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<rss xmlns:itunes="http://www.itunes.com/dtds/podcast-1.0.dtd" xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom" xmlns:podcast="https://podcastindex.org/namespace/1.0" xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" version="2.0"><channel><title>LIBRI GARANTITI - Scelti per voi</title><link>http://www.bastabugie.it/it/filtra_argomenti.php?id=11</link><description><![CDATA[Il meglio degli scrittori classici e contemporanei in tutti gli stili, ma sempre con la ricerca della verità al primo posto]]></description><atom:link href="https://www.spreaker.com/show/3572866/episodes/feed" rel="self" type="application/rss+xml"/><language>it</language><category>Books</category><copyright>Copyright BastaBugie</copyright><image><url>https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/efac0b8b3fd2e3c84ea27d13b3cf66f6.jpg</url><title>LIBRI GARANTITI - Scelti per voi</title><link>http://www.bastabugie.it/it/filtra_argomenti.php?id=11</link></image><lastBuildDate>Tue, 28 Jul 2026 20:07:44 +0000</lastBuildDate><itunes:author>BastaBugie</itunes:author><itunes:owner><itunes:name>BastaBugie</itunes:name><itunes:email>feeds@spreaker.com</itunes:email></itunes:owner><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/efac0b8b3fd2e3c84ea27d13b3cf66f6.jpg"/><itunes:subtitle>Il meglio degli scrittori classici e contemporanei in tutti gli stili, ma sempre con la ricerca della verità al primo posto</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Il meglio degli scrittori classici e contemporanei in tutti gli stili, ma sempre con la ricerca della verità al primo posto]]></itunes:summary><itunes:category text="Arts"><itunes:category text="Books"/></itunes:category><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:type>episodic</itunes:type><item><title>Il Quinto Evangelo di Biffi, un libro per ridere e per riflettere</title><link>https://www.spreaker.com/episode/il-quinto-evangelo-di-biffi-un-libro-per-ridere-e-per-riflettere--73220704</link><description><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="https://www.bastabugie.it/8611" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://www.bastabugie.it/8611</a><br /><br />IL QUINTO EVANGELO DI BIFFI, UN LIBRO PER RIDERE E PER RIFLETTERE<br />di Don Stefano Bimbi<br /> <br />"Il quinto evangelo" del cardinale Giacomo Biffi è un piccolo capolavoro di satira teologica scritto nel 1969, quando era ancora parroco. Ha avuto molte edizioni negli anni (<a href="https://amzn.to/3XtWuAO" target="_blank" rel="noreferrer noopener">la dodicesima nel 2023</a>), segno della sua lungimiranza e perenne attualità.<br />Nel libretto di poco più di un centinaio di pagine il cardinale finge il ritrovamento di antiche pergamene per smascherare il nuovo catechismo della mentalità dominante: un cristianesimo accomodato, pronto a confermare desideri e abitudini più che a convertirli. Il pretesto narrativo è spassoso: un prete narratore e il suo vecchio amico, il commendator Giovanni Migliavacca, industriale generoso, inciampano in frammenti greci che parrebbero svelare un "quinto" testo evangelico. Attorno al reperto si mobilitano commissioni e dotti d'oltralpe, ma l'autore corre avanti e offre una traduzione rapida, quasi a dimostrare che certi entusiasmi moderni cercano un avallo antico.<br />Il commendatore, disegnato con gusto e benevola ironia, incarna la buona coscienza del benessere. Lavora sodo, fa beneficenza, pretende efficienza, chiede alla religione di non complicargli la vita. Le sue virtù sono autentiche, ma diventano misura del Vangelo: se la fede consola e arreda, bene; se disturba, è invadenza. Proprio per questo, davanti alle pergamene, è il primo a intuire l'"utilità" del reperto: finalmente un testo che non obbliga troppo, che benedice il quieto vivere, che si adatta al ritmo della produzione e del consumo senza chiedere cambiamenti radicali.<br />Il libro funziona perché imita con precisione i tic del presente. C'è il culto dell'edizione critica che non finisce mai, la deferenza verso commissioni e comitati, la fretta di ribattezzare ogni trovata come "ritorno alle origini". Se i quattro Vangeli non reggono certi slogan, ecco pronto un quinto, più flessibile e aggiornato. Così vediamo un cristianesimo che scivola dall'annuncio alla comunicazione, dalla testimonianza al marketing. E comprendiamo quanto sia facile invocare l'autorità della Storia per giustificare il presente invece di lasciarsi giudicare da esso.<br /><br />UNO SPECCHIO DEL MONDO<br />Il "nuovo vangelo" profilato tra le righe non è una burla gratuita, ma uno specchio. È la rassegna delle nostre scorciatoie spirituali. Il Cristo ne esce ridotto a maestro di buone maniere; la grazia diventa autostima; la misericordia, amnistia universale. La colpa diventa un errore di valutazione; la croce un simbolo estetico; la risurrezione una metafora motivazionale. L'etica si fa situazionale e reversibile: l'importante è "non giudicare", cioè non distinguere. La liturgia scivola nello spettacolo e la comunità nell'associazione di mutuo conforto, dove ci si incoraggia a vicenda a restare come si è. <br />Il cardinal Biffi sbeffeggia il mondo e così ci invita a riscoprire le nostre domande più profonde. Conosce le aspirazioni nobili del nostro tempo - pace, inclusione, diritti per tutti - ma sa che sono slogan per sganciarsi dalla verità del Vangelo. Pace senza giustizia, inclusione senza conversione, diritti senza doveri: parole splendide che, sciolte dalla croce di Cristo, si svuotano. L'ironia diventa così pastorale: diverte, ma sveglia. Ricorda che l'amore cristiano è più esigente proprio perché è più reale; non si accontenta di emozioni condivise, chiede atti e cambi di rotta. <br />Notevole anche il tratto letterario. La lingua è tersa, spiritosa, piena di trovate. Dietro il sorriso si sente la serietà del vescovo che difende il tesoro della fede dall'abbraccio soffocante del conformismo culturale. Non nostalgia, ma custodia intelligente di ciò che salva. Il cardinale dimostra con questo libretto che per voler bene a una persona non si deve addomesticare la verità. Il libro non umilia chi lo legge: lo accompagna e lo provoca con delicatezza. Nel farlo mostra come il cristianesimo non sia disprezzo dell'umano, ma elevazione: la concretezza, il gusto dell'efficacia, la generosità spontanea sono beni da salvare, purché non si sostituiscano al Vangelo vero. La santità, suggerisce il cardinale, non è l'anticamera del moralismo: è la pienezza della vita che prende sul serio la grazia. <br />"Il quinto evangelo" ha un valore apologetico. Aiuta a riconoscere le parole svuotate - misericordia, dialogo, coscienza, libertà - e le rimette al loro posto. Mostra come diventino slogan quando perdono il riferimento a Cristo e alla sua Pasqua. È un esercizio di discernimento che non pretende di chiudere i problemi, ma di purificare lo sguardo. Ci consegna un criterio semplice: il Vangelo autentico non teme di chiedere conversione, non rinuncia alla verità per paura del conflitto, non separa l'amore dalla giustizia e la tenerezza dalla chiarezza.<br /><br />ESTRATTI DA IL QUINTO EVANGELO<br />Perché leggerlo oggi? Perché siamo immersi in una spiritualità "light", dove il bene coincide con il consenso, la fede con l'emozione, la speranza con l'ottimismo. Il cardinal Biffi invita la Chiesa e i cristiani al coraggio. La Chiesa deve essere madre e maestra, non ufficio stampa delle mode. È un appello che riguarda anche i laici: smettere di usare Dio come garanzia della propria rispettabilità e lasciarsi finalmente convertire, perché la gioia cristiana non è una decorazione, ma una vita che ricomincia.<br />Ecco alcuni estratti da Il Quinto Evangelo.<br />«In quel tempo passò tutta la notte a presiedere la discussione dell'assemblea dei discepoli per la scelta dei dodici apostoli. Diceva infatti: Nessuno può veramente rappresentare gli altri uomini, se non è eletto da loro. Poi chiamò a sé coloro che l'assemblea aveva indicato». (Frammento 8)<br />«Ti ringrazio o Padre perché hai voluto rivelare i misteri del Regno ai dotti e agli intelligenti, che così li potranno spiegare ai semplici». (Frammento 11)<br />«Che giova all'uomo salvare la propria anima, se poi non riesce a conquistare il mondo?». (Frammento 21)<br />«Se il mondo vi odia, è segno che non lo capite. Conformatevi al mondo e il mondo vi salverà». (Frammento 22)<br />«E Gesù disse a Maria, sorella di Lazzaro: Un profumo di trecento denari non poteva essere venduto per aiutare i poveri? Giuda mormorò: Guarda! proprio quello che volevo dire io». (Frammento 26)<br />Si chiude il libro più allegri e anche più inquieti. Allegri, perché l'intelligenza che sorride è già un atto di libertà. Inquieti, perché ci accorgiamo di quante volte cerchiamo una fondazione nobile alle nostre scorciatoie. Il pregio maggiore di queste pagine è proprio questo: costringono a tornare ai quattro Vangeli senza alibi, per non inventarne uno di comodo ogni volta che conviene.<br /><br />LA BELLA, LA BESTIA E IL CAVALIERE<br />Dopo "Il quinto evangelo", dove il cardinal Biffi smascherava con il sorriso l'istinto di fabbricarci un cristianesimo su misura, "La Bella, la Bestia e il Cavaliere" porta la stessa lucidità su un terreno più ampio: il destino dell'Occidente. Se prima la satira denunciava il "vangelo" conforme alla mentalità corrente, qui l'allegoria svela la trama culturale che rende possibile quel falso vangelo. Cambia il registro - dal falso documento alla fiaba morale - ma resta l'urgenza: tornare a Cristo per non perdere l'umano.<br />"La Bella" è la civiltà quando riconosce la propria origine nella verità e nella bellezza che vengono da Dio. Non è estetismo: è l'armonia tra ragione e fede, tra libertà e verità, tra diritto e bene. È la memoria delle radici cristiane che hanno dato all'Europa arte, diritto, università, ospedali. Quando la cultura resta ancorata a questo respiro, l'uomo fiorisce e la società diventa casa.<br />"La Bestia" è l'Occidente quando recide le radici. Assume molti volti: il relativismo che dissolve la verità, l'ideologia che pretende di rifare l'uomo, il tecnicismo che misura tutto e non adora più nulla, l'emotivismo che scambia il sentimento per criterio. La Bestia promette libertà facile e lascia dietro di sé smarrimento. È la caricatura della misericordia e la negazione della giustizia. Il cardinale non si limita a deplorare: mostra il meccanismo che, negando Dio, finisce per negare l'uomo.<br />Il "Cavaliere" è la Chiesa e, dentro di essa, ogni battezzato chiamato a vegliare sulla Bella e a combattere la Bestia. Il Cavaliere coltiva la ragione, ama la liturgia, serve i poveri, educa le coscienze. Sa che la verità alla fine vince, ma va difesa e annunciata. Il suo armamentario è da duemila anni sempre lo stesso: dottrina, Sacra Scrittura, sacramenti, opere di carità, istruzione. La sua strategia è antica e sempre nuova: conversione personale, comunità viva, missione permanente. <br />Il compianto cardinale di Bologna scrive con la sua inconfondibile ironia: battute affilate, immagini limpide, zero compiacimenti. Ma la leggerezza non attenua la diagnosi. L'Occidente è stanco perché ha smarrito il centro. Quando la verità è opzionale, la politica diventa amministrazione del consenso; quando la persona è senza trascendenza, l'etica scivola nel calcolo; quando la Chiesa rincorre il plauso, perde la voce. Per questo l'autore insiste sul primato di Dio: è la condizione per salvare l'umano, non un orpello da tempi andati. <br />Che cosa propone, in concreto, il Cavaliere? Tre mosse essenziali. Primo: ricostruire l'unità tra fede e ragione, contro l'alternativa falsa che ci vuole o devoti senza cervello o scettici senza cuore. Secondo: restituire spessore alla coscienza, educandola alla verità e non al gusto del momento. Terzo: riaccendere la missione, non come una delle tante prop]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/73220704</guid><pubDate>Tue, 28 Jul 2026 20:06:48 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/73220704/quinto_evangelo.mp3" length="12421373" type="audio/mpeg"/><itunes:author>BastaBugie</itunes:author><itunes:subtitle>TESTO DELL'ARTICOLO ➜ https://www.bastabugie.it/8611

IL QUINTO EVANGELO DI BIFFI, UN LIBRO PER RIDERE E PER RIFLETTERE
di Don Stefano Bimbi
 
"Il quinto evangelo" del cardinale Giacomo Biffi è un piccolo capolavoro di satira teologica scritto nel...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="https://www.bastabugie.it/8611" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://www.bastabugie.it/8611</a><br /><br />IL QUINTO EVANGELO DI BIFFI, UN LIBRO PER RIDERE E PER RIFLETTERE<br />di Don Stefano Bimbi<br /> <br />"Il quinto evangelo" del cardinale Giacomo Biffi è un piccolo capolavoro di satira teologica scritto nel 1969, quando era ancora parroco. Ha avuto molte edizioni negli anni (<a href="https://amzn.to/3XtWuAO" target="_blank" rel="noreferrer noopener">la dodicesima nel 2023</a>), segno della sua lungimiranza e perenne attualità.<br />Nel libretto di poco più di un centinaio di pagine il cardinale finge il ritrovamento di antiche pergamene per smascherare il nuovo catechismo della mentalità dominante: un cristianesimo accomodato, pronto a confermare desideri e abitudini più che a convertirli. Il pretesto narrativo è spassoso: un prete narratore e il suo vecchio amico, il commendator Giovanni Migliavacca, industriale generoso, inciampano in frammenti greci che parrebbero svelare un "quinto" testo evangelico. Attorno al reperto si mobilitano commissioni e dotti d'oltralpe, ma l'autore corre avanti e offre una traduzione rapida, quasi a dimostrare che certi entusiasmi moderni cercano un avallo antico.<br />Il commendatore, disegnato con gusto e benevola ironia, incarna la buona coscienza del benessere. Lavora sodo, fa beneficenza, pretende efficienza, chiede alla religione di non complicargli la vita. Le sue virtù sono autentiche, ma diventano misura del Vangelo: se la fede consola e arreda, bene; se disturba, è invadenza. Proprio per questo, davanti alle pergamene, è il primo a intuire l'"utilità" del reperto: finalmente un testo che non obbliga troppo, che benedice il quieto vivere, che si adatta al ritmo della produzione e del consumo senza chiedere cambiamenti radicali.<br />Il libro funziona perché imita con precisione i tic del presente. C'è il culto dell'edizione critica che non finisce mai, la deferenza verso commissioni e comitati, la fretta di ribattezzare ogni trovata come "ritorno alle origini". Se i quattro Vangeli non reggono certi slogan, ecco pronto un quinto, più flessibile e aggiornato. Così vediamo un cristianesimo che scivola dall'annuncio alla comunicazione, dalla testimonianza al marketing. E comprendiamo quanto sia facile invocare l'autorità della Storia per giustificare il presente invece di lasciarsi giudicare da esso.<br /><br />UNO SPECCHIO DEL MONDO<br />Il "nuovo vangelo" profilato tra le righe non è una burla gratuita, ma uno specchio. È la rassegna delle nostre scorciatoie spirituali. Il Cristo ne esce ridotto a maestro di buone maniere; la grazia diventa autostima; la misericordia, amnistia universale. La colpa diventa un errore di valutazione; la croce un simbolo estetico; la risurrezione una metafora motivazionale. L'etica si fa situazionale e reversibile: l'importante è "non giudicare", cioè non distinguere. La liturgia scivola nello spettacolo e la comunità nell'associazione di mutuo conforto, dove ci si incoraggia a vicenda a restare come si è. <br />Il cardinal Biffi sbeffeggia il mondo e così ci invita a riscoprire le nostre domande più profonde. Conosce le aspirazioni nobili del nostro tempo - pace, inclusione, diritti per tutti - ma sa che sono slogan per sganciarsi dalla verità del Vangelo. Pace senza giustizia, inclusione senza conversione, diritti senza doveri: parole splendide che, sciolte dalla croce di Cristo, si svuotano. L'ironia diventa così pastorale: diverte, ma sveglia. Ricorda che l'amore cristiano è più esigente proprio perché è più reale; non si accontenta di emozioni condivise, chiede atti e cambi di rotta. <br />Notevole anche il tratto letterario. La lingua è tersa, spiritosa, piena di trovate. Dietro il sorriso si sente la serietà del vescovo che difende il tesoro della fede dall'abbraccio soffocante del conformismo culturale. Non nostalgia, ma custodia intelligente di ciò che salva. 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Questa strana frase venne improvvisamente alla mente del giovane professore che in un caldo pomeriggio estivo, nella sua casa di Oxford, correggeva i compiti di ammissione all'università. Uno degli esaminandi aveva lasciato il suo elaborato di letteratura inglese in bianco, e il professor Tolkien, per una misteriosa ispirazione, scrisse su quel foglio bianco quella frase. Era nato un nome, Hobbit, e in breve tempo il nome sarebbe diventato un personaggio, la più originale creatura del vasto mondo fantastico del più geniale scrittore di Letteratura dell'Immaginario. <br />Quella ispirazione improvvisa fu all'origine non solo del racconto che sarebbe stato pubblicato anni dopo, il 21 settembre 1937, col titolo The Hobbit, There and Back Again, cioè "Andata e ritorno", ma anche di tutta l'opera successiva di John Ronald Tolkien, e in particolare il suo capolavoro Il Signore degli Anelli. Senza quel buffo personaggio, lo Hobbit, probabilmente tutto l'universo fantastico che Tolkien andava elaborando da anni non avrebbe mai conosciuto la pubblicazione: il timido professore avrebbe continuato a scrivere a matita sui suoi quaderni storie di elfi, di ascese e cadute di antichi regni, storie mitiche collocate in epoche arcaiche che quasi sicuramente nessun editore avrebbe mai pubblicato. <br />Storie che avevano avuto, a loro volta, una genesi piuttosto particolare: nel marzo del 1916 Tolkien, che aveva da poco terminato col massimo dei voti gli studi a Oxford, si trovava in un campo d'addestramento dell'esercito, pronto per essere inviato in Francia nell'inferno delle trincee della Prima Guerra Mondiale. Tolkien così scriveva alla fidanzata, Edith Bratt: "In questo triste pomeriggio piovigginoso, ho letto vecchi appunti di lezioni militari ed ero già stufo dopo un'ora e mezza. Ho apportato dei ritocchi alla lingua delle fate che ho inventato, per migliorarla. Spesso mi viene voglia di lavorarci ma me lo proibisco perchè, anche se mi piace tanto, mi sembra un'occupazione così pazza!" <br />IL LIBRO DEI RACCONTI PERDUTI<br />Ciò a cui faceva riferimento il giovane ufficiale era quel mondo di trame, di leggende, di genealogie di elfi e antichi eroi, che aveva preso a modellare nella sua fantasia, l'opera cui il suo autore lavorò tutta la vita e non portò mai a compimento, la materia che fu la fonte di ogni racconto e di ogni avventura scaturita dalla penna del genio di Oxford.<br />Era quel grande corpus di racconti che costituiscono Il Silmarillion, o meglio: The Book of the Lost Tales - il libro dei racconti perduti, come Tolkien denominava queste prime storie, storie di cui appunto egli non si sentiva il creatore, ma lo scopritore. Cominciò a prendere forma su quaderni scolastici in cui Tolkien - a matita - prese a dispiegare le affascinante cosmogonia, iniziò la sua lunga attività di cronista degli avvenimenti delle età della Terra di Mezzo e delle terre situate in un remoto Occidente, portando alla luce imprese di eroi, gesta di valore e fatti terribili, esaltando la bellezza, esecrando il male, offrendo il senso del mistero.<br />Ma tutto quanto abbiamo conosciuto e amato nel Signore degli Anelli non sarebbe stato possibile senza lo Hobbit.<br />Questa storia è molto più che un prequel del Signore degli Anelli, come molti dei lettori - o spettatori - più recenti potrebbe credere. Non è una storia - come molto spesso accade nel caso dei prequel, appunto - per spiegare a posteriori gli antecedenti, i segreti, i misteri di un'opera. Il racconto delle avventure di Bilbo Baggins e di altri personaggi ormai familiari ai lettori della saga dell'Anello, come Gandalf, Gollum, Elrond, nani ed elfi, uscì dalla fantasia di Tolkien molto tempo prima che le vicende della Guerra dell'Anello venissero immaginate. In realtà, il Signore degli Anelli fu concepito come il seguito de Lo Hobbit, e per molto tempo, nella corrispondenza che intercorreva tra Tolkien e l'editore, il libro in gestazione veniva chiamato "il nuovo Hobbit". La storia dello Hobbit invece era una bellissima favola, nella quale erano entrati altri elementi - oltre a quelli mitici ed epici - dell'immaginario tolkieniano.<br />DUE FINALI: LA RESTAURAZIONE DEL REGNO DEI NANI E IL RITORNO A CASA DI BILBO<br />La storia era nata certamente, nelle intenzioni dello scrittore, come una fiaba per bambini, narrata con un tono colloquiale in cui il narratore si rivolge ai piccoli lettori invitandoli ad avventurarsi loro stessi nella storia. Nel corso dei diversi anni di preparazione del libro, tuttavia, il racconto si arricchì progressivamente dei contenuti del Legendarium tolkieniano.<br />Ciò che alla fine ne uscì, fu un'opera caratterizzata da diversi elementi che richiamavano, e non solo nei nomi e nei personaggi, le antiche mitologie nordiche, ma anche le leggende medievali, con il loro simbolismo. Per certi aspetti Bilbo ricorda Perceval, uno dei principali protagonisti dei cicli arturiani. Perceval è un ragazzo di campagna, che un giorno vede passare dalle sue terre dei cavalieri di Camelot, magnifici nelle loro armature, e decide che diventerà uno di loro. Ma il cammino è duro e difficile: a Camelot gli fanno fare solo lo scudiero, lo prendono in giro per le sue origini e le sue maniere poco raffinate, ma gradualmente Perceval si sgrezza e alla fine diventerà il cavaliere per eccellenza della Cerca del Graal. Il romanzo di Chretienne de Troyes si può dunque definire il capostipite del cosiddetto romanzo di formazione, dove l'eroe della storia diviene tale solo attraverso un faticoso cammino di prove che progressivamente lo forgiano.<br />Possiamo dire lo stesso per lo Hobbit di Tolkien. Un romanzo di formazione che si rivela tale soprattutto nel finale. La storia infatti si conclude in due modi: la restaurazione del Regno dei Nani, con Dain che diventa il successore di Thorin e distribuisce saggiamente le ricchezze conquistate, e il ritorno a casa di Bilbo. Nei due finali della storia Tolkien si confronta, implicitamente, con l'opera letteraria che forse più amava, il Beowulf, il primo poema al mondo interamente dedicato al tema della lotta di un eroe umano contro un Mostro. E' il tema profondo e metafisico del controllo del Caos, del conflitto tra cultura e natura, dello sforzo di dare ordine all'esistente, dominando e vincendo la paura.<br />La grande fiaba dello Hobbit dunque ci trasmette tutto questo. Non è quindi solo una storia con ambientazione simil-medievale, uno scontro tra il Bene e il Male, ma anche il racconto della nostalgia di un'età dell'oro, di un Eden che l'uomo ha perduto, e dalla riproposizione del senso religioso, visto come necessario per frenare la caduta di valori e la rovina dell'umanità.<br />]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/69254110</guid><pubDate>Tue, 30 Dec 2025 20:28:33 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/69254110/il_signore_degli_anelli_non_ci_sarebbe_senza_lo_hobbi.mp3" length="7984318" type="audio/mpeg"/><itunes:author>BastaBugie</itunes:author><itunes:subtitle>VIDEO: Audiolibro integrale de ''Lo Hobbit'' ➜ https://www.youtube.com/watch?v=AIM93r4DE2w

TESTO DELL'ARTICOLO ➜ https://www.bastabugie.it/8401

IL SIGNORE DEGLI ANELLI NON CI SAREBBE SENZA LO HOBBIT di Paolo Gulisano
 
"In un buco della terra viveva...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[VIDEO: Audiolibro integrale de ''Lo Hobbit'' ➜ <a href="https://www.youtube.com/watch?v=AIM93r4DE2w" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://www.youtube.com/watch?v=AIM93r4DE2w</a><br /><br />TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="https://www.bastabugie.it/8401" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://www.bastabugie.it/8401</a><br /><br />IL SIGNORE DEGLI ANELLI NON CI SAREBBE SENZA LO HOBBIT di Paolo Gulisano<br /> <br />"In un buco della terra viveva un Hobbit". Questa strana frase venne improvvisamente alla mente del giovane professore che in un caldo pomeriggio estivo, nella sua casa di Oxford, correggeva i compiti di ammissione all'università. Uno degli esaminandi aveva lasciato il suo elaborato di letteratura inglese in bianco, e il professor Tolkien, per una misteriosa ispirazione, scrisse su quel foglio bianco quella frase. Era nato un nome, Hobbit, e in breve tempo il nome sarebbe diventato un personaggio, la più originale creatura del vasto mondo fantastico del più geniale scrittore di Letteratura dell'Immaginario. <br />Quella ispirazione improvvisa fu all'origine non solo del racconto che sarebbe stato pubblicato anni dopo, il 21 settembre 1937, col titolo The Hobbit, There and Back Again, cioè "Andata e ritorno", ma anche di tutta l'opera successiva di John Ronald Tolkien, e in particolare il suo capolavoro Il Signore degli Anelli. Senza quel buffo personaggio, lo Hobbit, probabilmente tutto l'universo fantastico che Tolkien andava elaborando da anni non avrebbe mai conosciuto la pubblicazione: il timido professore avrebbe continuato a scrivere a matita sui suoi quaderni storie di elfi, di ascese e cadute di antichi regni, storie mitiche collocate in epoche arcaiche che quasi sicuramente nessun editore avrebbe mai pubblicato. <br />Storie che avevano avuto, a loro volta, una genesi piuttosto particolare: nel marzo del 1916 Tolkien, che aveva da poco terminato col massimo dei voti gli studi a Oxford, si trovava in un campo d'addestramento dell'esercito, pronto per essere inviato in Francia nell'inferno delle trincee della Prima Guerra Mondiale. Tolkien così scriveva alla fidanzata, Edith Bratt: "In questo triste pomeriggio piovigginoso, ho letto vecchi appunti di lezioni militari ed ero già stufo dopo un'ora e mezza. Ho apportato dei ritocchi alla lingua delle fate che ho inventato, per migliorarla. Spesso mi viene voglia di lavorarci ma me lo proibisco perchè, anche se mi piace tanto, mi sembra un'occupazione così pazza!" <br />IL LIBRO DEI RACCONTI PERDUTI<br />Ciò a cui faceva riferimento il giovane ufficiale era quel mondo di trame, di leggende, di genealogie di elfi e antichi eroi, che aveva preso a modellare nella sua fantasia, l'opera cui il suo autore lavorò tutta la vita e non portò mai a compimento, la materia che fu la fonte di ogni racconto e di ogni avventura scaturita dalla penna del genio di Oxford.<br />Era quel grande corpus di racconti che costituiscono Il Silmarillion, o meglio: The Book of the Lost Tales - il libro dei racconti perduti, come Tolkien denominava queste prime storie, storie di cui appunto egli non si sentiva il creatore, ma lo scopritore. Cominciò a prendere forma su quaderni scolastici in cui Tolkien - a matita - prese a dispiegare le affascinante cosmogonia, iniziò la sua lunga attività di cronista degli avvenimenti delle età della Terra di Mezzo e delle terre situate in un remoto Occidente, portando alla luce imprese di eroi, gesta di valore e fatti terribili, esaltando la bellezza, esecrando il male, offrendo il senso del mistero.<br />Ma tutto quanto abbiamo conosciuto e amato nel Signore degli Anelli non sarebbe stato possibile senza lo Hobbit.<br />Questa storia è molto più che un prequel del Signore degli Anelli, come molti dei lettori - o spettatori - più recenti potrebbe credere. Non è una storia - come molto spesso accade nel caso dei prequel, appunto - per spiegare a posteriori gli antecedenti, i segreti, i misteri di un'opera. Il racconto delle...]]></itunes:summary><itunes:duration>499</itunes:duration><itunes:keywords>bilbobaggins,duefinali,ilsignoredeglianelli,lohobbit,tolkien</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/6659cbb0b8638a7465f6fc8348dc7c2d.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Louis De Whol l'autore di romanzi storici cattolici</title><link>https://www.spreaker.com/episode/louis-de-whol-l-autore-di-romanzi-storici-cattolici--67439881</link><description><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="https://www.bastabugie.it/8241" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://www.bastabugie.it/8241</a><br /><br />LOUIS DE WOHL, L'AUTORE DI ROMANZI STORICI CATTOLICI di Rino Cammilleri<br /> <br />Molti di noi hanno i suoi libri in casa, anche perché li consigliava don Giussani. Sto parlando di Louis de Wohl, che fu sceneggiatore di film, astrologo e infine scrittore esclusivamente cattolico. Qualcuno, lo so, storcerà il naso a sentir parlare di astrologia, perché la Chiesa la condanna. In verità la condanna è per l'astrologia "predittiva", quella che pretende di conoscere il futuro, non per quella "descrittiva".<br />Mi spiego con un esempio: vuoi fare un viaggio dopodomani ma gli astri sono sfavorevoli. Ebbene, nulla toglie che tu faccia un piacevole viaggio anche con astri sfavorevoli. In realtà la Chiesa cominciò a prendere le distanze dall'astrologia solo nel XVI secolo, quando certi "maghi" rinascimentali pretesero di fare l'oroscopo a Gesù, nato il 25 dicembre; dunque, secondo loro, nel Capricorno. In realtà Cristo non è "nello" Zodiaco, ma ne è il centro, il Sole, come ben lo dipinse Leonardo nell'Ultima Cena. Ma veniamo al Nostro. Si chiamava Mucsinyi Wohl Lajos, ed era un ungherese nato a Berlino nel 1903.<br />Suo padre era capitano degli ussari, ebreo ma di religione cattolica. Sua madre era austriaca, cattolica anch'ella e anch'ella ebrea (baronessa Dreyfus). Il padre, congedatosi, divenne avvocato e poi giudice. Infine, fu braccio destro dell'ambasciatore austro-ungarico a Berlino, ruolo che gli valse un titolo nobiliare da parte di Francesco Giuseppe. L'impero cattolico, infatti, era tutto fuorché antisemita: le famiglie ebraiche premiate con la nobiltà per servizi allo Stato erano quasi 300. Il padre si arricchì con affari minerari, ma morì nel 1914. La Grande guerra causò la rovina economica della famiglia. Il giovane Ludwig (traduzione di Lajos) dovette lasciare gli studi e impiegarsi in una banca berlinese, il cui direttore, Guttman, era amico di famiglia. Ma era troppo creativo per restarci. Infatti, nel 1924 lasciò l'impiego per fare il disegnatore di moda.<br />RACCONTI SUI GIORNALI<br />Da lì, grazie a Guttman, passò alla cinematografia, scrivendo sceneggiature prima mute e poi sonore. Conobbe Alexandra Betzold detta Putti, figlia di un uomo d'affari ebreo e di una nobile romena.<br />In realtà Putti era figlia della sola romena, che l'aveva avuta con un tedesco ariano fuori del matrimonio. Anche lei, comunque, era spiantata, perciò Louis si mise a scrivere racconti d'avventura a puntate per i giornali. A quei tempi la cosa era abbastanza redditizia: i capolavori di Dickens, Verne, Dumas erano nati cosi. Da qui, anche, la mole delle opere: più puntate scrivevano e più incassavano. Ludwig, dalla fervida fantasia, poté così permettersi la frequentazione del bel mondo, grazie anche al suo titolo. Nel 1930, a un ballo, il principe Enrico, consorte della regina Guglielmina d'Olanda, presentò a Ludwig von Wohl il barone Harald van Hoogerwoerd, il quale, dopo averlo stupito con alcune descrizioni del carattere suo e di sua moglie rivelatesi esatte, lo affascinò all'astrologia, e da allora Wohl non ebbe altro per la testa. Venne il 1933, i tedeschi elessero Hitler come cancelliere. Il Nostro, cattolico come Edith Stein ma come lei ebreo, risolse che era meglio cambiare aria. Si trasferì in Inghilterra e Lajos-Ludwig cambiò nome per la terza volta, diventando Louis de Wohl. Seconda guerra mondiale. Fino all'ingresso degli americani, gli inglesi ebbero gravi problemi con il fin lì invincibile Reich. Quel che temevano di più era un'invasione, arrivando, secondo una certa leggenda, a schierare sulla Manica una serie di "streghe" che lanciavano maledizioni contro i tedeschi.<br />ARRUOLATO DAI SERVIZI, POI IL SUCCESSO MONDIALE<br />Sia come sia, forse le streghe no, ma gli astrologi sì, visto che il Nostro, col grado di capitano, venne arruolato nei servizi segreti britannici e assegnato al Soe (Special operation executive) del MI5. Fu incaricato di creare un falso di Nostradamus, una serie di quartine manoscritte in francese, "ritrovate" e tradotte in tedesco, che profetizzavano le vittorie di Hitler a cui seguiva il di lui assassinio.<br />Per convincere i riluttanti Usa a entrare in guerra al loro fianco gli inglesi ricorsero a ogni mezzo.<br />Anche a quello di mandare il loro astrologo ufficiale a New York. Qui il Nostro aprì un ufficio di propaganda e si diede, in conferenze, a spiegare gli oroscopi comparati di Napoleone e Hitler, tesi ad assicurare gli uditori che gli astri stavano dalla loro parte. Tornato a Londra, venne consultato a proposito del previsto sbarco in Normandia. L'operazione era troppo estesa perché le spie tedesche non si accorgessero dei preparativi. Insomma, i tedeschi sapevano bene che la Fortezza Europa sarebbe stata attaccata. Ma non sapevano in quale punto. De Wohl disse ai suoi superiori di star tranquilli perché gli astri erano favorevoli a Hitler, perciò quest'ultimo sarebbe stato indotto a sottovalutare gli allarmi. Come ricompensa, a cose finite, nel 1946 il Nostro ebbe la sospirata cittadinanza britannica. Rimasto vedovo, andò a stabilirsi in Svizzera, a Lucerna, dove nel 1953 si risposò con la cattolica Ruth M. Lorch. Quest'ultima era una Dama dell'Ordine del Santo Sepolcro e tramite lei il marito venne insignito del titolo di Commendatore nello stesso Ordine.<br />Louis de Wohl divenne così conte palatino lateranense. Dedicatosi esclusivamente alla scrittura, pubblicò alcune opere di astrologia nelle quali esaminò i temi natali di personaggi come Gandhi, Hitler, Mussolini, Roosevelt, Churchill, Chamberlain, Daladier, Göring, Pio XII e altri vip. Anche un romanzo, di fantasia, nel quale adombrò la figura del famigerato occultista Aleister Crowley (che Mussolini aveva espulso dall'Italia). Ma durò poco, perché la sua vera vocazione erano i romanzi storici con protagonisti gli eroi della tradizione cattolica. Ne scrisse moltissimi, in inglese, e furono tradotti in tutto il mondo; qualcuno di essi ebbe anche la riduzione cinematografica. Qui elencherò solo quelli che hanno una versione italiana: Il gioioso mendicante (su san Francesco d'Assisi); La città di Dio (su san Benedetto da Norcia); L'albero della vita (su sant'Elena, madre di Costantino); L'ultimo crociato (su don Giovanni d'Austria, il comandante di Lepanto); La liberazione del gigante (su san Tommaso d'Aquino); La mia natura è il fuoco (su santa Caterina da Siena); Attila, la tempesta d'Oriente; Una fiamma inestinguibile, l'avventurosa vita di Sant'Agostino; Giovanna la fanciulla guerriera (su santa Giovanna d'Arco); La lancia di Longino; Il filo d'oro (su sant' Ignazio di Loyola); Infiammare ogni cosa (su san Francesco Saverio); Davide di Gerusalemme; Giuliano, l'imperatore apostata; La gloriosa follia (su san Paolo). Papa Pio XII in persona gli chiese di scrivere una storia della Chiesa. Eseguì e Fondata sulla roccia fu la sua ultima fatica, prima di morire nel 1961.<br />]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/67439881</guid><pubDate>Tue, 19 Aug 2025 15:48:19 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/67439881/louis_de_whol_l_autore_di_romanzi_storici_cattolici.mp3" length="9542981" type="audio/mpeg"/><itunes:author>BastaBugie</itunes:author><itunes:subtitle>TESTO DELL'ARTICOLO ➜ https://www.bastabugie.it/8241

LOUIS DE WOHL, L'AUTORE DI ROMANZI STORICI CATTOLICI di Rino Cammilleri
 
Molti di noi hanno i suoi libri in casa, anche perché li consigliava don Giussani. Sto parlando di Louis de Wohl, che fu...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="https://www.bastabugie.it/8241" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://www.bastabugie.it/8241</a><br /><br />LOUIS DE WOHL, L'AUTORE DI ROMANZI STORICI CATTOLICI di Rino Cammilleri<br /> <br />Molti di noi hanno i suoi libri in casa, anche perché li consigliava don Giussani. Sto parlando di Louis de Wohl, che fu sceneggiatore di film, astrologo e infine scrittore esclusivamente cattolico. Qualcuno, lo so, storcerà il naso a sentir parlare di astrologia, perché la Chiesa la condanna. In verità la condanna è per l'astrologia "predittiva", quella che pretende di conoscere il futuro, non per quella "descrittiva".<br />Mi spiego con un esempio: vuoi fare un viaggio dopodomani ma gli astri sono sfavorevoli. Ebbene, nulla toglie che tu faccia un piacevole viaggio anche con astri sfavorevoli. In realtà la Chiesa cominciò a prendere le distanze dall'astrologia solo nel XVI secolo, quando certi "maghi" rinascimentali pretesero di fare l'oroscopo a Gesù, nato il 25 dicembre; dunque, secondo loro, nel Capricorno. In realtà Cristo non è "nello" Zodiaco, ma ne è il centro, il Sole, come ben lo dipinse Leonardo nell'Ultima Cena. Ma veniamo al Nostro. Si chiamava Mucsinyi Wohl Lajos, ed era un ungherese nato a Berlino nel 1903.<br />Suo padre era capitano degli ussari, ebreo ma di religione cattolica. Sua madre era austriaca, cattolica anch'ella e anch'ella ebrea (baronessa Dreyfus). Il padre, congedatosi, divenne avvocato e poi giudice. Infine, fu braccio destro dell'ambasciatore austro-ungarico a Berlino, ruolo che gli valse un titolo nobiliare da parte di Francesco Giuseppe. L'impero cattolico, infatti, era tutto fuorché antisemita: le famiglie ebraiche premiate con la nobiltà per servizi allo Stato erano quasi 300. Il padre si arricchì con affari minerari, ma morì nel 1914. La Grande guerra causò la rovina economica della famiglia. Il giovane Ludwig (traduzione di Lajos) dovette lasciare gli studi e impiegarsi in una banca berlinese, il cui direttore, Guttman, era amico di famiglia. Ma era troppo creativo per restarci. Infatti, nel 1924 lasciò l'impiego per fare il disegnatore di moda.<br />RACCONTI SUI GIORNALI<br />Da lì, grazie a Guttman, passò alla cinematografia, scrivendo sceneggiature prima mute e poi sonore. Conobbe Alexandra Betzold detta Putti, figlia di un uomo d'affari ebreo e di una nobile romena.<br />In realtà Putti era figlia della sola romena, che l'aveva avuta con un tedesco ariano fuori del matrimonio. Anche lei, comunque, era spiantata, perciò Louis si mise a scrivere racconti d'avventura a puntate per i giornali. A quei tempi la cosa era abbastanza redditizia: i capolavori di Dickens, Verne, Dumas erano nati cosi. Da qui, anche, la mole delle opere: più puntate scrivevano e più incassavano. Ludwig, dalla fervida fantasia, poté così permettersi la frequentazione del bel mondo, grazie anche al suo titolo. Nel 1930, a un ballo, il principe Enrico, consorte della regina Guglielmina d'Olanda, presentò a Ludwig von Wohl il barone Harald van Hoogerwoerd, il quale, dopo averlo stupito con alcune descrizioni del carattere suo e di sua moglie rivelatesi esatte, lo affascinò all'astrologia, e da allora Wohl non ebbe altro per la testa. Venne il 1933, i tedeschi elessero Hitler come cancelliere. Il Nostro, cattolico come Edith Stein ma come lei ebreo, risolse che era meglio cambiare aria. Si trasferì in Inghilterra e Lajos-Ludwig cambiò nome per la terza volta, diventando Louis de Wohl. Seconda guerra mondiale. Fino all'ingresso degli americani, gli inglesi ebbero gravi problemi con il fin lì invincibile Reich. Quel che temevano di più era un'invasione, arrivando, secondo una certa leggenda, a schierare sulla Manica una serie di "streghe" che lanciavano maledizioni contro i tedeschi.<br />ARRUOLATO DAI SERVIZI, POI IL SUCCESSO MONDIALE<br />Sia come sia, forse le streghe no, ma gli astrologi sì, visto che il Nostro, col grado di capitano, venne arruolato nei servizi segreti britannici...]]></itunes:summary><itunes:duration>597</itunes:duration><itunes:keywords>conversione,louisdewohl,papa,romanzistoricicattolici,vitaavventurosa</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/1cbf1153d0e0a602ffe8b3274b6fe71c.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>La Bibbia registra nuovi record di vendite</title><link>https://www.spreaker.com/episode/la-bibbia-registra-nuovi-record-di-vendite--63359572</link><description><![CDATA[VIDEO: Trump promuove la Bibbia ➜ <a href="https://www.youtube.com/watch?v=noezEB6BKno&amp;list=PLolpIV2TSebVCcy1WwB32e6_HB-NO8WCC" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://www.youtube.com/watch?v=noezEB6BKno&amp;list=PLolpIV2TSebVCcy1WwB32e6_HB-NO8WCC</a><br /><br />TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="https://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=8009" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=8009</a><br /><br />LA BIBBIA REGISTRA NUOVI RECORD DI VENDITE di Manuela Antonacci<br /> <br />È un segnale che sicuramente infonde speranza, quello che riguarda l'aumento delle vendite, non dell'ultimo best seller di grido dell'industria editoriale, ma niente meno che della Bibbia. Parliamo del 22% in più nelle vendite. Una tendenza commerciale analizzata in un recente articolo di Jeffrey A. Trachtenberg sul Wall Street Journal in cui, riguardo alla vendita di Bibbie schizzata alle stelle negli Stati Uniti, in questi ultimi anni, si leggono percentuali davvero impressionanti: da 9,7 milioni di copie vendute nel 2019, si è passati a 14,2 milioni nel 2023, con un aumento del 46% in 4 anni. Mentre nel 2024 parliamo di una vendita pari a 13,7 milioni di Bibbie che rappresenta una crescita, appunto, del 22% rispetto all'anno precedente.<br />I dati sono forniti da Circana Bookscan che, in America, misura l'andamento delle vendite nel mercato editoriale e indicano che l'aumento delle vendite generali di libri, durante i primi dieci mesi dell'anno, è dell'1%, e quello delle Bibbie più del venti. E questo nonostante il fatto che Circana Bookscan non includa nelle sue inserzioni un'edizione che probabilmente sta ricevendo, nelle sue vendite, l'impulso di essere stata pubblicizzata da Donald Trump, la scorsa primavera. Si tratta della Bibbia sponsorizzata dall'amico cantante Lee Greenwood, autore della canzone "God Bless the USA" che dà il nome, appunto, alla Bibbia "God Bless the USA", la cui edizione "King James" include anche la Costituzione, la Dichiarazione di Indipendenza e altri testi prettamente civili.<br />In realtà la Bibbia di Greenwood è stata rilanciata da un video di una grande efficacia promozionale in cui Trump lamenta il fatto che l'allontanamento degli Stati Uniti dal cristianesimo rappresenta uno dei principali problemi del Paese: «Ogni americano ha bisogno di una Bibbia a casa propria. È il mio libro preferito e ci ricorda che la cosa fondamentale che dobbiamo restituire all'America per renderla di nuovo grande è la nostra religione. Dobbiamo difendere la presenza di Dio nella pubblica piazza. Dobbiamo fare in modo che l'America preghi di nuovo».<br />Tuttavia, né la tradizionale identificazione del sistema politico americano con il cristianesimo protestante, né la vittoria di Trump alle recenti elezioni presidenziali, giustificano da sole questo successo della vendita di Bibbie. Secondo Bethany Martin, manager della libreria Faith &amp; Life Bookstore di Newton, Kansas, che vende le Scritture in tutti i tipi di formati e fasce di prezzo, tra le cause, ci sarebbe il processo di secolarizzazione e il processo di disgregazione sociale dovuto allo sfascio dell'istituzione familiare, che provocano una perdita dei punti di riferimento che le persone ricercano in altri modi.<br />A suo dire molte di queste Bibbie vengono vendute «a nuovi acquirenti che cercano la speranza di fronte al mondo in rovina, e la cercano nella Bibbia». Jeff Crosby, presidente dell'Associazione degli editori cristiani evangelici, aggiunge che «le persone provano ansia o preoccupazione per i propri figli e nipoti in tempi caratterizzati da instabilità politica e sociale e dal rischio della guerra e tutto ciò alimenta il bisogno di sentirsi rassicurati sul fatto che andrà tutto bene». Di conseguenza, molti, si aggrapperebbero alle certezze offerte dalla Parola di Dio.<br />Le vendite, secondo il Wall Street Journal, stanno conoscendo un'impennata, sia nelle librerie religiose, che in quelle laiche, che sulle piattaforme di vendita online, e non solo in formato cartaceo, ma anche in formato digitale e audiolibro. Forse le ragioni del successo del Libro per antonomasia possono essere sintetizzate nelle dichiarazioni rilasciate al quotidiano economico di New York, da Cely Vázquez, ex concorrente del reality show "Love Island USA", cattolica praticante dichiarata e da un po' di tempo assidua lettrice della Bibbia, il cui studio ha rilanciato su tutti i suoi social: «Ho sentito il bisogno di iniziare il mio percorso. Sentivo che mancava qualcosa, e che il senso delle cose e quella tranquillità si possono trovare solo nella Bibbia».]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/63359572</guid><pubDate>Tue, 17 Dec 2024 21:22:24 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/63359572/la_bibbia_registra_nuovi_record_di_vendite.mp3" length="5085353" type="audio/mpeg"/><itunes:author>BastaBugie</itunes:author><itunes:subtitle>VIDEO: Trump promuove la Bibbia ➜ https://www.youtube.com/watch?v=noezEB6BKno&amp;amp;list=PLolpIV2TSebVCcy1WwB32e6_HB-NO8WCC

TESTO DELL'ARTICOLO ➜ https://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=8009

LA BIBBIA REGISTRA NUOVI RECORD DI VENDITE di Manuela...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[VIDEO: Trump promuove la Bibbia ➜ <a href="https://www.youtube.com/watch?v=noezEB6BKno&amp;list=PLolpIV2TSebVCcy1WwB32e6_HB-NO8WCC" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://www.youtube.com/watch?v=noezEB6BKno&amp;list=PLolpIV2TSebVCcy1WwB32e6_HB-NO8WCC</a><br /><br />TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="https://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=8009" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=8009</a><br /><br />LA BIBBIA REGISTRA NUOVI RECORD DI VENDITE di Manuela Antonacci<br /> <br />È un segnale che sicuramente infonde speranza, quello che riguarda l'aumento delle vendite, non dell'ultimo best seller di grido dell'industria editoriale, ma niente meno che della Bibbia. Parliamo del 22% in più nelle vendite. Una tendenza commerciale analizzata in un recente articolo di Jeffrey A. Trachtenberg sul Wall Street Journal in cui, riguardo alla vendita di Bibbie schizzata alle stelle negli Stati Uniti, in questi ultimi anni, si leggono percentuali davvero impressionanti: da 9,7 milioni di copie vendute nel 2019, si è passati a 14,2 milioni nel 2023, con un aumento del 46% in 4 anni. Mentre nel 2024 parliamo di una vendita pari a 13,7 milioni di Bibbie che rappresenta una crescita, appunto, del 22% rispetto all'anno precedente.<br />I dati sono forniti da Circana Bookscan che, in America, misura l'andamento delle vendite nel mercato editoriale e indicano che l'aumento delle vendite generali di libri, durante i primi dieci mesi dell'anno, è dell'1%, e quello delle Bibbie più del venti. E questo nonostante il fatto che Circana Bookscan non includa nelle sue inserzioni un'edizione che probabilmente sta ricevendo, nelle sue vendite, l'impulso di essere stata pubblicizzata da Donald Trump, la scorsa primavera. Si tratta della Bibbia sponsorizzata dall'amico cantante Lee Greenwood, autore della canzone "God Bless the USA" che dà il nome, appunto, alla Bibbia "God Bless the USA", la cui edizione "King James" include anche la Costituzione, la Dichiarazione di Indipendenza e altri testi prettamente civili.<br />In realtà la Bibbia di Greenwood è stata rilanciata da un video di una grande efficacia promozionale in cui Trump lamenta il fatto che l'allontanamento degli Stati Uniti dal cristianesimo rappresenta uno dei principali problemi del Paese: «Ogni americano ha bisogno di una Bibbia a casa propria. È il mio libro preferito e ci ricorda che la cosa fondamentale che dobbiamo restituire all'America per renderla di nuovo grande è la nostra religione. Dobbiamo difendere la presenza di Dio nella pubblica piazza. Dobbiamo fare in modo che l'America preghi di nuovo».<br />Tuttavia, né la tradizionale identificazione del sistema politico americano con il cristianesimo protestante, né la vittoria di Trump alle recenti elezioni presidenziali, giustificano da sole questo successo della vendita di Bibbie. Secondo Bethany Martin, manager della libreria Faith &amp; Life Bookstore di Newton, Kansas, che vende le Scritture in tutti i tipi di formati e fasce di prezzo, tra le cause, ci sarebbe il processo di secolarizzazione e il processo di disgregazione sociale dovuto allo sfascio dell'istituzione familiare, che provocano una perdita dei punti di riferimento che le persone ricercano in altri modi.<br />A suo dire molte di queste Bibbie vengono vendute «a nuovi acquirenti che cercano la speranza di fronte al mondo in rovina, e la cercano nella Bibbia». Jeff Crosby, presidente dell'Associazione degli editori cristiani evangelici, aggiunge che «le persone provano ansia o preoccupazione per i propri figli e nipoti in tempi caratterizzati da instabilità politica e sociale e dal rischio della guerra e tutto ciò alimenta il bisogno di sentirsi rassicurati sul fatto che andrà tutto bene». 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I suoi detrattori ne liquidarono subito l'opera, poiché delineava a loro avviso in maniera semplicistica il confine tra bene e male. Eppure i «temi dell'opera sono la chiave d'accesso alle sue più profonde preoccupazioni, comprese la morte e l'immortalità, la nostalgia del paradiso, la creazione e la creatività, la realtà della virtù e del peccato, della corretta gestione della natura, dei rischi morali che il possesso del potere tecnologico comporta. Dal momento che credeva nelle verità di certi dogmi, egli le utilizzò come torce o lampade di cristallo, che diffondevano la luce nei luoghi bui. Si tratta di una storia che ci dice cose che abbiamo bisogno di sapere».<br />Nel prezioso saggio Il fuoco segreto (Lindau 2023, pp. 191) recentemente ripubblicato, Stratford Caldecott - direttore del Chesterton Institute di Oxford - illumina così il tema della ricerca spirituale di Tolkien a partire da un'analisi acuta di opere, personaggi e simboli che popolano l'immaginario epico del grande scrittore britannico.<br />«Tolkien era un esploratore. Le storie a cui dedicò così tanto tempo ed energia sono appunti delle sue spedizioni alla ricerca di un mondo più antico o "interiore". Sapeva di scrivere finzioni, ma allo stesso tempo sentiva che stava raccontando la verità sul mondo». Tolkien fa esperienza infatti dell'amore vero per Edith che diventerà presto sua moglie; del dolore familiare (orfano del padre, perde anche la madre a 12 anni) e collettivo (partecipa alla Prima Guerra Mondiale); dell'amicizia in particolare con Lewis. Tutte esperienze che trasfigura nella mitopoiesi dei suoi racconti epici, dove il linguaggio è rivelativo della realtà profonda, nel contempo misteriosa e concreta, delle cose.<br />L'EROE CRISTIANO<br />Di qui, rileva Caldecott, «la 'Terra di mezzo' prende il nome dalla sua posizione tra paradiso e inferno». Come Lo Hobbit anche il suo capolavoro è un viaggio «"andata e ritorno" dal terreno all'epico, dal quotidiano all'eroico, per poi far ritorno al terreno». Al contrario de Lo Hobbit ne Il Signore degli Anelli «non vi è la riconquista di un tesoro, ma la sua perdita: l'anello deve essere "disfatto" nel fuoco in cui era stato forgiato. Il nemico non può sospettare che coloro che custodiscono l'Anello si rifiutino di utilizzarlo, o addirittura vogliano distruggerlo».<br />In questo modo, «via via che l'avventura procede, Frodo emerge come modello d'eroe molto "cristiano". L'eroe cristiano si lascia umiliare e crocifiggere, rifiuta il rispetto e la gloria terreni in nome di qualcosa di molto più grande: non solamente la propria integrità, ma la volontà del Padre nei cieli; non per se stesso, ma per Dio e per il prossimo. Frodo fa quello che sa di dover fare per il bene degli altri: "Ho tentato di salvare la contea ed è stata salvata, ma non per merito mio"». Una missione che inizia, non a caso, il 25 dicembre.<br />E in effetti i riferimenti cristologici sono, fuor di metafora, molteplici. Per esempio, come Gesù nell'orto degli ulivi, così nella tana di Shelob Frodo subisce le conseguenze del tradimento di Gollum; oppure, come Gesù cade sotto il peso della croce e necessita dell'aiuto del Cireneo, così quando l'Anello cresce in peso e potere l'hobbit cade a terra e Sam si offre di portare "il fardello". Tuttavia nell'ora finale non è Frodo a salvare il mondo, né Gollum che gli stacca il dito con un morso; «la salvezza giunge come conseguenza della misericordia e del perdono che Frodo aveva dimostrato precedentemente nei confronti di Gollum», ossia in sostanza è Dio che, nella sua provvidenza, sa volgere al bene anche gli errori umani e i piani del nemico.<br />LA NOSTALGIA DI CRISTO<br />Riguardo alla figura di Aragorn, Caldecott sottolinea che in lui, «come in Artù, il sangue regale si deve dimostrare meritevole del regno attraverso l'eroismo». Aragorn, che percorrendo i Sentieri dei Morti libera l'esercito fantasma di Isildur e svela le insegne del suo regno che solo i morti viventi vedono e seguono, allude alla figura del Re che dorme e sveglia le anime dei giusti nel sabato santo. Di qui, «una volta che il Re si prende il suo trono, potremo far ritorno al nostro mondo con l'autorità di amici e servitori del Re, per dare inizio al compito che ci attende una volta tornati a casa».<br />È la «conoscenza di una luce e di una bellezza che vale la pena difendere a ispirare l'eroismo» della Compagnia dell'Anello. Sam, fedele a Frodo, fa ritorno dalla sua famiglia e assume il potere di guarire la Contea dalle ferite della guerra. Galadriel, immacolata per non aver compiuto azioni malvage, «visione di saggezza, bellezza, grazia e luce senza ombre», è figura della Vergine Maria, in quanto ha «la bellezza sia come maestà che come semplicità»; e ancor più Elbereth, Regina delle Stelle, la quale «ha il ruolo di trasmettere la luce alle regioni celesti».<br />Esiste dunque «uno spirito elfico infuso negli uomini che significa il risveglio di un'insoddisfazione divina, un eros per il trascendente». È la nostalgia di Cristo che il lembas, il «Pan di via» degli Elfi che allude all'Eucarestia, rinsalda. Ne è ben consapevole Tolkien che cerca perciò di partecipare quotidianamente alla Santa Messa per attingere quel «fuoco segreto», ossia «l'amore di Dio che brucia nel cuore del mondo» e di ogni uomo.<br />Nota di BastaBugie: per sapere tutto, ma proprio tutto, su Tolkien e il Signore degli anelli, leggendo recensioni, guardando video di approfondimento, spezzoni e trailer dei film, e molto altro, visita il sito Film Garantiti cliccando sul seguente link.<br />http://www.filmgarantiti.it/it/edizioni.php?id=8<br />]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/58321799</guid><pubDate>Tue, 16 Jan 2024 18:03:18 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/58321799/il_fuoco_segreto_che_anima_tolkien_la_sua_fede_cristiana.mp3" length="5992813" type="audio/mpeg"/><itunes:author>BastaBugie</itunes:author><itunes:subtitle>TESTO DELL'ARTICOLO ➜ https://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7673

IL FUOCO SEGRETO CHE ANIMA TOLKIEN E' LA SUA FEDE CATTOLICA di Fabio Piemonte
«Ho esposto il mio cuore perché gli sparassero», scrive Tolkien all'indomani della pubblicazione del...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="https://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7673" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7673</a><br /><br />IL FUOCO SEGRETO CHE ANIMA TOLKIEN E' LA SUA FEDE CATTOLICA di Fabio Piemonte<br />«Ho esposto il mio cuore perché gli sparassero», scrive Tolkien all'indomani della pubblicazione del primo volume de Il Signore degli Anelli. I suoi detrattori ne liquidarono subito l'opera, poiché delineava a loro avviso in maniera semplicistica il confine tra bene e male. Eppure i «temi dell'opera sono la chiave d'accesso alle sue più profonde preoccupazioni, comprese la morte e l'immortalità, la nostalgia del paradiso, la creazione e la creatività, la realtà della virtù e del peccato, della corretta gestione della natura, dei rischi morali che il possesso del potere tecnologico comporta. Dal momento che credeva nelle verità di certi dogmi, egli le utilizzò come torce o lampade di cristallo, che diffondevano la luce nei luoghi bui. Si tratta di una storia che ci dice cose che abbiamo bisogno di sapere».<br />Nel prezioso saggio Il fuoco segreto (Lindau 2023, pp. 191) recentemente ripubblicato, Stratford Caldecott - direttore del Chesterton Institute di Oxford - illumina così il tema della ricerca spirituale di Tolkien a partire da un'analisi acuta di opere, personaggi e simboli che popolano l'immaginario epico del grande scrittore britannico.<br />«Tolkien era un esploratore. Le storie a cui dedicò così tanto tempo ed energia sono appunti delle sue spedizioni alla ricerca di un mondo più antico o "interiore". Sapeva di scrivere finzioni, ma allo stesso tempo sentiva che stava raccontando la verità sul mondo». Tolkien fa esperienza infatti dell'amore vero per Edith che diventerà presto sua moglie; del dolore familiare (orfano del padre, perde anche la madre a 12 anni) e collettivo (partecipa alla Prima Guerra Mondiale); dell'amicizia in particolare con Lewis. Tutte esperienze che trasfigura nella mitopoiesi dei suoi racconti epici, dove il linguaggio è rivelativo della realtà profonda, nel contempo misteriosa e concreta, delle cose.<br />L'EROE CRISTIANO<br />Di qui, rileva Caldecott, «la 'Terra di mezzo' prende il nome dalla sua posizione tra paradiso e inferno». Come Lo Hobbit anche il suo capolavoro è un viaggio «"andata e ritorno" dal terreno all'epico, dal quotidiano all'eroico, per poi far ritorno al terreno». Al contrario de Lo Hobbit ne Il Signore degli Anelli «non vi è la riconquista di un tesoro, ma la sua perdita: l'anello deve essere "disfatto" nel fuoco in cui era stato forgiato. Il nemico non può sospettare che coloro che custodiscono l'Anello si rifiutino di utilizzarlo, o addirittura vogliano distruggerlo».<br />In questo modo, «via via che l'avventura procede, Frodo emerge come modello d'eroe molto "cristiano". L'eroe cristiano si lascia umiliare e crocifiggere, rifiuta il rispetto e la gloria terreni in nome di qualcosa di molto più grande: non solamente la propria integrità, ma la volontà del Padre nei cieli; non per se stesso, ma per Dio e per il prossimo. Frodo fa quello che sa di dover fare per il bene degli altri: "Ho tentato di salvare la contea ed è stata salvata, ma non per merito mio"». Una missione che inizia, non a caso, il 25 dicembre.<br />E in effetti i riferimenti cristologici sono, fuor di metafora, molteplici. Per esempio, come Gesù nell'orto degli ulivi, così nella tana di Shelob Frodo subisce le conseguenze del tradimento di Gollum; oppure, come Gesù cade sotto il peso della croce e necessita dell'aiuto del Cireneo, così quando l'Anello cresce in peso e potere l'hobbit cade a terra e Sam si offre di portare "il fardello". Tuttavia nell'ora finale non è Frodo a salvare il mondo, né Gollum che gli stacca il dito con un morso; «la salvezza giunge come conseguenza della misericordia e del perdono che Frodo aveva dimostrato precedentemente nei confronti di Gollum», ossia in sostanza è Dio che, nella sua provvidenza, sa...]]></itunes:summary><itunes:duration>375</itunes:duration><itunes:keywords>frodo,lewis,signoredeglianelli,tolkien,virtù</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/06ec51c53999dcebb5551121e37bf93f.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Gender, sesso degli angeli e oblio dell'occidente</title><link>https://www.spreaker.com/episode/gender-sesso-degli-angeli-e-oblio-dell-occidente--57915765</link><description><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="https://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7619" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7619</a><br /><br />GENDER, SESSO DEGLI ANGELI E OBLIO DELL'OCCIDENTE di Fabio Piemonte<br />«Il gender è il prodotto di una società il cui obiettivo è quello di condurre una guerra totale alla natura in modo tale che tutto, assolutamente tutto, diventi artefatto, prodotto, cosa, artificio, utensile. La sinistra aveva promesso di cambiare la società e ha fallito; ora si propone di cambiare l'uomo. Sopprimere la differenza sessuale con il pretesto che una differenza è una disuguaglianza è intraprendere la strada della costruzione di un nuovo essere umano, liberato dal suo sesso. La teoria del gender è il tentativo di liberare l'uomo e la donna dalla costrizione identitaria prima e ultima, quella della nascita. I transgender sono eroi del nostro tempo, incarnazione della dignità assoluta dell'uomo divinizzato che vuole disfarsi delle catene di ciò che siamo originariamente e autenticamente». Così scrive con grande acume Giulio Meotti nel suo recente saggio "Gender. Il sesso degli angeli e l'oblio dell'Occidente" (Liberliberi 2023, pp. 150).<br />Sembrava una moda passeggera e invece l'ideologia di genere «è diventata dogma e la libertà di pensiero e di espressione diminuisce man mano che si espande questo regno dell'irragionevolezza e dell'indottrinamento. È partito dalle accademie per arrivare al cuore pulsante della nostra società, con i suoi simboli, le sue aziende, le sue pubblicità, ossia con le immagini che ci mostrano ciò che vogliamo desiderare, ciò che vorremmo essere». Lo sanno bene le sue vittime illustri, come la Rowling ostracizzata per le sue esternazioni, e quelle comuni, come i genitori che, per esempio in Spagna, se si oppongono alla transizione di genere dei propri figli rischiano la denuncia dei servizi sociali.<br />Sul piano culturale invece il lavaggio del cervello lo fa la neolingua: persino l'Oxford Dictionary, accanto ai dizionari dei Paesi scandinavi, ha accolto il pronome personale di genere neutro. La scrittura inclusiva fa scuola anche negli ospedali. Al Brighton and Sussex University Hospitals Nhs Trust si parla ormai, contro ogni senso comune, di «allattamento al torace», «latte umano» e «genitore che partorisce». A New York la festa della mamma è diventata la festa «delle persone che partoriscono». Le più importanti riviste scientifiche a livello internazionale sono prone a tale ideologia al punto che The Lancet parla di «corpi con la vagina» al posto di donna; Nature si propone di rifiutare articoli con «punti di vista esclusivisti», quali quelli di quanti sostengono la binarietà dei sessi. Di qui, in barba alla genetica dei cromosomi, si arriva alle formule grottesche di slogan quali «Non solo le donne possono avere figli» o «I maschi trans sono donne».<br />Insomma, come rivela la finestra di Overton, un'idea dapprima ritenuta impensabile può divenire gradualmente condivisibile al punto da dettar legge. Coi suoi dogmi, precetti e riti, adepti e apostati, l'ideologia di genere si presenta ormai alla stregua di una nuova religione di matrice chiaramente gnostica che ha alle sue fondamenta la cancellazione del dato biologico e della differenza sessuale. Assume il dualismo cartesiano mente corpo, demonizza il corpo, all'insegna di un'assoluta fluidità di genere, allo scopo di «consentire ai bambini di considerare la loro identità di genere non correlata al loro sesso biologico; e anzi incoraggiarli in questa direzione; facilitare l'accesso dei bambini ai trattamenti ormonali, ai bloccanti della pubertà e agli interventi chirurgici che cambiano irreversibilmente i loro corpi; persuadere i giovani che le difficoltà tipiche dell'adolescenza - accettazione delle trasformazioni del proprio corpo, scoperta della propria sessualità, adattamento alla vita in società - sono principalmente causate dalla disforia di genere e possono essere risolte solo da un cambiamento di identità di genere; dare agli uomini che si dicono donne pieno accesso alle competizioni sportive, alle carceri e ai rifugi riservati alle donne», come osserva ancora Meotti.<br />Il credo gender ha i suoi «simboli, canti, bandiere, sfilate, ricorrenze; i suoi eretici omofobi e transfobici». I suoi acerrimi nemici sono i detransizionisti, ossia quanti «non aderendo più alla teoria, sono simili agli apostati». Relativamente all'insidiosità di tale ideologia Joseph Ratzinger, nel libro-intervista con Vittorio Messori del lontano 1984, puntualizzava con lungimiranza profetica: «Questo cosiddetto cambio di sesso non modifica in alcun modo il corredo genetico dell'interessato. É solo un artefatto esterno che non risolve alcun problema ma costruisce solo realtà fittizie». Intuendone i risvolti tragici sul piano pratico lo stesso fine teologo aggiungeva come «non sia un caso che le leggi si siano subito adeguate a tale richiesta. Se tutto è solo un 'ruolo' culturalmente e storicamente condizionato, e non una specificità naturale inscritta nel profondo dell'essere, anche la maternità è solo una funzione accidentale». Di qui, sottolinea infine Meotti, «quest'uomo sradicato è chiamato a diventare qualsiasi cosa, un ventre in vendita o un essere ibrido che genera se stesso, liberatosi dalla sua ingombrante umanità, e che si crede un piccolo dio».]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/57915765</guid><pubDate>Tue, 05 Dec 2023 20:35:05 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/57915765/gender_sesso_degli_angeli_e_oblio_dell_occidente.mp3" length="6413208" type="audio/mpeg"/><itunes:author>BastaBugie</itunes:author><itunes:subtitle>TESTO DELL'ARTICOLO ➜ https://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7619

GENDER, SESSO DEGLI ANGELI E OBLIO DELL'OCCIDENTE di Fabio Piemonte
«Il gender è il prodotto di una società il cui obiettivo è quello di condurre una guerra totale alla natura in...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="https://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7619" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7619</a><br /><br />GENDER, SESSO DEGLI ANGELI E OBLIO DELL'OCCIDENTE di Fabio Piemonte<br />«Il gender è il prodotto di una società il cui obiettivo è quello di condurre una guerra totale alla natura in modo tale che tutto, assolutamente tutto, diventi artefatto, prodotto, cosa, artificio, utensile. La sinistra aveva promesso di cambiare la società e ha fallito; ora si propone di cambiare l'uomo. Sopprimere la differenza sessuale con il pretesto che una differenza è una disuguaglianza è intraprendere la strada della costruzione di un nuovo essere umano, liberato dal suo sesso. La teoria del gender è il tentativo di liberare l'uomo e la donna dalla costrizione identitaria prima e ultima, quella della nascita. I transgender sono eroi del nostro tempo, incarnazione della dignità assoluta dell'uomo divinizzato che vuole disfarsi delle catene di ciò che siamo originariamente e autenticamente». Così scrive con grande acume Giulio Meotti nel suo recente saggio "Gender. Il sesso degli angeli e l'oblio dell'Occidente" (Liberliberi 2023, pp. 150).<br />Sembrava una moda passeggera e invece l'ideologia di genere «è diventata dogma e la libertà di pensiero e di espressione diminuisce man mano che si espande questo regno dell'irragionevolezza e dell'indottrinamento. È partito dalle accademie per arrivare al cuore pulsante della nostra società, con i suoi simboli, le sue aziende, le sue pubblicità, ossia con le immagini che ci mostrano ciò che vogliamo desiderare, ciò che vorremmo essere». Lo sanno bene le sue vittime illustri, come la Rowling ostracizzata per le sue esternazioni, e quelle comuni, come i genitori che, per esempio in Spagna, se si oppongono alla transizione di genere dei propri figli rischiano la denuncia dei servizi sociali.<br />Sul piano culturale invece il lavaggio del cervello lo fa la neolingua: persino l'Oxford Dictionary, accanto ai dizionari dei Paesi scandinavi, ha accolto il pronome personale di genere neutro. La scrittura inclusiva fa scuola anche negli ospedali. Al Brighton and Sussex University Hospitals Nhs Trust si parla ormai, contro ogni senso comune, di «allattamento al torace», «latte umano» e «genitore che partorisce». A New York la festa della mamma è diventata la festa «delle persone che partoriscono». Le più importanti riviste scientifiche a livello internazionale sono prone a tale ideologia al punto che The Lancet parla di «corpi con la vagina» al posto di donna; Nature si propone di rifiutare articoli con «punti di vista esclusivisti», quali quelli di quanti sostengono la binarietà dei sessi. Di qui, in barba alla genetica dei cromosomi, si arriva alle formule grottesche di slogan quali «Non solo le donne possono avere figli» o «I maschi trans sono donne».<br />Insomma, come rivela la finestra di Overton, un'idea dapprima ritenuta impensabile può divenire gradualmente condivisibile al punto da dettar legge. Coi suoi dogmi, precetti e riti, adepti e apostati, l'ideologia di genere si presenta ormai alla stregua di una nuova religione di matrice chiaramente gnostica che ha alle sue fondamenta la cancellazione del dato biologico e della differenza sessuale. Assume il dualismo cartesiano mente corpo, demonizza il corpo, all'insegna di un'assoluta fluidità di genere, allo scopo di «consentire ai bambini di considerare la loro identità di genere non correlata al loro sesso biologico; e anzi incoraggiarli in questa direzione; facilitare l'accesso dei bambini ai trattamenti ormonali, ai bloccanti della pubertà e agli interventi chirurgici che cambiano irreversibilmente i loro corpi; persuadere i giovani che le difficoltà tipiche dell'adolescenza - accettazione delle trasformazioni del proprio corpo, scoperta della propria sessualità, adattamento alla vita in società - sono principalmente causate dalla disforia di genere e possono essere...]]></itunes:summary><itunes:duration>401</itunes:duration><itunes:keywords>cambiarel'uomo,essereibrido,fittizie,gender,realtà</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/34f93f5ab81fbf58b755d6ae14db1153.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Tolkien e il Signore degli anelli 50 anni dopo</title><link>https://www.spreaker.com/episode/tolkien-e-il-signore-degli-anelli-50-anni-dopo--56853273</link><description><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="https://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7543" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7543</a><br /><br />TOLKIEN E IL SIGNORE DEGLI ANELLI 50 ANNI DOPO di Paolo Gulisano<br />Il 2 settembre del 1973, cinquant'anni fa, moriva in Inghilterra John Ronald Tolkien. È trascorso mezzo secolo, e questo autore deve essere ormai considerato un vero e proprio classico della Letteratura. L'opera di Tolkien ha continuato a conoscere un grande successo di pubblico, incrementato dalle versioni cinematografiche dei suoi libri.<br />Sono finiti i tempi degli ostracismi ideologici nei confronti del professore di Oxford, e anzi si tenta di darne nuove letture politicamente corrette. Tentativi che lasciano il tempo che trovano, perché Tolkien si staglia con la sua opera al di sopra di ogni lettura riduttiva. La chiave interpretativa per comprendere tutta la bellezza offerta dal Signore degli Anelli, dallo Hobbit, dal Silmarillion, è quella religiosa. Tolkien era un cattolico inglese, perfettamente consapevole della storia religiosa del suo Paese, dai monaci santi del Medioevo ai Martiri che avevano reso la loro testimonianza fino al sangue sotto Enrico VIII, sotto Elisabetta I, sotto Cromwell.<br />Tolkien rivela nitidamente una propria teologia della storia, che riprende la concezione agostiniana delle due città: la Città terrena, opera degli uomini in cui agisce il male, e la Città di Dio, meta verso la quale indirizzare attese, sforzi e speranze. È da sottolineare che sant'Agostino si trovò a vivere al confine tra il crepuscolo di un mondo antico un tempo grandioso e l'alba di una nuova era dai contorni ancora incerti, e insegnò che la storia è guidata dalla Provvidenza e che quindi ogni avvenimento - dalla piccola vicenda personale alle grandi svolte dell'umanità - possiede un significato che dissipa l'oscurità e sorregge le forze dell'uomo. Le rovine, i numerosi segni di civiltà cresciute, ascese a grandezza e poi irrimediabilmente finite e dimenticate costellano ovunque la Terra di Mezzo, ricordandoci la caducità della Città terrena.<br />L'EROISMO, LA BELLEZZA E LA GRAZIA<br />Se la storia è questa, è necessario affrontarla con eroismo, secondo la concezione che ne offre Tolkien: non è quello della forza e dell'orgoglio, ma dell'amore e del sacrificio. Riecheggiano in questa via le parole di uno degli autori più cari al professore di Oxford, G.K.Chesterton: «È assolutamente necessario essere un uomo buono: avere il senso dell'amicizia e dell'onore e una tenerezza profonda. Soprattutto è necessario essere apertamente e indecorosamente umani, confessare appieno tutte le pietà e le paure primordiali di Adamo». Oltre all'eroismo, Tolkien ci invita a cercare la bellezza, che è segno visibile della grazia.<br />La bellezza trova la sua origine e la sua consistenza in Dio, e rende presente nelle realtà create la bellezza divina. Nella teologia medievale la bellezza sensibile era considerata un riflesso, una traccia di Dio che ne può favorire la percezione. Tolkien riprende questa concezione della bellezza come luce della forma e splendore della verità. Nella contemplazione dello spettacolo di un bosco, dei fiori, delle montagne, degli alberi tanto cari al professore di Oxford, nell'ammirazione per le cose ben fatte dei nani o degli hobbit, c'è l'amore per questa bellezza che ci può ricondurre a Dio e salvare il mondo. Questa bellezza, che come dimostra la tanta sofferenza che percorre la Terra di Mezzo, la fatica del cammino di rinuncia di Frodo, la dura condizione dell'esilio di Aragorn e la sua lotta per la giustizia e il diritto, non prescinde dal problema del male, è visibile e presente come grazia.<br />LA LEGGIADRIA DEGLI ELFI<br />È grazia la sensazione che si prova di fronte alle cose per la loro naturale armonia, per la loro delicatezza, per la loro semplicità; è grazia la gradevolezza del creato con i suoi sapori e profumi; è grazia la leggiadria degli elfi, in particolare di Galadriel, la Regina, figura che - come Tolkien stesso aveva confermato all'amico padre Murray - fu inspirata dalla Vergine Maria, Colei che per definizione è la piena di grazia.<br />Ancora è grazia l'amabilità, la gentilezza negli atti della vita quotidiana, l'assenza di sgarbo e di grossolanità; la grazia è così nel regale Aragorn, nel nobile Faramir, nel sapiente mago Gandalf, così come nel giardiniere Sam Gamgee. È grazia la gratitudine, la riconoscenza, la magnanimità, che non mancano mai nei personaggi tolkieniani, così come il loro contrario, ovvero l'avarizia, l'ingratitudine, l'avidità insaziabile sono i segni distintivi del rifiuto della grazia, della caduta.<br />Segno di questa grazia è infine Gandalf, il grande protettore dei piccoli hobbit e dei fragili uomini, il cui ruolo assomiglia a quello dell'Angelo Custode: illuminare le menti con i suoi saggi consigli, custodire le vite in pericolo dei suoi amici, reggere i loro sforzi e le loro fatiche, governare sulle loro coscienze, affinandole e tenendo desto e pronto il loro spirito.<br />Tolkien, 50 anni dopo, continua ad indicare la strada ad una compagnia sempre in viaggio.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/56853273</guid><pubDate>Tue, 19 Sep 2023 20:46:14 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/56853273/tolkien_e_il_signore_degli_anelli_50_anni_dopo.mp3" length="5717323" type="audio/mpeg"/><itunes:author>BastaBugie</itunes:author><itunes:subtitle>TESTO DELL'ARTICOLO ➜ https://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7543

TOLKIEN E IL SIGNORE DEGLI ANELLI 50 ANNI DOPO di Paolo Gulisano
Il 2 settembre del 1973, cinquant'anni fa, moriva in Inghilterra John Ronald Tolkien. È trascorso mezzo secolo, e...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="https://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7543" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7543</a><br /><br />TOLKIEN E IL SIGNORE DEGLI ANELLI 50 ANNI DOPO di Paolo Gulisano<br />Il 2 settembre del 1973, cinquant'anni fa, moriva in Inghilterra John Ronald Tolkien. È trascorso mezzo secolo, e questo autore deve essere ormai considerato un vero e proprio classico della Letteratura. L'opera di Tolkien ha continuato a conoscere un grande successo di pubblico, incrementato dalle versioni cinematografiche dei suoi libri.<br />Sono finiti i tempi degli ostracismi ideologici nei confronti del professore di Oxford, e anzi si tenta di darne nuove letture politicamente corrette. Tentativi che lasciano il tempo che trovano, perché Tolkien si staglia con la sua opera al di sopra di ogni lettura riduttiva. La chiave interpretativa per comprendere tutta la bellezza offerta dal Signore degli Anelli, dallo Hobbit, dal Silmarillion, è quella religiosa. Tolkien era un cattolico inglese, perfettamente consapevole della storia religiosa del suo Paese, dai monaci santi del Medioevo ai Martiri che avevano reso la loro testimonianza fino al sangue sotto Enrico VIII, sotto Elisabetta I, sotto Cromwell.<br />Tolkien rivela nitidamente una propria teologia della storia, che riprende la concezione agostiniana delle due città: la Città terrena, opera degli uomini in cui agisce il male, e la Città di Dio, meta verso la quale indirizzare attese, sforzi e speranze. È da sottolineare che sant'Agostino si trovò a vivere al confine tra il crepuscolo di un mondo antico un tempo grandioso e l'alba di una nuova era dai contorni ancora incerti, e insegnò che la storia è guidata dalla Provvidenza e che quindi ogni avvenimento - dalla piccola vicenda personale alle grandi svolte dell'umanità - possiede un significato che dissipa l'oscurità e sorregge le forze dell'uomo. Le rovine, i numerosi segni di civiltà cresciute, ascese a grandezza e poi irrimediabilmente finite e dimenticate costellano ovunque la Terra di Mezzo, ricordandoci la caducità della Città terrena.<br />L'EROISMO, LA BELLEZZA E LA GRAZIA<br />Se la storia è questa, è necessario affrontarla con eroismo, secondo la concezione che ne offre Tolkien: non è quello della forza e dell'orgoglio, ma dell'amore e del sacrificio. Riecheggiano in questa via le parole di uno degli autori più cari al professore di Oxford, G.K.Chesterton: «È assolutamente necessario essere un uomo buono: avere il senso dell'amicizia e dell'onore e una tenerezza profonda. Soprattutto è necessario essere apertamente e indecorosamente umani, confessare appieno tutte le pietà e le paure primordiali di Adamo». Oltre all'eroismo, Tolkien ci invita a cercare la bellezza, che è segno visibile della grazia.<br />La bellezza trova la sua origine e la sua consistenza in Dio, e rende presente nelle realtà create la bellezza divina. Nella teologia medievale la bellezza sensibile era considerata un riflesso, una traccia di Dio che ne può favorire la percezione. Tolkien riprende questa concezione della bellezza come luce della forma e splendore della verità. Nella contemplazione dello spettacolo di un bosco, dei fiori, delle montagne, degli alberi tanto cari al professore di Oxford, nell'ammirazione per le cose ben fatte dei nani o degli hobbit, c'è l'amore per questa bellezza che ci può ricondurre a Dio e salvare il mondo. Questa bellezza, che come dimostra la tanta sofferenza che percorre la Terra di Mezzo, la fatica del cammino di rinuncia di Frodo, la dura condizione dell'esilio di Aragorn e la sua lotta per la giustizia e il diritto, non prescinde dal problema del male, è visibile e presente come grazia.<br />LA LEGGIADRIA DEGLI ELFI<br />È grazia la sensazione che si prova di fronte alle cose per la loro naturale armonia, per la loro delicatezza, per la loro semplicità; è grazia la gradevolezza del creato con i suoi sapori e profumi; è grazia la leggiadria...]]></itunes:summary><itunes:duration>358</itunes:duration><itunes:keywords>chesterton,elfi,galadriel,gamgee,ilsignoredeglianelli,tolkien</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/06ec51c53999dcebb5551121e37bf93f.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Don Camillo, Peppone e la costruzione dei muri</title><link>https://www.spreaker.com/episode/don-camillo-peppone-e-la-costruzione-dei-muri--56334297</link><description><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="https://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7487" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7487</a><br /><br />DON CAMILLO, PEPPONE E LA COSTRUZIONE DEI MURI di Lorenzo Bertocchi<br />L'impresa per la costruzione del muro di confine della canonica procedeva e Don Camillo supervisionava i lavori perché tutto filasse secondo il progetto regolarmente autorizzato. Supervisionava anche di notte, perché la faccenda aveva fatto scaldare i motori a possibili sabotatori di crinale.<br />"Io l'avverto" gli aveva ricordato Peppone al bar, "la sua muraglia è considerata un atto reazionario contro la liberta del popolo". Ma Don Camillo, che delle libertà che si prendevano Gianni e la sua gang nel prato della canonica non ne poteva più, aveva sventolato il regolare permesso e dichiarò la sua intenzione a procedere. "Il prato della canonica", rispose, "è di proprietà privata e riguarda la corte della Chiesa, quindi il popolo e la sua libertà può andare ad esercitarla da un'altra parte oppure chiedere permesso passando dalla porta".<br />La vicenda era arrivata persino sulla stampa. "Il parroco di crinale costruisce muri e non ponti", aveva titolato in prima pagina L'Eco di crinale. E si faceva presente che "chi alza i muri ne resta prigioniero". Don Camillo aveva chiamato a raccolta quelli della Confraternita per dire di tenersi pronti a tutto, ma che il muro si sarebbe fatto. La questione muraria era nata perché il prato della canonica rimaneva in una strada buia e risultava comoda per combinare affari che si addicevano alle pertinenze di un edificio sacro. Il Gianni e la sua gang si appartavano regolarmente per combinare i loro traffici conditi alla solita gazzarra. Una mattina sul muro in costruzione apparve una scritta lasciata per mano ignota: "più prati, meno preti" e fu la goccia che fece traboccare Don Camillo. Si precipitò dal Cristo dell'altar maggiore: "Signore non c'è più rispetto per un povero prete!" "Don Camillo... non sarà certo un muro a liberare il cuore dell' uomo. Hai visto la fine che hanno fatto i muri della storia?" "Mi perdoni Signore se oso precisare, ma il mio è un muro che non vuole fare della storia, si accontenta della geografia locale"<br />Peppone intanto stava già tenendo il suo comizio davanti al muro. "Il prato è del popolo il popolo risponde all'arroganza clericale che non si apre alla fratellanza e alla diversità. Non fatevi ingannare da coloro i quali vi parlano di patrie e di regole da rispettare. Noi, il popolo, siamo la libertà! Noi, il popolo, siamo la democrazia! E noi i muri li buttiamo giù!". partì un applauso liberatorio.<br />Don Camillo uscì dal sagrato e, mani sui fianchi, richiamò l'attenzione della piccola folla. " Cari cittadini, sono sicuro che in nome della fratellanza e della libertà il nostro amico Peppone saprà offrirvi libera ospitalità nel giardino di casa sua, che è ampio e ben servito. Anche lui così saprà mettere il suo mattone per la conquista della libertà". L'applauso fu più debole, ma la gang di Gianni parve gradire. Peppone incassò il colpo. E la sera aprì il suo cancello al libero bivacco dei moderni giovani. Il giorno dopo Peppone si recò in Chiesa. "Don Camillo, lei questa volta ha passato il limite! Quelli mi hanno distrutto il giardino e poi io ho dei nipoti che non possono vedere e sentire certe cose... mi capisce no!?"<br />"Eh no, caro Peppone non mi parli di limiti. Certe parole non stanno bene in bocca ai profeti di libertà. Però la capisco, perché siamo liberi davvero solo quando ci sono dei muri che ci ricordano che non siamo dei Padreterni. E che per entrare c'è una porta sola, quella di Nostro Signore. Chi non passa da lì è un ladro e un brigante".<br />E il giorno dopo i muri ripresero ad essere costruiti. " Signore", disse Don Camillo al crocifisso, " forse con i muri un cuore lo abbiamo cambiato. Ma questi sono i muri con le porte, che fanno solo la geografia locale, quelli della storia per fortuna che sono caduti". "Amen", rispose il Crocifisso.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/56334297</guid><pubDate>Tue, 01 Aug 2023 21:13:04 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/56334297/don_camillo_peppone_e_la_costruzione_dei_muri.mp3" length="6230143" type="audio/mpeg"/><itunes:author>BastaBugie</itunes:author><itunes:subtitle>TESTO DELL'ARTICOLO ➜ https://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7487

DON CAMILLO, PEPPONE E LA COSTRUZIONE DEI MURI di Lorenzo Bertocchi
L'impresa per la costruzione del muro di confine della canonica procedeva e Don Camillo supervisionava i...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="https://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7487" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7487</a><br /><br />DON CAMILLO, PEPPONE E LA COSTRUZIONE DEI MURI di Lorenzo Bertocchi<br />L'impresa per la costruzione del muro di confine della canonica procedeva e Don Camillo supervisionava i lavori perché tutto filasse secondo il progetto regolarmente autorizzato. Supervisionava anche di notte, perché la faccenda aveva fatto scaldare i motori a possibili sabotatori di crinale.<br />"Io l'avverto" gli aveva ricordato Peppone al bar, "la sua muraglia è considerata un atto reazionario contro la liberta del popolo". Ma Don Camillo, che delle libertà che si prendevano Gianni e la sua gang nel prato della canonica non ne poteva più, aveva sventolato il regolare permesso e dichiarò la sua intenzione a procedere. "Il prato della canonica", rispose, "è di proprietà privata e riguarda la corte della Chiesa, quindi il popolo e la sua libertà può andare ad esercitarla da un'altra parte oppure chiedere permesso passando dalla porta".<br />La vicenda era arrivata persino sulla stampa. "Il parroco di crinale costruisce muri e non ponti", aveva titolato in prima pagina L'Eco di crinale. E si faceva presente che "chi alza i muri ne resta prigioniero". Don Camillo aveva chiamato a raccolta quelli della Confraternita per dire di tenersi pronti a tutto, ma che il muro si sarebbe fatto. La questione muraria era nata perché il prato della canonica rimaneva in una strada buia e risultava comoda per combinare affari che si addicevano alle pertinenze di un edificio sacro. Il Gianni e la sua gang si appartavano regolarmente per combinare i loro traffici conditi alla solita gazzarra. Una mattina sul muro in costruzione apparve una scritta lasciata per mano ignota: "più prati, meno preti" e fu la goccia che fece traboccare Don Camillo. Si precipitò dal Cristo dell'altar maggiore: "Signore non c'è più rispetto per un povero prete!" "Don Camillo... non sarà certo un muro a liberare il cuore dell' uomo. Hai visto la fine che hanno fatto i muri della storia?" "Mi perdoni Signore se oso precisare, ma il mio è un muro che non vuole fare della storia, si accontenta della geografia locale"<br />Peppone intanto stava già tenendo il suo comizio davanti al muro. "Il prato è del popolo il popolo risponde all'arroganza clericale che non si apre alla fratellanza e alla diversità. Non fatevi ingannare da coloro i quali vi parlano di patrie e di regole da rispettare. Noi, il popolo, siamo la libertà! Noi, il popolo, siamo la democrazia! E noi i muri li buttiamo giù!". partì un applauso liberatorio.<br />Don Camillo uscì dal sagrato e, mani sui fianchi, richiamò l'attenzione della piccola folla. " Cari cittadini, sono sicuro che in nome della fratellanza e della libertà il nostro amico Peppone saprà offrirvi libera ospitalità nel giardino di casa sua, che è ampio e ben servito. Anche lui così saprà mettere il suo mattone per la conquista della libertà". L'applauso fu più debole, ma la gang di Gianni parve gradire. Peppone incassò il colpo. E la sera aprì il suo cancello al libero bivacco dei moderni giovani. Il giorno dopo Peppone si recò in Chiesa. "Don Camillo, lei questa volta ha passato il limite! Quelli mi hanno distrutto il giardino e poi io ho dei nipoti che non possono vedere e sentire certe cose... mi capisce no!?"<br />"Eh no, caro Peppone non mi parli di limiti. Certe parole non stanno bene in bocca ai profeti di libertà. Però la capisco, perché siamo liberi davvero solo quando ci sono dei muri che ci ricordano che non siamo dei Padreterni. E che per entrare c'è una porta sola, quella di Nostro Signore. Chi non passa da lì è un ladro e un brigante".<br />E il giorno dopo i muri ripresero ad essere costruiti. " Signore", disse Don Camillo al crocifisso, " forse con i muri un cuore lo abbiamo cambiato. 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Perché è giusto non dimenticare e addirittura raccogliere gli articoli che hanno giudicato i tre anni di follia che vanno dallo scoppio della pandemia da Covid-19 alla fine della furia vaccinista? A cosa serve continuare a ricordare?<br />Mantenere il ricordo delle ingiustizie subite, dei soprusi di Stato, delle menzogne dei nostri governanti, delle cure negate, dei ricatti che hanno messo in difficoltà lavoratori e famiglie, potrebbe certo favorire il permanere del risentimento, del rancore verso chi questo male ha provocato e verso chi ne è stato complice. Ma non è per questo che noi vogliamo "non dimenticare", coltivare il risentimento non ripara le ingiustizie e non costruisce nulla.<br />"Non dimenticare" è invece e anzitutto uno stimolo a comprendere il senso di quanto è accaduto, è una spinta a capire come è stato possibile paralizzare un popolo con la paura di un virus, rendendolo inebetito e docile a qualsiasi comando dall'alto. E più irrazionale il comando era, più l'adesione si faceva cieca: a passeggio con il cane sì, col bambino no; puoi fare 5 chilometri per attraversare la città, ma non puoi attraversare la strada perché entri in un altro comune; al bar soltanto in piedi, poi soltanto seduti; chiusi a Pasqua per salvare l'estate, poi in casa in autunno per salvare il Natale, e ancora sacrificio a Natale per salvare la Pasqua; il vaccino che arriva in processione come il Sacro Graal con un frigorifero a -70°C e poi si può distribuire anche in spiaggia senza problemi; una puntura e tutto passa, poi cinque punture e la prospettiva di continuare ogni anno. Potremmo continuare a lungo, ma su ognuno di questi argomenti guai a porre domande o a mettere in rilievo le contraddizioni: tuttora sei coperto di improperi e di maledizioni.<br />È importante capire perché quel che è accaduto non è un episodio estemporaneo, un incidente di percorso, ma è l'esito di un processo iniziato da molto tempo e preparazione di tempi ancora peggiori. "Non dimenticare" significa prendere consapevolezza che la questione sanitaria è stata il pretesto per un grande esperimento di controllo sociale fondato sulla paura. La paura è uno strumento fondamentale per acquisire il potere sugli altri, è un fantastico strumento di dominio. Diceva Edmund Burke: «Nessuna passione priva la mente così completamente delle sue capacità di agire e ragionare quanto la paura».<br />PICCOLE E GRANDI PAURE<br />E si può dire che dalla fine della Seconda Guerra Mondiale è stato un susseguirsi di piccole e grandi paure che hanno condizionato prima il nostro pensiero e poi il nostro comportamento. Si è cominciato con la paura della sovrappopolazione, "la bomba demografica" come è stata definita con una immagine molto efficace visto che è stata coniata pochi anni dopo l'esplosione di Hiroshima e Nagasaki (1945) e il rischio di guerra nucleare nel conflitto di Corea (1950-1953). Paura che si è poi coniugata con quella della catastrofe climatica, oggi più attuale che mai. Basta vedere le dichiarazioni dei ragazzi che vandalizzano le città per lottare contro i cambiamenti climatici: sono veramente terrorizzati dall'idea che il mondo possa finire a causa delle emissioni di CO2. E nel frattempo abbiamo vissuto paure più limitate nel tempo come quella per il famoso bug del 2000 che avrebbe dovuto bloccare tutti i computer paralizzando di fatto tutta la nostra società. E poi la famosa fine del mondo nel 2012, basata su una "profezia" Maya.<br />E infine eccoci alla pandemia, realizzazione di quella paura di una "Nuova Spagnola" (riferimento a quell'influenza che tra il 1918 e il 1919 colpì un miliardo di persone, metà della popolazione mondiale di allora, con un bilancio tra i 20 e i 40 milioni di morti) che da allora ha accompagnato ogni accenno di virus influenzale più pesante della media. Ebbene questa è stata la grande occasione per instillare nella popolazione mondiale un vero e proprio clima di terrore che ha portato all'accettazione della rinuncia a ogni libertà personale, ivi compresa quella di recarsi in chiesa.<br />Intere popolazioni completamente paralizzate dalla paura, con una disponibilità via via crescente ad accettare misure tanto restrittive quanto irrazionali: uno spettacolo impressionante.<br />È NECESSARIO UN RISVEGLIO DELLA RAGIONE<br />È chiaro che se non ci sarà un risveglio della ragione, per il futuro si prepara un mondo in cui le decisioni della nostra vita saranno sempre più accentrate nelle mani di una ristretta élite. Ne sono un esempio i processi di concentrazione del potere in alcune grandi agenzie internazionali dell'ONU, come l'Organizzazione Mondiale della Sanità per il governo delle pandemie e il Programma ambientale dell'ONU (UNEP) per la lotta ai cambiamenti climatici.<br />Ma come si risveglia la ragione? E qui bisogna fare un passo indietro, perché la paralisi della ragione si è accompagnata alla secolarizzazione del mondo cristiano. Non sorprendentemente, perché è davvero la fede cattolica ad esaltare la ragione; quando la fede va in crisi si perde anche la ragione. Se si perde il timor di Dio si comincia ad avere paura di tutto. È quello che è successo anche nella Chiesa cattolica: impauriti al punto di chiudere le chiese e cancellare le messe, che dovrebbero essere invece la fonte di speranza anche e soprattutto nelle situazioni più difficili. I preti erano così impauriti che hanno disertato in massa lasciando il popolo senza sacramenti, lasciando morire migliaia di persone in ospedale da sole e senza neanche il conforto religioso, per mesi hanno evitato di celebrare funerali. Una opera massiccia di desertificazione delle anime. Per difendere la vita si è rinunciato a vivere e soprattutto ad annunciare il Signore della vita, contribuendo così a questo smarrimento della ragione.<br />"Non dimenticare" allora deve stimolarci anzitutto a ritornare alla vera fede, tornare a desiderare e perseguire la verità prima di ogni altro interesse, a giudicare la vita terrena alla luce della vita eterna. Solo questo rimette in moto la ragione e ci libera dalla paura, rendendoci capaci di resistere al Potere. E gli articoli raccolti in questo volume - scelti proprio perché nel riportare le notizie esprimono su tutti gli aspetti della pandemia un giudizio che nasce da uno sguardo di fede - sono allora un valido strumento in questo cammino che abbiamo davanti, un compito che riguarda ciascuno di noi.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/55277750</guid><pubDate>Tue, 27 Jun 2023 22:00:06 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/55277750/ci_hanno_preso_per_il_covid.mp3" length="8251812" type="audio/mpeg"/><itunes:author>BastaBugie</itunes:author><itunes:subtitle>TESTO DELL'ARTICOLO ➜ https://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7463

CI HANNO PRESO PER IL COVID, IL PRIMO LIBRO CHE RACCOGLIE GLI ARTICOLI DI BASTABUGIE 2020-2023
Per non dimenticare tre anni di lockdown, mascherine, vaccini e abusi di potere...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="https://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7463" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7463</a><br /><br />CI HANNO PRESO PER IL COVID, IL PRIMO LIBRO CHE RACCOGLIE GLI ARTICOLI DI BASTABUGIE 2020-2023<br />Per non dimenticare tre anni di lockdown, mascherine, vaccini e abusi di potere (prefazione del direttore della Bussola Quotidiana al corposo volume di 512 pagine)<br />di Riccardo Cascioli<br />«Per non dimenticare». Perché è giusto non dimenticare e addirittura raccogliere gli articoli che hanno giudicato i tre anni di follia che vanno dallo scoppio della pandemia da Covid-19 alla fine della furia vaccinista? A cosa serve continuare a ricordare?<br />Mantenere il ricordo delle ingiustizie subite, dei soprusi di Stato, delle menzogne dei nostri governanti, delle cure negate, dei ricatti che hanno messo in difficoltà lavoratori e famiglie, potrebbe certo favorire il permanere del risentimento, del rancore verso chi questo male ha provocato e verso chi ne è stato complice. Ma non è per questo che noi vogliamo "non dimenticare", coltivare il risentimento non ripara le ingiustizie e non costruisce nulla.<br />"Non dimenticare" è invece e anzitutto uno stimolo a comprendere il senso di quanto è accaduto, è una spinta a capire come è stato possibile paralizzare un popolo con la paura di un virus, rendendolo inebetito e docile a qualsiasi comando dall'alto. E più irrazionale il comando era, più l'adesione si faceva cieca: a passeggio con il cane sì, col bambino no; puoi fare 5 chilometri per attraversare la città, ma non puoi attraversare la strada perché entri in un altro comune; al bar soltanto in piedi, poi soltanto seduti; chiusi a Pasqua per salvare l'estate, poi in casa in autunno per salvare il Natale, e ancora sacrificio a Natale per salvare la Pasqua; il vaccino che arriva in processione come il Sacro Graal con un frigorifero a -70°C e poi si può distribuire anche in spiaggia senza problemi; una puntura e tutto passa, poi cinque punture e la prospettiva di continuare ogni anno. Potremmo continuare a lungo, ma su ognuno di questi argomenti guai a porre domande o a mettere in rilievo le contraddizioni: tuttora sei coperto di improperi e di maledizioni.<br />È importante capire perché quel che è accaduto non è un episodio estemporaneo, un incidente di percorso, ma è l'esito di un processo iniziato da molto tempo e preparazione di tempi ancora peggiori. "Non dimenticare" significa prendere consapevolezza che la questione sanitaria è stata il pretesto per un grande esperimento di controllo sociale fondato sulla paura. La paura è uno strumento fondamentale per acquisire il potere sugli altri, è un fantastico strumento di dominio. Diceva Edmund Burke: «Nessuna passione priva la mente così completamente delle sue capacità di agire e ragionare quanto la paura».<br />PICCOLE E GRANDI PAURE<br />E si può dire che dalla fine della Seconda Guerra Mondiale è stato un susseguirsi di piccole e grandi paure che hanno condizionato prima il nostro pensiero e poi il nostro comportamento. Si è cominciato con la paura della sovrappopolazione, "la bomba demografica" come è stata definita con una immagine molto efficace visto che è stata coniata pochi anni dopo l'esplosione di Hiroshima e Nagasaki (1945) e il rischio di guerra nucleare nel conflitto di Corea (1950-1953). Paura che si è poi coniugata con quella della catastrofe climatica, oggi più attuale che mai. Basta vedere le dichiarazioni dei ragazzi che vandalizzano le città per lottare contro i cambiamenti climatici: sono veramente terrorizzati dall'idea che il mondo possa finire a causa delle emissioni di CO2. E nel frattempo abbiamo vissuto paure più limitate nel tempo come quella per il famoso bug del 2000 che avrebbe dovuto bloccare tutti i computer paralizzando di fatto tutta la nostra società. E poi la famosa fine del mondo nel 2012, basata su una "profezia" Maya.<br />E infine eccoci alla...]]></itunes:summary><itunes:duration>516</itunes:duration><itunes:keywords>bastabugie,cihannopresoperilcovid,nuovaspagnola,onu,pandemia</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/6e075fae9ffefc6aa95bd34f24a96a55.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>La fede nei personaggi dei promessi sposi</title><link>https://www.spreaker.com/episode/la-fede-nei-personaggi-dei-promessi-sposi--54050970</link><description><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="https://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7426" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7426</a><br /><br />LA FEDE NEI PERSONAGGI DEI PROMESSI SPOSI di Samuele Pinna<br />Il 22 maggio 1873, esattamente centocinquant'anni fa, Alessandro Manzoni, nato nel 1785, tornava alla casa del Padre. È da settembre che impegno attenti ascoltatori nel mio ostinarmi a presentare in chiave spirituale i personaggi del romanzo per eccellenza dello scrittore milanese, proprio mosso nel mio recondito intento da questo importante anniversario. Convinto che sarebbe bastato un anno di catechesi per dipanare la storia dei due sposi promessi del lecchese, ci si è arenati, dopo aver incontrato diversi protagonisti, sulla presentazione del padre Cristoforo.<br />Rimango stupito per come gli attori che si danno il cambio nel racconto siano descritti con poche pennellate, ma tanto ben disegnate da consentire di scoprire il loro mondo interiore così ricco e profondo per chi legge.<br />DON ABBONDIO: LA FEDE PUSILLANIME<br />C'è don Abbondio dalla fede pusillanime che «non era nato con un cuor di leone», anzi «fin da' primi suoi anni, aveva dovuto comprendere che la peggior condizione, a que' tempi, era quella d'un animale senza artigli e senza zanne, e che pure non si sentisse inclinazione d'esser divorato». Nonostante i buoni consigli della sua perfida servente - Perpetua di nome e di fatto - il curato faceva ogni cosa per schivare le tumultuose vicende che si agitavano intorno a lui, ma neanche a farlo apposta in questa storia fu preso, suo malgrado, al laccio da esse.<br />RENZO: LA FEDE GENUINA (LUCIA: LA FEDE DEVOTA)<br />C'è poi Renzo dalla fede genuina che, ingenuo e onesto, tira dietro a sé la trama delle pagine vergate dal Manzoni, e gli fa da coppia, in tutti i sensi, Lucia, «d'una modesta bellezza» e dalla fede devota, attraversata da «una gioia temperata da un turbamento leggiero».<br />FRA' CRISTOFORO: LA FEDE EROICA<br />C'è il roboante padre cappuccino poco sopra citato, al secolo Lodovico, dall'indole «onesta insieme e violenta» che lo condurrà a testimoniare una fede eroica.<br />DON RODRIGO: LA MALAFEDE (LA MONACA DI MONZA: LA FEDE INFEDELE)<br />C'è don Rodrigo, traditore e tradito, che esercita senza pudore una malafede e Gertrude, monaca per scelta altrui, di una fede infedele che soltanto alla fine di tutto l'intreccio letterario riuscirà a riscattarsi in una profonda conversione di vera religiosità.<br />L'INNOMINATO: LA POTENZA DELLA FEDE<br />C'è la celebre figura dell'Innominato che mostra la potenza della fede di chi si lascia toccare il cuore da Dio e quella insigne del cardinal Federigo, il quale «fu degli uomini rari in qualunque tempo, che abbiano impiegato un ingegno egregio, tutti i mezzi d'una grand'opulenza, tutti i vantaggi d'una condizione privilegiata, un intento continuo, nella ricerca e nell'esercizio del meglio».<br />DONNA PRASSEDE: LA FEDE CIECA<br />Non manca donna Prassede dalla fede cieca, «una vecchia gentildonna molto inclinata a far del bene: mestiere certamente il più degno che l'uomo possa esercitare; ma che pur troppo può anche guastare, come tutti gli altri».<br />IL POPOLO: TROPPA FEDE O TROPPO POCA<br />Altri interessanti soggetti si muovono sulla scena, così come il popolino che agisce a volte con troppa fede e a volte con troppa poca. Il tutto ben ricamato in una delle opere più sublimi mai scritte da mano d'uomo.<br />IL SUGO DELLA STORIA<br />Quale il motivo per cui affascina la vicenda di due innamorati che non possono coronare il loro sogno? Perché, senza nominare una solta volta Gesù, le pagine che li riguardano mostrano tutta la potenza dei valori insegnati dal Cristo. E sono proprio Renzo e Lucia a consegnare il sugo della storia che la voce narrante del Manzoni non ha dubbi a scegliere per concludere il suo scritto: la "morale", «benché trovata da povera gente, c'è parsa così giusta, che abbiam pensato di metterla qui». I due finalmente sposi, infatti, «conclusero che i guai vengono bensì spesso, perché ci si è dato cagione; ma che la condotta più cauta e più innocente non basta a tenerli lontani; e che quando vengono, o per colpa o senza colpa, la fiducia in Dio li raddolcisce, e li rende utili per una vita migliore».<br />È assai probabile che possa iniziare la ricerca del lettore laddove finisce quella presentata dal Manzoni, perché - come egli scrive in Osservazioni sulla morale cattolica - «la felicità non può esser realizzata fuorché in un presente il quale comprenda l'avvenire, in un momento senza fine, val a dire l'eternità. Senonché la religione può darci una specie di felicità anche in questa vita mortale, per mezzo d'una speranza piena d'immortalità».]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/54050970</guid><pubDate>Wed, 31 May 2023 10:05:51 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/54050970/la_fede_nei_personaggi_dei_promessi_sposi.mp3" length="6543613" type="audio/mpeg"/><itunes:author>BastaBugie</itunes:author><itunes:subtitle>TESTO DELL'ARTICOLO ➜ https://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7426

LA FEDE NEI PERSONAGGI DEI PROMESSI SPOSI di Samuele Pinna
Il 22 maggio 1873, esattamente centocinquant'anni fa, Alessandro Manzoni, nato nel 1785, tornava alla casa del Padre. È...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="https://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7426" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7426</a><br /><br />LA FEDE NEI PERSONAGGI DEI PROMESSI SPOSI di Samuele Pinna<br />Il 22 maggio 1873, esattamente centocinquant'anni fa, Alessandro Manzoni, nato nel 1785, tornava alla casa del Padre. È da settembre che impegno attenti ascoltatori nel mio ostinarmi a presentare in chiave spirituale i personaggi del romanzo per eccellenza dello scrittore milanese, proprio mosso nel mio recondito intento da questo importante anniversario. Convinto che sarebbe bastato un anno di catechesi per dipanare la storia dei due sposi promessi del lecchese, ci si è arenati, dopo aver incontrato diversi protagonisti, sulla presentazione del padre Cristoforo.<br />Rimango stupito per come gli attori che si danno il cambio nel racconto siano descritti con poche pennellate, ma tanto ben disegnate da consentire di scoprire il loro mondo interiore così ricco e profondo per chi legge.<br />DON ABBONDIO: LA FEDE PUSILLANIME<br />C'è don Abbondio dalla fede pusillanime che «non era nato con un cuor di leone», anzi «fin da' primi suoi anni, aveva dovuto comprendere che la peggior condizione, a que' tempi, era quella d'un animale senza artigli e senza zanne, e che pure non si sentisse inclinazione d'esser divorato». Nonostante i buoni consigli della sua perfida servente - Perpetua di nome e di fatto - il curato faceva ogni cosa per schivare le tumultuose vicende che si agitavano intorno a lui, ma neanche a farlo apposta in questa storia fu preso, suo malgrado, al laccio da esse.<br />RENZO: LA FEDE GENUINA (LUCIA: LA FEDE DEVOTA)<br />C'è poi Renzo dalla fede genuina che, ingenuo e onesto, tira dietro a sé la trama delle pagine vergate dal Manzoni, e gli fa da coppia, in tutti i sensi, Lucia, «d'una modesta bellezza» e dalla fede devota, attraversata da «una gioia temperata da un turbamento leggiero».<br />FRA' CRISTOFORO: LA FEDE EROICA<br />C'è il roboante padre cappuccino poco sopra citato, al secolo Lodovico, dall'indole «onesta insieme e violenta» che lo condurrà a testimoniare una fede eroica.<br />DON RODRIGO: LA MALAFEDE (LA MONACA DI MONZA: LA FEDE INFEDELE)<br />C'è don Rodrigo, traditore e tradito, che esercita senza pudore una malafede e Gertrude, monaca per scelta altrui, di una fede infedele che soltanto alla fine di tutto l'intreccio letterario riuscirà a riscattarsi in una profonda conversione di vera religiosità.<br />L'INNOMINATO: LA POTENZA DELLA FEDE<br />C'è la celebre figura dell'Innominato che mostra la potenza della fede di chi si lascia toccare il cuore da Dio e quella insigne del cardinal Federigo, il quale «fu degli uomini rari in qualunque tempo, che abbiano impiegato un ingegno egregio, tutti i mezzi d'una grand'opulenza, tutti i vantaggi d'una condizione privilegiata, un intento continuo, nella ricerca e nell'esercizio del meglio».<br />DONNA PRASSEDE: LA FEDE CIECA<br />Non manca donna Prassede dalla fede cieca, «una vecchia gentildonna molto inclinata a far del bene: mestiere certamente il più degno che l'uomo possa esercitare; ma che pur troppo può anche guastare, come tutti gli altri».<br />IL POPOLO: TROPPA FEDE O TROPPO POCA<br />Altri interessanti soggetti si muovono sulla scena, così come il popolino che agisce a volte con troppa fede e a volte con troppa poca. Il tutto ben ricamato in una delle opere più sublimi mai scritte da mano d'uomo.<br />IL SUGO DELLA STORIA<br />Quale il motivo per cui affascina la vicenda di due innamorati che non possono coronare il loro sogno? Perché, senza nominare una solta volta Gesù, le pagine che li riguardano mostrano tutta la potenza dei valori insegnati dal Cristo. E sono proprio Renzo e Lucia a consegnare il sugo della storia che la voce narrante del Manzoni non ha dubbi a scegliere per concludere il suo scritto: la "morale", «benché trovata da povera gente, c'è parsa così giusta, che abbiam pensato di...]]></itunes:summary><itunes:duration>409</itunes:duration><itunes:keywords>donabbondio,innominato,manzoni,promessisposi,renzoelucia</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/6545614e6b8924a985bf5fa30d56f0a9.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>La fede promuove il progresso, la civiltà, la pace, la famiglia e la salute</title><link>https://www.spreaker.com/episode/la-fede-promuove-il-progresso-la-civilta-la-pace-la-famiglia-e-la-salute--50862653</link><description><![CDATA[VIDEO: GRAZIE A DIO di Giuliano Guzzo ➜ <a href="https://www.youtube.com/watch?v=abCilfKH5IA&list=PLpFpqNiJy93u4WaU4EI2Tf7q125TSonGr" rel="noopener">https://www.youtube.com/watch?v=abCilfKH5IA&list=PLpFpqNiJy93u4WaU4EI2Tf7q125TSonGr</a><br /><br />TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7088" rel="noopener">www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7088</a><br /><br />LA FEDE PROMUOVE IL PROGRESSO, LA CIVILTA', LA PACE, LA FAMIGLIA E LA SALUTE di Rino Cammilleri<br />Giuliano Guzzo, nostra firma, ha dato alle stampe per Lindau una corposa opera, Grazie a Dio. Come la fede promuove il progresso, la civiltà, la pace, la famiglia e la salute (Lindau), che dimostra, dati alla mano, che nel mondo il senso religioso non è affatto spento, anzi. Non ce ne accorgiamo per il semplice fatto che siamo costretti a guardare dall'unica finestra che ci è consentita.<br />Parlo di noi occidentali, naturalmente. Com'è noto, il bene non fa notizia. Com'è noto, è dai tempi dei giacobini che gli odiatori di Cristo si servono dei media, impadronirsi dei quali è la prima cosa che fanno e nei quali cooptano solo chi si adegua. Per il resto, un vecchio apologo medievale chiarirà molte cose. Eccolo. A un monaco il Signore concesse di poter vedere quegli «spiriti dell'aria» di cui parlava san Paolo. E vide che su una grande città c'era un solo diavolo che ogni tanto schioccava svogliatamente la sua frusta. Invece, su un conventino sperduto di pochi frati i diavoli erano legione. Chiesto come mai, si sentì rispondere che quei frati si sforzavano di essere fedeli a Dio, perciò torme di demoni erano intenti a distoglierli. Gli abitanti della grande città, invece, non avevano bisogno di stimoli perché già facevano tutto da soli. Fuor d'apologo, è già di suo un argomento apologetico il dato, storico, che tutto l'Inferno si sia scatenato sulla Cristianità e praticamente solo su di essa.<br />Comunque, il credente sa che mai nulla è perduto e che «non praevalebunt», parola del Messia. Guzzo ci invita, intanto, ad allargare la visuale e a dare un'occhiata al fatto che probabilmente certe cose hanno solo cambiato di posto. Malgrado gli sforzi posti in essere da Sappiamo Chi, le religioni non arretrano ma avanzano. Anche il cristianesimo. E pure al centro della secolarizzazione. Certo, in molti casi si tratta di resistenza eroica. Confusi, distolti, distratti, tentati, scoraggiati, sbandati, molti cristiani tengono duro e, pur in mezzo agli sberleffi, continuano a credere che Lazzaro risorgerà. In fondo, non è questo che il Messia vuole? Guzzo accumula una serie impressionante di dati per mostrarci una realtà che ignoriamo e che dimostra che il Maestro non ha esaurito le carte da giocare.<br />Come sarà il futuro? Sarà dunque, malgrado le attuali apparenze, religioso? E chi lo sa. E, per dirla tutta, non importa. Come dice Gandalf, non spetta a noi governare tutte le maree. A noi è comandato solo di fare quel che dobbiamo fare qui e adesso. Mi si dirà che Gandalf è un personaggio inventato. Ebbene, eccone allora uno vero: san Francesco. Stava zappando quando frate Leone gli chiese che cosa avrebbe fatto se avesse saputo di dover morire la sera stessa. Rispose che avrebbe continuato a zappare.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/50862653</guid><pubDate>Tue, 09 Aug 2022 21:00:58 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/50862653/la_fede_promuove_il_progresso_la_civilt_la_pace_la_famiglia_e_la_salute.mp3" length="3874525" type="audio/mpeg"/><itunes:author>BastaBugie</itunes:author><itunes:subtitle>VIDEO: GRAZIE A DIO di Giuliano Guzzo ➜ https://www.youtube.com/watch?v=abCilfKH5IA&amp;list=PLpFpqNiJy93u4WaU4EI2Tf7q125TSonGr&#13;
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Non ce ne accorgiamo per il semplice fatto che siamo costretti a guardare dall'unica finestra che ci è consentita.<br />Parlo di noi occidentali, naturalmente. Com'è noto, il bene non fa notizia. Com'è noto, è dai tempi dei giacobini che gli odiatori di Cristo si servono dei media, impadronirsi dei quali è la prima cosa che fanno e nei quali cooptano solo chi si adegua. Per il resto, un vecchio apologo medievale chiarirà molte cose. Eccolo. A un monaco il Signore concesse di poter vedere quegli «spiriti dell'aria» di cui parlava san Paolo. E vide che su una grande città c'era un solo diavolo che ogni tanto schioccava svogliatamente la sua frusta. Invece, su un conventino sperduto di pochi frati i diavoli erano legione. Chiesto come mai, si sentì rispondere che quei frati si sforzavano di essere fedeli a Dio, perciò torme di demoni erano intenti a distoglierli. Gli abitanti della grande città, invece, non avevano bisogno di stimoli perché già facevano tutto da soli. Fuor d'apologo, è già di suo un argomento apologetico il dato, storico, che tutto l'Inferno si sia scatenato sulla Cristianità e praticamente solo su di essa.<br />Comunque, il credente sa che mai nulla è perduto e che «non praevalebunt», parola del Messia. Guzzo ci invita, intanto, ad allargare la visuale e a dare un'occhiata al fatto che probabilmente certe cose hanno solo cambiato di posto. Malgrado gli sforzi posti in essere da Sappiamo Chi, le religioni non arretrano ma avanzano. Anche il cristianesimo. E pure al centro della secolarizzazione. Certo, in molti casi si tratta di resistenza eroica. Confusi, distolti, distratti, tentati, scoraggiati, sbandati, molti cristiani tengono duro e, pur in mezzo agli sberleffi, continuano a credere che Lazzaro risorgerà. In fondo, non è questo che il Messia vuole? Guzzo accumula una serie impressionante di dati per mostrarci una realtà che ignoriamo e che dimostra che il Maestro non ha esaurito le carte da giocare.<br />Come sarà il futuro? Sarà dunque, malgrado le attuali apparenze, religioso? E chi lo sa. E, per dirla tutta, non importa. Come dice Gandalf, non spetta a noi governare tutte le maree. A noi è comandato solo di fare quel che dobbiamo fare qui e adesso. Mi si dirà che Gandalf è un personaggio inventato. Ebbene, eccone allora uno vero: san Francesco. Stava zappando quando frate Leone gli chiese che cosa avrebbe fatto se avesse saputo di dover morire la sera stessa. 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Ecco cos'è il giallo Nuovi delitti nella camera chiusa di Rino Cammilleri.<br />Si sceglie un cioccolatino alla volta, un racconto, senza fretta. Sono quattordici e cesellati come gioielli preziosi, in sé conclusi e tuttavia sì stuzzicanti da volerne provare ancora uno e poi un altro ancora. Perché questi racconti gialli sono l'uno diverso dall'altro e ti portano ovunque, anche se sei accoccolato sulla tua poltrona preferita. A Bensalem, per esempio. Un mondo futuristico e quasi perfetto che incarna le più importanti teorie utopistiche, un paradiso artificiale in cui è stata bandita la proprietà privata "delle cose e dei corpi" considerata l'origine di tutti i mali. E se ci scappa un omicidio? Forse è il segnale della "fine del sogno di una comunità perfetta e libera dal male".<br /><br />BUSSARE FORTE ALLA PORTA DELL'INQUISITORE<br />Qualche racconto più in là ci troviamo nel monastero benedettino di Vallescura, nel XIII secolo, a bussare forte alla porta della cella dell'inquisitore Corrado da Tours, per cercare di capire che tipo di morte ha colto il suo amico abate; studiando ogni centimetro di quella cella chiusa dall'interno fino ad analizzare il pitale stracolmo e nauseabondo sotto il letto. "Corrado, che si era chinato per estrarlo, dovette storcere la faccia per il disgusto. Piscio, vomito, diarrea, il tutto di colore innaturale, giallo-verdastro e ributtante". Una puntualità descrittiva che ci fa sentire lezzi e profumi tra le parole, ma soprattutto una cura storica, propria dell'autore, documentata, precisa e mai pesante. Come quando ci racconta di Margaret Ward, la «Perla del Tyburn», donna cattolica di nobile famiglia inglese, impiccata sotto il regno di Elisabetta I per aver aiutato un sacerdote a evadere dal carcere. "La Ward, con una nobiltà che commosse tutti, dichiarò che la sua fedeltà alla Regina non era mai venuta meno, tuttavia nessuno poteva chiederle di rinunciare alla sua religione. La Regina avrebbe potuto garantirle, certo, una vita comoda su questa terra, ma non la salvezza della sua anima. Se era costretta a scegliere, optava per quest'ultima. Piuttosto che rinnegare il vero Dio e la vera Chiesa preferiva sacrificare la vita".<br />Il Nostro sa trattare il vero storico e l'invenzione con la stessa duttilità fino a convincerci dell'esistenza di una conchiglia preziosissima e delicatissima, dalla forma simile a una locomotiva, un vero vezzo per i collezionisti come Victor Humperdinck, la Meganoblaster locomotensis; tuttavia, solo dopo averla "googolata", scopri la nota dell'autore che, quasi prevedendo la curiosità del lettore, se la ride sotto i baffi e, dopo una tirata di sigaro, sornione, ti dice che non esiste.<br /><br />LE NEW ENTRY<br />Alcuni protagonisti erano già presenti nel primo giallo Mondadori dall'omonimo titolo, altri sono delle new entry, come l'ispettore Shylock Homer, di Scotland Yard che, piccato, ancor prima di ascoltare il quesito, anticipa l'interlocutore: "Sì, lo so, assomiglio a Sherlock Holmes, anche se, in verità, è piuttosto difficile assomigliare a un personaggio di totale invenzione e descritto solo sulla carta [...] Ora, prima che si decida a farmi entrare, mi corre l'obbligo di chiudere questa fastidiosa parte, fastidiosa perché si ripete ogni volta io sia chiamato per servizio presso un domicilio privato, anticipandole che del mio guardaroba non fanno parte berretti da cacciatore di cervi né pastrani a scacchi scozzesi. Infine, al mio fianco, come può vedere dalla divisa, non c'è il dottor John Watson ma il sergente Sean O'Malley. Adesso, cortesemente, possiamo entrare?" Dannatamente solo e acuto, costringe amorevolmente O'Malley ad ascoltare le sue deduzioni argute che si rivelano ogni volta puntualmente esatte, come nel caso della molletta.<br />Il vero quid accattivante sta tuttavia nell'elemento ricorrente in ogni narrazione: tutti i delitti si consumano in un luogo chiuso dall'interno, ma come è possibile? A seconda dell'ambientazione, l'omicidio avviene infatti in una camera, una sala riunioni, una cella, una prigione zulu o nella stanza di un ragazzo adolescente, ma pur sempre in ambienti fisicamente circoscritti di cui si percepiscono quasi visivamente, e a volte claustrofobicamente, i limiti spaziali.<br />E i limiti della stanza sono proprio quelli che gli hikikomori cercano, come una corazza protettiva; si tratta di persone, perlopiù ragazzi, colpiti da una sindrome che induce a chiudersi nella propria stanza senza mai uscirne, passando i giorni davanti al computer, senza frequentare nessuno, neanche la scuola. Ci sentiamo coinvolti da questo fenomeno giovanile una volta così lontano e ora, ahimè, troppo familiare. "Dove stava andando il Giappone?" si chiede l'ispettore Matsudaira Hiroshi della prefettura di Osaka. E noi? Dove stiamo andando?<br />Cammilleri stimola la nostra curiosità con dettagli originali che diventano chiavi importanti per il plot come il «Verde di Scheele», un arsenico di rame usato per dipingere stucchi e quadri o il fiore di Kadupul, che fiorisce una volta l'anno solo di notte e appassisce con le prime luci dell'alba.<br />Ci lascia immaginare le soluzioni, sempre diverse e ci si può sbizzarrire nel tentativo risolvere il caso prima di lui, il tempo di scartare un cioccolatino e Cammilleri ci stupisce con dovizia scientifica verso una soluzione arguta e mai scontata.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/48546859</guid><pubDate>Tue, 01 Feb 2022 23:14:02 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/48546859/nuovi_delitti_nella_camera_chiusa_il_nuovo_libro_di_rino_cammilleri.mp3" length="7332302" type="audio/mpeg"/><itunes:author>BastaBugie</itunes:author><itunes:subtitle>TESTO DELL'ARTICOLO ➜ www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6893&#13;
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NUOVI DELITTI NELLA CAMERA CHIUSA, IL NUOVO LIBRO DI RINO CAMMILLERI&#13;
Dopo il successo del primo libro giallo, ecco altri 14 delitti impossibili, da gustare con egoismo e lentezza come...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6893" rel="noopener">www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6893</a><br /><br />NUOVI DELITTI NELLA CAMERA CHIUSA, IL NUOVO LIBRO DI RINO CAMMILLERI<br />Dopo il successo del primo libro giallo, ecco altri 14 delitti impossibili, da gustare con egoismo e lentezza come una scatola di cioccolatini assortiti di altissima qualità<br />di Fiorenza Cirillo<br />Hai una scatola di cioccolatini assortiti di altissima qualità, la apri, li ammiri e uno a uno li gusti con egoismo e lentezza. Ecco cos'è il giallo Nuovi delitti nella camera chiusa di Rino Cammilleri.<br />Si sceglie un cioccolatino alla volta, un racconto, senza fretta. Sono quattordici e cesellati come gioielli preziosi, in sé conclusi e tuttavia sì stuzzicanti da volerne provare ancora uno e poi un altro ancora. Perché questi racconti gialli sono l'uno diverso dall'altro e ti portano ovunque, anche se sei accoccolato sulla tua poltrona preferita. A Bensalem, per esempio. Un mondo futuristico e quasi perfetto che incarna le più importanti teorie utopistiche, un paradiso artificiale in cui è stata bandita la proprietà privata "delle cose e dei corpi" considerata l'origine di tutti i mali. E se ci scappa un omicidio? Forse è il segnale della "fine del sogno di una comunità perfetta e libera dal male".<br /><br />BUSSARE FORTE ALLA PORTA DELL'INQUISITORE<br />Qualche racconto più in là ci troviamo nel monastero benedettino di Vallescura, nel XIII secolo, a bussare forte alla porta della cella dell'inquisitore Corrado da Tours, per cercare di capire che tipo di morte ha colto il suo amico abate; studiando ogni centimetro di quella cella chiusa dall'interno fino ad analizzare il pitale stracolmo e nauseabondo sotto il letto. "Corrado, che si era chinato per estrarlo, dovette storcere la faccia per il disgusto. Piscio, vomito, diarrea, il tutto di colore innaturale, giallo-verdastro e ributtante". Una puntualità descrittiva che ci fa sentire lezzi e profumi tra le parole, ma soprattutto una cura storica, propria dell'autore, documentata, precisa e mai pesante. Come quando ci racconta di Margaret Ward, la «Perla del Tyburn», donna cattolica di nobile famiglia inglese, impiccata sotto il regno di Elisabetta I per aver aiutato un sacerdote a evadere dal carcere. "La Ward, con una nobiltà che commosse tutti, dichiarò che la sua fedeltà alla Regina non era mai venuta meno, tuttavia nessuno poteva chiederle di rinunciare alla sua religione. La Regina avrebbe potuto garantirle, certo, una vita comoda su questa terra, ma non la salvezza della sua anima. Se era costretta a scegliere, optava per quest'ultima. Piuttosto che rinnegare il vero Dio e la vera Chiesa preferiva sacrificare la vita".<br />Il Nostro sa trattare il vero storico e l'invenzione con la stessa duttilità fino a convincerci dell'esistenza di una conchiglia preziosissima e delicatissima, dalla forma simile a una locomotiva, un vero vezzo per i collezionisti come Victor Humperdinck, la Meganoblaster locomotensis; tuttavia, solo dopo averla "googolata", scopri la nota dell'autore che, quasi prevedendo la curiosità del lettore, se la ride sotto i baffi e, dopo una tirata di sigaro, sornione, ti dice che non esiste.<br /><br />LE NEW ENTRY<br />Alcuni protagonisti erano già presenti nel primo giallo Mondadori dall'omonimo titolo, altri sono delle new entry, come l'ispettore Shylock Homer, di Scotland Yard che, piccato, ancor prima di ascoltare il quesito, anticipa l'interlocutore: "Sì, lo so, assomiglio a Sherlock Holmes, anche se, in verità, è piuttosto difficile assomigliare a un personaggio di totale invenzione e descritto solo sulla carta [...] Ora, prima che si decida a farmi entrare, mi corre l'obbligo di chiudere questa fastidiosa parte, fastidiosa perché si ripete ogni volta io sia chiamato per servizio presso un domicilio privato, anticipandole che del mio guardaroba non fanno parte berretti da cacciatore di cervi né pastrani a scacchi...]]></itunes:summary><itunes:duration>459</itunes:duration><itunes:keywords>camerachiusa,cammilleri,libro,osaka,seanomalley</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/502e88c46e2f306dfd225d6f08dc8358.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Abbiamo ancora bisogno della fattoria degli animali</title><link>https://www.spreaker.com/episode/abbiamo-ancora-bisogno-della-fattoria-degli-animali--46514483</link><description><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6730" rel="noopener">http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6730</a><br /><br />ABBIAMO ANCORA BISOGNO DELLA FATTORIA DEGLI ANIMALI di Valerio Pece<br />Nell'agosto del 1946, settantacinque anni fa, veniva pubblicato La fattoria degli animali. Il romanzo di George Orwell si rivelò da subito un enorme successo, oltre mezzo milione di copie vendute solo nel primo anno. L'affresco grottesco delle illusioni rivoluzionarie (e del loro naufragio) colpì nel segno, la feroce satira sulla dittatura comunista sovietica svegliò il mondo. Va detto che in quegli anni comunismo significava esclusivamente stalinismo: l'Unione Sovietica era l'unica nazione comunista (la Repubblica Popolare Cinese fu fondata solo nel 1949, tre mesi prima della morte dello scrittore).<br />Com'è noto, nel romanzo di Orwell tutti i personaggi e gli avvenimenti hanno il loro preciso corrispondente storico. Il fattore Jones (immagine dello Zar Nicola II) non è assolutamente in grado - crudele com'è - di governare la sua fattoria. Una sera Vecchio Maggiore, un saggio maiale allegoria di Marx, racconta a tutti il suo sogno: un mondo d'armonia in cui gli animali sono liberi, affrancati dalla spietata signoria dell'uomo. Morto il primo leader, il ruolo di guida verrà assunto da altri due maiali: Napoleone e Palla di Neve (rispettivamente Stalin e Trotsky), i quali instaurano un "nuovo ordine" in cui, tra gli altri, vige il noto comandamento: «Tutti gli animali sono uguali». Ma l'amicizia, l'equilibrio, l'uguaglianza, iniziano presto a vacillare: proprio i maiali, protagonisti della rivolta, finiscono per imporsi come unica casta dominante. Da un certo momento in poi, tutti gli animali saranno uguali, ma alcuni lo saranno più degli altri. Impossibile spiegare la rivoluzione russa più semplicemente di così.<br /><br />PERCHÉ LEGGERE ORWELL?<br />La domanda-chiave su un romanzo che ha contribuito in modo decisivo a cambiare lo sguardo del mondo sull'Unione Sovietica (in particolare quello americano, suo alleato nella Seconda Guerra mondiale) la ritroviamo - spiegata bene - nella penna felice di Alberto Mingardi. Il fondatore del centro-studi Bruno Leoni scrive: «Per quanto l'aggettivo "orwelliano" sia usato con una certa generosità sulle pagine dei giornali, soprattutto nei paraggi di articoli che lamentano l'eclissi della privacy e le possibilità di sorveglianza fornite dalle nuove tecnologie, non è immediatamente chiaro perché si debba leggere Orwell, oggi». Una risposta interessante è quella fornita da un profondo conoscitore di Orwell, John Rodden, docente all'Università della Virginia, il cui libro più recente è George Orwell: Life and Letters, Legend and Legacy (Princeton University Press, 2020). Rodden racconta di aver insegnato spesso ai suoi studenti la favola di Orwell, e di averlo fatto spiegandone la «seria morale esopica», e cioè che il potere corrompe. Sempre. Aggiungendo subito, però, che sarebbe pericoloso (e negligente) trascurare o minimizzare lo studio delle corrispondenze storiche contenute nel romanzo: il parallelo con la rivoluzione russa.<br /><br />DA STALIN AL TOTALITARISMO TOUT COURT<br />D'altra parte - ed è il vero monito di questo vero e proprio cultore di Orwell - si può anche correre il rischio di commettere l'errore diametralmente opposto, a suo dire più grave: concentrarsi esclusivamente sulle corrispondenze col comunismo di Stalin eludendo il più ampio monito di Orwell contro la tirannia politica complessivamente intesa. La prova provata di ciò che suonerebbe come il più grande tradimento di George Orwell sta in un aneddoto che lo stesso John Rodden racconta, e che riguarda una sua intervista ad alcuni spettatori cinesi reduci da una messa in scena teatrale di Animal Farm nella città di Pechino. Confessa lo scrittore: «Al mio rimanere sorpreso dal fatto che l'Ufficio della censura culturale cinese avesse approvato la rappresentazione pubblica di una satira sulla bestialità del comunismo, mi hanno guardato con aria interrogativa. "Vedi, Animal Farm è un'allegoria", hanno detto, "è una satira della storia russa, non della storia cinese"». In questa prospettiva, che è poi l'unica, La Fattoria degli animali parla oggi del rischio del totalitarismo in tutte le sue declinazioni geopolitiche. Al torbido comunismo cinese che si rende protagonista di azioni brutali (è notizia di questi giorni nuove prove sull'espianto forzato di organi di detenuti) si aggiunge un Occidente in cui il cancro del politicamente corretto - spesso declinato nella violenta salsa LGBTQ, ma non solo - fa guardare con ammirazione proprio una delle più note massime di Orwell: «Libertà è la libertà di dire che due più due fa quattro. Garantito ciò, tutto il resto ne consegue naturalmente».<br /><br />ATTUALE E PROFETICO<br />Dall'uscita della Fattoria degli Animali si è assistito prima a quel crollo del regime comunista russo che tanto turbò lo scrittore (non va dimenticato che per Palmiro Togliatti, capo dei comunisti italiani, Orwell era «un'altra freccia aggiunta all'arco sgangherato della borghesia anticomunista); poi all'inizio e alla fine della Guerra Fredda; infine all'ascesa e alla caduta di un numero spropositato di aspiranti "Napoleone" in ogni continente. La Fattoria degli Animali - opera un tempo così controversa tanto da non trovare editori - è servita per così tanto tempo a spiegare il concetto di totalitarismo (anche e soprattutto ai ragazzi di scuola) che oggi rischia purtroppo di essere percepita come un'opera banale. È il rischio che spesso corrono certi classici.<br />Molti per fortuna non ci stanno. «L'idea che i paesi occidentali siano abbastanza intelligenti e forti da riconoscere e resistere alla morsa del totalitarismo è un mito pericoloso», questa è la tesi della scrittrice Téa Obreht. Che a proposito del 75esimo anniversario di Animal Farm aggiunge: «Siamo troppo tranquilli, convinti di essere al sicuro da forze che potrebbero ripiombarci addosso. Stiamo già facendo grandi passi avanti in questa direzione. La Fattoria di animali ci chiede di lavorare contro quell'illusione».<br /><br />Nota di BastaBugie: per acquistare il libro "La fattoria degli animali" (200 pagine, € 11.40 prezzo Amazon), clicca qui! <a href="https://amzn.to/3Aay3LF" rel="noopener">https://amzn.to/3Aay3LF</a><br />Per approfondimenti sul capolavoro di George Orwell, per ascoltare l'audiolibro e per vedere il cartone animato della fattoria degli animali, clicca qui! <a href="http://www.filmgarantiti.it/it/edizioni.php?id=62" rel="noopener">http://www.filmgarantiti.it/it/edizioni.php?id=62</a>]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/46514483</guid><pubDate>Tue, 14 Sep 2021 22:29:43 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/46514483/abbiamo_ancora_bisogno_della_fattoria_degli_animali.mp3" length="8341745" type="audio/mpeg"/><itunes:author>BastaBugie</itunes:author><itunes:subtitle>TESTO DELL'ARTICOLO ➜ http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6730

ABBIAMO ANCORA BISOGNO DELLA FATTORIA DEGLI ANIMALI di Valerio Pece
Nell'agosto del 1946, settantacinque anni fa, veniva pubblicato La fattoria degli animali. Il romanzo di George...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6730" rel="noopener">http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6730</a><br /><br />ABBIAMO ANCORA BISOGNO DELLA FATTORIA DEGLI ANIMALI di Valerio Pece<br />Nell'agosto del 1946, settantacinque anni fa, veniva pubblicato La fattoria degli animali. Il romanzo di George Orwell si rivelò da subito un enorme successo, oltre mezzo milione di copie vendute solo nel primo anno. L'affresco grottesco delle illusioni rivoluzionarie (e del loro naufragio) colpì nel segno, la feroce satira sulla dittatura comunista sovietica svegliò il mondo. Va detto che in quegli anni comunismo significava esclusivamente stalinismo: l'Unione Sovietica era l'unica nazione comunista (la Repubblica Popolare Cinese fu fondata solo nel 1949, tre mesi prima della morte dello scrittore).<br />Com'è noto, nel romanzo di Orwell tutti i personaggi e gli avvenimenti hanno il loro preciso corrispondente storico. Il fattore Jones (immagine dello Zar Nicola II) non è assolutamente in grado - crudele com'è - di governare la sua fattoria. Una sera Vecchio Maggiore, un saggio maiale allegoria di Marx, racconta a tutti il suo sogno: un mondo d'armonia in cui gli animali sono liberi, affrancati dalla spietata signoria dell'uomo. Morto il primo leader, il ruolo di guida verrà assunto da altri due maiali: Napoleone e Palla di Neve (rispettivamente Stalin e Trotsky), i quali instaurano un "nuovo ordine" in cui, tra gli altri, vige il noto comandamento: «Tutti gli animali sono uguali». Ma l'amicizia, l'equilibrio, l'uguaglianza, iniziano presto a vacillare: proprio i maiali, protagonisti della rivolta, finiscono per imporsi come unica casta dominante. Da un certo momento in poi, tutti gli animali saranno uguali, ma alcuni lo saranno più degli altri. Impossibile spiegare la rivoluzione russa più semplicemente di così.<br /><br />PERCHÉ LEGGERE ORWELL?<br />La domanda-chiave su un romanzo che ha contribuito in modo decisivo a cambiare lo sguardo del mondo sull'Unione Sovietica (in particolare quello americano, suo alleato nella Seconda Guerra mondiale) la ritroviamo - spiegata bene - nella penna felice di Alberto Mingardi. Il fondatore del centro-studi Bruno Leoni scrive: «Per quanto l'aggettivo "orwelliano" sia usato con una certa generosità sulle pagine dei giornali, soprattutto nei paraggi di articoli che lamentano l'eclissi della privacy e le possibilità di sorveglianza fornite dalle nuove tecnologie, non è immediatamente chiaro perché si debba leggere Orwell, oggi». Una risposta interessante è quella fornita da un profondo conoscitore di Orwell, John Rodden, docente all'Università della Virginia, il cui libro più recente è George Orwell: Life and Letters, Legend and Legacy (Princeton University Press, 2020). Rodden racconta di aver insegnato spesso ai suoi studenti la favola di Orwell, e di averlo fatto spiegandone la «seria morale esopica», e cioè che il potere corrompe. Sempre. Aggiungendo subito, però, che sarebbe pericoloso (e negligente) trascurare o minimizzare lo studio delle corrispondenze storiche contenute nel romanzo: il parallelo con la rivoluzione russa.<br /><br />DA STALIN AL TOTALITARISMO TOUT COURT<br />D'altra parte - ed è il vero monito di questo vero e proprio cultore di Orwell - si può anche correre il rischio di commettere l'errore diametralmente opposto, a suo dire più grave: concentrarsi esclusivamente sulle corrispondenze col comunismo di Stalin eludendo il più ampio monito di Orwell contro la tirannia politica complessivamente intesa. La prova provata di ciò che suonerebbe come il più grande tradimento di George Orwell sta in un aneddoto che lo stesso John Rodden racconta, e che riguarda una sua intervista ad alcuni spettatori cinesi reduci da una messa in scena teatrale di Animal Farm nella città di Pechino. Confessa lo scrittore: «Al mio rimanere sorpreso dal fatto che l'Ufficio della censura culturale cinese avesse approvato la rappresentazione pubblica di una...]]></itunes:summary><itunes:duration>522</itunes:duration><itunes:keywords>animalfarm,fattoria,guerrafredda,maiali,napoleone,orwell,palladineve,stalin</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/8a598bb89069231eeb5eb50d26de2789.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Alessandro Manzoni convertito al cattolicesimo dal un matrimonio, il suo</title><link>https://www.spreaker.com/episode/alessandro-manzoni-convertito-al-cattolicesimo-dal-un-matrimonio-il-suo--46402144</link><description><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=3928" rel="noopener">http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=3928</a><br /><br />ALESSANDRO MANZONI CONVERTITO AL CATTOLICESIMO GRAZIE A UN MATRIMONIO, IL SUO di Giovanni Fighera<br />Papa Francesco ha sorpreso tutti proponendo I promessi sposi come un'opera formativa sul fidanzamento: «In Italia avete un capolavoro sul fidanzamento, non lasciatelo da parte, i giovani debbono leggerlo [...]. È un capolavoro dove si racconta la storia dei fidanzati che hanno subito tanto dolore, hanno fatto una strada di tante difficoltà, fino ad arrivare alla fine al matrimonio. Non lasciate da parte quest'opera, andate avanti a leggerla e vedrete la sofferenza e anche la fedeltà di questi fidanzati».<br />Di tutto si era scritto sul romanzo, l'opera era stato letta come l'epopea della provvidenza, il romanzo sugli umili, un testo in cui il Seicento diventa il protagonista assoluto, l'emblema dei potenti che schiacciano gli umili. L'elenco delle interpretazioni potrebbe non finire mai. Ripartiamo allora dal fatto che I promessi sposi non è soltanto il romanzo più importante che sia stato scritto nella nostra letteratura, ma rappresenta in forma concreta e incarnata il genio del cristianesimo. Bisogna riscoprire prima il percorso di fede e di conversione dello scrittore.<br /><br />LA CONVERSIONE<br />Si è scritto che Manzoni è stato sempre refrattario a parlare della sua conversione. L'aneddotica riduce questo percorso lungo, durato qualche anno, al celebre episodio accaduto nella chiesa di San Rocco a Parigi. Durante il matrimonio di Napoleone (2 aprile 1810) la moglie sviene, Manzoni si perde e in una crisi di agorafobia si rifugia in chiesa a pregare. Ne esce convertito e ritrova la moglie. In realtà, molte sue lettere riferiscono i passi compiuti nel cammino di conversione. Ermes Visconti, uno degli amici più intimi di Manzoni, comprende che il cammino di fede di Alessandro è adombrato nella vicenda centrale dei Promessi sposi, la conversione dell'Innominato.<br />Sono milleottocento le lettere scritte da Manzoni dall'età di diciotto anni fino al 1873, l'anno della morte, pubblicate per conto dell'editore Adelphi. Rivolte ad amici, intellettuali, parenti e conoscenti, perfino al Papa, ci informano anche della sua vita privata e sentimentale, con quel riserbo che diverrà cifra caratteristica del letterato lombardo.<br />Particolarmente interessante è la lettura della corrispondenza del Manzoni dal momento in cui si fidanza con Enrichetta Blondel fino al matrimonio, prima con rito calvinista e poi con rito cattolico. Permette di comprendere meglio il percorso di conversione spesso tramandato a noi attraverso l'aneddotica.<br /><br />SANTITÀ, MI SONO SPOSATO<br />A Giovanni Pagani nel 1808 Manzoni così si rivolge: «Ho trovato una compagna che riunisce tutti i pregi che possono rendere veramente felice un uomo, e me particolarmente». Nell'ottobre del 1809 Manzoni scrive a papa Pio VII informandolo del fatto che si è unito in matrimonio con Enrichetta Blondel secondo il rito della religione riformata e che è nata una «fanciulla la quale è stata battezzata cattolicamente, secondo il rito della S. Romana Chiesa». Ora, lo scrittore intende riparare al suo errore sposandosi di nuovo con l'amata secondo il rito cattolico. La data di questa lettera è ben precedente l'aneddoto della chiesa di San Rocco, che risale all'aprile del 1810, come lo è la celebrazione del matrimonio con rito cattolico il 15 febbraio 1810 ad opera dell'abate Costaz, «curato della parrocchia della Madeleine, nella residenza di Ferdinando Marescalchi, ministro degli Esteri del Regno Italico in Parigi, il quale fu anche testimonio per Alessandro Manzoni».<br />Il 29 giugno 1810 da Torino Manzoni informa Gaetano Giudici, abate giansenista, che Enrichetta si è risoluta a entrare in seno alla Chiesa cattolica grazie all'aiuto dell'abate Eustachio Degola. Il 22 maggio 1810 l'amata ha abiurato alla propria religione provocando la collera della famiglia Blondel, in particolar modo della madre. Per questo Manzoni chiede a Giudici, che è stimato dai Blondel, di farsi intermediario per la riconciliazione. Enrichetta, assai sensibile e affezionata ai genitori, già incinta, soffre immensamente per questo contrasto. Manzoni si dice disposto a incontrare in qualsiasi momento i suoceri e aggiunge, parlando dell'amata moglie: «Essa sta ora scrivendo all'amatissimo suo Padre, e si unisce a me per caldamente pregarla di avvalorare le tenere sincere ed umili supplicazioni ch'essa porge ad un Padre, verso del quale non è rea per nulla, non avendo fatto altro che disporre liberamente della propria coscienza».<br /><br />LA RELAZIONE DI ENRICHETTA CON I GENITORI<br />Manzoni parla dell'atto della moglie come «innocentissimo e legittimo». Come prosegue la relazione di Enrichetta con i genitori? Si risolve? E in caso affermativo, come? Al riguardo leggiamo la lettera che Manzoni indirizza al padre spirituale Degola nel luglio 1810: «Questi [i genitori di Enrichetta], dopo aver continuato per primi giorni nella durezza loro, si mossero finalmente a proporre a mia moglie di andarli a trovare, promettendo di non far parola dell'occorso. La lettera fu scritta da sua madre, che ricevé la figlia a braccia aperte. Né mia madre né io non potemmo assistere, essendo stata mia madre esclusa assai incivilmente, ed io invitato in un modo che considero come un discacciamento. Qualche giorno dopo mia moglie tornò sola a casa sua, dove le fu fatto qualche rimprovero, che se, grazie a Dio, non influì in nulla sulle determinazioni sue, le cagionò però amarezza assai».<br />Nella stessa lettera Manzoni informa Degola che il canonico Tosi ha fatto visita a lui e alla madre Giulia promettendo di «preparare sollecitamente Enrichetta ai Sacramenti, ed alla Confermazione in ispecie». Manzoni chiede al Degola di continuare a offrire il suo sostegno alla moglie con le lettere, i conforti e le consolazioni.<br /><br />IL PADRE SPIRITUALE<br />In seguito alla richiesta di Degola, Tosi diviene padre spirituale del Manzoni, incarico che tiene fino al 1823, quando è eletto vescovo di Pavia e viene a quel punto sostituito da Giudici. L'influenza di Tosi sugli Inni sacri, sulla Morale cattolica e sul romanzo è notevole: ad esempio, la soppressione dell'episodio della monaca di Monza sarebbe in parte dovuta a lui.<br />Nel 1811 si nota come l'affetto e la stima per il nuovo padre spirituale Tosi crescano tanto che Manzoni può a lui parlare della sua «profonda indegnità» e, nel contempo, di quanto possa in lui operare «la Onnipotenza della Divina Grazia». Al Tosi, nel giugno del 1811, Manzoni scrive «di pregare il buon Gesù che non si stanchi di farne risplendere i miracoli in un cuore che ne ha tanto bisogno».<br />Il 27 agosto 1811 Manzoni si reca dal padre spirituale per la confessione, che avverrà nel giorno di sant'Agostino (28 agosto), un grande convertito. Tosi scrive il giorno stesso a Degola: «Alessandro ha intrapresa la carriera con estrema docilità e sommessione; domani avremo ancora una lunga conferenza e, se il Signore conserva e accresce il lui le sue benedizioni, egli pure sarà per fare gran passi».<br />Nel settembre nasce Luigina Maria Vittorina Manzoni, che sopravvive solo alcune ore. Nella lettera del 7 settembre, Manzoni scrive a Degola: «In mezzo ai suoi travagli il Signore le [ovvero alla moglie Enrichetta] diede la consolazione di aver presente il canonico Tosi [...]. Egli la confortò e consolò assai, e quel che più importa, spero l'avrà aiutata a cavare dai suoi travagli un maggior profitto spirituale [...]. Preghi ella perché piaccia al Signore scuotere la mia lentezza nel suo servizio e togliermi da una tepidezza che mi tormenta, e mi umilia; giusto castigo per chi non solo dimenticò Iddio, ma ebbe la disgrazia e l'ardire di negarlo. Ma se il desiderio mio è per la gloria di Lui, e se sarà avvalorato dalle sue orazioni spero vederlo esaudito».]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/46402144</guid><pubDate>Mon, 06 Sep 2021 20:14:18 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/46402144/alessandro_manzoni_convertito_al_cattolicesimo_dal_un_matrimonio_il_suo.mp3" length="10327463" type="audio/mpeg"/><itunes:author>BastaBugie</itunes:author><itunes:subtitle>TESTO DELL'ARTICOLO ➜ http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=3928

ALESSANDRO MANZONI CONVERTITO AL CATTOLICESIMO GRAZIE A UN MATRIMONIO, IL SUO di Giovanni Fighera
Papa Francesco ha sorpreso tutti proponendo I promessi sposi come un'opera...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=3928" rel="noopener">http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=3928</a><br /><br />ALESSANDRO MANZONI CONVERTITO AL CATTOLICESIMO GRAZIE A UN MATRIMONIO, IL SUO di Giovanni Fighera<br />Papa Francesco ha sorpreso tutti proponendo I promessi sposi come un'opera formativa sul fidanzamento: «In Italia avete un capolavoro sul fidanzamento, non lasciatelo da parte, i giovani debbono leggerlo [...]. È un capolavoro dove si racconta la storia dei fidanzati che hanno subito tanto dolore, hanno fatto una strada di tante difficoltà, fino ad arrivare alla fine al matrimonio. Non lasciate da parte quest'opera, andate avanti a leggerla e vedrete la sofferenza e anche la fedeltà di questi fidanzati».<br />Di tutto si era scritto sul romanzo, l'opera era stato letta come l'epopea della provvidenza, il romanzo sugli umili, un testo in cui il Seicento diventa il protagonista assoluto, l'emblema dei potenti che schiacciano gli umili. L'elenco delle interpretazioni potrebbe non finire mai. Ripartiamo allora dal fatto che I promessi sposi non è soltanto il romanzo più importante che sia stato scritto nella nostra letteratura, ma rappresenta in forma concreta e incarnata il genio del cristianesimo. Bisogna riscoprire prima il percorso di fede e di conversione dello scrittore.<br /><br />LA CONVERSIONE<br />Si è scritto che Manzoni è stato sempre refrattario a parlare della sua conversione. L'aneddotica riduce questo percorso lungo, durato qualche anno, al celebre episodio accaduto nella chiesa di San Rocco a Parigi. Durante il matrimonio di Napoleone (2 aprile 1810) la moglie sviene, Manzoni si perde e in una crisi di agorafobia si rifugia in chiesa a pregare. Ne esce convertito e ritrova la moglie. In realtà, molte sue lettere riferiscono i passi compiuti nel cammino di conversione. Ermes Visconti, uno degli amici più intimi di Manzoni, comprende che il cammino di fede di Alessandro è adombrato nella vicenda centrale dei Promessi sposi, la conversione dell'Innominato.<br />Sono milleottocento le lettere scritte da Manzoni dall'età di diciotto anni fino al 1873, l'anno della morte, pubblicate per conto dell'editore Adelphi. Rivolte ad amici, intellettuali, parenti e conoscenti, perfino al Papa, ci informano anche della sua vita privata e sentimentale, con quel riserbo che diverrà cifra caratteristica del letterato lombardo.<br />Particolarmente interessante è la lettura della corrispondenza del Manzoni dal momento in cui si fidanza con Enrichetta Blondel fino al matrimonio, prima con rito calvinista e poi con rito cattolico. Permette di comprendere meglio il percorso di conversione spesso tramandato a noi attraverso l'aneddotica.<br /><br />SANTITÀ, MI SONO SPOSATO<br />A Giovanni Pagani nel 1808 Manzoni così si rivolge: «Ho trovato una compagna che riunisce tutti i pregi che possono rendere veramente felice un uomo, e me particolarmente». Nell'ottobre del 1809 Manzoni scrive a papa Pio VII informandolo del fatto che si è unito in matrimonio con Enrichetta Blondel secondo il rito della religione riformata e che è nata una «fanciulla la quale è stata battezzata cattolicamente, secondo il rito della S. Romana Chiesa». Ora, lo scrittore intende riparare al suo errore sposandosi di nuovo con l'amata secondo il rito cattolico. La data di questa lettera è ben precedente l'aneddoto della chiesa di San Rocco, che risale all'aprile del 1810, come lo è la celebrazione del matrimonio con rito cattolico il 15 febbraio 1810 ad opera dell'abate Costaz, «curato della parrocchia della Madeleine, nella residenza di Ferdinando Marescalchi, ministro degli Esteri del Regno Italico in Parigi, il quale fu anche testimonio per Alessandro Manzoni».<br />Il 29 giugno 1810 da Torino Manzoni informa Gaetano Giudici, abate giansenista, che Enrichetta si è risoluta a entrare in seno alla Chiesa cattolica grazie all'aiuto dell'abate Eustachio Degola. Il 22 maggio 1810 l'amata ha abiurato alla...]]></itunes:summary><itunes:duration>646</itunes:duration><itunes:keywords>conversione,manzoni,matrimonio,papa,promessisposi</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/efac0b8b3fd2e3c84ea27d13b3cf66f6.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Il miglior modello di eroe è quello medioevale</title><link>https://www.spreaker.com/episode/il-miglior-modello-di-eroe-e-quello-medioevale--46132435</link><description><![CDATA[VIDEO: Discorso di Sam a Frodo ➜ <a href="https://www.youtube.com/watch?v=3h-M8C9nGF8&list=PLolpIV2TSebVLUetRlYxAQgaHFOcG_4Pa" rel="noopener">https://www.youtube.com/watch?v=3h-M8C9nGF8&list=PLolpIV2TSebVLUetRlYxAQgaHFOcG_4Pa</a><br /><br />TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6689" rel="noopener">http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6689</a><br /><br />IL MIGLIOR MODELLO DI EROE E' QUELLO MEDIOEVALE<br />Analizziamo le figure di Parsifal, della saga bretone, che ha il compito di ricercare il Sacro Graal e quella di Frodo, l'hobbit che deve distruggere l'anello del potere (VIDEO: Discorso di Sam a Frodo)<br />di Corrado Gnerre<br />Quale modello di eroe è più rispondente al cuore dell'uomo? Quale modello di eroe risponde meglio a ciò che l'uomo desidera? E inoltre quale modello di eroe più sinceramente rispecchia la verità sull'uomo?<br />Prendiamo in considerazione solo due modelli, quello "moderno" e "medioevale", intendendo per medioevale ciò che fa riferimento alla società cristiana.<br />L'eroe moderno agisce unicamente nella prospettiva "orizzontale", ovvero ponendosi come unico obiettivo quello di realizzare un mondo più giusto. Si tratta, in tal modo, di un agire che parte da un presupposto ben preciso, ovvero che l'uomo abbia unicamente bisogno di realizzare le proprie aspirazioni materiali.<br />In questa prospettiva non sorprende che le azioni di simili personaggi siano tutt'altro che edificanti. Porsi come unico obiettivo il miglioramento della vita terrena, vuol dire subordinare la grandezza individuale, rendere funzionale ogni uomo al progetto ideologico. È un volontario trascurare il cuore dell'uomo e le sue domande più profonde.<br />In questa prospettiva la stessa vita dell' "eroe" diventa una pura alienazione. A che serve, infatti, immolarsi per un ideale, se questo stesso ideale non può servire per l'uomo e anche per sé? A che serve costringersi nel sacrificio, fare appello a se stesso, se poi bisogna convincersi di essere solamente un animale un po' più evoluto la cui vita si ridurrebbe solo nel "qui e ora"?<br />Evidentemente il modello dell'eroe cristiano, rappresentato in pienezza dal cavaliere medievale, è tutt'altro. È sì un uomo che lotta per aiutare i più deboli, per eliminare soprusi ed ingiustizie, ma sa che il suo agire non può esaurirsi in questo. Sa che il bisogno dell'uomo non è primariamente quello di riempirsi la pancia (bisogno indubbiamente importante, ma non determinante), bensì di rispondere alle domande fondamentali, di trovare la vera collocazione nella vita, nel reale e nella storia.<br /><br />1) PARSIFAL<br />Facciamo due famosi esempi di questo modello. Si tratta di personaggi immaginari, ma reali. "Immaginari", perché non realmente esistiti; "reali", perché davvero rappresentativi del modello di eroe cristiano.<br />Il primo è Parsifal, della saga bretone. A lui viene dato il compito di ricercare il Sacro Graal. Attenzione: in questo caso il Graal non è l'oggetto magico per eccellenza (così come lo si intende a torto molto spesso), bensì l'oggetto che riconduce al vero senso della vita, ovvero il calice che Gesù utilizzò nella prima Messa della storia e che raccolse il Suo Sangue. Un oggetto, quindi, che riconduce alla ragione della vita di ognuno, ragione che non può non essere nel Sangue redentivo del Verbo incarnato. Ebbene, Parsifal viene scelto in questo compito per un motivo ben preciso: perché è puro, perché non è stato contaminato dal peccato. Ciò sta a significare che la sua forza non è nelle capacità muscolari o abilità tecniche, ma nel suo cuore. Egli, dunque, si mette alla vera ricerca della Vita. Ovviamente, quando s'imbatte nella povertà umana, le si china dinanzi, cerca di alleviare le umane ferite, ma nello stesso tempo non dimentica che il vero aiuto che può dare ai fratelli è quello di donare loro la Vera Ragione della vita, rappresentata - appunto - dal Sacro Graal.<br /><br />2) FRODO<br />Un altro esempio che possiamo fare (anche questo immaginario ma reale, nel senso che abbiamo detto prima) è quello di Frodo, il protagonista del famoso romanzo Il Signore degli Anelli, dell'inglese, nonché convinto cattolico, Tolkien. Frodo è chiamato ad un'impresa enorme ma assolutamente determinante: distruggere l'anello del potere, che richiama simbolicamente l'essenza di ogni peccato, ovvero la pretesa dell'uomo di farsi Dio. Frodo - di per sé - non gradirebbe fare questa impresa, lui che (come tutti gli hobbit) ama solo la vita casalinga e campestre della contea, ma si sente di non poter rifiutare perché questa è un'impresa che può assolvere solo lui. Inoltre, Frodo è un hobbit, ovvero un "mezzo uomo", cioè un ometto di statura bassa, che ovviamente non ha una forza per la sua natura; anzi, per natura è molto debole. Malgrado questo, affronta l'impresa, certo che tutto si realizzerà confidando non in se stesso ma in altro. Qui c'è - non a caso - una somiglianza evidente con la figura di Davide, il quale decise di rifiutare l'armatura e di affrontare Golia senza nulla, ben sapendo che la sua unica arma sarebbe stata la forza del Signore.<br />Dunque, il vero eroe cristiano non è colui che agisce solo per il gusto dell'avventura o per rispondere ad un'istanza sociale, bensì colui che sente l'incarico di agire per compiere una volontà superiore... e per offrire all'uomo ciò di cui ha davvero bisogno.<br /><br />Nota di BastaBugie: nel famoso discorso di Sam a Frodo nel finale de "Le due torri", secondo film de Il Signore degli Anelli, Sam afferma che gli eroi sono coloro che potevano tornare indietro, ma non l'hanno fatto... Anche il male è passeggero e un giorno sarà distrutto dal bene: è giusto combattere per questo!<br />Per sapere tutto, ma proprio tutto, su Il Signore degli anelli, leggendo recensioni, guardando video di approfondimento, spezzoni e trailer dei film, e molto altro, visita il sito Film Garantiti!<br /><br />DISCORSO DI SAM A FRODO<br />SAM: È come nelle grandi storie, padron Frodo. Quelle che contano davvero. Erano piene di oscurità e pericoli, e a volte non volevi sapere il finale. Perché come poteva esserci un finale allegro? Come poteva il mondo tornare com'era dopo che erano successe tante cose brutte? Ma alla fine è solo una cosa passeggera, quest'ombra. Anche l'oscurità deve passare. Arriverà un nuovo giorno. E quando il sole splenderà, sarà ancora più luminoso. Quelle erano le storie che ti restavano dentro, che significavano qualcosa, anche se eri troppo piccolo per capire il perché. Ma credo, padron Frodo, di capire, ora. Adesso so. Le persone di quelle storie avevano molte occasioni di tornare indietro e non l'hanno fatto. Andavano avanti, perché loro erano aggrappate a qualcosa.<br />FRODO: Noi a cosa siamo aggrappati, Sam?<br />SAM: C'è del buono in questo mondo, padron Frodo. È giusto combattere per questo.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/46132435</guid><pubDate>Tue, 24 Aug 2021 19:20:57 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/46132435/il_miglior_modello_di_eroe_quello_medioevale.mp3" length="7088631" type="audio/mpeg"/><itunes:author>BastaBugie</itunes:author><itunes:subtitle>VIDEO: Discorso di Sam a Frodo ➜ https://www.youtube.com/watch?v=3h-M8C9nGF8&amp;list=PLolpIV2TSebVLUetRlYxAQgaHFOcG_4Pa

TESTO DELL'ARTICOLO ➜ http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6689

IL MIGLIOR MODELLO DI EROE E' QUELLO MEDIOEVALE
Analizziamo...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[VIDEO: Discorso di Sam a Frodo ➜ <a href="https://www.youtube.com/watch?v=3h-M8C9nGF8&list=PLolpIV2TSebVLUetRlYxAQgaHFOcG_4Pa" rel="noopener">https://www.youtube.com/watch?v=3h-M8C9nGF8&list=PLolpIV2TSebVLUetRlYxAQgaHFOcG_4Pa</a><br /><br />TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6689" rel="noopener">http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6689</a><br /><br />IL MIGLIOR MODELLO DI EROE E' QUELLO MEDIOEVALE<br />Analizziamo le figure di Parsifal, della saga bretone, che ha il compito di ricercare il Sacro Graal e quella di Frodo, l'hobbit che deve distruggere l'anello del potere (VIDEO: Discorso di Sam a Frodo)<br />di Corrado Gnerre<br />Quale modello di eroe è più rispondente al cuore dell'uomo? Quale modello di eroe risponde meglio a ciò che l'uomo desidera? E inoltre quale modello di eroe più sinceramente rispecchia la verità sull'uomo?<br />Prendiamo in considerazione solo due modelli, quello "moderno" e "medioevale", intendendo per medioevale ciò che fa riferimento alla società cristiana.<br />L'eroe moderno agisce unicamente nella prospettiva "orizzontale", ovvero ponendosi come unico obiettivo quello di realizzare un mondo più giusto. Si tratta, in tal modo, di un agire che parte da un presupposto ben preciso, ovvero che l'uomo abbia unicamente bisogno di realizzare le proprie aspirazioni materiali.<br />In questa prospettiva non sorprende che le azioni di simili personaggi siano tutt'altro che edificanti. Porsi come unico obiettivo il miglioramento della vita terrena, vuol dire subordinare la grandezza individuale, rendere funzionale ogni uomo al progetto ideologico. È un volontario trascurare il cuore dell'uomo e le sue domande più profonde.<br />In questa prospettiva la stessa vita dell' "eroe" diventa una pura alienazione. A che serve, infatti, immolarsi per un ideale, se questo stesso ideale non può servire per l'uomo e anche per sé? A che serve costringersi nel sacrificio, fare appello a se stesso, se poi bisogna convincersi di essere solamente un animale un po' più evoluto la cui vita si ridurrebbe solo nel "qui e ora"?<br />Evidentemente il modello dell'eroe cristiano, rappresentato in pienezza dal cavaliere medievale, è tutt'altro. È sì un uomo che lotta per aiutare i più deboli, per eliminare soprusi ed ingiustizie, ma sa che il suo agire non può esaurirsi in questo. Sa che il bisogno dell'uomo non è primariamente quello di riempirsi la pancia (bisogno indubbiamente importante, ma non determinante), bensì di rispondere alle domande fondamentali, di trovare la vera collocazione nella vita, nel reale e nella storia.<br /><br />1) PARSIFAL<br />Facciamo due famosi esempi di questo modello. Si tratta di personaggi immaginari, ma reali. "Immaginari", perché non realmente esistiti; "reali", perché davvero rappresentativi del modello di eroe cristiano.<br />Il primo è Parsifal, della saga bretone. A lui viene dato il compito di ricercare il Sacro Graal. Attenzione: in questo caso il Graal non è l'oggetto magico per eccellenza (così come lo si intende a torto molto spesso), bensì l'oggetto che riconduce al vero senso della vita, ovvero il calice che Gesù utilizzò nella prima Messa della storia e che raccolse il Suo Sangue. Un oggetto, quindi, che riconduce alla ragione della vita di ognuno, ragione che non può non essere nel Sangue redentivo del Verbo incarnato. Ebbene, Parsifal viene scelto in questo compito per un motivo ben preciso: perché è puro, perché non è stato contaminato dal peccato. Ciò sta a significare che la sua forza non è nelle capacità muscolari o abilità tecniche, ma nel suo cuore. Egli, dunque, si mette alla vera ricerca della Vita. Ovviamente, quando s'imbatte nella povertà umana, le si china dinanzi, cerca di alleviare le umane ferite, ma nello stesso tempo non dimentica che il vero aiuto che può dare ai fratelli è quello di donare loro la Vera Ragione della vita, rappresentata - appunto - dal Sacro Graal.<br /><br />2) FRODO<br />Un altro esempio che...]]></itunes:summary><itunes:duration>444</itunes:duration><itunes:keywords>eroe,frodo,graal,orizzontale,parsifal,tolkien</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/0032d8bb6393646cbcaa03f5fb6fd98f.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Terremoto di Messina e Coronavirus, nulla accade senza un significato</title><link>https://www.spreaker.com/episode/terremoto-di-messina-e-coronavirus-nulla-accade-senza-un-significato--43925765</link><description><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜<a href="http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6516" rel="noopener">http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6516</a><br /><br />TERREMOTO DI MESSINA E CORONAVIRUS, NULLA ACCADE SENZA UN SIGNIFICATO<br />Un libro per questo lockdown: una storia romanzata con personaggi reali (tra cui alcuni santi) durante eventi drammatici per sane riflessioni sull'attualità<br />di Roberto de Mattei<br />"L'Isola misteriosa" è il titolo di una storia romanzata che ho pubblicato nel 2020, e che può essere una lettura adatta ad un periodo di lockdown come quello che passerà l'Italia dal 15 marzo al 6 aprile (Editore Marco Solfanelli, pp. 140, euro 11).<br />Storia romanzata significa che il libro non è una storia inventata all'interno di un quadro storico, come accade per i romanzi storici, ma è una storia vera, abbellita da qualche elemento di fantasia. I protagonisti di questa storia sono personaggi reali e autentiche sono le loro parole e gli eventi a cui partecipano, in particolare il terribile terremoto di Messina del 28 dicembre 1908.<br /><br />L'ISOLA MISTERIOSA È LA SICILIA<br />Sant'Annibale Maria di Francia e san Luigi Orione sono tra i protagonisti, accanto a due aristocratiche italiane anch'esse in odore di santità, Angelina Paternò Castello e Maria Cristina Giustiniani Bandini, e ad altri personaggi, tra i quali svolge un ruolo centrale un professore siciliano, di cui preferisco non rivelare l'identità, ma anch'egli realmente vissuto,<br />L'isola misteriosa è la Sicilia, con il suo fascino, i suoi enigmi, la sua storia e soprattutto la sua vocazione, perché ogni popolo, come ogni uomo, ha una vocazione nei piani di Dio. Siciliani, di nascita, o di adozione, come il duca di Bronte Alexander Nelson-Hood, discendente del famoso ammiraglio, sono i suoi protagonisti.<br />Questo libro è stato scritto prima che il coronavirus si affacciasse sulla scena, ma tra i protagonisti, il principale è un medico, l'incognito professore, docente di batteriologia e di igiene all'università di Catania, allievo di Pasteur a Parigi e di Koch a Berlino, specializzatosi sulle malattie infettive e sulle epidemie, uno dei pionieri della vaccinazione e della lotta alle malattie endemiche, come la malaria, in Italia.<br />Le sciagure che possono colpire l'umanità, come le epidemie e i terremoti sono dunque motivo di riflessione in queste pagine, in cui la parola viene data ai santi. E fin dalla prima riga della storia si ricorda che "Nulla accade nella nostra vita che non abbia un significato". "Il terremoto di Messina - afferma sant'Annibale Maria di Francia - ha colpito una città, ma è la prefigurazione di un castigo più vasto che incombe sul mondo. Pensate solo alla possibilità di una nuova guerra mondiale, dopo quella che si è conclusa, o a una pandemia peggiore della Spagnola. Se solo la gente conoscesse quant'è grave il peccato e quanto drammatiche sono le sue conseguenze!"<br /><br />IL MISTERO DEL MALE<br />E san Giuseppe Moscati, intervenendo in un colloquio tra il professore e un altro celebre medico, il napoletano Antonio Cardarelli, di cui era assistente, così interviene: "Tutto ciò che accade, anche la malattia, ha una ragione e un significato. E il mistero del male, fisico e morale, dell'universo, non ha la sua spiegazione nella scienza medica, ma nella scienza teologica". Poi, chinando leggermente la testa verso i due professori ammutoliti, così continua: "Mi siete maestri e nessuno più di me apprezza il vostro ingegno e la vostra competenza. Ma permettete al giovane e inesperto medico che io sono di alzare lo sguardo al Cielo nell'esercizio della mia professione. Io credo che come medici dobbiamo ricordare che i nostri pazienti non hanno solo un corpo, ma anche un'anima, e dobbiamo mirare oltre che alla salute del corpo, all'eternità felice della loro vita. La scienza medica è fallibile, e ancora più lo siamo noi medici, una sola scienza è incrollabile e incrollata, quella rivelata da Dio, la scienza dell'al di là. Solo Dio, signori, è Medico e Medicina".<br />Queste parole, che furono realmente pronunciate da san Giuseppe Moscati, ci aiutano a comprendere perché la scienza medica si rivela oggi incapace ad affrontare le grandi emergenze della nostra epoca: tragedie, come quella del coronavirus, in cui, chi sa cogliere i segni dei tempi, vede la mano Provvidente di Dio, perché, occorre ribadirlo, nulla accade nella storia, come nella nostra vita, che non abbia un significato.<br /><br />Nota di BastaBugie: per acquistare il "L'Isola misteriosa", Editore Marco Solfanelli, pp. 140, euro 11,00 clicca sul seguente link.<br /><a href="https://www.edizionifiducia.it/products/lisola-misteriosa" rel="noopener">https://www.edizionifiducia.it/products/lisola-misteriosa</a><br /> <br />Titolo originale: Nulla accade senza un significato<br />Fonte: Radio Roma Libera, 15 Marzo 2021<br />Pubblicato su BastaBugie n. 708]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/43925765</guid><pubDate>Tue, 16 Mar 2021 23:35:24 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/43925765/terremoto_di_messina_e_coronavirus_nulla_accade_senza_un_significato.mp3" length="5309334" type="audio/mpeg"/><itunes:author>BastaBugie</itunes:author><itunes:subtitle>TESTO DELL'ARTICOLO ➜http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6516&#13;
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TERREMOTO DI MESSINA E CORONAVIRUS, NULLA ACCADE SENZA UN SIGNIFICATO&#13;
Un libro per questo lockdown: una storia romanzata con personaggi reali (tra cui alcuni santi) durante...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜<a href="http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6516" rel="noopener">http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6516</a><br /><br />TERREMOTO DI MESSINA E CORONAVIRUS, NULLA ACCADE SENZA UN SIGNIFICATO<br />Un libro per questo lockdown: una storia romanzata con personaggi reali (tra cui alcuni santi) durante eventi drammatici per sane riflessioni sull'attualità<br />di Roberto de Mattei<br />"L'Isola misteriosa" è il titolo di una storia romanzata che ho pubblicato nel 2020, e che può essere una lettura adatta ad un periodo di lockdown come quello che passerà l'Italia dal 15 marzo al 6 aprile (Editore Marco Solfanelli, pp. 140, euro 11).<br />Storia romanzata significa che il libro non è una storia inventata all'interno di un quadro storico, come accade per i romanzi storici, ma è una storia vera, abbellita da qualche elemento di fantasia. I protagonisti di questa storia sono personaggi reali e autentiche sono le loro parole e gli eventi a cui partecipano, in particolare il terribile terremoto di Messina del 28 dicembre 1908.<br /><br />L'ISOLA MISTERIOSA È LA SICILIA<br />Sant'Annibale Maria di Francia e san Luigi Orione sono tra i protagonisti, accanto a due aristocratiche italiane anch'esse in odore di santità, Angelina Paternò Castello e Maria Cristina Giustiniani Bandini, e ad altri personaggi, tra i quali svolge un ruolo centrale un professore siciliano, di cui preferisco non rivelare l'identità, ma anch'egli realmente vissuto,<br />L'isola misteriosa è la Sicilia, con il suo fascino, i suoi enigmi, la sua storia e soprattutto la sua vocazione, perché ogni popolo, come ogni uomo, ha una vocazione nei piani di Dio. Siciliani, di nascita, o di adozione, come il duca di Bronte Alexander Nelson-Hood, discendente del famoso ammiraglio, sono i suoi protagonisti.<br />Questo libro è stato scritto prima che il coronavirus si affacciasse sulla scena, ma tra i protagonisti, il principale è un medico, l'incognito professore, docente di batteriologia e di igiene all'università di Catania, allievo di Pasteur a Parigi e di Koch a Berlino, specializzatosi sulle malattie infettive e sulle epidemie, uno dei pionieri della vaccinazione e della lotta alle malattie endemiche, come la malaria, in Italia.<br />Le sciagure che possono colpire l'umanità, come le epidemie e i terremoti sono dunque motivo di riflessione in queste pagine, in cui la parola viene data ai santi. E fin dalla prima riga della storia si ricorda che "Nulla accade nella nostra vita che non abbia un significato". "Il terremoto di Messina - afferma sant'Annibale Maria di Francia - ha colpito una città, ma è la prefigurazione di un castigo più vasto che incombe sul mondo. Pensate solo alla possibilità di una nuova guerra mondiale, dopo quella che si è conclusa, o a una pandemia peggiore della Spagnola. Se solo la gente conoscesse quant'è grave il peccato e quanto drammatiche sono le sue conseguenze!"<br /><br />IL MISTERO DEL MALE<br />E san Giuseppe Moscati, intervenendo in un colloquio tra il professore e un altro celebre medico, il napoletano Antonio Cardarelli, di cui era assistente, così interviene: "Tutto ciò che accade, anche la malattia, ha una ragione e un significato. E il mistero del male, fisico e morale, dell'universo, non ha la sua spiegazione nella scienza medica, ma nella scienza teologica". Poi, chinando leggermente la testa verso i due professori ammutoliti, così continua: "Mi siete maestri e nessuno più di me apprezza il vostro ingegno e la vostra competenza. Ma permettete al giovane e inesperto medico che io sono di alzare lo sguardo al Cielo nell'esercizio della mia professione. Io credo che come medici dobbiamo ricordare che i nostri pazienti non hanno solo un corpo, ma anche un'anima, e dobbiamo mirare oltre che alla salute del corpo, all'eternità felice della loro vita. 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E allo stesso tempo, fa impazzire i super devoti, i quali mai avrebbero pensato di essere così impreparati sull'argomento. Insomma "Tutti i giorni con Maria. Il calendario delle apparizioni" di Rino Cammilleri, non è solo una novità tra le pubblicazioni della casa editrice Ares, ma è un'autentica scoperta per chiunque vi si accosti. Si tratta infatti di oltre 700 pagine, in cui ognuno dei 365 giorni dell'anno è coperto dal racconto di un'apparizione della Madonna, salvo rare eccezioni che sono però ampliamente supplite dalle date in cui le visite della Mamma Celeste, in un sol giorno, si moltiplicano.<br />-Si parte perciò, con la proclamazione di Maria quale "Madre di Gesù e Madre di Dio" da parte dei padri del Concilio di Efeso nel 431: è il primo di gennaio. E si chiude, il 31 dicembre, con la memoria di Caterina Labourè: la veggente della medaglia più diffusa al mondo, la cui immagine della Madonna che elargisce Grazie, è impressa nella mente persino dei non credenti.<br />In mezzo a questi due estremi si sviluppa l'intero calendario mariano che, lontano dallo stile enciclopedico, vuole essere una sorta di compilation da consultare giorno dopo giorno, con un certo spirito di allegrezza. D'altra parte, il contenuto è assolutamente serio, trattandosi di ciò che la Madre del Verbo ha detto al Suo popolo in oltre duemila anni di storia del Cristianesimo.<br />"Non sempre - spiega l'autore - si tratta di apparizioni vere e proprie, talvolta si narra di manifestazioni soprannaturali che hanno come protagonista la Madonna, e a cui si deve la costruzione di un santuario o una festa locale. Altre volte invece la Madonna si limita a muovere (miracolosamente, ovvio) gli occhi o la mano in un quadro o una statua che la raffigura, oppure a piangere. Ma è sempre da Lei che parte l'iniziativa. Perciò, è sembrato doveroso inserire anche questi fatti".<br />In ogni caso, la maggior parte della narrazione tratta di autentiche apparizioni della Madonna, tanto che l'autore è tenuto ad una precisazione: "Non essendo tutte riconosciute dalla Chiesa (le mariofanie riconosciute ufficialmente sono solo quindici, ndr), il libro si affida principalmente al criterio del culto locale: migliaia infatti sono, per esempio, i santuari mariani riconosciuti dal vescovo del posto, essendo lui stesso l'autorità competente in merito a tali fenomeni".<br />E allora vediamone qualcuno. Partiamo, per esempio, da Matemblewo, in Polonia, dove la Madonna ha aiutato materialmente a partorire una donna sola e attempata, salvando lei e la neonata creatura (27 gennaio). Passiamo poi da Forte Deus, in India, dove nel 1536 una "Signora di incomparabile bellezza" ha abbagliato con i suoi raggi di luce la formidabile armata musulmana, liberando così i cristiani assediati e salvando la città (14 febbraio). Procediamo poi con la Statua della Vergine di Copacabana che, di fronte all'Eucaristia innalzata, ha preso vita e ha fatto sgorgare una fonte d'acqua in un villaggio colpito da siccità, siamo in Perù (23 maggio). C'è poi l'affresco che grondò sangue dopo che un giocatore d'azzardo infuriato, sfregiò il volto della Madonna nel santuario di Santa Maria del Paradiso a Clusone (Bergamo) (19 giugno). E ancora: la Madonna Nera di Altotting, in Baviera, che risuscitò un bambino di tre anni caduto in un torrente e annegato (27 maggio); oppure Nostra Signora di Ostiglia (Mantova) che, apparendo ad una contadinella sordomuta, le fece chiedere ai compaesani di costruire un Santuario in suo onore. La bambina, obbedendo, prese a parlare rendendo noto a tutti il prodigio della Madonna (26 novembre). E infine, c'è la Madonna dipinta che si vivificò dinnanzi ai fedeli insieme al Bambin Gesù che elargiva benedizioni, presso la chiesa di San Celso a Milano (30 dicembre); oppure la Madonna dello Schiaffo il cui volto è tutt'ora prodigiosamente tumefatto per via delle botte subite da un ubriacone e bestemmiatore nel Duomo di Vercelli (21 aprile).<br />L'elenco potrebbe andare avanti a lungo, esattamente per 760 pagine, poiché moltissimi sono i fatti prodigiosi riguardati la Madre di Dio che il calendario mariano ci racconta. Ma il fatto più miracoloso è ciò che, pur non detto, si comprende benissimo tra le righe: Maria è veramente una Mamma che cammina al nostro fianco e che arde dal desiderio di vederci felici per sempre. Per questo Lei non ci abbandona mai e interviene con insistenza nella storia del mondo e di ciascun uomo: la Madonna vuole portarci tutti in Paradiso tra le braccia di Suo Figlio Gesù. Ecco il Suo miracolo più grande.<br /><br />Nota di BastaBugie: per ricevere il nuovo libro di Rino Cammilleri "Tutti i giorni con Maria", clicca qui! <a href="https://amzn.to/3d1VvPM" rel="noopener">https://amzn.to/3d1VvPM</a><br />Nel seguente video (durata: 1 ora e 22 minuti) dal titolo "Tutti i giorni con Maria" si può vedere l'interessante conferenza di Rino Cammilleri che descrive le varie apparizioni mariane che ci sono state in duemila anni a partire dalla Vergine del Pilar apparsa nel primo secolo in Spagna (quando la Madonna era ancora in vita) fino alle ultime apparizioni dei nostri giorni.<br /><a href="https://www.youtube.com/watch?v=_Vu5AA8WPD0" rel="noopener">https://www.youtube.com/watch?v=_Vu5AA8WPD0</a>]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/28898164</guid><pubDate>Tue, 02 Jun 2020 14:36:26 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/28898164/tutti_i_giorni_con_maria.mp3" length="6969886" type="audio/mpeg"/><itunes:author>BastaBugie</itunes:author><itunes:subtitle>TESTO DELL'ARTICOLO ➜http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6146

TUTTI I GIORNI CON MARIA, IL NUOVO LIBRO DI RINO CAMMILLERI di Costanza Signorelli
Fa perdere la testa agli scettici, che devono moltiplicare a dismisura i loro sforzi...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜<a href="http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6146" rel="noopener">http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6146</a><br /><br />TUTTI I GIORNI CON MARIA, IL NUOVO LIBRO DI RINO CAMMILLERI di Costanza Signorelli<br />Fa perdere la testa agli scettici, che devono moltiplicare a dismisura i loro sforzi negazionisti. E allo stesso tempo, fa impazzire i super devoti, i quali mai avrebbero pensato di essere così impreparati sull'argomento. Insomma "Tutti i giorni con Maria. Il calendario delle apparizioni" di Rino Cammilleri, non è solo una novità tra le pubblicazioni della casa editrice Ares, ma è un'autentica scoperta per chiunque vi si accosti. Si tratta infatti di oltre 700 pagine, in cui ognuno dei 365 giorni dell'anno è coperto dal racconto di un'apparizione della Madonna, salvo rare eccezioni che sono però ampliamente supplite dalle date in cui le visite della Mamma Celeste, in un sol giorno, si moltiplicano.<br />-Si parte perciò, con la proclamazione di Maria quale "Madre di Gesù e Madre di Dio" da parte dei padri del Concilio di Efeso nel 431: è il primo di gennaio. E si chiude, il 31 dicembre, con la memoria di Caterina Labourè: la veggente della medaglia più diffusa al mondo, la cui immagine della Madonna che elargisce Grazie, è impressa nella mente persino dei non credenti.<br />In mezzo a questi due estremi si sviluppa l'intero calendario mariano che, lontano dallo stile enciclopedico, vuole essere una sorta di compilation da consultare giorno dopo giorno, con un certo spirito di allegrezza. D'altra parte, il contenuto è assolutamente serio, trattandosi di ciò che la Madre del Verbo ha detto al Suo popolo in oltre duemila anni di storia del Cristianesimo.<br />"Non sempre - spiega l'autore - si tratta di apparizioni vere e proprie, talvolta si narra di manifestazioni soprannaturali che hanno come protagonista la Madonna, e a cui si deve la costruzione di un santuario o una festa locale. Altre volte invece la Madonna si limita a muovere (miracolosamente, ovvio) gli occhi o la mano in un quadro o una statua che la raffigura, oppure a piangere. Ma è sempre da Lei che parte l'iniziativa. Perciò, è sembrato doveroso inserire anche questi fatti".<br />In ogni caso, la maggior parte della narrazione tratta di autentiche apparizioni della Madonna, tanto che l'autore è tenuto ad una precisazione: "Non essendo tutte riconosciute dalla Chiesa (le mariofanie riconosciute ufficialmente sono solo quindici, ndr), il libro si affida principalmente al criterio del culto locale: migliaia infatti sono, per esempio, i santuari mariani riconosciuti dal vescovo del posto, essendo lui stesso l'autorità competente in merito a tali fenomeni".<br />E allora vediamone qualcuno. Partiamo, per esempio, da Matemblewo, in Polonia, dove la Madonna ha aiutato materialmente a partorire una donna sola e attempata, salvando lei e la neonata creatura (27 gennaio). Passiamo poi da Forte Deus, in India, dove nel 1536 una "Signora di incomparabile bellezza" ha abbagliato con i suoi raggi di luce la formidabile armata musulmana, liberando così i cristiani assediati e salvando la città (14 febbraio). Procediamo poi con la Statua della Vergine di Copacabana che, di fronte all'Eucaristia innalzata, ha preso vita e ha fatto sgorgare una fonte d'acqua in un villaggio colpito da siccità, siamo in Perù (23 maggio). C'è poi l'affresco che grondò sangue dopo che un giocatore d'azzardo infuriato, sfregiò il volto della Madonna nel santuario di Santa Maria del Paradiso a Clusone (Bergamo) (19 giugno). E ancora: la Madonna Nera di Altotting, in Baviera, che risuscitò un bambino di tre anni caduto in un torrente e annegato (27 maggio); oppure Nostra Signora di Ostiglia (Mantova) che, apparendo ad una contadinella sordomuta, le fece chiedere ai compaesani di costruire un Santuario in suo onore. La bambina, obbedendo, prese a parlare rendendo noto a tutti il prodigio della Madonna (26 novembre). 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Forse, però, non sono stato un maestro noioso. Raccontavo ai bambini, un po' per simpatia un po' per voglia di giocare, storie senza il minimo riferimento alla realtà né al buon senso, che inventavo servendomi delle "tecniche" promosse e insieme deprecate da Breton".<br />Questo è quanto dice di se stesso Gianni Rodari nato cent'anni fa, nel 1920, autore famoso di filastrocche ben note a molti ragazzi che sono cresciuti negli anni 60, 70, 80, ma anche ai giorni nostri i suoi libri sono consigliati e presenti nelle librerie e nelle nostre case.<br />Scritti spesso caratterizzati da rovesciamenti di prospettiva come quando parlando della cicala e della formica quest'ultima è descritta come un essere avaro, mentre la cicala è quella generosa che regala il suo canto. Ribaltando la morale di Esopo.<br />Di formazione cattolica, Gianni Rodari, dal 1935 al 1937 milita nell'Azione Cattolica a Gavirate, in un paese del Varesotto dove comincia scrivere i primi racconti. Brillante, intelligente, si diploma a soli 17 anni e diventa un appassionato lettore che si avvicina a Nietzsche, Schopenhauer, Lenin, Stalin, Trotsky e si incuriosisce "sul marxismo come concezione del mondo".<br />Nel 1939 si iscrive all'Università Cattolica di Milano, facoltà di lingue, senza laurearsi. Nel 1941 è iscritto al partito fascista e dopo la fine del regime, nel 1944, si scrive a quello comunista e qui inizia la sua carriera di giornalista prima a "Ordine Nuovo" e poi a "l'Unità". Nel 1950 il partito lo chiama Roma a dirigere il "Pioniere".<br /><br />IL SOL DELL'AVVENIRE<br />Dal 1952 cominciano i suoi viaggi in Unione sovietica, l'ultimo sarà nel 1979, un anno prima della sua morte. Dal 1956 al 1958 torna all'Unità per poi passare a Paese Sera. Scrittore per l'infanzia, pluripremiato, il suo primo lavoro è del 1959 e dal 1960 pubblica con Einaudi poi Mursia e Interlinea.<br />Nel 1970 lascia Paese Sera e ricomincia lavorare e pubblicare per Einaudi ed Editori Riuniti. Lo scopo del suo lavoro è sempre stato quello di tendere a immaginare un mondo diverso in tutto: la scuola, la famiglia, la democrazia, tenendo presente che il suo committente è "il movimento operaio e democratico più che il mio editore" diceva nel 1974.<br />Era molto critico verso la scuola, nel 1968 la definirà "un riformatorio ad ore". Nel suo Manuale del pioniere, scritto nel 1951, forse proprio per migliorare la scuola come la intendeva lui arriva a "sollecitare le organizzazioni democratiche (Partiti, Udi, associazione Italia-Urss, ecc.) perché organizzino spettacoli cinematografici per ragazzi, procurandosi anche qualcuna delle molto belle pellicole per ragazzi prodotte nell'Unione Sovietica e nelle democrazie popolari" (pag. 80).<br />In molte sue filastrocche traspare sempre il suo sfondo ideologico. Intellettuale comunista dall'inizio alla fine non ha mai nascosto questa sua militanza, vediamone una.<br /><br />BANDIERE<br />Bella la bandiera tricolore<br />sboccia al sole come sboccia un fiore.<br />Ma le bandiere sono tutte belle,<br />fatte per sventolare insieme come sorelle...<br />L'italiana, l'inglese, la francese,<br />la russa, la cinese<br />e quella di Maometto:<br />mille più mille bandiere a braccetto!!<br />Credere che sia stata scritta da dei bambini è abbastanza improbabile. Erano anni in cui la bandiera russa e cinese grondavano il sangue di milioni di prigionieri e di dissidenti. I suoi viaggi in Unione sovietica erano i viaggi di un militante del PCI e al ritorno le sue testimonianze non davano resoconti di quella che era la situazione in quel martoriato paese.<br />Dopo trent'anni dalla caduta del muro di Berlino, dopo che il comunismo ha rivelato, a tutti, anche a chi non voleva vedere, il suo vero volto, celebrare questi personaggi è connivenza con chi volutamente per decenni ha spacciato moneta falsa sapendo cosa stava facendo.<br />L'epidemia del Covid-19, la conseguente chiusura delle scuole, hanno impedito una commemorazione che sarebbe stata quantomeno inopportuna e piena di falsità.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/26295229</guid><pubDate>Tue, 28 Apr 2020 18:35:15 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/26295229/le_favole_di_gianni_rodari_al_servizio_dellideologia_comunista.mp3" length="6255176" type="audio/mpeg"/><itunes:author>BastaBugie</itunes:author><itunes:subtitle>TESTO DELL'ARTICOLO ➜http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6109&#13;
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LE FAVOLE DI GIANNI RODARI AL SERVIZIO DELL'IDEOLOGIA COMUNISTA di Andrea Bartelloni&#13;
"Dovevo essere un pessimo maestro ma preparato nel suo lavoro e avevo in mente di tutto...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜<a href="http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6109" rel="noopener">http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6109</a><br /><br />LE FAVOLE DI GIANNI RODARI AL SERVIZIO DELL'IDEOLOGIA COMUNISTA di Andrea Bartelloni<br />"Dovevo essere un pessimo maestro ma preparato nel suo lavoro e avevo in mente di tutto dalla linguistica indoeuropea al marxismo (...); avevo in mente di tutto fuorché la scuola. Forse, però, non sono stato un maestro noioso. Raccontavo ai bambini, un po' per simpatia un po' per voglia di giocare, storie senza il minimo riferimento alla realtà né al buon senso, che inventavo servendomi delle "tecniche" promosse e insieme deprecate da Breton".<br />Questo è quanto dice di se stesso Gianni Rodari nato cent'anni fa, nel 1920, autore famoso di filastrocche ben note a molti ragazzi che sono cresciuti negli anni 60, 70, 80, ma anche ai giorni nostri i suoi libri sono consigliati e presenti nelle librerie e nelle nostre case.<br />Scritti spesso caratterizzati da rovesciamenti di prospettiva come quando parlando della cicala e della formica quest'ultima è descritta come un essere avaro, mentre la cicala è quella generosa che regala il suo canto. Ribaltando la morale di Esopo.<br />Di formazione cattolica, Gianni Rodari, dal 1935 al 1937 milita nell'Azione Cattolica a Gavirate, in un paese del Varesotto dove comincia scrivere i primi racconti. Brillante, intelligente, si diploma a soli 17 anni e diventa un appassionato lettore che si avvicina a Nietzsche, Schopenhauer, Lenin, Stalin, Trotsky e si incuriosisce "sul marxismo come concezione del mondo".<br />Nel 1939 si iscrive all'Università Cattolica di Milano, facoltà di lingue, senza laurearsi. Nel 1941 è iscritto al partito fascista e dopo la fine del regime, nel 1944, si scrive a quello comunista e qui inizia la sua carriera di giornalista prima a "Ordine Nuovo" e poi a "l'Unità". Nel 1950 il partito lo chiama Roma a dirigere il "Pioniere".<br /><br />IL SOL DELL'AVVENIRE<br />Dal 1952 cominciano i suoi viaggi in Unione sovietica, l'ultimo sarà nel 1979, un anno prima della sua morte. Dal 1956 al 1958 torna all'Unità per poi passare a Paese Sera. Scrittore per l'infanzia, pluripremiato, il suo primo lavoro è del 1959 e dal 1960 pubblica con Einaudi poi Mursia e Interlinea.<br />Nel 1970 lascia Paese Sera e ricomincia lavorare e pubblicare per Einaudi ed Editori Riuniti. Lo scopo del suo lavoro è sempre stato quello di tendere a immaginare un mondo diverso in tutto: la scuola, la famiglia, la democrazia, tenendo presente che il suo committente è "il movimento operaio e democratico più che il mio editore" diceva nel 1974.<br />Era molto critico verso la scuola, nel 1968 la definirà "un riformatorio ad ore". Nel suo Manuale del pioniere, scritto nel 1951, forse proprio per migliorare la scuola come la intendeva lui arriva a "sollecitare le organizzazioni democratiche (Partiti, Udi, associazione Italia-Urss, ecc.) perché organizzino spettacoli cinematografici per ragazzi, procurandosi anche qualcuna delle molto belle pellicole per ragazzi prodotte nell'Unione Sovietica e nelle democrazie popolari" (pag. 80).<br />In molte sue filastrocche traspare sempre il suo sfondo ideologico. Intellettuale comunista dall'inizio alla fine non ha mai nascosto questa sua militanza, vediamone una.<br /><br />BANDIERE<br />Bella la bandiera tricolore<br />sboccia al sole come sboccia un fiore.<br />Ma le bandiere sono tutte belle,<br />fatte per sventolare insieme come sorelle...<br />L'italiana, l'inglese, la francese,<br />la russa, la cinese<br />e quella di Maometto:<br />mille più mille bandiere a braccetto!!<br />Credere che sia stata scritta da dei bambini è abbastanza improbabile. Erano anni in cui la bandiera russa e cinese grondavano il sangue di milioni di prigionieri e di dissidenti. I suoi viaggi in Unione sovietica erano i viaggi di un militante del PCI e al ritorno le sue testimonianze non davano resoconti di quella che era la situazione...]]></itunes:summary><itunes:duration>391</itunes:duration><itunes:keywords>comunismo,falsità,gianni,marxismo,rodari</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/df50500f237017913a69c7ee4592ac1c.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Otto libri da leggere e regalare nel 2020</title><link>https://www.spreaker.com/episode/otto-libri-da-leggere-e-regalare-nel-2020--23201570</link><description><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜<a href="http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6031" rel="noopener">http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6031</a><br /><br />CIVITAVECCHIA 25 ANNI CON MARIA<br />Le apparizioni, i segni, il messaggio<br />Flavio Ubodi - Ares - pagine 312 - € 11,90 (prezzo Amazon) - febbraio 2020<br />Dal 2 al 6 febbraio del 1995, a Pantano di Civitavecchia, una statuina della Madonna raffigurante la regina della Pace lacrimò sangue per tredici volte nel giardino della famiglia Gregori. Pianse ancora sangue il 15 marzo nelle mani del vescovo Girolamo Grillo. Da quel giorno altri eventi soprannaturali si sono succeduti: una seconda Madonnina, identica alla precedente, dono di un cardinale a nome del Papa, ha incominciato a effondere un olio profumato durante alcune feste religiose o di fronte a persone riunite in preghiera; la Vergine stessa è apparsa e ha dato i suoi messaggi. Prima destinataria e strumento di queste manifestazioni è la famiglia Gregori: padre, madre e tre figli, tutti resi partecipi di tante grazie e segni straordinari. Ma anche il vescovo è stato reso testimone di tutto.<br />Questo volume, agile come una guida del pellegrino, espone tutti i fatti salienti della vicenda; i documenti sulle analisi scientifiche, che hanno escluso truffe e manipolazioni; i documenti che rivelano la devozione di san Giovanni Paolo II verso la Madonnina; i riconoscimenti pubblici dell'autorità della Chiesa; le testimonianze dei Gregori. Solo qui compaiono i testi dei messaggi della Madonna delle Rose dal Cuore Immacolato e Regina delle Famiglie - così Maria si è presentata a Civitavecchia -, nei quali mette in connessione queste sue visite con le apparizioni di Fatima. È in atto una battaglia contro la Chiesa e contro la famiglia - rivela nei messaggi -, ma il trionfo del suo Cuore Immacolato, promesso già nel 1917, si compirà, e ciò avverrà mediante la fedeltà delle famiglie nell'unità della Chiesa.<br />Per ordinare il libro, clicca qui!<br /><br />CATTOLICI NEL MONDO<br />Uso e manutenzione<br />Il Timone Editore - pagine 100 - € 7,90 - gennaio 2020<br />Abbiamo un manuale d'istruzioni per tutto ormai, ci mancava proprio quello per vivere nel mondo senza essere del mondo. Le regole da sole non bastano, ma come diceva San Bendetto da Norcia, aiutano a dirigere «la vita di quelli che obbediscono».<br />Quando e come pregare, come si sta a tavola, il lavoro, l'importanza dell'essere stanziali, il bel dormire, il silenzio, l'esercizio dell'autorità, questi sono alcuni elementi da non trascurare per fare funzionare al meglio un cattolico nel mondo,<br />Quindi per mangiare, riposare, pregare, educare, lavorare, divertirsi… ci vogliono le istruzioni!<br />Ecco il necessario libretto di 100 pagine da tenere sempre a portata di mano, seguendo la Regola di San Benedetto<br />Per ordinare il libro, clicca qui!<br /><br />SACERDOZIO E MONACHESIMO BENEDETTINO<br />Come San Benedetto può essere un esempio per il prete diocesano<br />Sergio Paganelli - Fede & Cultura - pagine 96 - € 14,00 - novembre 2019<br />Nell'attuale sbandamento e disorientamento dottrinale e pastorale, la spiritualità monastica benedettina è un esempio che può tornare a dare sostanza al ministero sacerdotale, specie nel caso del prete diocesano che vive immerso nel mondo, in un contesto difficile. L'autore di questo libro, in una lettera a un immaginario sacerdote novello, spiega come tornare a vivere l'essenziale con lo sguardo rivolto al cielo e a Dio pur nella complessa quotidianità di questo secolo (prefazione di Aldo Maria Valli).<br />Per ordinare il libro, clicca qui!<br /><br />IL TRAMONTO DEL QUINTO SOLE<br />Un romanzo storico che narra un viaggio avventuroso nel mondo azteco<br />Matteo Soldi - Ares - pagine 272- € 15,30 (prezzo Amazon) - ottobre 2019<br />Quando il 22 aprile 1519 Cortés sbarca sulle coste del Messico l'impero azteco è al culmine della sua potenza. Domina da mare a mare, è Cem Anahuac, l'Unico Mondo. Eppure sinistri presagi annunciano un'inesorabile rovina: il tramonto del Quinto Sole, cioè del quinto ciclo cosmico di creazione e distruzione.<br />Cuauhtlatoatzin, Aquila Parlante, ha già cinquant'anni quando assiste tra la folla all'arrivo in Tenochtitlan dell'armata spagnola, accolta con tutti gli onori dall'Imperatore Montezuma II. È un suddito esemplare, nato contadino, elevato al rango di «venerabile» per meriti civili e poi di cacicco di una fiorente tenuta agricola. Credeva di aver già visto tutto nella vita, ma all'improvviso il destino gli spalanca una porta sull'infinito: il suo, non era l'Unico Mondo? E allora da dove vengono questi guerrieri di ferro, alti e pallidi, dalle chiome rosse, che cavalcano misteriosi animali, e possiedono armi capaci di distruggere con fragore tutto ciò che colpiscono? E che cosa resterà del grande popolo Azteco abbandonato dai suoi dèi? Prima di conoscere le risposte, Aquila Parlante dovrà assistere al sanguinoso calvario del suo popolo, fino all'estremo sacrificio.<br />Per ordinare il libro, clicca qui!<br /><br />UNA STORIA UNICA<br />Da Saragozza a Guadalupe<br />Angela Pellicciari - Cantagalli Edizioni - pagine 148 - € 14,45 (prezzo Amazon) - ottobre 2019<br />Solo una nazione, solo la Spagna, è riuscita a liberarsi dal dominio musulmano e a difendere con eroismo il patrimonio di fede, di cultura e di civiltà ereditate dall'epoca romana. Nel 1492 una coppia di re d'eccezione, Isabella di Castiglia e Ferdinando d'Aragona, porta a termine la riconquista, annette Granada, trasforma la Spagna in una nazione moderna, crea scuole e università di eccellenza, forma un'amministrazione efficiente, attua una capillare riforma della chiesa che anticipa di mezzo secolo il concilio di Trento e che genera uno stuolo di santi. Con la scoperta dell'America i Re Cattolici - e gli spagnoli tutti - proiettato nel Nuovo Mondo la fede, l'eroismo e la forza della loro tradizione. In nome della fede e della cultura, che sempre la segue, la cattolica Spagna studia e documenta tutte le lingue e le usanze delle tante popolazioni amerinde che incontra e costruisce in America una rete di università e conventi che inseriscono nell'alveo della civiltà greco-romana un intero continente. America Latina si dirà. La Spagna che realizza con pochi uomini e in poco tempo un'impresa epica, deve molto all'intervento del cielo. Maria e Giacomo accompagnano la storia della penisola dai tempi della prima evangelizzazione. Da quando Maria, la Virgen del Pilar, appare a Giacomo a Saragozza, a quando la Morenita, la Vergine di Guadalupe, appare all'indio Juan Diego per riversare un fiume di grazie sui suoi figli americani. Una storia unica.<br />Per ordinare il libro, clicca qui!<br /><br />IL CHIOSTRO E IL FOCOLARE<br />La Regola di San Benedetto: una traccia di vita familiare<br />Isacco Tacconi - Fede & Cultura - pagine 304 - € 22,00 - settembre 2019<br />Esiste una relazione fondamentale tra l'organizzazione della vita monastica e la struttura intima della famiglia cristiana: la Regola di San Benedetto è un tale tesoro di sapienza, prudenza e santità che può essere riproposta come modello di riferimento applicato anche ad altri stati di vita, laicale o clericale, celibataria o coniugale. L'insegnamento del Vangelo richiama infatti tutti gli uomini a rinunciare a se stessi, a diventare cristiani e a essere santi nel contesto storico-sociale contemporaneo nel quale sono inseriti. Solo così la vita della famiglia potrà essere rivitalizzata sulla base della Regola di San Benedetto e l'insegnamento perenne della Chiesa cattolica.<br />Per ordinare il libro, clicca qui!<br /><br />IL SACERDOTE NON SI APPARTIENE<br />L'unione al Sacrificio di Cristo per la salvezza del mondo<br />Fulton J. Sheen - Fede & Cultura - pagine 272 - € 18,00 - febbraio 2016<br />Il sacerdote non appartiene a se stesso perché è tutto di Cristo, sommo Sacerdote e Vittima. Con parole appassionate, il Venerabile Fulton J. Sheen conduce il lettore alla scoperta del mistero sacerdotale, da vivere in pienezza e abbandono fiducioso alla Grazia divina. Una meditazione profonda, saldamente ancorata alla Sacra Scrittura, ma nello stesso tempo aperta al rapporto con il mondo, nel quale il sacerdote è chiamato a vivere con fedeltà la sua missione. Oltre il tempo, le parole del predicatore americano conservano una sorprendente attualità e una forza evangelizzatrice che stupiranno non solo i sacerdoti, ma anche i lettori comuni e ogni fedele infiammato dall'amore di Cristo. Da tenere in considerazione per fare un regalo al proprio sacerdote (prefazione del Card. Raymond Leo Burke).<br />Per ordinare il libro, clicca qui!<br /><br />TOLKIEN E LA FILOSOFIA<br />R. Arduini (a cura di) - Marietti editore - pagine 160 - € 15,30 (prezzo Amazon) - gennaio 2011<br />In che relazione si trova l'autore del Signore degli Anelli con il pensiero filosofico occidentale? In questo volume i più affermati studiosi di Tolkien, sia a livello internazionale (Tom Shippey, Verlyn Flieger, Christopher Garbowski) sia italiano (Franco Manni, Andrea Monda, Wu Ming 4), si ritrovano assieme proprio per discutere su questa tematica, che fino ad oggi è stata poco studiata anche da parte della critica più autorevole. I contributi, pur nell'indiscusso spessore dei contenuti, sono tuttavia scritti in un linguaggio non tecnico ed estremamente divulgativo, proprio perché le relazioni sono state tenute durante un convegno internazionale (che si è svolto a Modena il 22 maggio 2010) il cui pubblico era formato perlopiù da appassionati della Terra-di-mezzo. In una preziosa appendice si potranno infine leggere alcuni documenti inediti relativi alla formazione culturale che Tolkien ha ricevuto nella King Edward's School durante il suo periodo liceale. Ne risulta così un testo che, seppur di facile e accattivante lettura, ha una decisiva importanza per gli studiosi tolkieniani anche di livello internazionale.<br />Per ordinare il libro, clicca qui!]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/23201570</guid><pubDate>Tue, 25 Feb 2020 18:17:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/23201570/libri_2020.mp3" length="10721652" type="audio/mpeg"/><itunes:author>BastaBugie</itunes:author><itunes:subtitle>TESTO DELL'ARTICOLO ➜http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6031

CIVITAVECCHIA 25 ANNI CON MARIA
Le apparizioni, i segni, il messaggio
Flavio Ubodi - Ares - pagine 312 - € 11,90 (prezzo Amazon) - febbraio 2020
Dal 2 al 6 febbraio del 1995, a...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜<a href="http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6031" rel="noopener">http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6031</a><br /><br />CIVITAVECCHIA 25 ANNI CON MARIA<br />Le apparizioni, i segni, il messaggio<br />Flavio Ubodi - Ares - pagine 312 - € 11,90 (prezzo Amazon) - febbraio 2020<br />Dal 2 al 6 febbraio del 1995, a Pantano di Civitavecchia, una statuina della Madonna raffigurante la regina della Pace lacrimò sangue per tredici volte nel giardino della famiglia Gregori. Pianse ancora sangue il 15 marzo nelle mani del vescovo Girolamo Grillo. Da quel giorno altri eventi soprannaturali si sono succeduti: una seconda Madonnina, identica alla precedente, dono di un cardinale a nome del Papa, ha incominciato a effondere un olio profumato durante alcune feste religiose o di fronte a persone riunite in preghiera; la Vergine stessa è apparsa e ha dato i suoi messaggi. Prima destinataria e strumento di queste manifestazioni è la famiglia Gregori: padre, madre e tre figli, tutti resi partecipi di tante grazie e segni straordinari. Ma anche il vescovo è stato reso testimone di tutto.<br />Questo volume, agile come una guida del pellegrino, espone tutti i fatti salienti della vicenda; i documenti sulle analisi scientifiche, che hanno escluso truffe e manipolazioni; i documenti che rivelano la devozione di san Giovanni Paolo II verso la Madonnina; i riconoscimenti pubblici dell'autorità della Chiesa; le testimonianze dei Gregori. Solo qui compaiono i testi dei messaggi della Madonna delle Rose dal Cuore Immacolato e Regina delle Famiglie - così Maria si è presentata a Civitavecchia -, nei quali mette in connessione queste sue visite con le apparizioni di Fatima. È in atto una battaglia contro la Chiesa e contro la famiglia - rivela nei messaggi -, ma il trionfo del suo Cuore Immacolato, promesso già nel 1917, si compirà, e ciò avverrà mediante la fedeltà delle famiglie nell'unità della Chiesa.<br />Per ordinare il libro, clicca qui!<br /><br />CATTOLICI NEL MONDO<br />Uso e manutenzione<br />Il Timone Editore - pagine 100 - € 7,90 - gennaio 2020<br />Abbiamo un manuale d'istruzioni per tutto ormai, ci mancava proprio quello per vivere nel mondo senza essere del mondo. Le regole da sole non bastano, ma come diceva San Bendetto da Norcia, aiutano a dirigere «la vita di quelli che obbediscono».<br />Quando e come pregare, come si sta a tavola, il lavoro, l'importanza dell'essere stanziali, il bel dormire, il silenzio, l'esercizio dell'autorità, questi sono alcuni elementi da non trascurare per fare funzionare al meglio un cattolico nel mondo,<br />Quindi per mangiare, riposare, pregare, educare, lavorare, divertirsi… ci vogliono le istruzioni!<br />Ecco il necessario libretto di 100 pagine da tenere sempre a portata di mano, seguendo la Regola di San Benedetto<br />Per ordinare il libro, clicca qui!<br /><br />SACERDOZIO E MONACHESIMO BENEDETTINO<br />Come San Benedetto può essere un esempio per il prete diocesano<br />Sergio Paganelli - Fede & Cultura - pagine 96 - € 14,00 - novembre 2019<br />Nell'attuale sbandamento e disorientamento dottrinale e pastorale, la spiritualità monastica benedettina è un esempio che può tornare a dare sostanza al ministero sacerdotale, specie nel caso del prete diocesano che vive immerso nel mondo, in un contesto difficile. L'autore di questo libro, in una lettera a un immaginario sacerdote novello, spiega come tornare a vivere l'essenziale con lo sguardo rivolto al cielo e a Dio pur nella complessa quotidianità di questo secolo (prefazione di Aldo Maria Valli).<br />Per ordinare il libro, clicca qui!<br /><br />IL TRAMONTO DEL QUINTO SOLE<br />Un romanzo storico che narra un viaggio avventuroso nel mondo azteco<br />Matteo Soldi - Ares - pagine 272- € 15,30 (prezzo Amazon) - ottobre 2019<br />Quando il 22 aprile 1519 Cortés sbarca sulle coste del Messico l'impero azteco è al culmine della sua potenza. Domina da mare a mare, è Cem Anahuac, l'Unico Mondo. Eppure sinistri...]]></itunes:summary><itunes:duration>671</itunes:duration><itunes:keywords>benedetto,cultura,regola,sacerdote,tolkien</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/efac0b8b3fd2e3c84ea27d13b3cf66f6.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Il finale sconosciuto dei Promessi Sposi</title><link>https://www.spreaker.com/episode/il-finale-sconosciuto-dei-promessi-sposi--20499013</link><description><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=5907" rel="noopener">http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=5907</a><br /><br />IL FINALE SCONOSCIUTO DEI PROMESSI SPOSI di Giovanni Fighera<br />I promessi sposi e la Divina Commedia sono due pilastri della letteratura italiana, fondamentali anche nell'impianto della scuola: il romanzo manzoniano è, infatti, centrale nello studio letterario del biennio (gran parte del secondo anno si affronta lo studio e la lettura dell'opera), mentre il poema dantesco dovrebbe essere affrontato lungo tutto il percorso del triennio (una cantica per anno), anche se questo, purtroppo, accade in pochissimi casi.<br />Spesso, gli insegnanti si lamentano per il fatto che gli studenti non apprezzino I promessi sposi che, oltre ad essere il romanzo più importante che sia stato scritto nella nostra letteratura, rappresenta in forma concreta e incarnata il genio del cristianesimo. Il romanzo italiano più importante è anche il meno amato dai giovani, che si trovano a leggerlo in un'età forse sbagliata, troppo prematura.<br />Il disamore è probabilmente accentuato anche dal fatto che, talvolta, gli insegnanti assegnano la lettura dei capitoli come compito a casa invece di accompagnare i ragazzi con spiegazioni che introducano alla comprensione e alla bellezza dell'opera.<br />È più facile che gli studenti sappiano ripetere i commenti di critici illustri o il loro giudizio sulla provvidenza manzoniana piuttosto che dire semplicemente come si concluda il romanzo. Quando si chiede agli studenti come termini il romanzo più popolare della nostra letteratura, i più rispondono: «Con il matrimonio di Renzo e Lucia». Trovo assurdo (ovvero senza senso) che gli insegnanti leggano o facciano leggere i primi venti capitoli dell'opera (come accade da quanto so nella migliore delle ipotesi) in modo tale che gli studenti non conoscano il secondo e il terzo pilastro portante nero del romanzo (ovvero l'Innominato e la peste, mentre il primo pilastro nero è Gertrude) e non sappiano del tutto cosa accade dopo la pestilenza, quando Renzo ritorna al suo paese e si sposa con Lucia. E le vicende non sono ancora concluse.<br />La lettura del romanzo dovrebbe approdare a quanto Manzoni racconta dopo il matrimonio dei due promessi sposi, nelle ultime pagine del romanzo. Una volta sposato con Lucia, Renzo va ad abitare in un paesino della bergamasca, dove si crea una forte attesa per vedere quella donna per la quale il giovanotto ha passato tante traversie. Quando finalmente la sposa giunge in paese, le persone incominciano a esprimere giudizi non sempre lusinghieri sull'aspetto della ragazza. Le voci girano finché qualche «amico» non pensa di riportarle a Renzo. Questi mostra di aver tutto sommato mantenuto l'indole di un tempo, covando dentro di sé un'ira pronta a esplodere.<br />Ma finalmente Renzo ha la possibilità di cambiare paese e di comprare lì un filatoio assieme al cugino Bartolo. Ma i fastidi iniziano a farsi sentire anche lì. La vita dell'uomo non è mai perfetta, immune dalla sofferenza e dai problemi. Si desidera sempre indossare un vestito che non è il proprio, si percepisce un'insoddisfazione che è come un pungolo, anche quando si pensa di aver raggiunto l'obiettivo tanto agognato.<br />Manzoni, per rappresentare tale situazione esistenziale, utilizza un'immagine icastica: l'uomo è come un infermo che desidera cambiare letto, guarda quello altrui e lo vede più comodo e confortevole. Quando finalmente riesce a trovare un altro giaciglio, inizia a sentire...<br /><br />"qui una lisca che lo punge, lì un bernoccolo che lo preme: siamo in somma, a un di presso, alla storia di prima. E per questo, soggiunge l'anonimo, si dovrebbe pensare più a far bene, che a star bene: e così si finirebbe anche a star meglio"<br /><br />Il romanzo non è ancora terminato. L'attività di Renzo procede bene. Nel primo anno di matrimonio, nasce Maria cui seguono tanti altri bambini. Renzo provvede a che studino («giacché la c'era questa birberia, dovevano almeno profittarne anche loro»). L'autore lombardo scrive che gli «imbrogli» descritti nella prima parte del racconto non ci sono più e che la vita trascorre in maniera abbastanza tranquilla tanto che non ce la racconta perché annoierebbe i lettori. Ma allora, qual è il significato di tutta la vicenda?<br />Diverso è l'atteggiamento di Renzo e Lucia nei confronti degli eventi vissuti: quest'ultima, più discreta e meno moralista, mossa da una fede e da un abbandono totale al Mistero e a Dio, custodisce e medita l'accaduto in cuor suo senza eccessivi entusiasmi, mentre lo sposo racconta a chiunque le loro esperienze, soffermandosi sulle lezioni imparate. Insomma, Renzo fa il moralista, si pone di fronte all'accaduto con uno sguardo tutto proteso su di sé più che sul Mistero di Chi fa tutte le cose, sforzandosi di migliorare e cambiare per non ripetere più gli errori commessi.<br />La visione di Renzo appare agli occhi di Lucia parziale, perché l'esperienza ci insegna che spesso quanto accade non è conforme ai nostri progetti e alle nostre aspettative, anche quando il nostro comportamento è stato dettato dal buon senso.<br /><br />"E io - disse un giorno al suo moralista - cosa volete che abbia imparato? Io non sono andata a cercare i guai: son loro che sono venuti a cercare me. Quando non voleste dire - aggiunse, soavemente sospirando, - che il mio sproposito sia stato quello di volervi bene, e di promettermi a voi"<br /><br />Ebbene i due novelli sposi si mettono a discutere su questo punto e arrivano a una conclusione che l'anonimo decide di porre come «sugo» di tutta la storia, perché estremamente giusta e ragionevole, anche se partorita da povera gente. Il sugo della storia è il senso che dà sapore e significato all'intera vicenda. È Manzoni stesso a rivelarlo...<br /><br />"i guai vengono bensì spesso, perché ci si è dato cagione; ma che la condotta più cauta e più innocente non basta a tenerli lontani, e che quando vengono, o per colpa o senza colpa, la fiducia in Dio li raddolcisce, e li rende utili per una vita migliore"<br /><br />Quindi, questo sguardo di misericordia e di tenerezza, nonostante il proprio e l'altrui male, è possibile grazie a Cristo, non proviene dalla censura del male o del dolore, dall'attenuazione o dall'eliminazione del desiderio (in modo tale da estirpare anche il dolore), come tante filosofie o religioni hanno proposto in questi secoli. Questa è la conclusione de I promessi sposi, che, «benché trovata da povera gente, c'è parsa così giusta», scrive il narratore, «che abbiam pensato di metterla qui, come il sugo di tutta la storia». Le ultime righe sembrano prelevate dal saluto finale di una commedia shakespeariana...<br /><br />"La quale, se non v'è dispiaciuta affatto, vogliatene bene a chi l'ha scritta, e anche un pochino a chi l'ha raccomodata. Ma se in vece fossimo riusciti ad annoiarvi, credete che non s'è fatto apposta. Pensate, ad esempio, alla conclusione di Sogno di una notte di mezza estate: Se noi ombre vi siamo dispiaciuti, / immaginate come se veduti / ci aveste in sogno, e come una visione / di fantasia la nostra apparizione. / Se vana e insulsa è stata la vicenda, / gentile pubblico, faremo ammenda; / con la vostra benevola clemenza, / rimedieremo alla nostra insipienza"<br /><br />In questo modo, rifacendosi all'espediente del manoscritto ritrovato, Manzoni si congeda dai suoi lettori.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/20499013</guid><pubDate>Thu, 05 Dec 2019 15:21:01 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/20499013/promessi_sposi.mp3" length="8846523" type="audio/mpeg"/><itunes:author>BastaBugie</itunes:author><itunes:subtitle>TESTO DELL'ARTICOLO ➜ http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=5907

IL FINALE SCONOSCIUTO DEI PROMESSI SPOSI di Giovanni Fighera
I promessi sposi e la Divina Commedia sono due pilastri della letteratura italiana, fondamentali anche nell'impianto...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=5907" rel="noopener">http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=5907</a><br /><br />IL FINALE SCONOSCIUTO DEI PROMESSI SPOSI di Giovanni Fighera<br />I promessi sposi e la Divina Commedia sono due pilastri della letteratura italiana, fondamentali anche nell'impianto della scuola: il romanzo manzoniano è, infatti, centrale nello studio letterario del biennio (gran parte del secondo anno si affronta lo studio e la lettura dell'opera), mentre il poema dantesco dovrebbe essere affrontato lungo tutto il percorso del triennio (una cantica per anno), anche se questo, purtroppo, accade in pochissimi casi.<br />Spesso, gli insegnanti si lamentano per il fatto che gli studenti non apprezzino I promessi sposi che, oltre ad essere il romanzo più importante che sia stato scritto nella nostra letteratura, rappresenta in forma concreta e incarnata il genio del cristianesimo. Il romanzo italiano più importante è anche il meno amato dai giovani, che si trovano a leggerlo in un'età forse sbagliata, troppo prematura.<br />Il disamore è probabilmente accentuato anche dal fatto che, talvolta, gli insegnanti assegnano la lettura dei capitoli come compito a casa invece di accompagnare i ragazzi con spiegazioni che introducano alla comprensione e alla bellezza dell'opera.<br />È più facile che gli studenti sappiano ripetere i commenti di critici illustri o il loro giudizio sulla provvidenza manzoniana piuttosto che dire semplicemente come si concluda il romanzo. Quando si chiede agli studenti come termini il romanzo più popolare della nostra letteratura, i più rispondono: «Con il matrimonio di Renzo e Lucia». Trovo assurdo (ovvero senza senso) che gli insegnanti leggano o facciano leggere i primi venti capitoli dell'opera (come accade da quanto so nella migliore delle ipotesi) in modo tale che gli studenti non conoscano il secondo e il terzo pilastro portante nero del romanzo (ovvero l'Innominato e la peste, mentre il primo pilastro nero è Gertrude) e non sappiano del tutto cosa accade dopo la pestilenza, quando Renzo ritorna al suo paese e si sposa con Lucia. E le vicende non sono ancora concluse.<br />La lettura del romanzo dovrebbe approdare a quanto Manzoni racconta dopo il matrimonio dei due promessi sposi, nelle ultime pagine del romanzo. Una volta sposato con Lucia, Renzo va ad abitare in un paesino della bergamasca, dove si crea una forte attesa per vedere quella donna per la quale il giovanotto ha passato tante traversie. Quando finalmente la sposa giunge in paese, le persone incominciano a esprimere giudizi non sempre lusinghieri sull'aspetto della ragazza. Le voci girano finché qualche «amico» non pensa di riportarle a Renzo. Questi mostra di aver tutto sommato mantenuto l'indole di un tempo, covando dentro di sé un'ira pronta a esplodere.<br />Ma finalmente Renzo ha la possibilità di cambiare paese e di comprare lì un filatoio assieme al cugino Bartolo. Ma i fastidi iniziano a farsi sentire anche lì. La vita dell'uomo non è mai perfetta, immune dalla sofferenza e dai problemi. Si desidera sempre indossare un vestito che non è il proprio, si percepisce un'insoddisfazione che è come un pungolo, anche quando si pensa di aver raggiunto l'obiettivo tanto agognato.<br />Manzoni, per rappresentare tale situazione esistenziale, utilizza un'immagine icastica: l'uomo è come un infermo che desidera cambiare letto, guarda quello altrui e lo vede più comodo e confortevole. Quando finalmente riesce a trovare un altro giaciglio, inizia a sentire...<br /><br />"qui una lisca che lo punge, lì un bernoccolo che lo preme: siamo in somma, a un di presso, alla storia di prima. E per questo, soggiunge l'anonimo, si dovrebbe pensare più a far bene, che a star bene: e così si finirebbe anche a star meglio"<br /><br />Il romanzo non è ancora terminato. L'attività di Renzo procede bene. Nel primo anno di matrimonio, nasce Maria cui seguono tanti altri bambini. Renzo provvede a che...]]></itunes:summary><itunes:duration>553</itunes:duration><itunes:keywords>finale,italia,letteratura,manzoni,promessisposi</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/6fa08fe338201c586e970d27e4299639.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Comunismo, l'utopia senza Dio</title><link>https://www.spreaker.com/episode/comunismo-l-utopia-senza-dio--20160116</link><description><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=5902" rel="noopener">http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=5902</a><br /><br />COMUNISMO, L'UTOPIA SENZA DIO di Giuliano Guzzo<br />«Godless Utopia», l'utopia senza Dio. Si chiama così l'ultima fatica letteraria di Roland Elliott Brown, studioso e firma di autorevoli testate quali Foreign Policy, Guardian e The Spectator. Un libro che si annuncia davvero interessante se non altro perché è il primo, in assoluto, a raccogliere in modo sistematico il materiale propagandistico sovietico contro la religione. Battaglia, questa, che i comunisti continuarono senza tregua dal 1917 al 1991, fino all'implosione del loro regime, e che iniziarono subito a ridosso della Rivoluzione d'Ottobre al grido di «abbiamo sterminato gli zar terreni e stiamo arrivando a quelli celesti!».<br />In effetti, i sovietici furono di parola dal momento che intrapresero una campagna martellante per screditare tutte le divinità, le confessioni e le tradizioni religiose sul vasto ex impero. Non solo. Chiusero tutte le scuole religiose, chiusero i monasteri e si attivarono per la distruzione totale delle proprietà della chiesa. A dire il vero,  però, l'odio comunista non si limitò solo alla Chiesa e alla religione, ma incluse tutto ciò che riguarda l'ordine naturale, famiglia e vita in primis.<br /><br />APPENA AL POTERE LENIN APPROVÒ LEGGI SU MATRIMONIO CIVILE, DIVORZIO E ABORTO<br />Sin dal principio, infatti, i comunisti si mostrarono tempestivi, come meglio non potevano, nel lavorare contro l'istituto familiare: il 19 ed il 20 dicembre 1917 - subito dopo la mitica Rivoluzione, dunque - furono varati due provvedimenti che oggi, peraltro, troverebbero senza dubbio posto nell'agenda progressista: il primo, sul divorzio, stabiliva che bastasse la richiesta di uno solo dei coniugi per ottenerlo, mentre il secondo decretò l'abolizione del matrimonio religioso in favore di quello civile. La ciliegina sulla torta, se così possiamo dire, arrivò poi nel novembre del 1920 con la legalizzazione dell'aborto procurato sulla base della semplice richiesta della donna, da effettuarsi in strutture idonee e con personale autorizzato; una misura che rimase in vigore fino al 1936, quando il legislatore sovietico, verosimilmente allarmato dallo scenario venutosi a creare, tornò sui propri passi con un sorta di «controriforma familiare».<br />Ma torniamo alle 191, dense pagine di Godless Utopia, ricche di illustrazioni, poster e copertine delle riviste atee dell'era comunista, con accurate traduzioni degli slogan. Il volume nasce per rompere il silenzio su un argomento che, in Occidente, non ha mai smesso di essere tabù: l'ateismo sovietico, appunto. Questo nonostante ci fu chi, da subito, denunciò apertamente tale dramma. Come fece Papa Pio XI che nella sua enciclica Divini Redemptoris, con chiaro riferimento proprio alla dittatura comunista russa, affermò testualmente: «Abbiamo sovente e con premurosa insistenza denunziate le correnti atee minacciosamente crescenti».<br /><br />LA CADUTA DEL COMUNISMO SOVIETICO<br />Sfortunatamente, la cultura laica occidentale ha completamente perso memoria di quel periodo e, soprattutto, dell'ateismo di Stato e di ciò che comportò per milioni di contadini. Già, perché - sottolinea Elliott Brown - nel 1917 la stragrande maggioranza della popolazione del nascente stato sovietico era composta da contadini sì analfabeti eppure solidamente ancorati alle tradizioni e ai principi del cristianesimo ortodosso, che per loro era il solo fondamento culturale e spirituale. Un radicamento che la dittatura comunista - a suon di propagande, certo, ma anche atroci persecuzioni - fece il possibile per eliminare; salvo poi, dopo decenni, cadere miseramente. E non in giorni qualsiasi. Anzi.<br />La fine dell'impero sovietico fu stabilita l'8 dicembre 1991, festa dell'Immacolata Concezione, mentre la firma delle carte e la bandiera rossa ammainata dalla piazza rossa datano il 25 dicembre 1991. Il giorno di Natale. Fu Dio stesso, insomma, a voler metter la firma sulla fine dell'ateismo di Stato e della feroce utopia senza di Lui.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/20160116</guid><pubDate>Thu, 21 Nov 2019 14:38:10 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/20160116/comunismo.mp3" length="6117667" type="audio/mpeg"/><itunes:author>BastaBugie</itunes:author><itunes:subtitle>TESTO DELL'ARTICOLO ➜ http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=5902

COMUNISMO, L'UTOPIA SENZA DIO di Giuliano Guzzo
«Godless Utopia», l'utopia senza Dio. Si chiama così l'ultima fatica letteraria di Roland Elliott Brown, studioso e firma di...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=5902" rel="noopener">http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=5902</a><br /><br />COMUNISMO, L'UTOPIA SENZA DIO di Giuliano Guzzo<br />«Godless Utopia», l'utopia senza Dio. Si chiama così l'ultima fatica letteraria di Roland Elliott Brown, studioso e firma di autorevoli testate quali Foreign Policy, Guardian e The Spectator. Un libro che si annuncia davvero interessante se non altro perché è il primo, in assoluto, a raccogliere in modo sistematico il materiale propagandistico sovietico contro la religione. Battaglia, questa, che i comunisti continuarono senza tregua dal 1917 al 1991, fino all'implosione del loro regime, e che iniziarono subito a ridosso della Rivoluzione d'Ottobre al grido di «abbiamo sterminato gli zar terreni e stiamo arrivando a quelli celesti!».<br />In effetti, i sovietici furono di parola dal momento che intrapresero una campagna martellante per screditare tutte le divinità, le confessioni e le tradizioni religiose sul vasto ex impero. Non solo. Chiusero tutte le scuole religiose, chiusero i monasteri e si attivarono per la distruzione totale delle proprietà della chiesa. A dire il vero,  però, l'odio comunista non si limitò solo alla Chiesa e alla religione, ma incluse tutto ciò che riguarda l'ordine naturale, famiglia e vita in primis.<br /><br />APPENA AL POTERE LENIN APPROVÒ LEGGI SU MATRIMONIO CIVILE, DIVORZIO E ABORTO<br />Sin dal principio, infatti, i comunisti si mostrarono tempestivi, come meglio non potevano, nel lavorare contro l'istituto familiare: il 19 ed il 20 dicembre 1917 - subito dopo la mitica Rivoluzione, dunque - furono varati due provvedimenti che oggi, peraltro, troverebbero senza dubbio posto nell'agenda progressista: il primo, sul divorzio, stabiliva che bastasse la richiesta di uno solo dei coniugi per ottenerlo, mentre il secondo decretò l'abolizione del matrimonio religioso in favore di quello civile. La ciliegina sulla torta, se così possiamo dire, arrivò poi nel novembre del 1920 con la legalizzazione dell'aborto procurato sulla base della semplice richiesta della donna, da effettuarsi in strutture idonee e con personale autorizzato; una misura che rimase in vigore fino al 1936, quando il legislatore sovietico, verosimilmente allarmato dallo scenario venutosi a creare, tornò sui propri passi con un sorta di «controriforma familiare».<br />Ma torniamo alle 191, dense pagine di Godless Utopia, ricche di illustrazioni, poster e copertine delle riviste atee dell'era comunista, con accurate traduzioni degli slogan. Il volume nasce per rompere il silenzio su un argomento che, in Occidente, non ha mai smesso di essere tabù: l'ateismo sovietico, appunto. Questo nonostante ci fu chi, da subito, denunciò apertamente tale dramma. Come fece Papa Pio XI che nella sua enciclica Divini Redemptoris, con chiaro riferimento proprio alla dittatura comunista russa, affermò testualmente: «Abbiamo sovente e con premurosa insistenza denunziate le correnti atee minacciosamente crescenti».<br /><br />LA CADUTA DEL COMUNISMO SOVIETICO<br />Sfortunatamente, la cultura laica occidentale ha completamente perso memoria di quel periodo e, soprattutto, dell'ateismo di Stato e di ciò che comportò per milioni di contadini. Già, perché - sottolinea Elliott Brown - nel 1917 la stragrande maggioranza della popolazione del nascente stato sovietico era composta da contadini sì analfabeti eppure solidamente ancorati alle tradizioni e ai principi del cristianesimo ortodosso, che per loro era il solo fondamento culturale e spirituale. Un radicamento che la dittatura comunista - a suon di propagande, certo, ma anche atroci persecuzioni - fece il possibile per eliminare; salvo poi, dopo decenni, cadere miseramente. E non in giorni qualsiasi. 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Così dice Gesù nel Vangelo. Mietitori: in latino, la ex lingua sacra della Chiesa, «messores». Chissà chi avrà pregato per avere «messores», e con efficacia, in quel lontano 1976 quando uscì, in sordinissima, un libro fondamentale che parlava di Gesù. Un poco noto giornalista de «La Stampa», Vittorio Messori (appunto), ebbe la geniale idea di pubblicare un sommesso Ipotesi su Gesù per i tipi dell'editrice salesiana, editrice «di nicchia» come dicono gli addetti ai lavori.<br />TRADUZIONI PERFINO IN COREANO<br />Sommesso, appunto, come quel famoso granello di senape evangelico che poi diventa un grande albero. Nel nostro caso, milioni di copie vendute e traduzioni perfino in coreano. Provateci voi a pubblicare un libro che parla di religione con la Sei e poi state a vedere che cosa succede. Ve lo anticipo: niente. Cento copie vendute a chi è già d'accordo, e vi andrà bene se non sarete sconfessati dai preti stessi. Mi direte che oggi c'è la cristofobia, il gender, il politicamente corretto, l'ospedale da campo per immigrati… Sì, ma solo quelli che hanno una certa età sanno che, però, ancora non si spara, mentre nel 1976 sì. Riviste come «Il Male», dal significativo titolo, inneggiavano tranquillamente alla morte di Paolo VI, e questa era la «satira» che tirava.<br />Un ricordo personale, consentitemi: ero un giovanotto fresco di conversione; andai a una messa contro l'aborto e dovetti passare attraverso due strette ali di lottacontinui che, fino alla porta della chiesa, urlavano, insultavano, cantavano a squarciagola coi megafoni Bandiera rossa. Dentro, pochi vecchietti che cercavano di stare vicini a me, timorosi. Infatti, io, che sapevo in anticipo della «manifestazione» orchestrata, ero venuto, con un paio di amici pure loro neo-convertiti, in giubbotto imbottito e anfibi. Per i curiosi di aneddoti: il parroco, evidentemente pre-conciliare, suonò a stormo le campane per tutta la durata della messa, onde coprire lo strepito infernale che c'era fuori. Questo era il clima.<br />L'APOLOGETICA TORNA DI MODA<br />L'apologetica? Seeeh! Roba pacelliana, un pallido ricordo pre-sessantotino, i più non l'avevano neanche sentita nominare (neanche io). Ebbene, Messori con quel suo libro la rimise in auge e, anzi, al centro del discorso. Molti di quelli che frequentano questo sito (se non tutti) si sono formati con quel libro. Si può dire che da allora abbiamo smesso di vergognarci di essere credenti, di credere che Gesù Cristo è Dio e che ha fondato una Chiesa Cattolica Apostolica e Romana.<br />Messori, convertito anche lui, non aveva fatto altro che andare a vedere le carte, indagando sulle radici della fede e lavorandoci da giornalista investigativo. Poi, la famosa maggioranza silenziosa, che evidentemente non ne poteva più della prepotenza di una minoranza ideologizzata, piano piano uscì allo scoperto, decretando il successo planetario di un libro che parlava di Gesù non in termini devozionali ma facendo semplicemente appello alla ragione. Quel libro che nutrì un paio di generazioni di cattolici (e tanti ne convertì) è bene che venga riproposto, così com'è, ai giovani d'oggi, quelli che vanno appresso ai nuovi pifferai. Che in verità sono sempre gli stessi, solo invecchiati.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/19926784</guid><pubDate>Tue, 12 Nov 2019 21:20:05 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/19926784/apologetica.mp3" length="4557426" type="audio/mpeg"/><itunes:author>BastaBugie</itunes:author><itunes:subtitle>TESTO DELL'ARTICOLO ➜ http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=5882

IPOTESI SU GESU': ANCORA DISPONIBILE IL LONG SELLER DI MESSORI di Rino Cammilleri
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Un poco noto giornalista de «La Stampa», Vittorio Messori (appunto), ebbe la geniale idea di pubblicare un sommesso Ipotesi su Gesù per i tipi dell'editrice salesiana, editrice «di nicchia» come dicono gli addetti ai lavori.<br />TRADUZIONI PERFINO IN COREANO<br />Sommesso, appunto, come quel famoso granello di senape evangelico che poi diventa un grande albero. Nel nostro caso, milioni di copie vendute e traduzioni perfino in coreano. Provateci voi a pubblicare un libro che parla di religione con la Sei e poi state a vedere che cosa succede. Ve lo anticipo: niente. Cento copie vendute a chi è già d'accordo, e vi andrà bene se non sarete sconfessati dai preti stessi. Mi direte che oggi c'è la cristofobia, il gender, il politicamente corretto, l'ospedale da campo per immigrati… Sì, ma solo quelli che hanno una certa età sanno che, però, ancora non si spara, mentre nel 1976 sì. Riviste come «Il Male», dal significativo titolo, inneggiavano tranquillamente alla morte di Paolo VI, e questa era la «satira» che tirava.<br />Un ricordo personale, consentitemi: ero un giovanotto fresco di conversione; andai a una messa contro l'aborto e dovetti passare attraverso due strette ali di lottacontinui che, fino alla porta della chiesa, urlavano, insultavano, cantavano a squarciagola coi megafoni Bandiera rossa. Dentro, pochi vecchietti che cercavano di stare vicini a me, timorosi. Infatti, io, che sapevo in anticipo della «manifestazione» orchestrata, ero venuto, con un paio di amici pure loro neo-convertiti, in giubbotto imbottito e anfibi. Per i curiosi di aneddoti: il parroco, evidentemente pre-conciliare, suonò a stormo le campane per tutta la durata della messa, onde coprire lo strepito infernale che c'era fuori. Questo era il clima.<br />L'APOLOGETICA TORNA DI MODA<br />L'apologetica? Seeeh! Roba pacelliana, un pallido ricordo pre-sessantotino, i più non l'avevano neanche sentita nominare (neanche io). Ebbene, Messori con quel suo libro la rimise in auge e, anzi, al centro del discorso. Molti di quelli che frequentano questo sito (se non tutti) si sono formati con quel libro. Si può dire che da allora abbiamo smesso di vergognarci di essere credenti, di credere che Gesù Cristo è Dio e che ha fondato una Chiesa Cattolica Apostolica e Romana.<br />Messori, convertito anche lui, non aveva fatto altro che andare a vedere le carte, indagando sulle radici della fede e lavorandoci da giornalista investigativo. Poi, la famosa maggioranza silenziosa, che evidentemente non ne poteva più della prepotenza di una minoranza ideologizzata, piano piano uscì allo scoperto, decretando il successo planetario di un libro che parlava di Gesù non in termini devozionali ma facendo semplicemente appello alla ragione. Quel libro che nutrì un paio di generazioni di cattolici (e tanti ne convertì) è bene che venga riproposto, così com'è, ai giovani d'oggi, quelli che vanno appresso ai nuovi pifferai. 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L'Occidente non sa più chi è, perché non sa più e non vuole più sapere chi l'ha creato, chi l'ha plasmato. Molti Paesi ignorano la propria storia. Questo soffocarsi conduce a una decadenza che apre la strada a nuove civiltà di barbari». Queste parole del cardinale Robert Sarah costituiscono il fil rouge su cui si dipanano le sue nuove conversazioni con Nicolas Diat. Il suo giudizio è chiaro: il mondo è sul ciglio di un precipizio. La crisi della fede e della Chiesa, il declino dell'Occidente, il tradimento delle sue élite, il relativismo morale, la globalizzazione senza regole, il capitalismo sfrenato, le nuove ideologie, la politica che arranca, le derive di un totalitarismo islamista... È giunto il tempo di una diagnosi che non conceda attenuanti. Nell'analisi a tutto tondo dei grandi sconvolgimenti della nostra epoca, il cardinal Sarah ci invita a prendere coscienza della gravità della crisi che stiamo attraversando, mostrandoci come sia ancora possibile evitare l'inferno di un mondo senza Dio, di un mondo senza l'uomo, di un mondo senza speranza. Una riflessione ambiziosa, potente, ormai ineludibile nella quale il cardinale affronta senza riserve la crisi del mondo contemporaneo, donandoci ancora una volta una preziosa lezione di vita e di spiritualità.<br /><br />DIZIONARIO ELEMENTARE DEI LUOGHI COMUNI<br />Frasi, detti, modi di dire alla luce del pensiero cattolico<br />Tommaso Scandroglio - IdA (Istituto di Apologetica) - pagine 512 - € 25,00 - ottobre 2019<br />140 voci (Bisogna rispettare sempre l'opinione degli altri - Cerchiamo ciò che ci unisce, non ciò che ci divide - Ci vorrebbero le quote rosa - Dio ti ama per quello che sei - Era una bugia detta a fin di bene - Figli di coppie gay? L'importante è l'amore - Grazie alla legge 194 sono diminuiti gli aborti - I preti sono tutti pedofili - Io credo a modo mio - Una ragazza si può vestire come vuole...).<br />Una monumentale opera per imparare a rispondere alla dilagante marea anticattolica che si nasconde in centinaia di luoghi comuni diffusi e acriticamente accettati.<br />Da tenere a portata di mano per dimostrare la bellezza e la verità di un giudizio cattolico e aiutare famigliari, amici, colleghi di lavoro, compagni di scuola e università e anche i perfetti sconosciuti, prigionieri del politicamente corretto.<br /><br />VI DICHIARO CELIBI E CASTI<br />La continenza ecclesiastica, unica forma voluta da Gesù<br />Luisella Scrosati - La Nuova Bussola Quotidiana- pagine 120 - € 10,00 - ottobre 2019<br />L'Instrumentum Laboris del Sinodo sull'Amazzonia (6-27 ottobre) propone l'ordinazione sacerdotale di anziani, anche con famiglia, senza fare alcun cenno alla continenza perfetta: se la richiesta venisse approvata, sarebbe la prima volta nella storia della Chiesa latina, una rottura con ciò che si è sempre insegnato. Fino al VII secolo la Chiesa ammetteva anche un clero sposato, ma solo se continente. Da allora in poi la Chiesa latina iniziò a chiedere sempre di più, oltre alla continenza, il clero non sposato, come frutto di un approfondimento del rapporto tra Cristo e la Sua Sposa.<br /><br />IPOTESI SU GESÙ<br />Vittorio Messori - Editrice Ares - pagine 400 - € 14,28 - settembre 2019<br />Dal 1976 questo libro è stato continuamente ristampato e tradotto. Tanto da essere uno dei saggi più diffusi non solo in Italia (oltre un milione di copie) ma anche nel mondo intero, dove circola in una trentina di lingue. Ormai un classico, ma scritto da un autore il cui motto è: «studiare come un buon professore e scrivere come un buon giornalista». Per questo è stato approvato dagli studiosi e al contempo è stato letto con attenzione e compreso anche da chi non abbia particolare cultura. Un volume che conferma i cattolici nella fede e che fa riflettere gli increduli sul loro scetticismo. Queste pagine infatti - scritte sì da un cristiano, che però indaga e ragiona sui testi sempre con oggettività - si affidano soltanto alla storia.<br /><br />IL CODICE WAHHABI<br />Come i sauditi hanno diffuso l'estremismo nel mondo<br />Terence Ward - Libreria Editrice Fiorentina - pagine 130 - € 11,90 - giugno 2019<br />Questo libro apre gli occhi sull'attuale ondata di terrorismo, su come si è diffuso e sul perché l'Occidente non abbia fatto nulla. Togliendo la maschera al terrorismo internazionale, Terence Ward rivela una verità sinistra: lungi dall'essere "alleato dell'Occidente nella guerra al terrore", l'Arabia Saudita è in realtà il più grande esportatore del wahhabismo, la dottrina ufficiale dell'Arabia Saudita e allo stesso tempo ideologia di base dei gruppi terroristici: al-Qaeda, talebani, boko haram, al-shabaab e Isis. Per decenni, il regime Saudita si è impegnato in una missione ben congegnata per finanziare, attraverso fondazioni e enti di beneficenza, Moscheles e scuole che promuovono la dottrina wahhabita in tutto il medio Oriente e ben oltre. Gli sforzi per espandere l'influenza Saudita si sono ora concentrati anche sulle città europee.<br /><br />IL COMPLESSO OCCIDENTALE<br />Piccolo trattato di de-colpevolizzazione<br />Alexandre Del Valle - Paesi Edizioni - pagine 432 - € 12,75 - aprile 2019<br />Nel fortunato libro del politologo e saggista francese, una visione originale e nuova per la mancata integrazione sociale e il fallimento del multiculturalismo europeo. Un piccolo trattato di de-colpevolizzazione<br />Secondo l'autore il senso di colpa europeo per la mancata integrazione sociale e il fallimento del multiculturalismo è una malattia mortale, di essenza masochista, che può colpire tutti quelli che non hanno gli anticorpi. Per smontarlo Alexandre Del Valle usa nel libro ragionamenti fondati che contrastano quel complesso occidentale che riesce a colpevolizzare più la vittima che il carnefice.<br /><br />IL SESSANTOTTO<br />Macerie e speranza<br />Giovanni Formicola - Cantagalli Editore - pagine 127 - € 10,20 - gennaio 2019<br />"L'autore offre al lettore due saggi di natura storica sul Sessantotto, con un approfondimento sulla vicenda della «città-stato» di Fiume. L'elemento che accomuna i due testi è il tema della «Rivoluzione» e della «Contro-Rivoluzione», che l'autore mutua da Plinio Corréa de Oliveira. Formicola tratta del Sessantotto e di Fiume con abbondanza di riferimenti e con spessore di riflessione. Fra i maestri che ispirano le sue valutazioni vi è Eric Voegelin. Non mancano numerosi richiami ad altri autori, cattolici e non, come pure al Magistero della Chiesa. Questi scritti di Giovanni Formicola provocano una riposta, che potrà essere di adesione o di rifiuto, di accettazione o di critica; tuttavia, di certo non possono essere ritenuti insignificanti, né improduttivi. Essi invocano una presa di posizione e, di conseguenza, un impegno personale. Per quanto riguarda il Sessantotto, Formicola vi vede la «cifra» storica del tragico realizzarsi dello spirito rivoluzionario nel XX secolo." (dalla Prefazione di don Mauro Gagliardi). Epperò non chiude alla speranza, non solo teologale. Gli effetti di certe premesse ideologiche ormai sono vita vissuta, ed è difficile che l'uomo voglia perseverare ancora a lungo tra le macerie di un mondo senza e contro Dio.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/19782638</guid><pubDate>Thu, 31 Oct 2019 14:31:40 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/19782638/libri.mp3" length="9107747" type="audio/mpeg"/><itunes:author>BastaBugie</itunes:author><itunes:subtitle>TESTO DELL'ARTICOLO ➜ http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=5869

I MIGLIORI SETTE LIBRI DEL 2019
SI FA SERA E IL GIORNO ORMAI VOLGE AL DECLINO
Robert Sarah - Cantagalli Editore - pagine 400 - € 21,16 - ottobre 2019
«Alla radice del collasso...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=5869" rel="noopener">http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=5869</a><br /><br />I MIGLIORI SETTE LIBRI DEL 2019<br />SI FA SERA E IL GIORNO ORMAI VOLGE AL DECLINO<br />Robert Sarah - Cantagalli Editore - pagine 400 - € 21,16 - ottobre 2019<br />«Alla radice del collasso dell'Occidente c'è una crisi culturale e identitaria. L'Occidente non sa più chi è, perché non sa più e non vuole più sapere chi l'ha creato, chi l'ha plasmato. Molti Paesi ignorano la propria storia. Questo soffocarsi conduce a una decadenza che apre la strada a nuove civiltà di barbari». Queste parole del cardinale Robert Sarah costituiscono il fil rouge su cui si dipanano le sue nuove conversazioni con Nicolas Diat. Il suo giudizio è chiaro: il mondo è sul ciglio di un precipizio. La crisi della fede e della Chiesa, il declino dell'Occidente, il tradimento delle sue élite, il relativismo morale, la globalizzazione senza regole, il capitalismo sfrenato, le nuove ideologie, la politica che arranca, le derive di un totalitarismo islamista... È giunto il tempo di una diagnosi che non conceda attenuanti. Nell'analisi a tutto tondo dei grandi sconvolgimenti della nostra epoca, il cardinal Sarah ci invita a prendere coscienza della gravità della crisi che stiamo attraversando, mostrandoci come sia ancora possibile evitare l'inferno di un mondo senza Dio, di un mondo senza l'uomo, di un mondo senza speranza. Una riflessione ambiziosa, potente, ormai ineludibile nella quale il cardinale affronta senza riserve la crisi del mondo contemporaneo, donandoci ancora una volta una preziosa lezione di vita e di spiritualità.<br /><br />DIZIONARIO ELEMENTARE DEI LUOGHI COMUNI<br />Frasi, detti, modi di dire alla luce del pensiero cattolico<br />Tommaso Scandroglio - IdA (Istituto di Apologetica) - pagine 512 - € 25,00 - ottobre 2019<br />140 voci (Bisogna rispettare sempre l'opinione degli altri - Cerchiamo ciò che ci unisce, non ciò che ci divide - Ci vorrebbero le quote rosa - Dio ti ama per quello che sei - Era una bugia detta a fin di bene - Figli di coppie gay? L'importante è l'amore - Grazie alla legge 194 sono diminuiti gli aborti - I preti sono tutti pedofili - Io credo a modo mio - Una ragazza si può vestire come vuole...).<br />Una monumentale opera per imparare a rispondere alla dilagante marea anticattolica che si nasconde in centinaia di luoghi comuni diffusi e acriticamente accettati.<br />Da tenere a portata di mano per dimostrare la bellezza e la verità di un giudizio cattolico e aiutare famigliari, amici, colleghi di lavoro, compagni di scuola e università e anche i perfetti sconosciuti, prigionieri del politicamente corretto.<br /><br />VI DICHIARO CELIBI E CASTI<br />La continenza ecclesiastica, unica forma voluta da Gesù<br />Luisella Scrosati - La Nuova Bussola Quotidiana- pagine 120 - € 10,00 - ottobre 2019<br />L'Instrumentum Laboris del Sinodo sull'Amazzonia (6-27 ottobre) propone l'ordinazione sacerdotale di anziani, anche con famiglia, senza fare alcun cenno alla continenza perfetta: se la richiesta venisse approvata, sarebbe la prima volta nella storia della Chiesa latina, una rottura con ciò che si è sempre insegnato. Fino al VII secolo la Chiesa ammetteva anche un clero sposato, ma solo se continente. Da allora in poi la Chiesa latina iniziò a chiedere sempre di più, oltre alla continenza, il clero non sposato, come frutto di un approfondimento del rapporto tra Cristo e la Sua Sposa.<br /><br />IPOTESI SU GESÙ<br />Vittorio Messori - Editrice Ares - pagine 400 - € 14,28 - settembre 2019<br />Dal 1976 questo libro è stato continuamente ristampato e tradotto. Tanto da essere uno dei saggi più diffusi non solo in Italia (oltre un milione di copie) ma anche nel mondo intero, dove circola in una trentina di lingue. Ormai un classico, ma scritto da un autore il cui motto è: «studiare come un buon professore e scrivere come un buon giornalista». Per questo è stato...]]></itunes:summary><itunes:duration>570</itunes:duration><itunes:keywords>2019,libreria,libri,sarah,sessantotto,wahhabi</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/efac0b8b3fd2e3c84ea27d13b3cf66f6.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Libri dal 2009 al 2019 da leggere (o regalare)</title><link>https://www.spreaker.com/episode/libri-dal-2009-al-2019-da-leggere-o-regalare--18936889</link><description><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=5795" rel="noopener">http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=5795</a><br /><br />LIBRI DAL 2009 AL 2019 DA LEGGERE (O REGALARE)<br />LA BUONA BATTAGLIA - Apologetica cattolica in domande e risposte<br />Corrado Gnerre - Chorabooks - pagine 192 - € 9,99 - anno 2019<br />Il libro raccoglie le risposte che Corrado Gnerre ha dato nel corso di questi anni a lettori che hanno scritto alla redazione del mensile Radici Cristiane. Si va da contenuti teologici, a contenuti più specificamente morali, storici e filosofici. Ne vien fuori una piccola enciclopedia dei temi più scottanti l'apologetica cattolica; dunque utilissima per chi vuole un agile strumento per poter difendere le ragioni della Fede Cattolica. Corrado Gnerre, apologeta cattolico, dirige il sito Il Cammino dei Tre Sentieri ed è Guida nazionale dell'omonima associazione. E' autore di diverse pubblicazioni. Per Chorabooks ha pubblicato Disorientamento. Una lettura cattolica della religiosità orientale.<br />Per ordinare il libro, clicca qui! <a href="https://www.mondadoristore.it/La-buona-battaglia-Corrado-Gnerre/eai978988796162/" rel="noopener">https://www.mondadoristore.it/La-buona-battaglia-Corrado-Gnerre/eai978988796162/</a><br /><br />SEMPER VIRGO - La verginità di Maria come forma<br />padre Serafino Lanzetta - Casa Mariana Editrice - pagine 160 - € 12,75 - anno 2019<br />Siamo preda di un amorfismo contagioso che diluisce i misteri della fede nel flusso del tutt'uguale. Abbiamo perso la forma, cioè quel principio che determina l'essenza di una cosa e che la specifica distinguendola da tutte le altre. L'invito ad essere perfetti è rivolto a tutti, però abbiamo dimenticato che c'è una gerarchia negli stati di vita del cristiano. Così il matrimonio e la vita consacrata, livellati per invitare tutti alla santità, versano entrambi in una crisi profonda. Crisi che non risparmia neppure il celibato, soggetto ormai alle trasformazioni epicuree del tempo. La soluzione è Maria Vergine. La sua perpetua verginità è la forma originaria che ha plasmato Cristo e in Lui ogni cristiano e ogni vocazione cristiana. Nella sua illibata verginità c'è l'inizio e il compimento. Il mistero della verginità di Maria è la garanzia del primato di Dio nel mondo. È la prova che quel Regno portato da Cristo inizia non dalla carne ma dallo spirito per nobilitare la carne e portare tutto l'uomo in una dimensione che va oltre, quella del Regno nella sua pienezza, dove Dio sarà «tutto in tutti» (1Cor 12,6). Maria è il grembo verginale nel quale è custodito.<br />Per ordinare il libro, clicca qui! <a href="https://www.amazon.it/dp/889857715X" rel="noopener">https://www.amazon.it/dp/889857715X</a><br /><br />LEONE<br />Paola Mastrocola - Einaudi - pagine 223 - € 15,72 - anno 2018<br />Un quartiere che si chiama il Bussolo e può essere ovunque, in qualsiasi città. Oggi, ai giorni nostri. Una madre e un figlio. Lei, Katia, una donna sola di trentasei anni, presa dal lavoro, separata dal marito, pochi soldi, poco tempo, sempre di corsa, appesa a sogni nebulosi che non osa sognare fino in fondo. Lui, Leone, un bambino di sei anni solitario e timido, sottile come un giunco. Un giorno, in mezzo a tutta la gente che passa, alle auto, sotto le luci intermittenti degli alberi di Natale, si mette a pregare. E la madre scopre, con stupore e vergogna, che lo fa spesso, un po' ovunque. Si apparta, s'inginocchia, e prega. Per strada, al cinema, in bagno. Prega quand'è preoccupato, quando gli manca la nonna e il gioco del comò. O quando vorrebbe un bacio. O quando desidera aiutare qualcuno. La voce circola in fretta. Leone diventa «il bambino che prega», lo scandalo della scuola, del quartiere intero. Molti lo deridono, ma molti, anche, iniziano a confessargli i loro desideri. Come fa la vita, Leone può esaudire le richieste o deluderle, avverare i sogni o lasciarli inesauditi. Paola Mastrocola ha scritto una storia realistica e allo stesso tempo magica, in cui tutti cambiano senza sapere perché. Un romanzo capace di sorprendere a ogni riga sul piano umano e letterario. Fino a un diluvio universale in minore, piccolo e gentile, che non distrugge niente ma rinnova e addolcisce il colore delle cose.<br />Per ordinare il libro, clicca qui! <a href="https://www.amazon.it/dp/8806239724" rel="noopener">https://www.amazon.it/dp/8806239724</a><br /><br />TOLKIEN - Il mito e la grazia<br />Paolo Gulisano - Edizioni Ancora - pagine 224 - € 13,60 - anno 2017<br />Si tratta di una rilettura dei temi cristiani nell'opera di J. R. R. Tolkien, autore universalmente noto. L'elemento religioso, fortemente radicato nelle storie di Tolkien e nel loro simbolismo, nasce dal desiderio di comunicare la Verità. Con una trattazione piuttosto agile, il volume presenta una visuale ampia sugli aspetti biografici di Tolkien e fornisce un aiuto alla comprensione del mondo simbolico da lui creato. (libro consigliato da FilmGarantiti.it)<br />Per ordinare il libro, clicca qui! <a href="https://www.amazon.it/dp/8851419280" rel="noopener">https://www.amazon.it/dp/8851419280</a><br /><br />J.R.R.TOLKIEN E FRANCIS MORGAN - Una saga familiare<br />José Manuel Ferrandez Bru - Edizioni terra santa - pagine 333 - € 17,00  - anno 2018<br />Questo libro ricostruisce per la prima volta la vita di Francis Xavier Morgan (1857-1935), sacerdote cattolico nato a El Puerto de santa maria (nel sud della Spagna) in un'importante famiglia di origine inglese, che divenne tutore e "secondo padre" di J.R:R Tolkien.<br />Un'opera che è il risultato di un'approfondita indagine condotta tra Spagna e Inghilterra, resa possibile anche grazie all'aiuto di Priscilla Tolkien, figlia del famoso scrittore, la cui testimonianza ha fornito dettagli finora inediti sul legame tra suo padre e la Spagna.<br />Un'autentica saga familiare che, dal mondo dell'imprenditoria vinicola britannica sviluppatasi in Andalusia sin dal XVII secolo, attraverso gli anni del "risveglio cattolico" in Inghilterra nel XIX secolo, giunge fino al Novecento, facendo luce su aspetti della vita e dell'opera di Tolkien che, senza la figura di questo prete anglo-spagnolo (spesso, a torto, aspramente criticato), non si potrebbero cogliere a pieno.<br />Un libro inedito e indispensabile per un viaggio alle origini del mondo de Il Signore degli Anelli e Lo Hobbit, dedicato a tutti gli appassionati del grande autore inglese.<br />Per ordinare il libro, clicca qui! <a href="https://www.amazon.it/dp/8862405766" rel="noopener">https://www.amazon.it/dp/8862405766</a><br /><br />IL DECLINO DEL SACRO - Rumore sociale, mass media e nichilismo<br />Marco Sambruna - Edizioni Radio Spada - pagine 210 - € 12,66 - anno 2017<br />Magistrale saggio di Marco Sambruna. La formazione dell'Autore in campo filosofico e psicologico è la base per un percorso concettuale e geografico affascinante e terribile, in cui il fenomeno del modernismo ecclesiale e sociale viene impietosamente sezionato alla luce delle categorie della filosofia contemporanea nichilista e della comunicazione pubblicitaria propria della società dei consumi. Uno strumento fondamentale per capire la crisi odierna e gli stilemi della "chiesa 2.0".<br />Per ordinare il libro, clicca qui! <a href="https://www.amazon.it/declino-sacro-Rumore-sociale-nichilismo/dp/8898766394" rel="noopener">https://www.amazon.it/declino-sacro-Rumore-sociale-nichilismo/dp/8898766394</a><br /><br />PROFUGOPOLI - Quelli che si riempono le tasche con il business degli immigrati<br />Mario Giordano - Mondadori - pagine 167 - € 15,72 - anno 2016<br />La società che organizza corsi per buttafuori e addetti alle pompe funebri ed è controllata dal noto paradiso fiscale dell'isola di Jersey. L'ex consulente campano che con gli immigrati incassa 24.000 euro al giorno e gira in Ferrari. La multinazionale francese dell'energia. E l'Arcipesca di Vibo Valentia. Ecco alcuni dei soggetti che si muovono dietro il Grande Business dei Profughi: milioni e milioni di euro (denaro dei contribuenti) gestiti dallo Stato in situazione d'emergenza. E proprio per questo sfuggiti a ogni tipo di controllo. Dunque finiti in ogni tipo di tasca, più o meno raccomandabile. Si parla spesso di accoglienza e solidarietà, ma è sufficiente sollevare il velo dell'emergenza immigrazione per scoprire che dietro il paravento del buonismo si nascondono soprattutto gli affari. Non sempre leciti, per altro. Fra quelli che accolgono gli stranieri, infatti, ci sono avventurieri improvvisati, faccendieri dell'ultima ora, speculatori di ogni tipo. E poi vere e proprie industrie, che sulla disperazione altrui hanno costruito degli imperi economici: basti pensare che, mentre il 95 per cento delle aziende italiane fattura meno di 2 milioni di euro l'anno, ci sono cooperative che arrivano anche a 100 milioni e altre che in dodici mesi hanno aumentato il fatturato del 178 per cento. Profugopoli è un fiume di denaro che significa potere, migliaia di posti di lavoro, tanti voti.<br />Per ordinare il libro, clicca qui! <a href="https://www.amazon.it//dp/880466133X/" rel="noopener">https://www.amazon.it//dp/880466133X/</a><br /><br />VERSO IL CALIFFATO UNIVERSALE - Come l'Europa è diventata complice dell'espansionismo mussulmano<br />Bat Ye'or - Editore Lindau - pagine 214 - € 15,30 - anno 2009<br />Tre anni dopo il successo di "Eurabia", Bat Ye'or torna a occuparsi della resa dell'Europa all'islam sotto l'abile regia dell'Organizzazione della Conferenza Islamica, che riunisce 57 paesi e più di un miliardo di persone. Lungi dal pianificare conquiste di tipo militare (almeno nelle forme tradizionali), la strategia dell'OCI è sottile e insinuante. Controlla la politica del Vecchio Continente con la minaccia del terrorismo e l'arma dell'immigrazione (insieme a quella, connessa, della demografia). Lo ricatta economicamente grazie al petrolio. Lo inibisce culturalmente facendo leva sulla mancanza di un'identità condivisa e sfruttando i sensi di colpa di élite ostaggio del "politically correct". Lo insidia sul piano religioso, incoraggiando il proselitismo e le conversioni, mentre la predicazione (e anche la semplice pratica) cristiana resta un tabù in molti paesi musulmani. Ma soprattutto l'OCI si muove innanzitutto sul piano legislativo e giuridico per veder sancito in tutto il mondo il principio in forza del quale i musulmani sono soggetti solo alla legge islamica, la sharì'a, ovunque risiedano. Questo principio è uno dei cardini della dhimmitudine e ha trovato la sua prima applicazione europea nel 2007, in Gran Bretagna, quando la sharì'a è stata ufficialmente riconosciuta come fonte di diritto - in materia di divorzio, eredità e violenze interne alla famiglia.<br />Per ordinare il libro, clicca qui! <a href="https://www.amazon.it/dp/887180810X" rel="noopener">https://www.amazon.it/dp/887180810X</a>]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/18936889</guid><pubDate>Wed, 28 Aug 2019 12:10:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/18936889/libri.mp3" length="11945690" type="audio/mpeg"/><itunes:author>BastaBugie</itunes:author><itunes:subtitle>TESTO DELL'ARTICOLO ➜ http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=5795

LIBRI DAL 2009 AL 2019 DA LEGGERE (O REGALARE)
LA BUONA BATTAGLIA - Apologetica cattolica in domande e risposte
Corrado Gnerre - Chorabooks - pagine 192 - € 9,99 - anno 2019
Il...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=5795" rel="noopener">http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=5795</a><br /><br />LIBRI DAL 2009 AL 2019 DA LEGGERE (O REGALARE)<br />LA BUONA BATTAGLIA - Apologetica cattolica in domande e risposte<br />Corrado Gnerre - Chorabooks - pagine 192 - € 9,99 - anno 2019<br />Il libro raccoglie le risposte che Corrado Gnerre ha dato nel corso di questi anni a lettori che hanno scritto alla redazione del mensile Radici Cristiane. Si va da contenuti teologici, a contenuti più specificamente morali, storici e filosofici. Ne vien fuori una piccola enciclopedia dei temi più scottanti l'apologetica cattolica; dunque utilissima per chi vuole un agile strumento per poter difendere le ragioni della Fede Cattolica. Corrado Gnerre, apologeta cattolico, dirige il sito Il Cammino dei Tre Sentieri ed è Guida nazionale dell'omonima associazione. E' autore di diverse pubblicazioni. Per Chorabooks ha pubblicato Disorientamento. Una lettura cattolica della religiosità orientale.<br />Per ordinare il libro, clicca qui! <a href="https://www.mondadoristore.it/La-buona-battaglia-Corrado-Gnerre/eai978988796162/" rel="noopener">https://www.mondadoristore.it/La-buona-battaglia-Corrado-Gnerre/eai978988796162/</a><br /><br />SEMPER VIRGO - La verginità di Maria come forma<br />padre Serafino Lanzetta - Casa Mariana Editrice - pagine 160 - € 12,75 - anno 2019<br />Siamo preda di un amorfismo contagioso che diluisce i misteri della fede nel flusso del tutt'uguale. Abbiamo perso la forma, cioè quel principio che determina l'essenza di una cosa e che la specifica distinguendola da tutte le altre. L'invito ad essere perfetti è rivolto a tutti, però abbiamo dimenticato che c'è una gerarchia negli stati di vita del cristiano. Così il matrimonio e la vita consacrata, livellati per invitare tutti alla santità, versano entrambi in una crisi profonda. Crisi che non risparmia neppure il celibato, soggetto ormai alle trasformazioni epicuree del tempo. La soluzione è Maria Vergine. La sua perpetua verginità è la forma originaria che ha plasmato Cristo e in Lui ogni cristiano e ogni vocazione cristiana. Nella sua illibata verginità c'è l'inizio e il compimento. Il mistero della verginità di Maria è la garanzia del primato di Dio nel mondo. È la prova che quel Regno portato da Cristo inizia non dalla carne ma dallo spirito per nobilitare la carne e portare tutto l'uomo in una dimensione che va oltre, quella del Regno nella sua pienezza, dove Dio sarà «tutto in tutti» (1Cor 12,6). Maria è il grembo verginale nel quale è custodito.<br />Per ordinare il libro, clicca qui! <a href="https://www.amazon.it/dp/889857715X" rel="noopener">https://www.amazon.it/dp/889857715X</a><br /><br />LEONE<br />Paola Mastrocola - Einaudi - pagine 223 - € 15,72 - anno 2018<br />Un quartiere che si chiama il Bussolo e può essere ovunque, in qualsiasi città. Oggi, ai giorni nostri. Una madre e un figlio. Lei, Katia, una donna sola di trentasei anni, presa dal lavoro, separata dal marito, pochi soldi, poco tempo, sempre di corsa, appesa a sogni nebulosi che non osa sognare fino in fondo. Lui, Leone, un bambino di sei anni solitario e timido, sottile come un giunco. Un giorno, in mezzo a tutta la gente che passa, alle auto, sotto le luci intermittenti degli alberi di Natale, si mette a pregare. E la madre scopre, con stupore e vergogna, che lo fa spesso, un po' ovunque. Si apparta, s'inginocchia, e prega. Per strada, al cinema, in bagno. Prega quand'è preoccupato, quando gli manca la nonna e il gioco del comò. O quando vorrebbe un bacio. O quando desidera aiutare qualcuno. La voce circola in fretta. Leone diventa «il bambino che prega», lo scandalo della scuola, del quartiere intero. Molti lo deridono, ma molti, anche, iniziano a confessargli i loro desideri. Come fa la vita, Leone può esaudire le richieste o deluderle, avverare i sogni o lasciarli inesauditi. Paola Mastrocola ha scritto una storia realistica e allo...]]></itunes:summary><itunes:duration>747</itunes:duration><itunes:keywords>battaglia,filmgarantiti,islam,leggere,libri,notizie,regalo</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/08ec3d5a789182059b2a027686ec53d7.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>È morto Andrea Camilleri, l'autore di Montalbano, esaltato solo perché allineato al pensiero unico</title><link>https://www.spreaker.com/episode/e-morto-andrea-camilleri-l-autore-di-montalbano-esaltato-solo-perche-allineato-al-pensiero-unico--18683057</link><description><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=5747" rel="noopener">http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=5747</a><br /><br />E' MORTO ANDREA CAMILLERI, L'AUTORE DI MONTALBANO, ESALTATO SOLO PERCHE' ALLINEATO AL PENSIERO UNICO di Andrea Zambrano<br />Profeta, genio e vate. Basta così o ci sono altre definizioni ancor più mitologiche per Andrea Camilleri? Lo scrittore e papà di Montalbano è morto ieri all'età di 93 anni e il senso di moderazione che è in ognuno di noi ha subito duri colpi. L'Italia sulle prime pagine dei giornali ha celebrato uno scrittore di Agrigento e va bene. Ma forse tra le migliaia di parolai e di parolieri che lo hanno celebrato, verrebbe da chiedersi se i laudatores che oggi riempiono di like e post le bacheche lo abbiano mai veramente letto.<br />Letto non vuol dire di aver visto le puntate del commissario Montalbano perché questo è ingannare la storia e la letteratura anche se lui, produttore del Maigret televisivo di Gino Cervi, accettava volentieri la spuria fedeltà della versione tv della sua creatura. Letto non vuol dire avere sugli scaffali tutti i suoi "Montalbano". Troppo poco. E forse basterebbe avere la sincerità per dire: «Non ho mai letto un solo libro del commissario Montalbano, celebro Camilleri solo perché odiava Salvini e prima di lui Berlusconi. Insomma, perché era organico al mio mondo di sinistra». Ecco forse basterebbe essere un po' sinceri con se stessi.<br />Invece assistiamo ad una incensazione piuttosto ridicola per uno scrittore nato in teatro, ma cresciuto in Rai e nelle produzioni televisive di quando la tv di Stato mandava in scena il teatro di qualità. Lettissimo nella sua Sicilia, ma nel Paese conosciuto più attraverso Repubblica che per i suoi libri e soprattutto per le sue esternazioni politiche, esasperate il più possibile, come i suoi attacchi recenti a Salvini: «Quando vedo Salvini recitare il Rosario mi viene il vomito», disse. Che lirismo. Però tutti da quel giorno lo hanno eletto a profeta, mascherando le sue uscite di un'aura sacralità che celava in realtà soltanto un intellettuale organico al pensierocomodo. «Camilleri è per l'eutanasia»; «Il papà di Montalbano dice che peggio di così, neanche il Reich»; «Il nuovo Montalbano parla di migranti: che profeta inascoltato!». E giù like.<br />OLTRE 100 LIBRI<br />Ora, uno se avesse letto davvero Cammilleri e basta, magari non solo Montalbano, ma anche gli altri suoi 100 libri, potrebbe provare a metterlo in relazione alle denunce di Sciascia, al drammatico occhio di Verga, all'indagine sull'uomo di Pirandello. E magari vedere come tutto questo si inserisse nel suo "siculiano"  letterario, in quel vigatese che ha potuto esprimere totalmente soltanto in quella che ha definito la sua creatura più amata, Il Re di Girgenti, interamente scritto in siciliano e perciò difficilmente manipolabile. Ma il fatto è che di analisi serie sulla sua penna, di una critica verace del suo stile, della sua personalità, del suo personaggio, delle sue creature, noi non ne abbiamo viste in queste ore. E forse ci vorrebbero. Onore a Pietrangelo Buttafuoco che ci prova e da tempi non sospetti e a Fiorello che con una semplice imitazione lo racconta meglio dei turiferari di giro.<br />Ma altri non ne troviamo, eppure bisognerebbe indagare il perché al Montalbano letterario sembra interessare l'indagine come itinerario personale, non la ricerca ossessiva del colpevole o della verità giudiziaria. Oppure notare come a fronte di tanta orizzontalità di sguardi mancasse nei suoi personaggi quell'anelito verticale che lui - orgogliosamente non credente - sperava di trovare in un'eternità che non coglieva. Forse perché sono tutti intenti non a dire chi fosse lo scrittore Camilleri, ma a esaltare il suo attivismo politico da copertina: politici, sindaci e deputati, attori, presenzialisti da social di ogni tipo.<br />IL DISORIENTATO "MONDO CATTOLICO" LO ELOGIA<br />Ci mancava Padre Spadaro, perché certo milieu clericale l'occasione di accodarsi al treno dell'ovvio non la perde mai. Il direttore della Civiltà Cattolica lo definisce così: «Una voce profetica che ha preso posizioni forti». Su cosa, di grazia, dato che Camilleri è stato sempre organico al pensiero mainstream? Ha mai pagato per le sue idee che prima - in buona compagnia - furono fasciste e poi comuniste, per sua stessa ammissione? Insomma, di tanta letteratura non si deve aver parlato se quando per la prima volta i due si sono parlati, il padre gesuita è rimasto colpito «dalla sua grande stima per il Papa. Era come se vedesse nella figura di Francesco un'ancora di umanità per una situazione che lo metteva in seria difficoltà, quasi un presidio di umanità». Insomma, incensare Camilleri per incensare il Papa? Ma dico, si può essere più clericali? Forse sì. Si può usarlo ad esempio per l'immigrazionismo.<br />Don Ivan Maffeis, sottosegretario Cei: Camilleri? «Con i suoi romanzi ha raccontato il Paese che si oppone alla logica dello scarto». Vediamo un po'. Maffeis racconta di un evento a cui ha partecipato con lui, quindi non delle sue pagine. E pazienza. «Ci ha offerto una lezione di storia e memoria contro le derive dell'uomo: ha raccontato la notte buia della ragione, la ferocia della Shoa (...) è stato cantore delle difficoltà del nostro Paese puntando il dito contro la mafia e lo sfruttamento dei migranti». Ecco, uno pensa alla cultura dello scarto e si aspetta aborto e eutanasia. Invece si ritrova il solito birignao. Ma l'avrà mai letto?<br />Ma non è finita: anche Monsignor Edoardo Viganò deve farci sapere la sua. Anzitutto ricordando di quando aveva incontrato il produttore della serie Tv, si vede che non aveva mai potuto conoscere di persona lo scrittore e ha ripiegato. E poi per dirci che «Camilleri ha raccontato il cambiamento del nostro Paese aiutandoci a cogliere le pagine irrisolte, in prima linea per la legalità». Mah. Il cambiamento? Quale? Che poi, a guardare le puntate in tv, di mafia non c'è mai l'ombra. Però dicono sia un profeta.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/18683057</guid><pubDate>Wed, 31 Jul 2019 09:50:23 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/18683057/camilleri.mp3" length="9602611" type="audio/mpeg"/><itunes:author>BastaBugie</itunes:author><itunes:subtitle>TESTO DELL'ARTICOLO ➜ http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=5747

E' MORTO ANDREA CAMILLERI, L'AUTORE DI MONTALBANO, ESALTATO SOLO PERCHE' ALLINEATO AL PENSIERO UNICO di Andrea Zambrano
Profeta, genio e vate. Basta così o ci sono altre...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=5747" rel="noopener">http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=5747</a><br /><br />E' MORTO ANDREA CAMILLERI, L'AUTORE DI MONTALBANO, ESALTATO SOLO PERCHE' ALLINEATO AL PENSIERO UNICO di Andrea Zambrano<br />Profeta, genio e vate. Basta così o ci sono altre definizioni ancor più mitologiche per Andrea Camilleri? Lo scrittore e papà di Montalbano è morto ieri all'età di 93 anni e il senso di moderazione che è in ognuno di noi ha subito duri colpi. L'Italia sulle prime pagine dei giornali ha celebrato uno scrittore di Agrigento e va bene. Ma forse tra le migliaia di parolai e di parolieri che lo hanno celebrato, verrebbe da chiedersi se i laudatores che oggi riempiono di like e post le bacheche lo abbiano mai veramente letto.<br />Letto non vuol dire di aver visto le puntate del commissario Montalbano perché questo è ingannare la storia e la letteratura anche se lui, produttore del Maigret televisivo di Gino Cervi, accettava volentieri la spuria fedeltà della versione tv della sua creatura. Letto non vuol dire avere sugli scaffali tutti i suoi "Montalbano". Troppo poco. E forse basterebbe avere la sincerità per dire: «Non ho mai letto un solo libro del commissario Montalbano, celebro Camilleri solo perché odiava Salvini e prima di lui Berlusconi. Insomma, perché era organico al mio mondo di sinistra». Ecco forse basterebbe essere un po' sinceri con se stessi.<br />Invece assistiamo ad una incensazione piuttosto ridicola per uno scrittore nato in teatro, ma cresciuto in Rai e nelle produzioni televisive di quando la tv di Stato mandava in scena il teatro di qualità. Lettissimo nella sua Sicilia, ma nel Paese conosciuto più attraverso Repubblica che per i suoi libri e soprattutto per le sue esternazioni politiche, esasperate il più possibile, come i suoi attacchi recenti a Salvini: «Quando vedo Salvini recitare il Rosario mi viene il vomito», disse. Che lirismo. Però tutti da quel giorno lo hanno eletto a profeta, mascherando le sue uscite di un'aura sacralità che celava in realtà soltanto un intellettuale organico al pensierocomodo. «Camilleri è per l'eutanasia»; «Il papà di Montalbano dice che peggio di così, neanche il Reich»; «Il nuovo Montalbano parla di migranti: che profeta inascoltato!». E giù like.<br />OLTRE 100 LIBRI<br />Ora, uno se avesse letto davvero Cammilleri e basta, magari non solo Montalbano, ma anche gli altri suoi 100 libri, potrebbe provare a metterlo in relazione alle denunce di Sciascia, al drammatico occhio di Verga, all'indagine sull'uomo di Pirandello. E magari vedere come tutto questo si inserisse nel suo "siculiano"  letterario, in quel vigatese che ha potuto esprimere totalmente soltanto in quella che ha definito la sua creatura più amata, Il Re di Girgenti, interamente scritto in siciliano e perciò difficilmente manipolabile. Ma il fatto è che di analisi serie sulla sua penna, di una critica verace del suo stile, della sua personalità, del suo personaggio, delle sue creature, noi non ne abbiamo viste in queste ore. E forse ci vorrebbero. Onore a Pietrangelo Buttafuoco che ci prova e da tempi non sospetti e a Fiorello che con una semplice imitazione lo racconta meglio dei turiferari di giro.<br />Ma altri non ne troviamo, eppure bisognerebbe indagare il perché al Montalbano letterario sembra interessare l'indagine come itinerario personale, non la ricerca ossessiva del colpevole o della verità giudiziaria. Oppure notare come a fronte di tanta orizzontalità di sguardi mancasse nei suoi personaggi quell'anelito verticale che lui - orgogliosamente non credente - sperava di trovare in un'eternità che non coglieva. Forse perché sono tutti intenti non a dire chi fosse lo scrittore Camilleri, ma a esaltare il suo attivismo politico da copertina: politici, sindaci e deputati, attori, presenzialisti da social di ogni tipo.<br />IL DISORIENTATO "MONDO CATTOLICO" LO ELOGIA<br />Ci mancava Padre Spadaro, perché certo milieu...]]></itunes:summary><itunes:duration>601</itunes:duration><itunes:keywords>camilleri,elogio,ideologia,montalbano,morto</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/b6d5682846c5733717e7a417bd46b6ea.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Il quadrato magico, simbolo dei primi cristiani</title><link>https://www.spreaker.com/episode/il-quadrato-magico-simbolo-dei-primi-cristiani--18497908</link><description><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=5726" rel="noopener">http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=5726</a><br /><br />IL QUADRATO MAGICO, SIMBOLO DEI PRIMI CRISTIANI di Rino Cammilleri<br />C'è un talismano composto di lettere latine disposte in forma di quadrato che ha attraversato tutta la storia dell'Occidente e ancora impensierisce gli studiosi. Lo si è trovato, nei secoli, su vari oggetti nei posti più impensati: muri, cocci di mattone, fontane, coppe, manoscritti, addirittura chiese. Perfino in Scandinavia e in Ungheria.<br />Nel Medioevo lo si scriveva su croste di pane che venivano dati ai cani per guarirli dalla rabbia. A volte lo si usava per far tornare i fuggitivi o per assistere le partorienti. Specialmente nel Rinascimento, ispirò tutta una serie di altri quadrati «magici» che però non riuscirono mai a eguagliare il fascino e la complessità del primo. Si tratta di cinque parole di cinque lettere palindrome, cioè leggibili in ogni senso, anche al contrario e dall'alto in basso e viceversa.<br />Eccole:<br />ROTAS<br />OPERA<br />TENET<br />AREPO<br />SATOR<br />La traduzione (forse): il seminatore Arepo tiene le opere e le ruote. Nel latino medievale si preferì scriverlo cominciando dal «sator», perché la costruzione della frase alla romana era ormai desueta. Perché gli studiosi, ma anche gli enigmisti, gli esoteristi e perfino Martin Mystère, si sono scervellati su questo Quadrato Magico? Per il semplice fatto che, sì, di quadrati palindromi se ne possono costruire diversi (non tanti, comunque), ma nessuno ha occupato lo spazio e il tempo come questo. Non solo. Non è mai stato trovato un esemplare di Quadrato Magico anteriore all'avvento del cristianesimo. Infatti, il più antico venne rinvenuto nel 1936 graffito su una colonna negli scavi di Pompei.<br />Le interpretazioni del significato del Quadrato sono legione. Lo si è detto di origine orfica, gnostica, celtica, egizia, o addirittura nient'altro che un divertissement, un semplice gioco di parole senza senso. Solo negli anni Venti del Novecento qualcuno ne venne a capo. Il bello è che si trattava di tre studiosi che nulla sapevano l'uno del lavoro degli altri. Uno era tedesco, uno svizzero e uno svedese. Frank, Grosser e Agrell. Si tenga presente che sul quel Quadrato erano stati provati tutti i metodi di lettura, addirittura applicando la scacchistica «mossa del cavallo» (leggendo tre lettere consecutive e due di sbieco) o la lettura detta «bustrofedica» (un rigo sì, uno no e il terzo all'inverso, come fanno appunto i buoi arando il campo).<br />LA SOLUZIONE DELL'ENIGMA<br />Ma a nessuno era mai venuto in mente di anagrammarlo. Cioè, di considerarlo un crittogramma. Ebbene, l'anagramma dava una sola soluzione sensata, una sola: due «paternoster» con l'avanzo di due «a» e due «o». Questa fu l'intuizione di Frank. Ma Grosser e Agrell si accorsero che in quel Quadrato c'era una sola «n» e suggerirono di disporre i due «paternoster» a forma di croce imperniata sull'unica «n». Le «a» e le «o» andavano poste agli estremi dei bracci della croce così ottenuta. Ne risultava una croce composta di due «paternoster» inquadrati da «alfa» e «omega». Come dice di sé Cristo nell'Apocalisse: «Io sono l'alfa e l'omega, il primo e l'ultimo». Le probabilità che questo risultato sia puramente casuale è stata calcolata: è pressoché impossibile. Dunque, quel Quadrato è cristiano.<br />E quello di Pompei era un segno criptico lasciato per i cristiani in un tempo in cui Nerone aveva già scatenato la sua persecuzione. Infatti, Pompei ci dà una data precisa: il 79 d.C., anno in cui fu sepolta dal Vesuvio. Il Quadrato deve per forza essere stato tracciato prima. Non solo. Il graffitaro cristiano lasciò anche la chiave per risolverlo, visto che sotto di esso tracciò le lettere «ano», cioè un'«alfa» e un'«omega» con in mezzo la «n» centrale della parola «tenet». Quest'ultima, essa stessa a forma di croce, sembra «tenere» l'intero Quadrato. Poiché Gerusalemme fu distrutta dai romani nel 70 d.C. e moltissimi ebrei furono deportati come schiavi nelle città dell'impero, e poiché i primissimi cristiani erano ebrei, è pensabile che quel segno sia stato lasciato in vista (su una della colonne della Palestra) per avvertire quelli che via via sbarcavano che in città c'erano dei fratelli nella fede. Pompei, infatti, era una città di commerci e di terme, nonché luogo di villeggiatura dei ricchi romani. La stessa Poppea Sabina, ultima moglie di Nerone, era pompeiana. Ed era anche, pare, una proselita giudaica, forse non estranea alla persecuzione anticristiana del 64 d.C. Dunque, per doppio motivo i cristiani di Pompei dovevano essere guardinghi.<br />PIÙ DI QUEL CHE APPARE<br />Tuttavia, a ben scrutarlo, quel crittogramma cristiano è ben più di quel che appare. Colmo di reminiscenze bibliche e simboliche, sembra più ispirato che ideato da una mente pur fertile. Di più: manda a gambe levate tutta una serie di certezze a lungo considerate acquisite sul cristianesimo delle origini. Si è creduto, da autorevoli studiosi, che la lingua liturgica dei primi cristiani fosse il greco, invece il «paternoster» del Quadrato è in latino. Si è creduto che la croce fosse divenuta il segno dei cristiani solo dopo la visione di Costantino (IV secolo) perché prima non era che un patibolo di cui vergognarsi, invece il Quadrato è pieno di croci (quella costituita dai due «paternoster», quella dei due «tenet» incrociati, i «tau» con cui comincia e finisce la parola «tenet» eccetera). Si è creduto che l'Apocalisse fosse stata scritta da san Giovanni Evangelista attorno all'anno 100 d.C., invece ecco «alfa» e «omega» prima del 79 d.C. E questo è solo l'aspetto più superficiale del Quadrato, che in verità riserva molte altre sorprese. A cominciare dalla forma quadrata, che per la simbologia degli antichi era quella del mondo: il mondo sostenuto («tenet») dalla croce...]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/18497908</guid><pubDate>Tue, 16 Jul 2019 22:10:07 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/18497908/quadrato_magico.mp3" length="6213380" type="audio/mpeg"/><itunes:author>BastaBugie</itunes:author><itunes:subtitle>TESTO DELL'ARTICOLO ➜ http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=5726

IL QUADRATO MAGICO, SIMBOLO DEI PRIMI CRISTIANI di Rino Cammilleri
C'è un talismano composto di lettere latine disposte in forma di quadrato che ha attraversato tutta la storia...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=5726" rel="noopener">http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=5726</a><br /><br />IL QUADRATO MAGICO, SIMBOLO DEI PRIMI CRISTIANI di Rino Cammilleri<br />C'è un talismano composto di lettere latine disposte in forma di quadrato che ha attraversato tutta la storia dell'Occidente e ancora impensierisce gli studiosi. Lo si è trovato, nei secoli, su vari oggetti nei posti più impensati: muri, cocci di mattone, fontane, coppe, manoscritti, addirittura chiese. Perfino in Scandinavia e in Ungheria.<br />Nel Medioevo lo si scriveva su croste di pane che venivano dati ai cani per guarirli dalla rabbia. A volte lo si usava per far tornare i fuggitivi o per assistere le partorienti. Specialmente nel Rinascimento, ispirò tutta una serie di altri quadrati «magici» che però non riuscirono mai a eguagliare il fascino e la complessità del primo. Si tratta di cinque parole di cinque lettere palindrome, cioè leggibili in ogni senso, anche al contrario e dall'alto in basso e viceversa.<br />Eccole:<br />ROTAS<br />OPERA<br />TENET<br />AREPO<br />SATOR<br />La traduzione (forse): il seminatore Arepo tiene le opere e le ruote. Nel latino medievale si preferì scriverlo cominciando dal «sator», perché la costruzione della frase alla romana era ormai desueta. Perché gli studiosi, ma anche gli enigmisti, gli esoteristi e perfino Martin Mystère, si sono scervellati su questo Quadrato Magico? Per il semplice fatto che, sì, di quadrati palindromi se ne possono costruire diversi (non tanti, comunque), ma nessuno ha occupato lo spazio e il tempo come questo. Non solo. Non è mai stato trovato un esemplare di Quadrato Magico anteriore all'avvento del cristianesimo. Infatti, il più antico venne rinvenuto nel 1936 graffito su una colonna negli scavi di Pompei.<br />Le interpretazioni del significato del Quadrato sono legione. Lo si è detto di origine orfica, gnostica, celtica, egizia, o addirittura nient'altro che un divertissement, un semplice gioco di parole senza senso. Solo negli anni Venti del Novecento qualcuno ne venne a capo. Il bello è che si trattava di tre studiosi che nulla sapevano l'uno del lavoro degli altri. Uno era tedesco, uno svizzero e uno svedese. Frank, Grosser e Agrell. Si tenga presente che sul quel Quadrato erano stati provati tutti i metodi di lettura, addirittura applicando la scacchistica «mossa del cavallo» (leggendo tre lettere consecutive e due di sbieco) o la lettura detta «bustrofedica» (un rigo sì, uno no e il terzo all'inverso, come fanno appunto i buoi arando il campo).<br />LA SOLUZIONE DELL'ENIGMA<br />Ma a nessuno era mai venuto in mente di anagrammarlo. Cioè, di considerarlo un crittogramma. Ebbene, l'anagramma dava una sola soluzione sensata, una sola: due «paternoster» con l'avanzo di due «a» e due «o». Questa fu l'intuizione di Frank. Ma Grosser e Agrell si accorsero che in quel Quadrato c'era una sola «n» e suggerirono di disporre i due «paternoster» a forma di croce imperniata sull'unica «n». Le «a» e le «o» andavano poste agli estremi dei bracci della croce così ottenuta. Ne risultava una croce composta di due «paternoster» inquadrati da «alfa» e «omega». Come dice di sé Cristo nell'Apocalisse: «Io sono l'alfa e l'omega, il primo e l'ultimo». Le probabilità che questo risultato sia puramente casuale è stata calcolata: è pressoché impossibile. Dunque, quel Quadrato è cristiano.<br />E quello di Pompei era un segno criptico lasciato per i cristiani in un tempo in cui Nerone aveva già scatenato la sua persecuzione. Infatti, Pompei ci dà una data precisa: il 79 d.C., anno in cui fu sepolta dal Vesuvio. Il Quadrato deve per forza essere stato tracciato prima. Non solo. Il graffitaro cristiano lasciò anche la chiave per risolverlo, visto che sotto di esso tracciò le lettere «ano», cioè un'«alfa» e un'«omega» con in mezzo la «n» centrale della parola «tenet». Quest'ultima, essa stessa a forma di croce, sembra «tenere» l'intero Quadrato....]]></itunes:summary><itunes:duration>389</itunes:duration><itunes:keywords>cristo,paternoster,quadrato,siena,simbolo</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/ef47cf0864c9920db5f52210aa127954.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Ordine degli psicologi e dittatura del relativismo</title><link>https://www.spreaker.com/episode/ordine-degli-psicologi-e-dittatura-del-relativismo--18384980</link><description><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=5692" rel="noopener">http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=5692</a><br /><br />ORDINE DEGLI PSICOLOGI E DITTATURA DEL RELATIVISMO di Giuseppe Brienza<br />Giancarlo Ricci, psicoterapeuta milanese con 40 anni di esperienza sulle spalle e autore di numerosi e apprezzati volumi, è noto per essere stato inquisito dal suo Ordine professionale (l'Ordine degli Psicologi della Lombardia) per aver difeso durante una trasmissione televisiva, «la funzione essenziale e costitutiva di padre e madre nella costituzione del soggetto».<br />Secondo quei "colleghi" che hanno deciso di instaurare un procedimento disciplinare nei suoi confronti (che si è concluso con l'archiviazione), questa frase lapalissiana sarebbe stata discriminatoria nei confronti delle cosiddette "famiglie arcobaleno" (cioè omosessuali).<br />Nel libro che significativamente ha intitolato Il tempo della post libertà Ricci rievoca l'intera vicenda, convincendoci come purtroppo il suo caso debba definirsi esemplificativo di un'epoca che, non a caso, Joseph Ratzinger ci ha insegnato a chiamare dittatura del relativismo.<br />NON C'È DA STARE ALLEGRI<br />I motivi per cui l'esito del procedimento disciplinare non rassicurano sono tanti. Il primo è che lo psicologo cattolico è stato "scagionato" solo dopo più di tre anni passati sulla graticola, un tempo lunghissimo e non giustificato dal contenuto degli "addebiti". Perché è durato così tanto un procedimento che poteva risolversi in soli pochi mesi?<br />Semplice, si è trattato di un modo per intimidire lui e le sue attività pubbliche ma, al tempo stesso, mandare un messaggio alla stragrande maggioranza dei professionisti che, come Ricci, ne condividono la visione naturale e realista dell'uomo, della famiglia e dell'educazione.<br />Secondariamente: i voti favorevoli all'assoluzione sono stati 7 a favore e 7 contrari. Un risultato quindi sul filo di lana che indica una spaccatura all'interno dell'Ordine. Infine: il testo sulle motivazioni è pieno di incongruenze, di omissioni, di affermazioni contraddittorie. Pur di non ammettere la natura ideologica delle accuse, la decisione finale afferma obliquamente che «permangono irrinunciabili perplessità in ordine a orientamenti dottrinali a cui le affermazioni del dott. Ricci potrebbero voler fare riferimento».<br />Dopo questo contorsionismo il Collegio di Disciplina lombardo conclude che «non sono emersi elementi sufficienti per ritenere il dott. Ricci responsabile per gli illeciti contestati». Insomma sembra un'assoluzione per insufficienza di prove…<br />Nel libro si descrive poi come, soprattutto dal Sessantotto ad oggi, il concetto di libertà sia totalmente cambiato in Occidente. Nel Novecento, infatti, il secolo delle ideologie, l'uomo doveva combattere per conquistarsi le libertà, era una questione di sopravvivenza. Con la globalizzazione e con il capitalismo neoliberistico la libertà diventa invece un'altra cosa: una sorta di merce che viene offerta per soddisfare il desiderio di varie categorie e gruppi sociali.<br />PERCHÉ ACCADE QUESTO?<br />La lettura di Ricci è la seguente: fra l'individuo atomizzato e il Sistema si attua una sorta di scambio: varie forme di libertà in cambio della (falsa) promessa di sicurezza e di benessere materiale. Ma, soprattutto, in cambio di una rinuncia ai doveri e alla responsabilità personale. Il cittadino sarà ricolmo di libertà a condizione che consegni l'istanza della responsabilità a qualcun altro che la gestirà come vuole. Il Grande Fratello, in pratica.<br />"Delegando" le responsabilità sociali ad altri, ai cittadini non resta che partecipare al mondo dell'ipnosi collettiva, della suggestione mediatica, al teatrino spettacolarizzato in cui altri mettono in scena le sorti di un possibile "bene comune". L'effetto più evidente è che sparisce il concetto di libertà come coscienza soggettiva, interiore, come critica morale, come lavoro di riconquista della propria soggettività. E tutto questo porta, nel caso italiano, alla fine di un Paese libero.<br />Quella che viviamo è, in pratica, una libertà condizionata. Se concordiamo con il Pensiero Unico e partecipiamo al gioco illusorio di una realtà artificiosa, tutto va bene; se incominciamo a fare delle domande in più, a scompigliare il Politicamente corretto, come ha fatto Ricci, allora le cose si complicano, inizia la gogna mediatica, l'isolamento, l'ostracismo e, nei casi più gravi, anche di peggio.<br />Ma il fatto che uno come lui, dopo averla patita, non si è fatto intimidire dal Sistema e continua a parlare della sua vicenda, avendo non pochi che lo ascoltano e lo seguono, significa evidentemente che nel nostro Paese funziona ancora un rimasuglio di libertà e coscienza civile.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/18384980</guid><pubDate>Wed, 26 Jun 2019 03:00:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/18384980/psicologi.mp3" length="6614621" type="audio/mpeg"/><itunes:author>BastaBugie</itunes:author><itunes:subtitle>TESTO DELL'ARTICOLO ➜ http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=5692

ORDINE DEGLI PSICOLOGI E DITTATURA DEL RELATIVISMO di Giuseppe Brienza
Giancarlo Ricci, psicoterapeuta milanese con 40 anni di esperienza sulle spalle e autore di numerosi e...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=5692" rel="noopener">http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=5692</a><br /><br />ORDINE DEGLI PSICOLOGI E DITTATURA DEL RELATIVISMO di Giuseppe Brienza<br />Giancarlo Ricci, psicoterapeuta milanese con 40 anni di esperienza sulle spalle e autore di numerosi e apprezzati volumi, è noto per essere stato inquisito dal suo Ordine professionale (l'Ordine degli Psicologi della Lombardia) per aver difeso durante una trasmissione televisiva, «la funzione essenziale e costitutiva di padre e madre nella costituzione del soggetto».<br />Secondo quei "colleghi" che hanno deciso di instaurare un procedimento disciplinare nei suoi confronti (che si è concluso con l'archiviazione), questa frase lapalissiana sarebbe stata discriminatoria nei confronti delle cosiddette "famiglie arcobaleno" (cioè omosessuali).<br />Nel libro che significativamente ha intitolato Il tempo della post libertà Ricci rievoca l'intera vicenda, convincendoci come purtroppo il suo caso debba definirsi esemplificativo di un'epoca che, non a caso, Joseph Ratzinger ci ha insegnato a chiamare dittatura del relativismo.<br />NON C'È DA STARE ALLEGRI<br />I motivi per cui l'esito del procedimento disciplinare non rassicurano sono tanti. Il primo è che lo psicologo cattolico è stato "scagionato" solo dopo più di tre anni passati sulla graticola, un tempo lunghissimo e non giustificato dal contenuto degli "addebiti". Perché è durato così tanto un procedimento che poteva risolversi in soli pochi mesi?<br />Semplice, si è trattato di un modo per intimidire lui e le sue attività pubbliche ma, al tempo stesso, mandare un messaggio alla stragrande maggioranza dei professionisti che, come Ricci, ne condividono la visione naturale e realista dell'uomo, della famiglia e dell'educazione.<br />Secondariamente: i voti favorevoli all'assoluzione sono stati 7 a favore e 7 contrari. Un risultato quindi sul filo di lana che indica una spaccatura all'interno dell'Ordine. Infine: il testo sulle motivazioni è pieno di incongruenze, di omissioni, di affermazioni contraddittorie. Pur di non ammettere la natura ideologica delle accuse, la decisione finale afferma obliquamente che «permangono irrinunciabili perplessità in ordine a orientamenti dottrinali a cui le affermazioni del dott. Ricci potrebbero voler fare riferimento».<br />Dopo questo contorsionismo il Collegio di Disciplina lombardo conclude che «non sono emersi elementi sufficienti per ritenere il dott. Ricci responsabile per gli illeciti contestati». Insomma sembra un'assoluzione per insufficienza di prove…<br />Nel libro si descrive poi come, soprattutto dal Sessantotto ad oggi, il concetto di libertà sia totalmente cambiato in Occidente. Nel Novecento, infatti, il secolo delle ideologie, l'uomo doveva combattere per conquistarsi le libertà, era una questione di sopravvivenza. Con la globalizzazione e con il capitalismo neoliberistico la libertà diventa invece un'altra cosa: una sorta di merce che viene offerta per soddisfare il desiderio di varie categorie e gruppi sociali.<br />PERCHÉ ACCADE QUESTO?<br />La lettura di Ricci è la seguente: fra l'individuo atomizzato e il Sistema si attua una sorta di scambio: varie forme di libertà in cambio della (falsa) promessa di sicurezza e di benessere materiale. Ma, soprattutto, in cambio di una rinuncia ai doveri e alla responsabilità personale. Il cittadino sarà ricolmo di libertà a condizione che consegni l'istanza della responsabilità a qualcun altro che la gestirà come vuole. Il Grande Fratello, in pratica.<br />"Delegando" le responsabilità sociali ad altri, ai cittadini non resta che partecipare al mondo dell'ipnosi collettiva, della suggestione mediatica, al teatrino spettacolarizzato in cui altri mettono in scena le sorti di un possibile "bene comune". L'effetto più evidente è che sparisce il concetto di libertà come coscienza soggettiva, interiore, come critica morale, come lavoro di riconquista della...]]></itunes:summary><itunes:duration>414</itunes:duration><itunes:keywords>libro,milano,psicologi,relativismo,ricci</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/ecbdf9efe10f7066a80b170dd79acd48.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Come i mass media plagiano le menti</title><link>https://www.spreaker.com/episode/come-i-mass-media-plagiano-le-menti--18328798</link><description><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=5674" rel="noopener">http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=5674</a><br /><br />COME I MASS MEDIA PLAGIANO LE MENTI di Rino Cammilleri<br />Man mano che leggevo Propagande. Segreti e peccati dei mass media di Giuliano Guzzo (La Vela, pp. 204, € 15), che è anche firma della Nuova Bussola, mi veniva in mente, chissà perché, un frame televisivo dei giorni del famigerato Congresso internazionale di Verona sulla famiglia. Che in Italia, e chissà perché solo in Italia, tanto scalpore suscitò. Guardavo il talk su Rete 4, condotto da Barbara Palombelli. Di solito pacata e sempre sorridente, d'improvviso la sua faccia divenne cupa (ed era la prima volta che la vedevo così) quando si collegò coi rappresentanti italiani di quel convegno. Appena il volto del difensore della «famiglia naturale» si affacciò sullo schermo in studio, la ex bonaria e sorridente gli sibilò di brutto: «Siete contro l'autodeterminazione della donna?».<br />Astuto sistema per costringere l'interlocutore alla difensiva e indirizzare fin da subito il piano dell'intervista sul terreno a lui sfavorevole. Che è quello degli slogan p.c. (politicamente corretti): «interruzione della gravidanza», «autodeterminazione della donna», etc. Si noti la finezza: se a uno domandi se è contrario a pagare l'aborto altrui con le sue tasse cambia tutto, e l'emotività di chi ascolta si sposta subito a suo favore. Ma la conduttrice del talk su Rete 4 è giornalista troppo scafata per non sapere come vanno adoperate le parole.<br />Una sua collega, come lei d'alto livello, quando il popolo americano elesse Trump si lagnò in diretta da New York: «Ma allora, noi giornalisti che ci stiamo a fare?». Eggià, la crème dei media di tutto il mondo aveva predicato contro quel burino parvenu, così come oggi spara su Salvini. La scoperta che la gente è meno stupida e istupidita dalle loro chiacchiere di quel che pensavano li aveva gettati nello sconforto. Così che a quel punto la mano dovette essere passata ad altri mezzi. Per esempio, i magistrati, come Trump e Salvini hanno scoperto. Tutte le toghe, allora, sono «rosse»? Naturalmente no. Così come non tutti i musulmani sono jihadisti. Il fatto è che basta un solo jihadista a fare notevole danno.<br />Tornando all'ivg (interruzione volontaria della gravidanza), Guzzo nel suo libro comincia col ricostruire la «nube tossica» di Seveso, davvero tossica per le menti e le coscienze, tant'è che subito dopo il popolo italiano votò l'introduzione dell'aborto (pardon, ivg). Feti malformati dalla diossina? Nessuno. Ma su questo i riflettori vennero subito spenti. Ho l'età per ricordare, al tempo della campagna sul referendum, le truppe pannellate gridare a tutti i venti delle 20.000 donne morte ogni anno in Italia per aborto clandestino. Come facessero a saperlo, visto che era clandestino, a nessuno venne in mente di chiederlo. In quei giorni preparavo l'esame di demografia all'università e lessi i dati Istat sulle donne morte in Italia, quell'anno: 11.500. Per qualsiasi causa, dall'infarto all'incidente domestico. Ma ero uno studente e non avevo i mezzi per farlo sapere a tutti.<br />Anche questi fatti Guzzo rammenta. Il suo libro è pieno di chicche di questo tipo, di cui le più gustose sono quelle meno conosciute. Ma restiamo sull'attualità. Le fake news. Ebbene, ci sono sempre state, fin da quando gli egizi scolpirono sulle loro stele la vittoria del faraone sugli hittiti, vittoria che non ci fu mai. Ma eccole diventate un problema planetario da quando è stato eletto Trump. Le «influenze russe» sulle elezioni americane (e magari italiane) sono da allora un «pericolo per la democrazia» perché Trump, in campagna elettorale, aveva detto di considerare chiusa la guerra fredda e di volere andare d'accordo con Putin. Così, una volta eletto, ha dovuto cambiare radicalmente idea, sennò «confermerebbe» che sono state le «influenze russe» a farlo eleggere. Eh, la propaganda politica l'hanno inventata i giacobini. Impossibile batterli nell'arte, maligna, di plagiare le menti.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/18328798</guid><pubDate>Wed, 05 Jun 2019 15:31:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/18328798/come_i_mass_media.mp3" length="5445171" type="audio/mpeg"/><itunes:author>BastaBugie</itunes:author><itunes:subtitle>TESTO DELL'ARTICOLO ➜ http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=5674

COME I MASS MEDIA PLAGIANO LE MENTI di Rino Cammilleri
Man mano che leggevo Propagande. Segreti e peccati dei mass media di Giuliano Guzzo (La Vela, pp. 204, € 15), che è anche...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=5674" rel="noopener">http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=5674</a><br /><br />COME I MASS MEDIA PLAGIANO LE MENTI di Rino Cammilleri<br />Man mano che leggevo Propagande. Segreti e peccati dei mass media di Giuliano Guzzo (La Vela, pp. 204, € 15), che è anche firma della Nuova Bussola, mi veniva in mente, chissà perché, un frame televisivo dei giorni del famigerato Congresso internazionale di Verona sulla famiglia. Che in Italia, e chissà perché solo in Italia, tanto scalpore suscitò. Guardavo il talk su Rete 4, condotto da Barbara Palombelli. Di solito pacata e sempre sorridente, d'improvviso la sua faccia divenne cupa (ed era la prima volta che la vedevo così) quando si collegò coi rappresentanti italiani di quel convegno. Appena il volto del difensore della «famiglia naturale» si affacciò sullo schermo in studio, la ex bonaria e sorridente gli sibilò di brutto: «Siete contro l'autodeterminazione della donna?».<br />Astuto sistema per costringere l'interlocutore alla difensiva e indirizzare fin da subito il piano dell'intervista sul terreno a lui sfavorevole. Che è quello degli slogan p.c. (politicamente corretti): «interruzione della gravidanza», «autodeterminazione della donna», etc. Si noti la finezza: se a uno domandi se è contrario a pagare l'aborto altrui con le sue tasse cambia tutto, e l'emotività di chi ascolta si sposta subito a suo favore. Ma la conduttrice del talk su Rete 4 è giornalista troppo scafata per non sapere come vanno adoperate le parole.<br />Una sua collega, come lei d'alto livello, quando il popolo americano elesse Trump si lagnò in diretta da New York: «Ma allora, noi giornalisti che ci stiamo a fare?». Eggià, la crème dei media di tutto il mondo aveva predicato contro quel burino parvenu, così come oggi spara su Salvini. La scoperta che la gente è meno stupida e istupidita dalle loro chiacchiere di quel che pensavano li aveva gettati nello sconforto. Così che a quel punto la mano dovette essere passata ad altri mezzi. Per esempio, i magistrati, come Trump e Salvini hanno scoperto. Tutte le toghe, allora, sono «rosse»? Naturalmente no. Così come non tutti i musulmani sono jihadisti. Il fatto è che basta un solo jihadista a fare notevole danno.<br />Tornando all'ivg (interruzione volontaria della gravidanza), Guzzo nel suo libro comincia col ricostruire la «nube tossica» di Seveso, davvero tossica per le menti e le coscienze, tant'è che subito dopo il popolo italiano votò l'introduzione dell'aborto (pardon, ivg). Feti malformati dalla diossina? Nessuno. Ma su questo i riflettori vennero subito spenti. Ho l'età per ricordare, al tempo della campagna sul referendum, le truppe pannellate gridare a tutti i venti delle 20.000 donne morte ogni anno in Italia per aborto clandestino. Come facessero a saperlo, visto che era clandestino, a nessuno venne in mente di chiederlo. In quei giorni preparavo l'esame di demografia all'università e lessi i dati Istat sulle donne morte in Italia, quell'anno: 11.500. Per qualsiasi causa, dall'infarto all'incidente domestico. Ma ero uno studente e non avevo i mezzi per farlo sapere a tutti.<br />Anche questi fatti Guzzo rammenta. Il suo libro è pieno di chicche di questo tipo, di cui le più gustose sono quelle meno conosciute. Ma restiamo sull'attualità. Le fake news. Ebbene, ci sono sempre state, fin da quando gli egizi scolpirono sulle loro stele la vittoria del faraone sugli hittiti, vittoria che non ci fu mai. Ma eccole diventate un problema planetario da quando è stato eletto Trump. Le «influenze russe» sulle elezioni americane (e magari italiane) sono da allora un «pericolo per la democrazia» perché Trump, in campagna elettorale, aveva detto di considerare chiusa la guerra fredda e di volere andare d'accordo con Putin. Così, una volta eletto, ha dovuto cambiare radicalmente idea, sennò «confermerebbe» che sono state le «influenze russe» a farlo eleggere. 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Sono poche, infatti, le sue opere che non hanno avuto un adattamento cinematografico. Alcuni film tratti da suoi libri, anzi, sono stati pure premiati con l'Oscar. Si pensi a Il giro del mondo in 80 giorni del 1956 con David Niven e Shirley MacLaine o a Ventimila leghe sotto i mari del 1954 con Kirk Douglas e James Mason.<br />Il francese Jules Verne è stato, con l'italiano Emilio Salgari, l'autore di avventure più letto dai ragazzi fino, almeno, alla mia generazione. Alcuni lo considerano, non a torto, l'inventore della fantascienza. Desta perciò qualche meraviglia apprendere che, nel 1863, Verne pubblicò a puntate su una rivista parigina un romanzo di guerra. Quando, da lì a poco, divenne celebre, volle raccogliere quelle puntate in volume. Ma l'editore rifiutò. Perché? Perché Verne aveva ambientato quel suo lavoro nella guerra di Vandea e, per giunta, aveva tifato apertamente per i vandeani. Verne era bretone e la «Vandea militare» aveva avuto in Bretagna uno dei suoi epicentri. Dunque, era cresciuto con nelle orecchie i racconti degli anziani, i cui padri avevano versato il sangue per Dio e per il Re nell'Armée Catholique.<br />Ma la Francia in cui viveva era figlia della Rivoluzione, dei giacobini e della ghigliottina. Perciò, non si poteva parlar bene degli insorgenti vandeani. Il romanzo di Verne fu pubblicato in Italia dopo molti anni; in Francia vide la luce solo alla fine del XX secolo. Ora lo ripubblica Solfanelli, con una prefazione di Gianandrea de Antonellis: Il conte di Chanteleine (pp. 128, € 12). «Un tempo, prima della Rivoluzione, i preti erano in grande venerazione in tutta la Bretagna; essi non erano incorsi negli eccessi né in quegli abusi di potere che caratterizzarono il clero delle altre province più "culturalmente avanzate"». Poi arrivarono i preti «giurati» e il popolo li rifiutò, preferendo assistere alle funzioni clandestine dei «refrattari» (cioè i sacerdoti che avevano rigettato la Costituzione civile del clero di matrice rivoluzionaria).<br />Dice il protagonista: «Io ho visto da vicino questi ministri del cielo! Io li ho visti benedire ed assolvere un esercito intero inginocchiato prima della battaglia! (...) io li ho visti poi gettarsi nella mischia con il crocifisso in mano, soccorrere, consolare, assolvere i feriti fin sotto il fuoco dei cannoni repubblicani». E quando arrivarono i preti «costituzionali» il popolo si indignò: «Ci fu lotta e battaglia in più di un luogo; i contadini scacciarono i preti giurati e parecchie prese di possesso di parrocchie furono bagnate dal sangue».<br />Venne la «legge dei sospetti» del 1793 che così recitava:<br />«Sono reputati sospetti:<br />1) coloro che sia con la condotta sia con le loro relazioni, con parole o con scritti, si mostrarono partigiani della tirannia, del federalismo e nemici della libertà;<br />2) coloro che non potranno giustificare il loro modo di esistere e l'acquisto dei loro diritti civici;<br />3) coloro a cui furono rifiutati certificati di civismo;<br />4) i funzionari pubblici sospesi o destituiti dalle loro funzioni;<br />5) coloro fra gli ex nobili, tutt'insieme mariti, mogli, padri, madri, figli o figlie, fratelli e sorelle, e agenti di emigrati, che non manifestarono costantemente il loro attaccamento alla rivoluzione».<br />Insomma, tutti.<br />La goccia che fece traboccare il vaso fu l'introduzione della leva obbligatoria che, togliendo le migliori braccia al lavoro dei campi, avrebbe affamato il popolo di una civiltà contadina. I nobili fecero il loro dovere, assumendosi la guida degli insorti. Molti rimasero sul campo: il generale vandeano d'Elbée, malato, fu fucilato sulla sua poltrona; a Henri de la Rochejaquelein, ventunenne, fu fatale la misericordia: sorpresi due bleus isolati, ne chiese la resa facendo loro grazia della vita, ma uno di quelli gli sparò in fronte. E fu il primo genocidio, scientifico e pianificato, della storia. Verne lo sapeva: «Durante quel tempo i più sanguinari agenti del Comitato furono inviati nelle province. Carrier a Nantes, dopo l'8 ottobre, immaginò quei mezzi che chiamava "deportazioni verticali" e il 22 gennaio inaugurò i battelli da affondare nella Loira carichi di prigionieri dell'esercito della Vandea».]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/18372068</guid><pubDate>Wed, 10 Apr 2019 10:13:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/18372068/libri_vandea.mp3" length="6453706" type="audio/mpeg"/><itunes:author>BastaBugie</itunes:author><itunes:subtitle>TESTO DELL'ARTICOLO ➜ http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=5597

IL ROMANZO DI GIULIO VERNE SULLA VANDEA CHE L'EDITORE RIFIUTO' di Rino Cammilleri
Dire Giulio Verne è dire uno dei romanzieri "classici" più saccheggiato dal cinema. Sono poche,...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=5597" rel="noopener">http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=5597</a><br /><br />IL ROMANZO DI GIULIO VERNE SULLA VANDEA CHE L'EDITORE RIFIUTO' di Rino Cammilleri<br />Dire Giulio Verne è dire uno dei romanzieri "classici" più saccheggiato dal cinema. Sono poche, infatti, le sue opere che non hanno avuto un adattamento cinematografico. Alcuni film tratti da suoi libri, anzi, sono stati pure premiati con l'Oscar. Si pensi a Il giro del mondo in 80 giorni del 1956 con David Niven e Shirley MacLaine o a Ventimila leghe sotto i mari del 1954 con Kirk Douglas e James Mason.<br />Il francese Jules Verne è stato, con l'italiano Emilio Salgari, l'autore di avventure più letto dai ragazzi fino, almeno, alla mia generazione. Alcuni lo considerano, non a torto, l'inventore della fantascienza. Desta perciò qualche meraviglia apprendere che, nel 1863, Verne pubblicò a puntate su una rivista parigina un romanzo di guerra. Quando, da lì a poco, divenne celebre, volle raccogliere quelle puntate in volume. Ma l'editore rifiutò. Perché? Perché Verne aveva ambientato quel suo lavoro nella guerra di Vandea e, per giunta, aveva tifato apertamente per i vandeani. Verne era bretone e la «Vandea militare» aveva avuto in Bretagna uno dei suoi epicentri. Dunque, era cresciuto con nelle orecchie i racconti degli anziani, i cui padri avevano versato il sangue per Dio e per il Re nell'Armée Catholique.<br />Ma la Francia in cui viveva era figlia della Rivoluzione, dei giacobini e della ghigliottina. Perciò, non si poteva parlar bene degli insorgenti vandeani. Il romanzo di Verne fu pubblicato in Italia dopo molti anni; in Francia vide la luce solo alla fine del XX secolo. Ora lo ripubblica Solfanelli, con una prefazione di Gianandrea de Antonellis: Il conte di Chanteleine (pp. 128, € 12). «Un tempo, prima della Rivoluzione, i preti erano in grande venerazione in tutta la Bretagna; essi non erano incorsi negli eccessi né in quegli abusi di potere che caratterizzarono il clero delle altre province più "culturalmente avanzate"». Poi arrivarono i preti «giurati» e il popolo li rifiutò, preferendo assistere alle funzioni clandestine dei «refrattari» (cioè i sacerdoti che avevano rigettato la Costituzione civile del clero di matrice rivoluzionaria).<br />Dice il protagonista: «Io ho visto da vicino questi ministri del cielo! Io li ho visti benedire ed assolvere un esercito intero inginocchiato prima della battaglia! (...) io li ho visti poi gettarsi nella mischia con il crocifisso in mano, soccorrere, consolare, assolvere i feriti fin sotto il fuoco dei cannoni repubblicani». E quando arrivarono i preti «costituzionali» il popolo si indignò: «Ci fu lotta e battaglia in più di un luogo; i contadini scacciarono i preti giurati e parecchie prese di possesso di parrocchie furono bagnate dal sangue».<br />Venne la «legge dei sospetti» del 1793 che così recitava:<br />«Sono reputati sospetti:<br />1) coloro che sia con la condotta sia con le loro relazioni, con parole o con scritti, si mostrarono partigiani della tirannia, del federalismo e nemici della libertà;<br />2) coloro che non potranno giustificare il loro modo di esistere e l'acquisto dei loro diritti civici;<br />3) coloro a cui furono rifiutati certificati di civismo;<br />4) i funzionari pubblici sospesi o destituiti dalle loro funzioni;<br />5) coloro fra gli ex nobili, tutt'insieme mariti, mogli, padri, madri, figli o figlie, fratelli e sorelle, e agenti di emigrati, che non manifestarono costantemente il loro attaccamento alla rivoluzione».<br />Insomma, tutti.<br />La goccia che fece traboccare il vaso fu l'introduzione della leva obbligatoria che, togliendo le migliori braccia al lavoro dei campi, avrebbe affamato il popolo di una civiltà contadina. I nobili fecero il loro dovere, assumendosi la guida degli insorti. Molti rimasero sul campo: il generale vandeano d'Elbée, malato, fu fucilato sulla sua poltrona; a Henri...]]></itunes:summary><itunes:duration>404</itunes:duration><itunes:keywords>cattolici,guerra,libri,romanzo,vandea</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/8e23fb995c9ca0145d17d8c8d1036b67.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Filotea, il libro spirituale che tutti dovrebbero aver letto</title><link>https://www.spreaker.com/episode/filotea-il-libro-spirituale-che-tutti-dovrebbero-aver-letto--52405512</link><description><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6534" target="_blank" rel="noreferrer noopener">www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=</a>5593<br /><br />FILOTEA, IL LIBRO SPIRITUALE CHE TUTTI DOVREBBERO AVER LETTO di Costanza Miriano<br />Lo so che san Francesco di Sales era ieri, e quindi avrei dovuto scrivere l'altro ieri in modo da pubblicare nel giorno giusto, ma invece mi sono ritrovata a finire l'ufficio delle letture alle 23.52, e quindi niente, eccomi. Che santo fosse lo sapevo, perché è il patrono dei giornalisti, e allora mi ricordo ogni anno che sta per scadere la tassa annuale di iscrizione all'Ordine (ognuno ha i suoi promemoria).<br />Insomma, mi ritrovo che è già domani, e io ancora sto leggendo il brano tratto dall'Introduzione alla vita devota. Mi ricordo così che la Filotea campeggia da anni in quella sezione della mia libreria, che attualmente consta di tre scaffali, dedicata ai libri che assolutamente devo leggere, che ho comprato e messo da parte per quando smetterò con questa illogica abitudine di andare anche a dormire, ogni tanto.<br />Però, quando un libro te lo consigliano tipo otto sacerdoti, probabilmente il cielo ti sta facendo arrivare un messaggio, neanche troppo criptato: LEG-GI-LO, zuccona! (Zuccona l'ho aggiunto io ma Dio non potrà che concordare).<br />E così questa sera mi ci sono messa. Che dire, giusto una giornalista poteva recensire un libro senza averlo finito, però ecco, mi premeva non lasciar passare la sua festa senza dare anche a voi questo compito a casa che mi sono assegnata. Il monaco wi-fi non dovrebbe mancare la lettura di questo classico, che è stato il primo a prendere sul serio il desiderio di Dio dei laici, e a proporre alle persone che vivono nel mondo un piano intelligente e organizzato "per condurre l'anima dal primo desiderio della vita devota fino alla ferma risoluzione di abbracciarla".<br />Non si può non amare questo vescovo nobile nato nel '600 in Savoia da famiglia ricca e molto ben inserita, insomma il massimo dello chic, che rinuncia a tutto, e che ha il coraggio di dire "scrivo di vita devota senza essere devoto, ma non mi manca il desiderio di diventarlo" (si sa che i santi più sono santi più vedono i propri limiti, perché illuminati inpieno dalla luce di Dio).<br />Il trattato è diviso in cinque parti: nella prima parla di come organizzare seriamente i nostri buoni propositi, nella seconda dei mezzi per avvicinarsi a Dio (sacramenti e preghiera), nella terza delle virtù e dei consigli per rafforzarle, nella quarta degli inganni del nemico, mentre nella quinta "guida l'anima un po' in disparte per rinfrescarsi", prima di riprendere il cammino più speditamente.<br />Il brano che ogni anno la Chiesa ci ripropone all'Ufficio delle letture [vedi nota in fondo all'articolo, N.d.BB] è quello in cui ci ricorda che una madre di famiglia non può non metter da parte nulla come i cappuccini, né un artigiano passare tutto il giorno in chiesa come un religioso (insomma, il famoso fenomeno delle parrochesse, le donne che stanno più in parrocchia che in casa).<br />Davvero una miniera di intuizioni e chiarimenti lucidi e intelligenti, come sto sbirciando qua e là tra le pagine. Mi rituffo nella lettura... [...]<br />Nota di BastaBugie: nell'articolo è stata citato un brano tratto dalla Filotea o introduzione alla vita devota di S. Francesco di Sales (Parte 1, Cap. 3), che spiega come la vera devozione sia possibile in ogni vocazione e professione.<br />Eccolo nella sua interezza:<br />Nella creazione Dio comandò alle piante di produrre i loro frutti, ognuna «secondo la propria specie» (Gn 1, 11). Lo stesso comando rivolge ai cristiani, che sono le piante vive della sua Chiesa, perché producano frutti di devozione, ognuno secondo il suo stato e la sua condizione.<br />La devozione deve essere praticata in modo diverso dal gentiluomo, dall'artigiano, dal domestico dal principe, dalla vedova, dalla donna non sposata e da quella coniugata. Ciò non basta; bisogna anche accordare la pratica della devozione alle forze, agli impegni e ai doveri di ogni persona.<br />Dimmi, Filotea, sarebbe conveniente se il vescovo volesse vivere in una solitudine simile a quella dei certosini? E se le donne sposate non volessero possedere nulla come i cappuccini? Se l'artigiano passasse tutto il giorno in chiesa come il religioso e il religioso si esponesse a qualsiasi incontro per servire il prossimo come è dovere del vescovo? Questa devozione non sarebbe ridicola, disordinata e inammissibile? Questo errore si verifica tuttavia molto spesso. No, Filotea, la devozione non distrugge nulla quando è sincera, ma anzi perfeziona tutto e, quando contrasta con gli impegni di qualcuno, è senza dubbio falsa.<br />L'ape trae il miele dai fiori senza sciuparli, lasciandoli intatti e freschi come li ha trovati. La vera devozione fa ancora meglio, perché non solo non reca pregiudizio ad alcun tipo di vocazione o di occupazione, ma al contrario vi aggiunge bellezza e prestigio.<br />Tutte le pietre preziose, gettate nel miele, diventano più splendenti, ognuna secondo il proprio colore, così ogni persona si perfeziona nella sua vocazione, se l'unisce alla devozione. La cura della famiglia è resa più leggera, l'amore fra marito e moglie più sincero, il servizio del principe più fedele, e tutte le altre occupazioni più soavi e amabili.<br />È un errore, anzi un'eresia, voler escludere l'esercizio della devozione dall'ambiente militare, dalla bottega degli artigiani, dalla corte dei principi, dalle case dei coniugati. È vero, Filotea, che la devozione puramente contemplativa, monastica e religiosa può essere vissuta solo in questi stati, ma oltre a questi tre tipi di devozione, ve ne sono molti altri capaci di rendere perfetti coloro che vivono in condizioni secolari. Perciò dovunque ci troviamo, possiamo e dobbiamo aspirare alla vita perfetta.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/52405512</guid><pubDate>Wed, 03 Apr 2019 19:13:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/52405512/filotea_il_libro_spirituale_che_tutti_dovrebbero_aver_letto.mp3" length="6981634" type="audio/mpeg"/><itunes:author>BastaBugie</itunes:author><itunes:subtitle>TESTO DELL'ARTICOLO ➜ http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=65345593

FILOTEA, IL LIBRO SPIRITUALE CHE TUTTI DOVREBBERO AVER LETTO di Costanza Miriano
Lo so che san Francesco di Sales era ieri, e quindi avrei dovuto scrivere l'altro ieri in modo...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6534" target="_blank" rel="noreferrer noopener">www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=</a>5593<br /><br />FILOTEA, IL LIBRO SPIRITUALE CHE TUTTI DOVREBBERO AVER LETTO di Costanza Miriano<br />Lo so che san Francesco di Sales era ieri, e quindi avrei dovuto scrivere l'altro ieri in modo da pubblicare nel giorno giusto, ma invece mi sono ritrovata a finire l'ufficio delle letture alle 23.52, e quindi niente, eccomi. Che santo fosse lo sapevo, perché è il patrono dei giornalisti, e allora mi ricordo ogni anno che sta per scadere la tassa annuale di iscrizione all'Ordine (ognuno ha i suoi promemoria).<br />Insomma, mi ritrovo che è già domani, e io ancora sto leggendo il brano tratto dall'Introduzione alla vita devota. Mi ricordo così che la Filotea campeggia da anni in quella sezione della mia libreria, che attualmente consta di tre scaffali, dedicata ai libri che assolutamente devo leggere, che ho comprato e messo da parte per quando smetterò con questa illogica abitudine di andare anche a dormire, ogni tanto.<br />Però, quando un libro te lo consigliano tipo otto sacerdoti, probabilmente il cielo ti sta facendo arrivare un messaggio, neanche troppo criptato: LEG-GI-LO, zuccona! (Zuccona l'ho aggiunto io ma Dio non potrà che concordare).<br />E così questa sera mi ci sono messa. Che dire, giusto una giornalista poteva recensire un libro senza averlo finito, però ecco, mi premeva non lasciar passare la sua festa senza dare anche a voi questo compito a casa che mi sono assegnata. Il monaco wi-fi non dovrebbe mancare la lettura di questo classico, che è stato il primo a prendere sul serio il desiderio di Dio dei laici, e a proporre alle persone che vivono nel mondo un piano intelligente e organizzato "per condurre l'anima dal primo desiderio della vita devota fino alla ferma risoluzione di abbracciarla".<br />Non si può non amare questo vescovo nobile nato nel '600 in Savoia da famiglia ricca e molto ben inserita, insomma il massimo dello chic, che rinuncia a tutto, e che ha il coraggio di dire "scrivo di vita devota senza essere devoto, ma non mi manca il desiderio di diventarlo" (si sa che i santi più sono santi più vedono i propri limiti, perché illuminati inpieno dalla luce di Dio).<br />Il trattato è diviso in cinque parti: nella prima parla di come organizzare seriamente i nostri buoni propositi, nella seconda dei mezzi per avvicinarsi a Dio (sacramenti e preghiera), nella terza delle virtù e dei consigli per rafforzarle, nella quarta degli inganni del nemico, mentre nella quinta "guida l'anima un po' in disparte per rinfrescarsi", prima di riprendere il cammino più speditamente.<br />Il brano che ogni anno la Chiesa ci ripropone all'Ufficio delle letture [vedi nota in fondo all'articolo, N.d.BB] è quello in cui ci ricorda che una madre di famiglia non può non metter da parte nulla come i cappuccini, né un artigiano passare tutto il giorno in chiesa come un religioso (insomma, il famoso fenomeno delle parrochesse, le donne che stanno più in parrocchia che in casa).<br />Davvero una miniera di intuizioni e chiarimenti lucidi e intelligenti, come sto sbirciando qua e là tra le pagine. Mi rituffo nella lettura... [...]<br />Nota di BastaBugie: nell'articolo è stata citato un brano tratto dalla Filotea o introduzione alla vita devota di S. Francesco di Sales (Parte 1, Cap. 3), che spiega come la vera devozione sia possibile in ogni vocazione e professione.<br />Eccolo nella sua interezza:<br />Nella creazione Dio comandò alle piante di produrre i loro frutti, ognuna «secondo la propria specie» (Gn 1, 11). Lo stesso comando rivolge ai cristiani, che sono le piante vive della sua Chiesa, perché producano frutti di devozione, ognuno secondo il suo stato e la sua condizione.<br />La devozione deve essere praticata in modo diverso dal gentiluomo, dall'artigiano, dal domestico dal principe, dalla vedova, dalla donna non sposata e da quella coniugata. Ciò non...]]></itunes:summary><itunes:duration>437</itunes:duration><itunes:keywords>creazione,filotea,giornalisti,intuizioni,professione,sanfrancescodisales,vocazione</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e55471888d2c9df03991206184a8962f.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>L'Italia non è più italiana</title><link>https://www.spreaker.com/episode/l-italia-non-e-piu-italiana--18371860</link><description><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=5585" rel="noopener">http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=5585</a><br /><br />L'ITALIA NON E' PIU' ITALIANA di Mario Giordano<br />L'Italia è stata venduta. Pezzo a pezzo. E, se non cambierà qualcosa in fretta, se non metteremo un freno, tra poco il nostro amato Paese non ci sarà più. Non a caso, mentre stavo scrivendo questo libro, nel pieno del dibattito sulla manovra economica (un classico d'autunno, come le castagne e il beaujolais) è spuntata fuori la ricetta per l'Italia della Bundesbank, la banca centrale tedesca: «Voi doffere fare subito nuova tassa, voi doffere fare patrimoniale del 20 per cento su tutti ffostri risparmi».<br />Bella idea, no? Se venisse mai applicata, la nostra economia crollerebbe e l'opera di spoliazione sarebbe definitivamente conclusa. Si porterebbero via tutto ciò che resta. È quello che vorrebbero a Parigi e Berlino. Altro che Unione europea. (...)<br />BYE BYE ITALIAN LIFE<br />Una volta, se trovavi una cimice nel piatto, denunciavi il ristorante. Adesso, invece, il ristorante vince un premio. Una menzione d'onore. Una citazione da Guida Michelin. Perché la cimice nel piatto è alla moda. Chic. Trendy. E pure ecologicamente corretta. Rassegnatevi: dal 1° gennaio 2018, in materia di cibo, abbiamo compiuto un altro fondamentale passo in avanti. Infatti, grazie a una direttiva Ue (e te pareva) si possono portare sulla tavola degli italiani gli insetti.<br />Basta con spaghetti e pizza, addio carbonara e quattro stagioni. Arrivano locuste al vapore, grilli al curry, tarantole fritte, zuppa di zanzare, cavallette al cioccolato, vermi giganti, camole, millepiedi e naturalmente un po' di cimici in salsa di soia. E avanti, tutti a ingurgitare certa roba che, a vederla, si direbbe destinata a uscire dal corpo. Mica a entrarci. Ma che ci volete fare? Questo è l'ultimo passo del famolo strano, anzi famolo straniero, a tavola. C'è chi scommette che tra qualche decennio sarà normale abboffarsi di locuste e vermicelli, come lo è già per molte culture asiatiche. Dicono che diventerà il cibo del futuro, e che questo sarebbe un bene per tutti.<br />Storcete il naso? Probabilmente lo avreste fatto anche quarant'anni fa, quando aprivano i primi sushi giapponesi o i primi ristoranti cinesi con annesso involtino primavera. Adesso, invece, la cucina etnica dilaga: nel 2018, secondo una ricerca Nielsen Trade, 14 milioni di italiani hanno tradito le tagliatelle di nonna Pina per un piatto esotico. Sono il doppio rispetto a cinque anni fa. Il doppio. Quasi un italiano su due (il 42 per cento, per l'esattezza) quando esce alla sera, sempre secondo la ricerca Nielsen, sceglie un ristorante non italiano. Più di uno su due (il 52 per cento) lo consuma abitualmente fra le mura domestiche. Proprio così: stiamo dimenticando come si cucinano i tajarin, però non perdiamo l'occasione per rimpinzarci di nachos e tacos. Come stupirsi se, tra un po', ci aggiungeremo il contorno di zanzare fritte? (...)<br />ITALIA SAUDITA<br />Avete presente il Bosco Verticale di Milano, progettato dall'architetto Stefano Boeri, quello che ha vinto premi su premi come miglior grattacielo del mondo?<br />È di proprietà del Qatar. E la Torre Solaria, che sta lì accanto, con i suoi 143 metri di altezza, il palazzo residenziale più alto d'Italia? Pure quella è del Qatar. E gli altri 23 edifici di Porta Nuova, il cuore della nuova Milano, una delle zone più chic e moderne della metropoli? Tutti del Qatar. E il Westin Excelsior di via Veneto a Roma, l'hotel simbolo della Dolce Vita, quello amato dai Kennedy e dai principi di Monaco, da Paul Newman ed Elizabeth Taylor, da Frank Sinatra e Liza Minnelli? È del Qatar. E il Palazzo della Gherardesca di Firenze, capolavoro dell'architettura rinascimentale toscana? È del Qatar. E lo storico Grand Hotel Baglioni, sempre a Firenze? È del Qatar. E Palazzo Gritti, meraviglia del Trecento affacciata sul Canal Grande, che oggi ospita uno dei più rinomati hotel di Venezia? Rassegnatevi: pure quello non è più nostro. È del Qatar.<br />Siamo partiti dalla Sardegna, ma la Sardegna, purtroppo, non è l'eccezione. È solo la parte più visibile dell'Italia venduta agli emiri di Doha. I soldi qatarini, infatti, si stanno comprando l'intera Penisola. Pezzo a pezzo. Le bellezze di ieri e quelle di oggi. Le compagnie aeree. Le banche. Le aziende. Tutto sta finendo nelle mani di questo Paese, che è grande all'incirca come la Basilicata, ma ha tanto gas naturale e tanto denaro da sommergere l'intero pianeta. Per ricchezza pro capite è il primo al mondo. Ha a disposizione fondi praticamente illimitati. E un amore particolare per il Vecchio Stivale dove negli ultimi anni ha fatto uno shopping furioso, buttandosi su ogni pezzo in vendita come le massaie si buttano sulla verdura quando c'è il tre per due al Carrefour.<br />Ci manca solo che compri direttamente Palazzo Chigi, Montecitorio e il Quirinale (tanto vengono via per poco) e poi potremmo finalmente cambiare la Costituzione: l'Italia è una Repubblica (non più) democratica fondata sul Qatar. (...)<br />SIAMO NEL PALLONE<br />Il 23 aprile 2016 è una data fondamentale per il calcio italiano. Si è giocata Inter-Udinese. No, non state a sforzarvi con la memoria: non è stata una partita epica, non sono stati assegnati trofei importanti, nessun campione ha rivelato il suo talento. È stata una normalissima partita, finita 3 a 1 per i nerazzurri. Niente di che. Epperò è stata la prima partita della storia del nostro (nostro: si fa per dire) campionato di Serie A in cui sono scesi in campo, fin dall'inizio, 22 calciatori tutti stranieri. Tutti, proprio tutti. C'erano uno sloveno, un giapponese, sei brasiliani, due colombiani, un croato, tre francesi, un argentino, un montenegrino, un greco, un franco-maliano, uno svizzero, un ghanese, un serbo e un portoghese. Nemmeno un italiano.<br />Nemmeno per sbaglio.<br />Ma se gli italiani non giocano nei loro club, come possono poi giocare in Nazionale?, si sono chiesti molti. Sarà un caso, ma meno di un anno e mezzo dopo quel match, l'Italia ha subito la clamorosa onta dell'eliminazione dai Mondiali. Sconfitta dalla Svezia. A casa dalla Russia.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/18371860</guid><pubDate>Wed, 27 Mar 2019 10:49:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/18371860/libri_italia.mp3" length="23740916" type="audio/mpeg"/><itunes:author>BastaBugie</itunes:author><itunes:subtitle>TESTO DELL'ARTICOLO ➜ http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=5585

L'ITALIA NON E' PIU' ITALIANA di Mario Giordano
L'Italia è stata venduta. Pezzo a pezzo. E, se non cambierà qualcosa in fretta, se non metteremo un freno, tra poco il nostro amato...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=5585" rel="noopener">http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=5585</a><br /><br />L'ITALIA NON E' PIU' ITALIANA di Mario Giordano<br />L'Italia è stata venduta. Pezzo a pezzo. E, se non cambierà qualcosa in fretta, se non metteremo un freno, tra poco il nostro amato Paese non ci sarà più. Non a caso, mentre stavo scrivendo questo libro, nel pieno del dibattito sulla manovra economica (un classico d'autunno, come le castagne e il beaujolais) è spuntata fuori la ricetta per l'Italia della Bundesbank, la banca centrale tedesca: «Voi doffere fare subito nuova tassa, voi doffere fare patrimoniale del 20 per cento su tutti ffostri risparmi».<br />Bella idea, no? Se venisse mai applicata, la nostra economia crollerebbe e l'opera di spoliazione sarebbe definitivamente conclusa. Si porterebbero via tutto ciò che resta. È quello che vorrebbero a Parigi e Berlino. Altro che Unione europea. (...)<br />BYE BYE ITALIAN LIFE<br />Una volta, se trovavi una cimice nel piatto, denunciavi il ristorante. Adesso, invece, il ristorante vince un premio. Una menzione d'onore. Una citazione da Guida Michelin. Perché la cimice nel piatto è alla moda. Chic. Trendy. E pure ecologicamente corretta. Rassegnatevi: dal 1° gennaio 2018, in materia di cibo, abbiamo compiuto un altro fondamentale passo in avanti. Infatti, grazie a una direttiva Ue (e te pareva) si possono portare sulla tavola degli italiani gli insetti.<br />Basta con spaghetti e pizza, addio carbonara e quattro stagioni. Arrivano locuste al vapore, grilli al curry, tarantole fritte, zuppa di zanzare, cavallette al cioccolato, vermi giganti, camole, millepiedi e naturalmente un po' di cimici in salsa di soia. E avanti, tutti a ingurgitare certa roba che, a vederla, si direbbe destinata a uscire dal corpo. Mica a entrarci. Ma che ci volete fare? Questo è l'ultimo passo del famolo strano, anzi famolo straniero, a tavola. C'è chi scommette che tra qualche decennio sarà normale abboffarsi di locuste e vermicelli, come lo è già per molte culture asiatiche. Dicono che diventerà il cibo del futuro, e che questo sarebbe un bene per tutti.<br />Storcete il naso? Probabilmente lo avreste fatto anche quarant'anni fa, quando aprivano i primi sushi giapponesi o i primi ristoranti cinesi con annesso involtino primavera. Adesso, invece, la cucina etnica dilaga: nel 2018, secondo una ricerca Nielsen Trade, 14 milioni di italiani hanno tradito le tagliatelle di nonna Pina per un piatto esotico. Sono il doppio rispetto a cinque anni fa. Il doppio. Quasi un italiano su due (il 42 per cento, per l'esattezza) quando esce alla sera, sempre secondo la ricerca Nielsen, sceglie un ristorante non italiano. Più di uno su due (il 52 per cento) lo consuma abitualmente fra le mura domestiche. Proprio così: stiamo dimenticando come si cucinano i tajarin, però non perdiamo l'occasione per rimpinzarci di nachos e tacos. Come stupirsi se, tra un po', ci aggiungeremo il contorno di zanzare fritte? (...)<br />ITALIA SAUDITA<br />Avete presente il Bosco Verticale di Milano, progettato dall'architetto Stefano Boeri, quello che ha vinto premi su premi come miglior grattacielo del mondo?<br />È di proprietà del Qatar. E la Torre Solaria, che sta lì accanto, con i suoi 143 metri di altezza, il palazzo residenziale più alto d'Italia? Pure quella è del Qatar. E gli altri 23 edifici di Porta Nuova, il cuore della nuova Milano, una delle zone più chic e moderne della metropoli? Tutti del Qatar. E il Westin Excelsior di via Veneto a Roma, l'hotel simbolo della Dolce Vita, quello amato dai Kennedy e dai principi di Monaco, da Paul Newman ed Elizabeth Taylor, da Frank Sinatra e Liza Minnelli? È del Qatar. E il Palazzo della Gherardesca di Firenze, capolavoro dell'architettura rinascimentale toscana? È del Qatar. E lo storico Grand Hotel Baglioni, sempre a Firenze? È del Qatar. E Palazzo Gritti, meraviglia del Trecento affacciata sul Canal Grande, che oggi...]]></itunes:summary><itunes:duration>1484</itunes:duration><itunes:keywords>globalizzazione,italia,libri,nazione,stranieri</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/5603c9709991643be69c345a2b478fe7.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Muore Umberto Eco, il frutto peggiore della cultura torinese e italiana del XX secolo</title><link>https://www.spreaker.com/episode/muore-umberto-eco-il-frutto-peggiore-della-cultura-torinese-e-italiana-del-xx-secolo--69810885</link><description><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="https://www.bastabugie.it/4125" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://www.bastabugie.it/4125</a><br /><br />MUORE UMBERTO ECO, IL FRUTTO PEGGIORE DELLA CULTURA TORINESE ED ITALIANA DEL XX SECOLO di Roberto de Mattei<br /> <br />Il 23 febbraio 2016 si è svolto a Milano il "funerale laico" dello scrittore Umberto Eco, morto il 19 febbraio a 84 anni. Eco è stato uno dei peggiori prodotti della cultura torinese ed italiana del XX secolo. La sua ascendenza torinese va sottolineata perché il Piemonte è stato una fucina di grandi santi nel XIX secolo, ma anche di intellettuali laicisti e anti-cattolici nel ventesimo.<br />La "scuola torinese", ben descritta da Augusto Del Noce, è passata, grazie all'influsso di Antonio Gramsci (1891-1937) e di Piero Gobetti (1901-1925), dall'idealismo al marx-illuminismo, mantenendo sempre la sua anima immanentista ed anti-cattolica. Nel secondo dopoguerra, questa linea culturale esercitò un'egemonia talmente forte da attrarre a sé non pochi cattolici. Umberto Eco, nato ad Alessandria nel 1932, dirigente diocesano a 16 anni dell'Azione Cattolica, era, come egli stesso ricorda, non solo un attivista, ma «un credente da comunione quotidiana».<br />Partecipò alla campagna elettorale del 1948 attaccando manifesti e distribuendo volantini anticomunisti. Collaborò quindi con la presidenza dell'Azione Cattolica a Roma, mentre studiava all'Università di Torino, dove si laureò nel 1954, con una tesi sull'estetica di San Tommaso d'Aquino, poi pubblicata nel suo unico libro che valga la pena di leggere (Il problema estetico in san Tommaso, 1956).<br />ABBANDONO DELLA FEDE CATTOLICA<br />È in quell'anno 1954 che egli abbandonò la fede cattolica. Come maturò la sua apostasia? Di certo essa fu ragionata, convinta e definitiva. Eco disse con irrisione di aver perso la fede leggendo san Tommaso d'Aquino. Ma la fede non si perde, si rifiuta e, alle origini del suo allontanamento dalla verità non c'è san Tommaso, ma il nominalismo filosofico, che è un'interpretazione decadente e deformata della dottrina tomista. Eco rimase fino alla fine un nominalista radicale, per il quale non esistono verità universali, ma solo nomi, segni, convenzioni. Guglielmo di Occam, il padre del nominalismo, è raffigurato in Guglielmo da Baskerville, il protagonista del suo romanzo più celebre, Il nome della rosa (1940), che si chiude con un motto nominalista: «Stat rosa pristina nomine, nomina nuda tenemus».<br />L'essenza della rosa (come di ogni cosa) si riduce a un nome; noi non abbiamo che nomi, apparenze, illusioni, nessuna verità e nessuna certezza. Un altro personaggio del romanzo, Adso, afferma che «Gott ist ein lautes Nichts», "Dio è un puro nulla". Tutto in ultima analisi è gioco, danza sul nulla. Questo concetto è lo stesso di un altro romanzo filosofico, Il pendolo di Foucault (1989). Dietro la metafora del pendolo c'è un Dio che si confonde con nulla, il male, il buio assoluto.<br />Il vero pendolo del pensiero di Eco fu in realtà l'oscillazione tra il razionalismo assoluto degli illuministi e l'irrazionalismo dell'occultismo, della cabala, della gnosi, che egli combatté ma da cui fu morbosamente attratto. Se il nominalismo svuota la realtà del suo significato, l'esito inevitabile è infatti la caduta nell'irrazionale. Per uscirne non resta che lo scetticismo assoluto. Se Norberto Bobbio (1909-2004) costituisce la versione neo-kantiana dell'illuminismo torinese del Novecento, Umberto Eco ne incarna quella neo-libertina. Uno dei suoi ultimi romanzi, Il Cimitero di Praga (2010), è l'apologia implicita di quel cinismo morale che segue necessariamente all'assenza di vero e di bene.<br />Nelle oltre cinquecento pagine del libro non c'è un solo impeto ideale, né figura che si muova spinta da amore o idealismo. «L'odio è la vera passione primordiale. È l'amore che è una situazione anomala», fa dire Eco a Rachkovskij, uno dei protagonisti. E tuttavia, malgrado le figure spregevoli e i fatti criminosi di cui il libro è infarcito, manca nelle sue pagine quella nota tragica che sola può far grande un'opera letteraria.<br />Il tono è quello sarcastico di una commedia in cui l'autore si fa beffe di tutto e di tutti, perché l'unica cosa in cui veramente crede sono i filets de barbue sauce hollandaise che si mangiano da Laperouse al quais des Grands-Augustin, le écrevisses bordelaises o le mousses de Volailles del Café Anglais di rue Gramont, i filets de poularde piqués aux truffes del Rocher du Cancale in rue Montorgueil. Il cibo è l'unica cosa che esce trionfante dal romanzo, continuamente celebrato dal protagonista, che confessa: «La cucina mi ha sempre soddisfatto più del sesso. Forse un'impronta che mi hanno lasciato i preti». Non a caso, nel 1992, Eco fu ricoverato in ospedale e dato quasi per morto a causa di una colossale indigestione.<br />BATTAGLIA PER IL REFERENDUM SUL DIVORZIO<br />Eco è stato tecnicamente un grande giocoliere, perché si è preso gioco di tutti: dei suoi lettori, dei suoi critici e soprattutto dei cattolici che lo invitavano nei loro convegni alla stregua di un oracolo. Come per gioco, in occasione del referendum sul divorzio del 1974, egli rivolse ai divorzisti dalle colonne dell'Espresso, l'appello per una intelligente impostazione della loro campagna propagandistica con queste parole: «La campagna per il referendum dovrà essere scevra di presupposti teorici, spregiudicata, immediata, volta a un effetto a breve scadenza. Diretta eminentemente a un pubblico facile preda di sollecitazioni emotive, dovrà vendere una immagine positiva del divorzio che ribalti esattamente gli appelli emotivi di parte avversa... I temi di questa campagna di «vendita» dovrebbero essere: il divorzio fa bene alla famiglia, il divorzio fa bene alle donne, il divorzio fa bene ai bambini... Da anni i pubblicitari italiani vivono un loro dramma di identità: colti e informati, si sanno oggetto di una critica sociologica che li indica come servi fedeli del potere consumistico... Tentano campagne gratuite per la difesa del verde e la donazione del sangue. Ma si sentono esclusi dai grandi problemi del proprio tempo, condannati a vendere saponette. La battaglia per il referendum sarà la prova della sincerità di tante aspirazioni civili più volte asserite. Basta che un gruppo di agenzie esperte, dinamiche, spregiudicate, democratiche, si coordini e si autofinanzi per sostenere una campagna del genere. Basta un giro di telefonate, due riunioni, un mese di lavoro intenso. Distruggere un tabù in pochi mesi è una sfida che dovrebbe far venire l'acquolina in bocca a ogni pubblicitario che ami il suo mestiere...».<br />DISTRUGGERE LA FAMIGLIA<br />Il tabù da distruggere era la famiglia, che, per un relativista come lui, non aveva nessuna ragione di esistere. La distruzione della famiglia in Italia, dal 1974 è proseguita, per tappe successive. Eco l'ha accompagnata con compiacimento, uscendo di scena alla vigilia dell'approvazione delle unioni omosessuali, che è l'esito conclusivo dell'introduzione del divorzio, quarant'anni prima. La famiglia naturale viene sostituita da quella innaturale.<br />Il relativismo celebra il suo apparente trionfo. Umberto Eco ha contribuito fortemente a quest'opera di dissacrazione dell'ordine naturale e cristiano, eppure ciò di cui egli dovrà rispondere non è tanto il male che ha fatto, quanto il bene che avrebbe potuto fare se non avesse deliberatamene rifiutato la Verità. A che serve ricevere quaranta lauree honoris causa e vendere trenta milioni di copie per un solo libro (Il nome della rosa), se non si guadagna la felicità eterna? Il giovane attivista di Azione Cattolica avrebbe potuto essere un san Francesco Saverio in quella terra di missione che oggi è l'Europa. Ma non accolse quelle parole che sant'Ignazio rivolgeva a san Francesco Saverio e che Dio fa risuonare in ogni cuore cristiano: «Che giova all'uomo guadagnare il mondo intero, se poi perde la sua anima?»<br />]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/69810885</guid><pubDate>Wed, 02 Mar 2016 13:01:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/69810885/muore_umberto_eco.mp3" length="9330564" type="audio/mpeg"/><itunes:author>BastaBugie</itunes:author><itunes:subtitle>TESTO DELL'ARTICOLO ➜ https://www.bastabugie.it/4125

MUORE UMBERTO ECO, IL FRUTTO PEGGIORE DELLA CULTURA TORINESE ED ITALIANA DEL XX SECOLO di Roberto de Mattei
 
Il 23 febbraio 2016 si è svolto a Milano il "funerale laico" dello scrittore Umberto...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="https://www.bastabugie.it/4125" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://www.bastabugie.it/4125</a><br /><br />MUORE UMBERTO ECO, IL FRUTTO PEGGIORE DELLA CULTURA TORINESE ED ITALIANA DEL XX SECOLO di Roberto de Mattei<br /> <br />Il 23 febbraio 2016 si è svolto a Milano il "funerale laico" dello scrittore Umberto Eco, morto il 19 febbraio a 84 anni. Eco è stato uno dei peggiori prodotti della cultura torinese ed italiana del XX secolo. La sua ascendenza torinese va sottolineata perché il Piemonte è stato una fucina di grandi santi nel XIX secolo, ma anche di intellettuali laicisti e anti-cattolici nel ventesimo.<br />La "scuola torinese", ben descritta da Augusto Del Noce, è passata, grazie all'influsso di Antonio Gramsci (1891-1937) e di Piero Gobetti (1901-1925), dall'idealismo al marx-illuminismo, mantenendo sempre la sua anima immanentista ed anti-cattolica. Nel secondo dopoguerra, questa linea culturale esercitò un'egemonia talmente forte da attrarre a sé non pochi cattolici. Umberto Eco, nato ad Alessandria nel 1932, dirigente diocesano a 16 anni dell'Azione Cattolica, era, come egli stesso ricorda, non solo un attivista, ma «un credente da comunione quotidiana».<br />Partecipò alla campagna elettorale del 1948 attaccando manifesti e distribuendo volantini anticomunisti. Collaborò quindi con la presidenza dell'Azione Cattolica a Roma, mentre studiava all'Università di Torino, dove si laureò nel 1954, con una tesi sull'estetica di San Tommaso d'Aquino, poi pubblicata nel suo unico libro che valga la pena di leggere (Il problema estetico in san Tommaso, 1956).<br />ABBANDONO DELLA FEDE CATTOLICA<br />È in quell'anno 1954 che egli abbandonò la fede cattolica. Come maturò la sua apostasia? Di certo essa fu ragionata, convinta e definitiva. Eco disse con irrisione di aver perso la fede leggendo san Tommaso d'Aquino. Ma la fede non si perde, si rifiuta e, alle origini del suo allontanamento dalla verità non c'è san Tommaso, ma il nominalismo filosofico, che è un'interpretazione decadente e deformata della dottrina tomista. Eco rimase fino alla fine un nominalista radicale, per il quale non esistono verità universali, ma solo nomi, segni, convenzioni. Guglielmo di Occam, il padre del nominalismo, è raffigurato in Guglielmo da Baskerville, il protagonista del suo romanzo più celebre, Il nome della rosa (1940), che si chiude con un motto nominalista: «Stat rosa pristina nomine, nomina nuda tenemus».<br />L'essenza della rosa (come di ogni cosa) si riduce a un nome; noi non abbiamo che nomi, apparenze, illusioni, nessuna verità e nessuna certezza. Un altro personaggio del romanzo, Adso, afferma che «Gott ist ein lautes Nichts», "Dio è un puro nulla". Tutto in ultima analisi è gioco, danza sul nulla. Questo concetto è lo stesso di un altro romanzo filosofico, Il pendolo di Foucault (1989). Dietro la metafora del pendolo c'è un Dio che si confonde con nulla, il male, il buio assoluto.<br />Il vero pendolo del pensiero di Eco fu in realtà l'oscillazione tra il razionalismo assoluto degli illuministi e l'irrazionalismo dell'occultismo, della cabala, della gnosi, che egli combatté ma da cui fu morbosamente attratto. Se il nominalismo svuota la realtà del suo significato, l'esito inevitabile è infatti la caduta nell'irrazionale. Per uscirne non resta che lo scetticismo assoluto. Se Norberto Bobbio (1909-2004) costituisce la versione neo-kantiana dell'illuminismo torinese del Novecento, Umberto Eco ne incarna quella neo-libertina. Uno dei suoi ultimi romanzi, Il Cimitero di Praga (2010), è l'apologia implicita di quel cinismo morale che segue necessariamente all'assenza di vero e di bene.<br />Nelle oltre cinquecento pagine del libro non c'è un solo impeto ideale, né figura che si muova spinta da amore o idealismo. «L'odio è la vera passione primordiale. È l'amore che è una situazione anomala», fa dire Eco a Rachkovskij, uno dei protagonisti. E tuttavia, malgrado le figure spregevoli e i fatti...]]></itunes:summary><itunes:duration>584</itunes:duration><itunes:keywords>azionecattolica,eco,ilnomedellarosa,rifiutodellafede,santommaso</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/c2822efae1db10845606866049fbfb1c.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item></channel></rss>
