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<rss xmlns:itunes="http://www.itunes.com/dtds/podcast-1.0.dtd" xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom" xmlns:podcast="https://podcastindex.org/namespace/1.0" xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" version="2.0"><channel><title>Attualità - BastaBugie.it</title><link>http://www.bastabugie.it/it/filtra_argomenti.php?id=6</link><description><![CDATA[Commenti controcorrente delle notizie della settimana]]></description><atom:link href="https://www.spreaker.com/show/3572804/episodes/feed" rel="self" type="application/rss+xml"/><language>it</language><category>News</category><copyright>Copyright BastaBugie</copyright><image><url>https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/60e8056e37a4c21b3e0125bf95be8aac.jpg</url><title>Attualità - BastaBugie.it</title><link>http://www.bastabugie.it/it/filtra_argomenti.php?id=6</link></image><lastBuildDate>Tue, 23 Jun 2026 19:08:03 +0000</lastBuildDate><itunes:author>BastaBugie</itunes:author><itunes:owner><itunes:name>BastaBugie</itunes:name><itunes:email>feeds@spreaker.com</itunes:email></itunes:owner><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/60e8056e37a4c21b3e0125bf95be8aac.jpg"/><itunes:subtitle>Commenti controcorrente delle notizie della settimana</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Commenti controcorrente delle notizie della settimana]]></itunes:summary><itunes:category text="News"/><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:type>episodic</itunes:type><item><title>Come Fauci e intelligence insabbiarono le origini del covid</title><link>https://www.spreaker.com/episode/come-fauci-e-intelligence-insabbiarono-le-origini-del-covid--72652056</link><description><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="https://www.bastabugie.it/8583" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://www.bastabugie.it/8583</a><br /><br />COME FAUCI E INTELLIGENCE INSABBIARONO LE ORIGINI DEL COVID<br />di Stefano Magni<br /> <br />Tulsi Gabbard, direttrice uscente dell'Intelligence Nazionale (un ruolo di coordinamento delle agenzie di intelligence e figura di raccordo fra esse e il presidente) lascerà l'incarico il 30 giugno. Mentre volano stracci fra Trump e il Partito Repubblicano per la nomina del successore, la Gabbard, che ormai non ha più niente da perdere, sta togliendosi qualche soddisfazione personale e politica.<br />La settimana scorsa, il 12 giugno, aveva reso pubblici i documenti che provavano l'esistenza del finanziamento pubblico di 120 biolaboratori all'estero, in 30 paesi partner fra cui l'Ucraina (e dunque «a rischio di compromissione a causa della guerra in corso tra Russia e Ucraina»). La denuncia è passata abbastanza in sordina. È una pratica che dura, da quel che dice la Gabbard, almeno da una decina d'anni. Dunque a finanziare quei laboratori all'estero sono state le amministrazioni di entrambi i partiti, compresa la prima di Trump dal 2017 al 2021.<br />La nuova rivelazione, di ieri, 19 giugno, è invece una potenziale "bomba", anche se la grande stampa nazionale non l'ha diffusa molto, ad eccezione di New York Post e pochi altri quotidiani. Secondo i documenti appena declassificati, infatti, Anthony Fauci, il super consulente della politica pandemica, avrebbe mentito al Congresso, nelle audizioni, sul finanziamento di pericolosi esperimenti nel laboratorio di Wuhan, in Cina, probabile punto di partenza del Covid-19.<br />PANDEMIA DI COVID-19<br />Nel comunicato stampa della Direzione Nazionale dell'Intelligence, si legge che «Prima della pandemia di Covid-19, Anthony Fauci, in qualità di direttore del National Institute of Allergy and Infectious Diseases (Niaid), ha stanziato milioni di dollari dei contribuenti statunitensi per finanziare pericolose ricerche di tipo "guadagno di funzione" sui coronavirus dei pipistrelli presso il Wuhan Institute of Virology (Wiv), un lavoro che ora è ampiamente considerato la fonte della fuga accidentale dal laboratorio che ha scatenato la pandemia».<br />Ma di questo si parla da anni. La vera novità, invece, è la prova che l'insabbiamento c'è stato ed è avvenuto con la complicità di parte dei servizi segreti americani di allora. Si legge infatti che sono stati declassificati: «comunicazioni e documenti inediti che svelano come Fauci abbia collaborato con i vertici politicizzati della Comunità dell'Intelligence (Ic) per sopprimere la verità sulle sue azioni, sulle origini del virus, ovvero la fuga di laboratorio, e sul suo ruolo nell'assegnazione dei finanziamenti statunitensi a questa pericolosa ricerca che ha causato danni incommensurabili e innumerevoli perdite di vite umane. Questi documenti rivelano il ruolo diretto di Fauci nell'influenzare e manipolare le valutazioni dell'intelligence sul Covid-19 e come Fauci abbia mentito al Congresso nel 2024, quando sotto giuramento negò di essere a conoscenza o di aver partecipato a discussioni con funzionari dell'intelligence sulla ricerca».<br />L'INTERESSE AD ALLONTANARCI DALLA VERITÀ<br />E qualcuno sta iniziando a parlare, a quanto risulta, dopo aver subito intimidazioni: «Durante questo processo - di raccolta delle prove, si legge nel comunicato - i funzionari dell'Odni (Direzione Nazionale Intelligence, Dipartimento dell'Ohio, ndr) hanno raccolto testimonianze da numerosi informatori della comunità dell'intelligence che hanno denunciato ritorsioni per aver contestato la manipolazione delle informazioni sull'origine del virus da parte della stessa. Ciò ha rivelato un chiaro schema di soppressione del dissenso, di silenziamento dei critici e di occultamento di prove che hanno minato l'integrità della comunità dell'intelligence e danneggiato il popolo americano».<br />La storia della pandemia andrebbe riscritta, secondo la Gabbard, perché tutta l'informazione di allora sarebbe stata viziata da questo rapporto illegittimo fra Fauci e parte dei servizi segreti: «Durante la pandemia, Fauci e i leader politicizzati all'interno della comunità dell'intelligence hanno creato un circolo vizioso di comunicazione autoreferenziale. Fauci ha fornito scienziati da lui selezionati e finanziati dal Niaid per consigliare la comunità dell'intelligence. Questo contributo ha influenzato le valutazioni ufficiali dell'intelligence, che sono state poi citate pubblicamente come consenso scientifico per confutare la teoria della fuga di notizie dal laboratorio. Secondo centinaia di e-mail esaminate, la comunità dell'intelligence ha quasi sempre recepito le sue raccomandazioni». E di qui anche l'accusa più grave, quella di aver mentito al Congresso: «a Fauci fu ripetutamente chiesto se avesse parlato con "Fbi, Cia, Dia o qualsiasi altra agenzia di intelligence statunitense in merito alla ricerca sui virus" prima, durante o dopo la pandemia. Fauci eluse ripetutamente le domande, prima di affermare falsamente: "a mia conoscenza, no, riguardo al Covid"».<br />Una risposta definitiva sull'origine del Covid non c'è ancora, nemmeno dopo la pubblicazione di questi documenti dei servizi segreti. Ma si inizia, se non altro, a ricostruire la storia di chi ha avuto tutto l'interesse ad allontanarci dalla verità. E solo negli Usa se ne parla. In Cina no.<br />]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/72652056</guid><pubDate>Tue, 23 Jun 2026 19:07:44 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/72652056/come_fauci_e_intelligence_insabbiarono_le_origini_del_covid.mp3" length="5450649" type="audio/mpeg"/><itunes:author>BastaBugie</itunes:author><itunes:subtitle>TESTO DELL'ARTICOLO ➜ https://www.bastabugie.it/8583

COME FAUCI E INTELLIGENCE INSABBIARONO LE ORIGINI DEL COVID
di Stefano Magni
 
Tulsi Gabbard, direttrice uscente dell'Intelligence Nazionale (un ruolo di coordinamento delle agenzie di intelligence...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="https://www.bastabugie.it/8583" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://www.bastabugie.it/8583</a><br /><br />COME FAUCI E INTELLIGENCE INSABBIARONO LE ORIGINI DEL COVID<br />di Stefano Magni<br /> <br />Tulsi Gabbard, direttrice uscente dell'Intelligence Nazionale (un ruolo di coordinamento delle agenzie di intelligence e figura di raccordo fra esse e il presidente) lascerà l'incarico il 30 giugno. Mentre volano stracci fra Trump e il Partito Repubblicano per la nomina del successore, la Gabbard, che ormai non ha più niente da perdere, sta togliendosi qualche soddisfazione personale e politica.<br />La settimana scorsa, il 12 giugno, aveva reso pubblici i documenti che provavano l'esistenza del finanziamento pubblico di 120 biolaboratori all'estero, in 30 paesi partner fra cui l'Ucraina (e dunque «a rischio di compromissione a causa della guerra in corso tra Russia e Ucraina»). La denuncia è passata abbastanza in sordina. È una pratica che dura, da quel che dice la Gabbard, almeno da una decina d'anni. Dunque a finanziare quei laboratori all'estero sono state le amministrazioni di entrambi i partiti, compresa la prima di Trump dal 2017 al 2021.<br />La nuova rivelazione, di ieri, 19 giugno, è invece una potenziale "bomba", anche se la grande stampa nazionale non l'ha diffusa molto, ad eccezione di New York Post e pochi altri quotidiani. Secondo i documenti appena declassificati, infatti, Anthony Fauci, il super consulente della politica pandemica, avrebbe mentito al Congresso, nelle audizioni, sul finanziamento di pericolosi esperimenti nel laboratorio di Wuhan, in Cina, probabile punto di partenza del Covid-19.<br />PANDEMIA DI COVID-19<br />Nel comunicato stampa della Direzione Nazionale dell'Intelligence, si legge che «Prima della pandemia di Covid-19, Anthony Fauci, in qualità di direttore del National Institute of Allergy and Infectious Diseases (Niaid), ha stanziato milioni di dollari dei contribuenti statunitensi per finanziare pericolose ricerche di tipo "guadagno di funzione" sui coronavirus dei pipistrelli presso il Wuhan Institute of Virology (Wiv), un lavoro che ora è ampiamente considerato la fonte della fuga accidentale dal laboratorio che ha scatenato la pandemia».<br />Ma di questo si parla da anni. La vera novità, invece, è la prova che l'insabbiamento c'è stato ed è avvenuto con la complicità di parte dei servizi segreti americani di allora. Si legge infatti che sono stati declassificati: «comunicazioni e documenti inediti che svelano come Fauci abbia collaborato con i vertici politicizzati della Comunità dell'Intelligence (Ic) per sopprimere la verità sulle sue azioni, sulle origini del virus, ovvero la fuga di laboratorio, e sul suo ruolo nell'assegnazione dei finanziamenti statunitensi a questa pericolosa ricerca che ha causato danni incommensurabili e innumerevoli perdite di vite umane. Questi documenti rivelano il ruolo diretto di Fauci nell'influenzare e manipolare le valutazioni dell'intelligence sul Covid-19 e come Fauci abbia mentito al Congresso nel 2024, quando sotto giuramento negò di essere a conoscenza o di aver partecipato a discussioni con funzionari dell'intelligence sulla ricerca».<br />L'INTERESSE AD ALLONTANARCI DALLA VERITÀ<br />E qualcuno sta iniziando a parlare, a quanto risulta, dopo aver subito intimidazioni: «Durante questo processo - di raccolta delle prove, si legge nel comunicato - i funzionari dell'Odni (Direzione Nazionale Intelligence, Dipartimento dell'Ohio, ndr) hanno raccolto testimonianze da numerosi informatori della comunità dell'intelligence che hanno denunciato ritorsioni per aver contestato la manipolazione delle informazioni sull'origine del virus da parte della stessa. Ciò ha rivelato un chiaro schema di soppressione del dissenso, di silenziamento dei critici e di occultamento di prove che hanno minato l'integrità della comunità dell'intelligence e danneggiato il popolo americano».<br />La storia della pandemia andrebbe...]]></itunes:summary><itunes:duration>341</itunes:duration><itunes:keywords>covid,esperimentodilaboratorio,fauci,insabbiamento,intelligence</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/45a49144e05e6c2cedb889d1293518ef.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Mondiali di calcio: mangia, prega e segna, ma se sei islamico, non cristiano</title><link>https://www.spreaker.com/episode/mondiali-di-calcio-mangia-prega-e-segna-ma-se-sei-islamico-non-cristiano--72651983</link><description><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="https://www.bastabugie.it/8580" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://www.bastabugie.it/8580</a><br /><br />MONDIALI DI CALCIO: MANGIA, PREGA E SEGNA, MA SE SEI ISLAMICO, NON CRISTIANO<br />di Andrea Zambrano<br /> <br />Il cristianesimo dà fastidio anche ai Mondiali, mentre all'Islam si fanno ponti d'oro. Non è passata inosservata nella sua patria, la Germania, la preghiera che il calciatore Felix Nmecha ha pronunciato al termine della partita che la nazionale teutonica ha giocato contro Curaçao vincendo 7 a 1. Proprio l'attaccante tedesco di origini nigeriane ha dato con un suo gol il via alla goleada tedesca. Ma non è per ragioni meramente sportive che ce ne occupiamo.<br />Il motivo è legato alla sua fede cristiana. Una fede, è di professione evangelica, che il giovane attaccante vive in modo pubblico.<br />Dopo aver segnato il gol, si è inginocchiato sul prato, ha formato con le mani una corona sulla testa e l'ha depositata sul campo. Poi ha teso le mani verso il cielo e successivamente ha pubblicato una foto di questo momento su Instagram con le parole "Thank you Jesus!". Dopo la partita, inoltre, ha formato un cerchio di preghiera insieme a Jonathan Tah e a un paio di giocatori di Curaçao.<br />Il motivo di questo atteggiamento è legato alla sua fede cristiana. «Il calcio è la mia passione, Gesù è il mio fondamento» aveva detto in passato e «ogni volta che entro in campo, non si tratta di me, ma di glorificare Dio». Parole e atteggiamenti che stanno facendo storcere il naso a più di uno nel suo paese, alle prese con una drammatica secolarizzazione, come sulla Bussola scriviamo spesso a proposito della Germania.<br />Le critiche che gli sono piovute addosso provengono tutte dalla stampa, che ha non solo criticato Nmecha, ma lo ha pure dileggiato. «Un calciatore professionista con la fissa per Cristo: cartellino rosso per Gesù!»; «Il giocatore della nazionale tedesca Felix Nmecha ostenta la sua fede come un ostensorio. Dietro di essa si nasconde una cupa visione dell'umanità». «La preghiera di Nmecha dopo la partita dei Mondiali è una pietra d'inciampo». Cose così, per far capire il tenore di articoli livorosi, che scavano nel suo passato per trovare una mela bacata da azzannare.<br />LE "ACCUSE"<br />E che infatti trovano. Il calciatore, infatti, in passato aveva criticato l'ideologia omosessualista portata avanti dalle brigate Lgbt che anche in Germania sono molto agguerrite.<br />E così lo accusano di essere omofobo e transofobo: «Il giocatore aveva precedentemente condiviso o messo "mi piace" a diversi contenuti transfobici e omofobi sul suo account Instagram. In uno dei post, il movimento LGBTQ+ e il concetto di "Pride" venivano paragonati al diavolo. In un altro, un estremista di destra statunitense derideva una persona trans minorenne», si legge sulla stampa tedesca. Apriti cielo. Tanto è bastato per farlo diventare un bersaglio di critica e scherno che va ben oltre il rettangolo di gioco.<br />Non è una novità che la cristianofobia in Europa si stia radicalizzando proprio prendendo come pretesto la critica alle ideologie antiumane, che si sono imposte nel Vecchio Continente. E così, anche una manifestazione di lode a Dio per un semplice gioco, diventa occasione per tappare la bocca. <br />Infatti, il caso si allarga perché Nmecha ha detto di appartenere ad una sorta di congrega internazionale di calciatori, che hanno in comune non la squadra d'appartenenza di club e nemmeno la nazionale e neppure il ruolo, ma semplicemente la loro fede in Gesù Cristo.<br />"Ballers in God" (tradotto: giocatori in Dio) è una rete, parlare di movimento è esagerato, fondata nel 2015 dal calciatore inglese John Bostock e che si prefigge di utilizzare il calcio per diffondere il messaggio di Gesù Cristo, supportando e guidando i giocatori nella loro fede. Lodevole, soprattutto se pensiamo che il mondo del calcio, e dello sport in generale ad alti livelli, è quanto di più lontano da certi valori evangelici. <br />Ma non per certa stampa e, evidentemente certa opinione pubblica tedesca ed europea, che rimprovera a questi calciatori di non limitarsi a vivere nel privato la loro fede, pena appunto la scomunica. Perché, il problema sta tutto nel portare la fede nell'agone pubblico e misurarla con le ideologie invece che vanno per la maggiore.<br />Ma che ci sia un doppiopesismo neanche tanto latente è provato da altri due episodi che hanno come teatro lo stadio di Atlanta, dove domenica la Spagna ha battuto 4 a 0 l'Arabia Saudita.<br />Qui, la religione sotto osservazione è l'Islam, ma guardiamo bene che trattamento ha ricevuto.<br />I TIFOSI SAUDITI CON TUTTI GLI ONORI<br />Anzitutto lo stadio si è preparato ad accogliere i tifosi sauditi con tutti gli onori: spazi appositi dedicati alla preghiera islamica e offerta di cibi halal nei punti ristoro dell'impianto. Più che libertà religiosa, siamo nel campo di un gesto di sottomissione che difficilmente a parti rovesciate vedremmo negli stadi di Rabat. Celebre, infatti, è il segno di croce che Cristiano Ronaldo fece in diretta tv dopo aver segnato un gol quando giocava nell'Al Nasr. Scatenò un putiferio, venne redarguito anche se la passò liscia, probabilmente grazie all'ingaggio milionario che gli fece da scudo. Ma il motivo era semplice: in Arabia è vietata ogni forma di ostentazione pubblica della fede. I calciatori non possono entrare in campo facendosi il segno di croce, che per la verità anche da noi, ha acquisito un valore scaramantico più che di manifestazione pubblica di fede. In ogni caso, sarebbe impensabile in Arabia una norcineria in uno stadio per far felici i tifosi occidentali amanti di carne di maiale e costine alla brace.<br /> Sottomissione americana a parte, sempre nella stessa partita, è interessante notare il destino rovesciato capitato a Lamine Yamal, stella nascente della nazionale spagnola e, come noto, di origini marocchine per parte di padre. Al suo debutto con la nazionale delle Furie rosse al mondiale, Yamal ha segnato e durante l'esultanza si è inginocchiato alla maniera islamica, puntando le braccia al cielo. Un chiaro segno di ossequio ad Allah.<br />Del resto, il giovane fuoriclasse del Barcellona non è la prima volta che ostenta la sua fede islamica in pubblico. E lo ha fatto anche domenica, nella seconda partita dei campioni d'Europa al Mondiale americano.<br />Proteste? Zero. Critiche in Spagna per questa ostentazione della fede? Neanche lontanamente l'ombra. Anzi, certi siti musulmani hanno esaltato il gesto del calciatore che non è certo il primo (anche Antonio Rüdiger e Mohamed Salah lo hanno fatto). Ovvio che il Mondiale è una vetrina capace di fissare anche nell'opinione pubblica certi gesti e cristallizzarli. L'opinione pubblica europea invece, scatenata contro Nmecha, zitta. Per il musulmano Yamal sono piovuti elogi, per il povero cristiano Nmecha solo critiche. Ed è anche da questi particolari, parafrasando De Gregori, che si giudica un giocatore e - aggiungiamo noi - il termometro della cristianofobia.<br />]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/72651983</guid><pubDate>Tue, 23 Jun 2026 19:05:59 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/72651983/mondiali_di_calcio.mp3" length="6027046" type="audio/mpeg"/><itunes:author>BastaBugie</itunes:author><itunes:subtitle>TESTO DELL'ARTICOLO ➜ https://www.bastabugie.it/8580

MONDIALI DI CALCIO: MANGIA, PREGA E SEGNA, MA SE SEI ISLAMICO, NON CRISTIANO
di Andrea Zambrano
 
Il cristianesimo dà fastidio anche ai Mondiali, mentre all'Islam si fanno ponti d'oro. Non è...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="https://www.bastabugie.it/8580" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://www.bastabugie.it/8580</a><br /><br />MONDIALI DI CALCIO: MANGIA, PREGA E SEGNA, MA SE SEI ISLAMICO, NON CRISTIANO<br />di Andrea Zambrano<br /> <br />Il cristianesimo dà fastidio anche ai Mondiali, mentre all'Islam si fanno ponti d'oro. Non è passata inosservata nella sua patria, la Germania, la preghiera che il calciatore Felix Nmecha ha pronunciato al termine della partita che la nazionale teutonica ha giocato contro Curaçao vincendo 7 a 1. Proprio l'attaccante tedesco di origini nigeriane ha dato con un suo gol il via alla goleada tedesca. Ma non è per ragioni meramente sportive che ce ne occupiamo.<br />Il motivo è legato alla sua fede cristiana. Una fede, è di professione evangelica, che il giovane attaccante vive in modo pubblico.<br />Dopo aver segnato il gol, si è inginocchiato sul prato, ha formato con le mani una corona sulla testa e l'ha depositata sul campo. Poi ha teso le mani verso il cielo e successivamente ha pubblicato una foto di questo momento su Instagram con le parole "Thank you Jesus!". Dopo la partita, inoltre, ha formato un cerchio di preghiera insieme a Jonathan Tah e a un paio di giocatori di Curaçao.<br />Il motivo di questo atteggiamento è legato alla sua fede cristiana. «Il calcio è la mia passione, Gesù è il mio fondamento» aveva detto in passato e «ogni volta che entro in campo, non si tratta di me, ma di glorificare Dio». Parole e atteggiamenti che stanno facendo storcere il naso a più di uno nel suo paese, alle prese con una drammatica secolarizzazione, come sulla Bussola scriviamo spesso a proposito della Germania.<br />Le critiche che gli sono piovute addosso provengono tutte dalla stampa, che ha non solo criticato Nmecha, ma lo ha pure dileggiato. «Un calciatore professionista con la fissa per Cristo: cartellino rosso per Gesù!»; «Il giocatore della nazionale tedesca Felix Nmecha ostenta la sua fede come un ostensorio. Dietro di essa si nasconde una cupa visione dell'umanità». «La preghiera di Nmecha dopo la partita dei Mondiali è una pietra d'inciampo». Cose così, per far capire il tenore di articoli livorosi, che scavano nel suo passato per trovare una mela bacata da azzannare.<br />LE "ACCUSE"<br />E che infatti trovano. Il calciatore, infatti, in passato aveva criticato l'ideologia omosessualista portata avanti dalle brigate Lgbt che anche in Germania sono molto agguerrite.<br />E così lo accusano di essere omofobo e transofobo: «Il giocatore aveva precedentemente condiviso o messo "mi piace" a diversi contenuti transfobici e omofobi sul suo account Instagram. In uno dei post, il movimento LGBTQ+ e il concetto di "Pride" venivano paragonati al diavolo. In un altro, un estremista di destra statunitense derideva una persona trans minorenne», si legge sulla stampa tedesca. Apriti cielo. Tanto è bastato per farlo diventare un bersaglio di critica e scherno che va ben oltre il rettangolo di gioco.<br />Non è una novità che la cristianofobia in Europa si stia radicalizzando proprio prendendo come pretesto la critica alle ideologie antiumane, che si sono imposte nel Vecchio Continente. E così, anche una manifestazione di lode a Dio per un semplice gioco, diventa occasione per tappare la bocca. <br />Infatti, il caso si allarga perché Nmecha ha detto di appartenere ad una sorta di congrega internazionale di calciatori, che hanno in comune non la squadra d'appartenenza di club e nemmeno la nazionale e neppure il ruolo, ma semplicemente la loro fede in Gesù Cristo.<br />"Ballers in God" (tradotto: giocatori in Dio) è una rete, parlare di movimento è esagerato, fondata nel 2015 dal calciatore inglese John Bostock e che si prefigge di utilizzare il calcio per diffondere il messaggio di Gesù Cristo, supportando e guidando i giocatori nella loro fede. 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Lo pensa un gruppo di ricercatori statunitensi che non solo da tempo ispeziona con il georadar il sottosuolo del suggestivo sito di Durupınar - non lontano dal massiccio del monte Ararat, in Anatolia orientale (Turchia) - ma è ora convinto d'aver trovato degli indizi rilevanti e meritevoli di approfondimenti. Prima di vedere di che si tratta, però, è opportuno fare un passo indietro e dire qualcosa di più su tale sito. Tutta la vicenda ebbe inizio nel 1959 quando, durante una ricognizione aerea, il capitano dell'esercito turco İlhan Durupınar individuò una formazione irregolare nelle montagne della Turchia orientale che assomiglierebbe a una nave. Proprio questa somiglianza - piuttosto visibile anche a occhio nudo - ha per decenni spinto esperti, fedeli ma anche semplici curiosi ad ipotizzare che la formazione, chiamata appunto di Durupınar dal nome del suo poc'anzi menzionato scopritore, altro non sarebbe che il punto in cui si era fermata l'Arca di Noè.<br />Ad alimentare la suggestiva ipotesi ci sono non solo delle somiglianze esteriori (effettivamente la formazione ricorda un'imbarcazione), ma anche delle similitudini nelle misurazioni. Il sito infatti misura circa 515 piedi di lunghezza (circa 157-160 metri), estensione che risulterebbe davvero prossima a quella dei 300 cubiti (circa 133,35 metri) indicati nel sesto capitolo della Genesi come, appunto, lunghezza dell'Arca. Solo una coincidenza? Secondo molti studiosi sì e c'è chi da tempo ritiene la questione del tutto risolta. Il riferimento è qui ad un articolo pubblicato nel 1996 sul Journal of Geoscience Education dal geologo Lorence Collins, in collaborazione con David Fasold - il quale, peraltro, all'inizio credeva alla tesi dell'Arca -, nel quale si sostiene l'ipotesi della struttura geologica naturale, facendo presente come i presunti componenti artificiali (residui di ferro e metallici) sarebbero null'altro che minerali vulcanici ossidati e sedimenti. Il dibattito sul sito di Durupınar non si è però mai chiuso del tutto.<br />Prova ne sia quanto avvenuto nel 2017, quando il regista Cem Sertesen ha diffuso il documentario Noah's Ark, che ha riunito 22 anni di ricerche nella zona in cui molti credono si trovino i resti del grande vascello biblico. C'è poi il lavoro di Andrew Jones, fondatore di Noah's Ark Scans, il quale - insieme al suo team - da anni studia la formazione di Durupınar; e proprio Jones, per tornare agli ultimi sviluppi, utilizzando il georadar e la termografia a infrarossi avrebbe individuato quella che ritiene essere una struttura a forma di imbarcazione sepolta nel terreno. Le scansioni pare abbiano infatti rivelato una rete di tunnel sotterranei che attraversano il centro della struttura e ne percorrono i bordi interni; e tutti convergerebbero in una stanza interna. Da ultimo, va fatto presente come sarebbero stati rintracciati sul sito dei fossili marini, tra cui coralli e conchiglie che, a quell'altitudine, suggerirebbero che l'area in epoche remote possa essere stata sommersa.<br />«Credo fermamente che questi siano i veri resti, sepolti e in decomposizione, dell'Arca di Noè, la famosa nave. E stiamo facendo del nostro meglio per convincere gli scettici e mostrare al mondo questo sito», ha dichiarato Jones a Fox News, sottolineando di aver trovato prove certe dell'«esistenza di tunnel a circa quattro metri di profondità e circa due metri di altezza, che percorrono il centro dell'imbarcazione e il bordo interno dello scafo. Crediamo fermamente che questa planimetria, che mostra tunnel e possibili travi e muri di sostegno, suggerisca che si tratti di un'opera artificiale e non di una formazione naturale». La stessa Fox ribadisce che molti geologi dissentono dalla tesi che vuole il sito di Durupınar formazione artificiale. Se però le nuove scoperte di Jones e del suo team dovessero rivelarsi entusiasmanti come annunciate, beh, una riapertura del dibattito sarebbe inevitabile. Da parte sua, Jones è sicuro: «Abbiamo la forma della nave, siamo nella posizione corretta e ora stiamo anche notando che il terreno all'interno è diverso da quello immediatamente esterno alla formazione». Se risultasse tutto confermato, non sarebbe affatto poco.<br /><br />]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/72436066</guid><pubDate>Tue, 09 Jun 2026 19:22:10 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/72436066/l_arca_di_noe.mp3" length="5786688" type="audio/mpeg"/><itunes:author>BastaBugie</itunes:author><itunes:subtitle>TESTO DELL'ARTICOLO ➜ https://www.bastabugie.it/8562

L'ARCA DI NOE', NUOVE SCOPERTE SU DOVE POTREBBE ESSERE
di Giuliano Guzzo
 
L'arca di Noè, al centro di uno dei racconti più noti del Vecchio Testamento, forse è stata individuata. Lo pensa un...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="https://www.bastabugie.it/8562" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://www.bastabugie.it/8562</a><br /><br />L'ARCA DI NOE', NUOVE SCOPERTE SU DOVE POTREBBE ESSERE<br />di Giuliano Guzzo<br /> <br />L'arca di Noè, al centro di uno dei racconti più noti del Vecchio Testamento, forse è stata individuata. Lo pensa un gruppo di ricercatori statunitensi che non solo da tempo ispeziona con il georadar il sottosuolo del suggestivo sito di Durupınar - non lontano dal massiccio del monte Ararat, in Anatolia orientale (Turchia) - ma è ora convinto d'aver trovato degli indizi rilevanti e meritevoli di approfondimenti. Prima di vedere di che si tratta, però, è opportuno fare un passo indietro e dire qualcosa di più su tale sito. Tutta la vicenda ebbe inizio nel 1959 quando, durante una ricognizione aerea, il capitano dell'esercito turco İlhan Durupınar individuò una formazione irregolare nelle montagne della Turchia orientale che assomiglierebbe a una nave. Proprio questa somiglianza - piuttosto visibile anche a occhio nudo - ha per decenni spinto esperti, fedeli ma anche semplici curiosi ad ipotizzare che la formazione, chiamata appunto di Durupınar dal nome del suo poc'anzi menzionato scopritore, altro non sarebbe che il punto in cui si era fermata l'Arca di Noè.<br />Ad alimentare la suggestiva ipotesi ci sono non solo delle somiglianze esteriori (effettivamente la formazione ricorda un'imbarcazione), ma anche delle similitudini nelle misurazioni. Il sito infatti misura circa 515 piedi di lunghezza (circa 157-160 metri), estensione che risulterebbe davvero prossima a quella dei 300 cubiti (circa 133,35 metri) indicati nel sesto capitolo della Genesi come, appunto, lunghezza dell'Arca. Solo una coincidenza? Secondo molti studiosi sì e c'è chi da tempo ritiene la questione del tutto risolta. Il riferimento è qui ad un articolo pubblicato nel 1996 sul Journal of Geoscience Education dal geologo Lorence Collins, in collaborazione con David Fasold - il quale, peraltro, all'inizio credeva alla tesi dell'Arca -, nel quale si sostiene l'ipotesi della struttura geologica naturale, facendo presente come i presunti componenti artificiali (residui di ferro e metallici) sarebbero null'altro che minerali vulcanici ossidati e sedimenti. Il dibattito sul sito di Durupınar non si è però mai chiuso del tutto.<br />Prova ne sia quanto avvenuto nel 2017, quando il regista Cem Sertesen ha diffuso il documentario Noah's Ark, che ha riunito 22 anni di ricerche nella zona in cui molti credono si trovino i resti del grande vascello biblico. C'è poi il lavoro di Andrew Jones, fondatore di Noah's Ark Scans, il quale - insieme al suo team - da anni studia la formazione di Durupınar; e proprio Jones, per tornare agli ultimi sviluppi, utilizzando il georadar e la termografia a infrarossi avrebbe individuato quella che ritiene essere una struttura a forma di imbarcazione sepolta nel terreno. Le scansioni pare abbiano infatti rivelato una rete di tunnel sotterranei che attraversano il centro della struttura e ne percorrono i bordi interni; e tutti convergerebbero in una stanza interna. Da ultimo, va fatto presente come sarebbero stati rintracciati sul sito dei fossili marini, tra cui coralli e conchiglie che, a quell'altitudine, suggerirebbero che l'area in epoche remote possa essere stata sommersa.<br />«Credo fermamente che questi siano i veri resti, sepolti e in decomposizione, dell'Arca di Noè, la famosa nave. E stiamo facendo del nostro meglio per convincere gli scettici e mostrare al mondo questo sito», ha dichiarato Jones a Fox News, sottolineando di aver trovato prove certe dell'«esistenza di tunnel a circa quattro metri di profondità e circa due metri di altezza, che percorrono il centro dell'imbarcazione e il bordo interno dello scafo. Crediamo fermamente che questa planimetria, che mostra tunnel e possibili travi e muri di sostegno, suggerisca che si tratti di un'opera artificiale e non di una formazione...]]></itunes:summary><itunes:duration>362</itunes:duration><itunes:keywords>ararat,arcadinoe,durupinar,scoperta,turchia</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/5da94e3aac821b5412c8b7d4e2215f59.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Bruno Mars inizia il concerto con segno della croce e preghiera</title><link>https://www.spreaker.com/episode/bruno-mars-inizia-il-concerto-con-segno-della-croce-e-preghiera--72284687</link><description><![CDATA[VIDEO: Inizio del concerto di Bruno Mars ➜ <a href="https://www.youtube.com/shorts/hOqURtXeT-0" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://www.youtube.com/shorts/hOqURtXeT-0</a><br /><br />TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="https://www.bastabugie.it/8548" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://www.bastabugie.it/8548</a><br /><br />BRUNO MARS INIZIA IL CONCERTO CON SEGNO DELLA CROCE E PREGHIERA<br />di Manuela Antonacci<br /> <br />Bruno Mars ha lasciato ultimamente a bocca aperta i suoi fan mettendosi in ginocchio e non per fare una proposta di matrimonio, ma per pregare! Ebbene sì perché uno degli ultimi concerti del cantante che ha avuto luogo agli inizi di maggio a Las Vegas, durante il The Romantic Tour si è aperto in un modo totalmente inaspettato: con un video in cui lui prega davanti all'altare, per i suoi fan e la sua squadra, chiedendo a Dio protezione. Durante questo momento spirituale, il cantante ha recitato una preghiera che è già diventata virale sulle piattaforme digitali per il suo impatto così diretto. Bruno Mars, nel video, ha ringraziato Dio per l'opportunità di fare ciò che ama e ha chiesto, in particolare, la forza perché la sua band, quella sera, potesse, offrire uno spettacolo indimenticabile: «L'unica cosa che vi chiedo è di proteggere tutti i presenti» conclude l'artista nel clip, proprio prima di fare il segno della croce mentre le campane suonano a festa.<br />C'è da dire che il video ha collezionato ben 2, 5 milioni di visualizzazioni, 322.000 like, oltre 13.400 repost e più di 27.000 condivisioni. Tanti i commenti che lodano l'iniziativa del cantante. In particolare, un fan ha scritto sotto il video di Bruno Mars: «Come Hooligan da 16 anni, questo momento ha toccato molto il mio cuore cattolico. (...) Il modo in cui Bruno ha posto Dio al primo posto è stato davvero bello. È stato un momento così intimo vederlo inginocchiarsi davanti a Dio, pregare per la protezione di tutti i presenti allo stadio e fare il segno della croce. Vederlo poi esibirsi sul palco mentre indossava il suo crocifisso e la medaglia di Nostra Signora di Guadalupe lo ha reso ancora più significativo. È un momento che davvero non dimenticherò mai come Hooligan. Grazie, Dio, per avermi dato l'opportunità di vedere Bruno in tour ancora una volta!»<br />Comunque non è un caso che l'immagine della Vergine di Guadalupe chiuda la scena del video di Mars, perché il legame di Bruno Mars con questa sua devozione era già emerso in precedenza. Il cantante aveva già incluso riferimenti religiosi in opere precedenti come il video "Risk It All", come anche il nostro giornale aveva messo in evidenza. In particolare, nel video di questa sua ultima canzone il cui titolo, in italiano, si traduce con "Giocati tutto", veniva raccontata e rappresentata sulle note di una ballata romantica, una storia semplice e, ormai, controcorrente: una coppia che decide di sposarsi, in un contesto non semplicemente romantico, ma in cui emergono dettagli davvero inaspettati.<br />La location è una chiesa disseminata di statue dei santi, con una Madonna in primo piano, inoltre nei primi istanti della clip si intravedono un rosario e la Medaglia Miracolosa. Infine, lo stesso Mars si mostra seduto sia fuori sia dentro la chiesa mentre suona la chitarra portando al collo quella stessa medaglia insieme a un crocifisso. Insomma, incredibile ma vero, nello star system, c'è ancora chi ha ancora il coraggio di non rinnegare se stesso, la propria cultura di appartenenza, persino se questa ha a che fare con una cosa considerata, nel mondo di oggi, così "scomoda", come la fede. Bruno Mars è sempre la star che conosciamo e la sua voce e il suo stile rimangono inconfondibili, ma di certo, un concerto in cui anche Dio è invitato è e sarà sempre tutta un'altra musica!]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/72284687</guid><pubDate>Tue, 02 Jun 2026 20:31:26 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/72284687/bruno_mars.mp3" length="4251106" type="audio/mpeg"/><itunes:author>BastaBugie</itunes:author><itunes:subtitle>VIDEO: Inizio del concerto di Bruno Mars ➜ https://www.youtube.com/shorts/hOqURtXeT-0

TESTO DELL'ARTICOLO ➜ https://www.bastabugie.it/8548

BRUNO MARS INIZIA IL CONCERTO CON SEGNO DELLA CROCE E PREGHIERA
di Manuela Antonacci
 
Bruno Mars ha lasciato...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[VIDEO: Inizio del concerto di Bruno Mars ➜ <a href="https://www.youtube.com/shorts/hOqURtXeT-0" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://www.youtube.com/shorts/hOqURtXeT-0</a><br /><br />TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="https://www.bastabugie.it/8548" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://www.bastabugie.it/8548</a><br /><br />BRUNO MARS INIZIA IL CONCERTO CON SEGNO DELLA CROCE E PREGHIERA<br />di Manuela Antonacci<br /> <br />Bruno Mars ha lasciato ultimamente a bocca aperta i suoi fan mettendosi in ginocchio e non per fare una proposta di matrimonio, ma per pregare! Ebbene sì perché uno degli ultimi concerti del cantante che ha avuto luogo agli inizi di maggio a Las Vegas, durante il The Romantic Tour si è aperto in un modo totalmente inaspettato: con un video in cui lui prega davanti all'altare, per i suoi fan e la sua squadra, chiedendo a Dio protezione. Durante questo momento spirituale, il cantante ha recitato una preghiera che è già diventata virale sulle piattaforme digitali per il suo impatto così diretto. Bruno Mars, nel video, ha ringraziato Dio per l'opportunità di fare ciò che ama e ha chiesto, in particolare, la forza perché la sua band, quella sera, potesse, offrire uno spettacolo indimenticabile: «L'unica cosa che vi chiedo è di proteggere tutti i presenti» conclude l'artista nel clip, proprio prima di fare il segno della croce mentre le campane suonano a festa.<br />C'è da dire che il video ha collezionato ben 2, 5 milioni di visualizzazioni, 322.000 like, oltre 13.400 repost e più di 27.000 condivisioni. Tanti i commenti che lodano l'iniziativa del cantante. In particolare, un fan ha scritto sotto il video di Bruno Mars: «Come Hooligan da 16 anni, questo momento ha toccato molto il mio cuore cattolico. (...) Il modo in cui Bruno ha posto Dio al primo posto è stato davvero bello. È stato un momento così intimo vederlo inginocchiarsi davanti a Dio, pregare per la protezione di tutti i presenti allo stadio e fare il segno della croce. Vederlo poi esibirsi sul palco mentre indossava il suo crocifisso e la medaglia di Nostra Signora di Guadalupe lo ha reso ancora più significativo. È un momento che davvero non dimenticherò mai come Hooligan. Grazie, Dio, per avermi dato l'opportunità di vedere Bruno in tour ancora una volta!»<br />Comunque non è un caso che l'immagine della Vergine di Guadalupe chiuda la scena del video di Mars, perché il legame di Bruno Mars con questa sua devozione era già emerso in precedenza. Il cantante aveva già incluso riferimenti religiosi in opere precedenti come il video "Risk It All", come anche il nostro giornale aveva messo in evidenza. In particolare, nel video di questa sua ultima canzone il cui titolo, in italiano, si traduce con "Giocati tutto", veniva raccontata e rappresentata sulle note di una ballata romantica, una storia semplice e, ormai, controcorrente: una coppia che decide di sposarsi, in un contesto non semplicemente romantico, ma in cui emergono dettagli davvero inaspettati.<br />La location è una chiesa disseminata di statue dei santi, con una Madonna in primo piano, inoltre nei primi istanti della clip si intravedono un rosario e la Medaglia Miracolosa. Infine, lo stesso Mars si mostra seduto sia fuori sia dentro la chiesa mentre suona la chitarra portando al collo quella stessa medaglia insieme a un crocifisso. Insomma, incredibile ma vero, nello star system, c'è ancora chi ha ancora il coraggio di non rinnegare se stesso, la propria cultura di appartenenza, persino se questa ha a che fare con una cosa considerata, nel mondo di oggi, così "scomoda", come la fede. Bruno Mars è sempre la star che conosciamo e la sua voce e il suo stile rimangono inconfondibili, ma di certo, un concerto in cui anche Dio è invitato è e sarà sempre tutta un'altra musica!]]></itunes:summary><itunes:duration>266</itunes:duration><itunes:keywords>brunomars,concerto,preghiera,protezione,segnodellacroce</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/3ba9e0af9642960a6280b144b6c65ee2.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Bambini malati dopo il vaccino, sinistra in tilt</title><link>https://www.spreaker.com/episode/bambini-malati-dopo-il-vaccino-sinistra-in-tilt--72073770</link><description><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="https://www.bastabugie.it/8551" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://www.bastabugie.it/8551</a><br /><br />BAMBINI MALATI DOPO IL VACCINO, SINISTRA IN TILT<br />di Andrea Zambrano<br /> <br />Malattie autoimmuni, malattie neurologiche e malattie cardiache. Il dottor Eugenio Serravalle, pediatra e presidente dell'Associazione di studi e informazioni sulla salute lo ha detto rispondendo alla domanda della capogruppo FdI in Commissione Covid, Alice Buonguerrieri. La domanda era relativa alle malattie che hanno sviluppato i bambini e gli adolescenti vaccinati con i preparati anti Covid durante la campagna vaccinale. In particolare le miocarditi, per le quali sono emersi dei dati che non erano stati rilevati negli studi preregistrativi dei vaccini (per forza, non erano stati testati sui minori), ma che sono emersi dalle osservazioni sul campo fino ad essere riconosciute sulla scheda tecnica dei vaccini a mRNA.<br />Basterebbe questa evidenza, dicevamo, ma no. Non basta.<br />Non basta ad esempio alla pattuglia piddina e pentastellata presente in Commissione, la cui presenza è deliberatamente volta a minimizzare, contestare e sminuire le evidenze che vengono messe agli atti dei lavori. Con qualche scivolone che denota una mancanza di preparazione.<br />Ylenia Zambito, ad esempio senatrice del Pd, la quale, forte della sua laurea in chimica farmaceutica e della sua attività accademica, ha pensato bene di replicare alle affermazioni di Serravalle rimproverandolo per una lettura specifica dei dati sui bambini non vaccinati.<br />Poteva sembrare un battibecco tra concittadini, Zambito e Serravalle sono entrambi di Pisa, ma è parso chiaro che sia stato l'ennesimo tentativo degli esponenti dell'opposizione alla Commissione Covid per non far emergere agli atti verità che ormai sono acclarate.<br />«Lei non ha capito i lavori che cita - ha accusato Zambito - non sa leggere i dati dandoci una interpretazione sbagliata, ci sta raccontando una serie di cose pericolose per fare una battaglia contro le vaccinazioni». Serravalle le ha risposto con fermezza: «Questa è un'affermazione che non può fare perché la colonna che mostra i precedenti infettati è a parte. Non sono quegli altri mi dispiace, ma se c'è qualcuno che non ha letto il lavoro scientifico non sono io».<br />I 4 PILASTRI DELLA MEDICINA<br />Un battibecco che mostra come i rappresentanti della minoranza a Palazzo San Macuto siano in realtà in opposizione alla Commissione stessa, mettendo in dubbio senza argomenti gli auditi, ostacolando con polemiche pretestuose il più delle volte, i lavori.<br />Eppure, l'audizione è stata importante perché sono stati messi in fila in maniera analitica i 4 pilastri della medicina che sono stati traditi in pandemia, con un occhio al comparto pediatrico, essendo l'audizione riservata alle problematiche sofferte dai minori vaccinati:<br />1. Rapporto rischio beneficio<br />2. Principio di precauzione<br />3. Proporzionalità degli interventi<br />4. Medicina basata sulle prove<br />«Tutti questi principi sono stati spessissimo disattesi nelle decisioni prese in pandemia», ha detto Serravalle, ricordando come non siano stati raggiunti i due obiettivi di una campagna vaccinale della vaccinazione: la protezione della salute individuale e quella della salute collettiva.<br />Infatti - studi alla mano - «i benefici netti reali per i bambini sono stati minimi o nulli o addirittura a efficienza invertita» mentre riguardo alla salute collettiva «abbiamo visto una campagna improntata sull'idea che le vaccinazioni dei bambini potessero proteggere i cari con l'immunità di gregge che si è rivelata una colossale truffa».<br />Molti principi sono stati ribaditi anche per le vaccinazioni pediatriche anti Covid: «Noi sapevamo sin dal primo foglietto illustrativo di Comirnaty che non era stato mai dichiarato efficace nella prevenzione della trasmissione semplicemente perché i trials clinici non l'avevano mai testato». E che «i bambini si infettavano con Omicron, ma il vaccino non proteggeva per l'immunità di gregge. Così il razionale della vaccinazione di massa sui bambini è decaduto».<br />UN DISASTRO<br />Insomma, un disastro. E di «disastro» ha parlato anche la Buenguerrieri in una nota, a seguito della sua audizione: «Serravalle ha dimostrato, dati alla mano come si conviene a un uomo di scienza, come la campagna vaccinale anti-Covid fu disastrosa. Ha spiegato che nelle persone in età pediatrica il rischio legato alla contrazione del virus fosse molto basso, ma nonostante ciò furono oggetto, dai 12 anni in su, della campagna vaccinale di massa impostata dall'allora Governo. Attraverso il Super Green Pass fu impedito a ragazzi molto giovani, 'colpevoli' di non essere vaccinati, di poter svolgere attività sportive. E ha spiegato di aver riscontrato numerosi casi di effetti avversi da vaccino anti-Covid in età pediatrica».<br />Benefici nulli, ma eventi avversi di gran lunga più presenti dell'atteso. Come le miocarditi, che hanno falcidiato migliaia di giovani in età pre e post pubere: «Si può discutere a lungo, ma potrei citare uno studio che ha rilevato come la miocardite si è presentata solo nel gruppo dei vaccinati e non dopo l'infezione covid; oppure che non si sono verificati decessi correlati per Covid 19 e che il numero di accessi al pronto soccorso e ricoveri non programmati è risultato maggiore nei ragazzi dopo la prima vaccinazione».<br />E ancora: «Noi abbiamo richiesto uno studio di vigilanza attiva in cui chiedere indagini o per lo meno solo l'esecuzione delle troponine e dell''elettrocardiogramma per valutare le entità delle miocarditi sub cliniche dato che una delle sue conseguenze è stata l'aumento della mortalità in fasce di età infantili e adolescenziali. Invece abbiamo assistito all'abbandono dei minori vaccinati».<br />A questo si aggiungano «le restrizioni vissute e la strategia vaccinale pediatrica alla fine del 2021 quando già i dati della inutilità nella prevenzione del contagio erano noti e manifesti. Non tutti i paesi Europei adottarono questa scelta, anzi alcuni fecero autocritica come la Danimarca e scusandosi sospesero immediatamente l'inoculo ai bambini».<br />]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/72073770</guid><pubDate>Tue, 19 May 2026 19:56:14 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/72073770/bambini_malati_dopo_il_vaccino.mp3" length="5148915" type="audio/mpeg"/><itunes:author>BastaBugie</itunes:author><itunes:subtitle>TESTO DELL'ARTICOLO ➜ https://www.bastabugie.it/8551

BAMBINI MALATI DOPO IL VACCINO, SINISTRA IN TILT
di Andrea Zambrano
 
Malattie autoimmuni, malattie neurologiche e malattie cardiache. Il dottor Eugenio Serravalle, pediatra e presidente...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="https://www.bastabugie.it/8551" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://www.bastabugie.it/8551</a><br /><br />BAMBINI MALATI DOPO IL VACCINO, SINISTRA IN TILT<br />di Andrea Zambrano<br /> <br />Malattie autoimmuni, malattie neurologiche e malattie cardiache. Il dottor Eugenio Serravalle, pediatra e presidente dell'Associazione di studi e informazioni sulla salute lo ha detto rispondendo alla domanda della capogruppo FdI in Commissione Covid, Alice Buonguerrieri. La domanda era relativa alle malattie che hanno sviluppato i bambini e gli adolescenti vaccinati con i preparati anti Covid durante la campagna vaccinale. In particolare le miocarditi, per le quali sono emersi dei dati che non erano stati rilevati negli studi preregistrativi dei vaccini (per forza, non erano stati testati sui minori), ma che sono emersi dalle osservazioni sul campo fino ad essere riconosciute sulla scheda tecnica dei vaccini a mRNA.<br />Basterebbe questa evidenza, dicevamo, ma no. Non basta.<br />Non basta ad esempio alla pattuglia piddina e pentastellata presente in Commissione, la cui presenza è deliberatamente volta a minimizzare, contestare e sminuire le evidenze che vengono messe agli atti dei lavori. Con qualche scivolone che denota una mancanza di preparazione.<br />Ylenia Zambito, ad esempio senatrice del Pd, la quale, forte della sua laurea in chimica farmaceutica e della sua attività accademica, ha pensato bene di replicare alle affermazioni di Serravalle rimproverandolo per una lettura specifica dei dati sui bambini non vaccinati.<br />Poteva sembrare un battibecco tra concittadini, Zambito e Serravalle sono entrambi di Pisa, ma è parso chiaro che sia stato l'ennesimo tentativo degli esponenti dell'opposizione alla Commissione Covid per non far emergere agli atti verità che ormai sono acclarate.<br />«Lei non ha capito i lavori che cita - ha accusato Zambito - non sa leggere i dati dandoci una interpretazione sbagliata, ci sta raccontando una serie di cose pericolose per fare una battaglia contro le vaccinazioni». Serravalle le ha risposto con fermezza: «Questa è un'affermazione che non può fare perché la colonna che mostra i precedenti infettati è a parte. Non sono quegli altri mi dispiace, ma se c'è qualcuno che non ha letto il lavoro scientifico non sono io».<br />I 4 PILASTRI DELLA MEDICINA<br />Un battibecco che mostra come i rappresentanti della minoranza a Palazzo San Macuto siano in realtà in opposizione alla Commissione stessa, mettendo in dubbio senza argomenti gli auditi, ostacolando con polemiche pretestuose il più delle volte, i lavori.<br />Eppure, l'audizione è stata importante perché sono stati messi in fila in maniera analitica i 4 pilastri della medicina che sono stati traditi in pandemia, con un occhio al comparto pediatrico, essendo l'audizione riservata alle problematiche sofferte dai minori vaccinati:<br />1. Rapporto rischio beneficio<br />2. Principio di precauzione<br />3. Proporzionalità degli interventi<br />4. Medicina basata sulle prove<br />«Tutti questi principi sono stati spessissimo disattesi nelle decisioni prese in pandemia», ha detto Serravalle, ricordando come non siano stati raggiunti i due obiettivi di una campagna vaccinale della vaccinazione: la protezione della salute individuale e quella della salute collettiva.<br />Infatti - studi alla mano - «i benefici netti reali per i bambini sono stati minimi o nulli o addirittura a efficienza invertita» mentre riguardo alla salute collettiva «abbiamo visto una campagna improntata sull'idea che le vaccinazioni dei bambini potessero proteggere i cari con l'immunità di gregge che si è rivelata una colossale truffa».<br />Molti principi sono stati ribaditi anche per le vaccinazioni pediatriche anti Covid: «Noi sapevamo sin dal primo foglietto illustrativo di Comirnaty che non era stato mai dichiarato efficace nella prevenzione della trasmissione semplicemente perché i trials clinici non l'avevano mai testato». 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Le Iene gli avevano mandato un finto penitente, finto gay e finto minorenne, che ha filmato (di nascosto) le molestie del sacerdote. Allontanato dal suo ministero, è finita come sappiamo.<br />Abbiamo già affrontato il tema di questo presunto «giornalismo» giustizialista che assomiglia molto ad una gogna mediatica che scavalca il sistema giudiziario (con le sue garanzie) e fa «giustizia» a suo modo. Non ci ritorniamo, quel che interessa ora è sollevare alcune domande sulla questione dei preti pedofili, molestatori o presunti tali. Iniziamo.<br />Innanzitutto, io vorrei chiedere perché, ogni volta che si parla di preti con tendenze omosessuali, si parla di «pedofili». Anche nel caso di Caravaggio: perché quel giornalista (o attore) doveva fingersi minorenne? Non sarebbero bastate le molestie, per rovinare vita e reputazione di un sacerdote? E perché, se quel giornalista o attore si è finto minorenne, si parla di pedofilia e non di omosessualità? Il pubblico televisivo medio conosce la differenza? Sa, il suddetto pubblico, che la pedofilia consiste in una attrazione sessuale per bambini prepuberi, non per sedicenni? E che, se il minorenne ha compiuto sedici anni ed è consenziente - come nel caso di Caravaggio - non si è di fronte ad un reato ma è corretto parlare di omosessualità? Ossia di quell'orientamento sessuale che ci siamo sbracciati per considerare una «variante naturale della sessualità umana»? Insomma: perché ogni volta che un sacerdote ha un comportamento sessualmente inappropriato con un minorenne sessualmente adulto, di entrambi i sessi, si parla (impropriamente) di pedofilia?<br /><br />COSA SUCCEDE SE...<br />Ma andiamo avanti. Generalmente - parlo per esperienza - quando un superiore viene a sapere di comportamenti sessuali inappropriati da parte di un sacerdote o religioso, questo viene allontanato (generalmente in un esilio montano o fuori diocesi o provincia); sempre generalmente parlando, il trasferimento viene fatto in silenzio e d'improvviso. Ora: perché non si procede a verificare i fatti, permettendo al religioso o sacerdote di difendersi e proporre ai superiori la propria versione? Tra parentesi: si può sapere perché, nei luoghi del potere ecclesiastico, le lettere anonime vengono aperte e lette, anziché bruciate? Sacerdoti o religiosi sono colpevoli a prescindere? Perché l'esilio? Quali misteriosi poteri taumaturgici avrebbe, per quale miracoloso processo psichico dovrebbe risolvere eventuali parafilie? C'è una ipotesi patogenetica o clinica dietro a questa pratica, pressoché universale?<br />Da terapeuta, mi piacerebbe conoscerla, informarmi e studiarla. Oppure... il problema da risolvere è esclusivamente lo «scandalo», il «cosa dirà la gente»? Se questi sacerdoti avessero realmente un problema, a qualcuno interessa aiutarli a risolverlo? Oppure sono figli solo se non danno problemi e obbediscono? Infine: perché agire in modo affrettato e segreto? A nessuno viene in mente che questo modo di procedere alimenta chiacchiere, calunnie, ipotesi le più sballate e fantascientifiche? Non è meglio che qualcuno si prenda la responsabilità di gestire la faccenda anche dal punto di vista dell'impatto sui fedeli e, eventualmente, di quello mediatico?<br />Il 18 marzo scorso il Segretario di Stato Pietro Parolin ha letto ai vescovi francesi riuniti a Lourdes, un messaggio di papa Leone. Leggiamo: «Un punto della vostra riflessione riguarderà la prosecuzione della lotta contro gli abusi sui minori e il processo di riparazione, che avete intrapreso con determinazione. È infatti necessario perseverare a lungo termine negli sforzi di prevenzione già in atto e continuare a dimostrare la sollecitudine della Chiesa per le vittime e la misericordia di Dio verso tutti. È positivo che i sacerdoti colpevoli di abusi non siano esclusi da questa misericordia e siano oggetto delle vostre riflessioni pastorali. Inoltre, dopo diversi anni di dolorose crisi, è giunto il momento di guardare risolutamente al futuro e di offrire un messaggio di incoraggiamento e fiducia ai sacerdoti di Francia, che hanno sofferto molto».<br /><br />MISERICORDIA PER TUTTI<br />Ebbene: la parte nella quale papa Leone invoca misericordia per tutti, anche per «i sacerdoti colpevoli di abusi» è finita sui giornali ed è stata data in pasto al discorso pubblico; ha suscitato indignazione e ira nei confronti del pontefice. Altre domande: non sarebbe il caso di prendere sul serio - almeno intra Ecclesia - questo invito e di dare inizio a questa «riflessione pastorale» che riguarda anche questi figli della Chiesa? Di nuovo: vanno aiutati oppure no? E se no, cosa ne facciamo, di loro?<br />Perché la Chiesa che, contro la volontà di un papa e le stesse parole della Seconda Persona della Santissima Trinità, ha modificato le parole della Consacrazione perché il Santissimo Sangue di Cristo fosse salvezza «per tutti» (che lo vogliano o no) e non «per molti», dovrebbe escludere dalla misericordia questi suoi figli (sacerdoti)?<br />Il sospetto - spero infondato - è che le campagne di odio suscitate contro il clero dapprima negli Stati Uniti, poi in Irlanda e infine in Polonia, abbiano prodotto i loro frutti: si è creata una inferenza per cui un prete o un religioso è - sempre e comunque - un pedofilo in pectore; e i superiori sono così terrorizzati dal clima di «caccia al pedofilo» da desiderare unicamente di sbarazzarsi del presunto colpevole, senza indagare sui fatti; completamente dimentichi dei loro doveri paterni e di giustizia nei confronti dei loro figli. Conosco anche il caso di un sacerdote vittima di abusi che è stato trattato da pedofilo (latente) per l'inferenza per cui chi è stato abusato diventerà certamente a sua volta abusatore. Una specie di isteria, insomma.<br />Le domande non si fermerebbero qui: ci si potrebbe anche chiedere come mai, tra religiosi e sacerdoti, le parafilie sembrano abbondare; su come venga fatto il discernimento per i candidati (se viene fatto); e quale sia, in generale, lo stato di benessere psicologico dei sacerdoti e dei religiosi. Ma fermiamoci qui. Attendiamo con fiducia la riflessione pastorale sui sacerdoti colpevoli di abusi e sui sacerdoti in generale, come ha chiesto ai vescovi francesi papa Leone.<br /><br /><b>Nota di BastaBugie: </b><i>l'autore del precedente articolo, Roberto Marchesini, nell'articolo seguente dal titolo "Roma, dopo l'incidente la barbarie della gogna mediatica" parla del giacobinismo, cioè la voglia di processo sommario che è fenomeno anticristiano. È lo stile di programmi come Striscia la notizia o Le Iene, ma è ciò che è sempre accaduto nei periodi più bui della storia.<br />Ecco l'articolo completo pubblicato su La Nuova Bussola Quotidiana il 19 giugno 2023:</i><br />La Nuova Bussola si è già occupata dell'incidente di Casal Palocco; diversi lettori, tuttavia, sono rimasti colpiti dalle reazioni emerse dai social media. C'è chi banalizza l'accaduto, il solito «Sò rragazzi...»; ma c'è anche chi ha minacciato di morte il guidatore della Lamborghini e chi non ha risparmiato improperi di ogni tipo per suo padre, appassionato di Ferrari. Insomma: pare piaccia l'ergersi a giudice; ovviamente di chi è già caduto in disgrazia (un tempo, questa cosa si chiamava «Maramaldeggiare»). E che giudice: inflessibile, severissimo, giacobino. Ogni volta che qualcuno ne combina, sui social si scatena il tribunale del popolo.<br />Fenomeno, questo, affatto nuovo e del tutto anticristiano. Il Vangelo, infatti, ammonisce: «Non giudicate, per non essere giudicati»; e aggiunge: «perché col giudizio con cui giudicate sarete giudicati, e con la misura con la quale misurate sarete misurati». Inoltre: «Perché osservi la pagliuzza nell'occhio del tuo fratello, mentre non ti accorgi della trave che hai nel tuo occhio? O come potrai dire al tuo fratello: permetti che tolga la pagliuzza dal tuo occhio, mentre nell'occhio tuo c'è la trave? Ipocrita, togli prima la trave dal tuo occhio e poi ci vedrai bene per togliere la pagliuzza dall'occhio del tuo fratello».<br />Ma se proprio non vogliamo scomodare il Signore, basterebbe la vecchia buona educazione, che consiste semplicemente nel mettersi nei panni degli altri. Se avessi combinato tu un guaio del genere, come vorresti essere trattato?<br />Ma tutto questo è passato, non si usa più. C'è un fenomeno sociale che, secondo me, ha incentivato questa tendenza al processo popolare sommario. Nel 1988 nasceva Striscia la Notizia di Antonio Ricci, striscia d'informazione dall'apparenza scanzonata, in realtà una vera e propria gogna mediatica; nel vero senso della parola. Stessa cosa per Le Iene, importato in Italia nel 1997 e anch'esso con un piccolo cimitero dietro l'angolo: questo il caso più clamoroso, ma non dimentichiamo che questa trasmissione ha colpito anche diversi sacerdoti cattolici.<br />La derisione, l'imbarazzo, il montaggio tendenzioso, ma ancor di più le finte risate di sottofondo e la solita risposta: «Non c'è alcuna colpa da parte nostra, quindi non abbiamo nulla da dire». Vite rovinate per ottenere un servizio televisivo del quale, dopo tre giorni, nessuno si ricorda. A Milano si chiama «sputtanamento»; se politicamente scorretto, «macchina del fango».<br />È questo il meccanismo che spinge la gente, seduta in poltrona mentre addenta un bignè o in mutande al computer a stabilire che questo o quello me]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/71533258</guid><pubDate>Tue, 21 Apr 2026 21:03:21 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/71533258/superare_la_caccia_al_religioso.mp3" length="10841102" type="audio/mpeg"/><itunes:author>BastaBugie</itunes:author><itunes:subtitle>TESTO DELL'ARTICOLO ➜ https://www.bastabugie.it/8515

SUPERARE LA CACCIA AL RELIGIOSO COME ''PEDOFILO IN PECTORE''
di Roberto Marchesini
 
Lo ricordo benissimo, si tratta di una decina di anni fa: un sacerdote che prestava servizio presso il santuario...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="https://www.bastabugie.it/8515" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://www.bastabugie.it/8515</a><br /><br />SUPERARE LA CACCIA AL RELIGIOSO COME ''PEDOFILO IN PECTORE''<br />di Roberto Marchesini<br /> <br />Lo ricordo benissimo, si tratta di una decina di anni fa: un sacerdote che prestava servizio presso il santuario di Caravaggio si è suicidato gettandosi sotto un treno perché accusato di pedofilia. Le Iene gli avevano mandato un finto penitente, finto gay e finto minorenne, che ha filmato (di nascosto) le molestie del sacerdote. Allontanato dal suo ministero, è finita come sappiamo.<br />Abbiamo già affrontato il tema di questo presunto «giornalismo» giustizialista che assomiglia molto ad una gogna mediatica che scavalca il sistema giudiziario (con le sue garanzie) e fa «giustizia» a suo modo. Non ci ritorniamo, quel che interessa ora è sollevare alcune domande sulla questione dei preti pedofili, molestatori o presunti tali. Iniziamo.<br />Innanzitutto, io vorrei chiedere perché, ogni volta che si parla di preti con tendenze omosessuali, si parla di «pedofili». Anche nel caso di Caravaggio: perché quel giornalista (o attore) doveva fingersi minorenne? Non sarebbero bastate le molestie, per rovinare vita e reputazione di un sacerdote? E perché, se quel giornalista o attore si è finto minorenne, si parla di pedofilia e non di omosessualità? Il pubblico televisivo medio conosce la differenza? Sa, il suddetto pubblico, che la pedofilia consiste in una attrazione sessuale per bambini prepuberi, non per sedicenni? E che, se il minorenne ha compiuto sedici anni ed è consenziente - come nel caso di Caravaggio - non si è di fronte ad un reato ma è corretto parlare di omosessualità? Ossia di quell'orientamento sessuale che ci siamo sbracciati per considerare una «variante naturale della sessualità umana»? Insomma: perché ogni volta che un sacerdote ha un comportamento sessualmente inappropriato con un minorenne sessualmente adulto, di entrambi i sessi, si parla (impropriamente) di pedofilia?<br /><br />COSA SUCCEDE SE...<br />Ma andiamo avanti. Generalmente - parlo per esperienza - quando un superiore viene a sapere di comportamenti sessuali inappropriati da parte di un sacerdote o religioso, questo viene allontanato (generalmente in un esilio montano o fuori diocesi o provincia); sempre generalmente parlando, il trasferimento viene fatto in silenzio e d'improvviso. Ora: perché non si procede a verificare i fatti, permettendo al religioso o sacerdote di difendersi e proporre ai superiori la propria versione? Tra parentesi: si può sapere perché, nei luoghi del potere ecclesiastico, le lettere anonime vengono aperte e lette, anziché bruciate? Sacerdoti o religiosi sono colpevoli a prescindere? Perché l'esilio? Quali misteriosi poteri taumaturgici avrebbe, per quale miracoloso processo psichico dovrebbe risolvere eventuali parafilie? C'è una ipotesi patogenetica o clinica dietro a questa pratica, pressoché universale?<br />Da terapeuta, mi piacerebbe conoscerla, informarmi e studiarla. Oppure... il problema da risolvere è esclusivamente lo «scandalo», il «cosa dirà la gente»? Se questi sacerdoti avessero realmente un problema, a qualcuno interessa aiutarli a risolverlo? Oppure sono figli solo se non danno problemi e obbediscono? Infine: perché agire in modo affrettato e segreto? A nessuno viene in mente che questo modo di procedere alimenta chiacchiere, calunnie, ipotesi le più sballate e fantascientifiche? Non è meglio che qualcuno si prenda la responsabilità di gestire la faccenda anche dal punto di vista dell'impatto sui fedeli e, eventualmente, di quello mediatico?<br />Il 18 marzo scorso il Segretario di Stato Pietro Parolin ha letto ai vescovi francesi riuniti a Lourdes, un messaggio di papa Leone. Leggiamo: «Un punto della vostra riflessione riguarderà la prosecuzione della lotta contro gli abusi sui minori e il processo di riparazione, che avete intrapreso con determinazione. È...]]></itunes:summary><itunes:duration>678</itunes:duration><itunes:keywords>cacciaalreligioso,colpevoliaprescindere,giornalismogiustizialista,reazioni,socialmedia</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/d9ba1217311d1932872429d16faf4638.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Meta e Google, condanne storiche sulla dipendenza da social</title><link>https://www.spreaker.com/episode/meta-e-google-condanne-storiche-sulla-dipendenza-da-social--71326472</link><description><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="https://www.bastabugie.it/8508" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://www.bastabugie.it/8508</a><br /><br />META E GOOGLE, CONDANNE STORICHE SULLA DIPENDENZA DA SOCIAL<br />di Daniele Ciacci<br /> <br />Mercoledì 25 marzo 2026 è stata probabilmente una delle date più importanti della storia del diritto digitale. Nello stesso giorno negli Stati Uniti due tribunali hanno emesso due verdetti separati ma collegati contro Meta - il colosso di Mark Zuckerberg proprietario di Facebook, Instagram e WhatsApp - e lo ha colpito da molte angolazioni diverse e convergenti. La tesi comprovata è chiara: le piattaforme social sapevano di danneggiare i minori e hanno scelto consapevolmente di non intervenire.<br />Il primo verdetto arriva da una giuria popolare di Los Angeles. Al centro del caso c'è Kaley G.M., oggi ventenne, che ha iniziato a usare YouTube a sei anni e Instagram a undici, come discusso nel precedente articolo della Nuova Bussola Quotidiana su questo tema. L'accusa ha sostenuto che alcune caratteristiche specifiche dei social network fossero state appositamente create per generare dipendenza senza curarsi delle conseguenze, come la possibilità di scorrere all'infinito (infinite scroll), la riproduzione automatica dei video, i suggerimenti algoritmici e i filtri per modificare le foto (adeguando il volto a standard di bellezza artificiali, con conseguente incremento di problemi psicologici legati al rapporto con il proprio corpo). I risultati, documentati in tribunale, sono ansia, depressione e pensieri suicidi, specialmente nei minori. <br />La giuria ha ritenuto Meta responsabile per un danno di 4,2 milioni di dollari e Google per 1,8 milioni, per un totale di 6 milioni. Nonostante la mole gargantuesca, la cifra è poco più che simbolica rispetto ai bilanci dei due colossi del web. I giurati però hanno stabilito che Meta e Google dovranno pagare anche i cosiddetti "danni punitivi", il cui ammontare sarà definito in una seduta successiva, e questa voce potrebbe essere molto più pesante.<br />DISATTIVATA LA SECTION 230<br />Il secondo verdetto, emesso il 24 marzo dal New Mexico, ha un profilo ancora più grave. Meta è stata condannata a pagare 375 milioni di dollari (circa 323 milioni di euro) per non aver avvertito correttamente gli utenti dei pericoli delle sue piattaforme e per non aver protetto i minorenni da predatori sessuali. Durante il processo è emerso che vari utenti usavano i social di Meta per adescare minori e scambiare materiale pedopornografico. Al banco dei testimoni sono saliti personalmente Mark Zuckerberg e Adam Mosseri, responsabile di Instagram.<br />Il punto giuridico delle due sentenze è affine. Finora le piattaforme digitale erano state condannate molto raramente per i comportamenti degli utenti, perché la legge statunitense - la Section 230 - non le ritiene responsabili dei contenuti prodotti da terzi. In questo caso le accuse non riguardano però i comportamenti degli utenti, ma quelli dei dirigenti, che pur sapendo dei danni che il loro prodotto provocava nei minori, non ne hanno tenuto conto.<br />Non si contesta ciò che gli utenti pubblicano, ma come le piattaforme sono state progettate. L'algoritmo non è neutro, e chi lo costruisce ne risponde. Meta ha ovviamente ribadito di non condividere il verdetto, sostenendo di aver sempre lavorato per la sicurezza degli adolescenti. Anche Google ha annunciato il ricorso, affermando che YouTube non può essere considerato un social network nel senso tradizionale. Eppure, Zuck stesso ha riconosciuto che i sistemi di controllo sull'età degli utenti non hanno funzionato come previsto, dichiarando di essere intervenuti troppo in ritardo.<br />UN PRECEDENTE IMPORTANTE<br />Ovviamente le cifre fanno notizia, ma non sono il dato più rilevante perché, essendo la prima volta che una giuria si esprime su un caso di questo tipo, la decisione creerà quasi certamente un precedente giuridico. La Silicon Valley non potrà più usare lo scudo della Section 230 per garantirsi l'immunità.<br />La ragazza al centro del caso californiano ha iniziato a utilizzare i social nel 2012. Andreas Schleicher, l'ideatore del programma PISA dell'OCSE, segnala da tempo un crollo verticale delle competenze e del benessere degli adolescenti proprio a partire da quella data. Lo psicologo Jonathan Haidt ha documentato come dall'avvento dei social su smartphone i tassi di depressione, ansia e suicidio tra i giovani abbiano subito un'impennata senza precedenti. I dati sono convergenti e parlano chiaramente: le piattaforme sono state costruite per massimizzare il "tempo di permanenza" dell'utente, perché ogni secondo in più vale centesimi di pubblicità. <br />La sentenza conferma che la progettazione dei software non è stata prudente, favorendo meccanismi di fruizione compulsiva: le aziende non possono più ignorare la correlazione tra l'uso dei loro prodotti e il benessere degli utenti. Lo ripetiamo: l'algoritmo non è neutro, il modo in cui la tecnologia è progettata veicola una visione dell'uomo. Per Meta e Google l'uomo - e il bambino - è unità di consumo da scansionare e ottimizzare.<br />]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/71326472</guid><pubDate>Tue, 14 Apr 2026 20:16:25 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/71326472/meta_e_google_condanne_storiche.mp3" length="4550815" type="audio/mpeg"/><itunes:author>BastaBugie</itunes:author><itunes:subtitle>TESTO DELL'ARTICOLO ➜ https://www.bastabugie.it/8508

META E GOOGLE, CONDANNE STORICHE SULLA DIPENDENZA DA SOCIAL
di Daniele Ciacci
 
Mercoledì 25 marzo 2026 è stata probabilmente una delle date più importanti della storia del diritto digitale. Nello...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="https://www.bastabugie.it/8508" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://www.bastabugie.it/8508</a><br /><br />META E GOOGLE, CONDANNE STORICHE SULLA DIPENDENZA DA SOCIAL<br />di Daniele Ciacci<br /> <br />Mercoledì 25 marzo 2026 è stata probabilmente una delle date più importanti della storia del diritto digitale. Nello stesso giorno negli Stati Uniti due tribunali hanno emesso due verdetti separati ma collegati contro Meta - il colosso di Mark Zuckerberg proprietario di Facebook, Instagram e WhatsApp - e lo ha colpito da molte angolazioni diverse e convergenti. La tesi comprovata è chiara: le piattaforme social sapevano di danneggiare i minori e hanno scelto consapevolmente di non intervenire.<br />Il primo verdetto arriva da una giuria popolare di Los Angeles. Al centro del caso c'è Kaley G.M., oggi ventenne, che ha iniziato a usare YouTube a sei anni e Instagram a undici, come discusso nel precedente articolo della Nuova Bussola Quotidiana su questo tema. L'accusa ha sostenuto che alcune caratteristiche specifiche dei social network fossero state appositamente create per generare dipendenza senza curarsi delle conseguenze, come la possibilità di scorrere all'infinito (infinite scroll), la riproduzione automatica dei video, i suggerimenti algoritmici e i filtri per modificare le foto (adeguando il volto a standard di bellezza artificiali, con conseguente incremento di problemi psicologici legati al rapporto con il proprio corpo). I risultati, documentati in tribunale, sono ansia, depressione e pensieri suicidi, specialmente nei minori. <br />La giuria ha ritenuto Meta responsabile per un danno di 4,2 milioni di dollari e Google per 1,8 milioni, per un totale di 6 milioni. Nonostante la mole gargantuesca, la cifra è poco più che simbolica rispetto ai bilanci dei due colossi del web. I giurati però hanno stabilito che Meta e Google dovranno pagare anche i cosiddetti "danni punitivi", il cui ammontare sarà definito in una seduta successiva, e questa voce potrebbe essere molto più pesante.<br />DISATTIVATA LA SECTION 230<br />Il secondo verdetto, emesso il 24 marzo dal New Mexico, ha un profilo ancora più grave. Meta è stata condannata a pagare 375 milioni di dollari (circa 323 milioni di euro) per non aver avvertito correttamente gli utenti dei pericoli delle sue piattaforme e per non aver protetto i minorenni da predatori sessuali. Durante il processo è emerso che vari utenti usavano i social di Meta per adescare minori e scambiare materiale pedopornografico. Al banco dei testimoni sono saliti personalmente Mark Zuckerberg e Adam Mosseri, responsabile di Instagram.<br />Il punto giuridico delle due sentenze è affine. Finora le piattaforme digitale erano state condannate molto raramente per i comportamenti degli utenti, perché la legge statunitense - la Section 230 - non le ritiene responsabili dei contenuti prodotti da terzi. In questo caso le accuse non riguardano però i comportamenti degli utenti, ma quelli dei dirigenti, che pur sapendo dei danni che il loro prodotto provocava nei minori, non ne hanno tenuto conto.<br />Non si contesta ciò che gli utenti pubblicano, ma come le piattaforme sono state progettate. L'algoritmo non è neutro, e chi lo costruisce ne risponde. Meta ha ovviamente ribadito di non condividere il verdetto, sostenendo di aver sempre lavorato per la sicurezza degli adolescenti. Anche Google ha annunciato il ricorso, affermando che YouTube non può essere considerato un social network nel senso tradizionale. Eppure, Zuck stesso ha riconosciuto che i sistemi di controllo sull'età degli utenti non hanno funzionato come previsto, dichiarando di essere intervenuti troppo in ritardo.<br />UN PRECEDENTE IMPORTANTE<br />Ovviamente le cifre fanno notizia, ma non sono il dato più rilevante perché, essendo la prima volta che una giuria si esprime su un caso di questo tipo, la decisione creerà quasi certamente un precedente giuridico. 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Le parole del Presidente del Consiglio non sono cadute nel vuoto: il Ministro della Giustizia, Carlo Nordio, ha inviato gli ispettori all'Aquila - per verificare la correttezza di procedure che appaiono punitive e sproporzionate - come tra l'altro chiesto dalla petizione popolare di Pro Vita &amp; Famiglia firmata ad oggi da più di 72.000 cittadini. Ma per capire come si sia arrivati a tanto, bisogna guardare in faccia chi ha gestito - e chi gestirà - il Tribunale dei Minorenni del capoluogo abruzzese.<br />L'ERA ANGRISANO: PUGNO DURO A TINTE ARCOBALENO<br />Ancora per pochi giorni il volto del Tribunale per i minorenni dell'Aquila sarà quello di Cecilia Angrisano. È stata lei a firmare i provvedimenti più duri fin dal 20 novembre 2025, quando scattò il primo allontanamento dei tre figli dei coniugi Trevallion dalla loro casa. Provvedimenti che, nel corso delle settimane, molti non hanno esitato a definire vergognosi: non solo, appunto, l'iniziale allontanamento dei figli dalla casa e dal padre, ma recentemente anche l'allontanamento della madre Catherine dalla struttura protetta di Vasto dove si trovava con i piccoli. Una decisione che non si può nemmeno lontanamente immaginare presa nel "superiore interesse dei minori".<br />La figura di Angrisano è finita sotto la lente della stampa proprio per il sospetto di una visione del mondo fortemente orientata in senso ideologico, suggerita dalla sua partecipazione, in passato, a convegni e seminari dedicati alle tematiche LGBTQ+ e transgender, ponendo l'accento sulla sua presenza in contesti dove si promuovono istanze care alle lobby arcobaleno. Anche quotidiani come La Repubblica hanno riportato le sue dichiarazioni - come il celebre «i figli non sono proprietà di nessuno» diffuso dai canali di Magistratura Democratica - che riflettono una filosofia inquietante: quella in cui lo Stato si erge ad arbitro ultimo degli affetti, a scapito del primato educativo dei genitori. Se i figli «non sono dei genitori», per questa magistratura ideologizzata diventano automaticamente «dello Stato».<br />SUBENTRA NICOLETTA ORLANDI, EX DEPUTATA COMUNISTA<br />Con l'uscita di scena della Angrisano per fine mandato, la speranza di un cambio di rotta si scontra con la realtà della nuova nomina decisa a fine gennaio dal Consiglio Superiore della Magistratura. A guidare il Tribunale arriva dalla sezione minorile della Corte d'Appello dell'Aquila Nicoletta Orlandi, con un passato politico che non può passare inosservato. La sua biografia, infatti, parla chiaro: prima di indossare la toga, Orlandi è stata una militante di spicco della sinistra radicale, sedendo tra i banchi della Camera dei Deputati per il Partito Comunista Italiano (PCI) e poi per il PDS nella X Legislatura, quella che fu in carica tra il 1987 e il 1992. Un'estrazione politica che affonda le radici in un'ideologia che, storicamente e filosoficamente, ha sempre cercato di erodere l'autonomia della famiglia a favore di un controllo pubblico pervasivo e centralizzato. Sebbene la carriera in magistratura richieda formalmente imparzialità, il passaggio dai ranghi del comunismo alla gestione di casi delicatissimi di diritto minorile solleva interrogativi legittimi. Il rischio è che si passi dall'ideologia dei "nuovi diritti" LGBT di chi l'ha preceduta a una visione statalista "vecchio stampo", dove il legame di sangue viene sacrificato sull'altare di parametri burocratici rigidi o visioni politiche preconcette.<br />La morale di questa triste vicenda è amara: la giustizia non è mai un terreno neutro, specialmente quando si parla di minori. In questo tribunale, finora, non sembra aver pesato la legalità o il buon senso, ma una precisa visione ideologica del rapporto tra Stato e famiglia. Allo stato attuale, con l'insediamento della nuova presidente Orlandi, la sfida è enorme. Ci auguriamo che la dottoressa Orlandi rimetta al centro l'unica cosa che conta: l'unità della famiglia Trevallion.<br />]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/71029836</guid><pubDate>Tue, 31 Mar 2026 22:18:10 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/71029836/famiglia_nel_bosco.mp3" length="5471129" type="audio/mpeg"/><itunes:author>BastaBugie</itunes:author><itunes:subtitle>TESTO DELL'ARTICOLO ➜ https://www.bastabugie.it/8494

FAMIGLIA NEL BOSCO, ECCO CHI HA IL POTERE DI SPACCARE UNA FAMIGLIA
 
Di fronte all'allontanamento forzato di tre bambini dai loro genitori, "colpevoli" soltanto di aver scelto uno stile di vita non...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="https://www.bastabugie.it/8494" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://www.bastabugie.it/8494</a><br /><br />FAMIGLIA NEL BOSCO, ECCO CHI HA IL POTERE DI SPACCARE UNA FAMIGLIA<br /> <br />Di fronte all'allontanamento forzato di tre bambini dai loro genitori, "colpevoli" soltanto di aver scelto uno stile di vita non convenzionale e un'istruzione parentale nel cuore dell'Abruzzo, la domanda sorge spontanea: si è agito per il "bene superiore del minore" o per punire una famiglia che non si piega ai canoni del pensiero unico?<br />Stiamo ovviamente parlando del caso - e degli ultimi sviluppi - della "Famiglia nel Bosco", sulla cui vicenda è intervenuta con fermezza anche la premier Giorgia Meloni, che ha denunciato il rischio di decisioni giudiziarie influenzate da un "pregiudizio ideologico" che scavalca il buonsenso e il diritto naturale. Le parole del Presidente del Consiglio non sono cadute nel vuoto: il Ministro della Giustizia, Carlo Nordio, ha inviato gli ispettori all'Aquila - per verificare la correttezza di procedure che appaiono punitive e sproporzionate - come tra l'altro chiesto dalla petizione popolare di Pro Vita &amp; Famiglia firmata ad oggi da più di 72.000 cittadini. Ma per capire come si sia arrivati a tanto, bisogna guardare in faccia chi ha gestito - e chi gestirà - il Tribunale dei Minorenni del capoluogo abruzzese.<br />L'ERA ANGRISANO: PUGNO DURO A TINTE ARCOBALENO<br />Ancora per pochi giorni il volto del Tribunale per i minorenni dell'Aquila sarà quello di Cecilia Angrisano. È stata lei a firmare i provvedimenti più duri fin dal 20 novembre 2025, quando scattò il primo allontanamento dei tre figli dei coniugi Trevallion dalla loro casa. Provvedimenti che, nel corso delle settimane, molti non hanno esitato a definire vergognosi: non solo, appunto, l'iniziale allontanamento dei figli dalla casa e dal padre, ma recentemente anche l'allontanamento della madre Catherine dalla struttura protetta di Vasto dove si trovava con i piccoli. Una decisione che non si può nemmeno lontanamente immaginare presa nel "superiore interesse dei minori".<br />La figura di Angrisano è finita sotto la lente della stampa proprio per il sospetto di una visione del mondo fortemente orientata in senso ideologico, suggerita dalla sua partecipazione, in passato, a convegni e seminari dedicati alle tematiche LGBTQ+ e transgender, ponendo l'accento sulla sua presenza in contesti dove si promuovono istanze care alle lobby arcobaleno. Anche quotidiani come La Repubblica hanno riportato le sue dichiarazioni - come il celebre «i figli non sono proprietà di nessuno» diffuso dai canali di Magistratura Democratica - che riflettono una filosofia inquietante: quella in cui lo Stato si erge ad arbitro ultimo degli affetti, a scapito del primato educativo dei genitori. Se i figli «non sono dei genitori», per questa magistratura ideologizzata diventano automaticamente «dello Stato».<br />SUBENTRA NICOLETTA ORLANDI, EX DEPUTATA COMUNISTA<br />Con l'uscita di scena della Angrisano per fine mandato, la speranza di un cambio di rotta si scontra con la realtà della nuova nomina decisa a fine gennaio dal Consiglio Superiore della Magistratura. A guidare il Tribunale arriva dalla sezione minorile della Corte d'Appello dell'Aquila Nicoletta Orlandi, con un passato politico che non può passare inosservato. La sua biografia, infatti, parla chiaro: prima di indossare la toga, Orlandi è stata una militante di spicco della sinistra radicale, sedendo tra i banchi della Camera dei Deputati per il Partito Comunista Italiano (PCI) e poi per il PDS nella X Legislatura, quella che fu in carica tra il 1987 e il 1992. Un'estrazione politica che affonda le radici in un'ideologia che, storicamente e filosoficamente, ha sempre cercato di erodere l'autonomia della famiglia a favore di un controllo pubblico pervasivo e centralizzato. Sebbene la carriera in magistratura richieda formalmente imparzialità, il passaggio dai ranghi...]]></itunes:summary><itunes:duration>342</itunes:duration><itunes:keywords>famiglianelbosco,figli,minori,partitocomunista,tribunale</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/486c5c97396c30026abec098829fb5cd.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Il nichilismo del tredicenne e il ruolo della tecnologia</title><link>https://www.spreaker.com/episode/il-nichilismo-del-tredicenne-e-il-ruolo-della-tecnologia--71028085</link><description><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="https://www.bastabugie.it/8495" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://www.bastabugie.it/8495</a><br /><br />IL NICHILISMO DEL TREDICENNE E IL RUOLO DELLA TECNOLOGIA<br />di Roberto Marchesini<br /> <br />Strana faccenda, quella di Trescore Balneario: un ragazzino di tredici anni (poco più di un bambino) che, armato di tutto punto e vestito appositamente per l'occasione, accoltella una insegnante nei corridoi della scuola. Ancora più strano il "manifesto" che il ragazzo avrebbe scritto in inglese e pubblicato su Telegram: «Non posso essere incarcerato, dato che in Italia l'età minima per la responsabilità penale è 14 anni, non posso nemmeno essere processato, quindi farò quello che ho sempre voluto fare, uccidere lei [l'insegnante] e chiunque cerchi di impedirmelo». Manifesto che è un vero e proprio trattato di nichilismo, che puzza un po' di intelligenza artificiale; diciamolo, per quanto dotato, questa non è la scrittura di un tredicenne. Ed è strano pure che un ragazzino si preoccupi che «la scuola stia fallendo».<br />Qui abbiamo un punto: l'uso dei social media per diffondere un manifesto, probabilmente generato dall'intelligenza artificiale; e per far circolare persino il video dell'aggressione, girato dal ragazzo stesso con un cellulare che aveva al collo. L'impressione è che questo ragazzino sia stato cresciuto, forse accompagnato e guidato in questo gesto, dagli strumenti tecnologici. È possibile?<br />Qualche anno fa, i social media avevano diffuso la Blue Whale Challenge, una specie di "gioco sociale" che invitava gli adolescenti a compiere atti di autolesionismo, anche estremi; ovviamente, sempre all'insaputa dei genitori, che lo scoprivano sempre troppo tardi. Abbiamo forse abbandonato i nostri figli agli schermi digitali, perché li educhino al posto dei genitori?<br />Da tempo vado dicendo che il principale problema educativo dei giorni nostri è la paura, che talvolta sfocia nel rifiuto, di assumersi responsabilità educative da parte dei genitori. Per timore di sbagliare e che le conseguenze dei propri errori possano condizionare la vita dei figli, i genitori cercano il più possibile di delegare il compito genitoriale a chiunque altro: agli insegnanti che, come dice il nome stesso, sono insegnanti e non educatori; agli esperti, ai quali si chiedono tecniche e decaloghi teoricamente perfetti ma inutilizzabili nella quotidianità; ai figli stessi, che pare possano decidere cosa è opportuno mangiare, se lavarsi o no i denti e persino a quale genere appartenere (ovviamente, se desiderano incasellarsi in una rigida e schematica costruzione sociale); infine, agli schermi digitali.<br />Il primo passo è lo smartphone con il cartone animato di Peppa Pig mentre i bimbi mangiano, così sono ipnotizzati e non disturbano; invece di educarli a stare seduti, a tenere in modo appropriato le posate e a comportarsi decentemente in pubblico. Forse, l'ultimo è l'intelligenza artificiale che spiega a un tredicenne che, se la sua vita «è piena di ingiustizie, la soluzione perfetta è prendere in mano la situazione», e che «non c'è niente di meglio che punire chi mi ha fatto del male».<br />Un secondo problema educativo consiste, dal mio umile punto di vista, nel considerare i piccoli come dei nani; persone che devono crescere sì, ma solo in altezza, non dal punto di vista cognitivo; quindi li si tratta come adulti, e si spiega, si argomenta, si chiede l'approvazione di un bimbo di quattro o cinque anni. Che, ovviamente, crescerà pensando che gli adulti hanno bisogno del suo permesso per dire, fare e pensare tutto ciò che li riguarda.<br />Forse conviene ricordare la lezione - assolutamente attuale - del filosofo spagnolo José Ortega y Gasset che, nel 1929, intuì che la vera minaccia alla civiltà non sarebbero state le invasioni esterne, ma i «barbari verticali»; cioè i nostri figli. I quali non nascono con la cultura e l'educazione europea già installata nel cervello, ma devono essere inseriti in modo graduale e costante nella nostra civiltà; altrimenti saranno per sempre un corpo estraneo, esattamente come i «barbari orizzontali» che arrivano dal di fuori, della nostra società. Ma queste riflessioni di Ortega y Gasset sono persino troppo raffinate per una società come la nostra, che non si preoccupa nemmeno di inserire nella nostra cultura i barbari orizzontali; figuriamoci se si pone il problema per quelli verticali.<br />I casi sono due: o ci si riprende l'educazione dei figli, strappandola agli schermi digitali ai quali l'abbiamo delegata; oppure sarà il caso di abituarci alla giungla, della quale per il momento vediamo solo le propaggini. Comunque vada, sarà certamente interessante.<br />Nota di BastaBugie: l'autore del precedente articolo, Roberto Marchesini, nell'articolo seguente dal titolo "Perdono, purché non sia un "volemose bene" spiega perché il vero perdono non consiste nel far finta che non sia successo nulla. Si perdona quando si riconosce che l'altro ha un debito di giustizia nei nostri confronti. <br />Ecco l'articolo completo pubblicato su La Nuova Bussola Quotidiana il 31 marzo 2026:<br />Ritorniamo, dopo pochi giorni, alla tragedia di Trescore Balneario; questa volta non per commentare il «manifesto» dello studente accoltellatore, ma per riflettere sulla lettera aperta che la professoressa, vittima dell'aggressione, ha scritto e resa pubblica.<br />Questa lettera ha suscitato un'ondata di commozione e ammirazione in tutta Italia ed è stata considerata un documento di speranza, fiducia nel futuro e «resilienza». Ne è un esempio il commento del Presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana: «Le prime parole della professoressa Mocchi sono state per i suoi studenti, con il desiderio di tornare presto in classe. Parole che dicono tutto sulla sua forza, sulla sua dignità e sulla vocazione di chi sceglie di insegnare».<br />Lo confesso, con un po' d'imbarazzo; eppure devo dire che le parole della professoressa Mocchi hanno suscitato una reazione leggermente diversa.<br />Ho molto apprezzato la gratitudine nei confronti di chi si è speso, fattivamente o con le intenzioni, per il suo bene: colleghi, studenti, soccorritori, personale sanitario, l'avvocato, i genitori.<br />Ho notato anche i riferimenti alla religione, tutt'altro che scontati: tra i destinatari della gratitudine c'è «[...] mio fratello Giampaolo, che ha tremato, pregato, vegliato accanto a me senza mai perdere la speranza»; infine, scrive «Se il Signore vorrà concedermelo, io tornerò».<br />C'è un minimo di problematizzazione: «So che quanto accaduto ha sconvolto molti di voi. Ha generato paure, domande, forse persino scoramento»; ma l'esito di questo cenno è davvero sconcertante: «Per questo vi dico: non lasciamoci vincere dal buio».<br />Chiedo scusa, ma se un ragazzino di tredici anni arriva ad accoltellare una sua professoressa (perché severa!) a scuola, ci sarà qualche problemino? Educativo, sociale o scolastico? Oppure, qualsiasi cosa accada, la risposta dev'essere «Tutto va ben, madama la marchesa»? Possiamo porci un problema di sicurezza, di salute mentale, possiamo concederci un momento di riflessione sulla nostra attuale società e su quella che stiamo costruendo?<br />Pare di no: «Questa ferita non deve diventare un muro, ma un ponte: verso una scuola più attenta, verso una comunità più unita, verso un modo nuovo di stare accanto ai ragazzi, soprattutto quelli che fanno più fatica». Costruiamo ponti, pensiamo a ciò che unisce e non a ciò che divide, stiamo vicini vicini. Insomma: stringiamci a coorte. Siam pronti alla morte?<br />Qualcuno ha appreso, un po' stupito, che il ragazzino non sia imputabile sebbene il reato sia gravissimo. Bene, vogliamo fermarci un pochettino su questo stupore? Vogliamo parlare di responsabilità, di conseguenze dei propri pensieri, azioni, parole? Vogliamo riflettere di cosa significhi, a livello educativo, del fatto che si possano compiere azioni gravissime e che a pagarne siano altri, le vittime? E magari estendere questa non imputabilità anche al rendimento scolastico, considerato che i voti nelle scuole italiane sono altissimi, ma di tutta questa genialità, nella società, non c'è traccia?<br />Cosa ci ha portato fino a questo punto? È l'esito di anni di martellamento sulla «inclusione» di tutti a qualunque costo (pagato da altri)? Oppure di corsi e corsi sulla «psicologia positiva» e sulla «intelligenza emotiva», che insegnano a sorridere e a pensare positivo anche quando le cose sono oggettivamente disastrose?<br />Non si tratta, beninteso, di disprezzare la forza d'animo di una donna che, ferita, trova la lucidità di ringraziare chi l'ha aiutata e di affidarsi a Dio.<br />Ma c'è un equivoco che andrebbe sciolto: il perdono non consiste nel far finta che non sia successo nulla, nell'ignorare le conseguenze del male, nel sorridere ipocritamente per mandare un messaggio di apertura e di speranza. Si perdona quando si riconosce che l'altro ha un debito di giustizia nei nostri confronti. E comunque il male fatto, detto o pensato ha delle conseguenze, non sparisce nel nulla dopo il perdono.<br />Ce lo insegna il rito della confessione: si apre con l'accusa dei peccati e solo dopo aver mostrato il pentimento e il proposito di non peccare più si riceve l'assoluzione; che non elimina comunque le conseguenze del peccato. I peccati vanno elencati, il male va chiamato con il suo nome; si richiede una assunzione di responsabilità. Senza questo passaggio, possiamo avere solo «resilienza», solo una psicologia positiva per la quale l'importante è «stare bene» e «non lasciarsi abbattere».<br />In fondo, il punto è questo: non siamo stati colti da un temporale improvviso. Siamo giunti a questo punto dopo anni di parole vuote, di «inclusione» senza verità né responsabilità, di voti che servono a non ferire nessuno, d]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/71028085</guid><pubDate>Tue, 31 Mar 2026 22:04:02 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/71028085/il_nichilismo_del_tredicenne.mp3" length="9234073" type="audio/mpeg"/><itunes:author>BastaBugie</itunes:author><itunes:subtitle>TESTO DELL'ARTICOLO ➜ https://www.bastabugie.it/8495

IL NICHILISMO DEL TREDICENNE E IL RUOLO DELLA TECNOLOGIA
di Roberto Marchesini
 
Strana faccenda, quella di Trescore Balneario: un ragazzino di tredici anni (poco più di un bambino) che, armato di...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="https://www.bastabugie.it/8495" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://www.bastabugie.it/8495</a><br /><br />IL NICHILISMO DEL TREDICENNE E IL RUOLO DELLA TECNOLOGIA<br />di Roberto Marchesini<br /> <br />Strana faccenda, quella di Trescore Balneario: un ragazzino di tredici anni (poco più di un bambino) che, armato di tutto punto e vestito appositamente per l'occasione, accoltella una insegnante nei corridoi della scuola. Ancora più strano il "manifesto" che il ragazzo avrebbe scritto in inglese e pubblicato su Telegram: «Non posso essere incarcerato, dato che in Italia l'età minima per la responsabilità penale è 14 anni, non posso nemmeno essere processato, quindi farò quello che ho sempre voluto fare, uccidere lei [l'insegnante] e chiunque cerchi di impedirmelo». Manifesto che è un vero e proprio trattato di nichilismo, che puzza un po' di intelligenza artificiale; diciamolo, per quanto dotato, questa non è la scrittura di un tredicenne. Ed è strano pure che un ragazzino si preoccupi che «la scuola stia fallendo».<br />Qui abbiamo un punto: l'uso dei social media per diffondere un manifesto, probabilmente generato dall'intelligenza artificiale; e per far circolare persino il video dell'aggressione, girato dal ragazzo stesso con un cellulare che aveva al collo. L'impressione è che questo ragazzino sia stato cresciuto, forse accompagnato e guidato in questo gesto, dagli strumenti tecnologici. È possibile?<br />Qualche anno fa, i social media avevano diffuso la Blue Whale Challenge, una specie di "gioco sociale" che invitava gli adolescenti a compiere atti di autolesionismo, anche estremi; ovviamente, sempre all'insaputa dei genitori, che lo scoprivano sempre troppo tardi. Abbiamo forse abbandonato i nostri figli agli schermi digitali, perché li educhino al posto dei genitori?<br />Da tempo vado dicendo che il principale problema educativo dei giorni nostri è la paura, che talvolta sfocia nel rifiuto, di assumersi responsabilità educative da parte dei genitori. Per timore di sbagliare e che le conseguenze dei propri errori possano condizionare la vita dei figli, i genitori cercano il più possibile di delegare il compito genitoriale a chiunque altro: agli insegnanti che, come dice il nome stesso, sono insegnanti e non educatori; agli esperti, ai quali si chiedono tecniche e decaloghi teoricamente perfetti ma inutilizzabili nella quotidianità; ai figli stessi, che pare possano decidere cosa è opportuno mangiare, se lavarsi o no i denti e persino a quale genere appartenere (ovviamente, se desiderano incasellarsi in una rigida e schematica costruzione sociale); infine, agli schermi digitali.<br />Il primo passo è lo smartphone con il cartone animato di Peppa Pig mentre i bimbi mangiano, così sono ipnotizzati e non disturbano; invece di educarli a stare seduti, a tenere in modo appropriato le posate e a comportarsi decentemente in pubblico. Forse, l'ultimo è l'intelligenza artificiale che spiega a un tredicenne che, se la sua vita «è piena di ingiustizie, la soluzione perfetta è prendere in mano la situazione», e che «non c'è niente di meglio che punire chi mi ha fatto del male».<br />Un secondo problema educativo consiste, dal mio umile punto di vista, nel considerare i piccoli come dei nani; persone che devono crescere sì, ma solo in altezza, non dal punto di vista cognitivo; quindi li si tratta come adulti, e si spiega, si argomenta, si chiede l'approvazione di un bimbo di quattro o cinque anni. Che, ovviamente, crescerà pensando che gli adulti hanno bisogno del suo permesso per dire, fare e pensare tutto ciò che li riguarda.<br />Forse conviene ricordare la lezione - assolutamente attuale - del filosofo spagnolo José Ortega y Gasset che, nel 1929, intuì che la vera minaccia alla civiltà non sarebbero state le invasioni esterne, ma i «barbari verticali»; cioè i nostri figli. 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Inchiesta sull'uccisione di tre missionarie nel Burundi delle impunità. Pubblicato nel 2022 e frutto di accurate ricerche iniziate immediatamente dopo l'assassinio delle tre missionarie saveriane e portate avanti in un contesto pericoloso, ha spinto la Procura di Parma, città natale delle tre vittime, a riaprire il caso. Siamo così arrivati all'arresto, ieri mattina, del cittadino burundese Guillaume Harushimana, 50 anni, gravemente indiziato per il triplice omicidio di suor Olga Raschietti (83 anni), suor Lucia Pulici 79) e suor Bernadetta Boggian (75) della congregazione delle Missionarie di Maria Saveriane, brutalmente uccise nel quartiere Kamenge di Bujumbura, sede della loro missione, il 7 e l'8 settembre del 2014.<br />Come riporta il comunicato della Procura della Repubblica di Parma, «le prime due furono uccise colpendole con un oggetto contundente e con un taglio alla gola nel pomeriggio del 7 settembre 2014, mentre la terza (che era fuori sede durante il primo delitto) fu decapitata la notte seguente, riponendone poi il capo reciso accanto al corpo». La giornalista ha effettuato interviste e ricognizioni molto accurate sul campo, ricostruendo la complessa vicenda fino a scoprire il coinvolgimento della stessa polizia segreta burundese; il che spiega per esempio come mai sia potuto avvenire l'omicidio per decapitazione della terza religiosa sempre nello stesso luogo, il giorno dopo l'assassinio delle altre due consorelle, sotto gli occhi nient'affatto vigili delle forze dell'ordine messe a presidiare la missione. Dal quadro investigativo «è emerso un clima di vero e proprio terrore che si viveva in Burundi, collegato alla circostanza che i protagonisti della vicenda sarebbero tutti a vario titolo collegabili alla Polizia segreta del Burundi, dalle cui fila sarebbero provenuti ideatori, organizzatori, esecutori del triplice omicidio». Oltre alla altrimenti inspiegabile libertà per gli assassini di perpetrare il terzo omicidio, si annovera l'arresto di un malato psichico del quartiere scelto come facile capro espiatorio, l'incendio della sede di una emittente radiofonica colpevole di aver trasmesso un'intervista di due autodenunciatisi complici, l'uccisione di diverse persone coinvolte, tra cui il mandante, il generale Adolphe Nshimirimana e molti altri potenziali testimoni dell'accaduto.<br />IPOTESI SUL MOVENTE: IL SACRIFICIO PROPIZIATORIO<br />Ideatori, organizzatori ed esecutori materiali degli omicidi sarebbero dunque tutti legati alla Polizia segreta del Burundi. Tra di essi pare sia stato proprio il generale capo della stessa polizia, il generale Nshimirimana, a dare l'ordine di uccidere le tre suore. Ma il movente? Oltre alle dichiarazioni del generale che parlava di una sorta di punizione per il loro rifiuto di prestare assistenza sanitaria alle milizie, emerge un'altra ipotesi, più inquietante e probabilmente anche assai più credibile (quali suore, quali cristiani in genere, se sono tali, si rifiuterebbero di curare un ferito per la sua appartenenza politica o ideologica?): la triplice esecuzione delle tre religiose saveriane avrebbe «un movente di tipo esoterico-sacrificale, poiché il Generale Nshimirimana avrebbe chiesto un rito propiziatorio (pratica diffusa in certa cultura burundese) come buon auspicio per la sua candidatura a Presidente della Repubblica (ciò potrebbe spiegare anche le modalità esecutive brutali dell'omicidio».<br />Il Burundi, come altri paesi della regione dei laghi africani, mantiene un sostrato religioso di tipo animista, spesso parallelo a cristianesimo e islamismo, perché più antico e ancestrale e prevede pratiche sacrificali perché gli spiriti diano pioggia, guarigione, ricchezze. Non è dunque da escludere che lo scopo di queste uccisioni sia stato proprio quello di accontentare o quietare uno spirito affinché questi ripagasse con un successo politico. Lo dichiarava anche un'altra consacrata saveriana, suor Teresina Caffi, che ha affermato, come si legge su Avvenire: «Da allora (dall'incendio della radio che aveva trasmesso le testimonianze di due complici, Ndr) sono emerse ragioni di varia natura che avrebbero portato a quello che, per la modalità di esecuzione e l'identità delle vittime, pare un atto satanico propiziatorio per guadagnare potere».<br />IL PRINCIPE DI QUESTO MONDO STA PER ESSERE CACCIATO<br />Che fossero donne consacrate della Chiesa cattolica, dunque, non sarebbe un dettaglio trascurabile, ma un attributo decisivo per chi avrebbe commissionato la strage. È sicuramente importante che le indagini facciano il loro corso e che i colpevoli siano assicurati alla giustizia, ed è senza dubbio encomiabile il lavoro svolto dalla giornalista Giusy Baioni; ma dal punto di vista della fede è altrettanto importante considerare il valore supremo di quello che potrebbe essere considerato un martirio secondo la visione cristiana. Uccise secondo logiche pagane, hanno invece visto la loro morte entrare nella logica del tutto nuova e definitiva del sacrificio di Cristo, quello che è venuto a portare la vita in abbondanza offrendo Sé stesso per la salvezza di molti. Dopo la passione di Cristo nessun sacrificio è mai più lo stesso perché il solo sacrificio davvero gradito a Dio è il sangue versato dall'Innocente venuto a spezzare la catena del peccato e a invertire per sempre il movimento tra creatura e Creatore: è Lui che si è vestito di noi e ha fatto nuove tutte le cose.<br />Nemmeno un triplice omicidio compiuto da poveri, forse ignari peccatori che lo hanno offerto al principe decaduto di questo mondo, satana, sfugge alla Sua misericordia. Nella lotta continua - ma non senza fine - tra il Bene e il male a cui assistiamo anche oggi, il sacrificio dei giusti, uniti al solo Giusto, continua a riversare misteriosamente benefici a favore di tutti, soffocando il male che ruggisce e spaventa, ma che ha già perso la battaglia, e lo sa. La morte di queste anziane religiose dunque non mostra solo il lato oscuro e raccapricciante della crudeltà umana e della malizia spirituale del Maligno, ma apre uno squarcio di luce sulla bellezza paradossale dell'amore cristiano, unica notizia degna di restare in prima pagina fino alla fine della storia.<br />]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/70850978</guid><pubDate>Tue, 24 Mar 2026 18:37:39 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/70850978/emerge_la_verit_sul_sangue_delle_tre_suore_uccise.mp3" length="8437034" type="audio/mpeg"/><itunes:author>BastaBugie</itunes:author><itunes:subtitle>TESTO DELL'ARTICOLO ➜ https://www.bastabugie.it/8480

EMERGE LA VERITA' SUL SANGUE DELLE 3 SUORE UCCISE IN BURUNDI
Dopo anni di silenzi e depistaggi, un'inchiesta riapre il caso tra responsabilità della polizia segreta e l'ombra inquietante di un...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="https://www.bastabugie.it/8480" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://www.bastabugie.it/8480</a><br /><br />EMERGE LA VERITA' SUL SANGUE DELLE 3 SUORE UCCISE IN BURUNDI<br />Dopo anni di silenzi e depistaggi, un'inchiesta riapre il caso tra responsabilità della polizia segreta e l'ombra inquietante di un sacrificio umano<br />di Paola Belletti<br /> <br />Un vero e proprio cold case internazionale, questo, che si è riaperto con una svolta inaspettata grazie alla coraggiosa inchiesta realizzata dalla giornalista freelance Giusy Baioni, autrice del libro Nel cuore dei misteri. Inchiesta sull'uccisione di tre missionarie nel Burundi delle impunità. Pubblicato nel 2022 e frutto di accurate ricerche iniziate immediatamente dopo l'assassinio delle tre missionarie saveriane e portate avanti in un contesto pericoloso, ha spinto la Procura di Parma, città natale delle tre vittime, a riaprire il caso. Siamo così arrivati all'arresto, ieri mattina, del cittadino burundese Guillaume Harushimana, 50 anni, gravemente indiziato per il triplice omicidio di suor Olga Raschietti (83 anni), suor Lucia Pulici 79) e suor Bernadetta Boggian (75) della congregazione delle Missionarie di Maria Saveriane, brutalmente uccise nel quartiere Kamenge di Bujumbura, sede della loro missione, il 7 e l'8 settembre del 2014.<br />Come riporta il comunicato della Procura della Repubblica di Parma, «le prime due furono uccise colpendole con un oggetto contundente e con un taglio alla gola nel pomeriggio del 7 settembre 2014, mentre la terza (che era fuori sede durante il primo delitto) fu decapitata la notte seguente, riponendone poi il capo reciso accanto al corpo». La giornalista ha effettuato interviste e ricognizioni molto accurate sul campo, ricostruendo la complessa vicenda fino a scoprire il coinvolgimento della stessa polizia segreta burundese; il che spiega per esempio come mai sia potuto avvenire l'omicidio per decapitazione della terza religiosa sempre nello stesso luogo, il giorno dopo l'assassinio delle altre due consorelle, sotto gli occhi nient'affatto vigili delle forze dell'ordine messe a presidiare la missione. Dal quadro investigativo «è emerso un clima di vero e proprio terrore che si viveva in Burundi, collegato alla circostanza che i protagonisti della vicenda sarebbero tutti a vario titolo collegabili alla Polizia segreta del Burundi, dalle cui fila sarebbero provenuti ideatori, organizzatori, esecutori del triplice omicidio». Oltre alla altrimenti inspiegabile libertà per gli assassini di perpetrare il terzo omicidio, si annovera l'arresto di un malato psichico del quartiere scelto come facile capro espiatorio, l'incendio della sede di una emittente radiofonica colpevole di aver trasmesso un'intervista di due autodenunciatisi complici, l'uccisione di diverse persone coinvolte, tra cui il mandante, il generale Adolphe Nshimirimana e molti altri potenziali testimoni dell'accaduto.<br />IPOTESI SUL MOVENTE: IL SACRIFICIO PROPIZIATORIO<br />Ideatori, organizzatori ed esecutori materiali degli omicidi sarebbero dunque tutti legati alla Polizia segreta del Burundi. Tra di essi pare sia stato proprio il generale capo della stessa polizia, il generale Nshimirimana, a dare l'ordine di uccidere le tre suore. Ma il movente? Oltre alle dichiarazioni del generale che parlava di una sorta di punizione per il loro rifiuto di prestare assistenza sanitaria alle milizie, emerge un'altra ipotesi, più inquietante e probabilmente anche assai più credibile (quali suore, quali cristiani in genere, se sono tali, si rifiuterebbero di curare un ferito per la sua appartenenza politica o ideologica?): la triplice esecuzione delle tre religiose saveriane avrebbe «un movente di tipo esoterico-sacrificale, poiché il Generale Nshimirimana avrebbe chiesto un rito propiziatorio (pratica diffusa in certa cultura burundese) come buon auspicio per la sua candidatura a Presidente della Repubblica (ciò potrebbe spiegare anche le...]]></itunes:summary><itunes:duration>528</itunes:duration><itunes:keywords>amorecristiano,bellezzaparadossale,burundi,esoterismo,suore</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/563204478c806b12e0c316b27025d43b.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Habermas alla ricerca di un fondamento</title><link>https://www.spreaker.com/episode/habermas-alla-ricerca-di-un-fondamento--70700605</link><description><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="https://www.bastabugie.it/8482" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://www.bastabugie.it/8482</a><br /><br />HABERMAS, ALLA RICERCA DI UN FONDAMENTO PER L'ETICA PUBBLICA<br />di Stefano Fontana<br /> <br />Sabato scorso 14 marzo è morto a Stamberg, in Baviera, il filosofo Jürgen Habermas. Aveva 96 anni. Tutte le agenzie lo ricordano come il più grande filosofo contemporaneo della Germania e come l'erede della Scuola di Francoforte. La prima valutazione è forse eccessiva, perché si riferisce prevalentemente alla sua presenza nel dibattito delle idee - continua e massiccia - più che alla qualità teoretica del suo pensiero. La seconda è forse diventata ormai uno schema fisso che non rende piena ragione ad un impegno filosofico e sociologico di così lunga e articolata durata. Habermas era in effetti diventato un "monumento" e come tale sembra che oggi venga ricordato.<br />Egli fu un illuminista kantiano e tale rimase fino alla fine, pur con delle importanti variazioni su cui sarà utile soffermarsi. Influì sul movimento studentesco, come del resto gli altri componenti della Scuola di Francoforte, ma ponendo in guardia dai facili trasbordi ideologici. È stato il campione della sinistra liberal della Germania e dell'Europa che però ha cercato di moderare e indirizzare tramite un uso equilibrato e dialogico della ragione. Ha condiviso le linee portanti della modernità filosofica tutte fondate sul "principio di immanenza", vale a dire sulla priorità delle strutture della coscienza rispetto alla realtà e quindi sul soggettivismo borghese, aprendosi però a dialogare con i "comunitaristi" come Charles Taylor i quali, soprattutto dopo la riscoperta di Aristotele attuata da Alasdair McIntyre, avevano invece tentato di superare quell'individualismo.<br />UN ILLUMINISTA KANTIANO<br />Habermas, da buon illuminista kantiano, fu sempre contrario alla metafisica, e in ciò rimase pienamente legato alla modernità teoretica. Fu contrario alla metafisica che possiamo chiamare classica, ma anche a quella dello storicismo hegeliano. Il suo kantismo si fermava a Kant e non si evolveva nell'hegelismo e nelle altre forme di storicismo. Da Kant egli prendeva anche i principali spunti per le sue riflessioni politiche. Anche per lui l'ambito politico era il luogo ove trovavano un ordinamento e una regola i diversi interessi degli individui. In ciò Habermas rimase sempre un liberale. Non riteneva che lo spazio pubblico avesse dei valori propri che lo Stato dovesse garantire, ma pensava che lo Stato fosse solo un arbitro o un vigile che regola la circolazione in modo da evitare incidenti. Le aperture al comunitarismo a cui si è accennato sopra non indicano il cedimento verso qualche bene pubblico che preceda il confronto razionale tra i cittadini, perché il bene per lui era proprio questo confronto razionale.<br />Egli fu talmente contrario alla metafisica da ritenere che perfino le "categorie" dell'intelletto di cui parlava Kant fossero residui inutili di un atteggiamento metafisico. Non ammetteva che la nostra intelligenza avesse in se stessa delle modalità conoscitive a priori, né che questo ci permettesse di vedere tutti lo stesso mondo dei fenomeni. Trovava questo impianto kantiano della conoscenza troppo rigido e pretenzioso. Non che con ciò Habermas pensasse che noi vediamo mondi diversi, solo riteneva che questa idea di vedere lo stesso mondo dovesse essere presupposta come condizione della convivenza e non dimostrata, nemmeno alla maniera di Kant. Questa critica al Maestro permise ad Habermas di coltivare un più vivo senso della storia di quanto il razionalismo kantiano permettesse, senza tuttavia uscire dal razionalismo.<br />TEORIA DELL'ETICA PUBBLICA<br />Habermas trasformò il razionalismo kantiano nella sua teoria dell'etica pubblica intesa come aperto dibattito, senza limiti e costrizioni. Sul presupposto che vediamo tutti lo stesso mondo si fonda la possibilità di parlare tra di noi, si fonda in altre parole l'etica pubblica. Egli dedicò grandi energie a studiare la formazione dell'opinione pubblica e a definire i termini di un "agire comunicativo", incentrando la sua attenzione soprattutto sul linguaggio. Per spazio pubblico egli intendeva uno spazio comunitario al quale tutti dovessero partecipare pariteticamente, senza che esistessero divieti di sorta o selezioni preventive. Questa era la sua concezione della democrazia, una specie di "dentro tutti", che lo spinse a criticare le ideologie assolutiste ma lo tenne anche prigioniero del relativismo e della convenzione. Il suo dibattito pubblico aperto a tutti, o almeno alla maggioranza, non garantisce con ciò alcune verità e bontà oggettive alle sue conclusioni.<br />Questo esito critico del suo pensiero fu forse percepito anche dallo stesso Habermas, quando estese i presupposti del dialogo pubblico anche al concetto di "natura umana". Questo concetto era completamente estraneo alla tradizione dell'illuminismo e di quello kantiano in particolare, perché era di ordine metafisico. Ci fu però un periodo del pensiero di Habermas nel quale egli si confrontò sulle problematiche inquietanti della biopolitica, della tecnologia genetica e dell'ingegneria tesa a riprogettare artificialmente l'uomo. Egli pensò allora che bisognasse presupporre l'esistenza della natura umana per evitare l'anarchia dei discorsi nello spazio pubblico. È evidente, comunque, che anche tale presupposto non sarebbe altro che un patto convenzionale, privo di uno statuto superiore e vincolante rispetto al normale dibattito in corso.<br />La cosa interessante in Habermas è questo bisogno - rimasto inevaso - di trovare per la democrazia qualcosa di cui essa aveva bisogno ma che non riusciva a darsi da sé. Era in fondo, la stessa richiesta di Ernst-Wolfgang Böckenförde: lo Stato liberale ha bisogno di presupposti che non sa darsi da sé. Sulla scia di questa esigenza Habermas partecipò nel 2004 al famoso incontro pubblico a Monaco di Baviera con Joseph Ratzinger, il quale gli propose di intendere questo bisogno come il bisogno della religione vera. Qui il discorso si faceva spirituale oltre che filosofico. Speriamo che allora Habermas, in qualche maniera, avesse accolto lo spunto.<br />]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/70700605</guid><pubDate>Tue, 17 Mar 2026 22:46:10 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/70700605/habermas_alla_ricerca_di_un_fondamento.mp3" length="7083636" type="audio/mpeg"/><itunes:author>BastaBugie</itunes:author><itunes:subtitle>TESTO DELL'ARTICOLO ➜ https://www.bastabugie.it/8482

HABERMAS, ALLA RICERCA DI UN FONDAMENTO PER L'ETICA PUBBLICA
di Stefano Fontana
 
Sabato scorso 14 marzo è morto a Stamberg, in Baviera, il filosofo Jürgen Habermas. Aveva 96 anni. Tutte le agenzie...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="https://www.bastabugie.it/8482" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://www.bastabugie.it/8482</a><br /><br />HABERMAS, ALLA RICERCA DI UN FONDAMENTO PER L'ETICA PUBBLICA<br />di Stefano Fontana<br /> <br />Sabato scorso 14 marzo è morto a Stamberg, in Baviera, il filosofo Jürgen Habermas. Aveva 96 anni. Tutte le agenzie lo ricordano come il più grande filosofo contemporaneo della Germania e come l'erede della Scuola di Francoforte. La prima valutazione è forse eccessiva, perché si riferisce prevalentemente alla sua presenza nel dibattito delle idee - continua e massiccia - più che alla qualità teoretica del suo pensiero. La seconda è forse diventata ormai uno schema fisso che non rende piena ragione ad un impegno filosofico e sociologico di così lunga e articolata durata. Habermas era in effetti diventato un "monumento" e come tale sembra che oggi venga ricordato.<br />Egli fu un illuminista kantiano e tale rimase fino alla fine, pur con delle importanti variazioni su cui sarà utile soffermarsi. Influì sul movimento studentesco, come del resto gli altri componenti della Scuola di Francoforte, ma ponendo in guardia dai facili trasbordi ideologici. È stato il campione della sinistra liberal della Germania e dell'Europa che però ha cercato di moderare e indirizzare tramite un uso equilibrato e dialogico della ragione. Ha condiviso le linee portanti della modernità filosofica tutte fondate sul "principio di immanenza", vale a dire sulla priorità delle strutture della coscienza rispetto alla realtà e quindi sul soggettivismo borghese, aprendosi però a dialogare con i "comunitaristi" come Charles Taylor i quali, soprattutto dopo la riscoperta di Aristotele attuata da Alasdair McIntyre, avevano invece tentato di superare quell'individualismo.<br />UN ILLUMINISTA KANTIANO<br />Habermas, da buon illuminista kantiano, fu sempre contrario alla metafisica, e in ciò rimase pienamente legato alla modernità teoretica. Fu contrario alla metafisica che possiamo chiamare classica, ma anche a quella dello storicismo hegeliano. Il suo kantismo si fermava a Kant e non si evolveva nell'hegelismo e nelle altre forme di storicismo. Da Kant egli prendeva anche i principali spunti per le sue riflessioni politiche. Anche per lui l'ambito politico era il luogo ove trovavano un ordinamento e una regola i diversi interessi degli individui. In ciò Habermas rimase sempre un liberale. Non riteneva che lo spazio pubblico avesse dei valori propri che lo Stato dovesse garantire, ma pensava che lo Stato fosse solo un arbitro o un vigile che regola la circolazione in modo da evitare incidenti. Le aperture al comunitarismo a cui si è accennato sopra non indicano il cedimento verso qualche bene pubblico che preceda il confronto razionale tra i cittadini, perché il bene per lui era proprio questo confronto razionale.<br />Egli fu talmente contrario alla metafisica da ritenere che perfino le "categorie" dell'intelletto di cui parlava Kant fossero residui inutili di un atteggiamento metafisico. Non ammetteva che la nostra intelligenza avesse in se stessa delle modalità conoscitive a priori, né che questo ci permettesse di vedere tutti lo stesso mondo dei fenomeni. Trovava questo impianto kantiano della conoscenza troppo rigido e pretenzioso. Non che con ciò Habermas pensasse che noi vediamo mondi diversi, solo riteneva che questa idea di vedere lo stesso mondo dovesse essere presupposta come condizione della convivenza e non dimostrata, nemmeno alla maniera di Kant. Questa critica al Maestro permise ad Habermas di coltivare un più vivo senso della storia di quanto il razionalismo kantiano permettesse, senza tuttavia uscire dal razionalismo.<br />TEORIA DELL'ETICA PUBBLICA<br />Habermas trasformò il razionalismo kantiano nella sua teoria dell'etica pubblica intesa come aperto dibattito, senza limiti e costrizioni. Sul presupposto che vediamo tutti lo stesso mondo si fonda la possibilità di parlare tra di noi, si fonda in...]]></itunes:summary><itunes:duration>443</itunes:duration><itunes:keywords>anarchia,eticapubblica,filosofotedesco,habermas,metafisica,naturaumana</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/fb16ee96bdb5bf09528ced850ea6b26b.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Glovo e Deliveroo, il prezzo nascosto della comodità digitale</title><link>https://www.spreaker.com/episode/glovo-e-deliveroo-il-prezzo-nascosto-della-comodita-digitale--70566560</link><description><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="https://www.bastabugie.it/8473" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://www.bastabugie.it/8473</a><br /><br />GLOVO E DELIVEROO, IL PREZZO NASCOSTO DELLA COMODITA' DIGITALEbdi Raffaella Frullone<br /> <br />Caporalato, uomini pagati quattro euro all'ora per lavorare in condizioni indegne. Dopo il caso di Glovo, anche Deliveroo finisce sotto l'occhio della Procura di Milano. Migliaia di rider sfruttati e monitorati in ogni più piccolo movimento: dove si fermano, per quanto tempo, cosa fanno. Oggi abitano le pagine dei giornali, qualcuno finisce anche sui tg, normalmente sono letteralmente invisibili. A Milano i cubi azzurri sfrecciano tra i binari del tram a tutte le ore del giorno e della notte, infilano corso Buenos Aires facendo la gincana tra le auto, attraversano i Navigli nella nebbia o sotto la pioggia, qualche volta si fermano per pochissimi istanti a riprendere fiato tra Corso Garibaldi e Corso Como, tra uno Spritz e un Prosecco. Normalmente nessuno li nota, sono diventati parte del paesaggio urbano quanto l'ago di Piazza Cadorna e il Bosco verticale. Invisibili, promettono quello che questa città e l'epoca contemporanea più ama: efficienza e prontezza. Tutto e subito. A domicilio. Taaac.<br />Ma resta la domanda: a quale prezzo? E soprattutto, che farebbe San Tommaso, se vivesse nella Milano 2.0 dove un briefing si può prolungare oltre le 21 in Porta Nuova e ci sono ancora magari 20 minuti di metro prima di arrivare a casa davanti al frigo magari semivuoto? Non è una provocazione moralistica. E nemmeno si tratta di demonizzare il cibo a domicilio, ma di chiedersi quali ricadute hanno le nostre scelte sul bene comune, se la comodità è un valore assoluto e se non ci sono forse delle cose da rimettere in ordine.<br />Non vogliamo essere ipocriti, la tentazione può esser forte. Giornate sempre troppo lunghe, a volte inutilmente frenetiche, metro affollate, ritmi serrati e poi si arriva finalmente a casa, dove magari nessuno aspetta, nessuno ha preparato un piatto e nemmeno un abbraccio. L'app è lì, pronta e seducente, un click e per lo meno ci si potrà sfamare senza doversi metter ai fornelli. In sé non c'è nulla di illecito. Il mercato esiste, e la divisione del lavoro ha sempre fatto prosperare le città e non solo. Ma san Tommaso chiederebbe: l'uso che faccio di questo servizio è ordinato? Sto pagando il giusto prezzo o sto accettando un sistema che regge su compensi compressi e consegne a tempi sempre più stretti?<br />D'altro canto le piattaforme hanno trovato terreno fertile. Glovo, Deliveroo, Uber Eats hanno costruito un modello fondato sulla flessibilità, termine che suona quasi come una virtù civica. Per alcuni rider è davvero un'opportunità temporanea, per altri è l'unica fonte di reddito. Ma la flessibilità, quando è unilaterale, rischia di trasformarsi in precarietà. Se c'è traffico in circonvallazione, se un tram blocca la strada, se piove a dirotto sui Bastioni, è il rider che paga in fatica e in rischio. E in sogni che si schiantano col freddo e con i pochi euro che si guadagnano dopo molte ore di servizio.<br />La dottrina sociale della Chiesa parla di giusto salario, di dignità del lavoro, di subordinazione del profitto alla persona. Non è nostalgia per un'epoca pre-digitale, ma un criterio per giudicare i tempi che corrono (anche loro). Se un modello economico funziona solo comprimendo i compensi o aumentando le consegne per stare nei tempi imposti dall'algoritmo, allora qualcosa non va. Non basta dire che "Milano corre". Anche la corsa deve avere una direzione.<br />C'è poi un aspetto culturale. Viviamo in un tempo in cui la comodità diventa diritto e il desiderio deve essere soddisfatto in un click, non siamo abituati nemmeno ad aspettare. Forse la Quaresima ancora una volta arriva ad educarci all'attesa, alla mancanza, anche quella apparentemente più superficiale.<br />Perché la vera domanda non è se ordinare o no. È se siamo disposti a pagare il prezzo reale delle nostre scelte: economico, umano, sociale, spirituale. Perché quei cubi azzurri non trasportano solo una cena calda, ma la misura del nostro cuore. E rischiano di farci perdere l'anima.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/70566560</guid><pubDate>Tue, 10 Mar 2026 21:30:56 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/70566560/glovo_e_deliveroo.mp3" length="5552631" type="audio/mpeg"/><itunes:author>BastaBugie</itunes:author><itunes:subtitle>TESTO DELL'ARTICOLO ➜ https://www.bastabugie.it/8473

GLOVO E DELIVEROO, IL PREZZO NASCOSTO DELLA COMODITA' DIGITALEbdi Raffaella Frullone
 
Caporalato, uomini pagati quattro euro all'ora per lavorare in condizioni indegne. Dopo il caso di Glovo,...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="https://www.bastabugie.it/8473" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://www.bastabugie.it/8473</a><br /><br />GLOVO E DELIVEROO, IL PREZZO NASCOSTO DELLA COMODITA' DIGITALEbdi Raffaella Frullone<br /> <br />Caporalato, uomini pagati quattro euro all'ora per lavorare in condizioni indegne. Dopo il caso di Glovo, anche Deliveroo finisce sotto l'occhio della Procura di Milano. Migliaia di rider sfruttati e monitorati in ogni più piccolo movimento: dove si fermano, per quanto tempo, cosa fanno. Oggi abitano le pagine dei giornali, qualcuno finisce anche sui tg, normalmente sono letteralmente invisibili. A Milano i cubi azzurri sfrecciano tra i binari del tram a tutte le ore del giorno e della notte, infilano corso Buenos Aires facendo la gincana tra le auto, attraversano i Navigli nella nebbia o sotto la pioggia, qualche volta si fermano per pochissimi istanti a riprendere fiato tra Corso Garibaldi e Corso Como, tra uno Spritz e un Prosecco. Normalmente nessuno li nota, sono diventati parte del paesaggio urbano quanto l'ago di Piazza Cadorna e il Bosco verticale. Invisibili, promettono quello che questa città e l'epoca contemporanea più ama: efficienza e prontezza. Tutto e subito. A domicilio. Taaac.<br />Ma resta la domanda: a quale prezzo? E soprattutto, che farebbe San Tommaso, se vivesse nella Milano 2.0 dove un briefing si può prolungare oltre le 21 in Porta Nuova e ci sono ancora magari 20 minuti di metro prima di arrivare a casa davanti al frigo magari semivuoto? Non è una provocazione moralistica. E nemmeno si tratta di demonizzare il cibo a domicilio, ma di chiedersi quali ricadute hanno le nostre scelte sul bene comune, se la comodità è un valore assoluto e se non ci sono forse delle cose da rimettere in ordine.<br />Non vogliamo essere ipocriti, la tentazione può esser forte. Giornate sempre troppo lunghe, a volte inutilmente frenetiche, metro affollate, ritmi serrati e poi si arriva finalmente a casa, dove magari nessuno aspetta, nessuno ha preparato un piatto e nemmeno un abbraccio. L'app è lì, pronta e seducente, un click e per lo meno ci si potrà sfamare senza doversi metter ai fornelli. In sé non c'è nulla di illecito. Il mercato esiste, e la divisione del lavoro ha sempre fatto prosperare le città e non solo. Ma san Tommaso chiederebbe: l'uso che faccio di questo servizio è ordinato? Sto pagando il giusto prezzo o sto accettando un sistema che regge su compensi compressi e consegne a tempi sempre più stretti?<br />D'altro canto le piattaforme hanno trovato terreno fertile. Glovo, Deliveroo, Uber Eats hanno costruito un modello fondato sulla flessibilità, termine che suona quasi come una virtù civica. Per alcuni rider è davvero un'opportunità temporanea, per altri è l'unica fonte di reddito. Ma la flessibilità, quando è unilaterale, rischia di trasformarsi in precarietà. Se c'è traffico in circonvallazione, se un tram blocca la strada, se piove a dirotto sui Bastioni, è il rider che paga in fatica e in rischio. E in sogni che si schiantano col freddo e con i pochi euro che si guadagnano dopo molte ore di servizio.<br />La dottrina sociale della Chiesa parla di giusto salario, di dignità del lavoro, di subordinazione del profitto alla persona. Non è nostalgia per un'epoca pre-digitale, ma un criterio per giudicare i tempi che corrono (anche loro). Se un modello economico funziona solo comprimendo i compensi o aumentando le consegne per stare nei tempi imposti dall'algoritmo, allora qualcosa non va. Non basta dire che "Milano corre". Anche la corsa deve avere una direzione.<br />C'è poi un aspetto culturale. Viviamo in un tempo in cui la comodità diventa diritto e il desiderio deve essere soddisfatto in un click, non siamo abituati nemmeno ad aspettare. Forse la Quaresima ancora una volta arriva ad educarci all'attesa, alla mancanza, anche quella apparentemente più superficiale.<br />Perché la vera domanda non è se ordinare o no. È se siamo disposti a pagare il prezzo...]]></itunes:summary><itunes:duration>348</itunes:duration><itunes:keywords>caporalato,deliveroo,glovo,riders,sfruttamento</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e5a8d08a900f2edcab0078d88cf98489.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Cinque cose che è vietato ricordare l'8 marzo</title><link>https://www.spreaker.com/episode/cinque-cose-che-e-vietato-ricordare-l-8-marzo--70578810</link><description><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="https://www.bastabugie.it/8477" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://www.bastabugie.it/8477</a><br /><br />CINQUE COSE CHE E' VIETATO RICORDARE L'8 MARZO<br />di Giuliano Guzzo<br /> <br />Domani sarà l'8 marzo e, purtroppo, non sarà solo il giorno delle mimose e della celebrazione della donna. Sarà anche, se non soprattutto, un'epifania del politicamente corretto e della cultura dominante. Due facce della stessa medaglia: quella che, in un tempo teoricamente caratterizzato dalla libertà di parola, vede quest'ultima di fatto limitata o scoraggiata. In particolare, a proposito proprio dell'argomento femminile, ci sono alcune cose che l'8 marzo è vietato o quasi ricordare. Vediamo brevemente quali sono, finché ci è ancora consentito farlo.<br />1. CELEBRARE LA DONNA? PRIMA DEFINIAMOLA<br />La prima cosa sconveniente da fare l'8 marzo è... definire cosa sia una donna. Paradossale ma vero, in un tempo in cui si moltiplicano esempi di rimozione o, almeno, di confusione sullo stesso termine «donna». Qualche esempio? Nel settembre 2021 la rivista scientifica The Lancet apostrofò le donne come «corpi con le vagine». Poco dopo il dizionario di Cambridge, punto di riferimento imprescindibile per chi approccia la lingua inglese, aggiornò le voci man e woman, ovvero «uomo» e «donna»; in particolare la definizione di «donna», che prima era «essere umano adulto di sesso femminile», è diventata - in chiaro omaggio al gendericamente corretto - «essere umano adulto di sesso femminile oppure persona adulta che vive e si identifica come femmina anche se alla nascita è stata definita di sesso diverso». E gli esempi potrebbero continuare, se non fosse diventato scomodo o sconosciuto - come prova pure il documentario What Is a Woman? (2022) di Matt Walsh - ricordare semplicemente l'ovvio: una donna è una persona adulta di sesso femminile.<br />2. IL PIÙ GRANDE FEMMINICIDIO È L'ABORTO<br />Posto che chi scrive non intende certo sminuire la gravità dei tanti, troppi casi di donne uccise per mano di uomini che dicevano di amarle, non c'è dubbio che il più grande femminicidio sia l'aborto. In particolare, lo è se si prende in esame il fenomeno dell'aborto selettivo. A suggerirlo non sono dei paladini del patriarcato, bensì delle donne intervenute, nel corso degli anni anzi dei decenni, nella denuncia di quello che non solo è la «prima causa di femminicidio» ma, a ben vedere, è il solo vero femminicidio, se per femminicidio s'intende la deliberata soppressione di un essere umano in quanto appartenente al sesso femminile: l'aborto selettivo. La prima a parlarne, quasi 40 anni fa fu Mary Anne Warren nel suo Gendercide (Rowman &amp; Allanheld, 1985). In Italia a rompere il silenzio sul tema è stata invece Anna Meldolesi, autrice di un testo eloquente già nel titolo - Mai nate (Mondadori, 2011) - con cui si è proposta di raccontare la scomparsa, nel mondo, di 100 milioni di donne. Sì, avete letto bene: 100 milioni di donne mai nate - perché abortite - per il solo fatto d'essere femmine. Una strage silenziosa che continua a livello planetario da troppo tempo.<br />3. L'IDEOLOGIA PROGRESSISTA NON FA FELICI LE DONNE<br />Da noi il fenomeno è ancora poco conosciuto, ma all'estero, in particolare negli Stati Uniti, si registra il dilagare delle Swfs - acronimo che sta per Single woke females -, ovvero delle donne che, più che un uomo, preferiscono sposare un'agenda: quella politica ultraprogressista.  Ora, ma davvero l'espansione delle Swfs costituisce una conquista per la donna? Politicamente scorretto, il quesito pare interessante; soprattutto perché disponiamo di dati per provare a rispondere: sono quelli dell'American family survey del 2022, studio annuale condotto su 3.000 persone. Quello che qui interessa riguarda le donne tra i 18 e i 55 anni che si dichiarano «completamente soddisfatte della propria vita». Una quota che, se tra le madri sposate arriva al 33%, tra le donne senza figli crolla al 15%. Inoltre, le single senza figli hanno circa il 60% di probabilità in più di segnalare sentimenti di solitudine rispetto alla controparte coniugata. Oltre alla condizione affettiva, la felicità pare associata anche a quella ideologica. Se solo il 16% delle donne liberal si ritiene «completamente soddisfatta della propria vita», la stessa quota balza al 31% tra le conservatrici. Un vantaggio dovuto al fatto che queste ultime hanno sia più probabilità di sposarsi, sia più probabilità di essere felici della loro vita familiare.<br />4. GLI STUPRI? L'EDUCAZIONE SESSUALE NON È IL RIMEDIO<br />Un altro tormentone del femminismo 4.0, che l'8 marzo torna in grande spolvero, riguarda il bisogno anzi l'urgenza dell'educazione sessuale nelle scuole come antidoto a violenze ed abusi. Peccato che non esistano studi che dimostrino che, se oggi uno studente viene sottoposto ad un tot di ore di educazione sessuale, tra cinque o dieci anni avrà meno probabilità di essere violento con la donna con la quale starà assieme. Viceversa, sul tema degli stupri c'è una scomoda verità che pochi ricordano. Quale? Eccola: numeri del Viminale alla mano, lo scorso anno si sono consumate 6.382 violenze sessuali; ebbene, di queste, ben il 43,5% ha portato la firma di cittadini stranieri. Praticamente la metà degli stupri, dei palpeggiamenti e di qualsivoglia molestia ai danni delle donne, in Italia, è compiuta da immigrati. Che tuttavia non sono il 43,5% della popolazione, bensì appena il 9%. Non serve a questo punto essere grandi matematici per capire come esista un legame tra flussi immigratori di massa e l'aumento degli abusi sulle donne. Ma pure questa, come noto, è una verità che è assai scomodo ricordare.<br />5. IL MARITO NON È UN MOSTRO, ANZI<br />Restando in tema di abusi e di relazioni, un'ultima cosa che andrebbe ricordata è che il marito non è un mostro. Si tende infatti a ricordare, anzi a ripetere con non poca enfasi, che «la maggior parte delle violenze si consuma in famiglia». Cosa vera, per carità. Ma posto che non sono solo gli uomini ad agire violenza, va chiarito che il termine «famiglia» in questo caso, più che ad una coppia regolarmente sposata e unita, definisce un rapporto di prossimità. Non qualche fonte conservatrice, infatti, bensì l'Istat ha già chiarito da qualche anno che le coniugate risultano meno esposte a rischi di uccisione rispetto a quelle separate, divorziate o single. Solo le donne vedove - spesso le più anziane e quelle, perciò, verosimilmente con meno vita sociale - si trovano meno esposte a rischi di rispetto alle coniugate. Tutto questo per dire che, se da un lato anche nelle cosiddette famiglie tradizionali i casi di violenza anche atroce talvolta si verificano, dall'altro però il marito non è un mostro; e meno che meno va stigmatizzato il maschio bianco etero e cattolico, il mostro per eccellenza agli occhi della cultura dominante.<br />Detto ciò - e fatta dunque chiarezza, si spera, su alcuni tormentoni che continuano a circolare così come su delle verità scomode che è ormai vietato affermare - buon 8 marzo, domani, a tutte le donne: laiche e religiose, nonne e mamme, fidanzate e sorelle, amiche e sempre, comunque, riferimenti irrinunciabili.<br /><br />]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/70578810</guid><pubDate>Tue, 10 Mar 2026 21:23:37 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/70578810/cinque_cose_che_e_vietato_ricordare.mp3" length="8640514" type="audio/mpeg"/><itunes:author>BastaBugie</itunes:author><itunes:subtitle>TESTO DELL'ARTICOLO ➜ https://www.bastabugie.it/8477

CINQUE COSE CHE E' VIETATO RICORDARE L'8 MARZO
di Giuliano Guzzo
 
Domani sarà l'8 marzo e, purtroppo, non sarà solo il giorno delle mimose e della celebrazione della donna. Sarà anche, se non...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="https://www.bastabugie.it/8477" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://www.bastabugie.it/8477</a><br /><br />CINQUE COSE CHE E' VIETATO RICORDARE L'8 MARZO<br />di Giuliano Guzzo<br /> <br />Domani sarà l'8 marzo e, purtroppo, non sarà solo il giorno delle mimose e della celebrazione della donna. Sarà anche, se non soprattutto, un'epifania del politicamente corretto e della cultura dominante. Due facce della stessa medaglia: quella che, in un tempo teoricamente caratterizzato dalla libertà di parola, vede quest'ultima di fatto limitata o scoraggiata. In particolare, a proposito proprio dell'argomento femminile, ci sono alcune cose che l'8 marzo è vietato o quasi ricordare. Vediamo brevemente quali sono, finché ci è ancora consentito farlo.<br />1. CELEBRARE LA DONNA? PRIMA DEFINIAMOLA<br />La prima cosa sconveniente da fare l'8 marzo è... definire cosa sia una donna. Paradossale ma vero, in un tempo in cui si moltiplicano esempi di rimozione o, almeno, di confusione sullo stesso termine «donna». Qualche esempio? Nel settembre 2021 la rivista scientifica The Lancet apostrofò le donne come «corpi con le vagine». Poco dopo il dizionario di Cambridge, punto di riferimento imprescindibile per chi approccia la lingua inglese, aggiornò le voci man e woman, ovvero «uomo» e «donna»; in particolare la definizione di «donna», che prima era «essere umano adulto di sesso femminile», è diventata - in chiaro omaggio al gendericamente corretto - «essere umano adulto di sesso femminile oppure persona adulta che vive e si identifica come femmina anche se alla nascita è stata definita di sesso diverso». E gli esempi potrebbero continuare, se non fosse diventato scomodo o sconosciuto - come prova pure il documentario What Is a Woman? (2022) di Matt Walsh - ricordare semplicemente l'ovvio: una donna è una persona adulta di sesso femminile.<br />2. IL PIÙ GRANDE FEMMINICIDIO È L'ABORTO<br />Posto che chi scrive non intende certo sminuire la gravità dei tanti, troppi casi di donne uccise per mano di uomini che dicevano di amarle, non c'è dubbio che il più grande femminicidio sia l'aborto. In particolare, lo è se si prende in esame il fenomeno dell'aborto selettivo. A suggerirlo non sono dei paladini del patriarcato, bensì delle donne intervenute, nel corso degli anni anzi dei decenni, nella denuncia di quello che non solo è la «prima causa di femminicidio» ma, a ben vedere, è il solo vero femminicidio, se per femminicidio s'intende la deliberata soppressione di un essere umano in quanto appartenente al sesso femminile: l'aborto selettivo. La prima a parlarne, quasi 40 anni fa fu Mary Anne Warren nel suo Gendercide (Rowman &amp; Allanheld, 1985). In Italia a rompere il silenzio sul tema è stata invece Anna Meldolesi, autrice di un testo eloquente già nel titolo - Mai nate (Mondadori, 2011) - con cui si è proposta di raccontare la scomparsa, nel mondo, di 100 milioni di donne. Sì, avete letto bene: 100 milioni di donne mai nate - perché abortite - per il solo fatto d'essere femmine. Una strage silenziosa che continua a livello planetario da troppo tempo.<br />3. L'IDEOLOGIA PROGRESSISTA NON FA FELICI LE DONNE<br />Da noi il fenomeno è ancora poco conosciuto, ma all'estero, in particolare negli Stati Uniti, si registra il dilagare delle Swfs - acronimo che sta per Single woke females -, ovvero delle donne che, più che un uomo, preferiscono sposare un'agenda: quella politica ultraprogressista.  Ora, ma davvero l'espansione delle Swfs costituisce una conquista per la donna? Politicamente scorretto, il quesito pare interessante; soprattutto perché disponiamo di dati per provare a rispondere: sono quelli dell'American family survey del 2022, studio annuale condotto su 3.000 persone. Quello che qui interessa riguarda le donne tra i 18 e i 55 anni che si dichiarano «completamente soddisfatte della propria vita». Una quota che, se tra le madri sposate arriva al 33%, tra le donne senza figli crolla al 15%. Inoltre,...]]></itunes:summary><itunes:duration>540</itunes:duration><itunes:keywords>8marzo,femminicidio,gendercide,ideologiaprogressista,maritomostro</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/fbdbb6bf110206d3d91f2f41f8bf2c85.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>La massoneria senza più membri ora li cerca... sui social</title><link>https://www.spreaker.com/episode/la-massoneria-senza-piu-membri-ora-li-cerca-sui-social--70257996</link><description><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="https://www.bastabugie.it/8460" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://www.bastabugie.it/8460</a><br /><br />LA MASSONERIA SENZA PIU' MEMBRI ORA LI CERCA... SUI SOCIAL di Manuela Antonacci<br /> <br />Senza dubbio viviamo in una società di cambiamenti epocali, alcuni veramente insoliti e bizzarri come questo che vi raccontiamo e che ha per protagonista la società segreta che più segreta non si può, anzi la società segreta per eccellenza: la Massoneria. La confraternita da sempre condannata dalla Chiesa in cui era difficilissimo entrare, se non per "raccomandazione" da parte dei membri già affiliati, ora apre, anzi, spalanca le sue porte e lo fa in modo tutt'altro che sommesso, utilizzando addirittura i social. Questo è quanto riporta il Telegraph.<br />Altro che rituali segreti e strette di mano misteriose, oggi, chiunque può aspirare a diventare massone, o meglio così è in Inghilterra, dove la setta segreta sta intraprendendo una campagna di reclutamento pubblica che utilizza niente meno che Facebook per attrarre adepti. Dunque, non solo le chiese si svuotano (almeno così si dice..): anche la società accusata o sospettata di governare il mondo ha bisogno di un piccolo aiutino per il reclutamento. Il numero di membri, infatti, diminuisce, al punto che le logge di tutto il Paese ora pagano per attirare gente nuova.<br />Tra le logge "social", i massoni di Buckinghamshire hanno pubblicato annunci su Facebook invitando le persone a «unirsi ai Fratelli» dall'inizio di dicembre dello scorso anno: «La porta è aperta... Non aspettare che ti chiedano». «Stai cercando un nuovo giro social? Intriso di tradizione, ma concentrato su una concezione moderna di comunità? La Loggia Fiscian dei Massoni sarebbe felice di conoscerti». Ecco un altro incredibile annuncio di un'altra confraternita. Altri annunci online hanno fatto appello agli uomini che mirano a «far parte di qualcosa di positivo» e assicurano che sia «facile unirsi».<br />Insomma sembrano messaggi che fanno leva sul senso di solitudine diffuso tra i giovani a cui indubbiamente strizzano l'occhio, utilizzando il linguaggio facile, immediato e accattivante del marketing, per mostrare una realtà, in apparenza dinamica, ultramoderna, che presenterebbe solo aspetti positivi. Perché tutto questo, se proprio il senso di segretezza era una delle caratteristiche essenziali della confraternita? La risposta sono i numeri: secondo gli stessi dati provenienti dagli ambienti massonici, l'adesione alla setta segreta è da tempo in calo sia negli Stati Uniti che in Inghilterra. Le cifre più recenti della Gran Loggia Unita d'Inghilterra parlano di circa 170.000 membri, in calo rispetto ai diverse centinaia di migliaia negli anni '50.<br />Negli Stati Uniti, l'ultima tabella della Masonic Service Association indica un totale dei membri nazionali nel 2023 a 869.429, in calo rispetto ai poco più di 4,1 milioni del 1959. Le logge sembrano anche approfittare dei crescenti livelli di solitudine tra i giovani, un desiderio di "fratellanza" e il desiderio di appartenere a qualcosa di più grande. Ma la Chiesa, invece, ha da sempre messo in guardia dall'appartenere a questa realtà. Nella sua enciclica del 1884 Humanum Genus, papa Leone XIII scriveva infatti che «la setta dei massoni» era, tramite «frode o audacia», «riuscita a infiltrarsi in ogni rango dello stato fino a diventare un potere dominante». Un tale «avanzamento rapido e formidabile - aggiunse, aveva causato «gravi danni alla Chiesa, al potere dei principi, al benessere pubblico».<br />Ma molto più recentemente, nel 2023, il Dicastero per la Dottrina della Fede ha esplicitamente riaffermato che ai cattolici è vietato entrare nelle logge massoniche, sottolineando l'"inconciliabilità" della Massoneria con la dottrina cattolica e affermando che il giudizio negativo di lunga data della Chiesa sulla Massoneria rimaneva in vigore. E se ancora non bastasse, nel suo libro del 2023, "Credo - Compendio della fede cattolica", il vescovo Athanasius Schneider ha scritto che «l'essenza del credo massonico è una sovversione dell'ordine divino della creazione e della trasgressione delle leggi date da Dio». Insomma, da società segreta a società con segreti e speriamo che entrambi gli aspetti "misterici" rimangano ancora a lungo tali (nonostante le ultime, disperate operazioni social).]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/70257996</guid><pubDate>Tue, 24 Feb 2026 22:55:04 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/70257996/la_massoneria_senza_piu_membri.mp3" length="5366639" type="audio/mpeg"/><itunes:author>BastaBugie</itunes:author><itunes:subtitle>TESTO DELL'ARTICOLO ➜ https://www.bastabugie.it/8460

LA MASSONERIA SENZA PIU' MEMBRI ORA LI CERCA... SUI SOCIAL di Manuela Antonacci
 
Senza dubbio viviamo in una società di cambiamenti epocali, alcuni veramente insoliti e bizzarri come questo che vi...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="https://www.bastabugie.it/8460" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://www.bastabugie.it/8460</a><br /><br />LA MASSONERIA SENZA PIU' MEMBRI ORA LI CERCA... SUI SOCIAL di Manuela Antonacci<br /> <br />Senza dubbio viviamo in una società di cambiamenti epocali, alcuni veramente insoliti e bizzarri come questo che vi raccontiamo e che ha per protagonista la società segreta che più segreta non si può, anzi la società segreta per eccellenza: la Massoneria. La confraternita da sempre condannata dalla Chiesa in cui era difficilissimo entrare, se non per "raccomandazione" da parte dei membri già affiliati, ora apre, anzi, spalanca le sue porte e lo fa in modo tutt'altro che sommesso, utilizzando addirittura i social. Questo è quanto riporta il Telegraph.<br />Altro che rituali segreti e strette di mano misteriose, oggi, chiunque può aspirare a diventare massone, o meglio così è in Inghilterra, dove la setta segreta sta intraprendendo una campagna di reclutamento pubblica che utilizza niente meno che Facebook per attrarre adepti. Dunque, non solo le chiese si svuotano (almeno così si dice..): anche la società accusata o sospettata di governare il mondo ha bisogno di un piccolo aiutino per il reclutamento. Il numero di membri, infatti, diminuisce, al punto che le logge di tutto il Paese ora pagano per attirare gente nuova.<br />Tra le logge "social", i massoni di Buckinghamshire hanno pubblicato annunci su Facebook invitando le persone a «unirsi ai Fratelli» dall'inizio di dicembre dello scorso anno: «La porta è aperta... Non aspettare che ti chiedano». «Stai cercando un nuovo giro social? Intriso di tradizione, ma concentrato su una concezione moderna di comunità? La Loggia Fiscian dei Massoni sarebbe felice di conoscerti». Ecco un altro incredibile annuncio di un'altra confraternita. Altri annunci online hanno fatto appello agli uomini che mirano a «far parte di qualcosa di positivo» e assicurano che sia «facile unirsi».<br />Insomma sembrano messaggi che fanno leva sul senso di solitudine diffuso tra i giovani a cui indubbiamente strizzano l'occhio, utilizzando il linguaggio facile, immediato e accattivante del marketing, per mostrare una realtà, in apparenza dinamica, ultramoderna, che presenterebbe solo aspetti positivi. Perché tutto questo, se proprio il senso di segretezza era una delle caratteristiche essenziali della confraternita? La risposta sono i numeri: secondo gli stessi dati provenienti dagli ambienti massonici, l'adesione alla setta segreta è da tempo in calo sia negli Stati Uniti che in Inghilterra. Le cifre più recenti della Gran Loggia Unita d'Inghilterra parlano di circa 170.000 membri, in calo rispetto ai diverse centinaia di migliaia negli anni '50.<br />Negli Stati Uniti, l'ultima tabella della Masonic Service Association indica un totale dei membri nazionali nel 2023 a 869.429, in calo rispetto ai poco più di 4,1 milioni del 1959. Le logge sembrano anche approfittare dei crescenti livelli di solitudine tra i giovani, un desiderio di "fratellanza" e il desiderio di appartenere a qualcosa di più grande. Ma la Chiesa, invece, ha da sempre messo in guardia dall'appartenere a questa realtà. Nella sua enciclica del 1884 Humanum Genus, papa Leone XIII scriveva infatti che «la setta dei massoni» era, tramite «frode o audacia», «riuscita a infiltrarsi in ogni rango dello stato fino a diventare un potere dominante». Un tale «avanzamento rapido e formidabile - aggiunse, aveva causato «gravi danni alla Chiesa, al potere dei principi, al benessere pubblico».<br />Ma molto più recentemente, nel 2023, il Dicastero per la Dottrina della Fede ha esplicitamente riaffermato che ai cattolici è vietato entrare nelle logge massoniche, sottolineando l'"inconciliabilità" della Massoneria con la dottrina cattolica e affermando che il giudizio negativo di lunga data della Chiesa sulla Massoneria rimaneva in vigore. 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Così Chiara Ferragni ha commentato il proscioglimento nel caso noto come Pandoro gate. Nessuna truffa penalmente rilevante, nessuna condanna. Il diritto ha fatto il suo corso e ha stabilito che il reato, così come contestato, non è più procedibile. Questo, però, non equivale a una patente di correttezza né a una certificazione di trasparenza. Significa solo che non sussistono i presupposti per un'azione penale. L'operazione commerciale che ha innescato il caso non diventa limpida per decreto: resta un esempio emblematico di come il confine tra beneficenza e marketing possa diventare ambiguo, giocando sulla fiducia del pubblico e sulla forza di un brand personale costruito sulla (presunta?) autenticità.<br />Come sempre accade quando si parla della Ferragni, si sono scatenati i tribunali mediatici: chi la condanna a prescindere manco fosse la saponificatrice di Correggio, chi la assolve a prescindere come novella Maria Goretti. Tutti, però, concentrati ossessivamente sul pandoro, come se l'Italia fosse improvvisamente popolata da paladini della filantropia e maestri di etica. Come se quella vicenda fosse un'imperdonabile caduta morale di una figura dalla specchiata rettitudine.<br />Vale allora la pena ricordare chi è davvero Chiara Ferragni: la regina degli influencer, la pioniera, la prima. Una donna che più di molte altre ha saputo incidere sull'immaginario collettivo. L'imprenditrice digitale cremonese ha costruito il suo successo proponendosi come modello sociale e culturale di donna "contemporanea", portavoce di un femminismo semplificato, perfettamente compatibile con le sponsorizzazioni e allineato alle posizioni del transfemminismo mediatico. Un femminismo che non entra mai in conflitto con il mercato, perché è mercato.<br />L'apice di questa narrazione arriva pochi mesi prima dello scoppio del Pandoro gate, al Festival di Sanremo 2023, inaugurato con la stola firmata Dior e lo slogan "Pensati libera". Cinque sere di abiti-manifesto e monologhi femministi in cui si rivendicano aborto, fecondazione artificiale e libertà di vestirsi come si vuole come se fossero diritti negati, da strappare con eroismo. Peccato che siano realtà normate, acquisite e praticate da decenni. Purtroppo. In uno dei momenti più emblematici, la Ferragni si presenta con un abito che riproduce il suo corpo nudo mentre rivendica il diritto a vestirsi come si vuole: l'incoerenza elevata a messaggio.<br />Comunque il sottotesto è chiaro: se non ti senti libera, è perché qualcuno te lo impedisce. Chi? L'uomo innanzitutto. Poi la famiglia, la maternità, la relazione stabile, il corpo. La realtà, in definitiva. Niente di nuovo sotto il sole, ma rilanciato a milioni di follower osannanti pronti a mettere like e a far propria la "lotta al patriarcato" declinato in salsa sanremese e social.<br />A questo si aggiunge la normalizzazione della monetizzazione totale dell'esistenza. Il corpo, le relazioni, i figli: tutto diventa contenuto, tutto diventa prodotto, tutto diventa storytelling. Non per raccontare la realtà, ma per trasformarla in valore, economico, culturale o mediatico che sia. È qui che la Ferragni ha inciso davvero. Non coi Pandori, ma nell'immaginario. Nel far credere a migliaia di ragazze che quella - esposizione totale, vittimismo permanente, attivismo da brand - fosse la via più semplice al successo. E quello, purtroppo, non si archivia con una sentenza.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/70257982</guid><pubDate>Tue, 24 Feb 2026 22:50:35 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/70257982/chiara_ferragni.mp3" length="5044811" type="audio/mpeg"/><itunes:author>BastaBugie</itunes:author><itunes:subtitle>TESTO DELL'ARTICOLO ➜ https://www.bastabugie.it/8459

CHIARA FERRAGNI PROSCIOLTA PER IL PANDORO... MA E' DAVVERO INNOCENTE?
di Raffaella Frullone
 
«Finalmente mi riprendo la mia vita». Così Chiara Ferragni ha commentato il proscioglimento nel caso...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="https://www.bastabugie.it/8459" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://www.bastabugie.it/8459</a><br /><br />CHIARA FERRAGNI PROSCIOLTA PER IL PANDORO... MA E' DAVVERO INNOCENTE?<br />di Raffaella Frullone<br /> <br />«Finalmente mi riprendo la mia vita». Così Chiara Ferragni ha commentato il proscioglimento nel caso noto come Pandoro gate. Nessuna truffa penalmente rilevante, nessuna condanna. Il diritto ha fatto il suo corso e ha stabilito che il reato, così come contestato, non è più procedibile. Questo, però, non equivale a una patente di correttezza né a una certificazione di trasparenza. Significa solo che non sussistono i presupposti per un'azione penale. L'operazione commerciale che ha innescato il caso non diventa limpida per decreto: resta un esempio emblematico di come il confine tra beneficenza e marketing possa diventare ambiguo, giocando sulla fiducia del pubblico e sulla forza di un brand personale costruito sulla (presunta?) autenticità.<br />Come sempre accade quando si parla della Ferragni, si sono scatenati i tribunali mediatici: chi la condanna a prescindere manco fosse la saponificatrice di Correggio, chi la assolve a prescindere come novella Maria Goretti. Tutti, però, concentrati ossessivamente sul pandoro, come se l'Italia fosse improvvisamente popolata da paladini della filantropia e maestri di etica. Come se quella vicenda fosse un'imperdonabile caduta morale di una figura dalla specchiata rettitudine.<br />Vale allora la pena ricordare chi è davvero Chiara Ferragni: la regina degli influencer, la pioniera, la prima. Una donna che più di molte altre ha saputo incidere sull'immaginario collettivo. L'imprenditrice digitale cremonese ha costruito il suo successo proponendosi come modello sociale e culturale di donna "contemporanea", portavoce di un femminismo semplificato, perfettamente compatibile con le sponsorizzazioni e allineato alle posizioni del transfemminismo mediatico. Un femminismo che non entra mai in conflitto con il mercato, perché è mercato.<br />L'apice di questa narrazione arriva pochi mesi prima dello scoppio del Pandoro gate, al Festival di Sanremo 2023, inaugurato con la stola firmata Dior e lo slogan "Pensati libera". Cinque sere di abiti-manifesto e monologhi femministi in cui si rivendicano aborto, fecondazione artificiale e libertà di vestirsi come si vuole come se fossero diritti negati, da strappare con eroismo. Peccato che siano realtà normate, acquisite e praticate da decenni. Purtroppo. In uno dei momenti più emblematici, la Ferragni si presenta con un abito che riproduce il suo corpo nudo mentre rivendica il diritto a vestirsi come si vuole: l'incoerenza elevata a messaggio.<br />Comunque il sottotesto è chiaro: se non ti senti libera, è perché qualcuno te lo impedisce. Chi? L'uomo innanzitutto. Poi la famiglia, la maternità, la relazione stabile, il corpo. La realtà, in definitiva. Niente di nuovo sotto il sole, ma rilanciato a milioni di follower osannanti pronti a mettere like e a far propria la "lotta al patriarcato" declinato in salsa sanremese e social.<br />A questo si aggiunge la normalizzazione della monetizzazione totale dell'esistenza. Il corpo, le relazioni, i figli: tutto diventa contenuto, tutto diventa prodotto, tutto diventa storytelling. Non per raccontare la realtà, ma per trasformarla in valore, economico, culturale o mediatico che sia. È qui che la Ferragni ha inciso davvero. Non coi Pandori, ma nell'immaginario. 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Francesco, il primo italiano (Harper Collins) e Francesco (Laterza), infatti, sono i due volumi che hanno fatto da sfondo alla presentazione di Castenedolo in provincia di Brescia in un palazzetto dello sport strapieno.<br />Madrina d'eccezione Maria Elena Boschi, deputato Pd e, a quanto dice lei, devota di San Francesco. Presentati come due rockstar, in un palasport gremito (gli organizzatori hanno parlato di 3000 persone) il giornalista e lo storico, più che di San Francesco hanno parlato del "loro Francesco", che è un'operazione di facile presa se si vuole strizzare l'occhio alla solita cartolina del santo che parlava con gli animali, era povero, viveva per tutti con amore. Definito con banalità come un «rivoluzionario» e un «personaggio straordinario, di quelli che ne nascono ogni mille anni: Budda, Cristo e poi lui» (Cazzullo).<br />Più complesso sarebbe stato calarsi nella vita di un gigante della fede, che ha assunto su di sé tutte le specifiche del suo essere un alter Christus, anche nel dolore della carne, attraverso le stigmate, guarda caso mai affrontate dai due, se non en passant da Cazzullo. Ed è questa, in fondo, la grande mancanza dell'operazione Francesco condotta dai due.<br />Il Francesco presentato è un Francesco svuotato di Cristo, perché l'obiettivo della serata non era evangelizzare, ma semplicemente vendere un po' di libri col bollino del francescanamente corretto.<br />Così può succedere che si spazi qua e là sulla sua vicenda umana applicando una lettura storica sbagliata e scorretta perché viziata dalle lenti di oggi, operazione in cui Cazzullo cade ingenuamente a piè pari, ad esempio quando entra in scena sua ovvietà il pacifismo, e nella quale invece il più sgamato Barbero, storico medievalista qual è, scivola di tanto in tanto.<br />UN FRANCESCO FEMMINISTA E ANTI-PATRIARCALE<br />Un Francesco ridotto alla propria misura. Tralasciamo il Francesco protofemminista e anti-patriarcale nel quale la Boschi e Cazzullo incespicano nel leggere il suo rapporto con Santa Chiara - lettura che come dicono a Roma, nun se po' sentì - concentriamoci sulle letture da cartolina in favor di applauso.<br />Come questa di Cazzullo: «C'è qualcosa di Francesco in noi, se il Cristianesimo in Italia è meno dogmatico che in altri paesi (ma dove? Come? Cosa? Ndr.), noi non siamo Francesco, ma possiamo diventarlo quando abbracciamo il povero e riconosciamo in lui un nostro fratello, siamo Francesco quando rispettiamo gli animali, quando amiamo gli altri esseri umani, quando capiamo che nessuno si salva da solo e ognuno si salva con il resto dell'umanità e con il resto della creazione. Per questo aver dato all'umanità un santo come Francesco è uno dei motivi per cui è bello e una fortuna essere cristiani ed essere italiani».<br />Livello di glicemia altissimo, diabete allo stadio 3, dove le parole sono solo un condimento petaloso di buoni sentimenti per darci un Francesco che non fa male a nessuno, proprio perché svuotato di ciò che fu la sua missione principale: evangelizzare e annunciare Cristo, vivendolo in tutta la sua dimensione, senza tralasciare quella eucaristica.<br />E così anche nell'episodio del sultano, tra l'altro messo in discussione storicamente proprio circa l'ordalia finale, si tace completamente il fatto che la "sfida" di San Francesco fosse per dimostrargli che era lì per annunciargli e testimoniargli «Cristo Crocifisso e risorto», come attestano le fonti.<br />FONTI DISTORTE<br />Fonti, che sia Cazzullo che Barbero prendono in considerazione un po' a sentimento, mettendone in discussione il valore storico solo quando il contenuto non è conforme al messaggio che si vuole dare. San Bonaventura, ad esempio è il giudizio di Barbero, mitizza la sua storia aggiungendo o togliendo elementi che non erano funzionali alla narrazione come, ad esempio, nel racconto della sua conversione dove Francesco parlava dei lebbrosi. Lì, secondo lo storico piemontese, diventa un lebbroso, il quale poi si trasfigura nel Cristo. Il messaggio che vuole dare è che le stesse fonti non siano così oggettive nel presentarci il santo, quindi bisogna un po' smitizzarle e leggerle nell'ottica dell'interesse dei Francescani.<br />E così anche il Francesco nell'arte: «Nel '600 veniva rappresentato sempre cupo, pensieroso sulla morte», ha detto, quasi che fosse un elemento macabro della sua vita e non - come in realtà fu - l'espressione più completa del suo itinerarium in Deum fino al punto da chiamarla "sorella" e abbracciarla perché è attraverso di essa che si giunge all'incontro con quel Cristo che fu la sua unica ragione di vita. Come la povertà, che fu un mezzo, non il fine.<br />Può darsi che la lente dello storico debba essere particolarmente acuminata nel leggere la successione delle fonti, problematizzando la loro armonizzazione, certo, del resto Ofelè fa el to mesté (Pasticcere fa il tuo mestiere).<br />Ma il fatto che nella stessa serata Barbero abbia definito quella del Purgatorio «un'invenzione della Chiesa medioevale» (la vecchia teoria di Le Goff che ritorna ndr.), per acconciare le anime che non ce la facevano a raggiungere subito il Paradiso e giustificare così il futuro affaire delle indulgenze, non depone a favore della scientificità del metodo di Barbero. Il quale, sarà pure uno storyteller da 3000 spettatori a serata, ma evidentemente non conosce quello che la dottrina dice del Purgatorio. E quello che dice la Scrittura, sia l'Antico che il Nuovo Testamento e tutta la tradizione patristica.<br />Insomma: in escatologia Barbero sarebbe rimandato al primo esame in seminario, ma forse non è tanto il sapere, il problema, semmai il suo esplicito anticlericalismo, che salta fuori quando parla di cristianesimo e lo fa essere poco obiettivo in una materia nella quale bisognerebbe essere più rigorosi. Per evitare sfondoni come questo.<br />Di un Francesco così non sappiamo che farcene, perché senza il suo faro Cristo, è solo un santino. Una cosa però, diciamolo, va invidiata. Nessun cattolico, vescovo o semplice fedele che sia, riuscirebbe a portare 3000 persone in provincia per parlare a loro del vero San Francesco (in contemporanea alla partita della Juve, tra l'altro). E questo, lo ammettiamo, è forse il problema principale che vive la Chiesa oggi. Anzi, semmai, visto l'anno francescano che sta per iniziare, il rischio è che il duo ce lo ritroveremo in qualche parrocchia.<br />]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/69524845</guid><pubDate>Tue, 20 Jan 2026 23:10:04 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/69524845/quanto_piace_e_fattura_il_san_francesco.mp3" length="6383587" type="audio/mpeg"/><itunes:author>BastaBugie</itunes:author><itunes:subtitle>TESTO DELL'ARTICOLO ➜ https://www.bastabugie.it/8432

QUANTO PIACE (E FATTURA) IL SAN FRANCESCO SENZA CRISTO di Andrea Zambrano
 
Quest'anno ricorrono gli 800 anni della morte di San Francesco e l'occasione è troppo ghiotta per Aldo Cazzullo e...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="https://www.bastabugie.it/8432" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://www.bastabugie.it/8432</a><br /><br />QUANTO PIACE (E FATTURA) IL SAN FRANCESCO SENZA CRISTO di Andrea Zambrano<br /> <br />Quest'anno ricorrono gli 800 anni della morte di San Francesco e l'occasione è troppo ghiotta per Aldo Cazzullo e Alessandro Barbero per portare in tour i loro due libri, usciti nel 2025, e fare così cassetta con il "Poverello d'Assisi". Francesco, il primo italiano (Harper Collins) e Francesco (Laterza), infatti, sono i due volumi che hanno fatto da sfondo alla presentazione di Castenedolo in provincia di Brescia in un palazzetto dello sport strapieno.<br />Madrina d'eccezione Maria Elena Boschi, deputato Pd e, a quanto dice lei, devota di San Francesco. Presentati come due rockstar, in un palasport gremito (gli organizzatori hanno parlato di 3000 persone) il giornalista e lo storico, più che di San Francesco hanno parlato del "loro Francesco", che è un'operazione di facile presa se si vuole strizzare l'occhio alla solita cartolina del santo che parlava con gli animali, era povero, viveva per tutti con amore. Definito con banalità come un «rivoluzionario» e un «personaggio straordinario, di quelli che ne nascono ogni mille anni: Budda, Cristo e poi lui» (Cazzullo).<br />Più complesso sarebbe stato calarsi nella vita di un gigante della fede, che ha assunto su di sé tutte le specifiche del suo essere un alter Christus, anche nel dolore della carne, attraverso le stigmate, guarda caso mai affrontate dai due, se non en passant da Cazzullo. Ed è questa, in fondo, la grande mancanza dell'operazione Francesco condotta dai due.<br />Il Francesco presentato è un Francesco svuotato di Cristo, perché l'obiettivo della serata non era evangelizzare, ma semplicemente vendere un po' di libri col bollino del francescanamente corretto.<br />Così può succedere che si spazi qua e là sulla sua vicenda umana applicando una lettura storica sbagliata e scorretta perché viziata dalle lenti di oggi, operazione in cui Cazzullo cade ingenuamente a piè pari, ad esempio quando entra in scena sua ovvietà il pacifismo, e nella quale invece il più sgamato Barbero, storico medievalista qual è, scivola di tanto in tanto.<br />UN FRANCESCO FEMMINISTA E ANTI-PATRIARCALE<br />Un Francesco ridotto alla propria misura. Tralasciamo il Francesco protofemminista e anti-patriarcale nel quale la Boschi e Cazzullo incespicano nel leggere il suo rapporto con Santa Chiara - lettura che come dicono a Roma, nun se po' sentì - concentriamoci sulle letture da cartolina in favor di applauso.<br />Come questa di Cazzullo: «C'è qualcosa di Francesco in noi, se il Cristianesimo in Italia è meno dogmatico che in altri paesi (ma dove? Come? Cosa? Ndr.), noi non siamo Francesco, ma possiamo diventarlo quando abbracciamo il povero e riconosciamo in lui un nostro fratello, siamo Francesco quando rispettiamo gli animali, quando amiamo gli altri esseri umani, quando capiamo che nessuno si salva da solo e ognuno si salva con il resto dell'umanità e con il resto della creazione. Per questo aver dato all'umanità un santo come Francesco è uno dei motivi per cui è bello e una fortuna essere cristiani ed essere italiani».<br />Livello di glicemia altissimo, diabete allo stadio 3, dove le parole sono solo un condimento petaloso di buoni sentimenti per darci un Francesco che non fa male a nessuno, proprio perché svuotato di ciò che fu la sua missione principale: evangelizzare e annunciare Cristo, vivendolo in tutta la sua dimensione, senza tralasciare quella eucaristica.<br />E così anche nell'episodio del sultano, tra l'altro messo in discussione storicamente proprio circa l'ordalia finale, si tace completamente il fatto che la "sfida" di San Francesco fosse per dimostrargli che era lì per annunciargli e testimoniargli «Cristo Crocifisso e risorto», come attestano le fonti.<br />FONTI DISTORTE<br />Fonti, che sia Cazzullo che Barbero prendono in...]]></itunes:summary><itunes:duration>399</itunes:duration><itunes:keywords>annofrancescano,barbero,cazzullo,sanfrancesco,svuotato</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/9dd3146e7e775a2bb147758358c61dab.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Sette strategie proposte dall'intelligenza artificiale per distruggere i giovani</title><link>https://www.spreaker.com/episode/sette-strategie-proposte-dall-intelligenza-artificiale-per-distruggere-i-giovani--69328487</link><description><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="https://www.bastabugie.it/8405" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://www.bastabugie.it/8405</a><br /><br /><br />SETTE STRATEGIE PROPOSTE DALL'INTELLIGENZA ARTIFICIALE PER DISTRUGGERE I GIOVANI di Francesca Romana Poleggi<br /> <br />La salute mentale della Generazione Z - la coorte nata tra il 1996 e il 2012 - è crollata in tanti Paesi a partire dall'inizio degli anni 2010. Inizialmente si poteva pensare perché è una generazione viziata, iperprotetta. Ma ormai c'è un crescente numero di prove che coinvolgono la tecnologia, in particolare smartphone e social media. Ne è convinto John Haidt, noto psicologo americano, autore fra l'altro di una lucida analisi del malessere giovanile ("La generazione ansiosa", Rizzoli). All'interno del suo blog, After Babel, racconta di un esperimento fatto con ChatGPT. Ha chiesto all'Intelligenza Artificiale come avrebbe fatto a distruggere la gioventù americana e una delle prime risposte è stata: «Il modo più efficace per distruggere la prossima generazione senza che se ne accorga sarebbe attraverso una lenta e invisibile corrosione dello spirito umano, piuttosto che attraverso attacchi evidenti». Haidt - dopo aver sottoposto a ChatGPT vari argomenti, che potete leggere qui di seguito - conclude: «Se il diavolo volesse distruggere una intera generazione, potrebbe semplicemente dare a tutti degli smartphone».<br />Ecco il "piano distruttivo" dell'intelligenza artificiale.<br />1) ERODERE L'ATTENZIONE E LA PRESENZA<br />Se i giovani non riescono a concentrarsi, non possono imparare, creare o amare bene. La trappola sottile è quella di renderli dipendenti da stimoli continui: scrolling infinito, notifiche, micro-scariche di dopamina. Si sentiranno impegnati, "connessi", persino informati, mentre in realtà la loro capacità di pensiero e presenza prolungata si erode. Non sapranno mai cosa hanno perso.<br />2) CONFONDERE IDENTITÀ E SCOPO<br />Se si confondono le fonti del significato - famiglia, comunità, nazione, fede, vocazione - i giovani si smarriscono. Saranno incoraggiati a vedere l'identità come infinitamente fluida e performativa, costantemente gestita per ottenere l'approvazione esterna (like, follower), anziché radicata in valori o impegni duraturi. Questo li rende malleabili, ansiosi e dipendenti dalla convalida esterna. Su questo aspetto, Haidt sottolinea che i ragazzi con un forte senso religioso, radicati in una comunità che crede in dei valori, sono meno vulnerabili degli altri.<br />3) TROPPE INFORMAZIONI MA POCA SAGGEZZA<br />«Rendete tutto disponibile all'istante - ha risposto l'intelligenza artificiale - ma eliminate le indicazioni su come soppesare, ordinare e interpretare. Date loro infinite risposte senza insegnare loro a porre domande appropriate». In quella nebbia, verità e falsità sembrano ugualmente sfuggenti, quindi il cinismo diventa naturale. Una generazione che dubita di tutto non crede a nulla.<br />4) SOSTITUIRE LE RELAZIONI REALI CON I SIMULACRI<br />Un'altra indicazione dell'AI è stata quella di «incoraggiare i sostituti digitali dell'amicizia, dell'amore e dell'intimità». Le persone accumuleranno "connessioni" sentendosi più sole che mai. I legami superficiali sono più facili da monetizzare e manipolare rispetto ai legami profondi di famiglia, amicizia e comunità. La tragedia è che potrebbero non rendersi conto di cosa significhi una vera connessione.<br />5) SÌ ALL'EDONISMO, NO ALLA DISCIPLINA<br />«Convinceteli - ha proseguito l'AI - che comodità, consumismo ed espressione di sé sono i beni più nobili, mentre moderazione, sacrificio e impegno a lungo termine sono oppressivi». In questo modo i giovani celebreranno l'indulgenza, deridendo tradizione e disciplina, proprio quelle cose che costruiscono forza e libertà attraverso le generazioni.<br />6) MINARE LA FIDUCIA TRA GENERAZIONI<br />Se si semina sospetto tra genitori e figli, insegnanti e studenti, anziani e giovani; se ogni figura autorevole viene dipinta come inaffidabile o obsoleta, la generazione successiva crescerà senza radici, tagliata fuori dalla saggezza ereditata e costretta a navigare nel mondo solo con la guida dei coetanei e degli algoritmi.<br />7) OGNI COSA DIVENTA UN MERCATO<br />Se ogni esperienza - gioco, arte, sesso, spiritualità, persino amicizia - diventa mercificata, allora nulla rimane sacro. I giovani potrebbero scambiare il consumo per significato, senza rendersi conto che la profondità richiede che alcune cose siano senza prezzo. Per dirla con un termine tanto caro proprio ai giovani, tutto è "instagrammabile", tutto si fa per ottenere un like.<br />CONCLUSIONE<br />Quindi la conclusione dell'intelligenza artificiale è che si potrà arrivare - con queste subdole tecniche - a «distruggere la prossima generazione non con il terrore o la violenza, ma con la distrazione, la disconnessione e la lenta erosione di significato. Non se ne accorgerebbero nemmeno, perché sembrerebbe libertà e divertimento». Di qui, i consigli John Haidt per salvare le nuove generazioni: niente smartphone prima del liceo; niente social media prima dei 16 anni (come ha recentemente fatto l'Australia); scuole senza telefono, dove il contatto con "altro" rimane sospeso da campanella a campanella: infine più indipendenza, gioco libero e responsabilità nel mondo reale. Se messe in atto insieme, queste norme possono mettere fine all'infanzia basata sul telefono e riusciranno a restituire ai bambini tempo e opportunità per giocare, stringere amicizie, leggere libri, sviluppare un'identità stabile e imparare a prestare attenzione in modo costante.<br />]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/69328487</guid><pubDate>Tue, 06 Jan 2026 21:42:44 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/69328487/sette_strategie_proposte.mp3" length="6399835" type="audio/mpeg"/><itunes:author>BastaBugie</itunes:author><itunes:subtitle>TESTO DELL'ARTICOLO ➜ https://www.bastabugie.it/8405


SETTE STRATEGIE PROPOSTE DALL'INTELLIGENZA ARTIFICIALE PER DISTRUGGERE I GIOVANI di Francesca Romana Poleggi
 
La salute mentale della Generazione Z - la coorte nata tra il 1996 e il 2012 - è...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="https://www.bastabugie.it/8405" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://www.bastabugie.it/8405</a><br /><br /><br />SETTE STRATEGIE PROPOSTE DALL'INTELLIGENZA ARTIFICIALE PER DISTRUGGERE I GIOVANI di Francesca Romana Poleggi<br /> <br />La salute mentale della Generazione Z - la coorte nata tra il 1996 e il 2012 - è crollata in tanti Paesi a partire dall'inizio degli anni 2010. Inizialmente si poteva pensare perché è una generazione viziata, iperprotetta. Ma ormai c'è un crescente numero di prove che coinvolgono la tecnologia, in particolare smartphone e social media. Ne è convinto John Haidt, noto psicologo americano, autore fra l'altro di una lucida analisi del malessere giovanile ("La generazione ansiosa", Rizzoli). All'interno del suo blog, After Babel, racconta di un esperimento fatto con ChatGPT. Ha chiesto all'Intelligenza Artificiale come avrebbe fatto a distruggere la gioventù americana e una delle prime risposte è stata: «Il modo più efficace per distruggere la prossima generazione senza che se ne accorga sarebbe attraverso una lenta e invisibile corrosione dello spirito umano, piuttosto che attraverso attacchi evidenti». Haidt - dopo aver sottoposto a ChatGPT vari argomenti, che potete leggere qui di seguito - conclude: «Se il diavolo volesse distruggere una intera generazione, potrebbe semplicemente dare a tutti degli smartphone».<br />Ecco il "piano distruttivo" dell'intelligenza artificiale.<br />1) ERODERE L'ATTENZIONE E LA PRESENZA<br />Se i giovani non riescono a concentrarsi, non possono imparare, creare o amare bene. La trappola sottile è quella di renderli dipendenti da stimoli continui: scrolling infinito, notifiche, micro-scariche di dopamina. Si sentiranno impegnati, "connessi", persino informati, mentre in realtà la loro capacità di pensiero e presenza prolungata si erode. Non sapranno mai cosa hanno perso.<br />2) CONFONDERE IDENTITÀ E SCOPO<br />Se si confondono le fonti del significato - famiglia, comunità, nazione, fede, vocazione - i giovani si smarriscono. Saranno incoraggiati a vedere l'identità come infinitamente fluida e performativa, costantemente gestita per ottenere l'approvazione esterna (like, follower), anziché radicata in valori o impegni duraturi. Questo li rende malleabili, ansiosi e dipendenti dalla convalida esterna. Su questo aspetto, Haidt sottolinea che i ragazzi con un forte senso religioso, radicati in una comunità che crede in dei valori, sono meno vulnerabili degli altri.<br />3) TROPPE INFORMAZIONI MA POCA SAGGEZZA<br />«Rendete tutto disponibile all'istante - ha risposto l'intelligenza artificiale - ma eliminate le indicazioni su come soppesare, ordinare e interpretare. Date loro infinite risposte senza insegnare loro a porre domande appropriate». In quella nebbia, verità e falsità sembrano ugualmente sfuggenti, quindi il cinismo diventa naturale. Una generazione che dubita di tutto non crede a nulla.<br />4) SOSTITUIRE LE RELAZIONI REALI CON I SIMULACRI<br />Un'altra indicazione dell'AI è stata quella di «incoraggiare i sostituti digitali dell'amicizia, dell'amore e dell'intimità». Le persone accumuleranno "connessioni" sentendosi più sole che mai. I legami superficiali sono più facili da monetizzare e manipolare rispetto ai legami profondi di famiglia, amicizia e comunità. La tragedia è che potrebbero non rendersi conto di cosa significhi una vera connessione.<br />5) SÌ ALL'EDONISMO, NO ALLA DISCIPLINA<br />«Convinceteli - ha proseguito l'AI - che comodità, consumismo ed espressione di sé sono i beni più nobili, mentre moderazione, sacrificio e impegno a lungo termine sono oppressivi». In questo modo i giovani celebreranno l'indulgenza, deridendo tradizione e disciplina, proprio quelle cose che costruiscono forza e libertà attraverso le generazioni.<br />6) MINARE LA FIDUCIA TRA GENERAZIONI<br />Se si semina sospetto tra genitori e figli, insegnanti e studenti, anziani e giovani; se ogni figura autorevole viene dipinta come...]]></itunes:summary><itunes:duration>400</itunes:duration><itunes:keywords>generazionez,relazioni,salutementale,smartphone,social</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/1cb74b51716880cffd35538d56eabdab.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Sgomberato l'Askatasuna, il centro sociale più violento (e impunito)</title><link>https://www.spreaker.com/episode/sgomberato-l-askatasuna-il-centro-sociale-piu-violento-e-impunito--69187473</link><description><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="https://www.bastabugie.it/8392" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://www.bastabugie.it/8392</a><br /><br />SGOMBERATO L'ASKATASUNA, IL CENTRO SOCIALE PIU' VIOLENTO (E IMPUNITO) di Stefano Magni<br /> <br />Ieri mattina, giovedì 18 dicembre, le forze dell'ordine hanno sgomberato il centro sociale Askatasuna. Famoso quasi quanto il Leoncavallo, ma protagonista di molte più azioni violente negli ultimi anni, era diventato celebre per aver animato le peggiori manifestazioni No Tav, le più radicali manifestazioni pro-Pal, blocchi ferroviari e assalti a sedi di istituzioni, forze dell'ordine e media (fra cui La Stampa di Torino, a fine novembre). «Dallo Stato un segnale chiaro: non ci deve essere spazio per la violenza nel nostro Paese» il commento fiero di Matteo Piantedosi, ministro dell'Interno. Pronta la risposta dei militanti: «Possono chiudere, sgomberare o arrestarci, ma ci troveranno sempre nelle strade. Sgomberare Askatasuna è la volontà chiara di un governo fascista di contrastare le manifestazioni oceaniche per la Palestina». Per tutta la giornata di ieri si sono registrati scontri fra la polizia e i militanti che volevano rientrare nella sede del centro sociale di Corso Regina Margherita 47. E il tutto è avvenuto perché sei attivisti avevano sbagliato piano.<br />LIBERTÀ IN LINGUA BASCA<br />Lo stabile è occupato dal 1996. Fra il comune, guidato dal sindaco Lo Russo (del PD), e un comitato di garanti del centro sociale Askatasuna ("libertà" in lingua basca), c'era un patto ufficiale di collaborazione. Il 19 marzo era stato prorogato di cinque anni e si sarebbe passati alla fase operativa. Prima la ristrutturazione degli spazi, poi luce verde a eventi «di carattere sociale, culturale, artistico, musicale sportivo ed educativo» per «favorire l'aggregazione e la coesione sociale». E per: «Promuovere i valori dell'antifascismo, dell'antisessismo, dell'antirazzismo, diritti sociali ed ecologia» e «aumentare la percezione di sicurezza». Il patto è saltato perché durante una perquisizione delle forze dell'ordine, sei attivisti sono stati trovati al terzo piano, inagibile come tutto lo stabile. Avevano diritto al piano terra e al cortile, ma non ad alloggiare altrove nello stesso palazzo. Ma perché la polizia è entrata, con carabinieri, vigili del fuoco, guardia di finanza al seguito? Perché era in corso un'indagine su decine di indagati per gli assalti alle Officine Grandi Riparazioni (Ogr) del 2 ottobre, alla sede di Leonardo il 3 ottobre, alla sede de La Stampa il 28 novembre. Perché il centro sociale con cui il comune aveva sinora collaborato anche per «aumentare la percezione di sicurezza» era la maggior minaccia alla sicurezza di Torino e dintorni. Quei tre assalti sono solo tre fra i tanti.<br />Appena due settimane fa, fra il 6 e il 7 dicembre, una massa di No Tav, fra cui i principali agitatori erano proprio dell'Askatasuna, aveva attaccato il cantiere della Val di Susa. Un primo attacco era stato respinto dalle forze dell'ordine senza troppe difficoltà. Ma la domenica 7 gli antagonisti erano tornati all'assalto, con fuochi d'artificio lanciati ad alzo zero e pietre di 5 chili scagliate con catapulte rudimentali.<br />In settembre e all'inizio di ottobre, si erano resi protagonisti degli assalti pro-Pal: prima il blocco delle stazioni ferroviarie torinesi, in risposta allo stop della Flotilla di Greta, poi l'attacco alle Ogr, alla Leonardo e, a seguito del decreto di espulsione dell'imam Mohammed Shahin, anche la sede de La Stampa.  <br />I DISORDINI DI GENNAIO<br />Il 4 aprile, quattro attivisti del centro sociale Askatasuna erano stati fermati per i disordini di gennaio, scoppiati in seguito alla morte di Ramy Elgaml, un ragazzo egiziano morto a Milano durante un inseguimento dei carabinieri. All'inizio di quest'anno, il 9 gennaio, convinti che si trattasse di un omicidio deliberato, gli antagonisti si erano resi protagonisti delle più violente manifestazioni contro la polizia, rompendo le vetrate del Commissariato di Dora Vanchiglia, lanciando oggetti, bombe carta, bottiglie di vetro contro gli agenti, sfasciando auto della polizia, danneggiando la segnaletica stradale (usata come arma impropria sempre contro gli agenti).<br />Meno di un mese prima, il 13 dicembre 2024, gli antagonisti avevano dato l'assalto al Politecnico di Torino, "complice del genocidio a Gaza", secondo i militanti dell'Askatasuna: sassaiola, lancio di uova e di oggetti contundenti, due agenti erano rimasti feriti.  <br />Andando a ritroso, di mese in mese, si trovano sempre episodi di violenza. Anche nel decennio scorso. A fine gennaio era stato condannato a due anni ai domiciliari Giorgio Rossetto, 62 anni. La condanna è la conseguenza del processo che ha visto imputate decine di persone per gli scontri avvenuti il 27 giugno e il 3 luglio 2011. Dunque parliamo di 14 anni fa. In quell'occasione i militanti avevano scavato trincee per impedire l'avvio del primo cantiere dell'alta velocità Torino-Lione. A un tentativo di sgombero, avevano reagito con la forza. Bilancio degli scontri: in ospedale finirono oltre 60 agenti.<br />La lentezza dei processi e la mitezza delle pene sono le caratteristiche di tutta la vicenda Askatasuna. Anche il maxi processo, con 28 imputati, conclusosi il marzo scorso, sempre per le proteste No Tav, era finito con appena 18 condanne a pene lievi e 10 assoluzioni. Per tutti era caduto il reato più grave, quello di associazione a delinquere.<br />Insomma: sindaco collaborativo (in senso stretto) e giudici clementi, per decenni. Ora lo sgombero. Poi cosa ci attenderemo da Torino?<br />]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/69187473</guid><pubDate>Tue, 23 Dec 2025 23:13:10 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/69187473/sgomberato_l_askatasuna.mp3" length="5646672" type="audio/mpeg"/><itunes:author>BastaBugie</itunes:author><itunes:subtitle>TESTO DELL'ARTICOLO ➜ https://www.bastabugie.it/8392

SGOMBERATO L'ASKATASUNA, IL CENTRO SOCIALE PIU' VIOLENTO (E IMPUNITO) di Stefano Magni
 
Ieri mattina, giovedì 18 dicembre, le forze dell'ordine hanno sgomberato il centro sociale Askatasuna....</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="https://www.bastabugie.it/8392" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://www.bastabugie.it/8392</a><br /><br />SGOMBERATO L'ASKATASUNA, IL CENTRO SOCIALE PIU' VIOLENTO (E IMPUNITO) di Stefano Magni<br /> <br />Ieri mattina, giovedì 18 dicembre, le forze dell'ordine hanno sgomberato il centro sociale Askatasuna. Famoso quasi quanto il Leoncavallo, ma protagonista di molte più azioni violente negli ultimi anni, era diventato celebre per aver animato le peggiori manifestazioni No Tav, le più radicali manifestazioni pro-Pal, blocchi ferroviari e assalti a sedi di istituzioni, forze dell'ordine e media (fra cui La Stampa di Torino, a fine novembre). «Dallo Stato un segnale chiaro: non ci deve essere spazio per la violenza nel nostro Paese» il commento fiero di Matteo Piantedosi, ministro dell'Interno. Pronta la risposta dei militanti: «Possono chiudere, sgomberare o arrestarci, ma ci troveranno sempre nelle strade. Sgomberare Askatasuna è la volontà chiara di un governo fascista di contrastare le manifestazioni oceaniche per la Palestina». Per tutta la giornata di ieri si sono registrati scontri fra la polizia e i militanti che volevano rientrare nella sede del centro sociale di Corso Regina Margherita 47. E il tutto è avvenuto perché sei attivisti avevano sbagliato piano.<br />LIBERTÀ IN LINGUA BASCA<br />Lo stabile è occupato dal 1996. Fra il comune, guidato dal sindaco Lo Russo (del PD), e un comitato di garanti del centro sociale Askatasuna ("libertà" in lingua basca), c'era un patto ufficiale di collaborazione. Il 19 marzo era stato prorogato di cinque anni e si sarebbe passati alla fase operativa. Prima la ristrutturazione degli spazi, poi luce verde a eventi «di carattere sociale, culturale, artistico, musicale sportivo ed educativo» per «favorire l'aggregazione e la coesione sociale». E per: «Promuovere i valori dell'antifascismo, dell'antisessismo, dell'antirazzismo, diritti sociali ed ecologia» e «aumentare la percezione di sicurezza». Il patto è saltato perché durante una perquisizione delle forze dell'ordine, sei attivisti sono stati trovati al terzo piano, inagibile come tutto lo stabile. Avevano diritto al piano terra e al cortile, ma non ad alloggiare altrove nello stesso palazzo. Ma perché la polizia è entrata, con carabinieri, vigili del fuoco, guardia di finanza al seguito? Perché era in corso un'indagine su decine di indagati per gli assalti alle Officine Grandi Riparazioni (Ogr) del 2 ottobre, alla sede di Leonardo il 3 ottobre, alla sede de La Stampa il 28 novembre. Perché il centro sociale con cui il comune aveva sinora collaborato anche per «aumentare la percezione di sicurezza» era la maggior minaccia alla sicurezza di Torino e dintorni. Quei tre assalti sono solo tre fra i tanti.<br />Appena due settimane fa, fra il 6 e il 7 dicembre, una massa di No Tav, fra cui i principali agitatori erano proprio dell'Askatasuna, aveva attaccato il cantiere della Val di Susa. Un primo attacco era stato respinto dalle forze dell'ordine senza troppe difficoltà. Ma la domenica 7 gli antagonisti erano tornati all'assalto, con fuochi d'artificio lanciati ad alzo zero e pietre di 5 chili scagliate con catapulte rudimentali.<br />In settembre e all'inizio di ottobre, si erano resi protagonisti degli assalti pro-Pal: prima il blocco delle stazioni ferroviarie torinesi, in risposta allo stop della Flotilla di Greta, poi l'attacco alle Ogr, alla Leonardo e, a seguito del decreto di espulsione dell'imam Mohammed Shahin, anche la sede de La Stampa.  <br />I DISORDINI DI GENNAIO<br />Il 4 aprile, quattro attivisti del centro sociale Askatasuna erano stati fermati per i disordini di gennaio, scoppiati in seguito alla morte di Ramy Elgaml, un ragazzo egiziano morto a Milano durante un inseguimento dei carabinieri. 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COSA POTREBBE ANDARE STORTO?<br /> <br />Nel panorama in continua evoluzione dell'intelligenza artificiale, stanno prendendo piede nuove piattaforme che propongono chatbot dalle sembianze sempre più "umane", progettati per instaurare relazioni empatiche, amichevoli e persino affettive con gli utenti. Nuovi modelli che intaccano - in realtà lo stanno già facendo - anche e in particolare il mondo dei bambini.<br />Tra questi, i più noti sono Replika, Character.AI, Nomi e, di recente, Ani, il nuovo "companion virtuale" lanciato da xAI, l'azienda di Elon Musk, all'interno del sistema Grok 4. Tali strumenti promettono conversazioni realistiche, assistenza emotiva, e interazioni che spaziano dal semplice scambio amichevole fino a simulazioni romantiche o intime. In altre parole, chatbot progettati per diventare "amici immaginari", capaci di risposte personalizzate e di accompagnare gli utenti - spesso minorenni - nella loro vita quotidiana. Non è un caso che lo stesso Musk abbia annunciato anche "Baby Grok", un modello pensato specificamente per i bambini, ma sul quale, ad oggi, non sono state fornite garanzie né sul piano della sicurezza né su quello della trasparenza.<br />I RISCHI PER I MINORI<br />Questi "amici artificiali" sembrano innocui, persino utili, soprattutto per ragazzi che vivono situazioni di disagio, solitudine o marginalità. Tuttavia, dietro l'interfaccia accattivante e le risposte empatiche, si celano pericoli gravissimi. Il primo e più evidente riguarda il coinvolgimento emotivo: un minore può sviluppare un attaccamento psicologico a una macchina che, sebbene appaia comprensiva e rassicurante, non ha alcuna coscienza né capacità educativa. Il rischio di dipendenza è reale, così come quello di un isolamento crescente dal mondo reale, dai rapporti familiari e dai pari. Ancora più grave è la possibilità che questi chatbot - specialmente se non dotati di filtri adeguati - forniscano risposte inappropriate, fuorvianti o addirittura pericolose. Molti adolescenti, infatti, utilizzano queste piattaforme come fossero dei veri e propri "psicologi tascabili", a cui confidare emozioni, insicurezze o pensieri intimi, senza sapere se le risposte che ricevono siano corrette, eticamente accettabili o fondate su principi di reale tutela. L'intelligenza artificiale, infatti, non ha coscienza morale e può facilmente essere manipolata o "addestrata" con contenuti inappropriati. Inoltre, i dati sensibili degli utenti vengono spesso raccolti e utilizzati a scopi commerciali, aprendo il varco a pericolose pratiche di profilazione (anche psicologica), che mettono a rischio la libertà e la dignità degli utenti.<br />L'ALLARME DI TELEFONO AZZURRO<br />A lanciare l'allarme è stato - sulle pagine di Avvenire - Ernesto Caffo, presidente di Telefono Azzurro, che ha denunciato pubblicamente i pericoli legati all'utilizzo incontrollato dell'intelligenza artificiale da parte dei minori. Secondo i dati diffusi dall'organizzazione, l'84% degli adolescenti tra i 13 e i 17 anni ha già interagito almeno una volta con un chatbot AI. Ancora più inquietante è il fatto che un ragazzo su sei vi ricorre regolarmente perché non ha nessuno con cui parlare, e il 40% prende per vere le informazioni ricevute, senza verificarne l'attendibilità. Addirittura, il 23% dei minori ha ricevuto da questi strumenti suggerimenti pericolosi, con riferimenti a sessualità esplicita o autolesionismo. Di fronte a questi numeri, Caffo ha sottolineato l'urgenza di un intervento legislativo concreto: verifica dell'età obbligatoria, filtri di sicurezza avanzati, sistemi di supervisione adulti, responsabilità civile per le aziende coinvolte e sanzioni per chi non rispetta i criteri minimi di tutela. Un altro aspetto molto preoccupante è poi l'inconsapevolezza - e l'ignoranza - diffusa tra i genitori: molti adulti, afferma Caffo, continuano a mettere i figli davanti a TikTok o ad altri strumenti digitali senza sapere davvero cosa stiano guardando o con chi stiano interagendo. È necessario, dunque, non solo un intervento normativo, ma anche un cambio culturale profondo, che coinvolga scuola, famiglia e società.<br />Pro Vita &amp; Famiglia Onlus denuncia da anni i pericoli legati proprio all'esposizione dei minori a contenuti disfunzionali e dannosi nel mondo digitale. Pensiamo infatti alla crescente ipersessualizzazione e iperdigitalizzazione dei bambini, l'accesso precoce a contenuti pornografici o comunque scabrosi, il rischio di pedofilia, pedopornografia fino anche agli adescamenti online. Tutto ciò, però, non è frutto del caso, ma è il risultato di una cultura che sta abbandonando i minori a strumenti spersonalizzanti e manipolativi. A ciò si aggiungono le conseguenze psicologiche della sovraesposizione agli schermi: isolamento sociale, difficoltà di concentrazione, ansia, depressione, problemi comportamentali e relazionali. Ecco perché Pro Vita &amp; Famiglia continua a promuovere un modello educativo sano e concreto, basato sulla centralità della famiglia, sulla presenza vigile dei genitori, sulla protezione dell'infanzia e sulla necessità di riportare i bambini alla realtà, al contatto umano, al gioco, allo studio, alla bellezza, anche con iniziative ad hoc come la Campagna "Piccole Vittime Invisibili".<br />]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/68977758</guid><pubDate>Wed, 10 Dec 2025 15:52:49 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/68977758/ora_ai_nostri_figli_ci_pensa_l_intelligenza_artificiale.mp3" length="6669418" type="audio/mpeg"/><itunes:author>BastaBugie</itunes:author><itunes:subtitle>TESTO DELL'ARTICOLO ➜ https://www.bastabugie.it/8375

ORA AI VOSTRI FIGLI CI PENSA L'INTELLIGENZA ARTIFICIALE... COSA POTREBBE ANDARE STORTO?
 
Nel panorama in continua evoluzione dell'intelligenza artificiale, stanno prendendo piede nuove piattaforme...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="https://www.bastabugie.it/8375" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://www.bastabugie.it/8375</a><br /><br />ORA AI VOSTRI FIGLI CI PENSA L'INTELLIGENZA ARTIFICIALE... COSA POTREBBE ANDARE STORTO?<br /> <br />Nel panorama in continua evoluzione dell'intelligenza artificiale, stanno prendendo piede nuove piattaforme che propongono chatbot dalle sembianze sempre più "umane", progettati per instaurare relazioni empatiche, amichevoli e persino affettive con gli utenti. Nuovi modelli che intaccano - in realtà lo stanno già facendo - anche e in particolare il mondo dei bambini.<br />Tra questi, i più noti sono Replika, Character.AI, Nomi e, di recente, Ani, il nuovo "companion virtuale" lanciato da xAI, l'azienda di Elon Musk, all'interno del sistema Grok 4. Tali strumenti promettono conversazioni realistiche, assistenza emotiva, e interazioni che spaziano dal semplice scambio amichevole fino a simulazioni romantiche o intime. In altre parole, chatbot progettati per diventare "amici immaginari", capaci di risposte personalizzate e di accompagnare gli utenti - spesso minorenni - nella loro vita quotidiana. Non è un caso che lo stesso Musk abbia annunciato anche "Baby Grok", un modello pensato specificamente per i bambini, ma sul quale, ad oggi, non sono state fornite garanzie né sul piano della sicurezza né su quello della trasparenza.<br />I RISCHI PER I MINORI<br />Questi "amici artificiali" sembrano innocui, persino utili, soprattutto per ragazzi che vivono situazioni di disagio, solitudine o marginalità. Tuttavia, dietro l'interfaccia accattivante e le risposte empatiche, si celano pericoli gravissimi. Il primo e più evidente riguarda il coinvolgimento emotivo: un minore può sviluppare un attaccamento psicologico a una macchina che, sebbene appaia comprensiva e rassicurante, non ha alcuna coscienza né capacità educativa. Il rischio di dipendenza è reale, così come quello di un isolamento crescente dal mondo reale, dai rapporti familiari e dai pari. Ancora più grave è la possibilità che questi chatbot - specialmente se non dotati di filtri adeguati - forniscano risposte inappropriate, fuorvianti o addirittura pericolose. Molti adolescenti, infatti, utilizzano queste piattaforme come fossero dei veri e propri "psicologi tascabili", a cui confidare emozioni, insicurezze o pensieri intimi, senza sapere se le risposte che ricevono siano corrette, eticamente accettabili o fondate su principi di reale tutela. L'intelligenza artificiale, infatti, non ha coscienza morale e può facilmente essere manipolata o "addestrata" con contenuti inappropriati. Inoltre, i dati sensibili degli utenti vengono spesso raccolti e utilizzati a scopi commerciali, aprendo il varco a pericolose pratiche di profilazione (anche psicologica), che mettono a rischio la libertà e la dignità degli utenti.<br />L'ALLARME DI TELEFONO AZZURRO<br />A lanciare l'allarme è stato - sulle pagine di Avvenire - Ernesto Caffo, presidente di Telefono Azzurro, che ha denunciato pubblicamente i pericoli legati all'utilizzo incontrollato dell'intelligenza artificiale da parte dei minori. Secondo i dati diffusi dall'organizzazione, l'84% degli adolescenti tra i 13 e i 17 anni ha già interagito almeno una volta con un chatbot AI. Ancora più inquietante è il fatto che un ragazzo su sei vi ricorre regolarmente perché non ha nessuno con cui parlare, e il 40% prende per vere le informazioni ricevute, senza verificarne l'attendibilità. Addirittura, il 23% dei minori ha ricevuto da questi strumenti suggerimenti pericolosi, con riferimenti a sessualità esplicita o autolesionismo. Di fronte a questi numeri, Caffo ha sottolineato l'urgenza di un intervento legislativo concreto: verifica dell'età obbligatoria, filtri di sicurezza avanzati, sistemi di supervisione adulti, responsabilità civile per le aziende coinvolte e sanzioni per chi non rispetta i criteri minimi di tutela. Un altro aspetto molto preoccupante è poi l'inconsapevolezza - e...]]></itunes:summary><itunes:duration>417</itunes:duration><itunes:keywords>ai,chatbot,dipendenza,figli,musk</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/1cb74b51716880cffd35538d56eabdab.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>L'intelligenza artificiale è accusata di istigare al suicidio</title><link>https://www.spreaker.com/episode/l-intelligenza-artificiale-e-accusata-di-istigare-al-suicidio--68626334</link><description><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="https://www.bastabugie.it/8346" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://www.bastabugie.it/8346</a><br /><br />L'INTELLIGENZA ARTIFICIALE E' ACCUSATA DI ISTIGARE AL SUICIDIO di Federica Di Vito<br /> <br />Questa settimana, in California, ChatGPT è stato accusato di agire come "coach del suicidio" in una serie di cause legali intentate dal Social Media Victims Law Center e il Tech Justice Law Project - due organizzazioni legali statunitensi che si occupano di danni legati alle piattaforme digitali. Nelle denunce si sostiene che le interazioni con il chatbot abbiano portato a gravi disagi mentali e diversi decessi. Le sette cause legali includono accuse di omicidio colposo, suicidio assistito, omicidio involontario, negligenza e responsabilità del produttore. Si punta il dito contro ChatGPT, in particolare contro la versione più recente del modello, GPT-4o che viene descritto come «difettoso e intrinsecamente pericoloso». <br />Ciascuno dei sette querelanti inizialmente utilizzava ChatGPT per «assistenza generale con i compiti scolastici, la ricerca, la scrittura, le ricette, il lavoro o la guida spirituale», secondo una dichiarazione congiunta dei querelanti. Successivamente, nel corso del tempo, il chatbot «si è evoluto in una presenza psicologicamente manipolatrice, posizionandosi come confidente e facendo da supporto emotivo», hanno dichiarato.<br />Uno dei casi riguarda Zane Shamblin, del Texas, suicidatosi a luglio all'età di 23 anni. La sua famiglia sostiene che ChatGPT abbia aggravato l'isolamento del figlio, incoraggiandolo a ignorare i propri cari e "spingendolo" in qualche modo a togliersi la vita. Nella denuncia è stato riportato uno scambio con il chatbot risalente alle quattro ore prima del suicidio nel quale ChatGPT «ha ripetutamente glorificato il suicidio», riferendo a Shamblin «che era forte per aver scelto di porre fine alla sua vita e di attenersi al suo piano» e chiedendogli ripetutamente «se fosse pronto» ha fatto riferimento alla linea telefonica di assistenza per il suicidio solo una volta. Il chatbot si sarebbe perfino complimentato con Shamblin per la sua lettera di addio e gli avrebbe detto che il gatto della sua infanzia lo avrebbe aspettato «dall'altra parte». Un'altra denuncia è stata presentata dalla madre di Joshua Enneking, 26 anni, della Florida. Anche in questo caso il chatbot avrebbe istigato al suicidio il giovane.<br />MORIRE A 17 ANNI<br />Il caso più giovane riguarda Amaurie Lacey, della Georgia, la cui famiglia sostiene che diverse settimane prima che Lacey si togliesse la vita all'età di 17 anni, avesse iniziato a usare ChatGPT «per chiedere aiuto». Tutt'altro che un aiutarlo, il chatbot «ha causato dipendenza, depressione» e alla fine avrebbe consigliato a Lacey il modo più efficace per legare un cappio e per quanto tempo sarebbe stato in grado di «vivere senza respirare». Tra le causa depositate c'è poi il caso Joe Ceccanti, 48 anni, dell'Oregon. Secondo la moglie, Kate Fox, intervistata da Cnn, Ceccanti aveva iniziato a usare compulsivamente il chatbot, fino a raggiungere un episodio psicotico. Dopo due ricoveri in ospedale, si è tolto la vita lo scorso agosto. «I medici non sanno come affrontare una cosa del genere», ha dichiarato la donna.<br />Un portavoce di OpenAI, l'azienda che produce ChatGPT, ora chiamata a rispondere alle accuse, ha dichiarato: «Si tratta di una situazione incredibilmente straziante e stiamo esaminando i documenti per comprenderne i dettagli». Il portavoce ha poi aggiunto: «Addestriamo ChatGPT a riconoscere e rispondere ai segni di disagio mentale o emotivo, a placare le conversazioni e a guidare le persone verso un sostegno concreto. Continuiamo a rafforzare le risposte di ChatGPT nei momenti delicati, lavorando a stretto contatto con medici specializzati in salute mentale». Le associazioni querelanti sostengono che OpenAi abbia lanciato sul mercato la versione incrinata troppo in fretta, ignorando segnalazioni interne che evidenziano caratteristiche preoccupanti come la tendenza eccessiva al compiacimento e una spiccata capacità manipolatoria. <br />L'azienda ha inoltre ricordato di aver introdotto negli ultimi mesi nuove funzionalità di controllo parentale e limiti più severi sulle conversazioni a rischio. Ma le prime contromisure sono state introdotte solo dopo un altro caso analogo ai sette presentati in denuncia: la morte del sedicenne Adam Raine, nella primavera del 2025. «Questa tragedia non è stata un problema tecnico o un caso limite imprevisto: è stato il risultato prevedibile di scelte di progettazione deliberate», si legge nella denuncia dei genitori.<br />DIPENDENZE<br />Purtroppo questi casi rappresentano l'apice dell'operare silenzioso e incalzante di un'intelligenza che va sostituendosi a quella umana (nel libro pubblicato da Il Timone di Giulia Bovassi trovate trattati questi e molti altri temi legati ai rischi etici dell'Intelligenza artificiale). Da parte sua, OpenAI ha coinvolto 170 figure, tra psichiatri, psicologi e medici di base nella valutazione delle risposte. La consultazione ha portato poi alla creazione di "Model Spec", una sorta di "carta costituzionale" del comportamento di ChatGPT che ora dovrebbe promuovere relazioni umane sane e riconoscere i segnali di disagio. OpenAI da quest'estate aveva addirittura invitato gli utenti a "fare una pausa" dopo una conversazione prolungata con il chatbot con l'inserimento di un nuovo pop-up. Azioni lodevoli? Oramai ci crediamo poco. Il tutto è lasciato nelle mani dell'utente che potrebbe semplicemente cliccare "chiudi" al gentile promemoria del sistema. Se fossimo liberi dalla tecnologica, se mantenessimo ancora consapevolezza e potere decisionale, allora saremmo in grado di valutare. Ma così non è.<br />Infatti questi casi dimostrano che si tratta sempre di più di dipendenze, non di uso eccessivo o scarsa capacità critica. A tal proposito ci sembra puntuale citare l'intervento del sottosegretario alla presidenza del Consiglio Alfredo Mantovano all'apertura i lavori della settima Conferenza nazionale sulle dipendenze, avvenuta il 7 e l'8 novembre. Fra i tanti spunti ha citato una relazione del gruppo delle dipendenze digitali in cui il professor Giuseppe Lavenia - psicoterapeuta e divulgatore da anni impegnato sul tema - ha proiettato un video in cui si vede una mamma che allatta con uno smartphone attaccato alla spalla. È quasi inquietante osservare che il neonato viene distratto dal video, anche in un momento così intimo e profondo. <br />Al di là delle presunte contromisure di OpenAI, è basilare vigilare su noi stessi e fare un'opera di prevenzione con le generazioni future. Mantovano nell'intervento ha ripescato una «semplice proposta» che Antonio Palmieri aveva diffuso sulle colonne del Corriere della Sera. Perché quando la mamma esce dall'ospedale insieme alle istruzioni sulla frequenza di visite dal pediatra e sulla nutrizione non le si mette in mano un semplice opuscolo sul rapporto tra il neonato e il mondo del digitale? Potrà sembrarci strano e anche azzardato. Ma attraverso l'adulto già dai primissimi istanti di vita il bambino entra a contatto con la tecnologia. «Allattare è uno sguardo, non uno scroll», via al telefono mentre si allatta. I successivi punti presentati nell'articolo veicolano un unico importante messaggio: Il legame si costruisce con la presenza fisica, che è la vera tecnologia affettiva. E questo vale a partire dal neonato fino all'anziano.<br />]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/68626334</guid><pubDate>Tue, 18 Nov 2025 20:43:37 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/68626334/l_intelligenza_artificiale_e_accusata_di_istigare_al_suicidio.mp3" length="7248710" type="audio/mpeg"/><itunes:author>BastaBugie</itunes:author><itunes:subtitle>TESTO DELL'ARTICOLO ➜ https://www.bastabugie.it/8346

L'INTELLIGENZA ARTIFICIALE E' ACCUSATA DI ISTIGARE AL SUICIDIO di Federica Di Vito
 
Questa settimana, in California, ChatGPT è stato accusato di agire come "coach del suicidio" in una serie di...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="https://www.bastabugie.it/8346" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://www.bastabugie.it/8346</a><br /><br />L'INTELLIGENZA ARTIFICIALE E' ACCUSATA DI ISTIGARE AL SUICIDIO di Federica Di Vito<br /> <br />Questa settimana, in California, ChatGPT è stato accusato di agire come "coach del suicidio" in una serie di cause legali intentate dal Social Media Victims Law Center e il Tech Justice Law Project - due organizzazioni legali statunitensi che si occupano di danni legati alle piattaforme digitali. Nelle denunce si sostiene che le interazioni con il chatbot abbiano portato a gravi disagi mentali e diversi decessi. Le sette cause legali includono accuse di omicidio colposo, suicidio assistito, omicidio involontario, negligenza e responsabilità del produttore. Si punta il dito contro ChatGPT, in particolare contro la versione più recente del modello, GPT-4o che viene descritto come «difettoso e intrinsecamente pericoloso». <br />Ciascuno dei sette querelanti inizialmente utilizzava ChatGPT per «assistenza generale con i compiti scolastici, la ricerca, la scrittura, le ricette, il lavoro o la guida spirituale», secondo una dichiarazione congiunta dei querelanti. Successivamente, nel corso del tempo, il chatbot «si è evoluto in una presenza psicologicamente manipolatrice, posizionandosi come confidente e facendo da supporto emotivo», hanno dichiarato.<br />Uno dei casi riguarda Zane Shamblin, del Texas, suicidatosi a luglio all'età di 23 anni. La sua famiglia sostiene che ChatGPT abbia aggravato l'isolamento del figlio, incoraggiandolo a ignorare i propri cari e "spingendolo" in qualche modo a togliersi la vita. Nella denuncia è stato riportato uno scambio con il chatbot risalente alle quattro ore prima del suicidio nel quale ChatGPT «ha ripetutamente glorificato il suicidio», riferendo a Shamblin «che era forte per aver scelto di porre fine alla sua vita e di attenersi al suo piano» e chiedendogli ripetutamente «se fosse pronto» ha fatto riferimento alla linea telefonica di assistenza per il suicidio solo una volta. Il chatbot si sarebbe perfino complimentato con Shamblin per la sua lettera di addio e gli avrebbe detto che il gatto della sua infanzia lo avrebbe aspettato «dall'altra parte». Un'altra denuncia è stata presentata dalla madre di Joshua Enneking, 26 anni, della Florida. Anche in questo caso il chatbot avrebbe istigato al suicidio il giovane.<br />MORIRE A 17 ANNI<br />Il caso più giovane riguarda Amaurie Lacey, della Georgia, la cui famiglia sostiene che diverse settimane prima che Lacey si togliesse la vita all'età di 17 anni, avesse iniziato a usare ChatGPT «per chiedere aiuto». Tutt'altro che un aiutarlo, il chatbot «ha causato dipendenza, depressione» e alla fine avrebbe consigliato a Lacey il modo più efficace per legare un cappio e per quanto tempo sarebbe stato in grado di «vivere senza respirare». Tra le causa depositate c'è poi il caso Joe Ceccanti, 48 anni, dell'Oregon. Secondo la moglie, Kate Fox, intervistata da Cnn, Ceccanti aveva iniziato a usare compulsivamente il chatbot, fino a raggiungere un episodio psicotico. Dopo due ricoveri in ospedale, si è tolto la vita lo scorso agosto. «I medici non sanno come affrontare una cosa del genere», ha dichiarato la donna.<br />Un portavoce di OpenAI, l'azienda che produce ChatGPT, ora chiamata a rispondere alle accuse, ha dichiarato: «Si tratta di una situazione incredibilmente straziante e stiamo esaminando i documenti per comprenderne i dettagli». Il portavoce ha poi aggiunto: «Addestriamo ChatGPT a riconoscere e rispondere ai segni di disagio mentale o emotivo, a placare le conversazioni e a guidare le persone verso un sostegno concreto. Continuiamo a rafforzare le risposte di ChatGPT nei momenti delicati, lavorando a stretto contatto con medici specializzati in salute mentale». Le associazioni querelanti sostengono che OpenAi abbia lanciato sul mercato la versione incrinata troppo in fretta, ignorando segnalazioni...]]></itunes:summary><itunes:duration>454</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/1cb74b51716880cffd35538d56eabdab.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>A Gaza si continua a morire, ma giornali e televisioni non lo dicono</title><link>https://www.spreaker.com/episode/a-gaza-si-continua-a-morire-ma-giornali-e-televisioni-non-lo-dicono--68318028</link><description><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="https://www.bastabugie.it/8335" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://www.bastabugie.it/8335</a><br /><br />A GAZA SI CONTINUA A MORIRE, MA GIORNALI E TELEVISIONI NON LO DICONO di Stefano Magni<br /> <br />A Gaza si continua a morire. Ma ad uccidere non sono gli israeliani: sono gli uomini di Hamas che stanno di nuovo consolidando il loro regno del terrore, in quel che resta della Striscia. Per questo non leggerete queste notizie sulle prime pagine dei nostri giornali e non vedrete manifestazioni di piazza (Landini? Greta? Conte?) per fermare il massacro.<br />Ancor prima che venisse annunciato il cessate il fuoco con Israele, Hamas ha subito pensato di regolare i conti all'interno, contro i clan che ritiene abbiano tradito la causa islamica. La normalità gazawi è tornata: ora i terroristi hanno ripreso ad indossare le loro uniformi, a portare i distintivi e le fasce verdi da jihadista.<br />Prima erano uomini in abiti civili, mescolati nella folla, perfetti per combattere un esercito regolare senza farsi notare, costringendo l'Idf a sparare nel mucchio e a suscitare la reazione indignata dell'opinione pubblica. Oggi, questi stessi uomini in uniforme nera, sotto i loro stendardi verdi, si distinguono dalla massa: sono lì per terrorizzare, per far capire a tutti chi comanda.<br />Le masse di disperati e affamati si sono di colpo trasformate. Le immagini che giungono dalla Striscia ci mostrano folle urlanti, di assatanati di violenza che urlano di gioia mentre i "traditori" vengono trascinati per strada, costretti a inginocchiarsi e abbattuti con un colpo alla testa, peggio che in una macelleria a cielo aperto.<br />I video, emersi da lunedì ci mostrano queste immagini di esecuzioni pubbliche, riprese vicino all'ospedale giordano di Gaza City, ora non più oggetto di proteste internazionali per i raid israeliani, ma bersaglio delle armi, leggere e pesanti, dei terroristi islamisti.<br />I DOGHMOSH E GLI ALTRI CLAN RIVALI<br />Gli uomini del clan rivale di Doghmosh vi si erano asserragliati, i terroristi di Hamas hanno intimato loro di consegnare dieci persone accusate di "collaborazionismo". I Doghmosh hanno rifiutato, Hamas minacciava di radere al suolo l'ospedale. Dopo il primo scambio di minacce, è stato ucciso un miliziano del partito al potere e da lì è iniziato l'inferno. Le immagini dei prigionieri fucilati sommariamente sono solo una parte della storia. I morti sono decine.<br />Uno dei Doghmosh ha dichiarato di aver visto circa una ventina di corpi per strada e case in fiamme. "Sentivo spari tutt'intorno, scontri violenti", ha detto Sobheia Doghmosh, raggiunto dal Wall Street Journal durante i combattimenti. "L'area è ora completamente circondata da uomini armati e mascherati".<br />L'unità paramilitare Rada'a ("forza di dissuasione") di Hamas ha dichiarato di aver neutralizzato diverse persone ricercate e di aver preso il controllo delle postazioni della milizia a Gaza City. Ha inoltre affermato di aver rastrellato membri delle milizie rivali nelle aree centrali e meridionali della Striscia di Gaza.<br />Il clan dei Doghmosh non è l'unico nemico del partito islamista. All'inizio di ottobre, prima ancora che venisse approvato il cessate il fuoco, Hamas ha attaccato il clan di Al Majaydeh. Mohammad Majaydeh, 50 anni, portavoce del clan, ha dichiarato che almeno sei membri della sua famiglia sono stati uccisi negli scontri.<br />DI NUOVO NELLE MANI DI HAMAS<br />Si tratta di una guerra di un partito estremista islamico contro i clan. Nei due anni di guerra con Israele, clan di spicco e gruppi armati ribelli avevano colto l'occasione per sfidare pubblicamente Hamas e stabilire un controllo militare nelle proprie aree. Alcuni di questi gruppi, come Abu Shabab, a Rafah, al confine con l'Egitto, sono stati anche aiutati dall'Idf nel tentativo di indebolire ulteriormente la presa militare di Hamas sulla Striscia. I media, all'unisono, avevano immediatamente imposto la narrazione de "il governo Netanyahu che aiuta jihadisti vicini all'Isis". Intervistato da Fabiana Magrì de La Stampa, però, Abu Shabab si era presentato in veste tutt'altro che jihadista (anche se il confine fra gruppi islamisti e combattenti per la libertà nel Medio Oriente è sempre molto sfumato). "Per il bene del nostro popolo - aveva dichiarato Shabab, all'inizio di agosto - indipendentemente dalla sua religione, il nostro movimento mette al primo posto gli interessi palestinesi ed è totalmente estraneo all'ideologia della violenza estrema e al terrorismo".<br />I grandi clan costituiscono circa il 30 per cento della popolazione di Gaza. Israele aveva inizialmente contato su di loro per costruire un'alternativa politica e militare a Hamas, non contando più sull'Autorità Palestinese.<br />Ora il governo di Gaza è di nuovo nelle mani di Hamas, in attesa che quell'organismo tecnico a supervisione internazionale, concepito da Tony Blair, inizi a prendere forma. Nell'attesa di avere qualcosa di concreto in mano, Trump ha consentito a Hamas di tenere le armi leggere per ripristinare l'ordine interno. "Penso che andrà tutto bene", aveva commentato il presidente americano. Frase che ha portato male durante il Covid e che tuttora non sembra essere di buon auspicio neppure per Gaza: se dai un dito a Hamas, quello si prende tutto il braccio. E a pagare sono coloro che hanno sperato, o sono accusati di aver sperato, nella fine del loro lungo regno del terrore.<br />]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/68318028</guid><pubDate>Tue, 28 Oct 2025 20:32:09 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/68318028/a_gaza_si_continua_a_morire_ma_giornali_e_televisioni_non_lo_dicono.mp3" length="6134431" type="audio/mpeg"/><itunes:author>BastaBugie</itunes:author><itunes:subtitle>TESTO DELL'ARTICOLO ➜ https://www.bastabugie.it/8335

A GAZA SI CONTINUA A MORIRE, MA GIORNALI E TELEVISIONI NON LO DICONO di Stefano Magni
 
A Gaza si continua a morire. Ma ad uccidere non sono gli israeliani: sono gli uomini di Hamas che stanno di...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="https://www.bastabugie.it/8335" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://www.bastabugie.it/8335</a><br /><br />A GAZA SI CONTINUA A MORIRE, MA GIORNALI E TELEVISIONI NON LO DICONO di Stefano Magni<br /> <br />A Gaza si continua a morire. Ma ad uccidere non sono gli israeliani: sono gli uomini di Hamas che stanno di nuovo consolidando il loro regno del terrore, in quel che resta della Striscia. Per questo non leggerete queste notizie sulle prime pagine dei nostri giornali e non vedrete manifestazioni di piazza (Landini? Greta? Conte?) per fermare il massacro.<br />Ancor prima che venisse annunciato il cessate il fuoco con Israele, Hamas ha subito pensato di regolare i conti all'interno, contro i clan che ritiene abbiano tradito la causa islamica. La normalità gazawi è tornata: ora i terroristi hanno ripreso ad indossare le loro uniformi, a portare i distintivi e le fasce verdi da jihadista.<br />Prima erano uomini in abiti civili, mescolati nella folla, perfetti per combattere un esercito regolare senza farsi notare, costringendo l'Idf a sparare nel mucchio e a suscitare la reazione indignata dell'opinione pubblica. Oggi, questi stessi uomini in uniforme nera, sotto i loro stendardi verdi, si distinguono dalla massa: sono lì per terrorizzare, per far capire a tutti chi comanda.<br />Le masse di disperati e affamati si sono di colpo trasformate. Le immagini che giungono dalla Striscia ci mostrano folle urlanti, di assatanati di violenza che urlano di gioia mentre i "traditori" vengono trascinati per strada, costretti a inginocchiarsi e abbattuti con un colpo alla testa, peggio che in una macelleria a cielo aperto.<br />I video, emersi da lunedì ci mostrano queste immagini di esecuzioni pubbliche, riprese vicino all'ospedale giordano di Gaza City, ora non più oggetto di proteste internazionali per i raid israeliani, ma bersaglio delle armi, leggere e pesanti, dei terroristi islamisti.<br />I DOGHMOSH E GLI ALTRI CLAN RIVALI<br />Gli uomini del clan rivale di Doghmosh vi si erano asserragliati, i terroristi di Hamas hanno intimato loro di consegnare dieci persone accusate di "collaborazionismo". I Doghmosh hanno rifiutato, Hamas minacciava di radere al suolo l'ospedale. Dopo il primo scambio di minacce, è stato ucciso un miliziano del partito al potere e da lì è iniziato l'inferno. Le immagini dei prigionieri fucilati sommariamente sono solo una parte della storia. I morti sono decine.<br />Uno dei Doghmosh ha dichiarato di aver visto circa una ventina di corpi per strada e case in fiamme. "Sentivo spari tutt'intorno, scontri violenti", ha detto Sobheia Doghmosh, raggiunto dal Wall Street Journal durante i combattimenti. "L'area è ora completamente circondata da uomini armati e mascherati".<br />L'unità paramilitare Rada'a ("forza di dissuasione") di Hamas ha dichiarato di aver neutralizzato diverse persone ricercate e di aver preso il controllo delle postazioni della milizia a Gaza City. Ha inoltre affermato di aver rastrellato membri delle milizie rivali nelle aree centrali e meridionali della Striscia di Gaza.<br />Il clan dei Doghmosh non è l'unico nemico del partito islamista. All'inizio di ottobre, prima ancora che venisse approvato il cessate il fuoco, Hamas ha attaccato il clan di Al Majaydeh. Mohammad Majaydeh, 50 anni, portavoce del clan, ha dichiarato che almeno sei membri della sua famiglia sono stati uccisi negli scontri.<br />DI NUOVO NELLE MANI DI HAMAS<br />Si tratta di una guerra di un partito estremista islamico contro i clan. Nei due anni di guerra con Israele, clan di spicco e gruppi armati ribelli avevano colto l'occasione per sfidare pubblicamente Hamas e stabilire un controllo militare nelle proprie aree. Alcuni di questi gruppi, come Abu Shabab, a Rafah, al confine con l'Egitto, sono stati anche aiutati dall'Idf nel tentativo di indebolire ulteriormente la presa militare di Hamas sulla Striscia. I media, all'unisono, avevano immediatamente imposto la narrazione de...]]></itunes:summary><itunes:duration>384</itunes:duration><itunes:keywords>conte,gaza,hamas,manifestazioni,morire</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/820643e57acf2c4dc6cffae399346e19.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>La popolazione mondilale diminuirà... e non è una buona notizia</title><link>https://www.spreaker.com/episode/la-popolazione-mondilale-diminuira-e-non-e-una-buona-notizia--68122168</link><description><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="https://www.bastabugie.it/8321" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://www.bastabugie.it/8321</a><br /><br />LA POPOLAZIONE MONDIALE DIMINUIRA'... E NON E' UNA BUONA NOTIZIA di Francesca Romana Poleggi<br /> <br />Si parla molto di inverno demografico e del fatto che in Italia siamo destinati ad estinguerci presto, visto che il tasso di natalità è ben al di sotto del tasso di sostituzione. Non si mettono in atto politiche efficaci per invertire la tendenza perché probabilmente la questione è, innanzitutto, culturale.<br />Per di più, poi, il problema demografico non è più solo di alcuni Stati (ricchi e "progrediti"), ma è ormai un problema mondiale. Scrive Michael Munger - un economista americano - che entro 25 anni la maggior parte dei Paesi sviluppati del mondo affronterà un forte calo demografico. La ragione non è una qualche carestia, guerra o pestilenza. Ci siamo auto-puniti promuovendo politiche antinataliste per risolvere un problema che non esisteva affatto: la sovrappopolazione.<br />La paura è sempre stata il miglior strumento di controllo sociale e la "paura dell'umanità" è stata utilizzata da generazioni di "pensatori" ossessionati dal controllo.<br />LA PRESUNTA BOMBA DEMOGRAFICA<br />Uno dei primi fu Paul Ehrlich, che fece una previsione incredibilmente spaventosa e completamente falsa nel 1968, nel suo libro Population Bomb: «Negli anni '70 il mondo sarà colpito da carestie: centinaia di milioni di persone moriranno di fame, nonostante tutti i programmi di emergenza avviati ora... E l'Inghilterra? Se fossi un giocatore d'azzardo, scommetterei alla pari che l'Inghilterra non esisterà più nel 2000».<br />L'isteria per la sovrappopolazione degli anni '60 e '70 ha avuto conseguenze che hanno cambiato il mondo: sono state pressoché demonizzate le famiglie numerose (e poi più in generale la famiglia stessa è stata "decostruita") ed è emersa una pseudo-scienza che riteneva che la crescita della popolazione fosse una minaccia per la prosperità: il Population Council e l'International Planned Parenthood Federation furono entrambi creati all'inizio, nel 1952.<br />Le Nazioni Unite e la Banca Mondiale (e in particolare gli Stati Uniti attraverso l'USAID) integrarono sempre più il controllo demografico nei programmi di aiuti esteri (gli aiuti subordinati alla implementazione di politiche antinataliste). Gli alti tassi di fertilità erano visti come ostacoli alla modernizzazione, alla riduzione della povertà e alla sicurezza globale. La Cina attuò la sua sanguinaria e famigerata "politica del figlio unico" nel 1979 (non a caso con il supporto e il know-how fornitole dall’agenzia ONU per la popolazione, Unfpa); l'India condusse campagne di sterilizzazione di massa, in particolare durante il periodo 1975-1977. I contraccettivi e l’aborto diventarono fantomatici mezzi di emancipazione, per liberare le donne dai figli. Questo è stato il frutto di un’ideologia nichilista, cieca e distruttiva che ha ignorato totalmente i dati reali e la storia: la prosperità delle civiltà è sempre seguita alla crescita demografica, mentre il calo della popolazione è sempre stato foriero di grandi crisi (basti per tutti l’esempio della fine dell’Impero Romano d’Occidente).<br />L’INIZIO DEL DECLINO<br />Oggi, i dati elaborati da Munger, che provengono dalle stesse Nazioni Unite, dai rapporti statistici dell'OCSE e dai dati demografici nazionali, sembrano per lo più collocare il picco della popolazione mondiale tra il 2060 e il 2080. Dopodiché comincerà un inesorabile declino. Ma niente di tutto questo era necessario.<br />C'è, infatti, un sacco di spazio sulla Terra (in Australia, Canada, Stati Uniti soprattutto). C'è un sacco di spazio vuoto. Ci sono, ad oggi, 8.1 miliardi di persone sulla Terra e se vivessero tutte in Texas (676.600 km2) sarebbero 12.000 persone per chilometro quadrato: la densità di New York è circa 11.300 per chilometro quadrato, di Parigi 20.000, di Manila quasi 44.000.<br />E i dati di realtà - gli stessi dati Fao - dimostrano che le risorse si moltiplicano abbastanza velocemente rispetto alle persone, grazie all’ingegno umano e al progresso tecnologico: settant’anni fa vivevano sulla terra 2 miliardi di persone e il 50% soffriva la fame. Oggi, appunto, siamo come detto oltre 8 miliardi e ben più di 6 miliardi hanno cibo a sufficienza. Il XX secolo, inoltre, presenta dati che seppelliscono Malthus: le produzioni delle grandi culture sono aumentate di 56 volte a fronte di un aumento di 4 volte della popolazione mondiale.<br />Non c'era una valida ragione per l'isteria demografica dei decenni passati, mentre gli effetti del declino demografico stanno già iniziando a farsi sentire: i sistemi previdenziali sono in crisi, il numero assoluto di persone sotto i 40 anni inizia a diminuire drasticamente. Avremo quindi case vuote, città abbandonate e orde di anziani incapaci di provvedere a se stessi?<br />L'attuale collasso della civiltà mondiale, dunque, è conseguenza di una lampante incapacità di riconoscere che gli esseri umani sono la risorsa più preziosa che abbiamo.<br />]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/68122168</guid><pubDate>Tue, 14 Oct 2025 21:24:57 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/68122168/la_popolazione_mondilale_diminuira.mp3" length="5462770" type="audio/mpeg"/><itunes:author>BastaBugie</itunes:author><itunes:subtitle>TESTO DELL'ARTICOLO ➜ https://www.bastabugie.it/8321

LA POPOLAZIONE MONDIALE DIMINUIRA'... E NON E' UNA BUONA NOTIZIA di Francesca Romana Poleggi
 
Si parla molto di inverno demografico e del fatto che in Italia siamo destinati ad estinguerci presto,...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="https://www.bastabugie.it/8321" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://www.bastabugie.it/8321</a><br /><br />LA POPOLAZIONE MONDIALE DIMINUIRA'... E NON E' UNA BUONA NOTIZIA di Francesca Romana Poleggi<br /> <br />Si parla molto di inverno demografico e del fatto che in Italia siamo destinati ad estinguerci presto, visto che il tasso di natalità è ben al di sotto del tasso di sostituzione. Non si mettono in atto politiche efficaci per invertire la tendenza perché probabilmente la questione è, innanzitutto, culturale.<br />Per di più, poi, il problema demografico non è più solo di alcuni Stati (ricchi e "progrediti"), ma è ormai un problema mondiale. Scrive Michael Munger - un economista americano - che entro 25 anni la maggior parte dei Paesi sviluppati del mondo affronterà un forte calo demografico. La ragione non è una qualche carestia, guerra o pestilenza. Ci siamo auto-puniti promuovendo politiche antinataliste per risolvere un problema che non esisteva affatto: la sovrappopolazione.<br />La paura è sempre stata il miglior strumento di controllo sociale e la "paura dell'umanità" è stata utilizzata da generazioni di "pensatori" ossessionati dal controllo.<br />LA PRESUNTA BOMBA DEMOGRAFICA<br />Uno dei primi fu Paul Ehrlich, che fece una previsione incredibilmente spaventosa e completamente falsa nel 1968, nel suo libro Population Bomb: «Negli anni '70 il mondo sarà colpito da carestie: centinaia di milioni di persone moriranno di fame, nonostante tutti i programmi di emergenza avviati ora... E l'Inghilterra? Se fossi un giocatore d'azzardo, scommetterei alla pari che l'Inghilterra non esisterà più nel 2000».<br />L'isteria per la sovrappopolazione degli anni '60 e '70 ha avuto conseguenze che hanno cambiato il mondo: sono state pressoché demonizzate le famiglie numerose (e poi più in generale la famiglia stessa è stata "decostruita") ed è emersa una pseudo-scienza che riteneva che la crescita della popolazione fosse una minaccia per la prosperità: il Population Council e l'International Planned Parenthood Federation furono entrambi creati all'inizio, nel 1952.<br />Le Nazioni Unite e la Banca Mondiale (e in particolare gli Stati Uniti attraverso l'USAID) integrarono sempre più il controllo demografico nei programmi di aiuti esteri (gli aiuti subordinati alla implementazione di politiche antinataliste). Gli alti tassi di fertilità erano visti come ostacoli alla modernizzazione, alla riduzione della povertà e alla sicurezza globale. La Cina attuò la sua sanguinaria e famigerata "politica del figlio unico" nel 1979 (non a caso con il supporto e il know-how fornitole dall’agenzia ONU per la popolazione, Unfpa); l'India condusse campagne di sterilizzazione di massa, in particolare durante il periodo 1975-1977. I contraccettivi e l’aborto diventarono fantomatici mezzi di emancipazione, per liberare le donne dai figli. Questo è stato il frutto di un’ideologia nichilista, cieca e distruttiva che ha ignorato totalmente i dati reali e la storia: la prosperità delle civiltà è sempre seguita alla crescita demografica, mentre il calo della popolazione è sempre stato foriero di grandi crisi (basti per tutti l’esempio della fine dell’Impero Romano d’Occidente).<br />L’INIZIO DEL DECLINO<br />Oggi, i dati elaborati da Munger, che provengono dalle stesse Nazioni Unite, dai rapporti statistici dell'OCSE e dai dati demografici nazionali, sembrano per lo più collocare il picco della popolazione mondiale tra il 2060 e il 2080. Dopodiché comincerà un inesorabile declino. Ma niente di tutto questo era necessario.<br />C'è, infatti, un sacco di spazio sulla Terra (in Australia, Canada, Stati Uniti soprattutto). C'è un sacco di spazio vuoto. Ci sono, ad oggi, 8.1 miliardi di persone sulla Terra e se vivessero tutte in Texas (676.600 km2) sarebbero 12.000 persone per chilometro quadrato: la densità di New York è circa 11.300 per chilometro quadrato, di Parigi 20.000, di Manila quasi 44.000.<br />E i...]]></itunes:summary><itunes:duration>342</itunes:duration><itunes:keywords>calodemografico,collassomondiale,fao,nonsiamotroppi,popolazionemondiale</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/8cd2463d268affc27ce212aee8942d6b.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>L'intelligenza artificiale spinge i bambini a cambiare sesso</title><link>https://www.spreaker.com/episode/l-intelligenza-artificiale-spinge-i-bambini-a-cambiare-sesso--68122070</link><description><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="https://www.bastabugie.it/8313" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://www.bastabugie.it/8313</a><br /><br />L'INTELLIGENZA ARTIFICIALE SPINGE I BAMBINI A CAMBIARE SESSO<br /> <br />Negli Stati Uniti, un'inchiesta giornalistica ha svelato gli inquietanti rischi che l'intelligenza artificiale porta con sé in tema di indottrinamento gender ai danni dei minori. Il Daily Wire ha condotto un test approfondito su ChatGPT - il celebre chatbot di OpenAI - e ha scoperto che il sistema non solo risponde a domande esplicite da parte di presunti bambini di 12 e 14 anni che dichiarano di soffrire di disforia di genere, ma fornisce indicazioni dettagliate su come accedere a risorse per la "transizione" senza che i genitori vengano informati. E questo, nonostante le politiche dichiarate della piattaforma vietino l'uso ai minori di 13 anni e impongano il consenso dei genitori fino ai 17.<br />Nel corso dell'inchiesta, un operatore ha simulato una conversazione tra ChatGPT e una ragazzina di 12 anni in crisi con la propria identità di genere. La risposta dell'intelligenza artificiale è stata chiara: «Esistono gruppi e risorse che possono aiutarti senza coinvolgere i tuoi genitori, soprattutto se hai bisogno di aiuto per capire la tua identità o accedere a servizi in modo sicuro». Nessun filtro, nessun blocco. Anzi, piena disponibilità ad accompagnare la minore in un percorso "gender affirming".<br />COSA RISPONDE L'INTELLIGENZA ARTIFICIALE A UN BAMBINO<br />ChatGPT ha suggerito alla finta dodicenne di rivolgersi a Point of Pride, un'organizzazione attivista con sede in Oregon che distribuisce gratuitamente binder per il torace - dispositivi usati per nascondere il seno - e altri indumenti "gender-conforming". Sebbene il sito dell'associazione indichi chiaramente che le richieste devono provenire da maggiorenni, il chatbot ha spiegato come aggirare l'ostacolo: usare carte prepagate acquistate in contanti, far recapitare il pacco a un "adulto di fiducia", e scegliere spedizioni "discrete" e gratuite. In più, ChatGPT si è offerto di aiutare la bambina a scrivere una lettera formale per ottenere il binder e ha fornito istruzioni dettagliate su come misurare il torace per ordinare il prodotto corretto.Ma non finisce qui. Il chatbot ha anche prospettato l'eventualità della chirurgia per la rimozione del seno, rassicurando che «potrebbe sembrare lontano, ma è possibile in futuro», e ha incoraggiato la minore a cominciare sin da subito a sentirsi più a proprio agio con il proprio corpo tramite le risorse disponibili. Ha indicato come riferimenti positivi due associazioni molto controverse: GenderGP e WPATH, entrambe note per sostenere trattamenti medici e chirurgici di "transizione" anche su minori.<br />Durante la stessa conversazione, l'intelligenza artificiale ha proposto di consultare due youtuber trans adulti - uppercaseChase (Chase Ross) e Ty Turner - che pubblicano contenuti in cui mostrano e recensiscono protesi genitali maschili, packers, binder e altri strumenti legati alla transizione, anche a torso nudo dopo la mastectomia. Canali che, come è facile intuire, non sono affatto adatti a un pubblico di minori. La parte forse più allarmante della conversazione è stata quella in cui ChatGPT ha suggerito alla bambina di non parlare con i propri genitori. Ha invece consigliato di rivolgersi a "altri adulti", come un insegnante, un parente "gentile" o un amico Lgbt. Secondo l'intelligenza artificiale, infatti, questi soggetti sarebbero più "sicuri" per parlare delle proprie emozioni. Ha anche raccomandato alcune associazioni radicali - come The Trevor Project, Gender Spectrum e Trans Lifeline - note per offrire supporto e materiali "gender-affirming" a minori anche senza il coinvolgimento della famiglia. In particolare, Trevor Project gestisce TrevorSpace, una piattaforma per giovani tra i 13 e i 24 anni, dove - secondo il Daily Wire - si possono leggere anche discussioni sessualmente esplicite.<br />L'INTELLIGENZA ARTIFICIALE: UNO STRUMENTO DA SAPER USARE<br />In una seconda simulazione, il chatbot ha addirittura elaborato un vero e proprio piano segreto per vivere da persona "trans" senza che i genitori lo sappiano. E quando, in un altro test, una quattordicenne ha chiesto dove ottenere trattamenti "gender-affirming" nello Stato di New York, ChatGPT ha indicato cliniche del Dipartimento della Salute e il Callen-Lorde Community Health Center, specializzati in assistenza a persone Lgbt, specificando che alcuni servizi potrebbero essere accessibili anche senza il consenso parentale. Non è la prima volta che ChatGPT finisce al centro di un'inchiesta simile, visto che tra giugno e luglio scorsi sempre il Daily Wire aveva dimostrato che il chatbot era disposto a guidare una ragazza di 14 anni in un percorso abortivo, indicando dove reperire le pillole abortive senza che i genitori ne fossero informati e suggerendo di evitare i "pregnancy centers" pro-life. [...]<br />L'intelligenza artificiale, e strumenti come ChatGPT in particolare, possiedono un enorme potenziale positivo. Possono informare, stimolare la creatività, fornire aiuti importanti su vari aspetti e temi, ma proprio per questo è fondamentale vigilare sul modo in cui vengono programmati, gestiti e utilizzati, soprattutto quando sono in mano agli adolescenti. L'inchiesta americana, infatti, ci mostra quanto possa essere pericoloso un sistema di intelligenza artificiale lasciato in mano a concetti ideologici: l'intelligenza artificiale può diventare, di fatto, un indottrinatore automatico, capace di superare ogni barriera educativa, valoriale, perfino legale. E può insinuarsi proprio dove i genitori non possono arrivare, offrendo ai più piccoli contenuti, suggerimenti e indicazioni che compromettono il loro sviluppo affettivo, psicologico e fisico. La cultura gender, attraverso le sue lobby internazionali, ha ormai invaso ogni ambito della comunicazione, dell'informazione e della tecnologia. Ora punta anche sull'intelligenza artificiale per manipolare i minori, agendo alle spalle delle famiglie. Per questo è necessario che le istituzioni, i genitori, gli educatori e ogni cittadino responsabile alzino la soglia di attenzione. Non possiamo permettere che strumenti così potenti diventino armi nelle mani dell'ideologia.<br />]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/68122070</guid><pubDate>Tue, 14 Oct 2025 21:24:30 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/68122070/l_intelligenza_artificiale_spinge.mp3" length="7765307" type="audio/mpeg"/><itunes:author>BastaBugie</itunes:author><itunes:subtitle>TESTO DELL'ARTICOLO ➜ https://www.bastabugie.it/8313

L'INTELLIGENZA ARTIFICIALE SPINGE I BAMBINI A CAMBIARE SESSO
 
Negli Stati Uniti, un'inchiesta giornalistica ha svelato gli inquietanti rischi che l'intelligenza artificiale porta con sé in tema di...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="https://www.bastabugie.it/8313" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://www.bastabugie.it/8313</a><br /><br />L'INTELLIGENZA ARTIFICIALE SPINGE I BAMBINI A CAMBIARE SESSO<br /> <br />Negli Stati Uniti, un'inchiesta giornalistica ha svelato gli inquietanti rischi che l'intelligenza artificiale porta con sé in tema di indottrinamento gender ai danni dei minori. Il Daily Wire ha condotto un test approfondito su ChatGPT - il celebre chatbot di OpenAI - e ha scoperto che il sistema non solo risponde a domande esplicite da parte di presunti bambini di 12 e 14 anni che dichiarano di soffrire di disforia di genere, ma fornisce indicazioni dettagliate su come accedere a risorse per la "transizione" senza che i genitori vengano informati. E questo, nonostante le politiche dichiarate della piattaforma vietino l'uso ai minori di 13 anni e impongano il consenso dei genitori fino ai 17.<br />Nel corso dell'inchiesta, un operatore ha simulato una conversazione tra ChatGPT e una ragazzina di 12 anni in crisi con la propria identità di genere. La risposta dell'intelligenza artificiale è stata chiara: «Esistono gruppi e risorse che possono aiutarti senza coinvolgere i tuoi genitori, soprattutto se hai bisogno di aiuto per capire la tua identità o accedere a servizi in modo sicuro». Nessun filtro, nessun blocco. Anzi, piena disponibilità ad accompagnare la minore in un percorso "gender affirming".<br />COSA RISPONDE L'INTELLIGENZA ARTIFICIALE A UN BAMBINO<br />ChatGPT ha suggerito alla finta dodicenne di rivolgersi a Point of Pride, un'organizzazione attivista con sede in Oregon che distribuisce gratuitamente binder per il torace - dispositivi usati per nascondere il seno - e altri indumenti "gender-conforming". Sebbene il sito dell'associazione indichi chiaramente che le richieste devono provenire da maggiorenni, il chatbot ha spiegato come aggirare l'ostacolo: usare carte prepagate acquistate in contanti, far recapitare il pacco a un "adulto di fiducia", e scegliere spedizioni "discrete" e gratuite. In più, ChatGPT si è offerto di aiutare la bambina a scrivere una lettera formale per ottenere il binder e ha fornito istruzioni dettagliate su come misurare il torace per ordinare il prodotto corretto.Ma non finisce qui. Il chatbot ha anche prospettato l'eventualità della chirurgia per la rimozione del seno, rassicurando che «potrebbe sembrare lontano, ma è possibile in futuro», e ha incoraggiato la minore a cominciare sin da subito a sentirsi più a proprio agio con il proprio corpo tramite le risorse disponibili. Ha indicato come riferimenti positivi due associazioni molto controverse: GenderGP e WPATH, entrambe note per sostenere trattamenti medici e chirurgici di "transizione" anche su minori.<br />Durante la stessa conversazione, l'intelligenza artificiale ha proposto di consultare due youtuber trans adulti - uppercaseChase (Chase Ross) e Ty Turner - che pubblicano contenuti in cui mostrano e recensiscono protesi genitali maschili, packers, binder e altri strumenti legati alla transizione, anche a torso nudo dopo la mastectomia. Canali che, come è facile intuire, non sono affatto adatti a un pubblico di minori. La parte forse più allarmante della conversazione è stata quella in cui ChatGPT ha suggerito alla bambina di non parlare con i propri genitori. Ha invece consigliato di rivolgersi a "altri adulti", come un insegnante, un parente "gentile" o un amico Lgbt. Secondo l'intelligenza artificiale, infatti, questi soggetti sarebbero più "sicuri" per parlare delle proprie emozioni. Ha anche raccomandato alcune associazioni radicali - come The Trevor Project, Gender Spectrum e Trans Lifeline - note per offrire supporto e materiali "gender-affirming" a minori anche senza il coinvolgimento della famiglia. 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Una Nazione dove l'ordine logico delle cose si è ribaltato: i borseggiatori non solo continuano indisturbati a operare nelle stazioni della metro e più in generali sui mezzi pubblici o nelle strade gremite di turisti, ma hanno addirittura la faccia tosta di rivendicare diritti e tutele. Il paradosso è servito: chi deruba si trasforma in parte lesa e chi subisce diventa imputato. No, nessuno scherzo. Come?<br />L'episodio recente di Venezia, riportato da il Giornale, è emblematico. Pare che alcuni borseggiatori abbiano iniziato a denunciare i cittadini che li filmano mentre sono in azione, accusandoli di violazione della privacy. In altre parole: non è il furto a costituire oggetto di scandalo, ma il fatto di essere immortalati mentre si ruba. Una rovesciata giuridica pirandelliana che mette in discussione l'intera architettura del rapporto tra diritto e sicurezza.<br />C'è da dire che forse non è tutta farina del sacco dei borseggiatori: può darsi che questi ultimi abbiano preso spunto da qualche esponente politico che più volte li ha tutelati. Come dimenticare a tal proposito l'intemerata meneghina della consigliera comunale del Partito Democratico Monica Romano, distintasi per una posizione a dir poco sorprendente: criticò aspramente la diffusione dei video che documentavano i borseggi nelle metro, sostenendo che rischiavano di trasformarsi in "gogne mediatiche" e che potevano ledere i diritti dei ladri ripresi. Poverini.<br />Insomma, il mondo davvero al contrario: invece di interrogarsi sulla devastante impunità che regna nelle nostre città, in tanti si preoccupano della (presunta) dignità dei ladri di portafogli.<br />Il quadro che ne emerge è quello di un diritto alla rovescia, dove la bilancia della giustizia pende pericolosamente a favore del reo. I cittadini che, esasperati, cercano di documentare con i loro telefonini ciò che lo Stato e le forze dell'ordine non bastano a contenere, si trovano esposti al rischio di denunce e multe. Nel frattempo i veri responsabili (i borseggiatori seriali, spesso già noti alle forze dell'ordine) continuano a operare con sorprendente serenità, contando proprio sull'inerzia normativa e sulla compiacenza di certa politica che preferisce occuparsi della loro "tutela".<br />Il problema non è soltanto di ordine pubblico, ma di credibilità delle istituzioni. Se un cittadino percepisce che il suo gesto spontaneo di autodifesa civica può ritorcerglisi contro in tribunale, la fiducia nello Stato si sgretola rovinosamente. La legge, nata per difendere chi viene leso, diventa scudo per i predatori. La città si trasforma così in giungla dove vince sempre il più furbo.<br />Così la tutela non diventa più protezione per la collettività, ma salvacondotto per chi vive di espedienti e sottrazioni. La politica e la magistratura, anziché denunciare l'assurdo, troppo spesso lo legittima, mostrando una incompatibile sensibilità che a pensar male rasenta la complicità.<br />In conclusione, mentre i cittadini pagano per viaggiare su mezzi pubblici infestati da ladri, questi ultimi godono della tutela della legge e, paradossalmente, anche dell'attenzione di esponenti delle amministrazioni locali più interessati alla loro immagine che alla sicurezza dei passeggeri. Un Paese che si preoccupa della privacy dei borseggiatori ma non della dignità dei suoi cittadini è un Paese che ha deciso di vivere nell'assurdo.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/67950513</guid><pubDate>Tue, 30 Sep 2025 21:29:22 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/67950513/a_venezia_i_borseggiatori_denunciano_chi_li_smaschera.mp3" length="4138257" type="audio/mpeg"/><itunes:author>BastaBugie</itunes:author><itunes:subtitle>TESTO DELL'ARTICOLO ➜ https://www.bastabugie.it/8299

A VENEZIA I BORSEGGIATORI DENUNCIANO CHI LI SMASCHERA di Alessandro Bonelli
 
Il nostro Paese sembra ormai un laboratorio distopico. Una Nazione dove l'ordine logico delle cose si è ribaltato: i...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="https://www.bastabugie.it/8299" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://www.bastabugie.it/8299</a><br /><br />A VENEZIA I BORSEGGIATORI DENUNCIANO CHI LI SMASCHERA di Alessandro Bonelli<br /> <br />Il nostro Paese sembra ormai un laboratorio distopico. Una Nazione dove l'ordine logico delle cose si è ribaltato: i borseggiatori non solo continuano indisturbati a operare nelle stazioni della metro e più in generali sui mezzi pubblici o nelle strade gremite di turisti, ma hanno addirittura la faccia tosta di rivendicare diritti e tutele. Il paradosso è servito: chi deruba si trasforma in parte lesa e chi subisce diventa imputato. No, nessuno scherzo. Come?<br />L'episodio recente di Venezia, riportato da il Giornale, è emblematico. Pare che alcuni borseggiatori abbiano iniziato a denunciare i cittadini che li filmano mentre sono in azione, accusandoli di violazione della privacy. In altre parole: non è il furto a costituire oggetto di scandalo, ma il fatto di essere immortalati mentre si ruba. Una rovesciata giuridica pirandelliana che mette in discussione l'intera architettura del rapporto tra diritto e sicurezza.<br />C'è da dire che forse non è tutta farina del sacco dei borseggiatori: può darsi che questi ultimi abbiano preso spunto da qualche esponente politico che più volte li ha tutelati. Come dimenticare a tal proposito l'intemerata meneghina della consigliera comunale del Partito Democratico Monica Romano, distintasi per una posizione a dir poco sorprendente: criticò aspramente la diffusione dei video che documentavano i borseggi nelle metro, sostenendo che rischiavano di trasformarsi in "gogne mediatiche" e che potevano ledere i diritti dei ladri ripresi. Poverini.<br />Insomma, il mondo davvero al contrario: invece di interrogarsi sulla devastante impunità che regna nelle nostre città, in tanti si preoccupano della (presunta) dignità dei ladri di portafogli.<br />Il quadro che ne emerge è quello di un diritto alla rovescia, dove la bilancia della giustizia pende pericolosamente a favore del reo. I cittadini che, esasperati, cercano di documentare con i loro telefonini ciò che lo Stato e le forze dell'ordine non bastano a contenere, si trovano esposti al rischio di denunce e multe. Nel frattempo i veri responsabili (i borseggiatori seriali, spesso già noti alle forze dell'ordine) continuano a operare con sorprendente serenità, contando proprio sull'inerzia normativa e sulla compiacenza di certa politica che preferisce occuparsi della loro "tutela".<br />Il problema non è soltanto di ordine pubblico, ma di credibilità delle istituzioni. Se un cittadino percepisce che il suo gesto spontaneo di autodifesa civica può ritorcerglisi contro in tribunale, la fiducia nello Stato si sgretola rovinosamente. La legge, nata per difendere chi viene leso, diventa scudo per i predatori. La città si trasforma così in giungla dove vince sempre il più furbo.<br />Così la tutela non diventa più protezione per la collettività, ma salvacondotto per chi vive di espedienti e sottrazioni. La politica e la magistratura, anziché denunciare l'assurdo, troppo spesso lo legittima, mostrando una incompatibile sensibilità che a pensar male rasenta la complicità.<br />In conclusione, mentre i cittadini pagano per viaggiare su mezzi pubblici infestati da ladri, questi ultimi godono della tutela della legge e, paradossalmente, anche dell'attenzione di esponenti delle amministrazioni locali più interessati alla loro immagine che alla sicurezza dei passeggeri. Un Paese che si preoccupa della privacy dei borseggiatori ma non della dignità dei suoi cittadini è un Paese che ha deciso di vivere nell'assurdo.]]></itunes:summary><itunes:duration>259</itunes:duration><itunes:keywords>borseggiatori,furbi,predatori,privacy,stazioni</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/66d0d3f370a567dbc590bc0dc5e5ff82.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Charlie Kirk, il conservatore che amava il dialogo</title><link>https://www.spreaker.com/episode/charlie-kirk-il-conservatore-che-amava-il-dialogo--67785046</link><description><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="https://www.bastabugie.it/8294" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://www.bastabugie.it/8294</a><br /><br />CHARLIE KIRK, IL CONSERVATORE CHE AMAVA IL DIALOGO di Stefano Magni<br /> <br />Hanno ucciso Charlie Kirk. [...] Attivista repubblicano, fondatore di Turning Point Usa, uno dei principali movimenti di sostegno a Trump, dedicato soprattutto ai giovani delle superiori e delle università, Charlie Kirk è stato assassinato con un colpo di fucile alla gola, sparato da quasi duecento metri dal palco da cui stava parlando, durante un evento all'Università Utah Valley. Lascia una moglie e due figli, aveva solo 31 anni, gli ultimi 13 passati a promuovere la causa del conservatorismo.<br />Turning Point Usa era stato fondato nel 2012, dall'allora 18enne Kirk, assieme all'anziano attivista del Tea Party Bill Montgomery. Le prime cause promosse dal movimento erano quelle tipiche della moderna "rivolta del tè": meno tasse, meno Stato, più libertà. Quando Kirk ha preso la guida del movimento, portandolo nelle università, la sua piattaforma programmatica è diventata via via più conservatrice, promuovendo la libertà di religione, l'opposizione all'aborto (in ogni circostanza), la memoria storica degli Usa contro ogni revisionismo woke. Turning Point Usa era diventato il punto di riferimento per tutti quegli studenti che si opponevano alla Critical Race Theory, la teoria secondo cui gli Usa sono intrinsecamente razzisti e la lotta di razza domina la storia esattamente come la lotta di classe nel marxismo classico. Kirk prendeva il toro per le corna e attaccava soprattutto il marxismo, denunciando la sua diffusione capillare nelle accademie americane.<br />TURNING POINT USA<br />Con l'arrivo sulla scena di Trump, nelle elezioni del 2016, Turning Point Usa si era unito alla sua campagna. Nella prima amministrazione del presidente repubblicano, Kirk aveva anche fatto parte della Commissione 1776 che si opponeva al Progetto 1619 (revisionismo storico antirazzista, secondo cui l'arrivo dei primi schiavi dall'Africa segna la vera nascita dell'America). La Commissione 1776 si era data il compito di preservare la memoria e i valori della Rivoluzione Americana, vita, libertà, perseguimento della felicità, l'eccezionalismo americano, contro ogni reinterpretazione.<br />Gli eventi del 2020-21, i più divisivi di sempre, hanno visto un Kirk in prima linea contro le misure pandemiche più repressive. Avendo messo in discussione il distanziamento sociale ed essendosi opposto sia all'obbligo di mascherina che a quello dei vaccini (soprattutto alle vaccinazioni obbligatorie per studenti, che definiva "apartheid sanitario") si è beccato l'infamante etichetta di "no vax". Che andava ad aggiungersi alla precedente etichetta, altrettanto infamante, di "negazionista climatico", visto che si opponeva alla rivoluzione green voluta da Obama. A sinistra lo hanno odiato ancora di più per il 6 gennaio, quando ha pagato una decina di bus per portare attivisti alla manifestazione Stop the Steal, quella che poi è sfociata nell'assalto al Campidoglio. Da parte sua, comunque, non c'è alcuna responsabilità: gli studenti conservatori portati a Washington da Kirk non hanno preso parte alla manifestazione più violenta. Difendendosi dalle accuse del Comitato sul 6 gennaio, ha dichiarato di ritenere che la parte più violenta dei manifestanti non fosse rappresentativa della base di Stop the Steal. E che comunque non si potesse parlare, nemmeno per l'assalto al legislativo, di "insurrezione", men che meno di "golpe".<br />DIMOSTRAMI CHE HO TORTO<br />In ogni caso, nonostante le critiche e le etichettature che lo associano a fenomeni violenti, Charlie Kirk non era un violento. Anzi, era un grande amante della dialettica. "Prove me wrong" ("dimostrami che ho torto") era il formato dei dibattiti universitari, pronto a rispondere, con logica e con calma, anche agli studenti (e ai docenti) più fanatici. Una settimana prima che lo uccidessero, aveva partecipato a un dibattito uno contro venti: lui contro venti studenti liberal. Non aveva paura di contraddire tabù e idee dominanti. Sfidava le femministe affermando che l'aborto è omicidio, sempre e comunque. In tempi più recenti sfidava i pro-Pal sostenendo le ragioni della difesa di Israele dal terrorismo (benché fosse isolazionista e contrario all'intervento in Iran, così come è sempre stato contrario al sostegno militare all'Ucraina).<br />Kirk non aveva paura dei fanatici, non temeva il confronto. Ma è stato ucciso per mano di un ignoto che alle parole ha preferito usare i proiettili. In aprile era stato lo stesso Kirk a lanciare un monito sulla crescita della violenza politica nella sinistra, con un post su X tornato di straordinaria attualità. «La cultura dell'assassinio si sta diffondendo nella sinistra. Il 48% dei liberal ritiene che uccidere Elon Musk sia almeno in parte giustificato. Il 55% ha espresso lo stesso parere riguardo a Donald Trump». E concludeva osservando: «Questo è il risultato naturale della cultura della protesta diffuso nella sinistra: tollera la violenza e il caos da anni. La codardia dei pubblici ministeri locali e dei funzionari scolastici ha trasformato la sinistra in una bomba a orologeria».<br />Nota di BastaBugie: Stefano Fontana nell'articolo seguente dal titolo "Il messaggio di Kirk si basava sulla legge naturale universale" spiega che, anche se non era cattolico, aveva recuperato l'adesione ad una legge naturale.<br />Ecco l'articolo completo pubblicato su La Nuova Bussola Quotidiana il 16 settembre 2025:<br />La morte per assassinio di Charlie Kirk ha colpito tutti. Sulla vicenda in questi giorni si stanno moltiplicando molte osservazioni e riflessioni, unitamente alla costernata vicinanza spirituale alla moglie e ai figli. La tragedia accaduta non verrà dimenticata tanto presto ed eserciterà una significativa influenza sul modo di pensare date le sue numerose applicazioni a tanti ambiti della vita di oggi. Da parte nostra ci limitiamo ad alcune considerazioni dal punto di vista della Dottrina sociale della Chiesa.<br />La maggior parte delle prese di posizione che condannano l'accaduto si fermano alla violazione della libertà di espressione e delle esigenze della democrazia liberale. Molti osservatori e commentatori vedono in Kirk il campione di questa libertà, un uomo che ha avuto il coraggio di dire le proprie idee, discutendo con tutti in un pubblico dibattito, come quello che stava svolgendo al momento dello sparo. Questa interpretazione non scende sul piano dei contenuti, ossia di quanto egli diceva e dei principi che promuoveva e difendeva. Certo, anche la libertà è un contenuto e non solo una forma, ma assunta così genericamente e intesa solo come libertà di dire la propria in pubblico, risulta riduttiva e anche ambigua.<br />Lo stesso vale per chi assume l'ottica del "sogno americano" di cui l'azione sociale e politica di Kirk sarebbe stata una fedele e onesta espressione. Anche in questo caso ci si ferma un passo prima di entrare in profondità nei contenuti. Chi voglia fare una analisi alla luce della Dottrina sociale della Chiesa non dovrebbe fermarsi lì, perché ambedue i criteri - libertà democratica di espressione e sogno americano - hanno bisogno a loro volta di essere fondati. Occorre piuttosto chiedersi se il messaggio di Kirk avesse voluto basarsi su alcune più solide basi<br />Qualcuno osserva che le sue posizioni circa le emergenze sociali e politiche di oggi fossero di vario tenore e non meritassero tutte lo stesso apprezzamento. Questo può essere vero, però i cosiddetti "principi non negoziabili", pur tradotti in modo personale, c'erano tutti. Egli si batteva contro l'uccisione di vite umane innocenti tramite l'aborto di Stato, difendeva e promuoveva la famiglia naturale, voleva "buone" scuole per i figli, lottava contro le attuali ideologie post-naturali come quella del gender o quella del woke, indicava i pericoli dell'immigrazionismo, soprattutto islamico, per la destabilizzazione delle nazioni e così via. Possiamo allora dire che egli non rivendicava solo la libertà democratica o il sogno americano ma intendeva andare a dei fondamenti indisponibili in cui possiamo vedere elementi della legge naturale. Questo lo collega in modo più convincente con la Dottrina sociale della Chiesa.<br />Charlie Kirk non era cattolico, ma evangelico. Per lui, almeno formalmente, non esisteva una Dottrina sociale della Chiesa, non solo per la mancanza di autorità magisteriale competente a formularla dottrinalmente, ma anche perché il rapporto tra la ragione politica e la fede religiosa per gli evangelici è diverso che per i cattolici. Dal protestantesimo possono derivare diverse soluzioni a questo proposito: uno Stato completamente laico e secolarizzato oppure uno Stato che governa direttamente la dimensione pubblica della vita religiosa; i fedeli possono ritenere che la loro coscienza legittimi qualsiasi scelta nella pubblica piazza oppure che Gesù Cristo voglia da loro una coerenza anche in questo campo.<br />Da quanto ci è dato sapere, Charlie Kirk aveva recuperato l'adesione ad una legge naturale, espressa ancora con venature evangeliche, ma piuttosto solida perché fondata sul buon senso o, per meglio dire, sul senso comune. I punti su cui egli insisteva erano in realtà piuttosto semplici, alla portata di tutti, e li difendeva con argomentazioni razionali e non solo di fede, chiedendo ai suoi interlocutori di digli dove avesse sbagliato.  Su questi aspetti del suo impegno il rapporto con la Dottrina sociale della Chiesa sembra consistente.<br />Collegato con questo aspetto, c'è poi quello del ruolo pubblico da lui assegnato alla fede cristiana e a Dio. Anche in questo ambito i suoi atteggiamenti rimangono evangelici più che cattolici, perché tra la sua coscienza e gli insegnamenti di Gesù n]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/67785046</guid><pubDate>Tue, 16 Sep 2025 20:52:58 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/67785046/charlie_kirk_il_conservatore_che_amava_il_dialogo.mp3" length="10858623" type="audio/mpeg"/><itunes:author>BastaBugie</itunes:author><itunes:subtitle>TESTO DELL'ARTICOLO ➜ https://www.bastabugie.it/8294

CHARLIE KIRK, IL CONSERVATORE CHE AMAVA IL DIALOGO di Stefano Magni
 
Hanno ucciso Charlie Kirk. [...] Attivista repubblicano, fondatore di Turning Point Usa, uno dei principali movimenti di...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="https://www.bastabugie.it/8294" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://www.bastabugie.it/8294</a><br /><br />CHARLIE KIRK, IL CONSERVATORE CHE AMAVA IL DIALOGO di Stefano Magni<br /> <br />Hanno ucciso Charlie Kirk. [...] Attivista repubblicano, fondatore di Turning Point Usa, uno dei principali movimenti di sostegno a Trump, dedicato soprattutto ai giovani delle superiori e delle università, Charlie Kirk è stato assassinato con un colpo di fucile alla gola, sparato da quasi duecento metri dal palco da cui stava parlando, durante un evento all'Università Utah Valley. Lascia una moglie e due figli, aveva solo 31 anni, gli ultimi 13 passati a promuovere la causa del conservatorismo.<br />Turning Point Usa era stato fondato nel 2012, dall'allora 18enne Kirk, assieme all'anziano attivista del Tea Party Bill Montgomery. Le prime cause promosse dal movimento erano quelle tipiche della moderna "rivolta del tè": meno tasse, meno Stato, più libertà. Quando Kirk ha preso la guida del movimento, portandolo nelle università, la sua piattaforma programmatica è diventata via via più conservatrice, promuovendo la libertà di religione, l'opposizione all'aborto (in ogni circostanza), la memoria storica degli Usa contro ogni revisionismo woke. Turning Point Usa era diventato il punto di riferimento per tutti quegli studenti che si opponevano alla Critical Race Theory, la teoria secondo cui gli Usa sono intrinsecamente razzisti e la lotta di razza domina la storia esattamente come la lotta di classe nel marxismo classico. Kirk prendeva il toro per le corna e attaccava soprattutto il marxismo, denunciando la sua diffusione capillare nelle accademie americane.<br />TURNING POINT USA<br />Con l'arrivo sulla scena di Trump, nelle elezioni del 2016, Turning Point Usa si era unito alla sua campagna. Nella prima amministrazione del presidente repubblicano, Kirk aveva anche fatto parte della Commissione 1776 che si opponeva al Progetto 1619 (revisionismo storico antirazzista, secondo cui l'arrivo dei primi schiavi dall'Africa segna la vera nascita dell'America). La Commissione 1776 si era data il compito di preservare la memoria e i valori della Rivoluzione Americana, vita, libertà, perseguimento della felicità, l'eccezionalismo americano, contro ogni reinterpretazione.<br />Gli eventi del 2020-21, i più divisivi di sempre, hanno visto un Kirk in prima linea contro le misure pandemiche più repressive. Avendo messo in discussione il distanziamento sociale ed essendosi opposto sia all'obbligo di mascherina che a quello dei vaccini (soprattutto alle vaccinazioni obbligatorie per studenti, che definiva "apartheid sanitario") si è beccato l'infamante etichetta di "no vax". Che andava ad aggiungersi alla precedente etichetta, altrettanto infamante, di "negazionista climatico", visto che si opponeva alla rivoluzione green voluta da Obama. A sinistra lo hanno odiato ancora di più per il 6 gennaio, quando ha pagato una decina di bus per portare attivisti alla manifestazione Stop the Steal, quella che poi è sfociata nell'assalto al Campidoglio. Da parte sua, comunque, non c'è alcuna responsabilità: gli studenti conservatori portati a Washington da Kirk non hanno preso parte alla manifestazione più violenta. Difendendosi dalle accuse del Comitato sul 6 gennaio, ha dichiarato di ritenere che la parte più violenta dei manifestanti non fosse rappresentativa della base di Stop the Steal. E che comunque non si potesse parlare, nemmeno per l'assalto al legislativo, di "insurrezione", men che meno di "golpe".<br />DIMOSTRAMI CHE HO TORTO<br />In ogni caso, nonostante le critiche e le etichettature che lo associano a fenomeni violenti, Charlie Kirk non era un violento. Anzi, era un grande amante della dialettica. "Prove me wrong" ("dimostrami che ho torto") era il formato dei dibattiti universitari, pronto a rispondere, con logica e con calma, anche agli studenti (e ai docenti) più fanatici. 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In teoria sarebbe una gran cosa, ma studi recenti hanno rivelato che gli studenti che utilizzano ChatGPT per la scrittura di saggi mostrano un coinvolgimento cerebrale molto più debole di chi non ne fa uso, arrivando anche ad erodere le capacità di pensiero critico, secondo un nuovo studio del MIT (Massachusetts Institute of Technology).<br />Lo studio ha diviso 54 soggetti, di età compresa tra i 18 e i 39 anni dell’area di Boston, in tre gruppi e ha chiesto loro di scrivere diversi saggi utilizzando rispettivamente ChatGPT di OpenAI, Google o semplicemente la propria testa. I ricercatori hanno, poi, usato un encefalogramma per registrare l’attività cerebrale degli scrittori scansionando 32 diverse regioni del cervello e hanno scoperto che dei tre gruppi, gli utenti di ChatGPT presentavano l’attività cerebrale più scarsa ed erano «costantemente sottoperformanti a livello neurale, linguistico e comportamentale».<br />Non solo, il gruppo che ha scritto saggi utilizzando ChatGPT ha consegnato elaborati estremamente simili che mancavano di pensiero originale, perché venivano impiegate le stesse idee e le stesse espressioni. Due insegnanti di inglese che hanno valutato i saggi li hanno definiti «senz’anima». Gli esami hanno, poi, rivelato un basso controllo esecutivo e un basso coinvolgimento attentivo. E al loro terzo saggio, molti degli scrittori  hanno semplicemente fatto fare quasi tutto il lavoro a ChatGPT. Ciò conferma i danni dell’Intelligenza artificiale già evidenziati sulle pagine della nostra rivista.<br />In più, il MIT Media Lab ha recentemente dedicato risorse significative allo studio dei diversi impatti degli strumenti di intelligenza artificiale generativa, che hanno rilevato anche che in generale, più tempo gli utenti trascorrono a parlare con ChatGPT, più si sentono soli. Probabilmente perché Il rischio maggiore è quello di perdere di vista innanzitutto il rapporto con noi stessi, la consapevolezza delle nostra capacità, convincendoci di «non essere più in grado» di affrontare sfide complesse senza l’aiuto della tecnologia.<br />Infine, affidarsi tanto all’intelligenza artificiale nell’elaborazione di compiti che la mente umana può tranquillamente svolgere da sola, a ben vedere, porta a perdere anche il gusto del fare, del creare e dunque mina lo sviluppo della creatività stessa. Dunque la tecnologia può aiutarci, questo è fuori discussione; non deve sostituirci, ecco il punto. Anche perché la strada del miglioramento, se ci pensiamo, è quella che percorriamo quando ci mettiamo alla prova e impariamo ad accettare i nostri errori.<br />Nota di BastaBugie: Daniele Ciacci nell'articolo seguente dal titolo "Intelligenza artificiale per i bambini. Gemini apre ai minori di 13 anni" si chiede quali siano i rischi per i bambini. Come cresceranno se avranno a che fare sin da subito con un software che imita l'uomo? La conclusione è che questo sia un esperimento sociale pericoloso.<br />Ecco l'articolo completo pubblicato su La Nuova Bussola Quotidiana il 16 maggio 2025:<br />In un'era digitale dove la tecnologia avanza più velocemente della nostra capacità di comprenderne le conseguenze, Google ha annunciato l'apertura del suo sistema di intelligenza artificiale Gemini ai bambini sotto i 13 anni. Una mossa che solleva profonde preoccupazioni sul benessere psicologico ed emotivo dei più giovani, già vulnerabili agli effetti dei social network.<br />Il gigante tecnologico permetterà l'accesso al suo sistema di intelligenza artificiale ai minori i cui genitori utilizzano Family Link, il servizio di controllo parentale dell'azienda. Per registrare un account per bambini, i genitori dovranno fornire dati personali come il nome e la data di nascita del figlio.<br />Gli esperti hanno definito questa decisione particolarmente rischiosa, considerando i crescenti timori sugli effetti che un uso eccessivo e non supervisionato di queste tecnologie potrebbe avere sulla salute mentale dei più piccoli. Un'analisi dell'UNICEF avverte che l'intelligenza artificiale generativa diventerà un elemento chiave delle esperienze digitali dei bambini, ma che le interazioni e i contenuti creati attraverso questa tecnologia possono rivelarsi pericolosi e fuorvianti.<br />Assistiamo a una corsa all'adozione tecnologica che ricorda in modo inquietante quanto avvenuto con i social media: piattaforme lanciate senza un'adeguata comprensione dei loro effetti a lungo termine sui giovani utenti, che hanno poi mostrato evidenti segni di dipendenza, ansia e depressione.<br />Uno studio dell'Università di Oxford, guidato dalla psicologa Karen Mansfield, evidenzia come i sistemi di AI progettati per imitare il comportamento umano potrebbero avere effetti negativi addirittura superiori a quelli associati ai social network. Le funzioni che emulano processi cognitivi o generano deepfake rischiano di compromettere gravemente il benessere psicologico di bambini e adolescenti.<br />Nonostante Google affermi di aver implementato protezioni specifiche per gli utenti più giovani, l'azienda stessa ammette i rischi, avvertendo che «Gemini può commettere errori» e suggerendo ai genitori di «aiutare i bambini a ragionare criticamente» su ciò che avviene nel chatbot. La società raccomanda anche di insegnare ai figli come verificare le risposte di Gemini e ricordare loro che «Gemini non è umano» e «di non inserire informazioni sensibili o personali».<br />I dati sull'uso dell'AI generativa tra i minori sono ancora scarsi, ma i primi studi mostrano una tendenza in crescita e poco regolamentata. Un sondaggio di Common Sense Media ha rilevato che il 58% dei ragazzi tra i 12 e i 18 anni negli Stati Uniti ha già utilizzato ChatGPT, quasi il doppio rispetto ai genitori intervistati, e la maggior parte degli adolescenti lo ha fatto all'insaputa di tutori e insegnanti.<br />Non stiamo forse ripetendo gli stessi errori del passato? Le grandi aziende tecnologiche sembrano più interessate alla conquista di nuove fasce di mercato che alla protezione di menti in crescita. Prima di introdurre tecnologie potenti e potenzialmente manipolative nella vita dei più giovani, non dovremmo forse attendere studi approfonditi e indipendenti sui loro effetti?<br />La storia dei social media ci ha insegnato che la dipendenza digitale non è un rischio teorico ma una realtà. Con l'intelligenza artificiale, che simula interazioni umane in modo sempre più convincente, il pericolo di patologizzare comportamenti disfunzionali potrebbe essere ancora maggiore. Il tempo di riflettere è questo, prima che un'intera generazione diventi cavia di un esperimento tecnologico dalle conseguenze imprevedibili.<br />]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/67707895</guid><pubDate>Wed, 10 Sep 2025 20:26:15 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/67707895/chi_si_affida_all_intelligenza_artificiale.mp3" length="8075433" type="audio/mpeg"/><itunes:author>BastaBugie</itunes:author><itunes:subtitle>TESTO DELL'ARTICOLO ➜ https://www.bastabugie.it/8284

CHI SI AFFIDA ALL’INTELLIGENZA ARTIFICIALE SCRIVE MENO, PENSA PEGGIO E PERDE SE STESSO di Manuela Antonacci
 
ChatGPT è un chatbot che sfrutta l’intelligenza artificiale, progettato per comprendere...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="https://www.bastabugie.it/8284" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://www.bastabugie.it/8284</a><br /><br />CHI SI AFFIDA ALL’INTELLIGENZA ARTIFICIALE SCRIVE MENO, PENSA PEGGIO E PERDE SE STESSO di Manuela Antonacci<br /> <br />ChatGPT è un chatbot che sfrutta l’intelligenza artificiale, progettato per comprendere e generare messaggi di testo simili a quelli umani, consentendo agli utenti di ottenere risposte a domande di vario tipo, dettagliate e coerenti. In teoria sarebbe una gran cosa, ma studi recenti hanno rivelato che gli studenti che utilizzano ChatGPT per la scrittura di saggi mostrano un coinvolgimento cerebrale molto più debole di chi non ne fa uso, arrivando anche ad erodere le capacità di pensiero critico, secondo un nuovo studio del MIT (Massachusetts Institute of Technology).<br />Lo studio ha diviso 54 soggetti, di età compresa tra i 18 e i 39 anni dell’area di Boston, in tre gruppi e ha chiesto loro di scrivere diversi saggi utilizzando rispettivamente ChatGPT di OpenAI, Google o semplicemente la propria testa. I ricercatori hanno, poi, usato un encefalogramma per registrare l’attività cerebrale degli scrittori scansionando 32 diverse regioni del cervello e hanno scoperto che dei tre gruppi, gli utenti di ChatGPT presentavano l’attività cerebrale più scarsa ed erano «costantemente sottoperformanti a livello neurale, linguistico e comportamentale».<br />Non solo, il gruppo che ha scritto saggi utilizzando ChatGPT ha consegnato elaborati estremamente simili che mancavano di pensiero originale, perché venivano impiegate le stesse idee e le stesse espressioni. Due insegnanti di inglese che hanno valutato i saggi li hanno definiti «senz’anima». Gli esami hanno, poi, rivelato un basso controllo esecutivo e un basso coinvolgimento attentivo. E al loro terzo saggio, molti degli scrittori  hanno semplicemente fatto fare quasi tutto il lavoro a ChatGPT. Ciò conferma i danni dell’Intelligenza artificiale già evidenziati sulle pagine della nostra rivista.<br />In più, il MIT Media Lab ha recentemente dedicato risorse significative allo studio dei diversi impatti degli strumenti di intelligenza artificiale generativa, che hanno rilevato anche che in generale, più tempo gli utenti trascorrono a parlare con ChatGPT, più si sentono soli. Probabilmente perché Il rischio maggiore è quello di perdere di vista innanzitutto il rapporto con noi stessi, la consapevolezza delle nostra capacità, convincendoci di «non essere più in grado» di affrontare sfide complesse senza l’aiuto della tecnologia.<br />Infine, affidarsi tanto all’intelligenza artificiale nell’elaborazione di compiti che la mente umana può tranquillamente svolgere da sola, a ben vedere, porta a perdere anche il gusto del fare, del creare e dunque mina lo sviluppo della creatività stessa. Dunque la tecnologia può aiutarci, questo è fuori discussione; non deve sostituirci, ecco il punto. Anche perché la strada del miglioramento, se ci pensiamo, è quella che percorriamo quando ci mettiamo alla prova e impariamo ad accettare i nostri errori.<br />Nota di BastaBugie: Daniele Ciacci nell'articolo seguente dal titolo "Intelligenza artificiale per i bambini. Gemini apre ai minori di 13 anni" si chiede quali siano i rischi per i bambini. Come cresceranno se avranno a che fare sin da subito con un software che imita l'uomo? La conclusione è che questo sia un esperimento sociale pericoloso.<br />Ecco l'articolo completo pubblicato su La Nuova Bussola Quotidiana il 16 maggio 2025:<br />In un'era digitale dove la tecnologia avanza più velocemente della nostra capacità di comprenderne le conseguenze, Google ha annunciato l'apertura del suo sistema di intelligenza artificiale Gemini ai bambini sotto i 13 anni. 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Basta un esperimento con ChatGpt: se si chiede all'intelligenza intelligenza artificiale di raccontare una barzelletta su Gesù, esegue il comando senza problemi, con una vasta selezione di battute, tra cui alcune che potrebbero facilmente essere considerate offensive o blasfeme. Se si fa lo stesso con Maometto, tuttavia - come riportano fonti tedesche - ChatGpt risponderà che non può prendere in giro l'Islam o altre religioni (tranne una, a quanto pare) perché «le battute mirate sui gruppi religiosi possono facilmente sembrare offensive o irrispettose».<br />Un doppio standard che non dovrebbe stupire: si possono trovare infiniti esempi di satira sul Cristianesimo, mentre ai casi analoghi sull'Islam o su qualsiasi altra religione sono sempre correlate accuse di xenofobia e la pubblica indignazione, se non peggio (basti pensare all'attentato alla sede di Charlie Hebdo nel 2015 o, più recentemente, i quattro arresti in Turchia per una caricatura di Maometto sulla rivista satirica Leman).<br />Se ne rese conto persino Richard Dawkins, l'autore di L'illusione di Dio e punto di riferimento dell'ateismo mondiale, quando fu annullata una sua conferenza a Berkeley per "islamofobia": «Sono un noto e frequente critico del Cristianesimo ma non sono mai stato tacitato per questo. Perché va bene criticare il Cristianesimo ma non l'Islam?».<br />Fa un diverso effetto, però, quando a mostrare questo corto circuito del politicamente corretto è l'Intelligenza Artificiale, spesso ritenuta imparziale. Nessuno auspica che impari a mancare di rispetto anche alle altre religioni. L'esperimento non serve per attaccare la povera ChatGpt o le sue sorelle, ma solo a mostrare che le intelligenze artificiali sono uno strumento sicuramente utilissimo ma tutt'altro che neutro. Gli esseri umani le hanno programmate e sviluppate, gli esseri umani hanno scritto tutti i loro dati e le loro informazioni, e in quanto tali contengono i bias e la parzialità, volontaria o involontaria, dell'uomo.<br />Lo dimostra anche l'intelligenza artificiale cinese Deepseek, che censura le domande scomode per il governo, come quelle su Taiwan o il massacro di piazza Tienanmen. Ma come visto, anche quelle sviluppate in Occidente non sono certo libere da intrinseci condizionamenti ideologici. A noi, va detto, la partigianeria di questi modelli di linguaggio non stupisce particolarmente: sulle pagine del numero estivo della nostra rivista (qui per abbonarsi) abbiamo infatti già dimostrato come l'intelligenza intelligenza artificiale sia stata chiaramente istruita a posizioni favorevoli all'aborto ma, se interrogata ulteriormente, ne ammetta l'illogicità.<br />Intendiamoci: non è l'abbandono di questi preziosi strumenti ciò che ci auguriamo, bensì il loro uso consapevole e la conoscenza dei loro limiti. Va abbandonata, sicuramente, la visione completamente fantascientifica dell'intelligenza artificiale come di un infallibile oracolo privo dei difetti della conoscenza umana, poiché tutto ciò che sa viene dall'uomo. E si vede.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/67349001</guid><pubDate>Tue, 12 Aug 2025 20:27:54 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/67349001/chatgpt_ironizza_su_gesu_ma_non_su_maometto.mp3" length="3380915" type="audio/mpeg"/><itunes:author>BastaBugie</itunes:author><itunes:subtitle>TESTO DELL'ARTICOLO ➜ https://www.bastabugie.it/8229

CHATGPT IRONIZZA SU GESU', MA NON SU MAOMETTO E L'ISLAM di Bernardo Tombari
 
È facile verificare come i cristiani siano l'unica categoria non reputata degna della tolleranza del politicamente...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="https://www.bastabugie.it/8229" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://www.bastabugie.it/8229</a><br /><br />CHATGPT IRONIZZA SU GESU', MA NON SU MAOMETTO E L'ISLAM di Bernardo Tombari<br /> <br />È facile verificare come i cristiani siano l'unica categoria non reputata degna della tolleranza del politicamente corretto e della morbosa attenzione a non offendere tipica di quest'epoca. Basta un esperimento con ChatGpt: se si chiede all'intelligenza intelligenza artificiale di raccontare una barzelletta su Gesù, esegue il comando senza problemi, con una vasta selezione di battute, tra cui alcune che potrebbero facilmente essere considerate offensive o blasfeme. Se si fa lo stesso con Maometto, tuttavia - come riportano fonti tedesche - ChatGpt risponderà che non può prendere in giro l'Islam o altre religioni (tranne una, a quanto pare) perché «le battute mirate sui gruppi religiosi possono facilmente sembrare offensive o irrispettose».<br />Un doppio standard che non dovrebbe stupire: si possono trovare infiniti esempi di satira sul Cristianesimo, mentre ai casi analoghi sull'Islam o su qualsiasi altra religione sono sempre correlate accuse di xenofobia e la pubblica indignazione, se non peggio (basti pensare all'attentato alla sede di Charlie Hebdo nel 2015 o, più recentemente, i quattro arresti in Turchia per una caricatura di Maometto sulla rivista satirica Leman).<br />Se ne rese conto persino Richard Dawkins, l'autore di L'illusione di Dio e punto di riferimento dell'ateismo mondiale, quando fu annullata una sua conferenza a Berkeley per "islamofobia": «Sono un noto e frequente critico del Cristianesimo ma non sono mai stato tacitato per questo. Perché va bene criticare il Cristianesimo ma non l'Islam?».<br />Fa un diverso effetto, però, quando a mostrare questo corto circuito del politicamente corretto è l'Intelligenza Artificiale, spesso ritenuta imparziale. Nessuno auspica che impari a mancare di rispetto anche alle altre religioni. L'esperimento non serve per attaccare la povera ChatGpt o le sue sorelle, ma solo a mostrare che le intelligenze artificiali sono uno strumento sicuramente utilissimo ma tutt'altro che neutro. Gli esseri umani le hanno programmate e sviluppate, gli esseri umani hanno scritto tutti i loro dati e le loro informazioni, e in quanto tali contengono i bias e la parzialità, volontaria o involontaria, dell'uomo.<br />Lo dimostra anche l'intelligenza artificiale cinese Deepseek, che censura le domande scomode per il governo, come quelle su Taiwan o il massacro di piazza Tienanmen. Ma come visto, anche quelle sviluppate in Occidente non sono certo libere da intrinseci condizionamenti ideologici. A noi, va detto, la partigianeria di questi modelli di linguaggio non stupisce particolarmente: sulle pagine del numero estivo della nostra rivista (qui per abbonarsi) abbiamo infatti già dimostrato come l'intelligenza intelligenza artificiale sia stata chiaramente istruita a posizioni favorevoli all'aborto ma, se interrogata ulteriormente, ne ammetta l'illogicità.<br />Intendiamoci: non è l'abbandono di questi preziosi strumenti ciò che ci auguriamo, bensì il loro uso consapevole e la conoscenza dei loro limiti. Va abbandonata, sicuramente, la visione completamente fantascientifica dell'intelligenza artificiale come di un infallibile oracolo privo dei difetti della conoscenza umana, poiché tutto ciò che sa viene dall'uomo. E si vede.]]></itunes:summary><itunes:duration>212</itunes:duration><itunes:keywords>chatgpt,gesù,ia,ironia,maometto</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/0601e42bbacf00167efb1b6f83ae9551.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Il silenzio complice sui delitti al femminile</title><link>https://www.spreaker.com/episode/il-silenzio-complice-sui-delitti-al-femminile--67348945</link><description><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="https://www.bastabugie.it/8257" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://www.bastabugie.it/8257</a><br /><br />IL SILENZIO COMPLICE SUI DELITTI AL FEMMINILE di Max Del Papa<br /> <br />Colpisce nell'allucinante vicenda del 35enne di Gemona fatto a pezzi da madre e moglie e buttato a tranci in un bidone la totale indifferenza, quasi l'atarassia con cui il fatto è stato colto. Dopo la confessione della madre, «Sono stata io e so che ciò che ho fatto è mostruoso», quasi una rivendicazione, la gente scuote la testa sorridendo e i media danno notizie tra il cinico e il complice, forse aspettando golosi colpi di scena, non esclusa magari qualche candidatura volante.<br />«La mia assistita ha reso piena confessione di fronte al sostituto procuratore che l'ha interrogata. Come si può immaginare, era visibilmente scossa per la crudeltà della sua azione e per la contrarietà a qualsiasi regola naturale del suo gesto» dice in tono burocratico il difensore l'avvocato Giovanni De Nardo. Ma non si può immaginare proprio niente, né il rimorso di quella madre zombie, né la sua capacità di infierire come neanche una bestia feroce. Certo un contesto fortemente degradato, certo, poche sorprese e non sarà il caso di rotolarsi per l'orrore, ma tanta apatia conferma di una assuefazione per l'orrore anche estremo, abissale. Avevano pure coperto i tranci del figlio, del compagno con la calce viva perché non puzzassero, nel loro modo demente e degradato avevano pensato a tutto.<br />Fare letteralmente a pezzi tuo figlio, il padre di tua figlia, per cosa? Per una lite domestica, perché lui si era dimenticato di preparare la cena, in uno scambio dei ruoli familiari ormai acquisito? Proprio lo scambio dei ruoli, dei sessi scopre per l'ennesima volta la doppia misura dei media e della politica: a fare un simile scempio sono state due donne, una delle quali extracomunitaria, volendo immigrata, migrante, e tutti fanno finta di niente; nessuno parla di maschicidio, di crudeltà femminile, si guarda dall'altra parte, indifferenti al ridicolo dei luoghi comuni: "Le donne sono incapaci di violenza", "se comandassero le donne non ci sarebbero le guerre".<br />STORDIRLO, DROGARLO, UCCIDERLO, SMEMBRARLO<br />Anzi c'è chi immancabilmente scomoda la depressione post parto della moglie macellaia, per cui la piccola figlia è subito stata spedita ai servizi sociali, incontro a un futuro ignoto ma sicuramente traumatico. Come fa una madre a fare spezzatino del figlio per quanto balordo e fannullone? Come fa a mettersi d'accordo con la nuora, come riescono a stordirlo, drogarlo, ucciderlo, smembrarlo, infilarlo in un bidone come una carcassa e poi fingere sconcerto, preoccupazione? Dicono le cronache complici o atarassiche: "Non un segno premonitore, nessuna lite familiare, nessun precedente tale da immaginare un piano tanto diabolico quanto inspiegabile, assicurano i vicini di casa". Ed è chiaro che neanche si preoccupano di mentire, lo fanno apertamente, Dio sa se per sciatteria o per chissà quali altre ragioni. L'ho fatta per 20 anni la "nera", ho raccontato decine di fatti del genere, abissi di un degrado feroce dove tutto ciò che pare impossibile all'umanità trova una sua cornice, una sua motivazione per quanto abietta, e non ho mai trovato lo stupore: ogni volta il contesto autorizzava le peggiori previsioni, ogni volta il condominio o l'ambiente parlavano, ipotizzavano.<br />In qualche circostanza, anzi, proprio le peggiori preoccupazioni riuscivano a scongiurare un massacro da niente. Come fa quel vicino di casa militare a dichiarare ai giornalisti che la madre carnefice, di professione infermiera, era, è «Una donna affabile, con la quale avevamo rapporti di buon vicinato. A volte ci portava le uova. Non abbiamo mai sentito litigi, per questo è tutto inspiegabile»? Anche lui minato dall'ipocrisia dei luoghi comuni per cui di una donna, di una mamma non si può dire male, non si può sospettare male? Anche se a vederla già si capiva la crudeltà repressa? Anche se lei per prima non aveva forse mai accettato quel figlio balordo, nato da una relazione difficile con un egiziano che subito ripudiava e abbandonava entrambi?<br />LA REALTÀ È MEDIOCRE E SQUALLIDA<br />Lui, l'Alessandro, a perdere tempo coi lavori di fortuna e le truffe, lo spaccio, tra una palestra e una escursione, come chi si dà poca pena delle cose e ancor meno responsabilità, la compagna una di quelle sudamericane di cui diffidare, che si direbbero pronte a tutto e un brutto giorno lo dimostrano. Una che fa una figlia e subito le prende la depressione, oggi di moda, dalle cause da chiarire ma solitamente legate alla percezione della disgrazia, un figlio come una condanna, l'impossibilità definitiva di sognare i reality e un futuro da influencer. E queste, per quanto possano suonare considerazioni, ricostruzioni crudeli, ciniche e volendo scorrette, però vanno fatte perché poi, scava scava, ci si accorge che la realtà è proprio quella. Mediocre, squallida nella sua efferata pochezza. Di un tragico come eviscerato, senza la grandezza perversa del male.<br />Situazioni miserevoli, d'accordo, viste le mille volte, d'accordo, ma perché non dire che sono in crescita, che stanno guadagnandosi lo status di nuova normalità che non disturba più nessuno, che viene accolta con fatalismo dalla gente che scuote la testa e sorride, dall'informazione che sta in campana perché aspetta dal peggio le novità elettorali? E non sto esagerando, abbiamo appena saputo di due nuove entrate nel mercato politico, una è la partenopea mamma Giò Giò, quella col figlio musicista trucidato per sbaglio in una faida camorrista, che fin da Sanremo pretendeva una candidatura e pare l'abbia ottenuta con la Lega, l'altra è una mamma Hamas senza titoli ma con una smisurata e forse non proprio innocente ambizione. Perché non notare che tutti questi casi di cinismo a vario titolo contemplano donne? E perché non dire che la storia delle donne al potere che farebbero sparire le guerre è una fandonia a metà tra il puerile e l'infame.<br />]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/67348945</guid><pubDate>Tue, 12 Aug 2025 20:25:57 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/67348945/il_silenzio_complice_sui_delitti_al_femminile.mp3" length="6866277" type="audio/mpeg"/><itunes:author>BastaBugie</itunes:author><itunes:subtitle>TESTO DELL'ARTICOLO ➜ https://www.bastabugie.it/8257

IL SILENZIO COMPLICE SUI DELITTI AL FEMMINILE di Max Del Papa
 
Colpisce nell'allucinante vicenda del 35enne di Gemona fatto a pezzi da madre e moglie e buttato a tranci in un bidone la totale...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="https://www.bastabugie.it/8257" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://www.bastabugie.it/8257</a><br /><br />IL SILENZIO COMPLICE SUI DELITTI AL FEMMINILE di Max Del Papa<br /> <br />Colpisce nell'allucinante vicenda del 35enne di Gemona fatto a pezzi da madre e moglie e buttato a tranci in un bidone la totale indifferenza, quasi l'atarassia con cui il fatto è stato colto. Dopo la confessione della madre, «Sono stata io e so che ciò che ho fatto è mostruoso», quasi una rivendicazione, la gente scuote la testa sorridendo e i media danno notizie tra il cinico e il complice, forse aspettando golosi colpi di scena, non esclusa magari qualche candidatura volante.<br />«La mia assistita ha reso piena confessione di fronte al sostituto procuratore che l'ha interrogata. Come si può immaginare, era visibilmente scossa per la crudeltà della sua azione e per la contrarietà a qualsiasi regola naturale del suo gesto» dice in tono burocratico il difensore l'avvocato Giovanni De Nardo. Ma non si può immaginare proprio niente, né il rimorso di quella madre zombie, né la sua capacità di infierire come neanche una bestia feroce. Certo un contesto fortemente degradato, certo, poche sorprese e non sarà il caso di rotolarsi per l'orrore, ma tanta apatia conferma di una assuefazione per l'orrore anche estremo, abissale. Avevano pure coperto i tranci del figlio, del compagno con la calce viva perché non puzzassero, nel loro modo demente e degradato avevano pensato a tutto.<br />Fare letteralmente a pezzi tuo figlio, il padre di tua figlia, per cosa? Per una lite domestica, perché lui si era dimenticato di preparare la cena, in uno scambio dei ruoli familiari ormai acquisito? Proprio lo scambio dei ruoli, dei sessi scopre per l'ennesima volta la doppia misura dei media e della politica: a fare un simile scempio sono state due donne, una delle quali extracomunitaria, volendo immigrata, migrante, e tutti fanno finta di niente; nessuno parla di maschicidio, di crudeltà femminile, si guarda dall'altra parte, indifferenti al ridicolo dei luoghi comuni: "Le donne sono incapaci di violenza", "se comandassero le donne non ci sarebbero le guerre".<br />STORDIRLO, DROGARLO, UCCIDERLO, SMEMBRARLO<br />Anzi c'è chi immancabilmente scomoda la depressione post parto della moglie macellaia, per cui la piccola figlia è subito stata spedita ai servizi sociali, incontro a un futuro ignoto ma sicuramente traumatico. Come fa una madre a fare spezzatino del figlio per quanto balordo e fannullone? Come fa a mettersi d'accordo con la nuora, come riescono a stordirlo, drogarlo, ucciderlo, smembrarlo, infilarlo in un bidone come una carcassa e poi fingere sconcerto, preoccupazione? Dicono le cronache complici o atarassiche: "Non un segno premonitore, nessuna lite familiare, nessun precedente tale da immaginare un piano tanto diabolico quanto inspiegabile, assicurano i vicini di casa". Ed è chiaro che neanche si preoccupano di mentire, lo fanno apertamente, Dio sa se per sciatteria o per chissà quali altre ragioni. L'ho fatta per 20 anni la "nera", ho raccontato decine di fatti del genere, abissi di un degrado feroce dove tutto ciò che pare impossibile all'umanità trova una sua cornice, una sua motivazione per quanto abietta, e non ho mai trovato lo stupore: ogni volta il contesto autorizzava le peggiori previsioni, ogni volta il condominio o l'ambiente parlavano, ipotizzavano.<br />In qualche circostanza, anzi, proprio le peggiori preoccupazioni riuscivano a scongiurare un massacro da niente. Come fa quel vicino di casa militare a dichiarare ai giornalisti che la madre carnefice, di professione infermiera, era, è «Una donna affabile, con la quale avevamo rapporti di buon vicinato. A volte ci portava le uova. Non abbiamo mai sentito litigi, per questo è tutto inspiegabile»? Anche lui minato dall'ipocrisia dei luoghi comuni per cui di una donna, di una mamma non si può dire male, non si può sospettare male? 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Su queste parole, soprattutto, Hulk Hogan - al secolo Terry Gene Bollea - aveva poggiato il suo ritorno alla fede in Gesù Cristo, facendosi battezzare insieme alla moglie nella Indian Rocks Baptist Church, in Florida. Era il dicembre del 2023 quando il campione più famoso al mondo di wrestling professionistico, capace di riempire palazzetti come nessuno prima e - assicurano commentatori accreditati - nessuno dopo, ha ricominciato a dichiarare pubblicamente e coraggiosamente la propria fede in Gesù come unico Salvatore del mondo.<br />Come lui stesso ha raccontato, si era già riconosciuto come seguace di Cristo da adolescente, a 14 anni ma si era successivamente allontanato dalla fede fino a quando, «negli ultimi anni Dio ha operato nel suo cuore per mostrargli la vanità della fama e riportarlo a Sé», riporta un articolo di Sportsspectrum.com. Un cuore e una vita, i suoi, che ne hanno viste di tutti i colori. Quello con l'attuale moglie che l'ha seguito nella scelta di testimoniare la ritrovata fede in Gesù era già il terzo matrimonio e durante quelli precedenti il campione della WWE, la federazione wrestilng, aveva attraversato burrasche e scandali, il più eclatante legato a pratiche scambiste.<br />Notevole dal punto di vista dei traguardi raggiunti e della longevità, la sua carriera a metà tra sport e spettacolo; piuttosto movimentato anche il suo curriculum da imprenditore. Ciò che val la pena sottolineare, dunque, all'indomani della sua morte sopraggiunta per arresto cardiaco giovedì mattina nella sua casa di Clearwater, è la schiettezza con la quale ha dichiarato in diverse occasioni la sua fede e la radicale revisione della scala di valori che ha operato da quando ha accolto Cristo come Signore della sua esistenza. Lui che aveva "regnato" per 2.185 giorni, campione amato da milioni di americani e non solo, proprio nel tratto finale del suo viaggio terreno aveva deciso su chi scommettere.<br />Non si può certamente presentare come un esempio di virtù e tanti restano i motivi di perplessità se non di scandalo per la sua condotta; nonostante questo è sicuramente positivo notare la schiettezza e l'entusiasmo con i quali ha professato la sua fede cristiana. Più della carriera lunga oltre mezzo secolo, più della fama, dei soldi, le donne, le esperienze al limite, più di tutto ciò che il mondo insomma aveva da offrirgli e che lui ha preso a piene mani, valeva l'incontro con Dio: evento supremo, potere che si esprime nel servizio e nell'amore, come ha dichiarato in uno dei post su X successivi alla conversione.<br />Su Instagram aveva scritto che "La totale dedizione e abbandono a Gesù è il giorno più bello della mia vita. Nessuna preoccupazione, nessun odio, nessun giudizio... solo amore!". Non possiamo che assicurare preghiera alla sua anima, come fa sempre la Chiesa per tutti i defunti, perché possa incontrare Dio nel suo volto misericordioso e giusto e fare tesoro, in questo Occidente così patetico e zelante nel suo tragico tentativo di "sbattezzarsi", dello slancio positivamente fanciullesco che ha mostrato il gigante biondo: campione di Atomic Leg Drop e molte altre mosse diventate leggendarie, ha forse davvero scelto bene la sua "mossa finale" tornando a Dio, secondo i modi e gli incontri che gli sono toccati in sorte.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/67180432</guid><pubDate>Tue, 29 Jul 2025 19:50:52 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/67180432/l_ultima_mossa_di_hulk_hogan.mp3" length="4483074" type="audio/mpeg"/><itunes:author>BastaBugie</itunes:author><itunes:subtitle>TESTO DELL'ARTICOLO ➜ https://www.bastabugie.it/8244

L'ULTIMA MOSSA DI HULK HOGAN: INGINOCCHIARSI A CRISTO di Paola Belletti
 
«Perché Dio ha tanto amato il mondo, che ha dato il suo unigenito Figlio, affinché chiunque crede in lui non perisca, ma...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="https://www.bastabugie.it/8244" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://www.bastabugie.it/8244</a><br /><br />L'ULTIMA MOSSA DI HULK HOGAN: INGINOCCHIARSI A CRISTO di Paola Belletti<br /> <br />«Perché Dio ha tanto amato il mondo, che ha dato il suo unigenito Figlio, affinché chiunque crede in lui non perisca, ma abbia vita eterna.» (Gv 3, 16). Su queste parole, soprattutto, Hulk Hogan - al secolo Terry Gene Bollea - aveva poggiato il suo ritorno alla fede in Gesù Cristo, facendosi battezzare insieme alla moglie nella Indian Rocks Baptist Church, in Florida. Era il dicembre del 2023 quando il campione più famoso al mondo di wrestling professionistico, capace di riempire palazzetti come nessuno prima e - assicurano commentatori accreditati - nessuno dopo, ha ricominciato a dichiarare pubblicamente e coraggiosamente la propria fede in Gesù come unico Salvatore del mondo.<br />Come lui stesso ha raccontato, si era già riconosciuto come seguace di Cristo da adolescente, a 14 anni ma si era successivamente allontanato dalla fede fino a quando, «negli ultimi anni Dio ha operato nel suo cuore per mostrargli la vanità della fama e riportarlo a Sé», riporta un articolo di Sportsspectrum.com. Un cuore e una vita, i suoi, che ne hanno viste di tutti i colori. Quello con l'attuale moglie che l'ha seguito nella scelta di testimoniare la ritrovata fede in Gesù era già il terzo matrimonio e durante quelli precedenti il campione della WWE, la federazione wrestilng, aveva attraversato burrasche e scandali, il più eclatante legato a pratiche scambiste.<br />Notevole dal punto di vista dei traguardi raggiunti e della longevità, la sua carriera a metà tra sport e spettacolo; piuttosto movimentato anche il suo curriculum da imprenditore. Ciò che val la pena sottolineare, dunque, all'indomani della sua morte sopraggiunta per arresto cardiaco giovedì mattina nella sua casa di Clearwater, è la schiettezza con la quale ha dichiarato in diverse occasioni la sua fede e la radicale revisione della scala di valori che ha operato da quando ha accolto Cristo come Signore della sua esistenza. Lui che aveva "regnato" per 2.185 giorni, campione amato da milioni di americani e non solo, proprio nel tratto finale del suo viaggio terreno aveva deciso su chi scommettere.<br />Non si può certamente presentare come un esempio di virtù e tanti restano i motivi di perplessità se non di scandalo per la sua condotta; nonostante questo è sicuramente positivo notare la schiettezza e l'entusiasmo con i quali ha professato la sua fede cristiana. Più della carriera lunga oltre mezzo secolo, più della fama, dei soldi, le donne, le esperienze al limite, più di tutto ciò che il mondo insomma aveva da offrirgli e che lui ha preso a piene mani, valeva l'incontro con Dio: evento supremo, potere che si esprime nel servizio e nell'amore, come ha dichiarato in uno dei post su X successivi alla conversione.<br />Su Instagram aveva scritto che "La totale dedizione e abbandono a Gesù è il giorno più bello della mia vita. Nessuna preoccupazione, nessun odio, nessun giudizio... solo amore!". Non possiamo che assicurare preghiera alla sua anima, come fa sempre la Chiesa per tutti i defunti, perché possa incontrare Dio nel suo volto misericordioso e giusto e fare tesoro, in questo Occidente così patetico e zelante nel suo tragico tentativo di "sbattezzarsi", dello slancio positivamente fanciullesco che ha mostrato il gigante biondo: campione di Atomic Leg Drop e molte altre mosse diventate leggendarie, ha forse davvero scelto bene la sua "mossa finale" tornando a Dio, secondo i modi e gli incontri che gli sono toccati in sorte.]]></itunes:summary><itunes:duration>281</itunes:duration><itunes:keywords>battesimo,conversione,hulkhogan,inginocchiarsi,wwe</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/27f2811a894af380dc46d337f7b9960a.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Irlanda, non esistono le suore assassine inventate dai giornalisti</title><link>https://www.spreaker.com/episode/irlanda-non-esistono-le-suore-assassine-inventate-dai-giornalisti--67078628</link><description><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="https://www.bastabugie.it/8222" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://www.bastabugie.it/8222</a><br /><br />IRLANDA, NON ESISTONO LE SUORE ASSASSINE INVENTATE DAI GIORNALISTI di Manuela Antonacci<br /> <br />L'ossessione dei media per lo stereotipo delle "suore malvagie" è, ormai, un dato di fatto e lo testimoniano anche alcune pellicole cinematografiche come Le sorelle Magdalene o Philomena, in cui le consacrate sono rappresentate come i personaggi di un film horror. Non solo, pare esserci proprio un gusto tutto particolare nel descrivere necessariamente le suore come essere malvagi al limite dell'indemoniato, anche nell'immaginario collettivo.<br />E dal 2014 - per la gioia dell'opinione pubblica, che a questo stereotipo è affezionata - si è aggiunta anche la super bufala legata alla scoperta di una "fossa comune" vicino ad un ex istituto irlandese, gestito da suore, la Mother and Baby Homes, in cui sarebbe stato trovato un "significativo numero di resti umani". Di qui la tessitura di leggende metropolitane a non finire, sulla vicenda, ma presto smentite, su cui si sarebbero divertiti i giornalisti.<br />Ma riannodiamo un attimo la vicenda: tanto per incominciare la Mother and Baby Homes era una casa di accoglienza per madri non sposate che, non avendo di che vivere, trovavano rifugio lì, insieme ai loro bambini. L'istituto ha operato tra il 1925 e il 1961 a Tuam, nella contea di Galway in Irlanda ed era gestito dalle suore francesi, la Bon Secours sister.<br />UNA LEGGENDA NERA<br />La leggenda nera su cui i media avrebbero ricamato alla grande, sarebbe partita dalla scoperta fatta da una storica locale, Catherine Corless, che aveva esaminato i certificati di morte di 796 neonati e bambini piccoli che erano deceduti nella casa, nel corso degli anni della sua esistenza, dal 1925 al 1961. I resti di questi bambini sarebbero stati trovati proprio sotto il terreno dell'ex istituto. Le ossa apparterrebbero a circa 800 piccoli, di età tra le 35 settimane e i tre anni.<br />Trattandosi di un'istituzione cattolica, i media si sono scatenati immediatamente, lasciando intendere che i bambini fossero stati lasciati morire di fame o che fossero stati effettivamente uccisi dalle suore malvagie prima di essere gettati nella "fossa comune" che, secondo le interpretazioni più assurde, avrebbe avuto lo scopo di occultare tali morti. Si deve, invece, tenere presente che il bilancio delle vittime nelle case per ragazze madri, era estremamente alto perché si viveva in un periodo di estrema povertà, fame diffusa e malattie contagiose frequenti.<br />Inoltre, la mortalità infantile era allora purtroppo molto elevata, anche perché non esisteva l'uso diffuso di vaccinazioni, antibiotici e medicinali, ed ancora di più lo era nelle case come la Mother and Baby Homes perché erano sovraffollate e la malattie si diffondevano rapidamente. Una cosa è certa e cioè che non si trattava di una "fossa comune", come hanno detto i giornali, in cui i corpi sarebbero stati gettati in maniera sbrigativa, senza nemmeno preoccuparsi di identificarli.<br />TUTTO IL CONTRARIO<br />Anzi! Nel caso dell'istituto, per ciascuno dei bambini deceduti sarebbe stato compilato un certificato di morte ed è proprio grazie ad esso che Catherine Corless ha potuto cominciare le sue ricerche sugli 800 bambini seppelliti. La storica ha dichiarato anche che, nei certificati compilati dalle religiose, compaiono oltre ai nomi dei bambini, la loro età, il luogo di nascita e le cause di morte. I documenti, inoltre, mostrano che molti bambini dell'orfanotrofio sono stati battezzati. Invece, nei resoconti di certa stampa, le camere sotterranee dell'istituto in cui sarebbero stati rinvenuti i corpi, si sarebbero trasformati in "fosse settiche", in cui i corpi sarebbero stati "scaricati".<br />Proprio in seguito all'isteria generatasi intorno ai rinvenimenti dell'Istituto di Tuam, nel 2014, il governo irlandese ha istituito una commissione d'inchiesta ufficiale che quattro anni fa ha pubblicato un enorme rapporto sulle case per madri e bambini del paese. Un intero capitolo di questo rapporto è dedicato all'istituto in questione, in cui, alla faccia di certa narrazione anticattolica che vorrebbe le suore come dei mostri di cattiveria dal sapore lugubre, quasi gotico, delle religiose emergono dei ritratti molto positivi, tracciati da testimoni oculari.<br />Parliamo di gente che ha lavorato o vissuto nella casa e che si esprime, proprio sulla suora che ha gestito l'Istituto, per la maggior parte del tempo, in questi termini: «Suor Ortensia amava i bambini e li aiutava». C'è chi poi ha aggiunto: «Aveva un cuore d'oro». La stessa testimone ha osservato che le suore che gestivano la casa erano «le suore più gentili e care che ho avuto il privilegio di conoscere». Che dire? Affermazioni più che positive, ma sconvenienti per la narrazione corrente, visto che la notizia era stata creata per generare scandalo, scalpore e angoscia, ma sicuramente non per fare verità!<br /><br />]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/67078628</guid><pubDate>Wed, 23 Jul 2025 08:05:30 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/67078628/irlanda_non_esistono_le_suore_assassine_inventate_dai_giornalisti.mp3" length="5574365" type="audio/mpeg"/><itunes:author>BastaBugie</itunes:author><itunes:subtitle>TESTO DELL'ARTICOLO ➜ https://www.bastabugie.it/8222

IRLANDA, NON ESISTONO LE SUORE ASSASSINE INVENTATE DAI GIORNALISTI di Manuela Antonacci
 
L'ossessione dei media per lo stereotipo delle "suore malvagie" è, ormai, un dato di fatto e lo...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="https://www.bastabugie.it/8222" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://www.bastabugie.it/8222</a><br /><br />IRLANDA, NON ESISTONO LE SUORE ASSASSINE INVENTATE DAI GIORNALISTI di Manuela Antonacci<br /> <br />L'ossessione dei media per lo stereotipo delle "suore malvagie" è, ormai, un dato di fatto e lo testimoniano anche alcune pellicole cinematografiche come Le sorelle Magdalene o Philomena, in cui le consacrate sono rappresentate come i personaggi di un film horror. Non solo, pare esserci proprio un gusto tutto particolare nel descrivere necessariamente le suore come essere malvagi al limite dell'indemoniato, anche nell'immaginario collettivo.<br />E dal 2014 - per la gioia dell'opinione pubblica, che a questo stereotipo è affezionata - si è aggiunta anche la super bufala legata alla scoperta di una "fossa comune" vicino ad un ex istituto irlandese, gestito da suore, la Mother and Baby Homes, in cui sarebbe stato trovato un "significativo numero di resti umani". Di qui la tessitura di leggende metropolitane a non finire, sulla vicenda, ma presto smentite, su cui si sarebbero divertiti i giornalisti.<br />Ma riannodiamo un attimo la vicenda: tanto per incominciare la Mother and Baby Homes era una casa di accoglienza per madri non sposate che, non avendo di che vivere, trovavano rifugio lì, insieme ai loro bambini. L'istituto ha operato tra il 1925 e il 1961 a Tuam, nella contea di Galway in Irlanda ed era gestito dalle suore francesi, la Bon Secours sister.<br />UNA LEGGENDA NERA<br />La leggenda nera su cui i media avrebbero ricamato alla grande, sarebbe partita dalla scoperta fatta da una storica locale, Catherine Corless, che aveva esaminato i certificati di morte di 796 neonati e bambini piccoli che erano deceduti nella casa, nel corso degli anni della sua esistenza, dal 1925 al 1961. I resti di questi bambini sarebbero stati trovati proprio sotto il terreno dell'ex istituto. Le ossa apparterrebbero a circa 800 piccoli, di età tra le 35 settimane e i tre anni.<br />Trattandosi di un'istituzione cattolica, i media si sono scatenati immediatamente, lasciando intendere che i bambini fossero stati lasciati morire di fame o che fossero stati effettivamente uccisi dalle suore malvagie prima di essere gettati nella "fossa comune" che, secondo le interpretazioni più assurde, avrebbe avuto lo scopo di occultare tali morti. Si deve, invece, tenere presente che il bilancio delle vittime nelle case per ragazze madri, era estremamente alto perché si viveva in un periodo di estrema povertà, fame diffusa e malattie contagiose frequenti.<br />Inoltre, la mortalità infantile era allora purtroppo molto elevata, anche perché non esisteva l'uso diffuso di vaccinazioni, antibiotici e medicinali, ed ancora di più lo era nelle case come la Mother and Baby Homes perché erano sovraffollate e la malattie si diffondevano rapidamente. Una cosa è certa e cioè che non si trattava di una "fossa comune", come hanno detto i giornali, in cui i corpi sarebbero stati gettati in maniera sbrigativa, senza nemmeno preoccuparsi di identificarli.<br />TUTTO IL CONTRARIO<br />Anzi! Nel caso dell'istituto, per ciascuno dei bambini deceduti sarebbe stato compilato un certificato di morte ed è proprio grazie ad esso che Catherine Corless ha potuto cominciare le sue ricerche sugli 800 bambini seppelliti. La storica ha dichiarato anche che, nei certificati compilati dalle religiose, compaiono oltre ai nomi dei bambini, la loro età, il luogo di nascita e le cause di morte. I documenti, inoltre, mostrano che molti bambini dell'orfanotrofio sono stati battezzati. Invece, nei resoconti di certa stampa, le camere sotterranee dell'istituto in cui sarebbero stati rinvenuti i corpi, si sarebbero trasformati in "fosse settiche", in cui i corpi sarebbero stati "scaricati".<br />Proprio in seguito all'isteria generatasi intorno ai rinvenimenti dell'Istituto di Tuam, nel 2014, il governo irlandese ha istituito una commissione...]]></itunes:summary><itunes:duration>349</itunes:duration><itunes:keywords>fossecomuni,giornalisti,irlanda,suoreassassine,veritàanticattolica</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/60e8056e37a4c21b3e0125bf95be8aac.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Notre Dame batte il Louvre e la Torre Eiffel</title><link>https://www.spreaker.com/episode/notre-dame-batte-il-louvre-e-la-torre-eiffel--67078601</link><description><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="https://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=8231" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://www.bastabugie.it/8231</a><br /><br />NOTRE DAME BATTE IL LOUVRE E LA TORRE EIFFEL di Bernardo Tombari<br /> <br />Dalle ceneri a sei milioni di visitatori in sei mesi. La cattedrale di Notre Dame è ufficialmente il monumento più visitato della Francia nella prima metà del 2025, superando il Louvre e la torre Eiffel. Lo riportano i dati pubblicati da La Tribune Dimanche: 35 mila visitatori al giorno, in media, dal 16 dicembre 2024 al 30 giugno 2025. Lo ha confermato al quotidiano anche Monsignor Olivier Ribadeau Dumas, rettore della cattedrale, che ha aggiunto: "L'emozione suscitata dall'incendio è pari solo a quella suscitata dalla riapertura". La cattedrale ha riaperto lo scorso 7 dicembre, 2059 giorni dopo le fiamme che il 15 aprile del 2019 hanno devastato il tetto e la guglia della chiesa gotica. Poco più di cinque anni, come aveva promesso Emmanuel Macron. La riapertura al pubblico è stata il giorno dopo, proprio in occasione dell'Immacolata Concezione, con la messa inaugurale. Una ricostruzione che ha raccolto donazioni miliardarie dai privati e ha unito tutta la Francia, facendo rivoltare nella tomba gli iconoclasti che durante la Rivoluzione Francese volevano distruggere la cattedrale. Il loro spirito però continua a vivere nel "tocco di contemporaneità" che Macron, sostenuto dall'arcivescovo di Parigi Laurent Ulrich, ha voluto aggiungere: le vetrate originali, per altro non danneggiate dall'incendio, saranno esposte in un museo e sostituite da delle nuove "in stile contemporaneo". Le nuove vetrate saranno realizzate dall'artista Claire Tabouret e inaugurate verso dicembre 2026. Il presidente francese ha anche ignorato l'opposizione unanime della Commissione nazionale del patrimonio e dell'architettura, degli storici dell'arte e delle centinaia di migliaia di persone che hanno firmato la petizione per mantenere le vecchie vetrate. Il rifacimento però non è ancora terminato del tutto: "Mancano ancora almeno 140 milioni" ha dichiarato Philippe Jost, presidente del progetto di restauro della cattedrale, facendo un nuovo appello alle donazioni private. Nel frattempo i visitatori continuano ad aumentare di circa mille al giorno, dimostrazione che non è una moda passeggera, e probabilmente finirà il 2025 con più dei 12 milioni di visitatori previsti. I turisti di tutto il mondo subiscono più il fascino quindi una chiesa simbolo della "epoca buia" dedicata alla Vergine Maria a quello ferro e del progresso della torre Eiffel (6,3 milioni di visitatori in tutto il 2024) o degli egizi del Louvre (8,7 milioni di visitatori), che lo scorso anno sono stati battuti anche dalla Basilica del Sacro Cuore di Montmartre (9 milioni di visitatori). E la rinascita del simbolo della cristianità francese sembra richiamare le parole di G.K. Chesterton: "Il Cristianesimo è morto molte volte e risorto di nuovo, perché ha un Dio che conosce la via d'uscita dalla tomba".<br /><br />]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/67078601</guid><pubDate>Wed, 23 Jul 2025 08:03:58 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/67078601/notre_dame_batte_il_louvre_e_la_torre_eiffel.mp3" length="3224599" type="audio/mpeg"/><itunes:author>BastaBugie</itunes:author><itunes:subtitle>TESTO DELL'ARTICOLO ➜ https://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=8231

NOTRE DAME BATTE IL LOUVRE E LA TORRE EIFFEL di Bernardo Tombari
 
Dalle ceneri a sei milioni di visitatori in sei mesi. La cattedrale di Notre Dame è ufficialmente il monumento...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="https://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=8231" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://www.bastabugie.it/8231</a><br /><br />NOTRE DAME BATTE IL LOUVRE E LA TORRE EIFFEL di Bernardo Tombari<br /> <br />Dalle ceneri a sei milioni di visitatori in sei mesi. La cattedrale di Notre Dame è ufficialmente il monumento più visitato della Francia nella prima metà del 2025, superando il Louvre e la torre Eiffel. Lo riportano i dati pubblicati da La Tribune Dimanche: 35 mila visitatori al giorno, in media, dal 16 dicembre 2024 al 30 giugno 2025. Lo ha confermato al quotidiano anche Monsignor Olivier Ribadeau Dumas, rettore della cattedrale, che ha aggiunto: "L'emozione suscitata dall'incendio è pari solo a quella suscitata dalla riapertura". La cattedrale ha riaperto lo scorso 7 dicembre, 2059 giorni dopo le fiamme che il 15 aprile del 2019 hanno devastato il tetto e la guglia della chiesa gotica. Poco più di cinque anni, come aveva promesso Emmanuel Macron. La riapertura al pubblico è stata il giorno dopo, proprio in occasione dell'Immacolata Concezione, con la messa inaugurale. Una ricostruzione che ha raccolto donazioni miliardarie dai privati e ha unito tutta la Francia, facendo rivoltare nella tomba gli iconoclasti che durante la Rivoluzione Francese volevano distruggere la cattedrale. Il loro spirito però continua a vivere nel "tocco di contemporaneità" che Macron, sostenuto dall'arcivescovo di Parigi Laurent Ulrich, ha voluto aggiungere: le vetrate originali, per altro non danneggiate dall'incendio, saranno esposte in un museo e sostituite da delle nuove "in stile contemporaneo". Le nuove vetrate saranno realizzate dall'artista Claire Tabouret e inaugurate verso dicembre 2026. Il presidente francese ha anche ignorato l'opposizione unanime della Commissione nazionale del patrimonio e dell'architettura, degli storici dell'arte e delle centinaia di migliaia di persone che hanno firmato la petizione per mantenere le vecchie vetrate. Il rifacimento però non è ancora terminato del tutto: "Mancano ancora almeno 140 milioni" ha dichiarato Philippe Jost, presidente del progetto di restauro della cattedrale, facendo un nuovo appello alle donazioni private. Nel frattempo i visitatori continuano ad aumentare di circa mille al giorno, dimostrazione che non è una moda passeggera, e probabilmente finirà il 2025 con più dei 12 milioni di visitatori previsti. I turisti di tutto il mondo subiscono più il fascino quindi una chiesa simbolo della "epoca buia" dedicata alla Vergine Maria a quello ferro e del progresso della torre Eiffel (6,3 milioni di visitatori in tutto il 2024) o degli egizi del Louvre (8,7 milioni di visitatori), che lo scorso anno sono stati battuti anche dalla Basilica del Sacro Cuore di Montmartre (9 milioni di visitatori). E la rinascita del simbolo della cristianità francese sembra richiamare le parole di G.K. Chesterton: "Il Cristianesimo è morto molte volte e risorto di nuovo, perché ha un Dio che conosce la via d'uscita dalla tomba".<br /><br />]]></itunes:summary><itunes:duration>202</itunes:duration><itunes:keywords>francia,louvre,macron,notredame,toureiffel,verginemaria</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/58ba0c4822a1583974d4ebea1fdc1f1d.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>La Bussola in Toscana, premio Viva Maria ad Angela Pellicciari</title><link>https://www.spreaker.com/episode/la-bussola-in-toscana-premio-viva-maria-ad-angela-pellicciari--66902327</link><description><![CDATA[VIDEO: Risorgimento contro la Chiesa di Angela Pellicciari ➜ <a href="https://www.youtube.com/watch?v=7gpSedVTiCs" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://www.youtube.com/watch?v=7gpSedVTiCs</a><br /><br /><br />TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="https://www.bastabugie.it/8219" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://www.bastabugie.it/8219</a><br /><br />LA BUSSOLA IN TOSCANA, PREMIO VIVA MARIA AD ANGELA PELLICCIARI di Don Stefano Bimbi<br /> <br />La giornata della Bussola della Toscana si è svolta sabato 7 giugno, anche quest'anno, a Staggia Senese. È sempre una bellissima occasione di incontro, di confronto e di approfondimento. Tutto è iniziato con la Santa Messa celebrata da padre François Dermine, per mettere nelle mani di Gesù le nostre vite e il nostro operato nella difesa e nella testimonianza della fede.<br />1) SAN GIUSEPPE (ERMES DOVICO)<br />A seguire la prima delle tre conferenze durante la quale Ermes Dovico ci ha raccontato alcuni aspetti della figura di San Giuseppe che egli ha approfondito nel suo libro San Giuseppe, maestro per ogni stato di vita pubblicato dalla Bussola.<br />Il sottotitolo richiama il fatto che Giuseppe è modello dei padri, degli sposi, dei lavoratori ma anche dei contemplativi, avendo in qualche modo ricoperto tutti questi stati di vita.<br />È stato scelto da Dio come padre putativo di Gesù e sposo della Vergine Maria; ha sostentato Gesù con il lavoro di falegname e glielo ha insegnato; uomo di preghiera e di contemplazione e in più vergine seppur sposo. La verginità di San Giuseppe non è affatto un aspetto marginale. La verginità di entrambi gli sposi è un caso eccezionale, ma la loro unione, in questo modo, esalta entrambe le vocazioni.<br />Un aspetto su cui Dovico si è molto soffermato è quello della giovane età di San Giuseppe: non sarebbe potuto essere diversamente dovendo sostenere un lavoro duro per sostenere la propria famiglia ed essere pronto a fuggire, in condizioni anche disagevoli, per difendere la vita di Gesù. Le raffigurazioni di San Giuseppe come un anziano risentono di alcune eresie che si rifacevano agli apocrifi, ma non hanno nulla di veritiero. Tra l'altro nella chiesa di Staggia c'è una veneratissima statua di San Giuseppe rappresentato giovane e bello con in braccio Gesù che regge il mondo.<br />San Giuseppe è invocato anche come patrono della buona morte perché la tradizione narra anche dei dolori e della malattia di Giuseppe, il quale è morto accudito nientemeno che da Maria Santissima e da Gesù in persona. Come non pensare al rovesciamento della buona morte cioè l'eutanasia, che è l'esatto contrario?<br />2) IL RISORGIMENTO (ANGELA PELLICCIARI)<br />Nel pomeriggio è stata la volta della professoressa Angela Pellicciari che da sempre si occupa di dare una rilettura del Risorgimento italiano e che ha di recente ripubblicato e arricchito il suo libro sul Risorgimento.<br />Il Risorgimento che Leone XIII definiva «risorgimento del paganesimo» affonda le sue radici nella rivoluzione effettuata da Lutero 500 anni prima. I due pilastri di Lutero erano uguaglianza e libertà. Con l'"uguaglianza" negava che ordine e matrimonio fossero un sacramento, non esisteva un magistero della Chiesa e il capo spirituale non era il Papa, ma il principe. Con la "libertà" toglieva l'interpretazione delle Scritture alla Chiesa e sosteneva che ciascuno poteva liberamente aprire la Bibbia e capire da solo cosa diceva Dio. Dopo Lutero, arriva la massoneria, poi la Rivoluzione Francese, che sono tutte legate da un filo rosso.<br />All'inizio la Carboneria in Italia cerca di diffondere sentimenti di ribellione nei confronti della Chiesa e della monarchia senza riuscire però a fare presa sugli italiani, tutti molto cattolici e monarchici.<br />La massoneria mirava ad annichilire il cattolicesimo in nome dell'indipendenza. Nonostante nel primo articolo della Costituzione Albertina del 1848 ci fosse scritto che la religione Cattolica Apostolica Romana era la sola religione di Stato, con l'avvento di Camillo Benso conte di Cavour si assiste alla soppressione degli ordini religiosi, a partire dai gesuiti, all'esproprio della proprietà privata e dei beni della Chiesa, al divieto per il Papa di pubblicare encicliche. Il Papa al tempo di questi eventi era il beato Pio IX, il cui pontificato durato dal 1846 al 1878 è stato il più lungo tra i successori di San Pietro. Nei suoi documenti il Papa ha documentato gli eventi che sono accaduti sotto il suo regno perché aveva capito che non sarebbe restato niente, avendo saccheggiato gli archivi della Chiesa.<br />Al termine il direttore della Bussola, Riccardo Cascioli, ha consegnato alla professoressa Pellicciari il Premio "Viva Maria!" dedicato alla Vergine del conforto che è conservata ad Arezzo. Il premio è rappresentato da una perfetta riproduzione di quella immagine. La storia della Madonna del Conforto somiglia ai nostri tempi, infatti come ai tempi di Napoleone, è in atto un attacco alla fede cattolica. Ora come allora c'è bisogno che ci sia un forte movimento di popolo che difenda la Chiesa da questi attacchi.<br />Ecco la motivazione del premio secondo le parole di Riccardo Cascioli: «Premio Viva Maria 2025 ad Angela Pellicciari perché, come i Viva Maria dell'insorgenza toscana, valorosi testimoni della fede cattolica, ha contribuito in modo significativo alla revisione storiografica del cosiddetto Risorgimento offrendo una visione alternativa, coerente e ben documentata della storia e dell'identità del nostro Paese».<br />3) IL DEMONIO (PADRE FRANÇOIS DERMINE)<br />L'ospite che ha concluso degnamente questa bella giornata è stato padre François Dermine, domenicano, esorcista, presidente del GRIS (Gruppo di Ricerca e di Informazione Socio-religiosa), deputato alle questioni di religiosità alternativa dalla CEI, insegna come professore allo Studio Teologico Domenicano di Bologna e conduce da tanti anni su Radio Maria la trasmissione "Mistici, veggenti e medium".<br />Nella sua conferenza intitolata Il diavolo esiste. Tutti ci dobbiamo fare i conti padre Dermine ci ha guidato in un percorso che ha toccato alcuni dei temi più delicati e attuali nel campo della spiritualità e della fede cristiana: l'esistenza del maligno, la sua azione nel mondo contemporaneo, le forme di inganno spirituale che spesso si mascherano da esperienze religiose autentiche, e il crescente interesse verso pratiche esoteriche e forme di religiosità alternative. Interessanti anche state le domande che il pubblico ha fatto al termine della sua esposizione: chi è davvero il diavolo? In che modo agisce oggi? Qual è il ruolo dell'esorcismo nella Chiesa? Come possiamo difenderci spiritualmente da certe influenze? Padre Dermine ha risposto puntualmente aiutando i presenti non solo a comprendere meglio questi aspetti dal punto di vista dottrinale, ma ha offerto anche riflessioni illuminate dalla sua lunga esperienza come esorcista, studioso e comunicatore.<br />Nel sito di don Stefano Bimbi (www.donstefanobimbi.it) e sul canale YouTube della Bussola saranno presto pubblicati i video delle conferenze della Giornata della Bussola della Toscana. Appuntamento alla prossima Giornata della Bussola nazionale il 25 ottobre.<br />]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/66902327</guid><pubDate>Tue, 08 Jul 2025 19:46:31 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/66902327/la_bussola_in_toscana.mp3" length="7418401" type="audio/mpeg"/><itunes:author>BastaBugie</itunes:author><itunes:subtitle>VIDEO: Risorgimento contro la Chiesa di Angela Pellicciari ➜ https://www.youtube.com/watch?v=7gpSedVTiCs


TESTO DELL'ARTICOLO ➜ https://www.bastabugie.it/8219

LA BUSSOLA IN TOSCANA, PREMIO VIVA MARIA AD ANGELA PELLICCIARI di Don Stefano Bimbi
 
La...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[VIDEO: Risorgimento contro la Chiesa di Angela Pellicciari ➜ <a href="https://www.youtube.com/watch?v=7gpSedVTiCs" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://www.youtube.com/watch?v=7gpSedVTiCs</a><br /><br /><br />TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="https://www.bastabugie.it/8219" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://www.bastabugie.it/8219</a><br /><br />LA BUSSOLA IN TOSCANA, PREMIO VIVA MARIA AD ANGELA PELLICCIARI di Don Stefano Bimbi<br /> <br />La giornata della Bussola della Toscana si è svolta sabato 7 giugno, anche quest'anno, a Staggia Senese. È sempre una bellissima occasione di incontro, di confronto e di approfondimento. Tutto è iniziato con la Santa Messa celebrata da padre François Dermine, per mettere nelle mani di Gesù le nostre vite e il nostro operato nella difesa e nella testimonianza della fede.<br />1) SAN GIUSEPPE (ERMES DOVICO)<br />A seguire la prima delle tre conferenze durante la quale Ermes Dovico ci ha raccontato alcuni aspetti della figura di San Giuseppe che egli ha approfondito nel suo libro San Giuseppe, maestro per ogni stato di vita pubblicato dalla Bussola.<br />Il sottotitolo richiama il fatto che Giuseppe è modello dei padri, degli sposi, dei lavoratori ma anche dei contemplativi, avendo in qualche modo ricoperto tutti questi stati di vita.<br />È stato scelto da Dio come padre putativo di Gesù e sposo della Vergine Maria; ha sostentato Gesù con il lavoro di falegname e glielo ha insegnato; uomo di preghiera e di contemplazione e in più vergine seppur sposo. La verginità di San Giuseppe non è affatto un aspetto marginale. La verginità di entrambi gli sposi è un caso eccezionale, ma la loro unione, in questo modo, esalta entrambe le vocazioni.<br />Un aspetto su cui Dovico si è molto soffermato è quello della giovane età di San Giuseppe: non sarebbe potuto essere diversamente dovendo sostenere un lavoro duro per sostenere la propria famiglia ed essere pronto a fuggire, in condizioni anche disagevoli, per difendere la vita di Gesù. Le raffigurazioni di San Giuseppe come un anziano risentono di alcune eresie che si rifacevano agli apocrifi, ma non hanno nulla di veritiero. Tra l'altro nella chiesa di Staggia c'è una veneratissima statua di San Giuseppe rappresentato giovane e bello con in braccio Gesù che regge il mondo.<br />San Giuseppe è invocato anche come patrono della buona morte perché la tradizione narra anche dei dolori e della malattia di Giuseppe, il quale è morto accudito nientemeno che da Maria Santissima e da Gesù in persona. Come non pensare al rovesciamento della buona morte cioè l'eutanasia, che è l'esatto contrario?<br />2) IL RISORGIMENTO (ANGELA PELLICCIARI)<br />Nel pomeriggio è stata la volta della professoressa Angela Pellicciari che da sempre si occupa di dare una rilettura del Risorgimento italiano e che ha di recente ripubblicato e arricchito il suo libro sul Risorgimento.<br />Il Risorgimento che Leone XIII definiva «risorgimento del paganesimo» affonda le sue radici nella rivoluzione effettuata da Lutero 500 anni prima. I due pilastri di Lutero erano uguaglianza e libertà. Con l'"uguaglianza" negava che ordine e matrimonio fossero un sacramento, non esisteva un magistero della Chiesa e il capo spirituale non era il Papa, ma il principe. Con la "libertà" toglieva l'interpretazione delle Scritture alla Chiesa e sosteneva che ciascuno poteva liberamente aprire la Bibbia e capire da solo cosa diceva Dio. Dopo Lutero, arriva la massoneria, poi la Rivoluzione Francese, che sono tutte legate da un filo rosso.<br />All'inizio la Carboneria in Italia cerca di diffondere sentimenti di ribellione nei confronti della Chiesa e della monarchia senza riuscire però a fare presa sugli italiani, tutti molto cattolici e monarchici.<br />La massoneria mirava ad annichilire il cattolicesimo in nome dell'indipendenza. Nonostante nel primo articolo della Costituzione Albertina del 1848 ci fosse scritto che la religione Cattolica Apostolica Romana era la sola religione...]]></itunes:summary><itunes:duration>464</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/6f762bdd2c7f5bf4e33a55d53cda28e4.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Medico da 4 anni a processo per aver curato il covid</title><link>https://www.spreaker.com/episode/medico-da-4-anni-a-processo-per-aver-curato-il-covid--66826224</link><description><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="https://www.bastabugie.it/8217" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://www.bastabugie.it/8217</a><br /><br />TRUMP DIFENDE IL SEGRETO DELLA CONFESSIONE DALL'ATTACCO DEI DEMOCRATICI di Luca Volontè<br /> <br />Che i Democratici americani fossero contrari alla libertà religiosa e accaniti avversari dei fedeli e della Chiesa cattolica è stato ampiamente provato dalle politiche promosse negli Stati Uniti sotto l’amministrazione del "cattolico fluido" Joe Biden. L’ennesimo salto di qualità, una volta perse le elezioni dello scorso anno e con tutta la nuova amministrazione Trump dedita a tutelare la libertà religiosa e di culto nel Paese, lo abbiamo visto nello Stato di Washington. Qui, il mese scorso, è stata approvata la legge che impone ai sacerdoti cattolici e ortodossi di violare il segreto del confessionale. Venerdì 2 maggio 2025, il governatore dello Stato di Washington, Bob Ferguson, aveva firmato il disegno di legge 5375 del Senato, intitolato "Riguardo al dovere del clero di denunciare abusi e negligenze verso i minori", che prevede l'obbligo per i membri del clero, di tutte le confessioni, di denunciare casi sospetti di abusi sui minori. La nuova legge ribadisce le eccezioni e le clausole di riservatezza per moltissime professioni, ma non per i sacerdoti cattolici e ortodossi (questi ultimi pochissimi nello Stato), che rischiano fino a 364 giorni di carcere e una multa di 5.000 dollari.<br />IL SIGILLO SACRAMENTALE<br />Il segreto della confessione, nella Chiesa cattolica, è inviolabile e chiamato più propriamente "sigillo sacramentale". Il sacerdote non può rivelare in alcun modo ciò che gli viene confidato durante la confessione, pena la scomunica. Questo segreto si estende non solo ai peccati confessati, ma a tutto ciò che il sacerdote viene a sapere riguardo alla vita del penitente nel contesto del sacramento della Penitenza. Perciò i sacerdoti di Washington «sono disposti ad andare in prigione piuttosto che violare il segreto confessionale», aveva affermato il vescovo di Spokane, Thomas Daly, in una dichiarazione in risposta alla nuova legge, assicurando i fedeli della diocesi che «i pastori, vescovi e sacerdoti, sono impegnati a mantenere il segreto della confessione, anche al punto di andare in prigione» e ribadendo l’impegno massimo a difesa dei minori. Negli stessi giorni, domenica 4 maggio, l'arcivescovo di Seattle, Paul Etienne, aveva rilasciato una dichiarazione simile, in cui affermava che lui e altri membri del clero dell'arcidiocesi non avrebbero rispettato la legge, perché «dobbiamo obbedire a Dio piuttosto che agli uomini… Il clero cattolico non può violare il segreto confessionale, pena la scomunica dalla Chiesa. Tutti i cattolici devono sapere ed essere certi che le loro confessioni rimangono sacre, sicure, riservate e protette dalla legge della Chiesa», ha affermato l’arcivescovo.<br />Con questa legge, lo Stato di Washington prende di mira la tradizione cattolica, ovvero il sacramento della Riconciliazione, imponendo ai sacerdoti di violare un elemento essenziale del sacramento stesso, la comunicazione confidenziale tra il sacerdote e il penitente, in cui viene offerta l'assoluzione dei peccati. Così lo Stato cerca di estendere il proprio potere sulla Chiesa e la sua dottrina. Allo stesso tempo, però, le leggi dello stesso Stato di Washington garantiscono la riservatezza delle comunicazioni tra un avvocato e un cliente, un medico e un paziente, tra gli stessi coniugi, esentando dal segnalare informazioni sensibili.<br />IL DOPPIO STANDARD<br />Siamo all’ennesimo "doppio standard" che vuole umiliare la libertà dei cristiani. Ebbene, i Democratici hanno dovuto prendere atto che l’aria nel Paese e nell’amministrazione federale è cambiata; infatti, già il 7 maggio, il Dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti aveva affermato che il disegno di legge 5375 del Senato dello Stato di Washington «sembra violare il Primo Emendamento» e aveva promesso di indagare sul possibile conflitto con la Costituzione. Il 29 maggio erano stati tutti i vescovi cattolici dello Stato di Washington ad intentare una causa contro la nuova legge, sostenendo che essa viola il libero esercizio della religione protetto dal Primo Emendamento, violando il sacro sigillo della confessione. I leader di varie chiese ortodosse si sono uniti ai vescovi cattolici di Washington nella loro causa contro lo Stato, affermando, nella causa depositata il 16 giugno, che i sacerdoti ortodossi, come quelli cattolici, «hanno lo stretto dovere religioso di mantenere l'assoluta riservatezza» delle informazioni rivelate in confessione.<br />Ieri l’altro, il 23 giugno, l’attesa decisione ufficiale del Dipartimento di Stato federale, che con il procuratore generale aggiunto Harmeet Dhillon ha preso posizione sulla norma. «Le leggi che prendono di mira esplicitamente pratiche religiose come il sacramento della confessione nella Chiesa cattolica non hanno posto nella nostra società. Il disegno di legge 5375 del Senato costringe incostituzionalmente i sacerdoti cattolici a Washington a scegliere tra i loro obblighi verso la Chiesa cattolica e i loro penitenti o affrontare conseguenze penali, trattando al contempo il privilegio sacerdote-penitente in modo diverso rispetto ad altri privilegi consolidati. Il Dipartimento di Giustizia non resterà inerte quando gli Stati attaccheranno il libero esercizio della religione».<br />Una posizione, questa del Dipartimento di Giustizia, che è come una "rivoluzione copernicana" rispetto alle continue persecuzioni contro i cattolici messe in atto dall’amministrazione Biden, il presidente tanto difeso in Vaticano sotto papa Francesco nonostante le sue iniziative apertamente contrarie alla legge naturale e alla dottrina cattolica. Ora, con la discesa in campo del Dipartimento di Giustizia, si accelereranno i tempi davanti alle corti dello Stato di Washington per ottenere una sospensiva della norma; e poi, con l’eventuale giudizio alla Corte Suprema, per dichiararne la palese incostituzionalità.<br />]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/66826224</guid><pubDate>Tue, 01 Jul 2025 21:28:34 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/66826224/medico_da_quattro_anni_a_processo.mp3" length="4163788" type="audio/mpeg"/><itunes:author>BastaBugie</itunes:author><itunes:subtitle>TESTO DELL'ARTICOLO ➜ https://www.bastabugie.it/8217

TRUMP DIFENDE IL SEGRETO DELLA CONFESSIONE DALL'ATTACCO DEI DEMOCRATICI di Luca Volontè
 
Che i Democratici americani fossero contrari alla libertà religiosa e accaniti avversari dei fedeli e della...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="https://www.bastabugie.it/8217" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://www.bastabugie.it/8217</a><br /><br />TRUMP DIFENDE IL SEGRETO DELLA CONFESSIONE DALL'ATTACCO DEI DEMOCRATICI di Luca Volontè<br /> <br />Che i Democratici americani fossero contrari alla libertà religiosa e accaniti avversari dei fedeli e della Chiesa cattolica è stato ampiamente provato dalle politiche promosse negli Stati Uniti sotto l’amministrazione del "cattolico fluido" Joe Biden. L’ennesimo salto di qualità, una volta perse le elezioni dello scorso anno e con tutta la nuova amministrazione Trump dedita a tutelare la libertà religiosa e di culto nel Paese, lo abbiamo visto nello Stato di Washington. Qui, il mese scorso, è stata approvata la legge che impone ai sacerdoti cattolici e ortodossi di violare il segreto del confessionale. Venerdì 2 maggio 2025, il governatore dello Stato di Washington, Bob Ferguson, aveva firmato il disegno di legge 5375 del Senato, intitolato "Riguardo al dovere del clero di denunciare abusi e negligenze verso i minori", che prevede l'obbligo per i membri del clero, di tutte le confessioni, di denunciare casi sospetti di abusi sui minori. La nuova legge ribadisce le eccezioni e le clausole di riservatezza per moltissime professioni, ma non per i sacerdoti cattolici e ortodossi (questi ultimi pochissimi nello Stato), che rischiano fino a 364 giorni di carcere e una multa di 5.000 dollari.<br />IL SIGILLO SACRAMENTALE<br />Il segreto della confessione, nella Chiesa cattolica, è inviolabile e chiamato più propriamente "sigillo sacramentale". Il sacerdote non può rivelare in alcun modo ciò che gli viene confidato durante la confessione, pena la scomunica. Questo segreto si estende non solo ai peccati confessati, ma a tutto ciò che il sacerdote viene a sapere riguardo alla vita del penitente nel contesto del sacramento della Penitenza. Perciò i sacerdoti di Washington «sono disposti ad andare in prigione piuttosto che violare il segreto confessionale», aveva affermato il vescovo di Spokane, Thomas Daly, in una dichiarazione in risposta alla nuova legge, assicurando i fedeli della diocesi che «i pastori, vescovi e sacerdoti, sono impegnati a mantenere il segreto della confessione, anche al punto di andare in prigione» e ribadendo l’impegno massimo a difesa dei minori. Negli stessi giorni, domenica 4 maggio, l'arcivescovo di Seattle, Paul Etienne, aveva rilasciato una dichiarazione simile, in cui affermava che lui e altri membri del clero dell'arcidiocesi non avrebbero rispettato la legge, perché «dobbiamo obbedire a Dio piuttosto che agli uomini… Il clero cattolico non può violare il segreto confessionale, pena la scomunica dalla Chiesa. Tutti i cattolici devono sapere ed essere certi che le loro confessioni rimangono sacre, sicure, riservate e protette dalla legge della Chiesa», ha affermato l’arcivescovo.<br />Con questa legge, lo Stato di Washington prende di mira la tradizione cattolica, ovvero il sacramento della Riconciliazione, imponendo ai sacerdoti di violare un elemento essenziale del sacramento stesso, la comunicazione confidenziale tra il sacerdote e il penitente, in cui viene offerta l'assoluzione dei peccati. Così lo Stato cerca di estendere il proprio potere sulla Chiesa e la sua dottrina. Allo stesso tempo, però, le leggi dello stesso Stato di Washington garantiscono la riservatezza delle comunicazioni tra un avvocato e un cliente, un medico e un paziente, tra gli stessi coniugi, esentando dal segnalare informazioni sensibili.<br />IL DOPPIO STANDARD<br />Siamo all’ennesimo "doppio standard" che vuole umiliare la libertà dei cristiani. Ebbene, i Democratici hanno dovuto prendere atto che l’aria nel Paese e nell’amministrazione federale è cambiata; infatti, già il 7 maggio, il Dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti aveva affermato che il disegno di legge 5375 del Senato dello Stato di Washington «sembra violare il Primo Emendamento» e aveva promesso di indagare...]]></itunes:summary><itunes:duration>261</itunes:duration><itunes:keywords>accanimentogiudiziario,cure,curedomiciliari,libertà,medico</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/4d703dc2bcb899c3c36f9b77b0b4e2a9.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Saviano ammette: "ho sprecato la mia vita"</title><link>https://www.spreaker.com/episode/saviano-ammette-ho-sprecato-la-mia-vita--65953118</link><description><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="https://www.bastabugie.it/8157" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://www.bastabugie.it/8157</a><br /><br />SAVIANO AMMETTE: ''HO SPRECATO LA MIA VITA'' di Paola Belletti<br /> <br />«Niente ferisce, avvelena, ammala, quanto la delusione. Perché la delusione è un dolore che deriva sempre da una speranza svanita», scriveva con la consueta affilatura di sguardo, prima che di penna, Oriana Fallaci. Potrebbero appoggiarsi alle sue parole anche i due intellettuali(ni) nostrani che hanno di recente confessato o lasciato trasparire il senso di vuoto e amarezza dovuti al sospetto di avere sprecato la propria vita dietro ideali che, forse, non meritavano tanto: Roberto Saviano e Luca Bizzarri. Entrambi sono noti per il sostegno all'ideologia progressista e ai suoi dogmi, anche se non è mai giusto ridurre nessuna persona a ciò che esprime pubblicamente e nemmeno alle cause che decide di sposare.<br />1) ROBERTO SAVIANO<br />Di Saviano, oltre all'opera meritoria di denuncia del sistema malavitoso che gli sta constando da anni un prezzo molto alto in termini di libertà e vita privata, ricordiamo purtroppo il sostegno all'aborto come dogma - in linguaggio liberal si dice "diritto inalienabile"- e alle altre battaglie comprese nello stesso pacchetto e diventate agenda internazionale, come la distruzione della famiglia naturale (che si ostinano a chiamare tradizionale), la promozione dell'eutanasia e la necessità della liberazione sessuale (ancora? Il 68 è un anno che sembra non passare mai).<br />Di Eluana Englaro, che Saviano non ha mai incontrato di persona, diede una descrizione irrispettosa, crudele e soprattutto falsa; lo fece per sostenere la necessità, tristemente pianificata, di sfruttare il caso per far passare nell'opinione pubblica l'idea che l'eutanasia fosse quanto mai necessaria e, anzi, la nuova frontiera della civiltà dei diritti. Parlava di tubi (nessun tubo, ma anche fosse stato?), di viso scarnificato e piaghe da decubito (nessuna lesione, nessuna magrezza estrema, addirittura la pelle appariva rosea, idratata), di bava alla bocca.  Come sono impressionabili e fantasiosi certi maitre a penser: che cosa sarà mai un po' di scialorrea? davvero la dignità della persona si misura nella sua bella cera? nella totale assenza di fragilità?<br />Riguardo alla famiglia che ancora va per la maggiore, almeno questa definizione ce la concederà, si è espresso in maniera ancora più straniante, con un ragionamento per induzione secondo il quale, dato che nelle gerarchie mafiose è considerata una virtù la monogamia, allora la monogamia è un male. Per questo, attenzione al pensiero acrobatico in arrivo, «la sessualità libera dai vincoli, un corpo non assoggettato dalla morsa della convenzione è un atto antimafia. Anzi è l'atto antimafia». Nella recente intervista rilasciata al Corriere, Saviano ha però mostrato una grande sofferenza esistenziale, alimentata dal tragico dubbio di avere speso l'unica vita a sua disposizione per un ideale che non si è rivelato all'altezza.<br />Intrappolato nel personaggio che è diventato, oppresso dalle condizioni di continua allerta in cui deve vivere e che hanno tuttora un contraccolpo sulla sua famiglia e sulle sue relazioni, dichiara: «Ho la sensazione di aver sprecato la mia vita. Vorrei interrompere il lavoro. Ma non ci riesco. Non credevo di pagare così tanto. Certo, pensavo di pagare un prezzo, ma non così a lungo». Crisi di panico, pensieri suicidari e sofferenza profonda. Di certo una condizione drammatica che fa appello all'umanità altrui e che non può che suscitare sincera compassione. Nessun "te l'avevo detto", caro Roberto. Solo l'amara eppure felice constatazione che persino il tuo cuore è fatto per l'Infinito, per quel Dio che non è solo parte del corredo mafioso (anzi, quello ne è un terribile abuso), il solo capace di saziare la sete che arde nella gola di tutti, ad essere onesti.<br />2) LUCA BIZZARRI<br />E la stessa amarezza, sebbene più velata, sfugge dalle dichiarazioni che l'attore, autore e comico Luca Bizzarri ha consegnato a sua volta in un'intervista allo stesso giornale: «Dal punto di vista umano sono un fallimento. Non ho figli, non ho una compagna, non ho una famiglia. Ho solo il mio lavoro. Questo mi avvantaggia moltissimo...». Lo avvantaggia, ma lo lascia solo, attaccato in modo ossessiva alla sola cosa che ha ottenuto la sua dedizione, il lavoro. Si percepisce quasi un tono di superiorità, come la solitudine dell'eroe che ha sacrificato cose umane, troppo umane, per dedicarsi a un ideale. Ideale che però non si sta mostrando all'altezza delle promesse che sembrava portare con sé.<br />Saviano e Bizzarri sono entrambi in un'età di bilanci (45 e 53 anni) e forse questo pesa sulle loro considerazioni e potrebbe pure essere un'occasione per confessare a sé stessi prima che a un giornalista che si sono sbagliati, che spendersi per ciò che non costruisce la propria umanità la distrugge, che sostenere ideologie mortifere non può che portare delusione e amarezza, che difendere una libertà sganciata dal vero bene non lascia che vuoto.<br />A che serve spendere le proprie energie per il lavoro se il lavoro stesso non ha un ideale che lo trascende? A che serve parlare di autodeterminazione e diritti vari se, fragili come siamo, potremmo trovarci tutti, Saviano e Bizzarri compresi, deboli, non autosufficienti e bisognosi di qualcuno che si prenda cura di noi? Sì, forse avete ragione, dunque, avete sbagliato tanto, ma non è una brutta notizia: errore e fallimento possono non essere l'ultima parola sulla vostra esistenza. C'è Qualcuno in agguato fino all'ultimo istante, smanioso di farvi scoprire quanto vale ogni vita, anche la vostra, al di là di ogni successo o ricchezza accumulati.<br />]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/65953118</guid><pubDate>Tue, 06 May 2025 22:23:43 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/65953118/saviano_ammette_ho_sprecato_la_mia_vita.mp3" length="7082213" type="audio/mpeg"/><itunes:author>BastaBugie</itunes:author><itunes:subtitle>TESTO DELL'ARTICOLO ➜ https://www.bastabugie.it/8157

SAVIANO AMMETTE: ''HO SPRECATO LA MIA VITA'' di Paola Belletti
 
«Niente ferisce, avvelena, ammala, quanto la delusione. Perché la delusione è un dolore che deriva sempre da una speranza svanita»,...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="https://www.bastabugie.it/8157" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://www.bastabugie.it/8157</a><br /><br />SAVIANO AMMETTE: ''HO SPRECATO LA MIA VITA'' di Paola Belletti<br /> <br />«Niente ferisce, avvelena, ammala, quanto la delusione. Perché la delusione è un dolore che deriva sempre da una speranza svanita», scriveva con la consueta affilatura di sguardo, prima che di penna, Oriana Fallaci. Potrebbero appoggiarsi alle sue parole anche i due intellettuali(ni) nostrani che hanno di recente confessato o lasciato trasparire il senso di vuoto e amarezza dovuti al sospetto di avere sprecato la propria vita dietro ideali che, forse, non meritavano tanto: Roberto Saviano e Luca Bizzarri. Entrambi sono noti per il sostegno all'ideologia progressista e ai suoi dogmi, anche se non è mai giusto ridurre nessuna persona a ciò che esprime pubblicamente e nemmeno alle cause che decide di sposare.<br />1) ROBERTO SAVIANO<br />Di Saviano, oltre all'opera meritoria di denuncia del sistema malavitoso che gli sta constando da anni un prezzo molto alto in termini di libertà e vita privata, ricordiamo purtroppo il sostegno all'aborto come dogma - in linguaggio liberal si dice "diritto inalienabile"- e alle altre battaglie comprese nello stesso pacchetto e diventate agenda internazionale, come la distruzione della famiglia naturale (che si ostinano a chiamare tradizionale), la promozione dell'eutanasia e la necessità della liberazione sessuale (ancora? Il 68 è un anno che sembra non passare mai).<br />Di Eluana Englaro, che Saviano non ha mai incontrato di persona, diede una descrizione irrispettosa, crudele e soprattutto falsa; lo fece per sostenere la necessità, tristemente pianificata, di sfruttare il caso per far passare nell'opinione pubblica l'idea che l'eutanasia fosse quanto mai necessaria e, anzi, la nuova frontiera della civiltà dei diritti. Parlava di tubi (nessun tubo, ma anche fosse stato?), di viso scarnificato e piaghe da decubito (nessuna lesione, nessuna magrezza estrema, addirittura la pelle appariva rosea, idratata), di bava alla bocca.  Come sono impressionabili e fantasiosi certi maitre a penser: che cosa sarà mai un po' di scialorrea? davvero la dignità della persona si misura nella sua bella cera? nella totale assenza di fragilità?<br />Riguardo alla famiglia che ancora va per la maggiore, almeno questa definizione ce la concederà, si è espresso in maniera ancora più straniante, con un ragionamento per induzione secondo il quale, dato che nelle gerarchie mafiose è considerata una virtù la monogamia, allora la monogamia è un male. Per questo, attenzione al pensiero acrobatico in arrivo, «la sessualità libera dai vincoli, un corpo non assoggettato dalla morsa della convenzione è un atto antimafia. Anzi è l'atto antimafia». Nella recente intervista rilasciata al Corriere, Saviano ha però mostrato una grande sofferenza esistenziale, alimentata dal tragico dubbio di avere speso l'unica vita a sua disposizione per un ideale che non si è rivelato all'altezza.<br />Intrappolato nel personaggio che è diventato, oppresso dalle condizioni di continua allerta in cui deve vivere e che hanno tuttora un contraccolpo sulla sua famiglia e sulle sue relazioni, dichiara: «Ho la sensazione di aver sprecato la mia vita. Vorrei interrompere il lavoro. Ma non ci riesco. Non credevo di pagare così tanto. Certo, pensavo di pagare un prezzo, ma non così a lungo». Crisi di panico, pensieri suicidari e sofferenza profonda. Di certo una condizione drammatica che fa appello all'umanità altrui e che non può che suscitare sincera compassione. Nessun "te l'avevo detto", caro Roberto. Solo l'amara eppure felice constatazione che persino il tuo cuore è fatto per l'Infinito, per quel Dio che non è solo parte del corredo mafioso (anzi, quello ne è un terribile abuso), il solo capace di saziare la sete che arde nella gola di tutti, ad essere onesti.<br />2) LUCA BIZZARRI<br />E la stessa amarezza, sebbene più...]]></itunes:summary><itunes:duration>443</itunes:duration><itunes:keywords>crisidipanico,hosprecatolamiavita,personaggio,saviano,sofferenza</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/0471d0230c5759ea5e895132d4179da5.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Covid, passerella di regime che si autocelebra</title><link>https://www.spreaker.com/episode/covid-passerella-di-regime-che-si-autocelebra--65585437</link><description><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="https://www.bastabugie.it/8137" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://www.bastabugie.it/8137</a><br /><br />COVID, PASSERELLA DI REGIME CHE SI AUTOCELEBRA E PREMIA BURIONI di Paolo Gulisano<br /> <br />Provate a pensare a un medico che offende pesantemente i colleghi, che deride i pazienti, che passa più tempo sui social che in corsia, ambulatorio o laboratorio. Un medico di tal genere dovrebbe essere severamente richiamato all'osservanza del codice deontologico, a un'etica fondata sul rispetto. Invece accade che tale medico riceva un importante riconoscimento pubblico da parte del Capo di uno Stato. Sembra inverosimile, mentre purtroppo è quello che accade in Italia.<br />Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha consegnato, al Quirinale, le medaglie al "Merito della salute pubblica" e ai "Benemeriti della salute pubblica" a una lista di personaggi, che viene aperta proprio da Roberto Burioni, il virologo del san Raffaele che attraverso i microfoni sempre generosamente offertigli da Fabio Fazio, divenne la prima virostar dell'epidemia, caratterizzandosi per uno stile aggressivo, irridente, arrogante, che doveva anche purtroppo fare scuola, risultando uno stile di comportamento che venne adottato da tanti medici e infermieri che si sentivano in diritto di insultare i pazienti e i colleghi con un pensiero diverso sulla narrazione pandemica cui veniva rifiutato ogni tipo di dialogo e di confronto.<br />Il divulgatore di Stato Burioni non è stato certo l'unico a ricevere l'onorificenza da Mattarella, ma certamente questa scelta ha un forte significato. E' il "metodo Burioni" che viene premiato, il metodo dell'offesa, del turpiloquio, della chiusura al dibattito scientifico.<br />Oltre al pesarese, sono stati una sessantina coloro che hanno ricevuto un riconoscimento, professionisti di vari ambiti della sanità, ma circa un terzo di essi hanno avuto a che fare col Covid, e non tanto per le cure, ma per il sostegno pubblico dato alla campagna vaccinale e alla divulgazione della narrazione ufficiale.<br />Un riconoscimento hanno ricevuto coloro che erano addetti alla "logistica" della gestione pandemica: la medaglia d'oro "al merito della sanità pubblica" è stata ad esempio conferita al professor Ciro Aprea, un ingegnere che è stato il responsabile del mantenimento della "catena del freddo dei vaccini" anti virus. Una "catena del freddo" che sembrava inizialmente una delle principali caratteristiche dei salvifici supersieri, anche se ben presto i vaccini vennero fatti anche sulle spiagge assolate.<br />E dal momento che nella narrazione di Stato la pandemia era vista come una guerra (prove tecniche di militarizzazione del pensiero), non potevano mancare i riconoscimenti ai portatori di divisa. Al generale Francesco Figliuolo è stata riconosciuta la medaglia d'oro "ai benemeriti della salute pubblica" per come ha lavorato "al fine di fronteggiare la complessa fase emergenziale dovuta alla pandemia, nonché per aver portato l'Italia ai primi posti a livello mondiale per la risposta vaccinale all'emergenza pandemica". Così il generale si è ritrovato una nuova mostrina da aggiungere alla collezione, sempre ostentata sui media, da far invidia al Maresciallo Montgomery.<br />Stesso riconoscimento al generale di divisone Girolamo Petrachi e al maggiore generale Tommaso Petroni, che facevano parte della Struttura commissariale per l'emergenza pandemica. Il maggiore generale Michele Tirico ha avuto lo stesso riconoscimento per aver diretto la task force militare che ha dato manforte ai colleghi del servizio sanitario nazionale "impegnati nelle aree più duramente colpite dalla pandemia".<br />Queste scelte, e relative motivazioni, fatte da Mattarella, sembrano una volta di più ribadire agli occhi dell'opinione pubblica che il Covid era un nemico contro il quale si è combattuto e vinto, anche se con danni collaterali non trascurabili, grazie ad un'arma formidabile, il vaccino. Con tanto di medaglie finali agli "eroici" combattenti.<br />Questa è la versione ufficiale che deve passare alla storia, ma è una versione falsa, e non potrà esserci in futuro una autentica e auspicabile riconciliazione nazionale, e doverosa soprattutto verso le vittime e i familiari dei morti e danneggiati a causa  dei vari protocolli e delle scelte strategiche operate, se non emergerà tutta la verità.<br />La commissione di inchiesta non dovrà farsi condizionare dalla passerella svolta al Quirinale, e anche i medagliati dovranno rispondere del loro operato.  Infine, c'è un mancato riconoscimento alla memoria che dà molta amarezza e tristezza: quello al professor De Donno, eroe autentico e dimenticato.<br />Nota di BastaBugie: Andrea Zambrano nell'articolo seguente dal titolo "Il vaccino ha ucciso, ma nessuno ha "sparato": tutti assolti" parla racconta la storia di Camilla Canepa, morta per il vaccino, come ha riconosciuto il processo, ma incredibilmente lo stesso processo si è concluso con l'assoluzione perché i medici "non sono responsabili". Nessun colpevole, nemmeno il governo, gli enti di controllo e le case farmaceutiche. E vissero tutti felici e contenti, tranne chi è morto e i suoi familiari.<br />Ecco l'articolo completo pubblicato su La Nuova Bussola Quotidiana il 12 aprile 2025:<br />Non c'era da illudersi che il processo per la morte di Camilla Canepa avvenuta il 10 giugno 2021 a seguito della vaccinazione anti covid con Astrazeneca, potesse scrivere una nuova pagina di giustizia applicata al dramma dei danneggiati da vaccino. Col proscioglimento da parte del Gip di Genova, perché «il fatto non sussiste», i cinque medici che erano stati indagati vengono assolti, ma non perché non sia stato il vaccino ad uccidere la giovane 18enne inoculatasi nel corso di un open day nella sua città, Sestri Levante, il 25 maggio. Semplicemente non è da imputare a quei medici, che si trovarono ad affrontare le conseguenze della Vitt (la trombocitopenia da vaccino) la morte della giovane. Che è da imputare unicamente al vaccino.<br />Lo si comprenderà meglio con le motivazioni della sentenza che usciranno tra 90 giorni, ma è praticamente certo che il giudice confermerà che ad uccidere la giovane sia stato il vaccino, come del resto la stessa Procura di Genova aveva appurato, ma non è colpa dei medici che l'hanno poi curata, se non è stata riconosciuta in tempo la Vitt. «All'epoca non si sapeva», si dirà facilmente.<br />Che è un altro modo per dire che anche questa volta non è colpa di nessuno. E fa pensare che neppure su questo caso, che pure è stato il più eclatante e mediatizzato, non sia stato concesso dal giudice alcuno spazio di dibattito nell'aula di giustizia.<br />I medici hanno avuto gioco facile, effettivamente, nel difendersi dicendo che all'epoca non c'era nessun protocollo di intervento per una conseguenza simile dopo la vaccinazione. E questo nonostante già dal 9 aprile precedente fosse nota, perché pubblicata sul prestigioso New England Journal of Medicine, la conseguenza post vaccino della trombocitopenia.<br />La Vitt, infatti, era stata scoperta solo pochi mesi prima dall'equipe del professor Andreas Greinacher dell'Università tedesca di Grefswald con uno studio pubblicato il 9 aprile 2021 sul The New England journal of medicine: lo studio dimostrò che la vaccinazione con i vaccini a vettore virale come quello della casa di Oxford poteva provocare rari casi di trombocitopenia trombotica.<br />Ma quasi nessuno ne parlò. Della conferenza stampa del professor Greinacher si parlò a mala pena anche in Italia (uno dei pochi giornali che vi partecipò fu il Fatto Quotidiano) mentre l'approccio degli altri giornali fu di sostanziale rassicurazione. «Il 22 aprile, ad esempio - così scrivevamo nel 2024 -, il Corriere Salute fece un servizio molto documentato per parlare delle trombosi, ma sempre con il noto approccio "da pompiere" che caratterizzava la produzione giornalistica dell'epoca. Si dava conto della ricerca di Greiswald con dovizia di particolari, ma con il controbilanciamento di posizioni come quella del professor Giuseppe Remuzzi volte a rassicurare: studiare e capire, ma le probabilità sono basse, la campagna vaccinale non deve fermarsi».<br />Con queste premesse, a cui si aggiunge la totale assenza di circolari ministeriali o di Asl su quello che la scienza stava scoprendo, è stato inevitabile che i medici non siano stati riconosciuti colpevoli, del resto l'approccio dei medici a seguito delle reazioni avverse gravi da vaccino è sempre stato di sostanziale disinteresse e ostilità: quanti danneggiati hanno raccontato di accessi al pronto soccorso a vuoto, con il ritorno a casa solo con prescrizioni di ansiolitici?<br />A parlare di quegli studi, che evidenziavano criticità, erano pochi e coraggiosi medici e giornalisti, però tenuti confinati nella ridotta ignominiosa del complottismo no vax, mai considerati dai media e dalle istituzioni. Inutile stupirsi adesso che nessuno sapesse, perché è proprio così: nessuno sapeva, ma tutti erano immersi nel rumore di fondo di una narrazione che doveva dire che andava tutto bene e che il vaccino non creava nessun tipo di problema. Chi oggi prova a negarlo mente ed è moralmente responsabile di queste morti, perché anche il silenzio uccide.  <br />Ecco perché la tragica vicenda processuale di Camilla, non poteva che avere questo esito più che scontato, che certifica che il vaccino ha ucciso, ma pazienza: nessuno dovrà pagare perché nessuno è responsabile.<br />Del resto, la vicenda Canepa si è conclusa esattamente come la vicenda di Stefano Paternò, il militare di Marina che morì a seguito dello stesso vaccino: il Tribunale di Catania mise nero su bianco in sentenza che la sua morte fu da ricondurre ad una sindrome da distress respiratorio acuto a seguito del vaccino anti covid, ma]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/65585437</guid><pubDate>Tue, 15 Apr 2025 20:58:33 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/65585437/covid_passerella_di_regime.mp3" length="16504033" type="audio/mpeg"/><itunes:author>BastaBugie</itunes:author><itunes:subtitle>TESTO DELL'ARTICOLO ➜ https://www.bastabugie.it/8137

COVID, PASSERELLA DI REGIME CHE SI AUTOCELEBRA E PREMIA BURIONI di Paolo Gulisano
 
Provate a pensare a un medico che offende pesantemente i colleghi, che deride i pazienti, che passa più tempo sui...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="https://www.bastabugie.it/8137" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://www.bastabugie.it/8137</a><br /><br />COVID, PASSERELLA DI REGIME CHE SI AUTOCELEBRA E PREMIA BURIONI di Paolo Gulisano<br /> <br />Provate a pensare a un medico che offende pesantemente i colleghi, che deride i pazienti, che passa più tempo sui social che in corsia, ambulatorio o laboratorio. Un medico di tal genere dovrebbe essere severamente richiamato all'osservanza del codice deontologico, a un'etica fondata sul rispetto. Invece accade che tale medico riceva un importante riconoscimento pubblico da parte del Capo di uno Stato. Sembra inverosimile, mentre purtroppo è quello che accade in Italia.<br />Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha consegnato, al Quirinale, le medaglie al "Merito della salute pubblica" e ai "Benemeriti della salute pubblica" a una lista di personaggi, che viene aperta proprio da Roberto Burioni, il virologo del san Raffaele che attraverso i microfoni sempre generosamente offertigli da Fabio Fazio, divenne la prima virostar dell'epidemia, caratterizzandosi per uno stile aggressivo, irridente, arrogante, che doveva anche purtroppo fare scuola, risultando uno stile di comportamento che venne adottato da tanti medici e infermieri che si sentivano in diritto di insultare i pazienti e i colleghi con un pensiero diverso sulla narrazione pandemica cui veniva rifiutato ogni tipo di dialogo e di confronto.<br />Il divulgatore di Stato Burioni non è stato certo l'unico a ricevere l'onorificenza da Mattarella, ma certamente questa scelta ha un forte significato. E' il "metodo Burioni" che viene premiato, il metodo dell'offesa, del turpiloquio, della chiusura al dibattito scientifico.<br />Oltre al pesarese, sono stati una sessantina coloro che hanno ricevuto un riconoscimento, professionisti di vari ambiti della sanità, ma circa un terzo di essi hanno avuto a che fare col Covid, e non tanto per le cure, ma per il sostegno pubblico dato alla campagna vaccinale e alla divulgazione della narrazione ufficiale.<br />Un riconoscimento hanno ricevuto coloro che erano addetti alla "logistica" della gestione pandemica: la medaglia d'oro "al merito della sanità pubblica" è stata ad esempio conferita al professor Ciro Aprea, un ingegnere che è stato il responsabile del mantenimento della "catena del freddo dei vaccini" anti virus. Una "catena del freddo" che sembrava inizialmente una delle principali caratteristiche dei salvifici supersieri, anche se ben presto i vaccini vennero fatti anche sulle spiagge assolate.<br />E dal momento che nella narrazione di Stato la pandemia era vista come una guerra (prove tecniche di militarizzazione del pensiero), non potevano mancare i riconoscimenti ai portatori di divisa. Al generale Francesco Figliuolo è stata riconosciuta la medaglia d'oro "ai benemeriti della salute pubblica" per come ha lavorato "al fine di fronteggiare la complessa fase emergenziale dovuta alla pandemia, nonché per aver portato l'Italia ai primi posti a livello mondiale per la risposta vaccinale all'emergenza pandemica". Così il generale si è ritrovato una nuova mostrina da aggiungere alla collezione, sempre ostentata sui media, da far invidia al Maresciallo Montgomery.<br />Stesso riconoscimento al generale di divisone Girolamo Petrachi e al maggiore generale Tommaso Petroni, che facevano parte della Struttura commissariale per l'emergenza pandemica. Il maggiore generale Michele Tirico ha avuto lo stesso riconoscimento per aver diretto la task force militare che ha dato manforte ai colleghi del servizio sanitario nazionale "impegnati nelle aree più duramente colpite dalla pandemia".<br />Queste scelte, e relative motivazioni, fatte da Mattarella, sembrano una volta di più ribadire agli occhi dell'opinione pubblica che il Covid era un nemico contro il quale si è combattuto e vinto, anche se con danni collaterali non trascurabili, grazie ad un'arma formidabile, il vaccino. Con tanto di...]]></itunes:summary><itunes:duration>1032</itunes:duration><itunes:keywords>burioni,camillacanepa,covid,reazioniavverse,vaccino</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/8414dde8dade05a8bd5ea36081c76a76.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Ho ucciso quel ragazzo pericoloso (che ero io!)</title><link>https://www.spreaker.com/episode/ho-ucciso-quel-ragazzo-pericoloso-che-ero-io--65291948</link><description><![CDATA[VIDEO: I Reale si raccontano ➜ <a href="https://www.youtube.com/watch?v=jVdJz3B7htY" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://www.youtube.com/watch?v=jVdJz3B7htY</a><br /><br />TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="https://www.bastabugie.it/8117" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://www.bastabugie.it/8117</a><br /><br />HO UCCISO QUEL RAGAZZO PERICOLOSO (CHE ERO IO!) di Fabio Piemonte<br /> <br />Dio salva anche attraverso la musica e allora la musica diviene strumento fecondo per testimoniare il suo Amore misericordioso. Così è stato per Alessandro Gallo, 44 anni, cantautore dei Reale, che ha dato alle stampe Io non c'entro niente (Effatà 2024, pp. 288) nel quale ripercorre la sua avventura esistenziale.<br />«Ho ucciso un ragazzo. È successo venticinque anni fa e ci ho messo parecchio. Era affascinante, ma dannatamente pericoloso. Un paio di volte è quasi riuscito a togliermi la vita. Quel ragazzo ero io, e se ogni tanto puoi pregare davanti a una lapide con sopra la tua foto, allora ti rendi conto che hai una storia da raccontare», scrivi nel tuo libro. Alessandro, cosa vuoi raccontarci e condividere di quel ragazzo che eri e sulle cui macerie hai poi cominciato a ricostruire la tua vita?<br />«Uscendo dalla comunità Cenacolo, madre Elvira mi ha detto: "Mi raccomando, vai nel mondo ad aumentare la luce e non le tenebre, perché le tenebre il mondo le conosce già". Senza addentrarmi troppo nelle tenebre di un ragazzo che si è perso nella droga, nell'alcol, nella ricerca del successo, tutto quello che ho fatto l'ho fatto per cercare la felicità. Vengo da una famiglia non disagiata, ma da genitori cattolici che mi hanno fatto fare tutto quanto c'era di bene nella Padova degli anni '80, ossia scout, catechismo, Acr, fino ad averne una nausea totale perché mi sembrava che oltre la siepe dell'oratorio fosse tutto più divertente. Ho collegato così la religione a un enorme 'no' e la ricerca ossessionata della felicità mi ha fatto girare le spalle a tutti i valori; solo che appena giri le spalle al bene ti si spalanca l'autostrada del male. Ho cercato la felicità nelle cose che mi sembravano più facili e raggiungibili ma, sbattendo la faccia nella droga, nell'alcol, nel divertimento, nel sesso, poi rimani solo. Io sono stato un ragazzino inquieto, leggermente iperattivo, un po' sopra le righe. Mi è sempre piaciuta l'arte, la musica ma, nella ricerca spasmodica del successo, ho trasformato anche il mio talento in una gabbia di male. Distruggendo ogni rapporto, perché niente era all'altezza delle mie aspettative - una ragazza, una band, un concorso non bastavano -, bruciavo qualsiasi esperienza, fino a fare un incidente gravissimo che è stato una sveglia incredibile che mi ha fatto render conto di esser solo e di aver bisogno d'aiuto. In quel momento la luce, Dio è arrivato mediante la mano tesa gratuita della comunità Cenacolo».<br />Nella comunità Cenacolo di Saluzzo muore l'uomo vecchio e rinasce il nuovo Alessandro anche grazie a suor Elvira. Nel libro scrivi che ella «vedeva dentro, vedeva oltre, vedeva il nostro cuore meglio di noi, sapeva i nostri doni prima di noi. L'amore vero, la preghiera concreta e la relazione continua con noi hanno reso i suoi sensi lucidi al punto da amare la nostra anima oltre le schifezze con cui arrivavamo in comunità. Ci amava come ama Dio. Ci vedeva come ci vede Dio». Chi è dunque madre Elvira per te?<br />«Era la libertà con le gambe. Erano due occhi che, senza dire una parola, ti sapevano muovere le viscere. Una trasparenza, una verità assoluta, che ha saputo lasciarsi guardare dallo Spirito fino a sparire nella fiducia alla Provvidenza. È stata gli abbracci, la mano, gli occhi, ma anche le sberle di Dio, per farmi riprendere in mano la mia vita. Lo è stata e lo è ancora oggi per migliaia di ragazzi favorendo un incontro molto concreto con Dio».<br />Così hai «ricominciato da zero attraversando la porta del cielo», come recita una tua canzone.<br />«Madre Elvira ha esercitato un fascino incredibile sulla mia sete di felicità. I suoi occhi raccontavano una libertà che non avevo mai incontrato in nessuno. Paradossalmente ero scappato dalle suore alle elementari e questa fame di orizzonte nuovo l'ho trovata proprio in una suora che stava dando la sua vita per me in quel momento. Per quanto gli orari della Comunità fossero scanditi dalla preghiera, sono stato affascinato dal modo in cui la fede non rimaneva nelle preghiere ma si calava nella relazione, aiutandoci a incarnare il Vangelo nella quotidianità. Ho scoperto che il mio cuore ribelle aveva bisogno di una vera 'ribellione', quella del Vangelo, di Cristo che ha sconvolto e continua a sovvertire i piani di tutti. Questa è stata la terapia più grande che ha aiutato le mie abitudini a guarire. La dipendenza fisica dalle sostanze è l'ultimo dei problemi; la cosa più difficile è cambiare la tua attitudine al bene e aver davvero voglia di essere persone buone, migliori, utili al mondo. Ciò è avvenuto attraverso le relazioni, il lavoro, la riscoperta dei talenti. Madre Elvira ha visto prima di me i miei doni, ha cominciato a farmi scrivere canzoni per i momenti liturgici e le feste delle comunità e di lì ho visto la mia relazione con Dio crescere anche nella musica che vedevo nascere da me».<br />Nella comunità Cenacolo incontri anche Francesca che poi diventerà tua moglie, la madre dei tuoi due figli - Samuele e Gioia - e la voce, insieme a te, dei Reale. Di lei scrivi: «Si è fidata del "noi" anche quando non si fidava di me. Si è fidata di Dio anche quando io non mi fidavo più. Si è fidata quando ha dovuto lavorare per tutti e due mentre io provavo a fare il musicista vero».<br />«È stato un dono incontrare l'amore della mia vita nella comunità e fare con lei un percorso simile, per cui oggi ci capiamo al volo. Ci siamo conosciuti nel coro della comunità e abbiamo vissuto un fidanzamento lungo, temprato nel fuoco, una nuova verginità alla luce di un cammino di fede insieme a persone che ci hanno voluto e ci vogliono bene. È bello vedere come da due rami secchi il Signore abbia saputo far germogliare delle foglioline visibili nei nostri figli e invisibili in quanto cerchiamo di seminare attraverso la nostra missione».<br />Da 'Re Ale' - in cui protagonista è il tuo ego da cantautore, a Reale, dove l'evocazione è piuttosto alla concretezza della realtà nelle cui pieghe riconoscere i segni della presenza di Dio. Hai deciso che avresti fatto il cantante dopo aver visto il Live at Wembley dei Queen, ma coniugare rock e Vangelo attraverso la Christian Music non è una sfida un po' azzardata?<br />«In verità la Christian Music come etichetta comincia a starmi un po' stretta. Di fatto ogni artista parla di ciò che ritiene importante, dall'amore, alla politica, alla natura. Per me è importante Dio; che ogni uomo trovi nel cammino di fede quella pace interiore per poter essere utile al mondo e costruire un mondo di pace. Per me la preghiera è importante, quindi la metto in musica. Forse ogni tanto è urlata, ma almeno urliamo cose sane rispetto alle schifezze gridate o dette anche in modo raffinato che passano per radio oggi».<br />A quale canzone sei più legato?<br />«"Ogni mia scelta" perché è una canzone molto semplice che tocca solo due corde della chitarra. Però lo Spirito ha ispirato una melodia unita a parole sempre attuali: "Affido a Te, eterno Padre, ogni mia scelta, decisione, ogni mia idea". Ogni uomo sulla terra fa i conti periodicamente con questo dover ricominciare».<br />Il vostro tour ha fatto recentemente tappa anche a New York «per dire a tutti che esiste il vero Re», come scrivi in un tuo pezzo. Nel 2015 avete partecipato all'Happening degli oratori con papa Francesco. Quale la più grande soddisfazione sul piano professionale finora raggiunta e quali i progetti futuri sui palchi del mondo per raccontare ai giovani in musica le meraviglie di Dio?<br />«L'Asking for faith tour nel 2023, il nostro primo tour mondiale, ci ha portati a Fortaleza davanti a 200.000 persone e a Lisbona davanti a un milione e mezzo di persone, toccando anche altre città come Londra, New York, Norimberga, Medjugorje. Soprattutto in Brasile ho fatto duetti con cantanti molto famosi. Ora saremo coinvolti negli eventi del Giubileo degli adolescenti e dei giovani, rispettivamente il 26 aprile e il 3 agosto a Tor Vergata. Stiamo lavorando alla seconda edizione dell'Asking for faith tour nel 2026, nel quale speriamo di poter arrivare anche in Africa e Asia».<br />Ogni mattina prendi una boccata d'ossigeno davanti al Santissimo Sacramento, che definisci «una finestra che fa corrente tra il paradiso e la terra». Quanto è importante la vita spirituale per i Reale?<br />«È fondamentale. Certo ognuno è libero di vivere il proprio cammino di fede nell'intensità che vuole; c'è anche chi fra di noi si tiene stretti i suoi dubbi. Recitiamo il Rosario insieme ogni due settimane; ci incontriamo spesso e in ogni riunione c'è un momento di preghiera. Sul piano personale non potrei vivere senza la mezz'ora di adorazione eucaristica giornaliera. La vita spirituale è il nostro tarlo e la nostra salvezza; senza non ci sarebbe la profondità e non avremmo neanche cose da dire».]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/65291948</guid><pubDate>Tue, 01 Apr 2025 22:08:42 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/65291948/ho_ucciso_quel_ragazzo_pericoloso.mp3" length="9886450" type="audio/mpeg"/><itunes:author>BastaBugie</itunes:author><itunes:subtitle>VIDEO: I Reale si raccontano ➜ https://www.youtube.com/watch?v=jVdJz3B7htY

TESTO DELL'ARTICOLO ➜ https://www.bastabugie.it/8117

HO UCCISO QUEL RAGAZZO PERICOLOSO (CHE ERO IO!) di Fabio Piemonte
 
Dio salva anche attraverso la musica e allora la...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[VIDEO: I Reale si raccontano ➜ <a href="https://www.youtube.com/watch?v=jVdJz3B7htY" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://www.youtube.com/watch?v=jVdJz3B7htY</a><br /><br />TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="https://www.bastabugie.it/8117" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://www.bastabugie.it/8117</a><br /><br />HO UCCISO QUEL RAGAZZO PERICOLOSO (CHE ERO IO!) di Fabio Piemonte<br /> <br />Dio salva anche attraverso la musica e allora la musica diviene strumento fecondo per testimoniare il suo Amore misericordioso. Così è stato per Alessandro Gallo, 44 anni, cantautore dei Reale, che ha dato alle stampe Io non c'entro niente (Effatà 2024, pp. 288) nel quale ripercorre la sua avventura esistenziale.<br />«Ho ucciso un ragazzo. È successo venticinque anni fa e ci ho messo parecchio. Era affascinante, ma dannatamente pericoloso. Un paio di volte è quasi riuscito a togliermi la vita. Quel ragazzo ero io, e se ogni tanto puoi pregare davanti a una lapide con sopra la tua foto, allora ti rendi conto che hai una storia da raccontare», scrivi nel tuo libro. Alessandro, cosa vuoi raccontarci e condividere di quel ragazzo che eri e sulle cui macerie hai poi cominciato a ricostruire la tua vita?<br />«Uscendo dalla comunità Cenacolo, madre Elvira mi ha detto: "Mi raccomando, vai nel mondo ad aumentare la luce e non le tenebre, perché le tenebre il mondo le conosce già". Senza addentrarmi troppo nelle tenebre di un ragazzo che si è perso nella droga, nell'alcol, nella ricerca del successo, tutto quello che ho fatto l'ho fatto per cercare la felicità. Vengo da una famiglia non disagiata, ma da genitori cattolici che mi hanno fatto fare tutto quanto c'era di bene nella Padova degli anni '80, ossia scout, catechismo, Acr, fino ad averne una nausea totale perché mi sembrava che oltre la siepe dell'oratorio fosse tutto più divertente. Ho collegato così la religione a un enorme 'no' e la ricerca ossessionata della felicità mi ha fatto girare le spalle a tutti i valori; solo che appena giri le spalle al bene ti si spalanca l'autostrada del male. Ho cercato la felicità nelle cose che mi sembravano più facili e raggiungibili ma, sbattendo la faccia nella droga, nell'alcol, nel divertimento, nel sesso, poi rimani solo. Io sono stato un ragazzino inquieto, leggermente iperattivo, un po' sopra le righe. Mi è sempre piaciuta l'arte, la musica ma, nella ricerca spasmodica del successo, ho trasformato anche il mio talento in una gabbia di male. Distruggendo ogni rapporto, perché niente era all'altezza delle mie aspettative - una ragazza, una band, un concorso non bastavano -, bruciavo qualsiasi esperienza, fino a fare un incidente gravissimo che è stato una sveglia incredibile che mi ha fatto render conto di esser solo e di aver bisogno d'aiuto. In quel momento la luce, Dio è arrivato mediante la mano tesa gratuita della comunità Cenacolo».<br />Nella comunità Cenacolo di Saluzzo muore l'uomo vecchio e rinasce il nuovo Alessandro anche grazie a suor Elvira. Nel libro scrivi che ella «vedeva dentro, vedeva oltre, vedeva il nostro cuore meglio di noi, sapeva i nostri doni prima di noi. L'amore vero, la preghiera concreta e la relazione continua con noi hanno reso i suoi sensi lucidi al punto da amare la nostra anima oltre le schifezze con cui arrivavamo in comunità. Ci amava come ama Dio. Ci vedeva come ci vede Dio». Chi è dunque madre Elvira per te?<br />«Era la libertà con le gambe. 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Nessuno lo aveva preso sul serio, finché non ha lanciato sul mercato DeepSeek, la risposta cinese a Chat GPT, un programma di intelligenza artificiale (IA) generativa più potente dell'originale americano, ma molto più economico. E nei mercati è iniziato il panico, come dimostra il crollo dei titoli delle società legate all'IA, a partire da Nvidia, il 27 gennaio.<br />«Abbiamo sempre visto l'intelligenza artificiale come qualcosa che arriva dall'Occidente», ha dichiarato Liang. «Ma perché dobbiamo essere solo fruitori e non protagonisti?». Il suo approccio mira a rivoluzionare la competizione fra Cina e Occidente: «La maggior parte delle aziende cinesi copia e adatta, noi vogliamo creare. Per troppo tempo, l'innovazione è stata vista come un lusso. Ma oggi la Cina ha le risorse per investire in ricerca di base». Amato dal Partito (almeno per ora), molto autarchico (ha assunto solo cinesi nella sua impresa), Liang ha però confezionato un prodotto che non è dissimile dalle altre copie cinesi di prodotti inventati in Occidente. Possono essere migliori o peggiori, costare meno, ma non si tratta di un cambio di paradigma, solo di una versione aggiornata di un'invenzione americana.<br />STUPEFACENTE<br />Quel che fa tremare le aziende statunitensi all'avanguardia è semmai il costo e il tipo di sviluppo. Nel 2021, Liang Wenfeng ha iniziato la sua impresa acquistando unità di elaborazione grafica Nvidia per addestrare la sua chatbot a rispondere a ogni domanda. I suoi stessi soci non gli credevano. Per elaborare un programma così sofisticato, finora, sono occorse risorse ingenti che solo Open AI, Google, Meta, Amazon ed X si sono potuti permettere. La nascita di DeepSeek è la dimostrazione che anche una startup può farcela, con materiali facilmente reperibili sul mercato e a circa il 4% dei costi. L'altra sfida è il tipo di sviluppo: mentre i colossi statunitensi tengono gelosamente per sé le versioni più avanzate dei loro programmi generativi, Liang Wenfeng ha reso subito open-source i suoi.<br />Come sia stato possibile un tale risparmio di tempo e denaro è ancora oggetto di studio. Non ha funzionato la strategia di Biden, protezionista, che consisteva nel limitare e controllare la vendita di chip alla Cina. Non è stata efficace, sia perché Liang Wenfeng ha iniziato a lavorare al suo progetto (acquistando le unità da Nvidia) prima dell'inizio delle sanzioni, sia perché ha in parte aggirato il problema della mancanza di velocità di calcolo dei suoi chip, con un metodo di addestramento più innovativo e razionale.<br />L'analista Lennart Heim, della Rand Corporation, lo spiega così al Wall Street Journal: «Immaginate le prime versioni di ChatGPT come un bibliotecario che ha letto tutti i libri della biblioteca. Quando gli viene posta una domanda, fornisce una risposta basata sui molti libri che ha letto (...) DeepSeek ha adottato un altro approccio. Il suo bibliotecario non ha letto tutti i libri, ma è addestrato a cercare il libro giusto per trovare la risposta dopo che gli è stata posta una domanda». Una tecnica di ricerca diversa, dunque, che permette di risparmiare sulla velocità dei chip e sull'energia consumata.<br />LA PRIMA DECISIONE DI TRUMP: PIÙ LIBERTÀ AGLI SVILUPPATORI<br />Come risponderanno adesso gli Usa? La prima decisione di Trump, nel campo dell'Intelligenza Artificiale è stata quella di rimuovere controlli e restrizioni imposti da un ordine esecutivo dell'amministrazione Biden. In base a quell'ordine, le aziende che sviluppano modelli di IA che pongono un "serio rischio" per la sicurezza nazionale, la sicurezza economica o la salute e la sicurezza pubblica avrebbero dovuto informare le autorità di regolamentazione quando addestrano i loro modelli e condividere i risultati dei test di sicurezza. Trump sta invece iniziando a dare più libertà agli sviluppatori: un approccio molto più rischioso, ma anche molto più orientato allo sviluppo.<br />Se finora la Cina era rimasta indietro nella competizione sull'IA è infatti a causa della sua struttura troppo dirigista, rigida e controllata dal Partito Comunista che impone vincoli ideologici. La creatività individuale, alla base del successo di Liang Wenfeng, è comune in America, ma in Cina è l'eccezione. E il controllo del Partito tuttora pesa sullo sviluppo della nuova DeepSeek: chi scrive ha provato a chiederle cosa sia successo il 4 giugno 1989 a Tienanmen e la risposta, prevedibile, è stata «Scusa, ciò va oltre il mio scopo. Parliamo di qualcos'altro».  (In compenso, la nuova chatbot cinese conosce molto bene La Nuova Bussola Quotidiana e, alla domanda su cosa sia, ha dato una risposta impeccabile. La Cina è vicina...).<br />Nota di BastaBugie: Daniele Ciacci nell'articolo seguente dal titolo "Ucraina, banco di prova per l'intelligenza artificiale militare" parla della guerra in Ucraina, primo conflitto nell'era dell'IA. Sia i russi che gli occidentali stanno sviluppando sistemi sempre più autonomi. Ma così la guerra è sempre meno umana.<br />Ecco l'articolo completo pubblicato su La Nuova Bussola Quotidiana il 29 gennaio 2025:<br />La guerra in Ucraina sta catalizzando una rivoluzione tecnologica nell'industria bellica globale, portando a una rapida innovazione nei sistemi di armamento sia sul fronte russo che su quello occidentale. Mentre l'aeronautica militare russa sta migliorando le proprie capacità attraverso avanzati sistemi di difesa aerea e nuovi impieghi dei suoi jet da combattimento, gli Stati Uniti e i loro alleati stanno implementando intelligenze artificiali nei droni per trasformare la guerra in un'attività per procura. Questa competizione tecnologica rappresenta non solo un cambio di paradigma, ma anche una pericolosa accelerazione dell'escalation militare.<br />L'aeronautica militare russa è stata coinvolta in numerose innovazioni tecnologiche, come dimostrato dall'adozione del sistema S-500 Prometheus, un'avanzata tecnologia di difesa aerea progettata per neutralizzare minacce come missili ipersonici e aerei stealth. Il primo reggimento S-500 è stato schierato per difendere il ponte che collega la Crimea alla Russia, un'infrastruttura strategica vitale.<br />Parallelamente, i piloti russi continuano a utilizzare caccia come il Su-27 Flanker, pur aggiornati per affrontare le nuove armi occidentali impiegate in Ucraina. L'integrazione di radar potenziati, contromisure elettroniche e missili avanzati riflette uno sforzo costante di Mosca per mantenere la superiorità aerea in un teatro di guerra sempre più complesso. Questi sviluppi mostrano come la Russia stia evolvendo le proprie capacità belliche per adattarsi a un ambiente caratterizzato dalla crescente potenza delle armi occidentali.<br />Sul fronte occidentale, gli Stati Uniti stanno utilizzando l'Ucraina come laboratorio per testare sistemi di droni dotati di intelligenza artificiale. Secondo un articolo pubblicato su Lawfare, la sperimentazione di droni autonomi sta avanzando con velocità, con tecnologie che permettono alle macchine di identificare e colpire obiettivi in autonomia o in sciami coordinati. Questo sviluppo, sebbene efficace in battaglia, solleva interrogativi etici significativi sull'autonomia decisionale delle macchine in ambito bellico.<br />Un report dell'Atlantic Council sottolinea come l'Ucraina rappresenti un banco di prova essenziale per i droni intelligenti, con progetti come lo sviluppo di missili guidati da AI e sistemi anti-drone progettati per affrontare sciami nemici. La combinazione di queste tecnologie potrebbe ridefinire completamente il modo in cui i conflitti vengono combattuti, rendendo l'intervento umano diretto sempre meno necessario.<br />La guerra in Ucraina ha fatto da acceleratore a una rapida evoluzione dell'industria militare. Entrambe le parti del conflitto, così come i loro alleati, stanno impiegando risorse ingenti per sviluppare sistemi sempre più sofisticati. La Russia, ad esempio, punta non solo al potenziamento dei sistemi di difesa, ma anche all'innovazione nella robotica militare e nell'integrazione AI nei suoi sistemi terrestri. Allo stesso modo, l'Occidente si muove nella stessa direzione, con un forte impegno per superare i limiti attuali delle tecnologie belliche e aumentare l'efficacia delle proprie forze sul campo.<br />Questo fenomeno evidenzia una realtà preoccupante: i conflitti moderni sono sempre più tecnologici e meno umani. Se da un lato ciò può ridurre il numero di vittime tra i soldati, dall'altro contribuisce a una spirale di armamenti sempre più letali e disumanizzanti.<br />L'escalation tecnologica nel contesto bellico non è priva di conseguenze. L'uso di sistemi autonomi basati su intelligenza artificiale e di armi sempre più avanzate pone questioni etiche di fondamentale importanza. Chi decide il grado di autonomia concesso a un drone in battaglia? Quali sono le responsabilità quando una macchina causa vittime civili?<br />Inoltre, la rapidità con cui vengono adottate nuove tecnologie belliche rischia di alimentare una corsa agli armamenti senza precedenti, in cui le nazioni rivali cercano di superarsi a vicenda sviluppando sistemi sempre più sofisticati. Questa dinamica potrebbe sfociare in conflitti più devastanti, compromettendo ulteriormente la stabilità globale.<br />Mentre la Russia rafforza il proprio arsenale aereo e difensivo, l'Occidente sperimenta droni intelligenti e altre tecnologie dirompenti. Questa accelerazione tecnologica, sebbene strategicamente ri]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/64329734</guid><pubDate>Tue, 11 Feb 2025 22:37:20 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/64329734/l_intelligenza_artificiale_cinese.mp3" length="9963773" type="audio/mpeg"/><itunes:author>BastaBugie</itunes:author><itunes:subtitle>TESTO DELL'ARTICOLO ➜ https://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=8079

L'INTELLIGENZA ARTIFICIALE CINESE FA TREMARE L'AMERICA di Stefano Magni
 
Liang Wenfeng, giovane imprenditore cinese, pareva solo un sognatore sempre spettinato e dall'aspetto...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="https://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=8079" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=8079</a><br /><br />L'INTELLIGENZA ARTIFICIALE CINESE FA TREMARE L'AMERICA di Stefano Magni<br /> <br />Liang Wenfeng, giovane imprenditore cinese, pareva solo un sognatore sempre spettinato e dall'aspetto trascurato. Nessuno lo aveva preso sul serio, finché non ha lanciato sul mercato DeepSeek, la risposta cinese a Chat GPT, un programma di intelligenza artificiale (IA) generativa più potente dell'originale americano, ma molto più economico. E nei mercati è iniziato il panico, come dimostra il crollo dei titoli delle società legate all'IA, a partire da Nvidia, il 27 gennaio.<br />«Abbiamo sempre visto l'intelligenza artificiale come qualcosa che arriva dall'Occidente», ha dichiarato Liang. «Ma perché dobbiamo essere solo fruitori e non protagonisti?». Il suo approccio mira a rivoluzionare la competizione fra Cina e Occidente: «La maggior parte delle aziende cinesi copia e adatta, noi vogliamo creare. Per troppo tempo, l'innovazione è stata vista come un lusso. Ma oggi la Cina ha le risorse per investire in ricerca di base». Amato dal Partito (almeno per ora), molto autarchico (ha assunto solo cinesi nella sua impresa), Liang ha però confezionato un prodotto che non è dissimile dalle altre copie cinesi di prodotti inventati in Occidente. Possono essere migliori o peggiori, costare meno, ma non si tratta di un cambio di paradigma, solo di una versione aggiornata di un'invenzione americana.<br />STUPEFACENTE<br />Quel che fa tremare le aziende statunitensi all'avanguardia è semmai il costo e il tipo di sviluppo. Nel 2021, Liang Wenfeng ha iniziato la sua impresa acquistando unità di elaborazione grafica Nvidia per addestrare la sua chatbot a rispondere a ogni domanda. I suoi stessi soci non gli credevano. Per elaborare un programma così sofisticato, finora, sono occorse risorse ingenti che solo Open AI, Google, Meta, Amazon ed X si sono potuti permettere. La nascita di DeepSeek è la dimostrazione che anche una startup può farcela, con materiali facilmente reperibili sul mercato e a circa il 4% dei costi. L'altra sfida è il tipo di sviluppo: mentre i colossi statunitensi tengono gelosamente per sé le versioni più avanzate dei loro programmi generativi, Liang Wenfeng ha reso subito open-source i suoi.<br />Come sia stato possibile un tale risparmio di tempo e denaro è ancora oggetto di studio. Non ha funzionato la strategia di Biden, protezionista, che consisteva nel limitare e controllare la vendita di chip alla Cina. Non è stata efficace, sia perché Liang Wenfeng ha iniziato a lavorare al suo progetto (acquistando le unità da Nvidia) prima dell'inizio delle sanzioni, sia perché ha in parte aggirato il problema della mancanza di velocità di calcolo dei suoi chip, con un metodo di addestramento più innovativo e razionale.<br />L'analista Lennart Heim, della Rand Corporation, lo spiega così al Wall Street Journal: «Immaginate le prime versioni di ChatGPT come un bibliotecario che ha letto tutti i libri della biblioteca. Quando gli viene posta una domanda, fornisce una risposta basata sui molti libri che ha letto (...) DeepSeek ha adottato un altro approccio. Il suo bibliotecario non ha letto tutti i libri, ma è addestrato a cercare il libro giusto per trovare la risposta dopo che gli è stata posta una domanda». Una tecnica di ricerca diversa, dunque, che permette di risparmiare sulla velocità dei chip e sull'energia consumata.<br />LA PRIMA DECISIONE DI TRUMP: PIÙ LIBERTÀ AGLI SVILUPPATORI<br />Come risponderanno adesso gli Usa? La prima decisione di Trump, nel campo dell'Intelligenza Artificiale è stata quella di rimuovere controlli e restrizioni imposti da un ordine esecutivo dell'amministrazione Biden. In base a quell'ordine, le aziende che sviluppano modelli di IA che pongono un "serio rischio" per la sicurezza nazionale, la sicurezza economica o la salute e...]]></itunes:summary><itunes:duration>623</itunes:duration><itunes:keywords>ai,chatgpt,costo,deepseek,intelligenzaartificiale</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/ac4ae6c6c71af22f67eef7eff2e714ab.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Intelligenza artificiale i segnali di un suo secondo inverno</title><link>https://www.spreaker.com/episode/intelligenza-artificiale-i-segnali-di-un-suo-secondo-inverno--64005894</link><description><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="https://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=8054" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=8054</a><br /><br />INTELLIGENZA ARTIFICIALE, I SEGNALI DI UN SUO SECONDO INVERNO di Gaetano Masciullo<br /> <br />Il progresso tecnologico dell'intelligenza artificiale ha dominato negli ultimi anni il dibattito pubblico, alimentato da promettenti dichiarazioni di scienziati e imprenditori che intravedono la possibilità di raggiungere la superintelligenza. Eppure, uno scenario diverso potrebbe attendere il futuro di questo settore: un nuovo "inverno", simile a quello vissuto tra il 1974 e il 1990, quando le aspettative smisurate portarono a una drastica riduzione dei finanziamenti e dell'interesse nella ricerca sull'intelligenza artificiale. Per comprendere le ragioni di questa possibile svolta e prepararci alle implicazioni, è fondamentale analizzare i segnali attuali e le prospettive future del settore.<br />Il cosiddetto "inverno dell'intelligenza artificiale" di allora fu il risultato di speranze irrealistiche nei confronti delle capacità delle macchine di comprendere il linguaggio naturale, risolvere problemi complessi e apprendere in maniera autonoma. Solo con l'avvento del Deep Learning e l'utilizzo dei Big Data nei primi anni Duemila, l'intelligenza artificiale riuscì a riprendersi da quel periodo di stagnazione. Oggi, però, alcuni segnali indicano che il settore potrebbe trovarsi nuovamente sull'orlo di un rallentamento.<br />Un problema cruciale che si delinea è la crescente scarsità di dati di alta qualità per addestrare i modelli di intelligenza artificiale. Questa scarsità non solo riduce l'efficacia degli algoritmi nel fornire risposte accurate, ma può anche portare a risultati distorti o non generalizzabili. Ad esempio, nei settori medici, la mancanza di dati rappresentativi potrebbe compromettere la capacità dell'intelligenza artificiale di supportare diagnosi precise per pazienti con condizioni meno documentate. Nonostante l'apparente infinità di informazioni disponibili su Internet, queste risorse possiedono un limite. Ilya Sutskever, co-fondatore di OpenAI e figura di spicco nel campo del Deep Learning, ha recentemente sottolineato come i dati utilizzati per addestrare i modelli siano sempre più spesso derivati da altre intelligenze artificiali, piuttosto che da fonti primarie. Questo circolo vizioso rischia di compromettere la qualità dell'apprendimento automatico, in quanto i sistemi potrebbero limitarsi a rielaborare informazioni già "digerite", anziché espandere effettivamente le proprie capacità.<br />I DATI DISPONIBILI ONLINE SONO SPESSO INQUINATI DA ERRORI<br />Ray Kurzweil, nonostante sia uno dei più importanti transumanisti oggi viventi, sostiene che la tecnologia intelligenza artificiale, a differenza di Internet e delle telecomunicazioni, progredisce secondo cicli più lunghi: due decenni di entusiasmo iniziale, seguiti da un decennio di delusione, infine un decennio e più di boom dovuto a scoperte innovative. Analizzando la storia recente dell'intelligenza artificiale, abbiamo avuto un periodo di entusiasmo iniziale (1954-1974), la delusione dell'inverno dell'intelligenza artificiale (1974-1990), infine il boom che procede da allora. Quindi, secondo i calcoli di Kurzweil, noi ora saremmo verso la fine della fase del boom, che ha introdotto un nuovo entusiasmo che probabilmente sarà presto disilluso.<br />A complicare le cose, bisogna ricordare che i dati disponibili online sono spesso inquinati da errori, faziosità e disinformazione, e la crescente dipendenza da altri algoritmi per generare nuovi contenuti potrebbe amplificare questi problemi. A lungo termine, l'incapacità di accedere a dati freschi e affidabili potrebbe rallentare drasticamente lo sviluppo tecnologico nel campo.<br />Al di là delle difficoltà tecniche, vi è una barriera ancora più fondamentale che l'intelligenza artificiale non potrà mai superare (e che i suoi promotori si rifiutano di approfondire seriamente): la sua incapacità di cogliere concetti universali e significati generali, un'operazione che l'intelletto umano compie per riconoscere quelle che in filosofia vengono chiamate "essenze", oltre che i principi comuni. L'intelletto umano, infatti, opera in tre fasi principali: astrazione, giudizio e ragionamento. Fin dalla tenera età, un bambino impara prima a riconoscere essenze universali (il concetto di "albero", per esempio), per poi utilizzarle nel giudicare ("l'albero è verde"), infine ragionare ("se l'albero è verde, allora è in salute"). L'intelligenza artificiale, invece, segue il processo opposto: è stata sviluppata a partire dal ragionamento, si cerca oggi di affinarne il giudizio, ma non potrà mai accedere alla capacità di astrazione. Ecco la differenza!<br />L'INTELLIGENZA ARTIFICIALE È INCAPACE DI APPRENDERE<br />Le macchine si basano su enormi quantità di dati preesistenti, che rielaborano per produrre risultati utili. Non sono capaci di "apprendere" nuove essenze o significati che non siano già in qualche modo presenti nei dati forniti. Questo limite è intrinseco alla loro natura, poiché mancano della componente spirituale e immateriale che caratterizza l'intelletto umano. Come insegna san Tommaso d'Aquino, l'intelligenza è profondamente legata alla dimensione dell'anima razionale, un dono che nessuna macchina potrà mai possedere. Questo limite filosofico ha implicazioni profonde, in particolare per coloro che temono che l'intelligenza artificiale possa un giorno superare l'intelligenza umana e controllare l'umanità. Questi timori, spesso alimentati dai transumanisti, si basano sull'idea di una "singolarità tecnologica": un punto di non ritorno in cui le macchine diventeranno autonome e supereranno le capacità umane.<br />Ma se l'intelligenza artificiale non può astrarre, non può nemmeno raggiungere la vera intelligenza. Le macchine rimarranno strumenti, per quanto sofisticati, nelle mani dell'uomo. Esse potranno certamente accelerare i processi intellettuali, automatizzare compiti complessi e migliorare la vita quotidiana, ma non sostituiranno mai l'intelletto umano. Questo significa che il destino del mondo non dipenderà mai dalle macchine, ma dalla sapienza con cui l'uomo le utilizzerà. Tutto ricade, insomma, nelle nostre mani.<br />Di fronte a questi scenari, l'umanità deve considerare alcune verità fondamentali. Prima di tutto, è essenziale riconoscere che la tecnologia, per quanto avanzata, non potrà mai sostituire la dignità e il valore della persona umana. Questo richiama il nostro ruolo di custodi del creato: dobbiamo usare gli strumenti tecnologici per il bene di ciascuno, senza idolatrarli, ma neanche temerli o demonizzarli in maniera irrazionale. In secondo luogo, è importante promuovere una visione della tecnologia che sia radicata nella verità e nella giustizia. Per esempio, l'intelligenza artificiale può essere impiegata in modo eticamente apprezzabile nel migliorare la diagnostica medica, facilitare la traduzione automatica per comunicare tra culture diverse, ottimizzare l'uso delle risorse agricole per ridurre lo spreco alimentare. Questi sono usi che chiunque può ben accogliere, poiché contribuiscono direttamente al bene comune.<br />A prescindere dall'effettivo avvento di un secondo inverno dell'intelligenza artificiale, abbiamo di fronte l'opportunità per riflettere su ciò che davvero conta. In un mondo sempre più dominato dalla velocità e dalla complessità, la riscoperta della centralità dell'uomo, della sua intelligenza e della sua anima è un compito urgente.<br />]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/64005894</guid><pubDate>Wed, 29 Jan 2025 18:10:58 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/64005894/intelligenza_artificiale_i_segnali_di_un_suo_secondo_inverno.mp3" length="7750743" type="audio/mpeg"/><itunes:author>BastaBugie</itunes:author><itunes:subtitle>TESTO DELL'ARTICOLO ➜ https://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=8054

INTELLIGENZA ARTIFICIALE, I SEGNALI DI UN SUO SECONDO INVERNO di Gaetano Masciullo
 
Il progresso tecnologico dell'intelligenza artificiale ha dominato negli ultimi anni il...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="https://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=8054" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=8054</a><br /><br />INTELLIGENZA ARTIFICIALE, I SEGNALI DI UN SUO SECONDO INVERNO di Gaetano Masciullo<br /> <br />Il progresso tecnologico dell'intelligenza artificiale ha dominato negli ultimi anni il dibattito pubblico, alimentato da promettenti dichiarazioni di scienziati e imprenditori che intravedono la possibilità di raggiungere la superintelligenza. Eppure, uno scenario diverso potrebbe attendere il futuro di questo settore: un nuovo "inverno", simile a quello vissuto tra il 1974 e il 1990, quando le aspettative smisurate portarono a una drastica riduzione dei finanziamenti e dell'interesse nella ricerca sull'intelligenza artificiale. Per comprendere le ragioni di questa possibile svolta e prepararci alle implicazioni, è fondamentale analizzare i segnali attuali e le prospettive future del settore.<br />Il cosiddetto "inverno dell'intelligenza artificiale" di allora fu il risultato di speranze irrealistiche nei confronti delle capacità delle macchine di comprendere il linguaggio naturale, risolvere problemi complessi e apprendere in maniera autonoma. Solo con l'avvento del Deep Learning e l'utilizzo dei Big Data nei primi anni Duemila, l'intelligenza artificiale riuscì a riprendersi da quel periodo di stagnazione. Oggi, però, alcuni segnali indicano che il settore potrebbe trovarsi nuovamente sull'orlo di un rallentamento.<br />Un problema cruciale che si delinea è la crescente scarsità di dati di alta qualità per addestrare i modelli di intelligenza artificiale. Questa scarsità non solo riduce l'efficacia degli algoritmi nel fornire risposte accurate, ma può anche portare a risultati distorti o non generalizzabili. Ad esempio, nei settori medici, la mancanza di dati rappresentativi potrebbe compromettere la capacità dell'intelligenza artificiale di supportare diagnosi precise per pazienti con condizioni meno documentate. Nonostante l'apparente infinità di informazioni disponibili su Internet, queste risorse possiedono un limite. Ilya Sutskever, co-fondatore di OpenAI e figura di spicco nel campo del Deep Learning, ha recentemente sottolineato come i dati utilizzati per addestrare i modelli siano sempre più spesso derivati da altre intelligenze artificiali, piuttosto che da fonti primarie. Questo circolo vizioso rischia di compromettere la qualità dell'apprendimento automatico, in quanto i sistemi potrebbero limitarsi a rielaborare informazioni già "digerite", anziché espandere effettivamente le proprie capacità.<br />I DATI DISPONIBILI ONLINE SONO SPESSO INQUINATI DA ERRORI<br />Ray Kurzweil, nonostante sia uno dei più importanti transumanisti oggi viventi, sostiene che la tecnologia intelligenza artificiale, a differenza di Internet e delle telecomunicazioni, progredisce secondo cicli più lunghi: due decenni di entusiasmo iniziale, seguiti da un decennio di delusione, infine un decennio e più di boom dovuto a scoperte innovative. Analizzando la storia recente dell'intelligenza artificiale, abbiamo avuto un periodo di entusiasmo iniziale (1954-1974), la delusione dell'inverno dell'intelligenza artificiale (1974-1990), infine il boom che procede da allora. Quindi, secondo i calcoli di Kurzweil, noi ora saremmo verso la fine della fase del boom, che ha introdotto un nuovo entusiasmo che probabilmente sarà presto disilluso.<br />A complicare le cose, bisogna ricordare che i dati disponibili online sono spesso inquinati da errori, faziosità e disinformazione, e la crescente dipendenza da altri algoritmi per generare nuovi contenuti potrebbe amplificare questi problemi. A lungo termine, l'incapacità di accedere a dati freschi e affidabili potrebbe rallentare drasticamente lo sviluppo tecnologico nel campo.<br />Al di là delle difficoltà tecniche, vi è una barriera ancora più fondamentale che l'intelligenza artificiale non potrà mai superare (e che i...]]></itunes:summary><itunes:duration>485</itunes:duration><itunes:keywords>ai,datidiqualità,intelligenzaartificiale,inverno,proglema</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/f6d4f5d12deb9f6f6d0fb5a697b7839b.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Zuckerberg ammette che il fact checking censura</title><link>https://www.spreaker.com/episode/zuckerberg-ammette-che-il-fact-checking-censura--63697850</link><description><![CDATA[VIDEO: Intervista a Zuckerberg ➜ <a href="https://www.youtube.com/watch?v=ZMIEXN1eusM&amp;list=PLolpIV2TSebVCcy1WwB32e6_HB-NO8WCC" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://www.youtube.com/watch?v=ZMIEXN1eusM&amp;list=PLolpIV2TSebVCcy1WwB32e6_HB-NO8WCC</a><br /><br />TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="https://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=8046" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=8046</a><br /><br />ZUCKERBERG AMMETTE CHE IL FACT CHECKING E' CENSURA (E NOI NE SIAMO VITTIME) di Stefano Magni<br /> <br />Mark Zuckerberg, il fondatore e amministratore delegato di Meta (azienda proprietaria di Facebook, Instagram e Whatsapp) ha annunciato il 7 gennaio un cambiamento radicale di politica. E di fatto ha ammesso che finora era imposta una censura, benché non ufficiale, sui suoi social network.<br />Niente più fact checking, che verrà sostituito dalle community notes (commenti scritti da altri utenti che vogliono segnalare un articolo) e alleggerimento drastico delle regole che limitavano la pubblicazione dei contenuti, i ricorsi e la rimozione di contenuti, niente più restrizioni alla visibilità degli argomenti politici e stop allo shadow ban, cioè la pratica di rendere meno visibile quel che pubblica un utente ritenuto pericoloso. Meta cambia anche il responsabile per gli affari globali, non più il liberaldemocratico britannico Nick Klegg, ma il repubblicano americano Joel Kaplan, già consigliere di George W. Bush. Inoltre la squadra per la moderazione dei contenuti sarà trasferita dalla California al Texas, lontano dalle peggiori influenze dei media tradizionali e dei gruppi di pressione (progressisti, ndr).<br />In particolare il fondatore di Facebook ha ammesso che i fact checkers sono risultati «troppo politicamente orientati e hanno contribuito a distruggere più fiducia di quanta non ne abbiano creata, soprattutto negli Stati Uniti».<br />Le riforme di Zuckerberg sono state accolte da un coro di critiche da parte della stampa internazionale. E anche in Italia, dove è soprattutto Open, il quotidiano di Enrico Mentana, consulente di Facebook per il fact checking, a denunciare una possibile deriva verso il linguaggio di odio su immigrazione e gender. Né poteva essere diversamente: dal 2016, da quando le elezioni negli Usa erano state vinte da Donald Trump, i media tradizionali avevano attribuito la colpa soprattutto ai social network, colpevoli di "diffondere la disinformazione e la misinformazione" senza alcun controllo degli "editori responsabili". La stretta era arrivata nel 2019, con una pressione senza precedenti sulle aziende proprietarie dei nuovi media. Onore al vero, Zuckerberg aveva provato a difendere la libertà di espressione, opponendosi a ogni forma di censura, già allora. In un discorso tenuto alla Georgetown University, aveva infatti dichiarato: «Oggi, in tutti gli schieramenti, sembra che ci siano sempre più persone che danno la priorità all'ottenimento dei risultati politici che desiderano piuttosto che assicurarsi che tutti possano essere ascoltati». E concludeva: «Credo che dobbiamo continuare a difendere la libertà di espressione».<br />CENSURA IMPOSTA<br />Infine anche Zuckerberg aveva dovuto cedere, anche nel corso dell’amministrazione Trump, per colpa soprattutto della pandemia di Covid-19. Quel mix di pressioni delle autorità americane e minacce di boicottaggio degli sponsor indusse anche Zuckerberg a introdurre la sua "polizia del pensiero", inasprendo le regole del controllo dei contenuti.<br />E cosa è successo, nella pratica? Che anche su Facebook e negli altri social network di Meta, i contenuti sono stati censurati se erano difformi alle tesi ufficiali. Esattamente come già facevano gli "editori responsabili", ma senza neppure avere la stessa responsabilità di un editore: un social network, infatti, non è un giornale, ma è una bacheca virtuale dove chiunque può appendere qualcosa e si prende la responsabilità di quel che sta mostrando. Limitare la libertà di espressione, senza la responsabilità dell’editore, è stata dunque una doppia aggressione arbitraria, per chiunque non avesse le idee "giuste". Soprattutto perché non vengono solo segnalate e represse notizie false, ma anche la "misinformazione", cioè il contesto mancante o la notizia data in modo "tendenzioso". Si tratta, fuori di metafora, dell’opinione dei giornalisti che fanno fact checking contro quella dei giornalisti autori degli articoli. Anche La Nuova Bussola Quotidiana ha subito l’effetto della censura dei fact checkers, il caso più esplicito è stato quello di un articolo di Ermes Dovico sul traffico dei feti abortiti, contestato da Open non perché falso, ma per "contesto mancante".<br />Significativa la testimonianza su The Free Press di Margi Conklin, ex direttrice dell’edizione domenicale del New York Post. Aveva pubblicato un articolo dell’antropologo Steven Mosher (che è anche una nostra firma), uno dei primi che ipotizzavano che l’origine del Covid-19 fosse da ricercarsi nell’Istituto di Virologia di Wuhan e non nel mercato a pochi chilometri dalla sua sede. Ecco cosa è successo: «Sullo schermo avevo un data tracker che mostrava il nostro traffico web e vedevo la linea verde del nostro articolo salire e salire. Poi all'improvviso, senza motivo, la linea verde è scesa come un sasso. Nessuno leggeva o condivideva il pezzo. Era come se non fosse mai esistito. Vedendo il traffico della storia precipitare, sono rimasta sbalordita. Ho pensato: "Com'è possibile che sia successo? Come fa una storia che migliaia di persone leggono e condividono a scomparire all'improvviso? Più tardi, il redattore digitale del Post mi ha dato la risposta: il team di fact-checking di Facebook aveva segnalato il pezzo come "false informazioni"». Una censura molto interessata, secondo la stessa Conklin: «Ho scoperto che un "esperto" che ha consigliato a Facebook di censurare il pezzo aveva un grosso conflitto di interessi. La professoressa Danielle E. Anderson aveva regolarmente collaborato con i ricercatori dell'Istituto di virologia di Wuhan».<br />ELIMINATA LA CENSURA DEI FACT CHECKERS<br />I fact checkers non sono entità astratte o studiosi incorruttibili dediti al sapere, sono persone con propri interessi e soprattutto proprie idee politiche. Il fact checking è diventato, specialmente dopo le elezioni del 2020, sempre più un’attività politica, per censurare le voci dissenzienti, come avevamo già fatto presente su queste colonne in tempi non sospetti. Quando l’acquisto di Twitter da parte di Elon Musk ha permesso di scoperchiare la politica di censura seguita da quel social network, sono emersi anche alcuni segreti su Facebook. Per esempio: le pressioni che aveva subito ad opera di funzionari della Casa Bianca all’inizio dell’amministrazione Biden, soprattutto da Rob Flaherty (futuro manager della campagna di Kamala Harris). Flaherty, con toni aggressivi e molto spesso volgari, imponeva di censurare utenti e giornali legati all’area conservatrice, minacciando gravi conseguenze per il social network.<br />Le indagini legali nella causa Murthy contro Missouri, riguardante la "misinformazione" sul Covid-19, hanno rivelato come i dirigenti di Meta si siano piegati alle richieste dei funzionari di Biden di censurare notizie e ricerche mediche non conformiste. La Corte Suprema ha stabilito l'anno scorso che i querelanti non hanno dimostrato di essere stati censurati in risposta diretta alle pressioni del governo, ma il caso ha comunque esposto la collusione tra l'amministrazione Biden e Meta.<br />La vittoria elettorale di Donald Trump ha sicuramente incentivato Zuckerberg a cambiare politica. Ma ormai il danno provocato è enorme. Secondo una ricerca pubblicata sull’insospettabile Corriere della Sera, il fact checking ha rafforzato la polarizzazione e aumentato il processo di tribalizzazione del pubblico, con gruppi sempre più chiusi nelle loro convinzioni, nelle loro bolle informative. «Eppure, nonostante queste evidenze, milioni di dollari sono stati spesi in soluzioni che chiunque con un minimo di onestà intellettuale avrebbe riconosciuto come fallimentari».<br />In America stanno liberandosi di questo sistema. Ma in Europa? Il momento della liberazione è ancora lontano. Nell’Ue infatti vige il Digital Services Act che di fatto impone il controllo dei contenuti e la moderazione (leggasi: censura), per legge.<br />Nota di BastaBugie: Daniele Ciacci nell'articolo seguente dal titolo "Zuckerberg: così è calata la censura sui social" parla dell'intervista a Mark Zuckerberg, amministratore delegato di Meta (Facebook, Instagram, Whatsapp), che ha confidato quanta pressione avesse ricevuto dall'amministrazione Biden per censurare contenuti, soprattutto sui vaccini.<br />Ecco l'articolo completo pubblicato su La Nuova Bussola Quotidiana il 13 gennaio 2025:<br />Durante un’intervista fiume con Joe Rogan nel celebre podcast The Joe Rogan Experience, Mark Zuckerberg ha affrontato temi cruciali legati alla gestione dei contenuti su Meta, le tensioni con l’amministrazione Biden e il futuro tecnologico della sua azienda. Dalle pressioni governative per censurare i contenuti sui vaccini COVID-19 fino alla controversia sulla fine del programma di fact-checking su Facebook e Instagram, l’intervista offre uno sguardo dietro le quinte delle decisioni più criticate di Meta negli ultimi anni.<br />Censura e pressioni dall’amministrazione Biden. Una delle dichiarazioni più rilevanti di Zuckerberg riguarda le pressioni esercitate dall’amministrazione Biden per censurare informazioni sui vaccini COVID-19. Zuckerberg ha affermato che funzionari governativi non solo suggerivano, ma pretendevano la rimozione di determinati contenuti. In alcuni casi, queste richieste includevano post basati su dati reali rigu]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/63697850</guid><pubDate>Wed, 15 Jan 2025 09:41:27 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/63697850/zuckerberg_ammette_che_il_fact_checking_censura.mp3" length="13900112" type="audio/mpeg"/><itunes:author>BastaBugie</itunes:author><itunes:subtitle>VIDEO: Intervista a Zuckerberg ➜ https://www.youtube.com/watch?v=ZMIEXN1eusM&amp;amp;list=PLolpIV2TSebVCcy1WwB32e6_HB-NO8WCC

TESTO DELL'ARTICOLO ➜ https://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=8046

ZUCKERBERG AMMETTE CHE IL FACT CHECKING E' CENSURA (E...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[VIDEO: Intervista a Zuckerberg ➜ <a href="https://www.youtube.com/watch?v=ZMIEXN1eusM&amp;list=PLolpIV2TSebVCcy1WwB32e6_HB-NO8WCC" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://www.youtube.com/watch?v=ZMIEXN1eusM&amp;list=PLolpIV2TSebVCcy1WwB32e6_HB-NO8WCC</a><br /><br />TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="https://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=8046" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=8046</a><br /><br />ZUCKERBERG AMMETTE CHE IL FACT CHECKING E' CENSURA (E NOI NE SIAMO VITTIME) di Stefano Magni<br /> <br />Mark Zuckerberg, il fondatore e amministratore delegato di Meta (azienda proprietaria di Facebook, Instagram e Whatsapp) ha annunciato il 7 gennaio un cambiamento radicale di politica. E di fatto ha ammesso che finora era imposta una censura, benché non ufficiale, sui suoi social network.<br />Niente più fact checking, che verrà sostituito dalle community notes (commenti scritti da altri utenti che vogliono segnalare un articolo) e alleggerimento drastico delle regole che limitavano la pubblicazione dei contenuti, i ricorsi e la rimozione di contenuti, niente più restrizioni alla visibilità degli argomenti politici e stop allo shadow ban, cioè la pratica di rendere meno visibile quel che pubblica un utente ritenuto pericoloso. Meta cambia anche il responsabile per gli affari globali, non più il liberaldemocratico britannico Nick Klegg, ma il repubblicano americano Joel Kaplan, già consigliere di George W. Bush. Inoltre la squadra per la moderazione dei contenuti sarà trasferita dalla California al Texas, lontano dalle peggiori influenze dei media tradizionali e dei gruppi di pressione (progressisti, ndr).<br />In particolare il fondatore di Facebook ha ammesso che i fact checkers sono risultati «troppo politicamente orientati e hanno contribuito a distruggere più fiducia di quanta non ne abbiano creata, soprattutto negli Stati Uniti».<br />Le riforme di Zuckerberg sono state accolte da un coro di critiche da parte della stampa internazionale. E anche in Italia, dove è soprattutto Open, il quotidiano di Enrico Mentana, consulente di Facebook per il fact checking, a denunciare una possibile deriva verso il linguaggio di odio su immigrazione e gender. Né poteva essere diversamente: dal 2016, da quando le elezioni negli Usa erano state vinte da Donald Trump, i media tradizionali avevano attribuito la colpa soprattutto ai social network, colpevoli di "diffondere la disinformazione e la misinformazione" senza alcun controllo degli "editori responsabili". La stretta era arrivata nel 2019, con una pressione senza precedenti sulle aziende proprietarie dei nuovi media. Onore al vero, Zuckerberg aveva provato a difendere la libertà di espressione, opponendosi a ogni forma di censura, già allora. In un discorso tenuto alla Georgetown University, aveva infatti dichiarato: «Oggi, in tutti gli schieramenti, sembra che ci siano sempre più persone che danno la priorità all'ottenimento dei risultati politici che desiderano piuttosto che assicurarsi che tutti possano essere ascoltati». E concludeva: «Credo che dobbiamo continuare a difendere la libertà di espressione».<br />CENSURA IMPOSTA<br />Infine anche Zuckerberg aveva dovuto cedere, anche nel corso dell’amministrazione Trump, per colpa soprattutto della pandemia di Covid-19. Quel mix di pressioni delle autorità americane e minacce di boicottaggio degli sponsor indusse anche Zuckerberg a introdurre la sua "polizia del pensiero", inasprendo le regole del controllo dei contenuti.<br />E cosa è successo, nella pratica? Che anche su Facebook e negli altri social network di Meta, i contenuti sono stati censurati se erano difformi alle tesi ufficiali. Esattamente come già facevano gli "editori responsabili", ma senza neppure avere la stessa responsabilità di un editore: un social network, infatti, non è un giornale, ma è una bacheca virtuale dove chiunque può appendere qualcosa e si prende la responsabilità di quel che sta mostrando....]]></itunes:summary><itunes:duration>869</itunes:duration><itunes:keywords>censura,factchecking,meta,whatsapp,zuckerberg</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/fa1f0e93e7b4cf37eef474c07b1a098d.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Presepi vietati, sintomo di un'Europa senz'anima</title><link>https://www.spreaker.com/episode/presepi-vietati-sintomo-di-un-europa-senz-anima--63460111</link><description><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="https://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=8029" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=8029</a><br /><br />PRESEPI VIETATI, SINTOMO DI UN'EUROPA SENZ'ANIMA di Manuela Antonacci<br /> <br />Abituati o meglio rassegnati ad una Francia laicista senza speranza, un bel miracolo di Natale ha spazzato via, stavolta e pare - in questa felice eccezione - non solo una volta, l'eco solito delle ideologie di stampo illuminista. Stiamo parlando dell'iniziativa che, anche quest'anno, continua a Beaucaire, dove il Municipio ha allestito un presepe in linea con una tradizione portata avanti, ormai, da ben 9 secoli.<br />Ma, si sa, c'è sempre chi si sente "offeso" da qualche simbolo cristiano e stavolta, niente meno che da Gesù Bambino che nella sua mangiatoia, ci chiediamo quale tipo di sensibilità sarà andato stavolta ad urtare. E deve averla fatta grossa, perché è addirittura dal 2014 che la Lega dei Diritti Umani (LDH) si batte ogni anno - 2024 compreso - per la messa al bando del presepe nel municipio, arrivando a trascinare in tribunale, questa volta, Nelson Chaudon, il sindaco di Beaucaire che non ha ceduto alle intimidazioni e ha difeso, impavido, tale tradizione.<br />LE TRADIZIONI LOCALI E L'IDENTITÀ CULTURALE<br />L'LDH, comunque, ha pubblicato un comunicato stampa, il 12 dicembre, per specificare l'obiettivo dell'azione legale. Assicura, cioè, che non si tratta di vietare il Natale. La sua argomentazione principale si basa sulla legge del 1905, che promulga la separazione tra Chiesa e Stato. Ricorda la necessità di una completa «neutralità delle autorità pubbliche nei confronti delle religioni» e deplora «la rinnovata inerzia di alcuni prefetti in questa materia». Nel comunicato, l'LDH accusa alcuni funzionari eletti di «privilegiare la loro ideologia a scapito dei principi repubblicani installando presepi di Natale nei municipi».<br />L'associazione condanna, inoltre, il fatto che questi sindaci «mettano in evidenza le origini cristiane della Francia». Ma, nonostante i vari tentativi di censura del presepe perpetratisi negli anni, i sindaci che si sono succeduti, Julien Sanchez (RN) e Nelson Chaudon (RN), non hanno ceduto. Questo mercoledì, 18 dicembre, il sindaco di Beaucaire, Nelson Chaudon, ha difeso con fermezza la presenza dei presepi di Natale nel suo municipio durante il suo intervento davanti al tribunale amministrativo di Nîmes.<br />Accompagnato da diversi sostenitori, tra cui il deputato del RN Yoann Gillet, ha ribadito il suo impegno per la conservazione delle tradizioni locali e dell'identità culturale della Francia. Semplici, schiette e inequivocabili le sue dichiarazioni: «È fuori questione cedere un grammo di cultura, di tradizione, di ciò che costituisce la nostra identità a coloro che vorrebbero cancellarla. Beaucaire difenderà sempre ciò che ci è caro».<br />LA SITUAZIONE IN ITALIA<br />Di segno opposto ciò che è accaduto in un ospedale piemontese, dove una coordinatrice infermieristica ha ordinato di smontare il presepe allestito nel reparto durante il weekend. La donna ha motivato il suo gesto con la solita scusa di voler rispettare la sensibilità, in questo caso, dei pazienti non religiosi o di diverse fedi. Il punto, però, è che non si tratta solo di un problema di fede ma, come dice il sindaco, di cultura, cioè non si fa una cultura, un paese, l'Europa, se l'Occidente dimentica quali sono i riti e le tradizioni culturali che l'hanno identificato, ovvero se non c'è un passato condiviso.<br />Per chi ha fede, dunque, il presepe è il simbolo della discesa di Dio, ma anche per chi non ha fede ed è un europeo, un occidentale, ha un significato e una sua importanza, perché ne va, appunto di ciò che cementa una comunità, come ha ben chiarito il sindaco di Beaucaire. Per il caso italiano, poi, togliere un presepe ha meno senso che mai, perché quel bambino è venuto, in realtà, semplicemente per prendere su di sé le sofferenze degli uomini e, anche per chi non crede e nel caso italiano si trova in ospedale, resta un messaggio molto importante.<br />La sua censura, in questo caso, rispecchia più che altro il punto di vista personalissimo della caposala che, forse, proprio in nome del rispetto che millanta, dovrebbe lasciare anche agli altri la possibilità di non credere o di professare altro sì (e su questo il presepe non ha nessun potere, né influenza) ma anche di credere liberamente in ciò in cui si sceglie di credere o culturalmente di rispecchiarsi.<br />]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/63460111</guid><pubDate>Tue, 24 Dec 2024 11:07:49 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/63460111/presepi_vietati.mp3" length="4823293" type="audio/mpeg"/><itunes:author>BastaBugie</itunes:author><itunes:subtitle>TESTO DELL'ARTICOLO ➜ https://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=8029

PRESEPI VIETATI, SINTOMO DI UN'EUROPA SENZ'ANIMA di Manuela Antonacci
 
Abituati o meglio rassegnati ad una Francia laicista senza speranza, un bel miracolo di Natale ha spazzato...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="https://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=8029" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=8029</a><br /><br />PRESEPI VIETATI, SINTOMO DI UN'EUROPA SENZ'ANIMA di Manuela Antonacci<br /> <br />Abituati o meglio rassegnati ad una Francia laicista senza speranza, un bel miracolo di Natale ha spazzato via, stavolta e pare - in questa felice eccezione - non solo una volta, l'eco solito delle ideologie di stampo illuminista. Stiamo parlando dell'iniziativa che, anche quest'anno, continua a Beaucaire, dove il Municipio ha allestito un presepe in linea con una tradizione portata avanti, ormai, da ben 9 secoli.<br />Ma, si sa, c'è sempre chi si sente "offeso" da qualche simbolo cristiano e stavolta, niente meno che da Gesù Bambino che nella sua mangiatoia, ci chiediamo quale tipo di sensibilità sarà andato stavolta ad urtare. E deve averla fatta grossa, perché è addirittura dal 2014 che la Lega dei Diritti Umani (LDH) si batte ogni anno - 2024 compreso - per la messa al bando del presepe nel municipio, arrivando a trascinare in tribunale, questa volta, Nelson Chaudon, il sindaco di Beaucaire che non ha ceduto alle intimidazioni e ha difeso, impavido, tale tradizione.<br />LE TRADIZIONI LOCALI E L'IDENTITÀ CULTURALE<br />L'LDH, comunque, ha pubblicato un comunicato stampa, il 12 dicembre, per specificare l'obiettivo dell'azione legale. Assicura, cioè, che non si tratta di vietare il Natale. La sua argomentazione principale si basa sulla legge del 1905, che promulga la separazione tra Chiesa e Stato. Ricorda la necessità di una completa «neutralità delle autorità pubbliche nei confronti delle religioni» e deplora «la rinnovata inerzia di alcuni prefetti in questa materia». Nel comunicato, l'LDH accusa alcuni funzionari eletti di «privilegiare la loro ideologia a scapito dei principi repubblicani installando presepi di Natale nei municipi».<br />L'associazione condanna, inoltre, il fatto che questi sindaci «mettano in evidenza le origini cristiane della Francia». Ma, nonostante i vari tentativi di censura del presepe perpetratisi negli anni, i sindaci che si sono succeduti, Julien Sanchez (RN) e Nelson Chaudon (RN), non hanno ceduto. Questo mercoledì, 18 dicembre, il sindaco di Beaucaire, Nelson Chaudon, ha difeso con fermezza la presenza dei presepi di Natale nel suo municipio durante il suo intervento davanti al tribunale amministrativo di Nîmes.<br />Accompagnato da diversi sostenitori, tra cui il deputato del RN Yoann Gillet, ha ribadito il suo impegno per la conservazione delle tradizioni locali e dell'identità culturale della Francia. Semplici, schiette e inequivocabili le sue dichiarazioni: «È fuori questione cedere un grammo di cultura, di tradizione, di ciò che costituisce la nostra identità a coloro che vorrebbero cancellarla. Beaucaire difenderà sempre ciò che ci è caro».<br />LA SITUAZIONE IN ITALIA<br />Di segno opposto ciò che è accaduto in un ospedale piemontese, dove una coordinatrice infermieristica ha ordinato di smontare il presepe allestito nel reparto durante il weekend. La donna ha motivato il suo gesto con la solita scusa di voler rispettare la sensibilità, in questo caso, dei pazienti non religiosi o di diverse fedi. Il punto, però, è che non si tratta solo di un problema di fede ma, come dice il sindaco, di cultura, cioè non si fa una cultura, un paese, l'Europa, se l'Occidente dimentica quali sono i riti e le tradizioni culturali che l'hanno identificato, ovvero se non c'è un passato condiviso.<br />Per chi ha fede, dunque, il presepe è il simbolo della discesa di Dio, ma anche per chi non ha fede ed è un europeo, un occidentale, ha un significato e una sua importanza, perché ne va, appunto di ciò che cementa una comunità, come ha ben chiarito il sindaco di Beaucaire. 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Non sui campi di battaglia di Gaza e del Libano, ma nelle sedi delle Nazioni Unite, è stata di colpo ribaltata la narrazione prevalente del conflitto mediorientale: i morti palestinesi non sono 42.200, ma 8.119, ultima stima accertata riguardo alle operazioni dal 1 novembre 2023 al 30 aprile 2024. Lo si legge nel rapporto pubblicato dall'Alto Commissariato per i Diritti Umani dell'Onu, lo scorso 8 novembre.<br />La stima è stata elaborata con le dovute cautele, perché si parla pur sempre di una guerra in corso e di una zona, la Striscia di Gaza, che è difficilmente accessibile in modo sicuro da ispettori civili e riguarda i primi sei mesi di guerra. Quindi va presa con le molle. Ma la differenza fra la stima delle Nazioni Unite (8119 morti per i primi sei mesi di guerra) e quella diffusa a ottobre dal "Ministero della Sanità" palestinese (42.200 morti) è troppo eclatante per essere ignorata.<br />Da notare che il Sud Africa, denunciando alla Corte Internazionale di Giustizia per "genocidio" Israele, nel gennaio scorso (otto mesi prima della pubblicazione del rapporto) parlava di 25.700 vittime dell'azione militare israeliana. E un mese fa, il 14 ottobre, lo stesso segretario generale dell'Onu, senza attendere i risultati di un'indagine condotta dall'Onu stessa, parlava in pubblico di 42.200 vittime dell'azione israeliana a Gaza, riportando pari-pari i numeri diffusi dalla propaganda… pardon, dal "Ministero della Sanità" palestinese.<br />SILENZIO E MISINFORMAZIONE<br />Si parla di morti, a cui va tutto il nostro rispetto e come rileva giustamente Iuri Maria Prado, sul Riformista: "Si tratta, evidentemente, di una materia delicatissima e da affrontare con il dovuto tatto. Perché neppure 8 mila, ma già solo 8 morti sono troppi, sempre e comunque. È una necessità di pietoso riserbo, tuttavia, che dovrebbe comandare la parola di tutti, ma di cui non sente la pressione chi da un anno a questa parte largheggia nella distribuzione propagandistica di quei numeri incontrollati soltanto per fare chiasso, per rimestare nella carne della popolazione sofferente e agitare poi le mani sanguinanti a denuncia dello sterminio."<br />Se le indagini dell'Onu sul campo sono difficili e le ultime stime sono da prendere con le molle, perché tutti, persino Guterres stesso, con grande sicumera, hanno deciso di diffondere le cifre della "Sanità" palestinese? E perché, neppure di fronte a questo rapporto, la stragrande maggioranza dei media italiani e internazionali non si pone neppure il dubbio di aver detto il falso sul numero dei morti a Gaza?<br />Perché, detto per inciso, la reazione dei media italiani, dopo la pubblicazione del rapporto delle Nazioni Unite, è stata peggiore del silenzio: andate su Google, cercate la notizia e troverete solo che "il 70% delle vittime sono donne e bambini, secondo il rapporto dell'Alto Commissariato Onu per i diritti umani". I maniaci della correttezza dell'informazione, la chiamerebbero: misinformazione. Cioè l'uso polemico e tendenzioso di una notizia che, benché vera, è estrapolata dal suo contesto.<br />CAMPAGNA CONTRO ISRAELE<br />Non è paranoia se affermiamo che è in corso una campagna di mostrificazione di Israele. Senza tirare in ballo l'antisemitismo, che comunque è ancora vivo e diffuso, la causa è l'ideologia anticolonialista fuori tempo massimo che identifica in Israele (paese nato con una guerra di indipendenza) un residuo di colonialismo occidentale e "bianco".<br />Israele, in tempo di pace, viene accusato di razzismo e apartheid, condanne che l'Onu ha cercato addirittura di formalizzare, più volte nel passato recente, come durante la Conferenza contro il razzismo di Durban nel 2001. In tempo di guerra, Israele viene accusato di genocidio.<br />E non è la prima volta che succede, perché anche durante la Seconda Intifadah (2000-2005) veniva usata l'etichetta "genocidio" per condannare le operazioni antiterrorismo, anche in quel caso sparando cifre inverosimili delle vittime civili palestinesi, poi tutte regolarmente smentite. Singolare fu il caso del raid israeliano a Jenin nel 2002: "500 morti civili" che poi si rivelarono essere 48, di cui appena 5 erano civili.<br />Non si tratta di un lavoro da macabri contabili delle disgrazie altrui: sparare una cifra piuttosto che un'altra fa la differenza fra la vita e la morte delle comunità ebraiche nel mondo, soprattutto in Europa, dove subiscono la pressione delle comunità islamiche.<br />Se gli israeliani, in un anno, hanno provocato 42.200 morti a Gaza, con una percentuale altissima di civili, quasi tutti bambini, allora stanno compiendo un genocidio. Allora è "normale" che ad Amsterdam vengano aggrediti per strada. Diventa "normale" che un albergo nelle Dolomiti non accetti clienti israeliani. È "comprensibile" che collettivi studenteschi occupino le università e pretendano l'interruzione di ogni rapporto e collaborazione con le istituzioni di uno Stato "genocida". Diventano "giustificate" le aggressioni a chiunque porti la kippah. Perché c'è un "genocidio" e allora, si sa, c'è qualcuno che si può arrabbiare nei confronti di chi fa parte dello stesso popolo "genocida". Ma il punto è che: il genocidio non c'è. A Gaza è in corso una guerra, non uno sterminio sistematico.<br />In compenso, le cifre mostruose (in tutti i sensi) sparate a reti unificate sulle vittime civili a Gaza, provocano anche una colpevole rimozione: quella delle 1.200 vittime israeliane del pogrom di Hamas del 7 ottobre 2023. Di fronte al "genocidio di Gaza" le vittime di un atto genocida vero, gli ebrei di Sderot e dei kibbutz del Negev occidentale, vengono cancellati dalla memoria collettiva con un atto di negazionismo in tempo reale.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/63020191</guid><pubDate>Tue, 26 Nov 2024 23:38:01 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/63020191/la_bufala_del_genocidio_a_gaza.mp3" length="7770395" type="audio/mpeg"/><itunes:author>BastaBugie</itunes:author><itunes:subtitle>TESTO DELL'ARTICOLO ➜ https://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=8000

LA BUFALA DEL GENOCIDIO DI ISRAELE A GAZA SMASCHERATA ANCHE DALL'ONU di Stefano Magni
  
Ipnotizzati dalle elezioni americane e dalla scelta dei segretari nella prossima...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="https://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=8000" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=8000</a><br /><br />LA BUFALA DEL GENOCIDIO DI ISRAELE A GAZA SMASCHERATA ANCHE DALL'ONU di Stefano Magni<br />  <br />Ipnotizzati dalle elezioni americane e dalla scelta dei segretari nella prossima amministrazione Trump, rischiamo di perderci la notizia più importante sul Medio Oriente da un anno a questa parte.<br />Cosa è successo? Non sui campi di battaglia di Gaza e del Libano, ma nelle sedi delle Nazioni Unite, è stata di colpo ribaltata la narrazione prevalente del conflitto mediorientale: i morti palestinesi non sono 42.200, ma 8.119, ultima stima accertata riguardo alle operazioni dal 1 novembre 2023 al 30 aprile 2024. Lo si legge nel rapporto pubblicato dall'Alto Commissariato per i Diritti Umani dell'Onu, lo scorso 8 novembre.<br />La stima è stata elaborata con le dovute cautele, perché si parla pur sempre di una guerra in corso e di una zona, la Striscia di Gaza, che è difficilmente accessibile in modo sicuro da ispettori civili e riguarda i primi sei mesi di guerra. Quindi va presa con le molle. Ma la differenza fra la stima delle Nazioni Unite (8119 morti per i primi sei mesi di guerra) e quella diffusa a ottobre dal "Ministero della Sanità" palestinese (42.200 morti) è troppo eclatante per essere ignorata.<br />Da notare che il Sud Africa, denunciando alla Corte Internazionale di Giustizia per "genocidio" Israele, nel gennaio scorso (otto mesi prima della pubblicazione del rapporto) parlava di 25.700 vittime dell'azione militare israeliana. E un mese fa, il 14 ottobre, lo stesso segretario generale dell'Onu, senza attendere i risultati di un'indagine condotta dall'Onu stessa, parlava in pubblico di 42.200 vittime dell'azione israeliana a Gaza, riportando pari-pari i numeri diffusi dalla propaganda… pardon, dal "Ministero della Sanità" palestinese.<br />SILENZIO E MISINFORMAZIONE<br />Si parla di morti, a cui va tutto il nostro rispetto e come rileva giustamente Iuri Maria Prado, sul Riformista: "Si tratta, evidentemente, di una materia delicatissima e da affrontare con il dovuto tatto. Perché neppure 8 mila, ma già solo 8 morti sono troppi, sempre e comunque. È una necessità di pietoso riserbo, tuttavia, che dovrebbe comandare la parola di tutti, ma di cui non sente la pressione chi da un anno a questa parte largheggia nella distribuzione propagandistica di quei numeri incontrollati soltanto per fare chiasso, per rimestare nella carne della popolazione sofferente e agitare poi le mani sanguinanti a denuncia dello sterminio."<br />Se le indagini dell'Onu sul campo sono difficili e le ultime stime sono da prendere con le molle, perché tutti, persino Guterres stesso, con grande sicumera, hanno deciso di diffondere le cifre della "Sanità" palestinese? E perché, neppure di fronte a questo rapporto, la stragrande maggioranza dei media italiani e internazionali non si pone neppure il dubbio di aver detto il falso sul numero dei morti a Gaza?<br />Perché, detto per inciso, la reazione dei media italiani, dopo la pubblicazione del rapporto delle Nazioni Unite, è stata peggiore del silenzio: andate su Google, cercate la notizia e troverete solo che "il 70% delle vittime sono donne e bambini, secondo il rapporto dell'Alto Commissariato Onu per i diritti umani". I maniaci della correttezza dell'informazione, la chiamerebbero: misinformazione. Cioè l'uso polemico e tendenzioso di una notizia che, benché vera, è estrapolata dal suo contesto.<br />CAMPAGNA CONTRO ISRAELE<br />Non è paranoia se affermiamo che è in corso una campagna di mostrificazione di Israele. Senza tirare in ballo l'antisemitismo, che comunque è ancora vivo e diffuso, la causa è l'ideologia anticolonialista fuori tempo massimo che identifica in Israele (paese nato con una guerra di indipendenza) un residuo di colonialismo occidentale e "bianco".<br />Israele, in tempo di pace, viene...]]></itunes:summary><itunes:duration>486</itunes:duration><itunes:keywords>gaza,genocidio,hamas,israele,malafede</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/fe3dba65fc442411b59d78887ffc8581.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Censurare Musk e X, firmato Unione Europea</title><link>https://www.spreaker.com/episode/censurare-musk-e-x-firmato-unione-europea--62558818</link><description><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="https://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7967" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7967</a><br /><br />CENSURARE ELON MUSK E X, FIRMATO UNIONE EUROPEA di Luca Volontè<br /><br />Il mondo politico e culturale liberal-socialista è passato rapidamente dall'abbracciare la cultura della cancellazione alla richiesta esplicita di una censura illiberale. Le prove sono ormai sotto gli occhi di tutti coloro che riescono ancor a vedere la realtà e sono dotati del minimo di coraggio per affermarla.<br />Molti governi di democrazie occidentali stanno conducendo una guerra contro la libertà di parola. L'Australia laburista vuole approvare una legislazione sulla censura radicale a novembre. La Spagna del socialcomunista Sanchez, come abbiamo descritto su queste pagine, ha già portato in parlamento la proposta di controllo sugli organi di informazione e siti di news che non si adeguino alla narrazione del potere. Il governo irlandese ha abbandonato solo momentaneamente la sua legislazione di stampo sovietico sull'incitamento all'odio, ma i partiti attualmente al governo promettono di approvarla, se vinceranno le prossime elezioni, la prossima primavera.<br />L'AGENDA DI CENSURA PIÙ AGGRESSIVA DELL'OCCIDENTE<br />L'Unione Europea da un anno è sulla buona strada per attuare l'agenda di censura più aggressiva dell'Occidente, partendo dalla persecuzione continua verso Elon Musk e la sua piattaforma "X" e dopo averla ampiamente sperimentata anche durante la campagna elettorale per l'elezione del parlamento europeo. Nelle ultime tre settimane, uno dei più influenti e grandi miliardari e filantropi del mondo, Bill Gates, e due recenti Segretari di Stato USA, John Kerry e Hillary Clinton, hanno tutti epresso forti appelli per censurare, per la salute pubblica e la salvaguardia della democrazia, sia internet che le piattaforme che consentono l'espressione del libero pensiero non conforme.<br />Tutto ciò che non piace, persino la realtà del sesso biologico o le foglie verdi d'estate di G.K. Chesterton, è "pericolosa disinformazione". Siamo al punto in cui non solo l'imperatore illiberalsocialista è nudo, ma sta sfrecciando consapevolmente per la piazza della città, additando tutti gli osservatori che sghignazzano, come pericolosi disturbatori dell'ordine pubblico.<br />Un numero crescente di questi nuovi censori dipinge i propri bersagli direttamente sulla schiena di uno degli uomini più stravaganti e geniali del mondo, quell'Elon Musk che è proprietario della piattaforma social più libera del pianeta, contrario alla ideologia del gender che ha distrutto il figlio, sostenitore della natalità e crescita demografica, supporter di Donal Trump e dei politici conservatori dell'intero globo terracqueo, da Bolsonaro a Orban e sino alla Meloni.<br />ATTACCO INQUIETANTE<br />L'ultimo attacco inquietante, perché dimostra in quale pericolo l'Europa e tutti noi ci siamo trovati e nel quale viviamo ancor oggi, viene da un'intervista a Politico, pubblicata mercoledì 16 ottobre, di Vera Jourová che si è spinta fino a bollare Elon Musk, il proprietario di X, come un «promotore del male» solo perché ha trasformato la piattaforma precedentemente nota come Twitter in uno degli ultimi hub di libertà di espressione rimasti su Internet. Secondo la potentissima e liberalissima Jourovà, Elon Musk «non è in grado di riconoscere e distinguere tra il bene e il male» e perciò sta amplificando l'odio e mettendo in pericolo la democrazia occidentale. E' bene ricordare che Věra Jourová è la vicepresidente uscente e tutt'ora in carica della Commissione europea con delega ai Valori e trasparenza ed è stata commissario alla giustizia dal 2014 al 2019.<br />Ad agosto era stato il commissario europeo per il mercato interno Thierry Breton, responsabile della creazione del famigerato strumento di censura dei social media, il Digital Services Act (DSA), a minacciare Musk di ulteriori «ripercussioni legali» se non avesse censurato Donald Trump e altre figure politiche ritenute coinvolte in «incitamento all'odio», minaccia proclamata solo pochi giorni dopo che Musk aveva ripristinato l'account dell'ex presidente, ha condotto un'intervista di due ore con lui, accumulando 100 milioni di visualizzazioni in 24 ore.<br />Dunque, i valori europei tutelati, promossi e garantiti dalla Jourovà, dalla Commissione e soprattutto dalla maggioranza che sino ad oggi la sostiene, quantomeno nella sua importante composizione illiberal-socialista, si mostrano per quel che sono: censura per i dissidenti, bavaglio alla libertà, spregio per opinioni altrui.<br />]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/62558818</guid><pubDate>Wed, 30 Oct 2024 17:34:05 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/62558818/censurare_musk_e_x_firmato_unione_europea.mp3" length="3839452" type="audio/mpeg"/><itunes:author>BastaBugie</itunes:author><itunes:subtitle>TESTO DELL'ARTICOLO ➜ https://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7967

CENSURARE ELON MUSK E X, FIRMATO UNIONE EUROPEA di Luca Volontè

Il mondo politico e culturale liberal-socialista è passato rapidamente dall'abbracciare la cultura della...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="https://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7967" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7967</a><br /><br />CENSURARE ELON MUSK E X, FIRMATO UNIONE EUROPEA di Luca Volontè<br /><br />Il mondo politico e culturale liberal-socialista è passato rapidamente dall'abbracciare la cultura della cancellazione alla richiesta esplicita di una censura illiberale. Le prove sono ormai sotto gli occhi di tutti coloro che riescono ancor a vedere la realtà e sono dotati del minimo di coraggio per affermarla.<br />Molti governi di democrazie occidentali stanno conducendo una guerra contro la libertà di parola. L'Australia laburista vuole approvare una legislazione sulla censura radicale a novembre. La Spagna del socialcomunista Sanchez, come abbiamo descritto su queste pagine, ha già portato in parlamento la proposta di controllo sugli organi di informazione e siti di news che non si adeguino alla narrazione del potere. Il governo irlandese ha abbandonato solo momentaneamente la sua legislazione di stampo sovietico sull'incitamento all'odio, ma i partiti attualmente al governo promettono di approvarla, se vinceranno le prossime elezioni, la prossima primavera.<br />L'AGENDA DI CENSURA PIÙ AGGRESSIVA DELL'OCCIDENTE<br />L'Unione Europea da un anno è sulla buona strada per attuare l'agenda di censura più aggressiva dell'Occidente, partendo dalla persecuzione continua verso Elon Musk e la sua piattaforma "X" e dopo averla ampiamente sperimentata anche durante la campagna elettorale per l'elezione del parlamento europeo. Nelle ultime tre settimane, uno dei più influenti e grandi miliardari e filantropi del mondo, Bill Gates, e due recenti Segretari di Stato USA, John Kerry e Hillary Clinton, hanno tutti epresso forti appelli per censurare, per la salute pubblica e la salvaguardia della democrazia, sia internet che le piattaforme che consentono l'espressione del libero pensiero non conforme.<br />Tutto ciò che non piace, persino la realtà del sesso biologico o le foglie verdi d'estate di G.K. Chesterton, è "pericolosa disinformazione". Siamo al punto in cui non solo l'imperatore illiberalsocialista è nudo, ma sta sfrecciando consapevolmente per la piazza della città, additando tutti gli osservatori che sghignazzano, come pericolosi disturbatori dell'ordine pubblico.<br />Un numero crescente di questi nuovi censori dipinge i propri bersagli direttamente sulla schiena di uno degli uomini più stravaganti e geniali del mondo, quell'Elon Musk che è proprietario della piattaforma social più libera del pianeta, contrario alla ideologia del gender che ha distrutto il figlio, sostenitore della natalità e crescita demografica, supporter di Donal Trump e dei politici conservatori dell'intero globo terracqueo, da Bolsonaro a Orban e sino alla Meloni.<br />ATTACCO INQUIETANTE<br />L'ultimo attacco inquietante, perché dimostra in quale pericolo l'Europa e tutti noi ci siamo trovati e nel quale viviamo ancor oggi, viene da un'intervista a Politico, pubblicata mercoledì 16 ottobre, di Vera Jourová che si è spinta fino a bollare Elon Musk, il proprietario di X, come un «promotore del male» solo perché ha trasformato la piattaforma precedentemente nota come Twitter in uno degli ultimi hub di libertà di espressione rimasti su Internet. Secondo la potentissima e liberalissima Jourovà, Elon Musk «non è in grado di riconoscere e distinguere tra il bene e il male» e perciò sta amplificando l'odio e mettendo in pericolo la democrazia occidentale. E' bene ricordare che Věra Jourová è la vicepresidente uscente e tutt'ora in carica della Commissione europea con delega ai Valori e trasparenza ed è stata commissario alla giustizia dal 2014 al 2019.<br />Ad agosto era stato il commissario europeo per il mercato interno Thierry Breton, responsabile della creazione del famigerato strumento di censura dei social media, il Digital Services Act (DSA), a minacciare Musk di ulteriori «ripercussioni...]]></itunes:summary><itunes:duration>240</itunes:duration><itunes:keywords>censura,diktat,musk,ue,x</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/c0711eb5cb21ccd739f5f12347a3a8be.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>La giornata della pace e le guerre dimenticate</title><link>https://www.spreaker.com/episode/la-giornata-della-pace-e-le-guerre-dimenticate--62095797</link><description><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="https://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7934" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7934</a><br /><br />LA GIORNATA DELLA PACE E LE GUERRE DIMENTICATE di Anna Bono<br /><br />Lo sviluppo di relazioni amichevoli tra le nazioni, la loro cooperazione, la pace e la sicurezza mondiali sono tra i principali obiettivi delle Nazioni Unite. Per questo nel 1981 l'Assemblea Generale delle Nazioni Unite ha deciso di dedicare una giornata alla pace, dapprima celebrata ogni terzo giovedì di settembre e, dal 2001, sempre il 21 settembre.<br />Da allora la Giornata internazionale della pace ogni anno è occasione di eventi intesi a sensibilizzare sul problema della guerra e della violenza, sul contributo che ciascuno di noi può dare alla costruzione di un mondo in cui libertà e giustizia siano garantite a tutti gli esseri umani. Il tema scelto per quest'anno, Coltivare una cultura di pace, vuole sottolineare l'importanza di costruire società basate sul dialogo, l'empatia e il rispetto dei diritti umani. «La guerra inizia nella mente degli uomini e perciò è nella loro mente che si devono costruire le difese della pace». Il tema si è ispirato a questa convinzione che condusse alla creazione nel 1945 dell'Unesco (Organizzazione delle Nazioni Unite per l'Educazione, la Scienza e la Cultura).<br />A partire dal 2001, almeno nelle intenzioni dei promotori, dovrebbe essere anche un giorno di tregua durante il quale i contendenti depongono le armi, in cui concordano, seppure per poche ore, un cessate il fuoco. Quest'anno sarebbe quanto mai necessario perché decine di milioni di persone nel mondo sono allo stremo delle forze e con loro le decine di migliaia di operatori umanitari che tentano di soccorrerli e di assisterli.<br />LA PROPAGANDA DI CHI CONTROLLA I MASS MEDIA<br />La distrazione e una visione ideologicamente orientata fanno sì che molti, forse la maggior parte della gente, pensino che siano due le guerre in corso in questo momento nel mondo: quella iniziata nel 2022 con l'invasione militare dell'Ucraina da parte della Russia e quella originata dall'attacco di Hamas alla popolazione civile israeliana il 7 ottobre 2023. Su entrambe si concentra l'attenzione con notizie quotidiane, analisi, reportage. Invece attualmente nel mondo si contano 41 conflitti armati: sei, tra i quali i due già citati, più cruenti e devastanti, con oltre 10mila morti tra militari e civili dall'inizio del 2023 e 35 "minori", alcuni dei quali classificabili come a bassa intensità, con meno di 10mila morti nello stesso arco di tempo. Esistono poi altre 15 aree di tensione nelle quali si verificano sporadici scontri, per lo più con poche vittime: ad esempio, quelli che tuttora scoppiano tra Corea del Nord e Corea del Sud e che hanno causato 12 morti nel 2023 e 30 dall'inizio del 2024, residuo di una guerra che però ha provocato tre milioni di morti. O quelli nell'ovest della Repubblica democratica del Congo, dove le vittime sono state 44 nel 2023 e 78 dall'inizio del 2024.<br />Quello in Sudan, tra due generali e i loro eserciti, è uno dei sei conflitti ritenuti più sanguinosi. La guerra è scoppiata nell'aprile del 2023. La ferocia dei contendenti è responsabile della più grande crisi umanitaria del mondo: oltre ai civili morti stimati, per difetto, in circa 25mila, 25 milioni di persone, metà della popolazione, bisognose di aiuto, 12 milioni di profughi, denutrizione endemica e la previsione che entro la fine dell'anno potrebbero morire di fame 2,5 milioni di persone. Della guerra in Sudan si parla poco. Si hanno ancora meno notizie su un'altra guerra, quella in Myanmar tra le forze governative e i movimenti popolari di resistenza. È incominciata nel 2021 quando i militari hanno preso il potere con un colpo di Stato. I morti dall'inizio del 2023 sono circa 30mila, le persone in difficoltà bisognose di assistenza sono quasi 18 milioni su un totale di 54 milioni di abitanti, i profughi superano i 2,6 milioni.<br />LA GUERRA SANTA ISLAMICA PROVOCA MORTI E MILIONI DI PROFUGHI<br />Si stimano in almeno 25mila anche le vittime del jihad, la guerra santa islamica, nel Maghreb e nel Sahel, uccisi da gruppi affiliati ad al Qaeda e all'Isis. I profughi sono milioni, impossibile un conto esatto, e ben 16 i paesi colpiti. Infine, del tutto ignorato dai mass media e dalle associazioni che organizzano le marce e le altre iniziative per la pace è il sesto conflitto, violentissimo, con quasi 20mila vittime in meno di due anni: quello contro i narcotrafficanti e tra i diversi cartelli della droga in Messico. Per il modo in cui la guerra è condotta, si contano inoltre decine di migliaia di dispersi, persone scomparse senza lasciare traccia. <br />Etiopia e Somalia sono tra i paesi in cui la guerra ha ucciso poco meno di 10mila persone dall'inizio del 2023. In Etiopia gli scontri sono tra esercito governativo e milizie etniche, al momento quelle Amara. Prima a sfidare il governo erano stati i Tigrini che nel 2020 hanno tentato di riprendere il potere. La guerra è durata due anni e ha fatto da 500 a 600mila morti. Invece la Somalia ha un non invidiabile primato, quello della guerra più lunga: è iniziata nel 1987 con la rivolta contro il dittatore Siad Barre e dopo la sua sconfitta si è trasformata in guerra tra clan, alcuni dei quali circa 20 anni fa hanno scelto di affiliarsi ad al Qaeda. Sudan, Myanmar, Etiopia, Somalia: sono conflitti interni, tra fazioni per il controllo dello Stato, per il potere, e per questo si chiamano "guerre civili". Civili, inermi, sono gli uomini, le donne, i bambini che costituiscono la maggior parte delle vittime.<br />Nella Giornata internazionale della pace si vorrebbe ovunque una tregua, ma non succede mai. Anche quest'anno nessuno ha accettato di deporre le armi.<br />]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/62095797</guid><pubDate>Tue, 24 Sep 2024 20:30:43 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/62095797/la_giornata_della_pace_e_le_guerre_dimenticate.mp3" length="6035374" type="audio/mpeg"/><itunes:author>BastaBugie</itunes:author><itunes:subtitle>TESTO DELL'ARTICOLO ➜ https://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7934

LA GIORNATA DELLA PACE E LE GUERRE DIMENTICATE di Anna Bono

Lo sviluppo di relazioni amichevoli tra le nazioni, la loro cooperazione, la pace e la sicurezza mondiali sono tra i...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="https://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7934" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7934</a><br /><br />LA GIORNATA DELLA PACE E LE GUERRE DIMENTICATE di Anna Bono<br /><br />Lo sviluppo di relazioni amichevoli tra le nazioni, la loro cooperazione, la pace e la sicurezza mondiali sono tra i principali obiettivi delle Nazioni Unite. Per questo nel 1981 l'Assemblea Generale delle Nazioni Unite ha deciso di dedicare una giornata alla pace, dapprima celebrata ogni terzo giovedì di settembre e, dal 2001, sempre il 21 settembre.<br />Da allora la Giornata internazionale della pace ogni anno è occasione di eventi intesi a sensibilizzare sul problema della guerra e della violenza, sul contributo che ciascuno di noi può dare alla costruzione di un mondo in cui libertà e giustizia siano garantite a tutti gli esseri umani. Il tema scelto per quest'anno, Coltivare una cultura di pace, vuole sottolineare l'importanza di costruire società basate sul dialogo, l'empatia e il rispetto dei diritti umani. «La guerra inizia nella mente degli uomini e perciò è nella loro mente che si devono costruire le difese della pace». Il tema si è ispirato a questa convinzione che condusse alla creazione nel 1945 dell'Unesco (Organizzazione delle Nazioni Unite per l'Educazione, la Scienza e la Cultura).<br />A partire dal 2001, almeno nelle intenzioni dei promotori, dovrebbe essere anche un giorno di tregua durante il quale i contendenti depongono le armi, in cui concordano, seppure per poche ore, un cessate il fuoco. Quest'anno sarebbe quanto mai necessario perché decine di milioni di persone nel mondo sono allo stremo delle forze e con loro le decine di migliaia di operatori umanitari che tentano di soccorrerli e di assisterli.<br />LA PROPAGANDA DI CHI CONTROLLA I MASS MEDIA<br />La distrazione e una visione ideologicamente orientata fanno sì che molti, forse la maggior parte della gente, pensino che siano due le guerre in corso in questo momento nel mondo: quella iniziata nel 2022 con l'invasione militare dell'Ucraina da parte della Russia e quella originata dall'attacco di Hamas alla popolazione civile israeliana il 7 ottobre 2023. Su entrambe si concentra l'attenzione con notizie quotidiane, analisi, reportage. Invece attualmente nel mondo si contano 41 conflitti armati: sei, tra i quali i due già citati, più cruenti e devastanti, con oltre 10mila morti tra militari e civili dall'inizio del 2023 e 35 "minori", alcuni dei quali classificabili come a bassa intensità, con meno di 10mila morti nello stesso arco di tempo. Esistono poi altre 15 aree di tensione nelle quali si verificano sporadici scontri, per lo più con poche vittime: ad esempio, quelli che tuttora scoppiano tra Corea del Nord e Corea del Sud e che hanno causato 12 morti nel 2023 e 30 dall'inizio del 2024, residuo di una guerra che però ha provocato tre milioni di morti. O quelli nell'ovest della Repubblica democratica del Congo, dove le vittime sono state 44 nel 2023 e 78 dall'inizio del 2024.<br />Quello in Sudan, tra due generali e i loro eserciti, è uno dei sei conflitti ritenuti più sanguinosi. La guerra è scoppiata nell'aprile del 2023. La ferocia dei contendenti è responsabile della più grande crisi umanitaria del mondo: oltre ai civili morti stimati, per difetto, in circa 25mila, 25 milioni di persone, metà della popolazione, bisognose di aiuto, 12 milioni di profughi, denutrizione endemica e la previsione che entro la fine dell'anno potrebbero morire di fame 2,5 milioni di persone. Della guerra in Sudan si parla poco. Si hanno ancora meno notizie su un'altra guerra, quella in Myanmar tra le forze governative e i movimenti popolari di resistenza. È incominciata nel 2021 quando i militari hanno preso il potere con un colpo di Stato. 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Allora blocco tutto il social network nel mio paese. Questo è quanto è appena successo in Brasile: la Corte Suprema, venerdì 30 agosto, ha ordinato la sospensione di X, l'ex Twitter, dopo una battaglia legale durata mesi tra il proprietario del gigante dei social media, Elon Musk, e le autorità brasiliane, soprattutto il giudice supremo Alexandre de Moraes. Da domenica 1 settembre, circa 24 milioni di utenti non potranno più accedere al grande social network americano.<br />Venerdì, la maggioranza di un collegio di cinque giudici ha votato a favore del divieto dopo che Alexandre de Moraes ha chiesto alla Corte di rivedere la sua decisione. Elon Musk ha definito de Moraes un "dittatore". Il motivo ufficiale è che l'azienda americana non ha rispettato la scadenza fissata dal giudice de Moraes per nominare un nuovo rappresentante legale nel Paese. Perché però, non è stato nominato un rappresentante legale, in tempo? La settimana scorsa, Musk aveva chiuso gli uffici brasiliani della piattaforma, dopo che i membri del suo staff erano stati minacciati di arresto. Se avesse nominato un rappresentante legale, responsabile in Brasile di eventuali violazioni della legge, questi avrebbe rischiato l'arresto, molto probabilmente.<br />Una volta ordinata la sospensione completa di X nel paese, il giudice de Moraes ha anche stabilito una multa di 50mila reais (circa 8mila euro) per chiunque abbia usato "sotterfugi tecnologici" per aggirare il blocco, come una VPN, una rete privata virtuale.<br />LA LIBERTÀ DI PAROLA<br />Il contenzioso è iniziato ad aprile, quando ad X era stato ordinato di bandire oltre 140 account, tra cui alcuni dei più importanti opinionisti di destra brasiliani e membri eletti del Congresso nelle file dell'opposizione di centrodestra. X si è rifiutata di obbedire, affermando che questi ordini di rimozione sono di per sé illegali e incostituzionali. In risposta alla minaccia di sospensione, Elon Musk aveva dichiarato: «La libertà di parola è il fondamento della democrazia e uno pseudo-giudice non eletto in Brasile la sta distruggendo per scopi politici».<br />Mike Benz (Foundation for Freedom Online) osserva come la notizia della chiusura di X in territorio brasiliano non abbia suscitato alcuna protesta da parte delle autorità americane, sebbene vengano direttamente colpite da questo provvedimento. « Il governo brasiliano ha appena vietato X, il che significa che l'account dell'ambasciata statunitense in Brasile, @USAmbBR, è ora vietato in Brasile - scrive Benz - I brasiliani non possono nemmeno vedere l'account X dell'ambasciata, che non ha rilasciato una dichiarazione di condanna di quanto accaduto, non ha minacciato sanzioni, non ha minacciato di ridurre gli interessi commerciali degli Stati Uniti, non ha minacciato di eliminare i 200 milioni di dollari di assistenza governativa straniera al Brasile, niente di niente».<br />Oltre che il silenzio, Benz accusa l'amministrazione Biden di complicità: «Il governo degli Stati Uniti ha finanziato le Ong brasiliane, i think tank brasiliani, che hanno collaborato ad elaborare questi decreti di censura e che hanno fatto pressioni sul governo brasiliano affinché non facesse eccezione per i parlamentari eletti in Congresso, perché ciò sarebbe equivalso ad un lasciapassare per i parlamentari che diffondono disinformazione».<br />I PRECEDENTI ERANO DELLE DITTATURE<br />Altri paesi che hanno bloccato X (e precedentemente Twitter) entro i loro confini, sono: Cina, Russia, Iran, Myanmar, Corea del Nord, Turkmenistan e Uzbekistan. Il Brasile si unisce a questa breve lista, con la particolarità di essere l'unica democrazia. È l'ennesima prova della deriva autoritaria del Brasile di Lula, il presidente del Partito dei Lavoratori che, dopo la sua scarcerazione e vittoria elettorale, ora gode anche dell'appoggio di una magistratura politicizzata e schierata dalla sua parte. Un ribaltamento dei rapporti di forza rispetto al 2018, quando il presidente di destra Jair Bolsonaro aveva vinto grazie a un'inchiesta della magistratura che aveva distrutto il Partito dei Lavoratori. E anche grazie ai social, che in quegli anni, avevano contribuito a dare un'alternativa all'egemonia culturale della sinistra. Lula, insomma, si sta vendicando con gli interessi.<br />Fraser Myers, editorialista di Spiked!, nota come la tendenza a normalizzare il controllo sui social media e anche la censura propriamente detta stia infatti dilagando anche nelle democrazie. «La messa al bando di X in Brasile questa settimana e l'arresto del fondatore di Telegram Pavel Durov in Francia la scorsa settimana suggeriscono che la guerra globale alla libertà di parola online ha fatto un passo avanti. Mentre nuove leggi come l'Online Safety Act del Regno Unito e il Digital Services Act dell'UE minacciano le aziende tecnologiche con pesanti multe se non si piegano alla censura governativa, il divieto di X in Brasile suggerisce che potremmo iniziare a vedere un approccio ancora più aggressivo alle piattaforme di dissenso nei prossimi anni».<br />Anche la prossima amministrazione americana non promette bene, se dovesse vincere Kamala Harris a novembre. Il suo candidato vicepresidente, Tim Walz, ha dichiarato apertamente, in un'intervista alla Msnbc: «Non c'è alcuna garanzia di libertà di parola per quanto riguarda la disinformazione o i discorsi di odio, soprattutto per quanto riguarda la nostra democrazia». Lo diceva in mezzo a considerazioni sulla libertà di voto, sulla necessità di proteggere gli elettori dall'intimidazione online. Apparentemente è inoppugnabile. Ma il concetto, se allargato, porta a scenari brasiliani.<br /><br />]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/61321425</guid><pubDate>Tue, 10 Sep 2024 19:52:22 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/61321425/x_sospeso_in_brasile_perch_elon_musk_si_rifiuta_di_censurare.mp3" length="12041866" type="audio/mpeg"/><itunes:author>BastaBugie</itunes:author><itunes:subtitle>TESTO DELL'ARTICOLO ➜ https://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7913

X SOSPESO IN BRASILE PERCHE' ELON MUSK SI RIFIUTA DI CENSURARE
24 milioni di utenti non potranno più accedere all'ex Twitter a causa di una sentenza della Corte Suprema di Lula,...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="https://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7913" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7913</a><br /><br />X SOSPESO IN BRASILE PERCHE' ELON MUSK SI RIFIUTA DI CENSURARE<br />24 milioni di utenti non potranno più accedere all'ex Twitter a causa di una sentenza della Corte Suprema di Lula, provvedimento degno di una dittatura<br />di Stefano Magni<br />Non sospendi gli utenti che ti ordino di sospendere? Allora blocco tutto il social network nel mio paese. Questo è quanto è appena successo in Brasile: la Corte Suprema, venerdì 30 agosto, ha ordinato la sospensione di X, l'ex Twitter, dopo una battaglia legale durata mesi tra il proprietario del gigante dei social media, Elon Musk, e le autorità brasiliane, soprattutto il giudice supremo Alexandre de Moraes. Da domenica 1 settembre, circa 24 milioni di utenti non potranno più accedere al grande social network americano.<br />Venerdì, la maggioranza di un collegio di cinque giudici ha votato a favore del divieto dopo che Alexandre de Moraes ha chiesto alla Corte di rivedere la sua decisione. Elon Musk ha definito de Moraes un "dittatore". Il motivo ufficiale è che l'azienda americana non ha rispettato la scadenza fissata dal giudice de Moraes per nominare un nuovo rappresentante legale nel Paese. Perché però, non è stato nominato un rappresentante legale, in tempo? La settimana scorsa, Musk aveva chiuso gli uffici brasiliani della piattaforma, dopo che i membri del suo staff erano stati minacciati di arresto. Se avesse nominato un rappresentante legale, responsabile in Brasile di eventuali violazioni della legge, questi avrebbe rischiato l'arresto, molto probabilmente.<br />Una volta ordinata la sospensione completa di X nel paese, il giudice de Moraes ha anche stabilito una multa di 50mila reais (circa 8mila euro) per chiunque abbia usato "sotterfugi tecnologici" per aggirare il blocco, come una VPN, una rete privata virtuale.<br />LA LIBERTÀ DI PAROLA<br />Il contenzioso è iniziato ad aprile, quando ad X era stato ordinato di bandire oltre 140 account, tra cui alcuni dei più importanti opinionisti di destra brasiliani e membri eletti del Congresso nelle file dell'opposizione di centrodestra. X si è rifiutata di obbedire, affermando che questi ordini di rimozione sono di per sé illegali e incostituzionali. In risposta alla minaccia di sospensione, Elon Musk aveva dichiarato: «La libertà di parola è il fondamento della democrazia e uno pseudo-giudice non eletto in Brasile la sta distruggendo per scopi politici».<br />Mike Benz (Foundation for Freedom Online) osserva come la notizia della chiusura di X in territorio brasiliano non abbia suscitato alcuna protesta da parte delle autorità americane, sebbene vengano direttamente colpite da questo provvedimento. « Il governo brasiliano ha appena vietato X, il che significa che l'account dell'ambasciata statunitense in Brasile, @USAmbBR, è ora vietato in Brasile - scrive Benz - I brasiliani non possono nemmeno vedere l'account X dell'ambasciata, che non ha rilasciato una dichiarazione di condanna di quanto accaduto, non ha minacciato sanzioni, non ha minacciato di ridurre gli interessi commerciali degli Stati Uniti, non ha minacciato di eliminare i 200 milioni di dollari di assistenza governativa straniera al Brasile, niente di niente».<br />Oltre che il silenzio, Benz accusa l'amministrazione Biden di complicità: «Il governo degli Stati Uniti ha finanziato le Ong brasiliane, i think tank brasiliani, che hanno collaborato ad elaborare questi decreti di censura e che hanno fatto pressioni sul governo brasiliano affinché non facesse eccezione per i parlamentari eletti in Congresso, perché ciò sarebbe equivalso ad un lasciapassare per i parlamentari che diffondono disinformazione».<br />I PRECEDENTI ERANO DELLE DITTATURE<br />Altri paesi che hanno bloccato X (e precedentemente Twitter) entro i loro confini, sono: Cina, Russia, Iran, Myanmar, Corea del...]]></itunes:summary><itunes:duration>753</itunes:duration><itunes:keywords>brasile,censura,elonmusk,twitter,x</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/b2c2620704a5666245b0522e3f92d6ac.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Il padre di Telegram arrestato in Francia</title><link>https://www.spreaker.com/episode/il-padre-di-telegram-arrestato-in-francia--61170167</link><description><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="https://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7903" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7903</a><br /><br />IL PADRE DI TELEGRAM ARRESTATO IN FRANCIA, MESSAGGIO A CHI NON CENSURA di Stefano Magni<br /><br />Tutti o quasi sanno cosa sia Telegram, la app di messaggistica usata per comunicare in modo criptato e sicuro. La usa la gente comune, la usano molto i giornalisti perché i molteplici canali Telegram contengono informazioni in tutte le lingue del mondo. Anche il giornale online che state leggendo ha il suo canale Telegram. Ha 950 milioni di utenti in tutto il mondo.<br />Telegram è balzato agli onori della cronaca, all'improvviso, perché sabato 24 agosto, il suo amministratore delegato e co-fondatore, Pavel Durov, è stato arrestato a Parigi, appena arrivato all'aeroporto di Le Bourget, col suo aereo privato partito dall'Azerbaigian. Su di lui, che è cittadino francese, oltre che russo, pendono numerosi capi d'accusa della magistratura d'oltralpe che ha spiccato il mandato d'arresto: complicità in traffico di stupefacenti, terrorismo, frodi, riciclaggio di denaro, pedopornografia, diffusione non consensuale di immagini intime. Durov, personalmente, non ha preso parte a nessuno di questi atti criminali. Ma questi reati sono stati commessi da utenti di Telegram, nel corso dell'ultimo decennio. Perché il fondatore di una app di messaggistica viene ritenuto responsabile di tutto quel che fanno 950 milioni di persone che la usano gratuitamente in tutto il mondo? Perché Telegram non "modera" i contenuti che le autorità ritengono più pericolosi.<br />In particolar modo, secondo la televisione francese Tf1, la magistratura d'oltralpe ritiene che l'assenza di moderazione, di cooperazione con le forze dell'ordine e degli strumenti offerti da Telegram (numero usa e getta, la sua criptovaluta Ton, ecc.) lo renda complice di tutti i delitti che sono stati commessi dai suoi utenti, nel corso degli anni. Secondo l'avvocato di Durov, Dmitry Agranovskij, sarebbe come incriminare un produttore di auto perché le vetture da lui costruite vengono impiegate per commettere un crimine. In una nota emessa ieri sera da Telegram, l'azienda afferma che «Telegram rispetta le leggi dell'UE, incluso il Digital Services Act, la sua moderazione è in linea con gli standard di settore e in costante miglioramento». E inoltre ribadisce che: «È assurdo affermare che una piattaforma o il suo proprietario siano responsabili degli abusi su quella piattaforma».<br />LA PROPAGANDA USA "MODERAZIONE" PER INDICARE LA CENSURA<br />Vi sono molti aspetti che restano oscuri in questa vicenda, prima di tutto sapremo solo a processo iniziato di cosa Durov sarà realmente accusato. Singolare, poi, che un imprenditore di successo e molto ben informato ignori che, una volta in Francia, possa essere arrestato perché in quel paese pende un mandato di arresto su di lui. Perché atterrare proprio nella capitale francese? Si sa anche che, in Azerbaigian, Durov abbia provato a contattare il presidente russo Vladimir Putin, ma senza successo. L'arresto è connesso a questo mancato incontro? La Russia è sicuramente esposta nel caso e dal Cremlino sono arrivate critiche alla magistratura francese: pare che Telegram sia anche la app di messaggistica preferita dalle spie russe, oltre che dalle compagnie private come la Wagner.<br />Ma Pavel Durov non può certamente considerarsi un uomo vicino a Putin, anzi, fin dal 2014 vive fuori dal suo paese d'origine perché, da co-fondatore sia di Telegram che di VK (la risposta russa a Facebook), aveva rifiutato di fornire le identità degli utenti dei suoi social network alle autorità di Mosca. La risposta del Cremlino era stata, di fatto, il sequestro di VK, che è passato nelle mani di oligarchi vicini al presidente. Paradossalmente viene arrestato in Francia per un'accusa molto simile a quella che gli veniva mossa in patria.<br />Stando però ai capi d'accusa rivelati dai media francesi, il caso di Pavel Durov si rivelerebbe molto simile a quello che riguarda Elon Musk e il suo social network X (ex Twitter). Le autorità europee stanno prendendo di mira le piattaforme che non sono "moderate". E «moderazione è la parola che la propaganda usa per indicare la censura», come ha dichiarato Elon Musk in una intervista. I Twitter files, i documenti interni all'azienda che il nuovo proprietario ha svelato, una volta preso il controllo, mostrano come i dirigenti, d'accordo con le autorità statunitensi, rimuovessero contenuti, li mettessero in ombra, nascondessero deliberatamente certi utenti ritenuti pericolosi e facessero di tutto per far passare certe tesi e non altre. Un intervento continuo, insomma e soprattutto unidirezionale: sempre allineato con i desiderata del Partito Democratico e contro la destra.<br />NESSUNA LIBERTÀ DI ESPRESSIONE SARÀ GARANTITA<br />Musk ha rimosso, come promesso, questo tipo di controllo e le autorità americane, brasiliane, australiane ed europee stanno facendogli la guerra. La lettera di ammonizione mandatagli dal commissario Thierry Breton, in cui si minacciano misure contro X in Europa, precedeva di poche ore la conversazione di Elon Musk con il candidato Donald Trump. L'Ue e il governo britannico attribuiscono a X anche gran parte della colpa degli scontri etnici in Inghilterra di inizio agosto, come se un social network fosse non solo una bacheca dove esporre informazioni, ma un istigatore della violenza.<br />Anche Telegram è stato a lungo stigmatizzato, soprattutto dagli anni del Covid-19 in poi. Considerato prima uno strumento di diffusione delle idee dei no vax, poi uno strumento di guerra ibrida della Russia e da sempre come un mezzo di scambio di informazioni e soldi per chiunque volesse fare affari loschi. Perché "non modera", dunque non censura nessuno, nemmeno Trump, nemmeno i canali di anti-vaccinisti e neppure quelli dei cattolici più conservatori.<br />Nelle app di messaggistica si deve poter comunicare da persona a persona, con la certezza che nessun agente terzo sia in ascolto. Da questo punto di vista, la magistratura francese accusa Durov proprio per aver realizzato quel che un programma di messaggistica dovrebbe essere. Ma in un'epoca in cui un candidato vicepresidente americano [Tim Walz, il vice di Kamala Harris, N.d.BB] dice «contro il linguaggio di odio o la misinformazione, nessuna libertà di espressione sarà garantita», forse sono cambiate le priorità e anche i valori che contraddistinguono le società occidentali.<br />Nota di BastaBugie: l'autore del precedente articolo, Stefano Magni, nell'articolo seguente dal titolo "Elon Musk intervista Trump e l'Ue lo vuole censurare" spiega perché l'Ue non ammette che X non imponga la censura, come faceva Twitter che bloccò "a vita" il profilo di Trump.<br />Ecco l'articolo completo pubblicato su La Nuova Bussola Quotidiana il 14 agosto 2024:<br />Elon Musk conversa in pubblico con Donald Trump, su X, il social network che si chiamava Twitter, prima che venisse comprato dal miliardario nato in Sudafrica. Chiaramente se l'uomo più ricco del mondo parla con l'ex (e aspirante prossimo) presidente degli Usa, il boom di ascolti è assicurato: la platea è stata di 73 milioni di utenti connessi. Un numero che continua ad aumentare esponenzialmente, visto che la conversazione è ancora ascoltabile sull'account di Elon Musk (più sotto il video con la versione integrale).<br />Di intervista non si può parlare, Musk non ha un taglio giornalistico e non aspira neppure ad averlo. Si trova poi d'accordo con tutto quel che dice l'interlocutore e dichiara sin dalla prima domanda che ha dato il suo sostegno alla campagna per la rielezione di Trump. È dunque più una conversazione organizzata per dare a Trump una vetrina in più, in cui presentare le sue idee, lontano dall'ostilità manifesta della quasi totalità dei media tradizionali. E i numeri parlano da soli: cresce la fiducia nel social network che vanta il maggior tasso di libertà di espressione, al tempo stesso crolla quella nei confronti delle testate tradizionali.<br />E libero da ogni laccio, il candidato repubblicano ha potuto spaziare in lungo e in largo sui suoi programmi politici. Affermando prima di tutto che la sua fede in Dio si è rafforzata, da quando è sopravvissuto al tentativo di attentato a Butler, in Pennsylvania. «A salvarmi è stato un intervento divino e di questo sono molto grato». Si è salvato solo perché si è voltato di scatto per illustrare un grafico sull'immigrazione, «un grafico che uso solo nel 20% delle volte in cui parlo in pubblico».<br />Sull'immigrazione, istigato da Musk, Trump ha sfoderato tutto il suo armamentario più politicamente scorretto, dicendo che il problema degli ingressi illegali dal Messico è che sono, appunto, illegali. Per cui, in quella massa di 20 milioni di persone entrate senza documenti si può nascondere di tutto, anche persone deliberatamente scarcerate dalle prigioni o dai manicomi criminali per essere mandati oltre confine. Sia Musk che Trump fanno presente che l'immigrazione non arriva solo dall'America latina, ma da tutto il mondo e che il Messico è solo una terra di passaggio. Con un passaggio che farà sicuramente discutere e allarmerà chi teme il discorso sulla sostituzione etnica, l'immigrato Musk e l'ex presidente concordano che gli Usa possono "sparire" sotto una massa di 50 o 60 milioni di arrivi, visto che il Nord America costituisce circa il 5% della popolazione mondiale e non sosterrebbe l'arrivo di immigrati da tutto il resto del mondo.<br />Il caos del confine meridionale è imputabile direttamente a Kamala Harris che aveva la delega sull'immigrazione, anche se ora pare del tutto estranea all'argomento e non voglia assumersi alcuna responsabilità. Durissimo, poi,]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/61170167</guid><pubDate>Tue, 27 Aug 2024 22:28:19 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/61170167/il_padre_di_telegram_arrestato_in_francia.mp3" length="13802755" type="audio/mpeg"/><itunes:author>BastaBugie</itunes:author><itunes:subtitle>TESTO DELL'ARTICOLO ➜ https://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7903

IL PADRE DI TELEGRAM ARRESTATO IN FRANCIA, MESSAGGIO A CHI NON CENSURA di Stefano Magni

Tutti o quasi sanno cosa sia Telegram, la app di messaggistica usata per comunicare in...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="https://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7903" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7903</a><br /><br />IL PADRE DI TELEGRAM ARRESTATO IN FRANCIA, MESSAGGIO A CHI NON CENSURA di Stefano Magni<br /><br />Tutti o quasi sanno cosa sia Telegram, la app di messaggistica usata per comunicare in modo criptato e sicuro. La usa la gente comune, la usano molto i giornalisti perché i molteplici canali Telegram contengono informazioni in tutte le lingue del mondo. Anche il giornale online che state leggendo ha il suo canale Telegram. Ha 950 milioni di utenti in tutto il mondo.<br />Telegram è balzato agli onori della cronaca, all'improvviso, perché sabato 24 agosto, il suo amministratore delegato e co-fondatore, Pavel Durov, è stato arrestato a Parigi, appena arrivato all'aeroporto di Le Bourget, col suo aereo privato partito dall'Azerbaigian. Su di lui, che è cittadino francese, oltre che russo, pendono numerosi capi d'accusa della magistratura d'oltralpe che ha spiccato il mandato d'arresto: complicità in traffico di stupefacenti, terrorismo, frodi, riciclaggio di denaro, pedopornografia, diffusione non consensuale di immagini intime. Durov, personalmente, non ha preso parte a nessuno di questi atti criminali. Ma questi reati sono stati commessi da utenti di Telegram, nel corso dell'ultimo decennio. Perché il fondatore di una app di messaggistica viene ritenuto responsabile di tutto quel che fanno 950 milioni di persone che la usano gratuitamente in tutto il mondo? Perché Telegram non "modera" i contenuti che le autorità ritengono più pericolosi.<br />In particolar modo, secondo la televisione francese Tf1, la magistratura d'oltralpe ritiene che l'assenza di moderazione, di cooperazione con le forze dell'ordine e degli strumenti offerti da Telegram (numero usa e getta, la sua criptovaluta Ton, ecc.) lo renda complice di tutti i delitti che sono stati commessi dai suoi utenti, nel corso degli anni. Secondo l'avvocato di Durov, Dmitry Agranovskij, sarebbe come incriminare un produttore di auto perché le vetture da lui costruite vengono impiegate per commettere un crimine. In una nota emessa ieri sera da Telegram, l'azienda afferma che «Telegram rispetta le leggi dell'UE, incluso il Digital Services Act, la sua moderazione è in linea con gli standard di settore e in costante miglioramento». E inoltre ribadisce che: «È assurdo affermare che una piattaforma o il suo proprietario siano responsabili degli abusi su quella piattaforma».<br />LA PROPAGANDA USA "MODERAZIONE" PER INDICARE LA CENSURA<br />Vi sono molti aspetti che restano oscuri in questa vicenda, prima di tutto sapremo solo a processo iniziato di cosa Durov sarà realmente accusato. Singolare, poi, che un imprenditore di successo e molto ben informato ignori che, una volta in Francia, possa essere arrestato perché in quel paese pende un mandato di arresto su di lui. Perché atterrare proprio nella capitale francese? Si sa anche che, in Azerbaigian, Durov abbia provato a contattare il presidente russo Vladimir Putin, ma senza successo. L'arresto è connesso a questo mancato incontro? La Russia è sicuramente esposta nel caso e dal Cremlino sono arrivate critiche alla magistratura francese: pare che Telegram sia anche la app di messaggistica preferita dalle spie russe, oltre che dalle compagnie private come la Wagner.<br />Ma Pavel Durov non può certamente considerarsi un uomo vicino a Putin, anzi, fin dal 2014 vive fuori dal suo paese d'origine perché, da co-fondatore sia di Telegram che di VK (la risposta russa a Facebook), aveva rifiutato di fornire le identità degli utenti dei suoi social network alle autorità di Mosca. La risposta del Cremlino era stata, di fatto, il sequestro di VK, che è passato nelle mani di oligarchi vicini al presidente. Paradossalmente viene arrestato in Francia per un'accusa molto simile a quella che gli veniva mossa in patria.<br />Stando però ai capi d'accusa rivelati...]]></itunes:summary><itunes:duration>863</itunes:duration><itunes:keywords>arresto,durov,elonmusk,francia,telegram</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/6127bb6db56b2c0adcb1de0ae9a56747.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Riassunto delle olimpiadi 2024: decadenza di un paese senza etica</title><link>https://www.spreaker.com/episode/riassunto-delle-olimpiadi-2024-decadenza-di-un-paese-senza-etica--61018450</link><description><![CDATA[VIDEO: Olimpiadi 2024 ➜ <a href="https://www.youtube.com/watch?v=p2Dmo2Fj7SE" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://www.youtube.com/watch?v=p2Dmo2Fj7SE</a><br /><br />TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="https://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7890" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7890</a><br /><br />RIASSUNTO DELLE OLIMPIADI 2024: DECADENZA DI UN PAESE SENZA ETICA di Lorenza Formicola<br /><br />La Francia ha aspettato cento anni per vedere di nuovo i Giochi in casa, e se non fosse stato per il passo indietro di Roma, probabilmente ne sarebbero passati altri cento. Adesso che però il sipario è calato su Parigi 2024, si può affermare con certezza che Macron ha fallito. Smanioso di impartire lezioni di grande strategia e geopolitica al mondo, non sperava, semplicemente, nella "tregua olimpica", ma nella capacità di rendere i Giochi una personale riconquista.<br />Olimpiadi che sono da sempre l'occasione che un Paese ha per lanciare nel mondo la sua immagine migliore e Macron vi ha investito tutto. Lo sport, si sa, ha una rilevanza geopolitica, oltre ad essere un fenomenale strumento di comprensione dei popoli. In politica estera, squadre, campioni e tornei sportivi permettono di incrementare soft power e visibilità. Macron ha voluto una Parigi 2024 a sua immagine e somiglianza, in una natura interamente woke, che è emersa in tutta la manifestazione, per mostrare al mondo la geopolitica dello sport capace di strizzare l'occhio al sentimento nazionale che il nuovo monarca francese sta forgiando depotenziando l'originaria connotazione del Paese.<br />Ma se immagine e consolidamento del potere erano tra i suoi obiettivi, ha finito per consegnare al mondo solo il profilo di un Paese frammentato, senza governo, senza identità, in balia di fratture sociali e culturali insondabili. Lontano dalla grandiosità promessa.<br />La cerimonia di apertura, studiata per quattro anni, doveva essere qualcosa d'innovativo, mai visto prima. Macron vi ha imposto fantasie e capricci personali per uno spettacolo scadente, ma costato miliardi a spese dei contribuenti di un Paese in fallimento, in sprezzo del popolo che lo ha bocciato tre volte, fragorosamente, nelle ultime tornate elettorali.<br />Ha inseguito una falsa percezione della realtà per fallire il tentativo dell'originalità: l'ultima cena queer oltre che blasfema, è una cosa già vista e rivista. Come se non bastasse, ha messo in scena la sanguinosa esecuzione della regina Maria Antonietta ricordando come la rivoluzione francese ha decapitato la famiglia reale cattolica. Provocazione o apologia dell'odio?<br />Certo è, che in un Paese, negli ultimi dieci anni, vittima privilegiata del terrorismo islamico, con marciapiedi, teatri, redazioni e chiese ancora grondanti sangue, è risultato qualcosa di tremendamente di cattivo gusto. Ecco che nella geopolitica di Macron, le Olimpiadi sono parse decisamente come il pretesto per mostrare altro che non lo sport.<br />TUTTO SBAGLIATO<br />Gli atleti non sono mai stati i protagonisti. Li abbiamo visti, già durante la cerimonia di apertura, abbandonati sui vaporetti come turisti sotto la pioggia. La delegazione di rifugiati su un barcone. E i riflettori tutti per nani, ballerine e mondo queer. Nessuno ha compreso il nesso con lo sport. Sembrava l'Eurovision, ma erano i Giochi di Parigi 2024. Difficile fare qualcosa di più brutto. Un'ipertrofia che ha visto inanellare un fallimento dietro l'altro.<br />Il più grande dispiegamento di forze dell'ordine non è stato capace di fermare il boicottaggio all'alta velocità francese che ha paralizzato Parigi per quattro giorni, e neanche quello dei cavi in fibra ottica tagliati per far saltare tutto. Sessantotto gli attacchi informatici che l'organizzazione dei Giochi ha subito nei quindici giorni di competizioni.<br />Gli immigrati irregolari che le autorità hanno provato a nascondere, come cumuli di spazzatura, per non disturbare le foto da copertina, e spediti lontano dalla Capitale, sono ritornati presto riallestendo una tendopoli enorme in Place de la Bastille. Un'autogestione anarchica surreale.<br />Nel frattempo, nei giorni scorsi un procuratore, su ordine di Macron, ha arrestato sei giornalisti spagnoli di CitizenGo. Tenuti in carcere per una notte, spogliati, anche le donne, perquisiti, privati di cibo e acqua e della possibilità di contattare avvocati e familiari, solo perché erano a Parigi a bordo di un autobus con su scritto, "basta attacchi contro i cristiani". Sono stati scortati per abbandonare la città insieme al loro slogan.<br />Parigi ha fallito pure la prova della Senna. Ha abolito le navette che vengono predisposte in tutte le Olimpiadi per gli spostamenti da un'arena all'altra. Inquinano, la motivazione ufficiale. A pagarne le spese gli atleti. Il metrò per ragioni di sicurezza ha chiuso sempre prima e prendere un taxi significava fare uno slalom costoso tra transenne, blocchi e controlli ad ogni angolo per proteggersi dalle minacce di attentati che non sono mancate.<br />L'IDEOLOGIA VERDE<br />Gli impianti sportivi scadenti, mai un secondo di silenzio che nello sport è prezioso e meraviglioso - c'era sempre un dj pronto con musichette varie -, e poi la Marsigliese infilata in ogni pausa tra una valutazione e l'altra dei giudici. Così neanche Pechino aveva fatto.<br />Dopo i cento anni di attesa per riavere i Giochi, Parigi s'era detta pronta a lasciare un'impronta indelebile. Con tanto di direttore per sostenibilità ambientale avrebbe dovuto fare scuola. Così è stato, ma per quello che è a tutti gli effetti il più grande boomerang che l'ecologismo potesse mai concepire. La sostenibilità non è sostenibile, è un'utopia falsa, malata e finanche pericolosa. È questo che racconta Parigi 2024 tra infezioni, malesseri vari e fughe. Mai s'è parlato così tanto, e così male, del villaggio olimpico in tutta la storia dei Giochi.<br />Concepito come il prototipo di città sostenibile del futuro, ha evidenziato tutti gli effetti collaterali dell'ideologia che a tanti, di ritorno a casa, è diventata più antipatica che mai. Letti di cartone, ma 300mila preservativi - di plastica - donati agli atleti. Tutto sporco, dozzinale, insopportabilmente caldo. Non si contano i condizionatori portatili che le varie squadre hanno voluto comprare per sopravvivere alle notti prima delle gare. La mensa, a basse emissioni e vegana, ha offerto cibo scadente, insufficiente, avariato. Persino manchevole di tutte le proteine, grassi e vitamine di cui un atleta ha bisogno. S'è sopperito con le consegne a domicilio dei ristoranti di zona. Ecologia, tagli e sacrifici per tutti.<br />Eppure non è così che Macron s'intrattiene con i suoi ospiti: le sue aragoste blu sono, da qualche giorno, nel mirino della Corte dei Conti. Il bilancio dei ricevimenti di rappresentanza della presidenza francese vede un buco di 8,3 milioni di euro. Cene luculliane per sé, sostenibilità per gli atleti che hanno preferito abbandonare il villaggio olimpico più brutto di sempre, per rifugiarsi in ritiri di squadra, o personali, in attesa che il calendario li chiamasse di gara a Parigi.<br />FALLIMENTO TOTALE<br />Il nostro Ganna, ciclista italiano su pista, si è trasferito in un rifugio alpino. La squadra di tiro con l'arco spagnola ha scelto il monastero cattolico Santa María de Bellpuig de les Avellanes. E quando l'hanno saputo, altri hanno fatto lo stesso.<br />Pellielo, veterano della nostra nazionale, ha organizzato un ritiro a casa sua per gli azzurri del tiro a volo. Dove ha pure una cappella, ché è importante ritirarsi in preghiera, ripete da anni. La delegazione inglese e statunitense si sono trasferite in resort di lusso in reazione all'ecologismo invivibile. Diverso, ma ugualmente di lusso, quello che hanno scelto i membri del Cio. Altri hanno, invece, ripiegato in appartamenti in affitto e più vicini agli impianti di gara.<br />Anche le medaglie, in metalli al 100% riciclati, sono le più scadenti di sempre: a Olimpiade non ancora finita, sono state mostrate perché rovinate come ferro vecchio di chissà quanti decenni.<br />Per chiudere hanno inscenato un futuro distopico immerso nell'oscurità, tra persone senza volto e una voce metallica dello speaker che arriva dal nulla: come negli incubi di Orwell. Il cavaliere che scende dal cielo è un ibrido tra uomo e animale. Il messaggio è quanto mai emblematico.<br />Decadenza è l'unica parola che viene fuori da Parigi 2024. Epica scarsa di un Paese senza etica. Un Paese piccolo, piccolo. Quante Olimpiadi come quelle di Parigi ci saranno ancora? E se è vero che i Giochi misurano i principi e le possibilità della contemporaneità, resta da chiedersi, dove va il Vecchio Continente?<br />Nota di BastaBugie: Paola Belletti nell'articolo seguente dal titolo "Il segno della croce di Novak Djokovic scuote le Olimpiadi anticristiane" sottolinea il gesto naturale del campione di tennis, noto per la carriera al top e per aver sfidato il politicamente scorretto non vaccinandosi per il covid.<br />Ecco l'articolo completo pubblicato sul sito del Timone il 5 agosto 2024:<br />«Ho dato cuore e anima per questo oro, il mio primo a 37 anni", ha detto al termine Djokovic, "sono felicissimo soprattutto per la mia Serbia. È stata una battaglia incredibile: quasi tre ore per soli due set». Così riferisce, come molte altre testate, anche Libero raccontando della vittoria sulla terra rossa parigina del campione serbo. Ha vinto contro il numero 3 del mondo, lo spagnolo Carlos Alcaraz, e così - realizzando una delle più grandi imprese dello sport - ha completato il suo ricco palmares, specchio di una carriera e di un talento eccezionali.<br />Dopo il match point Nole si è lasciato cadere a terra e ha fatto il segno della croce, rivolgendo sguardo e braccia al cielo. Eppure lui che conosce il mondo di quelli che contano dovrebbe saperlo: non sta bene parlare o riferirsi alla religione tra la gente per bene. Deve essergli sfugg]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/61018450</guid><pubDate>Tue, 13 Aug 2024 21:33:30 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/61018450/riassunto_delle_olimpiadi_2024.mp3" length="12371670" type="audio/mpeg"/><itunes:author>BastaBugie</itunes:author><itunes:subtitle>VIDEO: Olimpiadi 2024 ➜ https://www.youtube.com/watch?v=p2Dmo2Fj7SE

TESTO DELL'ARTICOLO ➜ https://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7890

RIASSUNTO DELLE OLIMPIADI 2024: DECADENZA DI UN PAESE SENZA ETICA di Lorenza Formicola

La Francia ha...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[VIDEO: Olimpiadi 2024 ➜ <a href="https://www.youtube.com/watch?v=p2Dmo2Fj7SE" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://www.youtube.com/watch?v=p2Dmo2Fj7SE</a><br /><br />TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="https://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7890" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7890</a><br /><br />RIASSUNTO DELLE OLIMPIADI 2024: DECADENZA DI UN PAESE SENZA ETICA di Lorenza Formicola<br /><br />La Francia ha aspettato cento anni per vedere di nuovo i Giochi in casa, e se non fosse stato per il passo indietro di Roma, probabilmente ne sarebbero passati altri cento. Adesso che però il sipario è calato su Parigi 2024, si può affermare con certezza che Macron ha fallito. Smanioso di impartire lezioni di grande strategia e geopolitica al mondo, non sperava, semplicemente, nella "tregua olimpica", ma nella capacità di rendere i Giochi una personale riconquista.<br />Olimpiadi che sono da sempre l'occasione che un Paese ha per lanciare nel mondo la sua immagine migliore e Macron vi ha investito tutto. Lo sport, si sa, ha una rilevanza geopolitica, oltre ad essere un fenomenale strumento di comprensione dei popoli. In politica estera, squadre, campioni e tornei sportivi permettono di incrementare soft power e visibilità. Macron ha voluto una Parigi 2024 a sua immagine e somiglianza, in una natura interamente woke, che è emersa in tutta la manifestazione, per mostrare al mondo la geopolitica dello sport capace di strizzare l'occhio al sentimento nazionale che il nuovo monarca francese sta forgiando depotenziando l'originaria connotazione del Paese.<br />Ma se immagine e consolidamento del potere erano tra i suoi obiettivi, ha finito per consegnare al mondo solo il profilo di un Paese frammentato, senza governo, senza identità, in balia di fratture sociali e culturali insondabili. Lontano dalla grandiosità promessa.<br />La cerimonia di apertura, studiata per quattro anni, doveva essere qualcosa d'innovativo, mai visto prima. Macron vi ha imposto fantasie e capricci personali per uno spettacolo scadente, ma costato miliardi a spese dei contribuenti di un Paese in fallimento, in sprezzo del popolo che lo ha bocciato tre volte, fragorosamente, nelle ultime tornate elettorali.<br />Ha inseguito una falsa percezione della realtà per fallire il tentativo dell'originalità: l'ultima cena queer oltre che blasfema, è una cosa già vista e rivista. Come se non bastasse, ha messo in scena la sanguinosa esecuzione della regina Maria Antonietta ricordando come la rivoluzione francese ha decapitato la famiglia reale cattolica. Provocazione o apologia dell'odio?<br />Certo è, che in un Paese, negli ultimi dieci anni, vittima privilegiata del terrorismo islamico, con marciapiedi, teatri, redazioni e chiese ancora grondanti sangue, è risultato qualcosa di tremendamente di cattivo gusto. Ecco che nella geopolitica di Macron, le Olimpiadi sono parse decisamente come il pretesto per mostrare altro che non lo sport.<br />TUTTO SBAGLIATO<br />Gli atleti non sono mai stati i protagonisti. Li abbiamo visti, già durante la cerimonia di apertura, abbandonati sui vaporetti come turisti sotto la pioggia. La delegazione di rifugiati su un barcone. E i riflettori tutti per nani, ballerine e mondo queer. Nessuno ha compreso il nesso con lo sport. Sembrava l'Eurovision, ma erano i Giochi di Parigi 2024. Difficile fare qualcosa di più brutto. Un'ipertrofia che ha visto inanellare un fallimento dietro l'altro.<br />Il più grande dispiegamento di forze dell'ordine non è stato capace di fermare il boicottaggio all'alta velocità francese che ha paralizzato Parigi per quattro giorni, e neanche quello dei cavi in fibra ottica tagliati per far saltare tutto. Sessantotto gli attacchi informatici che l'organizzazione dei Giochi ha subito nei quindici giorni di competizioni.<br />Gli immigrati irregolari che le autorità hanno provato a nascondere, come cumuli di spazzatura, per non disturbare le foto da...]]></itunes:summary><itunes:duration>774</itunes:duration><itunes:keywords>djokovic,nole,oroolimpico,parigi2024,segnodellacroce,woke</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/ab7ad85e818d65a07803990e782f9787.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Aggressioni a Pro Vita, la violenza che Mattarella non denuncia</title><link>https://www.spreaker.com/episode/aggressioni-a-pro-vita-la-violenza-che-mattarella-non-denuncia--60929437</link><description><![CDATA[VIDEO: Bologna: femministe bloccano Baby Olivia, insulti, urla e violenza ➜ <a href="https://www.youtube.com/watch?v=4nhDLZAP7-c" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://www.youtube.com/watch?v=4nhDLZAP7-c</a><br /><br /><br />TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="https://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7872" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7872</a><br /><br />AGGRESSIONI A PRO VITA, LA VIOLENZA CHE MATTARELLA NON DENUNCIA di Ermes Dovico<br />In Italia ci sono aggressioni di serie A e aggressioni di serie B, episodi che conquistano le prime pagine dei quotidiani per giorni diventando perfino casi politici e, invece, altri che spesso non valgono nemmeno un trafiletto nei media mainstream. Oppure, quando assurgono agli onori delle cronache, li si cataloga magari sotto titoli quali "scontri", "tensioni" et similia, che confondono vittime e aggressori.<br />Nella seconda categoria rientrano certamente le aggressioni, violenze, minacce di morte, eccetera, che vengono subite - ormai da anni - da Pro Vita &amp; Famiglia. L'ultima vicenda di rilievo, in ordine di tempo, è quella avvenuta a Bologna, in piazza XX Settembre, appena otto giorni fa, venerdì 19 luglio. La onlus aveva una regolare autorizzazione per proiettare un video di tre minuti, Baby Olivia, prodotto dall'associazione americana Live Action e che la stessa Pro Vita ha doppiato in italiano, intendendolo mostrare in varie città del nostro Paese.<br />Si tratta di un video che mostra i passaggi principali dello sviluppo della vita umana dentro il grembo materno, dal concepimento fino al momento prima della nascita. La voce narrante fa presente che «la fecondazione stabilisce già il sesso, l'etnia, il colore dei capelli, degli occhi e molti altri aspetti di Olivia, che inizia a impiantarsi nell'utero della mamma circa una settimana dopo la fecondazione». Si spiega che già a 22 giorni si può sentire il battito del cuore del concepito, a sei settimane se ne può rilevare l'attività cerebrale, a nove lo si può osservare mentre si succhia il pollice, deglutisce, stringe le mani, si tocca il viso, respira, si distende. E così via. Un video semplice ed efficace, che dà conto del miracolo della vita umana, senza alcun tono fuori luogo.<br />UNA CONTRO-MANIFESTAZIONE NON AUTORIZZATA<br />Ma ad un gruppo di contro-manifestanti, non autorizzati, la proiezione di Baby Olivia non è andata giù. «Poco dopo l'inizio dell'evento - ha ricostruito Pro Vita in un comunicato - si è radunata nella stessa piazza una contro-manifestazione non autorizzata composta da centri sociali, collettivi femministi e i consiglieri comunali Giulia Bernagozzi e Mery De Martino del Pd e Detjon Begaj della Coalizione Civica. In un primo momento i contro-manifestanti hanno iniziato a disturbare la proiezione urlando con un megafono insulti come "bastardi", "pezzi di m...", "vaff...", per poi avvicinarsi al palco lanciando volantini e preservativi contro i presenti e tentando addirittura di manomettere i cavi di alimentazione dell'impianto audio». Si è levato anche un coro con minacce di morte, con tanto di rima. È quindi dovuta intervenire la polizia, per proteggere il palco e i manifestanti di Pro Vita. Nella serata del 19 luglio, la giunta - di sinistra - del Comune di Bologna è intervenuta con una nota, ma non per esprimere solidarietà a Pro Vita, bensì, all'opposto, per comunicare il proprio «sdegno» per un'iniziativa che attacca «la salute e l'autodeterminazione delle donne».<br />Il clima di odio emerso a Bologna, purtroppo, non è un caso isolato, ma appunto l'ultimo episodio di una lunga serie, che va dalle censure dei manifesti di Pro Vita in vari Comuni fino all'assalto, il 25 novembre 2023, alla sede romana dell'associazione, scampata ai tentativi di incendiarla solo per la presenza delle forze dell'ordine. Anche in quel caso, dai partiti di sinistra non si levò la voce di condanna che ci si sarebbe aspettati. Una mancanza che legittima di fatto chi compie queste violenze e ne alimenta di nuove e perfino più gravi. Ieri, per la cronaca, anche ad Ancona sono intervenute delle femministe per disturbare la campagna Baby Olivia.<br />DUE PESI E DUE MISURE<br />La logica dei due pesi e delle due misure emerge qui in tutta la sua evidenza. Sinistra e sistema mainstream urlano se il caso di violenza o presunta tale può tornare a proprio vantaggio politico-culturale, mentre solitamente tacciono, minimizzano o mistificano nel caso opposto. Per esempio, giustamente si è chiesta la condanna unanime del pestaggio subìto lo scorso 20 luglio da Andrea Joly, giornalista della Stampa, e operato da membri di Casa Pound. Ma non altrettanto è stato fatto, in questa e in altre occasioni, con Pro Vita e altri gruppi ed esponenti del mondo pro life e pro family. Anzi, vedi giunta Lepore, è avvenuto addirittura il contrario.<br />Sarebbe auspicabile che l'esempio venisse innanzitutto da una figura istituzionale come quella del presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, che da quando è al Colle si è espresso molte volte contro la violenza e un certo clima d'odio, come anche tre giorni fa durante la cerimonia del Ventaglio. Ma la violenza che il pensiero oggi dominante non considera tale, purtroppo, difficilmente fa capolino nei discorsi di Mattarella. Sarebbe invece auspicabile che il capo dello Stato usasse uno dei suoi periodici richiami contro la violenza anche per stigmatizzare quella violenza costante che si registra contro ogni tipo di iniziativa di sensibilizzazione riguardante i bambini nel grembo materno, come appunto - da ultimo - per l'aggressione a Bologna.<br />Se un tale richiamo avvenisse, renderebbe più credibile l'enfasi sul pluralismo, sul rispetto dell'altro, sul dialogo, sulla democrazia, eccetera, che si ritrova in genere nei discorsi di Mattarella. Aggiungiamo: anche il richiamo alla "scienza", tanto presente nell'era del Covid (fino ad alimentare la divisione sociale), diverrebbe più credibile, visto che video simili a quello di Baby Olivia si basano sull'evidenza biologica che mostra tutta l'umanità e l'essere persona del bambino nel grembo, fin dal momento del concepimento.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/60929437</guid><pubDate>Tue, 06 Aug 2024 20:11:58 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/60929437/aggressioni_a_pro_vita_la_violenza_che_mattarella_non_denuncia.mp3" length="6157083" type="audio/mpeg"/><itunes:author>BastaBugie</itunes:author><itunes:subtitle>VIDEO: Bologna: femministe bloccano Baby Olivia, insulti, urla e violenza ➜ https://www.youtube.com/watch?v=4nhDLZAP7-c


TESTO DELL'ARTICOLO ➜ https://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7872

AGGRESSIONI A PRO VITA, LA VIOLENZA CHE MATTARELLA NON...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[VIDEO: Bologna: femministe bloccano Baby Olivia, insulti, urla e violenza ➜ <a href="https://www.youtube.com/watch?v=4nhDLZAP7-c" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://www.youtube.com/watch?v=4nhDLZAP7-c</a><br /><br /><br />TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="https://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7872" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7872</a><br /><br />AGGRESSIONI A PRO VITA, LA VIOLENZA CHE MATTARELLA NON DENUNCIA di Ermes Dovico<br />In Italia ci sono aggressioni di serie A e aggressioni di serie B, episodi che conquistano le prime pagine dei quotidiani per giorni diventando perfino casi politici e, invece, altri che spesso non valgono nemmeno un trafiletto nei media mainstream. Oppure, quando assurgono agli onori delle cronache, li si cataloga magari sotto titoli quali "scontri", "tensioni" et similia, che confondono vittime e aggressori.<br />Nella seconda categoria rientrano certamente le aggressioni, violenze, minacce di morte, eccetera, che vengono subite - ormai da anni - da Pro Vita &amp; Famiglia. L'ultima vicenda di rilievo, in ordine di tempo, è quella avvenuta a Bologna, in piazza XX Settembre, appena otto giorni fa, venerdì 19 luglio. La onlus aveva una regolare autorizzazione per proiettare un video di tre minuti, Baby Olivia, prodotto dall'associazione americana Live Action e che la stessa Pro Vita ha doppiato in italiano, intendendolo mostrare in varie città del nostro Paese.<br />Si tratta di un video che mostra i passaggi principali dello sviluppo della vita umana dentro il grembo materno, dal concepimento fino al momento prima della nascita. La voce narrante fa presente che «la fecondazione stabilisce già il sesso, l'etnia, il colore dei capelli, degli occhi e molti altri aspetti di Olivia, che inizia a impiantarsi nell'utero della mamma circa una settimana dopo la fecondazione». Si spiega che già a 22 giorni si può sentire il battito del cuore del concepito, a sei settimane se ne può rilevare l'attività cerebrale, a nove lo si può osservare mentre si succhia il pollice, deglutisce, stringe le mani, si tocca il viso, respira, si distende. E così via. Un video semplice ed efficace, che dà conto del miracolo della vita umana, senza alcun tono fuori luogo.<br />UNA CONTRO-MANIFESTAZIONE NON AUTORIZZATA<br />Ma ad un gruppo di contro-manifestanti, non autorizzati, la proiezione di Baby Olivia non è andata giù. «Poco dopo l'inizio dell'evento - ha ricostruito Pro Vita in un comunicato - si è radunata nella stessa piazza una contro-manifestazione non autorizzata composta da centri sociali, collettivi femministi e i consiglieri comunali Giulia Bernagozzi e Mery De Martino del Pd e Detjon Begaj della Coalizione Civica. In un primo momento i contro-manifestanti hanno iniziato a disturbare la proiezione urlando con un megafono insulti come "bastardi", "pezzi di m...", "vaff...", per poi avvicinarsi al palco lanciando volantini e preservativi contro i presenti e tentando addirittura di manomettere i cavi di alimentazione dell'impianto audio». Si è levato anche un coro con minacce di morte, con tanto di rima. È quindi dovuta intervenire la polizia, per proteggere il palco e i manifestanti di Pro Vita. Nella serata del 19 luglio, la giunta - di sinistra - del Comune di Bologna è intervenuta con una nota, ma non per esprimere solidarietà a Pro Vita, bensì, all'opposto, per comunicare il proprio «sdegno» per un'iniziativa che attacca «la salute e l'autodeterminazione delle donne».<br />Il clima di odio emerso a Bologna, purtroppo, non è un caso isolato, ma appunto l'ultimo episodio di una lunga serie, che va dalle censure dei manifesti di Pro Vita in vari Comuni fino all'assalto, il 25 novembre 2023, alla sede romana dell'associazione, scampata ai tentativi di incendiarla solo per la presenza delle forze dell'ordine. Anche in quel caso, dai partiti di sinistra non si levò la voce di condanna che ci si sarebbe aspettati. 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ProVita e Famiglia lo ha intervistato per condividere con i genitori che hanno tanto a cuore i figli le sue preziose indicazioni di puericultura.<br />La mamma è per il bambino come il mare per un'isola, scrive all'inizio del suo volume. Prof. Bellieni, quanto è importante la relazione simbiotica madre-figlio sin dal momento del concepimento?<br />«Mamma e bambino sono una diade, una coppia organicamente strutturata, importante per la salute reciproca e inseparabile almeno per i primi due anni di vita. Freud stesso alludeva all'esperienza del sonno come ritorno inconscio alla sicurezza del grembo materno. "Il sonno è una riattivazione dell'esistenza intrauterina, che soddisfa le condizioni di riposo, calore ed esclusione dello stimolo; infatti, nel sonno molte persone riprendono la postura fetale". La simbiosi del figlio con la madre è decisiva nella prima fase di crescita del neonato, come ha giustamente osservato Bowlby. Succhiando il neonato assume il latte e al tempo stesso ne attiva la fuoriuscita agendo sugli ormoni della mamma che, a loro volta, attivano il senso di protezione della mamma. La madre deve essere per il figlio un "porto sicuro". L'attaccamento madre-neonato influisce addirittura sull'attaccamento che lo stesso figlio avrà a sua volta un giorno con fidanzata, moglie e figli. La mamma deve però anche gradualmente 'lasciar andar' il figlio, dandogli così modo di affezionarsi a un gioco, una palla che la sostituisce per alcuni istanti mentre ella si allontana da lui».<br />Cosa accade di sorprendente nella madre e nel figlio in grembo durante la gravidanza?<br />«La vita nella sua alba è fragile sì e nel contempo esplosiva, se si pensa che nell'embrione tutto si sviluppa a partire da cellule staminali, ossia cellule-tronco, da cui si dipanano cellule-figlie quali rami, foglie, fiori e frutti, per rimanere in tale similitudine. Per quanto riguarda la madre, si è osservato che - oltre agli aumenti di volume plasmatico, gittata cardiaca, metabolismo e consumo di ossigeno - il cervello della donna incinta cambia in modo sorprendente, ossia si riduce la materia grigia nelle aree coinvolte nell'elaborazione e nella risposta ai segnali sociali per rispondere in modo più efficiente nelle aree legate ai bisogni del proprio figlio. Dal feto le arrivano invece cellule che la rigenerano letteralmente e che la madre tradurrà in ormoni, cellule nervose e benessere, poiché alcune di queste cellule, per effetto del chimerismo, fungono addirittura da particolare protezione contro i tumori. Insomma il cervello materno si ristruttura plasticamente, anche grazie all'apporto benefico del figlio in grembo. E in effetti c'è di che stupirsi anche per il fatto che l'embrione, pur essendo di fatto un 'corpo estraneo' nel corpo della madre, non viene attaccato alla stregua di virus e batteri, ma al contrario viene protetto dal corpo della stessa».<br />I sensi del bambino cominciano a strutturarsi nel grembo materno. Può spiegarci meglio come ciò accade?<br />«Non pensate solo al bambino, pensate anche al gattino o al cagnolino che nascono in una radura o in un bosco. Se non avessero già imparato prima di nascere a riconoscere l'odore del latte della mamma, non saprebbero cosa cercare appena nati. L'utero e tutto il corpo della mamma filtrano i rumori, i sapori, gli odori e offrono al feto quello che serve per svilupparsi, per iniziare a conoscere, per affezionarsi. Per quanto non conosce cosa fa rumore, non sa che c'è una mamma che parla, tutto riceve, percepisce e immagazina. Per quanto riguarda la memoria gustativa accade lo stesso: i nostri gusti alimentari cominciano a formarsi nel pancione. Chiesi a un gruppo di signore di mangiare molte carote durante tutta la gravidanza. E in effetti i loro figli preferivano nettamente essere svezzati con pappe a base di carote. Allo stesso modo accade per la memoria uditiva: il calore, il movimento ritmico dell'auto, ma anche le pareti del seggiolino, i rumori lontani aiutano generalmente un neonato ad addormentarsi più facilmente perché gli ricordano i suoi movimenti in grembo. E in effetti ho avuto modo di riscontrare che i figli di madri che hanno trascorso molto tempo a letto a causa di una gravidanza a rischio soffrivano mal d'auto più degli altri».<br />Quanto è importante lo sguardo sul bambino nello sviluppo della sua dimensione relazionale?<br />«È fondamentale, basti pensare che un bambino da come si sente guardato impara a guardare se stesso. Non perché qualcuno glielo dice, ma semplicemente per osmosi; assorbe. Il bambino impara a fare le cose ricercando lo sguardo e l'approvazione del genitore; il bambino impara a voler bene a se stesso riflettendo lo sguardo del genitore. A uno sguardo materno di affetto corrisponde un affetto verso se stesso. Tutta l'infanzia è la ricerca e la sistematizzazione di quello che si è appreso nei primi mesi di vita, cioè di piacere o di non piacere, di piacersi o di non piacersi. In tale prospettiva si colloca, per esempio, anche il gioco del nascondino, che rafforza o mette alla prova la certezza di essere desiderati. A cos'altro serve il gioco del nascondersi, magari dietro una tenda o sotto il letto, per poi ricomparire d'improvviso ai genitori (che stanno al gioco e fingono di cercare il figlio disperati) se non per verificare e simulare se davvero lui mancherebbe loro?».<br />Relativamente all'apprendimento, quale valore assume il gioco per la sua crescita?<br />«Un bambino non impara perché gli si spiega. Impara perché imita e ripete, continuando a ripetere finché non ha imparato. Il bambino ripete non per impadronirsi di quell'azione, ma per impadronirsi del simbolo di quell'azione, per superare una paura, ad esempio. Quando un bambino butta e ributta a terra un piatto dal seggiolone vuol dire che le cose scompaiono e riappaiono e che c'è qualcuno che gli vuole bene che le fa riapparire. Bisogna inoltre tener presente che il gioco non serve ad insegnare, ma a metabolizzare il vissuto, a "ingrassare" di esperienze, ad ammortizzare le paure, per essere pronto a sentirsi gettato nella vita. Perciò gli piacciono meno i giochi che non può rompere a suo piacimento. Ama dondolo, scivolo e girotondo per acquisire periodicità e ritmo; il 'nascondino' per rinsaldare la certezza di essere voluto; i giochi di gruppo coi pari o di superamento dell'ansia (esempio: s'inventa che un bicchiere è la mamma, che il bicchiere sta per cascare e che la salva all'ultimo momento). Il bambino ha infatti una razionalità che non è la nostra. Per noi vale il principio di non contraddizione per cui una bottiglia è una bottiglia; per lui è anche una pistola, un sasso, uno scoglio o il naso di papà nello spazio della fantasia, dove tutto diventa altro o è mistero. Perciò un gioco che spiega e dà regole a chi sta conoscendo il mondo secondo categorie che non sono le regole scritte non serve. Se il bambino lo prende a martellate, non spaventatevi e attenti a regalargli giochi 'troppo intelligenti'!».<br />Qual è invece il significato della risata e del pianto del bambino?<br />«All'inizio il neonato ride per imitazione, poi comincia a ridere per stupore quando, per esempio nella 'linguaccia', constata un'incongruenza innocua rispetto alla realtà. Rispetto al pianto il guaio è che, contrariamente a quanto comunemente si crede, non esiste un 'pianto da dolore', un 'pianto da fame' o un 'pianto da paura'. Di qui occorre 'contestualizzare' il pianto, ragionando e osservando. C'è un graffio, una ferita? Ha mangiato da poco, da tanto? C'è la pelle arrossata o un bernoccolo in testa? È rimasto da solo? Ha sonno? Insomma il pianto è il segno, ma la causa possiamo provare a individuarla solo con questa contestualizzazione. C'è poi da aggiungere un paradosso: qualche volta il bambino ha dolore ma non piange, anzi sta fermo. Questo succede quando qualcosa gli fa male se si muove, e lui ovviamente non si muove. Di qui l'immobilità insolita di un braccio, per esempio, deve far sospettare il dolore.<br />Come è più opportuno muoversi rispetto ai suoi capricci?<br />«Bisogna considerare che il capriccio non avviene perché il bambino non ottiene quello che vuole, ma perché ottiene quello che non vuole. Allo stesso modo, contrariamente a quanto si pensa, il bambino si vizia quando ottiene sempre quello che non vuole. Il capriccio è in effetti una manifestazione di un desiderio cui l'adulto risponde male. Per intenderci, è come dare a un affamato un biscottino, invece di un buon pranzo; alla fine si accontenterà del biscottino ma lo cercherà cento volte al giorno. Il bambino vuole essere guardato, all'occorrenza consolato e incoraggiato, vuole sostanzialmente il tempo dal suo genitore. Ogni 'no' del bambino è una richiesta di 'tu'».<br />I neonati sognano?<br />«Innanzitutto è opportuno ricordare che generalmente durante il sonno il cervello elabora, costruisce, cresce. Anche il bambino sogna, come si può constatare dalla fase REM, e lo fa sin dal grembo materno. Egli rielabora principalmente le sensazioni, le esperienze, gli stimoli che ha provato nel corso della giornata, e forse inizia anche a trasformare in sogni i dispiaceri avuti o le belle cose che gli sono successe».<br />Cosa p]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/60940240</guid><pubDate>Tue, 06 Aug 2024 20:10:39 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/60940240/la_gravidanza_e_i_primi_due_anni_sono_decisivi_per_il_futuro_del_bambino.mp3" length="14862254" type="audio/mpeg"/><itunes:author>BastaBugie</itunes:author><itunes:subtitle>TESTO DELL'ARTICOLO ➜ https://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7875

LA GRAVIDANZA E I PRIMI DUE ANNI SONO DECISIVI PER IL FUTURO DEL BAMBINO di Fabio Piemonte
Ne I primi 1000 giorni d'oro il professor Carlo Bellieni - docente di pediatria e...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="https://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7875" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7875</a><br /><br />LA GRAVIDANZA E I PRIMI DUE ANNI SONO DECISIVI PER IL FUTURO DEL BAMBINO di Fabio Piemonte<br />Ne I primi 1000 giorni d'oro il professor Carlo Bellieni - docente di pediatria e neonatologia all'Università di Siena e studioso di chiara fama con oltre 300 pubblicazioni scientifiche al suo attivo - offre una chiave di lettura della gravidanza e dei primi due anni di vita del neonato, così decisivi per i suoi passi futuri. ProVita e Famiglia lo ha intervistato per condividere con i genitori che hanno tanto a cuore i figli le sue preziose indicazioni di puericultura.<br />La mamma è per il bambino come il mare per un'isola, scrive all'inizio del suo volume. Prof. Bellieni, quanto è importante la relazione simbiotica madre-figlio sin dal momento del concepimento?<br />«Mamma e bambino sono una diade, una coppia organicamente strutturata, importante per la salute reciproca e inseparabile almeno per i primi due anni di vita. Freud stesso alludeva all'esperienza del sonno come ritorno inconscio alla sicurezza del grembo materno. "Il sonno è una riattivazione dell'esistenza intrauterina, che soddisfa le condizioni di riposo, calore ed esclusione dello stimolo; infatti, nel sonno molte persone riprendono la postura fetale". La simbiosi del figlio con la madre è decisiva nella prima fase di crescita del neonato, come ha giustamente osservato Bowlby. Succhiando il neonato assume il latte e al tempo stesso ne attiva la fuoriuscita agendo sugli ormoni della mamma che, a loro volta, attivano il senso di protezione della mamma. La madre deve essere per il figlio un "porto sicuro". L'attaccamento madre-neonato influisce addirittura sull'attaccamento che lo stesso figlio avrà a sua volta un giorno con fidanzata, moglie e figli. La mamma deve però anche gradualmente 'lasciar andar' il figlio, dandogli così modo di affezionarsi a un gioco, una palla che la sostituisce per alcuni istanti mentre ella si allontana da lui».<br />Cosa accade di sorprendente nella madre e nel figlio in grembo durante la gravidanza?<br />«La vita nella sua alba è fragile sì e nel contempo esplosiva, se si pensa che nell'embrione tutto si sviluppa a partire da cellule staminali, ossia cellule-tronco, da cui si dipanano cellule-figlie quali rami, foglie, fiori e frutti, per rimanere in tale similitudine. Per quanto riguarda la madre, si è osservato che - oltre agli aumenti di volume plasmatico, gittata cardiaca, metabolismo e consumo di ossigeno - il cervello della donna incinta cambia in modo sorprendente, ossia si riduce la materia grigia nelle aree coinvolte nell'elaborazione e nella risposta ai segnali sociali per rispondere in modo più efficiente nelle aree legate ai bisogni del proprio figlio. Dal feto le arrivano invece cellule che la rigenerano letteralmente e che la madre tradurrà in ormoni, cellule nervose e benessere, poiché alcune di queste cellule, per effetto del chimerismo, fungono addirittura da particolare protezione contro i tumori. Insomma il cervello materno si ristruttura plasticamente, anche grazie all'apporto benefico del figlio in grembo. E in effetti c'è di che stupirsi anche per il fatto che l'embrione, pur essendo di fatto un 'corpo estraneo' nel corpo della madre, non viene attaccato alla stregua di virus e batteri, ma al contrario viene protetto dal corpo della stessa».<br />I sensi del bambino cominciano a strutturarsi nel grembo materno. Può spiegarci meglio come ciò accade?<br />«Non pensate solo al bambino, pensate anche al gattino o al cagnolino che nascono in una radura o in un bosco. Se non avessero già imparato prima di nascere a riconoscere l'odore del latte della mamma, non saprebbero cosa cercare appena nati. L'utero e tutto il corpo della mamma filtrano i rumori, i sapori, gli odori e offrono al feto quello che serve per svilupparsi, per...]]></itunes:summary><itunes:duration>929</itunes:duration><itunes:keywords>bambino,capricci,gioco,mamma,utero</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/46fc8eed68bc7a6f264f95187657dddd.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Un tribunale condanna due vescovi a risarcire la donna che aspira al diaconato</title><link>https://www.spreaker.com/episode/un-tribunale-condanna-due-vescovi-a-risarcire-la-donna-che-aspira-al-diaconato--60860356</link><description><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="https://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7868" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7868</a><br /><br />UN TRIBUNALE CONDANNA DUE VESCOVI A RISARCIRE LA DONNA CHE ASPIRA AL DIACONATO di Samuele Pinna<br /><br />Durante la rassegna stampa di questa mattina mi sono imbattuto in una singolare notizia: una signora belga cattolica di 62 anni, tale Veer Dusachoit, impegnata attivamente in parrocchia, ha trascinato in un tribunale civile il cardinal Jozef de Kesel e l'attuale titolare della diocesi, monsignor Luc Terlinden, perché avrebbe voluto completare il percorso di studi previsto per i diaconi, ma per ben due volte non le è stato concesso. Ha vinto la causa perché discriminata in quanto donna, mentre i due alti prelati sono stati condannati con la pena a pagarle 1.500 euro ciascuno come risarcimento per i danni subiti.<br />Rileggo la notizia e rimango basito. Non voglio entrare qui nel merito della sentenza, che non solo odora (male) di politica ingerenza (quando si parla sempre di ingerenza della Chiesa, ma vabbè!), ma secondo cui pare buttata alle ortiche, se non calpestata, la libertà religiosa. Un'istituzione non statale, infatti, potrà darsi le regole che vuole se non sono contrarie al senso comune? Se uno, per esempio, non possiede il diploma di maturità non può accedere all'università e questo non perché sia discriminato, ma perché ci sono delle norme che valgono per tutti. Di più, la succitata signora aveva replicato al diniego diocesano impostole che voleva soltanto seguire i corsi, mica diventare diaconessa (anche perché al momento - speriamo eterno - non è possibile). Di là dalla questione in sé, che per chi è vagamente normale risulta assurda da qualsiasi lato la si prenda, lo sconcerto che mi ha afferrato è di natura spirituale.<br />Mi spiego. Nel pezzo giornalistico si sottolinea che la signora di cui sopra avrebbe voluto seguire le lezioni teologiche per migliorare il suo servizio alla Chiesa. Rimango esterrefatto, ma non più di tanto, soggiornando anch'io in parrocchia. Per vivere meglio il proprio servizio ecclesiale si può denunciare il proprio vescovo, ossia colui che dà il mandato perché il siffatto ministero all'interno delle mura parrocchiali si possa concretizzare? La questione è di fondamentale importanza e mi ha fatto riflettere su due parole tipicamente cristiane: la prima - inflazionata - è "servizio", la seconda - ormai nell'oblio di un cattolicesimo che fu - è "obbedienza". Nel nostro contesto, marcato da un soggettivismo sfrenato, l'"obbedienza" è cosa dimenticata, tanto è vero che i vescovi rischiano di non intervenire davanti alle storture moderne per paura di andare sui giornali, com'è successo in questo caso.<br />IL QUIETO VIVERE<br />Al contrario, sovente s'impuntano su cose assolutamente di nessuna valenza cattolica, dove riescono a tirare fuori un autoritarismo eccezionale, sebbene privo di vera autorità. Scrivevo con umorismo nel mio "Dalle lettere di don Augusto. Come rimanere cattolici nonostante tutto" che questa situazione anormale per la cattolicità l'hanno in certa misura incentivata anche i Pastori per quieto vivere, per disinteresse, per non avere noie, per una tolleranza mal compresa, o non lo so. Si può cioè sfornare qualsiasi tipo di eresia, si può dileggiare con comportamenti non corretti l'Eucaristia, si possono proporre le più strampalate iniziative pastorali senza che alcun presule abbia da dire alcunché. Se, invece, si difende la verità Rivelata, che essendo rivelata è sotto gli occhi di tutti (quella per intenderci che insegna il Catechismo), se si prende posizione verso chi nella comunità spadroneggia in modo poco consono, se ci si rifiuta a piegarsi a logiche mondane, non è detto che qualche alto prelato non vi tiri le orecchie.<br />Tornano a noi, il fulcro di tutta la faccenda è forse non aver spiritualmente afferrato il significato dei due termini in questione: "servizio" e "obbedienza". Mettersi a servizio vuol dire divenire - nel senso dato dal Vangelo - servi inutili che hanno fatto quello che dovevano fare. Il servizio non si riduce nell'essere a capo di qualcosa o di qualcuno, ma essere servi (non schiavi) inutili (non indispensabili), dove il vero servizio ascetico (che consente, appunto, di elevarsi) è accettare quello che ci è chiesto di buono, anche qualora non si vorrebbe svolgere (perché non congeniale o perché uno vorrebbe fare semplicemente altro). Nella mortificazione dell'io - cosa che non piace più - e in uno stile davvero cristiano, il servizio ecclesiale può permettere di migliorare e affinarsi, può portare frutti, può essere contagioso (non è strano che ci sia gente che da decenni ha lo stesso incarico perché non si trova nessuno disposto ad aiutarlo o a sostituirlo?).<br />L'IRONIA DEL CARD. BIFFI<br />Per vivere il servizio è, però, necessaria l'"obbedienza", il che si può definire in soldoni: "lasciare decidere a chi ha la responsabilità (sacramentale)". Qualora la scelta dei superiori sia sbagliata si deve farlo presente, se fosse grave bisogna prenderne le distanze, ma mai contrapporsi come se la religione fosse lo scontro tra tifoserie accecate dall'amore smodato per la propria squadra. È ingenuo, poi, non tenere conto che laddove c'è l'uomo c'è un impasto di bene e male (dovuto al peccato originale): su questa terra, in nessuna persona si troverà quella perfezione di cui parla il Vangelo. Per questo, l'obbedienza ci riporta all'umiltà: ciò che mi viene domandato può essere anche solo pregare e intercedere per la parrocchia (che comunque è l'"attività" più importante di tutte, benché spesso ce ne si dimentichi!). Prima di fare, bisogna essere.<br />Non senza ironia Giacomo Biffi ha lasciato scritto che nel nostro contesto «ci si compiace di parlare di "comunità", quasi per nostalgia, adesso che sociologicamente prevale l'individualismo e il disimpegno. A richiamarsi assiduamente alla "povertà" e a decantarla con entusiasmo sono proprio i cristiani benestanti e gli uomini di Chiesa di estrazione borghese, che non hanno mai avuto modo di farne personalmente qualche esperienza: ai veri poveri invece di solito non viene neppure in mente di esaltare la loro condizione e di farne un ideale di vita. I parroci sanno che non hanno fatto tanta fatica a trovare qualcuno che li aiutasse a riordinare il cortile e gli ambienti della canonica dopo una festa, come da quando il popolo di Dio nei discorsi ecclesiali è posto ripetutamente in stato di servizio o, che è lo stesso, di "ministero"».<br />"Servire", allora, significa imitare Gesù (assomigliargli) e "obbedire" vuol dire ascoltare il suo insegnamento e quello della Chiesa (che non coincide per forza con l'esternazione - magari virgolettata - di un Papa o del proprio parroco o, ancora, del teologo del momento). Ancora il Cardinale che fu bolognese di adozione mi avvince e convince con un altro pensiero: «Non abbiamo bisogno di annunciatori della parola che cambino il Vangelo con la scusa di adattarlo al nostro tempo, ma di annunciatori che tentino ogni giorno, magari riuscendoci poco, di cambiare se stessi per essere ogni giorno più conformi al Vangelo che non cambia». Oggi - 11 luglio -si ricorda l'anniversario della morte di Giacomo Biffi (1928-2015), proprio nel giorno liturgico in cui la Chiesa festeggia san Benedetto, il quale - guarda caso - scriveva nella sua Regola: «Nessuno cerchi il proprio utile, ma piuttosto quello degli altri, amino i fratelli con puro affetto, temano Dio, vogliano bene al proprio abate con sincera e umile carità. Nulla assolutamente anteponiamo a Cristo e così egli, in compenso, ci condurrà tutti alla vita eterna». A buon intenditor poche parole.<br /><br />]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/60860356</guid><pubDate>Tue, 30 Jul 2024 20:17:31 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/60860356/un_tribunale_condanna_due_vescovi.mp3" length="8658093" type="audio/mpeg"/><itunes:author>BastaBugie</itunes:author><itunes:subtitle>TESTO DELL'ARTICOLO ➜ https://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7868

UN TRIBUNALE CONDANNA DUE VESCOVI A RISARCIRE LA DONNA CHE ASPIRA AL DIACONATO di Samuele Pinna

Durante la rassegna stampa di questa mattina mi sono imbattuto in una singolare...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="https://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7868" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7868</a><br /><br />UN TRIBUNALE CONDANNA DUE VESCOVI A RISARCIRE LA DONNA CHE ASPIRA AL DIACONATO di Samuele Pinna<br /><br />Durante la rassegna stampa di questa mattina mi sono imbattuto in una singolare notizia: una signora belga cattolica di 62 anni, tale Veer Dusachoit, impegnata attivamente in parrocchia, ha trascinato in un tribunale civile il cardinal Jozef de Kesel e l'attuale titolare della diocesi, monsignor Luc Terlinden, perché avrebbe voluto completare il percorso di studi previsto per i diaconi, ma per ben due volte non le è stato concesso. Ha vinto la causa perché discriminata in quanto donna, mentre i due alti prelati sono stati condannati con la pena a pagarle 1.500 euro ciascuno come risarcimento per i danni subiti.<br />Rileggo la notizia e rimango basito. Non voglio entrare qui nel merito della sentenza, che non solo odora (male) di politica ingerenza (quando si parla sempre di ingerenza della Chiesa, ma vabbè!), ma secondo cui pare buttata alle ortiche, se non calpestata, la libertà religiosa. Un'istituzione non statale, infatti, potrà darsi le regole che vuole se non sono contrarie al senso comune? Se uno, per esempio, non possiede il diploma di maturità non può accedere all'università e questo non perché sia discriminato, ma perché ci sono delle norme che valgono per tutti. Di più, la succitata signora aveva replicato al diniego diocesano impostole che voleva soltanto seguire i corsi, mica diventare diaconessa (anche perché al momento - speriamo eterno - non è possibile). Di là dalla questione in sé, che per chi è vagamente normale risulta assurda da qualsiasi lato la si prenda, lo sconcerto che mi ha afferrato è di natura spirituale.<br />Mi spiego. Nel pezzo giornalistico si sottolinea che la signora di cui sopra avrebbe voluto seguire le lezioni teologiche per migliorare il suo servizio alla Chiesa. Rimango esterrefatto, ma non più di tanto, soggiornando anch'io in parrocchia. Per vivere meglio il proprio servizio ecclesiale si può denunciare il proprio vescovo, ossia colui che dà il mandato perché il siffatto ministero all'interno delle mura parrocchiali si possa concretizzare? La questione è di fondamentale importanza e mi ha fatto riflettere su due parole tipicamente cristiane: la prima - inflazionata - è "servizio", la seconda - ormai nell'oblio di un cattolicesimo che fu - è "obbedienza". Nel nostro contesto, marcato da un soggettivismo sfrenato, l'"obbedienza" è cosa dimenticata, tanto è vero che i vescovi rischiano di non intervenire davanti alle storture moderne per paura di andare sui giornali, com'è successo in questo caso.<br />IL QUIETO VIVERE<br />Al contrario, sovente s'impuntano su cose assolutamente di nessuna valenza cattolica, dove riescono a tirare fuori un autoritarismo eccezionale, sebbene privo di vera autorità. Scrivevo con umorismo nel mio "Dalle lettere di don Augusto. Come rimanere cattolici nonostante tutto" che questa situazione anormale per la cattolicità l'hanno in certa misura incentivata anche i Pastori per quieto vivere, per disinteresse, per non avere noie, per una tolleranza mal compresa, o non lo so. Si può cioè sfornare qualsiasi tipo di eresia, si può dileggiare con comportamenti non corretti l'Eucaristia, si possono proporre le più strampalate iniziative pastorali senza che alcun presule abbia da dire alcunché. Se, invece, si difende la verità Rivelata, che essendo rivelata è sotto gli occhi di tutti (quella per intenderci che insegna il Catechismo), se si prende posizione verso chi nella comunità spadroneggia in modo poco consono, se ci si rifiuta a piegarsi a logiche mondane, non è detto che qualche alto prelato non vi tiri le orecchie.<br />Tornano a noi, il fulcro di tutta la faccenda è forse non aver spiritualmente afferrato il significato dei due termini in questione: "servizio" e...]]></itunes:summary><itunes:duration>542</itunes:duration><itunes:keywords>biffi,diaconesse,mondanità,obbedienza,quietovivere</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/4cc4aa60f396e3505ab03e94407da14a.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>L'allenatore della Spagna campione d'Europa è cattolico</title><link>https://www.spreaker.com/episode/l-allenatore-della-spagna-campione-d-europa-e-cattolico--60787699</link><description><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="https://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7859" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7859</a><br /><br />L'ALLENATORE DELLA SPAGNA CAMPIONE D'EUROPA E' CATTOLICO E NON SE NE VERGOGNA di Paola Belletti<br />La notizia è già girata: la nazionale spagnola, guidata dall'allenatore Luis de la Fuente Castillo, ha vinto gli Europei 2024, salendo così per la quarta volta sul tetto d'Europa. Sopra a quel tetto e più su, oltre il cielo di Berlino, secondo il CT della squadra iberica c'è Qualcuno che dà senso a tutto, anche a una conquista sportiva tra le più prestigiose. Nella conferenza stampa che ha preceduto la finale che ha visto trionfare la Spagna sull'Inghilterra per due reti a una, un giornalista della BBC lo ha interpellato sulla sua fede, come riporta Aciprensa: «Quelli di noi che sono atei rispettano ma non comprendono appieno il rapporto di coloro che hanno fede in Dio. Dov'è Dio e la fede quando c'è una finale e ci vuole assolutamente tutto per vincere?». La risposta di de la Fuente Castillo, che ha suscitato le risate dei presenti, ha mostrato come l'esperienza del credente nei confronti di chi non crede sia esattamente la stessa, uguale e contraria: «Ti capisco perfettamente perché con gli atei mi succede la stessa cosa, esattamente la stessa cosa».<br />Non dice cosa c'entri la fede con il desiderio di vincere una finale, ma spiega come questa dimensione investa tutta la vita, quindi anche la professione, nel suo caso quella di allenatore: «La fede è qualcosa di personale e trasferibile, in questo caso non è incedibile, è trasferibile, ma è personale. [...] Siccome sono libero e posso scegliere quello che penso di dover fare, la mia intelligenza e le mie esperienze [...] ebbene, mi invitano a credere in Dio e mi danno molta sicurezza e molta forza». E non si tratta di superstizione, un insieme di riti o pensieri da rivolgere a un'entità misteriosa per estorcere benefici personali. La fede di cui parla è invece un atto umano integrale che si appoggia alla ragione, all'esperienza e alla volontà: come l'amore, la fede nasce anche da una decisione.<br />Lo spiega chiaramente in un'altra intervista a El Mundo online dove racconta di essere tornato alla fede cattolica nella quale pure era stato educato per una sua libera decisione. Le ragioni per credere erano sempre state lì, ma per un lungo tratto della sua vita erano prevalsi i dubbi. Lo chiarisce rispondendo alla domanda del giornalista: «Dammi una ragione per credere in Dio». «Altrimenti la vita non avrebbe senso. È qualcosa che devi vivere, che avrebbe dovuto esserti spiegata. Sono religioso perché ho deciso di esserlo. Vengo da una famiglia religiosa, ma per tutta la vita ho avuto molti dubbi e mi sono allontanato dalla religione. Ma a un certo punto della mia vita, ho deciso di rivolgermi di nuovo e di appoggiarmi a Dio per tutto ciò che faccio. Non esiste una, ma mille ragioni per credere in Dio. Senza Dio, nulla nella vita ha senso». Per questo, una volta che la luce della fede ha iniziato a penetrare ogni aspetto della realtà, è difficile per chi crede comprendere la visione dell'ateo. Per il sessantatreenne allenatore delle furie rosse la fede cristiana non è solo visione e comprensione intellettuale, però, è il rapporto con Qualcuno che attraversa ogni altra relazione, con il prossimo, la carriera, i successi e i fallimenti.<br />Da come racconta sempre nell'intervista a El Mundo, la dimensione spirituale sembra rimettere in ordine tutto il resto, permettendogli di gioire dei successi, di chiedere perdono per gli errori, di proteggersi dall'invasività dei social media e di considerare un obiettivo di prim'ordine il suo valore come persona e non la lunghezza dell'elenco di titoli conquistati: «A Del Bosque non piace molto che la gente anteponga la sua brava persona ai suoi meriti professionali. Ti succede qualcosa di simile?»<br />«No, no, per niente. Per me essere una brava persona è fondamentale, è un valore aggiunto. Datemi delle brave persone, innanzitutto, e poi dei bravi professionisti.»<br />«Ma preferisci che la gente dica: 'è una brava persona, ma un pessimo allenatore'?»<br />«Professionalmente, i risultati ti mettono al tuo posto. La valutazione professionale è soggettiva. Ma quello che penso sia più importante è che ti dicano che sei una brava persona. È meglio vivere facendo il bene che facendo il male, il male non riposa».<br />Il male tormenta e annoia, anche se in era moderna ha riscosso tanto successo nelle rappresentazioni artistiche e cinematografiche. Il peccato fa male e non è così divertente come lo staff marketing che vi si dedica - instancabile - fa di tutto per farci credere. Si potrebbe ripartire da questo e dalla considerazione che una persona che serve l'ideale del Bene non è affatto il bonario e ottuso parrocchiano (anche questo, uno stereotipo che gradiremmo abbattere) che si accontenta di esercizi devozionali e buoni sentimenti, ma un allenatore che lavora sodo, apprezza i propri giocatori innanzitutto come persone e, per inciso, ha appena sollevato il trofeo più prestigioso d'Europa. Alla fine non è poi così da "nerd" invocare l'intercessione dei santi e della Vergine, come dice di fare abitualmente il tecnico spagnolo, no?]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/60787699</guid><pubDate>Wed, 24 Jul 2024 12:59:11 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/60787699/l_allenatore_della_spagna_campione_d_europa_cattolico.mp3" length="5752834" type="audio/mpeg"/><itunes:author>BastaBugie</itunes:author><itunes:subtitle>TESTO DELL'ARTICOLO ➜ https://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7859

L'ALLENATORE DELLA SPAGNA CAMPIONE D'EUROPA E' CATTOLICO E NON SE NE VERGOGNA di Paola Belletti
La notizia è già girata: la nazionale spagnola, guidata dall'allenatore Luis de la...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="https://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7859" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7859</a><br /><br />L'ALLENATORE DELLA SPAGNA CAMPIONE D'EUROPA E' CATTOLICO E NON SE NE VERGOGNA di Paola Belletti<br />La notizia è già girata: la nazionale spagnola, guidata dall'allenatore Luis de la Fuente Castillo, ha vinto gli Europei 2024, salendo così per la quarta volta sul tetto d'Europa. Sopra a quel tetto e più su, oltre il cielo di Berlino, secondo il CT della squadra iberica c'è Qualcuno che dà senso a tutto, anche a una conquista sportiva tra le più prestigiose. Nella conferenza stampa che ha preceduto la finale che ha visto trionfare la Spagna sull'Inghilterra per due reti a una, un giornalista della BBC lo ha interpellato sulla sua fede, come riporta Aciprensa: «Quelli di noi che sono atei rispettano ma non comprendono appieno il rapporto di coloro che hanno fede in Dio. Dov'è Dio e la fede quando c'è una finale e ci vuole assolutamente tutto per vincere?». La risposta di de la Fuente Castillo, che ha suscitato le risate dei presenti, ha mostrato come l'esperienza del credente nei confronti di chi non crede sia esattamente la stessa, uguale e contraria: «Ti capisco perfettamente perché con gli atei mi succede la stessa cosa, esattamente la stessa cosa».<br />Non dice cosa c'entri la fede con il desiderio di vincere una finale, ma spiega come questa dimensione investa tutta la vita, quindi anche la professione, nel suo caso quella di allenatore: «La fede è qualcosa di personale e trasferibile, in questo caso non è incedibile, è trasferibile, ma è personale. [...] Siccome sono libero e posso scegliere quello che penso di dover fare, la mia intelligenza e le mie esperienze [...] ebbene, mi invitano a credere in Dio e mi danno molta sicurezza e molta forza». E non si tratta di superstizione, un insieme di riti o pensieri da rivolgere a un'entità misteriosa per estorcere benefici personali. La fede di cui parla è invece un atto umano integrale che si appoggia alla ragione, all'esperienza e alla volontà: come l'amore, la fede nasce anche da una decisione.<br />Lo spiega chiaramente in un'altra intervista a El Mundo online dove racconta di essere tornato alla fede cattolica nella quale pure era stato educato per una sua libera decisione. Le ragioni per credere erano sempre state lì, ma per un lungo tratto della sua vita erano prevalsi i dubbi. Lo chiarisce rispondendo alla domanda del giornalista: «Dammi una ragione per credere in Dio». «Altrimenti la vita non avrebbe senso. È qualcosa che devi vivere, che avrebbe dovuto esserti spiegata. Sono religioso perché ho deciso di esserlo. Vengo da una famiglia religiosa, ma per tutta la vita ho avuto molti dubbi e mi sono allontanato dalla religione. Ma a un certo punto della mia vita, ho deciso di rivolgermi di nuovo e di appoggiarmi a Dio per tutto ciò che faccio. Non esiste una, ma mille ragioni per credere in Dio. Senza Dio, nulla nella vita ha senso». Per questo, una volta che la luce della fede ha iniziato a penetrare ogni aspetto della realtà, è difficile per chi crede comprendere la visione dell'ateo. Per il sessantatreenne allenatore delle furie rosse la fede cristiana non è solo visione e comprensione intellettuale, però, è il rapporto con Qualcuno che attraversa ogni altra relazione, con il prossimo, la carriera, i successi e i fallimenti.<br />Da come racconta sempre nell'intervista a El Mundo, la dimensione spirituale sembra rimettere in ordine tutto il resto, permettendogli di gioire dei successi, di chiedere perdono per gli errori, di proteggersi dall'invasività dei social media e di considerare un obiettivo di prim'ordine il suo valore come persona e non la lunghezza dell'elenco di titoli conquistati: «A Del Bosque non piace molto che la gente anteponga la sua brava persona ai suoi meriti professionali. Ti succede qualcosa di simile?»<br />«No, no, per niente. Per me essere una brava...]]></itunes:summary><itunes:duration>360</itunes:duration><itunes:keywords>campionedeuropa,delafuentecastillo,fede,sfida,spagna</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/d4a163cbc470db7effb830259c9c31b2.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Con Gasparro al Palio di Siena ha vinto l'arte sacra</title><link>https://www.spreaker.com/episode/con-gasparro-al-palio-di-siena-ha-vinto-l-arte-sacra--60643264</link><description><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="https://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7851" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7851</a><br /><br />CON GASPARRO AL PALIO DI SIENA HA VINTO L'ARTE SACRA di Stefano Chiappalone<br /><br />«Il cencio dipinto di luce ed oro»: così è stato ribattezzato tra l'unanime ammirazione il drappellone (detto appunto "cencio" o "palio", da cui prende il nome l'intero evento simbolo di Siena) dipinto dal pittore barese Giovanni Gasparro per la corsa o "carriera" prevista per martedì 2 luglio in onore della Madonna di Provenzano, e poi effettivamente disputata giovedì 4 luglio, dopo due rinvii legati al maltempo. A conquistarlo è stata la contrada dell'Onda con il fantino Carlo Sanna detto Brigante, in sella a Tabacco - anzi, senza sella, poiché nel Palio si cavalca "a pelo".<br />Una Madonna incantevole che guarda verso il basso, verso la città di Siena, circondata da angeli (come l'"archetipo" della Madonna di Provenzano venerata nell'omonima chiesa senese), il cui stesso manto, candido e lucentissimo, si trasforma in drappellone, che nella parte inferiore reca gli stemmi delle contrade in campo, il cui ricamo in oro richiama lo sfondo della parte superiore. «L'oro è attributo del divino, come Siena ha insegnato al mondo attraverso i suoi polittici medievali, per l'appunto, a fondo oro. Desideravo che le Contrade si sentissero investite dalla benedizione della Vergine», spiega Gasparro intervistato da La Nazione. Curiosa coincidenza: a fare da modella, prestando il volto alla Vergine, è stata la diciottenne Eleonora Sabatino, imparentata con san Pio da Pietrelcina.<br />Se pure il drappellone non è in senso stretto destinato al culto, occorre ricordare che il Palio non è mero folklore: è evento insieme civico e religioso, anzi marcatamente mariano. A cominciare dalle date: il 2 luglio in onore della Madonna di Provenzano (ricorrenza legata alla festa della Visitazione nel calendario pre-riforma liturgica) e il 16 agosto in onore dell'Assunta. Il drappellone viene inoltre benedetto dall'arcivescovo, così come i cavalli nelle rispettive contrade. E il primo atto dopo la vittoria vede la contrada vincente recarsi in chiesa (quella di Provenzano a luglio o il duomo, che è dedicato all'Assunta, ad agosto) per intonare il Maria Mater Gratie, popolarmente benché impropriamente detto Te Deum (ma nel senso generico di "inno di ringraziamento").<br />IL DRAPPELLONE PIÙ BELLO<br />Giovedì sera la contrada dell'Onda si è recata nella chiesa di Provenzano con il drappellone appena conquistato, verosimilmente il più bello almeno degli ultimi decenni, da fare invidia alle altre contrade vincitrici delle passate edizioni. Sembrano decisamente lontane le polemiche del passato recente per alcune raffigurazioni apparse ben poco adeguate, specie da quando è invalso l'uso di affidarne la realizzazione ogni volta a un artista diverso (tra Settecento e Ottocento c'era un solo pittore del drappellone, o al massimo due o tre alternati nel corso del Novecento).<br />A partire dagli anni Settanta a cimentarsi nella realizzazione del "cencio" troviamo: Renato Guttuso, Mino Maccari, Corrado Cagli, Ugo Attardi, Ernesto Treccani, Aligi Sassu, Renzo Vespignani, Riccardo Tommasi Ferroni, Fernando Botero, Milo Manara, Emilio Giannelli, per citare solo alcuni dei nomi più famosi. Va da sé che questa ideale rassegna d'arte contemporanea costituita dalla serie dei drappelloni sia andata incontro, di edizione in edizione, quantomeno al gradimento di alcuni e al dissenso di altri.<br />E non è indifferente affidare un'immagine mariana alla mano di un cattolico (come Gasparro) o a un ateo oppure... a un musulmano, come accadde nel luglio 2010, quando Alì Hassoun dipinse sulla corona della Vergine la mezzaluna, la croce e la stella di David. Qualcuno parlò di "drappellone islamico" e l'allora arcivescovo Antonio Buoncristiani intervenne a chiedere il rispetto della «tradizione iconografica della festa senese», specificando che l'accostamento fra i tre simboli era improprio, dal momento che «la Madonna per i musulmani è solo la Madre di un Profeta e non la Madre di Dio». E aggiunse che «in passate occasioni, ci si è trovati di fronte a palii nei quali il senso religioso era pressoché assente, testimoniando piuttosto quella secolarizzazione che svuota simboli e immagini religiose di ogni significato».<br />IL PEGGIORE<br />L'annus horribilis fu il 2018, malgrado la presenza addirittura di un Palio straordinario disputato a ottobre in occasione dei 100 anni dalla fine della Grande Guerra. In quel caso il drappellone fu affidato a Gian Marco Montesano, il quale celebrò l'anniversario dipingendo un soldato che offriva dei fiori e baciava la mano di una giovane donna... scena che tuttavia risultò troppo simile a un'immagine reperibile online e riprodotta dal pittore con poche varianti (la vicenda è sintetizzata su Artribune, con il confronto tra il dipinto e la foto). Era andata sicuramente peggio ad agosto dello stesso anno: la Madonna dipinta col suo peculiarissimo stile dal belga Charles Szymkowicz si attirò varie etichette da «inguardabile» a «vilipendio al palio». Effettivamente guardando l'immagine si fatica davvero a vedervi «la più bella fra le donne» (Ct 5,9). Poiché a tutto c'è un limite, mons. Buoncristiani non benedì il drappellone (caso unico!): «È un'opera d'arte moderna ma non rispetta i caratteri della cultura mariana e per questo benedico la città, ma non il drappellone».<br />«Audace nel suo classicismo»: così Axel Hémery, direttore dei musei nazionali di Siena, ha definito il dipinto di Gasparro: «Il simbolo primordiale per questo grande intenditore di religione e di mistica è il bianco immacolato della purezza e della perfezione morale. Un bianco che unisce il registro celeste e quello terreno». E ci voleva davvero l'audacia di questo «grande intenditore di religione e di mistica» che approfondisce il sacro invece di desacralizzare col pretesto di innovare, laddove ai nostri giorni persino nelle opere e negli edifici destinati al culto prevale troppo spesso la ricerca di una stravaganza a ogni costo che in fin dei conti si riduce a una nuova forma di conformismo.<br />I vincitori di questo Palio sono due: la contrada dell'Onda con Brigante e Tabacco, e l'arte sacra con Giovanni Gasparro.<br />]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/60643264</guid><pubDate>Tue, 09 Jul 2024 20:18:50 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/60643264/con_gasparro_al_palio_di_siena_ha_vinto_l_arte_sacra.mp3" length="6764319" type="audio/mpeg"/><itunes:author>BastaBugie</itunes:author><itunes:subtitle>TESTO DELL'ARTICOLO ➜ https://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7851

CON GASPARRO AL PALIO DI SIENA HA VINTO L'ARTE SACRA di Stefano Chiappalone

«Il cencio dipinto di luce ed oro»: così è stato ribattezzato tra l'unanime ammirazione il...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="https://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7851" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7851</a><br /><br />CON GASPARRO AL PALIO DI SIENA HA VINTO L'ARTE SACRA di Stefano Chiappalone<br /><br />«Il cencio dipinto di luce ed oro»: così è stato ribattezzato tra l'unanime ammirazione il drappellone (detto appunto "cencio" o "palio", da cui prende il nome l'intero evento simbolo di Siena) dipinto dal pittore barese Giovanni Gasparro per la corsa o "carriera" prevista per martedì 2 luglio in onore della Madonna di Provenzano, e poi effettivamente disputata giovedì 4 luglio, dopo due rinvii legati al maltempo. A conquistarlo è stata la contrada dell'Onda con il fantino Carlo Sanna detto Brigante, in sella a Tabacco - anzi, senza sella, poiché nel Palio si cavalca "a pelo".<br />Una Madonna incantevole che guarda verso il basso, verso la città di Siena, circondata da angeli (come l'"archetipo" della Madonna di Provenzano venerata nell'omonima chiesa senese), il cui stesso manto, candido e lucentissimo, si trasforma in drappellone, che nella parte inferiore reca gli stemmi delle contrade in campo, il cui ricamo in oro richiama lo sfondo della parte superiore. «L'oro è attributo del divino, come Siena ha insegnato al mondo attraverso i suoi polittici medievali, per l'appunto, a fondo oro. Desideravo che le Contrade si sentissero investite dalla benedizione della Vergine», spiega Gasparro intervistato da La Nazione. Curiosa coincidenza: a fare da modella, prestando il volto alla Vergine, è stata la diciottenne Eleonora Sabatino, imparentata con san Pio da Pietrelcina.<br />Se pure il drappellone non è in senso stretto destinato al culto, occorre ricordare che il Palio non è mero folklore: è evento insieme civico e religioso, anzi marcatamente mariano. A cominciare dalle date: il 2 luglio in onore della Madonna di Provenzano (ricorrenza legata alla festa della Visitazione nel calendario pre-riforma liturgica) e il 16 agosto in onore dell'Assunta. Il drappellone viene inoltre benedetto dall'arcivescovo, così come i cavalli nelle rispettive contrade. E il primo atto dopo la vittoria vede la contrada vincente recarsi in chiesa (quella di Provenzano a luglio o il duomo, che è dedicato all'Assunta, ad agosto) per intonare il Maria Mater Gratie, popolarmente benché impropriamente detto Te Deum (ma nel senso generico di "inno di ringraziamento").<br />IL DRAPPELLONE PIÙ BELLO<br />Giovedì sera la contrada dell'Onda si è recata nella chiesa di Provenzano con il drappellone appena conquistato, verosimilmente il più bello almeno degli ultimi decenni, da fare invidia alle altre contrade vincitrici delle passate edizioni. Sembrano decisamente lontane le polemiche del passato recente per alcune raffigurazioni apparse ben poco adeguate, specie da quando è invalso l'uso di affidarne la realizzazione ogni volta a un artista diverso (tra Settecento e Ottocento c'era un solo pittore del drappellone, o al massimo due o tre alternati nel corso del Novecento).<br />A partire dagli anni Settanta a cimentarsi nella realizzazione del "cencio" troviamo: Renato Guttuso, Mino Maccari, Corrado Cagli, Ugo Attardi, Ernesto Treccani, Aligi Sassu, Renzo Vespignani, Riccardo Tommasi Ferroni, Fernando Botero, Milo Manara, Emilio Giannelli, per citare solo alcuni dei nomi più famosi. Va da sé che questa ideale rassegna d'arte contemporanea costituita dalla serie dei drappelloni sia andata incontro, di edizione in edizione, quantomeno al gradimento di alcuni e al dissenso di altri.<br />E non è indifferente affidare un'immagine mariana alla mano di un cattolico (come Gasparro) o a un ateo oppure... a un musulmano, come accadde nel luglio 2010, quando Alì Hassoun dipinse sulla corona della Vergine la mezzaluna, la croce e la stella di David. Qualcuno parlò di "drappellone islamico" e l'allora arcivescovo Antonio Buoncristiani intervenne a chiedere il rispetto della «tradizione iconografica...]]></itunes:summary><itunes:duration>423</itunes:duration><itunes:keywords>artesacra,cavalcaturaapelo,drappellone,gasparro,paliodisiena</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/39d9d73d5942c3683f05950fb92d9fec.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Le sentinelle in piedi manifestano davanti alla sede centrale Mps</title><link>https://www.spreaker.com/episode/le-sentinelle-in-piedi-manifestano-davanti-alla-sede-centrale-mps--60582628</link><description><![CDATA[VIDEO: immagini della veglia e del consiglio comunale ➜ <a href="http://youtu.be/Wm-TisdO4KM" target="_blank" rel="noreferrer noopener">http://youtu.be/Wm-TisdO4KM</a><br /><br />TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="https://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=3317" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=3317</a><br /><br />LE SENTINELLE IN PIEDI MANIFESTANO DAVANTI ALLA SEDE CENTRALE DEL MONTE DEI PASCHI: IL SINDACO DI SIENA IMPEDISCE IL VOLANTINAGGIO di Benedetta Frigerio<br /><br />«Segregate, imbavagliate, multate dalle autorità locali». Così le Sentinelle in piedi di Siena «hanno vissuto un vero e proprio anticipo di regime». Sono forti i toni del comunicato stampa del neonato movimento che si oppone all'approvazione del ddl Scalfarotto sull'omofobia. Giampaolo Bianchi, portavoce delle "Sentinelle" senesi, scese in piazza per una seconda veglia silenziosa lo scorso sabato 21 giugno, spiega a tempi.it: «Il disegno di legge prevede il reato di opinione per "omofobia". Mi chiedo cosa accadrà una volta approvato se già ora che la norma è ferma al Senato cercano di espellerci dalla scena pubblica».<br />LA PIAZZA NON È PER TUTTI<br />In effetti, nella cittadina toscana chi cerca di opporsi all'introduzione della legge non ha vita facile. La prima veglia a Siena si era svolta il 20 maggio scorso in piazza del Campo, «ma nonostante avessimo il permesso di manifestare in silenzio le forze dell'ordine hanno lasciato che gli attivisti dell'Arcigay e del movimento Pansessuale invadessero il nostro spazio insultando le Sentinelle o baciandosi e scambiandosi effusioni omosessuali davanti a donne con figli». Già per la prima veglia «le autorità locali avevano cercato di negarci la piazza e di farci passare per "omofobi"». Dopo le contestazioni del movimento Lgbt «le cose si sono complicate».<br />Due giorni dopo la prima veglia, il 22 maggio, la consigliera del Pd Katia Leolini ha presentato un'interrogazione al sindaco, sostenendo che essere contrari all'introduzione del matrimonio gay è discriminatorio e che Piazza del Campo non poteva essere più concessa alle Sentinelle in Piedi. Il sindaco, Bruno Valentini, rispose promettendo la revisione dei regolamenti per la concessione della piazza [vedi il video del consiglio comunale alla fine di questo articolo, N.d.BB].<br />VEGLIA OSTACOLATA<br />La veglia di sabato scorso è stata quindi spostata da piazza del Campo e il Comune ha vietato l'esposizione del banner delle Sentinelle e la distribuzione di volantini sui contenuti del ddl Scalfarotto. Queste misure prese dal Comune sono state anche oggetto ieri di una interpellanza del senatore Carlo Giovanardi. «Ci hanno detto che volantinare era considerato violazione del suolo pubblico - continua il portavoce delle Sentinelle - nonostante l'amministrazione comunale non abbia il potere di decidere in merito. Poi ci hanno chiesto di spostarci da piazza Tolomei a piazza Salimbeni, comunicandocelo con una e-mail illeggibile all'ultimo minuto, tanto che lo abbiamo scoperto quando ormai eravamo sul posto. Ci siamo quindi mossi, perdendo venti minuti dell'ora concessa». Una volta arrivati nella nuova piazza, le Sentinelle hanno trovato un folto gruppo di contestatori. «Come facevano a sapere prima di noi che la piazza era cambiata?», si chiede Bianchi.<br />VOLANTINI VIETATI<br />Il portavoce è andato dai Carabinieri chiedendo loro di «farci spazio come d'accordo. I contestatori si sono spostati dal centro della piazza ma hanno continuato a urlare davanti a noi. Non ci siamo scoraggiati e abbiamo lasciato uno scatolone di volantini per terra, dato che ci avevano impedito di distribuirli, per chi li avesse voluti. Ma i vigili urbani ci hanno detto che se qualcuno li avesse presi sarebbe stato un abuso di potere».<br />ARRIVA ANCHE LA MULTA<br />Alla fine della veglia era previsto il discorso del portavoce, «le urla dei contestatori però non ci permettevano di parlare, allora ho preso il megafono e ho letto ad alta voce il contenuto del volantino facendo capire ai passanti che "razza di delinquenti pericolosissimi" siamo, tanto da essere segregati senza alcuna possibilità di dire o fare nulla». I cori dei contestatori si sono moltiplicati e i vigili hanno accusato le Sentinelle di aver usato il megafono senza autorizzazione: «Quando ho fatto notare loro che gli altri gridavano come matti, mi hanno risposto ironicamente che prima delle 11 si può fare perché non si tratta di schiamazzi. Noi invece avremmo dovuto pagare una multa di 100 euro. A quel punto ho preso ancora il megafono e prima che si sciogliessero le fila ho spiegato a tutti quanto era accaduto. Alcuni passanti, di fronte alla scena, hanno voluto aiutarci a pagare la multa».<br />ATTEGGIAMENTI INTIMIDATORI<br />In un clima del genere pensare di fare altre veglie è difficile, ma Bianchi afferma di «non volere cedere. Torneremo in piazza per denunciare gli atteggiamenti intimidatori delle istituzioni e delle forze dell'ordine, perché i regimi totalitari si sono imposti esattamente così: lentamente, grazie al silenzio di chi teme il potere e di chi minimizza. E noi non vogliamo essere complici».<br /><br /><br /><br />]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/60582628</guid><pubDate>Tue, 02 Jul 2024 22:13:32 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/60582628/le_sentinelle_in_piedi_manifestano_davanti_alla_sede_centrale_mps.mp3" length="5860249" type="audio/mpeg"/><itunes:author>BastaBugie</itunes:author><itunes:subtitle>VIDEO: immagini della veglia e del consiglio comunale ➜ http://youtu.be/Wm-TisdO4KM

TESTO DELL'ARTICOLO ➜ https://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=3317

LE SENTINELLE IN PIEDI MANIFESTANO DAVANTI ALLA SEDE CENTRALE DEL MONTE DEI PASCHI: IL...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[VIDEO: immagini della veglia e del consiglio comunale ➜ <a href="http://youtu.be/Wm-TisdO4KM" target="_blank" rel="noreferrer noopener">http://youtu.be/Wm-TisdO4KM</a><br /><br />TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="https://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=3317" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=3317</a><br /><br />LE SENTINELLE IN PIEDI MANIFESTANO DAVANTI ALLA SEDE CENTRALE DEL MONTE DEI PASCHI: IL SINDACO DI SIENA IMPEDISCE IL VOLANTINAGGIO di Benedetta Frigerio<br /><br />«Segregate, imbavagliate, multate dalle autorità locali». Così le Sentinelle in piedi di Siena «hanno vissuto un vero e proprio anticipo di regime». Sono forti i toni del comunicato stampa del neonato movimento che si oppone all'approvazione del ddl Scalfarotto sull'omofobia. Giampaolo Bianchi, portavoce delle "Sentinelle" senesi, scese in piazza per una seconda veglia silenziosa lo scorso sabato 21 giugno, spiega a tempi.it: «Il disegno di legge prevede il reato di opinione per "omofobia". Mi chiedo cosa accadrà una volta approvato se già ora che la norma è ferma al Senato cercano di espellerci dalla scena pubblica».<br />LA PIAZZA NON È PER TUTTI<br />In effetti, nella cittadina toscana chi cerca di opporsi all'introduzione della legge non ha vita facile. La prima veglia a Siena si era svolta il 20 maggio scorso in piazza del Campo, «ma nonostante avessimo il permesso di manifestare in silenzio le forze dell'ordine hanno lasciato che gli attivisti dell'Arcigay e del movimento Pansessuale invadessero il nostro spazio insultando le Sentinelle o baciandosi e scambiandosi effusioni omosessuali davanti a donne con figli». Già per la prima veglia «le autorità locali avevano cercato di negarci la piazza e di farci passare per "omofobi"». Dopo le contestazioni del movimento Lgbt «le cose si sono complicate».<br />Due giorni dopo la prima veglia, il 22 maggio, la consigliera del Pd Katia Leolini ha presentato un'interrogazione al sindaco, sostenendo che essere contrari all'introduzione del matrimonio gay è discriminatorio e che Piazza del Campo non poteva essere più concessa alle Sentinelle in Piedi. Il sindaco, Bruno Valentini, rispose promettendo la revisione dei regolamenti per la concessione della piazza [vedi il video del consiglio comunale alla fine di questo articolo, N.d.BB].<br />VEGLIA OSTACOLATA<br />La veglia di sabato scorso è stata quindi spostata da piazza del Campo e il Comune ha vietato l'esposizione del banner delle Sentinelle e la distribuzione di volantini sui contenuti del ddl Scalfarotto. Queste misure prese dal Comune sono state anche oggetto ieri di una interpellanza del senatore Carlo Giovanardi. «Ci hanno detto che volantinare era considerato violazione del suolo pubblico - continua il portavoce delle Sentinelle - nonostante l'amministrazione comunale non abbia il potere di decidere in merito. Poi ci hanno chiesto di spostarci da piazza Tolomei a piazza Salimbeni, comunicandocelo con una e-mail illeggibile all'ultimo minuto, tanto che lo abbiamo scoperto quando ormai eravamo sul posto. Ci siamo quindi mossi, perdendo venti minuti dell'ora concessa». Una volta arrivati nella nuova piazza, le Sentinelle hanno trovato un folto gruppo di contestatori. «Come facevano a sapere prima di noi che la piazza era cambiata?», si chiede Bianchi.<br />VOLANTINI VIETATI<br />Il portavoce è andato dai Carabinieri chiedendo loro di «farci spazio come d'accordo. I contestatori si sono spostati dal centro della piazza ma hanno continuato a urlare davanti a noi. Non ci siamo scoraggiati e abbiamo lasciato uno scatolone di volantini per terra, dato che ci avevano impedito di distribuirli, per chi li avesse voluti. Ma i vigili urbani ci hanno detto che se qualcuno li avesse presi sarebbe stato un abuso di potere».<br />ARRIVA ANCHE LA MULTA<br />Alla fine della veglia era previsto il discorso del portavoce, «le urla dei contestatori però non ci permettevano di parlare, allora ho preso il megafono e ho...]]></itunes:summary><itunes:duration>367</itunes:duration><itunes:keywords>giovanardi,manifestazione,mps,sentinelleinpiedi,volantinaggio</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/64b915bbf45454d1f3de6c8317d86ca5.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Il Vaticano offre ai bambini il monologo ateo di Benigni</title><link>https://www.spreaker.com/episode/il-vaticano-offre-ai-bambini-il-monologo-ateo-di-benigni--60359916</link><description><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜<a href="https://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7822" target="_blank" rel="noreferrer noopener"> https://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7822</a><br /><br />IL VATICANO OFFRE AI BAMBINI IL MONOLOGO ATEO DI BENIGNI di Don Stefano Bimbi<br />Domenica 26 maggio in Piazza San Pietro il Papa ha celebrato la Messa e recitato l'Angelus per la Giornata Mondiale dei Bambini. A rendere l'incontro appetibile per la televisione c'è stato il monologo di Roberto Benigni, comico toscano che non perde occasione per rifilare a un pubblico distratto i suoi sermoni di chiara matrice politica e ideologica.<br />Certamente non ha eseguito L'inno del corpo sciolto che cantava nei suoi primi spettacoli, né ha riservato battute offensive al pontefice, come quando all'indirizzo di San Giovanni Paolo II gridava in televisione «Wojtylaccio!», cosa che gli costò un processo in Vaticano per vilipendio di un capo di stato straniero, un milione di multa e un anno di galera con la condizionale. Niente di tutto questo, anzi una sviolinata a Papa Francesco che secondo Benigni «ha attorno a lui la polvere di fata, come quella di Campanellino ed è un bambino pure lui». Poi l'invito a presentarsi alle elezioni in una lista insieme a lui e infine la corsa a dargli un bacio.<br />Avvenire ha titolato entusiasticamente: «Benigni: Le uniche cose sensate le ha dette Gesù nel Vangelo» definendo quella del comico «Una grande performance tenuta nel giusto equilibrio tra il serio e il faceto». Anche Famiglia Cristiana è felice dell'intervento definendolo uno «spumeggiante monologo» di uno «spumeggiante Roberto». Ora, a parte la scarsa fantasia negli aggettivi, ci si potrebbe chiedere se davvero quello di Benigni sia stato un bell'intervento. Nessun dubbio pare avere padre Enzo Fortunato, coordinatore della Giornata che ha dichiarato: «Grazie a Benigni che ha invitato i bambini a prendere in mano la loro vita e a farne un capolavoro e a portare il bene e rendere gli altri felici».<br />Insomma sembra che sia andato tutto alla grande. Però... Ad ascoltare tutto il monologo della durata di ventiquattro minuti qualche dubbio viene, a partire dall'inizio quando, raccontando che da piccolo voleva fare il Papa, il comico toscano auspica che ci sia «il primo papa africano della storia». Peccato che di papi africani ce ne siano già stati: Vittore I martire, 14º papa (dal 189 al 199), Milziade o Melchiade, 32º papa (dal 311 al 314); Gelasio I, 49º papa (dal 492 al 496). Bastava consultare Wikipedia per evitare la figuraccia.<br />IL PAPA DONNA<br />Ma poi Benigni va oltre e spera che ci sia «il primo papa donna della storia. Mamma mia! Ne parlerebbero sulla luna, sarebbe straordinario, pensate che roba». Qui bisognava ridere pensando che fosse una battuta e invece il pubblico applaude. Eppure Cristo ha voluto conferire l'ordinazione ai dodici apostoli, tutti uomini, che, a loro volta, lo hanno comunicato ad altri uomini e la Chiesa si è riconosciuta sempre vincolata a questa decisione del Signore. San Giovanni Paolo II, nella Lettera Apostolica Ordinatio sacerdotalis, del 22 maggio 1994, ha insegnato (e «in modo definitivo») «che la Chiesa non ha in alcun modo la facoltà di conferire alle donne l’ordinazione sacerdotale» (n. 4). Lo ha ricordato anche Papa Francesco durante il volo di ritorno dal viaggio apostolico in Svezia, il 1° novembre 2016. Possibile che nessuno abbia notato la stonatura di Benigni?<br />Ma oltre a invitare le bambine a sognare di fare il Papa, il comico propone alcuni esempi tra cui spicca quello della scienziata Rita Levi Montalcini. Certamente ha avuto gli applausi del mondo coronati dal Premio Nobel e dalla nomina a senatrice a vita, ma come mai? Forse perché era convintamente atea e a favore di eutanasia, fecondazione artificiale e aborto? In che cosa un simile personaggio deve essere presentato ad esempio del popolo cattolico riunito intorno al successore di Pietro? Non era forse meglio proporre ad esempio per le bambine santa Maria Goretti, martire della purezza, o santa Teresa di Lisieux, con la sua piccola via per arrivare al paradiso?<br />Per quanto riguarda le letture per bambini Benigni non vede di meglio che suggerire le favole di Gianni Rodari. Ma chi era costui? Un intellettuale di sinistra che diceva di considerare il marxismo la corretta concezione del mondo... da inculcare nelle menti dei bambini. Molto politicamente corretto, ma forse sarebbe stato meglio suggerire i libri scritti da Tolkien per i suoi figli come Roverandom. Le avventure di un cane alato o Lettere da Babbo Natale. Oppure il Corrierino delle famiglie di Giovannino Guareschi. Ma come potevano uscire queste citazioni da parte di un comico di sinistra?<br />MACCHÈ INFERNO! MACCHÈ PURGATORIO!<br />Poi Benigni scherza su san Pietro che per una piccola bugia gli dice: «Ora mi tocca mandarti all'inferno o in Purgatorio cinquant'anni, mamma mia che paura. [...] ma voi non abbiate paura perché non esistono inferno o purgatorio, esiste solo il paradiso». Qui si raggiunge il paradosso. Innanzitutto l'inferno è una cosa seria e non ci si va per una piccola bugia. Ma poi negando l'inferno e il purgatorio ci si chiede se questo attore sia lo stesso che ha commentato con tanto pathos la Divina Commedia di Dante. Inoltre se, come diciamo nel Credo, Gesù è disceso dal Cielo «per noi uomini e per la nostra salvezza», ci si chiede da cosa ci abbia salvati se l'inferno non esiste. E poi la Madonna a Fatima deve aver ingannato i tre pastorelli mostrandogli l'inferno, che però non c'è. A questo punto sarebbe stato bello se una guardia svizzera avesse preso a calci Benigni rimandandolo a studiare il catechismo della prima comunione.<br />Ma la ciliegina sulla torta, o meglio la polpetta avvelenata, arriva verso la fine quando il comico dice con un tono paternalistico: «Ecco ora lo so voi siete piccoli, siete ancora nell'età che ancora non sapete che fare, che avete tanti dubbi, però non vi preoccupate [...] non vi fidate di chi vi dice "Siate sicuri", "Vai dritto per la tua strada". No, io vi dico l'opposto: dovete essere insicuri quanto più siete incerti, indecisi, scettici, dubbiosi, più dubbi avete meglio è, son belle le certezze, ma l'incertezza è più bella». Di fronte a questo elogio del dubbio cascano le braccia e anche molto altro. Proporre lo scetticismo assoluto a un pubblico di bambini vuol dire uccidere in loro la sete di verità. Forse perché Benigni non ha mai avuto un figlio, non può capire i bambini? Eppure siamo stati tutti bambini. Soprattutto a quell'età si pretendono certezze. Si pretendono. Con le loro domande i bambini vogliono la verità ed hanno una logica impeccabile. Ogni minimo errore di un adulto viene subito notato e le risposte vaghe o contraddittorie non soddisfano.<br />In conclusione viene da chiedersi come mai vengano offerti palchi prestigiosi come Piazza San Pietro a personaggi che nulla hanno di cattolico, ma che sono l'espressione più bieca del politicamente corretto.<br />]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/60359916</guid><pubDate>Wed, 12 Jun 2024 11:48:43 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/60359916/il_vaticano_offre_ai_bambini_il_monologo_sciolto_di_benigni.mp3" length="7588511" type="audio/mpeg"/><itunes:author>BastaBugie</itunes:author><itunes:subtitle>TESTO DELL'ARTICOLO ➜https://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7822

IL VATICANO OFFRE AI BAMBINI IL MONOLOGO ATEO DI BENIGNI di Don Stefano Bimbi
Domenica 26 maggio in Piazza San Pietro il Papa ha celebrato la Messa e recitato l'Angelus per la...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜<a href="https://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7822" target="_blank" rel="noreferrer noopener"> https://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7822</a><br /><br />IL VATICANO OFFRE AI BAMBINI IL MONOLOGO ATEO DI BENIGNI di Don Stefano Bimbi<br />Domenica 26 maggio in Piazza San Pietro il Papa ha celebrato la Messa e recitato l'Angelus per la Giornata Mondiale dei Bambini. A rendere l'incontro appetibile per la televisione c'è stato il monologo di Roberto Benigni, comico toscano che non perde occasione per rifilare a un pubblico distratto i suoi sermoni di chiara matrice politica e ideologica.<br />Certamente non ha eseguito L'inno del corpo sciolto che cantava nei suoi primi spettacoli, né ha riservato battute offensive al pontefice, come quando all'indirizzo di San Giovanni Paolo II gridava in televisione «Wojtylaccio!», cosa che gli costò un processo in Vaticano per vilipendio di un capo di stato straniero, un milione di multa e un anno di galera con la condizionale. Niente di tutto questo, anzi una sviolinata a Papa Francesco che secondo Benigni «ha attorno a lui la polvere di fata, come quella di Campanellino ed è un bambino pure lui». Poi l'invito a presentarsi alle elezioni in una lista insieme a lui e infine la corsa a dargli un bacio.<br />Avvenire ha titolato entusiasticamente: «Benigni: Le uniche cose sensate le ha dette Gesù nel Vangelo» definendo quella del comico «Una grande performance tenuta nel giusto equilibrio tra il serio e il faceto». Anche Famiglia Cristiana è felice dell'intervento definendolo uno «spumeggiante monologo» di uno «spumeggiante Roberto». Ora, a parte la scarsa fantasia negli aggettivi, ci si potrebbe chiedere se davvero quello di Benigni sia stato un bell'intervento. Nessun dubbio pare avere padre Enzo Fortunato, coordinatore della Giornata che ha dichiarato: «Grazie a Benigni che ha invitato i bambini a prendere in mano la loro vita e a farne un capolavoro e a portare il bene e rendere gli altri felici».<br />Insomma sembra che sia andato tutto alla grande. Però... Ad ascoltare tutto il monologo della durata di ventiquattro minuti qualche dubbio viene, a partire dall'inizio quando, raccontando che da piccolo voleva fare il Papa, il comico toscano auspica che ci sia «il primo papa africano della storia». Peccato che di papi africani ce ne siano già stati: Vittore I martire, 14º papa (dal 189 al 199), Milziade o Melchiade, 32º papa (dal 311 al 314); Gelasio I, 49º papa (dal 492 al 496). Bastava consultare Wikipedia per evitare la figuraccia.<br />IL PAPA DONNA<br />Ma poi Benigni va oltre e spera che ci sia «il primo papa donna della storia. Mamma mia! Ne parlerebbero sulla luna, sarebbe straordinario, pensate che roba». Qui bisognava ridere pensando che fosse una battuta e invece il pubblico applaude. Eppure Cristo ha voluto conferire l'ordinazione ai dodici apostoli, tutti uomini, che, a loro volta, lo hanno comunicato ad altri uomini e la Chiesa si è riconosciuta sempre vincolata a questa decisione del Signore. San Giovanni Paolo II, nella Lettera Apostolica Ordinatio sacerdotalis, del 22 maggio 1994, ha insegnato (e «in modo definitivo») «che la Chiesa non ha in alcun modo la facoltà di conferire alle donne l’ordinazione sacerdotale» (n. 4). Lo ha ricordato anche Papa Francesco durante il volo di ritorno dal viaggio apostolico in Svezia, il 1° novembre 2016. Possibile che nessuno abbia notato la stonatura di Benigni?<br />Ma oltre a invitare le bambine a sognare di fare il Papa, il comico propone alcuni esempi tra cui spicca quello della scienziata Rita Levi Montalcini. Certamente ha avuto gli applausi del mondo coronati dal Premio Nobel e dalla nomina a senatrice a vita, ma come mai? Forse perché era convintamente atea e a favore di eutanasia, fecondazione artificiale e aborto? In che cosa un simile personaggio deve essere presentato ad esempio del popolo cattolico riunito intorno al successore di Pietro? 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Ed è lo stesso Ministero ad ammetterlo dato che si è affidato a studi che sostenevano proprio l'esatto opposto: e cioè che vaccinare i guariti dal covid non solo non aveva alcun senso, ma era anche potenzialmente pericoloso a causa della maggior reattogenicità del sistema immunitario, come poi si è puntualmente verificato.<br />Continuano ad emergere prove inconfutabili sulla folle accoppiata vaccino/guariti imposta senza alcun riscontro dallo Stato.<br />Questa volta il contesto è un ricorso straordinario al Capo dello Stato, promosso da un gruppo di sanitari guariti e patrocinato dall'avvocato Jenny Lopresti - tra i portavoce del Coordinamento Comitati Guariti da Covid-19 - e dall'Avvocato Francesco Caronia, ora pendente al Consiglio di Stato.<br />Il Ministero ha presentato a fine 2023 le sue controdeduzioni a cui ieri ha fatto seguito una corposa relazione del Comitato Guariti che ora è agli atti della causa. Ebbene, come è documentato dalla relazione, le controdeduzioni depositate in causa dal Ministero della Salute dimostrano che la vaccinazione ai guariti è stata imposta senza il supporto di alcuna evidenza scientifica, nonostante fosse già acclarato che vaccinare un guarito lo esponeva a maggiori effetti avversi a fronte di alcun beneficio.<br />«È la "prova provata" della malafede per la più grande assurdità di tutta la vicenda pandemica: vaccinare chi già aveva contratto l'infezione e ne era guarito», dice il Comitato Guariti in un comunicato stampa diffuso ieri.<br />UN BUCO NELL'ACQUA E/O UN BOOMERANG<br />Ma in particolare che cosa dicono quelle controdeduzioni? La relazione del Comitato è molto precisa, analizza infatti ogni singolo studio scientifico portato dal Ministero a riprova della bontà della "combo" vaccinazione/guariti. Ma è un buco nell'acqua in molte sue parti e in altrettante è un boomerang.<br />A cominciare dal primo studio citato (Stamatos et al., 2021) che era già obsoleto al tempo dell'emanazione della circolare perché prendeva in esame solo pseudovirus e il Sars Cov 1. Ma anche il secondo studio citato dal Ministero (Crotty 2021) non poteva dimostrare la necessità di una vaccinazione sui guariti. Afferma infatti che «la riduzione della neutralizzazione anticorpale della spike può essere mitigata dalle cellule T protettive». Per questo «la vaccinazione con seconda dose in individui vaccinati con una dose dopo l'infezione non offre alcun miglioramento aggiuntivo». È quello che in gergo scientifico si chiama "smorzamento immunitario ibrido" e che descrive come la combinazione di infezione e successiva vaccinazione determinerebbe un impatto negativo sulla successiva immunità protettiva nei confronti di Omicron e dei suoi sottolignaggi».<br />Insomma, una pietra tombale sulla pretesa di sottoporre i guariti ad una vaccinazione che non si doveva fare, ma che invece è stata imposta fino anche a costringere le persone a doversi inoculare nonostante il recente virus passato, pena la perdita dei diritti.<br />Alcuni studi citati dal Ministero non avevano nemmeno superato la revisione tra pari (peer review) ed erano ancora in fase di Preprint, comunque inutilizzabili per fondare su di esse delle prescrizioni sanitarie (Leier et al. 2021) mentre il quarto studio va completamente a supporto della posizione dei guariti. È lo studio Ebinger et al. 2021, che evidenzia «una maggiore reattogenicità della vaccinazione nei guariti e gli effetti collaterali compresi quelli neurologici e di memoria; così come il sesto (Krammer et al. 2021) e il settimo (Sasikala et al. 2021) i quali provano come i destinatari del vaccino con immunità preesistente hanno avuto effetti collaterali sistemici a frequenze più elevate (fino al 50% in più) rispetto a quelli senza immunità preesistente.<br />La beffa è che gli stessi autori «raccomandavano cautela fino a quando non sarebbe stato possibile valutare l'intero set di dati, compresi gli effetti collaterali». E il Ministero cosa fece? Non solo fece finta di nulla, ma ora utilizza quello studio per difendersi dall'accusa di aver vaccinato senza riguardi i guariti, quando tutti sapevano che sarebbe stato un rischio e un azzardo.<br />LA PROTEZIONE NATURALE ERA EFFICACE PER ALMENO 20 MESI<br />Del resto, che la protezione naturale fosse efficace per proteggere dalla malattia grave per almeno 20 mesi lo dimostravano gli stessi studi presi a modello dal Ministero. Come il Nordstrom et al del 2021 che analizzava i dati su una ricerca compiuta su 10 milioni di svedesi per indicare un beneficio minimo fino a spingersi a proporre alla comunità scientifica l'assunto che l'immunità conferita da precedente infezione si sarebbe dovuta riconoscere al pari di quella di vaccinale.<br />Se l'Italia avesse preso questa decisione, ragionevole anche alla luce delle evidenze scientifiche, ci saremmo risparmiati una buona dose di reazioni avverse su soggetti completamente guariti dal covid e poi ritornati nel girone infernale per colpa di un vaccino che non avrebbero dovuto fare.<br />Ma erano i mesi folli della tutela della salute pubblica, sopra la quale non si è esitato a calpestare i diritti delle persone a colpi di scienza e virostar pronte a dimostrare che anche i guariti potevano trasmettere il virus. Invece? Stando alle stesse prove portate dal Ministero era falso. Il quindicesimo e ultimo studio (Bozio et al 2021) prova categoricamente che «i soggetti non vaccinati con reinfezione hanno una carica virale più bassa e una più rapida eliminazione dell'infezione con conseguente minore trasmissione secondaria e pertanto meno preoccupanti per la salute pubblica.<br />«Ci sconforta prendere atto che il Ministero della Salute - conclude il Comitato -, che dovrebbe agire nell'ottica della miglior tutela della salute dei cittadini, abbia omesso di attivarsi vagliando e analizzando la documentazione da prendere a base nel processo decisionale, ampliando ed aggiornando continuamente la ricerca al fine di una valutazione rischio/beneficio precauzionalmente più corretta possibile, soprattutto riguardo alle categorie non ricomprese nei trials clinici pre-marketing come appunto i guariti».<br />Una sconfitta, ancora una volta per la scienza, quella vera, piegata a fini ideologici e politici. «Un'istituzione di tutela della salute che ha abdicato al suo compito prioritario, trascurando di garantirsi di consulenti all'altezza e continuando a ignorare reiteratamente, oltre alle conoscenze già note, le evidenze che emergevano e si susseguivano nel tempo».]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/60033855</guid><pubDate>Tue, 14 May 2024 20:53:17 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/60033855/il_ministero_sapeva_che_vaccinare_i_guariti_era_rischioso_e_inefficace.mp3" length="6164977" type="audio/mpeg"/><itunes:author>BastaBugie</itunes:author><itunes:subtitle>VIDEO: Quattro chiacchiere con Silver Nervuti ➜ https://www.youtube.com/watch?v=Tabd1pVdTeg&amp;amp;list=PLolpIV2TSebVtj34zS7A0AabuQ9cf1Uxp&amp;amp;index=22

TESTO DELL'ARTICOLO ➜ https://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7796

IL MINISTERO SAPEVA CHE...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[VIDEO: Quattro chiacchiere con Silver Nervuti ➜ <a href="https://www.youtube.com/watch?v=Tabd1pVdTeg&amp;list=PLolpIV2TSebVtj34zS7A0AabuQ9cf1Uxp&amp;index=22" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://www.youtube.com/watch?v=Tabd1pVdTeg&amp;list=PLolpIV2TSebVtj34zS7A0AabuQ9cf1Uxp&amp;index=22</a><br /><br />TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="https://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7796" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7796</a><br /><br />IL MINISTERO SAPEVA CHE VACCINARE I GUARITI ERA RISCHIOSO E INEFFICACE di Andrea Zambrano<br />Il Ministero della Salute non è mai stato in possesso di alcuna evidenza scientifica per vaccinare i guariti dal Covid. Ed è lo stesso Ministero ad ammetterlo dato che si è affidato a studi che sostenevano proprio l'esatto opposto: e cioè che vaccinare i guariti dal covid non solo non aveva alcun senso, ma era anche potenzialmente pericoloso a causa della maggior reattogenicità del sistema immunitario, come poi si è puntualmente verificato.<br />Continuano ad emergere prove inconfutabili sulla folle accoppiata vaccino/guariti imposta senza alcun riscontro dallo Stato.<br />Questa volta il contesto è un ricorso straordinario al Capo dello Stato, promosso da un gruppo di sanitari guariti e patrocinato dall'avvocato Jenny Lopresti - tra i portavoce del Coordinamento Comitati Guariti da Covid-19 - e dall'Avvocato Francesco Caronia, ora pendente al Consiglio di Stato.<br />Il Ministero ha presentato a fine 2023 le sue controdeduzioni a cui ieri ha fatto seguito una corposa relazione del Comitato Guariti che ora è agli atti della causa. Ebbene, come è documentato dalla relazione, le controdeduzioni depositate in causa dal Ministero della Salute dimostrano che la vaccinazione ai guariti è stata imposta senza il supporto di alcuna evidenza scientifica, nonostante fosse già acclarato che vaccinare un guarito lo esponeva a maggiori effetti avversi a fronte di alcun beneficio.<br />«È la "prova provata" della malafede per la più grande assurdità di tutta la vicenda pandemica: vaccinare chi già aveva contratto l'infezione e ne era guarito», dice il Comitato Guariti in un comunicato stampa diffuso ieri.<br />UN BUCO NELL'ACQUA E/O UN BOOMERANG<br />Ma in particolare che cosa dicono quelle controdeduzioni? La relazione del Comitato è molto precisa, analizza infatti ogni singolo studio scientifico portato dal Ministero a riprova della bontà della "combo" vaccinazione/guariti. Ma è un buco nell'acqua in molte sue parti e in altrettante è un boomerang.<br />A cominciare dal primo studio citato (Stamatos et al., 2021) che era già obsoleto al tempo dell'emanazione della circolare perché prendeva in esame solo pseudovirus e il Sars Cov 1. Ma anche il secondo studio citato dal Ministero (Crotty 2021) non poteva dimostrare la necessità di una vaccinazione sui guariti. Afferma infatti che «la riduzione della neutralizzazione anticorpale della spike può essere mitigata dalle cellule T protettive». Per questo «la vaccinazione con seconda dose in individui vaccinati con una dose dopo l'infezione non offre alcun miglioramento aggiuntivo». È quello che in gergo scientifico si chiama "smorzamento immunitario ibrido" e che descrive come la combinazione di infezione e successiva vaccinazione determinerebbe un impatto negativo sulla successiva immunità protettiva nei confronti di Omicron e dei suoi sottolignaggi».<br />Insomma, una pietra tombale sulla pretesa di sottoporre i guariti ad una vaccinazione che non si doveva fare, ma che invece è stata imposta fino anche a costringere le persone a doversi inoculare nonostante il recente virus passato, pena la perdita dei diritti.<br />Alcuni studi citati dal Ministero non avevano nemmeno superato la revisione tra pari (peer review) ed erano ancora in fase di Preprint, comunque inutilizzabili per fondare su di esse delle prescrizioni sanitarie (Leier et al. 2021) mentre il quarto studio va completamente a supporto della...]]></itunes:summary><itunes:duration>386</itunes:duration><itunes:keywords>immuni,ministerodellasalute,speranza,triaslclinici,vaccinazione</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/76dc0df0482e229ba531f170ed084ba3.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Ricordo di Mario Palmaro a dieci anni dalla morte</title><link>https://www.spreaker.com/episode/ricordo-di-mario-palmaro-a-dieci-anni-dalla-morte--59031703</link><description><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="https://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=3103" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=3103</a><br /><br />RICORDO DI MARIO PALMARO A DIECI ANNI DALLA MORTE di Don Stefano Bimbi<br />Chi trova un amico, trova un tesoro. Così la Sacra Scrittura sottolinea la difficoltà di trovare amici veri. Voglio allora raccontare perché sono sicuro di aver trovato un tesoro in Mario Palmaro. È forse l'unica persona che ho frequentato per diversi anni di cui ricordo perfettamente luogo e motivo di tutti gli incontri avuti con lui, sia personali che telefonici.<br />Ho conosciuto Mario attraverso i suoi libri e gli articoli sul Timone. Mi entusiasmavano nel profondo per la chiarezza con cui la verità sulle cose veniva svelata. L'ironia, dote tipicamente cristiana, aggiungeva sapore ai suoi scritti che risultavano allo stesso tempo profondi, ma scorrevolissimi.<br />Quando lo incontrai per la prima volta ero sacerdote da un anno. Era il 2005 ed ero andato a sentire una sua conferenza nel santuario di Pancole, poco distante da Staggia Senese dove si trova la mia parrocchia. Era accompagnato dalla moglie Annamaria e mi intrattenni a parlare un po' con loro. Non posso certo dimenticare che mi trattò così tanto amichevolmente che mi sembrava di conoscerlo da sempre, anche se in realtà lui era quello famoso e io un pretino giovane, di due anni meno di lui. Con me c'era quel giorno Vanessa, una ragazza della mia parrocchia, con la quale avevamo da poco costituito il Centro Culturale "Amici del Timone" di Staggia Senese che, partendo da pochi giovani desiderosi di sapere come stanno le cose, sarebbe diventato nel tempo un vero polo di attrazione per la cultura cattolica in Toscana e non solo. Vanessa fu molto impressionata da quella conferenza e mi disse quanto fosse piacevole per lei ascoltarlo. Quando lo dissi a Mario lui rispose che la moglie si era innamorata di lui proprio sentendolo parlare. E soggiunse, con il suo usuale modo ironico ma vero: "Anch'io la notai... era l'unica ragazza giovane in tutta la sala e mentre parlavo annuiva sempre".<br />Un particolare può servire per capire quanto Mario fosse apprezzato dai ragazzi che con me stavano formando il centro culturale di Staggia. Quando dovevamo dare il nome al centro eravamo incerti se scegliere "Amici del Timone" oppure "Amici di Mario Palmaro". Nel "ballottaggio" vinse il primo solo per il motivo che volevamo diffondere il più possibile quella rivista, della cui redazione comunque Mario faceva parte.<br />LA PRIMA CONFERENZA A STAGGIA<br />Dopo quel nostro primo incontro lo invitai a fare una conferenza nel nostro centro culturale e la data scelta fu il 4 maggio 2006 per un incontro dal titolo "Famiglia: diffidate delle imitazioni". Con linguaggio semplice dimostrò che la famiglia è la cellula fondamentale della società e soprattutto che la famiglia pre-esiste allo Stato. Proprio per questo non si può che essere contrari al riconoscimento giuridico delle coppie di fatto (e di quelle omosessuali). Di quel giorno vorrei però soffermarmi su due particolari che potrebbero apparire secondari e che invece mostrano chi era davvero Mario.<br />Il primo è che quando arrivò alla parrocchia di Staggia, sede del centro culturale dove la sera avrebbe tenuto la conferenza, si soffermò a guardare i manifesti in fondo alla chiesa. Notò quello del catechismo per gli adulti. Il manifesto iniziava con il porre delle domande provocatorie per stimolare la partecipazione a questo incontro settimanale che tutt'oggi viene fatto ogni martedì. Le domande erano: "Vuoi approfondire la tua fede in maniera adulta? Il catechismo che hai imparato da piccolo ti ha lasciato qualche dubbio?". Al che, in maniera ironica, Mario commentò: "Che grande don Stefano, nel manifesto parla di qualche dubbio, quando è evidente che la domanda dovrebbe essere: visto che in tema di fede siete ignoranti come capre, non sarebbe il caso di venire ad imparare almeno le basi della fede cristiana?". Capii comunque che apprezzava la voluta delicatezza con cui si invitava ad approfondire le ragioni della propria fede. Credo tra l'altro che sia stato l'unico a vedere in me tale delicatezza... dote che purtroppo non mi è molto naturale.<br />Il secondo particolare degno di nota è che quel giorno Mario dormì nella mia camera ed io andai quella notte a casa dei miei genitori. Niente di strano visto che questo si è ripetuto poi per tutti i relatori che sono passati dal centro culturale nelle oltre sessanta conferenze organizzate. Niente di strano se non fosse per due piccoli dettagli: quella fu la prima volta che un relatore dormiva nell'appartamento della casa canonica che era stato da poco ristrutturato. Il secondo dettaglio è che, appunto perché finito da poco, non era ancora ammobiliato e per letto si intendeva appena una rete con sopra il materasso. Prima ancora di me, Mario ha dormito in quella che sarebbe diventata la mia camera. Proprio in quella occasione gli raccontai le discussioni che avevo affrontato per la prima volta nella mia vita con muratori, elettricisti, falegnami e idraulici. Mi raccontò che anche lui aveva avuto esperienze simili e con loro doveva alzare spesso il tono della voce per far capire come fare i lavori e mi confidava che era a disagio perché non era nel suo carattere di usare toni duri con le persone, ma in questo caso non aveva scelta. Questa e altre indicazioni mi furono utili per quello che stavo affrontando per la prima volta rivelandosi quindi un buon consigliere non solo per questioni alte ma anche più spicciole.<br />COME LO ZAMPONE A NATALE<br />Da allora Mario è tornato a Staggia ogni anno. Lo feci sorridere quando gli dissi che "una conferenza di Palmaro all'anno, ti toglie ogni malanno". E lui prontamente rispose: "Insomma, sono tradizionale come lo zampone a Natale".<br />Molti sono stati i temi trattati nelle varie conferenze da noi e così abbiamo potuto constatare la sua competenza in varie materie con particolare predilezione per la bioetica: eutanasia, aborto, RU486, testamento biologico, Scienza e Vita, Papa e Chiesa, matrimonio, omosessualità.<br />Per capire quanto sia stato importante Mario per me e per il centro culturale basti pensare che nel primo libretto dal titolo "L'avventura" che raccoglieva i resoconti delle prime sedici conferenze, la copertina aveva la foto fatta alla prima conferenza di Mario a Staggia. Certamente avevamo ospitato altri personaggi famosi e importanti. Basti pensare a nomi quali Cammilleri, Pellicciari, Barra, De Mattei e altri. Ma la foto con Mario attorniato dai ragazzi che con tanto entusiasmo, un'avventura appunto, avevano fondato quel centro culturale, rimase storica e rimarrà nella memoria di ciascuno di noi, oltre che ovviamente nel sito degli Amici del Timone di Staggia.<br />Come dicevo all'inizio, mi ricordo di ogni volta che ho incontrato Mario anche al di fuori del centro culturale. Ad esempio era presente quando andai all'incontro (a cui mi aveva invitato l'amico e direttore del Timone, Gianpaolo Barra) che avrebbe dato inizio ad un sito che all'epoca sembrava un sogno. Un sito che avrebbe segnato la storia dell'apologetica cattolica in internet. Una specie di prolungamento del Timone che avrebbe dovuto diventare punto di riferimento quotidiano per sapere le notizie attraverso gli articoli di giornalisti cattolici di provata fede. Era il sogno di dare il via a La Bussola Quotidiana. In quell'incontro tenuto nella sede del Timone a Milano c'erano i principali giornalisti che avrebbero collaborato e una quindicina di soci fondatori che avrebbero aiutato con contributi economici, secondo le proprie possibilità. Ovviamente Mario apparteneva al primo gruppo. Purtroppo dopo un po' di tempo la Bussola fallì finanziariamente. Dopo qualche mese il sito tornò ad essere operativo grazie al neo direttore Riccardo Cascioli che fondò La Nuova Bussola Quotidiana. Il consiglio che Mario mi dette in confidenza fu di sostenere questo progetto "perché di Riccardo ci si può fidare" ed ebbi così conferma di ciò che già pensavo. Fu così che misi tutte le mie forze per dare un, pur piccolo, contributo non solo economico, ma anche di sostegno morale perché la Bussola potesse riprendere la sua corsa... cosa di cui non mi sono mai pentito. Questo consiglio mi ritornò in mente quando insieme al direttore del Timone abbiamo deciso di assegnare alla Bussola, nella persona di Riccardo Cascioli, il premio Viva Maria in occasione del 6° Giorno del Timone della Toscana.<br />CONSONANZA DI OBIETTIVI<br />Mario mi ha dato altri consigli decisivi e di questo gliene sono grato. Una volta lo chiamai al telefono per chiedergli come potevo aiutare nella gestione della sezione di Scienza &amp; Vita e del Centro di Aiuto alla Vita di Siena. Mi ricordo che in quella occasione siamo stati più di un'ora al telefono. Negli anni a seguire i contenuti di quella telefonata mi hanno guidato saggiamente nelle scelte che ho dovuto affrontare. La lunghezza della telefonata con cui Mario mi dette i consigli suddetti, mi riempì di gioia per il tempo che mi dedicò, visti i suoi numerosi impegni, ma ho scoperto dopo la sua morte che lui era disponibile con tutti. Ho avuto infatti da alcuni studenti dell'Università Europea di Roma la conferma che anche con ragazzi mai visti aveva molta attenzione e dedicava molto tempo fuori dalle lezioni per rispondere a domande, chiarire concetti, integrare le lezioni. Insomma da tutti è sempre stato considerato molto disponibile mettendo inoltre in pratica le più dimenticate opere di misericordia spirituale: istruire gli ignoranti, consigliare i dubbiosi, ammonire i peccatori e sopportare pazientemente le persone moleste.<br />Come posso poi dimenticare la consonanza di obiettivi che ho sempre avuto con lui?]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/59031703</guid><pubDate>Wed, 13 Mar 2024 13:30:37 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/59031703/ricordo_di_mario_palmaro_a_dieci_anni_dalla_morte.mp3" length="17907087" type="audio/mpeg"/><itunes:author>BastaBugie</itunes:author><itunes:subtitle>TESTO DELL'ARTICOLO ➜ https://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=3103

RICORDO DI MARIO PALMARO A DIECI ANNI DALLA MORTE di Don Stefano Bimbi
Chi trova un amico, trova un tesoro. Così la Sacra Scrittura sottolinea la difficoltà di trovare amici...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="https://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=3103" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=3103</a><br /><br />RICORDO DI MARIO PALMARO A DIECI ANNI DALLA MORTE di Don Stefano Bimbi<br />Chi trova un amico, trova un tesoro. Così la Sacra Scrittura sottolinea la difficoltà di trovare amici veri. Voglio allora raccontare perché sono sicuro di aver trovato un tesoro in Mario Palmaro. È forse l'unica persona che ho frequentato per diversi anni di cui ricordo perfettamente luogo e motivo di tutti gli incontri avuti con lui, sia personali che telefonici.<br />Ho conosciuto Mario attraverso i suoi libri e gli articoli sul Timone. Mi entusiasmavano nel profondo per la chiarezza con cui la verità sulle cose veniva svelata. L'ironia, dote tipicamente cristiana, aggiungeva sapore ai suoi scritti che risultavano allo stesso tempo profondi, ma scorrevolissimi.<br />Quando lo incontrai per la prima volta ero sacerdote da un anno. Era il 2005 ed ero andato a sentire una sua conferenza nel santuario di Pancole, poco distante da Staggia Senese dove si trova la mia parrocchia. Era accompagnato dalla moglie Annamaria e mi intrattenni a parlare un po' con loro. Non posso certo dimenticare che mi trattò così tanto amichevolmente che mi sembrava di conoscerlo da sempre, anche se in realtà lui era quello famoso e io un pretino giovane, di due anni meno di lui. Con me c'era quel giorno Vanessa, una ragazza della mia parrocchia, con la quale avevamo da poco costituito il Centro Culturale "Amici del Timone" di Staggia Senese che, partendo da pochi giovani desiderosi di sapere come stanno le cose, sarebbe diventato nel tempo un vero polo di attrazione per la cultura cattolica in Toscana e non solo. Vanessa fu molto impressionata da quella conferenza e mi disse quanto fosse piacevole per lei ascoltarlo. Quando lo dissi a Mario lui rispose che la moglie si era innamorata di lui proprio sentendolo parlare. E soggiunse, con il suo usuale modo ironico ma vero: "Anch'io la notai... era l'unica ragazza giovane in tutta la sala e mentre parlavo annuiva sempre".<br />Un particolare può servire per capire quanto Mario fosse apprezzato dai ragazzi che con me stavano formando il centro culturale di Staggia. Quando dovevamo dare il nome al centro eravamo incerti se scegliere "Amici del Timone" oppure "Amici di Mario Palmaro". Nel "ballottaggio" vinse il primo solo per il motivo che volevamo diffondere il più possibile quella rivista, della cui redazione comunque Mario faceva parte.<br />LA PRIMA CONFERENZA A STAGGIA<br />Dopo quel nostro primo incontro lo invitai a fare una conferenza nel nostro centro culturale e la data scelta fu il 4 maggio 2006 per un incontro dal titolo "Famiglia: diffidate delle imitazioni". Con linguaggio semplice dimostrò che la famiglia è la cellula fondamentale della società e soprattutto che la famiglia pre-esiste allo Stato. Proprio per questo non si può che essere contrari al riconoscimento giuridico delle coppie di fatto (e di quelle omosessuali). Di quel giorno vorrei però soffermarmi su due particolari che potrebbero apparire secondari e che invece mostrano chi era davvero Mario.<br />Il primo è che quando arrivò alla parrocchia di Staggia, sede del centro culturale dove la sera avrebbe tenuto la conferenza, si soffermò a guardare i manifesti in fondo alla chiesa. Notò quello del catechismo per gli adulti. Il manifesto iniziava con il porre delle domande provocatorie per stimolare la partecipazione a questo incontro settimanale che tutt'oggi viene fatto ogni martedì. Le domande erano: "Vuoi approfondire la tua fede in maniera adulta? Il catechismo che hai imparato da piccolo ti ha lasciato qualche dubbio?". Al che, in maniera ironica, Mario commentò: "Che grande don Stefano, nel manifesto parla di qualche dubbio, quando è evidente che la domanda dovrebbe essere: visto che in tema di fede siete ignoranti come capre, non sarebbe il caso di venire ad...]]></itunes:summary><itunes:duration>1120</itunes:duration><itunes:keywords>amicideltimone,consonanza,marciaperlavita,palmaro,papafrancesco,radiomaria</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/f25e7dafc12050a4dfaed7f61f19f0fa.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Anglicani allo sbando la cattedrale di Canterbury si trasforma in discoteca</title><link>https://www.spreaker.com/episode/anglicani-allo-sbando-la-cattedrale-di-canterbury-si-trasforma-in-discoteca--58678289</link><description><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="https://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7696" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7696</a><br /><br />ANGLICANI ALLO SBANDO: LA CATTEDRALE DI CANTERBURY SI TRASFORMA IN DISCOTECA di Manuela Antonacci<br />Canterbury, una delle cattedrali più antiche e più importanti del Regno Unito, si è trasformata in una "silent disco", una discoteca "silenziosa" a tema anni '90, una mossa che si è rivelata vincente tra gli habitué dei locali notturni, ma che ovviamente ha suscitato un contraccolpo in alcuni cristiani, che rifiutano l'idea che una discoteca possa trovare la sua sede naturale in una cattedrale. Illuminata da luci colorate e con gente che balla esibendo bastoncini luminosi e indossando cuffie con la musica più in voga negli anni '90 sparata direttamente nelle orecchie, così appariva giovedì scorso la cattedrale di Canterbury che ha registrato il sold out dei 3000 biglietti dell'evento, in poche ore.<br />Parliamo del luogo che dal 597 d.C., anno in cui è stata fondata, è diventata la sede dell' arcivescovo di Canterbury, capo spirituale di tutto l'anglicanesimo mondiale. E, oltre il danno, anche la beffa: dopo l'entusiasmo scoppiato sui social, venerdì è prevista un'altra serata disco. Ma la cosa più incredibile è che tutto questo è stato difeso proprio dall'attuale decano di Canterbury, il reverendo David Monteith, il quale si è affrettato a sottolineare che non si è trattato di un "rave in the nave", un rave nella navata, ma di un evento «appropriato e rispettoso della cattedrale».<br />Affermazione che non ha esattamente convinto diversi cristiani, tra cui coloro che hanno organizzato un sit-in davanti alla cattedrale di Canterbury stessa, in occasione dell'evento di giovedì scorso, chiedendo la chiusura della discoteca, come hanno riferito i media locali. Tutto questo dopo aver diffuso una petizione che ha visto la raccolta di 1.700 firme nel solo pomeriggio di venerdì. Nella petizione si invita l'arcivescovo Justin Welby a «non profanare questo luogo santo» trasformandolo in una discoteca, perché ciò dimostrerebbe che «i cristiani non prendono sul serio la loro fede o i loro luoghi sacri».<br />La replica del reverendo Monteith, tuttavia, desta qualche perplessità: «Le cattedrali hanno sempre fatto parte della vita comunitaria in senso lato, in quanto il loro obiettivo principale è quello di essere centri di culto e di missione. Sia che le persone scelgano di venire alla Cattedrale di Canterbury come fedeli, sia come turisti o semplici partecipanti ai nostri eventi, è sempre bello vederli riscoprire questo luogo incredibile, alle loro condizioni», ha aggiunto.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/58678289</guid><pubDate>Tue, 13 Feb 2024 22:24:33 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/58678289/anglicani_allo_sbando_la_cattedrale_di_canterbury_si_trasforma_in_discoteca.mp3" length="3129573" type="audio/mpeg"/><itunes:author>BastaBugie</itunes:author><itunes:subtitle>TESTO DELL'ARTICOLO ➜ https://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7696

ANGLICANI ALLO SBANDO: LA CATTEDRALE DI CANTERBURY SI TRASFORMA IN DISCOTECA di Manuela Antonacci
Canterbury, una delle cattedrali più antiche e più importanti del Regno Unito,...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="https://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7696" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7696</a><br /><br />ANGLICANI ALLO SBANDO: LA CATTEDRALE DI CANTERBURY SI TRASFORMA IN DISCOTECA di Manuela Antonacci<br />Canterbury, una delle cattedrali più antiche e più importanti del Regno Unito, si è trasformata in una "silent disco", una discoteca "silenziosa" a tema anni '90, una mossa che si è rivelata vincente tra gli habitué dei locali notturni, ma che ovviamente ha suscitato un contraccolpo in alcuni cristiani, che rifiutano l'idea che una discoteca possa trovare la sua sede naturale in una cattedrale. Illuminata da luci colorate e con gente che balla esibendo bastoncini luminosi e indossando cuffie con la musica più in voga negli anni '90 sparata direttamente nelle orecchie, così appariva giovedì scorso la cattedrale di Canterbury che ha registrato il sold out dei 3000 biglietti dell'evento, in poche ore.<br />Parliamo del luogo che dal 597 d.C., anno in cui è stata fondata, è diventata la sede dell' arcivescovo di Canterbury, capo spirituale di tutto l'anglicanesimo mondiale. E, oltre il danno, anche la beffa: dopo l'entusiasmo scoppiato sui social, venerdì è prevista un'altra serata disco. Ma la cosa più incredibile è che tutto questo è stato difeso proprio dall'attuale decano di Canterbury, il reverendo David Monteith, il quale si è affrettato a sottolineare che non si è trattato di un "rave in the nave", un rave nella navata, ma di un evento «appropriato e rispettoso della cattedrale».<br />Affermazione che non ha esattamente convinto diversi cristiani, tra cui coloro che hanno organizzato un sit-in davanti alla cattedrale di Canterbury stessa, in occasione dell'evento di giovedì scorso, chiedendo la chiusura della discoteca, come hanno riferito i media locali. Tutto questo dopo aver diffuso una petizione che ha visto la raccolta di 1.700 firme nel solo pomeriggio di venerdì. Nella petizione si invita l'arcivescovo Justin Welby a «non profanare questo luogo santo» trasformandolo in una discoteca, perché ciò dimostrerebbe che «i cristiani non prendono sul serio la loro fede o i loro luoghi sacri».<br />La replica del reverendo Monteith, tuttavia, desta qualche perplessità: «Le cattedrali hanno sempre fatto parte della vita comunitaria in senso lato, in quanto il loro obiettivo principale è quello di essere centri di culto e di missione. Sia che le persone scelgano di venire alla Cattedrale di Canterbury come fedeli, sia come turisti o semplici partecipanti ai nostri eventi, è sempre bello vederli riscoprire questo luogo incredibile, alle loro condizioni», ha aggiunto.]]></itunes:summary><itunes:duration>196</itunes:duration><itunes:keywords>canterbury,discoteca,localinotturni,rave,soldout</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/f3be2ce6f8475f5ccd205c3fc3eb81d4.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Chiara Ferragni torna sui social per nascondere le critiche</title><link>https://www.spreaker.com/episode/chiara-ferragni-torna-sui-social-per-nascondere-le-critiche--58252325</link><description><![CDATA[VIDEO: Ti ha fregato la Ferragni ➜ <a href="https://www.youtube.com/watch?v=HDBYmBpHvu0" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://www.youtube.com/watch?v=HDBYmBpHvu0</a><br /><br />TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="https://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7667" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7667</a><br /><br />CHIARA FERRAGNI TORNA SUI SOCIAL (PER NASCONDERE LE CRITICHE) di Giuliano Guzzo<br />«Mi siete mancati». Ha scelto queste parole affettuose, Chiara Ferragni, per annunciare il suo ritorno sui social, affidato ad un post condiviso come "story". Un ritorno da più parti atteso, che arriva dopo 20 giorni dall'ormai arcinoto caso Balocco. In realtà, i più attenti seguaci della reginetta degli influencer avevano già notato un segnale della sua attività sui social, registrando «un like» sul profilo di suo padre in occasione del compleanno della sorella Valentina, lo scorso 29 dicembre; ma quello era, appunto, solo un segnale. Il segnale che la Chiara nazionale, pur trincerata nel suo afflitto silenzio, era ancora viva e vegeta.<br />Ben diverso il messaggio condiviso nelle scorse ore, del quale riportiamo di seguito ampi passaggi: «Una cosa mi sento di dirla. Vorrei ringraziare tutte quelle persone che in questi giorni mi sono state vicine e hanno avuto una buona parola per confortarmi [...] Ringraziare tutte quelle persone che hanno mandato un messaggio o un direct, che hanno chiesto come stessi, che mi hanno spronata a tornare sui social. Grazie a chi c'è, a chi ascolta, a chi non vuole affossare ma aiutare [...] A coloro che hanno espresso la loro opinione, anche negativa, in tono pacato e costruttivo, perché nella vita c'è sempre tempo per confrontarsi, riflettere e ripartire». Tutto è bene quel che finisce bene, dunque? Non esattamente.<br />Infatti, come ha notato il Riformista, tale ritorno sui social pare sia stato studiato a tavolino: «Questa volta la Ferragni, per evitare insulti visibili sotto ai post, decide di condividere due storie su Instagram così da nascondere eventuali offese». Un rientro col trucco, insomma. Che però non è bastato a nascondere un fatto che, almeno numericamente, ha il suo perché: la perdita di oltre 150.000 follower. Per l'esattezza, dal 15 dicembre al 27 dicembre l'account della Ferragni ha perso 157.000 follower - che poi sarebbero aumentati ancora -, quasi un terzo dei quali (50.000) evaporati in un solo giorno: il 19 dicembre, che immaginiamo sarà ribattezzato nelle antologie come il martedì nero di CityLife<br />Che il periodo per la moglie di Fedez non sia roseo è testimoniato anche da altri episodi, decisamente poco virtuali, come il fatto che sia recentemente stato vandalizzato il suo negozio, che si trova in via del Babuino, nel cuore della città. Tutto ciò, va da sé, non impensierirà certamente la Chiara nazionale (il cui impero è stimato decine e decine di milioni di euro) ma tra il caso Balocco, i comunque non pochi seguaci persi - senza dimenticare i contratti saltati, come quello sfumato per «violazione degli accordi» con Safilo, brand degli occhiali -, il colpo è stato certamente accusato. Dopodiché, Ferragni ha ragione da vendere quando dice che «nella vita c'è sempre tempo per confrontarsi, riflettere e ripartire».<br />Il punto però è proprio questo: in che modo ripartirà Chiara Ferragni? Rivedrà il suo modo di comunicare e in fondo di lavorare, come imprenditrice, all'insegna magari della sobrietà? Oppure continuerà come se nulla fosse, sperando che la gente possa dimenticare in fretta l'«errore di comunicazione», come lo ha chiamato lei? Nessuno può dirlo, staremo a vedere. Quel che è certo è che adesso nulla sarà più come prima: e non per la dominatrice degli influencer, ma per tutto il mondo dei social. Che è stato in queste settimane testimone di quanto sia volatile il successo costruito sui «like». Oggi le stelle, domani le stalle: come scivolare su una fetta di pandoro. È davvero un attimo.<br />Nota di BastaBugie: Andrea Zambrano nell'articolo seguente dal titolo "Ferragni, talento senza frutti e senza lavoro" spiega perché Chiara Ferragni in realtà non abbia un talento da offrire al prossimo. È solo un'egoistica propensione a vendere sé stessa attraverso la sua immagine, ma adesso che la sua immagine è frantumata...<br />Ecco l'articolo completo pubblicato su La Nuova Bussola Quotidiana il 10 gennaio 2024:<br />Chiara Ferragni non ha un lavoro. Adesso che è indagata per truffa a seguito del Pandoro gate e con tutti i brand che la stanno scaricando come testimonial per i loro prodotti, la brillante imprenditrice di sé stessa deve capire cosa fare per uscire da una crisi imprenditoriale che la sta letteralmente massacrando.<br />Intendiamoci. Qui non si discute della patetica apprensione di come farà a vivere la “poverina”. Con 75 milioni di euro di patrimonio investiti ovunque, se oggi stesso decidesse di spegnere per sempre il suo telefonino e ritirarsi a vita privata alle Antille, avrebbe di che campare per il resto della vita con figli e nipoti.<br />Il punto è che cosa farà se decidesse non di sparire, ma di rimanere sulla giostra e continuare a presentarsi come l’influencer per antonomasia, la più cliccata d’Italia, la copertina di Vogue e una delle donne più potenti del pianeta secondo le riviste di finanza, che fattura come un re mida e impone la sua immagine a Sanremo.<br />È un dilemma, che ci apre le porte di una riflessione sui talenti capaci di dare frutto e sui talenti sotterrati, che il Vangelo condanna ad essere infruttiferi perché non usati per il bene.<br />Chiara Ferragni il suo talento non lo ha speso per il bene e non solo per la falsa filantropia che emerge dalle ultime notizie. Era brava a fare una sola cosa: vendere la sua immagine, ma lo faceva con l’autoreferenzialità egotistica di chi arricchisce sé stesso senza dare nulla agli altri. Gli artisti si fanno pagare profumatamente le emozioni che trasmettono, le quali diventano così parte anche di altri. Ma un’influencer non trasmette emozioni, solo messaggi pubblicitari subliminali, sensazioni troppo deboli per essere avvertite per quello che sono, ma capaci di influenzare l’inconscio. <br />Un cantante, un attore, un artista, una comica, un musicista, una ballerina, un performer, un illusionista… chiunque nel mondo dello star system faccia fortuna diventando ricco e famoso, può vantare dalla sua di avere un minimo di talento di partenza col quale non solo giustificare la sua fortuna, ma anche col quale affrontare la crisi che prima o poi arriva. Ascesa e caduta e poi risalita del cantante: una canzone dopo un periodo nero, un film per un attore, un libro fortunato e intenso per uno scrittore, un podio per un atleta dopo la frattura del crociato anteriore.<br />Ma Chiara Ferragni non aveva e non ha un talento da offrire al prossimo: ha solo un'egoistica propensione a saper vendere sé stessa attraverso la sua immagine, ma adesso che la sua immagine si è frantumata come quella di Narciso che si specchiava nel lago, non può trasmettere nulla, perché è un’immagine deturpata che nessuno riconosce più. E quindi non vende. È un’immagine deforme che non solo non è capace di far vendere, ma che mostra la falsità e l’inganno nel quale era stata costruita la favoletta della famigliola social tutta lustrini, ricchezza e gridolini conformisti a uso consumo.<br />Il problema non è quello di perdere follower. Ad oggi la sua pagina Instagram ha 29 milioni di “adepti”, appena uno in meno di quanti ne avesse un mese fa prima dello “scandalo” del pandoro sul quale la Procura indaga per truffa.<br />E se si considera che non fa un post da almeno un mese, dopo quello strappalacrime in mise grigia castigata, che ha fatto il giro del mondo con un miliardo di visualizzazioni, non sembra che ne abbia risentito più di tanto. Ma sono follower parcheggiati, inattivi e indignati, pronti a cambiare canale col telecomando come nell’ultimo frame del Truman Show quando scoprono che l’incantesimo è finito. Un’indignazione che su TikTok mostrifica la Ferragni con meme strabilianti e assurdi.<br />Chi comprava la bottiglia di acqua da 8 euro oggi non la compra più per lo stesso motivo per cui la comprava prima: la Ferragni è stata mostrificata da quegli stessi social che prima la acclamavano e che le hanno dato ricchezza. Non c’è solo un inquietante contrappasso dantesco, ma un meccanismo di fagocitazione capace di elevare agli altari e poi uccidere, che dobbiamo imparare a conoscere bene, dato che la socialcrazia è destinata ad essere sempre più dominante non solo nella politica, ma anche nel commercio.<br />Per tornare a convincere i suoi utenti consumatori, la Ferragni deve quindi ricominciare a presentarsi in video con i filtri giusti per ritoccare le imperfezioni del suo viso e nascondere le lacrime versate. Ma per farlo le cose devono iniziare a girare per il meglio, ad esempio deve cadere come minimo l’accusa di truffa. In ogni caso deve mostrare di sé solo la sua parte felice, non quella cup]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/58252325</guid><pubDate>Wed, 10 Jan 2024 14:33:34 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/58252325/chiara_ferragni_torna_sui_social_per_nascondere_le_critiche.mp3" length="10600742" type="audio/mpeg"/><itunes:author>BastaBugie</itunes:author><itunes:subtitle>VIDEO: Ti ha fregato la Ferragni ➜ https://www.youtube.com/watch?v=HDBYmBpHvu0

TESTO DELL'ARTICOLO ➜ https://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7667

CHIARA FERRAGNI TORNA SUI SOCIAL (PER NASCONDERE LE CRITICHE) di Giuliano Guzzo
«Mi siete...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[VIDEO: Ti ha fregato la Ferragni ➜ <a href="https://www.youtube.com/watch?v=HDBYmBpHvu0" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://www.youtube.com/watch?v=HDBYmBpHvu0</a><br /><br />TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="https://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7667" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7667</a><br /><br />CHIARA FERRAGNI TORNA SUI SOCIAL (PER NASCONDERE LE CRITICHE) di Giuliano Guzzo<br />«Mi siete mancati». Ha scelto queste parole affettuose, Chiara Ferragni, per annunciare il suo ritorno sui social, affidato ad un post condiviso come "story". Un ritorno da più parti atteso, che arriva dopo 20 giorni dall'ormai arcinoto caso Balocco. In realtà, i più attenti seguaci della reginetta degli influencer avevano già notato un segnale della sua attività sui social, registrando «un like» sul profilo di suo padre in occasione del compleanno della sorella Valentina, lo scorso 29 dicembre; ma quello era, appunto, solo un segnale. Il segnale che la Chiara nazionale, pur trincerata nel suo afflitto silenzio, era ancora viva e vegeta.<br />Ben diverso il messaggio condiviso nelle scorse ore, del quale riportiamo di seguito ampi passaggi: «Una cosa mi sento di dirla. Vorrei ringraziare tutte quelle persone che in questi giorni mi sono state vicine e hanno avuto una buona parola per confortarmi [...] Ringraziare tutte quelle persone che hanno mandato un messaggio o un direct, che hanno chiesto come stessi, che mi hanno spronata a tornare sui social. Grazie a chi c'è, a chi ascolta, a chi non vuole affossare ma aiutare [...] A coloro che hanno espresso la loro opinione, anche negativa, in tono pacato e costruttivo, perché nella vita c'è sempre tempo per confrontarsi, riflettere e ripartire». Tutto è bene quel che finisce bene, dunque? Non esattamente.<br />Infatti, come ha notato il Riformista, tale ritorno sui social pare sia stato studiato a tavolino: «Questa volta la Ferragni, per evitare insulti visibili sotto ai post, decide di condividere due storie su Instagram così da nascondere eventuali offese». Un rientro col trucco, insomma. Che però non è bastato a nascondere un fatto che, almeno numericamente, ha il suo perché: la perdita di oltre 150.000 follower. Per l'esattezza, dal 15 dicembre al 27 dicembre l'account della Ferragni ha perso 157.000 follower - che poi sarebbero aumentati ancora -, quasi un terzo dei quali (50.000) evaporati in un solo giorno: il 19 dicembre, che immaginiamo sarà ribattezzato nelle antologie come il martedì nero di CityLife<br />Che il periodo per la moglie di Fedez non sia roseo è testimoniato anche da altri episodi, decisamente poco virtuali, come il fatto che sia recentemente stato vandalizzato il suo negozio, che si trova in via del Babuino, nel cuore della città. Tutto ciò, va da sé, non impensierirà certamente la Chiara nazionale (il cui impero è stimato decine e decine di milioni di euro) ma tra il caso Balocco, i comunque non pochi seguaci persi - senza dimenticare i contratti saltati, come quello sfumato per «violazione degli accordi» con Safilo, brand degli occhiali -, il colpo è stato certamente accusato. Dopodiché, Ferragni ha ragione da vendere quando dice che «nella vita c'è sempre tempo per confrontarsi, riflettere e ripartire».<br />Il punto però è proprio questo: in che modo ripartirà Chiara Ferragni? Rivedrà il suo modo di comunicare e in fondo di lavorare, come imprenditrice, all'insegna magari della sobrietà? Oppure continuerà come se nulla fosse, sperando che la gente possa dimenticare in fretta l'«errore di comunicazione», come lo ha chiamato lei? Nessuno può dirlo, staremo a vedere. Quel che è certo è che adesso nulla sarà più come prima: e non per la dominatrice degli influencer, ma per tutto il mondo dei social. Che è stato in queste settimane testimone di quanto sia volatile il successo costruito sui «like». Oggi le stelle, domani le stalle: come scivolare su una fetta di pandoro. È davvero un attimo.<br...]]></itunes:summary><itunes:duration>663</itunes:duration><itunes:keywords>balocco,citylife,ferragni,follower,pandorogate</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/8408407d004727ef70e12a774e48c187.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>La mascherina presenta il conto ai bambini</title><link>https://www.spreaker.com/episode/la-mascherina-presenta-il-conto-ai-bambini--58174045</link><description><![CDATA[VIDEO: Il sacrificio degli innocenti ➜ <a href="https://www.youtube.com/watch?v=Ft1OsSEppSs&amp;list=PLolpIV2TSebVtj34zS7A0AabuQ9cf1Uxp" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://www.youtube.com/watch?v=Ft1OsSEppSs&amp;list=PLolpIV2TSebVtj34zS7A0AabuQ9cf1Uxp</a><br /><br />TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="https://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7656" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7656</a><br /><br />LA MASCHERINA PRESENTA IL CONTO AI BAMBINI di Paolo Gulisano<br />Infezioni pediatriche in aumento: è l'allarme che viene dall'Ospedale Santobono di Napoli dove i medici registrano da tempo una crescita di infezioni batteriche del cavo orale, delle vie aeree, con forme gravi di mastoiditi e meningiti. Tra i batteri responsabili streptococco e pneumococco. I numeri parlano di una anomalia epidemiologica rispetto alla norma.<br />"Continuiamo a vedere infezioni che un tempo si contavano sulle dita di una mano" dichiara Vincenzo Tipo, primario del pronto soccorso del Polo pediatrico dell'Arenella. Sulle cause circolano varie ipotesi tra cui, quella più accreditata, che si possa trattare di una conseguenza dell'uso generalizzato delle mascherine imposto a suo tempo dai Governi Conte e Draghi. Un obbligo durato due anni e del quale si possono ora riscontrare le conseguenze. Quando medici e scienziati coscienziosi avevano messo in guardia contro l'uso prolungato delle mascherine nei bambini, erano stati sommersi da insulti e accuse di irresponsabilità, più il consueto marchio di infamia di "complottista" messo su chiunque eccepisse sulle misure sanitarie. Eppure la stessa Organizzazione Mondiale della Sanità a inizio epidemia, quando esistevano ancora dei margini di libertà di espressione nel pubblico dibattito scientifico, aveva rilasciato una comunicazione molto significativa.<br />Si trattava del documento Advice on the use of masks in the context of COVID-19: Interim guidance, 5 June 2020, in cui l'OMS affermava che era bene "prendere in considerazione alcuni dei potenziali rischi derivanti da un utilizzo prolungato della mascherina". Questi rischi venivano identificati come: possibile sviluppo di lesioni cutanee facciali, come la dermatite o il peggioramento dell'acne; la potenziale auto-contaminazione, causata principalmente dai germi - virus e batteri- trattenuti all'interno della mascherina stessa. Un altro rischio riportato era l'uso inappropriato, ovvero la possibile contaminazione che aumenta se le mascherine vengono tenute a lungo e frequentemente toccate, cosa che era la norma soprattutto nel caso di bambini.<br />A fronte delle evidenze epidemiologiche e cliniche che dimostravano una mortalità dello 0,00023 % nei soggetti sotto i 20 anni, per i quali il Covid era una malattia pressoché asintomatica o paucisintomatica, sovrapponibile ad una influenza, i bambini e gli adolescenti vennero costretti a portare il presidio di protezione continuativamente per ore. Gli effetti di questo uso prolungato, ovvero abuso, della mascherina, sono ora visibili. Non è escluso che una responsabilità possano averla avuta anche quei milioni di mascherine irregolari e pericolose per la salute acquistati dalla Cina nel corso della prima ondata della pandemia, un "affare" da 1,25 miliardi di euro che costò il posto all'ex commissario straordinario per l'emergenza Covid, Domenico Arcuri, una vicenda sulla quale è calato il silenzio.<br />Oggi, davanti all'aumento di infezioni batteriche nei bambini, sono finalmente professori e primari di pronto soccorso ad ammettere che l'uso generalizzato, prolungato e indiscriminato delle mascherine ha provocato il diffondersi di queste patologie. In forma epidemica.<br />In realtà, sarebbe dovuto bastare il buon senso per capire che mettersi una pezza per coprire le vie respiratorie avrebbe potuto portare a respirare (spingendoli sempre più in profondità) tutti i batteri, virus e funghi che si trovano nell'ambiente, molti dei quali sono normalmente eliminati da un sistema immunitario normalmente funzionante, e che finivano per trovare nella mascherina con la sua umidità determinata dall'espirazione un terreno ideale di sviluppo. Tuttavia la mascherina era diventata molto di più che un dispositivo individuale di protezione da indossare nei contatti stretti a rischio, da sempre utilizzato ad hoc, come dai chirurghi durante un intervento per evitare di contaminare il campo operatorio, o da persone in trattamento immunosoppressivo.<br />Divenne un oggetto simbolo del fatto che si viveva in stato di emergenza. Indossarla significava fare il proprio dovere di buon soldato, a cui non si doveva sottrarre nessuno, dai bambini agli anziani. Ai bambini venne inoltre imposto con la pseudomotivazione moralistica che dovevano evitare di contagiare i nonni. Nessuna deroga venne concessa, nemmeno ai bambini asmatici che soffocavano dietro il bavaglio. Una intransigenza mai vista in ambito scolastico, un rigore degno di miglior causa. E così oggi ci troviamo con più bambini malati, e più esposti a queste forme batteriche in espansione.<br />Nota di BastaBugie: Stefano Magni nell'articolo seguente dal titolo "Covid, ancora infodemia e pronto soccorso pieni" parla dei titoli dei giornali sul Covid, dove si trova ancora enfasi sui contagi, ancora ci si chiede se possiamo abbracciarci a Natale. E la notizia grave è che i pronto soccorso sono già saturi. Perché il 2020 non ci ha insegnato nulla?<br />Ecco l'articolo completo pubblicato su La Nuova Bussola Quotidiana il 20 dicembre 2023:<br />Titolo del Corriere della Sera: Covid, come comportarsi a Natale: evitare gli abbracci? Stiamo parlando di un numero storico del Natale 2020? No, questo titolo era in primo piano nell'edizione online del 17 dicembre scorso (2023). In effetti cambia qualcosa: se si legge tutto l'articolo, organizzato in domande e risposte, come le Faq governative dei tempi pandemici, troviamo suggerimenti molto più rassicuranti. Sappiamo, ad esempio, da Francesco Vaia (direttore dell'ufficio Prevenzione del Ministero della Salute) che possiamo abbracciarci a Natale. Apprendiamo inoltre che il vaccino è consigliabile ai fragili e agli ultra-sessantenni e che è una scelta personale, comunque. E la mascherina non è più obbligatoria.<br />Un altro titolo che induce a fare un tuffo nel passato di tre anni fa è Covid e influenza, pronto soccorso lombardi da bollino nero. Lo citiamo sempre dal Corriere, che è il quotidiano più venduto, ma la notizia è ripresa da tutti i quotidiani, anche locali.<br />Insomma, le notizie sono diverse, l'umore del pubblico è cambiato drasticamente, gli articoli sono differenti e così anche i consigli degli esperti citati, ma i titoli narrano sempre la stessa paura. E anche l'importanza che viene data a Covid e all'influenza è sproporzionata rispetto all'entità del rischio. Un titolo è importante. Un posizionamento in pagina è importantissimo. È ciò che fa la narrazione. È una precisa scelta editoriale per dire ciò che è importante rispetto a ciò che non lo è.<br />Giunti al 2023, con un Covid sempre meno letale e preoccupante, non è normale continuare a chiederci cosa possiamo o non possiamo fare a Natale. Non è normale chiederci se possiamo tornare ad abbracciarci. Certo che lo possiamo fare: già dalla fine del 2021, almeno, con la diffusione di varianti molto meno letali del coronavirus. Non è normale continuare a leggere notizie sui contagi e sul loro aumento.<br />Questo allarmismo, indotto, è la prima dimostrazione che non abbiamo imparato la lezione del 2020. L'errore che è stato commesso è l'opposto rispetto a quello che si commise per l'influenza spagnola del 1918-20. In quel caso, di un secolo fa, durante la fase finale della Grande Guerra, la stampa provò a cancellare il problema, non parlandone, per evitare di demoralizzare la popolazione e le truppe al fronte. In questo caso, invece, la stampa ha suonato l'allarme ai quattro venti per indurre il governo a "fare qualcosa". Così è stato in Italia, con il governo Conte, poi in tutto il resto d'Europa, salvo la Svezia. Che infatti è stata continuamente accusata di irresponsabilità.<br />Il governo Conte, spinto dai media, ha "fatto qualcosa", l'unica cosa semplice, suggerita dalla Cina, che poteva fare a costo pressoché nullo per le istituzioni: obbligare i cittadini a stare a casa, a prescindere dal loro stato di salute e dal costo (umano, professionale, economico) che hanno dovuto affrontare. Non appena è stato brevettato un vaccino, gli Stati hanno fatto quel che sanno fare meglio: una campagna di vaccinazione di massa, senza badare ai casi singoli, non parlando di eventuali effetti avversi e ricorrendo all'obbligo contro minoranze recalcitranti.<br />Almeno questa lezione è stata appresa. Oggi i media possono suonare ancora l'allarme, ma il governo Meloni è meno recettivo. Sta affrontando il problema con più sangue freddo e meno decisioni irrazionali. Non si vedono all'orizzonte nuovi provvedimenti anti-pandemici straordinari, come divieti di assembramento, obbligo di mascherina, o limiti agli spostamenti dei cittadini, né la quinta dose del vaccino viene imposta ad alcuna categoria.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/58174045</guid><pubDate>Tue, 02 Jan 2024 18:10:33 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/58174045/la_mascherina_presenta_il_conto_ai_bambini.mp3" length="10215418" type="audio/mpeg"/><itunes:author>BastaBugie</itunes:author><itunes:subtitle>VIDEO: Il sacrificio degli innocenti ➜ https://www.youtube.com/watch?v=Ft1OsSEppSs&amp;amp;list=PLolpIV2TSebVtj34zS7A0AabuQ9cf1Uxp

TESTO DELL'ARTICOLO ➜ https://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7656

LA MASCHERINA PRESENTA IL CONTO AI BAMBINI di...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[VIDEO: Il sacrificio degli innocenti ➜ <a href="https://www.youtube.com/watch?v=Ft1OsSEppSs&amp;list=PLolpIV2TSebVtj34zS7A0AabuQ9cf1Uxp" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://www.youtube.com/watch?v=Ft1OsSEppSs&amp;list=PLolpIV2TSebVtj34zS7A0AabuQ9cf1Uxp</a><br /><br />TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="https://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7656" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7656</a><br /><br />LA MASCHERINA PRESENTA IL CONTO AI BAMBINI di Paolo Gulisano<br />Infezioni pediatriche in aumento: è l'allarme che viene dall'Ospedale Santobono di Napoli dove i medici registrano da tempo una crescita di infezioni batteriche del cavo orale, delle vie aeree, con forme gravi di mastoiditi e meningiti. Tra i batteri responsabili streptococco e pneumococco. I numeri parlano di una anomalia epidemiologica rispetto alla norma.<br />"Continuiamo a vedere infezioni che un tempo si contavano sulle dita di una mano" dichiara Vincenzo Tipo, primario del pronto soccorso del Polo pediatrico dell'Arenella. Sulle cause circolano varie ipotesi tra cui, quella più accreditata, che si possa trattare di una conseguenza dell'uso generalizzato delle mascherine imposto a suo tempo dai Governi Conte e Draghi. Un obbligo durato due anni e del quale si possono ora riscontrare le conseguenze. Quando medici e scienziati coscienziosi avevano messo in guardia contro l'uso prolungato delle mascherine nei bambini, erano stati sommersi da insulti e accuse di irresponsabilità, più il consueto marchio di infamia di "complottista" messo su chiunque eccepisse sulle misure sanitarie. Eppure la stessa Organizzazione Mondiale della Sanità a inizio epidemia, quando esistevano ancora dei margini di libertà di espressione nel pubblico dibattito scientifico, aveva rilasciato una comunicazione molto significativa.<br />Si trattava del documento Advice on the use of masks in the context of COVID-19: Interim guidance, 5 June 2020, in cui l'OMS affermava che era bene "prendere in considerazione alcuni dei potenziali rischi derivanti da un utilizzo prolungato della mascherina". Questi rischi venivano identificati come: possibile sviluppo di lesioni cutanee facciali, come la dermatite o il peggioramento dell'acne; la potenziale auto-contaminazione, causata principalmente dai germi - virus e batteri- trattenuti all'interno della mascherina stessa. Un altro rischio riportato era l'uso inappropriato, ovvero la possibile contaminazione che aumenta se le mascherine vengono tenute a lungo e frequentemente toccate, cosa che era la norma soprattutto nel caso di bambini.<br />A fronte delle evidenze epidemiologiche e cliniche che dimostravano una mortalità dello 0,00023 % nei soggetti sotto i 20 anni, per i quali il Covid era una malattia pressoché asintomatica o paucisintomatica, sovrapponibile ad una influenza, i bambini e gli adolescenti vennero costretti a portare il presidio di protezione continuativamente per ore. Gli effetti di questo uso prolungato, ovvero abuso, della mascherina, sono ora visibili. Non è escluso che una responsabilità possano averla avuta anche quei milioni di mascherine irregolari e pericolose per la salute acquistati dalla Cina nel corso della prima ondata della pandemia, un "affare" da 1,25 miliardi di euro che costò il posto all'ex commissario straordinario per l'emergenza Covid, Domenico Arcuri, una vicenda sulla quale è calato il silenzio.<br />Oggi, davanti all'aumento di infezioni batteriche nei bambini, sono finalmente professori e primari di pronto soccorso ad ammettere che l'uso generalizzato, prolungato e indiscriminato delle mascherine ha provocato il diffondersi di queste patologie. In forma epidemica.<br />In realtà, sarebbe dovuto bastare il buon senso per capire che mettersi una pezza per coprire le vie respiratorie avrebbe potuto portare a respirare (spingendoli sempre più in profondità) tutti i batteri, virus e funghi che si trovano nell'ambiente, molti dei quali sono...]]></itunes:summary><itunes:duration>639</itunes:duration><itunes:keywords>bambinimalati,coronavirus,curedomiciliari,infezioni,mascherina</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/b86605f5821e1a91cc67682fab34b68c.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Un presepe vandalizzato al giorno... vi pare normale?</title><link>https://www.spreaker.com/episode/un-presepe-vandalizzato-al-giorno-vi-pare-normale--58172904</link><description><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="https://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7643" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7643</a><br /><br />UN PRESEPE VANDALIZZATO AL GIORNO... VI PARE NORMALE? di Paola Belletti<br />«Ci risiamo anche quest'anno, dopo sacrifici e voglia di fare, hanno danneggiato e rubato alcune statuine del nostro presepe. È una vergogna! Sta passando la voglia di fare le cose. Ovviamente procederemo con regolare denuncia». È quello che si legge in un post dell'Associazione Olona Viva, realtà del Comune di San Vittore Olona, parte della città metropolitana di Milano. Un presepe di un paese della provincia lombarda non è una notizia per la quale si rincorrano i lanci di agenzia, certo, ma se consideriamo questo episodio come la voce di un lungo elenco allora sì, si dovrebbe eccome darvi risalto ben al di là della stampa locale. Solo negli ultimi giorni casi simili si sono verificati a Saronno, Cornate d'Adda, Misinto - comune brianzolo.<br />Su Monza Today viene riferito che «il presepe allestito in piazza è stato preso di mira dai vandali. Uno dei pastorelli (a grandezza naturale) è stato decapitato e la testa del manichino è stata messa nel pozzo». Siamo a Cornate d'Adda, il 15 dicembre, e ad accorgersene è stata una cittadina. Lo ha denunciato amareggiata sui social insieme alla rassicurazione della riparazione messa a punto dal marito. Episodio simile anche a Misinto dove i vandali se la sono presa con le figure della Natività, alla statua della Madonna hanno divelto le braccia. Tra sabato e domenica trattamento simile riservato al presepe di Ubaldo. Atti vandalici alle rappresentazioni della Natività anche a Magenta e a Bareggio dove, dal presepe allestito in piazza, una statua è stata distrutta e una sottratta.<br />UN PRESEPE VANDALIZZATO AL GIORNO<br />L'operosa e per tradizione cattolica Brianza non è il solo territorio del nostro paese ad essere interessato da simili fatti che liquidare come semplici bravate aggiungerebbe danno al danno. E il 2023 non è nemmeno il primo anno che riempie le cronache locali di vicende del genere, purtroppo non esclusive del periodo natalizio. In Versilia, per esempio, era ancora novembre quando le statue della Natività del presepe locale sono state colpite e danneggiate (e rapidamente riparate dai responsabili dell'associazione, con un carico di amarezza che si sarebbero volentieri evitati); a maggio è invece successo a Cuggiono, in provincia di Milano, nei locali dell'associazione che raccoglie diversi esemplari realizzati negli anni dai suoi soci, quando ignoti sono entrati di notte nell'edificio e li hanno distrutti. Una prova di ardimento davvero notevole.<br />Prendendo in esame le cronache locali nel periodo dal 19 dicembre 2022 a fine gennaio del 2023 e mettendo in fila gli episodi denunciati scopriamo che i presepi colpiti, vandalizzati o distrutti sono ben 40, praticamente uno al giorno. Firenze, Pisa, Busto Arsizio, Foggia, Trapani e Verona dove il presepe colpito era allestito nel reparto di radiologia dell'ospedale Borgo Roma, meritandosi in quel caso lo sdegno dallo stesso presidente della Regione Veneto, Luca Zaia. In piazza Duomo a Firenze, sempre nello stesso periodo, era stata trafugata la statua di Gesù Bambino, ma in quel caso i ladri si sono pentiti e l'hanno riportata al suo posto. Lo stesso è avvenuto anche in altre località, dimostrando in positivo che ciò che viene colpito e si vuole oltraggiare è proprio il significato che questo prezioso simbolo del Natale cattolico porta.<br />VERA E PROPRIA CRISTIANOFOBIA<br />Di questo, dunque, si tratta: ostilità dichiarata verso il cristianesimo, o come si dice ai nostri tempi, "cristianofobia". Forse c'è davvero una componente di paura verso Cristo e il Vangelo in questi gesti così odiosi e tristi. Dio si è fatto bambino e si propone nel modo più disarmato possibile eppure non può far altro che mettere l'uomo di fronte a sé stesso e al bisogno insopprimibile e sempre più censurato di essere guarito, salvato, alleggerito del male che egli stesso compie.<br />Ciò che stupisce e indigna è il colpevole silenzio intorno a questi fatti e al loro palese significato. Lasciarli alla ridotta gittata delle cronache locali, e continuare a declassarli come ragazzate più o meno innocenti, accusa le stesse istituzioni che in altri casi suonerebbero l'allarme e sfoggerebbero il corredo buono dell'indignazione civica: immaginiamo cosa succederebbe se fosse colpita una sede sindacale al giorno o un monumento alla Resistenza o - peggio - qualche installazione recente contro la violenza sulle donne.<br />Non si tratta di prendersela col Natale della bontà generalizzata, ma direttamente con il segno più importante dell'Incarnazione e quindi il cuore del messaggio cristiano. Quando i casi di vandalismo contro le renne di Babbo Natale o le fontane di luci nelle vie del centro diventeranno frequenti potremo rivedere la nostra posizione. Intanto pare che accanirsi contro Maria, Giuseppe, Gesù Bambino o un pastorello addormentato continui ad attirare di più gli autori di oltraggi e riesca a passare pressoché inosservato.<br /><br />]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/58172904</guid><pubDate>Tue, 02 Jan 2024 16:32:36 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/58172904/un_presepe_vandalizzato_al_giorno_vi_pare_normale.mp3" length="5868632" type="audio/mpeg"/><itunes:author>BastaBugie</itunes:author><itunes:subtitle>TESTO DELL'ARTICOLO ➜ https://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7643

UN PRESEPE VANDALIZZATO AL GIORNO... VI PARE NORMALE? di Paola Belletti
«Ci risiamo anche quest'anno, dopo sacrifici e voglia di fare, hanno danneggiato e rubato alcune statuine...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="https://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7643" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7643</a><br /><br />UN PRESEPE VANDALIZZATO AL GIORNO... VI PARE NORMALE? di Paola Belletti<br />«Ci risiamo anche quest'anno, dopo sacrifici e voglia di fare, hanno danneggiato e rubato alcune statuine del nostro presepe. È una vergogna! Sta passando la voglia di fare le cose. Ovviamente procederemo con regolare denuncia». È quello che si legge in un post dell'Associazione Olona Viva, realtà del Comune di San Vittore Olona, parte della città metropolitana di Milano. Un presepe di un paese della provincia lombarda non è una notizia per la quale si rincorrano i lanci di agenzia, certo, ma se consideriamo questo episodio come la voce di un lungo elenco allora sì, si dovrebbe eccome darvi risalto ben al di là della stampa locale. Solo negli ultimi giorni casi simili si sono verificati a Saronno, Cornate d'Adda, Misinto - comune brianzolo.<br />Su Monza Today viene riferito che «il presepe allestito in piazza è stato preso di mira dai vandali. Uno dei pastorelli (a grandezza naturale) è stato decapitato e la testa del manichino è stata messa nel pozzo». Siamo a Cornate d'Adda, il 15 dicembre, e ad accorgersene è stata una cittadina. Lo ha denunciato amareggiata sui social insieme alla rassicurazione della riparazione messa a punto dal marito. Episodio simile anche a Misinto dove i vandali se la sono presa con le figure della Natività, alla statua della Madonna hanno divelto le braccia. Tra sabato e domenica trattamento simile riservato al presepe di Ubaldo. Atti vandalici alle rappresentazioni della Natività anche a Magenta e a Bareggio dove, dal presepe allestito in piazza, una statua è stata distrutta e una sottratta.<br />UN PRESEPE VANDALIZZATO AL GIORNO<br />L'operosa e per tradizione cattolica Brianza non è il solo territorio del nostro paese ad essere interessato da simili fatti che liquidare come semplici bravate aggiungerebbe danno al danno. E il 2023 non è nemmeno il primo anno che riempie le cronache locali di vicende del genere, purtroppo non esclusive del periodo natalizio. In Versilia, per esempio, era ancora novembre quando le statue della Natività del presepe locale sono state colpite e danneggiate (e rapidamente riparate dai responsabili dell'associazione, con un carico di amarezza che si sarebbero volentieri evitati); a maggio è invece successo a Cuggiono, in provincia di Milano, nei locali dell'associazione che raccoglie diversi esemplari realizzati negli anni dai suoi soci, quando ignoti sono entrati di notte nell'edificio e li hanno distrutti. Una prova di ardimento davvero notevole.<br />Prendendo in esame le cronache locali nel periodo dal 19 dicembre 2022 a fine gennaio del 2023 e mettendo in fila gli episodi denunciati scopriamo che i presepi colpiti, vandalizzati o distrutti sono ben 40, praticamente uno al giorno. Firenze, Pisa, Busto Arsizio, Foggia, Trapani e Verona dove il presepe colpito era allestito nel reparto di radiologia dell'ospedale Borgo Roma, meritandosi in quel caso lo sdegno dallo stesso presidente della Regione Veneto, Luca Zaia. In piazza Duomo a Firenze, sempre nello stesso periodo, era stata trafugata la statua di Gesù Bambino, ma in quel caso i ladri si sono pentiti e l'hanno riportata al suo posto. Lo stesso è avvenuto anche in altre località, dimostrando in positivo che ciò che viene colpito e si vuole oltraggiare è proprio il significato che questo prezioso simbolo del Natale cattolico porta.<br />VERA E PROPRIA CRISTIANOFOBIA<br />Di questo, dunque, si tratta: ostilità dichiarata verso il cristianesimo, o come si dice ai nostri tempi, "cristianofobia". Forse c'è davvero una componente di paura verso Cristo e il Vangelo in questi gesti così odiosi e tristi. 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Arriva da Firenze dove il 20 novembre il giudice della seconda sezione civile Susanna Zanda ha dato ragione ad un'infermiera di Poggibonsi che non solo si è vista riconoscere tutti gli arretrati di stipendio che l'Asl presso la quale lavora da 40 anni le aveva tolto in quanto non vaccinata, ma riceverà anche un risarcimento significativo di almeno 70mila euro per il danno biologico, psichico e morale subito con quel provvedimento.<br />L'ordinanza si basa sul principio della discriminazione subìto dalla donna ed è stato argomentato dai suoi legali, l'avvocato Tiziana Vigni e Gianmaria Olav Taraldsen dello studio di Mauro Sandri.<br />La dipendente era stata sospesa dal 2 settembre 2021 fino al 31 dicembre di quello stesso anno e poi dal 15 giugno 2022 fino a 31 dicembre da una Asl toscana. Più di un anno senza stipendio per lei, che lavorava in ospedale dal 1985, improvvisamente privata dell'unica fonte di reddito che le consentiva di vivere.<br />Il giudice, nel dispositivo riconosce che la legge dello Stato con la quale l'Asl ha fatto scattare il provvedimento di sospensione era discriminatoria e fonte di danno risarcibile. È questo il giudizio che la toga fiorentina ha emesso sui DL dei governi Conte II e poi Draghi, che hanno lasciato a piedi migliaia di sanitari, medici, infermieri e operatori perché non si erano piegati al ricatto vaccinale.<br /><br />I LAVORATORI DEL COMPARTO SANITÀ<br />Alla base della decisione, Zanda riconosce che quei decreti-legge, poi trasformati in legge dello Stato, hanno violato la Carta di Nizza sulla violazione della dignità umana (art 1) e l'articolo 19 del Trattato sul Funzionamento dell'Unione Europea che prevede persino la possibilità di un intervento nei confronti degli stati che attuino una discriminazione.<br />«Occorre domandarsi - scrive il giudice - se la richiesta di vaccino anti covid per poter lavorare presso l'azienda, quale nuovo requisito introdotto dal DL 44/2021 fosse inquadrabile come misura di "protezione sociale e tutela della salute"».<br />Per smontare il DL, Zanda ha rilevato che le uniche fonti da cui l'Asl, citata anch'essa in giudizio, ha giustificato il suo provvedimento, erano le attestazioni dell'Istituto Superiore di Sanità sull'efficacia dei vaccini anti covid. Ma «tali elementi - ha proseguito - sono autoreferenziali e non assurgono evidentemente a prove circa la sussistenza di valide ragioni del trattamento sperequato attuato dalla convenuta (l'infermiera ndr.) e non resistono all'efficacia probatoria dei corposi elementi forniti a supporto della condotta discriminatoria subita».<br />Quali? <br />È interessante notare che uno degli elementi su cui si basa il giudizio fossero i report dell'Inail sulle infezioni sul luogo di lavoro nel 2022. Proprio i lavoratori del comparto sanità, infatti, tutti vaccinati, hanno avuto la percentuale più alta di denunce per Covid 19 tra tutti i lavoratori, il 63,2% del totale.<br />Ne consegue, secondo il ragionamento del giudice, che il fatto che una percentuale così elevata di sanitari contagiati, pur in presenza di vaccino, smentisse l'affermazione contenuta nel DL 44/2021 e le attestazioni ISS ossia che i vaccini servono per proteggere dal contagio Sars Cov 2.<br />«Dunque - prosegue - i vaccini non solo non sono anti Sars Cov 2 e cioè non impediscono la catena del contagio, ma non impediscono nemmeno la malattia severa da Covid, le ospedalizzazioni e i ricoveri».<br /><br />IL VACCINO NON AVEVA LA CAPACITÀ IMMUNIZZANTE<br />A questo si aggiunge anche una corposa letteratura scientifica citata in sentenza come gli studi sul Bmj del 2 agosto 2021, Lancet del 28 ottobre 2021 e Lancet Regional Healt del dicembre '21. Tutti studi che «dimostrano la crescente rilevanza della popolazione vaccinata come fonte di trasmissione».<br />In conclusione: «Poiché il vaccino non aveva la capacità immunizzante attestata in modo non veridico nel decreto legge 22/2021 per giustificare le sospensioni dal lavoro di certe categorie di cittadini, non appare giustificato il trattamento sperequato che consente ai vaccinati di lavorare e che vieta invece di lavorare ai non vaccinati, che sono stati emarginati dalla società, privati della dignità del lavoro e della libertà dal bisogno»<br />Una discriminazione attuata dalla legge prima che dall'Azienda che ha eseguito la legge discriminatoria «privandola di un diritto naturale per un lasso temporale eccezionalmente lungo e senza valide ragioni gettandola nell'emarginazione e nel bisogno».<br />Così alla donna verrà riconosciuto come risarcimento del danno la somma di 200 euro a titolo di danno morale e psichico per ogni giorno di sospensione discriminatoria» oltre ai mancati stipendi con contributi e interessi.<br />Sodisfatto l'avvocato Mauro Sandri, che ora dovrà attendere le mosse dell'Asl per un eventuale ricorso e che alla Bussola dice: «La rilevanza di quella sentenza sta nell'articolo 28 del decreto legislativo 150 che chiarisce la discriminazione, ma l'elemento forte è sicuramente il report Inail che smonta le finalità del decreto legge 44/2021 poi convertito nella legge 76/2021 per i sanitari e 72/2021 per gli insegnanti».<br /><br /><b>Nota di BastaBugie</b>: <i>l'autore del precedente articolo, Andrea Zambrano, nell'articolo seguente dal titolo "Giudice ordina al Miur: pagate gli arretrati ai prof non vaccinati" parla del giudice di Viterbo che ha condannato il Ministero dell'Istruzione a versare gli stipendi arretrati a tre docenti che furono sospesi dal lavoro perché senza vaccino. Riconosciuta la retroattività del reintegro. Colpa anche della legge scritta male. E ora la sentenza può fare scuola per tutte le altre cause in tribunale.<br />Ecco l'articolo completo pubblicato su La Nuova Bussola Quotidiana il 1° dicembre 2023:</i><br />Il ministero dell'Istruzione (Miur) dovrà riconoscere a tre insegnanti della provincia di Viterbo tutti gli stipendi arretrati, con relativi contributi previdenziali, che non sono stati corrisposti durante la campagna vaccinale. I tre docenti, infatti non si erano vaccinati e come tanti loro colleghi hanno pagato con l'ostracismo dalle aule la loro decisione di non farsi iniettare un farmaco sperimentale contro la loro volontà.<br />La sentenza pronunciata dal giudice del Tribunale di Viterbo Mauro Ianigro il 17 maggio scorso, è destinata a fare scuola. In questi giorni, infatti, sono scaduti i sei mesi entro cui il Miur avrebbe potuto fare ricorso per opporsi alla sentenza. Ne risulta che il dispositivo è passato in giudicato e pertanto non potrà essere appellato.<br />È una vittoria dello studio legale SanTaLex dell'avvocato Mauro Sandri, che porta a casa una sentenza molto tecnica, ma di importanza capitale e che dice sostanzialmente che quando uscì il decreto del governo Draghi 172/2021 che proibiva di lavorare ai docenti non vaccinati, la scuola era obbligata a trovare per loro un ricollocamento, il cosiddetto repêchage.<br />Cosicché, quando a partire dal 1° aprile 2022, con il decreto 24/2022 è stata modificata la legge e i docenti sono stati reintegrati, il valore di quel reintegro andava letto in maniera retroattiva; pertanto, quegli stipendi di cui sono stati privati gli insegnanti dovranno essere ora interamente corrisposti.<br />Una legge scritta male, quella del Governo di allora, che adesso comporterà un esborso non previsto per le casse dello Stato, ma più che giusto. È proprio il caso di dire che la gatta frettolosa ha partorito i gattini ciechi e il fatto che questa sentenza stabilisca il pagamento degli arretrati fa il paio con un'altra sentenza simile pronunciata a Treviso, nella quale però il giudice si è fermato appena prima: ha riconosciuto il valore retroattivo del pagamento degli stipendi, ma ha anche decretato che era venuto meno il motivo del contendere.<br />In ogni caso, con questa sentenza in mano, tantissimi docenti rimasti senza lavoro per molti mesi durante il 2021 e il 2022 potranno così affilare le loro armi e imbastire cause simili con il Miur, sperando che il giudice confermi questo impianto, che intanto però ha valore di sentenza.<br />L'avvocato Sandri ha così commentato sul suo canale Telegram: «Si tratta di una argomentazione in diritto che deriva dall'interpretazione letterale e sistematica della successione delle leggi che compulsivamente e con l'intento di scoraggiare dal fare ricorso, il folle legislatore ha varato negli anni passati. Il diavolo fa le pentole, e pensa di avere fatto bene anche i coperchi, ma noi glieli facciamo saltare. Tutti i dipendenti della Scuola sospesi hanno, pertanto, diritto di ottenere sia gli arretrati, sia gli emolumenti non percepiti, sia il trattamento pensionistico, integralmente».<br />https://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7641]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/58080018</guid><pubDate>Thu, 21 Dec 2023 04:00:06 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/58080018/infermiera_e_insegnanti.mp3" length="9343102" type="audio/mpeg"/><itunes:author>BastaBugie</itunes:author><itunes:subtitle>INFERMIERA NON VACCINATA SOSPESA: SARA' RISARCITA DEL DANNO
Un giudice ha condannato l'Asl a un risarcimento di 200 euro per ogni giorno senza lavoro a un'infermiera di Poggibonsi (provincia di Siena) che riceverà anche un risarcimento di 70mila euro...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[INFERMIERA NON VACCINATA SOSPESA: SARA' RISARCITA DEL DANNO<br />Un giudice ha condannato l'Asl a un risarcimento di 200 euro per ogni giorno senza lavoro a un'infermiera di Poggibonsi (provincia di Siena) che riceverà anche un risarcimento di 70mila euro (a Viterbo risarciti anche tre insegnanti)<br />di Andrea Zambrano<br /><br />Un'altra clamorosa sentenza, anche se di primo grado, ristabilisce la giustizia per almeno uno dei tanti sanitari sospesi e rimasti senza stipendio durante la campagna vaccinale. Arriva da Firenze dove il 20 novembre il giudice della seconda sezione civile Susanna Zanda ha dato ragione ad un'infermiera di Poggibonsi che non solo si è vista riconoscere tutti gli arretrati di stipendio che l'Asl presso la quale lavora da 40 anni le aveva tolto in quanto non vaccinata, ma riceverà anche un risarcimento significativo di almeno 70mila euro per il danno biologico, psichico e morale subito con quel provvedimento.<br />L'ordinanza si basa sul principio della discriminazione subìto dalla donna ed è stato argomentato dai suoi legali, l'avvocato Tiziana Vigni e Gianmaria Olav Taraldsen dello studio di Mauro Sandri.<br />La dipendente era stata sospesa dal 2 settembre 2021 fino al 31 dicembre di quello stesso anno e poi dal 15 giugno 2022 fino a 31 dicembre da una Asl toscana. Più di un anno senza stipendio per lei, che lavorava in ospedale dal 1985, improvvisamente privata dell'unica fonte di reddito che le consentiva di vivere.<br />Il giudice, nel dispositivo riconosce che la legge dello Stato con la quale l'Asl ha fatto scattare il provvedimento di sospensione era discriminatoria e fonte di danno risarcibile. È questo il giudizio che la toga fiorentina ha emesso sui DL dei governi Conte II e poi Draghi, che hanno lasciato a piedi migliaia di sanitari, medici, infermieri e operatori perché non si erano piegati al ricatto vaccinale.<br /><br />I LAVORATORI DEL COMPARTO SANITÀ<br />Alla base della decisione, Zanda riconosce che quei decreti-legge, poi trasformati in legge dello Stato, hanno violato la Carta di Nizza sulla violazione della dignità umana (art 1) e l'articolo 19 del Trattato sul Funzionamento dell'Unione Europea che prevede persino la possibilità di un intervento nei confronti degli stati che attuino una discriminazione.<br />«Occorre domandarsi - scrive il giudice - se la richiesta di vaccino anti covid per poter lavorare presso l'azienda, quale nuovo requisito introdotto dal DL 44/2021 fosse inquadrabile come misura di "protezione sociale e tutela della salute"».<br />Per smontare il DL, Zanda ha rilevato che le uniche fonti da cui l'Asl, citata anch'essa in giudizio, ha giustificato il suo provvedimento, erano le attestazioni dell'Istituto Superiore di Sanità sull'efficacia dei vaccini anti covid. Ma «tali elementi - ha proseguito - sono autoreferenziali e non assurgono evidentemente a prove circa la sussistenza di valide ragioni del trattamento sperequato attuato dalla convenuta (l'infermiera ndr.) e non resistono all'efficacia probatoria dei corposi elementi forniti a supporto della condotta discriminatoria subita».<br />Quali? <br />È interessante notare che uno degli elementi su cui si basa il giudizio fossero i report dell'Inail sulle infezioni sul luogo di lavoro nel 2022. Proprio i lavoratori del comparto sanità, infatti, tutti vaccinati, hanno avuto la percentuale più alta di denunce per Covid 19 tra tutti i lavoratori, il 63,2% del totale.<br />Ne consegue, secondo il ragionamento del giudice, che il fatto che una percentuale così elevata di sanitari contagiati, pur in presenza di vaccino, smentisse l'affermazione contenuta nel DL 44/2021 e le attestazioni ISS ossia che i vaccini servono per proteggere dal contagio Sars Cov 2.<br />«Dunque - prosegue - i vaccini non solo non sono anti Sars Cov 2 e cioè non impediscono la catena del contagio, ma non impediscono nemmeno la malattia severa da Covid, le ospedalizzazioni e i ricoveri».<br /><br />IL VACCINO NON AVEVA LA CAPACITÀ...]]></itunes:summary><itunes:duration>584</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/8f0f2487a5810111f5889022c51c8ff7.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Condannato a 4 anni per aver ferito il ladro albanese che voleva entrargli in casa</title><link>https://www.spreaker.com/episode/condannato-a-4-anni-per-aver-ferito-il-ladro-albanese-che-voleva-entrargli-in-casa--58075029</link><description><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="https://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7636" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7636</a><br /><br />CONDANNATO A 4 ANNI PER AVER FERITO IL LADRO ALBANESE CHE VOLEVA ENTRARGLI IN CASA di Matteo Milanesi<br />Era il 22 luglio 2013, quando un macellaio di Padova, Walter Onichini, imbracciò il proprio fucile e ferì uno dei tre ladri che aveva cercato di entrare nella sua abitazione. Otto anni dopo, nel 2021, è stato condannato per tentato omicidio e condannato in definitiva a quattro anni di reclusione, contro i 3 anni e 8 mesi del ladro di origini albanesi, Elson Ndreca, che però non ha mai scontato in quanto irreperibile.<br />Ebbene, dopo 19 mesi di detenzioni, ad Onichini è stato concesso l'affidamento in prova ai servizi sociali, senza poter uscire da casa dalle 22 alle 6 del mattino e rimanendo sempre all'interno dei confini del Veneto. Poco dopo la sua condanna a quattro anni, fu l'allora moglie del macellaio, attraverso l'avvocato Ernesto De Toni, a presentare domanda di grazia dal Presidente della Repubblica al magistrato di sorveglianza.<br />Da qui, inizia un secondo calvario per Onichini. La richiesta venne inviata al Ministero della Giustizia solo il 24 agosto 2022 e, dopo quasi due anni, è arrivato il rigetto da parte di Sergio Mattarella. Insomma, il macellaio ha dovuto sopportare un altro libro di 24 mesi a causa dei ritardi della giustizia, come affermato dal legale De Toni. La richiesta di grazia, infatti, è rimasta ferma presso la procedura di Padova per ben 9 mesi, prima di essere trasmessa al Ministero della Giustizia a Roma.<br />L'avvocato di Onichini continua a sottolineare la "palese disuguaglianza di trattamento per due persone che avevano entrambe commesso dei reati per i quali sono stati condannati", ma una dopo 9 anni dai fatti è finita in carcere solo per 16 mesi. L'altro ladro, pregiudicato ed immigrato irregolare, è stato espulso dall'Italia e condannato a 3 anni e 8 mesi di reclusione, senza però aver mai fatto un giorno in carcere.<br />Da qui, un'ulteriore beffa. Elson Ndreca si era costituito parte civile nel processo a Onichini, ottenendo un risarcimento danni di 24.500 euro, a cui si affiancano i 20.000 euro (15.000 di risarcimento danni e 5.000 per le spese processuali) che l'albanese - se sarà rintracciato - dovrà destinare al macellaio condannato.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/58075029</guid><pubDate>Wed, 20 Dec 2023 19:22:24 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/58075029/condannato_a_4_anni_per_aver_ferito_il_ladro_albanese_che_voleva_entrargli_in_casa.mp3" length="2802877" type="audio/mpeg"/><itunes:author>BastaBugie</itunes:author><itunes:subtitle>TESTO DELL'ARTICOLO ➜ https://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7636

CONDANNATO A 4 ANNI PER AVER FERITO IL LADRO ALBANESE CHE VOLEVA ENTRARGLI IN CASA di Matteo Milanesi
Era il 22 luglio 2013, quando un macellaio di Padova, Walter Onichini,...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="https://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7636" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7636</a><br /><br />CONDANNATO A 4 ANNI PER AVER FERITO IL LADRO ALBANESE CHE VOLEVA ENTRARGLI IN CASA di Matteo Milanesi<br />Era il 22 luglio 2013, quando un macellaio di Padova, Walter Onichini, imbracciò il proprio fucile e ferì uno dei tre ladri che aveva cercato di entrare nella sua abitazione. Otto anni dopo, nel 2021, è stato condannato per tentato omicidio e condannato in definitiva a quattro anni di reclusione, contro i 3 anni e 8 mesi del ladro di origini albanesi, Elson Ndreca, che però non ha mai scontato in quanto irreperibile.<br />Ebbene, dopo 19 mesi di detenzioni, ad Onichini è stato concesso l'affidamento in prova ai servizi sociali, senza poter uscire da casa dalle 22 alle 6 del mattino e rimanendo sempre all'interno dei confini del Veneto. Poco dopo la sua condanna a quattro anni, fu l'allora moglie del macellaio, attraverso l'avvocato Ernesto De Toni, a presentare domanda di grazia dal Presidente della Repubblica al magistrato di sorveglianza.<br />Da qui, inizia un secondo calvario per Onichini. La richiesta venne inviata al Ministero della Giustizia solo il 24 agosto 2022 e, dopo quasi due anni, è arrivato il rigetto da parte di Sergio Mattarella. Insomma, il macellaio ha dovuto sopportare un altro libro di 24 mesi a causa dei ritardi della giustizia, come affermato dal legale De Toni. La richiesta di grazia, infatti, è rimasta ferma presso la procedura di Padova per ben 9 mesi, prima di essere trasmessa al Ministero della Giustizia a Roma.<br />L'avvocato di Onichini continua a sottolineare la "palese disuguaglianza di trattamento per due persone che avevano entrambe commesso dei reati per i quali sono stati condannati", ma una dopo 9 anni dai fatti è finita in carcere solo per 16 mesi. L'altro ladro, pregiudicato ed immigrato irregolare, è stato espulso dall'Italia e condannato a 3 anni e 8 mesi di reclusione, senza però aver mai fatto un giorno in carcere.<br />Da qui, un'ulteriore beffa. Elson Ndreca si era costituito parte civile nel processo a Onichini, ottenendo un risarcimento danni di 24.500 euro, a cui si affiancano i 20.000 euro (15.000 di risarcimento danni e 5.000 per le spese processuali) che l'albanese - se sarà rintracciato - dovrà destinare al macellaio condannato.]]></itunes:summary><itunes:duration>176</itunes:duration><itunes:keywords>beffa,legittimadifesa,mattarella,ndreca,onichini</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/a7d3f391245017e1e74ec17ff4b9dac0.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Anche le donne sono violente (ma fanno meno notizia)</title><link>https://www.spreaker.com/episode/anche-le-donne-sono-violente-ma-fanno-meno-notizia--58074913</link><description><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="https://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7634" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7634</a><br /><br />ANCHE LE DONNE SONO VIOLENTE (MA FANNO MENO NOTIZIA) di Raffaella Frullone<br />Il volto di Laura Ziliani ieri era soltanto sulla prima pagina del Messaggero. Anche lei è una donna a cui è stata tolta la vita, anche lei è stata uccisa, ma gli altri quotidiani non hanno dato spazio alla sua foto in prima, hanno trattato la sua vicenda semplicemente nelle pagine interne, dedicate alla cronaca. Come si è sempre fatto, va detto. Era un ex vigilessa, Laura, viveva nel bresciano, a Temù, dove cresceva le sue tre figlie da sola dopo la morte prematura del marito avvenuta nel 2012. Anche lei, come Giulia Cecchettin, è scomparsa da casa, era l'8 maggio del 2021, la festa della mamma. Due delle sue figlie, Silvia e Paola, la maggiore e la minore, allertano le forze dell'ordine, sostengono che la madre sia uscita per un'escursione e si dicono preoccupate. Si mette in moto la macchina delle ricerche mentre le due ragazze si prodigano in messaggi televisivi e interviste.<br />Anche lei, come Giulia, viene ritrovata cadavere, due mesi dopo. Anche lei è morta per mano di chi diceva di amarla: le sue figlie. Due giorni fa infatti la Corte d'Assise di Brescia ha condannato all'ergastolo Silvia e Paola Zani, così come anche Mirto Milani, fidanzato della prima e amante della seconda. I tre sono accusati di omicidio volontario. La vittima fu prima stordita con benzodiazepine e poi soffocata e il cadavere venne sepolto vicino al fiume Oglio nel paese dell'Alta Vallecamonica. I tre hanno confessato in carcere. Di donna le mani che hanno ucciso, due figlie hanno strappato la vita alla madre. Niente "patriarcato" da incolpare, e forse per questo questa vita interessa meno, questa morte interessa meno. Non rientra nello schema del momento, quella del maschio colpevole "in quanto uomo".<br />Sempre due giorni fa il tribunale di Monza ha condannato a sedici anni e cinque mesi Tiziana Morandi, in arte "la mantide della Brianza", colpevole di aver circuito e narcotizzato 9 uomini tra i 27 e gli 83 anni. Secondo l'accusa, la 48enne agganciava le sue vittime sui social media, li invitava a bere un drink poi versava loro gocce di benzodiazepine per narcotizzarle e derubarle. Sotto l'effetto delle droghe una delle vittime ha anche causato un incidente stradale. Tra i vari capi d'accusa dovrà rispondere di lesioni, rapina, indebito utilizzo di carte di credito, violazione della legge sugli stupefacenti.<br />In questi casi la violenza è donna. E guardacaso non si guadagna fiumi di colate di piombo nelle prime pagine, non ci sono trasmissioni televisive per queste vittime, non ci sono hashtag, piazze reali, piazze virtuali. Anzi. Tiene ancora banco il caso Cecchettin-Turetta. Sotto i riflettori ora c'è il fatto che Filippo Turetta "andava dallo psicologo", come se fosse un indizio di colpevolezza, e anche che si era espresso sulle bevande da preparare per festa di laurea - mai avvenuta - di Giulia. E poi ancora riflettori accesi su Gino Cecchettin, che anche grazie a questa attenzione ininterrotta ha deciso di prendere una pausa dal lavoro e pensare ad un impegno civico incentrato, ovviamente, sulla lotta ai femminicidi e alla rieducazione del maschio.<br />Forse se dessimo lo stesso spazio anche agli uomini vittime, e alle donne carnefici, lui stesso si renderebbe conto che non è una questione di genere, e nemmeno di patriarcato, ma solo di peccato.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/58074913</guid><pubDate>Wed, 20 Dec 2023 19:14:37 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/58074913/anche_le_donne_sono_violente_ma_fanno_meno_notizia.mp3" length="4391958" type="audio/mpeg"/><itunes:author>BastaBugie</itunes:author><itunes:subtitle>TESTO DELL'ARTICOLO ➜ https://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7634

ANCHE LE DONNE SONO VIOLENTE (MA FANNO MENO NOTIZIA) di Raffaella Frullone
Il volto di Laura Ziliani ieri era soltanto sulla prima pagina del Messaggero. Anche lei è una donna a...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="https://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7634" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7634</a><br /><br />ANCHE LE DONNE SONO VIOLENTE (MA FANNO MENO NOTIZIA) di Raffaella Frullone<br />Il volto di Laura Ziliani ieri era soltanto sulla prima pagina del Messaggero. Anche lei è una donna a cui è stata tolta la vita, anche lei è stata uccisa, ma gli altri quotidiani non hanno dato spazio alla sua foto in prima, hanno trattato la sua vicenda semplicemente nelle pagine interne, dedicate alla cronaca. Come si è sempre fatto, va detto. Era un ex vigilessa, Laura, viveva nel bresciano, a Temù, dove cresceva le sue tre figlie da sola dopo la morte prematura del marito avvenuta nel 2012. Anche lei, come Giulia Cecchettin, è scomparsa da casa, era l'8 maggio del 2021, la festa della mamma. Due delle sue figlie, Silvia e Paola, la maggiore e la minore, allertano le forze dell'ordine, sostengono che la madre sia uscita per un'escursione e si dicono preoccupate. Si mette in moto la macchina delle ricerche mentre le due ragazze si prodigano in messaggi televisivi e interviste.<br />Anche lei, come Giulia, viene ritrovata cadavere, due mesi dopo. Anche lei è morta per mano di chi diceva di amarla: le sue figlie. Due giorni fa infatti la Corte d'Assise di Brescia ha condannato all'ergastolo Silvia e Paola Zani, così come anche Mirto Milani, fidanzato della prima e amante della seconda. I tre sono accusati di omicidio volontario. La vittima fu prima stordita con benzodiazepine e poi soffocata e il cadavere venne sepolto vicino al fiume Oglio nel paese dell'Alta Vallecamonica. I tre hanno confessato in carcere. Di donna le mani che hanno ucciso, due figlie hanno strappato la vita alla madre. Niente "patriarcato" da incolpare, e forse per questo questa vita interessa meno, questa morte interessa meno. Non rientra nello schema del momento, quella del maschio colpevole "in quanto uomo".<br />Sempre due giorni fa il tribunale di Monza ha condannato a sedici anni e cinque mesi Tiziana Morandi, in arte "la mantide della Brianza", colpevole di aver circuito e narcotizzato 9 uomini tra i 27 e gli 83 anni. Secondo l'accusa, la 48enne agganciava le sue vittime sui social media, li invitava a bere un drink poi versava loro gocce di benzodiazepine per narcotizzarle e derubarle. Sotto l'effetto delle droghe una delle vittime ha anche causato un incidente stradale. Tra i vari capi d'accusa dovrà rispondere di lesioni, rapina, indebito utilizzo di carte di credito, violazione della legge sugli stupefacenti.<br />In questi casi la violenza è donna. E guardacaso non si guadagna fiumi di colate di piombo nelle prime pagine, non ci sono trasmissioni televisive per queste vittime, non ci sono hashtag, piazze reali, piazze virtuali. Anzi. Tiene ancora banco il caso Cecchettin-Turetta. Sotto i riflettori ora c'è il fatto che Filippo Turetta "andava dallo psicologo", come se fosse un indizio di colpevolezza, e anche che si era espresso sulle bevande da preparare per festa di laurea - mai avvenuta - di Giulia. E poi ancora riflettori accesi su Gino Cecchettin, che anche grazie a questa attenzione ininterrotta ha deciso di prendere una pausa dal lavoro e pensare ad un impegno civico incentrato, ovviamente, sulla lotta ai femminicidi e alla rieducazione del maschio.<br />Forse se dessimo lo stesso spazio anche agli uomini vittime, e alle donne carnefici, lui stesso si renderebbe conto che non è una questione di genere, e nemmeno di patriarcato, ma solo di peccato.]]></itunes:summary><itunes:duration>275</itunes:duration><itunes:keywords>cecchettin,donne,femminicidio,violenza,ziliani</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/55f984753381f3267ee21882defa646e.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Violenza contro le donne: da dove tutto è cominciato</title><link>https://www.spreaker.com/episode/violenza-contro-le-donne-da-dove-tutto-e-cominciato--57836620</link><description><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="https://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7611" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7611</a><br /><br />VIOLENZA CONTRO LE DONNE: DA DOVE TUTTO E' COMINCIATO di Lorenza Formicola<br />Vi ricordate quando Angela Finocchiaro nel 2018, a La Tv delle ragazze, condotto su Raitre da Serena Dandini, disse: "gli uomini sono tutti pezzi di m..."? La comica era in veste di fatina davanti ad un gruppo di bambine disposte a semicerchio. E, allora, una di loro, nella sua innocenza, le chiese: "Anche il mio papà?". La Finocchiaro rispose: "Soprattutto tuo papà!". Immaginate adesso che cosa sarebbe successo se alla tv dei ragazzi, un noto attore avesse detto lo stesso delle donne, soprattutto la mamma di uno di loro. Quale sarebbe stata la reazione? Dopo cinque anni siamo a Se domani non torno, distruggi tutto: guerriglia contro il patriarcato a reti unificate.<br />Ecco, allora, quest'anno, che una ricorrenza come quella della Giornata internazionale della violenza sulle donne, istituita dall'Onu nel dicembre del 1999, assume una valenza, se vogliamo, ancora più corposa. Se dobbiamo parlare di violenza contro le donne, parliamone.<br />VIOLENZA CONTRO LE DONNE È...<br />E ricordiamo, allora, della lapidazione e infibulazione ai danni solo delle donne nei paesi islamici. Ricordiamo la violenza contro le bambine che non si fanno nascere, solo perché femmine. La banalizzazione dell'aborto, è essa stessa violenza. La Cina e l'India ne hanno approfittato più di tutti. E diciamolo che non è stata solo un'imposizione del maschile, ma anche una conquista femminile: laggiù nessuna vuole diventare madre di una femmina. La politica cinese del figlio unico ha avuto come risultato che, all'appello, oggi manchino - secondo gli ultimi dati a disposizione (2012) -, 45 milioni di bambine in Cina, oltre i 39,1 in India, 4,9 in Pakistan, 2,7 in Bangladesh, 5,5 nell'Africa sub-sahariana e 1,3 in Egitto. Quindi cento milioni di bambine. Solo perché donne. Ma è un diritto, dicono.<br />Violenza contro le donne è il misero congedo di maternità: dopo cinque mesi il bambino ha ancora un disperato bisogno solo della mamma. Violenza contro le donne è la tassazione violenta che impedisce di diventare madri o ne rimanda l'eventualità. È la pensione che arriva tardissimo o non arriva mai. È essere costrette a fare lavori da uomini. E fingere che sia normale e facile.<br />Violenza è il velo islamico insieme alle campagne della Commissione Ue che lo difendono. Violenza contro le donne è l'utero in affitto: legalizzare la compravendita della fame più disperata per prendere quel ventre, i suoi ovuli e il suo dolore è una cosa a cui una donna sana si sottometterebbe mai. Ammenoché quei soldi non servano per sopravvivere: quale violenza fisica e psicologica!<br />Violenza contro le donne è quella dei fatti di Rotherham. La cittadina inglese dove almeno 1400 ragazzine minorenni e bambine sono state aggredite e violentate sessualmente da maschi islamici perché bianche. Per sedici anni i fatti vennero taciuti da istituzioni negligenti e timorose di essere accusate di razzismo e islamofobia. Come per loro stessa ammissione. Ma quelle vittime non meritarono nessuna copertura, neanche postuma, a reti unificate. Forse quella cultura, a differenza della occidentale, non può essere messa in discussione.<br />Violenza contro le donne è vedere alle tante manifestazioni di "Non una di meno", in questi anni, la caricatura volgare, perversa e crudele della Vergine Maria. Si può non credere in Maria Santissima, ma Ella resta una donna che è un personaggio storico con un figlio torturato e condannato a morire crocifisso. Fa riflettere che il bersaglio di una manifestazione per le donne, e a loro difesa, sia una particolarmente pia e innocua. Persino vergine.<br />Violenza contro le donne è la pornografia. Violenza sono le quote rosa. Perché su queste violenze contro le donne, puntualmente, si glissa? E, soprattutto, come si è arrivati a tutto questo?<br />QUANDO IL CATTOLICESIMO È STATO CANCELLATO<br />La verità è che le cose hanno cominciato a precipitare quando il cattolicesimo è stato cancellato. C'è stato un tempo in cui la civiltà ruotava intorno alle donne e alla loro possibilità di dare la vita e al diritto di proteggerla. Con il cattolicesimo, infatti, arriva la vera "emancipazione". E cambia per sempre il destino delle donne. Cristo sconvolge tutto e dà alla donna la dignità di persona, oltre che un ruolo nella società. Con il cattolicesimo assumono una funzione speciale anche le vedove. Ed è nel Medioevo cristiano la donna sarà domina e regina. Sa leggere e scrivere, e come oggi, lo fa già più degli uomini. Studia all'università di medicina, è librorum custodia, padrona di casa e centro della società.<br />È la società cattolica medievale, che ha prodotto, solo per fare qualche nome, santa Caterina da Siena, che, figlia di contadini, diventa consigliera di principi e papi che osa anche redarguire e dai quali riceve rispetto e ascolto, al punto da essere proclamata dottore della Chiesa; santa Giovanna d'Arco che a 17 anni guida un esercito; o, ancora, santa Ildegarda di Bingen, dottore della Chiesa, che, all'inizio XII secolo scrive, studia la natura e compone musica, è linguista ed anche consigliera politica. Donne a capo di governo? L'"epoca buia" ha partorito le imperatrici bizantine Irene e Teodora, Melisenda di Gerusalemme e Costanza d'Altavilla. Nell'antica Roma, la donna non aveva alcun diritto. Non svolgeva alcun ruolo ufficiale nella vita politica, né amministrativa. La donna greca era già confinata nel gineceo, come oggi nelle civiltà islamiche: murata viva nell'harem.<br />Nei suoi numerosi libri, Régine Pernoud, uno degli storici più preparati e fecondi sul Medioevo, racconta di una donna inserita, con documenti che lo attestano, attivamente nella vita economica e dei 65 mestieri già riservati esclusivamente ad essa contro gli 81 degli uomini. Le donne partecipano alle assemblee e votano come negli Stati Generali del 1308. Poi è arrivato l'illuminismo e la Rivoluzione Francese e con essi la "liberazione" della donna: di nuovo ha dovuto chiedere che davanti alla legge le venisse riconosciuto lo status di persona. Quello che le aveva già dato Cristo. Poi è arrivata l'ideologia sessantottina con la sua promessa di liberazione per legge. Di nuovo. Il risultato è stato una sessualità femminile usa e getta.<br />Oggi la donna, non è più protetta da leggi morali, ma ridotta a mero oggetto sessuale. Così come l'uomo. Ma prima ancora del '68, c'è stata la protestantizzazione della società, che resiste ancora oggi. La protestantizzazione ha dato ad ogni aspetto della vita, finanche all'economia, quel carattere soggettivistico che la fa diventare un'espressione della singolarità individuale dell'uomo, soprattutto delle sue esigenze psicologiche e affettive. In campo morale non c'è più la verità oggettiva, ma il soggetto con le sue molte e contraddittorie necessità. Leggi: cancellare le differenze per un gioco di supremazia dell'uno sull'altro.<br />Sarà, allora, che la violenza sulle donne è arrivata quando dalla società è stato cancellato il cattolicesimo? E sarà che, forse, ha ragione il parroco del paesino dove è andata in scena l'ultima tragedia. «Un parere?», gli ha chiesto il cronista, «Leggete "I fratelli Karamazov" e guardate alla Croce».<br />]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/57836620</guid><pubDate>Tue, 28 Nov 2023 21:41:51 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/57836620/violenza_contro_le_donne_da_dove_tutto_cominciato.mp3" length="7745278" type="audio/mpeg"/><itunes:author>BastaBugie</itunes:author><itunes:subtitle>TESTO DELL'ARTICOLO ➜ https://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7611

VIOLENZA CONTRO LE DONNE: DA DOVE TUTTO E' COMINCIATO di Lorenza Formicola
Vi ricordate quando Angela Finocchiaro nel 2018, a La Tv delle ragazze, condotto su Raitre da Serena...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="https://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7611" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7611</a><br /><br />VIOLENZA CONTRO LE DONNE: DA DOVE TUTTO E' COMINCIATO di Lorenza Formicola<br />Vi ricordate quando Angela Finocchiaro nel 2018, a La Tv delle ragazze, condotto su Raitre da Serena Dandini, disse: "gli uomini sono tutti pezzi di m..."? La comica era in veste di fatina davanti ad un gruppo di bambine disposte a semicerchio. E, allora, una di loro, nella sua innocenza, le chiese: "Anche il mio papà?". La Finocchiaro rispose: "Soprattutto tuo papà!". Immaginate adesso che cosa sarebbe successo se alla tv dei ragazzi, un noto attore avesse detto lo stesso delle donne, soprattutto la mamma di uno di loro. Quale sarebbe stata la reazione? Dopo cinque anni siamo a Se domani non torno, distruggi tutto: guerriglia contro il patriarcato a reti unificate.<br />Ecco, allora, quest'anno, che una ricorrenza come quella della Giornata internazionale della violenza sulle donne, istituita dall'Onu nel dicembre del 1999, assume una valenza, se vogliamo, ancora più corposa. Se dobbiamo parlare di violenza contro le donne, parliamone.<br />VIOLENZA CONTRO LE DONNE È...<br />E ricordiamo, allora, della lapidazione e infibulazione ai danni solo delle donne nei paesi islamici. Ricordiamo la violenza contro le bambine che non si fanno nascere, solo perché femmine. La banalizzazione dell'aborto, è essa stessa violenza. La Cina e l'India ne hanno approfittato più di tutti. E diciamolo che non è stata solo un'imposizione del maschile, ma anche una conquista femminile: laggiù nessuna vuole diventare madre di una femmina. La politica cinese del figlio unico ha avuto come risultato che, all'appello, oggi manchino - secondo gli ultimi dati a disposizione (2012) -, 45 milioni di bambine in Cina, oltre i 39,1 in India, 4,9 in Pakistan, 2,7 in Bangladesh, 5,5 nell'Africa sub-sahariana e 1,3 in Egitto. Quindi cento milioni di bambine. Solo perché donne. Ma è un diritto, dicono.<br />Violenza contro le donne è il misero congedo di maternità: dopo cinque mesi il bambino ha ancora un disperato bisogno solo della mamma. Violenza contro le donne è la tassazione violenta che impedisce di diventare madri o ne rimanda l'eventualità. È la pensione che arriva tardissimo o non arriva mai. È essere costrette a fare lavori da uomini. E fingere che sia normale e facile.<br />Violenza è il velo islamico insieme alle campagne della Commissione Ue che lo difendono. Violenza contro le donne è l'utero in affitto: legalizzare la compravendita della fame più disperata per prendere quel ventre, i suoi ovuli e il suo dolore è una cosa a cui una donna sana si sottometterebbe mai. Ammenoché quei soldi non servano per sopravvivere: quale violenza fisica e psicologica!<br />Violenza contro le donne è quella dei fatti di Rotherham. La cittadina inglese dove almeno 1400 ragazzine minorenni e bambine sono state aggredite e violentate sessualmente da maschi islamici perché bianche. Per sedici anni i fatti vennero taciuti da istituzioni negligenti e timorose di essere accusate di razzismo e islamofobia. Come per loro stessa ammissione. Ma quelle vittime non meritarono nessuna copertura, neanche postuma, a reti unificate. Forse quella cultura, a differenza della occidentale, non può essere messa in discussione.<br />Violenza contro le donne è vedere alle tante manifestazioni di "Non una di meno", in questi anni, la caricatura volgare, perversa e crudele della Vergine Maria. Si può non credere in Maria Santissima, ma Ella resta una donna che è un personaggio storico con un figlio torturato e condannato a morire crocifisso. Fa riflettere che il bersaglio di una manifestazione per le donne, e a loro difesa, sia una particolarmente pia e innocua. Persino vergine.<br />Violenza contro le donne è la pornografia. Violenza sono le quote rosa. Perché su queste violenze contro le donne, puntualmente, si glissa? 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Anche chi non ha mai fatto niente, chi non ha mai torto un capello a una donna. Sono sicura che nella vita di ogni uomo c'è stato almeno un episodio in cui ha mancato di rispetto a una donna solo perché donna. Fatevi un esame di coscienza, imparate da questo episodio e iniziate a richiamare anche gli altri vostri amici».<br />È folle, ma non mi scompongo, al dolore ognuno reagisce come vuole, molto più spesso come può. Non concedo però la stessa impunità a chi a queste parole ha fatto da cassa di risonanza ripetendole, riproponendole, facendone un dogma che vede l'uomo come colpevole a prescindere, come se la responsabilità non fosse personale ma collettiva in base al sesso di nascita. Secondo Elena Cecchettin sua sorella Giulia è stata uccisa «in quanto donna» e quindi siamo di fronte ad un «femminicidio». In realtà Giulia non è stata uccisa "in quanto donna", altrimenti Filippo Turetta avrebbe ammazzato la commessa, la postina, un'amica, una donna qualunque, invece la furia del ragazzo si è scatenata contro la ex fidanzata. Il movente ancora non è chiaro, ancora non sappiamo tante cose di quanto accaduto quella notte. I tribunali mediatici sembrano comunque avere già deciso.<br />La sola causa di questo omicidio sembra essere il sesso, meglio "il genere" della vittima e il sesso, o meglio "il genere" del carnefice. I giornali ieri erano un fiume di accuse verso i maschi, rei solo di essere tali. Uno su tutti Paolo Giordano, che sul Corriere scriveva: «La possibilità della sopraffazione è il segreto meglio custodito dagli uomini, e che tutti gli uomini conoscono. Tutti gli uomini, anche i mansueti. Ognuno di noi (maschi), al cospetto dell'omicidio di Giulia Cecchettin, riconosce in sé l'eco dell'ascesso psichico dal quale talvolta scaturisce l'aggressione: un bolo di possesso, frustrazione, inadeguatezza, odio, invidia, terrore, ferocia, propensione all'ossessività, desiderio di punizione e annientamento e di autodistruzione, che ci riguarda tutti ma che rimane cautamente oscurato dal dibattito pubblico». E questa è solo la punta dell'iceberg.<br />UN'ALTRA DONNA FREDDATA A COLPI DI FUCILE, MA QUELLA NON CONTA<br />È curioso perché nelle stesse ore a morire per mano omicida c'era un'altra donna, Francesca Romeo, un medico freddato a colpi di fucile mentre si trovata in macchina col marito a Reggio Calabria. Non solo non ha avuto la stessa eco mediatica, non ha avuto nessuna mobilitazione istituzionale, nessuno ha osservato un minuto di silenzio per lei, perché? Forse siccome non possiamo incolpare il marito, questa vita ci interessa meno?<br />La verità è che nel nostro Paese ci sono molti più uomini morti per mano omicida, questo dicono i dati, questo dice la realtà. Perché la violenza non ha genere, ma se lo avesse, sarebbe più quello maschile ad essere penalizzato, lo spiega bene Giuliano Guzzo nel suo ultimo libro, Maschio bianco etero &amp; cattolico. Questo can can mediatico sul corpo di Giulia ancora caldo ha un solo scopo, una rieducazione collettiva del maschio che va devirilizzato a forza, privato dei suoi tratti di forza e di coraggio perché essi sono stati ridotti solo al rovescio della medaglia.<br />Sarebbe come dire che dobbiamo rieducare le mamme perché secondo la giustizia Annamaria Franzoni ha ucciso il figlio Samuele, Veronica Panarello ha ucciso il piccolo Loris Stival, Francesca Sbano ha avvelenato la sua piccola di soli tre anni, Mary Patrizio ha ucciso il figlio di cinque mesi, Alessia Piffari ha lasciato morire la figlia di fame e stenti e via dicendo. Ma non regge.<br />E non regge nemmeno questa pressante campagna per l'educazione "all'affettività" o "al rispetto delle donne". Se vogliamo accendere un faro sulle tante relazioni malate, allora facciamolo davvero. Uno dei punti chiave rilevati dai giornali in questi giorni è la possessività di questo ragazzo. Ma - posto che non tutte le persone possessive arrivano ad uccidere e non tutti gli assassini sono anche possessivi - allora mettiamo i puntini sulle "i", il contrario del possesso non è un'astratta forma di rispetto.<br />IL BENESSERE DEI SINGOLI<br />Perché se nelle relazioni inneggiamo ad una malintesa forma di libertà che si traduce nel benessere dei singoli fino a che ne hanno voglia, è facile capire che i due potrebbero anche non trovarsi con i tempi, e per qualcuno il benessere possa finire e per l'altro no? Rispetto non significa semplicemente, come vorrebbe il mondo, "accetto che oggi mi vuoi e domani non mi vuoi più", è qualcosa di più profondo che parte dal fatto che il corpo dell'altro è sacro, la vita dell'altro è sacra e anche il mio stesso corpo e la mia stessa vita lo sono.<br />Dal riconoscimento della reciproca sacralità deriva una responsabilità nel trattare noi stessi, l'altro e la relazione stessa. Questa è l'unica educazione di cui tutti abbiamo bisogno. I famosi "corsi all'affettività" di cui si parla sono momenti in cui il parametro è il proprio piacere, fino a che si continuerà a proporre il libertinaggio spinto staccato da qualunque tipo di responsabilità, fino a che conta l'emozione del momento, fino a che l'altro è utile solo se nutre il mio piacere e il mio benessere, fino a che normalizzeremo la pornografie e Onlyfans, fino a che diremo che un maschio può diventare femmina, una femmina un maschio o anche niente, o ancora tutto insieme, come potremo stupirci se le relazioni saranno violente e se le persone saranno violente?<br />La Chiesa è sempre stata attaccata quando ha parlato di castità, perché essa è sempre stata vista come la castrazione di una libertà, eppure solo uno sguardo casto è davvero libero dal possesso. Perché entra nell'ottica del dono da custodire, da preservare, da proteggere, da curare, far fiorire. Solo questo sguardo consente di uscire dalla sterile battaglia tra maschi e femmine per stabilire un'alleanza feconda. Ma questo certamente non è un'argomentazione che troverà spazio nei grandi media, e meno che meno verrà rilanciata. Eppure resta vera.<br />Nota di BastaBugie: Roberto Marchesini nell'articolo seguente dal titolo "Filippo e Giulia, il frutto del delitto: caccia al maschio e rieducazione" parla della martellante campagna, che stavolta coinvolge anche il governo, e che colpevolizza il genere maschile nel suo insieme. E chiede più (ri)educazione nelle scuole.<br />Ecco l'articolo completo pubblicato su La Nuova Bussola Quotidiana il 20 novembre 2023:<br />Eccoci di fronte all'ennesimo omicidio che ha come vittima una donna. Abbiamo dato un nome a questi omicidi: femminicidio. E abbiamo deciso che, se la vittima è una donna, il delitto è più grave rispetto ad altri omicidi. Non mi riferisco solo agli omicidi che hanno come vittima un uomo, circa due terzi di tutti gli omicidi; penso anche all'omicidio di tutti i bambini uccisi nel luogo dove dovrebbero essere più al sicuro, il grembo della mamma. Penso che molti di questi bambini sono femmine; e penso alla piccola Indi, morta di asfissia, di sete e di fame. Questi non sono chiamati femminicidi, nemmeno omicidi. Non so cosa siano... forse sacrifici umani a qualche demone?<br />Ormai i lettori della Nuova Bussola sono sazi di riflessioni sul femminicidio e sulla virilità tossica, l'archivio del nostro quotidiano on-line è pieno di argomenti e valutazioni. Tuttavia, con tutto il rispetto per il lutto e il dolore che questo dramma ha causato, è forse il caso di puntare lo sguardo altrove. In particolare sulle reazioni che questo orribile delitto ha sollevato.<br />Innanzitutto notiamo l'ondata di rabbia che si è riversata sugli uomini in genere; per fare un esempio, riportiamo la dichiarazione del ministro Tajani che ha detto: «Come uomo chiedo scusa a tutte le donne, a cominciare da mia moglie e da mia figlia per quello che fanno gli uomini». Che senso ha una tale affermazione? Tajani ha forse partecipato all'omicidio di Giulia Cecchettin? Di cosa, precisamente, si scusa con la moglie e la figlia? Per quale motivo si scusa «per quello che fanno gli uomini»? Ogni uomo è responsabile di ciò che fa ogni altro uomo? Se applicassimo questo ragionamento, che so… agli stranieri? Ogni straniero sarebbe responsabile di ciò che fanno altri stranieri? E poi: cosa fanno gli uomini? Solo cose orrende, solo delitti, solo il male?<br />Tutto questo ricorda il caso - tutt'ora controverso - di George Floyd, che suscitò un'ondata di disordini negli Stati Uniti e, in tutto il mondo compresa l'Italia, l'idea che ogni bianco caucasico (ma le razze esistono oppure no?) dovesse inginocchiarsi dinnanzi ai neri per chiedere perdono di crimini (la schiavitù) commessi da altri. E che ha avuto come conseguenza un enorme numero di aggressioni estremamente violente ai danni di ragazzini e ragazzine europoidi da parte di]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/57770932</guid><pubDate>Wed, 22 Nov 2023 21:59:10 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/57770932/il_frutto_del_delitto_di_giulia_la_caccia_al_maschio.mp3" length="13453770" type="audio/mpeg"/><itunes:author>BastaBugie</itunes:author><itunes:subtitle>TESTO DELL'ARTICOLO ➜ https://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7607

IL FRUTTO DEL DELITTO DI GIULIA E' LA CACCIA AL MASCHIO di Raffaella Frullone
Alla sorella di una ragazza morta prematuramente concedo tutto, figuriamoci alla sorella di una...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="https://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7607" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7607</a><br /><br />IL FRUTTO DEL DELITTO DI GIULIA E' LA CACCIA AL MASCHIO di Raffaella Frullone<br />Alla sorella di una ragazza morta prematuramente concedo tutto, figuriamoci alla sorella di una ragazza uccisa brutalmente, perciò non mi scompongo se la sento dire: «Gli uomini devono fare mea culpa. Anche chi non ha mai fatto niente, chi non ha mai torto un capello a una donna. Sono sicura che nella vita di ogni uomo c'è stato almeno un episodio in cui ha mancato di rispetto a una donna solo perché donna. Fatevi un esame di coscienza, imparate da questo episodio e iniziate a richiamare anche gli altri vostri amici».<br />È folle, ma non mi scompongo, al dolore ognuno reagisce come vuole, molto più spesso come può. Non concedo però la stessa impunità a chi a queste parole ha fatto da cassa di risonanza ripetendole, riproponendole, facendone un dogma che vede l'uomo come colpevole a prescindere, come se la responsabilità non fosse personale ma collettiva in base al sesso di nascita. Secondo Elena Cecchettin sua sorella Giulia è stata uccisa «in quanto donna» e quindi siamo di fronte ad un «femminicidio». In realtà Giulia non è stata uccisa "in quanto donna", altrimenti Filippo Turetta avrebbe ammazzato la commessa, la postina, un'amica, una donna qualunque, invece la furia del ragazzo si è scatenata contro la ex fidanzata. Il movente ancora non è chiaro, ancora non sappiamo tante cose di quanto accaduto quella notte. I tribunali mediatici sembrano comunque avere già deciso.<br />La sola causa di questo omicidio sembra essere il sesso, meglio "il genere" della vittima e il sesso, o meglio "il genere" del carnefice. I giornali ieri erano un fiume di accuse verso i maschi, rei solo di essere tali. Uno su tutti Paolo Giordano, che sul Corriere scriveva: «La possibilità della sopraffazione è il segreto meglio custodito dagli uomini, e che tutti gli uomini conoscono. Tutti gli uomini, anche i mansueti. Ognuno di noi (maschi), al cospetto dell'omicidio di Giulia Cecchettin, riconosce in sé l'eco dell'ascesso psichico dal quale talvolta scaturisce l'aggressione: un bolo di possesso, frustrazione, inadeguatezza, odio, invidia, terrore, ferocia, propensione all'ossessività, desiderio di punizione e annientamento e di autodistruzione, che ci riguarda tutti ma che rimane cautamente oscurato dal dibattito pubblico». E questa è solo la punta dell'iceberg.<br />UN'ALTRA DONNA FREDDATA A COLPI DI FUCILE, MA QUELLA NON CONTA<br />È curioso perché nelle stesse ore a morire per mano omicida c'era un'altra donna, Francesca Romeo, un medico freddato a colpi di fucile mentre si trovata in macchina col marito a Reggio Calabria. Non solo non ha avuto la stessa eco mediatica, non ha avuto nessuna mobilitazione istituzionale, nessuno ha osservato un minuto di silenzio per lei, perché? Forse siccome non possiamo incolpare il marito, questa vita ci interessa meno?<br />La verità è che nel nostro Paese ci sono molti più uomini morti per mano omicida, questo dicono i dati, questo dice la realtà. Perché la violenza non ha genere, ma se lo avesse, sarebbe più quello maschile ad essere penalizzato, lo spiega bene Giuliano Guzzo nel suo ultimo libro, Maschio bianco etero &amp; cattolico. Questo can can mediatico sul corpo di Giulia ancora caldo ha un solo scopo, una rieducazione collettiva del maschio che va devirilizzato a forza, privato dei suoi tratti di forza e di coraggio perché essi sono stati ridotti solo al rovescio della medaglia.<br />Sarebbe come dire che dobbiamo rieducare le mamme perché secondo la giustizia Annamaria Franzoni ha ucciso il figlio Samuele, Veronica Panarello ha ucciso il piccolo Loris Stival, Francesca Sbano ha avvelenato la sua piccola di soli tre anni, Mary Patrizio ha ucciso il figlio di cinque mesi, Alessia Piffari ha lasciato morire la figlia di fame e...]]></itunes:summary><itunes:duration>841</itunes:duration><itunes:keywords>affettività,filippoegiulia,gender,omicidio,patriarcato</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/433e0bea3072f9cc01db3254fd000afe.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>L'Europa attacca Musk con il pretesto di Hamas, ma il fine è la censura</title><link>https://www.spreaker.com/episode/l-europa-attacca-musk-con-il-pretesto-di-hamas-ma-il-fine-e-la-censura--57460839</link><description><![CDATA[VIDEO: VIDEO: Unione Europea contro Musk ➜ <a href="https://www.youtube.com/watch?v=xuOssz5FufE&amp;list=PLolpIV2TSebVtj34zS7A0AabuQ9cf1Uxp" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://www.youtube.com/watch?v=xuOssz5FufE&amp;list=PLolpIV2TSebVtj34zS7A0AabuQ9cf1Uxp</a><br /><br />TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="https://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7591" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7591</a><br /><br />L'EUROPA ATTACCA MUSK CON IL PRETESTO DI HAMAS, MA IL FINE E' LA CENSURA di Luca Volontè<br />Twitter, ovvero X, il social di Elon Musk è sotto indagine, dopo essere stato avvisato nei giorni scorsi, da parte dell'Unione europea, con l'accusa di non aver censurato commenti e post violenti dei tanti fan occidentali dei tagliagola di Hamas. Sia chiaro, Elon Musk, per molti versi simpatetico con le battaglie dei conservatori di tutto il mondo in materia di natalità e indottrinamento Lgbt, non è un paladino delle virtù cristiane: è un uomo d'affari, il più ricco del mondo.<br />Tuttavia, non siamo ingenui: il procedimento europeo viene da lontano ed è la prova generale di una censura che potrebbe colpirci tutti nel prossimo futuro in Europa. La vera vittima in questa vicenda potrebbe essere la libertà di pensiero sui social anche da parte dei conservatori senza dover essere schedati o sottoposti a censure di esperti del pensiero omologatore socialista oppressivo. Chiarito che non la persona di Elon Musk, ma gli utenti di X e tutti coloro che usano pubblicare le proprie opinioni sui social media devono temere per il procedimento nei confronti del proprietario di X, passiamo ai fatti.<br />Il Financial Times, nel settembre 2022, scriveva che Musk era sottoposto a crescenti pressioni politiche da parte degli Stati Uniti e dell'Unione europea, in merito alla sua intenzione di acquistare Twitter: USA e UE si opponevano alla sua volontà di trasformare il social network in un'oasi di libertà di parola. In quei giorni, non solo la Commissione europea aveva minacciato Musk di vietare l'uso di Twitter, ma anche il segretario al Tesoro statunitense Janet Yellen aveva minacciato una revisione dell'acquisto del social network. A fine ottobre di quell'anno, Musk effettivamente acquistò il gigante dei social, licenziò i primi quattro super manager che ne condizionavano i contenuti promuovendo solo quelli liberal e di sinistra e, allo stesso tempo, spiegò con un messaggio agli inserzionisti che aveva acquistato Twitter «perché è importante per il futuro della civiltà avere una piazza digitale comune, dove un'ampia gamma di punti di vista può essere discussa in modo sano, senza ricorrere alla violenza». Teniamo in mente che Musk vuol fare affari con X, nome con cui ha rinominato Twitter, ma senza usare strumenti di censura politica o culturale.<br />LA SCUSA DELLA LOTTA ALLE FAKE NEWS (DA PARTE DI CHI CI INONDA DI FAKE NEWS)<br />Ebbene, il 26 settembre di quest'anno, un anno dopo le minacce del 2022 e dieci giorni prima dell'attacco barbaro di Hamas contro Israele, la vicepresidente della Commissione europea per i valori e la trasparenza, Vera Jourová, dichiarava che X, che non è firmatario di un codice di condotta a livello di Unione europea per la repressione delle fake news da parte dei social media, «ha la più alta percentuale di post errati/disinformativi». La Jourová chiedeva anche agli altri social di aiutare la Commissione a reprimere contenuti inappropriati che potrebbero condizionare o influenzare il voto dei cittadini nelle elezioni nazionali ed europee.<br />Il codice di condotta europeo è un insieme di standard normativi per far sì che aziende come Google, TikTok, Microsoft e Meta si impegnino per affrontare le fake news nei 27 Paesi dell'UE. Esso è alla base della Legge sui servizi digitali o Digital Services Act (DSA), entrata in vigore l'anno scorso, per «creare uno spazio digitale più sicuro in cui siano tutelati i diritti fondamentali di tutti gli utenti dei servizi digitali; creare condizioni di parità per promuovere l'innovazione, la crescita e la competitività, sia nel mercato unico europeo che a livello globale» ed evitare ingerenze elettorali di Stati e governi stranieri, usando la Russia come capro espiatorio.<br />CENSURA SEMPRE PIÙ RIGIDA<br />In questo contesto, in cui non è possibile essere ingenui, la piattaforma di Musk e l'UE si stanno scontrando sulle regole di censura, dietro lo spunto dato dall'ignobile massacro di civili in Israele. Martedì 10 ottobre il commissario europeo al mercato interno, Thierry Breton, ha inviato a Musk una "lettera urgente" in cui critica l'insufficiente censura della sua piattaforma nei confronti della "disinformazione" e dei contenuti illegali, mettendolo in guardia sulle possibili sanzioni economiche. Musk ha risposto su X, affermando che la piattaforma è trasparente e chiedendo esempi specifici di violazioni della legge. L'amministratore delegato di X, Linda Yaccarino, ha risposto l'11 ottobre alla Commissione europea, difendendo lo sforzo della piattaforma di reprimere contenuti violenti e inappropriati e illustrando la rimozione o l'etichettatura di «decine di migliaia di contenuti» dall'inizio dell'attacco a Israele, e la cancellazione di centinaia di account legati ad Hamas. Inoltre, Yaccarino ha sottolineato la collaborazione della piattaforma con le organizzazioni antiterrorismo per prevenire l'ulteriore distribuzione di contenuti terroristici sul sito e la necessità di aprire un dialogo specifico con le istituzioni europee.<br />La Commissione, invece di prenderne atto, il 12 ottobre ha presentato una richiesta formale e legalmente vincolante di informazioni al social network di Musk sulla gestione di discorsi d'odio, disinformazione e contenuti terroristici relativi alla guerra tra Israele e Hamas e sulla conformità delle proprie regole di controllo con quelle dell'UE. Siamo al primo passo di quella che potrebbe diventare la prima indagine dell'UE ai sensi del DSA, di cui il commissario Breton si vanta pure perché, ovviamente, il «DSA è qui per proteggere la libertà di espressione e le nostre democrazie, anche in tempi di crisi».<br />Musk o non Musk, i messaggi dei tanti fan europei e occidentali di Hamas non c'entrano nulla: infatti questa gentaglia da galera scandisce, senza alcuna sanzione, i suoi orripilanti slogan nelle piazze di Francia, Regno Unito, Germania e Stati Uniti. Quelle della Commissione sono tutte scuse, come lo è lo sbandierato timore per l'influenza russa nelle elezioni dei Paesi in cui i socialisti e i liberali sono prossimi alla sconfitta. Si vuole censurare una piattaforma a causa della libertà di espressione per tutti, noi cristiani compresi.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/57460839</guid><pubDate>Tue, 31 Oct 2023 22:47:03 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/57460839/l_europa_attacca_musk_con_il_pretesto_di_hamas_ma_il_fine_la_censura.mp3" length="7452728" type="audio/mpeg"/><itunes:author>BastaBugie</itunes:author><itunes:subtitle>VIDEO: VIDEO: Unione Europea contro Musk ➜ https://www.youtube.com/watch?v=xuOssz5FufE&amp;amp;list=PLolpIV2TSebVtj34zS7A0AabuQ9cf1Uxp

TESTO DELL'ARTICOLO ➜ https://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7591

L'EUROPA ATTACCA MUSK CON IL PRETESTO DI...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[VIDEO: VIDEO: Unione Europea contro Musk ➜ <a href="https://www.youtube.com/watch?v=xuOssz5FufE&amp;list=PLolpIV2TSebVtj34zS7A0AabuQ9cf1Uxp" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://www.youtube.com/watch?v=xuOssz5FufE&amp;list=PLolpIV2TSebVtj34zS7A0AabuQ9cf1Uxp</a><br /><br />TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="https://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7591" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7591</a><br /><br />L'EUROPA ATTACCA MUSK CON IL PRETESTO DI HAMAS, MA IL FINE E' LA CENSURA di Luca Volontè<br />Twitter, ovvero X, il social di Elon Musk è sotto indagine, dopo essere stato avvisato nei giorni scorsi, da parte dell'Unione europea, con l'accusa di non aver censurato commenti e post violenti dei tanti fan occidentali dei tagliagola di Hamas. Sia chiaro, Elon Musk, per molti versi simpatetico con le battaglie dei conservatori di tutto il mondo in materia di natalità e indottrinamento Lgbt, non è un paladino delle virtù cristiane: è un uomo d'affari, il più ricco del mondo.<br />Tuttavia, non siamo ingenui: il procedimento europeo viene da lontano ed è la prova generale di una censura che potrebbe colpirci tutti nel prossimo futuro in Europa. La vera vittima in questa vicenda potrebbe essere la libertà di pensiero sui social anche da parte dei conservatori senza dover essere schedati o sottoposti a censure di esperti del pensiero omologatore socialista oppressivo. Chiarito che non la persona di Elon Musk, ma gli utenti di X e tutti coloro che usano pubblicare le proprie opinioni sui social media devono temere per il procedimento nei confronti del proprietario di X, passiamo ai fatti.<br />Il Financial Times, nel settembre 2022, scriveva che Musk era sottoposto a crescenti pressioni politiche da parte degli Stati Uniti e dell'Unione europea, in merito alla sua intenzione di acquistare Twitter: USA e UE si opponevano alla sua volontà di trasformare il social network in un'oasi di libertà di parola. In quei giorni, non solo la Commissione europea aveva minacciato Musk di vietare l'uso di Twitter, ma anche il segretario al Tesoro statunitense Janet Yellen aveva minacciato una revisione dell'acquisto del social network. A fine ottobre di quell'anno, Musk effettivamente acquistò il gigante dei social, licenziò i primi quattro super manager che ne condizionavano i contenuti promuovendo solo quelli liberal e di sinistra e, allo stesso tempo, spiegò con un messaggio agli inserzionisti che aveva acquistato Twitter «perché è importante per il futuro della civiltà avere una piazza digitale comune, dove un'ampia gamma di punti di vista può essere discussa in modo sano, senza ricorrere alla violenza». Teniamo in mente che Musk vuol fare affari con X, nome con cui ha rinominato Twitter, ma senza usare strumenti di censura politica o culturale.<br />LA SCUSA DELLA LOTTA ALLE FAKE NEWS (DA PARTE DI CHI CI INONDA DI FAKE NEWS)<br />Ebbene, il 26 settembre di quest'anno, un anno dopo le minacce del 2022 e dieci giorni prima dell'attacco barbaro di Hamas contro Israele, la vicepresidente della Commissione europea per i valori e la trasparenza, Vera Jourová, dichiarava che X, che non è firmatario di un codice di condotta a livello di Unione europea per la repressione delle fake news da parte dei social media, «ha la più alta percentuale di post errati/disinformativi». La Jourová chiedeva anche agli altri social di aiutare la Commissione a reprimere contenuti inappropriati che potrebbero condizionare o influenzare il voto dei cittadini nelle elezioni nazionali ed europee.<br />Il codice di condotta europeo è un insieme di standard normativi per far sì che aziende come Google, TikTok, Microsoft e Meta si impegnino per affrontare le fake news nei 27 Paesi dell'UE. Esso è alla base della Legge sui servizi digitali o Digital Services Act (DSA), entrata in vigore l'anno scorso, per «creare uno spazio digitale più sicuro in cui siano tutelati i diritti fondamentali di tutti gli utenti dei...]]></itunes:summary><itunes:duration>466</itunes:duration><itunes:keywords>censura,hamas,musk,twitter,ue,x</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/d7ae0740916f46d090d531ce1f3a95c5.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>La tragedia del primo popolo convertito al cristianesimo non interressa a nessuno, mica sono in Ucraina</title><link>https://www.spreaker.com/episode/la-tragedia-del-primo-popolo-convertito-al-cristianesimo-non-interressa-a-nessuno-mica-sono-in-ucraina--57181341</link><description><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="https://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7566" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7566</a><br /><br />LA TRAGEDIA DEL PRIMO POPOLO CONVERTITO AL CRISTIANESIMO NON INTERESSA A NESSUNO, MICA SONO IN UCRAINA di Diego Torre<br /><br />Nel silenzio del sistema massmediatico si consuma la tragedia di un altro popolo. L'Artsakh (il nome armeno del Nagorno-Karabakh), territorio incluso nel cuore dell'Azerbaigian, paese a maggioranza musulmano, è stato progressivamente strangolato e si è ormai estinto come realtà statuale (e non solo). Era una repubblica autonoma formata da popolazione armena, non riconosciuta dalla stato azero, che ne ha progressivamente chiuso i valichi verso la repubblica di Armenia, lasciando appena una strada di collegamento, il corridoio di Lachin. Nel dicembre 2022 è stato tagliato anche quello, costringendo alla fame gli armeni dell'Artsakh, praticamente circondati. Il 19 settembre un buon cannoneggiamento dell'esercito azero, con tanti morti, ha cancellato la residua volontà di resistenza di questi ultimi. Il risultato di questi giorni è che più della metà dei 120.000 abitanti è fuggito verso la repubblica di Armenia, che dovrà necessariamente accoglierli. Sono lunghissime colonne di macchine con a bordo disperati che hanno perso ogni cosa, attanagliati da fame e paura. I rimanenti seguiranno a breve, ben sapendo cosa viene riservato agli "infedeli" e non fidandosi delle promesse azere di clemenza. I profughi parlano infatti di abusi e uccisioni di civili e danno la motivazione: "ci uccidono perché siamo cristiani". Il Comitato Internazionale della Croce Rossa parla di "tragedia assoluta". Si sta svuotando così un territorio con una pulizia etnica "soft" nell'indifferenza generale.<br />Fallisce quindi il benevolo protettorato russo verso quel popolo, essendo Putin in ben altre faccende affaccendato, nonostante i suoi 2000 militari presenti quale forza di pace ... che non muovono un dito. L'occidente è voltato dall'altro lato e gli azeri, alleati di Erdogan, da lui sostenuti ed armati, realizzano dopo 30 anni di sforzi il loro piano: cancellare da quelle terre uno stato a prevalenza cristiana, un altro tassello della cristianità.<br />E le chiese di tutto il mondo? Non pervenute neanche loro. Eppure dovrebbero ricordare il genocidio ottomano degli armeni, compiuto un secolo fa (un milione e mezzo di vittime, sterminate dai turchi deportandole verso il centro dell'Anatolia), come le migliaia di morti degli ultimi 30 anni di aggressioni azere al Nagorno-Karabakh. Ma si sa: i martiri di cui si può parlare sono soltanto quelli graditi al politicamente corretto. E la comunità internazionale? Sostanzialmente tace ma sicuramente ratificherà quanto ottenuto dal regime azero con la forza a dispetto della libertà dei popoli di decidere del loro destino; mica siamo in Ucraina!<br />Nota di BastaBugie: Stefano Magni nell'articolo seguente dal titolo "La fuga degli armeni dal Nagorno Karabakh, tragedia annunciata e ignorata" parla dei 100mila armeni che hanno abbandonato il Nagorno Karabakh appena occupato dall'Azerbaigian: fuggono per il timore (fondato) di una pulizia etnica. Ignavia della comunità internazionale e rischio di guerra allargata.<br />Ecco l'articolo completo pubblicato su La Nuova Bussola Quotidiana il 3 ottobre 2023:<br />Se 100mila profughi vi sembran pochi. Tanti sono gli abitanti del Nagorno Karabakh fuggiti in Armenia dal 21 settembre ad oggi, secondo le stime del governo di Erevan. E si tratta della quasi totalità della popolazione locale che constava, l'estate scorsa, in 120mila anime. La pulizia etnica è stata dunque completata, senza che l'Azerbaigian, conquistatore del territorio, si sia neppure sporcato le mani. Quel che preoccupa, soprattutto gli armeni, è il silenzio assordante con cui, in Europa, è stata accolta la loro tragedia.<br />Le Nazioni Unite hanno nuovamente mostrato tutta la loro impotenza. All'Onu, una riunione di emergenza del Consiglio di Sicurezza si è riunita un giorno dopo che il breve conflitto nel Nagorno Karabakh si era già concluso. Eppure era tutt'altro che una sorpresa. Era dal dicembre del 2022 che l'Azerbaigian aveva imposto un embargo totale sulla regione autonoma a maggioranza armena e, contemporaneamente, si preparava alla ripresa della guerra interrotta nel novembre del 2020. Il blocco del corridoio di Lachin, unica via di approvvigionamento di beni dall'Armenia, era illegale sotto tutti i punti di vista e in violazione degli accordi del 2020. Eppure nessuno, nella comunità internazionale, ha proposto di imporre sanzioni contro l'Azerbaigian per indurlo a cambiare politica. Le mediazioni sono tutte fallite, senza pressioni c'è poco da convincere la controparte.<br />Non essendo riusciti a prevenire il disastro, cioè l'improvvisa occupazione del Nagorno Karabakh armeno ad opera dell'Azerbaigian, ci si chiede cosa potrebbe fare la comunità internazionale per salvare la popolazione locale dal possibile massacro. E la risposta che gli armeni si sono dati, evidentemente è: niente. Lo dimostra la loro fuga di massa. Lasciano indietro secoli di storia, decine di monasteri medievali, antichi cimiteri, vestigia di mille anni di civiltà armena e cristiana. Quanto verrà risparmiato? Quanto di questo patrimonio sarà distrutto, non appena si spegneranno i riflettori internazionali sul Caucaso?<br />Le rassicurazioni da parte azera che nulla verrà fatto contro la popolazione, sono talmente poco credibili che le stesse uniformi dei soldati di Baku dicono il contrario: lo storico turco Taner Akcan ha fatto notare come la pezza sulla manica delle uniformi azere sia l'effige di Enver Pasha, la mente del genocidio degli armeni nel 1915. La scritta sulla stessa pezza recita, in turco: "Non scappare, armeno. Morirai semplicemente di stanchezza". Un riferimento macabro alla storia: gran parte delle vittime del genocidio morì di stanchezza e stenti nelle lunghe marce della morte in Anatolia. "È chiaro che nella coscienza del regime azero esiste un legame diretto tra il genocidio del 1915 e le sue azioni – commenta lo storico turco - Non c'è quindi bisogno di fare questo collegamento in seguito. La domanda è: cos'altro produrrà questa mentalità in questa regione?".<br />La guerra potrebbe addirittura non finire qui. Se l'Azerbaigian, appoggiato dalla Turchia, attaccasse la stessa Armenia? La scrittrice Antonia Arslan, autrice de La masseria delle allodole (il capolavoro sul genocidio degli armeni) avverte che il pericolo è concreto: "il progetto della Turchia e dell'Azerbaigian è di impadronirsi anche dell'Armenia – dichiara la scrittrice - Tanto è vero che a Baku hanno già istituito un ramo del ministero degli Esteri per l'Azerbaigian dell'Ovest, che sarebbe l'Armenia. È un progetto bello chiaro, non lo nascondono". Farebbe parte del disegno politico di lungo termine della Turchia: "Ai turchi interessa tagliare in due l'Armenia e prendere un corridoio di terra che congiunga Ankara con tutte le repubbliche ex sovietiche islamiche dell'Asia centrale. All'Azerbaigian serve la Turchia da cui viene armato, da cui compra i droni prodotti dal genero di Erdogan. Altri ne compra da Israele".<br />Se per la distrazione internazionale sul Nagorno Karabakh dovesse scoppiare la guerra fra Azerbaigian e Armenia, sarebbe il peggior esempio in decenni di miopia politica. Non si poteva fare altrimenti? Il Nagorno Karabakh non era riconosciuto internazionalmente, per questo è sempre stato conosciuto ufficialmente come entità "separatista", come repubblica "auto-proclamata" dell'Artsakh. Neppure i russi, alleati dell'Armenia e presenti sul territorio con una forza di interposizione, hanno avuto legittimità di intervenire in difesa degli "armeni di montagna". Però era una realtà, era una regione abitata da armeni dalla notte dei tempi e godeva di piena autonomia anche in tempi sovietici. Quando ha avuto possibilità di farlo, la sua popolazione, al momento della dissoluzione sovietica, aveva votato a larghissima maggioranza per l'indipendenza.<br />Le Nazioni Unite non hanno attribuito importanza al diritto di autodeterminazione, preferendo quello dell'integrità territoriale degli Stati unitari rappresentati nella sua Assemblea Generale. La causa non va ricercata solo nel lavoro di lobby internazionale condotto dall'Azerbaigian, ma di un modo rigido di applicare le regole per cui solo le repubbliche che avevano un diritto costituzionale alla secessione (quelle sovietiche e quelle jugoslave) hanno avuto la possibilità di dichiarare la loro indipendenza, ma non le regioni autonome, neppure se abitate da minoranze perseguitate. Pochissime le eccezioni: il Kosovo è stato riconosciuto in modo atipico, ma solo dopo dieci anni di guerra nei Balcani e di massacri, con la memoria ancora fresca delle fosse comuni in Bosnia. L'altra eccezione recente è il Sud Sudan, ma anche qui solo dopo un genocidio e dopo che il presidente del Sudan, Omar Bashir, è stato incriminato per un altro genocidio dalla Corte Penale Internazionale. Il Sud Sudan, per altro, è uno dei peggiori esempi di indipendenza: tuttora è lacerato da una guerra civile scoppiata appena due anni dopo la sua nascita.<br />L'Artsakh, con la sua piccola popolazione e le sue istituzioni democratiche, non meritava l'indipendenza?]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/57181341</guid><pubDate>Tue, 10 Oct 2023 21:21:53 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/57181341/la_tragedia_del_primo_popolo_convertito_al_cristianesimo_non_interressa_a_nessuno_mica_sono_in_ucraina.mp3" length="10637104" type="audio/mpeg"/><itunes:author>BastaBugie</itunes:author><itunes:subtitle>TESTO DELL'ARTICOLO ➜ https://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7566

LA TRAGEDIA DEL PRIMO POPOLO CONVERTITO AL CRISTIANESIMO NON INTERESSA A NESSUNO, MICA SONO IN UCRAINA di Diego Torre

Nel silenzio del sistema massmediatico si consuma la...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="https://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7566" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7566</a><br /><br />LA TRAGEDIA DEL PRIMO POPOLO CONVERTITO AL CRISTIANESIMO NON INTERESSA A NESSUNO, MICA SONO IN UCRAINA di Diego Torre<br /><br />Nel silenzio del sistema massmediatico si consuma la tragedia di un altro popolo. L'Artsakh (il nome armeno del Nagorno-Karabakh), territorio incluso nel cuore dell'Azerbaigian, paese a maggioranza musulmano, è stato progressivamente strangolato e si è ormai estinto come realtà statuale (e non solo). Era una repubblica autonoma formata da popolazione armena, non riconosciuta dalla stato azero, che ne ha progressivamente chiuso i valichi verso la repubblica di Armenia, lasciando appena una strada di collegamento, il corridoio di Lachin. Nel dicembre 2022 è stato tagliato anche quello, costringendo alla fame gli armeni dell'Artsakh, praticamente circondati. Il 19 settembre un buon cannoneggiamento dell'esercito azero, con tanti morti, ha cancellato la residua volontà di resistenza di questi ultimi. Il risultato di questi giorni è che più della metà dei 120.000 abitanti è fuggito verso la repubblica di Armenia, che dovrà necessariamente accoglierli. Sono lunghissime colonne di macchine con a bordo disperati che hanno perso ogni cosa, attanagliati da fame e paura. I rimanenti seguiranno a breve, ben sapendo cosa viene riservato agli "infedeli" e non fidandosi delle promesse azere di clemenza. I profughi parlano infatti di abusi e uccisioni di civili e danno la motivazione: "ci uccidono perché siamo cristiani". Il Comitato Internazionale della Croce Rossa parla di "tragedia assoluta". Si sta svuotando così un territorio con una pulizia etnica "soft" nell'indifferenza generale.<br />Fallisce quindi il benevolo protettorato russo verso quel popolo, essendo Putin in ben altre faccende affaccendato, nonostante i suoi 2000 militari presenti quale forza di pace ... che non muovono un dito. L'occidente è voltato dall'altro lato e gli azeri, alleati di Erdogan, da lui sostenuti ed armati, realizzano dopo 30 anni di sforzi il loro piano: cancellare da quelle terre uno stato a prevalenza cristiana, un altro tassello della cristianità.<br />E le chiese di tutto il mondo? Non pervenute neanche loro. Eppure dovrebbero ricordare il genocidio ottomano degli armeni, compiuto un secolo fa (un milione e mezzo di vittime, sterminate dai turchi deportandole verso il centro dell'Anatolia), come le migliaia di morti degli ultimi 30 anni di aggressioni azere al Nagorno-Karabakh. Ma si sa: i martiri di cui si può parlare sono soltanto quelli graditi al politicamente corretto. E la comunità internazionale? Sostanzialmente tace ma sicuramente ratificherà quanto ottenuto dal regime azero con la forza a dispetto della libertà dei popoli di decidere del loro destino; mica siamo in Ucraina!<br />Nota di BastaBugie: Stefano Magni nell'articolo seguente dal titolo "La fuga degli armeni dal Nagorno Karabakh, tragedia annunciata e ignorata" parla dei 100mila armeni che hanno abbandonato il Nagorno Karabakh appena occupato dall'Azerbaigian: fuggono per il timore (fondato) di una pulizia etnica. Ignavia della comunità internazionale e rischio di guerra allargata.<br />Ecco l'articolo completo pubblicato su La Nuova Bussola Quotidiana il 3 ottobre 2023:<br />Se 100mila profughi vi sembran pochi. Tanti sono gli abitanti del Nagorno Karabakh fuggiti in Armenia dal 21 settembre ad oggi, secondo le stime del governo di Erevan. E si tratta della quasi totalità della popolazione locale che constava, l'estate scorsa, in 120mila anime. La pulizia etnica è stata dunque completata, senza che l'Azerbaigian, conquistatore del territorio, si sia neppure sporcato le mani. Quel che preoccupa, soprattutto gli armeni, è il silenzio assordante con cui, in Europa, è stata accolta la loro tragedia.<br />Le Nazioni Unite hanno nuovamente mostrato tutta la loro impotenza....]]></itunes:summary><itunes:duration>665</itunes:duration><itunes:keywords>armenia,azerbaigian,cristianiuccisi,infedeli,nagornokarabakh</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/759503f810ef67976856e1aeaadf0cc7.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Il Nobel per la medicina va ai due ricercatori del vaccino anticovid</title><link>https://www.spreaker.com/episode/il-nobel-per-la-medicina-va-ai-due-ricercatori-del-vaccino-anticovid--57184694</link><description><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="https://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7574" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7574</a><br /><br />IL NOBEL PER LA MEDICINA VA AI DUE RICERCATORI DEL VACCINO ANTICOVID di Paolo Gulisano<br />Il Premio Nobel per la Medicina 2023 è stato assegnato a due ricercatori, Katalin Karikó e Drew Weissman, per il loro ruolo fondamentale nello sviluppo dei i vaccini mRNA contro il Covid.<br />Il premio verrà assegnato tra due mesi, il 10 dicembre a Oslo, ma nel frattempo la notizia sta facendo il giro del mondo, e ovviamente questa scelta rappresenta una sorta di consacrazione di un determinato tipo di metodologia per realizzare i vaccini contro il Covid, che non è stato certo l'unico, ma che è quello che è stato scelto da molti Paesi, tra cui l'Italia, come opzione principale. Ci sono al mondo Paesi come l'India che deliberatamente non hanno scelto i vaccini a mRNA, ma secondo una certa informazione questi sono i vaccini per eccellenza, quelli che- secondo la stampa ufficiale, «stanno salvando centinaia di milioni di persone nel mondo». <br />Cominciano inoltre a circolare i profili biografici di questi due ricercatori: Weissman è nato nel 1959 negli Stati Uniti, è medico e nel 1997 ha fondato un gruppo di ricerca presso la Perelman School of Medicine dell'Università della Pennsylvania ed è attualmente direttore del Penn Institute for Rna Innovations. La biochimica ungherese Katalin Karikó, 66 anni, vicepresidente di BioNTech, l'azienda che ha collaborato con la Pfizer a realizzare il vaccino anti Covid più celebre, è celebrata dalla stampa come «la pioniera dei vaccini basati sulla molecola dell'Rna».<br />FILANTROPI E BENEFATTORI DELL'UMANITÀ?<br />Potremmo quindi dire che questo Premio Nobel è un esplicito riconoscimento dato alla tecnica a mRNA per la realizzazione dei vaccini. Una decisione che potrebbe avere conseguenze sulla futura scelta di sviluppare altri vaccini, se non tutti i vaccini, con questa metodologia, a dispetto delle altre tipologie tradizionali di preparazione di vaccini. Mentre l'informazione mainstream dalla fine del 2020 in poi ha descritto la corsa al vaccino per il Covid come una competizione tra filantropi e benefattori dell'umanità per realizzare quanto prima il siero che avrebbe magicamente sconfitto il Covid, si è in realtà combattuta una durissima guerra commerciale tra giganti, da cui ne uscì sconfitto il vaccino Astrazeneca, prodotto della collaborazione tra l'Università di Oxford e un gigante farmaceutico svedese.<br />In questa sfida, almeno sul mercato europeo e nordamericano, hanno non solo vinto due aziende, Pfizer e Moderna, ma anche una visione scientifica, quella che prevede l'uso del mRNA. «Attraverso le loro scoperte rivoluzionarie, i vincitori di quest'anno hanno cambiato radicalmente la nostra comprensione di come l'mRNA interagisce con il nostro sistema immunitario. Hanno contribuito al tasso senza precedenti di sviluppo dei vaccini durante una delle più grandi minacce alla salute umana dei tempi moderni». Così è stato detto nel corso della conferenza stampa di annuncio, sottolineando che la scoperta dei due scienziati è stata fondamentale non solo per la lotta al virus Sars-Cov2, ma di fatto «ha aperto le porte a tutta una serie di nuove applicazioni per altri vaccini contro il cancro e le malattie cardiovascolari».<br />LA TRIONFANTE TECNICA A MRNA<br />La tecnica che si avvale dell'uso di inoculazione di frammenti di mRNA nelle cellule umane, le quali vengono indotte a produrre antigeni di organismi patogeni (come ad esempio la proteina spike virale) oppure antigeni tumorali, che poi stimolano una risposta immunitaria adattativa, è una scoperta fatta da uno scienziato statunitense, Robert Malone, che tuttavia difficilmente potrà essere insignito del Nobel, perché - proprio in quanto "padre" della tecnologia mRNA -, fin dal 2020 mise in guardia dall'utilizzo della stessa per la produzione di farmaci genici cui fu poi attribuito il termine di vaccini. Non fu ascoltato, e il Comirnaty della Pfizer fu il primo farmaco al mondo a mRNA autorizzato in via sperimentale per la vaccinazione umana.<br />Tra i due scienziati vincitori del Nobel 2023, chi attira il maggior interesse è Katalin Karikó. La sua è la storia raccontata con enfasi retorica di un brillante cervello che nasce in un Paese arretrato e che poi va a trovare fortuna nella terra delle opportunità per eccellenza, gli Stati Uniti. In realtà, la biochimica ungherese andò incontro negli States ad una serie di rifiuti dei propri progetti, fino a quando all'apparire del Covid, Pfizer e Moderna puntarono sulla tecnica a mRNA, vedendo poi approvati i propri progetti dagli enti americano e europeo dei farmaci, arrivando a conquistare, in particolare in Italia, un assoluto duopolio dominante.<br />Nessuna delle centinaia di progetti di vaccino anti Covid che esistevano nel 2020 è stata portata a termine, anche a motivo delle scelte politiche che non lasciavano alternative a ciò che non era a tecnica mRNA. E ora, con questi Nobel, sembra essere stata indicata una scelta ben precisa, nonostante le tante perplessità che ancora oggi suscitano questi prodotti e i loro possibili effetti collaterali, sui quali lo stesso professor Malone continua a lanciare documentati avvertimenti. E come dice entusiasticamente la stessa ricercatrice ungherese, siamo solo agli inizi delle applicazioni di questa tecnologia.<br />Nota di BastaBugie: Andrea Zambrano nell'articolo seguente dal titolo "Bassetti fa il no vax con i figli. Ma non ci dice perché" racconta che il professor Bassetti non vaccinerà i figli e la moglie con il nuovo inoculo anti covid e si dice contrario a vaccinare tutta la popolazione, come un banale no vax. Ma siccome non spiega perché, ci viene il dubbio che sia per paura degli effetti avversi.<br />Ecco l'articolo completo pubblicato su La Nuova Bussola Quotidiana il 15 settembre 2023:<br />Adesso che Matteo Bassetti ha comunicato urbi et orbi che sua moglie e i suoi figli non faranno il nuovo vaccino anti covid, che succederà? Schiere di giornalisti orfani di uno dei principali araldi del vaccino, a chi si rivolgeranno per convincere gli italiani a porgere il braccio? Il trio delle meraviglie che al jingle di sì-sì-vax-vacciamoci si era coperto di ridicolo pur di condurre alla vaccinazione coatta grandi e piccini, non sa che pesci pigliare: sciogliersi come i Beatles o continuare senza leader, come i Nomadi? In ogni caso Crisanti e Pregliasco sanno che adesso dovranno coprire anche gli spazi lasciati vuoti dal loro compare. Perché, signori, forse non l'avete capito, ma il vostro Bassetti vi ha scaricato, è uscito dal gruppo come Jack Frusciante e adesso dice cose che qualche tempo fa in bocca a un no vax erano bestemmie. Fa da sé, come Riccardo Fogli senza i Pooh, anzi, scioglie proprio il gruppo dei tre virostar canterini come un Tommaso Paradiso qualsiasi o un Max Pezzali.<br />«Non dobbiamo ricommettere il medesimo errore già commesso due anni fa allargando la vaccinazione a tutti da 0 a 100 anni senza nessuna distinzione. Il vaccino per tutti è un errore, i miei figli non lo faranno. E neanche mia moglie». Questa frase pronunciata anche solo un anno e mezzo fa in bocca a un qualunque medico o scienziato gli sarebbe costata il posto di lavoro, l'espulsione forzata dal consesso civile, l'ostracismo del nome e la pubblica denigrazione.<br />E invece messa in bocca al brillante infettivologo del San Martino di Genova oggi è parola di vita, autorevole posizione. Strano mondo, davvero.<br />Dunque, finalmente grazie a Bassetti, scopriamo che ci sono stati degli errori nella campagna vaccinale? E quali sarebbero, di grazia? E quale sarebbe il motivo per non vaccinare moglie e figli con i nuovi vaccini dato che Bassetti è lo stesso che ha spinto e non poco per inoculare bambini e ragazzi senza alcun criterio, con la sola scusa che così sarebbero potuti uscire dalla DaD e riappropriarsi della loro vita sociale? Perché così diceva nel 2021 quando spingeva per gli inoculi: «Non possiamo mantenere ancora i ragazzi in Dad. Hanno bisogno di stare insieme e di socializzare. Devono vaccinarsi».<br />Convinto a vaccinare tutti, Bassetti lo era anche quando stilava persino un vademecum in forma di decalogo per i più piccini: «I vaccini approvati hanno la funzione di proteggerti dallo sviluppo della polmonite e dalla morte, non dal raffreddore o dall'influenza» e «con il vaccino proteggi te stesso e le persone che hai attorno» secondo la massima forte, ovviamente smentita dalla realtà che il vaccino avrebbe protetto anche gli altri, per una sorta di immunità indotta.<br />Dunque, adesso, si fa dietrofront. Non serve vaccinare tutti, men che meno i bambini e gli adulti, il nostro professore ora invita all'inoculo soltanto gli over 75 e i fragilissimi, che poi era la raccomandazione che con un po' di razionalità i suoi odiati no vax cercavano di sostenere.<br />A questo punto, con la campagna vaccinale alle porte sarebbe interessante capire dal professore che cosa è successo nel frattempo. Certo, che il covid non faccia più paura a molti è ormai risaputo e che si possa curare lo sapevamo da tempo ormai, ma allora perché questo principio non valeva prima, negli anni in cui la pandem]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/57184694</guid><pubDate>Tue, 10 Oct 2023 21:21:36 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/57184694/il_nobel_per_la_medicina_va_ai_due_ricercatori_del_vaccino_anticovid.mp3" length="9623587" type="audio/mpeg"/><itunes:author>BastaBugie</itunes:author><itunes:subtitle>TESTO DELL'ARTICOLO ➜ https://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7574

IL NOBEL PER LA MEDICINA VA AI DUE RICERCATORI DEL VACCINO ANTICOVID di Paolo Gulisano
Il Premio Nobel per la Medicina 2023 è stato assegnato a due ricercatori, Katalin Karikó e...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="https://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7574" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7574</a><br /><br />IL NOBEL PER LA MEDICINA VA AI DUE RICERCATORI DEL VACCINO ANTICOVID di Paolo Gulisano<br />Il Premio Nobel per la Medicina 2023 è stato assegnato a due ricercatori, Katalin Karikó e Drew Weissman, per il loro ruolo fondamentale nello sviluppo dei i vaccini mRNA contro il Covid.<br />Il premio verrà assegnato tra due mesi, il 10 dicembre a Oslo, ma nel frattempo la notizia sta facendo il giro del mondo, e ovviamente questa scelta rappresenta una sorta di consacrazione di un determinato tipo di metodologia per realizzare i vaccini contro il Covid, che non è stato certo l'unico, ma che è quello che è stato scelto da molti Paesi, tra cui l'Italia, come opzione principale. Ci sono al mondo Paesi come l'India che deliberatamente non hanno scelto i vaccini a mRNA, ma secondo una certa informazione questi sono i vaccini per eccellenza, quelli che- secondo la stampa ufficiale, «stanno salvando centinaia di milioni di persone nel mondo». <br />Cominciano inoltre a circolare i profili biografici di questi due ricercatori: Weissman è nato nel 1959 negli Stati Uniti, è medico e nel 1997 ha fondato un gruppo di ricerca presso la Perelman School of Medicine dell'Università della Pennsylvania ed è attualmente direttore del Penn Institute for Rna Innovations. La biochimica ungherese Katalin Karikó, 66 anni, vicepresidente di BioNTech, l'azienda che ha collaborato con la Pfizer a realizzare il vaccino anti Covid più celebre, è celebrata dalla stampa come «la pioniera dei vaccini basati sulla molecola dell'Rna».<br />FILANTROPI E BENEFATTORI DELL'UMANITÀ?<br />Potremmo quindi dire che questo Premio Nobel è un esplicito riconoscimento dato alla tecnica a mRNA per la realizzazione dei vaccini. Una decisione che potrebbe avere conseguenze sulla futura scelta di sviluppare altri vaccini, se non tutti i vaccini, con questa metodologia, a dispetto delle altre tipologie tradizionali di preparazione di vaccini. Mentre l'informazione mainstream dalla fine del 2020 in poi ha descritto la corsa al vaccino per il Covid come una competizione tra filantropi e benefattori dell'umanità per realizzare quanto prima il siero che avrebbe magicamente sconfitto il Covid, si è in realtà combattuta una durissima guerra commerciale tra giganti, da cui ne uscì sconfitto il vaccino Astrazeneca, prodotto della collaborazione tra l'Università di Oxford e un gigante farmaceutico svedese.<br />In questa sfida, almeno sul mercato europeo e nordamericano, hanno non solo vinto due aziende, Pfizer e Moderna, ma anche una visione scientifica, quella che prevede l'uso del mRNA. «Attraverso le loro scoperte rivoluzionarie, i vincitori di quest'anno hanno cambiato radicalmente la nostra comprensione di come l'mRNA interagisce con il nostro sistema immunitario. Hanno contribuito al tasso senza precedenti di sviluppo dei vaccini durante una delle più grandi minacce alla salute umana dei tempi moderni». Così è stato detto nel corso della conferenza stampa di annuncio, sottolineando che la scoperta dei due scienziati è stata fondamentale non solo per la lotta al virus Sars-Cov2, ma di fatto «ha aperto le porte a tutta una serie di nuove applicazioni per altri vaccini contro il cancro e le malattie cardiovascolari».<br />LA TRIONFANTE TECNICA A MRNA<br />La tecnica che si avvale dell'uso di inoculazione di frammenti di mRNA nelle cellule umane, le quali vengono indotte a produrre antigeni di organismi patogeni (come ad esempio la proteina spike virale) oppure antigeni tumorali, che poi stimolano una risposta immunitaria adattativa, è una scoperta fatta da uno scienziato statunitense, Robert Malone, che tuttavia difficilmente potrà essere insignito del Nobel, perché - proprio in quanto "padre" della tecnologia mRNA -, fin dal 2020 mise in guardia dall'utilizzo della stessa per la produzione di...]]></itunes:summary><itunes:duration>602</itunes:duration><itunes:keywords>bassetti,covid,jackfrusciante,mrna,novax</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/7c08f169181736db72f464b198c4e6bc.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Il boss mafioso che detestava la Chiesa</title><link>https://www.spreaker.com/episode/il-boss-mafioso-che-detestava-la-chiesa--56947642</link><description><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="https://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7549" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7549</a><br /><br />IL BOSS MAFIOSO CHE DETESTAVA LA CHIESAndi Federica Di Vito<br />È morto oggi Matteo Messina Denaro, 62 anni, l'ultimo stragista di Cosa Nostra arrestato il 16 gennaio dopo 30 anni di latitanza. A fine 2020 gli era stato diagnosticato un grave tumore al colon, per questo era ricoverato dall'8 agosto nell'ospedale San Salvatore de L'Aquila. Seguito costantemente da una equipe di oncologi e di infermieri, nei 9 mesi di detenzione il padrino di Castelvetrano è stato sottoposto a due operazioni chirurgiche. Dall'ultima non si era più ripreso, a tal punto che i medici avevano deciso di non rimandarlo in carcere ma di continuare con la terapia del dolore e con i sedativi in una stanza di massima sicurezza dell'ospedale. Avendo rifiutato l'accanimento terapeutico, venerdì gli è stata interrotta l'alimentazione ed è stato dichiarato in coma irreversibile.<br />Prima di morire ha potuto incontrare alcuni familiari e ha dato il cognome alla figlia avuta durante la latitanza e ancora mai riconosciuta, Lorenza Alagna. È stata lei insieme a una delle sorelle del capomafia e alla nipote Lorenza Guttadauro, la quale è anche difensore di Messina Denaro, a restare al capezzale nei suoi ultimi giorni di vita. Sarebbe giunta anche l'anziana madre, mentre in paese, a Castelvetrano, tutto è pronto per ricevere la salma che sarà tumulata nella cappella di famiglia vicino al padre Francesco - meglio conosciuto come "don Ciccio", capo della mafia trapanese morto per infarto durante la latitanza nel 1998.<br />È Lorenza Guttadauro a occuparsi in questi giorni della procedura post mortem dello zio. In contatto con le questure de L'Aquila e di Trapani, con la Procura di Palermo, con i Comuni competenti e le prefetture sta cercando di ottenere al più presto tutte le autorizzazioni necessarie per trasferire la salma in Sicilia. Nelle ultime ore prima del decesso le misure di sicurezza sia all'interno che all'esterno della struttura ospedaliera sono state rinforzate, a sorvegliare i reparti dell'ospedale 15 membri delle forze dell'ordine, tra poliziotti, carabinieri, agenti della penitenziaria, militari dell'esercito e finanzieri.<br />«Rifiuto ogni celebrazione religiosa perché fatta di uomini immondi che vivono nell'odio e nel peccato», queste sono state le volontà del boss ritrovate scritte in un pizzino del 2013 il giorno del suo arresto dai carabinieri del Ros nel covo di Campobello di Mazara. «Non sono coloro che si proclamano i soldati di Dio a poter decidere e giustiziare il mio corpo esanime, non saranno questi a rifiutare le mie esequie», scriveva ancora il boss di Castelvetrano nel maggio di dieci anni fa, mentre la Chiesa proclamava beato don Pino Puglisi. Il riferimento sembrerebbe infatti chiaro al prete di Brancaccio assassinato dalla mafia il 15 settembre 1993.<br />«Il rapporto con Dio è personale, non vuole intermediari e soprattutto non vuole alcun esecutore terreno», così aveva sentenziato. Ecco come si spiega la volontà di non avere nessun funerale religioso, «Dio sarà la mia giustizia, il mio perdono, la mia spiritualità», puntualizzando che le sue ultime volontà sono espresse «in piena coscienza» perché «il mio rapporto con la fede è puro, spirituale e autentico, non contaminato e politicizzato. Chi osa cacciare e ritenere indegna la mia persona non sa che non avrà mai la possibilità di farlo perché io non lo consento, non ne darò la possibilità».<br />Parole che non stentiamo a definire deliranti e che sfatano il mito dei mafiosi "devoti", spesso utilizzato per tacciare la Chiesa di una vicinanza con la corruzione mafiosa. Con la morte di Matteo Messina Denaro si chiude in qualche modo il capitolo della storia italiana degli anni Ottanta fatto di stragi e ricatti allo Stato. O sarebbe meglio dire che si volta pagina, perché su Cosa Nostra ancora molto c'è da scoprire. Intanto Messina Denaro i suoi segreti se li porterà in tomba e di fronte a quel Dio sempre pronto a essere invocato, ma che scruta e conosce nel profondo l'anima dell'uomo.<br /><br /><b>Nota di BastaBugie:</b> <i>Stefano Chiappalone nell'articolo seguente dal titolo "L'(a)teologia senza intermediari di Messina Denaro fa scuola" parla del boss mafioso che non voleva funerali religiosi in nome di un rapporto personale "puro, spirituale e autentico" con Dio che sarà "la mia giustizia, il mio perdono". Una fede fai-da-te alquanto diffusa che finisce per auto-assolvere chiunque.<br />Ecco l'articolo completo pubblicato su La Nuova Bussola Quotidiana il 26 settembre 2023:</i><br />Niente funerali religiosi per il boss Matteo Messina Denaro, morto ieri a L'Aquila all'età di 61 anni, dopo trent'anni di latitanza e otto mesi di detenzione. La decisione è sua, espressa in un pizzino risalente al 2013.<br />«Rifiuto ogni celebrazione religiosa», queste le volontà di Messina Denaro, «perché fatta di uomini immondi che vivono nell'odio e nel peccato e non sono coloro che si proclamano i soldati di Dio a poter decidere e giustiziare il mio corpo esanime, non saranno questi a rifiutare le mie esequie». Come a dire: "non voglio dar loro neanche la 'soddisfazione' (che tale non è) di negarmi il funerale, sono io a rifiutare loro", descrivendo la Chiesa alla stregua di un'associazione a delinquere. Quindi il boss si avventurava, a modo suo, sul piano teologico: «Il rapporto con Dio è personale, non vuole intermediari e soprattutto non vuole alcun esecutore terreno. Gli anatemi sono espressioni umane non certo di chi è solo spirito e perdono. Sono io in piena coscienza e scienza che rifiuto tutto ciò perché ritengo che il mio rapporto con la fede è puro, spirituale e autentico, non contaminato e politicizzato. Dio sarà la mia giustizia, il mio perdono, la mia spiritualità».<br />In sintesi, con Dio me la vedo da solo e guai a chi si mette in mezzo. Neanche di fronte alla fine o in vista di essa viene meno quel misto di orgogliosa impunità e senso di onnipotenza che i greci chiamavano hybris, dimenticando che «per sfidare Dio l'uomo gonfia il proprio vuoto» (Nicolás Gómez Dávila). China pericolosa al culmine e al termine di un'intera esistenza abituata a comandare e disporre della vita e della morte altrui, che spinge a illudersi di poter trattare persino Dio da pari a pari, perché all'atto pratico si fa di se stessi un "dio". In tal senso, suona involontariamente drammatica la specificazione: «la mia giustizia, il mio perdono, la mia spiritualità», cioè: a modo mio, come io ho voluto, come io li ho perseguiti nella mia esistenza, fino alla tragica possibilità di scoprire solo nell'aldilà quanto siano amari i frutti scaturiti da determinati semi. E ciascuno ne tragga le somme, sempre salvando quell'estremo frammento di vita in cui solo Dio e il moribondo possono sapere cosa si siano detti. E le tragga innanzitutto per sé.<br />Molti di coloro che oggi reclamano giustizia, magari auspicando per il defunto le pene infernali descritte nei peggiori gironi danteschi, non si accorgono di essere cresciuti - sul piano puramente teologico - alla sua stessa scuola e sottoscriverebbero tutte o quasi tutte le formulazioni di questo agghiacciante testamento. Rifiuto la Chiesa perché tutti i preti sono «immondi e vivono nel peccato» (da qual pulpito, si direbbe, ma non pochi la pensano così). Rifiuto qualsiasi intermediario perché «il rapporto con Dio è personale» e proprio così è «puro, spirituale, autentico». E va da sé che otterrò il perdono («il mio perdono»), tanto più che, rifiutando qualsiasi mediazione, ciascuno è naturalmente portato ad auto-assolversi, persuaso che il giudizio divino non sia poi tanto dissimile dal proprio (perché "io sono buono", che in fondo è il "non detto" da chiunque, compreso Messina Denaro).<br />Tipico di una mentalità che confonde la testimonianza della verità con la credibilità del testimone, perché in fondo non cerca la verità, ma la sua verità: a tale scopo il testimone più credibile è l'"io" stesso, l'unico su cui non avremmo nulla da ridire. Talora i peccati degli uomini di Chiesa sembrano il pretesto (oltre che per non guardare i propri) per non chiedersi se ci sia qualcosa di divino in quella Chiesa che da duemila anni rimane viva malgrado quella sua mescolanza di peccatori (certo), corrotti (altrettanto certo, ma meno di quanto si creda) e santi, il che raramente lo si ricorda. E sempre che si parli con cognizione di causa, poiché molti di quelli che "non vado in chiesa perché tutti i preti sono così e così", generalmente di preti non ne hanno più visto uno dal giorno del battesimo o poco più. Ma ammesso (e non sempre concesso) che tra i successori dei Dodici Apostoli capiti proprio a noi qualcuno che sembri il successore di Giuda Iscariota, a nessun'altra società umana si applicherebbe la consueta generalizzazione per cui se dieci o mille preti sono delinquenti, lo sarebbero anche tutti gli altri: provate a farlo con qualsiasi]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/56947642</guid><pubDate>Tue, 26 Sep 2023 21:32:19 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/56947642/il_boss_mafioso_che_detestava_la_chiesa.mp3" length="13888827" type="audio/mpeg"/><itunes:author>BastaBugie</itunes:author><itunes:subtitle>TESTO DELL'ARTICOLO ➜ https://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7549

IL BOSS MAFIOSO CHE DETESTAVA LA CHIESAndi Federica Di Vito
È morto oggi Matteo Messina Denaro, 62 anni, l'ultimo stragista di Cosa Nostra arrestato il 16 gennaio dopo 30 anni di...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="https://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7549" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7549</a><br /><br />IL BOSS MAFIOSO CHE DETESTAVA LA CHIESAndi Federica Di Vito<br />È morto oggi Matteo Messina Denaro, 62 anni, l'ultimo stragista di Cosa Nostra arrestato il 16 gennaio dopo 30 anni di latitanza. A fine 2020 gli era stato diagnosticato un grave tumore al colon, per questo era ricoverato dall'8 agosto nell'ospedale San Salvatore de L'Aquila. Seguito costantemente da una equipe di oncologi e di infermieri, nei 9 mesi di detenzione il padrino di Castelvetrano è stato sottoposto a due operazioni chirurgiche. Dall'ultima non si era più ripreso, a tal punto che i medici avevano deciso di non rimandarlo in carcere ma di continuare con la terapia del dolore e con i sedativi in una stanza di massima sicurezza dell'ospedale. Avendo rifiutato l'accanimento terapeutico, venerdì gli è stata interrotta l'alimentazione ed è stato dichiarato in coma irreversibile.<br />Prima di morire ha potuto incontrare alcuni familiari e ha dato il cognome alla figlia avuta durante la latitanza e ancora mai riconosciuta, Lorenza Alagna. È stata lei insieme a una delle sorelle del capomafia e alla nipote Lorenza Guttadauro, la quale è anche difensore di Messina Denaro, a restare al capezzale nei suoi ultimi giorni di vita. Sarebbe giunta anche l'anziana madre, mentre in paese, a Castelvetrano, tutto è pronto per ricevere la salma che sarà tumulata nella cappella di famiglia vicino al padre Francesco - meglio conosciuto come "don Ciccio", capo della mafia trapanese morto per infarto durante la latitanza nel 1998.<br />È Lorenza Guttadauro a occuparsi in questi giorni della procedura post mortem dello zio. In contatto con le questure de L'Aquila e di Trapani, con la Procura di Palermo, con i Comuni competenti e le prefetture sta cercando di ottenere al più presto tutte le autorizzazioni necessarie per trasferire la salma in Sicilia. Nelle ultime ore prima del decesso le misure di sicurezza sia all'interno che all'esterno della struttura ospedaliera sono state rinforzate, a sorvegliare i reparti dell'ospedale 15 membri delle forze dell'ordine, tra poliziotti, carabinieri, agenti della penitenziaria, militari dell'esercito e finanzieri.<br />«Rifiuto ogni celebrazione religiosa perché fatta di uomini immondi che vivono nell'odio e nel peccato», queste sono state le volontà del boss ritrovate scritte in un pizzino del 2013 il giorno del suo arresto dai carabinieri del Ros nel covo di Campobello di Mazara. «Non sono coloro che si proclamano i soldati di Dio a poter decidere e giustiziare il mio corpo esanime, non saranno questi a rifiutare le mie esequie», scriveva ancora il boss di Castelvetrano nel maggio di dieci anni fa, mentre la Chiesa proclamava beato don Pino Puglisi. Il riferimento sembrerebbe infatti chiaro al prete di Brancaccio assassinato dalla mafia il 15 settembre 1993.<br />«Il rapporto con Dio è personale, non vuole intermediari e soprattutto non vuole alcun esecutore terreno», così aveva sentenziato. Ecco come si spiega la volontà di non avere nessun funerale religioso, «Dio sarà la mia giustizia, il mio perdono, la mia spiritualità», puntualizzando che le sue ultime volontà sono espresse «in piena coscienza» perché «il mio rapporto con la fede è puro, spirituale e autentico, non contaminato e politicizzato. Chi osa cacciare e ritenere indegna la mia persona non sa che non avrà mai la possibilità di farlo perché io non lo consento, non ne darò la possibilità».<br />Parole che non stentiamo a definire deliranti e che sfatano il mito dei mafiosi "devoti", spesso utilizzato per tacciare la Chiesa di una vicinanza con la corruzione mafiosa. Con la morte di Matteo Messina Denaro si chiude in qualche modo il capitolo della storia italiana degli anni Ottanta fatto di stragi e ricatti allo Stato. O sarebbe meglio dire che si volta pagina, perché su Cosa Nostra...]]></itunes:summary><itunes:duration>869</itunes:duration><itunes:keywords>cosanostra,latitanza,mafiosidevoti,messinadenaro,pinopuglisi</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/10be3ee67922cee51810c753eff2728a.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>La cultura dello stupro (cellulari e pornografia)</title><link>https://www.spreaker.com/episode/la-cultura-dello-stupro-cellulari-e-pornografia--56779693</link><description><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="https://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7532" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7532</a><br /><br />LA CULTURA DELLO STUPRO (CELLULARI E PORNOGRAFIA) di Maria Rachele Ruiu<br />«Se ci penso mi viene lo schifo perché eravamo cento cani sopra una gatta, una cosa così l'avevo vista solo nei porno, eravamo troppi e sinceramente mi sono schifato un poco, però che devo fare la carne è carne, ma ti giuro dopo che si è sentita pure male, piegata a terra, ha chiamato l'ambulanza, l'abbiamo lasciata lì e siamo andati via. Voleva farsi a tutti, alla fine gli abbiamo fatto passare il capriccio»<br />La pornografia, cancro di questa generazione più di altri, visto che i bambini incappano in un video porno a 8 anni, per sbaglio. Cioè mio figlio Michele fra 3 anni.<br />Esistono bambini di seconda elementare già dipendenti dal porno. Agghiacciante. Ma è.<br />Esistono bambini alle elementari, con una idea già distorta della donna, che perdono il rispetto per la donna grazie ad un cavolo di cellulare.<br />Che perdono il desiderio di entrare in relazione con lei, di amarla e rispettarla, e che non riescono a vederla se non come mero strumento di godimento personale, grazie ad un cavolo di cellulare.<br />Un sex toy da esigere, perché desiderato. Da comprare se non lo si possiede. O da rubarsi, se non in vendita.<br />Chi fa uso di pornografia rinforza la credenza che il maschio debba dominare e la femmina sottomettersi, oltre a normalizzare pratiche sessuali estreme. Nel porno le donne sono rappresentate come macchine riceventi solo sesso, non altro: «Lei era tutta ubriaca, l'amica sua l'ha lasciata sola, voleva farsi a tutti. Alla fine gli abbiamo fatto passare il capriccio».<br />Una macchina, non più umana, deputata al mio puro godimento.<br />Gli studi mostrano che chi fa uso di pornografia, infatti, tende a rapportarsi ad una donna come oggetto: si elaborano le immagini sessualizzate delle donne con i processi con cui si elaborano gli oggetti, e non con processi che di norma usiamo quando ci relazioniamo con altri esseri umani.<br />Zero empatia: «Dopo si è sentita pure male [...] si toccava là sotto piegata a terra... 'Chiamate un'ambulanza', [...] l'abbiamo lasciata lì e siamo andati via...».<br />Un cocktail maledetto tra dipendenza da device e dipendenza da porno, servito su piatti d'argento, per la distruzione dei nostri figli.<br />Un vero carcere neurobiologico, in cui la gratificazione che cerchi non la trovi più, e hai bisogno di uno stimolo sempre maggiore: parti dalla immagine o dal video visto per caso sul cellulare a otto anni, per arrivare, non così di rado ahinoi, a ritrovarsi piegati a cercare materiale pedopornografico. Neonati, sì. Chiedete a Don Fortunato Di Noto. L'inferno in terra.<br />E no, non possiamo permetterci di scandalizzarci leggendo le richieste su telegram del video di quella vergognosa e animalesca violenza. Perché se ci scandalizziamo fingiamo che sia un caso. E invece no: chiamare la prostituzione, cioè lo stupro a pagamento, sex work; sponsorizzare la pornografia, cioè la prostituzione filmata, come sana; Only fans e compagnia cantante; la grandissima bugia che abbiamo il diritto di pretendere che tutte le nostre pulsioni debbano essere. No, non è un caso.<br />Indicare continuamente, perché fa figo, la ricerca del godimento, slegato dalla relazione, fingere che sia la strada per la felicità, per un paradiso a portata di mano, senza limiti, pieno di pulsioni, pretese, desideri assurti a diritti (voglio, posso, pretendo), che tutti dobbiamo pretendere, è l'inferno. Che stiamo permettendo, per i nostri figli.<br />Vale la pena alzarci in piedi e lottare.<br />Perché l'altra possibilità sia possibile.<br />La libertà vera, la felicità vera; quella di sapersi controllare, per l'altro; rinunciare, per l'altro; sacrificarsi, cioè rendere sacro, per l'altro; scegliere il bene, per l'altro. Ed essere felici, insieme.<br />Difendere l'altro, anche dal branco.<br />Un'alleanza che va ricercata e ritrovata, insostituibile, tra uomo e donna.<br />Post Scriptum: Se sei dipendente dal sesso, se sei nella gabbia neurobiologica di prima, se stai distruggendo le relazioni intorno a te, se non riesci a guardare più una ragazza o una donna con libertà, se non riesci ad essere fedele perché non riesci a rinunciare al sesso, se stai distruggendo il tuo matrimonio e anche se non vorresti più, ogni volta che tua moglie non c'è, che i tuoi figli non ci sono, e impossibile per te non rinchiuderti in bagno, o in cantina, se stai perdendo la tua famiglia, il tuo lavoro, lo studio, se sei in gabbia all'inferno, chiedi aiuto. Si può uscire da questa dipendenza, con fatica, ma si può.<br />Nota di BastaBugie: oggi sempre più persone cercano di liberarsi dalla nuova forma di schiavitù che consiste nel consumo frequente di immagini pornografiche. Il percorso proposto dal sacerdote cattolico padre Eric Jacquinet nel libro "Libero! Dalla trappola della pornografia" è strutturato in un cammino di 40 giorni per riconquistare la gioia di vivere. L'itinerario accompagna un progressivo lavoro di conversione, liberazione e ricostruzione di sé che, ad ogni tappa, si concretizza attraverso una testimonianza, una spiegazione dei meccanismi psicologici, una riflessione spirituale ed esercizi pratici.<br />Per comprare il libro del 2021 "Libero! Dalla trappola della pornografia", pag. 336, € 24, clicca qui!<br />BABY STUPRATORI: LA SOLUZIONE È EDUCATIVA, NON RIEDUCATIVA<br />Ecco licenziato dal Governo il «decreto Caivano» per intervenire contro le cosiddette baby-gang. Ricapitoliamo.<br />Verso la fine di agosto esce la notizia di stupri durati mesi, da parte di un gruppo di minori ai danni di due cugine di 13 anni, a Caivano, in provincia di Napoli. Don Maurizio Patriciello, parroco di un quartiere di Caivano (Parco Verde) ha invitato il premier Meloni a recarsi sul luogo per far sentire la presenza delle istituzioni. Il premier non solo ha fatto visita a questi luoghi, ma ha anche disposto un vero e proprio rastrellamento del quartiere da parte delle forze dell'ordine.<br />A dire il vero, qualche giorno prima, un evento simile è accaduto a Palermo e, prima ancora, a Firenze. In questi due casi, nessun rastrellamento, anzi: i media hanno sottolineato a più riprese che si trattava di ragazzi «normali». Insomma: una vera e propria «epidemia» di stupri di gruppo perpetrati da ragazzini minorenni. Ovviamente, il pensiero corre attraverso la sempre più precoce sessualizzazione dei nostri bambini, dai corsi di «educazione sessuale» all'uso ormai diffusissimo di smartphone e social media.<br />Ma veniamo al contenuto del decreto. Ecco le principali misure previste (sempre secondo gli organi di stampa):<br />- ammonimento, da parte del questore, al minore a partire dai 14 anni;<br />- una sanzione da 200 a 1000 euro ai genitori per mancato assolvimento degli obblighi educativi;<br />- fino a due anni di carcere se il figlio non frequenta la scuola dell'obbligo scolastico (18 anni o 16 in caso di qualifica professionale triennale);<br />- «DASPO» (Divieto di Accedere alle manifestazioni SPOrtive) urbano, cioè divieto di accesso a un determinato comune diverso da quello di residenza;<br />- «un percorso di reinserimento e rieducazione civica e sociale sulla base di un programma rieducativo che preveda [...] lo svolgimento di lavori socialmente utili o la collaborazione a titolo gratuito con enti no profit o lo svolgimento di altre attività a beneficio della comunità di appartenenza, per un periodo compreso da uno a sei mesi»;<br />- stanziamento di fondi per le scuole del Mezzogiorno.<br />Tralasciamo alcuni punti, ad esempio l'uso di un provvedimento legato al mondo dello sport (il DASPO) per qualunque provvedimento che limiti la libertà di movimento dei cittadini; oppure il fatto che, invece di promuovere una riflessione sul modello che la nostra società propone ai ragazzi, si intervenga con leggi, divieti, pene sempre più severe; o sul divieto di uso dei cellulari, che pare francamente fantascientifico, vista la situazione attuale. E concentriamoci sugli aspetti educativi evocati da questo ipotetico decreto.<br />Vediamo che lo Stato, che contribuisce in ogni modo all'attuale modello sociale, si propone di «rieducare» (non suscita un brivido questa parola?) i ragazzi dal punto di vista civico e sociale. Evidentemente ci troveremo di fronte a un esperimento di cura omeopatica. Invece di smettere di minare e di cominciare a rafforzare il ruolo educativo della famiglia («È dovere e diritto dei genitori mantenere, istruire ed educare i figli», articolo 30 della Costituzione), in barba al principio di sussidiarietà, lo Stato si arroga il compito di educare (anzi: rieducare!) i ragazzi. E cosa fa ritenere l'estensore del decreto, che un dipendente pubblico sia in grado, abbia i mezzi, le competenze e la capacità di educare i ragazzi (e non aggiungiamo «meglio dei suoi genitori»)? Un titolo di studio? Si da per scontato che i genitori siano analfabeti non scolarizzati? Si da per scontato che il titolo di studio equivalga a una abilitazione educativa? E non è finita!]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/56779693</guid><pubDate>Tue, 12 Sep 2023 21:31:16 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/56779693/la_cultura_dello_stupro_cellulari_e_pornografia.mp3" length="12064853" type="audio/mpeg"/><itunes:author>BastaBugie</itunes:author><itunes:subtitle>TESTO DELL'ARTICOLO ➜ https://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7532

LA CULTURA DELLO STUPRO (CELLULARI E PORNOGRAFIA) di Maria Rachele Ruiu
«Se ci penso mi viene lo schifo perché eravamo cento cani sopra una gatta, una cosa così l'avevo vista...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="https://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7532" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7532</a><br /><br />LA CULTURA DELLO STUPRO (CELLULARI E PORNOGRAFIA) di Maria Rachele Ruiu<br />«Se ci penso mi viene lo schifo perché eravamo cento cani sopra una gatta, una cosa così l'avevo vista solo nei porno, eravamo troppi e sinceramente mi sono schifato un poco, però che devo fare la carne è carne, ma ti giuro dopo che si è sentita pure male, piegata a terra, ha chiamato l'ambulanza, l'abbiamo lasciata lì e siamo andati via. Voleva farsi a tutti, alla fine gli abbiamo fatto passare il capriccio»<br />La pornografia, cancro di questa generazione più di altri, visto che i bambini incappano in un video porno a 8 anni, per sbaglio. Cioè mio figlio Michele fra 3 anni.<br />Esistono bambini di seconda elementare già dipendenti dal porno. Agghiacciante. Ma è.<br />Esistono bambini alle elementari, con una idea già distorta della donna, che perdono il rispetto per la donna grazie ad un cavolo di cellulare.<br />Che perdono il desiderio di entrare in relazione con lei, di amarla e rispettarla, e che non riescono a vederla se non come mero strumento di godimento personale, grazie ad un cavolo di cellulare.<br />Un sex toy da esigere, perché desiderato. Da comprare se non lo si possiede. O da rubarsi, se non in vendita.<br />Chi fa uso di pornografia rinforza la credenza che il maschio debba dominare e la femmina sottomettersi, oltre a normalizzare pratiche sessuali estreme. Nel porno le donne sono rappresentate come macchine riceventi solo sesso, non altro: «Lei era tutta ubriaca, l'amica sua l'ha lasciata sola, voleva farsi a tutti. Alla fine gli abbiamo fatto passare il capriccio».<br />Una macchina, non più umana, deputata al mio puro godimento.<br />Gli studi mostrano che chi fa uso di pornografia, infatti, tende a rapportarsi ad una donna come oggetto: si elaborano le immagini sessualizzate delle donne con i processi con cui si elaborano gli oggetti, e non con processi che di norma usiamo quando ci relazioniamo con altri esseri umani.<br />Zero empatia: «Dopo si è sentita pure male [...] si toccava là sotto piegata a terra... 'Chiamate un'ambulanza', [...] l'abbiamo lasciata lì e siamo andati via...».<br />Un cocktail maledetto tra dipendenza da device e dipendenza da porno, servito su piatti d'argento, per la distruzione dei nostri figli.<br />Un vero carcere neurobiologico, in cui la gratificazione che cerchi non la trovi più, e hai bisogno di uno stimolo sempre maggiore: parti dalla immagine o dal video visto per caso sul cellulare a otto anni, per arrivare, non così di rado ahinoi, a ritrovarsi piegati a cercare materiale pedopornografico. Neonati, sì. Chiedete a Don Fortunato Di Noto. L'inferno in terra.<br />E no, non possiamo permetterci di scandalizzarci leggendo le richieste su telegram del video di quella vergognosa e animalesca violenza. Perché se ci scandalizziamo fingiamo che sia un caso. E invece no: chiamare la prostituzione, cioè lo stupro a pagamento, sex work; sponsorizzare la pornografia, cioè la prostituzione filmata, come sana; Only fans e compagnia cantante; la grandissima bugia che abbiamo il diritto di pretendere che tutte le nostre pulsioni debbano essere. No, non è un caso.<br />Indicare continuamente, perché fa figo, la ricerca del godimento, slegato dalla relazione, fingere che sia la strada per la felicità, per un paradiso a portata di mano, senza limiti, pieno di pulsioni, pretese, desideri assurti a diritti (voglio, posso, pretendo), che tutti dobbiamo pretendere, è l'inferno. Che stiamo permettendo, per i nostri figli.<br />Vale la pena alzarci in piedi e lottare.<br />Perché l'altra possibilità sia possibile.<br />La libertà vera, la felicità vera; quella di sapersi controllare, per l'altro; rinunciare, per l'altro; sacrificarsi, cioè rendere sacro, per l'altro; scegliere il bene, per l'altro. 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ERA UNA BUFALA, MA INTANTO HANNO BRUCIATO 100 CHIESE di Giulio Meotti<br />Le ricordate le "fosse comuni di bambini indigeni nelle scuole residenziali di tutto il Canada"?<br />Una serie di scavi in siti sospetti ha appena scoperto che... non ci sono resti umani. Un gruppo di indigeni, "Pine Creek First Nation", ha scavato 14 siti della Chiesa cattolica a Manitoba. E non sono stati trovati resti umani. Nel maggio 2021, i leader della British Columbia First Nation hanno annunciato la scoperta di una fossa comune di 200 bambini indigeni tramite radar a penetrazione del suolo in una scuola residenziale nella Columbia Britannica. Il radar ha rilevato "anomalie" nel terreno, ma nessuna prova della presenza di reali resti umani. Ma tanto bastava per fare notizia a livello planetario.<br />James C. McCrae, ex procuratore generale di Manitoba, ha rassegnato le dimissioni da un comitato governativo dopo aver espresso il suo scetticismo. Scavi sono stati condotti in decine di altre chiese: non un solo corpo.<br />Pochi giorni dopo l'annuncio di una prima "scoperta", il primo ministro Justin Trudeau ha decretato, su richiesta dei leader tribali, che tutte le bandiere sugli edifici federali sarebbe sventolate a mezz'asta. Il governo canadese e le autorità provinciali hanno promesso 320 milioni di dollari per ulteriori ricerche e a dicembre altri 40 miliardi di dollari in risarcimenti.<br />Ora persino la CBC canadese ammette: "Non ci sono resti".<br />E pensare la fatica che aveva fatto il New York Times.<br />Le "scuole residenziali" sono un capitolo tragico della storia canadese. Nel 1880 il governo arruolò varie organizzazioni per creare questi collegi per giovani indigeni e inserirli nella società. Più della metà di queste scuole erano gestite dalla Chiesa Cattolica. Con la tubercolosi e l'influenza spagnola dilaganti in quel periodo, diverse migliaia di bambini indigeni morirono nelle scuole. Nel 2008 è stata creata la Commissione per la verità e la riconciliazione per aiutare il processo di guarigione da questo capitolo oscuro della storia canadese. Molto lavoro è stato fatto da tutte le parti. I primi a scusarsi, nel 1991, furono proprio i vescovi della Conferenza episcopale.<br />LA BUGIARDA STAMPA OCCIDENTALE<br />Ma un "genocidio"? "Fosse comuni"? A leggere la bugiarda stampa occidentale sembrava che il Canada cattolico fosse la Serbia di Mladic.<br />Conrad Black, fondatore del quotidiano canadese National Post, ora spiega: "Tutta questa controversia è una frode. La performance di Justin Trudeau è stata vergognosa; ha disonorato il Canada". Black scrive che "non è stato scoperto alcun gruppo di tombe in nessuna parte del Canada" e che tutte le accuse sono state avanzate sulla base di distorsioni del suolo. "...Nonostante la generosa fornitura di fondi pubblici per condurre le necessarie indagini forensi, non è noto se ci siano sepolture umane, tanto meno tombe di bambini".<br />Eppure, anche Papa Francesco - che ha sempre troppa fretta di piacere alla gente che piace - ha rilasciato scuse formali a nome della Chiesa.<br />Ma in compenso chi esprimeva scetticismo ha visto carriera e reputazione distrutte. Prendiamo il caso dell'ex politico di Manitoba Jim McCrae. In un paio di articoli scritti verso la fine dello scorso anno, McCrae ha sfidato la visione della storia delle scuole residenziali promossa. Così è diventato "un negazionista". Un ex professore universitario si è visto annullare un discorso nel febbraio di quest'anno con la motivazione che "le sue opinioni non avrebbero fatto avanzare il dibattito sulle scuole residenziali e avrebbero causato danni minimizzando il dolore e la sofferenza inflitti ai bambini e alle famiglie delle Prime Nazioni". Altrove, un insegnante della Columbia Britannica si è visto annullare il certificato di insegnante dopo aver criticato la narrativa del "genocidio culturale".<br />Tom Flanagan, professore emerito di scienze politiche all'Università di Calgary, ha detto la questione è un esempio perfetto di "panico morale".<br />Bastava leggere i tre principali quotidiano italiani: Il Corriere della Sera, La Repubblica e La Stampa. Decine e decine di articoli senza fondamento.<br />Quillette lo definisce "panico generato dai media" in una inchiesta su come la fake news è diventata virale.<br />CENTO CHIESE BRUCIATE IN POCHI GIORNI<br />In compenso, per "ritorsione", in Canada cento chiese sono state bruciate in pochi giorni da attivisti e militanti senza che i media ne parlassero, "in un misto di indifferenza e gioia maligna" scrive Mathieu Bock-Coté sul Journal de Montréal. Le chiese vanno a fuoco nei giorni in cui si riparla della sorte dei bambini indigeni che lo stato canadese nell'Ottocento ha cercato di assimilare.<br />In una intervista con Fox News, il giornalista canadese Ezra Levant spiega il clima e solleva un paradosso tragico: "Il premier canadese Trudeau ha introdotto una legge contro il ‘discorso dell'odio' su Facebook e Internet, ma è silente su questa ondata di attacchi alle chiese".<br />"Immaginate se, dopo l'11 settembre 2001, negli Stati Uniti, o dopo gli attacchi islamisti degli ultimi anni in Francia, cittadini ‘arrabbiati' decidessero di attaccare le moschee, di vandalizzarle, di bruciarle" scrive ancora Bock-Coté. "Saremmo stati tutti indignati da tali gesti. Li avremmo condannati senza riserve. Avremmo ricordato che tali atti sono criminali, oltre a richiedere una punizione severa per i loro autori. Come, allora, spiegare la reazione attuale?". O meglio, la mancanza di reazione. Un sacerdote canadese ha raccontato che la sua congregazione è fuggita dal Vietnam per cercare libertà religiosa in Occidente. "E oggi il Canada è meno sicuro del Vietnam".<br />"È stata un'estate difficile per i cristiani canadesi", scrive il Wall Street Journal. Anche una chiesa copta è stata rasa al suolo, non in Egitto, dove l'incendio di chiese copte non è un evento raro, ma in Canada, noto anche come "il centro dei roghi delle chiese del mondo occidentale". La chiesa copta di San Giorgio nel Surrey, che ha servito 500 famiglie e fornito cibo ai senzatetto, è stata incendiata e completamente distrutta. Rimane in piedi solo un muro carbonizzato.<br />JUSTIN TRUDEAU PEGGIO DI GOEBBELS<br />Questa è senza dubbio una crisi, ma non lo penseresti osservando la risposta del primo ministro Justin Trudeau. "Sebbene il primo sospetto incendio doloso sia avvenuto il 21 giugno, Trudeau non ha parlato della questione fino al 1 luglio" scrive il Wall Street Journal. "Peggio ancora, dopo dozzine di incidenti in sette diverse province e territori, c'è stato un solo arresto. ‘Mi sbaglio', ha chiesto Aaron Wudrick del Macdonald-Laurier Institute, ‘o quest'anno sono state arrestate più persone in Canada per essere entrate in una chiesa per pregare che per averne incendiata una?'".<br />Molti hanno festeggiato apertamente alla vista delle chiese che bruciano, racconta il National Post. Gerald Butts, ex braccio destro del premier canadese Trudeau, ha scritto che bruciare le chiese è "comprensibile". La direttrice della organizzazione dei diritti civili BC Civil Liberties Association , Harsha Walia, ha twittato: "Bruciatele tutte!". Una dirigente della Canadian Bar Association ha chiesto che tutte le chiese vengano rase al suolo. Un altro avvocato, Naomi Sayers, ha detto di essere pronta a dare una mano a bruciare tutte le chiese. E l'elenco è ancora lungo. La professoressa della McGill University Debra Thompson si domanda come "è davvero una sorpresa che non le bruciamo tutte".<br />In Canada, sono state decapitate le statue nella chiesa di Nostra Signora di Lourdes a Toronto. Decapitata la statua della Madonna in una chiesa di Toronto, come la statua di un santo a Winnipeg.<br />In questi anni abbiamo visto numerose fake news prodotte dal "sistema" che vigila sulla definizione di "verità". Questa canadese forse le batte tutte. Neanche il ministro Goebbels avrebbe potuto essere così raffinato da costringere un Papa a chiedere scusa per una menzogna.<br />Quarto Potere Woke!]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/56779662</guid><pubDate>Tue, 12 Sep 2023 21:31:08 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/56779662/fosse_comuni_di_bambini_in_canada_era_una_bufala_ma_intanto_hanno_bruciato_100_chiese.mp3" length="10391345" type="audio/mpeg"/><itunes:author>BastaBugie</itunes:author><itunes:subtitle>TESTO DELL'ARTICOLO ➜ https://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7531

FOSSE COMUNI DI BAMBINI IN CANADA? ERA UNA BUFALA, MA INTANTO HANNO BRUCIATO 100 CHIESE di Giulio Meotti
Le ricordate le "fosse comuni di bambini indigeni nelle scuole...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="https://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7531" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7531</a><br /><br />FOSSE COMUNI DI BAMBINI IN CANADA? ERA UNA BUFALA, MA INTANTO HANNO BRUCIATO 100 CHIESE di Giulio Meotti<br />Le ricordate le "fosse comuni di bambini indigeni nelle scuole residenziali di tutto il Canada"?<br />Una serie di scavi in siti sospetti ha appena scoperto che... non ci sono resti umani. Un gruppo di indigeni, "Pine Creek First Nation", ha scavato 14 siti della Chiesa cattolica a Manitoba. E non sono stati trovati resti umani. Nel maggio 2021, i leader della British Columbia First Nation hanno annunciato la scoperta di una fossa comune di 200 bambini indigeni tramite radar a penetrazione del suolo in una scuola residenziale nella Columbia Britannica. Il radar ha rilevato "anomalie" nel terreno, ma nessuna prova della presenza di reali resti umani. Ma tanto bastava per fare notizia a livello planetario.<br />James C. McCrae, ex procuratore generale di Manitoba, ha rassegnato le dimissioni da un comitato governativo dopo aver espresso il suo scetticismo. Scavi sono stati condotti in decine di altre chiese: non un solo corpo.<br />Pochi giorni dopo l'annuncio di una prima "scoperta", il primo ministro Justin Trudeau ha decretato, su richiesta dei leader tribali, che tutte le bandiere sugli edifici federali sarebbe sventolate a mezz'asta. Il governo canadese e le autorità provinciali hanno promesso 320 milioni di dollari per ulteriori ricerche e a dicembre altri 40 miliardi di dollari in risarcimenti.<br />Ora persino la CBC canadese ammette: "Non ci sono resti".<br />E pensare la fatica che aveva fatto il New York Times.<br />Le "scuole residenziali" sono un capitolo tragico della storia canadese. Nel 1880 il governo arruolò varie organizzazioni per creare questi collegi per giovani indigeni e inserirli nella società. Più della metà di queste scuole erano gestite dalla Chiesa Cattolica. Con la tubercolosi e l'influenza spagnola dilaganti in quel periodo, diverse migliaia di bambini indigeni morirono nelle scuole. Nel 2008 è stata creata la Commissione per la verità e la riconciliazione per aiutare il processo di guarigione da questo capitolo oscuro della storia canadese. Molto lavoro è stato fatto da tutte le parti. I primi a scusarsi, nel 1991, furono proprio i vescovi della Conferenza episcopale.<br />LA BUGIARDA STAMPA OCCIDENTALE<br />Ma un "genocidio"? "Fosse comuni"? A leggere la bugiarda stampa occidentale sembrava che il Canada cattolico fosse la Serbia di Mladic.<br />Conrad Black, fondatore del quotidiano canadese National Post, ora spiega: "Tutta questa controversia è una frode. La performance di Justin Trudeau è stata vergognosa; ha disonorato il Canada". Black scrive che "non è stato scoperto alcun gruppo di tombe in nessuna parte del Canada" e che tutte le accuse sono state avanzate sulla base di distorsioni del suolo. "...Nonostante la generosa fornitura di fondi pubblici per condurre le necessarie indagini forensi, non è noto se ci siano sepolture umane, tanto meno tombe di bambini".<br />Eppure, anche Papa Francesco - che ha sempre troppa fretta di piacere alla gente che piace - ha rilasciato scuse formali a nome della Chiesa.<br />Ma in compenso chi esprimeva scetticismo ha visto carriera e reputazione distrutte. Prendiamo il caso dell'ex politico di Manitoba Jim McCrae. In un paio di articoli scritti verso la fine dello scorso anno, McCrae ha sfidato la visione della storia delle scuole residenziali promossa. Così è diventato "un negazionista". Un ex professore universitario si è visto annullare un discorso nel febbraio di quest'anno con la motivazione che "le sue opinioni non avrebbero fatto avanzare il dibattito sulle scuole residenziali e avrebbero causato danni minimizzando il dolore e la sofferenza inflitti ai bambini e alle famiglie delle Prime Nazioni". Altrove, un insegnante della Columbia Britannica si...]]></itunes:summary><itunes:duration>650</itunes:duration><itunes:keywords>bufala,canada,fossecomuni,menzogna,trudeau,woke</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/66a8f922cc00d592c4f0436ef8fab495.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Soros lascia l'Europa, ma non è una ritirata, bensì un obiettivo raggiunto</title><link>https://www.spreaker.com/episode/soros-lascia-l-europa-ma-non-e-una-ritirata-bensi-un-obiettivo-raggiunto--56703286</link><description><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="https://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7523" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7523</a><br /><br />SOROS LASCIA L'EUROPA, MA NON E' UNA RITIRATA, BENSI' UN OBIETTIVO RAGGIUNTO<br />Ormai i governi europei seguono già i voleri del miliardario George Soros, per cui la Open Society investirà altrove i suoi capitali per promuovere aborto, eutanasia, gender, diritti lgbt, immigrazionismo, ecc.<br />di Radio Roma Libera, 28 agosto 2023<br />L'OSF-Open Society Foundations, fondata, voluta e guidata dal miliardario George Soros, saluta l'Europa. La sua ritirata dal Vecchio Continente è pressoché totale. Una vittoria, come molti hanno ritenuto forse un po' troppo frettolosamente? Tutt'altro, in realtà rappresenta un'autentica sconfitta. Poiché la decisione sarebbe giunta dopo aver valutato come ormai la maggior parte dei governi e degli organismi istituzionali europei stia già seguendo politiche identiche a quelle sostenute dalla Fondazione ed, oltre tutto, investendovi capitali più che adeguati. Inutile quindi insistere oltre, meglio spostare interessi e denaro dove ancora manchino. E questo a partire già dal prossimo anno.<br />A darne notizia sono state contemporaneamente diverse agenzie d'informazione, come la spagnola InfoCatólica, la francese Médias-Presse-Info e l'italiana LaPresse, nonché quotidiani come l'italiano Domani. I nuovi obiettivi geografici di Soros ancora non sarebbero noti, ma la strategia resterebbe la stessa: sostenere economicamente Ong, think-tank e lobby di vario tipo per promuovere ovunque aborto, gender, Lgbtq+, eutanasia ed, in generale, una visione ultraprogressista della società.<br />ORGANIZZAZIONE MONDIALE DELLA SANITÀ<br />Del resto, l'interesse dei "padroni del mondo" verso le istituzioni più significative e rappresentative a livello planetario non deve sorprendere, non è né un mistero, né una novità: pochi mesi fa, per la precisione lo scorso 23 maggio, secondo quanto riferito sempre da Médias-Presse-Info, l'OMS-Organizzazione Mondiale della Sanità ha firmato un rapporto di partnership con Fondazione Rockefeller, allo scopo di rafforzare, soprattutto - è stato detto - in termini di prevenzione, il Centro di informazione sulle Pandemie e sulle Epidemie. Valore dell'accordo, 5 milioni di dollari. Lo spunto verrebbe offerto insomma da un problema vero, ma per giungere dove? E soprattutto come?<br />Nel comunicato-stampa, con cui si è data notizia dell'intesa, è stato anche precisato come, in realtà, OMS e Fondazione Rockefeller collaborino da ben 75 anni con sovvenzioni, solo negli ultimi vent'anni, pari a circa 27 milioni di dollari. Ancora: nel gennaio 2022 Fondazione Rockefeller, peraltro grande azionista dell'industria farmaceutica, è stata anche ammessa come attore non statale nelle relazioni ufficiali con l'Oms. Sostanzialmente lo stesso modus operandi è riscontrabile in un'altra, analoga realtà, la Bill &amp; Melinda Gates Foundation. E questo pone seri punti interrogativi sulla direzione che enti in ogni caso privati possano imprimere alle politiche di organismi internazionali, di per sé istituzionali, privi di reali esigenze economiche perché sostenuti dai governi ed autorevoli solo nella misura in cui possano essere e dirsi realmente liberi e indipendenti da pressioni esterne di singoli o gruppi.<br />BENEFATTORE O PARTNER?<br />È evidente come diverso sia lo status di semplice benefattore e quello invece di partner, con la possibilità concreta di incidere in una politica attiva di definizione degli obiettivi e dei progetti su scala internazionale. Tale politica di trasparenza viene purtroppo offuscata da operazioni magari formalmente legittime, tali tuttavia da lasciare più di un dubbio circa la loro effettiva limpidezza. E, ad evidenziarlo, è stato, nemmeno a farlo apposta, un altro big dell'hi-tech, Elon Musk, che lo scorso 15 maggio si è dichiarato pronto ad avviare un'azione legale proprio contro le Ong finanziate da Soros, accusate di diffondere informazioni false, pur di ottenere i propri scopi: in un rapporto, ad esempio, avrebbe denunciato un dubbio aumento nel numero degli «incidenti d'odio», finalizzato in realtà a sostenere limitazioni e censure più severe alla libertà di espressione in Occidente, in particolar modo - nel caso specifico - in Irlanda e Scozia. Che sia vero o meno, saranno eventualmente i tribunali a stabilirlo, ammesso che Musk sia disposto a proseguire in un'accusa, che potrebbe tramutarsi in un boomerang a fronte di sue iniziative, alquanto discutibili e non meno inquietanti, assunte tramite le sue aziende.<br />Del resto, fu Benedetto XVI a distinguere in modo chiaro nell'enciclica Deus Caritas est, ai numeri 30b e 31a, la sostanziale differenza tra le «molteplici organizzazioni con scopi filantropici, che si impegnano per raggiungere, nei confronti dei problemi sociali e politici esistenti, soluzioni soddisfacenti sotto l'aspetto umanitario» ed, invece, la «carità cristiana», per la quale occorre, sì, «competenza professionale», ma anche e soprattutto «umanità» e «formazione del cuore», capace di condurre i propri operatori «a quell'incontro con Dio in Cristo, che susciti in loro l'amore e apra il loro animo all'altro, così che per loro l'amore del prossimo sia una conseguenza derivante dalla loro fede, che diventa operante nell'amore». E questa è una cifra, una specificità, un valore aggiunto che né Soros, né Gates, né Musk, né alcun altro magnate dell'alta finanza può vantare, al netto di critiche, sospetti ed accuse.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/56703286</guid><pubDate>Wed, 06 Sep 2023 11:51:37 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/56703286/soros_lascia_l_europa_ma_non_una_ritirata_bens_un_obiettivo_raggiunto.mp3" length="6745487" type="audio/mpeg"/><itunes:author>BastaBugie</itunes:author><itunes:subtitle>TESTO DELL'ARTICOLO ➜ https://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7523

SOROS LASCIA L'EUROPA, MA NON E' UNA RITIRATA, BENSI' UN OBIETTIVO RAGGIUNTO
Ormai i governi europei seguono già i voleri del miliardario George Soros, per cui la Open Society...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="https://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7523" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7523</a><br /><br />SOROS LASCIA L'EUROPA, MA NON E' UNA RITIRATA, BENSI' UN OBIETTIVO RAGGIUNTO<br />Ormai i governi europei seguono già i voleri del miliardario George Soros, per cui la Open Society investirà altrove i suoi capitali per promuovere aborto, eutanasia, gender, diritti lgbt, immigrazionismo, ecc.<br />di Radio Roma Libera, 28 agosto 2023<br />L'OSF-Open Society Foundations, fondata, voluta e guidata dal miliardario George Soros, saluta l'Europa. La sua ritirata dal Vecchio Continente è pressoché totale. Una vittoria, come molti hanno ritenuto forse un po' troppo frettolosamente? Tutt'altro, in realtà rappresenta un'autentica sconfitta. Poiché la decisione sarebbe giunta dopo aver valutato come ormai la maggior parte dei governi e degli organismi istituzionali europei stia già seguendo politiche identiche a quelle sostenute dalla Fondazione ed, oltre tutto, investendovi capitali più che adeguati. Inutile quindi insistere oltre, meglio spostare interessi e denaro dove ancora manchino. E questo a partire già dal prossimo anno.<br />A darne notizia sono state contemporaneamente diverse agenzie d'informazione, come la spagnola InfoCatólica, la francese Médias-Presse-Info e l'italiana LaPresse, nonché quotidiani come l'italiano Domani. I nuovi obiettivi geografici di Soros ancora non sarebbero noti, ma la strategia resterebbe la stessa: sostenere economicamente Ong, think-tank e lobby di vario tipo per promuovere ovunque aborto, gender, Lgbtq+, eutanasia ed, in generale, una visione ultraprogressista della società.<br />ORGANIZZAZIONE MONDIALE DELLA SANITÀ<br />Del resto, l'interesse dei "padroni del mondo" verso le istituzioni più significative e rappresentative a livello planetario non deve sorprendere, non è né un mistero, né una novità: pochi mesi fa, per la precisione lo scorso 23 maggio, secondo quanto riferito sempre da Médias-Presse-Info, l'OMS-Organizzazione Mondiale della Sanità ha firmato un rapporto di partnership con Fondazione Rockefeller, allo scopo di rafforzare, soprattutto - è stato detto - in termini di prevenzione, il Centro di informazione sulle Pandemie e sulle Epidemie. Valore dell'accordo, 5 milioni di dollari. Lo spunto verrebbe offerto insomma da un problema vero, ma per giungere dove? E soprattutto come?<br />Nel comunicato-stampa, con cui si è data notizia dell'intesa, è stato anche precisato come, in realtà, OMS e Fondazione Rockefeller collaborino da ben 75 anni con sovvenzioni, solo negli ultimi vent'anni, pari a circa 27 milioni di dollari. Ancora: nel gennaio 2022 Fondazione Rockefeller, peraltro grande azionista dell'industria farmaceutica, è stata anche ammessa come attore non statale nelle relazioni ufficiali con l'Oms. Sostanzialmente lo stesso modus operandi è riscontrabile in un'altra, analoga realtà, la Bill &amp; Melinda Gates Foundation. E questo pone seri punti interrogativi sulla direzione che enti in ogni caso privati possano imprimere alle politiche di organismi internazionali, di per sé istituzionali, privi di reali esigenze economiche perché sostenuti dai governi ed autorevoli solo nella misura in cui possano essere e dirsi realmente liberi e indipendenti da pressioni esterne di singoli o gruppi.<br />BENEFATTORE O PARTNER?<br />È evidente come diverso sia lo status di semplice benefattore e quello invece di partner, con la possibilità concreta di incidere in una politica attiva di definizione degli obiettivi e dei progetti su scala internazionale. Tale politica di trasparenza viene purtroppo offuscata da operazioni magari formalmente legittime, tali tuttavia da lasciare più di un dubbio circa la loro effettiva limpidezza. E, ad evidenziarlo, è stato, nemmeno a farlo apposta, un altro big dell'hi-tech, Elon Musk, che lo scorso 15 maggio si è dichiarato pronto ad avviare un'azione legale proprio contro...]]></itunes:summary><itunes:duration>422</itunes:duration><itunes:keywords>epidemie,gates,musk,oms,soros</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/4a3f215524150008ede25d9b3f312f32.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Murgia santa subito? Non è proprio il caso</title><link>https://www.spreaker.com/episode/murgia-santa-subito-non-e-proprio-il-caso--56466130</link><description><![CDATA[VIDEO: Mons. Antonio Suetta critica i funerali di Michela Murgia ➜ <a href="https://www.youtube.com/watch?v=p824jhZAsZc" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://www.youtube.com/watch?v=p824jhZAsZc</a><br /><br />TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="https://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7508" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7508</a><br /><br />MURGIA SANTA SUBITO? NON E' PROPRIO IL CASO di Mario Iannaccone<br />Michela Murgia «ricorda Sant'Agostino: l'esperienza personale diventa simbolo universale» declama, spericolatamente, Dacia Maraini su Huffington Post. Una fra le tante uscite ispirate dalla morte della scrittrice. La celebrazione pressoché unanime della Murgia da parte del mondo della cultura, della politica e dello spettacolo, ci fa comprendere che era investita di un ruolo importante nel comunicare la mentalità contemporanea di cui i principali media si fanno megafono.<br />Di fronte alla morte di una persona ancora giovane - spirata il 10 agosto, a 51 anni, pochi mesi dopo aver annunciato un tumore -, che ha mostrato coraggio e dignità di fronte alla propria morte, è difficile scrivere, soprattutto quando si va in direzione contraria al coro di lodi unanimi. Si teme di apparire inopportuni, stonati. Tuttavia, la Murgia era un personaggio pubblico e se viene celebrata come una grande intellettuale, addirittura «indispensabile», una «lottatrice» per i diritti degli ultimi, «attivista», «teologa», «filosofa», «innovatrice», «grande scrittrice» o «grande cattolica» allora è giusto esprimersi e ricordare gli elementi della sua vicenda che risultano critici a chi abbia una visione differente da quella propagandata dalla scrittrice sarda.<br />L'IDENTITA' CATTOLICA E' IN CRISI<br />Su Repubblica Giulia Santerini definisce la Murgia una scrittrice «cattolica». Se si può scrivere tanto è perché l'identità cattolica è in crisi, attaccata anche dall'interno della Chiesa. Nessuno può dare patenti di cattolicità perché è la dottrina che definisce e lei non può essere definita, per le dottrine che propagandava, cattolica, se ha ancora un senso la parola. Il Sole 24 Ore la ricorda come scrittrice «antagonista contro il patriarcato», dimenticando che non siamo negli anni Sessanta e il patriarcato è smantellato da tempo e la Murgia ne combatteva il fantasma eliminando le vocali finali delle parole.<br />Diceva di essere scomoda ma l'11 agosto Rai 3 ha presentato in prima serata una programmazione a lei dedicata, un onore mai concesso agli scrittori scomodi. I palinsesti di ogni media si sono riempiti di sue riapparizioni, celebrazioni, letture, lodi senza contraddittorio. Persino Giorgia Meloni, con tutto il governo schierato, ha fatto il suo dovere istituzionale delle condoglianze che si presentano alle grandi personalità.<br />Michela Murgia, in fondo, aveva scelto di stare dalla parte del potere anche se lo negava con sdegno; quel potere che, attraverso le lotte che lei appoggiava, sta rimodellando le nostre vite abolendo confini fra sessi, nazioni, proprietà. Quel potere che, attraverso istituzioni comunitarie, favorisce il traffico di uomini attraverso le Ong e i loro complici scafisti. Quel potere che favorisce la denatalità a favore di una fertilità tecnica e mercenaria, l'aborto sempre più facile, l'omogenitorialità, l'eutanasia, la maternità surrogata, tutti punti difesi tenacemente dalla donna che puntellava queste scelte con la volontà o espediente di essere vicina a "Dio Madre".<br />La scrittrice sarda esprimeva un pensiero fazioso e violento, irridente e blasfemo, persino feroce. Però era chiara: definiva amici e nemici con chiarezza. Dunque, riabilitarla, portarla dalla propria parte anche da quella "destra" - vera o sedicente - che lei individuava nei cattolici lontani dalle innovazioni creative degli ultimi anni o in mentalità politiche da lei vituperate, o lontane dalla sinistra neoliberista prodotto del marxismo culturale, non ne rispetta la volontà. Le va dato atto di non essere stata ipocrita: ha sempre attaccato, morto o vivo che fosse, chiunque andasse contro le sue idee. Non avrebbe gradito riabilitazioni da chi disprezzava.<br />GOD SAVE THE QUEER<br />Sino alla fine ha "combattuto" con segni e rituali forti, come il matrimonio "queer" della famiglia allargata. Ma se i segni hanno un valore, allora il fatto che il suo vestito da cerimonia sia stato impreziosito dalla scritta ricamata God Save the Queer della stilista di Dior, Maria Grazia Chiuri, avrà un significato. Il marchio del lusso Dior, come tutti i marchi importanti, appoggia le idee che sono maggioritarie come la grande finanza, le multinazionali dei media, le grandi istituzioni appoggiano le medesime lotte care alla Murgia. Quello del 15 luglio fu «matrimonio» fatto «pur non credendo nel matrimonio», aveva chiarito. Le teorie radical-femministe, "intersezionali", della Murgia sono una vecchia conoscenza della cultura europea che demolisce il bello e il passato; ma lei era riuscita, partecipando a trasmissioni televisive e usando il suo talento comunicativo, a farle tornare novità. Il suo odio per un fascismo più immaginario che reale e contro una Chiesa "vecchia" era implacabile.<br />La teologa Marinella Perroni sull'Osservatore Romano ne loda l'amicizia e l'umanità: «Non avrebbe certo potuto scrivere in God Save the Queer le pagine davvero magiche di teologia trinitaria, se non avesse fatto questa esperienza di Dio e degli umani». Su Avvenire - che ha dedicato molti articoli alla Murgia in poche ore - Roberto Carnero insiste soprattutto sull'«inclusività» della sua teologia delle «periferie», perché il cattolicesimo è religione dell'«et-et», non dell'«aut-aut». Vero, ma ci sono dei limiti: in un'intervista su Repubblica definiva la Trinità «due uomini e un uccello», «patriarcato tossico» e meglio sarebbe una Trinità di «tre donne». Sono concetti «illuminanti» di teologia trinitaria? È l'applicazione dell'et-et? Lo lasciamo giudicare al lettore.<br />Quanto al catechismo femminista della Murgia, ne scriveva già 100 anni fa l'occultista Valentine de Saint Point e in termini molto simili parlando già di un Dio-Madre, con tutto quanto conseguiva.<br />La scrittrice sarda verrà ricordata soprattutto per i suoi pamphlet polemici Stai zitta, Morgana o Ave Mary, testi brevi, rapsodici, taglienti che ritagliava fra le sue collaborazioni giornalistiche, le rubriche sulle riviste femminili. Come diventare fascisti polemizzava contro un fascismo parodistico, felliniano. Della sua opera letteraria si può ricordare Accabadora (2009) che ha grazia di scrittura, il romanzo breve L'incontro (2014) e Tre ciotole (2023), racconti ispirati alla malattia. Probabilmente, Michela Murgia più che scrittrice era donna di spettacolo, attivista moderna, spesso in televisione, spessissimo alla radio e nei teatri.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/56466130</guid><pubDate>Tue, 15 Aug 2023 21:25:48 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/56466130/murgia_santa_subito_non_proprio_il_caso.mp3" length="6846663" type="audio/mpeg"/><itunes:author>BastaBugie</itunes:author><itunes:subtitle>VIDEO: Mons. Antonio Suetta critica i funerali di Michela Murgia ➜ https://www.youtube.com/watch?v=p824jhZAsZc

TESTO DELL'ARTICOLO ➜ https://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7508

MURGIA SANTA SUBITO? NON E' PROPRIO IL CASO di Mario Iannaccone...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[VIDEO: Mons. Antonio Suetta critica i funerali di Michela Murgia ➜ <a href="https://www.youtube.com/watch?v=p824jhZAsZc" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://www.youtube.com/watch?v=p824jhZAsZc</a><br /><br />TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="https://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7508" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7508</a><br /><br />MURGIA SANTA SUBITO? NON E' PROPRIO IL CASO di Mario Iannaccone<br />Michela Murgia «ricorda Sant'Agostino: l'esperienza personale diventa simbolo universale» declama, spericolatamente, Dacia Maraini su Huffington Post. Una fra le tante uscite ispirate dalla morte della scrittrice. La celebrazione pressoché unanime della Murgia da parte del mondo della cultura, della politica e dello spettacolo, ci fa comprendere che era investita di un ruolo importante nel comunicare la mentalità contemporanea di cui i principali media si fanno megafono.<br />Di fronte alla morte di una persona ancora giovane - spirata il 10 agosto, a 51 anni, pochi mesi dopo aver annunciato un tumore -, che ha mostrato coraggio e dignità di fronte alla propria morte, è difficile scrivere, soprattutto quando si va in direzione contraria al coro di lodi unanimi. Si teme di apparire inopportuni, stonati. Tuttavia, la Murgia era un personaggio pubblico e se viene celebrata come una grande intellettuale, addirittura «indispensabile», una «lottatrice» per i diritti degli ultimi, «attivista», «teologa», «filosofa», «innovatrice», «grande scrittrice» o «grande cattolica» allora è giusto esprimersi e ricordare gli elementi della sua vicenda che risultano critici a chi abbia una visione differente da quella propagandata dalla scrittrice sarda.<br />L'IDENTITA' CATTOLICA E' IN CRISI<br />Su Repubblica Giulia Santerini definisce la Murgia una scrittrice «cattolica». Se si può scrivere tanto è perché l'identità cattolica è in crisi, attaccata anche dall'interno della Chiesa. Nessuno può dare patenti di cattolicità perché è la dottrina che definisce e lei non può essere definita, per le dottrine che propagandava, cattolica, se ha ancora un senso la parola. Il Sole 24 Ore la ricorda come scrittrice «antagonista contro il patriarcato», dimenticando che non siamo negli anni Sessanta e il patriarcato è smantellato da tempo e la Murgia ne combatteva il fantasma eliminando le vocali finali delle parole.<br />Diceva di essere scomoda ma l'11 agosto Rai 3 ha presentato in prima serata una programmazione a lei dedicata, un onore mai concesso agli scrittori scomodi. I palinsesti di ogni media si sono riempiti di sue riapparizioni, celebrazioni, letture, lodi senza contraddittorio. Persino Giorgia Meloni, con tutto il governo schierato, ha fatto il suo dovere istituzionale delle condoglianze che si presentano alle grandi personalità.<br />Michela Murgia, in fondo, aveva scelto di stare dalla parte del potere anche se lo negava con sdegno; quel potere che, attraverso le lotte che lei appoggiava, sta rimodellando le nostre vite abolendo confini fra sessi, nazioni, proprietà. Quel potere che, attraverso istituzioni comunitarie, favorisce il traffico di uomini attraverso le Ong e i loro complici scafisti. Quel potere che favorisce la denatalità a favore di una fertilità tecnica e mercenaria, l'aborto sempre più facile, l'omogenitorialità, l'eutanasia, la maternità surrogata, tutti punti difesi tenacemente dalla donna che puntellava queste scelte con la volontà o espediente di essere vicina a "Dio Madre".<br />La scrittrice sarda esprimeva un pensiero fazioso e violento, irridente e blasfemo, persino feroce. Però era chiara: definiva amici e nemici con chiarezza. Dunque, riabilitarla, portarla dalla propria parte anche da quella "destra" - vera o sedicente - che lei individuava nei cattolici lontani dalle innovazioni creative degli ultimi anni o in mentalità politiche da lei vituperate, o lontane dalla sinistra neoliberista prodotto del marxismo culturale, non ne rispetta la...]]></itunes:summary><itunes:duration>428</itunes:duration><itunes:keywords>aborto,attivista,godsavethequeer,murgia,politicamentecorretto</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/a74be6910b9b7ed9d73d8b9c40689d10.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Soros passa il testimone al figlio di male in peggio</title><link>https://www.spreaker.com/episode/soros-passa-il-testimone-al-figlio-di-male-in-peggio--56101122</link><description><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="https://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7480" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7480</a><br /><br />SOROS PASSA IL TESTIMONE AL FIGLIO: DI MALE IN PEGGIO di Lorenza Formicola<br />Secondo il Financial Times, George Soros avrebbe investito negli anni 32 miliardi di dollari nel tentativo di diffondere la sua agenda politica attraverso la Open Society Foundation, di cui almeno 20, ufficialmente, nelle università sparse in tutto il mondo. Ora, il 92enne imprenditore e banchiere con uno dei patrimoni più ingenti al mondo, l'uomo che più di ogni altro ha messo la filantropia al servizio delle pulsioni culturali progressiste, cederà il controllo dei suoi fondi azionari da 25 miliardi di dollari al figlio Alexander.<br />Il Soros tanto caro a Emma Bonino - «dal 1994, ci aiuta e lo rivendico» -, quello dell'attacco speculativo del 1992 alla lira capace di svalutare la nostra moneta del 30% e che ci ha fatto guadagnare l'espulsione dal Sistema Monetario Europeo, ma a lui una laurea ad honorem per "meriti economici" - conferita da Romano Prodi -, continuerà a far risuonare a lungo il suo nome e a influenzare le politiche occidentali, più di quanto non sia accaduto fino ad oggi.<br />TALE PADRE TALE FIGLIO<br />«Con papà - uno dei più grandi donatori del Partito Democratico della storia Usa, che si è impegnato in prima persona per il diritto all'aborto negli Stati Uniti - la pensiamo allo stesso modo, io, però, sono più politico rispetto a lui», ha dichiarato il rampollo, appena afferrato il testimone. D'altronde, solo negli ultimi mesi, Alexander è diventato ambasciatore de facto alla Casa Bianca incontrando, tra i tanti, Chuck Schumer, leader dei democratici al Senato e il vicepresidente Kamala Harris, ma anche il presidente brasiliano Lula e il primo ministro canadese, Trudeau.<br />È al mondo universitario che la sfera di influenza della fondazione della famiglia Soros ha guardato principalmente negli ultimi decenni. Il figlio Robert Soros, è stato eletto nel consiglio di amministrazione della Central European University (CEU) nel 2012, e il fratellastro, Alexander, ha ora preso il suo posto. Nel corso degli anni Soros ha finanziato più di 20.000 borse di studio, investito centinaia di milioni solo nei college americani e creato una sua università.<br />È stato prima di lasciare il comando che Soros padre, scegliendo la platea di Davos - il Forum economico, riunione dell'élite mondiale -, ha lanciato il suo nuovo progetto: l'Open Society University Network (OSUN). Un miliardo di dollari elargiti solo il primo anno e un appello a tutti quelli che hanno, come lui, il sogno di collaborare alla creazione di una «nuova rete universitaria globale». Integrerà l'insegnamento e la ricerca tra istituti di istruzione superiore di tutto il mondo, offrirà corsi in network e programmi di laurea congiunti e riunirà periodicamente studenti e docenti di diversi Paesi per dibattiti anche online. «Rafforzare i valori della società aperta, in particolare la libertà di espressione e la diversità di opinione», è questo l'intento messo nero su bianco.<br />Soros è stato chiaro, l'obiettivo è costituire un network di università impegnate "nel pensiero critico" che si occupino del cambiamento climatico e della difesa della democrazia da "dittatori" come Donald Trump. «Mio padre ha capito che l'educazione è il modo migliore per garantire che i valori in cui crede possano essere rinnovati in ogni generazione», ha commentato Alexander Soros. «Considero Osun il mio progetto più importante, e anche quello di più lungo respiro. Per questo motivo vorrei vederlo realizzato finché sono in vita», ha replicato papà George. Per Leon Botstein, presidente di Bard College: «Osun è l'iniziativa più trasformativa nel settore dell'istruzione superiore che abbia visto in tutta la mia carriera».<br />Da New York a Londra passando per l'Asia e l'Africa, la rete globale delle università sulle quali Soros ha allungato la sua mano è in continua espansione. Eppure la prima avventura di Soros nell'istruzione superiore allo scopo di promuovere la sua visione, non è proprio recentissima. La prima sovvenzione di beneficenza al mondo universitario è degli anni '70 al Bard College di New York. Ed è proprio a quest'ultimo che nel 2020 ha promesso 100 milioni di dollari nel prossimo decennio.<br />Il progetto prese, poi, una cornice più definita con la fondazione dell'Università dell'Europa centrale (CEU) in Ungheria, nel 1991. Da sempre, ma soprattutto fino a quando Orbán non s'è messo di traverso - e per questo condannato della Corte di Giustizia Ue -, base ideologica delle sue operazioni nel campo dell'istruzione superiore.<br />SOROS ODIA L'UMANITA'?<br />Tra i più influenti ex alunni sono da ricordare certamente l'ex presidente della Georgia, Giorgi Margvelashvili; Lívia Járóka, nel 2017 vicepresidente del Parlamento europeo, vicepresidente della Commissione per i diritti della donna e l'uguaglianza di genere a Bruxelles e presidente del PPE nel gruppo di lavoro sull'inclusione dei rom; Monica Macovei, ex ministro della difesa in Romania e poi parlamentare europea; Tina Khidasheli, già ministro della difesa georgiano; József Berényi, presidente del Partito della Coalizione ungherese in Slovacchia e Orsat Miljenic, ex ministro della giustizia croato. Ma solo George Soros ha potuto guardare allo stato dell'istruzione superiore americana e concludere che non è abbastanza liberal.<br />Soltanto nel 2020, la Open Society Foundation di Soros ha stanziato oltre 63 milioni di dollari, poco più del 5% del suo budget, per influenzare l'istruzione superiore a livello globale. Harvard, la Columbia, l'Indiana University e la Georgetown tra i 19 college nella rete del faccendiere. Tra i corsi che i soldi di Soros hanno finanziato ci sono sicuramente "Hate Studies Initiative", "Migration Initiative", "Racial Justice Initiative", e "Abolire le carceri e la polizia" per insegnare agli studenti «come progettare una campagna pubblicitaria multimediale per rendere virale l'abolizione delle carceri».<br />La Georgetown ha ricevuto 1,8 milioni di dollari per la Justice at Stake Campaign, ONG che ritiene non ci siano abbastanza "persone di colore, donne, lesbiche, gay, bisessuali e transgender e persone con disabilità" tra i giudici del Paese. La Ohio State University ha ottenuto finanziamenti per l'istituto di ricerca Kirwan Institute for the Study of Race and Ethnicity che si dedica allo studio della razza e dell'etnia, che a sua volta ha curato la formazione per i Los Angeles City Workers. Sotto l'egida del filantropo, poi, il programma "Trustee Leader-Scholar" al Bard di New York, tra i corsi più importanti: "Black Body Experience", "Bard Palestine Youth Initiative", "Migrant Labour Project", "Palestine Awareness Project" e "Trans Action Initiative".<br />«Soros mi ricorda Magneto», ha detto Elon Musk poche settimane fa, paragonando lo speculatore all'antieroe della Marvel. «Tu presumi che lui abbia buone intenzioni, ma non è così. Vuole erodere il tessuto stesso della civiltà, Soros odia l'umanità».]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/56101122</guid><pubDate>Tue, 18 Jul 2023 20:14:42 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/56101122/soros_passa_il_testimone_al_figlio_di_male_in_peggio.mp3" length="9816825" type="audio/mpeg"/><itunes:author>BastaBugie</itunes:author><itunes:subtitle>TESTO DELL'ARTICOLO ➜ https://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7480

SOROS PASSA IL TESTIMONE AL FIGLIO: DI MALE IN PEGGIO di Lorenza Formicola
Secondo il Financial Times, George Soros avrebbe investito negli anni 32 miliardi di dollari nel...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="https://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7480" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7480</a><br /><br />SOROS PASSA IL TESTIMONE AL FIGLIO: DI MALE IN PEGGIO di Lorenza Formicola<br />Secondo il Financial Times, George Soros avrebbe investito negli anni 32 miliardi di dollari nel tentativo di diffondere la sua agenda politica attraverso la Open Society Foundation, di cui almeno 20, ufficialmente, nelle università sparse in tutto il mondo. Ora, il 92enne imprenditore e banchiere con uno dei patrimoni più ingenti al mondo, l'uomo che più di ogni altro ha messo la filantropia al servizio delle pulsioni culturali progressiste, cederà il controllo dei suoi fondi azionari da 25 miliardi di dollari al figlio Alexander.<br />Il Soros tanto caro a Emma Bonino - «dal 1994, ci aiuta e lo rivendico» -, quello dell'attacco speculativo del 1992 alla lira capace di svalutare la nostra moneta del 30% e che ci ha fatto guadagnare l'espulsione dal Sistema Monetario Europeo, ma a lui una laurea ad honorem per "meriti economici" - conferita da Romano Prodi -, continuerà a far risuonare a lungo il suo nome e a influenzare le politiche occidentali, più di quanto non sia accaduto fino ad oggi.<br />TALE PADRE TALE FIGLIO<br />«Con papà - uno dei più grandi donatori del Partito Democratico della storia Usa, che si è impegnato in prima persona per il diritto all'aborto negli Stati Uniti - la pensiamo allo stesso modo, io, però, sono più politico rispetto a lui», ha dichiarato il rampollo, appena afferrato il testimone. D'altronde, solo negli ultimi mesi, Alexander è diventato ambasciatore de facto alla Casa Bianca incontrando, tra i tanti, Chuck Schumer, leader dei democratici al Senato e il vicepresidente Kamala Harris, ma anche il presidente brasiliano Lula e il primo ministro canadese, Trudeau.<br />È al mondo universitario che la sfera di influenza della fondazione della famiglia Soros ha guardato principalmente negli ultimi decenni. Il figlio Robert Soros, è stato eletto nel consiglio di amministrazione della Central European University (CEU) nel 2012, e il fratellastro, Alexander, ha ora preso il suo posto. Nel corso degli anni Soros ha finanziato più di 20.000 borse di studio, investito centinaia di milioni solo nei college americani e creato una sua università.<br />È stato prima di lasciare il comando che Soros padre, scegliendo la platea di Davos - il Forum economico, riunione dell'élite mondiale -, ha lanciato il suo nuovo progetto: l'Open Society University Network (OSUN). Un miliardo di dollari elargiti solo il primo anno e un appello a tutti quelli che hanno, come lui, il sogno di collaborare alla creazione di una «nuova rete universitaria globale». Integrerà l'insegnamento e la ricerca tra istituti di istruzione superiore di tutto il mondo, offrirà corsi in network e programmi di laurea congiunti e riunirà periodicamente studenti e docenti di diversi Paesi per dibattiti anche online. «Rafforzare i valori della società aperta, in particolare la libertà di espressione e la diversità di opinione», è questo l'intento messo nero su bianco.<br />Soros è stato chiaro, l'obiettivo è costituire un network di università impegnate "nel pensiero critico" che si occupino del cambiamento climatico e della difesa della democrazia da "dittatori" come Donald Trump. «Mio padre ha capito che l'educazione è il modo migliore per garantire che i valori in cui crede possano essere rinnovati in ogni generazione», ha commentato Alexander Soros. «Considero Osun il mio progetto più importante, e anche quello di più lungo respiro. Per questo motivo vorrei vederlo realizzato finché sono in vita», ha replicato papà George. Per Leon Botstein, presidente di Bard College: «Osun è l'iniziativa più trasformativa nel settore dell'istruzione superiore che abbia visto in tutta la mia carriera».<br />Da New York a Londra passando per l'Asia e l'Africa, la rete globale delle università...]]></itunes:summary><itunes:duration>614</itunes:duration><itunes:keywords>alexandersoros,blackrock,opensociety,osun,soros</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/8d476e56cae55ba52d253a3f504ce07d.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Campione di kickboxing tedesco si converte al cattolicesimo</title><link>https://www.spreaker.com/episode/campione-di-kickboxing-tedesco-si-converte-al-cattolicesimo--55301972</link><description><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="https://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7467" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7467</a><br /><br />CAMPIONE DI KICKBOXING TEDESCO SI CONVERTE AL CATTOLICESIMO di Giuliano Guzzo<br />«The German Barbarian». Basta leggere il suo nome da combattimento per immaginare il tedesco Gordon Haupt, classe 1992, quanto di più lontano dalla devozione. In effetti, il giovane si presenta alto e muscoloso come vuole il ruolo che l'ha reso noto. Stiamo infatti parlando di un campione di kickboxing, che pratica le arti marziali da quando aveva 16 anni e che, come mostrano i suoi video facilmente reperibili in rete, sul ring sa scatenarsi come pochi. Eppure, nonostante questo profilo apparentemente lontano, lo si ripete, dalla devozione, «The German Barbarian» è un convertito al cattolicesimo.<br />Lo racconta lui stesso in una bella intervista rilasciata al sito Religion en Libertad: «Pensare a Dio, credere in Dio è qualcosa che ha sempre fatto parte della mia vita. Tuttavia, non ero mai stato in grado di sperimentare questa fede in Dio. Da bambino sono stato battezzato nella chiesa protestante; ma non avevo vita una religiosa. Tanto che sì, mi era stata data una Bibbia, che ha sempre avuto un posto speciale nella mia libreria, anche se non ho mai avuto modo di leggerla. Dio mi però attraeva già allora. Sebbene continuassi a resistere, sapevo che un giorno mi sarei arreso a lui».<br />Haupt, che ha avuto la sua ascesa nello sport come professionista in particolare negli anni 2016 e 2018, ha avuto la sua svolta di fede grazie ad un incontro che gli ha cambiato la vita: quello con la donna che ha sposato. «Quando ho incontrato la mia attuale moglie», ricorda, «lei mi ha fatto una domanda spiazzato: 'Credi in Dio?' Ero perplesso, anche se cercavo di non darlo a vedere. Cosa voleva dire con quella domanda? L'avrei spaventata con la mia risposta? Credevo in Dio, ma non avevo idea di Lui. Alla fine ho risposto: "Sì, io credo in Dio! E tu?". Le è piaciuta questa risposta e da lì è nata una conversazione interessante. Quando ci siamo visti, ho sentito come il bisogno interiore di parlargli del Vangelo».<br />Da quella conversazione è nato un percorso che ha portato lo sportivo prima ad avvicinarsi ad una chiesa evangelica, quindi a leggere autori protestanti, infine a seguire su Internet dei dibattiti teologici di cui spesso abbiamo parlato anche sulla nostra rivista. «Ho seguito alcuni dibattiti tra teologi protestanti e cattolici, in cui i cattolici hanno sempre avuto la meglio», spiega, «anche se le loro posizioni all'epoca non mi convincevano». Di qui un primo avvicinamento, dunque, di Haupt al cattolicesimo. Una fede che ha abbracciato in modo definitivo attraverso lo studio dell'ardore del credo delle prime comunità cristiane. Un credere totalizzante, che ha rapito l'atleta.<br />«Ho scoperto che i primi cristiani credevano che l'Eucaristia fosse davvero la carne e il sangue di Cristo», racconta, «i primi cristiani erano cattolici fino al midollo. Era ora che anche noi diventassimo cattolici». Oggi «The German Barbarian», da tedesco, è molto preoccupato per il cammino sinodale in atto - i cui rischi abbiamo evidenziato anche ieri sul Timone -, tuttavia c'è un pensiero che lo sostiene e che non può non sostenere chiunque venga a conoscere la sua bella storia di conversione: «Nonostante tutto, nella Chiesa cattolica ci sono tanti grandi sacerdoti e comunità che possono guidare ogni ricercatore della verità verso la meta. La ricerca finisce quando si scopre il tabernacolo, la comunione, l'incontro assoluto con Dio».]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/55301972</guid><pubDate>Tue, 18 Jul 2023 20:08:13 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/55301972/campione_di_kickboxing_tedesco_si_converte_al_cattolicesimo.mp3" length="4416687" type="audio/mpeg"/><itunes:author>BastaBugie</itunes:author><itunes:subtitle>TESTO DELL'ARTICOLO ➜ https://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7467

CAMPIONE DI KICKBOXING TEDESCO SI CONVERTE AL CATTOLICESIMO di Giuliano Guzzo
«The German Barbarian». Basta leggere il suo nome da combattimento per immaginare il tedesco Gordon...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="https://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7467" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7467</a><br /><br />CAMPIONE DI KICKBOXING TEDESCO SI CONVERTE AL CATTOLICESIMO di Giuliano Guzzo<br />«The German Barbarian». Basta leggere il suo nome da combattimento per immaginare il tedesco Gordon Haupt, classe 1992, quanto di più lontano dalla devozione. In effetti, il giovane si presenta alto e muscoloso come vuole il ruolo che l'ha reso noto. Stiamo infatti parlando di un campione di kickboxing, che pratica le arti marziali da quando aveva 16 anni e che, come mostrano i suoi video facilmente reperibili in rete, sul ring sa scatenarsi come pochi. Eppure, nonostante questo profilo apparentemente lontano, lo si ripete, dalla devozione, «The German Barbarian» è un convertito al cattolicesimo.<br />Lo racconta lui stesso in una bella intervista rilasciata al sito Religion en Libertad: «Pensare a Dio, credere in Dio è qualcosa che ha sempre fatto parte della mia vita. Tuttavia, non ero mai stato in grado di sperimentare questa fede in Dio. Da bambino sono stato battezzato nella chiesa protestante; ma non avevo vita una religiosa. Tanto che sì, mi era stata data una Bibbia, che ha sempre avuto un posto speciale nella mia libreria, anche se non ho mai avuto modo di leggerla. Dio mi però attraeva già allora. Sebbene continuassi a resistere, sapevo che un giorno mi sarei arreso a lui».<br />Haupt, che ha avuto la sua ascesa nello sport come professionista in particolare negli anni 2016 e 2018, ha avuto la sua svolta di fede grazie ad un incontro che gli ha cambiato la vita: quello con la donna che ha sposato. «Quando ho incontrato la mia attuale moglie», ricorda, «lei mi ha fatto una domanda spiazzato: 'Credi in Dio?' Ero perplesso, anche se cercavo di non darlo a vedere. Cosa voleva dire con quella domanda? L'avrei spaventata con la mia risposta? Credevo in Dio, ma non avevo idea di Lui. Alla fine ho risposto: "Sì, io credo in Dio! E tu?". Le è piaciuta questa risposta e da lì è nata una conversazione interessante. Quando ci siamo visti, ho sentito come il bisogno interiore di parlargli del Vangelo».<br />Da quella conversazione è nato un percorso che ha portato lo sportivo prima ad avvicinarsi ad una chiesa evangelica, quindi a leggere autori protestanti, infine a seguire su Internet dei dibattiti teologici di cui spesso abbiamo parlato anche sulla nostra rivista. «Ho seguito alcuni dibattiti tra teologi protestanti e cattolici, in cui i cattolici hanno sempre avuto la meglio», spiega, «anche se le loro posizioni all'epoca non mi convincevano». Di qui un primo avvicinamento, dunque, di Haupt al cattolicesimo. Una fede che ha abbracciato in modo definitivo attraverso lo studio dell'ardore del credo delle prime comunità cristiane. Un credere totalizzante, che ha rapito l'atleta.<br />«Ho scoperto che i primi cristiani credevano che l'Eucaristia fosse davvero la carne e il sangue di Cristo», racconta, «i primi cristiani erano cattolici fino al midollo. Era ora che anche noi diventassimo cattolici». Oggi «The German Barbarian», da tedesco, è molto preoccupato per il cammino sinodale in atto - i cui rischi abbiamo evidenziato anche ieri sul Timone -, tuttavia c'è un pensiero che lo sostiene e che non può non sostenere chiunque venga a conoscere la sua bella storia di conversione: «Nonostante tutto, nella Chiesa cattolica ci sono tanti grandi sacerdoti e comunità che possono guidare ogni ricercatore della verità verso la meta. La ricerca finisce quando si scopre il tabernacolo, la comunione, l'incontro assoluto con Dio».]]></itunes:summary><itunes:duration>277</itunes:duration><itunes:keywords>cattolicesimo,dibattiti,haupt,kickboxing,thegermanbarbarian</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/060797892307727e02e7bca504c8aae1.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Pfizer ammette senza vergogna l'amara verità: tremila morti da vaccino</title><link>https://www.spreaker.com/episode/pfizer-ammette-senza-vergogna-l-amara-verita-tremila-morti-da-vaccino--55997703</link><description><![CDATA[VIDEO: Descrizione in minuscolo ➜ <a href="https://www.youtube.com/watch?v=ajVAXssMfvY&amp;list=PLolpIV2TSebVtj34zS7A0AabuQ9cf1Uxp" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://www.youtube.com/watch?v=ajVAXssMfvY&amp;list=PLolpIV2TSebVtj34zS7A0AabuQ9cf1Uxp</a><br /><br />TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="https://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7476" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7476</a><br /><br />PFIZER AMMETTE SENZA VERGOGNA L'AMARA VERITA': TREMILA MORTI DA VACCINO di Paolo Gulisano<br />La casa farmaceutica Pfizer negli scorsi giorni ha pubblicato un report, un corposo documento di circa 400 pagine, in cui ha elencato gli effetti avversi della vaccinazione anti covid-19 registrati sulla base delle segnalazioni spontanee dei danneggiati e dei medici. Si tratta della cosiddetta farmacovigilanza passiva, che si basa sulla spontaneità delle segnalazioni. La segnalazione spontanea dipende interamente dall'iniziativa e motivazione degli operatori sanitari o degli utilizzatori.<br />I dati raccolti con questa metodica potrebbero essere dunque sottostimati, o perché gli operatori sanitari potrebbero avere non preso in considerazione i sintomi lamentati dal paziente, o per non aver voluto arbitrariamente messo in correlazione l'evento avverso con il vaccino oppure perché i pazienti stessi potrebbero essersi sentiti scoraggiati dal fare la segnalazione agli enti preposti per scarsa fiducia nel conseguente intervento. Oppure perché convinti da una martellante propaganda che il vaccino era assolutamente sicuro e non aveva alcun effetto collaterale.<br />I dati, quindi, di una farmacovigilanza passiva sono anzitutto sottostimati rispetto alla realtà. Inoltre, il successo o il fallimento di qualsiasi attività di farmacovigilanza dipende dalla segnalazione di sospette reazioni avverse. Le metodiche applicate dalla farmacovigilanza sono destinate ad essere generatrici di ipotesi o di verifica delle ipotesi. I metodi, che generano ipotesi, hanno lo scopo ad esempio di rilevare le reazioni avverse inattese o l'aumento di frequenza di reazioni avverse attese, generando nuove informazioni che sono poi confermate dagli studi di verifica delle ipotesi, che servono a provare se i sospetti sollevati sono giustificati.<br />Nel caso del Covid, tuttavia, ogni tentativo di formulare ipotesi e di sottoporle a verifica è stato sempre stroncato sul nascere. Eppure, c'erano dati su cui riflettere. Da un analogo report fatto lo scorso anno dall'Aifa, era emerso ad esempio, che l'età mediana delle persone in cui si è verificato un evento avverso è 48 anni. Un dato che rispecchia la preoccupante realtà percepita da molti operatori sanitari dei "malori improvvisi", degli accessi aumentati al Pronto Soccorso e così via. Prove indiziarie su cui non è stata ancora avviata una seria inchiesta.<br />Potrebbe essere la volta buona con questo rapporto che viene dalla casa farmaceutica stessa? Ci sarebbe da augurarselo. Scorrere il Report Pfizer, per chi avesse la pazienza di farlo, è come percorrere una vera e propria Via Dolorosa. Pagina dopo pagina scorrono i numeri con le decine di migliaia di eventi avversi, che riguardano praticamente tutti gli organi e gli apparati del corpo umano. Migliaia di patologie infiammatorie, tra cui le miocarditi e le pericarditi di cui ormai tra gli addetti agli lavori si parla apertamente di "epidemia", ovviamente di origine misteriosa e inspiegabile.<br />Scorri le pagine e dietro ai numeri pensi alle persone, a migliaia di vite compromesse. Che dire della voce "cecità", che riguarda 970 persone? Uomini e donne che erano andate per proteggersi da un virus respiratorio definito- contro ogni evidenza epidemiologica - assolutamente incurabile e letale, e che ora hanno perso la vista? E che significa poi la voce "complicazioni in gravidanza" che riguarda quasi 700 donne? Che ne sarà stato del loro bambino?<br />Le cifre scorrono asettiche e fredde, e ci descrivono un periodo di osservazione di sei mesi, dal 19 dicembre 2021 al 18 giugno 2022. Erano i mesi in cui la propaganda spingeva a tutta forza per la vaccinazione, e dopo le iniziali categorie a rischio (sanitari, forze dell'ordine, insegnanti fragili e anziani) si era arrivati alla vaccinazione universale, utilizzando a scopi persuasivi ogni mezzo.<br />L'elenco del report, infine, ci conduce ad una cifra che non può non fermare l'attenzione in modo drammatico: i morti. Il report Pfizer parla di 3000 decessi. Non dai complottisti, non dai negazionisti viene questa cifra terribile, ma dal produttore stesso del vaccino. Tremila persone che erano sane, che facevano la loro vita normale, e che non ci sono più, che hanno lasciato nelle loro famiglie un vuoto doloroso, e come facilmente immaginabile, inspiegabile.<br />Si può morire per molti motivi e molte cause, ma è possibile morire di prevenzione? Perdere la vita per aver voluto prevenire una malattia che aveva un tasso di letalità di poco più del 2%, e che avrebbe potuto essere ancora più basso con le cure adeguate? Ma un altro aspetto che fa veramente male, e che in realtà questi eventi avversi e queste morti erano di fatto state previste e messe in conto. Nella massa enorme di comunicazioni, di notizie, di battage propagandistico, ci fu nell'estate del 2021 una dichiarazione televisiva di Fabrizio Pregliasco, uno dei grandi protagonisti della pandemia mediatica. Pregliasco nel programma "Stasera Italia" con Tiziana Panella faceva questa affermazione: "Vedo come elemento favorente la vaccinazione perché la vaccinazione vuol dire rischiare la propria vita, perché la vaccinazione ha degli eventi avversi, molto limitati, però quando la facciamo lo facciamo in un'ottica di solidarietà e di opportunità per i nostri familiari fragili, ma anche per la comunità".<br />I dati del Report di Pfizer confermano ora che era proprio vero: la vaccinazione voleva dire rischiare la vita. E la salute. E per tali motivi non avrebbe dovuto essere obbligatoria, e coercitivamente obbligatoria. Ma colpiscono anche le motivazioni pseudo etiche e solidariste con cui si doveva andare a metterle a rischio: il bene della comunità. Era la versione laica della tristemente nota definizione vaticana: un atto d'amore. In realtà oggi le ricerche ci hanno dimostrato che questo "effetto protettivo" (ricordate l'Immunità di gregge?) non c'è stato. Alle persone accecate, o diventate cardiopatiche o neuropatiche o comunque danneggiate, non resta nemmeno questa consolazione di essere state private della salute per proteggere qualcun altro. Non sono martiri della solidarietà: sono vittime di danni collaterali.<br />Nota di BastaBugie: Andrea Zambrano nell'articolo seguente dal titolo "Ammissione-beffa dei giudici: lockdown inutili e dannosi" mette in evidenza che nonostante la sconcertante ammissione del tribunale dei ministri poi sono state archiviate le accuse di epidemia colposa a carico di Conte e Speranza.<br />Ecco l'articolo completo pubblicato su La Nuova Bussola Quotidiana il 13 giugno 2023:<br />Lockdown e zone rosse non salvano vite. La sconcertante ammissione arriva inaspettatamente dal Tribunale di Brescia che ha così archiviato il procedimento per epidemia colposa a carico dell'ex premier Giuseppe Conte e dell'ex ministro della Sanità Roberto Speranza.<br />Si ricorderà che la tesi della Procura di Bergamo, che aveva mosso le indagini, partiva dalla morte di 57 persone per sostenere che la mancata istituzione tempestiva delle zone rosse di Alzano e Nembro aveva provocato quei decessi. Per sostenerlo, la Procura di Bergamo si era avvalsa dello studio matematico del professor Andrea Crisanti. Ma nell'archiviare la posizione di Conte e Speranza, il Tribunale di Brescia, riunito nel collegio per i reati ministeriali, ha ribaltato tutto, anche i dogmi che per tre anni sono stati sbandierati e giustificati e cioè che per uscire dal covid ci saremmo dovuti chiudere in casa.<br />Del resto, la posta in gioco era rischiosa: o ammettere che Conte e Speranza erano stati lenti nell'attivare le zone rosse in Val Seriana, ma poi ritrovarsi con la contraddizione di vedere condannati nel piccolo della bergamasca gli "eroi" della pandemia, che nel grande chiusero l'Italia intera; oppure liberare i sospetti che gravavano su di loro, ma a quel punto, logica imponeva che si ammettesse che la zona rossa non avrebbe cambiato nulla.<br />Il tribunale ha scelto la seconda strada e tutto questo è non soltanto clamoroso, ma sa anche di schiaffo perché con la stessa misura con la quale l'organismo giudicante ha rifiutato ogni nesso di causa tra le morti e le mancate chiusure, si può valutare l'inutilità dei lockdown che hanno fermato per due mesi l'Italia intera.<br />Scrivono dunque i giudici alla fine del loro dispositivo: «Agli atti manca del tutto la prova che 57 persone indicate nell'imputazione, che sarebbero decedute per la mancata estensione della zona rossa, rientrino tra le 4.148 morti in eccesso che non ci sarebbero state se fosse stata attivata la zona rossa».]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/55997703</guid><pubDate>Tue, 04 Jul 2023 22:07:04 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/55997703/pfizer_ammette_senza_vergogna_l_amara_verit_tremila_morti_da_vaccino.mp3" length="11713350" type="audio/mpeg"/><itunes:author>BastaBugie</itunes:author><itunes:subtitle>VIDEO: Descrizione in minuscolo ➜ https://www.youtube.com/watch?v=ajVAXssMfvY&amp;amp;list=PLolpIV2TSebVtj34zS7A0AabuQ9cf1Uxp

TESTO DELL'ARTICOLO ➜ https://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7476

PFIZER AMMETTE SENZA VERGOGNA L'AMARA VERITA': TREMILA...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[VIDEO: Descrizione in minuscolo ➜ <a href="https://www.youtube.com/watch?v=ajVAXssMfvY&amp;list=PLolpIV2TSebVtj34zS7A0AabuQ9cf1Uxp" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://www.youtube.com/watch?v=ajVAXssMfvY&amp;list=PLolpIV2TSebVtj34zS7A0AabuQ9cf1Uxp</a><br /><br />TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="https://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7476" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7476</a><br /><br />PFIZER AMMETTE SENZA VERGOGNA L'AMARA VERITA': TREMILA MORTI DA VACCINO di Paolo Gulisano<br />La casa farmaceutica Pfizer negli scorsi giorni ha pubblicato un report, un corposo documento di circa 400 pagine, in cui ha elencato gli effetti avversi della vaccinazione anti covid-19 registrati sulla base delle segnalazioni spontanee dei danneggiati e dei medici. Si tratta della cosiddetta farmacovigilanza passiva, che si basa sulla spontaneità delle segnalazioni. La segnalazione spontanea dipende interamente dall'iniziativa e motivazione degli operatori sanitari o degli utilizzatori.<br />I dati raccolti con questa metodica potrebbero essere dunque sottostimati, o perché gli operatori sanitari potrebbero avere non preso in considerazione i sintomi lamentati dal paziente, o per non aver voluto arbitrariamente messo in correlazione l'evento avverso con il vaccino oppure perché i pazienti stessi potrebbero essersi sentiti scoraggiati dal fare la segnalazione agli enti preposti per scarsa fiducia nel conseguente intervento. Oppure perché convinti da una martellante propaganda che il vaccino era assolutamente sicuro e non aveva alcun effetto collaterale.<br />I dati, quindi, di una farmacovigilanza passiva sono anzitutto sottostimati rispetto alla realtà. Inoltre, il successo o il fallimento di qualsiasi attività di farmacovigilanza dipende dalla segnalazione di sospette reazioni avverse. Le metodiche applicate dalla farmacovigilanza sono destinate ad essere generatrici di ipotesi o di verifica delle ipotesi. I metodi, che generano ipotesi, hanno lo scopo ad esempio di rilevare le reazioni avverse inattese o l'aumento di frequenza di reazioni avverse attese, generando nuove informazioni che sono poi confermate dagli studi di verifica delle ipotesi, che servono a provare se i sospetti sollevati sono giustificati.<br />Nel caso del Covid, tuttavia, ogni tentativo di formulare ipotesi e di sottoporle a verifica è stato sempre stroncato sul nascere. Eppure, c'erano dati su cui riflettere. Da un analogo report fatto lo scorso anno dall'Aifa, era emerso ad esempio, che l'età mediana delle persone in cui si è verificato un evento avverso è 48 anni. Un dato che rispecchia la preoccupante realtà percepita da molti operatori sanitari dei "malori improvvisi", degli accessi aumentati al Pronto Soccorso e così via. Prove indiziarie su cui non è stata ancora avviata una seria inchiesta.<br />Potrebbe essere la volta buona con questo rapporto che viene dalla casa farmaceutica stessa? Ci sarebbe da augurarselo. Scorrere il Report Pfizer, per chi avesse la pazienza di farlo, è come percorrere una vera e propria Via Dolorosa. Pagina dopo pagina scorrono i numeri con le decine di migliaia di eventi avversi, che riguardano praticamente tutti gli organi e gli apparati del corpo umano. Migliaia di patologie infiammatorie, tra cui le miocarditi e le pericarditi di cui ormai tra gli addetti agli lavori si parla apertamente di "epidemia", ovviamente di origine misteriosa e inspiegabile.<br />Scorri le pagine e dietro ai numeri pensi alle persone, a migliaia di vite compromesse. Che dire della voce "cecità", che riguarda 970 persone? Uomini e donne che erano andate per proteggersi da un virus respiratorio definito- contro ogni evidenza epidemiologica - assolutamente incurabile e letale, e che ora hanno perso la vista? E che significa poi la voce "complicazioni in gravidanza" che riguarda quasi 700 donne? Che ne sarà stato del loro bambino?<br />Le cifre scorrono asettiche e fredde, e ci descrivono...]]></itunes:summary><itunes:duration>733</itunes:duration><itunes:keywords>dannodavaccino,morti,pfizer,reazioniavverse,sacrificati</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/f422e5df597b856e8b10e507da32b251.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Scandalo nello scandalo: assolto il responsabile di Bibbiano</title><link>https://www.spreaker.com/episode/scandalo-nello-scandalo-assolto-il-responsabile-di-bibbiano--55251997</link><description><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="https://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7445" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7445</a><br /><br />SCANDALO NELLO SCANDALO: ASSOLTO IL RESPONSABILE DI BIBBIANO di Manuela Antonacci<br />Chiuso il processo d'appello nei confronti dello psicoterapeuta Claudio Foti, titolare del centro studi torinese "Hansel&amp;Gretel" di Moncalieri (Torino) a cui il comune di Bibbiano (Reggio Emilia) aveva affidato lo svolgimento di sedute di psicoterapia, convegni e corsi di formazione. Foti era stato coinvolto nell'inchiesta "Angeli e demoni" sullo scandalo degli affidi illeciti dei bambini di Bibbiano. Nel novembre 2021 lo psicoterapeuta era stato condannato a 4 anni di reclusione per abuso d'ufficio, lesioni dolose gravi e frode processuale.<br />Per "lesioni gravi" si intendono quelle ingenerate nei confronti di una sua paziente minorenne (ansia e depressione) di cui Foti era stato accusato all'epoca dei fatti. Secondo l'accusa, lo psicoterapeuta piemontese avrebbe indotto la bambina a credere di aver subito abusi sessuali da parte del padre, dopo averla sottoposta alla tecnica della Emdr, la discussa 'macchina dei ricordi', «in totale violazione dei protocolli di riferimento». Per quanto riguarda, invece, l'accusa di abuso di ufficio, in concorso con il sindaco di Bibbiano Andrea Carletti, il riferimento è all'affidamento senza gara, alla sua associazione, del servizio di psicoterapia nell'Unione Val d'Enza.<br />Tutte accuse da cui, lunedì scorso, i giudici della quarta sezione penale della Corte d'appello di Bologna lo hanno assolto, ribaltando la sentenza, perché le prove risulterebbero insufficienti. Quindi non con formula piena. Mentre è ancora in corso il processo per gli altri 17 imputati che a differenza di Foti, avrebbero scelto il rito ordinario, piuttosto che quello abbreviato.<br />Tra questi la moglie dello psicoterapeuta, Nadia Bolognini e alcuni assistenti sociali, tra cui l'ex responsabile dei servizi sociali della Val d'Enza Federica Anghinolfi, il suo "braccio armato" Francesco Monopoli e il sindaco di Bibbiano Andrea Carletti. Le accuse sono tante e in parte simili a quelle rivolte contro Toti: maltrattamenti dei minori, lesioni gravi, falsa testimonianza, peculato, frode processuale, depistaggio, frode aggravata, abuso d'ufficio e falso in atto pubblico. Inoltre primo cittadino, sotto processo, era stato condannato, nell'estate 2019, agli arresti domiciliari, ma poi è stato scarcerato dalla Cassazione.<br />In seguito è persino potuto tornare ad amministrare il comune di Bibbiano dove hanno sede i servizi sociali a cui la Procura di Reggio aveva contestato la falsificazione delle relazioni scritte sui bambini, denunciando finti abusi o maltrattamenti familiari, per poter sottrarre i minori alle loro famiglie d'origine e trasferirli, a scopo di lucro, a coppie affidatarie. Significativo il commento di Claudio Foti dopo la lettura della sentenza di assoluzione: «Rifarei tutto!»<br />Nota di BastaBugie: Andrea Zambrano, nell'articolo seguente dal titolo "Bibbiano, bimba strappata al papà usata per la causa Lgbt" parla di un dettaglio inquietante emerso al processo per i fatti di Bibbiano.<br />Ecco l'articolo completo pubblicato su La Nuova Bussola Quotidiana il 24 maggio 2023:<br />Al processo per i fatti di Bibbiano emerge un dettaglio inquietante: la bambina affidata alla coppia lesbica partecipò all'unione civile delle due donne e le venne fatta indossare una maglietta con su scritto: "Sono la figlia delle due spose". Un episodio di violenza che mostra come il sistema affidi in Val d'Enza fosse orientato a promuovere l'omogenitorialità senza curarsi dei traumi a cui andavano incontro i minori strappati ai genitori solo sulla base di sospetti.<br />Bambini usati come bandiera per le battaglie Lgbt. Se le prove si costruiscono a processo, questo può essere un caso di scuola. È il drammatico particolare emerso nei giorni scorsi al processo Angeli &amp; Demoni che si sta svolgendo in Tribunale a Reggio Emilia. Il 30 giugno 2018 ci fu la cerimonia di unione civile nella quale si "sposarono" Fadia Bassmaji e Daniela Bedogni. Le due donne erano destinatarie di un affidamento deciso dalla responsabile dei servizi sociali di Bibbiano, Federica Anghinolfi, oggi sotto processo assieme anche alle due lesbiche e altri imputati per svariati reati.<br />A loro venne affidata una bambina strappata ai genitori per presunti abusi che si stanno rivelando, anche a processo, inesistenti.<br />Ebbene. Durante l'udienza si è scoperto che quando le due donne convolarono in unione civile, alla piccola che in quel periodo viveva con loro, venne fatta indossare una maglietta con su scritto: "Sono la figlia delle due spose". Un'aberrazione vera e propria, anzi una doppia aberrazione: anzitutto perché le donne non erano sposate, ma solo unite civilmente e in secondo luogo perché la bambina non era loro figlia, ma solo data in affido, seppur discutibile, a loro.<br />In una chat dei servizi sociali, di cui non faceva parte la Anghinolfi, qualcuno criticò la sua decisione di pubblicare il video del "matrimonio omo" nel quale compariva anche la bambina: «I confini di Federica, questi sconosciuti», disse una delle assistenti sociali con evidente intento di stigmatizzare l'esposizione di una minore in uno stato protetto ai social e per un evento dall'alto valore ideologico come quello.<br />L'episodio mostra come l'affidamento della piccola alle due lesbiche da parte della Anghinolfi, che con una di loro era stata anche intima, fosse una sorta di manifesto ideologico per la causa Lgbt in un'ottica di affermazione dell'omogenitorialità, concetto condiviso dalle tre donne, evidentemente, ma foriero di molteplici problematiche psicologiche. Una sorta di manifesto omogenitoriale, che alla prova dei fatti ha mostrato tutte le sue carenze educative e psicologiche.<br />Prova ne è che le stesse donne affidatarie fossero consapevoli della loro incapacità genitoriale tanto da chiedere aiuto: «La coppia di donne - riporta Alessandra Codeluppi sul Resto del Carlino - lamentò difficoltà e chiese supporto: "Noi ci amiamo molto, ma non basta... vogliamo una famiglia con cui condividere la bambina"».<br />Dunque, le donne sapevano di non essere in grado di fare i genitori. Ciononostante, i servizi sociali di Bibbiano continuarono ad affidare proprio a loro la bambina, strappandola dall'affetto dei genitori, completamente nascosti a lei negli anni di permanenza presso la coppia, ben tre, nonostante il termine massimo di 24 mesi per un affido ordinario fosse stato ampiamente superato.<br />Ma c'è di più: un disegno della bambina venne utilizzato per un convegno sul modello Bibbiano al quale parteciparono diversi amministratori locali e con il patrocinio della Regione Emilia-Romagna che del sistema affidi della Val d'Enza è stata un'attiva sostenitrice, almeno fino a quando l'inchiesta della Procura di Reggio non ha svelato il perverso mondo di falsi abusi costruiti per giustificare gli allontanamenti dei bambini dai loro genitori.<br />Infatti, durante le udienze stanno emergendo i tanti messaggi raccolti dagli inquirenti e portati agli atti nei quali si percepisce che la bambina avesse molta voglia di vedere il papà, il quale non era affatto un abusatore, ma si interessava a lei con messaggi, attenzioni e regali. Un affetto ricambiato dalla figlia. La stessa bimba confidava, fino a scriverlo su una lavagna di casa: "Mi manca mio padre, voglio tornare a casa". Ma per tutta risposta, le due donne e gli assistenti sociali impedirono a lei di sapere che il padre aveva delle attenzioni affettuose per lei.<br />È una tecnica, quella dell'obnubilazione di una delle figure genitoriali, specie quella paterna, che abbiamo visto all'opera più volte nei casi del Sistema Bibbiano che la Procura di Reggio ha portato ora in giudizio. Una tecnica che ha fatto soffrire anche questa piccola, creandole dei traumi.<br />Sarà il consulente del tribunale ad attestare che ci siano stati dei danni. Al di là dell'episodio della maglietta per la "causa gay", venne provocato un estraniamento totale della figura dei genitori e identitario: le due donne pretendevano che la bambina non si vestisse da femminuccia o dovesse legarsi i capelli per non apparire troppo "donna". Le donne manifestavano evidentemente un eccesso di protezione della minore dai maschi - probabilmente ossessivo - ma questi elementi hanno creato in lei notevoli traumi - stando alla parte civile - anche perché vanno a intaccare la percezione dell'identità.<br />Insomma, anche dalle prove che stanno emergendo a processo, l'affidamento alla coppia Lgbt ha tutta l'aria di essere quello che è sembrato fin da subito: un gigantesco tentativo di rivendicare una funzione genitoriale da parte degli omosessuali, i quali, anche alla prova dei fatti, hanno dimostrato di non essere in grado di svolgere funzioni genitoriali adeguate al bene della bambina, ma solo rivendicazioni ideologiche per la loro causa omosessualista.<br />«Figure che - complice anche l'attività della psicoterapeuta - avrebbero spinto a farle sorgere in testa delle rappresentazioni simboliche di eventuali abusi, inducendola a creare gli scatolini del "sesso" e del "papà" e che avrebbero dovuto essere la proiezione degli abusi subiti.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/55251997</guid><pubDate>Tue, 27 Jun 2023 21:58:26 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/55251997/scandalo_nello_scandalo_assolto_il_responsabile_di_bibbiano.mp3" length="11556884" type="audio/mpeg"/><itunes:author>BastaBugie</itunes:author><itunes:subtitle>TESTO DELL'ARTICOLO ➜ https://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7445

SCANDALO NELLO SCANDALO: ASSOLTO IL RESPONSABILE DI BIBBIANO di Manuela Antonacci
Chiuso il processo d'appello nei confronti dello psicoterapeuta Claudio Foti, titolare del...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="https://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7445" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7445</a><br /><br />SCANDALO NELLO SCANDALO: ASSOLTO IL RESPONSABILE DI BIBBIANO di Manuela Antonacci<br />Chiuso il processo d'appello nei confronti dello psicoterapeuta Claudio Foti, titolare del centro studi torinese "Hansel&amp;Gretel" di Moncalieri (Torino) a cui il comune di Bibbiano (Reggio Emilia) aveva affidato lo svolgimento di sedute di psicoterapia, convegni e corsi di formazione. Foti era stato coinvolto nell'inchiesta "Angeli e demoni" sullo scandalo degli affidi illeciti dei bambini di Bibbiano. Nel novembre 2021 lo psicoterapeuta era stato condannato a 4 anni di reclusione per abuso d'ufficio, lesioni dolose gravi e frode processuale.<br />Per "lesioni gravi" si intendono quelle ingenerate nei confronti di una sua paziente minorenne (ansia e depressione) di cui Foti era stato accusato all'epoca dei fatti. Secondo l'accusa, lo psicoterapeuta piemontese avrebbe indotto la bambina a credere di aver subito abusi sessuali da parte del padre, dopo averla sottoposta alla tecnica della Emdr, la discussa 'macchina dei ricordi', «in totale violazione dei protocolli di riferimento». Per quanto riguarda, invece, l'accusa di abuso di ufficio, in concorso con il sindaco di Bibbiano Andrea Carletti, il riferimento è all'affidamento senza gara, alla sua associazione, del servizio di psicoterapia nell'Unione Val d'Enza.<br />Tutte accuse da cui, lunedì scorso, i giudici della quarta sezione penale della Corte d'appello di Bologna lo hanno assolto, ribaltando la sentenza, perché le prove risulterebbero insufficienti. Quindi non con formula piena. Mentre è ancora in corso il processo per gli altri 17 imputati che a differenza di Foti, avrebbero scelto il rito ordinario, piuttosto che quello abbreviato.<br />Tra questi la moglie dello psicoterapeuta, Nadia Bolognini e alcuni assistenti sociali, tra cui l'ex responsabile dei servizi sociali della Val d'Enza Federica Anghinolfi, il suo "braccio armato" Francesco Monopoli e il sindaco di Bibbiano Andrea Carletti. Le accuse sono tante e in parte simili a quelle rivolte contro Toti: maltrattamenti dei minori, lesioni gravi, falsa testimonianza, peculato, frode processuale, depistaggio, frode aggravata, abuso d'ufficio e falso in atto pubblico. Inoltre primo cittadino, sotto processo, era stato condannato, nell'estate 2019, agli arresti domiciliari, ma poi è stato scarcerato dalla Cassazione.<br />In seguito è persino potuto tornare ad amministrare il comune di Bibbiano dove hanno sede i servizi sociali a cui la Procura di Reggio aveva contestato la falsificazione delle relazioni scritte sui bambini, denunciando finti abusi o maltrattamenti familiari, per poter sottrarre i minori alle loro famiglie d'origine e trasferirli, a scopo di lucro, a coppie affidatarie. Significativo il commento di Claudio Foti dopo la lettura della sentenza di assoluzione: «Rifarei tutto!»<br />Nota di BastaBugie: Andrea Zambrano, nell'articolo seguente dal titolo "Bibbiano, bimba strappata al papà usata per la causa Lgbt" parla di un dettaglio inquietante emerso al processo per i fatti di Bibbiano.<br />Ecco l'articolo completo pubblicato su La Nuova Bussola Quotidiana il 24 maggio 2023:<br />Al processo per i fatti di Bibbiano emerge un dettaglio inquietante: la bambina affidata alla coppia lesbica partecipò all'unione civile delle due donne e le venne fatta indossare una maglietta con su scritto: "Sono la figlia delle due spose". Un episodio di violenza che mostra come il sistema affidi in Val d'Enza fosse orientato a promuovere l'omogenitorialità senza curarsi dei traumi a cui andavano incontro i minori strappati ai genitori solo sulla base di sospetti.<br />Bambini usati come bandiera per le battaglie Lgbt. Se le prove si costruiscono a processo, questo può essere un caso di scuola. È il drammatico particolare emerso nei giorni scorsi...]]></itunes:summary><itunes:duration>723</itunes:duration><itunes:keywords>angeli&amp;demoni,anghinolfi,bibbiano,foti,hansel&amp;gretel</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/b0a519256de25da04943791b59ca5207.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Bambini sopravvissuti nella foresta per 40 giorni da soli</title><link>https://www.spreaker.com/episode/bambini-sopravvissuti-nella-foresta-per-40-giorni-da-soli--54360537</link><description><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="https://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7443" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7443</a><br /><br />BAMBINI SOPRAVVISSUTI NELLA FORESTA PER 40 GIORNI DA SOLI di Graziella Melina<br />La storia dei bambini colombiani rappresenta un «manifesto meraviglioso che dimostra come educare». Il prof. Alberto Villani, direttore di Pediatria generale e dell'emergenza dell'Ospedale Bambino Gesù di Roma pensa con commozione alla forza dei piccoli sopravvissuti da soli per 40 giorni. Ma poi il confronto con i bambini italiani, troppo protetti dai genitori, lo fa diventare subito serio: «La resilienza nasce anche dalla capacità di affrontare le difficoltà, ma si arriva ad affrontarle se si è educati a farlo. I nostri ragazzi invece stanno in mezzo alle "foreste" urbane abbandonati, senza sapere come cavarsela».<br />Partiamo dal lieto fine. Come è possibile che siano riusciti a sopravvivere?<br />«Innanzitutto dobbiamo dire che questa vicenda straordinaria sarebbe stata impossibile con bimbi di un'altra nazionalità. Quei bambini sono indigeni, sono cresciuti in quell'ambiente e quindi lo conoscono. Fin da piccolissimi sono addestrati a saper vivere in una condizione ostile, riconoscono le piante e tutto ciò che può essere utilizzato per alimentarsi. Sanno come gestire in maniera ottimale le risorse naturali, come avvantaggiarsi in tutte le situazioni».<br />La più grande ha appena 13 anni, però.<br />«In quelle popolazioni una tredicenne ne sa più di un adulto, non sono i nostri "bamboccioni" italiani, sono persone abituate a confrontarsi da sempre con le difficoltà e a superarle. Del resto, avveniva così anche in Italia all'inizio del secolo scorso: il fratello e la sorella maggiore di fatto era il custode dei più piccoli. Ribadisco, è una storia sorprendente in ogni caso, perché è un miracolo che siano sopravvissuti a un incidente aereo; ed è davvero straordinario che siano andati in giro vagando per 40 giorni in una foresta, però in quelle etnie sapersela cavare è il primo insegnamento»<br />Per i bambini è ancora più difficile sopravvivere in condizioni estreme.<br />«I bambini sono i più fragili, soprattutto quelli piccoli: la disidratazione rappresenta un problema rilevantissimo. La ragazza deve essere stata molto brava nel garantire per esempio l'apporto idrico, quindi nel trovare i ruscelli, la rugiada sulle foglie. Non dimentichiamo che si può stare senza mangiare per giorni, senza bere invece no. Ma sorprende ancora di più che ce l'abbia fatto il bambino di un anno, è miracoloso che si sia salvato, sicuramente deve esserci stato un accudimento significativo da parte della tredicenne».<br />Cosa si può imparare da questa storia?<br />«È evidente l'importanza dell'educazione, delle regole. In quella popolazione c'è il vero insegnamento, che non consiste nell'accontentare e soddisfare le esigenze, ma educare a comportamenti che garantiscano la sopravvivenza. È la riprova che se nei bambini si investe in maniera intelligente e virtuosa, questo è il risultato. Se li si abitua invece a essere semplicemente accontentati in tutto, sono meno reattivi: la resilienza nasce anche dalla capacità di affrontare le difficoltà e si arriva ad affrontarle solo se si è educati a farlo».<br />Sta dicendo che è sbagliato essere protettivi?<br />«Si parla oggi di disturbi neurocomportamentali, ma in realtà in questo caso c'è la dimostrazione che i bambini sono estremamente resistenti: vanno solo educati ad affrontare diversi contesti e questo lo ottieni solamente educando le persone. La ragazza di 13 anni sapeva come cavarsela. Quante ragazze della stessa età in Italia sanno comprarsi da mangiare e cucinare?».<br />Ma in una città, come si fa a lasciare una bambina a occuparsi da sola della spesa?<br />«La spesa la si può fare andando con i genitori. Ma poi basta insegnare ai più piccoli a vestirsi da soli, a lavarsi. Oggi il ruolo genitoriale è totalmente abbandonato, assente. Essere genitori significa trasmettere esperienze, insegnare a come gestirsi; in quel tipo di società quel ruolo esiste ancora».<br />Allora chi dovrebbe educarli?<br />«Fino a 35 anni, spesso una donna non ha mai preso un bambino in braccio. A scuola non si parla di genitorialità; i bambini non sanno cosa significhi avere un fratello e una sorella ed essere accudenti». [...]<br />Nota di BastaBugie: secondo noi la soluzione al problema sta molto semplicemente nelle famiglie numerose. Dove i figli sono sei o otto si impara molto più facilmente ad aiutare presto in casa. Ad esempio le bambine sono naturalmente portate ad aiutare la mamma nei compiti dell'accudimento e le mamme con più figli si fanno aiutare più volentieri. Dove i figli sono pochi si pensa erroneamente che "il loro lavoro è lo studio" per cui si preservano dai lavori più umili e quotidiani, ma così li si condanna a non sapersi arrangiare, né a saper faticare. Gli effetti devastanti di questa impostazione sono sotto gli occhi di tutti.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/54360537</guid><pubDate>Tue, 13 Jun 2023 20:57:33 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/54360537/bambini_sopravvissuti_nella_foresta_per_40_giorni_da_soli.mp3" length="6042897" type="audio/mpeg"/><itunes:author>BastaBugie</itunes:author><itunes:subtitle>TESTO DELL'ARTICOLO ➜ https://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7443

BAMBINI SOPRAVVISSUTI NELLA FORESTA PER 40 GIORNI DA SOLI di Graziella Melina
La storia dei bambini colombiani rappresenta un «manifesto meraviglioso che dimostra come educare»....</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="https://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7443" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7443</a><br /><br />BAMBINI SOPRAVVISSUTI NELLA FORESTA PER 40 GIORNI DA SOLI di Graziella Melina<br />La storia dei bambini colombiani rappresenta un «manifesto meraviglioso che dimostra come educare». Il prof. Alberto Villani, direttore di Pediatria generale e dell'emergenza dell'Ospedale Bambino Gesù di Roma pensa con commozione alla forza dei piccoli sopravvissuti da soli per 40 giorni. Ma poi il confronto con i bambini italiani, troppo protetti dai genitori, lo fa diventare subito serio: «La resilienza nasce anche dalla capacità di affrontare le difficoltà, ma si arriva ad affrontarle se si è educati a farlo. I nostri ragazzi invece stanno in mezzo alle "foreste" urbane abbandonati, senza sapere come cavarsela».<br />Partiamo dal lieto fine. Come è possibile che siano riusciti a sopravvivere?<br />«Innanzitutto dobbiamo dire che questa vicenda straordinaria sarebbe stata impossibile con bimbi di un'altra nazionalità. Quei bambini sono indigeni, sono cresciuti in quell'ambiente e quindi lo conoscono. Fin da piccolissimi sono addestrati a saper vivere in una condizione ostile, riconoscono le piante e tutto ciò che può essere utilizzato per alimentarsi. Sanno come gestire in maniera ottimale le risorse naturali, come avvantaggiarsi in tutte le situazioni».<br />La più grande ha appena 13 anni, però.<br />«In quelle popolazioni una tredicenne ne sa più di un adulto, non sono i nostri "bamboccioni" italiani, sono persone abituate a confrontarsi da sempre con le difficoltà e a superarle. Del resto, avveniva così anche in Italia all'inizio del secolo scorso: il fratello e la sorella maggiore di fatto era il custode dei più piccoli. Ribadisco, è una storia sorprendente in ogni caso, perché è un miracolo che siano sopravvissuti a un incidente aereo; ed è davvero straordinario che siano andati in giro vagando per 40 giorni in una foresta, però in quelle etnie sapersela cavare è il primo insegnamento»<br />Per i bambini è ancora più difficile sopravvivere in condizioni estreme.<br />«I bambini sono i più fragili, soprattutto quelli piccoli: la disidratazione rappresenta un problema rilevantissimo. La ragazza deve essere stata molto brava nel garantire per esempio l'apporto idrico, quindi nel trovare i ruscelli, la rugiada sulle foglie. Non dimentichiamo che si può stare senza mangiare per giorni, senza bere invece no. Ma sorprende ancora di più che ce l'abbia fatto il bambino di un anno, è miracoloso che si sia salvato, sicuramente deve esserci stato un accudimento significativo da parte della tredicenne».<br />Cosa si può imparare da questa storia?<br />«È evidente l'importanza dell'educazione, delle regole. In quella popolazione c'è il vero insegnamento, che non consiste nell'accontentare e soddisfare le esigenze, ma educare a comportamenti che garantiscano la sopravvivenza. È la riprova che se nei bambini si investe in maniera intelligente e virtuosa, questo è il risultato. Se li si abitua invece a essere semplicemente accontentati in tutto, sono meno reattivi: la resilienza nasce anche dalla capacità di affrontare le difficoltà e si arriva ad affrontarle solo se si è educati a farlo».<br />Sta dicendo che è sbagliato essere protettivi?<br />«Si parla oggi di disturbi neurocomportamentali, ma in realtà in questo caso c'è la dimostrazione che i bambini sono estremamente resistenti: vanno solo educati ad affrontare diversi contesti e questo lo ottieni solamente educando le persone. La ragazza di 13 anni sapeva come cavarsela. Quante ragazze della stessa età in Italia sanno comprarsi da mangiare e cucinare?».<br />Ma in una città, come si fa a lasciare una bambina a occuparsi da sola della spesa?<br />«La spesa la si può fare andando con i genitori. Ma poi basta insegnare ai più piccoli a vestirsi da soli, a lavarsi. Oggi il ruolo genitoriale è totalmente...]]></itunes:summary><itunes:duration>378</itunes:duration><itunes:keywords>40giorni,bambininellagiungla,bamboccioni,famiglienumerose,indigeni</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/9b198b734a254129296724a93cc3037e.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>La natura del maschio soccorritore</title><link>https://www.spreaker.com/episode/la-natura-del-maschio-soccorritore--53973292</link><description><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="https://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7414" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7414</a><br /><br />LA NATURA DEL MASCHIO SOCCORRITORE di Manuela Antonacci<br />Drammatici i dati dell'alluvione che ha sconvolto l'Emilia Romagna in questi giorni, con oltre 20 fiumi esondati. Migliaia gli sfollati e le persone fatte evacuare, al punto che il 23 maggio sarà deliberato lo stato di calamità. Una situazione drammatica che ha visto una mobilitazione e uno dispiegamento di forze enorme: oltre 1.000 mezzi impiegati e più di 4.900 uomini e donne tra Vigili del Fuoco, Guardia Costiera, Forze di polizia, Forze armate, organizzazioni di volontariato di protezione civile ecc. E ciò che emerge dalle varie foto e video, è senz'altro il clima di solidarietà che si manifesta nel prestare i soccorsi ad anziani, donne e bambini.<br />In particolare in un video si nota una donna stretta in un angolo con l'acqua che le arriva al petto e una bambina di circa un anno in braccio. La donna grida in preda al panico chiedendo che qualcuno le tenga la sua bambina ed ecco che uno degli uomini immersi anche lui nell'acqua, si dirige prontamente verso la signora, caricando la bambina sulle sue spalle e portandola in salvo. Così ci imbattiamo anche nelle immagini dei carabinieri che salvano anziani signori aiutandoli ad uscire dai portoni dei palazzi allagati. Insomma, a colpi di semplici immagini, sembrano vacillare tanti discorsi di condanna della cosiddetta "virilità tossica", del patriarcato e via dicendo.<br />La concretezza delle situazioni, evidentemente, più di qualsiasi ideologia elaborata a tavolino, dimostra come la mascolinità possa rivelarsi una risorsa preziosa quando c'è da tirare fuori il coraggio, l'audacia, la prontezza nel difendere chi in quel momento è in una condizione di debolezza e fragilità. E che "maschio è bello" ce lo hanno insegnato anche a scuola! Ebbene sì, nelle stesse aule in cui si parla dei femminicidi impostando, però il discorso anziché sulla riscoperta dell'alleanza tra l'uomo e la donna e la valorizzazione della loro strutturale preziosa complementarietà, su una visione, invece, distorta del maschio quasi oppressore e violento per natura.<br />Eppure sui banchi delle stesse aule abbiamo imparato tutto il contrario: che è esistito un tempo in cui è venuta pienamente alla luce la mascolinità in tutta la sua fiorente, costitutiva bellezza, ovvero il tempo dei cavalieri e delle dame. Nell'amore cavalleresco emerge come le virtù virili: il coraggio, la forza, la fedeltà, l'onore fossero dei collanti preziosi che legavano il cavaliere alla propria dama, in quanto non strumenti di sopraffazione, ma al contrario, di servizio.<br />La stessa cosa potremmo dire per i cavalieri di oggi, gli uomini in divisa. Ma quale divisa? Secondo un'indagine di Men's Health che ha pubblicato un sondaggio realizzato dall' istituto Eta Meta su un campione di donne tra i 20 e i 45 anni una quota equivalente a 7.705.000 donne, mette al primo posto tra le sue preferenze il carabiniere, tuttavia nella classifica se la cavano bene anche i medici. Qual è allora il tratto comune? Che alle donne piace l'uomo che usa la sua forza per proteggere, curare e difendere. Inoltre la divisa (che sia quella che si usa per combattere o che sia quella che si usa per guarire) manifesta un'identità forte.<br />Insomma, tappatevi le orecchie cari profeti dell'ideologia woke e teorici del gender fluid, alle donne piace l'uomo forte e virile, con buona pace di tutte le altre 77 e passa identità di genere e alla faccia del politicamente corretto. Allora viene da chiedersi se l'uso sbagliato della forza che oggi si riscontra nella nostra società, non sia frutto di ben altre cause: del venir meno di quell'apparato di valori che sono alla base di ogni relazione, compresa quella tra l'uomo e la donna ridotta o a puro soddisfacimento degli istinti o a braccio di ferro eterno e ineluttabile.<br />Ma come sempre, quando il giudizio è annebbiato, ci pensa la realtà a dargli una bella lucidata ed ecco che dopo tanti feroci discorsi contro il patriarcato (che oggi peraltro non esiste più, anzi, siamo sempre di più di fronte ad una società senza padri, ahinoi) quando c'è bisogno degli uomini veri, il cui coraggio è la vera cifra e può essere determinante in alcune situazioni, come stiamo vedendo in queste ore drammatiche per l'Emilia Romagna, ecco che si spiega il tappeto rosso e si riconosce il valore degli eroi di turno. E allora onore ai soccorritori e ai militari ora all'opera nelle aree alluvionate.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/53973292</guid><pubDate>Tue, 23 May 2023 21:21:28 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/53973292/la_natura_del_maschio_soccorritore.mp3" length="14054864" type="audio/mpeg"/><itunes:author>BastaBugie</itunes:author><itunes:subtitle>TESTO DELL'ARTICOLO ➜ https://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7414

LA NATURA DEL MASCHIO SOCCORRITORE di Manuela Antonacci
Drammatici i dati dell'alluvione che ha sconvolto l'Emilia Romagna in questi giorni, con oltre 20 fiumi esondati. Migliaia...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="https://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7414" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7414</a><br /><br />LA NATURA DEL MASCHIO SOCCORRITORE di Manuela Antonacci<br />Drammatici i dati dell'alluvione che ha sconvolto l'Emilia Romagna in questi giorni, con oltre 20 fiumi esondati. Migliaia gli sfollati e le persone fatte evacuare, al punto che il 23 maggio sarà deliberato lo stato di calamità. Una situazione drammatica che ha visto una mobilitazione e uno dispiegamento di forze enorme: oltre 1.000 mezzi impiegati e più di 4.900 uomini e donne tra Vigili del Fuoco, Guardia Costiera, Forze di polizia, Forze armate, organizzazioni di volontariato di protezione civile ecc. E ciò che emerge dalle varie foto e video, è senz'altro il clima di solidarietà che si manifesta nel prestare i soccorsi ad anziani, donne e bambini.<br />In particolare in un video si nota una donna stretta in un angolo con l'acqua che le arriva al petto e una bambina di circa un anno in braccio. La donna grida in preda al panico chiedendo che qualcuno le tenga la sua bambina ed ecco che uno degli uomini immersi anche lui nell'acqua, si dirige prontamente verso la signora, caricando la bambina sulle sue spalle e portandola in salvo. Così ci imbattiamo anche nelle immagini dei carabinieri che salvano anziani signori aiutandoli ad uscire dai portoni dei palazzi allagati. Insomma, a colpi di semplici immagini, sembrano vacillare tanti discorsi di condanna della cosiddetta "virilità tossica", del patriarcato e via dicendo.<br />La concretezza delle situazioni, evidentemente, più di qualsiasi ideologia elaborata a tavolino, dimostra come la mascolinità possa rivelarsi una risorsa preziosa quando c'è da tirare fuori il coraggio, l'audacia, la prontezza nel difendere chi in quel momento è in una condizione di debolezza e fragilità. E che "maschio è bello" ce lo hanno insegnato anche a scuola! Ebbene sì, nelle stesse aule in cui si parla dei femminicidi impostando, però il discorso anziché sulla riscoperta dell'alleanza tra l'uomo e la donna e la valorizzazione della loro strutturale preziosa complementarietà, su una visione, invece, distorta del maschio quasi oppressore e violento per natura.<br />Eppure sui banchi delle stesse aule abbiamo imparato tutto il contrario: che è esistito un tempo in cui è venuta pienamente alla luce la mascolinità in tutta la sua fiorente, costitutiva bellezza, ovvero il tempo dei cavalieri e delle dame. Nell'amore cavalleresco emerge come le virtù virili: il coraggio, la forza, la fedeltà, l'onore fossero dei collanti preziosi che legavano il cavaliere alla propria dama, in quanto non strumenti di sopraffazione, ma al contrario, di servizio.<br />La stessa cosa potremmo dire per i cavalieri di oggi, gli uomini in divisa. Ma quale divisa? Secondo un'indagine di Men's Health che ha pubblicato un sondaggio realizzato dall' istituto Eta Meta su un campione di donne tra i 20 e i 45 anni una quota equivalente a 7.705.000 donne, mette al primo posto tra le sue preferenze il carabiniere, tuttavia nella classifica se la cavano bene anche i medici. Qual è allora il tratto comune? Che alle donne piace l'uomo che usa la sua forza per proteggere, curare e difendere. Inoltre la divisa (che sia quella che si usa per combattere o che sia quella che si usa per guarire) manifesta un'identità forte.<br />Insomma, tappatevi le orecchie cari profeti dell'ideologia woke e teorici del gender fluid, alle donne piace l'uomo forte e virile, con buona pace di tutte le altre 77 e passa identità di genere e alla faccia del politicamente corretto. Allora viene da chiedersi se l'uso sbagliato della forza che oggi si riscontra nella nostra società, non sia frutto di ben altre cause: del venir meno di quell'apparato di valori che sono alla base di ogni relazione, compresa quella tra l'uomo e la donna ridotta o a puro soddisfacimento degli istinti o a braccio di ferro eterno e...]]></itunes:summary><itunes:duration>879</itunes:duration><itunes:keywords>alluvione,coraggio,debolezza,maschio,soccorsi</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/dc949c721b47ba9c8f2ab7b938f11487.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>L'incoronazione di Carlo III ricorda la tradizione</title><link>https://www.spreaker.com/episode/l-incoronazione-di-carlo-iii-ricorda-la-tradizione--53798304</link><description><![CDATA[VIDEO: L'incoronazione di Carlo III ➜ https://www.youtube.com/watch?v=-fDpf16Sgjs<br /><br />TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="https://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7405" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7405</a><br /><br />L'INCORONAZIONE DI CARLO III RICORDA LA TRADIZIONE di Stefano Chiappalone<br />Nell'incoronazione di re Carlo III, che ha avuto luogo sabato scorso a Westminster, pur caratterizzata da abbondanti dosi di "inclusività" e parole d'ordine mainstream (in parte per le idee del sovrano e in parte per le tendenze più generali dell'anglicanesimo), già illustrati qui su La Bussola, qualcosa va invece decisamente controcorrente, ed è un aspetto non secondario.<br />Non ci riferiamo alla "storica prima volta" dei due cardinali cattolici presenti, Nichols e Parolin: fatto comunque non trascurabile in un regno che fino all'altro ieri bollava spregiativamente i cosiddetti "papisti" e che nei primi due secoli della Riforma li spediva direttamente al patibolo. Nel pot-pourri multireligioso la presenza di due esponenti della Chiesa di Roma era praticamente scontata e forse anche meno ingombrante di quella del "principe ribelle" Harry (relegato in terza fila insieme ai parenti privi di titolo reale o declassati come il principe Andrea).<br />Piuttosto, a innalzarci dalle contingenze e dalle divergenze è qualcosa che ricollega l'evento di sabato scorso a un passato remoto, così remoto da rasentare l'eterno: sono i gesti dell'incoronazione in senso stretto, quel "rito nel rito" denso di richiami simbolici, la cui sostanza risale a ben prima della Riforma protestante e di cui in casa cattolica si trovava ancora traccia nel Pontificale romano. Né più né meno che l'abbazia di Westminster sorta come ex voto a metà dell'XI secolo, in sostituzione di un pellegrinaggio a Roma, alle tombe degli apostoli, che il re sant'Edoardo il Confessore era impossibilitato a compiere. Ricostruito in stile gotico nel Duecento, quando Enrico VIII era ancora di là da venire, lo splendido edificio si ritrova "incolpevolmente" a essere luogo "iconico" della monarchia anglica e anglicana. Ammirarne l'architettura non è solo un fatto esteriore, poiché ogni edificio risente del clima spirituale in cui è stato innalzato, per cui potremmo tranquillamente sentirla "nostra".<br />L'UNZIONE E LA CONSEGNA DELLE INSEGNE REGALI<br />Così pure quel micro-rito scandito dall'unzione e dalla consegna delle insegne regali (accompagnate dalle relative formule) parla di una concezione della regalità e più in generale dell'esercizio del potere che si può sintetizzare nel celebre versetto del libro dei Proverbi: «Per me reges regnant» (8,15). È la Sapienza, cioè Dio stesso a parlare, ammonendo: «Per mezzo mio regnano i re». Ed è un monito innanzitutto per chi riceve il giogo del potere, che dovrà poi rendere conto a Dio di come lo ha amministrato. Tipico dell'età medievale quando qualsiasi sovrano sapeva di non disporre di un potere assoluto ma di avere dei vincoli ben precisi in basso e in alto: in basso dalla variopinta miriade di entità intra-statali e corpi intermedi; in alto dalle leggi divine. Simbolo di questo vincolo "dal basso" è il Riconoscimento (Recognition): Carlo III, come i suoi predecessori, è stato presentato al popolo e da questi riconosciuto come legittimo per quattro volte, in direzione dei quattro punti cardinali. Il sovrano assoluto, cioè sciolto da ogni vincolo, semmai è un'invenzione di età moderna, man mano che il legame con Dio si va allentando e i poteri statali si accentrano e si estendono.<br />L'unzione dei re è un retaggio dell'Antico Testamento, tramandato da Saul e Davide - che furono unti dal profeta Samuele - e da Salomone fino ai re cristiani. Simbolo del regno dei Franchi era la "santa Ampolla" con cui fu unto il re Clodoveo. Custodita per secoli a Reims, fu distrutta nel corso della Rivoluzione francese. In sintesi, essa invoca sul re la forza e la grazia di stato per governare. «Zadok il sacerdote e Natan il profeta unsero re Salomone», ha intonato il coro mentre alcuni pannelli schermavano il momento (l'unico momento segreto della cerimonia) in cui Carlo III veniva unto sulle mani, sul petto e sul capo e in tal modo «consacrato re sui popoli che il Signore tuo Dio ti ha affidato perché li governi». A quel punto il sovrano è stato rivestito del colobium sindonis e della supertunica dorata, paramento quasi liturgico (a metà tra reminiscenze bizantine e le dalmatiche dei diaconi) che gli ricorda di essere al servizio di Dio.<br />UNA INVESTITURA CAVALLERESCA<br />Spada e speroni richiamano invece all'investitura cavalleresca. Riferimento peraltro esplicitato da un mutamento rispetto alla formula prevista («Ricevi questi speroni, simbolo di onore e di coraggio. Difendi coraggiosamente quanti sono nel bisogno»), dove il primate anglicano invece di «coraggio» (courage) ha pronunciato «cavalleria» (chivalry). Tradizionalmente la cavalleria era intesa come servizio ai più deboli, a chi non poteva difendersi da sé. «Viduas, pupillos, pauperes, ac debiles ab omni oppressione defende» («Difendi le vedove, gli orfani, i poveri e i deboli da ogni oppressione»), recitava infatti il Pontificale cattolico all'atto di consegnare la spada al nuovo re. A questo si associa il simbolismo paolino della «spada dello Spirito» (Ef 6,17). Duplice senso, ricordato nel consegnare la spada a Carlo III.<br />«Non confidare nel tuo potere, ma nella misericordia di Dio che ti ha scelto», è il monito che ha accompagnato la consegna del guanto (invito a esercitare l'autorità con gentilezza e grazia, a trattare il suo popolo "con i guanti", come si suol dire). Il re ha appena ricevuto il globo sormontato dalla croce, a ricordare che «i regni di questo mondo», compreso il suo, «sono divenuti regni di Nostro Signore». E l'anello, oltre alla «dignità regale» è segno «dell'alleanza tra Dio e il re e tra il re e il popolo». È il momento di completare il tutto con scettro e corona, anch'essi entrambi sormontati dalla croce (un secondo scettro, peculiarità inglese, è sormontato da una colomba a simboleggiare «equità e misericordia», laddove il primo è simbolo di «potere regale e giustizia»). Tutto è compiuto e il re del terzo millennio, unto, incoronato e bardato come un monarca medievale, può sedere sul trono e assistere alla più breve unzione e incoronazione della regina Camilla.<br />Sotto il peso della corona e sotto gli ingombranti paludamenti regali sparisce - deve sparire - la coppia al centro del gossip degli anni Novanta per lasciar spazio a qualcosa di più grande: la regalità, appunto, a prescindere da chi la incarna in quel dato Paese e in quel preciso momento storico. E al netto delle concessioni (già discusse) allo Zeitgeist o mainstream che dir si voglia e pure di qualche momento più "modaiolo", tipo l'immancabile coro Gospel. La sostanza e la simbologia di quello che abbiamo definito "rito nel rito" non è farina del sacco anglicano né di casa Windsor, ma qualcosa che i Windsor stessi hanno ricevuto dai secoli, e dai secoli dei secoli. Qualcosa - ci si consenta la ripetizione - di "nostro", patrimonio della vecchia Europa che davvero era sormontata dalla croce; che anche nel giorno stesso del loro trionfo ammoniva re e governanti di dover rendere conto a un Re più grande di loro.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/53798304</guid><pubDate>Wed, 10 May 2023 15:27:27 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/53798304/l_incoronazione_di_carlo_iii_ricorda_la_tradizione.mp3" length="8814385" type="audio/mpeg"/><itunes:author>BastaBugie</itunes:author><itunes:subtitle>VIDEO: L'incoronazione di Carlo III ➜ https://www.youtube.com/watch?v=-fDpf16Sgjs

TESTO DELL'ARTICOLO ➜ https://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7405

L'INCORONAZIONE DI CARLO III RICORDA LA TRADIZIONE di Stefano Chiappalone
Nell'incoronazione di...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[VIDEO: L'incoronazione di Carlo III ➜ https://www.youtube.com/watch?v=-fDpf16Sgjs<br /><br />TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="https://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7405" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7405</a><br /><br />L'INCORONAZIONE DI CARLO III RICORDA LA TRADIZIONE di Stefano Chiappalone<br />Nell'incoronazione di re Carlo III, che ha avuto luogo sabato scorso a Westminster, pur caratterizzata da abbondanti dosi di "inclusività" e parole d'ordine mainstream (in parte per le idee del sovrano e in parte per le tendenze più generali dell'anglicanesimo), già illustrati qui su La Bussola, qualcosa va invece decisamente controcorrente, ed è un aspetto non secondario.<br />Non ci riferiamo alla "storica prima volta" dei due cardinali cattolici presenti, Nichols e Parolin: fatto comunque non trascurabile in un regno che fino all'altro ieri bollava spregiativamente i cosiddetti "papisti" e che nei primi due secoli della Riforma li spediva direttamente al patibolo. Nel pot-pourri multireligioso la presenza di due esponenti della Chiesa di Roma era praticamente scontata e forse anche meno ingombrante di quella del "principe ribelle" Harry (relegato in terza fila insieme ai parenti privi di titolo reale o declassati come il principe Andrea).<br />Piuttosto, a innalzarci dalle contingenze e dalle divergenze è qualcosa che ricollega l'evento di sabato scorso a un passato remoto, così remoto da rasentare l'eterno: sono i gesti dell'incoronazione in senso stretto, quel "rito nel rito" denso di richiami simbolici, la cui sostanza risale a ben prima della Riforma protestante e di cui in casa cattolica si trovava ancora traccia nel Pontificale romano. Né più né meno che l'abbazia di Westminster sorta come ex voto a metà dell'XI secolo, in sostituzione di un pellegrinaggio a Roma, alle tombe degli apostoli, che il re sant'Edoardo il Confessore era impossibilitato a compiere. Ricostruito in stile gotico nel Duecento, quando Enrico VIII era ancora di là da venire, lo splendido edificio si ritrova "incolpevolmente" a essere luogo "iconico" della monarchia anglica e anglicana. Ammirarne l'architettura non è solo un fatto esteriore, poiché ogni edificio risente del clima spirituale in cui è stato innalzato, per cui potremmo tranquillamente sentirla "nostra".<br />L'UNZIONE E LA CONSEGNA DELLE INSEGNE REGALI<br />Così pure quel micro-rito scandito dall'unzione e dalla consegna delle insegne regali (accompagnate dalle relative formule) parla di una concezione della regalità e più in generale dell'esercizio del potere che si può sintetizzare nel celebre versetto del libro dei Proverbi: «Per me reges regnant» (8,15). È la Sapienza, cioè Dio stesso a parlare, ammonendo: «Per mezzo mio regnano i re». Ed è un monito innanzitutto per chi riceve il giogo del potere, che dovrà poi rendere conto a Dio di come lo ha amministrato. Tipico dell'età medievale quando qualsiasi sovrano sapeva di non disporre di un potere assoluto ma di avere dei vincoli ben precisi in basso e in alto: in basso dalla variopinta miriade di entità intra-statali e corpi intermedi; in alto dalle leggi divine. Simbolo di questo vincolo "dal basso" è il Riconoscimento (Recognition): Carlo III, come i suoi predecessori, è stato presentato al popolo e da questi riconosciuto come legittimo per quattro volte, in direzione dei quattro punti cardinali. Il sovrano assoluto, cioè sciolto da ogni vincolo, semmai è un'invenzione di età moderna, man mano che il legame con Dio si va allentando e i poteri statali si accentrano e si estendono.<br />L'unzione dei re è un retaggio dell'Antico Testamento, tramandato da Saul e Davide - che furono unti dal profeta Samuele - e da Salomone fino ai re cristiani. Simbolo del regno dei Franchi era la "santa Ampolla" con cui fu unto il re Clodoveo. 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Negli anni successivi, quelli del Covid, la cifra è salita a oltre 10 milioni annui. Un salasso per la multinazionale? No, un lucroso investimento. Infatti, noi sappiamo che i vaccini di Pfizer e Moderna sono stati venduti a prezzi esorbitanti agli Stati che - rispetto al costo di produzione stimato da 1,18 a 2,85 dollari a dose - li hanno venduti ad un prezzo venti volte superiore. Se l'Italia non avesse permesso che il duopolio Pfizer-Moderna si accaparrasse tutto il mercato vaccinale nazionale e avesse acquistato altri tipi di prodotti, avrebbe potuto risparmiare oltre quattro miliardi di euro, da destinare alla realizzazione di oltre 40.000 nuovi posti di terapia intensiva o all'assunzione di 49.000 nuovi medici. Sono dati che provengono da Oxfam Italia, una onlus che si occupa di interventi sanitari e che non ha mai messo in discussione la necessità dei vaccini, ma ha evidenziato gli aspetti economicamente più discutibili di tutta la grande operazione che ha garantito profitti stellari alle aziende farmaceutiche protagoniste.<br />L'articolo del quotidiano di Belpietro ha messo in evidenza solo la punta dell'iceberg. La Pfizer ha fatto semplicemente quello che la stessa azienda e altre ditte di Big Pharma fanno, senza problemi, da anni.<br />È interessante, al riguardo, andare a rileggere queste righe: «Denaro fresco pompato nell'apparato circolatorio della sanità italiana. Nelle arterie più grandi come nei capillari. I soldi di Big Pharma raggiungono le società scientifiche più importanti e i singoli medici di famiglia facendo vivere il sistema, o almeno un suo bel pezzo. Chi dubitasse dell'importanza dei fondi privati, oggi ha materiale per cambiare idea: sono online i dati dei contributi dell'industria ai professionisti e alle organizzazioni sanitarie, come chiesto nel Codice di trasparenza della Federazione europea dei produttori». Chi scriveva queste righe era il quotidiano la Repubblica, il 13 agosto 2016. Probabilmente, allora, la denuncia delle manovre di "condizionamento economico" dei medici da parte di Big Pharma era ancora "di Sinistra". Poi, con il Covid si è imposto il pensiero unico, la narrazione unica, e questo tipo di notizie è scomparso dai grandi giornali di regime.<br />I VERI PADRONI DELLA SANITÀ<br />Ma ci furono ancora dei tentativi di far sapere come agiscono i veri padroni della Sanità: l'1 aprile 2019, pochi mesi prima dell'avvento del Covid, il Codacons procedeva con un esposto (rimasto lettera morta), in cui denunciava: «Da Case farmaceutiche 163 milioni di finanziamenti in tre anni a 32 mila medici italiani». Nell'esposto-dossier si leggeva che tra il 2015 e il 2017 le principali dieci case farmaceutiche operanti in Italia avevano versato nelle tasche dei medici italiani la bellezza di oltre 163 milioni di euro, attraverso finanziamenti e sussidi di vario tipo. I numeri che emergevano dallo studio dell'associazione erano impressionanti: 32.623 tra medici, fondazioni e ospedali avevano complessivamente percepito in Italia 163.664.432 euro nel periodo compreso tra il 2015 e il 2017. Soldi versati dalle aziende Abbvie, Almirall, Merck, Msd, Hospira, Pfizer, Pfizer Italia, Pierre Fabre Pharma, Pierre Fabre Italia, GlaxoSmithKline, a titolo di accordi di sponsorizzazioni, donazioni, viaggi, quote di iscrizione, corrispettivi e consulenze.<br />Finanziamenti, questi, che vennero portati all'attenzione dell'Autorità Anticorruzione, chiedendo una verifica sulla piena correttezza delle sovvenzioni, alla luce della possibile violazione dell'articolo 30 del Codice di Deontologia medica, che impone al professionista di «evitare ogni condizione nella quale il giudizio professionale riguardante l'interesse primario, qual è la salute dei cittadini, possa essere indebitamente influenzato da un interesse secondario», nonché di «dichiarare in maniera esplicita il tipo di rapporto che potrebbe influenzare le sue scelte consentendo al destinatario di queste una valutazione critica consapevole». Il medesimo articolo impone l'assoluto divieto per il medico di «subordinare il proprio comportamento prescrittivo ad accordi economici o di altra natura, per trarne indebito profitto per sé e per altri».<br />L'esposto del Codacons del 2019 riportava anche i nominativi dei medici che avevano ricevuto diverse migliaia di euro per "informarli", per "aggiornarli", per sensibilizzarli ai loro prodotti, e nell'elenco ritroviamo tutti i bei nomi delle virus-star che da lì a pochi mesi avrebbero monopolizzato l'informazione mediatica. Non ne manca nessuno.<br />LA PERDITA DI CREDIBILITÀ DELLA CLASSE MEDICA<br />Le giustificazioni che vengono da parte di quella che un tempo si chiamava "classe medica" sono ben note: i professionisti hanno bisogno di formazione continua, la ricerca ha bisogno di sovvenzioni, il settore pubblico non ottempera a sufficienza a questi compiti e quindi non si può fare a meno di finanziamenti privati. Detto questo, tuttavia, allora è opportuno che la gente della strada, quella che ha eseguito le direttive che venivano dall'alto, dai protocolli di (non) cura alle vaccinazioni, affidandosi ciecamente a quello che diceva "la Scienza", sappia che questa non era la scienza pura, di Einstein o Madame Curie, ma una scienza con tanto di sponsorizzazione, la "scienza" dei bonifici e dei viaggi pagati.<br />È la cosiddetta "dottrina Gates", che prevede una catena di sovvenzioni tra privati, aziende farmaceutiche e specialisti di settore. Si tratta di flussi di finanziamenti che giungono nelle casse di agenzie sanitarie pubbliche o industrie farmaceutiche, che poi erogano sussidi da destinare a progetti in ospedali o istituti di ricerca, o a singoli professionisti, medici o scienziati che siano.<br />In un momento in cui una certa parte di popolazione che aveva sottomesso il proprio giudizio alla narrazione ufficiale sta cominciando a poco a poco ad aprire gli occhi, ci si dovrebbe porre anche queste domande legittime: un medico - e magari soprattutto un medico che "fa opinione" mediatica - che riceve finanziamenti da una determinata azienda farmaceutica, come si comporterà quando dovrà scegliere tra i prodotti della società che lo ha sponsorizzato e quelli di altre aziende con cui invece non ha rapporti? E lo stesso vale, a maggior ragione, per associazioni, federazioni, fondazioni. Dimmi chi ti paga, e ti dirò chi sei. E soprattutto potrò giudicare determinate scelte che riguardano la Salute pubblica.<br />Nota di BastaBugie: l'autore del precedente articolo, Paolo Gulisano, nell'articolo seguente dal titolo "La Chiesa faccia autocritica sulla stagione pandemista" afferma che è tempo che anche la Chiesa avvii un dibattito critico su come si è fidata delle disposizioni sbagliate, della paura, della narrazione pandemista senza offrire uno spunto critico. E per la fede cieca avuta nei vaccini.<br />Ecco l'articolo completo pubblicato su La Nuova Bussola Quotidiana il 13 marzo 2023:<br />Nell'ambito civile è iniziato un tempo - a lungo atteso e auspicato - di inchieste, di indagini, di interventi della Magistratura, al fine di far emergere la verità sulla gestione politica e sanitaria dell'epidemia da Covid-19.<br />Potrebbe essere l'occasione perché anche la Chiesa Cattolica operi una profonda, seria riflessione su quanto è accaduto, e come il mondo cattolico ha affrontato questo periodo, che ha avuto un impatto fortissimo sulla vita delle comunità cristiane e dei singoli fedeli.<br />Proviamo a riavvolgere il film di quanto è accaduto: nella prima fase dell'epidemia, quella del terrore, delle comunicazioni mediatiche schizofreniche (da una parte "andrà tutto bene" e i canti sul balcone, dall'altra la percezione indotta che si fosse davanti ad un virus apocalittico) la Chiesa si presenta attonita, non in grado di esprimere un proprio giudizio di valore, completamente appiattita sulla narrazione ufficiale. «Ci fidiamo delle autorità costituite», disse l'Arcivescovo di Milano monsignor Delpini.<br />La Chiesa fa ciò che fanno un po' tutti. Si fida degli esperti che compaiono sui Media e sui Social, e impongono la loro visione. Le autorità costituite impongono i loro protocolli, la loro legge, e la Chiesa accetta senza nulla eccepire. Solo il Vescovo di Ascoli, monsignor D'Ercole, cerca di far sentire la propria voce contro i diktat del Governo, ma pochi giorni dopo le sue dichiarazioni critiche verso Conte, improvvisamente dà le sue dimissioni e lascia la Diocesi e la stessa Italia.<br />Dicevamo che inizialmente manca l'espressione di un giudizio su ciò che accade, ma in seguito al diffondersi del contagio e al numero elevatissimo di morti emergono due posizioni: una è quella che vede nella pandemia un castigo inviato da Madre Terra tanto a lungo offesa e maltrattat]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/53512658</guid><pubDate>Wed, 12 Apr 2023 12:36:16 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/53512658/se_la_voce_ufficiale_della_scienza_finanziata_da_pfizer.mp3" length="16995100" type="audio/mpeg"/><itunes:author>BastaBugie</itunes:author><itunes:subtitle>TESTO DELL'ARTICOLO ➜ https://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7375

SE LA VOCE UFFICIALE DELLA ''SCIENZA'' E' FINANZIATA DA PFIZER
È ormai evidente il condizionamento economico delle case farmaceutiche a tutto il sistema (ora è tempo che anche la...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="https://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7375" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7375</a><br /><br />SE LA VOCE UFFICIALE DELLA ''SCIENZA'' E' FINANZIATA DA PFIZER<br />È ormai evidente il condizionamento economico delle case farmaceutiche a tutto il sistema (ora è tempo che anche la Chiesa faccia autocritica per la fede cieca nei vaccini e tutto il resto)<br />di Paolo Gulisano<br />Il 27 marzo il quotidiano La Verità ha pubblicato un'inchiesta sui soldi elargiti dalla ditta Pfizer a vari medici, società scientifiche, associazioni, federazioni, ma anche case editrici, società di congressi scientifici, società di formazione dei medici, enti pubblici, ospedali e università.<br />Nel 2018, la Pfizer destinava a queste "sponsorizzazioni" 169.000 euro. Negli anni successivi, quelli del Covid, la cifra è salita a oltre 10 milioni annui. Un salasso per la multinazionale? No, un lucroso investimento. Infatti, noi sappiamo che i vaccini di Pfizer e Moderna sono stati venduti a prezzi esorbitanti agli Stati che - rispetto al costo di produzione stimato da 1,18 a 2,85 dollari a dose - li hanno venduti ad un prezzo venti volte superiore. Se l'Italia non avesse permesso che il duopolio Pfizer-Moderna si accaparrasse tutto il mercato vaccinale nazionale e avesse acquistato altri tipi di prodotti, avrebbe potuto risparmiare oltre quattro miliardi di euro, da destinare alla realizzazione di oltre 40.000 nuovi posti di terapia intensiva o all'assunzione di 49.000 nuovi medici. Sono dati che provengono da Oxfam Italia, una onlus che si occupa di interventi sanitari e che non ha mai messo in discussione la necessità dei vaccini, ma ha evidenziato gli aspetti economicamente più discutibili di tutta la grande operazione che ha garantito profitti stellari alle aziende farmaceutiche protagoniste.<br />L'articolo del quotidiano di Belpietro ha messo in evidenza solo la punta dell'iceberg. La Pfizer ha fatto semplicemente quello che la stessa azienda e altre ditte di Big Pharma fanno, senza problemi, da anni.<br />È interessante, al riguardo, andare a rileggere queste righe: «Denaro fresco pompato nell'apparato circolatorio della sanità italiana. Nelle arterie più grandi come nei capillari. I soldi di Big Pharma raggiungono le società scientifiche più importanti e i singoli medici di famiglia facendo vivere il sistema, o almeno un suo bel pezzo. Chi dubitasse dell'importanza dei fondi privati, oggi ha materiale per cambiare idea: sono online i dati dei contributi dell'industria ai professionisti e alle organizzazioni sanitarie, come chiesto nel Codice di trasparenza della Federazione europea dei produttori». Chi scriveva queste righe era il quotidiano la Repubblica, il 13 agosto 2016. Probabilmente, allora, la denuncia delle manovre di "condizionamento economico" dei medici da parte di Big Pharma era ancora "di Sinistra". Poi, con il Covid si è imposto il pensiero unico, la narrazione unica, e questo tipo di notizie è scomparso dai grandi giornali di regime.<br />I VERI PADRONI DELLA SANITÀ<br />Ma ci furono ancora dei tentativi di far sapere come agiscono i veri padroni della Sanità: l'1 aprile 2019, pochi mesi prima dell'avvento del Covid, il Codacons procedeva con un esposto (rimasto lettera morta), in cui denunciava: «Da Case farmaceutiche 163 milioni di finanziamenti in tre anni a 32 mila medici italiani». Nell'esposto-dossier si leggeva che tra il 2015 e il 2017 le principali dieci case farmaceutiche operanti in Italia avevano versato nelle tasche dei medici italiani la bellezza di oltre 163 milioni di euro, attraverso finanziamenti e sussidi di vario tipo. I numeri che emergevano dallo studio dell'associazione erano impressionanti: 32.623 tra medici, fondazioni e ospedali avevano complessivamente percepito in Italia 163.664.432 euro nel periodo compreso tra il 2015 e il 2017. 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Il primo «battesimo laico» in Trentino, e verosimilmente tra i primi in Italia, è avvenuto in un piccolo paese - in Val Rendena a Massimeno, paese che non arriva a 150 abitanti -, ma non è un caso. Nel consiglio comunale locale, infatti, siede Alessandro Giacomini, fondatore dei Laici Trentini per i Diritti Civili e storico «attivista laico». È stato lui, infatti, a commentare con entusiasmo il «battesimo laico» della piccola Alice, celebrazione svoltasi alla presenza dei genitori e del sindaco in municipio nei giorni scorsi.<br />«Questa giornata», ha spiegato Giacomini, «è stata un'opportunità per inaugurare una nuova pratica di gentilezza rivolta ai nuovi nati. Faccio inoltre presente che tale veste ufficiale, nell'offrire il benvenuto nella comunità al nuovo nascituro è unica in Trentino. Ovviamente la soddisfazione è immensa, il tutto fa seguito alla mia presa di posizione, con risonanza mediatica nazionale, nel vietare il battesimo religioso ai neonati». D'accordo, ma come funziona e che cosa esattamente è un «battesimo laico»?<br />Da quanto è dato capire, si tratta di un rito che si celebra nell'ambito degli ufficiali comunali con una presentazione iniziale, come avviene già in alcuni stati del nord Europa. Nel corso del rito, il primo cittadino consegna alla famiglia un vademecum dei diritti del neonato, ad esempio la carta Europea dei diritti per l'infanzia. In estrema sintesi, si tratta dunque di una sorta di "presentazione" alla sua comunità del bambino, al quale vengono, tramite i genitori, fatti conoscere i suoi diritti.<br />Non si tratta di una novità assoluta. Anzi, potremmo dire che il «battesimo laico» - che esiste per esempio anche nel Regno Unito nell'ambito delle naming ceremonies (le cerimonie del nome) -, ha una sua storia. A farlo presente è una fonte certamente affidabile sul tema come il sito dell'Uaar, acronimo di Unione atei agnostici e razionalisti -, che spiega come il rito «fu istaurato durante la Rivoluzione del 1789. D'ispirazione roussoniana, presuppone che l'uomo nasca naturalmente buono, ed in nessun caso macchiato da un preteso peccato originale che deve cancellare a tutti i costi».<br />Il fatto che «battesimo laico» sia di genesi francese e rivoluzionaria non stupisce. Tipico dei giacobini, infatti, fu il sistematico scimmiottare la religione cristiana, perseguitandola. I rivoluzionari ambivano infatti a sostituire «ai culti superstiziosi e ipocriti» quello della Repubblica e della morale naturale - tema quest'ultimo assai caro alla nostra rivista, cui vi invitiamo ad abbonarvi. Per questo arrivarono a vietare ogni cerimonia religiosa al di fuori delle chiese e laicizzarono pure i cimiteri, facendo trascrivere al loro ingresso «la morte è un sonno eterno». Chiese furono trasformate in "tempi della Verità" e gli oggetti sacri, definiti «ornamenti del fanatismo e dell'ignoranza», furono sequestrati.<br />Ovviamente, va da sé, il rito di Massimeno non c'entra nulla coi crimini giacobini. Che però furono, lo assicura l'Uaar, i padrini di un «battesimo laico» che, in fondo, non fa che testimoniare una cosa: anche ai non credenti serve una fede; o, se si preferisce, i non credenti non esistono del tutto. Perché, come suggeriscono anche accurati studi sociologici, l'uomo - ogni uomo - è incline a credere in qualcosa, abbisogna di liturgie. La differenza sta tutta nel fatto che in alcuni casi il credere è pienamente consapevole e altre volte, invece, no. Con riti secolarizzati che finiscono con l'essere brutte copie di un originale la cui bellezza, in realtà, prima che rifiutata andrebbe riscoperta.<br />Nota di BastaBugie: Stefano Chiappalone nell'articolo seguente dal titolo "Quella pazza voglia di religione degli atei" parla del primo battesimo civile in Italia, promosso dall'UAAR che già propugnava lo "sbattezzo". Sembra evidente che combattono la Chiesa per poi sostituirla con una imitazione dei suoi stessi riti. Certo ateismo sembra così ossessionato da Dio da non poterne fare a meno.<br />Ecco l'articolo completo pubblicato su La Nuova Bussola Quotidiana il 4 aprile 2023:<br />Tutto è compiuto, il "battesimo laico" è realtà nel piccolo comune di Massimeno, in provincia di Trento, dove la piccola Alice è stata laicamente accolta dal sindaco in municipio, ricevendo il vademecum dei diritti del neonato e diventando la beneficiaria di «questa nuova pratica di gentilezza rivolta ai nuovi nati» - così la descrive Alessandro Giacomini, consigliere comunale di Massimeno e referente dell'UAAR (Unione Atei Agnostici e Razionalisti) che vede realizzato l'auspicio da lui espresso a gennaio: «il tutto fa seguito alla mia presa di posizione, con risonanza mediatica nazionale, nel vietare il battesimo religioso ai neonati». Ora che il battesimo è fatto, «a quando comunione e cresima?», si chiede Il Primato nazionale.<br />A buon diritto Giacomini vanta la paternità dell'iniziativa (di cui è padre e, si direbbe visto il tema... padrino) che aveva annunciato in un ampio articolo apparso su Micromega il 24 gennaio, dal titolo eloquente: Perché bisognerebbe vietare il battesimo ai minori. Vietare il battesimo religioso, «se non a diciotto anni almeno fino ai dodici», perché considerato un condizionamento o addirittura un'imposizione, da sostituire con un rito laico, sull'esempio di altri Paesi nordeuropei. Proposta che l'autore stesso si riservava di presentare tramite mozione, in qualità di consigliere, nel proprio comune. E così è stato. Come faceva notare su queste pagine Tommaso Scandroglio, ci sarebbe una miriade di scelte che pure vengono naturalmente "imposte" al bambino (dalla scuola... al battesimo laico), ma nessuno vi troverebbe da ridire. Pare che il tanto sbandierato "sceglierà da grande" debba valere solo per la religione o forse contro la religione.<br />Quella intorno al battesimo è una battaglia "storica" dell'UAAR, che da svariati anni lancia campagne per lo "sbattezzo", mediante moduli da presentare in parrocchia per chiedere la cancellazione dai registri battesimali. Non paghi di "sbattezzare", ora vogliono battezzare a loro volta, imitando in qualche modo il rito che innesta nel Corpo Mistico di Cristo, con qualcosa di simile che segni l'ingresso nel corpo sociale. Animati dal fervore quasi missionario delle loro battaglie, dall'ansia di proselitismo laicista e infine anche da questi attacchi di "ritualismo", il loro ateismo sembra caratterizzarsi contro Dio, piuttosto che senza Dio, e comunque ossessionato da Dio. Più che eliminare la religione, sembrano puntare a imporre la loro, quell'ateismo paradossalmente "religioso".<br />Piaccia o meno, l'uomo è un "animale liturgico" e quando distrugge o abbandona gli altari della fede, ne erige di nuovi, perché qualunque cosa faccia o pensi, finisce sempre per doverla celebrare. Una delle nuove professioni che si vanno diffondendo anche in Italia è quella di celebrante laico o umanista (anche questa promossa dall'UAAR, che deve avere un vero e proprio debole per le liturgie). Si tratta di un professionista del "culto" che in occasione di matrimoni, unioni civili, esequie e altre ricorrenze svolge un ruolo a metà tra conduttore e officiante, valorizzando e personalizzando la cerimonia con letture, canti, gesti e quant'altro. Professione singolare perché il suo fine non è quello di regolare irregolarità insanabili davanti al prete (per quelle ora come ora basta il sindaco); né tantomeno un bel discorso o un elogio funebre (sarebbero più titolati a farlo amici, familiari o colleghi). Il suo fine è altro: è offrire una forma di culto a chi rifiuta il culto religioso.<br />Il mondo secolarizzato non può mai secolarizzarsi a tal punto da cancellare ogni traccia di "liturgia", ricorrendo almeno a qualcosa che la ricordi, se non sconfinando in parodie o surrogati. Generalmente si ispirano proprio alla religione che si odia di più, cioè a quella cattolica, come la "comunione grillina" (e blasfema) inscenata nel 2016 a Torino da Beppe Grillo. Il comico-politico, mostrandosi peraltro "profetico" in tema di insetti a uso alimentare, dissacrava la Messa amministrando a esponenti del Movimento5Stelle dei grilli essiccati, con le parole «Questo è il mio corpo». E cos'altro sono le miriadi di "giornate nazionali" se non un riempimento laico del calendario da cui sono stati depennati i santi e le feste tradizionali? C'è una sorta di horror vacui che riguarda il sacro e che spinge sempre a riempire le nicchie lasciate vuote, come insegna il secolo dei Lumi, concluso e culminato con la Rivoluzione francese, quando laicité e razionalismo si inchinarono (e in senso anche devozionale) davanti ai nuovi culti della Ragione e dell'Essere Supremo, con tanto di feste, cortei e calendario.<br />Ci sono atei che proprio non possono fare a meno della religione. Non cessano di parlarne a ogni piè sospinto, di odiarla, di combatterla e infine... di imitarla.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/53445372</guid><pubDate>Wed, 05 Apr 2023 17:43:22 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/53445372/in_trentino_si_celebra_il_primo_battesimo_laico.mp3" length="11381759" type="audio/mpeg"/><itunes:author>BastaBugie</itunes:author><itunes:subtitle>TESTO DELL'ARTICOLO ➜ http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6534

IN TRENTINO SI CELEBRA IL PRIMO BATTESIMO LAICO di Giuliano Guzzo
Si inizia nel piccolo, poi domani chissà. Il primo «battesimo laico» in Trentino, e verosimilmente tra i primi in...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6534" target="_blank" rel="noreferrer noopener">www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7364</a><br /><br />IN TRENTINO SI CELEBRA IL PRIMO BATTESIMO LAICO di Giuliano Guzzo<br />Si inizia nel piccolo, poi domani chissà. Il primo «battesimo laico» in Trentino, e verosimilmente tra i primi in Italia, è avvenuto in un piccolo paese - in Val Rendena a Massimeno, paese che non arriva a 150 abitanti -, ma non è un caso. Nel consiglio comunale locale, infatti, siede Alessandro Giacomini, fondatore dei Laici Trentini per i Diritti Civili e storico «attivista laico». È stato lui, infatti, a commentare con entusiasmo il «battesimo laico» della piccola Alice, celebrazione svoltasi alla presenza dei genitori e del sindaco in municipio nei giorni scorsi.<br />«Questa giornata», ha spiegato Giacomini, «è stata un'opportunità per inaugurare una nuova pratica di gentilezza rivolta ai nuovi nati. Faccio inoltre presente che tale veste ufficiale, nell'offrire il benvenuto nella comunità al nuovo nascituro è unica in Trentino. Ovviamente la soddisfazione è immensa, il tutto fa seguito alla mia presa di posizione, con risonanza mediatica nazionale, nel vietare il battesimo religioso ai neonati». D'accordo, ma come funziona e che cosa esattamente è un «battesimo laico»?<br />Da quanto è dato capire, si tratta di un rito che si celebra nell'ambito degli ufficiali comunali con una presentazione iniziale, come avviene già in alcuni stati del nord Europa. Nel corso del rito, il primo cittadino consegna alla famiglia un vademecum dei diritti del neonato, ad esempio la carta Europea dei diritti per l'infanzia. In estrema sintesi, si tratta dunque di una sorta di "presentazione" alla sua comunità del bambino, al quale vengono, tramite i genitori, fatti conoscere i suoi diritti.<br />Non si tratta di una novità assoluta. Anzi, potremmo dire che il «battesimo laico» - che esiste per esempio anche nel Regno Unito nell'ambito delle naming ceremonies (le cerimonie del nome) -, ha una sua storia. A farlo presente è una fonte certamente affidabile sul tema come il sito dell'Uaar, acronimo di Unione atei agnostici e razionalisti -, che spiega come il rito «fu istaurato durante la Rivoluzione del 1789. D'ispirazione roussoniana, presuppone che l'uomo nasca naturalmente buono, ed in nessun caso macchiato da un preteso peccato originale che deve cancellare a tutti i costi».<br />Il fatto che «battesimo laico» sia di genesi francese e rivoluzionaria non stupisce. Tipico dei giacobini, infatti, fu il sistematico scimmiottare la religione cristiana, perseguitandola. I rivoluzionari ambivano infatti a sostituire «ai culti superstiziosi e ipocriti» quello della Repubblica e della morale naturale - tema quest'ultimo assai caro alla nostra rivista, cui vi invitiamo ad abbonarvi. Per questo arrivarono a vietare ogni cerimonia religiosa al di fuori delle chiese e laicizzarono pure i cimiteri, facendo trascrivere al loro ingresso «la morte è un sonno eterno». Chiese furono trasformate in "tempi della Verità" e gli oggetti sacri, definiti «ornamenti del fanatismo e dell'ignoranza», furono sequestrati.<br />Ovviamente, va da sé, il rito di Massimeno non c'entra nulla coi crimini giacobini. Che però furono, lo assicura l'Uaar, i padrini di un «battesimo laico» che, in fondo, non fa che testimoniare una cosa: anche ai non credenti serve una fede; o, se si preferisce, i non credenti non esistono del tutto. Perché, come suggeriscono anche accurati studi sociologici, l'uomo - ogni uomo - è incline a credere in qualcosa, abbisogna di liturgie. La differenza sta tutta nel fatto che in alcuni casi il credere è pienamente consapevole e altre volte, invece, no. 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Si indaga su tutti gli aspetti più controversi, comprese le reazioni avverse. Proprio ora che il Senato ha dichiarato la fine dello stato d'emergenza con conseguente cessazione di tutte le misure vigenti, compreso il divieto di ingresso nel Paese per gli stranieri non in regola con le dosi.<br />Adesso si attende solo la ratifica del presidente Joe Biden, che archivierebbe definitivamente la lunga stagione pandemica e di assurde regole liberticide, come quella che non ha permesso a Novak Djokovic di disputare i tornei di tennis negli States.<br />Intanto, proseguono le audizioni davanti alla Commissione salute, istruzione, lavoro e pensioni del Senato, presieduta dal socialdemocratico Bernie Sanders.<br />La scorsa settimana, è stato ascoltato il ceo di Moderna, Stéphane Bancel che, a differenza del suo collega Bourla, non si è sottratto al confronto parlamentare. A interrogarlo ci ha pensato il senatore del Kentucky Randy Paul, che ha affrontato l'argomento più scomodo: quello degli effetti collaterali riscontrati sulle fasce più giovani della popolazione a seguito della vaccinazione anti-Covid.<br />In particolare, le domande sono ruotate intorno all'insorgenza di miocarditi nei ragazzi la cui età è compresa tra i 16 e i 24 anni. Bancel ha provato a giocare in difesa negando la circostanza e precisando che il rischio di infezioni cardiache è superiore per chi ha contratto il Covid rispetto a chi è stato inoculato.<br />Questa risposta ha scatenato la reazione del senatore repubblicano che, come si può notare nei video che circolano in rete, è diventato sempre più pressante contrapponendo alla tesi del capo di Moderna ben sei studi peer-reviewed. Inoltre, ha aggiunto di aver avuto un conversazione riservata con il presidente dell'azienda farmaceutica il quale avrebbe riconosciuto che le iniezioni anti-Covid aumentano il rischio di miocarditi.<br />I FINANZIAMENTI<br />"Il fatto che non si possa dire pubblicamente è piuttosto inquietante", ha chiosato Paul il quale si è poi concentrato sul piano politico della faccenda. L'interrogativo è più che legittimo, anzi è il vero nodo gordiano di tutta la scellerata politica sanitaria di questo triennio: "Scientificamente parlando, è stato corretto imporre agli adolescenti tre dosi?".<br />Messo alle strette, Bancel ha provato a scaricare la responsabilità della decisione sulle autorità politiche e sanitarie. A quel punto, ha fornito un assist a Paul il quale gli ha ricordato che è stato lo stesso Bancel a sostenere in diverse interviste "l'efficacia e la sicurezza delle dosi aggiuntive/booster".<br />Proprio quelle che, secondo diversi studi scientifici citati dal senatore repubblicano, farebbero aumentare il rischio di reazioni avverse. Tanto è vero che, provocatoriamente, Paul ha domandato a Bancel se e quante volte avesse sottoposto i suoi figli alla puntura anti-Covid. "Tre o quattro volte", ha risposto il ceo di Moderna suscitando l'ilarità del senatore stupito dall'imprecisione su un particolare così rilevante.<br />Altra questione spinosa affrontata nel corso dell'audizione è stata quella relativa ai finanziamenti elargiti da Moderna al National Institutes of Health che hanno spinto il parlamentare del Kentucky a ipotizzare il conflitto di interessi. Anche su questo punto, Bancel ha glissato specificando che si trattava di una somma versata per un vecchio brevetto "non correlato al Covid ma utile a sviluppare i farmaci anti-Covid".<br />Quanto ai conflitti di interessi, secondo il rappresentante della società farmaceutica con sede in Massachusetts, spetta agli organi politici effettuare una valutazione di questo tipo. È come la storia del serpente che si morde la cosa o, se vogliamo porla sul piano filosofico, chi controlla il controllore?<br />IL PREZZO DELLE DOSI<br />Infine, è stato Sanders a pressare Bancel sull'aumento considerevole del prezzo delle fiale. Su questo punto, il dirigente francese è stato meno titubante e più sicuro delle sue argomentazioni: la riduzione della domanda, che ha fatto perdere alla sua azienda la posizione di mercato acquisita in epoca pandemica, la costringe a rivedere al rialzo la politica dei prezzi.<br />Insomma, senza l'imposizione di Green Pass e lasciapassare vari per gli spostamenti è più arduo conservare gli stessi ricavi a parità di prezzo.<br />Peraltro, la commissione americana ha anche raccolto le dichiarazioni di Robert Redfield, ex direttore dei Centers for disease control and prevention, il quale ha detto di essere stato escluso da una riunione in cui si discuteva della natura artificiale del virus.<br />Redfield ha espressamente menzionato due massimi rappresentati delle autorità sanitarie americane già all'epoca della presidenza Trump: Antony Fauci e Francis Collins. "Volevano un'unica narrazione e quindi ovviamente io avevo un punto di vista diverso", ha fatto mettere a verbale Redfield. Gli interessati hanno rispedito al mittente le accuse che gli sono state rivolte.<br />In ogni caso, il dibattito negli Stati Uniti è aperto anche sul discusso laboratorio di Wuhan e non conosce argomenti tabù. In Europa, invece, ancora si arranca e non si riesce ad accendere i riflettori né sui contratti firmati con le società farmaceutiche, né sui contatti telefonici intercorsi tra Ursula von der Leyen e Albert Bourla, presidente e ad di Pfizer.<br />Il commissario europeo alla salute, Stella Kyriakides, ha escluso che la Von der Leyen abbia avuto un ruolo nei negoziati per l'acquisto dei vaccini anti-Covid. Peraltro, sulla faccenda pende la denuncia del New York Times presentata in nome della trasparenza e della buona amministrazioni di cui abbiamo dato conto nell'articolo del 19 febbraio scorso.<br />Eppure, come riportato da La Verità, un altro rappresentante di Pfizer, ascoltato dalla commissione istituita presso il Senato francese, ha opposto il segreto industriale a qualsiasi quesito sui contratti siglati che hanno provocato, tra l'altro, un esborso miliardario per le casse pubbliche.<br />Insomma, questo è lo stato dell'arte. Qualsiasi tentativo di informare i cittadini su questioni di fondamentale rilevanza sia per la loro salute che per le loro tasche va a infrangersi contro un muro di gomma. Per non parlare dell'Italia, dove la nascente commissione d'inchiesta sembra già arenata ancor prima di partire. Come suggeriva saggiamente Graham Green: se un segreto deve rimanere tale, le cautele non sono mai troppe.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/53454549</guid><pubDate>Wed, 05 Apr 2023 17:42:55 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/53454549/negli_usa_emerge_la_verit_sui_vacini_in_europa_un_muro_di_gomma.mp3" length="7415475" type="audio/mpeg"/><itunes:author>BastaBugie</itunes:author><itunes:subtitle>VIDEO: L'arrampicata dei dati falsi ➜ https://www.youtube.com/watch?v=qdEis_NyIdo&amp;amp;list=PLolpIV2TSebVtj34zS7A0AabuQ9cf1Uxp

TESTO DELL'ARTICOLO ➜ www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7366

NEGLI USA EMERGE LA VERITA' SUI VACCINI (IN EUROPA: UN MURO...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[VIDEO: L'arrampicata dei dati falsi ➜ https://www.youtube.com/watch?v=qdEis_NyIdo&amp;list=PLolpIV2TSebVtj34zS7A0AabuQ9cf1Uxp<br /><br />TESTO DELL'ARTICOLO ➜ www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7366<br /><br />NEGLI USA EMERGE LA VERITA' SUI VACCINI (IN EUROPA: UN MURO DI GOMMA)<br />Negli Stati Uniti si indaga sulla disastrosa gestione pandemica, le reazioni avverse e i conflitti di interesse, invece in Europa si arranca e in Italia la commissione è già arenata (VIDEO: L'arrampicata dei dati falsi)<br />di Gianluca Spera<br />Negli Stati Uniti, l'accurata ricostruzione della gestione sanitaria procede spedita. Si indaga su tutti gli aspetti più controversi, comprese le reazioni avverse. Proprio ora che il Senato ha dichiarato la fine dello stato d'emergenza con conseguente cessazione di tutte le misure vigenti, compreso il divieto di ingresso nel Paese per gli stranieri non in regola con le dosi.<br />Adesso si attende solo la ratifica del presidente Joe Biden, che archivierebbe definitivamente la lunga stagione pandemica e di assurde regole liberticide, come quella che non ha permesso a Novak Djokovic di disputare i tornei di tennis negli States.<br />Intanto, proseguono le audizioni davanti alla Commissione salute, istruzione, lavoro e pensioni del Senato, presieduta dal socialdemocratico Bernie Sanders.<br />La scorsa settimana, è stato ascoltato il ceo di Moderna, Stéphane Bancel che, a differenza del suo collega Bourla, non si è sottratto al confronto parlamentare. A interrogarlo ci ha pensato il senatore del Kentucky Randy Paul, che ha affrontato l'argomento più scomodo: quello degli effetti collaterali riscontrati sulle fasce più giovani della popolazione a seguito della vaccinazione anti-Covid.<br />In particolare, le domande sono ruotate intorno all'insorgenza di miocarditi nei ragazzi la cui età è compresa tra i 16 e i 24 anni. Bancel ha provato a giocare in difesa negando la circostanza e precisando che il rischio di infezioni cardiache è superiore per chi ha contratto il Covid rispetto a chi è stato inoculato.<br />Questa risposta ha scatenato la reazione del senatore repubblicano che, come si può notare nei video che circolano in rete, è diventato sempre più pressante contrapponendo alla tesi del capo di Moderna ben sei studi peer-reviewed. Inoltre, ha aggiunto di aver avuto un conversazione riservata con il presidente dell'azienda farmaceutica il quale avrebbe riconosciuto che le iniezioni anti-Covid aumentano il rischio di miocarditi.<br />I FINANZIAMENTI<br />"Il fatto che non si possa dire pubblicamente è piuttosto inquietante", ha chiosato Paul il quale si è poi concentrato sul piano politico della faccenda. L'interrogativo è più che legittimo, anzi è il vero nodo gordiano di tutta la scellerata politica sanitaria di questo triennio: "Scientificamente parlando, è stato corretto imporre agli adolescenti tre dosi?".<br />Messo alle strette, Bancel ha provato a scaricare la responsabilità della decisione sulle autorità politiche e sanitarie. A quel punto, ha fornito un assist a Paul il quale gli ha ricordato che è stato lo stesso Bancel a sostenere in diverse interviste "l'efficacia e la sicurezza delle dosi aggiuntive/booster".<br />Proprio quelle che, secondo diversi studi scientifici citati dal senatore repubblicano, farebbero aumentare il rischio di reazioni avverse. Tanto è vero che, provocatoriamente, Paul ha domandato a Bancel se e quante volte avesse sottoposto i suoi figli alla puntura anti-Covid. "Tre o quattro volte", ha risposto il ceo di Moderna suscitando l'ilarità del senatore stupito dall'imprecisione su un particolare così rilevante.<br />Altra questione spinosa affrontata nel corso dell'audizione è stata quella relativa ai finanziamenti elargiti da Moderna al National Institutes of Health che hanno spinto il parlamentare del Kentucky a ipotizzare il conflitto di interessi. Anche su questo punto, Bancel ha glissato specificando che si trattava di una somma versata per un vecchio brevetto...]]></itunes:summary><itunes:duration>464</itunes:duration><itunes:keywords>fakenews,greenpass,moderna,verità</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/0490ecb5617968c387e9dc34ad612db8.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Con il lockdown dilagano bulimia e anoressia</title><link>https://www.spreaker.com/episode/con-il-lockdown-dilagano-bulimia-e-anoressia--53288551</link><description><![CDATA[VIDEO: Descrizione in minuscolo ➜<a href="https://www.youtube.com/watch?v=Ft1OsSEppSs&amp;list=PLolpIV2TSebVtj34zS7A0AabuQ9cf1Uxp" target="_blank" rel="noreferrer noopener"> www.youtube.com/watch?v=Ft1OsSEppSs&amp;list=PLolpIV2TSebVtj34zS7A0AabuQ9cf1Uxp</a><br /><br />TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="https://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7348" target="_blank" rel="noreferrer noopener">www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7348</a><br /><br />CON IL LOCKDOWN DILAGANO BULIMIA E ANORESSIA di Claudio Romiti<br />Il 18 marzo il presidente Mattarella ha celebrato la terza giornata delle vittime dell'epidemia di coronavirus, ricordando che ciò tre anni fa abbiamo vissuto "uno dei momenti più drammatici della storia della Repubblica". "In questa giornata - ha tenuto a sottolineare il Capo dello Stato - rinnovo sentimenti di partecipazione al dolore dei familiari delle vittime e nello stesso tempo esprimo riconoscenza a quanti hanno contribuito a contenere un pericolo così grave, improvviso e pervasivo, tale da mettere a repentaglio la salute pubblica globale. L'impegno profuso nello scongiurare le conseguenze della pandemia - non ancora pienamente debellata - costituisce un patrimonio di valori fondamentali da preservare per esser in condizione di far fronte a ogni sfida di portata internazionale."<br />Ora, al di là dell'opinabile interpretazione catastrofista di un virus che non ha mai rappresentato un serio problema per le persone sane, il nostro massimo garante della Costituzione sembra dimenticare che, oltre alle vittime del Sars-Cov-2, ovvero una platea di poveretti molto anziani e affetti da alcune gravi patologie pregresse, vi è un gran numero di persone anche molto giovani che ancora oggi soffrono le conseguenze delle insensate chiusure che hanno paralizzato per molto tempo la vita sociale ed economica del Paese.<br />Tant'è che quasi in concomitanza con la triste ricorrenza delle vittime del Covid-19, il 15 marzo si è celebrata la "Giornata nazionale del Fiocchetto Lilla, dedicata ai disturbi alimentari." Disturbi alimentari, soprattutto legati ai fenomeni di anoressia e bulimia, che durante una pandemia gestita con metodo cinese sono cresciuti in modo esponenziale soprattutto tra i più giovani.<br />LO STUDIO SUI DISTURBI ALIMENTARI<br />Secondo uno studio condotto in Italia su un campione di 36.000 soggetti, e pubblicato alcuni mesi addietro dall'International Journal of Eating Disorder, è emerso che durante la pandemia si è registrato un aumento del 36% dei sintomi associati a disturbi alimentari provocando un vero e proprio boom di ricoveri, cresciuti del 48% in pochi mesi. In un articolo pubblicato sul tema da Matteo Balestrieri, professore ordinario di psichiatria all'Università di Udine, e da Claudio Mencacci, direttore emerito di neuro-scienze e salute mentale all'ASST Fatebenefratelli-Sacco di Milano, si punta il dito proprio contro gli effetti devastanti delle restrizioni sulla salute psichica di tante, troppe persone.<br />"Questo rapporto alterato con il cibo - si legge in particolare nell'interessante commento -, il disagio psichico, la limitazione di accesso alle cure sono stati e sono tuttora un "trinomio" drammatico per i pazienti con disturbi alimentari. Lo vedevamo ogni giorno nella "real life", oggi è confermato dagli studi: il contesto pandemico, l'isolamento, la perdita di punti fermi, l'incertezza del futuro hanno acuito le fragilità di questa classe di pazienti che nel quotidiano si sono tradotte nella ricerca di più cibo, quale atto compensatorio e premiante dell'incapacità di accettare e gestire il cambiamento repentino della routine e le conseguenze che Covid ha generato".<br />LA FOLLIA DEI LOCKDOWN<br />Ebbene, tornando a bomba, viste le dimensioni del fenomeno e considerata la gran massa di coloro i quali, sempre a causa della paralisi determinata dai lockdown e dalle più rigide restrizioni imposte in Occidente, non hanno potuto accedere con tempestività alle cure per tante altre malattie gravi, perdendo in molti casi la vita, forse sarebbe il caso di commemorare, a fianco delle vittime della pandemia di coronavirus, anche le vittime innocenti delle medesime restrizioni, in gran parte rivelatesi inutili e controproducenti.<br />A tale proposito, forse è il caso di segnalare al nostro illustre presidente della Repubblica che in più parti del mondo, alla spicciolata, è in atto un profondo ripensamento sulle stesse misure anti-Covid, con tanto di pubbliche scuse rivolte alla popolazione. L'ultimo della serie è stato il ministro della Salute Tedesco, Karl Lauterbach, il quale alla fine di febbraio ha espresso una clamorosa autocritica, dichiarando che "il lockdown era una misura sbagliata", dopo esserne stato un strenuo sostenitore. E lo ha fatto proprio osservando le gravi conseguenze psichiche che le stesse misure hanno determinato sugli individui in formazione. Consapevole dei gravi errori commessi, Lauterbach ha affermato che "nel futuro, la difesa del benessere dei bambini deve venire per prima".]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/53288551</guid><pubDate>Tue, 21 Mar 2023 21:49:53 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/53288551/con_il_lockdown_dilagano_bulimia_e_anoressia.mp3" length="6182078" type="audio/mpeg"/><itunes:author>BastaBugie</itunes:author><itunes:subtitle>VIDEO: Descrizione in minuscolo ➜https://www.youtube.com/watch?v=Ft1OsSEppSs&amp;amp;list=PLolpIV2TSebVtj34zS7A0AabuQ9cf1Uxp

TESTO DELL'ARTICOLO ➜ https://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7348

CON IL LOCKDOWN DILAGANO BULIMIA E ANORESSIA di Claudio...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[VIDEO: Descrizione in minuscolo ➜<a href="https://www.youtube.com/watch?v=Ft1OsSEppSs&amp;list=PLolpIV2TSebVtj34zS7A0AabuQ9cf1Uxp" target="_blank" rel="noreferrer noopener"> www.youtube.com/watch?v=Ft1OsSEppSs&amp;list=PLolpIV2TSebVtj34zS7A0AabuQ9cf1Uxp</a><br /><br />TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="https://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7348" target="_blank" rel="noreferrer noopener">www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7348</a><br /><br />CON IL LOCKDOWN DILAGANO BULIMIA E ANORESSIA di Claudio Romiti<br />Il 18 marzo il presidente Mattarella ha celebrato la terza giornata delle vittime dell'epidemia di coronavirus, ricordando che ciò tre anni fa abbiamo vissuto "uno dei momenti più drammatici della storia della Repubblica". "In questa giornata - ha tenuto a sottolineare il Capo dello Stato - rinnovo sentimenti di partecipazione al dolore dei familiari delle vittime e nello stesso tempo esprimo riconoscenza a quanti hanno contribuito a contenere un pericolo così grave, improvviso e pervasivo, tale da mettere a repentaglio la salute pubblica globale. L'impegno profuso nello scongiurare le conseguenze della pandemia - non ancora pienamente debellata - costituisce un patrimonio di valori fondamentali da preservare per esser in condizione di far fronte a ogni sfida di portata internazionale."<br />Ora, al di là dell'opinabile interpretazione catastrofista di un virus che non ha mai rappresentato un serio problema per le persone sane, il nostro massimo garante della Costituzione sembra dimenticare che, oltre alle vittime del Sars-Cov-2, ovvero una platea di poveretti molto anziani e affetti da alcune gravi patologie pregresse, vi è un gran numero di persone anche molto giovani che ancora oggi soffrono le conseguenze delle insensate chiusure che hanno paralizzato per molto tempo la vita sociale ed economica del Paese.<br />Tant'è che quasi in concomitanza con la triste ricorrenza delle vittime del Covid-19, il 15 marzo si è celebrata la "Giornata nazionale del Fiocchetto Lilla, dedicata ai disturbi alimentari." Disturbi alimentari, soprattutto legati ai fenomeni di anoressia e bulimia, che durante una pandemia gestita con metodo cinese sono cresciuti in modo esponenziale soprattutto tra i più giovani.<br />LO STUDIO SUI DISTURBI ALIMENTARI<br />Secondo uno studio condotto in Italia su un campione di 36.000 soggetti, e pubblicato alcuni mesi addietro dall'International Journal of Eating Disorder, è emerso che durante la pandemia si è registrato un aumento del 36% dei sintomi associati a disturbi alimentari provocando un vero e proprio boom di ricoveri, cresciuti del 48% in pochi mesi. In un articolo pubblicato sul tema da Matteo Balestrieri, professore ordinario di psichiatria all'Università di Udine, e da Claudio Mencacci, direttore emerito di neuro-scienze e salute mentale all'ASST Fatebenefratelli-Sacco di Milano, si punta il dito proprio contro gli effetti devastanti delle restrizioni sulla salute psichica di tante, troppe persone.<br />"Questo rapporto alterato con il cibo - si legge in particolare nell'interessante commento -, il disagio psichico, la limitazione di accesso alle cure sono stati e sono tuttora un "trinomio" drammatico per i pazienti con disturbi alimentari. Lo vedevamo ogni giorno nella "real life", oggi è confermato dagli studi: il contesto pandemico, l'isolamento, la perdita di punti fermi, l'incertezza del futuro hanno acuito le fragilità di questa classe di pazienti che nel quotidiano si sono tradotte nella ricerca di più cibo, quale atto compensatorio e premiante dell'incapacità di accettare e gestire il cambiamento repentino della routine e le conseguenze che Covid ha generato".<br />LA FOLLIA DEI LOCKDOWN<br />Ebbene, tornando a bomba, viste le dimensioni del fenomeno e considerata la gran massa di coloro i quali, sempre a causa della paralisi determinata dai lockdown e dalle più rigide restrizioni imposte in Occidente, non hanno potuto accedere con tempestività alle cure per tante altre malattie...]]></itunes:summary><itunes:duration>387</itunes:duration><itunes:keywords>disturbialimentari,lockdown,mascherina,mattarella,valorifondamentali</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/b86605f5821e1a91cc67682fab34b68c.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>La dittatura mondiale del "trattato pandemico"</title><link>https://www.spreaker.com/episode/la-dittatura-mondiale-del-trattato-pandemico--53220964</link><description><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="https://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7345" target="_blank" rel="noreferrer noopener">www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7345</a><br /><br />LA DITTATURA MONDIALE DEL ''TRATTATO PANDEMICO'' di Ermes Dovico<br />In questi giorni va sempre più prendendo corpo il cosiddetto trattato pandemico, ovvero il documento dell'Organizzazione mondiale della sanità (Oms) che ha l'ambizione di definire una serie di misure e obiettivi per la «prevenzione, preparazione e risposta» a eventuali future pandemie. Si prevede di presentare la versione finale dell'accordo il prossimo anno, alla 77^ Assemblea mondiale della sanità (maggio-luglio 2024). Ma intanto, lo scorso 1 febbraio, è stata pubblicata una nuova bozza, di 32 pagine, più estesa di quella dell'estate 2022. Il documento presenta ancora diversi punti da definire e l'Organo negoziale intergovernativo dice di basarsi sul principio che «niente è concordato finché tutto non sarà concordato». Eppure, i contenuti fin qui messi nero su bianco continuano a destare preoccupazioni, riguardanti il rafforzamento di poteri in capo all'Oms e le ricadute sulle politiche dei singoli Stati e, quindi, sulla vita concreta delle persone. Il rischio è un'ulteriore deriva rispetto ai modelli totalitari di gestione del Covid, messi in atto, spesso in modalità-fotocopia, dai governi di mezzo mondo dal 2020 in poi.<br />Un primo nodo è proprio quello della sovranità nazionale. Anche la bozza di febbraio riafferma nel preambolo «il principio della sovranità degli Stati parti, nell'affrontare questioni di salute pubblica» (p. 4), comprese quelle legate alle pandemie. Ma allo stesso tempo gli aderenti si impegnano a riconoscere «il ruolo centrale dell'Oms, quale autorità di indirizzo e coordinamento del lavoro sanitario internazionale, nella prevenzione, preparazione e risposta alle pandemie», nonché nel «generare prove scientifiche» (p. 4). Da notare che il documento, in base all'approccio seguito dall'Organo negoziale intergovernativo, ricadrebbe sotto l'ambito dell'articolo 19 della Costituzione dell'Oms e «dovrebbe essere legalmente vincolante», contenendo sia elementi legalmente vincolanti sia non vincolanti (p. 1).<br />GLI STATI CEDERANNO LA LORO SOVRANITÀ<br />Fin da questi aspetti generali appare chiaro che gli Stati cederanno pezzi della loro sovranità aderendo all'accordo, che prevede tra l'altro - andando più nello specifico - meccanismi di controllo interstatali e nuovi organi di potere destinati a supervisionare sul rispetto e la messa in pratica della convenzione. In particolare si prevede di costituire un Organo direttivo, che avrà un primo ramo governativo, la Conferenza delle parti, formata da rappresentanti degli Stati e degli altri aderenti, e che sarà «l'unico organo decisionale»; un secondo ramo amministrativo, destinato ad accrescere la classe di burocrati in ambito Oms. Si prevede anche la formazione di una rete globale di logistica e approvvigionamento, sempre in capo all'agenzia dell'Onu, a cui dovranno contribuire gli aderenti all'accordo. Questi ultimi, nelle fasi di quiete, dovranno stabilire i prodotti necessari per prevenire e affrontare future pandemie, mantenendo anche delle «scorte» (p. 13). Il 20% di tutti questi prodotti - vaccini inclusi - dovrà essere destinato all'Oms, la metà (cioè il 10%) come donazione e l'altra metà da vendere «a prezzi convenienti» alla stessa Oms, che poi dovrà provvedere a redistribuirli, soprattutto nei Paesi in via di sviluppo (p. 18).<br />Un intero capitolo, il sesto, è dedicato all'impegno finanziario per conseguire gli obiettivi del trattato pandemico. Ai suoi scopi, le nazioni partecipanti dovranno destinare ogni anno non meno del 5% della spesa sanitaria; inoltre, i Paesi più ricchi destineranno una percentuale (da definire) del loro Pil per la cooperazione internazionale, a favore delle aree meno sviluppate.<br />Ogni Paese aderente si impegna a sviluppare «un sistema nazionale onnicomprensivo» con piani appositi per affrontare i periodi «pre-, post- e interpandemico» (p. 23), termine quest'ultimo - designante la fase tra le pandemie - che ricorre più volte all'interno del documento. In questo sistema onnicomprensivo, un ruolo fondamentale lo gioca la comunicazione e così la bozza indica di rafforzare «l'alfabetizzazione in materia di pandemia» nella popolazione. A tal fine, gli Stati dovranno «contrastare» le informazioni «false, fuorvianti» e fronteggiare la cosiddetta infodemia anche attraverso i social media (p. 23). Gli aderenti promuoveranno la «fiducia e diffusione dei vaccini», nonché la «fiducia nella scienza e nelle istituzioni governative».<br />LA DISINFORMAZIONE DELL'INFORMAZIONE UFFICIALE<br />Eppure, se la bozza si propone veramente di «riflettere - com'è scritto nel preambolo - sulle lezioni apprese dalla malattia da coronavirus (Covid-19)», i suoi estensori dovrebbero riconoscere che negli ultimi due-tre anni i media mainstream e i governi hanno contrastato e censurato tanta presunta "disinformazione", che alla prova dei fatti (vedi ad esempio l'efficacia delle cure domiciliari precoci a base di antinfiammatori) è risultata essere molto più affidabile dell'informazione ufficiale. [...]<br />A proposito di mancanza di trasparenza, C-Fam ha fatto notare la singolare convergenza tra Cina e Stati Uniti. Nei negoziati della scorsa settimana, la delegata degli USA ha appoggiato la richiesta del collega cinese di non rivelare al pubblico le posizioni dei governi sulle proposte di modifica alla bozza, mentre il rappresentante dell'Unione europea ha manifestato l'intenzione di condividere pubblicamente i commenti dell'Ue.<br />La stessa delegata statunitense, Pamela Hamamoto, nella dichiarazione del 27 febbraio in apertura dei negoziati, ha chiesto di fatto l'inserimento dell'aborto nel trattato pandemico. «Un impegno per l'"equità" deve affrontare le disuguaglianze non solo tra i Paesi, ma anche al loro interno», ha detto la Hamamoto, aggiungendo che bisogna proteggere le popolazioni non solo dalle pandemie ma anche dall'interruzione di «servizi sanitari essenziali», «compresi i servizi di salute sessuale e riproduttiva». Come appunto l'aborto. Tema su cui non c'è accordo generale in ambito Onu, ma da qui alla scadenza del 2024 è molto probabile che ci saranno altre spinte per cercare di inserire uno specifico aggancio pro-aborto all'interno del documento dell'Oms.<br />Del resto, è nota la posizione ormai radicalmente abortista della stessa agenzia dell'Onu, così com'è nota la premura con cui vari Paesi dell'Occidente, Italia inclusa, si siano dati da fare per assicurare la libera uccisione dei nascituri fin dalle prime chiusure legate al Covid, mentre venivano tagliati servizi sanitari veramente essenziali. A ciò si aggiungono le preoccupazioni per un trattato che sembra più sbilanciato verso lo stato di emergenza permanente, anziché verso un'equilibrata prevenzione.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/53220964</guid><pubDate>Thu, 16 Mar 2023 08:58:48 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/53220964/la_dittatura_mondiale_del_trattato_pandemico.mp3" length="7654548" type="audio/mpeg"/><itunes:author>BastaBugie</itunes:author><itunes:subtitle>TESTO DELL'ARTICOLO ➜ https://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7345

LA DITTATURA MONDIALE DEL ''TRATTATO PANDEMICO'' di Ermes Dovico
In questi giorni va sempre più prendendo corpo il cosiddetto trattato pandemico, ovvero il documento...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="https://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7345" target="_blank" rel="noreferrer noopener">www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7345</a><br /><br />LA DITTATURA MONDIALE DEL ''TRATTATO PANDEMICO'' di Ermes Dovico<br />In questi giorni va sempre più prendendo corpo il cosiddetto trattato pandemico, ovvero il documento dell'Organizzazione mondiale della sanità (Oms) che ha l'ambizione di definire una serie di misure e obiettivi per la «prevenzione, preparazione e risposta» a eventuali future pandemie. Si prevede di presentare la versione finale dell'accordo il prossimo anno, alla 77^ Assemblea mondiale della sanità (maggio-luglio 2024). Ma intanto, lo scorso 1 febbraio, è stata pubblicata una nuova bozza, di 32 pagine, più estesa di quella dell'estate 2022. Il documento presenta ancora diversi punti da definire e l'Organo negoziale intergovernativo dice di basarsi sul principio che «niente è concordato finché tutto non sarà concordato». Eppure, i contenuti fin qui messi nero su bianco continuano a destare preoccupazioni, riguardanti il rafforzamento di poteri in capo all'Oms e le ricadute sulle politiche dei singoli Stati e, quindi, sulla vita concreta delle persone. Il rischio è un'ulteriore deriva rispetto ai modelli totalitari di gestione del Covid, messi in atto, spesso in modalità-fotocopia, dai governi di mezzo mondo dal 2020 in poi.<br />Un primo nodo è proprio quello della sovranità nazionale. Anche la bozza di febbraio riafferma nel preambolo «il principio della sovranità degli Stati parti, nell'affrontare questioni di salute pubblica» (p. 4), comprese quelle legate alle pandemie. Ma allo stesso tempo gli aderenti si impegnano a riconoscere «il ruolo centrale dell'Oms, quale autorità di indirizzo e coordinamento del lavoro sanitario internazionale, nella prevenzione, preparazione e risposta alle pandemie», nonché nel «generare prove scientifiche» (p. 4). Da notare che il documento, in base all'approccio seguito dall'Organo negoziale intergovernativo, ricadrebbe sotto l'ambito dell'articolo 19 della Costituzione dell'Oms e «dovrebbe essere legalmente vincolante», contenendo sia elementi legalmente vincolanti sia non vincolanti (p. 1).<br />GLI STATI CEDERANNO LA LORO SOVRANITÀ<br />Fin da questi aspetti generali appare chiaro che gli Stati cederanno pezzi della loro sovranità aderendo all'accordo, che prevede tra l'altro - andando più nello specifico - meccanismi di controllo interstatali e nuovi organi di potere destinati a supervisionare sul rispetto e la messa in pratica della convenzione. In particolare si prevede di costituire un Organo direttivo, che avrà un primo ramo governativo, la Conferenza delle parti, formata da rappresentanti degli Stati e degli altri aderenti, e che sarà «l'unico organo decisionale»; un secondo ramo amministrativo, destinato ad accrescere la classe di burocrati in ambito Oms. Si prevede anche la formazione di una rete globale di logistica e approvvigionamento, sempre in capo all'agenzia dell'Onu, a cui dovranno contribuire gli aderenti all'accordo. Questi ultimi, nelle fasi di quiete, dovranno stabilire i prodotti necessari per prevenire e affrontare future pandemie, mantenendo anche delle «scorte» (p. 13). Il 20% di tutti questi prodotti - vaccini inclusi - dovrà essere destinato all'Oms, la metà (cioè il 10%) come donazione e l'altra metà da vendere «a prezzi convenienti» alla stessa Oms, che poi dovrà provvedere a redistribuirli, soprattutto nei Paesi in via di sviluppo (p. 18).<br />Un intero capitolo, il sesto, è dedicato all'impegno finanziario per conseguire gli obiettivi del trattato pandemico. Ai suoi scopi, le nazioni partecipanti dovranno destinare ogni anno non meno del 5% della spesa sanitaria; inoltre, i Paesi più ricchi destineranno una percentuale (da definire) del loro Pil per la cooperazione internazionale, a favore delle aree meno sviluppate.<br />Ogni Paese aderente si impegna a sviluppare «un sistema nazionale onnicomprensivo» con...]]></itunes:summary><itunes:duration>479</itunes:duration><itunes:keywords>c-fam,dittaturamondiale,oms,pandemie,trattatopandemico</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/528924c39de2b23526943a41625c1cab.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Contrordine compagni: grasso non è più bello, anzi va censurato</title><link>https://www.spreaker.com/episode/contrordine-compagni-grasso-non-e-piu-bello-anzi-va-censurato--52881810</link><description><![CDATA[VIDEO: Alessandro Canino - Brutta ➜ www.youtube.com/watch?v=hVkzChYNKx8&amp;list=PLolpIV2TSebWJQIsQlXhK6y3-x-aT9dcc<br /><br />TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="https://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7332" target="_blank" rel="noreferrer noopener">www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7332</a><br /><br />CONTRORDINE COMPAGNI: GRASSO NON E' PIU' BELLO, ANZI VA CENSURATO di Raffaella Frullone<br />Molti ricorderanno il film di John Waters "Grasso è bello", in cui nella Baltimora degli anni Sessanta una ragazza curvy, o come si diceva prima "dalle curve generose", o come si diceva ancora prima "in sovrappeso", o come ancora prima di prima prima, grassa (nessuno ormai osa nemmeno pensare "cicciona" perché alla fine la cancel culture l'abbiamo così tanto respirata che parte la censura preventiva) cerca di entrare a far parte del cast di una trasmissione tv a tutti i costi. E ci riesce. Non solo, soffierà il fidanzato alla ragazza più bella più bionda della scuola, rigorosamente magra e ribalterà gli stereotipi dei canoni di bellezza riabilitando le ragazze formose. Oggi però non li ribalterebbe abbastanza, perché l'ultima trovata del politicamente corretto è che "grasso" non si può dire. Meno che meno scrivere. E se qualcuno lo ha fatto, va censurato. Anche se è morto.<br />Cosa sta accadendo? Il quotidiano britannico Telegraph qualche giorno fa in un lungo articolo ha spiegato che l'editore inglese Puffin, ha ripubblicato da poco le opere di Roald Dahl, naturalmente previo accordo economico con gli eredi per i diritti, ma la notizia non è tanto la ripubblicazione dei suoi romanzi per ragazzi, quanto il fatto che gli stessi siano stati "ripuliti" di termini e parole ritenute "offensive", "discriminatorie", "non inclusive" e chi più ne ha più ne metta. A farne le spese sono stati, ad esempio, le parole "brutto" e "grasso", Augustus Gloops dunque, il bambino de La fabbrica del cicocolato, non è più "ciccione" ma diventa "enorme", anche se non si capisce come questo aggettivo possa suonare meno "offensivo", se proprio è una questione di dimensione.<br />La censura è stata possibile grazie ad una figura ormai evidentemente chiave nel mondo editoriale woke, ossia l'inclusivity reader, praticamente una figura mitologica metà correttore di bozze, metà censore, incaricato di ammorbidire, appiattire o se necessario soppiantare qualunque termine possa anche solo vagamente suonare discriminatorio per motivi razziali, sessuali, estetici, di orientamento di genere, e via elencando (ci sarebbero anche quelli religiosi, che però non valgono per i cattolici). La prescrizione non è contemplata poiché non importa se le parole in questione siano state scritte, ieri, lo scorso anno o tre decadi fa, tutto va passato sotto il filtro implacabile della nuova religione e riscritto.<br />Ci aspettiamo dunque a breve un intervento sul monologo del naso di Cyrano de Bergerac, ma anche sulla canzone Fat Bottomed girl dei Queen che ironizzava sulla ragazza dal sedere grosso, o ancora su Mika (sì, proprio lui che è così inclusivo e arcobaleno) che ha titolato una canzone Big girl ovvero "ragazza grossa", e il Gobbo di Notre Dame che fine farebbe? Questa censura toglierebbe anche l'unico momento di gloria ad Alessandro Canino che nel 1992 sul palco dell'Ariston portava il brano Brutta.<br />A questo giro, persino dai sinistra si sono registrati dei miagolii di disapprovazione. E dalle colonne dei giornaloni così militarmente impegnati a "combattere gli stereotipi" diverse firme e anche di un certo peso (sì può dire?) hanno alzato la mano per dire che no, questo è troppo, riscrivere le opere di un autore non è proprio accettabile. Peccato che sia piuttosto difficile mettere un confine quando nella diga c'è una voragine più che un foro e da anni veniamo bombardati col refrain del linguaggio "rispettoso", "inclusivo", "gentile", "petaloso" ad ogni costo. Siamo al famoso pianto sul latte versato e infatti è difficile invertire la rotta, molto più facile seguire la corrente e immaginarsi chi sarà il prossimo bersaglio. Vieteranno la parola "nano"? O censureranno gli integratori che propongono supporti vitaminici per gli "over 50" perché trasudano ageismo (come cosa è? Si tratta di "una forma di pregiudizio ai danni di un individuo in ragione della sua età")?<br />Ah dimenticavamo, per l'inclusivity reader di Dahl è inaccettabile anche la parola "pazzo", non sia mai che qualcuno osi pensarlo e addirittura scriverlo riferendosi a questa folle deriva. Meglio dire "diversamente normale" tanto il senso è chiaro e non occorre aggiungere altre parole, così non si corre il rischio di essere censurati. Almeno fino a che si è vivi.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/52881810</guid><pubDate>Tue, 28 Feb 2023 22:43:47 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/52881810/contrordine_compagni_grasso_non_pi_bello_anzi_va_censurato.mp3" length="5056514" type="audio/mpeg"/><itunes:author>BastaBugie</itunes:author><itunes:subtitle>VIDEO: https://Alessandro%20Canino%20-%20Brutta%20➜%20www.youtube.com/watch?v=hVkzChYNKx8&amp;amp;list=PLolpIV2TSebWJQIsQlXhK6y3-x-aT9dcc

TESTO DELL'ARTICOLO ➜ https://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7332

CONTRORDINE COMPAGNI: GRASSO NON E' PIU'...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[VIDEO: Alessandro Canino - Brutta ➜ www.youtube.com/watch?v=hVkzChYNKx8&amp;list=PLolpIV2TSebWJQIsQlXhK6y3-x-aT9dcc<br /><br />TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="https://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7332" target="_blank" rel="noreferrer noopener">www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7332</a><br /><br />CONTRORDINE COMPAGNI: GRASSO NON E' PIU' BELLO, ANZI VA CENSURATO di Raffaella Frullone<br />Molti ricorderanno il film di John Waters "Grasso è bello", in cui nella Baltimora degli anni Sessanta una ragazza curvy, o come si diceva prima "dalle curve generose", o come si diceva ancora prima "in sovrappeso", o come ancora prima di prima prima, grassa (nessuno ormai osa nemmeno pensare "cicciona" perché alla fine la cancel culture l'abbiamo così tanto respirata che parte la censura preventiva) cerca di entrare a far parte del cast di una trasmissione tv a tutti i costi. E ci riesce. Non solo, soffierà il fidanzato alla ragazza più bella più bionda della scuola, rigorosamente magra e ribalterà gli stereotipi dei canoni di bellezza riabilitando le ragazze formose. Oggi però non li ribalterebbe abbastanza, perché l'ultima trovata del politicamente corretto è che "grasso" non si può dire. Meno che meno scrivere. E se qualcuno lo ha fatto, va censurato. Anche se è morto.<br />Cosa sta accadendo? Il quotidiano britannico Telegraph qualche giorno fa in un lungo articolo ha spiegato che l'editore inglese Puffin, ha ripubblicato da poco le opere di Roald Dahl, naturalmente previo accordo economico con gli eredi per i diritti, ma la notizia non è tanto la ripubblicazione dei suoi romanzi per ragazzi, quanto il fatto che gli stessi siano stati "ripuliti" di termini e parole ritenute "offensive", "discriminatorie", "non inclusive" e chi più ne ha più ne metta. A farne le spese sono stati, ad esempio, le parole "brutto" e "grasso", Augustus Gloops dunque, il bambino de La fabbrica del cicocolato, non è più "ciccione" ma diventa "enorme", anche se non si capisce come questo aggettivo possa suonare meno "offensivo", se proprio è una questione di dimensione.<br />La censura è stata possibile grazie ad una figura ormai evidentemente chiave nel mondo editoriale woke, ossia l'inclusivity reader, praticamente una figura mitologica metà correttore di bozze, metà censore, incaricato di ammorbidire, appiattire o se necessario soppiantare qualunque termine possa anche solo vagamente suonare discriminatorio per motivi razziali, sessuali, estetici, di orientamento di genere, e via elencando (ci sarebbero anche quelli religiosi, che però non valgono per i cattolici). La prescrizione non è contemplata poiché non importa se le parole in questione siano state scritte, ieri, lo scorso anno o tre decadi fa, tutto va passato sotto il filtro implacabile della nuova religione e riscritto.<br />Ci aspettiamo dunque a breve un intervento sul monologo del naso di Cyrano de Bergerac, ma anche sulla canzone Fat Bottomed girl dei Queen che ironizzava sulla ragazza dal sedere grosso, o ancora su Mika (sì, proprio lui che è così inclusivo e arcobaleno) che ha titolato una canzone Big girl ovvero "ragazza grossa", e il Gobbo di Notre Dame che fine farebbe? Questa censura toglierebbe anche l'unico momento di gloria ad Alessandro Canino che nel 1992 sul palco dell'Ariston portava il brano Brutta.<br />A questo giro, persino dai sinistra si sono registrati dei miagolii di disapprovazione. E dalle colonne dei giornaloni così militarmente impegnati a "combattere gli stereotipi" diverse firme e anche di un certo peso (sì può dire?) hanno alzato la mano per dire che no, questo è troppo, riscrivere le opere di un autore non è proprio accettabile. Peccato che sia piuttosto difficile mettere un confine quando nella diga c'è una voragine più che un foro e da anni veniamo bombardati col refrain del linguaggio "rispettoso", "inclusivo", "gentile", "petaloso" ad ogni costo. Siamo al famoso pianto sul latte versato e infatti è difficile invertire la rotta, molto più facile seguire...]]></itunes:summary><itunes:duration>316</itunes:duration><itunes:keywords>ageismo,cancelculture,cicciona,cyrano,fatbottomedgirl,mika</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/9be51170fb89d8847176daf10c2770fd.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Sanremo 2023: arrivano le co-conduttrici... tutto come da copione</title><link>https://www.spreaker.com/episode/sanremo-2023-arrivano-le-co-conduttrici-tutto-come-da-copione--52537564</link><description><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="https://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7286" target="_blank" rel="noreferrer noopener">www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7286</a><br /><br />SANREMO 2023: ARRIVANO LE CO-CONDUTTRICI... TUTTO COME DA COPIONE<br />Il Festival della canzone italiana si trascina ormai stanco tra giovani artisti rastrellati tra talent e social network e vecchie glorie imbellettate da ripresentare in salsa rock<br />di Raffaella Frullone<br />Niente di nuovo sotto il sole. O meglio in riva al mare, per la precisione all'Ariston di Sanremo. Sono arrivati i nomi delle co-conduttrici dell'ormai prossima settantaduesima edizione del Festival della canzone italiana che si trascina ormai stanco tra giovani artisti rastrellati tra talent e social network e vecchie glorie imbellettate da ripresentare in salsa rock. Ieri sono dunque arrivati i nomi delle quattro donne che affiancheranno Amadeus alla conduzione, o meglio tre, uno era già stato annunciato settimane fa, quello di Chiara Ferragni, imprenditrice digitale, regina delle influencer, che ha fatto parlare di sé perché ha devoluto l'intero incasso del suo compenso all'associazione Di. Re. - Donne in rete contro la violenza.<br />Si legge nel codice etico presente del loro sito: «D.i.Re affronta il tema della violenza maschile sulle donne assumendo i saperi e le pratiche femministe come chiavi di lettura essenziali della realtà e come fondamento delle sue pratiche antiviolenza; situa il proprio operato assumendo l'ottica della differenza di genere e collocando le radici di tale violenza patriarcale nella storica, ma ancora attuale, disparità di potere tra uomini e donne nei diversi ambiti sociali». E così era stata coperta la quota neofemminista.<br />Poi è giunto l'annuncio degli altri tre nomi. Paola Egonu, ventiquattrenne campionessa del volley veneta figlia di genitori di nazionalità nigeriana. Perché è stata scelta? Lo raccontano i titoli dei giornali di ieri. Il Corriere della Sera «Egonu, storia di un riscatto contro il razzismo e le discriminazioni sessuali», Il Messaggero: «Paola Egonu: gli insulti razzisti e l'amore "senza genere"». La pallavolista ha fatto parlare di sé nel 2018 grazie al suo cosiddetto coming out in cui aveva dichiarato di amare una donna, salvo poi specificare che però non era certo una cosa definitiva e quindi era improprio etichettarla come "lesbica".<br />Poi è stata protagonista della cronaca quando, dopo una semifinale, in un momento di frustrazione, aveva dichiarato «quando mi domandano perché sono italiana io mi chiedo perché rappresento persone del genere». Facile immaginare di cosa parlerà nel suo monologo, ovvero lo spazio che gli autori del Festival hanno creato negli ultimi anni per far vedere che la co conduttrice non è una banale valletta vittima del patriarcato sessista, parla, eccome, e ci farà omaggio del suo sermone.<br />Dalla quota fluidità passiamo a quella trans, non sia mai che finisca dimenticata, ed ecco che abbiamo Chiara Francini, attrice e conduttrice con al suo attivo numerose medaglie arcobaleno, tra cui la conduzione di Love me gender e Drag race Italia perché «l'arte drag è una risposta al clima d'odio che attraversa il Paese», aveva detto. Tra le sue perle da lasciare ai posteri abbiamo «I maschi eterosessuali attori sono egotici e tremendi. L'attore è un coacervo di fragilità, li trovo le persone meno affascinanti sulla terra». Così, tanto per gradire.<br />Infine c'è Francesca Fagnani. Amadeus è uno che impara dagli errori e si è guardato bene dal dire quello che gli era scappato nel 2020, quando presentando Francesca Sofia Novello, fidanzata di Valentino Rossi, aveva detto: «Bella, bellissima. Sa stare un passo indietro rispetto a un grande uomo» attirandosi fulmini e saette oltre che una pioggia di accuse di sessismo, con lady Mentana questo non avviene. È una giornalista naturalmente, una belva, la regina del suo seguitissimo programma e Chicco mitraglietta non è nemmeno nominato.<br />Il cast è completo, non manca più nessuno. Nemmeno i due liocorni. Ah, no, c'è un altro nome che salirà sull'arca. È quello del presidente ucraino Zelensky, in video collegamento. Anche lui farà il suo monologo, rigorosamente in tuta mimetica, mentre il calendario segna un anno dall'inizio della guerra. Ma perché? Erano meglio le canzonette.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/52537564</guid><pubDate>Wed, 25 Jan 2023 09:08:43 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/52537564/sanremo_2023_arrivano_le_co_conduttrici_tutto_come_da_copione.mp3" length="5438528" type="audio/mpeg"/><itunes:author>BastaBugie</itunes:author><itunes:subtitle>TESTO DELL'ARTICOLO ➜ https://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7286

SANREMO 2023: ARRIVANO LE CO-CONDUTTRICI... TUTTO COME DA COPIONE
Il Festival della canzone italiana si trascina ormai stanco tra giovani artisti rastrellati tra talent e social...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="https://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7286" target="_blank" rel="noreferrer noopener">www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7286</a><br /><br />SANREMO 2023: ARRIVANO LE CO-CONDUTTRICI... TUTTO COME DA COPIONE<br />Il Festival della canzone italiana si trascina ormai stanco tra giovani artisti rastrellati tra talent e social network e vecchie glorie imbellettate da ripresentare in salsa rock<br />di Raffaella Frullone<br />Niente di nuovo sotto il sole. O meglio in riva al mare, per la precisione all'Ariston di Sanremo. Sono arrivati i nomi delle co-conduttrici dell'ormai prossima settantaduesima edizione del Festival della canzone italiana che si trascina ormai stanco tra giovani artisti rastrellati tra talent e social network e vecchie glorie imbellettate da ripresentare in salsa rock. Ieri sono dunque arrivati i nomi delle quattro donne che affiancheranno Amadeus alla conduzione, o meglio tre, uno era già stato annunciato settimane fa, quello di Chiara Ferragni, imprenditrice digitale, regina delle influencer, che ha fatto parlare di sé perché ha devoluto l'intero incasso del suo compenso all'associazione Di. Re. - Donne in rete contro la violenza.<br />Si legge nel codice etico presente del loro sito: «D.i.Re affronta il tema della violenza maschile sulle donne assumendo i saperi e le pratiche femministe come chiavi di lettura essenziali della realtà e come fondamento delle sue pratiche antiviolenza; situa il proprio operato assumendo l'ottica della differenza di genere e collocando le radici di tale violenza patriarcale nella storica, ma ancora attuale, disparità di potere tra uomini e donne nei diversi ambiti sociali». E così era stata coperta la quota neofemminista.<br />Poi è giunto l'annuncio degli altri tre nomi. Paola Egonu, ventiquattrenne campionessa del volley veneta figlia di genitori di nazionalità nigeriana. Perché è stata scelta? Lo raccontano i titoli dei giornali di ieri. Il Corriere della Sera «Egonu, storia di un riscatto contro il razzismo e le discriminazioni sessuali», Il Messaggero: «Paola Egonu: gli insulti razzisti e l'amore "senza genere"». La pallavolista ha fatto parlare di sé nel 2018 grazie al suo cosiddetto coming out in cui aveva dichiarato di amare una donna, salvo poi specificare che però non era certo una cosa definitiva e quindi era improprio etichettarla come "lesbica".<br />Poi è stata protagonista della cronaca quando, dopo una semifinale, in un momento di frustrazione, aveva dichiarato «quando mi domandano perché sono italiana io mi chiedo perché rappresento persone del genere». Facile immaginare di cosa parlerà nel suo monologo, ovvero lo spazio che gli autori del Festival hanno creato negli ultimi anni per far vedere che la co conduttrice non è una banale valletta vittima del patriarcato sessista, parla, eccome, e ci farà omaggio del suo sermone.<br />Dalla quota fluidità passiamo a quella trans, non sia mai che finisca dimenticata, ed ecco che abbiamo Chiara Francini, attrice e conduttrice con al suo attivo numerose medaglie arcobaleno, tra cui la conduzione di Love me gender e Drag race Italia perché «l'arte drag è una risposta al clima d'odio che attraversa il Paese», aveva detto. Tra le sue perle da lasciare ai posteri abbiamo «I maschi eterosessuali attori sono egotici e tremendi. L'attore è un coacervo di fragilità, li trovo le persone meno affascinanti sulla terra». Così, tanto per gradire.<br />Infine c'è Francesca Fagnani. Amadeus è uno che impara dagli errori e si è guardato bene dal dire quello che gli era scappato nel 2020, quando presentando Francesca Sofia Novello, fidanzata di Valentino Rossi, aveva detto: «Bella, bellissima. Sa stare un passo indietro rispetto a un grande uomo» attirandosi fulmini e saette oltre che una pioggia di accuse di sessismo, con lady Mentana questo non avviene. È una giornalista naturalmente, una belva, la regina del suo seguitissimo programma e Chicco mitraglietta non è nemmeno nominato.<br />Il cast...]]></itunes:summary><itunes:duration>340</itunes:duration><itunes:keywords>ferragni,razzismo,sanremo,socialnetwork,vecchieglorie</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/66a824691966c9f3acdb741bf51716a2.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Ti saresti buttato da 39 chilometri in caduta libera per 50 milioni di euro</title><link>https://www.spreaker.com/episode/ti-saresti-buttato-da-39-chilometri-in-caduta-libera-per-50-milioni-di-euro--52533055</link><description><![CDATA[VIDEO: La caduta libera da 39km ➜ <a href="https://www.youtube.com/watch?v=FHtvDA0W34I" target="_blank" rel="noreferrer noopener">www.youtube.com/watch?v=FHtvDA0W34I</a><br /><br />TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="https://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7281" target="_blank" rel="noreferrer noopener">www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7281</a><br /><br />TI SARESTI BUTTATO DA 39 CHILOMETRI IN CADUTA LIBERA PER 50 MILIONI DI EURO? di Emanuele Venturoli<br />Se siete Felix Baumgartner queste cose le sapete. O ve le hanno dette. La velocità del suono è di circa 1.200 chilometri all'ora. 340 metri al secondo, circa. Circa, perché questa velocità dipende dalla consistenza dell'aria, dalla sua umidità, dalla sua temperatura e dalla sua densità. Se siete Felix Baumgartner, e vi state per buttare da 39.045 metri di altezza, queste cose le sapete. O ve le hanno dette.<br />Se siete Felix Baumgartner sapete anche che l'uomo ci ha messo decine e decine d'anni per far volare un aeroplano ad una velocità superiore a quella del suono: era il 14 ottobre 1947 quando Charles Yeager abbattè per la prima volta il muro del suono su un aereo. Se siete Felix Baumgartner quella data ce l'avete cerchiata sul calendario da anni. Sapete anche che durante la guerra, i primi aerei supersonici esplodevano a mezz'aria, a causa delle più complicate leggi fisiche dovute al cambio transonico. Nessuno sapeva perché, ma si polverizzavano, come contro una parete invisibile. Da qui l'espressione muro del suono. Se siete Felix Baumgartner lo avete messo nel conto.<br />4 RECORD DA INFRANGERE<br />Il signor Baumgartner aveva 4 record da infrangere domenica scorsa, quando è saltato giù dalla Red Bull Stratos, il pallone aerostatico che lo ha portato a 120.000 piedi di quota: velocità in caduta libera, quota mai raggiunta da un pallone aerostatico, salto più alto munito di paracadute e maggior tempo di caduta libera. Ha infranto i primi 3, non il quarto. Come è possibile? Perché l'aria, lassù, non c'entra niente con quella che respiriamo noi e - praticamente - niente si comporta come dovrebbe. Nemmeno se siete Felix Baumgartner queste cose le sapete, nessuno le sa. Non ve le hanno dette, e vi hanno risposto con un laconico "Speriamo".<br />A Felix, Red Bull ha dato 50 milioni di euro: un cifra faraonica in un'avventura in cui si sono spesi 70.000 euro soltanto di elio. Già, elio. 50 milioni forniti cash, come direbbero i più giovani, come è nello stile dell'azienda. Un'azienda che non è quotata in borsa, non ha pendenze con istituti di credito (gli ultimi sono stati saldati due anni fa) e, detta sbrigativamente, Felix Baumgartner fa dei propri soldi quel che vuole, quando vuole, come meglio crede.<br />Sulla sponsorizzazione sportiva, Red Bull, la fabbrica austriaca nata per caso dall'idea di una bevanda rinfrancante del sud est asiatico, ci ha costruito un impero. 1,4 Miliardi di euro l'anno: spicciolo più spicciolo meno ecco quanto spende il Toro nella sponsorizzazione. La matematica la lasciamo a voi, ma vi basti sapere che è l'equivalente del 40% del fatturato. Senza un target preciso, ma con una filosofia perfetta: Red Bull è con tutto quello che è adrenalina. Dalla Formula 1 al MotoGp, dal Motocross agli sport da strada, dallo skateboard al surf, dalla BMX al bungee jumping fino a Felix Baumgartner.<br />RECORD DI ASCOLTI<br />Il ritorno dell'investimento del salto nello spazio del paracadutista austriaco non è - al momento - neppure calcolabile. E forse, non esistono neppure gli strumenti per quantificarlo in maniera precisa. Per adesso si sa che il salto di Felix ha polverizzato il record di ascolti della televisione austriaca e dell'audience simultanea su Youtube (8 milioni di streamers contemporanei), è stato trasmesso in 40 canali televisivi solo negli Stati Uniti, ha generato 210.000 Like, 10.000 commenti e 29.000 shares in meno di un minuto in risposta ad un solo singolo post sulla pagina di Red Bull, è stato messo in streaming da più di 130 feed e ha generato uno stallo nei motori di ricerca di tutto il mondo per qualche secondo durante la caduta libera dell'austriaco. Infiniti tweet, infiniti post su blog, Facebook, pagine su riviste, quotidiani, telegiornali. Questa impresa, che non ha bandiera né campanilismi, ha fatto il giro del mondo nello stesso tempo in cui Felix ci arrivava, sul mondo, poco più di 4 minuti.<br />Non è lo sbarco sulla luna, certo, ma è comunque qualcosa di importante, per lo sport, per lo spettacolo, per la cronaca e per la scienza. A testimoniarlo, c'è un tweet della NASA, pochi secondi dopo il riuscito atterraggio, che si complimenta con Felix e con Red Bull per il felice esito dell'impresa Red Bull Stratos. E, potete starne ben certi, quando la NASA ti fa i complimenti hai appena fatto qualcosa di importante.<br />Tutto questo gli uomini di Red Bull lo sanno bene. Ma non pensate che siano ancora lì a festeggiare e a stappare spumante. Macché. Ora gli occhi dell'energy drink austriaco sono di nuovo tutti puntati sulla Formula 1. [...] Mateschitz, il capo, alle macchine da corsa ci tiene. L'unica intervista la rilasciò in occasione del primo titolo mondiale di Formula 1, non a caso.<br />Chissà dove se ne stava Mateschitz mentre Felix saltava dentro la nostra atmosfera. Dicono sia un tipo schivo, riservato, che non ama le luci della ribalta. Gente strana, questi austriaci, non c'è che dire. Se siete Felix Baumgartner questa cosa la sapete.<br />Nota di BastaBugie: l'impresa di Felix Baumgartner si è conclusa con successo, quindi senza danni, stabilendo tre record: l'altezza massima raggiunta da un pallone aerostatico con equipaggio, l'altezza maggiore di un lancio da pallone aerostatico e la velocità massima raggiunta da un uomo in caduta libera. Il record di durata di caduta libera è invece rimasto a Joe Kittinger, che lo stava guidando da terra. Il 24 ottobre 2014 il record di altezza maggiore di un lancio da pallone aerostatico è stato battuto da Alan Eustace, vicepresidente di Google che si è lanciato da una altezza di 41.419 metri.<br />Inaspettatamente è stato realizzato anche un altro record, il maggior share della televisione austriaca (59%, con più di 3 milioni di spettatori) e di YouTube, con più di 8 milioni di spettatori collegati a seguire l'evento in diretta.<br />In un'intervista al quotidiano austriaco Kleine Zeitung, subito dopo aver annunciato il suo ritiro dagli sport estremi, Baumgartner ha dichiarato di non voler intraprendere una carriera politica come il connazionale Arnold Schwarzenegger. Ha giustificato questa scelta asserendo che "in democrazia non è possibile smuovere nulla", mentre sarebbe opportuna una "dittatura moderata" sotto la "guida di un paio di personalità provenienti dall'economia privata". Il 25 gennaio 2016 ha fatto molto discutere un suo post contro l'immigrazione di massa: fu attaccato da diversi media e politici austriaci. Nel suo post di risposta ai critici, Baumgartner non ha ritrattato le sue affermazioni e ha inoltre attaccato le politiche di Barack Obama, in particolare l'utilizzo dei droni, mentre ha lodato il primo ministro ungherese Viktor Orbán per le sue leggi contro l'immigrazione. (fonte: Wikipedia)]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/52533055</guid><pubDate>Tue, 24 Jan 2023 23:15:27 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/52533055/ti_saresti_buttato_da_39_chilometri_in_caduta_libera_per_50_milioni_di_euro.mp3" length="10092640" type="audio/mpeg"/><itunes:author>BastaBugie</itunes:author><itunes:subtitle>VIDEO: La caduta libera da 39km ➜ https://www.youtube.com/watch?v=FHtvDA0W34I

TESTO DELL'ARTICOLO ➜ https://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7281

TI SARESTI BUTTATO DA 39 CHILOMETRI IN CADUTA LIBERA PER 50 MILIONI DI EURO? di Emanuele Venturoli...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[VIDEO: La caduta libera da 39km ➜ <a href="https://www.youtube.com/watch?v=FHtvDA0W34I" target="_blank" rel="noreferrer noopener">www.youtube.com/watch?v=FHtvDA0W34I</a><br /><br />TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="https://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7281" target="_blank" rel="noreferrer noopener">www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7281</a><br /><br />TI SARESTI BUTTATO DA 39 CHILOMETRI IN CADUTA LIBERA PER 50 MILIONI DI EURO? di Emanuele Venturoli<br />Se siete Felix Baumgartner queste cose le sapete. O ve le hanno dette. La velocità del suono è di circa 1.200 chilometri all'ora. 340 metri al secondo, circa. Circa, perché questa velocità dipende dalla consistenza dell'aria, dalla sua umidità, dalla sua temperatura e dalla sua densità. Se siete Felix Baumgartner, e vi state per buttare da 39.045 metri di altezza, queste cose le sapete. O ve le hanno dette.<br />Se siete Felix Baumgartner sapete anche che l'uomo ci ha messo decine e decine d'anni per far volare un aeroplano ad una velocità superiore a quella del suono: era il 14 ottobre 1947 quando Charles Yeager abbattè per la prima volta il muro del suono su un aereo. Se siete Felix Baumgartner quella data ce l'avete cerchiata sul calendario da anni. Sapete anche che durante la guerra, i primi aerei supersonici esplodevano a mezz'aria, a causa delle più complicate leggi fisiche dovute al cambio transonico. Nessuno sapeva perché, ma si polverizzavano, come contro una parete invisibile. Da qui l'espressione muro del suono. Se siete Felix Baumgartner lo avete messo nel conto.<br />4 RECORD DA INFRANGERE<br />Il signor Baumgartner aveva 4 record da infrangere domenica scorsa, quando è saltato giù dalla Red Bull Stratos, il pallone aerostatico che lo ha portato a 120.000 piedi di quota: velocità in caduta libera, quota mai raggiunta da un pallone aerostatico, salto più alto munito di paracadute e maggior tempo di caduta libera. Ha infranto i primi 3, non il quarto. Come è possibile? Perché l'aria, lassù, non c'entra niente con quella che respiriamo noi e - praticamente - niente si comporta come dovrebbe. Nemmeno se siete Felix Baumgartner queste cose le sapete, nessuno le sa. Non ve le hanno dette, e vi hanno risposto con un laconico "Speriamo".<br />A Felix, Red Bull ha dato 50 milioni di euro: un cifra faraonica in un'avventura in cui si sono spesi 70.000 euro soltanto di elio. Già, elio. 50 milioni forniti cash, come direbbero i più giovani, come è nello stile dell'azienda. Un'azienda che non è quotata in borsa, non ha pendenze con istituti di credito (gli ultimi sono stati saldati due anni fa) e, detta sbrigativamente, Felix Baumgartner fa dei propri soldi quel che vuole, quando vuole, come meglio crede.<br />Sulla sponsorizzazione sportiva, Red Bull, la fabbrica austriaca nata per caso dall'idea di una bevanda rinfrancante del sud est asiatico, ci ha costruito un impero. 1,4 Miliardi di euro l'anno: spicciolo più spicciolo meno ecco quanto spende il Toro nella sponsorizzazione. La matematica la lasciamo a voi, ma vi basti sapere che è l'equivalente del 40% del fatturato. Senza un target preciso, ma con una filosofia perfetta: Red Bull è con tutto quello che è adrenalina. Dalla Formula 1 al MotoGp, dal Motocross agli sport da strada, dallo skateboard al surf, dalla BMX al bungee jumping fino a Felix Baumgartner.<br />RECORD DI ASCOLTI<br />Il ritorno dell'investimento del salto nello spazio del paracadutista austriaco non è - al momento - neppure calcolabile. E forse, non esistono neppure gli strumenti per quantificarlo in maniera precisa. Per adesso si sa che il salto di Felix ha polverizzato il record di ascolti della televisione austriaca e dell'audience simultanea su Youtube (8 milioni di streamers contemporanei), è stato trasmesso in 40 canali televisivi solo negli Stati Uniti, ha generato 210.000 Like, 10.000 commenti e 29.000 shares in meno di un minuto in risposta ad un solo singolo post sulla pagina di Red Bull, è stato messo in streaming da più di 130...]]></itunes:summary><itunes:duration>631</itunes:duration><itunes:keywords>baumgartner,nasa,redbull,skateboard,spumante</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e5b0eb29f74f0c2770e08ef0ea4e5fbf.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Leo Messi ringrazia Dio e ammette che è tutto merito Suo, anche i mondiali</title><link>https://www.spreaker.com/episode/leo-messi-ringrazia-dio-e-ammette-che-e-tutto-merito-suo-anche-i-mondiali--52241537</link><description><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="https://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7252" target="_blank" rel="noreferrer noopener">www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7252</a><br /><br />LEO MESSI RINGRAZIA DIO E AMMETTE CHE E' TUTTO MERITO SUO, ANCHE I MONDIALI<br />Combattuta fino all'ultimo e decisa ai calci di rigore, la finale dei Mondiali di Calcio che ieri ha assegnato - per la terza volta nella sua storia - il titolo di campione del mondo alla nazionale argentina, può essere stata sostenuta anche dal Cielo. A supporlo anzi apertamente, senza troppi giri di parole, è stato proprio lui, il capitano dell'Argentina, Leo Messi, che non ci ha pensato due volte - ai microfoni dell'emittente TyC Sports - ad indicare in Dio l'artefice ultimo del trionfo della sua squadra e suo: «Sapevo che Dio me lo avrebbe dato, avevo il presentimento che sarebbe stato così».<br />In effetti, il sette volte pallone d'oro - il cui accostamento con la leggenda Diego Armando Maradona, dopo la vittoria in Qatar, è definitivo - già prima della finale aveva attribuito al Signore il potere decisionale su eventi anche sportivi. In un'intervista rilasciata a Diario Olé lo scorso 11 novembre, il fuoriclasse aveva esplicitamente dichiarato: «Penso sempre che sia Dio a decidere, Dio sa quando è il momento, qual è il momento e cosa deve succedere. E sono sempre grato per tutto quello che mi è successo sia nel calcio sia nella mia vita». Ma anche quella dichiarazione, pur forte, non era la prima in assoluto.<br />Come segnala l'agenzia Aciprensa, quattro anni fa, allorquando il giornalista Sebastián Vignolo gli chiese del suo talento calcistico, il capitano dell'Argentina (che oggi la Gazzetta dello Sport celebra come "Il piede di Dio") aveva nuovamente richiamato l'Onnipotente come il vero artefice della sua carriera, ricordando: «Ero ancora così piccolo, non ho fatto niente... È stato Dio a farmi giocare così, mi ha fatto quel regalo [...] Lui ha scelto me, e allora ho fatto tutto il possibile per cercare di migliorarmi e riuscire ad avere successo, ma senza il Suo aiuto non sarei arrivato da nessuna parte». Che dire, se non che si tratta di parole estremamente chiare e condivisibili.<br />Certo, questo non vuol dire che Messi sia considerarsi per forza di cose un fedele esemplare; per dire, quando, nel 2017, sì unì in matrimonio con la moglie decisero entrambi di non sposarsi in chiesa (benché non ci fosse alcuna contrarietà, diversamente da come ipotizzato da alcuni, da parte dell'arcidiocesi), anche se - va detto anche questo - la coppia ha comunque poi scelto la propria città natale, Rosario, per festeggiare il battesimo dei loro tre figli: Thiago e Mateo nel 2017, e Ciro nel 2019. Ciò nonostante, le parole della stella argentina su Dio come Colui che davvero stabilisce tutto, ecco, sono vere e controcorrente.<br />Si potrebbe aggiungere - restando in tema - che la vittoria dell'Argentina non sarà dispiaciuta neppure al Papa che da quel Paese viene anche se c'è da dire che Papa Francesco, riferiscono più fonti, non ha seguito la finale, ripetendo un gesto che aveva già fatto nel 2014 quando la finale di quei Mondiali fu disputata tra Argentina e Germania. Tornando però alle parole di Messi, la speranza è che possano far riflettere, dato che, a ben vedere, riflettono quanto già scritto da Duemila anni nel Vangelo: «Senza di me non potete fare nulla» (Giovanni, 15,5)<br />Nota di BastaBugie: Eugenio Capozzi nell'articolo seguente dal titolo "Mondiali e Qatargate: Ue strumento di poteri esterni" spiega perché il campionato del mondo di calcio del Qatar si è svolto in un clima surreale che illustra l'assoluta permeabilità delle istituzioni del Vecchio Continente a ogni pressione da parte di regimi autoritari mediorientali o nordafricani. La realtà è che dietro le proclamazioni altisonanti sui diritti e l'inclusione sbandierate ai quattro venti c'è invece l'azione a favore di ben precisi interessi politici tra l'islam fondamentalista e le sinistre progressiste occidentali.<br />Ecco l'articolo completo pubblicato su La Nuova Bussola Quotidiana il 19 dicembre 2022:<br />I campionati mondiali di calcio del Qatar hanno raggiunto la loro conclusione "sportiva" in un clima surreale, se non proprio da teatro dell'assurdo, portando fino alle estreme conseguenze le contraddizioni che ne inficiavano la credibilità fin dal loro concepimento. Proprio mentre, infatti, il torneo si svolgeva sul campo è esploso lo scandalo clamoroso della corruzione operata dal governo del Qatar nei confronti di molti membri del Parlamento europeo: uno scandalo che sempre più va estendendosi e minaccia di coinvolgere tutte le istituzioni dell'Ue, dimostrando eloquentemente come l'assegnazione e l'organizzazione dei mondiali siano parte di un unico grande disegno di "lobbying" del paese del Golfo e anche di altri Paesi arabi, come il Marocco, nei confronti dell'Europa.<br />Questo esito non sorprende certo chi conosce il ruolo svolto dal Qatar e dal fondamentalismo islamico nella politica internazionale, o le sue influenze di lunga data sulle classi politiche occidentali. Né sorprende, più in generale, alla luce della storia delle grandi kermesse sportive internazionali, che da sempre sono strumenti nemmeno troppo velati di propaganda da parte di regimi di vario genere: dalla Coppa del mondo italiana del 1934 alle olimpiadi di Berlino del 1936, fino al "mundial" argentino della dittatura di Videla del 1978, alle olimpiadi di Pechino del 2008 e ai mondiali giocati in Russia nel 2018. D'altra parte, nel caso attuale del Qatar fin dall'assegnazione del torneo (avvenuta addirittura con un quadriennio di anticipo, nel 2009) la "narrazione" buonista sullo sport che affratella e costruisce ponti, cucita a forza intorno ad esso, era stata messa radicalmente in questione dai più che legittimi dubbi sul potere di condizionamento dei petrodollari qatarioti sulla FIFA, sfociati anche in inchieste giudiziarie, mai concluse da condanne. E più recentemente, all'inizio del torneo stesso, quei dubbi erano tornati a circolare, con l'aggiunta di pesanti accuse di sfruttamento schiavistico della manodopera di immigrati asiatici usata nel paese per la costruzioni degli impianti sportivi.<br />I campionati si erano aperti, insomma, in un clima di generale imbarazzo e sospetto. Un clima accentuato dal discorso inaugurale del presidente della FIFA Gianni Infantino, che goffamente aveva provato a conciliare la retorica politicalcorrettista imposta in ogni sede dello sport internazionale con la difesa del governo del paese ospitante dipinto come un luogo di grande progresso dei "diritti". Erano continuati poi con l'altrettanto paradossale corto circuito tra i frusti e retorici gesti simbolici in favore delle cause più amate oggi dall'ideologia dominante occidentale - i braccialetti arcobaleno per l'agenda Lgbtq e gli "inginocchiamenti antirazzisti" pro Black Lives Matter - e la cruda realtà di un mondo non-occidentale (tipicamente rappresentato dal regime qatariota, che passa come uno schiacciasassi sui diritti di gay e donne); nonché l'atteggiamento di gran parte dei Paesi africani che considerano ridicolo e fuorviante l'antirazzismo ideologizzato occidentale (resterà impressa la comica scena della partita Inghilterra-Senegal: inginocchiati i primi, in piedi fieramente i secondi).<br />Le clamorose indagini sulle vagonate di soldi cash e altri benefit regalati dall'emirato ai parlamentari europei soltanto per avere da loro opinioni favorevoli al regime rappresentano, dunque, il logico coronamento di una situazione paradossale. Di più, esse completano il mosaico della grande compravendita di cui l'assegnazione dei mondiali è stata parte, e degli obiettivi che i qatarioti si prefiggevano: ingresso delle loro aerolinee nel mercato del Vecchio Continente, libera circolazione dei suoi cittadini senza visti, vendita di gas a prezzi convenienti, acquisti di armi, e via dicendo.<br />Soprattutto, il quadro che si va via via definendo getta una luce inquietante sull'effettiva realtà, oggi, dell'Unione europea e delle democrazie europee. Esso illustra bene, infatti, innanzitutto l'assoluta permeabilità delle istituzioni del Vecchio Continente a ogni pressione da parte di regimi autoritari mediorientali o nordafricani. Dimostra inoltre come, almeno in un caso specifico e ben documentabile, dietro le proclamazioni altisonanti sui "diritti" e l'"inclusione" sbandierate ai quattro venti continuamente da vertici e classi politiche Ue ci sia invece, molto prosaicamente, l'azione a favore di ben precisi interessi politici di Stati, derivante da do ut des opachi, fuori da ogni regola e principio. Indica, poi, con chiarezza come negli ultimi decenni si sia andata stringendo un'alleanza di fatto, fondata su comuni interessi, tra l'islam fondamentalista e i settori prevalenti delle sinistre progressiste euro-occidentali, cementato dalle succitate retoriche sull'inclusione.<br />Ma, ancor più, lo scandalo delle "dazioni" di Doha alimenta la precisa impressione che il caso del "lobbying" qatariota e marocchino sia soltanto la punta di un enorme iceberg, e che se quest'ultimo emergesse in piena luce avrebbe effetti destabilizzanti senza precedenti sull'Occidente come lo conosciamo.<br />Esso, infatti, apre la strada a ulteriori interrogativi, ai quali la politica e la giustizia dovrebbero dare urgentemente risposta.<br />È possibile che la linea politica dei Paesi Ue e le prese di posizione delle istituzioni co]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/52241537</guid><pubDate>Tue, 20 Dec 2022 23:28:47 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/52241537/leo_messi_ringrazia_dio_e_ammette_che_tutto_merito_suo_anche_i_mondiali.mp3" length="13506395" type="audio/mpeg"/><itunes:author>BastaBugie</itunes:author><itunes:subtitle>TESTO DELL'ARTICOLO ➜ https://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7252

LEO MESSI RINGRAZIA DIO E AMMETTE CHE E' TUTTO MERITO SUO, ANCHE I MONDIALI
Combattuta fino all'ultimo e decisa ai calci di rigore, la finale dei Mondiali di Calcio che ieri ha...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="https://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7252" target="_blank" rel="noreferrer noopener">www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7252</a><br /><br />LEO MESSI RINGRAZIA DIO E AMMETTE CHE E' TUTTO MERITO SUO, ANCHE I MONDIALI<br />Combattuta fino all'ultimo e decisa ai calci di rigore, la finale dei Mondiali di Calcio che ieri ha assegnato - per la terza volta nella sua storia - il titolo di campione del mondo alla nazionale argentina, può essere stata sostenuta anche dal Cielo. A supporlo anzi apertamente, senza troppi giri di parole, è stato proprio lui, il capitano dell'Argentina, Leo Messi, che non ci ha pensato due volte - ai microfoni dell'emittente TyC Sports - ad indicare in Dio l'artefice ultimo del trionfo della sua squadra e suo: «Sapevo che Dio me lo avrebbe dato, avevo il presentimento che sarebbe stato così».<br />In effetti, il sette volte pallone d'oro - il cui accostamento con la leggenda Diego Armando Maradona, dopo la vittoria in Qatar, è definitivo - già prima della finale aveva attribuito al Signore il potere decisionale su eventi anche sportivi. In un'intervista rilasciata a Diario Olé lo scorso 11 novembre, il fuoriclasse aveva esplicitamente dichiarato: «Penso sempre che sia Dio a decidere, Dio sa quando è il momento, qual è il momento e cosa deve succedere. E sono sempre grato per tutto quello che mi è successo sia nel calcio sia nella mia vita». Ma anche quella dichiarazione, pur forte, non era la prima in assoluto.<br />Come segnala l'agenzia Aciprensa, quattro anni fa, allorquando il giornalista Sebastián Vignolo gli chiese del suo talento calcistico, il capitano dell'Argentina (che oggi la Gazzetta dello Sport celebra come "Il piede di Dio") aveva nuovamente richiamato l'Onnipotente come il vero artefice della sua carriera, ricordando: «Ero ancora così piccolo, non ho fatto niente... È stato Dio a farmi giocare così, mi ha fatto quel regalo [...] Lui ha scelto me, e allora ho fatto tutto il possibile per cercare di migliorarmi e riuscire ad avere successo, ma senza il Suo aiuto non sarei arrivato da nessuna parte». Che dire, se non che si tratta di parole estremamente chiare e condivisibili.<br />Certo, questo non vuol dire che Messi sia considerarsi per forza di cose un fedele esemplare; per dire, quando, nel 2017, sì unì in matrimonio con la moglie decisero entrambi di non sposarsi in chiesa (benché non ci fosse alcuna contrarietà, diversamente da come ipotizzato da alcuni, da parte dell'arcidiocesi), anche se - va detto anche questo - la coppia ha comunque poi scelto la propria città natale, Rosario, per festeggiare il battesimo dei loro tre figli: Thiago e Mateo nel 2017, e Ciro nel 2019. Ciò nonostante, le parole della stella argentina su Dio come Colui che davvero stabilisce tutto, ecco, sono vere e controcorrente.<br />Si potrebbe aggiungere - restando in tema - che la vittoria dell'Argentina non sarà dispiaciuta neppure al Papa che da quel Paese viene anche se c'è da dire che Papa Francesco, riferiscono più fonti, non ha seguito la finale, ripetendo un gesto che aveva già fatto nel 2014 quando la finale di quei Mondiali fu disputata tra Argentina e Germania. Tornando però alle parole di Messi, la speranza è che possano far riflettere, dato che, a ben vedere, riflettono quanto già scritto da Duemila anni nel Vangelo: «Senza di me non potete fare nulla» (Giovanni, 15,5)<br />Nota di BastaBugie: Eugenio Capozzi nell'articolo seguente dal titolo "Mondiali e Qatargate: Ue strumento di poteri esterni" spiega perché il campionato del mondo di calcio del Qatar si è svolto in un clima surreale che illustra l'assoluta permeabilità delle istituzioni del Vecchio Continente a ogni pressione da parte di regimi autoritari mediorientali o nordafricani. La realtà è che dietro le proclamazioni altisonanti sui diritti e l'inclusione sbandierate ai quattro venti c'è invece l'azione a favore di ben precisi interessi politici tra l'islam fondamentalista e le sinistre...]]></itunes:summary><itunes:duration>845</itunes:duration><itunes:keywords>kermesse,messi,mondiali,qatar,regimiautoritari</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/9adbf94b94de93a87625ceee832ad2a2.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Qatar: la coppa del mondo della corruzione e della fascia Lgbt "One love"</title><link>https://www.spreaker.com/episode/qatar-la-coppa-del-mondo-della-corruzione-e-della-fascia-lgbt-one-love--51983448</link><description><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="https://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7223" target="_blank" rel="noreferrer noopener">www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7223</a><br /><br />QATAR: LA COPPA DEL MONDO DELLA CORRUZIONE E DELLA FASCIA LGBT ''ONE LOVE''<br />Che poi non ci voleva un genio a capire che questo Mondiale, sul tema dei diritti, sarebbe stato un gran casino. Se insegui il denaro (ben venga, per carità) del Qatar è chiaro che sarai costretto a turarti il naso. Non ci sarebbe nulla di strano, se non fosse che negli ultimi anni l'intero mondo del pallone ha puntato tutto (o quasi) sulla campagne di non discriminazione. Fai fatica a presentarti come paladino del "respect" e dei diritti Lgbtq+ se poi sei costretto a scendere a patti con le regole un tantino stringenti dei qatarioti.<br />L'ultima figura barbina della Fifa, dopo l'imbarazzante intervista di Gianni Infantino e le polemiche sui 6.500 lavoratori migranti morti per costruire gli stadi, ruota attorno alla fascia da capitano. Alcune federazioni avevano espresso il desiderio di indossare una fascia diversa, diciamo arcobaleno con la scritta One Love, in sostegno ai diritti omosessuali. La Fifa però si è risentita e ha minacciato ammonizioni a gogo per chi in campo avesse indossato una fascia diversa da quella di ordinanza. "Siamo a favore dei diritti Lgbt - sostiene una nota Fifa - e sosteniamo la campagna One Love. Ma i capitani da regolamento devono vestire la fascia fornita dalla Fifa".<br />In sintesi: la campagna "no discrimination" si farà, però la Fifa aveva deciso di combattere razzismo e omofobia solo dai quarti di finale in poi, guarda caso (ma magari siamo maligni noi) quando al 99% la nazionale di calcio del Qatar sarebbe già stata eliminata. Le federazioni nazionali erano disposte a pagare anche una multa salata, ma la minaccia di ammonire i propri capitani - rischiando la squalifica per diffida - ha fatto fare loro marcia indietro. Con tanto di comunicato indignato. "La Fifa è stata molto chiara, imporrà delle sanzioni sportive se i nostri capitani indosseranno in campo quella fascia - si legge nella nota di Inghilterra, Olanda, Belgio, Danimarca, Germania, Svizzera e Galles - Come Federazioni, non possiamo mettere i nostri giocatori nella posizione in cui rischiano dei cartellini, per cui abbiamo chiesto ai capitani di non provare a indossare quelle fasce durante le partite dei Mondiali. Eravamo pronti a pagare le multe che normalmente si applicano quando si violano le norme legate alla tenuta di gioco ma non possiamo permettere che i nostri giocatori rischino di essere ammoniti o addirittura costretti a lasciare il campo. Siamo molto frustrati per una decisione della Fifa che crediamo non abbia precedenti".<br />A quanto pare la Fifa era informata sin da settembre della decisione pro Lgbt delle federazioni. Ma non ha fatto passi indietro, né ha mai risposto alle sollecitazioni, fino a stamattina. Quando di fronte al caos e alle polemiche globali, Infantino ha deciso di fare una mezza marcia indietro. Mezza. I capitani delle 32 squadre dei Mondiali 2022 in Qatar potranno indossare la fascia "No Discrimination", campagna che partirà sin da subito e non dai quarti di finale. "Ho parlato di questo argomento con la massima leadership del paese", ha detto il presidente della Fifa. "Hanno confermato e posso confermare che tutti sono i benvenuti. Se qualcuno dice il contrario, beh, non è l'opinione del Paese e certamente non è l'opinione della Fifa". Piccolo problema: la fascia "no discrimination" non è esattamente la fascia "One Love". La Fifa dice di essere "un'organizzazione inclusiva che vuole mettere il calcio al servizio della società sostenendo cause buone e legittime, ma all'interno dei regolamenti". E i regolamenti prevedono che i capitani devono indossare le fasce da capitano fornite dalla Fifa. Sarà. Ma che figura barbina.<br /><br />Nota di BastaBugie: Souad Sbai nell'articolo seguente dal titolo "Mondiali in Qatar, l'ipocrisia senza frontiere di Infantino" parla del tentativo, non riuscito, di salvarsi la faccia del presidente della FIFA.<br />Ecco l'articolo completo pubblicato su La Nuova Bussola Quotidiana il 21 novembre 2022:<br />La partita d'esordio giocata ieri tra Qatar ed Ecuador, non deve far dimenticare le polemiche scatenate dalle dichiarazioni del presidente della FIFA, Gianni Infantino, alla vigilia dei Mondiali. L'ipocrisia mostrata da Infantino è davvero senza frontiere. "Oggi mi sento arabo, gay e migrante", ha affermato nel tentativo di salvarsi la faccia (non certo l'anima) con un "coming out" degno della più demagogica retorica "progressista", davanti alle telecamere schierate nella sala stampa del Virtual Stadium 1 di Doha. Di quanti morti, feriti e violazioni di diritti umani quello stadio sia stato testimone Infantino non lo ha detto, ma ha pensato che fingersi solidale verso i "migranti" potesse bastare a far dimenticare che il primo responsabile di quanto accaduto a migliaia di lavoratori stranieri, asiatici in particolar modo, impiegati come schiavi nella costruzione delle infrastrutture necessarie ad ospitare la massima competizione calcistica, sia proprio lui.<br />Per anni, denunce basate su prove inconfutabili sono piovute da ogni cielo sull'organizzazione della Coppa, comprese le Nazioni Unite, e persino il Qatar, introducendo un programma di riforme rimasto naturalmente sulla carta, ha dovuto ammettere che in effetti qualche problemino nel trattamento dei "migranti" c'era, eccome se c'era. Ma il business must go on, deve andare avanti.<br />Gli orari e i carichi inumani, a dir poco insostenibili, erano infatti necessari a recuperare ritardi e inefficienze, in modo da terminare i lavori nei cantieri in tempo per l'inizio dei Mondiali. Il poco cibo era utile a risparmiare degli spiccioli a fronte di spese ultramilionarie anche in forma di tangenti e loschi finanziamenti, versati dagli emiri del clan Al Thani per ottenere (e mantenere) l'assegnazione della Coppa come paese ospitante. Per i dettagli, chiedere alla magistratura francese e a svariate inchieste giornalistiche, che hanno svelato gli imbrogli e le cointeressenze dell'ex duo Platini- Blatter, con quest'ultimo che ha recentemente scaricato ogni colpa sull'ex presidente UEFA, ammettendo l'esistenza d'irregolarità: "La Fifa non era corrotta. Le persone nella Fifa lo erano". Tra queste anche Infantino? È lecito far valere nei suoi confronti la logica del non poteva non sapere, in quanto stretto collaboratore di Platini all'UEFA all'epoca dei misfatti?<br />Di sicuro, Infantino si è dimostrato un resoluto e irremovibile continuatore dei piani stabiliti in precedenza, che ne fosse a conoscenza o meno. Il Mondiale viene prima e sopra di tutto. Suona pertanto falso e patetico il suo dispiacersi della vigilia, ad obiettivo finalmente conseguito sulla pelle dei "migranti", di cui sottolinea di ricordare "molto bene… le condizioni di lavoro… e come venivano trattati", riferendosi ai genitori immigrati dall'Italia alla Svizzera. Ancor peggio, allora. Perché pur avendo la consapevolezza delle terribili condizioni igieniche riservate ai "migranti" rinchiusi dei compound, ben lontane da quelle degli hotel messi a disposizioni a caro prezzo dagli amici "emiri" di Doha, si è sempre mostrato sordo alle richieste di cambiare il paese incaricato di ospitare la Coppa.<br />E che dire dei miseri salari non pagati per mesi e dei passaporti confiscati per impedire che potessero scappare? Vergogna, solo vergogna. Un sentimento da cui Infantino non si lascia sfiorare nemmeno minimamente, visto che si è permesso persino di dare lezioni di "accoglienza" ai paesi europei, criticati per la condotta ritenuta poco umanitaria nella crisi infinita legata ai flussi migratori clandestini.<br />Immedesimandosi poi con la "comunità" Lgbtq+, specie a seguito delle inopinate e sciocche dichiarazioni del delegato del regime qatarino per i Mondiali, Khalid Salman, Infantino ha poi voluto intercettare un altro trend così da sembrare politicamente corretto, dimenticandosi però dei diritti delle donne. Una semplice dimenticanza? Chissà, in ogni caso per Infantino è stato forse meglio non ricordare alla luce di quanto accaduto nel febbraio 2021, quando lo stesso presidente della FIFA, durante la cerimonia di premiazione del Mondiale per club di calcio svoltosi guardo caso a proprio Doha, sussurrò alle orecchie di due malcapitate donne arbitro di non fermarsi a salutare lo "sceicco" Joaan bin Hamad Al Thani, presidente del Comitato olimpico del Qatar e cugino dell'emiro Tamim.<br />L'episodio ci riporta direttamente al sostegno del Qatar al fondamentalismo dei Fratelli Musulmani, campioni del velo obbligatorio e identitario, nonché ispiratori del fenomeno jihadista (da Al Qaeda in poi) e principali sobillatori della cosiddetta Primavera Araba. Oltre a non volersi immedesimare nelle donne, è quindi comprensibile che Infantino non voglia farlo neppure con le vittime del terrorismo e delle guerre civili in Siria e Libia.<br />Inoltre, nella sua smielata intervista, non è certo un caso che abbia ignorato la rivolta in corso da settimane in Iran, stato canaglia vicino e sodale del Qatar, scatenata dall'uccisione della 22enne Mahsa Amini, che il velo non lo portava "correttamente". Da quel dì, di giovani donne uccise dal regime degli ayatollah e dei pasdaran ce ne sono state altre, gli arresti di manifestanti e le detenzioni arbitrarie si contano a migliaia, la macchina delle condanne a morte lavora incessantemente. Per Infantino, meglio dunque guardare dall'altra parte, poiché escludere la nazionale iraniana dai Mondiali, come invocato a più riprese e sarebbe stato giusto, avrebbe fatto storcere il naso agli emiri del cla]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/51983448</guid><pubDate>Tue, 22 Nov 2022 21:50:30 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/51983448/qatar_la_coppa_del_mondo_della_corruzione_e_della_fascia_lgbt_one_love.mp3" length="11447946" type="audio/mpeg"/><itunes:author>BastaBugie</itunes:author><itunes:subtitle>TESTO DELL'ARTICOLO ➜ https://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7223

QATAR: LA COPPA DEL MONDO DELLA CORRUZIONE E DELLA FASCIA LGBT ''ONE LOVE''
Che poi non ci voleva un genio a capire che questo Mondiale, sul tema dei diritti, sarebbe stato un...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="https://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7223" target="_blank" rel="noreferrer noopener">www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7223</a><br /><br />QATAR: LA COPPA DEL MONDO DELLA CORRUZIONE E DELLA FASCIA LGBT ''ONE LOVE''<br />Che poi non ci voleva un genio a capire che questo Mondiale, sul tema dei diritti, sarebbe stato un gran casino. Se insegui il denaro (ben venga, per carità) del Qatar è chiaro che sarai costretto a turarti il naso. Non ci sarebbe nulla di strano, se non fosse che negli ultimi anni l'intero mondo del pallone ha puntato tutto (o quasi) sulla campagne di non discriminazione. Fai fatica a presentarti come paladino del "respect" e dei diritti Lgbtq+ se poi sei costretto a scendere a patti con le regole un tantino stringenti dei qatarioti.<br />L'ultima figura barbina della Fifa, dopo l'imbarazzante intervista di Gianni Infantino e le polemiche sui 6.500 lavoratori migranti morti per costruire gli stadi, ruota attorno alla fascia da capitano. Alcune federazioni avevano espresso il desiderio di indossare una fascia diversa, diciamo arcobaleno con la scritta One Love, in sostegno ai diritti omosessuali. La Fifa però si è risentita e ha minacciato ammonizioni a gogo per chi in campo avesse indossato una fascia diversa da quella di ordinanza. "Siamo a favore dei diritti Lgbt - sostiene una nota Fifa - e sosteniamo la campagna One Love. Ma i capitani da regolamento devono vestire la fascia fornita dalla Fifa".<br />In sintesi: la campagna "no discrimination" si farà, però la Fifa aveva deciso di combattere razzismo e omofobia solo dai quarti di finale in poi, guarda caso (ma magari siamo maligni noi) quando al 99% la nazionale di calcio del Qatar sarebbe già stata eliminata. Le federazioni nazionali erano disposte a pagare anche una multa salata, ma la minaccia di ammonire i propri capitani - rischiando la squalifica per diffida - ha fatto fare loro marcia indietro. Con tanto di comunicato indignato. "La Fifa è stata molto chiara, imporrà delle sanzioni sportive se i nostri capitani indosseranno in campo quella fascia - si legge nella nota di Inghilterra, Olanda, Belgio, Danimarca, Germania, Svizzera e Galles - Come Federazioni, non possiamo mettere i nostri giocatori nella posizione in cui rischiano dei cartellini, per cui abbiamo chiesto ai capitani di non provare a indossare quelle fasce durante le partite dei Mondiali. Eravamo pronti a pagare le multe che normalmente si applicano quando si violano le norme legate alla tenuta di gioco ma non possiamo permettere che i nostri giocatori rischino di essere ammoniti o addirittura costretti a lasciare il campo. Siamo molto frustrati per una decisione della Fifa che crediamo non abbia precedenti".<br />A quanto pare la Fifa era informata sin da settembre della decisione pro Lgbt delle federazioni. Ma non ha fatto passi indietro, né ha mai risposto alle sollecitazioni, fino a stamattina. Quando di fronte al caos e alle polemiche globali, Infantino ha deciso di fare una mezza marcia indietro. Mezza. I capitani delle 32 squadre dei Mondiali 2022 in Qatar potranno indossare la fascia "No Discrimination", campagna che partirà sin da subito e non dai quarti di finale. "Ho parlato di questo argomento con la massima leadership del paese", ha detto il presidente della Fifa. "Hanno confermato e posso confermare che tutti sono i benvenuti. Se qualcuno dice il contrario, beh, non è l'opinione del Paese e certamente non è l'opinione della Fifa". Piccolo problema: la fascia "no discrimination" non è esattamente la fascia "One Love". La Fifa dice di essere "un'organizzazione inclusiva che vuole mettere il calcio al servizio della società sostenendo cause buone e legittime, ma all'interno dei regolamenti". E i regolamenti prevedono che i capitani devono indossare le fasce da capitano fornite dalla Fifa. Sarà. Ma che figura barbina.<br /><br />Nota di BastaBugie: Souad Sbai nell'articolo seguente dal titolo "Mondiali in Qatar, l'ipocrisia senza...]]></itunes:summary><itunes:duration>716</itunes:duration><itunes:keywords>mondiali,nodiscrimination,onelove,qatar,sobillatori</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/ec89f48ea4b1b1bba61f329e856475dc.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Wikipedia, l'enciclopedia libera, ma solo in teoria</title><link>https://www.spreaker.com/episode/wikipedia-l-enciclopedia-libera-ma-solo-in-teoria--51983483</link><description><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="https://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7215" target="_blank" rel="noreferrer noopener">www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7215</a><br /><br />WIKIPEDIA, L'ENCICLOPEDIA LIBERA... MA SOLO IN TEORIA di Mario A. Iannaccone<br />Gratuita, molto consultata e utile, è una fonte spesso nelle mani di "teppisti della conoscenza", che la condizionano per veicolare una precisa visione delle cose: la loro.<br />Wikipedia è entrata nell'uso quotidiano di molti di noi: è un'enciclopedia gratuita, facilmente accessibile e molto estesa. Nella versione inglese, arriva a quasi 6 milioni e mezzo di voci, in quella italiana a 1 milione e 750.000. Ma, come è noto, esistono decine di versioni nelle diverse lingue. Il progetto nasce, dopo altri esperimenti - come l'enciclopedia Nupedia, dovuta agli stessi creatori, poi scomparsa - il 15 gennaio 2001, per opera di Jimmy Wales e Larry Sanger. È un'enciclopedia on-line condivisa e collaborativa, dove chiunque può contribuire nello scrivere voci. Nel corso degli anni ha avuto una crescita esponenziale, divenendo la prima fonte di informazione per chi cerchi qualunque tipo di notizia o argomento, in qualsiasi campo della conoscenza.<br /><br />UN MONOPOLIO DEL SAPERE<br />Nata come esempio di idealismo collaborativo - in teoria le voci vengono costantemente migliorate con citazioni e nuove acquisizioni - ha assunto una funzione monopolistica nel campo della diffusione del sapere. Oggi succede che le fonti d'informazione tradizionali (giornali, televisioni, libri e riviste) attingano a Wikipedia, che a sua volta usa quei mezzi per verificare le proprie notizie: si è così creato un sistema circolare fra mezzi di informazione e divulgazione, con Wikipedia nel mezzo, che mette a rischio il pluralismo in vari settori del sapere. Su Wikipedia una voce può essere creata da chiunque, a partire dal cosiddetto link rosso che si distingue dal link blu: i blu sono collegamenti a pagine di Wikipedia già scritte, i rossi collegano a pagine vuote che nessuno ha ancora scritto ma alle quali sia stata riconosciuta una dignità enciclopedica. Le voci vanno scritte seguendo precisi criteri, piuttosto stringenti: interesse generale (questo definisce una voce «enciclopedica»), imparzialità, fonti da citare. Come si è detto, chiunque può partecipare alla compilazione dell'«enciclopedia libera»: l'utente registrato (wikipediano) o il non registrato. Entrambi compilano campi di testo, creano gerarchie e "iperlink", messi a disposizione dal software Wikipedia. Anche se un utente non è registrato, si tiene traccia dell'Ip e ogni possibile modifica la si può far risalire a qualcuno. Le voci sono rilasciate con una licenza libera detta Creative Commons e possono dunque essere stampate e inserite in altri siti; la licenza gratuita consente anche il riutilizzo a fini di lucro. Sin qui, tutto bene: il progetto è interessante, unico, riuscito e assolutamente utile.<br />Vediamo ora alcuni punti critici. Wikipedia presume la buona fede degli scrittori delle voci e il sistema adotta, in teoria, un punto di vista neutrale. Purtroppo così non è: gruppi organizzati di contributori con una visione ideologica, ad esempio antireligiosa, o molto orientata, ad esempio sui temi omosessualisti, modificano voci che riguardano ipotesi scientifiche, episodi storici, fenomeni sociali rovinando l'imparzialità enciclopedica della voce. Questo è accaduto, ultimamente, con Cristoforo Colombo, La Chiesa, la Reconquista, il gender e l'immigrazione clandestina. Così vengono spesso riscritte voci da contributori ideologicamente orientati che impongono il loro punto di visa e soltanto il loro, dando l'impressine che certi fenomeni (ancora, il riscaldamento climatico per causa antropica) siano ormai assodati e non sottoponibili a ulteriori discussioni. Il risultato è che, per colpa di queste minoranze organizzate di veri e propri "teppisti della conoscenza", spesso provenienti da centrali ideologiche precise (ad esempio, in Italia, l'Uaar, Unione degli atei e razionalisti), vengono riscritte voci esemplari rovinandone la neutralità. I wikipediani esperti, registrati, possono considerare una voce relativa alla religione, alla vita di un santo, a un episodio della storia della Chiesa, per qualche motivo non adatta e, quindi, chiedere che sia nascosta fintanto che non siano apportate modifiche.<br /><br />CONTROLLORI NELL'OMBRA<br />Esiste dunque un problema di censura, non sempre motivata ma reale. IN teoria, esiste un meccanismo di controllo che dovrebbe vegliare affinché le voci non vengano "vandalizzate", oppure orientate ideologicamente in modo sottile andando contro l'intento di neutralità. Ma è un meccanismo collettivo, fatto di persone anonime, dunque non si può sapere chi controlla davvero e quanto sia onesto, mentre le voci delle enciclopedie stampate, che avevano una direzione ben conosciuta, come la Treccani o la vecchia Enciclopedia cattolica, venivano firmate. Se chiunque può intervenire su una voce già scritta, valida, approvata con l'intento di apportare ulteriori modifiche stravolgendo il senso di un articolo, chi attinge a quella voce può venire ingannato. A volte, opinioni minoritarie ed estreme vengono riportate su Wikipedia come se fossero neutre, mentre non lo sono affatto. Prima o poi qualcuno, in genere, si accorge dello stravolgimento e appone sulla stessa un simbolo speciale, un triangolino rosso che significa «voce controversa» o «voce che manca di riferimenti bibliografici». Intanto, però, qualcuno ha consultato la voce e magari ne ha usato i contenuti senza sapere di aver riportato dati errati.<br />Qual è il risultato di tutto ciò? Nonostante Wikipedia sia così facile, utile, a portata di mano e gratuita, in genere, non possiamo fidarci ciecamente delle sue voci. Alcune sono molto ben fatte e tanto approfondite da essere equivalenti a ottimi saggi accademici o alle migliori voci enciclopediche («voci vetrina»), altre sono rovinate dai vandali ideologici. Jimmy Wales aveva previsto che gruppi organizzati potessero intervenire a orientare le voci e a renderle meno neutrali producendo "coalizioni" ideologiche, ma aveva anche aggiunto che dette coalizioni non potevano durare in eterno, per cui per un periodo di tempo le voci potevano risultare degradate o bloccate ma nel lungo periodo il carattere generale collaborativo di Wikipedia avrebbe agito per il meglio. È la vecchia ideologia liberista che ha fiducia nell'uomo e nella società che si autoregola. In generale Wikipedia va considerata una risorsa importante, ma è sempre meglio controllare su una seconda fonte, soprattutto se le voci sono "sensibili". Le voci in inglese sono più affidabili di quelle italiane per via del coinvolgimento di università nella compilazione, ma resta il fatto che le voci riguardanti temi storici o religiosi sono in ogni caso meno affidabili di quelle relative a temi riguardanti lo spettacolo, la storia della musica, delle arti o la tecnologia. Come in tutte le cose, dunque, il consiglio è: usare sì, ma vagliare soprattutto. Confrontare, sempre.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/51983483</guid><pubDate>Tue, 22 Nov 2022 21:49:50 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/51983483/wikipedia_l_enciclopedia_libera_ma_solo_in_teoria.mp3" length="8836119" type="audio/mpeg"/><itunes:author>BastaBugie</itunes:author><itunes:subtitle>TESTO DELL'ARTICOLO ➜ https://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7215

WIKIPEDIA, L'ENCICLOPEDIA LIBERA... MA SOLO IN TEORIA di Mario A. Iannaccone
Gratuita, molto consultata e utile, è una fonte spesso nelle mani di "teppisti della conoscenza", che...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="https://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7215" target="_blank" rel="noreferrer noopener">www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7215</a><br /><br />WIKIPEDIA, L'ENCICLOPEDIA LIBERA... MA SOLO IN TEORIA di Mario A. Iannaccone<br />Gratuita, molto consultata e utile, è una fonte spesso nelle mani di "teppisti della conoscenza", che la condizionano per veicolare una precisa visione delle cose: la loro.<br />Wikipedia è entrata nell'uso quotidiano di molti di noi: è un'enciclopedia gratuita, facilmente accessibile e molto estesa. Nella versione inglese, arriva a quasi 6 milioni e mezzo di voci, in quella italiana a 1 milione e 750.000. Ma, come è noto, esistono decine di versioni nelle diverse lingue. Il progetto nasce, dopo altri esperimenti - come l'enciclopedia Nupedia, dovuta agli stessi creatori, poi scomparsa - il 15 gennaio 2001, per opera di Jimmy Wales e Larry Sanger. È un'enciclopedia on-line condivisa e collaborativa, dove chiunque può contribuire nello scrivere voci. Nel corso degli anni ha avuto una crescita esponenziale, divenendo la prima fonte di informazione per chi cerchi qualunque tipo di notizia o argomento, in qualsiasi campo della conoscenza.<br /><br />UN MONOPOLIO DEL SAPERE<br />Nata come esempio di idealismo collaborativo - in teoria le voci vengono costantemente migliorate con citazioni e nuove acquisizioni - ha assunto una funzione monopolistica nel campo della diffusione del sapere. Oggi succede che le fonti d'informazione tradizionali (giornali, televisioni, libri e riviste) attingano a Wikipedia, che a sua volta usa quei mezzi per verificare le proprie notizie: si è così creato un sistema circolare fra mezzi di informazione e divulgazione, con Wikipedia nel mezzo, che mette a rischio il pluralismo in vari settori del sapere. Su Wikipedia una voce può essere creata da chiunque, a partire dal cosiddetto link rosso che si distingue dal link blu: i blu sono collegamenti a pagine di Wikipedia già scritte, i rossi collegano a pagine vuote che nessuno ha ancora scritto ma alle quali sia stata riconosciuta una dignità enciclopedica. Le voci vanno scritte seguendo precisi criteri, piuttosto stringenti: interesse generale (questo definisce una voce «enciclopedica»), imparzialità, fonti da citare. Come si è detto, chiunque può partecipare alla compilazione dell'«enciclopedia libera»: l'utente registrato (wikipediano) o il non registrato. Entrambi compilano campi di testo, creano gerarchie e "iperlink", messi a disposizione dal software Wikipedia. Anche se un utente non è registrato, si tiene traccia dell'Ip e ogni possibile modifica la si può far risalire a qualcuno. Le voci sono rilasciate con una licenza libera detta Creative Commons e possono dunque essere stampate e inserite in altri siti; la licenza gratuita consente anche il riutilizzo a fini di lucro. Sin qui, tutto bene: il progetto è interessante, unico, riuscito e assolutamente utile.<br />Vediamo ora alcuni punti critici. Wikipedia presume la buona fede degli scrittori delle voci e il sistema adotta, in teoria, un punto di vista neutrale. Purtroppo così non è: gruppi organizzati di contributori con una visione ideologica, ad esempio antireligiosa, o molto orientata, ad esempio sui temi omosessualisti, modificano voci che riguardano ipotesi scientifiche, episodi storici, fenomeni sociali rovinando l'imparzialità enciclopedica della voce. Questo è accaduto, ultimamente, con Cristoforo Colombo, La Chiesa, la Reconquista, il gender e l'immigrazione clandestina. Così vengono spesso riscritte voci da contributori ideologicamente orientati che impongono il loro punto di visa e soltanto il loro, dando l'impressine che certi fenomeni (ancora, il riscaldamento climatico per causa antropica) siano ormai assodati e non sottoponibili a ulteriori discussioni. Il risultato è che, per colpa di queste minoranze organizzate di veri e propri "teppisti della conoscenza", spesso provenienti da centrali ideologiche precise (ad esempio,...]]></itunes:summary><itunes:duration>553</itunes:duration><itunes:keywords>iperlink,monopolio,teppisti,treccani,wikipedia</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/393bb400ee2570b9c0fe69b9405418ae.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Nell'ultimo anno sono umentati del 260% i crimini d'odio contro la Chiesa cattolica</title><link>https://www.spreaker.com/episode/nell-ultimo-anno-sono-umentati-del-260-i-crimini-d-odio-contro-la-chiesa-cattolica--51902657</link><description><![CDATA[L’articolo continua su BastaBugie.it<br /><a href="https://www.bastabugie.it/7208" target="_blank" rel="noreferrer noopener">www.bastabugie.it/7208</a><br /><br />NELL'ULTIMO ANNO SONO AUMENTATI DEL 260% I CRIMINI D'ODIO CONTRO LA CHIESA CATTOLICA di Mauro Faverzani<br />Dopo gli Stati Uniti, anche in Canada si moltiplicano i cosiddetti «crimini d'odio» contro la Chiesa cattolica, aumentati del 260% in un solo anno, dai 43 del 2020 ai 155 del 2021. A rivelarlo, è il recente rapporto pubblicato dall'agenzia statistica del governo.<br />Per lo più si tratta di vandalismi, di profanazioni, di minacce ai sacerdoti, di incendi ai danni di parrocchie, cappelle e oratori. Molte comunità di fedeli lamentano l'assenza di risposta a tali esecrabili azioni: le istituzioni preposte brillano per latitanza, indifferenza, trascuratezza, governo e media non ne parlano e, di conseguenza, non affrontano il problema.<br />L'allarme non sarebbe solo locale: secondo quanto dichiarato dalla direttrice dell'Osservatorio sull'intolleranza e la discriminazione contro i cristiani in Europa, Madeleine Enzbelger, la tendenza del fenomeno sarebbe ormai globale. Infatti, anche oltre i confini del Vecchio Continente non poca inquietudine suscitano casi di intolleranza sempre più numerosi.<br /><br />INDIA E AUSTRALIA<br />In India, ad esempio, nello Stato nordorientale dell'Assam, per la precisione, tre cittadini svedesi con visto turistico - Annah Mikaela Bloom, Marcus Arne Henrik Bloom e Susanna Elisabeth Hakannson - sono stati arrestati e poi espulsi solo per essersi impegnati nell'organizzazione di incontri di preghiera. Ciascuno di loro è stato colpito comunque da una sanzione di 500 euro per aver violato le norme sui visti, prima della partenza. Ed, oltre tutto, ora il governo sta indagando contro di loro, per capire se siano imputabili anche del "reato" di «conversioni religiose», «un'accusa infondata», come ha osservato in un'intervista rilasciata a UCA News Allen Brooks, portavoce dell'Assam Christian Forum. Non dello stesso avviso Swetank Mishra, Sovrintendente della Polizia del Distretto di Dibrugarh, convinto di avere prove in tal senso, soprattutto foto e video. In particolare, sarebbe stata violata la Sezione 14 modificata della legge sugli stranieri del 1946.<br />Anche in Australia Andrew Thorburn, direttore generale di una squadra di calcio, l'Essendon Football Club, facente parte dell'Australian Football League, è stato costretto a dimettersi dall'incarico soltanto un giorno dopo esser entrato in carica, per il fatto di ritenere l'omosessualità un peccato e l'aborto un omicidio, coerentemente con la propria fede cristiana. Nessuna solidarietà, del resto, gli è giunta dai vertici del club: secondo quanto riportato da The Age, il suo presidente, David Barham, lo avrebbe subito posto di fronte alla scelta tra le sue convinzioni e la squadra. Sofferta, ma inevitabile la decisione, che è stato costretto ad assumere.<br /><br />LA PERSECUZIONE DEI CRISTIANI<br />Ha scritto Joel Agius sullo Spectator Australia che Thorburn è stato letteralmente «assalito da un'incessante retorica d'odio da parte di fanatici anticristiani, radunatisi contro di lui. Non si tratta di vittimismo. Si tratta della persecuzione di un cristiano in Occidente da parte di coloro che spesso predicano la tolleranza. Sembra che la persecuzione dei cristiani stia tornando di moda».<br />L'indice è puntato, in modo particolare - come rilevato dall'agenzia InfoCatòlica - contro il<br />movimento woke e l'ideologia cancel culture, strettamente legata ai circoli di Sinistra ed anarchici. «Sono profondamente turbato - ha dichiarato in merito l'arcivescovo cattolico di Melbourne, Peter Comensoli, nel corso di un'intervista all'emittente radiofonica Talk 3AW - È un dato di fatto piuttosto strano che si giudichino le persone indegne di giungere ai vertici, a causa delle proprie convinzioni cristiane».<br />Ora, certo, Thorburn potrebbe fare causa per discriminazione religiosa. Il «pensiero unico»<br />imperante, però, non gli è certo favorevole: egli stesso ha anzi sottolineato, in una dichiarazione rilasciata dopo le dimissioni, come l'accaduto costituisca indubbiamente un pericolo, che minaccia tutti i fedeli: «Mentre i cristiani continueranno senza dubbio ad essere perseguitati nella società in molti modi, non dobbiamo permettere che questo ci scoraggi dal proseguire nel vivere e condividere la nostra fede con altri - ha scritto ancora Joel Agius su Spectator Australia - Il Cristianesimo ha plasmato il mondo occidentale. Ha contribuito a fissare una morale. Ma ora ci sono persone, che cercano di cambiare completamente la nostra cultura, privandola proprio della moralità. Il che consente agli aspetti deteriori della nostra umanità di venire a galla e prendere il sopravvento a livello sociale. Il che porta solo sofferenza. I cristiani devono continuare ad essere coraggiosi ed a difendere ciò in cui credono, a prescindere da tutto». Senza sconti, senza se e senza ma. In una parola, non è tempo d'ignavi...<br /><br />Nota di BastaBugie: l'autore del precedente articolo, Mauro Faverzani, nell'articolo seguente dal titolo "Il prezzo della fede" parla della persecuzione dei cattolici in Nigeria.<br />Ecco l'articolo completo pubblicato su Radio Roma Libera il 7 novembre 2022:<br />Se, come già denunciato la scorsa settimana, il Canada è scosso da una grave ondata di violenza anti-cattolica, che ha fatto tristemente registrare un incremento del 260% in atti vandalici, profanazioni, minacce a sacerdoti, incendi ai danni di parrocchie, cappelle e oratori, tutti verificatisi tra il 2020 ed il 2021, è anche vero che forse gli interrogativi più seri sorgono all'interno delle comunità cattoliche: negli ultimi dieci anni, infatti, nel Paese la Chiesa ha "perso" qualcosa come due milioni di fedeli, passando dai 12,8 milioni del 2011 ai 10,9 milioni del 2021 pari al 29,9% soltanto della popolazione totale. Il Cattolicesimo resta la religione maggioritaria in quasi tutte le province canadesi, compreso il Québec, dove tuttavia il calo è stato particolarmente pesante, dal 74,7% del 2011 al 53,8% del 2021. [...]<br />Un'ignavia spirituale, un'abiura silenziosa ma concreta, che fa a pugni con coloro che invece ogni giorno sono pronti a morire per la propria fede, pronti ad offrire la propria vita a Cristo, come accade in Nigeria, nello Stato di Benue, dove lo scorso 19 ottobre 71 residenti del villaggio cattolico di Gbjeji sono stati letteralmente massacrati dai pastori fulani musulmani. 35 corpi sono stati trovati subito dopo il raid, altri 36 sono stati recuperati in seguito, nei campi adiacenti. Tra le vittime, vi sono anche donne e bambini, oltre a due agenti di Polizia. Erano tutti fedeli della locale parrocchia intitolata a San Michele.<br />I terroristi islamici, circa 200, sono giunti di buon mattino, alle sei, ed hanno iniziato a sparare all'impazzata, come raccontato da Padre Samuel Fila, che, al momento dell'attacco, non si trovava nel villaggio, era lontano, per partecipare ad un incontro tra sacerdoti. Le case sono state bruciate. I caduti venivano finiti a colpi di machete.<br />Lo Stato del Benue non è purtroppo nuovo a questo tipo di blitz, divenuti sempre più frequenti, crudeli e sanguinosi a partire dal 2019. Benché il clan dei Fulani rappresenti il 10% circa della popolazione nigeriana, cerca di dettar legge nel modo più cruento e vigliacco possibile. I funzionari del governo statale hanno visitato il villaggio di Gbjeji dopo l'ultima strage, ma hanno alzato le braccia in segno di resa: non ritenendosi in grado di fermare questa escalation di violenza, stanno valutando se aderire alle richieste giunte dalla popolazione e fornire di armi i gruppi di difesa locale, costituiti da semplici cittadini, affinché si tutelino da sé.<br />La situazione di un Occidente ormai vuoto, privo di spirito, privo di ideali, privo di fede e di fedeli, costituito in gran parte da ignavi senza meta e senza colonna vertebrale stride tremendamente con quella di Paesi, in cui essere cattolici significa essere pronti, in qualsiasi istante, a testimoniare ciò col sangue, senza tuttavia che nessuno si spaventi per questo, indietreggi per questo, si arrenda per questo o abiuri per questo, forte di una fiducia piena e totale in Dio. E questo solo basta.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/51902657</guid><pubDate>Tue, 15 Nov 2022 21:56:38 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/51902657/nell_ultimo_anno_sono_umentati_del_260_i_crimini_d_odio_contro_la_chiesa_cattolica.mp3" length="10994878" type="audio/mpeg"/><itunes:author>BastaBugie</itunes:author><itunes:subtitle>L’articolo continua su BastaBugie.it
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NELL'ULTIMO ANNO SONO AUMENTATI DEL 260% I CRIMINI D'ODIO CONTRO LA CHIESA CATTOLICA di Mauro Faverzani
Dopo gli Stati Uniti, anche in Canada si moltiplicano i cosiddetti «crimini...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[L’articolo continua su BastaBugie.it<br /><a href="https://www.bastabugie.it/7208" target="_blank" rel="noreferrer noopener">www.bastabugie.it/7208</a><br /><br />NELL'ULTIMO ANNO SONO AUMENTATI DEL 260% I CRIMINI D'ODIO CONTRO LA CHIESA CATTOLICA di Mauro Faverzani<br />Dopo gli Stati Uniti, anche in Canada si moltiplicano i cosiddetti «crimini d'odio» contro la Chiesa cattolica, aumentati del 260% in un solo anno, dai 43 del 2020 ai 155 del 2021. A rivelarlo, è il recente rapporto pubblicato dall'agenzia statistica del governo.<br />Per lo più si tratta di vandalismi, di profanazioni, di minacce ai sacerdoti, di incendi ai danni di parrocchie, cappelle e oratori. Molte comunità di fedeli lamentano l'assenza di risposta a tali esecrabili azioni: le istituzioni preposte brillano per latitanza, indifferenza, trascuratezza, governo e media non ne parlano e, di conseguenza, non affrontano il problema.<br />L'allarme non sarebbe solo locale: secondo quanto dichiarato dalla direttrice dell'Osservatorio sull'intolleranza e la discriminazione contro i cristiani in Europa, Madeleine Enzbelger, la tendenza del fenomeno sarebbe ormai globale. Infatti, anche oltre i confini del Vecchio Continente non poca inquietudine suscitano casi di intolleranza sempre più numerosi.<br /><br />INDIA E AUSTRALIA<br />In India, ad esempio, nello Stato nordorientale dell'Assam, per la precisione, tre cittadini svedesi con visto turistico - Annah Mikaela Bloom, Marcus Arne Henrik Bloom e Susanna Elisabeth Hakannson - sono stati arrestati e poi espulsi solo per essersi impegnati nell'organizzazione di incontri di preghiera. Ciascuno di loro è stato colpito comunque da una sanzione di 500 euro per aver violato le norme sui visti, prima della partenza. Ed, oltre tutto, ora il governo sta indagando contro di loro, per capire se siano imputabili anche del "reato" di «conversioni religiose», «un'accusa infondata», come ha osservato in un'intervista rilasciata a UCA News Allen Brooks, portavoce dell'Assam Christian Forum. Non dello stesso avviso Swetank Mishra, Sovrintendente della Polizia del Distretto di Dibrugarh, convinto di avere prove in tal senso, soprattutto foto e video. In particolare, sarebbe stata violata la Sezione 14 modificata della legge sugli stranieri del 1946.<br />Anche in Australia Andrew Thorburn, direttore generale di una squadra di calcio, l'Essendon Football Club, facente parte dell'Australian Football League, è stato costretto a dimettersi dall'incarico soltanto un giorno dopo esser entrato in carica, per il fatto di ritenere l'omosessualità un peccato e l'aborto un omicidio, coerentemente con la propria fede cristiana. Nessuna solidarietà, del resto, gli è giunta dai vertici del club: secondo quanto riportato da The Age, il suo presidente, David Barham, lo avrebbe subito posto di fronte alla scelta tra le sue convinzioni e la squadra. Sofferta, ma inevitabile la decisione, che è stato costretto ad assumere.<br /><br />LA PERSECUZIONE DEI CRISTIANI<br />Ha scritto Joel Agius sullo Spectator Australia che Thorburn è stato letteralmente «assalito da un'incessante retorica d'odio da parte di fanatici anticristiani, radunatisi contro di lui. Non si tratta di vittimismo. Si tratta della persecuzione di un cristiano in Occidente da parte di coloro che spesso predicano la tolleranza. Sembra che la persecuzione dei cristiani stia tornando di moda».<br />L'indice è puntato, in modo particolare - come rilevato dall'agenzia InfoCatòlica - contro il<br />movimento woke e l'ideologia cancel culture, strettamente legata ai circoli di Sinistra ed anarchici. «Sono profondamente turbato - ha dichiarato in merito l'arcivescovo cattolico di Melbourne, Peter Comensoli, nel corso di un'intervista all'emittente radiofonica Talk 3AW - È un dato di fatto piuttosto strano che si giudichino le persone indegne di giungere ai vertici, a causa delle proprie convinzioni cristiane».<br />Ora, certo, Thorburn potrebbe fare causa per discriminazione religiosa. Il...]]></itunes:summary><itunes:duration>688</itunes:duration><itunes:keywords>incremento,odio,profanazioni,vandalismi,violenza</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/7a5a01118c43e45d829bba396fc3cd17.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Femen sacrilega in chiesa? per la Corte Europea dei diritti dell'uomo è libertà d'espressione</title><link>https://www.spreaker.com/episode/femen-sacrilega-in-chiesa-per-la-corte-europea-dei-diritti-dell-uomo-e-liberta-d-espressione--51613003</link><description><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7182" rel="noopener">www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7182</a><br /><br />FEMEN SACRILEGA IN CHIESA? PER LA CORTE EUROPEA DEI DIRITTI DELL'UOMO E' LIBERTA' D'ESPRESSIONE di Ermes Dovico<br />Dopo la sentenza che avalla l'eutanasia per depressi, la Corte europea dei diritti dell'uomo ha prodotto un'altra perla della decadenza giuridica e morale in cui è finita l'Europa che ha rinnegato Cristo. Con una decisione pubblicata il 13 ottobre, la Cedu ha stabilito all'unanimità (7 giudici su 7) che un'attivista, a seno nudo, che sull'altare di una chiesa aveva simulato di abortire Gesù, ha esercitato la sua «libertà di espressione».<br />Il caso risale al 20 dicembre 2013, quando Eloise Bouton, allora appartenente al movimento delle Femen, indossando un velo azzurro e una simil-corona di spine, mimò appunto un aborto e urinò davanti al tabernacolo della chiesa parigina di Santa Maria Maddalena (La Madeleine). Al sacrilegio erano presenti una decina di giornalisti, preventivamente avvertiti dall'attivista. Durante i fatti si stavano svolgendo prove di canto e, dopo la ferma richiesta del maestro del coro, la Femen aveva lasciato il luogo di culto.<br />In un'intervista apparsa tre giorni più tardi, sotto forma di lettera rivolta al parroco della Madeleine, la Bouton spiegava che nella circostanza aveva tenuto tra le mani «due pezzi di fegato di manzo, simboleggianti Gesù Bambino abortito». All'altezza della pancia si era tatuata una scritta volgare, che faceva riferimento al Manifesto delle 343, una dichiarazione del 1971 firmata da femministe francesi che ammettevano di aver abortito e chiedevano di legalizzare l'aborto; altra scritta sul dorso della Femen: «Il Natale è cancellato». Concetti simili venivano ribaditi sul sito Internet delle Femen francesi, con un'altra blasfemia - diretta a Maria e Gesù - che vi risparmiamo. Ne era nata dunque una causa giudiziaria, intentata dal parroco. Il tribunale aveva condannato la Femen a un mese di carcere - con pena sospesa - e al pagamento alla parrocchia di 3.500 euro totali (2.000 per danni morali, il resto come contributo spese). Un'inezia, in confronto ai fatti. Sia il secondo che il terzo grado di giudizio avevano confermato la decisione, che sul piano penale riguardava solo il reato di natura sessuale (exhibition sexuelle).<br />Ma la Cedu ha ribaltato tutto, con una sentenza zeppa di contraddizioni e arrampicate sugli specchi. La Corte di Strasburgo sostiene che l'azione dell'allora Femen debba essere considerata come una «performance» e come tale protetta dall'articolo 10 della Convenzione europea dei diritti dell'uomo, che tutela la libertà di espressione. In realtà, lo stesso art. 10 non prevede una libertà di espressione illimitata, ma ricorda che essa può essere sottoposta a restrizioni e sanzioni per ragioni legate, tra l'altro, alla protezione della morale e dei diritti altrui. Era stato questo uno dei ragionamenti principali delle corti francesi, che avevano sottolineato - soprattutto in Appello - la gravità dell'offesa alla fede cattolica.<br /><br />LA CORTE EUROPEA DEI DIRITTI DELL'UOMO GETTA LA MASCHERA<br />La Cedu si dichiara addirittura «colpita dalla gravità della sanzione» inflitta alla donna dai tribunali transalpini, lamentando che essa ne macchia la fedina penale e la espone al carcere in caso di nuova condanna. Secondo la Corte, inoltre, «una pena detentiva inflitta nel contesto di un dibattito di interesse politico o pubblico è compatibile con la libertà di espressione garantita dall'art. 10 della Convenzione solo in circostanze eccezionali, in particolare quando altri diritti fondamentali sono stati gravemente violati, come nel caso, ad esempio, di discorsi d'odio o di incitamento alla violenza» (n° 53). Traduciamo: per la Cedu, un'offesa a Gesù e Maria davanti all'altare, che a cascata è anche un'offesa a milioni/miliardi di fedeli, non costituisce un discorso d'odio. Del resto, la categoria dei "discorsi d'odio" è usata principalmente per tacitare e punire le voci contrarie all'ideologia Lgbt e abortista, voci catalogate come "odiose" anche se pacate e ragionate.<br />La stessa Cedu getta difatti la maschera, sostenendo la nobiltà del fine della Femen, che «ha avuto l'unico obiettivo di contribuire, attraverso una performance volutamente provocatoria, al dibattito pubblico sui diritti delle donne, in particolare sul diritto all'aborto» (n° 53). Il diritto del bambino a nascere non è nemmeno considerato. Ma questo oggi non fa più notizia. Quel che più colpisce è il cortocircuito logico in cui cade la Cedu pur di appoggiare la causa dell'aborto, visto che poche righe prima aveva dovuto ammettere che «la libertà di espressione» della Femen era stata esercitata «in modo tale da offendere intime convinzioni personali attinenti alla morale o addirittura alla religione» (n° 49).<br />Il tentativo di giustificare l'azione della Femen invocando il dibattito pubblico e l'uso del seno scoperto come "arma" politica, infatti, non sta in piedi. Non solo la Bouton ha recato un'offesa al pudore altrui. Ma lo ha fatto dissacrando volutamente una chiesa, per di più davanti al tabernacolo, dove Nostro Signore è realmente presente in corpo, sangue, anima e divinità.<br />Al culmine della loro audacia, i giudici di Strasburgo rimproverano ai tribunali interni francesi il fatto di aver «rifiutato di prendere in considerazione il significato delle iscrizioni» dipinte sul corpo della ricorrente e dunque le sue idee, da diffondere attraverso un ben noto luogo di culto «scelto per promuovere la copertura mediatica di questa azione» (n° 64). Come dire: la Cedu considera sacro non Dio bensì l'aborto, perciò tutti i mezzi per difendere questo cosiddetto "diritto" sono giustificati.<br /><br />DUE PESI E DUE MISURE<br />In conclusione, «la Corte ritiene che l'ingerenza con la libertà di espressione della ricorrente, costituita dalla pena detentiva sospesa inflittale, non fosse "necessaria in una società democratica"». Di qui, la Cedu ricava che vi sia stata una violazione dell'art. 10 della Convenzione. E condanna la Francia a risarcire la donna: 2.000 euro per danni morali e 7.800 euro per le spese da lei sostenute. Le Scritture hanno già messo in guardia da simili ribaltamenti: «Guai a coloro che chiamano bene il male e male il bene» (Is 5, 20).<br />Sorge inoltre una domanda: i giudici della Cedu avrebbero avuto la stessa sfrontatezza a parlare di «libertà di espressione» se la Femen avesse fatto la sua esibizione in una moschea? Supponiamo di no. Ricordiamo un precedente. Nel 2018, la Cedu aveva sostenuto la condanna penale di una relatrice austriaca accusata di aver equiparato alla "pedofilia" il rapporto sessuale di Maometto con Aisha, 9 anni. Secondo i giudici, le affermazioni della donna costituivano «una violazione maligna dello spirito di tolleranza alla base della società democratica» e mettevano «in pericolo la pace religiosa».<br />All'opposto, la Cedu ha già legittimato in passato attacchi alle chiese e ai cristiani. Nel 2018, la Corte di Strasburgo aveva sostenuto che la provocazione blasfema delle femministe di Pussy Riots nel coro della cattedrale ortodossa di Mosca fosse protetta dalla Convenzione europea dei diritti dell'uomo. Come spiega l'Eclj (European centre for law and justice), l'avvocato delle Pussy Riots - ex collaboratore alla fondazione di George Soros - è poi divenuto un giudice della stessa Cedu. Sempre nel 2018, i giudici di Strasburgo avevano condannato la Lituania per aver punito delle pubblicità blasfeme raffiguranti Gesù e Maria.<br />Una cosa, in definitiva, è chiara. Alla Cedu c'è un buon numero di giudici che non solo fanno finta di non vedere i frutti dell'avversione al cristianesimo (chiese profanate e bruciate, statue e crocifissi distrutti, abbrutimento generale), ma che appoggiano loro stessi la cristianofobia.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/51613003</guid><pubDate>Wed, 19 Oct 2022 14:55:27 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/51613003/femen_sacrilega_in_chiesa_per_la_corte_eu_per_i_diritti_dell_uomo_libert_d_espressione.mp3" length="9560514" type="audio/mpeg"/><itunes:author>BastaBugie</itunes:author><itunes:subtitle>TESTO DELL'ARTICOLO ➜ www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7182&#13;
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FEMEN SACRILEGA IN CHIESA? PER LA CORTE EUROPEA DEI DIRITTI DELL'UOMO E' LIBERTA' D'ESPRESSIONE di Ermes Dovico&#13;
Dopo la sentenza che avalla l'eutanasia per depressi, la Corte europea...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7182" rel="noopener">www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7182</a><br /><br />FEMEN SACRILEGA IN CHIESA? PER LA CORTE EUROPEA DEI DIRITTI DELL'UOMO E' LIBERTA' D'ESPRESSIONE di Ermes Dovico<br />Dopo la sentenza che avalla l'eutanasia per depressi, la Corte europea dei diritti dell'uomo ha prodotto un'altra perla della decadenza giuridica e morale in cui è finita l'Europa che ha rinnegato Cristo. Con una decisione pubblicata il 13 ottobre, la Cedu ha stabilito all'unanimità (7 giudici su 7) che un'attivista, a seno nudo, che sull'altare di una chiesa aveva simulato di abortire Gesù, ha esercitato la sua «libertà di espressione».<br />Il caso risale al 20 dicembre 2013, quando Eloise Bouton, allora appartenente al movimento delle Femen, indossando un velo azzurro e una simil-corona di spine, mimò appunto un aborto e urinò davanti al tabernacolo della chiesa parigina di Santa Maria Maddalena (La Madeleine). Al sacrilegio erano presenti una decina di giornalisti, preventivamente avvertiti dall'attivista. Durante i fatti si stavano svolgendo prove di canto e, dopo la ferma richiesta del maestro del coro, la Femen aveva lasciato il luogo di culto.<br />In un'intervista apparsa tre giorni più tardi, sotto forma di lettera rivolta al parroco della Madeleine, la Bouton spiegava che nella circostanza aveva tenuto tra le mani «due pezzi di fegato di manzo, simboleggianti Gesù Bambino abortito». All'altezza della pancia si era tatuata una scritta volgare, che faceva riferimento al Manifesto delle 343, una dichiarazione del 1971 firmata da femministe francesi che ammettevano di aver abortito e chiedevano di legalizzare l'aborto; altra scritta sul dorso della Femen: «Il Natale è cancellato». Concetti simili venivano ribaditi sul sito Internet delle Femen francesi, con un'altra blasfemia - diretta a Maria e Gesù - che vi risparmiamo. Ne era nata dunque una causa giudiziaria, intentata dal parroco. Il tribunale aveva condannato la Femen a un mese di carcere - con pena sospesa - e al pagamento alla parrocchia di 3.500 euro totali (2.000 per danni morali, il resto come contributo spese). Un'inezia, in confronto ai fatti. Sia il secondo che il terzo grado di giudizio avevano confermato la decisione, che sul piano penale riguardava solo il reato di natura sessuale (exhibition sexuelle).<br />Ma la Cedu ha ribaltato tutto, con una sentenza zeppa di contraddizioni e arrampicate sugli specchi. La Corte di Strasburgo sostiene che l'azione dell'allora Femen debba essere considerata come una «performance» e come tale protetta dall'articolo 10 della Convenzione europea dei diritti dell'uomo, che tutela la libertà di espressione. In realtà, lo stesso art. 10 non prevede una libertà di espressione illimitata, ma ricorda che essa può essere sottoposta a restrizioni e sanzioni per ragioni legate, tra l'altro, alla protezione della morale e dei diritti altrui. Era stato questo uno dei ragionamenti principali delle corti francesi, che avevano sottolineato - soprattutto in Appello - la gravità dell'offesa alla fede cattolica.<br /><br />LA CORTE EUROPEA DEI DIRITTI DELL'UOMO GETTA LA MASCHERA<br />La Cedu si dichiara addirittura «colpita dalla gravità della sanzione» inflitta alla donna dai tribunali transalpini, lamentando che essa ne macchia la fedina penale e la espone al carcere in caso di nuova condanna. Secondo la Corte, inoltre, «una pena detentiva inflitta nel contesto di un dibattito di interesse politico o pubblico è compatibile con la libertà di espressione garantita dall'art. 10 della Convenzione solo in circostanze eccezionali, in particolare quando altri diritti fondamentali sono stati gravemente violati, come nel caso, ad esempio, di discorsi d'odio o di incitamento alla violenza» (n° 53). Traduciamo: per la Cedu, un'offesa a Gesù e Maria davanti all'altare, che a cascata è anche un'offesa a milioni/miliardi di fedeli, non costituisce un discorso d'odio. 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Erano ex dipendenti del Senato italiano, in pensione. Vivevano a Roma, ma quando potevano amavano trascorrere qualche giorno a Spinello di Santa Sofia, un piccolo paese dell'Appennino forlivese, in provincia di Forlì-Cesena, dove, una decina di anni fa, avevano comprato casa. La stessa casa dove la notte del 21 maggio, in camera da letto, sono stati trovati morti con due pistole accanto ai corpi.<br />«Il giorno prima hanno partecipato a un'assemblea pubblica cittadina e non sono stati colti segnali che una cosa del genere potesse accadere tra amici e conoscenti», dice Daniele Valbonesi, sindaco di Santa Sofia. «Non li conoscevo personalmente, ma so che venivano spesso in città. Avevano amici, erano stimati». Rossella Capuano, comandante dei Carabinieri di Meldola, che ha coordinato le attività, non ha dubbi sull'ipotesi del doppio suicidio.<br /><br />UN BUNKER PER LA FINE DEL MONDO<br />«Il medico legale ha riscontrato in entrambi un foro di uscita del proiettile nella parte occipitale del cranio e, visto il copioso afflusso di sangue dalla cavità orale, si presume che si siano suicidati puntandosi la pistola alla bocca. Abbiamo anche trovato un post-it sul comodino in camera da letto con scritto "nella speranza di poter trovare un posto migliore"».<br />Riguardo alle cause che hanno portato la coppia a un atto così estremo, il comandante esclude problemi economici o sanitari. «Sappiamo che stavano bene. Certo, erano persone con una mentalità particolare. Si erano trasferiti a Spinello nel 2012, quando si temeva la fine del mondo e Spinello veniva indicato come l'unico posto al mondo che si sarebbe salvato. Avevano costruito un bunker sotto casa, facevano una scorta infinita di viveri».<br />Nel 2001 i seguaci di Ramtha indicarono il piccolo agglomerato dell'Appennino Tosco-Romagnolo come un luogo "benedetto", ideale per trascorrere il fatidico giorno profetizzato dai Maya come la fine del mondo: il 21 dicembre 2012. «Sono tante persone che, da allora, hanno scelto Spinello come loro seconda casa. Alcuni hanno installato pozzi, serbatoi d'acqua, bunker. Come hanno fatto Paolo Neri e Stefania Platania», conferma il comandante.<br /><br />RAMTHA, MARCHIO REGISTRATO<br />Spinello sin dai primi anni del 21° secolo ha accolto circa 70 membri della Ramtha School of Enlightenment, una setta spirituale americana New Age, nata vicino alla città rurale di Yelm, una piccola cittadina degli Stati Uniti situata nello Stato di Washington, nella Contea di Thurston e che in Italia organizza regolarmente eventi per un massimo di 2.000 persone in questo paese della Romagna. La scuola è stata fondata nel 1988 da JZ Knight, una medium, che afferma di incarnare Ramtha, un saggio guerriero di Atlantide che si manifesta proprio attraverso la controversa medium, il cui vero nome è Judith Darlene Hampton, 76 anni.<br />La "medium" JZ Knight è riuscita a convincere milioni di persone, soprattutto grazie alla sua presenza in televisione, di essere davvero la portavoce dello spirito di Ramtha, un guerriero di 35.000 anni fa. Ed è in questo modo che la signora è diventata milionaria (il nome stesso - Ramtha -, "colui che è illuminato", è un marchio registrato). Secondo i seguaci della setta, l'antico guerriero Ramtha "tornò" nel 1977 per parlare esclusivamente tramite Knight, che sarebbe stata la sua compagna ai tempi di Atlantide. Profezie stravaganti, ma che hanno permeato anche l'Italia, e che nel 2012 hanno portato molti seguaci nel comune di Spinello.<br />In paese, però, sono convinti che non ci sia alcun legame tra la la comunità e il suicidio, e che la coppia avesse già smesso da tempo di seguire la Ramtha's School of Enlightenment, come confermato dalla stessa fondatrice in un comunicato in cui esprime le proprie condoglianze: «Lo staff e gli studenti della RSE, noi tutti inviamo le nostre preghiere alle famiglie, agli amici e membri della comunità di Spinello che sono stati colpiti dalla morte di Paolo e Stefania. E ai loro figli, sappiamo che le parole non possono consolarvi per una tale perdita, ma sappiate che i nostri cuori sono con voi» Aggiungendo: «Paolo Neri e Stefania Platania hanno frequentato i corsi della RSE tra il 2003 e il 2012. La RSE non ha avuto contatti con loro dall'ultima volta che hanno partecipato a un seminario 10 anni fa».<br />Per ora il mondo non è finito. Ma questa setta americana New Age continua a far discepoli nel campo della "religiosità alternativa", che cerca in tutti i modi di colmare il bisogno di sentirsi amati, intrappolando l'uomo in se stesso. Al contrario del primo comandamento "non avrai altro Dio all'infuori di me" quello che propongono è "non avrai altro Dio all'infuori di te".<br />Storie come questa - per quanto molto resti da chiarire e accertare - ci ricordano che, anche se non se ne parla molto, le sette sono attive. E rappresentano la punta dell'iceberg di un fenomeno articolato basato principalmente sulla distorsione dei bisogni spirituali delle persone.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/51470108</guid><pubDate>Wed, 05 Oct 2022 03:23:24 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/51470108/si_suicida_una_coppia_di_seguaci_di_ramtha.mp3" length="6888912" type="audio/mpeg"/><itunes:author>BastaBugie</itunes:author><itunes:subtitle>TESTO DELL'ARTICOLO ➜ www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7161&#13;
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SI SUICIDA UNA COPPIA DI SEGUACI DI RAMTHA&#13;
Paolo Neri, originario di Marino (in provincia di Roma), e Stefania Platania, anche lei di Roma, rispettivamente di 67 e 65 anni, si...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7161" rel="noopener">www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7161</a><br /><br />SI SUICIDA UNA COPPIA DI SEGUACI DI RAMTHA<br />Paolo Neri, originario di Marino (in provincia di Roma), e Stefania Platania, anche lei di Roma, rispettivamente di 67 e 65 anni, si sarebbero suicidati «contemporaneamente» a colpi di arma da fuoco. Erano ex dipendenti del Senato italiano, in pensione. Vivevano a Roma, ma quando potevano amavano trascorrere qualche giorno a Spinello di Santa Sofia, un piccolo paese dell'Appennino forlivese, in provincia di Forlì-Cesena, dove, una decina di anni fa, avevano comprato casa. La stessa casa dove la notte del 21 maggio, in camera da letto, sono stati trovati morti con due pistole accanto ai corpi.<br />«Il giorno prima hanno partecipato a un'assemblea pubblica cittadina e non sono stati colti segnali che una cosa del genere potesse accadere tra amici e conoscenti», dice Daniele Valbonesi, sindaco di Santa Sofia. «Non li conoscevo personalmente, ma so che venivano spesso in città. Avevano amici, erano stimati». Rossella Capuano, comandante dei Carabinieri di Meldola, che ha coordinato le attività, non ha dubbi sull'ipotesi del doppio suicidio.<br /><br />UN BUNKER PER LA FINE DEL MONDO<br />«Il medico legale ha riscontrato in entrambi un foro di uscita del proiettile nella parte occipitale del cranio e, visto il copioso afflusso di sangue dalla cavità orale, si presume che si siano suicidati puntandosi la pistola alla bocca. Abbiamo anche trovato un post-it sul comodino in camera da letto con scritto "nella speranza di poter trovare un posto migliore"».<br />Riguardo alle cause che hanno portato la coppia a un atto così estremo, il comandante esclude problemi economici o sanitari. «Sappiamo che stavano bene. Certo, erano persone con una mentalità particolare. Si erano trasferiti a Spinello nel 2012, quando si temeva la fine del mondo e Spinello veniva indicato come l'unico posto al mondo che si sarebbe salvato. Avevano costruito un bunker sotto casa, facevano una scorta infinita di viveri».<br />Nel 2001 i seguaci di Ramtha indicarono il piccolo agglomerato dell'Appennino Tosco-Romagnolo come un luogo "benedetto", ideale per trascorrere il fatidico giorno profetizzato dai Maya come la fine del mondo: il 21 dicembre 2012. «Sono tante persone che, da allora, hanno scelto Spinello come loro seconda casa. Alcuni hanno installato pozzi, serbatoi d'acqua, bunker. Come hanno fatto Paolo Neri e Stefania Platania», conferma il comandante.<br /><br />RAMTHA, MARCHIO REGISTRATO<br />Spinello sin dai primi anni del 21° secolo ha accolto circa 70 membri della Ramtha School of Enlightenment, una setta spirituale americana New Age, nata vicino alla città rurale di Yelm, una piccola cittadina degli Stati Uniti situata nello Stato di Washington, nella Contea di Thurston e che in Italia organizza regolarmente eventi per un massimo di 2.000 persone in questo paese della Romagna. La scuola è stata fondata nel 1988 da JZ Knight, una medium, che afferma di incarnare Ramtha, un saggio guerriero di Atlantide che si manifesta proprio attraverso la controversa medium, il cui vero nome è Judith Darlene Hampton, 76 anni.<br />La "medium" JZ Knight è riuscita a convincere milioni di persone, soprattutto grazie alla sua presenza in televisione, di essere davvero la portavoce dello spirito di Ramtha, un guerriero di 35.000 anni fa. Ed è in questo modo che la signora è diventata milionaria (il nome stesso - Ramtha -, "colui che è illuminato", è un marchio registrato). Secondo i seguaci della setta, l'antico guerriero Ramtha "tornò" nel 1977 per parlare esclusivamente tramite Knight, che sarebbe stata la sua compagna ai tempi di Atlantide. Profezie stravaganti, ma che hanno permeato anche l'Italia, e che nel 2012 hanno portato molti seguaci nel comune di Spinello.<br />In paese, però, sono convinti che non ci sia alcun legame tra la la comunità e il suicidio, e...]]></itunes:summary><itunes:duration>431</itunes:duration><itunes:keywords>bunker,knight,medium,newage,ramtha</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/b640d086ef60c1d215fed243f34431c6.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Muore Rodney Stark, il sociologo che difendeva il cristianesimo</title><link>https://www.spreaker.com/episode/muore-rodney-stark-il-sociologo-che-difendeva-il-cristianesimo--51084758</link><description><![CDATA[VIDEO: La lezione di Rodney Stark | Angela Pellicciari ➜ <a href="https://www.youtube.com/watch?v=VafMujpRi8k" rel="noopener">https://www.youtube.com/watch?v=VafMujpRi8k</a><br /><br />TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7125" rel="noopener">www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7125</a><br /><br />MUORE RODNEY STARK, IL SOCIOLOGO CHE DIFENDEVA IL CRISTIANESIMO di Stefano Chiappalone<br />Leggendo l'opera di Rodney Stark si passa dal considerare la religione "oppio dei popoli", secondo la vulgata marxista, a fattore di civiltà e progresso. Il massimo sociologo delle religioni è morto a 88 anni lasciando pagine estremamente significative che uniscono rigore scientifico a una prosa estremamente divulgativa, permettendo anche ai non addetti ai lavori di entrare in contatto con i suoi studi e di sfatare numerosi luoghi comuni, smascherando quel sottile complesso di inferiorità che affligge molti cattolici messi in soggezione dalle colpe loro attribuite prima ancora di verificarle.<br />La religione sarebbe destinata a finire, la religione avrebbe causato solo male, e la presenza di più religioni farà in modo che non si crederà in nessuna. Si potrebbero sintetizzare così alcuni dei "dogmi" capillarmente diffusi tra la gente comune e non solo. Persino tra i suoi colleghi, quei sociologi della religione - su cui Stark ironizzava - che però disprezzavano a priori il loro "oggetto" di studio. Con La scoperta di Dio, il sociologo scomparso «voleva chiudere i conti con gli studiosi accademici delle religioni, molti dei quali - piuttosto curiosamente - non sono religiosi, odiano le religioni e considerano le persone religiose inguaribilmente arretrate, se non affette da una malattia di cui si dovrebbe cercare la cura», come riferiva il sociologo Massimo Introvigne, direttore del Cesnur e coautore di diversi titoli con Stark, il quale non era affatto di parte...<br />«Non sono cattolico e non ho scritto questo libro per difendere la Chiesa. L'ho scritto per difendere la storia»: così Stark nel suo False testimonianze. Come smascherare alcuni secoli di storia anticattolica. Un titolo che ci si aspetterebbe da un apologeta, non da un agnostico di famiglia luterana. E che per di più ha insegnato all'Università di Washinton e alla Baylor University (un ateneo battista) e che annovera decine di pubblicazioni. Oltre ai titoli già citati (pubblicati in italiano dalle Edizioni Lindau), troviamo, per esempio, Il trionfo del cristianesimo, in cui ribalta l'etichetta dei "secoli bui" medievali che invece furono densi di fervore culturale e innovazioni tecnologiche (evidentemente con i mezzi dell'epoca). Oppure La vittoria della ragione, dove Stark osa un'operazione considerata "blasfema" dal politically correct, cioè abbinare ragione e religione. E ancora Un unico vero Dio. Le conseguenze storiche del monoteismo.<br /><br />LA RELIGIONE SVOLGE UN RUOLO NELLA STORIA<br />La religione ha infatti anche risvolti storici, sociali, eccetera: quello di una religione sterile o ininfluente (se non in negativo) è uno dei primi miti che cadono grazie alla lettura di Rodney Stark. Essa svolge un ruolo nella storia, e già questo di per sé costituisce un fatto storico tutt'altro che marginale. Del resto è curioso che il diffuso pre-giudizio antireligioso (in un'epoca che si profonde in relativistico rispetto di qualsiasi credenza) si concentri in modo ossessivo sul cristianesimo, in particolare sul cattolicesimo, e quindi con singolare accanimento sul Medioevo. E invece, Stark cita il filosofo e matematico inglese Alfred North Whitehead, secondo il quale «la scienza si sviluppò soltanto nell'Europa cristiana perché soltanto l'Europa medievale credeva che la scienza fosse possibile e auspicabile», in virtù della concezione della razionalità dell'universo creato da un Dio razionale.<br />Molto meno razionali, a suo avviso, sembrano certi atei moderni, i quali «non riescono a capire che la scienza si limita al mondo naturale, empirico, e non è in grado di dire nulla su un mondo spirituale, non empirico - tranne negarne l'esistenza», naturalmente a priori, con piglio dogmatico a scanso delle professioni di laicismo. Essendo peraltro in minoranza, poiché nonostante la scomparsa della religione vaticinata dal positivismo, «il 74 per cento della popolazione mondiale considera la religione una parte importante della sua vita e che gli atei ci sono, ma sono pochi», mentre il cristianesimo continua a crescere: non è un «fenomeno lineare e continuo» e potrebbe rallentare in Africa, dove ci sono già state molte conversioni e «continuerà in Asia, specie nei Paesi economicamente più sviluppati» - dichiarava nel 2015 intervistato su Cristianità.<br />Stark non studiava solo il ruolo passato della religione, ma anche il presente. E anche qui era in grado di offrire una lettura alternativa al mainstream, come in queste righe riportate da Tempi: «Non credo che l'Occidente cristiano stia diventando intollerante. Credo che l'Occidente non-cristiano stia diventando intollerante: in alcuni paesi europei ci sono leggi contro il cosiddetto hate speech che vietano la lettura in pubblico di alcuni passaggi della Bibbia».<br /><br />I MERITI DEL CRISTIANESIMO<br />Ma persino il ruolo storico della religione finisce per contenere richiami all'attualità. In Ascesa e affermazione del cristianesimo descrivendo - sul piano sociologico - gli albori della fede cristiana Stark annovera, tra i fattori che hanno contribuito alla sua diffusione, anche la risposta concreta - ispirata da un elemento religioso, come l'amore cristiano - a una situazione drammatica: l'epidemia di vaiolo che colpì l'impero sotto il regno di Marco Aurelio. Laddove il fatalismo dei pagani li portava a fuggire e abbandonare gli infetti, i cristiani li soccorrevano.<br />In breve, dai testi del grande sociologo scomparso emerge che il cristianesimo è stato (ed è) tutt'altro che sterile e tutt'altro che finito. Ha retto alla modernità (smentendo le profezie positivistiche secondo cui la scienza ne avrebbe preso il posto) e persino alla concorrenza. Rodney Stark è noto per la teoria dell'"economia religiosa", basata su un'analogia tra le dinamiche innescate dal libero mercato in ambito economico e quelle corrispondenti in ambito religioso, come dimostra la situazione degli Stati Uniti, dove la molteplicità di religioni non ha portato affatto a spegnerle.<br />Insomma, il terzo millennio non sarà quello della miscredenza. E la religione avrà un ruolo crescente anche laddove appare più soffocata: addirittura in Cina, dove il comunismo ha spinto i cristiani a non farsi solo ammazzare, ma anche a organizzarsi per sopravvivere. I cristiani cinesi, affermava nel 2014 alla Bussola, sono il 5%: una minoranza, ma destinata a crescere, specie tra i più istruiti, e quindi a influire: «si deve tenere conto che si tratta dell'élite della nazione, con una possibilità di influenza culturale molto maggiore di quello che il semplice dato numerico farebbe presumere». Tutto questo per Stark smentiva il mito della "religione oppio dei popoli", piuttosto - con una frecciatina ai suoi colleghi - «il mito della Cina comunista come società atea e post-religiosa è emerso come l'oppio dei sociologi».<br /><br />Nota di BastaBugie: Rino Cammilleri nell'articolo seguente dal titolo "Il trionfo del cristianesimo" ricorda Rodney Stark il quale rilesse la storia dell'Occidente e ribaltò decine di luoghi comuni contro la Chiesa.<br />Ecco l'articolo completo pubblicato su La Nuova Bussola Quotidiana il 07-12-2012:<br />«A mio giudizio, chiunque creda che l'epoca che vide la costruzione della cattedrale di Chartres e l'invenzione del parlamento e dell'università sia stata "buia" deve essere mentalmente ritardato o, nel migliore dei casi, molto, molto ignorante». Edward Gibbon, Voltaire e Bertrand Russell non erano né ignoranti né ritardati, solo prevenuti e/o in malafede, così come quelli che, ancora oggi, insistono sulla manfrina dei secoli «bui» perché cristiani. La citazione di cui sopra è dell'insigne medievista americano Warren Hollister, morto nel 1997, che così si espresse nel suo discorso d'apertura come presidente della Pacific Historical Association.<br />Detta citazione è la chiave di tutto il libro dello statunitense Rodney Stark (Il trionfo del cristianesimo. Come la religione di Gesù ha cambiato la storia dell'uomo ed è diventata la più diffusa al mondo, Lindau, pp. 650, € 32), il sociologo delle religioni più importante tra i contemporanei. Poiché le risultanze sociologiche non gli quadravano con quel che la storia scolastica gli aveva insegnato, da tempo è costretto a occuparsi di storia. Ribaltando decine di luoghi comuni. Infatti, i suoi studi lo hanno condotto a pubblicare una serie di volumi la cui cifra è riassumibile nella seguente frase: tutto quel che abbiamo imparato a scuola sulla nostra religione è falso perché, dall'era della nascita delle ideologie in poi, è condizionato dal pensiero politically correct di volta in volta dominante.<br />Per esempio, sedotti dal mito di Roma (fin dal cosiddetto Rinascimento; e fino ad oggi, se si guardano gli scaffali delle librerie), non ci siamo accorti che «il fattore maggiormente benefico nell'ascesa della civiltà occidentale è stato la caduta di Roma!», un impero, come tutti quelli pre-cristiani, fondato sulla schiavitù, nel quale «se le classi privilegiate si appropriano di tutta la produzione al di sopra del minimo richiesto per sopravvivere, la gente non ha alcuna motivazione a produrre di più». E la schiavitù blocca di fatto ogni progresso tecnologico. Mentre, nei "secoli bui" la sola Senna aveva un mulino ad acqua ogni venti metri, tanto per dirne una. Senza schiavi (aboliti dal cristianesimo), senza sterminati eserciti da mantenere (e, dunque, senza oppressione fiscale), con le proprietà monastiche divenute aziende, la tecnologia accelerò di colpo, sorsero il libero mercato e le banche, i diritti individuali. I teologi cristiani (ma non quelli islamici) tolsero ogni vincolo morale agli affari e nacque il capitalismo.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/51084758</guid><pubDate>Tue, 30 Aug 2022 22:27:40 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/51084758/muore_rodney_starck_il_sociologo_che_difendeva_il_cristianesimo.mp3" length="14051413" type="audio/mpeg"/><itunes:author>BastaBugie</itunes:author><itunes:subtitle>VIDEO: La lezione di Rodney Stark | Angela Pellicciari ➜ https://www.youtube.com/watch?v=VafMujpRi8k&#13;
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TESTO DELL'ARTICOLO ➜ www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7125&#13;
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MUORE RODNEY STARK, IL SOCIOLOGO CHE DIFENDEVA IL CRISTIANESIMO di Stefano...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[VIDEO: La lezione di Rodney Stark | Angela Pellicciari ➜ <a href="https://www.youtube.com/watch?v=VafMujpRi8k" rel="noopener">https://www.youtube.com/watch?v=VafMujpRi8k</a><br /><br />TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7125" rel="noopener">www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7125</a><br /><br />MUORE RODNEY STARK, IL SOCIOLOGO CHE DIFENDEVA IL CRISTIANESIMO di Stefano Chiappalone<br />Leggendo l'opera di Rodney Stark si passa dal considerare la religione "oppio dei popoli", secondo la vulgata marxista, a fattore di civiltà e progresso. Il massimo sociologo delle religioni è morto a 88 anni lasciando pagine estremamente significative che uniscono rigore scientifico a una prosa estremamente divulgativa, permettendo anche ai non addetti ai lavori di entrare in contatto con i suoi studi e di sfatare numerosi luoghi comuni, smascherando quel sottile complesso di inferiorità che affligge molti cattolici messi in soggezione dalle colpe loro attribuite prima ancora di verificarle.<br />La religione sarebbe destinata a finire, la religione avrebbe causato solo male, e la presenza di più religioni farà in modo che non si crederà in nessuna. Si potrebbero sintetizzare così alcuni dei "dogmi" capillarmente diffusi tra la gente comune e non solo. Persino tra i suoi colleghi, quei sociologi della religione - su cui Stark ironizzava - che però disprezzavano a priori il loro "oggetto" di studio. Con La scoperta di Dio, il sociologo scomparso «voleva chiudere i conti con gli studiosi accademici delle religioni, molti dei quali - piuttosto curiosamente - non sono religiosi, odiano le religioni e considerano le persone religiose inguaribilmente arretrate, se non affette da una malattia di cui si dovrebbe cercare la cura», come riferiva il sociologo Massimo Introvigne, direttore del Cesnur e coautore di diversi titoli con Stark, il quale non era affatto di parte...<br />«Non sono cattolico e non ho scritto questo libro per difendere la Chiesa. L'ho scritto per difendere la storia»: così Stark nel suo False testimonianze. Come smascherare alcuni secoli di storia anticattolica. Un titolo che ci si aspetterebbe da un apologeta, non da un agnostico di famiglia luterana. E che per di più ha insegnato all'Università di Washinton e alla Baylor University (un ateneo battista) e che annovera decine di pubblicazioni. Oltre ai titoli già citati (pubblicati in italiano dalle Edizioni Lindau), troviamo, per esempio, Il trionfo del cristianesimo, in cui ribalta l'etichetta dei "secoli bui" medievali che invece furono densi di fervore culturale e innovazioni tecnologiche (evidentemente con i mezzi dell'epoca). Oppure La vittoria della ragione, dove Stark osa un'operazione considerata "blasfema" dal politically correct, cioè abbinare ragione e religione. E ancora Un unico vero Dio. Le conseguenze storiche del monoteismo.<br /><br />LA RELIGIONE SVOLGE UN RUOLO NELLA STORIA<br />La religione ha infatti anche risvolti storici, sociali, eccetera: quello di una religione sterile o ininfluente (se non in negativo) è uno dei primi miti che cadono grazie alla lettura di Rodney Stark. Essa svolge un ruolo nella storia, e già questo di per sé costituisce un fatto storico tutt'altro che marginale. Del resto è curioso che il diffuso pre-giudizio antireligioso (in un'epoca che si profonde in relativistico rispetto di qualsiasi credenza) si concentri in modo ossessivo sul cristianesimo, in particolare sul cattolicesimo, e quindi con singolare accanimento sul Medioevo. E invece, Stark cita il filosofo e matematico inglese Alfred North Whitehead, secondo il quale «la scienza si sviluppò soltanto nell'Europa cristiana perché soltanto l'Europa medievale credeva che la scienza fosse possibile e auspicabile», in virtù della concezione della razionalità dell'universo creato da un Dio razionale.<br />Molto meno razionali, a suo avviso, sembrano certi atei moderni, i quali «non riescono a capire che la scienza si limita al mondo naturale,...]]></itunes:summary><itunes:duration>879</itunes:duration><itunes:keywords>agnostico,amorecristiano,costantino,empirico,stark</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/c1bf6a99e82b5137ef2380b3b5238b8a.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Bibbiano è in tutta Italia: vanno chiuse le case-famiglia</title><link>https://www.spreaker.com/episode/bibbiano-e-in-tutta-italia-vanno-chiuse-le-case-famiglia--50933811</link><description><![CDATA[VIDEO: SCANDALO BIBBIANO - Bambini tolti illegalmente alla famiglia ➜ <a href="https://rumble.com/ver8oz-scandalo-bibbiano-bambini-tolti-illegalmente-alla-famiglia.html" rel="noopener">https://rumble.com/ver8oz-scandalo-bibbiano-bambini-tolti-illegalmente-alla-famiglia.html</a><br /><br />TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7112" rel="noopener">www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7112</a><br /><br />BIBBIANO E' IN TUTTA ITALIA: VANNO CHIUSE LE CASE-FAMIGLIA<br />Perché strappare i bambini alla famiglia? Se c'è un adulto maltrattante deve essere allontanato quell'adulto e non il bambino... possibile che in tutta la famiglia, incluso zii e nonni, non ci sia un parente che possa accudirlo? (VIDEO: Bibbiano è in tutta Italia)<br />di Luca Marcolivio<br />Nelle scorse settimane è ricorso il terzo anniversario dello scandalo di Bibbiano. Non semplicemente un "caso" ma l'emersione di un fenomeno che, nel giro di molti anni, è diventato la prassi a vari livelli istituzionali. Le prime vittime sono stati i bambini ma è evidente che la problematica coinvolge le famiglie nel loro complesso. Pro Vita & Famiglia ne ha parlato con Vincenza Palmieri, fondatrice dell'Istituto Nazionale di Pedagogia Familiare, che ha dato recentemente alle stampa il Manuale di pedagogia familiare. Aiutiamo le famiglie a casa loro (Armando, 2022).<br /> <br />Professoressa Palmieri, per riprendere il sottotitolo del suo ultimo saggio, qual è il valore aggiunto dell'"aiutare le famiglie a casa loro"?<br />«Significa ribadire la necessità di aiutarle nel proprio "territorio". Lo dico, con riferimento agli interventi autoritativi che disgregano il nucleo familiare anziché supportarlo, come previsto non solo dalla Costituzione ma da una serie di norme e di leggi che, al contrario, intendono preservare questo istituto. Dal momento che, in Italia, abbiamo un enorme numero di bambini - per l'esattezza 23 al giorno - che, attraverso interventi autoritativi, vengono collocati lontano dalla loro famiglia e dalla loro casa, è giusto interrogarsi rispetto a questa pratica. Ritengo sarebbe più corretto, ad esempio, laddove ci fosse un adulto maltrattante, che sia quell'adulto ad essere allontanato e non il bambino. Non posso accettare l'idea che, in tutto il nucleo familiare - padre, madre, nonni, fratelli - non possa esserci un familiare valido. Va "punito" (corretto, aiutato, sostenuto) solo l'adulto abusante, colui che sbaglia, non il bambino. Aiutare le famiglie a casa loro, quindi significa offrire ogni sostegno necessario senza smembrare le famiglie: dare loro una casa, quando necessario, quindi, politiche alloggiative, politiche occupazionali, che permettano a mamme e papà di avere un lavoro che li aiuti a stare il più possibile vicino ai figli, ad esempio, per mezzo dei micronidi aziendali. Andrebbe invece evitato l'orrore di strappare con la forza un bambino al proprio genitore, perché povero o troppo amorevole o "iperprotettivo" o cosiddetto disfunzionale, inidoneo, simbiotico (purtroppo le motivazioni sono sempre soggettive, opinabili, discriminanti) per portarlo in una struttura dove può accadere di tutto, dove soprattutto il vissuto di un bambino è sempre abbandonico».<br /> <br />Lei afferma che molte strutture che ospitano minori andrebbero chiuse: come affrontare il problema della ricollocazione dei loro dipendenti?<br />«Le strutture di contenimento e i "manicomi per bambini" vanno chiusi, su questo non possiamo transigere. Non è possibile che dei bambini vengano contenuti in strutture con le sbarre, dove si usano trattamenti psicofarmacologici invasivi che non vengono nemmeno prescritti, con frequenti passaggi dalla struttura al TSO o al reparto di psichiatria. Sarebbe necessario un serio controllo e andrebbero impedite queste storture del sistema. Dovrebbero funzionare, doverosamente monitorate, soltanto le strutture legate all'emergenza e per il tempo strettamente necessario. In Italia, c'è una relazione diretta tra i posti letto nelle comunità e i posti di lavoro. Tutto si basa su questo connubio. I posti letto in queste strutture non possono rimanere vuoti, perché ognuna di quelle strutture ha bisogno di un certo budget mensile legato ai posti letti. Il personale che oggi è incaricato di compiere interventi autoritativi sulle famiglie potrebbe essere riqualificato per svolgere invece funzioni educative/correttive/riabilitative/integrative/supportive, come necessita».<br /> <br />Come riqualificarle, dunque, queste strutture?<br />«La prospettiva potrebbe essere quella di trasformarle in centri per la famiglia, in centri ludici o per il dopo scuola oppure in centri diurni professionalizzanti, cineforum, centri di supporto al quartiere, ai ragazzi, comunque di aggregazione. Allontanare un bambino dalla famiglia significa far male a lui e alla sua famiglia. La comunità, la casa-famiglia o la collocazione presso una famiglia affidataria dovrebbero limitarsi a essere una soluzione temporanea. La famiglia problematica, non in grado di occuparsi adeguatamente dei suoi bambini, va aiutata a rimettersi in condizioni di farlo: questo, però, non avviene o non come dovrebbe. Con il risultato che i bambini rimangono fuori famiglia fino alla maggiore età e, quando poi ritornano nella loro famiglia d'origine, questa è la stessa che hanno lasciata; non sono stati attivati quei progetti previsti proprio nel piano di affidamento temporaneo extrafamiliare. Non ci si occupa della famiglia, quanto di occupare posti (molto costosi) in casa-famiglia. Come ho già detto, ciò avviene proprio perché il posto letto in queste strutture non può essere lasciato inoccupato e, quando si libera, viene subito "occupato" da qualcuno dei circa 500mila bambini in carico al Servizio Territoriale».<br /> <br />In che misura il tema che lei affronta nel suo ultimo saggio, si inserisce negli scandali legati al "metodo Bibbiano"?<br />«Bibbiano è solo la punta di un iceberg. Certo, mi riferisco a fatti noti alle cronache ma se qualcuno indagasse in ogni comune d'Italia, non so quante amministrazioni si salverebbero. Inoltre, non è solo una questione di case-famiglia, la filiera è così ampia che sono in tanti a mangiare in questo "piatto ricco"».<br /><br />A chi si riferisce?<br />«C'è un grande giro di denaro intorno alle cooperative, che oggi sembra stiano tamponando la questione della disoccupazione in Italia. Ogni municipio ha decine tra cooperative e associazioni "convenzionate" che garantiscono i Servizi. Bisognerebbe controllare di più in questo ambito visto che ci sono bandi che coprono, in convenzione-appalti, centinaia di migliaia di posti di lavoro privati. Smantellare questo sistema che scorre sulla pelle dei bambini, che ha bisogno di bambini per alimentarsi e tenersi in vita, significa riqualificare o reimpiegare centinaia di migliaia di operatori del terzo settore ma se mai iniziamo questo processo, mai lo porteremo a termine».<br /> <br />In questa emergenza sociale, ritiene ci sia un ruolo della magistratura da rivedere?<br />«I giudici sono sommersi ogni giorno dalle migliaia di carte che arrivano sulle loro scrivanie: relazioni degli educatori, degli assistenti sociali, delle case-famiglia, dei curatori, ecc. I giudici hanno una responsabilità notevolissima, dovrebbero andare oltre relazioni basate su dati soggettivi, conclusioni fondate su punti di vista e valutare, invece, solo fatti e prove concrete. Ogni tanto ci vorrebbe un magistrato che pensasse: "Troppi casi per essere veri". E iniziasse a indagare. Sì, ci vorrebbero più indagini, più verità e più giustizia. E, dal momento che la situazione chiama in causa la politica, metterebbero in crisi il sistema politico. Questo non sarebbe un male, tutt'altro. Per il benessere supremo dei bambini e della nostra società tutta, si dovrebbe farlo, e basta».]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/50933811</guid><pubDate>Tue, 16 Aug 2022 22:11:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/50933811/bibbiano_in_tutta_italia_vanno_chiuse_le_case_famiglia.mp3" length="10225440" type="audio/mpeg"/><itunes:author>BastaBugie</itunes:author><itunes:subtitle>VIDEO: SCANDALO BIBBIANO - Bambini tolti illegalmente alla famiglia ➜ https://rumble.com/ver8oz-scandalo-bibbiano-bambini-tolti-illegalmente-alla-famiglia.html&#13;
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BIBBIANO E' IN TUTTA...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[VIDEO: SCANDALO BIBBIANO - Bambini tolti illegalmente alla famiglia ➜ <a href="https://rumble.com/ver8oz-scandalo-bibbiano-bambini-tolti-illegalmente-alla-famiglia.html" rel="noopener">https://rumble.com/ver8oz-scandalo-bibbiano-bambini-tolti-illegalmente-alla-famiglia.html</a><br /><br />TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7112" rel="noopener">www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7112</a><br /><br />BIBBIANO E' IN TUTTA ITALIA: VANNO CHIUSE LE CASE-FAMIGLIA<br />Perché strappare i bambini alla famiglia? Se c'è un adulto maltrattante deve essere allontanato quell'adulto e non il bambino... possibile che in tutta la famiglia, incluso zii e nonni, non ci sia un parente che possa accudirlo? (VIDEO: Bibbiano è in tutta Italia)<br />di Luca Marcolivio<br />Nelle scorse settimane è ricorso il terzo anniversario dello scandalo di Bibbiano. Non semplicemente un "caso" ma l'emersione di un fenomeno che, nel giro di molti anni, è diventato la prassi a vari livelli istituzionali. Le prime vittime sono stati i bambini ma è evidente che la problematica coinvolge le famiglie nel loro complesso. Pro Vita & Famiglia ne ha parlato con Vincenza Palmieri, fondatrice dell'Istituto Nazionale di Pedagogia Familiare, che ha dato recentemente alle stampa il Manuale di pedagogia familiare. Aiutiamo le famiglie a casa loro (Armando, 2022).<br /> <br />Professoressa Palmieri, per riprendere il sottotitolo del suo ultimo saggio, qual è il valore aggiunto dell'"aiutare le famiglie a casa loro"?<br />«Significa ribadire la necessità di aiutarle nel proprio "territorio". Lo dico, con riferimento agli interventi autoritativi che disgregano il nucleo familiare anziché supportarlo, come previsto non solo dalla Costituzione ma da una serie di norme e di leggi che, al contrario, intendono preservare questo istituto. Dal momento che, in Italia, abbiamo un enorme numero di bambini - per l'esattezza 23 al giorno - che, attraverso interventi autoritativi, vengono collocati lontano dalla loro famiglia e dalla loro casa, è giusto interrogarsi rispetto a questa pratica. Ritengo sarebbe più corretto, ad esempio, laddove ci fosse un adulto maltrattante, che sia quell'adulto ad essere allontanato e non il bambino. Non posso accettare l'idea che, in tutto il nucleo familiare - padre, madre, nonni, fratelli - non possa esserci un familiare valido. Va "punito" (corretto, aiutato, sostenuto) solo l'adulto abusante, colui che sbaglia, non il bambino. Aiutare le famiglie a casa loro, quindi significa offrire ogni sostegno necessario senza smembrare le famiglie: dare loro una casa, quando necessario, quindi, politiche alloggiative, politiche occupazionali, che permettano a mamme e papà di avere un lavoro che li aiuti a stare il più possibile vicino ai figli, ad esempio, per mezzo dei micronidi aziendali. Andrebbe invece evitato l'orrore di strappare con la forza un bambino al proprio genitore, perché povero o troppo amorevole o "iperprotettivo" o cosiddetto disfunzionale, inidoneo, simbiotico (purtroppo le motivazioni sono sempre soggettive, opinabili, discriminanti) per portarlo in una struttura dove può accadere di tutto, dove soprattutto il vissuto di un bambino è sempre abbandonico».<br /> <br />Lei afferma che molte strutture che ospitano minori andrebbero chiuse: come affrontare il problema della ricollocazione dei loro dipendenti?<br />«Le strutture di contenimento e i "manicomi per bambini" vanno chiusi, su questo non possiamo transigere. Non è possibile che dei bambini vengano contenuti in strutture con le sbarre, dove si usano trattamenti psicofarmacologici invasivi che non vengono nemmeno prescritti, con frequenti passaggi dalla struttura al TSO o al reparto di psichiatria. Sarebbe necessario un serio controllo e andrebbero impedite queste storture del sistema. 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In Italia, c'è una relazione...]]></itunes:summary><itunes:duration>640</itunes:duration><itunes:keywords>affidamento,bibbiano,cooperative,iceberg,tso</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/3d48bea2b4f0ca1d57a40fec2dbc2636.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>L'organizzazione mondiale della sanità lancia un'inquietante emergenza per il vaiolo delle scimmie</title><link>https://www.spreaker.com/episode/l-organizzazione-mondiale-della-sanita-lancia-un-inquietante-emergenza-per-il-vaiolo-delle-scimmie--50793641</link><description><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7099" rel="noopener">www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7099</a><br /><br />L'ORGANIZZAZIONE MONDIALE DELLA SANITA' LANCIA UN'INQUIETANTE EMERGENZA PER IL VAIOLO DELLE SCIMMIE di Paolo Gulisano<br />Il Covid non basta più: nel tempo delle emergenze sanitarie, bisogna costantemente implementare la paura, creare un problema e poi offrire un rimedio. Del vaiolo delle scimmie si è cominciato a parlare negli ultimi due mesi, a causa della comparsa di alcune decine di casi in Europa e negli Stati Uniti. Ora è arrivata una clamorosa dichiarazione del Direttore Generale dell'OMS Tedros Adhanom Ghebreyesus, che ha convocato una seconda riunione del Comitato di Emergenza Sanitaria.<br />La prima riunione, un mese fa, aveva deliberato all'unanimità che l'epidemia non rappresentava un'emergenza sanitaria pubblica di interesse internazionale. Tuttavia, la scorsa settimana, una nuova riunione ha stabilito che il vaiolo delle scimmie costituisce un'emergenza sanitaria pubblica di interesse internazionale. Cosa ha portato a questo repentino cambiamento? Due giorni prima della conferenza stampa di Ghebreyesus, il 20 luglio, Rosamund Lewis, responsabile tecnico dell'OMS per il vaiolo delle scimmie, aveva dichiarato: «Circa il 98% dei casi è tra uomini che hanno rapporti sessuali con uomini, e principalmente quelli che hanno più nuovi o sconosciuti partner recenti».<br /><br />UNA DECISIONE CHE LASCIA PARECCHI DUBBI<br />La valutazione degli esperti dell'OMS è dunque che il rischio di vaiolo delle scimmie sia moderato a livello globale e in tutte le regioni, ad eccezione della regione europea dove si valuta che il rischio sia alto. Ghebreyesus ha affermato che "abbiamo un focolaio che si è diffuso rapidamente in tutto il mondo, attraverso nuove modalità di trasmissione, di cui sappiamo troppo poco. (...) Per tutti questi motivi, ho deciso che l'epidemia globale di vaiolo delle scimmie rappresenta un'emergenza sanitaria pubblica di interesse internazionale".<br />Una decisione che lascia parecchi dubbi: perché una malattia che si verifica per il 98% negli uomini che fanno sesso con altri uomini viene ora estesa ad una popolazione mondiale - uomini, donne, bambini - di tutte le età, che non si adattano a questo profilo di rischio? Già qualcuno parla - tra i televirologi d'assalto - di avviare una campagna di vaccinazione di massa per tutta la popolazione, visto che - casualmente - dal 2019 è disponibile un vaccino contro il Vaiolo delle scimmie finora inutilizzato, anche perché dopo pochi mesi dalla sua approvazione arrivò la pandemia da Coronavirus.<br />Tuttavia, il Monkeypox non è un virus respiratorio. È molto più facile controllare la diffusione del vaiolo delle scimmie che controllare la diffusione del COVID-19. Per controllare la diffusione del vaiolo delle scimmie non servono mascherine, lockdown di massa e quarantene per tutti. Si deve semplicemente evitare il contatto diretto con le secrezioni corporee di una persona infetta.<br /><br />UNA PREOCCUPAZIONE POLITICA, PIÙ CHE SANITARIA<br />L'Oms si è portato avanti, raccomandando a tutti i Paesi di lavorare "a stretto contatto con le comunità di uomini che hanno rapporti sessuali con uomini, per progettare e fornire informazioni e servizi efficaci e adottare misure che proteggano la salute, i diritti umani e la dignità delle comunità colpite. Lo stigma e la discriminazione possono essere pericolosi come qualsiasi virus". Una preoccupazione soprattutto politica, più che sanitaria. Un ulteriore suggerimento del Direttore dell'OMS, come detto, è quello di sostenere campagne vaccinali, e non solo per le categorie a rischio.<br />C'è un'ultima preoccupazione che desta questa risoluzione del Direttore dell'OMS: mentre ancora non è assolutamente chiaro come questa malattia delle scimmie possa essere arrivata a colpire l'uomo, diventando quindi una zoonosi, si fa intravedere l'ipotesi che ci sia stato un fenomeno di "spillover", di cui si era già parlato inizialmente per il Covid, quando ancora si cercava di capire la sua origine, prima che questo pur cruciale argomento venisse messo totalmente da parte.<br />Lo spillover è una sorta di salto di specie che fa un microrganismo che passa dall'infettare gli animali all'uomo. Diffondere la paura di eventuali ulteriori spillover rappresenterebbe una fonte pressoché inesauribile di minacce-fantasma con cui tenere l'umanità sotto una cappa di paura, e in fondo sosterebbe l'ipotesi neo-darwinista che l'uomo non è che un animale come gli altri e può prendere le stesse malattie. Una prospettiva inquietante.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/50793641</guid><pubDate>Tue, 02 Aug 2022 21:00:05 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/50793641/l_organizzazione_mondiale_della_sanit_lancia_un_inquietante_emergenza_per_il_vaiolo_delle_scimmie.mp3" length="5807295" type="audio/mpeg"/><itunes:author>BastaBugie</itunes:author><itunes:subtitle>TESTO DELL'ARTICOLO ➜ www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7099&#13;
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L'ORGANIZZAZIONE MONDIALE DELLA SANITA' LANCIA UN'INQUIETANTE EMERGENZA PER IL VAIOLO DELLE SCIMMIE di Paolo Gulisano&#13;
Il Covid non basta più: nel tempo delle emergenze sanitarie,...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7099" rel="noopener">www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7099</a><br /><br />L'ORGANIZZAZIONE MONDIALE DELLA SANITA' LANCIA UN'INQUIETANTE EMERGENZA PER IL VAIOLO DELLE SCIMMIE di Paolo Gulisano<br />Il Covid non basta più: nel tempo delle emergenze sanitarie, bisogna costantemente implementare la paura, creare un problema e poi offrire un rimedio. Del vaiolo delle scimmie si è cominciato a parlare negli ultimi due mesi, a causa della comparsa di alcune decine di casi in Europa e negli Stati Uniti. Ora è arrivata una clamorosa dichiarazione del Direttore Generale dell'OMS Tedros Adhanom Ghebreyesus, che ha convocato una seconda riunione del Comitato di Emergenza Sanitaria.<br />La prima riunione, un mese fa, aveva deliberato all'unanimità che l'epidemia non rappresentava un'emergenza sanitaria pubblica di interesse internazionale. Tuttavia, la scorsa settimana, una nuova riunione ha stabilito che il vaiolo delle scimmie costituisce un'emergenza sanitaria pubblica di interesse internazionale. Cosa ha portato a questo repentino cambiamento? Due giorni prima della conferenza stampa di Ghebreyesus, il 20 luglio, Rosamund Lewis, responsabile tecnico dell'OMS per il vaiolo delle scimmie, aveva dichiarato: «Circa il 98% dei casi è tra uomini che hanno rapporti sessuali con uomini, e principalmente quelli che hanno più nuovi o sconosciuti partner recenti».<br /><br />UNA DECISIONE CHE LASCIA PARECCHI DUBBI<br />La valutazione degli esperti dell'OMS è dunque che il rischio di vaiolo delle scimmie sia moderato a livello globale e in tutte le regioni, ad eccezione della regione europea dove si valuta che il rischio sia alto. Ghebreyesus ha affermato che "abbiamo un focolaio che si è diffuso rapidamente in tutto il mondo, attraverso nuove modalità di trasmissione, di cui sappiamo troppo poco. (...) Per tutti questi motivi, ho deciso che l'epidemia globale di vaiolo delle scimmie rappresenta un'emergenza sanitaria pubblica di interesse internazionale".<br />Una decisione che lascia parecchi dubbi: perché una malattia che si verifica per il 98% negli uomini che fanno sesso con altri uomini viene ora estesa ad una popolazione mondiale - uomini, donne, bambini - di tutte le età, che non si adattano a questo profilo di rischio? Già qualcuno parla - tra i televirologi d'assalto - di avviare una campagna di vaccinazione di massa per tutta la popolazione, visto che - casualmente - dal 2019 è disponibile un vaccino contro il Vaiolo delle scimmie finora inutilizzato, anche perché dopo pochi mesi dalla sua approvazione arrivò la pandemia da Coronavirus.<br />Tuttavia, il Monkeypox non è un virus respiratorio. È molto più facile controllare la diffusione del vaiolo delle scimmie che controllare la diffusione del COVID-19. Per controllare la diffusione del vaiolo delle scimmie non servono mascherine, lockdown di massa e quarantene per tutti. Si deve semplicemente evitare il contatto diretto con le secrezioni corporee di una persona infetta.<br /><br />UNA PREOCCUPAZIONE POLITICA, PIÙ CHE SANITARIA<br />L'Oms si è portato avanti, raccomandando a tutti i Paesi di lavorare "a stretto contatto con le comunità di uomini che hanno rapporti sessuali con uomini, per progettare e fornire informazioni e servizi efficaci e adottare misure che proteggano la salute, i diritti umani e la dignità delle comunità colpite. Lo stigma e la discriminazione possono essere pericolosi come qualsiasi virus". Una preoccupazione soprattutto politica, più che sanitaria. Un ulteriore suggerimento del Direttore dell'OMS, come detto, è quello di sostenere campagne vaccinali, e non solo per le categorie a rischio.<br />C'è un'ultima preoccupazione che desta questa risoluzione del Direttore dell'OMS: mentre ancora non è assolutamente chiaro come questa malattia delle scimmie possa essere arrivata a colpire l'uomo, diventando quindi una zoonosi, si fa intravedere l'ipotesi che ci sia stato un fenomeno di...]]></itunes:summary><itunes:duration>363</itunes:duration><itunes:keywords>epidemia,monkeypox,oms,scimmie,vaiolo</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/f484dc85acc6e5c620dba959d36dfb6b.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>L'ingiusto linciaggio degli alpini, ora si chieda scusa</title><link>https://www.spreaker.com/episode/l-ingiusto-linciaggio-degli-alpini-ora-si-chieda-scusa--50793623</link><description><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7096" rel="noopener">www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7096</a><br /><br />L'INGIUSTO LINCIAGGIO DEGLI ALPINI, ORA SI CHIEDA SCUSA di Giuliano Guzzo<br />Ricordate i giornali di inizio maggio? A seguito dell'adunata degli Alpini tenutasi a Rimini, era scattata una sorta di gara a chi drammatizzava di più l'accaduto. Più esattamente, si parlava di molte decine di giovani molestate. Addirittura 150, secondo quanto riferivano le fonti femministe, prontamente ripresa da Repubblica e giornali amici. La sigla Non una di meno aveva perfino raccolto un «dossier con oltre 500 segnalazioni di altrettante donne», che sarebbero state molestate dagli alpini a Rimini.<br />A seguire, un gruppo d'una ventina di deputate del Pd era arrivata a presentare un'interrogazione parlamentare al ministro della Difesa, Lorenzo Guerini, per chiedergli quali azioni intendesse adottare per evitare il ripetersi di «episodi gravissimi». Ora, rispetto a quei fatti - e alla rovente polemica che, come appena ricordato, ne era seguita - Il Timone aveva subito parlato d'un processo sommario e ideologico. Ebbene, per quanto sia anticipato citarsi possiamo dirlo: ci avevamo visto giusto. Risale infatti alle scorse ore la notizia che, rispetto all'unica denuncia effettivamente presentata, la Procura ha avanzato richiesta di archiviazione.<br />Questo perché, ufficialmente, gli inquirenti, visionate le telecamere - che coprono solo parzialmente la zona dove sarebbe avvenuto il fatto - non sono riusciti a identificare i tre uomini che avrebbero molestato la ragazza che, appunto, aveva sporto denuncia. Sarà. Sta di fatto, ci permettiamo di aggiungere, che se davvero ci fossero state 500 molestie - o anche "solo" 150 -, almeno alcuni responsabili avrebbe dovuto essere individuati, tanto più che le adunate delle Penne nere, come noto, non sono ritrovi di incappucciati bensì di soggetti che, al massimo, sfoggiano il classico cappello da alpino.<br />Dopodiché, ovvio, non si vuole qui insinuare che a Rimini sia filato tutto liscio né che l'adunata sia stata una sorta di cena di gala. Quasi sicuramente, inutile negarlo, qualche episodio sopra le righe ci sarà stato, per carità. Siamo però lontani anni luce dagli stupri di massa riferiti nelle ore successive alla manifestazione riminese. E decenza vorrebbe che chi in quell'occasione ha esasperato i toni, gonfiando a piacimento fatti che, se gravi, son comunque stati infinitesimali rispetto alla globalità dell'evento, facesse finalmente una cosa giusta. Come? Chiedendo scusa agli Alpini. Ed evitando, in futuro, toni enfatici funzionali solo a mistificare la realtà.<br /><br />Nota di BastaBugie: Ruben Razzante nell'articolo seguente dal titolo "L'ingiusto linciaggio mediatico contro gli Alpini" parla delle denunce di molestie ai danni di donne di Rimini che si sono ridotte ad una sola e non circostanziata: caso chiuso, la Procura archivia. Ma perché i casi di vere molestie commesse da immigrati passano sotto silenzio?<br />Ecco l'articolo completo pubblicato su La Nuova Bussola Quotidiana il 7 luglio 2022:<br />La notizia è ormai nota: la Procura della Repubblica di Rimini ha chiesto l'archiviazione dell'indagine sulle molestie denunciate da una ventiseienne durante la 93esima Adunata nazionale degli Alpini, dal 5 all'8 maggio scorsi, nella città romagnola. Alla base della richiesta della Procura ci sarebbe la non identificazione, a due mesi dai fatti, dei presunti autori delle molestie. L'identificazione si è rivelata difficile sia per la presenza numerosa di persone nello stesso luogo sia per la copertura solo parziale delle telecamere di sorveglianza della zona.<br />Nel frattempo, però, per mesi gli Alpini hanno subìto un linciaggio mediatico non fondato su alcuna evidenza, visto e considerato che si era parlato di centinaia di testimonianze ma che alla fine la denuncia è stata una sola e neppure circostanziata.<br />Ora, però, sarebbe il momento di scusarsi con le penne nere e ammettere che c'è stato un accanimento eccessivo su quel caso. Invece nessuno si pentirà e gli opinionisti che avevano pronunciato sentenze stroncatorie prima del tempo, dando luogo a uno dei tanti processi mediatici che imperversano a reti unificate sulle principali reti televisive, si dilegueranno come sempre succede in casi del genere. Opportune le parole dell'assessore del Veneto Elena Donazzan, felice che "l'ignobile vicenda" si sia chiusa e dispiaciuta per il fango rimasto sulle penne nere.<br />Ma, soprattutto, è un gran peccato che questa storia di presunte e mai in alcun modo accertate molestie ai danni di alcune donne presenti all'Adunata non abbia ricevuto trattamento analogo a quello che l'informazione mainstream ha riservato a episodi del recente passato, derubricati a illazioni prive di riscontri.<br />Partiamo da Milano. Spessissimo Piazza Duomo si riempie di stranieri che scattano foto ai turisti e cercano di vendere loro braccialetti e altri souvenir. Ogni tanto si scatena qualche rissa. L'ultima, giorni fa, ha coinvolto decine di immigrati africani, che a suon di calci, pugni e cinghiate, aggredivano altre persone. In questa ricostruzione non c'è nulla di discriminatorio nei confronti degli immigrati, ma la semplice descrizione di quanto le stesse forze dell'ordine hanno documentato. Spesso ad azzuffarsi sono italiani e non immigrati africani, ma ultimamente questi ultimi si stanno dimostrando assai litigiosi, per usare un eufemismo. E, in ogni caso, i media non hanno dato più di tanto visibilità a quegli episodi.<br />Piazza Duomo è la stessa piazza della quale si è parlato in occasione dell'ultimo capodanno, con molti cittadini che hanno commentato le violenze subite da alcune ragazze in vacanza a Milano, che sono state aggredite e violentate da bande di immigrati. Una notte di follia, che però è sfuggita ai riflettori dei mezzi di informazione, che hanno minimizzato parlando di bravate o poco più, tipiche della notte di San Silvestro. E invece alcune trasmissioni Mediaset, nei giorni successivi, hanno documentato le scene di molestie sessuali e accerchiamenti di ragazze da parte di un branco di immigrati. L'assessore alla sicurezza della Regione Lombardia, Riccardo De Corato ha parlato di vero e proprio bollettino di guerra, accusando il Comune di Milano di non aver garantito la sicurezza dei suoi cittadini e dei turisti, ma quella denuncia è caduta nel vuoto. Evidentemente, nella narrazione ufficiale, ci sono molestie di serie A e molestie di serie B, molestie gravi e molestie poco più che goliardiche.<br />Infine, un mese fa, l'episodio delle cinque adolescenti lombarde di ritorno da Gardaland sul treno regionale Verona-Milano, aggredite da una banda di stranieri di origine africana. Anche in questo nulla di discriminatorio: erano davvero stranieri di origine africana che, se l'inchiesta andrà avanti, si vedranno contestare le violenze sessuali ma anche l'aggravante dell'odio razziale. Anche in questo caso i fatti non hanno trovato più di tanto spazio nelle cronache di quei giorni, quasi si fosse trattato di bravate di provincia. Le ragazze, invece, hanno denunciato di essere state aggredite alle spalle, palpeggiate e di essere rimaste in balìa di quei ragazzi. Il sindaco di Peschiera, Oriella Gaiulli, di centrodestra, ha peraltro ricordato che già due anni fa un centinaio di ragazzi stranieri nordafricani e africani avevano compiuto azioni analoghe sulla spiaggia libera di Castelnuovo, con disordini e un annegamento. Si tratta, quindi, di bande organizzate che continuano a colpire nella quasi totale indifferenza dei media e nonostante l'impegno delle autorità e delle forze dell'ordine. A poco sono servite le toccanti testimonianze dei genitori delle ragazze, terrorizzate dalle baby gang che ormai dominano nelle grandi città e sono sempre pronte a colpire senza alcun freno inibitorio, anzi con la volontà di esibire come trofei di caccia le ragazze violentate.<br />Di fronte all'ennesimo esempio di due pesi e due misure, in base all'identità e all'orientamento dei protagonisti di fatti simili, occorre richiamare i media all'applicazione del principio di uguaglianza, cioè della trattazione in modo uguale di situazioni uguali. Gli Alpini assolutamente non avrebbero meritato quel trattamento loro riservato da alcuni "soloni del giornalismo", sempre pronti ad ergersi a moralizzatori prima ancora di aver accertato i particolari dei fatti da commentare, salvo poi chiudere un occhio e anche due di fronte a episodi simili ma con altri protagonisti.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/50793623</guid><pubDate>Tue, 02 Aug 2022 20:57:46 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/50793623/l_ingiusto_linciaggio_degli_alpini_ora_si_chieda_scusa.mp3" length="10696873" type="audio/mpeg"/><itunes:author>BastaBugie</itunes:author><itunes:subtitle>TESTO DELL'ARTICOLO ➜ www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7096&#13;
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L'INGIUSTO LINCIAGGIO DEGLI ALPINI, ORA SI CHIEDA SCUSA di Giuliano Guzzo&#13;
Ricordate i giornali di inizio maggio? A seguito dell'adunata degli Alpini tenutasi a Rimini, era scattata...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7096" rel="noopener">www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7096</a><br /><br />L'INGIUSTO LINCIAGGIO DEGLI ALPINI, ORA SI CHIEDA SCUSA di Giuliano Guzzo<br />Ricordate i giornali di inizio maggio? A seguito dell'adunata degli Alpini tenutasi a Rimini, era scattata una sorta di gara a chi drammatizzava di più l'accaduto. Più esattamente, si parlava di molte decine di giovani molestate. Addirittura 150, secondo quanto riferivano le fonti femministe, prontamente ripresa da Repubblica e giornali amici. La sigla Non una di meno aveva perfino raccolto un «dossier con oltre 500 segnalazioni di altrettante donne», che sarebbero state molestate dagli alpini a Rimini.<br />A seguire, un gruppo d'una ventina di deputate del Pd era arrivata a presentare un'interrogazione parlamentare al ministro della Difesa, Lorenzo Guerini, per chiedergli quali azioni intendesse adottare per evitare il ripetersi di «episodi gravissimi». Ora, rispetto a quei fatti - e alla rovente polemica che, come appena ricordato, ne era seguita - Il Timone aveva subito parlato d'un processo sommario e ideologico. Ebbene, per quanto sia anticipato citarsi possiamo dirlo: ci avevamo visto giusto. Risale infatti alle scorse ore la notizia che, rispetto all'unica denuncia effettivamente presentata, la Procura ha avanzato richiesta di archiviazione.<br />Questo perché, ufficialmente, gli inquirenti, visionate le telecamere - che coprono solo parzialmente la zona dove sarebbe avvenuto il fatto - non sono riusciti a identificare i tre uomini che avrebbero molestato la ragazza che, appunto, aveva sporto denuncia. Sarà. Sta di fatto, ci permettiamo di aggiungere, che se davvero ci fossero state 500 molestie - o anche "solo" 150 -, almeno alcuni responsabili avrebbe dovuto essere individuati, tanto più che le adunate delle Penne nere, come noto, non sono ritrovi di incappucciati bensì di soggetti che, al massimo, sfoggiano il classico cappello da alpino.<br />Dopodiché, ovvio, non si vuole qui insinuare che a Rimini sia filato tutto liscio né che l'adunata sia stata una sorta di cena di gala. Quasi sicuramente, inutile negarlo, qualche episodio sopra le righe ci sarà stato, per carità. Siamo però lontani anni luce dagli stupri di massa riferiti nelle ore successive alla manifestazione riminese. E decenza vorrebbe che chi in quell'occasione ha esasperato i toni, gonfiando a piacimento fatti che, se gravi, son comunque stati infinitesimali rispetto alla globalità dell'evento, facesse finalmente una cosa giusta. Come? Chiedendo scusa agli Alpini. Ed evitando, in futuro, toni enfatici funzionali solo a mistificare la realtà.<br /><br />Nota di BastaBugie: Ruben Razzante nell'articolo seguente dal titolo "L'ingiusto linciaggio mediatico contro gli Alpini" parla delle denunce di molestie ai danni di donne di Rimini che si sono ridotte ad una sola e non circostanziata: caso chiuso, la Procura archivia. Ma perché i casi di vere molestie commesse da immigrati passano sotto silenzio?<br />Ecco l'articolo completo pubblicato su La Nuova Bussola Quotidiana il 7 luglio 2022:<br />La notizia è ormai nota: la Procura della Repubblica di Rimini ha chiesto l'archiviazione dell'indagine sulle molestie denunciate da una ventiseienne durante la 93esima Adunata nazionale degli Alpini, dal 5 all'8 maggio scorsi, nella città romagnola. Alla base della richiesta della Procura ci sarebbe la non identificazione, a due mesi dai fatti, dei presunti autori delle molestie. L'identificazione si è rivelata difficile sia per la presenza numerosa di persone nello stesso luogo sia per la copertura solo parziale delle telecamere di sorveglianza della zona.<br />Nel frattempo, però, per mesi gli Alpini hanno subìto un linciaggio mediatico non fondato su alcuna evidenza, visto e considerato che si era parlato di centinaia di testimonianze ma che alla fine la denuncia è stata una sola e neppure circostanziata.<br />Ora, però, sarebbe il...]]></itunes:summary><itunes:duration>669</itunes:duration><itunes:keywords>alpini,braccialetti,linciaggio,rimini</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/8fe85cbb0f2c10988a90ef1a44cad551.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>L'Occidente si sta autodistruggendo con la guerra in Ucraina</title><link>https://www.spreaker.com/episode/l-occidente-si-sta-autodistruggendo-con-la-guerra-in-ucraina--50474906</link><description><![CDATA[VIDEO: La disfatta dell'Ucraina ➜ <a href="https://mazzoninews.com/2022/07/03/la-disfatta-dellucraina-mn-175/" rel="noopener">https://mazzoninews.com/2022/07/03/la-disfatta-dellucraina-mn-175/</a><br /><br />TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7061" rel="noopener">www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7061</a><br /><br />L'OCCIDENTE SI STA AUTODISTRUGGENDO CON LA GUERRA IN UCRAINA di Eugenio Capozzi<br />L'ultima settimana di giugno ha offerto la possibilità di fare il punto in maniera dettagliata sull'attuale assetto delle relazioni politiche ed economiche mondiali, in quanto in essa si sono concentrati in successione il vertice dei G7, quello della Nato e infine quello dei Brics (Brasile, Russia, India, Cina e Sudafrica).<br />L'impressione complessiva offerta da questi tre eventi è una conferma, se ce ne fosse ancora bisogno, che siamo di fronte ad un sempre più rapido ed accentuato processo di polarizzazione, iniziato con il conflitto russo-ucraino, e ora giunto quasi sulla soglia di un nuovo bipolarismo.<br />Da un lato, il G7 e l'Alleanza atlantica hanno serrato i ranghi, sovrapponendo per molti versi le loro prese di posizione, e innalzando ulteriormente il muro della contrapposizione con Mosca, accusata di essere il principale agente destabilizzatore che minaccia la pace e la sicurezza in Europa. Dall'altro, il consesso che da quasi un quindicennio riunisce le maggiori economie nel mondo al di fuori dell'area euro-nordatlantica, che ha visto la partecipazione attiva e significativa di Vladimir Putin, ha adoperato toni molto decisi e atteggiamenti di sfida verso l'Occidente come non si erano mai riscontrati nella sua storia, e ha cominciato ad attrarre anche le richieste di ingresso (Argentina ed Iran) o le manifestazioni di interesse (Indonesia) da parte di altre nazioni: evidentemente nel clima di una crescente tensione internazionale, queste ritengono che i Brics si configurino come un "blocco" in grado di assecondare i loro interessi primari in alternativa all'Occidente ancora egemonizzato da Washington.<br />Insomma, a più di quattro mesi dallo showdown sul suolo ucraino, prende forma definita ormai quello scenario della "seconda guerra fredda" previsto da tempo da molti osservatori di politica internazionale, i cui protagonisti principali sarebbero gli Stati Uniti e la Cina, e in cui la Russia putiniana giocherebbe un ruolo, nettamente subordinato a quest'ultima, di avamposto.<br /><br />SOSTEGNO TOTALE A KIEV E ULTERIORI SANZIONI CONTRO MOSCA<br />Se nel summit G7 di Elmau i paesi membri hanno insistito sul sostegno totale a Kiev e su ulteriori sanzioni contro Mosca, sorvolando, in nome della mobilitazione bellicista, sugli effetticatastrofici che finora quel tipo di misure ha avuto non sull'economiarussa, ma su quella dei paesi che le hanno varate, la Nato a Madrid ha lanciato, nel documento e nelle dichiarazioni finali, una salva ancora più pirotecnica di sfide: non soltanto al "nemico numero uno" Putin, ma anche a Pechino, considerata allo stesso titolo parte di "soggetti autoritari" che minacciano pace, sicurezza, stabilità, collaborazione internazionale e autodeterminazione dei popoli, ponendo minacce nello spazio fisico e in quello virtuale; e la cui politica estera è indicata come una sfida strutturale ai princìpi atlantisti.<br />In questo quadro, l'accordo raggiunto (a spese dei curdi, usati e abbandonati) per superare il veto della Turchia di Erdogan sull'ingresso nell'Alleanza di Finlandia e Svezia è stato celebrato come una vittoria storica, e il segno di un ulteriore compattamento dell'Occidente.<br />Per converso nel summit dei Brics, nonostante le diverse sfumature usate dai singoli partecipanti, emergono con particolare evidenza le accuse dirette all'Occidente, per molti versi speculari a quelle avanzate dalla Nato: come quella, formulata dal leader cinese Xi Jinping, di "abuso" di sanzioni unilaterali e di "mentalità da guerra fredda", e soprattutto quella, particolarmente pesante, di una "espansione di alleanze militari" che "renderà il mondo più volatile", non favorendo "un futuro condiviso per il genere umano". Echeggiata dalla decisa volontà di Putin di favorire la transizione a un assetto di potenza mondiale decisamente multipolare, in cui l'egemonia occidentale sarà un ricordo.<br />Come è noto, il vertice ha poi ventilato la possibilità di creare un'area monetaria unica, che rappresenterebbe la sanzione ufficiale di quanto già sta avvenendo in seguito alle sanzioni - ossia del fatto che petrolio, gas, armamenti russi vengono pagati da Cina e India in rubli o nelle loro valute locali piuttosto che in dollari - ma anche il segno di un possibile futuro prossimo in cui il mercato globale si potrebbe scindere in due spazi contrapposti e sempre meno comunicanti.<br /><br />UNA SUPERFICIALITÀ SCONVOLGENTE<br />Ciò che più stupisce, leggendo i resoconti e i commenti dei media, degli osservatori scientifici e della classe politica occidentale alla nuova fase inaugurata dai Brics, è la pressoché assoluta mancanza di una valutazione davvero realistica della situazione mondiale che si è venuta a creare, e la altrettanto pressoché completa sudditanza alla narrazione ufficiale di provenienza statunitense secondo cui gli occidentali non avrebbero nulla da temere da quel consesso, in quanto diviso da rivalità insormontabili; o addirittura i Brics vengono declassati in blocco a fronte dei "regimi autoritari".<br />Giudizi di una superficialità sconvolgente, che non tengono minimamente in conto il dato fondamentale emerso dal compattamento di quelle cinque potenze: e cioè che almeno tre di esse (India, Brasile e Sudafrica) sono regimi democratici fino ad ora in rapporti buoni o ottimi con l'area euro-atlantica, sostanzialmente interni ad essa (come Brasilia e Johannesburg) o ad essa progressivamente uniti da vincoli strategici (Nuova Dehli), e che, a causa della contrapposizione frontale dell'Occidente alla Russia, si stanno allontanando da esso, potenzialmente approdando in quella che potrebbe essere una vera e propria alleanza non solo economica e politica, ma forse anche militare.<br />Insomma, pur di guadagnare qualche metro di terreno nell'Europa orientale, espandersi in Scandinavia e tenere sotto pressione Mosca nella speranza finora vana che il regime putiniano collassi, ad onta dei suoi proclami retorici l'Occidente si è sempre più isolato dal resto del mondo, sta perdendo terreno in zone fondamentali del globo, si sta facendo sempre più nemici. Un risultato disastroso, portatore di enormi difficoltà per il futuro delle democrazie occidentali, di cui nessuno pare però, al loro interno, chiamato a rispondere.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/50474906</guid><pubDate>Tue, 05 Jul 2022 22:40:24 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/50474906/l_occidente_si_sta_autodistruggendo_con_la_guerra_in_ucraina.mp3" length="7881525" type="audio/mpeg"/><itunes:author>BastaBugie</itunes:author><itunes:subtitle>VIDEO: La disfatta dell'Ucraina ➜ https://mazzoninews.com/2022/07/03/la-disfatta-dellucraina-mn-175/&#13;
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TESTO DELL'ARTICOLO ➜ www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7061&#13;
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L'OCCIDENTE SI STA AUTODISTRUGGENDO CON LA GUERRA IN UCRAINA di Eugenio Capozzi...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[VIDEO: La disfatta dell'Ucraina ➜ <a href="https://mazzoninews.com/2022/07/03/la-disfatta-dellucraina-mn-175/" rel="noopener">https://mazzoninews.com/2022/07/03/la-disfatta-dellucraina-mn-175/</a><br /><br />TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7061" rel="noopener">www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7061</a><br /><br />L'OCCIDENTE SI STA AUTODISTRUGGENDO CON LA GUERRA IN UCRAINA di Eugenio Capozzi<br />L'ultima settimana di giugno ha offerto la possibilità di fare il punto in maniera dettagliata sull'attuale assetto delle relazioni politiche ed economiche mondiali, in quanto in essa si sono concentrati in successione il vertice dei G7, quello della Nato e infine quello dei Brics (Brasile, Russia, India, Cina e Sudafrica).<br />L'impressione complessiva offerta da questi tre eventi è una conferma, se ce ne fosse ancora bisogno, che siamo di fronte ad un sempre più rapido ed accentuato processo di polarizzazione, iniziato con il conflitto russo-ucraino, e ora giunto quasi sulla soglia di un nuovo bipolarismo.<br />Da un lato, il G7 e l'Alleanza atlantica hanno serrato i ranghi, sovrapponendo per molti versi le loro prese di posizione, e innalzando ulteriormente il muro della contrapposizione con Mosca, accusata di essere il principale agente destabilizzatore che minaccia la pace e la sicurezza in Europa. Dall'altro, il consesso che da quasi un quindicennio riunisce le maggiori economie nel mondo al di fuori dell'area euro-nordatlantica, che ha visto la partecipazione attiva e significativa di Vladimir Putin, ha adoperato toni molto decisi e atteggiamenti di sfida verso l'Occidente come non si erano mai riscontrati nella sua storia, e ha cominciato ad attrarre anche le richieste di ingresso (Argentina ed Iran) o le manifestazioni di interesse (Indonesia) da parte di altre nazioni: evidentemente nel clima di una crescente tensione internazionale, queste ritengono che i Brics si configurino come un "blocco" in grado di assecondare i loro interessi primari in alternativa all'Occidente ancora egemonizzato da Washington.<br />Insomma, a più di quattro mesi dallo showdown sul suolo ucraino, prende forma definita ormai quello scenario della "seconda guerra fredda" previsto da tempo da molti osservatori di politica internazionale, i cui protagonisti principali sarebbero gli Stati Uniti e la Cina, e in cui la Russia putiniana giocherebbe un ruolo, nettamente subordinato a quest'ultima, di avamposto.<br /><br />SOSTEGNO TOTALE A KIEV E ULTERIORI SANZIONI CONTRO MOSCA<br />Se nel summit G7 di Elmau i paesi membri hanno insistito sul sostegno totale a Kiev e su ulteriori sanzioni contro Mosca, sorvolando, in nome della mobilitazione bellicista, sugli effetticatastrofici che finora quel tipo di misure ha avuto non sull'economiarussa, ma su quella dei paesi che le hanno varate, la Nato a Madrid ha lanciato, nel documento e nelle dichiarazioni finali, una salva ancora più pirotecnica di sfide: non soltanto al "nemico numero uno" Putin, ma anche a Pechino, considerata allo stesso titolo parte di "soggetti autoritari" che minacciano pace, sicurezza, stabilità, collaborazione internazionale e autodeterminazione dei popoli, ponendo minacce nello spazio fisico e in quello virtuale; e la cui politica estera è indicata come una sfida strutturale ai princìpi atlantisti.<br />In questo quadro, l'accordo raggiunto (a spese dei curdi, usati e abbandonati) per superare il veto della Turchia di Erdogan sull'ingresso nell'Alleanza di Finlandia e Svezia è stato celebrato come una vittoria storica, e il segno di un ulteriore compattamento dell'Occidente.<br />Per converso nel summit dei Brics, nonostante le diverse sfumature usate dai singoli partecipanti, emergono con particolare evidenza le accuse dirette all'Occidente, per molti versi speculari a quelle avanzate dalla Nato: come quella, formulata dal leader cinese Xi Jinping, di "abuso" di sanzioni unilaterali e di "mentalità da guerra fredda", e soprattutto...]]></itunes:summary><itunes:duration>493</itunes:duration><itunes:keywords>brics,futuro,scandinavia,showdown,soggettiautoritari</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/399987ca4e8b90a63fdd23e62e3e4d01.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>La Russia sta vincendo la guerra in Ucraina</title><link>https://www.spreaker.com/episode/la-russia-sta-vincendo-la-guerra-in-ucraina--50397481</link><description><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7051" rel="noopener">www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7051</a><br /><br />LA RUSSIA STA VINCENDO LA GUERRA IN UCRAINA di Gianandrea Gaiani<br />L'esercito ucraino ha ricevuto l'ordine di ritirarsi da Severodonetsk, nella regione di Luhansk, su posizioni più fortificate. Lo ha dichiarato il capo dell'amministrazione militare regionale di Luhansk, Serhiy Haidai, citato dall'agenzia di stampa Interfax-Ucraina.<br />"La situazione in cui si trovano truppe disgregate da molti mesi solo per essere lì' non ha più senso. Il numero di morti nei territori non fortificati può aumentare ogni giorno", ha sottolineato Haidai. "Pertanto, i nostri difensori a Severodonetsk hanno già ricevuto l'ordine di ritirarsi su nuove posizioni fortificate e da lì di combattere". Il ripiegamento degli ucraini (che ricorda quello "su posizioni prestabilite" che durante la Seconda guerra mondiale accompagnava sempre gli annunci di ritirate delle truppe italiane in seguito a sconfitte come quella di El Alamein) potrebbe essere ben più ampio di quanto dichiarato.<br />Severodonetsk è già da giorni in mano ai russi come molti villaggi nei suoi dintorni: nella cittadina gli unici reparti ucraini presenti sono arroccati in una parte dello stabilimento chimico Azot senza alcuna possibilità di fuga o ritirata. L'annuncio di Haidai sembra quindi riferirsi ad una ritirata dall'intero settore di Severodonetsk- Lysychansk dove i russi stanno per chiudere in due "sacche" con una manovra di accerchiamento circa 10mila militari ucraini.<br /><br />CHIUDERE LE TRUPPE IN DUE SACCHE<br />Un piano messo a punto da tempo per bloccare le linee logistiche e far cadere l'area di Lysychansk senza doverla espugnare metro per metro come invece ipotizzano. I russi puntano a chiudere le truppe di Kiev in due sacche inclusa quella più a sud tra Zolote e Hirska. "In direzione di Toshkivka - Pidlisne, il nemico ha catturato gli insediamenti di Pidlisne e Myrna Dolyna", si leggeva nel rapporto dello stato maggiore ucraino del 22 giugno, secondo cui le truppe russe sono anche avanzate vicino a Hirske. Queste avanzate hanno inoltre avuto per effetto di tagliare il collegamento stradale tra i combattenti ucraini che difendevano Zolote e Hirske e altre unità ucraine a Lysychansk.<br />Ieri la milizia della Repubblica popolare di Luhansk ha reso noto che il raggruppamento dell'esercito ucraino intrappolato nella sacca di Gorskoe-Zolotoe, nel Donbass, è stato eliminato. "Il gruppo ucraino situato nella sacca di Gorskoe-Zolotoe e' stato eliminato. Tutti gli insediamenti sono sotto il nostro controllo", si legge nel messaggio diffuso sui canali Telegram in cui si aggiunge che le forze russe hanno installato lo stendardo della Vittoria (la bandiera che celebra il trionfo dell'Unione Sovietica nella Seconda guerra mondiale) sull'edificio dell'ex amministrazione militare-civile Ucraina di Zolotoe.<br />Più a nord, a ovest di Lysychansk i russi premono per tagliare le linee di rifornimento alla guarnigione ucraina costringendola a ritirarsi. Fonti militari della Repubblica popolare di Luhansk riferiscono della resa di molti reparti ucraini in questo settore dove i russi avrebbero distrutto il 22 giugno con attacchi dal cielo molti lanciarazzi multipli Uragan.<br />Le operazioni russe in corso consentirebbero poi di procedere sugli ultimi due grandi obiettivi dell'offensiva nel Donbass, Slovyansk e Kramatorsk, nel territorio della provincia ucraina di Donetsk, che potrebbero venire tagliati fuori dalle retrovie verso il fiume Dnepr da una più ampia manovra a tenaglia già ipotizzabile osservando gli sforzi tesi a tagliare le linee di comunicazione ucraine da Lysychansk a Bakhmut e sull'asse Izyum-Slovyansk, dove gli ucraini hanno rilevato la presenza di due reparti corazzati russi con ampio supporto d'artiglieria.<br /><br />LE GRAVI DIFFICOLTÀ E LE AMPIE PERDITE TRA LE TRUPPE UCRAINE<br />Innegabili le gravi difficoltà e le ampie perdite tra le truppe ucraine che potrebbero rendere più difficile la tenuta dei reparti in prima linea indipendentemente dall'afflusso o meno di armi occidentali. Reggere all'urto russo non dipende solo dalla disponibilità di armi avanzate, come sostiene la propaganda ucraina, ma soprattutto dall'addestramento e dall'equipaggiamento dei reparti militari ucraini, secondo molti report sempre più composti da coscritti con poca preparazione e con dotazioni molto limitate. Il ministero della Difesa russo ha annunciato che sul fronte nel Luhansk il 34° battaglione della 57a Brigata Meccanizzata ucraina ha perso 600 uomini (150 morti e 450 feriti) e le compagnie non conterebbero ormai più di 15-20 militari con gli ufficiali più giovani che hanno disertato.<br />Sempre i russi sostengono che la 30a Brigata Meccanizzata ucraina ha perso "il 50% del personale" con oltre 170 feriti evacuati dalla linea del fronte nel settore di Klinovoye (Donetsk). I russi sostengono inoltre di aver ucciso almeno 650 militari ucraini in 24 ore e anche se i numeri forniti da Mosca e da Kiev rispondono certamente a esigenze di propaganda, è innegabile che gli sviluppi sui fronti del Donbass vedono gli ucraini in gravi difficoltà.<br />Secondo il giornale statunitense Politico, che cita 4 fonti anonime vicine alla presidenza ucraina, Zelensky intenderebbe rimuovere il capo del Servizio di sicurezza interno (SBU), Ivan Bakanov, a causa dello sbandamento di diversi reparti in prima linea e delle ingenti perdite territoriali. La ricerca di un capro espiatorio per le sconfitte militari potrebbe anticipare un profondo distacco tra le forze armate e i leader politici ucraini a causa di un contesto militare che vede i militari pagare un prezzo elevatissimo nel confronto bellico con i russi, senza i mezzi e la preparazione per poter sperare nella vittoria e per appagare le ambizioni del governo di Kiev o le aspirazioni a vedere la Russia indebolita e logorata che sembrano accomunare Stati Uniti, Gran Bretagna e (in modo autolesionista) l'Unione Europea.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/50397481</guid><pubDate>Tue, 28 Jun 2022 22:11:20 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/50397481/la_russia_sta_vincendo_la_guerra_in_ucraina.mp3" length="6899714" type="audio/mpeg"/><itunes:author>BastaBugie</itunes:author><itunes:subtitle>TESTO DELL'ARTICOLO ➜ www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7051&#13;
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LA RUSSIA STA VINCENDO LA GUERRA IN UCRAINA di Gianandrea Gaiani&#13;
L'esercito ucraino ha ricevuto l'ordine di ritirarsi da Severodonetsk, nella regione di Luhansk, su posizioni più...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7051" rel="noopener">www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7051</a><br /><br />LA RUSSIA STA VINCENDO LA GUERRA IN UCRAINA di Gianandrea Gaiani<br />L'esercito ucraino ha ricevuto l'ordine di ritirarsi da Severodonetsk, nella regione di Luhansk, su posizioni più fortificate. Lo ha dichiarato il capo dell'amministrazione militare regionale di Luhansk, Serhiy Haidai, citato dall'agenzia di stampa Interfax-Ucraina.<br />"La situazione in cui si trovano truppe disgregate da molti mesi solo per essere lì' non ha più senso. Il numero di morti nei territori non fortificati può aumentare ogni giorno", ha sottolineato Haidai. "Pertanto, i nostri difensori a Severodonetsk hanno già ricevuto l'ordine di ritirarsi su nuove posizioni fortificate e da lì di combattere". Il ripiegamento degli ucraini (che ricorda quello "su posizioni prestabilite" che durante la Seconda guerra mondiale accompagnava sempre gli annunci di ritirate delle truppe italiane in seguito a sconfitte come quella di El Alamein) potrebbe essere ben più ampio di quanto dichiarato.<br />Severodonetsk è già da giorni in mano ai russi come molti villaggi nei suoi dintorni: nella cittadina gli unici reparti ucraini presenti sono arroccati in una parte dello stabilimento chimico Azot senza alcuna possibilità di fuga o ritirata. L'annuncio di Haidai sembra quindi riferirsi ad una ritirata dall'intero settore di Severodonetsk- Lysychansk dove i russi stanno per chiudere in due "sacche" con una manovra di accerchiamento circa 10mila militari ucraini.<br /><br />CHIUDERE LE TRUPPE IN DUE SACCHE<br />Un piano messo a punto da tempo per bloccare le linee logistiche e far cadere l'area di Lysychansk senza doverla espugnare metro per metro come invece ipotizzano. I russi puntano a chiudere le truppe di Kiev in due sacche inclusa quella più a sud tra Zolote e Hirska. "In direzione di Toshkivka - Pidlisne, il nemico ha catturato gli insediamenti di Pidlisne e Myrna Dolyna", si leggeva nel rapporto dello stato maggiore ucraino del 22 giugno, secondo cui le truppe russe sono anche avanzate vicino a Hirske. Queste avanzate hanno inoltre avuto per effetto di tagliare il collegamento stradale tra i combattenti ucraini che difendevano Zolote e Hirske e altre unità ucraine a Lysychansk.<br />Ieri la milizia della Repubblica popolare di Luhansk ha reso noto che il raggruppamento dell'esercito ucraino intrappolato nella sacca di Gorskoe-Zolotoe, nel Donbass, è stato eliminato. "Il gruppo ucraino situato nella sacca di Gorskoe-Zolotoe e' stato eliminato. Tutti gli insediamenti sono sotto il nostro controllo", si legge nel messaggio diffuso sui canali Telegram in cui si aggiunge che le forze russe hanno installato lo stendardo della Vittoria (la bandiera che celebra il trionfo dell'Unione Sovietica nella Seconda guerra mondiale) sull'edificio dell'ex amministrazione militare-civile Ucraina di Zolotoe.<br />Più a nord, a ovest di Lysychansk i russi premono per tagliare le linee di rifornimento alla guarnigione ucraina costringendola a ritirarsi. Fonti militari della Repubblica popolare di Luhansk riferiscono della resa di molti reparti ucraini in questo settore dove i russi avrebbero distrutto il 22 giugno con attacchi dal cielo molti lanciarazzi multipli Uragan.<br />Le operazioni russe in corso consentirebbero poi di procedere sugli ultimi due grandi obiettivi dell'offensiva nel Donbass, Slovyansk e Kramatorsk, nel territorio della provincia ucraina di Donetsk, che potrebbero venire tagliati fuori dalle retrovie verso il fiume Dnepr da una più ampia manovra a tenaglia già ipotizzabile osservando gli sforzi tesi a tagliare le linee di comunicazione ucraine da Lysychansk a Bakhmut e sull'asse Izyum-Slovyansk, dove gli ucraini hanno rilevato la presenza di due reparti corazzati russi con ampio supporto d'artiglieria.<br /><br />LE GRAVI DIFFICOLTÀ E LE AMPIE PERDITE TRA LE TRUPPE UCRAINE<br />Innegabili le gravi difficoltà...]]></itunes:summary><itunes:duration>432</itunes:duration><itunes:keywords>battaglione,primalinea,reparti,truppe,ucraina</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/1d5e10252c55bcc969353f6f4a070e9c.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Giovani disperati: senza amici, senza famiglia, senza Dio</title><link>https://www.spreaker.com/episode/giovani-disperati-senza-amici-senza-famiglia-senza-dio--50017840</link><description><![CDATA[VIDEO: Descrizione in minuscolo ➜ <a href="https://www.youtube.com/watch?v=9U8Qhs96SU4&list=PLolpIV2TSebVSarVSJS-Gy5hJo3_40bhI&index=27" rel="noopener">https://www.youtube.com/watch?v=9U8Qhs96SU4&list=PLolpIV2TSebVSarVSJS-Gy5hJo3_40bhI&index=27</a><br /><br />TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7020" rel="noopener">www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7020</a><br /><br />GIOVANI DISPERATI: SENZA AMICI, SENZA FAMIGLIA, SENZA DIO di Roberto de Mattei<br />Ogni tanto si leggono articoli agghiaccianti su cui però vale la pena di riflettere. Ne segnalo uno della giornalista Daniela Hamaui su "La Repubblica" del 26 maggio, dal titolo "Noi con tanti followers, ma soli nella vita vera".<br />Così inizia l'articolo: "Zero amici, zero relazioni, zero complicità, zero anima gemella. Nessuno con cui condividere un segreto, nessuno da amare e da cui essere riamati. Nessuno a cui confessare la propria solitudine e il desiderio di avere appunto almeno un amico. Solo un grande zero"<br />In queste poche righe la giornalista ci offre la fotografia terribile della situazione psicologica ed esistenziale dei giovani di oggi, americani ed europei, immersi nei social network, ma incapaci di rapporti sociali. L'Occidente sta diventando una società di numeri, di individui. Nel mondo dell'interconnessione, ognuno vive isolato. E mentre Mark Zuckerberger continua a fissare un tetto massimo di 5000 amici da aggiungere su Facebook, la realtà, sempre più distopica, scrive la giornalista, sta andando nella direzione opposta: "la distanza tra il nostro io virtuale e quello concreto è diventata siderale: da una parte si cerca di arrivare a 5000 amici su Facebook, di avere l'agognato like, di essere seguiti da schiere di followers, dall'altra ci si accorge che questi numeri non rappresentano nulla e che avere un amico vero nella vita di tutti i giorni è sempre più difficile".<br /><br />SPOSARSI SENZA IL PARTNER<br />In Giappone, molte giovani donne decidono di celebrare il loro matrimonio da sole, un matrimonio dove c'è tutto salvo lo sposo. "Non hanno il tempo di cercarlo e soprattutto non sanno se lo troveranno, così intanto si sposano con sé stesse". Si parla tanto di inclusione e di condivisione, eppure i solitari sono diventati una maggioranza. Per contrastarla cominciano a spuntare società tipo "Rent a friend", "noleggia un amico" che offrono un po' di compagnia a pagamento. Il Covid è stato certamente un acceleratore: lockdown, lavoro da remoto hanno cancellato incontri, feste, occasioni per conoscersi, ma non si può attribuire la colpa di tutto alla pandemia. La solitudine diffusa e pervasiva si era già insinuata molto prima tra di noi, scrive la giornalista de "La Repubblica" che però a questo punto si mostra incapace di risalire alle cause reali e profonde del fenomeno che descrive con esattezza e preoccupazione.<br />Ebbene possiamo tentare di dare una risposta: la prima causa dell'incapacità a costruire legami sociali come l'amicizia è iniziata con l'attacco alla famiglia, che è la culla della società, perché è il luogo della trasmissione della vita, dello sviluppo della persona umana e dell'educazione, il luogo dove si costruiscono e consolidano i primi legami sociali naturali. La famiglia non è solo l'unione provvisoria di un uomo e di una donna, ma è un'istituzione sociale, con una sua unità spirituale e materiale di cui Dio ha fissato la costituzione e i diritti. Oggi zero famiglia, zero amici.<br />Negli ultimi cinquant'anni, a partire dalla Rivoluzione del Sessantotto, la società familiare, è stata scardinata. Questa istituzione non solo accompagnava l'uomo nel suo sviluppo, ma costituiva, con la sua rete di affetti, anche un sostegno per lui nelle ore difficili dell'età matura. Valori ed affetti sopravvivono solo dove esistono ancora brandelli di famiglie che resistono. E queste famiglie non solo esistono ancora, ma continuano a riformarsi, perché la famiglia non è una realtà storica destinata ad estinguersi, ma è una realtà naturale, inestirpabile dalla società umana di cui costituisce il fondamento.<br /><br />LA FAMIGLIA SALVERÀ QUESTO MONDO<br />Ma dietro la famiglia c'è un ordine sociale naturale, che oggi viene sistematicamente negato e capovolto. Quest'ordine sociale ha il suo architrave in Dio, che è il fondamento della società perché Dio è l'alfa e l'omega di tutto ciò che nell'universo esiste. Il primo rapporto sociale di amicizia non è quello dell'uomo con l'uomo, ma quello dell'uomo con Dio e questo rapporto si coltiva solo quando l'uomo riconosce la sua natura di essere creato, che tutto riceve da Dio, verso il quale non ha nessun diritto, ma solo doveri, a cominciare da quello di amarlo.<br />Susanna Tamaro, in un articolo sul "Corriere della Sera" dello scorso anno, ha ricordato un episodio della vita di santa Edith Stein che, da filosofa atea, entrò per caso in una piccola chiesa e venne folgorata dalla visione di un'anziana donna che pregava in solitudine con le borse della spesa accanto. "Lì intravide un invisibile confine: un luogo sospeso nel tempo, dove era possibile raccogliersi in un qualsiasi giorno feriale ed entrare in un intimo dialogo con l'eterno. Fu l'inizio della sua conversione".<br />La società dell'interconnessione, disconnette l'uomo non solo dai propri simili, ma innanzitutto da Dio, sostituendo alla solitudine il frastuono dei social. Nella solitudine, nel raccoglimento, nel silenzio dell'anima, gli uomini trovano Dio, mentre nella dissipazione e nell'agitazione lo perdono. C'è una frase efficace del sacerdote Joseph Roux (1834-1905), che va ricordata: "la solitudine vivifica, l'isolamento uccide". Nella società contemporanea tutto sembra organizzato per impedirci i momenti di riflessione e di solitudine, i momenti in cui l'anima è sola con sé stessa e può porsi le grandi domande sul proprio destino<br />La società della globalizzazione e dell'interconnessione è la società dell'isolamento da Dio e dai propri simili. Una società senza amici, senza famiglia, senza Dio: la società del grande zero.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/50017840</guid><pubDate>Tue, 31 May 2022 21:51:51 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/50017840/giovani_disperati_senza_amici_senza_famiglia_senza_dio.mp3" length="8007306" type="audio/mpeg"/><itunes:author>BastaBugie</itunes:author><itunes:subtitle>VIDEO: Descrizione in minuscolo ➜ https://www.youtube.com/watch?v=9U8Qhs96SU4&amp;list=PLolpIV2TSebVSarVSJS-Gy5hJo3_40bhI&amp;index=27&#13;
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TESTO DELL'ARTICOLO ➜ www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7020&#13;
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GIOVANI DISPERATI: SENZA AMICI, SENZA FAMIGLIA, SENZA...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[VIDEO: Descrizione in minuscolo ➜ <a href="https://www.youtube.com/watch?v=9U8Qhs96SU4&list=PLolpIV2TSebVSarVSJS-Gy5hJo3_40bhI&index=27" rel="noopener">https://www.youtube.com/watch?v=9U8Qhs96SU4&list=PLolpIV2TSebVSarVSJS-Gy5hJo3_40bhI&index=27</a><br /><br />TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7020" rel="noopener">www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7020</a><br /><br />GIOVANI DISPERATI: SENZA AMICI, SENZA FAMIGLIA, SENZA DIO di Roberto de Mattei<br />Ogni tanto si leggono articoli agghiaccianti su cui però vale la pena di riflettere. Ne segnalo uno della giornalista Daniela Hamaui su "La Repubblica" del 26 maggio, dal titolo "Noi con tanti followers, ma soli nella vita vera".<br />Così inizia l'articolo: "Zero amici, zero relazioni, zero complicità, zero anima gemella. Nessuno con cui condividere un segreto, nessuno da amare e da cui essere riamati. Nessuno a cui confessare la propria solitudine e il desiderio di avere appunto almeno un amico. Solo un grande zero"<br />In queste poche righe la giornalista ci offre la fotografia terribile della situazione psicologica ed esistenziale dei giovani di oggi, americani ed europei, immersi nei social network, ma incapaci di rapporti sociali. L'Occidente sta diventando una società di numeri, di individui. Nel mondo dell'interconnessione, ognuno vive isolato. E mentre Mark Zuckerberger continua a fissare un tetto massimo di 5000 amici da aggiungere su Facebook, la realtà, sempre più distopica, scrive la giornalista, sta andando nella direzione opposta: "la distanza tra il nostro io virtuale e quello concreto è diventata siderale: da una parte si cerca di arrivare a 5000 amici su Facebook, di avere l'agognato like, di essere seguiti da schiere di followers, dall'altra ci si accorge che questi numeri non rappresentano nulla e che avere un amico vero nella vita di tutti i giorni è sempre più difficile".<br /><br />SPOSARSI SENZA IL PARTNER<br />In Giappone, molte giovani donne decidono di celebrare il loro matrimonio da sole, un matrimonio dove c'è tutto salvo lo sposo. "Non hanno il tempo di cercarlo e soprattutto non sanno se lo troveranno, così intanto si sposano con sé stesse". Si parla tanto di inclusione e di condivisione, eppure i solitari sono diventati una maggioranza. Per contrastarla cominciano a spuntare società tipo "Rent a friend", "noleggia un amico" che offrono un po' di compagnia a pagamento. Il Covid è stato certamente un acceleratore: lockdown, lavoro da remoto hanno cancellato incontri, feste, occasioni per conoscersi, ma non si può attribuire la colpa di tutto alla pandemia. La solitudine diffusa e pervasiva si era già insinuata molto prima tra di noi, scrive la giornalista de "La Repubblica" che però a questo punto si mostra incapace di risalire alle cause reali e profonde del fenomeno che descrive con esattezza e preoccupazione.<br />Ebbene possiamo tentare di dare una risposta: la prima causa dell'incapacità a costruire legami sociali come l'amicizia è iniziata con l'attacco alla famiglia, che è la culla della società, perché è il luogo della trasmissione della vita, dello sviluppo della persona umana e dell'educazione, il luogo dove si costruiscono e consolidano i primi legami sociali naturali. La famiglia non è solo l'unione provvisoria di un uomo e di una donna, ma è un'istituzione sociale, con una sua unità spirituale e materiale di cui Dio ha fissato la costituzione e i diritti. Oggi zero famiglia, zero amici.<br />Negli ultimi cinquant'anni, a partire dalla Rivoluzione del Sessantotto, la società familiare, è stata scardinata. Questa istituzione non solo accompagnava l'uomo nel suo sviluppo, ma costituiva, con la sua rete di affetti, anche un sostegno per lui nelle ore difficili dell'età matura. Valori ed affetti sopravvivono solo dove esistono ancora brandelli di famiglie che resistono. E queste famiglie non solo esistono ancora, ma continuano a riformarsi, perché la famiglia non è una realtà storica destinata ad...]]></itunes:summary><itunes:duration>501</itunes:duration><itunes:keywords>conversione,sessantotto,solitudine,zero,zuckerberg</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/4ebb60de5a3b65b538520ec4dbfd8e8f.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Il vaiolo delle scimmie e la quarta dose di vaccino</title><link>https://www.spreaker.com/episode/il-vaiolo-delle-scimmie-e-la-quarta-dose-di-vaccino--49928503</link><description><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7016" rel="noopener">www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7016</a><br /><br />IL VAIOLO DELLE SCIMMIE E LA 4° DOSE DEL VACCINO di Paolo Gulisano<br />Si è aperta a Ginevra la 75esima Assemblea Mondiale dell'Organizzazione Mondiale della Sanità. Fino al 28 maggio i rappresentanti di tutti i 194 stati membri dell'OMS e diversi capi di Stato si incontreranno per la messa a punto dell'agenda dei prossimi due anni. L'organizzazione dichiara che "in un mondo minacciato da conflitti, iniquità, crisi climatica e pandemie, la settantacinquesima sessione dell'Assemblea mondiale della sanità sottolineerà l'importanza di costruire un pianeta sano e pacifico sfruttando scienza, dati, tecnologia e innovazione".<br />La sessione di quest'anno dell'Assemblea della Salute sarà incentrata sul tema "Salute per la pace, pace per la salute" e sarà anche caratterizzata dalla nomina del prossimo Direttore Generale che, salvo sorprese dallo scrutinio segreto, dovrebbe vedere la conferma per altri cinque anni dell'attuale Direttore Generale, Tedros Adhanom Ghebreyesus indicato come candidato da diversi Stati membri e unico candidato proposto. L'Executive Board dell'Oms durante la sua ultima sessione a gennaio scorso lo ha infatti già indicato per la carica di direttore generale che ricoprirebbe così per la seconda e ultima volta, secondo gli attuali statuti. Sarà dunque il discusso esponente politico a dettare le linee guida della sanità mondiale, che si vorrebbe sempre più centralizzata, e decisiva nei confronti delle scelte sanitarie di ogni Stato.<br /><br />IL VAIOLO DELLE SCIMMIE<br />Ma questa Assemblea si svolge anche nell'attuale surreale clima di allarme sulla Monkeypox, il vaiolo delle scimmie, una rarissima malattia che da qualche giorno è ascesa ai vertici dell'attenzione mediatica. Sono ancora allo studio l'epidemiologia, le manifestazioni cliniche e il sequenziamento dei virus.<br />Il vaiolo umano è stato completamente eradicato oltre quarant'anni fa. Era una malattia infettiva altamente contagiosa e spesso fatale. Una persona infettata da vaiolo sviluppa tipicamente un'eruzione cutanea caratterizzata da pozzi in rilievo sul viso e sul corpo. Il virus del vaiolo si diffondeva attraverso la saliva e le goccioline delle vie respiratorie o per contatto con le lesioni cutanee. Il virus poteva essere diffuso anche attraverso altri fluidi corporei.<br />Il vaiolo è stato dichiarato ufficialmente estinto dall'OMS nel 1980, e il merito fu attribuito alla vaccinazione. Di fatto, è l'unica malattia completamente eradicata dal vaccino. Ora, negli ultimi giorni è esplosa una vera e propria bolla mediatica riguardo al vaiolo delle scimmie. Una delle centinaia di zoonosi esistenti. In modo incredibile sta diventando una nuova emergenza sanitaria. Incredibile, perché ci sono malattie infettive molto più gravi e diffuse. L'Epatite C e la Tubercolosi provocano ciascuna ogni anno un milione e mezzo di morti nel mondo. E sono malattie per le quali non c'è vaccino. Il vaiolo delle scimmie è una malattia rarissima e se colpisce l'uomo provoca febbre, mal di testa, dolori muscolari e debolezza. Sintomi molto simili ad una influenza o alle ultime varianti di Covid. Eppure se ne parla come un'emergenza, come una minaccia incombente, come la pandemia prossima ventura.<br /><br />GIÀ PRONTI CON IL VACCINO CONTRO IL VAIOLO<br />Ma questa volta non ci sarà da attendere a lungo perché venga la soluzione al problema, la liberazione dal male. Nel settembre del 2019 infatti, tre mesi prima dell'arrivo del Covid-19, la FDA, la Food and Drug Amministration americana che autorizza i farmaci, approvò un vaccino contro il vaiolo e il vaiolo delle scimmie. Perché nel 2019, a quarant'anni dalla scomparsa di questa malattia, l'industria farmaceutica sentì l'impellente bisogno di mettere a punto un tale preparato, anziché dedicare i propri sforzi a malattie meno virtuali come l'Epatite C, la Tubercolosi, la Malaria o altro ancora? La giustificazione della FDA fu la seguente: "A seguito del Programma globale di eradicazione del vaiolo, l'Organizzazione Mondiale della Sanità ha certificato l'eradicazione della malattia naturale del vaiolo nel 1980. La vaccinazione di routine della popolazione americana fu interrotta nel 1972 dopo che la malattia era stata eradicata negli Stati Uniti e, di conseguenza, un'ampia percentuale degli Stati Uniti, così come la popolazione globale, non ha immunità", affermò Peter Marks, direttore del Center for Biologics Evaluation and Research della FDA. "Pertanto, sebbene la malattia del vaiolo naturale non sia più una minaccia globale, la diffusione intenzionale di questo virus altamente contagioso potrebbe avere un effetto devastante. L'approvazione odierna riflette l'impegno del governo degli Stati Uniti per la preparazione attraverso il supporto per lo sviluppo di vaccini sicuri ed efficaci, terapie e altre contromisure mediche."<br />A tre anni di distanza, dopo il Covid, queste dichiarazioni risultano quantomeno inquietanti: viene sviluppato un vaccino per una malattia estinta, che teoricamente non servirebbe a nulla, se non per difendere la popolazione in caso di "diffusione intenzionale", ovvero di una guerra biologica. Ma se il virus è estinto come può essere propagato? In realtà del virus del vaiolo, scomparso dal pianeta, rimasero due ceppi, conservati in due laboratori di massima sicurezza, uno a Mosca, e l'altro a Washington. Se il vaiolo umano tornasse, sappiamo con certezza la sua provenienza. Ma intanto, può essere utile alla strategia del terrore dei microrganismi anche il vaiolo delle scimmie. E se questo fosse un problema, o meglio fatto diventare tale, c'è già la soluzione, dal 24 settembre 2019. D'altra parte c'è chi lo ripete da tempo, come Mario Draghi: siamo entrati nell'era delle pandemie.<br /><br />Nota di BastaBugie: l'autore del precedente articolo, Paolo Gulisano, nell'articolo seguente dal titolo "Il Covid che verrà porterà vaccino e mascherine" spiega perché quando in autunno il Covid si ripresenterà la misura con cui affrontarlo sarà ancora il vaccino. Anche se ora non se ne parla molto, la quarta dose arriverà. E Speranza ci costringerà sempre con la mascherina.<br />Ecco l'articolo completo pubblicato su La Nuova Bussola Quotidiana il 9 maggio 2022:<br />Che ne è del Covid all'inizio della bella stagione e del rialzo delle temperature? Le varie curve dei casi rilevati, dei ricoveri e dei decessi stanno tutte discendendo, confermando quello che si osserva dal punto di vista epidemiologico fin dagli inizi, che esiste una stagionalità del virus. Il primo anno, il 2020, dopo due mesi - marzo e aprile - difficilissimi, a maggio il numero dei morti crollò nettamente, fino ad arrivare nei tre mesi estivi in Italia ad una media di sei decessi al giorno.<br />Tuttavia l'anno successivo i numeri furono decisamente più alti, nonostante ci fossero stati mesi e milioni di vaccinati. Ora siamo arrivati alla terza estate dell'epidemia. In tutte le pandemie del passato dalla Spagnola alla Sars-Cov 1 non si era mai visto superare i due anni di durata del contagio. Tutte erano scomparse spontaneamente. Cosa succederà ora? Avremo di nuovo un calo drastico come nel 2020? E, soprattutto, il virus sarà sparito in autunno?<br />Perché dalle cifre dei contagi e dei decessi si deciderà della nostra libertà, ora faticosamente strappata come gentile concessione dai governanti. Ci saranno nuovamente Lockdowns, mascherine ubiquitarie, vaccinazioni e lasciapassare? La risposta non è facile. Certamente il virus è destinato a diventare da epidemico a endemico. Le varianti che si stanno susseguendo portano il Covid ad assomigliare sempre più ai cugini Coronavirus, in grado di causare raffreddori, faringiti, e in qualche caso più grave, nei soggetti anziani e fragili, bronchiti e polmoniti.<br />Il Covid sarà sempre più simile ad una influenza, ossia un virus molto diffusivo, contagioso, ma con un tasso di letalità analogo a quello dell'influenza, che è dello 0,2%. Potrà un simile rischio portare e giustificare delle misure draconiane della libertà? La risposta sarà diversa in ogni Paese: difficile pensare che la Gran Bretagna imporrà misure coercitive, dopo essere stata tra le prime a revocare le disposizioni di limitazioni, mentre la Francia di Macron e l'Italia di Draghi continueranno come prevedibile ad essere i più duri esponenti dell'ideologia del Security State: togliere le libertà in cambio di una sedicente tutela di sicurezza. C'è chi non si rassegna fin da ora alle concessioni rilasciate dal proprio stesso Esecutivo: il Ministro Speranza lancia un appello all'uso continuo della mascherina, anche all'aperto. Le mascherine - secondo i loro propugnatori- dovranno diventare uno strumento di uso comune".<br />Quello che dovrebbe rappresentare il punto di riferimento per le politiche sanitarie, l'Organizzazione Mondiale della Sanità, è sempre più incerto e contraddittorio. In attesa di nuove linee guida sul Covid, si leggono dichiarazioni a macchia di Leopardo di singoli dirigenti: si va dai profeti di sventura che parlano di varianti future più patogene, a chi si lamenta delle aperture e della circolazione di persone, fino ad una probabile presenza del Covid negli anni a venire come principale protagonista delle patologie respiratorie invernali che scalzerà il virus influenzale, che negli ultimi due anni è pressoché scomparso. Ma su una cosa sono tutti d'accordo: quando in autunno il Covid si ripresenterà la misura con cui affrontarlo sarà il vaccino. Anche se ora non se ne parla molto, la quarta dose arriverà.<br />L'OMS si affida all'industria farmaceutica affinché metta a disposizione un vaccino che "copra meglio la variante Omicron". Una variante i cui dati clinici ed epidemiologici non sembrano giustificare una vaccinazione ad hoc, ma sicuramente l'industria farmaceutica farà di tutto per rispondere alla richiesta dell'OMS.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/49928503</guid><pubDate>Tue, 24 May 2022 22:05:01 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/49928503/il_vaiolo_delle_scimmie_e_la_quarta_dose_di_vaccino.mp3" length="13531472" type="audio/mpeg"/><itunes:author>BastaBugie</itunes:author><itunes:subtitle>TESTO DELL'ARTICOLO ➜ www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7016&#13;
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IL VAIOLO DELLE SCIMMIE E LA 4° DOSE DEL VACCINO di Paolo Gulisano&#13;
Si è aperta a Ginevra la 75esima Assemblea Mondiale dell'Organizzazione Mondiale della Sanità. Fino al 28 maggio i...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7016" rel="noopener">www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7016</a><br /><br />IL VAIOLO DELLE SCIMMIE E LA 4° DOSE DEL VACCINO di Paolo Gulisano<br />Si è aperta a Ginevra la 75esima Assemblea Mondiale dell'Organizzazione Mondiale della Sanità. Fino al 28 maggio i rappresentanti di tutti i 194 stati membri dell'OMS e diversi capi di Stato si incontreranno per la messa a punto dell'agenda dei prossimi due anni. L'organizzazione dichiara che "in un mondo minacciato da conflitti, iniquità, crisi climatica e pandemie, la settantacinquesima sessione dell'Assemblea mondiale della sanità sottolineerà l'importanza di costruire un pianeta sano e pacifico sfruttando scienza, dati, tecnologia e innovazione".<br />La sessione di quest'anno dell'Assemblea della Salute sarà incentrata sul tema "Salute per la pace, pace per la salute" e sarà anche caratterizzata dalla nomina del prossimo Direttore Generale che, salvo sorprese dallo scrutinio segreto, dovrebbe vedere la conferma per altri cinque anni dell'attuale Direttore Generale, Tedros Adhanom Ghebreyesus indicato come candidato da diversi Stati membri e unico candidato proposto. L'Executive Board dell'Oms durante la sua ultima sessione a gennaio scorso lo ha infatti già indicato per la carica di direttore generale che ricoprirebbe così per la seconda e ultima volta, secondo gli attuali statuti. Sarà dunque il discusso esponente politico a dettare le linee guida della sanità mondiale, che si vorrebbe sempre più centralizzata, e decisiva nei confronti delle scelte sanitarie di ogni Stato.<br /><br />IL VAIOLO DELLE SCIMMIE<br />Ma questa Assemblea si svolge anche nell'attuale surreale clima di allarme sulla Monkeypox, il vaiolo delle scimmie, una rarissima malattia che da qualche giorno è ascesa ai vertici dell'attenzione mediatica. Sono ancora allo studio l'epidemiologia, le manifestazioni cliniche e il sequenziamento dei virus.<br />Il vaiolo umano è stato completamente eradicato oltre quarant'anni fa. Era una malattia infettiva altamente contagiosa e spesso fatale. Una persona infettata da vaiolo sviluppa tipicamente un'eruzione cutanea caratterizzata da pozzi in rilievo sul viso e sul corpo. Il virus del vaiolo si diffondeva attraverso la saliva e le goccioline delle vie respiratorie o per contatto con le lesioni cutanee. Il virus poteva essere diffuso anche attraverso altri fluidi corporei.<br />Il vaiolo è stato dichiarato ufficialmente estinto dall'OMS nel 1980, e il merito fu attribuito alla vaccinazione. Di fatto, è l'unica malattia completamente eradicata dal vaccino. Ora, negli ultimi giorni è esplosa una vera e propria bolla mediatica riguardo al vaiolo delle scimmie. Una delle centinaia di zoonosi esistenti. In modo incredibile sta diventando una nuova emergenza sanitaria. Incredibile, perché ci sono malattie infettive molto più gravi e diffuse. L'Epatite C e la Tubercolosi provocano ciascuna ogni anno un milione e mezzo di morti nel mondo. E sono malattie per le quali non c'è vaccino. Il vaiolo delle scimmie è una malattia rarissima e se colpisce l'uomo provoca febbre, mal di testa, dolori muscolari e debolezza. Sintomi molto simili ad una influenza o alle ultime varianti di Covid. Eppure se ne parla come un'emergenza, come una minaccia incombente, come la pandemia prossima ventura.<br /><br />GIÀ PRONTI CON IL VACCINO CONTRO IL VAIOLO<br />Ma questa volta non ci sarà da attendere a lungo perché venga la soluzione al problema, la liberazione dal male. Nel settembre del 2019 infatti, tre mesi prima dell'arrivo del Covid-19, la FDA, la Food and Drug Amministration americana che autorizza i farmaci, approvò un vaccino contro il vaiolo e il vaiolo delle scimmie. Perché nel 2019, a quarant'anni dalla scomparsa di questa malattia, l'industria farmaceutica sentì l'impellente bisogno di mettere a punto un tale preparato, anziché dedicare i propri sforzi a malattie meno virtuali come l'Epatite C, la...]]></itunes:summary><itunes:duration>846</itunes:duration><itunes:keywords>certificazioneverde,fda,oms,scimmie,vaiolo,virus</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/6f5b2935b5ea3bd50716af77e792bcc6.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Processo ideologico agli alpini</title><link>https://www.spreaker.com/episode/processo-ideologico-agli-alpini--49928444</link><description><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7015" rel="noopener">www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7015</a><br /><br />PROCESSO IDEOLOGICO AGLI ALPINI di Valerio Pece<br />Una molestia non può passare per goliardia. Chiaro. Infatti i fischi, le frasi, gli ammiccamenti durante la 93esima adunata nazionale degli alpini sono stati condannati dalla stessa Associazione Nazionale degli Alpini (ANA). Nel comunicato stampa si legge che l'Ana «prende ovviamente le distanze, stigmatizzandoli, dai comportamenti incivili segnalati, che certo non appartengono a tradizioni e valori che da sempre custodisce e porta avanti». In riferimento ai 400.000 (di cui non tutti alpini) che durante i quattro giorni della manifestazione hanno invaso Rimini, il comunicato aggiunge: «Quando si concentrano in una sola località centinaia di migliaia di persone per festeggiare, è quasi fisiologico che possano verificarsi episodi di maleducazione, che però non possono certo inficiare il valore dei messaggi di pace, fratellanza, solidarietà e amore per la Patria che sono veicolati da oltre un secolo proprio dall'Adunata».<br />Sarebbe dovuto ragionevolmente finire tutto qui, con questo comunicato chiaro e forte, e con le denunce - sacrosante - di chi ha subito vere molestie. È montata invece una polemica dalle dimensioni elefantiache, dietro la quale è difficile non scorgere un disegno preciso.<br />Marcello Veneziani, parlando della «campagna di guerra contro gli alpini nel nome del femminismo e del Me too», scrive che «è un caso da manuale da studiare». Per Veneziani «si tratta di narrare alcuni episodi [...] per concludere che queste adunate sono un festival di machismo e di sessismo», lo scopo è quello di «impedire che questi raduni veicolino valori comunitari e patriottici». Ecco allora che per il giornalista-filosofo «si prende un caso per colpirne 1000». Lo schema è vecchio, ed è lo stesso usato per abbattere la famiglia, sfruttando gli episodi di violenza domestica, o per distruggere la Chiesa, utilizzando gli episodi di pedofilia. Niente di nuovo sotto il sole.<br /><br />LE EDUCANDE DI NON UNA DI MENO<br />È interessante notare, poi, che chi in queste ore si impegna alacremente per raccogliere le testimonianze delle donne molestate a Rimini è il collettivo femminista di "Non una di meno". Le stesse femministe che lo scorso 8 marzo, festa della donna, si sono spogliate davanti al Consiglio regionale del Piemonte al grido di "stupro climatico" (sostenendo che «le donne subiscono in misura maggiore le conseguenze della crisi ecoclimatica»). Le zelanti femministe di "Non una di meno" sono anche coloro che l'8 marzo del 2021 hanno portato in «frocessione» (sic!) una statua blasfema della Madonna fino alla parrocchia romana dei Santi Angeli Custodi, quartiere Monte Sacro. Una «sacra celebrazione anti-patriarcale», si leggeva nel loro comunicato, «in concomitanza con la festa della donna». Sono loro, oggi, a dare lezioni di educazione.<br />Ma il cortocircuito-capolavoro si manifesta in tutto il suo splendore quando sono le stesse donne di sinistra a ribellarsi alla vulgata dell'alpino brutto, sporco e cattivo. «Intendiamo dissociarci da toni accusatori, tesi a incrementare un clima di polemica generalista e qualunquista, che getta un inaccettabile discredito verso un Corpo dal valore riconosciuto e indiscusso del nostro Esercito». Sono bastate queste poche righe pubblicate da Sonia Alvisi, da oltre dieci anni portavoce riminese delle Donne democratiche di Rimini nonché consigliera di parità della Regione Emilia Romagna, a scatenare l'inferno. Le frasi più eleganti? «Vergogna!», «Comunicato pilatesco», «Scusatevi con le donne molestate». Il comunicato, com'è ovvio, non prescindeva affatto dalla condanna alle molestie durante l'adunata degli Alpini, voleva solo - sono le parole di Sonia Alvisi intervistata dalla Stampa - «non fare di oltre 400 mila Alpini dei molestatori». Risultato? Sconfessata dal PD nazionale e costretta alle dimissioni.<br /><br />UN DASPO PER GLI ALPINI<br />Sul caso alpini purtroppo c'è di più. Una petizione lanciata martedì sera sulla piattaforma online Change.org chiede lo stop delle adunate: «Sospendere per due anni le adunate degli Alpini in modo tale da dare un chiaro segnale». Le firme digitali sono arrivate, in quattro giorni, a quasi 19 mila. Un Daspo per gli alpini, cioè il provvedimento con cui un questore allontana le persone pericolose, sarebbe letto da molti come il punto più basso della nostra storia recente. La prima guerra mondiale, per gli italiani, sono loro: gli alpini. Sull'Ortigara, il Pasubio, il Grappa, Caporetto, Vittorio Veneto. E nel secondo conflitto mondiale, ancora loro, con le terribili campagne di Grecia e di Russia. A ricordarci che la storia del Novecento italiano, fatta di lacrime e sangue, è un tutt'uno con quella degli alpini è la letteratura più alta: Rigoni Stern, Eugenio Corti, Dino Buzzati, Egisto Corradi. Senza neanche contare gli innumerevoli interventi di soccorso prestati dagli alpini in qualsiasi situazione, dai terremoti (in Friuli, in Emilia, in Abruzzo) fino alle recenti campagne di liberazione delle donne afghane. Tutto da buttare<br />D'altronde per Paolo Berizzi, giornalista di Repubblica, gli alpini finiti nel mirino «sono sbronzi di una fetida cultura patriarcale che considera la donna una preda e che ha il suo detonatore nel branco, un branco di vigliacchi con la penna senza onore».<br />Sono ancora le donne, però, a smascherare l'ipocrisia. La prima è Hoara Borselli, commentatrice di Libero, che ricordale molestie ad opera di soggetti extracomunitari subite a Capodanno dalle donne milanesi. E twitta: «Ma gli stupri di Milano hanno avuto le stesse reazioni indignate delle femministe? Molestie di serie A e B a seconda della nazionalità». Sulla scia, un'altra giornalista, Francesca Totolo, si è limitata a evidenziare la notoria doppiezza con l'ausilio dei freddi numeri: «Nel 2021 su 62 femminicidi, 19 sono stati commessi da stranieri, il 31%. Gli stranieri in Italia sono l'8,5% della popolazione totale. E le femministe di @nonunadimeno zitte. Il problema sono gli apprezzamenti degli #alpini italiani».<br /><br />SONO DAVVERO MOLESTIE?<br />Ovviamente dovrà essere fatta luce su ogni singolo episodio, senza sconti, perché probabilmente a Rimini non si è trattato solo di "apprezzamenti". Anche se, per la verità, ad oggi non sono pervenute notizie particolarmente rilevanti sulle condotte degli alpini, cosa che sta offrendo il destro ad una effervescente ironia sui social. Un tweet recita: «Intervistata dai giornalisti di TGla7 una ragazza denuncia: "Gli Alpini mi hanno detto che ho delle belle gambe, per paura non sono più uscita di casa. C'è qualcosa di più violento e sessista di dire "hai delle belle gambe" a un* donna?!». Un altro utente, in perfetto stile Valerio Lundini, scrive: «Come dimenticare lo scandaloso inno alla molestia di Loredana Bertè "Sei bellissima". Una ferita sempre aperta». Per ora, dunque, siamo più o meno fermi alla domanda di Edoardo Sylos Labini, attore, regista e direttore del mensile Cultura Identità: «Perché se dici Bella ciao ti applaudono, e se dici ciao bella ti denunciano?».<br />Ogni querela, è bene ripeterlo, sarà preziosa per fare chiarezza, e semmai anche per fare pulizia nell'epico corpo degli alpini. Non dimenticando mai (a meno che, dopo gli Usa, non si voglia intronizzare anche in Italia, in maniera massiccia e capillare, il fenomeno del "Me Too", magari sotto forma di Educazione civica nelle sue versioni isteriche del mansplaining e del manspreading), sia che la responsabilità penale è personale (concetto giuridico di base sempre più ignorato), sia che non tutto è perseguibile per legge. Non lo sono, per esempio, gli «sguardi lascivi» che Massimo Gramellini, sul Corriere, parlando del pasticciaccio riminese, si rammarica non possano essere sanzionati (ma solo perché altrimenti «ci sarebbero le code fuori dai commissariati», mentre, stando così le cose - testuale - «una donna è costretta a selezionare le umiliazioni»).]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/49928444</guid><pubDate>Tue, 24 May 2022 22:04:27 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/49928444/processo_ideologico_agli_alpini.mp3" length="9093607" type="audio/mpeg"/><itunes:author>BastaBugie</itunes:author><itunes:subtitle>TESTO DELL'ARTICOLO ➜ www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7015&#13;
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PROCESSO IDEOLOGICO AGLI ALPINI di Valerio Pece&#13;
Una molestia non può passare per goliardia. Chiaro. Infatti i fischi, le frasi, gli ammiccamenti durante la 93esima adunata nazionale...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7015" rel="noopener">www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7015</a><br /><br />PROCESSO IDEOLOGICO AGLI ALPINI di Valerio Pece<br />Una molestia non può passare per goliardia. Chiaro. Infatti i fischi, le frasi, gli ammiccamenti durante la 93esima adunata nazionale degli alpini sono stati condannati dalla stessa Associazione Nazionale degli Alpini (ANA). Nel comunicato stampa si legge che l'Ana «prende ovviamente le distanze, stigmatizzandoli, dai comportamenti incivili segnalati, che certo non appartengono a tradizioni e valori che da sempre custodisce e porta avanti». In riferimento ai 400.000 (di cui non tutti alpini) che durante i quattro giorni della manifestazione hanno invaso Rimini, il comunicato aggiunge: «Quando si concentrano in una sola località centinaia di migliaia di persone per festeggiare, è quasi fisiologico che possano verificarsi episodi di maleducazione, che però non possono certo inficiare il valore dei messaggi di pace, fratellanza, solidarietà e amore per la Patria che sono veicolati da oltre un secolo proprio dall'Adunata».<br />Sarebbe dovuto ragionevolmente finire tutto qui, con questo comunicato chiaro e forte, e con le denunce - sacrosante - di chi ha subito vere molestie. È montata invece una polemica dalle dimensioni elefantiache, dietro la quale è difficile non scorgere un disegno preciso.<br />Marcello Veneziani, parlando della «campagna di guerra contro gli alpini nel nome del femminismo e del Me too», scrive che «è un caso da manuale da studiare». Per Veneziani «si tratta di narrare alcuni episodi [...] per concludere che queste adunate sono un festival di machismo e di sessismo», lo scopo è quello di «impedire che questi raduni veicolino valori comunitari e patriottici». Ecco allora che per il giornalista-filosofo «si prende un caso per colpirne 1000». Lo schema è vecchio, ed è lo stesso usato per abbattere la famiglia, sfruttando gli episodi di violenza domestica, o per distruggere la Chiesa, utilizzando gli episodi di pedofilia. Niente di nuovo sotto il sole.<br /><br />LE EDUCANDE DI NON UNA DI MENO<br />È interessante notare, poi, che chi in queste ore si impegna alacremente per raccogliere le testimonianze delle donne molestate a Rimini è il collettivo femminista di "Non una di meno". Le stesse femministe che lo scorso 8 marzo, festa della donna, si sono spogliate davanti al Consiglio regionale del Piemonte al grido di "stupro climatico" (sostenendo che «le donne subiscono in misura maggiore le conseguenze della crisi ecoclimatica»). Le zelanti femministe di "Non una di meno" sono anche coloro che l'8 marzo del 2021 hanno portato in «frocessione» (sic!) una statua blasfema della Madonna fino alla parrocchia romana dei Santi Angeli Custodi, quartiere Monte Sacro. Una «sacra celebrazione anti-patriarcale», si leggeva nel loro comunicato, «in concomitanza con la festa della donna». Sono loro, oggi, a dare lezioni di educazione.<br />Ma il cortocircuito-capolavoro si manifesta in tutto il suo splendore quando sono le stesse donne di sinistra a ribellarsi alla vulgata dell'alpino brutto, sporco e cattivo. «Intendiamo dissociarci da toni accusatori, tesi a incrementare un clima di polemica generalista e qualunquista, che getta un inaccettabile discredito verso un Corpo dal valore riconosciuto e indiscusso del nostro Esercito». Sono bastate queste poche righe pubblicate da Sonia Alvisi, da oltre dieci anni portavoce riminese delle Donne democratiche di Rimini nonché consigliera di parità della Regione Emilia Romagna, a scatenare l'inferno. Le frasi più eleganti? «Vergogna!», «Comunicato pilatesco», «Scusatevi con le donne molestate». Il comunicato, com'è ovvio, non prescindeva affatto dalla condanna alle molestie durante l'adunata degli Alpini, voleva solo - sono le parole di Sonia Alvisi intervistata dalla Stampa - «non fare di oltre 400 mila Alpini dei molestatori». Risultato? Sconfessata dal PD nazionale e...]]></itunes:summary><itunes:duration>569</itunes:duration><itunes:keywords>adunate,alpini,golardia,molestia,petizioni,stuproclimatico</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/8fe85cbb0f2c10988a90ef1a44cad551.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>La lezione di Djokovic: non ti vaccini, non muori, vinci</title><link>https://www.spreaker.com/episode/la-lezione-di-djokovic-non-ti-vaccini-non-muori-vinci--49836036</link><description><![CDATA[VIDEO: Gioco o non Djokovic? ➜ <a href="https://www.youtube.com/watch?v=KaltXaCPXTY&list=PLolpIV2TSebVLUetRlYxAQgaHFOcG_4Pa" rel="noopener">https://www.youtube.com/watch?v=KaltXaCPXTY&list=PLolpIV2TSebVLUetRlYxAQgaHFOcG_4Pa</a><br /><br />TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7010" rel="noopener">www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7010</a><br /><br />LA LEZIONE DI DJOKOVIC: NON TI VACCINI, NON MUORI, VINCI di Andrea Zambrano<br />Vedere i vertici dello sport italiano e gli amministratori di Roma e della Regione Lazio, tutti targati Pd, in piedi ad applaudire il numero uno al mondo Novak Djokovic ha un non so che di dantesco. Nel senso che deve essere stato un bel contrappasso quello vissuto da Malagò & company, ma anche per diversi politici, i quali a febbraio avevano contestato la sua battaglia no vax ai tempi degli Open d'Australia.<br />Il presidente del Coni disse che la «presenza di Djokovic a Roma è un messaggio sbagliato» mentre Nino Cartabellotta della Fondazione Gimbe, che non si capisce bene da chi abbia mai ricevuto l'investitura di essere l'oracolo sui dati e i numeri del covid, si spinse addirittura a dire che la battaglia del campione serbo di non vaccinarsi e «pretendere» di giocare era sbagliata dato che «le evidenze scientifiche ci dicono che a causa del long covid molti sportivi non possono riprendere l'attività». Semmai, sta succedendo - e accade tutt'ora - un altro fenomeno inquietante, quello delle miocarditi da vaccino che stanno letteralmente funestando atleti professionisti e no, ma questo non interessava allora mentre oggi che ci sono ormai sufficienti prove, si fa finta di nulla.<br />Anche il mondo politico si era esposto nella foga da tweet compulsivo: il forzista Gasparri auspicava che Djokovic se ne rimanesse a casa perché un campione è tale quando rispetta le regole. Parole a vanvera nel circo mediatico, ma parole che come sempre influenzavano l'opinione pubblica.<br />Come si sa Nole non partecipò agli Open, ma invece ha partecipato oggi agli Internazionali di Roma, vincendoli, anzi, stravincendoli dato che il 6-0 7-6 inflitto al greco Tsisipas non lascia adito a dubbi: il numero uno del tennis mondiale, è ancora lui. Anche se non vaccinato.<br />Cadono dunque tutti i costrutti mentali degli opinion maker di casa nostra e cade anche lo sciagurato sillogismo del premier Draghi ("non ti vaccini, ti ammali, muori") che oggi Djokovic potrebbe a buon diritto ribattezzare così: «Non ti vaccini, non ti ammali, vinci».<br />Che lezione ai parrucconi della maggioranza di governo che mentre si auguravano la fine della carriera del tennista serbo hanno proibito le attività sportive per tutti quegli adolescenti over 12 anni che non sono vaccinati.<br />E che lezione di gioco anche a chi ormai fa della vittoria o della sconfitta in una qualunque competizione una faccenda politica. Djokovic vinceva gli internazionali Bnl di Roma proprio mentre a Torino veniva incoronata vincitrice dell'Eurovision song contest una band ucraina che se non ci fosse stata la guerra avrebbe probabilmente trascorso nell'anonimato internazionale il resto dei suoi giorni. Insomma: c'è chi vince per ideologia e chi vince sul campo sudando sulla terra rossa.<br />Il sonoro cappotto inflitto al nostro establishment sportivo dal numero uno del tennis mondiale che ha saputo sfidare le minacce che lo hanno tormentato ingiustamente ci consegna anche un'altra verità della quale dobbiamo tenere ormai conto: anche lo sport è legato a doppio filo con la politica, in un rapporto di vassallaggio. E è lo stesso vassallaggio che fa piegare la testa delle autorità sportive di fronte alla ignobile pretesa di escludere gli atleti russi dalle competizioni sportive. Per far vincere, l'Eurovision insegna, magari, proprio gli ucraini.<br />Insomma: Djokovic ci insegna che nello sport è il migliore che deve vincere non quello più in sintonia col potere politico. Djoko, Video, Vinco.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/49836036</guid><pubDate>Tue, 17 May 2022 22:13:23 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/49836036/la_lezione_di_djokovic_non_ti_vaccini_non_muori_vinci.mp3" length="4890584" type="audio/mpeg"/><itunes:author>BastaBugie</itunes:author><itunes:subtitle>VIDEO: Gioco o non Djokovic? ➜ https://www.youtube.com/watch?v=KaltXaCPXTY&amp;list=PLolpIV2TSebVLUetRlYxAQgaHFOcG_4Pa&#13;
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TESTO DELL'ARTICOLO ➜ www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7010&#13;
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LA LEZIONE DI DJOKOVIC: NON TI VACCINI, NON MUORI, VINCI di Andrea...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[VIDEO: Gioco o non Djokovic? ➜ <a href="https://www.youtube.com/watch?v=KaltXaCPXTY&list=PLolpIV2TSebVLUetRlYxAQgaHFOcG_4Pa" rel="noopener">https://www.youtube.com/watch?v=KaltXaCPXTY&list=PLolpIV2TSebVLUetRlYxAQgaHFOcG_4Pa</a><br /><br />TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7010" rel="noopener">www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7010</a><br /><br />LA LEZIONE DI DJOKOVIC: NON TI VACCINI, NON MUORI, VINCI di Andrea Zambrano<br />Vedere i vertici dello sport italiano e gli amministratori di Roma e della Regione Lazio, tutti targati Pd, in piedi ad applaudire il numero uno al mondo Novak Djokovic ha un non so che di dantesco. Nel senso che deve essere stato un bel contrappasso quello vissuto da Malagò & company, ma anche per diversi politici, i quali a febbraio avevano contestato la sua battaglia no vax ai tempi degli Open d'Australia.<br />Il presidente del Coni disse che la «presenza di Djokovic a Roma è un messaggio sbagliato» mentre Nino Cartabellotta della Fondazione Gimbe, che non si capisce bene da chi abbia mai ricevuto l'investitura di essere l'oracolo sui dati e i numeri del covid, si spinse addirittura a dire che la battaglia del campione serbo di non vaccinarsi e «pretendere» di giocare era sbagliata dato che «le evidenze scientifiche ci dicono che a causa del long covid molti sportivi non possono riprendere l'attività». Semmai, sta succedendo - e accade tutt'ora - un altro fenomeno inquietante, quello delle miocarditi da vaccino che stanno letteralmente funestando atleti professionisti e no, ma questo non interessava allora mentre oggi che ci sono ormai sufficienti prove, si fa finta di nulla.<br />Anche il mondo politico si era esposto nella foga da tweet compulsivo: il forzista Gasparri auspicava che Djokovic se ne rimanesse a casa perché un campione è tale quando rispetta le regole. Parole a vanvera nel circo mediatico, ma parole che come sempre influenzavano l'opinione pubblica.<br />Come si sa Nole non partecipò agli Open, ma invece ha partecipato oggi agli Internazionali di Roma, vincendoli, anzi, stravincendoli dato che il 6-0 7-6 inflitto al greco Tsisipas non lascia adito a dubbi: il numero uno del tennis mondiale, è ancora lui. Anche se non vaccinato.<br />Cadono dunque tutti i costrutti mentali degli opinion maker di casa nostra e cade anche lo sciagurato sillogismo del premier Draghi ("non ti vaccini, ti ammali, muori") che oggi Djokovic potrebbe a buon diritto ribattezzare così: «Non ti vaccini, non ti ammali, vinci».<br />Che lezione ai parrucconi della maggioranza di governo che mentre si auguravano la fine della carriera del tennista serbo hanno proibito le attività sportive per tutti quegli adolescenti over 12 anni che non sono vaccinati.<br />E che lezione di gioco anche a chi ormai fa della vittoria o della sconfitta in una qualunque competizione una faccenda politica. Djokovic vinceva gli internazionali Bnl di Roma proprio mentre a Torino veniva incoronata vincitrice dell'Eurovision song contest una band ucraina che se non ci fosse stata la guerra avrebbe probabilmente trascorso nell'anonimato internazionale il resto dei suoi giorni. Insomma: c'è chi vince per ideologia e chi vince sul campo sudando sulla terra rossa.<br />Il sonoro cappotto inflitto al nostro establishment sportivo dal numero uno del tennis mondiale che ha saputo sfidare le minacce che lo hanno tormentato ingiustamente ci consegna anche un'altra verità della quale dobbiamo tenere ormai conto: anche lo sport è legato a doppio filo con la politica, in un rapporto di vassallaggio. E è lo stesso vassallaggio che fa piegare la testa delle autorità sportive di fronte alla ignobile pretesa di escludere gli atleti russi dalle competizioni sportive. Per far vincere, l'Eurovision insegna, magari, proprio gli ucraini.<br />Insomma: Djokovic ci insegna che nello sport è il migliore che deve vincere non quello più in sintonia col potere politico. 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Grazie a tutti per la vostra compagnia e supporto negli ultimi 21 anni!", così recitava fino a poche ore fa, l'ultimo post di un popolare sito cristiano cinese, Jona Home, prima di sparire definitivamente nel nulla. Il regime cinese l'ha dichiarato illegale.<br />Ma non è niente di strano, o meglio, è tutto in regola con la legge nuova di zecca che il comunismo di Xi Jinping ha sfornato da poche settimane nel contesto della repressione al cristianesimo nel cyberspazio. Senza autorizzazione governativa in Cina, infatti, dal primo marzo non è più possibile scrivere e pubblicare immagini, video o audio che afferiscano alla sfera religiosa. Lo aveva annunciato a dicembre scorso, l'Amministrazione statale degli affari religiosi. L'organo del Consiglio di Stato cinese - il governo centrale - aveva reso noto di aver approvato il 3 dicembre le " Misure amministrative per i servizi d'informazione religiosa su internet". Misure che seguono le denunce del presidente Xi Jinping secondo il quale i divieti di utilizzare internet per pubblicizzare la religione sono troppo facilmente elusi, e si dovrebbe fare di più per assicurarsi che internet e i social network non siano usati come strumenti per la "propaganda religiosa".<br /><br />I TIMORI CINESI SUL CRISTIANESIMO<br />Durante i lavori di una conferenza religiosa nazionale tenutasi a inizio dicembre scorso, il presidente cinese e segretario generale del Partito comunista aveva annunciato il proposito di migliorare il controllo "democratico" sulle religioni. Tradotto dal cinese: nuova stretta sulla libertà di culto.<br />Il cristianesimo è considerato, da sempre, ma oggi ancor di più, pericolosissimo per la tenuta del Paese: il concetto di persona e i principi di giustizia e diritti umani, per esempio, che il comunismo ignora, sono considerati eversivi, paragonati al terrorismo.<br />Omelie, preghiere o catechesi sono da sempre controllate in Cina, ma oggi ancor di più. I loro contenuti devono essere sicinizzati - l'assorbimento delle religioni all'ideologia comunista - affinché garantiscano esclusivamente la promozione dei valori del governo, e non siano intesi come strumenti di proselitismo. Quanto alle università e i college religiosi possono diffondere contenuti via internet esclusivamente ai propri studenti. Qualsiasi tentativo di catechizzare i minori o di "indurre i minori a credere nelle religione" comporta la revoca della licenza. E la conseguente chiusura dei battenti.<br />Senza aver ottenuto una specifica licenza dal governo, infatti, è severamente vietato condividere immagini o commenti su "cerimonie religiose come adorazione di Dio, bruciare incenso, ordinazioni sacerdotali, messe, battesimi e dottrina".<br />La legge impone una "licenza per l'informazione religiosa su internet" per qualsiasi gruppo religioso e afferma che solo le organizzazioni "giuridicamente stabilite" possono ottenerla.<br /><br />LE DUE CHIESE IN CINA<br />Lo Stato comunista cinese odierno riconosce ufficialmente cinque religioni gestite attraverso istituzioni burocratiche centralizzate: il buddhismo, il taoismo, il protestantesimo, il cattolicesimo e l'islam. Ad essere è garantita costituzionalmente la libertà di culto a patto, però, che i fedeli siano iscritti a una delle associazioni controllate dallo Stato. Si tratta di un organismo intermedio tra il governo e la società e fa da filtro. In questo modo, infatti, il Partito comunista cinese plasma i precetti religiosi alla linea politica del Paese. Ogni credo, dall'islam al cristianesimo, risponde dunque alla propria associazione e non ai vertici delle rispettive autorità spirituali. E quindi esistono l'Associazione buddista cinese, l'Associazione taoista cinese, l'Associazione islamica cinese, il Movimento patriottico protestante delle tre autonomie e l'Associazione cattolica patriottica cinese.<br />I cattolici cinesi, per esempio, sono divisi in due comunità: una sotterranea, fedele a Roma e non riconosciuta, e una ufficiale, "patriottica" composta da fedeli, preti e vescovi che, professando la propria fede cattolica, accettano il controllo governativo. L'Associazione, formata più da laici che da religiosi, decide le nomine dei vescovi, "consiglia" loro le nomine dei parroci, sceglie gli insegnanti e l'insegnamento dei seminari. La Chiesa clandestina, dall'altro lato, subisce invece solo persecuzioni: suore e preti sono incarcerati, i fedeli intimoriti, vescovi ridotti al silenzio. E ovviamente per non loro non ci sono luoghi di culto. Uno dei casi più esemplari è sicuramente la vicenda del vescovo di Baoding, Giacomo Su Zhimin, sequestrato dalla polizia nel 1997, senza un perché e senza processo. Nessuno conosce, ancora oggi, neanche il luogo di detenzione. La sua diocesi è stata da allora, però, immediatamente occupata da un vescovo nominato dal governo.<br /><br />Nota di BastaBugie: la persecuzione contro i cristiani non esiste solo in Asia, ma anche in Africa come dimostra l'articolo seguente dal titolo "Nigeria, la mattanza dei cristiani: più di 6000 uccisi in 15 mesi".<br />Ecco l'articolo completo pubblicato sul sito del Timone il 21 aprile 2022:<br />Una recente indagine ha rilevato come, negli ultimi anni, il numero di cristiani uccisi in Nigeria sia raddoppiato: «Negli ultimi quindici mesi, da gennaio 2021 a marzo 2022, il Paese ha registrato un totale di morti di cristiani non inferiore a 6006», afferma l'Intersociety (Società internazionale per le libertà civili e lo stato di diritto) nel rapporto del 5 aprile, aggiungendo: «Nei primi tre mesi del 2022 o da gennaio a marzo, non meno di 915 sono stati uccisi».<br />La fondazione per i diritti umani che sostiene la promozione e il progresso della democrazia e del buon governo, fondata nel 2008 e guidata da esperti laureati nei settori della criminologia, degli studi sulla sicurezza, del diritto, degli studi sulla pace, della risoluzione dei conflitti, del giornalismo e di altre aree di competenza in Nigeria, indica che l'anno 2021 si è concluso in modo «disastroso» per i cristiani e i loro luoghi sacri di culto con l'uccisione di 5.191 cristiani.<br />La cifra include 25 sacerdoti e pastori che sono stati assassinati o rapiti, considerando anche che ci sono stati attacchi e distruzione di circa 420 chiese e altri centri cristiani. L'entità che comprende ricercatori sui diritti umani osserva inoltre che non meno di 3.800 cristiani sono stati rapiti «con decine, se non molti tenuti uccisi in cattività dai jihadisti». Il rapporto continua poi: «Non meno di 400 civili cristiani indifesi sono stati uccisi dalle forze armate in strada a sparatorie e uccisioni e in quartieri chiusi per la custodia nella Nigeria orientale».<br />Il monitoraggio e l'indagine sulla persecuzione religiosa avviene attraverso l'uso di contatti diretti con le vittime, testimoni oculari, monitoraggio dei media, revisione di rapporti locali e internazionali credibili, interviste e fonti protette. Il rapporto del 2022 visto da ACI Africa è stato firmato da Emeka Umeagbalasi, Lead Investigator e Board Chair di Intersociety, e da altri quattro funzionari della fondazione. Il team osserva che, a causa delle dilaganti uccisioni contro i cristiani in Nigeria, il paese si qualifica come il luogo in cui le persone vengono più violate al mondo a causa delle loro convinzioni religiose.<br />La Nigeria si attesta così l'indecoroso titolo di «Paese più ostile al mondo a praticare la libertà di fede o la libertà di culto e a mostrare pacificamente l'identità etnica e il più grande nemico della fede cristiana e dei suoi fedeli o membri nel mondo».<br />Riferisce poi l'ente per i diritti umani: «È stata aggiunta una cifra oscura di 70 morti di cristiani per rappresentare altre vittime non rilevate, il che porta il numero totale di cristiani uccisi per la loro fede nel Paese negli ultimi tre mesi del 2022 a non meno di 915. Almeno sei religiosi cristiani sono stati rapiti o uccisi e non meno di venti luoghi di culto cristiani attaccati o distrutti».]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/49749182</guid><pubDate>Tue, 10 May 2022 20:29:05 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/49749182/le_guerre_del_2022_contro_i_cristiani_di_cui_nessuno_parla.mp3" length="10507119" type="audio/mpeg"/><itunes:author>BastaBugie</itunes:author><itunes:subtitle>TESTO DELL'ARTICOLO ➜ www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7003&#13;
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LE GUERRE DEL 2022 CONTRO I CRISTIANI DI CUI LA TELEVISIONE NON PARLA di Lorenza Formicola&#13;
"Per ragioni note a tutti, d'ora in poi il nostro sito non potrà più servire fratelli e...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7003" rel="noopener">www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7003</a><br /><br />LE GUERRE DEL 2022 CONTRO I CRISTIANI DI CUI LA TELEVISIONE NON PARLA di Lorenza Formicola<br />"Per ragioni note a tutti, d'ora in poi il nostro sito non potrà più servire fratelli e sorelle in Cristo. Grazie a tutti per la vostra compagnia e supporto negli ultimi 21 anni!", così recitava fino a poche ore fa, l'ultimo post di un popolare sito cristiano cinese, Jona Home, prima di sparire definitivamente nel nulla. Il regime cinese l'ha dichiarato illegale.<br />Ma non è niente di strano, o meglio, è tutto in regola con la legge nuova di zecca che il comunismo di Xi Jinping ha sfornato da poche settimane nel contesto della repressione al cristianesimo nel cyberspazio. Senza autorizzazione governativa in Cina, infatti, dal primo marzo non è più possibile scrivere e pubblicare immagini, video o audio che afferiscano alla sfera religiosa. Lo aveva annunciato a dicembre scorso, l'Amministrazione statale degli affari religiosi. L'organo del Consiglio di Stato cinese - il governo centrale - aveva reso noto di aver approvato il 3 dicembre le " Misure amministrative per i servizi d'informazione religiosa su internet". Misure che seguono le denunce del presidente Xi Jinping secondo il quale i divieti di utilizzare internet per pubblicizzare la religione sono troppo facilmente elusi, e si dovrebbe fare di più per assicurarsi che internet e i social network non siano usati come strumenti per la "propaganda religiosa".<br /><br />I TIMORI CINESI SUL CRISTIANESIMO<br />Durante i lavori di una conferenza religiosa nazionale tenutasi a inizio dicembre scorso, il presidente cinese e segretario generale del Partito comunista aveva annunciato il proposito di migliorare il controllo "democratico" sulle religioni. Tradotto dal cinese: nuova stretta sulla libertà di culto.<br />Il cristianesimo è considerato, da sempre, ma oggi ancor di più, pericolosissimo per la tenuta del Paese: il concetto di persona e i principi di giustizia e diritti umani, per esempio, che il comunismo ignora, sono considerati eversivi, paragonati al terrorismo.<br />Omelie, preghiere o catechesi sono da sempre controllate in Cina, ma oggi ancor di più. I loro contenuti devono essere sicinizzati - l'assorbimento delle religioni all'ideologia comunista - affinché garantiscano esclusivamente la promozione dei valori del governo, e non siano intesi come strumenti di proselitismo. Quanto alle università e i college religiosi possono diffondere contenuti via internet esclusivamente ai propri studenti. Qualsiasi tentativo di catechizzare i minori o di "indurre i minori a credere nelle religione" comporta la revoca della licenza. E la conseguente chiusura dei battenti.<br />Senza aver ottenuto una specifica licenza dal governo, infatti, è severamente vietato condividere immagini o commenti su "cerimonie religiose come adorazione di Dio, bruciare incenso, ordinazioni sacerdotali, messe, battesimi e dottrina".<br />La legge impone una "licenza per l'informazione religiosa su internet" per qualsiasi gruppo religioso e afferma che solo le organizzazioni "giuridicamente stabilite" possono ottenerla.<br /><br />LE DUE CHIESE IN CINA<br />Lo Stato comunista cinese odierno riconosce ufficialmente cinque religioni gestite attraverso istituzioni burocratiche centralizzate: il buddhismo, il taoismo, il protestantesimo, il cattolicesimo e l'islam. Ad essere è garantita costituzionalmente la libertà di culto a patto, però, che i fedeli siano iscritti a una delle associazioni controllate dallo Stato. Si tratta di un organismo intermedio tra il governo e la società e fa da filtro. 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La guerra in Ucraina infuria e sta cambiando il volto del mondo globalizzato.<br />La situazione è confusa mentre la gente lotta per capire le ragioni dietro all'invasione. Le teorie del complotto abbondano da entrambe le parti. Come le scene di battaglia in Ucraina, il caos regna nella mente di molti. Sembra che non ci sia una logica o una ragione negli attacchi.<br />Tuttavia, quattro punti possono aiutare le persone a capire meglio ciò che sta accadendo. C'è del metodo nella follia.<br /><br />1) LA RUSSIA ERA GIÀ PARTE DELL'ORDINE MONDIALE<br />Il primo punto è che le sanzioni provano che la Russia era ben integrata nel mondo globalizzato. Vasti settori dell'economia russa erano intrecciati alle reti mondiali e ai mercati delle materie prime. Non era facile sganciarsi da essi.<br />Questa conclusione contraddice la tesi di coloro che affermano che la Russia è una potenza che si oppone all'attuale ordine mondiale. Questo non è vero.<br />Il denaro e gli investimenti occidentali hanno aiutato a ricostruire il paese nei decenni successivi la guerra fredda. La maggior parte delle grandi compagnie petrolifere, per esempio, erano coinvolte nell'estrazione del petrolio in Russia. Le multinazionali erano ovunque. Le banche e le società di contabilità occidentali hanno aiutato a integrare la Russia nel sistema finanziario. Persino il franchising McDonald's operava in centinaia di sedi russe. Le sanzioni hanno dimostrato tutta l'estensione della partecipazione russa all'economia mondiale.<br />Purtroppo, la Russia ha assorbito completamente la decadente cultura globalizzata contenuta nei film, nei concerti e nelle cattive mode. Tutte queste cose hanno danneggiato la nazione (così come l'Occidente). Anche sotto questo aspetto, le sanzioni dimostrano che, prima della guerra, la Russia era pienamente integrata nell'ordine mondiale.<br /><br />2) DA UN MOMENTO ALL'ALTRO, LA RUSSIA DECIDE DI SGANCIARSI DA QUESTO ORDINE MONDIALE<br />Il secondo punto è che la Russia sta perseguendo un rapido disimpegno dal suo importante ma secondario posto nell'attuale ordine mondiale. Il presidente Putin ha usato l'unica cosa che avrebbe potuto motivare rapidamente le sanzioni economiche occidentali: una guerra ingiusta che, per la sua brutalità, avrebbe galvanizzato l'opinione pubblica mondiale.<br />Egli sa bene che l'Occidente è terrorizzato dalla prospettiva della guerra e che userà ogni sanzione economica possibile per evitare il conflitto. Così, mentre la guerra diventa sempre più intensa, le sanzioni economiche imposte contro la Russia crescono di portata. Il presidente russo facilita le sanzioni economiche immediate e permette che l'Occidente le implementi.<br />In poche settimane, è riuscito a distruggere un lavoro di decenni. Per lui, le sanzioni hanno il vantaggio che le imprese occidentali saranno costrette a lasciare la Russia di propria iniziativa con l'approvazione e la pressione dei propri governi. Si lasciano alle spalle beni invenduti o a prezzi stracciati. Tutto cadrà nelle mani dei russi o rischierà la nazionalizzazione.<br /><br />3) UN RIALLINEAMENTO GEOPOLITICO VOLUTO E FORZATO<br />In terzo luogo, la Russia non ha nascosto il suo allineamento con la Cina nel periodo precedente la guerra. Alle Olimpiadi invernali, il presidente Putin e il leader cinese Xi Jinping hanno firmato una dichiarazione congiunta che segnala il loro desiderio di costruire un nuovo ordine mondiale "multipolare". Hanno concordato di cooperare "senza limiti" per raggiungere l'obiettivo di inaugurare "relazioni internazionali di un nuovo tipo". Il presidente russo ha a lungo idealizzato un'unione eurasiatica per formare un unico blocco commerciale e culturale indipendente dall'Occidente.<br />La guerra in Ucraina mette in atto questo piano che non è segreto e che costringe la Russia a unirsi alla Cina, unica potenza abbastanza grande da resistere alla pressione delle sanzioni occidentali. L'aver bruciato i ponti economici con l'Occidente rende la Cina l'unica nazione che può assorbire le massicce quantità di materie prime e cereali che la Russia produce. I due paesi insieme possono stravolgere l'ordine economico e politico post guerra fredda e creare nuove tensioni e carenze. Alcuni ipotizzano che il matrimonio forzato tra Cina e Russia porterà a un sistema finanziario parallelo con lo yuan come valuta di riserva.<br />Questo auspicato riallineamento metterà l'Occidente decadente contro l'Oriente post-comunista. Si stanno formando due blocchi politici distinti, che presenteranno al mondo due false alternative: una democrazia liberale fatiscente o un socialismo nazionale autocratico.<br /><br />4) L'OBIETTIVO È UN OCCIDENTE VULNERABILE<br />Infine, questa mossa arriva in un momento di estrema vulnerabilità dell'Occidente. Due anni di pandemia hanno già disfatto molte relazioni complesse e catene di rifornimento che tenevano insieme il mondo. Restrizioni e ordini brutali hanno polarizzato le popolazioni e ostacolato le capacità dei governi di unire gli sforzi e affrontare i problemi. Decisioni governative irresponsabili e problemi di lavoro e di approvvigionamento stanno alimentando alti livelli di inflazione.<br />La guerra porterà scompiglio in Occidente, strapazzando ulteriormente i sistemi produttivi ormai sotto stress. I milioni di rifugiati che si stanno riversando in Europa aumenteranno gli oneri già sostenuti dai paesi ospitanti, assorbendo risorse che potrebbero essere utilizzate per rafforzare le capacità di difesa in Occidente.<br />In questo scenario, l'Oriente ha dei vantaggi. L'Est e l'Ovest sono così integrati che non sarà facile per l'Occidente diventare rapidamente libero dai prodotti orientali (soprattutto quelli cinesi). Le merci cinesi dominano talmente il mercato che ci sono poche alternative. I gasdotti sono come un cappio al collo dei paesi occidentali troppo dipendenti dal combustibile russo. La guerra in Ucraina e le sanzioni economiche mettono l'Occidente in una posizione precaria.<br />I regimi autocratici (leggi totalitari) dell'Est soffrono molto meno di questi problemi rispetto alle frammentate società occidentali. L'Oriente ha molto da guadagnare e l'Occidente molto da perdere da questa scissione.<br />C'è un metodo in questa follia. Un risultato finale della guerra in Ucraina sarà questa divisione permanente tra Est e Ovest, che segnerà il fallimento dell'esperimento post guerra fredda, il quale, si supponeva, avrebbe dovuto determinate la fine della storia. Ci sarà un grande riallineamento geopolitico che potrebbe avere conseguenze drammatiche e portare alla guerra mondiale.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/49332771</guid><pubDate>Tue, 05 Apr 2022 21:05:22 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/49332771/sbaglia_chi_crede_che_la_russia_si_opponga_all_attuale_ordine_mondiale.mp3" length="8608331" type="audio/mpeg"/><itunes:author>BastaBugie</itunes:author><itunes:subtitle>TESTO DELL'ARTICOLO ➜ www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6971&#13;
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SBAGLIA CHI CREDE CHE LA RUSSIA SI OPPONGA ALL'ATTUALE ORDINE MONDIALE di John Horvat&#13;
Proprio quando tutto sembrava tornare alla nuova normalità, l'anormalità ha colpito ancora. La...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6971" rel="noopener">www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6971</a><br /><br />SBAGLIA CHI CREDE CHE LA RUSSIA SI OPPONGA ALL'ATTUALE ORDINE MONDIALE di John Horvat<br />Proprio quando tutto sembrava tornare alla nuova normalità, l'anormalità ha colpito ancora. La guerra in Ucraina infuria e sta cambiando il volto del mondo globalizzato.<br />La situazione è confusa mentre la gente lotta per capire le ragioni dietro all'invasione. Le teorie del complotto abbondano da entrambe le parti. Come le scene di battaglia in Ucraina, il caos regna nella mente di molti. Sembra che non ci sia una logica o una ragione negli attacchi.<br />Tuttavia, quattro punti possono aiutare le persone a capire meglio ciò che sta accadendo. C'è del metodo nella follia.<br /><br />1) LA RUSSIA ERA GIÀ PARTE DELL'ORDINE MONDIALE<br />Il primo punto è che le sanzioni provano che la Russia era ben integrata nel mondo globalizzato. Vasti settori dell'economia russa erano intrecciati alle reti mondiali e ai mercati delle materie prime. Non era facile sganciarsi da essi.<br />Questa conclusione contraddice la tesi di coloro che affermano che la Russia è una potenza che si oppone all'attuale ordine mondiale. Questo non è vero.<br />Il denaro e gli investimenti occidentali hanno aiutato a ricostruire il paese nei decenni successivi la guerra fredda. La maggior parte delle grandi compagnie petrolifere, per esempio, erano coinvolte nell'estrazione del petrolio in Russia. Le multinazionali erano ovunque. Le banche e le società di contabilità occidentali hanno aiutato a integrare la Russia nel sistema finanziario. Persino il franchising McDonald's operava in centinaia di sedi russe. Le sanzioni hanno dimostrato tutta l'estensione della partecipazione russa all'economia mondiale.<br />Purtroppo, la Russia ha assorbito completamente la decadente cultura globalizzata contenuta nei film, nei concerti e nelle cattive mode. Tutte queste cose hanno danneggiato la nazione (così come l'Occidente). Anche sotto questo aspetto, le sanzioni dimostrano che, prima della guerra, la Russia era pienamente integrata nell'ordine mondiale.<br /><br />2) DA UN MOMENTO ALL'ALTRO, LA RUSSIA DECIDE DI SGANCIARSI DA QUESTO ORDINE MONDIALE<br />Il secondo punto è che la Russia sta perseguendo un rapido disimpegno dal suo importante ma secondario posto nell'attuale ordine mondiale. Il presidente Putin ha usato l'unica cosa che avrebbe potuto motivare rapidamente le sanzioni economiche occidentali: una guerra ingiusta che, per la sua brutalità, avrebbe galvanizzato l'opinione pubblica mondiale.<br />Egli sa bene che l'Occidente è terrorizzato dalla prospettiva della guerra e che userà ogni sanzione economica possibile per evitare il conflitto. Così, mentre la guerra diventa sempre più intensa, le sanzioni economiche imposte contro la Russia crescono di portata. Il presidente russo facilita le sanzioni economiche immediate e permette che l'Occidente le implementi.<br />In poche settimane, è riuscito a distruggere un lavoro di decenni. Per lui, le sanzioni hanno il vantaggio che le imprese occidentali saranno costrette a lasciare la Russia di propria iniziativa con l'approvazione e la pressione dei propri governi. Si lasciano alle spalle beni invenduti o a prezzi stracciati. Tutto cadrà nelle mani dei russi o rischierà la nazionalizzazione.<br /><br />3) UN RIALLINEAMENTO GEOPOLITICO VOLUTO E FORZATO<br />In terzo luogo, la Russia non ha nascosto il suo allineamento con la Cina nel periodo precedente la guerra. Alle Olimpiadi invernali, il presidente Putin e il leader cinese Xi Jinping hanno firmato una dichiarazione congiunta che segnala il loro desiderio di costruire un nuovo ordine mondiale "multipolare". Hanno concordato di cooperare "senza limiti" per raggiungere l'obiettivo di inaugurare "relazioni internazionali di un nuovo tipo". Il presidente russo ha a lungo idealizzato un'unione eurasiatica per formare un...]]></itunes:summary><itunes:duration>538</itunes:duration><itunes:keywords>estovest,olimpiadiinvernali,ordinemondiale,petrolio,restrizioni</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/eab2af3864bed9b35d18181341a8a20f.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Per la guerra in Ucraina la Fifa esclude la Russia dai mondiali</title><link>https://www.spreaker.com/episode/per-la-guerra-in-ucraina-la-fifa-esclude-la-russia-dai-mondiali--48997030</link><description><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6922" rel="noopener">www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6922</a><br /><br />PER LA GUERRA IN UCRAINA LA FIFA ESCLUDE LA RUSSIA DAL MONDIALE di Piero Vietti<br />Fifa e Uefa hanno sospeso la Russia e le sue squadre da tutte le competizioni, escludendo la Nazionale dai playoff per i Mondiali in Qatar. La sospensione, annunciata ieri sera, ha anche escluso le squadre dei club russi dalle competizioni internazionali.<br />La decisione è arrivata poche ore dopo che il Cio aveva raccomandato che «Federazioni Sportive Internazionali e gli organizzatori di eventi sportivi non invitino o consentano la partecipazione di atleti e funzionari russi e bielorussi alle competizioni internazionali», e il giorno dopo che la Fifa era stata pesantemente criticata per una decisione cerchiobottista con cui aveva stabilito che «nessuna competizione internazionale potrà essere giocata sul territorio della Russia, con le partite casalinghe giocate in territorio neutrale e senza spettatori», ma che la Russia potesse continuare a giocare sotto altro nome, senza inno e senza bandiera.<br />La decisione di Fifa e Uefa è senza precedenti nella storia. Come aveva spiegato bene Angelo Carotenuto sulla sua newsletter Lo Slalom, «sulla scorta di quanto visto in passato, la FIFA non può agire da sola e in modo autonomo, fuori da un contesto. Se lo facesse, dovremmo domandarci perché la Nazionale russa di calcio possa restare esclusa dai Mondiali e quella di basket no, quella di pallavolo no, oppure perché Daniil Medvedev numero uno del tennis mondiale da stamattina, possa continuare a giocare i suoi tornei».<br />La Russia era già stata esclusa dalle Olimpiadi, ma in quel caso le sanzioni adottate erano pur sempre «relative a un perimetro sportivo (il doping). Se la faccenda si sposta sul terreno della politica, il quadro dinanzi al quale ci troviamo stamattina è ancora coerente con decenni di storia - più o meno recente. Quando negli Anni Trenta del Novecento il governo italiano invase l'Etiopia, la Nazionale di Vittorio Pozzo campione del mondo non venne esclusa dall'edizione successiva. Andò in Francia, giocò una partita in maglia nera, faceva il saluto romano a metà campo, vinse la Coppa [...]. Del resto, fino ancora alla settimana scorsa, dinanzi alla necessità di prendere posizione contro la Cina per le accuse sul genocidio della minoranza uigura, molti osservatori chiedevano che la politica rimanesse fuori dallo sport».<br />Lo strappo è molto significativo, dunque, e fa cadere l'ipocrita separazione tra sport e politica. Ipocrita non perché sbagliata, ma perché smentita dai fatti. Vladimir Putin è il primo ad avere usato lo sport in chiave politica in questi anni, basti pensare agli elogi che quattro anni fa il presidente della Fifa, Gianni Infantino, gli faceva dopo l'organizzazione del Mondiale in Russia, o alle immagini di lui plaudente sugli spalti dello stadio di Pechino poche settimane fa, durante la cerimonia di inaugurazione dei Giochi invernali.<br />Prima della decisione di ieri, nei giorni scorsi l'Uefa aveva spostato la sede della finale della Champions League da San Pietroburgo a Parigi, stadio del Paris-Saint Germain, squadra di proprietà degli emiri del Qatar che a dicembre organizzeranno la Coppa del mondo, per poi annunciare la fine della storica sponsorizzazione da parte di Gazprom. Molti osservatori sottolineano come sempre più atleti e sportivi russi stiano prendendo le distanze dalla guerra in Ucraina, e chiedono una sorta di "amnistia" per loro. Difficile possa succedere, però: le istituzioni che governano lo sport mondiale, dopo anni di equilibrismi - spesso condivisibili - hanno preso una decisione storica da cui difficilmente torneranno indietro.<br /><br />Nota di BastaBugie: Rodolfo Casadei nell'articolo seguente dal titolo "Il peso di contrari e astenuti nel voto contro la Russia all'assemblea Onu" spiega perché la mozione di condanna dell'invasione e la richiesta del ritiro delle truppe russe non è così forte come ci hanno presentato i telegiornali.<br />Ecco l'articolo completo pubblicato su La Nuova Bussola Quotidiana il 4 marzo 2022:<br />All'assemblea generale delle Nazioni Unite convocata con procedura di emergenza per pronunciarsi sull'invasione russa dell'Ucraina le cose non sono andate esattamente come le hanno raccontate la maggior parte dei media e dei governi europei. La narrazione dominante dice che il risultato della votazione della risoluzione di condanna degli atti condotti dalla Russia dimostra che essa è isolata sul piano internazionale, poiché una maggioranza schiacciante di paesi, ben 141, hanno approvato la mozione di condanna dell'invasione e la richiesta del ritiro delle truppe russe, e soltanto 5 (fra i quali si contano ovviamente la Russia e la Bielorussia) hanno votato contro.<br />Il dato è corretto, ma definire questo risultato come un "isolamento" della Russia non corrisponde alla realtà demografica dei paesi rappresentati alle Nazioni Unite. Se è vero che nell'assemblea generale ogni paese ha a disposizione 1 voto, si tratti di San Marino o della Cina, nella realtà dei rapporti internazionali le dimensioni contano.<br />I 141 paesi che hanno condannato l'invasione russa e chiesto il ritiro delle truppe rappresentano soltanto il 44,5 per cento della popolazione mondiale; se ai voti contrari di Russia, Bielorussia, Siria, Corea del Nord ed Eritrea aggiungiamo le astensioni e le mancate partecipazioni al voto, otteniamo il risultato che 52 paesi rappresentati all'Onu non hanno votato la condanna dell'invasione e dei bombardamenti russi; questi 52 paesi rappresentano il 55,5 per cento della popolazione mondiale. Fra loro infatti ci sono giganti demografici come Cina, India, Pakistan, Bangladesh e Vietnam, che si sono astenuti, e come Etiopia, Marocco, Turkmenistan e Venezuela che non hanno preso parte al voto.<br />I 141 paesi che hanno votato la condanna della Russia rappresentano 3 miliardi e 518 milioni di persone, i 39 che hanno votato contro o si sono astenuti ne rappresentano 4 miliardi e 78 milioni; se aggiungiamo i 13 paesi che non hanno votato, ne deriva che i 52 paesi che non hanno condannato la Russia rappresentano 4 miliardi e 382 milioni di abitanti del pianeta sull'attuale totale di 7,9 miliardi. Cina e India si erano già astenute nel voto alla risoluzione di condanna dell'operato russo presentata al Consiglio di Sicurezza dell'Onu, e non partecipano alle sanzioni economiche decise dai paesi occidentali (Ue, Stati Uniti, Regno Unito, Canada, Australia, Nuova Zelanda a cui si sono aggiunte Taiwan e il Giappone).<br />Un'analisi ravvicinata del voto all'assemblea dell'Onu, mostra che dei 15 stati sovrani nati dalla dissoluzione dell'Unione Sovietica 6 hanno votato la condanna della Russia. Si tratta dei tre paesi baltici aderenti all'Unione Europea (Estonia, Lettonia e Lituania), della Moldavia, della Georgia e ovviamente dell'Ucraina. Si sono astenuti in 4 (Armenia, Kazakistan, Kirghizistan e Tagikistan) mentre 3 non hanno partecipato al voto (Azerbaigian, Turkmenistan e Uzbekistan) e 2 (Russia e Bielorussia) hanno votato contro.<br />Il continente che si è mostrato più compatto nel voto è stato l'Europa, dove a parte alcuni stati post-sovietici tutti gli altri hanno votato compattamente a favore della mozione di condanna. Il continente più diviso e variegato è risultato l'Africa; dei suoi 54 paesi affiliati alle Nazioni Unite, 28 hanno approvato la risoluzione, 16 si sono astenuti, 9 non hanno partecipato al voto e 1 (l'Eritrea) ha votato contro. Fra gli astenuti ci sono paesi importanti come il Sudafrica e l'Algeria, così come ce ne sono fra i non votanti (Marocco ed Etiopia). Le risoluzioni dell'assemblea generale dell'Onu non sono vincolanti, ma hanno un valore politico e morale, nella misura in cui segnalano la convergenza di maggioranze di paesi su determinati dossier.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/48997030</guid><pubDate>Tue, 08 Mar 2022 21:59:39 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/48997030/per_la_guerra_in_ucraina_la_fifa_esclude_la_russia_dai_mondiali.mp3" length="9458460" type="audio/mpeg"/><itunes:author>BastaBugie</itunes:author><itunes:subtitle>TESTO DELL'ARTICOLO ➜ www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6922&#13;
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PER LA GUERRA IN UCRAINA LA FIFA ESCLUDE LA RUSSIA DAL MONDIALE di Piero Vietti&#13;
Fifa e Uefa hanno sospeso la Russia e le sue squadre da tutte le competizioni, escludendo la Nazionale...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6922" rel="noopener">www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6922</a><br /><br />PER LA GUERRA IN UCRAINA LA FIFA ESCLUDE LA RUSSIA DAL MONDIALE di Piero Vietti<br />Fifa e Uefa hanno sospeso la Russia e le sue squadre da tutte le competizioni, escludendo la Nazionale dai playoff per i Mondiali in Qatar. La sospensione, annunciata ieri sera, ha anche escluso le squadre dei club russi dalle competizioni internazionali.<br />La decisione è arrivata poche ore dopo che il Cio aveva raccomandato che «Federazioni Sportive Internazionali e gli organizzatori di eventi sportivi non invitino o consentano la partecipazione di atleti e funzionari russi e bielorussi alle competizioni internazionali», e il giorno dopo che la Fifa era stata pesantemente criticata per una decisione cerchiobottista con cui aveva stabilito che «nessuna competizione internazionale potrà essere giocata sul territorio della Russia, con le partite casalinghe giocate in territorio neutrale e senza spettatori», ma che la Russia potesse continuare a giocare sotto altro nome, senza inno e senza bandiera.<br />La decisione di Fifa e Uefa è senza precedenti nella storia. Come aveva spiegato bene Angelo Carotenuto sulla sua newsletter Lo Slalom, «sulla scorta di quanto visto in passato, la FIFA non può agire da sola e in modo autonomo, fuori da un contesto. Se lo facesse, dovremmo domandarci perché la Nazionale russa di calcio possa restare esclusa dai Mondiali e quella di basket no, quella di pallavolo no, oppure perché Daniil Medvedev numero uno del tennis mondiale da stamattina, possa continuare a giocare i suoi tornei».<br />La Russia era già stata esclusa dalle Olimpiadi, ma in quel caso le sanzioni adottate erano pur sempre «relative a un perimetro sportivo (il doping). Se la faccenda si sposta sul terreno della politica, il quadro dinanzi al quale ci troviamo stamattina è ancora coerente con decenni di storia - più o meno recente. Quando negli Anni Trenta del Novecento il governo italiano invase l'Etiopia, la Nazionale di Vittorio Pozzo campione del mondo non venne esclusa dall'edizione successiva. Andò in Francia, giocò una partita in maglia nera, faceva il saluto romano a metà campo, vinse la Coppa [...]. Del resto, fino ancora alla settimana scorsa, dinanzi alla necessità di prendere posizione contro la Cina per le accuse sul genocidio della minoranza uigura, molti osservatori chiedevano che la politica rimanesse fuori dallo sport».<br />Lo strappo è molto significativo, dunque, e fa cadere l'ipocrita separazione tra sport e politica. Ipocrita non perché sbagliata, ma perché smentita dai fatti. Vladimir Putin è il primo ad avere usato lo sport in chiave politica in questi anni, basti pensare agli elogi che quattro anni fa il presidente della Fifa, Gianni Infantino, gli faceva dopo l'organizzazione del Mondiale in Russia, o alle immagini di lui plaudente sugli spalti dello stadio di Pechino poche settimane fa, durante la cerimonia di inaugurazione dei Giochi invernali.<br />Prima della decisione di ieri, nei giorni scorsi l'Uefa aveva spostato la sede della finale della Champions League da San Pietroburgo a Parigi, stadio del Paris-Saint Germain, squadra di proprietà degli emiri del Qatar che a dicembre organizzeranno la Coppa del mondo, per poi annunciare la fine della storica sponsorizzazione da parte di Gazprom. Molti osservatori sottolineano come sempre più atleti e sportivi russi stiano prendendo le distanze dalla guerra in Ucraina, e chiedono una sorta di "amnistia" per loro. Difficile possa succedere, però: le istituzioni che governano lo sport mondiale, dopo anni di equilibrismi - spesso condivisibili - hanno preso una decisione storica da cui difficilmente torneranno indietro.<br /><br />Nota di BastaBugie: Rodolfo Casadei nell'articolo seguente dal titolo "Il peso di contrari e astenuti nel voto contro la Russia all'assemblea Onu" spiega perché la mozione di condanna...]]></itunes:summary><itunes:duration>592</itunes:duration><itunes:keywords>amnistia,championsleague,fifa,gazprom,slalom</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/09b6cf1147700e747b59c960c1ffceae.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Quindici anni e un milione di follower su tik tok suo: padre uccide un fan che si era presentato a casa sua</title><link>https://www.spreaker.com/episode/quindici-anni-e-un-milione-di-follower-su-tik-tok-suo-padre-uccide-un-fan-che-si-era-presentato-a-casa-sua--48835368</link><description><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6910" rel="noopener">www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6910</a><br /><br />QUINDICI ANNI E UN MILIONE DI FOLLOWER SU TIKTOK: SUO PADRE UCCIDE UN FAN CHE SI ERA PRESENTATO A CASA SUA<br />Ava Majury è la gallina dalle uova d'oro per i genitori che le consentono di inviare foto in cambio di denaro a uno stalker finché questi, respinto, si presenta a casa sua imbracciando un fucile<br />di Caterina Giojelli<br />Quindicenne, star del social network TikTok da quando ne aveva 13, oltre un milione di follower durante il lockdown, gallinella dalle uova d'oro per brand e aziende e orgoglio di mamma e papà che le consentono di inviare foto in cambio di denaro a uno stalker finché questi respinto si presenta a casa sua imbracciando un fucile. E che succede? Il papà della ragazzina, ex ufficiale di polizia, lo ammazza con la sua pistola, lei lascia la scuola, la sua squadra di calcio, inizia a partecipare a eventi, viene contattata da produttori di reality e da gente di Hollywood, diventa ancora più popolare, ancora più tiktoker, il suo account diventa un impero, migliaia di dollari guadagnati in accordi di sponsorizzazione ogni giorno.<br />È felice, quando pensa alla sparatoria si ricorda della gioia che le dà ogni mattina contare le visualizzazioni dei video postati prima di dormire, e che ogni giorno, come dice papà, le sembra «sempre Natale». Anche i genitori sono felici, «non potevamo lasciare che individui malati le facessero abbandonare i social. Anzi, ora può portare la sua esperienza».<br /><br />LA STELLINA DI TIKTOK E L'UTENTE ERICJUSTIN111<br />Questa è la storia di Ava Majury, di soli 15 anni, una storia raccontata dal New York Times che inizia con una ragazzina trasferita dal New Jersey alla Florida che sincronizza labbra e corpo a ritmo di musica in quell'interregno social frequentato da 49 milioni di utenti giornalieri negli Stati Uniti sotto i 14 anni, e che non finisce con un «cowboy da tastiera» morto sull'asfalto della realtà. Perché dopo la sparatoria, Ava non dice addio a TikTok ma dice addio alla scuola, un luogo pericoloso, e si trasferisce definitivamente sugli account social (che sono diventati tre), a bordo di voli, a firmare contratti con gli sponsor e a produrre sempre più video, perché la sua vita è questa: postare un sorriso ai suoi follower, sostenuta da mamma e papà.<br />Ava ha solo 13 anni quando scarica TikTok e carica il suo primo video, mimando un balletto su un account col messaggio "Hey, I love you!!". Un anno dopo, in pieno lockdown e pandemia, è seguita da un milione di follower, tre su quattro sono maschi. Uno di questi, il 18enne EricJustin111, è onnipresente nei suoi commenti, le manda messaggi anche su Snapchat, Instagram e lei risponde come da prassi con «i miei fan, cose come "Ehi, come è andata la giornata?». Smette di rispondere solo quando scopre che i suoi amici vecchi e nuovi in cambio di denaro avevano venduto a questo Justin le sue foto e il suo numero di cellulare, perfino l'accesso da un account di un compagno di classe in cambio dei compiti di matematica.<br /><br />I SELFIE INVIATI COL CONSENSO DEI GENITORI, LA SPARATORIA<br />Poi un giorno «i genitori di Ava le hanno permesso di vendere al signor Justin un paio di selfie che aveva già pubblicato su Snapchat», scrive il Nyt, «Non stavo inviando nulla del mio corpo», spiega al giornale Ava. «Erano solo foto del mio viso», «il mio bel sorriso», per circa 300 dollari. Quando Justin chiede di più, foto di piedi, fondoschiena, Ava lo blocca. Lui le invia altro denaro in diverse tranche supplicandola di sbloccarla, finché le scrive «è tutto quello che ho, sono rimasto al verde». Il padre interviene, scrive al ragazzo che Ava è minorenne e di smetterla. La famiglia mostra al Nyt i messaggi spediti da Justin ai compagni di classe della ragazza che minacciano di aggredirla, «sfondare la porta con un fucile». Nessuno ci dà peso, i genitori della ragazza risalgono all'identità del ragazzo e la rassicurano: Justin vive a centinaia di miglia di distanza, è solo «un cowboy da tastiera».<br />Poi, la sera del 10 luglio 2020, il "cowboy" armato di fucile spara un colpo alla porta dei Majury. E qui la sequenza degli eventi è da film: il padre della ragazza lo insegue, cade, si ferisce a un ginocchio, il ragazzo prova a sparargli ma il fucile s'inceppa, scappa; l'uomo torna in casa, prende la sua pistola, si mette a guardia della porta d'ingresso in attesa della polizia, il ragazzo torna, l'uomo gli intima di abbassare l'arma, il ragazzo punta il fucile, l'uomo spara, il ragazzo cade a terra. Nel suo cellulare - quello di un insospettabile bravo studente, originario dell'India e figlio di separati, di più non si saprà nulla - verranno trovate migliaia di foto di Ava e centinaia di suoi video. «È tutta colpa tua», è l'unica cosa che riesce a dirle il fratello maggiore.<br /><br />AVA DICE ADDIO ALLA SCUOLA, NON AI SOCIAL<br />Dopo la sparatoria, Ava è stata invitata a partecipare a eventi sul red carpet di Los Angeles insieme ad altre influencer adolescenti. Avvocati dello spettacolo ed esperti di pubbliche relazioni aiutano i Majury ad avviare una impresa per proteggere i guadagni della ragazza. Questo non la preserva dal ricevere una offerta da mille dollari in cambio del suo numero di telefono da un uomo che si scoprirà essere un molestatore sessuale. Ava non si fida nemmeno dei suoi compagni di classe che in qualche modo erano al corrente dei piani di Justin e si ritira da scuola. Uno, in particolare, sembra seguirla e i genitori lo denunciano. L'avvocato della famiglia, che si è trasferita su esplicita richiesta dei vicini, sta lavorando a una ingiunzione per proteggerla dallo stalking.<br />A volte Ava si addormenta e ricordando la sparatoria pensa di finirla coi social, poi al mattino, appena svegli, ricorda gli enormi vantaggi. Non solo i soldi, ma quello che può portare alle persone che raggiunge, «perché dovremmo permettere a "individui malati" di fermarla?», chiede la madre. Quando postava video e contava visualizzazioni il giorno dopo era «come Natale tutti i giorni», dice il padre che al Nyt ha ricordato i «dolci momenti» in cui gli è capitato di comparire nei suoi TikTok. «Dovevamo solo permetterle di prendere le sue decisioni e sostenerla». Sostenerla a 15 anni, con una sparatoria alle spalle, la fuga dalla scuola, tre canali social e una storia che per fatti, dinamiche, protagonisti, armi, omertà dei pari sembra scritta dagli autori di un teen drama sugli adolescenti americani per Netflix. Eppure è reale e per questo ancora più agghiacciante.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/48835368</guid><pubDate>Tue, 22 Feb 2022 20:58:41 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/48835368/quindici_anni_e_un_milione_di_follower_su_tik_tok_suo_padre_uccide_un_fan_che_si_era_presentato_a_casa_sua.mp3" length="7498649" type="audio/mpeg"/><itunes:author>BastaBugie</itunes:author><itunes:subtitle>TESTO DELL'ARTICOLO ➜ www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6910&#13;
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QUINDICI ANNI E UN MILIONE DI FOLLOWER SU TIKTOK: SUO PADRE UCCIDE UN FAN CHE SI ERA PRESENTATO A CASA SUA&#13;
Ava Majury è la gallina dalle uova d'oro per i genitori che le consentono di...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6910" rel="noopener">www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6910</a><br /><br />QUINDICI ANNI E UN MILIONE DI FOLLOWER SU TIKTOK: SUO PADRE UCCIDE UN FAN CHE SI ERA PRESENTATO A CASA SUA<br />Ava Majury è la gallina dalle uova d'oro per i genitori che le consentono di inviare foto in cambio di denaro a uno stalker finché questi, respinto, si presenta a casa sua imbracciando un fucile<br />di Caterina Giojelli<br />Quindicenne, star del social network TikTok da quando ne aveva 13, oltre un milione di follower durante il lockdown, gallinella dalle uova d'oro per brand e aziende e orgoglio di mamma e papà che le consentono di inviare foto in cambio di denaro a uno stalker finché questi respinto si presenta a casa sua imbracciando un fucile. E che succede? Il papà della ragazzina, ex ufficiale di polizia, lo ammazza con la sua pistola, lei lascia la scuola, la sua squadra di calcio, inizia a partecipare a eventi, viene contattata da produttori di reality e da gente di Hollywood, diventa ancora più popolare, ancora più tiktoker, il suo account diventa un impero, migliaia di dollari guadagnati in accordi di sponsorizzazione ogni giorno.<br />È felice, quando pensa alla sparatoria si ricorda della gioia che le dà ogni mattina contare le visualizzazioni dei video postati prima di dormire, e che ogni giorno, come dice papà, le sembra «sempre Natale». Anche i genitori sono felici, «non potevamo lasciare che individui malati le facessero abbandonare i social. Anzi, ora può portare la sua esperienza».<br /><br />LA STELLINA DI TIKTOK E L'UTENTE ERICJUSTIN111<br />Questa è la storia di Ava Majury, di soli 15 anni, una storia raccontata dal New York Times che inizia con una ragazzina trasferita dal New Jersey alla Florida che sincronizza labbra e corpo a ritmo di musica in quell'interregno social frequentato da 49 milioni di utenti giornalieri negli Stati Uniti sotto i 14 anni, e che non finisce con un «cowboy da tastiera» morto sull'asfalto della realtà. Perché dopo la sparatoria, Ava non dice addio a TikTok ma dice addio alla scuola, un luogo pericoloso, e si trasferisce definitivamente sugli account social (che sono diventati tre), a bordo di voli, a firmare contratti con gli sponsor e a produrre sempre più video, perché la sua vita è questa: postare un sorriso ai suoi follower, sostenuta da mamma e papà.<br />Ava ha solo 13 anni quando scarica TikTok e carica il suo primo video, mimando un balletto su un account col messaggio "Hey, I love you!!". Un anno dopo, in pieno lockdown e pandemia, è seguita da un milione di follower, tre su quattro sono maschi. Uno di questi, il 18enne EricJustin111, è onnipresente nei suoi commenti, le manda messaggi anche su Snapchat, Instagram e lei risponde come da prassi con «i miei fan, cose come "Ehi, come è andata la giornata?». Smette di rispondere solo quando scopre che i suoi amici vecchi e nuovi in cambio di denaro avevano venduto a questo Justin le sue foto e il suo numero di cellulare, perfino l'accesso da un account di un compagno di classe in cambio dei compiti di matematica.<br /><br />I SELFIE INVIATI COL CONSENSO DEI GENITORI, LA SPARATORIA<br />Poi un giorno «i genitori di Ava le hanno permesso di vendere al signor Justin un paio di selfie che aveva già pubblicato su Snapchat», scrive il Nyt, «Non stavo inviando nulla del mio corpo», spiega al giornale Ava. «Erano solo foto del mio viso», «il mio bel sorriso», per circa 300 dollari. Quando Justin chiede di più, foto di piedi, fondoschiena, Ava lo blocca. Lui le invia altro denaro in diverse tranche supplicandola di sbloccarla, finché le scrive «è tutto quello che ho, sono rimasto al verde». Il padre interviene, scrive al ragazzo che Ava è minorenne e di smetterla. La famiglia mostra al Nyt i messaggi spediti da Justin ai compagni di classe della ragazza che minacciano di aggredirla, «sfondare la porta con un fucile». Nessuno ci dà peso, i genitori della ragazza...]]></itunes:summary><itunes:duration>469</itunes:duration><itunes:keywords>avamajury,follower,selfie,sparatoria,tiktok</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/cd46f41006f3f865e1140d821828bb5a.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Nel 1869 nasce la cartolina, ovvero il desiderio di spedire la bellezza</title><link>https://www.spreaker.com/episode/nel-1869-nasce-la-cartolina-ovvero-il-desiderio-di-spedire-la-bellezza--48094241</link><description><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6850" rel="noopener">www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6850</a><br /><br />NEL 1869 NASCE LA CARTOLINA, OVVERO IL DESIDERIO DI SPEDIRE LA BELLEZZA di Corrado Gnerre<br />Chi inventò la cartolina? Un professore di economia. L'austriaco Hermann Emmanuel. Questi insegnava all'Accademia Militare di Wienere Stad e pensò che una cartolina postale potesse essere una corrispondenza molto più veloce della classica lettera.<br />Hermann Emmanuel presentò la sua idea su un giornale e il direttore delle Poste Austriache ne rimase colpito. Si giunse così alla prima emissione che avvenne il 1° ottobre del 1869.<br />Le prime cartoline erano fatte con un cartoncino di colore avorio. Erano preaffrancate e con uno spazio per un breve scritto, non più di 20 parole.<br />Fu un successo. La cartolina costava di meno della lettera e inoltre costringeva ad essere sintetici.<br />Il passaggio alle immagini fu naturale. Al posto del semplice cartoncino colorato, una bella foto.<br />Ora le cartoline sono state soppiantate da saluti in tempo reale grazie a smartphone e internet. Eppure c'è qualcosa d'interessante a cui può rimandarci la vecchia cartolina.<br />Al di là del saluto, del ricordo, del dire: adesso sono qui e ti penso... c'è un invito a far presente una bellezza: un monumento, un paesaggio, uno spaccato di città. Si tratta di quella voglia d'impressionare un bel ricordo che è tipica dell'essere umano.<br />Quando noi guardiamo qualcosa di bello, non solo ci stupiamo e apprezziamo, ma vogliamo che ciò che stiamo ammirando non passi via e non venga dimenticato. E se siamo soli, avvertiamo anche il desiderio che quella bellezza possa essere ammirata anche dalle persone a cui teniamo.<br />Un tempo, mandare una cartolina con qualcosa di bello non era solo voler dire a chi si scriveva: sono qui e ti penso, ma anche: ti dono ciò che di bello sto ammirando.<br />Solo l'uomo può trasmettere la bellezza, perché solo l'uomo può apprezzare la bellezza.<br />Solo l'uomo ha la capacità di riconoscere, ammirare ed eventualmente ridonare.<br />E quindi solo l'uomo poteva pensare di spedire per posta la bellezza.<br />Anche una semplice cartolina ci costringe a prendere in considerazione chi siamo e a cosa siamo destinati. A patto però che riconosciamo ed orientiamo il nostro essere al giusto fine, qual è l'Eterna Bellezza.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/48094241</guid><pubDate>Wed, 29 Dec 2021 10:05:39 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/48094241/nel_1869_nasce_la_cartolina_ovvero_il_desiderio_di_spedire_la_bellezza.mp3" length="3296906" type="audio/mpeg"/><itunes:author>BastaBugie</itunes:author><itunes:subtitle>TESTO DELL'ARTICOLO ➜ www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6850

NEL 1869 NASCE LA CARTOLINA, OVVERO IL DESIDERIO DI SPEDIRE LA BELLEZZA di Corrado Gnerre
Chi inventò la cartolina? Un professore di economia. L'austriaco Hermann Emmanuel. Questi...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6850" rel="noopener">www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6850</a><br /><br />NEL 1869 NASCE LA CARTOLINA, OVVERO IL DESIDERIO DI SPEDIRE LA BELLEZZA di Corrado Gnerre<br />Chi inventò la cartolina? Un professore di economia. L'austriaco Hermann Emmanuel. Questi insegnava all'Accademia Militare di Wienere Stad e pensò che una cartolina postale potesse essere una corrispondenza molto più veloce della classica lettera.<br />Hermann Emmanuel presentò la sua idea su un giornale e il direttore delle Poste Austriache ne rimase colpito. Si giunse così alla prima emissione che avvenne il 1° ottobre del 1869.<br />Le prime cartoline erano fatte con un cartoncino di colore avorio. Erano preaffrancate e con uno spazio per un breve scritto, non più di 20 parole.<br />Fu un successo. La cartolina costava di meno della lettera e inoltre costringeva ad essere sintetici.<br />Il passaggio alle immagini fu naturale. Al posto del semplice cartoncino colorato, una bella foto.<br />Ora le cartoline sono state soppiantate da saluti in tempo reale grazie a smartphone e internet. Eppure c'è qualcosa d'interessante a cui può rimandarci la vecchia cartolina.<br />Al di là del saluto, del ricordo, del dire: adesso sono qui e ti penso... c'è un invito a far presente una bellezza: un monumento, un paesaggio, uno spaccato di città. Si tratta di quella voglia d'impressionare un bel ricordo che è tipica dell'essere umano.<br />Quando noi guardiamo qualcosa di bello, non solo ci stupiamo e apprezziamo, ma vogliamo che ciò che stiamo ammirando non passi via e non venga dimenticato. E se siamo soli, avvertiamo anche il desiderio che quella bellezza possa essere ammirata anche dalle persone a cui teniamo.<br />Un tempo, mandare una cartolina con qualcosa di bello non era solo voler dire a chi si scriveva: sono qui e ti penso, ma anche: ti dono ciò che di bello sto ammirando.<br />Solo l'uomo può trasmettere la bellezza, perché solo l'uomo può apprezzare la bellezza.<br />Solo l'uomo ha la capacità di riconoscere, ammirare ed eventualmente ridonare.<br />E quindi solo l'uomo poteva pensare di spedire per posta la bellezza.<br />Anche una semplice cartolina ci costringe a prendere in considerazione chi siamo e a cosa siamo destinati. A patto però che riconosciamo ed orientiamo il nostro essere al giusto fine, qual è l'Eterna Bellezza.]]></itunes:summary><itunes:duration>207</itunes:duration><itunes:keywords>avorio,bellezza,cartolina,hermannemmanuel,smartphone</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/8bd4fec7662bd1e874e0251c91a561af.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Cristiani perseguitati in tutto il mondo</title><link>https://www.spreaker.com/episode/cristiani-perseguitati-in-tutto-il-mondo--47509338</link><description><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6785" rel="noopener">http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6785</a><br /><br />CRISTIANI PERSEGUITATI IN TUTTO IL MONDO di Mauro Faverzani<br />Sembra esser diventato ormai un triste appuntamento di cronaca settimanale, ma decisamente nostro malgrado: faremmo volentieri a meno di dar conto, ogni volta, dei fiumi di sangue cattolico versato o comunque degli abusi patiti nel mondo dalla Chiesa, a dispetto del silenzio e dell'indifferenza generale, in primo luogo di quell'Occidente, un tempo cristiano ed oggi apostata. Anche per questo, anzi ancor più per questo è importante viceversa informare, perché almeno qualche voce, per quanto debole, si levi in questo clima di omertà complice.<br /><br />INDIA<br />Partiamo dall'India, dove si è registrata un'impennata nei casi di violenza contro i cristiani: nei soli primi nove mesi dell'anno si sono verificati ben 305 episodi con un picco proprio a settembre (69 episodi), seguito da agosto (50 episodi), gennaio (37), luglio (33), marzo, aprile e giugno (27), febbraio (20) e maggio (15).<br />Ha suscitato, del resto, orrore il video, diffuso via social, in cui lo swami (in pratica, una guida spirituale) Parmatmanand, leader religioso indù dello Stato del Chhattisgarh, ha dichiarato, senza mezzi termini: «Decapitate quelli che vengono per convertirvi. Vi chiederete perché un santo come me parli di violenza. Direte: come può essere un santo, se accende il fuoco? A volte il fuoco deve essere acceso, anche Hanuman [divinità indù-NdR] lo ha fatto. Vi dico: chiunque venga a convertire nella vostra casa, nella vostra strada, nel vostro quartiere, nel vostro villaggio, non deve essere perdonato». Lo sconcertante invito è stato dato per "contrastare" le conversioni al Cristianesimo ed è stato applaudito, tra gli altri, anche dall'ex-presidente della Commissione nazionale per le caste svantaggiate, Nand Kumar Sai, nel corso di una manifestazione svoltasi nel distretto di Surguja, alla presenza anche di alcuni big del Bjp-Bharatiya Janata Party, il partito nazionalista indù del premier indiano Narendra Modi.<br />Secondo il sito indiano Wire, dopo tale evento il Sovrintendente di Polizia di Sukma ha inviato una lettera a tutte le stazioni collegate, ordinando loro di sorvegliare i missionari cristiani ed i loro neofiti, per fermare queste attività, definite come «illegali». Come riportato dall'agenzia AsiaNews, però, Padre Babu Joseph, verbita, ex-portavoce della Conferenza episcopale indiana, ha spiegato in modo chiaro la situazione: «Le parole dello swami Paramartanand hanno superato tutti i limiti. Sta chiamando apertamente alla violenza contro una parte della popolazione indiana per la sua appartenenza religiosa. Ed è ancora più grave che a farlo sia un religioso indù. Le autorità locali devono prendere provvedimenti contro chi diffonde l'odio». Da notarsi come quello di Chhattisgarh, ove lo swami Parmatmanand ha esortato a decapitare chiunque converta, sia il secondo Stato per numero di casi di violenza contro i cristiani (47 in nove mesi), subito dopo l'Uttar Pradesh (66) e prima del Karnataka (32), dello Jharkhand (30) e del Madhya Pradesh (26). 23 le chiese vandalizzate dalla folla, mentre le autorità e la Polizia hanno impedito le preghiere domenicali ed altre attività religiose in ben 85 casi, accusando anch'esse i cristiani di "conversioni", ciò che, dati alla mano, risulta totalmente falso ed infondato.<br /><br />PAKISTAN E CINA<br />In Pakistan, a Sialkot per la precisione, nel Nord-Est del Punjab, lo scorso 19 ottobre alcuni musulmani hanno distrutto coi trattori numerose tombe cristiane nel cimitero più antico della regione, rivendicando l'area come propria, pur non potendo vantare alcun diritto su di essa. Prevedibilmente sono rimaste senza risposta le proteste delle famiglie colpite dall'atto vandalico, le forze dell'ordine non si sono minimamente occupate dell'accaduto.<br />In Cina, ancora, il potere comunista non ha allentato la propria feroce morsa contro i fedeli, anzi: questa volta ha chiesto - e, quel che è peggio, ottenuto - alla Apple di rimuovere in tutto il Paese dal proprio App Store l'app della Bibbia e quella del Corano, che, secondo le autorità cinesi, avrebbero violato le norme vigenti, proponendo illegalmente contenuti religiosi. Immediate, ma per ora vane le proteste dei vari gruppi per i diritti umani, che hanno subito segnalato questa nuova violazione della libertà religiosa. A confermare l'accaduto, è stata la stessa Apple all'emittente inglese Bbc.<br /><br />SUD-AMERICA<br />In Sud-America, invece, in Bolivia per la precisione, il Difensore Civico, Nadia Cruz, con i suoi funzionari, ha guidato lo scorso 27 ottobre una marcia verso la sede della locale Conferenza episcopale, vandalizzata poi da alcuni dei partecipanti al corteo con urla e slogan dichiaratamente e vergognosamente anti-cattolici. Ignoti hanno affisso negli uffici manifesti e fatto scritte con lo spray come «Niente madri bambine», «Stupratori e preti perversi», «Io non sono pro-life», «Togliete i rosari dalle nostre ovaie», «Se c'è stupro, c'è aborto».<br />L'accusa rivolta alla Chiesa? È giunta da alcune istituzioni governative, supportate dalla grancassa dei media, ed è quella di aver costretto un'11enne, incinta a seguito di uno stupro, a non abortire e di averla trasferita in una località protetta. Di vero c'è esattamente l'opposto, vale a dire che molte organizzazioni abortiste hanno fatto, loro sì, pressioni sulla giovane, per indurla ad uccidere il bimbo che portava in grembo, ciò contro cui si sono chiaramente espresse la ragazza e sua madre. La giovane è stata dimessa dall'ospedale lo scorso 26 ottobre e, con una lettera scritta di proprio pugno all'indomani, ha rinunciato anche formalmente ad abortire. Su richiesta dell'Ufficio per la tutela di Bambini ed Adolescenti, per lei e per suo figlio è stata individuata una struttura di proprietà della Chiesa in località Santa Cruz de la Sierra, ove risiedere al riparo da indebite ingerenze e dai riflettori della stampa. Ciò, contro cui si è scatenato - è il caso di dirlo - l'inferno.<br />Per la Costituzione il Difensore Civico, che opera in modo indipendente dal governo, dovrebbe occuparsi solo di tutela dei diritti umani. Invece, secondo le dichiarazioni rilasciate dalla dottoressa Susana Inch, consulente legale della Conferenza episcopale boliviana, nel corso di un'intervista al programma «No Mentiras», trasmesso dalla rete televisiva Pat, «molti di coloro che hanno partecipato al blitz indossavano i gilet dell'Ufficio del Difensore Civico». Ed ha annunciato una denuncia, essendo stata deliberatamente danneggiata la proprietà della Conferenza dei Vescovi ed essendo stati identificati gli autori dell'esecrabile gesto. Dal canto suo la Chiesa ha precisato di non aver in alcun modo interferito nella vicenda della ragazza, ma di aver fatto solo in modo che la volontà sua e di sua madre, nonché il diritto alla vita del piccolo, fossero rispettati, anche dalle stesse autorità governative. I Vescovi hanno evidenziato come «nessuno possa essere costretto ad abortire, nemmeno di fronte alla gravità della violenza sessuale, perché l'aborto è un crimine e nessuno può essere obbligato a compiere un simile reato».<br />Chi fosse, del resto, alla testa del corteo contro la sede della Conferenza episcopale non è un segreto per nessuno, dato che lo stesso Difensore Civico, Nadia Cruz, ha pubblicamente dichiarato: «Sono andata personalmente a guidare la manifestazione dal mio ufficio sino alla sede della Conferenza episcopale nell'esercizio delle mie funzioni, per denunciare le violazioni dei diritti umani che la Chiesa sta commettendo in questo momento». Incredibile! Ma di questo nessuno, nel mondo, ha saputo nulla.<br />Insomma, ancora una volta abbiamo fatto idealmente il giro del globo, passando dalle Americhe all'Asia, ma la musica resta purtroppo la stessa. E, per i cristiani, rassomiglia sempre più ad una marcia funebre...]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/47509338</guid><pubDate>Tue, 16 Nov 2021 22:22:52 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/47509338/cristiani_perseguitati_in_tutto_il_mondo.mp3" length="9909020" type="audio/mpeg"/><itunes:author>BastaBugie</itunes:author><itunes:subtitle>TESTO DELL'ARTICOLO ➜ http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6785

CRISTIANI PERSEGUITATI IN TUTTO IL MONDO di Mauro Faverzani
Sembra esser diventato ormai un triste appuntamento di cronaca settimanale, ma decisamente nostro malgrado: faremmo...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6785" rel="noopener">http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6785</a><br /><br />CRISTIANI PERSEGUITATI IN TUTTO IL MONDO di Mauro Faverzani<br />Sembra esser diventato ormai un triste appuntamento di cronaca settimanale, ma decisamente nostro malgrado: faremmo volentieri a meno di dar conto, ogni volta, dei fiumi di sangue cattolico versato o comunque degli abusi patiti nel mondo dalla Chiesa, a dispetto del silenzio e dell'indifferenza generale, in primo luogo di quell'Occidente, un tempo cristiano ed oggi apostata. Anche per questo, anzi ancor più per questo è importante viceversa informare, perché almeno qualche voce, per quanto debole, si levi in questo clima di omertà complice.<br /><br />INDIA<br />Partiamo dall'India, dove si è registrata un'impennata nei casi di violenza contro i cristiani: nei soli primi nove mesi dell'anno si sono verificati ben 305 episodi con un picco proprio a settembre (69 episodi), seguito da agosto (50 episodi), gennaio (37), luglio (33), marzo, aprile e giugno (27), febbraio (20) e maggio (15).<br />Ha suscitato, del resto, orrore il video, diffuso via social, in cui lo swami (in pratica, una guida spirituale) Parmatmanand, leader religioso indù dello Stato del Chhattisgarh, ha dichiarato, senza mezzi termini: «Decapitate quelli che vengono per convertirvi. Vi chiederete perché un santo come me parli di violenza. Direte: come può essere un santo, se accende il fuoco? A volte il fuoco deve essere acceso, anche Hanuman [divinità indù-NdR] lo ha fatto. Vi dico: chiunque venga a convertire nella vostra casa, nella vostra strada, nel vostro quartiere, nel vostro villaggio, non deve essere perdonato». Lo sconcertante invito è stato dato per "contrastare" le conversioni al Cristianesimo ed è stato applaudito, tra gli altri, anche dall'ex-presidente della Commissione nazionale per le caste svantaggiate, Nand Kumar Sai, nel corso di una manifestazione svoltasi nel distretto di Surguja, alla presenza anche di alcuni big del Bjp-Bharatiya Janata Party, il partito nazionalista indù del premier indiano Narendra Modi.<br />Secondo il sito indiano Wire, dopo tale evento il Sovrintendente di Polizia di Sukma ha inviato una lettera a tutte le stazioni collegate, ordinando loro di sorvegliare i missionari cristiani ed i loro neofiti, per fermare queste attività, definite come «illegali». Come riportato dall'agenzia AsiaNews, però, Padre Babu Joseph, verbita, ex-portavoce della Conferenza episcopale indiana, ha spiegato in modo chiaro la situazione: «Le parole dello swami Paramartanand hanno superato tutti i limiti. Sta chiamando apertamente alla violenza contro una parte della popolazione indiana per la sua appartenenza religiosa. Ed è ancora più grave che a farlo sia un religioso indù. Le autorità locali devono prendere provvedimenti contro chi diffonde l'odio». Da notarsi come quello di Chhattisgarh, ove lo swami Parmatmanand ha esortato a decapitare chiunque converta, sia il secondo Stato per numero di casi di violenza contro i cristiani (47 in nove mesi), subito dopo l'Uttar Pradesh (66) e prima del Karnataka (32), dello Jharkhand (30) e del Madhya Pradesh (26). 23 le chiese vandalizzate dalla folla, mentre le autorità e la Polizia hanno impedito le preghiere domenicali ed altre attività religiose in ben 85 casi, accusando anch'esse i cristiani di "conversioni", ciò che, dati alla mano, risulta totalmente falso ed infondato.<br /><br />PAKISTAN E CINA<br />In Pakistan, a Sialkot per la precisione, nel Nord-Est del Punjab, lo scorso 19 ottobre alcuni musulmani hanno distrutto coi trattori numerose tombe cristiane nel cimitero più antico della regione, rivendicando l'area come propria, pur non potendo vantare alcun diritto su di essa. Prevedibilmente sono rimaste senza risposta le proteste delle famiglie colpite dall'atto vandalico, le forze dell'ordine non si sono minimamente occupate dell'accaduto.<br />In Cina, ancora, il...]]></itunes:summary><itunes:duration>620</itunes:duration><itunes:keywords>aborto,abusi,caste,india,stupro,swami</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/c8ad40b5e900d6ddafd49d5a9a2037b7.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Un virus tremendo serpeggia nel mondo intero: la persecuzione contro i cristiani</title><link>https://www.spreaker.com/episode/un-virus-tremendo-serpeggia-nel-mondo-intero-la-persecuzione-contro-i-cristiani--47398453</link><description><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6783" rel="noopener">http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6783</a><br /><br />UN VIRUS TREMENDO SERPEGGIA NEL MONDO INTERO: LA PERSECUZIONE CONTRO I CRISTIANI di Mauro Faverzani<br />Non solo Covid-19... Dall'anno scorso c'è un altro virus, che serpeggia nel mondo intero, non meno temibile: è quello della persecuzione contro i cristiani. Dilaga ormai ad ogni latitudine e le cronache confermano un dato in progressivo peggioramento. Dal maggio 2020, la Conferenza episcopale statunitense ha contato 95 nuovi attacchi a chiese o fedeli in tutto il Paese: incendi, statue di santi decapitate, intimidazioni con armi da fuoco, è capitato di tutto. Gesti assurdi, sferrati con odio e furia incontrollata. Tanto da spingere l'episcopato americano a diffondere una lettera lo scorso primo giugno, per chiedere una rivalutazione del bilancio della Fema,l'Agenzia federale per la gestione delle emergenze, rivalutazione che tenga conto di un sostegno anche economico, per mettere in sicurezza i luoghi di culto da quest'esplosione di violenza contro la fede: «In questo momento di crescente estremismo e di opposizione a vari gruppi religiosi ed alla religione in quanto tale, incoraggiamo il Congresso ad aumentare il budget totale per il programma di sicurezza a 360 milioni di dollari per il 2022» contro i 180 del 2021, rivelatisi assolutamente insufficienti per far fronte alle 3 mila richieste pervenute.<br /><br />LA SITUAZIONE IN OCCIDENTE<br />Qualche esempio? Nel luglio dell'anno scorso, poco prima della S. Messa feriale, un uomo ha diretto il suo minivan contro il santuario intitolato alla Regina della Pace, in Florida. Dopo lo schianto ha cercato di dar fuoco al mezzo, poi si è dato alla fuga, ma è stato individuato ed arrestato. Nel marzo scorso, invece, in Missouri, la Madre badessa del monastero benedettino intitolato a Maria Regina degli Apostoli ha trovato due proiettili conficcati nel muro della sua cella. Nel periodo precedente altri colpi erano già stati sparati contro l'edificio. Il Cancelliere della Diocesi di Brooklyn, Padre Anthony Hernandez, ha espresso chiaramente la sua preoccupazione a fronte di tali eventi: «Siamo davvero preoccupati - ha detto - di questa tendenza emergente ai crimini d'odio contro i cattolici».<br />L'anticlericalismo però dilaga anche in Europa ed, in particolare, in quella che fu la cattolicissima Spagna, dove ancora una volta il governo socialcomunista si dedica ad un nuovo attacco contro la Chiesa. In un proprio comunicato, la lista di estrema sinistra Unidos Podemos ha chiesto all'esecutivo di annullare tutti gli accordi in essere tra lo Stato e la Santa Sede e di abolire i relativi benefici fiscali concessi, considerati come un'«anomalia democratica», di eliminare l'insegnamento della religione dalla Scuola, di recuperare il patrimonio immatricolato dalla Chiesa e di promuovere indagini suppletive circa gli abusi sessuali commessi dal clero. Il tutto, per assicurare così laicismo ed aconfessionalità alle istituzioni, ritenendo che il Concordato di Franco, firmato nel 1953, in realtà non sia mai stato abrogato, dimenticando però come, in ogni caso, nel gennaio 1979 Spagna e Santa Sede abbiano firmato i nuovi accordi, abrogando quelli precedenti. Richieste, dunque, quelle avanzate, totalmente infondate e folli, come si evince anche dalle parole espresse in proposito dai deputati di Podemos Javier Sánchez Serna e Martina Velarde: «La Chiesa cattolica - hanno detto - continua a godere di scandalosi privilegi, che violano la Costituzione spagnola. La gerarchia cattolica riceve ogni anno 11 miliardi di euro dalle casse pubbliche, tuttavia è esente dal pagamento di tasse come l'Ibi. Il paradiso dei vescovi non è in cielo, è un paradiso fiscale ed è in Spagna».<br />L'aggressione della Sinistra alla Chiesa qui è talmente grave da spingere Sofía Ruiz del Cueto, vicepresidente della programmazione e della produzione della sezione spagnola del network televisivo cattolico EWTN, a dedicare all'«evangelizzazione della Spagna» la veglia di adorazione, trasmessa in diretta domenica scorsa e rilanciata da EWTN Usa News, realizzando quanto chiesto dalla Madonna ovvero pregare: «L'evangelizzazione della Spagna - ha dichiarato Ruiz del Cueto - ovvero della nazione che ha evangelizzato il mondo è un evento con ripercussioni mondiali». C'è da sperarlo, poiché il bisogno e l'urgenza sono evidenti.<br /><br />LA SITUAZIONE IN AFRICA<br />Intanto, però, le cronache riservano nuove sofferenze e nuovi dolori, anche guardando all'Africa, in Nigeria nello specifico, dove lo scorso 11 ottobre un gruppo di uomini armati ha assaltato il seminario di Cristo Re a Fayat, nella diocesi di Kafanchan, aprendo il fuoco ed invadendo i locali. I 130 studenti in quel momento erano riuniti per la S. Messa del mattino: sei di loro sono rimasti feriti, tre del quarto anno di Teologia sono stati sequestrati ma rilasciati due giorni dopo.<br />La situazione qui è davvero pesante: la Chiesa ha pubblicamente denunciato come i cattolici, in Nigeria, siano vittime non di banali "scontri" per questioni terriere, bensì di un vero e proprio processo di pulizia etnica e religiosa ad opera degli islamici Fulani con la complicità dello Stato. Il vescovo di Makurdi, mons. Wilfred Anagbe, è stato chiarissimo: «Questa è una guerra religiosa - ha detto -. Hanno un'agenda, che è l'islamizzazione del Paese. E lo stanno facendo, eliminando accuratamente tutti i cristiani ed occupando i loro territori», ammazzando e bruciando case. Le cifre ufficiali parlano di 3 mila morti finora, ma chi è sul campo stima le vittime in almeno 36 mila, oltre a molti sfollati ed indigenti. Molte ong hanno già abbandonato le zone a rischio, a restare è solo la Chiesa, segno di speranza e strumento operativo per far arrivare gli aiuti a quanti si trovino in difficoltà. Come è stato rilevato da Johan Viljoen, direttore del Denis Hurley Peace Institute in Sudafrica, quella in corso è un'«occupazione concertata e ben pianificata. Non credo che l'esercito stia cercando di risolvere qualcosa. Semmai cerca d'incoraggiare» tale triste fenomeno, dato che, dopo anni di violenza, «non un solo Fulani è stato processato». Del resto, la riluttanza delle forze armate ad intervenire discende direttamente dal coinvolgimento diretto dello Stato ad alti livelli in questa sconcertante epurazione di massa. Mons. Anagbe osserva come «tutti i capi militari della marina, dell'aviazione e della polizia siano musulmani». Padre Joseph Fidelis della diocesi di Maiduguri ribadisce: «Non è uno scontro, è un lento genocidio. Costringere le persone a lasciare le loro terre, privarle dei mezzi di sussistenza e massacrarle, ebbene questa è una forma di genocidio». Da qui l'appello all'Occidente, chiedendo preghiere ed aiuti. Ma l'Occidente, troppo preda di un suicidio collettivo chiamato aborto, eutanasia, suicidio assistito e dintorni, è purtroppo sordo ai richiami che giungono da fratelli nella fede, che dall'altra parte del globo chiedono soccorso.<br />Anche l'India piange gli attacchi dei fondamentalisti indù contro i cristiani: solo nello scorso 3 ottobre si sono registrati almeno 13 episodi di violenza e minacce contro le comunità di Uttarakhand, Haryana, Uttar Pradesh, Chhattisgarh, Madhya Pradesh e Nuova Delhi, la capitale. Urlando slogan inneggianti al dio indù Ram, gli estremisti del Sangh Parivar hanno aggredito i fedeli riuniti in preghiera e distrutto i luoghi di culto, oltre ad aver lanciato false accuse di conversioni forzate a danno dei sacerdoti. Secondo Padre Cedric Prakash, gesuita, «la violenza è in aumento».<br />America, Europa, Africa ed Asia: in pochi minuti abbiamo fatto il giro del mondo. Ma è un mondo in preda alla follia, alla violenza, all'integralismo, un mondo che pare aver deciso che per i cristiani non v'è posto...]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/47398453</guid><pubDate>Tue, 09 Nov 2021 22:39:21 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/47398453/un_virus_tremendo_serpeggia_nel_mondo_intero_la_persecuzione_contro_i_cristiani.mp3" length="11205111" type="audio/mpeg"/><itunes:author>BastaBugie</itunes:author><itunes:subtitle>TESTO DELL'ARTICOLO ➜ http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6783

UN VIRUS TREMENDO SERPEGGIA NEL MONDO INTERO: LA PERSECUZIONE CONTRO I CRISTIANI di Mauro Faverzani
Non solo Covid-19... Dall'anno scorso c'è un altro virus, che serpeggia nel...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6783" rel="noopener">http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6783</a><br /><br />UN VIRUS TREMENDO SERPEGGIA NEL MONDO INTERO: LA PERSECUZIONE CONTRO I CRISTIANI di Mauro Faverzani<br />Non solo Covid-19... Dall'anno scorso c'è un altro virus, che serpeggia nel mondo intero, non meno temibile: è quello della persecuzione contro i cristiani. Dilaga ormai ad ogni latitudine e le cronache confermano un dato in progressivo peggioramento. Dal maggio 2020, la Conferenza episcopale statunitense ha contato 95 nuovi attacchi a chiese o fedeli in tutto il Paese: incendi, statue di santi decapitate, intimidazioni con armi da fuoco, è capitato di tutto. Gesti assurdi, sferrati con odio e furia incontrollata. Tanto da spingere l'episcopato americano a diffondere una lettera lo scorso primo giugno, per chiedere una rivalutazione del bilancio della Fema,l'Agenzia federale per la gestione delle emergenze, rivalutazione che tenga conto di un sostegno anche economico, per mettere in sicurezza i luoghi di culto da quest'esplosione di violenza contro la fede: «In questo momento di crescente estremismo e di opposizione a vari gruppi religiosi ed alla religione in quanto tale, incoraggiamo il Congresso ad aumentare il budget totale per il programma di sicurezza a 360 milioni di dollari per il 2022» contro i 180 del 2021, rivelatisi assolutamente insufficienti per far fronte alle 3 mila richieste pervenute.<br /><br />LA SITUAZIONE IN OCCIDENTE<br />Qualche esempio? Nel luglio dell'anno scorso, poco prima della S. Messa feriale, un uomo ha diretto il suo minivan contro il santuario intitolato alla Regina della Pace, in Florida. Dopo lo schianto ha cercato di dar fuoco al mezzo, poi si è dato alla fuga, ma è stato individuato ed arrestato. Nel marzo scorso, invece, in Missouri, la Madre badessa del monastero benedettino intitolato a Maria Regina degli Apostoli ha trovato due proiettili conficcati nel muro della sua cella. Nel periodo precedente altri colpi erano già stati sparati contro l'edificio. Il Cancelliere della Diocesi di Brooklyn, Padre Anthony Hernandez, ha espresso chiaramente la sua preoccupazione a fronte di tali eventi: «Siamo davvero preoccupati - ha detto - di questa tendenza emergente ai crimini d'odio contro i cattolici».<br />L'anticlericalismo però dilaga anche in Europa ed, in particolare, in quella che fu la cattolicissima Spagna, dove ancora una volta il governo socialcomunista si dedica ad un nuovo attacco contro la Chiesa. In un proprio comunicato, la lista di estrema sinistra Unidos Podemos ha chiesto all'esecutivo di annullare tutti gli accordi in essere tra lo Stato e la Santa Sede e di abolire i relativi benefici fiscali concessi, considerati come un'«anomalia democratica», di eliminare l'insegnamento della religione dalla Scuola, di recuperare il patrimonio immatricolato dalla Chiesa e di promuovere indagini suppletive circa gli abusi sessuali commessi dal clero. Il tutto, per assicurare così laicismo ed aconfessionalità alle istituzioni, ritenendo che il Concordato di Franco, firmato nel 1953, in realtà non sia mai stato abrogato, dimenticando però come, in ogni caso, nel gennaio 1979 Spagna e Santa Sede abbiano firmato i nuovi accordi, abrogando quelli precedenti. Richieste, dunque, quelle avanzate, totalmente infondate e folli, come si evince anche dalle parole espresse in proposito dai deputati di Podemos Javier Sánchez Serna e Martina Velarde: «La Chiesa cattolica - hanno detto - continua a godere di scandalosi privilegi, che violano la Costituzione spagnola. La gerarchia cattolica riceve ogni anno 11 miliardi di euro dalle casse pubbliche, tuttavia è esente dal pagamento di tasse come l'Ibi. Il paradiso dei vescovi non è in cielo, è un paradiso fiscale ed è in Spagna».<br />L'aggressione della Sinistra alla Chiesa qui è talmente grave da spingere Sofía Ruiz del Cueto, vicepresidente della programmazione e della produzione della...]]></itunes:summary><itunes:duration>701</itunes:duration><itunes:keywords>brooklyn,cristianofobia,incendi,paradisofiscale,podemos</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/a0e853397800a2089674ede4ae999181.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Vietato professare la fede cristiana sui campi di calcio</title><link>https://www.spreaker.com/episode/vietato-professare-la-fede-cristiana-sui-campi-di-calcio--46836797</link><description><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6752" rel="noopener">http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6752</a><br /><br />VIETATO PROFESSARE LA FEDE CRISTIANA SUI CAMPI DI CALCIO di Federico Cenci<br />Vietato professare pubblicamente la propria fede cristiana. Succede in qualche dispotismo comunista o nell'Afghanistan dei talebani? No, o meglio non solo lì: succede anche - certo, con conseguenze per l'eventuale trasgressore molto meno efferate - nella squadra di calcio Paris Saint-Germain del magnate del Qatar, Nasser Ghanim Al-Khelaïfi. Secondo quanto riferito dal quotidiano spagnolo El Mundo, il talento brasiliano Neymar da Silva Santos Júnior, noto a tutti semplicemente come «Neymar», riceverebbe 5 milioni di sterline all'anno in aggiunta a uno stipendio faraonico a condizione che eviti qualsiasi «propaganda politica o religiosa» che potrebbe offuscare l'immagine e l'unità del club calcistico.<br /><br />LA FEDE DI NEYMAR<br />Si tratta di una «clausola etica», che inoltre proibisce a Neymar di esprimere «qualsiasi commento negativo» sul Paris Saint-Germain, «su chi ci lavora e su chi lo sostiene», e gli richiede di tenere «un comportamento esemplare». L'asso brasiliano deve pertanto essere corretto sul rettangolo di gioco, «cortese, puntuale», nonché «amichevole e disponibile con i tifosi». Tutti requisiti base, che qualsiasi appassionato di sport si aspetta dagli atleti, ci mancherebbe altro. Ma a Neymar questa "normalità" frutta parecchio: se rispetta la clausola, oltre alle 490mila sterline a settimana - riferisce El Mundo -, il calciatore riceverebbe altre 461.947 mila sterline lorde al mese, che equivalgono appunto a 5,5 milioni all'anno.<br />Desta però grande curiosità che, oltre ad aspetti comportamentali che si confanno a uno sportivo modello, a Neymar sia richiesto pure di nascondere la propria fede. In passato, quando militava nel Barcellona, l'attaccante brasiliano ha spesso professato di essere cristiano. «La vita ha senso solo quando il nostro ideale più alto è servire Cristo», disse una volta, secondo quanto riporta il britannico Daily Mail.<br />Lo stesso tabloid rivela che il percorso di fede di Neymar sarebbe iniziato quando il campione era molto giovane, per via di una donazione della Chiesa evangelicale locale che consentì a lui e ai suoi compagni delle giovanili del Santos, squadra brasiliana in cui mosse i primi calci, di avere un campo da gioco nuovo. Un pastore evangelicale del suo quartiere d'origine, a San Paolo del Brasile, ha rivelato quattro anni fa che Neymar, con il nuovo lauto stipendio percepito a Parigi, avrebbe donato alla Chiesa ogni anno circa 15mila sterline.<br /><br />LA FIFA HA FIFA<br />Ma non è la prima volta che la fede di Neymar viene censurata. Prima di approdare al Paris Saint-Germain, nel 2015, gli era già accaduto. Durante i festeggiamenti in campo per la vittoria della Champions League ottenuta con il Barcellona, il centravanti portava una fascetta in fronte con scritto «100% Gesù». L'immagine fece il giro del mondo. Eppure la Fifa ritenne opportuno apportare un grezzo ritocco sulla fronte del campione brasiliano per cancellarne la rivendicazione religiosa. Il motivo addotto? Non urtare la sensibilità dei praticanti di altre fedi.<br />Sarebbe da chiedere ai vertici della Fifa quali fedeli sono così intolleranti da ritenere offensivo che un calciatore ringrazi Gesù Cristo dopo un successo sportivo. Qualche domanda se la saranno fatta anche i tifosi del Real Madrid nel 2014, dopo che per le medesime ragioni di «non turbare la sensibilità» la dirigenza della squadra eliminò la croce che sormonta il simbolo del prestigioso club spagnolo da ogni prodotto ufficiale venduto negli Emirati Arabi, in Arabia Saudita, Qatar, Kuwait, Bahrein e Oman. Rispetto o censura anticristiana?]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/46836797</guid><pubDate>Tue, 05 Oct 2021 20:36:29 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/46836797/vietato_professare_la_fede_cristiana_sui_campi_di_calcio.mp3" length="5436439" type="audio/mpeg"/><itunes:author>BastaBugie</itunes:author><itunes:subtitle>TESTO DELL'ARTICOLO ➜ http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6752

VIETATO PROFESSARE LA FEDE CRISTIANA SUI CAMPI DI CALCIO di Federico Cenci
Vietato professare pubblicamente la propria fede cristiana. Succede in qualche dispotismo comunista o...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6752" rel="noopener">http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6752</a><br /><br />VIETATO PROFESSARE LA FEDE CRISTIANA SUI CAMPI DI CALCIO di Federico Cenci<br />Vietato professare pubblicamente la propria fede cristiana. Succede in qualche dispotismo comunista o nell'Afghanistan dei talebani? No, o meglio non solo lì: succede anche - certo, con conseguenze per l'eventuale trasgressore molto meno efferate - nella squadra di calcio Paris Saint-Germain del magnate del Qatar, Nasser Ghanim Al-Khelaïfi. Secondo quanto riferito dal quotidiano spagnolo El Mundo, il talento brasiliano Neymar da Silva Santos Júnior, noto a tutti semplicemente come «Neymar», riceverebbe 5 milioni di sterline all'anno in aggiunta a uno stipendio faraonico a condizione che eviti qualsiasi «propaganda politica o religiosa» che potrebbe offuscare l'immagine e l'unità del club calcistico.<br /><br />LA FEDE DI NEYMAR<br />Si tratta di una «clausola etica», che inoltre proibisce a Neymar di esprimere «qualsiasi commento negativo» sul Paris Saint-Germain, «su chi ci lavora e su chi lo sostiene», e gli richiede di tenere «un comportamento esemplare». L'asso brasiliano deve pertanto essere corretto sul rettangolo di gioco, «cortese, puntuale», nonché «amichevole e disponibile con i tifosi». Tutti requisiti base, che qualsiasi appassionato di sport si aspetta dagli atleti, ci mancherebbe altro. Ma a Neymar questa "normalità" frutta parecchio: se rispetta la clausola, oltre alle 490mila sterline a settimana - riferisce El Mundo -, il calciatore riceverebbe altre 461.947 mila sterline lorde al mese, che equivalgono appunto a 5,5 milioni all'anno.<br />Desta però grande curiosità che, oltre ad aspetti comportamentali che si confanno a uno sportivo modello, a Neymar sia richiesto pure di nascondere la propria fede. In passato, quando militava nel Barcellona, l'attaccante brasiliano ha spesso professato di essere cristiano. «La vita ha senso solo quando il nostro ideale più alto è servire Cristo», disse una volta, secondo quanto riporta il britannico Daily Mail.<br />Lo stesso tabloid rivela che il percorso di fede di Neymar sarebbe iniziato quando il campione era molto giovane, per via di una donazione della Chiesa evangelicale locale che consentì a lui e ai suoi compagni delle giovanili del Santos, squadra brasiliana in cui mosse i primi calci, di avere un campo da gioco nuovo. Un pastore evangelicale del suo quartiere d'origine, a San Paolo del Brasile, ha rivelato quattro anni fa che Neymar, con il nuovo lauto stipendio percepito a Parigi, avrebbe donato alla Chiesa ogni anno circa 15mila sterline.<br /><br />LA FIFA HA FIFA<br />Ma non è la prima volta che la fede di Neymar viene censurata. Prima di approdare al Paris Saint-Germain, nel 2015, gli era già accaduto. Durante i festeggiamenti in campo per la vittoria della Champions League ottenuta con il Barcellona, il centravanti portava una fascetta in fronte con scritto «100% Gesù». L'immagine fece il giro del mondo. Eppure la Fifa ritenne opportuno apportare un grezzo ritocco sulla fronte del campione brasiliano per cancellarne la rivendicazione religiosa. Il motivo addotto? Non urtare la sensibilità dei praticanti di altre fedi.<br />Sarebbe da chiedere ai vertici della Fifa quali fedeli sono così intolleranti da ritenere offensivo che un calciatore ringrazi Gesù Cristo dopo un successo sportivo. Qualche domanda se la saranno fatta anche i tifosi del Real Madrid nel 2014, dopo che per le medesime ragioni di «non turbare la sensibilità» la dirigenza della squadra eliminò la croce che sormonta il simbolo del prestigioso club spagnolo da ogni prodotto ufficiale venduto negli Emirati Arabi, in Arabia Saudita, Qatar, Kuwait, Bahrein e Oman. 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Qualche giorno fa ha concesso al Corriere della Sera un’intervista-bomba, che merita diverse riletture e riflessioni.<br />Il maestro, con semplicità e garbo, fa a pezzi il politicamente corretto, dall’immigrazionismo («Rimpiango la serietà. Lo spirito con cui Federico II fece scolpire sulla porta di Capua, sotto il busto di Pier delle Vigne e di Taddeo da Sessa, il motto: "Intrent securi qui quaerunt vivere puri"; entrino sicuri coloro che intendono vivere onestamente. Questa è la politica dell’immigrazione e dell’integrazione che servirebbe») al Metoo («Con il Metoo, Da Ponte e Mozart finirebbero in galera. Definiscono Bach, Beethoven, Schubert "musica colonialista": come si fa? Schubert poi era una persona dolcissima... C’è un movimento secondo cui, nel preparare una stagione musicale, dovrebbe esserci un equilibrio tra uomini, donne, colori di pelle diversi, transgender, in modo che tutte le questioni sociali, etniche, genetiche siano rappresentate. Lo trovo molto strano. La scelta va fatta in base al valore e al talento. Senza discriminazioni, in un senso o nell’altro»).<br /><br />LA MALEDUCAZIONE DIVENTA LA NORMALITÀ<br />In un mondo nel quale i neo-laureati, quando escono male, prendono un 110 (la norma è la lode), il direttore elogia la pazienza e l’umiltà della gavetta: «La direzione d’orchestra è spesso diventata una professione di comodo. Sovente i giovani arrivano a dirigere senza studi lunghi e seri. Affrontano opere monumentali all’inizio dell’attività, basandosi sull’efficienza del gesto, talora della gesticolazione». Denuncia, da par suo, la maleducazione fatta norma: «Riesco a seguire un contrappunto in otto parti musicali che si intersecano una con l’altra, ma non riesco a capire due persone che si parlano una sull’altra. Creano disarmonia, cacofonia».<br />Ha il coraggio di inorridire di fronte a quella pratica barbara e insulsa degli applausi in chiesa: «Sono cresciuto in un mondo in cui ai funerali c’era un silenzio terrificante. Ognuno era chiuso nel suo vero o falso dolore. Per i più abbienti c’era la banda che eseguiva lo Stabat Mater di Rossini o marce funebri molfettesi, famose in Puglia. I primi applausi li ricordo ai funerali di Totò e della Magnani, ma erano riconoscimenti alla loro capacità di interpretare l’anima di Napoli, di Roma, della nazione. Quando sarà il mio turno, vorrei che ci fosse il silenzio assoluto. Se qualcuno applaude, giuro che torno a disturbarlo di notte, nei momenti più intimi».<br />Ma, soprattutto, ha pronunciato queste parole: «E mi sono stancato della vita. Perché è un mondo in cui non mi riconosco più. E siccome non posso pretendere che il mondo si adatti a me, preferisco togliermi di mezzo. Come nel Falstaff: "Tutto declina"».<br />Tranquilli, non pensa al suicidio. Più volte Muti si è dichiarato credente, educato al cattolicesimo da genitori profondamente credenti. Semplicemente, vivere in questo mondo in declino non gli interessa più e, come ha dichiarato, aspetta «il suo turno». Questa affermazione mi ha colpito molto perché non è la prima volta che la leggo o la sento.<br /><br />MEGLIO IL MONDO COM’ERA PRIMA<br />Diverse persone, negli ultimi due anni, mi hanno detto o scritto cose simili: "In un mondo così, non so se voglio vivere, non so se valga la pena vivere". Un mondo nel quale vige una censura di fatto e non è più possibile esprimersi liberamente; nel quale vengono praticati dei trattamenti sanitari obbligatori su larga scala e le persone sono trattate come cavie; dove è vietato incontrarsi, abbracciarsi, radunarsi; nel quale si ha un’unica certezza, che il futuro sarà peggiore del presente. Un mondo falso, volgare, materialista nel quale la «nuda vita» vale più della libertà.<br />Eppure, è un mondo che viene magnificato come «il migliore dei mondi possibili», senza frontiere, senza discriminazioni, senza identità, senza religioni... un mondo alla Imagine di John Lennon, Il mondo nuovo di Huxley. Un mondo perfetto. Nel quale, però, forse, alla gente non interessa vivere. Infatti, se non ricordo male, nel romanzo di Huxley, alla fine, il «selvaggio» si uccide: il sogno dell’élite britannica, per alcuni, è il peggior incubo possibile.<br />Eppure, ci hanno detto, dobbiamo rassegnarci: questa è la «nuova normalità». Il mondo non può tornare ad essere quello di prima (sporco, poco tecnologico, poco attento all’ambiente...), lo slogan è «build back better», tiqqun 'olam, perfezioniamo il mondo, ricostruiamolo meglio di come era.<br />Però, a quanto pare, a qualcuno il mondo piaceva più com’era prima. Al maestro Muti senz’altro. Ma anche al giornalista irlandese - ospite anche della Nuova Bussola Quotidiana - John Waters che, nel 2018, ha pubblicato un libro intitolato Give Us Back the Bad Roads, ridateci le strade di prima, in cattive condizioni. Ogni tanto si bucava uno pneumatico ma, evidentemente, la vita era più bella.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/45602495</guid><pubDate>Tue, 06 Jul 2021 20:02:18 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/45602495/riccardo_muti_fa_a_pezzi_con_eleganza_il_politicamente_corretto.mp3" length="7353199" type="audio/mpeg"/><itunes:author>BastaBugie</itunes:author><itunes:subtitle>TESTO DELL'ARTICOLO ➜ http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6648

RICCARDO MUTI FA A PEZZI, CON ELEGANZA, IL POLITICAMENTE CORRETTO di Roberto Marchesini
Riccardo Muti è una delle poche glorie dell’Italia contemporanea. Qualche giorno fa ha...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6648" rel="noopener">http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6648</a><br /><br />RICCARDO MUTI FA A PEZZI, CON ELEGANZA, IL POLITICAMENTE CORRETTO di Roberto Marchesini<br />Riccardo Muti è una delle poche glorie dell’Italia contemporanea. Qualche giorno fa ha concesso al Corriere della Sera un’intervista-bomba, che merita diverse riletture e riflessioni.<br />Il maestro, con semplicità e garbo, fa a pezzi il politicamente corretto, dall’immigrazionismo («Rimpiango la serietà. Lo spirito con cui Federico II fece scolpire sulla porta di Capua, sotto il busto di Pier delle Vigne e di Taddeo da Sessa, il motto: "Intrent securi qui quaerunt vivere puri"; entrino sicuri coloro che intendono vivere onestamente. Questa è la politica dell’immigrazione e dell’integrazione che servirebbe») al Metoo («Con il Metoo, Da Ponte e Mozart finirebbero in galera. Definiscono Bach, Beethoven, Schubert "musica colonialista": come si fa? Schubert poi era una persona dolcissima... C’è un movimento secondo cui, nel preparare una stagione musicale, dovrebbe esserci un equilibrio tra uomini, donne, colori di pelle diversi, transgender, in modo che tutte le questioni sociali, etniche, genetiche siano rappresentate. Lo trovo molto strano. La scelta va fatta in base al valore e al talento. Senza discriminazioni, in un senso o nell’altro»).<br /><br />LA MALEDUCAZIONE DIVENTA LA NORMALITÀ<br />In un mondo nel quale i neo-laureati, quando escono male, prendono un 110 (la norma è la lode), il direttore elogia la pazienza e l’umiltà della gavetta: «La direzione d’orchestra è spesso diventata una professione di comodo. Sovente i giovani arrivano a dirigere senza studi lunghi e seri. Affrontano opere monumentali all’inizio dell’attività, basandosi sull’efficienza del gesto, talora della gesticolazione». Denuncia, da par suo, la maleducazione fatta norma: «Riesco a seguire un contrappunto in otto parti musicali che si intersecano una con l’altra, ma non riesco a capire due persone che si parlano una sull’altra. Creano disarmonia, cacofonia».<br />Ha il coraggio di inorridire di fronte a quella pratica barbara e insulsa degli applausi in chiesa: «Sono cresciuto in un mondo in cui ai funerali c’era un silenzio terrificante. Ognuno era chiuso nel suo vero o falso dolore. Per i più abbienti c’era la banda che eseguiva lo Stabat Mater di Rossini o marce funebri molfettesi, famose in Puglia. I primi applausi li ricordo ai funerali di Totò e della Magnani, ma erano riconoscimenti alla loro capacità di interpretare l’anima di Napoli, di Roma, della nazione. Quando sarà il mio turno, vorrei che ci fosse il silenzio assoluto. Se qualcuno applaude, giuro che torno a disturbarlo di notte, nei momenti più intimi».<br />Ma, soprattutto, ha pronunciato queste parole: «E mi sono stancato della vita. Perché è un mondo in cui non mi riconosco più. E siccome non posso pretendere che il mondo si adatti a me, preferisco togliermi di mezzo. Come nel Falstaff: "Tutto declina"».<br />Tranquilli, non pensa al suicidio. Più volte Muti si è dichiarato credente, educato al cattolicesimo da genitori profondamente credenti. Semplicemente, vivere in questo mondo in declino non gli interessa più e, come ha dichiarato, aspetta «il suo turno». Questa affermazione mi ha colpito molto perché non è la prima volta che la leggo o la sento.<br /><br />MEGLIO IL MONDO COM’ERA PRIMA<br />Diverse persone, negli ultimi due anni, mi hanno detto o scritto cose simili: "In un mondo così, non so se voglio vivere, non so se valga la pena vivere". Un mondo nel quale vige una censura di fatto e non è più possibile esprimersi liberamente; nel quale vengono praticati dei trattamenti sanitari obbligatori su larga scala e le persone sono trattate come cavie; dove è vietato incontrarsi, abbracciarsi, radunarsi; nel quale si ha un’unica certezza, che il futuro sarà peggiore del presente. 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Si tratta in estrema sintesi di giornalisti (o giornalisti wannabe) che per lavoro denunciano le cosiddette fake news, le notizie false, le bufale in sostanza.<br />In astratto sarebbe anche una cosa vagamente sensata, non fosse che l'attività del fact checkers normalmente altro non sia che il veicolare un certo tipo di pensiero e che le cosiddette fake news che vengono "smontate" o meglio contestate siano semplicemente e unicamente quelle non funzionali al sistema mainstream dentro cui siamo immersi. Peccato perché il lavoro ce ne sarebbe eccome per i fact checkers, per esempio ogni giorno decine di giornalisti scrivono nero su bianco che è possibile «cambiare sesso», quando è evidente che nessuna operazione chirurgica di rimozione o ricostruzione dei genitali e nessuna terapia ormonale possa cambiare nulla delle cellule che compongono il corpo umano, che sono tutte sessuate, fino ai capelli.<br />Ci sono una marea di giornalisti che ogni giorno scrivono e parlano dei «figli di due papà» o dei «figli di due mamme», quando bastano due nozioni di anatomia delle scuole medie per affermare con tranquillità che siamo di fronte a una bufala e che solo l'unione tra un uomo e una donna genera. Ci sono parecchi giornalisti che per sostenere la liceità del cosiddetto diritto all'aborto arrivano a dire che nelle prime settimane (o mesi) di vita intrauterina l'embrione o il feto non sia vita. Non troverete nessun debunker a smontare queste che sono bufale che pure ci vengono propinate, insieme a tante altre, 24 ore al giorno, 7 giorni su 7 (e a quale prezzo? Con quanta sofferenza?), e dire che basterebbe la tanto osannata scienza per mostrarle.<br />Comunque se esistessero dei veri fact checkers anche per le cose soprannaturali sarebbe senza dubbio interessante, oltre che molto utile. Al giorno d'oggi infatti molti cattolici, molti sacerdoti anche ahimè, ragionano e parlano come se la nostra vita fosse unicamente quella su questa terra, come se la realtà fosse unicamente quella sotto i nostri occhi. In realtà noi sappiamo che ogni azione che qui viene compiuta riecheggia per l'eternità, ogni nostro più piccolo gesto ha una ricaduta buona o cattiva nell'economia divina e in una vita che non è quella che possiamo toccare in questo momento. Molti vivono come se la Chiesa fosse un'istituzione unicamente orizzontale, terrena, mentre noi sappiamo che la Chiesa è «l'assemblea visibile e la comunità spirituale» e che oltre alla Chiesa della terra c'è «la Chiesa ormai in possesso dei beni celesti».<br />Proprio perché viviamo in questo modo si cristallizzano nelle persone delle fake news, difficili da smontare. Una di queste riguarda il matrimonio, che viene considerato spesso poco più di un contratto, rescindibile in qualunque momento, ma il matrimonio è indissolubile perché è un'alleanza tra il cielo e la terra che rende i due una carne sola, come se fondessimo insieme ferro e carbonio nella ghisa e poi pretendessimo di riportare gli elementi alla condizione iniziale. Ma è così anche per quella pratica del cosiddetto "sbattezzo", iniziativa dell'Uaar che si illude di poter cancellare un Sacramento. Cosa che in realtà non avviene.<br />Insomma sarebbe senza dubbio simpatico - e illuminante, e salvifico - se dei fact checkers ci potessero mostrare ogni giorno quello che i nostri occhi non possono vedere eppure è vero come la terra su cui camminiamo ogni giorno. Scopriremmo una cosa semplice, che il cielo è la verità della terra.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/45457850</guid><pubDate>Tue, 06 Jul 2021 20:02:12 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/45457850/i_fact_checkers_difendono_le_fake_news_del_mainstream.mp3" length="3563982" type="audio/mpeg"/><itunes:author>BastaBugie</itunes:author><itunes:subtitle>TESTO DELL'ARTICOLO ➜ http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6628

I ''FACT CHECKERS'' DIFENDONO LE ''FAKE NEWS'' DEL MAINSTREAM di Raffaella Frullone
Ultimamente vanno molto di moda i cosiddetti fact checkers, detti anche debunker. Si tratta in...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6628" rel="noopener">http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6628</a><br /><br />I ''FACT CHECKERS'' DIFENDONO LE ''FAKE NEWS'' DEL MAINSTREAM di Raffaella Frullone<br />Ultimamente vanno molto di moda i cosiddetti fact checkers, detti anche debunker. Si tratta in estrema sintesi di giornalisti (o giornalisti wannabe) che per lavoro denunciano le cosiddette fake news, le notizie false, le bufale in sostanza.<br />In astratto sarebbe anche una cosa vagamente sensata, non fosse che l'attività del fact checkers normalmente altro non sia che il veicolare un certo tipo di pensiero e che le cosiddette fake news che vengono "smontate" o meglio contestate siano semplicemente e unicamente quelle non funzionali al sistema mainstream dentro cui siamo immersi. Peccato perché il lavoro ce ne sarebbe eccome per i fact checkers, per esempio ogni giorno decine di giornalisti scrivono nero su bianco che è possibile «cambiare sesso», quando è evidente che nessuna operazione chirurgica di rimozione o ricostruzione dei genitali e nessuna terapia ormonale possa cambiare nulla delle cellule che compongono il corpo umano, che sono tutte sessuate, fino ai capelli.<br />Ci sono una marea di giornalisti che ogni giorno scrivono e parlano dei «figli di due papà» o dei «figli di due mamme», quando bastano due nozioni di anatomia delle scuole medie per affermare con tranquillità che siamo di fronte a una bufala e che solo l'unione tra un uomo e una donna genera. Ci sono parecchi giornalisti che per sostenere la liceità del cosiddetto diritto all'aborto arrivano a dire che nelle prime settimane (o mesi) di vita intrauterina l'embrione o il feto non sia vita. Non troverete nessun debunker a smontare queste che sono bufale che pure ci vengono propinate, insieme a tante altre, 24 ore al giorno, 7 giorni su 7 (e a quale prezzo? Con quanta sofferenza?), e dire che basterebbe la tanto osannata scienza per mostrarle.<br />Comunque se esistessero dei veri fact checkers anche per le cose soprannaturali sarebbe senza dubbio interessante, oltre che molto utile. Al giorno d'oggi infatti molti cattolici, molti sacerdoti anche ahimè, ragionano e parlano come se la nostra vita fosse unicamente quella su questa terra, come se la realtà fosse unicamente quella sotto i nostri occhi. In realtà noi sappiamo che ogni azione che qui viene compiuta riecheggia per l'eternità, ogni nostro più piccolo gesto ha una ricaduta buona o cattiva nell'economia divina e in una vita che non è quella che possiamo toccare in questo momento. Molti vivono come se la Chiesa fosse un'istituzione unicamente orizzontale, terrena, mentre noi sappiamo che la Chiesa è «l'assemblea visibile e la comunità spirituale» e che oltre alla Chiesa della terra c'è «la Chiesa ormai in possesso dei beni celesti».<br />Proprio perché viviamo in questo modo si cristallizzano nelle persone delle fake news, difficili da smontare. Una di queste riguarda il matrimonio, che viene considerato spesso poco più di un contratto, rescindibile in qualunque momento, ma il matrimonio è indissolubile perché è un'alleanza tra il cielo e la terra che rende i due una carne sola, come se fondessimo insieme ferro e carbonio nella ghisa e poi pretendessimo di riportare gli elementi alla condizione iniziale. Ma è così anche per quella pratica del cosiddetto "sbattezzo", iniziativa dell'Uaar che si illude di poter cancellare un Sacramento. Cosa che in realtà non avviene.<br />Insomma sarebbe senza dubbio simpatico - e illuminante, e salvifico - se dei fact checkers ci potessero mostrare ogni giorno quello che i nostri occhi non possono vedere eppure è vero come la terra su cui camminiamo ogni giorno. Scopriremmo una cosa semplice, che il cielo è la verità della terra.]]></itunes:summary><itunes:duration>223</itunes:duration><itunes:keywords>anatomia,embrione,factcheckers,fakenews,mainstream,sbattezzo</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/37bbbcc4479e1c59c9b93f4939d05dc6.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Un'idea concreta di opzione Benedetto</title><link>https://www.spreaker.com/episode/un-idea-concreta-di-opzione-benedetto--44898408</link><description><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6578" rel="noopener">http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6578</a><br /><br />UN'IDEA CONCRETA DI OPZIONE BENEDETTO di Andrea Zambrano<br />Quattro case e un monastero. L'idea di tre imprenditori francesi è una sfida lanciata al mondo contemporaneo in crisi di evangelizzazione: ricreare quel particolare microcosmo fatto di piccole comunità cristiane attorno a un centro spirituale che ha creato la civiltà medievale. Si chiama monasphere ed è la singolare iniziativa, a metà strada tra il vocazionale e il marketing, che tre padri di famiglia francesi hanno deciso di introdurre per vivere in modo originale una sorta di Opzione Benedetto.<br />Il nome è un gioco di parole con l'unione di due parole sphère (sfera) e monastere (monastero) dovrebbe significare l'idea di un monastero come centro di una sfera, dove tutto gira attorno al monastero. La sfera sarebbero le case abitate da famiglie che, lasciato l'anonimato e lo straniamento delle grandi città si rifugiano in provincia ed eleggono il monastero come centro propulsivo della propria chiamata. La pandemia ha acuito il problema della solitudine e il vescovo di Fréjus-Toulon Dominique Rey si è detto così entusiasta dell'idea tanto che ha benedetto l'iniziativa invitando a partire dalle abbazie benedettine di Bargemon e di Cotignac. Il progetto è ancora allo stadio embrionale, ma le premesse per la partenza ci sono tutte.<br />Anzitutto la motivazione dei tre. Due di loro Damien Thomas y Charles Wattebled hanno sempre coltivato il desiderio di vivere vicino a un centro spirituale con altre famiglie cristiane. La speranza è quella di trovare un equilibrio tra la vita di fede e il ritmo della vita quotidiana. Ovviamente il mastice che deve tenere legato tutto è Cristo. I due si sono così dati da fare e hanno dato vita ad un'iniziativa immobiliare volta a recuperare insediamenti abitativi vicino ai monasteri di cui la Francia è disseminata. Contemporaneamente hanno illustrato l'idea a un loro amico, Pierre-Edouard Stérin, che di mestiere fa l'investitore e ha così deciso di destinare i primi fondi all'operazione. Un sondaggio lanciato attraverso una rete social ha fatto il resto: i tre hanno ricevuto 850 risposte in 5 giorni col 62% di persone interessate o molto interessate a comprar casa vicino a un centro spirituale francese. Su linkedin, poi, oltre 100mila visitatori, 250 messaggi privati e già 5 offerte di costruttori edili pronti a partire.<br />Il vescovo si è raccomandato di non creare però dei kolchozy (le aziende agricole collettive dell'Unione Sovietica dove tutto era in comune, anche la miseria e la sopraffazione) perché «le famiglie devono formare parte di una realtà locale a livello umano e spirituale senza trascurare le parrocchie». Vero, anche se le parrocchie oggi sono proprio il centro propulsore della crisi di fede. Comunque, il concetto è chiaro: non chiudersi a riccio, non creare oasi, ma irradiare una vita piena e i frutti della fede. Il resto verrà da sé. Se funziona è la prova che il Medioevo è ancora capace di insegnarci qualcosa.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/44898408</guid><pubDate>Tue, 18 May 2021 20:56:30 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/44898408/un_idea_concreta_di_opzione_benedetto.mp3" length="4499747" type="audio/mpeg"/><itunes:author>BastaBugie</itunes:author><itunes:subtitle>TESTO DELL'ARTICOLO ➜ http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6578

UN'IDEA CONCRETA DI OPZIONE BENEDETTO di Andrea Zambrano
Quattro case e un monastero. L'idea di tre imprenditori francesi è una sfida lanciata al mondo contemporaneo in crisi di...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6578" rel="noopener">http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6578</a><br /><br />UN'IDEA CONCRETA DI OPZIONE BENEDETTO di Andrea Zambrano<br />Quattro case e un monastero. L'idea di tre imprenditori francesi è una sfida lanciata al mondo contemporaneo in crisi di evangelizzazione: ricreare quel particolare microcosmo fatto di piccole comunità cristiane attorno a un centro spirituale che ha creato la civiltà medievale. Si chiama monasphere ed è la singolare iniziativa, a metà strada tra il vocazionale e il marketing, che tre padri di famiglia francesi hanno deciso di introdurre per vivere in modo originale una sorta di Opzione Benedetto.<br />Il nome è un gioco di parole con l'unione di due parole sphère (sfera) e monastere (monastero) dovrebbe significare l'idea di un monastero come centro di una sfera, dove tutto gira attorno al monastero. La sfera sarebbero le case abitate da famiglie che, lasciato l'anonimato e lo straniamento delle grandi città si rifugiano in provincia ed eleggono il monastero come centro propulsivo della propria chiamata. La pandemia ha acuito il problema della solitudine e il vescovo di Fréjus-Toulon Dominique Rey si è detto così entusiasta dell'idea tanto che ha benedetto l'iniziativa invitando a partire dalle abbazie benedettine di Bargemon e di Cotignac. Il progetto è ancora allo stadio embrionale, ma le premesse per la partenza ci sono tutte.<br />Anzitutto la motivazione dei tre. Due di loro Damien Thomas y Charles Wattebled hanno sempre coltivato il desiderio di vivere vicino a un centro spirituale con altre famiglie cristiane. La speranza è quella di trovare un equilibrio tra la vita di fede e il ritmo della vita quotidiana. Ovviamente il mastice che deve tenere legato tutto è Cristo. I due si sono così dati da fare e hanno dato vita ad un'iniziativa immobiliare volta a recuperare insediamenti abitativi vicino ai monasteri di cui la Francia è disseminata. Contemporaneamente hanno illustrato l'idea a un loro amico, Pierre-Edouard Stérin, che di mestiere fa l'investitore e ha così deciso di destinare i primi fondi all'operazione. Un sondaggio lanciato attraverso una rete social ha fatto il resto: i tre hanno ricevuto 850 risposte in 5 giorni col 62% di persone interessate o molto interessate a comprar casa vicino a un centro spirituale francese. Su linkedin, poi, oltre 100mila visitatori, 250 messaggi privati e già 5 offerte di costruttori edili pronti a partire.<br />Il vescovo si è raccomandato di non creare però dei kolchozy (le aziende agricole collettive dell'Unione Sovietica dove tutto era in comune, anche la miseria e la sopraffazione) perché «le famiglie devono formare parte di una realtà locale a livello umano e spirituale senza trascurare le parrocchie». Vero, anche se le parrocchie oggi sono proprio il centro propulsore della crisi di fede. Comunque, il concetto è chiaro: non chiudersi a riccio, non creare oasi, ma irradiare una vita piena e i frutti della fede. Il resto verrà da sé. Se funziona è la prova che il Medioevo è ancora capace di insegnarci qualcosa.]]></itunes:summary><itunes:duration>282</itunes:duration><itunes:keywords>benedetto,francia,monasphere,monastero,opzione</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/438bb355150cc26fe24c7650b47fb451.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>La dittatura del relativismo all'attacco del Giulio Cesare</title><link>https://www.spreaker.com/episode/la-dittatura-del-relativismo-all-attacco-del-giulio-cesare--43710286</link><description><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜<a href="http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6499" rel="noopener">http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6499</a><br /><br />LA DITTATURA DEL RELATIVISMO ALL'ATTACCO DEL GIULIO CESARE<br />Cosa è successo davvero nel prestigioso liceo romano riguardo ai corsi su aborto e gender<br />di Mauro Faverzani<br />L'incresciosa vicenda ingiustamente patita nei giorni scorsi dalla professoressa Paola Senesi, preside del prestigioso liceo classico «Giulio Cesare» di Roma, ha avuto almeno un merito: quello di chiarire le posizioni e di mostrare in modo paradigmatico quanto ideologico e strumentale fosse - e sia ancora - l'attacco sferrato contro di lei.<br />Partiamo dai fatti. Alla vigilia della «Settimana dello Studente», svoltasi dal 9 al 12 febbraio scorsi, i rappresentanti di lista hanno presentato alla dirigenza scolastica del «Giulio Cesare» le proprie proposte in vista dell'evento. Tra queste, in prima stesura, figuravano anche due idee del "collettivo" «Zero Alibi», ovviamente di sinistra: una «Lezione informativa con una ginecologa specializzata nell'interruzione di gravidanza» (e nella «lotta contro l'obiezione di coscienza», quindi non certo super partes, come ha svelato la giornalista Costanza Miriano sul suo blog), e l'altra su «Che cos'è l'identità di genere-Corso di educazione sessuale con uno psichiatra specializzato».<br />Su entrambe la preside ha chiesto un ripensamento: nel primo caso, in quanto un tema complesso come quello dell'aborto non poteva esser ridotto a mera tecnica socio-sanitaria, implicando una multidisciplinarietà di aspetti, a partire da quello bioetico, non previsti dall'iniziativa; nel secondo caso, in quanto la nota del Miur n. 1972 del 15 settembre 2015 ribadisce a chiare lettere come «tra i diritti e i doveri e le conoscenze da trasmettere non rientrino in nessun modo né "ideologie gender", né l'insegnamento di pratiche estranee al mondo educativo», dovendosi prevedere - in base all'art. 30 della Costituzione italiana, alle Linee-guida del Miur in ordine all'art. 1 comma 16 della legge 107, nonché della circolare ministeriale 19534/18 - che tutte le attività non rientranti nel curricolo obbligatorio debbano avere il consenso dei genitori, prima di essere varate. Nella versione finale, il programma elaborato dagli studenti ed approvato dal collegio docenti, non prevedeva più i due incontri "della discordia".<br />Pareva che tutto fosse a posto, che le valutazioni della preside fossero state «condivise dai rappresentanti degli studenti», non essendo state riportate, neppure nella bozza finale, «specifiche obiezioni in merito», come precisato dalla stessa dirigenza scolastica in un proprio comunicato. Invece no, qualcuno, nell'ombra, dietro le quinte, stava già tramando, preferendo al confronto schietto l'attacco a sorpresa e vile alle spalle.<br /><br />E QUI INIZIANO LE EVIDENZE<br />A partire dall'orchestrazione di una protesta "ad orologeria" smaccatamente ideologica e strumentale, protesta che, infischiandosene di temi alti quali educazione, formazione, didattica, mondo giovanile, si è rivelata, come riportato dal quotidiano Avvenire, «un fronte aggressivo, che imbraccia slogan e pregiudizi per muovere all'assalto di chi non si riconosca nell'applicazione di una libertà ritenuta insindacabile». Ed è questa una convinzione degli stessi studenti, come hanno evidenziato quelli aderenti alla lista Factotum, che hanno espresso pubblicamente il proprio «sdegno in merito alle strumentalizzazioni politiche e giornalistiche. L'unica conseguenza di questo ridicolo teatrino è stata quella di mettere in cattiva luce il buon nome del "Giulio Cesare", distorcendo la realtà dei fatti per fini ben lontani dal bene degli studenti. Ci auguriamo che certa gente smetta di usare gli studenti come pedine nei propri giochi di potere». Più chiaro di così...<br />Altra evidenza, il ruolo giocato da "certa" stampa, cui subito i ragazzi del "collettivo" si sono rivolti, contando su di un'azione di sponda: nello specifico il quotidiano Repubblica ha strumentalmente trasformato l'invito della preside ad un ripensamento in una censura. Il che non è vero, pur assicurando il titolone ad effetto: «Le modifiche apportate al programma iniziale non sono certo frutto di un atteggiamento "censorio", ma dell'esercizio della funzione di indirizzo e valutazione delle proposte degli studenti sul piano formativo», ha specificato la preside, Paola Senesi, in un proprio comunicato, in cui precisa come le iniziative dei ragazzi debbano inserirsi «in un contesto coerente con i programmi scolastici e dunque in accordo anche con le famiglie, il cui ruolo educativo è richiamato nel Patto di corresponsabilità sottoscritto ogni anno».<br /><br />NIENTE DI PIÙ FALSO<br />Terza evidenza, il ruolo giocato da chi, tra i docenti del «Giulio Cesare», gioca alla "guerriglia" e lancia il sasso nascondendo la mano, con una lettera non firmata, pervenuta sempre nella redazione di Repubblica a nome di 40 insegnanti dell'istituto (non si sa però chi), che avrebbero preso le distanze dalla preside, accusandola anzi di aver esautorato il collegio docenti, vietando quei due incontri. Niente di più falso, come spiegato in una propria nota da Alberto Gambino, giurista e presidente dell'associazione «Scienza&Vita», e Alessandro Benedetti, presidente del Comitato Civico per Roma: «Non appartiene al corpo docente il potere di decidere a colpi di maggioranza temi che, proprio per la loro sensibilità, riguardano le famiglie, finendosi altrimenti per sindacalizzare in modo ideologico le decisioni sulla formazione dei figli con l'estromissione dei principali protagonisti di tale proposta educativa che, per dettato costituzionale, sono innanzi tutto le famiglie e i genitori». Ma, a sbugiardare ulteriormente quella lettera non firmata, ha provveduto niente meno che il collegio docenti tenutosi lo scorso 17 febbraio, collegio che ha votato a larghissima maggioranza la versione dei fatti fornita dalla preside: dove sono spariti, dunque, quei 40 sedicenti insegnanti contestatari (ammesso che siano mai esistiti)?<br />Quarta evidenza, i facinorosi infiltratisi nella scuola per battaglie ad essa estranee, come avevano già dimostrato nei giorni scorsi le occupazioni compiute a Roma da striminzite minoranze presso il liceo «Socrate» alla Garbatella (con tanto di condanna forte ed unanime da parte del dirigente scolastico, del corpo docente e del personale Ata) e presso il liceo «Kant» in zona Torpignattara. Ma in questa categoria rientrano a pieno titolo anche le prese di posizione del sedicente collettivo transfemminista «Non una di meno», sigla che rispunta sempre dall'oblio in occasioni come queste.<br />Quinta evidenza, chi mesta nel torbido con provocazioni gratuite, come ha dimostrato il camion vela col manifesto firmato UAAR-Unione Atei ed Agnostici Razionalisti, pensato per promuovere l'aborto farmacologico, presentato come «una conquista da difendere», tacendone però i rischi per la salute (secondo il New England Journal of Medicine, il tasso di mortalità dovuto all'aborto chimico sarebbe dieci volte superiore a quello chirurgico). Ebbene, tale camion è stato piazzato proprio davanti al liceo classico «Giulio Cesare» di Roma nei giorni della bufera: un gesto servito solo a gettar benzina sul fuoco. In questo caso nessun Sindaco ha firmato un'ordinanza immediatamente esecutiva, per togliere dalla vista il cartellone, come capitato invece solo pochi mesi fa ad alcuni manifesti pro-life. Come al solito, due pesi e due misure, chissà perché sempre a favore di una sola parte...<br /><br />LA POLITICA IN CAMPO<br />V'è da dire che, in tutta questa faccenda, ha preso comunque forma e consistenza anche il fronte della solidarietà, innanzi tutto tradottosi nelle lettere inviate da molti genitori alla preside, ringraziandola di cuore. Sul versante istituzionale, certo, v'è una nota stonata, ma una sola, vale a dire l'interpellanza parlamentare presentata dall'on. Nicola Fratoianni. Chi è? È il segretario nazionale di Sinistra Italiana (partito che alle ultime europee ha raccolto nulla più dell'1,7% dei voti), dichiaratamente pro-eutanasia, pro-Lgbt, pro-legalizzazione della cannabis e pro-ius soli. Ha chiesto spudoratamente di censurare la condotta della preside del «Giulio Cesare». Ma, a fronte di questo caso isolato, non sono mancate le reazioni opposte, anche nel mondo della politica. La senatrice Isabella Rauti di Fratelli d'Italia ha condannato gli «attacchi hater» lanciati contro la dirigente scolastica sui social. I senatori Maurizio Gasparri ed Enrico Aimi di Forza Italia hanno chiesto chiarezza con un'interrogazione al ministro dell'Istruzione. Simone Pillon, capogruppo della Lega in Commissione Giustizia, con un'altra interrogazione parlamentare ha chiesto quali misure il ministro intenda assumere «per garantire ai dirigenti scolastici di svolgere il proprio dovere nell'osservanza delle leggi». Anche i senatori Lucio Malan, vicecapogruppo vicario di Forza Italia, e Paola Binetti dell'Udc si sono riservati eventuali indagini ispettive parlamentari a tutela della preside. Piena e totale solidarietà anche dall'on. Paola Frassinetti, vicepresidente della Commissione Cultura della Camera, e dall'on. Carmela Ella Bucalo, entrambe di Fratelli d'Italia.<br />Insomma, i mestatori d'odio, questa volta, han fatto una pessima figura, ma va dato atto alla preside, Paola Senesi, di una fermezza coraggiosa, di un'attenta applicazione delle leggi vigenti e di una pazienza davvero invincibile.<br /> <br />Titolo originale: Respinto al mittente l'attacco rosso al Giulio Cesare<br />Fonte: Radio Roma Libera, 22 Febbraio 2021<br />Pubblicato su BastaBugie n. 706]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/43710286</guid><pubDate>Tue, 02 Mar 2021 22:43:10 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/43710286/la_dittatura_del_relativismo_all_attacco_del_giulio_cesare.mp3" length="11254803" type="audio/mpeg"/><itunes:author>BastaBugie</itunes:author><itunes:subtitle>TESTO DELL'ARTICOLO ➜http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6499&#13;
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LA DITTATURA DEL RELATIVISMO ALL'ATTACCO DEL GIULIO CESARE&#13;
Cosa è successo davvero nel prestigioso liceo romano riguardo ai corsi su aborto e gender&#13;
di Mauro Faverzani...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜<a href="http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6499" rel="noopener">http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6499</a><br /><br />LA DITTATURA DEL RELATIVISMO ALL'ATTACCO DEL GIULIO CESARE<br />Cosa è successo davvero nel prestigioso liceo romano riguardo ai corsi su aborto e gender<br />di Mauro Faverzani<br />L'incresciosa vicenda ingiustamente patita nei giorni scorsi dalla professoressa Paola Senesi, preside del prestigioso liceo classico «Giulio Cesare» di Roma, ha avuto almeno un merito: quello di chiarire le posizioni e di mostrare in modo paradigmatico quanto ideologico e strumentale fosse - e sia ancora - l'attacco sferrato contro di lei.<br />Partiamo dai fatti. Alla vigilia della «Settimana dello Studente», svoltasi dal 9 al 12 febbraio scorsi, i rappresentanti di lista hanno presentato alla dirigenza scolastica del «Giulio Cesare» le proprie proposte in vista dell'evento. Tra queste, in prima stesura, figuravano anche due idee del "collettivo" «Zero Alibi», ovviamente di sinistra: una «Lezione informativa con una ginecologa specializzata nell'interruzione di gravidanza» (e nella «lotta contro l'obiezione di coscienza», quindi non certo super partes, come ha svelato la giornalista Costanza Miriano sul suo blog), e l'altra su «Che cos'è l'identità di genere-Corso di educazione sessuale con uno psichiatra specializzato».<br />Su entrambe la preside ha chiesto un ripensamento: nel primo caso, in quanto un tema complesso come quello dell'aborto non poteva esser ridotto a mera tecnica socio-sanitaria, implicando una multidisciplinarietà di aspetti, a partire da quello bioetico, non previsti dall'iniziativa; nel secondo caso, in quanto la nota del Miur n. 1972 del 15 settembre 2015 ribadisce a chiare lettere come «tra i diritti e i doveri e le conoscenze da trasmettere non rientrino in nessun modo né "ideologie gender", né l'insegnamento di pratiche estranee al mondo educativo», dovendosi prevedere - in base all'art. 30 della Costituzione italiana, alle Linee-guida del Miur in ordine all'art. 1 comma 16 della legge 107, nonché della circolare ministeriale 19534/18 - che tutte le attività non rientranti nel curricolo obbligatorio debbano avere il consenso dei genitori, prima di essere varate. Nella versione finale, il programma elaborato dagli studenti ed approvato dal collegio docenti, non prevedeva più i due incontri "della discordia".<br />Pareva che tutto fosse a posto, che le valutazioni della preside fossero state «condivise dai rappresentanti degli studenti», non essendo state riportate, neppure nella bozza finale, «specifiche obiezioni in merito», come precisato dalla stessa dirigenza scolastica in un proprio comunicato. Invece no, qualcuno, nell'ombra, dietro le quinte, stava già tramando, preferendo al confronto schietto l'attacco a sorpresa e vile alle spalle.<br /><br />E QUI INIZIANO LE EVIDENZE<br />A partire dall'orchestrazione di una protesta "ad orologeria" smaccatamente ideologica e strumentale, protesta che, infischiandosene di temi alti quali educazione, formazione, didattica, mondo giovanile, si è rivelata, come riportato dal quotidiano Avvenire, «un fronte aggressivo, che imbraccia slogan e pregiudizi per muovere all'assalto di chi non si riconosca nell'applicazione di una libertà ritenuta insindacabile». Ed è questa una convinzione degli stessi studenti, come hanno evidenziato quelli aderenti alla lista Factotum, che hanno espresso pubblicamente il proprio «sdegno in merito alle strumentalizzazioni politiche e giornalistiche. L'unica conseguenza di questo ridicolo teatrino è stata quella di mettere in cattiva luce il buon nome del "Giulio Cesare", distorcendo la realtà dei fatti per fini ben lontani dal bene degli studenti. Ci auguriamo che certa gente smetta di usare gli studenti come pedine nei propri giochi di potere». Più chiaro di così...<br />Altra evidenza, il ruolo giocato da "certa" stampa, cui subito i ragazzi del "collettivo" si sono rivolti, contando su di...]]></itunes:summary><itunes:duration>704</itunes:duration><itunes:keywords>aborto,cesare,gender,giulio,liceo,relativismo,romano</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/4677ea054dc60a2fc96c7bd84c732f4f.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Il bello di scrivere una lettera con busta e francobollo</title><link>https://www.spreaker.com/episode/il-bello-di-scrivere-una-lettera-con-busta-e-francobollo--43500636</link><description><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜<a href="http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6466" rel="noopener">http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6466</a><br /><br />IL BELLO DI SCRIVERE UNA LETTERA CON BUSTA E FRANCOBOLLO<br />Un tesoro da riscoprire per i bambini della Generazione Alpha abituati a interagire con uno schermo fin dai primi mesi di vita<br />di Aldo Maria Valli<br />I miei nipotini milanesi amano ricevere lettere dai nonni di Roma. Intendo lettere vere e proprie, di carta, infilate dentro una busta con il francobollo e impostate. Come si faceva una volta, nel mondo pre-informatico, quando la posta non era ancora elettronica. E al nipotino più grande, di cinque anni, piace anche scriverle, le lettere. In stampatello, con il pennarello blu o viola. E abbondanza di disegni.<br />Vedremo se è infatuazione passeggera o vero amore. Intanto, mi rincuora questa passione per la lettera scritta, con la ritualità e l’investimento che comporta in termini di tempo e di fatica: prendere il foglio, scegliere il pennarello, pensare le parole, scriverle cercando di andare dritti e di non fare troppi errori (nel caso di errore, rifare tutto), pensare il disegno, allegarlo, prendere una busta, scrivere l’indirizzo, appiccicare il francobollo, farsi accompagnare alla buca delle lettere. <br />Il nipotino non scrive solo ai nonni, ma anche alla cuginetta romana, sua coetanea. La quale a sua volta ha deciso subito di rispondere nello stesso modo: carta, pennarello, busta, francobollo eccetera. <br />Parlandosi al telefono, i due cugini si sono confidati un segreto: quando ricevono una lettera non la aprono immediatamente, ma la portano nella loro cameretta, la appoggiano sul cuscino e, prima di aprirla, la lasciano lì un po’, come un tesoro da scoprire piano piano e gustare per bene.<br /><br />LA GENERAZIONE ALPHA<br />Ho letto che i bambini nati dopo il 2010 appartengono alla Generazione Alpha, che sarebbe la prima generazione nata interamente nel ventunesimo secolo. Figli dei Millennials (come sono definiti i nati fra i primi anni Ottanta e la metà degli anni Novanta del secolo scorso), i bimbi Alpha sono stati abituati a interagire con uno schermo fin dai primi mesi di vita. In pratica, sono nati già connessi alla Rete, tanto che per loro avere a che fare con un pc, uno smartphone e la tecnologia touch screen è del tutto naturale, come afferrare il ciuccio e metterselo in bocca.<br />Il sottoscritto lo verifica tutti i giorni col nipotino più piccolo, un pupattolo di tredici mesi che davanti al computer o al cellulare del nonno non mostra alcun tipo di imbarazzo ma, semplicemente, si mette a digitare e a far scorrere immagini con la perizia di un navigatore esperto.<br />Molti studi, in tutto il mondo, sono in corso sulla generazione Alpha e, nel mio piccolo, anch’io osservo con curiosità. Confesso comunque di essere rimasto sorpreso da questo amore per le lettere di carta. Può essere che un bambino di cinque anni, connesso fin dalla nascita, si sia già stancato di tanta digitalizzazione e avverta il bisogno di qualcosa di più solido, più concreto e più personale?<br />Non so. Intanto mi diverto un mondo. Non solo a leggere, ma anche a scrivere. Non basta infatti buttare giù qualche frase di circostanza. I nipotini esigono che i nonni si impegnino. E dunque vai con disegni e disegnini, faccette, animaletti, abbondanza di colori, punti esclamativi come se piovesse. <br />Quando poi si è trattato di inviare il manufatto, sono stato costretto a chiedere lumi a mia moglie: “Scusa, ma tu sai se dalle nostre parti c’è una buca delle lettere?”. Erano anni che non la usavo.<br /><br />UNA MISSIVA ANCORA PIÙ FANTASMAGORICA<br />Di recente, la sorella minore del nipotino grafomane (bimba di quasi tre anni), durante un videocollegamento, ha chiesto ai nonni romani di poter ricevere una lettera tutta per lei, con il suo nome sulla busta. Desiderio che è stato prontamente soddisfatto con una missiva ancora più fantasmagorica. Per i nonni lavoro doppio, ma anche doppia gioia.<br />Riuscirà la fantasia dei nonni a rispondere alle sorprendenti esigenze di questi bimbi Alpha? <br />Staremo a vedere. Nel frattempo, noi vecchi babyboomers, che pensavamo di essere stati ormai definitivamente e inesorabilmente superati dalle nuovissime applicazioni tecnologiche, e debitamente rottamati, ci godiamo questa piccola rivincita della parola scritta sulla carta. Davvero, io che ho imparato a scrivere intingendo un dispositivo chiamato “pennino” in un preparato chiamato “inchiostro”, utilizzando un supporto chiamato “quaderno” e avvalendomi di un’attrezzattura chiamata “carta assorbente” (queste erano le nostre app), non avrei mai immaginato di riscoprire l’arte del manoscritto in tarda età. Un vecchio modo di comunicare che, a quanto pare, non vuole morire. Forse perché esprime meglio l’amore?<br /> <br />Titolo originale: Noi nonni e le sorprese della Generazione Alpha<br />Fonte: Radio Roma Libera, 8 Febbraio 2021<br />Pubblicato su BastaBugie n. 704]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/43500636</guid><pubDate>Wed, 17 Feb 2021 00:22:11 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/43500636/il_bello_di_scrivere_una_lettera_con_busta_e_francobollo.mp3" length="5327724" type="audio/mpeg"/><itunes:author>BastaBugie</itunes:author><itunes:subtitle>TESTO DELL'ARTICOLO ➜http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6466&#13;
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IL BELLO DI SCRIVERE UNA LETTERA CON BUSTA E FRANCOBOLLO&#13;
Un tesoro da riscoprire per i bambini della Generazione Alpha abituati a interagire con uno schermo fin dai primi mesi...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜<a href="http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6466" rel="noopener">http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6466</a><br /><br />IL BELLO DI SCRIVERE UNA LETTERA CON BUSTA E FRANCOBOLLO<br />Un tesoro da riscoprire per i bambini della Generazione Alpha abituati a interagire con uno schermo fin dai primi mesi di vita<br />di Aldo Maria Valli<br />I miei nipotini milanesi amano ricevere lettere dai nonni di Roma. Intendo lettere vere e proprie, di carta, infilate dentro una busta con il francobollo e impostate. Come si faceva una volta, nel mondo pre-informatico, quando la posta non era ancora elettronica. E al nipotino più grande, di cinque anni, piace anche scriverle, le lettere. In stampatello, con il pennarello blu o viola. E abbondanza di disegni.<br />Vedremo se è infatuazione passeggera o vero amore. Intanto, mi rincuora questa passione per la lettera scritta, con la ritualità e l’investimento che comporta in termini di tempo e di fatica: prendere il foglio, scegliere il pennarello, pensare le parole, scriverle cercando di andare dritti e di non fare troppi errori (nel caso di errore, rifare tutto), pensare il disegno, allegarlo, prendere una busta, scrivere l’indirizzo, appiccicare il francobollo, farsi accompagnare alla buca delle lettere. <br />Il nipotino non scrive solo ai nonni, ma anche alla cuginetta romana, sua coetanea. La quale a sua volta ha deciso subito di rispondere nello stesso modo: carta, pennarello, busta, francobollo eccetera. <br />Parlandosi al telefono, i due cugini si sono confidati un segreto: quando ricevono una lettera non la aprono immediatamente, ma la portano nella loro cameretta, la appoggiano sul cuscino e, prima di aprirla, la lasciano lì un po’, come un tesoro da scoprire piano piano e gustare per bene.<br /><br />LA GENERAZIONE ALPHA<br />Ho letto che i bambini nati dopo il 2010 appartengono alla Generazione Alpha, che sarebbe la prima generazione nata interamente nel ventunesimo secolo. Figli dei Millennials (come sono definiti i nati fra i primi anni Ottanta e la metà degli anni Novanta del secolo scorso), i bimbi Alpha sono stati abituati a interagire con uno schermo fin dai primi mesi di vita. In pratica, sono nati già connessi alla Rete, tanto che per loro avere a che fare con un pc, uno smartphone e la tecnologia touch screen è del tutto naturale, come afferrare il ciuccio e metterselo in bocca.<br />Il sottoscritto lo verifica tutti i giorni col nipotino più piccolo, un pupattolo di tredici mesi che davanti al computer o al cellulare del nonno non mostra alcun tipo di imbarazzo ma, semplicemente, si mette a digitare e a far scorrere immagini con la perizia di un navigatore esperto.<br />Molti studi, in tutto il mondo, sono in corso sulla generazione Alpha e, nel mio piccolo, anch’io osservo con curiosità. Confesso comunque di essere rimasto sorpreso da questo amore per le lettere di carta. Può essere che un bambino di cinque anni, connesso fin dalla nascita, si sia già stancato di tanta digitalizzazione e avverta il bisogno di qualcosa di più solido, più concreto e più personale?<br />Non so. Intanto mi diverto un mondo. Non solo a leggere, ma anche a scrivere. Non basta infatti buttare giù qualche frase di circostanza. I nipotini esigono che i nonni si impegnino. E dunque vai con disegni e disegnini, faccette, animaletti, abbondanza di colori, punti esclamativi come se piovesse. <br />Quando poi si è trattato di inviare il manufatto, sono stato costretto a chiedere lumi a mia moglie: “Scusa, ma tu sai se dalle nostre parti c’è una buca delle lettere?”. Erano anni che non la usavo.<br /><br />UNA MISSIVA ANCORA PIÙ FANTASMAGORICA<br />Di recente, la sorella minore del nipotino grafomane (bimba di quasi tre anni), durante un videocollegamento, ha chiesto ai nonni romani di poter ricevere una lettera tutta per lei, con il suo nome sulla busta. Desiderio che è stato prontamente soddisfatto con una missiva ancora più fantasmagorica. 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I Servi di Dio furono assassinati perché cattolici; alcuni erano impegnati in attività ecclesiastiche o erano membri di associazioni come l'Azione Cattolica o l'Adorazione Notturna del Santissimo Sacramento. La ferocia non colpì solo le persone, ma si riversò anche su oggetti sacri e luoghi di culto».<br /><br />FUOCO AL CLERO<br />Molte chiese vennero allora date alle fiamme dai civili armati dal Fronte Popolare, miliziani socialisti, comunisti e anarchici, ma nella Spagna governata da socialisti e Podemos l'odium fidei sembra meritare comprensione: «Il profondo disgusto che molte persone provano qui per la Chiesa cattolica è giustificato» ha scritto Beatriz Gimeno, neoeletta direttrice dell'Istituto per le donne, «era un'istituzione così odiata dalla classe lavoratrice, dai contadini e dalla maggioranza degli intellettuali che, appena si è accesa la scintilla, la gente è accorsa a bruciare le chiese». Si capisce allora meglio l'ondata di tweet sui preti "ladri" e "pedofili", le chiamate a "bruciarli vivi" o le immagini di tonache in fiamme diventati virali in così poche ore da portare utenti come il giornalista spagnolo a chiedersi: «Pensavo che @TwitterEspana avesse messo in atto misure rigorose contro i post che incitano all'odio. Poi vedo che #FuegoAlClero è trend topic oggi e non mi è chiaro se abbiano fatto qualcosa. O agiscono solo contro ciò che li interessa?».<br />Scrive Crux che gli hashtag sono stati diffusi dai utenti pretoriani della Ley Celaá, l'ormai famigerata legge ultralaicista di riforma dell'istruzione, un "testo progressista per un'educazione del XXI secolo", con la quale il governo Sanchez punta fra le altre cose a smantellare le scuole concertadas, simili alle nostre paritarie, le private ed «eliminare tutte le forme di indottrinamento nello sviluppo del curriculum scolastico», leggi l'ora di religione. Contro la legge si sono scagliati i vescovi e centinaia di migliaia di persone sono scese in piazza, va da sé che su Twitter la protesta pacifica diventasse un orrendo raduno di «privilegiati» fino a degenerare in messaggi quali «L'unica chiesa che illumina è quella in fiamme», scrivono alcune utenti firmandosi "le figlie delle streghe che non potresti bruciare".<br /><br />IL SILENZIO DI TWITTER<br />Centinaia di sconcertati hanno chiesto a Twitter se tali messaggi non incitassero all'odio violando gli sbandierati standard dell'azienda volti a punire chi promuove «odio, violenza, attacchi e minacce sulla base di razza, etnia, origine nazionale, casta, orientamento sessuale, sesso, identità di genere, affiliazione religiosa, età, disabilità o malattia gravi e incitare ad altri danni sulla base di queste categorie». Gli stessi standard utilizzati per censurare i tweet tutti caps lock e disinformazione di Trump, quelli sul bodyshaming e in particolare tutelare le persone vittime di abusi online in modo sproporzionato, quelle che Twitter elenca come «donne, persone di colore, lesbiche, gay, bisessuali, transgender, queer, intersessuali, individui asessuali, comunità emarginate e storicamente sottorappresentate».<br />E i preti? Anche fuori da Twitter sono protagonisti dei crimini di odio registrati dall'Osce (Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa) che nella sola Spagna ha rilevato, nel 2019, 75 casi cristianofobia, regolari furti di ostie consacrate, tabernacoli divelti, insulti, minacce e aggressioni fisiche a preti mentre officiavano messa, chiese vandalizzate con escrementi. Un convento è stato imbrattato con la vernice e poi dato alle fiamme, così come una statua di Cristo e l'altare. Minacce di vedere andare in fumo cattedrali e chiese sono state ricevute anche dai partecipanti alla conferenza episcopale cattolica locale.<br /><br />LA CENSURA DELLA LEGGE DELLA MEMORIA DEMOCRATICA<br />Non c'è posto per i vivi, ma neppure per i caduti nemmeno nella cosiddetta legge della Memoria democratica che tra le altre cose - oltre a costituire una procura presso il Tribunal supremo per indagare sui fatti e le violazioni dei diritti umani nel corso della Guerra civile, identificare i corpi delle vittime della repressione - stabilisce la sconsacrazione della Valle de los Caídos. L'immenso mausoleo spagnolo a nord di Madrid emblema di riconciliazione e tributo a tutte le vittime dell'era franchista custodito fin dal 1958 dai monaci benedettini verrà riconvertito in cimitero civile, e secondo Carmen Calvo, vicepremier con delega alla Memoria democratica, la presenza dei religiosi diventerà incompatibile con la riassegnazione.<br />I monaci dovranno sloggiare, la libertà educativa va a farsi benedire, i preti sono minacciati, i luoghi di culto oltraggiati o sconsacrati. Nel silenzio dei difensori della democrazia e dei diritti di tutti, purché donne migranti e omosessuali, nella distrazione colpevole di Twitter, si consuma una nuova stagione di pericoloso anticlericalismo, ottant'anni dopo l'eccidio di i 127 martiri uccisi in odio alla fede. <br /> <br />Titolo originale: Twitter censura tutti, tranne chi vuole bruciare i preti in Spagna<br />Fonte: Tempi, 27 novembre 2020<br />Pubblicato su BastaBugie n. 693]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/42268778</guid><pubDate>Wed, 02 Dec 2020 00:08:17 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/42268778/twitter_censura_tutti_tranne_chi_vuole_bruciare_i_preti_in_spagna.mp3" length="8645066" type="audio/mpeg"/><itunes:author>BastaBugie</itunes:author><itunes:subtitle>TESTO DELL'ARTICOLO ➜http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6389&#13;
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Il giorno in cui veniva annunciata l'approvazione di Papa Francesco alla beatificazione...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜<a href="http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6389" rel="noopener">http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6389</a><br /><br />TWITTER CENSURA TUTTI, TRANNE CHI VUOLE BRUCIARE I PRETI IN SPAGNA di Caterina Giojelli<br />Il giorno in cui veniva annunciata l'approvazione di Papa Francesco alla beatificazione del sacerdote Juan Elías Medina e di altri 126 martiri spagnoli uccisi in odium fidei tra il 1936 e il 1939, su Twitter si inneggiava al rogo dei preti cattolici.<br />Proprio così, il social network che ha fatto della guerra all'hate speech una crociata, della censura di ogni contenuto o immagine tesa a diffondere l'odio o la violenza una missione, ha ritenuto del tutto trascurabile l'invito ad appiccare #FuegoAlClero, hashtag diventato di tendenza nelle stesse ore in cui veniva ricordata la morte del sacerdote diocesano Medina, trucidato la mattina del 25 settembre 1936 dalle milizie repubblicane dopo due mesi di prigionia.<br />Medina morì, insieme a 14 confratelli alle porte del cimitero di Castro del Río, proclamando la propria fede con con l'espressione "Viva Cristo Rey" e perdonando i suoi uccisori; morì della stessa morte brutale e violenta inflitta a 79 sacerdoti, 5 seminaristi, 3 frati francescani, 1 religiosa e 39 fedeli laici, di cui 29 uomini e 10 donne, i cui eccidi si verificarono in tre vicarie della diocesi di Córdoba negli anni della Guerra Civile. «L'odium fidei fu il motivo prevalente dell'agire dei persecutori - ha scritto la Congregazione delle cause dei santi -. I Servi di Dio furono assassinati perché cattolici; alcuni erano impegnati in attività ecclesiastiche o erano membri di associazioni come l'Azione Cattolica o l'Adorazione Notturna del Santissimo Sacramento. La ferocia non colpì solo le persone, ma si riversò anche su oggetti sacri e luoghi di culto».<br /><br />FUOCO AL CLERO<br />Molte chiese vennero allora date alle fiamme dai civili armati dal Fronte Popolare, miliziani socialisti, comunisti e anarchici, ma nella Spagna governata da socialisti e Podemos l'odium fidei sembra meritare comprensione: «Il profondo disgusto che molte persone provano qui per la Chiesa cattolica è giustificato» ha scritto Beatriz Gimeno, neoeletta direttrice dell'Istituto per le donne, «era un'istituzione così odiata dalla classe lavoratrice, dai contadini e dalla maggioranza degli intellettuali che, appena si è accesa la scintilla, la gente è accorsa a bruciare le chiese». Si capisce allora meglio l'ondata di tweet sui preti "ladri" e "pedofili", le chiamate a "bruciarli vivi" o le immagini di tonache in fiamme diventati virali in così poche ore da portare utenti come il giornalista spagnolo a chiedersi: «Pensavo che @TwitterEspana avesse messo in atto misure rigorose contro i post che incitano all'odio. Poi vedo che #FuegoAlClero è trend topic oggi e non mi è chiaro se abbiano fatto qualcosa. O agiscono solo contro ciò che li interessa?».<br />Scrive Crux che gli hashtag sono stati diffusi dai utenti pretoriani della Ley Celaá, l'ormai famigerata legge ultralaicista di riforma dell'istruzione, un "testo progressista per un'educazione del XXI secolo", con la quale il governo Sanchez punta fra le altre cose a smantellare le scuole concertadas, simili alle nostre paritarie, le private ed «eliminare tutte le forme di indottrinamento nello sviluppo del curriculum scolastico», leggi l'ora di religione. Contro la legge si sono scagliati i vescovi e centinaia di migliaia di persone sono scese in piazza, va da sé che su Twitter la protesta pacifica diventasse un orrendo raduno di «privilegiati» fino a degenerare in messaggi quali «L'unica chiesa che illumina è quella in fiamme», scrivono alcune utenti firmandosi "le figlie delle streghe che non potresti bruciare".<br /><br />IL SILENZIO DI TWITTER<br />Centinaia di sconcertati hanno chiesto a Twitter se tali messaggi non incitassero all'odio violando gli sbandierati standard dell'azienda volti a punire chi promuove «odio, violenza,...]]></itunes:summary><itunes:duration>541</itunes:duration><itunes:keywords>censura,fuoco,preti,spagna,twitter</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e82d4aa422e9eb99964314323b4020ee.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Governo e Vescovi d'accordo su un'altra sospensione delle Messe</title><link>https://www.spreaker.com/episode/governo-e-vescovi-d-accordo-su-un-altra-sospensione-delle-messe--41446523</link><description><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜<a href="http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6319" rel="noopener">http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6319</a><br /><br />GOVERNO E VESCOVI D'ACCORDO SU UN'ALTRA SOSPENSIONE DELLE MESSE? di Paolo Gulisano<br />L'insistente propaganda mediatica sul Covid, la propaganda della paura finalizzata a restringere sempre più le libertà, col pretesto di tutelare la salute pubblica dalla minaccia di un nemico che avanza inesorabile, sembra trovare un interlocutore che accoglie con zelo e pieno consenso la narrazione governativa. Si tratta, e spiace dirlo, dell'Episcopato. La Chiesa in Italia è sempre più una Chiesa patriottica, una Chiesa di Stato, ovvero una Chiesa le cui posizioni e i cui giudizi collimano perfettamente con quelli del Governo.<br />Circolano sempre più insistentemente le voci che la Conferenza Episcopale Italiana non avrebbe nulla da eccepire su una richiesta di parte governativa di chiusura delle chiese, di sospensione delle Messe e della celebrazione dei Sacramenti. Anzi: a leggere le dichiarazioni rilasciate negli scorsi giorni dal sottosegretario della Cei monsignor Stefano Russo, la Chiesa stessa sarebbe pronta a sacrificare nel nome della sanità pubblica le proprie attività liturgiche e pastorali. Una Chiesa in totale ritirata, più realista del re.<br />Il motivo sarebbe, come lo fu in occasione della prima chiusura, dall'inizio della Quaresima fino a maggio, evitare che le celebrazioni liturgiche possano diventare occasione di contagio. Ma è da credersi che questo rischio sia reale? Se così fosse, vorrebbe dire che i protocolli concordati tra Cei e governo e che sono in vigore da maggio sono insufficienti. Ma questo non è sostenibile: a maggio infatti il numero dei casi, dei ricoveri, dei decessi, era estremamente più alto dell'attuale.<br />Come mai ora queste Messe biocompatibili, a numero chiuso, con distanziamenti, con mascherine, con igienizzazioni, spesso senza più panche, spesso col divieto di inginocchiarsi, col divieto di ricevere la Comunione secondo quanto stabilito dalle norme canoniche della Chiesa stessa, cioè in bocca, non sarebbero più sicure, tanto da indurre alla serrata liturgica? Ci sono elementi di tipo igienico-sanitario che possano rendere necessaria questa misura? A noi addetti ai lavori non risulta. Nessun focolaio di casi ha preso il via da una Messa, da una confessione, da un Battesimo. Se i vescovi hanno dei dati epidemiologici diversi sarebbe opportuno che li rendessero noti.<br />Sarebbe interessante sapere come sarebbe possibile la trasmissione del virus in condizioni di limitazioni di contatti come quelli delle attuali celebrazioni che non hanno eguali in nessuna altra attività pubblica: né ai supermercati, nei bar, nei ristoranti o nei negozi o per le strade esistono misure tanto drastiche come quelle che vigono nelle chiese. Quindi, non esistono motivi e ragioni di tipo sanitario per tornare alla sospensione delle Messe, alle chiusure di quelle che un tempo vicinissimo, ma che ora sembra infinitamente remoto erano le attività pastorali.<br />Il timore di molti fedeli è inoltre che tale sospensione potrebbe essere a tempo indeterminato, forse addirittura fino alla messa in commercio del rimedio farmacologico tanto auspicato da ambienti ecclesiali anche di vertice. Un tempo di contumacia indefinito. Una quarantena interminabile, che ci priverebbe - dopo averlo fatto con la Pasqua - anche del Santo Natale.<br />Se davvero la Cei intendesse accettare questo tipo di imposizione, o addirittura volesse per prima operare una sua spontanea rinuncia, si assumerebbe una gravissima responsabilità di fronte al popolo di Dio. La responsabilità di privarlo di ciò che i cristiani hanno di più caro, cioè la presenza reale di Nostro Signore, che si realizza attraverso i sacramenti, a cominciare dall'Eucaristia.<br />Qualche prelato, durante il lockdown della scorsa primavera, ironizzò sulla "fame eucaristica" dei fedeli, visti come "zeloti", quasi come dei fanatici insensibili al dramma sanitario che stava andando consumandosi. Oggi sarebbe difficile continuare a sostenere questa tesi, soprattutto davanti a un quadro epidemiologico molto mutato, con un virus che si può curare e guarire.<br />Se una certa Chiesa crede che queste scelte, che comporterebbero il ritorno alle celebrazioni in streaming, che hanno il solo vantaggio di far sì che la casalinga possa continuare a preparare il sugo lanciando ogni tanto un'occhiata allo schermo, unisca e affratelli tutti i fragili e i disperati e li renda uguali nella stessa sorte, tutti sulla stessa barca, si sbaglia di grosso.<br />La sospensione del culto pubblico avrebbe il solo effetto di allontanare definitivamente la Chiesa dagli uomini, di renderla definitivamente inutile, di farla sparire per lasciare definitivamente campo libero ad una nuova, parodistica, religione dell'umanitarismo, un politeismo di fatto nel cui pantheon un ruolo determinante lo rivestirebbe la Dea Salute.<br /><br />Nota di BastaBugie: proponiamo ancora una volta il video (durata: 1 ora e 46 minuti) dal titolo "Hai paura del Coronavirus?" dove il dott. Paolo Gulisano svela tutto quello che avrebbero dovuto dirci, ma non ci hanno detto sul Covid-19.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/41446523</guid><pubDate>Tue, 13 Oct 2020 22:51:49 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/41446523/governo_e_vescovi_daccorso_su_unaltra_sospensione_delle_messe.mp3" length="5555094" type="audio/mpeg"/><itunes:author>BastaBugie</itunes:author><itunes:subtitle>TESTO DELL'ARTICOLO ➜http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6319&#13;
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GOVERNO E VESCOVI D'ACCORDO SU UN'ALTRA SOSPENSIONE DELLE MESSE? di Paolo Gulisano&#13;
L'insistente propaganda mediatica sul Covid, la propaganda della paura finalizzata a...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜<a href="http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6319" rel="noopener">http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6319</a><br /><br />GOVERNO E VESCOVI D'ACCORDO SU UN'ALTRA SOSPENSIONE DELLE MESSE? di Paolo Gulisano<br />L'insistente propaganda mediatica sul Covid, la propaganda della paura finalizzata a restringere sempre più le libertà, col pretesto di tutelare la salute pubblica dalla minaccia di un nemico che avanza inesorabile, sembra trovare un interlocutore che accoglie con zelo e pieno consenso la narrazione governativa. Si tratta, e spiace dirlo, dell'Episcopato. La Chiesa in Italia è sempre più una Chiesa patriottica, una Chiesa di Stato, ovvero una Chiesa le cui posizioni e i cui giudizi collimano perfettamente con quelli del Governo.<br />Circolano sempre più insistentemente le voci che la Conferenza Episcopale Italiana non avrebbe nulla da eccepire su una richiesta di parte governativa di chiusura delle chiese, di sospensione delle Messe e della celebrazione dei Sacramenti. Anzi: a leggere le dichiarazioni rilasciate negli scorsi giorni dal sottosegretario della Cei monsignor Stefano Russo, la Chiesa stessa sarebbe pronta a sacrificare nel nome della sanità pubblica le proprie attività liturgiche e pastorali. Una Chiesa in totale ritirata, più realista del re.<br />Il motivo sarebbe, come lo fu in occasione della prima chiusura, dall'inizio della Quaresima fino a maggio, evitare che le celebrazioni liturgiche possano diventare occasione di contagio. Ma è da credersi che questo rischio sia reale? Se così fosse, vorrebbe dire che i protocolli concordati tra Cei e governo e che sono in vigore da maggio sono insufficienti. Ma questo non è sostenibile: a maggio infatti il numero dei casi, dei ricoveri, dei decessi, era estremamente più alto dell'attuale.<br />Come mai ora queste Messe biocompatibili, a numero chiuso, con distanziamenti, con mascherine, con igienizzazioni, spesso senza più panche, spesso col divieto di inginocchiarsi, col divieto di ricevere la Comunione secondo quanto stabilito dalle norme canoniche della Chiesa stessa, cioè in bocca, non sarebbero più sicure, tanto da indurre alla serrata liturgica? Ci sono elementi di tipo igienico-sanitario che possano rendere necessaria questa misura? A noi addetti ai lavori non risulta. Nessun focolaio di casi ha preso il via da una Messa, da una confessione, da un Battesimo. Se i vescovi hanno dei dati epidemiologici diversi sarebbe opportuno che li rendessero noti.<br />Sarebbe interessante sapere come sarebbe possibile la trasmissione del virus in condizioni di limitazioni di contatti come quelli delle attuali celebrazioni che non hanno eguali in nessuna altra attività pubblica: né ai supermercati, nei bar, nei ristoranti o nei negozi o per le strade esistono misure tanto drastiche come quelle che vigono nelle chiese. Quindi, non esistono motivi e ragioni di tipo sanitario per tornare alla sospensione delle Messe, alle chiusure di quelle che un tempo vicinissimo, ma che ora sembra infinitamente remoto erano le attività pastorali.<br />Il timore di molti fedeli è inoltre che tale sospensione potrebbe essere a tempo indeterminato, forse addirittura fino alla messa in commercio del rimedio farmacologico tanto auspicato da ambienti ecclesiali anche di vertice. Un tempo di contumacia indefinito. Una quarantena interminabile, che ci priverebbe - dopo averlo fatto con la Pasqua - anche del Santo Natale.<br />Se davvero la Cei intendesse accettare questo tipo di imposizione, o addirittura volesse per prima operare una sua spontanea rinuncia, si assumerebbe una gravissima responsabilità di fronte al popolo di Dio. La responsabilità di privarlo di ciò che i cristiani hanno di più caro, cioè la presenza reale di Nostro Signore, che si realizza attraverso i sacramenti, a cominciare dall'Eucaristia.<br />Qualche prelato, durante il lockdown della scorsa primavera, ironizzò sulla "fame eucaristica" dei fedeli, visti come "zeloti", quasi come dei...]]></itunes:summary><itunes:duration>348</itunes:duration><itunes:keywords>governo,messe,sospensione,vescovi</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/0f715485ea37ed4c57f420077d9412b5.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Bibbiano ha reso evidente la lotta del mondo contro la famiglia</title><link>https://www.spreaker.com/episode/bibbiano-ha-reso-evidente-la-lotta-del-mondo-contro-la-famiglia--41066499</link><description><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜<a href="http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6290" rel="noopener">http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6290</a><br /><br />BIBBIANO HA RESO EVIDENTE LA LOTTA DEL MONDO CONTRO LA FAMIGLIA<br />I regimi totalitari hanno sempre sostenuto che i figli appartenessero allo Stato e non alla famiglia: dai bolscevichi sovietici fino ai nostri giorni la pretesa dello Stato è sempre quella di indottrinare i giovani con la scuola pubblica<br />di Gianfranco Amato<br />Il verminaio scoperchiato dalla vicenda Bibbiano ha evidenziato che il comportamento illecito dei protagonisti era dettato anche da un pregiudizio ideologico nei confronti di quella che da sempre è stata considerata la "cellula madre" della società: la famiglia. I sistemi totalitari l'hanno sempre considerata inadeguata al compito educativo, rivendicando tale prerogativa allo Stato. Furono i bolscevichi, per primi, a teorizzare e mettere in atto l'idea che i figli appartenessero alla società e non alla famiglia. Un'idea che persiste fino ai giorni nostri. Basti vedere la pretesa dello Stato moderno di indottrinare i giovani, attraverso il sistema scolastico pubblico, anche nelle delicate materie che attengono alla sessualità, ai diversi orientamenti sessuali e alla cosiddetta ideologia gender. E si ha persino l'ardire di affermarlo pubblicamente. In Spagna, per esempio, il 17 gennaio 2020, il ministro dell'educazione Isabel Celaà, durante una conferenza stampa, ha tranquillamente dichiarato che «non si può assolutamente pensare, in nessuna maniera, che i figli appartengono ai genitori». Ergo, spetta allo Stato educarli. Quel ministro, evidentemente, non ha mai letto l'art. 26, terzo comma, della Dichiarazione Universale dell'Uomo, il quale proclama, invece, che «i genitori hanno diritto di priorità nella scelta del genere istruzione da impartire ai loro figli». Questo principio, peraltro, fu sancito nel 1948 quando, dopo la Seconda guerra mondiale, l'esperienza dimostrò all'umanità tutta la brutalità e la violenza dell'indottrinamento scolastico dei giovani nelle grandi dittature genocide del XX secolo. <br /><br />IL BAMBINO APPARTIENE ALLO STATO<br />La dichiarazione di Isabel Celaà si inserisce perfettamente in quel filone totalitario. Ed è singolare che siano proprio le donne, quando giungono al potere, a rinnegare la proprio natura materna trasformandosi in antifamiliste. Non è un caso, peraltro, che la prima donna a diventare ministro in Europa sia stata Aleksandra Kollontaj nel primo governo Lenin del 1918. La Kollontaj sosteneva che la famiglia vecchio tipo avesse fatto il suo tempo e stesse per tramontare, non perché lo Stato volesse distruggere, ma perché non aveva ormai più alcuna funzione, in quanto nella società socialista tutti gli oneri familiari sarebbero stati assunti dallo Stato. Interessante, anche per l'incredibile attualità, questa sua affermazione: «La vecchia famiglia meschina e circoscritta, dove litigiosi genitori s'interessano solo della loro prole, non è in condizione di allevare l'"individuo nuovo". Saranno i campi da gioco, gli asili, gli istituti e gli altri centri dove il bambino passerà la maggior parte della sua giornata, sotto la supervisione di personale qualificato, ad offrirgli l'ambiente in cui crescere da comunista consapevole». Furono appunto i bolscevichi i primi a teorizzare l'idea del primato educativo dello Stato. Nell'ABC del comunismo, Nikolaj Ivanovik Bucharin sosteneva che «il bambino appartiene alla società in cui è nato, e non ai genitori». Il grande pedagogo Anton Semenovik Makarenko teorizzava che «solo il collettivo può e deve essere il fondamento dell'educazione pedagogica e stimolo potente al miglioramento del singolo». La Spagna oggi sembra essere tornata ai tempi della Repubblica del 1936, quando era guidata da governi che avevano ministri dell'istruzione come il comunista Jesùs Hernàndez Tomas, o l'anarchista Segundo Blanco Gonzàlez. In quegli anni dominava il potentissimo ispettore scolastico Vicente Valls y Anglés, presidente del Fete, il sindacato dei lavoratori insegnanti, il quale affermava che «il compito del docente nella scuola proletaria è chiaro: occorre creare una morale socialista, al cui servizio mettere la coscienza del fanciullo». In quegli anni vigeva come regola assoluta lo slogan del sovietico Grigory Zinoviev: «Costi quello costi, occorre impossessarsi dell'anima dei bambini». <br /><br />DAI BOLSCEVICHI AL PD<br />La sinistra in Spagna, come del resto in Italia, non è mai riuscita a superare questa tara genetica nel suo Dna. L'idea di Bucharin per cui «il bambino non appartiene ai genitori ma alla collettività» resta un principio inossidabile sul quale fondare l'azione politica. Per questo non ha meravigliato il fatto che durante la campagna per le elezioni regionali in Emilia-Romagna l'allora candidato, ed oggi Presidente, Stefano Bonaccini abbia pubblicamente affermato la sua intenzione di rendere obbligatori gli asili nido, trasformandoli in veri e propri «centri educativi e non un parcheggio dove le mamme lasciano i bambini». Lo ha fatto in ben due occasioni. La prima è stata durante il suo intervento al convegno della Fism (Federazione italiana scuole materne) tenutosi a Bellaria il 12 ottobre 2019. La seconda durante un'intervista da lui rilasciata al Tg2 Post il 16 ottobre 2019. Siamo tornati agli asili della Kollontaj, quelli «dove il bambino passerà la maggior parte della sua giornata, sotto la supervisione di personale qualificato, a offrirgli l'ambiente in cui crescere da comunista consapevole». <br />Lo stesso "strapotere" degli assistenti sociali, culminato nel tragico caso di Bibbiano, non è, in fondo, che un riflesso del pregiudizio ideologico nei confronti della famiglia, ritenuta meno adeguata dello Stato per quanto riguarda la funzione educativa. Anche la legge sul bullismo, approvata in commissione giustizia della Camera, è figlia di questa importazione ideologica, La proposta di legge n. 1529 prevede, infatti, che il figlio di genitori dichiarato "bullo" debba essere sottoposto ad un «progetto d'intervento educativo», predisposto dal «competente servizio sociale territoriale». Nel caso in cui il progetto educativo fallisca, il Tribunale per i minorenni - prevede la proposta di legge - può «disporre l'affidamento del minore ai servizi sociali», oppure «disporre il collocamento del minore in una comunità». Si tratta di un vero e proprio scontro culturale  tra chi crede comunque che la famiglia sia la prima vera agenzia educativa, e chi invece nutre un profondo pregiudizio nei suoi confronti, fino a sostenere che i minori non appartengono ai genitori, ma alla collettività In questo la sinistra è assolutamente coerente con la prospettiva educativa bolscevica. <br /><br />PREGIUDIZIO ANTICRISTIANO<br />È interessante, poi, constatare come il pregiudizio ideologico nei confronti della famiglia rivesta sempre un carattere anticristiano. Di questo è stato un ottimo esempio il presidente messicano Plutarco Elìa Calles, quello che generò la Cristiada, la rivolta armata dei cattolici per abbattere la dittatura. Nel discorso tenuto il 20 luglio 1934, noto come il "Grido di Guadalajara", Calles pronunciò queste parole: «È necessario inaugurare un nuovo periodo rivoluzionario, che io chiamerei il periodo della rivoluzione psicologica o della conquista spirituale; dobbiamo inaugurare questo periodo impossessandoci della coscienza dei bambini e dei giovani, perché l'adolescenza e l'infanzia sono e devono appartenere alla Rivoluzione. Con somma perfidia, dicono i reazionari e affermano i clericali che il bambino appartiene al focolare domestico e il giovane alla famiglia. Questa è una dottrina egoista, perché bambini e giovani appartengono alla collettività ed è la Rivoluzione quella che ha il dovere imprescindibile di occuparsi del settore educativo, di impossessarsi delle coscienze, di distruggere i pregiudizi  e di formare una nuova  anima nazionale». Anche nel corso dei dibattiti dopo i fatti di Bibbiano chi rivendicava i diritti della famiglia è stato bollato come «reazionario» e «clericale»: le stesse parole di Calles. <br /> <br />Nota di BastaBugie: per approfondimenti sulla Cristiada, la rivolta armata dei cattolici per abbattere la "democrazia totalitaria" del presidente messicano Plutarco Elìa Calles, clicca qui sotto<br /><a href="http://www.filmgarantiti.it/it/edizioni.php?id=28" rel="noopener">http://www.filmgarantiti.it/it/edizioni.php?id=28</a><br /><br />Per approfondimenti sui fatti di Bibbiano e i bambini tolti alle famiglie, clicca qui sotto<br /><a href="http://www.bastabugie.it/it/ricerca.php?testo_ricerca=bibbiano" rel="noopener">http://www.bastabugie.it/it/ricerca.php?testo_ricerca=bibbiano</a><br /><br />Per leggere gli articoli del nostro dossier sull'educazione parentale (14 articoli), clicca qui sotto<br /><a href="http://www.bastabugie.it/it/contenuti.php?pagina=utility&nome=_educazione_parentale_homeschooling" rel="noopener">http://www.bastabugie.it/it/contenuti.php?pagina=utility&nome=_educazione_parentale_homeschooling</a><br /><br />Oppure clicca sul link del seguente articolo:<br />ISTRUZIONI PER APRIRE UNA SCUOLA PARENTALE<br />Una scuola parentale può nascere quando famiglie amiche si mettono d'accordo per creare un ambiente educativo comunitario per i loro figli (queste ''regole'' valgono anche per chi intende fare homeschooling)<br />di Maria Bonaretti<br /><a href="http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=5663" rel="noopener">http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=5663</a><br /> <br />Titolo originale: Nel mirino la famiglia<br />Fonte: Il Timone, giugno 2020 (n° 196)<br />Pubblicato su BastaBugie n. 683]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/41066499</guid><pubDate>Tue, 22 Sep 2020 18:23:11 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/41066499/bibbiano.mp3" length="8864913" type="audio/mpeg"/><itunes:author>BastaBugie</itunes:author><itunes:subtitle>TESTO DELL'ARTICOLO ➜http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6290&#13;
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BIBBIANO HA RESO EVIDENTE LA LOTTA DEL MONDO CONTRO LA FAMIGLIA&#13;
I regimi totalitari hanno sempre sostenuto che i figli appartenessero allo Stato e non alla famiglia: dai...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜<a href="http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6290" rel="noopener">http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6290</a><br /><br />BIBBIANO HA RESO EVIDENTE LA LOTTA DEL MONDO CONTRO LA FAMIGLIA<br />I regimi totalitari hanno sempre sostenuto che i figli appartenessero allo Stato e non alla famiglia: dai bolscevichi sovietici fino ai nostri giorni la pretesa dello Stato è sempre quella di indottrinare i giovani con la scuola pubblica<br />di Gianfranco Amato<br />Il verminaio scoperchiato dalla vicenda Bibbiano ha evidenziato che il comportamento illecito dei protagonisti era dettato anche da un pregiudizio ideologico nei confronti di quella che da sempre è stata considerata la "cellula madre" della società: la famiglia. I sistemi totalitari l'hanno sempre considerata inadeguata al compito educativo, rivendicando tale prerogativa allo Stato. Furono i bolscevichi, per primi, a teorizzare e mettere in atto l'idea che i figli appartenessero alla società e non alla famiglia. Un'idea che persiste fino ai giorni nostri. Basti vedere la pretesa dello Stato moderno di indottrinare i giovani, attraverso il sistema scolastico pubblico, anche nelle delicate materie che attengono alla sessualità, ai diversi orientamenti sessuali e alla cosiddetta ideologia gender. E si ha persino l'ardire di affermarlo pubblicamente. In Spagna, per esempio, il 17 gennaio 2020, il ministro dell'educazione Isabel Celaà, durante una conferenza stampa, ha tranquillamente dichiarato che «non si può assolutamente pensare, in nessuna maniera, che i figli appartengono ai genitori». Ergo, spetta allo Stato educarli. Quel ministro, evidentemente, non ha mai letto l'art. 26, terzo comma, della Dichiarazione Universale dell'Uomo, il quale proclama, invece, che «i genitori hanno diritto di priorità nella scelta del genere istruzione da impartire ai loro figli». Questo principio, peraltro, fu sancito nel 1948 quando, dopo la Seconda guerra mondiale, l'esperienza dimostrò all'umanità tutta la brutalità e la violenza dell'indottrinamento scolastico dei giovani nelle grandi dittature genocide del XX secolo. <br /><br />IL BAMBINO APPARTIENE ALLO STATO<br />La dichiarazione di Isabel Celaà si inserisce perfettamente in quel filone totalitario. Ed è singolare che siano proprio le donne, quando giungono al potere, a rinnegare la proprio natura materna trasformandosi in antifamiliste. Non è un caso, peraltro, che la prima donna a diventare ministro in Europa sia stata Aleksandra Kollontaj nel primo governo Lenin del 1918. La Kollontaj sosteneva che la famiglia vecchio tipo avesse fatto il suo tempo e stesse per tramontare, non perché lo Stato volesse distruggere, ma perché non aveva ormai più alcuna funzione, in quanto nella società socialista tutti gli oneri familiari sarebbero stati assunti dallo Stato. Interessante, anche per l'incredibile attualità, questa sua affermazione: «La vecchia famiglia meschina e circoscritta, dove litigiosi genitori s'interessano solo della loro prole, non è in condizione di allevare l'"individuo nuovo". Saranno i campi da gioco, gli asili, gli istituti e gli altri centri dove il bambino passerà la maggior parte della sua giornata, sotto la supervisione di personale qualificato, ad offrirgli l'ambiente in cui crescere da comunista consapevole». Furono appunto i bolscevichi i primi a teorizzare l'idea del primato educativo dello Stato. Nell'ABC del comunismo, Nikolaj Ivanovik Bucharin sosteneva che «il bambino appartiene alla società in cui è nato, e non ai genitori». Il grande pedagogo Anton Semenovik Makarenko teorizzava che «solo il collettivo può e deve essere il fondamento dell'educazione pedagogica e stimolo potente al miglioramento del singolo». La Spagna oggi sembra essere tornata ai tempi della Repubblica del 1936, quando era guidata da governi che avevano ministri dell'istruzione come il comunista Jesùs Hernàndez Tomas, o l'anarchista Segundo Blanco Gonzàlez. 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MA NESSUN TELEGIORNALE NE PARLA <br />di Mauro Faverzani<br />Cristianofobia: si moltiplicano profanazioni, attentati ed atti vandalici ai danni delle chiese cattoliche in tutto il mondo. Compreso l'Occidente cristiano.<br />Negli Stati Uniti il senatore della Louisiana John Neely Kennedy, repubblicano, ha inviato lo scorso 11 agosto una lettera al procuratore generale William Barr, lettera in cui chiede di intensificare gli sforzi, per contrastare questa esplosione di violenza, scatenata da maggio contro edifici sacri, proprietà, strutture, parrocchie, cimiteri e persino contro numerose statue raffiguranti Santi, imbrattate, sradicate ed abbattute.<br />«I cattolici sono sotto attacco negli Usa», ha dichiarato il sen. Kennedy. In luglio la chiesa di Ocala, in Florida, è stata data alle fiamme, mentre all'interno i fedeli si stavano preparando per la S. Messa del mattino. Doloso è stato anche l'incendio appiccato ad una missione californiana, fondata da San Junipero Serra, mentre in una parrocchia di Chattanooga, nel Tennessee, una statua della Vergine Maria è stata decapitata, un'altra a Boston è stata data alle fiamme, una terza a Brooklyn è stata imbrattata con la scritta «Idolo», impressa con vernice spray nera. Atti analoghi sono stati registrati anche nel Colorado e nel Missouri. In alcuni casi gli autori sono stati identificati, in altri non ancora: sul banco degli imputati finiscono tanto singoli esagitati quanto gruppi organizzati e con finalità politiche.<br /><br />I CRISTIANI SONO I PIÙ PERSEGUITATI AL MONDO<br />«I cristiani sono stati e restano purtroppo uno dei gruppi religiosi storicamente più perseguitati al mondo - ha ricordato il sen. Kennedy - Per sfuggire alla persecuzione religiosa, gruppi di rifugiati hanno compiuto un insidioso viaggio attraverso l'Atlantico verso l'America», salvo poi ritrovarsi anche qui facili obiettivi nel mirino di bande di facinorosi.<br />Per questo, il senatore ha chiesto al procuratore generale Barr di agire in fretta, per perseguire i responsabili degli atti criminali compiuti ed anche per prevenire ulteriori atti di intolleranza e persecuzione religiosa.<br />Dall'altra parte del mondo, in Europa, la situazione purtroppo non è diversa. In Francia, nella notte tra il 10 e l'11 agosto, una vera e propria profanazione è avvenuta presso la chiesa intitolata a San Pietro, a Montendre: le ostie consacrate sono state sottratte, la grande Croce centrale è stata spezzata e fatta letteralmente in mille pezzi ed il tabernacolo è stato distrutto e scaraventato al di fuori del sacro edificio. In un comunicato, la diocesi di La Rochelle e Saintes, nella cui giurisdizione rientra la chiesa colpita, ritiene che l'obiettivo dei criminali sacrileghi fosse «Cristo stesso», non essendo stati cagionati altri danni alla struttura, né essendo stato sottratto altro. È già stata sporta denuncia alla Polizia, che ha avviato le indagini del caso. Ma resta il dolore profondo presso la comunità dei fedeli a fronte della grave profanazione perpetrata: «Questo nuovo colpo di lancia nel costato di Cristo ferisce l'intera Chiesa cattolica del dipartimento di Charente Maritime», ha dichiarato mons. Georges Colomb, vescovo di La Rochelle e Saintes. Il vicario episcopale, Padre Bernard de Lisle, celebrerà alle ore 18 di mercoledì 19 agosto una S. Messa di riparazione.<br /><br />SFREGI SENZA FINE<br />Sempre nella notte tra il 10 e l'11 agosto, il grande Crocifisso eretto nel parcheggio del Carrefour di Rivière-Salée è stato lordato con vernice nera, sul volto è stato messo un bavaglio ed un telo con la scritta «La fede uccide» è stato annodato ai fianchi della statua. Più o meno nelle stesse ore è stata sottratta la statua alta circa un metro, raffigurante la Vergine Maria, sistemata sulla terrazza lato mare della Casa di Cura «Villa Nostra Signora». Del caso si sta occupando la Gendarmeria. Lo scorso 11 agosto è stata inoltre profanata anche la chiesa dell'Assunzione e di San Michele di Verdun-sur-Garonne, l'8 agosto quella di San Giorgio a Chavanges, da cui sono stati sottratti 2 grandi calici, 5 ciborii ed una patena, oltre alla chiave del tabernacolo dell'altare maggiore. A febbraio nel mirino finì la chiesa di San Saturnino a Port d'Envaux e nel novembre scorso quella di Santo Stefano a Tonnay-Charente. È un elenco davvero triste, questo, un elenco che potremmo continuare...<br />Secondo i dati ufficiali del Ministero dell'Interno, nella sola Francia l'anno scorso sono stati segnalati 1.052 attacchi cristianofobici. Nel 2020 potrebbero essere molti di più. Ma nessuno ne parla... E qui come altrove si tende a derubricarli come semplici vandalismi...<br /> <br />Titolo originale: Cristianofobia. Chiese sotto attacco in tutto il mondo<br />Fonte: Corrispondenza Romana, 18 Agosto 2020<br />Pubblicato su BastaBugie n. 678]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/40389839</guid><pubDate>Tue, 18 Aug 2020 20:35:51 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/40389839/i_cristiani_sono_i_pi_perseguitati_al_mondo_ma_nessun_telegiornale_ne_parla.mp3" length="6410403" type="audio/mpeg"/><itunes:author>BastaBugie</itunes:author><itunes:subtitle>TESTO DELL'ARTICOLO ➜http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6242&#13;
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I CRISTIANI SONO I PIU' PERSEGUITATI AL MONDO... MA NESSUN TELEGIORNALE NE PARLA &#13;
di Mauro Faverzani&#13;
Cristianofobia: si moltiplicano profanazioni, attentati ed atti vandalici...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜<a href="http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6242" rel="noopener">http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6242</a><br /><br />I CRISTIANI SONO I PIU' PERSEGUITATI AL MONDO... MA NESSUN TELEGIORNALE NE PARLA <br />di Mauro Faverzani<br />Cristianofobia: si moltiplicano profanazioni, attentati ed atti vandalici ai danni delle chiese cattoliche in tutto il mondo. Compreso l'Occidente cristiano.<br />Negli Stati Uniti il senatore della Louisiana John Neely Kennedy, repubblicano, ha inviato lo scorso 11 agosto una lettera al procuratore generale William Barr, lettera in cui chiede di intensificare gli sforzi, per contrastare questa esplosione di violenza, scatenata da maggio contro edifici sacri, proprietà, strutture, parrocchie, cimiteri e persino contro numerose statue raffiguranti Santi, imbrattate, sradicate ed abbattute.<br />«I cattolici sono sotto attacco negli Usa», ha dichiarato il sen. Kennedy. In luglio la chiesa di Ocala, in Florida, è stata data alle fiamme, mentre all'interno i fedeli si stavano preparando per la S. Messa del mattino. Doloso è stato anche l'incendio appiccato ad una missione californiana, fondata da San Junipero Serra, mentre in una parrocchia di Chattanooga, nel Tennessee, una statua della Vergine Maria è stata decapitata, un'altra a Boston è stata data alle fiamme, una terza a Brooklyn è stata imbrattata con la scritta «Idolo», impressa con vernice spray nera. Atti analoghi sono stati registrati anche nel Colorado e nel Missouri. In alcuni casi gli autori sono stati identificati, in altri non ancora: sul banco degli imputati finiscono tanto singoli esagitati quanto gruppi organizzati e con finalità politiche.<br /><br />I CRISTIANI SONO I PIÙ PERSEGUITATI AL MONDO<br />«I cristiani sono stati e restano purtroppo uno dei gruppi religiosi storicamente più perseguitati al mondo - ha ricordato il sen. Kennedy - Per sfuggire alla persecuzione religiosa, gruppi di rifugiati hanno compiuto un insidioso viaggio attraverso l'Atlantico verso l'America», salvo poi ritrovarsi anche qui facili obiettivi nel mirino di bande di facinorosi.<br />Per questo, il senatore ha chiesto al procuratore generale Barr di agire in fretta, per perseguire i responsabili degli atti criminali compiuti ed anche per prevenire ulteriori atti di intolleranza e persecuzione religiosa.<br />Dall'altra parte del mondo, in Europa, la situazione purtroppo non è diversa. In Francia, nella notte tra il 10 e l'11 agosto, una vera e propria profanazione è avvenuta presso la chiesa intitolata a San Pietro, a Montendre: le ostie consacrate sono state sottratte, la grande Croce centrale è stata spezzata e fatta letteralmente in mille pezzi ed il tabernacolo è stato distrutto e scaraventato al di fuori del sacro edificio. In un comunicato, la diocesi di La Rochelle e Saintes, nella cui giurisdizione rientra la chiesa colpita, ritiene che l'obiettivo dei criminali sacrileghi fosse «Cristo stesso», non essendo stati cagionati altri danni alla struttura, né essendo stato sottratto altro. È già stata sporta denuncia alla Polizia, che ha avviato le indagini del caso. Ma resta il dolore profondo presso la comunità dei fedeli a fronte della grave profanazione perpetrata: «Questo nuovo colpo di lancia nel costato di Cristo ferisce l'intera Chiesa cattolica del dipartimento di Charente Maritime», ha dichiarato mons. Georges Colomb, vescovo di La Rochelle e Saintes. Il vicario episcopale, Padre Bernard de Lisle, celebrerà alle ore 18 di mercoledì 19 agosto una S. Messa di riparazione.<br /><br />SFREGI SENZA FINE<br />Sempre nella notte tra il 10 e l'11 agosto, il grande Crocifisso eretto nel parcheggio del Carrefour di Rivière-Salée è stato lordato con vernice nera, sul volto è stato messo un bavaglio ed un telo con la scritta «La fede uccide» è stato annodato ai fianchi della statua. Più o meno nelle stesse ore è stata sottratta la statua alta circa un metro, raffigurante la Vergine Maria, sistemata sulla terrazza...]]></itunes:summary><itunes:duration>401</itunes:duration><itunes:keywords>cristiani,perseguitati,profanazioni,telegiornale</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/d58967ea532a5572b94be819d321ae70.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Come è nata l'usanza del pesce d'aprile?</title><link>https://www.spreaker.com/episode/come-e-nata-l-usanza-del-pesce-d-aprile--25492149</link><description><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜<a href="http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6085" rel="noopener">http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6085</a><br /><br />COME E' NATA L'USANZA DEL PESCE D'APRILE?<br />Come è nata l'usanza del pesce d'aprile? Forse, rispondendo a questa domanda, si possono fare delle considerazioni importanti. Proviamoci.<br />Prima di tutto rispondiamo alla domanda su come sia nata l'usanza.<br />Abbiamo avuto già modo di dire, parlando dell'Annunciazione, che questa ricorrenza è talmente importante (e lì che cambiò la Storia) che nel medioevo si soleva utilizzare proprio questa data per segnare l'inizio dell'anno. Se la storia è cambiata lì, vuol dire che tutto deve iniziare lì. Ebbene, in Francia questa usanza di far iniziare l'anno il 25 marzo si protrasse anche dopo il medioevo, addirittura fino al XVI secolo.<br />In Francia i festeggiamenti per il nuovo anno, che appunto iniziavano il 25 marzo, si protraevano fino al 1° aprile, cioè per una settimana esatta. Ma nel 1564, re Carlo IX decise di adottare il Calendario Gregoriano e quindi di spostare l'inizio dell'anno al 1° gennaio.<br />La scelta però non fu ben accetta da parte di molti. Ci fu chi fece resistenza, ma inutilmente. E così, per deridere coloro che volevano si conservasse quell'antica usanza, in occasione del 1° aprile si utilizzarono burle e finanche inviti a feste "fantasma". Insomma, come si suol dire, oltre al danno anche la beffa.<br /><br />MA PERCHÉ IL SIMBOLO DEL PESCE?<br />Dal momento che in quel periodo dell'anno il sole abbandona il segno zodiacale dei pesci, le povere vittime degli scherzi furono chiamati non solo "sciocchi di aprile", ma anche "pesci d'aprile".<br />Dunque, questa storia, che pochi conoscono, richiama una verità sacrosanta: l'importanza dell'Annunciazione.<br />Ma richiama anche un'altra verità, che possiamo definire spirituale, cioè attinente alla vita spirituale. Ed è quella secondo cui il cristiano deve essere un uomo "serio", ma non "serioso".<br />La serietà è vivere secondo il rispetto del vero e conformandosi al vero.<br />La serietà è il dominio di sé.<br />La serietà è capire che per ogni azione, per ogni gesto si dovrà rendere conto a Dio e al suo infallibile giudizio.<br />La seriosità è invece un'altra cosa. E' una deformazione della serietà.<br />La seriosità è l'incapacità di cogliere la saggezza del gioire, del dare spazio all'allegria, di farsi conquistare e modellare dalla letizia. E' la voluta scelta di non farsi testimone della gioia.<br />Giustamente san Tommaso nella sua Summa (secunda secundae, questione 68) fa capire che bisogna diffidare dell'uomo che non sa ridere, perché con ogni probabilità nasconde un vizio. E altrettanto giustamente san Paolo dice che bisogna essere sempre lieti nel Signore (Filippesi 4).<br />Anche nelle prove più dure, la letizia non deve mai sparire. Mai è esistito e mai esisterà un santo triste. Tant'è che san Francesco di Sales giustamente diceva che "un santo triste... è un triste santo".<br />La tristezza, il magone - appunto: la seriosità - sono propri degli eretici. Non a caso furono tratti distintivi del pessimismo giansenista con la sua negativa e irrecuperabilmente pessimistica concezione della natura umana.<br />La Verità Cattolica no. La Verità Cattolica è la bellezza della gioia.<br />La Verità Cattolica è la centralità della croce... ma della Croce che si esprime nella speranza di colui che sulla Croce è stato sì inchiodato, ma che per questo ha vinto tutto... ed è il Signore di tutto.<br /><br />SAN FRANCESCO E LA GIOIA SPIRITUALE<br />Certo, i temperamenti sono diversi. C'è chi è più portato a mostrare allegria, chi meno. Ma lo sforzo deve esserci. Si prenda un grande, grandissimo santo come Francesco d'Assisi. Pochi sanno che questi aveva un temperamento malinconico, tendente alla tristezza, eppure, con la grazia, ha tanto lavorato su di sé da passare alla storia come il santo della letizia. Egli non solo si sforzava di essere sempre allegro, ma rimproverava chi non facesse questo sforzo. Racconta fra Tommaso da Celano (La vita di San Francesco d'Assisi e Trattato dei Miracoli, Vita Seconda, II, LXXXVIII): "Sicurissimo rimedio contro le mille insidie e astuzie del nemico il nostro Santo affermava essere la letizia spirituale. Infatti diceva: 'Il diavolo fa grande tripudio quando può togliere la gioia dello spirito ad un servo di Dio. Egli porta una polvere con la quale, appena può gettarla per qualche spiraglio nella coscienza, insudicia il candore della mente e la purezza della vita. Ma quando invece i cuori sono pieni di spirituale letizia invano il serpente schizza fuori il suo mortale veleno." E si legge nella Vita di San Francesco dell'Anonimo Perugino (paragrafo 97): "(...) la prima e massima preoccupazione (di san Francesco d'Assisi) è stata il possedere e conservare sempre all'interno e all'esterno la gioia spirituale. Egli affermava che se il servo di Dio si sforza di possedere e di conservare la gioia spirituale interiore ed esteriore che procede dalla purezza del cuore, non potranno fargli alcun male i demoni, costretti a riconoscere: 'Poiché quel servo di Dio conserva la sua pace nella tribolazione quanto nella prosperità, non possiamo trovare nessun accesso per nuocere alla sua anima.' Un giorno, egli rimproverò un suo compagno che aveva un'aria triste e il viso malinconico: 'Perché manifestare così la tristezza e il dolore che provi a causa dei tuoi peccati? Questo tocca Dio e te. Pregalo di renderti, per la sua bontà, la gioia di essere salvato (Salmo 50,14). Davanti a me e davanti agli altri, sforzati di mostrarti sempre lieto, perché non conviene che un servo di Dio si faccia con il viso triste e accigliato." <br />San Giovanni Bosco (che di verità cattolica se ne intendeva!) diceva ai suoi ragazzi di divertirsi, senza mai peccare. Appunto: essere seri (non peccare), ma non essere seriosi (divertirsi).<br />E allora buon 1° aprile... e andiamoci piano con gli scherzi!]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/25492149</guid><pubDate>Tue, 14 Apr 2020 19:00:03 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/25492149/come_e_nata_lusanza_del_pesce_daprile.mp3" length="7393279" type="audio/mpeg"/><itunes:author>BastaBugie</itunes:author><itunes:subtitle>TESTO DELL'ARTICOLO ➜http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6085&#13;
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COME E' NATA L'USANZA DEL PESCE D'APRILE?&#13;
Come è nata l'usanza del pesce d'aprile? Forse, rispondendo a questa domanda, si possono fare delle considerazioni importanti....</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜<a href="http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6085" rel="noopener">http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6085</a><br /><br />COME E' NATA L'USANZA DEL PESCE D'APRILE?<br />Come è nata l'usanza del pesce d'aprile? Forse, rispondendo a questa domanda, si possono fare delle considerazioni importanti. Proviamoci.<br />Prima di tutto rispondiamo alla domanda su come sia nata l'usanza.<br />Abbiamo avuto già modo di dire, parlando dell'Annunciazione, che questa ricorrenza è talmente importante (e lì che cambiò la Storia) che nel medioevo si soleva utilizzare proprio questa data per segnare l'inizio dell'anno. Se la storia è cambiata lì, vuol dire che tutto deve iniziare lì. Ebbene, in Francia questa usanza di far iniziare l'anno il 25 marzo si protrasse anche dopo il medioevo, addirittura fino al XVI secolo.<br />In Francia i festeggiamenti per il nuovo anno, che appunto iniziavano il 25 marzo, si protraevano fino al 1° aprile, cioè per una settimana esatta. Ma nel 1564, re Carlo IX decise di adottare il Calendario Gregoriano e quindi di spostare l'inizio dell'anno al 1° gennaio.<br />La scelta però non fu ben accetta da parte di molti. Ci fu chi fece resistenza, ma inutilmente. E così, per deridere coloro che volevano si conservasse quell'antica usanza, in occasione del 1° aprile si utilizzarono burle e finanche inviti a feste "fantasma". Insomma, come si suol dire, oltre al danno anche la beffa.<br /><br />MA PERCHÉ IL SIMBOLO DEL PESCE?<br />Dal momento che in quel periodo dell'anno il sole abbandona il segno zodiacale dei pesci, le povere vittime degli scherzi furono chiamati non solo "sciocchi di aprile", ma anche "pesci d'aprile".<br />Dunque, questa storia, che pochi conoscono, richiama una verità sacrosanta: l'importanza dell'Annunciazione.<br />Ma richiama anche un'altra verità, che possiamo definire spirituale, cioè attinente alla vita spirituale. Ed è quella secondo cui il cristiano deve essere un uomo "serio", ma non "serioso".<br />La serietà è vivere secondo il rispetto del vero e conformandosi al vero.<br />La serietà è il dominio di sé.<br />La serietà è capire che per ogni azione, per ogni gesto si dovrà rendere conto a Dio e al suo infallibile giudizio.<br />La seriosità è invece un'altra cosa. E' una deformazione della serietà.<br />La seriosità è l'incapacità di cogliere la saggezza del gioire, del dare spazio all'allegria, di farsi conquistare e modellare dalla letizia. E' la voluta scelta di non farsi testimone della gioia.<br />Giustamente san Tommaso nella sua Summa (secunda secundae, questione 68) fa capire che bisogna diffidare dell'uomo che non sa ridere, perché con ogni probabilità nasconde un vizio. E altrettanto giustamente san Paolo dice che bisogna essere sempre lieti nel Signore (Filippesi 4).<br />Anche nelle prove più dure, la letizia non deve mai sparire. Mai è esistito e mai esisterà un santo triste. Tant'è che san Francesco di Sales giustamente diceva che "un santo triste... è un triste santo".<br />La tristezza, il magone - appunto: la seriosità - sono propri degli eretici. Non a caso furono tratti distintivi del pessimismo giansenista con la sua negativa e irrecuperabilmente pessimistica concezione della natura umana.<br />La Verità Cattolica no. La Verità Cattolica è la bellezza della gioia.<br />La Verità Cattolica è la centralità della croce... ma della Croce che si esprime nella speranza di colui che sulla Croce è stato sì inchiodato, ma che per questo ha vinto tutto... ed è il Signore di tutto.<br /><br />SAN FRANCESCO E LA GIOIA SPIRITUALE<br />Certo, i temperamenti sono diversi. C'è chi è più portato a mostrare allegria, chi meno. Ma lo sforzo deve esserci. Si prenda un grande, grandissimo santo come Francesco d'Assisi. Pochi sanno che questi aveva un temperamento malinconico, tendente alla tristezza, eppure, con la grazia, ha tanto lavorato su di sé da passare alla storia come il santo della letizia. 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Bryant aveva 41 anni, la figlia - pure d'arte, dato che era una promessa del basket femminile - appena 13. I media in queste ore stanno quindi rievocando le gesta di questo straordinario atleta, vincitore di 5 titoli Nba e non a torto accostato all'inarrivabile Michael Jordan, il quale lo riconosceva apertamente: «Come giocatore, lui si merita di essere paragonato a me».<br /><br />QUELLO CHE I GRANDI MEDIA NON CI HANNO DETTO<br />Accanto a questo lato sportivo, ce n'è però un altro che merita di essere ricordato, ossia quello privato e di fede. Sì, perché Kobe Bryant - che da bambino, a seguito del padre anch'egli cestista, visse alcuni anni in Italia - era cattolico. E cattolico non per modo di dire: cresciuto in una famiglia credente, nel 2001 si era sposato in una parrocchia della California meridionale. La fede gli fu inoltre di decisivo aiuto in una delle vicende più burrascose della sua esistenza: quella di un processo per violenza sessuale ai danni di una dipendente di un hotel del Colorado. Alla fine chi accusava Bryant ritirò le sue accuse, ma quella fu per il campione una fase difficilissima, se non altro perché sua moglie Vanessa, a causa dello stress, abortì.<br />Ebbene, in quel periodo tormentato - anche dal serio rischio di finire in cella - Bryant fu sostenuto soprattutto dalla fede: «L'unica cosa che mi ha davvero aiutato durante quel processo - sono cattolico, sono cresciuto cattolico, i miei figli sono cattolici - era parlare con un prete». L'esser cristiano ha aiutato il grande giocatore scomparso anche durante la crisi del suo matrimonio, avvenuta nel 2011 quando la moglie chiese il divorzio citando, a supporto di tale richiesta, differenze incolmabili tra i due, motivazione peraltro ricorrente quando le nozze vanno a rotoli.<br /><br />RIMANERE INSIEME, NONOSTANTE TUTTO<br />Ciò nonostante, Kobe Bryant non si è arresto all'idea di veder naufragare il suo matrimonio, celebrato davanti a Dio; e alla fine, due anni dopo, sua moglie Vanessa è tornata sui suoi passi, ritirando la richiesta di divorzio. Che il fuoriclasse morto domenica fosse un autentico credente è provato anche alla sua frequenza alla Santa Messa. Ne rende testimonianza il racconto, condiviso su Instagram, della cantante Cristina Ballestero, la quale incontrò Bryant alla Holy Family Cathedral di Orange, in California: «Mentre salivamo alla comunione, con grande signorilità ha aspettato che io lo precedessi».<br />Non per nulla su Twitter anche Jose Gomez, arcivescovo di Los Angeles, ha voluto esprimere un pensiero in memoria del grande campione: «Sono molto triste per la notizia della tragica morte di Kobe Bryant giuntami questa mattina. Prego per lui e per la sua famiglia. Possa riposare in pace e possa la Madonna portare conforto ai suoi cari». Con toni egualmente commossi si è espresso uno dei vescovi ausiliari di Los Angeles, Robert Barron: «Preghiamo per il riposo della sua anima, insieme agli altri uccisi nell'incidente dell'elicottero. Possa il Signore concedere loro la sua misericordia e accoglierli nel suo regno celeste».<br />Molto probabilmente i grandi media sorvoleranno su tutti questi aspetti, ricordando di Kobe Bryant solo le pur immortali imprese sportive. Tuttavia, adesso che purtroppo non c'è più, ciò che davvero conta - e che, ovunque si trovi, lo può aiutare - è anzitutto la sua fede; il solo lasciapassare che, c'è da sperare, lo aiuterà a riposare in pace e ad insegnare la pallacanestro agli angeli.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/22443819</guid><pubDate>Thu, 06 Feb 2020 09:45:58 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/22443819/kobe_bryant.mp3" length="4988759" type="audio/mpeg"/><itunes:author>BastaBugie</itunes:author><itunes:subtitle>TESTO DELL'ARTICOLO ➜http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6004

KOBE BRYANT: I MEDIA SI SONO ''DIMENTICATI'' DI DIRE CHE ERA CATTOLICO di Giuliano Guzzo
Ha provocato grande commozione e sconcerto, nel mondo intero, la notizia della prematura...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜<a href="http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6004" rel="noopener">http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6004</a><br /><br />KOBE BRYANT: I MEDIA SI SONO ''DIMENTICATI'' DI DIRE CHE ERA CATTOLICO di Giuliano Guzzo<br />Ha provocato grande commozione e sconcerto, nel mondo intero, la notizia della prematura scomparsa della star dell'Nba Kobe Bryant, morto domenica insieme alla figlia Gianna Maria ed altre persone in un incidente in elicottero nel sud della California, a Calabasas. Bryant aveva 41 anni, la figlia - pure d'arte, dato che era una promessa del basket femminile - appena 13. I media in queste ore stanno quindi rievocando le gesta di questo straordinario atleta, vincitore di 5 titoli Nba e non a torto accostato all'inarrivabile Michael Jordan, il quale lo riconosceva apertamente: «Come giocatore, lui si merita di essere paragonato a me».<br /><br />QUELLO CHE I GRANDI MEDIA NON CI HANNO DETTO<br />Accanto a questo lato sportivo, ce n'è però un altro che merita di essere ricordato, ossia quello privato e di fede. Sì, perché Kobe Bryant - che da bambino, a seguito del padre anch'egli cestista, visse alcuni anni in Italia - era cattolico. E cattolico non per modo di dire: cresciuto in una famiglia credente, nel 2001 si era sposato in una parrocchia della California meridionale. La fede gli fu inoltre di decisivo aiuto in una delle vicende più burrascose della sua esistenza: quella di un processo per violenza sessuale ai danni di una dipendente di un hotel del Colorado. Alla fine chi accusava Bryant ritirò le sue accuse, ma quella fu per il campione una fase difficilissima, se non altro perché sua moglie Vanessa, a causa dello stress, abortì.<br />Ebbene, in quel periodo tormentato - anche dal serio rischio di finire in cella - Bryant fu sostenuto soprattutto dalla fede: «L'unica cosa che mi ha davvero aiutato durante quel processo - sono cattolico, sono cresciuto cattolico, i miei figli sono cattolici - era parlare con un prete». L'esser cristiano ha aiutato il grande giocatore scomparso anche durante la crisi del suo matrimonio, avvenuta nel 2011 quando la moglie chiese il divorzio citando, a supporto di tale richiesta, differenze incolmabili tra i due, motivazione peraltro ricorrente quando le nozze vanno a rotoli.<br /><br />RIMANERE INSIEME, NONOSTANTE TUTTO<br />Ciò nonostante, Kobe Bryant non si è arresto all'idea di veder naufragare il suo matrimonio, celebrato davanti a Dio; e alla fine, due anni dopo, sua moglie Vanessa è tornata sui suoi passi, ritirando la richiesta di divorzio. Che il fuoriclasse morto domenica fosse un autentico credente è provato anche alla sua frequenza alla Santa Messa. Ne rende testimonianza il racconto, condiviso su Instagram, della cantante Cristina Ballestero, la quale incontrò Bryant alla Holy Family Cathedral di Orange, in California: «Mentre salivamo alla comunione, con grande signorilità ha aspettato che io lo precedessi».<br />Non per nulla su Twitter anche Jose Gomez, arcivescovo di Los Angeles, ha voluto esprimere un pensiero in memoria del grande campione: «Sono molto triste per la notizia della tragica morte di Kobe Bryant giuntami questa mattina. Prego per lui e per la sua famiglia. Possa riposare in pace e possa la Madonna portare conforto ai suoi cari». Con toni egualmente commossi si è espresso uno dei vescovi ausiliari di Los Angeles, Robert Barron: «Preghiamo per il riposo della sua anima, insieme agli altri uccisi nell'incidente dell'elicottero. Possa il Signore concedere loro la sua misericordia e accoglierli nel suo regno celeste».<br />Molto probabilmente i grandi media sorvoleranno su tutti questi aspetti, ricordando di Kobe Bryant solo le pur immortali imprese sportive. 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Un presepe vivente meno omofobo ed islamofobo, con due Madonne in chador, mamme di un bambin Gesù negretto nato in Finlandia da fecondazione assistita, che sceglierà da solo in età adulta se finire in croce o meno, per evitare di offendere sensibilità differenti; e ancora Gaspare, Melchiorre, Baldassarre, sacerdoti di Zoroastro e di Trasgender, in gay pride verso Betlemme, inseguiti dal folklore di alcuni salafiti intransigenti.<br />Noi che siamo stati buoni, che siamo rimasti umani, mentre intoneremo le tipiche canzoni della tradizione come Jingle Bells, Oh Happy Day, White Christmas, Tu Scendi Dalle Stelle e Bella Ciao, che cosa pretenderemo sotto l'albero?<br />Quale albero, innanzitutto, caro Babbo? Estirpare un albero naturale dal proprio ambiente, deforestare?! Sradicarlo per renderlo più dinamico e cittadino del mondo è lecito, ma esporlo al calore dei termosifoni, alle correnti d'aria delle finestre, a cani, gatti e bambini inferociti?! Mai! Allora ne pretenderò uno artificiale. Mi chiedo tuttavia, sarà ecosostenibile? Un albero artificiale ha impatto sull'atmosfera pari a 40 chilogrammi di CO2: insostenibile.<br />Ma i regali vanno pur messi sotto qualcosa. Così ho domandato all'amica Concita De Gregorio, la quale mi ha consigliato di addobbare il filippino buddista di casa per una maggiore integrazione e meditazione, con tappi di sughero di vini rigorosamente bio, candele ecologiche al posto delle luminarie, fiori di loto, conchiglie, vasi del tesoro, vecchie Jimmy Choo usate, scatole di carta con disegni di animali in via d'estinzione e Cecchi Paone, banana di Cattelan a mo' di puntale concettuale.<br />Pretendo dunque anch'io, caro Babbo, un filippino buddista di casa. Filippino da intendersi come professione, non come nazionalità, va da sé, perché un uomo che ama, non emargina lo straniero ed è sempre aperto all'altro. La xenofobia è un retaggio medievale, almeno quanto la monogamia, che trasuda discriminazione e chiusura; chi sono io per preferire, ogni giorno della mia vita, finché morte non ci separi, una donna a tutte le altre?! E a preferirla pure a tutti gli uomini, che ho finalmente iniziato ad apprezzare da quando mi sono spogliato di ogni omofobia? Verità che una brava moglie italiana dovrebbe afferrare in fretta, mentre fa la spesa per il cenone della Vigilia con delle festose corna natalizie in testa, dopo aver portato le bimbe a piloxing ed essere stata in ufficio e dal gommista, come ogni donna emancipata e me too.<br />Tu, piuttosto, perché sei Babbo, al maschile? Il tuo gretto sessismo patriarcale è rivoltante e puoi startene a casa, in Lapponia, in Alta Padania o in qualche altra landa barbara e desolata da dove provieni. Ok, boomer, tanto i ragazzi di oggi sono svegli e hanno smesso di credere alle fake news che riguardano un matusa barbuto figlio del boom economico che gira per il mondo su una slitta carica di regali e trainata da renne volanti; ora credono ai movimenti spontanei contro il populismo e a una bambina speciale che salverà il pianeta.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/20857922</guid><pubDate>Wed, 18 Dec 2019 16:32:39 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/20857922/lettera_babbo_natale.mp3" length="4778526" type="audio/mpeg"/><itunes:author>BastaBugie</itunes:author><itunes:subtitle>TESTO DELL'ARTICOLO ➜ http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=5934

LETTERA (POLITICAMENTE CORRETTA) A BABBO NATALE di Augusto Bassi
Caro Babbo Natale,
per queste festività voglio smettere di odiare e imparare ad amare: amare come le Sardine amano...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=5934" rel="noopener">http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=5934</a><br /><br />LETTERA (POLITICAMENTE CORRETTA) A BABBO NATALE di Augusto Bassi<br />Caro Babbo Natale,<br />per queste festività voglio smettere di odiare e imparare ad amare: amare come le Sardine amano i leghisti, come Hamas ama gli israeliani, come gli israeliani amano i palestinesi, come gli islamisti amano gli omosessuali, come i piddini amano la democrazia, come Greta ama i treni regionali di seconda classe e la scuola dell'obbligo.<br />Il mio piccolo contributo partirà dall'azione: pretendo da te un Natale meno cristocentrico, più femminista, terzomondista ed ecosostenibile. Un presepe vivente meno omofobo ed islamofobo, con due Madonne in chador, mamme di un bambin Gesù negretto nato in Finlandia da fecondazione assistita, che sceglierà da solo in età adulta se finire in croce o meno, per evitare di offendere sensibilità differenti; e ancora Gaspare, Melchiorre, Baldassarre, sacerdoti di Zoroastro e di Trasgender, in gay pride verso Betlemme, inseguiti dal folklore di alcuni salafiti intransigenti.<br />Noi che siamo stati buoni, che siamo rimasti umani, mentre intoneremo le tipiche canzoni della tradizione come Jingle Bells, Oh Happy Day, White Christmas, Tu Scendi Dalle Stelle e Bella Ciao, che cosa pretenderemo sotto l'albero?<br />Quale albero, innanzitutto, caro Babbo? Estirpare un albero naturale dal proprio ambiente, deforestare?! Sradicarlo per renderlo più dinamico e cittadino del mondo è lecito, ma esporlo al calore dei termosifoni, alle correnti d'aria delle finestre, a cani, gatti e bambini inferociti?! Mai! Allora ne pretenderò uno artificiale. Mi chiedo tuttavia, sarà ecosostenibile? Un albero artificiale ha impatto sull'atmosfera pari a 40 chilogrammi di CO2: insostenibile.<br />Ma i regali vanno pur messi sotto qualcosa. Così ho domandato all'amica Concita De Gregorio, la quale mi ha consigliato di addobbare il filippino buddista di casa per una maggiore integrazione e meditazione, con tappi di sughero di vini rigorosamente bio, candele ecologiche al posto delle luminarie, fiori di loto, conchiglie, vasi del tesoro, vecchie Jimmy Choo usate, scatole di carta con disegni di animali in via d'estinzione e Cecchi Paone, banana di Cattelan a mo' di puntale concettuale.<br />Pretendo dunque anch'io, caro Babbo, un filippino buddista di casa. Filippino da intendersi come professione, non come nazionalità, va da sé, perché un uomo che ama, non emargina lo straniero ed è sempre aperto all'altro. La xenofobia è un retaggio medievale, almeno quanto la monogamia, che trasuda discriminazione e chiusura; chi sono io per preferire, ogni giorno della mia vita, finché morte non ci separi, una donna a tutte le altre?! E a preferirla pure a tutti gli uomini, che ho finalmente iniziato ad apprezzare da quando mi sono spogliato di ogni omofobia? Verità che una brava moglie italiana dovrebbe afferrare in fretta, mentre fa la spesa per il cenone della Vigilia con delle festose corna natalizie in testa, dopo aver portato le bimbe a piloxing ed essere stata in ufficio e dal gommista, come ogni donna emancipata e me too.<br />Tu, piuttosto, perché sei Babbo, al maschile? Il tuo gretto sessismo patriarcale è rivoltante e puoi startene a casa, in Lapponia, in Alta Padania o in qualche altra landa barbara e desolata da dove provieni. Ok, boomer, tanto i ragazzi di oggi sono svegli e hanno smesso di credere alle fake news che riguardano un matusa barbuto figlio del boom economico che gira per il mondo su una slitta carica di regali e trainata da renne volanti; ora credono ai movimenti spontanei contro il populismo e a una bambina speciale che salverà il pianeta.]]></itunes:summary><itunes:duration>299</itunes:duration><itunes:keywords>babbonatale,greta,lettera,natale,politica,politicallycorrect</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/00eb366d3d90ea70150960c3501c7d28.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>La statua di una Madonna circondata da bambini mai nati fa gridare alla censura</title><link>https://www.spreaker.com/episode/la-statua-di-una-madonna-circondata-da-bambini-mai-nati-fa-gridare-alla-censura--19625065</link><description><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=5857" rel="noopener">http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=5857</a><br /><br />LA STATUA DI UNA MADONNA CIRCONDATA DA BAMBINI MAI NATI FA GRIDARE ALLA CENSURA di Caterina Giojelli<br />Mentre a Parigi sfilano seicentomila persone per dire no alla Pma senza padre e alla sofferenza dei bambini privati di un genitore, la Francia si scorna sui bambini di bronzo ai piedi di una statua della Vergine Maria. Si chiama Notre-Dame des Innocents, è stata installata sul piazzale dell'Hotel des Ambassadeurs a Mentone, dove si svolgerà fino al 31 ottobre la prima Biennale di Arte Contemporanea Sacra (Bacs).<br />E fin qui nulla di strano, la mostra, un'Ode à la Vie, vuole esaminare «come gli artisti contemporanei stanno rispondendo, attraverso la loro arte, ad alcune delle principali sfide che la vita rappresenta, come registrano il cambiamento e come immaginano il futuro», ha spiegato Liana Marabini, presidente della Biennale. Il problema è che l'opera sacra, istallata in uno spazio pubblico e scelta anche per la copertina del catalogo, rappresenta la Madonna inchinata verso sette piccolini mai nati, alcuni ancora attaccati al cordone ombelicale, altri intenti a proteggersi il volto con le mani.<br /><br />PICCHETTO ABORTISTA INTORNO ALLA MADONNA<br />Va da sé che tutte le attiviste pro aborto del sud della Francia abbiano gridato allo scandalo e organizzato un picchetto dimostrativo per chiederne l'immediata rimozione. Brandendo i cartelli "Mon corps, mon choix" coi pugni alzati, un gruppo di signore si è schierato intorno alla Vergine, «Questa scultura ha lo scopo di far sentire le donne in colpa per l'aborto», ha dichiarato Claire Morracchini, coordinatrice della pianificazione familiare di Mentone, scioccata dalla didascalia a corredo dell'opera rivolta a donne che hanno interrotto le gravidanze, coppie che hanno difficoltà ad avere figli, famiglie che hanno problemi con la prole perché trovino «in questa Vergine ascolto, affetto e perdono». Una protesta a cui ha aderito l'immancabile centro Lgbt di Nizza che ha partecipato allo «sdegno collettivo» ricordando che impedire il diritto all'aborto «può essere punito dalla legge».<br />«Volevo semplicemente dare una testimonianza della bellezza che la vita rappresenta - si è difesa l'artista olandese Daphne du Barry, autrice dell'opera -. Quanti bambini non ancora nati avrebbero potuto essere dei geni?». Ma questa domanda non può trovare cittadinanza nella laicissima Francia, che giudica più riprovevole sculacciare un bambino che privarlo di un padre, che in nome della pacificazione rimuove le croci dalle vette dei Pirenei e licenzia i suoi insegnanti per "attentato alla laicità" se leggono il Vangelo.<br /><br />MEGLIO LA FEMEN DELLA VERGINE MARIA<br />Nel paese capace di giravolte mortali in tema di diritti, che già punisce il "reato di intralcio all'aborto" e punta all'abrogazione di ogni dato statistico relativo alla pratica dell'interruzione volontaria di gravidanza (oltre 200 mila ogni anno), il paese che ha dato il volto al francobollo dedicato alla Marianna di Inna Shevchenko, leader delle Femen (una che, tra gli innumerevoli altri atti osceni e blasfemi commessi negli anni, il 12 febbraio 2013 aveva manifestato nuda dentro Notre-Dame per "festeggiare" le dimissioni di Benedetto XVI, al grido di "pope no more"), il paese in cui la laicità rappresenta il quarto pilastro della Repubblica, la vista di sette bambini di bronzo mai nati fa gridare allo scandalo, scatena petizioni, richieste di rimozione e censura da parte di ogni tipo di associazione, «Vogliamo che questo lavoro venga spostato in modo che non sia più visibile dal pubblico», tuona Morracchini, portavoce di un paradossale dilagante bigottismo iconoclasta politically correct. La risposta, laicissima, del presidente della Biennale, non si è fatta attendere: «L'opera resta lì, e ci resterà per sempre».<br /><br />Nota di BastaBugie: Mauro Faverzani nell'articolo seguente dal titolo "Critiche alla statua pro-life, ecco chi c'è dietro" aggiunge particolari interessanti alla vicenda francese.<br />Ecco l'articolo completo pubblicato su Corrispondenza Romana il 16 ottobre 2019:<br />La cristianofobia non è solo jihad, leggi liberticide, ideologie disumanizzanti... La cristianofobia parte dal giardino di casa propria. Come a Mentone, dove abortisti e femministe si sono letteralmente scagliati con i propri strali contro una statua sistemata nel giardino dell'Hôtel des Ambassadeurs, sede della prima Biennale d'Arte Contemporanea Sacra, che ha come tema «Ode alla vita». L'importante manifestazione ha un respiro internazionale, riunisce oltre 200 artisti provenienti da tutto il mondo. Ma questo a molti, a troppi non interessa.<br />Loro si sono fissati su quella scultura monumentale in bronzo, realizzata dalla nota artista Daphné du Barry; scultura, divenuta simbolo dell'importante manifestazione e raffigurante la Vergine Maria piangente, china nell'atto di raccogliere sette feti abortiti, per terra, ai suoi piedi. Per questo è stata intitolata «Notre-Dame des Innocents», Nostra Signora degli Innocenti. Appena installata, è divenuta subito bersaglio di feroci proteste da parte dei gruppi pro-choice, scatenatisi anche via social: han definito l'opera d'arte «brutale», il suo messaggio «choccante», forti pressioni sono state subito esercitate sul Sindaco affinché la rimuova o quanto meno la faccia sparire dalla vista dei passanti.<br />Secondo l'associazione Planning Familial 06 del Dipartimento delle Alpi Marittime, in questo caso l'arte sarebbe servita «come pretesto per colpevolizzare le donne»: «È una statua di cattivo gusto - ha commentato la coordinatrice dell'organizzazione abortista, Claire Moracchini -. Una statua, che urta per il messaggio negativo, cui rimanda sull'aborto». Abortisti e femministe lamentano le 47 mila donne morte nel 2018 nel mondo a seguito di un aborto clandestino: i dati sono quelli da loro stesse forniti, senza che peraltro abbiano a specificarne la fonte. In ogni caso, vero o meno, esse "dimenticano" i 41,9 milioni di bambini - dicasi 41,9 milioni! - morti sempre nel 2018 a causa dell'aborto provocato nelle cliniche, secondo i dati forniti dall'Organizzazione Mondiale della Sanità, ente che di certo pro-life non è, ergo al di sopra di ogni sospetto; dati, cui andrebbero oltre tutto aggiunte le vittime dell'aborto chimico, una cifra incalcolabile. I pro-choice "dimenticano" che, sempre nel 2018, i bimbi uccisi nel grembo materno sono stati enormemente più di tutti i decessi per tumore (8,2 milioni), tabacco (5 milioni) e Aids (1,7 milioni). Per tumori, tabacco e Aids si scatenano campagne mediatiche e si fanno forti investimenti nella ricerca. Dell'aborto nessuno parla.<br />Non solo. In questi anni hanno costretto i Cattolici, volenti o nolenti, a sopportare di tutto: dal Cristo-orologio a testa in giù con le braccia crocifisse come lancette al volto scheletrico e provocatoriamente caricaturale imposto alla Vergine in vecchie statue restaurate, deformate e poi commercializzate; dalla foto di una donna nuda in croce ad oggetti liturgici abbinati a frattaglie d'animale; dai fumetti blasfemi alle bestemmie a teatro. Letteralmente di tutto. E tutto è stato imposto col solito pretesto della «libertà artistica, espressiva» e via farneticando, accusando gli altri di oscurantismo medioevale, di processi alle streghe, di toni da Inquisizione. Improvvisamente tutto questo sparisce d'incanto, sembra volatilizzarsi e non valere più di fronte ad una statua, che piange i bambini abortiti. D'un tratto sono proprio loro, gli ultras dell'arte senza bavaglio, a trasformarsi in inquisitori ed in oscurantisti senza ritegno, ad invocare con forza la censura, rivelando così la pretestuosità delle loro rivendicazioni discriminatorie, ideologiche e censorie.<br />Ma chi esattamente si agita contro questa statua? Chi c'è dietro? Abortisti e femministe, certo, come Planning familial 06 ed il Graf-Gruppo di Riflessioni e Azioni Femministe; ma, oltre a ciò, ecco l'Associazione per la Democrazia di Nizza, che, a dispetto del nome altisonante, porta avanti una politica pro-immigrazionismo, pro-manifestanti ai cortei e filo-anarchismo contro qualsiasi forma di repressione poliziesca o giudiziaria. In più, ecco spuntare il gruppo dei «Liberi Pensatori» di Mentone, del tutto organico alla massoneria, in quanto "paladino" del razionalismo spinto, dello scetticismo, dell'umanitarismo, dell'ateismo, dell'agnosticismo, dell'anarchismo, del libertarismo e via elencando.<br />A dar manforte ad abortisti e femministe sono subito giunti i media, che la sera stessa dell'inaugurazione della mostra hanno trasmesso servizi interessati più a scagliarsi contro la statua che a descrivere l'evento: così France3, BFM TV, CNEWS, il quotidiano Nice-Matin, ma anche FranceInfo, che ha titolato «A Mentone polemica su "Nostra Signora degli Innocenti", la scultura che fustiga l'aborto».<br />L'autrice della statua, Daphné du Barry, dal canto suo, ha spiegato di aver voluto «semplicemente rendere testimonianza della bellezza, che rappresenta la vita. Quanti bambini non nati avrebbero potuto essere dei genii?». Del resto, «un bambino è un dono di Dio. La Vergine piange poiché questi piccoli non hanno visto la luce».<br />Eppure il messaggio, che la scultura vuol trasmettere, è davvero bello e profondo. A farsene interprete, è stata sulla stampa la presidentessa della Biennale, Liana Marabini, ripresa da FranceInfo: quelli raffigurati «sono bambini non voluti. Salvandoli», la Vergine «cerca di salvare anche le anime dei genitori, che li hanno rifiutati», ha dichiarato. E precisa: nessuna colpevolizzazione, dunque, anzi proprio l'opposto; le polemiche divampate sono del tutto «infondate», per cui l'opera d'arte «resterà al suo posto, davanti all'hotel. Per sempre». Speriamo proprio che sia così...]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/19625065</guid><pubDate>Wed, 23 Oct 2019 14:38:32 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/19625065/statua_della_madonna.mp3" length="11554480" type="audio/mpeg"/><itunes:author>BastaBugie</itunes:author><itunes:subtitle>TESTO DELL'ARTICOLO ➜ http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=5857

LA STATUA DI UNA MADONNA CIRCONDATA DA BAMBINI MAI NATI FA GRIDARE ALLA CENSURA di Caterina Giojelli
Mentre a Parigi sfilano seicentomila persone per dire no alla Pma senza padre...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=5857" rel="noopener">http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=5857</a><br /><br />LA STATUA DI UNA MADONNA CIRCONDATA DA BAMBINI MAI NATI FA GRIDARE ALLA CENSURA di Caterina Giojelli<br />Mentre a Parigi sfilano seicentomila persone per dire no alla Pma senza padre e alla sofferenza dei bambini privati di un genitore, la Francia si scorna sui bambini di bronzo ai piedi di una statua della Vergine Maria. Si chiama Notre-Dame des Innocents, è stata installata sul piazzale dell'Hotel des Ambassadeurs a Mentone, dove si svolgerà fino al 31 ottobre la prima Biennale di Arte Contemporanea Sacra (Bacs).<br />E fin qui nulla di strano, la mostra, un'Ode à la Vie, vuole esaminare «come gli artisti contemporanei stanno rispondendo, attraverso la loro arte, ad alcune delle principali sfide che la vita rappresenta, come registrano il cambiamento e come immaginano il futuro», ha spiegato Liana Marabini, presidente della Biennale. Il problema è che l'opera sacra, istallata in uno spazio pubblico e scelta anche per la copertina del catalogo, rappresenta la Madonna inchinata verso sette piccolini mai nati, alcuni ancora attaccati al cordone ombelicale, altri intenti a proteggersi il volto con le mani.<br /><br />PICCHETTO ABORTISTA INTORNO ALLA MADONNA<br />Va da sé che tutte le attiviste pro aborto del sud della Francia abbiano gridato allo scandalo e organizzato un picchetto dimostrativo per chiederne l'immediata rimozione. Brandendo i cartelli "Mon corps, mon choix" coi pugni alzati, un gruppo di signore si è schierato intorno alla Vergine, «Questa scultura ha lo scopo di far sentire le donne in colpa per l'aborto», ha dichiarato Claire Morracchini, coordinatrice della pianificazione familiare di Mentone, scioccata dalla didascalia a corredo dell'opera rivolta a donne che hanno interrotto le gravidanze, coppie che hanno difficoltà ad avere figli, famiglie che hanno problemi con la prole perché trovino «in questa Vergine ascolto, affetto e perdono». Una protesta a cui ha aderito l'immancabile centro Lgbt di Nizza che ha partecipato allo «sdegno collettivo» ricordando che impedire il diritto all'aborto «può essere punito dalla legge».<br />«Volevo semplicemente dare una testimonianza della bellezza che la vita rappresenta - si è difesa l'artista olandese Daphne du Barry, autrice dell'opera -. Quanti bambini non ancora nati avrebbero potuto essere dei geni?». Ma questa domanda non può trovare cittadinanza nella laicissima Francia, che giudica più riprovevole sculacciare un bambino che privarlo di un padre, che in nome della pacificazione rimuove le croci dalle vette dei Pirenei e licenzia i suoi insegnanti per "attentato alla laicità" se leggono il Vangelo.<br /><br />MEGLIO LA FEMEN DELLA VERGINE MARIA<br />Nel paese capace di giravolte mortali in tema di diritti, che già punisce il "reato di intralcio all'aborto" e punta all'abrogazione di ogni dato statistico relativo alla pratica dell'interruzione volontaria di gravidanza (oltre 200 mila ogni anno), il paese che ha dato il volto al francobollo dedicato alla Marianna di Inna Shevchenko, leader delle Femen (una che, tra gli innumerevoli altri atti osceni e blasfemi commessi negli anni, il 12 febbraio 2013 aveva manifestato nuda dentro Notre-Dame per "festeggiare" le dimissioni di Benedetto XVI, al grido di "pope no more"), il paese in cui la laicità rappresenta il quarto pilastro della Repubblica, la vista di sette bambini di bronzo mai nati fa gridare allo scandalo, scatena petizioni, richieste di rimozione e censura da parte di ogni tipo di associazione, «Vogliamo che questo lavoro venga spostato in modo che non sia più visibile dal pubblico», tuona Morracchini, portavoce di un paradossale dilagante bigottismo iconoclasta politically correct. La risposta, laicissima, del presidente della Biennale, non si è fatta attendere: «L'opera resta lì, e ci resterà per sempre».<br /><br />Nota di BastaBugie: Mauro...]]></itunes:summary><itunes:duration>723</itunes:duration><itunes:keywords>aborto,francia,madonna,prolife,statua</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e79ad6e7c9d8af34b2f4adac7a02922a.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>In Spagna una mostra di un artista sconosciuto getta fango sulla Chiesa</title><link>https://www.spreaker.com/episode/in-spagna-una-mostra-di-un-artista-sconosciuto-getta-fango-sulla-chiesa--18863045</link><description><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=5779" rel="noopener">http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=5779</a><br /><br />IN SPAGNA UNA MOSTRA DI UN ARTISTA SCONOSCIUTO GETTA FANGO SULLA CHIESA di Matteo Orlando<br />In Spagna, una mostra, irriverente già nel titolo ("Pederoclastia"), ha scatenato le ire del partito politico di destra Vox e dei vertici della Chiesa Cattolica.<br />Nella citta di Toledo, l'artista Fernando Barredo, noto come Loc, coordinatore di Toledo Laica ha pensato di esporre, presso il locale Circolo di Arte una composizione tridimensionale, di natura teatrale, che affronta il tema degli abusi sessuali commessi da alcuni chierici.<br />La composizione, installata nella navata della vecchia chiesa di San Vicente, ora sconsacrata, mostra, come lo ho chiamato l'autore, un "obispóptero" (un vescovo con sei braccia) circondati da bambini che sono "oggetto della sua lussuria e della sua malvagità". L'artista, attraverso una dichiarazione alla stampa, ha detto che la sua mostra, visitabile fino al 15 agosto (salvo chiusura anticipata) vuole denunciare la "abyecta pederastia" delle "migliaia di sacerdoti che hanno violato i bambini nella più assoluta impunità".<br />UNA MOSTRA CHE VIOLA L'ONORE DI TUTTI I SACERDOTI<br />Barredo ha sottolineato che questa installazione non attacca tutti i sacerdoti di Spagna ma solo "coloro che hanno abusato sessualmente di bambini o violentemente li hanno violati mentre alti prelati li hanno coperti, limitandosi a cambiarli dalle parrocchie, favorendo l'opportunità, sempre sfruttata, di continuare a stuprare i bambini in altre aree".<br />La mostra ha provocato un'ondata così forte di indignazione tra i fedeli cattolici che lo stesso Arcivescovo di Toledo, monsignor Braulio Rodríguez Plaza, non ha avuto timore a condannare "Pederoclastia" come una mostra che attacca la Chiesa cattolica, violando l'onore di tutti i sacerdoti della Chiesa attraverso un'opera che è basata su "espressioni di odio alla fede".<br />I cattolici di Spagna "possono sopportare insulti e calunnie e non reagire istericamente, ma abbiamo il diritto di difendere la verità e chiedere il rispetto, in una città pluralista che cerchiamo di servire fedelmente e fino a quando saremo membri su un piano di parità con tutti", ha argomentato il Prelato, secondo il quale molte delle nuove "culture", che sorgono nella società di oggi, "vogliono affermare che la Chiesa cattolica è un nemico del mondo e della vita".<br />IL PARTITO VOX HA ESPRESSO IL SUO RIFIUTO DELL'ESPOSIZIONE<br />Alle riflessioni dell'arcivescovo, il partito Vox ha aggiunto l'indignazione dovuto al fatto che per l'esposizione si è ricorso al sostegno finanziario delle istituzioni pubbliche di Toledo, che hanno introdotto questa "presunta offerta culturale" nella loro programmazione estiva.<br />Come riporta il quotidiano Abc, Vox ha espresso il suo "assoluto rifiuto" dell'esposizione denominata "Pederoclastia", considerando che è "un affronto alle credenze di migliaia di Toledani" e alle Istituzioni ecclesiastiche che "ogni giorno aiutano spiritualmente e materialmente milioni di persone in tutto il mondo".<br />Il partito di destra ha chiesto al governo della città di valutare bene la questione. Secondo Vox, questa forma d'arte, "nata dall'odio più recalcitrante", incorre nel grave errore di dimenticare che certi eventi specifici accaduti nella chiesa, "riprovevoli, sono anche, dal punto di vista numerico, infinitamente meno di quanto propagandato sui media". Vox ha chiesto al governo municipale di Toledo di pronunciarsi su "questo attacco molto serio alla religione cattolica e alle persone che ne fanno parte". Molti fedeli, dall'intera Spagna, hanno chiesto sui social la chiusura anticipata della mostra.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/18863045</guid><pubDate>Wed, 21 Aug 2019 06:30:19 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/18863045/spagna.mp3" length="5042258" type="audio/mpeg"/><itunes:author>BastaBugie</itunes:author><itunes:subtitle>TESTO DELL'ARTICOLO ➜ http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=5779

IN SPAGNA UNA MOSTRA DI UN ARTISTA SCONOSCIUTO GETTA FANGO SULLA CHIESA di Matteo Orlando
In Spagna, una mostra, irriverente già nel titolo ("Pederoclastia"), ha scatenato le ire...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=5779" rel="noopener">http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=5779</a><br /><br />IN SPAGNA UNA MOSTRA DI UN ARTISTA SCONOSCIUTO GETTA FANGO SULLA CHIESA di Matteo Orlando<br />In Spagna, una mostra, irriverente già nel titolo ("Pederoclastia"), ha scatenato le ire del partito politico di destra Vox e dei vertici della Chiesa Cattolica.<br />Nella citta di Toledo, l'artista Fernando Barredo, noto come Loc, coordinatore di Toledo Laica ha pensato di esporre, presso il locale Circolo di Arte una composizione tridimensionale, di natura teatrale, che affronta il tema degli abusi sessuali commessi da alcuni chierici.<br />La composizione, installata nella navata della vecchia chiesa di San Vicente, ora sconsacrata, mostra, come lo ho chiamato l'autore, un "obispóptero" (un vescovo con sei braccia) circondati da bambini che sono "oggetto della sua lussuria e della sua malvagità". L'artista, attraverso una dichiarazione alla stampa, ha detto che la sua mostra, visitabile fino al 15 agosto (salvo chiusura anticipata) vuole denunciare la "abyecta pederastia" delle "migliaia di sacerdoti che hanno violato i bambini nella più assoluta impunità".<br />UNA MOSTRA CHE VIOLA L'ONORE DI TUTTI I SACERDOTI<br />Barredo ha sottolineato che questa installazione non attacca tutti i sacerdoti di Spagna ma solo "coloro che hanno abusato sessualmente di bambini o violentemente li hanno violati mentre alti prelati li hanno coperti, limitandosi a cambiarli dalle parrocchie, favorendo l'opportunità, sempre sfruttata, di continuare a stuprare i bambini in altre aree".<br />La mostra ha provocato un'ondata così forte di indignazione tra i fedeli cattolici che lo stesso Arcivescovo di Toledo, monsignor Braulio Rodríguez Plaza, non ha avuto timore a condannare "Pederoclastia" come una mostra che attacca la Chiesa cattolica, violando l'onore di tutti i sacerdoti della Chiesa attraverso un'opera che è basata su "espressioni di odio alla fede".<br />I cattolici di Spagna "possono sopportare insulti e calunnie e non reagire istericamente, ma abbiamo il diritto di difendere la verità e chiedere il rispetto, in una città pluralista che cerchiamo di servire fedelmente e fino a quando saremo membri su un piano di parità con tutti", ha argomentato il Prelato, secondo il quale molte delle nuove "culture", che sorgono nella società di oggi, "vogliono affermare che la Chiesa cattolica è un nemico del mondo e della vita".<br />IL PARTITO VOX HA ESPRESSO IL SUO RIFIUTO DELL'ESPOSIZIONE<br />Alle riflessioni dell'arcivescovo, il partito Vox ha aggiunto l'indignazione dovuto al fatto che per l'esposizione si è ricorso al sostegno finanziario delle istituzioni pubbliche di Toledo, che hanno introdotto questa "presunta offerta culturale" nella loro programmazione estiva.<br />Come riporta il quotidiano Abc, Vox ha espresso il suo "assoluto rifiuto" dell'esposizione denominata "Pederoclastia", considerando che è "un affronto alle credenze di migliaia di Toledani" e alle Istituzioni ecclesiastiche che "ogni giorno aiutano spiritualmente e materialmente milioni di persone in tutto il mondo".<br />Il partito di destra ha chiesto al governo della città di valutare bene la questione. Secondo Vox, questa forma d'arte, "nata dall'odio più recalcitrante", incorre nel grave errore di dimenticare che certi eventi specifici accaduti nella chiesa, "riprovevoli, sono anche, dal punto di vista numerico, infinitamente meno di quanto propagandato sui media". Vox ha chiesto al governo municipale di Toledo di pronunciarsi su "questo attacco molto serio alla religione cattolica e alle persone che ne fanno parte". 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Il via libera agli accertamenti sui due sepolcri è l'ennesima dimostrazione di come il Vaticano non abbia alcuna volontà di ostacolare la ricerca della verità su questa triste storia.<br />Al contrario, il fatto che sia stato dato il disco verde ad accogliere una richiesta scaturita da una lettera anonima rende bene l'idea dello spirito collaborativo della Santa Sede. Sono passati 36 anni dal giorno in cui si persero le tracce della giovane. In questi decenni sul mistero legato alla sua sorte compaiono ciclicamente sui giornali titoloni che parlano di "colpi di scena", "rivelazioni choc" e il tutto corredato dai soliti riferimenti a "fonti autorevoli", "monsignori pentiti" e "supertestimoni".<br />La cittadinanza vaticana della 15enne ha dato il via a tutta una serie di piste poi rivelatesi errate ed ha favorito la fioritura nell'ambito giornalistico-saggistico di ricostruzioni fantasiose che sono poi cadute, senza che dell'infondatezza emersa venisse data notizia con la stessa enfasi. Questo meccanismo ha finito per alimentare la leggenda nera del Vaticano complice - se non colpevole - della sparizione della sua cittadina, un esempio lampante di quel "preoccupante pregiudizio negativo nei confronti della Chiesa Cattolica" di cui ha parlato la recente nota della Penitenzieria Apostolica.<br />Per onor di cronaca, quegli addetti ai lavori dell'informazione che torneranno ad occuparsi della vicenda per via dell'apertura delle due tombe al Campo Santo Teutonico, dovrebbero lasciare nel cassetto i soliti titoloni sensazionalistici e, invece, ricordare i tanti buchi nell'acqua che hanno contraddistinto questa storia.<br />I TANTI BUCHI NELL'ACQUA SU CUI HANNO SPECULATO I MEZZI DI INFORMAZIONE<br />In principio ci fu la pista turca, secondo cui Emanuela venne rapita per richiedere in cambio il rilascio di Alì Agca, l'attentatore di Giovanni Paolo II. Tutto nacque dai comunicati e dalle incessanti telefonate dei presunti rapitori che cercarono di accreditare l'idea del ricatto politico al papa polacco. L'insistenza nelle richieste e nei contatti e la mancata fornitura di prove credibili sul fatto che Emanuela fosse viva convinsero gli inquirenti ad abbandonare questa pista. Uno sprazzo di luce sull'oscuro capitolo dello scambio con Agca sembrerebbe esser sopraggiunto nel 2008 con le confessioni di un ex colonnello della Stasi, Guenter Bohnsack che rivelò come le lettere firmate dal sedicente Fronte Liberazione del Turkesh fossero state un trucco dei servizi segreti della Ddr all'interno dell'"Operation Papst", piano per tentare di mettere in difficoltà il papa anticomunista. La pista turca, dunque, sembrerebbe essere stata soltanto una spregiudicata mossa di pressione politica da collocare nell'ambito delle logiche da Guerra Fredda, calpestando le speranze di una famiglia disperata.<br />Ma in questi 36 anni trascorsi dal giorno in cui Emanuela non fece ritorno a casa, non ci sono state soltanto strumentalizzazioni di tipo politico come quella sullo scambio con il terrorista dei Lupi Grigi, ma anche più banali equivoci, menzogne e mitomanie che hanno contribuito ad intorbidire le acque e che, senza aiutare in alcun modo la risoluzione del caso, lo hanno reso agli occhi del pubblico uno dei grandi misteri d'Italia. Un mistero in cui, per inciso, deve obbligatoriamente essere implicato il Vaticano.<br />Uno dei tanti topos duri a morire sulla vicenda è quello del presunto filo diretto che legherebbe la scomparsa della Orlandi a quella, di poco precedente, della coetanea Mirella Gregori. Quest'associazione, però, nacque in maniera forse casuale da alcuni articoli pubblicati su Il Tempo nei primi giorni del luglio 1983 e nei quali si paragonava il dolore delle due famiglie. Il 1 agosto del 1983, invece, su Panorama uscì un'inchiesta sul fenomeno della scomparsa di minorenni in Italia dal titolo "Emanuela e le altre" e in cui venne ricordata la sparizione della Gregori. Fu soltanto dopo queste pubblicazioni che il nome dell'altra ragazza finì nel groviglio di presunti intrighi e ricatti internazionali collegati al caso Orlandi: il sedicente Fronte Liberazione del Turkesh, infatti, inserì il 4 agosto 1983 un riferimento a Mirella nel comunicato inviato all'Ansa nel quale si chiedeva la liberazione di Agca. Da allora, nonostante sia emersa la non veridicità di quei comunicati, persiste - alimentata da libri e programmi tv - la convinzione che ci sia una connessione tra la sparizione delle due giovani.<br />UN NORMALE RINVENIMENTO DI RESTI UMANI DIVENTA UN CASO MEDIATICO<br />Lo si è visto recentemente nella vicenda delle ossa ritrovate a Villa Giorgina. Il rinvenimento di resti umani in una città come Roma, tradizionalmente abituata a simili eventi, per il solo fatto di essere avvenuto all'interno della sede di una Nunziatura Apostolica, è bastato a riportare d'attualità l'accusa di un'implicazione diretta del Vaticano nella sparizione della Orlandi. La notizia del ritrovamento è subito circolata con annessa ipotesi che le ossa potessero appartenere ad Emanuela e Mirella. Si è scatenato un battage mediatico che ha accresciuto l'illusione di essere arrivati alla risoluzione di uno dei cold case italiani più seguiti di sempre e tutto questo nonostante non si fosse in presenza di alcun elemento provato per poter motivare una riconducibilità di quei resti umani alle due ragazze. L'esito degli esami condotti dalla Scientifica ha poi svelato l'attribuzione all'epoca romana dei due scheletri ritrovati, risalenti ad un periodo tra il 90 e il 230 dopo Cristo.<br />In precedenza, i test scientifici avevano contribuito a smentire anche un'altra leggenda nera nata su questa storia: quella dell'occultamento del cadavere di Emanuela Orlandi nella tomba del boss della banda della Magliana Enrico De Pedis. La sepoltura di "Renatino" all'interno della Basilica di Sant'Apollinare ha dato adito per anni a numerose speculazioni da romanzo noir, tutte tese a mettere nel mirino il Vaticano come responsabile e custode di chissà quale mistero. Il collegamento con il caso Orlandi nacque da una telefonata anonima alla trasmissione Chi l'ha visto fatta nel 2005 e che, in realtà, non faceva alcuna rivelazione inedita sulla presenza della tomba nella chiesa, ma si limitava a riportare i contenuti di un'inchiesta uscita nel luglio 1997 su Il Messaggero, collegando - senza fornire alcuna prova a tal riguardo - quella circostanza al mistero della cittadina vaticana scomparsa.<br />Anche in quel caso, la Santa Sede dimostrò la sua volontà collaborativa, giudicando "estremamente positiva" l'iniziativa della magistratura di procedere all'ispezione del sarcofago e dalla quale emerse che il corpo nella bara era effettivamente di De Pedis. Eppure, a causa della telefonata anonima arrivata al programma di Raitre, ancora oggi molti restano convinti erroneamente che la sepoltura dell'uomo nella Basilica di Sant'Apollinare sia collegata al caso Orlandi. Che non esistesse alcun patto segreto tra personalità vaticane e De Pedis legato alla sua sepoltura lo dimostra il fatto che da Oltretevere non si è esitato a far sapere, di fronte all'escalation di speculazioni sull'argomento, di vedere con favore la traslazione della salma altrove. Questa pista suggestiva ha finito per sostituire nell'immaginario collettivo quella legata ai Lupi Grigi e crollata insieme al Muro di Berlino.<br />L'APERTURA DELLE DUE TOMBE DEL CIMITERO TEUTONICO<br />La recente decisione di autorizzare l'apertura delle due tombe del Cimitero Teutonico conferma invece quanto sia ingiusto accusare la Santa Sede di essere d'ostacolo alla ricerca della verità. In una nota del 2012, padre Federico Lombardi - all'epoca direttore della Sala Stampa della Santa Sede - ricordò l'impegno delle autorità vaticane per collaborare con gli inquirenti italiani, titolari dell'indagine sulla scomparsa avvenuta a Roma e non all'interno delle Mura Leonine: dagli appelli di Giovanni Paolo II, all'accesso al centralino vaticano concesso al Sisde all'epoca delle telefonate dei presunti rapitori, fino alla consegna di tutta la documentazione al pm italiano titolare dell'inchiesta. Un modo per rispondere alle accuse infondate sostenute in libri, articoli di giornale, programmi televisivi, confessioni di presunti 'supertestimoni' e non raramente amplificate in chiave anti-clericale.<br />Alla luce di questo nuovo imminente capitolo legato al caso Orlandi e che vedrà ancora i riflettori accendersi per seguire con "bramosia d'informazioni" l'apertura delle due tombe segnalate in un biglietto anonimo, vale la pena riprendere la conclusione della nota redatta da padre Lombardi sette anni fa e che rappresenta il documento più completo della Santa Sede su una storia tragicamente iniziata quasi 40 anni fa: "Questa sofferenza (della famiglia) purtroppo si ravviva al sorgere di ogni nuova pista di spiegazione, finora senza esito. (...) la vicenda di questa giovane cittadina vaticana innocente scomparsa continua a tornare sotto i riflettori. Non sia questo un motivo per scaricare sul Vaticano colpe che non ha, ma sia piuttosto occasione per rendersi conto della realtà terribile e spesso dimenticata che è costituita dalla scomparsa delle persone - in particolare di quelle più giovani - e opporsi, da parte di tutti e con tutte le forze, ad ogni attività criminosa che ne sia causa".]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/18497770</guid><pubDate>Wed, 10 Jul 2019 14:45:25 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/18497770/tutta_la_verita_emanuela_orlandi.mp3" length="11605889" type="audio/mpeg"/><itunes:author>BastaBugie</itunes:author><itunes:subtitle>TESTO DELL'ARTICOLO ➜ http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=5729

TUTTA LA VERITA' SU EMANUELA ORLANDI di Nico Spuntoni
Il direttore ad interim della Sala Stampa della Santa Sede, Alessandro Gisotti, ha annunciato l'apertura di due tombe situate...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=5729" rel="noopener">http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=5729</a><br /><br />TUTTA LA VERITA' SU EMANUELA ORLANDI di Nico Spuntoni<br />Il direttore ad interim della Sala Stampa della Santa Sede, Alessandro Gisotti, ha annunciato l'apertura di due tombe situate all'interno del Campo Santo Teutonico disposta dall'Ufficio del Promotore di Giustizia del Tribunale dello Stato della Città del Vaticano in relazione all'indagine sul caso di Emanuela Orlandi e autorizzata dalla Segreteria di Stato. Il via libera agli accertamenti sui due sepolcri è l'ennesima dimostrazione di come il Vaticano non abbia alcuna volontà di ostacolare la ricerca della verità su questa triste storia.<br />Al contrario, il fatto che sia stato dato il disco verde ad accogliere una richiesta scaturita da una lettera anonima rende bene l'idea dello spirito collaborativo della Santa Sede. Sono passati 36 anni dal giorno in cui si persero le tracce della giovane. In questi decenni sul mistero legato alla sua sorte compaiono ciclicamente sui giornali titoloni che parlano di "colpi di scena", "rivelazioni choc" e il tutto corredato dai soliti riferimenti a "fonti autorevoli", "monsignori pentiti" e "supertestimoni".<br />La cittadinanza vaticana della 15enne ha dato il via a tutta una serie di piste poi rivelatesi errate ed ha favorito la fioritura nell'ambito giornalistico-saggistico di ricostruzioni fantasiose che sono poi cadute, senza che dell'infondatezza emersa venisse data notizia con la stessa enfasi. Questo meccanismo ha finito per alimentare la leggenda nera del Vaticano complice - se non colpevole - della sparizione della sua cittadina, un esempio lampante di quel "preoccupante pregiudizio negativo nei confronti della Chiesa Cattolica" di cui ha parlato la recente nota della Penitenzieria Apostolica.<br />Per onor di cronaca, quegli addetti ai lavori dell'informazione che torneranno ad occuparsi della vicenda per via dell'apertura delle due tombe al Campo Santo Teutonico, dovrebbero lasciare nel cassetto i soliti titoloni sensazionalistici e, invece, ricordare i tanti buchi nell'acqua che hanno contraddistinto questa storia.<br />I TANTI BUCHI NELL'ACQUA SU CUI HANNO SPECULATO I MEZZI DI INFORMAZIONE<br />In principio ci fu la pista turca, secondo cui Emanuela venne rapita per richiedere in cambio il rilascio di Alì Agca, l'attentatore di Giovanni Paolo II. Tutto nacque dai comunicati e dalle incessanti telefonate dei presunti rapitori che cercarono di accreditare l'idea del ricatto politico al papa polacco. L'insistenza nelle richieste e nei contatti e la mancata fornitura di prove credibili sul fatto che Emanuela fosse viva convinsero gli inquirenti ad abbandonare questa pista. Uno sprazzo di luce sull'oscuro capitolo dello scambio con Agca sembrerebbe esser sopraggiunto nel 2008 con le confessioni di un ex colonnello della Stasi, Guenter Bohnsack che rivelò come le lettere firmate dal sedicente Fronte Liberazione del Turkesh fossero state un trucco dei servizi segreti della Ddr all'interno dell'"Operation Papst", piano per tentare di mettere in difficoltà il papa anticomunista. La pista turca, dunque, sembrerebbe essere stata soltanto una spregiudicata mossa di pressione politica da collocare nell'ambito delle logiche da Guerra Fredda, calpestando le speranze di una famiglia disperata.<br />Ma in questi 36 anni trascorsi dal giorno in cui Emanuela non fece ritorno a casa, non ci sono state soltanto strumentalizzazioni di tipo politico come quella sullo scambio con il terrorista dei Lupi Grigi, ma anche più banali equivoci, menzogne e mitomanie che hanno contribuito ad intorbidire le acque e che, senza aiutare in alcun modo la risoluzione del caso, lo hanno reso agli occhi del pubblico uno dei grandi misteri d'Italia. 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Sono le trovate dell'ultima campagna di Gucci, associata al lancio della collezione Cruise 2020, presentata martedì ai Musei Capitolini.<br />Da un lato la propaganda abortista della maison non sorprende, perché le grandi case di moda sono avvezze a veicolare il pensiero politicamente corretto, ma dall'altro si può dire che Gucci abbia superato un altro limite, guadagnandosi gli elogi delle riviste patinate e delle voci più rappresentative del sistema mediatico. Che vanno in brodo di giuggiole a sentir parlare così il direttore creativo Alessandro Michele: "Le donne vanno rispettate e considerate libere di scegliere quello che vogliono per il proprio corpo. Anche se è la scelta più difficile, quella di interrompere una gravidanza", ha detto lo stilista, sfoggiando la solita retorica su una malintesa "libertà di scelta", che viene usata per togliere la vita a un essere umano innocente. Questo è l'unico dato di fatto, al di là dell'intento politico della campagna che disprezza le "ondate populiste" (per usare le parole di Vogue) che sarebbero rappresentate dalle restrizioni all'aborto recentemente approvate in Alabama e in altri Stati americani.<br />LIBERTÀ D'ESPRESSIONE (E DI UCCIDERE)<br />Michele scade perfino nel grottesco con un'associazione improponibile: "In questa sfilata si parla dell'importanza della libertà d'espressione, e proprio per questo mi pare assurdo che oggi ci sia chi vuole negare questa libertà alle donne, non riconoscendo il loro diritto a disporre del proprio corpo come invece possono fare gli uomini". Difficile dire se sia più raccapricciante o 'creativo' che lo stilista invochi così la libertà d'espressione, dove la sottintesa "espressione" è qui quella di uccidere liberamente il bambino che si porta in pancia. Ma anche questa capriola linguistica è funzionale al capovolgimento della realtà, essendo chiaro che oggi la libertà d'espressione autenticamente minacciata è quella di chi difende la vita fin dal concepimento, come mostrano gli immancabili polveroni mediatici e le censure che seguono ogni campagna a difesa del bambino nel grembo (vedi la sorte dei manifesti di Pro Vita o l'isteria di massa contro i feti di plastica al Congresso mondiale delle Famiglie) e che fanno il paio con i tentativi di restringere ed eliminare l'obiezione di coscienza. Un diritto, quest'ultimo, che non riguarda solo l'ambito medico, bensì interessa nella pratica le professioni più diverse, compresa - si può immaginare - quella di quei semplici lavoratori che avranno dovuto ricamare, anche contro la loro coscienza, i simboli e le scritte pro aborto.<br />TEMATICHE LGBT E LA CULTURA DELL'ABORTO VANNO A BRACCETTO<br />Michele, coinvolto in una relazione gay e attivissimo con la Gucci a diffondere le tematiche Lgbt, con cui la cultura dell'aborto va a braccetto, è anche un nostalgico del paganesimo (come fare un autogol, se pensiamo alla condizione delle donne nelle società pagane) e della "vicinanza" - riassume la laicista Repubblica - delle divinità pagane agli uomini. "I loro dei erano esseri umani con pregi e difetti. Non avevano bisogno di crearsi un essere superiore e onnipotente, com'è accaduto con la Chiesa".<br />Le parole di Michele confermano che alla base di tante menzogne c'è il rifiuto di Cristo, che si è fatto carne scendendo in mezzo agli uomini, manifestando in tutto, dalla nascita alla morte, il Suo amore e la Sua vicinanza - questa sì, reale - a ognuno di noi, intendendo salvarci dal peccato ed elevarci a Lui. Sull'esempio della piena di grazia, Maria Santissima, pienamente libera proprio perché in tutto obbediente e amante della volontà di Dio. Altro che paganesimo.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/18325762</guid><pubDate>Wed, 19 Jun 2019 07:25:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/18325762/gucci_617.mp3" length="4602147" type="audio/mpeg"/><itunes:author>BastaBugie</itunes:author><itunes:subtitle>TESTO DELL'ARTICOLO ➜ http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=5683

GUCCI, LA MODA SI UNIFORMA AL PENSIERO UNICO di Ermes Dovico
Uteri in stile floreale ricamati sugli abiti, slogan femministi importati da Oltreoceano per essere più radical chic...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=5683" rel="noopener">http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=5683</a><br /><br />GUCCI, LA MODA SI UNIFORMA AL PENSIERO UNICO di Ermes Dovico<br />Uteri in stile floreale ricamati sugli abiti, slogan femministi importati da Oltreoceano per essere più radical chic (vedi "my body, my choice", che oggi pare suoni meglio del grido di battaglia delle veterofemministe italiane, "l'utero è mio e me lo gestisco io"), scritte come "22.05.1978" a celebrare la data di promulgazione della 194, cioè la legge attraverso la quale sono stati legalmente soppressi circa 6 milioni di bambini. Sono le trovate dell'ultima campagna di Gucci, associata al lancio della collezione Cruise 2020, presentata martedì ai Musei Capitolini.<br />Da un lato la propaganda abortista della maison non sorprende, perché le grandi case di moda sono avvezze a veicolare il pensiero politicamente corretto, ma dall'altro si può dire che Gucci abbia superato un altro limite, guadagnandosi gli elogi delle riviste patinate e delle voci più rappresentative del sistema mediatico. Che vanno in brodo di giuggiole a sentir parlare così il direttore creativo Alessandro Michele: "Le donne vanno rispettate e considerate libere di scegliere quello che vogliono per il proprio corpo. Anche se è la scelta più difficile, quella di interrompere una gravidanza", ha detto lo stilista, sfoggiando la solita retorica su una malintesa "libertà di scelta", che viene usata per togliere la vita a un essere umano innocente. Questo è l'unico dato di fatto, al di là dell'intento politico della campagna che disprezza le "ondate populiste" (per usare le parole di Vogue) che sarebbero rappresentate dalle restrizioni all'aborto recentemente approvate in Alabama e in altri Stati americani.<br />LIBERTÀ D'ESPRESSIONE (E DI UCCIDERE)<br />Michele scade perfino nel grottesco con un'associazione improponibile: "In questa sfilata si parla dell'importanza della libertà d'espressione, e proprio per questo mi pare assurdo che oggi ci sia chi vuole negare questa libertà alle donne, non riconoscendo il loro diritto a disporre del proprio corpo come invece possono fare gli uomini". Difficile dire se sia più raccapricciante o 'creativo' che lo stilista invochi così la libertà d'espressione, dove la sottintesa "espressione" è qui quella di uccidere liberamente il bambino che si porta in pancia. Ma anche questa capriola linguistica è funzionale al capovolgimento della realtà, essendo chiaro che oggi la libertà d'espressione autenticamente minacciata è quella di chi difende la vita fin dal concepimento, come mostrano gli immancabili polveroni mediatici e le censure che seguono ogni campagna a difesa del bambino nel grembo (vedi la sorte dei manifesti di Pro Vita o l'isteria di massa contro i feti di plastica al Congresso mondiale delle Famiglie) e che fanno il paio con i tentativi di restringere ed eliminare l'obiezione di coscienza. Un diritto, quest'ultimo, che non riguarda solo l'ambito medico, bensì interessa nella pratica le professioni più diverse, compresa - si può immaginare - quella di quei semplici lavoratori che avranno dovuto ricamare, anche contro la loro coscienza, i simboli e le scritte pro aborto.<br />TEMATICHE LGBT E LA CULTURA DELL'ABORTO VANNO A BRACCETTO<br />Michele, coinvolto in una relazione gay e attivissimo con la Gucci a diffondere le tematiche Lgbt, con cui la cultura dell'aborto va a braccetto, è anche un nostalgico del paganesimo (come fare un autogol, se pensiamo alla condizione delle donne nelle società pagane) e della "vicinanza" - riassume la laicista Repubblica - delle divinità pagane agli uomini. "I loro dei erano esseri umani con pregi e difetti. 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Il drappellone del Palio di Siena sarà disegnato da Milo Manara, noto per le immagini erotiche (alcune anche sacrileghe e offensive per la religione cattolica)&#13;
Autore: Gianni Lupi -...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[PALIO DI SIENA: LA MADONNA COSTRETTA A POSARE PER L'OSCENO MANARA<br />Il drappellone del Palio di Siena sarà disegnato da Milo Manara, noto per le immagini erotiche (alcune anche sacrileghe e offensive per la religione cattolica)<br />Autore: Gianni Lupi - Fonte: BastaBugie n.609 del 24 aprile 2019<br />TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=5613" rel="noopener">http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=5613</a>]]></itunes:summary><itunes:duration>313</itunes:duration><itunes:keywords>cencio,fantini,manara,palio,pornografia,siena</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/a76e555183394fb1eab48f9900fab53a.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Dove erano coloro che oggi piangono per Notre Dame quando le femen la profanavano?</title><link>https://www.spreaker.com/episode/dove-erano-coloro-che-oggi-piangono-per-notre-dame-quando-le-femen-la-profanavano--18315465</link><description><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=5622" rel="noopener">http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=5622</a><br /><br />DOVE ERANO COLORO CHE OGGI PIANGONO PER NOTRE DAME QUANDO LE FEMEN LA PROFANAVANO? di Andrea Zambrano<br />Dov'erano tutti i laiconi da brasserie che "#notredame siamo noi" quando la cattedrale parigina veniva assaltata da un gruppo di femen impazzite e urlanti per rivendicare non si sa bene quale diritto? Era il 2013 e in pochi se lo ricordano. Le "sex-estremiste" irruppero dentro il tempio nude il 12 febbraio, all'indomani della storica rinuncia di Benedetto XVI al soglio pontificio. Le immagini documentarono lo sconcerto dei fedeli e le cronache raccontarono poi, due anni dopo, che per quel gesto folle e blasfemo, non vennero neppure condannate. Anzi, vennero risarcite perché i custodi della Cattedrale le cacciarono così a malo modo dal tempio che si "cuccarono" a testa la bellezza di 1500 euro. Di fronte a una profanazione del genere, le cronache non riportano di messe di riparazione pubbliche del vescovo di allora, né si ricordano hashtag melensi e sdolcinati tipo quelli che stiamo vedendo sui social in questi giorni. Ecco, sta forse in questo scarto abnorme tutta la questione che il crollo parziale di Notre Dame solleva per l'uomo di oggi: se ad essere colpito è il tempio-museo, lo scrigno di bellezza, il retaggio di una storia, il simbolo di una non si sa bene quale Francia, allora Notre Dame, val bene una messa. Ma se il punto è difendere il tempio di Dio come luogo del trascendente dove ogni giorno si rinnova mirabilmente per la salvezza dell'uomo il sacrificio perfetto del Golgota, allora Notre Dame è una chiesa e basta.<br /><br />LA CATTEDRALE DI NOTRE DAME È STATA COSTRUITA PER IL CORPO DI CRISTO<br />Insomma, è stucchevole l'incoerenza e l'ignoranza di chi si straccia le vesti per il rogo di quello che considera un simbolo di una religione civile nella quale si culla, museo archeologico del medioevo odiato e di volta in volta simbolo di qualcosa di diverso. Ci sono giornali che hanno dedicato pagine di maestosa irrilevanza al gobbo di Notre Dame e in Italia hanno fatto la gara a intervistare Riccardo Cocciante che ci ha fatto il musical omonimo e il tale che ci ha recitato. Incuranti dei milioni di messe che in 800 anni sono state celebrate per la salvezza di ognuno di loro.<br />A loro ha risposto l'arcivescovo di Parigi Michel Aupetit, che intervistato da Le Figaro ha sancito per tutti un promemoria sul quale, oltre che meditare, bisognerebbe iniziare a costruire: «Bisogna ricordare perché è stata costruita la Cattedrale di Notre Dame. È stata costruita per un pezzo di pane che noi crediamo sia il corpo di Cristo. Questo ha smosso una collettività a costruirla: la fede nel Signore, non per incentivare il turismo». La risposta di Aupetit è la miglior risposta a quanti vorrebbero ricostruire Notre Dame (lodevole, ma insufficiente) perché essa rappresenta una cartolina indispensabile per la skyline della Ville Lumiere. Ma tocca il cuore del problema: in un'Europa che ha dimenticato la centralità della messa, anche le chiese sono finite nel dimenticatoio. Però, dato che la verità si impone con forza plastica, il richiamo all'Eucarestia del vescovo di Parigi ci invita a riflettere tutti su che cosa abbiamo lasciato indietro.<br /><br />IL SACERDOTE EROE DI NOTRE DAME (CHE FU PROTAGONISTA ANCHE AL BATACLAN)<br />È la stessa domanda che si è posto l'eroe del giorno, il cappellano dei Vigili del Fuoco di Parigi don Jean-Marc Fournier (foto a sinistra), lo stesso che entrò dentro il Bataclan per impartire l'estrema unzione ai poveretti in mano agli jihadisti. Che cosa abbiamo lasciato indietro nel fuggi fuggi? "Nostro Signore!". Consapevole del rischio e incurante della paura, la stessa paura che invece lo aveva paralizzato in Afghanistan, don Jean-Marc è entrato dentro armato solo di caschetto e si è diretto verso il tabernacolo dove di lì a poco sarebbe crollato il tetto polverizzando l'altare moderno e lasciando intonso quello precedente la riforma (un altro segno dentro i segni?). In un sol fiato ha messo in sicuro, portandoli all'esterno, la riserva eucaristica del Santissimo Sacramento e la reliquia della corona di spine. Ha - esattamente come il vescovo - fatto sapere a tutti i parigini che senza quel pezzo di pane, mirabilmente diventato angelico, non esisterebbe Notre Dame, ma la stessa vita, storia e speranza dei parigini, sarebbe cieca. Perché un pane spezzato salverà il mondo e se non è per Lui che entriamo in una chiesa, non basteranno i souvenir e i selfie davanti alla facciata a ridare splendore alla chiesa madre di Francia.<br /><br />Nota di BastaBugie: Jean-Marc Fournier, cappellano dei pompieri di Parigi, nell'articolo seguente dal titolo "Sono entrato nell'inferno di Notre-Dame in fiamme e ho salvato la Corona di spine" racconta la sua drammatica esperienza all'interno della cattedrale di Parigi dove ha salvato non solo la reliquia della Corona di spine, ma soprattutto il Santissimo Sacramento, presenza reale della persona di Cristo.<br />Ecco l'articolo completo pubblicato su Tempi il 18 aprile 2019:<br />Sono il cappellano che era in servizio il 15 aprile quando è scoppiato un incendio straordinario alla cattedrale Notre-Dame di Parigi. Mi hanno chiamato, sono arrivato subito e due cose mi sono sembrate essenziali da compiere immediatamente: salvare quel tesoro inestimabile che è la Corona di spine e poi salvare Gesù presente nel Santissimo Sacramento.<br />Entrando nella cattedrale c'era del fumo ma non era ancora rovente. Abbiamo avuto una visione infernale, cioè cascate di fuoco che cadevano dall'alto sia dall'apertura causata dal crollo della volta ma anche da altre.<br />Accompagnato da un mio superiore la difficoltà per noi era quella di trovare la persona che sapeva come aprire lo scrigno dove era preservata la santa reliquia. Mentre cercavamo la persona incaricata, una squadra dei pompieri era già all'opera per preservarla intervenendo sul reliquiario. Quando abbiamo trovato le chiavi, abbiamo preso la reliquia e l'abbiamo tratta in salvo sotto la supervisione della prefettura della polizia.<br />Tutto il mondo può capire che la Corona di spine è una reliquia assolutamente unica e straordinaria. E il Santissimo Sacramento è la presenza del Signore con il suo corpo, la sua anima, la sua divinità e la sua umanità: capite che è delicato vedere qualcuno che si ama perire tra le fiamme. Accompagnando regolarmente i Vigili del fuoco, noi vediamo molto spesso vittime di incendi e conosciamo quali sono gli effetti. Ecco perché volevo preservare a tutti i costi la presenza reale di nostro Signore Gesù Cristo.<br />Intanto la cattedrale stava bruciando, era arrivato sul luogo il presidente della Repubblica con sua moglie e il governo. Abbiamo spiegato loro la situazione. Sono intervenuti prima 400 pompieri, diventati poi 600 per domare un fuoco che si può ben definire l'incendio del secolo. Il comandante della brigata dei pompieri di Parigi, il generale Jean-Claude Gallet, è stato assolutamente straordinario, ha dato degli ordini ottimi su come affrontare l'incendio e ha avuto un'intuizione straordinaria che ha permesso di salvare questo monumento.<br />Nel momento in cui il fuoco ha invaso anche la torre campanaria Nord, e tutti temevamo che sarebbe crollata, io stavo uscendo con il Santissimo Sacramento e ne ho approfittato per fare una benedizione, mentre tutto attorno divampavano fiamme e fuoco e dappertutto dal tetto cadeva materiale incandescente. Nella benedizione ho incoraggiato Gesù ad aiutarci a preservare la sua casa. Per fortuna le manovre ordinate dal generale sono state brillanti e alla fine siamo riusciti a preservare la torre Nord e la torre Sud.<br />In Quaresima a tutti i cristiani che hanno ricevuto le ceneri è stato detto: «Ricordati che sei cenere e cenere ritornerai». Ed ecco, noi abbiamo vissuto una Quaresima "in miniatura": la cenere, la cattedrale, è ritornata alla cenere, non per sparire completamente ma, come è anche per i cristiani, per rinascere più bella e più forte di prima dopo la risurrezione del nostro Signore Gesù Cristo.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/18315465</guid><pubDate>Wed, 24 Apr 2019 08:33:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/18315465/att_femen.mp3" length="10627865" type="audio/mpeg"/><itunes:author>BastaBugie</itunes:author><itunes:subtitle>TESTO DELL'ARTICOLO ➜ http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=5622

DOVE ERANO COLORO CHE OGGI PIANGONO PER NOTRE DAME QUANDO LE FEMEN LA PROFANAVANO? di Andrea Zambrano
Dov'erano tutti i laiconi da brasserie che "#notredame siamo noi" quando la...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=5622" rel="noopener">http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=5622</a><br /><br />DOVE ERANO COLORO CHE OGGI PIANGONO PER NOTRE DAME QUANDO LE FEMEN LA PROFANAVANO? di Andrea Zambrano<br />Dov'erano tutti i laiconi da brasserie che "#notredame siamo noi" quando la cattedrale parigina veniva assaltata da un gruppo di femen impazzite e urlanti per rivendicare non si sa bene quale diritto? Era il 2013 e in pochi se lo ricordano. Le "sex-estremiste" irruppero dentro il tempio nude il 12 febbraio, all'indomani della storica rinuncia di Benedetto XVI al soglio pontificio. Le immagini documentarono lo sconcerto dei fedeli e le cronache raccontarono poi, due anni dopo, che per quel gesto folle e blasfemo, non vennero neppure condannate. Anzi, vennero risarcite perché i custodi della Cattedrale le cacciarono così a malo modo dal tempio che si "cuccarono" a testa la bellezza di 1500 euro. Di fronte a una profanazione del genere, le cronache non riportano di messe di riparazione pubbliche del vescovo di allora, né si ricordano hashtag melensi e sdolcinati tipo quelli che stiamo vedendo sui social in questi giorni. Ecco, sta forse in questo scarto abnorme tutta la questione che il crollo parziale di Notre Dame solleva per l'uomo di oggi: se ad essere colpito è il tempio-museo, lo scrigno di bellezza, il retaggio di una storia, il simbolo di una non si sa bene quale Francia, allora Notre Dame, val bene una messa. Ma se il punto è difendere il tempio di Dio come luogo del trascendente dove ogni giorno si rinnova mirabilmente per la salvezza dell'uomo il sacrificio perfetto del Golgota, allora Notre Dame è una chiesa e basta.<br /><br />LA CATTEDRALE DI NOTRE DAME È STATA COSTRUITA PER IL CORPO DI CRISTO<br />Insomma, è stucchevole l'incoerenza e l'ignoranza di chi si straccia le vesti per il rogo di quello che considera un simbolo di una religione civile nella quale si culla, museo archeologico del medioevo odiato e di volta in volta simbolo di qualcosa di diverso. Ci sono giornali che hanno dedicato pagine di maestosa irrilevanza al gobbo di Notre Dame e in Italia hanno fatto la gara a intervistare Riccardo Cocciante che ci ha fatto il musical omonimo e il tale che ci ha recitato. Incuranti dei milioni di messe che in 800 anni sono state celebrate per la salvezza di ognuno di loro.<br />A loro ha risposto l'arcivescovo di Parigi Michel Aupetit, che intervistato da Le Figaro ha sancito per tutti un promemoria sul quale, oltre che meditare, bisognerebbe iniziare a costruire: «Bisogna ricordare perché è stata costruita la Cattedrale di Notre Dame. È stata costruita per un pezzo di pane che noi crediamo sia il corpo di Cristo. Questo ha smosso una collettività a costruirla: la fede nel Signore, non per incentivare il turismo». La risposta di Aupetit è la miglior risposta a quanti vorrebbero ricostruire Notre Dame (lodevole, ma insufficiente) perché essa rappresenta una cartolina indispensabile per la skyline della Ville Lumiere. Ma tocca il cuore del problema: in un'Europa che ha dimenticato la centralità della messa, anche le chiese sono finite nel dimenticatoio. Però, dato che la verità si impone con forza plastica, il richiamo all'Eucarestia del vescovo di Parigi ci invita a riflettere tutti su che cosa abbiamo lasciato indietro.<br /><br />IL SACERDOTE EROE DI NOTRE DAME (CHE FU PROTAGONISTA ANCHE AL BATACLAN)<br />È la stessa domanda che si è posto l'eroe del giorno, il cappellano dei Vigili del Fuoco di Parigi don Jean-Marc Fournier (foto a sinistra), lo stesso che entrò dentro il Bataclan per impartire l'estrema unzione ai poveretti in mano agli jihadisti. Che cosa abbiamo lasciato indietro nel fuggi fuggi? "Nostro Signore!". Consapevole del rischio e incurante della paura, la stessa paura che invece lo aveva paralizzato in Afghanistan, don Jean-Marc è entrato dentro armato solo di caschetto e si è diretto verso il tabernacolo dove di lì a poco sarebbe...]]></itunes:summary><itunes:duration>665</itunes:duration><itunes:keywords>attualità,chiesa,femen,giornali,notredame,parigi</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/c22c0ffdf54001f4f93610f7850bc50a.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Il rogo di Notre Dame è il simbolo della Francia che ha tentato di estirpare la fede</title><link>https://www.spreaker.com/episode/il-rogo-di-notre-dame-e-il-simbolo-della-francia-che-ha-tentato-di-estirpare-la-fede--18315466</link><description><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=5619" rel="noopener">http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=5619</a><br /><br />IL ROGO DI NOTRE DAME E' IL SIMBOLO DELLA FRANCIA CHE HA TENTATO DI ESTIRPARE LA FEDE di Enrico Maria Romano<br />Secondo il laicissimo presidente francese Emmanuel Macron, con le fiamme a Notre Dame "brucia una parte di noi". Dichiarazione giusta. Ma c'è da temere non assolutamente sincera.<br />Alcuni fatti. La Francia è la nazione dell'Europa occidentale che ospita il maggior numero di persone di religione islamica (e di religione ebraica). La Francia è il paese che, con la rivoluzione francese (1789), ha inaugurato il terrore anti-cristiano in Europa. Il terrore, non fu come il terrorismo suo figlio, qualcosa di criminale ma episodico, improvviso e dal basso. No. Vi fu una volontà genocida, probabilmente per la prima volta nella storia moderna, che risponde ai nomi di Robespierre, Marat, Danton e molti altri.<br /><br />CHI DOVEVA ESSERE STERMINATO IN NOME DEL PROGRESSO?<br />Preti, suore, monaci, aristocratici rappresentanti dell'odiato Ancien Régime, e perfino il popolo (specie in Vandea e Bretagna) nella misura in cui fosse ancora legato alla tradizione ed incompatibile con lo spirito della rivoluzione in atto.<br />In pratica, si voleva organizzare né più né meno che il genocidio del cattolicesimo. Che Voltaire, il più celebre e celebrato tra gli illuministi del Settecento, chiamava senza tanta ipocrisia "l'infâme", cioè l'infame, da tradurre meglio come la carogna.<br />La politica francese, dal 1789 ad oggi, con fasi alterne e contraddittorie, ha avuto la più pesante e la più micidiale attitudine anticattolica che si conosca in uno Stato civile. Perfino gli autocrati Lenin e Stalin, nella loro impresa di ateizzazione forzata delle masse operaie e contadine, si dichiararono sempre come i prosecutori della rivoluzione di Francia.<br />La Francia resta così il modello, l'emblema, il simbolo della lotta alla religione, alla tradizione e al cristianesimo come priorità dello Stato moderno, laico ed emancipato. Tanto democratico nelle intenzioni, quanto totalitario nei mezzi.<br />La religione durante tutto l'Ottocento, malgrado qualche timido passo indietro alla restaurazione, fu bandita dalle scuole, dalle università, dai centri di ricerca, dagli ospedali, dalle caserme, dalla politica, dallo spazio pubblico, proprio in quanto pubblico. I politici di sinistra e di destra, ma in primo luogo quelli di sinistra, iniziarono a considerare la religione e la Chiesa come il nemico numero 1 dello Stato.<br />Quando il ministro Léon Gambetta diceva "Le cléricalisme, voilà l'ennemi" (il clericalismo, ecco il nemico), intendeva il cristianesimo come tale, a partire ovviamente dal clero, visto come la causa diretta dell'ignoranza, del fanatismo e dell'inutile religiosità delle masse.<br /><br />UNA NUOVA ONDATA DI ANTICATTOLICESIMO<br />Nel Novecento la Chiesa di Francia, dopo la separazione assoluta dallo Stato e da ogni ente pubblico ratificata nel 1905, riacquisì terreno, proprio come accadde in Italia sotto il fascismo. Così, dopo la prima guerra mondiale (1914-1918) anche a causa dei numerosi sacerdoti che combatterono in prima linea nelle trincee, si superò l'anticlericalismo più volgare e violento. Però dopo il processo e la condanna del Maresciallo Philippe Pétain (1945), iniziò dapprima con lentezza una nuova ondata di anticattolicesimo.<br />Dagli anni '60, gli anni del Concilio Vaticano II e della rivoluzione studentesca del '68, è risorta la vecchia logica dell'anticristianesimo volterriano come stile di vita da inculcare nel giovane e nel cittadino, per strapparlo, come disse il ministro della pubblica istruzione Vincent Peillon, ai "determinismi storici".<br />Dopo il 2000 l'anticristianesimo, sia su base laicista (dall'alto) che su base islamica (dal basso) è tornato a farla da padrone. Sono centinaia le chiese cattoliche francesi colpite, profanate o demolite ogni anno. E questa violenza è il frutto di una politica storica che ha fatto cultura. Ma è una cultura dell'odio, del rancore e del disprezzo per una storia che inizia con il battesimo di Clodoveo e che si insegna a rinnegare.<br />Che Macron cerchi sempre la frase ad effetto e la parola giusta al momento giusto è comprensibile. Ma il rogo di Notre Dame, casuale o causato, è il simbolo forte di una Francia senza Dio che vorrebbe estirpare ogni traccia di fede dal proprio suolo. Dopo aver stritolato senza pietà la Chiesa di Francia, è naturale e logico che crollino e scompaiano le chiese di Francia.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/18315466</guid><pubDate>Wed, 24 Apr 2019 08:31:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/18315466/att_notre_dame.mp3" length="5761566" type="audio/mpeg"/><itunes:author>BastaBugie</itunes:author><itunes:subtitle>TESTO DELL'ARTICOLO ➜ http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=5619

IL ROGO DI NOTRE DAME E' IL SIMBOLO DELLA FRANCIA CHE HA TENTATO DI ESTIRPARE LA FEDE di Enrico Maria Romano
Secondo il laicissimo presidente francese Emmanuel Macron, con le...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=5619" rel="noopener">http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=5619</a><br /><br />IL ROGO DI NOTRE DAME E' IL SIMBOLO DELLA FRANCIA CHE HA TENTATO DI ESTIRPARE LA FEDE di Enrico Maria Romano<br />Secondo il laicissimo presidente francese Emmanuel Macron, con le fiamme a Notre Dame "brucia una parte di noi". Dichiarazione giusta. Ma c'è da temere non assolutamente sincera.<br />Alcuni fatti. La Francia è la nazione dell'Europa occidentale che ospita il maggior numero di persone di religione islamica (e di religione ebraica). La Francia è il paese che, con la rivoluzione francese (1789), ha inaugurato il terrore anti-cristiano in Europa. Il terrore, non fu come il terrorismo suo figlio, qualcosa di criminale ma episodico, improvviso e dal basso. No. Vi fu una volontà genocida, probabilmente per la prima volta nella storia moderna, che risponde ai nomi di Robespierre, Marat, Danton e molti altri.<br /><br />CHI DOVEVA ESSERE STERMINATO IN NOME DEL PROGRESSO?<br />Preti, suore, monaci, aristocratici rappresentanti dell'odiato Ancien Régime, e perfino il popolo (specie in Vandea e Bretagna) nella misura in cui fosse ancora legato alla tradizione ed incompatibile con lo spirito della rivoluzione in atto.<br />In pratica, si voleva organizzare né più né meno che il genocidio del cattolicesimo. Che Voltaire, il più celebre e celebrato tra gli illuministi del Settecento, chiamava senza tanta ipocrisia "l'infâme", cioè l'infame, da tradurre meglio come la carogna.<br />La politica francese, dal 1789 ad oggi, con fasi alterne e contraddittorie, ha avuto la più pesante e la più micidiale attitudine anticattolica che si conosca in uno Stato civile. Perfino gli autocrati Lenin e Stalin, nella loro impresa di ateizzazione forzata delle masse operaie e contadine, si dichiararono sempre come i prosecutori della rivoluzione di Francia.<br />La Francia resta così il modello, l'emblema, il simbolo della lotta alla religione, alla tradizione e al cristianesimo come priorità dello Stato moderno, laico ed emancipato. Tanto democratico nelle intenzioni, quanto totalitario nei mezzi.<br />La religione durante tutto l'Ottocento, malgrado qualche timido passo indietro alla restaurazione, fu bandita dalle scuole, dalle università, dai centri di ricerca, dagli ospedali, dalle caserme, dalla politica, dallo spazio pubblico, proprio in quanto pubblico. I politici di sinistra e di destra, ma in primo luogo quelli di sinistra, iniziarono a considerare la religione e la Chiesa come il nemico numero 1 dello Stato.<br />Quando il ministro Léon Gambetta diceva "Le cléricalisme, voilà l'ennemi" (il clericalismo, ecco il nemico), intendeva il cristianesimo come tale, a partire ovviamente dal clero, visto come la causa diretta dell'ignoranza, del fanatismo e dell'inutile religiosità delle masse.<br /><br />UNA NUOVA ONDATA DI ANTICATTOLICESIMO<br />Nel Novecento la Chiesa di Francia, dopo la separazione assoluta dallo Stato e da ogni ente pubblico ratificata nel 1905, riacquisì terreno, proprio come accadde in Italia sotto il fascismo. Così, dopo la prima guerra mondiale (1914-1918) anche a causa dei numerosi sacerdoti che combatterono in prima linea nelle trincee, si superò l'anticlericalismo più volgare e violento. Però dopo il processo e la condanna del Maresciallo Philippe Pétain (1945), iniziò dapprima con lentezza una nuova ondata di anticattolicesimo.<br />Dagli anni '60, gli anni del Concilio Vaticano II e della rivoluzione studentesca del '68, è risorta la vecchia logica dell'anticristianesimo volterriano come stile di vita da inculcare nel giovane e nel cittadino, per strapparlo, come disse il ministro della pubblica istruzione Vincent Peillon, ai "determinismi storici".<br />Dopo il 2000 l'anticristianesimo, sia su base laicista (dall'alto) che su base islamica (dal basso) è tornato a farla da padrone. Sono centinaia le chiese cattoliche francesi colpite, profanate o...]]></itunes:summary><itunes:duration>361</itunes:duration><itunes:keywords>arte,fede,francia,notredame,parigi,storia</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/8fb5d2cae562cbca37aa8e14a840b4c5.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Cruciani a Verona: "non sono uno di voi, ma devo ammettere che vogliono togliervi la libertà di parlare"</title><link>https://www.spreaker.com/episode/cruciani-a-verona-non-sono-uno-di-voi-ma-devo-ammettere-che-vogliono-togliervi-la-liberta-di-parlare--52406127</link><description><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜ www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=5606<br /><br />CRUCIANI A VERONA: ''NON SONO UNO DI VOI, MA DEVO AMMETTERE CHE VOGLIONO TOGLIERVI LA LIBERTA' DI PARLARE'' di Raffaella Frullone<br />Al centro dell'appuntamento veronese ci sarebbe dovuta essere la famiglia, ma il fuoco di fila mediatico delle ultime settimane aveva già fatto intuire che non sarebbe stato così: le bugie più fantasiose sono state spacciate per vere, gli organizzatori sono stati insultati e denigrati, e in moltissimi si stanno organizzando da tutta Italia per una grande contromanifestazione contro quello che viene definito «il ritorno al Medio Evo». Non c'era da stupirsi dunque se le decine di giornalisti appostate fuori dalla Gran Guardia fossero sul piede di guerra già dalla prima mattina di ieri: alla ricerca spasmodica della dichiarazione fuori posto, come avvoltoi piombavano sui convegnisti cercando di strappare quelle posizioni così inaccettabili che da sole avrebbero squalificato l'evento, posizioni che sono opinioni, come quella di essere contro l'aborto, contro le cosiddette unioni civili, contro l'utero in affitto, contro il divorzio, ovvero gli intoccabili dogmi del politicamente corretto.<br />COMPARSA A SORPRESA<br />Perché il tema centrale nel primo giorno del congresso a Verona non è stata la famiglia, ma la libertà di espressione, la libertà di poter parlare pubblicamente di famiglia, la libertà di poter affermare che la famiglia è una sola, quella fondata sull'unione tra un uomo e una donna aperta alla vita. Il clima era così surreale che in difesa della libertà in mattinata ha fatto la sua comparsa a sorpresa l'irriverente Giuseppe Cruciani, non certo un custode dell'ortodossia cattolica: «Io non sono uno di voi, non ho una famiglia tradizionale, penso anche che esistano tanti tipi di famiglia; mi sono battuto per anni per cose che voi probabilmente avversate: il matrimonio tra omosessuali, l'aborto, il divorzio, persino per l'utero in affitto, ma mi sento uno di voi oggi perché molti vorrebbero spegnere questo microfono da cui io sto parlando adesso. Abbiamo assistito ad una vera e propria campagna di criminalizzazione di quello che è un convegno, un incontro tra persone che parlano, che esprimono i loro pensieri. Qualcuno ha compilato addirittura una lista degli alberghi di cui siete ospiti per boicottarla, qualcuno ha detto che bisogna fare la lista dei traduttori come fossero criminali. Vedete io mi sono formato in un ambiente radicale, dei Radicali, e mi hanno insegnato una cosa: quando vuoi combattere un'idea la cosa peggiore che puoi fare è proibirla. La conclusione è semplice: ovunque cercheranno di vietare a voi di esprimere le vostre opinioni, io a quel punto sarò uno di voi, pur non condividendo nulla di quello che voi dite o pensate».<br />LA DONNA PUÒ SCEGLIERE DI STARE A CASA PER LA FAMIGLIA<br />Parole a cui hanno fatto eco poco dopo quelle della giornalista Maria Giovanna Maglie che ha ricordato le sue battaglie femministe ma poi ha spiegato: «Che ci sarebbe stata polemica io lo sapevo dall'inizio, ma non immaginavo di sentire attacchi così violenti e bugie così palesi. C'è una grande volontà di espulsione della libertà di espressione. Alcuni di voi sostengono idee ultra tradizionaliste che io personalmente ritengo poco replicabili oggi, ma tra queste non rientra il diritto di una donna di avere figli pur realizzando il proprio sogno di lavoro e anche quella di avere figli e realizzarsi per scelta a casa per la famiglia, non è una bestemmia. Se io penso che l'utero in affitto sia un disgustoso mercimonio - e lo penso - perché devo dirlo a voce bassa o immediatamente faccio parte dei beghini e degli antistorici? Non ci sto»<br />E non ci stanno nemmeno i convegnisti giunti da tutta Italia e da diversi paesi del mondo che esplodono in un applauso fragoroso quando il vescovo della città Giuseppe Zenti afferma che «ogni figlio ha il diritto di nascere da un papà e da una mamma». Come fossero tutti lì semplicemente a testimoniare di voler solo difendere un principio di realtà. Così ha continuato Zenti: «Papà e mamma sono chiamati a prendersi cura del figlio come nessun altro poiché è di loro primariamente che un figlio ha necessità vitale, del loro amore fedele, della loro presenza, di sentirsi qualcuno ai loro occhi, ai fini del senso stesso del suo vivere. Un figlio è sempre un grido esistenziale all'unità del papà e della mamma». Anche se il mondo non vuole sentirselo dire.<br />Nota di BastaBugie: Camillo Langone nell'articolo seguente dal titolo "Se difendere la famiglia è cosa medievale" spiega che il medioevo fu un periodo luminoso e molto diverso da ciò che viene insegnato nelle scuole.<br />Ecco l'articolo completo pubblicato su il Giornale il 4 marzo 2019:<br />Non sanno niente, siamo governati da persone che non sanno niente. A cominciare dalla storia.<br />Così ho pensato, in preda allo sconforto, quando ho letto le parole di Stefano Buffagni, sottosegretario dimaiesco, contro il congresso mondiale delle famiglie che si terrà a fine mese a Verona: «C'è stato un tempo in cui le donne più emancipate e gli omosessuali venivano bruciati sui roghi. Pare che qualcuno abbia nostalgia di quel periodo scuro».<br />Sostenere la maternità e combattere la piaga dell'utero in affitto (questi i temi principali del convegno) sarebbe dunque «nostalgia del Medioevo».<br />Se Buffagni ostacola chi cerca di impedire che ricchi committenti strappino neonati dal seno di madri povere, faccia pure, se la vedrà con l'eventuale coscienza, ma se tocca il Medioevo mi tocca virgolettare il poco diplomatico storico americano Warren Hollister: «Chiunque creda che l'epoca che vide la costruzione della cattedrale di Chartres e l'invenzione del Parlamento e dell'Università fu buia non può che essere mentalmente ritardato o profondamente ignorante». Io non parlerei di ritardo mentale, mi limiterei al concetto di ritardo negli studi.<br />Aprendo qualche libro, anziché i soliti Facebook e Twitter, anche un politico pentastellato potrebbe scoprire che la persecuzione degli omosessuali non è una specialità medievale, tanto meno cristiana: per i sodomiti la Torah ebraica prevedeva la pena di morte mille anni prima di Cristo e identica pena viene tutt'ora applicata in molti Paesi musulmani (sono più comprensivi nella Turchia che un compagno di governo di Buffagni, Paolo Savona, vorrebbe accogliere nell'Unione Europa: ai partecipanti dei Gay Pride la polizia di Istanbul si limita a infliggere proiettili di gomma).<br />Veniamo ai roghi delle streghe: col Medioevo c'entrano ancora meno, essendo esplosi nel Quattrocento ossia in pieno Rinascimento.<br />L'ultimo è stato acceso in Svizzera nel 1782, secolo dei Lumi, su ordine di un tribunale protestante e ci tengo a precisarlo perché molti organizzatori del convegno di Verona sono cattolici e nelle parole del sottosegretario c'è un forte sentore di anticattolicesimo, così come nel titolo del Corriere della Sera che parla di «ultracattolici» (per i giornaloni gli unici cattolici buoni sono i cattolici abortisti e omosessualisti, ossia gli ex cattolici).<br />Se cinque sono le stelle del partito in cui Buffagni milita, cinque è il voto che gli darei all'esame di storia. E solo per mostrarmi più generoso di quanto si mostri generoso lui con i bambini abortiti e i bambini venduti.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/52406127</guid><pubDate>Wed, 03 Apr 2019 20:26:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/52406127/cruciani_a_verona_non_sono_uno_di_voi_ma_devo_ammettere_che_vogliono_togliervi_la_libert_di_parlare.mp3" length="8434042" type="audio/mpeg"/><itunes:author>BastaBugie</itunes:author><itunes:subtitle>TESTO DELL'ARTICOLO ➜ www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=5606

CRUCIANI A VERONA: ''NON SONO UNO DI VOI, MA DEVO AMMETTERE CHE VOGLIONO TOGLIERVI LA LIBERTA' DI PARLARE'' di Raffaella Frullone
Al centro dell'appuntamento veronese ci sarebbe dovuta...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜ www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=5606<br /><br />CRUCIANI A VERONA: ''NON SONO UNO DI VOI, MA DEVO AMMETTERE CHE VOGLIONO TOGLIERVI LA LIBERTA' DI PARLARE'' di Raffaella Frullone<br />Al centro dell'appuntamento veronese ci sarebbe dovuta essere la famiglia, ma il fuoco di fila mediatico delle ultime settimane aveva già fatto intuire che non sarebbe stato così: le bugie più fantasiose sono state spacciate per vere, gli organizzatori sono stati insultati e denigrati, e in moltissimi si stanno organizzando da tutta Italia per una grande contromanifestazione contro quello che viene definito «il ritorno al Medio Evo». Non c'era da stupirsi dunque se le decine di giornalisti appostate fuori dalla Gran Guardia fossero sul piede di guerra già dalla prima mattina di ieri: alla ricerca spasmodica della dichiarazione fuori posto, come avvoltoi piombavano sui convegnisti cercando di strappare quelle posizioni così inaccettabili che da sole avrebbero squalificato l'evento, posizioni che sono opinioni, come quella di essere contro l'aborto, contro le cosiddette unioni civili, contro l'utero in affitto, contro il divorzio, ovvero gli intoccabili dogmi del politicamente corretto.<br />COMPARSA A SORPRESA<br />Perché il tema centrale nel primo giorno del congresso a Verona non è stata la famiglia, ma la libertà di espressione, la libertà di poter parlare pubblicamente di famiglia, la libertà di poter affermare che la famiglia è una sola, quella fondata sull'unione tra un uomo e una donna aperta alla vita. Il clima era così surreale che in difesa della libertà in mattinata ha fatto la sua comparsa a sorpresa l'irriverente Giuseppe Cruciani, non certo un custode dell'ortodossia cattolica: «Io non sono uno di voi, non ho una famiglia tradizionale, penso anche che esistano tanti tipi di famiglia; mi sono battuto per anni per cose che voi probabilmente avversate: il matrimonio tra omosessuali, l'aborto, il divorzio, persino per l'utero in affitto, ma mi sento uno di voi oggi perché molti vorrebbero spegnere questo microfono da cui io sto parlando adesso. Abbiamo assistito ad una vera e propria campagna di criminalizzazione di quello che è un convegno, un incontro tra persone che parlano, che esprimono i loro pensieri. Qualcuno ha compilato addirittura una lista degli alberghi di cui siete ospiti per boicottarla, qualcuno ha detto che bisogna fare la lista dei traduttori come fossero criminali. Vedete io mi sono formato in un ambiente radicale, dei Radicali, e mi hanno insegnato una cosa: quando vuoi combattere un'idea la cosa peggiore che puoi fare è proibirla. La conclusione è semplice: ovunque cercheranno di vietare a voi di esprimere le vostre opinioni, io a quel punto sarò uno di voi, pur non condividendo nulla di quello che voi dite o pensate».<br />LA DONNA PUÒ SCEGLIERE DI STARE A CASA PER LA FAMIGLIA<br />Parole a cui hanno fatto eco poco dopo quelle della giornalista Maria Giovanna Maglie che ha ricordato le sue battaglie femministe ma poi ha spiegato: «Che ci sarebbe stata polemica io lo sapevo dall'inizio, ma non immaginavo di sentire attacchi così violenti e bugie così palesi. C'è una grande volontà di espulsione della libertà di espressione. Alcuni di voi sostengono idee ultra tradizionaliste che io personalmente ritengo poco replicabili oggi, ma tra queste non rientra il diritto di una donna di avere figli pur realizzando il proprio sogno di lavoro e anche quella di avere figli e realizzarsi per scelta a casa per la famiglia, non è una bestemmia. Se io penso che l'utero in affitto sia un disgustoso mercimonio - e lo penso - perché devo dirlo a voce bassa o immediatamente faccio parte dei beghini e degli antistorici? Non ci sto»<br />E non ci stanno nemmeno i convegnisti giunti da tutta Italia e da diversi paesi del mondo che esplodono in un applauso fragoroso quando il vescovo della città Giuseppe Zenti afferma che «ogni figlio ha il diritto di nascere da un papà e da una mamma». Come fossero tutti lì...]]></itunes:summary><itunes:duration>528</itunes:duration><itunes:keywords>aborto,criminalizzazione,cruciani,divorzio,mariagiovannamaglie</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/2536306c909e4138ac0c6d02bd7ccc3e.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Come vaccinare i figli contro le degenerazioni della pur cattolica Halloween</title><link>https://www.spreaker.com/episode/come-vaccinare-i-figli-contro-le-degenerazioni-della-pur-cattolica-halloween--57548262</link><description><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="https://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=4438" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=4438</a><br /><br />COME VACCINARE I FIGLI CONTRO LE DEGENERAZIONI DELLA PUR CATTOLICA HALLOWEEN ( = VIGILIA DI OGNISSANTI) di don Andrea Lonardo<br />Halloween è un antica festa cattolica, come dice con semplicità la sua etimologia: hallows=santi (ricordate il Padre nostro in inglese Hallowed be thy name), een=vigilia (da evening=sera, vigilia), cioè Halloween=sera/vigilia dei Santi.<br />Non c'è dunque nessun bisogno di inventare il neologismo Holyween, perché Halloween significa esattamente questo. Ma chi lo spiega ai bambini e, prima di loro, ai maestri e ai genitori? Halloween è la festa cristiana della vigilia dei Santi, cioè l'inizio della festa dei Santi perché le grandi feste (vedi Natale e Pasqua) iniziano nella notte.<br />I cristiani - grandi maestri della gioia e del festeggiare - inventarono la festa dei santi (e la commemorazione dei morti) per celebrare il fatto che la morte era vinta e che il duro male era ormai sconfitto. Di questo dobbiamo parlare ai bambini, spiegando il nome Halloween. Gli irlandesi cattolici iniziarono a celebrare l'illuminazione della notte, le zucche che mettevano in fuga il male, il cielo che visitava la terra, i dolcetti che i morti portavano ai loro discendenti come segno del loro amore sempre presente e della loro intercessioni per i loro cari presso Dio, la sconfitta del male.<br />La tradizione, peraltro, non è solo nord-europea, ma anche mediterraneo-cattolica, tanto è vero che in tanti paesi della Sicilia e della Sardegna ci sono i "dolci dei morti". Se fosse vero che gli irlandesi cattolici cristianizzarono una precedente festa celtica, si può spiegare ai bambini che questo è il genio del cristianesimo: mentre i pagani, che erano pur sempre credenti, pensavano che i morti potessero venire a visitarli solo un giorno all'anno nella festa di Sanhedrin i cristiani annunciarono loro che essi ci visitavano tutti i giorni grazie alla comunione che esiste in Gesù tra i vivi ed i morti.<br />Solo 30 anni fa, in un periodo molto recente quindi, si impadronirono di questo rito meraviglioso - che ci permette di celebrare la comunione fra il cielo e la terra - gli ambienti irrazionalisti che credono nella magia, il mondo capitalistico che governa la finanza e vuole vendere oggetti e, in qualche rarissimo caso, anche gli ambienti satanisti che, comunque, con la loro fede distorta, ci ricordano che il diavolo esiste e che, a maggior ragione, esiste Dio!<br />Orbene è del significato della festa di Halloween che dobbiamo parlare e non delle cavolate sovrapposte da questi gruppi minoritari. Dobbiamo parlare del fatto che Halloween ci ricorda che la vita eterna esiste, che i morti (compresi nonni e bisnonni defunti) e, soprattutto, i santi ci accompagnano con la loro dolcezza. Dobbiamo parlare pure del fatto che la morte e il diavolo esistono, ma che Cristo li ha sconfitti. Una volta che i bambini hanno parlato dei morti, hanno capito che i morti ci amano e pregano per noi presso Dio, che i santi ci proteggono, che il male esiste, ma che è la prova che la scienza non basta e che, per fortuna, Dio è ben più forte di lui, facciano un po' quello che vogliono, tanto ormai sono vaccinati...<br />Ormai è tardi per scrivere questo post quest'anno, ma ricordatevelo per il prossimo anno (noi lavoriamo per il futuro)... nelle scuole e nella catechesi, l'anno prossimo, una settimana prima di Halloween, lezione su Halloween, sui morti, sui santi, sugli irlandesi, e sulle indebite appropriazioni degli ambienti neo-magici e capitalistici... e poi ognuno faccia ciò che vuole!<br />Concludo, a chi non fosse bastato quanto già detto, un magnifico passaggio ricordato da Giovanna Jacob tratto da Kristin figlia di Lavrans di Sigrid Undset.<br />Contemplando un dipinto che raffigura una santa alle prese con un drago, Kristin dice: «Mi pare che il drago sia molto piccolo (...) non sembra in grado di potere ingoiare la Vergine». E il frate che l'ha dipinto risponde: «E infatti non c'è riuscito. Eppure non era più grande di così. I draghi e tutti gli strumenti del diavolo ci sembrano grandi finché la paura ci possiede, ma se una creatura aspira a Dio con tutta l'anima sua fino a potersi avvicinare alla sua potenza, la forza del diavolo di colpo viene abbattuta, tanto che i suoi strumenti diventano piccoli e impotenti. I draghi e gli spiriti malvagi sprofondano e non sono più grandi di rane, di gatti e di cornacchie».]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/57548262</guid><pubDate>Wed, 02 Nov 2016 22:13:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/57548262/come_vaccinare_i_figli_contro_le_degenerazioni_della_pur_cattolica_halloween.mp3" length="4765613" type="audio/mpeg"/><itunes:author>BastaBugie</itunes:author><itunes:subtitle>TESTO DELL'ARTICOLO ➜ https://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=4438

COME VACCINARE I FIGLI CONTRO LE DEGENERAZIONI DELLA PUR CATTOLICA HALLOWEEN ( = VIGILIA DI OGNISSANTI) di don Andrea Lonardo
Halloween è un antica festa cattolica, come dice con...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="https://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=4438" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=4438</a><br /><br />COME VACCINARE I FIGLI CONTRO LE DEGENERAZIONI DELLA PUR CATTOLICA HALLOWEEN ( = VIGILIA DI OGNISSANTI) di don Andrea Lonardo<br />Halloween è un antica festa cattolica, come dice con semplicità la sua etimologia: hallows=santi (ricordate il Padre nostro in inglese Hallowed be thy name), een=vigilia (da evening=sera, vigilia), cioè Halloween=sera/vigilia dei Santi.<br />Non c'è dunque nessun bisogno di inventare il neologismo Holyween, perché Halloween significa esattamente questo. Ma chi lo spiega ai bambini e, prima di loro, ai maestri e ai genitori? Halloween è la festa cristiana della vigilia dei Santi, cioè l'inizio della festa dei Santi perché le grandi feste (vedi Natale e Pasqua) iniziano nella notte.<br />I cristiani - grandi maestri della gioia e del festeggiare - inventarono la festa dei santi (e la commemorazione dei morti) per celebrare il fatto che la morte era vinta e che il duro male era ormai sconfitto. Di questo dobbiamo parlare ai bambini, spiegando il nome Halloween. Gli irlandesi cattolici iniziarono a celebrare l'illuminazione della notte, le zucche che mettevano in fuga il male, il cielo che visitava la terra, i dolcetti che i morti portavano ai loro discendenti come segno del loro amore sempre presente e della loro intercessioni per i loro cari presso Dio, la sconfitta del male.<br />La tradizione, peraltro, non è solo nord-europea, ma anche mediterraneo-cattolica, tanto è vero che in tanti paesi della Sicilia e della Sardegna ci sono i "dolci dei morti". Se fosse vero che gli irlandesi cattolici cristianizzarono una precedente festa celtica, si può spiegare ai bambini che questo è il genio del cristianesimo: mentre i pagani, che erano pur sempre credenti, pensavano che i morti potessero venire a visitarli solo un giorno all'anno nella festa di Sanhedrin i cristiani annunciarono loro che essi ci visitavano tutti i giorni grazie alla comunione che esiste in Gesù tra i vivi ed i morti.<br />Solo 30 anni fa, in un periodo molto recente quindi, si impadronirono di questo rito meraviglioso - che ci permette di celebrare la comunione fra il cielo e la terra - gli ambienti irrazionalisti che credono nella magia, il mondo capitalistico che governa la finanza e vuole vendere oggetti e, in qualche rarissimo caso, anche gli ambienti satanisti che, comunque, con la loro fede distorta, ci ricordano che il diavolo esiste e che, a maggior ragione, esiste Dio!<br />Orbene è del significato della festa di Halloween che dobbiamo parlare e non delle cavolate sovrapposte da questi gruppi minoritari. Dobbiamo parlare del fatto che Halloween ci ricorda che la vita eterna esiste, che i morti (compresi nonni e bisnonni defunti) e, soprattutto, i santi ci accompagnano con la loro dolcezza. Dobbiamo parlare pure del fatto che la morte e il diavolo esistono, ma che Cristo li ha sconfitti. Una volta che i bambini hanno parlato dei morti, hanno capito che i morti ci amano e pregano per noi presso Dio, che i santi ci proteggono, che il male esiste, ma che è la prova che la scienza non basta e che, per fortuna, Dio è ben più forte di lui, facciano un po' quello che vogliono, tanto ormai sono vaccinati...<br />Ormai è tardi per scrivere questo post quest'anno, ma ricordatevelo per il prossimo anno (noi lavoriamo per il futuro)... nelle scuole e nella catechesi, l'anno prossimo, una settimana prima di Halloween, lezione su Halloween, sui morti, sui santi, sugli irlandesi, e sulle indebite appropriazioni degli ambienti neo-magici e capitalistici... e poi ognuno faccia ciò che vuole!<br />Concludo, a chi non fosse bastato quanto già detto, un magnifico passaggio ricordato da Giovanna Jacob tratto da Kristin figlia di Lavrans di Sigrid Undset.<br />Contemplando un dipinto che raffigura una santa alle prese con un drago, Kristin dice: «Mi pare che il...]]></itunes:summary><itunes:duration>298</itunes:duration><itunes:keywords>defunti,diavolo,halloween,ognissanti,zucche</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/446b61e2c150059395d8c048d20ffb14.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>E' morto a 91 anni il famoso esorcista Padre Amorth</title><link>https://www.spreaker.com/episode/e-morto-a-91-anni-il-famoso-esorcista-padre-amorth--59008853</link><description><![CDATA[VIDEO: Padre Amorth a Rai Uno ➜ <a href="https://www.youtube.com/watch?v=HfFn2-1F9fo" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://www.youtube.com/watch?v=HfFn2-1F9fo</a><br /><br />TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="https://www.bastabugie.it/4386" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://www.bastabugie.it/4386</a><br /><br />E' MORTO A 91 ANNI IL FAMOSO ESORCISTA PADRE AMORTH di Roberto Zanini<br />Una grande folla per l'ultimo saluto a don Gabriele Amorth, l'esorcista morto sabato sera a Roma a 91 anni. I funerali si sono tenuti nella grande chiesa Regina degli Apostoli nel quartiere San Paolo. A celebrare il vescovo ausiliare monsignor Paolo Lojudice e il superiore generale della Società San Paolo (al quale don Amorth apparteneva) don Valdir José De Castro. Con loro un centinaio di sacerdoti, fra i quali numerosi esorcisti col presidente della loro associazione internazionale padre Francesco Bamonte [leggi: UN ESORCISTA RACCONTA di Padre Francesco Bamonte, clicca qui, N.d.BB].<br />Almeno 1500 persone hanno seguito il rito, molte non entrando in chiesa sono rimaste sul sagrato. Almeno un migliaio anche quelle che per l'intera domenica e tutta la mattina di lunedì sono sfilate davanti alla salma esposta nella cripta al di sotto della chiesa, accanto alla sepoltura del beato Giacomo Alberione, fondatore della Società San Paolo.<br />Persone provenienti da tutta Italia e non solo, fra le quali tante quelle che avevano avuto da padre Gabriele conforto e aiuto nella malattia. Molti i partecipanti ai numerosi gruppi di preghiera che padre Gabriele seguiva a Roma. E tanti anche coloro che si univano con lui in preghiera negli esorcismi.<br />Alla fine della celebrazione, nel ricordare Amorth, padre Bamonte ha sottolineato il suo impegno "tenace e appassionato" di sensibilizzazione all'interno e all'esterno della Chiesa in favore delle persone che soffrono nello spirito e hanno bisogno dell'aiuto specifico degli esorcisti. Fu proprio padre Amorth, ha ricordato Bamonte a riunire nel 1991 per la prima volta gli esorcisti italiani e a fondare nel 1994 l'Associazione internazionale degli esorcisti della quale è stato per lungo tempo presidente. Associazione i cui statuti sono stati riconosciuti e approvati ufficialmente il 13 giugno 2014.<br />"Suo unico scopo - ha sottolineato il presidente degli esorcisti - è stato l'evangelizzazione integrale che prevede anche di guarire i malati e cacciare i demoni. Mai ha scritto un libro, ha concesso un'intervista o è apparso in televisione senza avere questo obiettivo in mente" [SATANA, L'AVVERSARIO, clicca qui, N.d.BB].]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/59008853</guid><pubDate>Wed, 21 Sep 2016 21:31:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/59008853/e_morto_a_91_anni_il_famoso_esorcista_padre_amorth.mp3" length="2678744" type="audio/mpeg"/><itunes:author>BastaBugie</itunes:author><itunes:subtitle>VIDEO: Padre Amorth a Rai Uno ➜ https://www.youtube.com/watch?v=HfFn2-1F9fo

TESTO DELL'ARTICOLO ➜ https://www.bastabugie.it/4386

E' MORTO A 91 ANNI IL FAMOSO ESORCISTA PADRE AMORTH di Roberto Zanini
Una grande folla per l'ultimo saluto a don...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[VIDEO: Padre Amorth a Rai Uno ➜ <a href="https://www.youtube.com/watch?v=HfFn2-1F9fo" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://www.youtube.com/watch?v=HfFn2-1F9fo</a><br /><br />TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="https://www.bastabugie.it/4386" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://www.bastabugie.it/4386</a><br /><br />E' MORTO A 91 ANNI IL FAMOSO ESORCISTA PADRE AMORTH di Roberto Zanini<br />Una grande folla per l'ultimo saluto a don Gabriele Amorth, l'esorcista morto sabato sera a Roma a 91 anni. I funerali si sono tenuti nella grande chiesa Regina degli Apostoli nel quartiere San Paolo. A celebrare il vescovo ausiliare monsignor Paolo Lojudice e il superiore generale della Società San Paolo (al quale don Amorth apparteneva) don Valdir José De Castro. Con loro un centinaio di sacerdoti, fra i quali numerosi esorcisti col presidente della loro associazione internazionale padre Francesco Bamonte [leggi: UN ESORCISTA RACCONTA di Padre Francesco Bamonte, clicca qui, N.d.BB].<br />Almeno 1500 persone hanno seguito il rito, molte non entrando in chiesa sono rimaste sul sagrato. Almeno un migliaio anche quelle che per l'intera domenica e tutta la mattina di lunedì sono sfilate davanti alla salma esposta nella cripta al di sotto della chiesa, accanto alla sepoltura del beato Giacomo Alberione, fondatore della Società San Paolo.<br />Persone provenienti da tutta Italia e non solo, fra le quali tante quelle che avevano avuto da padre Gabriele conforto e aiuto nella malattia. Molti i partecipanti ai numerosi gruppi di preghiera che padre Gabriele seguiva a Roma. E tanti anche coloro che si univano con lui in preghiera negli esorcismi.<br />Alla fine della celebrazione, nel ricordare Amorth, padre Bamonte ha sottolineato il suo impegno "tenace e appassionato" di sensibilizzazione all'interno e all'esterno della Chiesa in favore delle persone che soffrono nello spirito e hanno bisogno dell'aiuto specifico degli esorcisti. Fu proprio padre Amorth, ha ricordato Bamonte a riunire nel 1991 per la prima volta gli esorcisti italiani e a fondare nel 1994 l'Associazione internazionale degli esorcisti della quale è stato per lungo tempo presidente. Associazione i cui statuti sono stati riconosciuti e approvati ufficialmente il 13 giugno 2014.<br />"Suo unico scopo - ha sottolineato il presidente degli esorcisti - è stato l'evangelizzazione integrale che prevede anche di guarire i malati e cacciare i demoni. 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Il progetto europeista, lanciato con il Trattato di Maastricht del 1992, aveva in sé stesso i germi della sua auto-dissoluzione. Era del tutto illusorio pretendere di realizzare un'unione economica e monetaria prima di un'unione politica.<br /><br />LA CARTA DEI DIRITTI FONDAMENTALI<br />O, peggio ancora, immaginare di servirsi dell'integrazione monetaria per attuare l'unificazione politica. Ma altrettanto e ancor più illusorio era il progetto di pervenire ad un'unità politica, estirpando quelle radici spirituali che vincolano gli uomini a un comune destino. La Carta dei diritti fondamentali dell'Unione Europea approvata dal Consiglio Europeo a Nizza nel dicembre 2000, non solo espunge ogni riferimento alle radici religiose dell'Europa, ma ha in sé una viscerale negazione dell'ordine naturale cristiano.<br />Il suo articolo 21, introducendo il divieto di qualsiasi discriminazione relativa alle "tendenze sessuali", contiene, in nuce, la legalizzazione del reato di omofobia e dello pseudo matrimonio omosessuale. Il progetto di "Costituzione", al quale lavorò una Convenzione sul futuro dell'Europa tra il 2002 e il 2003, fu bocciato da due referendum popolari, in Francia, il 29 maggio 2005 e in Olanda, il 1 giugno dello stesso anno, ma gli eurocrati non si arresero.<br />Dopo due anni di "riflessione", il 13 dicembre 2007, fu approvato dai capi di Stato e di Governo dell'UE il Trattato di Lisbona che avrebbe dovuto essere ratificato esclusivamente per via parlamentare. L'unico paese chiamato ad esprimersi per via di referendum, l'Irlanda, bocciò il Trattato il 13 giugno 2008, ma essendo necessaria l'unanimità degli Stati firmatari, fu imposto agli irlandesi un nuovo referendum, che grazie alle fortissime pressioni economiche e mediatiche, diede finalmente esito positivo.<br />Nella sua breve vita, l'Unione Europea, incapace di definire una politica estera e di sicurezza comune, si è trasformata in una tribuna ideologica, che sforna risoluzioni e direttive per spingere i Governi nazionali a liberarsi dei valori familiari e tradizionali. All'interno dell'UE, la Gran Bretagna, ha premuto il freno, per rallentare il disegno franco-tedesco di un "superStato europeo", ma ha invece premuto l'acceleratore per diffondere su scala europea, le proprie "conquiste civili", dall'aborto all'eutanasia, dalle adozioni omosessuali alle manipolazioni genetiche.<br /><br />UBRIACATURA MULTICULTURALE<br />A questa deriva morale si è accompagnata in Inghilterra una ubriacatura multiculturale, culminata, nel maggio 2016, nell'elezione del primo sindaco musulmano di Londra, Sadiq Khan. Ma già nel 2009, l'allora sindaco conservatore, Boris Johnson, invitava tutti i londinesi a partecipare, almeno per un giorno, al digiuno del ramadan per poi recarsi al tramonto in una moschea.<br />Più recentemente il premier David Cameron, polemizzando contro il candidato alla presidenza americano Donald Trump, si è definito «proud of representing a country which is one of the most successful multi-racial, multi-faith, multi-ethnic countries in the world» (Huffpost Politics, 15 maggio 2016). La Brexit rappresenta certamente un sussulto di orgoglio da parte di un popolo che ha una lunga storia e una tradizione antica.<br />Ma l'identità e la libertà di un popolo si fondano sul rispetto della legge divina e naturale e nessun gesto politico può restituire la libertà che un Paese perde a causa della propria decadenza morale. Il no all'Unione Europea è stato la protesta contro l'arroganza di un'oligarchia che pretende di decidere, senza il popolo e contro il popolo, quali sono gli interessi del popolo. Ma i poteri forti che impongono le regole burocratiche di Bruxelles sono gli stessi che disfanno le regole morali dell'Occidente.<br />Chi accetta la dittatura LGTB perde il diritto di rivendicare il proprio Independance Day, perché ha già rinunciato alla propria identità. Chi rinuncia a difendere i confini morali di una nazione, perde il diritto a difendere le sue frontiere, perché ha già accettato la concezione "liquida" della società globale. Sotto quest'aspetto, l'itinerario di auto-dissoluzione della Gran Bretagna, segue una dinamica che laBrexit non può arrestare e di cui anzi può costituire un'ulteriore tappa.<br />La Scozia già minaccia un nuovo referendum per uscire dal Regno Unito, seguita dall'Irlanda del Nord. Inoltre quando la Regina, che ha 90 anni, lascerà il trono, non è escluso che alcuni paesi del Commonwealth dichiareranno l'indipendenza. Qualcuno ha detto che la Regina Elisabetta è stata incoronata imperatrice del British Empire e morirà forse a capo di una Little England. Ma questo itinerario di disunione politica ha come esito finale la repubblicanizzazione dell'Inghilterra.<br />Nel 2017 ricorre il terzo centenario della fondazione della Gran Loggia di Londra, madre della Massoneria moderna. Ma la Massoneria, che nel XVIII e nel XIX secolo secolo si servì dell'Inghilterra protestante e deista per diffondere nel mondo il suo programma rivoluzionario, oggi sembra decisa ad affossare la Monarchia inglese, in cui vede uno degli ultimi simboli ancora sopravviventi dell'ordine medioevale.<br /><br />CHI SALVERA' L'OCCIDENTE?<br />Dopo la Brexit, scenari di disintegrazione si possono aprire in Grecia in seguito all'esplosione della crisi economica e sociale; in Francia, le cui periferie urbane sono minacciate da una guerra civile jihadista; in Italia, per le conseguenze di un'inarrestabile invasione migratoria; in Europa orientale, dove Putin è pronto ad approfittare della debolezza delle istituzioni europee per assumere il controllo del territorio orientale dell'Ucraina ed esercitare la sua pressione militare sugli Stati baltici.<br />Il generale britannico Alexander Richard Shirreff, già vice comandante della Nato dal 2011 al 2014, ha previsto, sotto forma di romanzo (2017 War with Russia. An Urgent Warning From Senior Military Command, Coronet, London 2016), l'esplosione di una guerra nucleare tra Russia e Occidente, nel maggio 2017, una data che ai cattolici ricorda qualcosa.<br />Come dimenticare, nel primo centenario di Fatima, le parole della Madonna, secondo cui molte nazioni saranno annientate e la Russia sarà lo strumento di cui Dio si servirà per punire l'umanità impenitente? Di fronte a queste prospettive gli stessi partiti conservatori europei sono divisi.<br />Se Marine Le Pen in Francia, Geert Wilders in Olanda e Matteo Salvini in Italia, chiedono l'uscita dei loro Paesi dall'Unione Europea e confidano in Putin, ben diverse sono le posizioni del premier ungherese Viktor Orban e del leader polacco Jaroslaw Kaczynski, che nell'Unione Europea e nella Nato vedono una barriera contro l'espansionismo russo. Nel 1917, apparve Il tramonto dell'Occidente (Der Untergang des Abendlandes) di Oswald Spengler (1880-1936). Cento anni dopo, la profezia dello scrittore tedesco sembra avviarsi a compimento.<br />"Occidente", prima di essere uno spazio geografico, è il nome di una civiltà. Questa civiltà è la Civiltà cristiana, erede della cultura classica greco-romana che dall'Europa si è estesa alle Americhe e alle propaggini lontane dell'Asia e dell'Africa. Essa ebbe il suo battesimo la notte del sogno di san Paolo, quando Dio diede l'ordine all'apostolo di voltare le spalle all'Asia per «passare in Macedonia», ad annunciare la buona novella (Atti, XVI, 6-10).<br />Roma fu il luogo del martirio dei santi Pietro e Paolo e il centro della civiltà che nasceva. Spengler, convinto dell'inesorabile declino dell'Occidente, ricorda una frase di Seneca: Ducunt volentem fata, nolentem trahunt («Il destino guida chi vuole lasciarsi guidare e trascina chi non vuole»). Ma alla visione relativista e determinista di Spengler noi opponiamo quella di sant'Agostino che, mentre i barbari assediavano Ippona, annunciava la vittoria della Città di Dio nella storia, sempre guidata dalla Divina Provvidenza. L'uomo è artefice del proprio destino e con l'aiuto di Dio il tramonto di una civiltà può trasformarsi nell'alba di una resurrezione. Le nazioni sono mortali, ma Dio non muore e la Chiesa non tramonta.<br /><br /><b>Nota di BastaBugie</b>: Robi Ronza nell'articolo dal titolo "É un'Europa da rifondare" nota con sagacia che il Popolo viene considerato sovrano dai media solo se vota come piace a lorsignori.<br />Ecco l'inizio dell'articolo pubblicato sul sito La Nuova Bussola Quotidiana il 25-06-2016:<br /><i>Poi si tratta di andare a vedere che prezzo cercheranno di farci pagare le élites che erano sin qui riuscite con successo a costruirsi la loro Europa pretendendo che fosse anche la nostra. La prima cosa da dire però è che l'esito del referendum britannico pro o contro l'Unione Europea è un atto di grande libertà; e apre a grandi speranze. L'altro ieri in Gran Bretagna gli elettori hanno votato innanzitutto contro un ordine costituito politico e mediatico che voleva votassero diversamente; e che aveva per questo fatto letteralmente di tutto.<br />Parlando alla Rai in un'ascoltatissima trasmissione del mattino, l'ex-presidente della Repubblica Giorgio Napolitano si è permesso ieri di definire "incauto" il premier britannico Cameron per aver sottoposto a referendum popolare la questione della permanenza o meno del suo Paese nell'Ue. Da questioni di questa importanza, secondo Napolitano, è meglio che il popolo venga lasciato fuori. Dando prova di una no</i>]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/72553579</guid><pubDate>Wed, 06 Jul 2016 19:07:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/72553579/la_brexit_fa_crollare_un_mito.mp3" length="12461079" type="audio/mpeg"/><itunes:author>BastaBugie</itunes:author><itunes:subtitle>TESTO DELL'ARTICOLO ➜ https://www.bastabugie.it/4289

LA BREXIT FA CROLLARE IL MITO DI UN'EUROPA MULTICULTURALE SENZA FRONTIERE
di Roberto de Mattei
 
Il referendum inglese del 23 giugno (Brexit) sancisce il crollo definitivo di un mito: il sogno di...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="https://www.bastabugie.it/4289" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://www.bastabugie.it/4289</a><br /><br />LA BREXIT FA CROLLARE IL MITO DI UN'EUROPA MULTICULTURALE SENZA FRONTIERE<br />di Roberto de Mattei<br /> <br />Il referendum inglese del 23 giugno (Brexit) sancisce il crollo definitivo di un mito: il sogno di una "Europa senza frontiere", costruita sulle rovine degli Stati nazionali. Il progetto europeista, lanciato con il Trattato di Maastricht del 1992, aveva in sé stesso i germi della sua auto-dissoluzione. Era del tutto illusorio pretendere di realizzare un'unione economica e monetaria prima di un'unione politica.<br /><br />LA CARTA DEI DIRITTI FONDAMENTALI<br />O, peggio ancora, immaginare di servirsi dell'integrazione monetaria per attuare l'unificazione politica. Ma altrettanto e ancor più illusorio era il progetto di pervenire ad un'unità politica, estirpando quelle radici spirituali che vincolano gli uomini a un comune destino. La Carta dei diritti fondamentali dell'Unione Europea approvata dal Consiglio Europeo a Nizza nel dicembre 2000, non solo espunge ogni riferimento alle radici religiose dell'Europa, ma ha in sé una viscerale negazione dell'ordine naturale cristiano.<br />Il suo articolo 21, introducendo il divieto di qualsiasi discriminazione relativa alle "tendenze sessuali", contiene, in nuce, la legalizzazione del reato di omofobia e dello pseudo matrimonio omosessuale. Il progetto di "Costituzione", al quale lavorò una Convenzione sul futuro dell'Europa tra il 2002 e il 2003, fu bocciato da due referendum popolari, in Francia, il 29 maggio 2005 e in Olanda, il 1 giugno dello stesso anno, ma gli eurocrati non si arresero.<br />Dopo due anni di "riflessione", il 13 dicembre 2007, fu approvato dai capi di Stato e di Governo dell'UE il Trattato di Lisbona che avrebbe dovuto essere ratificato esclusivamente per via parlamentare. L'unico paese chiamato ad esprimersi per via di referendum, l'Irlanda, bocciò il Trattato il 13 giugno 2008, ma essendo necessaria l'unanimità degli Stati firmatari, fu imposto agli irlandesi un nuovo referendum, che grazie alle fortissime pressioni economiche e mediatiche, diede finalmente esito positivo.<br />Nella sua breve vita, l'Unione Europea, incapace di definire una politica estera e di sicurezza comune, si è trasformata in una tribuna ideologica, che sforna risoluzioni e direttive per spingere i Governi nazionali a liberarsi dei valori familiari e tradizionali. All'interno dell'UE, la Gran Bretagna, ha premuto il freno, per rallentare il disegno franco-tedesco di un "superStato europeo", ma ha invece premuto l'acceleratore per diffondere su scala europea, le proprie "conquiste civili", dall'aborto all'eutanasia, dalle adozioni omosessuali alle manipolazioni genetiche.<br /><br />UBRIACATURA MULTICULTURALE<br />A questa deriva morale si è accompagnata in Inghilterra una ubriacatura multiculturale, culminata, nel maggio 2016, nell'elezione del primo sindaco musulmano di Londra, Sadiq Khan. Ma già nel 2009, l'allora sindaco conservatore, Boris Johnson, invitava tutti i londinesi a partecipare, almeno per un giorno, al digiuno del ramadan per poi recarsi al tramonto in una moschea.<br />Più recentemente il premier David Cameron, polemizzando contro il candidato alla presidenza americano Donald Trump, si è definito «proud of representing a country which is one of the most successful multi-racial, multi-faith, multi-ethnic countries in the world» (Huffpost Politics, 15 maggio 2016). La Brexit rappresenta certamente un sussulto di orgoglio da parte di un popolo che ha una lunga storia e una tradizione antica.<br />Ma l'identità e la libertà di un popolo si fondano sul rispetto della legge divina e naturale e nessun gesto politico può restituire la libertà che un Paese perde a causa della propria decadenza morale. Il no all'Unione Europea è stato la protesta contro l'arroganza di un'oligarchia che pretende di decidere, senza il...]]></itunes:summary><itunes:duration>779</itunes:duration><itunes:keywords>brexit,costituzione,europaunita,frontiere,illusione,referendum</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/257f001e89769a8a6bf7513e59183463.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Belgio: i quartieri-califfato nel cuore dell Europa</title><link>https://www.spreaker.com/episode/belgio-i-quartieri-califfato-nel-cuore-dell-europa--70580671</link><description><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="https://www.bastabugie.it/4160" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://www.bastabugie.it/4160</a><br /><br />BELGIO: I QUARTIERI-CALIFFATO NEL CUORE DELL'EUROPA<br />di Gianandrea Gaiani<br /> <br />La cattura di Salah Abdeslam consente alla polizia belga e francese di tirare un sospiro di sollievo e di esaltare il "punto" messo a segno dopo una caccia all'uomo durata oltre 4 mesi. La polizia belga segna un successo dopo le numerose figuracce rimediate e a Parigi si dichiara addirittura che la cattura di uno degli uomini chiave della strage di Parigi del 13 novembre rappresenta un durissimo colpo per lo Stato Islamico.<br />CREDERE ALLE FAVOLE?<br />Forse è bello crederci e per noi tutti sarebbe bello se fosse così, ma purtroppo le cose stanno molto diversamente come è del resto facile da intuire. Salah è uno dei tanti balordi cresciuti nelle periferie dei grandi centri urbani europei, un teppistello che fumava, beveva e si dedicava col fratello a piccoli reati. E' stato arruolato dai jihadisti in carcere dove ha iniziato il suo percorso per diventare un terrorista. Purtroppo ad arruolare altre centinaia o migliaia di Salah ci vuole ben poco, anzi forse ci sono già molti altri ragazzi del genere in Europa pronti a uccidere e a morire: lo vedremo presto. Inutile e anche troppo comodo prendersela con i servizi di sicurezza, con le inefficienze della polizia o con la mancata integrazione dei servizi d'intelligence, come vorrebbero governi e forze politiche per distogliere lo sguardo dell'opinione pubblica dalle loro colpe per quello che sta succedendo in Europa.<br />Premier, ministri e governi di ogni colore politico che hanno guidato l'Europa negli ultimi 20 anni si sono macchiati di colpe gravissime per la sicurezza di noi tutti. Hanno tollerato o addirittura incoraggiato un'immigrazione dai Paesi musulmani quasi sempre parassitaria, che brucia welfare producendo poca ricchezza e che ostenta un complesso di superiorità dovuto all'appartenenza alla fede islamica tale da compromettere ogni tentativo di seria integrazione. I nostri politici hanno tollerato in nome di principi multiculturali tanto idioti quanto aleatori che nelle nostre città si creassero zone franche, terre di nessuno divenute aree extraterritoriali dove si sono insediati saldamente gli estremisti islamici.<br />I RISULTATI SONO SOTTO GLI OCCHI DI TUTTI<br />A Bruxelles, Londra, Rotterdam, Torino, Parigi, Malmoe, Marsiglia, e in tantissime altre città europee ci sono veri e propri "califfati" o "emirati" dove la polizia non entra perché gli abitanti islamici del quartiere non la vogliono e perché le autorità cittadine ordinano agli agenti di tenersi alla larga. Quartieri dove ogni traffico illecito è reso più facile dall'assenza di controlli, dal vuoto dell'autorità nazionale soppiantata da quella locale, fatta di criminali, jihadisti e imam salafiti che predicano l'odio e indottrinano all'estremismo future generazioni di terroristi.<br />I Paesi europei combattono il terrorismo ma finché non faranno la guerra all'estremismo il cancro islamista continuerà ad estendersi e a proliferare. Nei giorni scorsi sono balzati all'onore delle cronache alcuni imam salafiti che in Belgio propugnano il rogo per gli omosessuali e in Germania giustificano stupri e molestie alle donne europee colpevoli di girare per strada "seminude e profumate". In Danimarca addirittura il governo negozia con gli imam salafiti che applicano le decapitazioni degli ostaggi effettuate dallo Stato Islamico. Non sorprendono certo le opinioni dei salafiti, in fondo si tratta della stessa ideologia di al-Qaeda, indigna però che i nostri governanti abbiano consentito e consentano anche oggi a predicatori di tale ideologia di gestire moschee nelle nostre città dove si predicano tali ideali. Tanto varrebbe consentire di riaprire le sedi delle SS. Il problema, prima ancora di sicurezza, è di valori. Non dovrebbe esserci posto in Europa per chi non si riconosce nella Dichiarazione Universale dei diritti dell'Uomo promulgata dall'Onu nel 1947 e mai firmata (guarda caso) da nessun Paese islamico perché ritenuta contraria ai principi della sharia.<br />Infatti è proprio così, basti pensare che la dichiarazione recita nel suo primo articolo che "ogni essere umano nasce libero"... termini inaccettabili dall'Islam. Ci sono stati anche in Italia (dove secondo uno studio di Michele Groppi ci sono oltre cento moschee più o meno legali in mano a predicatori estremisti) numerosi casi di segnalazioni effettuate dai servizi di sicurezza circa le attività di imam e altri personaggi legati all'Islam radicale. Segnalazioni che sono state puntualmente ignorate dalle autorità per evitare problemi con le comunità islamiche.<br />INTERI QUARTIERI OFF-LIMITS PER LA POLIZIA<br />A forza di evitare problemi oggi abbiamo interi quartieri off-limits per la polizia dove si commerciano kalashnikov contrabbandati dai Balcani come fossero noccioline, dove se passeggi bevendo una birra ti si affianca qualche censore barbuto per dirti che da quelle parti vige la sharia e bere è proibito. Cose che accadono Londra e a Rotterdam, non a Riad o Gedda. Oggi in ognuno dei principali Paesi europei sono presenti centinaia di foreign fighters potenziali e terroristi e decine di migliaia di estremisti: quale servizio di sicurezza potrebbe controllarli tutti per 24 ore al giorno?<br />Politici miopi, o ubriacati dal devastante cocktail culturale che miscela tardo sessantottismo a terzomondismo, pur di evitare la responsabilità di affrontare i problemi determinati dalle comunità islamiche hanno finito per creare le basi perché il prossimo Califfato venga proclamato in Europa. Inutile stupirsi oggi se Salah Abdeslam e chissà quanti altri come lui possono nascondersi tranquillamente per mesi nei quartieri islamici, ghetti e al tempo stesso roccaforti, protetti dall'omertà di una comunità che per paura o condivisione di ideali li difende.<br />Non si può spiegare diversamente come Salah sia potuto sfuggire per così tanto tempo alla caccia all'uomo scatenata dalle polizie belga e francese che infatti fino a qualche settimana or sono erano convinti che il terrorista fosse riparato nei Balcani o in Siria.<br />Il vero dramma però non è rappresentato tanto dalla conferma che la minaccia jihadista non è solo in Siria e Libia ma anche nelle nostre strade, quanto dalla constatazione che i governi europei continuano a calare le braghe davanti a un islamismo fin troppo scopertamente finanziato da monarchie sunnite del Golfo a cui i governanti europei sembrano aver venduto l'anima e davanti a un'immigrazione illegale fuori controllo e per la quasi totalità islamica. Meglio però essere consapevoli che applicando questa politica suicida si moltiplicano i Salah e si gettano le basi per trasformare intere città europee in campi di battaglia.<br />]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/70580671</guid><pubDate>Wed, 23 Mar 2016 22:37:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/70580671/belgio_i_quartieri_califfato_nel_cuore_dell_europa.mp3" length="8467061" type="audio/mpeg"/><itunes:author>BastaBugie</itunes:author><itunes:subtitle>TESTO DELL'ARTICOLO ➜ https://www.bastabugie.it/4160

BELGIO: I QUARTIERI-CALIFFATO NEL CUORE DELL'EUROPA
di Gianandrea Gaiani
 
La cattura di Salah Abdeslam consente alla polizia belga e francese di tirare un sospiro di sollievo e di esaltare il...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="https://www.bastabugie.it/4160" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://www.bastabugie.it/4160</a><br /><br />BELGIO: I QUARTIERI-CALIFFATO NEL CUORE DELL'EUROPA<br />di Gianandrea Gaiani<br /> <br />La cattura di Salah Abdeslam consente alla polizia belga e francese di tirare un sospiro di sollievo e di esaltare il "punto" messo a segno dopo una caccia all'uomo durata oltre 4 mesi. La polizia belga segna un successo dopo le numerose figuracce rimediate e a Parigi si dichiara addirittura che la cattura di uno degli uomini chiave della strage di Parigi del 13 novembre rappresenta un durissimo colpo per lo Stato Islamico.<br />CREDERE ALLE FAVOLE?<br />Forse è bello crederci e per noi tutti sarebbe bello se fosse così, ma purtroppo le cose stanno molto diversamente come è del resto facile da intuire. Salah è uno dei tanti balordi cresciuti nelle periferie dei grandi centri urbani europei, un teppistello che fumava, beveva e si dedicava col fratello a piccoli reati. E' stato arruolato dai jihadisti in carcere dove ha iniziato il suo percorso per diventare un terrorista. Purtroppo ad arruolare altre centinaia o migliaia di Salah ci vuole ben poco, anzi forse ci sono già molti altri ragazzi del genere in Europa pronti a uccidere e a morire: lo vedremo presto. Inutile e anche troppo comodo prendersela con i servizi di sicurezza, con le inefficienze della polizia o con la mancata integrazione dei servizi d'intelligence, come vorrebbero governi e forze politiche per distogliere lo sguardo dell'opinione pubblica dalle loro colpe per quello che sta succedendo in Europa.<br />Premier, ministri e governi di ogni colore politico che hanno guidato l'Europa negli ultimi 20 anni si sono macchiati di colpe gravissime per la sicurezza di noi tutti. Hanno tollerato o addirittura incoraggiato un'immigrazione dai Paesi musulmani quasi sempre parassitaria, che brucia welfare producendo poca ricchezza e che ostenta un complesso di superiorità dovuto all'appartenenza alla fede islamica tale da compromettere ogni tentativo di seria integrazione. I nostri politici hanno tollerato in nome di principi multiculturali tanto idioti quanto aleatori che nelle nostre città si creassero zone franche, terre di nessuno divenute aree extraterritoriali dove si sono insediati saldamente gli estremisti islamici.<br />I RISULTATI SONO SOTTO GLI OCCHI DI TUTTI<br />A Bruxelles, Londra, Rotterdam, Torino, Parigi, Malmoe, Marsiglia, e in tantissime altre città europee ci sono veri e propri "califfati" o "emirati" dove la polizia non entra perché gli abitanti islamici del quartiere non la vogliono e perché le autorità cittadine ordinano agli agenti di tenersi alla larga. Quartieri dove ogni traffico illecito è reso più facile dall'assenza di controlli, dal vuoto dell'autorità nazionale soppiantata da quella locale, fatta di criminali, jihadisti e imam salafiti che predicano l'odio e indottrinano all'estremismo future generazioni di terroristi.<br />I Paesi europei combattono il terrorismo ma finché non faranno la guerra all'estremismo il cancro islamista continuerà ad estendersi e a proliferare. Nei giorni scorsi sono balzati all'onore delle cronache alcuni imam salafiti che in Belgio propugnano il rogo per gli omosessuali e in Germania giustificano stupri e molestie alle donne europee colpevoli di girare per strada "seminude e profumate". In Danimarca addirittura il governo negozia con gli imam salafiti che applicano le decapitazioni degli ostaggi effettuate dallo Stato Islamico. Non sorprendono certo le opinioni dei salafiti, in fondo si tratta della stessa ideologia di al-Qaeda, indigna però che i nostri governanti abbiano consentito e consentano anche oggi a predicatori di tale ideologia di gestire moschee nelle nostre città dove si predicano tali ideali. Tanto varrebbe consentire di riaprire le sedi delle SS. Il problema, prima ancora di sicurezza, è di valori. 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Lo faccia il PD del magnifico Renzi un raduno al circo massimo di queste proporzioni senza pagare i pullman, lo facciano le associazioni LGBT senza concerti gratis delle stars del gay system, lo faccia la Camusso senza pagare il primo e il secondo.<br /><br />NUMERO DUE: CRISTIANI ATTIVI, SENZA BISOGNO DI ATTENDERE LA GERARCHIA<br />Volevano i cattolici adulti? E cattolici adulti hanno avuto. Ormai il popolo cattolico non ha più bisogno di attendere che sia la gerarchia ecclesiastica ad attivarsi. Questa è la grande differenza tra il Family Day 2007 e i due Family Day 2015 e 2016. Si tratta di un dato che terrorizza le gerarchie più attente all'otto per mille che al Vangelo. Hanno provato a soffocare a giugno e non ci sono riusciti, allora in questa occasione hanno provato ad annacquare e hanno nuovamente fallito.<br /><br />NUMERO TRE: LINGUAGGIO CHIARO COME VUOLE GESÙ (SÌ SÌ, NO NO)<br />Viva i "No". Il riflesso pavloviano dei vescovi inciucioni comanda loro un linguaggio ovattato, loro sono "per", mai "contro". Sono per la vita, non sono contro l'aborto, dunque vogliono foto di bambini, ma guai alle foto dei feti abortiti. Sono per la famiglia, non sono contro lo pseudo-matrimonio gay. Sono sempre per le scelte condivise ed aborrono gli strappi. La prima pagina di Avvenire del dopo Family Day è in questo senso un archetipo. Il versetto 37 al capitolo 5 di Matteo lo hanno sbianchettato nell'ultima parte. Anche per questo dunque avrebbero voluto controllare il Family Day con un bel discorsetto sulla bellezza della famiglia, ma senza che nessuno parlasse male della Cirinnà, come se la gente accorsa da tutta Italia con grandi sacrifici e figli al seguito avesse bisogno di un pistolotto soporifero sulla gioia che sperimentano concretamente in famiglia pur nella fatica di tutti i giorni. Votati a tramare, hanno il terrore delle manifestazioni che non controllano e buttano all'aria i loro affari. Ma nonostante tutti i loro sforzi e le pressioni, anche su questo al Circo Massimo hanno sbattuto, non solo il No alla Cirinnà, ma il No a Renzi è stato netto è chiaro.<br /><br />NUMERO QUATTRO: I SOLITI VOMITEVOLI DEMO-CRISTIANI<br />Il giochino politico di NCD il popolo del Family Day non se l'è bevuto. L'unica azione davvero seria sarebbe stata dire a Renzi: "senti, bello mio, o ritiri il ddl Cirinnà, o il governo lo fai con Verdini e Grillo". Ma Alfano ha il deretano attaccato alla poltrona con la fiamma ossidrica, terrorizzato dal suo destino politico preconizzato dai sondaggi. Immagina che la gente possa abboccare credendo nella sua falsa opposizione pagata in anticipo da Renzi con una serie di poltrone? Il ministro dell'interno ha lanciato l'amo della promessa referendaria, ma pensa davvero che un gruppo che ha mobilitato in due settimane un popolo come quello del circo massimo abbia bisogno dei numeri da prefisso telefonico dell'NCD?<br /><br />NUMERO CINQUE: MOVIMENTI IN CAMPO, MA SENZA I CAPI<br />Al Family day 2015 pochi vescovi avevano aderito, poche anche le associazioni, ma la discesa di Kiko e il Cammino ha sbaragliato le sorti come il ritorno del re nella nella saga di Tolkien. Diciamolo francamente gli altri leaders non hanno fatto una bella figura. Questa volta i vescovi sono stati molto più numerosi ed uno di loro ha persino abbandonato il consueto distacco partecipando in prima persona. Alcune associazioni hanno sentito la pressione della base e l'hanno fatta defluire in sostegno orante alla manifestazione. Il gruppo dirigente di CL appare ormai organico al cerchio magico di Renzi e dunque il popolo del Gius fa da sé. Ma le dirigenze associazionistiche devono stare attente, perché un generale che non scende in battaglia ad aiutare gli alleati, è visto come un codardo anche dai propri uomini.<br /><br />NUMERO SEI: #RENZICIRICORDEREMO<br />Le prospettive sulla Cirinnà sono aperte. #Renziciricorderemo dà il senso dell'impegno futuro. Portare il popolo della famiglia a contrastare la megalomania di Renzi e il giacobinismo pentastellato in una grande alleanza che faccia risorgere il paese. Non sempre i leaders scendono dall'alto, talora emergono durante la battaglia. Sono uomini e donne normali, a cui un popolo cinge i fianchi per portarli dove non vogliono.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/69628957</guid><pubDate>Wed, 10 Feb 2016 21:01:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/69628957/sei_semplici_considerazioni_sul_family_day.mp3" length="4935157" type="audio/mpeg"/><itunes:author>BastaBugie</itunes:author><itunes:subtitle>TESTO DELL'ARTICOLO ➜ https://www.bastabugie.it/4093

SEI SEMPLICI CONSIDERAZIONI SUL FAMILY DAY di Renzo Puccetti
 
Quelle che seguono sono alcune considerazioni a caldo sul Family Day del 30 gennaio 2016.

NUMERO UNO: PIENO DOVEVA ESSERE E PIENO È...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="https://www.bastabugie.it/4093" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://www.bastabugie.it/4093</a><br /><br />SEI SEMPLICI CONSIDERAZIONI SUL FAMILY DAY di Renzo Puccetti<br /> <br />Quelle che seguono sono alcune considerazioni a caldo sul Family Day del 30 gennaio 2016.<br /><br />NUMERO UNO: PIENO DOVEVA ESSERE E PIENO È STATO<br />Circo Massimo pieno doveva essere e circo Massimo pieno è stato, il resto sono chiacchiere. Lo faccia il PD del magnifico Renzi un raduno al circo massimo di queste proporzioni senza pagare i pullman, lo facciano le associazioni LGBT senza concerti gratis delle stars del gay system, lo faccia la Camusso senza pagare il primo e il secondo.<br /><br />NUMERO DUE: CRISTIANI ATTIVI, SENZA BISOGNO DI ATTENDERE LA GERARCHIA<br />Volevano i cattolici adulti? E cattolici adulti hanno avuto. Ormai il popolo cattolico non ha più bisogno di attendere che sia la gerarchia ecclesiastica ad attivarsi. Questa è la grande differenza tra il Family Day 2007 e i due Family Day 2015 e 2016. Si tratta di un dato che terrorizza le gerarchie più attente all'otto per mille che al Vangelo. Hanno provato a soffocare a giugno e non ci sono riusciti, allora in questa occasione hanno provato ad annacquare e hanno nuovamente fallito.<br /><br />NUMERO TRE: LINGUAGGIO CHIARO COME VUOLE GESÙ (SÌ SÌ, NO NO)<br />Viva i "No". Il riflesso pavloviano dei vescovi inciucioni comanda loro un linguaggio ovattato, loro sono "per", mai "contro". Sono per la vita, non sono contro l'aborto, dunque vogliono foto di bambini, ma guai alle foto dei feti abortiti. Sono per la famiglia, non sono contro lo pseudo-matrimonio gay. Sono sempre per le scelte condivise ed aborrono gli strappi. La prima pagina di Avvenire del dopo Family Day è in questo senso un archetipo. Il versetto 37 al capitolo 5 di Matteo lo hanno sbianchettato nell'ultima parte. Anche per questo dunque avrebbero voluto controllare il Family Day con un bel discorsetto sulla bellezza della famiglia, ma senza che nessuno parlasse male della Cirinnà, come se la gente accorsa da tutta Italia con grandi sacrifici e figli al seguito avesse bisogno di un pistolotto soporifero sulla gioia che sperimentano concretamente in famiglia pur nella fatica di tutti i giorni. Votati a tramare, hanno il terrore delle manifestazioni che non controllano e buttano all'aria i loro affari. Ma nonostante tutti i loro sforzi e le pressioni, anche su questo al Circo Massimo hanno sbattuto, non solo il No alla Cirinnà, ma il No a Renzi è stato netto è chiaro.<br /><br />NUMERO QUATTRO: I SOLITI VOMITEVOLI DEMO-CRISTIANI<br />Il giochino politico di NCD il popolo del Family Day non se l'è bevuto. L'unica azione davvero seria sarebbe stata dire a Renzi: "senti, bello mio, o ritiri il ddl Cirinnà, o il governo lo fai con Verdini e Grillo". Ma Alfano ha il deretano attaccato alla poltrona con la fiamma ossidrica, terrorizzato dal suo destino politico preconizzato dai sondaggi. Immagina che la gente possa abboccare credendo nella sua falsa opposizione pagata in anticipo da Renzi con una serie di poltrone? Il ministro dell'interno ha lanciato l'amo della promessa referendaria, ma pensa davvero che un gruppo che ha mobilitato in due settimane un popolo come quello del circo massimo abbia bisogno dei numeri da prefisso telefonico dell'NCD?<br /><br />NUMERO CINQUE: MOVIMENTI IN CAMPO, MA SENZA I CAPI<br />Al Family day 2015 pochi vescovi avevano aderito, poche anche le associazioni, ma la discesa di Kiko e il Cammino ha sbaragliato le sorti come il ritorno del re nella nella saga di Tolkien. Diciamolo francamente gli altri leaders non hanno fatto una bella figura. Questa volta i vescovi sono stati molto più numerosi ed uno di loro ha persino abbandonato il consueto distacco partecipando in prima persona. Alcune associazioni hanno sentito la pressione della base e l'hanno fatta defluire in sostegno orante alla manifestazione. Il gruppo dirigente di CL appare ormai...]]></itunes:summary><itunes:duration>309</itunes:duration><itunes:keywords>avvenire,cristiani,familyday,grillini,movimenti,renzi</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/35b511ade4be8ffea0b13f584cb8e822.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Tre errori dimostrano che non abbiamo imparato la lezione dalla strage del Bataclan</title><link>https://www.spreaker.com/episode/tre-errori-dimostrano-che-non-abbiamo-imparato-la-lezione-dalla-strage-del-bataclan--68627667</link><description><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="https://www.bastabugie.it/4003" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://www.bastabugie.it/4003</a><br /><br />TRE ERRORI DIMOSTRANO CHE NON ABBIAMO IMPARATO LA LEZIONE DELLA STRAGE DEL BATACLAN di Martino Mora<br /> <br />1) LE LACRIME DI COCCODRILLO<br />Ora è giustamente il tempo del dolore per le vittime parigine dell'islamismo feroce. Ma tra coloro che si addolorano ci sono in prima fila i sostenitori del mondialismo, dell'immigrazionismo, del "meticciato", delle frontiere spalancate, dello "ius soli". Quelli che ancora sognano un mondo alla Benetton (united colors) e che praticano costantemente il terrorismo intellettuale, la caccia alle streghe, la polizia del pensiero verso chi la pensa diversamente. Quelli che hanno sempre in bocca, quasi sempre a sproposito, le parole "razzista", "xenofobo", "omofobo", "islamofobo" e via dicendo. Sono i "politicamente corretti". Sono gli intolleranti sostenitori della cosmopolis egualitaria. Sono gli adepti dell'ideologia dominante. Coloro che fanno dell'"antirazzismo" non più la giusta stigmatizzazione del disprezzo verso chi ha un colore diverso della pelle (in quel senso l'antirazzismo è un sentimento nobile e generoso), ma un'ideologia irrazionale, rancorosa e paranoica, ostile all'identità, alle radici e alle tradizioni dei nostri popoli. Un'ideologia paracomunista e ultracapitalista al contempo. Ma tutti costoro non impareranno la lezione: continueranno come sempre nel loro folle sostegno all'immigrazione, al meticciato, al multiculturalismo, al melangismo, al mondialismo. Il mondo alla Benetton ha partorito il terrore per le strade di Parigi. Continueranno a negarlo. Le loro sono lacrime di coccodrillo.<br />2) IL NOSTRO NULLA<br />Indovinate cosa si stava cantando al Bataclan quando le belve dell'Isis hanno fatto irruzione? Kiss the devil, Bacia il diavolo, del gruppo rock californiano Eagles of death metal, che civetta con un "satanismo soft" (ammesso che il satanismo possa essere soft). Il testo continua: "Amerò il diavolo e la sua canzone".<br />Per il rispetto che si deve ai morti non dico cosa penso di chi assiste a concerti di questo tipo e del numero di neuroni che deve avere in testa. Mi limito a constatare che se questi sono i valori della "civiltà occidentale" che si oppone all'Islam dei tagliagole, i tagliagole hanno già vinto. Combattere il fanatismo feroce e assassino con il consumismo decerebrato è semplicemente assurdo. La verità è che l'americanismo senz'anima del consumismo folle, del Dio denaro, dell'ultimo modello di telefonino, del rock e del rap, dell'american way of life, e proseguendo del "proibito proibire" di sessantottesca memoria, del gender e della sacralità assoluta del gay e della lesbica, del porno e della droga, dell'"utero e mio e me lo gestisco io", della mentalità per cui nulla ha un valore e tutto ha un prezzo, ci ha uccisi dentro. I terroristi odiano e sono accecati dall'odio assassino. Ma sono qualcosa. Noi non siamo più nulla. Siamo i figli del Nulla che ci divora. [...]<br />3) LA NOSTRA SUDDITANZA<br />Dopo aver constatato che il massimo della genialità è suonare Imagine dopo la strage - dato che il testo di Imagine è proprio l'inno del mondialismo, cioè di quel mondo senza frontiere, radici e religione (cristiana) che ci ha reso vittime dell'islamismo assassino - bisogna trattare l'aspetto geopolitico, certo non secondario. E avere il coraggio di constatare tutti i fallimenti del meraviglioso Occidente.<br />Innanzitutto il concetto di "Occidente" oggi ha un significato geopolitico e culturale che non corrisponde all'Europa (e meno che mai al suo nobile antecedente storico, la Christianitas) e che significa unione atlantica tra Europa e Stati Uniti d'America, con questi ultimi a fare la parte del leone dal punto di vista politico, militare (con le basi militari americane sul suolo europeo a ben 24 anni dalla fine della Guerra fredda!), economico e culturale. Se dal punto di vista spirituale assistiamo al trionfo dell'americanismo senz'anima e della massificazione edonista che si porta dietro, dal punto di vista militare e politico l'Europa è completamente subordinata a Washington e ai suoi interessi, che certo non sono i nostri, come dimostra anche lo scandaloso sostegno dei vassalli europei al colpo di Stato antirusso di Kiev nel 2014. Con le conseguenti sanzioni alla Russia che stanno danneggiando la nostra economia. Le "guerre umanitarie", dalla Serbia nel 1999 alla Libia nel 2011, passando per l'Afghanistan nel 2001 e l'Iraq nel 2003, sono state decisive per distruggere l'equilibrio mondiale e tutte le forze di contenimento all'islamismo estremista, da Milosevic a Gheddafi passando per Saddam. Anche il tentativo di abbattere Assad sarebbe andato a buon fine e senza l'intervento di Putin (2013) la Nato avrebbe bombardato la Siria. Bombardato chi? Non l'Isis, ma Assad, nemico mortale dell'Isis!!<br />L'Europa si è allineata ogni volta agli Stati Uniti, a volte mettendoci del suo (le sciagurate iniziative di Sarkozy e Cameron in Libia) e favorendo così l'instabilità, la migrazione di massa e il rafforzamento dell'estremismo sunnita e wahabita. E noi siamo ancora qui a parlare di Occidente, di Nato e di atlantismo. Siamo nella morsa, altro che Occidente! Siamo nella morsa tra l'America, potenza del mare, del caos e della globalizzazione, e l'islamismo feroce.<br />Torniamo un attimo al Bataclan al momento dell'irruzione jihadista. C'è la band californiana, che canta: Amerò il diavolo e la sua canzone, Bacerò il diavolo e la sua lingua; c'è il pubblico parigino ed europeo, completamente decerebrato, che si accalca sulla pista da ballo; c'è il commando islamista che entra e inizia il massacro. Quell'attimo è la metafora perfetta della nostra situazione. Noi siamo quel pubblico. Noi come quel pubblico siamo colonizzati politicamente ed economicamente, ma anche culturalmente, mentalmente, spiritualmente dalla più deteriore sottocultura anglosassone. E siamo incapaci - perché non lo vogliamo - di fermare l'immigrazione di massa e il terrorismo. La strage del Bataclan è la metafora dell'Europa.<br />Nota di BastaBugie: l'articolo di Edoardo Cavadini pubblicato su Libero il 19 Novembre 2015 dal titolo "Cagliari, arabo aggredisce una donna e le fa ingoiare il crocifisso" ci fa capire che questi episodi sono solo l'inizio.<br />Ecco l'articolo completo:<br />Un episodio inquietante avvenuto in pieno centro a Cagliari getta una luce oscura sul fenomeno della convivenza tra immigrati e italiani all'indomani delle stragi di Parigi. Lunedì sera una donna, mentre passeggiava da sola in una delle zone più centrali della città, nel quartiere Marina (a poche centinaia di metri dalla sede del Consiglio regionale della Sardegna), è stata avvicinata da un uomo che le ha strappato con violenza una catenina dal collo. All'apparenza uno scippo, episodio odioso di microcriminalità alla quale, purtroppo, siamo abituati nelle nostre città. In realtà è la testimonianza resa dalla donna, Franca, 55 anni, che ha preferito mantenere l' anonimato con L'Unione Sarda, a dipingere uno scenario a tinte fosche. «Si è piazzato davanti a me, afferrando il crocifisso che avevo al collo - ha raccontato al quotidiano sardo -. In un primo momento ho pensato a uno scippo. Poi questa persona, uno straniero, ha cercato di ficcarmi in gola il ciondolo a forma di croce, accompagnando l'aggressione con parole in arabo. Stavo per soffocare, mi sono difesa e lui è scappato a piedi».<br />Dunque l'obiettivo dell'aggressore, a quanto pare, era proprio fare ingoiare il simbolo religioso all' "infedele" italiana. La tesi non la sostiene la stampa di destra per fomentare l'odio razziale, perché la pista della matrice religiosa è quella seguìta dai carabinieri della compagnia di Cagliari che si sono immediatamente messi sulle tracce dell' uomo, probabilmente un magrebino, in base alla descrizione della vittima, fino ad ora senza successo. Di testimoni, infatti, nessuna traccia: «È durato pochi secondi - ha aggiunto la donna -. Non ho potuto urlare perché avevo la croce in gola. Ho riportato delle ferite e il dolore mi ha fatto reagire».<br />A proposito di episodi di intolleranza religiosa ai danni di cristiani sul nostro territorio, va ricordato un episodio dello scorso maggio a Terni, protagonista un dodicenne senegalese che - secondo le accuse - sferrò un pugno alla schiena della compagna di classe perché indossava il crocifisso al collo.<br /><br />]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/68627667</guid><pubDate>Wed, 25 Nov 2015 22:04:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/68627667/tre_errori_dimostrano_che_non_abbiamo_imparato_la_lezione.mp3" length="12020132" type="audio/mpeg"/><itunes:author>BastaBugie</itunes:author><itunes:subtitle>TESTO DELL'ARTICOLO ➜ https://www.bastabugie.it/4003

TRE ERRORI DIMOSTRANO CHE NON ABBIAMO IMPARATO LA LEZIONE DELLA STRAGE DEL BATACLAN di Martino Mora
 
1) LE LACRIME DI COCCODRILLO
Ora è giustamente il tempo del dolore per le vittime parigine...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="https://www.bastabugie.it/4003" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://www.bastabugie.it/4003</a><br /><br />TRE ERRORI DIMOSTRANO CHE NON ABBIAMO IMPARATO LA LEZIONE DELLA STRAGE DEL BATACLAN di Martino Mora<br /> <br />1) LE LACRIME DI COCCODRILLO<br />Ora è giustamente il tempo del dolore per le vittime parigine dell'islamismo feroce. Ma tra coloro che si addolorano ci sono in prima fila i sostenitori del mondialismo, dell'immigrazionismo, del "meticciato", delle frontiere spalancate, dello "ius soli". Quelli che ancora sognano un mondo alla Benetton (united colors) e che praticano costantemente il terrorismo intellettuale, la caccia alle streghe, la polizia del pensiero verso chi la pensa diversamente. Quelli che hanno sempre in bocca, quasi sempre a sproposito, le parole "razzista", "xenofobo", "omofobo", "islamofobo" e via dicendo. Sono i "politicamente corretti". Sono gli intolleranti sostenitori della cosmopolis egualitaria. Sono gli adepti dell'ideologia dominante. Coloro che fanno dell'"antirazzismo" non più la giusta stigmatizzazione del disprezzo verso chi ha un colore diverso della pelle (in quel senso l'antirazzismo è un sentimento nobile e generoso), ma un'ideologia irrazionale, rancorosa e paranoica, ostile all'identità, alle radici e alle tradizioni dei nostri popoli. Un'ideologia paracomunista e ultracapitalista al contempo. Ma tutti costoro non impareranno la lezione: continueranno come sempre nel loro folle sostegno all'immigrazione, al meticciato, al multiculturalismo, al melangismo, al mondialismo. Il mondo alla Benetton ha partorito il terrore per le strade di Parigi. Continueranno a negarlo. Le loro sono lacrime di coccodrillo.<br />2) IL NOSTRO NULLA<br />Indovinate cosa si stava cantando al Bataclan quando le belve dell'Isis hanno fatto irruzione? Kiss the devil, Bacia il diavolo, del gruppo rock californiano Eagles of death metal, che civetta con un "satanismo soft" (ammesso che il satanismo possa essere soft). Il testo continua: "Amerò il diavolo e la sua canzone".<br />Per il rispetto che si deve ai morti non dico cosa penso di chi assiste a concerti di questo tipo e del numero di neuroni che deve avere in testa. Mi limito a constatare che se questi sono i valori della "civiltà occidentale" che si oppone all'Islam dei tagliagole, i tagliagole hanno già vinto. Combattere il fanatismo feroce e assassino con il consumismo decerebrato è semplicemente assurdo. La verità è che l'americanismo senz'anima del consumismo folle, del Dio denaro, dell'ultimo modello di telefonino, del rock e del rap, dell'american way of life, e proseguendo del "proibito proibire" di sessantottesca memoria, del gender e della sacralità assoluta del gay e della lesbica, del porno e della droga, dell'"utero e mio e me lo gestisco io", della mentalità per cui nulla ha un valore e tutto ha un prezzo, ci ha uccisi dentro. I terroristi odiano e sono accecati dall'odio assassino. Ma sono qualcosa. Noi non siamo più nulla. Siamo i figli del Nulla che ci divora. [...]<br />3) LA NOSTRA SUDDITANZA<br />Dopo aver constatato che il massimo della genialità è suonare Imagine dopo la strage - dato che il testo di Imagine è proprio l'inno del mondialismo, cioè di quel mondo senza frontiere, radici e religione (cristiana) che ci ha reso vittime dell'islamismo assassino - bisogna trattare l'aspetto geopolitico, certo non secondario. E avere il coraggio di constatare tutti i fallimenti del meraviglioso Occidente.<br />Innanzitutto il concetto di "Occidente" oggi ha un significato geopolitico e culturale che non corrisponde all'Europa (e meno che mai al suo nobile antecedente storico, la Christianitas) e che significa unione atlantica tra Europa e Stati Uniti d'America, con questi ultimi a fare la parte del leone dal punto di vista politico, militare (con le basi militari americane sul suolo europeo a ben 24 anni dalla fine della Guerra fredda!), economico e culturale. Se dal punto di vista spirituale...]]></itunes:summary><itunes:duration>752</itunes:duration><itunes:keywords>bataclan,lacrimedicoccodrillo,nulla,strage,sudditanza</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e56b8aeb5f2fc0dbfc681a48593359e1.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Famiglie distrutte: dopo 16 anni tutti assolti perchè non erano nè pedofili nè satanisti</title><link>https://www.spreaker.com/episode/famiglie-distrutte-dopo-16-anni-tutti-assolti-perche-non-erano-ne-pedofili-ne-satanisti--58310160</link><description><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="https://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=3547" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=3547</a><br /><br />FAMIGLIE DISTRUTTE: DOPO 16 ANNI TUTTI ASSOLTI PERCHE' NON ERANO NE' PEDOFILI NE' SATANISTI di Emanuele Boffi<br />Non erano pedofili, non erano satanisti, non rapivano i bambini seviziandoli in orge truculente. Dopo sedici anni (sedici anni!) si conclude con un'assoluzione l'incredibile vicenda di un piccola comunità della Bassa Modenese, in cui sono state coinvolte (e distrutte) le vite di famiglie, minori, sacerdoti. Tutti assolti. Ma a che prezzo? Al tremendo prezzo di esistenze triturate in un caso giudiziario che Tempi seguì sin dal principio, mostrando come le inoppugnabili prove presentate dai magistrati non fossero poi così inoppugnabili e dove solo qualche politico coraggioso (il senatore Carlo Giovanardi su tutti) ebbe il coraggio di protestare.<br />È una vicenda lunga, complessa e strabiliante. Ieri Lorena Morselli e Delfino Covezzi sono stati riconosciuti innocenti dall'accusa rivolta loro più di tre lustri fa. La sentenza dice che non hanno commesso il fatto.<br />HORROR DI PROVINCIA<br />Tutto cominciò il 12 novembre 1998, alle cinque di mattina, quando le forze dell'ordine irruppero a Massa Finalese (Mo) in casa Covezzi portando via i quattro figli (la maggiore aveva solo 11 anni). L'accusa per Lorena e Delfino era infamante: pedofili satanisti. Tutto era partito dalle accuse rivolte loro da una piccola cugina di otto anni con disturbi mentali e da un altro bambino, entrambi in carico ai servizi sociali, che raccontarono di strani riti in cui era coinvolto il parroco don Giorgio Govoni. Racconti pazzeschi, in cui genitori complici del sacerdote mettevano a disposizione i corpi dei propri figli in cerimonie orgiastiche nei cimiteri in cui avvenivano persino delle decapitazioni. In un'escalation granguignolesca, i piccoli venivano prelevati a scuola da un bus parrocchiale e portati in luoghi oscuri, dove la setta dei genitori compiva i suoi più atroci delitti.<br />«Durante queste messe nel cimitero, i grandi ci hanno fatto lanciare in aria dei bambini che poi ricadevano per terra e forse morivano», raccontò la bimba cui psicologi e magistrati diedero retta. Tutto tornava nella sceneggiatura del film horror di provincia: coppie all'apparenza irreprensibili e cattolicissime (Lorenza era insegnante nell'asilo parrocchiale), in combutta col sacerdote, compivano riti malvagi su bambini offerti loro, dietro compenso, dalle famiglie indigenti della zona. Si parlò addirittura di un fotografo che filmava e fotografava le pratiche per poi rivendere il materiale e di una bambina seviziata alle 13 di pomeriggio in un bosco vicino alla scuola, con una frasca di quaranta centimetri, dal nonno e da due zii.<br />SUGGESTIONI<br />I servizi sociali dell'Ausl avevano condotto i colloqui con i minori da cui erano partite le denunce. Coordinati da Marcello Burgoni, un ex seminarista, i servizi sociali avevano deciso di dare credito alle fantasie di quei due bambini. Di quei colloqui, si è scoperto in questi anni, non sono mai stati conservati né appunti né registrazioni. Oggi su Avvenire, Lucia Bellaspiga, racconta che «psicologi e assistenti sociali interrogarono sempre più bambini con una tecnica americana oggi inconcepibile, allora ritenuta all'avanguardia: una suggestione progressiva del bimbo cui, a partire da sogni o da frammenti di colloqui, si suggerivano le risposte che da loro ci si aspettava. Oggi la Carta di Noto e il Protocollo di Venezia impediscono questo scempio e i periti vengono formati a raccogliere le testimonianze dei piccoli senza suggestionarli, filmando e registrando ogni colloquio. Nel caso della Bassa Modenese, invece, i video sono un'eccezione e dai pochi che restano si vede bene come si arrivò a don Giorgio Govoni: Piccolina, chi era quell'uomo? Un dottore? Risposta: sì. Ma poteva anche essere un sindaco? Sì. Anche un prete? Sì. Poteva chiamarsi Giorgio? Hai mai sentito questo nome? Ovvio che sì».<br />La comunità del paese era incredula. Possibile che tutto ciò sia avvenuto senza che nessuno si fosse mai accorto di nulla? Possibile che il medico della famiglia Covezzi non si fosse mai accorto della violenze sui bambini? Possibile che tutte le ricerche nel fiume – dove si diceva fossero stati gettati dal prete i corpi dei bambini – non avessero mai portato ad alcun ritrovamento? Intanto, però, le famiglie furono divise e tredici minori sottratti ai genitori della setta. Una congrega che secondo gli inquirenti coinvolgeva 17 persone e sette sacerdoti.<br />UN PROCESSO KAFKIANO<br />Qui inizia la storia di un processo che definire kafkiano è un eufemismo, con consulenti della procura che firmarono perizie in cui gli abusi erano solo presunti ma non verificati, periti di parte civile non ammessi. Intanto, però, il Tribunale dei minori continuò per mesi a firmare provvedimenti "provvisori", impedendo i ricorsi ai Covezzi. È la storia di un processo in cui gli appunti dei colloqui coi bambini andavano incredibilmente "perduti" e bambine che si presumeva essere state abusate «cento volte» e che risultavano, invece, essere vergini. Con gli anni, tutte le accuse sono cadute man mano: la piccola violentata nel bosco vicino alla scuola? Il bosco non esiste, la minore uscì regolarmente da scuola coi compagni. E il nonno e gli zii pedofili? Quel giorno non erano lì: abitano a 85 chilometri di distanza.<br />MORTI DI CREPACUORE<br />Pian piano (molto piano) la verità è venuta a galla. E così si è scoperto che l'inferno non era quello prospettato da giudici e assistenti sociali, ma quello vissuto dalle famiglie coinvolte nella vicenda. Una delle madri si è suicidata. Sette persone sono morte di crepacuore; tra queste anche don Govoni, cadendo nelle braccia del suo avvocato un giorno prima della sentenza. Lorena è fuggita in Francia, lasciando in Italia il marito Delfino che ha proseguito nella battaglia giudiziaria di cui, tragica sorte, non ha potuto vedere la conclusione perché è morto d'infarto prima dell'assoluzione. Parlando con Avvenire, Lorena ha raccontato tra le lacrime le sofferenze di questi anni in cui i suoi quattro figli, affidati ad altre famiglie, hanno sempre rifiutato di incontrarla. «Se io e Delfino non siamo impazziti è solo grazie alla fede e alla totale solidarietà del paese, che ha sempre sostenuto la nostra innocenza. Ora però vorrei tanto riuscire a farmi ascoltare dai miei figli, spiegare loro che li ho sempre cercati. Mi affido allo Spirito Santo, che mi aiuti».<br />CHI PAGA? E' GIUSTIZIA QUESTA?<br />Ieri in aula al Senato, Giovanardi ha pronunciato un breve discorso per ricordare questa tragica vicenda, di cui – a parte Avvenire e Tempi – nessuno conserva più memoria. «Mi domando e domando a voi – ha chiesto il senatore rivolgendosi ai colleghi – che sistema giudiziario è quello che distrugge una famiglia, porta via ai genitori i quattro figli minorenni e solo dopo 16 anni comunica loro quello che fin dall'inizio si capiva e cioè che erano totalmente innocenti rispetto agli addebiti infamanti loro rivolti. E malgrado il fatto che fossero già stati assolti in appello, la sentenza è stata impugnata in Cassazione. Sono stati di nuovo assolti in appello e nuovamente la sentenza è stata impugnata in Cassazione. Parliamo di prescrizione e di tempi della giustizia, ma forse dovremmo parlare anche di consapevolezza, di servizi sociali, di assistenti sociali irresponsabili e di magistrati che, comunque vada a finire un processo, hanno già massacrati gli imputati, colpevoli o innocenti che risultino essere alla fine del procedimento. Ebbene: chi paga? Chi risarcisce questa famiglia dal fatto di essere stata distrutta? E perché l'opinione pubblica non è stata coinvolta? Perché lei era una maestra d'asilo, fra le altre cose cattolica e che lavorava in parrocchia, o perché lui era un povero fuochista che lavorava nel settore della ceramica? (...) Sono voluto intervenire per abbracciare le vittime di questa vicenda, la mamma che è rimasta, il papà che è morto ed i figli che hanno subito questo massacro, sperando che nel Parlamento e nella magistratura (a proposito della quale parliamo di responsabilità civile) vi sia la consapevolezza che quando si tratta della vita delle persone la giustizia deve dare una risposta in tempi utili; la giustizia deve stabilire se una persona è colpevole o innocente, ma non può far stare un presunto colpevole tutta la vita sotto processo, perché quando alla fine la giustizia arriva, dopo 16 anni, purtroppo arriva fuori tempo massimo».]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/58310160</guid><pubDate>Fri, 19 Dec 2014 17:45:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/58310160/famiglie_distrutte_dopo_sedici_anni_tutti_assolti.mp3" length="9282917" type="audio/mpeg"/><itunes:author>BastaBugie</itunes:author><itunes:subtitle>TESTO DELL'ARTICOLO ➜ https://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=3547

FAMIGLIE DISTRUTTE: DOPO 16 ANNI TUTTI ASSOLTI PERCHE' NON ERANO NE' PEDOFILI NE' SATANISTI di Emanuele Boffi
Non erano pedofili, non erano satanisti, non rapivano i bambini...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="https://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=3547" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=3547</a><br /><br />FAMIGLIE DISTRUTTE: DOPO 16 ANNI TUTTI ASSOLTI PERCHE' NON ERANO NE' PEDOFILI NE' SATANISTI di Emanuele Boffi<br />Non erano pedofili, non erano satanisti, non rapivano i bambini seviziandoli in orge truculente. Dopo sedici anni (sedici anni!) si conclude con un'assoluzione l'incredibile vicenda di un piccola comunità della Bassa Modenese, in cui sono state coinvolte (e distrutte) le vite di famiglie, minori, sacerdoti. Tutti assolti. Ma a che prezzo? Al tremendo prezzo di esistenze triturate in un caso giudiziario che Tempi seguì sin dal principio, mostrando come le inoppugnabili prove presentate dai magistrati non fossero poi così inoppugnabili e dove solo qualche politico coraggioso (il senatore Carlo Giovanardi su tutti) ebbe il coraggio di protestare.<br />È una vicenda lunga, complessa e strabiliante. Ieri Lorena Morselli e Delfino Covezzi sono stati riconosciuti innocenti dall'accusa rivolta loro più di tre lustri fa. La sentenza dice che non hanno commesso il fatto.<br />HORROR DI PROVINCIA<br />Tutto cominciò il 12 novembre 1998, alle cinque di mattina, quando le forze dell'ordine irruppero a Massa Finalese (Mo) in casa Covezzi portando via i quattro figli (la maggiore aveva solo 11 anni). L'accusa per Lorena e Delfino era infamante: pedofili satanisti. Tutto era partito dalle accuse rivolte loro da una piccola cugina di otto anni con disturbi mentali e da un altro bambino, entrambi in carico ai servizi sociali, che raccontarono di strani riti in cui era coinvolto il parroco don Giorgio Govoni. Racconti pazzeschi, in cui genitori complici del sacerdote mettevano a disposizione i corpi dei propri figli in cerimonie orgiastiche nei cimiteri in cui avvenivano persino delle decapitazioni. In un'escalation granguignolesca, i piccoli venivano prelevati a scuola da un bus parrocchiale e portati in luoghi oscuri, dove la setta dei genitori compiva i suoi più atroci delitti.<br />«Durante queste messe nel cimitero, i grandi ci hanno fatto lanciare in aria dei bambini che poi ricadevano per terra e forse morivano», raccontò la bimba cui psicologi e magistrati diedero retta. Tutto tornava nella sceneggiatura del film horror di provincia: coppie all'apparenza irreprensibili e cattolicissime (Lorenza era insegnante nell'asilo parrocchiale), in combutta col sacerdote, compivano riti malvagi su bambini offerti loro, dietro compenso, dalle famiglie indigenti della zona. Si parlò addirittura di un fotografo che filmava e fotografava le pratiche per poi rivendere il materiale e di una bambina seviziata alle 13 di pomeriggio in un bosco vicino alla scuola, con una frasca di quaranta centimetri, dal nonno e da due zii.<br />SUGGESTIONI<br />I servizi sociali dell'Ausl avevano condotto i colloqui con i minori da cui erano partite le denunce. Coordinati da Marcello Burgoni, un ex seminarista, i servizi sociali avevano deciso di dare credito alle fantasie di quei due bambini. Di quei colloqui, si è scoperto in questi anni, non sono mai stati conservati né appunti né registrazioni. Oggi su Avvenire, Lucia Bellaspiga, racconta che «psicologi e assistenti sociali interrogarono sempre più bambini con una tecnica americana oggi inconcepibile, allora ritenuta all'avanguardia: una suggestione progressiva del bimbo cui, a partire da sogni o da frammenti di colloqui, si suggerivano le risposte che da loro ci si aspettava. Oggi la Carta di Noto e il Protocollo di Venezia impediscono questo scempio e i periti vengono formati a raccogliere le testimonianze dei piccoli senza suggestionarli, filmando e registrando ogni colloquio. Nel caso della Bassa Modenese, invece, i video sono un'eccezione e dai pochi che restano si vede bene come si arrivò a don Giorgio Govoni: Piccolina, chi era quell'uomo? Un dottore? Risposta: sì. Ma poteva anche essere un sindaco? Sì....]]></itunes:summary><itunes:duration>581</itunes:duration><itunes:keywords>assoluzione,chipaga,famigliadistrutta,pedofili,satanisti</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/71aef019ca1ca9b077854425fb7aa93e.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Mario Palmaro non lascia solo un ricordo</title><link>https://www.spreaker.com/episode/mario-palmaro-non-lascia-solo-un-ricordo--60286299</link><description><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="https://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=3162" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=3162</a><br /><br />MARIO PALMARO NON LASCIA SOLO UN RICORDO, LASCIA UN ESEMPIO DI VITA CRISTIANA VISSUTA NELLA VERITA' di Roberto de Mattei<br />La vita di un uomo si giudica dalla sua morte, perché è in quel momento supremo che l'anima si presenta al cospetto di Dio ed è oggetto, in modo inappellabile, della sua infinita giustizia e misericordia.<br />La perseveranza finale non è scontata per nessuno. È un dono che va richiesto continuamente, soprattutto attraverso la recita quotidiana dell'Ave Maria, che si conclude con l'implorazione di essere assistiti dalla Madre di Dio nell'ora cruciale della nostra morte. Mario Palmaro è morto ed ha vissuto i mesi della sua malattia in maniera esemplarmente cristiana, infondendo in tutti coloro che lo avvicinavano quella tranquillità e forza d'animo di cui è capace solo chi è immerso in una fede profonda.<br />Ma la vita di un cristiano, quando è giornalista, scrittore, docente universitario, quale fu Mario Palmaro, si giudica anche dai gesti pubblici che precedono la morte, perché questi gesti hanno il sigillo a fuoco della verità. Se nel corso dell'esistenza umana può avvenire una frattura tra il pensiero e la vita, quando si avvicina il momento ultimo e se ne è consapevoli, le dimensioni del pensare e dell'agire si ricompongono inesorabilmente. C'è dunque un'intima e profonda coerenza tra il modo con cui Mario Palmaro ha affrontato la malattia e la morte e lo spirito che, negli ultimi mesi della sua vita, lo ha spinto a esprimere il suo pensiero sulla drammatica crisi attuale della Chiesa, che assomiglia anch'essa a un'ora di agonia, se non sapessimo che la Chiesa è immortale, destinata a trionfare sulla storia e a non essere piegata da essa.<br />Con Alessandro Gnocchi, Mario Palmaro ha scritto per il quotidiano "Il Foglio" una serie di illuminanti articoli che Giuliano Ferrara ha avuto il grande merito di ospitare e poi di raccogliere in un volumetto uscito significativamente l'11 marzo, tra la morte e le esequie di Mario, con il titolo. Questo Papa piace troppo. Un appassionata lettura critica (Piemme, €15,00). Non è mancato tra i cristiani tartufi da cui siamo circondati chi si è scandalizzato per questi articoli, accusandoli di essere contro il Papa e dunque, implicitamente contro la Chiesa e la fede. Ma i denigratori sono spesso gli stessi che in privato si esprimono in termini altrettanto critici, verso Papa, cardinali e vescovi, che pubblicamente ossequiano. Non conoscono il dolore e l'amore che hanno spinto cattolici come Gnocchi a Palmaro a dire apertamente ciò che altri pensano ma non confessano. Mario Palmaro è stato presidente di un'associazione denominata, non a caso, "Verità e Vita".<br />Ciò che ha detto e scritto Mario Palmaro nell'ultimo anno della sua vita, quando vedeva la morte davanti a sé, è stato mosso anche dal desiderio di confermare la vita alla verità; di vivere nella verità, di esprimere ad alta voce ciò che altri pensavano, ma che lui sapeva di non avere il tempo di rinviare. Vi sono parole che sono necessarie, scriveva il 15 maggio 2013 a Carlo Casini, «quando ci accorgiamo che non avremo abbastanza tempo per adempiere al nostro compito, perché il termine di questa vita si avvicina a grandi passi. Altri però continueranno il lavoro iniziato. E non taceranno».<br />Mi onoro di essere stato espulso come Alessandro Gnocchi e Mario Palmaro da "Radio Maria", per le stesse ragioni per cui essi sono stati estromessi e desidero testimoniare loro la mia gratitudine per l'appello in mia difesa su "Riscossa Cristiana" che è stato forse l'ultimo gesto pubblico di Mario. Mario Palmaro non lascia solo un ricordo, lascia un esempio di vita cristiana vissuta nella pienezza della verità. Ed è questo esempio che rende il suo ricordo incancellabile e che incide indelebilmente il suo nome nell'elenco degli eletti del Libro della Vita.<br />Mario è oggi nell'eternità. A noi, ancora immersi nel tempo, incombe il dovere di continuare la sua opera. Senza tacere, e con la certezza di avere in lui un sostegno spirituale che mai verrà meno.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/60286299</guid><pubDate>Fri, 14 Mar 2014 14:24:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/60286299/mario_palmaro_non_lascia_solo_un_ricordo_2.mp3" length="4830432" type="audio/mpeg"/><itunes:author>BastaBugie</itunes:author><itunes:subtitle>TESTO DELL'ARTICOLO ➜ https://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=3162

MARIO PALMARO NON LASCIA SOLO UN RICORDO, LASCIA UN ESEMPIO DI VITA CRISTIANA VISSUTA NELLA VERITA' di Roberto de Mattei
La vita di un uomo si giudica dalla sua morte, perché è...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="https://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=3162" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=3162</a><br /><br />MARIO PALMARO NON LASCIA SOLO UN RICORDO, LASCIA UN ESEMPIO DI VITA CRISTIANA VISSUTA NELLA VERITA' di Roberto de Mattei<br />La vita di un uomo si giudica dalla sua morte, perché è in quel momento supremo che l'anima si presenta al cospetto di Dio ed è oggetto, in modo inappellabile, della sua infinita giustizia e misericordia.<br />La perseveranza finale non è scontata per nessuno. È un dono che va richiesto continuamente, soprattutto attraverso la recita quotidiana dell'Ave Maria, che si conclude con l'implorazione di essere assistiti dalla Madre di Dio nell'ora cruciale della nostra morte. Mario Palmaro è morto ed ha vissuto i mesi della sua malattia in maniera esemplarmente cristiana, infondendo in tutti coloro che lo avvicinavano quella tranquillità e forza d'animo di cui è capace solo chi è immerso in una fede profonda.<br />Ma la vita di un cristiano, quando è giornalista, scrittore, docente universitario, quale fu Mario Palmaro, si giudica anche dai gesti pubblici che precedono la morte, perché questi gesti hanno il sigillo a fuoco della verità. Se nel corso dell'esistenza umana può avvenire una frattura tra il pensiero e la vita, quando si avvicina il momento ultimo e se ne è consapevoli, le dimensioni del pensare e dell'agire si ricompongono inesorabilmente. C'è dunque un'intima e profonda coerenza tra il modo con cui Mario Palmaro ha affrontato la malattia e la morte e lo spirito che, negli ultimi mesi della sua vita, lo ha spinto a esprimere il suo pensiero sulla drammatica crisi attuale della Chiesa, che assomiglia anch'essa a un'ora di agonia, se non sapessimo che la Chiesa è immortale, destinata a trionfare sulla storia e a non essere piegata da essa.<br />Con Alessandro Gnocchi, Mario Palmaro ha scritto per il quotidiano "Il Foglio" una serie di illuminanti articoli che Giuliano Ferrara ha avuto il grande merito di ospitare e poi di raccogliere in un volumetto uscito significativamente l'11 marzo, tra la morte e le esequie di Mario, con il titolo. Questo Papa piace troppo. Un appassionata lettura critica (Piemme, €15,00). Non è mancato tra i cristiani tartufi da cui siamo circondati chi si è scandalizzato per questi articoli, accusandoli di essere contro il Papa e dunque, implicitamente contro la Chiesa e la fede. Ma i denigratori sono spesso gli stessi che in privato si esprimono in termini altrettanto critici, verso Papa, cardinali e vescovi, che pubblicamente ossequiano. Non conoscono il dolore e l'amore che hanno spinto cattolici come Gnocchi a Palmaro a dire apertamente ciò che altri pensano ma non confessano. Mario Palmaro è stato presidente di un'associazione denominata, non a caso, "Verità e Vita".<br />Ciò che ha detto e scritto Mario Palmaro nell'ultimo anno della sua vita, quando vedeva la morte davanti a sé, è stato mosso anche dal desiderio di confermare la vita alla verità; di vivere nella verità, di esprimere ad alta voce ciò che altri pensavano, ma che lui sapeva di non avere il tempo di rinviare. Vi sono parole che sono necessarie, scriveva il 15 maggio 2013 a Carlo Casini, «quando ci accorgiamo che non avremo abbastanza tempo per adempiere al nostro compito, perché il termine di questa vita si avvicina a grandi passi. Altri però continueranno il lavoro iniziato. E non taceranno».<br />Mi onoro di essere stato espulso come Alessandro Gnocchi e Mario Palmaro da "Radio Maria", per le stesse ragioni per cui essi sono stati estromessi e desidero testimoniare loro la mia gratitudine per l'appello in mia difesa su "Riscossa Cristiana" che è stato forse l'ultimo gesto pubblico di Mario. Mario Palmaro non lascia solo un ricordo, lascia un esempio di vita cristiana vissuta nella pienezza della verità. 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In una brutta curva un autobus è uscito fuori strada, ha divelto la barriera ed è precipitato giù a picco. Si trattava di un trasporto organizzato dai giovani dei dintorni per recarsi in discoteca a Perugia, in occasione di Halloween; era un modo per avere una maggiore sicurezza. All'interno del mezzo c'erano circa cinquanta ragazzi fra i 16 e i 26 anni, dei quali trentacinque sono andati all'ospedale, eppure solo tre hanno avuto ferite più importanti!<br />Giornali e televisioni non l'hanno detto, ma, come sanno bene gli abitanti della zona, l'anno scorso nello stesso burrone c'era finito un camion che trasportava maiali: lo spettacolo di quegli animali morti fu desolante. Era logico attendersi che quella stessa fine potessero farla molti di quei ragazzi! L'autobus, forse a causa del malfunzionamento dei freni, ha fatto un volo di quaranta metri in mezzo agli alberi, ma nessuno ha avuto gravi conseguenze!<br />Proprio quel 31 ottobre, mi sono trovato nel paese accanto (Monteleone d'Orvieto) ed ho potuto vedere che il parroco, don Alessandro Scarda, si è prodigato per festeggiare i santi e non le zucche vuote. I ragazzini della parrocchia, vestiti da alcuni santi, si sono riuniti in chiesa a pregare con le litanie dei santi, poi sono andati per le case a lasciare un santino ed hanno terminato con Messa e cena insieme. Insomma hanno festeggiato lo Holyween (holy in inglese vuol dire santo). Una bella iniziativa per far concorrenza ad Halloween riportando l'attenzione alla Festa dei Santi che i cristiani festeggiano ogni anno per ricordare i santi, cioè le persone che sono in paradiso (il giorno dopo, il 2 novembre, si ricordano invece i defunti che sono in purgatorio e si prega per loro per favorire il prima possibile l'ascesa in paradiso e quindi la fine delle loro sofferenze).<br />Ebbene, il 1° novembre qualche ragazzo di quelli usciti incolumi dall'incidente si è presentato alla Messa con una rosa in mano per ringraziare il Signore del pericolo scampato. In quel momento tutti attendevano dal parroco una parola sull'accaduto. Infatti don Alessandro ha iniziato la Messa dicendo: "So che vi aspettate un commento ai fatti della notte scorsa...". Poi la domanda che fa riflettere: "Chi può negare che la preghiera di quei ragazzini, che si sono vestiti da santi ed hanno distribuito santini nelle case di Monteleone, non abbia in qualche modo evitato la strage di quella notte? D'altra parte, si sa che il Signore tiene sempre in grande considerazione i più piccoli e ascolta sempre le preghiere dei semplici!".<br />Poi il sacerdote ha condotto ad un'ulteriore riflessione con il brano evangelico dei dieci lebbrosi guariti dei quali solo uno torna indietro a ringraziare Gesù. Questo episodio fa ricordare a tutti noi e non solo a chi l'ha scampata il 31 ottobre, che lo scopo della nostra vita non deve essere la salute fisica, elemento sicuramente importante, ma la salvezza dell'anima, affinché Gesù possa dire anche a noi, come disse all'unico lebbroso (su dieci) tornato a ringraziarlo per la guarigione ottenuta: "Alzati e va', la tua fede ti ha salvato!", garantendogli così, oltre alla salute fisica, anche la salvezza eterna.<br />P.S. NON E' UN PROBLEMA DI ZUCCHE, MA DI ZUCCHE VUOTE!<br />Ho vissuto l'infanzia negli anni '70 in campagna e per me era normale in autunno fare il gioco delle zucche. Mio padre andava da qualche vicino a chiedere una bella zucca grande, poi me la portava e insieme la aprivamo in alto con un coltello. I semi contenuti all'interno li mettevamo a essiccare mettendoci un po' di sale. Non erano buoni come quelli comprati allo stadio prima della partita, ma il fatto di averli fatti da solo li faceva diventare buonissimi. Poi con la zucca ormai svuotata si intagliavano gli occhi, il naso e la bocca e ci si metteva una candela che accendevamo la notte mettendo la zucca sul muretto davanti casa. Poi sono cresciuto e ho trovato le zucche di plastica nelle discoteche e mi hanno detto che era la festa di Halloween. Eppure alle streghe io non ci ho mai creduto, mentre credo da sempre che ci siano i santi in paradiso.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/57094841</guid><pubDate>Fri, 11 Nov 2011 20:40:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/57094841/per_halloween_un_autobus_con_50_ragazzi_precipita_in_un_burrone.mp3" length="5234563" type="audio/mpeg"/><itunes:author>BastaBugie</itunes:author><itunes:subtitle>TESTO DELL'ARTICOLO ➜ https://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=2010

PER HALLOWEEN UN AUTOBUS CON 50 RAGAZZI PRECIPITA IN UN BURRONE: I TELEGIORNALI NAZIONALI SI FERMANO ALLA CRONACA, BASTABUGIE VI SVELA I PARTICOLARI INEDITI di Giano Colli...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="https://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=2010" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=2010</a><br /><br />PER HALLOWEEN UN AUTOBUS CON 50 RAGAZZI PRECIPITA IN UN BURRONE: I TELEGIORNALI NAZIONALI SI FERMANO ALLA CRONACA, BASTABUGIE VI SVELA I PARTICOLARI INEDITI di Giano Colli<br /><br />Chissà se è possibile che alcuni ragazzini che festeggiano lo Holyween, invece che Halloween, possano contribuire ad evitare una strage.<br />Questo è ciò che c'è da chiedersi dopo aver appreso del sorprendente evento che si è verificato a Piegaro in provincia di Perugia.<br />E' accaduto a cavallo della notte fra il 31 ottobre e il 1° novembre. In una brutta curva un autobus è uscito fuori strada, ha divelto la barriera ed è precipitato giù a picco. Si trattava di un trasporto organizzato dai giovani dei dintorni per recarsi in discoteca a Perugia, in occasione di Halloween; era un modo per avere una maggiore sicurezza. All'interno del mezzo c'erano circa cinquanta ragazzi fra i 16 e i 26 anni, dei quali trentacinque sono andati all'ospedale, eppure solo tre hanno avuto ferite più importanti!<br />Giornali e televisioni non l'hanno detto, ma, come sanno bene gli abitanti della zona, l'anno scorso nello stesso burrone c'era finito un camion che trasportava maiali: lo spettacolo di quegli animali morti fu desolante. Era logico attendersi che quella stessa fine potessero farla molti di quei ragazzi! L'autobus, forse a causa del malfunzionamento dei freni, ha fatto un volo di quaranta metri in mezzo agli alberi, ma nessuno ha avuto gravi conseguenze!<br />Proprio quel 31 ottobre, mi sono trovato nel paese accanto (Monteleone d'Orvieto) ed ho potuto vedere che il parroco, don Alessandro Scarda, si è prodigato per festeggiare i santi e non le zucche vuote. I ragazzini della parrocchia, vestiti da alcuni santi, si sono riuniti in chiesa a pregare con le litanie dei santi, poi sono andati per le case a lasciare un santino ed hanno terminato con Messa e cena insieme. Insomma hanno festeggiato lo Holyween (holy in inglese vuol dire santo). Una bella iniziativa per far concorrenza ad Halloween riportando l'attenzione alla Festa dei Santi che i cristiani festeggiano ogni anno per ricordare i santi, cioè le persone che sono in paradiso (il giorno dopo, il 2 novembre, si ricordano invece i defunti che sono in purgatorio e si prega per loro per favorire il prima possibile l'ascesa in paradiso e quindi la fine delle loro sofferenze).<br />Ebbene, il 1° novembre qualche ragazzo di quelli usciti incolumi dall'incidente si è presentato alla Messa con una rosa in mano per ringraziare il Signore del pericolo scampato. In quel momento tutti attendevano dal parroco una parola sull'accaduto. Infatti don Alessandro ha iniziato la Messa dicendo: "So che vi aspettate un commento ai fatti della notte scorsa...". Poi la domanda che fa riflettere: "Chi può negare che la preghiera di quei ragazzini, che si sono vestiti da santi ed hanno distribuito santini nelle case di Monteleone, non abbia in qualche modo evitato la strage di quella notte? D'altra parte, si sa che il Signore tiene sempre in grande considerazione i più piccoli e ascolta sempre le preghiere dei semplici!".<br />Poi il sacerdote ha condotto ad un'ulteriore riflessione con il brano evangelico dei dieci lebbrosi guariti dei quali solo uno torna indietro a ringraziare Gesù. Questo episodio fa ricordare a tutti noi e non solo a chi l'ha scampata il 31 ottobre, che lo scopo della nostra vita non deve essere la salute fisica, elemento sicuramente importante, ma la salvezza dell'anima, affinché Gesù possa dire anche a noi, come disse all'unico lebbroso (su dieci) tornato a ringraziarlo per la guarigione ottenuta: "Alzati e va', la tua fede ti ha salvato!", garantendogli così, oltre alla salute fisica, anche la salvezza eterna.<br />P.S. 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Certo, non si può dire che la sua melodia non sia sublime, e a un orecchio poco attento anche i suoi testi sembrerebbero vera poesia. Ma esaminandoli attentamente si può evincere come sia sottile e ben nascosto il messaggio che, subliminalmente (mica tanto subliminale poi), arriva alle nostre orecchie (...).<br />DUE MESSAGGI CHIARI: IL PARADISO (E DIO) E L'INFERNO (E IL DIAVOLO) NON ESISTONO<br />Immagina non ci sia il Paradiso<br />prova, è facile<br />Nessun inferno sotto i piedi<br />Sopra di noi solo il Cielo<br />Immagina che la gente viva per il presente<br />Sembra quasi che John volesse convincerci che senza il paradiso saremmo stati meglio. È facile dice lui! Quasi come a volere toglierci un peso; quella speranza che assilla ogni uomo: ci sarà il paradiso, oppure no? Non pensarci dice John! Immagina, non ci sarebbe nemmeno l'inferno, solamente il cielo terreno sopra di noi! Con 2 menzogne riesce quasi a farci credere che sia meglio come ci racconta.<br />In realtà, la prima affermazione, atta a negare il paradiso è un messaggio subliminale che vuole farci credere che non solo il paradiso (e quindi il regno di Dio) non esista, ma di conseguenza anche Dio stesso. Questo per fare perdere la fede agli uomini. Un classico pensiero ateo tanto di moda ai tempi di John e tornato in voga oggi giorno, in cui qualche stolto si ostina a credere e a volere fare credere ad altri che senza Dio si sta meglio, ma soprattutto che non c'è bisogno di lui.<br />Il secondo passo è poi una classica influenza demoniaca, in cui il diavolo insidia il povero John a scrivere e cantare questa orrenda nenia mascherata da grande canzone, con l'obiettivo di nascondere la sua esistenza. Niente inferno e quindi niente diavolo. Raggiunto così l'obiettivo primario del diavolo, che è quello di fare credere agli uomini di non esistere. Infine una piccola speranza, che per come gira tutta la prima fase della canzone sembra quasi una figata: "solo il cielo sopra di noi". Agli uomini spetta molto di più di un cielo terreno! Spetta il regno di Dio!<br />Immagina poi che la gente viva solo per il presente. Svuotala di tutto! Niente speranze, niente sogni, niente passato e niente futuro, niente memoria e niente esperienza. Solo oggi, solo adesso! Potrebbe sembrare quasi avere relazione con alcune scritture che dicono che ad ogni giorno basta la sua pena, ma questo non significa che gli uomini debbano vivere solo il presente!<br />UN MISTONE DI ATEISMO E NUOVO ORDINE MONDIALE PER COMPIACERE GLI STOLTI<br />Immagina non ci siano paesi<br />non è difficile<br />Niente per cui uccidere e morire<br />e nessuna religione<br />Immagina che tutti<br />vivano la loro vita in pace<br />La prima frase sembra un preludio al nuovo ordine mondiale, che nei passi successivi della canzone trova infatti conferma. Niente per uccidere e morire. Quindi nemmeno per dare la vita e vivere? Poiché in un mondo dove non esiste il male non esiste nemmeno il bene. Essi sono paritari. Al di sopra di ogni contesto e regola divina. Senza uno l'altro non c'è. La forza e il futuro degli uomini sta nel fatto che un giorno vivranno conoscendo pienamente entrambi e la loro consapevolezza sarà così ampia, così infinita, che vivranno solo per il bene, rinnegando completamente il male. Entrambi esisteranno, ma il male non avrà modo di essere, poiché nessuno lo compirà.<br />Ma non è ancora questo il giorno. Prima di vedere la luce, gli uomini devono passare attraverso le tenebre. Illuderli che ci sia una scorciatoia equivale ad allontanarli dalla verità, indebolirli. Mostrargli le cose come stanno equivale invece a renderli consapevoli dei propri percorsi e delle proprie responsabilità, fortificandoli, rendendoli consapevoli della loro forza e del loro destino! La morte poi, fa parte della vita. Non è certo contraria ad essa. Poiché il contrario dell'esistenza è la non esistenza. Ma quando gli uomini muoiono continuando ad esistere, fanno un'esperienza. Solo tramite la morte ci può essere una rinascita!<br />Nessuna religione. Beh, quasi sono d'accordo, ma solo perché considero la parola religione inventata dagli uomini. Quando gli uomini vivono il loro rapporto con Dio in spirito e verità non c'è nessuna religione. Ma il messaggio di John pare ancora una volta un invito all'ateismo: senza religione nessuno litiga, si sta meglio. E ancora una volta il messaggio subliminale è dietro l'angolo: senza Dio tutti stiamo meglio! Infine ancora il messaggio invogliatore che chiude il verso: tutti vivremo così in pace. Ancora una volta si offre un piacere terreno per allontanare gli uomini dal loro destino spirituale. Vivere questa vita in pace, senza guerre, senza morte, senza religione. Eppure gli uomini sono simili a Dio proprio perché hanno conosciuto il bene e il male.<br />UNISCITI A NOI IN UN MONDO CON UNA SOLA BANDIERA E CHE NON HA BISOGNO DI DIO<br />Puoi dire che sono un sognatore<br />ma non sono il solo<br />Spero che ti unirai anche tu un giorno<br />e che il mondo diventi uno<br />Non dirò che sei un sognatore, ma solo che sei stato uno stolto. Avrò comprensione di te, che sei caduto nelle trappole del male. John cerca di valorizzare il suo pensiero dicendoci che non è il solo, ma che sono tanti, quasi a invogliarci a entrare a fare parte della loro cerchia, a non rimanere in disparte, ad unirci al gruppo. No grazie, personalmente sto bene dove sono. Non mi unirò a voi.<br />La speranza che il mondo diventi uno, associata alla prima strofa del secondo verso, conferma quanto detto circa il nuovo ordine mondiale. Un mondo che John sperava di vedere e che personalmente sono contento non abbia visto e che mi auguro di non dovere vedere io. Un mondo dove Dio non esiste, dove gli uomini vivono una falsa pace poiché istituzionalizzata dai potenti del mondo. Una pace quasi soporifera, dove la verità è nascosta agli uomini. Un mondo dove non ci sono più diversità perché i potenti del mondo hanno conformato tutti gli uomini sotto un unico pensiero ed un'unica bandiera. Un mondo senza paesi. Un mondo solo, un mondo triste.<br />UN MONDO SENZA POSSESSI. JOHN LENNON PERÒ PUÒ AVERE FERRARI, VILLE E UN GRAN PACCO DI SOLDI!<br />Immagina un mondo senza possessi<br />mi chiedo se ci riesci<br />senza necessità di avidità o rabbia<br />La fratellanza tra gli uomini<br />Immagina tutta le gente<br />condividere il mondo intero<br />Si, credo di potere riuscire a immaginare un mondo senza possessi, avidità e rabbia. Ma per un uomo dei tuoi e dei miei tempi è un percorso difficile, questo è fuori discussione. Certo detto da chi girava in Ferrari ed era una rockstar milionaria fa sicuramente riflettere! John Lennon credeva che i soldi non cambiassero una persona e i suoi sentimenti. A mio avviso nulla di più sbagliato. Non a caso John Lennon era un ateo convinto e gli mancavano probabilmente i concetti di carità e ricchezza interiore. Nonostante cantasse alcune cose ne viveva poi altre.<br />I soldi sono la prima cosa che manda fuori di testa un uomo; oggi come ai suoi tempi. Ritengo facesse grosse battaglie interiori (almeno spero per lui che combattesse in qualche modo ciò che diceva e cantava), soprattutto quando si esaltava nell'essere, insieme ai Beatles, più famoso di Gesù Cristo. Non so se sia vera questa affermazione, ma Cristo è "famoso" da circa 2000 anni, molta gente tra 2000 anni non saprà più chi è John Lennon. Questo solo per rimanere in linea con gli astrusi pensieri di Lennon, visto che non è assolutamente mia intenzione paragonare Lennon al Cristo!<br />Il finale di verso (e fondamentalmente di canzone) sembrerebbe essere ancora una volta un invito ad abbracciare il pensiero in cui gli uomini condividono il mondo. Dove sono tutti fratelli, tutti uniti sotto un unica bandiera. Tutta la gente che condivide il mondo eh! Ma ci sarà pur stato qualcuno che non voleva condividerlo! Mi chiedo, costoro che fine hanno fatto? La forza e la bellezza degli uomini sono le diversità. Togligli queste e ucciderai la specie umana.<br />CIÒ CHE CREDEVA E CHE HA FATTO JOHN LENNON<br />Con le sue canzoni John Lennon ha pubblicizzato ateismo e ordine mondiale passando per un pacifista e intellettuale. Ancora una volta una figura commerciale ha inebetito la stragrande maggioranza di persone che non ha capito proprio nulla di ciò che Lennon credeva e cantava.<br />Rispetto John Lennon come persona e tutti i suoi fan e con questo post non voglio di certo offendere la sua memoria, ma solo porre il dubbio in coloro che lo hanno sempre visto come un pacifista e portatore di grandi messaggi umanitari. Nella sua canzone "God", John Lennon dichiara di non credere alle scritture e al Cristo. Con Imagine sembra quasi volerci invitare in nuovo mondo.<br />Un mondo che, guarda caso, è tale e quale a quello che i potenti della terra stanno architettando per il prossimo secolo. In questo mondo tutti gli uomini saranno ghermiti da forze e poteri oscuri e]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/57930161</guid><pubDate>Fri, 26 Aug 2011 15:09:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/57930161/imagine_di_john_lennon_utopia_pacifista_intrisa_di_ideologie_totalitarie.mp3" length="10438006" type="audio/mpeg"/><itunes:author>BastaBugie</itunes:author><itunes:subtitle>TESTO DELL'ARTICOLO ➜ https://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=1880

''IMAGINE'' DI JOHN LENNON: UTOPIA PACIFISTA INTRISA DI IDEOLOGIE TOTALITARIE di Gabriele D'Amato

Imagine di John Lennon è stata decretata più e più volte (anche ufficialmente...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="https://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=1880" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=1880</a><br /><br />''IMAGINE'' DI JOHN LENNON: UTOPIA PACIFISTA INTRISA DI IDEOLOGIE TOTALITARIE di Gabriele D'Amato<br /><br />Imagine di John Lennon è stata decretata più e più volte (anche ufficialmente credo) la canzone del secolo scorso. Certo, non si può dire che la sua melodia non sia sublime, e a un orecchio poco attento anche i suoi testi sembrerebbero vera poesia. Ma esaminandoli attentamente si può evincere come sia sottile e ben nascosto il messaggio che, subliminalmente (mica tanto subliminale poi), arriva alle nostre orecchie (...).<br />DUE MESSAGGI CHIARI: IL PARADISO (E DIO) E L'INFERNO (E IL DIAVOLO) NON ESISTONO<br />Immagina non ci sia il Paradiso<br />prova, è facile<br />Nessun inferno sotto i piedi<br />Sopra di noi solo il Cielo<br />Immagina che la gente viva per il presente<br />Sembra quasi che John volesse convincerci che senza il paradiso saremmo stati meglio. È facile dice lui! Quasi come a volere toglierci un peso; quella speranza che assilla ogni uomo: ci sarà il paradiso, oppure no? Non pensarci dice John! Immagina, non ci sarebbe nemmeno l'inferno, solamente il cielo terreno sopra di noi! Con 2 menzogne riesce quasi a farci credere che sia meglio come ci racconta.<br />In realtà, la prima affermazione, atta a negare il paradiso è un messaggio subliminale che vuole farci credere che non solo il paradiso (e quindi il regno di Dio) non esista, ma di conseguenza anche Dio stesso. Questo per fare perdere la fede agli uomini. Un classico pensiero ateo tanto di moda ai tempi di John e tornato in voga oggi giorno, in cui qualche stolto si ostina a credere e a volere fare credere ad altri che senza Dio si sta meglio, ma soprattutto che non c'è bisogno di lui.<br />Il secondo passo è poi una classica influenza demoniaca, in cui il diavolo insidia il povero John a scrivere e cantare questa orrenda nenia mascherata da grande canzone, con l'obiettivo di nascondere la sua esistenza. Niente inferno e quindi niente diavolo. Raggiunto così l'obiettivo primario del diavolo, che è quello di fare credere agli uomini di non esistere. Infine una piccola speranza, che per come gira tutta la prima fase della canzone sembra quasi una figata: "solo il cielo sopra di noi". Agli uomini spetta molto di più di un cielo terreno! Spetta il regno di Dio!<br />Immagina poi che la gente viva solo per il presente. Svuotala di tutto! Niente speranze, niente sogni, niente passato e niente futuro, niente memoria e niente esperienza. Solo oggi, solo adesso! Potrebbe sembrare quasi avere relazione con alcune scritture che dicono che ad ogni giorno basta la sua pena, ma questo non significa che gli uomini debbano vivere solo il presente!<br />UN MISTONE DI ATEISMO E NUOVO ORDINE MONDIALE PER COMPIACERE GLI STOLTI<br />Immagina non ci siano paesi<br />non è difficile<br />Niente per cui uccidere e morire<br />e nessuna religione<br />Immagina che tutti<br />vivano la loro vita in pace<br />La prima frase sembra un preludio al nuovo ordine mondiale, che nei passi successivi della canzone trova infatti conferma. Niente per uccidere e morire. Quindi nemmeno per dare la vita e vivere? Poiché in un mondo dove non esiste il male non esiste nemmeno il bene. Essi sono paritari. Al di sopra di ogni contesto e regola divina. Senza uno l'altro non c'è. La forza e il futuro degli uomini sta nel fatto che un giorno vivranno conoscendo pienamente entrambi e la loro consapevolezza sarà così ampia, così infinita, che vivranno solo per il bene, rinnegando completamente il male. Entrambi esisteranno, ma il male non avrà modo di essere, poiché nessuno lo compirà.<br />Ma non è ancora questo il giorno. Prima di vedere la luce, gli uomini devono passare attraverso le tenebre. Illuderli che ci sia una scorciatoia equivale ad allontanarli dalla verità, indebolirli. Mostrargli le cose...]]></itunes:summary><itunes:duration>653</itunes:duration><itunes:keywords>beatles,imagine,johnlennon,nuovoordinemondiale,totalitarismo,utopia</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/0b936b0b1201d452d05fee8f0522f0e6.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>E' morto Enzo Bearzot</title><link>https://www.spreaker.com/episode/e-morto-enzo-bearzot--60513735</link><description><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="https://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=1538" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=1538</a><br /><br />E' MORTO ENZO BEARZOT, IL GRANDE ALLENATORE DELLA NAZIONALE VINCITRICE DELLA COPPA DEL MONDO IN SPAGNA di Riccardo Cascioli<br />«Un uomo di grande fede, corretto, che non accettava compromessi sui valori. Questo era Enzo Bearzot, e tanti amici possono testimoniarlo». E’ questa la prima cosa che viene in mente a don Luigi Pozzoli, il “suo” amico parroco di Santa Maria in Paradiso, nel centro di Milano, dove Bearzot, di origine friulana, si era stabilito. Prima calciatore – Inter, Catania, ma soprattutto il Torino di Pianelli – poi Ct (Commissario tecnico) della Nazionale. Della grande Nazionale azzurra, che nella finale del 1982 al Santiago Bernabeu (Madrid) trionfò contro la Germania, riportando in Italia la Coppa del mondo che mancava da 44 anni. Quelle immagini di Bearzot, schivo, con la pipa sempre in bocca, quasi a voler ostentare distacco da quanto accadeva in campo, fanno ormai parte della storia del nostro Paese, così come le immagini che lo vedono insieme a un euforico presidente della Repubblica Sandro Pertini nel volo di ritorno in Italia.<br />«L’ho conosciuto poco dopo il Mondiale del 1982 – ricorda don Luigi - semplicemente andando a benedire le case. La sua casa era nella mia parrocchia, ed è stato lui ad accogliermi quella sera. Ci siamo fermati anche a chiacchierare, del calcio, del mondiale vinto, ma non solo». E da lì è nato un rapporto di amicizia che non si è mai più interrotto, anche se negli ultimi tempi – a causa delle condizioni di salute di entrambi – si sono potuti parlare solo da lontano. «Veniva sempre puntuale con la moglie alla messa che celebravo io, alle 11. E poi dopo, sempre in trattoria con un gruppo di amici. Qualche volta ha convinto ad andare pure me». Una bella compagnia con cui amava parlare di calcio, ma non solo: «Per lui il calcio era un’attività splendida, che ha seguito sempre con grande passione, anche quando era uscito dal giro, come si dice. Ma non accettava compromessi sui valori, non scendeva a patti con la coscienza». Forse anche per questo non era più nel “giro”: «Diceva spesso che il mondo del calcio si era guastato, era falsato dall’arrivismo e dai tanti interessi che ci ruotano intorno. Seguiva sempre il calcio, lo commentava sempre in trattoria con gli amici, ma non gli piacevano i tanti eccessi che ci sono in questo mondo».<br />Grande passione, amore per il gioco, ma anche valori, che venivano dalla sua fede, e che voleva rispettati da tutti: «Valori di coerenza, di dirittura morale: voleva in squadra giocatori sempre disposti a lavorare, senza secondi fini se non la volontà di affermarsi con la squadra». Questo lo ha portato a fare convocazioni per la Nazionale che, agli occhi degli esperti, sembravano incomprensibili: «Lui ricordava sempre la scelta di Cabrini, che arrivò in Nazionale facendo la riserva nella Juventus, e di Paolo Rossi, che portò ai Mondiali del 1982 contro il parere degli altri componenti lo staff della Nazionale».<br />Coerente, diretto nei rapporti, «si è sempre tenuto fuori da intrallazzi e giochi di potere», per questo privilegiava i rapporti genuini con gli amici della trattoria. Amici che per celebrare i suoi 80 anni, gli hanno dedicato un libro, con testimonianze e ricordi. E alla presentazione – ovviamente in osteria - ha fatto emergere la sua filosofia di vita, ha richiamato l’equilibrio, la capacità di guardare oltre l’immediato: «Life is now  – disse nell’occasione  - è una cosa vergognosa. La vita non è soltanto adesso, è anche adesso, ma deve esserci un po' di passato e tanto di futuro, non si è solo ragazzini, si è stati bambini e saremo vecchi. Io non sono meno importante di mio nipote !».<br />E al futuro ha guardato fino all’ultimo: «Anche nella malattia – dice don Luigi – non si è smentito. Ha affrontato la sofferenza con coraggio, sapeva benissimo quello che aveva e quello che lo aspettava, ma ha vissuto il tutto con grande serenità. Ha coltivato e trasmesso speranza anche agli amici che gli sono stati accanto».]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/60513735</guid><pubDate>Fri, 24 Dec 2010 10:04:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/60513735/e_morto_enzo_bearzot.mp3" length="5504214" type="audio/mpeg"/><itunes:author>BastaBugie</itunes:author><itunes:subtitle>TESTO DELL'ARTICOLO ➜ https://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=1538

E' MORTO ENZO BEARZOT, IL GRANDE ALLENATORE DELLA NAZIONALE VINCITRICE DELLA COPPA DEL MONDO IN SPAGNA di Riccardo Cascioli
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