 27 dicembre 2020)<br /><br />QUANDO L'IDEOLOGIA GAY COPRE GLI ABUSI SUI MINORI<br />Ciò che spiega Life News è assolutamente raccapricciante. Secondo quanto esso afferma, l'ideologia Lgbt verrebbe usata per coprire abusi e per dimostrare il "consenso" delle vittime agli abusi, sulla base del fatto che non vi sarebbe alcun comportamento sessiale sbagliato, purché vi si acconsenta. Il che sarebbe tremendo e metterebbe in serio pericolo tantissime persone, specialmente minorenni. «Alle ragazze vulnerabili, spesso affidate alle cure dello Stato, gli insegnanti e gli assistenti sociali dicevano incessantemente che nulla nel campo sessuale può essere descritto come sbagliato o cattivo, a condizione che vi acconsentano. Gli aggressori erano completamente d'accordo e hanno proceduto a manipolare il necessario "consenso" da loro. Questo non era un consenso legale: le vittime minorenni non sono in grado di darlo. Ma è bastato agli assistenti sociali e, del resto, alla polizia, che hanno considerato le vittime come persone autonome che avevano scelto una strada forse sfortunata, e si sono rifiutate di far rispettare la legge». Non si può pensare che bambini o adolescenti possano acconsentire con piena coscienza a pratiche erotiche, ciò è nettamente contro la loro tutela.<br />(Provita & Famiglia, 29 dicembre 2020)<br /><br />PILLON, GLI IMMIGRATI E IL DDL ZAN<br />Il senatore Simone Pillon scrive sulla sua pagina Facebook: «Un funzionario di una prefettura del Sud mi ha raccontato che nonostante il pdl Zan non sia ancora passato al Senato, già è arrivato l'ordine di scuderia ai richiedenti asilo: per facilitare la regolarizzazione basta dichiararsi gay e lamentare presunte persecuzioni. Ovvio no?<br />Qualche considerazione:<br />1. Servono prove? Assolutamente no ovviamente, perché la Cassazione ha stabilito che la propria autodichiarazione in materia di orientamento sessuale non è soggetta a verifiche.<br />2. È possibile che un cittadino italiano per spostare la residenza debba compilare qualche chilogrammo di moduli e allegare mille documenti, e invece qui basti un foglietto in cui si "dichiara di aver lasciato il suo paese per motivi: sessuale"?<br />3. Se chiedono asilo qui in Italia, e ancora l'omofobia non è legge, vuol dire che l'Italia è un paese sicuro, e dunque non serve nessuna legge sull'omofobia...».<br />(Gender Watch News, 11 novembre 2020)<br /> <br />Titolo originale: Finta aggressione omofoba nel padovano, in realtà fu un pestaggio reciproco<br />Fonte: Provita & Famiglia, 30 dicembre 2020<br />Pubblicato su BastaBugie n. 698]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/42765780</guid><pubDate>Sun, 03 Jan 2021 01:54:32 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/42765780/ennesimo_caso_di_finta_omofobia.mp3" length="5810885" type="audio/mpeg"/><itunes:author>BastaBugie</itunes:author><itunes:subtitle>TESTO DELL'ARTICOLO ➜http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6424&#13;
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ENNESIMO CASO DI FINTA OMOFOBIA&#13;
Finta aggressione omofoba nel padovano, in realtà fu un pestaggio reciproco (altre notizie dal mondo gay: dirsi trans per finire nelle carceri...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜<a href="http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6424" rel="noopener">http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6424</a><br /><br />ENNESIMO CASO DI FINTA OMOFOBIA<br />Finta aggressione omofoba nel padovano, in realtà fu un pestaggio reciproco (altre notizie dal mondo gay: dirsi trans per finire nelle carceri femminili, quando l'ideologia gay copre gli abusi sui minori, Pillon gli immigrati e il Ddl Zan)<br />di Manuela Antonacci<br />Un ennesimo caso di finta omofobia, è quello che si è verificato a Padova, nel contesto di un'aggressione notturna, avvenuta lo scorso settembre, apparentemente ai danni di due giovani omosessuali. Durante il pestaggio che, invece, vede ora tutti condannati per rissa. Inizialmente però la coppia gay, coinvolta, aveva gridato subito al movente omofobo.<br />In realtà, per gli inquirenti e il giudice si è trattato di un pestaggio reciproco, senza alcuna motivazione legata all'orientamento sessuale dei due giovani. Insomma, una rissa senza vittime ma solo con partecipanti attivi, tutti colpevoli in concorso e tutti destinatari, adesso, di un decreto penale di condanna<br />Durante la zuffa erano volate imprecazioni e insulti, ma all'interno di un contesto di violenza che aveva visto tutti protagonisti, nella stessa maniera. La sera del 18 settembre, infatti, i due gruppi di ragazzi, si erano lanciati, dapprima insulti reciproci, in seguito ad una battuta di troppo su una felpa, per poi passare immediatamente alle mani e addirittura a colpi di bottiglie.<br />Non contenti, i ragazzi che inizialmente avevano denunciato l'aggressione omofoba – successivamente indagati - avevano pensato bene di postare e diffondere un video su Facebook, divenuto quasi virale, in cui avevano raccontato di essere stati aggrediti per ragioni legate al loro orientamento sessuale. Immediatamente, come avviene spesso in questi casi, era scesa in campo certa rappresentanza politica che in quattro e quattr'otto aveva messo in piedi addirittura una manifestazione di piazza, a cui avevano partecipato più di 500 persone. Ma ciò non ha impedito ai carabinieri del comando provinciale di Padova di fare il loro lavoro. Infatti guardando le telecamere di videosorveglianza e ascoltando le diverse testimonianze, sono riusciti a identificare tutti gli attori del pestaggio (i due omosessuali compresi).<br />Inoltre, dopo qualche giorno, il Corriere del Veneto aveva contattato due dei cinque accusati di omofobia, riportando, per par condicio, anche la loro versione: «Stavamo festeggiando il compleanno di un'amica, avevamo bevuto, camminando abbiamo incontrato questi ragazzi che non sapevamo essere omosessuali e uno di loro ha fatto una battuta per una felpa. Da lì sono iniziate alcune schermaglie verbali, ma nessuno ha fatto allusioni sui gay. Anzi, dal nulla uno di loro ci ha urlato "omofobi". Per altro noi non abbiamo visto i due baciarsi, quindi come potevamo sapere che fossero omosessuali».<br />Un caso indicativo, in quanto ci porta ad interrogarci su ciò che, invece, potrebbe accadere se passasse il ddl Zan. Una simile verifica dei fatti sarebbe ancora possibile? O basterebbe, come avviene già in diversi paesi europei in cui leggi simili sono state approvate, la testimonianza della vittima e la sua "sensazione" di essere stata insultata e aggredita per motivi legati al suo orientamento sessuale? E a che derive di ingiustizia porterebbe tutto ciò se consideriamo che l'orientamento sessuale non è certo un dato evidente e palpabile e in alcuni casi (come in questo) soprattutto quando ci si imbatte in estranei, si può benissimo non sapere se l'altro sia etero o gay?<br /><br />Nota di BastaBugie: ecco altre notizie sul "gaio" mondo gay... sempre meno gaio.<br /><br />DIRSI TRANS PER FINIRE NELLE CARCERI FEMMINILI<br />Secondo un report del Ministero della giustizia britannico nel 2016 erano 70 i detenuti che si dichiaravano transessuali, nel 2019 salirono a 1.500. Il motivo? 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"Ai bambini di quattro anni in Scozia verrà regalato un libro illustrato che promuove l'ideologia transgender" e sarà "distribuito a tutti gli alunni della Primaria".<br />Il testo racconta la storia di un lupo che si sente pecora e che, dal momento che si veste da pecora, "è davvero una pecora". No, opporsi a un indottrinamento del genere non è odio, non è discriminazione: è aggrapparsi alla realtà.<br />Un lupo vestito da pecora va rispettato, ma è un lupo vestito da pecora, non una pecora. Far leggere ai bambini una storia dove questo lupo viene descritto come "la migliore pecora" significa mentire ai bambini, insegnargli delle falsità.<br />Anche Tracy Shaw, portavoce di Safe Schools Alliance UK, ha espresso preoccupazioni a riguardo, perché questo libro potrebbe veicolare ai bambini l'idea che non ci si dovrebbe opporre al fatto che uomini che si sentono donne condividano gli stessi spazi (ad esempio bagni e spogliatoi) riservati alle donne - e sappiamo che già si sono verificati dei casi di aggressioni da parte di questi contro alcune donne. L'accettazione dell'altro è sempre nel rispetto della verità dell'altro. E noi rispettiamo tutti.<br /><br />Nota di BastaBugie: ecco altre notizie sul "gaio" mondo gay... sempre meno gaio.<br /><br />NEL RECOVERY PLAN PIÙ SOLDI AL GENDER CHE ALLA SANITÀ<br />Nella bozza del governo del Recovery Plan si stanziano 17,1 miliardi per la "parità di genere, coesione sociale e territoriale", contro i 9 per la sanità. Tralasciando la locuzione "coesione sociale e territoriale" che è volutamente generica per dire tutto e il contrario di tutto (insomma un escamotage per distrarre risorse a piacimento), l'espressione "parità di genere" indica non solo la parità uomo e donna, ma anche la tutela delle rivendicazioni del mondo LGBT, ossia il "matrimonio" gay – che è già quasi realtà con le Unioni civili – la rettificazione sessuale anche per minori, l'insegnamento del credo arcobaleno nelle scuole, il divieto di dissentire dall'ideologia LGBT (v. Ddl Zan) e molto altro. Tutte tematiche che al governo stanno più a cuore della salute dei cittadini.<br />(Gender Watch News, 10 dicembre 2020)<br /><br />ROWLING: MI SCRIVONO TRANS PENTITI<br />J.K. Rowling, autrice di Harry Potter, da tempo sta combattendo una battaglia per affermare l'ovvio: i trans uomini non sono donne. Naturalmente è stata ricoperta di critiche, insulti e minacce. La Rowling per controbattere, di recente, ha dichiarato che, da quando è divampata la polemica, ha ricevuto centinaia di mail e messaggi di sostegno da parte del «personale medico, assistenti sociali, assistenti carcerari, lavoratori nei rifugi per donne e membri della comunità LGBT, comprese le persone trans. Credo che tutti dovrebbero essere liberi di vivere una vita che è autentica per loro e che dovrebbero essere sicuri di farlo. Alcune delle lettere più strazianti che ho ricevuto sono state da giovani donne, che si rammaricano degli interventi chirurgici irreversibili che hanno intrapreso. Queste storie devono essere raccontate».<br />(Gender Watch News, 11 dicembre 2020)<br /><br />L'UNGHERIA DIFENDE MATRIMONIO E FAMIGLIA NELLA COSTITUZIONE<br />L'Ungheria conferma nella propria Costituzione ciò che è ovvio e naturale: la famiglia è formata da mamma e papà, i bambini nascono maschi o femmine. Ci aspettavamo un premio unanime per un Paese che difende senza ombre la natura umana e la famiglia naturale. Invece, a conferma di quanto siano ideologicamente pericolosissimi i fautori di una Europa Lgbt e "verde", le critiche ad Orban non sono mancate.<br />La Corte di Giustizia dell'Unione europea, a 24 ore dalla decisione di Budapest, ha sanzionato l'Ungheria sull'immigrazione. No, non è una semplice casualità. Se qualcuno ci avesse detto solo 10-15 anni fa che sarebbe stato necessario introdurre questi semplici fatti della natura in leggi e costituzioni, gli avremmo consigliato un'approfondita visita psichiatrica. Viviamo il tempo degli eretici, profetizzato da Chesterton 100 anni orsono: "La grande marcia della distruzione intellettuale proseguirà. Tutto sarà negato. Fuochi verranno attizzati per testimoniare che due più due fa quattro. Spade saranno sguainate per dimostrare che le foglie sono verdi in estate. Noi ci ritroveremo a difendere non solo le incredibili virtù e l'incredibile sensatezza della vita umana, ma qualcosa di ancora più incredibile, questo immenso, impossibile universo che ci fissa in volto".<br />Nei commenti di ieri della stampa di sinistra (Repubblica), si arriva addirittura a stupirsi perché Orban avrebbe imposto una norma che definisce la famiglia "solo etero", lo si attacca perché "vieta le adozioni gay" (Deutsche Welle), lo si schernisce perché la definizione di maschio e femmina sarebbe "anti-LGBTI" (Le Monde). Il peccato di Orban è quello di ricordare le fondamentali evidenze scientifiche sulla natura biologica umana e la naturale procreazione, frutto dell'amore di un uomo e una donna.<br />Ebbene, il 15 dicembre l'Ungheria ha approvato il Nono Emendamento costituzionale, che recita: "Ogni bambino ha diritto alla protezione e alle cure necessarie per il suo corretto sviluppo fisico, intellettuale e morale. L'Ungheria protegge il diritto dei bambini a un'identità corrispondente al loro sesso alla nascita e garantisce loro un'educazione che rifletta i valori basati sull'identità costituzionale ungherese e sulla cultura cristiana (…). I legami familiari si basano sul matrimonio e sul rapporto tra genitori e figli. La madre è una donna, il padre è un uomo".<br />L'emendamento presentato e sostenuto dal governo e dalla maggioranza di 2/3 del Parlamento è stato approvato con 134 voti a favore, 45 contrari e cinque astensioni. Nella relazione esplicativa che accompagnava il testo dell'emendamento si poteva leggere che "l'ideologia occidentale sta cambiando (in peggio) in un modo che richiede di garantire il diritto del bambino ad identificarsi in linea con il suo genere alla nascita, al fine di proteggere il bambino da interventi mentali o biologici che incidono sul suo benessere fisico e mentale". Crescere i bambini secondo l'"identità costituzionale e la cultura cristiana" dell'Ungheria offre alle nuove generazioni la possibilità di conoscere l'identità ungherese e di proteggere la sua sovranità e il ruolo nazionale del cristianesimo. L'emendamento costituzionale entrerà in vigore il giorno successivo alla promulgazione.<br />Il testo votato martedì 15 dicembre era stato presentato lo scorso 10 novembre dal ministro della Giustizia Judit Varga. Di fatto, il testo approvato e le recenti misure legislative sull'adozione vieteranno la possibilità che le coppie gay adottino bambini in Ungheria. La scelta ungherese è chiara e totalmente in linea con il programma elettorale che Orban, da 10 anni ad oggi, sostiene. Lo scorso 19 ottobre, con un intervento pubblico ripreso dalla stampa internazionale, lo stesso Orban aveva ribadito che il suo Governo vuole promuovere l'antropologia cristiana e una democrazia fondata sui principi cristiani, piuttosto che su un liberalismo che si sta trasformando in totalitarismo del libertinaggio. Per questi discorsi pubblici e per le misure pro famiglia promosse dal governo, questo Paese è oggetto di strali, minacce e ogni tentativo (lecito e illecito) di sanzioni e censure. Le continue accuse e i ricatti da parte della Commissione, atteggiamenti emersi persino durante il dibattito parlamentare del 16 dicembre a Bruxelles, sono causati dalla tenuta del consenso e dalla determinazione con la quale l'Ungheria (e in forma minore la Polonia) sta promuovendo la propria identità cristiana e il diritto naturale.<br />Gli attacchi dei giorni scorsi del commissario europeo dei Diritti umani, Dunja Mijatovic, verso i governanti polacchi, accusati di essere contrari all'ideologia Lgbt, e quelli frequenti dei commissari europei Vera Jourová e Helena Dalli nei confronti di Orban, sono una conferma che Ungheria e Polonia sono sulla strada giusta. Esemplare il dibattito e il voto al Parlamento Europeo di mercoledì 16 dicembre, nel quale, oltre alle forti rassicurazioni del presidente von der Leyen per una (impossibile) applicazione della subordinazione degli aiuti economici al cosiddetto "Stato di diritto", si sono alternati gli interventi di deputati di ogni partito, la stragrande maggioranza dei quali (ottime eccezioni Antonio Tajani del PPE e Carlo Fidanza di Fratelli d'Italia) esclusivamente interessata ad insultare l'Ungheria e Orban. Uno spettacolo indecente che dimostra l'assoluto disinteresse per i reali bisogni e le difficoltà di decine di milioni di cittadini e imprese europee allo stremo. In particolare, Socialisti, Liberali, Sinistra e Verdi si sono prodigati sui soli temi delle sanzioni ad Orban e della futura costruzione della nuova Europa Lgbt e verde.<br />Nel voto espresso, il testo deciso dal Consiglio Europeo della scorsa settimana è stato approvato: 695 votanti, 496 sono stati i favorevoli, 134 contrari e 65 astenuti. L'appello di Soros a bocciare l'accordo non è stato accolto, dai prossimi mesi sarà più semplice identificare i parlamentari europei che saranno interessati a ricevere gli ordini del magnate.<br />L'1 dicembre 2013 la Croazia, pochi mesi dopo l'entrata nell'Unione europea, decise attraverso un referendum sostenuto dal 65% della propria popolazione di definire nella Costituzione il significato di matrimonio e famiglia. A sette anni di distanza, l'Ungheria decide anch'essa di specificare meglio nel proprio testo fondamentale cosa siano il matrimonio, la famiglia e la sessualità]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/42636416</guid><pubDate>Wed, 23 Dec 2020 20:00:15 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/42636416/libro_trans_per_bimbi_di_4_anni.mp3" length="14972132" type="audio/mpeg"/><itunes:author>BastaBugie</itunes:author><itunes:subtitle>TESTO DELL'ARTICOLO ➜http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6412&#13;
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LIBRO TRANS PER BIMBI DI 4 ANNI&#13;
da Provita &amp; Famiglia&#13;
Inclusione a scuola, un tema fondamentale da sviluppare con i più piccoli per insegnare loro che bisogna rispettare tutti....</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜<a href="http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6412" rel="noopener">http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6412</a><br /><br />LIBRO TRANS PER BIMBI DI 4 ANNI<br />da Provita & Famiglia<br />Inclusione a scuola, un tema fondamentale da sviluppare con i più piccoli per insegnare loro che bisogna rispettare tutti. Non per questo bisogna far loro un lavaggio del cervello con la propaganda Lgbtqia+. "Ai bambini di quattro anni in Scozia verrà regalato un libro illustrato che promuove l'ideologia transgender" e sarà "distribuito a tutti gli alunni della Primaria".<br />Il testo racconta la storia di un lupo che si sente pecora e che, dal momento che si veste da pecora, "è davvero una pecora". No, opporsi a un indottrinamento del genere non è odio, non è discriminazione: è aggrapparsi alla realtà.<br />Un lupo vestito da pecora va rispettato, ma è un lupo vestito da pecora, non una pecora. Far leggere ai bambini una storia dove questo lupo viene descritto come "la migliore pecora" significa mentire ai bambini, insegnargli delle falsità.<br />Anche Tracy Shaw, portavoce di Safe Schools Alliance UK, ha espresso preoccupazioni a riguardo, perché questo libro potrebbe veicolare ai bambini l'idea che non ci si dovrebbe opporre al fatto che uomini che si sentono donne condividano gli stessi spazi (ad esempio bagni e spogliatoi) riservati alle donne - e sappiamo che già si sono verificati dei casi di aggressioni da parte di questi contro alcune donne. L'accettazione dell'altro è sempre nel rispetto della verità dell'altro. E noi rispettiamo tutti.<br /><br />Nota di BastaBugie: ecco altre notizie sul "gaio" mondo gay... sempre meno gaio.<br /><br />NEL RECOVERY PLAN PIÙ SOLDI AL GENDER CHE ALLA SANITÀ<br />Nella bozza del governo del Recovery Plan si stanziano 17,1 miliardi per la "parità di genere, coesione sociale e territoriale", contro i 9 per la sanità. Tralasciando la locuzione "coesione sociale e territoriale" che è volutamente generica per dire tutto e il contrario di tutto (insomma un escamotage per distrarre risorse a piacimento), l'espressione "parità di genere" indica non solo la parità uomo e donna, ma anche la tutela delle rivendicazioni del mondo LGBT, ossia il "matrimonio" gay – che è già quasi realtà con le Unioni civili – la rettificazione sessuale anche per minori, l'insegnamento del credo arcobaleno nelle scuole, il divieto di dissentire dall'ideologia LGBT (v. Ddl Zan) e molto altro. Tutte tematiche che al governo stanno più a cuore della salute dei cittadini.<br />(Gender Watch News, 10 dicembre 2020)<br /><br />ROWLING: MI SCRIVONO TRANS PENTITI<br />J.K. Rowling, autrice di Harry Potter, da tempo sta combattendo una battaglia per affermare l'ovvio: i trans uomini non sono donne. Naturalmente è stata ricoperta di critiche, insulti e minacce. La Rowling per controbattere, di recente, ha dichiarato che, da quando è divampata la polemica, ha ricevuto centinaia di mail e messaggi di sostegno da parte del «personale medico, assistenti sociali, assistenti carcerari, lavoratori nei rifugi per donne e membri della comunità LGBT, comprese le persone trans. Credo che tutti dovrebbero essere liberi di vivere una vita che è autentica per loro e che dovrebbero essere sicuri di farlo. Alcune delle lettere più strazianti che ho ricevuto sono state da giovani donne, che si rammaricano degli interventi chirurgici irreversibili che hanno intrapreso. Queste storie devono essere raccontate».<br />(Gender Watch News, 11 dicembre 2020)<br /><br />L'UNGHERIA DIFENDE MATRIMONIO E FAMIGLIA NELLA COSTITUZIONE<br />L'Ungheria conferma nella propria Costituzione ciò che è ovvio e naturale: la famiglia è formata da mamma e papà, i bambini nascono maschi o femmine. Ci aspettavamo un premio unanime per un Paese che difende senza ombre la natura umana e la famiglia naturale. Invece, a conferma di quanto siano ideologicamente pericolosissimi i fautori di una Europa Lgbt e "verde", le critiche ad Orban non sono...]]></itunes:summary><itunes:duration>936</itunes:duration><itunes:keywords>bambini,gender,libro,trans</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/1c479f76142a85fe2d2cd9747920cfeb.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Il gender alle elementari e medie di Firenze</title><link>https://www.spreaker.com/episode/il-gender-alle-elementari-e-medie-di-firenze--42391713</link><description><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜<a href="http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6395" rel="noopener">http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6395</a><br /><br />L GENDER ALLE ELEMENTARI E MEDIE DI FIRENZE<br />Intanto in Australia ai genitori cristiani possono togliere i figli: un tribunale ha tolto ai genitori la custodia della figlia per non aver concesso il via alle terapie ormonali per ''diventare'' maschio<br />di Manuela Antonacci<br />"Un laboratorio sugli stereotipi di genere, intercultura e bullismo omofobico" denominato "Le Chiavi della Città" rivolto alle scuole fiorentine primarie e secondarie di primo grado.<br />È l'ultimo, grande, frutto della singolare collaborazione tra l'Assessorato all'educazione e al welfare del Comune di Firenze, l'Ufficio Regionale Scolastico Toscana, l'Ufficio Provinciale Scolastico Firenze e la Fondazione CR Firenze che, come apprendiamo proprio dal sito del progetto "Le Chiavi della Città", avrebbero creato una rete "per il sostegno delle scuole di ogni ordine e grado del Comune di Firenze, nella progettazione di percorsi di Cittadinanza e Costituzione - Educazione Civica per le scuole fiorentine".<br /><br />LE SOLITE ESPRESSIONI AMBIGUE<br />Il progetto si articola in diverse sezioni, tra cui: formazione alla cittadinanza e all'impegno civile, eventi celebrativi e ricorrenze, tradizioni popolari fiorentine, nuove tecnologie, media, social network e nuovi linguaggi, ma non poteva mancare anche il laboratorio sugli stereotipi di genere: "Il progetto - come si legge sul sito - si propone come obiettivo generale quello di contrastare la formazione di stereotipi di genere, prevenendo la discriminazione di chi non si conforma ad essi, favorendo un'educazione alle differenze." Le solite espressioni ambigue che costituiscono il cavallo di Troia per l'instillazione di teorie che già consociamo bene.<br />Ad esempio, per la scuola primaria il progetto prevede di andare a scomodare libri e personaggi delle fiabe per individuare gli stereotipi di genere presenti in essi, stessa cosa anche per i giocattoli. Insomma, una fastidiosa invasione nell'immaginario fantastico dei bambini, in cui si entra a gamba tesa con la pretesa di insegnare un punto di vista che, in nome della tolleranza e della non discriminazione, pretende di imporsi come l'unico possibile. Non lasciando nemmeno che i bambini facciano semplicemente i bambini, non venendo costretti ad occuparsi di questioni da adulti che è bene rimangano tali.<br />Altri punti del progetto sono: "sensibilizzare e favorire un atteggiamento di consumo consapevole e critico dei contenuti dei mass media". E qui sorge la domanda su cosa si intenda per "consumo critico e consapevole" e da quale punto di vista. Ma il cuore di tutto è questo "prevenire ogni manifestazione di bullismo, favorendo un atteggiamento critico verso ogni forma di discriminazione e favorendo un atteggiamento di accoglienza nei confronti delle differenze individuali.<br /><br />LA CILIEGINA SULLA TORTA<br />Favorire l'integrazione delle diversità culturali e di genere e promuovere una formazione dell'identità più libera e autentica." Insomma, siamo alle solite, per prevenire le discriminazioni bisogna andare ad abbattere il senso dell'identità stesso e aprirsi alle "differenze", prima ancora che sia formata la PROPRIA identità. Perché questo sembra il vero obiettivo di chi promuove certi corsi sin dalla più tenera età: sradicare all'origine tutto ciò che è stabile nella mente del bambino che potrà anche tradursi in quelli che vengono definiti "stereotipi" ma che forniscono loro delle certezze sull'identità maschile e femminile e sui diversi ruoli ricoperti dai due generi. E la stessa cosa vale per la scuola secondaria di primo grado a cui questi corsi sono anche rivolti, dato che si sta parlando sempre e comunque di personalità in formazione.<br />E infatti ci si chiede, come si possa entrare in dialogo con un'identità altra, se prima non si è formato la PROPRIA identità.<br />Ma la ciliegina sulla torta è, come si legge sulla scheda del progetto, nella parte rivolta ai docenti l' incontro finale con gli psicologi "utile per avere un feedback rispetto agli esiti del progetto e per condividere buone prassi di educazione alle differenze." E anche l'indottrinamento degli insegnanti, è servito!<br /><br />Nota di BastaBugie: Luca Volontè nell'articolo seguente dal titolo "Se sei cristiano ti tolgo i figli" parla del caso dei genitori australiani che hanno perso la custodia della figlia per non aver concesso il via alle terapie ormonali per apparire maschio. Una frontiera pericolosa per cui una famiglia cristiana non ha il diritto di esistere.<br />Ecco l'articolo pubblicato su La Nuova Bussola Quotidiana l'8 dicembre 2020:<br />Le famiglie cristiane di genitori maschi e femmine ne rischiano di tutti i colori in Australia [...] perché si oppongono al politically correct della ideologia LGBTI e pretendono rispetto per coloro che credono alla natura umana, amano i propri figli e confidano nella sessualità biologica, nei dettati biblici ed evangelici. La tirannia dell' 'io' (volubile, emozionale e manipolata dalla ideologia LGBTI) prende il posto di Dio e fagocita tutti i diritti umani. [...]<br />Un adolescente è stato preso in cura dai Servizi Sociali del Qeensland nel primo caso conosciuto in Australia, perché i genitori sono stati giudicati "abusatori e potenzialmente dannosi" per lei. La colpa di questa coppia di genitori? Non aver acconsentito all'identità transgender autodichiarata dalla propria figlia e vietare che si sottoponga ad un trattamento ormonale irreversibile.<br />Un magistrato del Tribunale Statale del Queensland australiano per i minori ha deliberato che esiste un serio rischio di "autolesionismo" per la ragazza, nel suo ordine perentorio dello scorso ottobre, quasi un anno dopo l'allontanamento della ragazza quindicenne dalla famiglia.<br />"Le autorità dicono che non le permetteremo di cambiare sesso, quindi è pericoloso per lei tornare a casa nostra perché abuseremo mentalmente di lei - vogliono che acconsentiamo al trattamento con testosterone. Noi non lo faremo mai", ha detto il padre a The Weekend Australian. I genitori si stanno opponendo con tutte le forze a questo bullismo da parte delle autorità statali, tutti gli amici sono rimasti scioccati dalla loro storia, gli australiani non riescono a credere che ciò accada in Australia.<br />In Tribunale i genitori hanno ribadito che sapevano del bisogno di aiuto e della depressione della loro figlia e perciò volevano per lei le cure di un buono psicologo che potesse aiutarla a risolvere le cause di fondo e non, tragicamente e sbrigativamente, assecondare le pulsioni stimolate dalla ideologia LGBTI e passare alle transizioni chimiche. Il Preside dell'Università del Queensland, Patrick Parkinson, parlando a titolo personale come esperto di diritto di famiglia e critico del trattamento medico "gender affirming" per i giovani a cui è stata diagnosticata una dolorosa "disforia di genere", ha dichiarato di credere che l'allontanamento della bambina sia stato il primo del suo genere e sia "uno sviluppo molto preoccupante" per il futuro della società.<br />Le autorità per la tutela dei minori devono ancora approvare il trattamento ormonale per la ragazza e hanno accettato la richiesta dei genitori di un secondo parere prima di qualsiasi decisione. Lo scorso 20 novembre i genitori si sono appellati decisione del magistrato che aveva sostenuto gli avvenuti abusi verbali "direttamente collegati ai sentimenti e all'espressione dell'identità di genere della ragazza da parte dei genitori". Una affermazione totalmente negata dalla famiglia che comunque si oppone ai trattamenti chimici di transizione, insiste per riavere la propria figlia a casa e per iniziare una cura psicologica. Diversante, le iene arcobaleno delle lobbies LGBTI si sono messe all'opera e richiesto che subito inizino le terapie ormonali, con un'udienza preliminare martedì al Tribunale della Famiglia. Sarà il primo caso del genere in cui entrambi i genitori si oppongono al trattamento.<br />Gli sciacalli delle lobbies trans e LGBTI australiane si sono invece gettati sul caso e chiesto al Tribunale di iniziare al più presto le terapie ormonali. Anche questa una tragedia che ci racconta di genitori cristiani, attenti verso la propria figlia che si vedono privare della patria potestà ed accusare di ogni malvagità, pur di soddisfare la bramosia del politicamente corretto. [...]<br />I genitori cristiani, le famiglie cristiane possono ancora esistere o no? Per ideologi e propagatori della futura inumanità, fluida e mentalmente instabile, essere cristiano e per di più genitore è un peccato originale incancellabile. Questo è l'incubo del mondo moderno, dove una eccezione diviene la regola, nel quale la non discriminazione di una minoranza si impone come regola inviolabile dalla maggioranza, dove la dignità umana e l'immagine di Dio si è sostituita ad ogni volubile desiderio mio.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/42391713</guid><pubDate>Wed, 09 Dec 2020 05:46:15 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/42391713/il_gender_alle_elementari_e_medie_di_firenze.mp3" length="11053514" type="audio/mpeg"/><itunes:author>BastaBugie</itunes:author><itunes:subtitle>TESTO DELL'ARTICOLO ➜http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6395&#13;
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L GENDER ALLE ELEMENTARI E MEDIE DI FIRENZE&#13;
Intanto in Australia ai genitori cristiani possono togliere i figli: un tribunale ha tolto ai genitori la custodia della figlia per...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜<a href="http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6395" rel="noopener">http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6395</a><br /><br />L GENDER ALLE ELEMENTARI E MEDIE DI FIRENZE<br />Intanto in Australia ai genitori cristiani possono togliere i figli: un tribunale ha tolto ai genitori la custodia della figlia per non aver concesso il via alle terapie ormonali per ''diventare'' maschio<br />di Manuela Antonacci<br />"Un laboratorio sugli stereotipi di genere, intercultura e bullismo omofobico" denominato "Le Chiavi della Città" rivolto alle scuole fiorentine primarie e secondarie di primo grado.<br />È l'ultimo, grande, frutto della singolare collaborazione tra l'Assessorato all'educazione e al welfare del Comune di Firenze, l'Ufficio Regionale Scolastico Toscana, l'Ufficio Provinciale Scolastico Firenze e la Fondazione CR Firenze che, come apprendiamo proprio dal sito del progetto "Le Chiavi della Città", avrebbero creato una rete "per il sostegno delle scuole di ogni ordine e grado del Comune di Firenze, nella progettazione di percorsi di Cittadinanza e Costituzione - Educazione Civica per le scuole fiorentine".<br /><br />LE SOLITE ESPRESSIONI AMBIGUE<br />Il progetto si articola in diverse sezioni, tra cui: formazione alla cittadinanza e all'impegno civile, eventi celebrativi e ricorrenze, tradizioni popolari fiorentine, nuove tecnologie, media, social network e nuovi linguaggi, ma non poteva mancare anche il laboratorio sugli stereotipi di genere: "Il progetto - come si legge sul sito - si propone come obiettivo generale quello di contrastare la formazione di stereotipi di genere, prevenendo la discriminazione di chi non si conforma ad essi, favorendo un'educazione alle differenze." Le solite espressioni ambigue che costituiscono il cavallo di Troia per l'instillazione di teorie che già consociamo bene.<br />Ad esempio, per la scuola primaria il progetto prevede di andare a scomodare libri e personaggi delle fiabe per individuare gli stereotipi di genere presenti in essi, stessa cosa anche per i giocattoli. Insomma, una fastidiosa invasione nell'immaginario fantastico dei bambini, in cui si entra a gamba tesa con la pretesa di insegnare un punto di vista che, in nome della tolleranza e della non discriminazione, pretende di imporsi come l'unico possibile. Non lasciando nemmeno che i bambini facciano semplicemente i bambini, non venendo costretti ad occuparsi di questioni da adulti che è bene rimangano tali.<br />Altri punti del progetto sono: "sensibilizzare e favorire un atteggiamento di consumo consapevole e critico dei contenuti dei mass media". E qui sorge la domanda su cosa si intenda per "consumo critico e consapevole" e da quale punto di vista. Ma il cuore di tutto è questo "prevenire ogni manifestazione di bullismo, favorendo un atteggiamento critico verso ogni forma di discriminazione e favorendo un atteggiamento di accoglienza nei confronti delle differenze individuali.<br /><br />LA CILIEGINA SULLA TORTA<br />Favorire l'integrazione delle diversità culturali e di genere e promuovere una formazione dell'identità più libera e autentica." Insomma, siamo alle solite, per prevenire le discriminazioni bisogna andare ad abbattere il senso dell'identità stesso e aprirsi alle "differenze", prima ancora che sia formata la PROPRIA identità. Perché questo sembra il vero obiettivo di chi promuove certi corsi sin dalla più tenera età: sradicare all'origine tutto ciò che è stabile nella mente del bambino che potrà anche tradursi in quelli che vengono definiti "stereotipi" ma che forniscono loro delle certezze sull'identità maschile e femminile e sui diversi ruoli ricoperti dai due generi. E la stessa cosa vale per la scuola secondaria di primo grado a cui questi corsi sono anche rivolti, dato che si sta parlando sempre e comunque di personalità in formazione.<br />E infatti ci si chiede, come si possa entrare in dialogo con un'identità altra, se prima non si è formato la PROPRIA identità.<br />Ma...]]></itunes:summary><itunes:duration>691</itunes:duration><itunes:keywords>austria,cambio,figli,genere,togliere</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/6e607d716662df536f8a856edb419b1e.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Da ex senatore dico cosa penso dei gay prima che la legge Zan mi chiuda la bocca</title><link>https://www.spreaker.com/episode/da-ex-senatore-dico-cosa-penso-dei-gay-prima-che-la-legge-zan-mi-chiuda-la-bocca--42268609</link><description><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜<a href="http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6362" rel="noopener">http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6362</a><br /><br />DA EX SENATORE VORREI DIRE COSA PENSO DEI GAY PRIMA CHE LA LEGGE ZAN MI CHIUDA LA BOCCA<br />La posizione della Chiesa Cattolica circa le unioni omosessuali diventerà illegale se sarà approvata la legge Zan sull'omotransfobia e quindi i cattolici...<br />di Riccardo Pedrizzi<br /><br />Fin dalle sue origini, la Chiesa non si è limitata a condannare l'omosessualità o a prescrivere penitenze spirituali per chi la praticasse; essa ha anche usato tutta la sua influenza affinché le autorità civili adoperassero tutti i mezzi legali per evitare il diffondersi di tale peccato contro natura.<br />Solo pochi decenni fa, mentre si andava diffondendo una cultura della tolleranza dell'omosessualità, il Magistero della Chiesa, ne ha sempre rinnovato la condanna.<br />La Congregazione per la Dottrina della Fede ha, infatti, pubblicato due documenti - la Dichiarazione "Persona Humana" del 29 dicembre 1975 e la lettera pastorale del 1 ottobre 1986 - nei quali ha ribadito che è impossibile legittimare in qualsiasi modo una forma di relazione che è totalmente in contrasto col disegno divino e quindi anche con la dignità umana.<br />E, ancora, la condanna delle unioni omosessuali è stata ribadita nel Catechismo della Chiesa Cattolica, promulgato da S.S. Giovanni Paolo II, in data 15 agosto 1997: "Basandosi sulla sacra Scrittura, che presenta le relazioni omosessuali come gravi depravazioni, la Tradizione ha sempre dichiarato che gli atti di omosessualità sono intrinsecamente disordinati. Sono infatti contrari alla legge naturale, precludendo all'atto sessuale il dono della vita, e non sono frutto di una vera complementarietà affettiva e sessuale. Non possono essere approvati in nessun caso (n.2357)".<br />Successivamente nel 2000, il Pontificio consiglio per la famiglia nel documento "Famiglia, matrimonio e unioni di fatto" al n.16 affermava: "Per quanto riguarda le recenti proposte legislative di equiparare le unioni di fatto, incluso quelle omosessuali alla famiglia (occorre tener presente che il loro riconoscimento giuridico è il primo passo verso la loro equiparazione), è opportuno ricordare ai parlamentari che essi hanno una seria responsabilità di opporvisi". Ed al n.23 "Le unioni di fatto tra omosessuali costituiscono una deplorevole distorsione di ciò che dovrebbe essere una comunione di amore e di vita tra un uomo e una donna, in una donazione reciproca aperta alla vita" (Dal discorso del 16/06/1994 di San Giovanni Paolo II).<br />Infine la Congregazione per la Dottrina della Fede nel documento "Considerazioni circa i progetti di riconoscimento legale delle unioni tra persone omosessuali" (2003) firmato dal Card. Joseph Ratzingher ed approvato da San Giovanni Paolo II, affermava al n.4 "Non esiste fondamento alcuno per assimilare o stabilire analogie, neppure remote, tra le unioni omosessuali e il disegno di Dio sul matrimonio e la famiglia. Il matrimonio è santo, mentre le relazioni omosessuali contrastano con la legge morale naturale". Ed al n.5 inoltre è scritto: "In presenza del riconoscimento legale delle unioni omosessuali, oppure dell'equiparazione legale delle medesime al matrimonio con accesso ai diritti che sono propri di quest'ultimo, è doveroso opporsi in forma chiara e incisiva. Ci si deve astenere da qualsiasi tipo di cooperazione formale alla promulgazione o all'applicazione di leggi cosi gravemente ingiuste nonché, per quanto è possibile, dalla cooperazione materiale sul piano applicativo. In questa materia ognuno può rivendicare il diritto all'obiezione di coscienza".<br />Dunque per la Chiesa "La legalizzazione delle unioni omosessuali sarebbe destinata perciò a causare l'oscuramento della percezione di alcuni valori morali fondamentali e la svalutazione dell'istituzione matrimoniale".<br />La Chiesa, però, oltre che Maestra di vita è anche Madre e, per questo, guarda con carità e comprensione anche chi intendendo vivere la propria sessualità in difformità agli insegnamenti del Magistero, lo fa in maniera discreta, senza creare scandalo nell'opinione pubblica e soprattutto nei giovani.<br />Ora se io scrivessi o pronunciassi queste verità inconfutabili non solo per il magistero di sempre della Chiesa, ma per quel diritto naturale che è scolpito nel cuore di ciascuno di noi, a Disegno di Legge Zan approvato (il nr. 569, "in materia di violenza o discriminazione per motivi di orientamento sessuale o identità di genere") mi sarei assicurato le patrie galere... sicuramente.<br /> <br />Titolo originale: Senatore e unioni omosessuali<br />Fonte: Blog di Sabino Paciolla, 29 novembre 2020<br />Pubblicato su BastaBugie n. 693]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/42268609</guid><pubDate>Tue, 01 Dec 2020 23:52:31 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/42268609/da_ex_senatore_dico_cosa_penso_dei_gay_prima_che_la_legge_zan_mi_chiuda_la_bocca.mp3" length="5914957" type="audio/mpeg"/><itunes:author>BastaBugie</itunes:author><itunes:subtitle>TESTO DELL'ARTICOLO ➜http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6362&#13;
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DA EX SENATORE VORREI DIRE COSA PENSO DEI GAY PRIMA CHE LA LEGGE ZAN MI CHIUDA LA BOCCA&#13;
La posizione della Chiesa Cattolica circa le unioni omosessuali diventerà illegale se...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜<a href="http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6362" rel="noopener">http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6362</a><br /><br />DA EX SENATORE VORREI DIRE COSA PENSO DEI GAY PRIMA CHE LA LEGGE ZAN MI CHIUDA LA BOCCA<br />La posizione della Chiesa Cattolica circa le unioni omosessuali diventerà illegale se sarà approvata la legge Zan sull'omotransfobia e quindi i cattolici...<br />di Riccardo Pedrizzi<br /><br />Fin dalle sue origini, la Chiesa non si è limitata a condannare l'omosessualità o a prescrivere penitenze spirituali per chi la praticasse; essa ha anche usato tutta la sua influenza affinché le autorità civili adoperassero tutti i mezzi legali per evitare il diffondersi di tale peccato contro natura.<br />Solo pochi decenni fa, mentre si andava diffondendo una cultura della tolleranza dell'omosessualità, il Magistero della Chiesa, ne ha sempre rinnovato la condanna.<br />La Congregazione per la Dottrina della Fede ha, infatti, pubblicato due documenti - la Dichiarazione "Persona Humana" del 29 dicembre 1975 e la lettera pastorale del 1 ottobre 1986 - nei quali ha ribadito che è impossibile legittimare in qualsiasi modo una forma di relazione che è totalmente in contrasto col disegno divino e quindi anche con la dignità umana.<br />E, ancora, la condanna delle unioni omosessuali è stata ribadita nel Catechismo della Chiesa Cattolica, promulgato da S.S. Giovanni Paolo II, in data 15 agosto 1997: "Basandosi sulla sacra Scrittura, che presenta le relazioni omosessuali come gravi depravazioni, la Tradizione ha sempre dichiarato che gli atti di omosessualità sono intrinsecamente disordinati. Sono infatti contrari alla legge naturale, precludendo all'atto sessuale il dono della vita, e non sono frutto di una vera complementarietà affettiva e sessuale. Non possono essere approvati in nessun caso (n.2357)".<br />Successivamente nel 2000, il Pontificio consiglio per la famiglia nel documento "Famiglia, matrimonio e unioni di fatto" al n.16 affermava: "Per quanto riguarda le recenti proposte legislative di equiparare le unioni di fatto, incluso quelle omosessuali alla famiglia (occorre tener presente che il loro riconoscimento giuridico è il primo passo verso la loro equiparazione), è opportuno ricordare ai parlamentari che essi hanno una seria responsabilità di opporvisi". Ed al n.23 "Le unioni di fatto tra omosessuali costituiscono una deplorevole distorsione di ciò che dovrebbe essere una comunione di amore e di vita tra un uomo e una donna, in una donazione reciproca aperta alla vita" (Dal discorso del 16/06/1994 di San Giovanni Paolo II).<br />Infine la Congregazione per la Dottrina della Fede nel documento "Considerazioni circa i progetti di riconoscimento legale delle unioni tra persone omosessuali" (2003) firmato dal Card. Joseph Ratzingher ed approvato da San Giovanni Paolo II, affermava al n.4 "Non esiste fondamento alcuno per assimilare o stabilire analogie, neppure remote, tra le unioni omosessuali e il disegno di Dio sul matrimonio e la famiglia. Il matrimonio è santo, mentre le relazioni omosessuali contrastano con la legge morale naturale". Ed al n.5 inoltre è scritto: "In presenza del riconoscimento legale delle unioni omosessuali, oppure dell'equiparazione legale delle medesime al matrimonio con accesso ai diritti che sono propri di quest'ultimo, è doveroso opporsi in forma chiara e incisiva. Ci si deve astenere da qualsiasi tipo di cooperazione formale alla promulgazione o all'applicazione di leggi cosi gravemente ingiuste nonché, per quanto è possibile, dalla cooperazione materiale sul piano applicativo. In questa materia ognuno può rivendicare il diritto all'obiezione di coscienza".<br />Dunque per la Chiesa "La legalizzazione delle unioni omosessuali sarebbe destinata perciò a causare l'oscuramento della percezione di alcuni valori morali fondamentali e la svalutazione dell'istituzione matrimoniale".<br />La Chiesa, però, oltre che Maestra di vita è anche Madre e, per...]]></itunes:summary><itunes:duration>370</itunes:duration><itunes:keywords>censura,legge,zan</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/1c479f76142a85fe2d2cd9747920cfeb.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Catechista "sposa" una donna, la diocesi la rimuove, non potrà più insegnare catechismo</title><link>https://www.spreaker.com/episode/catechista-sposa-una-donna-la-diocesi-la-rimuove-non-potra-piu-insegnare-catechismo--41800031</link><description><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜<a href="http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6339" rel="noopener">http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6339</a><br /><br />CATECHISTA ''SPOSA'' UNA DONNA, LA DIOCESI LA RIMUOVE, NON POTRA' PIU' INSEGNARE CATECHISMO da Sito del Timone<br />La diocesi di Minorca (Spagna) ha riferito di aver deciso di allontanare una delle sue catechiste dal Centro Catechista Sant Miquel dopo che ha sposato civilmente un'altra donna, poiché ciò «implica pubblicamente non accettare l'insegnamento della Chiesa sul matrimonio».<br />«Nella comunità ecclesiale», motiva la diocesi, «con l'aumentare della responsabilità dei suoi membri, è richiesto un maggior grado di impegno. Oltre ad avere qualità oggettive da parte di chi ricopre una posizione, è molto apprezzata anche la vita esemplare, che deve essere un chiaro riferimento per gli altri». In questo modo precisano che «siamo tutti chiamati alla santità e a vivere in comunione all'interno della Chiesa, ma quando si aderisce ad un'associazione o si esercita una posizione di maggiore responsabilità, viene richiesta una credibilità aggiuntiva da parte della persona che deve assumere una funzione specifica, affinché la missione che gli è stata affidata sia feconda e che la persona specifica non possa provocare alcun tipo di scandalo nei fedeli. Siamo nel campo della coerenza e dei principi; non di sanzioni o esclusioni», insistono.<br />Per questo spiegano che «dire a una persona che non può essere catechista o presidente di una confraternita, ecc.  non significa che si considerino [quelle persone] separate dalla Chiesa, poiché nonostante le loro particolari circostanze continuano a far parte della famiglia ecclesiale come battezzati e come tali possono e devono partecipare». [...] Ribadiscono che mettendosi «nel campo dell'incoerenza, poiché contrarre un matrimonio civile con una persona dello stesso sesso significa non accettare pubblicamente l'insegnamento della Chiesa sul matrimonio, a nostro avviso, implica il non poter insegnare la fede cristiana ai più giovani».<br />«Essere catechista è una missione che la Chiesa affida a certe persone affinché, in suo nome, insegnino la fede che la Chiesa professa. Non esiste un diritto prioritario di essere catechista», sottolineano nel comunicato e ricordano che «spetta alla Chiesa valutare le qualità che un catechista deve possedere prima di affidare o ritirare questa missione, senza che ciò implichi discriminazione o esclusione». E quindi, in questo contesto di «credibilità e coerenza, ci sentiamo responsabili di garantire ai fedeli che la dottrina impartita nella nostra catechesi corrisponde al pensiero e al sentimento della Chiesa» e «i fedeli hanno il diritto di chiederci catechisti ben preparati e coerenti con ciò che insegnano». [...]<br /><br />Nota di BastaBugie: ecco altre notizie sul "gaio" mondo gay... sempre meno gaio.<br /><br />VESCOVI CONTRO IL DDL ZAN<br />Alcuni vescovi, come riferisce anche ProVita, criticano apertamente il Ddl Zan. Ecco una carrellata. Monsignor Corrado Sanguineti, vescovo di Pavia: «Si fa passare come normale una certa visione della sessualità e si silenzia ogni visione diversa, vista come attentato ai diritti».<br /> Paolo Giulietti, arcivescovo di Lucca invece sottolinea che se passasse questa legge non si potrebbe nemmeno più criticare l'utero in affitto, pratica detestabile perché «non si tratta di affittare un garage, ma si tratta di un'esperienza che lascia una traccia non ineliminabile semplicemente, ma anche biologica, spirituale, tra due soggetti, perché la maternità è una cosa seria». E poi «c'è l'interesse primario del bambino che ha diritto ad avere legami con coloro che lo generano perché questi legami non sono removibili dalla psicologia profonda delle persone».<br />Infine monsignor Antonio Suetta, vescovo di Ventimiglia-San Remo: «La chiesa non è mai stata nemica degli omosessuali ma tende a ribadire l'oggettività delle cose, proprio a tutela del bene ultimo delle cose. La confusione più grossa io la vedo sul concetto di libertà, spesso si dice 'io non la penso così, non è la soluzione giusta' ma se qualcun altro vuol farlo, lo faccia pure, chi sono io per oppormi? Questa è una situazione patologica» - ha continuato Suetta - «indotta per indebolire le persone rispetto ad aggressioni virali ma questo non è un virus fisiologico ma un virus dell'anima, di cattivo pensiero».<br />(Gender Watch News, 1° novembre 2020)<br /><br />NEO CODICE DELLA STRADA: NO A PUBBLICITÀ DISCRIMINATORIE<br />È all'esame della Commissione trasporti la modifica del Codice della strada. Tra le novità il divieto di pubblicità se il messaggio è sessista, violento o propone stereotipi offensivi di genere, lesivi del rispetto delle libertà individuali, dei diritti civili e politici, del credo religioso, dell'appartenenza a gruppi etnici o siano comunque discriminatori riguardo all'orientamento sessuale, all'identità di genere, delle abilità fisiche e psichiche.<br />Va da sé che pubblicità, come quella promosse dall'associazione Pro Vita e Famiglia, in cui si condanna la pratica dell'utero in affitto a favore di coppie gay sarebbe bollata come discriminatoria e quindi vietata.<br />(Gender Watch News, 19 ottobre 2020)<br /><br />DISEGNO DI LEGGE PER VIETARE LE TERAPIE DI CONVERSIONE<br />In Canada un disegno di legge (Bill C-6) prevede l'introduzione di cinque nuovi reati: sottoporre un minore a «terapia di conversione» ossia all'accompagnamento psicologico per quei minori che vogliono abbandonare la propria condizione di omosessualità o che vogliono superare alcuni problemi legati alla propria identità psicologica sessuale che potrebbero indurli a "cambiare sesso"; allontanare un minore dal Canada per sottoporsi a terapia di conversione all'estero; indurre una persona a sottoporsi a terapia di conversione contro la sua volontà; trarre profitto dalla fornitura di terapia di conversione; pubblicizzare le terapie di conversione. In quest'ultimo reato potrebbero cadere quanti, ad esempio, rendessero nota la propria esperienza positiva presso psicologi e psicoterapeuti.<br />Il disegno di legge definisce «terapia di conversione» come qualsiasi «pratica, trattamento o servizio progettato per cambiare l'orientamento sessuale di una persona in eterosessuale o l'identità di genere in cisgender, o per reprimere o ridurre l'attrazione o il comportamento sessuale non eterosessuale».<br />Dunque è vietato l'aiuto per passare da omosessuale a eterosessuale, ma non l'opposto. Così anche relativamente alla volontà di "cambiare sesso".<br />Infatti il disegno di legge esplicita: «Per maggiore chiarezza, questa definizione non include una pratica, un trattamento o un servizio che si riferisce alla transizione di genere di una persona; o all'esplorazione di una persona della propria identità o al suo sviluppo».<br />Un disegno di legge evidentemente liberticida nei confronti dei minori, dei genitori, dei professionisti e di tutti coloro i quali la pensano in modo diverso rispetto al mainstream LGBT.<br />(Gender Watch News, 21 ottobre 2020)<br /> <br />Titolo originale: Spagna, catechista sposa un'altra donna e la diocesi l'allontana dal ruolo<br />Fonte: Sito del Timone, 28 ottobre 2020<br />Pubblicato su BastaBugie n. 689]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/41800031</guid><pubDate>Wed, 04 Nov 2020 23:24:33 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/41800031/catechista_22sposa_22_una_donna_la_diocesi_la_rimuove_non_potr_pi_insegnare_catechismo.mp3" length="7894412" type="audio/mpeg"/><itunes:author>BastaBugie</itunes:author><itunes:subtitle>TESTO DELL'ARTICOLO ➜http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6339&#13;
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CATECHISTA ''SPOSA'' UNA DONNA, LA DIOCESI LA RIMUOVE, NON POTRA' PIU' INSEGNARE CATECHISMO da Sito del Timone&#13;
La diocesi di Minorca (Spagna) ha riferito di aver deciso di...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜<a href="http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6339" rel="noopener">http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6339</a><br /><br />CATECHISTA ''SPOSA'' UNA DONNA, LA DIOCESI LA RIMUOVE, NON POTRA' PIU' INSEGNARE CATECHISMO da Sito del Timone<br />La diocesi di Minorca (Spagna) ha riferito di aver deciso di allontanare una delle sue catechiste dal Centro Catechista Sant Miquel dopo che ha sposato civilmente un'altra donna, poiché ciò «implica pubblicamente non accettare l'insegnamento della Chiesa sul matrimonio».<br />«Nella comunità ecclesiale», motiva la diocesi, «con l'aumentare della responsabilità dei suoi membri, è richiesto un maggior grado di impegno. Oltre ad avere qualità oggettive da parte di chi ricopre una posizione, è molto apprezzata anche la vita esemplare, che deve essere un chiaro riferimento per gli altri». In questo modo precisano che «siamo tutti chiamati alla santità e a vivere in comunione all'interno della Chiesa, ma quando si aderisce ad un'associazione o si esercita una posizione di maggiore responsabilità, viene richiesta una credibilità aggiuntiva da parte della persona che deve assumere una funzione specifica, affinché la missione che gli è stata affidata sia feconda e che la persona specifica non possa provocare alcun tipo di scandalo nei fedeli. Siamo nel campo della coerenza e dei principi; non di sanzioni o esclusioni», insistono.<br />Per questo spiegano che «dire a una persona che non può essere catechista o presidente di una confraternita, ecc.  non significa che si considerino [quelle persone] separate dalla Chiesa, poiché nonostante le loro particolari circostanze continuano a far parte della famiglia ecclesiale come battezzati e come tali possono e devono partecipare». [...] Ribadiscono che mettendosi «nel campo dell'incoerenza, poiché contrarre un matrimonio civile con una persona dello stesso sesso significa non accettare pubblicamente l'insegnamento della Chiesa sul matrimonio, a nostro avviso, implica il non poter insegnare la fede cristiana ai più giovani».<br />«Essere catechista è una missione che la Chiesa affida a certe persone affinché, in suo nome, insegnino la fede che la Chiesa professa. Non esiste un diritto prioritario di essere catechista», sottolineano nel comunicato e ricordano che «spetta alla Chiesa valutare le qualità che un catechista deve possedere prima di affidare o ritirare questa missione, senza che ciò implichi discriminazione o esclusione». E quindi, in questo contesto di «credibilità e coerenza, ci sentiamo responsabili di garantire ai fedeli che la dottrina impartita nella nostra catechesi corrisponde al pensiero e al sentimento della Chiesa» e «i fedeli hanno il diritto di chiederci catechisti ben preparati e coerenti con ciò che insegnano». [...]<br /><br />Nota di BastaBugie: ecco altre notizie sul "gaio" mondo gay... sempre meno gaio.<br /><br />VESCOVI CONTRO IL DDL ZAN<br />Alcuni vescovi, come riferisce anche ProVita, criticano apertamente il Ddl Zan. Ecco una carrellata. Monsignor Corrado Sanguineti, vescovo di Pavia: «Si fa passare come normale una certa visione della sessualità e si silenzia ogni visione diversa, vista come attentato ai diritti».<br /> Paolo Giulietti, arcivescovo di Lucca invece sottolinea che se passasse questa legge non si potrebbe nemmeno più criticare l'utero in affitto, pratica detestabile perché «non si tratta di affittare un garage, ma si tratta di un'esperienza che lascia una traccia non ineliminabile semplicemente, ma anche biologica, spirituale, tra due soggetti, perché la maternità è una cosa seria». E poi «c'è l'interesse primario del bambino che ha diritto ad avere legami con coloro che lo generano perché questi legami non sono removibili dalla psicologia profonda delle persone».<br />Infine monsignor Antonio Suetta, vescovo di Ventimiglia-San Remo: «La chiesa non è mai stata nemica degli omosessuali ma tende a ribadire l'oggettività delle cose, proprio a tutela del bene ultimo delle...]]></itunes:summary><itunes:duration>494</itunes:duration><itunes:keywords>conversione,ddl,terapie,zan</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/24e680d8c013ccc1a1c20881e913b602.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Le unioni civili non sono una famiglia e quindi non vanno riconosciute giuridicamente</title><link>https://www.spreaker.com/episode/le-unioni-civili-non-sono-una-famiglia-e-quindi-non-vanno-riconosciute-giuridicamente--41799730</link><description><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜<a href="http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6342" rel="noopener">http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6342</a><br /><br />LE UNIONI CIVILI NON SONO UNA FAMIGLIA E QUINDI NON VANNO RICONOSCIUTE GIURIDICAMENTE di Corrado Gnerre<br />Per "unioni civili" s'intendono quelle unioni, riconosciute giuridicamente come diritto comune, tra persone non sposate, anche dello stesso sesso.<br />Le unioni civili non sono famiglia. La Chiesa ha sempre affermato che la famiglia nasce dall'unione indissolubile fra un uomo ed una donna.<br />Ciò, ancor prima di diritto soprannaturale, è già di diritto naturale.<br />Pertanto, tale verità non può essere negata da nessuna autorità né politica né tantomeno religiosa. Insomma, neppure un papa può negarla.<br />Dal momento che il diritto positivo non può entrare in contraddizione con quello naturale, nessuna autorità politica è legittimata a legiferare in favore delle unioni civili.<br /><br />IL MATRIMONIO TRA UOMO E DONNA DEVE ESSERE RICONOSCIUTO, LE UNIONI CIVILI NO<br />Non esiste un "diritto alla famiglia".<br />Questa, la famiglia, deve perseguire il suo fine naturale e anche soprannaturale.<br />Solo una concezione libertaria ed individualista può concepire, come un diritto, la famiglia per tutti e quindi anche la trasformazione di un'unione omosessuale in famiglia.<br />Giuridicamente viene riconosciuto l'istituto matrimoniale perché esso comporta una serie di impegni. Per esempio: quello di far nascere nuovi uomini e di educarli affinché siano bravi ed onesti cittadini.<br />Non è così per le unioni civili. Le unioni civili tra uomo e donna, infatti, non offrono ai figli intenzionalmente la volontà di creare un nucleo affettivo stabile.<br />A maggior ragione per quanto riguarda le unioni civili tra coppie di omosessuali, dove già per natura è impossibile mettere al mondo nuove vite.<br />Inoltre, se un'autorità politica riconoscesse le unioni civili, a maggior ragione quelle omosessuali, riconoscerebbe implicitamente che queste relazioni "affettive" sarebbero conformi al bene comune. E ciò è inaccettabile per la morale sociale naturale e cattolica.<br /><br />RICONOSCERE LE UNIONI CIVILI APRIREBBE LA STRADA ALL'ACCETTAZIONE DI ALTRI PSEUDO-DIRITTI<br />Una volta che si ammette il principio che si debba riconoscere l'unione tra due omosessuali, non ci sarebbero più limiti ad altre aberrazioni.<br />Primo: non si potrebbero evitare le adozioni di figli. Infatti, se un'unione omosessuale ha il diritto di essere riconosciuta, perché non dovrebbe avere anche il diritto di adottare come tutte le coppie?<br />Secondo: non si potrebbero evitare le gravidanze surrogate (utero in affitto), almeno per quegli Stati dove tale possibilità è riconosciuta.<br />Terzo: non si potrebbero in futuro evitare anche riconoscimenti di unioni di poliamore (poligamia, poliandria, ecc.) perché, se deve saltare il dato di natura per l'affermazione dei diritti, allora non si capirebbe perché non debba saltare anche il dato naturale secondo cui deve essere una coppia il fondamento dell'amore coniugale.<br />Se proprio la preoccupazione è quella di evitare che le persone omosessuali siano privati di alcuni diritti fondamentali, va ricordato che il riconoscimento di diritti comuni non è necessario perché vengano riconosciuti diritti individuali.<br /><br />LA CONDANNA MAGISTERIALE DELLE UNIONI CIVILI<br />La Congregazione per la Dottrina della Fede nel 2003 pubblicò un documento, approvato da Giovanni Paolo II, dal titolo Considerazioni circa i progetti di riconoscimento legale delle unioni tra persone omosessuali.<br />Eccone un estratto: «In presenza del riconoscimento legale delle unioni omosessuali [...] è doveroso opporsi in forma chiara e incisiva. Ci si deve astenere da qualsiasi tipo di cooperazione formale alla promulgazione o all'applicazione di leggi così gravemente ingiuste nonché, per quanto è possibile, dalla cooperazione materiale sul piano applicativo. Le legislazioni favorevoli alle unioni omosessuali sono contrarie alla retta ragione perché conferiscono garanzie giuridiche, analoghe a quelle dell'istituzione matrimoniale, all'unione tra due persone dello stesso sesso. Considerando i valori in gioco, lo Stato non potrebbe legalizzare queste unioni senza venire meno al dovere di promuovere e tutelare un'istituzione essenziale per il bene comune qual è il matrimonio. [...] Occorre riflettere innanzitutto sulla differenza esistente tra il comportamento omosessuale come fenomeno privato, e lo stesso comportamento quale relazione sociale legalmente prevista e approvata, fino a diventare una delle istituzioni dell'ordinamento giuridico. Il secondo fenomeno non solo è più grave, ma acquista una portata assai più vasta e profonda, e finirebbe per comportare modificazioni dell'intera organizzazione sociale che risulterebbero contrarie al bene comune. [...] La legalizzazione delle unioni omosessuali sarebbe destinata perciò a causare l'oscuramento della percezione di alcuni valori morali fondamentali e la svalutazione dell'istituzione matrimoniale. [...] Concedere il suffragio del proprio voto ad un testo legislativo così nocivo per il bene comune della società è un atto gravemente immorale. La Chiesa insegna che il rispetto verso le persone omosessuali non può portare in nessun modo all'approvazione del comportamento omosessuale oppure al riconoscimento legale delle unioni omosessuali. [...] Riconoscere legalmente le unioni omosessuali oppure equipararle al matrimonio, significherebbe non soltanto approvare un comportamento deviante, con la conseguenza di renderlo un modello nella società attuale, ma anche offuscare valori fondamentali che appartengono al patrimonio comune dell'umanità». [...]<br /><br />Nota di BastaBugie: ecco l'interessante e chiaro video, che avevamo già segnalato nel 2016, che sfata i luoghi comuni e gli errori sulle unioni (in)civili in meno di 5 minuti<br /><br /><a href="https://www.youtube.com/watch?v=TGCt1TbJNiw" rel="noopener">https://www.youtube.com/watch?v=TGCt1TbJNiw</a>]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/41799730</guid><pubDate>Wed, 04 Nov 2020 22:57:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/41799730/le_unioni_civili_non_sono_una_famiglia_e_quindi_non_vanno_riconosciute_giuridicamente.mp3" length="6372204" type="audio/mpeg"/><itunes:author>BastaBugie</itunes:author><itunes:subtitle>TESTO DELL'ARTICOLO ➜http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6342&#13;
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LE UNIONI CIVILI NON SONO UNA FAMIGLIA E QUINDI NON VANNO RICONOSCIUTE GIURIDICAMENTE di Corrado Gnerre&#13;
Per "unioni civili" s'intendono quelle unioni, riconosciute...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜<a href="http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6342" rel="noopener">http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6342</a><br /><br />LE UNIONI CIVILI NON SONO UNA FAMIGLIA E QUINDI NON VANNO RICONOSCIUTE GIURIDICAMENTE di Corrado Gnerre<br />Per "unioni civili" s'intendono quelle unioni, riconosciute giuridicamente come diritto comune, tra persone non sposate, anche dello stesso sesso.<br />Le unioni civili non sono famiglia. La Chiesa ha sempre affermato che la famiglia nasce dall'unione indissolubile fra un uomo ed una donna.<br />Ciò, ancor prima di diritto soprannaturale, è già di diritto naturale.<br />Pertanto, tale verità non può essere negata da nessuna autorità né politica né tantomeno religiosa. Insomma, neppure un papa può negarla.<br />Dal momento che il diritto positivo non può entrare in contraddizione con quello naturale, nessuna autorità politica è legittimata a legiferare in favore delle unioni civili.<br /><br />IL MATRIMONIO TRA UOMO E DONNA DEVE ESSERE RICONOSCIUTO, LE UNIONI CIVILI NO<br />Non esiste un "diritto alla famiglia".<br />Questa, la famiglia, deve perseguire il suo fine naturale e anche soprannaturale.<br />Solo una concezione libertaria ed individualista può concepire, come un diritto, la famiglia per tutti e quindi anche la trasformazione di un'unione omosessuale in famiglia.<br />Giuridicamente viene riconosciuto l'istituto matrimoniale perché esso comporta una serie di impegni. Per esempio: quello di far nascere nuovi uomini e di educarli affinché siano bravi ed onesti cittadini.<br />Non è così per le unioni civili. Le unioni civili tra uomo e donna, infatti, non offrono ai figli intenzionalmente la volontà di creare un nucleo affettivo stabile.<br />A maggior ragione per quanto riguarda le unioni civili tra coppie di omosessuali, dove già per natura è impossibile mettere al mondo nuove vite.<br />Inoltre, se un'autorità politica riconoscesse le unioni civili, a maggior ragione quelle omosessuali, riconoscerebbe implicitamente che queste relazioni "affettive" sarebbero conformi al bene comune. E ciò è inaccettabile per la morale sociale naturale e cattolica.<br /><br />RICONOSCERE LE UNIONI CIVILI APRIREBBE LA STRADA ALL'ACCETTAZIONE DI ALTRI PSEUDO-DIRITTI<br />Una volta che si ammette il principio che si debba riconoscere l'unione tra due omosessuali, non ci sarebbero più limiti ad altre aberrazioni.<br />Primo: non si potrebbero evitare le adozioni di figli. Infatti, se un'unione omosessuale ha il diritto di essere riconosciuta, perché non dovrebbe avere anche il diritto di adottare come tutte le coppie?<br />Secondo: non si potrebbero evitare le gravidanze surrogate (utero in affitto), almeno per quegli Stati dove tale possibilità è riconosciuta.<br />Terzo: non si potrebbero in futuro evitare anche riconoscimenti di unioni di poliamore (poligamia, poliandria, ecc.) perché, se deve saltare il dato di natura per l'affermazione dei diritti, allora non si capirebbe perché non debba saltare anche il dato naturale secondo cui deve essere una coppia il fondamento dell'amore coniugale.<br />Se proprio la preoccupazione è quella di evitare che le persone omosessuali siano privati di alcuni diritti fondamentali, va ricordato che il riconoscimento di diritti comuni non è necessario perché vengano riconosciuti diritti individuali.<br /><br />LA CONDANNA MAGISTERIALE DELLE UNIONI CIVILI<br />La Congregazione per la Dottrina della Fede nel 2003 pubblicò un documento, approvato da Giovanni Paolo II, dal titolo Considerazioni circa i progetti di riconoscimento legale delle unioni tra persone omosessuali.<br />Eccone un estratto: «In presenza del riconoscimento legale delle unioni omosessuali [...] è doveroso opporsi in forma chiara e incisiva. Ci si deve astenere da qualsiasi tipo di cooperazione formale alla promulgazione o all'applicazione di leggi così gravemente ingiuste nonché, per quanto è possibile, dalla cooperazione materiale sul piano applicativo. 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Ora invece è ufficiale: al posto delle emoji del pacchetto 14.0, l'Unicode Consortium, darà la possibilità, agli utenti di tutto il mondo, di usufruire dell'aggiornamento dello standard 13.0. E in che cosa consisterebbe?<br />Evidentemente in una nuova ricca di scelta di faccine, per la precisione, 217, alcune delle quali perfettamente allineate con certi diktat culturali. E sì perché accanto alle immagini di due nuovi cuori (uno fasciato l'altro circondato da fiamme) e a tre nuovi smiley, abbiamo praticamente la rappresentazione iconografica del "politicamente corretto", in ogni sua sfaccettatura: dalle coppie gender neutral di ogni razza, alle donne barbute (per la precisione, accanto alla dicitura "uomini con barba" c'è anche la dicitura "donne con barba" e il non ben precisato "persone con barba"). Insomma il condensato dell'ideologia che attualmente si cerca di imporre in ogni occasione lecita e illecita e, ormai, persino in modo quasi ridicolmente subliminale con le faccine degli smartphone, perché nessun segmento del reale dev'essere lasciato libero dall'influenza del gender diktat.<br />Ebbene sì, perché la convinzione che maschi e femmine non si nasca ma si diventi, deve accompagnarci in ogni momento della giornata e a ogni tocco della tastiera del nostro cellulare.<br />Insomma un'importante dimostrazione pratica di come, secondo questa ideologia che di scientifico non ha davvero nulla, l'identità sessuale sia qualcosa di accessorio, contingente, come avere i capelli rossi o biondi e non un connotato fondamentale della persona che la identifica come tale e in maniera unica e irripetibile anche nel suo modo di rapportarsi in quanto essere umano, uomo o donna. Ma è appunto riducibile ad una caratteristica qualunque, non solo variabile ma anche intercambiabile col genere opposto. Come se l'essere umano fosse un cyborg formato da pezzi componibili e non un unicum di anima corpo e psiche.<br />Un'iniziativa di cui non sentivamo davvero la mancanza e che vuole passare come "inclusiva" ma che rischia di produrre, paradossalmente l'effetto opposto. Perché nell'epoca della spersonalizzazione dell'individuo e del moltiplicarsi dei generi e delle identità, ci sarà sempre qualcuno che si sentirà "discriminato" in quanto non incluso in nessuna di queste immagini, con il rischio di scivolare man mano (come sta accadendo...) nel ridicolo.<br /><br />Nota di BastaBugie: ecco altre notizie sul "gaio" mondo gay... sempre meno gaio.<br /><br />SOLO I TRANS POSSONO INTERPRETARE I TRANS NEI FILM DI HOLLYWOOD<br />La guida per registi e sceneggiatori TRANSform Hollywood chiede che solo le persone transessuali possano interpretare ruoli trans: « Semplicemente non è conveniente assumersi questo rischio; progetti recenti che hanno scelto attori cis [persone eterosessuali e non transessuali] per interpretare ruoli trans hanno visto la marea dell'opinione pubblica rivoltarsi contro di loro e hanno avuto un contraccolpo al botteghino».<br />L'attrice Scarlett Johansson ci aveva provato per il film Rub and Tug, ma poi ha lasciato perdere. Analogamente è capitato a Halle Berry la quale addirittura si è scusata con la comunità trans: «In quanto donna cisgender, ora capisco che non avrei dovuto prendere in considerazione questo ruolo e che la comunità transgender dovrebbe senza dubbio avere l'opportunità di raccontare le proprie storie. Sono grata per i consigli e i confronti critici avuti negli ultimi giorni e continuerò ad ascoltare, apprendere e imparare da questo errore». Una vera confessione in stile maoista.<br />Dunque il mondo LGBT chiede pari opportunità, uguaglianza in tutto, ma poi vuole custodire gelosamente alcuni suoi spazi, alcune sue prerogative senza condividerli con nessuno.<br />(Gender Watch News, 8 settembre 2020)<br /><br />GLI STUDENTI DOVRANNO SEGUIRE LEZIONI ARCOBALENO<br />L'art. 5 del Ddl Zan dichiara che «la Repubblica italiana riconosce il giorno 17 maggio quale "Giornata nazionale contro l'omofobia, la lesbofobia, la bifobia e la transfobia"» (comma 1), giornata in cui verranno «organizzate cerimonie, incontri e ogni altra iniziativa utile […] in modo particolare nelle scuole di ogni ordine e grado» (comma 3). Ecco quindi che il Ddl Zan si preoccupa, almeno una volta all'anno, di indottrinare al credo LGBT bambini e ragazzi nelle scuole.<br />Ma anche durante tutto l'anno scolastico gli studenti dovranno seguire lezioni arcobaleno. Infatti l'art. 6 prevede una strategia nazionale antidiscriminazione che coinvolge anche l'ambito educativo.<br />Il Ddl Zan non è solo pericoloso per la libertà di parola, ma anche sul versante educativo.<br />(Gender Watch News, 22 agosto 2020)<br /><br />SE TI FINGI TRANS PER ENTRARE NELLE QUOTE ROSA<br />Il Congresso di Stato di Oaxaca, in Messico, ha approvato una norma che sanziona chi si fa passare per transessuale al fine di entrare nelle quote rosa: «L'usurpazione della identità di genere è l'atto mediante il quale un cittadino o una persona si attribuisce mendacemente ad un genere diverso dal proprio, al fine di beneficiare di azioni affermative per soddisfare il requisito della parità di genere e di alternanza».<br />La legge è stata necessaria dopo che nelle elezioni del 2018 ben 17 persone si erano fatte passare per transessuali al fine di essere votati come donne usufruendo delle quote rosa. La norma prevede delle verifiche che sono di carattere amministrativo: solo colui il quale ha realmente cambiato sesso all'anagrafe può beneficiare delle quote rosa.<br />Ma in futuro questa legge forse non potrà far fronte a tutti i raggiri. Infatti in giro per il mondo si sta affermando sempre più una pratica assai snella per cambiare sesso anagraficamente, pratica che prima o poi prenderà piede anche in Messico: l'autocertificazione. Niente più obbligo di sottoporsi a trattamenti ormonali o ad interventi chirurgici o a colloqui con psicologi. Una semplice autocertificazione e "diventi" donna. Poi, se nonostante questo non vieni votato, basta un'altra autocertificazione e "ritorni" ad essere uomo.<br />(Gender Watch News, 20 agosto 2020)<br /> <br />Titolo originale: In arrivo (l'ennesimo) aggiornamento con le emoticon gender fluid<br />Fonte: Provita & Famiglia, 30 settembre 2020<br />Pubblicato su BastaBugie n. 685]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/41337890</guid><pubDate>Wed, 07 Oct 2020 03:44:58 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/41337890/in_arrivo_l_ennesimo_aggiornamento_lgbt_delle_emoticon.mp3" length="7873096" type="audio/mpeg"/><itunes:author>BastaBugie</itunes:author><itunes:subtitle>TESTO DELL'ARTICOLO ➜http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6316&#13;
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Altre notizie dal mondo gay (sempre meno gaio): solo i trans possono interpretare i trans nei film di Hollywood, gli...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜<a href="http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6316" rel="noopener">http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6316</a><br /><br />IN ARRIVO (L'ENNESIMO) AGGIORNAMENTO LGBT DELLE EMOTICON<br />Altre notizie dal mondo gay (sempre meno gaio): solo i trans possono interpretare i trans nei film di Hollywood, gli studenti dovranno seguire lezioni arcobaleno, se ti fingi trans per entrare nelle quote rosa<br />di Manuela Antonacci<br />Era nell'aria da mesi, ma con il coronavirus il progetto era stato rimandato. Ora invece è ufficiale: al posto delle emoji del pacchetto 14.0, l'Unicode Consortium, darà la possibilità, agli utenti di tutto il mondo, di usufruire dell'aggiornamento dello standard 13.0. E in che cosa consisterebbe?<br />Evidentemente in una nuova ricca di scelta di faccine, per la precisione, 217, alcune delle quali perfettamente allineate con certi diktat culturali. E sì perché accanto alle immagini di due nuovi cuori (uno fasciato l'altro circondato da fiamme) e a tre nuovi smiley, abbiamo praticamente la rappresentazione iconografica del "politicamente corretto", in ogni sua sfaccettatura: dalle coppie gender neutral di ogni razza, alle donne barbute (per la precisione, accanto alla dicitura "uomini con barba" c'è anche la dicitura "donne con barba" e il non ben precisato "persone con barba"). Insomma il condensato dell'ideologia che attualmente si cerca di imporre in ogni occasione lecita e illecita e, ormai, persino in modo quasi ridicolmente subliminale con le faccine degli smartphone, perché nessun segmento del reale dev'essere lasciato libero dall'influenza del gender diktat.<br />Ebbene sì, perché la convinzione che maschi e femmine non si nasca ma si diventi, deve accompagnarci in ogni momento della giornata e a ogni tocco della tastiera del nostro cellulare.<br />Insomma un'importante dimostrazione pratica di come, secondo questa ideologia che di scientifico non ha davvero nulla, l'identità sessuale sia qualcosa di accessorio, contingente, come avere i capelli rossi o biondi e non un connotato fondamentale della persona che la identifica come tale e in maniera unica e irripetibile anche nel suo modo di rapportarsi in quanto essere umano, uomo o donna. Ma è appunto riducibile ad una caratteristica qualunque, non solo variabile ma anche intercambiabile col genere opposto. Come se l'essere umano fosse un cyborg formato da pezzi componibili e non un unicum di anima corpo e psiche.<br />Un'iniziativa di cui non sentivamo davvero la mancanza e che vuole passare come "inclusiva" ma che rischia di produrre, paradossalmente l'effetto opposto. Perché nell'epoca della spersonalizzazione dell'individuo e del moltiplicarsi dei generi e delle identità, ci sarà sempre qualcuno che si sentirà "discriminato" in quanto non incluso in nessuna di queste immagini, con il rischio di scivolare man mano (come sta accadendo...) nel ridicolo.<br /><br />Nota di BastaBugie: ecco altre notizie sul "gaio" mondo gay... sempre meno gaio.<br /><br />SOLO I TRANS POSSONO INTERPRETARE I TRANS NEI FILM DI HOLLYWOOD<br />La guida per registi e sceneggiatori TRANSform Hollywood chiede che solo le persone transessuali possano interpretare ruoli trans: « Semplicemente non è conveniente assumersi questo rischio; progetti recenti che hanno scelto attori cis [persone eterosessuali e non transessuali] per interpretare ruoli trans hanno visto la marea dell'opinione pubblica rivoltarsi contro di loro e hanno avuto un contraccolpo al botteghino».<br />L'attrice Scarlett Johansson ci aveva provato per il film Rub and Tug, ma poi ha lasciato perdere. Analogamente è capitato a Halle Berry la quale addirittura si è scusata con la comunità trans: «In quanto donna cisgender, ora capisco che non avrei dovuto prendere in considerazione questo ruolo e che la comunità transgender dovrebbe senza dubbio avere l'opportunità di raccontare le proprie storie. Sono grata per i consigli e i confronti critici avuti negli ultimi giorni e...]]></itunes:summary><itunes:duration>493</itunes:duration><itunes:keywords>emoticon,film,lgbt,trans</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/bcc2bebff40ef7fd24c4960fec218f16.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Palloncini LGBT contro il Cremlino</title><link>https://www.spreaker.com/episode/palloncini-lgbt-contro-il-cremlino--41212399</link><description><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜<a href="http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6308" rel="noopener">http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6308</a><br /><br />PALLONCINI LGBT CONTRO IL CREMLINO di Chiara Chiessi<br />Alexander Donskoy, ex sindaco della città russa Arkhangelsk ed oggi artista, si è dichiarato pubblicamente omosessuale nel 2017. <br />Intorno alla metà del mese di agosto, ha voluto lanciare un messaggio alla politica  da lui considerata "omofoba" della Russia ed al suo presidente, Vladimir Putin, appendendo una bandiera LGBT a decine di palloncini gonfiati ad elio. La bandiera ha poi raggiunto proprio il Cremlino. <br />Donskoy ha spiegato che il gesto era un messaggio per dire basta alla legge anti-propaganda LGBT approvata dalla Russia nel 2013, ma anche per denunciare l'attacco alle ambasciate che nel mese del pride hanno voluto dimostrare il loro supporto esponendo una bandiera arcobaleno fuori dalle loro sedi. <br />In Russia vige infatti fortunatamente una legge che vieta la propaganda LGBT rivolta ai minori di 18 anni; insomma tutto quello che sta succedendo da noi nelle scuole, oppure tramite film o musica, è vietato in Russia. <br /><br />Nota di BastaBugie: ecco altre notizie sul "gaio" mondo gay... sempre meno gaio.<br /><br />SOLDI RAI PER FILM PRO UTERO IN AFFITTO<br />La Rai finanzia un docufilm, dal titolo «Tuttinsieme», in cui il regista Puccioni racconta la relazione con il suo compagno, a lui unito civilmente (celebrante Nichi Vendola e presente Monica Cirinnà), e i bambini avuti con la pratica della maternità surrogata, pratica vietata nel nostro Paese. Dunque noi contribuenti abbiamo finanziato l'uscita di questa pellicola.<br />Nel lungo trailer del film il regista vuole offrire un quadro positivo di tale pratica, forse dimentico che per avere un bambino in braccio molti altri non potranno mai venire alla luce, che molte donne nel mondo vengono sfruttate come incubatrici di carne e che la maternità surrogata, in modo preordinato, strappa a forza un bambino dalla sua madre biologica.<br />(Gender Watch News, 15 settembre 2020)<br /><br />CONDANNATA UN'ATLETA PERCHÉ DOTATA<br />Caster Semenya è stata medaglia d'oro negli 800 metri femminili ai Mondiali di atletica leggera di Berlino, stravincendo sulle altre concorrenti. Semenya è  molto dotata perché ha, per natura, livelli assai elevati di ormoni maschili. Questo l'avvantaggerebbe e dunque il Tribunale arbitrale internazionale dello sport di Losanna nel 2019 aveva deciso che l'atleta avrebbe dovuto sottoporsi a terapie per diminuire il testosterone. L'atleta fece ricorso e recentemente il Tribunale federale svizzero ha rigettato il ricorso.<br />Due rapide considerazioni. Se per natura un atleta è più dotato degli altri dobbiamo mettere i ceppi al suo talento per renderlo uguale agli altri? Chiediamo a Cristiano Ronaldo di correre meno velocemente in campo per rendere le partite più eque?<br />Seconda riflessione: fuori le donne troppo androgine e dentro i transessuali maschi che gareggiano con le donne e, nonostante i trattamenti, hanno il testosterone a mille, più forza e maggiore densità corporea?<br />(Gender Watch News, 16 settembre 2020)<br /><br />URSULA VON DER LEYEN E JOE BIDEN ACCUSANO LA POLONIA DI AVERE ZONE LGBT FREE (MA È UNA FAKE-NEWS!)<br />Ok, la misura è colma e stracolma. Non posso tacere. Questa notte, la facciata della sede della Commissione Europea è stata illuminata con la bandiera polacca su fondo arcobaleno. E una scritta: «Stop alle zone LGBT free in Polonia». Chi conosce l'attaccamento dei polacchi alla propria bandiera non si stupirà di sapere che questa azione commessa dalla Commissione Europea è stata considerata una profanazione. Al di là di questo, non si è mai visto un simile attacco ad uno Stato membro, né una minor considerazione delle opinioni di milioni di cittadini europei.<br />Questa è solo una delle tante reazioni della élite mondiale alle famose zone «Lgbt free» polacche. C'è stato l'intervento di Ursula von der Leyen, la quale ha affermato che «le zone Lgbt free della Polonia non hanno posto nell'UE» e che sono «zone libere dall'umanità»; e, ovviamente, non poteva mancare quello di Joe Biden: «le zone Lgbt free della Polonia non hanno posto nell'Unione Europea o in nessuna parte del mondo». Insomma: queste zone Lgbt free sono veramente una carognata polacca, un po' come i famosi «campi di concentramento polacchi». Per chi si fosse indignato e volesse approfondire, c'è pronta una dettagliata voce di Wikipedia che spiega, per filo e per segno, quale opinione è corretto farsi in merito. Tutto chiaro, semplice e manicheo. Peccato sia tutto falso.<br />Le zone Lgbt free polacche, semplicemente, non esistono. Proprio così: si tratta di una mostruosa montatura finalizzata a dare un'ulteriore stretta di vite alla libertà di pensiero in Europa e nel mondo a proposito dell'omosessualismo. Mi spiego: prima delle ultime elezioni presidenziali polacche, il presidente di Varsavia Trzaskowski, concorrente di Duda, ha approvato una «dichiarazione Lgbt+»; in risposta a questa iniziativa, diversi Comuni polacchi hanno approvato una «carta dei diritti della famiglia» a sostegno della famiglia naturale. Bene: l'attivista omosesssualista polacco Bartosz Staszewski ha cominciato a girare per questi Comuni attaccando, al loro ingresso, un cartello giallo con scritto, in varie lingue, «Lgbt free zone», zona libera da LGBT. Ripeto, nel caso non fosse chiaro: nessun comune polacco ha mai dichiarato il suo territorio «Lgbt free zone»: è stato un attivista gay polacco ad attaccare quei cartelli e a fotografarli. Quei cartelli esistono, le zone «Lgbt free zone» non esistono, nessun Comune polacco vieta nulla a nessun cittadino polacco o di qualsiasi altra nazione.<br />Ma è possibile? Staszewski può fare una cosa del genere? Ovviamente no! Infatti è stato denunciato sia per aver appeso abusivamente dei cartelli alla segnaletica stradale; sia per aver falsamento accusato le amministrazioni di questi Comuni di incitamento all'odio nei confrotni di persone Lgbt.<br />Nonostante queste denunce, Staszewski ha proseguito il suo «progetto fotografico» (come lui stesso lo definisce) e visto che se ne frega delle conseguenze giudiziarie della sua azione, è legittimo il sospetto che abbia le spalle coperte. Comunque sia, questa falsa notizia è stata ripresa dai media di tutto il mondo, senza alcun approfondimento né verifica e ha provocato le reazioni che abbiamo visto. Ma non è finita: visto che l'omofobia avanza, a novembre la Commissione Europea presenterà una strategia per «rafforzare i diritti delle persone Lgbt+». Il tutto sulla base di una fake news, di una bufala che puzza parecchio di trappolone.<br />Due riflessioni conclusive. La prima: questa è l'Unione Europea, questi sono i suoi metodi, questa è l'élite che ci governa. Poi si fanno inchieste per scoprire le misteriose cause del «sovranismo» e del «complottismo». Che, in italiano corrente, si chiamano «diffidenza». Se non si giocasse con la fiducia dei cittadini, probabilmente, questi fenomeni non avrebbero ragione d'essere. La seconda: la menzogna è una brutta cosa. Intendo proprio brutta. Non è un caso se il Logos incarnato si è definito «la Verità» (Gv 14, 6); e il Suo sedicente antagonista è stato chiamato «padre della menzogna» (Gv 8, 44). Usare una menzogna per condurre le proprie battaglie ideologiche e politiche (contro i propri governati, ma soprassediamo...) è una cosa che puzza. E di zolfo.<br />(Roberto Marchesini, La Nuova Bussola Quotidiana, 26 settembre 2020)<br /> <br />Titolo originale: Bandiera LGBT vola verso il Cremlino<br />Fonte: Provita & Famiglia, 31 agosto 2020<br />Pubblicato su BastaBugie n. 684]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/41212399</guid><pubDate>Tue, 29 Sep 2020 19:58:35 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/41212399/palloncini_lgbt_contro_il_cremlino.mp3" length="10250448" type="audio/mpeg"/><itunes:author>BastaBugie</itunes:author><itunes:subtitle>TESTO DELL'ARTICOLO ➜http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6308&#13;
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PALLONCINI LGBT CONTRO IL CREMLINO di Chiara Chiessi&#13;
Alexander Donskoy, ex sindaco della città russa Arkhangelsk ed oggi artista, si è dichiarato pubblicamente omosessuale nel...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜<a href="http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6308" rel="noopener">http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6308</a><br /><br />PALLONCINI LGBT CONTRO IL CREMLINO di Chiara Chiessi<br />Alexander Donskoy, ex sindaco della città russa Arkhangelsk ed oggi artista, si è dichiarato pubblicamente omosessuale nel 2017. <br />Intorno alla metà del mese di agosto, ha voluto lanciare un messaggio alla politica  da lui considerata "omofoba" della Russia ed al suo presidente, Vladimir Putin, appendendo una bandiera LGBT a decine di palloncini gonfiati ad elio. La bandiera ha poi raggiunto proprio il Cremlino. <br />Donskoy ha spiegato che il gesto era un messaggio per dire basta alla legge anti-propaganda LGBT approvata dalla Russia nel 2013, ma anche per denunciare l'attacco alle ambasciate che nel mese del pride hanno voluto dimostrare il loro supporto esponendo una bandiera arcobaleno fuori dalle loro sedi. <br />In Russia vige infatti fortunatamente una legge che vieta la propaganda LGBT rivolta ai minori di 18 anni; insomma tutto quello che sta succedendo da noi nelle scuole, oppure tramite film o musica, è vietato in Russia. <br /><br />Nota di BastaBugie: ecco altre notizie sul "gaio" mondo gay... sempre meno gaio.<br /><br />SOLDI RAI PER FILM PRO UTERO IN AFFITTO<br />La Rai finanzia un docufilm, dal titolo «Tuttinsieme», in cui il regista Puccioni racconta la relazione con il suo compagno, a lui unito civilmente (celebrante Nichi Vendola e presente Monica Cirinnà), e i bambini avuti con la pratica della maternità surrogata, pratica vietata nel nostro Paese. Dunque noi contribuenti abbiamo finanziato l'uscita di questa pellicola.<br />Nel lungo trailer del film il regista vuole offrire un quadro positivo di tale pratica, forse dimentico che per avere un bambino in braccio molti altri non potranno mai venire alla luce, che molte donne nel mondo vengono sfruttate come incubatrici di carne e che la maternità surrogata, in modo preordinato, strappa a forza un bambino dalla sua madre biologica.<br />(Gender Watch News, 15 settembre 2020)<br /><br />CONDANNATA UN'ATLETA PERCHÉ DOTATA<br />Caster Semenya è stata medaglia d'oro negli 800 metri femminili ai Mondiali di atletica leggera di Berlino, stravincendo sulle altre concorrenti. Semenya è  molto dotata perché ha, per natura, livelli assai elevati di ormoni maschili. Questo l'avvantaggerebbe e dunque il Tribunale arbitrale internazionale dello sport di Losanna nel 2019 aveva deciso che l'atleta avrebbe dovuto sottoporsi a terapie per diminuire il testosterone. L'atleta fece ricorso e recentemente il Tribunale federale svizzero ha rigettato il ricorso.<br />Due rapide considerazioni. Se per natura un atleta è più dotato degli altri dobbiamo mettere i ceppi al suo talento per renderlo uguale agli altri? Chiediamo a Cristiano Ronaldo di correre meno velocemente in campo per rendere le partite più eque?<br />Seconda riflessione: fuori le donne troppo androgine e dentro i transessuali maschi che gareggiano con le donne e, nonostante i trattamenti, hanno il testosterone a mille, più forza e maggiore densità corporea?<br />(Gender Watch News, 16 settembre 2020)<br /><br />URSULA VON DER LEYEN E JOE BIDEN ACCUSANO LA POLONIA DI AVERE ZONE LGBT FREE (MA È UNA FAKE-NEWS!)<br />Ok, la misura è colma e stracolma. Non posso tacere. Questa notte, la facciata della sede della Commissione Europea è stata illuminata con la bandiera polacca su fondo arcobaleno. E una scritta: «Stop alle zone LGBT free in Polonia». Chi conosce l'attaccamento dei polacchi alla propria bandiera non si stupirà di sapere che questa azione commessa dalla Commissione Europea è stata considerata una profanazione. Al di là di questo, non si è mai visto un simile attacco ad uno Stato membro, né una minor considerazione delle opinioni di milioni di cittadini europei.<br />Questa è solo una delle tante reazioni della élite mondiale alle famose zone «Lgbt free» polacche. 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Non prima. Alla base di questo nuovo slittamento, l'urgenza governativa di votare, necessariamente la settimana prossima, il decreto semplificazione che va a scadenza; inoltre, a seguire, ci sarà una pausa dettata dalle elezioni regionali, accorpate al referendum confermativo. Non è finita: a settembre, infatti, si accenderanno i riflettori su un altro provvedimento centrale per la vita politica italiana: la nuova legge elettorale.<br />Quello che attende il Parlamento almeno per le prossime settimane è dunque un calendario fittissimo, nell'ambito del quale il ddl Zan - dati di fatto alla mano - non rappresenta una priorità inderogabile né, tanto meno, una questione politica di vita e di morte. Senza dimenticare poi il grande tema della riapertura delle scuole - verso cui le Regioni italiane stanno di fatto procedendo in ordine sparso -, e gli scossoni che già ora questo sta determinando per la compagine di governo. Tutto questo per dire che se la legge contro l'omotransfobia è già slittata ad ottobre, non si può escludere che sia destinata a slittare ulteriormente in avanti.<br />Sia come sia, il mondo pro family italiano può guardare questi rinvii solo ad un modo: come ad un guadagno di tempo prezioso. Tempo prezioso che deve essere necessariamente impiegato per sensibilizzare l'opinione pubblica rispetto ad insidie e rischi di un provvedimento legislativo che, se da un lato nulla - ma proprio nulla - aggiungerebbe a beneficio di persone con tendenze non eterosessuali, dall'altro moltissimo determinerebbe, in termini negativi, per tutta la società italiana.<br />Il riferimento è qui anzitutto al mondo delle scuole, con iniziative ufficialmente contro «la discriminazione» - a parole, nei fatti pro gender - che andrebbero a ricevere un allarmante rafforzamento sia giuridico sia economico. Non meno grave, anzi forse ancora più generale e devastante, sarebbe - nel caso in cui il ddl Zan diventasse legge - la limitazione della libertà di espressione e quindi di pensiero. Sì, perché una normativa contro l'omotransfobia metterebbe i difensori del primato della famiglia naturale nelle condizioni di essere passibili di denuncia in quanto autori di «propaganda d'odio».<br />Non solo. Se la vedrebbero male anche gli oppositori dell'utero in affitto, del "cambio di sesso" per i giovanissimi, insomma tutta l'impalcatura valoriale fondata sul personalismo ontologico e sulla morale cristiana subirebbe un colpo mortale. Nelle settimane a disposizione - e rese possibile dal rinvio ad ottobre del ddl Zan - il movimento pro family italiano deve mobilitarsi. Perché in questo caso, a differenza del noto adagio, il tempo non è denaro. No, è un vero e proprio tesoro da sfruttare in comunicazione e informazione, con la messa in guardia di tutti rispetto ai pericoli che comporterebbe una normativa di cui non c'è nessun bisogno.<br />In linea teorica può infatti anche accadere, come già accennato, che il governo subisca dalle elezioni regionali uno scossone tale da evitare di voler proseguire, con determinazione almeno, l'iter sulla legge contro l'omotransfobia. Ma chiunque abbia a cuore certi valori non può appigliarsi a questa, che è solo una possibilità teorica. Deve invece darsi da fare, facendo soprattutto informazione, raccontando - e ribadendo - il più possibile quante insidie contenga un ddl che si presenta come antidoto alle «discriminazioni» mentre invece, nei fatti, ne è un formidabile veicolo.<br /><br />Nota di BastaBugie: ecco altre notizie sul "gaio" mondo gay... sempre meno gaio.<br /><br />I GAY CHE DISCRIMINANO I GAY<br />Grindr è la più popolare app di incontri per persone omosessuali. Un sondaggio condotto dal sito gay Neg.zone rivela che la maggior parte degli utenti di Grindr si sono sentiti discriminati da altre persone omosessuali con cui chattavano.<br />In particolare il 64% si è sentito discriminato almeno una volta per l'aspetto fisico. Curiosamente poi Neg.zone qualifica come atteggiamento discriminatorio la scelta da parte di metà degli utenti di essere interessata solo a persone di una certa etnia. Il virus della discriminazione si è inoculato così profondamente che per alcuni tutti noi non dovremmo avere alcuna preferenza, altrimenti preferire significherebbe automaticamente discriminare. Ma anche essere attratti da persone dello stesso sesso è una preferenza e quindi anche l'omosessuale discrimina.<br />Torniamo alle discriminazioni o presunte tali: un utente su quattro ritiene che le persone transessuali non debbano iscriversi alla piattaforma. Forse a ragion veduta: è un'app per omosessuali e non tutti i trans sono omosessuali.<br />Infine quasi un utente su 10 si sente discriminato perché effeminato.<br />Questo sondaggio mette in evidenza almeno due cose.<br />Primo: che anche i gay discriminano e quindi ci vorrebbe anche in questi casi una legge per punirli così come la legge Zan punirà gli eterosessuali che non si adegueranno al politicamente corretto.<br />Secondo: che la parola  "discriminazione" ha sostituito la parola "scelta", una scelta che tante volte è legittima, ma che oggi viene spesso intesa come fosse una colpa.<br />(Gender Watch News, 7 settembre 2020)<br /><br />LA VICE DI JOE BIDEN È GAY FRIENDLY<br />Se il democratico Joe Biden vincerà le presidenziali, il suo vice sarà Kamala Harris da sempre schierata a favore delle rivendicazioni LGBT. Quando era procuratore generale della California, venendo meno ai suoi doveri (un bel biglietto da visita per un vicepresidente), non fece rispettare la Proposition 8 che vietava, allora, i "matrimoni" gay. Dopo la sentenza della Corte Suprema che legittimò le "nozze" gay fu la prima a celebrare tali nozze.<br />Si battè affinchè le persone trans potessero scegliere i bagni e gli spogliatoi che volevano (numerosi sono i casi ormai di uomini che con questo pretesto violentano le donne nei bagni per donne) e appoggiò l'Equality Act che, tra le altre cose, promuove le rivendicazioni LGBT. Naturalmente la Harris partecipa sempre al Gay Pride.<br />Se dunque vinceranno i democratici l'agenda arcobaleno subirà una forte accelerazione negli USA.<br />(Gender Watch News, 3 settembre 2020)<br /><br />LE ATLETE DICONO NO AI TRANS<br />Più di trecento atlete, tra cui Martina Navratilova [lesbica dichiarata, N.d.BB], scrivono al National College Athletic Association affinchè gli atleti maschi transessuali non gareggino in competizioni femminili. L'associazione Save Women's Sports chiedeva in particolare di non boicottare il Fairness in Women's Sports Act ,  norma che vieta ai transessuali maschi di gareggiare con le donne nei college dell'Idaho. La National College Athletic Association contesta quella legge e la vertenza dovrà essere decisa in questo mese di agosto.<br />Un principio cardine dell'ideologia LGBT è quello della lotta alle discriminazioni, alle disuguaglianze. Ma far gareggiare maschi e femmine non è una palese disuguaglianza?<br />(Gender Watch News, 27 agosto 2020)<br /> <br />Titolo originale: Il ddl Zan rinviato ad ottobre. Ma la battaglia non è finita<br />Fonte: Provita & Famiglia, 4 settembre 2020<br />Pubblicato su BastaBugie n. 681]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/40785064</guid><pubDate>Tue, 08 Sep 2020 23:26:12 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/40785064/legge_contro_l_omofobia_rinviata_a_ottobre.mp3" length="9269497" type="audio/mpeg"/><itunes:author>BastaBugie</itunes:author><itunes:subtitle>TESTO DELL'ARTICOLO ➜http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6277&#13;
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LEGGE CONTRO L'OMOFOBIA RINVIATA A OTTOBRE di Giuliano Guzzo&#13;
La notizia non autorizza chissà quali festeggiamenti, ma di certo non è una cattiva notizia: il ddl Zan contro...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜<a href="http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6277" rel="noopener">http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6277</a><br /><br />LEGGE CONTRO L'OMOFOBIA RINVIATA A OTTOBRE di Giuliano Guzzo<br />La notizia non autorizza chissà quali festeggiamenti, ma di certo non è una cattiva notizia: il ddl Zan contro contro l'omotransfobia e la misoginia tornerà alla Camera dei Deputati solo nel mese di ottobre. Non prima. Alla base di questo nuovo slittamento, l'urgenza governativa di votare, necessariamente la settimana prossima, il decreto semplificazione che va a scadenza; inoltre, a seguire, ci sarà una pausa dettata dalle elezioni regionali, accorpate al referendum confermativo. Non è finita: a settembre, infatti, si accenderanno i riflettori su un altro provvedimento centrale per la vita politica italiana: la nuova legge elettorale.<br />Quello che attende il Parlamento almeno per le prossime settimane è dunque un calendario fittissimo, nell'ambito del quale il ddl Zan - dati di fatto alla mano - non rappresenta una priorità inderogabile né, tanto meno, una questione politica di vita e di morte. Senza dimenticare poi il grande tema della riapertura delle scuole - verso cui le Regioni italiane stanno di fatto procedendo in ordine sparso -, e gli scossoni che già ora questo sta determinando per la compagine di governo. Tutto questo per dire che se la legge contro l'omotransfobia è già slittata ad ottobre, non si può escludere che sia destinata a slittare ulteriormente in avanti.<br />Sia come sia, il mondo pro family italiano può guardare questi rinvii solo ad un modo: come ad un guadagno di tempo prezioso. Tempo prezioso che deve essere necessariamente impiegato per sensibilizzare l'opinione pubblica rispetto ad insidie e rischi di un provvedimento legislativo che, se da un lato nulla - ma proprio nulla - aggiungerebbe a beneficio di persone con tendenze non eterosessuali, dall'altro moltissimo determinerebbe, in termini negativi, per tutta la società italiana.<br />Il riferimento è qui anzitutto al mondo delle scuole, con iniziative ufficialmente contro «la discriminazione» - a parole, nei fatti pro gender - che andrebbero a ricevere un allarmante rafforzamento sia giuridico sia economico. Non meno grave, anzi forse ancora più generale e devastante, sarebbe - nel caso in cui il ddl Zan diventasse legge - la limitazione della libertà di espressione e quindi di pensiero. Sì, perché una normativa contro l'omotransfobia metterebbe i difensori del primato della famiglia naturale nelle condizioni di essere passibili di denuncia in quanto autori di «propaganda d'odio».<br />Non solo. Se la vedrebbero male anche gli oppositori dell'utero in affitto, del "cambio di sesso" per i giovanissimi, insomma tutta l'impalcatura valoriale fondata sul personalismo ontologico e sulla morale cristiana subirebbe un colpo mortale. Nelle settimane a disposizione - e rese possibile dal rinvio ad ottobre del ddl Zan - il movimento pro family italiano deve mobilitarsi. Perché in questo caso, a differenza del noto adagio, il tempo non è denaro. No, è un vero e proprio tesoro da sfruttare in comunicazione e informazione, con la messa in guardia di tutti rispetto ai pericoli che comporterebbe una normativa di cui non c'è nessun bisogno.<br />In linea teorica può infatti anche accadere, come già accennato, che il governo subisca dalle elezioni regionali uno scossone tale da evitare di voler proseguire, con determinazione almeno, l'iter sulla legge contro l'omotransfobia. Ma chiunque abbia a cuore certi valori non può appigliarsi a questa, che è solo una possibilità teorica. Deve invece darsi da fare, facendo soprattutto informazione, raccontando - e ribadendo - il più possibile quante insidie contenga un ddl che si presenta come antidoto alle «discriminazioni» mentre invece, nei fatti, ne è un formidabile veicolo.<br /><br />Nota di BastaBugie: ecco altre notizie sul "gaio" mondo gay... sempre meno gaio.<br /><br />I GAY CHE...]]></itunes:summary><itunes:duration>580</itunes:duration><itunes:keywords>legge,omofobia,rinvio</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/421e1dc238e7cc758965bc95fccad49c.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>La miglior difesa è l'attacco... anche contro la dittatura gay</title><link>https://www.spreaker.com/episode/la-miglior-difesa-e-l-attacco-anche-contro-la-dittatura-gay--40282144</link><description><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜<a href="http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6240" rel="noopener">http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6240</a><br /><br />LA MIGLIOR DIFESA E' L'ATTACCO... ANCHE CONTRO LA DITTATURA GAY di Mauro Faverzani<br />Questa volta è stata la Giustizia ad intervenire. E ad ordinare all'amministrazione comunale di Cadice di ritirare la bandiera Lgbt, esposta sulla facciata del Municipio. Illegalmente. Decisiva, ai fini del provvedimento, è stata la richiesta esplicitamente formulata dagli Avvocati Cristiani e da AcTÚa FAMILIA. Segno di come giocare d'attacco e non perennemente in difesa serva e porti a risultati concreti. Eccome.<br />Il tribunale non ha avuto alcun dubbio: le sedi istituzionali non possono esporre altri drappi, che non siano quelli istituzionali. Lo prescrive la legge, lo ha confermato già in passato la Corte Suprema, ora una nuova conferma è giunta con questa sentenza. Una sentenza definita «storica» da Pedro Mejías di AcTÚa FAMILIA, in quanto essa restituisce ai cittadini la libertà di non doversi obbligatoriamente sorbire alcuna forma di «indottrinamento pubblico».<br />Indottrinamento, quale quello viceversa sognato (e tentato) dal Forum economico mondiale, organizzazione non governativa con sede a Davos, in Svizzera. Secondo tale Forum, che riunisce centinaia di grandi aziende, «il segreto del successo post-pandemia nelle città» dipenderebbe semplicemente da una maggiore disponibilità "inclusiva" verso individui transgender e gay. Non a caso, ha dedicato un'intera sezione del suo sito web al «Mese dell'Orgoglio 2020», in concomitanza ai vari Pride Lgbt promossi in Occidente.<br />Sconcertante quanto scrive il Forum in un intervento impregnato di ideologia: «Vi sono sempre più prove - scrive, senza però citare quali...  - che le città Lgbt+ inclusive hanno degli "ecosistemi d'innovazione" più forti, dei livelli d'imprenditorialità più elevati e sono maggiormente in grado di attirare talenti, nonché di fornire una qualità di vita elevata - il che le rende ben posizionate in termini di ripresa economica». Ed ancora: «Una nuova analisi della resilienza economica offre un indice potenziale, su cui le economie potrebbero essere in grado di recuperare più rapidamente: l'inclusione Lgbt è correlata alla resilienza economica di un Paese».<br /><br />INCLUSIONE LGBT PER TUTTI<br />«L'analisi condotta da Open for Business, una coalizione d'imprese che promuove l'uguaglianza Lgbt+, mostra una forte correlazione positiva (0,67) tra la resilienza economica e l'accettazione degli individui Lgbt+», ha scritto Jon Miller, che, guarda caso, è il fondatore di Open for Business...  Tutte voci, che ormai fan parte del coro del politically correct, come dimostra il fatto che lo stesso mantra, la stessa parola d'ordine vadano sostenendo Banca Mondiale, Ocse - l'Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico -, Fmi - il Fondo Monetario Internazionale - ed Onu col rapporto Habitat.<br />Dati a supporto: zero. Prove scientifiche: zero. Riscontri oggettivi: zero. Solo una serie di chiacchiere, totalmente prive di un chiaro fondamento. L'analisi, alla fine, non ha dimostrato alcun nesso di causalità tra «inclusione Lgbt» e «resilienza economica», resilienza che, viceversa, stando alla stessa classifica del Forum di Davos, apparterrebbe piuttosto agli Stati con un sistema capitalistico avanzato e forte quali Usa e gran parte dell'Europa, non certo all'Iran, al Marocco, al Qatar, all'Indonesia o alla Bielorussia. A dimostrazione di come siano ben altri i fattori vincenti, per reggere all'impatto pandemico, non certo le simpatie o antipatie gender di una nazione.<br />Già nel gennaio 2019 diverse grandi aziende, come MasterCard e Microsoft, lanciarono peraltro un «Partenariato per l'eguaglianza Lgbt», proprio in occasione dell'incontro annuale del Forum economico mondiale, riproponendosi di "reclutare" nel giro di un anno almeno altre cento imprese, con cui condividere questo progetto. Secondo l'agenzia francese Médias-Presse.Info, a giugno avrebbero raggiunto solo quota 17 - tra le quali, però, colossi come Coca-Cola, PepsiCo e Procter&Gamble -, ma dicembre 2020 è ancora lontano... <br />L'obiettivo è quello di serrare le fila, compattarsi ed aiutarsi nell'uniformare le proprie reciproche strategie, facendo fronte unico nel promuovere l'«inclusione Lgbt» alla propria clientela mondiale, volente o nolente, cosciente o meno. In particolare, i membri di tale «Partenariato» mirano a rendere operative «le cinque norme di condotta delle Nazioni Unite per combattere la discriminazione contro gli individui Lgbt, fornendo strumenti e risorse alle aziende, per far progredire ed implementare la loro inclusione a livello mondiale». In una parola, una vera e propria macchina da guerra ideologica. È chiaro, dunque, come la pretesa «resilienza» Lgbt non derivi quale conseguenza di un'analisi corretta, bensì rappresenti un a priori ideologico, rivendicato come apodittico, indipendentemente da tutto e da tutti.<br /><br />C'È CHI DICE NO... AD ESEMPIO LA CHIESA CATTOLICA DEL GABON<br />C'è però chi si oppone a queste forti pressioni internazionali. Come la Chiesa cattolica del Gabon. Qui la Camera bassa del Parlamento nei giorni scorsi ha approvato la revoca d'una legge del 2019, legge che puniva l'omosessualità con una sanzione e con la reclusione sino a 6 mesi, in quanto biasimava condotte, che, di fatto, minano alla radice la famiglia naturale quale cellula fondamentale della società ed, in particolare, il suo ruolo sociale, anche di ricambio generazionale.<br />Tale revoca è stata votata, per la verità, contro il sentire popolare. Per questo, a nome di tutti i vescovi del Gabon, è intervenuto con una nota dello scorso 24 giugno mons. Jean-Patrick Iba-Ba, arcivescovo metropolita di Libreville, lanciando «un grido di dolore nel constatare, ancora una volta, la frattura creatasi tra i rappresentanti del popolo, le istituzioni e la Nazione tutta intera». Partendo da qui, ha espresso l'indignazione della Chiesa circa la decisione parlamentare di cancellare una legge a tutela della famiglia naturale, fondata sull'unione di un uomo con una donna: «In nome della saggezza dei nostri antenati, contenuta nelle nostre diverse culture - scrive - culture che celebrano la vita, l'amore e la famiglia, noi diciamo NO alla depenalizzazione dell'omosessualità. In nome della nostra Costituzione, che proclama l'attaccamento ai nostri valori sociali profondi e tradizionali, al nostro patrimonio culturale, materiale e spirituale, noi diciamo NO alla depenalizzazione dell'omosessualità. In nome della considerazione che noi abbiamo per la Famiglia definita come la cellula-base naturale della società e del matrimonio, unione tra due persone di sesso diverso, noi diciamo NO alla depenalizzazione dell'omosessualità».<br />Ha proseguito l'arcivescovo: «La Bibbia dichiara che "uomo e donna Egli li creò" (Gen 1, 27). L'omosessualità falsifica l'antropologia e banalizza la sessualità, il matrimonio e la famiglia, fondamento della società. Ed è in nome della nostra fede cristiana che noi diciamo NO alla depenalizzazione dell'omosessualità».<br /><br />L'OMOSESSUALITÀ NUOCE GRAVEMENTE ALL'UMANITÀ<br />Il motivo di tale rifiuto è dunque preminentemente sociale e pastorale, non rappresenta in alcun modo una mancanza di rispetto verso le singole persone, come del resto precisa lo stesso Catechismo della Chiesa Cattolica (nn. 2357 e 2358): «Non si tratta di demonizzare chicchessia, né di scagliare pietre - spiega mons. Iba-ba - bensì di aprirci alla Verità. A questo punto la Bibbia ci illumina, affermando che l'omosessualità non è un diritto umano, bensì un'alienazione, che nuoce gravemente all'umanità, poiché non fondata su alcun valore proprio all'essere umano: «Non avrai con maschio relazioni come si hanno con donna: è abominio» (Lev 18, 22). Respingere l'omosessualità è un dovere, significa proteggere i valori millenari delle nostre civiltà e non è pertanto una discriminazione».<br />Poi un attacco alle forti ed indebite pressioni internazionali: «Dispiace che talune organizzazioni internazionali tendano a condizionare il loro aiuto all'accettazione di stili di comportamento estranei ai nostri costumi. In merito noi esortiamo chi sia chiamato a decidere ad insorgere contro tali metodi malsani».<br />Da qui l'attacco ad un falso concetto di democrazia, che in Gabon come in Occidente cerca di imporre l'ideologia a colpi di legge: «Questo voto, in contraddizione con la maggioranza della popolazione gabonese, potrebbe non soltanto trascinare coscienze fragili nell'assunzione di comportamenti devianti, ma, allo stesso modo, esporre gli omosessuali a reazioni ostili, alla discriminazione».<br />Si noti solo questo: a differenza di quanto avviene in un Occidente ormai privo di radici spirituali e culturali, nell'arcidiocesi di Libreville il numero dei cattolici è in forte crescita, passando dal 34,3% della popolazione nel 1950 al 59,7% del 2016. Ma qui la proposta e la testimonianza avanzate dalla Chiesa cattolica sono credibili e coerenti con la Parola di Dio. A differenza di quanto avviene in Occidente. Chiaro, no?<br /> <br />Titolo originale: Chi si oppone all'ipocrisia globale<br />Fonte: Corrispondenza Romana, 1° Luglio 2020<br />Pubblicato su BastaBugie n. 677]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/40282144</guid><pubDate>Wed, 12 Aug 2020 12:37:32 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/40282144/la_miglior_difesa_l_attacco_anche_contro_la_dittatura_gay.mp3" length="12064390" type="audio/mpeg"/><itunes:author>BastaBugie</itunes:author><itunes:subtitle>TESTO DELL'ARTICOLO ➜http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6240&#13;
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LA MIGLIOR DIFESA E' L'ATTACCO... ANCHE CONTRO LA DITTATURA GAY di Mauro Faverzani&#13;
Questa volta è stata la Giustizia ad intervenire. E ad ordinare all'amministrazione comunale...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜<a href="http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6240" rel="noopener">http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6240</a><br /><br />LA MIGLIOR DIFESA E' L'ATTACCO... ANCHE CONTRO LA DITTATURA GAY di Mauro Faverzani<br />Questa volta è stata la Giustizia ad intervenire. E ad ordinare all'amministrazione comunale di Cadice di ritirare la bandiera Lgbt, esposta sulla facciata del Municipio. Illegalmente. Decisiva, ai fini del provvedimento, è stata la richiesta esplicitamente formulata dagli Avvocati Cristiani e da AcTÚa FAMILIA. Segno di come giocare d'attacco e non perennemente in difesa serva e porti a risultati concreti. Eccome.<br />Il tribunale non ha avuto alcun dubbio: le sedi istituzionali non possono esporre altri drappi, che non siano quelli istituzionali. Lo prescrive la legge, lo ha confermato già in passato la Corte Suprema, ora una nuova conferma è giunta con questa sentenza. Una sentenza definita «storica» da Pedro Mejías di AcTÚa FAMILIA, in quanto essa restituisce ai cittadini la libertà di non doversi obbligatoriamente sorbire alcuna forma di «indottrinamento pubblico».<br />Indottrinamento, quale quello viceversa sognato (e tentato) dal Forum economico mondiale, organizzazione non governativa con sede a Davos, in Svizzera. Secondo tale Forum, che riunisce centinaia di grandi aziende, «il segreto del successo post-pandemia nelle città» dipenderebbe semplicemente da una maggiore disponibilità "inclusiva" verso individui transgender e gay. Non a caso, ha dedicato un'intera sezione del suo sito web al «Mese dell'Orgoglio 2020», in concomitanza ai vari Pride Lgbt promossi in Occidente.<br />Sconcertante quanto scrive il Forum in un intervento impregnato di ideologia: «Vi sono sempre più prove - scrive, senza però citare quali...  - che le città Lgbt+ inclusive hanno degli "ecosistemi d'innovazione" più forti, dei livelli d'imprenditorialità più elevati e sono maggiormente in grado di attirare talenti, nonché di fornire una qualità di vita elevata - il che le rende ben posizionate in termini di ripresa economica». Ed ancora: «Una nuova analisi della resilienza economica offre un indice potenziale, su cui le economie potrebbero essere in grado di recuperare più rapidamente: l'inclusione Lgbt è correlata alla resilienza economica di un Paese».<br /><br />INCLUSIONE LGBT PER TUTTI<br />«L'analisi condotta da Open for Business, una coalizione d'imprese che promuove l'uguaglianza Lgbt+, mostra una forte correlazione positiva (0,67) tra la resilienza economica e l'accettazione degli individui Lgbt+», ha scritto Jon Miller, che, guarda caso, è il fondatore di Open for Business...  Tutte voci, che ormai fan parte del coro del politically correct, come dimostra il fatto che lo stesso mantra, la stessa parola d'ordine vadano sostenendo Banca Mondiale, Ocse - l'Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico -, Fmi - il Fondo Monetario Internazionale - ed Onu col rapporto Habitat.<br />Dati a supporto: zero. Prove scientifiche: zero. Riscontri oggettivi: zero. Solo una serie di chiacchiere, totalmente prive di un chiaro fondamento. L'analisi, alla fine, non ha dimostrato alcun nesso di causalità tra «inclusione Lgbt» e «resilienza economica», resilienza che, viceversa, stando alla stessa classifica del Forum di Davos, apparterrebbe piuttosto agli Stati con un sistema capitalistico avanzato e forte quali Usa e gran parte dell'Europa, non certo all'Iran, al Marocco, al Qatar, all'Indonesia o alla Bielorussia. A dimostrazione di come siano ben altri i fattori vincenti, per reggere all'impatto pandemico, non certo le simpatie o antipatie gender di una nazione.<br />Già nel gennaio 2019 diverse grandi aziende, come MasterCard e Microsoft, lanciarono peraltro un «Partenariato per l'eguaglianza Lgbt», proprio in occasione dell'incontro annuale del Forum economico mondiale, riproponendosi di "reclutare" nel giro di un anno almeno altre cento imprese, con cui condividere questo progetto....]]></itunes:summary><itunes:duration>754</itunes:duration><itunes:keywords>difesa,dittatura,gay</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/1c479f76142a85fe2d2cd9747920cfeb.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Inizia la transizione da uomo a donna a 4 anni</title><link>https://www.spreaker.com/episode/inizia-la-transizione-da-uomo-a-donna-a-4-anni--40138545</link><description><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜<a href="http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6230" rel="noopener">http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6230</a><br /><br />INIZIA LA TRANSIZIONE DA UOMO A DONNA A 4 ANNI di Manuela Antonacci<br />"Mi sono reso conto che a TRE anni volevo essere una ragazza": inizia così il video, pubblicato sulla pagina facebook di Freeda, in cui quella che sembra una delicata ragazzina bionda spiega in realtà di essere un bambino "in transizione".<br />E sì perché quel delicato faccino e i lineamenti prettamente femminili, che si notano nel video, come ci spiega lui stesso, sono dovuti al consumo continuativo di ormoni cross sex, che stimolano lo sviluppo dei caratteri sessuali secondari del sesso "desiderato". Ma questo è solo l'inizio del suo racconto, peraltro contenuto in un video dai colori zuccherosi e con un tocco di glamour, nelle immagini, come a voler mostrare quanto sia "trendy" essere trans.<br />L'incipit è quello di una sorta di captatio benevolentiae, attraverso la carta della "pietà" (ovviamente parliamo di un discorso troppo perfetto e ben pensato per essere stato formulato dal bambino in questione...): Cloe, come dice di chiamarsi, avrebbe "percepito" di essere femmina, dalla tenera età di 3 anni, a quattro anni poi, avrebbe comunicato ai suoi genitori questa sua sensazione, aggiungendo di voler morire. Così, sarebbe stato condotto dai suoi, da una psicologa "gentile" che le avrebbe permesso di iniziare il percorso di transizione.<br />Innanzitutto ci chiediamo quanto possa essere "gentile" una psicologa che per un bambino di quattro anni appena, consigli il percorso di "transizione" e con quale coscienza avrà permesso una cosa simile, ben sapendo, da psicologa, quanto la psiche di un bambino di quell'età si stia innanzitutto, appena formando e sia, comunque, in costante evoluzione e che, dunque, il povero paziente in questione, potrebbe svegliarsi da un giorno all'altro e non avere più questo desiderio, semplicemente perché l'aver cambiato idea fa parte del suo percorso di crescita.<br />Ma l'assurdità della scelta "terapeutica" della psicologa in questione (e come lei, di tanti altri psicologi che si muovono in questa direzione) sta nel fatto, come ci informa Cloe, nel video, che la sua intenzione è quella di seguire la terapia ormonale per un paio di anni (a base di triptorelina) per decidere, poi, se fare l'intervento chirurgico di asportazione dei genitali maschili o meno. Una "transizione" che lui annuncia tutto sorridente ma che, non sarebbe certo una passeggiata e non è detto che dia i risultati sperati in termini di benessere psichico, considerato anche l'alto numero di suicidi tra i transgender. Per di più, parliamo di un'operazione irreversibile, da cui non si può più tornare indietro.<br />E allora, come si può sottoporre un bambino di 4 anni all'inizio di un processo simile?E soprattutto quanto devastante può essere questo processo di ipersessualizzazione dei più piccoli, che all'età di Cloe si trovano ad assumere un aspetto che non corrisponde al loro sesso biologico ma che non corrisponde nemmeno, totalmente, ad un sesso definito? E ci teniamo a sottolineare che questo non ha niente a che fare con la tolleranza e la non discriminazione ma con un vero e proprio abuso sulle menti dei più piccoli che non possono e non devono essere condizionate attraverso delle procedure così pesanti, nella loro scelta, per di più in un periodo della loro vita, davvero delicato.<br />Insomma, a sostegno dell'ipersessualizzazione dei bambini, non c'è discorso, per quanto "petaloso", che tenga.<br /><br />Nota di BastaBugie: ecco altre notizie sul "gaio" mondo gay... sempre meno gaio.<br /><br />INSTAGRAM METTE AL BANDO LE TERAPIE RIPARATIVE<br />L'organizzazione cristiana britannica Core Issues Trust su Instagram aveva scritto: «La Chiesa di Cristo si è fatta carico di sostenere, con pazienza, comprensione, sensibilità e rispetto, le persone che hanno scelto di lavorare su quegli aspetti che le hanno portate a sperimentare impulsi omosessuali. Il processo di cambiamento è spesso estremamente doloroso e richiede il supporto di guide abili e di una comunità amorevole al fine di promuovere l'integrità della persona e il proprio recupero».<br />Instagram ha cancellato questo post perché ritenuto discorso d'odio. «Non consentiamo attacchi contro le persone basati sull'orientamento sessuale o sull'identità di genere e stiamo aggiornando le nostre politiche per vietare la promozione dei servizi di terapia di conversione» ha affermato Tara Hopkins, direttore delle politiche pubbliche di Instagram per Europa, Medio Oriente e Africa. «Abbiamo rimosso i contenuti in violazione di queste politiche».<br />Mike Davidson, fondatore del Core Issues Trust, ha così replicato: «Penso che questa censura evidenzi la natura totalitaria del movimento di sinistra LGBT».<br />(Gender Watch News, 24 luglio 2020)<br /><br />LO STATO ITALIANO FINANZIA GLI IMPRENDITORI TRANS<br />L'Ufficio nazionale anti discriminazioni razziali, ufficio che fa capo al Dipartimento Pari opportunità del Governo, ha indetto un bando che finanzierà con 163 mila euro progetti volti a far crescere imprese gestite da transessuali. Come spiega l'Unar, i progetti dovranno avere un "particolare riferimento alla sperimentazione di percorsi di formazione specialistici e di accompagnamento per l'avvio di impresa volti a favorire l'inserimento lavorativo mediante progetti di start up d'impresa, autoimpiego e autoimprenditorialità per le persone transgender".<br />Perché questo bando? "È indiscutibile che, dotate di risorse e strumenti efficaci per orientarsi al 'Fare Impresa', possono recuperare quel gap oggi esistente nell'accesso al mercato del lavoro".<br />In breve essere transessuali (e anche omosessuali) oggi paga, significa avere una marcia in più, avere corsie privilegiate per emergere.<br />(Gender Watch News, 22 luglio 2020)<br /><br />ALLE OLIMPIADI GLI UOMINI NON COMPETANO CON LE DONNE<br />Save Women's Sports, una coalizione di associazioni sportive femminili, ha chiesto al Comitato Olimpico Internazionale di impedire che atleti maschili transessuali possano competere in gare femminili.<br />"Le linee guida sull'ammissibilità dei transgender - si legge nella richiesta - che consente ai maschi che si identificano come femmine di far parte delle categorie femminili, è inaccettabile. La semplice riduzione dei livelli di testosterone per un anno non elimina il vantaggio dei maschi rispetto alle atlete. Permettere agli atleti di sesso maschile di identificarsi come concorrenti femminili è irresponsabile, negligente e pericoloso. Adottando le linee guida transgender 2015 si è venuti meno al dovere di proteggere la sicurezza e l'integrità delle donne, nonchè degli sport femminili. Ciò equivale a una palese discriminazione nei confronti delle donne sulla base del sesso".<br />La petizione così continua: "Se continueremo a permettere ai maschi di competere come femmine alle Olimpiadi, ci saranno le Olimpiadi maschili, ci saranno Olimpiadi miste, ma non ci saranno più le Olimpiadi delle donne. Le donne transgender sono maschi e non è per niente giusto che competano contro le donne".<br />(Gender Watch News, 8 maggio 2020)]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/40138545</guid><pubDate>Tue, 04 Aug 2020 18:10:20 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/40138545/inizia_transizione_gender_a_4_anni.mp3" length="8652590" type="audio/mpeg"/><itunes:author>BastaBugie</itunes:author><itunes:subtitle>TESTO DELL'ARTICOLO ➜http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6230

INIZIA LA TRANSIZIONE DA UOMO A DONNA A 4 ANNI di Manuela Antonacci
"Mi sono reso conto che a TRE anni volevo essere una ragazza": inizia così il video, pubblicato sulla pagina...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜<a href="http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6230" rel="noopener">http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6230</a><br /><br />INIZIA LA TRANSIZIONE DA UOMO A DONNA A 4 ANNI di Manuela Antonacci<br />"Mi sono reso conto che a TRE anni volevo essere una ragazza": inizia così il video, pubblicato sulla pagina facebook di Freeda, in cui quella che sembra una delicata ragazzina bionda spiega in realtà di essere un bambino "in transizione".<br />E sì perché quel delicato faccino e i lineamenti prettamente femminili, che si notano nel video, come ci spiega lui stesso, sono dovuti al consumo continuativo di ormoni cross sex, che stimolano lo sviluppo dei caratteri sessuali secondari del sesso "desiderato". Ma questo è solo l'inizio del suo racconto, peraltro contenuto in un video dai colori zuccherosi e con un tocco di glamour, nelle immagini, come a voler mostrare quanto sia "trendy" essere trans.<br />L'incipit è quello di una sorta di captatio benevolentiae, attraverso la carta della "pietà" (ovviamente parliamo di un discorso troppo perfetto e ben pensato per essere stato formulato dal bambino in questione...): Cloe, come dice di chiamarsi, avrebbe "percepito" di essere femmina, dalla tenera età di 3 anni, a quattro anni poi, avrebbe comunicato ai suoi genitori questa sua sensazione, aggiungendo di voler morire. Così, sarebbe stato condotto dai suoi, da una psicologa "gentile" che le avrebbe permesso di iniziare il percorso di transizione.<br />Innanzitutto ci chiediamo quanto possa essere "gentile" una psicologa che per un bambino di quattro anni appena, consigli il percorso di "transizione" e con quale coscienza avrà permesso una cosa simile, ben sapendo, da psicologa, quanto la psiche di un bambino di quell'età si stia innanzitutto, appena formando e sia, comunque, in costante evoluzione e che, dunque, il povero paziente in questione, potrebbe svegliarsi da un giorno all'altro e non avere più questo desiderio, semplicemente perché l'aver cambiato idea fa parte del suo percorso di crescita.<br />Ma l'assurdità della scelta "terapeutica" della psicologa in questione (e come lei, di tanti altri psicologi che si muovono in questa direzione) sta nel fatto, come ci informa Cloe, nel video, che la sua intenzione è quella di seguire la terapia ormonale per un paio di anni (a base di triptorelina) per decidere, poi, se fare l'intervento chirurgico di asportazione dei genitali maschili o meno. Una "transizione" che lui annuncia tutto sorridente ma che, non sarebbe certo una passeggiata e non è detto che dia i risultati sperati in termini di benessere psichico, considerato anche l'alto numero di suicidi tra i transgender. Per di più, parliamo di un'operazione irreversibile, da cui non si può più tornare indietro.<br />E allora, come si può sottoporre un bambino di 4 anni all'inizio di un processo simile?E soprattutto quanto devastante può essere questo processo di ipersessualizzazione dei più piccoli, che all'età di Cloe si trovano ad assumere un aspetto che non corrisponde al loro sesso biologico ma che non corrisponde nemmeno, totalmente, ad un sesso definito? E ci teniamo a sottolineare che questo non ha niente a che fare con la tolleranza e la non discriminazione ma con un vero e proprio abuso sulle menti dei più piccoli che non possono e non devono essere condizionate attraverso delle procedure così pesanti, nella loro scelta, per di più in un periodo della loro vita, davvero delicato.<br />Insomma, a sostegno dell'ipersessualizzazione dei bambini, non c'è discorso, per quanto "petaloso", che tenga.<br /><br />Nota di BastaBugie: ecco altre notizie sul "gaio" mondo gay... sempre meno gaio.<br /><br />INSTAGRAM METTE AL BANDO LE TERAPIE RIPARATIVE<br />L'organizzazione cristiana britannica Core Issues Trust su Instagram aveva scritto: «La Chiesa di Cristo si è fatta carico di sostenere, con pazienza, comprensione, sensibilità e rispetto, le persone che hanno scelto di lavorare su quegli aspetti che...]]></itunes:summary><itunes:duration>541</itunes:duration><itunes:keywords>bambino,cambio,gender,uomo,violenza</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/501ab566d411f2a1168cb2daf0c1a363.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Il video del sacerdote coraggioso che non ha paura di dire la verità sull'omosessualità</title><link>https://www.spreaker.com/episode/il-video-del-sacerdote-coraggioso-che-non-ha-paura-di-dire-la-verita-sull-omosessualita--40018393</link><description><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜<a href="http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6222" rel="noopener">http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6222</a><br /><br />IL VIDEO DEL SACERDOTE CORAGGIOSO CHE NON HA PAURA DI DIRE LA VERITA' SULL'OMOSESSUALITA' di Andrea Zambrano<br />Alla faccia della clausola salva idee: la legge sull’omofobia sta lentamente mietendo le sue vittime anche senza essere approvata. Il carcere ancora non c’è, ma la gogna è già garantita. E se riguarda un prete c’è più gusto a prenderlo di mira. Don Calogero D’Ugo, per tutti don Lillo, è un vulcanico e preparato sacerdote della diocesi di Palermo. Domenica ha pronunciato una vibrata omelia commentando il Vangelo della zizzania nel campo. «Zizzania sociale» che alimenta anche il Ddl Zan-Scalfarotto sul quale «il demonio sta lavorando molto» ha esordito nel passaggio don Lillo per poi denunciare la legge bavaglio secondo la quale io se «esprimo un parere contrario ai gruppi omosessualisti potrei andare in galera».<br />Don Lillo ha denunciato il pesante clima di intimidazione che in tanti si trovano a vivere per il solo fatto di contestare le “politiche Lgbt friendly” e ha concluso che «anche questa predica» potrebbe essere passibile di denuncia.<br />E l’omelia non poteva passare inosservata. Appena pubblicata sul profilo Facebook della parrocchia, si sono scatenati i gruppi Lgbt che hanno segnalato il sacerdote, come Gayburg che accusa don Calogero di usare l’omelia per un comizio a sostegno dei crimini d’odio.<br />A Gayburg è seguita la segnalazione direttamente all’arcivescovo di Palermo Corrado Lorefice dell’omelia di don Calogero da parte della Federazione Giovani Socialisti di Palermo - Libertà Obbligatoria, che ha accusato il sacerdote di «aver spudoratamente mentito all'uditorio distorcendo ideologicamente e propagandisticamente la realtà dei fatti e dei contenuti del disegno di legge».<br />Dai social la notizia è passata a Repubblica che ieri pomeriggio l’ha messa in cima ai video di giornata. E da lì è stato tutto un profluvio di condivisioni “democratiche”: «Perfetto stile cazzaro», «questa gente è pericolosa», «uno schifo», «un prete delirante», i commenti più teneri.<br />Subito dopo è la volta dei Giovani democratici di Palermo: «Assistere a veri e propri comizi di uomini di chiesa che si pongono dalla parte dell’oppressore piuttosto che dell’oppresso, fa rabbrividire».<br />Insomma, in poche ore per don Lillo il clima si è fatto infuocato tanto che nel corso della giornata ha preferito non commentare l’improvvisa notorietà. Il clima dunque è questo: appena si parla della legge Zan in termini critici e mettendo l’accento sul rischio di perdita di libertà, ecco che il sistema mediatico è già pronto a diffondere con il solito stile canzonatorio tutte le volte che si parla del demonio: la notizia circola, i commenti si sprecano e il nome del malcapitato è sulla bocca di tutti, esposto al rischio dell’accusa di omofobia. Nessuno - politici, giornali, influencer, a parte tante persone comuni - si è precipitato a difenderlo dalle manifestazioni d'odio di cui è bersaglio e a difendere la sua sacrosanta libertà di denunciare quello che secondo Dottrina è il male.<br />Non sarà una clausola salva-idee a preservare sacerdoti, giornalisti, insegnanti e genitori cattolici dalle accuse che pioveranno e stanno già piovendo su chi manifesta contro questa legge liberticida. Le parole dell’attivista Lgbt Massimo Battaglio sulle veglie e le preghiere come quella di Lizzano suonano come una minaccia dichiarata: «Fateli pure i vostri Rosari blasfemi: saranno gli ultimi».<br />Don Calogero l’ha capito e non ha avuto paura di esporsi, ma la gogna alla quale saranno esposti in tanti d’ora in avanti è ormai sotto gli occhi di tutti. Che cosa diranno i vescovi quando vedranno i loro preti esposti per le parole di verità pronunciate? Aspettiamo di vedere la reazione del vescovo di Palermo che è stato sollecitato a tal proposito.<br /><br />Nota di BastaBugie: Stefano Fontana nell'articolo seguente dal titolo "Don Lillo, il prete refrattario che non si piega al potere" parla di don Lillo che ha mostrato il dovere morale di opporsi al potere quando questo emana leggi ingiuste come la futura legge Zan-Scalfarotto.<br />Ecco l'articolo completo pubblicato su La Nuova Bussola Quotidiana il 24 luglio 2020:<br />Il sacerdote palermitano don Lillo D’Ugo, che ha tenuto un’omelia diventata un caso nazionale, può essere paragonato a un prete refrattario. Nel 1791, l’Assemblea nazionale costituente - un organo, come si disse da allora in avanti e come si direbbe anche oggi, “democratico” - stabilì che i sacerdoti diventassero funzionari pubblici stipendiati dallo Stato e che sottoscrivessero per accettazione la Costituzione civile del clero. Coloro che firmarono  furono detti costituzionali e quelli che non firmarono vennero chiamati refrattari. Chi firmava si impegnava ad esercitare il proprio ministero secondo le leggi dello Stato e se questo vietava di suonare le campane e di fare le processioni i preti costituzionali non suonavano campane e non facevano processioni. Come racconta il Gaxotte, un giorno una quarantina di preti refrattari furono fatti salire su un barcone sulla Senna, furono incatenati e poi al barcone furono fatti dei buchi. I preti morirono tutti annegati dopo essersi assolti i peccati l’un l’altro.<br />I sacerdoti italiani ricevono lo stipendio tramite l’otto per mille, ossia dallo Stato. Non hanno firmato una Costituzione civile del clero ma molti di essi si attengono scrupolosamente alle leggi emanate dal potere e nessuno dice dall’ambone cose che potrebbero dare disturbo al potere politico. Si può dire, quindi, che siano di fatto preti costituzionali. Se qualcuno canta fuori dal coro e diventa prete refrattario, non lo si mette su un barcone incatenato e pronto per annegare, ma non gli si risparmia la gogna e il linciaggio mediatici. Questo è il caso di don Lillo che, da prete refrattario, non giura su nessuna Costituzione civile del clero, come sarà - se approvata - la legge Zan-Scalfarotto, ma come avviene già nella prassi e con l’ausilio della legislazione attuale.<br />Nel caso degli attacchi violenti che egli sta subendo, non è sufficiente parlare di limitazione della libertà di espressione. Fa un certo ribrezzo vedere il silenzio di tanti paladini di questo moderno diritto individuale. Ma c‘è molto di più. Prima di tutto c’è in ballo il dovere morale di opporsi al potere quando questo emana leggi ingiuste.<br />Ogni persona ragionevole e, ancor più, ogni fedele della Chiesa cattolica, deve sapere che il potere in sé è pura forza e in quanto tale è incapace di legittimarsi da solo. Anche se la legge Zan fosse approvata all’unanimità rimarrebbe ingiusta e il potere che l’ha approvata ed emanata non avrebbe nessuna autorità né politica né morale. Il potere è legittimato dal fatto di essere strumento dell’autorità e questa è legittimata dall’agire per il bene comune, un fine che precede la politica e che ne è la misura.<br />Quando gli uomini di ragione e la Chiesa stessa non hanno più la forza di porre il problema della legittimità del potere, allora la dittatura è già in corso. Don Lillo si è opposto alla “democrazia totalitaria”, come si intitolava un famoso libro di Jacob L. Talmon degli anni Cinquanta del secolo scorso. La democrazia, intesa come prevalenza del numero, non è legittimata, è pura forza di fatto, ossia violenza. La violenza infatti è l’uso illegittimo (non solo illegale) della forza. Quando la democrazia approva una legge ingiusta, come è la legge Zan e come era la legge Cirinnà e tante altre leggi italiane degli ultimi cinque anni, fa un atto di violenza e chi tace collabora a questa violenza.<br />Secondariamente don Lillo ha difeso la libertà della Chiesa, non solo dei singoli individui, siano laici o ecclesiastici, ma della Chiesa. Tale libertà consiste nel diritto che consegue al dovere di svolgere un ruolo pubblico dichiarando la visione trascendente della vicenda umana. Nella sua omelia don Lillo ha detto che noi uomini vediamo solo le cose apparenti, non vediamo tutto. Ha aggiunto che alla nostra lotta per il bene partecipano anche i Santi e gli angeli buoni, naturalmente fanno la loro parte anche gli angeli cattivi. La Chiesa ha diritto (fondato sul dovere) di comunicare al mondo la sua teologia della storia, ossia che i giochi non si fanno solo quaggiù, ma anche in Cielo.<br />Credo che questa sia stata la parte più indigeribile dell’omelia di don Lillo agli occhi dei poteri mondani di oggi. Senza il fondamento trascendente, la dimensione naturale dell’uomo si trasforma in spontaneismo: come diceva Rousseau: «Ciò che sento essere bene è bene..., ciò che sento essere male è male». Questo spontaneismo per cui il bene per me lo decido io e le leggi devono permettermi di deciderlo io, è nemico del diritto e della politica. Anzi, così viene meno la stessa possibilità della comunità politica, rimangono solo gli individui e lo Stato, il quale è solo lo strumento per garantire il bene pubblico, inteso come la soddisfazione di quanto i cittadini vogliono. Non c’è criterio per i loro desideri, non c’è criterio per la trasformazione di questi desideri in diritti da parte dello Stato.<br />Contro una simile prospettiva tutta la Chiesa italiana si sarebbe dovuta alzare in piedi. Lo ha fatto un sacerdote palermitano. La Chiesa lo abbandonerà a se stesso o lo difenderà? Noi, intanto, lo difendiamo.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/40018393</guid><pubDate>Tue, 28 Jul 2020 19:25:56 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/40018393/video_del_sacerdote_coraggioso.mp3" length="13115140" type="audio/mpeg"/><itunes:author>BastaBugie</itunes:author><itunes:subtitle>TESTO DELL'ARTICOLO ➜http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6222

IL VIDEO DEL SACERDOTE CORAGGIOSO CHE NON HA PAURA DI DIRE LA VERITA' SULL'OMOSESSUALITA' di Andrea Zambrano
Alla faccia della clausola salva idee: la legge sull’omofobia sta...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜<a href="http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6222" rel="noopener">http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6222</a><br /><br />IL VIDEO DEL SACERDOTE CORAGGIOSO CHE NON HA PAURA DI DIRE LA VERITA' SULL'OMOSESSUALITA' di Andrea Zambrano<br />Alla faccia della clausola salva idee: la legge sull’omofobia sta lentamente mietendo le sue vittime anche senza essere approvata. Il carcere ancora non c’è, ma la gogna è già garantita. E se riguarda un prete c’è più gusto a prenderlo di mira. Don Calogero D’Ugo, per tutti don Lillo, è un vulcanico e preparato sacerdote della diocesi di Palermo. Domenica ha pronunciato una vibrata omelia commentando il Vangelo della zizzania nel campo. «Zizzania sociale» che alimenta anche il Ddl Zan-Scalfarotto sul quale «il demonio sta lavorando molto» ha esordito nel passaggio don Lillo per poi denunciare la legge bavaglio secondo la quale io se «esprimo un parere contrario ai gruppi omosessualisti potrei andare in galera».<br />Don Lillo ha denunciato il pesante clima di intimidazione che in tanti si trovano a vivere per il solo fatto di contestare le “politiche Lgbt friendly” e ha concluso che «anche questa predica» potrebbe essere passibile di denuncia.<br />E l’omelia non poteva passare inosservata. Appena pubblicata sul profilo Facebook della parrocchia, si sono scatenati i gruppi Lgbt che hanno segnalato il sacerdote, come Gayburg che accusa don Calogero di usare l’omelia per un comizio a sostegno dei crimini d’odio.<br />A Gayburg è seguita la segnalazione direttamente all’arcivescovo di Palermo Corrado Lorefice dell’omelia di don Calogero da parte della Federazione Giovani Socialisti di Palermo - Libertà Obbligatoria, che ha accusato il sacerdote di «aver spudoratamente mentito all'uditorio distorcendo ideologicamente e propagandisticamente la realtà dei fatti e dei contenuti del disegno di legge».<br />Dai social la notizia è passata a Repubblica che ieri pomeriggio l’ha messa in cima ai video di giornata. E da lì è stato tutto un profluvio di condivisioni “democratiche”: «Perfetto stile cazzaro», «questa gente è pericolosa», «uno schifo», «un prete delirante», i commenti più teneri.<br />Subito dopo è la volta dei Giovani democratici di Palermo: «Assistere a veri e propri comizi di uomini di chiesa che si pongono dalla parte dell’oppressore piuttosto che dell’oppresso, fa rabbrividire».<br />Insomma, in poche ore per don Lillo il clima si è fatto infuocato tanto che nel corso della giornata ha preferito non commentare l’improvvisa notorietà. Il clima dunque è questo: appena si parla della legge Zan in termini critici e mettendo l’accento sul rischio di perdita di libertà, ecco che il sistema mediatico è già pronto a diffondere con il solito stile canzonatorio tutte le volte che si parla del demonio: la notizia circola, i commenti si sprecano e il nome del malcapitato è sulla bocca di tutti, esposto al rischio dell’accusa di omofobia. Nessuno - politici, giornali, influencer, a parte tante persone comuni - si è precipitato a difenderlo dalle manifestazioni d'odio di cui è bersaglio e a difendere la sua sacrosanta libertà di denunciare quello che secondo Dottrina è il male.<br />Non sarà una clausola salva-idee a preservare sacerdoti, giornalisti, insegnanti e genitori cattolici dalle accuse che pioveranno e stanno già piovendo su chi manifesta contro questa legge liberticida. Le parole dell’attivista Lgbt Massimo Battaglio sulle veglie e le preghiere come quella di Lizzano suonano come una minaccia dichiarata: «Fateli pure i vostri Rosari blasfemi: saranno gli ultimi».<br />Don Calogero l’ha capito e non ha avuto paura di esporsi, ma la gogna alla quale saranno esposti in tanti d’ora in avanti è ormai sotto gli occhi di tutti. Che cosa diranno i vescovi quando vedranno i loro preti esposti per le parole di verità pronunciate? Aspettiamo di vedere la reazione del vescovo di Palermo che è stato sollecitato a tal proposito.<br /><br />Nota di BastaBugie: Stefano...]]></itunes:summary><itunes:duration>820</itunes:duration><itunes:keywords>coraggio,decreto,libertà,sacerdote,zan</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/a67d46640fc93dbe7215e58ce6c6377d.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>L'emendamento "salva-idee" nella legge Zan è una trappola per i cattolici creduloni</title><link>https://www.spreaker.com/episode/l-emendamento-salva-idee-nella-legge-zan-e-una-trappola-per-i-cattolici-creduloni--40011885</link><description><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜<a href="http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6223" rel="noopener">http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6223</a><br /><br />L'EMENDAMENTO ''SALVA-IDEE'' NELLA LEGGE ZAN E' UNA TRAPPOLA PER I CATTOLICI CREDULONI di Antonio Socci<br />Fino a ieri tutti si dicevano liberali. Ma oggi che sarebbe necessario dimostrarlo di fronte al progetto di legge Zan, definito da molti "legge bavaglio", d'improvviso sembra che analisti e intellettuali liberali siano spariti, lasciando soli i cattolici a difendere la libertà di tutti.<br />Vittorio Feltri, fra i pochi laici controcorrente, ha avuto il coraggio civile (perché oggi ci vuole coraggio) di criticare questo disegno di legge illiberale. Ha dato voce così a quella tradizione di giornalismo laico, allergica a censure e bavagli, che ebbe in Indro Montanelli e Oriana Fallaci i punti di riferimento, nella battaglia contro il conformismo e la sinistra intollerante.<br />Ma fra gli altri grandi nomi del giornalismo di cultura liberaldemocratica (Paolo Mieli, Pierluigi Battista, Ernesto Galli della Loggia, Angelo Panebianco) chi è intervenuto? O mi è sfuggito (in questo caso me ne scuso) o nessuno se n'è occupato.<br />Eppure è in gioco un principio liberale fondamentale. Anche un giurista insigne come Pietro Dubolino ha scritto che con questa legge avremmo "una ulteriore compromissione della già abbondantemente compromessa possibilità di un libero e incondizionato confronto", in questo caso sulla sessualità e la famiglia, "a scapito (...) di quel valore primario che nel nostro ordinamento è costituito dalla libertà di manifestazione del pensiero solennemente presidiata e garantita dall'articolo 21 della Costituzione".<br /><br />UN'ABERRAZIONE<br />Ieri il professor Marco Gervasoni, sul "Giornale", ha definito questo progetto di legge "un'aberrazione" sia per la cultura cattolica (come hanno lamentato i vescovi), sia per la cultura conservatrice ("perché tende a imporre un modello di società individualistica e disgregata, dove la tradizione è cancellata e persino combattuta"), sia per la cultura liberale che - scrive Gervasoni - "dovrebbe inorridire... un liberale la deve combattere proprio perché essa censura le opinioni".<br />In queste ore è intervenuto anche Silvio Berlusconi, appunto in questa direzione, correggendo la tentazione, presente in Forza Italia, di pensare che una tale legge si possa migliorare. In realtà - come dice Gervasoni - "non è emendabile perché volendone togliere la parte 'liberticida' non ne resterebbe nulla".<br />Lo ha dimostrato l'emendamento appena approvato che già nella sua formulazione fa accapponare la pelle: "Ai sensi della presente legge, sono consentite la libera espressione di convincimenti od opinioni nonché le condotte legittime riconducibili al pluralismo delle idee e alla libertà delle scelte".<br />È un emendamento inutile perché non si dice chi, quando e come decide se una certa condotta si può ricondurre al pluralismo delle idee e alla libertà delle scelte.<br />Ma soprattutto è emblematico che si "consenta" la libertà di opinione. Come ha notato Alfredo Mantovano, "la libera espressione di convincimenti è un diritto costituzionalmente fondato, non è 'consentito' da nessuno. L'ordinamento che 'consente' la fruizione di diritti fondamentali, affidando la delimitazione della condotta lecita allo Stato, tramite il giudice, è tratto proprio dello Stato totalitario. Anche se per strada non ci sono le autoblindo".<br /><br />LE CONFERENZE STAMPA DI CONTE: "NOI CONSENTIAMO"<br />Come si ricorderà una polemica simile scoppiò quando il premier Conte, durante le sue conferenze stampa del lockdown, se ne usciva con l'espressione "noi consentiamo". Il presidente emerito della Corte costituzionale Antonio Baldassarre commentò: "Specchio della arbitrarietà generale e del pensiero autoritario del presidente del Consiglio sono espressioni apparentemente marginali, ma ieri da lui frequentemente usate, come 'noi consentiamo', 'noi permettiamo' ".<br />Ancora più assurdo è il punto dell'emendamento dove si legge che "sono consentite... le condotte legittime". Perché finora erano vietate? Le deve "consentire" la legge Zan?<br />Anche "questa frase, clamorosamente grottesca" ha commentato Gianfranco Amato "mostra una concezione totalitaria e assolutista del potere. Sembra di essere passati dallo Stato liberale, per cui è consentito tutto ciò che non è vietato, allo Stato autoritario, in cui tutto è vietato a meno che il potere te lo consenta".<br />I liberali hanno qualcosa da dire in proposito?<br /><br />Nota di BastaBugie: ecco altre notizie sul "gaio" mondo gay (sempre meno gaio).<br /><br />VIA IL SENO A 15 ANNI MA A 16 CERCA FONDI PER RICOSTRUIRLO<br />La storia di Penny: a 11 anni, influenzata da ciò che leggeva in internet, crede di essere transgender, a 13 inizia un trattamento ormonale, a 15 si fa togliere il seno e a 16 cerca fondi per ricostruirlo perché l'assicurazione non le paga la detransizione. In tutto questo c'è un crollo psicologico che la porta in ospedale. «Durante il ricovero ospedaliero ho compreso il mio errore. La transizione non era la soluzione di cui avevo bisogno e non poteva eliminare i miei problemi di salute mentale», spiega Penny.<br />Poi aggiunge: ««I miei medici non hanno tenuto conto del mio autismo», diagnosticatole dopo il trattamento ormonale e l'intervento chirurgico, «dei problemi del corpo o di altre malattie mentali quando mi hanno permesso la transizione. Il mio terapista concorda sul fatto che ero troppo giovane in quel momento e che prendere una simile decisione che avrebbe modificato per sempre la mia vita ha portato dei grossi cambiamenti in me. [...] Provo ora grande disagio per l'aspetto del mio corpo e voglio solo sistemare il disordine in cui mi sono trovata. Non ho mai saputo che avrei potuto essere una ragazza ed essere me stessa senza essere giudicata. [...] Dopo avere ricuperato il mio nome femminile e aver confessato il mio stato alla mia famiglia, ero completamente sconvolta per il mio intervento chirurgico. Ho iniziato a sentirmi meglio con la mia identità, essendo una donna mi sentivo molto più a mio agio. Tuttavia, avevo ancora cicatrici giganti sul petto e una parte del mio corpo era sparita». Per sempre.<br />(Gender Watch News, 27 luglio 2020)<br /><br />UN EX TRANS CENSURATO DA YOUTUBE<br />Walt Heyer nel 1983 e dopo 14 anni di matrimonio decise di "diventare" donna. La moglie chiese il divorzio. Poi Walt per otto anni visse da Laura, ma si pentì e tornò sui suoi passi. Da allora Walt denuncia le mistificazioni del transessualismo che ha definito «la più grande frode medica della storia». Ha creato anche il sito SexChangeRegret.com  per venire incontro alle molte richieste di aiuto di persone che si sono pentite della loro scelta di  "cambiare" sesso.<br />Heyer in un recente video ha affermato che «i bambini che soffrono di disforia di genere non dovrebbero essere incoraggiati a provare ormoni e a sottoporsi a interventi chirurgici sperimentali». Ha aggiunto che sottoporre a tutto questo dei minori «non è un abuso fisico, ma è un abuso psicologico. È un abuso emotivo. Ed è un abuso sessuale. Non possiamo più prenderci in giro». Inoltre la riassegnazione del sesso «è distruttiva; non è un trattamento. È un ulteriore abuso Tagliare le parti del corpo e riempire qualcuno di ormoni sono alcune delle cose più distruttive che puoi fare. E non è più riparabile. Ci sono cose che non possono più essere ripristinate».<br />Ha infine così concluso: «Le scuole sono diventate il luogo di indottrinamento degli attivisti per i bambini. [Il transgenderismo] è un problema che sta lacerando le famiglie e lacerando le vite».<br />Recentemente Heyer ha partecipato al  Summit on Protection Protection Children from Sexualization  e in quell'occasione ha affermato che i bambini «non sono nati transgender. Questo è un disturbo dello sviluppo dell'infanzia». Per colpa di questa affermazione YouTube ha rimosso l'intero video di tre ore perché ritenuta affermazione "d'odio".<br />Affermare l'evidenza in effetti pare a molti odioso.<br />(Gender Watch News, 1° luglio 2020)<br /><br />IL RAPPORTO ONU SULLE TERAPIE DI CONVERSIONE<br />Victor Madrigal-Borloz del Costa Rica, consulente tecnico dell'ONU, ha pubblicato il "Rapporto sulla terapia di conversione" che mira a mettere al bando quegli psicologi e psicoterapeuti i quali vogliono aiutare le persone omosessuali egodistoniche – persone a cui non piace la propria omosessualità - ad uscire da questa loro condizione.<br />Sono almeno due i punti deboli di questo report. Il primo sta nel fatto che l'aiuto del professionista riguarderebbe solo quelle persone che liberamente hanno scelto di farsi aiutare perché liberamente vogliono abbandonare qualsiasi inclinazione omosessuale. Il secondo inciampo sta nel fatto che questo report presuppone che l'omosessualità sia una condizione irreversibile, quando proprio i sostenitori della teoria gender affermano che orientamenti, condizioni e sentimenti sono sempre fluidi e cangianti.<br />(Gender Watch News, 8 giugno 2020)]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/40011885</guid><pubDate>Tue, 28 Jul 2020 19:25:49 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/40011885/emendamento_salva_idee.mp3" length="9617657" type="audio/mpeg"/><itunes:author>BastaBugie</itunes:author><itunes:subtitle>TESTO DELL'ARTICOLO ➜http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6223

L'EMENDAMENTO ''SALVA-IDEE'' NELLA LEGGE ZAN E' UNA TRAPPOLA PER I CATTOLICI CREDULONI di Antonio Socci
Fino a ieri tutti si dicevano liberali. Ma oggi che sarebbe necessario...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜<a href="http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6223" rel="noopener">http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6223</a><br /><br />L'EMENDAMENTO ''SALVA-IDEE'' NELLA LEGGE ZAN E' UNA TRAPPOLA PER I CATTOLICI CREDULONI di Antonio Socci<br />Fino a ieri tutti si dicevano liberali. Ma oggi che sarebbe necessario dimostrarlo di fronte al progetto di legge Zan, definito da molti "legge bavaglio", d'improvviso sembra che analisti e intellettuali liberali siano spariti, lasciando soli i cattolici a difendere la libertà di tutti.<br />Vittorio Feltri, fra i pochi laici controcorrente, ha avuto il coraggio civile (perché oggi ci vuole coraggio) di criticare questo disegno di legge illiberale. Ha dato voce così a quella tradizione di giornalismo laico, allergica a censure e bavagli, che ebbe in Indro Montanelli e Oriana Fallaci i punti di riferimento, nella battaglia contro il conformismo e la sinistra intollerante.<br />Ma fra gli altri grandi nomi del giornalismo di cultura liberaldemocratica (Paolo Mieli, Pierluigi Battista, Ernesto Galli della Loggia, Angelo Panebianco) chi è intervenuto? O mi è sfuggito (in questo caso me ne scuso) o nessuno se n'è occupato.<br />Eppure è in gioco un principio liberale fondamentale. Anche un giurista insigne come Pietro Dubolino ha scritto che con questa legge avremmo "una ulteriore compromissione della già abbondantemente compromessa possibilità di un libero e incondizionato confronto", in questo caso sulla sessualità e la famiglia, "a scapito (...) di quel valore primario che nel nostro ordinamento è costituito dalla libertà di manifestazione del pensiero solennemente presidiata e garantita dall'articolo 21 della Costituzione".<br /><br />UN'ABERRAZIONE<br />Ieri il professor Marco Gervasoni, sul "Giornale", ha definito questo progetto di legge "un'aberrazione" sia per la cultura cattolica (come hanno lamentato i vescovi), sia per la cultura conservatrice ("perché tende a imporre un modello di società individualistica e disgregata, dove la tradizione è cancellata e persino combattuta"), sia per la cultura liberale che - scrive Gervasoni - "dovrebbe inorridire... un liberale la deve combattere proprio perché essa censura le opinioni".<br />In queste ore è intervenuto anche Silvio Berlusconi, appunto in questa direzione, correggendo la tentazione, presente in Forza Italia, di pensare che una tale legge si possa migliorare. In realtà - come dice Gervasoni - "non è emendabile perché volendone togliere la parte 'liberticida' non ne resterebbe nulla".<br />Lo ha dimostrato l'emendamento appena approvato che già nella sua formulazione fa accapponare la pelle: "Ai sensi della presente legge, sono consentite la libera espressione di convincimenti od opinioni nonché le condotte legittime riconducibili al pluralismo delle idee e alla libertà delle scelte".<br />È un emendamento inutile perché non si dice chi, quando e come decide se una certa condotta si può ricondurre al pluralismo delle idee e alla libertà delle scelte.<br />Ma soprattutto è emblematico che si "consenta" la libertà di opinione. Come ha notato Alfredo Mantovano, "la libera espressione di convincimenti è un diritto costituzionalmente fondato, non è 'consentito' da nessuno. L'ordinamento che 'consente' la fruizione di diritti fondamentali, affidando la delimitazione della condotta lecita allo Stato, tramite il giudice, è tratto proprio dello Stato totalitario. Anche se per strada non ci sono le autoblindo".<br /><br />LE CONFERENZE STAMPA DI CONTE: "NOI CONSENTIAMO"<br />Come si ricorderà una polemica simile scoppiò quando il premier Conte, durante le sue conferenze stampa del lockdown, se ne usciva con l'espressione "noi consentiamo". Il presidente emerito della Corte costituzionale Antonio Baldassarre commentò: "Specchio della arbitrarietà generale e del pensiero autoritario del presidente del Consiglio sono espressioni apparentemente marginali, ma ieri da lui frequentemente usate, come 'noi consentiamo',...]]></itunes:summary><itunes:duration>602</itunes:duration><itunes:keywords>italia,legge,libertà,omofobia,socci,zan</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/2f7053424be440bb65d99a0a4e9633a6.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Il governo regala 4 milioni di euro alle associazioni Lgbt</title><link>https://www.spreaker.com/episode/il-governo-regala-4-milioni-di-euro-alle-associazioni-lgbt--39933532</link><description><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜<a href="http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6216" rel="noopener">http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6216</a><br /><br />IL GOVERNO REGALA 4 MILIONI DI EURO ALLE ASSOCIAZIONI LGBT di Giuliano Guzzo<br />4 milioni di euro. A tanto, in tempi di piena crisi economica conseguente a quella sanitaria, ammonta il «regalo» che la maggioranza di governo, Pd-5S, ha pensato di bene di fare all'associazionismo Lgbt, anticipando anche la discussione del ddl Zan contro l'omotransfobia e la misoginia, in programma in aula per il prossimo 27 luglio. Da dove questo «regalo»? Semplice: da un emendamento al decreto Rilancio approvato alcuni giorni fa presso la commissione Bilancio alla Camera dove, su proposta di Gilda Sportiello, giovane deputata del M5s, esso è stato messo ai voti.<br />Per la precisione, si tratta di 4 milioni che andranno all'istituzione di case rifugio e sportelli di ascolto per le vittime di atti omotransfobici. A dare, giubilante, la notizia dell'approvazione di questo emendamento è stata la senatrice Alessandra Maiorino, vicepresidente vicaria del gruppo M5s a palazzo Madama, la quale, in una nota, non ha mancato di rivendicare con orgoglio la paternità di tale iniziativa, realizzata in collaborazione con la citata Sportiello. «Abbiamo messo in sicurezza la legge di tutela della comunità Lgbt contro le discriminazioni», ha annunciato la Maiorino, che è passata subito ad illustrare com'è riuscita nell'impresa: «In commissione Bilancio alla Camera è stato approvato un emendamento sul quale ho lavorato insieme alla deputata Sportiello, con cui garantiamo i fondi per l'istituzione di case rifugio e sportelli di ascolto per le vittime di atti omotransfobici».<br />«Dimostriamo con fatti concreti», ha inoltre aggiunto la Maiorino, «l'impegno del Movimento cinque stelle verso una comunità, quella Lgbt, che a partire già da quest'anno potrà usufruire di servizi e assistenza su misura, offerti da operatori professionisti, rendendo così l'Italia un Paese più inclusivo e giusto verso tutte e tutti i suoi e le sue cittadine». A seguire, la senatrice del M5s, entusiasta per il «grande lavoro di squadra con tutta la maggioranza», ha rivolto un pensiero alla deputata Sportiello, «che ringrazio infinitamente».<br />In effetti, visti come già si ricordava i tempi di profnda crisi economica, 4 milioni di euro sono una gran somma. Che servirà - ha spiegato l'onorevole Sportiello - ad «un programma volto a garantire assistenza legale, psicologica, sanitaria, sociale alle vittime di discriminazione fondata sull'orientamento sessuale e l'identità di genere, nonché ai soggetti che si trovino, a causa di questo, in situazioni di vulnerabilità». A chi si chiedesse cosa c'entrino gli aiuti alle vittime di violenza con il dl Rilancio, la Sportiello fa presente che «l'emergenza Covid ha acuito questi drammi».<br />Sfortunatamente, la deputata pentastellata proponente dell'emendamento non pare però abbia portato alcun dato di fatto a suffragio della tesi secondo cui «l'emergenza Covid ha acuito i drammi» legati ad omofobia e transfobia. Motivo per cui, fino a prova contraria, gli ultimi dati disponibili non sono quelli che descrivono un'Italia nella morsa dell'intolleranza. Anzi, i dati più recenti attestano l'esatto contrario, confutando lo stereotipo dell'Italia come Paese intollerante. Secondo l'Oscad, l'Osservatorio per la sicurezza contro gli atti discriminatori attivo presso il Viminale, le aggressioni contro le persone omosessuali sono in infatti calo: nel 2018 furono 43, e l'anno scorso son scese a 29.<br />Quelle contro i disabili, per capirci, sono risultate assai più numerose, come aggressioni (69). Ma niente 4 milioni in più, ahinoi, per il mondo della disabilità: solo per quello delle minoranze Lgbt. Eppure, se solo si fa presente che quella arcobaleno è una lobby, si passa per complottisti o appunto intolleranti. E pensare che i dati di fatto bastano ed avanzano per descrivere una realtà che, a ben vedere, non ha neppure bisogno di commenti, tanto è lampante.<br /><br />Nota di BastaBugie: ecco altre notizie sul "gaio" mondo gay (sempre meno gaio).<br /><br />SOSPESO IL PRETE CHE HA CELEBRATO LE "NOZZE" GAY<br />Mentre i giornali di mezz'Italia stanno parlando di lui come del prete sposa lesbiche, lui è già in un luogo segreto a meditare su quella che il suo vescovo ha definito senza mezzi termini «una fesseria che ha fatto». A Sant'Oreste, provincia di Viterbo e diocesi di Civita Castellana è successo davvero tutto in un lampo. L'11 luglio scorso don Emanuele Moscatelli ha chiesto ed ottenuto dal sindaco Valentina Pini di unire civilmente due donne lesbiche del Paese. Domenica sera il vescovo Romano Rossi - come annunciato da lui stesso alla Nuova BQ - era già nella parrocchia di San Lorenzo Martire per spiegare ai fedeli la decisione di sospenderlo dalla guida della comunità il sacerdote.<br />L'episodio è sintomatico di un attacco al sacerdozio che con l'approvazione della legge sull'omofobia sarà destinato a ripetersi. Chiederanno ai preti di celebrare le unioni civili nel nome della nuova religione omosessualista? E chi si rifiuterà verrà accusato di omofobia? Di sicuro il corto circuito Chiesa-Stato & diritti Lgbt è molto sospetto e rimanda a quanto accaduto in Diocesi di Gorizia, dove il cappellano degli scout partecipò convintamente al "matrimonio" dell'educatore Agesci e a rimetterci fu il parroco che si oppose a quella cerimonia: venne trasferito dal vescovo, che invece tiene ancora oggi al suo posto tanto il prete quanto "l'educatore".   <br />Non conosciamo il livello di confidenza che don Moscatelli aveva con le due donne (al telefono con la Bussola ha più volte riattaccato), ma il sospetto che il movimento Lgbt si voglia servire di preti già fragili di loro e indurli a compiere spinte in avanti come quella di Sant'Oreste, è molto forte. Ed è un sospetto che ha avuto anche il vescovo di Civita Castellana che, raggiunto dalla Bussola, ha detto: «Temevo una messinscena del mondo gay, poi mi sono informato per capire come stavano le cose».<br />Ma alla fine a Civita il vescovo ha fatto il suo dovere, paterno, ma fermo. «Don Emanuele si è dimesso da parroco e prenderà un periodo di riflessione e di verifica personale, ieri sera l'ho accompagnato a salutare la parrocchia e mi ha ringraziato per avergli aperto gli occhi. Domenica prossima si insedierà il nuovo parroco».<br />Modi spicci e per nulla intimorito, i dettagli maggiori di questa storia arrivano proprio dal pastore della Diocesi come è giusto che sia dato che il sacerdote non ha risposto alle domande dei giornalisti che ieri l'hanno cercato.  <br />«Gli ho fatto capire la fesseria che ha fatto, posso capire che in certi momenti di fragilità entrino in gioco l'amicizia o lo spirito del tempo, ma celebrare un'unione civile è troppo. Da domani farà un periodo di riflessione fuori dalla diocesi, si tratta di un luogo, diciamo, "collaudato", ma ora ho il compito di aiutare questo mio prete a vedere chiaro dentro di sé. E rilanciare su nuove basi la sua vita sacerdotale, credo ci sia spazio di recupero dopo l'errore fatto. Comunque, diamoci tempo un annetto e vediamo».<br />Monsignor Rossi, che ha celebrato Messa con don Emanuele, ha detto anche di essere pronto ad eventuali "ritorsioni" degli attivisti Lgbt: «Per la verità me le aspettavo - confida - invece per il momento non si è fatto vivo nessuno». Forse, gli facciamo notare, è perché la notizia delle dimissioni del prete è ancora fresca e non è ancora arrivata a certe orecchie. «Bè, comunque se arriveranno attacchi, li affronterò, non ho mica paura sa?».<br />L'atteggiamento di questo vescovo appare in contraddizione con le seduzioni del mondo e con il comune sentire odierno, anche ecclesiastico, dove spesso per comodità o per paura, si tende, a fare finta di nulla. Ma, affrontando la cosa di petto e denunciando l'errore chiamandolo col suo nome, questo vescovo ha dimostrato di essere il solo ad aver avuto a cuore il sacerdote, strumentalizzato da tutti, sindaco compreso, ma in realtà la prima vittima di questa storia destinata a ripetersi altrove e che apre una nuova breccia: con la legge sull'omofobia anche i preti dovranno stare ben attenti a dove schierarsi.<br />(Andrea Zambrano, La Nuova Bussola Quotidiana, 21 luglio 2020)<br /><br />CONTESTATORI LGBT AGGREDISCONO UN GAY IN NOME DELLA LIBERTÀ<br />Lo slogan lo conosciamo bene: è quello del "love is love". Ma... quale "Love"? Forse quello dei contromanifestanti che con insulti, minacce, spintoni e pugni chiusi hanno interrotto la manifestazione 'Restiamoliberi', organizzata dal movimento Pro vita & famiglia di Fano lo scorso sabato sera?<br />Ci è voluto, infatti, l'intervento delle forze dell'ordine per fermare i contestatori provenienti dal centro sociale Grizzly, che avevano preso di mira i promotori, che pacificamente si limitavano a tenere in mano dei cartelli su cui era riportata, tramite slogan, la motivazione della loro protesta.<br />Eppure, nonostante la considerevole presenza di carabinieri, polizia e militari dell'Esercito, i contestatori hanno continuato imperterriti ad urlare insulti, forse anche per rompere il silenzio che faceva parte della modalità di protesta, ma soprattutto, per cercare di interrompere, più volte, gli interventi dei partecipanti. Alla fine, le forze dell'ordine sono state costrette a creare un cordone di uomini, per assicurare lo svolgimento della manifestazione.<br />Ma la cosa che ha più dell'incredibile è che i contromanifestanti che si dicevano contrari al ddl Zan (che teoricamente avrebbe il fine di combattere le discriminazioni contro gli omosessuali) non si sono fatti scrupolo di aggredire anche Marco Guidi, 41 anni, gay dichiarato, a cui è stato impedito di parlare: "Mi hanno insultato nei modi peggiori - ha raccontato sbalordito - ma purtroppo è il loro stile comunicativo. Sono contrario a questa legge, che produce il contrario di ciò che proclama, perché di fatto discrimina noi gay, relegandoci in una sorta di categoria protetta".]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/39933532</guid><pubDate>Fri, 24 Jul 2020 10:07:51 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/39933532/il_governo_regala_soldi_lgbt.mp3" length="13822327" type="audio/mpeg"/><itunes:author>BastaBugie</itunes:author><itunes:subtitle>TESTO DELL'ARTICOLO ➜http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6216

IL GOVERNO REGALA 4 MILIONI DI EURO ALLE ASSOCIAZIONI LGBT di Giuliano Guzzo
4 milioni di euro. A tanto, in tempi di piena crisi economica conseguente a quella sanitaria, ammonta...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜<a href="http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6216" rel="noopener">http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6216</a><br /><br />IL GOVERNO REGALA 4 MILIONI DI EURO ALLE ASSOCIAZIONI LGBT di Giuliano Guzzo<br />4 milioni di euro. A tanto, in tempi di piena crisi economica conseguente a quella sanitaria, ammonta il «regalo» che la maggioranza di governo, Pd-5S, ha pensato di bene di fare all'associazionismo Lgbt, anticipando anche la discussione del ddl Zan contro l'omotransfobia e la misoginia, in programma in aula per il prossimo 27 luglio. Da dove questo «regalo»? Semplice: da un emendamento al decreto Rilancio approvato alcuni giorni fa presso la commissione Bilancio alla Camera dove, su proposta di Gilda Sportiello, giovane deputata del M5s, esso è stato messo ai voti.<br />Per la precisione, si tratta di 4 milioni che andranno all'istituzione di case rifugio e sportelli di ascolto per le vittime di atti omotransfobici. A dare, giubilante, la notizia dell'approvazione di questo emendamento è stata la senatrice Alessandra Maiorino, vicepresidente vicaria del gruppo M5s a palazzo Madama, la quale, in una nota, non ha mancato di rivendicare con orgoglio la paternità di tale iniziativa, realizzata in collaborazione con la citata Sportiello. «Abbiamo messo in sicurezza la legge di tutela della comunità Lgbt contro le discriminazioni», ha annunciato la Maiorino, che è passata subito ad illustrare com'è riuscita nell'impresa: «In commissione Bilancio alla Camera è stato approvato un emendamento sul quale ho lavorato insieme alla deputata Sportiello, con cui garantiamo i fondi per l'istituzione di case rifugio e sportelli di ascolto per le vittime di atti omotransfobici».<br />«Dimostriamo con fatti concreti», ha inoltre aggiunto la Maiorino, «l'impegno del Movimento cinque stelle verso una comunità, quella Lgbt, che a partire già da quest'anno potrà usufruire di servizi e assistenza su misura, offerti da operatori professionisti, rendendo così l'Italia un Paese più inclusivo e giusto verso tutte e tutti i suoi e le sue cittadine». A seguire, la senatrice del M5s, entusiasta per il «grande lavoro di squadra con tutta la maggioranza», ha rivolto un pensiero alla deputata Sportiello, «che ringrazio infinitamente».<br />In effetti, visti come già si ricordava i tempi di profnda crisi economica, 4 milioni di euro sono una gran somma. Che servirà - ha spiegato l'onorevole Sportiello - ad «un programma volto a garantire assistenza legale, psicologica, sanitaria, sociale alle vittime di discriminazione fondata sull'orientamento sessuale e l'identità di genere, nonché ai soggetti che si trovino, a causa di questo, in situazioni di vulnerabilità». A chi si chiedesse cosa c'entrino gli aiuti alle vittime di violenza con il dl Rilancio, la Sportiello fa presente che «l'emergenza Covid ha acuito questi drammi».<br />Sfortunatamente, la deputata pentastellata proponente dell'emendamento non pare però abbia portato alcun dato di fatto a suffragio della tesi secondo cui «l'emergenza Covid ha acuito i drammi» legati ad omofobia e transfobia. Motivo per cui, fino a prova contraria, gli ultimi dati disponibili non sono quelli che descrivono un'Italia nella morsa dell'intolleranza. Anzi, i dati più recenti attestano l'esatto contrario, confutando lo stereotipo dell'Italia come Paese intollerante. Secondo l'Oscad, l'Osservatorio per la sicurezza contro gli atti discriminatori attivo presso il Viminale, le aggressioni contro le persone omosessuali sono in infatti calo: nel 2018 furono 43, e l'anno scorso son scese a 29.<br />Quelle contro i disabili, per capirci, sono risultate assai più numerose, come aggressioni (69). Ma niente 4 milioni in più, ahinoi, per il mondo della disabilità: solo per quello delle minoranze Lgbt. Eppure, se solo si fa presente che quella arcobaleno è una lobby, si passa per complottisti o appunto intolleranti. E pensare che i dati di fatto bastano ed avanzano per descrivere una realtà che, a...]]></itunes:summary><itunes:duration>864</itunes:duration><itunes:keywords>gender,lgbt,omosessuali,regalati,soldi</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/1d46d32b8fafdb7e6c902187c3ddfbfc.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Tiziano Ferro vuole un figlio temporaneo... Poi al termine potrà scegliere se tenerlo o no</title><link>https://www.spreaker.com/episode/tiziano-ferro-vuole-un-figlio-temporaneo-poi-al-termine-potra-scegliere-se-tenerlo-o-no--37260334</link><description><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜<a href="http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6207" rel="noopener">http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6207</a><br /><br />TIZIANO FERRO VUOLE UN FIGLIO TEMPORANEO... POI AL TERMINE POTRA' SCEGLIERE SE TENERLO O NO di Manuela Antonacci<br />Il cantante Tiziano Ferro non ha mai nascosto il desiderio di avere un figlio e recentemente ha dichiarato di volerlo a tutti i costi, spinto soprattutto da Victor Allen suo compagno da tempo e con cui ha contratto un'unione civile.<br />«In questo momento Victor lo vuole ancora di più un figlio, forse perché sta per compiere 55 anni», ha detto a Repubblica. I due si sono trasferiti da un anno a Los Angeles e proprio lì potranno realizzare tutto questo. Il motivo è presto detto: «Qui in America la situazione è relativamente più facile, o meglio ci sono diverse soluzioni, come il cosiddetto "fostering", ovvero la possibilità di occuparti per un certo tempo di un bimbo, anche senza una vera e propria adozione».<br />Ma che cos'è esattamente il "fostering"? È una sorta di sinonimo di affidamento, diffuso soprattutto in Gran Bretagna e Stati Uniti. Nel programma Child Welfare Information Gateway, gestito dall'agenzia federale statunitense del Children's Bureau viene spiegato in cosa consiste questa sorta di pratica di affido. In sostanza la famiglia affidataria è una sorta di famiglia "momentanea" che dovrebbe preparare il bambino all'affido definitivo. Ma a conti fatti, ci chiediamo, è davvero un'esperienza positiva per il bambino stesso? E sì perché anche nel ragionamento fatto da Tiziano Ferro, al centro, più che il reale interesse per il bene del bambino, come al solito c'è il desiderio di felicità di due adulti che, evidentemente, fanno i conti senza l'oste.<br />Ciò che fa più rabbrividire, infatti, è l'idea di un figlio temporaneo, "per prova", ovvero per provare l'esperienza della paternità e vedere se piace. In questo modo se va bene, si ha la possibilità di restituire il bambino, come se fosse il tester di un profumo e scegliere un figlio "permanente", un po' come si fa quando si provano i vestiti e le scarpe: si capisce qual è il modello giusto e si punta su quello.<br />Peccato che i bambini appartengano al genere umano e non al mondo degli oggetti inanimati e dunque possano subire anche conseguenze devastanti, a livello emotivo, di queste scelte così egoistiche. Ma tant'è: tutto questo nei paesi anglosassoni è tranquillamente permesso, come se fosse un bene assoluto e inalienabile e, se provi ad alzare la voce in difesa dei più deboli, sei anche intollerante, violento e persino "senza cuore".<br /><br />Nota di BastaBugie: ecco altre notizie sul "gaio" mondo gay (sempre meno gaio).<br /><br />LA FIGLIA DI MICHAEL JACKSON INTERPRETA UNA LESBICA CHE SI TRAVESTE DA SUORA<br />Le firme sono già arrivate a 260mila, ma saliranno ancora perché l'oggetto del contendere è di quelli esplosivi. [...] Una donna, lesbica, che ha una relazione con una prostituta che si traveste da suora per scappare da un non meglio precisato guaio legato alla droga. Bel film, verrebbe da dire, ma stavolta la regista Janell Shirtcliff, non ha badato a spese e per impersonare il protagonista ha scelto un'attrice poco conosciuta, ma dal nome impegnativo: Paris Jackson. Proprio così. È la figlia del mitico re del pop Michael che ha avviato una carriera da attrice.<br />Il film si chiama Habit ed è destinato a suscitare un vespaio di polemiche perché la blasfemia in esso contenuto va oltre la sensibilità religiosa. Infatti, in poche settimane dal lancio della campagna attraverso la piattaforma CitizenGo, le firme raccolte per chiedere il fermo del film sono state oltre 260mila e sono destinate a crescere. La protesta è promossa dalla  Christian Film and Television Commission ed  è rivolta al produttore e ai distributori della pellicola affinché non mandino in onda il film.<br />La campagna sottolinea che la pellicola, che sta per uscire, «ha un contenuto altamente offensivo e blasfemo per i 2 miliardi di cristiani nel mondo che considerano Gesù Cristo figlio di Dio e Salvatore», ma non solo. «Si tratta - hanno ribadito - di una mancanza di rispetto verso tutti coloro che anche se non riconoscono Gesù come Figlio di Dio lo considerano una figura storica rilevante, come ad esempio i musulmani».<br />L'obiettivo è fare si che nessun distributore distribuisca il film. Un desiderio e poco più dato il giro di miliardi che ruota attorno al business di Hollywood. Le motivazioni illustrate dalla campagna, la mancanza di rispetto, però, non sono sufficienti. Almeno altre due andrebbero spiegate ai signori pieni di dollari dell'industria cinematografica americana.<br />Anzitutto, l'offesa non è solo al sentimento religioso, ma anche all'intelligenza: provocare fino a questo punto, con allusioni puramente gratuite e antistoriche è un insulto alla storia e quindi all'intelligenza delle persone, ad esempio gli spettatori che pagheranno il biglietto - speriamo pochi - nel mondo dato che il film verrà sicuramente tradotto.<br />Ma bisogna essere chiari anche su un altro punto: la blasfemia esplicita contenuta nel film è già essa stessa l'offesa, un'offesa che non si fa solo all'uomo e al fede, ma che si fa prima di tutto a Dio. È ristabilire il diritto di Dio ad essere adorato e non vilipeso da un'attrice nota solo per il suo cognome la prima azione da fare perché queste offese creano delle ferite tra l'uomo e il suo Creatore, non passano in cavalleria con un colpo di spugna.<br />Bene dunque chiedere il boicottagio della pellicola, ma anche promuove qualche azione riparatrice perché il Protagonista ha anche Lui i suoi diritti.<br />(Andrea Zambrano, Sito del Timone, 2 luglio 2020)<br /><br />BAMBINO, DIMMI COS'È LA PORNOGRAFIA TRANSESSUALE<br />I docenti della Archbishop Sentamu Academy, scuola della Chiesa anglicana del Regno Unito, hanno chiesto a bambini tra gli 11 e i 14 anni di definire espressioni come «pornografia, pornografia soft, pornografia hardcore e pornografia transessuale, nonché mutilazioni genitali femminili, sogni bagnati, circoncisione maschile».  Una madre ha raccontato al Daily Mail che sua figlia 11enne, dopo aver cercato queste espressioni nel web, è rimasta profondamente turbata. Il preside si è scusato e ha dichiarato che simili compiti saranno d'ora in poi vietati.<br />Una vicenda sintomatica per comprendere dove tira il vento: nella direzione della pansessualità, anche omosessuale e transessuale, che investe pure l'educazione dei minori.<br />(Gender Watch News, 26 giugno 2020)<br /><br />VIA LA BANDIERA LGBT DAL MUNICIPIO DI CADICE<br />Sulla facciata del municipio di Cadice in Spagna sventolava la bandiera arcobaleno. Avvocati Cristiani e  AcTÚa FAMILIA hanno fatto ricorso al giudice e hanno vinto: la bandiera è stata tolta.<br />Il giudice ha spiegato che, secondo la legge, gli unici drappi ammessi sono quelli istituzionali, così come aveva già ricordato la Corte Suprema.<br />Una piccola grande prova che mobilitarsi a volte funziona.<br />(Gender Watch News, 3 luglio 2020)<br /> <br />Titolo originale: Tiziano Ferro e il suo compagno vogliono un figlio con il fostering<br />Fonte: Provita & Famiglia, 23 giugno 2020<br />Pubblicato su BastaBugie n. 672]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/37260334</guid><pubDate>Tue, 07 Jul 2020 18:10:43 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/37260334/tiziano_ferro_vuole_un_figlio_temporaneo_poi_al_termine_potr_scegliere_se_tenerlo_o_no.mp3" length="9984208" type="audio/mpeg"/><itunes:author>BastaBugie</itunes:author><itunes:subtitle>TESTO DELL'ARTICOLO ➜http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6207&#13;
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TIZIANO FERRO VUOLE UN FIGLIO TEMPORANEO... POI AL TERMINE POTRA' SCEGLIERE SE TENERLO O NO di Manuela Antonacci&#13;
Il cantante Tiziano Ferro non ha mai nascosto il desiderio di...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜<a href="http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6207" rel="noopener">http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6207</a><br /><br />TIZIANO FERRO VUOLE UN FIGLIO TEMPORANEO... POI AL TERMINE POTRA' SCEGLIERE SE TENERLO O NO di Manuela Antonacci<br />Il cantante Tiziano Ferro non ha mai nascosto il desiderio di avere un figlio e recentemente ha dichiarato di volerlo a tutti i costi, spinto soprattutto da Victor Allen suo compagno da tempo e con cui ha contratto un'unione civile.<br />«In questo momento Victor lo vuole ancora di più un figlio, forse perché sta per compiere 55 anni», ha detto a Repubblica. I due si sono trasferiti da un anno a Los Angeles e proprio lì potranno realizzare tutto questo. Il motivo è presto detto: «Qui in America la situazione è relativamente più facile, o meglio ci sono diverse soluzioni, come il cosiddetto "fostering", ovvero la possibilità di occuparti per un certo tempo di un bimbo, anche senza una vera e propria adozione».<br />Ma che cos'è esattamente il "fostering"? È una sorta di sinonimo di affidamento, diffuso soprattutto in Gran Bretagna e Stati Uniti. Nel programma Child Welfare Information Gateway, gestito dall'agenzia federale statunitense del Children's Bureau viene spiegato in cosa consiste questa sorta di pratica di affido. In sostanza la famiglia affidataria è una sorta di famiglia "momentanea" che dovrebbe preparare il bambino all'affido definitivo. Ma a conti fatti, ci chiediamo, è davvero un'esperienza positiva per il bambino stesso? E sì perché anche nel ragionamento fatto da Tiziano Ferro, al centro, più che il reale interesse per il bene del bambino, come al solito c'è il desiderio di felicità di due adulti che, evidentemente, fanno i conti senza l'oste.<br />Ciò che fa più rabbrividire, infatti, è l'idea di un figlio temporaneo, "per prova", ovvero per provare l'esperienza della paternità e vedere se piace. In questo modo se va bene, si ha la possibilità di restituire il bambino, come se fosse il tester di un profumo e scegliere un figlio "permanente", un po' come si fa quando si provano i vestiti e le scarpe: si capisce qual è il modello giusto e si punta su quello.<br />Peccato che i bambini appartengano al genere umano e non al mondo degli oggetti inanimati e dunque possano subire anche conseguenze devastanti, a livello emotivo, di queste scelte così egoistiche. Ma tant'è: tutto questo nei paesi anglosassoni è tranquillamente permesso, come se fosse un bene assoluto e inalienabile e, se provi ad alzare la voce in difesa dei più deboli, sei anche intollerante, violento e persino "senza cuore".<br /><br />Nota di BastaBugie: ecco altre notizie sul "gaio" mondo gay (sempre meno gaio).<br /><br />LA FIGLIA DI MICHAEL JACKSON INTERPRETA UNA LESBICA CHE SI TRAVESTE DA SUORA<br />Le firme sono già arrivate a 260mila, ma saliranno ancora perché l'oggetto del contendere è di quelli esplosivi. [...] Una donna, lesbica, che ha una relazione con una prostituta che si traveste da suora per scappare da un non meglio precisato guaio legato alla droga. Bel film, verrebbe da dire, ma stavolta la regista Janell Shirtcliff, non ha badato a spese e per impersonare il protagonista ha scelto un'attrice poco conosciuta, ma dal nome impegnativo: Paris Jackson. Proprio così. È la figlia del mitico re del pop Michael che ha avviato una carriera da attrice.<br />Il film si chiama Habit ed è destinato a suscitare un vespaio di polemiche perché la blasfemia in esso contenuto va oltre la sensibilità religiosa. Infatti, in poche settimane dal lancio della campagna attraverso la piattaforma CitizenGo, le firme raccolte per chiedere il fermo del film sono state oltre 260mila e sono destinate a crescere. La protesta è promossa dalla  Christian Film and Television Commission ed  è rivolta al produttore e ai distributori della pellicola affinché non mandino in onda il film.<br />La campagna sottolinea che la pellicola, che sta per uscire, «ha un contenuto altamente offensivo e...]]></itunes:summary><itunes:duration>624</itunes:duration><itunes:keywords>bandiera,ferro,figlio,jackson,lgbt,tiziano</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/7db37238c598c9b23b03df34147ae7f9.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Propaganda LGBT nei cartoni animati: Cartoon Ketwork imita la Disney</title><link>https://www.spreaker.com/episode/propaganda-lgbt-nei-cartoni-animati-cartoon-ketwork-imita-la-disney--32631980</link><description><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜<a href="http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6187" rel="noopener">http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6187</a><br /><br />PROPAGANDA LGBT NEI CARTONI ANIMATI: CARTOON NETWORK IMITA LA DISNEY di Mauro Faverzani<br />Prosegue l'offensiva Lgbt d'indottrinamento mediatico delle nuove generazioni. L'operazione non è nuova, per la verità: si pensi, in passato, a casi quali l'episodio della fiction dal titolo «C'era una volta», in cui Mulan rivelò il proprio amore – non corrisposto – per la Bella Addormentata oppure al merchandising "arcobaleno" distribuito dalla Disney in tutti i propri negozi per celebrare l'"orgoglio-gay" o ancora all'ospitalità concessa ai «Gay Days» annuali non ufficiali a Disneyland e Disneyworld... Ma la Disney ha ormai da tempo fatto coming out aziendale, inficiando così la propria credibilità ed autorevolezza quanto meno nei confronti delle famiglie intenzionate ad educare i propri figli secondo la morale ed il diritto naturali.<br />Ora si ricandida, però, nel medesimo ruolo anche il canale televisivo americano per ragazzi CN-Cartoon Network, che già l'anno scorso aveva pubblicato un post, in cui augurava «a tutti un happy pride», incoraggiando nel contempo «tutti i fans Lgbtq+ ad essere orgogliosi tutto l'anno». Ebbene, anche nel 2020 ha deciso di riproporre la stessa solfa: Cartoon Network ha annunciato, infatti, l'intenzione di celebrare a modo suo, questo giugno, il «mese dell'orgoglio Lgbt», trasmettendo programmi, che promuovano omosessualità, ideologia gender e dintorni.<br />«Il nostro mondo cambia ogni giorno ed è il coraggio dei singoli a far progredire - ha twittato nei giorni scorsi il canale tv Usa - Mentre il mondo continua a far pressioni per l'eguaglianza, CN celebra le persone e le famiglie della comunità Lgbtq+ per l'intero mese e per l'intero anno». Al tweet è abbinato un video, che mostra diversi preadolescenti ed adolescenti impegnati nella promozione dell'attivismo Lgbt, invocando parole-chiave polisemiche quali «amore» e «inclusione», in modo decisamente ambiguo ed ideologico. Alle immagini di sfilate Lgbt si alternano diverse testimonianze: il tutto si conclude con alcuni piccoli, che si dichiarano «fieri» di essere «transgender», «queer» o «alleati Lgbtq».<br />Anche il sito web di Cartoon Network ospita per l'intero mese un elenco di letture "a tema" consigliate sull'«orgoglio Lgbt», una selezione di video delle serie animate Steven Universe e Craig of the Creek: il primo di questi video ha peraltro vinto uno dei premi Media Awards, assegnati dall'organizzazione Lgbt GLAAD.<br />La promozione dell'omosessualità e del transgender è divenuta, insomma, uno dei cavalli di battaglia di questo canale ed è bene che i genitori ne siano consapevoli, anche perché Cartoon Network, originariamente, conquistò popolarità e pubblico, diffondendo tutt'altro ovvero i classici della Warner Bros. Quel tipo di proposta, oggi, non esiste praticamente più ed è giusto che si sappia. Cartoon Network ha presto prodotto anche proprie serie, avventurandosi nella trattazione di temi vieppiù scabrosi: ad esempio, nel 2018 l'ultima stagione della serie, purtroppo di successo, Adventure Time ha presentato un bacio lesbico; nello stesso periodo, anche il personaggio di Steven Universe ha proposto un matrimonio tra donne. Da notarsi come, di recente, anche altri prodotti di animazione «per bambini» o «per tutti», ma di fatto con contenuti Lgbt, siano stati segnalati nelle programmazioni di Netflix e di Disney Channel. Occhio al telecomando, quindi!<br />Secondo l'agenzia francese Médias-Presse.info, «spesso i registi attendono che ad una serie animata si fidelizzi un pubblico numeroso, prima di includere negli episodi seguenti vera e propria propaganda Lgbt. L'effetto è così ancor più devastante in quanto i genitori non sospettano» l'immissione di questi contenuti, a dir poco, problematici e tali da interferire a loro insaputa con l'educazione da loro scelta per i propri figli.<br />La questione si presenta ancor più inquietante, tenendo conto di come tutto questo sembri corrispondere ad una precisa linea editoriale ammiccante nei confronti di una sostanziale morbosità di fondo: non a caso v'è un blocco di programmazione, denominato Adult Swim, destinato al pubblico adulto con serie animate, anche giapponesi, proposte in modo integrale e senza sostanziali tagli o censure a tarda notte su Cartoon Network Usa, dalle ore 2 alle ore 6 del mattino. Ma non mancano nemmeno parodie quali A Day in the Life of Ranger Smith e Boo Boo Runs, i cui contenuti sessuali trent'anni fa, quando furono ideate, faticavano a trovare una propria collocazione in una programmazione ancora sostanzialmente classica, poi però modificata al punto da consentirne purtroppo una sempre più agevole sistemazione, creandole addirittura spazi "dedicati".<br />Da tener presente che Cartoon Network è una catena americana, ma diffonde i propri programmi in molti altri Paesi, tra cui Italia, Regno Unito, Irlanda, Francia, Polonia, Germania, Svizzera, Paesi Bassi, Romania, Australia, Nuova Zelanda, Argentina, Brasile, Colombia, Giappone e Corea del Sud.<br />Avvertenza: questo articolo, benché costituisca mera informazione e si configuri nei casi di libertà di pensiero tutelati dall'art. 21 della Costituzione italiana, se fosse già stato approvato il disegno di legge - cosiddetto - sull'"omofobia", assolutamente liberticida, proposto dal deputato Pd e noto attivista Lgbt Alessandro Zan, non si sarebbe potuto scrivere, o meglio, scrivendolo si sarebbe incorsi in una possibile condanna fino a 6 anni di carcere oppure in mega-sanzioni. Riteniamo che chi siede in Parlamento abbia l'obbligo morale di evitare agli Italiani nuovi odiosi cappi ed ulteriori bavagli ideologici, degni di un regime e non di uno Stato, che ama definirsi "democratico".<br />Insomma, si fa presto a dire: «Tanto sono cartoni». Piazzare i propri figli senza la supervisione di un adulto davanti al televisore può costare caro. Sarebbe bene che sempre più genitori prendessero provvedimenti consoni... <br /><br />Nota di BastaBugie: ecco altre notizie dal "gaio" mondo gay (sempre meno gaio).<br /><br />QUEL CARTOON CONTRO LE DISCRIMINAZIONI...<br />«Lampadino e Caramella nel MagiRegno degli Zampa» è un nuovo cartoon in onda su Rai Yoyo. La serie racconta le avventure dei fratellini Lampadino e Caramella insieme ai loro amici animali.<br />Nella serie, per ora, non ci sarebbe nessun riferimento esplicito in merito alle tematiche LGBT. Però il cartoon è stato presentato come un momento «per intrattenere e stimolare la fantasia di ogni bambino, contro il muro del pregiudizio e della discriminazione, perché divertimento e fantasia sono un diritto di tutti i bimbi». Davvero strana quell'accenno al muro del pregiudizio e della discriminazione. Se poi aggiungiamo il fatto che tra i doppiatori c'è anche Vladimir Luxuria, cresce il sospetto che questo cartoon possa contenere tematiche care al mondo LGBT. Però per ora è solo un sospetto.<br />(Gender Watch News, 03-04-2020)<br /><br />NIENTE CAMBIO DI SESSO IN UNGHERIA<br />Il cattolico e vice primo ministro ungherese, Zsolt Semjén (nella foto), è primo firmatario di un disegno di legge  in cui, innanzitutto, si stabilisce che per la definizione del sesso di una persona occorre far riferimento al «sesso biologico basato sulle caratteristiche sessuali primarie e sui cromosomi». In secondo luogo si fa divieto di "cambiare" sesso, facoltà permessa da una legge del 2010.<br />Il commissario per i Diritti umani del Consiglio d'Europa, Dunja Mijatović, ha commentato in senso critico questo disegno di legge: «Le persone transgender hanno il diritto al riconoscimento legale del loro genere basato sull'autodeterminazione. Questo è un passo essenziale per garantire il rispetto dei loro diritti umani in tutti gli ambiti della vita. Il riconoscimento legale del genere è una questione di dignità umana. Le autorità ungheresi devono inoltre garantire che le persone transgender abbiano accesso a procedure rapide e trasparenti per cambiare nome e genere o sesso sul registro civile, nonché su carte d'identità, passaporti, certificati e altri documenti simili».<br />Un altro gol segnato dal governo ungherese a favore della felicità delle persone.<br />(Gender Watch News, 11-04-2020)<br /><br />LE LOBBY GAY AGGREDISCONO SUL WEB CHI NON LA PENSA COME LORO<br />Comunicato stampa di Pro Vita & Famiglia contro la decisione della Regione Lazio, targato PD, di finanziare con 80mila euro il Numero Verde anti omofobia Gay Help Line.<br />«In uno dei momenti più tragici del nostro Paese dalla seconda guerra mondiale, il Pd targato Zingaretti ha dato prova delle sue priorità: non sostiene le famiglie ma sostiene i movimenti gay premiandoli anche a suon di contributi. Un vero e proprio smacco a tanti imprenditori, commercianti e artigiani costretti a sopravvivere con contributi da fame. Ma è di più. La rapidità con cui queste associazioni arcobaleno sono state sostenute, ricordiamo anche il contributo del Governatore Rossi e dei suoi sodali sempre con 80mila euro per il Consultorio Transgenere della Toscana, rappresenta una vera e propria offesa ai tanti medici e al personale sanitario che sta lavorando a contenere l'epidemia in questi mesi con sforzi inauditi e sovrumani. [...] Le lobby gay non serviranno a vincere la guerra contro il coronavirus, mentre rappresentano sempre più chiaramente un danno per tutti i cittadini, distraendo importanti risorse al di fuori delle vere emergenze».]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/32631980</guid><pubDate>Tue, 30 Jun 2020 17:13:21 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/32631980/propaganda_lgbt_nei_cartoni_animati_cartoon_ketwork_imita_la_disney.mp3" length="11907656" type="audio/mpeg"/><itunes:author>BastaBugie</itunes:author><itunes:subtitle>TESTO DELL'ARTICOLO ➜http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6187&#13;
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PROPAGANDA LGBT NEI CARTONI ANIMATI: CARTOON NETWORK IMITA LA DISNEY di Mauro Faverzani&#13;
Prosegue l'offensiva Lgbt d'indottrinamento mediatico delle nuove generazioni....</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜<a href="http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6187" rel="noopener">http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6187</a><br /><br />PROPAGANDA LGBT NEI CARTONI ANIMATI: CARTOON NETWORK IMITA LA DISNEY di Mauro Faverzani<br />Prosegue l'offensiva Lgbt d'indottrinamento mediatico delle nuove generazioni. L'operazione non è nuova, per la verità: si pensi, in passato, a casi quali l'episodio della fiction dal titolo «C'era una volta», in cui Mulan rivelò il proprio amore – non corrisposto – per la Bella Addormentata oppure al merchandising "arcobaleno" distribuito dalla Disney in tutti i propri negozi per celebrare l'"orgoglio-gay" o ancora all'ospitalità concessa ai «Gay Days» annuali non ufficiali a Disneyland e Disneyworld... Ma la Disney ha ormai da tempo fatto coming out aziendale, inficiando così la propria credibilità ed autorevolezza quanto meno nei confronti delle famiglie intenzionate ad educare i propri figli secondo la morale ed il diritto naturali.<br />Ora si ricandida, però, nel medesimo ruolo anche il canale televisivo americano per ragazzi CN-Cartoon Network, che già l'anno scorso aveva pubblicato un post, in cui augurava «a tutti un happy pride», incoraggiando nel contempo «tutti i fans Lgbtq+ ad essere orgogliosi tutto l'anno». Ebbene, anche nel 2020 ha deciso di riproporre la stessa solfa: Cartoon Network ha annunciato, infatti, l'intenzione di celebrare a modo suo, questo giugno, il «mese dell'orgoglio Lgbt», trasmettendo programmi, che promuovano omosessualità, ideologia gender e dintorni.<br />«Il nostro mondo cambia ogni giorno ed è il coraggio dei singoli a far progredire - ha twittato nei giorni scorsi il canale tv Usa - Mentre il mondo continua a far pressioni per l'eguaglianza, CN celebra le persone e le famiglie della comunità Lgbtq+ per l'intero mese e per l'intero anno». Al tweet è abbinato un video, che mostra diversi preadolescenti ed adolescenti impegnati nella promozione dell'attivismo Lgbt, invocando parole-chiave polisemiche quali «amore» e «inclusione», in modo decisamente ambiguo ed ideologico. Alle immagini di sfilate Lgbt si alternano diverse testimonianze: il tutto si conclude con alcuni piccoli, che si dichiarano «fieri» di essere «transgender», «queer» o «alleati Lgbtq».<br />Anche il sito web di Cartoon Network ospita per l'intero mese un elenco di letture "a tema" consigliate sull'«orgoglio Lgbt», una selezione di video delle serie animate Steven Universe e Craig of the Creek: il primo di questi video ha peraltro vinto uno dei premi Media Awards, assegnati dall'organizzazione Lgbt GLAAD.<br />La promozione dell'omosessualità e del transgender è divenuta, insomma, uno dei cavalli di battaglia di questo canale ed è bene che i genitori ne siano consapevoli, anche perché Cartoon Network, originariamente, conquistò popolarità e pubblico, diffondendo tutt'altro ovvero i classici della Warner Bros. Quel tipo di proposta, oggi, non esiste praticamente più ed è giusto che si sappia. Cartoon Network ha presto prodotto anche proprie serie, avventurandosi nella trattazione di temi vieppiù scabrosi: ad esempio, nel 2018 l'ultima stagione della serie, purtroppo di successo, Adventure Time ha presentato un bacio lesbico; nello stesso periodo, anche il personaggio di Steven Universe ha proposto un matrimonio tra donne. Da notarsi come, di recente, anche altri prodotti di animazione «per bambini» o «per tutti», ma di fatto con contenuti Lgbt, siano stati segnalati nelle programmazioni di Netflix e di Disney Channel. Occhio al telecomando, quindi!<br />Secondo l'agenzia francese Médias-Presse.info, «spesso i registi attendono che ad una serie animata si fidelizzi un pubblico numeroso, prima di includere negli episodi seguenti vera e propria propaganda Lgbt. L'effetto è così ancor più devastante in quanto i genitori non sospettano» l'immissione di questi contenuti, a dir poco, problematici e tali da interferire a loro insaputa con l'educazione da loro scelta per i propri...]]></itunes:summary><itunes:duration>745</itunes:duration><itunes:keywords>animati,bambini,cartoni,lgbt,propaganda</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/cc535bab862518eafe8ea0636eb4e28e.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Spot contro le adozioni gay in Russia</title><link>https://www.spreaker.com/episode/spot-contro-le-adozioni-gay-in-russia--32697813</link><description><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜<a href="http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6192" rel="noopener">http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6192</a><br /><br />SPOT CONTRO LE ADOZIONI GAY IN RUSSIA di Manuela Antonacci<br />Il primo luglio, in Russia, prenderà il via la campagna elettorale per il referendum sulla riforma costituzionale. Putin, all'interno del pacchetto delle riforme, ha fatto includere anche una norma che prevede l'inserimento nella Costituzione russa, del concetto di matrimonio inteso, univocamente, come unione tra un uomo e donna.<br />Per dare ancora più forza a questa proposta, il Federal News Agency ha diffuso un video contro le adozioni gay, in cui, in una Russia del 2035, si vede un bambino adottato da una coppia di omosessuali, di cui uno, che rappresenterebbe sua "madre", vestito e truccato da donna e che, ciliegina sulla torta, mentre fa salire il piccolo in macchina, gli dona un abito femminile.<br /> Tutto questo accompagnato da una voce fuori campo che esclama: "È questa la Russia che vuoi? Decidi il futuro del Paese. Vota gli emendamenti alla Costituzione".<br />Apriti cielo! Com'è prevedibile, la reazione delle varie associazioni Lgbt non ha tardato a farsi sentire, con una pioggia di accuse verso lo spot, in quanto "inciterebbe all'odio e all'ostilità", ma Nikolay Stolyarchuk, amministratore delegato di Patriot Media Group, la società da cui dipende Federal Agency News, ha risposto sottolineando che "il video è in linea con le leggi russe approvate sotto il governo di Putin che hanno proibito la propaganda omosessuale. La questione principale non è combattere contro la comunità Lgbt, ma difendere l'istituzione della famiglia come unione di un uomo e una donna, e garantire che i partner dello stesso sesso non debbano essere autorizzati ad adottare i bambini".<br />Nel 2013, infatti, sono state approvate delle leggi specifiche finalizzate a "proteggere i minori da informazioni che promuovono la negazione dei valori tradizionali della famiglia", inoltre, la Russia vieta già l'adozione internazionale di minori da parte di coppie omosessuali e single, quindi il video non fa che ribadire i principi alla base dello status quo, in materia di famiglia e adozioni, in questo paese, difficile, dunque parlare di intenti "discriminatori".<br /><br />Nota di BastaBugie: ecco altre notizie dal "gaio" mondo gay (sempre meno gaio).<br /><br />100 PIAZZE CONTRO IL DDL ZAN SULL'OMOFOBIA<br />Un popolo è nuovamente pronto a scendere in piazza per a dire No al ddl Zan Scalfarotto sulla cosiddetta omofobia. D'altra parte se nel pieno di una crisi economica e sociale senza precedenti, con milioni di famiglie ed imprese in enorme difficoltà c'è qualcuno che pensa di poter far passare questa legge sotto silenzio, chi ha a cuore la libertà non può che rispondere con altrettanta prontezza.<br />La data è quella dell'11 luglio che vedrà un grande evento nella capitale e altre 100 piazze mobilitate in tutta Italia all'interno di un'unica campagna #restiamoliberi. «Per difendere la libertà di coscienza, la libertà di espressione, la libertà di educazione, di associazione e di stampa» minati da un testo di legge che - spiegano i promotori della campagna #restiamoliberi - vuole istituire «un nuovo reato, quello di omofobia appunto, che non viene definito dal legislatore, lasciando così enormi spazi a interpretazioni e derive liberticide che colpiranno tutti coloro che promuovono il diritto naturale di ogni bambino ad avare un padre e una madre o, più semplicemente, che si riconoscono nel principio dell'identità sessuata biologica e non in quello della variegata identità di genere che, basandosi sull'auto percezione, comprende oltre 50 definizioni».<br />Immediato è giunto il sostegno dell'Associazione Family Day: «È in gioco la libertà d'espressione e perfino la libertà di professare la propria confessione religiosa - spiega il presidente Massimo Gandolfini - come confermano i timori espressi recentemente anche dalla Conferenza episcopale italiana. Il ddl crea infatti un nuovo reato d'opinione che non viene definito dal legislatore e pertanto si presta a pericolosissime interpretazioni. Oltretutto il nostro ordinamento già contiene gli strumenti per sanzionare violenze e discriminazioni basate sull'orientamento sessuale. Tutte le persone che hanno a cuore la libertà e la democrazia, a prescindere dal loro credo religioso e dai loro convincimenti politici, sono chiamate a sostenere la campagna #restiamoliberi»<br />«L'omofobia non è un'emergenza e il ddl Zan rappresenta la dittatura del pensiero unico che si fa legge per impedire la libera opinione costituzionalmente garantita» dichiarano Toni Brandi e Jacopo Coghe, presidente e vice-presidente di Pro Vita e Famiglia onlus, a sostegno dell'iniziativa. «Per questo, sotto l'unico slogan di #restiamoliberi, scenderemo in campo anche noi l'11 luglio insieme a numerose associazioni a Roma e in altre 100 piazze italiane, per difendere la libertà di pensiero e di espressione»<br />Presenti anche le Sentinelle in Piedi. «Siamo scesi in piazza per la prima volta nell'estate del 2013 per la libertà d'espressione - fanno sapere in un comunicato - mentre qualcuno cercava di far passare una legge liberticida nell'indifferenza generale, e lo stesso facciamo oggi di fronte allo stesso tentativo, della stessa lobby. In piedi, in silenzio, in piazza, diremo che niente potrà zittirci. Neanche una legge inutile e ingiusta #restiamoliberi»<br />(Raffaella Frullone, Sito del Timone, 16 giugno 2020)<br /><br />RAZZISMO E DIRITTI LGBT NON SONO PARAGONABILI<br />Google sostiene nei suoi articoli ufficiali che la lotta LGBTQ per i "nuovi diritti sessuali" è da paragonare alla lotta dei neri americani contro il razzismo. Lasciamo da parte la questione del razzismo in sé che avrebbe bisogno di molti chiarimenti rispetto alla versione ufficiale che va per la maggiore. Soffermiamoci sulla equiparazione: lottare per il riconoscimento giuridico delle proprie tendenze sessuali innaturali sarebbe come lottare per il riconoscimento giuridico della pari dignità di tutti i cittadini, quale che sia il colore della loro pelle.<br />La stonatura del confronto risulta subito evidente. Il colore della pelle è naturale, i percorsi sessuali LGBTQ non sono naturali. Il colore della pelle è oggettivo ed ascrittivo, gli altri sono soggettivi e frutto di una scelta. Ora, anche un bambino sa che le cose che ereditiamo in quanto espressione della nostra natura umana ci appartengono per diritto, fanno parte di noi, mentre le cose che scegliamo possono essere in continuità con la nostra natura oppure contrarie ad essa. Se così non fosse, le nostre scelte non avrebbero un significato morale. Quindi ciò che ci appartiene per natura ci deve essere riconosciuto, ciò che facciamo per scelta ci deve essere riconosciuto se è naturale oppure non riconosciuto - anche se in privato lo facciamo - perché è innaturale. Il paragone tra razzismo e LGBTQ non tiene per niente.<br />Per proporlo bisogna prima aver eliminato alcuni concetti che però sono ineliminabili. Bisogna per esempio sopprimere il concetto di natura umana e pensare che nell'uomo tutto dipende da scelte, che l'uomo è mutevole, che si progetta liberamente e cose di questo genere. Così facendo però bisognerebbe anche dire su cosa vogliamo fondare la dignità della persona. Se non sulla natura umana su cosa altro? Se la natura umana stessa è vista come una scelta, la dignità verrà posta nella scelta, nella facoltà di scegliere, ossia nella libertà negativa. Però in questo modo la dignità è messa in pericolo. La persona può anche scegliere di non scegliere, scegliere di non essere più libera, scegliere di sottoporsi ad un Leviatano, scegliere di imporre a chi vuole scegliere di non scegliere. La pura facoltà di scelta è quanto di più volatile ci sia e può essere adoperata anche contro la libertà di scelta.<br />Nel privato uno può anche scegliere di fare quello che vuole. Sono problemi della sua coscienza. Ma nel pubblico, il diritto e la politica non possono tutelare una pura libertà di scelta, perché in questo caso dovrebbero coerentemente anche ammettere la libertà di scegliere per la distruzione del diritto e della politica. La pura libertà di scelta è anarchica e se la politica la contempla, contempla l'anarchia, e quindi scava la fossa a se stessa.<br />La politica non può stare senza il concetto di natura umana. Per questo non può mettere sullo stesso piano le lotte dei neri contro il razzismo e quelle dei LGBTQ.<br />Siccome però questo viene fatto, dobbiamo chiederci a cosa porterà. La risposta è semplice: porterà ad una feroce dittatura. La "società aperta" sarà dotata di un potere illimitato. Paragonare i diritti LGBTQ con quelli delle minoranze discriminate per il colore della pelle assegna ai nuovi diritti sessuali la forza dei diritti naturali, pur negando il concetto di natura. Quindi degni di rispetto e protezione da parte del potere. Quindi da insegnarsi nelle scuole. Quindi da proteggere colpendo i trasgressori. Quindi prevedendo forme di reato di opinione nei loro confronti. Quindi internando nei manicomi chi insiste nel pensare assurdamente il contrario... e così via. Se un insegnante insegna in classe il razzismo viene denunciato. Così sarà se insegna in classe che la sessualità naturale è tra uomo e donna. Se poi dovesse anche insegnare che va esercitata nel matrimonio il reato sarebbe irrimediabilmente più grave.<br />È interessante notare che questa ideologia dittatoriale viene fatta propria da Google, a testimonianza che i social promettono libertà ma in realtà condizionano autoritariamente il futuro.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/32697813</guid><pubDate>Tue, 23 Jun 2020 19:35:06 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/32697813/spot_contro_le_adozioni_gay_in_russia.mp3" length="13183856" type="audio/mpeg"/><itunes:author>BastaBugie</itunes:author><itunes:subtitle>TESTO DELL'ARTICOLO ➜http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6192&#13;
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SPOT CONTRO LE ADOZIONI GAY IN RUSSIA di Manuela Antonacci&#13;
Il primo luglio, in Russia, prenderà il via la campagna elettorale per il referendum sulla riforma costituzionale....</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜<a href="http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6192" rel="noopener">http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6192</a><br /><br />SPOT CONTRO LE ADOZIONI GAY IN RUSSIA di Manuela Antonacci<br />Il primo luglio, in Russia, prenderà il via la campagna elettorale per il referendum sulla riforma costituzionale. Putin, all'interno del pacchetto delle riforme, ha fatto includere anche una norma che prevede l'inserimento nella Costituzione russa, del concetto di matrimonio inteso, univocamente, come unione tra un uomo e donna.<br />Per dare ancora più forza a questa proposta, il Federal News Agency ha diffuso un video contro le adozioni gay, in cui, in una Russia del 2035, si vede un bambino adottato da una coppia di omosessuali, di cui uno, che rappresenterebbe sua "madre", vestito e truccato da donna e che, ciliegina sulla torta, mentre fa salire il piccolo in macchina, gli dona un abito femminile.<br /> Tutto questo accompagnato da una voce fuori campo che esclama: "È questa la Russia che vuoi? Decidi il futuro del Paese. Vota gli emendamenti alla Costituzione".<br />Apriti cielo! Com'è prevedibile, la reazione delle varie associazioni Lgbt non ha tardato a farsi sentire, con una pioggia di accuse verso lo spot, in quanto "inciterebbe all'odio e all'ostilità", ma Nikolay Stolyarchuk, amministratore delegato di Patriot Media Group, la società da cui dipende Federal Agency News, ha risposto sottolineando che "il video è in linea con le leggi russe approvate sotto il governo di Putin che hanno proibito la propaganda omosessuale. La questione principale non è combattere contro la comunità Lgbt, ma difendere l'istituzione della famiglia come unione di un uomo e una donna, e garantire che i partner dello stesso sesso non debbano essere autorizzati ad adottare i bambini".<br />Nel 2013, infatti, sono state approvate delle leggi specifiche finalizzate a "proteggere i minori da informazioni che promuovono la negazione dei valori tradizionali della famiglia", inoltre, la Russia vieta già l'adozione internazionale di minori da parte di coppie omosessuali e single, quindi il video non fa che ribadire i principi alla base dello status quo, in materia di famiglia e adozioni, in questo paese, difficile, dunque parlare di intenti "discriminatori".<br /><br />Nota di BastaBugie: ecco altre notizie dal "gaio" mondo gay (sempre meno gaio).<br /><br />100 PIAZZE CONTRO IL DDL ZAN SULL'OMOFOBIA<br />Un popolo è nuovamente pronto a scendere in piazza per a dire No al ddl Zan Scalfarotto sulla cosiddetta omofobia. D'altra parte se nel pieno di una crisi economica e sociale senza precedenti, con milioni di famiglie ed imprese in enorme difficoltà c'è qualcuno che pensa di poter far passare questa legge sotto silenzio, chi ha a cuore la libertà non può che rispondere con altrettanta prontezza.<br />La data è quella dell'11 luglio che vedrà un grande evento nella capitale e altre 100 piazze mobilitate in tutta Italia all'interno di un'unica campagna #restiamoliberi. «Per difendere la libertà di coscienza, la libertà di espressione, la libertà di educazione, di associazione e di stampa» minati da un testo di legge che - spiegano i promotori della campagna #restiamoliberi - vuole istituire «un nuovo reato, quello di omofobia appunto, che non viene definito dal legislatore, lasciando così enormi spazi a interpretazioni e derive liberticide che colpiranno tutti coloro che promuovono il diritto naturale di ogni bambino ad avare un padre e una madre o, più semplicemente, che si riconoscono nel principio dell'identità sessuata biologica e non in quello della variegata identità di genere che, basandosi sull'auto percezione, comprende oltre 50 definizioni».<br />Immediato è giunto il sostegno dell'Associazione Family Day: «È in gioco la libertà d'espressione e perfino la libertà di professare la propria confessione religiosa - spiega il presidente Massimo Gandolfini - come confermano i timori espressi recentemente anche dalla...]]></itunes:summary><itunes:duration>824</itunes:duration><itunes:keywords>adozioni,gay,lgbt,russia</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/1c479f76142a85fe2d2cd9747920cfeb.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Legge sull'omofobia: ecco come i cattolici hanno già oggi perso la battaglia</title><link>https://www.spreaker.com/episode/legge-sull-omofobia-ecco-come-i-cattolici-hanno-gia-oggi-perso-la-battaglia--30011506</link><description><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜<a href="http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6155" rel="noopener">http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6155</a><br /><br />LEGGE SULL'OMOFOBIA: ECCO COME I CATTOLICI HANNO GIA' OGGI PERSO LA BATTAGLIA di Stefano Fontana<br />La proposta di legge Zan contro l'omofobia preoccupa. E molto. Ma non preoccupa tutti. Nemmeno tutti i cattolici. Anzi, preoccupa solo una strettissima minoranza di cattolici. Certamente non preoccupa la gerarchia ecclesiastica italiana dai sacerdoti ai vescovi. Il bello è - però - che la strategia contro la legge Zan non tiene conto di tutto questo, e ragiona come se tutti i cattolici, tutti i sacerdoti e tutti i vescovi fossero allarmati. Così non è, e questo errore di valutazione rende incerta la strategia d'azione contro la proposta di legge in quanto presuppone ciò che non c'è. È come far leva sul vuoto.<br />La linea argomentativa maggiormente seguita è questa: "Con la legge Zan sacerdoti e catechisti rischiano la galera". Sono parole di Costanza Miriano che prendo ad esempio e che dovrebbero suscitare allarme e mobilitazione. Ma sacerdoti e catechisti non rischiano nulla perché non insegnano per niente la dottrina della Chiesa su sessualità, omosessualità, transessualità e bisessualità. Quanti sono in Italia i sacerdoti e i catechisti che parlano o almeno accennano a questi temi? Proviamo a contarli e non raggiungeremo il numero delle nostre dieci dita delle mani. Se sacerdoti e catechisti insegnassero la vera dottrina della Chiesa sulla sessualità non si sarebbe arrivati alla legge Zan o comunque ora ci sarebbe almeno un popolo da mobilitare per contrastarla. Sacerdoti e catechisti si saranno chiusi la bocca da soli ben prima che la legge Zan gliela chiuda. Col senso di colpa di essere indietro di 200 anni, la Chiesa cerca di guadagnare il terreno perduto e limita la propria libertà prima che lo Stato gliela limiti. Lo abbiamo appena visto anche col covid-19. Vogliamo essere sempre i primi della classe agli occhi del mondo.<br /><br />PRIMO ERRORE: PENSARE DI AVERE UN ESERCITO ALLE SPALLE<br />Nella giornata mondiale contro l'omofobia, la transfobia e la bifobia del maggio scorso, il Presidente Mattarella e il premier Conte hanno spudoratamente tirato la volata alla nuova legge, ma dalla Chiesa italiana non è arrivata una parola. Quando scoppiano casi di relazioni omosessuali nelle parrocchie, sia tra preti che tra educatori, ad essere allontanato è il parroco che denuncia e protesta e non i protagonisti dello scandalo, come è successo per esempio a Staranzano, in quel di Gorizia.<br />In Germania è già pronto il rito di benedizione in chiesa per le coppie omosessuali e per i divorziati risposati in ossequio ad Amoris laetitia, e così sarà ben presto anche da noi. Tra i lettori di queste righe c'è qualcuno che ricorda una chiara presa di posizione del proprio vescovo sull'omosessualità? Io certamente no. Ma se nemmeno nei seminari viene insegnata la corretta morale sessuale e la corretta pastorale in questi casi, come pretendere che ci siano sacerdoti e catechisti che andranno in galera? Nessuno andrà in galera perché in galera ci si sono già messi da soli.<br />Queste osservazioni hanno a che fare con la strategia da seguire. Quando si pensa di avere un esercito alle spalle si agisce in un certo modo. Se invece si prende atto di essere dei piccoli avamposti dalle forze limitate si agisce in altro modo. E certo un esercito di sacerdoti e catechisti che corrono il rischio di andare in galera non c'è, ed è ingenuità pensarlo. Allora la strategia deve assumere un primo criterio: la lotta non è solo contro i laicisti al governo o fuori del governo ma è anche contro sacerdoti e catechisti che si sono chiusi la bocca. Deve essere chiaro che posizionarsi contro la legge Zan significa disturbare molti dentro la Chiesa - anche in alto - e non solo fuori di essa. Se manca questa consapevolezza si finirà per rimanere spiazzati prima di tutto dai "nostri", che con gli altri si sono già "accordati". E nessuno dei nostri verrà a salvare il soldato Ryan quando egli si troverà disperso tra le linee nemiche: la trama del film "Behind Enemy Lines" con Gene Hackman e Owen Wilson non è roba da cattolici di oggi.<br /><br />SECONDO ERRORE: LA LIBERTÀ DI PAROLA<br />Poi c'è l'altro errore di puntare solo sul diritto alla libertà di parola. Sacerdoti e catechisti - si dice contro la "legge bavaglio"- hanno diritto di parola, così come chi dice che bisessuale è bello e buono. Lo Stato dovrebbe permettere a tutti di dire la propria. Ma questa concezione dello Stato come neutro da etica e religione, e quindi come tutto tollerante e tollerante tutto, è proprio quella che conduce alla legge Zan. È lo Stato che sulla tolleranza fonda l'intolleranza, come disse Benedetto XVI: "La vera minaccia di fronte alla quale ci troviamo è che la tolleranza venga abolita in nome della tolleranza stessa" (in Luce del Mondo). È lo Stato che vieta la libertà di espressione a chi sostiene che la verità è intollerante e che ci sono cose che non si possono tollerare. La lotta alla legge Zan basata sulla libertà di espressione di sacerdoti e catechisti è perdente. Essa deve fondarsi sulla verità e il bene e sul fatto che ci sono dei mali che l'autorità politica può al massimo tollerare a determinate condizioni ma mai approvare come forme di bene pubblico.  <br />I numeri in parlamento per l'approvazione della legge ci sono. Cinque stelle, PD e Italia viva - i partiti benvoluti e appoggiati dai vertici ecclesiastici italiani - litigheranno su tutto ma non su questo. Qualche avamposto cattolico militante tenterà il tutto per tutto ma, illudendosi di essere appoggiato dalla Chiesa e dal mondo cattolico, verrà poi sconfessato e abbandonato a se stesso. Questa è la situazione. Prendiamone atto e a partire da qui cominciamo a riorganizzare le cose.<br /><br />Nota di BastaBugie: già sette anni fa abbiamo pubblicato un articolo di Mario Palmaro che si è realizzato punto per punto. Rileggerlo oggi fa prendere coscienza che il problema non nasce oggi, ma è stato fatto crescere piano piano.<br /><br />MATRIMONI GAY: COME I CATTOLICI PERDERANNO QUESTA BATTAGLIA IN DIECI PASSI<br />Con le leggi sull'omofobia l'uomo viene demolito un pezzo alla volta nel trionfale plauso dei nemici della Chiesa<br />di Mario Palmaro<br /><a href="http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=3034" rel="noopener">http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=3034</a>]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/30011506</guid><pubDate>Tue, 09 Jun 2020 14:30:03 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/30011506/legge_sull_omofobia.mp3" length="8244243" type="audio/mpeg"/><itunes:author>BastaBugie</itunes:author><itunes:subtitle>TESTO DELL'ARTICOLO ➜http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6155

LEGGE SULL'OMOFOBIA: ECCO COME I CATTOLICI HANNO GIA' OGGI PERSO LA BATTAGLIA di Stefano Fontana
La proposta di legge Zan contro l'omofobia preoccupa. E molto. Ma non preoccupa...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜<a href="http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6155" rel="noopener">http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6155</a><br /><br />LEGGE SULL'OMOFOBIA: ECCO COME I CATTOLICI HANNO GIA' OGGI PERSO LA BATTAGLIA di Stefano Fontana<br />La proposta di legge Zan contro l'omofobia preoccupa. E molto. Ma non preoccupa tutti. Nemmeno tutti i cattolici. Anzi, preoccupa solo una strettissima minoranza di cattolici. Certamente non preoccupa la gerarchia ecclesiastica italiana dai sacerdoti ai vescovi. Il bello è - però - che la strategia contro la legge Zan non tiene conto di tutto questo, e ragiona come se tutti i cattolici, tutti i sacerdoti e tutti i vescovi fossero allarmati. Così non è, e questo errore di valutazione rende incerta la strategia d'azione contro la proposta di legge in quanto presuppone ciò che non c'è. È come far leva sul vuoto.<br />La linea argomentativa maggiormente seguita è questa: "Con la legge Zan sacerdoti e catechisti rischiano la galera". Sono parole di Costanza Miriano che prendo ad esempio e che dovrebbero suscitare allarme e mobilitazione. Ma sacerdoti e catechisti non rischiano nulla perché non insegnano per niente la dottrina della Chiesa su sessualità, omosessualità, transessualità e bisessualità. Quanti sono in Italia i sacerdoti e i catechisti che parlano o almeno accennano a questi temi? Proviamo a contarli e non raggiungeremo il numero delle nostre dieci dita delle mani. Se sacerdoti e catechisti insegnassero la vera dottrina della Chiesa sulla sessualità non si sarebbe arrivati alla legge Zan o comunque ora ci sarebbe almeno un popolo da mobilitare per contrastarla. Sacerdoti e catechisti si saranno chiusi la bocca da soli ben prima che la legge Zan gliela chiuda. Col senso di colpa di essere indietro di 200 anni, la Chiesa cerca di guadagnare il terreno perduto e limita la propria libertà prima che lo Stato gliela limiti. Lo abbiamo appena visto anche col covid-19. Vogliamo essere sempre i primi della classe agli occhi del mondo.<br /><br />PRIMO ERRORE: PENSARE DI AVERE UN ESERCITO ALLE SPALLE<br />Nella giornata mondiale contro l'omofobia, la transfobia e la bifobia del maggio scorso, il Presidente Mattarella e il premier Conte hanno spudoratamente tirato la volata alla nuova legge, ma dalla Chiesa italiana non è arrivata una parola. Quando scoppiano casi di relazioni omosessuali nelle parrocchie, sia tra preti che tra educatori, ad essere allontanato è il parroco che denuncia e protesta e non i protagonisti dello scandalo, come è successo per esempio a Staranzano, in quel di Gorizia.<br />In Germania è già pronto il rito di benedizione in chiesa per le coppie omosessuali e per i divorziati risposati in ossequio ad Amoris laetitia, e così sarà ben presto anche da noi. Tra i lettori di queste righe c'è qualcuno che ricorda una chiara presa di posizione del proprio vescovo sull'omosessualità? Io certamente no. Ma se nemmeno nei seminari viene insegnata la corretta morale sessuale e la corretta pastorale in questi casi, come pretendere che ci siano sacerdoti e catechisti che andranno in galera? Nessuno andrà in galera perché in galera ci si sono già messi da soli.<br />Queste osservazioni hanno a che fare con la strategia da seguire. Quando si pensa di avere un esercito alle spalle si agisce in un certo modo. Se invece si prende atto di essere dei piccoli avamposti dalle forze limitate si agisce in altro modo. E certo un esercito di sacerdoti e catechisti che corrono il rischio di andare in galera non c'è, ed è ingenuità pensarlo. Allora la strategia deve assumere un primo criterio: la lotta non è solo contro i laicisti al governo o fuori del governo ma è anche contro sacerdoti e catechisti che si sono chiusi la bocca. Deve essere chiaro che posizionarsi contro la legge Zan significa disturbare molti dentro la Chiesa - anche in alto - e non solo fuori di essa. Se manca questa consapevolezza si finirà per rimanere spiazzati prima di tutto dai "nostri", che con gli...]]></itunes:summary><itunes:duration>516</itunes:duration><itunes:keywords>battaglia,cristiani,legge,libertà,omofobia,zan</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/6b010bfd7740cf331e48bca6b0182bff.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Utero in affitto? In Inghilterra te lo paga lo Stato</title><link>https://www.spreaker.com/episode/utero-in-affitto-in-inghilterra-te-lo-paga-lo-stato--29010006</link><description><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜<a href="http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6153" rel="noopener">http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6153</a><br /><br />UTERO IN AFFITTO? IN INGHILTERRA TE LO PAGA LO STATO di Manuela Antonacci<br />Incredibile ma vero. Lo scorso aprile la Corte Suprema del Regno Unito ha fatto sapere ufficialmente ai contribuenti britannici che, in futuro, il National Health Service (NHS), ovvero il Servizio Sanitario Pubblico britannico, nonostante siano scarse le risorse finanziarie per le cure mediche essenziali, sarà costretto ad elargire somme a sei cifre per chi voglia fare ricorso alla pratica dell'utero in affitto in un paese extra britannico, perché in Inghilterra è vietato.<br />Il peso maggiore in questa storia l'ha avuto Brenda Marjorie Hale, nota come Lady Hale, che è stata una giudice britannica, presidente della Corte Suprema del Regno Unito dal 2017 al 2020, la quale, in passato, si era occupata del caso di una donna a cui aveva fatto avere un risarcimento importante (di ben 560.000 sterline) per alcuni gravi errori clinici che, a causa di una diagnosi tardiva di cancro all'utero, le avevano reso impossibile portare avanti una gravidanza.<br />C'è però un piccolo particolare: la donna in questione, il cui nome per ragioni di privacy non viene svelato, aveva già ricevuto più di 74.000 sterline per poter pagare quattro gravidanze con maternità surrogata, a cui aveva fatto ricorso, usando i suoi ovuli. Ben quattro perché la donna desiderava anche una famiglia numerosa. Eppure se questa richiesta di risarcimento fosse stata respinta, il sistema sanitario nazionale, avrebbe avuto denaro sufficiente per poter pagare circa 100 interventi per protesi al ginocchio e all' anca, destinate a pazienti che sono in lista d'attesa ormai da lungo tempo. Un caso, insomma, che rappresenta un importante precedente in merito alla recente decisione della Corte Suprema del Regno Unito.<br />Eppure proprio Lady Hale si è autodefinita un'ardente attivista per i diritti delle donne, ma quali diritti? Quelle delle madri surrogate che verranno, dopo essere state sfruttate adeguatamente come banali involucri, tenute ben lontane dalle coste britanniche? Di quali diritti stiamo parlando? Viene piuttosto da chiedersi... siamo di fronte ad una nuova forma di schiavitù o di colonialismo?<br /><br />Nota di BastaBugie: ecco altre notizie dal "gaio" mondo gay (sempre meno gaio).<br /><br />LA FIGLIA DI BRAD PITT E ANGELINA JOLIE SI FA CHIAMARE JOHN<br />Il 27 maggio scorso Shiloh, la figlia di Brad Pitt e Angelina Jolie, ha compiuto 14 anni. Shiloh vuole farsi chiamare John e ama vestire da maschio, facendosi tagliare i capelli corti.  Tempo fa la madre ha spiegato che la figlia «si sente un ragazzo, si fa chiamare John, quindi abbiamo deciso di assecondarla». Sulla stessa lunghezza d'onda il padre il quale pare che abbia dichiarato, in occasione del compleanno della figlia, che approva la sua decisione e adora il fatto che lei sia sempre stata fedele a se stessa.<br />Ci sbaglieremo pure, ma noi invece vediamo solo il sintomo di un disagio di questa ragazzina cresciuta in un ambiente molto sopra le righe ed ora contesa da genitori separati. Un disagio comune a molti figli di coppie separate il quale si può esprimere in moltissime forme. Shiloh ha deciso di negare la propria identità, un modo ingannevole per fuggire da una realtà dolorosa e che dovrebbe trovare amorevole opposizione nei genitori e non entusiastico consenso.<br />(Gender Watch News, 1° giugno 2020)<br /><br />POVIA E LA POLEMICA SUL GAY MANCATO<br />Il cantante Povia, ospite del programma della Rai Vieni da me, racconta che fa le pulizie di casa e afferma di essere «un gay mancato». La conduttrice Caterina Balivo, ossequiosa del politicamente corretto, si infuria e lo rimprovera così: «Scusa, ma hai detto un'altra cretinata, Povia». Il cantante la prende in giro nuovamente e le ribatte: «sono un di lei mancato».<br />"Scherza coi fanti ma lascia stare i gay" si potrebbe commentare. I Gay Pride offendono la sensibilità religiosa di tutti, ma la categoria dei gay non può essere fatta oggetto nemmeno di una battuta.<br />(Gender Watch News, 11 maggio 2020)<br /><br />COMPENDIO DELLA DOTTRINA SOCIALE DELLA CHIESA E OMOSESSUALITÀ<br />Cosa dice il Compendio della Dottrina Sociale della Chiesa, volume pubblicato dal Pontificio Consiglio della Giustizia e della Pace, sull'omosessualità? «Un problema particolare collegato alle unioni di fatto è quello riguardante la richiesta di riconoscimento giuridico delle unioni omosessuali, sempre più oggetto di pubblico dibattito. Soltanto un'antropologia rispondente alla piena verità dell'uomo può dare una risposta appropriata al problema, che presenta diversi aspetti sia sul piano sociale che ecclesiale. Alla luce di tale antropologia si rivela "quanto sia incongrua la pretesa di attribuire una realtà ´coniugale´ all'unione fra persone dello stesso sesso. Vi si oppone, innanzi tutto, l'oggettiva impossibilità di far fruttificare il connubio mediante la trasmissione della vita, secondo il progetto inscritto da Dio nella stessa struttura dell'essere umano. È di ostacolo, inoltre, l'assenza dei presupposti per quella complementarità interpersonale che il Creatore ha voluto, tanto sul piano fisico-biologico quanto su quello eminentemente psicologico, tra il maschio e la femmina. È soltanto nell'unione fra due persone sessualmente diverse che può attuarsi il perfezionamento del singolo, in una sintesi di unità e di mutuo completamento psico-fisico".<br />La persona omosessuale deve essere pienamente rispettata nella sua dignità e incoraggiata a seguire il piano di Dio con un impegno particolare nell'esercizio della castità. Il doveroso rispetto non significa legittimazione di comportamenti non conformi alla legge morale né, tanto meno, il riconoscimento di un diritto al matrimonio tra persone dello stesso sesso, con la conseguente equiparazione della loro unione alla famiglia: "Se dal punto di vista legale il matrimonio tra due persone di sesso diverso fosse solo considerato come uno dei matrimoni possibili, il concetto di matrimonio subirebbe un cambiamento radicale, con grave detrimento del bene comune. Mettendo l'unione omosessuale su un piano giuridico analogo a quello del matrimonio o della famiglia, lo Stato agisce arbitrariamente ed entra in contraddizione con i propri doveri"».<br />(Gender Watch News, 24 aprile 2020)]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/29010006</guid><pubDate>Wed, 03 Jun 2020 13:37:25 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/29010006/utero_in_affitto_uk.mp3" length="8134738" type="audio/mpeg"/><itunes:author>BastaBugie</itunes:author><itunes:subtitle>TESTO DELL'ARTICOLO ➜http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6153

UTERO IN AFFITTO? IN INGHILTERRA TE LO PAGA LO STATO di Manuela Antonacci
Incredibile ma vero. Lo scorso aprile la Corte Suprema del Regno Unito ha fatto sapere ufficialmente ai...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜<a href="http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6153" rel="noopener">http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6153</a><br /><br />UTERO IN AFFITTO? IN INGHILTERRA TE LO PAGA LO STATO di Manuela Antonacci<br />Incredibile ma vero. Lo scorso aprile la Corte Suprema del Regno Unito ha fatto sapere ufficialmente ai contribuenti britannici che, in futuro, il National Health Service (NHS), ovvero il Servizio Sanitario Pubblico britannico, nonostante siano scarse le risorse finanziarie per le cure mediche essenziali, sarà costretto ad elargire somme a sei cifre per chi voglia fare ricorso alla pratica dell'utero in affitto in un paese extra britannico, perché in Inghilterra è vietato.<br />Il peso maggiore in questa storia l'ha avuto Brenda Marjorie Hale, nota come Lady Hale, che è stata una giudice britannica, presidente della Corte Suprema del Regno Unito dal 2017 al 2020, la quale, in passato, si era occupata del caso di una donna a cui aveva fatto avere un risarcimento importante (di ben 560.000 sterline) per alcuni gravi errori clinici che, a causa di una diagnosi tardiva di cancro all'utero, le avevano reso impossibile portare avanti una gravidanza.<br />C'è però un piccolo particolare: la donna in questione, il cui nome per ragioni di privacy non viene svelato, aveva già ricevuto più di 74.000 sterline per poter pagare quattro gravidanze con maternità surrogata, a cui aveva fatto ricorso, usando i suoi ovuli. Ben quattro perché la donna desiderava anche una famiglia numerosa. Eppure se questa richiesta di risarcimento fosse stata respinta, il sistema sanitario nazionale, avrebbe avuto denaro sufficiente per poter pagare circa 100 interventi per protesi al ginocchio e all' anca, destinate a pazienti che sono in lista d'attesa ormai da lungo tempo. Un caso, insomma, che rappresenta un importante precedente in merito alla recente decisione della Corte Suprema del Regno Unito.<br />Eppure proprio Lady Hale si è autodefinita un'ardente attivista per i diritti delle donne, ma quali diritti? Quelle delle madri surrogate che verranno, dopo essere state sfruttate adeguatamente come banali involucri, tenute ben lontane dalle coste britanniche? Di quali diritti stiamo parlando? Viene piuttosto da chiedersi... siamo di fronte ad una nuova forma di schiavitù o di colonialismo?<br /><br />Nota di BastaBugie: ecco altre notizie dal "gaio" mondo gay (sempre meno gaio).<br /><br />LA FIGLIA DI BRAD PITT E ANGELINA JOLIE SI FA CHIAMARE JOHN<br />Il 27 maggio scorso Shiloh, la figlia di Brad Pitt e Angelina Jolie, ha compiuto 14 anni. Shiloh vuole farsi chiamare John e ama vestire da maschio, facendosi tagliare i capelli corti.  Tempo fa la madre ha spiegato che la figlia «si sente un ragazzo, si fa chiamare John, quindi abbiamo deciso di assecondarla». Sulla stessa lunghezza d'onda il padre il quale pare che abbia dichiarato, in occasione del compleanno della figlia, che approva la sua decisione e adora il fatto che lei sia sempre stata fedele a se stessa.<br />Ci sbaglieremo pure, ma noi invece vediamo solo il sintomo di un disagio di questa ragazzina cresciuta in un ambiente molto sopra le righe ed ora contesa da genitori separati. Un disagio comune a molti figli di coppie separate il quale si può esprimere in moltissime forme. Shiloh ha deciso di negare la propria identità, un modo ingannevole per fuggire da una realtà dolorosa e che dovrebbe trovare amorevole opposizione nei genitori e non entusiastico consenso.<br />(Gender Watch News, 1° giugno 2020)<br /><br />POVIA E LA POLEMICA SUL GAY MANCATO<br />Il cantante Povia, ospite del programma della Rai Vieni da me, racconta che fa le pulizie di casa e afferma di essere «un gay mancato». La conduttrice Caterina Balivo, ossequiosa del politicamente corretto, si infuria e lo rimprovera così: «Scusa, ma hai detto un'altra cretinata, Povia». Il cantante la prende in giro nuovamente e le ribatte: «sono un di lei mancato».<br />"Scherza coi fanti ma lascia stare i...]]></itunes:summary><itunes:duration>509</itunes:duration><itunes:keywords>affitto,bradpitt,gender,inghilterra,trans,utero</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/167ce69628e0d825f215581e5f41c382.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>La lobby gay sovverte l'insegnamento della Chiesa sulla sessualità</title><link>https://www.spreaker.com/episode/la-lobby-gay-sovverte-l-insegnamento-della-chiesa-sulla-sessualita--28358883</link><description><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜<a href="http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6142" rel="noopener">http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6142</a><br /><br />LA LOBBY GAY SOVVERTE L'INSEGNAMENTO DELLA CHIESA SULLA SESSUALITA' di Riccardo Cascioli<br />Avvenire che guida la crociata catto-gay. Ormai non fa più neanche notizia. Però aprire una pagina del giornale della Conferenza Episcopale Italiana e trovare il titolone "Zuppi: gli omosessuali? La diversità è ricchezza", fa sempre un certo effetto, anche perché si tratta di un'affermazione che implica quasi una necessità dell'omosessualità, visto che senza saremmo più poveri. Il che contrasta in modo piuttosto evidente con il Catechismo della Chiesa cattolica e con tutta la tradizione. Basti ricordare che il Catechismo indica la sodomia tra i quattro «peccati che gridano verso il cielo», linguaggio modernizzato rispetto a «peccati che gridano vendetta al cospetto di Dio», in uso precedentemente.<br />A veder bene la pagina in questione, c'è però di più: le affermazioni dell'arcivescovo di Bologna, cardinale Matteo Zuppi, sono parte della prefazione-intervista al libro del giornalista di Avvenire Luciano Moia (che della crociata catto-gay ha fatto una ragione di vita) dal titolo "Chiesa e omosessualità. Un'inchiesta alla luce del magistero di papa Francesco". Nel libro, viene spiegato, trovano spazio una serie di interviste realizzate dall'inserto di Avvenire "Noi, famiglia e vita" a cavallo tra il 2018 e il 2019, che spingono ovviamente tutte dalla stessa parte. E a mettere il sigillo dell'autorità c'è anche la prefazione del direttore di Avvenire, Marco Tarquinio. Dunque, non si tratta del lavoro frutto di un interesse personale di un giornalista, ma una vera e propria operazione che catalizza attorno all'organo ufficiale della CEI teologi, psicologi, un cardinale considerato nella manica del Papa e dato per prossimo presidente della CEI, e l'editrice San Paolo, ovvero un pilastro dell'editoria cattolica.<br />Ad ogni modo l'intervista al cardinale Zuppi è sufficiente per mettere in evidenza le menzogne e ambiguità che un certo clericalismo usa per promuovere gli stili di vita omosessuali. Del resto, ricordiamo, il cardinale Zuppi aveva già firmato la prefazione al libro di padre James Martin "Un ponte da costruire - Una relazione nuova tra Chiesa e persone Lgbt", un vero e proprio manifesto dell'omosessualismo (sedicente) cattolico.<br /><br />UNA CHIARA MENZOGNA<br />Prima questione: si dà l'idea che fino ad Amoris Laetitia l'unico atteggiamento della Chiesa nei confronti delle persone con tendenza omosessuale fosse di condanna ed emarginazione. Poi, finalmente, l'avvento della Chiesa di Francesco ha cambiato tutto, guardando alle persone e non a regole astratte. Questa è una chiara menzogna, funzionale all'agenda che si vuole perseguire. Nel Catechismo  della Chiesa cattolica, ad esempio, si fa una chiara distinzione tra la persona che presenta certe tendenze e gli atti omosessuali. Ma è proprio questa distinzione che si vuol far sparire, così che l'accoglienza della persona diventa prima tolleranza e poi accettazione anche degli atti.<br />Si deve al proposito ricordare il preciso e dettagliato documento della Congregazione per la Dottrina della Fede (firmato dall'allora prefetto cardinale Joseph Ratzinger) «sulla cura pastorale delle persone omosessuali», datato 1° ottobre 1986, testimonianza di un'attenzione al tema delle persone con tale tendenza. Non per niente Gionata, il principale portale internet dei gruppi Lgbt cattolici, lo definisce «famigerato», proprio perché nella comprensione per le persone non è compresa l'accettazione degli atti omosessuali.<br />E non per niente Avvenire non cita mai questo documento, forse anche perché vi è una denuncia esplicita di una lobby gay all'interno della Chiesa che ha come obiettivo il sovvertimento dell'insegnamento della Chiesa in materia di morale sessuale. Una fotografia precisa di quel che è il giornale della CEI.<br />Dunque, l'attenzione pastorale alle persone con tendenze omosessuali c'è ben prima dell'attuale pontificato. Quello che cambia con Amoris Laetitia è invece il giudizio sugli atti omosessuali, nel senso che si apre una possibilità alla loro accettazione, come dimostra l'attivismo di Moia e di Avvenire per promuovere l'omosessualità.<br /><br />ERRORI DOTTRINALI, PASTORALI E GIURIDICI<br />Seconda questione: nella concezione espressa da Zuppi e Moia non esiste una verità oggettiva, tutto dipende dal contesto e dalla storia personale. E la volontà di Dio diventa ad personam. «Quella di Dio, infatti, è una Volontà incarnata nella storia della persona, è la Sua volontà che compie la nostra», dice l'arcivescovo di Bologna, e aggiunge: «La pienezza della volontà di Dio per una persona non è la stessa per altre». La conseguenza pratica di tale impostazione è che la consumazione di atti omosessuali può essere peccato per Tizio ma può essere vocazione per Caio. L'importante è «entrare in relazione con Dio», dice Zuppi. Ma la domanda ovvia che sorge è questa: perché questo criterio soggettivista dovrebbe valere soltanto per l'omosessualità? Solo per restare nel campo degli orientamenti sessuali, perché non dovrebbe applicarsi anche alla pedofilia, o alla zoofilia e via dicendo?<br />Terza questione: questo presunto grande senso di accoglienza e misericordia che si ostenta quando si parla di omosessuali, in realtà ignora proprio la realtà delle persone che vivono questa condizione, con i loro disagi, fragilità ed esigenze. E molto spesso il desiderio di ritrovare una sessualità secondo natura. Si assumono invece gli argomenti del movimento Lgbt che rivendica l'omosessualità e la transessualità come varianti naturali della sessualità e quindi la loro piena legittimazione, attribuendo all'omofobia dell'ambiente circostante l'eventuale disagio dei singoli. Non c'è assolutamente attenzione alle persone in questa campagna condotta nella Chiesa, c'è ascolto soltanto delle rivendicazioni "sindacali" di gruppi ideologicamente organizzati.<br />Quarta questione: è ovvio che la logica conseguenza di questa impostazione porta alla legittimazione delle unioni gay. Niente di nuovo, in diverse parti d'Europa - e anche in Italia - abbiamo visto preti e vescovi sostenere la necessità di una liturgia per le coppie gay. A domanda precisa, il cardinale Zuppi è stato prudente, sostenendo che si può accogliere anche senza «giustificare», ma più che la risposta fumosa del cardinale è importante il modo in cui Moia introduce l'argomento che lascia intendere chiaramente quale sia l'indirizzo del giornale. Del resto era stato lo stesso direttore di Avvenire al tempo della legge Cirinnà a sostenere che le unioni omosessuali stabili costituiscono un bene per la società.<br />Nessuno dunque si stupisca del passo successivo.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/28358883</guid><pubDate>Tue, 26 May 2020 14:33:04 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/28358883/lobby_gay_sovverte_insegnamento_della_chiesa.mp3" length="9119032" type="audio/mpeg"/><itunes:author>BastaBugie</itunes:author><itunes:subtitle>TESTO DELL'ARTICOLO ➜http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6142

LA LOBBY GAY SOVVERTE L'INSEGNAMENTO DELLA CHIESA SULLA SESSUALITA' di Riccardo Cascioli
Avvenire che guida la crociata catto-gay. Ormai non fa più neanche notizia. Però aprire una...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜<a href="http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6142" rel="noopener">http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6142</a><br /><br />LA LOBBY GAY SOVVERTE L'INSEGNAMENTO DELLA CHIESA SULLA SESSUALITA' di Riccardo Cascioli<br />Avvenire che guida la crociata catto-gay. Ormai non fa più neanche notizia. Però aprire una pagina del giornale della Conferenza Episcopale Italiana e trovare il titolone "Zuppi: gli omosessuali? La diversità è ricchezza", fa sempre un certo effetto, anche perché si tratta di un'affermazione che implica quasi una necessità dell'omosessualità, visto che senza saremmo più poveri. Il che contrasta in modo piuttosto evidente con il Catechismo della Chiesa cattolica e con tutta la tradizione. Basti ricordare che il Catechismo indica la sodomia tra i quattro «peccati che gridano verso il cielo», linguaggio modernizzato rispetto a «peccati che gridano vendetta al cospetto di Dio», in uso precedentemente.<br />A veder bene la pagina in questione, c'è però di più: le affermazioni dell'arcivescovo di Bologna, cardinale Matteo Zuppi, sono parte della prefazione-intervista al libro del giornalista di Avvenire Luciano Moia (che della crociata catto-gay ha fatto una ragione di vita) dal titolo "Chiesa e omosessualità. Un'inchiesta alla luce del magistero di papa Francesco". Nel libro, viene spiegato, trovano spazio una serie di interviste realizzate dall'inserto di Avvenire "Noi, famiglia e vita" a cavallo tra il 2018 e il 2019, che spingono ovviamente tutte dalla stessa parte. E a mettere il sigillo dell'autorità c'è anche la prefazione del direttore di Avvenire, Marco Tarquinio. Dunque, non si tratta del lavoro frutto di un interesse personale di un giornalista, ma una vera e propria operazione che catalizza attorno all'organo ufficiale della CEI teologi, psicologi, un cardinale considerato nella manica del Papa e dato per prossimo presidente della CEI, e l'editrice San Paolo, ovvero un pilastro dell'editoria cattolica.<br />Ad ogni modo l'intervista al cardinale Zuppi è sufficiente per mettere in evidenza le menzogne e ambiguità che un certo clericalismo usa per promuovere gli stili di vita omosessuali. Del resto, ricordiamo, il cardinale Zuppi aveva già firmato la prefazione al libro di padre James Martin "Un ponte da costruire - Una relazione nuova tra Chiesa e persone Lgbt", un vero e proprio manifesto dell'omosessualismo (sedicente) cattolico.<br /><br />UNA CHIARA MENZOGNA<br />Prima questione: si dà l'idea che fino ad Amoris Laetitia l'unico atteggiamento della Chiesa nei confronti delle persone con tendenza omosessuale fosse di condanna ed emarginazione. Poi, finalmente, l'avvento della Chiesa di Francesco ha cambiato tutto, guardando alle persone e non a regole astratte. Questa è una chiara menzogna, funzionale all'agenda che si vuole perseguire. Nel Catechismo  della Chiesa cattolica, ad esempio, si fa una chiara distinzione tra la persona che presenta certe tendenze e gli atti omosessuali. Ma è proprio questa distinzione che si vuol far sparire, così che l'accoglienza della persona diventa prima tolleranza e poi accettazione anche degli atti.<br />Si deve al proposito ricordare il preciso e dettagliato documento della Congregazione per la Dottrina della Fede (firmato dall'allora prefetto cardinale Joseph Ratzinger) «sulla cura pastorale delle persone omosessuali», datato 1° ottobre 1986, testimonianza di un'attenzione al tema delle persone con tale tendenza. Non per niente Gionata, il principale portale internet dei gruppi Lgbt cattolici, lo definisce «famigerato», proprio perché nella comprensione per le persone non è compresa l'accettazione degli atti omosessuali.<br />E non per niente Avvenire non cita mai questo documento, forse anche perché vi è una denuncia esplicita di una lobby gay all'interno della Chiesa che ha come obiettivo il sovvertimento dell'insegnamento della Chiesa in materia di morale sessuale. Una fotografia precisa di quel che è il giornale della CEI.<br...]]></itunes:summary><itunes:duration>570</itunes:duration><itunes:keywords>avvenire,chiesa,gay,insegnamento,lobby</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/feb973b8e5012f95c699a576ef573859.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>La cantante Rihanna vuole un bambino, anche senza padre</title><link>https://www.spreaker.com/episode/la-cantante-rihanna-vuole-un-bambino-anche-senza-padre--24926488</link><description><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜<a href="http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6080" rel="noopener">http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6080</a><br /><br />LA CANTANTE RIHANNA VUOLE UN BAMBINO, ANCHE SENZA PADRE di LUCA SCALISE<br />La cantante Rihanna, in un'intervista rilasciata a British Vogue «ha ammesso di essere molto allettata dall'idea della maternità», leggiamo in un articolo di Dire Donna. Sembra infatti che l'artista fra dieci anni si veda contornata da tre o quattro figli, ma che non veda necessariamente al loro fianco in questo quadretto anche una figura paterna.<br />«Mi sembra che la società voglia farmi sentire come se stessi facendo qualcosa di sbagliato. Ti sminuiscono come madre, se non c'è un padre nelle vite dei tuoi bambini. Ma l'unica cosa che conta è la felicità, questa è l'unica relazione sana tra un genitore e il suo bambino. L'amore è l'unica cosa che serve per allevare un figlio».<br />Ebbene, le possibili considerazioni in merito sono molteplici. Anzitutto, ci sarebbe da chiedersi: come si fa ad avere bambini senza un uomo e una donna? Questo sappiamo essere certamente impossibile. Per avere un bambino da sola, una donna dovrebbe ricorrere o all'adozione, lì dove fosse legalmente possibile che una donna sola possa adottare, o alla fecondazione artificiale, lì dove fosse legale che una donna vi faccia ricorso anche senza parthenr.<br />Con rispetto per tutti, riflettiamo sulle due opzioni. Nel primo caso si stravolgerebbe il senso dell'adozione: essa non serve per dare un figlio a chi lo desidera, ma per dare una famiglia (quindi, una mamma e un papà) ad un bambino che ne è tragicamente rimasto privo; non è, dunque, per i desideri degli adulti, ma per i diritti dei bambini.<br />Nel secondo caso, la pratica della fecondazione artificiale implica che, affinché almeno un embrione si impianti correttamente nell'utero, ne vengano sacrificati tantissimi. E gli embrioni sono già esseri umani, secondo quanto afferma la scienza, bambini, dunque. Tale pratica, inoltre, espone a gravi rischi (a breve e lungo termine) per la salute sia delle donne che vi fanno ricorso, sia dei nascituri.<br />Insomma, perché un bambino dovrebbe essere privato di una figura paterna? Perché dev'essergli negato il diritto ad avere una famiglia?<br /><br />Nota di BastaBugie: ecco altre notizie dal "gaio" mondo gay (sempre meno gaio).<br /><br />UN'AUTODICHIARAZIONE PER IL CORONAVIRUS ATTENTA AL GENDER<br />L'associazione femminista "Non una di meno" pubblica un post, poi rimosso, in cui si lamenta che l'autocertificazione indispensabile per uscire di casa è declinata solo secondo il sesso maschile. "Io sottoscritto" identificherebbe unicamente il sesso maschile e quindi sarebbe discriminatorio.<br />Nel post si affermava che "Il maschile universale non rappresenta tutt* !!! Rivendichiamo un linguaggio che rappresenti tutte le soggettività. Un linguaggio in cui ciascun* si possa riconoscere [...] Come Non Una di Meno, diffondiamo una versione con asterischi del modulo di autocertificazione, in modo che il senso di responsabilità che si è chiamat* ad esprimere possa trovare una forma realmente adeguata a ciascun*".<br />In breve dietro quegli asterischi ci sarebbero una infinità di sessi, tanti quanti voluti dalla teoria del gender. Questo piccolo episodio ci insegna alcune cosette, tre le molte. Innanzitutto l'attivismo ideologico non si ferma nemmeno in tempo di emergenza, non riconoscendo ovvie priorità e anzi cogliendo in esse opportunità per promuovere le proprie idee. In secondo luogo il simbolo dell'asterisco, lungi dal privilegiare supposte differenze sessuali, le annulla, le annichilisce perché le sintetizza sotto un unico simbolo grafico e non assegna a ciascuna di esse visibilità. Terzo, questa retorica sessantottina, già logora prima di questa pandemia, ora appare ancor più anacronistica, fuori tempo massimo. Quarto, viene da pensare, nel tempo presente, a quanti, anche all'interno del mondo arcobaleno, possa davvero interessare questa iniziativa del collettivo "Non una di meno". Crediamo a nessun*.<br />(Gender Watch News, 6 aprile 2020)<br /><br />+ 1.500% DI RAGAZZI TRANS IN SVEZIA<br />Un rapporto svedese del Board of Health and Welfare ci informa che c'è stato un aumento del 1.500% tra il 2008 e il 2018 di ragazze tra i 13 e i 17 anni che volevano diventare "ragazzi".<br />Nel 2018 il governo socialdemocratico propose una legge che abbassava l'età per accedere alla rettificazione sessuale dai 18 ai 15 anni, però per fortuna tale disegno di legge fu accantonato. Ma anche questi limiti di età paiono essere stati superati. Infatti presso l'ospedale universitario Karolinska di Stoccolma si sono registrati dei casi di doppia mastectomia su ragazzine di 14 anni. Pare che il 100% delle richieste di riassegnazione del sesso presentate presso questa struttura venga soddisfatto.<br />Il report citato all'inizio aggiunge che il 32,4% delle bambine con cd disforia di genere di età compresa tra 13 e 17 anni era affetta da disturbo d'ansia, il 28,9% da depressione, il 19,4% da disturbo da Deficit di Attenzione/Iperattività e il 15,2 era autistica.<br />(Gender Watch News, 5 marzo 2020)<br /><br />SE SEI OMOFOBO NON TI CURO<br />Nel Regno Unito è in vigore una disciplina normativa che permette a medici ed infermieri di non curare i pazienti aggressivi sia fisicamente che verbalmente, eccetto quei casi in cui la patologia può provocare gravi effetti immediati e nei casi di malati mentali.<br />Da aprile però medici ed infermieri potranno decidere di non curare anche il paziente che assume condotte a loro dire discriminatorie, ossia sessiste, razziste ed "omofobe".<br /> Catholic News Agency  ha chiesto al Servizio Sanitario Nazionale se un sacerdote cattolico o un imam corrono il rischio di non essere curati a motivo delle loro idee sulla omosessualità. Un portavoce del Servizio Sanitario ha così risposto: «Le convinzioni personali o qualsiasi punto di vista espresso nel passato sono del tutto irrilevanti ai fini di questa politica antidiscriminatoria: a una persona verrebbe rifiutato un trattamento solo se in quel momento facesse osservazioni apertamente discriminatorie nei confronti di un membro dello staff».<br />Però sorgono almeno due rischi. Il primo: questa interpretazione sarà anche quella dei giudici in caso di vertenza giudiziale promossa perché, ad esempio, un prete cattolico non è stato curato nonostante non avesse detto nulla sull'omosessualità durante le cure in ospedale? Secondo: la libertà di espressione dei pazienti negli ospedali subirà una censura.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/24926488</guid><pubDate>Tue, 07 Apr 2020 18:55:19 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/24926488/la_cantante_rihanna_vuole_un_bambino_anche_senza_padre.mp3" length="8094196" type="audio/mpeg"/><itunes:author>BastaBugie</itunes:author><itunes:subtitle>TESTO DELL'ARTICOLO ➜http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6080&#13;
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LA CANTANTE RIHANNA VUOLE UN BAMBINO, ANCHE SENZA PADRE di LUCA SCALISE&#13;
La cantante Rihanna, in un'intervista rilasciata a British Vogue «ha ammesso di essere molto allettata...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜<a href="http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6080" rel="noopener">http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6080</a><br /><br />LA CANTANTE RIHANNA VUOLE UN BAMBINO, ANCHE SENZA PADRE di LUCA SCALISE<br />La cantante Rihanna, in un'intervista rilasciata a British Vogue «ha ammesso di essere molto allettata dall'idea della maternità», leggiamo in un articolo di Dire Donna. Sembra infatti che l'artista fra dieci anni si veda contornata da tre o quattro figli, ma che non veda necessariamente al loro fianco in questo quadretto anche una figura paterna.<br />«Mi sembra che la società voglia farmi sentire come se stessi facendo qualcosa di sbagliato. Ti sminuiscono come madre, se non c'è un padre nelle vite dei tuoi bambini. Ma l'unica cosa che conta è la felicità, questa è l'unica relazione sana tra un genitore e il suo bambino. L'amore è l'unica cosa che serve per allevare un figlio».<br />Ebbene, le possibili considerazioni in merito sono molteplici. Anzitutto, ci sarebbe da chiedersi: come si fa ad avere bambini senza un uomo e una donna? Questo sappiamo essere certamente impossibile. Per avere un bambino da sola, una donna dovrebbe ricorrere o all'adozione, lì dove fosse legalmente possibile che una donna sola possa adottare, o alla fecondazione artificiale, lì dove fosse legale che una donna vi faccia ricorso anche senza parthenr.<br />Con rispetto per tutti, riflettiamo sulle due opzioni. Nel primo caso si stravolgerebbe il senso dell'adozione: essa non serve per dare un figlio a chi lo desidera, ma per dare una famiglia (quindi, una mamma e un papà) ad un bambino che ne è tragicamente rimasto privo; non è, dunque, per i desideri degli adulti, ma per i diritti dei bambini.<br />Nel secondo caso, la pratica della fecondazione artificiale implica che, affinché almeno un embrione si impianti correttamente nell'utero, ne vengano sacrificati tantissimi. E gli embrioni sono già esseri umani, secondo quanto afferma la scienza, bambini, dunque. Tale pratica, inoltre, espone a gravi rischi (a breve e lungo termine) per la salute sia delle donne che vi fanno ricorso, sia dei nascituri.<br />Insomma, perché un bambino dovrebbe essere privato di una figura paterna? Perché dev'essergli negato il diritto ad avere una famiglia?<br /><br />Nota di BastaBugie: ecco altre notizie dal "gaio" mondo gay (sempre meno gaio).<br /><br />UN'AUTODICHIARAZIONE PER IL CORONAVIRUS ATTENTA AL GENDER<br />L'associazione femminista "Non una di meno" pubblica un post, poi rimosso, in cui si lamenta che l'autocertificazione indispensabile per uscire di casa è declinata solo secondo il sesso maschile. "Io sottoscritto" identificherebbe unicamente il sesso maschile e quindi sarebbe discriminatorio.<br />Nel post si affermava che "Il maschile universale non rappresenta tutt* !!! Rivendichiamo un linguaggio che rappresenti tutte le soggettività. Un linguaggio in cui ciascun* si possa riconoscere [...] Come Non Una di Meno, diffondiamo una versione con asterischi del modulo di autocertificazione, in modo che il senso di responsabilità che si è chiamat* ad esprimere possa trovare una forma realmente adeguata a ciascun*".<br />In breve dietro quegli asterischi ci sarebbero una infinità di sessi, tanti quanti voluti dalla teoria del gender. Questo piccolo episodio ci insegna alcune cosette, tre le molte. Innanzitutto l'attivismo ideologico non si ferma nemmeno in tempo di emergenza, non riconoscendo ovvie priorità e anzi cogliendo in esse opportunità per promuovere le proprie idee. In secondo luogo il simbolo dell'asterisco, lungi dal privilegiare supposte differenze sessuali, le annulla, le annichilisce perché le sintetizza sotto un unico simbolo grafico e non assegna a ciascuna di esse visibilità. Terzo, questa retorica sessantottina, già logora prima di questa pandemia, ora appare ancor più anacronistica, fuori tempo massimo. 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Situazione simile in tutta Italia, dove il coronavirus ha colpito all'improvviso, non dando al nostro paese nemmeno il tempo di riorganizzarsi.<br />Ma in Toscana evidentemente, si vive fuori dal mondo, perché l'emergenza non è il coronavirus, ma fornire soldi pubblici, nemmeno ai cittadini, a cui questi soldi appartengono, per procurar loro quanto meno le mascherine che sono diventate un bene introvabile, ma per finanziare le solite lobby, espressione delle cosiddette "minoranza perseguitate".<br />Ci chiediamo allora cos'altro dovrà ancora accadere (se la pandemia non basta) perché certa classe politica recuperi il contatto con la realtà e ritorni a fare scelte mirate alle emergenze reali piuttosto che finalizzate a dimostrare continuativamente la sottomissione a certi diktat che, in questo momento, nel pieno di una situazione così drammaticamente straordinaria, davvero c'entrano come i cavoli a merenda!<br /> <br />Nota di BastaBugie: ecco altre notizie dal "gaio" mondo gay (sempre meno gaio).<br /><br />FLOP CLAMOROSO PER ONWARD, IL CARTONE DISNEY OMOSESSUALISTA<br />Ne avevamo parlato qualche tempo fa: si tratta di "Onward - Oltre la magia", il nuovo film animato, prodotto in collaborazione con la Pixar, in cui ha fatto il suo esordio una poliziotta con un occhio solo, di nome "Officer Specter" dichiaratamente gay. Beh il film, in queste settimane ha fatto la sua comparsa al cinema, con un grande flop.<br />Gli addetti ai lavori attribuiscono l'insuccesso alle numerose petizioni e ai tanti boicottaggi contro la pellicola, a causa del contenuto omosessualista. Ma la cosa più singolare è che, in questo periodo, gli addetti ai lavori che hanno riscontrato e denunciato l'insuccesso, avrebbero potuto trincerarsi benissimo dietro la scusa del coronavirus, ma non hanno potuto farlo perché i film proiettati nello stesso periodo di "Onward" hanno, al contrario, avuto un buon successo di pubblico. Una sorta di cartina di tornasole, insomma, che ha dimostrato come il coronavirus non è stata la causa del flop della pellicola in questione, ma evidentemente, le motivazioni erano ben altre.<br />Insomma, che alla Disney piaccia o no, la gente non ha gradito e, evidentemente (e c'è da esserne fieri..) non si tratta solo di quella fetta di persone marchiate come "omofobe", "ultracattoliche" ecc. ma di una gran parte di popolo, al punto da aver determinato l'insuccesso della pellicola. Potremmo definirla la maggioranza silenziosa che, evidentemente, pur non facendo rumore, tuttavia, è capace di fare scelte concrete e precise che, come in questo caso, riescono a determinare l'esito degli eventi. Cifre alla mano, il guadagno totale per Onward lo scorso fine settimana, è stato di $ 39 milioni, a livello nazionale e $ 28 milioni in tutto il mondo. Si tratta della cifra più bassa che un film Disney-Pixar, abbia raccolto, al suo esordio nei cinema. Soddisfatto Scott Schittl uno dei coordinatori della campagna di Lifesitenews che ha proposto una petizione di protesta contro la pellicola:<br />"Questa è una grande notizia, riteniamo che la nostra petizione e il nostro boicottaggio abbiano avuto un effetto reale e sostanziale. Il flop dimostra che genitori e nonni non sono d'accordo con l'agenda di indottrinamento LGBT di Hollywood e che non pagheremo più per mancare di rispetto ai nostri valori".<br />(Manuela Antonacci, Provita & Famiglia, 16 marzo 2020)<br /><br />BACIO SAFFICO IN MONTALBANO<br />Nella puntata del 9 marzo della serie TV Il commissario Montalbano c'è stato un lungo e appassionato bacio lesbico tra due donne distese a letto e coperte solo da un lenzuolo. Una delle due donne è la vittima di un omicidio ed aveva nascosto dei bigliettini in cui raccontava di questa sua relazione omosessuale. La tematica gay era già entrata nella sceneggiatura del Commissario Montalbano nel 2002 dove il commissario dovette indagare sulla scomparsa di una coppia gay.<br />Volere per forza di cose inserire tematiche LGBT anche nelle serie TV risponde a più esigenze di marketing: credere che così facendo si è al passo con i tempi, versare un obolo al mondo arcobaleno pena l'ostracismo, presentarsi con la faccia pulita da sospetti di discriminazioni, di atteggiamenti omofobici etc.<br />(Gender Watch News, 13 marzo 2020)<br /><br />IL GHANA VIETA MAXI RADUNO LGBT<br />In Ghana, stava per essere calendarizzato per fine luglio, uno dei più grossi raduni di attivisti LGBT, il primo, in assoluto, di questo genere, in Africa occidentale.<br />Lo scopo era quello di riunire tutti i leader LGBT per condividere idee e soprattutto lavorare insieme per cambiare alcune leggi considerate discriminatorie nel Paese, come il divieto dei rapporti omosessuali che attualmente sono considerati fuori legge. E non solo in Ghana, ma anche in altri 32 paesi africani. Un portavoce del ministero per le Pari Opportunità, l'Infanzia e la Protezione Sociale ha ribadito con forza, alla Thomson Reuters Foundation "Il governo del Ghana non consentirà tale conferenza e basta" e, alla domanda sul perché, ha tenuto a specificare che la causa non è sicuramente il coronavirus".<br />In realtà, il provvedimento preso dal governo, è frutto anche di una mobilitazione di associazioni contrarie alle politiche LGBT che avrebbero condotto una vera e propria campagna contro l'imminente maxi raduno arcobaleno. La scorsa settimana, infatti avrebbero insistentemente chiesto al governo di non rilasciare visti agli organizzatori.<br />Contemporaneamente è stata inoltrata una petizione online per chiedere la soppressione dell'evento che, peraltro, ha avuto grande successo, raccogliendo ben 19.000 firme in una settimana.<br />In più, gli avvocati di Christ Ghana hanno ricordato al loro presidente che "Le attuali leggi del Ghana criminalizzano le attività consensuali tra persone dello stesso sesso tra adulti, quindi è chiaramente illegale per ILGA tenere una conferenza qui in Ghana che rappresenta un gruppo che promuove queste attività".<br />Come prevedibile, la decisione del governo ha suscitato grande rabbia tra gli attivisti LGBT, ma l'esperienza dimostra che, quando si scende in campo in difesa di certi valori, a furia di insistere, talvolta si può anche vincere.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/24677064</guid><pubDate>Tue, 31 Mar 2020 18:30:19 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/24677064/regione_toscana_80mila_euro_non_per_le_mascherine_ma_per_i_transessuali.mp3" length="9400483" type="audio/mpeg"/><itunes:author>BastaBugie</itunes:author><itunes:subtitle>TESTO DELL'ARTICOLO ➜http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6062&#13;
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REGIONE TOSCANA: 80MILA EURO NON PER LE MASCHERINE, MA PER I TRANSESSUALI di Manuela Antonacci&#13;
A leggerla non ci si crede ma, sull'albo pretorio della Toscana, nella delibera...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜<a href="http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6062" rel="noopener">http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6062</a><br /><br />REGIONE TOSCANA: 80MILA EURO NON PER LE MASCHERINE, MA PER I TRANSESSUALI di Manuela Antonacci<br />A leggerla non ci si crede ma, sull'albo pretorio della Toscana, nella delibera numero 379, c'è scritto che, la Regione, il 23 marzo, quindi in piena emergenza coronavirus, ha avuto l'ardire di riunirsi per stanziare e indirizzare al consultorio transgender di Torre del Lago, ben 80 mila euro di soldi pubblici.<br />Parliamo di un momento di straordinaria emergenza in cui il contagio sta raggiungendo, come ci dicono gli esperti, il suo picco proprio in questi giorni, un picco che si registra soprattutto negli ospedali, in cui come è ovvio c'è una più facile e larga diffusione del virus.<br />Negli ospedali, in cui i medici lavorano eroicamente e senza tregua per salvare più vite possibili ma, soprattutto, in molti casi, esposti essi stessi al contagio per la carenza di mascherine e non solo, senza venir messi nemmeno, molto spesso, nelle condizioni di lavorare al meglio, perché mancano tutti i presidi medici necessari al contenimento del virus. Situazione simile in tutta Italia, dove il coronavirus ha colpito all'improvviso, non dando al nostro paese nemmeno il tempo di riorganizzarsi.<br />Ma in Toscana evidentemente, si vive fuori dal mondo, perché l'emergenza non è il coronavirus, ma fornire soldi pubblici, nemmeno ai cittadini, a cui questi soldi appartengono, per procurar loro quanto meno le mascherine che sono diventate un bene introvabile, ma per finanziare le solite lobby, espressione delle cosiddette "minoranza perseguitate".<br />Ci chiediamo allora cos'altro dovrà ancora accadere (se la pandemia non basta) perché certa classe politica recuperi il contatto con la realtà e ritorni a fare scelte mirate alle emergenze reali piuttosto che finalizzate a dimostrare continuativamente la sottomissione a certi diktat che, in questo momento, nel pieno di una situazione così drammaticamente straordinaria, davvero c'entrano come i cavoli a merenda!<br /> <br />Nota di BastaBugie: ecco altre notizie dal "gaio" mondo gay (sempre meno gaio).<br /><br />FLOP CLAMOROSO PER ONWARD, IL CARTONE DISNEY OMOSESSUALISTA<br />Ne avevamo parlato qualche tempo fa: si tratta di "Onward - Oltre la magia", il nuovo film animato, prodotto in collaborazione con la Pixar, in cui ha fatto il suo esordio una poliziotta con un occhio solo, di nome "Officer Specter" dichiaratamente gay. Beh il film, in queste settimane ha fatto la sua comparsa al cinema, con un grande flop.<br />Gli addetti ai lavori attribuiscono l'insuccesso alle numerose petizioni e ai tanti boicottaggi contro la pellicola, a causa del contenuto omosessualista. Ma la cosa più singolare è che, in questo periodo, gli addetti ai lavori che hanno riscontrato e denunciato l'insuccesso, avrebbero potuto trincerarsi benissimo dietro la scusa del coronavirus, ma non hanno potuto farlo perché i film proiettati nello stesso periodo di "Onward" hanno, al contrario, avuto un buon successo di pubblico. Una sorta di cartina di tornasole, insomma, che ha dimostrato come il coronavirus non è stata la causa del flop della pellicola in questione, ma evidentemente, le motivazioni erano ben altre.<br />Insomma, che alla Disney piaccia o no, la gente non ha gradito e, evidentemente (e c'è da esserne fieri..) non si tratta solo di quella fetta di persone marchiate come "omofobe", "ultracattoliche" ecc. ma di una gran parte di popolo, al punto da aver determinato l'insuccesso della pellicola. Potremmo definirla la maggioranza silenziosa che, evidentemente, pur non facendo rumore, tuttavia, è capace di fare scelte concrete e precise che, come in questo caso, riescono a determinare l'esito degli eventi. 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La cosa è più grave di quello che si pensa. Infatti, ora come ora, esiste un iter con degli step ben precisi: per avviare la pratica, è necessario passare prima da un equipe formata da medici e psicologi, tanto per cominciare. Inoltre, dopo anni di cure mediche e psicologiche finalizzate a dimostrare la disforia di genere, si mette in moto un percorso che potrebbe portare alla riassegnazione del sesso biologico, presentata come condizione indispensabile per la salute psicofisica della persona. Tuttavia, essendo un percorso molto lungo e che richiede pazienza e risorse economiche ingenti, non viene seguito da tutti, fino alla fine e non termina nemmeno, sempre, con la riassegnazione del sesso, come desiderato. Per questo motivo, le associazioni LGBT che vorrebbero rimuovere tutti i limiti possibili e immaginabili, stanno facendo pressione perché la legge venga modificata, rendendo l'accesso a certe pratiche, quasi automatico.<br />Cosa cambierebbe se la legge venisse modificata a immagine e somiglianza delle richieste della comunità arcobaleno? Succederebbe che, ad esempio, ad un uomo che si sente donna, basterebbe presentare una semplice autodichiarazione in cui afferma di essersi sentito e di aver vissuto negli ultimi tre mesi come donna, in quanto quello sarebbe il suo vero genere, né più né meno. Passato questo step, dopo altri 3 mesi, dovrebbe recarsi davanti ad un giudice di pace o davanti ad un notaio per giurare (in base non si sa a quale riscontro psicologico, oggettivo) che quello sarebbe il suo genere vero e definitivo.<br />Dopo questo semplice giuramento, senza ulteriori approfondimenti (e senza nemmeno che si prendano in considerazione le questioni che possono derivare dalla condizione di un maschio a tutti gli effetti, che va in giro dichiarandosi donna e che quindi pretende di essere trattato come tale, accedendo per esempio ai bagni o agli spogliatoi per le donne, con tutte le possibili conseguenze del caso) l'uomo in questione, davanti alla legge scozzese, sarebbe considerato  donna tout court, ottenendo la modifica sia del suo certificato di nascita sia sui suoi documenti di identità. Tra qualche settimana si saprà la ferale decisione, nel frattempo ci auguriamo che, in Scozia, prevalga il buonsenso di chi ha ancora il coraggio di affermare, oggi, nonostante tutto, che due più due fa e farà sempre quattro.<br /><br />Nota di BastaBugie: ecco altre notizie dal "gaio" mondo gay (sempre meno gaio).<br /><br />I 57 GENERI LGBT SONO IMMUNI DAL CORONAVIRUS (?)<br />Gira in rete questa battuta pronunciata dalla rana Kermit dei Muppets: «Noto che la stampa riporta il numero di maschi e femmine che hanno contratto il virus. È fantastico sapere che gli altri 57 generi siano immuni».<br />Val più una battuta che mille dotte dissertazioni per far comprendere la cecità di fronte alla realtà dell'ideologia LGBT. Vero è, potrebbero obiettare i militanti arcobaleno, che anche transessuali, asessuali, pangender etc. possono infettarsi, ma è curioso che a livello mondiale, in un momento in cui non c'è tempo per stare dietro a vane fantasie, i comitati scientifici e i governi dividano i contagiati, i morti e i guariti in maschi e femmine, lasciando altre categorie "sessuali" a chi si balocca con la propria immaginazione.<br />(Gender Watch News, 20 marzo 2020)<br /><br />ESPERIMENTO ELOQUENTE SU NETFLIX<br />Si chiama 100 Humans, la nuova docu-series, in onda su Netflix, in cui si testano i giudizi delle persone su vari argomenti. In una di queste puntate sono state prese 3 coppie di persone: una prima coppia gay maschile, una seconda coppia gay femminile e una terza coppia eterosessuale.<br />Queste 6 persone sono state presentate a 100 persone che sono state lasciate all'oscuro sia che queste 6 persone erano accoppiate tra loro sia del loro orientamento sessuale. Al gruppo di 100 persone è stato chiesto di accoppiare le 6 persone come volevano. Risultato: nessuno dei 100 partecipanti ha azzeccato gli accoppiamenti giusti e, ad eccezione di una signora anziana, tutti hanno formato coppie eterosessuali. E tra i 100 c'erano anche persone omosessuali. Non solo: ma il 90% dei 100 partecipanti si era dichiarato a favore delle "nozze" gay.<br />Esperimento eloquente perché dimostra che, nonostante il bombardamento massmediatico, la maggior parte delle persone ritiene l'eterosessualità la normalità e l'omosessualità l'eccezione.<br />(Gender Watch News, 18 marzo 2020)<br /><br />BAMBINA CONVINTA A COMPORTARSI DA MASCHIO<br />Ashleigh e Ged Barnett sono i genitori di una bambina di 13 anni che frequenta la Hoe Valley School di Woking, nel Surrey (UK). La ragazzina ha seguito, all'insaputa dei genitori, corsi LGBT dove ad esempio si chiedeva agli studenti di fingersi ragazzi del sesso opposto. Inoltre è stata affiancata da un tutor LGBT che, ad esempio, l'ha invitata a visionare un video di un trans che si sentiva soddisfatto della amputazione dei seni.<br />Da quando sono iniziate queste lezioni LGBT la ragazza ha cambiato comportamento. Ad esempio ha deciso di tagliarsi i capelli alla maschio. Inoltre a scuola hanno incominciato a chiamarla con un nome maschile e d'ora in poi potrà frequentare ambienti dedicati solo ai maschi, come gli spogliatoi.<br />Di fronte alle proteste dei genitori la scuola ha risposto che la figlia è abbastanza grande per prendere decisioni in piena autonomia. Ora la ragazzina sta frequentando uno psicologo perché molto turbata e confusa.<br />Oltre al coronavirus occorre prevenire anche il contagio da un altro virus altrettanto letale per la cultura: il virus dell'ideologia gender, inoculato nelle giovani generazioni di nascosto, al riparo dello sguardo dei loro genitori.<br />(Gender Watch News, 22 marzo 2020)]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/24257080</guid><pubDate>Tue, 24 Mar 2020 19:50:12 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/24257080/in_scozia_potrebbe_bastare_un_autocertificazione_per_cambiare_sesso.mp3" length="9309203" type="audio/mpeg"/><itunes:author>BastaBugie</itunes:author><itunes:subtitle>TESTO DELL'ARTICOLO ➜http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6064&#13;
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IN SCOZIA POTREBBE BASTARE UN'AUTOCERTIFICAZIONE PER CAMBIARE SESSO di Manuela Antonacci&#13;
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In Scozia si sta discutendo sulla possibilità di approvare la riforma della legge per...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜<a href="http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6064" rel="noopener">http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6064</a><br /><br />IN SCOZIA POTREBBE BASTARE UN'AUTOCERTIFICAZIONE PER CAMBIARE SESSO di Manuela Antonacci<br /><br />In Scozia si sta discutendo sulla possibilità di approvare la riforma della legge per la riassegnazione del sesso. La cosa è più grave di quello che si pensa. Infatti, ora come ora, esiste un iter con degli step ben precisi: per avviare la pratica, è necessario passare prima da un equipe formata da medici e psicologi, tanto per cominciare. Inoltre, dopo anni di cure mediche e psicologiche finalizzate a dimostrare la disforia di genere, si mette in moto un percorso che potrebbe portare alla riassegnazione del sesso biologico, presentata come condizione indispensabile per la salute psicofisica della persona. Tuttavia, essendo un percorso molto lungo e che richiede pazienza e risorse economiche ingenti, non viene seguito da tutti, fino alla fine e non termina nemmeno, sempre, con la riassegnazione del sesso, come desiderato. Per questo motivo, le associazioni LGBT che vorrebbero rimuovere tutti i limiti possibili e immaginabili, stanno facendo pressione perché la legge venga modificata, rendendo l'accesso a certe pratiche, quasi automatico.<br />Cosa cambierebbe se la legge venisse modificata a immagine e somiglianza delle richieste della comunità arcobaleno? Succederebbe che, ad esempio, ad un uomo che si sente donna, basterebbe presentare una semplice autodichiarazione in cui afferma di essersi sentito e di aver vissuto negli ultimi tre mesi come donna, in quanto quello sarebbe il suo vero genere, né più né meno. Passato questo step, dopo altri 3 mesi, dovrebbe recarsi davanti ad un giudice di pace o davanti ad un notaio per giurare (in base non si sa a quale riscontro psicologico, oggettivo) che quello sarebbe il suo genere vero e definitivo.<br />Dopo questo semplice giuramento, senza ulteriori approfondimenti (e senza nemmeno che si prendano in considerazione le questioni che possono derivare dalla condizione di un maschio a tutti gli effetti, che va in giro dichiarandosi donna e che quindi pretende di essere trattato come tale, accedendo per esempio ai bagni o agli spogliatoi per le donne, con tutte le possibili conseguenze del caso) l'uomo in questione, davanti alla legge scozzese, sarebbe considerato  donna tout court, ottenendo la modifica sia del suo certificato di nascita sia sui suoi documenti di identità. Tra qualche settimana si saprà la ferale decisione, nel frattempo ci auguriamo che, in Scozia, prevalga il buonsenso di chi ha ancora il coraggio di affermare, oggi, nonostante tutto, che due più due fa e farà sempre quattro.<br /><br />Nota di BastaBugie: ecco altre notizie dal "gaio" mondo gay (sempre meno gaio).<br /><br />I 57 GENERI LGBT SONO IMMUNI DAL CORONAVIRUS (?)<br />Gira in rete questa battuta pronunciata dalla rana Kermit dei Muppets: «Noto che la stampa riporta il numero di maschi e femmine che hanno contratto il virus. È fantastico sapere che gli altri 57 generi siano immuni».<br />Val più una battuta che mille dotte dissertazioni per far comprendere la cecità di fronte alla realtà dell'ideologia LGBT. Vero è, potrebbero obiettare i militanti arcobaleno, che anche transessuali, asessuali, pangender etc. possono infettarsi, ma è curioso che a livello mondiale, in un momento in cui non c'è tempo per stare dietro a vane fantasie, i comitati scientifici e i governi dividano i contagiati, i morti e i guariti in maschi e femmine, lasciando altre categorie "sessuali" a chi si balocca con la propria immaginazione.<br />(Gender Watch News, 20 marzo 2020)<br /><br />ESPERIMENTO ELOQUENTE SU NETFLIX<br />Si chiama 100 Humans, la nuova docu-series, in onda su Netflix, in cui si testano i giudizi delle persone su vari argomenti. In una di queste puntate sono state prese 3 coppie di persone: una prima coppia gay maschile, una seconda coppia gay femminile e...]]></itunes:summary><itunes:duration>582</itunes:duration><itunes:keywords>autocertificazione,cambio,lgbt,omosessualità</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/c5c461b5a8ce3c03d9e453c68d9cfae6.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Delirio LGBT contro la famiglia composta da uomo, donna e bambini</title><link>https://www.spreaker.com/episode/delirio-lgbt-contro-la-famiglia-composta-da-uomo-donna-e-bambini--23457817</link><description><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜<a href="http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6036" rel="noopener">http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6036</a><br /><br />DELIRIO LGBT CONTRO LA FAMIGLIA COMPOSTA DA UOMO, DONNA E BAMBINI di Manuela Antonacci<br />"Che senso ha promuovere la nostra Puglia come un luogo accogliente per la comunità LGBTI, se poi l'assessorato al welfare fa una rappresentazione delle famiglie (al plurale!) così tradizionale?"<br />E' la protesta social che "Mixed LGBTI" ha lanciato dalla sua pagina Facebook: Mixed LGBTI è un'associazione pugliese nata due anni fa per promuovere le rivendicazioni LGBTI attraverso interventi "culturali" mirati, associazione che, stavolta, non avendo evidentemente niente di meglio da fare, ha deciso di scagliarsi, contro una rappresentazione della famiglia perfettamente corrispondente alla realtà e in merito ad un'iniziativa che riguarda proprio la famiglia stessa.<br />Di cosa stiamo parlando? Lo riporta il sito della Regione Puglia che pubblicizza l'iniziativa: "Con la D.G.R. 2885 del 20 dicembre 2012 la Regione ha approvato il Programma attuativo per rendere la Puglia un territorio amico delle famiglie e promuovere, in generale, la parità di genere, la conciliazione vita-lavoro e famiglia lavoro.  [...] "Puglia Loves Family" è il marchio di attenzione e qualità promosso da Regione Puglia per identificare il network delle organizzazioni amiche delle famiglie. Il marchio, registrato presso la Camera di Commercio di Bari, è garanzia di servizi e standard rispondenti alle esigenze dei nuclei familiari".<br /> L'iniziativa è rivolta ad alberghi, Bed & Breakfast, stabilimenti balneari, che per ricevere il marchio devono dimostrare di aderire agli standard di "Puglia loves Family". Ma il Mixed LGBTI ovviamente si è curato poco dei contenuti e ha lanciato i suoi strali contro la "forma", il "packaging" dell'iniziativa, ovvero il logo di "Puglia loves Family". E' il caso davvero di riportare il loro anatema perché ne emerga tutta l'assurdità:<br />"Una coppia, uomo e donna, lei col pancione, un passo indietro rispetto al suo uomo. Bianchi. Eterosessuali. Senza disabilità. Con un bambino in braccio e l'altro in grembo. Magri e senza animali domestici Esistono diversi tipi di famiglie, cara Regione Puglia, con e senza figli, con persone dello stesso sesso e senza pancioni obbligatori che richiamano gli appelli a procreare di #ProVita - a loro volta nostalgici della migliore propaganda fascista Abbiamo diritto ad una #rappresentazione alternativa, o quantomeno ulteriore rispetto a questa?"<br />Insomma parole da cui emerge il vero spirito di certe associazioni e certe rivendicazioni: che il nemico numero uno evidentemente non è la discriminazione ma... la famiglia naturale!<br /><br />Nota di BastaBugie: ecco altre notizie dal "gaio" mondo gay (sempre meno gaio).<br /><br />AL CARNEVALE DI VIAREGGIO UN CARRO LGBT<br />Al Carnevale di Viareggio sfila un carro LGBT chiamato in modo significativo «Né di Eva né di Adamo» - titolo prelevato da un romanzo omonimo - tanto per sottolineare che il sesso binario non è più di moda. Coppie omosessuali di cartapesta e in carne e ossa danzano. Il sito ufficiale del Carnevale di Viareggio spiega: «La costruzione allegorica è un omaggio all'amore in tutte le sue espressioni ed un monito contro l'omofobia. All'intero del tempio antico, antico quanto l'universale sentimento amoroso, simboliche figure ballano un valzer coinvolgente. E' un inno all'amore senza sesso o distinzione, colore o religione e alla libertà di baciarsi senza ostacoli. I particolari cigni sul timpano del tempio sono il simbolo della purezza e della poesia d'amore».<br />Davvero l'omosessualità e la transessualità si fanno "costume". Di carnevale.<br />(Gender Watch News, 19 febbraio 2020)<br /><br />LA PEDOFILIA È 20 VOLTE PIÙ COMUNE NEGLI OMOSESSUALI<br />La ONG polacca Fundacja Pro ha allestito dei furgoni che riportavano le seguenti scritte: «La pedofilia è 20 volte più comune negli omosessuali. Vogliono insegnare ai tuoi figli. Fermali!». Le lobby LGBT ovviamente sono insorte e hanno portato a processo i responsabili della campagna.<br />Il caso è stato archiviato. Infatti il giudice Adam Maciński ha affermato che la campagna «dovrebbe essere considerata come avente una dimensione informativa e sociale» ed  «è un'espressione della libertà di parola e di credo costituzionalmente garantita per l'imputato».<br />(Gender Watch News, 23 febbraio 2020)<br /><br />MENTRE SIAMO DISTRATTI DAL CORONAVIRUS STANNO APPROVANDO IN ITALIA LA LEGGE SULL'OMOFOBIA<br />Tutti siamo concentrati sulle notizie che ci arrivano circa il coronavirus e che riempiono di paura molti italiani, parte dei quali sono presi da una forma strana di panico, peraltro diffuso da tutti i mass media. Questa situazione ci distrae da tutto il resto, anche se "tutto il resto" continua ad esserci e ad andare avanti, anche se non ce ne accorgiamo. [...]<br />Nel silenzio e nella distrazione generale, la conferenza dei capigruppo della Camera ha deciso che il progetto di legge relativo alla omofobia/transfobia venga portato in aula il prossimo 30 marzo. Se dovesse passare, tale legge costituirebbe un ulteriore attacco alla libertà di pensiero e di opinione garantita dall'articolo 21 della Costituzione. È evidente ed è fuori di ogni discussione il fatto che ogni persona debba essere rispettata, proprio in quanto persona, qualunque sia la propria tendenza sessuale ed il proprio pensiero in proposito: e già esistono le leggi che condannano ogni violenza ed ogni offesa personale in tal senso.<br />Il pericolo costituito da quel progetto di legge è che esso finisca con l'introdurre nel nostro Paese il divieto ad esprimere qualsiasi parere od opinione su di un aspetto così delicato della vita umana. Tanto per fare un esempio, in Spagna, sulla base di una legge analoga, un Cardinale di Santa Romana Chiesa è stato incriminato per il semplice fatto di avere esposto la dottrina della Chiesa Cattolica in tema di sesso.<br />Sarebbe bene, allora, che tutti gli amanti della libertà vigilino e lottino perché una tale legge non venga approvata in Italia. [...]<br />(Peppino Zola, La Nuova Bussola Quotidiana, 2 marzo 2020)]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/23457817</guid><pubDate>Wed, 04 Mar 2020 08:32:39 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/23457817/delirio_lgbt_contro_la_famiglia.mp3" length="8281024" type="audio/mpeg"/><itunes:author>BastaBugie</itunes:author><itunes:subtitle>TESTO DELL'ARTICOLO ➜http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6036

DELIRIO LGBT CONTRO LA FAMIGLIA COMPOSTA DA UOMO, DONNA E BAMBINI di Manuela Antonacci
"Che senso ha promuovere la nostra Puglia come un luogo accogliente per la comunità LGBTI, se...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜<a href="http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6036" rel="noopener">http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6036</a><br /><br />DELIRIO LGBT CONTRO LA FAMIGLIA COMPOSTA DA UOMO, DONNA E BAMBINI di Manuela Antonacci<br />"Che senso ha promuovere la nostra Puglia come un luogo accogliente per la comunità LGBTI, se poi l'assessorato al welfare fa una rappresentazione delle famiglie (al plurale!) così tradizionale?"<br />E' la protesta social che "Mixed LGBTI" ha lanciato dalla sua pagina Facebook: Mixed LGBTI è un'associazione pugliese nata due anni fa per promuovere le rivendicazioni LGBTI attraverso interventi "culturali" mirati, associazione che, stavolta, non avendo evidentemente niente di meglio da fare, ha deciso di scagliarsi, contro una rappresentazione della famiglia perfettamente corrispondente alla realtà e in merito ad un'iniziativa che riguarda proprio la famiglia stessa.<br />Di cosa stiamo parlando? Lo riporta il sito della Regione Puglia che pubblicizza l'iniziativa: "Con la D.G.R. 2885 del 20 dicembre 2012 la Regione ha approvato il Programma attuativo per rendere la Puglia un territorio amico delle famiglie e promuovere, in generale, la parità di genere, la conciliazione vita-lavoro e famiglia lavoro.  [...] "Puglia Loves Family" è il marchio di attenzione e qualità promosso da Regione Puglia per identificare il network delle organizzazioni amiche delle famiglie. Il marchio, registrato presso la Camera di Commercio di Bari, è garanzia di servizi e standard rispondenti alle esigenze dei nuclei familiari".<br /> L'iniziativa è rivolta ad alberghi, Bed & Breakfast, stabilimenti balneari, che per ricevere il marchio devono dimostrare di aderire agli standard di "Puglia loves Family". Ma il Mixed LGBTI ovviamente si è curato poco dei contenuti e ha lanciato i suoi strali contro la "forma", il "packaging" dell'iniziativa, ovvero il logo di "Puglia loves Family". E' il caso davvero di riportare il loro anatema perché ne emerga tutta l'assurdità:<br />"Una coppia, uomo e donna, lei col pancione, un passo indietro rispetto al suo uomo. Bianchi. Eterosessuali. Senza disabilità. Con un bambino in braccio e l'altro in grembo. Magri e senza animali domestici Esistono diversi tipi di famiglie, cara Regione Puglia, con e senza figli, con persone dello stesso sesso e senza pancioni obbligatori che richiamano gli appelli a procreare di #ProVita - a loro volta nostalgici della migliore propaganda fascista Abbiamo diritto ad una #rappresentazione alternativa, o quantomeno ulteriore rispetto a questa?"<br />Insomma parole da cui emerge il vero spirito di certe associazioni e certe rivendicazioni: che il nemico numero uno evidentemente non è la discriminazione ma... la famiglia naturale!<br /><br />Nota di BastaBugie: ecco altre notizie dal "gaio" mondo gay (sempre meno gaio).<br /><br />AL CARNEVALE DI VIAREGGIO UN CARRO LGBT<br />Al Carnevale di Viareggio sfila un carro LGBT chiamato in modo significativo «Né di Eva né di Adamo» - titolo prelevato da un romanzo omonimo - tanto per sottolineare che il sesso binario non è più di moda. Coppie omosessuali di cartapesta e in carne e ossa danzano. Il sito ufficiale del Carnevale di Viareggio spiega: «La costruzione allegorica è un omaggio all'amore in tutte le sue espressioni ed un monito contro l'omofobia. All'intero del tempio antico, antico quanto l'universale sentimento amoroso, simboliche figure ballano un valzer coinvolgente. E' un inno all'amore senza sesso o distinzione, colore o religione e alla libertà di baciarsi senza ostacoli. I particolari cigni sul timpano del tempio sono il simbolo della purezza e della poesia d'amore».<br />Davvero l'omosessualità e la transessualità si fanno "costume". Di carnevale.<br />(Gender Watch News, 19 febbraio 2020)<br /><br />LA PEDOFILIA È 20 VOLTE PIÙ COMUNE NEGLI OMOSESSUALI<br />La ONG polacca Fundacja Pro ha allestito dei furgoni che riportavano le seguenti scritte: «La pedofilia è 20 volte più comune...]]></itunes:summary><itunes:duration>518</itunes:duration><itunes:keywords>famiglia,legge,lgbt,omofobia,pedofilia</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/c7b661699b8ed6eea40cb18bce3cc8db.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>A 23 anni vorrebbe tornare donna, ma tre anni fa si fece asportare i seni e non potra' piu' avere figli</title><link>https://www.spreaker.com/episode/a-23-anni-vorrebbe-tornare-donna-ma-tre-anni-fa-si-fece-asportare-i-seni-e-non-potra-piu-avere-figli--22947548</link><description><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜<a href="http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6021" rel="noopener">http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6021</a><br /><br />A 23 ANNI VORREBBE TORNARE DONNA, MA TRE ANNI FA SI FECE ASPORTARE I SENI E NON POTRA' PIU' AVERE FIGLI di Luca Scalise<br />«Sono bloccata tra due sessi». Per questa tragica condizione Keira incolpa il trattamento iniziato al Tavistock nel Nord di Londra quando, a 16 anni, non voleva più essere una ragazza e chiese aiuto. Dopo tre appuntamenti di un'ora, le furono prescritti bloccanti ormonali per fermare lo sviluppo del suo corpo femminile», leggiamo in un articolo di Daily Mail.<br />Tre ore di seduta sono, dunque, bastate a dare inizio ad un trattamento di cui ora Keira si dice pentita. Tre anni fa si era sottoposta, infatti, alla rimozione del seno, che, insieme alle dosi di testosterone assunte, aveva contribuito a rendere più mascolino, anche se non ancora del tutto, il suo aspetto. Ed ora che ha cambiato idea sulla sua intenzione di assumere le sembianze maschili, si ritrova con un corpo che non sente suo e cerca il modo di invertire il trattamento effettuato fino a quel momento.<br />Sulla possibilità che gli adolescenti, sin dal dodicesimo anno di età, possano dare liberamente il proprio consenso ai trattamenti in vista della transizione, la sua posizione è chiara: «Non credo che i bambini e i giovani possano acconsentire all'uso di potenti farmaci ormonali sperimentali come ho fatto io».<br />Sin da piccola non amava vestirsi da femmina. Crescendo, fu vittima di bullismo, al punto da non voler più andare a scuola. «Ho pensato che la vita sarebbe stata migliore per me se avessi cambiato il mio sesso». Molto presto, fu indirizzata al suo medico locale che, a sua volta, la indirizzò al Servizio di salute mentale infantile e adolescenziale (CAMHS) vicino a casa sua», ove le proposero di rivolgersi al Tavistock di Londra.<br />«Il Tavistock mi ha dato degli anti ormonali per fermare il mio sviluppo femminile. [...] Ho avuto sintomi simili alla menopausa [...]. Avevo le vampate di calore, ho trovato difficile dormire, il mio desiderio sessuale era scomparso. Mi hanno dato compresse di calcio perché le mie ossa si erano indebolite». Sembra incredibile, ma Keira sostiene di non essere stata avvertita dai terapisti del Tavistock dei terribili sintomi che l'avrebbero attesa». Il testosterone, poi, fece sì che a Keira iniziassero a crescere più peli, barba compresa.<br />A 20 anni si sentiva contenta del suo percorso e intendeva continuarlo con la rimozione dei seni. Ma, una volta avvenuta, iniziarono a comparire i primi dubbi sulla sua scelta. Ora ha già cambiato i suoi documenti per essere riconosciuta legalmente maschio e non sa neanche se in futuro potrà mai avere figli. Vuole tornare donna.<br />«Se commettessi un crimine, sarei messa in una prigione maschile. Voglio annullare il documento di riconoscimento del genere». Si è messa, dunque, in contatto con la Detransition Advocacy Network, per poter riacquisire sembianze femminili. Sono centinaia i giovani e adulti che si sono rivolti a questa associazione, pentiti della "riassegnazione" del sesso.<br />«Non voglio che altri bambini soffrano come me», afferma Keira, è per questo che ha deciso di raccontare la sua storia. I bambini che soffrono di disforia di genere meritano di essere aiutati ad apprezzare sé stessi così come sono, non di essere spinti alla transizione.<br /><br />Nota di BastaBugie: ecco altre notizie dal "gaio" mondo gay (sempre meno gaio).<br /><br />LA SVIZZERA APPROVA LEGGE SU OMOFOBIA<br />Con una legge apposita il Codice penale elvetico aveva esteso il divieto di atti discriminatori per motivi legati a etnia, razza e religione alle condotte discriminatorie legate ad orientamento sessuale e identità sessuale psicologica.<br />L'Unione democratica federale aveva promosso un referendum per abrogare questa estensione dato che, giustamente, temeva che questa legge fosse lesiva della libertà di parola.<br />Hanno vinto i favorevoli alla legge con il 63% dei votanti e sono stati sconfitti i difensori della famiglia, della libertà di parola e soprattutto dell'ordine naturale.<br />(Gender Watch News, 11 febbraio 2020)<br /><br />DA MASCHIO A FEMMINA A DRAGO<br />Richard Hernandez era un vicedirettore di una banca. Visse una infanzia difficile, in mezzo al deserto e quasi abbandonato a se stesso. Decise di «cambiare» sesso. Quando scoprì di essere sieropositivo la sua vita si stravolse e non si accettò più non solo come maschio, ma anche come essere umano e quindi volle diventare un drago. Si fece tatuare sul corpo delle squame, amputare orecchie e naso, la sua lingua diventò biforcuta e si fece iniettare nella sclera - il bianco dell'occhio - una sostanza verde, così da cambiare il colore degli occhi. Spese per questa follia ben 60mila dollari tra il 1990 e il 2016. Divenne così il primo uomo-donna (lui non si sente né donna né uomo completamente) transpecie.<br />La vicenda del fu Richard fa comprendere bene i paradossi della cosiddetta identità di genere: se un uomo si può sentire intrappolato nel corpo sbagliato di un maschio volendo «cambiare» sesso, perché non potrebbe sentirsi intrappolato anche in un corpo sbagliato di un essere umano volendo diventare un drago o un altro animale? Se è lecita la transizione da un sesso ad un altro perché non dovrebbe essere lecita anche la transizione tra una specie e l'altra? Poste alcune premesse occorre essere coerenti ed arrivare di necessità alle relative conclusioni.<br />(Gender Watch News, 1° febbraio 2020)<br /><br />NUOVO COMMISSARIO PER UN'EUROPA SEMPRE PIU' LGBT<br />Un'Europa sempre più Lgbt. È quello che probabilmente ci aspetta nei prossimi anni, almeno a giudicare da chi è Helena Dalli, colei che è stata scelta lo scorso anno da Ursula von der Leyen per far parte della sua squadra come Commissario europeo all'Uguaglianza. Benché non molto nota in Italia, infatti, la Dalli sembra esser una politica che ha fatto della causa arcobaleno la propria. Classe 1962, docente all'Università di Malta, la Dalli nasce come esponente del Partito laburista. Prima di far carriera in Europa, durante la legislatura 2013-2017 è stata nominata Ministra del dialogo sociale, degli affari dei consumatori e delle libertà civili. Un dicastero, quest'ultimo, il cui nome dice già molto, a ben vedere, della figura di cui si sta parlando.<br />In effetti, la Dalli si è distinta per iniziative politiche che non lasciano spazio a dubbi: ha presentato al Parlamento un disegno di legge per introdurre il «matrimonio egualitario» - ossia il matrimonio omosessuale - e si è attivata per rendere il suo Paese quello che offre la miglior protezione legale e uguaglianza per le persone LGBTIQ in Europa. Un impegno, questo, portato avanti dalla Dalli con grande determinazione se si pensa che la piccola Malta ha mantenuto il primo posto dell'indice dei paesi ILGA-Europa per quattro anni consecutivi.<br />Sempre sotto la spinta della oggi Commissario europeo, il governo maltese ha introdotto diverse leggi e politiche decisamente gradite al mondo Lgbt; tra tutte, possiamo qui ricordare una legge sulle unioni civili e l'ampliamento delle protezioni antidiscriminazione nella costituzione maltese per coprire i motivi dell'identità di genere e orientamento sessuale.<br />Tutto questo per dire che Helena Dalli non è una politica genericamente favorevole all'agenda arcobaleno, ma una vera e propria madrina Lgbt che nulla, anzi, fa per nasconderlo. Lo prova, per stare alle cronache più recenti, il tweet con cui in questi giorni ha annunciato - da Commissario europeo all'Uguaglianza - di essere in prima linea per «lo sviluppo e l'attuazione della prossima strategia per l'uguaglianza LGBTI».<br />Chi ha a cuore i valori delle vita e della famiglia può insomma star sicuro che dall'Europa non verrà granché di buono. D'altra parte, la stessa Ursula von der Leyen è notoriamente una figura pro Lgbt. Anche se alcuni minimizzano, infatti, la von der Leyen a suo tempo si distinse per le posizioni progressiste in materia di adozione per le coppie omosessuali, diffondendo la teoria del gender e - da Ministro degli Affari Sociali, delle Donne, della Famiglia e della Salute della Bassa Sassonia - sponsorizzando il cosiddetto "gender mainstreaming",<br />Quindi non sorprende che costei si sia tirata in casa, pardon in Commissione una come Helena Dalli. Tutto torna, insomma. Ne consegue la necessità, per il popolo pro family, di tener alta la guardia dal momento che è quanto mai probabile che dalla Commissione europea, nei prossimi tempi, verranno indicazioni e prese di posizione quanto mai lontane da quanti abbiano una visione delle cose incardinata nel diritto naturale. E tutto verrà fatto, c'è da immaginare, sempre all'insegna di «diritti civili», «antidiscriminazione» «progresso» e «uguaglianza»; le classiche parole magiche della cultura dominante per avanti le proprie idee distruttive facendole passare, grazie al supporto dei media, come battaglie di civiltà.<br />(Giuliano Guzzo, Provita & Famiglia, 10 febbraio 2020)]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/22947548</guid><pubDate>Wed, 19 Feb 2020 15:15:09 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/22947548/a_23_anni_vuole_tornare_donna.mp3" length="9472208" type="audio/mpeg"/><itunes:author>BastaBugie</itunes:author><itunes:subtitle>TESTO DELL'ARTICOLO ➜http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6021

A 23 ANNI VORREBBE TORNARE DONNA, MA TRE ANNI FA SI FECE ASPORTARE I SENI E NON POTRA' PIU' AVERE FIGLI di Luca Scalise
«Sono bloccata tra due sessi». Per questa tragica condizione...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜<a href="http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6021" rel="noopener">http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6021</a><br /><br />A 23 ANNI VORREBBE TORNARE DONNA, MA TRE ANNI FA SI FECE ASPORTARE I SENI E NON POTRA' PIU' AVERE FIGLI di Luca Scalise<br />«Sono bloccata tra due sessi». Per questa tragica condizione Keira incolpa il trattamento iniziato al Tavistock nel Nord di Londra quando, a 16 anni, non voleva più essere una ragazza e chiese aiuto. Dopo tre appuntamenti di un'ora, le furono prescritti bloccanti ormonali per fermare lo sviluppo del suo corpo femminile», leggiamo in un articolo di Daily Mail.<br />Tre ore di seduta sono, dunque, bastate a dare inizio ad un trattamento di cui ora Keira si dice pentita. Tre anni fa si era sottoposta, infatti, alla rimozione del seno, che, insieme alle dosi di testosterone assunte, aveva contribuito a rendere più mascolino, anche se non ancora del tutto, il suo aspetto. Ed ora che ha cambiato idea sulla sua intenzione di assumere le sembianze maschili, si ritrova con un corpo che non sente suo e cerca il modo di invertire il trattamento effettuato fino a quel momento.<br />Sulla possibilità che gli adolescenti, sin dal dodicesimo anno di età, possano dare liberamente il proprio consenso ai trattamenti in vista della transizione, la sua posizione è chiara: «Non credo che i bambini e i giovani possano acconsentire all'uso di potenti farmaci ormonali sperimentali come ho fatto io».<br />Sin da piccola non amava vestirsi da femmina. Crescendo, fu vittima di bullismo, al punto da non voler più andare a scuola. «Ho pensato che la vita sarebbe stata migliore per me se avessi cambiato il mio sesso». Molto presto, fu indirizzata al suo medico locale che, a sua volta, la indirizzò al Servizio di salute mentale infantile e adolescenziale (CAMHS) vicino a casa sua», ove le proposero di rivolgersi al Tavistock di Londra.<br />«Il Tavistock mi ha dato degli anti ormonali per fermare il mio sviluppo femminile. [...] Ho avuto sintomi simili alla menopausa [...]. Avevo le vampate di calore, ho trovato difficile dormire, il mio desiderio sessuale era scomparso. Mi hanno dato compresse di calcio perché le mie ossa si erano indebolite». Sembra incredibile, ma Keira sostiene di non essere stata avvertita dai terapisti del Tavistock dei terribili sintomi che l'avrebbero attesa». Il testosterone, poi, fece sì che a Keira iniziassero a crescere più peli, barba compresa.<br />A 20 anni si sentiva contenta del suo percorso e intendeva continuarlo con la rimozione dei seni. Ma, una volta avvenuta, iniziarono a comparire i primi dubbi sulla sua scelta. Ora ha già cambiato i suoi documenti per essere riconosciuta legalmente maschio e non sa neanche se in futuro potrà mai avere figli. Vuole tornare donna.<br />«Se commettessi un crimine, sarei messa in una prigione maschile. Voglio annullare il documento di riconoscimento del genere». Si è messa, dunque, in contatto con la Detransition Advocacy Network, per poter riacquisire sembianze femminili. Sono centinaia i giovani e adulti che si sono rivolti a questa associazione, pentiti della "riassegnazione" del sesso.<br />«Non voglio che altri bambini soffrano come me», afferma Keira, è per questo che ha deciso di raccontare la sua storia. I bambini che soffrono di disforia di genere meritano di essere aiutati ad apprezzare sé stessi così come sono, non di essere spinti alla transizione.<br /><br />Nota di BastaBugie: ecco altre notizie dal "gaio" mondo gay (sempre meno gaio).<br /><br />LA SVIZZERA APPROVA LEGGE SU OMOFOBIA<br />Con una legge apposita il Codice penale elvetico aveva esteso il divieto di atti discriminatori per motivi legati a etnia, razza e religione alle condotte discriminatorie legate ad orientamento sessuale e identità sessuale psicologica.<br />L'Unione democratica federale aveva promosso un referendum per abrogare questa estensione dato che, giustamente, temeva che questa legge fosse lesiva della libertà di...]]></itunes:summary><itunes:duration>592</itunes:duration><itunes:keywords>23anni,cambiosesso,donna,keira,uomo</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/c25889b3dbf6c102414932567aa06d11.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Il racconto choc di una donna cresciuta con il padre transessuale</title><link>https://www.spreaker.com/episode/il-racconto-choc-di-una-donna-cresciuta-con-il-padre-transessuale--22664766</link><description><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜<a href="http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6017" rel="noopener">http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6017</a><br /><br />IL RACCONTO CHOC DI UNA DONNA CRESCIUTA CON IL PADRE TRANSESSUALE di Manuela Antonacci<br />Oggi vi raccontiamo una storia a dir poco scioccante: quella di Denise Shick, cresciuta negli Stati Uniti con un padre "transgender" che il 24 marzo scorso ha raccontato alla Corte Suprema americana le ossessioni di suo padre transessuale e la sua infelicità, anche dopo aver ottenuto quello che desiderava.<br />Una storia che descrive un'infelicità profonda: quella di padre e figlia insieme, motivo per il quale la donna chiamata a raccontare la sua storia dai giudici federali, si è opposta alla legalizzazione dei matrimoni tra persone omosessuali. Denise ha raccontato quando, all'età di 9 anni, per la prima volta, sentì dire da suo padre che voleva diventare una donna e di quanto questo, man mano, cominciò a scatenare in lui un atteggiamento compulsivo e disorientante.<br /><br />UN MISERABILE CHE VOLEVA CHE TUTTI CONDIVIDESSERO LA SUA MISERIA<br />Nella mente dell'uomo, infatti, non sembrava esserci spazio per altri pensieri: cominciò a vestirsi e comportarsi da femmina, sua figlia lo ricorda come «un miserabile che voleva che tutti intorno a lui condividessero la sua miseria. Non ricordo un giorno in cui mi sembrò felice o che sorridesse. Risa e gioia semplicemente non facevano parte della sua vita». In più, aveva una grandissima dipendenza dall'alcol che lo portava a diventare violento, prendendo Denise a frustate. Ma il peggio arrivò quando cominciò a palpeggiare sua figlia, nell'illusione di sentirsi donna, come lei.<br />Tutto questo provocò nella ragazza disorientamento, al punto che adolescente cominciò a bere e, per colmare il suo profondo desiderio di amore maschile e di attenzioni che non avevo ricevuto da padre, cominciò a flirtare con tutti quelli che le rivolgevano attenzioni e alla fine delle scuole medie arrivò a collezionare 13 fidanzatini. Piano piano la sua esistenza cominciò ad avviarsi verso la dissolutezza, fra alcol e uomini, accarezzò anche l'idea del suicidio. A salvarla fu la frequentazione della casa di un amico, che poi diventerà suo marito e da cui imparò cosa fosse una famiglia e chi fosse un padre.<br /><br />PERSINO IL GIORNO DELLE NOZZE<br />Persino il giorno delle nozze, mentre Denise stava per raggiungere l'altare, «mio padre mi disse che voleva essere al mio posto, per sopravvivere feci finta di non sentire. Mi rubò il mio "giorno speciale" accentrando tutto su di lui e sul suo desiderio egoista».<br />Insieme a Denise, diversi adulti cresciuti con coppie dello stesso sesso hanno testimoniato la loro infanzia dolorosa di fronte alla Corte Suprema. «Noi non pretendiamo di dire che tutti i genitori omosessuali o i genitori transessuali agiranno in modo abusivo», ha affermato Denise, ma, anche se le coppie «dello stesso sesso hanno intenzioni buone e buoni curriculum, non sono in grado di fare l'impossibile: come può un uomo fare da modello femminile a una bambina?». Perché «un uomo non è un donna, anche se pensa di esserlo. E se questa Corte cercherà di cancellare il sesso, questo progetto inutile nel lungo periodo non avrà migliori risultati di quelli che ha qualsiasi tentativo di far finta che la natura non esista.<br />La realtà ha dei limiti che la fantasia e l'irresponsabilità semplicemente non possono superare. Pertanto i cittadini di ogni Stato hanno il diritto, e anche una responsabilità, di proteggere la salute pubblica, il benessere generale e il bene dei bambini non estendendo il matrimonio al di là della sua definizione tradizionale, naturale e sana».<br /><br />Nota di BastaBugie: ecco altre notizie dal "gaio" mondo gay (sempre meno gaio).<br /><br />NUMERO VERDE ANTI-GENDER<br />Dal 6 febbraio è attivo il numero verde 800 94 24 83 voluto da Pro Vita & Famiglia per contrastare le derive gender soprattutto nelle scuole. In un comunicato stampa dell'associazione possiamo leggere: «Giù le mani dai nostri figli! Da oggi sarà attivo il numero verde 800 94 24 83, dal lunedì al venerdì dalle ore 11.00 alle ore 17.30, per segnalazioni e aiuto relativi a progetti o iniziative ispirate alla teoria gender».<br />Toni Brandi, presidente dell'associazione, ha aggiunto: «A rispondere saremo direttamente noi che passeremo il caso ad esperti psicologi, pedagogisti e insegnanti che raccoglieranno informazioni e valuteranno il pericolo o meno di trovarsi di fronte a un'emergenza educativa. Il problema comprende sia i contenuti di certi libri di testo sia il disagio scolastico rispetto a certe iniziative che si inseriscono nella sfera intima degli alunni. I bambini vengono sempre più "erotizzati" senza il consenso delle famiglie e questa prassi negativa deve finire».<br />Ha concluso Jacopo Coghe vice presidente di Pro Vita & Famiglia: «Questo numero sempre attivo servirà a contrastare episodi di disagio che vengono colti durante il percorso educativo degli studenti e che sempre più ci vengono segnalati dalle famiglie, preoccupate che certe iniziative possano essere fonte di malessere per i propri figli».<br />(Gender Watch News, 8 febbraio 2020)<br /><br />ASSORBENTI NEI BAGNI MASCHILI<br />L'American Civil Liberties Union (ACLU) ha chiesto che anche nei bagni maschili di tutto il Paese siano presenti gratuitamente assorbenti femminili per le persone transessuali. Gli assorbenti servirebbero per quelle donne che si sentono maschi e quindi vanno nei bagni maschili, oppure per quegli uomini che pur sentendosi donne si recano nei bagni maschili e che, avendo subito una operazione chirurgica, hanno emorragie a seguito della stessa.<br />L'ACLU ha sostenuto, riferendosi alle donne che si credono uomini, che non è un "ritratto completo o accurato" affermare che solo le donne "mestruano, rimangono incinte o allattano al seno": si tratta di "equità mestruale". Ha aggiunto che "gli uomini che rimangono incinta e partoriscono sono uomini".<br />È proprio vero che la prima caratteristica di qualsiasi ideologia è non riconoscere la realtà per quello che è e a volte le conseguenze sono tragicomiche.<br />(Gender Watch News, 28-12-2019)<br /><br />CHECCO ZALONE E IL POLITICAMENTE CORRETTO<br />L'attore Checco Zalone viene intervistato dal Corriere. «Purtroppo non si può dire più nulla - dichiara Zalone -. Se riproponessi certe imitazioni di dieci anni fa, tipo quella di Giuliano dei Negramaro, mi arresterebbero. Oggi non potrei scherzare come facevo, che so, su Tiziano Ferro, o sugli uominisessuali».<br />Poi però l'anticonvenzionale Zalone si allinea anche lui al politicamente corretto. Aldo Cazzullo infatti osserva che «Lei non scherniva gli omosessuali, ma coloro che li scherniscono» e l'attore così ribatte: «È evidente; anche se forse non a tutti. L'unica cosa atroce qui è la psicosi del politicamente corretto. C'è sempre qualche comunità, o qualche gruppo di interesse, che si offende».<br />Più avanti Zalone ricorda un episodio legato ad una edizione del Festival di Sanremo: «Volevo prendere in giro Povia, che aveva fatto una canzone agghiacciante, "Luca era gay e adesso sta con lei"; come se l'omosessualità fosse una malattia da curare. L'idea era salire sul palco dell'Ariston con una medicina in mano, il Frociadil 600, ovviamente una supposta. Gli autori mi fecero capire che non era il caso».<br />Insomma un colpo al cerchio e una alla botte per essere irreverente ma non troppo.<br />(Gender Watch News, 30-12-2019)<br /><br />VIDEO DI CHECCO ZALONE: GLI UOMINISESSUALI<br />Nel seguente video (durata: 4 minuti) Checco Zalone in un suo famoso film canta in un locale gay la sua canzone "Gli uominisessuali".<br /><a href="https://www.youtube.com/watch?v=kJJAfXTG88U" rel="noopener">https://www.youtube.com/watch?v=kJJAfXTG88U</a>]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/22664766</guid><pubDate>Tue, 11 Feb 2020 19:42:55 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/22664766/racconto_choc_cresciuto_padre_transessuale.mp3" length="9788772" type="audio/mpeg"/><itunes:author>BastaBugie</itunes:author><itunes:subtitle>TESTO DELL'ARTICOLO ➜http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6017

IL RACCONTO CHOC DI UNA DONNA CRESCIUTA CON IL PADRE TRANSESSUALE di Manuela Antonacci
Oggi vi raccontiamo una storia a dir poco scioccante: quella di Denise Shick, cresciuta negli...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜<a href="http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6017" rel="noopener">http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6017</a><br /><br />IL RACCONTO CHOC DI UNA DONNA CRESCIUTA CON IL PADRE TRANSESSUALE di Manuela Antonacci<br />Oggi vi raccontiamo una storia a dir poco scioccante: quella di Denise Shick, cresciuta negli Stati Uniti con un padre "transgender" che il 24 marzo scorso ha raccontato alla Corte Suprema americana le ossessioni di suo padre transessuale e la sua infelicità, anche dopo aver ottenuto quello che desiderava.<br />Una storia che descrive un'infelicità profonda: quella di padre e figlia insieme, motivo per il quale la donna chiamata a raccontare la sua storia dai giudici federali, si è opposta alla legalizzazione dei matrimoni tra persone omosessuali. Denise ha raccontato quando, all'età di 9 anni, per la prima volta, sentì dire da suo padre che voleva diventare una donna e di quanto questo, man mano, cominciò a scatenare in lui un atteggiamento compulsivo e disorientante.<br /><br />UN MISERABILE CHE VOLEVA CHE TUTTI CONDIVIDESSERO LA SUA MISERIA<br />Nella mente dell'uomo, infatti, non sembrava esserci spazio per altri pensieri: cominciò a vestirsi e comportarsi da femmina, sua figlia lo ricorda come «un miserabile che voleva che tutti intorno a lui condividessero la sua miseria. Non ricordo un giorno in cui mi sembrò felice o che sorridesse. Risa e gioia semplicemente non facevano parte della sua vita». In più, aveva una grandissima dipendenza dall'alcol che lo portava a diventare violento, prendendo Denise a frustate. Ma il peggio arrivò quando cominciò a palpeggiare sua figlia, nell'illusione di sentirsi donna, come lei.<br />Tutto questo provocò nella ragazza disorientamento, al punto che adolescente cominciò a bere e, per colmare il suo profondo desiderio di amore maschile e di attenzioni che non avevo ricevuto da padre, cominciò a flirtare con tutti quelli che le rivolgevano attenzioni e alla fine delle scuole medie arrivò a collezionare 13 fidanzatini. Piano piano la sua esistenza cominciò ad avviarsi verso la dissolutezza, fra alcol e uomini, accarezzò anche l'idea del suicidio. A salvarla fu la frequentazione della casa di un amico, che poi diventerà suo marito e da cui imparò cosa fosse una famiglia e chi fosse un padre.<br /><br />PERSINO IL GIORNO DELLE NOZZE<br />Persino il giorno delle nozze, mentre Denise stava per raggiungere l'altare, «mio padre mi disse che voleva essere al mio posto, per sopravvivere feci finta di non sentire. Mi rubò il mio "giorno speciale" accentrando tutto su di lui e sul suo desiderio egoista».<br />Insieme a Denise, diversi adulti cresciuti con coppie dello stesso sesso hanno testimoniato la loro infanzia dolorosa di fronte alla Corte Suprema. «Noi non pretendiamo di dire che tutti i genitori omosessuali o i genitori transessuali agiranno in modo abusivo», ha affermato Denise, ma, anche se le coppie «dello stesso sesso hanno intenzioni buone e buoni curriculum, non sono in grado di fare l'impossibile: come può un uomo fare da modello femminile a una bambina?». Perché «un uomo non è un donna, anche se pensa di esserlo. E se questa Corte cercherà di cancellare il sesso, questo progetto inutile nel lungo periodo non avrà migliori risultati di quelli che ha qualsiasi tentativo di far finta che la natura non esista.<br />La realtà ha dei limiti che la fantasia e l'irresponsabilità semplicemente non possono superare. Pertanto i cittadini di ogni Stato hanno il diritto, e anche una responsabilità, di proteggere la salute pubblica, il benessere generale e il bene dei bambini non estendendo il matrimonio al di là della sua definizione tradizionale, naturale e sana».<br /><br />Nota di BastaBugie: ecco altre notizie dal "gaio" mondo gay (sempre meno gaio).<br /><br />NUMERO VERDE ANTI-GENDER<br />Dal 6 febbraio è attivo il numero verde 800 94 24 83 voluto da Pro Vita & Famiglia per contrastare le derive gender soprattutto nelle scuole. In un...]]></itunes:summary><itunes:duration>612</itunes:duration><itunes:keywords>assorbenti,maschi,padre,trans,transessuale</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/7f2bb6e2b4141b9617ee2051577c688f.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Poliamore: quelli che il triangolo lo hanno considerato (e anche il quadrato e, perché no, l'esagono)</title><link>https://www.spreaker.com/episode/poliamore-quelli-che-il-triangolo-lo-hanno-considerato-e-anche-il-quadrato-e-perche-no-l-esagono--21980183</link><description><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜<a href="http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=5992" rel="noopener">http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=5992</a><br /><br />POLIAMORE: QUELLI CHE IL TRIANGOLO LO HANNO CONSIDERATO (E ANCHE IL QUADRATO E, PERCHE' NO, L'ESAGONO) di Giuliano Guzzo<br />Il New York Times è sceso in campo per sponsorizzare il «poliamore». E' quanto si è visto con un lungo servizio eloquentemente intitolato «Polyamory Works for Them» e pubblicato a inizio agosto sul sito del celebre giornale americano con fotografie di Yael Malka e testo di Alice Hines.<br />Un servizio che, in buona sostanza, esordisce spiegando che la monogamia, dopotutto, è un ferro vecchio che nella Grande Mela non soddisfa più un gran numero di persone le quali, nei fine settimana, ricorrono a «lezioni, seminari, gruppi di discussione e ovviamente feste» all'insegna del «poliamore».<br />Ora, poteva forse mancare il parere di un "esperto" che sdoganasse il «poliamore»? Ovvio, no. Tanto è vero che il New York Times è corso a intervistare Zhana Vrangalova, studiosa di unioni sessuali «non normative» la quale, da brava, ha spiegato come quella del «poliamore», ben lungi dall'essere critica, dovrebbe essere considerata come «un'opzione, perché le persone dovrebbero avere più possibilità di scelta». Per inciso, si tratta della stessa esperta che nel giugno 2016, su Twitter, elogiava il mondo arcobaleno evidenziando come gli studenti Lgbt siano «più politicamente impegnati degli studenti eterosessuali».<br />Ora, ci sarebbero molte altre cose da spiegare sul pezzo del New York Times se non fosse chiaro che il problema, qui, non è un articolo di giornale, per quanto strambo e ideologico, no: qui il problema è la progressiva accelerazione propagandistica a favore del «poliamore».<br />Un'accelerazione di cui si è avuto conferma anche poche settimane fa con la notizia dell'istituzione, all'interno della Divisione 44 dell'Associazione degli psicologi americani (Apa) - quella deputata a normalizzare gli stili di vita omosessuali e transgender - di una squadra di studiosi (con un enorme budget) per «i bisogni delle persone che praticano la non monogamia sessuale».<br />Un ulteriore passo avanti, quello degli psicologi americani, nella guerra dichiarata alla famiglia e al diritto naturale:  rispetto a tutto ciò il lungo servizio del New York Times costituisce solo fuoco di copertura. D'altra parte, è da anni che certi tipi di ambienti culturali si augurano chiaramente, apertis verbis, l'avvento delle unioni «poliamorose».<br />Si pensi a Jacques Attali, l'economista ed ex consigliere di Mitterrand, nonché padrino politico del presidente Macron, il quale nei suoi testi prefigura un mondo dove le relazioni tutte verranno sostanzialmente a liquefarsi in favore di illimitate libertà, con legami multipli e sempre revocabili.<br />«Un giorno», scrisse ancora anni or sono  Attali, che andrebbe preso tremendamente sul serio, «il sentimento amoroso potrà essere talmente intenso da implicare più persone alla volta [...], il poliamore, in cui ciascuno potrà avere più partner sessuali distinti; la polifamiglia, in cui ciascuno apparterrà a più famiglie; la polifedeltà, in cui ciascuno sarà fedele a tutti i membri di un gruppo dalle sessualità multiple».<br />Ora, che cos'è il pezzo estivo del New York Times se non un aiuto a sdoganare questa tendenza?<br />Uno sdoganamento in corso da oltre un decennio se si pensa che già nel 2009 il settimanale Newsweek riferiva di molte decine di migliaia di unioni «poliamorose». E non sono mancati neppure cosiddetti vip, negli ultimi tempi, a sponsorizzare tutto ciò. Si pensi, tanto per fare un esempio, a Frankie Grande, 36 anni, attore e ballerino - fratello della più nota Ariana, attrice, cantante e compositrice statunitense - il quale lo scorso anno ha annunciato pubblicamente su Instagram il suo rapporto a tre con una coppia gay. Siamo dunque nel bel mezzo di una campagna propagandistica a cui il New York Times sta dando il proprio appoggio e che chi ha a cuore la difesa della famiglia è chiamato a smascherare e a combattere.<br /><br />Nota di BastaBugie: ecco altre notizie dal "gaio" mondo gay (sempre meno gaio).<br /><br />STUDENTE PRO FAMIGLIA TROVATO MORTO<br />Il ventunenne Wilson Gavin era un devoto cattolico, non si sarebbe mai suicidato, secondo i suoi amici, come invece scrivono i giornali australiani.<br />La morte di Wilson è comunque avvenuta poco dopo che, in un video virale on line, appariva insieme ad altri studenti universitari che protestava in una biblioteca pubblica del Queensland dove dei Drag queen erano stati invitati a leggere fiabe ai bambini.  <br />Aveva già fatto notizia, in Australia, quando a 19 anni, aveva parlato a una manifestazione per protestare contro il "matrimonio" gay.  In un'intervista disse: «Mi odiano perché sono un conservatore e mi odiano ancor di più perché sono gay, ma vivo in castità».  <br />Wilson e i suoi amici avevano a cuore la protezione dei bambini dalla sessualizzazione precoce e dall'indottrinamento gender. Sui social era oggetto continuo di minacce e di violenze inaudite.<br />(Provita & Famiglia, 18/01/2020)<br /><br />PRIMO CALCIATORE TRANS IN SERIE A FEMMINILE<br />Oggi ha preso un nome femminile e si chiama Mara Gomez, ma è nato uomo. Sarà il primo transessuale al mondo a giocare in una squadra femminile di serie A, il Villa San Carlos, club argentino. "Nei vari club in cui ho militato mi hanno trattato sempre molto bene. Non mi sono mai sentita esclusa da alcun gruppo: svolgiamo tutte lo stesso lavoro", ha dichiarato Gomez.<br />Tralasciamo le questioni morali e mettiamo l'accento su un aspetto meramente pragmatico: le squadre avversarie del Villa San Carlos si troveranno sfavorite perché giocheranno contro 10 donne e un uomo. Non è discriminazione questa?<br />(Gender Watch News, 11 gennaio 2020)<br /><br />TOSCANA PRIDE PER LA LEGGE SULL'OMOFOBIA<br />Il 20 giugno a Livorno si svolgerà il Toscana pride incentrato sull'approvazione della legge sulla cosiddetta omofobia. Sul sito degli organizzatori si legge: «Livorno è la città scelta per ospitare il Toscana Pride 2020. Quest'anno si combatte una nuova grande battaglia di civiltà: l'approvazione di una legge contro le discriminazioni per orientamento sessuale e identità di genere. L'omo-lesbo-bi-transfobia esiste e non è più un fatto isolato, riguarda la quotidianità di tantissime persone che si ritrovano ad avere paura e a non sentirsi al sicuro nelle loro case, nei locali che frequentano, nelle strade delle loro città». [...]<br />Come più volte scritto, non c'è nessuna emergenza in merito agli atti di discriminazione e violenza a danno delle persone omosessuali e transessuali. Molte sono le fonti tra cui quella forse più attendibile è l'Osservatorio per la sicurezza contro gli atti discriminatori (Oscad, Ministero dell'Interno) il quale ci informa che gli atti di discriminazione segnalati sono due al mese su tutto il territorio nazionale. Tra l'altro non ad ogni segnalazione corrisponde un vero atto di discriminazione.<br />Detto ciò viene da domandarsi se il tema dominante dei Gay Pride estivi sarà proprio l'approvazione della legge Zan sulla cosiddetta omofobia.<br />(Gender Watch News, 22 gennaio 2020)]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/21980183</guid><pubDate>Thu, 23 Jan 2020 14:54:52 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/21980183/poliamore_quelli_che_il_triangolo_lo_hanno_considerato.mp3" length="10567679" type="audio/mpeg"/><itunes:author>BastaBugie</itunes:author><itunes:subtitle>TESTO DELL'ARTICOLO ➜http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=5992

POLIAMORE: QUELLI CHE IL TRIANGOLO LO HANNO CONSIDERATO (E ANCHE IL QUADRATO E, PERCHE' NO, L'ESAGONO) di Giuliano Guzzo
Il New York Times è sceso in campo per sponsorizzare il...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜<a href="http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=5992" rel="noopener">http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=5992</a><br /><br />POLIAMORE: QUELLI CHE IL TRIANGOLO LO HANNO CONSIDERATO (E ANCHE IL QUADRATO E, PERCHE' NO, L'ESAGONO) di Giuliano Guzzo<br />Il New York Times è sceso in campo per sponsorizzare il «poliamore». E' quanto si è visto con un lungo servizio eloquentemente intitolato «Polyamory Works for Them» e pubblicato a inizio agosto sul sito del celebre giornale americano con fotografie di Yael Malka e testo di Alice Hines.<br />Un servizio che, in buona sostanza, esordisce spiegando che la monogamia, dopotutto, è un ferro vecchio che nella Grande Mela non soddisfa più un gran numero di persone le quali, nei fine settimana, ricorrono a «lezioni, seminari, gruppi di discussione e ovviamente feste» all'insegna del «poliamore».<br />Ora, poteva forse mancare il parere di un "esperto" che sdoganasse il «poliamore»? Ovvio, no. Tanto è vero che il New York Times è corso a intervistare Zhana Vrangalova, studiosa di unioni sessuali «non normative» la quale, da brava, ha spiegato come quella del «poliamore», ben lungi dall'essere critica, dovrebbe essere considerata come «un'opzione, perché le persone dovrebbero avere più possibilità di scelta». Per inciso, si tratta della stessa esperta che nel giugno 2016, su Twitter, elogiava il mondo arcobaleno evidenziando come gli studenti Lgbt siano «più politicamente impegnati degli studenti eterosessuali».<br />Ora, ci sarebbero molte altre cose da spiegare sul pezzo del New York Times se non fosse chiaro che il problema, qui, non è un articolo di giornale, per quanto strambo e ideologico, no: qui il problema è la progressiva accelerazione propagandistica a favore del «poliamore».<br />Un'accelerazione di cui si è avuto conferma anche poche settimane fa con la notizia dell'istituzione, all'interno della Divisione 44 dell'Associazione degli psicologi americani (Apa) - quella deputata a normalizzare gli stili di vita omosessuali e transgender - di una squadra di studiosi (con un enorme budget) per «i bisogni delle persone che praticano la non monogamia sessuale».<br />Un ulteriore passo avanti, quello degli psicologi americani, nella guerra dichiarata alla famiglia e al diritto naturale:  rispetto a tutto ciò il lungo servizio del New York Times costituisce solo fuoco di copertura. D'altra parte, è da anni che certi tipi di ambienti culturali si augurano chiaramente, apertis verbis, l'avvento delle unioni «poliamorose».<br />Si pensi a Jacques Attali, l'economista ed ex consigliere di Mitterrand, nonché padrino politico del presidente Macron, il quale nei suoi testi prefigura un mondo dove le relazioni tutte verranno sostanzialmente a liquefarsi in favore di illimitate libertà, con legami multipli e sempre revocabili.<br />«Un giorno», scrisse ancora anni or sono  Attali, che andrebbe preso tremendamente sul serio, «il sentimento amoroso potrà essere talmente intenso da implicare più persone alla volta [...], il poliamore, in cui ciascuno potrà avere più partner sessuali distinti; la polifamiglia, in cui ciascuno apparterrà a più famiglie; la polifedeltà, in cui ciascuno sarà fedele a tutti i membri di un gruppo dalle sessualità multiple».<br />Ora, che cos'è il pezzo estivo del New York Times se non un aiuto a sdoganare questa tendenza?<br />Uno sdoganamento in corso da oltre un decennio se si pensa che già nel 2009 il settimanale Newsweek riferiva di molte decine di migliaia di unioni «poliamorose». E non sono mancati neppure cosiddetti vip, negli ultimi tempi, a sponsorizzare tutto ciò. Si pensi, tanto per fare un esempio, a Frankie Grande, 36 anni, attore e ballerino - fratello della più nota Ariana, attrice, cantante e compositrice statunitense - il quale lo scorso anno ha annunciato pubblicamente su Instagram il suo rapporto a tre con una coppia gay. Siamo dunque nel bel mezzo di una campagna propagandistica a cui il New York Times sta dando il...]]></itunes:summary><itunes:duration>661</itunes:duration><itunes:keywords>amore,calciatore,poliamore,profamily,trans</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/2070dd20e4cadb358f2c6a4cad6da9e5.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Cambia sesso, ma poi cambia idea... un disastro</title><link>https://www.spreaker.com/episode/cambia-sesso-ma-poi-cambia-idea-un-disastro--21521271</link><description><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜<a href="http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=5963" rel="noopener">http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=5963</a><br /><br />CAMBIA SESSO, MA POI CAMBIA IDEA... UN DISASTRO di Luca Scalise<br />Debbie Karemer è una donna di 61 anni, che per 17 anni ha voluto assumere le sembianze di un maschio attraverso la cosiddetta pratica della transizione di genere. La sua testimonianza personale su quella esperienza, riportata da Life Site News, può farci riflettere molto sul tema, attualmente fra i più scottanti.<br />Da adolescente, Debbie fu abusata sessualmente da suo padre. È così che hanno avuto inizio atroci sofferenze a cui non era riuscita a dare un nome, finché, all'età di 44 anni, non vide in televisione un episodio di talk show che parlava di transgenderismo. Si convinse, dunque, che fosse questo il suo problema: sentirsi nel corpo sbagliato.<br />Neanche il tempo di dirlo a uno psichiatra e già alla prima seduta ricevette la prima iniezione di testosterone e così, dopo tre mesi, si è proceduto all'amputazione dei seni ed al cambio del nome in Lee Harries. I trattamenti procedettero con la "creazione" di finti genitali maschili e con la rimozione di quelli femminili.<br />Era andata solo a parlare con uno psichiatra, era traumatizzata, non poteva sapere veramente in quel momento cosa volesse. E in rapidissimo tempo è stata (esteriormente) trasformata in un uomo, con "terapie" ed interventi che richiedono, peraltro, tantissimi soldi.<br />Solo anni dopo, il suo terapista, parlando con lei, usò l'espressione "traumi infantili" e le fece "accendere una lampadina": erano quelli che dovevano essere oggetto di cura, non il proprio corpo. Eppure, con gli ormoni e la chirurgia era stato trasformato il suo corpo, le era stata portata via la sua vera sessualità, la sua reale identità di donna.<br />«Sono intrappolata. Mi sento completamente mutilata. È un disastro completo», afferma della procedura di transizione. «Sono stata traumatizzata da quello che era successo nella mia vita, e sono stata erroneamente diagnosticata come transgender».<br />Pensiamo ora a quei bambini con diagnosi di disforia di genere a cui viene proposta la transizione. Sono forse in grado di optare consapevolmente per una scelta che potrebbe farli sentire un giorno, come Debbie, mutilati e in un corpo che non gli appartiene (specie considerando il fatto che la maggior parte dei bambini che ne soffrono cambiano idea al subentrare della pubertà)?<br />Ora Debbie sta seguendo la procedura inversa alla transizione e tanti, come lei, stanno facendo lo stesso. La sua testimonianza ci ricorda quanto sia importante occuparsi di aiutare chi soffre a riconoscersi nel proprio corpo, piuttosto che spingerlo a voler essere altro.<br /><br />Nota di BastaBugie: ecco altre notizie dal "gaio" mondo gay (sempre meno gaio).<br /><br />LEGGE DI BILANCIO STANZIA UN MILIONE PER GLI STUDI LGBT<br />All'interno del maxiemendamento della legge di bilancio c'è anche il comma 385 che prevede la costituzione di un "fondo per il finanziamento ordinario delle università [...] incrementato di 1 milione di euro annui a decorrere dall'anno 2020" per "promuovere l'educazione alle differenze di genere quale metodo privilegiato per la realizzazione dei principi di uguaglianza e di piena cittadinanza nella realtà sociale contemporanea". La finalità dichiarata è quella di "inserire nella propria offerta formativa corsi di studi di genere o a potenziare i corsi di studi di genere già esistenti".<br />Quindi soldi pubblici per diffondere ancor di più l'ideologia di genere.<br />(Gender Watch News, 24 dicembre 2019)<br /><br />PER IL PRESIDENTE DELLA CEI I BAMBINI HANNO BISOGNO DI UN PADRE E DI UNA MADRE<br />Il cardinale Gualtiero Bassetti, presidente della Cei, durante la celebrazione eucaristica della Festa diocesana delle famiglie ha dichiarato: I bambini «hanno bisogno di un padre e di una madre, così fu anche per Gesù. Oggi, purtroppo, questo fatto - che i bambini hanno bisogno di un padre e di una madre - non è più scontato. Senza una famiglia completa i bimbi non potranno crescere nella salute del corpo e del cuore. Senza una famiglia, senza amore paterno e materno è impossibile educare».<br />(Gender Watch News, 02-01-2020)<br /><br />LA SPAGNA VERSO IL NO ALL'UTERO IN AFFITTO<br />Il governo spagnolo di Pedro Sanchez e Pablo Iglesias nel settimo punto del programma di governo depositato alla vigilia del voto di fiducia  e dedicato alle Politiche Femministe ha messo al bando la pratica dell'utero in affitto, pratica spesso utilizzata dalle coppie omosessuali. E' la prima volta che accade in Occidente per uno schieramento di sinistra<br />Il divieto nasce dalla consapevolezza che tale pratica «mina i diritti delle donne, soprattutto le più vulnerabili, mercificando i loro corpi e le loro funzioni riproduttive. Agiremo contro le agenzie che offrono questa pratica sapendo che è vietata nel nostro Paese».<br />Notizia sicuramente positiva, anche se era bene - ma ad uno schieramento di sinistra non si può chiedere troppo sulle tematiche di bioetica - ricordare che la pratica della maternità surrogata oltre a cosificare la donna, reifica anche e prima il nascituro.<br />(Gender Watch News, 09-01-2020)]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/21521271</guid><pubDate>Thu, 09 Jan 2020 22:04:01 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/21521271/cambia_sesso.mp3" length="6760906" type="audio/mpeg"/><itunes:author>BastaBugie</itunes:author><itunes:subtitle>TESTO DELL'ARTICOLO ➜http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=5963

CAMBIA SESSO, MA POI CAMBIA IDEA... UN DISASTRO di Luca Scalise
Debbie Karemer è una donna di 61 anni, che per 17 anni ha voluto assumere le sembianze di un maschio attraverso la...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜<a href="http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=5963" rel="noopener">http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=5963</a><br /><br />CAMBIA SESSO, MA POI CAMBIA IDEA... UN DISASTRO di Luca Scalise<br />Debbie Karemer è una donna di 61 anni, che per 17 anni ha voluto assumere le sembianze di un maschio attraverso la cosiddetta pratica della transizione di genere. La sua testimonianza personale su quella esperienza, riportata da Life Site News, può farci riflettere molto sul tema, attualmente fra i più scottanti.<br />Da adolescente, Debbie fu abusata sessualmente da suo padre. È così che hanno avuto inizio atroci sofferenze a cui non era riuscita a dare un nome, finché, all'età di 44 anni, non vide in televisione un episodio di talk show che parlava di transgenderismo. Si convinse, dunque, che fosse questo il suo problema: sentirsi nel corpo sbagliato.<br />Neanche il tempo di dirlo a uno psichiatra e già alla prima seduta ricevette la prima iniezione di testosterone e così, dopo tre mesi, si è proceduto all'amputazione dei seni ed al cambio del nome in Lee Harries. I trattamenti procedettero con la "creazione" di finti genitali maschili e con la rimozione di quelli femminili.<br />Era andata solo a parlare con uno psichiatra, era traumatizzata, non poteva sapere veramente in quel momento cosa volesse. E in rapidissimo tempo è stata (esteriormente) trasformata in un uomo, con "terapie" ed interventi che richiedono, peraltro, tantissimi soldi.<br />Solo anni dopo, il suo terapista, parlando con lei, usò l'espressione "traumi infantili" e le fece "accendere una lampadina": erano quelli che dovevano essere oggetto di cura, non il proprio corpo. Eppure, con gli ormoni e la chirurgia era stato trasformato il suo corpo, le era stata portata via la sua vera sessualità, la sua reale identità di donna.<br />«Sono intrappolata. Mi sento completamente mutilata. È un disastro completo», afferma della procedura di transizione. «Sono stata traumatizzata da quello che era successo nella mia vita, e sono stata erroneamente diagnosticata come transgender».<br />Pensiamo ora a quei bambini con diagnosi di disforia di genere a cui viene proposta la transizione. Sono forse in grado di optare consapevolmente per una scelta che potrebbe farli sentire un giorno, come Debbie, mutilati e in un corpo che non gli appartiene (specie considerando il fatto che la maggior parte dei bambini che ne soffrono cambiano idea al subentrare della pubertà)?<br />Ora Debbie sta seguendo la procedura inversa alla transizione e tanti, come lei, stanno facendo lo stesso. La sua testimonianza ci ricorda quanto sia importante occuparsi di aiutare chi soffre a riconoscersi nel proprio corpo, piuttosto che spingerlo a voler essere altro.<br /><br />Nota di BastaBugie: ecco altre notizie dal "gaio" mondo gay (sempre meno gaio).<br /><br />LEGGE DI BILANCIO STANZIA UN MILIONE PER GLI STUDI LGBT<br />All'interno del maxiemendamento della legge di bilancio c'è anche il comma 385 che prevede la costituzione di un "fondo per il finanziamento ordinario delle università [...] incrementato di 1 milione di euro annui a decorrere dall'anno 2020" per "promuovere l'educazione alle differenze di genere quale metodo privilegiato per la realizzazione dei principi di uguaglianza e di piena cittadinanza nella realtà sociale contemporanea". La finalità dichiarata è quella di "inserire nella propria offerta formativa corsi di studi di genere o a potenziare i corsi di studi di genere già esistenti".<br />Quindi soldi pubblici per diffondere ancor di più l'ideologia di genere.<br />(Gender Watch News, 24 dicembre 2019)<br /><br />PER IL PRESIDENTE DELLA CEI I BAMBINI HANNO BISOGNO DI UN PADRE E DI UNA MADRE<br />Il cardinale Gualtiero Bassetti, presidente della Cei, durante la celebrazione eucaristica della Festa diocesana delle famiglie ha dichiarato: I bambini «hanno bisogno di un padre e di una madre, così fu anche per Gesù. 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Perché dopo l'evento organizzato dal collettivo di estrema sinistra, LINK, di Bologna, denominato "Immacolata contraccezione", fortunatamente soppresso [vedi nota in fondo all'articolo N.d.BB], dopo le molte polemiche levatesi contro un'iniziativa così apertamente blasfema, da parte pure di chi si dice "discriminato", ora ci riprovano. Stavolta parliamo dell'Arci Dallò di Castiglione delle Stiviere in provincia di Mantonva, l'evento in questione è "Immacolata sovversione", così tanto per operare una "variazione sul tema". La foto che lo rappresenta lascia davvero poco spazio alla fantasia ed è talmente scabrosa da non poter essere descritta.<br />Ovvio che iniziative come queste, in cui si parla di sesso e pratiche "estreme", in cui si affrontano discorsi che forse non si sentirebbero nemmeno nei club "a tema" più spinti, non è affatto un caso che vengano fatti cadere il giorno di una festività mariana così importante e in cui, guarda caso si celebra un dogma che fa riferimento alla purezza della Madre di Dio, in quanto preservata e immune dal peccato originale. Infatti, se si scorre il pruriginoso programma dell'evento in questione, si noterà l'ostinata insistenza con cui vengono affrontati certi argomenti. Mentre nella descrizione dell'evento si percepisce una rabbia di fondo, una ribellione contro chissà chi: "Il femminismo ha esplorato il piacere della donna. Ci siamo esplorate, ci siamo descritte, ci siamo piaciute, ci siamo eccitate.<br />Il transfemminismo ci apre oggi nuovi mondi, nuove esplorazioni, per un piacere che vuole liberarsi dal genere, dalle costrizioni, dal bigottismo, dalle auto-censure, dalla stretta necessità delle relazioni sentimentali...insomma, dal patriarcato che è anche dentro di noi. E liberarsi una volta per tutte!" Capite? Per essere liberi occorre liberarsi dalle relazioni sentimentali, come si legge nell'evento. Non a caso uno dei workshop verte sul sadomaso e tutta l'iniziativa, è volta a trasmettere un'idea delle relazioni sessuali completamente slegata dalla natura, all'insegna dell'assenza totale del bene e dei sentimenti, insomma come genitalità tout court. Dunque una violenza che si manifesta inizialmente contro il sacro, ma che poi si ritorce inevitabilmente contro l'uomo. Perché, per quanto si gridi al "love is love", propinando, poi, ogni genere di nefandezze, fino a non risparmiare né i fanti né i santi, non si comprende quella che è una realtà da cui non si sfugge: che l'uomo è un essere in relazione, che senza quel Tu, non può dire nemmeno "io".<br /><br />Nota di BastaBugie: ecco altre notizie dal "gaio" mondo gay (sempre meno gaio).<br /><br />L'EVENTO BLASFEMO UN GRANDE FLOP<br />Dopo lo scempio degli eventi blasfemi moltiplicatisi in occasione della festa dell'Immacolata, almeno una buona notizia c'è e non da poco.<br />Stiamo parlando del mega flop dei collettivi di sinistra, a Bologna, riguardo l'evento blasfemo "Immacolata contraccezione", con la scusa di una sorta di azione di protesta contro Pillon e Salvini (quest'ultimo ha spesso mostrato il rosario in pubblico).<br />Ma il bello è che, all'orario prefissato, in piazza, non si è presentato nessuno. Evidentemente l'Italia è ancora un paese cattolico o quanto meno un paese in cui il timor di Dio è ancora considerato un valore.<br />Fa piacere constatare che i cittadini di Bologna si siano rifiutati di scendere ad un livello così basso e che credenti, atei o agnostici, mostrino di avere rispetto per il sacro e per chi in Dio ci crede. Davvero gratuito, peraltro, il gesto di prendersela con la Madre di Dio, per una sorta di bassa e mal riuscita forma di protesta "politica" (?). Non si è ben capito nemmeno il senso dell'evento, quale fosse il suo fine e a quanto pare non l'hanno capito nemmeno i bolognesi.<br />Ovviamente rimane da constatare anche la pusillanimità di quelli che si dicono "minoranze perseguitate" ma che in questo caso perseguitano e offendono a tutti gli effetti e che hanno il coraggio di scagliarsi contro il solo credo cattolico.<br />Invano possiamo attendere il momento in cui le stesse cadute di stile, abbiano come protagonista la religione islamica... (paura, eh?)<br />È lo stesso leitmotiv che ha mosso i gay pride blasfemi che si sono susseguiti quest'estate in Italia: insultare a tutta forza i cristiani che tanto non reagiscono. Ma allora… che razza di "love is love" è?<br />(Manuela Antonacci, Provita & Famiglia,13 dicembre 2019)<br /><br />L'OMINO PAN DI ZENZERO DIVENTA GENDER NEUTRAL<br />La furia ideologica che riguarda la realtà biologica che ci vede maschi e femmine si abbatte anche tra i fornelli. E così il biscotto natalizio Omino pan di zenzero, raffigurato nel suo stampo classico a gambe divaricate (posizione chiaramente mascolina), d'ora in poi dovrà presentarsi a gambe unite. Questo è almeno quanto chiedono alcune lobby femministe nel Regno Unito, tanto che certe catene di supermercati hanno pensato di cambiare il nome al dolce natalizio da "gingerbread man" a "gingerbread persons".<br />E dunque da delizioso biscotto l'Omino pan di zucchero rischia di diventare indigesto a molti.<br />(Gender Watch News, 17 dicembre 2019)<br /><br />BOLSONARO CHIUDE CANALE TV FILO-GENDER PER BIMBI<br />Il presidente brasiliano Bolsonaro ha revocato una convenzione di 350 milioni di Real che permetteva al canale pubblico Tv Escola, rivolto ai bambini, di mandare in onda programmi pro-gender. La convenzione era stata stipulata a favore dell'Associazione di Comunicazione Educativa Roquette Pinto, la quale gestiva sin dal 1995 il canale Tv Escola.<br />Così si è espresso Bolsonaro: "Conoscete il programma di Tv Escola? È diseducativo, aveva una programmazione totalmente di sinistra, ispirata all'ideologia di genere. Soldi pubblici per l'ideologia di genere, questo deve cambiare".  Infine ha così terminato il suo discorso ai giornalisti: "Chi guarda Tv Escola? Nessuno, denaro gettato nella spazzatura".<br />(Gender Watch News, 20 dicembre 2019)]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/21026879</guid><pubDate>Tue, 24 Dec 2019 13:02:26 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/21026879/lgbt.mp3" length="8176116" type="audio/mpeg"/><itunes:author>BastaBugie</itunes:author><itunes:subtitle>TESTO DELL'ARTICOLO ➜http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=5941

IMMACOLATA: ENNESIMO EVENTO BLASFEMO LGBT di Manuela Antonacci
Al peggio non c'è mai fine! Perché dopo l'evento organizzato dal collettivo di estrema sinistra, LINK, di Bologna,...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜<a href="http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=5941" rel="noopener">http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=5941</a><br /><br />IMMACOLATA: ENNESIMO EVENTO BLASFEMO LGBT di Manuela Antonacci<br />Al peggio non c'è mai fine! Perché dopo l'evento organizzato dal collettivo di estrema sinistra, LINK, di Bologna, denominato "Immacolata contraccezione", fortunatamente soppresso [vedi nota in fondo all'articolo N.d.BB], dopo le molte polemiche levatesi contro un'iniziativa così apertamente blasfema, da parte pure di chi si dice "discriminato", ora ci riprovano. Stavolta parliamo dell'Arci Dallò di Castiglione delle Stiviere in provincia di Mantonva, l'evento in questione è "Immacolata sovversione", così tanto per operare una "variazione sul tema". La foto che lo rappresenta lascia davvero poco spazio alla fantasia ed è talmente scabrosa da non poter essere descritta.<br />Ovvio che iniziative come queste, in cui si parla di sesso e pratiche "estreme", in cui si affrontano discorsi che forse non si sentirebbero nemmeno nei club "a tema" più spinti, non è affatto un caso che vengano fatti cadere il giorno di una festività mariana così importante e in cui, guarda caso si celebra un dogma che fa riferimento alla purezza della Madre di Dio, in quanto preservata e immune dal peccato originale. Infatti, se si scorre il pruriginoso programma dell'evento in questione, si noterà l'ostinata insistenza con cui vengono affrontati certi argomenti. Mentre nella descrizione dell'evento si percepisce una rabbia di fondo, una ribellione contro chissà chi: "Il femminismo ha esplorato il piacere della donna. Ci siamo esplorate, ci siamo descritte, ci siamo piaciute, ci siamo eccitate.<br />Il transfemminismo ci apre oggi nuovi mondi, nuove esplorazioni, per un piacere che vuole liberarsi dal genere, dalle costrizioni, dal bigottismo, dalle auto-censure, dalla stretta necessità delle relazioni sentimentali...insomma, dal patriarcato che è anche dentro di noi. E liberarsi una volta per tutte!" Capite? Per essere liberi occorre liberarsi dalle relazioni sentimentali, come si legge nell'evento. Non a caso uno dei workshop verte sul sadomaso e tutta l'iniziativa, è volta a trasmettere un'idea delle relazioni sessuali completamente slegata dalla natura, all'insegna dell'assenza totale del bene e dei sentimenti, insomma come genitalità tout court. Dunque una violenza che si manifesta inizialmente contro il sacro, ma che poi si ritorce inevitabilmente contro l'uomo. Perché, per quanto si gridi al "love is love", propinando, poi, ogni genere di nefandezze, fino a non risparmiare né i fanti né i santi, non si comprende quella che è una realtà da cui non si sfugge: che l'uomo è un essere in relazione, che senza quel Tu, non può dire nemmeno "io".<br /><br />Nota di BastaBugie: ecco altre notizie dal "gaio" mondo gay (sempre meno gaio).<br /><br />L'EVENTO BLASFEMO UN GRANDE FLOP<br />Dopo lo scempio degli eventi blasfemi moltiplicatisi in occasione della festa dell'Immacolata, almeno una buona notizia c'è e non da poco.<br />Stiamo parlando del mega flop dei collettivi di sinistra, a Bologna, riguardo l'evento blasfemo "Immacolata contraccezione", con la scusa di una sorta di azione di protesta contro Pillon e Salvini (quest'ultimo ha spesso mostrato il rosario in pubblico).<br />Ma il bello è che, all'orario prefissato, in piazza, non si è presentato nessuno. Evidentemente l'Italia è ancora un paese cattolico o quanto meno un paese in cui il timor di Dio è ancora considerato un valore.<br />Fa piacere constatare che i cittadini di Bologna si siano rifiutati di scendere ad un livello così basso e che credenti, atei o agnostici, mostrino di avere rispetto per il sacro e per chi in Dio ci crede. Davvero gratuito, peraltro, il gesto di prendersela con la Madre di Dio, per una sorta di bassa e mal riuscita forma di protesta "politica" (?). 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Secondo un'indagine condotta negli Stati Uniti da Accelerating Acceptance, ad esempio, se nel 2016 il movimento Lgbt veniva "accettato" dal 62% della popolazione di età compresa tra i 18 ed i 34 anni, nel 2018 tale margine si è ridotto al solo 35%. Perdere poco meno della metà dei propri sostenitori in un paio d'anni significa avere una "popolarità" in caduta libera. Anche l'opinione pubblica femminile, in genere più "recettiva" su questi temi, è passata dal 65% dei consensi nel 2016 al 52% nel 2018. Gli attivisti Lgbt hanno subito strillato all'«aumento di una retorica dell'odio nei confronti della nostra cultura», in realtà la gente non ne può veramente più di sopportare le loro pretese. L'indagine di Accelerating Acceptance ha proposto agli intervistati varie situazioni, chiedendo come avrebbero reagito: ad esempio, rendersi conto che ai propri figli è stata impartita a scuola una lezione di storia Lgbt oppure scoprire che un membro della propria famiglia o l'insegnante dei propri figli sono Lgbt. Chi si è dichiarato «a proprio agio» negli scenari proposti, è stato catalogato tra gli «alleati». E proprio qui il crollo è stato verticale: meno 27% in un biennio.<br /><br />NOZZE GAY E TOILETTES TRANSGENDER<br />Da notare come nel 2016, data del precedente rilevamento, fosse trascorso soltanto un anno da quel 26 giugno 2015, in cui con un solo voto di scarto (5 contro 4) la Corte Suprema degli Stati Uniti d'America definì le "nozze" gay un «diritto garantito dalla Costituzione», imponendo ai 50 Paesi dell'Unione di adeguarsi, come voluto con forza dall'allora presidente Obama. All'epoca la lobby Lgbt investì massicciamente denaro e risorse nella propaganda a favore dell'«inclusione transgender», rispolverando i vecchi slogan sulla «parità dei diritti» e scandendone uno nuovo, «Transwomen are Women», rivelatosi, col senno di poi, per nulla efficace. Tali pressioni, tanto insistenti, infatti, hanno ottenuto l'effetto contrario ed hanno cominciato a far aprire gli occhi all'opinione pubblica, sempre più convinta d'esser vittima di un tentativo di manipolazione ideologica.<br />Alla gente non è piaciuta la legge sulle toilettes transgender, pure voluta dall'amministrazione Obama, con implicito il rischio di ritrovarsi ragazzi nei bagni delle ragazze. Le scuole pubbliche han dovuto adeguarsi o avrebbero perso i fondi federali. Ma obtorto collo. Non è piaciuta neppure l'idea di affidare a drag queens i racconti delle favole per bambini, né son piaciuti gli articoli inneggianti al fatto che «anche gli uomini possano restare incinta» o notizie come quella della docente di francese della Virginia licenziata per essersi rifiutata di rivolgersi a trans e dintorni col «pronome da loro preferito». Questi e molti altri fatti hanno dimostrato come, in realtà, il movimento Lgbt, anziché promuovere un'autentica parità dei diritti, la volesse erodere alla base.<br /><br />L'IDEOLOGIA LGBT È UN'EPIDEMIA<br />Sarah Kate Ellis, amministratore delegato e presidente di Glaad-Gay & Lesbian Alliance Against Defamation, l'organizzazione che ha commissionato tale indagine, ha preso atto d'aver dato troppo per scontato che i giovani fossero «un faro dei valori progressisti», ma è ricorsa a mille pretesti per cercare di giustificare l'esito, decisamente negativo, del sondaggio, incolpandone il «fattore Trump» ed il «fattore novità», derivante, quest'ultimo, dalla scarsa familiarità con le «neo-identità» come queer, non-binario e pansessualità. Il movimento Lgbt ha bollato come un «attacco» anche la disposizione emessa nel maggio scorso dal Ministero della Sanità, tesa ad eliminare il concetto di «identità di genere» dalla definizione di sesso nel testo della legge sull'assistenza sostenibile; disposizione fondamentale, invece, per non violare il diritto all'obiezione di coscienza della professione medica e per consentire di rifiutarsi di eseguire procedure di «riassegnazione di genere».<br />Risulta, insomma, sempre più evidente come la gente non ne possa davvero più dei mantra e delle pretese Lgbt, non proposte ma imposte a colpi di leggi, sentenze e violente campagne mediatiche, nel tentativo di smorzare sul nascere quelle reazioni, che altrimenti sorgerebbero spontanee. E ciò non solo negli Stati Uniti, ma in varie parti del mondo. Anche in Europa. Non a caso in Polonia, ad esempio, l'arcivescovo di Cracovia, mons. Marek Jedraszweski, ha paragonato pubblicamente l'ideologia Lgbt ad «un'epidemia», ad una «minaccia per i valori e per la solidità sociale e familiare della nostra Nazione». Non v'è molto da aggiungere...<br /><br />Nota di BastaBugie: ecco altre notizie dal "gaio" mondo gay (sempre meno gaio).<br /><br />MINISTRO PARI OPPORTUNITÀ APPOGGIA LEGGE OMOFOBIA<br />In Parlamento sono allo studio due proposte di legge sulla cd omofobia: una prima a firma della senatrice Maiorino e una seconda dell'on. Zan. Il Ministro delle Pari Opportunità Elena Bonetti su Facebook a tal proposito rende noto: «Vogliamo promuovere le azioni di contrasto alle discriminazioni per l'orientamento sessuale e l'identità di genere. Intendo proseguire il lavoro con le associazioni LGBT e il Parlamento per l'introduzione di una norma che contrasti efficacemente l'omofobia e l'omotransfobia».<br />Se con il precedente governo la Lega fungeva da elemento di deterrenza a certe derive sui principi non negoziabili, ora invece l'accoppiata PD-5 Stelle marcia spedita lungo i binari della repressione del pensiero dissenziente.<br />(Gender Watch News, 3 dicembre 2019)<br /><br />SÌ DELLA CHIESA EVANGELICA ALLA LEGGE SULL'OMOFOBIA<br />In Svizzera, nel 2018, è entrata in vigore una legge che sanziona atti di discriminazione per motivi legati all'orientamento sessuale della persona. Successivamente è stata proposta una modifica che andrebbe a sanzionare qualsiasi critica all'omosessualità in quanto tale, senza che tale critica debba essere riferita ad una persona specifica. L'Unione democratica federale ha proposto un referendum per il prossimo 9 febbraio per bloccare quest'ultima modifica.<br />La Chiesa Evangelica scende in campo per contrastare tale referendum: «La Bibbia contiene brani che, se mal interpretati, rappresentano un appello alla violenza contro gli omosessuali. Ma i Vangeli dicono anche: "Tutto ciò che vuoi che gli altri facciano a te, fallo anche per loro" [...]».<br />Nella Bibbia si dice che l'omosessualità rappresenta una «grave depravazione», (Gn 19,1-29; Rm 1,24-27; 1 Cor 6,9-10; 1 Tm 1,10). Quali margini per una cattiva interpretazione di tale qualificazione dell'omosessualità esistono? In secondo luogo richiamare che devi fare agli altri ciò che ti piacerebbe fosse fatto a te è fondato sul bene oggettivo e non soggettivo della persona. Altrimenti Tizio potrebbe anche uccidere gli altri dato che è favorevole al proprio suicidio, perché farebbe agli altri ciò che ritiene giusto fare a sé.<br />(Gender Watch News, 2 dicembre 2019)<br /><br />CIRINNÀ NON VUOLE PADRE E MADRE DALLA CARTA D'IDENTITÀ<br />L'on. Monica Cirinnà è intervenuta in Senato chiedendo una modifica del disegno di legge di conversione del decreto sulla proroga del Garante Privacy, laddove si prevede di inserire nelle carte d'identità dei bambini la dicitura "madre" e "padre", dicitura voluta dall'allora ministro degli Interni Salvini. Cirinnà ha giudicato questo decreto come "vergognoso" perché è una "discriminazione inaccettabile" nei confronti delle coppie gay.<br />A breve la Cirinnà giudicherà vergognoso che anche un bambino chiami sua madre "mamma" e suo padre "papà".<br />(Gender Watch News, 28 settembre 2019)]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/20500929</guid><pubDate>Thu, 05 Dec 2019 15:05:13 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/20500929/lgbt.mp3" length="11347172" type="audio/mpeg"/><itunes:author>BastaBugie</itunes:author><itunes:subtitle>TESTO DELL'ARTICOLO ➜ http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=5919

L'IDEOLOGIA LGBT PERDE META' DEI CONSENSI di Mauro Faverzani
Le forti pressioni esercitate dai poteri forti sui livelli istituzionali e mediatici, affinché a colpi di leggi e di...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=5919" rel="noopener">http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=5919</a><br /><br />L'IDEOLOGIA LGBT PERDE META' DEI CONSENSI di Mauro Faverzani<br />Le forti pressioni esercitate dai poteri forti sui livelli istituzionali e mediatici, affinché a colpi di leggi e di spot, si imponga l'ideologia Lgbt, non bastano più: la gente ed, in particolar modo, i giovani, anzi, sono ormai esasperati dalla virulenta propaganda gender, sempre più coercitiva. Secondo un'indagine condotta negli Stati Uniti da Accelerating Acceptance, ad esempio, se nel 2016 il movimento Lgbt veniva "accettato" dal 62% della popolazione di età compresa tra i 18 ed i 34 anni, nel 2018 tale margine si è ridotto al solo 35%. Perdere poco meno della metà dei propri sostenitori in un paio d'anni significa avere una "popolarità" in caduta libera. Anche l'opinione pubblica femminile, in genere più "recettiva" su questi temi, è passata dal 65% dei consensi nel 2016 al 52% nel 2018. Gli attivisti Lgbt hanno subito strillato all'«aumento di una retorica dell'odio nei confronti della nostra cultura», in realtà la gente non ne può veramente più di sopportare le loro pretese. L'indagine di Accelerating Acceptance ha proposto agli intervistati varie situazioni, chiedendo come avrebbero reagito: ad esempio, rendersi conto che ai propri figli è stata impartita a scuola una lezione di storia Lgbt oppure scoprire che un membro della propria famiglia o l'insegnante dei propri figli sono Lgbt. Chi si è dichiarato «a proprio agio» negli scenari proposti, è stato catalogato tra gli «alleati». E proprio qui il crollo è stato verticale: meno 27% in un biennio.<br /><br />NOZZE GAY E TOILETTES TRANSGENDER<br />Da notare come nel 2016, data del precedente rilevamento, fosse trascorso soltanto un anno da quel 26 giugno 2015, in cui con un solo voto di scarto (5 contro 4) la Corte Suprema degli Stati Uniti d'America definì le "nozze" gay un «diritto garantito dalla Costituzione», imponendo ai 50 Paesi dell'Unione di adeguarsi, come voluto con forza dall'allora presidente Obama. All'epoca la lobby Lgbt investì massicciamente denaro e risorse nella propaganda a favore dell'«inclusione transgender», rispolverando i vecchi slogan sulla «parità dei diritti» e scandendone uno nuovo, «Transwomen are Women», rivelatosi, col senno di poi, per nulla efficace. Tali pressioni, tanto insistenti, infatti, hanno ottenuto l'effetto contrario ed hanno cominciato a far aprire gli occhi all'opinione pubblica, sempre più convinta d'esser vittima di un tentativo di manipolazione ideologica.<br />Alla gente non è piaciuta la legge sulle toilettes transgender, pure voluta dall'amministrazione Obama, con implicito il rischio di ritrovarsi ragazzi nei bagni delle ragazze. Le scuole pubbliche han dovuto adeguarsi o avrebbero perso i fondi federali. Ma obtorto collo. Non è piaciuta neppure l'idea di affidare a drag queens i racconti delle favole per bambini, né son piaciuti gli articoli inneggianti al fatto che «anche gli uomini possano restare incinta» o notizie come quella della docente di francese della Virginia licenziata per essersi rifiutata di rivolgersi a trans e dintorni col «pronome da loro preferito». Questi e molti altri fatti hanno dimostrato come, in realtà, il movimento Lgbt, anziché promuovere un'autentica parità dei diritti, la volesse erodere alla base.<br /><br />L'IDEOLOGIA LGBT È UN'EPIDEMIA<br />Sarah Kate Ellis, amministratore delegato e presidente di Glaad-Gay & Lesbian Alliance Against Defamation, l'organizzazione che ha commissionato tale indagine, ha preso atto d'aver dato troppo per scontato che i giovani fossero «un faro dei valori progressisti», ma è ricorsa a mille pretesti per cercare di giustificare l'esito, decisamente negativo, del sondaggio, incolpandone il «fattore Trump» ed il «fattore novità», derivante, quest'ultimo, dalla scarsa familiarità con le «neo-identità» come queer, non-binario e...]]></itunes:summary><itunes:duration>710</itunes:duration><itunes:keywords>america,consensi,crollo,gay,lgbt</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/5374d2fe535a4731f13761a6037d9cea.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Le sardine si alleano con la comunità Lgbt</title><link>https://www.spreaker.com/episode/le-sardine-si-alleano-con-la-comunita-lgbt--20314251</link><description><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=5912" rel="noopener">http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=5912</a><br /><br />LE SARDINE SI ALLEANO CON LA COMUNITA' LGBT di Manuela Antonacci<br />Nelle ultime settimane sta facendo parlare di sé il movimento delle cosiddette "sardine", che dicono di lottare contro il sovranismo, movimento che ha attirato anche le simpatie dei giovani italiani di Fridays For Future, che si ispirano a Greta Thunberg e ai precetti dell'ecologismo.<br />Ma non è l'unica "alleanza" che le sardine hanno stretto. Desta infatti curiosità la loro partecipazione all'evento tenutosi, sabato 23 novembre, niente poco di meno che al Muccassassina, il luogo simbolo dei ritrovi Lgbt della Capitale: «ospitiamo le Sardine sul nostro palco, dando inizio all' alleanza tra loro e la comunità Lgbt+». È stato il circolo Mario Mieli a dare l'annuncio ufficiale, come riportato da Libero quotidiano.<br />Non si capisce bene il senso di questo sodalizio: davvero le sardine pensano di poter costituire un movimento popolare che faccia opposizione politica, a suon di slogan Lgbt? E come potranno ambire ad essere massimamente rappresentative se di fatto strizzano l'occhio, con le loro alleanze (dimmi con chi vai e ti dirò chi sei...) a quei movimenti che sposano solo le battaglie della sinistra, compresa l'ideologia gender? Sono, inoltre, davvero sicure, che la partecipazione all'evento del Muccassassina e delle iniziative Lgbt possa aiutarle a costruire consenso riguardo la tanto sbandierata questione dell' "emergenza democratica" per cui dicono di lottare?<br />Insomma, siamo di fronte ad una serie di scambi e commistioni che destano perplessità sulla neutralità di un movimento che dice di essere libero e popolare ma che sembra, invece, nei fatti, la solita, ennesima emanazione di una certa "elite" politica.<br /><br />Nota di BastaBugie: ecco altre notizie dal "gaio" mondo gay (sempre meno gaio).<br />LA CONSULTA VIETA L'OMOGENITORIALITÀ<br />Due donne, una statunitense e l'altra italiana, si «sposano» negli Usa e poi in Danimarca hanno un bambino tramite fecondazione artificiale eterologa. Rientrate negli Usa le due donne vengono riconosciute entrambe come «genitori» del minore perché la donna statunitense ha partorito il bambino e la compagna perché «coniugata» e perché ha prestato il consenso alla fecondazione artificiale (altrimenti la mancanza di consenso avrebbe significato volontà di non riconoscere il bambino).<br />La donna di nazionalità italiana vorrebbe che anche lei fosse riconosciuta nel nostro Paese come «mamma» al pari della compagna e dunque chiede all'ufficiale di stato civile di Pisa, comune dove risiede, di riconoscere il certificato di nascita made in USA. L'ufficiale giustamente si rifiuta perché nel nostro Paese i genitori possono essere solo di sesso differente. Ne nasce un contenzioso giuridico che arriva sino alla Corte Costituzionale. Questa, venerdì 15 novembre, rende noto le motivazione del rifiuto di riconoscere anche la donna italiana come genitore del minore.<br />In primo luogo dichiara che tale rifiuto non è discriminatorio nei confronti delle persone omosessuali. In secondo luogo conferma che per il nostro ordinamento i genitori devono essere di sesso differente, condizione prevista dalla stessa legge Cirinnà sulla Unioni civili.<br />Detto ciò rimangono però legittime quelle numerose stepchild adoption realizzate in Italia negli ultimi anni. Ciò a dire che il compagno o la compagna omosessuale può diventare genitore adottivo, ma non genitore in quanto parente, ossia come se fosse per davvero una madre o un padre biologico.<br />(Gender Watch News, 23 novembre 2019)<br />PAPERI DISNEY LGBT<br />DuckTales è una serie televisiva a cartoni animati prodotta dalla Disney e in onda negli States. Nella serie si narrano le vicende di Zio Paperone, Paperino e i suoi nipoti alla ricerca di alcuni tesori. Pare che nella prossima stagione faranno la loro prima comparsa due personaggi gay, due "papà". Si tratterebbero dei "genitori" di Violet, uno dei personaggi dei cartoons.<br />Frank Agones, uno degli sceneggiatori, a tal proposito ha dichiarato: "Voglio essere molto schietto e onesto in merito: i papà di Violet sono presenti nella serie, ma non giocano un ruolo enorme nella storia finora. Come per tutti i nostri personaggi, ci siamo interrogati su chi fosse Violet e su quale fosse il suo background ed abbiamo avuto questa idea divertente dei suoi due padri".<br />"In Ducktales abbiamo rappresentato bene la diversità razziale e le persone 'diverse´, ma non abbiamo fatto abbastanza per i rappresentanti LGBT. Abbiamo alcuni temi e idee in arrivo che concernono la narrativa LGBTQ+. Ma ci saranno sempre opportunità per fare molto di più".<br />Ecco dunque un altro esempio in cui i cartoni animati veicoleranno a danno dei bambini contenuti LGBT. Contenuti che, tra l'altro, non c'entrano nulla con lo spirito che ha sempre animato le storie di Paperino & Co.<br />(Gender Watch News, 25 novembre 2019)<br />IN ITALIA UNIONI CIVILI IN PICCHIATA<br />L'Istat ci informa che le unioni civili sono quasi dimezzate dal 2017 al 2018. Infatti passano da 4.376 del 2017 al 2808 nel 2018. Dopo un prevedibile picco nei primi mesi dall'entrata in vigore della legge sulle unioni civili, picco causato dal clamore mediatico e dall'effetto accumulo di quanti da tempo attendevano di unirsi civilmente, ecco che le unioni civili non interessano più.<br />Ciò a riprova che le persone omosessuali non vogliono formalizzare la loro relazione, ma viverla in piena libertà.<br />(Gender Watch News, 22 novembre 2019)]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/20314251</guid><pubDate>Wed, 27 Nov 2019 15:52:05 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/20314251/sardine.mp3" length="7698389" type="audio/mpeg"/><itunes:author>BastaBugie</itunes:author><itunes:subtitle>TESTO DELL'ARTICOLO ➜ http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=5912

LE SARDINE SI ALLEANO CON LA COMUNITA' LGBT di Manuela Antonacci
Nelle ultime settimane sta facendo parlare di sé il movimento delle cosiddette "sardine", che dicono di lottare...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=5912" rel="noopener">http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=5912</a><br /><br />LE SARDINE SI ALLEANO CON LA COMUNITA' LGBT di Manuela Antonacci<br />Nelle ultime settimane sta facendo parlare di sé il movimento delle cosiddette "sardine", che dicono di lottare contro il sovranismo, movimento che ha attirato anche le simpatie dei giovani italiani di Fridays For Future, che si ispirano a Greta Thunberg e ai precetti dell'ecologismo.<br />Ma non è l'unica "alleanza" che le sardine hanno stretto. Desta infatti curiosità la loro partecipazione all'evento tenutosi, sabato 23 novembre, niente poco di meno che al Muccassassina, il luogo simbolo dei ritrovi Lgbt della Capitale: «ospitiamo le Sardine sul nostro palco, dando inizio all' alleanza tra loro e la comunità Lgbt+». È stato il circolo Mario Mieli a dare l'annuncio ufficiale, come riportato da Libero quotidiano.<br />Non si capisce bene il senso di questo sodalizio: davvero le sardine pensano di poter costituire un movimento popolare che faccia opposizione politica, a suon di slogan Lgbt? E come potranno ambire ad essere massimamente rappresentative se di fatto strizzano l'occhio, con le loro alleanze (dimmi con chi vai e ti dirò chi sei...) a quei movimenti che sposano solo le battaglie della sinistra, compresa l'ideologia gender? Sono, inoltre, davvero sicure, che la partecipazione all'evento del Muccassassina e delle iniziative Lgbt possa aiutarle a costruire consenso riguardo la tanto sbandierata questione dell' "emergenza democratica" per cui dicono di lottare?<br />Insomma, siamo di fronte ad una serie di scambi e commistioni che destano perplessità sulla neutralità di un movimento che dice di essere libero e popolare ma che sembra, invece, nei fatti, la solita, ennesima emanazione di una certa "elite" politica.<br /><br />Nota di BastaBugie: ecco altre notizie dal "gaio" mondo gay (sempre meno gaio).<br />LA CONSULTA VIETA L'OMOGENITORIALITÀ<br />Due donne, una statunitense e l'altra italiana, si «sposano» negli Usa e poi in Danimarca hanno un bambino tramite fecondazione artificiale eterologa. Rientrate negli Usa le due donne vengono riconosciute entrambe come «genitori» del minore perché la donna statunitense ha partorito il bambino e la compagna perché «coniugata» e perché ha prestato il consenso alla fecondazione artificiale (altrimenti la mancanza di consenso avrebbe significato volontà di non riconoscere il bambino).<br />La donna di nazionalità italiana vorrebbe che anche lei fosse riconosciuta nel nostro Paese come «mamma» al pari della compagna e dunque chiede all'ufficiale di stato civile di Pisa, comune dove risiede, di riconoscere il certificato di nascita made in USA. L'ufficiale giustamente si rifiuta perché nel nostro Paese i genitori possono essere solo di sesso differente. Ne nasce un contenzioso giuridico che arriva sino alla Corte Costituzionale. Questa, venerdì 15 novembre, rende noto le motivazione del rifiuto di riconoscere anche la donna italiana come genitore del minore.<br />In primo luogo dichiara che tale rifiuto non è discriminatorio nei confronti delle persone omosessuali. In secondo luogo conferma che per il nostro ordinamento i genitori devono essere di sesso differente, condizione prevista dalla stessa legge Cirinnà sulla Unioni civili.<br />Detto ciò rimangono però legittime quelle numerose stepchild adoption realizzate in Italia negli ultimi anni. Ciò a dire che il compagno o la compagna omosessuale può diventare genitore adottivo, ma non genitore in quanto parente, ossia come se fosse per davvero una madre o un padre biologico.<br />(Gender Watch News, 23 novembre 2019)<br />PAPERI DISNEY LGBT<br />DuckTales è una serie televisiva a cartoni animati prodotta dalla Disney e in onda negli States. Nella serie si narrano le vicende di Zio Paperone, Paperino e i suoi nipoti alla ricerca di alcuni tesori. 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La senatrice ha affermato che "non ci sono differenze tra le diverse famiglie". Poi ha aggiunto: "Se ci fosse la lobby gay, avremmo già il matrimonio egualitario, avremmo le adozioni per tutti, avremmo la legge contro l'omofobia. Se esistesse davvero questa pericolosa lobby gay, noi saremmo un Paese civilissimo con leggi uguali per tutti e non staremmo a pregare nelle giunte o nei governi di avere la parità 50% uomini e 50% donne, dovremmo dire un terzo, un terzo e un terzo. Un terzo uomini, un terzo donne, un terzo comunità Lgbt".<br />Umberto La Morgia, il consigliere gay leghista di Casalecchio di Reno, commenta: "Come se le persone con un determinato orientamento sessuale non potessero rientrare nella categoria di uomini e donne... È così che si crea una società equa? È così che si includono le persone? Io non credo proprio. Così come trovo umilianti per le donne le quote rosa, che sviliscono i meriti della persona, troverei umiliante sentirmi una quota arcobaleno".  <br />Poi la Cirinnà ha affermato che le unioni civili sono "solamente il primo gradino per arrivare alle adozioni per tutti". Dopo aver informato che lei vorrebbe introdurre fumetti gay nelle scuole, si è detta favorevole all'utero in affitto, pratica ampiamente utilizzata anche dalle coppie gay maschili: «Se l'utero è mio per interrompere la gravidanza, perché l'utero è meno mio per fare il figlio per qualcun altro?». Il ragionamento non fa una grinza, questo a dimostrazione che ci si batte contro l'utero in affitto dovrebbe battersi anche contro l'aborto.<br /><br />Nota di BastaBugie: ecco altre notizie dal "gaio" mondo gay (sempre meno gaio).<br /><br />SELINA, LA RAGAZZA CHE DEVE CORRERE INSIEME AI TRANS<br />Selina Soule è una studentessa del liceo di Glastonbury, nel Connecticut, la quale pratica atletica. Selina si è vista costretta a gareggiare con atleti maschi che affermano di essere donne. La studentessa insieme ad altre sue due compagne ha presentato una petizione al Dipartimento della Pubblica Istruzione degli Stati Uniti. La petizione sostiene che la Conferenza interscolastica di atletica del Connecticut (CIAC) ha discriminato le ragazze biologiche e violato i loro diritti.<br />Quello che accade nel Connecticut accade anche in altri 20 Stati. "Le ragazze (…) meritano di competere su un piano di parità", ha detto Soule al Middletown Press. Soule ha aggiunto che spera che l' "equità ritorni nelle competizioni di atletica".<br />Una storia che mette bene in evidenza che le vere discriminate sono le persone non transessuali.<br />(Gender Watch News, 7 novembre 2019)<br /><br />SPRITE L'IDEOLOGIA GAY IN BOTTIGLIA<br />C'è la madre che trucca il figlio transessuale per farlo apparire una donna; la nonna che aiuta a sistemare una parrucca verde al nipote transessuale; una ragazza che stringe un corpetto alla sorella per nascondere il seno al fine di farla sembrare un uomo; mamma e papà che accompagnano in auto il figlio omosessuale insieme al compagno.<br />È il contenuto, con sottofondo di musica mielosa, dell'ultimo spot Sprite Argentina in cui alcuni parenti preparano figli e nipoti a partecipare al Gay Pride. Infine il claim: "Orgoglio è quello che senti quando qualcuno che ami, sceglie di essere felice".<br />E tutto per vendere qualche gazzosa in più. Di fronte a questa ideologia in bottiglia invitiamo a boicottare i prodotti Sprite.<br />(Gender Watch News, 17 novembre 2019)<br /><br />CITA LA BIBBIA, MA I GAY SI OFFENDONO: LICENZIATO IL RUGBISTA DEI RECORD<br />Troppo cristiano per giocare a rugby. Perché Israel Folau non è un cristiano all'occidentale, abituato a relativizzare i valori.<br />No, lui è un ragazzo semplice cresciuto nella periferia di Sidney, i suoi genitori vengono da un'isola delle Tonga: e insomma se legge una cosa nella Bibbia pensa che sia vera.<br />È la sua fede, non la nasconde ma nemmeno cerca di imporla al prossimo. Ma nel mondo del politicamente corretto a venire lapidato è lui: che viene cacciato dal mondo in cui è cresciuto e vissuto, dallo sport che lo ha strappato agli slum della periferia. Stava preparandosi per i mondiali in Giappone del prossimo settembre, tranquillo del posto da titolare con la maglia numero 15, anche perché nessuno nella nazionale australiana ha segnato più mene di lui. Invece i mondiali li guarderà in televisione. E anche il suo club, i Waratahs di Sidney, ha annunciato il suo licenziamento in tronco, anche se è il recordman di tutti i tempi delle mete in campionato. Fuori. A fare traboccare il vaso è stato il post di Izzy - il suo soprannome - su Instagram di mercoledì scorso. «Attenzione! Ubriaconi, omosessuali, adulteri, bugiardi, ladri, fornicatori, ladri, atei, idolatri.<br />L'inferno vi aspetta. Pentitevi. Solo Gesù è il Salvatore». A scatenare l'indignazione non è stata ovviamente l'invettiva contro i bugiardi o gli etilisti, ma l'inserimento dei gay nelle categorie destinate al fuoco eterno. Anche perché su questo tema Izzy Folau è recidivo, avendo già criticato aspramente le leggi della Tasmania sui matrimoni omosessuali e sui certificati anagrafici no gender.<br />Non è la prima volta che rugby e religione entrano in dirittura di scontro: negli anni Ottanta fece scalpore il caso di un All Blacks che rifiutava di giocare alla domenica, giorno sacro al Signore. Ma il caso Folau esplode in un mondo assai cambiato, dove la battaglia alle discriminazioni di genere prevale sul diritto di ciascuno di professare apertamente la propria fede.<br />A Izzy, che è un cristiano pentecostale, membro delle Assemblee di Dio, la cosa non è andata giù. E recentemente a chi gli chiedeva di abbassare i toni aveva risposto pubblicando su Instagram il passaggio della lettera di San Paolo ai Galati in cui l'apostolo se la prende con «fornicazioni, ubriachezze, impurità». Poi si era infilato la maglia, messo le scarpe con i tacchetti e aveva segnato un'altra meta pazzesca delle sue.<br />Nel decidere la sua cacciata per motivi religiosi un ruolo importante - e forse decisivo - lo hanno avuto gli sponsor dei Wallabies, la nazionale australiana. Prima la Land Rover, che ha costretto Izzy a restiturie la vettura omaggio che aveva ricevuto come tutti i giocatori.<br />Poi la Qantas, lo sponsor principale: il cui amministratore delegato, Alan Joyce, è dichiaratamente gay. Di fronte alle pressioni di quelli che mettono la grana, la federazione australiana si è arresa. «Il contenuto del post di Falau è inaccettabile» ha fatto sapere con un comunicato. «Esso non rappresenta i valori dello sport ed è irrispettoso dei membri della comunità rugbistica». L'indomani, Folau ha incontrato i vertici. «La nostra posizione non è cambiata», ha detto la federazione. Quella di Izzy, c'è da scommetterci, neanche. Cos'è un mondiale, davanti al regno dei cieli?<br />(Luca Fazzo, Il Giornale, 14 aprile 2019)]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/20135721</guid><pubDate>Thu, 21 Nov 2019 14:40:21 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/20135721/cirinna.mp3" length="8602852" type="audio/mpeg"/><itunes:author>BastaBugie</itunes:author><itunes:subtitle>TESTO DELL'ARTICOLO ➜ http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=5900

LA CIRINNA' DOPO LE QUOTE ROSA, VUOLE QUELLE ARCOBALENO (E POI: MATRIMONIO EGUALITARIO, LEGGE ANTI-OMOFOBIA, FUMETTI GAY NELLE SCUOLE, UTERO IN AFFITTO LIBERO, ECC.)
Il 15...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=5900" rel="noopener">http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=5900</a><br /><br />LA CIRINNA' DOPO LE QUOTE ROSA, VUOLE QUELLE ARCOBALENO (E POI: MATRIMONIO EGUALITARIO, LEGGE ANTI-OMOFOBIA, FUMETTI GAY NELLE SCUOLE, UTERO IN AFFITTO LIBERO, ECC.)<br />Il 15 novembre scorso la senatrice Cirinnà è intervenuta ad un incontro a Ferrara. La senatrice ha affermato che "non ci sono differenze tra le diverse famiglie". Poi ha aggiunto: "Se ci fosse la lobby gay, avremmo già il matrimonio egualitario, avremmo le adozioni per tutti, avremmo la legge contro l'omofobia. Se esistesse davvero questa pericolosa lobby gay, noi saremmo un Paese civilissimo con leggi uguali per tutti e non staremmo a pregare nelle giunte o nei governi di avere la parità 50% uomini e 50% donne, dovremmo dire un terzo, un terzo e un terzo. Un terzo uomini, un terzo donne, un terzo comunità Lgbt".<br />Umberto La Morgia, il consigliere gay leghista di Casalecchio di Reno, commenta: "Come se le persone con un determinato orientamento sessuale non potessero rientrare nella categoria di uomini e donne... È così che si crea una società equa? È così che si includono le persone? Io non credo proprio. Così come trovo umilianti per le donne le quote rosa, che sviliscono i meriti della persona, troverei umiliante sentirmi una quota arcobaleno".  <br />Poi la Cirinnà ha affermato che le unioni civili sono "solamente il primo gradino per arrivare alle adozioni per tutti". Dopo aver informato che lei vorrebbe introdurre fumetti gay nelle scuole, si è detta favorevole all'utero in affitto, pratica ampiamente utilizzata anche dalle coppie gay maschili: «Se l'utero è mio per interrompere la gravidanza, perché l'utero è meno mio per fare il figlio per qualcun altro?». Il ragionamento non fa una grinza, questo a dimostrazione che ci si batte contro l'utero in affitto dovrebbe battersi anche contro l'aborto.<br /><br />Nota di BastaBugie: ecco altre notizie dal "gaio" mondo gay (sempre meno gaio).<br /><br />SELINA, LA RAGAZZA CHE DEVE CORRERE INSIEME AI TRANS<br />Selina Soule è una studentessa del liceo di Glastonbury, nel Connecticut, la quale pratica atletica. Selina si è vista costretta a gareggiare con atleti maschi che affermano di essere donne. La studentessa insieme ad altre sue due compagne ha presentato una petizione al Dipartimento della Pubblica Istruzione degli Stati Uniti. La petizione sostiene che la Conferenza interscolastica di atletica del Connecticut (CIAC) ha discriminato le ragazze biologiche e violato i loro diritti.<br />Quello che accade nel Connecticut accade anche in altri 20 Stati. "Le ragazze (…) meritano di competere su un piano di parità", ha detto Soule al Middletown Press. Soule ha aggiunto che spera che l' "equità ritorni nelle competizioni di atletica".<br />Una storia che mette bene in evidenza che le vere discriminate sono le persone non transessuali.<br />(Gender Watch News, 7 novembre 2019)<br /><br />SPRITE L'IDEOLOGIA GAY IN BOTTIGLIA<br />C'è la madre che trucca il figlio transessuale per farlo apparire una donna; la nonna che aiuta a sistemare una parrucca verde al nipote transessuale; una ragazza che stringe un corpetto alla sorella per nascondere il seno al fine di farla sembrare un uomo; mamma e papà che accompagnano in auto il figlio omosessuale insieme al compagno.<br />È il contenuto, con sottofondo di musica mielosa, dell'ultimo spot Sprite Argentina in cui alcuni parenti preparano figli e nipoti a partecipare al Gay Pride. Infine il claim: "Orgoglio è quello che senti quando qualcuno che ami, sceglie di essere felice".<br />E tutto per vendere qualche gazzosa in più. Di fronte a questa ideologia in bottiglia invitiamo a boicottare i prodotti Sprite.<br />(Gender Watch News, 17 novembre 2019)<br /><br />CITA LA BIBBIA, MA I GAY SI OFFENDONO: LICENZIATO IL RUGBISTA DEI RECORD<br />Troppo cristiano per giocare a rugby. Perché Israel Folau non è un...]]></itunes:summary><itunes:duration>538</itunes:duration><itunes:keywords>anti-omofobia,arcobaleno,cirinna,gay,omosessuali</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/9aac670cf2238e1aec53f649c88107f3.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Il primo uomo gender-free si pente... e torna maschio</title><link>https://www.spreaker.com/episode/il-primo-uomo-gender-free-si-pente-e-torna-maschio--19868306</link><description><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=5876" rel="noopener">http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=5876</a><br /><br />IL PRIMO UOMO GENDER-FREE SI PENTE... E TORNA MASCHIO di Giuliano Guzzo<br />Nei giorni in cui nel nostro Paese divampa il dibattito sulla triptorelina - prodotto a detta di alcuni efficace nel curare i disturbi di disforia di genere, tramite un'azione di blocco dell'inizio della pubertà al fine di allineare armoniosamente psiche e corpo - e in cui persino un quotidiano cattolico come Avvenire inizia a chiedersi se il 'cambio di sesso' sia qualcosa di «eticamente accettabile», dagli States arriva una storia, anzi una testimonianza, a dir poco esplosiva. E' quella di Jamie Shupe. Di chi stratta? Il nome, in effetti, ai più non dirà molto, soprattutto considerando che siamo in Italia. E dire che si tratta di un personaggio decisamente significativo.<br />Sì, perché questo ultracinquantenne veterano dell'esercito, grazie a un pronunciamento favorevole da parte di una corte dell'Oregon risalente al 2016, è stato il primo cittadino americano a potersi ufficialmente fregiare del diritto di dichiararsi «non binario» o appartenente al «terzo sesso». «Mi è stato assegnato il sesso maschile alla nascita a causa di una classificazione meramente biologica», spiegava a tal riguardo Shupe solo qualche anno fa, «ma la mia identità non è mai stata maschile e, a ben vedere, neppure femminile. Mi considero invece un misto di entrambe, e cioè appartenente, per l'appunto, a un terzo sesso».<br /><br />VOGLIO VIVERE NUOVAMENTE COME L'UOMO CHE SONO<br />Tutto ciò fino a pochi giorni fa, quando l'uomo ha preso carta e penna e sulle colonne del Daily Signal ha raccontato un nuovo sconvolgente capitolo della propria storia. La storia di una persona che solo quattro anni fa spiegava nientemeno che sul New York Times la sua decisione di 'cambiare sesso', mentre oggi ha cambiato solo una cosa, anche se fondamentale: idea. «Ora», rivela, «voglio vivere nuovamente come l'uomo che sono».<br />Non solo. Sconfessando in modo definitivo quel pensiero gender free di cui era paladino e testimonianza vivente, Jamie Shupe si dichiara fortunato per non aver mai intrapreso alcun percorso chirurgico per 'cambiare sesso'. «Ma questo non significa», tiene a precisare, «che io sia uscito da questa esperienza senza traumi. La mia psiche è purtroppo eternamente segnata e ho avuto una serie di importanti problemi di salute», racconta.<br />In ogni caso, nonostante tante sofferenze e ferite, quest'uomo oggi tiene a che la sua storia sia conosciuta. E a chi gli domanda cosa direbbe se potesse rivolgersi a dei giovani transgender o «non binari» com'era considerato lui, risponde: «A questi ragazzini direi: capisco che siete riluttanti ad accettare consigli da persone più grandi e vorreste fare tutto da voi, ma avete solo un corpo, solo un sistema riproduttivo, solo un sesso. Vi chiedo quindi per favore di non rovinare tutto ciò inseguendo la fantasia di essere diversi dal vostro sesso biologico».<br /><br />IL RAGAZZO SENZA PENE<br />Un appello forte e anche drammatico, che riporta immediatamente alla memoria un'altra vicenda terribile, anzi ancora più terribile: la storia di David Reimer (1965-2004), il bambino divenuto ragazzina e infine tornato uomo. Un tunnel da cui egli non uscì felice dato che, separatosi dalla moglie, a 38 anni si tolse la vita, distrutto dai traumi di una giovinezza rovinata dalle fantasie di John William Money (1921-2006), il chirurgo del Johns Hopkins Hospital di Baltimora che l'aveva in cura nonché uno dei padri di quella teoria del gender che, secondo alcuni buontemponi, neppure esisterebbe.<br />Fortunatamente Shupe sembra essersi liberato prima da certi fantasmi rispetto a quanto accaduto a Reimer, che fu spinto tra le braccia di Money quando aveva pochi anni di vita; tuttavia anche la sua esperienza non fa che confermare la verità del dimorfismo biologico, che già millenni or sono la Bibbia aveva messo a fuoco: «Maschio e femmina li creò» (Gen. 1,27)<br /><br />Nota di BastaBugie: ecco altre notizie dal "gaio" mondo gay (sempre meno gaio).<br /><br />MADRE E FIGLIO CAMBIANO SESSO ENTRAMBI<br />Una madre ha distrutto la virilità del figlio e gli ha rubato il pene.<br />Così ha saldato i conti al padre di quel bambino, ha saldato i conti del suo odio a tutti gli uomini e della sua rivalsa su di loro.<br />Che nella foto manchi il padre, cioè manchi un uomo, è tragico: il figlio un uomo non lo è più e non potrà più esserlo. Avrà l'osteoporosi, ha moltiplicato per 20 il suo rischio di suicidarsi. Una vittoria della libertà e dell'autodeterminazione. Le bandiere siano a mezz'asta e listate a lutto.<br />Le bandiere siano a mezz'asta e listate a lutto per tutto il dolore, per tutto l'inganno, per tutta la disperazione, per tutte le vittime della menzogna, che è una menzogna, che la realtà possa piegarsi alla mente, che l'equilibrio possa passare da castrazione, chirurgia, terapie ormonali, uretriti, cistiti, dolore. Amatevi come siete, amatevi come siete e amate il vostro corpo.<br />Il primo gradino è l'accettazione di noi stessi, come siamo, il primo gradino è l'amore per il nostro corpo, così come è, con il suo genotipo, XX o XY presente in ogni cellula, con le sue caratteristiche, la sua età, la sua fisionomia facciale, il colore originale della pelle. Il primo dono di una madre a un figlio e la fierezza di lui e del suo sesso.<br />Quando questa fierezza c'è, le sale operatorie servono solo per le emergenze chirurgiche, per levare l'appendice infiammata, la colecisti con i calcoli, non per levare la virilità (o la femminilità) e buttarla nel bidone delle garze sporche.<br />Chiunque abbia subito questo tipo di lesione per una volontà che sembrava granitica e che invece si è poi dissolta come neve al sole lasciando dolore e rimpianto, si alzi in piedi e parli.<br />Dio vi ama come siete, qualsiasi cosa siate, qualsiasi cosa abbiate fatto al vostro corpo.<br />Qualsiasi cosa abbiate fatto al vostro corpo, la vostra vita ha ancora la potenzialità della gioia, non permettete a nessuno di convincervi del contrario, ma la vostra strada per la gioia passa dal sentiero aspro della verità.<br />(Silvana de Mari, blog di Silvana de Mari, 26 Marzo 2017)<br /><br />I TRANS-AGER (CIOÈ QUELLI CHE VOGLIONO CAMBIARE ETÀ)<br />Al diritto di essere come ci si sente non si può mettere limite. Il transgender ha diritto ad essere trattato secondo il suo "genere", a prescindere dal sesso biologico.<br />Così come il "trans-ager" (in inglese "age" vuol dire "età") ha diritto ad essere trattato secondo l'età che si sente.<br />In un'intervista rilasciata al The Daily Xtra, Stefonknee Wolscht, nato Paul, di anni 52, sposato con figli, racconta della sua battaglia per cambiare sesso (da uomo a donna). Ma nell'intervista si sorvola su un particolare: Wolscht si sente non una donna e basta, ma una bambina di 6 anni, chiusa in un corpo di  uomo di mezza età.<br />Circa 6 anni fa si è deciso a lasciare sua moglie e i suoi 7 figli per vivere la sua vera vita.<br />Da quando l'ha fatto è felice di poter dire che in certi giorni riesce a dimenticare completamente il suo passato. "Voglio vivere la mia vita come non ho potuto fare quando ero a scuola", ha detto (ma non nega di essere stato sposato e di avere avuto dei figli).<br />Ha trovato una mamma e un papà che l'hanno adottato, così com'è. E anche i figli e i nipoti di questi genitori adottivi lo sostengono. "Anzi una loro nipotina voleva essere la mia sorellina maggiore" quindi ha smesso di avere 8 anni - perché all'epoca aveva 8 anni -  e da allora ne ha 6, dice Wolscht. E conclude: "Ci divertiamo tanto insieme... Coloriamo, giochiamo...".<br />Su Wolscht è stato girato un documentario dall'associazione Transgender Project.<br />In questa Redazione c'è chi già chi si dichiara "trans-classe" o "trans-economico": qualcuno si sente l'anima di un principe miliardario, chiuso nel corpo di un impiegato medio. Farà alla ASL domanda per una Rolls Royce con autista, e una villa adeguata, arredata come si conviene, con parco, piscina, campo da tennis e servitù. Ci vorrebbe anche uno stuolo di sudditi obbedienti, ma su questo si può soprassedere, per il momento.<br />(Provita & Famiglia, 09/12/2015)<br /><br />LICENZIATA PERCHÉ CONTESTA I CORSI LGBT PER IL SUO BAMBINO<br />La sua "colpa" è stata criticare sulla sua pagina Facebook dei corsi imbevuti di propaganda Lgbt, adottati dalla scuola elementare frequentata dal figlio e facente capo alla Chiesa anglicana. Per questa ragione una quarantatreenne inglese, Kristie Higgs, madre di due bambini e sincera cristiana, è stata licenziata dalla scuola secondaria di Fairford (Inghilterra meridionale), la Farmor's School, in cui ha lavorato negli ultimi sei anni come assistente pastorale. Il licenziamento è arrivato nonostante il curriculum della Higgs fosse senza macchia, come riferisce il Daily Mail.<br />I guai per la signora Higgs sono iniziati dopo aver pubblicato un post su Facebook, datato 24 ottobre 2018, in cui esortava i suoi contatti a firmare una petizione di Citizen Go contro l'educazione sessuale obbligatoria nelle scuole primarie, che secondo i piani del governo sarà effettiva da settembre 2020. «Stanno facendo il lavaggio del cervello ai nostri figli», scriveva la donna, avvertendo che ai bambini sarebbe stato insegnato che le relazioni omosessuali sono normali ed equivalenti al matrimonio, nonché la possibilità di "scegliere" il proprio sesso, a prescindere dal dato biologico. La Higgs esplicitava poi la conseguenza logica di un simile indottrinamento obbligatorio: «Significa che esprimere e insegnare le fondamentali credenze cristiane, relative alla creazione degli uomini e delle donne e al matrimonio, diverrà in pratica proibito, perché esse confliggono con la nuova moralità [...]». E aggiungeva che «questa è una tremenda forma di totalitarismo mirata a sopprimere il cristianesimo e rimuoverlo dalla sfera pubblica». Un'analisi che si può sottoscrivere per quanto è lucida.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/19868306</guid><pubDate>Wed, 06 Nov 2019 11:47:56 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/19868306/primo_gender_free.mp3" length="15871745" type="audio/mpeg"/><itunes:author>BastaBugie</itunes:author><itunes:subtitle>TESTO DELL'ARTICOLO ➜ http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=5876

IL PRIMO UOMO GENDER-FREE SI PENTE... E TORNA MASCHIO di Giuliano Guzzo
Nei giorni in cui nel nostro Paese divampa il dibattito sulla triptorelina - prodotto a detta di alcuni...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=5876" rel="noopener">http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=5876</a><br /><br />IL PRIMO UOMO GENDER-FREE SI PENTE... E TORNA MASCHIO di Giuliano Guzzo<br />Nei giorni in cui nel nostro Paese divampa il dibattito sulla triptorelina - prodotto a detta di alcuni efficace nel curare i disturbi di disforia di genere, tramite un'azione di blocco dell'inizio della pubertà al fine di allineare armoniosamente psiche e corpo - e in cui persino un quotidiano cattolico come Avvenire inizia a chiedersi se il 'cambio di sesso' sia qualcosa di «eticamente accettabile», dagli States arriva una storia, anzi una testimonianza, a dir poco esplosiva. E' quella di Jamie Shupe. Di chi stratta? Il nome, in effetti, ai più non dirà molto, soprattutto considerando che siamo in Italia. E dire che si tratta di un personaggio decisamente significativo.<br />Sì, perché questo ultracinquantenne veterano dell'esercito, grazie a un pronunciamento favorevole da parte di una corte dell'Oregon risalente al 2016, è stato il primo cittadino americano a potersi ufficialmente fregiare del diritto di dichiararsi «non binario» o appartenente al «terzo sesso». «Mi è stato assegnato il sesso maschile alla nascita a causa di una classificazione meramente biologica», spiegava a tal riguardo Shupe solo qualche anno fa, «ma la mia identità non è mai stata maschile e, a ben vedere, neppure femminile. Mi considero invece un misto di entrambe, e cioè appartenente, per l'appunto, a un terzo sesso».<br /><br />VOGLIO VIVERE NUOVAMENTE COME L'UOMO CHE SONO<br />Tutto ciò fino a pochi giorni fa, quando l'uomo ha preso carta e penna e sulle colonne del Daily Signal ha raccontato un nuovo sconvolgente capitolo della propria storia. La storia di una persona che solo quattro anni fa spiegava nientemeno che sul New York Times la sua decisione di 'cambiare sesso', mentre oggi ha cambiato solo una cosa, anche se fondamentale: idea. «Ora», rivela, «voglio vivere nuovamente come l'uomo che sono».<br />Non solo. Sconfessando in modo definitivo quel pensiero gender free di cui era paladino e testimonianza vivente, Jamie Shupe si dichiara fortunato per non aver mai intrapreso alcun percorso chirurgico per 'cambiare sesso'. «Ma questo non significa», tiene a precisare, «che io sia uscito da questa esperienza senza traumi. La mia psiche è purtroppo eternamente segnata e ho avuto una serie di importanti problemi di salute», racconta.<br />In ogni caso, nonostante tante sofferenze e ferite, quest'uomo oggi tiene a che la sua storia sia conosciuta. E a chi gli domanda cosa direbbe se potesse rivolgersi a dei giovani transgender o «non binari» com'era considerato lui, risponde: «A questi ragazzini direi: capisco che siete riluttanti ad accettare consigli da persone più grandi e vorreste fare tutto da voi, ma avete solo un corpo, solo un sistema riproduttivo, solo un sesso. Vi chiedo quindi per favore di non rovinare tutto ciò inseguendo la fantasia di essere diversi dal vostro sesso biologico».<br /><br />IL RAGAZZO SENZA PENE<br />Un appello forte e anche drammatico, che riporta immediatamente alla memoria un'altra vicenda terribile, anzi ancora più terribile: la storia di David Reimer (1965-2004), il bambino divenuto ragazzina e infine tornato uomo. Un tunnel da cui egli non uscì felice dato che, separatosi dalla moglie, a 38 anni si tolse la vita, distrutto dai traumi di una giovinezza rovinata dalle fantasie di John William Money (1921-2006), il chirurgo del Johns Hopkins Hospital di Baltimora che l'aveva in cura nonché uno dei padri di quella teoria del gender che, secondo alcuni buontemponi, neppure esisterebbe.<br />Fortunatamente Shupe sembra essersi liberato prima da certi fantasmi rispetto a quanto accaduto a Reimer, che fu spinto tra le braccia di Money quando aveva pochi anni di vita; tuttavia anche la sua esperienza non fa che confermare la verità del dimorfismo biologico, che già millenni or sono la...]]></itunes:summary><itunes:duration>992</itunes:duration><itunes:keywords>gender,maschio,natura,omosessualita,uomo,vita</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/187c2efb8abc7261428564c726e50690.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Lo spettro della legge contro l'omofobia</title><link>https://www.spreaker.com/episode/lo-spettro-della-legge-contro-l-omofobia--19766545</link><description><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=5868" rel="noopener">http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=5868</a><br /><br />LO SPETTRO DELLA LEGGE CONTRO L'OMOFOBIA di Manuela Antonacci<br />Lo spettro della legge contro l'omofobia, che prevede persino il carcere (1 anno e 6 mesi) o multe fino a 6000 euro, è tornato ad aggirarsi nell'agenda politica italiana: giovedì 24 ottobre, in Commissione Giustizia, alla Camera dei Deputati, si parlerà proprio delle modifiche da apporre alla legge 604 bis del codice penale che riguarda i crimini commessi per motivi di discriminazione razziale e religiosa. Nello specifico, all' art. 1, alle lettere a, b e c del primo comma si propone di aggiungere esplicitamente l'espressione «fondati sull'orientamento sessuale e l'identità di genere«. La motivazione è presto detta ed è contenuta nella proposta di legge in questione: «L'esponenziale aumento del numero e della gravità degli atti di violenza nei confronti di persone omosessuali e transessuali» che autorizzerebbe teoricamente «ad estendere le sanzioni già individuate per i reati qualificati della discriminazione per motivi razziali, etnici, nazionali o religiosi anche alle fattispecie connesse all'omofobia e alla transfobia».<br /><br />IL VITTIMISMO DI CAINO UCCISE ABELE<br />Dalla proposta di legge si evince anche che l'intervento legislativo andrebbe a punire le condotte dettate da "intento persecutorio" nei confronti di persone omosessuali o transessuali, in quanto, udite udite, la popolazione Lgbt avrebbe la «percezione che lo Stato non sia in grado di garantire un'adeguata protezione a soggetti più vulnerabili rispetto alla maggioranza della popolazione».<br />Ma lasciamo per un momento la parola a chi rappresenterebbe, secondo questa proposta, una delle parti "lese": il consigliere Umberto La Morgia che non ha mai fatto mistero della sua omosessualità e che si è detto allarmato da questo testo di legge. Come scrive sul suo profilo Facebook: «Ovviamente il nodo è sempre il solito. La legge non chiarisce cosa sia discriminatorio o quali siano le idee che inciterebbero a discriminare, né tantomeno parla di omofobia o chiarisce cosa sia. Andremo tutti in carcere se difenderemo la centralità della famiglia naturale nella società o se saremo contrari all'utero in affitto, all'omogenitorialità etc etc? Questo è quello che stanno cercando di fare i giallo-rossi. Gay, lesbiche, trans, davvero vi sentite come una razza o un'etnia da tutelare? Io mi sentirei offeso ad essere paragonato a una "razza". Vittimismo, vittimismo, vittimismo. E, per chi può capire, ricordo che Caino uccise perché si sentiva vittima».<br /><br />UN REATO SENZA DEFINIZIONE<br />Parole cristalline che mettono in evidenzia proprio il punto nodale e più preoccupante della questione: la non definizione del concetto di "omofobia", un termine ombrello all'interno del quale potrebbe rientrare qualunque concezione, gesto, forma di pensiero che si discosti anche solo minimamente dall'ideologia e dall'agenda Lgbt e che quindi va a configurare questa proposta di legge, come un vero e proprio bavaglio della libertà di pensiero altrui. Inoltre la non definizione chiara del reato di omofobia, porterebbe chiunque ad essere accusato, arrestato e multato, perché basterebbe anche solo litigare, per motivi che magari nulla hanno a che fare con l'identità sessuale della persona con cui si discute, che potrebbe anche non avere un orientamento etero, a nostra insaputa, per rischiare di essere perseguiti dalla legge, accusati di aver adottato una condotta discriminatoria, anche solo percepita da chi si propone, in quel caso come parte "lesa", senza prova alcuna.<br />Dunque una proposta dai risvolti inquietanti e gravemente liberticidi, degni delle peggiori dittature che speriamo non venga presa in considerazione, per continuare a preservare almeno il primo di tutti i diritti civili: la libertà di opinione.<br /><br />Nota di BastaBugie: Giuliano Guzzo nell'articolo seguente dal titolo "Si rivolge a sua figlia come a una ragazza. Condannato" racconta il fatto, avvenuto in Canada, di un padre separato dalla moglie che è stato condannato per "violenza familiare" per essersi rivolto alla figlia, una quattordicenne che si sente un maschio, come a una ragazza. Al genitore è stato proibito di chiamarla con il "suo nome di nascita" e di interferire con la scelta di sottoporsi a pericolosi trattamenti ormonali.<br />Ecco l'articolo completo pubblicato su La Nuova Bussola Quotidiana il 27-04-2019:<br />La guerra contro il buonsenso ha purtroppo fatto un ulteriore passo in avanti. È accaduto in Canada, dove, nei giorni scorsi, un padre è stato incredibilmente condannato per «violenza familiare» ai danni della figlia; ma non per averla picchiata o aver agito con qualsivoglia forma di violenza, bensì per essersi rivolto a lei - femmina - come a una ragazza. Una pura ovvietà divenuta scandalosa, dato che la giovane, di 14 anni, identifica sé stessa come un ragazzo e si sta sottoponendo a trattamenti a base di testosterone per "cambiare sesso", come oggi si usa impropriamente dire, e "raggiungere" quell'identità maschile di cui oggi pare senta la mancanza.<br />Un percorso a cui il padre dell'adolescente è fortemente contrario sia perché consapevole delle gravi e talvolta irreparabili conseguenze che comporta, sia perché sa come la figlia versi in una condizione di particolare vulnerabilità a causa del modo traumatico con cui, nel 2013, ha vissuto la separazione dei genitori; una vulnerabilità a sua volta testimoniata dalla depressione di cui ha sofferto e soffre la giovane, che purtroppo è giunta almeno già quattro volte a tentare il suicidio. Siamo dunque lontani anni luce dalla vicenda di una persona che con serenità e consapevolezza decide di "cambiare sesso", per quanto essa rimarrebbe comunque una decisione tragica e densa di rischi.<br />Ciò nonostante, non solo a questo genitore è stato impedito di interferire nelle gravi decisioni della figlia ma, appunto, nei giorni scorsi è arrivata perfino una condanna. Ad emanarla, la Suprema Corte della British Columbia nella persona del giudice Francesca Marzari, la quale, nel condannare il padre della giovane per «violenza familiare», ha pure emesso un ordine restrittivo che gli impedisce di rivolgersi alla figlia - direttamente come a terzi - con il «suo nome di nascita». Non solo. All'uomo è stato pure intimato di desistere da qualsiasi «tentativo di persuadere» la ragazza «ad abbandonare il trattamento per la disforia di genere», come spiegato dal Federalist. Ovviamente la giudice che si è pronunciata sul caso è già nota per le sue posizioni progressiste sia in tema di aborto sia, ça va sans dire, di diritti Lgbt.<br />Ora, per quanto possa sembrare strano, questa è in realtà solo l'ultima tappa del calvario di questo genitore canadese. Infatti già oltre un anno fa, la figlia confusa sulla propria identità sessuale era stata indirizzata dall'istituto scolastico insieme alla madre - senza che suo padre ne fosse informato - dallo psicologo e attivista transgender Wallace Wong, che non ci ha pensato due volte a raccomandare alla giovane quella "terapia" ormonale che, ormai da due mesi, sta seguendo presso l'ospedale pediatrico della British Columbia. Una volta informato di tutto ciò, il padre della ragazzina ha tentato di segnalare per comportamento poco professionale il dottor Wong. Tutto inutile, tanto per cambiare.<br />Così adesso, in questa storia che sembra tratta da un romanzo dell'orrore, abbiamo un genitore condannato per «violenza familiare», per aver rilasciato interviste nelle quali usava il pronome femminile per rivolgersi alla figlia, e fortemente limitato nella sua potestà genitoriale. Uno scenario da incubo che però altro non è che la naturale evoluzione dell'ideologia gender che, a ben vedere, sembra proprio avere nel sistematico rigetto del buonsenso il suo cardine. Comunque vada a finire, c'è solo da augurarsi che raccontare vicende come questa, denunciandone i molteplici riflessi ideologici, possa aprire gli occhi a tutti coloro che non hanno ancora riflettuto sul precipizio morale a cui può condurre l'allegro ritornello dei «nuovi diritti».]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/19766545</guid><pubDate>Thu, 31 Oct 2019 14:32:02 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/19766545/legge_contro_omofobia.mp3" length="10237491" type="audio/mpeg"/><itunes:author>BastaBugie</itunes:author><itunes:subtitle>TESTO DELL'ARTICOLO ➜ http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=5868

LO SPETTRO DELLA LEGGE CONTRO L'OMOFOBIA di Manuela Antonacci
Lo spettro della legge contro l'omofobia, che prevede persino il carcere (1 anno e 6 mesi) o multe fino a 6000 euro,...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=5868" rel="noopener">http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=5868</a><br /><br />LO SPETTRO DELLA LEGGE CONTRO L'OMOFOBIA di Manuela Antonacci<br />Lo spettro della legge contro l'omofobia, che prevede persino il carcere (1 anno e 6 mesi) o multe fino a 6000 euro, è tornato ad aggirarsi nell'agenda politica italiana: giovedì 24 ottobre, in Commissione Giustizia, alla Camera dei Deputati, si parlerà proprio delle modifiche da apporre alla legge 604 bis del codice penale che riguarda i crimini commessi per motivi di discriminazione razziale e religiosa. Nello specifico, all' art. 1, alle lettere a, b e c del primo comma si propone di aggiungere esplicitamente l'espressione «fondati sull'orientamento sessuale e l'identità di genere«. La motivazione è presto detta ed è contenuta nella proposta di legge in questione: «L'esponenziale aumento del numero e della gravità degli atti di violenza nei confronti di persone omosessuali e transessuali» che autorizzerebbe teoricamente «ad estendere le sanzioni già individuate per i reati qualificati della discriminazione per motivi razziali, etnici, nazionali o religiosi anche alle fattispecie connesse all'omofobia e alla transfobia».<br /><br />IL VITTIMISMO DI CAINO UCCISE ABELE<br />Dalla proposta di legge si evince anche che l'intervento legislativo andrebbe a punire le condotte dettate da "intento persecutorio" nei confronti di persone omosessuali o transessuali, in quanto, udite udite, la popolazione Lgbt avrebbe la «percezione che lo Stato non sia in grado di garantire un'adeguata protezione a soggetti più vulnerabili rispetto alla maggioranza della popolazione».<br />Ma lasciamo per un momento la parola a chi rappresenterebbe, secondo questa proposta, una delle parti "lese": il consigliere Umberto La Morgia che non ha mai fatto mistero della sua omosessualità e che si è detto allarmato da questo testo di legge. Come scrive sul suo profilo Facebook: «Ovviamente il nodo è sempre il solito. La legge non chiarisce cosa sia discriminatorio o quali siano le idee che inciterebbero a discriminare, né tantomeno parla di omofobia o chiarisce cosa sia. Andremo tutti in carcere se difenderemo la centralità della famiglia naturale nella società o se saremo contrari all'utero in affitto, all'omogenitorialità etc etc? Questo è quello che stanno cercando di fare i giallo-rossi. Gay, lesbiche, trans, davvero vi sentite come una razza o un'etnia da tutelare? Io mi sentirei offeso ad essere paragonato a una "razza". Vittimismo, vittimismo, vittimismo. E, per chi può capire, ricordo che Caino uccise perché si sentiva vittima».<br /><br />UN REATO SENZA DEFINIZIONE<br />Parole cristalline che mettono in evidenzia proprio il punto nodale e più preoccupante della questione: la non definizione del concetto di "omofobia", un termine ombrello all'interno del quale potrebbe rientrare qualunque concezione, gesto, forma di pensiero che si discosti anche solo minimamente dall'ideologia e dall'agenda Lgbt e che quindi va a configurare questa proposta di legge, come un vero e proprio bavaglio della libertà di pensiero altrui. Inoltre la non definizione chiara del reato di omofobia, porterebbe chiunque ad essere accusato, arrestato e multato, perché basterebbe anche solo litigare, per motivi che magari nulla hanno a che fare con l'identità sessuale della persona con cui si discute, che potrebbe anche non avere un orientamento etero, a nostra insaputa, per rischiare di essere perseguiti dalla legge, accusati di aver adottato una condotta discriminatoria, anche solo percepita da chi si propone, in quel caso come parte "lesa", senza prova alcuna.<br />Dunque una proposta dai risvolti inquietanti e gravemente liberticidi, degni delle peggiori dittature che speriamo non venga presa in considerazione, per continuare a preservare almeno il primo di tutti i diritti civili: la libertà di opinione.<br /><br />Nota di BastaBugie: Giuliano Guzzo...]]></itunes:summary><itunes:duration>640</itunes:duration><itunes:keywords>camera,canada,carcere,legge,omofobia</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/6b010bfd7740cf331e48bca6b0182bff.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>L'Ikea licenzia un dipendente polacco perchè rifiutava l'ideologia gay</title><link>https://www.spreaker.com/episode/l-ikea-licenzia-un-dipendente-polacco-perche-rifiutava-l-ideologia-gay--19419357</link><description><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=5846" rel="noopener">http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=5846</a><br /><br />L'IKEA LICENZIA UN DIPENDENTE POLACCO PERCHE' RIFIUTAVA L'IDEOLOGIA GAY di Mauro Faverzani<br />In occasione dell'ultima Giornata internazionale contro l'omofobia, lo scorso 17 maggio, si pensava che Ikea avesse già dato il meglio, anzi il peggio di sé. Per tale ricorrenza aveva pensato bene, infatti, di pubblicare sui suoi social uno spot pro-Lgbtqia, 80 secondi con nove storie di «politicamente corretto»; poi volle tingere coi colori arcobaleno la sua borsa più venduta, la Frakta; infine, decise di donare mobili per un progetto di co-housing sociale destinato alla prima casa di accoglienza pensata a Torino per tutti gli Lgbtqia, che dovessero lasciare la propria famiglia, perché rifiutati dopo aver fatto outing.<br />Insomma, si può proprio dire che la multinazionale svedese dell'arredamento non si fosse risparmiata. Ma ora ha voluto superare sé stessa in un gioco al continuo ribasso. Come?<br />È accaduto in una sua filiale polacca. Alla vigilia della Giornata internazionale contro l'omofobia Ikea ha pubblicato, infatti, sul suo Intranet un avviso, in cui ha chiesto ai propri dipendenti di unirsi alle celebrazioni e di sensibilizzarsi sul tema, ad esempio chiedendo ai trans con quale pronome volessero essere definiti. Un invito, questo, che non è per niente piaciuto ad un suo dipendente, Tomasz K., da molti anni assunto presso la filiale di Cracovia, in Polonia.<br />L'uomo ha pensato bene di rispondere picche online, chiarendo di ritenere l'appello lanciato dall'azienda inaccettabile, irricevibile ed in ogni caso lungi dal rappresentare un dovere per i lavoratori, anche perché ha specificato come, in realtà, accettare e promuovere «l'omosessualità ed altre devianze sia fonte di scandalo». Questione di coscienza, insomma.<br /><br />SCATTANO LE SANZIONI<br />Per chiarire meglio il suo pensiero, Tomasz ha aggiunto due brani della Sacra Bibbia. Il primo tratto dal Vangelo di Matteo: «Chi scandalizza anche uno solo di questi piccoli che credono in me, sarebbe meglio per lui che gli fosse appesa al collo una macina girata da asino e fosse gettato negli abissi del mare» (Mt 18,6). Ed il secondo brano tratto dal Levitico: «Se uno ha rapporti con un uomo come con una donna, tutti e due hanno commesso un abominio; dovranno essere messi a morte; il loro sangue ricadrà su di loro» (Lev 20, 13).<br />Il commento non è piaciuto ai superiori di Tomasz, che gli hanno promesso conseguenze. Detto, fatto. Nel giro di pochi giorni l'uomo è stato licenziato in tronco, invitato a raccogliere in fretta le proprie cose dall'armadietto, a restituire il badge aziendale e poi ad andarsene. A Ikea non sono piaciuti i riferimenti dell'Antico Testamento sulla sorte, che attende sodomiti e dintorni, da lui citati nel post.<br />A riprova del clima di terrore, che si è ormai generato attorno a queste tematiche, basti la decisione dell'ormai ex-dipendente, colpito dai fulmini gay-friendly della sua azienda, di non voler rivelare il proprio nome per esteso, per paura che nessun'altro poi lo voglia più assumere: «Sono rimasto scioccato - ha comunque commentato nel corso di un'intervista all'emittente Tvp Info - Io sono cattolico e questi sono i miei valori. Non posso censurare Dio».<br />Il drastico licenziamento, questa volta, però ha suscitato un vasto malcontento, ottenendo probabilmente il risultato opposto a quello sperato da Ikea. In un tweet, ad esempio, Jerzy Kwaśniewski, presidente dell'istituto Ordo Iuris, si è chiesto se citare un brano del Levitico possa rappresentare un «incitamento all'odio». Ed ha accusato l'azienda di antisemitismo, di cristianofobia, nonché di voler «censurare le Sacre Scritture. Una citazione dell'Antico Testamento è giuridicamente accettabile e non giustifica il licenziamento di un dipendente».<br /><br />PREGIUDIZIO CONTRO I CRISTIANI<br />La decisione di Ikea potrebbe insomma essere interpretata come motivata da pregiudizio contro i cristiani. Per questo, Ordo Iuris ha fatto causa contro la multinazionale svedese, citandola in giudizio presso il Tribunale distrettuale di Cracovia e chiedendo di invalidare il licenziamento e di risarcire Tomasz K. per i danni subiti. Il sindacato Solidarność, a sua volta, si è offerto di appoggiare la causa di questo sfortunato lavoratore, benché non sia un proprio iscritto: «Stiamo monitorando la situazione - ha dichiarato Marek Lewandowski, portavoce del sindacato -. Se potremo essere utili, agiremo». Esponenti di governo hanno invocato il boicottaggio di Ikea in risposta alla sua politica aziendale intimidatoria ed irrispettosa nei confronti dei propri dipendenti.<br />Il ministro di Giustizia in carica, Zbigniew Ziobro, ha incaricato la Procura di verificare se il colosso dell'arredamento abbia violato i diritti dei lavoratori e lo stesso codice penale, definendo quanto accaduto «inaccettabile» ed «assolutamente oltraggioso». Il Difensore Civico, dal canto suo, sta verificando se tale licenziamento sia anche gravato dalla pregiudiziale di una discriminazione antireligiosa.<br />Già nei giorni scorsi s'era registrata tensione nella fabbrica della Volvo a Breslavia per la decisione dell'azienda di promuovere la costituzione di una sorta di «comunità Lgbtq+» interna. Iniziativa, accolta con malumore dalle stesse forze sindacali. Grzegorz Zachara, presidente di Solidarność, ha spiegato ai media come non competa ad un datore di lavoro «promuovere minoranze o maggioranze sessuali, religiose o politiche». Ciò che pare certo è, come ha sottolineato Grzegorz Upper, caporedattore della rivista cattolica polacca Fronda, il tentativo attuato in molte aziende di promuovere consapevolmente e reiteratamente «l'ideologia estrema degli attivisti omosessuali», creando tra i lavoratori un autentico clima intimidatorio. La minaccia è chiara: o ci si adegua o si perde il posto di lavoro.<br />La Polonia ci mostra, non a parole ma coi fatti, come sia possibile dire "no" ed opporsi a questo inaudito ed antisindacale gioco al massacro. Che se ne prenda accurata nota anche in Italia. E che si agisca.<br /><br />Nota di BastaBugie: Andrea Zambrano nell'articolo seguente dal titolo "Arcigay in cattedra al corso per medici: indottrinamento" rivela che l'Ordine dei medici di Siena fa organizzare all'Arcigay un corso professionale sulle relazioni di cura Lgbt che si propone di indottrinare tutti i medici all'ideologia omosessualista.<br />Ecco l'articolo completo pubblicato su La Nuova Bussola Quotidiana il 3 ottobre 2019:<br />Arcigay in cattedra e medici sui banchi di scuola. E' questa l'immagine che si materializzerà sabato prossimo a Siena nella sala convegni dell'Ordine dei medici. Relatori alcuni attivisti di Arcigay e del Movimento Pansessuale di Siena che svolgeranno il tema "IL FIORE DELLE IDENTITÀ-Percorsi tra identità e orientamenti per un migliore approccio alla relazione di cura".<br />Tema molto liquido per trattazione e tematiche affrontate dato che in calendario nella tre giorni di convegni, che si svolgeranno su tre date, si tratterà di argomenti tra i più svariati avendo però sempre come focus centrale lo sguardo Lgbt: stereotipi e pregiudizi, componenti dell'identità sessuale, linguaggio inclusivo, benessere delle persone Lgbt e relazione d'aiuto con le persone Lgbt.<br />Il convegno infatti viene presentato come organizzato dall'Omceo di Siena, ma "a cura della rete di Formazione Arcigay e Movimento Pansessuale di Siena". Praticamente l'Ordine ci mette le strutture e l'accreditamento per i professionisti che parteciperanno e gli attivisti Arcigay faranno da insegnanti.<br />La cosa non è andata giù a diversi medici che hanno manifestato al presidente dell'Ordine il proprio disappunto. Non per la trattazione della tematica omosessualità. Ma per quello che è sembrato a molti uno scarso approccio scientifico al problema.<br />Anche il neonato Osservatorio di bioetica di Siena, che ha al suo interno anche diversi medici, ha espresso le sue riserve. E ha preso carta e penna scrivendo al presidente dell'ordine Roberto Monaco, lamentando la scarsa scientificità dell'iniziativa.<br />Nella comunicazione tra Ordine e Osservatorio ci si stupisce dell'assenza di quelle professionalità mediche indispensabili per affrontare scientificamente le tematiche dell'omosessualità dal punto di vista medico-clinico. Tanto più che l'unico medico presente è specializzato in anestesiologia e rianimazione. Assenti invece - solo per fare un esempio - endocrinologi, psicologi, pedopsichiatri, psichiatri, pediatri, infettivologi e medici di medicina generale. Insufficiente per un convegno che si fregia di essere scientifico.<br />Con queste premesse il sospetto che si tratti di un indottrinamento è molto elevato. Con un contraddittorio assente, la presenza di relatori provenienti tutti dallo stesso contesto militante della causa Lgbt, l'osservatorio di bioetica teme dunque che i medici ricevano nozioni prive di basi scientifiche e vengano dunque indottrinati.<br />Non la pensa così il presidente dell'Ordine di Siena, Monaco, il quale, raggiunto dalla Nuova BQ, ha cercato di gettare acqua sul fuoco non senza ammettere un moto di fastidio: "Ancora con questa storia? E' vero, non ho ancora risposto ai colleghi, ma adesso lo farò". Per dire che cosa? Chiediamo. "Che io considero l'Ordine non soltanto un luogo dove si rilasciano certificati, ma anche un laboratorio di idee".<br />Chiediamo come è nata l'idea di questo seminario: "E' stato un collega dell'Ordine dei medici che è anche Presidente dell'Arcigay che ci ha chiesto di organizzare un corso di formazione per creare un aiuto nelle relazioni di cura tra persone che hanno un orientamento sessuale differente e che hanno difficoltà a parlare col medico curante per paura di pregiudizi". Monaco ci ha spiegato di aver avuto l'ok dalla Federazione nazionale dei medici che ha rilasciato l'accreditamento formativo.<br />E per quanto riguarda i relatori? "Si sta parlando di relazione di cura - prosegue - tant'è vero che i relatori sono filosofi e counselor. E poi ci sono io come garante".]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/19419357</guid><pubDate>Thu, 10 Oct 2019 06:35:25 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/19419357/ikea_licenzia.mp3" length="14811636" type="audio/mpeg"/><itunes:author>BastaBugie</itunes:author><itunes:subtitle>TESTO DELL'ARTICOLO ➜ http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=5846

L'IKEA LICENZIA UN DIPENDENTE POLACCO PERCHE' RIFIUTAVA L'IDEOLOGIA GAY di Mauro Faverzani
In occasione dell'ultima Giornata internazionale contro l'omofobia, lo scorso 17 maggio,...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=5846" rel="noopener">http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=5846</a><br /><br />L'IKEA LICENZIA UN DIPENDENTE POLACCO PERCHE' RIFIUTAVA L'IDEOLOGIA GAY di Mauro Faverzani<br />In occasione dell'ultima Giornata internazionale contro l'omofobia, lo scorso 17 maggio, si pensava che Ikea avesse già dato il meglio, anzi il peggio di sé. Per tale ricorrenza aveva pensato bene, infatti, di pubblicare sui suoi social uno spot pro-Lgbtqia, 80 secondi con nove storie di «politicamente corretto»; poi volle tingere coi colori arcobaleno la sua borsa più venduta, la Frakta; infine, decise di donare mobili per un progetto di co-housing sociale destinato alla prima casa di accoglienza pensata a Torino per tutti gli Lgbtqia, che dovessero lasciare la propria famiglia, perché rifiutati dopo aver fatto outing.<br />Insomma, si può proprio dire che la multinazionale svedese dell'arredamento non si fosse risparmiata. Ma ora ha voluto superare sé stessa in un gioco al continuo ribasso. Come?<br />È accaduto in una sua filiale polacca. Alla vigilia della Giornata internazionale contro l'omofobia Ikea ha pubblicato, infatti, sul suo Intranet un avviso, in cui ha chiesto ai propri dipendenti di unirsi alle celebrazioni e di sensibilizzarsi sul tema, ad esempio chiedendo ai trans con quale pronome volessero essere definiti. Un invito, questo, che non è per niente piaciuto ad un suo dipendente, Tomasz K., da molti anni assunto presso la filiale di Cracovia, in Polonia.<br />L'uomo ha pensato bene di rispondere picche online, chiarendo di ritenere l'appello lanciato dall'azienda inaccettabile, irricevibile ed in ogni caso lungi dal rappresentare un dovere per i lavoratori, anche perché ha specificato come, in realtà, accettare e promuovere «l'omosessualità ed altre devianze sia fonte di scandalo». Questione di coscienza, insomma.<br /><br />SCATTANO LE SANZIONI<br />Per chiarire meglio il suo pensiero, Tomasz ha aggiunto due brani della Sacra Bibbia. Il primo tratto dal Vangelo di Matteo: «Chi scandalizza anche uno solo di questi piccoli che credono in me, sarebbe meglio per lui che gli fosse appesa al collo una macina girata da asino e fosse gettato negli abissi del mare» (Mt 18,6). Ed il secondo brano tratto dal Levitico: «Se uno ha rapporti con un uomo come con una donna, tutti e due hanno commesso un abominio; dovranno essere messi a morte; il loro sangue ricadrà su di loro» (Lev 20, 13).<br />Il commento non è piaciuto ai superiori di Tomasz, che gli hanno promesso conseguenze. Detto, fatto. Nel giro di pochi giorni l'uomo è stato licenziato in tronco, invitato a raccogliere in fretta le proprie cose dall'armadietto, a restituire il badge aziendale e poi ad andarsene. A Ikea non sono piaciuti i riferimenti dell'Antico Testamento sulla sorte, che attende sodomiti e dintorni, da lui citati nel post.<br />A riprova del clima di terrore, che si è ormai generato attorno a queste tematiche, basti la decisione dell'ormai ex-dipendente, colpito dai fulmini gay-friendly della sua azienda, di non voler rivelare il proprio nome per esteso, per paura che nessun'altro poi lo voglia più assumere: «Sono rimasto scioccato - ha comunque commentato nel corso di un'intervista all'emittente Tvp Info - Io sono cattolico e questi sono i miei valori. Non posso censurare Dio».<br />Il drastico licenziamento, questa volta, però ha suscitato un vasto malcontento, ottenendo probabilmente il risultato opposto a quello sperato da Ikea. In un tweet, ad esempio, Jerzy Kwaśniewski, presidente dell'istituto Ordo Iuris, si è chiesto se citare un brano del Levitico possa rappresentare un «incitamento all'odio». Ed ha accusato l'azienda di antisemitismo, di cristianofobia, nonché di voler «censurare le Sacre Scritture. Una citazione dell'Antico Testamento è giuridicamente accettabile e non giustifica il licenziamento di un dipendente».<br /><br />PREGIUDIZIO CONTRO I CRISTIANI<br />La decisione di...]]></itunes:summary><itunes:duration>926</itunes:duration><itunes:keywords>dipendente,gay,ikea,licenziato,omosessualità,polacco</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/9fb9f4e782b8a7875032aa6be39ec5b4.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Su Amazon proibito Nicolosi, padre della terapia riparativa, ma non Hitler o Lenin</title><link>https://www.spreaker.com/episode/su-amazon-proibito-nicolosi-padre-della-terapia-riparativa-ma-non-hitler-o-lenin--19322002</link><description><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=5836" rel="noopener">http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=5836</a><br /><br />SU AMAZON PROIBITO NICOLOSI, PADRE DELLA TERAPIA RIPARATIVA, MA NON HITLER O LENIN di Giulia Tanel<br />Amazon è capitolata di fronte alla censura arcobaleno. Riporta infatti Nbc News che, «in seguito alla crescente pressione esercitata dagli attivisti Lgbtq, Amazon ha rimosso dal suo sito i libri in lingua inglese dell'uomo considerato "il padre della terapia riparativa". Il dottor Joseph Nicolosi [morto nel marzo del 2017, ndR], fondatore della clinica psicologica Thomas Aquinas, ora chiusa, e dell'Associazione nazionale per la ricerca e la terapia dell'omosessualità (Narth), ha creato diverse guide pratiche rivolte ai genitori dei giovani LGBTQ, tra i quali: Omosessualità - Una guida per genitori».<br />La questione non è di secondaria importanza, se si tiene conto del fatto che, dati alla mano, Amazon è il massimo rivenditore di e-book (9 su 10 vengono comprati su questo portale) e che si "mangia" anche il 42% delle vendite di libri cartacei. E se si considera inoltre che altri libri che veicolano tesi quantomeno opinabili, se non addirittura pericolose per la collettività, non subiscono lo stesso trattamento censorio. Si domanda in proposito lo scrittore Rod Dreher: «Perché le idee di Nicolosi sono più pericolose di quelle di Marx, Hitler, Lenin, Mao, Goebbels, Qutb e David Duke?». La risposta è, purtroppo, fin troppo semplice: perché Nicolosi ha scritto cose che contraddicono l'ideologia portata avanti dalla comunità Lgbt, che non ha remore nell'agire in modo totalitario, imponendo il proprio pensiero a tutti i livelli. E poco importa se nel farlo si appella, quale facciata, al fatto che la teoria di Nicolosi non sia scientifica, perché questo significherebbe solamente che Amazon dovrebbe smettere di vendere anche libri sull'omeopatia, o su chissà cos'altro... La realtà è che vi è il concreto rischio che a "finire all'indice", nel giro del breve periodo, saranno tutti i testi sgraditi alla cosiddetta Gaystapo.<br />Inoltre, è interessante rilevare che la censura dei testi di Nicolosi è di per sé paradossale. Paradossale perché ad attuarla sono esattamente coloro che si stracciano le vesti quando qualche genitore, in nome del primario diritto a educare i figli secondo i propri valori di riferimento, chiede che nelle scuole non vengano letti a bambini e ragazzi testi contrari alla legge naturale, che parlano di bambini con due mamme o due papà, che inneggiano all'utero in affitto e via discorrendo. Testi che, peraltro, si chiede semplicemente di non leggere in contesti educativi, non di non vendere più.<br />Ma paradossale anche perché, solitamente, quando si parla di censure e limitazioni alla libertà di stampa, oltre che ai regimi il pensiero corre subito alla Chiesa cattolica, per via dell'Indice dei libri proibiti (Index librorum prohibitorum), inaugurato nel 1558 da Papa Paolo IV e rimasto in vigore fino al 14 giugno 1966. Eppure, mai nessuno rimarca come la gerarchia ecclesiastica non sia mai stata contraria alla diffusione di libri, bensì semplicemente vigilasse affinché uno strumento di per sé neutro fosse utilizzato per il bene. Nessun fine liberticida dunque, bensì - come ebbe a scrivere la Congregazione per la Dottrina della Fede nella notifica che accompagnava l'abolizione dell'Index - un ammonimento alla «coscienza dei cristiani a guardarsi, per una esigenza che scaturisce dallo stesso diritto naturale, da quegli scritti che possono mettere in pericolo la fede e i costumi». Un intento, questo, che appare ben lontano dall'agire della Lobby Lgbt e di Amazon.<br /><br />Nota di BastaBugie: ecco altre notizie dal "gaio" mondo gay (sempre meno gaio).<br /><br />ARRESTATA PERCHÉ HA DATO DEL LUI AD UN TRANS<br />Kate Scottow, una madre di 38 anni originaria dell'Hitchin nell'Hertfordshire, su Twitter si è rivolta ad un attivista LGBT maschio che sta per cambiare "sesso" come uomo. Questi l'ha denunciata e la polizia si è recata nell'abitazione della donna per arrestarla, arresto avvenuto davanti al figlio autistico di 10 anni e di un altro di 20 mesi che ancora allatta. La donna è stata sottoposta a fermo per 7 ore.<br />Ad oggi non le sono stati ancora restituiti pc e cellulare. Rimane sotto indagine e un giudice le ha ordinato di riferirsi al transessuale come donna.<br />Un tipico esempio di dittatura violenta da parte dello Stato ormai asservito alle logiche LGBT. La libertà di parola non vale più per certe tematiche. La parola d'ordine è allinearsi al pensiero unico.<br />(Gender Watch News, 13-02-2019)<br /><br />LA MATTEL LANCIA LE BAMBOLE GENDER FLUID<br />L'azienda leader nel settore dei giocattoli "Mattel" ha annunciato nei giorni scorsi il lancio del progetto globale "Creatable World", una linea di bambole personalizzabili, che offre tantissime possibili combinazioni di personaggi e look tutte in un'unica confezione.<br />Delle bambole, dunque, che hanno Differenti opzioni di abiti, accessori e parrucche ispireranno i bambini e permetteranno loro di personalizzare la bambola con capelli lunghi o corti, di vestirla con gonna, con pantaloni o con entrambi.<br />Si potrebbe pensare ad una semplice trovata per tirar fuori la fantasia dei bambini e la loro creatività, invece ciò che sta dietro questo nuovo progetto ha a che fare con quella che la stessa Mattel ha definito "inclusività" e dunque per combattere gli "stereotipi di genere".<br />Secondo la stessa azienda l'idea è il risultato di una ricerca condotta su un campione, appunto, di bambini, che avrebbe fatto venir fuori come «i bambini non vogliono che i loro giocattoli sia definiti da stereotipi di genere» e si invitano quindi gli stessi fanciulli a giocarci, in modo da esprimere loro stessi.<br />Quello che, però, verrebbe da pensare - in riferimento ai bambini e ai loro giochi - non dovrebbe essere un modo per inculcare loro la fluidità dei generi, bensì lasciarli semplicemente giocare, come hanno sempre fatto, con i giochi propri di un bambino o di una bambina, con le bambole o le macchinine, con tutto ciò, quindi, che da sempre fa divertire un bambino o una bambina, lasciando stare le bambole che possono diventare maschi o femmine da un secondo all'altro. Anche perché, "inclusività" non significa - o non dovrebbe significare - appiattire tutto e tutti, facendo scomparire le diversità tra uomini e donne e quindi le singole e diverse peculiarità. Soprattutto se l'appiattimento riguarda i più piccoli.<br />(Provita & Famiglia, 25 settembre 2019)<br /><br />UNA TASK FORCE DI PSICOLOGI PER NORMALIZZARE IL POLIAMORE<br />Per ridurre lo "stigma" associato a chi pratica il "poliamore", l'American Psychological Association (APA) sta mettendo insieme una task force per studiare la "non monogamia consensuale".<br />Gli psicologi delle università californiane, che guidano il gruppo, cercano di promuovere "la consapevolezza e l'inclusività della non monogamia consensuale e delle diverse espressioni di relazioni intime".<br />Il sito web della task force della Divisione 44 dell'APA recita:<br />"Trovare l'amore e/o l'intimità sessuale è una parte centrale dell'esperienza di vita della maggior parte delle persone. Tuttavia, la capacità di impegnarsi nell'intimità desiderata senza stigmatizzazione sociale e medica non è una libertà per tutti. Questa task force cerca di rispondere ai bisogni delle persone che praticano la non monogamia consensuale, comprese le loro identità emarginate che si intersecano"<br />La Divisione 44 dell'APA è la stessa che cerca di normalizzare gli stili di vita omosessuali e transgender.<br />La task force intende "fare ricerca, creare risorse e sostenere l'inclusione di relazioni consensuali non monogame nelle seguenti quattro aree: ricerca di base e applicata, istruzione e formazione, pratica psicologica ed interesse pubblico".<br />Altra componente della Divisione 44 è la Religion and Spirituality Task Force, che cerca di "ridurre le barriere teologiche che spesso separano le minoranze sessuali dalle fonti delle loro credenze".<br />Il professore dell'Università di Princeton Robert P. George ha avvertito in "Is Polyamory Next" per The American Interest nel 2015 che il "matrimonio" omosessuale apre la porta al matrimonio tra più persone.<br />"Se il genere non è importante per il matrimonio, perché dovrebbe essere importante il numero", ha chiesto. "Se l'amore fa una famiglia, come diceva lo slogan quando c'era il matrimonio gay da ottenere, allora perché la loro famiglia dovrebbe essere trattata come di seconda classe? Perché al loro matrimonio dovrebbe essere negato il riconoscimento legale e la dignità e la posizione sociale che ne deriva?"<br />Il poliamore sta guadagnando accettazione ed interesse da parte della società. Ad esempio nella rivista Teen Vogue, per le ragazze dai tredici anni in su, è stato pubblicato un articolo in cui Willow Smith, cantante diciottenne figlia di Will Smith, ha dichiarato di sentirsi attratta da uomini e donne e che avrebbe trovato soddisfazione in una relazione con due persone.<br />"Amo gli uomini e le donne allo stesso modo, e quindi vorrei sicuramente un uomo, una donna", ha detto recentemente a Red Table Talk. "Mi sento come se potessi essere polifedele con quelle due persone". Willow ha detto: "... Mi sento come se dovessi trovare due persone di generi diversi per avere un rapporto romantico e sessuale, non mi sento come se sentissi il bisogno di trovarne di più".<br />Smith ha detto della monogamia: "Non c'è libertà. È tutto basato sulla paura".<br />Siamo già avanti nella finestra di Overton. E prima che ce ne renderemo conto, anche il poliamore sarà legalizzato ed il prossimo step quale sarà? La pedofilia legalizzata? Matrimoni tra uomini e animali?<br />(Chiara Chiessi, Osservatorio Gender, 17 luglio 2019)]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/19322002</guid><pubDate>Thu, 03 Oct 2019 14:11:59 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/19322002/amazon.mp3" length="13864123" type="audio/mpeg"/><itunes:author>BastaBugie</itunes:author><itunes:subtitle>TESTO DELL'ARTICOLO ➜ http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=5836

SU AMAZON PROIBITO NICOLOSI, PADRE DELLA TERAPIA RIPARATIVA, MA NON HITLER O LENIN di Giulia Tanel
Amazon è capitolata di fronte alla censura arcobaleno. Riporta infatti Nbc News...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=5836" rel="noopener">http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=5836</a><br /><br />SU AMAZON PROIBITO NICOLOSI, PADRE DELLA TERAPIA RIPARATIVA, MA NON HITLER O LENIN di Giulia Tanel<br />Amazon è capitolata di fronte alla censura arcobaleno. Riporta infatti Nbc News che, «in seguito alla crescente pressione esercitata dagli attivisti Lgbtq, Amazon ha rimosso dal suo sito i libri in lingua inglese dell'uomo considerato "il padre della terapia riparativa". Il dottor Joseph Nicolosi [morto nel marzo del 2017, ndR], fondatore della clinica psicologica Thomas Aquinas, ora chiusa, e dell'Associazione nazionale per la ricerca e la terapia dell'omosessualità (Narth), ha creato diverse guide pratiche rivolte ai genitori dei giovani LGBTQ, tra i quali: Omosessualità - Una guida per genitori».<br />La questione non è di secondaria importanza, se si tiene conto del fatto che, dati alla mano, Amazon è il massimo rivenditore di e-book (9 su 10 vengono comprati su questo portale) e che si "mangia" anche il 42% delle vendite di libri cartacei. E se si considera inoltre che altri libri che veicolano tesi quantomeno opinabili, se non addirittura pericolose per la collettività, non subiscono lo stesso trattamento censorio. Si domanda in proposito lo scrittore Rod Dreher: «Perché le idee di Nicolosi sono più pericolose di quelle di Marx, Hitler, Lenin, Mao, Goebbels, Qutb e David Duke?». La risposta è, purtroppo, fin troppo semplice: perché Nicolosi ha scritto cose che contraddicono l'ideologia portata avanti dalla comunità Lgbt, che non ha remore nell'agire in modo totalitario, imponendo il proprio pensiero a tutti i livelli. E poco importa se nel farlo si appella, quale facciata, al fatto che la teoria di Nicolosi non sia scientifica, perché questo significherebbe solamente che Amazon dovrebbe smettere di vendere anche libri sull'omeopatia, o su chissà cos'altro... La realtà è che vi è il concreto rischio che a "finire all'indice", nel giro del breve periodo, saranno tutti i testi sgraditi alla cosiddetta Gaystapo.<br />Inoltre, è interessante rilevare che la censura dei testi di Nicolosi è di per sé paradossale. Paradossale perché ad attuarla sono esattamente coloro che si stracciano le vesti quando qualche genitore, in nome del primario diritto a educare i figli secondo i propri valori di riferimento, chiede che nelle scuole non vengano letti a bambini e ragazzi testi contrari alla legge naturale, che parlano di bambini con due mamme o due papà, che inneggiano all'utero in affitto e via discorrendo. Testi che, peraltro, si chiede semplicemente di non leggere in contesti educativi, non di non vendere più.<br />Ma paradossale anche perché, solitamente, quando si parla di censure e limitazioni alla libertà di stampa, oltre che ai regimi il pensiero corre subito alla Chiesa cattolica, per via dell'Indice dei libri proibiti (Index librorum prohibitorum), inaugurato nel 1558 da Papa Paolo IV e rimasto in vigore fino al 14 giugno 1966. Eppure, mai nessuno rimarca come la gerarchia ecclesiastica non sia mai stata contraria alla diffusione di libri, bensì semplicemente vigilasse affinché uno strumento di per sé neutro fosse utilizzato per il bene. Nessun fine liberticida dunque, bensì - come ebbe a scrivere la Congregazione per la Dottrina della Fede nella notifica che accompagnava l'abolizione dell'Index - un ammonimento alla «coscienza dei cristiani a guardarsi, per una esigenza che scaturisce dallo stesso diritto naturale, da quegli scritti che possono mettere in pericolo la fede e i costumi». Un intento, questo, che appare ben lontano dall'agire della Lobby Lgbt e di Amazon.<br /><br />Nota di BastaBugie: ecco altre notizie dal "gaio" mondo gay (sempre meno gaio).<br /><br />ARRESTATA PERCHÉ HA DATO DEL LUI AD UN TRANS<br />Kate Scottow, una madre di 38 anni originaria dell'Hitchin nell'Hertfordshire, su Twitter si è rivolta ad un attivista LGBT maschio che sta per...]]></itunes:summary><itunes:duration>867</itunes:duration><itunes:keywords>amazon,gay,medicina,nicolosi,omosessualità</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/eaf17b0cf64dcd68a589b39904ce2100.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Da donna a uomo e da uomo ad... alieno a-gender</title><link>https://www.spreaker.com/episode/da-donna-a-uomo-e-da-uomo-ad-alieno-a-gender--19239684</link><description><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=5831" rel="noopener">http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=5831</a><br /><br />DA DONNA A UOMO E DA UOMO AD... ALIENO A-GENDER di Manuela Antonacci<br />Ai benpensanti che sostengono che l'ideologia gender con tutti i suoi frutti folli e nefasti, sia invenzione di un manipolo di esaltati, vogliamo dedicare questa storia che è solo una delle tante e recenti, deliranti conseguenze di una mentalità ormai diffusa che pretende di identificare la realtà con la fantasia, scindendo il sesso biologico dall'identità psichica maschile e femminile e trasformando la realtà in percezione e la percezione, di conseguenza, in qualcosa di estremamente reale, qualunque sia la follia che veicoli.<br />Prima di arrivare a parlare di quest'ultimo "caso", che un tempo, nemmeno lontano, ahinoi, sarebbe stato definito e trattato, appunto, come un "caso psichiatrico" e, davanti a cui oggi, invece, ci si inchina in nome della "libertà di scelta", vogliamo ricordare brevemente alcuni ameni esempi della deriva antropologica a cui può portare chi abbraccia gli assunti dell'ideologia gender: pensiamo ai "transpecie" ovvero quegli individui che non si sentono "umani" ma di un'altra specie come gli "uomini-cane" che si comportano come cuccioli a tutti gli effetti, chiedendo coccole ai loro padroni, mangiando in una scodella, arrivando persino a passeggiare a quattro zampe per le vie della città, ovviamente al guinzaglio, o ancora gli "age gender" coloro che non si identificano con la loro età anagrafica, come il papà di ben 6 figli che a Toronto ha trovato una famiglia disposta ad adottarlo e a lasciarlo vivere come se fosse una bambina di 7 anni.<br /><br />TRASFORMARSI IN UN ALIENO<br />Per arrivare all'ultima follia di cui intendiamo occuparci e che viene dall'Inghilterra. Ne ha parlato diffusamente il Mirror: si tratta di Jareth Nebula una ragazza di 33 anni che a 29 è divenuta transgender perché si percepiva di sesso maschile ma che, non contenta ora, ha deciso di trasformarsi in un alieno "a-gender", arrivando a farsi rimuovere il seno e a radersi le sopracciglia per sembrare meno "umana". La cosa singolare è che i suoi genitori le avevano dato la loro benedizione al momento della riassegnazione del sesso biologico ma ora non riescono ad accettare la nuova identità della figlia, o dovremmo dire, della figli*. Si tratterebbe di un comportamento incoerente in realtà: se l'accettazione della giovane donna come trans era motivata dal "basta che stia bene tu", non si comprende perché in questo nuovo caso la scelta della ragazza non venga accettata. Eh sì, perché è un po' come la teoria della pallina sul piano inclinato, una volta presa una certa china, sulla base della realizzazione dei propri desideri a tutti i costi, anche a costo di negare la realtà più oggettiva che possa esistere, ovvero quella biologica, tutto è lecito e, partendo da questo assunto, ogni scelta intrapresa, anche la più stramba dovrebbe in teoria, essere considerata di tutto rispetto. E di questo "intoppo" imprevisto, ora che è troppo tardi, evidentemente si stanno accorgendo anche i genitori di Jareth.<br /><br />IL MONDO DEI MEDIA DIFFONDE IL VIRUS DELLA FOLLIA<br />Ma in tutto ciò, una delle responsabilità maggiori ce l'ha il mondo dei media, che tratta questi casi come se fossero la normalità spicciola, contribuendo a diffondere il virus della follia che vediamo pienamente manifestarsi nelle parole con cui Jareth esprime la sua scelta: «Pensavo che essere un transessuale avrebbe risolto tutti i miei problemi e le lotte interiori per scoprire chi fossi, ma non ero così felice come mi aspettavo. Mi sembrava di provare a inserirmi nell'identità di qualcun altro. Non volevo sentirmi costretta, è stato allora che ho scoperto cos'è l'a-gender. Sono sempre stato ossessionata anche dagli alieni, quindi l'idea di essere un alieno senza sesso si adatta perfettamente alla mia identità». E di fronte alla disapprovazione di genitori e amici fa spallucce affermando: «Le persone mi trattano come un mostro perché sono un alieno [...] ma chi sono gli altri per dirti chi puoi o non puoi essere? Se qualcuno vuole identificarsi con qualunque cosa, anche con un animale, lo faccia, io continuerò a trasformarmi in un alieno ogni giorno di più». Insomma, "così è (se vi pare)".<br /><br />Nota di BastaBugie: ecco altre notizie dal "gaio" mondo gay (sempre meno gaio).<br /><br />CONDIZIONARE I BAMBINI SUL "CAMBIO" DI SESSO È VIOLENZA<br />Ultima puntata dedicata al documento del Collegio americano dei Pediatri dal titolo: "L'ideologia gender danneggia i bambini".<br />"Condizionare i bambini a credere che una vita intera di impersonificazione chimica o chirurgica dell'altro sesso sia una cosa normale – spiega il documento - è violenza sui bambini.<br />Supportare la discordanza di genere come normale attraverso la scuola o le politiche legislative confonderà bambini e genitori, portando più bambini a presentarsi alle "cliniche del genere" ove gli daranno farmaci blocca-pubertà.<br />Questo, in cambio, praticamente gli garantisce che essi "sceglieranno" una vita di ormoni cross-sex carcinogenetici e comunque tossici, e molto probabilmente penseranno a mutilazioni non necessarie delle parti sane del loro corpo quando saranno adulti".<br />(Gender Watch News, 04-02-2019)<br /><br />TUTTI CAVALCANO L'ONDA PRIDE<br />Sul sito ufficiale dell'Onda Pride è riportato ancora il manifesto dello scorso anno: «L'Onda Pride nasce dalla volontà comune di mettere in rete le tante e diverse realtà dell'associazionismo, per coinvolgere le istituzioni, i cittadini e le cittadine, amici e amiche, familiari e vicini di casa in un grande sforzo unitario per affermare diritti, uguaglianza e visibilità per tutte le persone e tutte le famiglie e combattere ogni forma di discriminazione, a partire da quelle per orientamento sessuale e identità di genere. […] Il Pride è di tutt*»<br />Veramente è di tutti, pare. Hanno aderito idealmente al Pride Month, appunto il mese del cosiddetto "Orgoglio Gay", nientepopodimeno che brand come Google, Facebook, Apple, Android, Microsoft,  YouTube, Disney, H & M, Mac Cosmetics, Adidas, Nike, Reebok, Levi's, American Eagle, Calvin Klein, Michael Kors, Converse, Ralph Lauren, Dr Martens, Diesel, Sephora, Banana Republic, Hunter, Ugg, Gap, Fossil, Ray-Ban, Eastpack, Ikea, Starbucks…<br />Ci fermiamo a trenta brand ma potremmo andare avanti parecchio, talmente parecchio che diventa difficile anche solo pensare a un boicottaggio, sia perché ormai solo un piccolo gregge ha la reale consapevolezza di quale sia la portata di manifestazioni di questo tipo, sia perché l'adesione del mondo commerciale è ormai quasi totale e include perfino quell'Oreo dei biscotti, quella Vitasnella degli yogurt, quella Barilla che fino a quarant'anni fa era sinonimo di casa, o Gillette che negli anni Novanta era «il meglio di un uomo». Non sembra possibile sottrarsi alla dittatura del pensiero unico Lgbt. Perfino la Listerine ha fatto un collutorio arcobaleno per l'occasione, come dire: chi non si piegherà per principio, dovrà farlo per timore dell'alito cattivo, o del dentista.<br />E intanto l'Onda va, da Varese a Siracusa, da Torino a Trieste, da Cagliari a Gallipoli passando per Campobasso, benedetta non solo dai più potenti e ricchi marchi commerciali ma anche da diverse sigle politiche, in primis il Partito Democratico e il Movimento Cinque Stelle, dalle amministrazioni di moltissime regioni,  province, città e comuni, dai principali quotidiani italiani, dalla Cgil e dall'Anpi in diverse città. E poi ancora, in Toscana tra i sostenitori del Pride c'è la Scuola Normale di Pisa, in Lombardia l'Ordine degli psicologi sostiene i "pride" di Bergamo e Brescia così come l'Ordine degli psicologi della Sardegna sostiene quello che si svolgerà a Cagliari, eccetera. Il tutto ovviamente accompagnato dall'appoggio pressoché totale del mondo artistico e televisivo. È questa la discriminazione?<br />Ma non c'è tempo di rispondere, il Pride di Milano è già avanti e scrive nel manifesto: «Esigiamo che vi sia libero accesso alle tecniche di procreazione medicalmente assistita per tutte le persone, abrogando quindi il divieto dell'accesso a tali percorsi da parte di coppie di donne o single. Rivendichiamo la necessità di iniziare un percorso di riflessione che, nel pieno rispetto della libertà di autodeterminazione e nella piena tutela delle persone coinvolte, porti anche in questo paese ad un inquadramento che disciplini la gestazione per altre e altri».<br />L'unico antidoto resta la consapevolezza di questo piccolo gregge e la necessità di recuperare e conservare uno sguardo realmente cristiano, che sappia giudicare ciò che è male e ciò che è bene e non si trinceri dietro l'ipocrisia del «basta che non tocchino i bambini». Se concediamo a questa ideologia di fare qualunque cosa, per quale ragione dovrebbero star lontani dai bambini?<br />(Raffaella Frullone, Sito del Timone, 14 giugno 2019)<br /><br />SIENA È USCITA DALLA RETE READY<br />A Siena la lista civica Sena Civitas aveva chiesto al sindaco di uscire dalla rete Ready, network che collega diverse amministrazioni locali per supportare le rivendicazioni del mondo LGBT. Un paio di giorni fa la richiesta è stata accolta.<br />Greta Sartelli, presidente del Movimento Pansessuale-Arcigay Siena, ha commentato: è "una decisione miope che rappresenta un segnale di imbarbarimento e segna un passo indietro sulla strada dei diritti".<br />Noi siamo di diverso avviso: è un passo significativo verso il bene delle persone omosessuali, verso le famiglie, i bambini e la società intera.<br />(Gender Watch News, 20 settembre 2019)]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/19239684</guid><pubDate>Thu, 26 Sep 2019 14:23:18 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/19239684/gay.mp3" length="12293014" type="audio/mpeg"/><itunes:author>BastaBugie</itunes:author><itunes:subtitle>TESTO DELL'ARTICOLO ➜ http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=5831

DA DONNA A UOMO E DA UOMO AD... ALIENO A-GENDER di Manuela Antonacci
Ai benpensanti che sostengono che l'ideologia gender con tutti i suoi frutti folli e nefasti, sia invenzione...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=5831" rel="noopener">http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=5831</a><br /><br />DA DONNA A UOMO E DA UOMO AD... ALIENO A-GENDER di Manuela Antonacci<br />Ai benpensanti che sostengono che l'ideologia gender con tutti i suoi frutti folli e nefasti, sia invenzione di un manipolo di esaltati, vogliamo dedicare questa storia che è solo una delle tante e recenti, deliranti conseguenze di una mentalità ormai diffusa che pretende di identificare la realtà con la fantasia, scindendo il sesso biologico dall'identità psichica maschile e femminile e trasformando la realtà in percezione e la percezione, di conseguenza, in qualcosa di estremamente reale, qualunque sia la follia che veicoli.<br />Prima di arrivare a parlare di quest'ultimo "caso", che un tempo, nemmeno lontano, ahinoi, sarebbe stato definito e trattato, appunto, come un "caso psichiatrico" e, davanti a cui oggi, invece, ci si inchina in nome della "libertà di scelta", vogliamo ricordare brevemente alcuni ameni esempi della deriva antropologica a cui può portare chi abbraccia gli assunti dell'ideologia gender: pensiamo ai "transpecie" ovvero quegli individui che non si sentono "umani" ma di un'altra specie come gli "uomini-cane" che si comportano come cuccioli a tutti gli effetti, chiedendo coccole ai loro padroni, mangiando in una scodella, arrivando persino a passeggiare a quattro zampe per le vie della città, ovviamente al guinzaglio, o ancora gli "age gender" coloro che non si identificano con la loro età anagrafica, come il papà di ben 6 figli che a Toronto ha trovato una famiglia disposta ad adottarlo e a lasciarlo vivere come se fosse una bambina di 7 anni.<br /><br />TRASFORMARSI IN UN ALIENO<br />Per arrivare all'ultima follia di cui intendiamo occuparci e che viene dall'Inghilterra. Ne ha parlato diffusamente il Mirror: si tratta di Jareth Nebula una ragazza di 33 anni che a 29 è divenuta transgender perché si percepiva di sesso maschile ma che, non contenta ora, ha deciso di trasformarsi in un alieno "a-gender", arrivando a farsi rimuovere il seno e a radersi le sopracciglia per sembrare meno "umana". La cosa singolare è che i suoi genitori le avevano dato la loro benedizione al momento della riassegnazione del sesso biologico ma ora non riescono ad accettare la nuova identità della figlia, o dovremmo dire, della figli*. Si tratterebbe di un comportamento incoerente in realtà: se l'accettazione della giovane donna come trans era motivata dal "basta che stia bene tu", non si comprende perché in questo nuovo caso la scelta della ragazza non venga accettata. Eh sì, perché è un po' come la teoria della pallina sul piano inclinato, una volta presa una certa china, sulla base della realizzazione dei propri desideri a tutti i costi, anche a costo di negare la realtà più oggettiva che possa esistere, ovvero quella biologica, tutto è lecito e, partendo da questo assunto, ogni scelta intrapresa, anche la più stramba dovrebbe in teoria, essere considerata di tutto rispetto. E di questo "intoppo" imprevisto, ora che è troppo tardi, evidentemente si stanno accorgendo anche i genitori di Jareth.<br /><br />IL MONDO DEI MEDIA DIFFONDE IL VIRUS DELLA FOLLIA<br />Ma in tutto ciò, una delle responsabilità maggiori ce l'ha il mondo dei media, che tratta questi casi come se fossero la normalità spicciola, contribuendo a diffondere il virus della follia che vediamo pienamente manifestarsi nelle parole con cui Jareth esprime la sua scelta: «Pensavo che essere un transessuale avrebbe risolto tutti i miei problemi e le lotte interiori per scoprire chi fossi, ma non ero così felice come mi aspettavo. Mi sembrava di provare a inserirmi nell'identità di qualcun altro. Non volevo sentirmi costretta, è stato allora che ho scoperto cos'è l'a-gender. Sono sempre stato ossessionata anche dagli alieni, quindi l'idea di essere un alieno senza sesso si adatta perfettamente alla mia identità». E di fronte alla...]]></itunes:summary><itunes:duration>769</itunes:duration><itunes:keywords>donna,gender,omosessualità,persona,uomo</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/a20324e8801039e912bb0ba773431ec8.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Se un libro dice che la mamma lava e stira viene definito ''sessista'' e ''discriminatorio''</title><link>https://www.spreaker.com/episode/se-un-libro-dice-che-la-mamma-lava-e-stira-viene-definito-sessista-e-discriminatorio--19135920</link><description><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=5819" rel="noopener">http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=5819</a><br /><br />SE UN LIBRO DICE CHE LA MAMMA LAVA E STIRA VIENE DEFINITO ''SESSISTA'' E ''DISCRIMINATORIO'' di Manuela Antonacci<br />Incredibile ma vero: oggi, nell'era che esalta l'indipendenza della donna più che mai, saper cucinare, lavare, stirare, insomma badare a se stesse, è paradossalmente considerato un punto a svantaggio del genere femminile, anzi, una vera e propria forma di "sessismo". Di che stiamo parlando? Del cortocircuito ideologico di chi vede nelle diverse responsabilità che competono all'uomo e alla donna, al giorno d'oggi, tra l'altro, divenute, per necessità, completamente interscambiabili a causa dei ritmi e degli impegni lavorativi che gravano sulle spalle sia dell'uno che dell'altra, un elemento di discriminazione verso il gentil sesso.<br />È questa la causa del polverone che ultimamente si sta sollevando contro un libro di testo adottato in alcune scuole elementari. In particolare, la "pietra dello scandalo" sarebbe un innocente esercizio in cui veniva richiesto, per insegnare il corretto utilizzo e significato dei verbi ai discenti, di collegare un soggetto a più opzioni verbali. Ad esempio, tra le azioni collegabili alla parola "cavallo", troviamo "correre", "nitrire" e "cantare", tra le quali il bambino è chiamato a scegliere quelle più logiche e corrette e così anche per altri soggetti e predicati verbali. Ma, arrivati alla parola "mamma" e "papà", apriti cielo... ci si imbatte in quella che è stata considerata una grave forma di "discriminazione" e cioè, mentre collegati alla parola papà, ci sono i verbi "lavorare" e "leggere", accanto alla parola mamma ci sono, invece, "lavare" e "stirare": questo il motivo di tanto clamore.<br />Viene da fare giusto un paio di considerazioni a riguardo: innanzitutto lavare e stirare è davvero roba da negrieri o da terzo mondo o piuttosto, banalmente, si tratta di azioni quotidiane che chiunque voglia uscire di casa in condizioni dignitose, senza essere scambiato per uno spaventapasseri, è chiamato a svolgere? Inoltre, se davvero vogliamo dirla tutta, confrontando le due frasi, chi non ne viene fuori proprio benissimo e suscita una certa simpatia, è proprio il "papà" che, rispetto alla mamma, non viene descritto esattamente come "multitasking"! Ma poi verrebbe da chiedere alle donne disposte ad aggiungersi al coro di queste inutili polemiche, se si rendano conto del grave errore che commettono nel voler censurare le attività domestiche nelle quali sono impegnate, ovvero quello di sottovalutare enormemente il loro lavoro, la loro fatica, il loro carico di responsabilità che va, oggi, molto oltre la propria professione stessa.<br />Insomma un "super lavoro" che rende le donne ulteriormente indispensabili e che andrebbe sottolineato e valorizzato ma che in questo modo, invece, per una sorta di "eterogenesi dei fini", finiscono esse stesse per disprezzare dandosi tristemente la zappa sui piedi. E se proprio la si vuol mettere sulla questione dei diritti e dell'emancipazione femminile, anche su questo punto, il ragionamento di chi protesta risulta fallimentare: "emanciparsi", rendersi indipendenti, è possibile innanzitutto se si è capaci di badare a se stessi, a partire dalle cose più pratiche e basilari, perciò ben vengano quelle attività domestiche di cui un tempo, tra l'altro, la donna era gelosa detentrice, pensiamo ad esempio all'arte di saper cucinare (una volta anche piatti difficili e laboriosi); diversamente si è capaci solo di battaglie ideologiche che non fanno che distogliere l'attenzione dai problemi reali e quotidiani che l'uomo e la donna, oggi, spesso in perfetta solitudine e in un clima di totale individualismo, sono costretti ad affrontare.<br /><br />Nota di BastaBugie: ecco altre notizie dal "gaio" mondo gay (sempre meno gaio).<br /><br />IL DALAI LAMA DICE NO E POI SÌ ALL'OMOSESSUALITÀ<br />Il Dalai Lama intervistato nel 2006 dal The Telegraph affermò in merito alle relazioni omosessuali: «No assoluto. Senza sfumature. Una coppia gay mi è venuta a trovare, cercando il mio appoggio e la mia benedizione. Ho dovuto spiegar loro i nostri insegnamenti. Una donna mi ha presentato un'altra donna come sua moglie: sconcertante. Al pari dell'uso di certe pratiche sessuali fra marito e moglie. Usare gli altri due buchi è sbagliato».<br />Gli anni passano e il politicamente corretto corrompe anche l'anima dei monaci tibetani e così al medesimo giornale il leader tibetano relativamente alle "nozze" gay dichiara che «se è consensuale, è OK».<br />(Gender Watch News, 19 agosto 2019)<br /><br />L'EX SPICE GIRL VICTORIA BECKHAM E LA SUA MAGLIETTA LGBT<br />L'ex Spice Girl Victoria Beckham, ormai datasi alla moda da tempo, ha creato una maglietta con su scritto "Everyone deserves love -Tutti meritano l'amore" con caratteri color arcobaleno. Il 25% del ricavato andrà ai senzatetto LGBT britannici tramite l'associazione benefica LGBTQI Albert Kennedy Trust.<br />La Beckham ha dichiarato: "In commemorazione del 50° anniversario dei moti di Stonewall, ho voluto celebrare la comunità LGBTQ  e il loro continuo messaggio di cambiamento positivo e inclusività. Quest'anno, per la prima volta, ho creato una maglietta con i proventi che beneficiano l'Albert Kennedy Trust che promuove i diritti umani. Ho sempre sentito un profondo legame con la comunità LGBTQI e sono orgogliosa di contribuire a sostenere la loro lotta per l'uguaglianza".<br />A noi sorge una domanda: ma quanti saranno i senzatetto gay e trans? Infatti le persone omosessuali sono tra il 2 e il 4% della popolazione e i transessuali lo zero virgola qualcosa. Quindi sono assai pochi. Tra questi saranno pochissimi i senzatetto. Davvero un'emergenza sociale. E poi viene da pensare: che dirà il senzatetto etero che non si vedrà aiutato perché non è gay? Infatti pensate che clamore susciterebbe una iniziativa per aiutare i senzatetto cattolici e solo loro. Verrebbe bollata come iniziativa discriminatoria.<br />(Gender Watch News, 6 settembre 2019)<br /><br />LA VIRILITÀ ADESSO È UN MALE DA CURARE<br />Così, l'American Psychological Association (APA) ha deciso che la virilità è un problema da curare. Un articolo pubblicato sulla prestigiosa rivista della più importante associazione professionale di psicologi al mondo asserisce che «Tredici anni di lavoro, attingono a oltre 40 anni di ricerca che dimostrano che la mascolinità tradizionale è psicologicamente dannosa». È così: in tredici anni di lavoro gli psicologi hanno scoperto che gli uomini virili non vanno volentieri dal medico e che indulgono in comportamenti pericolosi: fumare, bere e... «evitare le verdure» (testuale). Sembra di sentire la mamma: «Mangia la verdura! Ti fa bene, è per la salute! Se non mangi la verdura ti mando dallo psicologo!». Un momento... in effetti l'articolo sulla pericolosità della virilità tradizionale... è scritto da una donna. Incidentalmente impegnata nel sostenere i diritti dei gay, ma è sicuramente un caso. Non solo: hanno anche appreso che «gli uomini sono spesso riluttanti ad ammettere vulnerabilità». Se solo sapessero che la Bussola incoraggia questo comportamento...<br />Il dato utilizzato per avvalorare l'ipotesi che la virilità fa male è dato dal tasso di suicidi. Fino alla pubertà non ci sono differenze tra maschi e femmine; dopo il tasso di suicidi tra gli uomini si distacca enormemente da quello delle donne. Dunque la virilità uccide. La faccenda, tuttavia, è seria e merita qualche ulteriore riflessione. Innanzitutto notiamo che il tasso di suicidi, tra gli uomini, mostra un'impennata con la terza età. Se fosse vero che è la virilità, con il suo carico di aspettative di genere tra le quali il lavoro, uccide... gli uomini dovrebbero smettere di suicidarsi smettendo di lavorare. Invece sembra proprio l'opposto: sembra che il ruolo stereotipato dell'uomo lavoratore faccia bene agli uomini, che gli dia un motivo per vivere. È il grande insegnamento dello psicologo ebreo Viktor Frankl (1905-1997): l'essere umano, per vivere, ha bisogno di un significato, di un senso. E se il lavoro fosse realmente uno dei significati della vita dell'uomo, e non una semplice costruzione sociale?<br />Secondariamente, se l'ipotesi fosse vera, ci aspetteremmo che il tasso di suicidi tra gli uomini diminuisca nel tempo. Gli ultimi decenni, infatti, hanno messo in discussione gli «stereotipi di genere» e c'è una crescente pressione mediatica e sociale perché gli uomini si prendano cura della loro salute, esprimano i loro sentimenti e mangino verdura. Invece no: dagli anni Cinquanta del secolo scorso il tasso di suicidi tra gli uomini sembra crescere costantemente. Sembra che, con la distruzione degli stereotipi di genere, l'uomo sia più incline al suicidio.<br />Possiamo avanzare delle ipotesi? Abbiamo detto che l'essere umano (uomo o donna) ha bisogno di un significato nella vita; e che, forse, il lavoro dà senso alla vita dell'uomo. Potrebbe essere così anche per la capacità di mantenere la famiglia e di provvedere al suo sostentamento? Sembrerebbe di sì. Osserviamo questo grafico: indica l'andamento del salario degli uomini negli Usa negli ultimi trent'annni. Abbastanza desolante, in effetti. Confrontiamolo con quest'altro, che si riferisce all'andamento del salario delle donne. È sicuramente una bella cosa che il salario delle donne sia aumentato negli ultimi decenni, ma sarebbe ancora meglio che fosse aumentato anche quello degli uomini. Invece no. E se questo fattore avesse contribuito ad aumentare il tasso di suicidi tra gli uomini? Se il politicamente corretto e le battaglie per la «uguaglianza» di genere avessero avvantaggiato le donne indipendentemente dall'andamento dell'economia reale e, soprattutto, a scapito degli uomini? Se la nostra società avesse tolto all'uomo anche un altro motivo per vivere, il compito di provvedere ai bisogni della famiglia? Non c'è traccia di queste riflessioni, nell'articolo dell'APA.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/19135920</guid><pubDate>Wed, 18 Sep 2019 15:12:48 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/19135920/libro_mamma_casalinga.mp3" length="19067714" type="audio/mpeg"/><itunes:author>BastaBugie</itunes:author><itunes:subtitle>TESTO DELL'ARTICOLO ➜ http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=5819

SE UN LIBRO DICE CHE LA MAMMA LAVA E STIRA VIENE DEFINITO ''SESSISTA'' E ''DISCRIMINATORIO'' di Manuela Antonacci
Incredibile ma vero: oggi, nell'era che esalta l'indipendenza...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=5819" rel="noopener">http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=5819</a><br /><br />SE UN LIBRO DICE CHE LA MAMMA LAVA E STIRA VIENE DEFINITO ''SESSISTA'' E ''DISCRIMINATORIO'' di Manuela Antonacci<br />Incredibile ma vero: oggi, nell'era che esalta l'indipendenza della donna più che mai, saper cucinare, lavare, stirare, insomma badare a se stesse, è paradossalmente considerato un punto a svantaggio del genere femminile, anzi, una vera e propria forma di "sessismo". Di che stiamo parlando? Del cortocircuito ideologico di chi vede nelle diverse responsabilità che competono all'uomo e alla donna, al giorno d'oggi, tra l'altro, divenute, per necessità, completamente interscambiabili a causa dei ritmi e degli impegni lavorativi che gravano sulle spalle sia dell'uno che dell'altra, un elemento di discriminazione verso il gentil sesso.<br />È questa la causa del polverone che ultimamente si sta sollevando contro un libro di testo adottato in alcune scuole elementari. In particolare, la "pietra dello scandalo" sarebbe un innocente esercizio in cui veniva richiesto, per insegnare il corretto utilizzo e significato dei verbi ai discenti, di collegare un soggetto a più opzioni verbali. Ad esempio, tra le azioni collegabili alla parola "cavallo", troviamo "correre", "nitrire" e "cantare", tra le quali il bambino è chiamato a scegliere quelle più logiche e corrette e così anche per altri soggetti e predicati verbali. Ma, arrivati alla parola "mamma" e "papà", apriti cielo... ci si imbatte in quella che è stata considerata una grave forma di "discriminazione" e cioè, mentre collegati alla parola papà, ci sono i verbi "lavorare" e "leggere", accanto alla parola mamma ci sono, invece, "lavare" e "stirare": questo il motivo di tanto clamore.<br />Viene da fare giusto un paio di considerazioni a riguardo: innanzitutto lavare e stirare è davvero roba da negrieri o da terzo mondo o piuttosto, banalmente, si tratta di azioni quotidiane che chiunque voglia uscire di casa in condizioni dignitose, senza essere scambiato per uno spaventapasseri, è chiamato a svolgere? Inoltre, se davvero vogliamo dirla tutta, confrontando le due frasi, chi non ne viene fuori proprio benissimo e suscita una certa simpatia, è proprio il "papà" che, rispetto alla mamma, non viene descritto esattamente come "multitasking"! Ma poi verrebbe da chiedere alle donne disposte ad aggiungersi al coro di queste inutili polemiche, se si rendano conto del grave errore che commettono nel voler censurare le attività domestiche nelle quali sono impegnate, ovvero quello di sottovalutare enormemente il loro lavoro, la loro fatica, il loro carico di responsabilità che va, oggi, molto oltre la propria professione stessa.<br />Insomma un "super lavoro" che rende le donne ulteriormente indispensabili e che andrebbe sottolineato e valorizzato ma che in questo modo, invece, per una sorta di "eterogenesi dei fini", finiscono esse stesse per disprezzare dandosi tristemente la zappa sui piedi. E se proprio la si vuol mettere sulla questione dei diritti e dell'emancipazione femminile, anche su questo punto, il ragionamento di chi protesta risulta fallimentare: "emanciparsi", rendersi indipendenti, è possibile innanzitutto se si è capaci di badare a se stessi, a partire dalle cose più pratiche e basilari, perciò ben vengano quelle attività domestiche di cui un tempo, tra l'altro, la donna era gelosa detentrice, pensiamo ad esempio all'arte di saper cucinare (una volta anche piatti difficili e laboriosi); diversamente si è capaci solo di battaglie ideologiche che non fanno che distogliere l'attenzione dai problemi reali e quotidiani che l'uomo e la donna, oggi, spesso in perfetta solitudine e in un clima di totale individualismo, sono costretti ad affrontare.<br /><br />Nota di BastaBugie: ecco altre notizie dal "gaio" mondo gay (sempre meno gaio).<br /><br />IL DALAI LAMA DICE NO E POI SÌ ALL'OMOSESSUALITÀ<br />Il...]]></itunes:summary><itunes:duration>1192</itunes:duration><itunes:keywords>casalinga,discriminazione,femminismo,madre,omosessualità</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/0ec0369e98da280c7f44631a280f5bd5.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Jessica, ragazza trans suicida per il cambio di sesso (il 40% di coloro che cambiano sesso muoiono suicidi)</title><link>https://www.spreaker.com/episode/jessica-ragazza-trans-suicida-per-il-cambio-di-sesso-il-40-di-coloro-che-cambiano-sesso-muoiono-suicidi--19065070</link><description><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=5802" rel="noopener">http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=5802</a><br /><br />JESSICA, RAGAZZA TRANS SUICIDA PER IL CAMBIO DI SESSO (IL 40% DI COLORO CHE CAMBIANO SESSO MUOIONO SUICIDI) di Chiara Chiessi<br />Una tragedia che arriva dall'Inghilterra, in un paese vicino Cambridge di 1700 abitanti.<br />Jessica Lowe era una ragazza che dall'età di sette anni diceva di aver capito di essere nata nel corpo sbagliato. Quando aveva quindici anni, con i genitori si recò all'istituto specializzato in "disforia di genere" per i minori, il Tavistock Centre di Londra.<br />"Abbiamo comprato un biglietto per Londra per recarci al Tavistock and Portman Centre, l'istituto fiore all'occhiello della sanità britannica nel campo della disforia di genere", spiegano i genitori. "Qualcosa in quel viaggio andò storto. Jessica, che ai tempi della prima visita aveva poco più di 15 anni, non era stata ritenuta idonea a iniziare un trattamento. Era stata inserita in una lista di attesa. A causare il ritardo era l'altissima richiesta di trattamenti in clinica, con la triptorelina". Già nel 2017 il Tavistock Centre annunciava di non poter più sopportare la mole di richieste di cambio sesso su minori. Nel 2018 la situazione era divenuta così insostenibile da costringere il direttore del reparto a sospendere l'accettazione di nuovi pazienti tra i 5 e i 17 anni. "Nel caso di Jessica, l'attesa era di circa due anni", spiegano ancora i genitori, "ma i mesi sembravano non passare mai". La crisi esplode a due anni esatti dalla visita. Jessica già diciassettenne, era diventata ufficialmente "Jayden". Non era più possibile inserirla nella lista dei bambini, era stata quindi trasferita nell'elenco degli adolescenti. Tempo di attesa: 6 anni. "Continuava a ripetere di non farcela, di non poterci costringere a vivere con una figlia transgender, di non poterci dare questo dolore", raccontano i genitori.<br />Dopo molte ricerche sul web, Jessica viene a conoscenza di una clinica online, la Gender GP, gestita da Helen e Mike Webberley.<br />Le cure prevedevano cocktail di ormoni insieme a triptorelina (bloccante della pubertà) e calmanti. Le visite avvenivano via Skype e le ricette per e-mail. Il costo della cura era di 90 sterline al mese, i colloqui (erano consigliati tre a settimana) 30 sterline al giorno.<br />Dopo pochi mesi, i cambiamenti iniziarono ad essere già visibili: oltre ai tratti somatici, scomparve il ciclo mestruale. Oltre a questi, iniziarono però a comparire alcuni effetti collaterali: mal di testa, nausea e coliche.<br />"La dottoressa Webberley e il marito continuavano a rassicurarci raccontandoci che andava tutto bene", spiega la madre. "Come potevano saperlo guardando Jayden solo attraverso uno schermo?"<br />I genitori portarono la giovane in ospedale e da lì la scoperta: quel mix di ormoni aveva compromesso alcuni dei suoi organi interni.<br />"Se avesse continuato con quei cocktail di triptorelina e ormoni, sarebbe morta da lì a poco", spiega Rosamund Rhodes-Kemp che ha effettuato l'autopsia sul corpo di Jessica. "La sua morte è stato un atto spontaneo dettato dalla disperazione e dalla consapevolezza di essersi rovinata la vita"<br />Jessica infatti poco dopo si suicidò buttandosi sotto un treno.<br />La clinica online continua però la sua attività in Spagna, nonostante i due medici, che dicevano di avere a cuore le persone LGBT, siano stati sospesi dal servizio sanitario britannico.<br />Tragedie del genere ci fanno capire l'illusione del "cambio di sesso" e la crudeltà del mondo LGBT che inganna soprattutto i giovani più fragili nel far loro credere di poter essere ciò che non sono.<br />Quante altre vite dovranno essere spezzate prima di capire che l'ideologia LGBT è fondata solo che sulla menzogna?<br /><br />Nota di BastaBugie: ecco altre notizie dal "gaio" mondo gay (sempre meno gaio).<br /><br />IL GENE DEI GAY NON ESISTE<br />Il «gene dei gay» non esiste. Qualcuno ci aveva provato in passato a formulare questa ipotesi, ma ora un gigantesco studio genetico taglia la testa al toro: non ci sono «segni particolari» nel Dna che possano predire un'eventuale omosessualità. Lo studio ha analizzato il patrimonio genetico di oltre 470 mila persone alla ricerca di specifiche alterazioni che potessero prevedere l' attitudine a instaurare rapporti sessuali con persone dello stesso sesso. Ma non ne ha trovate.<br />Il che significa, precisano i ricercatori, che l'attrazione per persone dello stesso sesso ha a che fare più che con un singolo gene, con un mix di fattori genetici (sì, perché esistono migliaia di varianti genetiche, ma non significative, secondo quanto ci dice questo studio) e ambientali, così come accade per decine di altri comportamenti umani. I ricercatori, guidati da Andrea Ganna che lavora al Center for Genomic Medicine del Massachusetts General Hospital di Boston e al Broad Institute del Mit (Massachusetts Institute of Technology) sempre a Boston, hanno voluto rispondere a una serie di quesiti finora non risolti.<br />Intanto una premessa. [...] I fattori biologici che contribuiscono alle preferenze sessuali sono pressoché sconosciuti, ma è stata ipotizzata un'influenza genetica dal momento che certi comportamenti omosessuali si ripresentano nei membri di una stessa famiglia e anche fra fratelli gemelli sia omozigoti che eterozigoti. Da queste osservazioni preliminari sono emerse alcune domande.<br />La prima: quali geni sarebbero coinvolti e quali processi biologici influenzerebbero? In passato sono stati condotti alcuni studi alla ricerca di varianti genetiche legate all'orientamento sessuale, ma erano molto piccoli e non guidati dagli attuali criteri di analisi genetica. L'idea era quella di trovare anomalie ormonali correlate a questi comportamenti. Seconda domanda: eventuali modificazioni genetiche come potrebbero agire diversamente su persone di sesso maschile e di sesso femminile? E su cosa influirebbero: sul comportamento, sull'attrattività, sull'identità? E che ruolo avrebbero, invece, per eterosessuali ed eventualmente bisessuali?<br />A queste domande, dunque, ha voluto rispondere lo studio pubblicato su Science (condotto con la collaborazione di numerosi gruppi americani, europei e australiani) che ha sfruttato l'approccio «genome-wide association» (in pratica si tratta di un'analisi di tutti, o quasi tutti, i geni di diversi individui di una particolare specie per determinare le variazioni genetiche tra gli individui in esame) su omosessuali. I ricercatori hanno sfruttato i dati genetici raccolti nella Uk Biobank del Regno Unito e quelli dei partecipanti al progetto 23andMe americano, per un totale, appunto di 470 mila persone. [...]<br />(Adriana Bazzi, Corriere della Sera, 29 agosto 2019)<br /><br />BOLSONARO DICHIARA GUERRA AL GENDER NELLE SCUOLE DEL BRASILE<br />Jair Bolsonaro fa sul serio e riporta al centro la libertà d'educazione in Brasile. È stato lo stesso presidente ad annunciare in un tweet di aver «ordinato al Ministero della Pubblica Istruzione, tenendo conto del principio di protezione globale dei minori, previsto dalla Costituzione, di preparare un progetto di legge che proibisce l'ideologia del genere nella scuola primaria». In questo modo, il presidente brasiliano ha ribadito la centralità del governo nazionale nella gestione delle politiche educative.<br />L'impegno di Bolsonaro per la libertà educativa nasce sulla scia di un sondaggio nazionale condotto nell'ottobre 2017, che certificava come nove brasiliani su dieci fossero contrari all'indottrinamento gender a scuola. Il ripristino della libertà educativa, del resto, è uno dei punti più espliciti nel programma di governo di Bolsonaro, il quale, lo scorso 1 gennaio, durante il suo discorso di insediamento, aveva promesso di liberare il Paese dalle «zavorre ideologiche» e di «combattere l'ideologia gender» e la «decostruzione della famiglia».<br />Per le sue nette prese di posizione, il presidente brasiliano è ormai da tempo sotto il tiro dei gruppi lgbt oltre che dei media mainstream, come Rede Globo, alla quale, secondo quanto riferisce Il Giornale, l'amministrazione Bolsonaro potrebbe presto tagliare i fondi pubblici.<br />L'opposizione di Bolsonaro all'ideologia gender non si limita al campo educativo. Lo scorso aprile, infatti, aveva affermato che «il Brasile non può essere un paese per il mondo gay» e, in particolare, «per il turismo gay». Già nel 2013, alcuni anni prima di essere eletto presidente, dichiarò che «nessun genitore è orgoglioso di avere un figlio gay» e che «ai brasiliani non piacciono gli omosessuali». Frasi che avevano contribuito a diffondere la nomea di «omofobo» e «razzista» per Bolsonaro.<br />Le politiche del presidente brasiliano sono la dimostrazione di come l'impalcatura ideologica dei sistemi educativi non sia affatto irreversibile. «Per molto tempo le nostre istituzioni educative sono state formate su ideologie dannose che rovesciano i nostri valori e da persone che odiano la nostra bandiera e lo stesso inno nazionale», aveva twittato poco dopo la sua elezione, invitando anche gli studenti a filmare e denunciare qualunque lezione scolastica avente come scopo l'«indottrinamento» e la «sessualizzazione» dei bambini.<br />(Luca Marcolivio, Provita e Famiglia, 9 settembre 2019)<br /><br />SIENA E LA RETE READY<br />Siena fa parte della Rete Ready, network che collega diverse amministrazioni locali per supportare le rivendicazioni del mondo LGBT. A Siena fa parte di Ready anche l'Arcigay. Quest'ultima si è mostrata favorevole alla pratica dell'utero in affitto.<br />La lista civica Sena Civitas ha chiesto allora all'amministrazione comunale di uscire da Ready. Questa rete appare poi del tutto inutile. Infatti gli ultimi dati dell'Unar - Ufficio nazionale antidiscriminazioni razziali - ci informano che nel 2017, su tutto il territorio nazionale, gli atti di denuncia di discriminazioni relative all'orientamento sessuale sono stati solo 324 (il 9% di tutti gli atti di discriminazione). E non tutte le denunce, c'è da ricordare, si rivelano poi fondate.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/19065070</guid><pubDate>Thu, 12 Sep 2019 11:48:31 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/19065070/jessica.mp3" length="13752946" type="audio/mpeg"/><itunes:author>BastaBugie</itunes:author><itunes:subtitle>TESTO DELL'ARTICOLO ➜ http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=5802

JESSICA, RAGAZZA TRANS SUICIDA PER IL CAMBIO DI SESSO (IL 40% DI COLORO CHE CAMBIANO SESSO MUOIONO SUICIDI) di Chiara Chiessi
Una tragedia che arriva dall'Inghilterra, in un paese...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=5802" rel="noopener">http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=5802</a><br /><br />JESSICA, RAGAZZA TRANS SUICIDA PER IL CAMBIO DI SESSO (IL 40% DI COLORO CHE CAMBIANO SESSO MUOIONO SUICIDI) di Chiara Chiessi<br />Una tragedia che arriva dall'Inghilterra, in un paese vicino Cambridge di 1700 abitanti.<br />Jessica Lowe era una ragazza che dall'età di sette anni diceva di aver capito di essere nata nel corpo sbagliato. Quando aveva quindici anni, con i genitori si recò all'istituto specializzato in "disforia di genere" per i minori, il Tavistock Centre di Londra.<br />"Abbiamo comprato un biglietto per Londra per recarci al Tavistock and Portman Centre, l'istituto fiore all'occhiello della sanità britannica nel campo della disforia di genere", spiegano i genitori. "Qualcosa in quel viaggio andò storto. Jessica, che ai tempi della prima visita aveva poco più di 15 anni, non era stata ritenuta idonea a iniziare un trattamento. Era stata inserita in una lista di attesa. A causare il ritardo era l'altissima richiesta di trattamenti in clinica, con la triptorelina". Già nel 2017 il Tavistock Centre annunciava di non poter più sopportare la mole di richieste di cambio sesso su minori. Nel 2018 la situazione era divenuta così insostenibile da costringere il direttore del reparto a sospendere l'accettazione di nuovi pazienti tra i 5 e i 17 anni. "Nel caso di Jessica, l'attesa era di circa due anni", spiegano ancora i genitori, "ma i mesi sembravano non passare mai". La crisi esplode a due anni esatti dalla visita. Jessica già diciassettenne, era diventata ufficialmente "Jayden". Non era più possibile inserirla nella lista dei bambini, era stata quindi trasferita nell'elenco degli adolescenti. Tempo di attesa: 6 anni. "Continuava a ripetere di non farcela, di non poterci costringere a vivere con una figlia transgender, di non poterci dare questo dolore", raccontano i genitori.<br />Dopo molte ricerche sul web, Jessica viene a conoscenza di una clinica online, la Gender GP, gestita da Helen e Mike Webberley.<br />Le cure prevedevano cocktail di ormoni insieme a triptorelina (bloccante della pubertà) e calmanti. Le visite avvenivano via Skype e le ricette per e-mail. Il costo della cura era di 90 sterline al mese, i colloqui (erano consigliati tre a settimana) 30 sterline al giorno.<br />Dopo pochi mesi, i cambiamenti iniziarono ad essere già visibili: oltre ai tratti somatici, scomparve il ciclo mestruale. Oltre a questi, iniziarono però a comparire alcuni effetti collaterali: mal di testa, nausea e coliche.<br />"La dottoressa Webberley e il marito continuavano a rassicurarci raccontandoci che andava tutto bene", spiega la madre. "Come potevano saperlo guardando Jayden solo attraverso uno schermo?"<br />I genitori portarono la giovane in ospedale e da lì la scoperta: quel mix di ormoni aveva compromesso alcuni dei suoi organi interni.<br />"Se avesse continuato con quei cocktail di triptorelina e ormoni, sarebbe morta da lì a poco", spiega Rosamund Rhodes-Kemp che ha effettuato l'autopsia sul corpo di Jessica. "La sua morte è stato un atto spontaneo dettato dalla disperazione e dalla consapevolezza di essersi rovinata la vita"<br />Jessica infatti poco dopo si suicidò buttandosi sotto un treno.<br />La clinica online continua però la sua attività in Spagna, nonostante i due medici, che dicevano di avere a cuore le persone LGBT, siano stati sospesi dal servizio sanitario britannico.<br />Tragedie del genere ci fanno capire l'illusione del "cambio di sesso" e la crudeltà del mondo LGBT che inganna soprattutto i giovani più fragili nel far loro credere di poter essere ciò che non sono.<br />Quante altre vite dovranno essere spezzate prima di capire che l'ideologia LGBT è fondata solo che sulla menzogna?<br /><br />Nota di BastaBugie: ecco altre notizie dal "gaio" mondo gay (sempre meno gaio).<br /><br />IL GENE DEI GAY NON ESISTE<br />Il «gene dei gay» non...]]></itunes:summary><itunes:duration>860</itunes:duration><itunes:keywords>bambina,felicità,morte,natura,suicidio,transgender</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/b72ee115370194c68e7b46a74f05bd4b.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Trans 70enne vuole diventare ''mamma'' con trans 22enne (entrambi nati uomini)</title><link>https://www.spreaker.com/episode/trans-70enne-vuole-diventare-mamma-con-trans-22enne-entrambi-nati-uomini--18863044</link><description><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=5783" rel="noopener">http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=5783</a><br /><br />TRANS 70ENNE VUOLE DIVENTARE ''MAMMA'' CON TRANS 22ENNE (ENTRAMBI NATI UOMINI) di Giulia Tanel<br />L'abisso entro cui può cadere l'uomo non conosce limiti. È questo il primo pensiero che viene alla mente leggendo un articolo del Mirror dal titolo: «Caitlyn Jenner vuole diventare mamma a sett'anni con la fidanzata Sophia Hutchins».<br />Per comprendere meglio la portata della notizia è necessario indagare sulla vita dei due protagonisti. Fino al 2015 Caitlyn Jenner era nota al mondo come William Bruce Jenner, sportivo statunitense di successo, con all'attivo una medaglia d'oro ai Giochi olimpionici di Montréal nel 1976 e detentore del record mondiale di decathlon dal 1975 al 1980. Oltre a questo, Jenner è sempre stato molto chiacchierato per via della sua intricata vita privata: nell'arco di quarantadue anni si è infatti sposato tre volte e ha avuto sei figli biologici, cui vanno aggiunti quattro figli adottati per via del matrimonio con Kris Jenner, già Kardashian. Ad oggi è inoltre nonno di quattordici nipoti. Nel 2015, quindi, la svolta, con l'annuncio del "cambio di sesso" che ha reso Caitlyn una paladina dei transgender, almeno fino a quando non ha sostenuto Trump nella campagna elettorale.<br />Sophia Hutchins, nata Scott, è invece un ragazzo di ventidue anni che dal 2016 ha dichiarato pubblicamente di riconoscersi come donna e di essere stato aiutato in questo «passo importante della vita» proprio da Caitlyn. I due fanno coppia dal 2017, quando sono stati visti per la prima volta assieme, e oramai sono mesi che si rincorrono i rumors su un loro possibile matrimonio in una spiaggia di Malibù, in California.<br />CRESCERE UN BAMBINO NEL RUOLO DI MAMMA<br />Chiariti quindi i contorni della vicenda, veniamo alla notizia. Riporta il Mirror: «Parlando con la rivista Closer, una fonte ha dichiarato: "Caitlyn e Sophia hanno parlato di fondare una famiglia nel corso dell'ultimo anno o giù di lì e anche se Caitlyn ha già avuto dieci figli non ha mai avuto la possibilità di far crescere un bambino nel ruolo di mamma, cosa che ha sempre sognato fare". La fonte afferma inoltre che anche Sophia ha sempre voluto essere mamma e che la coppia vorrebbe ottenere una surrogata per realizzare il proprio sogno di maternità».<br />Una dichiarazione, questa, che pare essere stata accolta con scarso favore dalle ultime due figlie biologiche del fu Bruce, le famose Kylie e Kendall Jenner, che vedono un grosso limite nei quasi cinquant'anni d'età che dividono Caitlyn e Sophia. Nessuna obiezione, invece, sul fatto che il bambino/la bambina venga messo/a al mondo con la tecnica dell'utero in affitto: anzi, pare che sul tema Caitlyn abbia chiesto consiglio alla figliastra Kim Kardashian che, dopo aver avuto due figli biologici, nel 2018 e nel 2019 ha lei stessa comprato altri due bambini tramite madre surrogata.<br />LA VITA CHE ASPETTA LA PICCOLA CREATURA<br />Oltre a questo, poi, come purtroppo è oramai prassi, silenzio stampa sulla vita che aspetta la piccola creatura che si vorrebbe mettere al mondo. Creatura che avrebbe una madre biologica che fornirebbe l'ovulo, una madre gestazionale - con ogni probabilità differente dalla prima, com'è prassi in questi casi - che la porterebbe in grembo nove mesi e la darebbe alla luce e che infine verrebbe cresciuta da due uomini (per quanto possano avere apparenze femminili). Il tutto, come si è visto, con l'aggiunta di un intricato corollario di fratelli, fratellastri, zii, ex mogli...<br />La domanda, in sé retorica, a questo punto sorge spontanea: tutto questo è pensare al bene del nascituro, oppure è un mero atto di egoismo volto a soddisfare un personale desiderio di paternità/maternità, a discapito di tutto e di tutti?<br />Nota di BastaBugie: ecco altre notizie dal "gaio" mondo gay (sempre meno gaio).<br />L'INDIA VIETA L'UTERO IN AFFITTO MA NON LA SCELTA ALTRUISTICA<br />L'India pone fine alla commercializzazione del corpo femminile a scopo riproduttivo, dopo anni di dibattiti. Ieri la camera bassa del parlamento ha approvato in via definitiva il provvedimento che vieta in tutto il Paese la maternità surrogata a fini commerciali. Tuttavia, la legge autorizza alcune eccezioni: prevede la gestazione surrogata nel caso di «scelta altruistica», ossia tra persone della stessa famiglia e solo per le coppie di nazionalità indiana sposate da almeno cinque anni che non abbiano altri figli viventi, pertanto con provata infertilità.<br />Il provvedimento mette fuorilegge le oltre 3000 cliniche private che dal 2001 hanno prosperato nel Paese, alimentando un giro d'affari di milioni di dollari e accogliendo ogni anno migliaia di coppie e anche single in cerca di figli da tutto il mondo. L'India è stata finora uno dei pochi Paesi, oltre alla Russia, all'Ucraina e allo Stato della California, dove le donne potevano "affittare" il proprio corpo per partorire figli di sconosciuti.<br />La nuova legge si deve in particolare all'impegno di Jayashree Wad, l'avvocatessa ottantenne, che nel 2015, per prima ha lanciato una dura battaglia contro il business della fertilità, coinvolgendo la corte suprema indiana.<br />(Osservatore romano, 8 agosto 2019)<br />IL CATTOLICO TRADIZIONALE REES MOGG ACCANTO A BORIS JOHNSON<br />Sembra partire con il piede giusto, dal punto di vista dei valori non negoziabili, l'avventura di Boris Johnson alla guida del governo inglese.<br />Infatti, è stato scelto come leader della Camera dei Comuni il parlamentare Jacob Rees-Mogg, membro del partito conservatore e conosciuto per essere un fervente cattolico amante della messa in latino.<br />Rees-Mogg in passato si è sempre dichiarato contrario all'aborto ed alle rivendicazioni delle lobbies LGBT ed è un convinto sostenitore della Brexit. Da notare che si è schierato contro l'aborto anche in caso di stupro, ha votato contro la legalizzazione del matrimonio omosessuale e, per sua stessa ammissione, cerca di pregare tutti i giorni il Santo Rosario.<br />Nel suo nuovo incarico, Rees-Mogg organizzerà l'agenda del premier Boris Johnson nella Camera dei Comuni, parteciperà alle riunioni di gabinetto e siederà come Presidente del Privy Council, con il potere di consigliare direttamente la Regina.<br />(Corrispondenza Romana, 31 luglio 2019)<br />15ENNE POLACCO FERMA IL GAY PRIDE CON UN CROCIFISSO<br />Un gesto coraggioso compiuto sabato scorso da un ragazzo polacco di 15 anni che ci fa guardare con speranza al futuro.<br />Non tutti i giovani infatti sono ideologizzati dai dettami LGBT.<br />Jakub Baryła, 15enne polacco residente nella cittadina di Płock, è stato fotografato mentre con un crocifisso in mano, pregava e camminava andando incontro al Gay Pride del suo Paese, sfidando il cordone di polizia che lo ha portato poi via di peso.<br />L'idea di interrompere il Gay Pride con un crocifisso gli è venuta da padre Ignacy Skorupka, cappellano dell'esercito Polacco, che cadde durante la battaglia di Varsavia nel 1920 per mano dei bolscevici.<br />Il ragazzo, dopo aver visto l'immagine della Madonna di Czestochowa profanata da un attivista LGBT, ha deciso di intervenire.<br />"Ho chiesto una croce a un prete di una parrocchia di Płock", ha spiegato Jakub. "Volevo che il mio gesto fosse visibile a quante più persone possibile. Volevo che facesse riflettere e discutere. Così ho camminato con una croce in mano davanti al cordone di polizia che proteggeva il Pride. Successivamente mi sono seduto sul marciapiede e ho pregato in latino la Salve Regina".<br />"I poliziotti sono arrivati da me e mi hanno chiesto di alzarmi. Ho detto che non potevo farlo, perché gli attivisti del Pride stavano distruggendo la mia fede cattolica e profanando la bandiera polacca, ponendovi sopra un arcobaleno. La polizia mi ha portato via di peso. Ma in generale gli ufficiali si sono comportati in modo impeccabile".<br />Il ragazzo assicura che l'azione di sabato è stata una sua iniziativa: "Nessuno mi ha costretto ad agire. Ho 15 anni, ma capisco la realtà che mi circonda e posso prendere decisioni consapevolmente".<br />Il gesto coraggioso di questo ragazzo, andato contro il politically correct dominante, possa essere d'ispirazione per noi e per tutti coloro che hanno rinunciato a denunciare pubblicamente e chiaramente i Gay Pride (e tutte le attività LGBT), eventi peccaminosi e vergognosi.<br />Una domanda sorge però spontanea: tutti gli altri dove sono? Ci sarebbe dovuto essere tutto il popolo cattolico a denunciare il Gay Pride, ma solo un ragazzo ha avuto il coraggio di farlo. Speriamo che questo gesto possa essere l'inizio di una nuova consapevolezza da parte dei cattolici di voler difendere il proprio Paese dall'ideologia LGBT.<br />(Chiara Chiessi, Osservatorio Gender, 13 agosto 2019)]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/18863044</guid><pubDate>Wed, 21 Aug 2019 06:30:37 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/18863044/transgender.mp3" length="11953795" type="audio/mpeg"/><itunes:author>BastaBugie</itunes:author><itunes:subtitle>TESTO DELL'ARTICOLO ➜ http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=5783

TRANS 70ENNE VUOLE DIVENTARE ''MAMMA'' CON TRANS 22ENNE (ENTRAMBI NATI UOMINI) di Giulia Tanel
L'abisso entro cui può cadere l'uomo non conosce limiti. È questo il primo pensiero...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=5783" rel="noopener">http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=5783</a><br /><br />TRANS 70ENNE VUOLE DIVENTARE ''MAMMA'' CON TRANS 22ENNE (ENTRAMBI NATI UOMINI) di Giulia Tanel<br />L'abisso entro cui può cadere l'uomo non conosce limiti. È questo il primo pensiero che viene alla mente leggendo un articolo del Mirror dal titolo: «Caitlyn Jenner vuole diventare mamma a sett'anni con la fidanzata Sophia Hutchins».<br />Per comprendere meglio la portata della notizia è necessario indagare sulla vita dei due protagonisti. Fino al 2015 Caitlyn Jenner era nota al mondo come William Bruce Jenner, sportivo statunitense di successo, con all'attivo una medaglia d'oro ai Giochi olimpionici di Montréal nel 1976 e detentore del record mondiale di decathlon dal 1975 al 1980. Oltre a questo, Jenner è sempre stato molto chiacchierato per via della sua intricata vita privata: nell'arco di quarantadue anni si è infatti sposato tre volte e ha avuto sei figli biologici, cui vanno aggiunti quattro figli adottati per via del matrimonio con Kris Jenner, già Kardashian. Ad oggi è inoltre nonno di quattordici nipoti. Nel 2015, quindi, la svolta, con l'annuncio del "cambio di sesso" che ha reso Caitlyn una paladina dei transgender, almeno fino a quando non ha sostenuto Trump nella campagna elettorale.<br />Sophia Hutchins, nata Scott, è invece un ragazzo di ventidue anni che dal 2016 ha dichiarato pubblicamente di riconoscersi come donna e di essere stato aiutato in questo «passo importante della vita» proprio da Caitlyn. I due fanno coppia dal 2017, quando sono stati visti per la prima volta assieme, e oramai sono mesi che si rincorrono i rumors su un loro possibile matrimonio in una spiaggia di Malibù, in California.<br />CRESCERE UN BAMBINO NEL RUOLO DI MAMMA<br />Chiariti quindi i contorni della vicenda, veniamo alla notizia. Riporta il Mirror: «Parlando con la rivista Closer, una fonte ha dichiarato: "Caitlyn e Sophia hanno parlato di fondare una famiglia nel corso dell'ultimo anno o giù di lì e anche se Caitlyn ha già avuto dieci figli non ha mai avuto la possibilità di far crescere un bambino nel ruolo di mamma, cosa che ha sempre sognato fare". La fonte afferma inoltre che anche Sophia ha sempre voluto essere mamma e che la coppia vorrebbe ottenere una surrogata per realizzare il proprio sogno di maternità».<br />Una dichiarazione, questa, che pare essere stata accolta con scarso favore dalle ultime due figlie biologiche del fu Bruce, le famose Kylie e Kendall Jenner, che vedono un grosso limite nei quasi cinquant'anni d'età che dividono Caitlyn e Sophia. Nessuna obiezione, invece, sul fatto che il bambino/la bambina venga messo/a al mondo con la tecnica dell'utero in affitto: anzi, pare che sul tema Caitlyn abbia chiesto consiglio alla figliastra Kim Kardashian che, dopo aver avuto due figli biologici, nel 2018 e nel 2019 ha lei stessa comprato altri due bambini tramite madre surrogata.<br />LA VITA CHE ASPETTA LA PICCOLA CREATURA<br />Oltre a questo, poi, come purtroppo è oramai prassi, silenzio stampa sulla vita che aspetta la piccola creatura che si vorrebbe mettere al mondo. Creatura che avrebbe una madre biologica che fornirebbe l'ovulo, una madre gestazionale - con ogni probabilità differente dalla prima, com'è prassi in questi casi - che la porterebbe in grembo nove mesi e la darebbe alla luce e che infine verrebbe cresciuta da due uomini (per quanto possano avere apparenze femminili). Il tutto, come si è visto, con l'aggiunta di un intricato corollario di fratelli, fratellastri, zii, ex mogli...<br />La domanda, in sé retorica, a questo punto sorge spontanea: tutto questo è pensare al bene del nascituro, oppure è un mero atto di egoismo volto a soddisfare un personale desiderio di paternità/maternità, a discapito di tutto e di tutti?<br />Nota di BastaBugie: ecco altre notizie dal "gaio" mondo gay (sempre meno gaio).<br />L'INDIA VIETA L'UTERO IN AFFITTO...]]></itunes:summary><itunes:duration>748</itunes:duration><itunes:keywords>70,famiglia,madre,omosessuali,transgender,uomini</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/3a55b1b0bd57b15d0b1f754fc05167f5.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>LGBT minacciano prete anti gay pride: ''Tua madre doveva abortirti, ti abortiremo noi''</title><link>https://www.spreaker.com/episode/lgbt-minacciano-prete-anti-gay-pride-tua-madre-doveva-abortirti-ti-abortiremo-noi--18760736</link><description><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=5773" rel="noopener">http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=5773</a><br /><br />LGBT MINACCIANO PRETE ANTI GAY PRIDE: ''TUA MADRE DOVEVA ABORTIRTI, TI ABORTIREMO NOI'' di Matteo Orlando<br />Un gruppo gay, che si è identificato con la sigla "Riscossa Arcobaleno", ha minacciato un prete-giornalista che si era opposto ad un recente Pride.<br />Il fatto è accaduto a Reggio Calabria dove don Davide Imeneo, direttore del giornale arcidiocesano L'Avvenire di Calabria, ha trovato nella cassetta della posta un foglio con la scritta: "Tua madre doveva abortirti, ti abortiremo noi prete di m...".<br />Il sacerdote reggino nei giorni scorsi si era opposto al Gay Pride che si era tenuto nella città dello stretto dove meno di 500 persone, provenienti da tutta Italia, hanno organizzato l'evento Lgbt. In particolare don Imeneo era entrato in conflitto con il Sindaco Pd di Reggio Calabria Giuseppe Falcomatà.<br />Il primo cittadino del Partito Democratico - colpito nei giorni scorsi dalla notizia dell'indagine per "disponibilità ad assecondare uno 'Ndranghetista" a carico del cognato Demetrio Naccari Carlizzi, ex vice presidente del Consiglio regionale e assessore regionale, uomo forte dell'area renziana calabrese - era finito nella bufera per avere sostenuto il Pride 2019, sfilando con i gay, le lesbiche, i transgender e altri manifestanti.<br />Mentre nelle scorse settimane molti vescovi italiani hanno preferito soprassedere alle iniziative dei Pride, organizzati in tutto il mese di Giugno nelle loro diocesi, o al massimo hanno rilasciato dichiarazioni ambigue ma si sono rifiutati di appoggiare le preghiere di riparazione portate avanti da diversi gruppi cattolici, la Curia reggina non ha avuto paura ad attaccare Giuseppe Falcomatà.<br />Attraverso un pezzo dello stesso direttore e consigliere nazionale della Federazione italiana dei Settimanali cattolici don Imeneo, Falcomatà è stato accusato di avere usato a sproposito, commentando la sua partecipazione al Pride sui social, uno slogan di un noto prete reggino ("nessuno escluso, mai", riferito dal sacerdote ai "pazzi" che, negli anni '80, liberò dai manicomi).<br />Don Imeneo ha accusato Falcomatà di avere "una doppia morale sui diritti" (rilevando che il Sindaco di Reggio Calabria aveva attaccato l'iniziativa pro famiglia naturale portata avanti attraverso il cosiddetto "Bus della Famiglia") e lo ha sfidato a rispondere a due domande.<br />La prima verteva sulle intenzioni politiche del Sindaco: "può dirci pubblicamente se sostiene anche le posizioni più progressive dei soggetti promotori che sfilavano accanto a lei, quali l'adozione e l'affido dei figli alle coppie omosessuali?" .<br />Rilevando che lo stesso sindaco, gli assessori e i consiglieri comunali, ripetutamente, si sono dichiarati cattolici, la seconda domanda chiedeva perché i diritti non hanno lo stesso peso. Don Imeneo, infatti, ha accusato il sindaco reggino di avere fatto sua l'agenda Lgbt e di avere escluso dalle priorità dell'Amministrazione reggina le vere emergenze, come la fuga dei giovani dalla città, che sta provocando una emorragia demografica, la situazione sociale dei papà divorziati, i genitori costretti a emigrare dalla Calabria per potere fare studiare i figli, il disagio abitativo che molte famiglie reggine vivono e la mancanza di aiuti alle famiglie numerose, dimenticati dall'amministrazione Pd.<br />Sentito da Il Giornale, il portavoce dell'arcidiocesi di Reggio Calabria-Bova don Imeneo ha spiegato che l'intento dell'Arcidiocesi era quello di "smascherare la doppia morale della politica, che strumentalizza i Pride ma che, alla prova dei fatti, è carente sul fronte dei diritti, di tutti i diritti. Ovviamente L'Avvenire di Calabria proseguirà indisturbato le proprie inchieste, la prepotenza non può spegnere la voce di chi è chiamato a raccontare la verità". Don Imeneo si è lamentato anche della manipolazione del richiamo al Sindaco operata dal portale Gaynews.it. "Oltre a omettere alcune parti dell'articolo, ha voluto attaccarmi direttamente", scatenando "commenti recanti gravi offese personali nei miei confronti".<br />Intanto, il Vice Presidente (Gianluca Orefice) e tre Consiglieri del Comitato Arcigay "I Due Mari" (Giorgia Garreffa, Silvio Nocera, Valeria Cucèi) di Reggio Calabria, non riconoscendosi più nella linea politica che ha imboccato il comitato, e non condividendone più strategie e metodi, si sono dimessi dai loro incarichi.<br /><br />Nota di BastaBugie: ecco altre notizie dal "gaio" mondo gay (sempre meno gaio).<br />BABY TRANS E MEDICI SOTTO RICATTO<br />Marcus Evans, ex direttore del Tavistock and Portman NHS Foundation Trust, clinica inglese che si occupa di disforia di genere sui minori, ha affermato che molti suoi colleghi sono costretti ad intraprendere per i bambini e ragazzi il percorso di rettificazione sessuale a base di ormoni per non passare per transfobici.<br />Evans ha dichiarato: "Credo che l'agenda politica pro-trans abbia invaso l'ambiente clinico e sia penetrato all'interno del Gender Identity Development Service (GIDS) [il dipartimento del Tavistock che si occupa di disforia di genere]. I giovani hanno bisogno di un servizio clinico indipendente che abbia a cuore gli interessi a lungo termine del paziente. In una certa misura, ciò richiede la capacità di resistere alla pressione proveniente da vari ambienti: dai giovani stessi, dalla loro famiglia, [...] dai social network e dai gruppi pro-trans altamente politicizzati".<br />Inoltre Evans ha messo in evidenza che il "cambiamento di sesso" pare l'unica soluzione ai disturbi legati all'identità sessuale psicologica offerta da questa clinica: "Tutti i genitori hanno espresso preoccupazione per il fatto che, dopo che i loro figli hanno improvvisamente annunciato di pensare di vivere nel sesso sbagliato, gli operatori hanno immediatamente appoggiato la tesi che questa fosse la causa dell'angoscia del bambino, piuttosto che offrire tempo per esplorare dal punto di vista psicologico lo sviluppo del problema".<br />Il numero di bambini che è passato al GIDS è cresciuto enormemente negli ultimi anni.  Da 468 nel 2013 a 2.519 nel 2018. Da aggiungere che, oltre al fatto che il "cambiamento di sesso" non è eticamente accettabile, nella quasi totalità dei casi i problemi legati alla disforia di genere nell'età prepuberale o puberale si risolvono da sé. Negli altri casi è sufficiente l'accompagnamento psicologico perché sia la mente ad armonizzarsi al dato corporeo e non viceversa.<br />(Gender Watch News, 29 luglio 2019)<br />DUE MASCHI IN TESTA ALLA CLASSIFICA DELLE RAGAZZE<br />Le cose più incredibili stanno accadendo, ci scorrono sopra e nessuno che le chiami col loro nome: ingiuste follie. Due corridori maschi provenienti dal Connecticut continuano a dominare le classifiche nella competizione per le ragazze delle scuole superiori degli Stati americani. Avete letto bene, due maschi sono in testa alla classifica delle ragazze!<br />Terry Miller e Andraya Yearwood sono juniores delle superiori, entrambi sono maschi biologici che si identificano come femmine transgender. E, secondo un rapporto dell'Associated Press, hanno conquistato il primo e il secondo posto nei recenti campionati open track indoor delle scuole del Connecticut tenutosi il 16 febbraio. Una delle concorrenti femmine, la liceale Selina Soule, ha fatto dichiarazioni di fuoco sull'accaduto, dicendo che non è giusto che le femmine debbano competere contro i maschi nella stessa gara. La Soule ha saltato le qualifiche per le gare regionali del New England solo per avere perso due punti nella classifica finale. «Conosciamo tutti l'esito della gara prima ancora che inizi; è demoralizzante», ha dichiarato la Soule, che non vuole discriminarli, ma «l'atletica ha sempre avuto regole per mantenere la competizione giusta».<br />Miller è attualmente classificato come il terzo miglior corridore del Paese nelle gare  cronometro dei 55 metri delle ragazze, invece Yearwood avrebbe il settimo miglior tempo nazionale. Miller ha sostenuto in una recente intervista che le ragazze femmine dovrebbero semplicemente scegliere di lavorare di più, piuttosto che lamentarsi dell'ingiustizia, quando devono affrontare la competizione contro atleti di sesso maschile che si identificano come transgender. Identica l'opinione dell'altro atleta maschio dichiaratosi femmina, secondo il quale i suoi sono "vantaggi" che altri atleti «potrebbero avere dal perfezionare la propria forma o fare sessioni di allenamento extra».  Il Connecticut è uno dei 17 Stati che consentono agli atleti transgender di competere senza restrizioni nelle gare femminili.<br />Altri Stati non hanno alcuna politica ufficiale o gestiscono tali problemi caso per caso. Nei giorni scorsi l'ex regina del tennis mondiale, Martina Navratilova, è stata oggetto di attacchi da parte dei gruppi Lgbt per aver scritto sul Sunday Times che è da folli, un «imbroglio», questa pratica e tipo di competizioni aperte ai trans nel campo femminile. Condividiamo, ancora in Italia non c'è una grande spinta per la promozione del transgenderismo, come invece in Uk, Usa, Canada, ma nessuno pensi che ci sia Paese immune a questa idea per la quale, anche nello sport, vedremo le femmine umiliate e bistrattate. Sogno un festa della donna nella quale si difendano le donne dalla ideologia gender e trans-gender, che qualcuno faccia un passo pubblico per difendere la biologia e il prezioso dono della umana femminilità.<br />(Luca Volontè, Notizie Provita, 10/03/2019)<br />MIO MINI PONY DIVENTA GAY<br />Si chiama "My Little Pony - L'amicizia è magica" ed è una serie di cartoon  basata sui Mini Pony, i celebri giocattoli di Hasbro. Gli ideatori di questa serie hanno pensato bene di inserire due personaggi omosessuali, la zia Holiday e zia Lofty che hanno fatto la loro comparsa sugli schermi italiani il 21 maggio scorso, precisamente sul canale Cartoonito.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/18760736</guid><pubDate>Tue, 13 Aug 2019 22:05:19 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/18760736/lgbt.mp3" length="12763218" type="audio/mpeg"/><itunes:author>BastaBugie</itunes:author><itunes:subtitle>TESTO DELL'ARTICOLO ➜ http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=5773

LGBT MINACCIANO PRETE ANTI GAY PRIDE: ''TUA MADRE DOVEVA ABORTIRTI, TI ABORTIREMO NOI'' di Matteo Orlando
Un gruppo gay, che si è identificato con la sigla "Riscossa Arcobaleno",...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=5773" rel="noopener">http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=5773</a><br /><br />LGBT MINACCIANO PRETE ANTI GAY PRIDE: ''TUA MADRE DOVEVA ABORTIRTI, TI ABORTIREMO NOI'' di Matteo Orlando<br />Un gruppo gay, che si è identificato con la sigla "Riscossa Arcobaleno", ha minacciato un prete-giornalista che si era opposto ad un recente Pride.<br />Il fatto è accaduto a Reggio Calabria dove don Davide Imeneo, direttore del giornale arcidiocesano L'Avvenire di Calabria, ha trovato nella cassetta della posta un foglio con la scritta: "Tua madre doveva abortirti, ti abortiremo noi prete di m...".<br />Il sacerdote reggino nei giorni scorsi si era opposto al Gay Pride che si era tenuto nella città dello stretto dove meno di 500 persone, provenienti da tutta Italia, hanno organizzato l'evento Lgbt. In particolare don Imeneo era entrato in conflitto con il Sindaco Pd di Reggio Calabria Giuseppe Falcomatà.<br />Il primo cittadino del Partito Democratico - colpito nei giorni scorsi dalla notizia dell'indagine per "disponibilità ad assecondare uno 'Ndranghetista" a carico del cognato Demetrio Naccari Carlizzi, ex vice presidente del Consiglio regionale e assessore regionale, uomo forte dell'area renziana calabrese - era finito nella bufera per avere sostenuto il Pride 2019, sfilando con i gay, le lesbiche, i transgender e altri manifestanti.<br />Mentre nelle scorse settimane molti vescovi italiani hanno preferito soprassedere alle iniziative dei Pride, organizzati in tutto il mese di Giugno nelle loro diocesi, o al massimo hanno rilasciato dichiarazioni ambigue ma si sono rifiutati di appoggiare le preghiere di riparazione portate avanti da diversi gruppi cattolici, la Curia reggina non ha avuto paura ad attaccare Giuseppe Falcomatà.<br />Attraverso un pezzo dello stesso direttore e consigliere nazionale della Federazione italiana dei Settimanali cattolici don Imeneo, Falcomatà è stato accusato di avere usato a sproposito, commentando la sua partecipazione al Pride sui social, uno slogan di un noto prete reggino ("nessuno escluso, mai", riferito dal sacerdote ai "pazzi" che, negli anni '80, liberò dai manicomi).<br />Don Imeneo ha accusato Falcomatà di avere "una doppia morale sui diritti" (rilevando che il Sindaco di Reggio Calabria aveva attaccato l'iniziativa pro famiglia naturale portata avanti attraverso il cosiddetto "Bus della Famiglia") e lo ha sfidato a rispondere a due domande.<br />La prima verteva sulle intenzioni politiche del Sindaco: "può dirci pubblicamente se sostiene anche le posizioni più progressive dei soggetti promotori che sfilavano accanto a lei, quali l'adozione e l'affido dei figli alle coppie omosessuali?" .<br />Rilevando che lo stesso sindaco, gli assessori e i consiglieri comunali, ripetutamente, si sono dichiarati cattolici, la seconda domanda chiedeva perché i diritti non hanno lo stesso peso. Don Imeneo, infatti, ha accusato il sindaco reggino di avere fatto sua l'agenda Lgbt e di avere escluso dalle priorità dell'Amministrazione reggina le vere emergenze, come la fuga dei giovani dalla città, che sta provocando una emorragia demografica, la situazione sociale dei papà divorziati, i genitori costretti a emigrare dalla Calabria per potere fare studiare i figli, il disagio abitativo che molte famiglie reggine vivono e la mancanza di aiuti alle famiglie numerose, dimenticati dall'amministrazione Pd.<br />Sentito da Il Giornale, il portavoce dell'arcidiocesi di Reggio Calabria-Bova don Imeneo ha spiegato che l'intento dell'Arcidiocesi era quello di "smascherare la doppia morale della politica, che strumentalizza i Pride ma che, alla prova dei fatti, è carente sul fronte dei diritti, di tutti i diritti. Ovviamente L'Avvenire di Calabria proseguirà indisturbato le proprie inchieste, la prepotenza non può spegnere la voce di chi è chiamato a raccontare la verità". 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PER LA MARVEL (AVENGERS), LA DISNEY (PAPERINO), LE FICTION TELEVISIVE (TRONO DI SPADE), ECC. di Chiara Chiessi<br />Abbiamo detto in precedenza delle aperture della Marvel in tema LGBT; nell'ultimo film degli Avengers è presente una piccola parte in cui uno dei sopravvissuti parla en passant del suo fidanzato [vedi nota in fondo a questo articolo, N.d.BB].<br />Più si va avanti, e più ci si allarga verrebbe da dire. Ed è proprio così. Ma la notizia che daremo ora ha una portata rivoluzionaria, perché per la prima volta viene introdotto nell'universo Marvel un personaggio principale dichiaratamente LGBT.<br />Durante un congresso dedicato al Marvel Cinematic Universe (il Comic-Con 2019), il produttore Kevin Feige ha confermato che il personaggio Valkyrie, lasciata dall'amico Thor a capo del Regno di Asgard durante l'ultimo film, seguirà una storyline "queer", diventando così il primo supereroe Marvel ufficialmente LGBT.<br />La notizia è stata confermata dalla stessa attrice Tessa Thomson la quale avrebbe detto che il suo personaggio sarà coinvolto nella ricerca di una Regina con cui governare e ci rivela anche che l'idea della bisessualità di Valkyrie era stata già abbozzata in Thor Ragnarok ed era stata girata anche una scena, cancellata poi nell' edit finale, in cui si capiva perfettamente che l'eroina era attratta indistintamente da uomini e donne.  <br />La Thompson è una sostenitrice dei temi riguardanti "l'inclusione di genere" a Hollywood ed era ovviamente al settimo cielo quando ha dovuto interpretare questa parte, anche perché, in un'intervista del 2018, ha dichiarato di essere attratta sia da uomini che da donne.<br />Dunque nel film in prossima uscita Thor: Love and Thunder (nelle sale nel 2021) avremo questa inaspettata (forse neanche tanto) "sorpresa".<br />Il produttore, riguardo ai personaggi LGBT, ha anche dichiarato: "Non avverrà solo con Valkyrie, ma anche con altri personaggi presenti in alcuni dei film di cui abbiamo parlato oggi".<br />Feige ha confermato infatti che in The Eternals, un film Marvel che parla sempre di supereroi, ci sarà un personaggio gay interpretato da un attore dichiaratamente omosessuale. Il personaggio in questione potrebbe essere Sersi o Hercules.<br />Continua dunque il martellamento ideologico a cui tutti, ma soprattutto i giovani che vedranno i film della Marvel, saranno sottoposti.<br />Nota di BastaBugie: ecco altre notizie dal "gaio" mondo gay (sempre meno gaio).<br />IN AVENGERS IL PRIMO PERSONAGGIO LGBT<br />Lo scorso 24 aprile è uscito il film "Avengers- Endgame", ventiduesimo film del Marvel Cinematic Universe, attesissimo in tutto il mondo (in soli 24 ore ha incassato oltre 5 milioni).<br />La trama, a grandi linee, è la seguente: dopo che il potere delle Gemme dell'Infinito ha decimato metà della popolazione, Thanos (Josh Brolin) ha assunto il ruolo di dominatore dell'universo, lasciando i Vendicatori in rovina.<br />Il semidio non farà altro che espandere il suo dominio tirannico... a meno che qualcuno non riesca a fermarlo. Quindi, senza avere il tempo di piangere i propri lutti, Vedova Nera (Scarlett Johansson), Thor (Chris Hemsworth), Capitan America (Chris Evans) e Bruce Banner (Mark Ruffalo) devono rimanere forti e radunare i membri superstiti degli eroi più potenti della Terra, arruolando inoltre i servigi di Capitan Marvel (Brie Larson).<br />Insieme, devono trovare un modo per riportare indietro i loro alleati scomparsi e sconfiggere il Folle Titano, o subire un'esistenza priva di speranza.<br />Tra i sopravvissuti alla strage troviamo il co-regista Joe Russo che interpreta un uomo addolorato dalla scomparsa del compagno.<br />Ecco la sua dichiarazione: "La rappresentazione è molto importante. Per noi era molto importante mostrare un personaggio gay. E volevamo che fosse uno di noi a interpretarlo per assicurarci la giusta integrità. Si tratta di un momento perfetto, perché uno degli aspetti più importanti dell'Universo Marvel è la diversità. Volevamo che fosse una cosa casuale. Interpreto un personaggio gay, ma questo fa parte della vita di tutti i giorni. Stiamo cercando di rappresentare gente comune. Questi sono film globali, visti da molte persone. Il pubblico deve rispecchiarsi con quello che vede sul grande schermo, deve identificarsi con qualcuno. Si tratta di una cosa importante. Il film verrà visto in alcuni paesi in cui l'omosessualità non è accettata. Vogliamo che il pubblico senta il nostro sostegno."<br />Kevin Feige, CEO di Marvel Studios, per il futuro ha invece dichiarato: "Negli scorsi mesi non siamo stati timidi nel dire che sta arrivando una maggior inclusività. Posso garantire che già dal prossimo futuro ci saranno altri e soprattutto ben più importanti eroi LGBT nel MCU. Arriveranno presto"<br />Il fatto che anche la Marvel si sia piegata al gender diktat ci fa comprendere come oramai un film, una serie tv, una canzone per avere successo deve per forza includere un personaggio LGBT per indottrinare in maniera subdola le giovani generazioni.<br />(Chiara Chiessi, Osservatorio Gender, 28 giugno 2019)<br />SU PAPERINO ARRIVA LA COPPIA LGBT<br />Ormai non possiamo più farci illusioni: la Disney è completamente asservita al gender diktat. Basti pensare a quello che è accaduto il primo giugno nel parco Disneyland Paris: il Magical Pride, cioè una celebrazione dell' "orgoglio omosessuale" formato Disney con tanto di passerelle, sfilate e decorazioni arcobaleno.<br />Ma siamo ormai ben oltre e la notizia ci viene dall'Olanda: per la prima volta da aprile 2019, in uno dei numeri di Paperino ci sarà una coppia lesbica. Cosa è successo?<br />La richiesta sarebbe partita da una "bambina arcobaleno" di 10 anni, Fenna, assidua lettrice del famoso fumetto.<br />Intervistata da un notiziario per ragazzi, dopo aver sfogliato con una giornalista vari numeri del famoso fumetto e non avendo trovato neanche una coppia LGBT, avrebbe detto: «I miei genitori sono gay e lesbiche e penso sia importante venga considerato normale. Ma a Paperopoli è come se non esistessero affatto». «Si vedono sempre un sacco di coppie, alcune delle quali potrebbero anche essere Lgbt».<br />Il direttore dell'edizione olandese del fumetto, Joan Lommers, ha colto la palla al balzo e deciso di modificare una vignetta già esistente che mostrava ad un tavolino di un bar una donna con accanto un uomo, sostituendola con due donne con vicino un cuore.<br />Peccato che questa versione non abbia accontentato la piccola Fenna che avrebbe detto: "presentato così mi sembra decisamente ridicolo".<br />Anche in altri contesti la Disney si è piegata all'ideologia LGBT.[...]<br />Una notizia più recente riguarda le dichiarazioni dei produttori del cartoon Pixar (studios acquistato dalla Disney) "Coco" (la storia di un bambino messicano che vuole diventare musicista): "Voglio dire, questo è un sogno, è vero. Penso che ci sia bisogno di ogni tipo di diversità, anche LGBTQ, e Coco credo che sia stato un grande esempio di diversità e rappresentazione. Tutti noi siamo molto entusiasti nell'avere personaggi del genere rappresentati come protagonisti in ogni Regno, quindi quello sarebbe un sogno, sarebbe una speranza, ora stiamo prendendo in considerazione tutto questo genere di cose".<br />Tutto questo non fa che confermare ciò che sapevamo da tempo: si utilizza lo strumento della televisione, del cartone animato, della favola, del fumetto per violentare la normalità e l'innocenza dei più piccoli, utilizzando addirittura gli stessi bambini (come nel caso di Fenna) come paladini della causa LGBT.<br />(Chiara Chiessi, Osservatorio Gender, 6 giugno 2019)<br />LA PERVERSIONE LGBT NEL TRONO DI SPADE<br />Chi non conosce il Trono di Spade? Si tratta di una serie statunitense di genere fantasy trasmessa dal 17 aprile 2011 al 19 maggio 2019, nata come adattamento televisivo  del ciclo di romanzi "Cronche del ghiaccio e del fuoco" di George Martin.<br />La serie racconta le avventure di molti personaggi ed è ambientata in un grande mondo immaginario costituito principalmente dal continente Occidentale (Westeros) e da quello Orientale (Essos). La lotta per la conquista del trono porta le più potenti e nobili famiglie del continente a scontrarsi o allearsi tra loro in un contorto gioco di potere.<br />Gli intrighi politici, economici e religiosi dei nobili lasciano la popolazione nella povertà e nel degrado, mentre il mondo viene minacciato dall'arrivo di un inverno diverso dai precedenti, che risveglia creature leggendarie dimenticate e fa emergere forze oscure e magiche.<br />La serie, oltre ad aver attirato molte critiche per scene di violenza fisica e sessuale, è famosa per la massiccia presenza di personaggi LGBT e di scene omoerotiche.<br />Abbiamo visto anche in altre serie la presenza di questo fenomeno, la cui spiegazione è molto semplice: attraverso la televisione, la musica, il cinema ecc… si vogliono educare le persone all'accettazione ed alla normalizzazione del mondo LGBT.<br />Vediamo alcuni dei personaggi LGBT della serie e le loro dichiarazioni.<br />Renly Baratheon è uno dei primi personaggi omosessuali apparsi nella serie, prima e seconda stagione. E' il più giovane dei quattro fratelli Baratheon, quindi ultimo nella successione. Sposa per ragioni politiche Margaery Tyrell, ma in realtà, in quanto omosessuale, ama il di lei fratello Loras, con il quale ha una storia da molti anni, tenuta segreta, anche se conosciuta da molti.<br />Oberyn Martell è famoso per le sue abilità in combattimento. Tra i protagonisti principali della quarta stagione del "Trono di spade" è dichiaratamente bisessuale.<br />Yara Greyjoy è un personaggio visto nella seconda, terza, quarta, sesta stagione ma dall'ultima assume una maggiore rilevanza. Appoggiata dal fratello Theon diventa comandante della Flotta di Ferro e progetta di unirsi a Daenerys ed ai suoi draghi per riconquistare le Isole di Ferro. Rivela di essere lesbica da una scena omoerotica presente in un episodio.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/18682643</guid><pubDate>Wed, 31 Jul 2019 09:51:01 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/18682643/lgbt_cartoni_eroi.mp3" length="15182784" type="audio/mpeg"/><itunes:author>BastaBugie</itunes:author><itunes:subtitle>TESTO DELL'ARTICOLO ➜ http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=5752

INVASIONE DI PERSONAGGI LGBTQIecc. PER LA MARVEL (AVENGERS), LA DISNEY (PAPERINO), LE FICTION TELEVISIVE (TRONO DI SPADE), ECC. di Chiara Chiessi
Abbiamo detto in precedenza delle...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=5752" rel="noopener">http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=5752</a><br /><br />INVASIONE DI PERSONAGGI LGBTQIecc. PER LA MARVEL (AVENGERS), LA DISNEY (PAPERINO), LE FICTION TELEVISIVE (TRONO DI SPADE), ECC. di Chiara Chiessi<br />Abbiamo detto in precedenza delle aperture della Marvel in tema LGBT; nell'ultimo film degli Avengers è presente una piccola parte in cui uno dei sopravvissuti parla en passant del suo fidanzato [vedi nota in fondo a questo articolo, N.d.BB].<br />Più si va avanti, e più ci si allarga verrebbe da dire. Ed è proprio così. Ma la notizia che daremo ora ha una portata rivoluzionaria, perché per la prima volta viene introdotto nell'universo Marvel un personaggio principale dichiaratamente LGBT.<br />Durante un congresso dedicato al Marvel Cinematic Universe (il Comic-Con 2019), il produttore Kevin Feige ha confermato che il personaggio Valkyrie, lasciata dall'amico Thor a capo del Regno di Asgard durante l'ultimo film, seguirà una storyline "queer", diventando così il primo supereroe Marvel ufficialmente LGBT.<br />La notizia è stata confermata dalla stessa attrice Tessa Thomson la quale avrebbe detto che il suo personaggio sarà coinvolto nella ricerca di una Regina con cui governare e ci rivela anche che l'idea della bisessualità di Valkyrie era stata già abbozzata in Thor Ragnarok ed era stata girata anche una scena, cancellata poi nell' edit finale, in cui si capiva perfettamente che l'eroina era attratta indistintamente da uomini e donne.  <br />La Thompson è una sostenitrice dei temi riguardanti "l'inclusione di genere" a Hollywood ed era ovviamente al settimo cielo quando ha dovuto interpretare questa parte, anche perché, in un'intervista del 2018, ha dichiarato di essere attratta sia da uomini che da donne.<br />Dunque nel film in prossima uscita Thor: Love and Thunder (nelle sale nel 2021) avremo questa inaspettata (forse neanche tanto) "sorpresa".<br />Il produttore, riguardo ai personaggi LGBT, ha anche dichiarato: "Non avverrà solo con Valkyrie, ma anche con altri personaggi presenti in alcuni dei film di cui abbiamo parlato oggi".<br />Feige ha confermato infatti che in The Eternals, un film Marvel che parla sempre di supereroi, ci sarà un personaggio gay interpretato da un attore dichiaratamente omosessuale. Il personaggio in questione potrebbe essere Sersi o Hercules.<br />Continua dunque il martellamento ideologico a cui tutti, ma soprattutto i giovani che vedranno i film della Marvel, saranno sottoposti.<br />Nota di BastaBugie: ecco altre notizie dal "gaio" mondo gay (sempre meno gaio).<br />IN AVENGERS IL PRIMO PERSONAGGIO LGBT<br />Lo scorso 24 aprile è uscito il film "Avengers- Endgame", ventiduesimo film del Marvel Cinematic Universe, attesissimo in tutto il mondo (in soli 24 ore ha incassato oltre 5 milioni).<br />La trama, a grandi linee, è la seguente: dopo che il potere delle Gemme dell'Infinito ha decimato metà della popolazione, Thanos (Josh Brolin) ha assunto il ruolo di dominatore dell'universo, lasciando i Vendicatori in rovina.<br />Il semidio non farà altro che espandere il suo dominio tirannico... a meno che qualcuno non riesca a fermarlo. Quindi, senza avere il tempo di piangere i propri lutti, Vedova Nera (Scarlett Johansson), Thor (Chris Hemsworth), Capitan America (Chris Evans) e Bruce Banner (Mark Ruffalo) devono rimanere forti e radunare i membri superstiti degli eroi più potenti della Terra, arruolando inoltre i servigi di Capitan Marvel (Brie Larson).<br />Insieme, devono trovare un modo per riportare indietro i loro alleati scomparsi e sconfiggere il Folle Titano, o subire un'esistenza priva di speranza.<br />Tra i sopravvissuti alla strage troviamo il co-regista Joe Russo che interpreta un uomo addolorato dalla scomparsa del compagno.<br />Ecco la sua dichiarazione: "La rappresentazione è molto importante. Per noi era molto importante mostrare un personaggio gay. E volevamo che...]]></itunes:summary><itunes:duration>949</itunes:duration><itunes:keywords>avengers,eroi,lgbt,marvel,omosessualità</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/333baf80e4d3f182c99605d8714fa2a7.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Questa scuola non è più cattolica, parola di vescovo</title><link>https://www.spreaker.com/episode/questa-scuola-non-e-piu-cattolica-parola-di-vescovo--18629369</link><description><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=5738" rel="noopener">http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=5738</a><br /><br />QUESTA SCUOLA NON E' PIU' CATTOLICA, PAROLA DI VESCOVO di Ermes Dovico<br />La storia che stiamo per raccontarvi è emblematica della crisi di fede che sta attraversando la Chiesa oggi. Da un lato c'è un vescovo che difende la verità sul matrimonio e la dottrina cattolica nella sua interezza, dall'altro ci sono degli uomini di Chiesa che hanno smarrito il senso della loro vocazione, anteponendo il mondo al bene delle anime.<br />La storia, riferita dalla Cna, viene dagli Stati Uniti, arcidiocesi di Indianapolis, dove una scuola superiore gestita dai gesuiti non sarà più riconosciuta come cattolica. Il motivo? In quella scuola, la Brebeuf Jesuit Preparatory School, opera un insegnante che ha contratto un «matrimonio civile con una persona dello stesso sesso», circostanza di cui l'istituto è venuto a conoscenza nell'estate del 2017, secondo quanto scrive in una dichiarazione il gesuita Brian Paulson, superiore provinciale del Midwest. Il fatto era tra l'altro divenuto pubblicamente noto attraverso i social network, generando quindi anche pubblico scandalo. Da allora l'arcidiocesi, retta da fine luglio 2017 dall'arcivescovo Charles Thompson, ha chiesto alla scuola cattolica di non rinnovare il contratto con l'insegnante, alla luce del suo stato di vita manifestamente contrario alla legge di Dio. Ma in questi due anni i dirigenti dell'istituto si sono sempre rifiutati di obbedire alla richiesta del vescovo.<br />TESTIMONIARE EFFICACEMENTE CRISTO<br />Da qui la decisione di monsignor Thompson, che in una dichiarazione resa pubblica il 20 giugno ha spiegato che tutti gli insegnanti di una scuola cattolica operano come «ministri» perché «è loro dovere e privilegio assicurare che gli studenti ricevano istruzione nella dottrina e pratica cattolica. Per testimoniare efficacemente Cristo, anche se non insegnano religione, tutti i ministri nelle loro vite professionali e private devono trasmettere e sostenere l'insegnamento della Chiesa cattolica». Perciò, alla luce del rifiuto dei vertici della scuola di risolvere il contratto con l'insegnante gay, «la Brebeuf Jesuit Preparatory School non sarà più riconosciuta come un'istituzione cattolica dall'Arcidiocesi di Indianapolis».<br />I dirigenti della Brebeuf, con in testa il presidente (il gesuita William Verbryke), hanno immediatamente risposto con una lettera aperta alla comunità scolastica in cui si afferma che «la nostra identità di istituzione cattolica gesuita rimane immutata». E sempre il 20 giugno c'è stata la già citata dichiarazione del provinciale Paulson, secondo cui la direttiva dell'arcivescovo violerebbe «la nostra coscienza informata» e costituirebbe «un preoccupante precedente per l'interferenza futura nelle attività della scuola».<br />«Riconosciamo che a volte alcune persone associate alla nostra missione prendono decisioni morali personali in contrasto con la dottrina della Chiesa; facciamo del nostro meglio per aiutarli a crescere in santità, tutti noi siamo amati peccatori che desiderano seguire Gesù», scrive ancora padre Paulson: eppure, presupposto per la crescita in santità non può che essere la rottura di un rapporto, come quello omosessuale, in aperta contraddizione con il disegno di Dio, e che da almeno due anni è motivo di scandalo innanzitutto per le centinaia di studenti che in quella scuola dovrebbero ricevere un'educazione cattolica. E certo non si aiuta l'insegnante gay, se lo si conferma come se il suo stato di peccatore manifesto fosse irrilevante.<br />IL CODICE DI DIRITTO CANONICO<br />Paulson ha reso noto che la sua Provincia farà ricorso contro la decisione di monsignor Thompson, prima appellandosi allo stesso arcivescovo, e poi, «se necessario, [presentando] ricorso gerarchico al Vaticano». Annuncio che è stato subito seguito dal tweet del gesuita James Martin, compiaciuto del fatto che la scuola stia «con i suoi impiegati Lgbt».<br />Difficile dire come andrà a finire. Certo è che il Codice di diritto canonico, in riferimento alle scuole gestite da ordini religiosi, pur richiamando al canone 806 «la loro autonomia sulla conduzione interna di tali scuole», afferma allo stesso canone che «al Vescovo diocesano [...] compete dare disposizioni che concernono l'ordinamento generale delle scuole cattoliche». In modo ancora più specifico, il canone 803 prescrive che «i maestri si distinguano per retta dottrina e per probità di vita». E aggiunge subito dopo: «Nessuna scuola, benché effettivamente cattolica, porti il nome di scuola cattolica, se non per consenso della competente autorità ecclesiastica».<br />Un'ultima nota: quella scuola è intitolata al missionario san Giovanni di Brebeuf (1593-1649), uno che insieme ad altri compagni gesuiti testimoniò Cristo fino al martirio. Preghiamo per la loro intercessione.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/18629369</guid><pubDate>Wed, 24 Jul 2019 13:08:01 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/18629369/questa_scuola.mp3" length="5837217" type="audio/mpeg"/><itunes:author>BastaBugie</itunes:author><itunes:subtitle>TESTO DELL'ARTICOLO ➜ http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=5738&#13;
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QUESTA SCUOLA NON E' PIU' CATTOLICA, PAROLA DI VESCOVO di Ermes Dovico&#13;
La storia che stiamo per raccontarvi è emblematica della crisi di fede che sta attraversando la Chiesa...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=5738" rel="noopener">http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=5738</a><br /><br />QUESTA SCUOLA NON E' PIU' CATTOLICA, PAROLA DI VESCOVO di Ermes Dovico<br />La storia che stiamo per raccontarvi è emblematica della crisi di fede che sta attraversando la Chiesa oggi. Da un lato c'è un vescovo che difende la verità sul matrimonio e la dottrina cattolica nella sua interezza, dall'altro ci sono degli uomini di Chiesa che hanno smarrito il senso della loro vocazione, anteponendo il mondo al bene delle anime.<br />La storia, riferita dalla Cna, viene dagli Stati Uniti, arcidiocesi di Indianapolis, dove una scuola superiore gestita dai gesuiti non sarà più riconosciuta come cattolica. Il motivo? In quella scuola, la Brebeuf Jesuit Preparatory School, opera un insegnante che ha contratto un «matrimonio civile con una persona dello stesso sesso», circostanza di cui l'istituto è venuto a conoscenza nell'estate del 2017, secondo quanto scrive in una dichiarazione il gesuita Brian Paulson, superiore provinciale del Midwest. Il fatto era tra l'altro divenuto pubblicamente noto attraverso i social network, generando quindi anche pubblico scandalo. Da allora l'arcidiocesi, retta da fine luglio 2017 dall'arcivescovo Charles Thompson, ha chiesto alla scuola cattolica di non rinnovare il contratto con l'insegnante, alla luce del suo stato di vita manifestamente contrario alla legge di Dio. Ma in questi due anni i dirigenti dell'istituto si sono sempre rifiutati di obbedire alla richiesta del vescovo.<br />TESTIMONIARE EFFICACEMENTE CRISTO<br />Da qui la decisione di monsignor Thompson, che in una dichiarazione resa pubblica il 20 giugno ha spiegato che tutti gli insegnanti di una scuola cattolica operano come «ministri» perché «è loro dovere e privilegio assicurare che gli studenti ricevano istruzione nella dottrina e pratica cattolica. Per testimoniare efficacemente Cristo, anche se non insegnano religione, tutti i ministri nelle loro vite professionali e private devono trasmettere e sostenere l'insegnamento della Chiesa cattolica». Perciò, alla luce del rifiuto dei vertici della scuola di risolvere il contratto con l'insegnante gay, «la Brebeuf Jesuit Preparatory School non sarà più riconosciuta come un'istituzione cattolica dall'Arcidiocesi di Indianapolis».<br />I dirigenti della Brebeuf, con in testa il presidente (il gesuita William Verbryke), hanno immediatamente risposto con una lettera aperta alla comunità scolastica in cui si afferma che «la nostra identità di istituzione cattolica gesuita rimane immutata». E sempre il 20 giugno c'è stata la già citata dichiarazione del provinciale Paulson, secondo cui la direttiva dell'arcivescovo violerebbe «la nostra coscienza informata» e costituirebbe «un preoccupante precedente per l'interferenza futura nelle attività della scuola».<br />«Riconosciamo che a volte alcune persone associate alla nostra missione prendono decisioni morali personali in contrasto con la dottrina della Chiesa; facciamo del nostro meglio per aiutarli a crescere in santità, tutti noi siamo amati peccatori che desiderano seguire Gesù», scrive ancora padre Paulson: eppure, presupposto per la crescita in santità non può che essere la rottura di un rapporto, come quello omosessuale, in aperta contraddizione con il disegno di Dio, e che da almeno due anni è motivo di scandalo innanzitutto per le centinaia di studenti che in quella scuola dovrebbero ricevere un'educazione cattolica. E certo non si aiuta l'insegnante gay, se lo si conferma come se il suo stato di peccatore manifesto fosse irrilevante.<br />IL CODICE DI DIRITTO CANONICO<br />Paulson ha reso noto che la sua Provincia farà ricorso contro la decisione di monsignor Thompson, prima appellandosi allo stesso arcivescovo, e poi, «se necessario, [presentando] ricorso gerarchico al Vaticano». Annuncio che è stato subito seguito dal tweet del gesuita James Martin, compiaciuto del fatto che la...]]></itunes:summary><itunes:duration>365</itunes:duration><itunes:keywords>america,cattolica,gay,gesuiti,lesbica,omosessuale,scuola,usa,vescovo</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/ed13752608c791fecc0657648b5ff47e.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Non bastavano le drag queen... ora ci sono i drag kids (bimbi fatti esibire vestiti da donna)</title><link>https://www.spreaker.com/episode/non-bastavano-le-drag-queen-ora-ci-sono-i-drag-kids-bimbi-fatti-esibire-vestiti-da-donna--18328833</link><description><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=5691" rel="noopener">http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=5691</a><br /><br />NON BASTAVANO LE DRAG QUEEN... ORA CI SONO I DRAG KIDS (BIMBI FATTI ESIBIRE VESTITI DA DONNA) di Chiara Chiessi<br />Non bastavano le drag queen, uomini travestiti da donne che si esibiscono in spettacoli volgari (alcuni di loro anche in biblioteche pubbliche a leggere favole LGBT  a bambini con il plauso dei genitori): la nuova frontiera sono i drag kids, bambini trasformati in fenomeni da baraccone, fatti esibire travestiti da donna in locali e contesti allucinanti.<br />Uno dei più famosi è Desmond Naples, in arte Desmond is Amazing, un bambino di New York di dieci anni che dall'età di sette viene fatto esibire nei locali gay degli Stati Uniti. Divenuto una vera e propria icona ispiratrice, secondo il cantante drag RuPaul, Desmond rappresenta "il futuro dell'America". Il bambino avrebbe fondato inoltre la Haus of Amazing, la prima casa in cui ragazzi drag kid possono esibirsi e travestirsi senza timore di essere giudicati.<br />Ecco una frase a lui attribuita: «La gente dovrebbe avere la possibilità di ballare, cantare o vestirsi in qualunque modo. Puoi esprimerti come vuoi. Non importa se ti piace il jazz o il rap, il balletto o la sala da ballo, gli abiti da donna o i completi da uomo. Puoi semplicemente farlo. A me piace Diana Ross. Forse piace anche a te».<br />LA STORIA DI DESMOND<br />In età prescolare, Desmond si divertiva a vestirsi con gli abiti della madre, mettendo in testa asciugamani per creare delle parrucche. A sei anni, dopo aver visto il cartone animato Frozen,  chiese alla madre di comprargli un costume come quello di Elsa.<br />A nove anni, il bambino dichiarò la sua omosessualità ai genitori, dicendo inoltre di desiderare di vestirsi da donna. Il suo essere gay si identificava nella certezza di non essere attratto dall'altro sesso e dal fatto che, in futuro, avrebbe voluto accanto a sé un compagno maschio.<br />Per comprendere meglio il livello di sessualizzazione precoce a cui questo bambino viene sottoposto, ricordiamo una notizia riportata dal Daily Wire, in cui a dicembre il piccolo Desmond, travestito da donna in maniera sessualmente esplicita, avrebbe ballato in un locale gay a Brooklyn mentre uomini adulti gli lanciavano dei soldi.<br />Uno dei presenti ha così commentato: "Me ne sono andato dopo aver visto un bambino ballare sul palco mentre gli gettavano dei soldi, era sabato sera e questa cosa mi ha disturbato"<br />Il fenomeno di Desmond is Amazing rappresenta nient'altro che la strumentalizzazione da parte della lobby LGBT della fragilità di una ragazzo di dieci anni, creando un inquietante business che sta sdoganando condotte pedofile. E allora ci chiediamo: i genitori del piccolo Desmond dove sono? O sono troppo impegnati a battere le mani durante le esibizioni raccapriccianti del figlio?<br />L'altro drag kid balzato sui media è Nemis Quinn, canadese di dieci anni, meglio conosciuto come Queen Lactatia. È diventato una star dopo essere apparso, alcuni anni fa, sul palco con la volgare drag queen "Bianca Del Rio" all'ultima data del "Werq The World Tour".<br />VITTIMA INNOCENTE (ANCHE) DEI SUOI GENITORI<br />I genitori di Nemis, che supportano pienamente il figlio nel voler essere una drag queen, hanno così commentato: "Quando Nemis è fuori dal personaggio, si identifica in un maschio e quando è una drag si identifica in una femmina. Per Nemis la drag è una performance, un personaggio. Quando diventa Lactatia, diventa il suo personaggio, diventa una ragazza col pene. Per quanto riguarda i ruoli di genere, abbiamo dato ad entrambi i nostri bambini l'ideale che non c'è niente solo per femmine e niente solo per maschi. È cresciuto indossando i costumi da principessa e scarpe fantasia di sua sorella mentre giocavano con le monster trucks e andavano sullo skateboard"<br />Continuano dicendo che Nemis "comprende che la maggior parte dei drag queen sono gay; è qualcosa di cui abbiamo parlato molto a lungo perché (Nemis) ha espresso la sua preoccupazione che la gente non lo creda una "vera" drag o non lo prenda seriamente perché non è gay. Forse adotterà un'identità gay nel futuro? Chi lo sa?"<br />Alle telecamere, Nemis ha dichiarato: "Penso che chiunque può fare ciò che vuole nella vita. Non importa cosa pensano gli altri... Se vuoi essere una drag queen e i tuoi genitori non vogliono, necessiti di nuovi genitori".<br />All'epoca della dichiarazione, Nemis aveva otto anni. C'è da rabbrividire nel pensare alla diseducazione mostruosa che gli è stata impartita, alla terribile violenza psicologica che sta subendo.<br />SAREBBE MEGLIO UNA MACINA AL COLLO...<br />"Stiamo assistendo all'abbraccio della comunità LGBTQ+ alla violenza minorile coltivando la malattia mentale nel promuovere il "drag" nel bambino. Non serve un ingegnere missilistico per sapere che questo alla fine porterà al gioco sessuale", ha dichiarato Stephen Black, vittima di abusi sessuali nell'infanzia, prima omosessuale ed ora uomo cristiano di famiglia.<br />Continua raccontando a LifeSiteNews: "Oggi vediamo - veramente, proprio davanti ai nostri occhi - un declino morale come non abbiamo mai assistito, un mentalità demenziale che chiama il male bene ed il bene male. La Bibbia aveva previsto che questi giorni sarebbero arrivati e li stiamo sicuramente vivendo".<br />Come non rabbrividire vedendo queste vittime innocenti della lobby LGBT sacrificate e diventate delle pedine totalmente asservite al gender diktat? Le parole evangeliche risuonano chiare e terribili: "Chi invece scandalizza anche uno solo di questi piccoli che credono in me, sarebbe meglio per lui che gli fosse appesa al collo una macina girata da asino e fosse gettato negli abissi del mare." (Matteo 18,6)<br />Nota di BastaBugie: ecco altre notizie dal "gaio" mondo gay (sempre meno gaio).<br />IL SOTTOSEGRETARIO CINQUESTELLE SPADAFORA VUOLE IL REATO DI OMOFOBIA<br />Il sottosegretario alla Pari opportunità Vincenzo Spadafora viene intervistato da La Stampa. Spadafora vuole che l'"omofobia" sia considerata reato. «Ci sono già diverse proposte di legge depositate in Parlamento - afferma il sottosegretario - e questo vuol dire che c'è una volontà larga da parte dei partiti. [L'approvazione della legge] non è stata inserita nel contratto di governo e quindi non verrà considerata una priorità, di questo ne dobbiamo prendere atto. Non dobbiamo prendere in giro le associazioni Lgbt dicendo che arriverà in pochi mesi. La mia battaglia è per riuscire ad approvarla entro fine legislatura».<br />Poi Spadafora rende noto che la diffusione dell'ideologia gender deve essere ancor più incoraggiata nelle scuole e fa pressing sul Ministro dell'Istruzione: «Il ministero dell'Istruzione è il partner più importante per noi e per le associazioni Lgbt. Dobbiamo avviare progetti di informazione con i ragazzi e di formazione sul giusto approccio da avere nei loro confronti. Questo deve andare al di là delle stupidaggini che ho sentito dire sulla "teoria gender" o altre cose meschine di questo tipo che possono solo alimentare l'odio. Per questo lanciamo un appello: bussiamo alla porta di Bussetti tutti i giorni, per riuscire a scavalcare quel muro e poter collaborare con il Miur a progetti che noi porteremo comunque avanti».<br />In breve Spadafora vuole limitare la libertà di parola con il reato di omofobia - in carcere dunque chi osa criticare l'omosessualità - e vuole indottrinare i bambini secondo il credo gender.<br />(Gender Watch News, 20 maggio 2019)<br />GAY PRIDE A DISNEYLAND PARIS<br />Il 1° giugno 2019 si svolgerà un Gay Pride presso il Disneyland Paris e si chiamerà Magical Pride. E' la prima volta che capita in un parco a tema della Disney. La località è stata scelta per aprire il mese mondiale del Pride, al fine di "celebrare la diversità nel luogo in cui i sogni diventano realtà!". Dalle ore 20 di quel giorno le persone potranno partecipare alla Magical March of Diversity Parade.<br />Questo Gay Pride non è il primo evento gay friendly che avviene in un parco Disney. Infatti dal 1991 ogni anno al Walt Disney World di Orlando, in Florida, vengono organizzati i Gay Days.<br />Il Gay Pride disneyano da una parte fa avvicinare anche le anime innocenti dei bambini al mondo dell'omosessualità e su altro fronte presenta la stessa omosessualità con i toni incantati e sognanti di una fiaba Disney.<br />(Gender Watch News, 6 febbraio 2019)<br />NESSUN AIUTO PSICOLOGICO PER I MINORI GAY IN MASSACHUSETTS<br />Il governatore Baker ha approvato una legge del Massachusetts che vieta qualsiasi aiuto psicologico a favore di quei minori omosessuali che vogliono abbandonare la propria condizione omosessuale. È il 16° stato ad introdurre una legge simili. All'opposto se il  minore vuole essere aiutato per continuare a vivere tal condizione l'aiuto è permesso.<br />La legge viola la libertà educativa dei genitori che, anche se lo desidereranno, non potranno ricevere aiuto dagli psicoterapeuti affinché loro figlio abbandoni questo suo orientamento. Parimenti viola la libertà professionale degli psicologi e psicoterapeuti: sono infatti i politici ad indicare a questi ultimi quali percorsi terapeutici far seguire ai loro pazienti.<br />(Gender Watch News, 10 aprile 2019)]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/18328833</guid><pubDate>Wed, 12 Jun 2019 08:55:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/18328833/drag_kids.mp3" length="9872612" type="audio/mpeg"/><itunes:author>BastaBugie</itunes:author><itunes:subtitle>TESTO DELL'ARTICOLO ➜ http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=5691

NON BASTAVANO LE DRAG QUEEN... ORA CI SONO I DRAG KIDS (BIMBI FATTI ESIBIRE VESTITI DA DONNA) di Chiara Chiessi
Non bastavano le drag queen, uomini travestiti da donne che si...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=5691" rel="noopener">http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=5691</a><br /><br />NON BASTAVANO LE DRAG QUEEN... ORA CI SONO I DRAG KIDS (BIMBI FATTI ESIBIRE VESTITI DA DONNA) di Chiara Chiessi<br />Non bastavano le drag queen, uomini travestiti da donne che si esibiscono in spettacoli volgari (alcuni di loro anche in biblioteche pubbliche a leggere favole LGBT  a bambini con il plauso dei genitori): la nuova frontiera sono i drag kids, bambini trasformati in fenomeni da baraccone, fatti esibire travestiti da donna in locali e contesti allucinanti.<br />Uno dei più famosi è Desmond Naples, in arte Desmond is Amazing, un bambino di New York di dieci anni che dall'età di sette viene fatto esibire nei locali gay degli Stati Uniti. Divenuto una vera e propria icona ispiratrice, secondo il cantante drag RuPaul, Desmond rappresenta "il futuro dell'America". Il bambino avrebbe fondato inoltre la Haus of Amazing, la prima casa in cui ragazzi drag kid possono esibirsi e travestirsi senza timore di essere giudicati.<br />Ecco una frase a lui attribuita: «La gente dovrebbe avere la possibilità di ballare, cantare o vestirsi in qualunque modo. Puoi esprimerti come vuoi. Non importa se ti piace il jazz o il rap, il balletto o la sala da ballo, gli abiti da donna o i completi da uomo. Puoi semplicemente farlo. A me piace Diana Ross. Forse piace anche a te».<br />LA STORIA DI DESMOND<br />In età prescolare, Desmond si divertiva a vestirsi con gli abiti della madre, mettendo in testa asciugamani per creare delle parrucche. A sei anni, dopo aver visto il cartone animato Frozen,  chiese alla madre di comprargli un costume come quello di Elsa.<br />A nove anni, il bambino dichiarò la sua omosessualità ai genitori, dicendo inoltre di desiderare di vestirsi da donna. Il suo essere gay si identificava nella certezza di non essere attratto dall'altro sesso e dal fatto che, in futuro, avrebbe voluto accanto a sé un compagno maschio.<br />Per comprendere meglio il livello di sessualizzazione precoce a cui questo bambino viene sottoposto, ricordiamo una notizia riportata dal Daily Wire, in cui a dicembre il piccolo Desmond, travestito da donna in maniera sessualmente esplicita, avrebbe ballato in un locale gay a Brooklyn mentre uomini adulti gli lanciavano dei soldi.<br />Uno dei presenti ha così commentato: "Me ne sono andato dopo aver visto un bambino ballare sul palco mentre gli gettavano dei soldi, era sabato sera e questa cosa mi ha disturbato"<br />Il fenomeno di Desmond is Amazing rappresenta nient'altro che la strumentalizzazione da parte della lobby LGBT della fragilità di una ragazzo di dieci anni, creando un inquietante business che sta sdoganando condotte pedofile. E allora ci chiediamo: i genitori del piccolo Desmond dove sono? O sono troppo impegnati a battere le mani durante le esibizioni raccapriccianti del figlio?<br />L'altro drag kid balzato sui media è Nemis Quinn, canadese di dieci anni, meglio conosciuto come Queen Lactatia. È diventato una star dopo essere apparso, alcuni anni fa, sul palco con la volgare drag queen "Bianca Del Rio" all'ultima data del "Werq The World Tour".<br />VITTIMA INNOCENTE (ANCHE) DEI SUOI GENITORI<br />I genitori di Nemis, che supportano pienamente il figlio nel voler essere una drag queen, hanno così commentato: "Quando Nemis è fuori dal personaggio, si identifica in un maschio e quando è una drag si identifica in una femmina. Per Nemis la drag è una performance, un personaggio. Quando diventa Lactatia, diventa il suo personaggio, diventa una ragazza col pene. Per quanto riguarda i ruoli di genere, abbiamo dato ad entrambi i nostri bambini l'ideale che non c'è niente solo per femmine e niente solo per maschi. È cresciuto indossando i costumi da principessa e scarpe fantasia di sua sorella mentre giocavano con le monster trucks e andavano sullo skateboard"<br />Continuano dicendo che Nemis "comprende che la maggior parte...]]></itunes:summary><itunes:duration>618</itunes:duration><itunes:keywords>bambini,dragkids,dragqueen,gay,omosessuali</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/eea85ae0dfa592b8e9bdd6d7dc5d1165.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Il caso dei genitori inglesi che hanno spinto i figli a cambiare sesso</title><link>https://www.spreaker.com/episode/il-caso-dei-genitori-inglesi-che-hanno-spinto-i-figli-a-cambiare-sesso--18372060</link><description><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=5665" rel="noopener">http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=5665</a><br /><br />IL CASO DEI GENITORI INGLESI CHE HANNO SPINTO I FIGLI A CAMBIARE SESSO di Caterina Giojelli<br />Uno dei loro cinque bambini, a soli sette anni aveva già iniziato il percorso di transizione, a 13 era diventato a tutti gli effetti e per la legge una ragazza. Un altro ha manifestato importanti «problemi con l'identità di genere». Un terzo, che oggi ha sei anni, fin da quando ne aveva tre veniva vestito e chiamato col nome di una bambina. Non c'è giornale del Regno Unito che non si stia occupando del caso dei «fratelli che diventano ragazze».<br />Tutte le domande scatenate dall'inchiesta del Times sulle attività che fanno capo alla Tavistock & Portman (la controversa clinica del National Health Service inglese che si occupa di "curare" i minori che soffrono di disforia di genere e da cui si sono licenziati 18 medici in tre anni), sono emerse prepotenti ora che a esprimersi su una vicenda accaduta nella Contea di Lancashire è stato un giudice dell'Alta Corte inglese.<br />ESPERIMENTO DI MASSA SUI BAMBINI<br />«È in corso un esperimento di massa sui bambini, i più vulnerabili», scriveva in prima pagina il Times l'8 aprile scorso, denunciando l'aumento esponenziale dei minori sottoposti al percorso per cambiare sesso. In quelle stesse settimane, durante un'udienza a porte chiuse, il giudice David Williams rispediva al mittente le preoccupazioni sollevate dei servizi sociali della Contea: CP e TP, marito e moglie, potranno continuare a prendersi cura dei loro cinque bambini, due naturali e tre in affido, perché «secondo gli esperti si tratta di buoni genitori, attenti e in sintonia con i loro figli, i bambini sono felici».<br />Come si è arrivati in tribunale? Tutto inizia quando la coppia, che da 16 anni si prende cura anche di bambini in affido, secondo i servizi sociali e gli insegnanti inizia a «incoraggiare il cambiamento di sesso» dei bambini ed esponendoli, così piccoli, al rischio di «significativi danni emotivi». Il giorno che H., affidato dalle autorità a CP e TP, arriva all'asilo ha solo tre anni ed è vestito da capo a piedi come una bambina («Eccone un'altra per la Tavistock», avrebbe detto la madre all'educatrice, scrive il Times). Alle primarie, invece di presentarsi come richiesto dalla scuola in uniforme maschile, H. indossa quella di una femmina. H. inizia ad essere vestito come una bambina poco dopo la transizione del maggiore R., il più giovane dei due figli naturali della coppia. Passato da maschio a femmina all'età di sette anni, CP e TP prendono provvedimenti immediati per cementare legalmente la sua nuova identità, cambiandogli il nome e ottenendo nuovi documenti. Tuttavia R. inizia a manifestare insofferenza e depressione e dopo pochi mesi rivela a scuola di avere pensieri suicidi, ritenendo che «la vita non fosse degna di essere vissuta».<br />L'INDAGINE DEI SERVIZI SOCIALI<br />Un terzo figlio, C., finisce per cinque volte in tre anni in ospedale, dopo aver riportato «un numero di lesioni significative molto più alto di quelle che ci si potrebbe aspettare da un bambino della sua età» (tra le altre cose, C. ha rischiato di morire annegato nella piscina di famiglia). Lo scorso anno una serie di nuovi incidenti ha innescato una indagine dei servizi sociali della Contea sulla famiglia. Nel rapporto degli operatori si legge «TP e CP sono persone altamente manipolatrici», «esistono preoccupazioni significative riguardo al fatto che i genitori/tutori abbiano manipolato il genere dei bambini».<br />Secondo i servizi del Lancashire TP e CP cercano di ottenere altri bambini in affido «per soddisfare i propri bisogni, finanziari ed emotivi». Presentando la richiesta di revocare alla coppia la custodia di tutti i figli, il consiglio della Contea afferma che i due hanno «agito in modo precipitoso nei confronti di una disforia di genere percepita», sono «resistenti a riconoscere i potenziali svantaggi per R. e H. dati dal venire identificati come transgender prematuramente».<br />MIA SORELLA ERA MASCHIO<br />Il caso finisce all'Alta Corte, e qui la parola passa agli esperti. Secondo i quali la completa transizione in giovane età non può portare danni, al massimo li può evitare. E che nulla della vicenda dimostra che questo o quel figlio di CP e TP sia stato "incoraggiato", bensì adeguatamente "supportato". Perfino il piccolo C., quando gli viene chiesto di parlare del fratello H., non ha esitazioni: «H. era nata maschio. Ma ora è una ragazza e diventerà una donna». La testimonianza decisiva viene data però dalla celebre Vickie Pasterski, psicologa che ha aiutato più di 500 persone a cambiare sesso in Europa, Nord America e Asia. Pasterski afferma che la disforia di genere ha basi biologiche che non sono soggette ad «influenza interpersonale o interferenze ambientali», e questo per il giudice Williams basta a dissipare le obiezioni sollevate dai servizi sociali: «È assolutamente evidente che nessuno dei due (bambini, ndr) ha sofferto o è a rischio di subire un grave danno emotivo da una completa transizione sociale verso il genere femminile in tenera età».<br />MAI VISTO UN CASO SIMILE<br />Peccato, nota lo Spectator, che Paterski abbia un conflitto di interessi, lavorando alla London Transgender Clinic, clinica privata per il cambio di genere della capitale (dove, a differenza di quanto accade per il NHS, i profitti aumentano in relazione al numero di pazienti assistiti). E che il suo punto di vista venga contestato dallo stesso Gids (Gender Identity Development Service), il servizio di sviluppo dell'identità di genere della Fondazione Tavistock & Portman dove è stato curato almeno uno dei bambini. Il mese scorso, ricorda il Times, Bernadette Wren, responsabile di psicologia clinica presso la Tavistock, ha scritto su una rivista accademica: «I ragazzi gender-atypical hanno più probabilità di essere facilmente influenzati dalla visione dei genitori riguardo al genere, fino al punto di assumere un impegno assoluto e a lungo termine per un'identità di genere binaria e una transizione sociale».<br />«Al Gids - ha dichiarato Wren - preferiremmo che i bambini piccoli, sotto i dieci anni, diciamo (...) non ottenessero una transizione completa e legalmente riconosciuta verso un sesso diverso in così giovane età». Un altro clinico del Gids, dove negli ultimi nove anni sono stati trattati 364 bambini sotto i sette anni, ha aggiunto al Sunday Times che in tutta la sua carriera non gli era mai capitato di incontrate due bimbi di quell'età sottoposti a una completa transizione sociale nella stessa famiglia.<br />«Durante il dibattimento ho osservato che le questioni relative all'identità di genere e alla comprensione medica di tali questioni sono complesse e in via di sviluppo» ha concluso il giudice al termine di un'udienza che sicuramente aprirà una lunga stagione di contenziosi sui bambini, le nuove cavie della medicina di genere.<br />Nota di BastaBugie: ecco altre notizie dal "gaio" mondo gay (sempre meno gaio).<br />AL FESTIVAL DI CANNES ACCUSE OMOFOBE A DELON<br />L'attore Alain Delon dovrà ritirare la Palma d'oro alla carriera al Festival di Cannes. Le femministe di Women and Hollywood si oppongono perchè "omofobo" e maschilista. "Omofobo" perché l'attore ha criticato le adozioni gay. Le femministe hanno lanciato anche una petizione che ha raccolto 15mila firme.<br />Il delegato del Festival Thierry Frémaux ha replicato: «Non gli diamo il Nobel per la pace ma un premio alla carriera». Delon alla fine ha glissato su tutto e non si è piegato al politicamente corretto.<br />(Gender Watch News, 16 maggio 2019)<br />LO SPOT DEL GOVERNO ITALIANO CONTRO L'OMOFOBIA<br />Ieri si è "celebrata" la Giornata Mondiale contro l'omobitransfobia (sic). ll Dipartimento Pari Opportunità della Presidenza del Consiglio dei Ministri e l'Ufficio nazionale antidiscriminazioni razziali (Unar), che ormai si occupa quasi esclusivamente di tematiche legate al gender, hanno realizzato uno spot in onda sulle reti Rai dal 15 maggio.<br />In esso si accostano alcuni disturbi psicologici come la chaetofobia (paura dei capelli), la hilofobia (paura degli alberi), la cromatofobia (paura di colori) all'omofobia (paura degli omosessuali): tanto per dire che chi è critico verso l'omosessualità ha problemi psicologici. Anzi sta peggio di quegli squilibrati che hanno paura dei colori perché si dice che l' "omofobia" è la paura irrazionale dell'omosessualità, "la paura più irrazionale di tutte le altre". Dunque il governo sta dando del pazzo a quanti ad esempio difendono la famiglia naturale.<br />E poi, ammesso che vi sia qualcuno che nutra questa paura, quanti sono? In secondo luogo affermare che chi critica l'omosessualità sia anche terrorizzato dalla stessa è davvero azzardato.<br />(Gender Watch News, 18 maggio 2019)<br />RIVERDALE STRIZZA L'OCCHIO AL MONDO LGBT<br />Una delle serie tv di più successo del momento per ragazzi è Riverdale: basata su un fumetto popolare, narra le vicende del giovane Archie Andrews che nella piccola città Riverdale, sconvolta da omicidi, indaga su di essi insieme ad un gruppo di amici.<br />La serie è stata rinnovata per una quarta stagione ed ha ricevuto critiche estremamente positive, specialmente per la rappresentazione dell'universo LGBT.<br />E già perché, ovviamente, una serie per essere di successo deve per forza avere uno o più personaggi gender variant.<br />Il primo della serie è Kevin Keller, apertamente omosessuale e figlio dello sceriffo della città, miglior amico della co-protagonista Reggie Mantle.<br />Il secondo personaggio è invece la giovane Ronnie Lodge, ragazza con un passato difficile che prova a ricostruirsi la vita facendo la "brava ragazza".<br />Nella serie è presente un bacio con la sua amica Betty durante una prova da cheerleader.<br />Però, il più importante, sia per il ruolo che svolge sia per la fama dell'attore, è il sedicenne Jughead.<br />E' interpretato da Cole Sprouse, il gemello biondo che con il fratello è stato protagonista della famosa serie Disney "Zach e Cody al Grand Hotel". [...]]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/18372060</guid><pubDate>Wed, 29 May 2019 10:50:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/18372060/omo_genitori.mp3" length="16903940" type="audio/mpeg"/><itunes:author>BastaBugie</itunes:author><itunes:subtitle>TESTO DELL'ARTICOLO ➜ http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=5665

IL CASO DEI GENITORI INGLESI CHE HANNO SPINTO I FIGLI A CAMBIARE SESSO di Caterina Giojelli
Uno dei loro cinque bambini, a soli sette anni aveva già iniziato il percorso di...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=5665" rel="noopener">http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=5665</a><br /><br />IL CASO DEI GENITORI INGLESI CHE HANNO SPINTO I FIGLI A CAMBIARE SESSO di Caterina Giojelli<br />Uno dei loro cinque bambini, a soli sette anni aveva già iniziato il percorso di transizione, a 13 era diventato a tutti gli effetti e per la legge una ragazza. Un altro ha manifestato importanti «problemi con l'identità di genere». Un terzo, che oggi ha sei anni, fin da quando ne aveva tre veniva vestito e chiamato col nome di una bambina. Non c'è giornale del Regno Unito che non si stia occupando del caso dei «fratelli che diventano ragazze».<br />Tutte le domande scatenate dall'inchiesta del Times sulle attività che fanno capo alla Tavistock & Portman (la controversa clinica del National Health Service inglese che si occupa di "curare" i minori che soffrono di disforia di genere e da cui si sono licenziati 18 medici in tre anni), sono emerse prepotenti ora che a esprimersi su una vicenda accaduta nella Contea di Lancashire è stato un giudice dell'Alta Corte inglese.<br />ESPERIMENTO DI MASSA SUI BAMBINI<br />«È in corso un esperimento di massa sui bambini, i più vulnerabili», scriveva in prima pagina il Times l'8 aprile scorso, denunciando l'aumento esponenziale dei minori sottoposti al percorso per cambiare sesso. In quelle stesse settimane, durante un'udienza a porte chiuse, il giudice David Williams rispediva al mittente le preoccupazioni sollevate dei servizi sociali della Contea: CP e TP, marito e moglie, potranno continuare a prendersi cura dei loro cinque bambini, due naturali e tre in affido, perché «secondo gli esperti si tratta di buoni genitori, attenti e in sintonia con i loro figli, i bambini sono felici».<br />Come si è arrivati in tribunale? Tutto inizia quando la coppia, che da 16 anni si prende cura anche di bambini in affido, secondo i servizi sociali e gli insegnanti inizia a «incoraggiare il cambiamento di sesso» dei bambini ed esponendoli, così piccoli, al rischio di «significativi danni emotivi». Il giorno che H., affidato dalle autorità a CP e TP, arriva all'asilo ha solo tre anni ed è vestito da capo a piedi come una bambina («Eccone un'altra per la Tavistock», avrebbe detto la madre all'educatrice, scrive il Times). Alle primarie, invece di presentarsi come richiesto dalla scuola in uniforme maschile, H. indossa quella di una femmina. H. inizia ad essere vestito come una bambina poco dopo la transizione del maggiore R., il più giovane dei due figli naturali della coppia. Passato da maschio a femmina all'età di sette anni, CP e TP prendono provvedimenti immediati per cementare legalmente la sua nuova identità, cambiandogli il nome e ottenendo nuovi documenti. Tuttavia R. inizia a manifestare insofferenza e depressione e dopo pochi mesi rivela a scuola di avere pensieri suicidi, ritenendo che «la vita non fosse degna di essere vissuta».<br />L'INDAGINE DEI SERVIZI SOCIALI<br />Un terzo figlio, C., finisce per cinque volte in tre anni in ospedale, dopo aver riportato «un numero di lesioni significative molto più alto di quelle che ci si potrebbe aspettare da un bambino della sua età» (tra le altre cose, C. ha rischiato di morire annegato nella piscina di famiglia). Lo scorso anno una serie di nuovi incidenti ha innescato una indagine dei servizi sociali della Contea sulla famiglia. Nel rapporto degli operatori si legge «TP e CP sono persone altamente manipolatrici», «esistono preoccupazioni significative riguardo al fatto che i genitori/tutori abbiano manipolato il genere dei bambini».<br />Secondo i servizi del Lancashire TP e CP cercano di ottenere altri bambini in affido «per soddisfare i propri bisogni, finanziari ed emotivi». Presentando la richiesta di revocare alla coppia la custodia di tutti i figli, il consiglio della Contea afferma che i due hanno «agito in modo precipitoso nei confronti di una disforia di genere percepita», sono...]]></itunes:summary><itunes:duration>1057</itunes:duration><itunes:keywords>bambini,famiglia,genitori,omosessuali,trans</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/6b781b2aef880e9cd6e6c15dc5fba837.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Inghilterra fuori controllo: 5 medici si dimettono</title><link>https://www.spreaker.com/episode/inghilterra-fuori-controllo-5-medici-si-dimettono--71519808</link><description><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="https://www.bastabugie.it/5662" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://www.bastabugie.it/5662</a><br /><br />INGHILTERRA FUORI CONTROLLO: 5 MEDICI SI DIMETTONO PER NON ESSERE COMPLICI DEI TRAUMI DEGLI ESPERIMENTI TRANSGENDER SU BAMBINI<br />di Luca Marcolivio<br /> <br />La fortezza del gender battente bandiera britannica, fino a ieri inespugnabile, inizia a mostrare le prime crepe. È di un paio di settimane fa la clamorosa inchiesta del Times, scaturita dalle rivelazioni di cinque medici inglesi che hanno rassegnato le dimissioni dal Gender Indenty Development Service (Gids) di Londra, l'unica clinica d'Oltremanica specializzata nel curare la disforia di genere nei minori. Il motivo? I trattamenti ormonali e chirurgici per gli adolescenti sarebbero condotti in modo arbitrario e senza veri criteri scientifici.<br />In altre parole, migliaia di bambini e ragazzi sono oggetto di un "esperimento" sulla loro pelle. I medici dimissionari, secondo quanto da loro affermato al Times, avrebbero ricevuto pressioni da parte di associazioni Lgbt - una su tutte, Mermaids - per la somministrazione di trattamenti ormonali irreversibili, per il blocco dello sviluppo sessuale secondo il genere di nascita. In alcuni casi, tali trattamenti iniziano addirittura a soli tre anni, quindi, verosimilmente per il capriccio dei genitori di volere un bambino transgender. A sedici anni, poi, secondo il protocollo, inizierebbe la somministrazione di ormoni del sesso opposto.<br />Molti dei giovanissimi pazienti, nella sostanza, sarebbero stati avviati forzosamente verso la transizione ormonale irreversibile, senza dare loro la possibilità di una terapia alternativa di carattere psicologico e non farmacologico. Secondo le testimonianze, alcuni bambini ancora in conflitto con la propria identità sessuale, venivano identificati frettolosamente come transgender.<br />«Negli ultimi due anni del mio lavoro, ho avuto la sensazione che un gran numero di bambini fosse in pericolo», ha confidato uno dei medici intervistati. «Io ero lì per proteggere i bambini dall'essere danneggiati». Un altro medico ha dichiarato: «Questo trattamento sperimentale è stato compiuto anche su bambini molto vulnerabili». Per i cinque medici, l'unica motivazione a non rassegnare inizialmente le dimissioni, era stata quella di evitare ai loro giovani pazienti un cambio di sesso giudicato troppo avventato.<br />Parere unanime dei cinque (anche se in tutta la clinica, il numero di medici dimessisi per gli stessi motivi è pari a diciotto) è che tale «trattamento sperimentale» si sia rivelato «dannoso». Accuse respinte dalla struttura sanitaria. «Cerchiamo di aiutare i giovani e le loro famiglie a far fronte all'angoscia e a ridurla», è stata la replica ufficiale sul sito della (Gids). «Il nostro obiettivo è comprendere gli ostacoli che si frappongono tra i giovani e lo sviluppo di un'identità di genere più stabile e sicura».<br />Ai cinque medici era assegnato il compito di decidere a quali pazienti somministrare i bloccanti ormonali per arrestarne lo sviluppo sessuale. Alcuni dei bambini e ragazzi sarebbero stati indotti ad avviare il trattamento dopo essere stati vittime di bullismo omofobico. Alcuni di loro tenderebbero ad assumere un'attitudine trans, con l'obiettivo più o meno consapevole di superare traumi come l'abuso o il lutto in famiglia o anche le conseguenze dello spettro autistico. Sono complessivamente 2519 i giovani mandati presso la clinica per avviare la terapia per il cambio di sesso. Nel 2010 erano stati "appena" 94.<br />Nota di BastaBugie: ecco altre notizie dalla Gran Bretagna sul "gaio" mondo gay (sempre meno gaio).<br />IL PRINCIPE HARRY SUPPORTA UNA LOBBY PRO BABY TRANS<br />L'organizzazione inglese Sirene, che si occupa di bambini trans per facilitarsi nella cosiddetta transizione di genere, ha annunciato che il principe Harry appoggerà tramite la Royal Foundation le loro attività. La direttrice di Sirene Susie Green ha così commentato: "Penso che sia sempre molto importante per i giovani vedere le persone autorevoli e credibili come il Principe Harry supportarli e aiutarli"<br />E così le lobby favorevoli al transessualismo dei bambini hanno trovato un testimonial reale.<br />(Gender Watch News, 10 maggio 2019)<br />ALCUNI MASCHI POSSONO AVERE IL CICLO (???)<br />A Brighton un consiglio di insegnanti ha partorito un report di educazione sessuale dedicato agli studenti in cui si afferma che "le mestruazioni devono includere tutti i sessi", questo perché "Trans, ragazzi e uomini e persone 'non binary' possono avere il ciclo". Ovviamente ci si riferisce a donne diventate transessuali o donne che non si sentono né femmine né maschi. E dunque gli insegnanti hanno pensato bene di mettere il contenitore per gettare gli assorbenti in tutti i bagni anche in quelli maschili.<br />Gli insegnanti hanno spiegato così questa delirante iniziativa: "Incoraggiando un'educazione efficace sulle mestruazioni e sulla pubertà, speriamo di ridurre lo stigma e garantire che nessun bambino o giovane si vergogni di chiedere prodotti per le mestruazioni all'interno o all'esterno della scuola se ne hanno bisogno. Il nostro metodo riconosce il fatto che alcune persone che hanno il ciclo sono trans o non binari".<br />Dunque avere il ciclo sarebbe uno stigma sociale. Per essere tutti uguali, tutti, maschi compresi, devono essere in grado di avere le mestruazioni. Purtroppo non siamo tutti uguali, a partire dall'intelligenza.<br />(Gender Watch News, 5 gennaio 2019)<br />LICENZIATA DALLA SCUOLA PERCHÉ CONTESTA I CORSI LGBT RIVOLTI AL SUO BAMBINO<br />La sua "colpa" è stata criticare sulla sua pagina Facebook dei corsi imbevuti di propaganda Lgbt, adottati dalla scuola elementare frequentata dal figlio e facente capo alla Chiesa anglicana. Per questa ragione una quarantatreenne inglese, Kristie Higgs, madre di due bambini e sincera cristiana, è stata licenziata dalla scuola secondaria di Fairford (Inghilterra meridionale), la Farmor's School, in cui ha lavorato negli ultimi sei anni come assistente pastorale. Il licenziamento è arrivato nonostante il curriculum della Higgs fosse senza macchia, come riferisce il Daily Mail.<br />I guai per la signora Higgs sono iniziati dopo aver pubblicato un post su Facebook, datato 24 ottobre 2018, in cui esortava i suoi contatti a firmare una petizione di Citizen Go contro l'educazione sessuale obbligatoria nelle scuole primarie, che secondo i piani del governo sarà effettiva da settembre 2020. «Stanno facendo il lavaggio del cervello ai nostri figli», scriveva la donna, avvertendo che ai bambini sarebbe stato insegnato che le relazioni omosessuali sono normali ed equivalenti al matrimonio, nonché la possibilità di "scegliere" il proprio sesso, a prescindere dal dato biologico. La Higgs esplicitava poi la conseguenza logica di un simile indottrinamento obbligatorio: «Significa che esprimere e insegnare le fondamentali credenze cristiane, relative alla creazione degli uomini e delle donne e al matrimonio, diverrà in pratica proibito, perché esse confliggono con la nuova moralità [...]». E aggiungeva che «questa è una tremenda forma di totalitarismo mirata a sopprimere il cristianesimo e rimuoverlo dalla sfera pubblica». Un'analisi che si può sottoscrivere per quanto è lucida.<br />In un altro post la Higgs contestava due libri inclusi nel curriculum della scuola del suo bambino e pieni di omosessualismo e transessualismo (il titolo di uno dei due volumi dice già tutto: Reclaiming radical ideas in schools), scritti da un attivista Lgbt, Andrew Moffat, nell'ambito del programma No Outsiders, lo stesso già contestato dalle famiglie di una scuola elementare di Birmingham e sospeso perché allora, a chiedere lo stop dell'indottrinamento arcobaleno verso i propri figli, erano intervenuti un gran numero di genitori musulmani.<br />Il procedimento disciplinare contro la Higgs è iniziato dopo la ricezione di un'email anonima in cui veniva accusata di «postare opinioni omofobe e preconcette». L'istituto, che adopera immagini e campagne comunicative del tutto prone all'ideologia arcobaleno, ha quindi fatto la sua bella indagine sui due post pubblicati via Facebook (che risultavano visibili solo agli amici della donna), arrivando al licenziamento della signora Higgs per condotta riprovevole, dettata da «discriminazione illegale», «grave uso inappropriato dei social media», «commenti online che potrebbero portare cattiva fama alla scuola e danneggiare la reputazione della scuola». Una criminale, probabilmente, sarebbe stata trattata meglio. Già dall'inizio dell'indagine, riferisce la madre inglese, «mi è stato ripetutamente detto: "Questo non ha nulla a che fare con la tua religione". Era chiaramente una tattica legale e ovviamente qui tutto ha a che fare con la mia religione».<br />La Higgs ha chiesto aiuto legale al Christian Concern, un gruppo che si batte per la libertà di fede dei cristiani, e ha deciso di fare causa alla Farmor's School per licenziamento ingiusto. Non possiamo sapere come andrà a finire ma intanto un fatto è evidente: una madre e onesta lavoratrice ha perso il suo lavoro per aver manifestato delle idee di assoluto buonsenso, che erano ritenute scontate appena qualche anno fa ma che nelle nostre progreditissime società, sottomesse alla fantomatica tolleranza del "love is love", sono divenute motivo di persecuzione.<br />(Ermes Dovico, La Nuova Bussola Quotidiana, 27 aprile 2019)<br />]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/71519808</guid><pubDate>Wed, 22 May 2019 13:08:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/71519808/inghilterra_fuori_controllo.mp3" length="10880868" type="audio/mpeg"/><itunes:author>BastaBugie</itunes:author><itunes:subtitle>TESTO DELL'ARTICOLO ➜ https://www.bastabugie.it/5662

INGHILTERRA FUORI CONTROLLO: 5 MEDICI SI DIMETTONO PER NON ESSERE COMPLICI DEI TRAUMI DEGLI ESPERIMENTI TRANSGENDER SU BAMBINI
di Luca Marcolivio
 
La fortezza del gender battente bandiera...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="https://www.bastabugie.it/5662" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://www.bastabugie.it/5662</a><br /><br />INGHILTERRA FUORI CONTROLLO: 5 MEDICI SI DIMETTONO PER NON ESSERE COMPLICI DEI TRAUMI DEGLI ESPERIMENTI TRANSGENDER SU BAMBINI<br />di Luca Marcolivio<br /> <br />La fortezza del gender battente bandiera britannica, fino a ieri inespugnabile, inizia a mostrare le prime crepe. È di un paio di settimane fa la clamorosa inchiesta del Times, scaturita dalle rivelazioni di cinque medici inglesi che hanno rassegnato le dimissioni dal Gender Indenty Development Service (Gids) di Londra, l'unica clinica d'Oltremanica specializzata nel curare la disforia di genere nei minori. Il motivo? I trattamenti ormonali e chirurgici per gli adolescenti sarebbero condotti in modo arbitrario e senza veri criteri scientifici.<br />In altre parole, migliaia di bambini e ragazzi sono oggetto di un "esperimento" sulla loro pelle. I medici dimissionari, secondo quanto da loro affermato al Times, avrebbero ricevuto pressioni da parte di associazioni Lgbt - una su tutte, Mermaids - per la somministrazione di trattamenti ormonali irreversibili, per il blocco dello sviluppo sessuale secondo il genere di nascita. In alcuni casi, tali trattamenti iniziano addirittura a soli tre anni, quindi, verosimilmente per il capriccio dei genitori di volere un bambino transgender. A sedici anni, poi, secondo il protocollo, inizierebbe la somministrazione di ormoni del sesso opposto.<br />Molti dei giovanissimi pazienti, nella sostanza, sarebbero stati avviati forzosamente verso la transizione ormonale irreversibile, senza dare loro la possibilità di una terapia alternativa di carattere psicologico e non farmacologico. Secondo le testimonianze, alcuni bambini ancora in conflitto con la propria identità sessuale, venivano identificati frettolosamente come transgender.<br />«Negli ultimi due anni del mio lavoro, ho avuto la sensazione che un gran numero di bambini fosse in pericolo», ha confidato uno dei medici intervistati. «Io ero lì per proteggere i bambini dall'essere danneggiati». Un altro medico ha dichiarato: «Questo trattamento sperimentale è stato compiuto anche su bambini molto vulnerabili». Per i cinque medici, l'unica motivazione a non rassegnare inizialmente le dimissioni, era stata quella di evitare ai loro giovani pazienti un cambio di sesso giudicato troppo avventato.<br />Parere unanime dei cinque (anche se in tutta la clinica, il numero di medici dimessisi per gli stessi motivi è pari a diciotto) è che tale «trattamento sperimentale» si sia rivelato «dannoso». Accuse respinte dalla struttura sanitaria. «Cerchiamo di aiutare i giovani e le loro famiglie a far fronte all'angoscia e a ridurla», è stata la replica ufficiale sul sito della (Gids). «Il nostro obiettivo è comprendere gli ostacoli che si frappongono tra i giovani e lo sviluppo di un'identità di genere più stabile e sicura».<br />Ai cinque medici era assegnato il compito di decidere a quali pazienti somministrare i bloccanti ormonali per arrestarne lo sviluppo sessuale. Alcuni dei bambini e ragazzi sarebbero stati indotti ad avviare il trattamento dopo essere stati vittime di bullismo omofobico. Alcuni di loro tenderebbero ad assumere un'attitudine trans, con l'obiettivo più o meno consapevole di superare traumi come l'abuso o il lutto in famiglia o anche le conseguenze dello spettro autistico. Sono complessivamente 2519 i giovani mandati presso la clinica per avviare la terapia per il cambio di sesso. Nel 2010 erano stati "appena" 94.<br />Nota di BastaBugie: ecco altre notizie dalla Gran Bretagna sul "gaio" mondo gay (sempre meno gaio).<br />IL PRINCIPE HARRY SUPPORTA UNA LOBBY PRO BABY TRANS<br />L'organizzazione inglese Sirene, che si occupa di bambini trans per facilitarsi nella cosiddetta transizione di genere, ha annunciato che il principe Harry appoggerà tramite la Royal Foundation le loro attività. La direttrice di Sirene Susie Green ha...]]></itunes:summary><itunes:duration>680</itunes:duration><itunes:keywords>ciclo,dimissioni,inghilterra,medici,protocollo</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/5e95342255a62c4f4445ef146c75160c.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Inghilterra fuori controllo: 5 medici si dimettono per non essere complici dei traumi degli esperimenti transgender su bambini</title><link>https://www.spreaker.com/episode/inghilterra-fuori-controllo-5-medici-si-dimettono-per-non-essere-complici-dei-traumi-degli-esperimenti-transgender-su-bambini--18372061</link><description><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=5662" rel="noopener">http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=5662</a><br /><br />INGHILTERRA FUORI CONTROLLO: 5 MEDICI SI DIMETTONO PER NON ESSERE COMPLICI DEI TRAUMI DEGLI ESPERIMENTI TRANSGENDER SU BAMBINI di Luca Marcolivio<br />La fortezza del gender battente bandiera britannica, fino a ieri inespugnabile, inizia a mostrare le prime crepe. È di un paio di settimane fa la clamorosa inchiesta del Times, scaturita dalle rivelazioni di cinque medici inglesi che hanno rassegnato le dimissioni dal Gender Indenty Development Service (Gids) di Londra, l'unica clinica d'Oltremanica specializzata nel curare la disforia di genere nei minori. Il motivo? I trattamenti ormonali e chirurgici per gli adolescenti sarebbero condotti in modo arbitrario e senza veri criteri scientifici.<br />In altre parole, migliaia di bambini e ragazzi sono oggetto di un "esperimento" sulla loro pelle. I medici dimissionari, secondo quanto da loro affermato al Times, avrebbero ricevuto pressioni da parte di associazioni Lgbt - una su tutte, Mermaids - per la somministrazione di trattamenti ormonali irreversibili, per il blocco dello sviluppo sessuale secondo il genere di nascita. In alcuni casi, tali trattamenti iniziano addirittura a soli tre anni, quindi, verosimilmente per il capriccio dei genitori di volere un bambino transgender. A sedici anni, poi, secondo il protocollo, inizierebbe la somministrazione di ormoni del sesso opposto.<br />Molti dei giovanissimi pazienti, nella sostanza, sarebbero stati avviati forzosamente verso la transizione ormonale irreversibile, senza dare loro la possibilità di una terapia alternativa di carattere psicologico e non farmacologico. Secondo le testimonianze, alcuni bambini ancora in conflitto con la propria identità sessuale, venivano identificati frettolosamente come transgender.<br />«Negli ultimi due anni del mio lavoro, ho avuto la sensazione che un gran numero di bambini fosse in pericolo», ha confidato uno dei medici intervistati. «Io ero lì per proteggere i bambini dall'essere danneggiati». Un altro medico ha dichiarato: «Questo trattamento sperimentale è stato compiuto anche su bambini molto vulnerabili». Per i cinque medici, l'unica motivazione a non rassegnare inizialmente le dimissioni, era stata quella di evitare ai loro giovani pazienti un cambio di sesso giudicato troppo avventato.<br />Parere unanime dei cinque (anche se in tutta la clinica, il numero di medici dimessisi per gli stessi motivi è pari a diciotto) è che tale «trattamento sperimentale» si sia rivelato «dannoso». Accuse respinte dalla struttura sanitaria. «Cerchiamo di aiutare i giovani e le loro famiglie a far fronte all'angoscia e a ridurla», è stata la replica ufficiale sul sito della (Gids). «Il nostro obiettivo è comprendere gli ostacoli che si frappongono tra i giovani e lo sviluppo di un'identità di genere più stabile e sicura».<br />Ai cinque medici era assegnato il compito di decidere a quali pazienti somministrare i bloccanti ormonali per arrestarne lo sviluppo sessuale. Alcuni dei bambini e ragazzi sarebbero stati indotti ad avviare il trattamento dopo essere stati vittime di bullismo omofobico. Alcuni di loro tenderebbero ad assumere un'attitudine trans, con l'obiettivo più o meno consapevole di superare traumi come l'abuso o il lutto in famiglia o anche le conseguenze dello spettro autistico. Sono complessivamente 2519 i giovani mandati presso la clinica per avviare la terapia per il cambio di sesso. Nel 2010 erano stati "appena" 94.<br />Nota di BastaBugie: ecco altre notizie dalla Gran Bretagna sul "gaio" mondo gay (sempre meno gaio).<br />IL PRINCIPE HARRY SUPPORTA UNA LOBBY PRO BABY TRANS<br />L'organizzazione inglese Sirene, che si occupa di bambini trans per facilitarsi nella cosiddetta transizione di genere, ha annunciato che il principe Harry appoggerà tramite la Royal Foundation le loro attività. La direttrice di Sirene Susie Green ha così commentato: "Penso che sia sempre molto importante per i giovani vedere le persone autorevoli e credibili come il Principe Harry supportarli e aiutarli"<br />E così le lobby favorevoli al transessualismo dei bambini hanno trovato un testimonial reale.<br />(Gender Watch News, 10 maggio 2019)<br />ALCUNI MASCHI POSSONO AVERE IL CICLO (???)<br />A Brighton un consiglio di insegnanti ha partorito un report di educazione sessuale dedicato agli studenti in cui si afferma che "le mestruazioni devono includere tutti i sessi", questo perché "Trans, ragazzi e uomini e persone 'non binary' possono avere il ciclo". Ovviamente ci si riferisce a donne diventate transessuali o donne che non si sentono né femmine né maschi. E dunque gli insegnanti hanno pensato bene di mettere il contenitore per gettare gli assorbenti in tutti i bagni anche in quelli maschili.<br />Gli insegnanti hanno spiegato così questa delirante iniziativa: "Incoraggiando un'educazione efficace sulle mestruazioni e sulla pubertà, speriamo di ridurre lo stigma e garantire che nessun bambino o giovane si vergogni di chiedere prodotti per le mestruazioni all'interno o all'esterno della scuola se ne hanno bisogno. Il nostro metodo riconosce il fatto che alcune persone che hanno il ciclo sono trans o non binari".<br />Dunque avere il ciclo sarebbe uno stigma sociale. Per essere tutti uguali, tutti, maschi compresi, devono essere in grado di avere le mestruazioni. Purtroppo non siamo tutti uguali, a partire dall'intelligenza.<br />(Gender Watch News, 5 gennaio 2019)<br />LICENZIATA DALLA SCUOLA PERCHÉ CONTESTA I CORSI LGBT RIVOLTI AL SUO BAMBINO<br />La sua "colpa" è stata criticare sulla sua pagina Facebook dei corsi imbevuti di propaganda Lgbt, adottati dalla scuola elementare frequentata dal figlio e facente capo alla Chiesa anglicana. Per questa ragione una quarantatreenne inglese, Kristie Higgs, madre di due bambini e sincera cristiana, è stata licenziata dalla scuola secondaria di Fairford (Inghilterra meridionale), la Farmor's School, in cui ha lavorato negli ultimi sei anni come assistente pastorale. Il licenziamento è arrivato nonostante il curriculum della Higgs fosse senza macchia, come riferisce il Daily Mail.<br />I guai per la signora Higgs sono iniziati dopo aver pubblicato un post su Facebook, datato 24 ottobre 2018, in cui esortava i suoi contatti a firmare una petizione di Citizen Go contro l'educazione sessuale obbligatoria nelle scuole primarie, che secondo i piani del governo sarà effettiva da settembre 2020. «Stanno facendo il lavaggio del cervello ai nostri figli», scriveva la donna, avvertendo che ai bambini sarebbe stato insegnato che le relazioni omosessuali sono normali ed equivalenti al matrimonio, nonché la possibilità di "scegliere" il proprio sesso, a prescindere dal dato biologico. La Higgs esplicitava poi la conseguenza logica di un simile indottrinamento obbligatorio: «Significa che esprimere e insegnare le fondamentali credenze cristiane, relative alla creazione degli uomini e delle donne e al matrimonio, diverrà in pratica proibito, perché esse confliggono con la nuova moralità [...]». E aggiungeva che «questa è una tremenda forma di totalitarismo mirata a sopprimere il cristianesimo e rimuoverlo dalla sfera pubblica». Un'analisi che si può sottoscrivere per quanto è lucida.<br />In un altro post la Higgs contestava due libri inclusi nel curriculum della scuola del suo bambino e pieni di omosessualismo e transessualismo (il titolo di uno dei due volumi dice già tutto: Reclaiming radical ideas in schools), scritti da un attivista Lgbt, Andrew Moffat, nell'ambito del programma No Outsiders, lo stesso già contestato dalle famiglie di una scuola elementare di Birmingham e sospeso perché allora, a chiedere lo stop dell'indottrinamento arcobaleno verso i propri figli, erano intervenuti un gran numero di genitori musulmani.<br />Il procedimento disciplinare contro la Higgs è iniziato dopo la ricezione di un'email anonima in cui veniva accusata di «postare opinioni omofobe e preconcette». L'istituto, che adopera immagini e campagne comunicative del tutto prone all'ideologia arcobaleno, ha quindi fatto la sua bella indagine sui due post pubblicati via Facebook (che risultavano visibili solo agli amici della donna), arrivando al licenziamento della signora Higgs per condotta riprovevole, dettata da «discriminazione illegale», «grave uso inappropriato dei social media», «commenti online che potrebbero portare cattiva fama alla scuola e danneggiare la reputazione della scuola». Una criminale, probabilmente, sarebbe stata trattata meglio. Già dall'inizio dell'indagine, riferisce la madre inglese, «mi è stato ripetutamente detto: "Questo non ha nulla a che fare con la tua religione". Era chiaramente una tattica legale e ovviamente qui tutto ha a che fare con la mia religione».<br />La Higgs ha chiesto aiuto legale al Christian Concern, un gruppo che si batte per la libertà di fede dei cristiani, e ha deciso di fare causa alla Farmor's School per licenziamento ingiusto. Non possiamo sapere come andrà a finire ma intanto un fatto è evidente: una madre e onesta lavoratrice ha perso il suo lavoro per aver manifestato delle idee di assoluto buonsenso, che erano ritenute scontate appena qualche anno fa ma che nelle nostre progreditissime società, sottomesse alla fantomatica tolleranza del "love is love", sono divenute motivo di persecuzione.<br />(Ermes Dovico, La Nuova Bussola Quotidiana, 27 aprile 2019)]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/18372061</guid><pubDate>Wed, 22 May 2019 10:48:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/18372061/omo_inghilterra.mp3" length="10896194" type="audio/mpeg"/><itunes:author>BastaBugie</itunes:author><itunes:subtitle>TESTO DELL'ARTICOLO ➜ http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=5662

INGHILTERRA FUORI CONTROLLO: 5 MEDICI SI DIMETTONO PER NON ESSERE COMPLICI DEI TRAUMI DEGLI ESPERIMENTI TRANSGENDER SU BAMBINI di Luca Marcolivio
La fortezza del gender battente...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=5662" rel="noopener">http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=5662</a><br /><br />INGHILTERRA FUORI CONTROLLO: 5 MEDICI SI DIMETTONO PER NON ESSERE COMPLICI DEI TRAUMI DEGLI ESPERIMENTI TRANSGENDER SU BAMBINI di Luca Marcolivio<br />La fortezza del gender battente bandiera britannica, fino a ieri inespugnabile, inizia a mostrare le prime crepe. È di un paio di settimane fa la clamorosa inchiesta del Times, scaturita dalle rivelazioni di cinque medici inglesi che hanno rassegnato le dimissioni dal Gender Indenty Development Service (Gids) di Londra, l'unica clinica d'Oltremanica specializzata nel curare la disforia di genere nei minori. Il motivo? I trattamenti ormonali e chirurgici per gli adolescenti sarebbero condotti in modo arbitrario e senza veri criteri scientifici.<br />In altre parole, migliaia di bambini e ragazzi sono oggetto di un "esperimento" sulla loro pelle. I medici dimissionari, secondo quanto da loro affermato al Times, avrebbero ricevuto pressioni da parte di associazioni Lgbt - una su tutte, Mermaids - per la somministrazione di trattamenti ormonali irreversibili, per il blocco dello sviluppo sessuale secondo il genere di nascita. In alcuni casi, tali trattamenti iniziano addirittura a soli tre anni, quindi, verosimilmente per il capriccio dei genitori di volere un bambino transgender. A sedici anni, poi, secondo il protocollo, inizierebbe la somministrazione di ormoni del sesso opposto.<br />Molti dei giovanissimi pazienti, nella sostanza, sarebbero stati avviati forzosamente verso la transizione ormonale irreversibile, senza dare loro la possibilità di una terapia alternativa di carattere psicologico e non farmacologico. Secondo le testimonianze, alcuni bambini ancora in conflitto con la propria identità sessuale, venivano identificati frettolosamente come transgender.<br />«Negli ultimi due anni del mio lavoro, ho avuto la sensazione che un gran numero di bambini fosse in pericolo», ha confidato uno dei medici intervistati. «Io ero lì per proteggere i bambini dall'essere danneggiati». Un altro medico ha dichiarato: «Questo trattamento sperimentale è stato compiuto anche su bambini molto vulnerabili». Per i cinque medici, l'unica motivazione a non rassegnare inizialmente le dimissioni, era stata quella di evitare ai loro giovani pazienti un cambio di sesso giudicato troppo avventato.<br />Parere unanime dei cinque (anche se in tutta la clinica, il numero di medici dimessisi per gli stessi motivi è pari a diciotto) è che tale «trattamento sperimentale» si sia rivelato «dannoso». Accuse respinte dalla struttura sanitaria. «Cerchiamo di aiutare i giovani e le loro famiglie a far fronte all'angoscia e a ridurla», è stata la replica ufficiale sul sito della (Gids). «Il nostro obiettivo è comprendere gli ostacoli che si frappongono tra i giovani e lo sviluppo di un'identità di genere più stabile e sicura».<br />Ai cinque medici era assegnato il compito di decidere a quali pazienti somministrare i bloccanti ormonali per arrestarne lo sviluppo sessuale. Alcuni dei bambini e ragazzi sarebbero stati indotti ad avviare il trattamento dopo essere stati vittime di bullismo omofobico. Alcuni di loro tenderebbero ad assumere un'attitudine trans, con l'obiettivo più o meno consapevole di superare traumi come l'abuso o il lutto in famiglia o anche le conseguenze dello spettro autistico. Sono complessivamente 2519 i giovani mandati presso la clinica per avviare la terapia per il cambio di sesso. Nel 2010 erano stati "appena" 94.<br />Nota di BastaBugie: ecco altre notizie dalla Gran Bretagna sul "gaio" mondo gay (sempre meno gaio).<br />IL PRINCIPE HARRY SUPPORTA UNA LOBBY PRO BABY TRANS<br />L'organizzazione inglese Sirene, che si occupa di bambini trans per facilitarsi nella cosiddetta transizione di genere, ha annunciato che il principe Harry appoggerà tramite la Royal Foundation le loro attività. 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I fatti ci dicono invece che la terapia psicologica ha ottenuto grandi successi nel diminuire, e in molti casi anche eliminare del tutto, le indesiderate attrazioni verso lo stesso sesso.<br />CAMPAGNA DI MISTIFICAZIONE<br />Il dott. statunitense Lawrence Hatterer, che ha aiutato tante persone con tendenze omosessuali, ha sottolineato la falsità di tale visione: «Ho "curato" tanti omosessuali [...] Molti di questi pazienti si sono sposati, hanno messo su famiglie e vivono felicemente. E' un mito distruttivo che "una volta omosessuale sarai sempre omosessuale».<br />Tipico esempio di tale campagna di mistificazione nei confronti delle "teorie riparative" è un articolo ad opera di una psicologa, dal titolo La follia delle terapie riparative per i gay, apparso sul settimanale "Donna" del quotidiano "La Repubblica", dove si legge:<br />«[le terapie riparative] sono promosse da un piccolo gruppo di "guaritori", il leader è lo psicologo statunitense Joseph Nicolosi, legati a organizzazioni religiose che sostengono teorie e tecniche non riconosciute e screditate dalla comunità scientifica internazionale. Si tratta di (mal)trattamenti che nel passato facevano ricorso a misure estreme come istituzionalizzazione, castrazione, elettroshock ai genitali. Oggi si basano su training di condizionamento avversivo in apparenza meno scioccanti ed estremi, ma ugualmente dannosi e immorali. Comprendono l'induzione di nausea e vomito mostrando immagini omoerotiche, ad esempio, la somministrazione di scosse elettriche, l'uso della preghiera. Condizionamenti per insegnare a fare "cose da maschi e da femmine", assumendo comportamenti stereotipati del sesso biologico».<br />Un testo, evidentemente falso ed ideologico, in cui Nicolosi veniva ingiustamente accusato di praticare o proporre ai suoi pazienti le terapie cosiddette "avversative" (aversion therapies) attraverso l'utilizzo di tecniche violente ed estreme.<br />Per verificare la veridicità o meno delle affermazioni della psicologa di "La Repubblica" basta andare a consultare la corposa produzione scientifica di Nicolosi e, in particolare, il modello teorico ed il protocollo clinico da lui esposto nel suo volume Shame and attachement loss. In quest'opera, e nei suoi tanti altri libri e numerosi articoli, non è possibile riscontrare alcun riferimento alle aversion therapies e agli altri deprecabili e distorti metodi citati.<br />ELEVATI STANDARD DI ETICITÀ<br />Al contrario, Julie Amilton, presidente emerito del NARTH, ha smentito categoricamente tali calunnie, sottolineando come la sua organizzazione sia da tempo oggetto di una incessante campagna mediatica di odio e disinformazione ideologica: «Il NARTH viene spesso descritto dai giornalisti con termini che non sono utilizzati dal NARTH o dai suoi membri. Ad esempio, talvolta il NARTH è accusato di offrire una "cura" per l'omosessualità, il chè implica che il NARTH vede l'omosessualità come una malattia. Il NARTH non considera l'omosessualità come malattia mentale [...]. Un altro esempio di terminologia imprecisa è quello della terapia "di conversione", un termine non utilizzato dai membri del NARTH. Questo termine sembra implicare un certo tipo di forza o l'idea di un terapeuta eserciti pressioni su un paziente perché cambi. I terapeuti del NARTH affermano che la psicoterapia non dovrebbe mai essere coercitiva, ma deve essere offerta in conformità con l'etica professionale e il rispetto per l'autodeterminazione del cliente. Inoltre, i membri del NARTH non praticano né propongono "terapie avversative". Questa forma di terapia comportamentista è stata utilizzata negli anni '60 e '70 per il trattamento di diversi tipi di problemi, tra i quali pensieri e sentimenti omosessuali indesiderati. Tuttavia, la terapia avversativa è stata ritenuta non etica ed è stata abbandonata più di 25 anni fa, prima della nascita del NARTH. Il NARTH incoraggia tutti i suoi membri a rispettare i più elevati standard di eticità, che per definizione dovrebbero escludere qualsiasi forma di terapia avversativa».<br />Lo stesso Charles Socarides (1922-2005), eminente psichiatra tra i fondatori del NARTH, ha sconfessato apertamente le terapie avversative, affermando: «È ciarlataneria. La punizione non va alla radice del problema. L'effetto non è durevole. E danneggia i pazienti in molti modi. Io non ho mai usato la terapia dell'avversione».<br />TRISTEZZA E GRATITUDINE<br />Nel riportare la notizia della scomparsa del dott. Nicolosi, Notizie Pro Vita ha pubblicato un commento di Luca di Tolve, in passato vittima dell'omosessualismo ed oggi divenuto un testimone della bellezza dell'eterosessualità: «Con tristezza e gratitudine onoriamo la persona del dottor Joseph Nicolosi. Grande amico e maestro, e devoto cattolico. Grazie a Dio per la sua amicizia e i suoi insegnamenti. Possa riposare in pace. La giornata di ieri, 9 marzo, il nostro caro amico dr. Joseph Nicolosi è deceduto in ospedale, a 70 anni di età.<br />Con questo mix di tristezza, dolore e gratitudine enorme, onoriamo Joe Nicolosi. Grande uomo, con un bel fegato, eccellente maestro. Grazie per la sua persona e la sua disponibilità per insegnarci la verità e la profondità psicologica. Rendiamo grazie a Dio per i momenti che abbiamo potuto condividere con lui, per i progetti con rinascere, e per quello di cui avevamo parlato con lui, e i servizi che in quello professionale e personale ci arrivo a prestare.<br />La misura in cui la lobby gay celebra la sua morte, è la misura della paura al peso della verità e il coraggio con cui l'ha difeso, per aiutare quelli che ci hanno fatto credere che non potevano essere aiutati. Onoriamo e ringraziamo per la vostra vita. Ora ha finito la sua missione. E ci lascia con un grande impegno».<br />Non possiamo che sottoscrivere in pieno questo commento e ringraziare infinitamente il dott. Nicolosi per il prezioso e coraggioso contributo medico e scientifico al servizio della verità e del vero bene delle persone con tendenze sessuali contro natura.<br />]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/59195641</guid><pubDate>Wed, 15 Mar 2017 14:06:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/59195641/e_morto_joseph_nicolosi_il_medico_che_curava_i_gay.mp3" length="9173681" type="audio/mpeg"/><itunes:author>BastaBugie</itunes:author><itunes:subtitle>TESTO DELL'ARTICOLO ➜ https://www.bastabugie.it/4614

E' MORTO JOSEPH NICOLOSI, IL MEDICO CHE CURAVA I GAY di Rodolfo de Mattei
Il 9 marzo 2017 all'età di 70 anni è morto Joseph Nicolosi, lo psicologo clinico statunitense, co-fondatore del NARTH...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="https://www.bastabugie.it/4614" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://www.bastabugie.it/4614</a><br /><br />E' MORTO JOSEPH NICOLOSI, IL MEDICO CHE CURAVA I GAY di Rodolfo de Mattei<br />Il 9 marzo 2017 all'età di 70 anni è morto Joseph Nicolosi, lo psicologo clinico statunitense, co-fondatore del NARTH (National Association for Research and Therapy of Homosexuality), noto per essere stato uno dei principali fautori delle cosiddette "terapie riparative" dell'omosessualità e per questo divenuto il nemico numero uno del movimento LGBT internazionale.<br />Nicolosi e la sua organizzazione sono stati oggetto di una vera e propria campagna di persecuzione e delegittimazione nonostante lo psicoterapeuta americano da più di 25 anni mettesse in pratica con successo le sue tecniche "riparative" dell'omosessualità presso la Thomas Aquinas Psychological Clinic di Encino, in California.<br />Una delle affermazioni più devastanti della propaganda LGBT è infatti che l'omosessualità non possa essere curata. I fatti ci dicono invece che la terapia psicologica ha ottenuto grandi successi nel diminuire, e in molti casi anche eliminare del tutto, le indesiderate attrazioni verso lo stesso sesso.<br />CAMPAGNA DI MISTIFICAZIONE<br />Il dott. statunitense Lawrence Hatterer, che ha aiutato tante persone con tendenze omosessuali, ha sottolineato la falsità di tale visione: «Ho "curato" tanti omosessuali [...] Molti di questi pazienti si sono sposati, hanno messo su famiglie e vivono felicemente. E' un mito distruttivo che "una volta omosessuale sarai sempre omosessuale».<br />Tipico esempio di tale campagna di mistificazione nei confronti delle "teorie riparative" è un articolo ad opera di una psicologa, dal titolo La follia delle terapie riparative per i gay, apparso sul settimanale "Donna" del quotidiano "La Repubblica", dove si legge:<br />«[le terapie riparative] sono promosse da un piccolo gruppo di "guaritori", il leader è lo psicologo statunitense Joseph Nicolosi, legati a organizzazioni religiose che sostengono teorie e tecniche non riconosciute e screditate dalla comunità scientifica internazionale. Si tratta di (mal)trattamenti che nel passato facevano ricorso a misure estreme come istituzionalizzazione, castrazione, elettroshock ai genitali. Oggi si basano su training di condizionamento avversivo in apparenza meno scioccanti ed estremi, ma ugualmente dannosi e immorali. Comprendono l'induzione di nausea e vomito mostrando immagini omoerotiche, ad esempio, la somministrazione di scosse elettriche, l'uso della preghiera. Condizionamenti per insegnare a fare "cose da maschi e da femmine", assumendo comportamenti stereotipati del sesso biologico».<br />Un testo, evidentemente falso ed ideologico, in cui Nicolosi veniva ingiustamente accusato di praticare o proporre ai suoi pazienti le terapie cosiddette "avversative" (aversion therapies) attraverso l'utilizzo di tecniche violente ed estreme.<br />Per verificare la veridicità o meno delle affermazioni della psicologa di "La Repubblica" basta andare a consultare la corposa produzione scientifica di Nicolosi e, in particolare, il modello teorico ed il protocollo clinico da lui esposto nel suo volume Shame and attachement loss. In quest'opera, e nei suoi tanti altri libri e numerosi articoli, non è possibile riscontrare alcun riferimento alle aversion therapies e agli altri deprecabili e distorti metodi citati.<br />ELEVATI STANDARD DI ETICITÀ<br />Al contrario, Julie Amilton, presidente emerito del NARTH, ha smentito categoricamente tali calunnie, sottolineando come la sua organizzazione sia da tempo oggetto di una incessante campagna mediatica di odio e disinformazione ideologica: «Il NARTH viene spesso descritto dai giornalisti con termini che non sono utilizzati dal NARTH o dai suoi membri. Ad esempio, talvolta il NARTH è accusato di offrire una "cura" per l'omosessualità, il chè implica che il NARTH vede l'omosessualità come una malattia. 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Già Primario di psichiatria nel celebre Johns Hopkins Hospital, di Baltimora, oggi è Distinguished Service Professor of Psychiatry. Autore di sei libri, ha pubblicato più di 130 saggi in riviste specializzate.<br />Qualche settimana fa, il dott. McHugh ha sollevato un piccolo tsunami nel mondo accademico affermando che il transgenderismo è un "disturbo mentale" che va trattato, e che il cambio di sesso è "biologicamente impossibile". La chirurgia per cambiare sesso, secondo lui, non è la soluzione per persone che soffrono di "disordine di assunzione", vale a dire la percezione che la propria mascolinità o femminilità sia diversa da quella che la natura le ha assegnato biologicamente. Secondo McHugh, le persone che promuovono un tale intervento chirurgico stanno favorendo la diffusione di un disturbo mentale.<br />TASSO DI SUICIDI VENTI VOLTE SUPERIORE<br />Nell'articolo, pubblicato sul Wall Street Journal, lo psichiatra statunitense riporta vari studi che mostrano come il tasso di suicidi tra le persone transgender sia venti volte superiore a quello tra persone non transgender. Egli cita inoltre studi della Vanderbilt University e della Portman Clinic di Londra che mostrano come, nel 70% dei casi, i sentimenti transgender spariscono spontaneamente col passare del tempo.<br />L'ex Primario di psichiatria critica l'amministrazione Obama, Hollywood e i grandi mezzi di co¬municazione, come la rivista Time: "Promovendo il transgenderismo come normale, questi signori non fanno affatto un favore né al pubblico né ai transgender, nel trattare le loro confusioni mentali come un diritto che va difeso piuttosto che come un disturbo mentale che merita comprensione, trattamento e prevenzione ".<br />"Il sentimento di essere transgender costituisce un disturbo mentale in due aspetti - scrive McHugh - il primo è che il cambio di sesso è semplicemente sbagliato, non corrisponde alla realtà fisica. Il secondo è che può portare a conseguenze psicologiche atroci ".<br />Il disturbo della persona transgender, continua McHugh, sta nel fatto che la percezione psicologica che essa ha della propria sessualità non corrisponde alla realtà fisica del suo corpo, cioè alla propria mascolinità o femminilità, come assegnata dalla natura. In linguaggio scientifico si chiama gender dysphoria. Si tratta di un disturbo simile all'anoressia, nella quale, guardandosi allo specchio, una persona pericolosamente magra si vede comunque sempre "sovrappeso", oppure alla dysmorfia, nella quale una persona percepisce se stessa come fisicamente diversa da ciò che in realtà è.<br />L'INTERVENTO CHIRURGICO NON RISOLVE NULLA, ANZI...<br />La percezione delle persone transgender, secondo cui la loro sessualità risiede nella mente, a prescindere dalla realtà anatomica, ha portato al riconoscimento sociale di queste persone basato sull'affermazione di "verità soggettive" che nulla hanno a che fare con la realtà. Non sorprende, dunque, che nell'approvare leggi che permettono il cambio di sesso in minorenni, alcuni Stati abbiano proibito agli psichiatri, anche con l'autorizzazione dei genitori, di trattarli per permetterli di ripristinare la sensibilità sessuale naturale.<br />I promotori degli interventi precoci di cambio di sesso semplicemente non vogliono prendere atto degli innumerevoli studi che mostrano come tra il 70% e l'80% dei giovani che esprimono sentimenti transgender spontaneamente perdono tali sentimenti nel corso del tempo. Inoltre, anche se molti tra quelli che si sommettono a un intervento chirurgico per cambiare sesso si dichiarano "soddisfatti" con l'operazione, la realtà è che, successivamente, il loro adeguamento psicologico e sociale si dimostra pieno di problemi.<br />"Perciò, allo Johns Hopkins abbiamo smesso di fare interventi di cambio di sesso. Ci sembrava che rendere persone apparentemente 'soddisfatte ' ma in realtà piene di problemi psicologici e sociali non era una ragione sufficiente per amputare chirurgicamente organi perfettamente funzionanti", scrive il dott. McHugh.<br />L'ex Primario di psichiatria mette in guardia contro le lobby LGBT che promuovono un tipo di educazione sessuale che presenta il cambio di sesso come "normale". Se la prende pure con i "consiglieri" nelle scuole che suggeriscono ai giovani di prendere le distanze dalle loro famiglie, evitando quindi di sentire altre campane. Infine, critica quei "medici fuorviati" che, al primo accenno di una tendenza sessuale non corretta, somministrano droghe per ritardare la pubertà, per rendere i successivi interventi di cambio di sesso meno onerosi, esponendo i ragazzi a ogni sorta di pericoli, sia fisici sia psicologici. Tale atteggiamento, secondo McHugh, è al limite dell'abuso di minorenni.<br />McHugh ritiene un suo preciso dovere come medico e come psichiatra, avvertire il pubblico che l'ideologia gender costituisce un pericolo per la salute mentale della società: "Dobbiamo puntare il dito e dire che il re è nudo!"<br />"Il cambio di sesso è biologicamente impossibile - conclude McHugh - le persone che si sottopongono a un tale intervento non si trasformano da uomo a donna, o viceversa. Piuttosto, diventano uomini effeminati e donne mascolinizzate. Affermare che tale intervento è un 'diritto 'equivale a promuovere, a livello sociale, un grave disturbo mentale".<br />]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/68231946</guid><pubDate>Wed, 04 Nov 2015 22:00:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/68231946/la_transessualita_e_un_disturbo_mentale.mp3" length="6044838" type="audio/mpeg"/><itunes:author>BastaBugie</itunes:author><itunes:subtitle>TESTO DELL'ARTICOLO ➜ https://www.bastabugie.it/3966

LA TRANSESSUALITA' E' UN DISTURBO MENTALE
 
Il dott. Paul R. McHugh è uno dei più autorevoli psichiatri a livello mondiale, con quasi mezzo secolo di pratica professionale. Già Primario di...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="https://www.bastabugie.it/3966" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://www.bastabugie.it/3966</a><br /><br />LA TRANSESSUALITA' E' UN DISTURBO MENTALE<br /> <br />Il dott. Paul R. McHugh è uno dei più autorevoli psichiatri a livello mondiale, con quasi mezzo secolo di pratica professionale. Già Primario di psichiatria nel celebre Johns Hopkins Hospital, di Baltimora, oggi è Distinguished Service Professor of Psychiatry. Autore di sei libri, ha pubblicato più di 130 saggi in riviste specializzate.<br />Qualche settimana fa, il dott. McHugh ha sollevato un piccolo tsunami nel mondo accademico affermando che il transgenderismo è un "disturbo mentale" che va trattato, e che il cambio di sesso è "biologicamente impossibile". La chirurgia per cambiare sesso, secondo lui, non è la soluzione per persone che soffrono di "disordine di assunzione", vale a dire la percezione che la propria mascolinità o femminilità sia diversa da quella che la natura le ha assegnato biologicamente. Secondo McHugh, le persone che promuovono un tale intervento chirurgico stanno favorendo la diffusione di un disturbo mentale.<br />TASSO DI SUICIDI VENTI VOLTE SUPERIORE<br />Nell'articolo, pubblicato sul Wall Street Journal, lo psichiatra statunitense riporta vari studi che mostrano come il tasso di suicidi tra le persone transgender sia venti volte superiore a quello tra persone non transgender. Egli cita inoltre studi della Vanderbilt University e della Portman Clinic di Londra che mostrano come, nel 70% dei casi, i sentimenti transgender spariscono spontaneamente col passare del tempo.<br />L'ex Primario di psichiatria critica l'amministrazione Obama, Hollywood e i grandi mezzi di co¬municazione, come la rivista Time: "Promovendo il transgenderismo come normale, questi signori non fanno affatto un favore né al pubblico né ai transgender, nel trattare le loro confusioni mentali come un diritto che va difeso piuttosto che come un disturbo mentale che merita comprensione, trattamento e prevenzione ".<br />"Il sentimento di essere transgender costituisce un disturbo mentale in due aspetti - scrive McHugh - il primo è che il cambio di sesso è semplicemente sbagliato, non corrisponde alla realtà fisica. Il secondo è che può portare a conseguenze psicologiche atroci ".<br />Il disturbo della persona transgender, continua McHugh, sta nel fatto che la percezione psicologica che essa ha della propria sessualità non corrisponde alla realtà fisica del suo corpo, cioè alla propria mascolinità o femminilità, come assegnata dalla natura. In linguaggio scientifico si chiama gender dysphoria. Si tratta di un disturbo simile all'anoressia, nella quale, guardandosi allo specchio, una persona pericolosamente magra si vede comunque sempre "sovrappeso", oppure alla dysmorfia, nella quale una persona percepisce se stessa come fisicamente diversa da ciò che in realtà è.<br />L'INTERVENTO CHIRURGICO NON RISOLVE NULLA, ANZI...<br />La percezione delle persone transgender, secondo cui la loro sessualità risiede nella mente, a prescindere dalla realtà anatomica, ha portato al riconoscimento sociale di queste persone basato sull'affermazione di "verità soggettive" che nulla hanno a che fare con la realtà. Non sorprende, dunque, che nell'approvare leggi che permettono il cambio di sesso in minorenni, alcuni Stati abbiano proibito agli psichiatri, anche con l'autorizzazione dei genitori, di trattarli per permetterli di ripristinare la sensibilità sessuale naturale.<br />I promotori degli interventi precoci di cambio di sesso semplicemente non vogliono prendere atto degli innumerevoli studi che mostrano come tra il 70% e l'80% dei giovani che esprimono sentimenti transgender spontaneamente perdono tali sentimenti nel corso del tempo. Inoltre, anche se molti tra quelli che si sommettono a un intervento chirurgico per cambiare sesso si dichiarano "soddisfatti" con l'operazione, la realtà è che, successivamente, il loro adeguamento psicologico e...]]></itunes:summary><itunes:duration>378</itunes:duration><itunes:keywords>consiglieri,disturbomentale,genitori,ilreenudo,transessualità</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/373d32cd13757746dc7321b019da4b66.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Chi si dichiara gay non può ricevere la comunione</title><link>https://www.spreaker.com/episode/chi-si-dichiara-gay-non-puo-ricevere-la-comunione--66995505</link><description><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="https://www.bastabugie.it/3834" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://www.bastabugie.it/3834</a><br /><br />CHI SI DICHIARA GAY NON PUO' RICEVERE LA COMUNIONE di Pierfrancesco Nardini<br /> <br />Una delle critiche più frequenti a chi si manifesta assolutamente non possibilista sulla Comunione agli omosessuali praticanti è che questa posizione (e quindi la posizione della Chiesa) sarebbe discriminatoria.<br />Il Dizionario Garzanti definisce "discriminare" come "discernere, distinguere, fare una differenza" e anche "assumere atteggiamenti, comportamenti, provvedimenti che, all'interno di un gruppo o di una società, ne isolano o danneggiano una parte". Possiamo definirla quindi anche come "non permettere l'accesso a diritti che spettano come a tutti gli altri".<br />NON SI DISCRIMINA NESSUNO SE GLI SI ATTRIBUISCE QUEL CHE MERITA<br />Ora, in uno Stato non si è mai sentito (anche se, ultimamente, la certezza della pena, soprattutto per gli stranieri, in Italia è inesistente) difendere uno che commette un reato con l'argomento della discriminazione: "togliergli la libertà è una discriminazione".<br />L'esempio è ben più calzante di quel che alcuni possono pregiudizialmente pensare, anche se ovviamente l'omosessualità non è un reato civile o penale per la Costituzione italiana, e spiego in che senso. Non si discrimina nessuno se gli si attribuisce quel che merita sulla base della sua condotta (se l'omicida è condannato all'ergastolo, metterlo in galera per il resto della sua vita è un diritto della comunità e la logica conseguenza delle sue azioni). Non vi è nessuna discriminazione, nessuna differenza rispetto a chi ha avuto una condotta diversa (l'uomo o la donna onesti e rispettosi della vita altrui).<br />Quello che si vuole dire è che non ci può essere discriminazione nel trattare diversamente due situazioni diverse.<br />Arriveremmo altrimenti ad una contraddizione, nei fatti oltre che in termini. Ed anche ad una vera discriminazione, opposta: quella di chi ha una condotta giusta e non vede punito chi invece non l'ha avuta.<br />Ecco, proprio questa contraddizione in termini e in fatto vorrebbe introdurre chi continua a urlare ai quattro venti che "la Chiesa deve prendere atto" della situazione odierna e aprire l'accesso ai sacramenti anche alle persone che praticano l'omosessualità. Gravissimo è il sentirlo da sacerdoti, vescovi e cardinali. Agli anticlericali (espressi e non) siamo abituati.<br />La Chiesa cattolica non discrimina nessuno. Da sempre infatti si distingue tra inclinazione omosessuale (che non è peccato, ma disordine) e pratica omosessuale (che invece è peccato grave). Se dunque una persona con tendenze e pratiche omosessuali si pente, si confessa con il proposito di non peccare più (Catechismo di San Pio X can. 358 e can. 369), quindi non ricade più nella condizione precedente, non ha nessun tipo di problema a ricevere la Comunione (Catechismo della Chiesa Cattolica, can. 1415; Catechismo di San Pio X can. 335). Così come chiunque confessi qualsiasi altro peccato grave.<br />UN PROBLEMA BEN PIÙ PROFONDO<br />Il problema, quindi, si sposta ed è ben diverso, e direi anche ben più profondo, della pratica omosessuale.<br />Quel che conta, e tanto, è il peccato (parola oggi dimenticata), conta lo stato in cui si trova chi si avvicina alla Comunione: se questo è in peccato mortale, non può riceverla. E questo vale per qualsiasi tipo di peccato mortale, non solo per l'omosessuale. Il problema, in sostanza, è la recidiva.<br />Se una persona non si pente, persevera ostinatamente nel peccato (qualsiasi peccato grave non solo quello della pratica omosessuale), addirittura se ne vanta e ne fa una battaglia, non ha senso dare il perdono. Anzi, non è proprio possibile dare l'assoluzione. E questo per diritto divino.<br />Viene spiegato chiaramente dal Catechismo di San Pio X che tra gli elementi necessari per una buona Comunione esige l'«essere in grazia di Dio» (Catechismo di San Pio X can. 335; vedi anche Concilio di Trento, Sess. 12, can. 7 e can. 11, che insegna che per ricevere l'Eucaristia si richiede lo stato di grazia). Essere in grazia di Dio significa «avere la coscienza monda da ogni peccato mortale» (Catechismo di San Pio X can. 336). Ancora più efficacemente era stato spiegato da San Paolo quando aveva ammonito che ricevere la Comunione in peccato mortale equivale a mangiare la propria condanna (1Cor 11, 27-29).<br />Piccola parentesi su un altro elemento richiesto dal can. 335 del Catechismo di Papa Sarto: «sapere e pensare Chi si va a ricevere»: sembra sempre più chiaro, purtroppo, che molti non sanno Chi vanno a ricevere, che nella sacra Ostia c'è Nostro Signore Gesù Cristo (Catechismo di San Pio X can. 316 e can. 322). E questo influisce, e tanto.<br />Alla luce di quanto ricordato (qualcuno dovrebbe proprio imparare...) non ha senso parlare di discriminazione per gli omosessuali nel non poter ricevere la Comunione. Il senso invece è quello che nessuno può avvicinarsi a Cristo in stato di peccato mortale, qualsiasi esso sia. L'omosessuale che abbia compiuto pratiche omosessuali è uguale a chi ha rapporti sessuali al di fuori del matrimonio (adulterio) o a chi ha una vita sessuale disordinata (fornicazione): sono tutti in peccato grave (sebbene con differente gravità) e nessuno può ricevere la Comunione, senza la Confessione.<br />SE MANCA IL VERO PENTIMENTO...<br />La preclusione non ha luogo perché è omosessuale, ma perché manca il vero pentimento.<br />Che la pratica omosessuale sia peccato grave (mortale) come gli altri sopra elencati (ed altri ancora) non ci sono dubbi.<br />La Chiesa lo afferma da sempre. E lo ha ribadito e riassunto nel Catechismo, quando al can. 2357 insegna che «[...] Appoggiandosi sulla Sacra Scrittura, che presenta le relazioni omosessuali come gravi depravazioni (v. Gn 19, 1-29; Rm 1, 24-27; 1Cor 6, 9-10; 1Tm 1, 10), la Tradizione ha sempre dichiarato che «gli atti di omosessualità sono intrinsecamente disordinati» (Congregazione per la Dottrina della Fede, Dich. Persona Humana, 8). Sono contrari alla legge naturale. Precludono all'atto sessuale il dono della vita. Non sono il frutto di una vera complementarietà affettiva e sessuale. In nessun caso possono essere approvati».<br />Ancora più importante è ricordare che l'atto sessuale tra persone dello stesso sesso rientra nei peccati che gridano vendetta al cospetto di Dio, dato che è peccato impuro (fornicazione) contro natura (stesso sesso). Non serve aggiungere altro.<br />Dai Dieci Comandamenti in poi questo è sempre stato insegnato in modo chiaro e inequivoco da Dio, da Cristo e dalla Sua Chiesa. Chi contestasse l'incontestabile sappia che non si è costretti ad essere cattolici, ma, se lo si vuole essere, si deve seguire quel che Cristo, tramite gli Apostoli e la Chiesa, ha insegnato, e lo si deve seguire integralmente, non manipolandolo a proprio piacimento, secondo quel che fa comodo. I cripto-protestanti possono tranquillamente entrare in una delle tante confessioni figlie di Lutero.<br />Alla luce di quanto esposto, il non poter assolutamente dare la Comunione a persone non con tendenze, ma con pratiche omosessuali, vi sembra discriminazione o la semplice applicazione delle Leggi di Cristo? Come non si griderebbe alla discriminazione per il ladro messo in galera, perché si dovrebbe credere ad una discriminazione per i peccatori di omosessualità esclusi dalla Comunione? Semmai, ci sarebbe anche qui, se ammessi, una discriminazione al contrario: quella dei fedeli in stato di grazia che non vedono differenza con quelli in peccato grave.<br />Viene da pensare che questo atteggiamento sia un ulteriore cavallo di Troia da regalare alla Chiesa e a chi propaganda l'omosessualismo.<br /><br />]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/66995505</guid><pubDate>Wed, 22 Jul 2015 10:51:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/66995505/chi_si_dichiara_gay.mp3" length="8425683" type="audio/mpeg"/><itunes:author>BastaBugie</itunes:author><itunes:subtitle>TESTO DELL'ARTICOLO ➜ https://www.bastabugie.it/3834

CHI SI DICHIARA GAY NON PUO' RICEVERE LA COMUNIONE di Pierfrancesco Nardini
 
Una delle critiche più frequenti a chi si manifesta assolutamente non possibilista sulla Comunione agli omosessuali...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="https://www.bastabugie.it/3834" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://www.bastabugie.it/3834</a><br /><br />CHI SI DICHIARA GAY NON PUO' RICEVERE LA COMUNIONE di Pierfrancesco Nardini<br /> <br />Una delle critiche più frequenti a chi si manifesta assolutamente non possibilista sulla Comunione agli omosessuali praticanti è che questa posizione (e quindi la posizione della Chiesa) sarebbe discriminatoria.<br />Il Dizionario Garzanti definisce "discriminare" come "discernere, distinguere, fare una differenza" e anche "assumere atteggiamenti, comportamenti, provvedimenti che, all'interno di un gruppo o di una società, ne isolano o danneggiano una parte". Possiamo definirla quindi anche come "non permettere l'accesso a diritti che spettano come a tutti gli altri".<br />NON SI DISCRIMINA NESSUNO SE GLI SI ATTRIBUISCE QUEL CHE MERITA<br />Ora, in uno Stato non si è mai sentito (anche se, ultimamente, la certezza della pena, soprattutto per gli stranieri, in Italia è inesistente) difendere uno che commette un reato con l'argomento della discriminazione: "togliergli la libertà è una discriminazione".<br />L'esempio è ben più calzante di quel che alcuni possono pregiudizialmente pensare, anche se ovviamente l'omosessualità non è un reato civile o penale per la Costituzione italiana, e spiego in che senso. Non si discrimina nessuno se gli si attribuisce quel che merita sulla base della sua condotta (se l'omicida è condannato all'ergastolo, metterlo in galera per il resto della sua vita è un diritto della comunità e la logica conseguenza delle sue azioni). Non vi è nessuna discriminazione, nessuna differenza rispetto a chi ha avuto una condotta diversa (l'uomo o la donna onesti e rispettosi della vita altrui).<br />Quello che si vuole dire è che non ci può essere discriminazione nel trattare diversamente due situazioni diverse.<br />Arriveremmo altrimenti ad una contraddizione, nei fatti oltre che in termini. Ed anche ad una vera discriminazione, opposta: quella di chi ha una condotta giusta e non vede punito chi invece non l'ha avuta.<br />Ecco, proprio questa contraddizione in termini e in fatto vorrebbe introdurre chi continua a urlare ai quattro venti che "la Chiesa deve prendere atto" della situazione odierna e aprire l'accesso ai sacramenti anche alle persone che praticano l'omosessualità. Gravissimo è il sentirlo da sacerdoti, vescovi e cardinali. Agli anticlericali (espressi e non) siamo abituati.<br />La Chiesa cattolica non discrimina nessuno. Da sempre infatti si distingue tra inclinazione omosessuale (che non è peccato, ma disordine) e pratica omosessuale (che invece è peccato grave). Se dunque una persona con tendenze e pratiche omosessuali si pente, si confessa con il proposito di non peccare più (Catechismo di San Pio X can. 358 e can. 369), quindi non ricade più nella condizione precedente, non ha nessun tipo di problema a ricevere la Comunione (Catechismo della Chiesa Cattolica, can. 1415; Catechismo di San Pio X can. 335). Così come chiunque confessi qualsiasi altro peccato grave.<br />UN PROBLEMA BEN PIÙ PROFONDO<br />Il problema, quindi, si sposta ed è ben diverso, e direi anche ben più profondo, della pratica omosessuale.<br />Quel che conta, e tanto, è il peccato (parola oggi dimenticata), conta lo stato in cui si trova chi si avvicina alla Comunione: se questo è in peccato mortale, non può riceverla. E questo vale per qualsiasi tipo di peccato mortale, non solo per l'omosessuale. Il problema, in sostanza, è la recidiva.<br />Se una persona non si pente, persevera ostinatamente nel peccato (qualsiasi peccato grave non solo quello della pratica omosessuale), addirittura se ne vanta e ne fa una battaglia, non ha senso dare il perdono. Anzi, non è proprio possibile dare l'assoluzione. E questo per diritto divino.<br />Viene spiegato chiaramente dal Catechismo di San Pio X che tra gli elementi necessari per una buona Comunione esige l'«essere in grazia di Dio» (Catechismo...]]></itunes:summary><itunes:duration>527</itunes:duration><itunes:keywords>catechismo,comunione,discriminazione,gay,pentimento,sanpiox</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/587be9350c1d733b080cdca0488bd7ed.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Finalmente Dio permette</title><link>https://www.spreaker.com/episode/finalmente-dio-permette--63267429</link><description><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="https://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=3534" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=3534</a><br /><br />FINALMENTE DIO PERMETTE AGLI UOMINI DI FARE CIO' CHE VOGLIONO: OMOSESSUALITA', DIVORZI, ABORTI, ECC.<br /> <br />Il vescovo li vede arrivare, una folla di persone dall'aria decisa. Sospirando, si girò verso di loro: "Che cosa volete, figlioli?". Quello che era evidentemente il loro capo si fece avanti: "Vogliamo che la Chiesa...". Il santo vescovo li ascoltò pazientemente, poi ad un certo punto alzò la mano: "Sì, sì, credo di avere capito. A questo punto penso che sia meglio che queste cose le chiediate direttamente a Dio."<br />Si levò un mormorio di sorpresa. "Ma... disturbarlo per..." Ma il vescovo fece un cenno con la mano a liquidare l'obiezione e si avviò con passo deciso. Gli altri lo seguirono.<br />Dio stava potando delle viti nel suo giardino. "Sì, un attimo, ho quasi finito." Recise un ultimo ramo e poi si sedette su un muretto. "Allora, forza, parlate" disse, con fare affabile.<br />Si fece avanti il capo del gruppo: "Signore, ecco, noi... vorremmo che permettessi l'uso di anticoncezionali..." Disse, quasi farfugliando. Dio scambiò un'occhiata con il vescovo: "Certo, lo permetto". Un mormorio di sorpresa si levò tra i presenti, che cominciarono a scambiarsi pacche sulle spalle. "C'è altro, vero?" disse Dio. "Ecco, vorremmo che fossero permessi anche i rapporti omosessuali...". "Sono permessi", disse Dio. Da alcuni degli astanti si levarono degli "Olè". "E anche i rapporti al di fuori del matrimonio...". "Accordàti", fece Dio. "La masturbazione...". "Certo". "L'aborto...". "Come no. Ma aspettate, è inutile che vi sforziate di esprimerlo in parole, tanto lo posso leggere in voi cosa vorreste fare."<br />Li guardò, uno per uno. "Vorreste fare del sesso quando vi va e con chi vi va? Lo permetto. Anche con dei bambini? Sì, lo permetto. Vorreste impossessarvi dei beni di chi secondo voi ha troppo? Lo permetto. Della donna, dell'uomo di un altro? Lo permetto. Anche con la forza? Con la menzogna? Lo permetto. Volete uccidere chi non sopportate? Permetto anche questo."<br />Man mano che Dio parlava, tutti ad uno ad uno tacquero. Dio si alzò: "Io permetto tutte queste cose. Le permetto già. E dovreste saperlo, visto che già le fate. Tutte". Si avvicinò, e fissò negli occhi il loro capo: "Ma quello che non posso fare è dire che tutte queste cose vi renderanno felici. Non posso proprio farvele bastare. Perché io ho fatto voi uomini in un'altra maniera." Mentre parlava sorrideva, un sorriso triste. "Non solo il fare tutte queste azioni non vi basterà, ma vi renderà ancora più infelici, perché sono proprio il contrario del modo in cui vi ho fatto."<br />Il leader del gruppo abbassò lo sguardo. Dio gli posò una mano sulla spalla: "Vi ho fatti in una certa maniera, e nemmeno io posso farvi in maniera diversa senza disfarvi del tutto. Nel fondo del vostro cuore voi non volete le cose che avete chiesto: chiedete delle cose che pensate colmino quella sete che avete, ma non sono le cose giuste. Sono le cose che qualcuno che odia voi e me vi ha suggerito proprio sapendo cosa vi succederebbe."<br />Si rivolse a quelli dietro: "Voi, che già le fate, ditemi, vi hanno resi felici, o ancora più disperati e famelici? Cosa è successo, come conseguenza di quelle azioni? Quale tristezza e schifo hanno generato?" Nessuno parlò. "E quindi," proseguì Dio, "cosa vorreste che io facessi? Che, nonostante quello che siete, quello che è, io vi dessi il permesso di sentirvi giustificati qualsiasi cosa facciate? In maniera da accusarmi anche di questo? Bene, il permesso di farlo ve l'ho dato. E ve l'ho dato fin dal principio. Si chiama libertà. Ma avete anche qualcosa d'altro, dentro, cioè la conoscenza di cosa sia bene e cosa sia male. E nemmeno io posso togliervela, perché ve la siete presa assieme alla libertà."<br />Si accostò al vescovo, passò il braccio attorno alle sue spalle bianche e lo strinse a sé. "Il vostro vescovo vi può ricordare cosa io stesso ho detto ai vostri padri. Cos'è che può rendervi felici. Ma, se non lo posso io, neanche lui può cambiare la vostra natura". "Cos'è che può renderci felici, allora?" chiese il capo del gruppo. "Già lo sai" disse Dio "stare qui assieme a me."<br />A questo punto, il silenzio era totale. Neanche si sentivano più gli uccellini tra i rami del giardino. Poi, uno ad uno, i presenti si voltarono e se ne andarono.<br />Alla fine rimasero solo Dio e il vescovo. Il vescovo sospirò: "Credi che l'abbiano capito, stavolta?" chiese, rivolgendosi a Dio. Dio si strinse le spalle: "Come tutte le altre volte. Ma una cosa la sanno, anche se ogni volta sembrano scordarsene". Il vescovo si girò verso Dio: "E qual è?". Rispose Dio: "Che io li amo".]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/63267429</guid><pubDate>Fri, 12 Dec 2014 14:57:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/63267429/finalmente_dio_permette.mp3" length="6349679" type="audio/mpeg"/><itunes:author>BastaBugie</itunes:author><itunes:subtitle>TESTO DELL'ARTICOLO ➜ https://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=3534

FINALMENTE DIO PERMETTE AGLI UOMINI DI FARE CIO' CHE VOGLIONO: OMOSESSUALITA', DIVORZI, ABORTI, ECC.
 
Il vescovo li vede arrivare, una folla di persone dall'aria decisa....</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="https://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=3534" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=3534</a><br /><br />FINALMENTE DIO PERMETTE AGLI UOMINI DI FARE CIO' CHE VOGLIONO: OMOSESSUALITA', DIVORZI, ABORTI, ECC.<br /> <br />Il vescovo li vede arrivare, una folla di persone dall'aria decisa. Sospirando, si girò verso di loro: "Che cosa volete, figlioli?". Quello che era evidentemente il loro capo si fece avanti: "Vogliamo che la Chiesa...". Il santo vescovo li ascoltò pazientemente, poi ad un certo punto alzò la mano: "Sì, sì, credo di avere capito. A questo punto penso che sia meglio che queste cose le chiediate direttamente a Dio."<br />Si levò un mormorio di sorpresa. "Ma... disturbarlo per..." Ma il vescovo fece un cenno con la mano a liquidare l'obiezione e si avviò con passo deciso. Gli altri lo seguirono.<br />Dio stava potando delle viti nel suo giardino. "Sì, un attimo, ho quasi finito." Recise un ultimo ramo e poi si sedette su un muretto. "Allora, forza, parlate" disse, con fare affabile.<br />Si fece avanti il capo del gruppo: "Signore, ecco, noi... vorremmo che permettessi l'uso di anticoncezionali..." Disse, quasi farfugliando. Dio scambiò un'occhiata con il vescovo: "Certo, lo permetto". Un mormorio di sorpresa si levò tra i presenti, che cominciarono a scambiarsi pacche sulle spalle. "C'è altro, vero?" disse Dio. "Ecco, vorremmo che fossero permessi anche i rapporti omosessuali...". "Sono permessi", disse Dio. Da alcuni degli astanti si levarono degli "Olè". "E anche i rapporti al di fuori del matrimonio...". "Accordàti", fece Dio. "La masturbazione...". "Certo". "L'aborto...". "Come no. Ma aspettate, è inutile che vi sforziate di esprimerlo in parole, tanto lo posso leggere in voi cosa vorreste fare."<br />Li guardò, uno per uno. "Vorreste fare del sesso quando vi va e con chi vi va? Lo permetto. Anche con dei bambini? Sì, lo permetto. Vorreste impossessarvi dei beni di chi secondo voi ha troppo? Lo permetto. Della donna, dell'uomo di un altro? Lo permetto. Anche con la forza? Con la menzogna? Lo permetto. Volete uccidere chi non sopportate? Permetto anche questo."<br />Man mano che Dio parlava, tutti ad uno ad uno tacquero. Dio si alzò: "Io permetto tutte queste cose. Le permetto già. E dovreste saperlo, visto che già le fate. Tutte". Si avvicinò, e fissò negli occhi il loro capo: "Ma quello che non posso fare è dire che tutte queste cose vi renderanno felici. Non posso proprio farvele bastare. Perché io ho fatto voi uomini in un'altra maniera." Mentre parlava sorrideva, un sorriso triste. "Non solo il fare tutte queste azioni non vi basterà, ma vi renderà ancora più infelici, perché sono proprio il contrario del modo in cui vi ho fatto."<br />Il leader del gruppo abbassò lo sguardo. Dio gli posò una mano sulla spalla: "Vi ho fatti in una certa maniera, e nemmeno io posso farvi in maniera diversa senza disfarvi del tutto. Nel fondo del vostro cuore voi non volete le cose che avete chiesto: chiedete delle cose che pensate colmino quella sete che avete, ma non sono le cose giuste. Sono le cose che qualcuno che odia voi e me vi ha suggerito proprio sapendo cosa vi succederebbe."<br />Si rivolse a quelli dietro: "Voi, che già le fate, ditemi, vi hanno resi felici, o ancora più disperati e famelici? Cosa è successo, come conseguenza di quelle azioni? Quale tristezza e schifo hanno generato?" Nessuno parlò. "E quindi," proseguì Dio, "cosa vorreste che io facessi? Che, nonostante quello che siete, quello che è, io vi dessi il permesso di sentirvi giustificati qualsiasi cosa facciate? In maniera da accusarmi anche di questo? Bene, il permesso di farlo ve l'ho dato. E ve l'ho dato fin dal principio. Si chiama libertà. Ma avete anche qualcosa d'altro, dentro, cioè la conoscenza di cosa sia bene e cosa sia male. E nemmeno io posso togliervela, perché ve la siete presa assieme alla libertà."<br />Si accostò al vescovo, passò il braccio...]]></itunes:summary><itunes:duration>397</itunes:duration><itunes:keywords>aborto,divorzio,felicità,permesso,vuoto</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/b0feee26001c52f3e902b2eb340c1e5e.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>L'India delude le lobby gay</title><link>https://www.spreaker.com/episode/l-india-delude-le-lobby-gay--61337538</link><description><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="https://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=3420" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=3420</a><br /><br />L'INDIA DELUDE LE LOBBY GAY E MANTIENE LA CONDANNA PENALE PER IL REATO DI OMOSESSUALITA' di Vittorio Messori<br /><br />Non si ripeterà mai abbastanza che Dio non ha bisogno delle nostre bugie o delle nostre manipolazioni della storia, magari per adeguarci allo spirito del tempo, nella speranza di suscitare simpatie nei nostri contemporanei.<br />L'INDIA HA DELUSO LE LOBBY GAY<br />Per stare a un fatto recente: la Corte Costituzionale dell'India ha deluso le lobby gay, confermando la condanna prevista dal Codice penale per il "reato di omosessualità". Tra coloro che hanno protestato per il mantenimento di quel reato c'è stato anche, a nome della Conferenza Episcopale dell'India, che presiede, il cardinal Oswald Gracias, arcivescovo di Bombay, ora Mumbai. Ha affermato il porporato: «La Chiesa cattolica non è mai stata contraria alla depenalizzazione dell'omosessualità, perché mai ha considerato come criminali coloro che la praticano. In quanto cristiani esprimiamo loro il nostro pieno rispetto verso questi fratelli. La Chiesa cattolica si oppone alla legalizzazione del matrimonio tra persone dello stesso sesso, ma insegna che gli omosessuali hanno la stessa dignità di ogni essere umano».<br />SCRITTURA E TRADIZIONE<br />Preciso subito: non intendo prendere posizione, qui, su una questione così arroventata e ancora ben lungi dal trovare unanimità di consensi. Nella Chiesa e fuori. Già ne ho parlato altrove. Ciò che ora interessa osservare è che, pur dando per scontate le buone intenzioni, le parole del presule indiano non rispecchiano né la Scrittura né la Tradizione. Quanto alla Bibbia, lasciamo pur da parte la pena di morte prevista, senza eccezioni, per i "sodomiti" nell'Antico Testamento. Quanto al Nuovo, accenniamo solo al san Paolo che, sin dal primo capitolo della lettera ai Romani, parla di «passioni infami», «atti ignominiosi», «intelligenza depravata» e altro, sino a concludere che «gli autori di tali cose meritano la morte».<br />SANT'AGOSTINO, GREGORIO XIII, CONCILIO LATERANENSE III<br />Per venire alla Tradizione cattolica, sorprende davvero che il cardinale indiano affermi che «la Chiesa non ha mai considerato criminali coloro che praticano l'omosessualità». Per ricordare soltanto alcune prese di posizione del Magistero: un papa proclamato santo, Pio V, pubblicò una Costituzione apostolica significativa sin dalle due prime parole: Horrendum illud. Nel documento si giudica «il supplizio capitale opportuna punizione per l'orrendo crimine del peccato contro natura». Lo stesso pontefice in un'altra Costituzione, Cum primum, ammonisce i magistrati civili che «se saranno negligenti nel punire questi crimini, ne saranno colpevoli al cospetto del giudizio divino». Ma già sant'Agostino affermava che gli atti di sodomia «devono essere condannati e puniti dalla Chiesa ovunque e sempre». E quel Santo sapeva quel che diceva, visto che nelle sue Confessioni sembra far capire che, prima della conversione, egli pure non disdegnò il costume del Basso Impero Romano, per il quale era pratica normale, anche per i non omosessuali, la pederastia con i giovani schiavi. Per tornare ai papi, Gregorio XIII, promulgando gli Statuta Urbis Romae, confermò che anche, anzi soprattutto, nell'Urbe i sodomiti dovevano essere condotti al rogo. Sul piano più alto, quello del Diritto Canonico, la condanna più severa è stabilita nel Decretum di Graziano e nel Concilio Lateranense III fu approvato un canone che ribadiva la pena di morte per i sodomiti, pena preceduta dalla solenne scomunica.<br />LA CONDANNA DI TUTTE LE RELIGIONI E CULTURE (ECCETTO L'OCCIDENTE LIBERAL)<br />Si potrebbe continuare, ma ce ne è abbastanza per mostrare che la tolleranza cattolica nei riguardi dell'omosessualità non è mai esistita: al contrario, il termine "crimine" (checché se ne dica a Bombay) è ribadito nei termini più espliciti. Oggi si può, anzi si deve, approfondire un tema che sembra diventato addirittura centrale nel dibattito anche politico. Ci sarà lavoro, nella Chiesa, per teologi e moralisti per stabilire se e come sia stato giustificato tanto rigore verso una minoranza spesso incolpevole e che, enigmaticamente, si rinnova in ogni popolo a ogni generazione. Occorrerà però confrontarsi con quanto Scrittura e Tradizione, unanimi, hanno sempre insegnato, non rimuovendo un costante insegnamento sia biblico che canonico. Non è né lecito né utile ad alcuno cambiare la carte in tavola per cercare la benevolenza del pensiero egemone attuale. Non dimenticando, peraltro, che la condanna cristiana non è certo isolata ma rispecchia quella di ogni altra religione e società. Oggi ancora, con la sola eccezione dell'Occidente liberal.<br />]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/61337538</guid><pubDate>Fri, 12 Sep 2014 14:23:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/61337538/l_india_delude_le_lobby_gay.mp3" length="6052093" type="audio/mpeg"/><itunes:author>BastaBugie</itunes:author><itunes:subtitle>TESTO DELL'ARTICOLO ➜ https://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=3420

L'INDIA DELUDE LE LOBBY GAY E MANTIENE LA CONDANNA PENALE PER IL REATO DI OMOSESSUALITA' di Vittorio Messori

Non si ripeterà mai abbastanza che Dio non ha bisogno delle nostre...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="https://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=3420" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=3420</a><br /><br />L'INDIA DELUDE LE LOBBY GAY E MANTIENE LA CONDANNA PENALE PER IL REATO DI OMOSESSUALITA' di Vittorio Messori<br /><br />Non si ripeterà mai abbastanza che Dio non ha bisogno delle nostre bugie o delle nostre manipolazioni della storia, magari per adeguarci allo spirito del tempo, nella speranza di suscitare simpatie nei nostri contemporanei.<br />L'INDIA HA DELUSO LE LOBBY GAY<br />Per stare a un fatto recente: la Corte Costituzionale dell'India ha deluso le lobby gay, confermando la condanna prevista dal Codice penale per il "reato di omosessualità". Tra coloro che hanno protestato per il mantenimento di quel reato c'è stato anche, a nome della Conferenza Episcopale dell'India, che presiede, il cardinal Oswald Gracias, arcivescovo di Bombay, ora Mumbai. Ha affermato il porporato: «La Chiesa cattolica non è mai stata contraria alla depenalizzazione dell'omosessualità, perché mai ha considerato come criminali coloro che la praticano. In quanto cristiani esprimiamo loro il nostro pieno rispetto verso questi fratelli. La Chiesa cattolica si oppone alla legalizzazione del matrimonio tra persone dello stesso sesso, ma insegna che gli omosessuali hanno la stessa dignità di ogni essere umano».<br />SCRITTURA E TRADIZIONE<br />Preciso subito: non intendo prendere posizione, qui, su una questione così arroventata e ancora ben lungi dal trovare unanimità di consensi. Nella Chiesa e fuori. Già ne ho parlato altrove. Ciò che ora interessa osservare è che, pur dando per scontate le buone intenzioni, le parole del presule indiano non rispecchiano né la Scrittura né la Tradizione. Quanto alla Bibbia, lasciamo pur da parte la pena di morte prevista, senza eccezioni, per i "sodomiti" nell'Antico Testamento. Quanto al Nuovo, accenniamo solo al san Paolo che, sin dal primo capitolo della lettera ai Romani, parla di «passioni infami», «atti ignominiosi», «intelligenza depravata» e altro, sino a concludere che «gli autori di tali cose meritano la morte».<br />SANT'AGOSTINO, GREGORIO XIII, CONCILIO LATERANENSE III<br />Per venire alla Tradizione cattolica, sorprende davvero che il cardinale indiano affermi che «la Chiesa non ha mai considerato criminali coloro che praticano l'omosessualità». Per ricordare soltanto alcune prese di posizione del Magistero: un papa proclamato santo, Pio V, pubblicò una Costituzione apostolica significativa sin dalle due prime parole: Horrendum illud. Nel documento si giudica «il supplizio capitale opportuna punizione per l'orrendo crimine del peccato contro natura». Lo stesso pontefice in un'altra Costituzione, Cum primum, ammonisce i magistrati civili che «se saranno negligenti nel punire questi crimini, ne saranno colpevoli al cospetto del giudizio divino». Ma già sant'Agostino affermava che gli atti di sodomia «devono essere condannati e puniti dalla Chiesa ovunque e sempre». E quel Santo sapeva quel che diceva, visto che nelle sue Confessioni sembra far capire che, prima della conversione, egli pure non disdegnò il costume del Basso Impero Romano, per il quale era pratica normale, anche per i non omosessuali, la pederastia con i giovani schiavi. Per tornare ai papi, Gregorio XIII, promulgando gli Statuta Urbis Romae, confermò che anche, anzi soprattutto, nell'Urbe i sodomiti dovevano essere condotti al rogo. Sul piano più alto, quello del Diritto Canonico, la condanna più severa è stabilita nel Decretum di Graziano e nel Concilio Lateranense III fu approvato un canone che ribadiva la pena di morte per i sodomiti, pena preceduta dalla solenne scomunica.<br />LA CONDANNA DI TUTTE LE RELIGIONI E CULTURE (ECCETTO L'OCCIDENTE LIBERAL)<br />Si potrebbe continuare, ma ce ne è abbastanza per mostrare che la tolleranza cattolica nei riguardi dell'omosessualità non è mai esistita: al contrario, il termine "crimine" (checché se ne dica...]]></itunes:summary><itunes:duration>379</itunes:duration><itunes:keywords>bombay,consensi,depenalizzazione,india,lobbygay</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/1c479f76142a85fe2d2cd9747920cfeb.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Il paradosso norvegese smentisce l'ideologia del gender</title><link>https://www.spreaker.com/episode/il-paradosso-norvegese-smentisce-l-ideologia-del-gender--60290056</link><description><![CDATA[VIDEO: Il paradosso norvegese ➜ <a href="https://www.youtube.com/watch?v=2qx6geFpCmA&amp;list=PLolpIV2TSebV77TepqE_q5EwBUVyPvMmw" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://www.youtube.com/watch?v=2qx6geFpCmA&amp;list=PLolpIV2TSebV77TepqE_q5EwBUVyPvMmw</a><br /><br />TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="https://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=3285" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=3285</a><br /><br />IL PARADOSSO NORVEGESE SMENTISCE L'IDEOLOGIA DEL GENDER di Costanza Tognini<br />Il mito dei paesi nordici come "fari della civiltà" è ancora vivo per tanta gente. In particolare molte donne italiane apprezzano l'origine della ideologia della parità di genere che si è ormai radicata nella società fino a rendere indistinti i ruoli maschili e femminili. [...] Tutto questo è anche frutto del gender equality, ideologia basata su più di 50 anni di femminismo di cui studiosi e politici nordici sono stati i principali promotori. Nelle loro teorie molti policy maker hanno trovato le basi per portare avanti le politiche per la parità di genere. Basta guardare, per esempio, le Organizzazioni non governative (Ong) e le istituzioni per lo sviluppo svedesi: sono state tra le prime a collegare il ruolo della donna allo sviluppo internazionale e, da allora, a incorporare le politiche per la parità di genere negli interventi sul campo.<br />Il punto di partenza di queste politiche è il concetto di gender (genere), che si riferisce a dei ruoli – quello maschile e quello femminile – che secondo la maggior parte dei ricercatori in materia sono socialmente costruiti e in costante evoluzione. Ci sarebbe quindi una netta separazione tra il sesso, ossia le differenze fisiche tra uomo e donna, e il gender, che comprende un insieme di comportamenti, condizionamenti e aspettative imposti da parte della società sull'individuo. Su quali elementi debbano rientrare nel concetto di gender, però, non esiste una posizione condivisa. Nonostante questo, quasi tutti i sostenitori di questa tesi sono d'accordo su una cosa: che i gender roles (ruoli di genere) vanno cambiati per liberare le donne da questo insieme di condizionamenti psicologici e culturali collegati al loro essere donne. In questo modo potranno godere di una vera e propria uguaglianza rispetto agli uomini.<br />È questo quello che si è cercato di fare in Norvegia negli ultimi decenni, attraverso una moltitudine di politiche e piani d'azione. Dal punto di vista normativo donne e uomini sarebbero ormai liberi di comportarsi in maniera completamente uguale. Diversi studi, però, hanno messo in luce il Norwegian gender paradox, il paradosso norvegese del gender. Si tratta di una segregazione verticale tra uomini e donne nei settori di lavoro, che dimostra come le donne continuino a scegliere professioni tradizionalmente viste come "femminili" e gli uomini quelle tradizionalmente "maschili". Questo fenomeno è stato oggetto di ricerca da parte di Catherine Seierstad, della Queen Mary University of London. La studiosa ha cercato di capire come mai, nonostante tutti gli sforzi normativi per la parità di genere, i comportamenti dei due sessi non rispecchino l'uguaglianza tanto ricercata.<br />Mosso dalla stessa curiosità, il comico e sociologo norvegese Harald Eia ha cercato di approfondire la questione attraverso un documentario in sette puntate mandato in onda nel 2010. Eia si è rivolto agli studiosi del gender norvegesi, molti dei quali appartenenti al Nordic Gender Institute, un centro di ricerca nordeuropeo che promuove, raccoglie e diffonde ricerche e studi su temi di gender e di sostenibilità ambientale. Attraverso una serie di interviste, Eia ha chiesto agli studiosi le ragioni per cui donne e uomini dovrebbero essere uguali e come mai la situazione sembra essere diversa. Viaggiando poi tra Stati Uniti e Gran Bretagna, il comico ha visitato alcune delle università più prestigiose al mondo (da Cambridge e Durham alla California State University, passando per UCLA) per incontrare professori di psicologia (R. Lippa, A. Campbell), medicina (S. Baron-Cohen) e sociologia che sostengono la tesi opposta: che le donne e gli uomini cioè sono, alla fine, ben diversi tra di loro e che questo fatto viene rispecchiato dai loro comportamenti. Di fronte alle "prove" (Eia ha registrato tutte le sue interviste, mostrandole agli studiosi suoi connazionali), i maggiori esponenti della gender theory sono sembrati incapaci di fornire spiegazioni scientifiche per la loro linea di pensiero.<br />Uno degli effetti immediati del documentario è stata la decisione, da parte del consiglio dei ministri dei paesi nordici (Nordic Council of Ministers) di tagliare i fondi al Nordic Gender Institute, provocandone la chiusura. Infatti, il documentario apre anche una domanda importante riguardo alla gender theory. Alla luce di studi autorevoli che dimostrano la netta differenza esistente tra uomini e donne, non potrebbe essere proprio questa diversità a costituire il vero punto di partenza per difendere e rispettare la dignità della donna?]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/60290056</guid><pubDate>Fri, 06 Jun 2014 18:20:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/60290056/il_paradosso_norvegese_smentisce_l_ideologia_del_gender.mp3" length="5138852" type="audio/mpeg"/><itunes:author>BastaBugie</itunes:author><itunes:subtitle>VIDEO: Il paradosso norvegese ➜ https://www.youtube.com/watch?v=2qx6geFpCmA&amp;amp;list=PLolpIV2TSebV77TepqE_q5EwBUVyPvMmw

TESTO DELL'ARTICOLO ➜ https://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=3285

IL PARADOSSO NORVEGESE SMENTISCE L'IDEOLOGIA DEL...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[VIDEO: Il paradosso norvegese ➜ <a href="https://www.youtube.com/watch?v=2qx6geFpCmA&amp;list=PLolpIV2TSebV77TepqE_q5EwBUVyPvMmw" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://www.youtube.com/watch?v=2qx6geFpCmA&amp;list=PLolpIV2TSebV77TepqE_q5EwBUVyPvMmw</a><br /><br />TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="https://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=3285" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=3285</a><br /><br />IL PARADOSSO NORVEGESE SMENTISCE L'IDEOLOGIA DEL GENDER di Costanza Tognini<br />Il mito dei paesi nordici come "fari della civiltà" è ancora vivo per tanta gente. In particolare molte donne italiane apprezzano l'origine della ideologia della parità di genere che si è ormai radicata nella società fino a rendere indistinti i ruoli maschili e femminili. [...] Tutto questo è anche frutto del gender equality, ideologia basata su più di 50 anni di femminismo di cui studiosi e politici nordici sono stati i principali promotori. Nelle loro teorie molti policy maker hanno trovato le basi per portare avanti le politiche per la parità di genere. Basta guardare, per esempio, le Organizzazioni non governative (Ong) e le istituzioni per lo sviluppo svedesi: sono state tra le prime a collegare il ruolo della donna allo sviluppo internazionale e, da allora, a incorporare le politiche per la parità di genere negli interventi sul campo.<br />Il punto di partenza di queste politiche è il concetto di gender (genere), che si riferisce a dei ruoli – quello maschile e quello femminile – che secondo la maggior parte dei ricercatori in materia sono socialmente costruiti e in costante evoluzione. Ci sarebbe quindi una netta separazione tra il sesso, ossia le differenze fisiche tra uomo e donna, e il gender, che comprende un insieme di comportamenti, condizionamenti e aspettative imposti da parte della società sull'individuo. Su quali elementi debbano rientrare nel concetto di gender, però, non esiste una posizione condivisa. Nonostante questo, quasi tutti i sostenitori di questa tesi sono d'accordo su una cosa: che i gender roles (ruoli di genere) vanno cambiati per liberare le donne da questo insieme di condizionamenti psicologici e culturali collegati al loro essere donne. In questo modo potranno godere di una vera e propria uguaglianza rispetto agli uomini.<br />È questo quello che si è cercato di fare in Norvegia negli ultimi decenni, attraverso una moltitudine di politiche e piani d'azione. Dal punto di vista normativo donne e uomini sarebbero ormai liberi di comportarsi in maniera completamente uguale. Diversi studi, però, hanno messo in luce il Norwegian gender paradox, il paradosso norvegese del gender. Si tratta di una segregazione verticale tra uomini e donne nei settori di lavoro, che dimostra come le donne continuino a scegliere professioni tradizionalmente viste come "femminili" e gli uomini quelle tradizionalmente "maschili". Questo fenomeno è stato oggetto di ricerca da parte di Catherine Seierstad, della Queen Mary University of London. La studiosa ha cercato di capire come mai, nonostante tutti gli sforzi normativi per la parità di genere, i comportamenti dei due sessi non rispecchino l'uguaglianza tanto ricercata.<br />Mosso dalla stessa curiosità, il comico e sociologo norvegese Harald Eia ha cercato di approfondire la questione attraverso un documentario in sette puntate mandato in onda nel 2010. Eia si è rivolto agli studiosi del gender norvegesi, molti dei quali appartenenti al Nordic Gender Institute, un centro di ricerca nordeuropeo che promuove, raccoglie e diffonde ricerche e studi su temi di gender e di sostenibilità ambientale. Attraverso una serie di interviste, Eia ha chiesto agli studiosi le ragioni per cui donne e uomini dovrebbero essere uguali e come mai la situazione sembra essere diversa. Viaggiando poi tra Stati Uniti e Gran Bretagna, il comico ha visitato alcune delle università più prestigiose al mondo (da Cambridge e Durham alla California State...]]></itunes:summary><itunes:duration>322</itunes:duration><itunes:keywords>gendertheory,lavorifemminili,lavorimaschili,paradossonorvegese,paritàdigenere,stereotipi</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e67aa2e46af09d9c3d2e51b5f68b7b40.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>I "figli" di coppie gay vivono in mezzo a violenze, cambi di partner, squilibri mentali</title><link>https://www.spreaker.com/episode/i-figli-di-coppie-gay-vivono-in-mezzo-a-violenze-cambi-di-partner-squilibri-mentali--58683050</link><description><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="https://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=3131" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=3131</a><br /><br />I ''FIGLI'' DI COPPIE GAY VIVONO IN MEZZO A VIOLENZE, CAMBI DI PARTNER, SQUILIBRI MENTALI di Gerard van den Aardweg<br />"Matrimonio" omosessuale e adozione omosessuale sono cose diverse, ma in pratica interconnesse, perché equiparare le relazioni omosessuali al matrimonio vuol dire aprire la porta all'adozione omosessuale. Anche se per opportunismo le due cose differiscono di alcuni anni, è un passo inevitabile: riconoscere il matrimonio omosessuale vuol dire accettare l'ideologia che considera discriminazione qualsiasi distinzione tra omosessualità ed eterosessualità.<br />Dal punto di vista psicologico il matrimonio omosessuale è una follia: le relazioni omosessuali non hanno niente in comune con il matrimonio. Il matrimonio omosessuale è un travestimento: i partner possono tutt'al più desiderare e/o illudersi di vivere un'unione matrimoniale, ma la loro è una relazione sostanzialmente diversa. Lo riconosce, d'altra parte, la maggior parte degli omosessuali praticanti: soltanto 1 su 6 desidera un "matrimonio", le donne più che gli uomini; e la percentuale di matrimoni omosessuali ufficiali è molto bassa dappertutto, nonostante i vantaggi economici. Per i militanti gay il riconoscimento del matrimonio omosessuale ha valore soprattutto simbolico, in vista dell'illimitata accettazione di tutte le forme di omosessualità.<br />Per gli ideologi gay il matrimonio omosessuale non è che l'inizio. Che cosa verrà dopo il matrimonio omosessuale si vede già negli USA: omosessuali poligami e viventi in "comuni"; se hanno figli, sono spesso inseminati con l'aiuto di un donatore gay o di un amico di una lesbica.<br />ESTREMA PROMISCUITÀ<br />Per capire che significano il matrimonio e l'adozione omosessuale, bisogna prima studiare le relazioni omosessuali nei fatti.<br />Fin dal 1980 numerosissimi studi dimostrano che la fedeltà nelle relazioni omosessuali tra uomini, se esiste, di rado resiste oltre i 5 anni. In media, le lesbiche rimangono fedeli più a lungo, ma sono molto più promiscue delle donne eterosessuali.<br />L'80-90% degli omosessuali con partner fisso convive per meno di 10 anni (e per lo più senza fedeltà). Secondo uno dei migliori studi statistici la relazione "fissa" media di uomini omosessuali olandesi dura 1,5 anni (M. Xiridou et al., The contribution of steady and casual partnerships to the incidence of HIV infection among homosexual men in Amsterdam, «AIDS», 17 [2003], pp. 1009- 1038). Il perché lo spiega l'ex attivista gay Noel Mosen: «Il bisogno di sesso nel mondo omosessuale è così impellente che può arrivare a soggiogare completamente gli uomini omosessuali, che gli sacrificano tutto».<br />MALATTIE, ALCOL, DROGA E VIOLENZA<br />Le conseguenze sanitarie di questa promiscuità sono ben documentate: è molto più forte tra uomini omosessuali praticanti che tra eterosessuali l'incidenza di HIV, herpes e sifilide, cancro (soprattutto tumore anale) e altre malattie. Contrariamente a quanto si potrebbe immaginare, le infezioni HIV colpiscono con maggior frequenza omosessuali con relazione "fissa". Le lesbiche sessualmente attive sono colpite da epatite B e C, vaginosi batterica e malattia infiammatoria pelvica in misura molto maggiore delle donne sposate. Uomini e donne omosessuali presentano assuefazione ad alcol, droga e fumo in misura molto superiore agli eterosessuali; e quelli che hanno avuto partner fissi muoiono molti anni (in media più di 10) prima dei coniugi normali, anche senza contare le morti per AIDS. Le relazioni omosessuali sono molto più segnate dalla violenza – spesso suscitata da gelosia e desiderio di vendetta – di quelle eterosessuali (G.L. Greenwood et al., Battering victimization among a probability-based sample of men who have sex with men, «American Journal of Public Health», 92 [2002], 12, pp. 1964-1969).<br />Anche se la scienza ha messo in luce la realtà tutt'altro che serena delle relazioni omosessuali, un'élite accademica, politica e mediatica si impegna a che il pubblico non venga a contatto con la verità nuda e cruda. Ogni volta che la cronaca riporta fatti negativi per l'immagine dello stile di vita gay, per esempio dati sulla connessa patologia medica e psichica, un tabù impedisce di imputarli a cause che non siano la "discriminazione". Gli attivisti omosessuali e i seguaci della loro ideologia non fanno che lamentarsi dell'odio e dell'oppressione di cui sarebbero vittime gli omosessuali; ma li smentisce il fatto che nemmeno nei Paesi (per esempio l'Olanda) nei quali essi godono addirittura di privilegi gli omosessuali praticanti mostrano un quadro patologico meno grave che dove l'omosessualità è condannata.<br />BAMBINI ADOTTATI SPESSO GRAVEMENTE DANNEGGIATI<br />Nel 2004 l'APA, l'Associazione Americana degli Psicologi, ha approvato una risoluzione favorevole all'adozione omosessuale. Ricerche avrebbero dimostrato che figli di coppie omosessuali presentano lo stesso grado di adattamento ed equilibrio emotivo di figli di famiglie normali. Questa risoluzione è un esempio paradigmatico di pseudoscienza al servizio di un'ideologia, propaganda mascherata da scienza; non per niente gli psicologi proponenti erano omosessuali attivisti di ambo i sessi. La maggior parte degli studi da loro citati sono metodologicamente viziati o assolutamente privi di valore (test e campioni inadeguati, intervistatrici lesbiche, e soprattutto interpretazioni pregiudizialmente pro-lesbiche). Però la cosa più curiosa è che da un'analisi più approfondita è emerso che persino quegli studi viziati dimostravano a grandi linee i danni psichici causati dal gay parenting. Non era la prima volta che l'APA sponsorizzava l'ideologia gay con scienza spazzatura: nel 1998 aveva ospitato in una delle sue riviste un articolo fuorviante nel quale alcuni psicologi pedofili omosessuali proclamavano la presunta innocuità delle relazioni pedofile.<br />I dati sono sempre più chiari: i figli biologici e adottivi di genitori omosessuali sono esposti con frequenza anormale a tensioni relazionali, violenza relazionale, separazioni e cambi di partner. Esiste una maggior probabilità che uno dei loro genitori (adottivi) abusi di alcol o droga, si ammali gravemente, presenti squilibri mentali o depressioni, o muoia prematuramente; e che i figli subiscano abusi sessuali. Per i figli adottivi, che sopportano già il peso di un passato doloroso e problematico, l'affidamento a coppie omosessuali è un trauma supplementare. I figli adolescenti di omosessuali presentano in percentuali del 20-30% (P. Cameron, Children of homosexuals and transsexuals more apt to be homosexual, «Journal of Biosocial Science», 38 [2006], pp. 413-418) problemi di identità sessuale e tendenze omosessuali. Il Prof. Lopez, americano, bisessuale, con due "madri" lesbiche, dice di se stesso: «Non avevo una figura maschile che mi facesse da esempio; mia madre e la sua compagna non erano come i padri e le madri tradizionali […] [pertanto] ero [cresciuto come] un ragazzo strano; e gli altri mi consideravano strano. Crescere con genitori gay è stato difficile, e la colpa non era dei pregiudizi dei vicini».<br />I figli di coppie omosessuali sentono la mancanza di genitori normali, e generalmente non vengono educati come ragazzi e ragazze normali. Anche per questo sono spesso oggetto di bullismo e umiliazioni; ma anche quando ciò non avviene si vergognano e si sentono estranei al loro ambiente. Si sentono soli di fronte ai genitori, che non capiscono le loro necessità naturali, e che soprattutto si occupano solo di se stessi – lo stile di vita omosessuale è iperegocentrico! – e si sentono soli di fronte ai loro coetanei. È emerso un dato dalle ricerche: è raro che la figlia adulta di un omosessuale dica che soffriva per il modo di vivere del padre; ma la verità è che la mancanza di un vero padre la sentiva. Dalle testimonianze di un gran numero di figli adulti di omosessuali si evince che da bambini essi soffrivano per la situazione innaturale della loro famiglia, ma non osavano dirlo, per vergogna, perché intimiditi dai genitori, oppure per non metterli in una posizione difficile (J. Stacey - T. Biblarz, (How) does the sexual orientation of parents matter?, «American Sociological Review», 66 [2001], pp. 159-183; P. Cameron, Children of homosexual parents report childhood difficulties, «Psychological Reports», 90 [2002], pp. 71-82).<br />Quello che si sapeva da anni è stato confermato recentemente nel migliore studio condotto finora su questo tema (M. Regnerus, How different are the adult children of parents who have samesex relationships?, «Social Science Research», 41 [2012], pp. 752-770), uno studio che ha incontrato forte opposizione, perché i risultati sono sfavorevoli all'ideologia gay. Però, per quanto si arrampichino sugli specchi, gli oppositori non riescono a confutare il fatto che i figli adulti che sono stati educati per un periodo più o meno lungo da un genitore omosessuale sessualmente attivo o da una coppia omosessuale presentano un quadro sociale e psicologico molto peggiore di quello di figli adulti di genitori divorziati, single, patrigno o matrigna o genitori adottivi normali. La salute sociale e psichica dei figli a]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/58683050</guid><pubDate>Fri, 07 Feb 2014 12:41:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/58683050/i_figli_di_coppie_gay_vivono_in_mezzo_a_violenze_cambi_di_partner_squilibri_mentali.mp3" length="12346241" type="audio/mpeg"/><itunes:author>BastaBugie</itunes:author><itunes:subtitle>TESTO DELL'ARTICOLO ➜ https://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=3131

I ''FIGLI'' DI COPPIE GAY VIVONO IN MEZZO A VIOLENZE, CAMBI DI PARTNER, SQUILIBRI MENTALI di Gerard van den Aardweg
"Matrimonio" omosessuale e adozione omosessuale sono cose...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="https://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=3131" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=3131</a><br /><br />I ''FIGLI'' DI COPPIE GAY VIVONO IN MEZZO A VIOLENZE, CAMBI DI PARTNER, SQUILIBRI MENTALI di Gerard van den Aardweg<br />"Matrimonio" omosessuale e adozione omosessuale sono cose diverse, ma in pratica interconnesse, perché equiparare le relazioni omosessuali al matrimonio vuol dire aprire la porta all'adozione omosessuale. Anche se per opportunismo le due cose differiscono di alcuni anni, è un passo inevitabile: riconoscere il matrimonio omosessuale vuol dire accettare l'ideologia che considera discriminazione qualsiasi distinzione tra omosessualità ed eterosessualità.<br />Dal punto di vista psicologico il matrimonio omosessuale è una follia: le relazioni omosessuali non hanno niente in comune con il matrimonio. Il matrimonio omosessuale è un travestimento: i partner possono tutt'al più desiderare e/o illudersi di vivere un'unione matrimoniale, ma la loro è una relazione sostanzialmente diversa. Lo riconosce, d'altra parte, la maggior parte degli omosessuali praticanti: soltanto 1 su 6 desidera un "matrimonio", le donne più che gli uomini; e la percentuale di matrimoni omosessuali ufficiali è molto bassa dappertutto, nonostante i vantaggi economici. Per i militanti gay il riconoscimento del matrimonio omosessuale ha valore soprattutto simbolico, in vista dell'illimitata accettazione di tutte le forme di omosessualità.<br />Per gli ideologi gay il matrimonio omosessuale non è che l'inizio. Che cosa verrà dopo il matrimonio omosessuale si vede già negli USA: omosessuali poligami e viventi in "comuni"; se hanno figli, sono spesso inseminati con l'aiuto di un donatore gay o di un amico di una lesbica.<br />ESTREMA PROMISCUITÀ<br />Per capire che significano il matrimonio e l'adozione omosessuale, bisogna prima studiare le relazioni omosessuali nei fatti.<br />Fin dal 1980 numerosissimi studi dimostrano che la fedeltà nelle relazioni omosessuali tra uomini, se esiste, di rado resiste oltre i 5 anni. In media, le lesbiche rimangono fedeli più a lungo, ma sono molto più promiscue delle donne eterosessuali.<br />L'80-90% degli omosessuali con partner fisso convive per meno di 10 anni (e per lo più senza fedeltà). Secondo uno dei migliori studi statistici la relazione "fissa" media di uomini omosessuali olandesi dura 1,5 anni (M. Xiridou et al., The contribution of steady and casual partnerships to the incidence of HIV infection among homosexual men in Amsterdam, «AIDS», 17 [2003], pp. 1009- 1038). Il perché lo spiega l'ex attivista gay Noel Mosen: «Il bisogno di sesso nel mondo omosessuale è così impellente che può arrivare a soggiogare completamente gli uomini omosessuali, che gli sacrificano tutto».<br />MALATTIE, ALCOL, DROGA E VIOLENZA<br />Le conseguenze sanitarie di questa promiscuità sono ben documentate: è molto più forte tra uomini omosessuali praticanti che tra eterosessuali l'incidenza di HIV, herpes e sifilide, cancro (soprattutto tumore anale) e altre malattie. Contrariamente a quanto si potrebbe immaginare, le infezioni HIV colpiscono con maggior frequenza omosessuali con relazione "fissa". Le lesbiche sessualmente attive sono colpite da epatite B e C, vaginosi batterica e malattia infiammatoria pelvica in misura molto maggiore delle donne sposate. Uomini e donne omosessuali presentano assuefazione ad alcol, droga e fumo in misura molto superiore agli eterosessuali; e quelli che hanno avuto partner fissi muoiono molti anni (in media più di 10) prima dei coniugi normali, anche senza contare le morti per AIDS. Le relazioni omosessuali sono molto più segnate dalla violenza – spesso suscitata da gelosia e desiderio di vendetta – di quelle eterosessuali (G.L. Greenwood et al., Battering victimization among a probability-based sample of men who have sex with men, «American Journal of Public Health», 92 [2002], 12, pp. 1964-1969).<br...]]></itunes:summary><itunes:duration>772</itunes:duration><itunes:keywords>danneggiati,figli,hiv,matrimoniogay,uteroinaffitto</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/a56df7f9fb2455b97590c6f3bafb3b8f.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>"L'amore più puro è quello omosessuale", parola di Umberto Veronesi</title><link>https://www.spreaker.com/episode/l-amore-piu-puro-e-quello-omosessuale-parola-di-umberto-veronesi--69964840</link><description><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="https://www.bastabugie.it/1834" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://www.bastabugie.it/1834</a><br /><br />''L'AMORE PIU' PURO E' QUELLO OMOSESSUALE'': PAROLA DI UMBERTO VERONESI (MA NON SI SPIEGA COME MAI UNO, PERCHE' E' STATO UN BRAVO MEDICO, DEBBA POTER SENTENZIARE SU TUTTO) di Costanza Miriano<br /> <br />Non farò battute poco eleganti sui brutti scherzi che può giocare il caldo e sull'età che galoppa. E non le farò non perché io sia una signora, ma perché purtroppo la serietà della situazione non lo consente.<br />Il fatto è che le scemenze dette ieri da Veronesi – l'amore più puro è quello omosessuale, l'altro no perché è strumentale alla riproduzione - inducono a pensare che sia ormai da un pezzo superato il famoso momento in cui "spade verranno sguainate per dimostrare che le foglie sono verdi in estate". Che ottimista è stato, Chesterton. Qui siamo oltre, e da un pezzo. E come dicevo la serietà della situazione non consente di liquidare il tutto con la pernacchia che dal cuore sgorga spontanea.<br />Perché dichiarazioni come queste abbassano progressivamente il livello di ragionevolezza del dibattito pubblico, alzando contemporaneamente il tasso di tolleranza a quello che in casa mia, in codice, chiamiamo l'ognunismo imperante.  Dicesi ognunismo la corrente di pensiero che ritiene non solo legittimo ma doveroso che ognuno la mattina alzandosi cominci a rilasciare dichiarazioni completamente a caso, e che ogni affermazione debba avere esattamente la stessa dignità di tutte le altre, a prescindere dalla Verità e anche dalla semplice realtà. In base all'ognunismo chi si permette di dire che esiste una sola Verità è un oscurantista.<br />La realtà invece parla da sola, e dice questo: la specie umana si riproduce grazie a un rapporto sessuale tra un uomo e una donna. Da qui potremmo cominciare a parlare per ore di sesso con o senza amore, di maternità e paternità responsabili o meno, di tutto quello che vogliamo. Ma la realtà è questa: ognuno di noi è nato grazie all'incontro tra un uomo e una donna (neanche il laboratorio può ancora prescindere totalmente da due esemplari dei due sessi). Allora? Siamo tutti impuri? Anche i genitori di Umberto Veronesi, dunque?<br />In realtà nella vita le nostre azioni producono risultati e frutti. Un affresco può essere un buon risultato ma non produce a sua volta niente altro. Un frutto invece è qualcosa che si autoriproduce. La natura, nel disegno di Dio, produce frutti, che portano a loro volta frutto. I figli sono il frutto che l'uomo produce, e manda avanti la specie umana.<br />Dio è il Dio della vita, lo Spirito Santo è vita, perciò Dio starà sempre dalla parte di chi è disposto a mettersi al servizio della vita: generando figli, aiutando quelli degli altri, servendo i deboli e la vita minacciata in tutte le sue fasi e in ogni difficoltà.<br />L'amore omosessuale invece è sterile, anche Elton John ha avuto bisogno di una donna, mi dispiace. Senza l'unione tra un uomo e una donna la specie umana muore. C'è un altro che la vuole morta, oltre a Veronesi, ed è satana. E' lui il vero padre spirituale di tutti quelli che propagano simili teorie. E' lui che vuole la morte della specie umana, mentre lo Spirito è vita. E' satana che, però, essendo l'ingannatore per eccellenza, ammanta le sue teorie di morte con parole nobili: "l'amore omosessuale è il più puro".<br />Non vorrei soffermarmi sul fatto che non tutti i rapporti eterosessuali sono aperti alla vita, altrimenti non saremmo il paese con la più bassa natalità al mondo, pur dichiarandoci cattolici. Ma un rapporto d'amore aperto alla possibilità di concepire un bambino è esattamente il gesto meno egoista che mi venga in mente, in assoluto.<br />I figli convertono, ci liberano dall'egoismo, anche quando inizialmente li abbiamo desiderati, può succedere, in modo "impuro", direbbe l'oncologo cataro, cioè magari in un modo lievemente mescolato a un desiderio di realizzazione, all'egoismo. Siamo uomini, e a causa del peccato originale nessun nostro gesto è totalmente puro, perché la nostra concezione, a differenza di quella della Vergine, non è stata immacolata (fa bene ogni tanto ricordare i fondamentali). Ma poi state tranquilli, ci penseranno loro, i figli, a prenderlo a pugnalate il nostro egoismo. Ci costringeranno ad alzarci quando vogliamo dormire, ad ascoltare quando vogliamo leggere, allattare quando vorremmo mangiare, sedare una rissa quando vorremmo fare una doccia. I genitori di svariati figli non potranno essere egoisti neanche se lo vorranno, a meno che non dispongano di una tata per ogni figlio, più cameriere e autisti. I figli rimarranno in eterno, anche se le emozioni che li hanno generati dovessero diventare un pallido ricordo, e ci costringeranno a essere costanti, a mantenere gli impegni presi, o almeno a fare i conti con la nostra superficialità, se non abbiamo intenzione di tenervi fede.<br />Insomma, negare che la trasmissione della vita sia lo stesso che dire amore è negare i fondamenti naturali della nostra stessa specie, non c'è neanche bisogno di scomodare la teologia. Qui manca l'uomo, neanche il cristiano.<br />Vorrei anche, a volo d'uccello, ricordare l'origine della polemica. Il sindaco di Bologna è stato veementemente attaccato da più parti, prima tra tutte dall'intoccabile comunità omosessuale, perché ha osato dire un'altra verità talmente evidente che per difenderla occorre anche qui sguainare la spada di Chesterton. Le famiglie andrebbero aiutate perché attualmente quello che accade nel nostro sistema è esattamente il contrario, da molti punti di vista. Le famiglie sono gravemente penalizzate. Le tasse e gli assegni familiari favoriscono di gran lunga le coppie conviventi rispetto alle sposate (dove i due coniugi sommano i redditi).<br />In certi comuni, non a Roma, a dire il vero, mi riferiscono che anche i posti all'asilo vanno prima ai conviventi, perché le mamme risultano "ragazze madri". Conosco moltissime coppie separate in modo fittizio per motivi di convenienza fiscale. Quando le famiglie chiedono "aiuti" in realtà stanno solo chiedendo di non essere più svantaggiate, e non pretendendo l'aiuto che pure sarebbe legittimo aspettarsi. In un mondo ragionevole, a occhio e croce, andrebbe incoraggiato chi prende un impegno stabile e definitivo volto a generare figli che, checché  ne dica Veronesi, sono il futuro di tutto il paese, e il bene comune.<br />Infine, l'ultima della serie di assurdità di questa ridicola vicenda: non mi spiego come mai uno, perché è stato un bravo medico, debba poter sentenziare su tutto. Sul piano morale per me personalmente ha la stessa autorità dell'omino al mercato dal quale compro il melone. Gli chiedo quale sarà maturo questa sera, non come comportarmi in camera da letto. Per lo stesso motivo non chiederei un parere sulla politica energetica tedesca al mio dentista, né a un ingegnere di delinearmi i tratti dello sviluppo del romanzo russo. Se volete un parere sull'astrofisica, comunque, io sono qui.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/69964840</guid><pubDate>Thu, 30 Jun 2011 22:28:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/69964840/l_amore_piu_puro.mp3" length="8183953" type="audio/mpeg"/><itunes:author>BastaBugie</itunes:author><itunes:subtitle>TESTO DELL'ARTICOLO ➜ https://www.bastabugie.it/1834

''L'AMORE PIU' PURO E' QUELLO OMOSESSUALE'': PAROLA DI UMBERTO VERONESI (MA NON SI SPIEGA COME MAI UNO, PERCHE' E' STATO UN BRAVO MEDICO, DEBBA POTER SENTENZIARE SU TUTTO) di Costanza Miriano
 
Non...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="https://www.bastabugie.it/1834" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://www.bastabugie.it/1834</a><br /><br />''L'AMORE PIU' PURO E' QUELLO OMOSESSUALE'': PAROLA DI UMBERTO VERONESI (MA NON SI SPIEGA COME MAI UNO, PERCHE' E' STATO UN BRAVO MEDICO, DEBBA POTER SENTENZIARE SU TUTTO) di Costanza Miriano<br /> <br />Non farò battute poco eleganti sui brutti scherzi che può giocare il caldo e sull'età che galoppa. E non le farò non perché io sia una signora, ma perché purtroppo la serietà della situazione non lo consente.<br />Il fatto è che le scemenze dette ieri da Veronesi – l'amore più puro è quello omosessuale, l'altro no perché è strumentale alla riproduzione - inducono a pensare che sia ormai da un pezzo superato il famoso momento in cui "spade verranno sguainate per dimostrare che le foglie sono verdi in estate". Che ottimista è stato, Chesterton. Qui siamo oltre, e da un pezzo. E come dicevo la serietà della situazione non consente di liquidare il tutto con la pernacchia che dal cuore sgorga spontanea.<br />Perché dichiarazioni come queste abbassano progressivamente il livello di ragionevolezza del dibattito pubblico, alzando contemporaneamente il tasso di tolleranza a quello che in casa mia, in codice, chiamiamo l'ognunismo imperante.  Dicesi ognunismo la corrente di pensiero che ritiene non solo legittimo ma doveroso che ognuno la mattina alzandosi cominci a rilasciare dichiarazioni completamente a caso, e che ogni affermazione debba avere esattamente la stessa dignità di tutte le altre, a prescindere dalla Verità e anche dalla semplice realtà. In base all'ognunismo chi si permette di dire che esiste una sola Verità è un oscurantista.<br />La realtà invece parla da sola, e dice questo: la specie umana si riproduce grazie a un rapporto sessuale tra un uomo e una donna. Da qui potremmo cominciare a parlare per ore di sesso con o senza amore, di maternità e paternità responsabili o meno, di tutto quello che vogliamo. Ma la realtà è questa: ognuno di noi è nato grazie all'incontro tra un uomo e una donna (neanche il laboratorio può ancora prescindere totalmente da due esemplari dei due sessi). Allora? Siamo tutti impuri? Anche i genitori di Umberto Veronesi, dunque?<br />In realtà nella vita le nostre azioni producono risultati e frutti. Un affresco può essere un buon risultato ma non produce a sua volta niente altro. Un frutto invece è qualcosa che si autoriproduce. La natura, nel disegno di Dio, produce frutti, che portano a loro volta frutto. I figli sono il frutto che l'uomo produce, e manda avanti la specie umana.<br />Dio è il Dio della vita, lo Spirito Santo è vita, perciò Dio starà sempre dalla parte di chi è disposto a mettersi al servizio della vita: generando figli, aiutando quelli degli altri, servendo i deboli e la vita minacciata in tutte le sue fasi e in ogni difficoltà.<br />L'amore omosessuale invece è sterile, anche Elton John ha avuto bisogno di una donna, mi dispiace. Senza l'unione tra un uomo e una donna la specie umana muore. C'è un altro che la vuole morta, oltre a Veronesi, ed è satana. E' lui il vero padre spirituale di tutti quelli che propagano simili teorie. E' lui che vuole la morte della specie umana, mentre lo Spirito è vita. E' satana che, però, essendo l'ingannatore per eccellenza, ammanta le sue teorie di morte con parole nobili: "l'amore omosessuale è il più puro".<br />Non vorrei soffermarmi sul fatto che non tutti i rapporti eterosessuali sono aperti alla vita, altrimenti non saremmo il paese con la più bassa natalità al mondo, pur dichiarandoci cattolici. Ma un rapporto d'amore aperto alla possibilità di concepire un bambino è esattamente il gesto meno egoista che mi venga in mente, in assoluto.<br />I figli convertono, ci liberano dall'egoismo, anche quando inizialmente li abbiamo desiderati, può succedere, in modo "impuro", direbbe l'oncologo cataro, cioè magari in un modo lievemente mescolato a un desiderio di realizzazione, all'egoismo....]]></itunes:summary><itunes:duration>512</itunes:duration><itunes:keywords>amorepuro,sentenziare,superficialtà,umbertoveronesi</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/1c479f76142a85fe2d2cd9747920cfeb.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item></channel></rss>
