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<rss xmlns:itunes="http://www.itunes.com/dtds/podcast-1.0.dtd" xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom" xmlns:podcast="https://podcastindex.org/namespace/1.0" xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" version="2.0"><channel><title>America - BastaBugie.it</title><link>http://www.bastabugie.it/it/filtra_argomenti.php?id=25</link><description><![CDATA[Tutto quello che non vi dicono sugli Stati Uniti d'America]]></description><atom:link href="https://www.spreaker.com/show/3572357/episodes/feed" rel="self" type="application/rss+xml"/><language>it</language><category>News</category><copyright>Copyright BastaBugie</copyright><image><url>https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/d4fe13e596c98fe98e5c21d13a2a8e8f.jpg</url><title>America - BastaBugie.it</title><link>http://www.bastabugie.it/it/filtra_argomenti.php?id=25</link></image><lastBuildDate>Tue, 21 Apr 2026 22:14:08 +0000</lastBuildDate><itunes:author>BastaBugie</itunes:author><itunes:owner><itunes:name>BastaBugie</itunes:name><itunes:email>feeds@spreaker.com</itunes:email></itunes:owner><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/d4fe13e596c98fe98e5c21d13a2a8e8f.jpg"/><itunes:subtitle>Tutto quello che non vi dicono sugli Stati Uniti d'America</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Tutto quello che non vi dicono sugli Stati Uniti d'America]]></itunes:summary><itunes:category text="News"/><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:type>episodic</itunes:type><item><title>Trump contro il Papa, quando la politica si fa religione di guerra</title><link>https://www.spreaker.com/episode/trump-contro-il-papa-quando-la-politica-si-fa-religione-di-guerra--71534520</link><description><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="https://www.bastabugie.it/8511" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://www.bastabugie.it/8511</a><br /><br />TRUMP CONTRO IL PAPA, QUANDO LA POLITICA SI FA RELIGIONE DI GUERRA<br />di Roberto Vivaldelli<br /> <br />L'attacco senza precedenti del presidente Donald Trump contro Papa Leone XIV, scatenato da una disputa sulla guerra contro l'Iran, non rappresenta un fulmine a ciel sereno. È piuttosto l'esito visibile, tra le altre cose, di una tensione sotterranea di cui poco si parla e che attraversa l'amministrazione repubblicana fin dal primo giorno del secondo mandato - e che, a ben vedere, affonda le sue radici nella storia stessa della politica statunitense. Si tratta di un confronto silenzioso ma sempre più aspro tra il mondo cattolico e una Casa Bianca sempre più influenzata da posizioni evangelico-millenariste.<br />Per comprendere la frattura attuale tra il Pontefice e il presidente americano, infatti, non basta guardare alle ultime settimane. Occorre risalire a un'immagine diventata virale: la preghiera nella Sala Ovale. In quell'occasione, alcuni pastori evangelici, con le mani appoggiate sul presidente Trump, invocarono esplicitamente la benedizione divina per la vittoria degli Stati Uniti in una guerra totale contro l'Iran. L'evento, ampiamente documentato sui social, fu organizzato da Paula White Cain, storica figura del movimento cristiano conservatore pro-Trump, sostenitrice della teologia della prosperità e di una lettura in definitiva apocalittica della politica estera.<br />Questo episodio non è folkloristico: segna lo spostamento ideologico dell'amministrazione da un realismo di matrice cattolica a una visione escatologica che interpreta il conflitto mediorientale - in particolare contro l'Iran sciita - come parte di una sorta di piano divino. Ne è un plastico esempio il sermone tenuto il 1° marzo 2026 da John Hagee, fondatore di Cristiani Uniti per Israele: «Profeticamente, siamo proprio al momento giusto». Il pastore pregò affinché «Dio Onnipotente venga portato sul campo di battaglia e che i nemici di Sion e i nemici degli Stati Uniti possano essere distrutti davanti ai nostri occhi». Per molti evangelici conservatori, proteggere Israele e combattere l'Iran non è soltanto una scelta geopolitica, ma un preciso dovere escatologico. È proprio tale visione apocalittica che Papa Leone XIV ha contestato apertamente.<br />Dopo che il presidente Trump aveva minacciato di "cancellare un'intera civiltà" e di ricorrere all'arma atomica - un'ipotesi che avrebbe portato l'umanità sull'orlo del baratro - il Pontefice ha dichiarato con fermezza: «Oggi come tutti sappiamo c'è stata anche questa minaccia contro tutto il popolo dell'Iran e questo veramente non è accettabile». Parole che si sono sommate a quanto, nella Domenica delle Palme, aveva detto sempre Papa Leone XIV citando il profeta Isaia (1,15): «Gesù non ascolta le preghiere di coloro che fanno la guerra, ma le respinge, dicendo: "Anche se molte preghiere fate, io non vi ascolterò, perché le vostre mani sono piene di sangue"». E aveva aggiunto: «Gesù è il Re della Pace, che rifiuta la guerra, che nessuno può usare per giustificare la guerra. Egli non ascolta le preghiere di coloro che fanno la guerra, ma le respinge».<br />Si trattava, anche in quel caso, di una critica diretta all'amministrazione Trump, e in particolare al Segretario alla Guerra Pete Hegseth, che aveva invocato Dio promettendo che l'esercito americano avrebbe portato «morte e distruzione dall'alto» in Iran. Parole che riecheggiavano quelle di altri esponenti evangelici e neoconservatori favorevoli alla guerra, come l'ambasciatore in Israele Mike Huckabee e i senatori Ted Cruz e Lindsey Graham - un copione già visto nel 2003 con l'Iraq. In questo clima di crescente tensione, assume un rilievo particolare la figura del cattolico più influente dell'amministrazione: il vicepresidente JD Vance.<br />Convertitosi al cattolicesimo nel 2019, Vance rappresenta potenzialmente l'unico ponte credibile tra la Casa Bianca e il magistero pontificio. Finora, verosimilmente per ragioni di pura sopravvivenza politica, Vance ha scelto di allinearsi pubblicamente alla linea del presidente, arrivando a invitare il Vaticano «ad attenersi alle questioni morali» e a non interferire nelle scelte di politica estera. Uscita a vuoto? Sì, e peraltro ben difficilmente sottoscrivibile. Tuttavia, non va sottovalutato il ruolo che Vance sta svolgendo dietro le quinte. È stato proprio lui a guidare i delicati negoziati di Islamabad con l'Iran, negoziati finora falliti (tanto che c'è chi ha visto in quella "missione impossibile" una polpetta avvelenata ai danni del vicepresidente) ma che - secondo fonti diplomatiche - potrebbero riprendere a breve.<br />In un'amministrazione sempre più incline a una deriva messianico-radicale, a oggi Vance rimane forse l'unico alto funzionario in grado di porre un freno razionale a una escalation che potrebbe rivelarsi catastrofica. Vance ha dunque una responsabilità storica, per il Gop: impedire che questa frattura tra evangelici militanti e cattolici moderati si trasformi in una ferita aperta all'interno del Partito Repubblicano. Una deriva del genere non rischierebbe soltanto di compromettere le performance del partito alle prossime elezioni di midterm, ma potrebbe indebolire strutturalmente il Gop nel lungo periodo, alienando quell'elettorato cattolico conservatore che, negli ultimi anni, è diventato sempre più decisivo per le vittorie repubblicane.<br /><b><br />Nota di BastaBugie:</b> <i>Roberto de Mattei nell'articolo seguente dal titolo "Il Papa e Trump: un contrasto esplosivo" spiega perché Donald Trump ha attaccato frontalmente Leone XIV.<br />Ecco l'articolo completo pubblicato su Radio Roma Libera il 15 aprile 2026:</i><br />Dopo le invettive del presidente Trump contro Papa Leone XIV, la deplorazione è d'obbligo, e bene ha fatto la presidente del Consiglio italiana Giorgia Meloni ad esprimerla, come leader di una nazione che ospita la Cattedra di Pietro. Leone XIV è il Capo della Chiesa universale, al di sopra di tutti i potenti della terra, e mai come in questo caso il rispetto della forma è rispetto della sostanza. Ma alla deplorazione deve seguire l'analisi delle parole e dei fatti, se non si vuole essere vittima delle sabbie mobili del caos che inghiottiscono chiunque rinunci all'uso della ragione in un'epoca di turbolenza come quella che viviamo. E la prima domanda che deve porsi chi vuole usare la ragione è perché Donald Trump abbia attaccato frontalmente Leone XIV, accusandolo di essere «liberal» e di «assecondare la sinistra radicale» quando, nel suo primo mandato presidenziale, non ha mai attaccato con tanta veemenza papa Francesco, che era certamente più «liberal» e di sinistra del suo successore.  <br />Ripercorriamo innanzitutto gli eventi: «Un'intera civiltà morirà stanotte, per non essere mai più riportata in vita», ha scritto Trump il 7 aprile su Truth, a poche ore dalla scadenza dell'ultimatum con cui tentava di far accettare a Teheran una resa incondizionata. Leone XIV ha preso sul serio la minaccia roboante di Trump e lo stesso giorno, uscendo da Castel Gandolfo ha definito «inaccettabile» la minaccia al popolo iraniano. Non era la prima volta che in maniera diretta o indiretta rimproverava il presidente americano per la sua gestione della crisi.<br />L'11 aprile, dopo la veglia di preghiera tenuta nella basilica di San Pietro nelle stesse ore in cui Stati Uniti e Iran stavano tenendo i colloqui di pace, poi falliti in Pakistan, Trump si è sfogato contro il Papa sul suo social, Truth definendolo «debole sui fatti criminosi» e «pessimo in politica estera». Il presidente americano ha aggiunto: «Non voglio un papa che trovi terribile il fatto che l'America abbia attaccato il Venezuela, un Paese che stava inviando enormi quantità di droga negli Stati Uniti e, cosa ancora peggiore, svuotando le proprie prigioni - inclusi assassini, spacciatori e killer - mandandoli nel nostro Paese». Trump ha detto ancora, «Non voglio un Papa che critichi il presidente americano perché sto facendo esattamente quello per cui sono stato eletto, con una vittoria schiacciante, vale a dire portare la criminalità ai minimi storici e creare il più grande mercato azionario della storia. Preferisco di gran lunga suo fratello Louis che ha capito tutto». Il duro post è stato seguito dalla pubblicazione di un'immagine creata con l'intelligenza artificiale di un Trump-Messia, presto rimossa dopo la pioggia di critiche. <br />All'attacco frontale di Trump, è seguita una sobria replica di Leone XIV. «Non mi fa paura» e «non voglio aprire un dibattito», ha detto il Papa ai giornalisti. sbarcando in Algeria, nel suo viaggio in Africa. «Non sono un politico: smettiamola con le guerre!», ha spiegato ancora il Pontefice ricordando di parlare «del Vangelo: continuerò a farlo ad alta voce» contro i conflitti.<br />Trump, che non mostra di conoscere né le regole della diplomazia, né quelle della buona educazione, si serve dell'iperbole come arma di negoziato, Non è l'unico a farlo. Fin dall'inizio del conflitto in Ucraina, Putin, e soprattutto, l'ex Presidente russo Dmitry Medvedev, continuano a minacciare l'uso dell'arma nucleare. È molto inquietante, ma non è detto che abbiano intenzione di far seguire i fatti alle parole. Il problema è che la Russia, come la Cina e la Corea del Nord, dispone di un arsenale nucleare, l'Iran non ancora. Qui cade la domanda di fondo, formulata da Mario Sechi su "Libero" del 14 aprile in questi termini: «Cosa si fa con l'Iran che ribadisce di voler continuare il suo programma nucleare»?  La trattativa, infatti, è fallita proprio perché l'Iran non vuole rinunciare all'uso della bomba atomica. Un intervento militare svolto a sventare questa minaccia non rientra in q]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/71534520</guid><pubDate>Tue, 21 Apr 2026 22:13:38 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/71534520/trump_contro_il_papa.mp3" length="15816037" type="audio/mpeg"/><itunes:author>BastaBugie</itunes:author><itunes:subtitle>TESTO DELL'ARTICOLO ➜ https://www.bastabugie.it/8511

TRUMP CONTRO IL PAPA, QUANDO LA POLITICA SI FA RELIGIONE DI GUERRA
di Roberto Vivaldelli
 
L'attacco senza precedenti del presidente Donald Trump contro Papa Leone XIV, scatenato da una disputa...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="https://www.bastabugie.it/8511" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://www.bastabugie.it/8511</a><br /><br />TRUMP CONTRO IL PAPA, QUANDO LA POLITICA SI FA RELIGIONE DI GUERRA<br />di Roberto Vivaldelli<br /> <br />L'attacco senza precedenti del presidente Donald Trump contro Papa Leone XIV, scatenato da una disputa sulla guerra contro l'Iran, non rappresenta un fulmine a ciel sereno. È piuttosto l'esito visibile, tra le altre cose, di una tensione sotterranea di cui poco si parla e che attraversa l'amministrazione repubblicana fin dal primo giorno del secondo mandato - e che, a ben vedere, affonda le sue radici nella storia stessa della politica statunitense. Si tratta di un confronto silenzioso ma sempre più aspro tra il mondo cattolico e una Casa Bianca sempre più influenzata da posizioni evangelico-millenariste.<br />Per comprendere la frattura attuale tra il Pontefice e il presidente americano, infatti, non basta guardare alle ultime settimane. Occorre risalire a un'immagine diventata virale: la preghiera nella Sala Ovale. In quell'occasione, alcuni pastori evangelici, con le mani appoggiate sul presidente Trump, invocarono esplicitamente la benedizione divina per la vittoria degli Stati Uniti in una guerra totale contro l'Iran. L'evento, ampiamente documentato sui social, fu organizzato da Paula White Cain, storica figura del movimento cristiano conservatore pro-Trump, sostenitrice della teologia della prosperità e di una lettura in definitiva apocalittica della politica estera.<br />Questo episodio non è folkloristico: segna lo spostamento ideologico dell'amministrazione da un realismo di matrice cattolica a una visione escatologica che interpreta il conflitto mediorientale - in particolare contro l'Iran sciita - come parte di una sorta di piano divino. Ne è un plastico esempio il sermone tenuto il 1° marzo 2026 da John Hagee, fondatore di Cristiani Uniti per Israele: «Profeticamente, siamo proprio al momento giusto». Il pastore pregò affinché «Dio Onnipotente venga portato sul campo di battaglia e che i nemici di Sion e i nemici degli Stati Uniti possano essere distrutti davanti ai nostri occhi». Per molti evangelici conservatori, proteggere Israele e combattere l'Iran non è soltanto una scelta geopolitica, ma un preciso dovere escatologico. È proprio tale visione apocalittica che Papa Leone XIV ha contestato apertamente.<br />Dopo che il presidente Trump aveva minacciato di "cancellare un'intera civiltà" e di ricorrere all'arma atomica - un'ipotesi che avrebbe portato l'umanità sull'orlo del baratro - il Pontefice ha dichiarato con fermezza: «Oggi come tutti sappiamo c'è stata anche questa minaccia contro tutto il popolo dell'Iran e questo veramente non è accettabile». Parole che si sono sommate a quanto, nella Domenica delle Palme, aveva detto sempre Papa Leone XIV citando il profeta Isaia (1,15): «Gesù non ascolta le preghiere di coloro che fanno la guerra, ma le respinge, dicendo: "Anche se molte preghiere fate, io non vi ascolterò, perché le vostre mani sono piene di sangue"». E aveva aggiunto: «Gesù è il Re della Pace, che rifiuta la guerra, che nessuno può usare per giustificare la guerra. Egli non ascolta le preghiere di coloro che fanno la guerra, ma le respinge».<br />Si trattava, anche in quel caso, di una critica diretta all'amministrazione Trump, e in particolare al Segretario alla Guerra Pete Hegseth, che aveva invocato Dio promettendo che l'esercito americano avrebbe portato «morte e distruzione dall'alto» in Iran. Parole che riecheggiavano quelle di altri esponenti evangelici e neoconservatori favorevoli alla guerra, come l'ambasciatore in Israele Mike Huckabee e i senatori Ted Cruz e Lindsey Graham - un copione già visto nel 2003 con l'Iraq. 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Questa è la didascalia a un post del famosissimo gioco da tavolo Risiko, compagno di pomeriggi interminabili e sfide epiche tra adolescenti e non, ma senza conseguenze geopolitiche, fino all'avvento degli smartphone. Ma ciò che ha spinto Trump alla sua ormai innegabile fissazione per l'isola più grande del mondo non sono motivi così superficiali. Gli Usa devono averla, ha dichiarato, e "in un modo o nell'altro" l'avranno.<br />Ciò che lo attira è il suo ricchissimo sottosuolo, pieno di quelle terre rare indispensabili per l'elettronica avanzata, l'AI e compagnia. Il valore economico e strategico di questo territorio e di ciò che gli investimenti Usa permetterebbero di estrarre - 1,5 milioni di tonnellate di terre rare- è incalcolabile, o meglio potrebbe valere la supremazia economica degli Stati Uniti per i prossimi cinquant'anni. Acquisirla potrebbe infatti interrompere il monopolio cinese su chip, batterie, difesa, commenta Diego Toffoli, responsabile investimenti di Intermonte advisory &amp; gestione, su Adnkronos.<br />COLONIA DELLA DANIMARCA<br />In questa partita che sembra giocarsi però tutta su tavoli lontani dalla Groenlandia, cosa pensano invece i suoi abitanti? L'isola è stata colonia della Danimarca dal XVIII secolo fino all'inizio del XX; conquistata perché territorio strategico per la caccia alle balene, ha potuto godere di una certa libertà a scopi strategici perché proprio gli Inuit, popolazione indigena dei territori artici, con le loro tradizioni, erano abilissimi cacciatori di cetacei. Il colonialismo gentile dei danesi, quindi, era in ogni caso mosso da calcoli di convenienza. Ora che i riflettori del mondo sono puntati sull'isola però molti aspetti del dominio danese tutt'altro che gentili e rispettosi stanno emergendo con forza e per la popolazione questa situazione può addirittura trasformarsi in opportunità. La Groenlandia è una democrazia parlamentare rappresentativa e una nazione costitutiva autonoma all'interno del Regno di Danimarca, con un sistema di autogoverno che le conferisce autonomia questioni interne ma non su difesa e esteri.<br />Se fino a metà del '900 ha potuto godere di una forma di colonialismo pacifico e di una protezione attiva del suo isolamento, dal 1953 la madrepatria ha intrapreso una danizzazione intensa e traumatica. Fu imposta la lingua danese, un'urbanizzazione a tappe forzate, l'istruzione impostata su un curriculum danese, molti bambini Inuit tolti alle famiglie e portati in Danimarca, tutto per ottenere una assimilazione culturale e una cancellazione dell'identità della popolazione originaria. In questa strategia di omologazione uno degli strumenti più odiosi messi in atto sistematicamente e in modo subdolo a danno della popolazione, è stata la sterilizzazione forzata delle donne in età fertile. Con il pretesto di controlli di routine alle giovani Inuit a molte giovani veniva inserita la spirale, cosa che spesso scoprivano anni dopo non riuscendo a restare incinte e in molti casi perdendo del tutto la propria capacità di concepimento.<br />ALMENO 4500 DONNE<br />Questa pratica, secondo un report del governo danese, sarebbe andata avanti dal 1960 al 1991, anno in cui la Danimarca smise di controllare direttamente il sistema sanitario groenlandese. Solo fra il 1960 e il 1970 avrebbe coinvolto almeno 4500 donne, cioè la metà di quelle in età fertile. La prima donna a parlare pubblicamente della sua sterilizzazione forzata è stata la psicologa e attivista Naja Lyberth, che nel 2017 creò un gruppo Facebook per raccogliere testimonianze di altre persone che avevano vissuto la stessa esperienza. La drammatica vicenda ha avuto quindi risonanza internazionale e lo stesso governo danese ha chiesto scusa e risarcito le donne che avevano intentato una causa per la violenza e le menomazioni subite.<br />Una discriminazione che sa di genocidio preventivo. Se prevale da parte della popolazione groenlandese certamente una ferma opposizione all'idea di essere acquisiti, se non addirittura acquistati dagli Stati Uniti, (i sondaggi infatti mostrano che solo il 6% dei 56mila abitanti sarebbe favorevole a diventare territorio statunitense), c'è chi vede nell'attuale escalation un'opportunità. Come riporta il sito Kath.net: «Almeno sta sfidando il controllo danese", afferma Amarok Petersen - attivista e una delle vittime della sterilizzazione - a proposito di Trump. "Questa discussione non era mai stata consentita prima"».<br />Nota di BastaBugie: Gianandrea Gaiani nell'articolo seguente dal titolo "Lo show di Trump a Davos. Poi l'accordo sulla Groenlandia" parla di Trump che lancia accuse contro la Nato, ma esclude l'uso della forza per prendere la Groenlandia. E in serata arriva la fumata bianca: accordo col resto della Nato per lo sfruttamento dell'isola artica.<br />Ecco l'articolo pubblicato su La Nuova Bussola Quotidiana il 22 gennaio 2026:<br />Mentre il governo della Groenlandia pubblica una nuova brochure con i consigli alla popolazione in caso di crisi sul territorio, Donald Trump a Davos tranquillizza almeno in parte la popolazione dell'isola affermando che non intende usare la forza per conquistarla. Il documento viene presentato come una "assicurazione", come ha spiegato il ministro dell'Autosufficienza, Peter Borg, in una conferenza stampa a Nuuk. "Non ci aspettiamo che sia necessaria". La sera stessa aveva già raggiunto un accordo con la Nato, rappresentata dal segretario generale Mark Rutte, e Trump ha ritirato la minaccia dei dazi ai paesi europei che avevano mandato contingenti simbolici sull'isola artica, su richiesta della Danimarca. <br />Secondo quanto riferisce l'emittente danese Tv2, i cittadini groenlandesi hanno ricevuto un opuscolo Preparati alle crisi - sopravvivere per cinque giorni del Dipartimento per l'Ambiente e la Natura. L'emittente danese ritiene che, tra i beni essenziali per la famiglia figurano: Acqua potabile; Tre litri d'acqua a persona al giorno; Eventuale acqua per gli animali domestici; Scorte alimentari per cinque giorni, a lunga conservazione e di facile preparazione; Armi da caccia, munizioni e attrezzatura da pesca; Farmaci e primo soccorso. Inoltre, il Dipartimento segnala l'utilità di avere con sé: Radio FM a batterie/manovella/pannelli solari e numeri di telefono importanti (familiari, vicini e autorità di emergenza), oltre a VHF o altri dispositivi di comunicazione satellitare. Qualcosa di simile al prontuario presentato lo scorso anno dalla Ue per far fronte a un'invasione russa.<br />Trump a Davos ha affermato che «vedremo quello che succede. L'opzione militare non è sul tavolo. Non penso che sarà necessaria. Penso che la gente userà il buon senso questa è l'unica notizia che vi do», ha detto il presidente dopo aver definito la Groenlandia «un grande pezzo di ghiaccio necessario per la sicurezza nazionale americana e dell'Occidente». Trump ha ricordato che nella Seconda Guerra Mondiale Washington aveva presidiato la Groenlandia (contro la minaccia dei sottomarini tedeschi) per poi "stupidamente" restituirla alla Danimarca a fine guerra. Questo «non sarebbe dovuto accadere ma allora la gente la pensava diversamente». Trump poi ha lamentato che la Nato «ha trattato ingiustamente gli Stati Uniti per anni», che hanno pagato «praticamente il 100% della difesa» degli altri alleati e senza chiedere mai nulla in cambio.<br />Una rivisitazione della storia discutibile che si conclude con la richiesta di Trump che gli europei per esprimere un sia pur tardivo ringraziamento cedano a Washington «una sola cosa, un pezzo di ghiaccio» che solo gli Stati Uniti hanno la capacità militare di difendere. «Solo noi abbiamo delle forze armate forti abbastanza, eravamo i più forti alla fine della Seconda Guerra Mondiale e ora lo siamo molto di più; di certo, non lo può fare la Danimarca», ha concluso confermando ancora una volta di considerare la Nato un organismo a cui gli Usa sono estranei. In ogni caso pur escludendo l'uso della forza, Trump ha chiarito che ne vuole la proprietà, non un altro tipo di accordo sulla Groenlandia e del resto a Washington è già stato preparato un disegno di legge che assegnerebbe all'isola lo status di 51° stato degli Usa.<br />Eppure, la sera stessa è stata raggiunta una prima intesa fra gli Usa e il resto della Nato. Donald Trump ha annunciato di aver raggiunto "il quadro di un futuro accordo" sulla Groenlandia con il segretario generale della Nato, Mark Rutte, e che pertanto non farà scattare i dazi che aveva minacciato di imporre ai Paesi europei che hanno inviato militari sull'isola e che sarebbero dovuti entrare in vigore il 1° febbraio. Poi, parlando con i giornalisti a Davos, spiega: «L'accordo sarà reso pubblico molto presto, è un grande accordo per tutti, ci darà tutto ciò di cui abbiamo bisogno». «È un accordo che durerà per sempre», sottolinea. «È un accordo a lungo termine, è un accordo a lungo termine definitivo, non c'è limite di tempo», scandisce il capo della Casa Bianca. Che in un'intervista a Cnbc chiarisce: «gli Stati Uniti e gli alleati europei lavoreranno insieme sul sistema di difesa missilistico Golden Dome e sui diritti allo sfruttamento dei minerali in Groenlandia». [...]<br /><br />]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/69962864</guid><pubDate>Tue, 10 Feb 2026 22:06:16 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/69962864/groenlandia.mp3" length="13378917" type="audio/mpeg"/><itunes:author>BastaBugie</itunes:author><itunes:subtitle>TESTO DELL'ARTICOLO ➜ https://www.bastabugie.it/8439

GROENLANDIA: SENZA DIO, IL POTERE DIVENTA VIOLENZA di Paola Belletti
 
«La Groenlandia è il ponte fondamentale tra l'Europa e l'America del Nord, ma per conquistarla dovrai sconfiggere anche il suo...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="https://www.bastabugie.it/8439" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://www.bastabugie.it/8439</a><br /><br />GROENLANDIA: SENZA DIO, IL POTERE DIVENTA VIOLENZA di Paola Belletti<br /> <br />«La Groenlandia è il ponte fondamentale tra l'Europa e l'America del Nord, ma per conquistarla dovrai sconfiggere anche il suo clima polare!». Questa è la didascalia a un post del famosissimo gioco da tavolo Risiko, compagno di pomeriggi interminabili e sfide epiche tra adolescenti e non, ma senza conseguenze geopolitiche, fino all'avvento degli smartphone. Ma ciò che ha spinto Trump alla sua ormai innegabile fissazione per l'isola più grande del mondo non sono motivi così superficiali. Gli Usa devono averla, ha dichiarato, e "in un modo o nell'altro" l'avranno.<br />Ciò che lo attira è il suo ricchissimo sottosuolo, pieno di quelle terre rare indispensabili per l'elettronica avanzata, l'AI e compagnia. Il valore economico e strategico di questo territorio e di ciò che gli investimenti Usa permetterebbero di estrarre - 1,5 milioni di tonnellate di terre rare- è incalcolabile, o meglio potrebbe valere la supremazia economica degli Stati Uniti per i prossimi cinquant'anni. Acquisirla potrebbe infatti interrompere il monopolio cinese su chip, batterie, difesa, commenta Diego Toffoli, responsabile investimenti di Intermonte advisory &amp; gestione, su Adnkronos.<br />COLONIA DELLA DANIMARCA<br />In questa partita che sembra giocarsi però tutta su tavoli lontani dalla Groenlandia, cosa pensano invece i suoi abitanti? L'isola è stata colonia della Danimarca dal XVIII secolo fino all'inizio del XX; conquistata perché territorio strategico per la caccia alle balene, ha potuto godere di una certa libertà a scopi strategici perché proprio gli Inuit, popolazione indigena dei territori artici, con le loro tradizioni, erano abilissimi cacciatori di cetacei. Il colonialismo gentile dei danesi, quindi, era in ogni caso mosso da calcoli di convenienza. Ora che i riflettori del mondo sono puntati sull'isola però molti aspetti del dominio danese tutt'altro che gentili e rispettosi stanno emergendo con forza e per la popolazione questa situazione può addirittura trasformarsi in opportunità. La Groenlandia è una democrazia parlamentare rappresentativa e una nazione costitutiva autonoma all'interno del Regno di Danimarca, con un sistema di autogoverno che le conferisce autonomia questioni interne ma non su difesa e esteri.<br />Se fino a metà del '900 ha potuto godere di una forma di colonialismo pacifico e di una protezione attiva del suo isolamento, dal 1953 la madrepatria ha intrapreso una danizzazione intensa e traumatica. Fu imposta la lingua danese, un'urbanizzazione a tappe forzate, l'istruzione impostata su un curriculum danese, molti bambini Inuit tolti alle famiglie e portati in Danimarca, tutto per ottenere una assimilazione culturale e una cancellazione dell'identità della popolazione originaria. In questa strategia di omologazione uno degli strumenti più odiosi messi in atto sistematicamente e in modo subdolo a danno della popolazione, è stata la sterilizzazione forzata delle donne in età fertile. Con il pretesto di controlli di routine alle giovani Inuit a molte giovani veniva inserita la spirale, cosa che spesso scoprivano anni dopo non riuscendo a restare incinte e in molti casi perdendo del tutto la propria capacità di concepimento.<br />ALMENO 4500 DONNE<br />Questa pratica, secondo un report del governo danese, sarebbe andata avanti dal 1960 al 1991, anno in cui la Danimarca smise di controllare direttamente il sistema sanitario groenlandese. Solo fra il 1960 e il 1970 avrebbe coinvolto almeno 4500 donne, cioè la metà di quelle in età fertile. La prima donna a parlare pubblicamente della sua sterilizzazione forzata è stata la psicologa e attivista Naja Lyberth, che nel 2017 creò un gruppo Facebook per raccogliere testimonianze di altre persone che avevano vissuto la stessa esperienza. La...]]></itunes:summary><itunes:duration>837</itunes:duration><itunes:keywords>groenlandia,potere,senzadio,sterilizzazioniforzate,violenza</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/7d0e70f97fd92b4fb04f8088e95c930b.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Stop al multilateralismo mondialista, gli Usa si ritirano da 66 enti</title><link>https://www.spreaker.com/episode/stop-al-multilateralismo-mondialista-gli-usa-si-ritirano-da-66-enti--69769742</link><description><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="https://www.bastabugie.it/8447" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://www.bastabugie.it/8447</a><br /><br />STOP AL MULTILATERALISMO MONDIALISTA, GLI USA SI RITIRANO DA 66 ENTI di Luca Volontè<br /> <br />Detto, fatto. A un anno dall'annuncio della volontà di uscire da molti organismi internazionali, ormai divenuti un crogiolo di burocrazie dannose e incapaci di portare soluzioni rispettose delle identità nazionali, gli USA hanno tagliato finanziamenti e ponti con 66 organizzazioni, 31 delle quali legate all'Onu. Lo hanno fatto con un memorandum firmato dal presidente Donald Trump il 7 gennaio 2026 e che fa seguito all'ordine esecutivo del 4 febbraio 2025, n. 14199 (Ritiro degli Stati Uniti da alcune organizzazioni delle Nazioni Unite, cessazione dei finanziamenti alle stesse e revisione del sostegno degli Stati Uniti a tutte le organizzazioni internazionali). Una mossa decisa e chiara che dovrebbe indurre anche i Paesi europei a riflettere sull'urgente necessità di riformare drasticamente ed eliminare gran parte di questi organismi internazionali, in molti casi prede di lobby ideologicamente orientate e contrarie anche allo spirito e alla lettera della Dichiarazione universale dei diritti dell'uomo, adottata dall'Assemblea generale dell'Onu nel 1948.<br />La decisione del presidente Trump di ritirare gli Stati Uniti dalle suddette 66 organizzazioni segna uno dei cambiamenti più radicali nella politica estera statunitense degli ultimi decenni. Molti di questi enti sono agenzie, commissioni e comitati consultivi legati alle Nazioni Unite che si occupano di clima, lavoro, migrazione e altre questioni che l'amministrazione Trump ha classificato come iniziative a favore della "diversità" e del "woke". Altre organizzazioni, non appartenenti alle Nazioni Unite, presenti nell'elenco includono il Partenariato per la cooperazione atlantica, l'Istituto internazionale per la democrazia e l'assistenza elettorale, il Forum globale contro il terrorismo, la Commissione di Venezia. In tutti questi casi, l'amministrazione Trump «ha ritenuto che gli enti fossero ridondanti nella loro portata, mal gestiti, inutili, dispendiosi, mal amministrati, influenzati dagli interessi di attori che promuovono i propri programmi, contrari ai nostri, o una minaccia alla sovranità, alle libertà e alla prosperità generale della nostra nazione», come ha dichiarato il segretario di Stato, Marco Rubio, in una nota nella quale si avverte che «la revisione di ulteriori organizzazioni internazionali ai sensi dell'ordine esecutivo 14199 è ancora in corso». Il messaggio è chiaro: i giorni in cui miliardi di dollari dei contribuenti statunitensi finivano a interessi stranieri sono finiti.<br />Al di là delle lamentele provenienti l'8 gennaio dal segretario generale dell'Onu, Antonio Guterres, la decisione di Washington è un salutare rifiuto del tipo di multilateralismo che ha plasmato gran parte dell'ordine globale dalla fine della Guerra Fredda. Il mondo è cambiato, Trump vuole esserne protagonista, l'Europa è invece preda di personalismi liberal-socialisti fuori tempo, oltreché dannosi. La Casa Bianca sostiene che queste organizzazioni non servono più gli interessi degli Stati Uniti e nemmeno l'ordine globale, piuttosto promuovono ideologie - dall'ambientalismo ai programmi Lgbt e pro aborto - sempre più distanti dagli interessi reali dei popoli.<br />Tra gli enti da cui gli Stati Uniti si sono ritirati figurano il Gruppo intergovernativo sui cambiamenti climatici (IPCC), la Convenzione quadro delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici, UN Women e il Fondo delle Nazioni Unite per la popolazione (UNFPA), tutti manovrati da lobby internazionali che hanno imposto la propria ingegneria sociale a molte nazioni. In questo contesto, la decisione dei giorni scorsi è da intendersi come una difesa della libertà e responsabilità decisionale nazionale contro strutture che, nella pratica, operano senza una reale responsabilità nei confronti dei cittadini e spesso senza rendere conto nemmeno agli Stati.<br />Il memorandum presidenziale riflette anche un cambiamento nella strategia più ampia degli Stati Uniti. Washington ha preso atto che, anche a causa dell'inadeguatezza della presidenza Biden, il mondo è diventato sempre più diviso e che gli USA - prima del ritorno di Trump alla Casa Bianca - contavano sempre meno rispetto alla Cina, alla Russia e in generale ai BRICS. In coerenza con gli impegni dell'America First, l'amministrazione Trump sta perseguendo un approccio bilaterale, transazionale e pragmatico, invece dell'indistinto multilateralismo e "tafazzismo" europeo.<br /><br />]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/69769742</guid><pubDate>Tue, 03 Feb 2026 22:25:57 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/69769742/stop_al_multilateralismo.mp3" length="4845937" type="audio/mpeg"/><itunes:author>BastaBugie</itunes:author><itunes:subtitle>TESTO DELL'ARTICOLO ➜ https://www.bastabugie.it/8447

STOP AL MULTILATERALISMO MONDIALISTA, GLI USA SI RITIRANO DA 66 ENTI di Luca Volontè
 
Detto, fatto. A un anno dall'annuncio della volontà di uscire da molti organismi internazionali, ormai...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="https://www.bastabugie.it/8447" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://www.bastabugie.it/8447</a><br /><br />STOP AL MULTILATERALISMO MONDIALISTA, GLI USA SI RITIRANO DA 66 ENTI di Luca Volontè<br /> <br />Detto, fatto. A un anno dall'annuncio della volontà di uscire da molti organismi internazionali, ormai divenuti un crogiolo di burocrazie dannose e incapaci di portare soluzioni rispettose delle identità nazionali, gli USA hanno tagliato finanziamenti e ponti con 66 organizzazioni, 31 delle quali legate all'Onu. Lo hanno fatto con un memorandum firmato dal presidente Donald Trump il 7 gennaio 2026 e che fa seguito all'ordine esecutivo del 4 febbraio 2025, n. 14199 (Ritiro degli Stati Uniti da alcune organizzazioni delle Nazioni Unite, cessazione dei finanziamenti alle stesse e revisione del sostegno degli Stati Uniti a tutte le organizzazioni internazionali). Una mossa decisa e chiara che dovrebbe indurre anche i Paesi europei a riflettere sull'urgente necessità di riformare drasticamente ed eliminare gran parte di questi organismi internazionali, in molti casi prede di lobby ideologicamente orientate e contrarie anche allo spirito e alla lettera della Dichiarazione universale dei diritti dell'uomo, adottata dall'Assemblea generale dell'Onu nel 1948.<br />La decisione del presidente Trump di ritirare gli Stati Uniti dalle suddette 66 organizzazioni segna uno dei cambiamenti più radicali nella politica estera statunitense degli ultimi decenni. Molti di questi enti sono agenzie, commissioni e comitati consultivi legati alle Nazioni Unite che si occupano di clima, lavoro, migrazione e altre questioni che l'amministrazione Trump ha classificato come iniziative a favore della "diversità" e del "woke". Altre organizzazioni, non appartenenti alle Nazioni Unite, presenti nell'elenco includono il Partenariato per la cooperazione atlantica, l'Istituto internazionale per la democrazia e l'assistenza elettorale, il Forum globale contro il terrorismo, la Commissione di Venezia. In tutti questi casi, l'amministrazione Trump «ha ritenuto che gli enti fossero ridondanti nella loro portata, mal gestiti, inutili, dispendiosi, mal amministrati, influenzati dagli interessi di attori che promuovono i propri programmi, contrari ai nostri, o una minaccia alla sovranità, alle libertà e alla prosperità generale della nostra nazione», come ha dichiarato il segretario di Stato, Marco Rubio, in una nota nella quale si avverte che «la revisione di ulteriori organizzazioni internazionali ai sensi dell'ordine esecutivo 14199 è ancora in corso». Il messaggio è chiaro: i giorni in cui miliardi di dollari dei contribuenti statunitensi finivano a interessi stranieri sono finiti.<br />Al di là delle lamentele provenienti l'8 gennaio dal segretario generale dell'Onu, Antonio Guterres, la decisione di Washington è un salutare rifiuto del tipo di multilateralismo che ha plasmato gran parte dell'ordine globale dalla fine della Guerra Fredda. Il mondo è cambiato, Trump vuole esserne protagonista, l'Europa è invece preda di personalismi liberal-socialisti fuori tempo, oltreché dannosi. La Casa Bianca sostiene che queste organizzazioni non servono più gli interessi degli Stati Uniti e nemmeno l'ordine globale, piuttosto promuovono ideologie - dall'ambientalismo ai programmi Lgbt e pro aborto - sempre più distanti dagli interessi reali dei popoli.<br />Tra gli enti da cui gli Stati Uniti si sono ritirati figurano il Gruppo intergovernativo sui cambiamenti climatici (IPCC), la Convenzione quadro delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici, UN Women e il Fondo delle Nazioni Unite per la popolazione (UNFPA), tutti manovrati da lobby internazionali che hanno imposto la propria ingegneria sociale a molte nazioni. 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Nella festa dell'Immacolata Concezione, i cattolici celebrano quella che credono essere la liberazione di Maria dal peccato originale come madre di Dio. Entrò per la prima volta nella storia documentata da giovane donna quando, secondo la Sacra Scrittura, l'angelo Gabriele la salutò nel villaggio di Nazareth con la notizia di un miracolo: "Ti saluto, o piena di grazia! Il Signore è con te", annunciandole che "concepirai nel grembo e darai alla luce un figlio, e lo chiamerai Gesù"».<br />Così si apre il toccante messaggio presidenziale che Donald Trump ha pubblicato in occasione della festa dell'Immacolata Concezione, dogma che spesso persino i cattolici confondono con il concepimento verginale di Gesù. (Va detto che, proprio su questo, le parole del presidente risultano invece imprecise, poiché fanno risalire l'evento dell'Incarnazione alla nascita e non al silenzioso ingresso di Gesù nel tempo nel grembo della giovane di Nazareth). <br />UN RUOLO FONDAMENTALE<br />Il testo prosegue riconoscendo il ruolo fondamentale di Maria nella redenzione di tutta la storia umana e si sofferma in seguito sull'importanza della devozione alla Madre di Dio da parte del popolo americano e su quanto bene la Vergine abbia compiuto nel corso della storia della nazione. «Per quasi 250 anni, Maria ha svolto un ruolo fondamentale nella nostra grande storia americana. Nel 1792, meno di un decennio dopo la fine della Guerra d'Indipendenza, il vescovo John Carroll, il primo vescovo cattolico degli Stati Uniti e cugino del firmatario della Dichiarazione d'Indipendenza Charles Carroll, consacrò la nostra giovane nazione alla madre di Cristo. Meno di un quarto di secolo dopo, i cattolici attribuirono a Maria la straordinaria vittoria del generale Andrew Jackson sugli inglesi nella memorabile battaglia di New Orleans. Ogni anno, l'8 gennaio, i cattolici celebrano una Messa di Ringraziamento a New Orleans in memoria dell'aiuto di Maria nel salvataggio della città».<br />Il messaggio si chiude con l'Ave Maria: «Le sacre parole che hanno portato aiuto, conforto e sostegno a generazioni di credenti americani nei momenti di bisogno» sono riproposte come preghiera operante e non come contenuto didascalico. Maria, la creatura umana più potente al mondo, ricordava il National Geographic di qualche anno fa, il modello della nostra vera natura liberata dal peccato, l'anticipo di Paradiso che continua ad accompagnare le nostre vite e interviene nella storia, riconosciuta come tale da un presidente americano non cattolico. È senza dubbio un messaggio di grande valore che non può che trovarci riconoscenti e concordi nell'invocarla. <br />LE REAZIONI DEI CATTOLICI USA<br />L'Avvocata per eccellenza a cui tutti gli uomini possono rivolgersi perché ottenga la pace considerata per quello che essa è: un dono di Dio: «Oggi, ci rivolgiamo ancora una volta a Maria per trovare ispirazione e incoraggiamento mentre preghiamo per la fine della guerra e per una nuova e duratura era di pace, prosperità e armonia in Europa e nel mondo». Come riporta Aciprensa, non risulta che mai alcun presidente Usa - nemmeno i due cattolici, Kennedy e Biden -, abbia rilasciato dichiarazioni dedicate in via esclusiva alla festa dell'Immacolata; quello di Trump è dunque un messaggio inedito e coraggioso, soprattutto se si considera che la sua fede è da "cristiano non confessionale", come si è definito egli stesso.<br />Nonostante il messaggio abbia ricevuto come prevedibile, critiche per il sospetto di ipocrisia e strumentalizzazione - lo scopo sarebbe ingraziarsi l'elettorato cattolico-, molti sono coloro che ne riconoscono il valore di novità assoluta: «Chad Pecknold, professore di scienze politiche presso la Catholic University of America, ha affermato di aver accolto con favore il riconoscimento della festività da parte del presidente. "Quanto più gli Stati Uniti onorano pubblicamente le festività cristiane come Natale, Venerdì Santo e Pasqua, e quanto più ricordiamo i nostri più grandi santi ed eroi nazionali, tanto più la nostra nazione sarà orientata verso Dio", ha affermato. "Questa è la chiave spirituale per elevare la Repubblica americana per i prossimi 250 anni".» Per Susan Hanssen, docente di storia all'Università di Dallas, il messaggio presidenziale è «"un evento storico abbagliante". Che un presidente celebri Maria come "piena di grazia" e celebri "la centralità dell'Incarnazione", ha affermato, "va oltre qualsiasi cosa gli americani abbiano mai sentito nei discorsi pubblici presidenziali". "Questa proclamazione, insieme al primo Papa americano nella storia del mondo, segna un momento spartiacque nella storia culturale americana"».<br />]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/69524820</guid><pubDate>Tue, 20 Jan 2026 23:10:47 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/69524820/il_toccante_omaggio_di_trump.mp3" length="5349772" type="audio/mpeg"/><itunes:author>BastaBugie</itunes:author><itunes:subtitle>TESTO DELL'ARTICOLO ➜ https://www.bastabugie.it/8429

IL TOCCANTE OMAGGIO DI TRUMP ALLA VERGINE MARIA di Paola Belletti
 
«Oggi riconosco che ogni americano celebra l'8 dicembre come un giorno santo in onore della fede, dell'umiltà e dell'amore di...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="https://www.bastabugie.it/8429" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://www.bastabugie.it/8429</a><br /><br />IL TOCCANTE OMAGGIO DI TRUMP ALLA VERGINE MARIA di Paola Belletti<br /> <br />«Oggi riconosco che ogni americano celebra l'8 dicembre come un giorno santo in onore della fede, dell'umiltà e dell'amore di Maria, madre di Gesù e una delle più grandi figure della Bibbia. Nella festa dell'Immacolata Concezione, i cattolici celebrano quella che credono essere la liberazione di Maria dal peccato originale come madre di Dio. Entrò per la prima volta nella storia documentata da giovane donna quando, secondo la Sacra Scrittura, l'angelo Gabriele la salutò nel villaggio di Nazareth con la notizia di un miracolo: "Ti saluto, o piena di grazia! Il Signore è con te", annunciandole che "concepirai nel grembo e darai alla luce un figlio, e lo chiamerai Gesù"».<br />Così si apre il toccante messaggio presidenziale che Donald Trump ha pubblicato in occasione della festa dell'Immacolata Concezione, dogma che spesso persino i cattolici confondono con il concepimento verginale di Gesù. (Va detto che, proprio su questo, le parole del presidente risultano invece imprecise, poiché fanno risalire l'evento dell'Incarnazione alla nascita e non al silenzioso ingresso di Gesù nel tempo nel grembo della giovane di Nazareth). <br />UN RUOLO FONDAMENTALE<br />Il testo prosegue riconoscendo il ruolo fondamentale di Maria nella redenzione di tutta la storia umana e si sofferma in seguito sull'importanza della devozione alla Madre di Dio da parte del popolo americano e su quanto bene la Vergine abbia compiuto nel corso della storia della nazione. «Per quasi 250 anni, Maria ha svolto un ruolo fondamentale nella nostra grande storia americana. Nel 1792, meno di un decennio dopo la fine della Guerra d'Indipendenza, il vescovo John Carroll, il primo vescovo cattolico degli Stati Uniti e cugino del firmatario della Dichiarazione d'Indipendenza Charles Carroll, consacrò la nostra giovane nazione alla madre di Cristo. Meno di un quarto di secolo dopo, i cattolici attribuirono a Maria la straordinaria vittoria del generale Andrew Jackson sugli inglesi nella memorabile battaglia di New Orleans. Ogni anno, l'8 gennaio, i cattolici celebrano una Messa di Ringraziamento a New Orleans in memoria dell'aiuto di Maria nel salvataggio della città».<br />Il messaggio si chiude con l'Ave Maria: «Le sacre parole che hanno portato aiuto, conforto e sostegno a generazioni di credenti americani nei momenti di bisogno» sono riproposte come preghiera operante e non come contenuto didascalico. Maria, la creatura umana più potente al mondo, ricordava il National Geographic di qualche anno fa, il modello della nostra vera natura liberata dal peccato, l'anticipo di Paradiso che continua ad accompagnare le nostre vite e interviene nella storia, riconosciuta come tale da un presidente americano non cattolico. È senza dubbio un messaggio di grande valore che non può che trovarci riconoscenti e concordi nell'invocarla. <br />LE REAZIONI DEI CATTOLICI USA<br />L'Avvocata per eccellenza a cui tutti gli uomini possono rivolgersi perché ottenga la pace considerata per quello che essa è: un dono di Dio: «Oggi, ci rivolgiamo ancora una volta a Maria per trovare ispirazione e incoraggiamento mentre preghiamo per la fine della guerra e per una nuova e duratura era di pace, prosperità e armonia in Europa e nel mondo». Come riporta Aciprensa, non risulta che mai alcun presidente Usa - nemmeno i due cattolici, Kennedy e Biden -, abbia rilasciato dichiarazioni dedicate in via esclusiva alla festa dell'Immacolata; quello di Trump è dunque un messaggio inedito e coraggioso, soprattutto se si considera che la sua fede è da "cristiano non confessionale", come si è definito egli stesso.<br />Nonostante il messaggio abbia ricevuto come prevedibile, critiche per il sospetto di ipocrisia e strumentalizzazione - lo scopo sarebbe ingraziarsi l'elettorato...]]></itunes:summary><itunes:duration>335</itunes:duration><itunes:keywords>immacolata,omaggio,storia,trump,verginemaria</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/cd169b3df0e2f02d8a2c4103317f0f06.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Bloccanti della pubertà, Kennedy fa emergere la verità</title><link>https://www.spreaker.com/episode/bloccanti-della-puberta-kennedy-fa-emergere-la-verita--69250281</link><description><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="https://www.bastabugie.it/8395" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://www.bastabugie.it/8395</a><br /><br />BLOCCANTI DELLA PUBERTA', KENNEDY FA EMERGERE LA VERITA'<br /> <br />Il Dipartimento della Salute e dei Servizi Umani degli Stati Uniti (HHS) ha pubblicato un nuovo, attesissimo, rapporto scientifico che lancia un monito chiarissimo contro la cosiddetta "assistenza di affermazione di genere" sui minori, scatenando l'ira dei gruppi pro-LGBT. Lo studio, sottoposto a revisione paritaria e basato su un precedente documento diffuso a maggio sui giovani con confusione di genere, porta un titolo eloquente: "Trattamento della disforia di genere pediatrica: revisione delle prove e delle migliori pratiche".<br />Il rapporto analizza l'uso di bloccanti della pubertà, ormoni eterosessuali e interventi chirurgici su bambini e adolescenti, evidenziando come questi trattamenti comportino danni «significativi, a lungo termine e troppo spesso ignorati o monitorati in modo inadeguato». Non si parla di rischi teorici, ma di conseguenze concrete, ovvero: infertilità o sterilità, disfunzione sessuale, alterazioni della densità ossea, impatti cognitivi negativi, malattie cardiovascolari e disturbi metabolici, aumento dei disturbi psichiatrici, complicazioni chirurgiche e rimpianto. Questi risultati arrivano in un contesto politico già acceso. A gennaio scorso, infatti, il presidente Donald Trump ha firmato un ordine esecutivo per limitare gli interventi di "cambio di sesso" su minori, denunciando le mutilazioni chimiche e chirurgiche come un «palese danno causato ai bambini» travestito da presunta necessità medica. Il nuovo studio dell'HHS conferma e rafforza queste preoccupazioni, mettendo in discussione l'intera narrazione secondo cui "bloccare" la pubertà e somministrare ormoni o interventi chirurgici sarebbe l'unica via per "salvare" i giovani in difficoltà.<br />KENNEDY: QUESTA NON È MEDICINA, È NEGLIGENZA<br />A dare ulteriore peso al rapporto è stato l'intervento del segretario dell'HHS, Robert F. Kennedy Jr., che non solo ha approvato le conclusioni dello studio, ma ha attaccato duramente l'establishment medico statunitense. In una dichiarazione molto netta, Kennedy ha accusato l'American Medical Association e l'American Academy of Pediatrics di aver diffuso «la menzogna secondo cui le procedure chimiche e chirurgiche di rifiuto del sesso potrebbero essere positive per i bambini». Secondo Kennedy, queste associazioni hanno tradito il loro giuramento di "non nuocere": le loro cosiddette cure di affermazione di genere avrebbero inflitto «danni fisici e psicologici duraturi a giovani vulnerabili». Parole durissime che arrivano da un vertice istituzionale di primo piano: «Questa non è medicina, è negligenza», ha affermato, accusando l'élite medica di aver abbracciato un'ideologia anziché attenersi alle evidenze scientifiche. Inoltre, proprio per l'estrema rilevanza del tema, l'HHS ha reso noto di aver invitato l'American Academy of Pediatrics e la Endocrine Society a contribuire al rapporto, a quanto pare senza però ricevere collaborazione: entrambe le organizzazioni si sarebbero rifiutate di partecipare.<br />Parallelamente alle conclusioni del rapporto, negli Stati Uniti si registra un dato significativo: un numero crescente di ospedali e professionisti sanitari sta riducendo i trattamenti "di affermazione di genere" per i minori. L'Università del Michigan, la Yale Medicine, il colosso sanitario Kaiser Permanente, il Children's Hospital di Los Angeles, la UChicago Medicine e il Children's National Hospital di Washington, DC sono solo alcuni dei sistemi sanitari che hanno già eliminato o iniziato a limitare bloccanti della pubertà e altri farmaci "transgender" per i più piccoli. Segnali che indicano prudenza, se non un vero dietrofront, rispetto all'entusiasmo ideologico degli ultimi anni. Sul piano delle statistiche, il fenomeno resta tuttavia enorme: si calcola che circa 2,8 milioni di americani dai 13 anni in su si identifichino oggi come "transgender". La generazione Z è quella con la percentuale più alta di auto-identificazione "LGBTQ+": circa il 7,6%. Ma i dati scientifici ricordati dal rapporto, e da un già vasto corpus di studi, dicono anche altro: ovvero che oltre l'80% dei bambini con disforia di genere supera spontaneamente questa condizione entro la tarda adolescenza, senza bisogno di farmaci o bisturi. Persino gli interventi chirurgici di "riassegnazione" completa, sottolineano le ricerche, non bastano a eliminare la maggiore tendenza all'autolesionismo e al suicidio rispetto alla popolazione generale.<br />INTERESSI ECONOMICI ENORMI<br />In tutto questo, però, a gettare un'ombra ancora più pesante sul sistema sono emerse anche ammissioni dirette di medici che "affermano il genere", immortalate in video o email, in cui riconoscono di aver promosso questi trattamenti pur sapendo che sono pericolosi e quindi con troppa leggerezza. Una inchiesta del 2022 sulla Clinic for Transgender Health del Vanderbilt University Medical Center ha rivelato, a tal proposito, che la dottoressa Shayne Sebold Taylor ha dichiarato apertamente che «questi interventi chirurgici fanno un sacco di soldi». Parole che confermano un sospetto drammatico: dietro la retorica dei "diritti" e dell'"inclusione" si muovono soprattutto interessi economici enormi, mentre a pagare il prezzo più alto sono i bambini e gli adolescenti. In tal senso, quindi, il nuovo rapporto dell'HHS, le denunce di Robert F. Kennedy Jr., il dietrofront di tante strutture sanitarie e le numerose prove scientifiche vanno tutti nella stessa direzione: la cosiddetta assistenza di affermazione di genere sui minori non è una cura innocua, ma un campo minato di rischi, spesso irreversibili.<br />Un monito che dovrebbe far riflettere, e molto, anche in Europa e in Italia, dove la pressione per introdurre nelle scuole e nei protocolli sanitari l'ideologia gender si fa ogni giorno più aggressiva, soprattutto se pensiamo ai diktat Lgbt con i progetti gender e la carriera alias negli istituti scolastici di ogni ordine e grado e se pensiamo allo scandalo che ha colpito l'Ospedale Careggi di Firenze, dove sono emerse gravi lacune sulla somministrazione della Triptorelina - un farmaco bloccante della pubertà - senza le dovute e obbligatorie visite psicologiche e psichiatriche.<br /><br />]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/69250281</guid><pubDate>Tue, 30 Dec 2025 20:10:45 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/69250281/bloccanti_della_puberta.mp3" length="8165294" type="audio/mpeg"/><itunes:author>BastaBugie</itunes:author><itunes:subtitle>TESTO DELL'ARTICOLO ➜ https://www.bastabugie.it/8395

BLOCCANTI DELLA PUBERTA', KENNEDY FA EMERGERE LA VERITA'
 
Il Dipartimento della Salute e dei Servizi Umani degli Stati Uniti (HHS) ha pubblicato un nuovo, attesissimo, rapporto scientifico che...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="https://www.bastabugie.it/8395" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://www.bastabugie.it/8395</a><br /><br />BLOCCANTI DELLA PUBERTA', KENNEDY FA EMERGERE LA VERITA'<br /> <br />Il Dipartimento della Salute e dei Servizi Umani degli Stati Uniti (HHS) ha pubblicato un nuovo, attesissimo, rapporto scientifico che lancia un monito chiarissimo contro la cosiddetta "assistenza di affermazione di genere" sui minori, scatenando l'ira dei gruppi pro-LGBT. Lo studio, sottoposto a revisione paritaria e basato su un precedente documento diffuso a maggio sui giovani con confusione di genere, porta un titolo eloquente: "Trattamento della disforia di genere pediatrica: revisione delle prove e delle migliori pratiche".<br />Il rapporto analizza l'uso di bloccanti della pubertà, ormoni eterosessuali e interventi chirurgici su bambini e adolescenti, evidenziando come questi trattamenti comportino danni «significativi, a lungo termine e troppo spesso ignorati o monitorati in modo inadeguato». Non si parla di rischi teorici, ma di conseguenze concrete, ovvero: infertilità o sterilità, disfunzione sessuale, alterazioni della densità ossea, impatti cognitivi negativi, malattie cardiovascolari e disturbi metabolici, aumento dei disturbi psichiatrici, complicazioni chirurgiche e rimpianto. Questi risultati arrivano in un contesto politico già acceso. A gennaio scorso, infatti, il presidente Donald Trump ha firmato un ordine esecutivo per limitare gli interventi di "cambio di sesso" su minori, denunciando le mutilazioni chimiche e chirurgiche come un «palese danno causato ai bambini» travestito da presunta necessità medica. Il nuovo studio dell'HHS conferma e rafforza queste preoccupazioni, mettendo in discussione l'intera narrazione secondo cui "bloccare" la pubertà e somministrare ormoni o interventi chirurgici sarebbe l'unica via per "salvare" i giovani in difficoltà.<br />KENNEDY: QUESTA NON È MEDICINA, È NEGLIGENZA<br />A dare ulteriore peso al rapporto è stato l'intervento del segretario dell'HHS, Robert F. Kennedy Jr., che non solo ha approvato le conclusioni dello studio, ma ha attaccato duramente l'establishment medico statunitense. In una dichiarazione molto netta, Kennedy ha accusato l'American Medical Association e l'American Academy of Pediatrics di aver diffuso «la menzogna secondo cui le procedure chimiche e chirurgiche di rifiuto del sesso potrebbero essere positive per i bambini». Secondo Kennedy, queste associazioni hanno tradito il loro giuramento di "non nuocere": le loro cosiddette cure di affermazione di genere avrebbero inflitto «danni fisici e psicologici duraturi a giovani vulnerabili». Parole durissime che arrivano da un vertice istituzionale di primo piano: «Questa non è medicina, è negligenza», ha affermato, accusando l'élite medica di aver abbracciato un'ideologia anziché attenersi alle evidenze scientifiche. Inoltre, proprio per l'estrema rilevanza del tema, l'HHS ha reso noto di aver invitato l'American Academy of Pediatrics e la Endocrine Society a contribuire al rapporto, a quanto pare senza però ricevere collaborazione: entrambe le organizzazioni si sarebbero rifiutate di partecipare.<br />Parallelamente alle conclusioni del rapporto, negli Stati Uniti si registra un dato significativo: un numero crescente di ospedali e professionisti sanitari sta riducendo i trattamenti "di affermazione di genere" per i minori. L'Università del Michigan, la Yale Medicine, il colosso sanitario Kaiser Permanente, il Children's Hospital di Los Angeles, la UChicago Medicine e il Children's National Hospital di Washington, DC sono solo alcuni dei sistemi sanitari che hanno già eliminato o iniziato a limitare bloccanti della pubertà e altri farmaci "transgender" per i più piccoli. Segnali che indicano prudenza, se non un vero dietrofront, rispetto all'entusiasmo ideologico degli ultimi anni. Sul piano delle statistiche, il fenomeno resta tuttavia enorme: si calcola che circa 2,8 milioni di...]]></itunes:summary><itunes:duration>511</itunes:duration><itunes:keywords>americanmedicalassociation,bloccantidellapubertà,hhs,lgbt,preoccupazione,triptorelina</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/ffa4bade6fea946102632c93d795744d.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Elon Musk lancia Grokipedia, una Wikipedia senza pregiudizi woke</title><link>https://www.spreaker.com/episode/elon-musk-lancia-grokipedia-una-wikipedia-senza-pregiudizi-woke--69083143</link><description><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="https://www.bastabugie.it/8381" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://www.bastabugie.it/8381</a><br /><br />ELON MUSK LANCIA GROKIPEDIA, UNA WIKIPEDIA SENZA PREGIUDIZI WOKE di Paola Belletti<br /> <br />Mi ricordo quando l'enciclopedia era quella che un venditore porta a porta era riuscito a rifilare alla nostra come a tante altre famiglie del quartiere. Roba anni Ottanta, del secolo e del millennio scorso. In questo millennio, invece, c'è soprattutto lei, Wikipedia, l'enciclopedia libera che tanto libera non è più da un pezzo, come abbiamo già approfondito sulla nostra rivista (qui per abbonarsi). Wiki stava per il nostro vecchio "giovane e dinamica", anzi vorrebbe dire veloce e condivisa. Nel 2001, quando i suoi fondatori iniziarono a dare vita all'idea visionaria, open e ottimista del sapere condiviso e trasparente, l'ideologia woke (ah, le vocali, che differenza possono fare!) non era ancora così diffusa e arrogante. L'agenda LGBTECCETERA e tutto il progressismo non se ne erano ancora appropriati. Mentre ora sì, giungendo al notevole risultato di esasperare contemporaneamente cittadini di ogni parte del pianeta Terra. Il grossolano edificio, però, inizia a mostrare crepe su alcune delle sue strutture portanti, come è il caso dell'enciclopedia online. Musk lo ha annunciato su X: "Stiamo costruendo Grokpedia. È un enorme miglioramento rispetto a Wikipedia. Onestamente, dobbiamo fare dei passi avanti verso l'obiettivo di xAI di comprendere l'universo".<br />Anche il suo, di obiettivo, non è male in quanto ad ambizione. Dunque la sua xAI vuole offrire in tempi si suppone rapidi una voce alternativa a Wikipedia che non sia però così faziosa, anzi «irrimediabilmente faziosa - dice citando il post di Davud Sacks - Un esercito di attivisti di sinistra si occupa delle biografie e si oppone a ogni ragionevole correzione. A peggiorare ulteriormente la situazione, Wikipedia appare spesso per prima nei risultati di ricerca di Google e ora è una fonte attendibile per l'addestramento di modelli di intelligenza artificiale. Questo è un problema enorme». Il progetto di Musk sarà più simile alle intenzioni di Wikipedia all'età - breve - della sua innocenza: sarà open source e "libera da propaganda e narrazioni di parte". Elon Musk, a sua volta personaggio con le sue ombre e rischi annessi all'enorme potere di cui dispone e ai riferimenti etici spesso più che discutibili, non è l'unico a non poterne più di indottrinamenti, gender, bavagli e censure preventive e sta servendo pan per focaccia alla cancel culture.<br />Oltre a lavorare (e far sgobbare alacremente) i suoi su AI e Grokipedia ha infatti cancellato il suo abbonamento a Netflix. Lo ha fatto esercitando il suo diritto di cliente insoddisfatto e comunicandolo a qualche centinaio di milioni di persone, che in moltissimi casi lo stanno imitando. Lui per primo ha seguito le dichiarazioni di un altro utente X, Matt Van Swall, accompagnando il suo annuncio di annullamento dell'abbonamento a Netflix con un lapidario "Same". Basta con l'aggressione ideologica e vigliacca ai nostri figli esposti a contenuti gender e basta anche con le accuse di nazismo a un uomo come Charlie Kirk che per la sua battaglia tutta dialettica contro gender e progressismo estremo è stato brutalmente assassinato.<br />Religione en Libertad riferisce che «Steele (Hamish Steele, dichiaratamente gay, creatore della serie animata per bambini Dead Center: A Paranormal Park che normalizza i temi trans e queer per bambini proprio su Netflix, Ndr) avrebbe criticato aggressivamente Keir Starmer sui social media per le sue espressioni di cordoglio per l'omicidio di Kirk. Dopo aver insultato il Primo Ministro britannico per averlo fatto, Steele avrebbe definito il giovane leader cristiano un " nazista ". Il post sta circolando su X, riprodotto da un account Bluesky, ma non è presente nella sua cronologia, e lui nega di aver insultato Charlie».<br />Cancellare un post dalla cronologia non è forse il nuovo "presto, nasconditi nell'armadio"? E in ogni caso non sono casi isolati quelli di utenti che hanno esultato per l'omicidio del giovane Kirk. Ecco, forse, il tempo per poter compiere queste vigliaccate impunemente sta per finire: «se quel conciso "Same" aveva già iniziato a moltiplicare il numero di disdette di abbonamenti, un altro tweet di Musk del 1° ottobre le ha fatte schizzare alle stelle in modo esponenziale. Questa volta erano otto parole: "Cancella Netflix per la salute dei vostri figli", ha detto in risposta a un tweet che rappresentava un cavallo di Troia che introduceva l'agenda woke e transgender "ai vostri figli" (e alla vostra stessa casa)».<br />A quanto pare la libertà di pensiero e quella educativa rimangono due temi piuttosto sensibili anche per i genitori di oggi. L'effetto anestesia totale - mai andato a segno del tutto - sta gradualmente scomparendo.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/69083143</guid><pubDate>Tue, 16 Dec 2025 20:14:13 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/69083143/grokipedia.mp3" length="5959375" type="audio/mpeg"/><itunes:author>BastaBugie</itunes:author><itunes:subtitle>TESTO DELL'ARTICOLO ➜ https://www.bastabugie.it/8381

ELON MUSK LANCIA GROKIPEDIA, UNA WIKIPEDIA SENZA PREGIUDIZI WOKE di Paola Belletti
 
Mi ricordo quando l'enciclopedia era quella che un venditore porta a porta era riuscito a rifilare alla nostra...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="https://www.bastabugie.it/8381" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://www.bastabugie.it/8381</a><br /><br />ELON MUSK LANCIA GROKIPEDIA, UNA WIKIPEDIA SENZA PREGIUDIZI WOKE di Paola Belletti<br /> <br />Mi ricordo quando l'enciclopedia era quella che un venditore porta a porta era riuscito a rifilare alla nostra come a tante altre famiglie del quartiere. Roba anni Ottanta, del secolo e del millennio scorso. In questo millennio, invece, c'è soprattutto lei, Wikipedia, l'enciclopedia libera che tanto libera non è più da un pezzo, come abbiamo già approfondito sulla nostra rivista (qui per abbonarsi). Wiki stava per il nostro vecchio "giovane e dinamica", anzi vorrebbe dire veloce e condivisa. Nel 2001, quando i suoi fondatori iniziarono a dare vita all'idea visionaria, open e ottimista del sapere condiviso e trasparente, l'ideologia woke (ah, le vocali, che differenza possono fare!) non era ancora così diffusa e arrogante. L'agenda LGBTECCETERA e tutto il progressismo non se ne erano ancora appropriati. Mentre ora sì, giungendo al notevole risultato di esasperare contemporaneamente cittadini di ogni parte del pianeta Terra. Il grossolano edificio, però, inizia a mostrare crepe su alcune delle sue strutture portanti, come è il caso dell'enciclopedia online. Musk lo ha annunciato su X: "Stiamo costruendo Grokpedia. È un enorme miglioramento rispetto a Wikipedia. Onestamente, dobbiamo fare dei passi avanti verso l'obiettivo di xAI di comprendere l'universo".<br />Anche il suo, di obiettivo, non è male in quanto ad ambizione. Dunque la sua xAI vuole offrire in tempi si suppone rapidi una voce alternativa a Wikipedia che non sia però così faziosa, anzi «irrimediabilmente faziosa - dice citando il post di Davud Sacks - Un esercito di attivisti di sinistra si occupa delle biografie e si oppone a ogni ragionevole correzione. A peggiorare ulteriormente la situazione, Wikipedia appare spesso per prima nei risultati di ricerca di Google e ora è una fonte attendibile per l'addestramento di modelli di intelligenza artificiale. Questo è un problema enorme». Il progetto di Musk sarà più simile alle intenzioni di Wikipedia all'età - breve - della sua innocenza: sarà open source e "libera da propaganda e narrazioni di parte". Elon Musk, a sua volta personaggio con le sue ombre e rischi annessi all'enorme potere di cui dispone e ai riferimenti etici spesso più che discutibili, non è l'unico a non poterne più di indottrinamenti, gender, bavagli e censure preventive e sta servendo pan per focaccia alla cancel culture.<br />Oltre a lavorare (e far sgobbare alacremente) i suoi su AI e Grokipedia ha infatti cancellato il suo abbonamento a Netflix. Lo ha fatto esercitando il suo diritto di cliente insoddisfatto e comunicandolo a qualche centinaio di milioni di persone, che in moltissimi casi lo stanno imitando. Lui per primo ha seguito le dichiarazioni di un altro utente X, Matt Van Swall, accompagnando il suo annuncio di annullamento dell'abbonamento a Netflix con un lapidario "Same". Basta con l'aggressione ideologica e vigliacca ai nostri figli esposti a contenuti gender e basta anche con le accuse di nazismo a un uomo come Charlie Kirk che per la sua battaglia tutta dialettica contro gender e progressismo estremo è stato brutalmente assassinato.<br />Religione en Libertad riferisce che «Steele (Hamish Steele, dichiaratamente gay, creatore della serie animata per bambini Dead Center: A Paranormal Park che normalizza i temi trans e queer per bambini proprio su Netflix, Ndr) avrebbe criticato aggressivamente Keir Starmer sui social media per le sue espressioni di cordoglio per l'omicidio di Kirk. Dopo aver insultato il Primo Ministro britannico per averlo fatto, Steele avrebbe definito il giovane leader cristiano un " nazista ". 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Lo conferma l'annuncio del Dipartimento di Stato degli USA che dal 2026 cambierà significativamente il modo di stilare il proprio rapporto annuale sul rispetto dei diritti umani nel mondo. In particolare, saranno ritenute violazioni dei diritti umani: i trattamenti ormonali e gli interventi chirurgici diretti alla "transizione di genere" dei bambini; gli aborti finanziati dai governi; le leggi che attentano alla libertà d'espressione; le politiche Dei (acronimo inglese che sta per "diversità, uguaglianza e inclusione") in tema di assunzioni, ossia le corsie preferenziali in base fondamentalmente alla razza e all'identificarsi come Lgbt; l'eutanasia coercitiva.<br />Il cambiamento è stato comunicato dal Dipartimento di Stato con un telegramma inviato lo scorso 20 novembre a tutti i consolati e le ambasciate statunitensi. «Questo telegramma contiene istruzioni precise che suscitano profonda gratitudine nei rappresentanti del movimento pro-vita di tutto il mondo», scrive Raimundo Rojas, membro di National Right to Life. Riguardo all'uccisione dei nascituri, a partire dall'anno prossimo, i diplomatici americani dovranno indicare non solo se i governi sovvenzionano l'aborto e le sostanze abortive, ma anche la stima del numero totale di aborti praticati ogni anno in un dato Paese. In breve, l'aborto volontario verrà considerato per quello che è, un gravissimo attacco contro la vita e la dignità umana. Un fatto di portata storica rispetto al recente passato, perché segna un deciso cambio di rotta nella politica estera degli Stati Uniti.<br />IL RAPPORTO ANNUALE SULLO STATO DEI DIRITTI UMANI<br />È dagli anni Settanta del XX secolo che il Dipartimento di Stato compila un rapporto annuale sullo stato dei diritti umani in ciascun Paese membro dell'Onu. Questo rapporto è considerato da più parti come lo studio più completo fatto da un singolo governo su tale questione. Ma negli anni, tanto più in questo terzo millennio, la valutazione di quali siano i diritti umani e le loro relative violazioni è cambiata notevolmente in base al "colore" dell'amministrazione, se democratica o repubblicana. Per fare un paio di esempi emblematici, durante i mandati di Barack Obama e Joe Biden alla Casa Bianca, i rapporti del Dipartimento di Stato includevano una sezione sui cosiddetti "diritti riproduttivi", in ossequio alle richieste delle lobby dell'aborto. Nel primo mandato di Donald Trump, questa sezione era stata semplicemente rimossa. Discorso in parte simile per le nuove categorie - figlie dell'ideologia Lgbt - di "orientamento sessuale e identità di genere": incluse sotto Obama, ridimensionate durante la prima presidenza Trump.<br />In questo secondo mandato del tycoon sta quindi avvenendo qualcosa di nuovo. Come sintetizza Rebecca Oas sul Friday Fax: «L'amministrazione Trump non si limita a rimuovere le questioni controverse, ma passa all'attacco». Oltre alla già citata critica all'aborto, nei prossimi rapporti saranno biasimati i governi che favoriscono il transessualismo, ossia quelle che il Dipartimento di Stato chiama «mutilazioni chimiche o chirurgiche» a danno dei bambini.<br />Ad essere oggetto di critica saranno anche le indagini o gli arresti legati ai cosiddetti "discorsi d'odio". A questo proposito va ricordato che diversi Paesi occidentali, negli ultimi anni, hanno discusso e approvato leggi che limitano la libertà d'espressione in tema di aborto, pretese Lgbt (vedi le norme su "omofobia" e "transfobia") et similia, fino ad arrivare - come nel Regno Unito - ad arrestare pacifici difensori della vita nascente, colpevoli di offrire aiuto e anche solo di pregare mentalmente all'interno di una zona cuscinetto. Ricordiamo a proposito il discorso pronunciato da J. D. Vance a Monaco di Baviera nel febbraio 2025, quando il vicepresidente degli USA citò il caso del britannico Adam Smith-Connor (vedi qui) come vittima di uno Stato che calpesta «le libertà fondamentali», tanto da incriminarlo per un "reato" di pensiero.<br />COMBATTERE LE NUOVE IDEOLOGIE DISTRUTTIVE<br />Tra le violazioni dei diritti umani sarà incluso anche il fatto di facilitare l'immigrazione di massa o illegale «attraverso il territorio di un Paese verso altri Paesi».<br />Un alto funzionario del Dipartimento di Stato, secondo quanto riporta la BBC, ha affermato, dietro richiesta di rimanere anonimo, che le nuove istruzioni sono intese come «uno strumento per cambiare il comportamento dei governi». Lo stesso funzionario ha spiegato che «gli Stati Uniti rimangono fedeli al riconoscimento della Dichiarazione d'Indipendenza secondo cui tutti gli uomini sono dotati dal Creatore di alcuni diritti inalienabili», aggiungendo che i diritti «ci sono dati da Dio, il nostro Creatore, non dai governi». Un riconoscimento, insomma, che gli unici veri diritti sono quelli fondati sulla legge morale naturale, emanazione della legge divina. Una verità che la moderna concezione dei diritti umani tende a ignorare, come dimostrano le proteste di organizzazioni come Amnesty International, che ha parlato di un «allontanamento dai diritti umani universali verso "diritti naturali" sfuggenti e indefiniti».<br />Ma la mossa del Dipartimento di Stato, guidato da Marco Rubio, va nel verso giusto, quello appunto di combattere «le nuove ideologie distruttive» su cui si basano le violazioni dei diritti umani, come ha spiegato Tommy Pigott, portavoce del medesimo Dipartimento. Nel movimento pro vita americano c'è chi giustamente auspica un ripensamento della stessa amministrazione Trump rispetto a un altro frutto cattivo delle ideologie odierne, la fecondazione artificiale, che non solo slega l'atto unitivo e quello procreativo ma si accompagna al congelamento e alla morte di innumerevoli embrioni, svilendo la dignità dell'essere umano, trattato come mezzo.<br />Resta, ad ogni modo, la notevole svolta del Dipartimento di Stato, che potrà influire positivamente su un maggiore rispetto della dignità umana nel mondo.<br />]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/68967576</guid><pubDate>Tue, 09 Dec 2025 23:34:42 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/68967576/nuovi_diritti.mp3" length="6528631" type="audio/mpeg"/><itunes:author>BastaBugie</itunes:author><itunes:subtitle>TESTO DELL'ARTICOLO ➜ https://www.bastabugie.it/8373

NUOVI DIRITTI = VIOLAZIONI: SVOLTA USA IN POLITICA ESTERA di Ermes Dovico
 
Il piano inclinato dei "nuovi diritti" si può ribaltare, se c'è la volontà politica di farlo. Lo conferma l'annuncio del...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="https://www.bastabugie.it/8373" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://www.bastabugie.it/8373</a><br /><br />NUOVI DIRITTI = VIOLAZIONI: SVOLTA USA IN POLITICA ESTERA di Ermes Dovico<br /> <br />Il piano inclinato dei "nuovi diritti" si può ribaltare, se c'è la volontà politica di farlo. Lo conferma l'annuncio del Dipartimento di Stato degli USA che dal 2026 cambierà significativamente il modo di stilare il proprio rapporto annuale sul rispetto dei diritti umani nel mondo. In particolare, saranno ritenute violazioni dei diritti umani: i trattamenti ormonali e gli interventi chirurgici diretti alla "transizione di genere" dei bambini; gli aborti finanziati dai governi; le leggi che attentano alla libertà d'espressione; le politiche Dei (acronimo inglese che sta per "diversità, uguaglianza e inclusione") in tema di assunzioni, ossia le corsie preferenziali in base fondamentalmente alla razza e all'identificarsi come Lgbt; l'eutanasia coercitiva.<br />Il cambiamento è stato comunicato dal Dipartimento di Stato con un telegramma inviato lo scorso 20 novembre a tutti i consolati e le ambasciate statunitensi. «Questo telegramma contiene istruzioni precise che suscitano profonda gratitudine nei rappresentanti del movimento pro-vita di tutto il mondo», scrive Raimundo Rojas, membro di National Right to Life. Riguardo all'uccisione dei nascituri, a partire dall'anno prossimo, i diplomatici americani dovranno indicare non solo se i governi sovvenzionano l'aborto e le sostanze abortive, ma anche la stima del numero totale di aborti praticati ogni anno in un dato Paese. In breve, l'aborto volontario verrà considerato per quello che è, un gravissimo attacco contro la vita e la dignità umana. Un fatto di portata storica rispetto al recente passato, perché segna un deciso cambio di rotta nella politica estera degli Stati Uniti.<br />IL RAPPORTO ANNUALE SULLO STATO DEI DIRITTI UMANI<br />È dagli anni Settanta del XX secolo che il Dipartimento di Stato compila un rapporto annuale sullo stato dei diritti umani in ciascun Paese membro dell'Onu. Questo rapporto è considerato da più parti come lo studio più completo fatto da un singolo governo su tale questione. Ma negli anni, tanto più in questo terzo millennio, la valutazione di quali siano i diritti umani e le loro relative violazioni è cambiata notevolmente in base al "colore" dell'amministrazione, se democratica o repubblicana. Per fare un paio di esempi emblematici, durante i mandati di Barack Obama e Joe Biden alla Casa Bianca, i rapporti del Dipartimento di Stato includevano una sezione sui cosiddetti "diritti riproduttivi", in ossequio alle richieste delle lobby dell'aborto. Nel primo mandato di Donald Trump, questa sezione era stata semplicemente rimossa. Discorso in parte simile per le nuove categorie - figlie dell'ideologia Lgbt - di "orientamento sessuale e identità di genere": incluse sotto Obama, ridimensionate durante la prima presidenza Trump.<br />In questo secondo mandato del tycoon sta quindi avvenendo qualcosa di nuovo. Come sintetizza Rebecca Oas sul Friday Fax: «L'amministrazione Trump non si limita a rimuovere le questioni controverse, ma passa all'attacco». Oltre alla già citata critica all'aborto, nei prossimi rapporti saranno biasimati i governi che favoriscono il transessualismo, ossia quelle che il Dipartimento di Stato chiama «mutilazioni chimiche o chirurgiche» a danno dei bambini.<br />Ad essere oggetto di critica saranno anche le indagini o gli arresti legati ai cosiddetti "discorsi d'odio". A questo proposito va ricordato che diversi Paesi occidentali, negli ultimi anni, hanno discusso e approvato leggi che limitano la libertà d'espressione in tema di aborto, pretese Lgbt (vedi le norme su "omofobia" e "transfobia") et similia, fino ad arrivare - come nel Regno Unito - ad arrestare pacifici difensori della vita nascente, colpevoli di offrire aiuto e anche solo di pregare mentalmente all'interno di una zona cuscinetto....]]></itunes:summary><itunes:duration>409</itunes:duration><itunes:keywords>aborto,dirittiumani,discorsidodio,pigott,trump</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/dd22168131f7fd0dbbdaf3d4d5b47719.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Nancy Pelosi se ne va: è stata la peggiore cattolica in politica</title><link>https://www.spreaker.com/episode/nancy-pelosi-se-ne-va-e-stata-la-peggiore-cattolica-in-politica--68529459</link><description><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="https://www.bastabugie.it/8350" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://www.bastabugie.it/8350</a><br /><br />NANCY PELOSI SE NE VA: E' STATA LA PEGGIORE CATTOLICA IN POLITICA di Luca Volontè<br /> <br />Nancy Pelosi smette con la politica, dis-onore e de-merito per esser stata la peggiore (sinora) credente cattolica in politica. L'ex speaker della Camera Nancy Pelosi, che ha rappresentato San Francisco al Congresso per 38 anni, ha annunciato giovedì mattina che non si ricandiderà al Congresso USA nel novembre 2026. Eletta per la prima volta nel 1987 per occupare un seggio lasciato vacante dalla morte del deputato Sala Burton, Pelosi, 85 anni, è stata la miglior interprete mondiale della incoerenza cattolica in politica e della sistematica banalizzazione e manipolazione dei principi non negoziabili e del Catechismo, piegati e erosi, fino alla loro evanescenza, pur di compiacere al potere dei Democratici e delle lobbies che progressivamente ne hanno preso pieno possesso, anche con il suo consenso.<br />«Nessuno ha dato di più per San Francisco e lo Stato della California di Nancy Pelosi, con un fattore quasi infinito in termini di risultati concreti per persone reali», ha affermato di recente il governatore della California, l'abortista e pro Lgbtq+, Gavin Newsom, relatore per la Pontificia Accademia delle Scienze lo scorso anno, nel programma Political Breakdown di KQED.<br />Dal lato opposto della barricata politica USA, per il presidente in carica Donald Trump, «il ritiro di Nancy Pelosi è una grande cosa per l'America... Era malvagia, corrotta e concentrata solo sulle cose negative per il nostro Paese». Difficile dargli torto, al di là delle malevolenze personali tra leader di partito americani, le prestazioni di Nancy Pelosi sono quantomeno criticabili e da sottolineare con la matita rossa.<br />LA PEGGIORE<br />Alcuni esempi devono essere ricordati a futura memoria, nonostante in Vaticano già ci sia chi la voglia innalzare sul piedistallo delle beatitudini. In qualità di presidente della Camera dal 2007 al 2011 e nuovamente dal 2019 al 2023, ha promosso leggi storiche, tra cui l'"Affordable Care Act", che ha ampliato il finanziamento pubblico dell'aborto, nonostante la forte opposizione dei gruppi religiosi e delle chiese cristiane.<br />Quando il "Partial-Birth Abortion Ban Act" fu discusso alla Camera il 5 aprile 2000, ottenne un significativo sostegno bipartisan, con sedici Democratici che co-sponsorizzarono il disegno di legge e 77 che votarono a favore. La sua approvazione avrebbe proibito un aborto, ovvero un omicidio, «di un feto vivo e intatto finché il feto vivo e integro non è parzialmente fuori dal corpo della madre». Tra i democratici che non votarono a favore di questa legge, pensata per proteggere vite umane innocenti, c'è stata la deputata Nancy Pelosi della California.<br />Voto contro anche tre anni dopo, quando la stessa norma venne ripresentata perché «l'aborto è un fallimento sotto ogni aspetto. Vogliamo garantire la sicurezza delle donne e vogliamo che rimanga legale», sempre e comunque. Il suo sostegno alla pratica di togliere la vita a bambini non ancora nati sarà per sempre al centro oscuro della sua eredità. Infatti Pelosi detiene un record di voto pro-aborto del 100%, oltre ad aver fortemente deplorato l'annullamento della sentenza "Roe contro Wade" nel 2022, definendola «una minaccia per la salute, la libertà e la sicurezza delle donne in tutto il Paese», nei giorni successivi aveva pomposamente preparato tutte le iniziative opportune per una «legge a tutela dell'aborto e che codificano le storiche sentenze della Corte Suprema», in risposta alla revoca della sentenza Roe v. Wade da parte della Corte, tra cui l'inserimento del diritto federale all'aborto libero ed incondizionato.<br />PALADINA LGBT<br />Era inoltre favorevole al "matrimonio" tra persone dello stesso sesso e alla possibilità di sottoporre i bambini con "confusione di genere" a procedure di transizione di genere, sia chirurgiche che chimiche, che alterano la vita. Più recenti sono invece le sue battaglie a favore dell'ideologia Lgbtq di cui si era dichiarata principale "paladina" nei mesi scorsi. L'emittente Fox News di agosto scorso riporta che, durante una visita al San Francisco VA Medical Center, la Pelosi aveva dichiarato il proprio impegno a livello nazionale per «garantire cure di affermazione di genere ai nostri ragazzi trans».<br />Come ricorda uno dei siti web più autorevoli della comunità arcobaleno degli USA, l'alleanza con Pelosi risale a decenni fa. Lei è stata una sostenitrice visibile delle comunità queer, sin dal culmine dell'epidemia di HIV/AIDS, ha partecipato alla parata del pride di San Francisco sin dall'inizio della sua carriera 35 anni orsono.<br />Per molte di queste sue posizioni e per l'impegno costante e assoluto a favore dell'omicidio dell'innocente, l'arcivescovo di San Francisco Salvatore Cordileone le ha vietato di ricevere la Santa Comunione nel maggio 2022, citando la sua «persistente difesa dell'aborto». Per tutta reazione e certa delle sue amicizie con alcuni cardinali Usa e all'interno del Vaticano, la Pelosi aveva respinto il rimprovero, affermando di ricevere «comunque la Comunione» ed infatti a conferma della sua ortodossia e prestigio riconosciutale in Vaticano, si recò a Roma il 29 giugno 2022 ad una Messa celebrata da Francesco e ricevette la Santa Comunione. Insomma: una campionessa di impegno a favore di sicari di bambini e della liberalizzazione dell'omicidio dell'innocente, nonché paladina di ideologia Lgbtq, indottrinamento e transizione chimico-chirurgica infantile che non mancherà di certo ai cattolici.<br /><br />]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/68529459</guid><pubDate>Tue, 11 Nov 2025 23:19:46 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/68529459/nancy_pelosi_se_ne_va.mp3" length="5212444" type="audio/mpeg"/><itunes:author>BastaBugie</itunes:author><itunes:subtitle>TESTO DELL'ARTICOLO ➜ https://www.bastabugie.it/8350

NANCY PELOSI SE NE VA: E' STATA LA PEGGIORE CATTOLICA IN POLITICA di Luca Volontè
 
Nancy Pelosi smette con la politica, dis-onore e de-merito per esser stata la peggiore (sinora) credente...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="https://www.bastabugie.it/8350" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://www.bastabugie.it/8350</a><br /><br />NANCY PELOSI SE NE VA: E' STATA LA PEGGIORE CATTOLICA IN POLITICA di Luca Volontè<br /> <br />Nancy Pelosi smette con la politica, dis-onore e de-merito per esser stata la peggiore (sinora) credente cattolica in politica. L'ex speaker della Camera Nancy Pelosi, che ha rappresentato San Francisco al Congresso per 38 anni, ha annunciato giovedì mattina che non si ricandiderà al Congresso USA nel novembre 2026. Eletta per la prima volta nel 1987 per occupare un seggio lasciato vacante dalla morte del deputato Sala Burton, Pelosi, 85 anni, è stata la miglior interprete mondiale della incoerenza cattolica in politica e della sistematica banalizzazione e manipolazione dei principi non negoziabili e del Catechismo, piegati e erosi, fino alla loro evanescenza, pur di compiacere al potere dei Democratici e delle lobbies che progressivamente ne hanno preso pieno possesso, anche con il suo consenso.<br />«Nessuno ha dato di più per San Francisco e lo Stato della California di Nancy Pelosi, con un fattore quasi infinito in termini di risultati concreti per persone reali», ha affermato di recente il governatore della California, l'abortista e pro Lgbtq+, Gavin Newsom, relatore per la Pontificia Accademia delle Scienze lo scorso anno, nel programma Political Breakdown di KQED.<br />Dal lato opposto della barricata politica USA, per il presidente in carica Donald Trump, «il ritiro di Nancy Pelosi è una grande cosa per l'America... Era malvagia, corrotta e concentrata solo sulle cose negative per il nostro Paese». Difficile dargli torto, al di là delle malevolenze personali tra leader di partito americani, le prestazioni di Nancy Pelosi sono quantomeno criticabili e da sottolineare con la matita rossa.<br />LA PEGGIORE<br />Alcuni esempi devono essere ricordati a futura memoria, nonostante in Vaticano già ci sia chi la voglia innalzare sul piedistallo delle beatitudini. In qualità di presidente della Camera dal 2007 al 2011 e nuovamente dal 2019 al 2023, ha promosso leggi storiche, tra cui l'"Affordable Care Act", che ha ampliato il finanziamento pubblico dell'aborto, nonostante la forte opposizione dei gruppi religiosi e delle chiese cristiane.<br />Quando il "Partial-Birth Abortion Ban Act" fu discusso alla Camera il 5 aprile 2000, ottenne un significativo sostegno bipartisan, con sedici Democratici che co-sponsorizzarono il disegno di legge e 77 che votarono a favore. La sua approvazione avrebbe proibito un aborto, ovvero un omicidio, «di un feto vivo e intatto finché il feto vivo e integro non è parzialmente fuori dal corpo della madre». Tra i democratici che non votarono a favore di questa legge, pensata per proteggere vite umane innocenti, c'è stata la deputata Nancy Pelosi della California.<br />Voto contro anche tre anni dopo, quando la stessa norma venne ripresentata perché «l'aborto è un fallimento sotto ogni aspetto. Vogliamo garantire la sicurezza delle donne e vogliamo che rimanga legale», sempre e comunque. Il suo sostegno alla pratica di togliere la vita a bambini non ancora nati sarà per sempre al centro oscuro della sua eredità. Infatti Pelosi detiene un record di voto pro-aborto del 100%, oltre ad aver fortemente deplorato l'annullamento della sentenza "Roe contro Wade" nel 2022, definendola «una minaccia per la salute, la libertà e la sicurezza delle donne in tutto il Paese», nei giorni successivi aveva pomposamente preparato tutte le iniziative opportune per una «legge a tutela dell'aborto e che codificano le storiche sentenze della Corte Suprema», in risposta alla revoca della sentenza Roe v. Wade da parte della Corte, tra cui l'inserimento del diritto federale all'aborto libero ed incondizionato.<br />PALADINA LGBT<br />Era inoltre favorevole al "matrimonio" tra persone dello stesso sesso e alla possibilità di sottoporre i bambini con "confusione di genere" a procedure...]]></itunes:summary><itunes:duration>326</itunes:duration><itunes:keywords>cattolici,peggiore,pelosi,politica,speaker</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/12649847126b81743a8db56a7b54702b.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Il primo sindaco islamico di New York a 24 anni dall'11 settembre</title><link>https://www.spreaker.com/episode/il-primo-sindaco-islamico-di-new-york-a-24-anni-dall-11-settembre--68529433</link><description><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="https://www.bastabugie.it/8349" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://www.bastabugie.it/8349</a><br /><br />IL PRIMO SINDACO ISLAMICO DI NEW YORK A 24 ANNI DALL'11 SETTEMBRE di Stefano Magni<br /> <br />Alla fine, come era ampiamente prevedibile, nelle elezioni per il sindaco di New York ha vinto Zohran Mamdani. Gli ultimi sondaggi non davano alcuna speranza di rimonta a Andrew Cuomo, anch'egli Democratico ma candidato come indipendente contro il vincitore delle primarie. E così è avvenuto il sorpasso dell'estrema sinistra sulla sinistra moderata, di establishment, nonostante il sostegno dell'ultimo minuto dato a Cuomo da parte del suo nemico, il presidente Donald Trump, un ultimo disperato tentativo di fare fronte comune contro un candidato sindaco estremista, socialista e musulmano, alla testa della città che 24 anni fa subì l'attacco dell'11 settembre.<br />Con il 90% dei voti scrutinati, Mamdani ha preso poco più del 50% dei voti, Cuomo il 41% e il candidato repubblicato Curtis Sliwa (il fondatore dei celebri Guardian Angels) appena il 7% e dimostra che i Repubblicani non hanno votato per il loro candidato se non in minima parte.<br />Come è stato possibile? Secondo un sondaggio del Daily Mail alquanto dettagliato, Mamdani ha vinto grazie alla sua promessa di dare ai newyorkesi tutti i servizi essenziali gratuitamente, proprio come fa Giuseppe Conte in Italia. Il caro vita è la maggior preoccupazione per i newyorkesi, di tutte le età, ma soprattutto i più giovani alle prese con l'affitto o l'acquisto della casa. Alla domanda se con Mamdani sindaco si verificherà un calo del costo delle case, il 39% degli intervistati ha risposto di sì, il 32% di no e il 19% pensa che non vi sarebbero grandi cambiamenti. Ma se si guarda alle fasce d'età dei rispondenti dai 30 ai 39 anni, la percentuale dei sì cresce addirittura al 59%. È l'età in cui si cerca casa.<br />Non solo Mamdani promette un "equo canone" tramite il blocco degli aumenti degli affitti, ma promette anche trasporti pubblici, asili infantili gratis per tutti i cittadini, oltre ad un aumento del salario minimo a 30 dollari all'ora. E chi paga? Bella domanda. Secondo il nuovo sindaco, pagano i ricchi, cioè i cittadini che dichiarano un reddito pari o superiore a un milione di dollari. Sul loro reddito, il sindaco promette un aumento delle tasse. E anche sull'utile delle imprese. E se i ricchi scappano in Stati con meno tasse? Mamdani in campagna elettorale prometteva "non se ne andranno", ma non ha spiegato perché. Per il 43% dei newyorkesi l'economia della città subirà un peggioramento, anche con un aumento della disoccupazione. Almeno in parte, sono gli stessi rispondenti che poi lo votano ugualmente, per avere la casa economica o i mezzi gratuiti, a spese di una crisi economica cittadina.<br />LO VOTO ANCHE SE SO CHE FA MALE<br />Sempre secondo lo stesso sondaggio commissionato dal Daily Mail, anche gli stessi newyorkesi che hanno votato per il nuovo sindaco si aspettano un peggioramento della sicurezza nella loro città. Per il 47% degli intervistati i livelli di criminalità e violenza in città aumenteranno contro un 32% che prevede una maggior sicurezza con il nuovo sindaco (che si faceva portavoce anche del movimento per togliere i fondi alla polizia). Inoltre, il 39% dei newyorkesi ritiene che il rischio terrorismo, con Mamdani aumenterà, solo il 18% pensa che diminuirà.<br />Un atteggiamento da "lo voto anche se so che fa male", un voto ideologico, che si riflette anche nel cambiamento culturale, quasi antropologico, del Partito Democratico e della sinistra americana nel suo complesso. Secondo l'inchiesta di Olivia Reingold su The Free Press, l'ascesa di Mamdani ha trasformato una frangia estremista, i Socialisti Democratici d'America (Dsa) nel gruppo dominante. E «Per loro - scrive la Reingold - Katy Hochul (governatrice dello Stato di New York, ndr), il leader della minoranza al Senato Chuck Schumer, il leader della minoranza alla Camera Hakeem Jeffries e gli altri dirigenti sono simboli di un partito che ha perso il contatto con la classe operaia e che merita di essere spazzato via».<br />Mamdani, nelle elezioni primarie, aveva dovuto incoraggiare i suoi sostenitori a registrarsi come Democratici, poiché molti di loro detestavano il partito. Ora è l'ex presidente Barack Obama, che gli telefona e si offre nella veste di "cassa di risonanza" nazionale.<br />Ma Mamdani è davvero così socialista? Benché negli ultimi mesi di campagna elettorale abbia moderato i toni, il suo gruppo, i Socialisti Democratici d'America, movimento nato nel 1982, è praticamente socialista rivoluzionario. Vive l'elezione di Mamdani come primo passo per cambiare l'America dalle fondamenta. Non solo si propone di abolire i confini e abbattere le prigioni, ma mantiene come obiettivo finale l'abbattimento del capitalismo, quello che chiama "ordine barbarico". Lo scopo dei Socialisti Democratici d'America, secondo i suoi stessi documenti scrutinati da The Free Press, è «unire i lavoratori per vincere la battaglia per la democrazia e realizzare il socialismo, non cercare una coalizione di governo con un male minore percepito nell'attuale sistema politico antidemocratico».<br />MUSULMANO RADICALE<br />E Mamdani, che è musulmano, è davvero così vicino all'islam politico? Sì, come abbiamo visto su queste colonne, ha tenuto uno dei suoi più importanti comizi elettorali nella moschea radicale di Brooklyn, quella dell'imam radicale Siraj Wahhaj, in odore di collaborazione con Al Qaeda e con idee molto estreme sulla rivolta islamica. È vicino all'islam politico anche secondo Sadanand Dhume (ricercatore dell'American Enterprise Institute ed editorialista del Wall Street Journal) che, dopo aver smentito le teorie cospirative di destra meno credibili, mette in fila tutti gli elementi che definiscono il nuovo sindaco: «Il padre del signor Mamdani, Mahmood, è un professore di scienze politiche alla Columbia University che ha scritto del suo desiderio di de-stigmatizzare gli attentati suicidi. La madre del candidato, la regista Mira Nair, avrebbe cercato di far ritirare l'invito a Gal Gadot dagli Oscar perché l'attrice ha "apertamente e ripetutamente espresso il suo sostegno alle azioni militari di Israele"». Quanto allo stesso Zohran Mamdani: «a vent'anni sembrava più preoccupato per i diritti civili di personaggi come l'attentatore della maratona di Boston Dzhokhar Tsarnaev e il leader di al-Qaeda nato negli Stati Uniti Anwar al-Awlaki che per le sofferenze delle loro vittime». Inoltre, «Una delle sue canzoni, durante la sua breve carriera rap, elogiava gli Holy Land Five, uomini condannati da un tribunale statunitense per aver fornito sostegno materiale al terrorismo finanziando Hamas. La risposta immediata del signor Mamdani all'attacco terroristico del 7 ottobre 2023 non ha menzionato Hamas, accusando invece Israele di "occupazione" e "apartheid"».<br />A nulla è servito il tentativo di Trump di fare muro, scaricando il candidato repubblicano Curtis Sliwa (che tanto non aveva alcuna speranza) e dando il suo sostegno a Andrew Cuomo, lasciando da parte tutte le polemiche fra lui e il presidente durante il suo primo mandato. «Che Andrew Cuomo vi piaccia o meno, non avete scelta. Dovete votarlo e sperare che faccia un lavoro fantastico. Lui ne è capace, Mamdani no!», aveva scritto il presidente sulla sua piattaforma social, Truth. In un'intervista pre-elettorale alla trasmissione 60 Minutes della Cbs, Trump ha dichiarato di non voler «buttare via buoni soldi dietro a cattivi investimenti» in una città guidata da un comunista. Quindi: niente più fondi federali a New York, se non per il "minimo indispensabile". Donald Trump su Truth si era rivolto anche alla più grande comunità ebraica d'America, con la sua consueta brutalità: «Qualsiasi ebreo voti per Zohran Mamdani, un dichiarato e comprovato ODIATORE DEGLI EBREI (maiuscolo nell'originale, ndr), è una persona stupida!!!». Forse anche questi atteggiamenti presidenziali non hanno fatto bene alla causa di Cuomo.<br />Nota di BastaBugie: Stefano Magni nell'articolo seguente dal titolo "Mamdani, il sindaco voluto dagli islamici e votato dai non credenti" parla di come sia sbagliato sottovalutare l'elemento islamico di Zohran Mamdani, neo-eletto sindaco di New York. Per il mondo musulmano è una svolta epocale e per questo la campagna era finanziata anche con soldi islamici.<br />Ecco l'articolo completo pubblicato su la Nuova Bussola Quotidiana il 7 novembre 2025: Sottolineare la fede islamica di Zohran Mamdani, neo-eletto sindaco di New York, è "islamofobia". O almeno così sembra, a giudicare da quel che gli esponenti di sinistra scrivono sui social network. I riferimenti all'11 settembre sono "volgari" e "fuori luogo", citare prima di tutto la religione di Mamdani è, per alcuni commentatori, una mancanza di rispetto per la libertà di culto. Parola d'ordine: la vittoria del primo sindaco musulmano è una vittoria della democrazia americana che dimostra finalmente maturità. Eppure, il primo a non nascondere la sua identità islamica è proprio Mamdani che, anche nel suo discorso della vittoria si definisce "giovane" e "musulmano".<br />Se si trascurasse l'identità islamica di Mamdani, se non come "fede personale", non si capirebbe neppure la reazione dei musulmani di tutto il mondo, che vivono la sua elezione come un cambiamento epocale. Una reazione corale ed entusiasta, che rivela una motivazione "contro": un fortissimo odio contro Israele e gli ebrei americani. New York, considerata come il "centro del sionismo" mondiale viene ora vista come una città espugnata.<br />L'influencer palestinese-americano Abdul Eyad ha celebrato la vittoria di Zohran Mamdani nella corsa alla carica di sindaco di New York, con un video TikTok in cui afferma che New York sarà ora "il luogo più sicuro della Terra]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/68529433</guid><pubDate>Tue, 11 Nov 2025 23:15:06 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/68529433/il_primo_sindaco_islamico_di_new_york.mp3" length="16174646" type="audio/mpeg"/><itunes:author>BastaBugie</itunes:author><itunes:subtitle>TESTO DELL'ARTICOLO ➜ https://www.bastabugie.it/8349

IL PRIMO SINDACO ISLAMICO DI NEW YORK A 24 ANNI DALL'11 SETTEMBRE di Stefano Magni
 
Alla fine, come era ampiamente prevedibile, nelle elezioni per il sindaco di New York ha vinto Zohran Mamdani....</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="https://www.bastabugie.it/8349" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://www.bastabugie.it/8349</a><br /><br />IL PRIMO SINDACO ISLAMICO DI NEW YORK A 24 ANNI DALL'11 SETTEMBRE di Stefano Magni<br /> <br />Alla fine, come era ampiamente prevedibile, nelle elezioni per il sindaco di New York ha vinto Zohran Mamdani. Gli ultimi sondaggi non davano alcuna speranza di rimonta a Andrew Cuomo, anch'egli Democratico ma candidato come indipendente contro il vincitore delle primarie. E così è avvenuto il sorpasso dell'estrema sinistra sulla sinistra moderata, di establishment, nonostante il sostegno dell'ultimo minuto dato a Cuomo da parte del suo nemico, il presidente Donald Trump, un ultimo disperato tentativo di fare fronte comune contro un candidato sindaco estremista, socialista e musulmano, alla testa della città che 24 anni fa subì l'attacco dell'11 settembre.<br />Con il 90% dei voti scrutinati, Mamdani ha preso poco più del 50% dei voti, Cuomo il 41% e il candidato repubblicato Curtis Sliwa (il fondatore dei celebri Guardian Angels) appena il 7% e dimostra che i Repubblicani non hanno votato per il loro candidato se non in minima parte.<br />Come è stato possibile? Secondo un sondaggio del Daily Mail alquanto dettagliato, Mamdani ha vinto grazie alla sua promessa di dare ai newyorkesi tutti i servizi essenziali gratuitamente, proprio come fa Giuseppe Conte in Italia. Il caro vita è la maggior preoccupazione per i newyorkesi, di tutte le età, ma soprattutto i più giovani alle prese con l'affitto o l'acquisto della casa. Alla domanda se con Mamdani sindaco si verificherà un calo del costo delle case, il 39% degli intervistati ha risposto di sì, il 32% di no e il 19% pensa che non vi sarebbero grandi cambiamenti. Ma se si guarda alle fasce d'età dei rispondenti dai 30 ai 39 anni, la percentuale dei sì cresce addirittura al 59%. È l'età in cui si cerca casa.<br />Non solo Mamdani promette un "equo canone" tramite il blocco degli aumenti degli affitti, ma promette anche trasporti pubblici, asili infantili gratis per tutti i cittadini, oltre ad un aumento del salario minimo a 30 dollari all'ora. E chi paga? Bella domanda. Secondo il nuovo sindaco, pagano i ricchi, cioè i cittadini che dichiarano un reddito pari o superiore a un milione di dollari. Sul loro reddito, il sindaco promette un aumento delle tasse. E anche sull'utile delle imprese. E se i ricchi scappano in Stati con meno tasse? Mamdani in campagna elettorale prometteva "non se ne andranno", ma non ha spiegato perché. Per il 43% dei newyorkesi l'economia della città subirà un peggioramento, anche con un aumento della disoccupazione. Almeno in parte, sono gli stessi rispondenti che poi lo votano ugualmente, per avere la casa economica o i mezzi gratuiti, a spese di una crisi economica cittadina.<br />LO VOTO ANCHE SE SO CHE FA MALE<br />Sempre secondo lo stesso sondaggio commissionato dal Daily Mail, anche gli stessi newyorkesi che hanno votato per il nuovo sindaco si aspettano un peggioramento della sicurezza nella loro città. Per il 47% degli intervistati i livelli di criminalità e violenza in città aumenteranno contro un 32% che prevede una maggior sicurezza con il nuovo sindaco (che si faceva portavoce anche del movimento per togliere i fondi alla polizia). Inoltre, il 39% dei newyorkesi ritiene che il rischio terrorismo, con Mamdani aumenterà, solo il 18% pensa che diminuirà.<br />Un atteggiamento da "lo voto anche se so che fa male", un voto ideologico, che si riflette anche nel cambiamento culturale, quasi antropologico, del Partito Democratico e della sinistra americana nel suo complesso. Secondo l'inchiesta di Olivia Reingold su The Free Press, l'ascesa di Mamdani ha trasformato una frangia estremista, i Socialisti Democratici d'America (Dsa) nel gruppo dominante. 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Basti guardare gli introiti del colosso americano Planned Parenthood per rendersene subito conto. Eppure, da diversi mesi sembra esserci un'inversione di tendenza crescente, in particolare perché sono in aumento gli Stati - in particolare Usa - che si stanno impegnando a limitare l'accesso all'aborto e a favorire maggiormente la cultura della vita in nome della scienza e della tutela del concepito, mettendo all'angolo le istanze abortiste. Tale risultato è anche evidentemente dovuto ai recenti e drastici tragli dei fondi alle lobby abortiste, con il congelamento di centinaia di milioni di dollari elargiti annualmente quali sovvenzioni federali per la cosiddetta "pianificazione familiare", ovvero contraccezione e aborto, oltre ai relativi corsi di cosiddetti corsi di "educazione sessuale" per incentivare entrambi con il pretesto della protezione dalle malattie sessualmente trasmissibili. Questo cambio di rotta è attestato anche da tre episodi di cronaca recente accaduti oltreoceano e che meritano di essere segnalati.<br />1) CORTE D'APPELLO: OK A STOP FONDI PER ABORTI<br />La Corte d'Appello del Primo Circuito (che comprende gli Stati del Maine, del New Hampshire, del Massachusetts, del Rhode Island e di Porto Rico) ha infatti di recente dato il via libera all'amministrazione Trump per tagliare i finanziamenti Medicaid a Planned Parenthood, impedendo così di fatto alla più grande catena di cliniche abortiste di uccidere i piccoli nel grembo materno anche coi soldi dei contribuenti americani. Infatti solo nel 2023 Planned Parenthood - in tutti gli Stati Uniti - ha ricevuto oltre 800mila dollari di finanziamenti Medicaid. La sentenza della Corte annulla così un'ingiunzione preliminare del luglio 2025 emessa dal giudice distrettuale statunitense Indira Talwani a Boston, la quale aveva bloccato una disposizione del One Big Beautiful Bill Act di Trump. Un particolare non irrilevante è che tale sentenza è stata emessa da un collegio di tre giudici nominati dall'amministrazione Biden, tutti unanimemente concordi. «Siamo lieti che il Tribunale del Primo Circuito abbia bloccato la disperata corsa al denaro dell'industria dell'aborto. Il popolo americano, attraverso il Congresso, si è espresso chiaramente con il One Big Beautiful Bill Act. I contribuenti non dovrebbero essere costretti a spendere un centesimo per finanziare un'industria brutale che pone fine ad almeno 1,1 milioni di vite l'anno. Siamo fiduciosi che l'amministrazione Trump prevarrà contro le argomentazioni legali dell'industria dell'aborto», ha commentato con soddisfazione Marjorie Dannenfelser, presidente di SBA Pro-Life America.<br />2) LIMITI ANCHE PER GLI OSPEDALI DEI VETERANI<br />Un secondo caso riguarda poi il Dipartimento per gli Affari dei Veterani degli Stati Uniti. Qualche anno fa un ormai ex funzionario di Biden, commentando la misura che ampliava gli accessi all'aborto per i soldati in servizio attivo e in pensione negli ospedali di tale Dipartimento commentava: «L'aborto è ciò che la nostra nazione deve ai veterani». Ebbene, non sarà più così, poiché sempre l'attuale amministrazione si sta mobilitando contro tale politica sanitaria. E in effetti col ribaltamento della storica sentenza Roe vs Wade ci si stava già orientando per vietare agli ospedali afferenti al VA «di fornire aborti e consulenza sull'aborto». D'altra parte la normativa vigente prima del 2022, ossia il Veterans Health Care Act del 1992, non includeva la possibilità di abortire. Tale opzione per la soppressione di esseri umani innocenti nel grembo materno è stata dunque una misura meramente ideologica voluta dall'amministrazione Biden. «Non è mai necessario dal punto di vista medico uccidere intenzionalmente un nascituro per salvare la vita di una madre. I medici non sono mai tenuti a compromettere il loro impegno nei confronti di uno dei loro pazienti (il nascituro) per il bene dell'altro (la madre) e viceversa», ha dichiarato la direttrice del Center for Human Dignity del Family Research Council Mary Szoch. «Siamo estremamente grati all'amministrazione attuale - ha aggiunto - per aver garantito che il nostro esercito sia interamente concentrato sulla protezione e la difesa degli innocenti e dei vulnerabili, compresi quelli nel grembo materno».<br />3) STOP ALLA RICERCA CON TESSUTI FETALI UMANI<br />C'è poi, ultimamente, un terzo fronte per quanto riguarda la battaglia alle multinazionali dell'aborto. Attualmente, infatti, negli Stati Uniti l'agenzia nazionale per la ricerca medica sta ancora finanziando ben 17 progetti presenti nella categoria 'tessuto fetale umano'. A rivelarlo è stata un'inchiesta del White Coat Waste Project (WCW) sui 22 milioni di dollari investiti per finanziare esperimenti su animali a cui sono state impiantate parti del corpo di bambini abortiti. «I finanziamenti in questione avviati sotto l'amministrazione Biden non saranno rinnovati. Il NIH è guidato dall'impegno a valorizzare la vita umana e a garantire che la ricerca finanziata a livello federale sia condotta in modo responsabile e trasparente. Stiamo esaminando attivamente queste questioni e adotteremo tutte le misure necessarie per garantire che le nostre politiche riflettano tale impegno», hanno dichiarato i vertici dell'Istituto all'indomani della pubblicazione dei risultati dell'inchiesta. E in effetti già nel 2019 il presidente Trump (al suo primo mandato) aveva impedito nuovi finanziamenti per la ricerca sui tessuti fetali e posto fine a tutte le indagini scientifiche che utilizzavano parti del corpo di bambini abortiti. Per quanto tale politica non abbia poi di fatto annullato i progetti esistenti, ha però sicuramente contribuito a una riduzione del 50% della spesa del NIH per i tessuti fetali fino a oggi. Purtroppo con l'amministrazione Biden ogni divieto è venuto meno e i finanziamenti con i soldi pubblici dei contribuenti sono proseguiti. Ora, come detto, il testo del disegno di legge di spesa NIH per l'anno fiscale 2026 fa ben sperare poiché recita che «nessuno dei fondi previsti dalla presente legge può essere utilizzato per condurre o sostenere la ricerca che utilizza tessuti fetali umani se tali tessuti sono ottenuti a seguito di un aborto indotto».<br />Insomma tali fatti di cronaca recente mostrano il volto di un'America sempre più prolife e pronta a tutelare la vita umana sin dal concepimento, ossia dalle primissime fasi del suo sviluppo nel grembo materno.<br /><br />]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/68231774</guid><pubDate>Tue, 21 Oct 2025 20:40:19 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/68231774/stop_alla_ricerca_con_tessuti_fetali_umani.mp3" length="9339443" type="audio/mpeg"/><itunes:author>BastaBugie</itunes:author><itunes:subtitle>TESTO DELL'ARTICOLO ➜ https://www.bastabugie.it/8314

STOP ALLA RICERCA CON TESSUTI FETALI UMANI di Fabio Piemonte
 
Gli aborti sono stati purtroppo sempre oggetto di un fiorente business, soprattutto negli Stati Uniti. Basti guardare gli introiti del...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="https://www.bastabugie.it/8314" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://www.bastabugie.it/8314</a><br /><br />STOP ALLA RICERCA CON TESSUTI FETALI UMANI di Fabio Piemonte<br /> <br />Gli aborti sono stati purtroppo sempre oggetto di un fiorente business, soprattutto negli Stati Uniti. Basti guardare gli introiti del colosso americano Planned Parenthood per rendersene subito conto. Eppure, da diversi mesi sembra esserci un'inversione di tendenza crescente, in particolare perché sono in aumento gli Stati - in particolare Usa - che si stanno impegnando a limitare l'accesso all'aborto e a favorire maggiormente la cultura della vita in nome della scienza e della tutela del concepito, mettendo all'angolo le istanze abortiste. Tale risultato è anche evidentemente dovuto ai recenti e drastici tragli dei fondi alle lobby abortiste, con il congelamento di centinaia di milioni di dollari elargiti annualmente quali sovvenzioni federali per la cosiddetta "pianificazione familiare", ovvero contraccezione e aborto, oltre ai relativi corsi di cosiddetti corsi di "educazione sessuale" per incentivare entrambi con il pretesto della protezione dalle malattie sessualmente trasmissibili. Questo cambio di rotta è attestato anche da tre episodi di cronaca recente accaduti oltreoceano e che meritano di essere segnalati.<br />1) CORTE D'APPELLO: OK A STOP FONDI PER ABORTI<br />La Corte d'Appello del Primo Circuito (che comprende gli Stati del Maine, del New Hampshire, del Massachusetts, del Rhode Island e di Porto Rico) ha infatti di recente dato il via libera all'amministrazione Trump per tagliare i finanziamenti Medicaid a Planned Parenthood, impedendo così di fatto alla più grande catena di cliniche abortiste di uccidere i piccoli nel grembo materno anche coi soldi dei contribuenti americani. Infatti solo nel 2023 Planned Parenthood - in tutti gli Stati Uniti - ha ricevuto oltre 800mila dollari di finanziamenti Medicaid. La sentenza della Corte annulla così un'ingiunzione preliminare del luglio 2025 emessa dal giudice distrettuale statunitense Indira Talwani a Boston, la quale aveva bloccato una disposizione del One Big Beautiful Bill Act di Trump. Un particolare non irrilevante è che tale sentenza è stata emessa da un collegio di tre giudici nominati dall'amministrazione Biden, tutti unanimemente concordi. «Siamo lieti che il Tribunale del Primo Circuito abbia bloccato la disperata corsa al denaro dell'industria dell'aborto. Il popolo americano, attraverso il Congresso, si è espresso chiaramente con il One Big Beautiful Bill Act. I contribuenti non dovrebbero essere costretti a spendere un centesimo per finanziare un'industria brutale che pone fine ad almeno 1,1 milioni di vite l'anno. Siamo fiduciosi che l'amministrazione Trump prevarrà contro le argomentazioni legali dell'industria dell'aborto», ha commentato con soddisfazione Marjorie Dannenfelser, presidente di SBA Pro-Life America.<br />2) LIMITI ANCHE PER GLI OSPEDALI DEI VETERANI<br />Un secondo caso riguarda poi il Dipartimento per gli Affari dei Veterani degli Stati Uniti. Qualche anno fa un ormai ex funzionario di Biden, commentando la misura che ampliava gli accessi all'aborto per i soldati in servizio attivo e in pensione negli ospedali di tale Dipartimento commentava: «L'aborto è ciò che la nostra nazione deve ai veterani». Ebbene, non sarà più così, poiché sempre l'attuale amministrazione si sta mobilitando contro tale politica sanitaria. E in effetti col ribaltamento della storica sentenza Roe vs Wade ci si stava già orientando per vietare agli ospedali afferenti al VA «di fornire aborti e consulenza sull'aborto». D'altra parte la normativa vigente prima del 2022, ossia il Veterans Health Care Act del 1992, non includeva la possibilità di abortire. Tale opzione per la soppressione di esseri umani innocenti nel grembo materno è stata dunque una misura meramente ideologica voluta dall'amministrazione Biden. «Non è mai necessario dal punto...]]></itunes:summary><itunes:duration>584</itunes:duration><itunes:keywords>cellulefetali,plannedparenthood,ricerca,roevswade,stop,trump</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/aa125687555410f2a0cad91666935a77.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>L'FBI licenzia gli agenti che avevano spiato i cattolici</title><link>https://www.spreaker.com/episode/l-fbi-licenzia-gli-agenti-che-avevano-spiato-i-cattolici--68052001</link><description><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="https://www.bastabugie.it/8316" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://www.bastabugie.it/8316</a><br /><br />L'FBI LICENZIA GLI AGENTI CHE AVEVANO SPIATO I CATTOLICI di Paola Belletti<br /> <br />Che l'odio anti cristiano attraversi, e con tragici scossoni, anche gli Usa non c'era dubbio. Di certo l'omicidio di Charlie Kirk ha aumentato l'attenzione al tema. La notizia recente che riferisce di «una serie di "licenziamenti e dimissioni" da posizioni associate al caso del memorandum anticattolico di Richmond» racconta di una risposta attiva dell'attuale governo per contrastare il fenomeno. Leggiamo da Religion en libertad del contenuto di un'udienza in Senato del direttore dell'FBI in carica, Kash Patel. «Il documento , redatto nel 2023, era inizialmente di natura interna. Intitolato "L'interesse degli estremisti violenti motivati da motivi razziali o etnici per l'ideologia cattolica tradizionalista radicale presenta quasi certamente nuove opportunità di mitigazione", individuava i cattolici interessati alla Messa tradizionale come potenzialmente collegati a gruppi violenti».<br />Christopher Wray, direttore dell'Ufficio quando è partita l'indagine, aveva cercato di minimizzare l'accaduto riferendo che si era trattato di un "prodotto unico di un ufficio specifico", dichiarando anche che era in atto un'indagine interna, affermazioni entrambe rivelatesi false. Infine l'FBI ha ammesso che il documento, che qualcuno aveva anche cercato di occultare, era contro gli standard dell'agenzia investigativa federale: «Catholic Vote ha dimostrato che si basava su documenti e articoli progressisti o su affermazioni secondo cui il rosario simboleggia l'estremismo violento di destra.» <br />Nell'udienza del 16 settembre Patel ha riferito quindi di licenziamenti e dimissioni di dipendenti coinvolti con il memorandum anticattolico. Come combatte l'agenzia i crimini d'odio contro i cristiani, si chiede in particolare il senatore repubblicano Hawley? Qualche dubbio sull'efficacia della lotta a questo fenomeno è più che legittimo. «Sebbene Patel non abbia specificato il numero esatto di licenziamenti o il suo ruolo nella stesura del promemoria, ha affermato di star formalmente conducendo "un'indagine in coordinamento con il Congresso" che, finora, ha prodotto 700 documenti relativi al promemoria. "Il mio predecessore ha fornito 19 pagine", ha spiegato». Da quanto è emerso fino ad ora Il Federal Bureau ce l'aveva in modo specifico e squisito con i cattolici cosiddetti radicali (e ridagli con le etichette, i prefissi, gli epiteti. Cattolico deve, dovrebbe, sempre bastare come definizione).<br />Nel documento ampiamente condiviso tra gli uffici che ha raggiunto più di 1000 dipendenti si puntava ai "tradizionalisti radicali" e si presumevano legami tra questi e il movimento nazionalista bianco di estrema destra. Il testo suggeriva anche «"opportunità di mitigare le minacce " sviluppando " insidie" all'interno delle parrocchie che celebrano la messa in latino e all'interno delle comunità online cattoliche "tradizionaliste radicali"». Il linguaggio stesso utilizzato per riferirsi al cattolicesimo cosiddetto tradizionalista era fortemente denigratorio. Una cosa che ai campioncini nostrani della lotta alla "violenza delle parole" dovrebbe accendere più di una spia, ma quella parte del pannello di controllo è in corto circuito da un pezzo.<br />Cosa stanno facendo invece per contrastare minacce e attacchi purtroppo non solo verbali contro i cattolici e i cristiani di altre confessioni? L'eco del colpo che ha freddato Charlie Kirk e infiammato milioni di cuori è ancora forte e non solo in America. A tale proposito «Patel ha affermato che l'FBI sta indagando su 60 segnalazioni di crimini d'odio anti-cattolici, tra cui quelli avvenuti a Kansas City, Missouri; Louisville, Kentucky; Houston; Nashville, Tennessee; e Richmond, Virginia. "Ci sono stati segnalati 60 casi di crimini d'odio anti-cattolici su cui stiamo indagando", ha affermato Patel, menzionando anche "cinque indagini in corso per crimini d'odio anti-cattolici a Kansas City, Louisville, Houston, Nashville e Richmond". Dal 2020, sono stati segnalati centinaia di attacchi contro parrocchie cattoliche in tutto il Paese. Gli attacchi anticattolici sono aumentati vertiginosamente dopo la decisione della Corte Suprema del 2022 di ribaltare la sentenza Roe contro Wade (...). Uno di questi è stato l'attacco sopra menzionato alla Annunciation Catholic School di Minneapolis durante la messa di apertura.» Il famigerato "memorandum anticattolico" è arrivato a indicare nei cattolici tradizionalisti niente meno che una minaccia terroristica.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/68052001</guid><pubDate>Tue, 07 Oct 2025 19:29:45 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/68052001/l_fbi_licenzia_gli_agenti_che_avevano_spiato_i_cattolici.mp3" length="4552037" type="audio/mpeg"/><itunes:author>BastaBugie</itunes:author><itunes:subtitle>TESTO DELL'ARTICOLO ➜ https://www.bastabugie.it/8316

L'FBI LICENZIA GLI AGENTI CHE AVEVANO SPIATO I CATTOLICI di Paola Belletti
 
Che l'odio anti cristiano attraversi, e con tragici scossoni, anche gli Usa non c'era dubbio. Di certo l'omicidio di...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="https://www.bastabugie.it/8316" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://www.bastabugie.it/8316</a><br /><br />L'FBI LICENZIA GLI AGENTI CHE AVEVANO SPIATO I CATTOLICI di Paola Belletti<br /> <br />Che l'odio anti cristiano attraversi, e con tragici scossoni, anche gli Usa non c'era dubbio. Di certo l'omicidio di Charlie Kirk ha aumentato l'attenzione al tema. La notizia recente che riferisce di «una serie di "licenziamenti e dimissioni" da posizioni associate al caso del memorandum anticattolico di Richmond» racconta di una risposta attiva dell'attuale governo per contrastare il fenomeno. Leggiamo da Religion en libertad del contenuto di un'udienza in Senato del direttore dell'FBI in carica, Kash Patel. «Il documento , redatto nel 2023, era inizialmente di natura interna. Intitolato "L'interesse degli estremisti violenti motivati da motivi razziali o etnici per l'ideologia cattolica tradizionalista radicale presenta quasi certamente nuove opportunità di mitigazione", individuava i cattolici interessati alla Messa tradizionale come potenzialmente collegati a gruppi violenti».<br />Christopher Wray, direttore dell'Ufficio quando è partita l'indagine, aveva cercato di minimizzare l'accaduto riferendo che si era trattato di un "prodotto unico di un ufficio specifico", dichiarando anche che era in atto un'indagine interna, affermazioni entrambe rivelatesi false. Infine l'FBI ha ammesso che il documento, che qualcuno aveva anche cercato di occultare, era contro gli standard dell'agenzia investigativa federale: «Catholic Vote ha dimostrato che si basava su documenti e articoli progressisti o su affermazioni secondo cui il rosario simboleggia l'estremismo violento di destra.» <br />Nell'udienza del 16 settembre Patel ha riferito quindi di licenziamenti e dimissioni di dipendenti coinvolti con il memorandum anticattolico. Come combatte l'agenzia i crimini d'odio contro i cristiani, si chiede in particolare il senatore repubblicano Hawley? Qualche dubbio sull'efficacia della lotta a questo fenomeno è più che legittimo. «Sebbene Patel non abbia specificato il numero esatto di licenziamenti o il suo ruolo nella stesura del promemoria, ha affermato di star formalmente conducendo "un'indagine in coordinamento con il Congresso" che, finora, ha prodotto 700 documenti relativi al promemoria. "Il mio predecessore ha fornito 19 pagine", ha spiegato». Da quanto è emerso fino ad ora Il Federal Bureau ce l'aveva in modo specifico e squisito con i cattolici cosiddetti radicali (e ridagli con le etichette, i prefissi, gli epiteti. Cattolico deve, dovrebbe, sempre bastare come definizione).<br />Nel documento ampiamente condiviso tra gli uffici che ha raggiunto più di 1000 dipendenti si puntava ai "tradizionalisti radicali" e si presumevano legami tra questi e il movimento nazionalista bianco di estrema destra. Il testo suggeriva anche «"opportunità di mitigare le minacce " sviluppando " insidie" all'interno delle parrocchie che celebrano la messa in latino e all'interno delle comunità online cattoliche "tradizionaliste radicali"». Il linguaggio stesso utilizzato per riferirsi al cattolicesimo cosiddetto tradizionalista era fortemente denigratorio. Una cosa che ai campioncini nostrani della lotta alla "violenza delle parole" dovrebbe accendere più di una spia, ma quella parte del pannello di controllo è in corto circuito da un pezzo.<br />Cosa stanno facendo invece per contrastare minacce e attacchi purtroppo non solo verbali contro i cattolici e i cristiani di altre confessioni? L'eco del colpo che ha freddato Charlie Kirk e infiammato milioni di cuori è ancora forte e non solo in America. A tale proposito «Patel ha affermato che l'FBI sta indagando su 60 segnalazioni di crimini d'odio anti-cattolici, tra cui quelli avvenuti a Kansas City, Missouri; Louisville, Kentucky; Houston; Nashville, Tennessee; e Richmond, Virginia. 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Almeno negli Usa, la compagnia Alphabet (quella di Google) proprietaria di YouTube, ha ammesso pubblicamente e ufficialmente di aver censurato i contenuti video dei suoi utenti. E di averlo fatto per motivi squisitamente politici, sotto pressione dall'amministrazione Biden, negli anni successivi al Covid e alle elezioni presidenziali del 2020.<br />Alphabet, con una lettera firmata dal suo capo consulente legale, Daniel Donovan, dichiara alla Commissione Giustizia della Camera del Congresso Usa, che ha censurato persone e anche intere testate giornalistiche che pure non avevano violato né la legge, né gli standard della comunità digitale. Donovan afferma, comunque, che d'ora in poi, tutto cambia: la compagnia ha già rivisto le proprie politiche "sull'integrità elettorale", che avevano portato alla rimozione di contenuti da YouTube a seguito delle elezioni del 2020. Al tempo stesso dichiara che sono state rimosse anche le politiche che portavano alla censura di contenuti sul Covid-19, non conformi alle politiche e al consenso scientifico dettati dall'autorità politica di allora. YouTube sta ora accogliendo nuovamente sulla piattaforma tutti i creatori di contenuti che erano stati rimossi in base a tali politiche.<br />LA CENSURA DELL'AMMINISTRAZIONE BIDEN<br />Il cambiamento avviene a seguito di una lunga inchiesta sulla censura dell'amministrazione Biden condotta dalla Commissione Giustizia, presieduta dal deputato repubblicano Jim Jordan. Alphabet, nella sua missiva, ha dichiarato apertamente che: «Alti funzionari dell'amministrazione Biden, compresi funzionari della Casa Bianca, hanno condotto ripetute e continue pressioni su Alphabet e hanno esercitato pressioni sulla società in merito a determinati contenuti generati dagli utenti relativi alla pandemia Covid-19 che non violavano le sue politiche. Mentre la società continuava a sviluppare e applicare le sue politiche in modo indipendente, i funzionari dell'amministrazione Biden hanno continuato a esercitare pressioni sulla società affinché rimuovesse i contenuti generati dagli utenti che non violavano le norme». La scorsa amministrazione democratica, insomma: «ha creato un clima politico che cercava di influenzare le azioni delle piattaforme sulla base delle loro preoccupazioni relative alla misinformazione» (corsivo nostro).<br />Il consulente legale di Alphabet ha anche affermato nella sua missiva al presidente della Commissione Giustizia Jim Jordan che YouTube "non ha mai" vietato la pubblicazione di contenuti relativi alle origini del COVID e che il sito non ha mai "gestito un programma di fact checking": «YouTube prende sul serio l'importanza di proteggere la libertà di espressione e l'accesso a una vasta gamma di punti di vista», ha affermato Donovan. Perché; «È inaccettabile e sbagliato che qualsiasi governo, compresa l'amministrazione Biden, tenti di dettare come la società [Alphabet] deve moderare i contenuti». E, così scrive: «la società ha costantemente combattuto contro tali tentativi sulla base del Primo Emendamento».<br />Potrebbe essere uno sfogo sincero di un'azienda finora repressa. O semplicemente il prodotto di un imprevisto cambiamento al vertice: i censurati di ieri, infatti, sono ora tutti sul ponte di comando. Utenti come l'attuale vicedirettore dell'Fbi Dan Bongino, l'attuale capo dell'antiterrorismo della Casa Bianca Sebastian Gorka e il conduttore del podcast War Room Steve Bannon erano stati tutti rimossi da YouTube ed ora vengono riammessi con mille scuse.<br />LA LIBERTÀ DI PAROLA<br />Anche interi giornali come The Hill (un quotidiano generalista, sicuramente non un foglio estremista), avevano subito sospensioni. Scrive Robby Soave, editorialista del quotidiano: «Nel marzo 2022, siamo stati informati di aver violato una politica sull'integrità delle elezioni pubblicando informazioni false sulle elezioni del 2020, perché avevamo trasmesso nel programma un filmato in cui Donald Trump affermava che le elezioni erano state rubate. Noi non abbiamo detto che le elezioni erano state rubate, abbiamo solo riportato il fatto che Trump lo aveva affermato. Pensate a quanto sia assurdo: in base alla precedente politica di YouTube, non era possibile distinguere tra Trump che diceva qualcosa e un canale di notizie che riportava ciò che lui aveva detto».<br />I procuratori generali repubblicani degli Stati Uniti avevano intentato una serie di cause legali durante l'amministrazione Biden, sostenendo che il governo federale avesse violato la libertà di parola degli americani esercitando pressioni su varie piattaforme tecnologiche. E quella a cui assistiamo in questi giorni è la fine di un lungo processo di liberazione del web. La sinistra non gradisce. Basti leggere il titolo dell'editoriale di Jennifer Elias sul sito della Cnbc: Come Google è passato dall'essere un baluardo di informazioni accurate a un garante della libertà di espressione. Come se "fatti" e "libertà" fossero due concetti necessariamente antitetici. <br />Ma in Europa la libertà di espressione è limitata, con gran gioia di giornalisti e intellettuali progressisti, ed Alphabet continuerà a censurare, secondo la Digital Services Act, la legge che regolamenta le Big Tech. L'ultima parte della missiva di Donovan infatti, riguarda proprio noi: «Queste leggi (dell'Ue, ndr) impongono un onere normativo sproporzionato alle aziende americane, e l'azienda ha da tempo espresso la sua preoccupazione per il rischio che il Digital Services Act (Dsa) possa rappresentare per la libertà di espressione sia all'interno che all'esterno dell'Unione Europea, a seconda di come alcune disposizioni potrebbero essere applicate». Soprattutto: «Il Dsa potrebbe essere interpretato in modo tale da richiedere ad Alphabet e ad altri fornitori di servizi di intermediazione di rimuovere contenuti legali, compromettendo la capacità delle aziende di sviluppare e applicare politiche globali a sostegno dei diritti alla libertà di espressione e all'accesso alle informazioni».<br />]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/67956038</guid><pubDate>Tue, 30 Sep 2025 21:31:28 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/67956038/youtube_la_censura_politica_su_covid.mp3" length="6207991" type="audio/mpeg"/><itunes:author>BastaBugie</itunes:author><itunes:subtitle>TESTO DELL'ARTICOLO ➜ https://www.bastabugie.it/8305

YOUTUBE, LA CENSURA POLITICA SU COVID E TRUMP C'ERA DAVVERO di Stefano Magni
 
Allora eravamo veramente censurati! Almeno negli Usa, la compagnia Alphabet (quella di Google) proprietaria di...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="https://www.bastabugie.it/8305" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://www.bastabugie.it/8305</a><br /><br />YOUTUBE, LA CENSURA POLITICA SU COVID E TRUMP C'ERA DAVVERO di Stefano Magni<br /> <br />Allora eravamo veramente censurati! Almeno negli Usa, la compagnia Alphabet (quella di Google) proprietaria di YouTube, ha ammesso pubblicamente e ufficialmente di aver censurato i contenuti video dei suoi utenti. E di averlo fatto per motivi squisitamente politici, sotto pressione dall'amministrazione Biden, negli anni successivi al Covid e alle elezioni presidenziali del 2020.<br />Alphabet, con una lettera firmata dal suo capo consulente legale, Daniel Donovan, dichiara alla Commissione Giustizia della Camera del Congresso Usa, che ha censurato persone e anche intere testate giornalistiche che pure non avevano violato né la legge, né gli standard della comunità digitale. Donovan afferma, comunque, che d'ora in poi, tutto cambia: la compagnia ha già rivisto le proprie politiche "sull'integrità elettorale", che avevano portato alla rimozione di contenuti da YouTube a seguito delle elezioni del 2020. Al tempo stesso dichiara che sono state rimosse anche le politiche che portavano alla censura di contenuti sul Covid-19, non conformi alle politiche e al consenso scientifico dettati dall'autorità politica di allora. YouTube sta ora accogliendo nuovamente sulla piattaforma tutti i creatori di contenuti che erano stati rimossi in base a tali politiche.<br />LA CENSURA DELL'AMMINISTRAZIONE BIDEN<br />Il cambiamento avviene a seguito di una lunga inchiesta sulla censura dell'amministrazione Biden condotta dalla Commissione Giustizia, presieduta dal deputato repubblicano Jim Jordan. Alphabet, nella sua missiva, ha dichiarato apertamente che: «Alti funzionari dell'amministrazione Biden, compresi funzionari della Casa Bianca, hanno condotto ripetute e continue pressioni su Alphabet e hanno esercitato pressioni sulla società in merito a determinati contenuti generati dagli utenti relativi alla pandemia Covid-19 che non violavano le sue politiche. Mentre la società continuava a sviluppare e applicare le sue politiche in modo indipendente, i funzionari dell'amministrazione Biden hanno continuato a esercitare pressioni sulla società affinché rimuovesse i contenuti generati dagli utenti che non violavano le norme». La scorsa amministrazione democratica, insomma: «ha creato un clima politico che cercava di influenzare le azioni delle piattaforme sulla base delle loro preoccupazioni relative alla misinformazione» (corsivo nostro).<br />Il consulente legale di Alphabet ha anche affermato nella sua missiva al presidente della Commissione Giustizia Jim Jordan che YouTube "non ha mai" vietato la pubblicazione di contenuti relativi alle origini del COVID e che il sito non ha mai "gestito un programma di fact checking": «YouTube prende sul serio l'importanza di proteggere la libertà di espressione e l'accesso a una vasta gamma di punti di vista», ha affermato Donovan. Perché; «È inaccettabile e sbagliato che qualsiasi governo, compresa l'amministrazione Biden, tenti di dettare come la società [Alphabet] deve moderare i contenuti». E, così scrive: «la società ha costantemente combattuto contro tali tentativi sulla base del Primo Emendamento».<br />Potrebbe essere uno sfogo sincero di un'azienda finora repressa. O semplicemente il prodotto di un imprevisto cambiamento al vertice: i censurati di ieri, infatti, sono ora tutti sul ponte di comando. Utenti come l'attuale vicedirettore dell'Fbi Dan Bongino, l'attuale capo dell'antiterrorismo della Casa Bianca Sebastian Gorka e il conduttore del podcast War Room Steve Bannon erano stati tutti rimossi da YouTube ed ora vengono riammessi con mille scuse.<br />LA LIBERTÀ DI PAROLA<br />Anche interi giornali come The Hill (un quotidiano generalista, sicuramente non un foglio estremista), avevano subito sospensioni. 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Qualcuno l'avrebbe già paragonata a Evita Perón. Ma Erika Frantzve, 38 anni il prossimo novembre, non ha sposato Juan Domingo Perón bensì Charlie Kirk. Che oltre ad essere pro life e conservatore, era pure cristiano e per giunta un sostenitore di Donald Trump. Non poteva andarle peggio. Il trattamento che i media nostrani le hanno riservato è stato quindi la conseguenza diretta di queste insanabili colpe.<br />Nelle prime ore successive al delitto, diverse testate, per calcare la mano sul marito etichettato come razzista, omofobo e suprematista, hanno sottolineato che per giunta "aveva sposato una Miss", come per dire che uno così non poteva far altro che una scelta estetica e quindi del tutto superficiale. Il Corriere è il primo a dedicarle un trafiletto venerdì titolato: «E la vedova dell'attivista sventola un rosario dall'auto». In realtà la donna non sventolava nulla, è stata ritratta in una fotografia in cui, con gli occhi nascosti dagli lenti scure, mostra un rosario in mano per dire al mondo a cosa si aggrappa nel dolore più atroce. Ma quello "sventolare" era un - nemmeno tanto velato - riferimento a Salvini come a dire "guardate, sono fatti della stessa pasta".<br />IL PATRIARCATOH<br />L'articolo va anche oltre: «Manicure perfetta, vestiti neri: dal sedile posteriore di un Suv, ieri Erika Lane Frantvze, ha sventolato un rosario come a dire di pregare per il marito Charlie Kirk». Immaginate se quella nota sulla manicure perfetta fosse stata scritta per qualunque altra donna, le vestali del neofemminismo nostrano starebbero ancora gridando al sessismo, al maschilismo e all'oppressione del patriarcatoh. Erika viene anche privata del cognome con cui si presenta, quello del marito, e en passant, si fa notare che viaggia a bordo di un Suv, mica di un'utilitaria come tutti i comuni mortali. Non solo. Poche righe dopo si legge che è «Madre di due figli, di uno e tre anni» e si specifica che «li tiene a casa», ma dove dovrebbe tenerli? Venderli ai trafficanti di organi?<br />Erika paga diverse colpe. Intanto è bianca, conservatrice, ed è cattolica. E' una moglie devota e una madre presente. Non rivendica autodeterminazione, emancipazione, diritti e ha sposato l'uomo più detestato dalla stampa mainstream. E poi è bella, molto bella, troppo bella. E quindi è stata descritta prima come la bambola silenziosa, moglie trofeo da compiangere con sufficienza; poi come la fanatica religiosa, pronta a brandire il rosario per vendicare il marito, poi stratega occulta, rea di voler capitalizzare politicamente sul lutto. Per altro è pure amica della famiglia dell'impresentabile vicepresidente Vance. Insomma le ha davvero tutte.<br />In pochi si sono anche sprecati a tradurre come si deve il toccante discorso che ha fatto sabato notte e hanno titolato "L'urlo di battaglia della vedova di Kirk", "Il grido di battaglia della vedova di Kirk", come fosse una virago pronta a partire per una crociata, quando in realtà bastava ascoltare il discorso per intero capire che quel cry non era grido, ma pianto, e la traduzione corretta: «Il pianto di questa vedova riecheggerà per il mondo come un grido di battaglia». Un messaggio ben diverso, che dice che saranno le lacrime a generare una reazione. E infatti questo è quello che sta accadendo anche col sangue versato dal marito.<br />COME POSSO ESSERE UN MARITO MIGLIORE?<br />In pochi hanno ripreso altri passaggi del suo discorso, come quello in cui ha detto: «Mio marito ogni giorno mi chiedeva: "Come posso servirti meglio? Come posso essere un marito migliore? Come posso essere un padre migliore?"» Troppo scomodo. Addirittura la narrazione di un marito che serve la moglie! Un marito che chiede come poter servire meglio la moglie, come essere un buon padre, e dire che dovrebbe essere l'antidoto perfetto a quel "patriarcatoh" che ci circonda. E invece.<br />Erika Kirk è un'imprenditrice, ha un podcast di successo e un'organizzazione di beneficienza. Cresciuta in Arizona da una famiglia cattolica, ha studiato scienze politiche e relazioni internazionali, ha giocato a basket, a pallavolo, ed è stata Miss Arizona. Si è sposata nel 2021 e quello è stato il suo turning point, da quel momento suo marito e i suoi figli sono diventati la cosa più importante. Del suo matrimonio scriveva:<br />«L'amore, quando è ordinato secondo Dio, non è soltanto affetto, ma un'offerta, una chiamata, un'alleanza. Non amo mio marito con un sentimento superficiale o passeggero. Lo amo con la gravità di un voto. Con il fuoco costante di un cuore che sa che è stato Dio a sceglierlo per me e me per lui. E in quella scelta, Egli mi ha dato un uomo che fa piegare la mia anima in ginocchio per la gratitudine. Questo amore non è un possesso, né un'ossessione, è una missione sacra. Rispettarlo, servirlo, custodirlo, e gioire dell'uomo che Dio ha scelto perché camminasse al mio fianco. Non lo idolatro. Non lo adoro. Ma lo ammiro con tutto ciò che ho. E proprio in questo, adoro Colui che lo ha creato. Il nostro non è un amore fondato solo sull'emozione, ma sulla resistenza, la fiducia e la forza silenziosa di un'alleanza. Questo tipo di amore non chiede poesia. Chiede fedeltà. E per grazia di Dio, passerò la mia vita profondamente innamorata e devota a quest'uomo che, ancora e ancora, mi indica Cristo».<br />Una provocazione vivente. Che irrita il mondo ma conquista quelli che non sono del mondo.<br />Nota di BastaBugie: Alejando Bermudez nell'articolo seguente dal titolo "L'eredità di Charlie Kirk: dire la verità senza paura" racconta chi era davvero il giovane leader conservatore ucciso, le sue battaglie e il suo stile, perché lo odiano e cosa ci lascia.<br />Ecco l'articolo completo pubblicato su La Nuova Bussola Quotidiana il 15 settembre 2025:<br />Durante il mio recente soggiorno in Italia sono rimasto indignato, ma non sorpreso, dal modo in cui i media tradizionali italiani e, più in generale, europei hanno riportato la notizia dell'omicidio di Charlie Kirk. È stato ridotto a un "attivista di estrema destra", un "negazionista del cambiamento climatico" e un "antivaccinista". Non è stato detto nulla della sua meritata ascesa a polemista più popolare d'America, né del fatto che fosse un cristiano sinceramente devoto, marito e padre.<br />Il sottinteso di questa copertura mediatica, sia negli Stati Uniti che all'estero, era chiaro: Kirk, a soli 31 anni, in qualche modo meritava di morire o era almeno in parte "colpevole" del proprio omicidio.<br />IL VERO CHARLIE KIRK<br />La storia di Charlie Kirk è stata straordinaria. Aveva lasciato l'università a 18 anni per dedicarsi all'attivismo politico, stanco del dominio assoluto dell'ideologia di sinistra nel mondo accademico. Ha fondato Turning Point USA, un'organizzazione che ha trasformato l'attivismo nei campus universitari.<br />Il suo metodo era semplice: allestiva un modesto tavolo nel campus con un cartello che spesso recitava: "Io dico che... [e inseriva l'argomento] Dimostratemi che mi sbaglio". Questo format attirava sia ammiratori che sfidanti di sinistra che, però, raramente riuscivano a sconfiggerlo nel dibattito. Col tempo, il pubblico è aumentato, così come la necessità di misure di sicurezza, dato che è stato aggredito fisicamente in diverse occasioni. <br />Il giorno in cui è stato ucciso all'Utah Valley University, stava parlando a una folla enorme, circondato da sei guardie del corpo. Erano pronti a gestire contestatori che lanciavano oggetti o si precipitavano sul palco, ma non a un cecchino con un fucile a lunga gittata che sparava da 100 metri di distanza.<br />La popolarità di Kirk crebbe rapidamente. Le emittenti televisive, comprese quelle di sinistra, lo cercavano come la voce più giovane del conservatorismo. La sua presenza online è cresciuta fino a raggiungere quasi 5 milioni di follower sul suo canale Charlie Kirk e 1,5 miliardi di visualizzazioni. Nel 2021 ha sposato Erika Frantzve, ex Miss Arizona, cristiana devota e voce conservatrice a sua volta, e insieme hanno avuto due figli.<br />I SUOI ARGOMENTI E LE SUE CONVINZIONI<br />Kirk era molto scettico riguardo al cambiamento climatico e metteva in dubbio l'efficacia dei vaccini contro il COVID-19, una posizione che negli Stati Uniti attraversava tutto lo spettro politico. Tuttavia, questi temi non erano i suoi principali interessi. Ciò che lo caratterizzava erano quattro convinzioni fondamentali che difendeva con implacabile eloquenza:<br />L'ideologia di genere, in particolare il transgenderismo, era, a suo avviso, non solo assurda e intellettualmente indifendibile come concetto, ma anche assolutamente distruttiva per la società e per gli individui.<br />Il femminismo, che secondo lui danneggiava le donne invece di aiutarle, promuovendo l'aborto e quella che lui chiamava "anarchia sessuale". Sottolineava anche che le donne conservatrici sposate erano le più felici in assoluto, citando a memoria una serie di sondaggi.<br />Il libero mercato era, a suo avviso, di gran lunga superiore al socialismo nel creare uguaglianza e prosperità.<br />La fede. Era convinto e spiegava con uno stile apologetico vivace che Cristo è Dio,]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/67870863</guid><pubDate>Tue, 23 Sep 2025 21:40:55 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/67870863/la_stupenda_moglie_di_charlie_kirk.mp3" length="16330127" type="audio/mpeg"/><itunes:author>BastaBugie</itunes:author><itunes:subtitle>VIDEO: Il discorso di Erika Kirk alla cerimonia di commiato ➜ https://www.youtube.com/watch?v=RSgKtoE4ZbI&amp;amp;list=PLolpIV2TSebU46npdBEGB_nl9UIBZ_mtI

TESTO DELL'ARTICOLO ➜ https://www.bastabugie.it/8296

LA STUPENDA MOGLIE DI CHARLIE KIRK di...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[VIDEO: Il discorso di Erika Kirk alla cerimonia di commiato ➜ <a href="https://www.youtube.com/watch?v=RSgKtoE4ZbI&amp;list=PLolpIV2TSebU46npdBEGB_nl9UIBZ_mtI" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://www.youtube.com/watch?v=RSgKtoE4ZbI&amp;list=PLolpIV2TSebU46npdBEGB_nl9UIBZ_mtI</a><br /><br />TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="https://www.bastabugie.it/8296" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://www.bastabugie.it/8296</a><br /><br />LA STUPENDA MOGLIE DI CHARLIE KIRK di Raffaella Frullone<br /> <br />Fosse stata progressista, femminista e magari anche bruttarella o almeno spettinata, la sua foto sarebbe sulle copertine patinate, con titoli agiografici: "La forza silenziosa di una donna tutta d'un pezzo", "La first lady del dolore e della rinascita", "Un esempio per tutte". Qualcuno l'avrebbe già paragonata a Evita Perón. Ma Erika Frantzve, 38 anni il prossimo novembre, non ha sposato Juan Domingo Perón bensì Charlie Kirk. Che oltre ad essere pro life e conservatore, era pure cristiano e per giunta un sostenitore di Donald Trump. Non poteva andarle peggio. Il trattamento che i media nostrani le hanno riservato è stato quindi la conseguenza diretta di queste insanabili colpe.<br />Nelle prime ore successive al delitto, diverse testate, per calcare la mano sul marito etichettato come razzista, omofobo e suprematista, hanno sottolineato che per giunta "aveva sposato una Miss", come per dire che uno così non poteva far altro che una scelta estetica e quindi del tutto superficiale. Il Corriere è il primo a dedicarle un trafiletto venerdì titolato: «E la vedova dell'attivista sventola un rosario dall'auto». In realtà la donna non sventolava nulla, è stata ritratta in una fotografia in cui, con gli occhi nascosti dagli lenti scure, mostra un rosario in mano per dire al mondo a cosa si aggrappa nel dolore più atroce. Ma quello "sventolare" era un - nemmeno tanto velato - riferimento a Salvini come a dire "guardate, sono fatti della stessa pasta".<br />IL PATRIARCATOH<br />L'articolo va anche oltre: «Manicure perfetta, vestiti neri: dal sedile posteriore di un Suv, ieri Erika Lane Frantvze, ha sventolato un rosario come a dire di pregare per il marito Charlie Kirk». Immaginate se quella nota sulla manicure perfetta fosse stata scritta per qualunque altra donna, le vestali del neofemminismo nostrano starebbero ancora gridando al sessismo, al maschilismo e all'oppressione del patriarcatoh. Erika viene anche privata del cognome con cui si presenta, quello del marito, e en passant, si fa notare che viaggia a bordo di un Suv, mica di un'utilitaria come tutti i comuni mortali. Non solo. Poche righe dopo si legge che è «Madre di due figli, di uno e tre anni» e si specifica che «li tiene a casa», ma dove dovrebbe tenerli? Venderli ai trafficanti di organi?<br />Erika paga diverse colpe. Intanto è bianca, conservatrice, ed è cattolica. E' una moglie devota e una madre presente. Non rivendica autodeterminazione, emancipazione, diritti e ha sposato l'uomo più detestato dalla stampa mainstream. E poi è bella, molto bella, troppo bella. E quindi è stata descritta prima come la bambola silenziosa, moglie trofeo da compiangere con sufficienza; poi come la fanatica religiosa, pronta a brandire il rosario per vendicare il marito, poi stratega occulta, rea di voler capitalizzare politicamente sul lutto. Per altro è pure amica della famiglia dell'impresentabile vicepresidente Vance. Insomma le ha davvero tutte.<br />In pochi si sono anche sprecati a tradurre come si deve il toccante discorso che ha fatto sabato notte e hanno titolato "L'urlo di battaglia della vedova di Kirk", "Il grido di battaglia della vedova di Kirk", come fosse una virago pronta a partire per una crociata, quando in realtà bastava ascoltare il discorso per intero capire che quel cry non era grido, ma pianto, e la traduzione corretta: «Il pianto di questa vedova riecheggerà per il mondo come un grido di battaglia». Un messaggio ben diverso, che dice che saranno...]]></itunes:summary><itunes:duration>1021</itunes:duration><itunes:keywords>caricatura,charliekirk,erikakirk,fedeltà,gender</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/06dc0400f6d3673717866293cc24cd25.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Trump difende il segreto della confessione dall'attacco dei democratici</title><link>https://www.spreaker.com/episode/trump-difende-il-segreto-della-confessione-dall-attacco-dei-democratici--66826195</link><description><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="https://www.bastabugie.it/8217" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://www.bastabugie.it/8217</a><br /><br />TRUMP DIFENDE IL SEGRETO DELLA CONFESSIONE DALL'ATTACCO DEI DEMOCRATICI di Luca Volontè<br /> <br />Che i Democratici americani fossero contrari alla libertà religiosa e accaniti avversari dei fedeli e della Chiesa cattolica è stato ampiamente provato dalle politiche promosse negli Stati Uniti sotto l’amministrazione del "cattolico fluido" Joe Biden. L’ennesimo salto di qualità, una volta perse le elezioni dello scorso anno e con tutta la nuova amministrazione Trump dedita a tutelare la libertà religiosa e di culto nel Paese, lo abbiamo visto nello Stato di Washington. Qui, il mese scorso, è stata approvata la legge che impone ai sacerdoti cattolici e ortodossi di violare il segreto del confessionale. Venerdì 2 maggio 2025, il governatore dello Stato di Washington, Bob Ferguson, aveva firmato il disegno di legge 5375 del Senato, intitolato "Riguardo al dovere del clero di denunciare abusi e negligenze verso i minori", che prevede l'obbligo per i membri del clero, di tutte le confessioni, di denunciare casi sospetti di abusi sui minori. La nuova legge ribadisce le eccezioni e le clausole di riservatezza per moltissime professioni, ma non per i sacerdoti cattolici e ortodossi (questi ultimi pochissimi nello Stato), che rischiano fino a 364 giorni di carcere e una multa di 5.000 dollari.<br />IL SIGILLO SACRAMENTALE<br />Il segreto della confessione, nella Chiesa cattolica, è inviolabile e chiamato più propriamente "sigillo sacramentale". Il sacerdote non può rivelare in alcun modo ciò che gli viene confidato durante la confessione, pena la scomunica. Questo segreto si estende non solo ai peccati confessati, ma a tutto ciò che il sacerdote viene a sapere riguardo alla vita del penitente nel contesto del sacramento della Penitenza. Perciò i sacerdoti di Washington «sono disposti ad andare in prigione piuttosto che violare il segreto confessionale», aveva affermato il vescovo di Spokane, Thomas Daly, in una dichiarazione in risposta alla nuova legge, assicurando i fedeli della diocesi che «i pastori, vescovi e sacerdoti, sono impegnati a mantenere il segreto della confessione, anche al punto di andare in prigione» e ribadendo l’impegno massimo a difesa dei minori. Negli stessi giorni, domenica 4 maggio, l'arcivescovo di Seattle, Paul Etienne, aveva rilasciato una dichiarazione simile, in cui affermava che lui e altri membri del clero dell'arcidiocesi non avrebbero rispettato la legge, perché «dobbiamo obbedire a Dio piuttosto che agli uomini… Il clero cattolico non può violare il segreto confessionale, pena la scomunica dalla Chiesa. Tutti i cattolici devono sapere ed essere certi che le loro confessioni rimangono sacre, sicure, riservate e protette dalla legge della Chiesa», ha affermato l’arcivescovo.<br />Con questa legge, lo Stato di Washington prende di mira la tradizione cattolica, ovvero il sacramento della Riconciliazione, imponendo ai sacerdoti di violare un elemento essenziale del sacramento stesso, la comunicazione confidenziale tra il sacerdote e il penitente, in cui viene offerta l'assoluzione dei peccati. Così lo Stato cerca di estendere il proprio potere sulla Chiesa e la sua dottrina. Allo stesso tempo, però, le leggi dello stesso Stato di Washington garantiscono la riservatezza delle comunicazioni tra un avvocato e un cliente, un medico e un paziente, tra gli stessi coniugi, esentando dal segnalare informazioni sensibili.<br />IL DOPPIO STANDARD<br />Siamo all’ennesimo "doppio standard" che vuole umiliare la libertà dei cristiani. Ebbene, i Democratici hanno dovuto prendere atto che l’aria nel Paese e nell’amministrazione federale è cambiata; infatti, già il 7 maggio, il Dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti aveva affermato che il disegno di legge 5375 del Senato dello Stato di Washington «sembra violare il Primo Emendamento» e aveva promesso di indagare sul possibile conflitto con la Costituzione. Il 29 maggio erano stati tutti i vescovi cattolici dello Stato di Washington ad intentare una causa contro la nuova legge, sostenendo che essa viola il libero esercizio della religione protetto dal Primo Emendamento, violando il sacro sigillo della confessione. I leader di varie chiese ortodosse si sono uniti ai vescovi cattolici di Washington nella loro causa contro lo Stato, affermando, nella causa depositata il 16 giugno, che i sacerdoti ortodossi, come quelli cattolici, «hanno lo stretto dovere religioso di mantenere l'assoluta riservatezza» delle informazioni rivelate in confessione.<br />Ieri l’altro, il 23 giugno, l’attesa decisione ufficiale del Dipartimento di Stato federale, che con il procuratore generale aggiunto Harmeet Dhillon ha preso posizione sulla norma. «Le leggi che prendono di mira esplicitamente pratiche religiose come il sacramento della confessione nella Chiesa cattolica non hanno posto nella nostra società. Il disegno di legge 5375 del Senato costringe incostituzionalmente i sacerdoti cattolici a Washington a scegliere tra i loro obblighi verso la Chiesa cattolica e i loro penitenti o affrontare conseguenze penali, trattando al contempo il privilegio sacerdote-penitente in modo diverso rispetto ad altri privilegi consolidati. Il Dipartimento di Giustizia non resterà inerte quando gli Stati attaccheranno il libero esercizio della religione».<br />Una posizione, questa del Dipartimento di Giustizia, che è come una "rivoluzione copernicana" rispetto alle continue persecuzioni contro i cattolici messe in atto dall’amministrazione Biden, il presidente tanto difeso in Vaticano sotto papa Francesco nonostante le sue iniziative apertamente contrarie alla legge naturale e alla dottrina cattolica. Ora, con la discesa in campo del Dipartimento di Giustizia, si accelereranno i tempi davanti alle corti dello Stato di Washington per ottenere una sospensiva della norma; e poi, con l’eventuale giudizio alla Corte Suprema, per dichiararne la palese incostituzionalità.<br /><br />]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/66826195</guid><pubDate>Tue, 01 Jul 2025 21:26:39 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/66826195/trump_difende_il_segreto_della_confessione.mp3" length="6151225" type="audio/mpeg"/><itunes:author>BastaBugie</itunes:author><itunes:subtitle>TESTO DELL'ARTICOLO ➜ https://www.bastabugie.it/8217

TRUMP DIFENDE IL SEGRETO DELLA CONFESSIONE DALL'ATTACCO DEI DEMOCRATICI di Luca Volontè
 
Che i Democratici americani fossero contrari alla libertà religiosa e accaniti avversari dei fedeli e della...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="https://www.bastabugie.it/8217" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://www.bastabugie.it/8217</a><br /><br />TRUMP DIFENDE IL SEGRETO DELLA CONFESSIONE DALL'ATTACCO DEI DEMOCRATICI di Luca Volontè<br /> <br />Che i Democratici americani fossero contrari alla libertà religiosa e accaniti avversari dei fedeli e della Chiesa cattolica è stato ampiamente provato dalle politiche promosse negli Stati Uniti sotto l’amministrazione del "cattolico fluido" Joe Biden. L’ennesimo salto di qualità, una volta perse le elezioni dello scorso anno e con tutta la nuova amministrazione Trump dedita a tutelare la libertà religiosa e di culto nel Paese, lo abbiamo visto nello Stato di Washington. Qui, il mese scorso, è stata approvata la legge che impone ai sacerdoti cattolici e ortodossi di violare il segreto del confessionale. Venerdì 2 maggio 2025, il governatore dello Stato di Washington, Bob Ferguson, aveva firmato il disegno di legge 5375 del Senato, intitolato "Riguardo al dovere del clero di denunciare abusi e negligenze verso i minori", che prevede l'obbligo per i membri del clero, di tutte le confessioni, di denunciare casi sospetti di abusi sui minori. La nuova legge ribadisce le eccezioni e le clausole di riservatezza per moltissime professioni, ma non per i sacerdoti cattolici e ortodossi (questi ultimi pochissimi nello Stato), che rischiano fino a 364 giorni di carcere e una multa di 5.000 dollari.<br />IL SIGILLO SACRAMENTALE<br />Il segreto della confessione, nella Chiesa cattolica, è inviolabile e chiamato più propriamente "sigillo sacramentale". Il sacerdote non può rivelare in alcun modo ciò che gli viene confidato durante la confessione, pena la scomunica. Questo segreto si estende non solo ai peccati confessati, ma a tutto ciò che il sacerdote viene a sapere riguardo alla vita del penitente nel contesto del sacramento della Penitenza. Perciò i sacerdoti di Washington «sono disposti ad andare in prigione piuttosto che violare il segreto confessionale», aveva affermato il vescovo di Spokane, Thomas Daly, in una dichiarazione in risposta alla nuova legge, assicurando i fedeli della diocesi che «i pastori, vescovi e sacerdoti, sono impegnati a mantenere il segreto della confessione, anche al punto di andare in prigione» e ribadendo l’impegno massimo a difesa dei minori. Negli stessi giorni, domenica 4 maggio, l'arcivescovo di Seattle, Paul Etienne, aveva rilasciato una dichiarazione simile, in cui affermava che lui e altri membri del clero dell'arcidiocesi non avrebbero rispettato la legge, perché «dobbiamo obbedire a Dio piuttosto che agli uomini… Il clero cattolico non può violare il segreto confessionale, pena la scomunica dalla Chiesa. Tutti i cattolici devono sapere ed essere certi che le loro confessioni rimangono sacre, sicure, riservate e protette dalla legge della Chiesa», ha affermato l’arcivescovo.<br />Con questa legge, lo Stato di Washington prende di mira la tradizione cattolica, ovvero il sacramento della Riconciliazione, imponendo ai sacerdoti di violare un elemento essenziale del sacramento stesso, la comunicazione confidenziale tra il sacerdote e il penitente, in cui viene offerta l'assoluzione dei peccati. Così lo Stato cerca di estendere il proprio potere sulla Chiesa e la sua dottrina. Allo stesso tempo, però, le leggi dello stesso Stato di Washington garantiscono la riservatezza delle comunicazioni tra un avvocato e un cliente, un medico e un paziente, tra gli stessi coniugi, esentando dal segnalare informazioni sensibili.<br />IL DOPPIO STANDARD<br />Siamo all’ennesimo "doppio standard" che vuole umiliare la libertà dei cristiani. Ebbene, i Democratici hanno dovuto prendere atto che l’aria nel Paese e nell’amministrazione federale è cambiata; infatti, già il 7 maggio, il Dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti aveva affermato che il disegno di legge 5375 del Senato dello Stato di Washington «sembra violare il Primo Emendamento» e aveva promesso di indagare...]]></itunes:summary><itunes:duration>385</itunes:duration><itunes:keywords>confessione,dem,sacerdoti,segreto,sigillosacramentale,trump</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/1d900757f06eb48597a468c0d4aeb64e.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>L'FBI sotto Biden, perseguitava i cattolici: spuntano nuovi documenti</title><link>https://www.spreaker.com/episode/l-fbi-sotto-biden-perseguitava-i-cattolici-spuntano-nuovi-documenti--66732986</link><description><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="https://www.bastabugie.it/8212" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://www.bastabugie.it/8212</a><br /><br />L'FBI, SOTTO BIDEN, PERSEGUITAVA I CATTOLICI: SPUNTANO NUOVI DOCUMENTIdi Luca Volontè<br /> <br />Tutto confermato: Joe Biden e l'FBI spiavano fedeli cattolici che dissentivano con il modello di "fede fluida" e di politiche Lgbt e abortiste dei democratici americani. Emerge sempre più come l'amministrazione Biden-Harris e l'FBI, agenzia all'epoca guidata da Christopher Wray, voleva instaurare una vera e propria persecuzione anticattolica negli Stati Uniti.<br />Durante la precedente amministrazione, un documento noto come "Richmond Memo" fu distribuito dall'ufficio di Richmond ad altri uffici e dipendenti dell'FBI, fino allo scoppiare dello scandalo nel 2023, di cui scrivemmo su queste pagine in più occasioni. Wray e l'allora procuratore generale Merrick Garland furono convocati al Congresso per testimoniare, ma le informazioni che fornirono furono spesso insoddisfacenti; è presumibile che fossero entrambi ben consapevoli dello spionaggio a scopo intimidatorio nei confronti dei cattolici. A sostegno del nostro sospetto, martedì 3 giugno il presidente della Commissione Giustizia del Senato, Chuck Grassley (R-Iowa), ha rivelato l'esistenza di altri documenti anticattolici, ispirati anche dalle informazioni infondate del Southern Poverty Law Center (SPLC), un'organizzazione di estrema sinistra e fortemente inaffidabile. Grassley ha anche rivelato l'esistenza di un secondo promemoria dello stesso tenore anticattolico del primo, sebbene non sia mai stato pubblicato.<br />PRESA DI MIRA DEI CATTOLICI<br />Come affermato in un comunicato stampa dello stesso Grassley: «Secondo i documenti ottenuti la presa di mira dei cattolici da parte dell'FBI di Biden, basata su fonti di parte, era più diffusa di quanto si sapesse in precedenza. Grassley ha infatti scoperto che l'FBI ha prodotto almeno 13 documenti aggiuntivi e cinque allegati che utilizzavano una terminologia anticattolica e si basavano su informazioni provenienti dal Southern Poverty Law Center (SPLC), un'organizzazione di estrema sinistra radicale. Un agente dell'FBI ha ammesso via email: "Il nostro eccessivo affidamento all'SPLC per la designazione di odio [dei cattolici tradizionali] è... problematico". Un secondo promemoria dell'FBI, pubblicato da Grassley, fu redatto dall'ufficio di Richmond per la distribuzione a tutto il Bureau. La bozza del promemoria ribadiva l'infondato legame tra cattolicesimo tradizionale ed estremismo violento, ma non fu mai pubblicata a causa delle reazioni negative seguite alla divulgazione del promemoria di Richmond. L'esistenza di questo secondo promemoria contraddice la testimonianza dell'ex direttore dell'FBI Christopher Wray, secondo cui l'ufficio di Richmond aveva prodotto "un solo prodotto". Grassley sta sollecitando il direttore dell'FBI Kash Patel a continuare a produrre documenti relativi alle origini del Richmond Memo, nonché alla risposta fuorviante e ostruzionistica dell'ex direttore dell'FBI Christopher Wray alla supervisione del promemoria da parte di Grassley».<br />In un'ampia lettera del presidente Grassley, datata 2 giugno 2025 e consegnata al direttore Kash Patel, si sottolinea di aver contattato Wray l'1 marzo 2023, il 24 agosto 2023, l'11 ottobre 2023 e il 31 gennaio 2024 ma «l'FBI, sotto la direzione di Wray, ha costantemente omesso di fornire risposte complete a queste richieste». Gli allegati alla lettera rivelano che gli analisti dell'ufficio di Richmond si erano consultati con gli uffici di Louisville (Kentucky), Portland (Oregon) e Milwaukee (Wisconsin) per raccogliere informazioni sui cattolici "tradizionalisti radicali" in preparazione del rapporto dell'ufficio di Richmond. Le conversazioni con la sede di Louisville avrebbero aiutato gli analisti di Richmond a concludere che le credenze del «cattolicesimo radicale-tradizionale» sono «paragonabili alla teologia islamista». Si sa meno di cosa sia stato discusso con le sedi di Portland e Milwaukee, ma il rapporto ha rilevato che gli analisti di Richmond hanno avuto conversazioni telefoniche con loro sull'argomento. Dopo che l'ufficio locale di Richmond ebbe prodotto il promemoria, il rapporto rivelò che era stato inviato anche ad altri uffici locali in tutto il Paese. Inoltre, è allegata un'e-mail interna dell'FBI, in cui si riconosceva che l'espressione «cattolico tradizionalista radicale» appariva in 13 documenti separati dell'FBI e in cinque allegati distribuiti in tutta l'agenzia.<br />IL MEMORANDUM DI RICHMOND<br />Lo stesso presidente della Commissione ha ribadito di essere ancora più determinato, dopo l'emergere di tali nuove evidenze e comportamenti intollerabili, «ad andare a fondo del memorandum di Richmond e del disprezzo dell'FBI per la supervisione durante la scorsa amministrazione», per riportare l'FBI all'eccellenza e dimostrare ancora una volta che la giustizia può e deve essere amministrata in modo equo e imparziale, «indipendentemente dal fatto che siamo Democratici o Repubblicani, credenti o non credenti». Martedì 3 giugno, è stato lo stesso Grassley a pubblicare il testo della sua lettera al direttore dell'FBI sul suo account X. Il giorno seguente, mercoledì 4 giugno, l'account su X dei membri Repubblicani della Commissione giuridica del Senato ha condiviso anche un filmato di Fox News, in cui il giornalista Griff Jenkins ha sottolineato le molte «responsabilità nell'intera vicenda del precedente direttore dell'FBI Christopher Wray, tra le quali l'aver affermato sotto giuramento che si era trattato di "un incidente isolato"».<br />Tutte le malefatte anticattoliche del "cattolico devoto" Joe Biden e delle sue truppe di "fedeli fluidi", tanto care a taluni cardinali e gesuiti progressisti americani, stanno emergendo e si vanno dimostrando l'accanimento e l'intolleranza di una cricca ben poco cristiana e tanto meno liberale. La scelta di Trump di mettere Kash Patel e Dan Bongino ai vertici dell'Fbi, ai limiti dell'eversione per i benpensanti, sta dando i suoi primi frutti: riforme e pulizia nell'agenzia e ristabilimento dell'uguaglianza davanti alla legge.<br />]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/66732986</guid><pubDate>Tue, 24 Jun 2025 22:36:04 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/66732986/l_fbi_sotto_biden.mp3" length="6735530" type="audio/mpeg"/><itunes:author>BastaBugie</itunes:author><itunes:subtitle>TESTO DELL'ARTICOLO ➜ https://www.bastabugie.it/8212

L'FBI, SOTTO BIDEN, PERSEGUITAVA I CATTOLICI: SPUNTANO NUOVI DOCUMENTIdi Luca Volontè
 
Tutto confermato: Joe Biden e l'FBI spiavano fedeli cattolici che dissentivano con il modello di "fede...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="https://www.bastabugie.it/8212" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://www.bastabugie.it/8212</a><br /><br />L'FBI, SOTTO BIDEN, PERSEGUITAVA I CATTOLICI: SPUNTANO NUOVI DOCUMENTIdi Luca Volontè<br /> <br />Tutto confermato: Joe Biden e l'FBI spiavano fedeli cattolici che dissentivano con il modello di "fede fluida" e di politiche Lgbt e abortiste dei democratici americani. Emerge sempre più come l'amministrazione Biden-Harris e l'FBI, agenzia all'epoca guidata da Christopher Wray, voleva instaurare una vera e propria persecuzione anticattolica negli Stati Uniti.<br />Durante la precedente amministrazione, un documento noto come "Richmond Memo" fu distribuito dall'ufficio di Richmond ad altri uffici e dipendenti dell'FBI, fino allo scoppiare dello scandalo nel 2023, di cui scrivemmo su queste pagine in più occasioni. Wray e l'allora procuratore generale Merrick Garland furono convocati al Congresso per testimoniare, ma le informazioni che fornirono furono spesso insoddisfacenti; è presumibile che fossero entrambi ben consapevoli dello spionaggio a scopo intimidatorio nei confronti dei cattolici. A sostegno del nostro sospetto, martedì 3 giugno il presidente della Commissione Giustizia del Senato, Chuck Grassley (R-Iowa), ha rivelato l'esistenza di altri documenti anticattolici, ispirati anche dalle informazioni infondate del Southern Poverty Law Center (SPLC), un'organizzazione di estrema sinistra e fortemente inaffidabile. Grassley ha anche rivelato l'esistenza di un secondo promemoria dello stesso tenore anticattolico del primo, sebbene non sia mai stato pubblicato.<br />PRESA DI MIRA DEI CATTOLICI<br />Come affermato in un comunicato stampa dello stesso Grassley: «Secondo i documenti ottenuti la presa di mira dei cattolici da parte dell'FBI di Biden, basata su fonti di parte, era più diffusa di quanto si sapesse in precedenza. Grassley ha infatti scoperto che l'FBI ha prodotto almeno 13 documenti aggiuntivi e cinque allegati che utilizzavano una terminologia anticattolica e si basavano su informazioni provenienti dal Southern Poverty Law Center (SPLC), un'organizzazione di estrema sinistra radicale. Un agente dell'FBI ha ammesso via email: "Il nostro eccessivo affidamento all'SPLC per la designazione di odio [dei cattolici tradizionali] è... problematico". Un secondo promemoria dell'FBI, pubblicato da Grassley, fu redatto dall'ufficio di Richmond per la distribuzione a tutto il Bureau. La bozza del promemoria ribadiva l'infondato legame tra cattolicesimo tradizionale ed estremismo violento, ma non fu mai pubblicata a causa delle reazioni negative seguite alla divulgazione del promemoria di Richmond. L'esistenza di questo secondo promemoria contraddice la testimonianza dell'ex direttore dell'FBI Christopher Wray, secondo cui l'ufficio di Richmond aveva prodotto "un solo prodotto". Grassley sta sollecitando il direttore dell'FBI Kash Patel a continuare a produrre documenti relativi alle origini del Richmond Memo, nonché alla risposta fuorviante e ostruzionistica dell'ex direttore dell'FBI Christopher Wray alla supervisione del promemoria da parte di Grassley».<br />In un'ampia lettera del presidente Grassley, datata 2 giugno 2025 e consegnata al direttore Kash Patel, si sottolinea di aver contattato Wray l'1 marzo 2023, il 24 agosto 2023, l'11 ottobre 2023 e il 31 gennaio 2024 ma «l'FBI, sotto la direzione di Wray, ha costantemente omesso di fornire risposte complete a queste richieste». Gli allegati alla lettera rivelano che gli analisti dell'ufficio di Richmond si erano consultati con gli uffici di Louisville (Kentucky), Portland (Oregon) e Milwaukee (Wisconsin) per raccogliere informazioni sui cattolici "tradizionalisti radicali" in preparazione del rapporto dell'ufficio di Richmond. Le conversazioni con la sede di Louisville avrebbero aiutato gli analisti di Richmond a concludere che le credenze del «cattolicesimo radicale-tradizionale» sono «paragonabili alla teologia...]]></itunes:summary><itunes:duration>421</itunes:duration><itunes:keywords>biden,cattolici,documenti,fbi,persecuzione</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/6eabb9213af2a42b93888db272a0b2c0.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Take it down act: un primo colpo contro la pornografia nelle scuole</title><link>https://www.spreaker.com/episode/take-it-down-act-un-primo-colpo-contro-la-pornografia-nelle-scuole--66594819</link><description><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="https://www.bastabugie.it/8194" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://www.bastabugie.it/8194</a><br /><br />TAKE IT DOWN ACT: UN PRIMO COLPO CONTRO LA PORNOGRAFIA NELLE SCUOLE di Edwin Benson<br /> <br />Il 19 maggio 2025, il presidente Trump ha firmato il "Take It Down Act", trasformandolo in legge. Secondo la CBS News, la nuova legge "rende un reato federale pubblicare online immagini sessualmente esplicite, reali o false, di persone senza il loro consenso". Il testo della legge utilizza il termine" raffigurazioni visive intime non consensuali". Al centro della legge c'è il fatto che l'Intelligenza Artificiale (IA) rende estremamente facile produrre tali immagini. Il trasgressore ha solo bisogno del volto della vittima da una fotografia o da un'immagine digitale. Tali raffigurazioni sono spesso note come "deepfake".<br />DISPOSIZIONI DELLA LEGGE<br />La legge prevede sanzioni significative per chi produce tali immagini. Se il soggetto è un adulto, il creatore può essere condannato a due anni di reclusione. Se la vittima è minorenne, la pena aumenta a tre anni. Questa pena federale si aggiunge alle sanzioni statali previste per lo stesso reato.<br />Inoltre, la legge richiede che le piattaforme Internet utilizzate per diffondere queste immagini siano ritenute responsabili. Per decenni, le piattaforme hanno negato qualsiasi responsabilità in questo ambito. Volevano essere trattate come "vettori comuni" senza alcuna responsabilità per i contenuti pubblicati da altri. La situazione, hanno sostenuto, sarebbe stata come penalizzare le ferrovie per aver trasportato una scatola il cui contenuto, da esse sconosciuto, conteneva materiali illegali.<br />Questo argomento potrebbe essere valido se le piattaforme trasportassero tutti i messaggi, indipendentemente dal contenuto. Tuttavia, questa posizione presenta due difetti significativi. In primo luogo, le piattaforme spesso non hanno avuto problemi a censurare contenuti che ritenevano politicamente scomodi. In secondo luogo, nulla sulla piattaforma è una scatola chiusa. La natura stessa dei social media implica che tutto è allo scoperto.<br />La nuova legge impone alle piattaforme di creare una procedura di facile utilizzo affinché le vittime possano richiederne la rimozione. La piattaforma deve agire entro quarantotto ore per "rimuovere la rappresentazione visiva intima e compiere sforzi ragionevoli per identificare e rimuovere qualsiasi copia identica di tale rappresentazione". La legge assegna alla Commissione Federale per il Commercio la responsabilità di far rispettare queste disposizioni.<br /> <br />UNA LEGISLAZIONE BIPARTITICA<br />Secondo uno studio del settembre 2024 del Center for Democracy and Technology, circa il quaranta per cento degli studenti è a conoscenza di almeno un caso di deepfake condiviso all'interno delle proprie scuole. Dato che le scuole sono famose per essere "fucine di pettegolezzi", tale numero è probabilmente molto più alto.<br />Il disegno di legge è stato realmente bipartisan, un risultato notevole nell'attuale clima polarizzato di Washington, D.C. È stato approvato all'unanimità dal Senato e nella Camera dei Rappresentanti ha avuto 409 voti a favore e 2 contrari. I senatori Amy Klobuchar (D-Minnesota) e Ted Cruz (R-Texas) hanno sponsorizzato il disegno di legge.<br />Il comunicato stampa della Casa Bianca ha citato le congratulazioni reciproche di ciascuno degli sponsor.<br />La nuova legge è stata elogiata quasi all'unanimità, anche se la CBS ha osservato che "i gruppi per i diritti digitali, tuttavia, hanno avvertito che la legislazione così come è stata scritta potrebbe portare alla soppressione della libertà di espressione, compresa la pornografia legittima, e non contiene protezioni contro le richieste di rimozione in malafede". Il fatto che i termini 'legittima' e "pornografia" siano stati abbinati indica quanto sia fallimentare questa argomentazione.<br />ISPIRATO DA UNA SITUAZIONE REALE<br />Nel suo impegno per l'approvazione del disegno di legge, il senatore Cruz è apparso spesso con Elliston Berry, una adolescente di Aledo, in Texas. Quando aveva quattordici anni, un compagno di classe ha manipolato un'immagine innocente della ragazza con un programma di intelligenza artificiale per produrre un'immagine pornografica, che il suo aggressore ha diffuso su Snapchat.<br />All'epoca, Elliston Berry informò sua madre, Anna McAdams, che tentò di contattare Snapchat. Il gigante dei social media non rispose alle richieste di rimuovere l'immagine. L'emittente televisiva locale Fox 4 ha contattato la signora McAdams:<br />"È stato un lungo percorso. Oggi siamo molto emozionati. Finalmente si è concretizzato ed è diventato legge. Questo proteggerà tantissime persone. Quando è successo, non avevo come genitore alcun modo per proteggere mia figlia".<br />APPLICAZIONE DELLA LEGGE DA PARTE DELLE SCUOLE<br />La natura di questo reato, tuttavia, implica che lo sforzo non si esaurisce con l'approvazione di una legge. La maggior parte delle violazioni, come quella contro Elliston Berry, riguardano situazioni che derivano dalla condotta scolastica. Pertanto, il sistema scolastico deve svolgere un ruolo importante in questi casi. Questa è la preoccupazione di Education Week, la rivista specializzata degli amministratori scolastici, nel fare un ampio servizio sulla nuova legge.<br />La pornografia è un argomento delicato nei circoli scolastici. Un tempo, uno studente che possedeva materiale di questo tipo all'interno della scuola sarebbe stato severamente punito. Oggi, invece, sono gli studenti stessi a produrre e pubblicare immagini offensive. A complicare la situazione sono gli attivisti LGBTQ+ e dell'American Library Association che promuovono materiale pornografico in nome della "difesa" delle "minoranze sessuali".<br />Tutti sembrano riconoscere che queste situazioni sono devastanti per le vittime. L'articolo di Education Week menziona "la famiglia del senatore della Carolina del Sud. Brandon Duffy, che ha perso il figlio suicida dopo che era stato vittima di un ricatto online".<br />PUNIRE O NON PUNIRE?<br />Allo stesso tempo, l'idea della punizione stessa è fuori moda nella maggior parte delle scuole americane da decenni, perché dichiara che esistono il giusto e lo sbagliato. Per illustrare il dilemma, Education Week ha parlato con Jason Alleman, preside del Laguna Beach High School in California. Il signor Alleman non è nuovo al problema. L'anno scorso ha avuto a che fare con almeno uno studente che ha utilizzato l'intelligenza artificiale per produrre un'immagine pornografica di una compagna di classe.<br />Le riflessioni del preside sono molto preoccupanti per chiunque desideri tracciare una linea netta tra decenza e indecenza. "Vogliamo comunque essere riflessivi e sostenere sia le vittime che gli studenti che prendono queste decisioni potenzialmente in grado di cambiare la loro vita", ha affermato Alleman. "In qualità di leader della scuola, abbiamo l'obbligo di garantire che gli studenti e le loro famiglie siano sostenuti da entrambe le parti".<br />Sarebbe interessante chiedere al signor Alleman cosa intende per "entrambe le parti". Può davvero credere che gli studenti che usano i loro compagni di classe per produrre immagini illegali, immorali e imbarazzanti non dovrebbero essere puniti severamente? E in base a quali criteri può crederlo?<br />Questi crimini non sono accidentali. Nessuno "ha bisogno" di creare materiale pornografico. Nessuno lo fa senza premeditazione e preparazione. È ora che il signor Alleman e i suoi colleghi riconoscano finalmente che certi atti sono sempre malvagi, indipendentemente dall'età, e li puniscano di conseguenza. È anche ora che le scuole riconoscano che le conversazioni immorali, le parolacce e l'immodestia creano il clima favorevole alla crisi dei deepfake.<br />Le scuole sono luoghi che devono insegnare la conoscenza e la virtù. La nuova legge è un primo passo positivo per riportare la sanità mentale nelle aule scolastiche. Tuttavia, occorre fare molto di più per tenere lontana dalle scuole la piaga dell'immoralità e della pornografia.<br /><br />]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/66594819</guid><pubDate>Tue, 17 Jun 2025 20:06:48 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/66594819/take_it_down_act.mp3" length="11091008" type="audio/mpeg"/><itunes:author>BastaBugie</itunes:author><itunes:subtitle>TESTO DELL'ARTICOLO ➜ https://www.bastabugie.it/8194

TAKE IT DOWN ACT: UN PRIMO COLPO CONTRO LA PORNOGRAFIA NELLE SCUOLE di Edwin Benson
 
Il 19 maggio 2025, il presidente Trump ha firmato il "Take It Down Act", trasformandolo in legge. Secondo la...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="https://www.bastabugie.it/8194" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://www.bastabugie.it/8194</a><br /><br />TAKE IT DOWN ACT: UN PRIMO COLPO CONTRO LA PORNOGRAFIA NELLE SCUOLE di Edwin Benson<br /> <br />Il 19 maggio 2025, il presidente Trump ha firmato il "Take It Down Act", trasformandolo in legge. Secondo la CBS News, la nuova legge "rende un reato federale pubblicare online immagini sessualmente esplicite, reali o false, di persone senza il loro consenso". Il testo della legge utilizza il termine" raffigurazioni visive intime non consensuali". Al centro della legge c'è il fatto che l'Intelligenza Artificiale (IA) rende estremamente facile produrre tali immagini. Il trasgressore ha solo bisogno del volto della vittima da una fotografia o da un'immagine digitale. Tali raffigurazioni sono spesso note come "deepfake".<br />DISPOSIZIONI DELLA LEGGE<br />La legge prevede sanzioni significative per chi produce tali immagini. Se il soggetto è un adulto, il creatore può essere condannato a due anni di reclusione. Se la vittima è minorenne, la pena aumenta a tre anni. Questa pena federale si aggiunge alle sanzioni statali previste per lo stesso reato.<br />Inoltre, la legge richiede che le piattaforme Internet utilizzate per diffondere queste immagini siano ritenute responsabili. Per decenni, le piattaforme hanno negato qualsiasi responsabilità in questo ambito. Volevano essere trattate come "vettori comuni" senza alcuna responsabilità per i contenuti pubblicati da altri. La situazione, hanno sostenuto, sarebbe stata come penalizzare le ferrovie per aver trasportato una scatola il cui contenuto, da esse sconosciuto, conteneva materiali illegali.<br />Questo argomento potrebbe essere valido se le piattaforme trasportassero tutti i messaggi, indipendentemente dal contenuto. Tuttavia, questa posizione presenta due difetti significativi. In primo luogo, le piattaforme spesso non hanno avuto problemi a censurare contenuti che ritenevano politicamente scomodi. In secondo luogo, nulla sulla piattaforma è una scatola chiusa. La natura stessa dei social media implica che tutto è allo scoperto.<br />La nuova legge impone alle piattaforme di creare una procedura di facile utilizzo affinché le vittime possano richiederne la rimozione. La piattaforma deve agire entro quarantotto ore per "rimuovere la rappresentazione visiva intima e compiere sforzi ragionevoli per identificare e rimuovere qualsiasi copia identica di tale rappresentazione". La legge assegna alla Commissione Federale per il Commercio la responsabilità di far rispettare queste disposizioni.<br /> <br />UNA LEGISLAZIONE BIPARTITICA<br />Secondo uno studio del settembre 2024 del Center for Democracy and Technology, circa il quaranta per cento degli studenti è a conoscenza di almeno un caso di deepfake condiviso all'interno delle proprie scuole. Dato che le scuole sono famose per essere "fucine di pettegolezzi", tale numero è probabilmente molto più alto.<br />Il disegno di legge è stato realmente bipartisan, un risultato notevole nell'attuale clima polarizzato di Washington, D.C. È stato approvato all'unanimità dal Senato e nella Camera dei Rappresentanti ha avuto 409 voti a favore e 2 contrari. I senatori Amy Klobuchar (D-Minnesota) e Ted Cruz (R-Texas) hanno sponsorizzato il disegno di legge.<br />Il comunicato stampa della Casa Bianca ha citato le congratulazioni reciproche di ciascuno degli sponsor.<br />La nuova legge è stata elogiata quasi all'unanimità, anche se la CBS ha osservato che "i gruppi per i diritti digitali, tuttavia, hanno avvertito che la legislazione così come è stata scritta potrebbe portare alla soppressione della libertà di espressione, compresa la pornografia legittima, e non contiene protezioni contro le richieste di rimozione in malafede". 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I democratici hanno fatto tutto il possibile per distruggere Cristoforo Colombo, la sua reputazione e tutti gli italiani che lo amano così tanto». Così ha scritto il presidente americano Donald Trump sul suo social network, Truth. Non è (ancora) un ordine esecutivo, ma un'esortazione a tornare a celebrare la virtù della scoperta dell'America da parte del navigatore genovese.<br />Il Columbus Day è ancora una festa federale, quindi non dovrebbe essere necessario ribadire l'ovvio. Il fatto è che, almeno dagli anni di Biden, è stato sostituito dalla Giornata dei Popoli Indigeni in oltre 200 città e in diversi stati.<br />La lunga marcia della festa dei popoli nativi è incominciata quasi mezzo secolo fa, nel 1977: in occasione di una conferenza delle Nazioni Unite a Ginevra, i delegati indigeni di tutto il mondo hanno deciso di «celebrare il 12 ottobre, giorno della cosiddetta 'scoperta' dell'America, come Giornata internazionale di solidarietà con i popoli indigeni delle Americhe». Il South Dakota è stato il primo Stato a celebrare ufficialmente questa giornata (chiamandola Native American Day) nel 1990. La città di Berkeley, in California, sede dell'università che ha dato i natali al Sessantotto americano, ha adottato la Giornata dei Popoli Indigeni nel 1992 come protesta contro il 500mo anniversario dell'arrivo di Colombo.<br />LA GIORNATA DEI POPOLI INDIGENI<br />E così è nato il "woke" prima ancora che si usasse quel termine. Infatti uno degli obiettivi della contestazione di estrema sinistra è proprio quello di "restituire" la sovranità dell'America ai popoli indigeni, anche ribattezzando i luoghi geografici con i nomi nelle lingue native.<br />Attualmente, gli Stati del Maine, Vermont, New Mexico e District of Columbia (il distretto della capitale), oltre a grandi città come Los Angeles e Seattle sono tra le località che celebrano la Giornata dei Popoli Indigeni il secondo lunedì di ottobre, al posto del Columbus Day. Tre stati, New York, Rhode Island e Nebraska, riconoscono entrambe le festività.<br />Joe Biden è stato il primo presidente a celebrare la Giornata dei Popoli Indigeni, emanando nel 2021 un proclama che celebrava «il contributo inestimabile e la resilienza dei popoli indigeni» e riconosceva «la loro sovranità intrinseca». Il proclama sottolineava che l'America «è stata concepita sulla base di una promessa di uguaglianza e opportunità per tutti», ma che tale promessa «non è mai stata pienamente mantenuta. Ciò è particolarmente vero quando si tratta di difendere i diritti e la dignità dei popoli indigeni che erano qui molto prima dell'inizio della colonizzazione delle Americhe».<br />UNA FESTA DEGLI ITALIANI D'AMERICA<br />Una dichiarazione che è stata certamente apprezzata dalle minoranze, tranne una: quella italiana. Infatti il Columbus Day è soprattutto una festa degli italiani d'America, a partire dalla prima celebrazione del giorno di Colombo il 12 ottobre 1866 a New York. Fu soprattutto a seguito del pogrom di New Orleans del 1891, in cui vennero trucidati undici cittadini italiani (sulla base di un'accusa falsa), che si arrivò, per solidarietà, alla prima celebrazione del Columbus Day negli Stati Uniti, a livello nazionale. L'anno dopo, 1892, nel 400mo anniversario della scoperta dell'America, l'allora presidente repubblicano Benjamin Harrison, con un ordine esecutivo, la istituì come festa nazionale, ma solo per quell'anno. Divenne festa nazionale consuetudinaria con una legge del Congresso nel 1934, durante il primo mandato del presidente democratico Franklin D. Roosevelt.<br />Abbattere o vandalizzare le statue di Colombo, per i movimentisti woke, è stato un modo per rendere giustizia (a modo loro) ai popoli nativi americani perché, nella vulgata storica di sinistra, Colombo è "il primo schiavista" e "il primo genocida". Colombo, sull'isola di Hispaniola governò effettivamente con metodi tirannici, ma fu la stessa giustizia spagnola (capace evidentemente di auto-correggersi) ad arrestarlo e a porre fine al suo regno del terrore nel 1500. Non è la storia di Colombo in sé che interessa ai contestatori. Da europei (quasi tutti lo sono, nella sinistra americana) a loro interessa contestare la presenza stessa della civiltà europea cristiana nelle Americhe, fino al punto di ripristinare lo studio delle religioni e delle tradizioni pre-colombiane. Sacrifici umani esclusi, almeno per ora.<br />Insomma, come la rivoluzione woke è partita dal tentativo di rimuovere Colombo, ora la controrivoluzione parte dalla sua rivalutazione, dalla scoperta dell'America da parte di un italiano. E non solo a beneficio della comunità italo-americana, bensì di tutta la storia e la cultura europee che appartengono anche, a pieno diritto, agli americani.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/66070459</guid><pubDate>Tue, 13 May 2025 19:56:59 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/66070459/trump_la_controrivoluzione_parte_da_colombo.mp3" length="5223697" type="audio/mpeg"/><itunes:author>BastaBugie</itunes:author><itunes:subtitle>VIDEO: Columbus Day ➜ https://www.youtube.com/watch?v=SnjoG5je8ww

TESTO DELL'ARTICOLO ➜ https://www.bastabugie.it/8165

TRUMP, LA CONTRORIVOLUZIONE PARTE DA COLOMBO di Stefano Magni
 
«Sto riportando in vita il Columbus Day. I democratici hanno fatto...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[VIDEO: Columbus Day ➜ <a href="https://www.youtube.com/watch?v=SnjoG5je8ww" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://www.youtube.com/watch?v=SnjoG5je8ww</a><br /><br />TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="https://www.bastabugie.it/8165" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://www.bastabugie.it/8165</a><br /><br />TRUMP, LA CONTRORIVOLUZIONE PARTE DA COLOMBO di Stefano Magni<br /> <br />«Sto riportando in vita il Columbus Day. I democratici hanno fatto tutto il possibile per distruggere Cristoforo Colombo, la sua reputazione e tutti gli italiani che lo amano così tanto». Così ha scritto il presidente americano Donald Trump sul suo social network, Truth. Non è (ancora) un ordine esecutivo, ma un'esortazione a tornare a celebrare la virtù della scoperta dell'America da parte del navigatore genovese.<br />Il Columbus Day è ancora una festa federale, quindi non dovrebbe essere necessario ribadire l'ovvio. Il fatto è che, almeno dagli anni di Biden, è stato sostituito dalla Giornata dei Popoli Indigeni in oltre 200 città e in diversi stati.<br />La lunga marcia della festa dei popoli nativi è incominciata quasi mezzo secolo fa, nel 1977: in occasione di una conferenza delle Nazioni Unite a Ginevra, i delegati indigeni di tutto il mondo hanno deciso di «celebrare il 12 ottobre, giorno della cosiddetta 'scoperta' dell'America, come Giornata internazionale di solidarietà con i popoli indigeni delle Americhe». Il South Dakota è stato il primo Stato a celebrare ufficialmente questa giornata (chiamandola Native American Day) nel 1990. La città di Berkeley, in California, sede dell'università che ha dato i natali al Sessantotto americano, ha adottato la Giornata dei Popoli Indigeni nel 1992 come protesta contro il 500mo anniversario dell'arrivo di Colombo.<br />LA GIORNATA DEI POPOLI INDIGENI<br />E così è nato il "woke" prima ancora che si usasse quel termine. Infatti uno degli obiettivi della contestazione di estrema sinistra è proprio quello di "restituire" la sovranità dell'America ai popoli indigeni, anche ribattezzando i luoghi geografici con i nomi nelle lingue native.<br />Attualmente, gli Stati del Maine, Vermont, New Mexico e District of Columbia (il distretto della capitale), oltre a grandi città come Los Angeles e Seattle sono tra le località che celebrano la Giornata dei Popoli Indigeni il secondo lunedì di ottobre, al posto del Columbus Day. Tre stati, New York, Rhode Island e Nebraska, riconoscono entrambe le festività.<br />Joe Biden è stato il primo presidente a celebrare la Giornata dei Popoli Indigeni, emanando nel 2021 un proclama che celebrava «il contributo inestimabile e la resilienza dei popoli indigeni» e riconosceva «la loro sovranità intrinseca». Il proclama sottolineava che l'America «è stata concepita sulla base di una promessa di uguaglianza e opportunità per tutti», ma che tale promessa «non è mai stata pienamente mantenuta. Ciò è particolarmente vero quando si tratta di difendere i diritti e la dignità dei popoli indigeni che erano qui molto prima dell'inizio della colonizzazione delle Americhe».<br />UNA FESTA DEGLI ITALIANI D'AMERICA<br />Una dichiarazione che è stata certamente apprezzata dalle minoranze, tranne una: quella italiana. Infatti il Columbus Day è soprattutto una festa degli italiani d'America, a partire dalla prima celebrazione del giorno di Colombo il 12 ottobre 1866 a New York. Fu soprattutto a seguito del pogrom di New Orleans del 1891, in cui vennero trucidati undici cittadini italiani (sulla base di un'accusa falsa), che si arrivò, per solidarietà, alla prima celebrazione del Columbus Day negli Stati Uniti, a livello nazionale. L'anno dopo, 1892, nel 400mo anniversario della scoperta dell'America, l'allora presidente repubblicano Benjamin Harrison, con un ordine esecutivo, la istituì come festa nazionale, ma solo per quell'anno. 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Inoltre, ha imposto tariffe più elevate su 57 partner commerciali, giustificando queste misure come necessarie per correggere pratiche commerciali considerate sleali e per riequilibrare la bilancia commerciale statunitense.<br />L'iniziativa di Trump ha provocato sconcerto e proteste in tutto il mondo, ma non è in sé scandalosa. I dazi, in inglese Tarifs, sono un classico strumento del protezionismo, che è la politica economica adottata da uno Stato per proteggere le proprie industrie e produzioni nazionali dalla concorrenza estera. Ciò avviene attraverso l'applicazione di imposte indirette sulle merci che attraversano i confini di uno Stato, sia in importazione che in esportazione. I prodotti esteri divengono a questo punto meno competitivi rispetto a quelli locali.<br />Al protezionismo si oppone la politica economica del libero scambio, che considera nociva per uno Stato ogni barriera opposta al commercio internazionale. Il più conosciuto teorico del libero scambio è l'economista britannico Davide Ricardo (1772-1823). Tutti gli studenti di economia conoscono la sua teoria dei vantaggi comparati, secondo la quale ogni paese può trarre vantaggio dal commercio internazionale, poiché gli scambi tra paesi favoriscono la specializzazione produttiva e permettono una maggior produzione a livello mondiale.<br />A Ricardo si oppose il suo contemporaneo tedesco Friedrich List (1789-1846), favorevole all'utilizzazione di dazi e di interventi statali, soprattutto per proteggere le industrie nascenti. La tesi dell'industria nascente, elaborata da List era stata enunciata per la prima volta dal segretario al Tesoro degli Stati Uniti Alexander Hamilton (1755-1804) con l'obiettivo di costruire una nazione forte partendo da un'industria solida e autonoma.<br />FIN DALLA NASCITA<br />Fin dalla loro nascita gli Stati Uniti adottarono politiche protezioniste per sostenere lo sviluppo industriale interno contro la concorrenza europea, soprattutto britannica. La Tariff Act, la legge sui dazi del 1789, fu uno dei primi strumenti approvati dal Congresso statunitense dopo l'indipendenza. Per quasi un secolo, almeno fino alla Guerra civile (1861-1865), l'applicazione di dazi su tutti i prodotti importati era la principale fonte di entrate per il governo federale. La legge dei dazi del 1930 (Smoot-Hawley Tariff Act), voluta dal presidente Herbert Hoover per proteggere l'economia americana dalla Grande Depressione, non risolse però la crisi globale e avviò una fase di declino del protezionismo.<br />Dopo la Seconda guerra mondiale, gli Stati Uniti guidarono la costruzione di un nuovo ordine economico internazionale basato sulla liberalizzazione degli scambi. Furono tra i principali promotori del GATT (poi divenuto WTO, l'Organizzazione Mondiale del Commercio) e firmarono numerosi accordi di libero commercio, tra cui il NAFTA con Canada e Messico. Il Trattato di Maastricht del 1992 inserì l'Europa in questo processo di globalizzazione che sarebbe dovuto avvenire attraverso l'abbattimento delle frontiere e la mondializzazione dei mercati.<br />Gli anni 2000 hanno visto però la crisi del nuovo ordine mondiale, che si sta capovolgendo in un grande disordine internazionale. La pandemia del Covid ha inferto un duro colpo alla globalizzazione, costringendo gli Stati nazionali a imporre forti restrizioni alla libertà di circolazione dei propri cittadini. L'Europa è stata in prima linea e le sue proteste europee contro le barriere commerciali rivelano una buona dose di ipocrisia. Negli ultimi anni, infatti, l'Unione Europea si è messa alla testa della Green economy contro il cambiamento climatico. Tra le sue politiche prioritarie spicca il cosiddetto "protezionismo verde", ossia l'uso di politiche ambientali (come tasse sulle emissioni, regolamenti climatici, standard verdi) che, limitano o condizionano l'importazione di beni da paesi terzi. Questa politica economica non si ispira alla logica liberista di Davide Ricardo, ma a quella protezionista di Friedrich List, perché protegge le industrie strategiche in nome di un "fine superiore" o di un'"emergenza", che ieri era lo sviluppo industriale, oggi è il cambiamento climatico. In pratica, è una forma di protezionismo commerciale mascherato da tutela ambientale.<br />ANCHE BIDEN E L'EUROPA IMPONGONO DAZI<br />Anche l'amministrazione Biden, si è servita di misure protezionistiche, per realizzare la Green Economy. L'Inflation Reduction Act, approvato negli Stati Uniti nel 2022, prevede centinaia di miliardi di dollari in sussidi per le imprese che producono tecnologie verdi (come auto elettriche, pannelli solari e batterie), se parte della produzione avviene sul suolo americano. Si tratta di una forma evidente di protezionismo.<br />Il mito della globalizzazione sembra ormai alle nostre spalle. La prima presidenza di Donald Trump (2017-2021) ha segnato un ritorno al protezionismo, con l'imposizione di dazi su acciaio, alluminio e beni cinesi, nel tentativo di ridurre il deficit commerciale. Nel discorso di insediamento alla Casa Bianca del 20 gennaio 2025, che ha inaugurato il suo secondo mandato, Trump si è richiamato al 25esimo presidente americano William McKinley (1843-1901), "padre" di un'ondata di dazi, approvata nel 1890, che avrebbe contribuito alla "Gilded Age" americana.<br />La guerra tariffaria di Donald Trump deve lasciarci dunque tranquilli e soddisfatti? Non è così. Dopo la caduta del muro di Berlino, è stato creato, in nome della "Repubblica Universale", un mondo fragile e interdipendente. Un intervento troppo forte su questo sistema debole può creare un effetto domino, scatenando una serie di crisi sistemiche che, alimentandosi a vicenda, possono produrre un collasso economico planetario. Va ricordato che l'economia non è solo fatta di numeri e algoritmi. I mercati sono profondamente emotivi e le decisioni economiche sono spesso basate, non solo su ciò che sta accadendo, ma su cosa si crede accadrà. La grande crisi del 1929 fu causata soprattutto da un crollo di fiducia che si trasformò in panico collettivo.<br />La pandemia ha lasciato profonde tensioni che ancora oggi si ripercuotono sulla psicologia dei popoli. In Europa la guerra russo-ucraina e l'immigrazione incontrollata hanno contribuito ad accrescere questa instabilità psicologica, che può rapidamente portare alla destabilizzazione politica ed economica, e quindi al caos. La civiltà moderna, nata trionfante sulle macerie di quella medievale, sembra vicina al suo crollo, ma il ritorno all'ordine o sarà religioso e morale, o non sarà.<br />]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/65446569</guid><pubDate>Tue, 08 Apr 2025 21:21:07 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/65446569/i_dazi_nella_storia_degli_usa.mp3" length="7840958" type="audio/mpeg"/><itunes:author>BastaBugie</itunes:author><itunes:subtitle>TESTO DELL'ARTICOLO ➜ https://www.bastabugie.it/8124

I DAZI NELLA STORIA DEGLI USA SVELANO LA VERA POSTA IN GIOCO OGGI di Roberto de Mattei
 
Il 2 aprile 2025, in quello che ha definito il "Giorno della Liberazione", il presidente americano Donald...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="https://www.bastabugie.it/8124" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://www.bastabugie.it/8124</a><br /><br />I DAZI NELLA STORIA DEGLI USA SVELANO LA VERA POSTA IN GIOCO OGGI di Roberto de Mattei<br /> <br />Il 2 aprile 2025, in quello che ha definito il "Giorno della Liberazione", il presidente americano Donald Trump ha annunciato l'introduzione di un dazio universale del 10% su tutte le importazioni negli Stati Uniti. Inoltre, ha imposto tariffe più elevate su 57 partner commerciali, giustificando queste misure come necessarie per correggere pratiche commerciali considerate sleali e per riequilibrare la bilancia commerciale statunitense.<br />L'iniziativa di Trump ha provocato sconcerto e proteste in tutto il mondo, ma non è in sé scandalosa. I dazi, in inglese Tarifs, sono un classico strumento del protezionismo, che è la politica economica adottata da uno Stato per proteggere le proprie industrie e produzioni nazionali dalla concorrenza estera. Ciò avviene attraverso l'applicazione di imposte indirette sulle merci che attraversano i confini di uno Stato, sia in importazione che in esportazione. I prodotti esteri divengono a questo punto meno competitivi rispetto a quelli locali.<br />Al protezionismo si oppone la politica economica del libero scambio, che considera nociva per uno Stato ogni barriera opposta al commercio internazionale. Il più conosciuto teorico del libero scambio è l'economista britannico Davide Ricardo (1772-1823). Tutti gli studenti di economia conoscono la sua teoria dei vantaggi comparati, secondo la quale ogni paese può trarre vantaggio dal commercio internazionale, poiché gli scambi tra paesi favoriscono la specializzazione produttiva e permettono una maggior produzione a livello mondiale.<br />A Ricardo si oppose il suo contemporaneo tedesco Friedrich List (1789-1846), favorevole all'utilizzazione di dazi e di interventi statali, soprattutto per proteggere le industrie nascenti. La tesi dell'industria nascente, elaborata da List era stata enunciata per la prima volta dal segretario al Tesoro degli Stati Uniti Alexander Hamilton (1755-1804) con l'obiettivo di costruire una nazione forte partendo da un'industria solida e autonoma.<br />FIN DALLA NASCITA<br />Fin dalla loro nascita gli Stati Uniti adottarono politiche protezioniste per sostenere lo sviluppo industriale interno contro la concorrenza europea, soprattutto britannica. La Tariff Act, la legge sui dazi del 1789, fu uno dei primi strumenti approvati dal Congresso statunitense dopo l'indipendenza. Per quasi un secolo, almeno fino alla Guerra civile (1861-1865), l'applicazione di dazi su tutti i prodotti importati era la principale fonte di entrate per il governo federale. La legge dei dazi del 1930 (Smoot-Hawley Tariff Act), voluta dal presidente Herbert Hoover per proteggere l'economia americana dalla Grande Depressione, non risolse però la crisi globale e avviò una fase di declino del protezionismo.<br />Dopo la Seconda guerra mondiale, gli Stati Uniti guidarono la costruzione di un nuovo ordine economico internazionale basato sulla liberalizzazione degli scambi. Furono tra i principali promotori del GATT (poi divenuto WTO, l'Organizzazione Mondiale del Commercio) e firmarono numerosi accordi di libero commercio, tra cui il NAFTA con Canada e Messico. Il Trattato di Maastricht del 1992 inserì l'Europa in questo processo di globalizzazione che sarebbe dovuto avvenire attraverso l'abbattimento delle frontiere e la mondializzazione dei mercati.<br />Gli anni 2000 hanno visto però la crisi del nuovo ordine mondiale, che si sta capovolgendo in un grande disordine internazionale. La pandemia del Covid ha inferto un duro colpo alla globalizzazione, costringendo gli Stati nazionali a imporre forti restrizioni alla libertà di circolazione dei propri cittadini. L'Europa è stata in prima linea e le sue proteste europee contro le barriere commerciali rivelano una buona dose di ipocrisia. Negli ultimi anni,...]]></itunes:summary><itunes:duration>491</itunes:duration><itunes:keywords>1929,dazi,postaingioco,storia,usa</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/ea357d32de0e544459d79f654277452a.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Cinque falsità sui dazi di Trump</title><link>https://www.spreaker.com/episode/cinque-falsita-sui-dazi-di-trump--65316841</link><description><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="https://www.bastabugie.it/8116" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://www.bastabugie.it/8116</a><br /><br />CINQUE FALSITA' SUI DAZI DI TRUMP + TRE CONSIGLI ALL'EUROPA (CHE I BUROCRATI IGNORERANNO) di Stefano Magni<br /> <br />Non si fa neanche in tempo a distrarsi pochi secondi che il mondo cambia. Oggi abbiamo politici della sinistra post-comunista che citano tesi di Adam Smith contro il protezionismo. E il partito che un tempo fu liberista e rappresentante degli imprenditori del nord che invece tifa per i dazi di Trump. In mezzo a questa confusione stordente, il dibattito sui dazi americani e sulle inevitabili rappresaglie dell'Ue è tutto meno che facile da affrontare. Ma è meglio, prima, sgomberare il campo da alcune mistificazioni.<br />MISTIFICAZIONE 1: I DAZI E LE BORSE NON SONO SEMPRE COLLEGATI<br />Mistificazione numero uno: non è affatto detto che i dazi provochino subito un effetto sulle borse. Chi spiega il tracollo della borsa americana, spesso, fa troppa confusione fra cause politiche e cause economiche. La spiegazione politica è la più semplice (metto i dazi, quindi crolla la borsa) e però può essere sbagliata, perché a questo punto non si spiega il continuo alternarsi di euforia e panico, per altro sempre più frequenti, anche slegati da eventi politici e dalla stessa "economia reale" (quella non finanziaria).<br />Come spiega bene l'economista Maurizio Milano, durante la recessione da Covid le borse erano euforiche. Quindi il crollo dei titoli in borsa può avere altre cause, soprattutto legate alla liquidità circolante. E la liquidità circolante è una scelta tecnica (o politica) delle banche centrali.<br />MISTIFICAZIONE 2: INFLAZIONE NON AUTOMATICA<br />Mistificazione numero due: i dazi provocano inflazione. Non è detto. Non subito, non automaticamente. L'inflazione dipende da molti altri fattori, prevalentemente all'attività delle banche centrali e dello Stato. Se lo Stato aumenta la spesa pubblica e la banca centrale pompa liquidità sul mercato, abbiamo più inflazione, che è un fenomeno eminentemente monetario.<br />I dazi sono aumentati nel corso della prima amministrazione Trump, ma non hanno provocato inflazione (prima della pandemia di Covid).<br />MISTIFICAZIONE 3: I DAZI NON GARANTISCONO PIÙ GETTITO FISCALE<br />Mistificazione numero tre: i dazi portano più soldi nelle casse di Stato. Questo è un argomento che viene spesso usato da chi è a favore dell'aumento delle tariffe, incluso Trump. Ma non è automatico: più tariffe scoraggiano le esportazioni. Quindi, essendoci meno merci e servizi da tassare alla dogana, il gettito può addirittura diminuire. Insomma, meglio non far conto sui dazi per compensare una riduzione delle imposte dirette e indirette sui propri cittadini, perché i conti potrebbero non tornare.<br />MISTIFICAZIONE 4: PROTEZIONISMO NON VUOL DIRE EFFICIENZA<br />Mistificazione numero quattro: i dazi servono all'industria nazionale. Nella seconda metà dell'Ottocento la corsa al protezionismo è stata condotta da nazioni che si stavano rapidamente industrializzando, ciascuna intenta a proteggere i propri produttori nazionali. Ma a parte qualche pericoloso effetto collaterale (la Guerra Civile Americana e poi la stessa Prima Guerra Mondiale), la corsa al protezionismo non garantisce affatto una maggior efficienza.<br />Protegge produttori esclusivamente perché sono miei connazionali, non perché siano i migliori e sicuramente non perché servano meglio la domanda interna, cioè quel che i consumatori chiedono. Può addirittura produrre una selezione al ribasso, perché protegge i capitalisti consociativi con più entrature politiche, privandoli di una stimolante concorrenza.<br />LA PIÙ GRANDE MISTIFICAZIONE<br />Fatta piazza pulita di questi giudizi affrettati, serve demolire la più grande delle mistificazioni: che i dazi o il libero mercato facciano bene o male al "Paese", inteso come Stato, o come gruppo di Stati (nel caso dell'Ue), o blocco geopolitico. Ma si dimentica che non è lo Stato l'attore del mercato, bensì l'individuo. Un mercato è uno scambio fra individui. Sempre. Ed è un gioco a somma positiva: rinuncio a quel che mi interessa meno per ottenere quel che mi interessa di più, l'uno guadagna soldi, l'altro guadagna beni o servizi che gli servono.<br />Quando lo Stato si intromette, anche se crede di farlo per il bene dei suoi cittadini, trucca il gioco e fa perdere (soldi o merci) a chi potrebbe o vorrebbe scambiare liberamente. In teoria i dazi servono allo Stato per condurre le sue guerre economiche, nella pratica sono sempre e solo tasse imposte ai consumatori.<br />Se, per esempio, impongo dazi del 200 per cento sui vini italiani, sto costringendo un consumatore americano a pagare una bottiglia di lambrusco il 200 per cento in più di quel che l'avrebbe pagata sino a ieri. Questa politica serve a costringere gli americani a scegliere il vino della California piuttosto che quello dell'Emilia Romagna, ma sto comunque costringendo un consumatore, con misure politiche coercitive, a privarsi di una libera scelta.<br />I prodotti tipici, come formaggi e vini caratteristici delle nostre filiere agro-alimentari, sono quelli che fanno più notizia, ma tutto sommato sono quelli che hanno un impatto inferiore sulle scelte e sulla vita dei consumatori. Dazi su quei prodotti costringono i consumatori a orientarsi su prodotti simili e i veri appassionati a spendere quattro volte tanto. Mentre obbligano i produttori (come se non avessero già abbastanza difficoltà) a cercare altri mercati in cui vendere a prezzi non così distorti dallo Stato di destinazione.<br />Ma proviamo a pensare alla fabbrica che non può più permettersi di comprare acciaio e alluminio. O alle industrie tecnologiche che non possono più permettersi chip e semi-conduttori. Per non parlare dell'economia dei servizi, basati sulle conoscenze che sono, per definizione, diffuse e disperse. In un mondo globalizzato dove (finalmente!) si era arrivati a una vera divisione del lavoro ben distribuita in tutto il pianeta, è difficile pensare di tornare alla rigidità industriale ottocentesca, dove tutto, dall'inizio alla fine, doveva essere prodotto entro i confini del proprio Stato.<br />Se ai dazi di Trump, l'Ue risponderà a sua volta con altri dazi, la tragedia verrebbe raddoppiata. Consumatori americani verrebbero colpiti dai dazi Usa, consumatori europei verrebbero colpiti dai dazi di rappresaglia dell'Ue. E allora che fare? Giusto qualche consiglio, ovviamente non richiesto.<br />COSA FARE?<br />Primo: aprire ai produttori e ai consumatori europei nuovi mercati. Basta fare i choosy su agricoltura e paure ambientaliste, apriamo il mercato Ue al Mercosur, per accedere all'enorme mercato dell'America Latina. Basta cincischiare con l'India sull'agricoltura (tanto non la convinceremo mai ad aprire il suo mercato agricolo), facciamo un accordo di libero mercato Ue-India su tutte le altre merci e servizi. L'India, da sola, ha tre volte tanto la popolazione europea, un mercato di sbocco immenso.<br />Questo giusto considerando due accordi i cui negoziati sono già in corso ed escludendo anche l'ipotesi, pericolosa, di riaprire alla Cina. Che non chiede solo i soldi, ma anche l'anima, cioè l'influenza politica.<br />Secondo: fare dell'Europa un paradiso fiscale. Prima di tutto incentivando gli Stati membri a detassare le imprese che sono più colpite dai dazi americani. Se Trump rovina loro il mercato, imponendo delle tariffe, è inutile aggiungere anche le nostre tasse nazionali.<br />Poi, permettendo a ogni Paese di fare come l'Irlanda, cioè di imporre poche o nessuna imposta sulle multinazionali che vogliono aprire sedi e stabilimenti sul tuo territorio, in modo che producano e diano lavoro qui, da questa parte dell'Oceano. Se l'Ue vuole reggere la competizione con gli Usa di Trump deve, prima di tutto, smettere di essere punitiva con chi, come l'Irlanda appunto, attira imprenditori con tassazioni più basse.<br />Terzo: aprire il mercato al Regno Unito e risolvere tutti i contenziosi (molto spesso solo di principio e inutili sul piano pratico) che si sono aperti dalla Brexit in poi. Una grande area di libero scambio con il Regno Unito serve anche a riunificare l'Europa, al di là delle strette maglie dell'Ue.<br />Insomma, ai dazi, che sono tasse sui consumatori, oltre che una forma subdola di proibizionismo, si deve rispondere con più libertà. Ma non c'è da aspettarselo, almeno non da questa classe dirigente europea.<br />]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/65316841</guid><pubDate>Wed, 02 Apr 2025 14:36:30 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/65316841/cinque_falsita_sui_dazi_di_trump.mp3" length="12568168" type="audio/mpeg"/><itunes:author>BastaBugie</itunes:author><itunes:subtitle>TESTO DELL'ARTICOLO ➜ https://www.bastabugie.it/8116

CINQUE FALSITA' SUI DAZI DI TRUMP + TRE CONSIGLI ALL'EUROPA (CHE I BUROCRATI IGNORERANNO) di Stefano Magni
 
Non si fa neanche in tempo a distrarsi pochi secondi che il mondo cambia. Oggi abbiamo...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="https://www.bastabugie.it/8116" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://www.bastabugie.it/8116</a><br /><br />CINQUE FALSITA' SUI DAZI DI TRUMP + TRE CONSIGLI ALL'EUROPA (CHE I BUROCRATI IGNORERANNO) di Stefano Magni<br /> <br />Non si fa neanche in tempo a distrarsi pochi secondi che il mondo cambia. Oggi abbiamo politici della sinistra post-comunista che citano tesi di Adam Smith contro il protezionismo. E il partito che un tempo fu liberista e rappresentante degli imprenditori del nord che invece tifa per i dazi di Trump. In mezzo a questa confusione stordente, il dibattito sui dazi americani e sulle inevitabili rappresaglie dell'Ue è tutto meno che facile da affrontare. Ma è meglio, prima, sgomberare il campo da alcune mistificazioni.<br />MISTIFICAZIONE 1: I DAZI E LE BORSE NON SONO SEMPRE COLLEGATI<br />Mistificazione numero uno: non è affatto detto che i dazi provochino subito un effetto sulle borse. Chi spiega il tracollo della borsa americana, spesso, fa troppa confusione fra cause politiche e cause economiche. La spiegazione politica è la più semplice (metto i dazi, quindi crolla la borsa) e però può essere sbagliata, perché a questo punto non si spiega il continuo alternarsi di euforia e panico, per altro sempre più frequenti, anche slegati da eventi politici e dalla stessa "economia reale" (quella non finanziaria).<br />Come spiega bene l'economista Maurizio Milano, durante la recessione da Covid le borse erano euforiche. Quindi il crollo dei titoli in borsa può avere altre cause, soprattutto legate alla liquidità circolante. E la liquidità circolante è una scelta tecnica (o politica) delle banche centrali.<br />MISTIFICAZIONE 2: INFLAZIONE NON AUTOMATICA<br />Mistificazione numero due: i dazi provocano inflazione. Non è detto. Non subito, non automaticamente. L'inflazione dipende da molti altri fattori, prevalentemente all'attività delle banche centrali e dello Stato. Se lo Stato aumenta la spesa pubblica e la banca centrale pompa liquidità sul mercato, abbiamo più inflazione, che è un fenomeno eminentemente monetario.<br />I dazi sono aumentati nel corso della prima amministrazione Trump, ma non hanno provocato inflazione (prima della pandemia di Covid).<br />MISTIFICAZIONE 3: I DAZI NON GARANTISCONO PIÙ GETTITO FISCALE<br />Mistificazione numero tre: i dazi portano più soldi nelle casse di Stato. Questo è un argomento che viene spesso usato da chi è a favore dell'aumento delle tariffe, incluso Trump. Ma non è automatico: più tariffe scoraggiano le esportazioni. Quindi, essendoci meno merci e servizi da tassare alla dogana, il gettito può addirittura diminuire. Insomma, meglio non far conto sui dazi per compensare una riduzione delle imposte dirette e indirette sui propri cittadini, perché i conti potrebbero non tornare.<br />MISTIFICAZIONE 4: PROTEZIONISMO NON VUOL DIRE EFFICIENZA<br />Mistificazione numero quattro: i dazi servono all'industria nazionale. Nella seconda metà dell'Ottocento la corsa al protezionismo è stata condotta da nazioni che si stavano rapidamente industrializzando, ciascuna intenta a proteggere i propri produttori nazionali. Ma a parte qualche pericoloso effetto collaterale (la Guerra Civile Americana e poi la stessa Prima Guerra Mondiale), la corsa al protezionismo non garantisce affatto una maggior efficienza.<br />Protegge produttori esclusivamente perché sono miei connazionali, non perché siano i migliori e sicuramente non perché servano meglio la domanda interna, cioè quel che i consumatori chiedono. Può addirittura produrre una selezione al ribasso, perché protegge i capitalisti consociativi con più entrature politiche, privandoli di una stimolante concorrenza.<br />LA PIÙ GRANDE MISTIFICAZIONE<br />Fatta piazza pulita di questi giudizi affrettati, serve demolire la più grande delle mistificazioni: che i dazi o il libero mercato facciano bene o male al "Paese", inteso come Stato, o come gruppo di Stati (nel caso dell'Ue), o blocco...]]></itunes:summary><itunes:duration>786</itunes:duration><itunes:keywords>barrieradoganale,burocrati,consigli,dazi,falsità,trump</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/d2f7b2ff55902e7eb124c36fce1f4079.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>La rivoluzione del buon senso di Trump</title><link>https://www.spreaker.com/episode/la-rivoluzione-del-buon-senso-di-trump--65135999</link><description><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="https://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=8110" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://www.bastabugie.it/8110</a><br /><br />LA ''RIVOLUZIONE DEL BUON SENSO'' DI TRUMP PORTA I SUOI PRIMI FRUTTI di Giuliano Guzzo<br /> La decisione dell'amministrazione Trump di azzerare l'Usaid, l'Agenzia statunitense per lo sviluppo internazionale, ha sollevato nei giorni scorsi molte polemiche, sia da parte di quanti hanno criticato questa scelta sia da parte di quanti, invece, hanno messo in luce come - tra diverse cause filantropiche e umanitarie, per così dire -, quest'Agenzia sostenesse anche svariati progetti ideologici. Anche il Timone, a quest'ultimo proposito, ha ricordato come l'Usaid spendesse la bellezza di 800 milioni di dollari per progetti di matrice gender: non esattamente, ci sia consentito, iniziative così indispensabili, anzi. Tutt'altro.<br />Ebbene, in questi giorni - sempre rispetto ai cambiamenti in corso all'Agenzia statunitense per lo sviluppo internazionale - sono avvenute due cose. La prima è stata l'ufficializzazione della sforbiciata della Casa Bianca, che sarà oggettivamente di entità notevole. Il budget dei programmi di aiuto e sviluppo all'estero, infatti, sarà tagliato di oltre il 90%. Anzi, anche di più dato che pare che i vertici dell'Amministrazione americana abbiano individuato la bellezza di quasi 5.800 stanziamenti, per un valore residuo di 54 miliardi di dollari, «da eliminare subito» nell'ambito dell'agenda Trump; tutto ciò con una riduzione di spesa per l'Agenzia in questione del 92%. Che dire, davvero la madre di tutte le spending review.<br />La seconda novità collegata a questa questione, raccontata dall'agenzia Reuters, riguarda l'avvenuta chiusura di tre cliniche per la comunità transgender - che seguivano complessivamente 5.000 persone -, che il mese scorso, appunto, hanno chiuso i battenti proprio a seguito dell'ordine di sospensione degli aiuti da parte dell'Usaid. Queste tre cliniche si trovavano nella lontana India. «Ecco cosa finanziavano i soldi delle tasse americane», è stato il commento di Elon Musk su X, con riferimento ad un post riguardo alla chiusura di una di queste tre cliniche, inaugurata nel 2021 nella città di Hyderabad, nell'India meridionale.<br />Sempre secondo quanto riportato dalla Reuters, le cliniche indiane in questione non erano gestite da professionisti terzi bensì principalmente da medici, consulenti e altri operatori della comunità transgender; il che può far sorgere il sospetto che i finanziamenti dell'Usaid - almeno in queste tre strutture - potessero non essere spesi con la massima diligenza possibile, visti i tanti interessi in gioco. In questi giorni i medici che lavoravano in queste cliniche bussano al governo indiano: «Ora che i finanziamenti statunitensi sono cessati, la necessità e la passione rimangono. Spetta al governo indiano, portare con sé la comunità trans indiana, finanziare e ampliare questo modello».<br />Ora, staremo a vedere quale sarà il destino delle tre cliniche. Intanto però una cosa, a questo punto, è inconfutabile: lo «sviluppo internazionale» che i finanziamenti Usaid promuovevano era abbastanza discutibile. E pure quelle voci, perfino in ambito cattolico, levatesi per protestare contro questa sforbiciata sostenendo che l'Usaid «ha fatto anche cose buone» (cosa indubbia, eh), forse farebbero bene a riflettere. Provate infatti a mettervi nei panni che di un cittadino americano che fatica a far quadrare i conti e ad arrivare a fine mese e che ora viene a scoprire che una parte delle sue tasse servivno a far "cambiare sesso" a gente dall'altra parte del mondo; provate a mettervi in questi panni e a non infuriarvi. Non è esattamente semplice.<br />Nota di BastaBugie: Raffaella Frullone nell'articolo seguente dal titolo "800 milioni di dollari per il gender. Li spendeva l'Usaid che Trump vuole azzerare" spiega che Trump vuole chiudere questa agenzia che si è resa responsabile di frodi di varia natura, sprechi di fiumi di denaro, finanziamenti più o meno espliciti al partito democratico.<br />Ecco l'articolo completo pubblicato su sito del Timone il 11 febbraio 2025:<br />Ancora storditi dalla raffica di ordini esecutivi che il neo presidente americano ha firmato nei primi venti giorni del suo mandato, molti dei quali sviluppano il programma annunciato durante il discorso di insediamento, quando Donald Trump ha ribadito che l'amministrazione in carica avrebbe riconosciuto solo i due sessi esistenti, maschio e femmina, i detrattori del leader della Casa Bianca ora sono sul piede di guerra per l'annunciato smantellamento dell'Agenzia per lo sviluppo Internazionale, che sulla carta fornisce aiuti umanitari e assistenza per lo sviluppo in diversi Paesi del mondo.<br />In realtà già prima che l'amministrazione Trump annunciasse l'intenzione di voler ridurre gli impiegati dell'agenzia da diecimila a circa trecento, ponendola sotto il controllo diretto del Dipartimento di stato, era stato un memorandum interno dell'Ufficio dell'Ispettore Generale a confermare che l'agenzia gestiva il suo budget - oltre 46 miliardi di dollari - in modo poco trasparente e con un una serie di sprechi<br />Secondo il testo, pubblicato a fine gennaio, l'agenzia avrebbe generato "vulnerabilità significative" distribuendo fondi pubblici senza garantire che questi non finissero nelle mani di organizzazioni terroristiche o soggetti coinvolti in frodi, mancherebbe quindi un'adeguata verifica sui destinatari finali dei fondi, anche a causa di una certa resistenza delle Nazioni Unite e delle Ong straniere a condividere informazioni su potenziali illeciti. Ad esempio, riporta Roberto Vivaldelli su Insideover, un caso emblematico riguarderebbe la Siria, dove aiuti alimentari Usaid sarebbero stati deviati a favore di Hay'at Tahrir al-Sham, l'ex diramazione siriana di al-Qaeda, oggi al potere con Al Julani.<br />Sul suo social Truth, Trump ha ribadito di voler chiudere un'agenzia che si è resa responsabile di frodi di varia natura, sprechi di fiumi di denaro, finanziamenti più o meno espliciti al partito democratico. Ma non è tutto. La neo portavoce della Casa Bianca, Karolin Leavitt ha dato qualche numero, riferendo che oltre un milione e mezzo di dollari sono andati per finanziare i soliti progetti "in inclusione" in Serbia, 70mila dollari per lo stesso scopo sono stati stanziati in Irlanda, 47mila dollari sono andati a finanziare un'opera di propaganda trans in Colombia e 32mila per un fumetto transgender finanziato in Perù. Un'agenzia a servizio della fluidità insomma.<br />Ma non è tutto, la testata The Federalist ha analizzato una serie di documenti secondo cui l'Usaid ha di fatto sovvenzionato per donare quasi 800 milioni di dollari a un gruppo che ha lo scopo di superare l'eteronormatività. Parallelamente l'Agenzia supportava una piattaforma con lo scopo dichiarato di "contrastare la disinformazione", che ancora una volta aveva lo scopo di censurare testate e realtà non allineate soprattutto sui temi Lgbt, colpevoli di voler escludere chi non si riconosceva nel binarismo di genere. In particolare il programma prevedeva la rimozione delle disuguaglianze sistemiche e delle norme discriminatorie in tutto il mondo. Per farlo, con diversi mezzi ci si proponeva di smantellare quelli che venivano definiti sistemi di discriminazione, utilizzando l'azione collettiva per influenzare e dirigere processi politici. Dunque censurare le solite opinioni impopolari.<br />Forse anche per questo in tanti oggi si indignano con il Presidente americano, non sopportano che abbia avviato quella che ha chiamato Rivoluzione del buon senso.<br /><br />]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/65135999</guid><pubDate>Wed, 26 Mar 2025 15:27:45 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/65135999/la_rivoluzione_del_buon_senso_di_trump.mp3" length="10191978" type="audio/mpeg"/><itunes:author>BastaBugie</itunes:author><itunes:subtitle>TESTO DELL'ARTICOLO ➜ https://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=8110

LA ''RIVOLUZIONE DEL BUON SENSO'' DI TRUMP PORTA I SUOI PRIMI FRUTTI di Giuliano Guzzo
 La decisione dell'amministrazione Trump di azzerare l'Usaid, l'Agenzia statunitense per lo...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="https://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=8110" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://www.bastabugie.it/8110</a><br /><br />LA ''RIVOLUZIONE DEL BUON SENSO'' DI TRUMP PORTA I SUOI PRIMI FRUTTI di Giuliano Guzzo<br /> La decisione dell'amministrazione Trump di azzerare l'Usaid, l'Agenzia statunitense per lo sviluppo internazionale, ha sollevato nei giorni scorsi molte polemiche, sia da parte di quanti hanno criticato questa scelta sia da parte di quanti, invece, hanno messo in luce come - tra diverse cause filantropiche e umanitarie, per così dire -, quest'Agenzia sostenesse anche svariati progetti ideologici. Anche il Timone, a quest'ultimo proposito, ha ricordato come l'Usaid spendesse la bellezza di 800 milioni di dollari per progetti di matrice gender: non esattamente, ci sia consentito, iniziative così indispensabili, anzi. Tutt'altro.<br />Ebbene, in questi giorni - sempre rispetto ai cambiamenti in corso all'Agenzia statunitense per lo sviluppo internazionale - sono avvenute due cose. La prima è stata l'ufficializzazione della sforbiciata della Casa Bianca, che sarà oggettivamente di entità notevole. Il budget dei programmi di aiuto e sviluppo all'estero, infatti, sarà tagliato di oltre il 90%. Anzi, anche di più dato che pare che i vertici dell'Amministrazione americana abbiano individuato la bellezza di quasi 5.800 stanziamenti, per un valore residuo di 54 miliardi di dollari, «da eliminare subito» nell'ambito dell'agenda Trump; tutto ciò con una riduzione di spesa per l'Agenzia in questione del 92%. Che dire, davvero la madre di tutte le spending review.<br />La seconda novità collegata a questa questione, raccontata dall'agenzia Reuters, riguarda l'avvenuta chiusura di tre cliniche per la comunità transgender - che seguivano complessivamente 5.000 persone -, che il mese scorso, appunto, hanno chiuso i battenti proprio a seguito dell'ordine di sospensione degli aiuti da parte dell'Usaid. Queste tre cliniche si trovavano nella lontana India. «Ecco cosa finanziavano i soldi delle tasse americane», è stato il commento di Elon Musk su X, con riferimento ad un post riguardo alla chiusura di una di queste tre cliniche, inaugurata nel 2021 nella città di Hyderabad, nell'India meridionale.<br />Sempre secondo quanto riportato dalla Reuters, le cliniche indiane in questione non erano gestite da professionisti terzi bensì principalmente da medici, consulenti e altri operatori della comunità transgender; il che può far sorgere il sospetto che i finanziamenti dell'Usaid - almeno in queste tre strutture - potessero non essere spesi con la massima diligenza possibile, visti i tanti interessi in gioco. In questi giorni i medici che lavoravano in queste cliniche bussano al governo indiano: «Ora che i finanziamenti statunitensi sono cessati, la necessità e la passione rimangono. Spetta al governo indiano, portare con sé la comunità trans indiana, finanziare e ampliare questo modello».<br />Ora, staremo a vedere quale sarà il destino delle tre cliniche. Intanto però una cosa, a questo punto, è inconfutabile: lo «sviluppo internazionale» che i finanziamenti Usaid promuovevano era abbastanza discutibile. E pure quelle voci, perfino in ambito cattolico, levatesi per protestare contro questa sforbiciata sostenendo che l'Usaid «ha fatto anche cose buone» (cosa indubbia, eh), forse farebbero bene a riflettere. Provate infatti a mettervi nei panni che di un cittadino americano che fatica a far quadrare i conti e ad arrivare a fine mese e che ora viene a scoprire che una parte delle sue tasse servivno a far "cambiare sesso" a gente dall'altra parte del mondo; provate a mettervi in questi panni e a non infuriarvi. Non è esattamente semplice.<br />Nota di BastaBugie: Raffaella Frullone nell'articolo seguente dal titolo "800 milioni di dollari per il gender. Li spendeva l'Usaid che Trump vuole azzerare" spiega che Trump vuole chiudere questa agenzia che si è resa responsabile di frodi di varia...]]></itunes:summary><itunes:duration>637</itunes:duration><itunes:keywords>buonsenso,musk,rivoluzione,trump</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/6cace7537c57fd666f042b9d92d1f635.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Trump fa piazza pulita degli islamisti nelle università</title><link>https://www.spreaker.com/episode/trump-fa-piazza-pulita-degli-islamisti-nelle-universita--64961584</link><description><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="https://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=8102" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=8102</a><br /><br />TRUMP FA PIAZZA PULITA DEGLI ISLAMISTI NELLE UNIVERSITA' di Stefano Magni<br /> <br />Vi ricordate che cosa è stato l'anno accademico 2023-24 negli Usa? Le maggiori università del Paese, le più care, le più prestigiose fucine della futura élite statunitense, sono state occupate, chiuse, trasformate in accampamenti dei manifestanti pro-Pal. Organizzavano picchetti, aggredivano (non solo verbalmente) gli studenti ebrei, soprattutto se israeliani, e non lasciavano insegnare neppure i professori israeliani.<br />Delle università maggiormente interessate alla protesta, quella che spiccava di più, la capofila, era la Columbia University. Ebbene, all'indomani dell'insediamento della nuova amministrazione Trump sta perdendo finanziamenti pubblici pari a 400 milioni di dollari.<br />L'arresto di Khalil<br />Uno dei principali agitatori della protesta pro-Pal, Mahmoud Khalil, è stato arrestato ed è in attesa di un processo che potrebbe decretarne l'espulsione dal Paese. Immigrato siriano dotato di Green Card, leader del CUAD (Columbia University Apartheid Divest) un'organizzazione che dice di "combattere per la totale eradicazione della civiltà occidentale", Khalil non ha mai celato le sue simpatie per i terroristi.<br />Il CUAD ha apertamente sostenuto il pogrom di Hamas del 7 ottobre, definendolo come "una vittoria politica, militare e morale". Nella manifestazione ha inneggiato alle brigate Al Qassam (l'ala militare di Hamas). Il suo giornale si chiama Columbia Intifada. Secondo quanto ritrovato dall'inchiesta della ISGAP (Institute for the Study of Global Antisemitism and Policy), ha preso lauti finanziamenti dal Qatar, non dichiarati.<br />Arrestato l'8 marzo, Khalil è attualmente in carcere. Il 10 marzo, un giudice federale di New York ha sospeso il decreto di espulsione in attesa di un'udienza. Secondo l'accusa, dovrebbe essere privato della Green Card (permesso di soggiorno permanente) per sostegno al terrorismo. Una Green Card comporta obblighi legali, tra cui la rinuncia al terrorismo.<br />TAGLIO DEI FONDI<br />Uno straniero è "inammissibile" se "approva o sostiene attività terroristiche o persuade altri ad approvare o sostenere attività terroristiche" o è "un rappresentante di (...) un gruppo politico, sociale o di altro tipo che approva o sostiene attività terroristiche". Per i suoi difensori, privare della Green Card un immigrato regolare "per motivi politici" è un precedente pericoloso. Tanto più che Khalil è sposato con una cittadina statunitense, tipico inizio di un percorso per la cittadinanza. Sua moglie è anche incinta di otto mesi.<br />Dalla conclusione della vicenda di Khalil si capirà che piega prenderanno gli eventi nelle università nei prossimi quattro anni accademici. E anche il destino di molti immigrati nelle sue stesse condizioni che hanno sposato la causa di Hamas nelle università americane.<br />Trump appare determinatissimo ad andare fino in fondo. "Questo è il primo arresto di molti altri a venire", ha pubblicato il presidente su Truth Social nel giorno dell'arresto dell'agitatore siriano. "Troveremo, arresteremo ed espelleremo questi simpatizzanti del terrorismo dal nostro Paese, per non farli più tornare", ha poi spiegato su X. Il segretario di Stato Marco Rubio scrive che il governo federale "revocherà i visti e/o le Green Card dei sostenitori di Hamas in America in modo che possano essere espulsi".<br />Ma quella degli arresti è solo una delle tante politiche volte a porre fine alla deriva filo-islamica delle università. L'amministrazione Trump sta infatti cancellando circa 400 milioni di dollari (sovvenzioni e contratti federali) alla Columbia University. Le sovvenzioni in questione provengono dal Dipartimento della Salute e dei Servizi Umani, dalla General Services Administration e dal Dipartimento dell'Istruzione.<br />"Le università devono rispettare tutte le leggi federali contro la discriminazione se vogliono ricevere finanziamenti federali", ha dichiarato Linda McMahon, la nuova segretaria all'istruzione. "La Columbia non ha rispettato questo obbligo nei confronti degli studenti ebrei che studiano nel suo campus".<br />E non sarà l'unica: il Dipartimento di Giustizia ha dichiarato che una task force visiterà dieci università in cui si sono registrati più casi di antisemitismo (professori cacciati, studenti aggrediti, ecc.) durante le manifestazioni pro-Palestina.<br />ADDIO AL DEI<br />Visto che ovunque vale il detto "colpirne uno per educarne cento", anche le altre università stanno ritirando i programmi che temono possano entrare in conflitto con le linee guida della nuova amministrazione e stanno apportando altre modifiche. La scorsa settimana l'Università della Virginia ha votato per sciogliere il suo dipartimento Diversity Equality Inclusion (DEI) entro il quale è allignato il peggior terzomondismo anti-occidentale e, nell'ultimo anno, anche l'esplosione di proteste anti-Israele. "Il DEI è finito all'Università della Virginia", ha dichiarato il governatore Glenn Youngkin.<br />L'Università della Carolina del Nord non obbligherà più gli studenti a seguire corsi DEI considerati fondamentali per completare il piano di studi. Il rischio di mettere a repentaglio i finanziamenti federali per la ricerca è ora "semplicemente troppo grande per rimandare l'azione" scrive Andrew Tripp, consulente legale generale. Lunedì, l'Università di Harvard ha annunciato il congelamento delle assunzioni di personale e docenti, citando "sostanziali incertezze finanziarie dovute ai rapidi cambiamenti delle politiche federali".<br />Un effetto domino, insomma, anticipato dalla Florida, dove il governatore Ron DeSantis sta già da tempo eliminando i programmi DEI dalle università e dalle scuole pubbliche che dipendono dal suo Stato.<br />I difensori del vecchio ordine si appellano ora al diritto di libertà di educazione e di espressione. Proprio quei due diritti che la cancel culture degli studenti e dei docenti di estrema sinistra hanno negato ai loro avversari nell'ultimo decennio. Ma in questo caso non c'è alcuna violazione dei diritti di libertà. Vuoi continuare a predicare "l'eradicazione della civiltà occidentale"? Almeno non farlo con i soldi dei contribuenti occidentali.<br />In Italia? Niente<br />Piccola, ma necessaria parentesi: in Italia, nonostante il governo sia di centrodestra da quasi tre anni, non si assiste a nulla di simile.<br />Le nostre università sono monopolizzate dai collettivi di estrema sinistra, così come i programmi. All'Università Statale di Milano ha appena tenuto lezione, da remoto, Francesca Albanese, Inviata speciale dell'Onu per i Territori Occupati. Il concetto più leggero che ha espresso nei confronti di Israele è che sta compiendo "una pulizia etnica per conquistare più territori possibili. Non lo dico io ma i fondatori dello Stato di Israele che parlavano di colonizzazione della Palestina".<br />E non ci sono molte alternative a relatori che rispondono a questa ideologia, come dimostra la cancellazione, il 7 maggio scorso, dell'evento "L'unica democrazia del Medioriente. Israele fra storia e diritto internazionale", dietro presunti suggerimenti delle forze dell'ordine per evitare disordini (e non c'erano né i suggerimenti né rischi di disordini).<br />Nota di BastaBugie: Stefano Magni nell'articolo seguente dal titolo "La rivoluzione woke arretra anche nelle università americane" parla di assunzioni sospese, corsi cancellati, eventi annullati. Nelle università americane spariscono tutti i programmi inclusivi per paura di incorrere nella cancellazione dei fondi federali da parte dell'amministrazione Trump.<br />Ecco l'articolo completo pubblicato su La Nuova Bussola Quotidiana il 15 marzo 2025:<br />Memori dell’esperienza della prima amministrazione Trump, contrastata, sin dai primi giorni, da vaste e violente manifestazioni di dissenso, ci si sarebbe attesi uno scenario simile anche all’inizio della seconda. Soprattutto le università, epicentro della rivoluzione woke (l’antirazzismo del movimento Black Lives Matter più il femmismo radicale del movimento MeToo) sarebbero diventate le principali roccaforti della “resistenza”. Non sta accadendo nulla di simile, in ormai due mesi di amministrazione repubblicana, nonostante la frenetica attività di Trump. Anzi, le istituzioni più woke, cioè le cattedre, i corsi e i dipartimenti Dei (Diversità Equità Inclusione) stanno crollando rapidamente come castelli di carte.<br />Dopo aver negato 400 milioni di dollari federali alla Columbia University, per non aver difeso studenti e docenti ebrei durante le manifestazioni pro-Palestina dello scorso anno accademico, le altre università stanno mettendosi in regola da sole. Il timore è sempre quello di perdere fondi pubblici. Spariscono i quadri con i militanti e gli “eroi” del movimento Black Lives Matter. Iniziative “inclusive” vengono cancellate. Bandiere arcobaleno della causa Lgbt vengono ammainate. E anche il linguaggio sta cambiando molto rapidamente. Parole d’ordine come “intersezionale” e, appunto, “inclusivo”, stanno diventando sconvenienti.<br />La scorsa settimana l’Università della Virginia ha votato per sciogliere il suo dipartimento Dei entro il quale è allignato il peggior terzomondismo anti-occidentale. «Il Dei è finito all'Università della Virginia», ha dichiarato il governatore Glenn Youngkin.<br />L’Università della Carolina del Nord non obbligherà più gli studenti a seguire corsi Dei considerati fondamentali per completare il piano di studi. Il rischio di mettere a repentaglio i finanziamenti federali per la ricerca è ora «semplicemente troppo grande per rimandare l'azione» scrive Andrew Tripp, cons]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/64961584</guid><pubDate>Tue, 18 Mar 2025 20:50:21 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/64961584/trump_fa_piazza_pulita_degli_islamisti_nelle_universita.mp3" length="15682290" type="audio/mpeg"/><itunes:author>BastaBugie</itunes:author><itunes:subtitle>TESTO DELL'ARTICOLO ➜ https://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=8102

TRUMP FA PIAZZA PULITA DEGLI ISLAMISTI NELLE UNIVERSITA' di Stefano Magni
 
Vi ricordate che cosa è stato l'anno accademico 2023-24 negli Usa? Le maggiori università del Paese,...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="https://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=8102" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=8102</a><br /><br />TRUMP FA PIAZZA PULITA DEGLI ISLAMISTI NELLE UNIVERSITA' di Stefano Magni<br /> <br />Vi ricordate che cosa è stato l'anno accademico 2023-24 negli Usa? Le maggiori università del Paese, le più care, le più prestigiose fucine della futura élite statunitense, sono state occupate, chiuse, trasformate in accampamenti dei manifestanti pro-Pal. Organizzavano picchetti, aggredivano (non solo verbalmente) gli studenti ebrei, soprattutto se israeliani, e non lasciavano insegnare neppure i professori israeliani.<br />Delle università maggiormente interessate alla protesta, quella che spiccava di più, la capofila, era la Columbia University. Ebbene, all'indomani dell'insediamento della nuova amministrazione Trump sta perdendo finanziamenti pubblici pari a 400 milioni di dollari.<br />L'arresto di Khalil<br />Uno dei principali agitatori della protesta pro-Pal, Mahmoud Khalil, è stato arrestato ed è in attesa di un processo che potrebbe decretarne l'espulsione dal Paese. Immigrato siriano dotato di Green Card, leader del CUAD (Columbia University Apartheid Divest) un'organizzazione che dice di "combattere per la totale eradicazione della civiltà occidentale", Khalil non ha mai celato le sue simpatie per i terroristi.<br />Il CUAD ha apertamente sostenuto il pogrom di Hamas del 7 ottobre, definendolo come "una vittoria politica, militare e morale". Nella manifestazione ha inneggiato alle brigate Al Qassam (l'ala militare di Hamas). Il suo giornale si chiama Columbia Intifada. Secondo quanto ritrovato dall'inchiesta della ISGAP (Institute for the Study of Global Antisemitism and Policy), ha preso lauti finanziamenti dal Qatar, non dichiarati.<br />Arrestato l'8 marzo, Khalil è attualmente in carcere. Il 10 marzo, un giudice federale di New York ha sospeso il decreto di espulsione in attesa di un'udienza. Secondo l'accusa, dovrebbe essere privato della Green Card (permesso di soggiorno permanente) per sostegno al terrorismo. Una Green Card comporta obblighi legali, tra cui la rinuncia al terrorismo.<br />TAGLIO DEI FONDI<br />Uno straniero è "inammissibile" se "approva o sostiene attività terroristiche o persuade altri ad approvare o sostenere attività terroristiche" o è "un rappresentante di (...) un gruppo politico, sociale o di altro tipo che approva o sostiene attività terroristiche". Per i suoi difensori, privare della Green Card un immigrato regolare "per motivi politici" è un precedente pericoloso. Tanto più che Khalil è sposato con una cittadina statunitense, tipico inizio di un percorso per la cittadinanza. Sua moglie è anche incinta di otto mesi.<br />Dalla conclusione della vicenda di Khalil si capirà che piega prenderanno gli eventi nelle università nei prossimi quattro anni accademici. E anche il destino di molti immigrati nelle sue stesse condizioni che hanno sposato la causa di Hamas nelle università americane.<br />Trump appare determinatissimo ad andare fino in fondo. "Questo è il primo arresto di molti altri a venire", ha pubblicato il presidente su Truth Social nel giorno dell'arresto dell'agitatore siriano. "Troveremo, arresteremo ed espelleremo questi simpatizzanti del terrorismo dal nostro Paese, per non farli più tornare", ha poi spiegato su X. 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Il suo ultimo desiderio si è realizzato a metà. Aveva infatti espresso la volontà di arrivare vivo alle elezioni di novembre per poter votare Kamala Harris e di assistere alla vittoria della prima donna presidente. Ha votato, ma la candidata democratica ha perso contro Donald Trump. Carter è morto 22 giorni prima dell'insediamento del nuovo presidente repubblicano.<br />Carter era il più longevo fra gli inquilini della Casa Bianca. La sua presidenza coincise con la peggiore crisi di politica estera degli Stati Uniti e con una grave crisi economica. Nonostante alcuni successi storici, come la pace fra Egitto e Israele negoziata a Camp David sotto il suo patrocinio, venne associato ad alcune gravi sconfitte, soprattutto il tentativo fallito di liberare gli ostaggi statunitensi a Teheran e perse la rielezione nel 1980. La sua fede battista la visse da "cristiano adulto" (come direbbe Prodi) e segnò più di altri il passaggio del Partito Democratico da una visione cristiana ad una post-cristiana, con l'accettazione di tutti i "nuovi diritti".<br />Già governatore democratico della Georgia, Carter venne eletto 39mo presidente nel 1976, in un momento molto difficile della storia americana. Due anni prima, Richard Nixon aveva dovuto rassegnare le dimissioni a seguito dello scandalo Watergate (fu accusato di spionaggio ai danni della Convention Democratica nelle elezioni del 1972). Un anno prima, nell'aprile del 1975, il Vietnam del Nord comunista completò la conquista del Sud, ponendo fine a dieci anni di guerra in cui gli americani avevano perso oltre 50mila uomini, nel fallito tentativo di difendere il governo di Saigon. Dal 1973, lo sciopero petrolifero dell'Opec (il cartello degli Stati produttori di petrolio), organizzato per indurre gli Usa e i governi europei a ritirare il loro appoggio a Israele, a seguito della guerra dello Yom Kippur, aveva innescato una spirale di recessione e inflazione. Carter ereditò tutti questi problemi ma li risolse solo in minima parte, a causa della sfortunata congiuntura internazionale, ma anche di una sua gestione debole.<br />LA PACE DI CAMP DAVID<br />La crisi economica venne gestita con un approccio assistenzialista, soprattutto con un piano di stimolo da 30 miliardi di dollari. Sebbene i primi due anni registrarono una ripresa, la crisi riprese violentemente alla fine degli anni '70, con un'inflazione a due cifre e il ritorno di una fase recessiva. Colpa delle crisi internazionali del Golfo e dell'aumento dei prezzi da parte dell'Opec, ma anche di una politica fiscale molto espansiva e di una forte espansione monetaria da parte della Fed. Quando gli americani si ritrovarono a rispondere alla fatidica domanda elettorale "stai meglio oggi di quattro anni fa?" nel 1980 la risposta fu un corale: No.<br />La politica estera fu il cavallo di battaglia del 39mo presidente degli Usa e passò alla storia per aver negoziato la pace di Camp David fra Egitto e Israele, ponendo così fine a un trentennio di ostilità. Nonostante tutte le vicissitudini successive (due guerre del Libano, due sollevazioni palestinesi, due rivoluzioni in Egitto e la nuova guerra a Gaza ancora in corso) quella pace regge ancora oggi.<br />Tuttavia furono molte le sconfitte che resero Carter un presidente "debole" agli occhi degli americani. Prima di tutto la guerra fredda entrava in una nuova fase critica e l'Urss continuò ad espandersi durante tutto il suo mandato, con interventi militari in Angola, Etiopia, Mozambico e Yemen, l'appoggio della rivoluzione in Salvador e in Nicaragua, lo schieramento in Europa dei missili a raggio intermedio SS-20 e infine la clamorosa invasione dell'Afghanistan nel dicembre 1979. Carter ereditò dai predecessori Nixon e Ford una politica di distensione con l'Unione Sovietica, volta al disarmo nucleare bilaterale. Ma concluse la sua presidenza con una ripresa della tensione, quella che allora venne ribattezzata la "seconda Guerra Fredda".<br />Da presidente Democratico ed erede della "nuova frontiera" di Kennedy, Carter puntò molto sul rispetto dei diritti umani, partendo da quegli accordi di Helsinki con il blocco orientale che il suo predecessore Ford aveva siglato nel 1975. Gli accordi, legalmente non vincolanti, prevedevano il riconoscimento delle frontiere del 1945, inclusa la divisione della Germania e l'annessione dei Paesi Baltici da parte dell'Urss. Ma prevedevano una tutela, controllata, dei diritti umani anche nel blocco orientale. A partire dal primo anno di presidenza Carter, tuttavia, il regime sovietico, con Brezhnev presidente, inasprì la repressione contro il dissenso. Il refusenik ebreo Anatolij Sharanskij venne arrestato nel 1977 e il fisico dissidente Sacharov fu confinato a Gorkij nel gennaio 1980 (per una manifestazione contro l'invasione dell'Afghanistan), dopo che non gli era stato neppure permesso di ritirare il Nobel per la Pace. L'accordo sui diritti umani si rivelò una beffa, ad ogni protesta statunitense, il regime brezneviano rispondeva con l'affermazione che fosse "una questione interna".<br />UN PRESIDENTE DEBOLE E PERDENTE<br />La sconfitta peggiore tuttavia arrivò dall'Iran, tradizionale alleato degli Stati Uniti nel Golfo Persico. Una rivoluzione che il regime dello Scià di Persia non seppe gestire, limitandosi a scatenare violenza brutale contro gli oppositori, portò al rovesciamento della monarchia. Nella fase decisiva, Carter nel nome della democrazia scaricò l'alleato monarchico e ne facilitò la fuga dal paese. Ma non fu la democrazia a subentrare alla monarchia, bensì (dopo un brevissimo periodo di interregno) il ben più repressivo regime islamico guidato dall'ayatollah Khomeini: la Repubblica Islamica tuttora al potere. Proprio per favorire l'affermazione del nuovo regime, la guardia rivoluzionaria iraniana assaltò l'ambasciata degli Stati Uniti a Teheran e prese in ostaggio tutto il personale. Dopo il fallimento delle vie diplomatiche, Carter autorizzò l'azione di forza, il tentativo di liberare gli ostaggi con un raid dei marines. Il tentativo fallì miseramente nell'aprile del 1980, con la distruzione di quattro elicotteri, un aereo e otto morti. Il tutto senza mai aver incontrato il nemico. Un'umiliazione che a Carter costò molto cara nell'anno delle elezioni.<br />Nel novembre di quell'anno, infatti, vinse Ronald Reagan, con la promessa di ridare prestigio agli Usa nel mondo, sconfiggere l'Unione Sovietica e far rinascere l'economia americana. Tutti questi obiettivi vennero raggiunti nei due mandati di Reagan, confinando così Carter al ruolo storico di presidente debole e perdente.<br />Finito il periodo alla Casa Bianca, tuttavia, non finì l'attività politica di Carter che si reinventò nel ruolo di ambasciatore di pace, per conto dell'amministrazione Clinton e poi assieme a un gruppo di ex capi di Stato e di governo chiamato "The Elders", gli anziani. È tuttavia difficile trovare qualche successo nelle pur meritorie opere di pace e di mediazione del Carter post-presidenziale. Nel 1994, per porre fine alla crisi militare fra Corea del Nord e del Sud, commise l'errore di consentire all'allora dittatore Kim Il-sung di portare a casa un accordo sul nucleare che permise al suo successore Kim Jong-il di sviluppare l'arma atomica nei dieci anni successivi. Viaggiò in tutto il mondo, dal Sudan alla Siria, da Cipro allo Zimbabwe, ma in nessuno di questi Paesi riuscì a porre fine al conflitto o alla violazione di diritti umani. Per la sua opera di diplomazia personale, comunque, fu insignito del Nobel per la Pace nel 2002. Fu poi mentore di un altro Nobel per la Pace (sulla fiducia): Barack Obama.<br />Sarebbe un'esagerazione definire Carter un presidente post-cristiano: rimase tutta la vita un battista del Sud. Ma spianò la strada alla trasformazione del Partito Democratico. Negli anni della sua presidenza si opponeva all'aborto, ma implementò la sentenza Roe vs Wade che lo legalizzava su scala nazionale. Negli anni 2000, molto dopo la sua presidenza, scrisse un libro a favore del diritto all'aborto, dimostrando di aver sposato la causa anche personalmente. Nel 2000 ruppe con la sua chiesa battista del Sud perché questa rifiutava le donne nel ruolo di pastore e negli anni successivi perorò la causa dell'eguaglianza delle donne anche in campo ecclesiastico. Quando si aprì il dibattito sulle nozze gay, Carter si disse subito a favore. "Anche Gesù sarebbe favorevole", scrisse in un suo editoriale a favore del matrimonio omosessuale. Fu mentore di Obama che iniziò a introdurre i "nuovi diritti" sessuali come principi fondamentali. Per questo, Carter può essere ricordato come il presidente che ha traghettato la sinistra americana ad una visione post-cristiana.<br />]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/64840415</guid><pubDate>Wed, 12 Mar 2025 15:40:32 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/64840415/jimmy_carter_morto_a_100_anni.mp3" length="10466159" type="audio/mpeg"/><itunes:author>BastaBugie</itunes:author><itunes:subtitle>TESTO DELL'ARTICOLO ➜ https://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=8092

JIMMY CARTER, MORTO A 100 ANNI IL PRESIDENTE CHE VARO' LA NUOVA SINISTRA di Stefano Magni
 
L'ex presidente James Earl "Jimmy" Carter è morto, dopo lunga malattia, all'età di 100...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="https://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=8092" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://www.bastabugie.it/8092</a><br /><br />JIMMY CARTER, MORTO A 100 ANNI IL PRESIDENTE CHE VARO' LA NUOVA SINISTRA di Stefano Magni<br /> <br />L'ex presidente James Earl "Jimmy" Carter è morto, dopo lunga malattia, all'età di 100 anni. Il suo ultimo desiderio si è realizzato a metà. Aveva infatti espresso la volontà di arrivare vivo alle elezioni di novembre per poter votare Kamala Harris e di assistere alla vittoria della prima donna presidente. Ha votato, ma la candidata democratica ha perso contro Donald Trump. Carter è morto 22 giorni prima dell'insediamento del nuovo presidente repubblicano.<br />Carter era il più longevo fra gli inquilini della Casa Bianca. La sua presidenza coincise con la peggiore crisi di politica estera degli Stati Uniti e con una grave crisi economica. Nonostante alcuni successi storici, come la pace fra Egitto e Israele negoziata a Camp David sotto il suo patrocinio, venne associato ad alcune gravi sconfitte, soprattutto il tentativo fallito di liberare gli ostaggi statunitensi a Teheran e perse la rielezione nel 1980. La sua fede battista la visse da "cristiano adulto" (come direbbe Prodi) e segnò più di altri il passaggio del Partito Democratico da una visione cristiana ad una post-cristiana, con l'accettazione di tutti i "nuovi diritti".<br />Già governatore democratico della Georgia, Carter venne eletto 39mo presidente nel 1976, in un momento molto difficile della storia americana. Due anni prima, Richard Nixon aveva dovuto rassegnare le dimissioni a seguito dello scandalo Watergate (fu accusato di spionaggio ai danni della Convention Democratica nelle elezioni del 1972). Un anno prima, nell'aprile del 1975, il Vietnam del Nord comunista completò la conquista del Sud, ponendo fine a dieci anni di guerra in cui gli americani avevano perso oltre 50mila uomini, nel fallito tentativo di difendere il governo di Saigon. Dal 1973, lo sciopero petrolifero dell'Opec (il cartello degli Stati produttori di petrolio), organizzato per indurre gli Usa e i governi europei a ritirare il loro appoggio a Israele, a seguito della guerra dello Yom Kippur, aveva innescato una spirale di recessione e inflazione. Carter ereditò tutti questi problemi ma li risolse solo in minima parte, a causa della sfortunata congiuntura internazionale, ma anche di una sua gestione debole.<br />LA PACE DI CAMP DAVID<br />La crisi economica venne gestita con un approccio assistenzialista, soprattutto con un piano di stimolo da 30 miliardi di dollari. Sebbene i primi due anni registrarono una ripresa, la crisi riprese violentemente alla fine degli anni '70, con un'inflazione a due cifre e il ritorno di una fase recessiva. Colpa delle crisi internazionali del Golfo e dell'aumento dei prezzi da parte dell'Opec, ma anche di una politica fiscale molto espansiva e di una forte espansione monetaria da parte della Fed. Quando gli americani si ritrovarono a rispondere alla fatidica domanda elettorale "stai meglio oggi di quattro anni fa?" nel 1980 la risposta fu un corale: No.<br />La politica estera fu il cavallo di battaglia del 39mo presidente degli Usa e passò alla storia per aver negoziato la pace di Camp David fra Egitto e Israele, ponendo così fine a un trentennio di ostilità. Nonostante tutte le vicissitudini successive (due guerre del Libano, due sollevazioni palestinesi, due rivoluzioni in Egitto e la nuova guerra a Gaza ancora in corso) quella pace regge ancora oggi.<br />Tuttavia furono molte le sconfitte che resero Carter un presidente "debole" agli occhi degli americani. Prima di tutto la guerra fredda entrava in una nuova fase critica e l'Urss continuò ad espandersi durante tutto il suo mandato, con interventi militari in Angola, Etiopia, Mozambico e Yemen, l'appoggio della rivoluzione in Salvador e in Nicaragua, lo schieramento in Europa dei missili a raggio intermedio SS-20 e infine la clamorosa...]]></itunes:summary><itunes:duration>655</itunes:duration><itunes:keywords>100anni,jimmycarter,nuovasinistra,perdente</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/cd9e4ab0cd9af79b217b9728f8c00ea8.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Trump esce dall'OMS... e fa benissimo</title><link>https://www.spreaker.com/episode/trump-esce-dall-oms-e-fa-benissimo--64840367</link><description><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="https://www.bastabugie.it/8097" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://www.bastabugie.it/8097</a><br /><br />TRUMP ESCE DALL'ORGANIZZAZIONE MONDIALE DELLA SANITA'... E FA BENISSIMO di Giuliano Guzzo<br /> <br />Lo aveva già annunciato nel corso del suo primo mandato e lo ha rifatto all'inizio di questo: Donald Trump ha annunciato l'uscita degli Stati Uniti dall'Organizzazione mondiale della sanità (Oms). Un annuncio a cui ne è seguito uno simile, ai primi di febbraio, da parte del presidente argentino Javier Milei, il quale ha motivato la scelta di far uscire il suo Paese dall'Oms parlando di «profonde divergenze sulla gestione della salute pubblica». Questo terremoto internazionale ha sollevato un dibattito che si è allargato anche al contesto italiano: a fine gennaio, infatti, il senatore della Lega Claudio Borghi ha depositato un «ddl per l'abrogazione del decreto legislativo del 1947 che ci lega all'Oms» e, nel Consiglio regionale della Lombardia, è stata approvata una mozione della Lega, sostenuta anche da Forza Italia e Fratelli d'Italia, che impegna la giunta regionale «a sostenere il governo nella valutazione di un eventuale disimpegno dall'Oms dell'Italia».<br />LE CRITICITÀ DELL'OMS<br />Ora, a prescindere dalle motivazioni per cui ciascuno dei citati esponenti e forze politiche appoggia l'uscita dall'Oms - o l'ha addirittura già decisa -, non pare superfluo un ragionamento sulle politiche bioetiche di tale organizzazione. Che, di fatto, sono ormai storicamente contrarie ai valori fondamentali della società, a partire da quello della vita; e questo sin da quando, nel 1985, l'ente si appiattì sull'interpretazione messa a punto due decenni prima dalle lobby abortiste riconoscendo la gravidanza solo a partire dall'avvenuto impianto dell'embrione nell'utero. Una menzogna che in tempi più recenti, nel 2019, ha portato l'Oms alla pubblicazione delle prime "Linee Guida sull'autocura" richiamando l'attenzione sulla cosiddetta «salute sessuale e riproduttiva» e, quindi, facendo dell'autocura - definita come «la capacità di individui, famiglie e comunità di prevenire e affrontare malattie, con o senza il supporto di un operatore sanitario» - un pretesto per sponsorizzare nuovamente l'aborto.<br />Ancora, appena scoppiata la pandemia, nei primi mesi del 2020, l'Oms - nella sua dichiarazione alla Daily Caller News Foundation - ha definito l'aborto nientemeno che un «servizio essenziale». Ma non si pensi ad un solo discorso di parole: oltre alle dichiarazioni, in favore delle politiche abortiste questa organizzazione ha investito anche parecchi quattrini. Quanti? Lo si può evincere spulciando il "Bilancio consuntivo 2022-2023 del Programma di riproduzione umana", stilando dall'Oms, appunto, dove a pagina 57 si afferma che l'8% del budget è stato impiegato per la pianificazione familiare e la contraccezione e, poi, l'11% per l'aborto cosiddetto sicuro. Con una semplice addizione, possiamo quindi affermare che il 19% dei soldi che l'Oms riceve per incentivare o tutelare la natalità - e stiamo parlando di diversi milioni di dollari - servono di fatto per lo scopo diametralmente opposto: impedire il concepimento o uccidere il nascituro.<br />NON SOLO L'ABORTO TRA LE OSCURITÀ DELL'OMS<br />L'Oms è anche sponsor della fecondazione extracorporea; nell'aprile 2023 ha pubblicato "Infertility prevalence estimates", un rapporto di 80 pagine da una parte per dire che una persona su 6, nel mondo, è affetta da infertilità, dall'altra per lamentare come «le soluzioni per la prevenzione, la diagnosi e il trattamento dell'infertilità, tra cui le tecnologie di riproduzione assistita come la fecondazione in vitro (FIV)» resterebbero «sottofinanziate e inaccessibili a molti a causa dei costi elevati»; quindi non è esagerato affermare che l'Oms tifi per più figli in provetta per tutti. Come ricordato da Pro Vita &amp; Famiglia, l'Oms ha emanato anche linee guida sui transgender e tutto lascia pensare che, prima o poi, si voglia arrivare ad estenderne la validità anche per i giovanissimi. Ora, considerando - come ha dichiarato in Aula, proprio ad inizio febbraio, il Ministro della Salute Orazio Schillaci - che nel 2024 il nostro Paese ha contribuito all'Oms con 18 milioni di dollari come quota obbligatoria e con 7,8 milioni di dollari in contributi volontari, sarebbe il caso di chiedersi se non sarebbe opportuno, seguendo Trump e Milei, che anche l'Italia valutasse di uscire da questo ente, interrompendo di finanziarlo quanto meno nella quota obbligatoria, pari come si è appena detto a quasi 20 milioni di dollari. Parecchi soldi che, oggettivamente, potrebbero essere investiti in modo senza dubbio più utile ed equo, che finanziando una organizzazione che ne destina moltissimi per sostenere, nel mondo, l'aborto ed altre pratiche tutt'altro che eticamente accettabili.<br />Nota di BastaBugie: Andrea Zambrano nell'articolo seguente dal titolo "Sprechi, interessi e pure spot alla pedofilia: usciamo dall'Oms" spiega come l'Oms abbia gestito malissimo la pandemia, dispensi contraddizioni, causi sprechi faraonici, ma diventa efficientissima nella sessualizzazione precoce dei bambini quasi vicina alla pedofilia. Ecco perché l'Italia deve uscire dall'Oms. Intervista a Claudio Borghi della Lega.<br />Ecco l'articolo completo pubblicato su La Nuova Bussola Quotidiana il 26 febbraio 2025:<br />Se mai l'Italia dovesse uscire dall'Oms non avverrà con una suggestiva firma come fatto dal presidente statunitense Donald Trump, ma attraverso l'approvazione di una legge parlamentare che abroghi il decreto legislativo che recepisce il regolamento dell'Oms. Ma da qui al voto definitivo il cammino per il senatore Claudio Borghi e il collega deputato Alberto Bagnai è ancora molto lungo. Intanto però i due esponenti leghisti hanno depositato un disegno di legge, sia alla Camera che al Senato, che dovrà essere calendarizzato.<br />La necessità per il nostro paese di uscire dall'Organizzazione Mondiale della Sanità risponde principalmente a due criteri: uno di sovranità nazionale e l'altro di risparmio.<br />Entrambi sono per Borghi di importanza capitale tanto che per avviare il dibattito, ha ospitato un convegno in Senato alla presenza dei medici Vanni Frajese, Rita Gismondo e Roy De Vita e del costituzionalista Giuseppe Franco Ferrari.<br />Una battaglia utopistica? Può darsi, ma Borghi di battaglie "utopistiche" se ne intende: fu lui già nel 2021, in piena campagna vaccinale di massa a sollevare i primi dubbi sugli effetti dei vaccini anti covid e sulla loro sicurezza, tanto da auspicare per primo una Commissione di indagine parlamentare sulla gestione della pandemia con la nuova legislatura. Oggi quella Commissione è realtà ed è retta da Marco Lisei di Fratelli d'Italia e sta operando pur tra mille difficoltà per scoprire le tante verità non dette. La Bussola lo ha intervistato.<br />Senatore, perché ha messo nel mirino l'OMS?<br />"Mettere nel mirino" è una parola che mi scoccia, perché io non voglio sparare a nessuno, ma vorrei soltanto aumentare il livello di consapevolezza di cittadini e istituzioni in merito all'influenza degli organismi sovranazionali perché sono una parte silente delle cessioni di sovranità tale per cui si ha quel deficit di democrazia che i cittadini percepiscono.<br />Con quali risultati?<br />La sensazione che la politica sia inutile perché indipendentemente da chi si vota si portano avanti sempre gli stessi interessi. E noi politici ci troviamo sempre nella situazione di allargare le braccia e dire: "Eh, ma non posso farci niente". Ma allora hanno ragione i cittadini a non votarci. Ecco, io vorrei rompere questo schema.<br />E vuole romperlo uscendo dall'Oms?<br />Finché non si comprende che l'Organizzazione Mondiale della Sanità opera delle ingerenze verso la nostra politica sanitaria ed economica non si potrà comprendere la necessità di uscirne.<br />Lei come l'ha capito?<br />L'ho capito con il tentativo di approvazione del nuovo piano pandemico in cui l'Oms pretendeva ancor più potere di quello che ha oggi.<br />Eppure, non dovrebbe essere un organismo di potere, ma solo consultivo...<br />Allora se non ha potere perché le devo dare 3 miliardi di bilancio all'anno? Tra stipendi e spese di rappresentanza ci sono alcune cose che ne fanno capire l'intrinseca inutilità.<br />Ad esempio?<br />In Africa manda medicine per 45 milioni di dollari, ma solo il costo dei biglietti e le spese di rappresentanza ammontano a 54 milioni. Se pensiamo ad esempio che il nostro contingente militare in Niger potrebbe tranquillamente fornirne a costo zero ci rendiamo conto che tutto questo spreco non ha senso.<br />L'Italia quanto dà all'Oms?<br />100 milioni per bilancio è il nostro contributo, sia diretto che indiretto. Abbiamo una sede a Venezia che viene pagata da noi e poi c'è la quota parte dell'Unione Europa, che comunque ricade sul nostro Paese.<br />Nel mio libro Vaccinocrazia ricostruisco le dinamiche che hanno portato l'Oms ad essere determinante per l'imposizione dei vaccini anti covid, ma perché vincolata agli interessi dei suoi finanziatori privati, come Bill Gates. Non potrà uscirne senza affrontare questo non trascurabile scoglio...<br />E proprio perché ha un'influenza penetrante da parte di privati che hanno interesse a determinati trattamenti medici, come i vaccini e simili, viene il dubbio che non siano del tutto disinteressate le raccomandazioni che questo ente dà. Ricapitolando: se non fa niente non vedo perché la paghiamo, se fa qualcosa si sovrappone ai miei voleri per una questione di violazione democratica. Se invece dà solo suggerimenti, allora non mi sta bene l'idea di avere un suggeritore che è influenzato pesantemente dai suoi finanziatori, che sono case farmaceutiche o enti che hanno una chiara connotazione su quello che si vuole imporre come la Gav]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/64840367</guid><pubDate>Wed, 12 Mar 2025 15:38:32 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/64840367/trump_esce_dall_oms.mp3" length="10319456" type="audio/mpeg"/><itunes:author>BastaBugie</itunes:author><itunes:subtitle>TESTO DELL'ARTICOLO ➜ https://www.bastabugie.it/8097

TRUMP ESCE DALL'ORGANIZZAZIONE MONDIALE DELLA SANITA'... E FA BENISSIMO di Giuliano Guzzo
 
Lo aveva già annunciato nel corso del suo primo mandato e lo ha rifatto all'inizio di questo: Donald...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="https://www.bastabugie.it/8097" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://www.bastabugie.it/8097</a><br /><br />TRUMP ESCE DALL'ORGANIZZAZIONE MONDIALE DELLA SANITA'... E FA BENISSIMO di Giuliano Guzzo<br /> <br />Lo aveva già annunciato nel corso del suo primo mandato e lo ha rifatto all'inizio di questo: Donald Trump ha annunciato l'uscita degli Stati Uniti dall'Organizzazione mondiale della sanità (Oms). Un annuncio a cui ne è seguito uno simile, ai primi di febbraio, da parte del presidente argentino Javier Milei, il quale ha motivato la scelta di far uscire il suo Paese dall'Oms parlando di «profonde divergenze sulla gestione della salute pubblica». Questo terremoto internazionale ha sollevato un dibattito che si è allargato anche al contesto italiano: a fine gennaio, infatti, il senatore della Lega Claudio Borghi ha depositato un «ddl per l'abrogazione del decreto legislativo del 1947 che ci lega all'Oms» e, nel Consiglio regionale della Lombardia, è stata approvata una mozione della Lega, sostenuta anche da Forza Italia e Fratelli d'Italia, che impegna la giunta regionale «a sostenere il governo nella valutazione di un eventuale disimpegno dall'Oms dell'Italia».<br />LE CRITICITÀ DELL'OMS<br />Ora, a prescindere dalle motivazioni per cui ciascuno dei citati esponenti e forze politiche appoggia l'uscita dall'Oms - o l'ha addirittura già decisa -, non pare superfluo un ragionamento sulle politiche bioetiche di tale organizzazione. Che, di fatto, sono ormai storicamente contrarie ai valori fondamentali della società, a partire da quello della vita; e questo sin da quando, nel 1985, l'ente si appiattì sull'interpretazione messa a punto due decenni prima dalle lobby abortiste riconoscendo la gravidanza solo a partire dall'avvenuto impianto dell'embrione nell'utero. Una menzogna che in tempi più recenti, nel 2019, ha portato l'Oms alla pubblicazione delle prime "Linee Guida sull'autocura" richiamando l'attenzione sulla cosiddetta «salute sessuale e riproduttiva» e, quindi, facendo dell'autocura - definita come «la capacità di individui, famiglie e comunità di prevenire e affrontare malattie, con o senza il supporto di un operatore sanitario» - un pretesto per sponsorizzare nuovamente l'aborto.<br />Ancora, appena scoppiata la pandemia, nei primi mesi del 2020, l'Oms - nella sua dichiarazione alla Daily Caller News Foundation - ha definito l'aborto nientemeno che un «servizio essenziale». Ma non si pensi ad un solo discorso di parole: oltre alle dichiarazioni, in favore delle politiche abortiste questa organizzazione ha investito anche parecchi quattrini. Quanti? Lo si può evincere spulciando il "Bilancio consuntivo 2022-2023 del Programma di riproduzione umana", stilando dall'Oms, appunto, dove a pagina 57 si afferma che l'8% del budget è stato impiegato per la pianificazione familiare e la contraccezione e, poi, l'11% per l'aborto cosiddetto sicuro. Con una semplice addizione, possiamo quindi affermare che il 19% dei soldi che l'Oms riceve per incentivare o tutelare la natalità - e stiamo parlando di diversi milioni di dollari - servono di fatto per lo scopo diametralmente opposto: impedire il concepimento o uccidere il nascituro.<br />NON SOLO L'ABORTO TRA LE OSCURITÀ DELL'OMS<br />L'Oms è anche sponsor della fecondazione extracorporea; nell'aprile 2023 ha pubblicato "Infertility prevalence estimates", un rapporto di 80 pagine da una parte per dire che una persona su 6, nel mondo, è affetta da infertilità, dall'altra per lamentare come «le soluzioni per la prevenzione, la diagnosi e il trattamento dell'infertilità, tra cui le tecnologie di riproduzione assistita come la fecondazione in vitro (FIV)» resterebbero «sottofinanziate e inaccessibili a molti a causa dei costi elevati»; quindi non è esagerato affermare che l'Oms tifi per più figli in provetta per tutti. Come ricordato da Pro Vita &amp; Famiglia, l'Oms ha emanato anche linee guida sui transgender e tutto lascia pensare che,...]]></itunes:summary><itunes:duration>645</itunes:duration><itunes:keywords>aborto,oms,trump,uscita</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/318bfdda1751dcacadd8ccc2fe29d447.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>I dazi di Trump mettono a nudo lo sfacelo dell'UE</title><link>https://www.spreaker.com/episode/i-dazi-di-trump-mettono-a-nudo-lo-sfacelo-dell-ue--64329400</link><description><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="https://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=8073" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=8073</a><br /><br />I DAZI DI TRUMP METTONO A NUDO LO SFACELO DELL'UNIONE EUROPEA di Rino Cammilleri<br /> <br />Ci sarebbe da ridere se non ci fosse da piangere. Si potrebbe ricorrere - si dovrebbe - a stantii modi di dire, tipo "in che mani siamo!". Si dovrebbe, infine, levare le braccia al cielo e supplicare: "Signore, salvaci!". Oppure si potrebbe rievocare l'aforisma di Carlo Cipolla che recita: "Chi fa male agli altri per avvantaggiare se stesso è un bandito; chi fa un danno a se stesso per procurare un vantaggio ad altri è un eroe; ma chi fa danno a se stesso e agli altri è un imbecille".<br />Tutto questo viene in mente quando contempliamo lo spettacolo di un'Europa sbigottita di fronte alla minaccia americana di imporle dazi sulle merci da essa esportate. Ma come! -esclama in cuor suo la Ue - Ci siamo svenati per dare soldi e armi a un ex comico ucraino su input Usa (la padrinesca offerta-che-non-si-può-rifiutare), moltiplicando i morti ammazzati in una guerra locale che, diversamente, si sarebbe risolta in una settimana e che, diciamolo, non ci riguarda. Ci siamo privati del gas russo a basso costo per comprare il vostro che costa dieci volte di più. Abbiamo sopportato in silenzio che, per sicurezza, qualche manina abbia fatto saltare in aria il gasdotto che dava energia preziosissima alle nostre industrie. Per seguire supinamente le vostre follie elettriche abbiamo messo in ginocchio il nostro automotive, creando un inaudito buco tedesco nel settore. Abbiamo perciò perso la nostra "locomotiva". Abbiamo perfino adottato tutte le fesserie woke che ci avete rifilato per complicarci vieppiù l'esistenza. E ora per tutto ringraziamento, minacciate di strangolarci ulteriormente coi dazi?<br />Di più: dobbiamo ormai affidarci alle capacità di intercessione di una Meloni, "fascista", sì, ma nelle simpatie di Trump, una di "estrema destra" (nella narrazione europea, pappagallescamente ripetuta dai tiggì, la destra è sempre "estrema", la sinistra mai) che abbiamo cercato di ostacolare in tutti i modi, arrivando a rifilarle un "torturatore" libico che avevamo lasciato liberamente circolare in attesa che si decidesse ad approdare in Italia.<br />È vero, il nostro territorio è letteralmente trapunto di basi militari americane, che si aggiungono a quelle Nato (il che è lo stesso), perciò agli "alleati" d'oltreoceano non potevamo dire di no. Ma non vogliamo credere al "complotto": cioè guerra ucraina per ricacciare la Russia in Asia, ripristinare la guerra fredda che tanti affari ha implementato, ridimensionare l'Europa che era il maggior competitor economico degli Usa. Tuttavia, l'accoppiata Trump-Musk rivela che quel che si doveva temere non erano tanto gli Usa, ma i loro "dem". Lo sfacelo è iniziato e si è svolto sotto l'accoppiata Obama-Biden. La quale, come da aforisma di Carlo Cipolla, è stata letteralmente vomitata via dal popolo americano. E Trump, lo si ricordi, deve prima di tutto servire quegli americani che lo hanno eletto per due volte. I dazi? Intanto è solo una minaccia, che altri hanno evitato addivenendo a più miti consigli (v. Messico, Colombia...). Se costringeranno la Ue a darsi finalmente una regolata, ben vengano. Ma intanto la partita è aperta. Staremo a vedere.<br />Nota di BastaBugie: Stefano Magni nell'articolo seguente dal titolo "Gli Usa rifiutano l'ipocrisia Onu sui diritti umani" dice che Trump si ritira dal Consiglio per i diritti umani dell'Onu. Non si tratta di uno schiaffo all'impegno di chi difende i diritti umani, ma la denuncia di un organismo Onu composto da paesi che i diritti li violano tutti.<br />Ecco l'articolo completo pubblicato su La Nuova Bussola Quotidiana il 5 febbraio 2025:<br />Che cosa ha firmato, oggi, Donald Trump? Fra un ordine esecutivo che vieta agli atleti trans di competere nelle squadre femminili e un altro in cui si prevede l'espulsione di criminali statunitensi in carceri all'estero (in Salvador, peggio che nelle peggiori prigioni statunitensi), il neo-presidente ha deciso di dare seguito alla promessa di ritirare gli Usa dal Consiglio dei diritti umani dell'Onu (Unhrc).<br />Non si tratta di una novità assoluta, considerando che Trump stesso lo aveva già fatto nel primo mandato e il suo predecessore George W. Bush non voleva aderire, quando l'organismo Onu, con sede a Ginevra, era appena stato costituito. I motivi del ritiro ordinato da Trump sono: non aver «raggiunto il suo scopo, oltre ad essere usato come un organismo protettivo per paesi che commettono orrende violazioni dei diritti umani». Trump condanna anche il forte pregiudizio anti-Israele: «Il Consiglio per i diritti umani ha dimostrato un costante pregiudizio contro Israele, concentrandosi su di esse e in modo non proporzionato nei suoi procedimenti. Nel 2018, l'anno in cui il presidente Trump si era ritirato dall'Unhrc, nella sua prima amministrazione, l'organizzazione ha approvato più risoluzioni di condanna di Israele, rispetto a quelle spiccate contro Siria, Iran e Corea del Nord assieme». E Trump sottolinea questo aspetto proprio nel giorno in cui il premier israeliano Netanyahu si reca in visita alla Casa Bianca, primo leader straniero ad essere ricevuto.<br />La decisione di ritirarsi dall'Unhrc non arriva da sola, infatti: il presidente Usa ha anche firmato, contemporaneamente, l'ordine esecutivo con cui si bloccano tutti i fondi americani per l'Unrwa, l'agenzia Onu per i rifugiati palestinesi, sotto accusa per collusione con Hamas, al punto che suoi dipendenti hanno partecipato in prima persona al pogrom del 7 ottobre 2023, al confine con Gaza. Sicuramente la decisione di Trump di ripetere il ritiro dal Consiglio va inquadrata nella sua politica mediorientale, come un segnale di forte appoggio a Israele. Sempre ieri, Trump è anche tornato a premere sull'Iran, con un altro ordine esecutivo ancora che fissa come obiettivo quello di impedire alla Repubblica Islamica di dotarsi di armi atomiche.<br />Ma non è solo la politica mediorientale a interessare Trump e a determinare la sua decisione di ritirarsi ancora da Ginevra. L'obiettivo è di più ampio respiro ed è parte della tradizione repubblicana. Lo dimostra il fatto che, nonostante le forti differenze politiche e caratteriali, questa sia una delle poche politiche in continuità con Bush. Il senso del tutto è che gli Usa non devono e non possono mettersi a giocare nel terreno dei diritti umani assieme a paesi, anche molto ostili, che non li hanno mai rispettati.<br />Ad imbarazzare gli Usa è soprattutto la composizione del Consiglio. Fra i 15 nuovi membri eletti, entrati in carica a inizio 2024, figurano la Cina (deportazione di massa degli Uiguri, persecuzione di cristiani e musulmani, genocidio culturale in Tibet e Mongolia interna, sorveglianza di massa su tutti i cittadini, nessuna libertà politica e di espressione), Cuba (il paese comunista che resta dittatura ed è refrattario ad ogni riforma, continua a incarcerare dissidenti), oltre a paesi in cui i diritti umani sono solo in parte rispettati, come l'Indonesia e il Kuwait, entrambi paesi musulmani (benché il primo sia ufficialmente laico) in cui le minoranze hanno vita dura.<br />Continuano a farne parte membri già eletti, quali: Algeria (una dittatura militare, oggi tornata alla ribalta per l'arresto arbitrario dello scrittore Bouallem Sansal), il Bangladesh (radicalismo islamico e repressione politica, sia prima che dopo la rivoluzione studentesca del 2024), l'Eritrea (una delle dittature militari più repressive dell'Africa, al sesto posto nella lista di Open Doors sulla persecuzione dei cristiani), il Kazakistan e il Kirghizistan (entrambe "democrature" post-sovietiche con ben poche libertà politiche e civili), la Malesia (emarginazione e pressione sui cristiani locali), le Maldive (paradiso per i turisti, ma non per le minoranze perseguitate dall'islam), il Qatar (il maggior finanziatore del radicalismo islamico nel mondo), la Somalia (uno Stato fallito piagato dal terrorismo islamico e dalla guerra civile infinita, al secondo posto nella lista di Open Doors per persecuzione dei cristiani), Sudan (guerra civile fra due dittatori militari che si contendono il potere, un ritorno di pratiche genocide nel Darfur) e Vietnam (regime comunista repressivo).<br />Il problema del Consiglio per i diritti umani è nella sua stessa composizione, organizzata in quote rigide. Dei suoi 47 paesi membri, 13 devono essere eletti dall'Assemblea Generale dall'area Asia-Pacifico, 13 dall'Africa, 8 dall'America Latina, 7 del Gruppo Europeo Occidentale e 6 dall'Europa Orientale. Il problema è anche la partecipazione delle Ong, che aggiungono una forte carica ideologica ai lavori del Consiglio. Sono i Gruppi di Lavoro inerenti l'attuazione della Dichiarazione e del Programma d'Azione di Durban contro il razzismo, quella stessa conferenza in cui, nel 2001, si chiese ai paesi odierni europei di risarcire le colpe della schiavitù dei secoli scorsi e si voleva equiparare il sionismo al razzismo. Ci sono poi i Forum sulle questioni sociali, sulla democrazia e sullo stato di diritto, sui diritti delle minoranze e sulla tutela dei diritti umani, con composizioni a dir poco grottesche: l'Iran è stato eletto alla guida del Forum sociale, proprio nel 2023, anno record delle impiccagioni nella Repubblica Islamica.<br />Non è dunque per mancanza di rispetto dei diritti umani che gli Usa si ritirano. Ma per evitare di continuare a rendersi complici di queste ipocrisie.<br />]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/64329400</guid><pubDate>Tue, 11 Feb 2025 22:31:39 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/64329400/i_dazi_di_trump_mettono_a_nudo_lo_sfacelo_dell_ue.mp3" length="9113644" type="audio/mpeg"/><itunes:author>BastaBugie</itunes:author><itunes:subtitle>TESTO DELL'ARTICOLO ➜ https://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=8073

I DAZI DI TRUMP METTONO A NUDO LO SFACELO DELL'UNIONE EUROPEA di Rino Cammilleri
 
Ci sarebbe da ridere se non ci fosse da piangere. Si potrebbe ricorrere - si dovrebbe - a...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="https://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=8073" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=8073</a><br /><br />I DAZI DI TRUMP METTONO A NUDO LO SFACELO DELL'UNIONE EUROPEA di Rino Cammilleri<br /> <br />Ci sarebbe da ridere se non ci fosse da piangere. Si potrebbe ricorrere - si dovrebbe - a stantii modi di dire, tipo "in che mani siamo!". Si dovrebbe, infine, levare le braccia al cielo e supplicare: "Signore, salvaci!". Oppure si potrebbe rievocare l'aforisma di Carlo Cipolla che recita: "Chi fa male agli altri per avvantaggiare se stesso è un bandito; chi fa un danno a se stesso per procurare un vantaggio ad altri è un eroe; ma chi fa danno a se stesso e agli altri è un imbecille".<br />Tutto questo viene in mente quando contempliamo lo spettacolo di un'Europa sbigottita di fronte alla minaccia americana di imporle dazi sulle merci da essa esportate. Ma come! -esclama in cuor suo la Ue - Ci siamo svenati per dare soldi e armi a un ex comico ucraino su input Usa (la padrinesca offerta-che-non-si-può-rifiutare), moltiplicando i morti ammazzati in una guerra locale che, diversamente, si sarebbe risolta in una settimana e che, diciamolo, non ci riguarda. Ci siamo privati del gas russo a basso costo per comprare il vostro che costa dieci volte di più. Abbiamo sopportato in silenzio che, per sicurezza, qualche manina abbia fatto saltare in aria il gasdotto che dava energia preziosissima alle nostre industrie. Per seguire supinamente le vostre follie elettriche abbiamo messo in ginocchio il nostro automotive, creando un inaudito buco tedesco nel settore. Abbiamo perciò perso la nostra "locomotiva". Abbiamo perfino adottato tutte le fesserie woke che ci avete rifilato per complicarci vieppiù l'esistenza. E ora per tutto ringraziamento, minacciate di strangolarci ulteriormente coi dazi?<br />Di più: dobbiamo ormai affidarci alle capacità di intercessione di una Meloni, "fascista", sì, ma nelle simpatie di Trump, una di "estrema destra" (nella narrazione europea, pappagallescamente ripetuta dai tiggì, la destra è sempre "estrema", la sinistra mai) che abbiamo cercato di ostacolare in tutti i modi, arrivando a rifilarle un "torturatore" libico che avevamo lasciato liberamente circolare in attesa che si decidesse ad approdare in Italia.<br />È vero, il nostro territorio è letteralmente trapunto di basi militari americane, che si aggiungono a quelle Nato (il che è lo stesso), perciò agli "alleati" d'oltreoceano non potevamo dire di no. Ma non vogliamo credere al "complotto": cioè guerra ucraina per ricacciare la Russia in Asia, ripristinare la guerra fredda che tanti affari ha implementato, ridimensionare l'Europa che era il maggior competitor economico degli Usa. Tuttavia, l'accoppiata Trump-Musk rivela che quel che si doveva temere non erano tanto gli Usa, ma i loro "dem". Lo sfacelo è iniziato e si è svolto sotto l'accoppiata Obama-Biden. La quale, come da aforisma di Carlo Cipolla, è stata letteralmente vomitata via dal popolo americano. E Trump, lo si ricordi, deve prima di tutto servire quegli americani che lo hanno eletto per due volte. I dazi? Intanto è solo una minaccia, che altri hanno evitato addivenendo a più miti consigli (v. Messico, Colombia...). Se costringeranno la Ue a darsi finalmente una regolata, ben vengano. Ma intanto la partita è aperta. Staremo a vedere.<br />Nota di BastaBugie: Stefano Magni nell'articolo seguente dal titolo "Gli Usa rifiutano l'ipocrisia Onu sui diritti umani" dice che Trump si ritira dal Consiglio per i diritti umani dell'Onu. Non si tratta di uno schiaffo all'impegno di chi difende i diritti umani, ma la denuncia di un organismo Onu composto da paesi che i diritti li violano tutti.<br />Ecco l'articolo completo pubblicato su La Nuova Bussola Quotidiana il 5 febbraio 2025:<br />Che cosa ha firmato, oggi, Donald Trump? Fra un ordine esecutivo che vieta agli atleti trans di competere nelle squadre femminili e un...]]></itunes:summary><itunes:duration>570</itunes:duration><itunes:keywords>biden,dazi,green,sfaceloue,trump,woke</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/c802ae5118279fba72319a9af7e73a8c.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>La portavoce di Trump ha 27 anni, è sposata, ha un figlio ed è cattolica</title><link>https://www.spreaker.com/episode/la-portavoce-di-trump-ha-27-anni-e-sposata-ha-un-figlio-ed-e-cattolica--64209386</link><description><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="https://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=8069" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=8069</a><br /><br />LA PORTAVOCE DI TRUMP HA 27 ANNI, E' SPOSATA, HA UN FIGLIO ED E' CATTOLICA di Paola Belletti<br /> <br />«The President needs help», «Il presidente ha bisogno d'aiuto». Così si apriva l'introduzione del rapporto realizzato dalla Commissione Brownlow incaricata dal presidente Roosevelt di proporre soluzioni utili a migliorare l'efficienza del potere esecutivo degli Stati Uniti. Da quello studio e dagli atti che ne seguirono prese corpo l'organizzazione dello staff che supporta da quasi 90 anni l'attività del presidente. Dalla singola figura di segreteria, a cui si limitava prima del 1939 il personale di supporto, siamo arrivati a circa 500 figure, quelle che compongono l'ufficio esecutivo del presidente. Tra queste c'è anche quella di portavoce della Casa Bianca, nominato direttamente, i cui compiti consistono nel gestire le relazioni con i media e la stampa. Al suo secondo mandato, Donald J. Trump ha scelto per questo ruolo chiave Karoline Leavitt, che, con i suoi 27 anni, è la più giovane della storia Usa a ricoprire l'incarico, e non è la sola caratteristica distintiva. È nata e ha vissuto nel New Hampshire, educata nella fede cattolica sia in famiglia sia a scuola, università compresa. Ha anche frequentato un semestre a Roma, alla John Cabot University, e ne conserva ottimi ricordi, riferisce Repubblica.<br />Sposata e con un bimbo di sei mesi ha dichiarato, leggiamo da Religion en libertad: «"La mia famiglia è il fondamento della mia vita, così come tutte le famiglie dovrebbero continuare a essere il fondamento della società. E la mia fede in Dio mi aiuta ad andare avanti", ha affermato in un'intervista del 2021 con The Catholic Current (podcast del network cattolico americano The station of the cross, ndr)». Parlando di quanto la scuola abbia inciso sulla sua formazione e sui principi che la guidano nella vita e quindi anche nel suo impegno pubblico, ha detto: «Mi ha insegnato la disciplina [...]. Mi ha avvicinato al mio rapporto con Dio e mi ha anche insegnato l'importanza del servizio pubblico e del contributo alla comunità [...]. "Avere un'educazione cattolica ha davvero plasmato la persona che sono"». Come molte madri sanno per esperienza diretta, riconosce ancora di più ora che ha un figlio l'importanza del suo contributo alla società e al bene comune: "La mia speranza in tutto questo è che quando un giorno racconterò a Niko tutto quello che ho fatto quando era nel mio grembo e quando è nato, lui si sentirà orgoglioso di sua madre [...]. «Se sa che il suo valore non deriva da nessun'altra persona, ma da Dio, può realizzare qualsiasi cosa».<br />La presenza di Karoline Leavitt alla Casa Bianca è iniziata già durante la prima amministrazione Trump, quando da neolaureata, nel 2019, ha collaborato come autrice dei discorsi presidenziali e come assistente addetta stampa. Per questo conosce già dinamiche interne e pressioni esterne che non mancheranno senz'altro nemmeno ora che è passata alla prima linea. Da candidata al Congresso aveva ottenuto la nomination con i repubblicani per il primo distretto del New Hampshire nel 2022, perdendo in seguito contro il dem Pappas. Nel gennaio 2024, si è unita alla terza candidatura di Trump alla presidenza degli Stati Uniti in qualità di addetta stampa della sua campagna. «Karoline Leavitt - spiega - ha fatto un lavoro fenomenale nella mia campagna e sono lieto di annunciare che sarà la portavoce della Casa Bianca. È intelligente e ha dimostrato di essere una comunicatrice di effetto. Ho fiducia che farà un eccellente lavoro dal podio e aiuterà a diffondere il nostro messaggio», ha dichiarato Trump annunciando la sua nomina. E dunque avremo una moglie e madre cattolica della Gen Z alla Casa Bianca; fiera della propria fede e dei principi che da essa derivano. Una riflessione, però, va fatta in merito all'impatto che un impegno di questo tipo ha già avuto e avrà sulla vita del piccolo Nicholas. Confidiamo che possa ridurne al minimo gli effetti negativi e che continui ad essere motore e fonte di equilibrio per il suo compito. La croce ben visibile che porta al collo dalla sua apparizione in pubblico dopo l'incarico, possa essere il punto di osservazione costante dal quale prendere decisioni e attingere coraggio.<br />Nota di BastaBugie: abbiamo rilanciato questo articolo per descrivere le prime mosse di Trump in questo secondo mandato alla Casa Bianca, non per indicare un modello di madre cattolica. Per noi restano validi gli articoli precedentemente rilanciati come ad esempio il seguente.<br />COSA HO IMPARATO DIVENTANDO CASALINGA<br />Alcuni dicono che è un sacrificio abbandonare la carriera ed essere una mamma a tempo pieno... ma quale sacrificio? Piuttosto quale prezzo dovrebbe pagare il mondo per riavermi?<br />di Samantha Stephenson<br />https://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7989<br />I PRO-LIFE GRAZIATI DA TRUMP E LA RIVOLUZIONE DEL BUON SENSO<br />Raffaella Frullone nell'articolo seguente dal titolo "I pro-life graziati da Trump e la rivoluzione del buon senso" racconta chi sono i 23 attivisti liberati da Trump che erano stati incarcerati ingiustamente sotto Biden.<br />Ecco l'articolo completo pubblicato sul Sito del Timone il 29 gennaio 2025:<br />In Occidente non hanno fatto molto notizia. E l'Italia non fa eccezione. Perché raccontare chi sono i 23 attivisti prolife graziati da Donald Trump il giorno stesso del suo insediamento vorrebbe dire prendere atto delle ragioni per cui, nell'Occidente illuminato e dei valori, si possa finire in carcere.<br />C'è padre Fidelis Moscinski, 54 anni, frate francescano del Rinnovamento, finito in carcere per aver impedito per due ore l'accesso ad una delle cliniche gestiste dal colosso abortista Planned Parenthood a New York. L'uomo, in un'azione di protesta, avrebbe messo delle catene e della colla all'interno della struttura, una sorta di sabotaggio per cui sono dovuti intervenire i vigili del fuoco e che lui non ha mai negato, spiegando che il suo scopo era quello di parlar con le madri che in quel lasso di tempo sarebbero dovute entrare. E' finito in carcere. Che è un po' come se da noi finissero in carcere gli attivisti di ultima generazione che un giorno sì e l'altro pure bloccano la circolazione danneggiando opere e beni pubblici e privati.<br />Tra i condannati graziati da Trump ci sono poi Heather Idoni, Chester Gallagher, Calvin Zastrow, Eva Zastrow, James Zastrow, Coleman Boyd, Paul Vaughn, Dennis Green e Paul Place, che con una manifestazione pacifica, cantando inni e pregano, hanno bloccato l'ingresso ad un'altra clinica per aborti. Sono stati condannati per corspirazione contro i diritti civili e federali. Da segnalare che tra loro c'era anche Eva Edl, anni 89, sopravvissuta ad un campo di concentramento e che rischiava una condanna a 11 anni di carcere. La donna ha rilasciato un'intervista al Daily Signal parlando chiaramente di un treno metaforico che anche oggi conduce ad uno sterminio silenzioso milioni di vite ogni anno, ma evidentemente è una voce che in pochi vogliono stare ad ascoltare. E di cui certo non si vuol far Memoria.<br />E' commuovente il video, che ha fatto parlare la stampa inglese, ma non ovviamente quella nostrana, in cui Bevelyn Beatty Williams riabbraccia la sua bambina di appena due anni dalla quale è stata strappata e suo marito. Anche lei è fra i dimostranti pro life perseguita dall'amministrazione Biden per il suo attivismo e condannata a 41 mesi di prigione per aver manifestato all'esterno di una clinica per aborti nel 2020 e inoltre ha partecipato ad un'azione dimostrativa che ha provocato un "ritardo" di diverse ore ad alcune donne che hanno scelto di abortire. Un fatto gravissimo insomma,<br />Di una dei graziati anche qualche giornale nostrano però ha parlato, si tratta di Lauren Handy che si guadagna un titolo del Fatto Quotidiano «Trump grazia 23 anti abortisti, tra loro l'eroina pro life che nascondeva i feti nel seminterrato». In realtà non erano "nascosti" erano precisamente seppelliti, la donna infatti aveva intercettato un mezzo che stava trasportando quello che veniva definito materiale organico e che invece erano cadaveri di bimbi abortiti e aveva deciso di dar loro una degna sepoltura. Seppellire con dignità chi lascia questa terra. Gli esseri umani lo fanno più o meno da quando questo pianeta è abitato, ben anche prima che il cristianesimo facesse capolino. Ma seppellire un feto è consideato inopportuno, imbarazzante, fuori luogo. Qualcuno potrebbe addirittura pensare che si tratti di una persona.<br />Anche Calvin Zastrow è stato graziato. Pastore protestante, sposato da 41 anni, era stato condannato per aver pregato e cantato inni di fronte ad una struttura per l'aborto in Tennesee. Calvin ha raccontato di aver trascorso i mesi di carcere leggendo la Bibbia e parlando di cristianesimo ad i suoi compagni di prigionia «Molti di loro sono come il figliol prodigo che si crogiola nel fango ma in realtà vogliono tornare dal padre, io mi sento un missionario e sono qui per aiutarli a trovare la strada». Se l'obiettivo era quindi quello di impedire il proselitismo pro life, l'esito è stato esattamente l'opposto.<br />Le vite di questi uomini e donne, che hanno saputo rischiare tutto per difendere i più indifesi, ci spronano ad abbandonare la timidezza e la comodità, la grazia del presidente Trump ci mostra che il vento può sempre cambiare. E che se contro l'aborto, anche negli Stati Uniti, c'è ancora molto da fare, almeno è sicuramente iniziata la rivoluzione del buon senso.<br /><br />]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/64209386</guid><pubDate>Wed, 05 Feb 2025 17:27:30 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/64209386/la_portavoce_di_trump.mp3" length="9923231" type="audio/mpeg"/><itunes:author>BastaBugie</itunes:author><itunes:subtitle>TESTO DELL'ARTICOLO ➜ https://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=8069

LA PORTAVOCE DI TRUMP HA 27 ANNI, E' SPOSATA, HA UN FIGLIO ED E' CATTOLICA di Paola Belletti
 
«The President needs help», «Il presidente ha bisogno d'aiuto». Così si apriva...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="https://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=8069" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=8069</a><br /><br />LA PORTAVOCE DI TRUMP HA 27 ANNI, E' SPOSATA, HA UN FIGLIO ED E' CATTOLICA di Paola Belletti<br /> <br />«The President needs help», «Il presidente ha bisogno d'aiuto». Così si apriva l'introduzione del rapporto realizzato dalla Commissione Brownlow incaricata dal presidente Roosevelt di proporre soluzioni utili a migliorare l'efficienza del potere esecutivo degli Stati Uniti. Da quello studio e dagli atti che ne seguirono prese corpo l'organizzazione dello staff che supporta da quasi 90 anni l'attività del presidente. Dalla singola figura di segreteria, a cui si limitava prima del 1939 il personale di supporto, siamo arrivati a circa 500 figure, quelle che compongono l'ufficio esecutivo del presidente. Tra queste c'è anche quella di portavoce della Casa Bianca, nominato direttamente, i cui compiti consistono nel gestire le relazioni con i media e la stampa. Al suo secondo mandato, Donald J. Trump ha scelto per questo ruolo chiave Karoline Leavitt, che, con i suoi 27 anni, è la più giovane della storia Usa a ricoprire l'incarico, e non è la sola caratteristica distintiva. È nata e ha vissuto nel New Hampshire, educata nella fede cattolica sia in famiglia sia a scuola, università compresa. Ha anche frequentato un semestre a Roma, alla John Cabot University, e ne conserva ottimi ricordi, riferisce Repubblica.<br />Sposata e con un bimbo di sei mesi ha dichiarato, leggiamo da Religion en libertad: «"La mia famiglia è il fondamento della mia vita, così come tutte le famiglie dovrebbero continuare a essere il fondamento della società. E la mia fede in Dio mi aiuta ad andare avanti", ha affermato in un'intervista del 2021 con The Catholic Current (podcast del network cattolico americano The station of the cross, ndr)». Parlando di quanto la scuola abbia inciso sulla sua formazione e sui principi che la guidano nella vita e quindi anche nel suo impegno pubblico, ha detto: «Mi ha insegnato la disciplina [...]. Mi ha avvicinato al mio rapporto con Dio e mi ha anche insegnato l'importanza del servizio pubblico e del contributo alla comunità [...]. "Avere un'educazione cattolica ha davvero plasmato la persona che sono"». Come molte madri sanno per esperienza diretta, riconosce ancora di più ora che ha un figlio l'importanza del suo contributo alla società e al bene comune: "La mia speranza in tutto questo è che quando un giorno racconterò a Niko tutto quello che ho fatto quando era nel mio grembo e quando è nato, lui si sentirà orgoglioso di sua madre [...]. «Se sa che il suo valore non deriva da nessun'altra persona, ma da Dio, può realizzare qualsiasi cosa».<br />La presenza di Karoline Leavitt alla Casa Bianca è iniziata già durante la prima amministrazione Trump, quando da neolaureata, nel 2019, ha collaborato come autrice dei discorsi presidenziali e come assistente addetta stampa. Per questo conosce già dinamiche interne e pressioni esterne che non mancheranno senz'altro nemmeno ora che è passata alla prima linea. Da candidata al Congresso aveva ottenuto la nomination con i repubblicani per il primo distretto del New Hampshire nel 2022, perdendo in seguito contro il dem Pappas. Nel gennaio 2024, si è unita alla terza candidatura di Trump alla presidenza degli Stati Uniti in qualità di addetta stampa della sua campagna. «Karoline Leavitt - spiega - ha fatto un lavoro fenomenale nella mia campagna e sono lieto di annunciare che sarà la portavoce della Casa Bianca. È intelligente e ha dimostrato di essere una comunicatrice di effetto. Ho fiducia che farà un eccellente lavoro dal podio e aiuterà a diffondere il nostro messaggio», ha dichiarato Trump annunciando la sua nomina. E dunque avremo una moglie e madre cattolica della Gen Z alla Casa Bianca; fiera della propria fede e dei principi che da essa derivano. Una riflessione, però, va fatta in...]]></itunes:summary><itunes:duration>621</itunes:duration><itunes:keywords>biden,leavitt,portavoce,prolife,trump</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/51186fd56b55511272364306c3c32f4b.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Trump a Davos lancia la sua rivoluzione del buon senso</title><link>https://www.spreaker.com/episode/trump-a-davos-lancia-la-sua-rivoluzione-del-buon-senso--64194221</link><description><![CDATA[VIDEO: La rivoluzione di Trump a Davos ➜ <a href="https://www.youtube.com/watch?v=1Vd40XkxkRw" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://www.youtube.com/watch?v=1Vd40XkxkRw</a><br /><br />TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="https://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=8058" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=8058</a><br /><br />TRUMP A DAVOS LANCIA LA SUA RIVOLUZIONE DEL BUON SENSO di Maurizio Milano<br /> <br />«Questa è stata una settimana davvero storica per gli Stati Uniti... è iniziata l'Età dell'Oro»: così esordisce il neo-Presidente Trump, che non pecca certamente per falsa umiltà. Ha definito la svolta, forte di un amplio consenso popolare e a livello di Stati, come una «rivoluzione del senso comune», un ritorno al buon senso dopo anni di follie ideologiche, promettendo che «l'intero pianeta sarebbe divenuto più pacifico e prospero». Ha poi detto che la sua amministrazione «stava lavorando con una velocità senza precedenti per sistemare i disastri ereditati da un gruppo di persone totalmente inette». Quando si dice la parresia.<br />Trump ha subito denunciato il «caos economico causato dalle politiche fallimentari della scorsa amministrazione, dall'inflazione galoppante al debito pubblico, dal peso fiscale all'iper-regolamentazione». Ha poi indicato come interventi prioritari l'immigrazione, la criminalità e l'inflazione fuori controllo. Ha citato la creazione del nuovo dipartimento per l'efficienza governativa, il DOGE, che sarà gestito da Elon Musk con l'obiettivo di tagliare la spesa federale di 2mila miliardi di dollari, una cifra monstre, riportando così il Bilancio in pareggio per il 2026, anno del duecentocinquantesimo anniversario dell'indipendenza. Una mossa non solo per ridurre il perimetro pubblico, e quindi la pressione fiscale, ma anche per tagliare le unghie ai crony capitalist che prosperano nella "palude di Washington" oltre a riaffermare la forza del dollaro come divisa di riserva globale e la sostenibilità del debito pubblico americano.<br />E poi l'affondo tanto temuto dai sacerdoti e profeti della religione climatista: «Ho messo fine allo sperpero ridicolo e incredibile del Green New Deal - che io chiamo il Green New Scam, la Nuova Truffa Verde -; mi sono ritirato dagli accordi sul clima di Parigi e ho eliminato l'obbligo insano e costoso dei veicoli elettrici. Noi lasceremo che le persone acquistino l'auto che vogliono. Ho dichiarato un'emergenza energetica nazionale per sbloccare l'oro liquido sotto i nostri piedi... con la rapida approvazione di nuove infrastrutture energetiche». L'obiettivo dichiarato non è solo quello di abbattere l'inflazione ma di rendere gli Stati Uniti «una superpotenza manifatturiera e la capitale mondiale dell'intelligenza artificiale e delle criptovalute».<br />IL PIÙ MASSICCIO TAGLIO FISCALE NELLA STORIA STATUNITENSE<br />Ha poi ricordato di «avere avviato la più massiccia campagna di deregolamentazione della storia», indicando «in 50mila dollari per famiglia i costi delle regolamentazioni imposte dall'amministrazione Biden», promettendo di «eliminare dieci vecchie regolamentazioni per ogni nuova... e il più massiccio taglio fiscale nella storia statunitense». L'obiettivo è stimolare una rinascita manifatturiera negli Usa grazie all'effetto combinato della riduzione dei costi energetici, della deregolamentazione e del taglio dell'imposizione fiscale, incentivando imprese estere a spostare la produzione negli USA, anche per evitare i nuovi dazi: «Il mio messaggio a ogni business nel mondo è molto semplice: venite a costruire i vostri prodotti in America e noi vi daremo una tassazione tra le più basse al mondo». Chissà quale strategia di reazione adotterà ora la Commissione europea per evitare un'accelerazione del già avviato processo di deindustrializzazione in atto in Europa, a partire dall'industria automobilistica, in particolare in Germania.<br />Trump annuncia poi ingenti investimenti privati (500 miliardi di dollari) nell'intelligenza artificiale, nuovi investimenti per 600 miliardi di dollari da parte dell'Arabia Saudita (che, ricordo, doveva entrare nel gruppo BRICS+ ma si è tirata fuori, come aveva fatto un anno fa l'Argentina di Milei) e chiede all'Opec di tirare giù il prezzo del petrolio, una mossa che indebolirebbe ovviamente la Federazione Russa. Nei discorsi di Trump l'economia e la geopolitica, com'è inevitabile che sia, si intrecciano sempre: «Se il prezzo scende, la guerra Russia-Ucraina terminerebbe immediatamente... dovete tirare giù il prezzo del petrolio. Dovete porre fine a questa guerra». Trump chiede poi un calo dei tassi di interesse a livello mondiale e vagheggia una nuova età dell'Oro: «Anche Paesi che non sono particolarmente amichevoli sono felici, perché comprendono che ora c'è un futuro e come sarà grande sotto la nostra leadership. L'America è tornata ed è aperta al business». Un discorso "imperiale" che sconfessa chi auspicava, o paventava, l'inizio di una stagione di isolamento degli Stati Uniti nel mondo. Trump affronta poi l'emergenza dell'immigrazione illegale al confine col Messico, una vera e propria invasione, dichiarandola emergenza nazionale, con blocchi all'accesso, lotta ai cartelli criminali e rimpatrio dei clandestini già presenti negli USA.<br />UNA NAZIONE SOVRANA, BELLA E LIBERA<br />Trump afferma poi che l'America è tornata ad essere una nazione sovrana, bella e libera: «Il primo giorno, ho firmato un ordine esecutivo per bloccare ogni censura governativa», affermando che le cosiddette "misinformation e disinformation" (indicate lo scorso anno a Davos da Ursula von der Leyen come la maggiore priorità a livello mondiale, da cui il famigerato Digital Services Act che mette il bavaglio ai social) sono «le parole preferite dei censori e di quelli che intendono bloccare il libero scambio di idee e, francamente, del progresso. Noi abbiamo salvato la libertà di parola in America». Ricorda anche il termine all'utilizzo strumentale della giustizia per colpire i cittadini e gli oppositori.<br />In merito al famigerato protocollo DEI (Diversity, Equity, Inclusion), che distruggeva la meritocrazia per imporre un'agenda ideologica di ingegneria sociale, Trump afferma: «La mia amministrazione ha avviato l'abolizione di ogni discriminazione senza senso in merito a diversità, equità e inclusione... l'America tornerà ad essere un Paese fondato sul merito». E poi Trump sguaina la spada, alla Chesterton, per dimostrare che le foglie sono verdi in estate: «Ho dichiarato che la politica ufficiale degli Stati Uniti riconosce soltanto due generi, maschio e femmina. Noi non avremo uomini che parteciperanno in sport femminili e le operazioni "transgender", diventate così frequenti, torneranno ad essere molto rare».<br />E conclude sul tema sicurezza e spese militari, richiedendo a tutti i Paesi Nato «di aumentare i budget della difesa al 5% del Pil», perché la loro sicurezza era stata finora pagata dagli Stati Uniti, e ora devono assumersi la propria parte. Sui conflitti in atto, Trump afferma che «già prima di assumere l'incarico, la mia squadra ha negoziato un cessate il fuoco in Medio Oriente... e gli ostaggi hanno iniziato a tornare dalle loro famiglie». E poi la guerra in Ucraina: «i nostri sforzi per assicurare un accordo di pace tra Russia e Ucraina sono in corso...è così importante... nessuno ha visto nulla di simile dalla Seconda Guerra Mondiale... è ora di porvi termine». E, conclude, «abbiamo ottenuto più risultati in quattro giorni che la passata amministrazione in quattro anni. E abbiamo appena iniziato».<br />C'è da attendersi che a Davos, soprattutto le burocrazie europee, si siano sentite gelare il sangue: "The sheriff is back in town", la ricreazione è finita.<br />Nota di BastaBugie: per vedere il video (durata: 43 minuti) con l'intervento di Trump a Davos con la traduzione simultanea in italiano, clicca qui!<br />Stefano Magni nell'articolo seguente dal titolo "Prima guerra dei dazi: la Colombia deve rimpatriare gli illegali" racconta come la Colombia abbia in un primo tempo rimandato indietro due aerei Usa carichi di immigrati illegali da rimpatriare. Trump minaccia sanzioni e il presidente Petro deve cambiare idea e accettare.<br />Ecco l'articolo completo pubblicato su La Nuova Bussola Quotidiana il 28 gennaio 2025:<br />Hanno fatto il giro del mondo le immagini degli immigrati illegali, ammanettati (come da prassi, non è certo una novità di Trump) e imbarcati su aerei da trasporto militari C-17, per essere rimpatriati nel paese d'origine. Ma le ha viste anche la persona "sbagliata", il presidente della Colombia, Gustavo Petro. Il quale, per reazione istintiva e improvvisa, ha impedito a quei due aerei militari statunitensi di atterrare sul suo territorio nazionale, rimandandoli indietro. Ci si sarebbe attesi un lungo braccio di ferro diplomatico fra Colombia e Usa. Ma la reazione di Donald Trump, non viscerale come quella di Petro, ma lucida e calcolata, ha chiuso la questione in meno di 24 ore. La Colombia accetta tutte le condizioni statunitensi.<br />Cosa è successo in questa piccola guerra, non guerreggiata, nell'America Latina? Domenica mattina, 26 gennaio, mentre gli aerei americani erano in volo, con a bordo ottanta immigrati ciascuno, il presidente Petro ha tweettato: gli Usa «non possono trattare i migranti colombiani come criminali». Poi ha aggiunto: «Non permetto l'ingresso di aerei americani con migranti colombiani nel nostro territorio». Ai due C-17 è stato negato il permesso di atterrare, dopo che erano decollati da San Diego ed erano già in volo sull'America centrale. La decisione del presidente colombiano, è giunta come una sorpresa anche alle orecchie del suo stesso governo. Non solo aveva concesso il permesso diplomati]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/64194221</guid><pubDate>Wed, 05 Feb 2025 16:43:45 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/64194221/trump_a_davos_lancia_la_sua_rivoluzione_del_buon_senso.mp3" length="13411100" type="audio/mpeg"/><itunes:author>BastaBugie</itunes:author><itunes:subtitle>VIDEO: La rivoluzione di Trump a Davos ➜ https://www.youtube.com/watch?v=1Vd40XkxkRw

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TRUMP A DAVOS LANCIA LA SUA RIVOLUZIONE DEL BUON SENSO di Maurizio Milano
 
«Questa è stata...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[VIDEO: La rivoluzione di Trump a Davos ➜ <a href="https://www.youtube.com/watch?v=1Vd40XkxkRw" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://www.youtube.com/watch?v=1Vd40XkxkRw</a><br /><br />TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="https://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=8058" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=8058</a><br /><br />TRUMP A DAVOS LANCIA LA SUA RIVOLUZIONE DEL BUON SENSO di Maurizio Milano<br /> <br />«Questa è stata una settimana davvero storica per gli Stati Uniti... è iniziata l'Età dell'Oro»: così esordisce il neo-Presidente Trump, che non pecca certamente per falsa umiltà. Ha definito la svolta, forte di un amplio consenso popolare e a livello di Stati, come una «rivoluzione del senso comune», un ritorno al buon senso dopo anni di follie ideologiche, promettendo che «l'intero pianeta sarebbe divenuto più pacifico e prospero». Ha poi detto che la sua amministrazione «stava lavorando con una velocità senza precedenti per sistemare i disastri ereditati da un gruppo di persone totalmente inette». Quando si dice la parresia.<br />Trump ha subito denunciato il «caos economico causato dalle politiche fallimentari della scorsa amministrazione, dall'inflazione galoppante al debito pubblico, dal peso fiscale all'iper-regolamentazione». Ha poi indicato come interventi prioritari l'immigrazione, la criminalità e l'inflazione fuori controllo. Ha citato la creazione del nuovo dipartimento per l'efficienza governativa, il DOGE, che sarà gestito da Elon Musk con l'obiettivo di tagliare la spesa federale di 2mila miliardi di dollari, una cifra monstre, riportando così il Bilancio in pareggio per il 2026, anno del duecentocinquantesimo anniversario dell'indipendenza. Una mossa non solo per ridurre il perimetro pubblico, e quindi la pressione fiscale, ma anche per tagliare le unghie ai crony capitalist che prosperano nella "palude di Washington" oltre a riaffermare la forza del dollaro come divisa di riserva globale e la sostenibilità del debito pubblico americano.<br />E poi l'affondo tanto temuto dai sacerdoti e profeti della religione climatista: «Ho messo fine allo sperpero ridicolo e incredibile del Green New Deal - che io chiamo il Green New Scam, la Nuova Truffa Verde -; mi sono ritirato dagli accordi sul clima di Parigi e ho eliminato l'obbligo insano e costoso dei veicoli elettrici. Noi lasceremo che le persone acquistino l'auto che vogliono. Ho dichiarato un'emergenza energetica nazionale per sbloccare l'oro liquido sotto i nostri piedi... con la rapida approvazione di nuove infrastrutture energetiche». L'obiettivo dichiarato non è solo quello di abbattere l'inflazione ma di rendere gli Stati Uniti «una superpotenza manifatturiera e la capitale mondiale dell'intelligenza artificiale e delle criptovalute».<br />IL PIÙ MASSICCIO TAGLIO FISCALE NELLA STORIA STATUNITENSE<br />Ha poi ricordato di «avere avviato la più massiccia campagna di deregolamentazione della storia», indicando «in 50mila dollari per famiglia i costi delle regolamentazioni imposte dall'amministrazione Biden», promettendo di «eliminare dieci vecchie regolamentazioni per ogni nuova... e il più massiccio taglio fiscale nella storia statunitense». L'obiettivo è stimolare una rinascita manifatturiera negli Usa grazie all'effetto combinato della riduzione dei costi energetici, della deregolamentazione e del taglio dell'imposizione fiscale, incentivando imprese estere a spostare la produzione negli USA, anche per evitare i nuovi dazi: «Il mio messaggio a ogni business nel mondo è molto semplice: venite a costruire i vostri prodotti in America e noi vi daremo una tassazione tra le più basse al mondo». Chissà quale strategia di reazione adotterà ora la Commissione europea per evitare un'accelerazione del già avviato processo di deindustrializzazione in atto in Europa, a partire dall'industria automobilistica, in particolare in Germania.<br />Trump annuncia poi ingenti investimenti privati (500 miliardi...]]></itunes:summary><itunes:duration>839</itunes:duration><itunes:keywords>clandestini,colombia,davos,meritocrazia,rivoluzione,trump</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/10c60f3c9e68475e26c507acfcbbd98b.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>La rivoluzione di Trump è iniziata subito e favorisce la vita</title><link>https://www.spreaker.com/episode/la-rivoluzione-di-trump-e-iniziata-subito-e-favorisce-la-vita--64005663</link><description><![CDATA[VIDEO: JD Vance alla Marcia per la Vita ➜ https://www.youtube.com/watch?v=23XJ2SqI8FA<br /><br />TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="https://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=8059" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=8059</a><br /><br />LA RIVOLUZIONE DI TRUMP E' INIZIATA SUBITO E FAVORISCE LA VITA di Luca Volontè<br /> <br />Il presidente Donald Trump ha firmato, sino ad ora, 48 ordini esecutivi dal suo giuramento di lunedì 20 gennaio scorso, descritto su queste pagine. I suoi ordini esecutivi riguardavano politiche relative all'economia, alla protezione dei confini, all'ideologia di genere e altro ancora. Gli ordini esecutivi non sono l'equivalente legale delle leggi approvate dal Congresso.<br />Sono ordini del presidente in quanto capo dell'esecutivo che dirigono il comportamento e le azioni delle agenzie federali e dei dipendenti nell'adempimento delle loro responsabilità ai sensi di tali leggi e dei doveri del presidente in quanto comandante in capo. La più importante decisione di Trump, secondo me, è stata quella di ristabilire la libertà di parola e opinione anche in pubblico, come previsto dal Primo Emendamento della Costituzione degli Stati Uniti, dopo che, negli ultimi 4 anni, «la precedente amministrazione ha calpestato i diritti di libertà di parola censurando il discorso degli americani ... con il pretesto di combattere "disinformazione" e "misinformazione", il governo federale ha ... promosso la narrazione preferita dal governo su questioni significative del dibattito pubblico». Una decisione, scusate il gioco di parole, decisiva anche per la libertà religiosa nel paese e dovrebbe essere presa sul serio anche dalle istituzioni europee, sempre più affascinate dalla censura politicamente corretta.<br />Con i suoi ordini esecutivi Trump ha anche revocato 78 decisioni di Biden (67 ordini esecutivi emessi dal suo predecessore e 11 memorandum "presidenziali") su identità di genere, DEI (politiche di diversità, equità e inclusione), misure per la mitigazione dei cambiamenti climatici, la revoca della designazione di Cuba come "stato sponsor del terrorismo" e all'indebolimento dell'applicazione delle leggi sull'immigrazione. Per evidente economia di spazi giornalistici, ci concentriamo sulle decisioni che, al momento, interessano il valore della vita nascente, l'ideologia gender e woke, l'educazione. Senza dimenticare la forte pressione anche il 21 gennaio della Thomas More society e diversi senatori e deputati repubblicani affinché il Presidente USA perdoni, oltre ai manifestanti del 6 gennaio 2021, anche i manifestanti pacifici e pro-life accusati di violazione della legge sulla libertà di accesso agli ingressi nelle cliniche (FACE Act), iniziativa da noi descritta nei giorni scorsi.<br />DURO LAVORO, MERITO E UGUAGLIANZA<br />In particolare, lunedì, Trump aveva già revocato la decisione di Biden di inserire politiche di inclusione, rispetto della diversità ed equità e verificarne l'implementazione in tutte le agenzie e strutture del governo federale. Una decisione che, secondo Trump, ha corrotto le istituzioni federali, «sostituendo duro lavoro, merito e uguaglianza con una gerarchia preferenziale divisiva e pericolosa». Ieri, 22 gennaio, ha firmato un nuovo ordine esecutivo che protegge i diritti civili di tutti gli americani ed espande le opportunità individuali ponendo fine alla radicale preferenza DEI negli appalti federali e ordinando alle agenzie federali di combattere, senza sosta, la discriminazione nel settore privato. Con questa decisione di Trump, si pone fine alla discriminazione per "diversità, equità e inclusione" (DEI) nella forza lavoro federale, negli appalti e nelle spese federali.<br />Le assunzioni, le promozioni e le valutazioni delle prestazioni a livello federale premieranno l'iniziativa individuale, le capacità ed i talenti, le prestazioni e il duro lavoro e non, in nessun caso, fattori, politici, etnici, ideologici, sensibilità sessuali, altri requisiti o privilegi di minoranze previsti dalle politiche DEI. Il presidente Trump ha ristabilito anche la "Responsabilità per le posizioni che influenzano le politiche all'interno della forza lavoro federale", che prevede per i lavoratori federali l'obbligo di «implementare fedelmente le politiche amministrative al meglio delle loro capacità, in linea con il loro giuramento costituzionale e con l'attribuzione dell'autorità esecutiva esclusivamente al Presidente. Siamo al ritorno della responsabilità e alla giusta punizione per i funzionari che rallentano o boicottano l'esecutivo per motivi politici o ideologici. La mancata osservanza di ciò costituisce motivo di licenziamento».<br />Trump ha dato riprova anche della sua avversione alle pericolose e fantasiose ideologie del gender e un ordine esecutivo specifico sull'ideologia di genere, o in difesa della specificità femminile e maschile, riafferma la evidenza biologica e biblica dei due sessi e delle loro differenze e complementarità che Joe Biden, con le sue politiche ed iniziative ossessive, negli ultimi quattro anni ha cercato di cancellare, imponendo dapprima la confusa ideologia dell'istintività gender, poi la promozione del transgenderismo.<br />MASCHI O FEMMINE, PUNTO<br />Al posto di confusione ed equivoci su "identità di genere" e "sesso assegnato alla nascita", questo ordine esecutivo cerca di radicare la legge e la politica federale sul fondamento della biologia e cancellare la promozione federale dell'ideologia di genere, anche nelle prigioni femminili, vieta il finanziamento federale delle procedure di "transizione" di genere e, di conseguenza, annulla tutti i precedenti documenti di orientamento del Dipartimento dell'Istruzione degli Stati Uniti relativi all'ideologia di genere.<br />Il presidente Donald Trump ha anche firmato un ordine esecutivo che ritirava gli Stati Uniti dall'Organizzazione mondiale della sanità (OMS). Nello specifico, l'ordine annuncia l'intenzione degli Stati Uniti di ritirarsi, sospende il trasferimento di tutti i fondi statunitensi all'OMS, richiama tutto il personale del governo statunitense distaccato o assunto per lavorare nell'OMS e pone fine alla partecipazione degli Stati Uniti alle negoziazioni per l'accordo pandemico dell'OMS e agli emendamenti al Regolamento sanitario internazionale.<br />Il processo di ritiro richiede un anno, ma le restrizioni sopra menzionate hanno effetto immediato. Nell'anno fiscale 2024, i finanziamenti per la salute globale degli Stati Uniti erano di circa 12 miliardi di dollari. Questa decisione taglia di netto anche i fondi spesi dall'OMS per promuovere l'aborto nel mondo, corrispondenti a circa l'11% del bilancio annuale attraverso il "Programma di Riproduzione Umana" (HRP).<br />Insieme a ciò, il Presidente Trump ha sospeso per 90 giorni gli aiuti allo sviluppo estero, in attesa di valutazioni di efficienza e coerenza con la sua politica estera. Una sospensione per valutazione anche dei copiosi finanziamenti vincolati di Washington, più volte denunciati anche su queste pagine, che l'amministrazione Biden elargiva imponendo, ai paesi terzi, politiche contraccettive, la piena legalizzazione dell'aborto, l'educazione transgender e woke.<br />L'ultimo rendiconto ufficiale degli aiuti esteri nell'amministrazione Biden mostra che 68 miliardi di dollari sono stati impegnati per programmi all'estero in 204 paesi e regioni. La verifica puntuale su questi finanziamenti verrà compiuta dal Segretario di Stato, il cattolico, Marco Rubio, entrato in carica il 21 gennaio, dopo l'approvazione della sua nomina all'unanimità delle commissioni del Senato e a seguito del giuramento nelle mani del cattolico e Vice Presidente degli USA J.D. Vance.<br />Nota di BastaBugie: Ermes Dovico nell'articolo seguente dal titolo "Trump grazia 23 pro vita, perseguitati sotto Biden" racconta che il presidente degli Stati Uniti ha concesso la grazia a 23 attivisti pro vita, perseguiti ingiustamente dall'amministrazione Biden. E nella tradizionale March for Life, con decine di migliaia di partecipanti invia un suo videomessaggio e il vicepresidente Vance.<br />Ecco l'articolo completo pubblicato su La Nuova Bussola Quotidiana il 25 gennaio 2025:<br />Tra gli ordini esecutivi firmati da Donald Trump nei primi giorni del suo secondo mandato alla Casa Bianca, c'è anche quello della grazia concessa a 23 attivisti pro vita ingiustamente perseguiti dal Dipartimento di Giustizia sotto l'amministrazione Biden, per aver manifestato nei pressi o all'interno di cliniche per aborti. «È un grande onore firmare questo», ha detto il presidente degli Stati Uniti, aggiungendo che le suddette 23 persone, diverse anche anziane, non dovevano essere perseguite. Con questo ordine esecutivo - firmato il 23 gennaio, il giorno prima della tradizionale March for Life - Trump ha mantenuto una promessa più volte ripetuta durante la sua campagna elettorale.<br />In rappresentanza di 21 di questi 23 attivisti, la Thomas More Society aveva inviato la settimana scorsa una petizione circostanziata, con la quale chiedeva al 47° presidente degli USA un «perdono pieno e incondizionato» dei propri assistiti, presentando le informazioni personali di ciascuno di loro e i casi in cui erano stati coinvolti. [...]<br />Particolare il caso di Herb Geraghty. L'uomo - rilasciato dal carcere dopo aver scontato 17 mesi su 27 complessivi di pena - ha deciso di rifiutare la grazia presidenziale perché intende continuare a combattere in tribunale contro la condanna subita. A rappresentare Herb è la Life Legal Defense Foundation, il cui avvocato John Kiyonaga ha detto: «La decisione di Herb di rinunciare alla grazia è una dichiarazione coraggiosa contro i procedimenti giudiziari politicamente motivati che calpestano la libertà di parola e i diritti di protesta pacifica». Una protesta pacifica, va ricordato, mirante a salvare la vita di bambini]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/64005663</guid><pubDate>Wed, 29 Jan 2025 17:55:54 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/64005663/la_rivoluzione_di_trump_e_iniziata_subito_e_favorisce_la_vita.mp3" length="15920945" type="audio/mpeg"/><itunes:author>BastaBugie</itunes:author><itunes:subtitle>VIDEO: JD Vance alla Marcia per la Vita ➜ https://www.youtube.com/watch?v=23XJ2SqI8FA

TESTO DELL'ARTICOLO ➜ https://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=8059

LA RIVOLUZIONE DI TRUMP E' INIZIATA SUBITO E FAVORISCE LA VITA di Luca Volontè
 
Il...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[VIDEO: JD Vance alla Marcia per la Vita ➜ https://www.youtube.com/watch?v=23XJ2SqI8FA<br /><br />TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="https://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=8059" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=8059</a><br /><br />LA RIVOLUZIONE DI TRUMP E' INIZIATA SUBITO E FAVORISCE LA VITA di Luca Volontè<br /> <br />Il presidente Donald Trump ha firmato, sino ad ora, 48 ordini esecutivi dal suo giuramento di lunedì 20 gennaio scorso, descritto su queste pagine. I suoi ordini esecutivi riguardavano politiche relative all'economia, alla protezione dei confini, all'ideologia di genere e altro ancora. Gli ordini esecutivi non sono l'equivalente legale delle leggi approvate dal Congresso.<br />Sono ordini del presidente in quanto capo dell'esecutivo che dirigono il comportamento e le azioni delle agenzie federali e dei dipendenti nell'adempimento delle loro responsabilità ai sensi di tali leggi e dei doveri del presidente in quanto comandante in capo. La più importante decisione di Trump, secondo me, è stata quella di ristabilire la libertà di parola e opinione anche in pubblico, come previsto dal Primo Emendamento della Costituzione degli Stati Uniti, dopo che, negli ultimi 4 anni, «la precedente amministrazione ha calpestato i diritti di libertà di parola censurando il discorso degli americani ... con il pretesto di combattere "disinformazione" e "misinformazione", il governo federale ha ... promosso la narrazione preferita dal governo su questioni significative del dibattito pubblico». Una decisione, scusate il gioco di parole, decisiva anche per la libertà religiosa nel paese e dovrebbe essere presa sul serio anche dalle istituzioni europee, sempre più affascinate dalla censura politicamente corretta.<br />Con i suoi ordini esecutivi Trump ha anche revocato 78 decisioni di Biden (67 ordini esecutivi emessi dal suo predecessore e 11 memorandum "presidenziali") su identità di genere, DEI (politiche di diversità, equità e inclusione), misure per la mitigazione dei cambiamenti climatici, la revoca della designazione di Cuba come "stato sponsor del terrorismo" e all'indebolimento dell'applicazione delle leggi sull'immigrazione. Per evidente economia di spazi giornalistici, ci concentriamo sulle decisioni che, al momento, interessano il valore della vita nascente, l'ideologia gender e woke, l'educazione. Senza dimenticare la forte pressione anche il 21 gennaio della Thomas More society e diversi senatori e deputati repubblicani affinché il Presidente USA perdoni, oltre ai manifestanti del 6 gennaio 2021, anche i manifestanti pacifici e pro-life accusati di violazione della legge sulla libertà di accesso agli ingressi nelle cliniche (FACE Act), iniziativa da noi descritta nei giorni scorsi.<br />DURO LAVORO, MERITO E UGUAGLIANZA<br />In particolare, lunedì, Trump aveva già revocato la decisione di Biden di inserire politiche di inclusione, rispetto della diversità ed equità e verificarne l'implementazione in tutte le agenzie e strutture del governo federale. Una decisione che, secondo Trump, ha corrotto le istituzioni federali, «sostituendo duro lavoro, merito e uguaglianza con una gerarchia preferenziale divisiva e pericolosa». Ieri, 22 gennaio, ha firmato un nuovo ordine esecutivo che protegge i diritti civili di tutti gli americani ed espande le opportunità individuali ponendo fine alla radicale preferenza DEI negli appalti federali e ordinando alle agenzie federali di combattere, senza sosta, la discriminazione nel settore privato. Con questa decisione di Trump, si pone fine alla discriminazione per "diversità, equità e inclusione" (DEI) nella forza lavoro federale, negli appalti e nelle spese federali.<br />Le assunzioni, le promozioni e le valutazioni delle prestazioni a livello federale premieranno l'iniziativa individuale, le capacità ed i talenti, le prestazioni e il duro lavoro e non, in nessun caso, fattori, politici, etnici, ideologici, sensibilità sessuali,...]]></itunes:summary><itunes:duration>996</itunes:duration><itunes:keywords>attivistiprovita,dittaturasanitaria,jdvance,marciaperlavita,ordiniesecutivi,trump</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/d16526cd95adb0937408552c0b4a1452.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Dopo l'Opzione Benedetto ci vuole quella di san Bonifacio</title><link>https://www.spreaker.com/episode/dopo-l-opzione-benedetto-ci-vuole-quella-di-san-bonifacio--63615260</link><description><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="https://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=8040" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=8040</a><br /><br />DOPO L'OPZIONE BENEDETTO CI VUOLE QUELLA DI SAN BONIFACIO di John Horvat<br /> <br />Con l'America che si dirige verso il paganesimo, l'opzione Benedetto non è né benedettina né opzionale. I social media sono pieni di video di violenze e disordini civili. A volte sembra che la civiltà sia ridotta a una sottile patina. L'unica cosa che sembra tenere la società ancora fuori dalla barbarie è quel poco che resta della civiltà occidentale e dei suoi costumi. Un sottile e fragile guscio è tutto ciò che ancora protegge le persone dagli orrori crudeli del paganesimo, e quel guscio rischia di andare in frantumi. Molte persone sono alla ricerca di rifugi del tipo "opzione Benedetto" per scansare la tempesta.<br />Questa situazione precaria è il tema del libro di John Daniel Davidson (2024), Pagan America: The Decline of Christianity and the Dark Age to Come (ndt: "L’America Pagana: il declino della Cristianità e l’epoca oscura in arrivo"). La tesi del suo libro è affascinante. Il giovane autore cattolico afferma che l'America si sta dirigendo verso il paganesimo.<br />Questo avrà gravi conseguenze e l’autore non si fa illusioni su ciò che questo significa. Il paganesimo non è quella rappresentazione politicamente corretta che Hollywood fa di popoli primitivi o di nobili selvaggi. È quello stato dell'umanità in cui non esistono restrizioni e interdizioni, e ogni tipo di crudeltà e barbarie è consentita. I cittadini sono trasformati in schiavi; abbondano rituali, persecuzioni e satanismo. In effetti, si crea un inferno sulla terra.<br />Non si tratta di elucubrazioni inutili. L'autore fornisce esempi molto grafici di paganesimo per documentare la minaccia. Esamina le atrocità di popoli pagani come i vichinghi e i sanguinari aztechi. Cita persino i rabbiosi radicali della Rivoluzione francese, il cui culto della Ragione e il regno del Terrore sono modelli compiuti di un moderno esperimento pagano.<br />Soprattutto, i suoi esempi mostrano come il paganesimo cercherà di sradicare il cristianesimo e, soprattutto, la Chiesa cattolica. Cercherà di ripristinare gli orrori pagani dei sacrifici umani, del culto degli idoli e della superstizione. "Se lasciata fuori controllo e non avversata dalla fede cristiana" - scrive Davidson - "una società potrà indugiare indefinitamente nel paganesimo, persino in quello della peggior specie".<br />I MEZZI MODERNI SONO USATI PER UN FUTURO PAGANO<br />La tecnologia moderna non fa che peggiorare la diffusione del neopaganesimo, aumentandone la portata. Il paganesimo high-tech sta entrando in scena, soprattutto con l'introduzione dell'IA. In effetti, l'autore riferisce che coloro che lavorano sull'IA "parlano apertamente di 'costruire dio' o 'creare dio', sfruttando poteri simili a quelli di un dio per trascendere i limiti della semplice umanità".<br />I metodi moderni contribuiscono anche a schiacciare la resistenza al neopaganesimo in arrivo. L'autore sostiene che il nuovo ethos neopagano post-cristiano "inaugurerà una persecuzione religiosa sponsorizzata dallo Stato su una scala mai vista dai tempi della persecuzione dioclezianea dell'inizio del IV secolo".<br />Davidson analizza quindi una per una tutte le influenze che stanno spingendo l'America verso il paganesimo: l'aborto, l'eutanasia, il transgenderismo, il satanismo, l'IA e lo Stato pagano.<br />L'autore entra nei dettagli (a volte un po' troppo), mostrando lo sviluppo di ogni influenza e il suo parallelo pagano. Vede l'aborto e l'eutanasia come manifestazioni del sacrificio umano. La stregoneria e il satanismo postmoderni sono l'equivalente dei culti religiosi pagani. Documenta persino casi di apparizione di spiriti demoniaci nella nascente IA di oggi. È un libro avvincente che mostra dove si sta dirigendo la nazione.<br />UN'OPZIONE BONIFACIO<br />L'autore è coraggioso. Non usa mezzi termini e non cerca di indorare la pillola sull'imminente neopaganesimo. Non si fa illusioni su ciò che accadrà quando il guscio dell'insegnamento morale della Chiesa cattolica e ciò che resta della civiltà cristiana occidentale cadranno del tutto. Ciò porterà alla distruzione dell'Occidente, alla persecuzione dei cristiani e persino al martirio.<br />In effetti, ci si inganna se si pensa che, dopo l'estinzione del cristianesimo, si vivrà in un ordine costituzionale in cui tutti rispetteranno i loro diritti e le loro libertà. Non appena l’ordine cristiano cadrà, saranno possibili gli atti e le persecuzioni più barbari.<br />L'autore ha anche l'onestà di dire che in queste circostanze non può esistere un'opzione Benedetto. L'America pagana non permetterà mai ai cristiani di vivere in pace. Soltanto proteggersi dalla cultura dominante, come propone l'opzione Benedetto, è uno scarso minimo. Limitare la propria reazione alla sola difesa non è veramente né "benedettino" né "opzionale". I veri cristiani hanno il dovere di fare molto di più.<br />In effetti, il signor Davidson assume un’ammirevole posizione proattiva. Il futuro è in mano a una "minoranza forte e senza tentennamenti, che proclama con coraggio la propria fede in pubblico". Chiaramente egli preferisce all'opzione Benedetto piuttosto quella di Bonifacio. I veri cristiani dovrebbero imitare san Bonifacio e tagliare le sacre querce pagane. Non c'è nulla di sbagliato in questa scelta.<br />Tuttavia, c'è un grosso problema nel modo in cui viene presentata nel libro. Questo appello all'azione si limita a soluzioni politiche naturali e locali che, a suo avviso, richiederanno generazioni per essere attuate. Purtroppo, l'autore esclude proprio l'azione fulminante della Grazia e dell'assistenza divina che ha sostenuto e permesso a San Bonifacio di realizzare conversioni e cambiamenti immediati. I cristiani devono tempestare il cielo di soluzioni che arrivino presto come parte di un attivismo efficace.<br />Nonostante questo particolare, America pagana: The Decline of Christianity and the Dark Age to Come è un libro altamente rinfrescante, con il giusto atteggiamento che spesso manca a chi cerca solo di sopravvivere.<br />Aggiungendo questa assistenza divina, il suo programma per l'America è altrimenti eccellente. Consiste nell'agire "per cacciare i neopagani, tagliare i loro alberi sacri e, in nome di San Bonifacio, usare il legno per costruire una nuova chiesa".<br />]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/63615260</guid><pubDate>Wed, 08 Jan 2025 17:29:56 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/63615260/dopo_l_opzione_benedetto_ci_vuole_quella_di_san_bonifacio.mp3" length="7087646" type="audio/mpeg"/><itunes:author>BastaBugie</itunes:author><itunes:subtitle>TESTO DELL'ARTICOLO ➜ https://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=8040

DOPO L'OPZIONE BENEDETTO CI VUOLE QUELLA DI SAN BONIFACIO di John Horvat
 
Con l'America che si dirige verso il paganesimo, l'opzione Benedetto non è né benedettina né opzionale....</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="https://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=8040" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=8040</a><br /><br />DOPO L'OPZIONE BENEDETTO CI VUOLE QUELLA DI SAN BONIFACIO di John Horvat<br /> <br />Con l'America che si dirige verso il paganesimo, l'opzione Benedetto non è né benedettina né opzionale. I social media sono pieni di video di violenze e disordini civili. A volte sembra che la civiltà sia ridotta a una sottile patina. L'unica cosa che sembra tenere la società ancora fuori dalla barbarie è quel poco che resta della civiltà occidentale e dei suoi costumi. Un sottile e fragile guscio è tutto ciò che ancora protegge le persone dagli orrori crudeli del paganesimo, e quel guscio rischia di andare in frantumi. Molte persone sono alla ricerca di rifugi del tipo "opzione Benedetto" per scansare la tempesta.<br />Questa situazione precaria è il tema del libro di John Daniel Davidson (2024), Pagan America: The Decline of Christianity and the Dark Age to Come (ndt: "L’America Pagana: il declino della Cristianità e l’epoca oscura in arrivo"). La tesi del suo libro è affascinante. Il giovane autore cattolico afferma che l'America si sta dirigendo verso il paganesimo.<br />Questo avrà gravi conseguenze e l’autore non si fa illusioni su ciò che questo significa. Il paganesimo non è quella rappresentazione politicamente corretta che Hollywood fa di popoli primitivi o di nobili selvaggi. È quello stato dell'umanità in cui non esistono restrizioni e interdizioni, e ogni tipo di crudeltà e barbarie è consentita. I cittadini sono trasformati in schiavi; abbondano rituali, persecuzioni e satanismo. In effetti, si crea un inferno sulla terra.<br />Non si tratta di elucubrazioni inutili. L'autore fornisce esempi molto grafici di paganesimo per documentare la minaccia. Esamina le atrocità di popoli pagani come i vichinghi e i sanguinari aztechi. Cita persino i rabbiosi radicali della Rivoluzione francese, il cui culto della Ragione e il regno del Terrore sono modelli compiuti di un moderno esperimento pagano.<br />Soprattutto, i suoi esempi mostrano come il paganesimo cercherà di sradicare il cristianesimo e, soprattutto, la Chiesa cattolica. Cercherà di ripristinare gli orrori pagani dei sacrifici umani, del culto degli idoli e della superstizione. "Se lasciata fuori controllo e non avversata dalla fede cristiana" - scrive Davidson - "una società potrà indugiare indefinitamente nel paganesimo, persino in quello della peggior specie".<br />I MEZZI MODERNI SONO USATI PER UN FUTURO PAGANO<br />La tecnologia moderna non fa che peggiorare la diffusione del neopaganesimo, aumentandone la portata. Il paganesimo high-tech sta entrando in scena, soprattutto con l'introduzione dell'IA. In effetti, l'autore riferisce che coloro che lavorano sull'IA "parlano apertamente di 'costruire dio' o 'creare dio', sfruttando poteri simili a quelli di un dio per trascendere i limiti della semplice umanità".<br />I metodi moderni contribuiscono anche a schiacciare la resistenza al neopaganesimo in arrivo. L'autore sostiene che il nuovo ethos neopagano post-cristiano "inaugurerà una persecuzione religiosa sponsorizzata dallo Stato su una scala mai vista dai tempi della persecuzione dioclezianea dell'inizio del IV secolo".<br />Davidson analizza quindi una per una tutte le influenze che stanno spingendo l'America verso il paganesimo: l'aborto, l'eutanasia, il transgenderismo, il satanismo, l'IA e lo Stato pagano.<br />L'autore entra nei dettagli (a volte un po' troppo), mostrando lo sviluppo di ogni influenza e il suo parallelo pagano. Vede l'aborto e l'eutanasia come manifestazioni del sacrificio umano. La stregoneria e il satanismo postmoderni sono l'equivalente dei culti religiosi pagani. Documenta persino casi di apparizione di spiriti demoniaci nella nascente IA di oggi. È un libro avvincente che mostra dove si sta dirigendo la nazione.<br />UN'OPZIONE BONIFACIO<br />L'autore è...]]></itunes:summary><itunes:duration>443</itunes:duration><itunes:keywords>opzionebenedetto,paganesimo,roddreher,sanbonifacio,superstizione</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/9f5b5a0c3801a471b62c29d5b444b26f.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Biden dalla giornata Trans al premio</title><link>https://www.spreaker.com/episode/biden-dalla-giornata-trans-al-premio--63259281</link><description><![CDATA[VIDEO: La Richards nega la vendita di organi di bambini abortiti ➜ <a href="https://www.youtube.com/watch?v=7o9xICmgCJA&amp;list=PLolpIV2TSebVzYmc5B11R08Qd2ib0ZEgL" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://www.youtube.com/watch?v=7o9xICmgCJA&amp;list=PLolpIV2TSebVzYmc5B11R08Qd2ib0ZEgL</a><br /><br />TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="https://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=8007" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=8007</a><br /><br />BIDEN: DALLA GIORNATA TRANS AL PREMIO ALL'ABORTISTA di Luca Volontè<br /> <br />Le tv pubbliche e private ci hanno mostrato un Joe Biden commosso all'ascolto delle lodi profuse dalla moglie Jill durante la cerimonia di ringraziamento per il sostegno ricevuto dai molti che hanno partecipato al ricevimento alla Casa Bianca per celebrare non solo la fine del suo mandato alla presidenza ma anche il suo quarantennale impegno politico.<br />In realtà, ci sarebbe molto da piangere per quello che Biden ha compiuto nella sua opera di ipocrita "cattolico devoto" e di propugnatore non solo di guerre e armamenti ma anche di depravazioni dei costumi, violenza contro il pudore infantile e persino diffusione globale delle pratiche omicide verso i nascituri. Proprio in questi giorni, a poche settimane dal passaggio formale di consegne a Donald Trump, Biden ha trovato il tempo di attribuire un altro riconoscimento agli abortisti e celebrare, per l'ennesima volta in coincidenza con una ricorrenza religiosa cattolica, l'orgoglio Lgbt.<br />Il presidente ha insignito della più alta onorificenza civile Cecile Richards, che ha guidato sino a sei anni fa Planned Parenthood, potente multinazionale dell'aborto, e ha sulla coscienza il sangue di milioni di bambini non nati. Joe Biden e la moglie Jill, in una cerimonia tenuta segreta ma svoltasi alla Casa Bianca lo scorso mercoledì 20 novembre, le hanno attribuito la medaglia presidenziale della libertà per il suo «coraggio assoluto» e l'«impavidità» del suo impegno che, secondo Biden, ha lasciato «un'eredità ispiratrice». Per l'attuale inquilino della Casa Bianca, la Richards ha «guidato alcune delle cause più importanti per i diritti civili della nostra nazione: elevare la dignità dei lavoratori, difendere e far progredire i diritti riproduttivi e l'uguaglianza delle donne e mobilitare gli americani per esercitare il loro potere di voto». La Richards ha ovviamente pubblicizzato l'encomio ricevuto, ringraziando il presidente Biden e la first lady per «tutto ciò che avete fatto per sostenere la salute e i diritti delle donne».<br />La Richards è stata alla guida della Planned Parenthood dal 2006 al 2018 e, proprio durante quel periodo, è stata ripresa in un video girato sotto copertura mentre organizzava pagamenti per tessuti fetali di bambini abortiti, difendendo il proprio lavoro come «programmi di donazione, come qualsiasi altro fornitore di assistenza sanitaria di alta qualità». Proprio in questi giorni sono emerse nuove prove di tale compravendita, peraltro illegale, di tessuti fetali di bimbi abortiti ad opera di Planned Parenthood, come riferisce un nuovo rapporto sulla fornitura di bimbi «vitali non anomali» all'Università della California - San Diego (UCSD), per alcune sperimentazioni sui loro corpicini.<br />Che l'omicidio degli innocenti e la barbarie del commercio di esseri umani assurga agli onori a Washington è, di per sé, sconcertante. Ma a Biden evidentemente non bastava. Il 20 novembre, a pochi giorni dall'inizio dell'Avvento (domenica 1 dicembre, nel Rito romano), il presidente che si professa cattolico ha celebrato il cosiddetto Transgender day of remembrance, una giornata promossa dalle organizzazioni Lgbt per ricordare le persone trans che hanno perso la vita a causa della violenza o sono discriminate e per sensibilizzare l'opinione pubblica sulla comunità transgender. Per l'occasione, Biden ha detto che la propria Amministrazione ha «intrapreso azioni significative per rafforzare i diritti e proteggere la sicurezza di tutti gli americani, compresa la collaborazione in tutto il governo federale per combattere la violenza contro gli americani transgender» e, aggiungiamo, favorire norme e programmi scolastici che distruggano ogni senso del pudore nei bambini, privino i genitori dei lori diritti nei casi di desiderato "cambio di sesso" e penalizzino le donne nelle competizioni sportive.<br />Sempre Biden, il 31 marzo, aveva celebrato la Giornata internazionale della visibilità transgender, nonostante quest'anno coincidesse con la santa Pasqua cattolica. C'è molto da riflettere su questo "cattolico devoto", così ben accolto, in tutti questi anni, nelle stanze vaticane e vezzeggiato in ambienti gesuiti e da alcuni cardinali americani (Cupich e McElroy in primis) vicini a papa Francesco. Piangiamo sì, ma di gioia, per la buona notizia dell'imminente fine del suo mandato.<br />Nota di BastaBugie: Giuliano Guzzo nell'articolo seguente dal titolo "Ecco le nomine Pro-Life di Trump che terrorizzano la lobby dell'aborto" spiega che Trump sta scegliendo alcuni prolife nei posti chiave e promette di tagliare i fondi federali a Planned Parenthood.<br />Ecco l'articolo completo pubblicato sul sito del Timone il 30 novembre 2024:<br />Che Amministrazione sarà sui temi etici quella di Donald Trump? Gli Stati Uniti cambieranno rotta in particolare sull'aborto? Al 20 gennaio, data di insediamento del Presidente eletto, mancano ancora delle settimane, ma l'interrogativo è lecito. Per provare a rispondervi con certezza, naturalmente, occorre pertanto ancora aspettare anche se, attenzione, ci sono delle nomine - su tutte quella di Dave Weldon - e degli annunci - come il taglio di 300 milioni alle organizzazioni pro aborto - che fanno ben sperare. Così come in generale fa ben sperare la stessa elezione di Trump che ha comunque sconfitto una candidata - Kamala Harris - e con lei tutta l'agenda Lgbt, woke e radicale che portava con sé.<br />Un primo spunto senza dubbio positivo per chi abbia a cuore la difesa della vita è la nomina trumpiana di Dave J. Weldon. Classe 1953, medico della Florida, già deputato, il repubblicano Weldon è infatti stato scelto dalla nuova Amministrazione per guidare i Centri per la prevenzione e il controllo delle malattie (Cdc). I media tendono a presentare Weldon più che altro come un critico dei vaccini o addirittura no vax, ma questa etichetta appare molto riduttiva rispetto all'impegno anche politico di questo politico e padre di famiglia. Infatti in passato costui è stato promotore di un emendamento che stabiliva come nessun fondo pubblico potesse essere disponibile ad una «agenzia o a un programma federale, o a un governo statale o locale, se tale ente sottopone un'altra entità sanitaria istituzionale o individuale a discriminazione sulla base del fatto che [quest'ultima] non fornisce copertura o paga per aborti». Insomma, nonostante debba comunque passare al vaglio del Senato, quella di Weldon è una nomina che, se confermata, sarà importante anche perché, a detta di molti osservatori pure repubblicani, bilancia quella del democratico Robert F. Kennedy Jr. alla guida dell'HHS, l'ente che sovrintende al Cdc - dato che, storicamente, Kennedy tutto è fuorché un pro life.<br />Peraltro, Weldon non è il solo pro life nominato da Trump per il suo futuro governo, dato che contro l'aborto sono anche Marco Rubio, scelto come futuro Segretario di Stato - e che da senatore ha promosso interessanti atti politici per la vita, come la legge «Providing for life» -, Elise Stefanik, scelta come nuova Ambasciatrice Usa all'Onu - già critica sulle «tattiche intimidatorie» adottate dai democratici contro Trump in merito alle sue posizioni meno aperte sull'aborto. Ma al di là dei singoli nomi è proprio il clima che si respira ad essere cambiato, non a caso il The Guardian del 17 novembre scorso scriveva apertamente che «con il ritorno di Trump i gruppi pro life stanno stilando ambiziosi elenchi di politiche che sperano di vedere attuate sotto un'amministrazione favorevole».<br />Su quali siano questi «ambiziosi elenchi», come si diceva all'inizio, un annuncio molto importante è già stato fatto. Elon Musk e Vivek Ramaswamy, anch'essi probabili membri della futura amministrazione, hanno infatti firmato insieme un editoriale come lettera aperta al Wall Street Journal in cui hanno identificato tra le priorità di spending review «i 500 miliardi di dollari in più di spese federali annuali che non sono approvate dal Congresso o vengono utilizzate in modi che il Congresso non ha mai previsto, da 535 milioni di dollari all'anno alla Corporation for Public Broadcasting, ai 1.5 miliardi di dollari per sovvenzioni a organizzazioni internazionali a quasi 300 milioni di dollari a gruppi progressisti come Planned Parenthood». Il taglio di 300 milioni di dollari al colosso abortista Planned Parenthood non potrà non avere ripercussioni positive sulla battaglia pro life. E il fatto che sia già stato annunciato, fa davvero ben sperare per la futura linea della Casa Bianca sui temi etici. A tutto ciò va poi aggiunto il fatto che già nel gennaio 2017, proprio tra i suoi primi atti, Trump firmò un ordine esecutivo che tagliava fondi per le Ong che praticano aborti all'estero, o forniscono informazioni a riguardo e che proprio grazie al tycoon si deve la nomina dell'attuale Corte Suprema, quella che nel giugno 2022 ribaltò la sentenza Roe vs Wade, lanciando al mondo un messaggio valido anche per l'Italia e per la "nostra" 194, vale a dire che nessuna norma è intoccabile. Dunque con Trump e la sua amministrazione c'è da ben sperare? Alcune premesse dicono di sì ma... staremo a vedere.<br />LE PROMESSE DI TRUMP: VIETARE LE MUTILAZIONE SESSUALI NEI MINORI&lt;]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/63259281</guid><pubDate>Tue, 10 Dec 2024 22:48:03 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/63259281/biden_dalla_giornata_trans_al_premio.mp3" length="12805126" type="audio/mpeg"/><itunes:author>BastaBugie</itunes:author><itunes:subtitle>VIDEO: La Richards nega la vendita di organi di bambini abortiti ➜ https://www.youtube.com/watch?v=7o9xICmgCJA&amp;amp;list=PLolpIV2TSebVzYmc5B11R08Qd2ib0ZEgL

TESTO DELL'ARTICOLO ➜ https://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=8007

BIDEN: DALLA GIORNATA...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[VIDEO: La Richards nega la vendita di organi di bambini abortiti ➜ <a href="https://www.youtube.com/watch?v=7o9xICmgCJA&amp;list=PLolpIV2TSebVzYmc5B11R08Qd2ib0ZEgL" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://www.youtube.com/watch?v=7o9xICmgCJA&amp;list=PLolpIV2TSebVzYmc5B11R08Qd2ib0ZEgL</a><br /><br />TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="https://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=8007" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=8007</a><br /><br />BIDEN: DALLA GIORNATA TRANS AL PREMIO ALL'ABORTISTA di Luca Volontè<br /> <br />Le tv pubbliche e private ci hanno mostrato un Joe Biden commosso all'ascolto delle lodi profuse dalla moglie Jill durante la cerimonia di ringraziamento per il sostegno ricevuto dai molti che hanno partecipato al ricevimento alla Casa Bianca per celebrare non solo la fine del suo mandato alla presidenza ma anche il suo quarantennale impegno politico.<br />In realtà, ci sarebbe molto da piangere per quello che Biden ha compiuto nella sua opera di ipocrita "cattolico devoto" e di propugnatore non solo di guerre e armamenti ma anche di depravazioni dei costumi, violenza contro il pudore infantile e persino diffusione globale delle pratiche omicide verso i nascituri. Proprio in questi giorni, a poche settimane dal passaggio formale di consegne a Donald Trump, Biden ha trovato il tempo di attribuire un altro riconoscimento agli abortisti e celebrare, per l'ennesima volta in coincidenza con una ricorrenza religiosa cattolica, l'orgoglio Lgbt.<br />Il presidente ha insignito della più alta onorificenza civile Cecile Richards, che ha guidato sino a sei anni fa Planned Parenthood, potente multinazionale dell'aborto, e ha sulla coscienza il sangue di milioni di bambini non nati. Joe Biden e la moglie Jill, in una cerimonia tenuta segreta ma svoltasi alla Casa Bianca lo scorso mercoledì 20 novembre, le hanno attribuito la medaglia presidenziale della libertà per il suo «coraggio assoluto» e l'«impavidità» del suo impegno che, secondo Biden, ha lasciato «un'eredità ispiratrice». Per l'attuale inquilino della Casa Bianca, la Richards ha «guidato alcune delle cause più importanti per i diritti civili della nostra nazione: elevare la dignità dei lavoratori, difendere e far progredire i diritti riproduttivi e l'uguaglianza delle donne e mobilitare gli americani per esercitare il loro potere di voto». La Richards ha ovviamente pubblicizzato l'encomio ricevuto, ringraziando il presidente Biden e la first lady per «tutto ciò che avete fatto per sostenere la salute e i diritti delle donne».<br />La Richards è stata alla guida della Planned Parenthood dal 2006 al 2018 e, proprio durante quel periodo, è stata ripresa in un video girato sotto copertura mentre organizzava pagamenti per tessuti fetali di bambini abortiti, difendendo il proprio lavoro come «programmi di donazione, come qualsiasi altro fornitore di assistenza sanitaria di alta qualità». Proprio in questi giorni sono emerse nuove prove di tale compravendita, peraltro illegale, di tessuti fetali di bimbi abortiti ad opera di Planned Parenthood, come riferisce un nuovo rapporto sulla fornitura di bimbi «vitali non anomali» all'Università della California - San Diego (UCSD), per alcune sperimentazioni sui loro corpicini.<br />Che l'omicidio degli innocenti e la barbarie del commercio di esseri umani assurga agli onori a Washington è, di per sé, sconcertante. Ma a Biden evidentemente non bastava. Il 20 novembre, a pochi giorni dall'inizio dell'Avvento (domenica 1 dicembre, nel Rito romano), il presidente che si professa cattolico ha celebrato il cosiddetto Transgender day of remembrance, una giornata promossa dalle organizzazioni Lgbt per ricordare le persone trans che hanno perso la vita a causa della violenza o sono discriminate e per sensibilizzare l'opinione pubblica sulla comunità transgender. 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È stata l'economia, stupido". L'ABC ha fatto eco: "Il profondo malcontento economico nei confronti di Biden ha spinto gli elettori verso Trump".<br />Le difficoltà economiche potrebbero aver convinto molti elettori "indecisi" a trascurare le loro remore nei confronti di Trump e a votare per lui. Tuttavia, altre questioni molto più profonde hanno giocato un ruolo nella vittoria. Ci sono sette lezioni da trarre dalle elezioni che vanno ben oltre il portafoglio.<br />1. L'AMERICA VUOLE UNA NUOVA LEADERSHIP FERMA<br />Il risanamento non si può ottenere solo eliminando le leggi sbagliate e i programmi fallimentari. Non avverrà promettendo sussidi gratuiti, tagli alle tasse o altri tipi di assistenza. Le elezioni hanno dimostrato che i cittadini vogliono una nuova leadership in grado di cambiare la direzione del Paese e di riportare la strada verso il buon senso e la stabilità. Quest'atteggiamento si è riflesso nel dibattito. La gente non vuole luoghi comuni, ma leadership ferma.<br />2. VOGLIAMO (E ABBIAMO BISOGNO) DI DIO!<br />La sinistra detesta "l'americano dei dieci comandamenti", che è una parte essenziale del pubblico e ha un attaccamento particolare a tutto ciò che riguarda Dio e la sua Legge. Uno dei candidati ha accolto i riferimenti a Dio, alla preghiera e alle Scritture per tutta la durata delle elezioni presidenziali. L'altro candidato non ha accolto questo messaggio. I risultati dimostrano che la religione risuona ancora con il pubblico americano. È tempo di riportare Nostro Signore al centro della vita americana.<br />3. LA POLITICA NON PUÒ SOSTITUIRE LE FAMIGLIE<br />La famiglia tradizionale è la base di ogni ordine nella società. Dio ha creato la famiglia per soddisfare i bisogni più elementari di ogni persona. I bambini imparano le lezioni fondamentali sulle ginocchia delle loro madri. I padri insegnano ai figli a lavorare e a mantenersi. I genitori insegnano ai figli ad amare Dio e la sua Legge.<br />Le elezioni hanno riguardato le famiglie. È stata una disputa tra due visioni della famiglia. Una visione vedeva la "famiglia" come qualsiasi cosa gli venisse in testa che sia.  Così si favoriva l'aborto, le unioni fallite, i fallimenti scolastici e gli inefficaci programmi di assistenza sociale. L'altra visione si è attenuta in maggioranza all'unione tradizionale tra un uomo e una donna, finalizzata all'educazione della prole. È ora di abbandonare la fallacia che sia il governo a sapere che convenga meglio alla famiglia.<br />4. LA SOCIETÀ PERMISSIVA DISTRUGGE TUTTO<br />Per troppi anni, la sinistra governativa, accademica e mediatica ha liquidato la moralità come repressione e tirannia. Le rovine di questa premessa giacciono ovunque in una società che cade a pezzi. Questa rivoluzione all'interno della società sta spingendo tutto - identità, sessualità e comportamento - verso una violenza e un radicalismo sempre maggiori. Queste elezioni hanno messo in discussione le premesse e le promesse della società permissiva.<br />5. NON SI PUÒ PREDICARE L'UNITÀ MENTRE SI SEMINA LA DIVISIONE<br />L'unità è uno dei più profondi desideri dell'umanità. I sinistrorsi usano questa parola come una clava, brandendola contro chiunque denunci le loro erronee idee. In realtà, nelle loro mani essa diventa un cuneo, promuovendo la divisione e, in ultima analisi, la disperazione. La sinistra semina discordia introducendo comportamenti divisivi, stili di vita aberranti e politiche identitarie (LGBT, transgender, ecc). Usa la parola unità per imporre queste idee al pubblico, che non vuole essere costretto a ingoiare queste cose. Le elezioni hanno evidenziato il rifiuto di programmi che gli americani non condividono.<br />6. IL GOVERNO ESISTE PER PROMUOVERE IL BENE COMUNE<br />Il compito fondamentale del governo è quello di promuovere il bene comune. Purtroppo, la politica governativa spesso abbandona questo ruolo promuovendo cose che non sono né comuni né buone. Le politiche identitarie (LGBT, transgender, ecc) creano divisioni e risentimento. Utilizzando la narrativa della lotta di classe degli oppressi contro gli oppressori, queste politiche di sinistra non cercano di unire le persone nel bene, ma di dividerle.<br />7. LO STATO NON DEVE INTROMETTERSI NELLA VITA QUOTIDIANA<br />L'elezione potrebbe essere vista come una protesta contro l'intromissione del governo nella vita quotidiana di tutti. Il governo censura le parole che offendono le presunzioni "woke". La sanità pubblica giustifica le limitazioni su alcuni cibi e bevande. L'assistenza all'infanzia spesso diluisce deliberatamente l'autorità dei genitori e può portare a mutazioni "di genere". La preoccupazione per "l'ambiente" limita l'uso legittimo della terra e promuove l'"energia sostenibile". Queste politiche sono andate troppo oltre e stanno opprimendo i cittadini rispettosi della legge.<br />Le elezioni di novembre hanno dato alcuni insegnamenti. I politici di entrambi gli schieramenti ne trarranno qualche insegnamento?<br />Il rifiuto totale di tante idee di sinistra dovrebbe dare ai leader politici un'idea di ciò che gli americani non vogliono. È necessario pregare e impegnarsi molto se si vuole che l'America torni all'ordine.<br />Nota di BastaBugie: Alessandra Nucci nell'articolo seguente dal titolo "Usa, il voto cattolico mobilitato contro la deriva woke" spiega che se nel 2020 gli elettori cattolici erano "assorbiti" equamente tra i due campi, quest'anno si sono schierati in maggioranza per Trump. Uno spostamento a destra per scongiurare l'offensiva ideologica di una eventuale amministrazione Harris.<br />Ecco l'articolo completo pubblicato su La Nuova Bussola Quotidiana il 19 novembre 2024:<br />Secondo alcuni calcoli, l'elettorato cattolico ha fatto la differenza nella recente clamorosa vittoria che ha riportato Donald J. Trump alla Casa Bianca. Sono 52 milioni i cattolici in età di voto negli USA, la più grossa denominazione cristiana del Paese, rappresentando il 22 per cento dell'elettorato. Finora però non era mai stato un blocco caratterizzato in un modo o nell'altro, tant'è vero che si diceva che un "voto cattolico" neanche esistesse. Nel 2020 il voto era andato metà per uno ai due contendenti, 50 per cento per Trump, 49 per cento per (il cattolico) Biden.<br />Quest'anno invece gli exit-poll hanno registrato una netta preferenza dei cattolici per Trump. La NBC ha segnato una prevalenza di Trump  contro Harris di 58% a 40%, che fra i cattolici bianchi sale a 61 a 35. Il Washington Post riporta un margine di 56-41%, per Fox News lo scarto è stato del 13%. Ugualmente massiccio il favore per Trump negli stati in bilico: in Michigan i cattolici hanno dato la preferenza a Trump con uno scarto del 20% in più rispetto ai voti per Kamala Harris, in Pennsylvania con il 14%, nel Wisconsin con il 16%, nella Carolina del Nord con il 17%, in Florida con uno stupefacente 29%.<br />A spostare a destra il voto dei cattolici americani è stata la reazione alla frangia estremista, "woke", del Partito Democratico (Kamala Harris ha più volte dichiarato che "bisogna essere woke"). Una volta il Partito Democratico si assicurava il voto cattolico con espressioni generiche sulla giustizia sociale, sull'inclusione e sull'attenzione per i poveri e I vulnerabili. Adesso a sentirsi vulnerabili sono gli americani, che con l'inflazione faticano ad arrivare a fine mese e che hanno visto invadere le proprie comunità dall'immigrazione incontrollata.<br />Per un Paese la cui identità comprende da sempre l'integrazione dello straniero, come attesta l'iscrizione sulla Statua della Libertà,  è evidente la differenza fra l'immigrazione legale di una volta e l'immigrazione incontrollata  avvenuta sotto la supervisione ufficiale ma inesistente della vice-presidente Harris.<br />Inoltre, gli zeloti del "woke", oltre a prendersela con il passato a scuola e rovesciando statue sulla strada, una volta arrivati al potere con Biden si sono scatenati contro i loro nemici ideologici, i movimenti pro-life, per colpire i quali sono state fatte irruzioni nelle case di nonne e padri di famiglia, arrestati e condannati per aver pregato pacificamente davanti alle cliniche abortiste.<br />L'aver assoldato, infine, a suon di milioni di dollari, la maggior parte dei più noti attori e cantanti del momento, non solo non ha avuto esito, ma nel caso degli elettori cattolici può aver innescato un effetto boomerang, stanti le posizioni abortiste espresse da personaggi come Madonna, nonché le molte esibizioni apertamente ammantate di satanismo.<br />Dal canto suo  Donald Trump, cresciuto nella Chiesa cristiana presbiteriana, oggi si definisce "nondenom", categoria di cristiani che non si sentono di appartenere ad alcuna specifica denominazione, anche se sono molto dediti alla preghiera e seguono la Bibbia. Ma a raccomandarlo agli occhi dei cattolici, Trump ha dalla sua i molti atti compiuti da Presidente in difesa della libertà di religione: dalla difesa dell'obiezione di coscienza alla nomina di tre giudici anti-abortisti alla Corte Suprema, al divieto di alloggiare i detenuti trans biologicamente maschi nelle carceri femminili.<br />Sembrerebbero quindi superati gli anni della presa obamiana sulla cultura cattolica. Tuttavia, la mentalità che una volta caratterizzava specificamente la sinistra ha assunto posizioni più centrali nella cultura. Ancora nel 2004 George W. Bush era stato rieletto sulla base di valori cristiani. Oggi, nel 2024, le figure "valoriali" di spicco come Elon Musk, Tulsi Gabbard, e lo ste]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/63132770</guid><pubDate>Tue, 03 Dec 2024 20:58:15 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/63132770/i_sette_motivi_per_cui_ha_stravinto_trump.mp3" length="11974425" type="audio/mpeg"/><itunes:author>BastaBugie</itunes:author><itunes:subtitle>TESTO DELL'ARTICOLO ➜ https://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=8004

I SETTE MOTIVI PER CUI HA STRAVINTO TRUMP di Edwin Benson
 
Il giorno dopo le elezioni del 2024, il media di "centro-sinistra" CNN ha titolato: "Che cosa è appena successo? È...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="https://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=8004" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=8004</a><br /><br />I SETTE MOTIVI PER CUI HA STRAVINTO TRUMP di Edwin Benson<br /> <br />Il giorno dopo le elezioni del 2024, il media di "centro-sinistra" CNN ha titolato: "Che cosa è appena successo? È stata l'economia, stupido". L'ABC ha fatto eco: "Il profondo malcontento economico nei confronti di Biden ha spinto gli elettori verso Trump".<br />Le difficoltà economiche potrebbero aver convinto molti elettori "indecisi" a trascurare le loro remore nei confronti di Trump e a votare per lui. Tuttavia, altre questioni molto più profonde hanno giocato un ruolo nella vittoria. Ci sono sette lezioni da trarre dalle elezioni che vanno ben oltre il portafoglio.<br />1. L'AMERICA VUOLE UNA NUOVA LEADERSHIP FERMA<br />Il risanamento non si può ottenere solo eliminando le leggi sbagliate e i programmi fallimentari. Non avverrà promettendo sussidi gratuiti, tagli alle tasse o altri tipi di assistenza. Le elezioni hanno dimostrato che i cittadini vogliono una nuova leadership in grado di cambiare la direzione del Paese e di riportare la strada verso il buon senso e la stabilità. Quest'atteggiamento si è riflesso nel dibattito. La gente non vuole luoghi comuni, ma leadership ferma.<br />2. VOGLIAMO (E ABBIAMO BISOGNO) DI DIO!<br />La sinistra detesta "l'americano dei dieci comandamenti", che è una parte essenziale del pubblico e ha un attaccamento particolare a tutto ciò che riguarda Dio e la sua Legge. Uno dei candidati ha accolto i riferimenti a Dio, alla preghiera e alle Scritture per tutta la durata delle elezioni presidenziali. L'altro candidato non ha accolto questo messaggio. I risultati dimostrano che la religione risuona ancora con il pubblico americano. È tempo di riportare Nostro Signore al centro della vita americana.<br />3. LA POLITICA NON PUÒ SOSTITUIRE LE FAMIGLIE<br />La famiglia tradizionale è la base di ogni ordine nella società. Dio ha creato la famiglia per soddisfare i bisogni più elementari di ogni persona. I bambini imparano le lezioni fondamentali sulle ginocchia delle loro madri. I padri insegnano ai figli a lavorare e a mantenersi. I genitori insegnano ai figli ad amare Dio e la sua Legge.<br />Le elezioni hanno riguardato le famiglie. È stata una disputa tra due visioni della famiglia. Una visione vedeva la "famiglia" come qualsiasi cosa gli venisse in testa che sia.  Così si favoriva l'aborto, le unioni fallite, i fallimenti scolastici e gli inefficaci programmi di assistenza sociale. L'altra visione si è attenuta in maggioranza all'unione tradizionale tra un uomo e una donna, finalizzata all'educazione della prole. È ora di abbandonare la fallacia che sia il governo a sapere che convenga meglio alla famiglia.<br />4. LA SOCIETÀ PERMISSIVA DISTRUGGE TUTTO<br />Per troppi anni, la sinistra governativa, accademica e mediatica ha liquidato la moralità come repressione e tirannia. Le rovine di questa premessa giacciono ovunque in una società che cade a pezzi. Questa rivoluzione all'interno della società sta spingendo tutto - identità, sessualità e comportamento - verso una violenza e un radicalismo sempre maggiori. Queste elezioni hanno messo in discussione le premesse e le promesse della società permissiva.<br />5. NON SI PUÒ PREDICARE L'UNITÀ MENTRE SI SEMINA LA DIVISIONE<br />L'unità è uno dei più profondi desideri dell'umanità. I sinistrorsi usano questa parola come una clava, brandendola contro chiunque denunci le loro erronee idee. In realtà, nelle loro mani essa diventa un cuneo, promuovendo la divisione e, in ultima analisi, la disperazione. La sinistra semina discordia introducendo comportamenti divisivi, stili di vita aberranti e politiche identitarie (LGBT, transgender, ecc). Usa la parola unità per imporre queste idee al pubblico, che non vuole essere costretto a ingoiare queste cose. Le elezioni hanno evidenziato il rifiuto di...]]></itunes:summary><itunes:duration>749</itunes:duration><itunes:keywords>benecomune,cattolici,societàpermissiva,trump,usa2024</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/9d6a26168826da253e2af1edb4e1aa25.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>L'elezione di Trump ha cambiato la politica</title><link>https://www.spreaker.com/episode/l-elezione-di-trump-ha-cambiato-la-politica--63020288</link><description><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="https://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7998" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7998</a><br /><br />L'ELEZIONE DI TRUMP HA CAMBIATO LA POLITICA AMERICANA (E MONDIALE) di John Horvat<br /> <br />Non tutti si rendono ben conto di quanto le elezioni abbiano cambiato la scena politica americana. I Democratici cercano di minimizzare il danno con sedute di biasimo, di esami di coscienza e di dita puntate alla ricerca di capri espiatori. Tuttavia, la perdita non può essere ridotta a persone o a politiche specifiche. Le elezioni hanno rappresentato un cambiamento storico.<br />La prima conclusione è che la sconfitta non riguarda solo l'economia. Gli americani sono abituati a pensare alle elezioni in termini di portafoglio. La risposta tipica a qualsiasi sconfitta elettorale è il familiare ritornello: È l'economia, stupido!<br />Tuttavia, questa elezione è stata diversa. Pur avendo dimensioni economiche, le elezioni non hanno riguardato solo l'economia. Le questioni principali ruotavano intorno al programma incendiario della sinistra. Gli elettori hanno rifiutato il wokismo, l'immigrazione clandestina di massa, il transgenderismo e lo scollamento del Partito Democratico con quanto sta accadendo nella società nonché le politiche economiche socialiste che hanno provocato l'inflazione.<br />Un grande malcontento: Quando è troppo è troppo<br />Le elezioni hanno riguardato il grande malcontento per l'indirizzo dato all'America. Questo malcontento è stato aggravato dal risentimento che l'americano medio prova per un programma che gli viene imposto. Non si trattava tanto di un voto per il presidente eletto Donald Trump, quanto di una protesta contro ciò che rappresentava la sua opposizione.<br />Uno scaltro politico francese, Hubert Védrine, ha definito i risultati "un'ondata popolare viscerale, nel senso più ampio del termine, di persone che vogliono porre fine al progressismo e al globalismo americano che dura da sessant'anni". L'ex ministro degli Esteri socialista ha osservato che la vittoria è stata una rivolta. Il suo messaggio era: "Progressismo: Basta! Quando è troppo è troppo!".<br />DIVERSITÀ, EQUITÀ E INCLUSIONE? ORA BASTA!<br />Secondo Fareed Zakaria del Washington Post, una delle cause principali della sconfitta è stata "il dominio a sinistra dell'ideologia dell'identità, che ha fatto sì che i democratici spingessero per tutti i tipi di politiche di diversità, equità e inclusione che sono uscite in gran parte dalla bolla urbana e accademica, ma che hanno alienato la gente comune".<br />In altre parole, le elezioni hanno messo a repentaglio un lavoro di sessant'anni. I cittadini ritengono che i progressisti li stiano spingendo troppo lontano e troppo in fretta. Sono stufi dell'atteggiamento arrogante di tanti liberal che disprezzano chi non è d'accordo con loro.<br />Ann Bauer, romanziere del Minnesota, ha scritto un'espressiva op-ed sul Wall Street Journal (7 novembre 2024) spiegando perché ha votato contro i Democratici. Il suo non è stato un voto per Trump, ma una protesta contro il "fanatismo della sinistra".<br />"Abbiamo votato per controllare lo slancio di questi movimenti, per fermare una malattia progressiva. Abbiamo votato contro l'idea che andare oltre sia sempre meglio. In cuor nostro, molti di noi si sono ribellati al prepotente senso di superiorità, alle persone che ci dicevano che noi eravamo troppo stupidi per capire, o troppo razzisti, troppo sessisti, troppo auto-odio, troppo simili ai nazisti".<br />La sua valutazione esprime bene l'atteggiamento inflessibile di tanti che si rifiutano di ascoltare ciò che accade nelle situazioni reali. La situazione diventa intollerabile e gli elettori del mondo reale vogliono uscire dall'incubo del wokismo. La gente esclama: "Smettetela, per carità!".<br />Il peso del voto cattolico<br />Allo stesso modo, anche il modo in cui la sinistra ha trattato la religione è stato un fattore critico in queste elezioni. Particolarmente importante è stato il voto cattolico. Molti pensano che sia stato essenziale per ribaltare la situazione contro i Democratici. (ndr, vedi sopra Visto da Roma di Julio Loredo).<br />Il voto cattolico rispecchia in genere il voto americano complessivo. Tuttavia, quest'anno i cattolici hanno votato per il candidato repubblicano con un margine medio superiore, più del 18%. Il professore del Grove City College Paul Kengor attribuisce questo cambiamento al fatto che "la nazione non aveva mai visto un ticket presidenziale così estremista come quello di Harris e Walz sulle questioni morali e culturali".<br />OSTILITÀ VERSO I TEMI RELIGIOSI<br />Egli osserva inoltre che la candidata democratica ha mostrato indifferenza e ostilità verso i temi religiosi. La campagna di Trump ha abbracciato immagini e temi cattolici. Il presidente eletto ha persino invocato San Michele Arcangelo nel giorno della sua festa.<br />I risultati delle elezioni hanno convogliato il messaggio che la religione è importante per gli americani. Chi ignora questa influenza ne paga le conseguenze.<br />Un disastro di proporzioni bibliche<br />Pertanto, l'elezione non è stata solo una sconfitta, bensì una batosta. Rappresenta il rifiuto del programma sessantennale del progressismo. Ha rivelato l'impazienza e il risentimento di molti americani che sono stanchi di essere cancellati, ridicolizzati e ignorati.<br />Lo stratega democratico Chris Kofinis ha misurato la portata della sconfitta, commentando: "È un disastro storico di proporzioni bibliche. Il Partito Democratico, così com'è, è morto. Questo è un riallineamento storico".<br />Secondo un'analisi elettorale della Reuters, le elezioni hanno mostrato ai Democratici che "i loro valori, orientati a sinistra e socialmente liberal, sono ora decisamente una minoranza tra gli americani".<br />Doug Sosnik, un altro stratega democratico, ha osservato: "Le elezioni del 2024 segnano il più grande spostamento a destra del nostro Paese dalla vittoria di Ronald Reagan nel 1980".<br />Gli elettori si sono espressi con una brusca virata a destra. Sono sconvolti dal messaggio sprezzante della sinistra. Sono esausti della velocità della marcia caotica della sinistra verso il socialismo, il transgenderismo e la rivoluzione woke in genere. Gli elettori hanno percepito un processo di autodistruzione che andava fermato.<br />LA REALTÀ DOPO QUESTA SCONFITTA<br />Tutte queste preoccupazioni dovranno essere affrontate dal panorama politico del dopo novembre e la sinistra dovrà valutare come fare i conti con la realtà dopo questa sconfitta.<br />All'indomani del massacro elettorale, la sinistra è in crisi e incolpa alla sua leadership, al suo messaggio e alle sue strategie, mai alle sue idee. Molti esponenti della sinistra raddoppiano le loro politiche fallimentari e adottano atteggiamenti ancora più paternalistici e spregianti nei confronti degli elettori che ritengono non abbiano compreso i veri problemi. I radicali sentono di aver aspettato troppo a lungo per la loro rivoluzione e credono erroneamente che la radicalizzazione della sinistra è il loro cammino verso la vittoria.<br />Altri esponenti della sinistra sembrano disposti a cambiare tutto, tranne la narrazione marxista della lotta di classe e dell'oppressione. Questa è la narrazione non negoziabile e comune per tutte le sfumature della sinistra.<br />Un cambio di rotta<br />In effetti, per rispondere alle preoccupazioni degli elettori, la sinistra dovrebbe smettere di essere di sinistra. Dovrebbe abbandonare il suo rigettato programma, che da oltre sessant'anni fa gravare sulla società. Ma qualsiasi arretramento verso il centro rischia di demoralizzare il suo nucleo radicale.<br />Questa necessità di avanzare e arretrare contemporaneamente mette la sinistra in una posizione difficile. Michael Sean Winters del National Catholic Reporter raccomanda ai Democratici di cambiare il proprio messaggio verso il centro "per riconquistare gli elettori della classe operaia".<br />Durante queste elezioni, quindi, è accaduto qualcosa di molto profondo in America. Non è stata l'economia, ma il cambiamento di una popolazione esausta. Non vuole il socialismo, ma un ritorno all'ordine.<br /><br />]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/63020288</guid><pubDate>Tue, 26 Nov 2024 23:46:36 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/63020288/l_elezione_di_trump_ha_cambiato_la_politica.mp3" length="9654920" type="audio/mpeg"/><itunes:author>BastaBugie</itunes:author><itunes:subtitle>TESTO DELL'ARTICOLO ➜ https://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7998

L'ELEZIONE DI TRUMP HA CAMBIATO LA POLITICA AMERICANA (E MONDIALE) di John Horvat
 
Non tutti si rendono ben conto di quanto le elezioni abbiano cambiato la scena politica...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="https://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7998" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7998</a><br /><br />L'ELEZIONE DI TRUMP HA CAMBIATO LA POLITICA AMERICANA (E MONDIALE) di John Horvat<br /> <br />Non tutti si rendono ben conto di quanto le elezioni abbiano cambiato la scena politica americana. I Democratici cercano di minimizzare il danno con sedute di biasimo, di esami di coscienza e di dita puntate alla ricerca di capri espiatori. Tuttavia, la perdita non può essere ridotta a persone o a politiche specifiche. Le elezioni hanno rappresentato un cambiamento storico.<br />La prima conclusione è che la sconfitta non riguarda solo l'economia. Gli americani sono abituati a pensare alle elezioni in termini di portafoglio. La risposta tipica a qualsiasi sconfitta elettorale è il familiare ritornello: È l'economia, stupido!<br />Tuttavia, questa elezione è stata diversa. Pur avendo dimensioni economiche, le elezioni non hanno riguardato solo l'economia. Le questioni principali ruotavano intorno al programma incendiario della sinistra. Gli elettori hanno rifiutato il wokismo, l'immigrazione clandestina di massa, il transgenderismo e lo scollamento del Partito Democratico con quanto sta accadendo nella società nonché le politiche economiche socialiste che hanno provocato l'inflazione.<br />Un grande malcontento: Quando è troppo è troppo<br />Le elezioni hanno riguardato il grande malcontento per l'indirizzo dato all'America. Questo malcontento è stato aggravato dal risentimento che l'americano medio prova per un programma che gli viene imposto. Non si trattava tanto di un voto per il presidente eletto Donald Trump, quanto di una protesta contro ciò che rappresentava la sua opposizione.<br />Uno scaltro politico francese, Hubert Védrine, ha definito i risultati "un'ondata popolare viscerale, nel senso più ampio del termine, di persone che vogliono porre fine al progressismo e al globalismo americano che dura da sessant'anni". L'ex ministro degli Esteri socialista ha osservato che la vittoria è stata una rivolta. Il suo messaggio era: "Progressismo: Basta! Quando è troppo è troppo!".<br />DIVERSITÀ, EQUITÀ E INCLUSIONE? ORA BASTA!<br />Secondo Fareed Zakaria del Washington Post, una delle cause principali della sconfitta è stata "il dominio a sinistra dell'ideologia dell'identità, che ha fatto sì che i democratici spingessero per tutti i tipi di politiche di diversità, equità e inclusione che sono uscite in gran parte dalla bolla urbana e accademica, ma che hanno alienato la gente comune".<br />In altre parole, le elezioni hanno messo a repentaglio un lavoro di sessant'anni. I cittadini ritengono che i progressisti li stiano spingendo troppo lontano e troppo in fretta. Sono stufi dell'atteggiamento arrogante di tanti liberal che disprezzano chi non è d'accordo con loro.<br />Ann Bauer, romanziere del Minnesota, ha scritto un'espressiva op-ed sul Wall Street Journal (7 novembre 2024) spiegando perché ha votato contro i Democratici. Il suo non è stato un voto per Trump, ma una protesta contro il "fanatismo della sinistra".<br />"Abbiamo votato per controllare lo slancio di questi movimenti, per fermare una malattia progressiva. Abbiamo votato contro l'idea che andare oltre sia sempre meglio. In cuor nostro, molti di noi si sono ribellati al prepotente senso di superiorità, alle persone che ci dicevano che noi eravamo troppo stupidi per capire, o troppo razzisti, troppo sessisti, troppo auto-odio, troppo simili ai nazisti".<br />La sua valutazione esprime bene l'atteggiamento inflessibile di tanti che si rifiutano di ascoltare ciò che accade nelle situazioni reali. La situazione diventa intollerabile e gli elettori del mondo reale vogliono uscire dall'incubo del wokismo. La gente esclama: "Smettetela, per carità!".<br />Il peso del voto cattolico<br />Allo stesso modo, anche il modo in cui la sinistra ha trattato la religione è stato un fattore...]]></itunes:summary><itunes:duration>604</itunes:duration><itunes:keywords>biden,kamala,trump,usa2024,woke</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e11d527874ead29993a006df9e67e82f.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Trump sconfigge Kamala</title><link>https://www.spreaker.com/episode/trump-sconfigge-kamala--62722343</link><description><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="https://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7976" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7976</a><br /><br />TRUMP SCONFIGGE KAMALA (E LA NARRAZIONE DEI MASS-MEDIA) di Giuliano Guzzo<br /><br />Chissà in che mondo vivono. Il dilemma irrisolto, dinnanzi alla nettissima vittoria di Donald Trump - rieletto Presidente degli Stati Uniti a furor di popolo (ha trionfato pure sul voto popolare, cosa che non aveva fatto neppure nel 2016) -, è sostanzialmente questo. Esiste difatti una nutrita schiera di giornalisti, influencer, esperti di cose americane ed opinionisti vari che per settimane, anzi in realtà per mesi, sulle elezioni degli Stati Uniti non ha fatto cronaca, semmai fantascienza. Come? Prima elogiando la candidata democratica, da subito presentata in odore di trionfo - Ricordate? «Kamala Harris già in vantaggio di due punti» (Corriere della Sera 24/7/2024) -, poi assicurando fin agli sgoccioli della campagna elettorale che non ci sarebbe stata partita, perché la vice di Biden «ha quattro punti di vantaggio su Trump» (IlSole24Ore, 3/11/2024). Certo, prudenzialmente alcuni avevano anche parlato negli ultimi giorni di "testa a testa" tra i due candidati, vero. Ma era palese che lo facessero più per scaramanzia che per altro, dato che nella narrazione dominante, non solo negli States (anche nelle tv italiane, fino a ieri sera, era dura trovare mezzo simpatizzante repubblicano), queste elezioni avevano, da una parte, una candidata con qualche pecca ma comunque donna e progressista - quindi una candidata del Bene -, e, dall'altra, una sorta di mostro impresentabile. Chi avesse dei dubbi al riguardo, può controllare l'aria da funerale che tira nei talk show di queste ore, i cui studi ricordano per vivacità la casa della famiglia Addams: sguardi vitrei, volti pallidi, commenti a denti stretti, parole di preoccupazione perché «adesso chissà che succederà all'Europa». C'è insomma tutta la conferma che chi doveva fare informazione ha in realtà fatto altro, e cioè militanza. La prova che le cose stiano così sta nel fatto che, a ben vedere, la vittoria di Donald Trump qualcuno l'aveva prevista eccome. Per esempio, l'istituto demoscopico AtlasIntel - lo stesso, guarda caso, che pure nel 2020 ci aveva azzeccato col massimo grado di accuratezza. Ma anche i mercati e gli scommettitori, in realtà, davano per probabile un ritorno alla Casa del Tycoon. Irrituale era parso pure il mancato endorsement dem di testate come il Washington Post e Los Angeles Times. Insomma, i segnali che il vento non fosse proprio pro Harris c'erano. Eppure, dicevamo, per mesi c'è stato raccontato ogni giorno un mondo che, semplicemente, non esiste. È il mondo insegnato nelle università «inclusive» e per i quale si battono le varie Taylor Swift Julia Roberts, Oprah Winfrey e Lady Gaga... Tutte signore professioniste nei loro ambiti, sia chiaro. Ma che forse hanno qualche problemino a capire la realtà. Solo infatti chi staziona in un universo parallelo - a proposito del chissà in che mondo vivono - può stupirsi del fatto che alla maggioranza delle persone l'aborto libero fino al nono mese possa interessare più di un lavoro ben retribuito, o che gli asterisch* possano venir prima dei controlli sull'immigrazione, o che consentire agli uomini che "si sentono donne" di andare nei bagni delle donne sia prioritario rispetto al provare a fermare le guerre nel mondo. Da questo punto di vista, quanto avvenne nel 2016 - quando Hillary Clinton venne anche sconfitta pur essendo portata il palmo di mano dall'establishment -, avrebbe dovuto insegnare qualcosa. E invece i paladini del progressismo continuano a intonare le loro filastrocche; e i giornalisti espressione di quella parte (cioè il 90%) a fare gli espertoni che la sanno lunga. Non c'è quindi da illudersi sul fatto che questa pur vasta vittoria di Donald Trump possa cambiare le cose. Però poi non stupiamoci se molti diffidano dell'informazione. Piantiamola cioè di cadere dalle nuvole, davanti al calo delle vendite dei giornali. Nel nostro piccolo, come Timone - fa testo il numero di ottobre della nostra rivista -, abbiamo sempre raccontato che il 5 novembre si sarebbero sfidate due diverse Americhe, senza però mai neppure immaginare che quella incarnata dal candidato repubblicano fosse brutta, sporca e cattiva, tutt'altro. Invece tantissimi altro lo hanno fatto, atteggiandosi pure a guru, e oggi dinnanzi a questa figuraccia epica - questa sì brutta, sporca e cattiva -, forse farebbero meglio a fare autocritica, questa sconosciuta, e a rendersi conto che la realtà non è come la raccontano. E non lo è mai stata.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/62722343</guid><pubDate>Wed, 13 Nov 2024 17:00:36 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/62722343/trump_sconfigge_kamala.mp3" length="9728462" type="audio/mpeg"/><itunes:author>BastaBugie</itunes:author><itunes:subtitle>TESTO DELL'ARTICOLO ➜ https://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7976

TRUMP SCONFIGGE KAMALA (E LA NARRAZIONE DEI MASS-MEDIA) di Giuliano Guzzo

Chissà in che mondo vivono. Il dilemma irrisolto, dinnanzi alla nettissima vittoria di Donald Trump -...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="https://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7976" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7976</a><br /><br />TRUMP SCONFIGGE KAMALA (E LA NARRAZIONE DEI MASS-MEDIA) di Giuliano Guzzo<br /><br />Chissà in che mondo vivono. Il dilemma irrisolto, dinnanzi alla nettissima vittoria di Donald Trump - rieletto Presidente degli Stati Uniti a furor di popolo (ha trionfato pure sul voto popolare, cosa che non aveva fatto neppure nel 2016) -, è sostanzialmente questo. Esiste difatti una nutrita schiera di giornalisti, influencer, esperti di cose americane ed opinionisti vari che per settimane, anzi in realtà per mesi, sulle elezioni degli Stati Uniti non ha fatto cronaca, semmai fantascienza. Come? Prima elogiando la candidata democratica, da subito presentata in odore di trionfo - Ricordate? «Kamala Harris già in vantaggio di due punti» (Corriere della Sera 24/7/2024) -, poi assicurando fin agli sgoccioli della campagna elettorale che non ci sarebbe stata partita, perché la vice di Biden «ha quattro punti di vantaggio su Trump» (IlSole24Ore, 3/11/2024). Certo, prudenzialmente alcuni avevano anche parlato negli ultimi giorni di "testa a testa" tra i due candidati, vero. Ma era palese che lo facessero più per scaramanzia che per altro, dato che nella narrazione dominante, non solo negli States (anche nelle tv italiane, fino a ieri sera, era dura trovare mezzo simpatizzante repubblicano), queste elezioni avevano, da una parte, una candidata con qualche pecca ma comunque donna e progressista - quindi una candidata del Bene -, e, dall'altra, una sorta di mostro impresentabile. Chi avesse dei dubbi al riguardo, può controllare l'aria da funerale che tira nei talk show di queste ore, i cui studi ricordano per vivacità la casa della famiglia Addams: sguardi vitrei, volti pallidi, commenti a denti stretti, parole di preoccupazione perché «adesso chissà che succederà all'Europa». C'è insomma tutta la conferma che chi doveva fare informazione ha in realtà fatto altro, e cioè militanza. La prova che le cose stiano così sta nel fatto che, a ben vedere, la vittoria di Donald Trump qualcuno l'aveva prevista eccome. Per esempio, l'istituto demoscopico AtlasIntel - lo stesso, guarda caso, che pure nel 2020 ci aveva azzeccato col massimo grado di accuratezza. Ma anche i mercati e gli scommettitori, in realtà, davano per probabile un ritorno alla Casa del Tycoon. Irrituale era parso pure il mancato endorsement dem di testate come il Washington Post e Los Angeles Times. Insomma, i segnali che il vento non fosse proprio pro Harris c'erano. Eppure, dicevamo, per mesi c'è stato raccontato ogni giorno un mondo che, semplicemente, non esiste. È il mondo insegnato nelle università «inclusive» e per i quale si battono le varie Taylor Swift Julia Roberts, Oprah Winfrey e Lady Gaga... Tutte signore professioniste nei loro ambiti, sia chiaro. Ma che forse hanno qualche problemino a capire la realtà. Solo infatti chi staziona in un universo parallelo - a proposito del chissà in che mondo vivono - può stupirsi del fatto che alla maggioranza delle persone l'aborto libero fino al nono mese possa interessare più di un lavoro ben retribuito, o che gli asterisch* possano venir prima dei controlli sull'immigrazione, o che consentire agli uomini che "si sentono donne" di andare nei bagni delle donne sia prioritario rispetto al provare a fermare le guerre nel mondo. Da questo punto di vista, quanto avvenne nel 2016 - quando Hillary Clinton venne anche sconfitta pur essendo portata il palmo di mano dall'establishment -, avrebbe dovuto insegnare qualcosa. E invece i paladini del progressismo continuano a intonare le loro filastrocche; e i giornalisti espressione di quella parte (cioè il 90%) a fare gli espertoni che la sanno lunga. Non c'è quindi da illudersi sul fatto che questa pur vasta vittoria di Donald Trump possa cambiare le cose. 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Peraltro, la Harris, ha sottolineato anche che non farà alcuna concessione ai repubblicani su questo.<br />Il contesto in cui ha proferito queste ferali parole è stata un'intervista rilasciata lo scorso martedì, quando Hallie Jackson di NBC News le ha chiesto quali concessioni era disposta a fare, sull'interruzione di gravidanza in merito alle leggi federali sull'aborto.<br />Chiarissima la sua risposta: «Non credo che dovremmo fare concessioni quando parliamo di una libertà fondamentale, quella di prendere decisioni sul proprio corpo». Ma Jackson l'avrebbe incalzata chiedendo se sarebbe stata disposta a tendere "un ramoscello d'ulivo" ai repubblicani moderati che considerano l'aborto legittimo, ma non sostengono tutte le politiche sull'aborto di Harris. Ma anche stavolta la vicepresidente avrebbe respinto la proposta, dicendo che l'aborto "non può essere negoziabile".<br />Eppure, al contrario, proprio il diritto alla vita ci risulta essere tra i principi non negoziabili, ma evidentemente la Harris deve avere le idee non chiare, se ha continuato a sostenere la sua tesi affermando: «Non ho intenzione di impegnarmi in alcuna ipotesi perché potrebbero profilarsi una varietà di scenari. Cominciamo con un fatto fondamentale: una libertà essenziale è stata tolta alle donne d'America, la libertà di prendere decisioni sul proprio corpo. E questo non può essere negoziabile, ovvero dobbiamo ristabilire le garanzie della Roe v. Wade».<br />Dunque, il suo tentativo "democratico", sarà quello di imporre l'aborto su richiesta in tutti i 50 Stati americani, calpestando anche le obiezioni legate alla libertà religiosa. Ma tutto ciò è coerente con il suo operato da senatrice, nel 2019, quando avrebbe introdotto il Do No Harm Act, allo scopo di ridimensionare la possibilità di esercitare l'obiezione sull'aborto, come esercizio legittimo della propria libertà religiosa.<br />La proposta di legge, che fortunatamente non è riuscita a superare la Commissione Giustizia del Senato, prevedeva che i datori di lavoro credenti non venissero esentati dal coprire "qualsiasi servizio sanitario" richiesto dalla legge federale. Ciò avrebbe eliminato qualunque obiezione per motivi di fede riguardo la pratica dell'aborto, la contraccezione e gli interventi chirurgici sui transgender.<br />Tutto ciò risulta perfettamente coerente con le politiche dell'amministrazione Biden-Harris degli ultimi quattro anni. In particolare, nel 2022 il Dipartimento della Salute e dei Servizi Umani ha promulgato una norma che cercava di costringere tutti gli ospedali, compresi quelli cattolici, a fornire aborti, se costituivano un "trattamento stabilizzante" ai sensi dell'Emergency Medical Treatment and Labor Act (EMTALA). Questa regola è stata bloccata dalla Corte d'Appello degli Stati Uniti, mentre la Corte Suprema ha rifiutato di ascoltare l'appello dell'amministrazione.<br />Dunque, non sarebbe la prima volta che Harris arriva ad usare il suo potere politico per calpestare i diritti degli americani credenti. Ricordiamo anche che durante questa sua corsa verso la presidenza, si è rifiutata di sconfessare l'aborto tardivo, che è già legale in diversi stati, purtroppo.<br />Nota di BastaBugie: Stefano Magni nell'articolo seguente dal titolo "Pur di ripristinare l'aborto, la Harris cambierebbe la Corte Suprema" mette in luce che la candidata democratica, se eletta presidente, potrebbe cambiare la Corte Suprema. Non limitandosi a nominare i suoi giudici, ma alterandone la composizione. Tutto perché l'attuale Corte Suprema non ritiene che l'aborto sia un diritto federale.<br />Ecco l'articolo completo pubblicato su La Nuova Bussola Quotidiana il 29 ottobre 2024:<br />Kamala Harris, se eletta presidente, potrebbe cambiare il volto del potere giudiziario americano. Potrebbe portare a termine una riforma che il suo attuale presidente Joe Biden ha solo abbozzato, minacciato in certi casi, ma mai affrontato. Quel che la Harris potrebbe fare è: l'ampliamento della Corte Suprema. Con uno scopo politico ben preciso: superare la maggioranza conservatrice che, per dire un tema caro all'attuale candidata, ha annullato la sentenza Roe vs Wade sull'aborto, facendo tornare agli Stati la decisione sulla sua legalizzazione. Quindi è sempre sull'aborto che torna la Harris e per farlo tornare legale a livello federale, anzi affermarlo come diritto inviolabile, sarebbe disposta a cambiare anche la Costituzione.<br />La Harris, in un'intervista alla Cnn ha dichiarato quel che Biden ha sempre evitato di dire esplicitamente: «Il popolo americano sta perdendo sempre più fiducia nella Corte Suprema, in gran parte a causa del comportamento di alcuni membri della Corte e di alcune sentenze, tra cui la decisione Dobbs (quella sull'aborto, ndr), che ha eliminato un precedente in vigore da 50 anni, proteggendo il diritto di una donna di prendere decisioni sul proprio corpo. Perciò credo che ci debba essere una sorta di riforma della Corte, e possiamo studiare come questa si configuri effettivamente».<br />Anche Joe Biden, in questi mesi di campagna elettorale, a dire il vero, sta parlandone in modo sempre più esplicito. Ad esempio, nell'evento in cui si celebrava il sessantesimo anniversario dell'introduzione della Legge sui Diritti Civili, ha dichiarato che «L'estremismo sta minando la fiducia dell'opinione pubblica nelle decisioni della Corte». E per "estremismo" intende, appunto, sempre la posizione sull'aborto: se non lo ritieni un diritto costituzionale, fondamentale, inviolabile, sei "estremista". Infatti, in quella occasione, parlando alla Lyndon B. Johnson Library di Austin, in Texas, Biden ha detto che in passato la Corte Suprema ha difeso i diritti civili in modo anche aggressivo, «ma ora viviamo in un'epoca diversa». Perché: «Negli ultimi anni, le opinioni estreme che la Corte Suprema ha emesso hanno minato i principi e le protezioni dei diritti civili stabiliti da tempo», ha affermato.<br />In che modo si intende riformare la Corte Suprema che, dal 1869, è composta da 9 giudici supremi a vita, nominati dai presidenti? L'idea è quella di aggiungere altri membri e obbligare i vecchi giudici a ritirarsi, una volta superata una certa età (da stabilire). Attualmente i giudici più anziani sono entrambi conservatori: Clarence Thomas (76 anni) e Samuel Alito (74). Sono entrambi presi di mira dai progressisti che li accusano anche di una condotta poco etica nelle loro vite, per aver accettato regali e aver fatto troppa politica a favore dei Repubblicani. Nel 2023 è stato introdotto, dalla Corte Suprema stessa, un codice di condotta etica. Ma l'opposizione di sinistra ritiene che sia solo una foglia di fico, perché la sua implementazione dipende dai giudici stessi. Biden (e la Harris con lui) propone dunque un codice di condotta che venga implementato rispettato seriamente. Col rischio, però, di ingerenze del governo nell'attività dei giudici.<br />Per riforme di questa portata occorre la maggioranza qualificata. Ma la Harris ha chiesto che i Democratici, se a novembre manterranno il Senato, aggirino la regola della maggioranza qualificata a 60 voti, per approvare queste proposte di legge senza accettare nemmeno un minimo compromesso.<br />Ci sono già proposte di legge per aumentare i membri della Corte Suprema, come quella a firma del senatore democratico Ron Wyden che prevede l'aumento a 15 giudici supremi nei prossimi tre termini presidenziali (12 anni). Come spiega il Wall Street Journal, «I sostenitori più agguerriti dei limiti di mandato sostengono che il Congresso potrebbe creare una nuova carica di "giudice anziano", che inizierebbe dopo 18 anni di servizio regolare. L'idea è quella di privare i giudici supremi della capacità di esaminare gli appelli, fingendo però che mantengano le loro cariche. È incostituzionale, ma non è detto che i Democratici non ci provino comunque con uno statuto».<br />Il primo tentativo (fallito) di cambiare la composizione della Corte Suprema risale al 1937, ad opera dell'allora presidente Franklin Delano Roosevelt, sempre un Democratico. La sua riforma prevedeva la nomina di un nuovo giudice (fino a un massimo di sei) per ogni vecchio giudice supremo che avesse superato il 70mo anno di età. Quindi c'erano già allora le due idee principali della riforma democratica della magistratura suprema: il limite di età e l'aumento del numero dei giudici (per aggirare in conservatori). La stessa compagine democratica al Congresso si divise e la legge non passò.<br />Allora come ora, la maggioranza dei giudici era costituita da conservatori nominati dai tre presidenti repubblicani che avevano preceduto Roosevelt. La causa scatenante del conflitto fra presidente e Corte Suprema, nel 1937 era il New Deal, il pacchetto di misure economiche anti-crisi di cui la Corte aveva bocciato molti provvedimenti giudicandoli anti-costituzionali. Oggi la causa è l'aborto. Segno dei tempi che cambiano. Se allora la sinistra americana rappresentava soprattutto gli operai disoccupati, oggi rappresenta le donne che si sentono veramente libere solo se possono eliminare i loro figli.<br />]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/62558846</guid><pubDate>Wed, 30 Oct 2024 17:37:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/62558846/la_harris_abolir_l_obiezione_di_coscienza.mp3" length="10821094" type="audio/mpeg"/><itunes:author>BastaBugie</itunes:author><itunes:subtitle>TESTO DELL'ARTICOLO ➜ https://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7963

LA HARRIS ABOLIRA' L'OBIEZIONE DI COSCIENZA PER COSTRINGERE I MEDICI A PRATICARE L'ABORTO di Manuela Antonacci

Evidentemente fa intrinsecamente parte del suo programma...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="https://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7963" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7963</a><br /><br />LA HARRIS ABOLIRA' L'OBIEZIONE DI COSCIENZA PER COSTRINGERE I MEDICI A PRATICARE L'ABORTO di Manuela Antonacci<br /><br />Evidentemente fa intrinsecamente parte del suo programma elettorale e della sua vocazione politica ridurre a zero la vita nascente, se tra gli impegni che Kamala Harris ha promesso di portare avanti, qualora venisse eletta, c'è quello di vietare qualunque forma di obiezione verso l'aborto, per qualunque motivo, compresa la fede. Peraltro, la Harris, ha sottolineato anche che non farà alcuna concessione ai repubblicani su questo.<br />Il contesto in cui ha proferito queste ferali parole è stata un'intervista rilasciata lo scorso martedì, quando Hallie Jackson di NBC News le ha chiesto quali concessioni era disposta a fare, sull'interruzione di gravidanza in merito alle leggi federali sull'aborto.<br />Chiarissima la sua risposta: «Non credo che dovremmo fare concessioni quando parliamo di una libertà fondamentale, quella di prendere decisioni sul proprio corpo». Ma Jackson l'avrebbe incalzata chiedendo se sarebbe stata disposta a tendere "un ramoscello d'ulivo" ai repubblicani moderati che considerano l'aborto legittimo, ma non sostengono tutte le politiche sull'aborto di Harris. Ma anche stavolta la vicepresidente avrebbe respinto la proposta, dicendo che l'aborto "non può essere negoziabile".<br />Eppure, al contrario, proprio il diritto alla vita ci risulta essere tra i principi non negoziabili, ma evidentemente la Harris deve avere le idee non chiare, se ha continuato a sostenere la sua tesi affermando: «Non ho intenzione di impegnarmi in alcuna ipotesi perché potrebbero profilarsi una varietà di scenari. Cominciamo con un fatto fondamentale: una libertà essenziale è stata tolta alle donne d'America, la libertà di prendere decisioni sul proprio corpo. E questo non può essere negoziabile, ovvero dobbiamo ristabilire le garanzie della Roe v. Wade».<br />Dunque, il suo tentativo "democratico", sarà quello di imporre l'aborto su richiesta in tutti i 50 Stati americani, calpestando anche le obiezioni legate alla libertà religiosa. Ma tutto ciò è coerente con il suo operato da senatrice, nel 2019, quando avrebbe introdotto il Do No Harm Act, allo scopo di ridimensionare la possibilità di esercitare l'obiezione sull'aborto, come esercizio legittimo della propria libertà religiosa.<br />La proposta di legge, che fortunatamente non è riuscita a superare la Commissione Giustizia del Senato, prevedeva che i datori di lavoro credenti non venissero esentati dal coprire "qualsiasi servizio sanitario" richiesto dalla legge federale. Ciò avrebbe eliminato qualunque obiezione per motivi di fede riguardo la pratica dell'aborto, la contraccezione e gli interventi chirurgici sui transgender.<br />Tutto ciò risulta perfettamente coerente con le politiche dell'amministrazione Biden-Harris degli ultimi quattro anni. In particolare, nel 2022 il Dipartimento della Salute e dei Servizi Umani ha promulgato una norma che cercava di costringere tutti gli ospedali, compresi quelli cattolici, a fornire aborti, se costituivano un "trattamento stabilizzante" ai sensi dell'Emergency Medical Treatment and Labor Act (EMTALA). Questa regola è stata bloccata dalla Corte d'Appello degli Stati Uniti, mentre la Corte Suprema ha rifiutato di ascoltare l'appello dell'amministrazione.<br />Dunque, non sarebbe la prima volta che Harris arriva ad usare il suo potere politico per calpestare i diritti degli americani credenti. Ricordiamo anche che durante questa sua corsa verso la presidenza, si è rifiutata di sconfessare l'aborto tardivo, che è già legale in diversi stati, purtroppo.<br />Nota di BastaBugie: Stefano Magni nell'articolo seguente dal titolo "Pur di ripristinare l'aborto, la Harris cambierebbe la Corte Suprema" mette in luce che la candidata...]]></itunes:summary><itunes:duration>677</itunes:duration><itunes:keywords>aborto,congresso,kamala,obiezionedicoscienza,usa</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e11854b0014a6a1ce56d360b9a71277b.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Trump esposto all'odio politico da una sicurezza inefficiente</title><link>https://www.spreaker.com/episode/trump-esposto-all-odio-politico-da-una-sicurezza-inefficiente--62183799</link><description><![CDATA[VIDEO IRONICO: L'attentato a Trump ➜ <a href="https://www.youtube.com/watch?v=AyylrFZ1zW8&amp;list=PLolpIV2TSebVSarVSJS-Gy5hJo3_40bhI" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://www.youtube.com/watch?v=AyylrFZ1zW8&amp;list=PLolpIV2TSebVSarVSJS-Gy5hJo3_40bhI</a><br /><br />TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="https://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7941" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7941</a><br /><br />TRUMP ESPOSTO ALL'ODIO POLITICO DA UNA SICUREZZA INEFFICIENTE di Stefano Magni<br />Come è stato possibile attentare la vita di Donald Trump, candidato presidente, per ben due volte in due mesi? Il Servizio Segreto ha pubblicato i risultati di una sua indagine interna venerdì 20 settembre e ieri, mercoledì 25 settembre, la Commissione per la Sicurezza Nazionale del Senato ha concluso la sua inchiesta, nello stesso giorno in cui il secondo attentatore alla vita dell'ex presidente veniva incriminato per tentato omicidio. Le inchieste rivelano inefficienze tali che dobbiamo domandarci, non solo se Trump si sia salvato per un vero miracolo, ma anche come facciano ad essere vivi tutti gli altri personaggi politici protetti dal Servizio Segreto. Perché le falle sono state tante e tali da far tremare le vene ai polsi.<br />Nell'attentato a Butler, il 13 luglio mattina, la polizia aveva individuato il sospetto (e futuro attentatore) Thomas Matthew Crooks, con un'ora di anticipo rispetto al comizio, però, poi lo ha perso di vista. Ore prima, gli stessi genitori di Crooks, notando un comportamento insolito del figlio, avevano denunciato alla polizia la sua scomparsa. Per la sua azienda, risultava in ferie per un solo giorno per un motivo non specificato. Un altro indizio era il drone lanciato dallo stesso aspirante attentatore, prima del comizio. Ma l'agente che avrebbe dovuto intercettare il drone e scoprire chi lo avesse lanciato, da quanto è risultato nell'indagine, aveva appena un'ora di addestramento alle spalle, ha avuto problemi tecnici con il proprio sistema anti-drone e si è rivolto a una linea gratuita per una consulenza tecnica. Gli hanno risposto, a quanto risulta, ore dopo. Troppo tardi per prevenire qualunque pericolo.<br />UN CAPOLAVORO DI INEFFICIENZA<br />Il capolavoro di inefficienza è comunque avvenuto dopo che il giovane Crooks, si arrampicò sul tetto di una fabbrica a circa cento metri dal palco di Trump. La polizia locale, così come la folla che assisteva al comizio, hanno visto e hanno capito cosa stava accadendo. Il comando di polizia ha comunicato subito il sospetto via radio, convinto che il Servizio Segreto fosse in ascolto. Ma non era in ascolto, perché i canali radio usati dalle due agenzie erano separati e non comunicanti. Nessun agente del Servizio Segreto era presente presso il comando di polizia, per coordinare le operazioni. Ma una persona che si arrampica su un tetto a così poca distanza dal bersaglio potenziale desta o dovrebbe destare almeno qualche sospetto in chi ha il compito di proteggerlo. O no?<br />Una volta che Crooks è stato visto dai poliziotti, i tiratori scelti (pur senza comunicare con gli agenti locali), notando il movimento di polizia e pubblico, hanno iniziato a cercare nella direzione giusta, sui tetti. A questo punto è stato commesso un altro incredibile errore. Il capo della squadra dei cecchini non ha chiesto via radio alla squadra di Trump di far allontanare l'ex presidente dal palco del comizio. «Un pensiero che non mi è neppure passato per la mente», ha dichiarato l'ufficiale agli investigatori del Senato. I tiratori scelti hanno aperto il fuoco solo dopo che l'attentatore è riuscito a sparare otto colpi, sfiorando la testa di Trump, uccidendo il vigile del fuoco Corey Comperatore (che assisteva al comizio) e ferendo gravemente altre due persone del pubblico.<br />ERRORI EVITABILI<br />«Ognuno di questi errori era evitabile e le loro conseguenze sono state terribili», ha dichiarato il senatore democratico Gary Peters, presidente della Commissione per la Sicurezza Nazionale del Senato. «Lasciare un tetto incustodito a poco più di 100 metri dal podio, con una linea di vista diretta, è stato un errore inaccettabile e imperdonabile - ha dichiarato il senatore repubblicano Rand Paul, già candidato presidente nelle primarie del 2016 - Il fatto che non ci fosse una chiara catena di comando significa che nessuno è passato di lì e ha detto: "Ehi, come mai non ci sono cecchini sul tetto?"».<br />Una critica bipartisan che risulta già superata dalla storia. Perché l'incriminazione a carico di Ryan Wesley Routh, il secondo mancato attentatore, è rivelatrice di un altro miracolo per Trump e di un altro fallimento della sicurezza. Alla base dell'incriminazione, infatti, c'è la prova che stesse pianificando realmente un attentato al candidato presidente, studiando i suoi movimenti negli eventi pubblici e privati e trovando modo di appostarsi proprio lì dove il presidente sarebbe passato, il 15 settembre, in un campo da golf della Florida vicino alla residenza di Mar-a-Lago.<br />Quel che le inchieste non affrontano e non possono affrontare è la radice del problema. Infatti qui non siamo di fronte a una semplice "polarizzazione", né ad un fenomeno di violenza politica genericamente inteso e neppure solo di inefficienza del Servizio Segreto. Ci sono stati due attentati a Trump. E solo a Trump. Ciò vuol dire che esiste un problema grave di istigazione all'odio contro il candidato repubblicano, un odio a senso unico. Su questo fronte è soprattutto la politica che deve lavorare, per gettare acqua sul fuoco e, dopo la politica, anche i media dovrebbero abbassare i toni. Finché Trump viene descritto come un potenziale dittatore e una minaccia potenziale alla democrazia americana, questi due attentati potrebbero essere solo i primi di una lunga serie di violenze politiche.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/62183799</guid><pubDate>Wed, 02 Oct 2024 08:28:07 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/62183799/trump_esposto_all_odio_politico_da_una_sicurezza_inefficiente.mp3" length="5664226" type="audio/mpeg"/><itunes:author>BastaBugie</itunes:author><itunes:subtitle>VIDEO IRONICO: L'attentato a Trump ➜ https://www.youtube.com/watch?v=AyylrFZ1zW8&amp;amp;list=PLolpIV2TSebVSarVSJS-Gy5hJo3_40bhI

TESTO DELL'ARTICOLO ➜ https://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7941

TRUMP ESPOSTO ALL'ODIO POLITICO DA UNA SICUREZZA...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[VIDEO IRONICO: L'attentato a Trump ➜ <a href="https://www.youtube.com/watch?v=AyylrFZ1zW8&amp;list=PLolpIV2TSebVSarVSJS-Gy5hJo3_40bhI" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://www.youtube.com/watch?v=AyylrFZ1zW8&amp;list=PLolpIV2TSebVSarVSJS-Gy5hJo3_40bhI</a><br /><br />TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="https://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7941" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7941</a><br /><br />TRUMP ESPOSTO ALL'ODIO POLITICO DA UNA SICUREZZA INEFFICIENTE di Stefano Magni<br />Come è stato possibile attentare la vita di Donald Trump, candidato presidente, per ben due volte in due mesi? Il Servizio Segreto ha pubblicato i risultati di una sua indagine interna venerdì 20 settembre e ieri, mercoledì 25 settembre, la Commissione per la Sicurezza Nazionale del Senato ha concluso la sua inchiesta, nello stesso giorno in cui il secondo attentatore alla vita dell'ex presidente veniva incriminato per tentato omicidio. Le inchieste rivelano inefficienze tali che dobbiamo domandarci, non solo se Trump si sia salvato per un vero miracolo, ma anche come facciano ad essere vivi tutti gli altri personaggi politici protetti dal Servizio Segreto. Perché le falle sono state tante e tali da far tremare le vene ai polsi.<br />Nell'attentato a Butler, il 13 luglio mattina, la polizia aveva individuato il sospetto (e futuro attentatore) Thomas Matthew Crooks, con un'ora di anticipo rispetto al comizio, però, poi lo ha perso di vista. Ore prima, gli stessi genitori di Crooks, notando un comportamento insolito del figlio, avevano denunciato alla polizia la sua scomparsa. Per la sua azienda, risultava in ferie per un solo giorno per un motivo non specificato. Un altro indizio era il drone lanciato dallo stesso aspirante attentatore, prima del comizio. Ma l'agente che avrebbe dovuto intercettare il drone e scoprire chi lo avesse lanciato, da quanto è risultato nell'indagine, aveva appena un'ora di addestramento alle spalle, ha avuto problemi tecnici con il proprio sistema anti-drone e si è rivolto a una linea gratuita per una consulenza tecnica. Gli hanno risposto, a quanto risulta, ore dopo. Troppo tardi per prevenire qualunque pericolo.<br />UN CAPOLAVORO DI INEFFICIENZA<br />Il capolavoro di inefficienza è comunque avvenuto dopo che il giovane Crooks, si arrampicò sul tetto di una fabbrica a circa cento metri dal palco di Trump. La polizia locale, così come la folla che assisteva al comizio, hanno visto e hanno capito cosa stava accadendo. Il comando di polizia ha comunicato subito il sospetto via radio, convinto che il Servizio Segreto fosse in ascolto. Ma non era in ascolto, perché i canali radio usati dalle due agenzie erano separati e non comunicanti. Nessun agente del Servizio Segreto era presente presso il comando di polizia, per coordinare le operazioni. Ma una persona che si arrampica su un tetto a così poca distanza dal bersaglio potenziale desta o dovrebbe destare almeno qualche sospetto in chi ha il compito di proteggerlo. O no?<br />Una volta che Crooks è stato visto dai poliziotti, i tiratori scelti (pur senza comunicare con gli agenti locali), notando il movimento di polizia e pubblico, hanno iniziato a cercare nella direzione giusta, sui tetti. A questo punto è stato commesso un altro incredibile errore. Il capo della squadra dei cecchini non ha chiesto via radio alla squadra di Trump di far allontanare l'ex presidente dal palco del comizio. «Un pensiero che non mi è neppure passato per la mente», ha dichiarato l'ufficiale agli investigatori del Senato. I tiratori scelti hanno aperto il fuoco solo dopo che l'attentatore è riuscito a sparare otto colpi, sfiorando la testa di Trump, uccidendo il vigile del fuoco Corey Comperatore (che assisteva al comizio) e ferendo gravemente altre due persone del pubblico.<br />ERRORI EVITABILI<br />«Ognuno di questi errori era evitabile e le loro conseguenze sono state terribili», ha dichiarato il senatore democratico Gary...]]></itunes:summary><itunes:duration>354</itunes:duration><itunes:keywords>attentato,inefficienza,odio,sicurezza,trump</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/90d04128319e206acf2b65c647267070.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Negli Usa le famiglie sono in fuga dagli stati democratici</title><link>https://www.spreaker.com/episode/negli-usa-le-famiglie-sono-in-fuga-dagli-stati-democratici--62095229</link><description><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜<a href="https://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7933" target="_blank" rel="noreferrer noopener"> https://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7933</a><br /><br />NEGLI USA LE FAMIGLIE SONO IN FUGA DAGLI STATI DEMOCRATICI di Giuliano Guzzo<br /><br />Chissà che succederà il prossimo 5 novembre, giorno in cui gli americani saranno chiamati al voto. Se diamo retta i sondaggi, inclusi quelli di Fox News, Kamala Harris è in vantaggio su Donald Trump e dovrebbe spuntarla; il che farà felicissimi il mondo mainstream, quello dei mass media, delle università di Hollywood e dello star system, i cui esponenti pro democratici non si contano più: da Taylor Swift a Bruce Springsteen, da George Clooney a Tom Hanks, da Ben Affleck a Leonardo Di Caprio... Forse però la vittoria di Kamala Harris potrebbe non piacere troppo alle famiglie americane; o quanto meno ad una significativa quota di esse. Non si spiegherebbe, diversamente, quanto rilevato da un nuovo report ricercatori dell'Institute for Family Studies i quali, esaminando gli Stati che attraggono e perdono famiglie, non hanno potuto fare a meno di notare un fenomeno: quello delle famiglie che stanno abbandonando molti degli Stati più progressisti degli Stati Uniti per dirigersi verso quelli considerati più conservatori o politicamente diversificati.<br />Attenzione, non parliamo di quattro gatti ma quasi di un esodo. Sì, perché se da un lato non è affatto infrequente per un americano - vuoi per lavoro o studi, vuoi per amore - cambiare Stato nel corso della sua vita, dall'altro non si può neppure considerare normale che negli Stati storicamente democratici, ovvero quelli che hanno votato progressista alla presidenza sia nel 2016 sia nel 2020, ben 213.000 famiglie con figli, tra il 2021 e il 2022, abbiano, per così dire, levato le tende per andarsene altrove. Andando a spulciare i dati dei singoli Stati, si scopre come quelli che hanno perso più famiglie siano stati quelli più storicamente progressisti, vale a dire quello di New York (-71.000) e quello della California (-92.000). Ha perso famiglie nel periodo osservato, anche se in numero più contenuto (-4.000), anche quel Minnesota salutato come una Mecca delle famiglie, almeno giudicare dalla copertura mediatica adulatoria di cui godono le politiche familiari varate dal governatore democratico Tim Walz, guarda caso scelto dalla Harris come suo vice nella corsa alla Casa Bianca.<br />Per correttezza va detto che anche alcuni Stati più conservatori compaiono nella classifica di quelli che perdono famiglie, come Louisiana e Alaska. «Ma l'elenco degli stati che guadagnano famiglie», fanno notare i ricercatori dell'Institute for Family Studies, «è, allo stesso modo, dominato da Stati repubblicani: Idaho, Montana, Florida, Carolina del Sud, Texas e Tennessee» sono tutti tra gli Stati che possono vantare una più alta «migrazione familiare». D'accordo, ma come si spiega questo fenomeno di esodo familiare dagli Stati blu a quelli rossi? Appare doveroso chiederselo. Una risposta sicura e incontrovertibile, lo diciamo subito, non c'è. Ma secondo chi ha notato questo fenomeno, molto si spiega con il fatto che gli Stati repubblicani prediligono sicurezza, lavoro e libertà educativa più di quelli democratici: «Nessuna quantità di crediti d'imposta sarà mai più preziosa per una famiglia di strade sicure e alloggi dignitosi [...] Il congedo parentale non supererà mai un buon mercato del lavoro [...] E, per essere onesti, la maggior parte dei genitori si oppone alle politiche che costringono le figlie ad affrontare maschi biologici sul campo da gioco o nello spogliatoio».<br />Sono considerazioni dalle quali è difficile dissentire, evidentemente; e che mettono fortemente in crisi la narrazione progressista secondo cui bastano politiche family friendly per conquistarsi il favore delle famiglie, mentre invece conta anche altro e contano anche i valori. «Tutto ciò potrebbe aiutare a spiegare perché, nonostante l'approvazione di una serie di politiche pro-famiglia», concludono gli autori di questo importante report, gli accademici Lyman Stone e Brad Wilcox (peraltro quest'ultimo è stato intervistato proprio sul tema della famiglia sulle pagine della nostra rivista) -, «il tasso di migrazione familiare del Minnesota è passato da un netto positivo dal 2015 al 2018 a un netto negativo all'anno sotto il governatore Walz dal 2019 al 2022. I sussidi che ha offerto alle famiglie non sono stati sufficienti a convincerle a sopportare le ricadute del suo più ampio programma politico». Possiamo dunque solo immaginare la gioia delle migliaia di famiglie che hanno lasciato gli Stati democratici, in caso di vittoria di Kamala Harris.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/62095229</guid><pubDate>Tue, 24 Sep 2024 20:03:14 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/62095229/negli_usa_le_famiglie_sono_in_fuga_dagli_stati_democratici.mp3" length="5061111" type="audio/mpeg"/><itunes:author>BastaBugie</itunes:author><itunes:subtitle>TESTO DELL'ARTICOLO ➜https://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7933

NEGLI USA LE FAMIGLIE SONO IN FUGA DAGLI STATI DEMOCRATICI di Giuliano Guzzo

Chissà che succederà il prossimo 5 novembre, giorno in cui gli americani saranno chiamati al voto. Se...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜<a href="https://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7933" target="_blank" rel="noreferrer noopener"> https://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7933</a><br /><br />NEGLI USA LE FAMIGLIE SONO IN FUGA DAGLI STATI DEMOCRATICI di Giuliano Guzzo<br /><br />Chissà che succederà il prossimo 5 novembre, giorno in cui gli americani saranno chiamati al voto. Se diamo retta i sondaggi, inclusi quelli di Fox News, Kamala Harris è in vantaggio su Donald Trump e dovrebbe spuntarla; il che farà felicissimi il mondo mainstream, quello dei mass media, delle università di Hollywood e dello star system, i cui esponenti pro democratici non si contano più: da Taylor Swift a Bruce Springsteen, da George Clooney a Tom Hanks, da Ben Affleck a Leonardo Di Caprio... Forse però la vittoria di Kamala Harris potrebbe non piacere troppo alle famiglie americane; o quanto meno ad una significativa quota di esse. Non si spiegherebbe, diversamente, quanto rilevato da un nuovo report ricercatori dell'Institute for Family Studies i quali, esaminando gli Stati che attraggono e perdono famiglie, non hanno potuto fare a meno di notare un fenomeno: quello delle famiglie che stanno abbandonando molti degli Stati più progressisti degli Stati Uniti per dirigersi verso quelli considerati più conservatori o politicamente diversificati.<br />Attenzione, non parliamo di quattro gatti ma quasi di un esodo. Sì, perché se da un lato non è affatto infrequente per un americano - vuoi per lavoro o studi, vuoi per amore - cambiare Stato nel corso della sua vita, dall'altro non si può neppure considerare normale che negli Stati storicamente democratici, ovvero quelli che hanno votato progressista alla presidenza sia nel 2016 sia nel 2020, ben 213.000 famiglie con figli, tra il 2021 e il 2022, abbiano, per così dire, levato le tende per andarsene altrove. Andando a spulciare i dati dei singoli Stati, si scopre come quelli che hanno perso più famiglie siano stati quelli più storicamente progressisti, vale a dire quello di New York (-71.000) e quello della California (-92.000). Ha perso famiglie nel periodo osservato, anche se in numero più contenuto (-4.000), anche quel Minnesota salutato come una Mecca delle famiglie, almeno giudicare dalla copertura mediatica adulatoria di cui godono le politiche familiari varate dal governatore democratico Tim Walz, guarda caso scelto dalla Harris come suo vice nella corsa alla Casa Bianca.<br />Per correttezza va detto che anche alcuni Stati più conservatori compaiono nella classifica di quelli che perdono famiglie, come Louisiana e Alaska. «Ma l'elenco degli stati che guadagnano famiglie», fanno notare i ricercatori dell'Institute for Family Studies, «è, allo stesso modo, dominato da Stati repubblicani: Idaho, Montana, Florida, Carolina del Sud, Texas e Tennessee» sono tutti tra gli Stati che possono vantare una più alta «migrazione familiare». D'accordo, ma come si spiega questo fenomeno di esodo familiare dagli Stati blu a quelli rossi? Appare doveroso chiederselo. Una risposta sicura e incontrovertibile, lo diciamo subito, non c'è. Ma secondo chi ha notato questo fenomeno, molto si spiega con il fatto che gli Stati repubblicani prediligono sicurezza, lavoro e libertà educativa più di quelli democratici: «Nessuna quantità di crediti d'imposta sarà mai più preziosa per una famiglia di strade sicure e alloggi dignitosi [...] Il congedo parentale non supererà mai un buon mercato del lavoro [...] E, per essere onesti, la maggior parte dei genitori si oppone alle politiche che costringono le figlie ad affrontare maschi biologici sul campo da gioco o nello spogliatoio».<br />Sono considerazioni dalle quali è difficile dissentire, evidentemente; e che mettono fortemente in crisi la narrazione progressista secondo cui bastano politiche family friendly per conquistarsi il favore delle famiglie, mentre invece conta anche altro e contano anche i valori. «Tutto ciò potrebbe aiutare a spiegare perché, nonostante l'approvazione...]]></itunes:summary><itunes:duration>317</itunes:duration><itunes:keywords>5novembre,fuga,kamala,statidemocratici,votousa</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/340db304cc17325dbad9b94cf15a0950.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Social Network: Zuckerberg rivela che siamo a un punto di rottura</title><link>https://www.spreaker.com/episode/social-network-zuckerberg-rivela-che-siamo-a-un-punto-di-rottura--61251286</link><description><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="https://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7910" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7910</a><br /><br />SOCIAL NETWORK: ZUCKERBERG RIVELA CHE SIAMO A UN PUNTO DI ROTTURA di Eugenio Capozzi<br /><br />La lettera inviata da Mark Zuckerberg alla Commissione giustizia della Camera dei Rappresentanti statunitense, in cui egli ammette ufficialmente di aver ceduto a richieste di censura dei contenuti postati su Facebook da parte di agenzie federali e poi dell'amministrazione Biden tra 2020 e 2021, rappresenta una svolta epocale nel dibattito sulla libertà di espressione in Occidente, in relazione ai social media e non solo. Ancor più in relazione all'arresto del fondatore e CEO di Telegram, Pavel Durov, avvenuto in Francia pochi giorni fa.<br />Il fatto che i social media siano da molti anni al centro di accuse, campagne di denigrazione, tentativi di controllo e spinte censorie anche nei paesi liberaldemocratici è ben noto. Dalla loro nascita essi hanno immesso nella dialettica sociale e politica alcuni elementi deflagranti. Come potentissimi e pervasivi canali di un flusso di messaggi e relazioni potenzialmente inesauribile, hanno letteralmente scardinato il sistema organizzato dei media ufficiali, creando le condizioni da un lato per l'emergere e l'organizzarsi di correnti di opinione spontanee, non controllate dall'alto, dall'altro per capillari operazioni di comunicazione propagandistica dall'alto e di accumulo di dati personali privati da parte dei fondatori e gestori delle piattaforme, che si sono visti investiti di un potere enorme, inusitato e imprevisto.<br />In particolare, poi, i social media sono diventati il bersaglio di feroci accuse e polemiche quando è emerso chiaramente che essi costituivano il canale principale per la diffusione delle idee delle nuove destre "populiste" e "sovraniste" occidentali nate dopo la grande crisi del 2008, radicalmente critiche di molti aspetti della globalizzazione, e largamente estranee all'establishment politico, economico-finanziario, intellettuale egemonizzato dal globalismo progressista "politicamente corretto".<br />Da qui la crescente pressione di quell'establisment per ricondurre questi nuovi, potenti poli della comunicazione sotto il proprio controllo, o, in caso contrario, la crescente tendenza a delegittimarli e criminalizzarli, sostenendo che essi fossero mezzi di diffusione di odio, violenza, razzismo, e veicolassero strutturalmente disinformazione e "misinformazione" attraverso "fake news" pericolose che inquinavano il dibattito civile.<br />CENSURA OPPRIMENTE<br />Il tornante decisivo attraverso il quale questa visione si è consolidata è stato il 2016, con la vittoria della Brexit e l'elezione a sorpresa di Donald Trump alla Casa Bianca contro Hillary Clinton. A questi due segni inequivocabili di incrinatura dei consensi da parte del "blocco" delle élites formatesi dopo la fine della guerra fredda, e alla crescita delle destre sovraniste, quelle élites hanno decretato all'unisono che tali fenomeni politici non rappresentavano uno tra i fisiologici esiti del dibattito democratico, ma al contrario il risultato del fatto che i social media avevano dato spazio alle notizie false e alle manipolazioni lanciate da orde di cospiratori sovversivi, magari al servizio di potenze ostili, come la Russia di Putin; che, dopo la prima crisi ucraina del 2014, si era rapidamente trasformata, per la "narrazione" mainstream, nel perfetto "cattivo" a cui addebitare ogni oscura congiura destabilizzante.<br />Proprio la vittoria di Trump venne indicata, dai Democratici statunitensi, come frutto di un pactum sceleris tra il tycoon e Putin, e tale accusa diede origine addirittura a un'indagine dell'Fbi e della magistratura, che si sarebbe rivelata poi (come attestato definitivamente dal rapporto del procuratore John Durham nel 2023) una montatura mossa dalla volontà degli apparati di colpire l'allora presidente.<br />Da allora, la pressione per riportare i social sotto il controllo del potere politico, e in particolare di impedire che essi potessero bilanciare il sottodimensionamento strutturale operato dai media mainstream verso le forze politiche di destra, è andata crescendo, e facendosi più esplicita e minacciosa.<br />Nella lettera sopra citata Zuckerberg ha ammesso inequivocabilmente che nell'ottobre 2020, durante la campagna elettorale presidenziale in cui si scontravano Trump e Joe Biden, l'Fbi chiese di censurare la diffusione di un articolo del New York Post che dettagliava il coinvolgimento di Biden nei rapporti d'affari loschi del figlio Hunter con la azienda ucraina Burisma perché, sosteneva l'agenzia, si trattava di un'operazione di disinformazione russa, e Facebook accettò, esercitando così un inquinamento enorme del dibattito elettorale. Così come, nel 2021, su pressante richiesta della amministrazione Biden, nel frattempo entrata in carica, la piattaforma censurò un numero enorme di contenuti che esprimevano critiche, dubbi e persino satira sulla versione governativa ufficiale in merito all'epidemia di Covid-19 e alle relative misure emergenziali.<br />ELON MUSK E I TWITTER FILES<br />Non si tratta certo di notizie sconosciute o sorprendenti, ma solo della conferma di fatti già noti per varie vie. D'altra parte, pressioni censorie analoghe operate dagli apparati governativi americani nei confronti di Twitter, allora di proprietà di Jack Dorsey, e prontamente eseguite, erano state già rivelate, con tutta la documentazione, da Elon Musk nel 2022 dopo che ebbe acquisito la piattaforma, nei celebri Twitter Files curati da Matt Taibbi. Ma è importante il fatto che Zuckerberg ammetta oggi che cedere a quelle pressioni sia stato un atto sbagliato, e un tradimento della funzione neutrale che la piattaforma avrebbe dovuto assumere nella dialettica civile e politica. Così come, sul lato opposto, è importante, in negativo, il fatto che l'amministrazione Biden rivendichi ancora il comportamento tenuto in quel contesto, giustificandolo con l'esigenza di promuovere, in una situazione di grave emergenza, "azioni responsabili per proteggere la salute e la sicurezza pubblica".<br />E proprio il concetto di emergenza - usato incessantemente negli ultimi anni per il Covid, poi per la presunta "crisi climatica", poi per la guerra russo-ucraina, ma applicabile praticamente a qualsiasi campo su cui si promuovano campagne allarmistiche - rappresenta la leva principale che il blocco di potere occidentale, prevalentemente di sinistra, invoca per invocare una sottomissione di tutti i mezzi di comunicazione, e soprattutto dei social, al ruolo di ripetitori passivi di una narrazione sostanzialmente unica imposta dall'alto. Una logica che informa di sé il Digital Service Act, regolamento dei servizi digitali approvato dall'Unione europea nel 2022 ed entrato in vigore quest'anno, che impone alle stesse piattaforme la "moderazione" (cioè la censura) dei contenuti su tutti i temi "sensibili". E che oggi viene adoperata dalla Francia per accusare, con una logica surreale, il CEO di Telegram Pavel Durov di complicità diretta con le azioni criminose compiute attraverso la sua piattaforma (terrorismo, pedopornografia, spaccio di droghe) per cercare di scardinare definitivamente le garanzie di privacy assicurate dalla piattaforma (anche probabilmente per scopi militari e di politica estera).<br />Siamo giunti, insomma, a uno snodo decisivo nella storia dei social media, ma più in generale del pluralismo occidentale. In assenza di una consapevole e decisa mobilitazione civile e politica trasversale sul tema, anche nelle liberaldemocrazie i media si avvieranno inevitabilmente verso una deriva "cinese", seguendo la trasformazione degli ordinamenti pluralisti in regimi emergenziali della sorveglianza.<br />]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/61251286</guid><pubDate>Tue, 03 Sep 2024 20:07:59 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/61251286/social_network.mp3" length="8098421" type="audio/mpeg"/><itunes:author>BastaBugie</itunes:author><itunes:subtitle>TESTO DELL'ARTICOLO ➜ https://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7910

SOCIAL NETWORK: ZUCKERBERG RIVELA CHE SIAMO A UN PUNTO DI ROTTURA di Eugenio Capozzi

La lettera inviata da Mark Zuckerberg alla Commissione giustizia della Camera dei...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="https://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7910" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7910</a><br /><br />SOCIAL NETWORK: ZUCKERBERG RIVELA CHE SIAMO A UN PUNTO DI ROTTURA di Eugenio Capozzi<br /><br />La lettera inviata da Mark Zuckerberg alla Commissione giustizia della Camera dei Rappresentanti statunitense, in cui egli ammette ufficialmente di aver ceduto a richieste di censura dei contenuti postati su Facebook da parte di agenzie federali e poi dell'amministrazione Biden tra 2020 e 2021, rappresenta una svolta epocale nel dibattito sulla libertà di espressione in Occidente, in relazione ai social media e non solo. Ancor più in relazione all'arresto del fondatore e CEO di Telegram, Pavel Durov, avvenuto in Francia pochi giorni fa.<br />Il fatto che i social media siano da molti anni al centro di accuse, campagne di denigrazione, tentativi di controllo e spinte censorie anche nei paesi liberaldemocratici è ben noto. Dalla loro nascita essi hanno immesso nella dialettica sociale e politica alcuni elementi deflagranti. Come potentissimi e pervasivi canali di un flusso di messaggi e relazioni potenzialmente inesauribile, hanno letteralmente scardinato il sistema organizzato dei media ufficiali, creando le condizioni da un lato per l'emergere e l'organizzarsi di correnti di opinione spontanee, non controllate dall'alto, dall'altro per capillari operazioni di comunicazione propagandistica dall'alto e di accumulo di dati personali privati da parte dei fondatori e gestori delle piattaforme, che si sono visti investiti di un potere enorme, inusitato e imprevisto.<br />In particolare, poi, i social media sono diventati il bersaglio di feroci accuse e polemiche quando è emerso chiaramente che essi costituivano il canale principale per la diffusione delle idee delle nuove destre "populiste" e "sovraniste" occidentali nate dopo la grande crisi del 2008, radicalmente critiche di molti aspetti della globalizzazione, e largamente estranee all'establishment politico, economico-finanziario, intellettuale egemonizzato dal globalismo progressista "politicamente corretto".<br />Da qui la crescente pressione di quell'establisment per ricondurre questi nuovi, potenti poli della comunicazione sotto il proprio controllo, o, in caso contrario, la crescente tendenza a delegittimarli e criminalizzarli, sostenendo che essi fossero mezzi di diffusione di odio, violenza, razzismo, e veicolassero strutturalmente disinformazione e "misinformazione" attraverso "fake news" pericolose che inquinavano il dibattito civile.<br />CENSURA OPPRIMENTE<br />Il tornante decisivo attraverso il quale questa visione si è consolidata è stato il 2016, con la vittoria della Brexit e l'elezione a sorpresa di Donald Trump alla Casa Bianca contro Hillary Clinton. A questi due segni inequivocabili di incrinatura dei consensi da parte del "blocco" delle élites formatesi dopo la fine della guerra fredda, e alla crescita delle destre sovraniste, quelle élites hanno decretato all'unisono che tali fenomeni politici non rappresentavano uno tra i fisiologici esiti del dibattito democratico, ma al contrario il risultato del fatto che i social media avevano dato spazio alle notizie false e alle manipolazioni lanciate da orde di cospiratori sovversivi, magari al servizio di potenze ostili, come la Russia di Putin; che, dopo la prima crisi ucraina del 2014, si era rapidamente trasformata, per la "narrazione" mainstream, nel perfetto "cattivo" a cui addebitare ogni oscura congiura destabilizzante.<br />Proprio la vittoria di Trump venne indicata, dai Democratici statunitensi, come frutto di un pactum sceleris tra il tycoon e Putin, e tale accusa diede origine addirittura a un'indagine dell'Fbi e della magistratura, che si sarebbe rivelata poi (come attestato definitivamente dal rapporto del procuratore John Durham nel 2023) una montatura mossa dalla volontà degli apparati di colpire l'allora...]]></itunes:summary><itunes:duration>507</itunes:duration><itunes:keywords>ceo,fbi,telegram,trump,whatsapp,zuckerberg</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/0997d0e5d7566df5aa5cf2304c81f378.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Aborto e sterilizzazione gratuiti alla convention Dem</title><link>https://www.spreaker.com/episode/aborto-e-sterilizzazione-gratuiti-alla-convention-dem--61170134</link><description><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="https://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7901" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7901</a><br /><br />ABORTO E STERILIZZAZIONE GRATUITI ALLA CONVENTION DEMOCRATICA CHE ACCLAMA KAMALA di Raffaella Frullone<br /><br />In guerra e in amore si sa, tutto e concesso, figuriamoci in politica. Figuriamoci in campagna elettorale, figuriamoci se in ballo ci sono le elezioni del Presidente degli Stati Uniti d'America. E infatti a Chicago i democratici si stanno giocando il tutto per tutto in occasione della convention chiamata a incoronare la corsa della prima donna nera alla Casa Bianca. Si parte con gli intrattenimenti più tradizionali tipo il coro gospel, la base delle basi per galvanizzare un po' i presenti, poi si passa ai gadget. Fra i più gettonati c'è la borsa di tela plasticata (ma non dovevamo liberare il pianeta da questo veleno tossico?) con la foto di Kamala Harris stampata sopra, venduta al modico prezzo di cento dollari, lo so, voi starete pensando che non è proprio alla portata delle tasche della woeking class, ma questa non è semplicemente una borsa, è un'appartenenza, una tessera al club dei buoni, quindi il prezzo è anche basso.<br />Poi ci sono le t-shirt contro il competitor Donald Trump, che lo ritraggono principalmente dietro le sbarre perché si sa, la demonizzazione del nemico è un'attività da repubblicani. E poi c'è tutto il resto, murales lungo le strade, i marsupi sulla body positivity, spille arcobaleno, nani e ballerine. Tutto come da copione. D'altra parte se abbiamo le parrocchie che cercano di ingolosire i fedeli offrendo lo spritz dopo la messa e per il vaccino anti covid qualche amministrazione ha offerto il gin tonic ai ragazzi, quello che sta accadendo a Chicago è perfettamente nello standard. O forse no?<br />Apprendiamo dal New York Times che i partecipanti alla convention, mentre dal palco si susseguiranno speech sul futuro del Paese, «avranno anche la possibilità di sottoporsi gratuitamente a una vasectomia o di abortire farmacologicamente a pochi isolati di distanza». Sì avete capito bene, non regalano un hot dog vegano, o una una comoda borraccia eco sostenibile, nemmeno regaleranno unicorni, no, offriranno vasectomia e aborto. Ossia sterilizzazione per i maschi e soppressione di un bambino nel grembo nella madre per le fanciulle. Tutta vita, insomma.<br />Sempre secondo il NYT «un centro sanitario mobile gestito da Planned Parenthood Great Rivers, che serve gran parte del Missouri e parte dell'Illinois meridionale, si fermerà nei pressi del luogo della  convention e di offrire questi servizi a chi si prenoterà». Quale migliore occasione? Quale miglior offerta? Chi di noi se va a un comizio politico, tanto che c'è non si fa sterilizzare? Che c'è di strano?<br />Non solo. Secondo il New York Post un altro gruppo,  Americans for Contraception, ha in programma di erigere una spirale contraccettiva gonfiabile alto 45 alti con lo slogan «prima l'aborto ora la contraccezione», perché i servizi si sa, vanno offerti in modo completo. Non si capisce perché non ci sia il punto cannabis, o magari un buono sconto per l'utero in affitto, o perché no il servizio bloccanti della pubertà per minorenni. Così, giusto per assaporare un anticipo della presidenza Harris, un cocktail che miscela perfettamente “diritti civili” e wokismo. Colorato come l'arcobaleno, seducente e servito freddo, come la morte.<br />Nota di BastaBugie: Luca Volontè nell'articolo seguente dal titolo "Cupich, l'amico del Papa parla ai Dem mentre fanno aborti" parla del discorso del cardinale Cupich alla Convention Democratica che non ha fatto nessun riferimento a Gesù.<br />Ecco l'articolo completo pubblicato su La Nuova Bussola Quotidiana il 22 agosto 2024:<br />Si sta concludendo la Convention meno democratica di sempre dei Democratici Usa con la scontata nomina di Kamala Harris come candidata alla presidenza e Tim Walz alla vicepresidenza degli USA. Ieri ci sono stati i discorsi festosi e speranzosi degli Obama, ma soprattutto a preoccupare è il sermone vuoto e inaccettabile del Cardinale Blase Cupich della prima giornata, 19 agosto, nel quale il porporato, invece di riaffermare i principi cardine della dottrina della Chiesa, a partire dal diritto alla vita del concepito e sino alla morte naturale, i diritti doveri dei genitori verso i figli e la condanna alla ideologia del gender, ha preferito sproloquiare sul nulla, vergognandosi pure di Gesù Cristo e della croce.<br />Cupich si è limitato a chiedere a Dio un aiuto per «comprendere veramente e rispondere alla sacra chiamata della cittadinanza», sradicando «le ingiustizie in corso nella nostra vita nazionale, specialmente quelle create dalla cecità morale e dalla paura dell'altro».<br />Il discorso di Cupich si è distinto per i suoi silenzi davanti ad una sala piena di fanatici abortisti sostenuti, esplicitamente e massicciamente dalla multinazionale dell'aborto Planned Parenthood. L'invocazione di «sognare sogni e vedere visioni» si riferiva forse ad un mondo guidato da Kamala Harris nel quale l'aborto sino alla nascita sia un omicidio dell'innocente legalizzato e libero per tutti?<br />Una inaccettabile vergogna che, proprio a ridosso delle elezioni americane, mette in gravissimo imbarazzo il Vaticano e Papa Francesco dai quali ci si aspetterebbe che pongano rimedio senza alcun indugio a tutto questo.<br />Mons. Cupich, che è considerato un fedelissimo del Pontefice, ha visto e letto dell'iniziativa terribile ma esemplare presa da Planned Parenthood alla Convention dei Democratici? Oltre ai manifestanti vestiti da pillole abortive, per tutta la settimana della Convention è stato visibile un dispositivo intrauterino gonfiabile (IUD) alto 20 piedi (circa sei metri). Planned Parenthood ha offerto invece per il 19 e 20 agosto aborti farmacologici e vasectomie gratuiti ai residenti e ai visitatori di Chicago, in occasione dell'inizio della Convention nazionale democratica (DNC), le operazioni sono state possibili a bordo di un furgone mobile.<br />Mentre la piattaforma del Partito Repubblicano di 16 pagine aveva ricevuto critiche dai leader pro-life per aver notevolmente “annacquato” la posizione del partito sull'aborto, relegando il tema alle decisioni dei singoli Stati, la piattaforma del Partito Democratico di 94 pagine include quasi due pagine dedicate ai "diritti riproduttivi" ed altre ai diritti LGBT. Esprimendo indignazione per l'inversione del 2022 della sentenza Roe vs Wade che ha legalizzato l'aborto a livello nazionale, il documento dichiara: «Il presidente Biden, la vicepresidente Harris e i democratici sono impegnati a ripristinare i diritti riproduttivi che Trump ha eliminato».<br />Le proposte politiche specifiche su questo cruciale tema includono «una legislazione nazionale per rendere di nuovo Roe vs Wade la legge del paese», il rafforzamento «dell'accesso alla contraccezione in modo che ogni donna che ne abbia bisogno possa ottenerla e permettersela», la protezione del «diritto di una donna ad accedere [alla fecondazione in vitro]» e l'abrogazione dell'emendamento “Hyde” che impedisce l'uso dei soldi dei contribuenti federali per pagare gli aborti nel paese e all'estero.<br />Secondo la piattaforma, «si continuerà a sostenere l'accesso all'aborto farmacologico approvato dalla Food and Drug Administration, a nominare dirigenti presso la FDA che rispettino la scienza e a nominare giudici che difendano le libertà fondamentali», tra cui appunto l'aborto. Per quanto riguarda le questioni LGBT, i democratici si impegnano ad approvare l'“Equality Act” che potrebbe portare all'inclusione obbligatoria di uomini transgender nelle squadre sportive femminili, nonché a costringere imprenditori e aziende a violare le loro convinzioni più profonde su genere e sessualità per conformarsi alle disposizioni contro la discriminazione LGBT.<br />L'unica menzione del matrimonio fatta nel programma democratico del 2024 è nel contesto della protezione dell'«uguaglianza del matrimonio nella legge federale LGBTQ+». Tutto questo doveva esser conosciuto dal Cardinale Cupich prima di accettare l'invito e tenere il suo discorso/invocazione. L'arcivescovo Jerome Listecki dell'arcidiocesi di Milwaukee che aveva invece ha pregato sul palco durante la Convention nazionale repubblicana, il mese scorso, non solo aveva ricordato «alcuni diritti inalienabili, tra cui la vita, la libertà e la ricerca della felicità», evidenziando la necessità di «tutelare la dignità di ogni vita dal concepimento alla morte naturale».<br />Invece dell'auto censura su Gesù Cristo, mai citato, e il nascondimento della croce pettorale durante il discorso pronunciato dal Cardinale Cupich, che evidentemente si vergognava sia di Cristo che della sua croce, Mons. Listecki alla convention dei repubblicani del 15-18 luglio, non si è vergognato della croce ma implorato Dio di «tenere gli Stati Uniti d'America sotto la tua santa protezione e di inclinare i cuori dei cittadini all'affetto fraterno e all'amore reciproco attraverso Gesù Cristo, nostro Signore».<br />Che cosa farà ora il Santo Padre? Prenderà quelle contromisure auspicabili e chiare nei confronti di Cupich e di quei chierici di ogni ordine e grado che sostengono di fatto abortisti, ideologia di genere, lobbies e limitazioni delle libertà e diritti dei genitori? O farà finta di niente, continuando ad alimentare questa ambiguità?<br /><br />]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/61170134</guid><pubDate>Tue, 27 Aug 2024 22:28:05 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/61170134/aborto_e_sterilizzazione_gratuiti_alla_convention_dem.mp3" length="11393193" type="audio/mpeg"/><itunes:author>BastaBugie</itunes:author><itunes:subtitle>TESTO DELL'ARTICOLO ➜ https://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7901

ABORTO E STERILIZZAZIONE GRATUITI ALLA CONVENTION DEMOCRATICA CHE ACCLAMA KAMALA di Raffaella Frullone

In guerra e in amore si sa, tutto e concesso, figuriamoci in politica....</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="https://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7901" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7901</a><br /><br />ABORTO E STERILIZZAZIONE GRATUITI ALLA CONVENTION DEMOCRATICA CHE ACCLAMA KAMALA di Raffaella Frullone<br /><br />In guerra e in amore si sa, tutto e concesso, figuriamoci in politica. Figuriamoci in campagna elettorale, figuriamoci se in ballo ci sono le elezioni del Presidente degli Stati Uniti d'America. E infatti a Chicago i democratici si stanno giocando il tutto per tutto in occasione della convention chiamata a incoronare la corsa della prima donna nera alla Casa Bianca. Si parte con gli intrattenimenti più tradizionali tipo il coro gospel, la base delle basi per galvanizzare un po' i presenti, poi si passa ai gadget. Fra i più gettonati c'è la borsa di tela plasticata (ma non dovevamo liberare il pianeta da questo veleno tossico?) con la foto di Kamala Harris stampata sopra, venduta al modico prezzo di cento dollari, lo so, voi starete pensando che non è proprio alla portata delle tasche della woeking class, ma questa non è semplicemente una borsa, è un'appartenenza, una tessera al club dei buoni, quindi il prezzo è anche basso.<br />Poi ci sono le t-shirt contro il competitor Donald Trump, che lo ritraggono principalmente dietro le sbarre perché si sa, la demonizzazione del nemico è un'attività da repubblicani. E poi c'è tutto il resto, murales lungo le strade, i marsupi sulla body positivity, spille arcobaleno, nani e ballerine. Tutto come da copione. D'altra parte se abbiamo le parrocchie che cercano di ingolosire i fedeli offrendo lo spritz dopo la messa e per il vaccino anti covid qualche amministrazione ha offerto il gin tonic ai ragazzi, quello che sta accadendo a Chicago è perfettamente nello standard. O forse no?<br />Apprendiamo dal New York Times che i partecipanti alla convention, mentre dal palco si susseguiranno speech sul futuro del Paese, «avranno anche la possibilità di sottoporsi gratuitamente a una vasectomia o di abortire farmacologicamente a pochi isolati di distanza». Sì avete capito bene, non regalano un hot dog vegano, o una una comoda borraccia eco sostenibile, nemmeno regaleranno unicorni, no, offriranno vasectomia e aborto. Ossia sterilizzazione per i maschi e soppressione di un bambino nel grembo nella madre per le fanciulle. Tutta vita, insomma.<br />Sempre secondo il NYT «un centro sanitario mobile gestito da Planned Parenthood Great Rivers, che serve gran parte del Missouri e parte dell'Illinois meridionale, si fermerà nei pressi del luogo della  convention e di offrire questi servizi a chi si prenoterà». Quale migliore occasione? Quale miglior offerta? Chi di noi se va a un comizio politico, tanto che c'è non si fa sterilizzare? Che c'è di strano?<br />Non solo. Secondo il New York Post un altro gruppo,  Americans for Contraception, ha in programma di erigere una spirale contraccettiva gonfiabile alto 45 alti con lo slogan «prima l'aborto ora la contraccezione», perché i servizi si sa, vanno offerti in modo completo. Non si capisce perché non ci sia il punto cannabis, o magari un buono sconto per l'utero in affitto, o perché no il servizio bloccanti della pubertà per minorenni. Così, giusto per assaporare un anticipo della presidenza Harris, un cocktail che miscela perfettamente “diritti civili” e wokismo. Colorato come l'arcobaleno, seducente e servito freddo, come la morte.<br />Nota di BastaBugie: Luca Volontè nell'articolo seguente dal titolo "Cupich, l'amico del Papa parla ai Dem mentre fanno aborti" parla del discorso del cardinale Cupich alla Convention Democratica che non ha fatto nessun riferimento a Gesù.<br />Ecco l'articolo completo pubblicato su La Nuova Bussola Quotidiana il 22 agosto 2024:<br />Si sta concludendo la Convention meno democratica di sempre dei Democratici Usa con la scontata nomina di Kamala Harris come candidata alla presidenza e Tim Walz alla vicepresidenza degli USA....]]></itunes:summary><itunes:duration>713</itunes:duration><itunes:keywords>aborto,cupich,listecki,plannedparenthood,sterilizzazione</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/b032621e2837c25a9878c1777a27edd4.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Quando Kamala Harris difese in tribunale Planned Parenthood</title><link>https://www.spreaker.com/episode/quando-kamala-harris-difese-in-tribunale-planned-parenthood--60940175</link><description><![CDATA[VIDEO: "Siamo bravissimi a ottenere cuore, polmone e fegato" ➜ <a href="https://www.youtube.com/watch?v=2gAqzo8CSN4&amp;list=PLolpIV2TSebVzYmc5B11R08Qd2ib0ZEgL" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://www.youtube.com/watch?v=2gAqzo8CSN4&amp;list=PLolpIV2TSebVzYmc5B11R08Qd2ib0ZEgL</a><br /><br />TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="https://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7874" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7874</a><br /><br />QUANDO KAMALA HARRIS DIFESE IN TRIBUNALE PLANNED PARENTHOOD di Manuela Antonacci<br />È in atto, ormai, la sua "canonizzazione" e da diversi giorni. E non si tratta di qualche religioso distintosi per le virtù eroiche, ma niente meno che di Kamala Harris, per la quale si è attivata la grancassa mediatica, non solo d'Oltralpe ma anche nazionale: «Già in vantaggio di due punti», riportava ieri con toni trionfanti il Corriere della Sera in prima pagina. Era già balzata agli onori della cronaca per essere diventata la prima vicepresidente "addirittura" donna, "addirittura" asiatica e "addirittura" afroamericana (per chi non lo sapesse, nuove "righe importanti" da aggiungere sul proprio curriculum, nel caso dovesse servire).<br />Eppure qualche scheletrino nell'armadio ce l'ha anche Kamala Harris: e neppure così trascurabile. Ma prima di rovistare nel suo recente passato, partiamo dall'ultimo attacco sferrato da Kamala contro Trump, a Milwaukee, durante il suo primo comizio elettorale in cui ha paragonato il tycoon ai truffatori e predatori che in passato, quando era procuratrice, ha più volte perseguito. E parliamone, della sua attività di procuratrice, sbandierata come motivo di vanto e come arma contro Trump perché c'è una "vecchia storia" che riguarda questo suo importante incarico e che attualmente si tiene ben celata, ma che, per amore di verità andrebbe veramente ricordata, per avere una chiara idea della sua "statura politica".<br />Ci riferiamo al fattaccio accaduto qualche anno fa, quando l'associazione Center for Medical Progress, lanciò un'indagine su Planned Parenthood che mise in evidenza lo scandalo grande, ad opera dell'organizzazione abortista, del commercio di feti umani, venduti anche a pezzi, a laboratori compiacenti. Tutto questo venne documentato grazie a video girati di nascosto tra il 2014 e il 2015 dagli attivisti pro life David Daleiden e Sandra Merritt, video nei quali si vedono manager della Planned Parenthood discutere di vendita di tessuti e organi fetali e di altre pratiche disumane e illegali come gli aborti a nascita parziale.<br />Ma indovinate un po' su chi Kamala Harris cominciò ad indagare? Su Planned Parenthood? No! Sul Center for Medical Progress e in particolare proprio sul giornalista David Daleiden, la cui casa venne perquisita, perché - come annunciò la Harris - doveva accertarsi personalmente che «non avesse infranto qualche legge». Criterio investigativo che generò non poche perplessità, al punto da scatenare un'ondata di indignazione generale, in particolare da parte dei gruppi pro life, tra cui l'associazione Susan B. Anthony che chiese a gran voce le dimissioni della Harris come procuratore generale della California accusandola di «conflitto di interessi e abuso di potere».<br />«Abuso di potere» evidentemente perché, come sottolineò all'epoca dei fatti proprio Daledein, l'azione mossa contro di lui aveva più che altro il sapore di un «gesto intimidatorio». «Conflitto di interessi», invece, nei confronti di Planned Parenthood, a causa di una serie di email che documentano come Kamala Harris e il colosso abortista abbiano in sostanza scritto delle leggi insieme, per imbavagliare il movimento pro-life. Sta di fatto che la storia, alla fine, si risolse in un nulla di fatto, per il rifiuto della procuratrice di indagare sull'organizzazione abortista. [...] Una vecchia storia, sì, ma che la dice lunga sul candidata democratica in corsa alla Casa Bianca...<br />Nota di BastaBugie: David Daleiden, attivista pro-life fin dall'adolescenza, mentre frequentava l'università scoprì che sul finire degli anni '90 l'associazione Life dynamics realizzò un'inchiesta sotto copertura sul traffico di organi di bambini dalle cliniche abortive verso enti di ricerca pubblici e privati ma, in un'era in cui internet era poco utilizzato, i media ne parlarono solo per un paio di giorni.<br />Subito dopo la laurea David intraprese un'inchiesta sotto copertura che durò circa 18 mesi, che iniziò con la registrazione alla camera di commercio della California di una società di vendita di materiale biologico. Lui e altri cinque attivisti, usando false identità, bussarono alle porte di Planned Parenthood, la più grande catena al mondo di cliniche abortive, offrendosi come grossisti. "Non credevo che sarebbe stato così facile entrare nel giro ma è bastato far loro dei complimenti e offrire facili guadagni" ha dichiarato dopo il rilascio dei video nel 2015. Ne sono seguite due inchieste parlamentari che hanno dato mandato all'FBI e al ministero della giustizia di mettere sotto inchiesta sia Planned Parenthood che le altre società di vendita di organi e una di queste, Da Vinci Biosciences, è già stata condannata da un tribunale a chiudere e a pagare una multa pari ai suoi guadagni illeciti, di circa 7,8 milioni.<br />Planned Parenthood ha perso molti dei suoi finanziamenti statali e dei suoi clienti; in vari documenti della Open society foundation di George Soros diffusi da alcuni hacker si legge che la catena si rivolse a loro per avere soldi e aiuti nell'attività di lobby politica e mediatica. Planned Parenthood fattura ogni anno circa 1,3 miliardi, riceve milioni di finanziamenti pubblici con cui paga le campagne elettorali di politici, procuratori generali e giudici. Per vendicarsi di David e dei suoi colleghi li ha portati in tribunale con le accuse di mancato rispetto della privacy e degli accordi di riservatezza ma le ha ritirate prima che fosse necessario testimoniare sotto giuramento.<br />Tutte le dipendenti di Planned Parenthood che compaiono in questi video sono state licenziate o trasferite in altri stati. Otto mesi dopo la diffusione di questi video l'allora procuratore generale di San Francisco Kamala Harris (che aveva ricevuto finanziamenti elettorali da Planned Parenthood) ordinò alla polizia di perquisire la casa di David e di sequestrare i suoi pc, chiavette e materiale raccolto durante l'inchiesta.<br />Nel novembre 2019 David e i suoi collaboratori e finanziatori sono stati condannati a risarcire Planned Parenthood con oltre 2 milioni di dollari (in una causa civile il cui giudice è fondatore di un consultorio che ospita una clinica di Planned Parenthood) e sono sotto inchiesta per una decina di accuse di reati penali. Un'ordinanza di un giudice impedisce il rilascio di altre dodici ore di video dell'inchiesta. [...]<br />L'aborto a nascita parziale consiste nell'omicidio di un bambino mentre ha ancora la testa nel canale vaginale della madre, di solito tramite accoltellamento alla base del collo. È illegale dal 2003 ma in questi video le dottoresse ammettono che lo fanno ancora perché se uccidono il bambino con un'iniezione intrauterina di digossina gli organi non sono utilizzabili dai ricercatori. La legge USA vieta la vendita di organi fetali se c'è profitto, ma permette che "i grossisti" rimborsino le cliniche per l'uso dei loro laboratori e per il trasporto e spedizione, cose che in realtà sono i grossisti stessi a fare.<br />I video seguenti sono la versione riveduta e corretta di quello che è stato pubblicato dal canale YouTube "Video di bioetica" nel 2015. La persona che lo tradusse ne rimase sconvolta, fece un lavoro veloce e approssimativo sotto tutti i punti di vista, e per anni non è più riuscita a rivederlo. Lo ha fatto nel 2019 per onorare Holly O'Donnell, la ex dipendente di Stemexpress che ha giocato un ruolo importantissimo in questa inchiesta e che è morta il 30 settembre 2018 per problemi cardiaci a soli 28 anni. Holly pagò un prezzo altissimo per il suo coraggio: particolari intimi della sua vita vennero dati in pasto alla stampa, non riuscì più a trovare lavoro e per un periodo visse in mezzo a una strada. Il movimento pro-life non le ha mai dato il riconoscimento e l'aiuto che meritava. (Fonte: Video di bioetica)]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/60940175</guid><pubDate>Tue, 06 Aug 2024 20:03:31 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/60940175/quando_kamala_harris_difese_in_tribunale.mp3" length="7858930" type="audio/mpeg"/><itunes:author>BastaBugie</itunes:author><itunes:subtitle>VIDEO: "Siamo bravissimi a ottenere cuore, polmone e fegato" ➜ https://www.youtube.com/watch?v=2gAqzo8CSN4&amp;amp;list=PLolpIV2TSebVzYmc5B11R08Qd2ib0ZEgL

TESTO DELL'ARTICOLO ➜ https://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7874

QUANDO KAMALA HARRIS...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[VIDEO: "Siamo bravissimi a ottenere cuore, polmone e fegato" ➜ <a href="https://www.youtube.com/watch?v=2gAqzo8CSN4&amp;list=PLolpIV2TSebVzYmc5B11R08Qd2ib0ZEgL" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://www.youtube.com/watch?v=2gAqzo8CSN4&amp;list=PLolpIV2TSebVzYmc5B11R08Qd2ib0ZEgL</a><br /><br />TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="https://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7874" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7874</a><br /><br />QUANDO KAMALA HARRIS DIFESE IN TRIBUNALE PLANNED PARENTHOOD di Manuela Antonacci<br />È in atto, ormai, la sua "canonizzazione" e da diversi giorni. E non si tratta di qualche religioso distintosi per le virtù eroiche, ma niente meno che di Kamala Harris, per la quale si è attivata la grancassa mediatica, non solo d'Oltralpe ma anche nazionale: «Già in vantaggio di due punti», riportava ieri con toni trionfanti il Corriere della Sera in prima pagina. Era già balzata agli onori della cronaca per essere diventata la prima vicepresidente "addirittura" donna, "addirittura" asiatica e "addirittura" afroamericana (per chi non lo sapesse, nuove "righe importanti" da aggiungere sul proprio curriculum, nel caso dovesse servire).<br />Eppure qualche scheletrino nell'armadio ce l'ha anche Kamala Harris: e neppure così trascurabile. Ma prima di rovistare nel suo recente passato, partiamo dall'ultimo attacco sferrato da Kamala contro Trump, a Milwaukee, durante il suo primo comizio elettorale in cui ha paragonato il tycoon ai truffatori e predatori che in passato, quando era procuratrice, ha più volte perseguito. E parliamone, della sua attività di procuratrice, sbandierata come motivo di vanto e come arma contro Trump perché c'è una "vecchia storia" che riguarda questo suo importante incarico e che attualmente si tiene ben celata, ma che, per amore di verità andrebbe veramente ricordata, per avere una chiara idea della sua "statura politica".<br />Ci riferiamo al fattaccio accaduto qualche anno fa, quando l'associazione Center for Medical Progress, lanciò un'indagine su Planned Parenthood che mise in evidenza lo scandalo grande, ad opera dell'organizzazione abortista, del commercio di feti umani, venduti anche a pezzi, a laboratori compiacenti. Tutto questo venne documentato grazie a video girati di nascosto tra il 2014 e il 2015 dagli attivisti pro life David Daleiden e Sandra Merritt, video nei quali si vedono manager della Planned Parenthood discutere di vendita di tessuti e organi fetali e di altre pratiche disumane e illegali come gli aborti a nascita parziale.<br />Ma indovinate un po' su chi Kamala Harris cominciò ad indagare? Su Planned Parenthood? No! Sul Center for Medical Progress e in particolare proprio sul giornalista David Daleiden, la cui casa venne perquisita, perché - come annunciò la Harris - doveva accertarsi personalmente che «non avesse infranto qualche legge». Criterio investigativo che generò non poche perplessità, al punto da scatenare un'ondata di indignazione generale, in particolare da parte dei gruppi pro life, tra cui l'associazione Susan B. Anthony che chiese a gran voce le dimissioni della Harris come procuratore generale della California accusandola di «conflitto di interessi e abuso di potere».<br />«Abuso di potere» evidentemente perché, come sottolineò all'epoca dei fatti proprio Daledein, l'azione mossa contro di lui aveva più che altro il sapore di un «gesto intimidatorio». «Conflitto di interessi», invece, nei confronti di Planned Parenthood, a causa di una serie di email che documentano come Kamala Harris e il colosso abortista abbiano in sostanza scritto delle leggi insieme, per imbavagliare il movimento pro-life. Sta di fatto che la storia, alla fine, si risolse in un nulla di fatto, per il rifiuto della procuratrice di indagare sull'organizzazione abortista. [...] Una vecchia storia, sì, ma che la dice lunga sul candidata democratica in corsa alla Casa Bianca...<br />Nota di BastaBugie: David Daleiden,...]]></itunes:summary><itunes:duration>492</itunes:duration><itunes:keywords>daleiden,harris,plannedparenthood,prolife,usa2024</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/b032621e2837c25a9878c1777a27edd4.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Il fallito attentato a Trump, il frutto avvelenato di anni di odio</title><link>https://www.spreaker.com/episode/il-fallito-attentato-a-trump-il-frutto-avvelenato-di-anni-di-odio--60787923</link><description><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="https://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7863" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7863</a><br /><br />IL FALLITO ATTENTATO A TRUMP, IL FRUTTO AVVELENATO DI ANNI DI ODIO di Stefano Magni<br /><br />Con la campagna elettorale americana più polarizzante di sempre, non si può dire che un attentato non fosse nell'aria. E puntualmente si è realizzato: due giorni prima dell'inizio della Convention repubblicana (che inizia oggi, 15 luglio), il candidato ed ex presidente Donald Trump è sopravvissuto, miracolosamente, a un attentato. Sabato 13 luglio, a Butler, una cittadina rurale nella Pennsylvania occidentale, all'inizio di un comizio elettorale di Trump, un cecchino con un fucile d'assalto ha sparato almeno sette colpi, di cui uno ha colpito l'orecchio destro del candidato. Solo un centimetro più a sinistra e sarebbe morto. A sparare è stato Thomas Matthew Crooks, 20 anni, nessun precedente penale, nessun impegno in gruppi estremisti, registrato come elettore Repubblicano, anche se sui social non nascondeva il suo odio per Trump e per i Repubblicani. L'attentato lascia sul terreno un morto e due feriti gravi. L'attentatore è stato ucciso immediatamente dopo che aveva aperto il fuoco.<br />«Guardate cosa sta succedendo nel nostro paese - stava dicendo Trump, a dieci minuti dal suo arrivo a Butler, a una folla di migliaia di sostenitori - Se volete vedere veramente qualcosa di triste, guardate a cosa accade...». E in quel momento il suo discorso è stato troncato da un proiettile. Trump si è portato una mano all'orecchio colpito, poi si è gettato a terra, coperto dagli agenti del Servizio Segreto schierati per la protezione dei candidati. L'ex presidente che mira a tornare alla Casa Bianca ha subito una ferita leggera, è già in piedi ed oggi è atteso alla Convention Nazionale Repubblicana, a Milwaukee, che lo consacrerà candidato anche ufficialmente. Ha dimostrato da subito una grande forza d'animo, quando si è rialzato, acclamato dalla folla, ha sollevato il pugno e ha incitato i suoi a "Lottare! Lottare! Lottare!", in segno di sfida a chi lo voleva morto. La folla ha risposto scandendo "Usa! Usa!". Il rischio è stato fortissimo, una questione di uno o due centimetri appunto. «Questo è un messaggio da parte di Donald Trump: non mi arrenderò mai!» ha scritto nella mail indirizzata ai suoi sostenitori. «Solo Dio ha impedito che accadesse l'impensabile», ha poi detto Trump sul suo social Truth.<br />NON C'È POSTO IN AMERICA PER QUESTO TIPO DI VIOLENZA<br />Il presidente Biden, che in questo caso è anche suo rivale nelle elezioni, ha subito chiamato Trump, con una telefonata "breve e cordiale" in cui lo ha chiamato per nome di battesimo. In una conferenza stampa indetta immediatamente dopo il fallito attentato, Biden ha subito condannato la violenza politica. «Non c'è posto in America per questo tipo di violenza». E in una più lunga conferenza stampa, nella serata di ieri, 14 luglio, ha ribadito che proprio questo "è il momento dell'unità". Un cambio di rotta apprezzabile, considerando che finora aveva definito sempre il suo rivale come una minaccia per la democrazia americana, dal 6 gennaio 2021 in poi.<br />È uno dei colpi indirizzati a Trump che ha colpito alla nuca e ucciso istantaneamente Corey Comperatore, ex capo dei vigili del fuoco. Lascia moglie e figlia, che ha protetto col suo corpo: all'inizio della sparatoria le ha gettate a terra, salvandole. «L'odio per un un uomo ha preso la vita dell'uomo che noi tutti amavamo di più», ha scritto il fratello della vittima, in un post su Facebook. Due sono i feriti, ricoverati in condizioni critiche: David Dutch, 57 anni e James Copenhaver, 74.<br />Dell'attentatore, invece, si sa ancora molto poco. Le prime indagini rivelano che avrebbe potuto causare una strage ancora peggiore. Non solo aveva il suo fucile, ma anche degli esplosivi, trovati nella sua auto. La polizia ha ricevuto rapporti su pacchi sospetti vicino a dove è stato ucciso Crooks e ha inviato gli artificieri.<br />DUE GRANDI ZONE D'OMBRA<br />Restano, in questa vicenda, due grandi zone d'ombra. La prima è nella falla della sicurezza, su cui il governo federale ha iniziato ad indagare. Come mai un ragazzo armato di fucile è riuscito ad arrampicarsi sul tetto di fronte al palco da cui parlava Trump, a meno di 150 metri dal suo bersaglio? Perché è arrivato sin lì? Crooks era al di fuori del perimetro di sicurezza, quindi non ha dovuto attraversare metal detector, né l'ispezione di polizia. Tuttavia le forze dell'ordine locali lo avevano "avvistato fuori dall'evento" e "ritenuto sospetto", secondo fonti della CNN. In ogni caso, polizia e Servizi si sono dimostrati straordinariamente inefficienti, se è vero quel che afferma un testimone oculare, intervistato immediatamente dopo l'attentato: sia lui che altri spettatori avrebbero visto l'uomo armato sul tetto, lo avrebbero segnalato a gesti e urla alla polizia. Ma la polizia non ha fatto nulla. E anche i Servizi Segreti "che ci vedevano benissimo" non hanno reagito in tempo. Anche dal video pubblicato dal Wall Street Journal, si può udire la folla allarmata che parla di "uomo armato", prima dei primi spari.<br />Di questa falla nella sicurezza si parlerà per anni, anche se l'attentato è fallito. James Comer, a capo della Commissione di Controllo della Camera, ha annunciato, sabato stesso, l'inizio di un'indagine e ha convocato la direttrice del Servizio Segreto, Kimberly Cheatle, a comparire in aula il prossimo 22 luglio. Mentre i singoli agenti hanno dimostrato un coraggio incredibile, dice Comer, «Ci sono molte domande per cui gli americani attendono la risposta». Servirà un'indagine rapida e soprattutto trasparente per fugare le numerose teorie del complotto che già circolano sul Web, soprattutto negli ambienti anti-Trump. Il soggetto più rilanciato, ieri, era "staged", cioè "orchestrato", una messa in scena.<br />Gli eventi del 13 luglio hanno dimostrato che la protezione personale del candidato Trump fosse quantomeno trascurata. E di sicuro non ha giovato il clima arroventato delle polemiche, con alcuni deputati democratici che chiedevano addirittura di togliere la scorta all'ex presidente. Il deputato Bennie Thompson, lo scorso aprile aveva proposto la legge ad personam chiamata: "Negare la protezione infinita e le risorse governative destinate ai condannati e ai soggetti estremamente disonorevoli", acronimo inglese: Disgraced. Quasi una goliardata che, se si fosse tradotta in legge, avrebbe privato Trump anche di quel poco di protezione che gli ha salvato la vita: è la scorta che ha sparato all'attentatore, infine.<br />ISTIGAZIONI A UCCIDERE TRUMP<br />La seconda zona d'ombra è il movente. Che cosa ha spinto questo giovane appena diplomato a uscire di casa col fucile del padre per andare ad uccidere il probabile prossimo presidente degli Usa? In mancanza di dichiarazioni, rivendicazioni, video confessioni e filiazioni a gruppi politici estremisti (tutti elementi che non sono ancora emersi dalle indagini, nel momento in cui questo articolo va online), non ci resta però che constatare il clima di odio che circonda Trump. Ed è una tensione da guerra civile.<br />Lo storico militare Victor Davis Hanson, in un suo lungo tweet, ha messo in fila tutte le istigazioni a uccidere Trump, dalle più serie alle meno serie, dimostrando come l'idea di assassinare il comandante in capo sia stata di fatto sdoganata nella cultura popolare. «Almeno dal 2016 – scrive Hanson – c'è un gioco di società tra le celebrità e gli intrattenitori di sinistra che scherzano (si spera), sognano, immaginano e semplicemente parlano dei vari modi in cui vorrebbero assassinare o ferire gravemente Trump. A colpi di pistola (Robert De Niro), per decapitazione (Kathy Griffin, Marilyn Manson), a coltellate (Shakespeare in the Park), a bastonate (Mickey Rourke), a colpi di pistola (Snoop Dogg), per avvelenamento (Anthony Bourdain), dandogli la caccia (George Lopez), mangiando il suo cadavere (Pearl Jam), soffocandolo (Larry Whilmore), facendolo saltare in aria (Madonna, Moby), gettandolo in un dirupo (Rosie O'Donnell), semplicemente "uccidendolo" genericamente (Johnny Depp, Big Sean), o martirizzandolo (Reid Hoffman: «Sì, vorrei averlo reso un vero martire»).<br />Senza contare che si sprecano i paragoni fra Trump e Hitler, anche tra i commentatori delle televisioni nazionali. E prima o poi spunta quello che si crede von Stauffenberg e si sente in dovere di fermare il nuovo "fuhrer". «Voi, siete voi i colpevoli!» urlava uno spettatore repubblicano ai media che documentavano l'attentato. Al di là dell'emozione che rende tutti irrazionali, non aveva tutti i torti a individuare i grandi media come i mandanti morali, se non dell'attentato, dell'odio che lo ha alimentato. Il lavoro che deve essere affrontato, da subito, per evitare che il clima di tensione sfoci nella guerra civile, è la legittimazione dell'avversario. Come ha dichiarato, a botta calda, anche l'ex procuratore generale Bill Barr, « I democratici devono smetterla di parlare in modo grossolanamente irresponsabile del fatto che Trump è una minaccia esistenziale per la democrazia: non lo è».<br />Nota di BastaBugie: Roberto de Mattei nell'articolo seguente dal titolo "Dietro l'attentato a Trump: sogno e realtà" spiega le premesse storiche degli attentati in Occidente.<br />Ecco l'articolo pubblicato su Corrispondenza Romana il 17 luglio 2024:<br />I delitti politici non caratterizzano solo la storia americana, con quattro presidenti assassinati nello spazio di un secolo, ma fanno parte della storia del potere in Occidente. George Minois, uno storico francese che ha dedicato un libro a questo tema (Il pugnale e il veleno. L'assassinio politico in Europa (1400-1800),]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/60787923</guid><pubDate>Wed, 24 Jul 2024 13:15:05 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/60787923/il_fallito_attentato_a_trump_il_frutto_avvelenato_di_anni_di_odio.mp3" length="15196622" type="audio/mpeg"/><itunes:author>BastaBugie</itunes:author><itunes:subtitle>TESTO DELL'ARTICOLO ➜ https://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7863

IL FALLITO ATTENTATO A TRUMP, IL FRUTTO AVVELENATO DI ANNI DI ODIO di Stefano Magni

Con la campagna elettorale americana più polarizzante di sempre, non si può dire che un...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="https://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7863" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7863</a><br /><br />IL FALLITO ATTENTATO A TRUMP, IL FRUTTO AVVELENATO DI ANNI DI ODIO di Stefano Magni<br /><br />Con la campagna elettorale americana più polarizzante di sempre, non si può dire che un attentato non fosse nell'aria. E puntualmente si è realizzato: due giorni prima dell'inizio della Convention repubblicana (che inizia oggi, 15 luglio), il candidato ed ex presidente Donald Trump è sopravvissuto, miracolosamente, a un attentato. Sabato 13 luglio, a Butler, una cittadina rurale nella Pennsylvania occidentale, all'inizio di un comizio elettorale di Trump, un cecchino con un fucile d'assalto ha sparato almeno sette colpi, di cui uno ha colpito l'orecchio destro del candidato. Solo un centimetro più a sinistra e sarebbe morto. A sparare è stato Thomas Matthew Crooks, 20 anni, nessun precedente penale, nessun impegno in gruppi estremisti, registrato come elettore Repubblicano, anche se sui social non nascondeva il suo odio per Trump e per i Repubblicani. L'attentato lascia sul terreno un morto e due feriti gravi. L'attentatore è stato ucciso immediatamente dopo che aveva aperto il fuoco.<br />«Guardate cosa sta succedendo nel nostro paese - stava dicendo Trump, a dieci minuti dal suo arrivo a Butler, a una folla di migliaia di sostenitori - Se volete vedere veramente qualcosa di triste, guardate a cosa accade...». E in quel momento il suo discorso è stato troncato da un proiettile. Trump si è portato una mano all'orecchio colpito, poi si è gettato a terra, coperto dagli agenti del Servizio Segreto schierati per la protezione dei candidati. L'ex presidente che mira a tornare alla Casa Bianca ha subito una ferita leggera, è già in piedi ed oggi è atteso alla Convention Nazionale Repubblicana, a Milwaukee, che lo consacrerà candidato anche ufficialmente. Ha dimostrato da subito una grande forza d'animo, quando si è rialzato, acclamato dalla folla, ha sollevato il pugno e ha incitato i suoi a "Lottare! Lottare! Lottare!", in segno di sfida a chi lo voleva morto. La folla ha risposto scandendo "Usa! Usa!". Il rischio è stato fortissimo, una questione di uno o due centimetri appunto. «Questo è un messaggio da parte di Donald Trump: non mi arrenderò mai!» ha scritto nella mail indirizzata ai suoi sostenitori. «Solo Dio ha impedito che accadesse l'impensabile», ha poi detto Trump sul suo social Truth.<br />NON C'È POSTO IN AMERICA PER QUESTO TIPO DI VIOLENZA<br />Il presidente Biden, che in questo caso è anche suo rivale nelle elezioni, ha subito chiamato Trump, con una telefonata "breve e cordiale" in cui lo ha chiamato per nome di battesimo. In una conferenza stampa indetta immediatamente dopo il fallito attentato, Biden ha subito condannato la violenza politica. «Non c'è posto in America per questo tipo di violenza». E in una più lunga conferenza stampa, nella serata di ieri, 14 luglio, ha ribadito che proprio questo "è il momento dell'unità". Un cambio di rotta apprezzabile, considerando che finora aveva definito sempre il suo rivale come una minaccia per la democrazia americana, dal 6 gennaio 2021 in poi.<br />È uno dei colpi indirizzati a Trump che ha colpito alla nuca e ucciso istantaneamente Corey Comperatore, ex capo dei vigili del fuoco. Lascia moglie e figlia, che ha protetto col suo corpo: all'inizio della sparatoria le ha gettate a terra, salvandole. «L'odio per un un uomo ha preso la vita dell'uomo che noi tutti amavamo di più», ha scritto il fratello della vittima, in un post su Facebook. Due sono i feriti, ricoverati in condizioni critiche: David Dutch, 57 anni e James Copenhaver, 74.<br />Dell'attentatore, invece, si sa ancora molto poco. Le prime indagini rivelano che avrebbe potuto causare una strage ancora peggiore. Non solo aveva il suo fucile, ma anche degli esplosivi, trovati nella sua auto. La polizia ha ricevuto rapporti su pacchi...]]></itunes:summary><itunes:duration>950</itunes:duration><itunes:keywords>attentato,delittipolitici,odio,presidentiassassinati,trump</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/195edd331cc99dd0565a868d6719b3b2.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Il vice scelto da Trump è cattolico e contro l'aborto, ma...</title><link>https://www.spreaker.com/episode/il-vice-scelto-da-trump-e-cattolico-e-contro-l-aborto-ma--60787910</link><description><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="https://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7864" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7864</a><br /><br />IL VICE SCELTO DA TRUMP E' CATTOLICO E CONTRO L'ABORTO, MA... di Paola Belletti<br /><br />Scampato fortuitamente all'attentato del 13 luglio in Pennsylvania, costato però la vita ad un padre di famiglia, Donald Trump ha annunciato ieri il nome del candidato vicepresidente che sarà in corsa con lui per le presidenziali del 2024: «Dopo lunghe riflessioni e riflessioni, e considerando gli straordinari talenti di molti altri, ho deciso che la persona più appropriata per assumere la carica di vicepresidente degli Stati Uniti è il senatore JD Vance del grande stato dell'Ohio", ha detto Trump in una conferenza stampa», leggiamo dalle pagine di Aciprensa.<br />Ha 39 anni ed è al suo primo mandato al Congresso. Divenuto noto all'opinione pubblica del bestseller Hillbilly Elegy, uscito nel 2016 e diventato in seguito un film per la regia di Ron Howard - che però sembra avere sacrificato il grande affresco sociale sulla condizione degli americani bianchi poveri, a favore del più hollywoodiano dramma familiare che si staglia su quello sfondo così impietosamente e accuratamente tratteggiato. È "pericoloso" e "inadatto" alla carica, aveva dichiarato all'epoca Vance riferendosi a Donald Trump alla vigilia del primo incarico da presidente Usa; ma in seguito ad un incontro personale con lui nel 2021 aveva cambiato radicalmente il suo giudicio, arrivando ad ottenere l'anno dopo l'endorsement dell'ex Potus per la sua candidatura al senato.<br />Secondo uno dei tanti ritratti che i media stanno rilanciando su questa nuova figura chiave della campagna per le presidenziali Usa, leggiamo TGcom24 i passaggi principali della sua biografia: «Nato e cresciuto a Middletown, Ohio. Con i marines prestò servizio in Iraq, e in seguito conseguì la laurea presso la Ohio State University e la Yale Law School. Ha anche lavorato come venture capitalist nella Silicon Valley. Dopo la vittoria di Trump nelle elezioni del 2016, Vance fondò un ente di beneficenza anti-oppioidi. Prese parte al circuito delle conferenze e fu anche un ospite privilegiato alle cene repubblicane del Lincoln Day, dove fecero breccia la sua storia personale, comprese le difficoltà sopportate da Vance a causa della dipendenza dalla droga della madre».<br />LA CONVERSIONE AL CATTOLICESIMO<br />C' è un tratto decisamente degno di nota, per noi, che riguarda la sua vita di credente: JD Vance ha infatti ricevuto il battesimo entrando a far parte della Chiesa cattolica nel 2019, dopo un percorso di conversione nel quale ha avuto una parte decisiva il Santo di Ippona. Deve a sant'Agostino la consolidata certezza che la fede cattolica sia vera, durevole e certa nei suoi esiti e che questi non sono tanto misurabili nel breve termine e nei riscontri materiali più grossolani, ma sono sicuri e in mano a Dio; da questa convinzione ricava anche un sano distacco rispetto alle crisi, alle debolezze e agli scandali che anche oggi feriscono la chiesa, segno drammatico della sua natura divina e umana insieme. Dal santo vescovo dei primi secoli ha attinto anche la convinzione che la fede cattolica sia intellettualmente di valore, l'opposto di come spesso viene vista dal pensiero main stream:<br />«Agostino mi ha dato un modo per comprendere la fede cristiana in un modo fortemente intellettuale. Ho anche attraversato una fase di ateo arrabbiato. Come uno che ha trascorso gran parte della sua vita a credere alla bugia che dovevi essere stupido per essere un cristiano, Agostino ha davvero dimostrato in modo commovente che non è vero.» Nella stessa intervista in cui racconta della sua conversione, afferma che la lettura delle sue due opere più famose (stampate, diffuse e tradotte da secoli) ha illuminato e dato consistenza all'orizzonte del suo impegno politico: «Hai scelto Sant'Agostino come tuo santo patrono. Perché? Un paio di motivi. Uno, sono rimasto piuttosto colpito dalle Confessioni. Probabilmente l'ho letto a pezzetti due volte negli ultimi 15 anni circa. C'è un capitolo della Città di Dio che è incredibilmente rilevante ora che sto pensando alla politica. C'è semplicemente un modo in cui Agostino è un difensore incredibilmente potente delle cose in cui crede la Chiesa».<br />ABORTO? CONTRARIO, MA SULLE PILLOLE...<br />La scelta di Vance, da un lato, è bene augurante per la sua dichiarata fede cattolica e la serietà con la quale si mostra impegnato con essa e i suoi principi; dall'altro, però, preoccupano le sua posizioni morbide e possibiliste in tema di aborto. Infatti, se da un lato si era detto contrario all'aborto anche in caso di stupro e incesto – «Non credo che due torti facciano un diritto», ha dichiarato -, dall'altro è protagonista di un ammorbidimento che riguarda le stesse posizioni di Trump in corsa per il secondo mandato. Lila Rose, presidente di Live Action, ha espresso chiaramente i motivi di preoccupazione sul tema: «Sia JD Vance che il presidente Trump sostengono la legalizzazione delle pillole abortive», ha scritto su X, «questo è straziante e sbagliato. Vance un tempo era fortemente contrario all'omicidio di tutti i bambini non ancora nati. Entrambi gli uomini possono ancora cambiare posizione e noi pregheremo e lavoreremo affinché lo facciano».<br />Come primo presidente americano a partecipare alla Marcia per la vita aveva speso termini appassionati e inequivocabili a difesa del valore di ogni vita fin dal concepimento, fondandone la sacralità e indisponibilità proprio nella creazione di Dio. Difficile conciliare quelle parole con l'ammissibilità dell'uso della pillola abortiva. Difficile anche non notare che le stesse posizioni del candidato vicepresidente Vance, l'uomo che dovrà conquistare voti nei grandi stati del Midwest, stridano in modo drammatico con quanto la fede cattolica da lui professato lo impegni a testimoniare e tutelare, la dignità di ogni vita umana, dall'inizio alla fine.<br />Che si tratti solo di pragmatismo politico e di posizioni che, una volta in carica, potrebbero essere riviste, restano un male, per quanto ci auguriamo provvisorio. Se, alle elezioni del novembre prossimo, Trump dovesse vincere e insediarsi per la seconda volta alla Casa Bianca, LD Vance sarebbe il secondo vicepresidente cattolico in carica della storia degli Stati Uniti. Confidiamo nell'azione della Provvidenza e nell'intercessione del patrono che lo stesso Vance ha scelto per la sua nuova vita da battezzato: ci auguriamo che la difesa del bene della vita, sia nelle scelte di politica estera per disinnescare la polveriera internazionale, sia nelle decisioni di politica interna a tutela dei più fragili dagli indifesi, torni al centro della politica americana.<br />Nota di BastaBugie: Stefano Magni nell'articolo seguente dal titolo "Trump sceglie il suo vice (e successore): JD Vance, l'uomo dell'Elegia Americana" spiega chi è il giovane senatore dell'Ohio emerso dall'inferno della società post-industriale, che incarna al meglio il principio America First.<br />Ecco l'articolo completo pubblicato su La Nuova Bussola Quotidiana il 16 luglio 2024:<br />In tre giorni, la campagna elettorale americana è cambiata completamente. Il 13 luglio, Donald Trump scampa a un attentato, per un puro miracolo. Il 15 luglio viene archiviato il caso che lo riguarda in Florida, dove era accusato di aver portato con sé documenti segreti nella propria tenuta di Mar a Lago, invece che depositarli nell'Archivio nazionale. Infine, la sera stessa del 15 luglio (ieri, per chi legge), Trump ha finalmente annunciato il candidato vicepresidente: James David Vance, giovane senatore dell'Ohio. Trump è proiettato, come mai prima d'ora, verso la riconquista della Casa Bianca. E si sa anche che piega prenderà la sua nuova amministrazione, se la scelta del vice è significativa, come è sempre stata.<br />L'archiviazione del caso in Florida è un doppio duro colpo per i Democratici. Prima di tutto perché Trump non verrà processato, almeno durante la fase finale della campagna elettorale. Secondo, perché viene messa in discussione la base stessa dell'accusa: la nomina del procuratore speciale, Jack Smith, che ha indagato il caso, è stata considerata incostituzionale dal giudice Aileen Cannon. Una decisione che è stata considerata "clamorosa" dalla stampa, ma non del tutto imprevedibile, considerando che la giudice Cannon è una conservatrice nominata dall'amministrazione Trump. La sentenza ha pochi precedenti, ma si fonda sul principio che il procuratore speciale debba essere di nomina presidenziale, o quantomeno del Senato. Cosa che Smith non era. Ora il procuratore annuncia ricorso e il caso potrebbe finire in Corte Suprema, ma ormai non c'è più tempo per dirottare la campagna elettorale: si va a dopo novembre.<br />Considerando l'immunità riconosciuta dalla Corte Suprema per i suoi atti presidenziali (che praticamente azzoppa due cause: quella di Washington sui fatti del 6 gennaio e quella di Atlanta sul riconteggio dei voti) e l'archiviazione del caso Mar a Lago, a Trump resta una condanna di primo grado del tribunale di New York per aver pagato una pornostar in cambio del suo silenzio. Un po' poco, per chi vuole impostare la campagna democratica sullo slogan "Trump is a convicted felon" (Trump è un criminale condannato).<br />La corsa verso la Casa Bianca dell'ex presidente sta dunque procedendo a gonfie vele. Specialmente dopo che è sopravvissuto per miracolo a un attentato, cosa che ha unificato gli elettori repubblicani dietro di lui. Ed è in questo contesto che va letta anche la nomina di James David (JD) Vance, un candidato alla vicepresidenza che in un qualsiasi altro periodo storico sarebbe stato considera]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/60787910</guid><pubDate>Wed, 24 Jul 2024 13:13:17 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/60787910/il_vice_scelto_da_trump_cattolico_e_contro_l_aborto_ma.mp3" length="13574129" type="audio/mpeg"/><itunes:author>BastaBugie</itunes:author><itunes:subtitle>TESTO DELL'ARTICOLO ➜ https://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7864

IL VICE SCELTO DA TRUMP E' CATTOLICO E CONTRO L'ABORTO, MA... di Paola Belletti

Scampato fortuitamente all'attentato del 13 luglio in Pennsylvania, costato però la vita ad un...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="https://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7864" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7864</a><br /><br />IL VICE SCELTO DA TRUMP E' CATTOLICO E CONTRO L'ABORTO, MA... di Paola Belletti<br /><br />Scampato fortuitamente all'attentato del 13 luglio in Pennsylvania, costato però la vita ad un padre di famiglia, Donald Trump ha annunciato ieri il nome del candidato vicepresidente che sarà in corsa con lui per le presidenziali del 2024: «Dopo lunghe riflessioni e riflessioni, e considerando gli straordinari talenti di molti altri, ho deciso che la persona più appropriata per assumere la carica di vicepresidente degli Stati Uniti è il senatore JD Vance del grande stato dell'Ohio", ha detto Trump in una conferenza stampa», leggiamo dalle pagine di Aciprensa.<br />Ha 39 anni ed è al suo primo mandato al Congresso. Divenuto noto all'opinione pubblica del bestseller Hillbilly Elegy, uscito nel 2016 e diventato in seguito un film per la regia di Ron Howard - che però sembra avere sacrificato il grande affresco sociale sulla condizione degli americani bianchi poveri, a favore del più hollywoodiano dramma familiare che si staglia su quello sfondo così impietosamente e accuratamente tratteggiato. È "pericoloso" e "inadatto" alla carica, aveva dichiarato all'epoca Vance riferendosi a Donald Trump alla vigilia del primo incarico da presidente Usa; ma in seguito ad un incontro personale con lui nel 2021 aveva cambiato radicalmente il suo giudicio, arrivando ad ottenere l'anno dopo l'endorsement dell'ex Potus per la sua candidatura al senato.<br />Secondo uno dei tanti ritratti che i media stanno rilanciando su questa nuova figura chiave della campagna per le presidenziali Usa, leggiamo TGcom24 i passaggi principali della sua biografia: «Nato e cresciuto a Middletown, Ohio. Con i marines prestò servizio in Iraq, e in seguito conseguì la laurea presso la Ohio State University e la Yale Law School. Ha anche lavorato come venture capitalist nella Silicon Valley. Dopo la vittoria di Trump nelle elezioni del 2016, Vance fondò un ente di beneficenza anti-oppioidi. Prese parte al circuito delle conferenze e fu anche un ospite privilegiato alle cene repubblicane del Lincoln Day, dove fecero breccia la sua storia personale, comprese le difficoltà sopportate da Vance a causa della dipendenza dalla droga della madre».<br />LA CONVERSIONE AL CATTOLICESIMO<br />C' è un tratto decisamente degno di nota, per noi, che riguarda la sua vita di credente: JD Vance ha infatti ricevuto il battesimo entrando a far parte della Chiesa cattolica nel 2019, dopo un percorso di conversione nel quale ha avuto una parte decisiva il Santo di Ippona. Deve a sant'Agostino la consolidata certezza che la fede cattolica sia vera, durevole e certa nei suoi esiti e che questi non sono tanto misurabili nel breve termine e nei riscontri materiali più grossolani, ma sono sicuri e in mano a Dio; da questa convinzione ricava anche un sano distacco rispetto alle crisi, alle debolezze e agli scandali che anche oggi feriscono la chiesa, segno drammatico della sua natura divina e umana insieme. Dal santo vescovo dei primi secoli ha attinto anche la convinzione che la fede cattolica sia intellettualmente di valore, l'opposto di come spesso viene vista dal pensiero main stream:<br />«Agostino mi ha dato un modo per comprendere la fede cristiana in un modo fortemente intellettuale. Ho anche attraversato una fase di ateo arrabbiato. Come uno che ha trascorso gran parte della sua vita a credere alla bugia che dovevi essere stupido per essere un cristiano, Agostino ha davvero dimostrato in modo commovente che non è vero.» Nella stessa intervista in cui racconta della sua conversione, afferma che la lettura delle sue due opere più famose (stampate, diffuse e tradotte da secoli) ha illuminato e dato consistenza all'orizzonte del suo impegno politico: «Hai scelto Sant'Agostino come tuo santo patrono. Perché? 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Nella sua dichiarazione, il Presidente Biden ha appoggiato il suo Vicepresidente Kamala Harris per prendere il suo posto.<br />Il Presidente Biden non avrebbe potuto fare altrimenti scegliendo Harris, dato che non solo condivide i risultati della squadra presidenziale, ma incarna anche le caratteristiche della cultura DEI (Diversità, uguaglianza, inclusione nell’acronimo in inglese) abbracciata dai Democratici: è una donna, una minoranza mista (nera, indiana e bianca caraibica) e di una generazione più giovane.<br />A poco più di 100 giorni dal giorno delle elezioni, l'arena politica sarà impegnativa per il Partito Democratico, che ha molte personalità note, piene di potere, influenza e ambizione, tutte desiderose di conquistare la Casa Bianca. La domanda è: si riuniranno tutti per sostenere Harris o cercheranno di trovare un modo per proiettarsi nella corsa? Come Harris, che ha 59 anni, anche tutti loro sono cinquantenni. Vale la pena di sottolinearlo, vista l'attenzione all'età in questa campagna presidenziale.<br />I nomi più citati sono quelli del governatore californiano Gavin Newsome (che ha perseguito politiche così radicali che oltre 1,5 milioni di persone si sono trasferite dallo Stato), della governatrice del Michigan Gretchen Whitmer, del governatore dell'Illinois JB Pritzker e di Michelle Obama, l'ex first lady. È stato fatto anche il nome di Hillary Clinton, ma all'età di 76 anni sarebbe un’eccezione. California, Michigan e Illinois sono tutti Stati democratici potenti e popolosi.<br />Il Partito Democratico deve ora decidere cosa fare con i delegati che sono stati scelti nelle primarie statali con la stragrande maggioranza risultata a favore di Biden: 3.886 su 3.949. Tuttavia, si ritiene che i voti siano destinati a Biden-Harris. Ma questo è ancora da confermare, dato che ognuno dei 50 Stati ha le proprie regole elettorali. I Democratici dovrebbero risolvere la questione prima o durante la loro convention a Chicago, dal 19 al 22 agosto.<br />HARRIS VS TRUMP<br />Se Harris verrà sfidata, potrebbe esserci una "convention aperta" in cui i delegati, quasi tutti impegnati a favore di Biden, dovranno decidere per chi votare. Sarà necessaria la maggioranza dei voti.<br />Non vanno dimenticati i milioni di dollari raccolti appositamente per la campagna di Biden e gli ulteriori milioni messi a disposizione dal Comitato nazionale democratico. Resta da vedere come verranno utilizzati.<br />Se la vicepresidente Harris riuscirà a diventare la candidata, come gestirà la campagna elettorale? È un'ex procuratrice distrettuale e procuratore generale della California e potrebbe usare le sue capacità di procuratrice per perseguire il suo avversario repubblicano Donald Trump, che ha diverse cause legali in corso contro di lui. Tuttavia, nel 2016 Trump ha vinto le elezioni sconfiggendo un'altra donna, Hillary Clinton.<br />Donald Trump, dopo essere miracolosamente sopravvissuto a un sospetto attentato il 13 luglio, che deve essere indagato a fondo, non ha attenuato il suo fervore elettorale. Ma questa esperienza gli ha dato una prospettiva diversa sulla vita. Come ha detto in una riunione di un gruppo chiuso pochi giorni dopo l'attentato, «Dio era con me» e ha aggiunto: «Si apprezza Dio ancora di più».<br />Nonostante l'età, il 78enne Trump emana ancora vitalità e vigore, tanto che alla Convention ha tenuto il 18 luglio il discorso di accettazione più lungo della storia americana.<br />Sebbene l'età sia stata un punto focale nell'attuale corsa presidenziale, ciò che conta è la qualità dell'invecchiamento, non l'età in sé. Biden, che ha 81 anni, ha dimostrato a lungo una senescenza che la sua famiglia, i suoi colleghi, i suoi consiglieri e i suoi sostenitori si sono rifiutati di riconoscere apertamente fino a dopo il disastroso dibattito con Trump alla fine di giugno.<br />ABORTO<br />Mentre Trump continua a difendere i suoi valori e le sue politiche più tradizionali da repubblicano americano durante la campagna elettorale in tutti gli Stati Uniti, i democratici dovranno difendere il bilancio di Biden-Harris, caratterizzato da un'invasione di immigrati clandestini, da prezzi elevati soprattutto per l'energia e i generi alimentari, dal terribile ritiro dall'Afghanistan, che ha lasciato dietro di sé non solo i cittadini americani ma anche oltre 80 miliardi di dollari di equipaggiamenti militari, e dalla piena liberalizzazione dell'aborto.<br />L'aborto è infatti in cima alla lista dei programmi del Partito Democratico. I Democratici continuano a inveire contro la Corte Suprema per aver ribaltato gli inesistenti diritti riproduttivi della Roe v Wade. Il presidente Biden ha inviato la vicepresidente Harris, senza figli, a «combattere per la libertà riproduttiva» e a fare una campagna in diversi Stati per «difendere il diritto di scelta delle donne». A marzo ha visitato una struttura di Planned Parenthood in Minnesota, ma non per assistere a un aborto. Non appena Biden ha appoggiato Harris, Planned Parenthood ha immediatamente esultato e ha dichiarato il proprio sostegno ad Harris.<br />Nelle ore successive alla dichiarazione di Biden, Harris ha rilasciato una propria dichiarazione in cui non solo elogiava Biden, ma indicava di volersi «guadagnare e vincere» la candidatura. Avrà bisogno di altri consensi. In breve tempo, ha ricevuto l'appoggio dell'ex presidente Bill Clinton e anche di Hillary.<br />Alcuni degli altri contendenti alla presidenza, che potrebbero sfidare o meno Harris, potrebbero essere scelti per la vicepresidenza.<br />CONSEGUENZE<br />Il Presidente Biden ha detto che terrà un altro discorso al pubblico americano, forse più avanti nella settimana, per offrire maggiori dettagli. Nel frattempo, il presidente della Camera dei Rappresentanti, il repubblicano Mike Johnson, ha chiesto che Biden si dimetta subito, data la sua ridotta capacità cognitiva e di funzionare efficacemente come presidente degli Stati Uniti. In effetti, Biden deve aver messo in imbarazzo gli Stati Uniti e sminuito l'ufficio della presidenza americana molte volte in incontri privati con leader di governi stranieri, mettendo in pericolo la sicurezza del Paese.<br />Il che apre un’altra questione: se dovesse riuscire davvero a diventare la candidata del Partito Democratico, potrebbe una eventuale vittoria della Harris - data la sua posizione di Vicepresidente con il forte appoggio del Presidente dimissionario - indebolire ulteriormente gli Stati Uniti come leader mondiale? Non c'è alcuna chiara indicazione che la Harris sia in grado di affrontare i principali problemi economici, sociali e strategici degli Stati Uniti.<br />Sebbene si sia distinta per aver girato il Paese per promuovere i diritti riproduttivi, Kamala Harris ha fallito, e addirittura ignorato, la responsabilità che le era stata affidata di proteggere il confine meridionale dai milioni di persone che entrano illegalmente. Inoltre, da quando la squadra Biden-Harris è salita al potere nel 2021, è scoppiata la guerra in Europa orientale e in Medio Oriente; l'Afghanistan ha ridotto i diritti umani, in particolare l'istruzione delle donne; la Cina ha potenziato le sue iniziative "belt and road", ha minacciato Taiwan e continua la sua ricerca della supremazia globale. Quale sia la risposta che Harris offrirebbe a queste sfide non è ancora chiaro.<br />Gli elettori americani si troveranno di fronte a un'elezione decisiva il 5 novembre, nella speranza di poter celebrare il 250mo anniversario dell'Indipendenza nel 2026 con il Paese ancora fedele ai valori democratici, agli ideali e alle aspirazioni dei padri fondatori.<br />]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/60787748</guid><pubDate>Wed, 24 Jul 2024 13:01:37 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/60787748/biden_si_ritira_e_lascia_a_kamala_harris.mp3" length="9598894" type="audio/mpeg"/><itunes:author>BastaBugie</itunes:author><itunes:subtitle>TESTO DELL'ARTICOLO ➜ https://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7862

BIDEN SI RITIRA E LASCIA A KAMALA HARRIS LA SFIDA CONTRO TRUMP di Vincenzina Santoro
Nel caldo pomeriggio di domenica 21 luglio, mentre gli americani stavano finendo di pranzare,...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="https://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7862" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7862</a><br /><br />BIDEN SI RITIRA E LASCIA A KAMALA HARRIS LA SFIDA CONTRO TRUMP di Vincenzina Santoro<br />Nel caldo pomeriggio di domenica 21 luglio, mentre gli americani stavano finendo di pranzare, è arrivata la notizia flash che il Presidente Joe Biden non sarebbe più rimasto in corsa per un secondo mandato come Presidente degli Stati Uniti. Nella sua dichiarazione, il Presidente Biden ha appoggiato il suo Vicepresidente Kamala Harris per prendere il suo posto.<br />Il Presidente Biden non avrebbe potuto fare altrimenti scegliendo Harris, dato che non solo condivide i risultati della squadra presidenziale, ma incarna anche le caratteristiche della cultura DEI (Diversità, uguaglianza, inclusione nell’acronimo in inglese) abbracciata dai Democratici: è una donna, una minoranza mista (nera, indiana e bianca caraibica) e di una generazione più giovane.<br />A poco più di 100 giorni dal giorno delle elezioni, l'arena politica sarà impegnativa per il Partito Democratico, che ha molte personalità note, piene di potere, influenza e ambizione, tutte desiderose di conquistare la Casa Bianca. La domanda è: si riuniranno tutti per sostenere Harris o cercheranno di trovare un modo per proiettarsi nella corsa? Come Harris, che ha 59 anni, anche tutti loro sono cinquantenni. Vale la pena di sottolinearlo, vista l'attenzione all'età in questa campagna presidenziale.<br />I nomi più citati sono quelli del governatore californiano Gavin Newsome (che ha perseguito politiche così radicali che oltre 1,5 milioni di persone si sono trasferite dallo Stato), della governatrice del Michigan Gretchen Whitmer, del governatore dell'Illinois JB Pritzker e di Michelle Obama, l'ex first lady. È stato fatto anche il nome di Hillary Clinton, ma all'età di 76 anni sarebbe un’eccezione. California, Michigan e Illinois sono tutti Stati democratici potenti e popolosi.<br />Il Partito Democratico deve ora decidere cosa fare con i delegati che sono stati scelti nelle primarie statali con la stragrande maggioranza risultata a favore di Biden: 3.886 su 3.949. Tuttavia, si ritiene che i voti siano destinati a Biden-Harris. Ma questo è ancora da confermare, dato che ognuno dei 50 Stati ha le proprie regole elettorali. I Democratici dovrebbero risolvere la questione prima o durante la loro convention a Chicago, dal 19 al 22 agosto.<br />HARRIS VS TRUMP<br />Se Harris verrà sfidata, potrebbe esserci una "convention aperta" in cui i delegati, quasi tutti impegnati a favore di Biden, dovranno decidere per chi votare. Sarà necessaria la maggioranza dei voti.<br />Non vanno dimenticati i milioni di dollari raccolti appositamente per la campagna di Biden e gli ulteriori milioni messi a disposizione dal Comitato nazionale democratico. Resta da vedere come verranno utilizzati.<br />Se la vicepresidente Harris riuscirà a diventare la candidata, come gestirà la campagna elettorale? È un'ex procuratrice distrettuale e procuratore generale della California e potrebbe usare le sue capacità di procuratrice per perseguire il suo avversario repubblicano Donald Trump, che ha diverse cause legali in corso contro di lui. Tuttavia, nel 2016 Trump ha vinto le elezioni sconfiggendo un'altra donna, Hillary Clinton.<br />Donald Trump, dopo essere miracolosamente sopravvissuto a un sospetto attentato il 13 luglio, che deve essere indagato a fondo, non ha attenuato il suo fervore elettorale. Ma questa esperienza gli ha dato una prospettiva diversa sulla vita. Come ha detto in una riunione di un gruppo chiuso pochi giorni dopo l'attentato, «Dio era con me» e ha aggiunto: «Si apprezza Dio ancora di più».<br />Nonostante l'età, il 78enne Trump emana ancora vitalità e vigore, tanto che alla Convention ha tenuto il 18 luglio il discorso di accettazione più lungo della storia americana.<br />Sebbene l'età sia stata un punto...]]></itunes:summary><itunes:duration>600</itunes:duration><itunes:keywords>biden,casabianca,dem,kamalaharris,plannedparenthood</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/9b5298ae4969d1c414208cd5b2161d79.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Game over Biden: problema per i Dem, tragedia per gli Usa</title><link>https://www.spreaker.com/episode/game-over-biden-problema-per-i-dem-tragedia-per-gli-usa--60582099</link><description><![CDATA[VIDEO: Trump-Biden: il disastro ➜ <a href="https://mazzoninews.com/2024/06/29/trump-biden-il-disastro-mn-272/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://mazzoninews.com/2024/06/29/trump-biden-il-disastro-mn-272/</a><br /><br />TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="https://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7845" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7845</a><br /><br />GAME OVER BIDEN: PROBLEMA PER I DEM, TRAGEDIA PER GLI USA di Luca Volontè<br /><br />Il primo dibattito presidenziale, ospitato ad Atlanta dalla CNN giovedì sera (le prime ore dell'alba per i paesi europei), è durato 90 minuti, ma il presidente Joe Biden lo ha perso nel giro di 15 minuti. Sin da subito, infatti, il presidente in carica ha perso il filo dei suoi pensieri, aguzzato gli occhi stralunati, faticato a trovare il senso logico delle frasi e, tra gaffes e affermazioni a metà, è caduto in tutte le trappole del suo avversario Trump.<br />Il candidato Repubblicano, dopo soli pochi momenti dall'inizio del dibattito, era già il designato vincitore, dopo aver ascoltato Biden dare una risposta sconclusionata e bugiarda sull'immigrazione clandestina in cui il presidente in carica, dopo consentito una vera e propria invasione dal Centroamerica prometteva un «divieto totale» e pugno duro contro gli illegali. Biden è apparso per quello che è: un uomo anziano con una scarsa memoria delle sue stesse decisioni politiche ed amministrative.<br />Trump, dal canto suo, è stato tutt'altro che perfetto. Ha fornito risposte approssimative su deficit pubblico, attaccato inutilmente il figlio di Biden, brillantemente mancato di rispondere a molte domande dei due giornalisti della CNN per dedicarsi ad incalzare, pacatamente ma duramente, Biden.<br />I due sfidanti alle prossime elezioni si sono beccati su numerose questioni, dall'economia e all'inflazione all'immigrazione e alla sicurezza delle frontiere, all'aborto, al cambiamento climatico, all'attacco del 6 gennaio 2021 al Campidoglio degli Stati Uniti e ai conflitti all'estero in Europa e in Medio Oriente. Un sondaggio flash condotto dalla CNN dopo il dibattito presidenziale ha mostrato che l'ex presidente Trump ha sonoramente sconfitto il presidente Biden, il 67% degli osservatori del dibattito ritiene che Trump abbia vinto il dibattito, rispetto al 33% che crede che Biden abbia vinto il dibattito.<br />RIPRISTINARE ROE VS WADE E LIBERALIZZARE L'ABORTO SINO ALLA NASCITA<br />La maggior parte degli utenti sui social media sembra essere d'accordo con il sondaggio della CNN, compresi gli esperti liberali. Trump è veramente un candidato imperfetto, ma nonostante tutti i suoi difetti, si è dimostrato chiaramente più competente sul palco. Biden, che è apparso fragile e malaticcio, molti Dems ne hanno giustificato la pessima performance perché influenzato, ha sbagliato quasi tutto ed è stato incoerente anche sull'aborto, un tema che i Dems stanno usando, anche grazie al finanziamento di più di 100 milioni di dollari dell'industria abortista USA, per federalizzare l'aborto libero sino alla nascita e battere Trump ed i Repubblicani alle elezioni del prossimo novembre. Il presidente ha anche cercato di spiegare la storica sentenza della Corte Suprema Roe vs Wade che legalizza l'aborto e che è stata ribaltata due anni fa dalla maggioranza conservatrice dell'Alta Corte. Trump ha salutato la sentenza, sostenendo che «questo è qualcosa che tutti volevano».<br />Biden ha detto che «è stata una cosa terribile, quello che hai fatto», mentre indicava Trump. E Biden si è impegnato a cercare di ripristinare Roe vs Wade, senza smentire però l'impegno del suo partito di liberalizzare l'aborto sino alla nascita, se sarà rieletto. Ovviamente le dichiarazioni di Biden su questo punto hanno scatenato ancora una volta la reazione di leaders e movimenti pro life, tra i quali Carol Tobias, presidente del National Right to Life, che ha denunciato come anche nel dibattito di giovedì, Biden abbia dimostrato «ancora una volta che l'ostinata promozione dell'aborto», tenti di usare i dollari dei contribuenti per finanziare gli aborti e si sia impegnato a firmare il "Women's Health Protection Act", un disegno di legge che sancirebbe l'aborto illimitato fino alla nascita nelle leggi federali che eliminerebbe praticamente tutte le protezioni esistenti per i bambini non nati e le loro madri sia a livello federale che statale, comprese le leggi sul coinvolgimento dei genitori.<br />IL PARTITO DEMOCRATICO IN PREDA AL PANICO<br />Il Partito Democratico si trova ora di fronte a un momento di verità e a una prospettiva spaventosa. Ha un candidato scelto dai voti delle primarie popolari in tutto il paese, senza che abbia avuto alcun avversario reale e che si è dimostrato, con la prestazione di giovedì, totalmente inadatto a svolgere il proprio mandato per i prossimi anni. I Dems sono in preda al panico e, mentre lo stesso Biden, la sua vice Kamala Harris ed il suo possibile sostituto, il Governatore della California Gavin Newsom, si sono affrettati dichiarare che la prestazione del presidente in carica è stata sostanzialmente buona, altri chiedono a Biden di ritirarsi dalla corsa per poter scegliere un altro candidato.<br />Le regole del partito rendono quasi impossibile sostituire i candidati senza il loro consenso, figuriamoci sostituirli con qualcun altro. Tuttavia, lo statuto del Comitato nazionale democratico prevede alcune disposizioni nel caso in cui il candidato del partito sia incapace o scelga di farsi da parte, ma anche un blitz anti-Biden alla convention Dems del prossimo agosto è teoricamente possibile, anche se altamente improbabile.<br />L'unico scenario plausibile passa necessariamente dalla eventuale decisione di Biden di ritirarsi, cosa che ha giurato ripetutamente negli ultimi mesi di non voler fare, ma a quel punto alla Convention dei Dems si scatenerebbero gli appetiti di qualunque altro candidato alla nomination e una caccia senza scrupoli ad ogni delegato (Biden ne conta 3900 su 4000). È stato triste e inquietante vedere Biden al dibattito di giovedì, triste perché la sua condizione di salute è stata così crudamente esposta in pubblico ed inquietante perché quest'uomo, già promotore del genocidio sistematico di bimbi innocenti negli Usa e nel mondo, è anche colui che può promuovere altre guerre e autorizzare l'uso dei codici nucleari militari.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/60582099</guid><pubDate>Tue, 02 Jul 2024 20:53:05 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/60582099/problema_per_i_dem.mp3" length="5447759" type="audio/mpeg"/><itunes:author>BastaBugie</itunes:author><itunes:subtitle>VIDEO: Trump-Biden: il disastro ➜ https://mazzoninews.com/2024/06/29/trump-biden-il-disastro-mn-272/

TESTO DELL'ARTICOLO ➜ https://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7845

GAME OVER BIDEN: PROBLEMA PER I DEM, TRAGEDIA PER GLI USA di Luca Volontè...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[VIDEO: Trump-Biden: il disastro ➜ <a href="https://mazzoninews.com/2024/06/29/trump-biden-il-disastro-mn-272/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://mazzoninews.com/2024/06/29/trump-biden-il-disastro-mn-272/</a><br /><br />TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="https://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7845" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7845</a><br /><br />GAME OVER BIDEN: PROBLEMA PER I DEM, TRAGEDIA PER GLI USA di Luca Volontè<br /><br />Il primo dibattito presidenziale, ospitato ad Atlanta dalla CNN giovedì sera (le prime ore dell'alba per i paesi europei), è durato 90 minuti, ma il presidente Joe Biden lo ha perso nel giro di 15 minuti. Sin da subito, infatti, il presidente in carica ha perso il filo dei suoi pensieri, aguzzato gli occhi stralunati, faticato a trovare il senso logico delle frasi e, tra gaffes e affermazioni a metà, è caduto in tutte le trappole del suo avversario Trump.<br />Il candidato Repubblicano, dopo soli pochi momenti dall'inizio del dibattito, era già il designato vincitore, dopo aver ascoltato Biden dare una risposta sconclusionata e bugiarda sull'immigrazione clandestina in cui il presidente in carica, dopo consentito una vera e propria invasione dal Centroamerica prometteva un «divieto totale» e pugno duro contro gli illegali. Biden è apparso per quello che è: un uomo anziano con una scarsa memoria delle sue stesse decisioni politiche ed amministrative.<br />Trump, dal canto suo, è stato tutt'altro che perfetto. Ha fornito risposte approssimative su deficit pubblico, attaccato inutilmente il figlio di Biden, brillantemente mancato di rispondere a molte domande dei due giornalisti della CNN per dedicarsi ad incalzare, pacatamente ma duramente, Biden.<br />I due sfidanti alle prossime elezioni si sono beccati su numerose questioni, dall'economia e all'inflazione all'immigrazione e alla sicurezza delle frontiere, all'aborto, al cambiamento climatico, all'attacco del 6 gennaio 2021 al Campidoglio degli Stati Uniti e ai conflitti all'estero in Europa e in Medio Oriente. Un sondaggio flash condotto dalla CNN dopo il dibattito presidenziale ha mostrato che l'ex presidente Trump ha sonoramente sconfitto il presidente Biden, il 67% degli osservatori del dibattito ritiene che Trump abbia vinto il dibattito, rispetto al 33% che crede che Biden abbia vinto il dibattito.<br />RIPRISTINARE ROE VS WADE E LIBERALIZZARE L'ABORTO SINO ALLA NASCITA<br />La maggior parte degli utenti sui social media sembra essere d'accordo con il sondaggio della CNN, compresi gli esperti liberali. Trump è veramente un candidato imperfetto, ma nonostante tutti i suoi difetti, si è dimostrato chiaramente più competente sul palco. Biden, che è apparso fragile e malaticcio, molti Dems ne hanno giustificato la pessima performance perché influenzato, ha sbagliato quasi tutto ed è stato incoerente anche sull'aborto, un tema che i Dems stanno usando, anche grazie al finanziamento di più di 100 milioni di dollari dell'industria abortista USA, per federalizzare l'aborto libero sino alla nascita e battere Trump ed i Repubblicani alle elezioni del prossimo novembre. Il presidente ha anche cercato di spiegare la storica sentenza della Corte Suprema Roe vs Wade che legalizza l'aborto e che è stata ribaltata due anni fa dalla maggioranza conservatrice dell'Alta Corte. Trump ha salutato la sentenza, sostenendo che «questo è qualcosa che tutti volevano».<br />Biden ha detto che «è stata una cosa terribile, quello che hai fatto», mentre indicava Trump. E Biden si è impegnato a cercare di ripristinare Roe vs Wade, senza smentire però l'impegno del suo partito di liberalizzare l'aborto sino alla nascita, se sarà rieletto. Ovviamente le dichiarazioni di Biden su questo punto hanno scatenato ancora una volta la reazione di leaders e movimenti pro life, tra i quali Carol Tobias, presidente del National Right to Life, che ha denunciato come anche nel dibattito di giovedì, Biden abbia...]]></itunes:summary><itunes:duration>341</itunes:duration><itunes:keywords>aborto,cnn,dem,roevswade,trumpbiden</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/70d585b1de07368747735fe43e503242.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Le ferme convinzioni cattoliche inguaiano un campione di football americano</title><link>https://www.spreaker.com/episode/le-ferme-convinzioni-cattoliche-inguaiano-un-campione-di-football-americano--60508106</link><description><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="https://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7834" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7834</a><br /><br />LE FERME CONVINZIONI CATTOLICHE INGUAIANO UN CAMPIONE DI FOOTBALL AMERICANO di John Horvat<br /><br />La polemica sul discorso di laurea di Harrison Butker al Benedictine College di Atchison, in Kansas, ha fatto scoppiare il mondo liberal. La sinistra è furiosa. Le sue dichiarazioni contro l'aborto, la contraccezione, il femminismo e il mese dell'orgoglio omosessuale, e il suo sostegno alla Messa Latina tradizionale, e molto altro ancora non lasciano dubbi sulla sua posizione, scatenando la sinistra.<br />Per tutta risposta, le folle di woke, forconi alla mano, si sono mobilitati con commenti rabbiosi. Almeno due petizioni, ciascuna con decine di migliaia di firme, chiedono che venga cacciato dalla squadra di football dei Kansas City Chiefs. Senza farsi intimidire, il signor Butker raddoppia.<br />L'effetto curioso di questo caso è che l'opposizione è costretta a mostrare il suo vero volto, spesso nascosto dietro una maschera di tolleranza. L'incidente mette a nudo l'ipocrisia di quei liberal che affermano che le persone possono dire o pensare tutto ciò che vogliono, purché non danneggi nessuno.<br />Il discorso di Harrison Butker al conservatore Catholic Benedictine College non ha ferito nessuno del pubblico, che anzi gli ha tributato una prolungata standing ovation. Egli ha predicato al coro e gli ha dato ciò che voleva sentire, tirando fuori tutte le carte.<br />I conservatori potrebbero far notare che, coerentemente con le idee liberali, chiunque non fosse d'accordo con questo pubblico selezionato era libero di non ascoltare. Tuttavia, il problema non sono solo le cose che ha detto, ma il fatto che le abbia trasmesse in modo così forte e chiaro. Le sue osservazioni hanno messo in ombra tutte le commemorazioni pro-Gaza a livello nazionale. Tutti ne parlano.<br />PERSEGUITATO PER LE SUE CONVINZIONI<br />Il clamore che ne è derivato rivela le contraddizioni della società liberale. Questo è stato espresso dalle dirigenze dell'establishment sportivo e dai tifosi liberali, che hanno condannato la 28enne stella del football il cui "field goal" ha fatto vincere alla sua squadra il celebre Super Bowl. Nemmeno l'immunità che dovrebbe conferire l’essere il miglior tiratore del mondo l’ha salvato dall'ira di questi "tolleranti" liberali.<br />Questi stessi liberal non tollerano più che dall'altra parte ci si esprima non solo con le lauree ma persino negli stadi. In effetti, il dio dello sport da tempo si sta inchinando di fronte al dio woke. Mentre tutto è permesso agli sportivi che, in nome della libertà, promuovono le ginocchia piegate prima delle partite (ndr., un modo di alcuni giocatori protestare contro il razzismo), o ammettono le drag queen, le notti dell'orgoglio e gli inni nazionali alternativi nello sport postmoderno, nulla è permesso invece a chi invoca il Dio della Sacra Scrittura.<br />Pertanto, il vero problema riguarda ciò che pensa Harrison Butker, non il modo in cui gioca. È perseguitato e vituperato perché ha idee inaccettabili per gli ignoti, innominati e non eletti semidei liberali e censori che dettano ciò che è ora permesso esprimere.<br />Le sue idee non sono dottrine esoteriche o dannose che non sono mai state sperimentate. Piuttosto, in tempi migliori, erano le idee della stragrande maggioranza in America. In effetti, non c'è niente di più americano dell'amore per la patria, del sostegno ai ruoli familiari e di una fede vibrante, pubblica e non ostentata.<br />Tuttavia, uno sguardo più attento rivelerà che non sono solo le sue idee a causare la sua ingiusta persecuzione. Qualche idea non ortodossa può essere tollerata qua e là, se affermata debolmente e timidamente.<br />Il problema è che queste idee derivano da convinzioni religiose forti. Egli afferma di credere nell'Unico Vero Dio e nella Sua Santa Legge. Le sue idee provengono da un'autorità superiore alla sua. Crede che la legge di Dio sia una legge superiore a tutte le altre. Questo Dio giusto giudica il bene e il male sulla base di un corretto o sbagliato oggettivo. L'obiettivo della vita è ottenere il Paradiso ed evitare l'Inferno.<br />Tali affermazioni devono essere soppresse perché nessun giudizio morale nel mondo di oggi va accettato, dove nessuno può essere incolpato di nulla. Al limite, tutto deve essere attribuito alle strutture sistemiche e alle forze oppressive.<br />Harrison Butker viene criticato per aver usato "commenti disumanizzanti" per "minare i diritti umani" e per "perpetuare la divisione". Viene giudicato dai liberal che si sono autoproclamati giudici di una neo-inquisizione per stabilire cosa è accettabile o inaccettabile. Viene giudicato per i suoi giudizi morali. Viene punito perché crede in una legge che prevede che il male debba essere punito e il bene premiato.<br /> Viene scomunicato dagli ambienti alla moda perché desidera per tutti gli obiettivi "disumanizzanti" della santità e della felicità eterna con Dio in Paradiso.<br />AFFERMARE CON FORZA LA FEDE CATTOLICA<br />Infine, afferma che queste idee e convinzioni religiose provengono dalla Chiesa Una, Santa, Cattolica e Apostolica. Lo fa con orgoglio, "ma non con quella sorta di orgoglio (omosessuale) che dedica un intero mese per autocelebrarsi bensì con la fierezza teocentrica che glorifica lo Spirito Santo Creatore."<br />Butker ha espresso tutte queste idee, credenze e convinzioni in modo audace, virile e senza vergogna. Per i cattolici fedeli ma inariditi, un linguaggio e una dichiarazione del genere sono un calice di acqua pura, cristallina e frizzante che spesso viene loro negato. Per l'opposizione, è un oltraggio che raramente si incontra.<br />L'episodio di Harrison Butker rivela ancora di più sulla sinistra che sul formidabile "goleador" di football. Nella loro rabbia, gli esponenti della sinistra scoprono le loro carte che, per loro, sarebbe meglio lasciarle nascoste.<br />Questi presunti liberali tolleranti rivelano al mondo che non tollereranno su nessuna piattaforma pubblica l'affermazione di certe idee, giudizi morali o affiliazioni religiose che sfidano le loro.<br />Queste stesse persone affermano di difendere le "verità" di tutti gli individui. Tuttavia, fanno un tutt'uno quando qualcuno afferma l'esistenza della Verità, assoluta, oggettiva ed eterna. Per i liberali solo questa Verità è falsa e non va tollerata.<br />Con la loro rabbia, questi liberali dimostrano di essere quelli che dividono. Basta che un uomo coraggioso come Harrison Butker si alzi e proclami la Verità sulla pubblica piazza perché la sinistra si lanci in orribili diffamazioni e orchestri una campagna per distruggere lui e tutti quelli che sono come lui.<br />Incapaci di guardare la luce brillante della Verità, tali sinistrorsi sono disposti a demolire tutto ciò che li ostacola per seppellirlo, anche al costo di dover rovesciare l’idolo dello sport.<br /><br />]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/60508106</guid><pubDate>Tue, 25 Jun 2024 20:25:12 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/60508106/le_ferme_convinzioni_cattoliche_inguaiano_un_campione_di_football_americano.mp3" length="8941862" type="audio/mpeg"/><itunes:author>BastaBugie</itunes:author><itunes:subtitle>TESTO DELL'ARTICOLO ➜ https://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7834

LE FERME CONVINZIONI CATTOLICHE INGUAIANO UN CAMPIONE DI FOOTBALL AMERICANO di John Horvat

La polemica sul discorso di laurea di Harrison Butker al Benedictine College di...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="https://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7834" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7834</a><br /><br />LE FERME CONVINZIONI CATTOLICHE INGUAIANO UN CAMPIONE DI FOOTBALL AMERICANO di John Horvat<br /><br />La polemica sul discorso di laurea di Harrison Butker al Benedictine College di Atchison, in Kansas, ha fatto scoppiare il mondo liberal. La sinistra è furiosa. Le sue dichiarazioni contro l'aborto, la contraccezione, il femminismo e il mese dell'orgoglio omosessuale, e il suo sostegno alla Messa Latina tradizionale, e molto altro ancora non lasciano dubbi sulla sua posizione, scatenando la sinistra.<br />Per tutta risposta, le folle di woke, forconi alla mano, si sono mobilitati con commenti rabbiosi. Almeno due petizioni, ciascuna con decine di migliaia di firme, chiedono che venga cacciato dalla squadra di football dei Kansas City Chiefs. Senza farsi intimidire, il signor Butker raddoppia.<br />L'effetto curioso di questo caso è che l'opposizione è costretta a mostrare il suo vero volto, spesso nascosto dietro una maschera di tolleranza. L'incidente mette a nudo l'ipocrisia di quei liberal che affermano che le persone possono dire o pensare tutto ciò che vogliono, purché non danneggi nessuno.<br />Il discorso di Harrison Butker al conservatore Catholic Benedictine College non ha ferito nessuno del pubblico, che anzi gli ha tributato una prolungata standing ovation. Egli ha predicato al coro e gli ha dato ciò che voleva sentire, tirando fuori tutte le carte.<br />I conservatori potrebbero far notare che, coerentemente con le idee liberali, chiunque non fosse d'accordo con questo pubblico selezionato era libero di non ascoltare. Tuttavia, il problema non sono solo le cose che ha detto, ma il fatto che le abbia trasmesse in modo così forte e chiaro. Le sue osservazioni hanno messo in ombra tutte le commemorazioni pro-Gaza a livello nazionale. Tutti ne parlano.<br />PERSEGUITATO PER LE SUE CONVINZIONI<br />Il clamore che ne è derivato rivela le contraddizioni della società liberale. Questo è stato espresso dalle dirigenze dell'establishment sportivo e dai tifosi liberali, che hanno condannato la 28enne stella del football il cui "field goal" ha fatto vincere alla sua squadra il celebre Super Bowl. Nemmeno l'immunità che dovrebbe conferire l’essere il miglior tiratore del mondo l’ha salvato dall'ira di questi "tolleranti" liberali.<br />Questi stessi liberal non tollerano più che dall'altra parte ci si esprima non solo con le lauree ma persino negli stadi. In effetti, il dio dello sport da tempo si sta inchinando di fronte al dio woke. Mentre tutto è permesso agli sportivi che, in nome della libertà, promuovono le ginocchia piegate prima delle partite (ndr., un modo di alcuni giocatori protestare contro il razzismo), o ammettono le drag queen, le notti dell'orgoglio e gli inni nazionali alternativi nello sport postmoderno, nulla è permesso invece a chi invoca il Dio della Sacra Scrittura.<br />Pertanto, il vero problema riguarda ciò che pensa Harrison Butker, non il modo in cui gioca. È perseguitato e vituperato perché ha idee inaccettabili per gli ignoti, innominati e non eletti semidei liberali e censori che dettano ciò che è ora permesso esprimere.<br />Le sue idee non sono dottrine esoteriche o dannose che non sono mai state sperimentate. Piuttosto, in tempi migliori, erano le idee della stragrande maggioranza in America. In effetti, non c'è niente di più americano dell'amore per la patria, del sostegno ai ruoli familiari e di una fede vibrante, pubblica e non ostentata.<br />Tuttavia, uno sguardo più attento rivelerà che non sono solo le sue idee a causare la sua ingiusta persecuzione. Qualche idea non ortodossa può essere tollerata qua e là, se affermata debolmente e timidamente.<br />Il problema è che queste idee derivano da convinzioni religiose forti. Egli afferma di credere nell'Unico Vero Dio e nella Sua Santa Legge. 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La richiesta di condanna prevedeva una pena detentiva massima di 11 anni e una multa di 350.000 dollari. I pro life sono stati giudicati colpevoli in due processi separati nell'agosto e nel settembre del 2023 e da allora sono in carcere preventivo, in attesa della sentenza definitiva.<br />La legge "FACE" proibisce «l'uso della forza, l'ostruzione e i danni alla proprietà, volti a interferire con i servizi di salute riproduttiva», mentre la cospirazione contro i diritti altrui, un'accusa che comporta una pena detentiva massima di 10 anni, «rende illegale per due o più persone accettare di ferire, minacciare o intimidire una persona negli Stati Uniti nel libero esercizio o nel godimento di qualsiasi diritto o privilegio garantito dalla Costituzione o dalle leggi degli Stati Uniti o per aver esercitato tale diritto», secondo l'interpretazione del Dipartimento di Giustizia (DOJ). Ebbene, il 14 e 15 maggio le sentenze di giudici chiaramente partigiani e abortisti hanno stabilito pene severissime per i pro life.<br />CONDANNE IDEOLOGICHE<br />Martedì, Lauren Handy, una donna di 30 anni, attivista della "Rivolta Progressista Anti-Aborto" (PAAU), un movimento pro life di sinistra, è stata condannata a 57 mesi di prigione federale. Altri due pro life sono stati condannati: John Hinshaw di 69 anni, è stato condannato a 21 mesi di prigione e William Goodman di 54 anni, è stato condannato a 27 mesi di prigione. A tutti e tre i condannati saranno scontati i 9 mesi di prigione preventiva già trascorsi nelle patrie galere democratiche, secondo il Dipartimento di Giustizia.<br />Mercoledì è stata la volta del 42enne Jonathan Darnel, un veterano della guerra in Iraq che ha prestato servizio in due tournée, che è stato condannato a 34 mesi dietro le sbarre, mentre Herb Geraghty, un ateo pro-vita di 27 anni, è stato condannato a 27 mesi di prigione. Jean Marshall, 74 anni, è stata condannata a 24 mesi di carcere e Joan Bell, 76 anni, è stata condannata a 27 mesi di carcere, nonostante la loro età avanzata.<br />I pubblici ministeri hanno sostenuto che gli attivisti hanno organizzato un blocco all'entrata della clinica di Washington e hanno utilizzato catene e lucchetti per impedire l'apertura delle porte dell'abortificio. Versioni che stridono con le prove fornite dagli avvocati dei pro life della "Thomas More Society" che hanno invece detto come alcuni attivisti «semplicemente si inginocchiavano e pregavano nella struttura di Santangelo [la clinica abortista], alcuni distribuivano pubblicazioni pro-vita e consigliavano le donne a non abortire e altri si legavano e si incatenavano insieme all'interno della struttura».<br />ACCUSE CONTRO I PRO LIFE<br />L'inquietante coincidenza che le accuse del Dipartimento di Giustizia verso i pro life siano state presentate lo stesso mese in cui la Handy e Bukovinac avrebbero scoperto i resti di circa 115 bambini abortiti in un contenitore per rifiuti dell'abortificio "Surgi-Clinic" del dottor Santangelo a Washington, cinque dei quali potrebbero essere stati parzialmente abortiti o uccisi dopo la nascita in violazione della legge federale, getta una coltre nera sull'intero procedimento. Il giudice della corte distrettuale degli Stati Uniti Colleen Kollar-Kotelly non ha consentito che le prove video o fotografiche dei 115 bambini abortiti fossero utilizzate come prova nel processo e ha proibito agli imputati di sostenere che le loro azioni fossero protette dal Primo Emendamento o fossero state commesse in difesa di una terza persona, bambini non ancora nati ed ha invece affermato che i pro life avevano mostrato mancanza di compassione nei confronti delle donne che cercavano di abortire ed impedito il loro «bisogno umano di cure mediche».<br />Dopo la sentenza Dobbs della Corte Suprema, il Dipartimento di Giustizia ha promosso sempre più le accuse contro i pro life, ai sensi della legge FACE, così come promesso anche recentemente dal Procuratore Generale Associato Vanita Gupta che ha evidenziato «l'urgenza» del lavoro del Dipartimento di Giustizia, nell'applicazione della legge FACE, «per garantire accesso legale e continuo ai servizi riproduttivi» in tutto il paese.<br />Ovviamente, spiace doverlo riaffermare, per le dozzine e dozzine di attacchi ai centri di gravidanza e dei 400 edifici di culto cristiani e chiese cattoliche vandalizzati dopo la fuga di notizie sulla sentenza Dobbs, solo una manciata di attivisti pro-aborto sono stati arrestati sinora in Florida, New York e Ohio. Da tempo i diversi leaders pro life e alcuni repubblicani, in particolare il deputato Chip Roy ed il Senatore Mike Lee hanno chiesto e presentato proposte di legge per l'abrogazione della legge FACE.<br />]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/60130561</guid><pubDate>Wed, 22 May 2024 09:51:47 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/60130561/l_america_democratica_incarcera_i_prolife.mp3" length="5169816" type="audio/mpeg"/><itunes:author>BastaBugie</itunes:author><itunes:subtitle>TESTO DELL'ARTICOLO ➜ https://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7800

L'AMERICA DEMOCRATICA INCARCERA I PRO LIFE di Luca Volontè

Siamo all'ennesima ingiustizia promossa dall'amministrazione Biden che ottiene pene severissime e carcere duro contro...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="https://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7800" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7800</a><br /><br />L'AMERICA DEMOCRATICA INCARCERA I PRO LIFE di Luca Volontè<br /><br />Siamo all'ennesima ingiustizia promossa dall'amministrazione Biden che ottiene pene severissime e carcere duro contro i pro life pacifici, mentre lascia tranquilli i terroristi e vandali abortisti che incendiano chiese e centri di aiuto alla vita e alla maternità.<br />Il Dipartimento di Giustizia (DOJ) del presidente Joe Biden, due anni orsono, aveva accusato di cospirazione e violazione della legge sulla libertà di accesso alle cliniche (FACE) nove attivisti pro-vita per la protesta non violenta da essi inscenata fuori da un abortificio di Washington nell'ottobre 2020. La richiesta di condanna prevedeva una pena detentiva massima di 11 anni e una multa di 350.000 dollari. I pro life sono stati giudicati colpevoli in due processi separati nell'agosto e nel settembre del 2023 e da allora sono in carcere preventivo, in attesa della sentenza definitiva.<br />La legge "FACE" proibisce «l'uso della forza, l'ostruzione e i danni alla proprietà, volti a interferire con i servizi di salute riproduttiva», mentre la cospirazione contro i diritti altrui, un'accusa che comporta una pena detentiva massima di 10 anni, «rende illegale per due o più persone accettare di ferire, minacciare o intimidire una persona negli Stati Uniti nel libero esercizio o nel godimento di qualsiasi diritto o privilegio garantito dalla Costituzione o dalle leggi degli Stati Uniti o per aver esercitato tale diritto», secondo l'interpretazione del Dipartimento di Giustizia (DOJ). Ebbene, il 14 e 15 maggio le sentenze di giudici chiaramente partigiani e abortisti hanno stabilito pene severissime per i pro life.<br />CONDANNE IDEOLOGICHE<br />Martedì, Lauren Handy, una donna di 30 anni, attivista della "Rivolta Progressista Anti-Aborto" (PAAU), un movimento pro life di sinistra, è stata condannata a 57 mesi di prigione federale. Altri due pro life sono stati condannati: John Hinshaw di 69 anni, è stato condannato a 21 mesi di prigione e William Goodman di 54 anni, è stato condannato a 27 mesi di prigione. A tutti e tre i condannati saranno scontati i 9 mesi di prigione preventiva già trascorsi nelle patrie galere democratiche, secondo il Dipartimento di Giustizia.<br />Mercoledì è stata la volta del 42enne Jonathan Darnel, un veterano della guerra in Iraq che ha prestato servizio in due tournée, che è stato condannato a 34 mesi dietro le sbarre, mentre Herb Geraghty, un ateo pro-vita di 27 anni, è stato condannato a 27 mesi di prigione. Jean Marshall, 74 anni, è stata condannata a 24 mesi di carcere e Joan Bell, 76 anni, è stata condannata a 27 mesi di carcere, nonostante la loro età avanzata.<br />I pubblici ministeri hanno sostenuto che gli attivisti hanno organizzato un blocco all'entrata della clinica di Washington e hanno utilizzato catene e lucchetti per impedire l'apertura delle porte dell'abortificio. Versioni che stridono con le prove fornite dagli avvocati dei pro life della "Thomas More Society" che hanno invece detto come alcuni attivisti «semplicemente si inginocchiavano e pregavano nella struttura di Santangelo [la clinica abortista], alcuni distribuivano pubblicazioni pro-vita e consigliavano le donne a non abortire e altri si legavano e si incatenavano insieme all'interno della struttura».<br />ACCUSE CONTRO I PRO LIFE<br />L'inquietante coincidenza che le accuse del Dipartimento di Giustizia verso i pro life siano state presentate lo stesso mese in cui la Handy e Bukovinac avrebbero scoperto i resti di circa 115 bambini abortiti in un contenitore per rifiuti dell'abortificio "Surgi-Clinic" del dottor Santangelo a Washington, cinque dei quali potrebbero essere stati parzialmente abortiti o uccisi dopo la nascita in violazione della legge federale, getta una coltre nera sull'intero...]]></itunes:summary><itunes:duration>324</itunes:duration><itunes:keywords>aborti,biden,carcere,nonviolenza,prolife</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/f0c6966f315228329cba971c2771f4d7.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Biden, cattolico solo di nome, a pasqua festeggia i trans</title><link>https://www.spreaker.com/episode/biden-cattolico-solo-di-nome-a-pasqua-festeggia-i-trans--59283788</link><description><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="https://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7743" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7743</a><br /><br />BIDEN, CATTOLICO SOLO DI NOME, A PASQUA FESTEGGIA I TRANS di Luca Volontè<br />Joe Biden è accusato di blasfemia per la sua decisione di celebrare nella domenica di Pasqua dello scorso 31 marzo, la "Giornata della visibilità Transgender". Star dello sport, evangelici e politici repubblicani sulle barricate, mentre il Cardinale Wilton Gregory di Washington ha definito Biden una «cattolico da mensa» che sceglie solo «ciò che è attraente» e respinge il resto. Sia chiaro che il resto è, in questo caso, la sacralità e memoria della Resurrezione di Gesù Cristo.<br />La tracotanza del "cattolico devoto" così amato da alcuni ascari papalini è arrivata a sostenere che chiunque critichi la sua decisione, in realtà, stia sostenendo una pericolosa campagna di «odio». Non è un caso la campagna di distrazione globale promossa dai mass media liberal di tutto il mondo contro l'odiatore Trump per il post sull'immagine che raffigurava un Joe Biden legato mani e piedi.<br />L'odiatore sarebbe Trump ma anche chiunque voglia difendere la fede e tradizioni cattoliche e cristiane, come i tantissimi attentati, i vandalismi e i controlli dell'FBI contro i cattolici dimostrano in questi anni. «In occasione del Transgender Day of Visibility, onoriamo lo straordinario coraggio e i contributi dei transgender americani e riaffermiamo l'impegno della nostra nazione a formare un'Unione più perfetta, in cui tutte le persone siano create uguali e trattate allo stesso modo per tutta la vita", si legge in una dichiarazione della Casa Bianca che ha riconosciuto il "Transgender Day of Visibility" nella domenica di Pasqua, la festa più sacra per i cristiani.<br />«Oggi inviamo un messaggio a tutti i transgender americani: siete amati. Siete ascoltati. Tu sei capito. Tu appartieni. Voi siete l'America, e io e tutta la mia amministrazione vi copriamo le spalle», si prosegue nella dichiarazione. In molti hanno criticato la decisione di riconoscere il "Transgender Day of Visibility" a Pasqua, definendolo un attacco al cristianesimo, difficile dire il contrario. E' ben vero che la "Giornata Internazionale della Visibilità Transgender" è stata creata dagli attivisti più di 10 anni fa e si celebra ogni anno il 31 marzo ma la data della Domenica di Pasqua cambia di anno in anno da millenni e quest'anno Joe Biden aveva tempo dal 6 gennaio scorso per riflettere sulla coincidenza e posticipare eccezionalmente le celebrazioni transgenders.<br />Joe Biden vuole così promuovere nei cittadini americani l'equivalenza tra il cattolicesimo e il transgenderismo. Oltre alle critiche ricevute dai sostenitori di Trump e politici Repubblicani, molti sono stati i commenti di coloro che hanno sottolineato come moltissimi siano gli eventi simili durante tutto l'anno. Secondo Fox News Digital, il calendario delle celebrazioni della ideologia LGBTI si compone di almeno 28 festività locali, statali e federali, tra cui la "Giornata internazionale dell'asessualità", la "Giornata della consapevolezza pansessuale e pan-romantica" e la "Giornata internazionale delle drag queen" e i mesi interi, tra cui il "Pride Month" a giugno, il "LGBT History Month" a ottobre e il "Transgender Awareness Month" a novembre.<br />La Casa Bianca di Biden ha indetto, dall'inizio del proprio mandato, almeno altre sette festività pro-LGBT, tra cui il "National Coming Out Day" a ottobre; "Giornata lesbica della visibilità" ad aprile; "Giornata internazionale contro l'omofobia, la transfobia e la bifobia" a maggio; "Mese dell'orgoglio LGBT" a giugno; "Giornata dello Spirito" in ottobre; "Giornata di sensibilizzazione sull'intersessualità" in ottobre; il "Transgender Day of Remembrance" a novembre oltre, evidentemente, la giornata celebratasi il 31 marzo sulla "visibilità transgender".<br />Oltre al leader evangelico Franklin Graham, i primi a reagire contro la sfacciata blasfemia di Joe Biden sono stati, per ora, i leader cristiani evangelici del Massachusetts, successivamente lo hanno fatto altri leaders evangelici in diversi programmi televisivi nazionali ed anche, seppur indirettamente, il Cardinale Wilton Gregory.<br />A difesa di Biden è intervenuto il portavoce della Casa Bianca Andrew Bates ma nulla ha potuto per giustificare l'ennesimo divieto anticristiano emesso dalla Casa Bianca, stavolta si proibisce ai bambini di raffigurare temi religiosi, quando inviano le uova di Pasqua per il concorso artistico "Celebrating National Guard Families": i lavoretti non devono «includere alcun contenuto discutibile, simboli religiosi, temi apertamente religiosi». Tutti indizi univoci, l'unica devozione pubblica di Biden è verso abortisti e lobbies Lgbt, l'anticristianesimo è sempre più la sua trama politico-elettorale.<br />Nota di BastaBugie: Stefano Magni nell'articolo seguente dal titolo "Biden sogna le auto elettriche. Ma così perde le elezioni" spiega perché Biden vuole che il 56% delle nuove auto immatricolate siano elettriche entro il 2032. Ma agli americani costerebbe troppo.<br />Ecco l'articolo completo pubblicato su La Nuova Bussola Quotidiana il 22 marzo 2024:<br />In tempi elettorali si cerca di portare a termine, entro il giorno del voto, tutti i programmi. L'amministrazione Biden non fa eccezione. Considerando che la sua priorità è sempre stata l'agenda verde, ora promette un piano per trasformare completamente il parco macchine degli americani, da benzina a elettrico.<br />L'obiettivo, molto ambizioso, è quello di arrivare al 56% di nuove auto immatricolate elettriche entro il 2032. Entro quella data, dunque, le aziende automobilistiche devono convertire le loro linee di produzione per rispettare la quota. Le aziende potranno ancora produrre veicoli a benzina, a patto che siano una percentuale ridotta della loro linea di prodotti totale.<br />Secondo l'Agenzia per la protezione dell'ambiente (EPA), il regolamento promulgato mercoledì risparmierà 7 miliardi di tonnellate di emissioni di anidride carbonica nei prossimi 30 anni.<br />Ma da che quantità di auto elettriche si parte? L'anno scorso i veicoli elettrici hanno rappresentato meno dell'8% di tutte le vendite di auto nuove. Più della metà erano Tesla. Hanno rappresentato meno del 4% delle vendite di General Motors e Ford, pilastri dell'industria automobilistica americana. Le case di lusso europee, come BMW (12,5%), Mercedes (11,4%) e Porsche (10%) avranno più facilità a rispettare gli obiettivi di Biden, perché i loro clienti più abbienti possono permettersi più facilmente veicoli elettrici.<br />E sì che gli Stati Uniti stanno adottando un approccio già più moderato rispetto all'Unione Europea e al Regno Unito, che vieteranno tutte le vendite di auto a benzina a partire dal 2035, salvo rinvii. Le case automobilistiche americane hanno quindi ringraziato l'amministrazione democratica per aver «moderato il ritmo di adozione dei veicoli elettrici» nei «prossimi anni (molto critici) della transizione verso i veicoli elettrici», pur definendo i suoi obiettivi «ancora un'esagerazione».<br />Da un punto di vista elettorale, un provvedimento del genere, potrebbe rivelarsi un boomerang per Biden. In una nazione di dimensioni continentali, con una mobilità altissima della popolazione, praticamente senza più ferrovie, chiunque verrebbe danneggiato da una legge che impone di cambiare auto per acquistarne una ancora fuori dalla portata dei ceti medi. Il prezzo medio di vendita di un veicolo elettrico è stato di circa 53.500 dollari l'anno scorso. Il salario medio annuo negli Stati Uniti è di circa 59mila dollari. Come constata un editoriale del Wall Street Journal: «Le aziende sovvenzionano pesantemente i veicoli elettrici con i profitti delle auto a benzina. Ciò significa che gli americani della classe media di Fargo pagano di più per le auto a benzina, mentre i ricchi della Napa Valley possono acquistare veicoli elettrici più economici».<br />Trump coglie l'occasione per arricchire la sua campagna elettorale di nuovi argomenti e si è impegnato, in caso di vittoria a novembre, a smantellare le norme ambientali varate da Biden. Una portavoce della campagna di Trump, Karoline Leavitt, ha dichiarato che le regole «costringeranno gli americani ad acquistare auto ultra costose che non vogliono e non possono permettersi, distruggendo nel contempo l'industria automobilistica statunitense».<br /><br />]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/59283788</guid><pubDate>Wed, 03 Apr 2024 20:32:23 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/59283788/biden_cattolico_solo_di_nome_a_pasqua_festeggia_i_trans.mp3" length="8581190" type="audio/mpeg"/><itunes:author>BastaBugie</itunes:author><itunes:subtitle>TESTO DELL'ARTICOLO ➜ https://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7743

BIDEN, CATTOLICO SOLO DI NOME, A PASQUA FESTEGGIA I TRANS di Luca Volontè
Joe Biden è accusato di blasfemia per la sua decisione di celebrare nella domenica di Pasqua dello...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="https://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7743" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7743</a><br /><br />BIDEN, CATTOLICO SOLO DI NOME, A PASQUA FESTEGGIA I TRANS di Luca Volontè<br />Joe Biden è accusato di blasfemia per la sua decisione di celebrare nella domenica di Pasqua dello scorso 31 marzo, la "Giornata della visibilità Transgender". Star dello sport, evangelici e politici repubblicani sulle barricate, mentre il Cardinale Wilton Gregory di Washington ha definito Biden una «cattolico da mensa» che sceglie solo «ciò che è attraente» e respinge il resto. Sia chiaro che il resto è, in questo caso, la sacralità e memoria della Resurrezione di Gesù Cristo.<br />La tracotanza del "cattolico devoto" così amato da alcuni ascari papalini è arrivata a sostenere che chiunque critichi la sua decisione, in realtà, stia sostenendo una pericolosa campagna di «odio». Non è un caso la campagna di distrazione globale promossa dai mass media liberal di tutto il mondo contro l'odiatore Trump per il post sull'immagine che raffigurava un Joe Biden legato mani e piedi.<br />L'odiatore sarebbe Trump ma anche chiunque voglia difendere la fede e tradizioni cattoliche e cristiane, come i tantissimi attentati, i vandalismi e i controlli dell'FBI contro i cattolici dimostrano in questi anni. «In occasione del Transgender Day of Visibility, onoriamo lo straordinario coraggio e i contributi dei transgender americani e riaffermiamo l'impegno della nostra nazione a formare un'Unione più perfetta, in cui tutte le persone siano create uguali e trattate allo stesso modo per tutta la vita", si legge in una dichiarazione della Casa Bianca che ha riconosciuto il "Transgender Day of Visibility" nella domenica di Pasqua, la festa più sacra per i cristiani.<br />«Oggi inviamo un messaggio a tutti i transgender americani: siete amati. Siete ascoltati. Tu sei capito. Tu appartieni. Voi siete l'America, e io e tutta la mia amministrazione vi copriamo le spalle», si prosegue nella dichiarazione. In molti hanno criticato la decisione di riconoscere il "Transgender Day of Visibility" a Pasqua, definendolo un attacco al cristianesimo, difficile dire il contrario. E' ben vero che la "Giornata Internazionale della Visibilità Transgender" è stata creata dagli attivisti più di 10 anni fa e si celebra ogni anno il 31 marzo ma la data della Domenica di Pasqua cambia di anno in anno da millenni e quest'anno Joe Biden aveva tempo dal 6 gennaio scorso per riflettere sulla coincidenza e posticipare eccezionalmente le celebrazioni transgenders.<br />Joe Biden vuole così promuovere nei cittadini americani l'equivalenza tra il cattolicesimo e il transgenderismo. Oltre alle critiche ricevute dai sostenitori di Trump e politici Repubblicani, molti sono stati i commenti di coloro che hanno sottolineato come moltissimi siano gli eventi simili durante tutto l'anno. Secondo Fox News Digital, il calendario delle celebrazioni della ideologia LGBTI si compone di almeno 28 festività locali, statali e federali, tra cui la "Giornata internazionale dell'asessualità", la "Giornata della consapevolezza pansessuale e pan-romantica" e la "Giornata internazionale delle drag queen" e i mesi interi, tra cui il "Pride Month" a giugno, il "LGBT History Month" a ottobre e il "Transgender Awareness Month" a novembre.<br />La Casa Bianca di Biden ha indetto, dall'inizio del proprio mandato, almeno altre sette festività pro-LGBT, tra cui il "National Coming Out Day" a ottobre; "Giornata lesbica della visibilità" ad aprile; "Giornata internazionale contro l'omofobia, la transfobia e la bifobia" a maggio; "Mese dell'orgoglio LGBT" a giugno; "Giornata dello Spirito" in ottobre; "Giornata di sensibilizzazione sull'intersessualità" in ottobre; il "Transgender Day of Remembrance" a novembre oltre, evidentemente, la giornata celebratasi il 31 marzo sulla "visibilità transgender".<br />Oltre al leader evangelico Franklin...]]></itunes:summary><itunes:duration>537</itunes:duration><itunes:keywords>autoelettriche,biden,equivalenza,pasqua,trans</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/6a4f18a09c10426d27c1b9778e3b976a.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Le nuove generazioni di laureati non sono adatte al lavoro</title><link>https://www.spreaker.com/episode/le-nuove-generazioni-di-laureati-non-sono-adatte-al-lavoro--59117139</link><description><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="https://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7732" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7732</a><br /><br />LE NUOVE GENERAZIONI DI LAUREATI NON SONO ADATTE AL LAVORO di Mark Serafino<br />I cambiamenti culturali guidati dalla politica e dai movimenti sociali di sinistra stanno avendo effetti catastrofici sui membri della Generazione Z che entrano nella forza lavoro. Come si sa, la GenZ si riferisce ai nati tra il 1997 e il 2012. Iniziative aziendali come la DEI (diversità, equità e inclusione) e un sistema educativo imperfetto non riescono a insegnare loro le competenze sociali di base di cui hanno bisogno. Queste carenze stanno creando difficoltà senza precedenti ai manager delle aziende di tutto il Paese.<br />Recenti studi sull'attuale ondata di laureati che si affacciano sul mondo del lavoro offrono dettagli sconvolgenti su ciò che i datori di lavoro si trovano ad affrontare quando devono assumere persone qualificate. Il numero di dicembre 2023 della rivista online Intelligent ha presentato un sondaggio commissionato da Pollfish a 800 manager e dirigenti che si occupano di assunzioni, e i risultati sono sorprendenti. Tra i risultati più significativi:<br />- il 20% dei neolaureati porta un genitore ai colloqui di lavoro,<br />- il 50% dei neo-laureati fatica a stabilire un contatto faccia a faccia durante un colloquio,<br />- il 50% delle reclute non è vestito adeguatamente per i colloqui,<br />- i datori di lavoro affermano che i neolaureati non rispondono in modo soddisfacente alle domande e non sono preparati per il mondo del lavoro.<br />UN CLAMOROSO FALLIMENTO<br />Non si tratta di risultati isolati o aneddotici, ma di un campione di 800 manager e dirigenti impegnati nella gestione di imprese. I risultati riflettono una ripartizione del modo in cui i giovani uomini e donne vengono formati ed educati nelle case e nelle scuole.<br />Se una volta il pensiero di portare i genitori ai colloqui di lavoro era una ricetta sicura essere bersagliati con il ridicolo tra coetanei, oggi i datori di lavoro si trovano di fronte a genitori che a maniera di elicotteri girano sul colloquio in un ruolo di supporto.<br />La rapida regressione dal "venerdì casual" a un guardaroba tuttofare è peggiorata al punto che ci sono casi di candidati che si presentano a un colloquio indossando i pantaloni della tuta e l’infradito.<br />Un altro indicatore di questo clamoroso fallimento si trova in un recente articolo di Fortune.com intitolato "Il galateo" che ci informa che le lezioni di galateo arriveranno in oltre il 60% delle aziende nel 2024. Secondo un sondaggio condotto da Resume Builder su oltre 1500 dirigenti d'azienda, il 60% delle aziende statunitensi offrirà ai propri dipendenti corsi di galateo per insegnare loro argomenti quali: come inviare un'e-mail, come vestirsi in modo appropriato, come interagire con i clienti, come parlare a voce alta durante le riunioni e come rispettare gli spazi condivisi.<br />L'indagine ha rilevato che i neolaureati (Gen Z) non hanno le capacità per discutere, dissentire o addirittura lavorare a fianco di persone con opinioni diverse.<br />L'ASSUNZIONE DI NUOVI DIPENDENTI<br />La sconfortante realtà di questi risultati è che aziende come PWC, Deloitte e KPMG devono integrare la gestione di un'attività "a scopo di lucro" con l'insegnamento di argomenti che lungo 16 anni di istruzione a scuola e a casa avrebbero dovuto essere trattati, ma che non sono riusciti a farlo adeguatamente. Oggi i datori di lavoro si assumono l'onere e il costo aggiuntivi di formare i propri dipendenti alle competenze di base dell'età adulta, in modo da poter continuare a fornire prodotti e servizi ai propri clienti.<br />In effetti, un tempo l'onere di formare i dipendenti sulle competenze era dato per scontato in quanto frutto della formazione dei bambini a casa e a scuola. Ora le aziende dovranno assumere formatori qualificati per insegnare ai propri dipendenti le competenze di base in materia di etichetta. In circostanze normali, l'assunzione di nuovi dipendenti è un segnale di crescita dei ricavi e dei profitti, con l'aspettativa che i nuovi assunti contribuiscano alla produttività e alla redditività. L'impatto economico è bilanciato dalle nuove attività commerciali create dal personale aggiuntivo.<br />Non è raro che le aziende abbiano membri del personale che servono l'azienda come formatori su questioni di produzione e tecniche. Alcuni compiti dei formatori includono l'orientamento dei nuovi dipendenti sulle politiche e le procedure dell'azienda, la formazione sui prodotti e il mantenimento degli standard di sicurezza sul posto di lavoro. I dipendenti vengono istruiti su vari argomenti con l'obiettivo di massimizzare la produttività e la sicurezza, ottenendo risultati misurabili.<br />Tuttavia, la nuova formazione sarà diversa. La formazione di base sulle soft skill per migliorare la produttività dei dipendenti diventa difficile, se non impossibile, da misurare. Le iniziative aziendali senza risultati misurabili in termini di produttività hanno spesso un impatto economico sui clienti.<br />Una realtà aziendale è che ogni volta che si aggiunge un costo, gli amministratori delegati e gli azionisti si aspettano che il costo (persone, processi o procedure) produca ricavi superiori all'importo investito. Altrimenti, gli investitori si chiedono perché rischiare l'investimento. Come dice Kevin O'Leary di Shark Tank, "non sto cercando di farmi degli amici. Sto cercando di fare soldi".<br />Piaccia o no, le parole del signor O'Leary rivelano la fredda e dura realtà degli affari in America. La necessità delle aziende di fare soldi e di operare in modo sostenibile rende possibile la prosperità di generazioni di famiglie e il sostegno di innumerevoli comunità.<br />Un'altra scomoda verità è che il crollo morale delle famiglie, delle comunità e delle chiese si ripercuote sugli affari. Tutte le componenti devono lavorare insieme se si vuole che la società prosperi.<br />]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/59117139</guid><pubDate>Wed, 20 Mar 2024 20:27:40 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/59117139/le_nuove_generazioni_di_laureati_non_sono_adatte_al_lavoro.mp3" length="7655384" type="audio/mpeg"/><itunes:author>BastaBugie</itunes:author><itunes:subtitle>TESTO DELL'ARTICOLO ➜ https://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7732

LE NUOVE GENERAZIONI DI LAUREATI NON SONO ADATTE AL LAVORO di Mark Serafino
I cambiamenti culturali guidati dalla politica e dai movimenti sociali di sinistra stanno avendo...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="https://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7732" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7732</a><br /><br />LE NUOVE GENERAZIONI DI LAUREATI NON SONO ADATTE AL LAVORO di Mark Serafino<br />I cambiamenti culturali guidati dalla politica e dai movimenti sociali di sinistra stanno avendo effetti catastrofici sui membri della Generazione Z che entrano nella forza lavoro. Come si sa, la GenZ si riferisce ai nati tra il 1997 e il 2012. Iniziative aziendali come la DEI (diversità, equità e inclusione) e un sistema educativo imperfetto non riescono a insegnare loro le competenze sociali di base di cui hanno bisogno. Queste carenze stanno creando difficoltà senza precedenti ai manager delle aziende di tutto il Paese.<br />Recenti studi sull'attuale ondata di laureati che si affacciano sul mondo del lavoro offrono dettagli sconvolgenti su ciò che i datori di lavoro si trovano ad affrontare quando devono assumere persone qualificate. Il numero di dicembre 2023 della rivista online Intelligent ha presentato un sondaggio commissionato da Pollfish a 800 manager e dirigenti che si occupano di assunzioni, e i risultati sono sorprendenti. Tra i risultati più significativi:<br />- il 20% dei neolaureati porta un genitore ai colloqui di lavoro,<br />- il 50% dei neo-laureati fatica a stabilire un contatto faccia a faccia durante un colloquio,<br />- il 50% delle reclute non è vestito adeguatamente per i colloqui,<br />- i datori di lavoro affermano che i neolaureati non rispondono in modo soddisfacente alle domande e non sono preparati per il mondo del lavoro.<br />UN CLAMOROSO FALLIMENTO<br />Non si tratta di risultati isolati o aneddotici, ma di un campione di 800 manager e dirigenti impegnati nella gestione di imprese. I risultati riflettono una ripartizione del modo in cui i giovani uomini e donne vengono formati ed educati nelle case e nelle scuole.<br />Se una volta il pensiero di portare i genitori ai colloqui di lavoro era una ricetta sicura essere bersagliati con il ridicolo tra coetanei, oggi i datori di lavoro si trovano di fronte a genitori che a maniera di elicotteri girano sul colloquio in un ruolo di supporto.<br />La rapida regressione dal "venerdì casual" a un guardaroba tuttofare è peggiorata al punto che ci sono casi di candidati che si presentano a un colloquio indossando i pantaloni della tuta e l’infradito.<br />Un altro indicatore di questo clamoroso fallimento si trova in un recente articolo di Fortune.com intitolato "Il galateo" che ci informa che le lezioni di galateo arriveranno in oltre il 60% delle aziende nel 2024. Secondo un sondaggio condotto da Resume Builder su oltre 1500 dirigenti d'azienda, il 60% delle aziende statunitensi offrirà ai propri dipendenti corsi di galateo per insegnare loro argomenti quali: come inviare un'e-mail, come vestirsi in modo appropriato, come interagire con i clienti, come parlare a voce alta durante le riunioni e come rispettare gli spazi condivisi.<br />L'indagine ha rilevato che i neolaureati (Gen Z) non hanno le capacità per discutere, dissentire o addirittura lavorare a fianco di persone con opinioni diverse.<br />L'ASSUNZIONE DI NUOVI DIPENDENTI<br />La sconfortante realtà di questi risultati è che aziende come PWC, Deloitte e KPMG devono integrare la gestione di un'attività "a scopo di lucro" con l'insegnamento di argomenti che lungo 16 anni di istruzione a scuola e a casa avrebbero dovuto essere trattati, ma che non sono riusciti a farlo adeguatamente. Oggi i datori di lavoro si assumono l'onere e il costo aggiuntivi di formare i propri dipendenti alle competenze di base dell'età adulta, in modo da poter continuare a fornire prodotti e servizi ai propri clienti.<br />In effetti, un tempo l'onere di formare i dipendenti sulle competenze era dato per scontato in quanto frutto della formazione dei bambini a casa e a scuola. Ora le aziende dovranno assumere formatori qualificati per insegnare ai...]]></itunes:summary><itunes:duration>479</itunes:duration><itunes:keywords>colloquiodilavoro,dresscode,fallimento,inclusione,laurea</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/03bb0e1c6caf0e7eac5af8b161066ad2.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Le città Usa governate dai democratici muoiono per la tolleranza verso i criminali</title><link>https://www.spreaker.com/episode/le-citta-usa-governate-dai-democratici-muoiono-per-la-tolleranza-verso-i-criminali--59025836</link><description><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="https://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7725" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7725</a><br /><br />LE CITTA' USA GOVERNATE DAI DEMOCRATICI MUOIONO PER LA TOLLERANZA VERSO I CRIMINALI di Edwin Benson<br />Svegliatevi, liberali! Il crimine è la vera ragione per cui le vostre città stanno morendo! In tutta la nazione, le rapine "preme e arraffa" fanno notizia. Basta una semplice ricerca su Internet per trovare articoli e filmati che ritraggono piccoli gruppi di persone armate di martello che entrano nei negozi con prodotti costosi. In pieno giorno e sotto gli occhi delle telecamere di sicurezza, i ladri usano i martelli per rompere le vetrine e afferrare gli articoli più costosi. In questo modo, possono rubare articoli del valore di decine di migliaia di dollari in pochi secondi.<br />Naturalmente, tutti pagano per i soldi facili dei ladri. Nel 2023, un'organizzazione chiamata Deal Aid, un fornitore di servizi per la vendita al dettaglio, ha pubblicato un rapporto sulle "Statistiche dei furti al dettaglio" per il 2022. I risultati sono scioccanti.<br />Il settore si riferisce alla merce rubata come "differenze inventariali". Le differenze inventariali totali nel 2022 sono state di 112,1 miliardi di dollari, in aumento rispetto ai 93,9 miliardi del 2021. La perdita diretta per i commercianti dovuta ai furti esterni e alla criminalità organizzata è stata di 41,5 miliardi di dollari. Per recuperare queste perdite, il 46% dei piccoli commercianti al dettaglio ha dichiarato di dover aumentare i prezzi. Tuttavia, i clienti e i proprietari dei negozi non sono stati gli unici a rimetterci. I comuni, gli stati e il governo federale hanno perso 14,9 miliardi di dollari di entrate fiscali.<br />Queste perdite non sono distribuite uniformemente in tutto il Paese. Le perdite sono più elevate nei centri urbani, seguiti dai centri commerciali di fascia alta nelle periferie.<br />BELLE PAROLE PER DESCRIVERE UNA BRUTTA REALTÀ<br />In un'intervista del 28 settembre 2023 alla National Public Radio (NPR), Khris Hamlin ha spiegato due ragioni interconnesse per questa impennata. La prima è la mancanza di sanzioni per i criminali. "I rivenditori sono un obiettivo per questa attività a causa della clemenza delle pene che questi individui devono affrontare se vengono arrestati".<br />Forse il sig. Hamlin sta evitando di dire la sua perché sa che il pubblico principale della NPR è di sinistra. Tuttavia, il punto è semplice. Nella maggior parte dei casi, i ladri sfuggono all'arresto, nonostante la presenza di testimoni oculari e filmati, perché lo spirito che ha generato quei ragazzi che gridano "defund the police" (nota: “togliete i fondi alla polizia”, slogan della rivolta della Cancel Culture e della Black Lives Matter) non incoraggia ai poliziotti ad arrestare e perseguire i malfattori. Lo fanno perché possono farla franca.<br />Nonostante la sua riluttanza, il signor Hamlin fa anche un altro punto importante. Queste bande di criminali rubano perché hanno un mercato pronto per gli oggetti rubati. “È diventato molto facile per gli individui prendere i beni rubati e rivenderli. Lo sai, è un modo semplice per fare soldi facili".<br />Per alcuni il denaro facile è sempre stato un richiamo irresistibile, anche quando gli standard di moralità pubblica erano più elevati. Tuttavia, la cultura odierna è sia materialista che eccessivamente compassionevole. Un tale combinazione crea le condizioni ideali per il furto. I criminali in erba non vedono alcun motivo per lavorare per un salario minimo quando qualche istante di furto senza maggiori rischi di punizione è molto più redditizio.<br />L'ESODO DA SODOMA E GOMORRA<br />Così, a causa dai loro pregiudizi a favore della criminalità e contro la polizia, i media di sinistra sono ansiosi di deviare la responsabilità finale del deterioramento delle città.<br />Il titolo di un servizio di ABC News del luglio 2023 riportava: "Il centro commerciale di San Francisco si sta trasformando in una città fantasma". Il titolo continuava: "L'esodo non riguarda solo la criminalità, dicono gli esperti". Tuttavia, un sottotitolo diceva: "Metà dei negozi del centro hanno chiuso dal 2019".<br />Il rapporto inquadra la flessione in termini biblici, definendola un "esodo dal commercio al dettaglio. La tendenza ha scatenato critiche incentrate sulla criminalità e sui senza tetto ma un insieme più complesso di forze sta allontanando le aziende dalla città". Il network ha ammesso l'ovvio, ma si è riferito alla preoccupazione per la criminalità con una frase eufemistica: "un diminuito senso di sicurezza".<br />Tuttavia, l'articolo rilevava altri due colpevoli. Uno è la tendenza a lavorare da casa o da altri luoghi remoti. Questa pratica ha "ridotto il numero di pendolari in ufficio", il che significa che molte meno persone fanno acquisti o mangiano nei ristoranti all'ora di pranzo o dopo il lavoro. L'altro fattore è stato lo shopping online, che ha influenzato negativamente la vendita al dettaglio a livello nazionale.<br />Almeno quelli della ABC erano disposti a riconoscere che la criminalità era parte del problema. Due mesi prima di quel servizio, la CNN Business aveva pubblicato un servizio intitolato "I veri motivi per cui negozi come Walmart e Starbucks stanno chiudendo nelle grandi città". Sorprendentemente, la criminalità ha giocato solo un ruolo minore nella valutazione della CNN, anche se le aree ad alta criminalità circondano la sede della CNN nel centro di Atlanta. A quanto pare, la bolla liberal li tiene al sicuro e al caldo.<br />"Diverse forze stanno spingendo le catene fuori da alcuni centri urbani", sottolinea l'articolo. Poi ne fornisce un elenco: "l'eccesso di negozi, le persone che lavorano da casa, lo shopping online, gli affitti esorbitanti, i problemi di criminalità e di sicurezza pubblica e la difficoltà di assumere lavoratori". Poi, ha approfondito in dettaglio sui temi della criminalità e dei lavoratori in fuga.<br />FANNO MALE ALLE PERSONE CHE FINGONO DI AIUTARE<br />I suggerimenti della CNN per risolvere i problemi omettono di aumentare le forze di polizia o di punire i criminali. Le risposte ovvie ai crimini non vengono menzionate. Le soluzioni devono invece promuovere "la vitalità delle strade e delle persone che le abitano". Le città potrebbero ottenere questo risultato bloccando alcune strade nei fini settimana, in modo da "ospitare fiere di strada, festival gastronomici, musica dal vivo, mostre d'arte e altri eventi per attirare il traffico pedonale in centro".<br />Un'altra proposta della CNN prevede che i proprietari di negozi vuoti prendano in considerazione la possibilità di affittarli a breve termine. "Questo permetterà di avere negozi pop-up, rivenditori stagionali e un mix di venditori di cibo e bevande".<br />Sono suggerimenti ridicoli. Negozi a sorpresa, festival d'arte o offerte speciali all'ora di pranzo nei ristoranti gourmet non porteranno persone spaventate nei centri storici afflitti dalla criminalità. Nessuno aprirà o gestirà un'attività commerciale in un'area ad alto rischio senza la protezione della polizia. Allo stesso tempo, gli agenti di polizia non possono proteggere le persone se gli amministratori della città non sono al loro fianco.<br />Le vere vittime di questa storia sono le persone che vivono in quelle città. I loro negozi di alimentari e le loro farmacie sono quelli che chiudono a causa dell'alto tasso di criminalità. Devono fare di tutto per evitare che il poco che guadagnano venga rubato. Devono attraversare strade e sistemi di trasporto di massa pieni di criminalità per raggiungere il proprio posto di lavoro. Se i loro figli escono al momento sbagliato, le conseguenze potrebbero essere disastrose.<br />Le "riforme" della sinistra non prendono mai in considerazione questi abitanti delle città che sono le vere vittime delle politiche liberal che distruggono le loro famiglie, le loro case e i loro quartieri.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/59025836</guid><pubDate>Tue, 12 Mar 2024 23:18:14 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/59025836/le_citt_usa_governate_dai_democratici_muoiono_per_la_tolleranza_verso_i_criminali.mp3" length="8951893" type="audio/mpeg"/><itunes:author>BastaBugie</itunes:author><itunes:subtitle>TESTO DELL'ARTICOLO ➜ https://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7725

LE CITTA' USA GOVERNATE DAI DEMOCRATICI MUOIONO PER LA TOLLERANZA VERSO I CRIMINALI di Edwin Benson
Svegliatevi, liberali! Il crimine è la vera ragione per cui le vostre città...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="https://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7725" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7725</a><br /><br />LE CITTA' USA GOVERNATE DAI DEMOCRATICI MUOIONO PER LA TOLLERANZA VERSO I CRIMINALI di Edwin Benson<br />Svegliatevi, liberali! Il crimine è la vera ragione per cui le vostre città stanno morendo! In tutta la nazione, le rapine "preme e arraffa" fanno notizia. Basta una semplice ricerca su Internet per trovare articoli e filmati che ritraggono piccoli gruppi di persone armate di martello che entrano nei negozi con prodotti costosi. In pieno giorno e sotto gli occhi delle telecamere di sicurezza, i ladri usano i martelli per rompere le vetrine e afferrare gli articoli più costosi. In questo modo, possono rubare articoli del valore di decine di migliaia di dollari in pochi secondi.<br />Naturalmente, tutti pagano per i soldi facili dei ladri. Nel 2023, un'organizzazione chiamata Deal Aid, un fornitore di servizi per la vendita al dettaglio, ha pubblicato un rapporto sulle "Statistiche dei furti al dettaglio" per il 2022. I risultati sono scioccanti.<br />Il settore si riferisce alla merce rubata come "differenze inventariali". Le differenze inventariali totali nel 2022 sono state di 112,1 miliardi di dollari, in aumento rispetto ai 93,9 miliardi del 2021. La perdita diretta per i commercianti dovuta ai furti esterni e alla criminalità organizzata è stata di 41,5 miliardi di dollari. Per recuperare queste perdite, il 46% dei piccoli commercianti al dettaglio ha dichiarato di dover aumentare i prezzi. Tuttavia, i clienti e i proprietari dei negozi non sono stati gli unici a rimetterci. I comuni, gli stati e il governo federale hanno perso 14,9 miliardi di dollari di entrate fiscali.<br />Queste perdite non sono distribuite uniformemente in tutto il Paese. Le perdite sono più elevate nei centri urbani, seguiti dai centri commerciali di fascia alta nelle periferie.<br />BELLE PAROLE PER DESCRIVERE UNA BRUTTA REALTÀ<br />In un'intervista del 28 settembre 2023 alla National Public Radio (NPR), Khris Hamlin ha spiegato due ragioni interconnesse per questa impennata. La prima è la mancanza di sanzioni per i criminali. "I rivenditori sono un obiettivo per questa attività a causa della clemenza delle pene che questi individui devono affrontare se vengono arrestati".<br />Forse il sig. Hamlin sta evitando di dire la sua perché sa che il pubblico principale della NPR è di sinistra. Tuttavia, il punto è semplice. Nella maggior parte dei casi, i ladri sfuggono all'arresto, nonostante la presenza di testimoni oculari e filmati, perché lo spirito che ha generato quei ragazzi che gridano "defund the police" (nota: “togliete i fondi alla polizia”, slogan della rivolta della Cancel Culture e della Black Lives Matter) non incoraggia ai poliziotti ad arrestare e perseguire i malfattori. Lo fanno perché possono farla franca.<br />Nonostante la sua riluttanza, il signor Hamlin fa anche un altro punto importante. Queste bande di criminali rubano perché hanno un mercato pronto per gli oggetti rubati. “È diventato molto facile per gli individui prendere i beni rubati e rivenderli. Lo sai, è un modo semplice per fare soldi facili".<br />Per alcuni il denaro facile è sempre stato un richiamo irresistibile, anche quando gli standard di moralità pubblica erano più elevati. Tuttavia, la cultura odierna è sia materialista che eccessivamente compassionevole. Un tale combinazione crea le condizioni ideali per il furto. I criminali in erba non vedono alcun motivo per lavorare per un salario minimo quando qualche istante di furto senza maggiori rischi di punizione è molto più redditizio.<br />L'ESODO DA SODOMA E GOMORRA<br />Così, a causa dai loro pregiudizi a favore della criminalità e contro la polizia, i media di sinistra sono ansiosi di deviare la responsabilità finale del deterioramento delle città.<br />Il titolo di un servizio di ABC News del luglio 2023 riportava:...]]></itunes:summary><itunes:duration>560</itunes:duration><itunes:keywords>criminali,furti,realtà,sodomaegomorra,usa</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/eed8a09c130e709fdacdbcb1ae2d566f.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Assalto a Israele, pesa il fallimento della politica estera di Biden</title><link>https://www.spreaker.com/episode/assalto-a-israele-pesa-il-fallimento-della-politica-estera-di-biden--57372716</link><description><![CDATA[VIDEO: Biden finanzia l'Iran, che finanzia Hamas ➜ <a href="https://rumble.com/v3qckea-come-liran-ha-aiutato-hamas-ad-attaccare-israele-anche-con-6-miliardi-regal.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://rumble.com/v3qckea-come-liran-ha-aiutato-hamas-ad-attaccare-israele-anche-con-6-miliardi-regal.html</a><br /><br />TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="https://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7585" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7585</a><br /><br />ASSALTO A ISRAELE, PESA IL FALLIMENTO DELLA POLITICA ESTERA DI BIDEN di Eugenio Capozzi<br />La visita del presidente statunitense Joe Biden in Israele è stata giudicata dalla maggior parte degli osservatori come un gesto forte e inequivocabile di solidarietà con lo Stato ebraico - unitamente al dispiegamento di unità della flotta davanti alle coste del Mediterraneo orientale - nel momento delicatissimo che quest'ultimo sta attraversando dopo il terribile eccidio perpetrato da Hamas il 7 ottobre entro i suoi confini, e nei giorni della difficile rappresaglia contro i fondamentalisti nella striscia di Gaza. Ed è stata parimenti interpretata da molti come un tentativo di evitare una escalation di violenza nella regione, cercando di moderare la reazione israeliana e di lasciare aperti margini di dialogo e negoziato con il mondo arabo.<br />Ma essa dovrebbe essere in realtà letta a buon diritto innanzitutto come un tentativo di porre almeno parzialmente rimedio a una catena di eventi negativi per gli interessi statunitensi e occidentali innescati proprio dalla fallimentare strategia di politica estera portata avanti dalla stessa amministrazione Biden.<br />Quest'ultima, infatti, a partire dal 2021 ha demolito sistematicamente, con esiti disastrosi, alcune linee fondamentali della politica internazionale promossa dal predecessore di Biden, Donald Trump. In primo luogo, ha minato la paziente tessitura che Trump aveva compiuto con gli "Accordi di Abramo" (siglati nel 2020 tra Israele, Emirati Arabi e Bahrein) per riavvicinare lo Stato ebraico ai paesi più influenti dell'islam sunnita, e soprattutto all'Arabia Saudita, e favorire così una stabilizzazione complessiva dell'area, isolando gli agenti disgreganti ed estremisti come l'Iran, Hezbollah e lo stesso Hamas.<br />Fin dalla campagna elettorale, e poi una volta in carica, Biden ha tenuto invece un atteggiamento apertamente ostile al regime del principe Mohammed Bin Salman, giustificandolo con l'uccisione del giornalista dissidente saudita Jamal Kashoggi, di cui Salman era sospettato di essere responsabile. E, all'inverso, egli ha avviato una politica di dialogo con il regime degli ayatollah iraniani, cercando di riavviare il processo negoziale sul nucleare di Teheran, che Trump aveva fermato nel 2018 revocando il trattato che era stato negoziato nel 2015 ad opera dell'amministrazione Obama.<br />L'AMMINISTRAZIONE BIDEN CONTRO GLI INTERESSI DI TUTTO L'OCCIDENTE<br />Un rovesciamento che ha rafforzato gli iraniani, dando ad essi maggiori margini di manovra sullo scacchiere mediorientale (usati da questi ultimi per rafforzare i propri legami con Cina e Russia), e indebolendo decisamente Israele. E che è culminato nello sblocco di 6 miliardi di dollari di fondi iraniani congelati negli Stati Uniti, proprio pochi giorni prima del massacro perpetrato da Hamas nei kibbutz israeliani, verosimilmente incoraggiato, se non finanziato proprio da Teheran: con un effetto boomerang clamoroso sulla credibilità americana.<br />Nel frattempo, l'amministrazione Biden aveva operato attivamente contro gli interessi vitali propri e dell'Occidente intero anche sul fronte ucraino, alimentando sempre più la tensione con la Russia, rifiutandosi di cercare una soluzione negoziale condivisa alla frattura apertasi nel 2014 e, dopo l'invasione russa del febbraio 2022, sostenendo Kiev a senso unico, trattando Putin come un nemico e isolandolo totalmente dall'Occidente: con il risultato di rinsaldare i rapporti tra Mosca e Pechino, di fare il gioco della Cina - sua principale antagonista globale - sul piano geopolitico e di coagulare un composito fronte anti-occidentale che ha attratto anche paesi precedentemente alleati o amichevoli.<br />Per quanto riguarda specificamente gli equilibri mediorientali, lo scontro frontale con Putin ha messo fortemente in imbarazzo Israele, che con Mosca intrattiene consolidati rapporti economici e politici e ha interesse a una gestione congiunta con i russi delle aree di crisi tra Siria e Libano. Ha determinato un riavvicinamento dell'Arabia Saudita alla Russia, con una politica coordinata dei prezzi del petrolio, e persino all'Iran, suo antagonista per eccellenza. Ha rilegittimato il regime siriano di Bashar al-Assad, "feudo" di Mosca in Medio Oriente, riammesso nella Lega Araba proprio con il beneplacido dei sauditi. E, soprattutto, ha interrotto il percorso verso il completamento degli accordi di Abramo, con la sperata normalizzazione dei rapporti diplomatici tra israeliani e sauditi.<br />UN EFFETTO DOMINO DI DISASTRI AUTOLESIONISTICI<br />Insomma, un effetto domino di disastri autolesionistici quasi senza precedenti (completato dalla crescente destabilizzazione dell'Africa sub-sahariana, innescata da Cina e Russia), che ha creato il terreno ideale per quanti avevano interesse a riaccendere il conflitto arabo-israeliano. E che si è plasticamente materializzato nello scorso agosto quando, in occasione del vertice dei BRICS di Johannesburg, è stato annunciato l'ingresso congiunto nell'organizzazione, a partire dal 2024, di Arabia Saudita e Iran, insieme agli Emirati e all'Egitto.<br />Resasi conto tardivamente del piano inclinato pericolosissimo che aveva innescato, l'amministrazione Biden ha cominciato a cercare di porvi rimedio almeno in parte con un cambiamento della sua linea nei confronti di Riad, cominciata con la visita di Biden nell'estate del 2022 e culminata nell'agosto scorso con il coinvolgimento dell'Arabia Saudita, al G20 di Nuova Dehli, nel memorandum d'intesa per il corridoio infrastrutturale India-Medio Oriente-Europa chiamato "Via del Cotone", per contrapporlo simbolicamente al progetto egemonico cinese di "Nuova Via della Seta".<br />Ma ormai la frittata era fatta, e il vaso di Pandora era scoperchiato. Il potenziale asse tra Israele e i paesi arabi sunniti voluto da Trump, che, una volta saldato, avrebbe potuto contare forse sulla benevola neutralità russa, era già su un binario morto. Ma l'attacco di Hamas e la inevitabile reazione israeliana, polarizzando di nuovo l'odio anti-ebraico nelle società islamiche, lo condanna oggi al rinvio sine die, se non al definitivo naufragio. Per la gioia di fondamentalisti, integralisti e regimi anti-occidentali di tutto il mondo. E con la conseguenza di spingere l'Europa e l'Occidente di nuovo in prima linea, oltre che sul fronte russo-ucraino, anche su quello dei conflitti mediorientali e di una più che probabile, anzi già iniziata, recrudescenza del terrorismo islamista, favorita dalla bomba a orologeria delle cospicue comunità di immigrati islamici "radicalizzati" ormai stabilitesi entro le loro mura.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/57372716</guid><pubDate>Tue, 24 Oct 2023 22:11:14 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/57372716/assalto_a_israele_pesa_il_fallimento_della_politica_estera_di_biden.mp3" length="7485726" type="audio/mpeg"/><itunes:author>BastaBugie</itunes:author><itunes:subtitle>VIDEO: Biden finanzia l'Iran, che finanzia Hamas ➜ https://rumble.com/v3qckea-come-liran-ha-aiutato-hamas-ad-attaccare-israele-anche-con-6-miliardi-regal.html

TESTO DELL'ARTICOLO ➜ https://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7585

ASSALTO A ISRAELE,...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[VIDEO: Biden finanzia l'Iran, che finanzia Hamas ➜ <a href="https://rumble.com/v3qckea-come-liran-ha-aiutato-hamas-ad-attaccare-israele-anche-con-6-miliardi-regal.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://rumble.com/v3qckea-come-liran-ha-aiutato-hamas-ad-attaccare-israele-anche-con-6-miliardi-regal.html</a><br /><br />TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="https://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7585" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7585</a><br /><br />ASSALTO A ISRAELE, PESA IL FALLIMENTO DELLA POLITICA ESTERA DI BIDEN di Eugenio Capozzi<br />La visita del presidente statunitense Joe Biden in Israele è stata giudicata dalla maggior parte degli osservatori come un gesto forte e inequivocabile di solidarietà con lo Stato ebraico - unitamente al dispiegamento di unità della flotta davanti alle coste del Mediterraneo orientale - nel momento delicatissimo che quest'ultimo sta attraversando dopo il terribile eccidio perpetrato da Hamas il 7 ottobre entro i suoi confini, e nei giorni della difficile rappresaglia contro i fondamentalisti nella striscia di Gaza. Ed è stata parimenti interpretata da molti come un tentativo di evitare una escalation di violenza nella regione, cercando di moderare la reazione israeliana e di lasciare aperti margini di dialogo e negoziato con il mondo arabo.<br />Ma essa dovrebbe essere in realtà letta a buon diritto innanzitutto come un tentativo di porre almeno parzialmente rimedio a una catena di eventi negativi per gli interessi statunitensi e occidentali innescati proprio dalla fallimentare strategia di politica estera portata avanti dalla stessa amministrazione Biden.<br />Quest'ultima, infatti, a partire dal 2021 ha demolito sistematicamente, con esiti disastrosi, alcune linee fondamentali della politica internazionale promossa dal predecessore di Biden, Donald Trump. In primo luogo, ha minato la paziente tessitura che Trump aveva compiuto con gli "Accordi di Abramo" (siglati nel 2020 tra Israele, Emirati Arabi e Bahrein) per riavvicinare lo Stato ebraico ai paesi più influenti dell'islam sunnita, e soprattutto all'Arabia Saudita, e favorire così una stabilizzazione complessiva dell'area, isolando gli agenti disgreganti ed estremisti come l'Iran, Hezbollah e lo stesso Hamas.<br />Fin dalla campagna elettorale, e poi una volta in carica, Biden ha tenuto invece un atteggiamento apertamente ostile al regime del principe Mohammed Bin Salman, giustificandolo con l'uccisione del giornalista dissidente saudita Jamal Kashoggi, di cui Salman era sospettato di essere responsabile. E, all'inverso, egli ha avviato una politica di dialogo con il regime degli ayatollah iraniani, cercando di riavviare il processo negoziale sul nucleare di Teheran, che Trump aveva fermato nel 2018 revocando il trattato che era stato negoziato nel 2015 ad opera dell'amministrazione Obama.<br />L'AMMINISTRAZIONE BIDEN CONTRO GLI INTERESSI DI TUTTO L'OCCIDENTE<br />Un rovesciamento che ha rafforzato gli iraniani, dando ad essi maggiori margini di manovra sullo scacchiere mediorientale (usati da questi ultimi per rafforzare i propri legami con Cina e Russia), e indebolendo decisamente Israele. E che è culminato nello sblocco di 6 miliardi di dollari di fondi iraniani congelati negli Stati Uniti, proprio pochi giorni prima del massacro perpetrato da Hamas nei kibbutz israeliani, verosimilmente incoraggiato, se non finanziato proprio da Teheran: con un effetto boomerang clamoroso sulla credibilità americana.<br />Nel frattempo, l'amministrazione Biden aveva operato attivamente contro gli interessi vitali propri e dell'Occidente intero anche sul fronte ucraino, alimentando sempre più la tensione con la Russia, rifiutandosi di cercare una soluzione negoziale condivisa alla frattura apertasi nel 2014 e, dopo l'invasione russa del febbraio 2022, sostenendo Kiev a senso unico, trattando Putin come un nemico e isolandolo totalmente dall'Occidente: con il risultato di...]]></itunes:summary><itunes:duration>468</itunes:duration><itunes:keywords>biden,dollaricoreani,hamas,israele,trump</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/5fdd048f35e3787a529367dd32d5413d.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>La campagna elettorale di Biden costerà molti aborti</title><link>https://www.spreaker.com/episode/la-campagna-elettorale-di-biden-costera-molti-aborti--56779730</link><description><![CDATA[VIDEO: Trump: una nazione in grave declino ➜ <a href="https://mazzoninews.com/2023/08/05/trump-una-nazione-in-grave-declino-mn-224/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://mazzoninews.com/2023/08/05/trump-una-nazione-in-grave-declino-mn-224/</a><br /><br />TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="https://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7534" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7534</a><br /><br />LA CAMPAGNA ELETTORALE DI BIDEN COSTERA' MOLTI ABORTI di Mauro Faverzani<br />Come già fu per il primo mandato, anche l'eventuale rielezione di Joe Biden potrebbe costare molte vite umane. La sua campagna elettorale ha fatto dell'aborto, infatti, uno dei propri cavalli di battaglia. A colpi di spot, come quello intitolato «These Guys», lanciato lo scorso 1° settembre e programmato per due settimane in sette Stati americani ovvero Arizona, Georgia, Michigan, Pennsylvania, Nevada, Wisconsin e Carolina del Nord.<br />Forti le critiche giunte in merito dalle associazioni pro-life, che han definito, senza mezzi termini, «estreme» le politiche abortiste promosse da un Biden, che solo a parole ama proclamarsi "cattolico". Laura Echevarría, portavoce di National Right to Life, ha evidenziato come Biden sia «il presidente più favorevole all'aborto nella storia della nostra nazione», al punto da coinvolgere l'intera amministrazione «per promuovere e proteggere l'aborto illimitato», oltre tutto a spese dei contribuenti.<br />D'altra parte, la lobby pro-choice negli Stati Uniti può contare su finanziatori potenti. E non si tratta solo della multinazionale dell'aborto, Planned Parenthood, che ovviamente è parte in causa, bensì anche di miliardari pronti a sostenere coi propri soldi la ferale causa. Come l'amministratore delegato della multinazionale Berkshire Hathaway, Warren Buffett, quinto uomo più ricco al mondo: ad un'età (93 anni), in cui bene sarebbe fare i conti con la propria anima, ha deciso invece di sponsorizzare la campagna abortista. Negli ultimi vent'anni ha destinato per questo decine di miliardi di dollari, convinto della necessità di ridurre la popolazione del pianeta, come ha rivelato un dettagliato reportage in due puntate, firmato da Hayden Ludwig per Restoration News. L'agenzia d'informazione InfoCatólica ha riportato anche le dichiarazioni della figlia di Buffett, Susie, che nel 1997 ha specificato come il controllo demografico sia «ciò che mio padre ha sempre ritenuto essere il problema più grande e più importante».<br />Quest'indagine giornalistica ha permesso di evidenziare come dal 2000 ad oggi Buffett abbia versato almeno 5,3 miliardi di dollari a favore di attivisti ed esecutori di aborti. Dal 2002 avrebbe elargito anche 41 miliardi di dollari a quattro fondazioni, impegnate a promuovere l'aborto all'estero. Assolutamente fittizio e fuorviante, dunque, quanto dichiarato dallo stesso Buffett nel 2003, quando annunciò che le azioni della Berkshire Hathaway non sarebbero più state donate a gruppi abortisti: in realtà, ha spiegato Hayden Ludwig nel proprio reportage, «migliaia di sovvenzioni sono state versate negli ultimi due decenni» [...] dagli organismi gestiti da membri della famiglia Buffett. Da qui sarebbero usciti più di 3 miliardi di dollari, destinati tutti ad organizzazioni dichiaratamente pro-choice quali Planned Parenthood [...] e molte altre. Con questi soldi sarebbero stati finanziati aborti non solo negli Stati Uniti, ma anche nel Regno Unito, in Africa ed altrove.<br />L'ideologia mortifera però si serve anche di altri strumenti, per imporsi come pensiero dominante ovunque, anche cancellando chiunque abbia un'opinione differente. Ed il web in questo torna a distinguersi una volta di più quale veicolo privilegiato dell'incubo orwelliano.<br />YouTube, ad esempio, secondo quanto rivelato dalle agenzie InfoCatólica e Zenit, starebbe predisponendo una nuova politica atta a censurare i contenuti pro-life od, in ogni caso, contrari all'aborto ed alle linee-guida dell'Oms in materia (linee-guida, che considerano l'aborto un "diritto umano"), con modalità ancora da definire, ma tali in ogni caso da vanificare i dubbi di quei pochi, che ancora ne nutrissero, circa l'imparzialità dei social media - come anche Meta (o Facebook, che dir si voglia) e Twitter nella moderazione dei contenuti.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/56779730</guid><pubDate>Tue, 12 Sep 2023 21:36:54 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/56779730/la_campagna_elettorale_di_biden_coster_molti_aborti.mp3" length="5840605" type="audio/mpeg"/><itunes:author>BastaBugie</itunes:author><itunes:subtitle>VIDEO: Trump: una nazione in grave declino ➜ https://mazzoninews.com/2023/08/05/trump-una-nazione-in-grave-declino-mn-224/

TESTO DELL'ARTICOLO ➜ https://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7534

LA CAMPAGNA ELETTORALE DI BIDEN COSTERA' MOLTI ABORTI...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[VIDEO: Trump: una nazione in grave declino ➜ <a href="https://mazzoninews.com/2023/08/05/trump-una-nazione-in-grave-declino-mn-224/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://mazzoninews.com/2023/08/05/trump-una-nazione-in-grave-declino-mn-224/</a><br /><br />TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="https://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7534" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7534</a><br /><br />LA CAMPAGNA ELETTORALE DI BIDEN COSTERA' MOLTI ABORTI di Mauro Faverzani<br />Come già fu per il primo mandato, anche l'eventuale rielezione di Joe Biden potrebbe costare molte vite umane. La sua campagna elettorale ha fatto dell'aborto, infatti, uno dei propri cavalli di battaglia. A colpi di spot, come quello intitolato «These Guys», lanciato lo scorso 1° settembre e programmato per due settimane in sette Stati americani ovvero Arizona, Georgia, Michigan, Pennsylvania, Nevada, Wisconsin e Carolina del Nord.<br />Forti le critiche giunte in merito dalle associazioni pro-life, che han definito, senza mezzi termini, «estreme» le politiche abortiste promosse da un Biden, che solo a parole ama proclamarsi "cattolico". Laura Echevarría, portavoce di National Right to Life, ha evidenziato come Biden sia «il presidente più favorevole all'aborto nella storia della nostra nazione», al punto da coinvolgere l'intera amministrazione «per promuovere e proteggere l'aborto illimitato», oltre tutto a spese dei contribuenti.<br />D'altra parte, la lobby pro-choice negli Stati Uniti può contare su finanziatori potenti. E non si tratta solo della multinazionale dell'aborto, Planned Parenthood, che ovviamente è parte in causa, bensì anche di miliardari pronti a sostenere coi propri soldi la ferale causa. Come l'amministratore delegato della multinazionale Berkshire Hathaway, Warren Buffett, quinto uomo più ricco al mondo: ad un'età (93 anni), in cui bene sarebbe fare i conti con la propria anima, ha deciso invece di sponsorizzare la campagna abortista. Negli ultimi vent'anni ha destinato per questo decine di miliardi di dollari, convinto della necessità di ridurre la popolazione del pianeta, come ha rivelato un dettagliato reportage in due puntate, firmato da Hayden Ludwig per Restoration News. L'agenzia d'informazione InfoCatólica ha riportato anche le dichiarazioni della figlia di Buffett, Susie, che nel 1997 ha specificato come il controllo demografico sia «ciò che mio padre ha sempre ritenuto essere il problema più grande e più importante».<br />Quest'indagine giornalistica ha permesso di evidenziare come dal 2000 ad oggi Buffett abbia versato almeno 5,3 miliardi di dollari a favore di attivisti ed esecutori di aborti. Dal 2002 avrebbe elargito anche 41 miliardi di dollari a quattro fondazioni, impegnate a promuovere l'aborto all'estero. Assolutamente fittizio e fuorviante, dunque, quanto dichiarato dallo stesso Buffett nel 2003, quando annunciò che le azioni della Berkshire Hathaway non sarebbero più state donate a gruppi abortisti: in realtà, ha spiegato Hayden Ludwig nel proprio reportage, «migliaia di sovvenzioni sono state versate negli ultimi due decenni» [...] dagli organismi gestiti da membri della famiglia Buffett. Da qui sarebbero usciti più di 3 miliardi di dollari, destinati tutti ad organizzazioni dichiaratamente pro-choice quali Planned Parenthood [...] e molte altre. Con questi soldi sarebbero stati finanziati aborti non solo negli Stati Uniti, ma anche nel Regno Unito, in Africa ed altrove.<br />L'ideologia mortifera però si serve anche di altri strumenti, per imporsi come pensiero dominante ovunque, anche cancellando chiunque abbia un'opinione differente. Ed il web in questo torna a distinguersi una volta di più quale veicolo privilegiato dell'incubo orwelliano.<br />YouTube, ad esempio, secondo quanto rivelato dalle agenzie InfoCatólica e Zenit, starebbe predisponendo una nuova politica atta a censurare i contenuti pro-life od, in ogni caso, contrari all'aborto ed alle...]]></itunes:summary><itunes:duration>366</itunes:duration><itunes:keywords>biden,buffett,cattolico,censura,plannedparenthood</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/3cb781e3ae370d54ddb041cea28adda9.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>La Corte Suprema abbatte il razzismo degli antirazzisti</title><link>https://www.spreaker.com/episode/la-corte-suprema-abbatte-il-razzismo-degli-antirazzisti--56626770</link><description><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="https://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7521" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7521</a><br /><br />LA CORTE SUPREMA ABBATTE IL RAZZISMO DEGLI ANTIRAZZISTI di Stefano Magni<br />Alla fine di giugno, la Corte Suprema ha dato un'altra picconata al progressismo americano. Ha dichiarato incostituzionale la discriminazione positiva, su base razziale, nelle selezioni per accedere alla prestigiosa università di Harvard. Con la sentenza Students for Fair Admission vs. Harvard, la "affirmative action", o discriminazione positiva, in uso nel mondo dello studio e del lavoro sin dagli anni '60, è stata delegittimata. La sentenza ha provocato un vivace dibattito che mette a confronto due modi opposti di intendere il razzismo.<br />La sentenza della Corte Suprema, votata da 6 giudici supremi contro 2, ne ribalta due precedenti che avevano fatto la storia. La prima, Regents of University of California vs. Bakke del 1978, aveva stabilito il principio che una certa preferenza razziale negli esami di ammissione fosse ammissibile, purché non fosse una vera e propria quota. Nel 2003 questa posizione era stata ribadita in un'altra sentenza, la Grutter vs. Bollinger. Tuttavia, in nessuna di queste sentenze la discriminazione positiva veniva assunta come principio. Si sdoganava l'eccezione, semmai, ma sempre sul filo del rasoio della costituzionalità. Quindi l'università poteva esercitare delle preferenze per diversificare la sua popolazione studentesca e avvantaggiare le minoranze più sfavorite (i neri, soprattutto), purché non fosse una pratica sistematica, fosse "limitata nel tempo" e non determinante nella selezione.<br />DISCRIMINAZIONE POSITIVA<br />Questo criterio è andato bene a tutte le minoranze, finché non ne ha colpita una molto grande e sempre più influente: quella asiatica. Infatti è proprio un caso di discriminazione di studenti di origini asiatiche, mediamente "troppo bravi", nell'esame di ammissione dell'Università di Harvard, nel 2014, che ha dato origine alla causa che solo alla fine del mese scorso è giunta alla sua conclusione in Corte Suprema, dopo un percorso tortuoso di sentenze locali e federali. L'associazione Students for Fair Admission ha vinto. Il massimo organo giudiziario americano ha sentenziato che la discriminazione positiva negli esami di ammissione viola sia la Costituzione (Quattordicesimo Emendamento, che ribadisce l'uguaglianza di tutti i cittadini di fronte alla legge) che l'articolo 6 della Legge sui diritti civili del 1964 che vieta ogni discriminazione su base razziale.<br />Nel parere di minoranza, la giudice suprema liberal Sonia Sotomayor ritiene che questa sentenza "rafforza ulteriormente la disuguaglianza razziale nell'educazione". Le fa eco lo stesso presidente Joe Biden, che si dice apertamente in disaccordo con la Corte Suprema. La nuova rettrice di Harvard, Claudine Gay, dichiara in un video che questa sentenza "implica la possibilità concreta che molte opportunità vengano negate". C'è preoccupazione soprattutto per i neri, che verrebbero sotto-rappresentati nelle università. Secondo i test attitudinali Sat, nel 2022 gli afro-americani conseguivano una media di 926 punti su 1600, contro una media di 1098 punti per i bianchi e ben 1229 punti per gli asiatici. Quel che le università più prestigiose temono (e i posti di lavoro che reclutano presso di loro, anche) è un'università con gli occhi a mandorla? Parrebbe di sì.<br />50 ANNI DI DISCRIMINAZIONE A FAVORE DEGLI AFRO-AMERICANI<br />Prima di tutto occorre chiedersi se quasi 50 anni di discriminazione positiva a favore degli afro-americani e in misura minore dei latino americani, abbiano portato a una emancipazione di queste minoranze. La risposta è quasi sempre negativa, considerando che fra gli afro-americani è più alta la percentuale di abbandono degli studi ed anche se ammessi in una corsia preferenziale, finiscono poi in fondo ai loro corsi. Forzando l'ammissione "si introducono nelle università studenti neri che, in un mondo senza discriminazione positiva, frequenterebbero scuole meno selettive, ma perfettamente rispettabili", come scrive su Wall Street Journal Heather McDonald, del Manhattan Institute. "In quasi 50 anni di retorica favorevole alla discriminazione positiva, molti studenti neri si sono convinti che essere respinti da una scuola per un brutto voto sia come essere respinti per il colore della loro pelle". Questo meccanismo ha dunque accentuato la disuguaglianza, non ha ridotto le distanze.<br />L'anti-razzismo dei progressisti va poi in cortocircuito proprio con la causa intentata da Students for Fair Admission, che ha agito in rappresentanza di studenti asiatici. La minoranza asiatica è "privilegiata"? No, perché è formata da discendenti di lavoratori forzati (i coolies cinesi), immigrati indiani poverissimi, profughi del Sud Est asiatico. Sono i nuovi self made men, sono cresciuti dal nulla, basandosi sulle loro capacità personali e la loro instancabile voglia di studiare e lavorare. Per questo sono minoranze che evidentemente non piacciono ai progressisti. A coloro che vogliono bene ai poveri, purché restino poveri.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/56626770</guid><pubDate>Tue, 29 Aug 2023 20:49:05 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/56626770/la_corte_suprema_abbatte_il_razzismo_degli_antirazzisti.mp3" length="5380875" type="audio/mpeg"/><itunes:author>BastaBugie</itunes:author><itunes:subtitle>TESTO DELL'ARTICOLO ➜ https://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7521

LA CORTE SUPREMA ABBATTE IL RAZZISMO DEGLI ANTIRAZZISTI di Stefano Magni
Alla fine di giugno, la Corte Suprema ha dato un'altra picconata al progressismo americano. Ha dichiarato...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="https://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7521" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7521</a><br /><br />LA CORTE SUPREMA ABBATTE IL RAZZISMO DEGLI ANTIRAZZISTI di Stefano Magni<br />Alla fine di giugno, la Corte Suprema ha dato un'altra picconata al progressismo americano. Ha dichiarato incostituzionale la discriminazione positiva, su base razziale, nelle selezioni per accedere alla prestigiosa università di Harvard. Con la sentenza Students for Fair Admission vs. Harvard, la "affirmative action", o discriminazione positiva, in uso nel mondo dello studio e del lavoro sin dagli anni '60, è stata delegittimata. La sentenza ha provocato un vivace dibattito che mette a confronto due modi opposti di intendere il razzismo.<br />La sentenza della Corte Suprema, votata da 6 giudici supremi contro 2, ne ribalta due precedenti che avevano fatto la storia. La prima, Regents of University of California vs. Bakke del 1978, aveva stabilito il principio che una certa preferenza razziale negli esami di ammissione fosse ammissibile, purché non fosse una vera e propria quota. Nel 2003 questa posizione era stata ribadita in un'altra sentenza, la Grutter vs. Bollinger. Tuttavia, in nessuna di queste sentenze la discriminazione positiva veniva assunta come principio. Si sdoganava l'eccezione, semmai, ma sempre sul filo del rasoio della costituzionalità. Quindi l'università poteva esercitare delle preferenze per diversificare la sua popolazione studentesca e avvantaggiare le minoranze più sfavorite (i neri, soprattutto), purché non fosse una pratica sistematica, fosse "limitata nel tempo" e non determinante nella selezione.<br />DISCRIMINAZIONE POSITIVA<br />Questo criterio è andato bene a tutte le minoranze, finché non ne ha colpita una molto grande e sempre più influente: quella asiatica. Infatti è proprio un caso di discriminazione di studenti di origini asiatiche, mediamente "troppo bravi", nell'esame di ammissione dell'Università di Harvard, nel 2014, che ha dato origine alla causa che solo alla fine del mese scorso è giunta alla sua conclusione in Corte Suprema, dopo un percorso tortuoso di sentenze locali e federali. L'associazione Students for Fair Admission ha vinto. Il massimo organo giudiziario americano ha sentenziato che la discriminazione positiva negli esami di ammissione viola sia la Costituzione (Quattordicesimo Emendamento, che ribadisce l'uguaglianza di tutti i cittadini di fronte alla legge) che l'articolo 6 della Legge sui diritti civili del 1964 che vieta ogni discriminazione su base razziale.<br />Nel parere di minoranza, la giudice suprema liberal Sonia Sotomayor ritiene che questa sentenza "rafforza ulteriormente la disuguaglianza razziale nell'educazione". Le fa eco lo stesso presidente Joe Biden, che si dice apertamente in disaccordo con la Corte Suprema. La nuova rettrice di Harvard, Claudine Gay, dichiara in un video che questa sentenza "implica la possibilità concreta che molte opportunità vengano negate". C'è preoccupazione soprattutto per i neri, che verrebbero sotto-rappresentati nelle università. Secondo i test attitudinali Sat, nel 2022 gli afro-americani conseguivano una media di 926 punti su 1600, contro una media di 1098 punti per i bianchi e ben 1229 punti per gli asiatici. Quel che le università più prestigiose temono (e i posti di lavoro che reclutano presso di loro, anche) è un'università con gli occhi a mandorla? Parrebbe di sì.<br />50 ANNI DI DISCRIMINAZIONE A FAVORE DEGLI AFRO-AMERICANI<br />Prima di tutto occorre chiedersi se quasi 50 anni di discriminazione positiva a favore degli afro-americani e in misura minore dei latino americani, abbiano portato a una emancipazione di queste minoranze. La risposta è quasi sempre negativa, considerando che fra gli afro-americani è più alta la percentuale di abbandono degli studi ed anche se ammessi in una corsia preferenziale, finiscono poi in fondo ai loro corsi. 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Come specifica il Catechismo di san Pio X, esso proibisce «di nominare il nome di Dio senza rispetto», concetto ripreso sostanzialmente identico anche nel vigente Catechismo della Chiesa Cattolica al n. 2142, dove si precisa come il nome del Signore sia «santo». Ed ancora, al n. 2146, il nuovo Catechismo entra ancor più nello specifico, precisando come il secondo Comandamento proibisca «l'abuso del nome di Dio, cioè ogni uso sconveniente del nome di Dio, di Gesù Cristo, della Vergine Maria e di tutti i santi».<br />Allora decisamente «sconveniente» è tirare in ballo l'«Anno del Signore 2023» in un contesto tutto teso a promuovere l'aborto ed a distruggere la famiglia, avvelenandola con l'ideologia gender. Lo ha fatto - niente meno - Kamala Harris, vicepresidente degli Stati Uniti, in un'intervista rilasciata a Teen Vogue assieme a Colleen McNicholas di Planned Parenthood, per "spiegare" quali e quanti "sforzi" abbiano compiuto ed ancora intendano compiere, per far tornare legale l'aborto senza limiti in tutti e 50 gli Stati della Federazione, definendolo una causa giusta e morale, da autorizzare dal concepimento sino al momento della nascita del bimbo ovvero sempre.<br />«È una vergogna che nell'Anno del Signore 2023 si cerchi di farci tornare indietro», ha dichiarato il vicepresidente americano, promuovendo il Women's Health Protection Act ovvero la legge sulla protezione della salute delle donne, che, in realtà, è stata ribattezzata dagli ambienti pro-life come Abortion Without Limits Until Birth Act ovvero legge sull'aborto senza limiti fino alla nascita, per porre fine ai divieti sulla selezione del sesso e sul finanziamento pubblico agli aborti, ma ponendo anche a rischio le tutele per l'obiezione di coscienza dei medici. Il Signore, però, in tutto questo, non c'entra proprio nulla.<br />PER PLANNED PARENTHOOD QUALSIASI MOTIVO PER ABORTIRE E' VALIDO<br />Si noti, accanto a Harris durante l'intervista, la presenza di Colleen McNicholas, un'abortista senza se e senza ma, senza scrupoli né ripensamenti: è direttore sanitario di Planned Parenthood per l'area di St. Louis e nel Missouri sud-occidentale. Nel 2019 dichiarò all'agenzia AP come, a suo giudizio, «qualsiasi motivo per abortire fosse un motivo valido», compresa la selezione del sesso e la sindrome di Down. Tutto andrebbe bene, pur di provocare un'ecatombe demografica. Ed ora, prevedibilmente, a scatenare la sua furia, è stata la decisione della Corte Suprema americana di rovesciare la sentenza Roe vs Wade, eliminando il diritto costituzionale federale all'aborto.<br />Oggi sono 15 gli Stati americani, che proteggono i bambini non-nati, vietando l'aborto, ed altri, nelle sedi dei tribunali, stanno cercando di fare lo stesso. Ma l'orizzonte, che si ripromettono di soggiogare con accordi, norme, vincoli, non solo Harris e McNicholas, né solo il Partito democratico statunitense, bensì l'intera amministrazione Biden non è questo, troppo ristretto. Loro puntano ormai ad imporre la loro cultura di morte al mondo intero, calpestando anche la coscienza di chi non fosse d'accordo, invadendo e prevaricando ambiti ed aree di competenza assolutamente estranei alle loro naturali sfere d'influenza.<br />Un esempio? L'amministrazione Biden risulta in prima fila negli sforzi attuati per censurare ovunque sul pianeta qualsiasi, pur timida opinione pro-life e pro-family, servendosi di un processo di sviluppo totalitario di standard digitali, finalizzato a monitorare, moderare ed azzerare i discorsi online ritenuti "sgraditi". Tutto questo, ovviamente, col pretesto di voler contrastare la «violenza di genere facilitata dalla tecnologia», riscuotendo in ciò lo sprovveduto sostegno di oltre una dozzina di Paesi ignavi. Se tale linea passasse, governi e privati verrebbero costretti a cancellare qualsiasi critica all'ideologia gender, bollandola come «discorso d'odio». Qualsiasi difesa della vita e della famiglia verrebbe a questo punto cancellata dal web. Non solo: algoritmi automatizzati ed intelligenza artificiale costringerebbero le piattaforme online e i provider ad imporre ovunque ed a chiunque anche i mantra del femminismo universale.<br />Tale progetto è stato lanciato ufficialmente dal Dipartimento di Stato americano, per la prima volta, nel 2022 al Democracy Summit, in collaborazione con la Danimarca. L'Ufficio delle Nazioni Unite per i Diritti Umani specifica come anche «la negazione dell'accesso all'aborto sia stata identificata come una forma di violenza di genere contro le donne», equivalendo «a tortura e/o a trattamenti crudeli, inumani e degradanti»: incredibile, l'antilingua scatenata pretende di render disumano il tentativo di salvare da morte certa e procurata ovvero dall'aborto il bimbo nel grembo materno. Tutto questo verrà finanziato e promosso mediante una «programmazione multi-stakeholder, incentrata sui sopravvissuti e basata sui [cosiddetti] diritti».<br />SI CENSURA IN NOME DELLA VIOLENZA DI GENERE<br />Ma come imporre tutto questo al mondo e trasformare il desiderio di una lobby in un'imposizione globale, collettiva ed universale? Semplice, adottando un accordo in sede Onu, accordo che ha già anche un nome, Patto Mondiale Digitale, ed una data: dovrebbe infatti venire approvato dall'Assemblea Generale delle Nazioni Unite nel settembre 2024. Google, Microsoft, Meta ed altri grandi nomi della tecnologia online starebbero mettendo a punto, con i governi conniventi, i parametri necessari per applicare la normativa liberticida e vincolarvi tutti.<br />Già un primo tentativo in tal senso era stato attuato dall'amministrazione Biden, quando, all'inizio di quest'anno, chiese, nella cornice di un altro accordo, quello sull'educazione delle donne raggiunto in sede di Commissione delle Nazioni Unite, di consentire ai governi la facoltà di costringere social media e piattaforme multimediali a censurare e moderare i contenuti in base alla loro potenziale «violenza di genere», infischiandosene di quanto ciò fosse una netta violazione del Primo Emendamento della Costituzione americana.<br />Quel primo assalto è fallito o, quanto meno, ha subìto una battuta d'arresto al vertice del G7 svoltosi il mese scorso, per cui ora l'amministrazione Biden ci riprova, assieme ad altri governi occidentali, decisi anzi, pervicacemente, a «raddoppiare gli sforzi», per portare a casa il risultato. Sconcertante anche solo il pensare come, in un contesto internazionale delicato quale quello attuale, contesto in cui le emergenze - quelle vere - sono evidentemente altre, l'amministrazione degli Stati Uniti d'America trovi tempo, risorse, capitali e mezzi per combattere una battaglia sfacciatamente ideologica ed imporre a colpi di accordi e norme, mai volute né votate dai cittadini, bensì adottate nei grigi uffici delle Nazioni Unite, un nuovo, pericolosissimo totalitarismo, che di democratico non ha e non intende avere proprio nulla. Sulla pelle dei bimbi non nati e delle famiglie di tutto il mondo. Un atteggiamento vergognoso e tale da gridare vendetta al cospetto di Dio.<br />]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/54556943</guid><pubDate>Tue, 20 Jun 2023 21:16:09 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/54556943/biden_vuole_censurare_i_discorsi_online_prolife_e_profamily.mp3" length="9717595" type="audio/mpeg"/><itunes:author>BastaBugie</itunes:author><itunes:subtitle>TESTO DELL'ARTICOLO ➜ https://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7444

BIDEN VUOLE CENSURARE I DISCORSI ONLINE PROLIFE E PROFAMILY di Mauro Faverzani
«Non nominare il nome di Dio invano» è il secondo Comandamento. Come specifica il Catechismo di san...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="https://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7444" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7444</a><br /><br />BIDEN VUOLE CENSURARE I DISCORSI ONLINE PROLIFE E PROFAMILY di Mauro Faverzani<br />«Non nominare il nome di Dio invano» è il secondo Comandamento. Come specifica il Catechismo di san Pio X, esso proibisce «di nominare il nome di Dio senza rispetto», concetto ripreso sostanzialmente identico anche nel vigente Catechismo della Chiesa Cattolica al n. 2142, dove si precisa come il nome del Signore sia «santo». Ed ancora, al n. 2146, il nuovo Catechismo entra ancor più nello specifico, precisando come il secondo Comandamento proibisca «l'abuso del nome di Dio, cioè ogni uso sconveniente del nome di Dio, di Gesù Cristo, della Vergine Maria e di tutti i santi».<br />Allora decisamente «sconveniente» è tirare in ballo l'«Anno del Signore 2023» in un contesto tutto teso a promuovere l'aborto ed a distruggere la famiglia, avvelenandola con l'ideologia gender. Lo ha fatto - niente meno - Kamala Harris, vicepresidente degli Stati Uniti, in un'intervista rilasciata a Teen Vogue assieme a Colleen McNicholas di Planned Parenthood, per "spiegare" quali e quanti "sforzi" abbiano compiuto ed ancora intendano compiere, per far tornare legale l'aborto senza limiti in tutti e 50 gli Stati della Federazione, definendolo una causa giusta e morale, da autorizzare dal concepimento sino al momento della nascita del bimbo ovvero sempre.<br />«È una vergogna che nell'Anno del Signore 2023 si cerchi di farci tornare indietro», ha dichiarato il vicepresidente americano, promuovendo il Women's Health Protection Act ovvero la legge sulla protezione della salute delle donne, che, in realtà, è stata ribattezzata dagli ambienti pro-life come Abortion Without Limits Until Birth Act ovvero legge sull'aborto senza limiti fino alla nascita, per porre fine ai divieti sulla selezione del sesso e sul finanziamento pubblico agli aborti, ma ponendo anche a rischio le tutele per l'obiezione di coscienza dei medici. Il Signore, però, in tutto questo, non c'entra proprio nulla.<br />PER PLANNED PARENTHOOD QUALSIASI MOTIVO PER ABORTIRE E' VALIDO<br />Si noti, accanto a Harris durante l'intervista, la presenza di Colleen McNicholas, un'abortista senza se e senza ma, senza scrupoli né ripensamenti: è direttore sanitario di Planned Parenthood per l'area di St. Louis e nel Missouri sud-occidentale. Nel 2019 dichiarò all'agenzia AP come, a suo giudizio, «qualsiasi motivo per abortire fosse un motivo valido», compresa la selezione del sesso e la sindrome di Down. Tutto andrebbe bene, pur di provocare un'ecatombe demografica. Ed ora, prevedibilmente, a scatenare la sua furia, è stata la decisione della Corte Suprema americana di rovesciare la sentenza Roe vs Wade, eliminando il diritto costituzionale federale all'aborto.<br />Oggi sono 15 gli Stati americani, che proteggono i bambini non-nati, vietando l'aborto, ed altri, nelle sedi dei tribunali, stanno cercando di fare lo stesso. Ma l'orizzonte, che si ripromettono di soggiogare con accordi, norme, vincoli, non solo Harris e McNicholas, né solo il Partito democratico statunitense, bensì l'intera amministrazione Biden non è questo, troppo ristretto. Loro puntano ormai ad imporre la loro cultura di morte al mondo intero, calpestando anche la coscienza di chi non fosse d'accordo, invadendo e prevaricando ambiti ed aree di competenza assolutamente estranei alle loro naturali sfere d'influenza.<br />Un esempio? L'amministrazione Biden risulta in prima fila negli sforzi attuati per censurare ovunque sul pianeta qualsiasi, pur timida opinione pro-life e pro-family, servendosi di un processo di sviluppo totalitario di standard digitali, finalizzato a monitorare, moderare ed azzerare i discorsi online ritenuti "sgraditi". Tutto questo, ovviamente, col pretesto di voler contrastare la «violenza di genere facilitata dalla tecnologia», riscuotendo in...]]></itunes:summary><itunes:duration>608</itunes:duration><itunes:keywords>antilingua,biden,nonnominareilnomedidioinvano,vendettaalcospettodidio</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/6a4f18a09c10426d27c1b9778e3b976a.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Per Biden i suoi avversari politici sono dei terroristi da fermare ad ogni costo</title><link>https://www.spreaker.com/episode/per-biden-i-suoi-avversari-politici-sono-dei-terroristi-da-fermare-ad-ogni-costo--54045995</link><description><![CDATA[VIDEO: Descrizione in minuscolo ➜ <a href="https://rumble.com/v2pans6-come-donald-trump-ha-bonificato-la-palude-dei-poteri-forti-di-washington.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://rumble.com/v2pans6-come-donald-trump-ha-bonificato-la-palude-dei-poteri-forti-di-washington.html</a><br /><br />TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="https://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7427" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7427</a><br /><br />PER BIDEN I SUOI AVVERSARI POLITICI SONO DEI TERRORISTI DA FERMARE AD OGNI COSTO<br />Il presidente USA ha utilizzato milioni di fondi federali per distruggere la reputazione di importanti organizzazioni cristiane, di diversi gruppi di politica pubblica conservatori, di semplici prolife (VIDEO: Trump ha distrutto l'establishment e vola nei sondaggi)<br />di Luca Volontè<br />Una bomba di informazioni appena scoperte rivela che, dopo lo scandalo che abbiamo descritto su La Bussola e che ha per oggetto le forme di controllo, dissuasione e spionaggio nei confronti dei cattolici e conservatori americani, l'amministrazione Biden, attraverso il Dipartimento alla Sicurezza Interna DHS, ha utilizzato diverse decine di milioni di fondi federali per condurre una guerra vera e distruggere la reputazione di importanti organizzazioni cristiane, di diversi gruppi di politica pubblica conservatori, di un'importante rete televisiva via cavo e persino del Comitato nazionale repubblicano.<br />Grazie alla documentazione raccolta dal Media Research Center (Mrc), il report pubblicato lo scorso 25 maggio dimostra come il Dipartimento della Sicurezza Nazionale (DHS), da tempo nel mirino di conservatori e Repubblicani per le sue iniziative spesso persecutorie nei confronti dei 'dissidenti politici', abbia speso almeno 40 milioni di dollari dei contribuenti, sottraendoli ai programmi antiterrorismo, destinandoli a un'operazione nota come 'Targeted Violence &amp; Terrorism Prevention Grant Program' (TVTP), che di fatto è servita a colpire, controllare, delegittimare, spiare e intimorire buona parte del mondo conservatore e cristiano degli Usa. Originariamente concepito per colpire i terroristi e le bande violente, sotto l'amministrazione Biden il programma ha inserito il Centro per la prevenzione, i programmi e i partenariati (CP3) del Dipartimento della Sicurezza Nazionale, includendo e privilegiando così finalità politiche nelle sue indagini.<br />UN'OPERAZIONE MASCHERATA<br />In una nota interna ottenuta in esclusiva da MRC Free Speech America, lo stesso segretario del DHS Alejandro Mayorkas definisce il programma una "alta priorità". Le 80 organizzazioni che compongono la rete TVTP ricevono sovvenzioni tra gli 85mila e gli 1,9 milioni di dollari e partecipano a seminari di formazione sponsorizzati dal DHS, finalizzati a soffocare e reprimere quei 'punti di vista' che l'amministrazione definisce eufemisticamente come minacce di livello terroristico, ossia quelle degli oppositori politici e/o culturali. Ad esempio, come riportano diversi quotidiani, in Ohio, l'Università di Dayton ha ricevuto una sovvenzione TVTP di 352.109 dollari per istituire 'Prevents-OH', un'operazione mascherata come uno sforzo per combattere "l'estremismo e l'odio della violenza domestica". Nella sua richiesta di finanziamento, Prevents-OH ha incluso un grafico intitolato La piramide della radicalizzazione dell'estrema destra, in cui identifica gli estremisti violenti, tra cui Christian Broadcasting Network, Heritage Foundation, Fox News, Turning Point USA, PragerU, National Rifle Association, Breitbart News, American Conservative Union Foundation e persino il Comitato nazionale repubblicano.<br />A dimostrazione della comune visione che i Dems hanno degli avversari, cioè chi dissente è un pericoloso terrorista da tacitare e sopprimere o delegittimare, il dottor Michael Loadenthal dell'Università di Cincinnati e componente di Antifa, ha presentato questo e altri grafici a un seminario di 'Prevents-OH' per insegnare agli studenti come tacitare le opinioni 'politicamente scorrette' su piattaforme dei social media. Utilizzando la terminologia associata alla guerra e allo spionaggio, il programma di formazione della sovvenzione dell'Ohio istruisce i partecipanti a usare il "mestiere" per "infiltrarsi e sorvegliare" i gruppi conservatori, esattamente come confermato in una audizione drammatica alla Commissione Giustizia del Congresso lo scorso 19 maggio, da 4 testimoni ed ex agenti FBI. I partecipanti alla conferenza di Dayton imparano che i gruppi cristiani conservatori e i Repubblicani sono pericoli assimilabili al nazismo e perciò questi "agenti civili sotto copertura" devono assimilare le cinque fasi con cui gli "antifascisti" raccolgono informazioni, tra cui "Osservazione passiva, Partecipa e ascolta, Documenta, Archivia e mappa, Intelligence attiva e Incorpora".<br />CREARE DOSSIER, OSSERVARE, MINARE, DISTRUGGERE<br />Molti partecipanti al programma del DHS vengono addestrati a "creare dossier" e poi a "osservare, minare, distruggere e infiltrare" le organizzazioni. Il Comitato Nazionale Repubblicano, il Christian Broadcasting Network, la Heritage Foundation, Fox News e molti altri sono identificati come estremisti di "estrema destra" e collegati ai militanti nazisti nello stesso seminario, dipingendo un implicito bersaglio sulle organizzazioni. Il programma TVTP non è certo il primo tentativo del Presidente Joe Biden di usare mezzi illeciti e burocrazia statale contro gli avversari politici e coloro che si oppongono alle sue politiche pro-aborto e LGBTI. E' bene infatti ricordare che, oltre allo scandalo FBI contro i cattolici, Biden aveva tentato di istituire un 'Ministero della Verità' di ispirazione orwelliana (alias, il "Consiglio di governo della disinformazione"); Biden è riuscito in parte invece a finanziare il Global Disinformation Index (GDI) per screditare i media conservatori e ora l'ultima vergogna del DHS dell'amministrazione Biden che distribuisce milioni di dollari per colpire i conservatori ed educare allo spionaggio politico le giovani generazioni, mettendo anche i terroristi di Antifa in cattedra invece di metterli in galera.<br />È ora che Mayorkas , capo del Dipartimento della Sicurezza Interna, e Wray, capo dell'FBI, se ne vadano con tutti i responsabili del comportamento criminale messo in campo in questi anni di Amministrazione Biden. Quel Biden che da un biennio si permette di dar pagelle di democraticità a capi di Stato e Governo ed invitarli alla sua iniziativa globalista per la democrazia, contemporaneamente nel suo paese si dedica alla persecuzione del dissenso politico, religioso e civile. Non ci possono essere più dubbi, tutti i documenti, le testimonianze e le indagini parlamentari e giornalistiche confermano che Biden ed i Dems hanno scambiato la democrazia Usa con i regimi e pratiche della Germania Est e della Corea del Nord.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/54045995</guid><pubDate>Wed, 31 May 2023 10:05:33 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/54045995/per_biden_i_suoi_avversari_politici_sono_dei_terroristi_da_fermare_ad_ogni_costo.mp3" length="8489631" type="audio/mpeg"/><itunes:author>BastaBugie</itunes:author><itunes:subtitle>VIDEO: Descrizione in minuscolo ➜ https://rumble.com/v2pans6-come-donald-trump-ha-bonificato-la-palude-dei-poteri-forti-di-washington.html

TESTO DELL'ARTICOLO ➜ https://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7427

PER BIDEN I SUOI AVVERSARI POLITICI...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[VIDEO: Descrizione in minuscolo ➜ <a href="https://rumble.com/v2pans6-come-donald-trump-ha-bonificato-la-palude-dei-poteri-forti-di-washington.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://rumble.com/v2pans6-come-donald-trump-ha-bonificato-la-palude-dei-poteri-forti-di-washington.html</a><br /><br />TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="https://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7427" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7427</a><br /><br />PER BIDEN I SUOI AVVERSARI POLITICI SONO DEI TERRORISTI DA FERMARE AD OGNI COSTO<br />Il presidente USA ha utilizzato milioni di fondi federali per distruggere la reputazione di importanti organizzazioni cristiane, di diversi gruppi di politica pubblica conservatori, di semplici prolife (VIDEO: Trump ha distrutto l'establishment e vola nei sondaggi)<br />di Luca Volontè<br />Una bomba di informazioni appena scoperte rivela che, dopo lo scandalo che abbiamo descritto su La Bussola e che ha per oggetto le forme di controllo, dissuasione e spionaggio nei confronti dei cattolici e conservatori americani, l'amministrazione Biden, attraverso il Dipartimento alla Sicurezza Interna DHS, ha utilizzato diverse decine di milioni di fondi federali per condurre una guerra vera e distruggere la reputazione di importanti organizzazioni cristiane, di diversi gruppi di politica pubblica conservatori, di un'importante rete televisiva via cavo e persino del Comitato nazionale repubblicano.<br />Grazie alla documentazione raccolta dal Media Research Center (Mrc), il report pubblicato lo scorso 25 maggio dimostra come il Dipartimento della Sicurezza Nazionale (DHS), da tempo nel mirino di conservatori e Repubblicani per le sue iniziative spesso persecutorie nei confronti dei 'dissidenti politici', abbia speso almeno 40 milioni di dollari dei contribuenti, sottraendoli ai programmi antiterrorismo, destinandoli a un'operazione nota come 'Targeted Violence &amp; Terrorism Prevention Grant Program' (TVTP), che di fatto è servita a colpire, controllare, delegittimare, spiare e intimorire buona parte del mondo conservatore e cristiano degli Usa. Originariamente concepito per colpire i terroristi e le bande violente, sotto l'amministrazione Biden il programma ha inserito il Centro per la prevenzione, i programmi e i partenariati (CP3) del Dipartimento della Sicurezza Nazionale, includendo e privilegiando così finalità politiche nelle sue indagini.<br />UN'OPERAZIONE MASCHERATA<br />In una nota interna ottenuta in esclusiva da MRC Free Speech America, lo stesso segretario del DHS Alejandro Mayorkas definisce il programma una "alta priorità". Le 80 organizzazioni che compongono la rete TVTP ricevono sovvenzioni tra gli 85mila e gli 1,9 milioni di dollari e partecipano a seminari di formazione sponsorizzati dal DHS, finalizzati a soffocare e reprimere quei 'punti di vista' che l'amministrazione definisce eufemisticamente come minacce di livello terroristico, ossia quelle degli oppositori politici e/o culturali. Ad esempio, come riportano diversi quotidiani, in Ohio, l'Università di Dayton ha ricevuto una sovvenzione TVTP di 352.109 dollari per istituire 'Prevents-OH', un'operazione mascherata come uno sforzo per combattere "l'estremismo e l'odio della violenza domestica". Nella sua richiesta di finanziamento, Prevents-OH ha incluso un grafico intitolato La piramide della radicalizzazione dell'estrema destra, in cui identifica gli estremisti violenti, tra cui Christian Broadcasting Network, Heritage Foundation, Fox News, Turning Point USA, PragerU, National Rifle Association, Breitbart News, American Conservative Union Foundation e persino il Comitato nazionale repubblicano.<br />A dimostrazione della comune visione che i Dems hanno degli avversari, cioè chi dissente è un pericoloso terrorista da tacitare e sopprimere o delegittimare, il dottor Michael Loadenthal dell'Università di Cincinnati e componente di Antifa, ha presentato questo e altri grafici a un...]]></itunes:summary><itunes:duration>531</itunes:duration><itunes:keywords>biden,dems,fbi,fondipubblici,repubblicani</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/028f1e196d889bfaa9e6093d7742f74c.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Trump torna alla carica per difendere la vita</title><link>https://www.spreaker.com/episode/trump-torna-alla-carica-per-difendere-la-vita--53797490</link><description><![CDATA[VIDEO: Il processo farsa a Trump e la guerra in Ucraina ➜ <a href="https://mazzoninews.com/2023/04/26/byoblu-il-processo-a-trump-un-tentativo-di-bloccare-la-corsa-alla-casa-bianca/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://mazzoninews.com/2023/04/26/byoblu-il-processo-a-trump-un-tentativo-di-bloccare-la-corsa-alla-casa-bianca/</a><br /><br />TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="https://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7403" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7403</a><br /><br />TRUMP TORNA ALLA CARICA PER DIFENDERE LA VITA di Mauro Faverzani<br />Trump lo ha già detto a chiare lettere: in caso di rielezione, difenderà di nuovo i principi pro-life. E già la volta scorsa, da Presidente, ha dimostrato come alle parole, lui, faccia seguire i fatti. Inaffidabile sul fronte Lgbt, il tycoon sul grande tema della vita rappresenta invece una garanzia e non concede sconti.<br />Trump ha pubblicato un video, indirizzato ad un gruppo pro-family dell'Iowa, in cui promette di lottare di nuovo contro l'aborto: «Mi ergerò con orgoglio in difesa della vita innocente proprio come ho fatto per quattro anni, perché ogni bambino, nato e non nato, è un dono sacro di Dio», ha affermato, ricordando d'esser stato, tra l'altro, il primo e finora unico presidente americano ad aver partecipato all'imponente Marcia per la Vita di Washington. Non solo: ha bloccato i finanziamenti pubblici alle multinazionali dell'aborto; ha tutelato il principio di libertà religiosa nel caso delle Piccole Sorelle dei Poveri, oppostesi alla sottoscrizione di un'assicurazione sanitaria, che includesse trattamenti contraccettivi e abortivi; ha rivolto un forte monito alle Nazioni Unite, affinché nessuno osasse attaccare la sovranità delle nazioni impegnate nella tutela della vita. Indubbiamente un buon biglietto da visita, con cui presentarsi alle urne.<br />A questo i Democratici - Biden in testa - hanno invece replicato, opponendovi ancora una volta una cultura di morte. In Illinois, ad esempio, dove l'aborto è purtroppo consentito fino al momento della nascita e viene ancora finanziato con soldi pubblici, puntano all'approvazione di una legge, che potrebbe costringere alla chiusura tutti i centri pro-life, minacciandoli con la promessa di pesanti sanzioni - fino a 50 mila euro - con le accuse di «disinformazione» o «pratiche ingannevoli». Essendo nella stragrande maggioranza enti no profit, che vivono di offerte, sono privi dei mezzi necessari per far fronte ad un'eventuale condanna di questa entità. Ciò priverebbe, di conseguenza, le madri ed i loro bimbi in grembo dei servizi basilari forniti, anche di quelli di natura economica, non indifferenti. Secondo un'indagine del Charlotte Lozier Institute, tali centri hanno infatti contribuito dal 2016 ad oggi a salvare dall'aborto più di 800 mila piccoli, hanno servito circa 2 milioni di donne, fornito oltre 730 mila test di gravidanza, effettuato quasi mezzo milione di ecografie, donato del tutto gratuitamente 1,3 milioni di pannolini e più di 2 milioni di corredi per neonati. Da notare come, nonostante ciò, più volte i centri pro-life siano stati oggetto di gravi atti vandalici, di incendi intimidatori, oltre a subire pesanti attacchi mediatici e a campagne diffamatorie. Il fatto che, secondo il Dipartimento della Salute dell'Illinois, nel solo 2021 siano stati effettuati ben 46.243 aborti indica l'importanza dei volontari per la vita, pronti ad accogliere le donne a vario titolo in difficoltà e le loro piccole creature.<br />Il disegno di legge pro-choice, presentato dai Democratici, ha purtroppo già strappato il voto favorevole del Senato ed attende ora di essere esaminato dalla Commissione per la Salute della Camera.<br />Buone notizie, invece, dal Nord-Dakota, dove il Senato, a maggioranza repubblicana, ha approvato una nuova legge, che vieta tutti gli aborti dopo la sesta settimana di gravidanza, anche in caso di stupro o di incesto. La norma, già ratificata dal governatore Doug Burgum, è divenuta immediatamente applicativa. I membri del Congresso non han fatto mistero di aver voluto così lanciare un messaggio alla magistratura, affinché tenga conto del volere dei cittadini, impegnati a limitare l'aborto e non certo ad incentivarlo.<br />Sempre più evidenti emergono due aspetti nella vita politica statunitense: il primo è il fatto che l'aborto sia tornato ad essere un argomento al centro del dibattito istituzionale e addirittura un tema in chiave elettorale; il secondo è la divisione sempre più netta - pur con qualche eccezione - tra repubblicani pro-life e democratici pro-choice. Il voto per gli uni o per gli altri non decide più soltanto del futuro dell'America, bensì anche della vita di molti bimbi nel grembo delle loro madri.<br />Nota di BastaBugie: Stefano Magni nell'articolo seguente dal titolo "I sospetti su Biden e la complicità dei media" parla del documento dell'Fbi che rivela gli scandali dell'attuale presidente Biden.<br />Ecco l'articolo completo pubblicato su La Nuova Bussola Quotidiana l'8 maggio 2023:<br />Stati Uniti, alla Camera del Congresso, la Commissione di supervisione ha emesso un mandato di comparizione per l'Fbi, riguardo un documento che riguarderebbe un caso di corruzione di Joe Biden, il presidente in carica. Non si tratta dunque di cosa da poco. Il presidente, ben prima della sua campagna elettorale del 2020, avrebbe partecipato ai guadagni, anche illeciti, di suo figlio Hunter Biden. Uno "schema criminale" che avrebbe comportato uno scambio "soldi in cambio di decisioni politiche" quando era vicepresidente nell'amministrazione Obama.<br />L'esistenza di questo documento, su cui ora vuole indagare la Commissione congressuale, è stata rivelata da un "gola profonda", un informatore anonimo, una fonte interna all'Fbi. È già il secondo informatore anonimo che si fa avanti, con la Commissione a guida repubblicana, per rivelare qualcosa su Hunter Biden. Il primo informatore, in aprile, era una fonte interna all'Irs (l'agenzia delle entrate americana) ed aveva rivelato come l'agenzia non avesse voluto indagare sul figlio del futuro presidente per motivi politici. Adesso l'accusa di questo secondo informatore è ancora più pesante perché riguarderebbe lo stesso futuro presidente e il suo ruolo negli affari di famiglia in Paesi stranieri, quali Cina, Messico, Russia e Ucraina. Il documento che proverebbe come l'Fbi sappia di questi affari illeciti è il Fd-1023, un file creato nel giugno 2020 (in piena campagna elettorale presidenziale).<br />Secondo queste rivelazioni, Biden avrebbe guadagnato dagli affari di famiglia e avrebbe fatto pressioni, in qualità di vicepresidente della prima potenza mondiale, perché questi affari andassero bene. Ad esempio, c'è il sospetto che, quando Hunter Biden era nel consiglio di amministrazione dell'azienda ucraina di gas Burisma, il padre abbia influenzato la politica energetica americana in modo da sostenere l'industria del gas naturale ucraino.<br />Il primo impeachment a Trump, il famoso "Ukraine gate" è partito da una telefonata in cui l'allora presidente repubblicano chiedeva al neo-eletto omologo ucraino Volodymyr Zelensky di indagare proprio su Hunter Biden. Il sospetto (di Trump) era quello che Biden avesse ricattato l'Ucraina quando la magistratura di Kiev aveva iniziato a indagare su Hunter Biden: se avessero indagato su suo figlio, avrebbe sospeso gli aiuti militari. Ma a finire sotto impeachment è stato Trump. In un curioso caso di ribaltamento delle responsabilità, è Trump che è stato accusato di aver ricattato il governo ucraino, per aver chiesto se il vicepresidente del suo predecessore l'avesse ricattato.<br />L'aspetto più curioso di tutta questa vicenda è l'atteggiamento dei media. I sospetti su Hunter Biden sono partiti da un caso mediatico: il ritrovamento di email compromettenti nel computer portatile, dimenticato da un tecnico dal figlio del futuro presidente. Il New York Post ha pubblicato uno scoop, un mese prima delle elezioni. La pagina del New York Post e quelle di tutti coloro che avevano rilanciato lo scoop (inclusa la Casa Bianca) sono state oscurate o sospese dai social network maggiori, soprattutto Twitter e Facebook. I Twitter files, svelati dal nuovo proprietario Elon Musk, confermano che si trattò di una scelta politica e deliberata. Solo un anno dopo, altri media, quali New York Times, Washington Post e Cbs, hanno confermato l'autenticità del contenuto di quel computer portatile del figlio dell'ormai presidente, troppo tardi per influenzare le elezioni, comunque.<br />Adesso che sta emergendo un documento ufficiale dell'Fbi in cui si confermano questi sospetti e viene coinvolto direttamente il presidente, i media che fanno? Forniscono alla Casa Bianca gli argomenti per la difesa. Come riporta il New York Post, il primo ad aver scoperchiato questa pentola, il portavoce della Casa Bianca Ian Sams, «ha citato il resoconto di Politico secondo cui l'accusa "è destinata a scatenare una feroce reazione e scetticismo" e ha notato che la CNN l'ha definita un'"accusa non verificata". Sams avrebbe potuto notare che altri, in particolare il New York Times, non si sono degnati neppure di dare la notizia del mandato di comparizione». Lo stesso New York Post fa notare quanto diverso fosse l'atteggiamento ai tempi dello scandalo Watergate, quando occorse appena un anno, dall'inizio dell'indagine, per portare alle dimissioni del presidente in carica Richard Nixon.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/53797490</guid><pubDate>Wed, 10 May 2023 15:25:49 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/53797490/trump_torna_alla_carica_per_difendere_la_vita.mp3" length="11026076" type="audio/mpeg"/><itunes:author>BastaBugie</itunes:author><itunes:subtitle>VIDEO: Il processo farsa a Trump e la guerra in Ucraina ➜ https://mazzoninews.com/2023/04/26/byoblu-il-processo-a-trump-un-tentativo-di-bloccare-la-corsa-alla-casa-bianca/

TESTO DELL'ARTICOLO ➜ https://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7403

TRUMP...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[VIDEO: Il processo farsa a Trump e la guerra in Ucraina ➜ <a href="https://mazzoninews.com/2023/04/26/byoblu-il-processo-a-trump-un-tentativo-di-bloccare-la-corsa-alla-casa-bianca/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://mazzoninews.com/2023/04/26/byoblu-il-processo-a-trump-un-tentativo-di-bloccare-la-corsa-alla-casa-bianca/</a><br /><br />TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="https://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7403" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7403</a><br /><br />TRUMP TORNA ALLA CARICA PER DIFENDERE LA VITA di Mauro Faverzani<br />Trump lo ha già detto a chiare lettere: in caso di rielezione, difenderà di nuovo i principi pro-life. E già la volta scorsa, da Presidente, ha dimostrato come alle parole, lui, faccia seguire i fatti. Inaffidabile sul fronte Lgbt, il tycoon sul grande tema della vita rappresenta invece una garanzia e non concede sconti.<br />Trump ha pubblicato un video, indirizzato ad un gruppo pro-family dell'Iowa, in cui promette di lottare di nuovo contro l'aborto: «Mi ergerò con orgoglio in difesa della vita innocente proprio come ho fatto per quattro anni, perché ogni bambino, nato e non nato, è un dono sacro di Dio», ha affermato, ricordando d'esser stato, tra l'altro, il primo e finora unico presidente americano ad aver partecipato all'imponente Marcia per la Vita di Washington. Non solo: ha bloccato i finanziamenti pubblici alle multinazionali dell'aborto; ha tutelato il principio di libertà religiosa nel caso delle Piccole Sorelle dei Poveri, oppostesi alla sottoscrizione di un'assicurazione sanitaria, che includesse trattamenti contraccettivi e abortivi; ha rivolto un forte monito alle Nazioni Unite, affinché nessuno osasse attaccare la sovranità delle nazioni impegnate nella tutela della vita. Indubbiamente un buon biglietto da visita, con cui presentarsi alle urne.<br />A questo i Democratici - Biden in testa - hanno invece replicato, opponendovi ancora una volta una cultura di morte. In Illinois, ad esempio, dove l'aborto è purtroppo consentito fino al momento della nascita e viene ancora finanziato con soldi pubblici, puntano all'approvazione di una legge, che potrebbe costringere alla chiusura tutti i centri pro-life, minacciandoli con la promessa di pesanti sanzioni - fino a 50 mila euro - con le accuse di «disinformazione» o «pratiche ingannevoli». Essendo nella stragrande maggioranza enti no profit, che vivono di offerte, sono privi dei mezzi necessari per far fronte ad un'eventuale condanna di questa entità. Ciò priverebbe, di conseguenza, le madri ed i loro bimbi in grembo dei servizi basilari forniti, anche di quelli di natura economica, non indifferenti. Secondo un'indagine del Charlotte Lozier Institute, tali centri hanno infatti contribuito dal 2016 ad oggi a salvare dall'aborto più di 800 mila piccoli, hanno servito circa 2 milioni di donne, fornito oltre 730 mila test di gravidanza, effettuato quasi mezzo milione di ecografie, donato del tutto gratuitamente 1,3 milioni di pannolini e più di 2 milioni di corredi per neonati. Da notare come, nonostante ciò, più volte i centri pro-life siano stati oggetto di gravi atti vandalici, di incendi intimidatori, oltre a subire pesanti attacchi mediatici e a campagne diffamatorie. Il fatto che, secondo il Dipartimento della Salute dell'Illinois, nel solo 2021 siano stati effettuati ben 46.243 aborti indica l'importanza dei volontari per la vita, pronti ad accogliere le donne a vario titolo in difficoltà e le loro piccole creature.<br />Il disegno di legge pro-choice, presentato dai Democratici, ha purtroppo già strappato il voto favorevole del Senato ed attende ora di essere esaminato dalla Commissione per la Salute della Camera.<br />Buone notizie, invece, dal Nord-Dakota, dove il Senato, a maggioranza repubblicana, ha approvato una nuova legge, che vieta tutti gli aborti dopo la sesta settimana di gravidanza, anche in caso di stupro o di incesto. La norma, già ratificata...]]></itunes:summary><itunes:duration>690</itunes:duration><itunes:keywords>dem,elonmusk,profamily,trump,ukrainegate</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/c5331b1c3d37c4dfb7cb2a9dfc4d7fe7.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Licenziamento shock di Tucker Carlson da Fox News</title><link>https://www.spreaker.com/episode/licenziamento-shock-di-tucker-carlson-da-fox-news--53729295</link><description><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜<a href="https://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7401" target="_blank" rel="noreferrer noopener"> https://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7401</a><br /><br />LICENZIAMENTO-SHOCK DI TUCKER CARLSON di Valerio Pece<br />«Quando ero a Fox News, mi è stato detto di non usare la parola "Dio" in onda. Hanno contato quante volte ho disobbedito. Non so se il discorso di Tucker Carlson su Dio e la preghiera sia stata l'ultima goccia, ma ho la sensazione che abbia infastidito profondamente Rupert Murdoch». Le parole di Glenn Beck - commentatore politico, conduttore radiofonico e produttore televisivo - aiutano a far luce sul divorzio più rumoroso dell'anno, quello tra Fox News e il giornalista Tucker Carlson. A sei giorni dai fatti, senza che nessuno degli attori abbia pronunciato una parola ufficiale sul perché del licenziamento, si fa strada una pista scioccante: a innervosire il magnate Murdoch, padrone della Fox, sarebbe stato il discorso "religioso" tenuto da Carlson per il 50° anniversario della Heritage Foundation, importante think tank conservatore. Si è trattato di 34 minuti di fuoco, improntati sul concetto di bene e di male, un discorso in cui politica e teologia si sono fusi.<br />Dopo aver tuonato, pur senza perdere il suo proverbiale humor, contro la «mentalità da gregge» in cui molti sono caduti durante l'era «George Floyd e Covid»; dopo aver detto che le persone comuni non sono ancora «abituate a obiettare contro le idee su cui sono in disaccordo», il popolare conduttore si è rammaricato di non aver pregato di più. Mettendo a nudo la sua attività di giornalista d'inchiesta ha confessato: «Dovremmo smetterla di impegnarci in questi dibattiti totalmente menzogneri [...], come se si potesse vincere solo raccogliendo più fatti. Ho provato e non funziona. Forse varrebbe la pena prenderci tutti solo 10 minuti al giorno per dire una preghiera per il futuro. Dico sul serio, spero che lo farete».<br />Carlson spiega l'indispensabilità della preghiera nel contesto americano in un passaggio-chiave del suo discorso: «Se ci sono persone che dicono: "Ho un'idea, castriamo la prossima generazione, mutiliamo sessualmente i bambini", mi dispiace ma questo non è un dibattito politico, non ha niente a che fare con la politica [...]. Quando il segretario al Tesoro si alza e dice: "Sapete cosa potete fare per aiutare l'economia? Abortire". Beh, in realtà è come un principio azteco. Qual è lo scopo del sacrificio di bambini? Non c'è nessun obiettivo politico legato a questo. Semmai è qualcosa che ha a che fare con la teologia».<br />CARLSON CITA LA LETTERA DI PAOLO AI GALATI<br />Secondo il corrispondente di Vanity Fair America Gabriel Sherman, che ha ricevuto le confessioni di un interno della Fox Corporation vicinissimo a Murdoch, sono stati i toni paolini utilizzati da Carlson nella serata all'Heritage Foundation a mandare fuori di testa il magnate televisivo. Il conduttore, che ha scherzato sul suo essere episcopaliano («Mi rivolgo a voi dalla posizione teologica più umile e bassa possibile. Sono letteralmente un episcopaliano»), ha ripreso il quinto capitolo della lettera ai Galati, distinguendo i frutti della luce da quelli della carne. Per Carlson guardare al Governo federale come a quell'entità che «decide di perseguire la distruzione fine a se stessa» è «nient'altro che una visione ampiamente condivisa del bene e del male, non un'idea necessariamente cristiana».<br />E il perché è presto detto: «Il bene è caratterizzato da ordine, calma, tranquillità, pace, dall'assenza di conflitto, purezza [...]. Il male è caratterizzato dai loro opposti: violenza, odio, disordine, divisione, disorganizzazione, impurità. Quindi, se sei d'accordo con chi realizza quest'ultimo tipo di risultati, ciò che davvero sostieni è il male». Insistendo infine sulla dimensione trascendente del problema, Carlson ha aggiunto: «Non sto certo appoggiando il Partito Repubblicano, non sto affatto facendo un discorso di parte. Sto solo notando ciò che è super ovvio [...] Siamo di fronte e manifestazioni di una forza più grande che agisce su di noi. È così lampante».<br />LA GIOIA ISTERICA DELLA SINISTRA<br />Non sorprende che dalle parti della sinistra woke si sia festeggiato con entusiasmo il licenziamento del più irriducibile dei nemici. Chiedendo l'aiuto del pubblico in studio, Ana Navarro (che insieme a Whoopi Goldberg conduttrice del salotto televisivo The View), si è lanciata in un'irridente quanto sguaiata versione di "Na Hey Hey Kiss Him Goodbye", vecchio successo degli Steam. Poco prima Sunny Hostin, ospite fissa dello stesso salotto, era arrivata a pronunciare queste parole: «Non credo che a nessuno piaccia celebrare la fine della carriera di qualcuno, ma lui è responsabile del degrado che vediamo in questo Paese». Neanche i politici di professione sono riusciti a mascherare la loro gioia. «Non stupisce che l'ineffabile Alexandra Ocasio-Cortez», scrive Bonifacio Castellane su La Verità, «abbia commesso l'ennesima gaffe dichiarando, nel Paese del Primo emendamento, come sia giusto e come ottenga ottimi risultati "il lavoro di boicottaggio" adottato nei confronti di un giornalista per il quale "non poteva succedere cosa migliore" che il suo licenziamento».<br />La stampa italiana, per spiegare una delle defenestrazioni più strane e impopolari della storia della tv, si è rifugiata nelle tesi più ovvie e difendibili. Che però non reggono. La causa dell'improvviso divorzio lavorativo non sarebbe da rintracciare nell'affare Dominion Voting System e nella multa di 787,5 milioni di dollari che Fox News ha dovuto pagare all'azienda informatica a conclusione di un processo per diffamazione. Ci sono infatti molti giornalisti di Fox News che ben più di Carlson hanno cavalcato la tesi per cui la Dominion avrebbe truccato il voto delle elezioni presidenziali (favorendo Biden), si dà il caso però che questi siano tutti ancora saldamente al lavoro. Con il licenziamento non c'entrano nemmeno le rogne legali relative alle accuse di sessismo lanciate al conduttore dalla giornalista Abby Grossberg: giorni fa gli avvocati della donna hanno dovuto ammettere che Tucker Carlson non ha mai incontrato fisicamente la collega. Rimane dunque la pista della cristianofobia, che si avvale anche di un aneddoto molto significativo avvenuto ad aprile (e rimbalzato sul laicissimo Guardian).<br />È sempre il corrispondente di Vanity Fair America (altro giornale non certo conservatore) a riportare ciò che gli avrebbe riferito la gola profonda di Fox Corp: «Rupert Murdoch era innervosito dal messianismo di Carlson perché richiamava la visione del mondo [...] della sua ex promessa sposa Ann Lesley Smith». Murdoch e Smith, di 30 anni più giovane e fervente evangelica, si sarebbero lasciati a un passo dalle nozze proprio per ragioni religiose. Quando, a fine marzo, il 92enne Murdoch aveva invitato Tucker Carlson a cena nella sua elegantissima tenuta di Bel Air, non aveva potuto fare a meno di notare come la sua fidanzata discutesse appassionatamente di spiritualità con il conduttore, tanto che, Bibbia alla mano, durante la cena Ann Lensley Smith aveva letto e commentato con Carlson alcuni passaggi del libro dell'Esodo.<br />RECORD DI VISUALIZZAZIONI SU TWITTER<br />«Rupert si è seduto e li ha fissati», ha rivelato la fonte a Sherman, tanto che «pochi giorni dopo la cena, Murdoch e Smith hanno annullato il matrimonio già fissato». Tutti i giornali italiani hanno dato la notizia (che oggi può essere letta come il vero motivo del licenziamento di Carlson); il Corriere della Sera, per esempio, in un articolo del 5 aprile a firma di Paolo Foschi, titolava: «Rupert Murdoch e Ann Lesley Smith, l'amore è già finito. Annullato il matrimonio: "C'entra la religione"». «Licenziando Carlson», ha concluso Gabriel Sherman, «Murdoch stava anche cancellando lo spettacolo preferito della sua ex».<br />Intanto, con la sua prima dichiarazione dopo il suo allontanamento dalla rete, l'ex conduttore di Fox News ha già infranto un record: un suo video postato su Twitter, della durata di poco più di due minuti, ha raggiunto quasi 22 milioni di visualizzazioni. Cioè oltre 7 volte di più dei 3 milioni di spettatori che mediamente si sarebbero sintonizzati su "Tucker Carlson Tonight", lo spazio televisivo delle ore 20 dal quale il 53enne conduttore californiano è stato improvvisamente allontanato. Nel video - il cui enorme seguito sottolinea quanto il pubblico sia disposto a seguire le sue inchieste su qualsiasi piattaforma - Carlson si è concentrato sulle sue personali sensazioni «una volta usciti dal rumore per qualche giorno». Lanciando un guanto di sfida alla totalità dei mainstream media, il conduttore ha affermato che «i grandi temi, quelli che definiranno il nostro futuro, non vengono praticamente discussi [...], dibattiti del genere non sono ammessi dai media americani», tanto che «gli Stati Uniti improvvisamente somigliano molto a uno Stato a partito unico». Ma per il popolare conduttore tutto ciò non è destinato a durare: «Le nostre attuali ortodossie non dureranno [...], i responsabili lo sanno, per questo sono isterici e aggressivi. Hanno paura».]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/53729295</guid><pubDate>Wed, 03 May 2023 14:53:38 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/53729295/licenziamento_shock_di_tucker_carlson_da_fox_news.mp3" length="9605999" type="audio/mpeg"/><itunes:author>BastaBugie</itunes:author><itunes:subtitle>TESTO DELL'ARTICOLO ➜https://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7401

LICENZIAMENTO-SHOCK DI TUCKER CARLSON di Valerio Pece
«Quando ero a Fox News, mi è stato detto di non usare la parola "Dio" in onda. Hanno contato quante volte ho disobbedito. Non...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜<a href="https://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7401" target="_blank" rel="noreferrer noopener"> https://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7401</a><br /><br />LICENZIAMENTO-SHOCK DI TUCKER CARLSON di Valerio Pece<br />«Quando ero a Fox News, mi è stato detto di non usare la parola "Dio" in onda. Hanno contato quante volte ho disobbedito. Non so se il discorso di Tucker Carlson su Dio e la preghiera sia stata l'ultima goccia, ma ho la sensazione che abbia infastidito profondamente Rupert Murdoch». Le parole di Glenn Beck - commentatore politico, conduttore radiofonico e produttore televisivo - aiutano a far luce sul divorzio più rumoroso dell'anno, quello tra Fox News e il giornalista Tucker Carlson. A sei giorni dai fatti, senza che nessuno degli attori abbia pronunciato una parola ufficiale sul perché del licenziamento, si fa strada una pista scioccante: a innervosire il magnate Murdoch, padrone della Fox, sarebbe stato il discorso "religioso" tenuto da Carlson per il 50° anniversario della Heritage Foundation, importante think tank conservatore. Si è trattato di 34 minuti di fuoco, improntati sul concetto di bene e di male, un discorso in cui politica e teologia si sono fusi.<br />Dopo aver tuonato, pur senza perdere il suo proverbiale humor, contro la «mentalità da gregge» in cui molti sono caduti durante l'era «George Floyd e Covid»; dopo aver detto che le persone comuni non sono ancora «abituate a obiettare contro le idee su cui sono in disaccordo», il popolare conduttore si è rammaricato di non aver pregato di più. Mettendo a nudo la sua attività di giornalista d'inchiesta ha confessato: «Dovremmo smetterla di impegnarci in questi dibattiti totalmente menzogneri [...], come se si potesse vincere solo raccogliendo più fatti. Ho provato e non funziona. Forse varrebbe la pena prenderci tutti solo 10 minuti al giorno per dire una preghiera per il futuro. Dico sul serio, spero che lo farete».<br />Carlson spiega l'indispensabilità della preghiera nel contesto americano in un passaggio-chiave del suo discorso: «Se ci sono persone che dicono: "Ho un'idea, castriamo la prossima generazione, mutiliamo sessualmente i bambini", mi dispiace ma questo non è un dibattito politico, non ha niente a che fare con la politica [...]. Quando il segretario al Tesoro si alza e dice: "Sapete cosa potete fare per aiutare l'economia? Abortire". Beh, in realtà è come un principio azteco. Qual è lo scopo del sacrificio di bambini? Non c'è nessun obiettivo politico legato a questo. Semmai è qualcosa che ha a che fare con la teologia».<br />CARLSON CITA LA LETTERA DI PAOLO AI GALATI<br />Secondo il corrispondente di Vanity Fair America Gabriel Sherman, che ha ricevuto le confessioni di un interno della Fox Corporation vicinissimo a Murdoch, sono stati i toni paolini utilizzati da Carlson nella serata all'Heritage Foundation a mandare fuori di testa il magnate televisivo. Il conduttore, che ha scherzato sul suo essere episcopaliano («Mi rivolgo a voi dalla posizione teologica più umile e bassa possibile. Sono letteralmente un episcopaliano»), ha ripreso il quinto capitolo della lettera ai Galati, distinguendo i frutti della luce da quelli della carne. Per Carlson guardare al Governo federale come a quell'entità che «decide di perseguire la distruzione fine a se stessa» è «nient'altro che una visione ampiamente condivisa del bene e del male, non un'idea necessariamente cristiana».<br />E il perché è presto detto: «Il bene è caratterizzato da ordine, calma, tranquillità, pace, dall'assenza di conflitto, purezza [...]. Il male è caratterizzato dai loro opposti: violenza, odio, disordine, divisione, disorganizzazione, impurità. Quindi, se sei d'accordo con chi realizza quest'ultimo tipo di risultati, ciò che davvero sostieni è il male». Insistendo infine sulla dimensione trascendente del problema, Carlson ha aggiunto: «Non sto certo appoggiando il Partito Repubblicano, non sto affatto facendo un discorso di parte. 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Il suo appello per una "separazione amichevole" ha suscitato molte discussioni sul triste stato dell'unità nazionale.<br />Sembra molto semplice. Esistono davvero differenze inconciliabili tra la sinistra e i conservatori su questioni come l'aborto procurato, il controllo delle armi, l'agenda LGBTQ+, l'immigrazione illegale e altre questioni scottanti. In effetti, gli americani non riescono a mettersi d'accordo nemmeno su stufe a gas, pronomi da impiegare e bagni separati. Piuttosto che impegnarsi in una guerra civile su chi ha ragione o torto, la deputata della Georgia suggerisce che gli Stati se ne vadano senza rancore.<br />La deputata Greene, che ha divorziato di recente, insiste persino sul fatto che il divorzio non riguarda "la fine della nostra unione", che è ciò che fa qualsiasi divorzio. La sua retorica incendiaria non fa che aumentare la confusione. Da un lato, chiede una separazione che assomiglia a una secessione in tutto e per tutto. Dall'altro, sostiene che le parti separate possono cooperare su questioni più tecniche, a patto che ognuna incontri l'altra dalla propria parte della barricata rossa e blu.<br />L'opzione della secessione è apparentemente popolare. Un sondaggio del 2021 di The Hill riporta un crescente sostegno alla secessione in tutti i gruppi partitici. Circa il 37% degli intervistati ha indicato una "volontà di secessione". Il 66% dei repubblicani del Sud è favorevole alla proposta.<br />Il Centro per la Politica dell'Università della Virginia ha condotto un sondaggio simile nel 2021, riscontrando sentimenti di separazione sia a destra che a sinistra. Circa il 52% degli elettori di Trump e il 41% degli elettori di Biden nelle elezioni del 2020 hanno risposto di essere "in qualche modo d'accordo" quando è stato chiesto loro se è giunto il momento di dividere il Paese in due. Trovano che l'Unione sia sempre più insopportabile.<br />Il rappresentante Taylor Greene si lamenta giustamente del fatto che molti americani sono "stanchi e stufi di essere maltrattati dalla sinistra, abusati dalla sinistra e non rispettati dalla sinistra". Tuttavia, un accordo nazionale sul divorzio non tiene conto di tre fattori importanti.<br />LASCIARSI I PROBLEMI ALLE SPALLE<br />Il primo fattore è che queste soluzioni non risolvono i problemi, ma cercano solo di sfuggirli. Inoltre, i problemi tendono solo ad accumularsi.<br />L'editorialista David Brooks cita il filosofo George Santayana (1862-1952) per dire che "gli americani non risolvono i problemi, se li lasciano alle spalle. Se c'è un'idea che non gli piace, non si preoccupano di confutarla, parlano semplicemente di qualcos'altro e l'idea muore per disattenzione. Se una situazione li infastidisce, la lasciano nel passato".<br />L'appello della deputata repubblicana Taylor Greene per un divorzio nazionale ha qualcosa a che fare con questo allontanamento dai problemi nella speranza che così scompaiano. È la promessa ottimistica di tutti i divorzi: nella prossima situazione o con il prossimo partner non ci saranno più problemi. Come in un lieto fine hollywoodiano, tutto andrà bene dall'altra parte della barricata.<br />Raramente le cose vanno come nei film. Infatti, le forze implacabili che guidano la cultura da entrambi i lati della barricata non permettono più questa fuga. Se c’è un elemento che caratterizza la guerra culturale è l'ostinato rifiuto delle idee di morire o di essere lasciate nel passato. Queste forze culturali aggressive continueranno a esistere e ad agire indipendentemente dal luogo in cui si vive. Il risultato più probabile del divorzio nazionale sarà un successivo divorzio nazionale.<br />Il secondo problema è l'inestricabilità. La semplice divisione dell'America in Stati rossi e blu non risolverà le differenze inconciliabili. I partigiani delle posizioni rosse e blu sono terribilmente mescolati. Mentre il Texas è passato in rosso-repubblicano alle ultime elezioni presidenziali, le sue principali città sono enormi enclave blu-democratico. L'esistenza di minoranze contrarie ma significative in tutti gli Stati continuerà a produrre ulteriori rotture su scala sempre più locale. Il divorzio potrebbe in seguito espandersi fino a comprendere contee rosse e blu che si separano dal loro Stato, città che si separano dalla loro contea, quartieri che si separano dalla loro città o persino famiglie che si separano dal loro quartiere.<br />Come nella parabola evangelica del grano e della gramigna mescolati nel campo, le aree rosse e blu si trovano insieme ovunque. Un divorzio nazionale non risolverebbe la situazione delle macchie viola (risultanti della mescolanza rosso-blu) che popolano la mappa. Non seguire il saggio consiglio evangelico di Nostro Signore avrà come esito quello di sradicare tutto, portando l’insieme alla rovina.<br />Questo divorzio potrebbe rappresentare non una scissione in due parti quasi uguali, ma una spaccatura dell'America in migliaia di frammenti indipendenti, dove ognuno si allontana e decide come vivere al di fuori dell'unione. Questa disunione indebolisce la sicurezza della nazione, rendendo l'America vulnerabile e invitando all'attacco i suoi nemici.<br />AFFRONTARE LE CAUSE<br />Tuttavia, il motivo più importante per cui la secessione non è la risposta, è che essa non affronta la causa morale di questa crisi. L'America è divisa perché ha adottato costumi immorali, permissivi e peccaminosi che hanno conseguenze distruttive ovunque.<br />I secessionisti trattano queste dispute come se fossero semplici differenze di opinione. Alcuni pensano che sia giusto fare quello che vogliono, anche se questo distrugge la fibra morale della nazione e la rende un posto insopportabile in cui vivere. Altri scelgono di vivere una vita più ordinata che porti a una maggiore felicità personale.<br />L'atteggiamento egoistico della secessione nega la dimensione morale della vita. Non si desidera ciò che è meglio per la nazione, ma solo ciò che facilita il proprio interesse personale. Non ci si preoccupa di aiutare gli americani che hanno preso la strada sbagliata. Anzi, il deputato Taylor Greene ritiene che la sinistra dovrebbe "vivere nella sua sporcizia che ha creato senza di noi, così potrà rendersi conto dell'errore della strada intrapresa".<br />La soluzione consiste nell'esaminare le cause della decadenza che infetta entrambi i lati con intensità e velocità diverse. Dividere la nazione tra partigiani di due stadi in decadenza non servirà a nulla, poiché i processi di decadenza continueranno per tutti e non potranno che peggiorare con il tempo.<br />Le cause della decadenza sono semplici e riconoscibili. Si trovano ovunque. Gli americani sono divisi e decadenti perché hanno perso la bussola morale che definisce il bene e il male. Le famiglie sono distrutte perché le passioni sfrenate hanno creato una società ipersessualizzata. Le persone non trovano un senso e uno scopo nella vita perché hanno perso la loro fede e hanno rifiutato la legge di Dio.<br />La secessione non risolve nessuno di questi problemi. Accelererà soltanto i processi di decadenza morale e di distruzione nazionale. Solo l'ardua lotta per un ritorno a Dio e a un ordine morale fornirà a tutti gli americani la via d'uscita dalla crisi attuale.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/53574774</guid><pubDate>Tue, 18 Apr 2023 21:15:05 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/53574774/dividere_in_due_l_america_per_evitare_la_guerra_civile.mp3" length="9022797" type="audio/mpeg"/><itunes:author>BastaBugie</itunes:author><itunes:subtitle>TESTO DELL'ARTICOLO ➜ https://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7382

DIVIDERE IN DUE L'AMERICA PER EVITARE LA GUERRA CIVILE? di John Horvat
La deputata repubblicana Marjorie Taylor Greene chiede un "divorzio nazionale" tra gli Stati rossi (a guida...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="https://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7382" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7382</a><br /><br />DIVIDERE IN DUE L'AMERICA PER EVITARE LA GUERRA CIVILE? di John Horvat<br />La deputata repubblicana Marjorie Taylor Greene chiede un "divorzio nazionale" tra gli Stati rossi (a guida repubblicana) e quelli blu (a guida democratica) in dichiarazioni ripetute tre volte. Il suo appello per una "separazione amichevole" ha suscitato molte discussioni sul triste stato dell'unità nazionale.<br />Sembra molto semplice. Esistono davvero differenze inconciliabili tra la sinistra e i conservatori su questioni come l'aborto procurato, il controllo delle armi, l'agenda LGBTQ+, l'immigrazione illegale e altre questioni scottanti. In effetti, gli americani non riescono a mettersi d'accordo nemmeno su stufe a gas, pronomi da impiegare e bagni separati. Piuttosto che impegnarsi in una guerra civile su chi ha ragione o torto, la deputata della Georgia suggerisce che gli Stati se ne vadano senza rancore.<br />La deputata Greene, che ha divorziato di recente, insiste persino sul fatto che il divorzio non riguarda "la fine della nostra unione", che è ciò che fa qualsiasi divorzio. La sua retorica incendiaria non fa che aumentare la confusione. Da un lato, chiede una separazione che assomiglia a una secessione in tutto e per tutto. Dall'altro, sostiene che le parti separate possono cooperare su questioni più tecniche, a patto che ognuna incontri l'altra dalla propria parte della barricata rossa e blu.<br />L'opzione della secessione è apparentemente popolare. Un sondaggio del 2021 di The Hill riporta un crescente sostegno alla secessione in tutti i gruppi partitici. Circa il 37% degli intervistati ha indicato una "volontà di secessione". Il 66% dei repubblicani del Sud è favorevole alla proposta.<br />Il Centro per la Politica dell'Università della Virginia ha condotto un sondaggio simile nel 2021, riscontrando sentimenti di separazione sia a destra che a sinistra. Circa il 52% degli elettori di Trump e il 41% degli elettori di Biden nelle elezioni del 2020 hanno risposto di essere "in qualche modo d'accordo" quando è stato chiesto loro se è giunto il momento di dividere il Paese in due. Trovano che l'Unione sia sempre più insopportabile.<br />Il rappresentante Taylor Greene si lamenta giustamente del fatto che molti americani sono "stanchi e stufi di essere maltrattati dalla sinistra, abusati dalla sinistra e non rispettati dalla sinistra". Tuttavia, un accordo nazionale sul divorzio non tiene conto di tre fattori importanti.<br />LASCIARSI I PROBLEMI ALLE SPALLE<br />Il primo fattore è che queste soluzioni non risolvono i problemi, ma cercano solo di sfuggirli. Inoltre, i problemi tendono solo ad accumularsi.<br />L'editorialista David Brooks cita il filosofo George Santayana (1862-1952) per dire che "gli americani non risolvono i problemi, se li lasciano alle spalle. Se c'è un'idea che non gli piace, non si preoccupano di confutarla, parlano semplicemente di qualcos'altro e l'idea muore per disattenzione. Se una situazione li infastidisce, la lasciano nel passato".<br />L'appello della deputata repubblicana Taylor Greene per un divorzio nazionale ha qualcosa a che fare con questo allontanamento dai problemi nella speranza che così scompaiano. È la promessa ottimistica di tutti i divorzi: nella prossima situazione o con il prossimo partner non ci saranno più problemi. Come in un lieto fine hollywoodiano, tutto andrà bene dall'altra parte della barricata.<br />Raramente le cose vanno come nei film. Infatti, le forze implacabili che guidano la cultura da entrambi i lati della barricata non permettono più questa fuga. Se c’è un elemento che caratterizza la guerra culturale è l'ostinato rifiuto delle idee di morire o di essere lasciate nel passato. Queste forze culturali aggressive continueranno a esistere e ad agire indipendentemente dal luogo in cui si vive....]]></itunes:summary><itunes:duration>564</itunes:duration><itunes:keywords>costumipeccaminosi,dimensionemorale,divorzio,minoranze,scissione</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/d4fe13e596c98fe98e5c21d13a2a8e8f.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Trump a processo, vola nei sondaggi</title><link>https://www.spreaker.com/episode/trump-a-processo-vola-nei-sondaggi--53454413</link><description><![CDATA[VIDEO: Trump e la fine della Prima Repubblica ➜ https://mazzoninews.com/2023/04/04/trump-e-la-fine-della-prima-repubblica-parte-1-mn-207/<br /><br />TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6534" target="_blank" rel="noreferrer noopener">www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7368</a><br /><br />TRUMP A PROCESSO, VOLA NEI SONDAGGI di Stefano Magni<br />Due martedì dopo il previsto, il 4 aprile l'ex presidente degli Stati Uniti Donald Trump è comparso di fronte a un giudice, al tribunale di Manhattan, New York. Ha ascoltato i capi d'accusa, gli sono state prese le impronte. Non è stato arrestato, come si diceva, né sono state usate le manette. La sera stessa è tornato in Florida, alla sua residenza di Mar-a-Lago, dove ha tenuto il suo primo comizio da candidato incriminato. Si tratta, come si è detto più volte, del primo caso in cui un ex presidente, poi ancora candidato, viene posto sotto processo. Trump si è dichiarato innocente.<br />In questo fine settimana si sono fatte diverse ipotesi sui 34 capi d'accusa. Una volta che questi sono stati letti all'imputato e pubblicati, non c'è stata alcuna sorpresa. Tutti riguardano il sospetto pagamento della pornostar Stormy Daniels e della modella Karen McDougal, effettuati dall'avvocato Michael Cohen, poi rimborsato dalla Trump Organization. La McDougal avrebbe ricevuto un pagamento indiretto da parte dell'editore del National Inquirer, alleato di Trump. Perché così tanti capi di accusa? Perché sono uno per ogni singola transazione sospetta. Ogni capo d'accusa recita: "con l'intento di frodare e di commettere un altro reato e di favorirne e occultarne la commissione, ha effettuato e fatto effettuare una falsa registrazione nei registri aziendali…" e segue la descrizione della posta contabile. Trump avrebbe camuffato il rimborso a Cohen come "spese legali".<br />ACCUSA FRAGILE<br />La falsa registrazione nei registri aziendali è un'infrazione, secondo la legge dello Stato di New York. Per diventare reato deve, appunto, esserci "l'intento di frodare e di commettere un altro reato e di favorirne e occultarne la commissione". L'altro reato sarebbe la frode elettorale, perché la Daniels e la McDougal sono state pagate per tacere, nell'ultimo mese della campagna elettorale presidenziale del 2016. Si presume, dunque, che, più che proteggere il matrimonio con Melania Trump, Donald abbia pensato di proteggere la sua reputazione di candidato alla guida degli Usa.<br />Non essendoci sorprese, si conferma quanto sia fragile l'accusa. Perché non sono viene contestato un reato minore, ma per dimostrare che sia reato deve essere a sua volta dimostrata l'intenzione di commetterlo. L'ex presidente potrebbe essere condannato fino a quattro anni, visto che è la prima condanna la pena sarà ridotta.<br />Se dal punto di vista giudiziario, il processo è poca cosa, politicamente parlando la giornata di ieri è stato un trionfo di immagine per Donald Trump. Il suo volo (con il Boeing privato) dalla Florida a New York è stato più seguito dai media rispetto ai suoi viaggi presidenziali. Ad attenderlo c'era un corteo di auto blindate dei servizi segreti: un ritorno, anche qui, ai tempi in cui era inquilino della Casa Bianca. Il corteo è giunto alla sede del tribunale, quando due ali di manifestanti stavano fronteggiandosi. Ad arringare la piazza per Trump, c'erano anche i deputati Marjorie Taylor Greene e George Santos. Dalla parte dei manifestanti contro Trump, donne vestite in nero con lo slogan "Noi crediamo a Stormy Daniels".<br />SONDAGGI A GONFIE VELE PER TRUMP<br />Può sembrare contro-intuitivo che una campagna elettorale guadagni da un'incriminazione. Ma finora con Trump ha funzionato così. La sua forza è nel dimostrare che sia in atto una persecuzione contro di lui. Il fatto che il procuratore distrettuale (la pubblica accusa) di Manhattan, Alvin Bragg, sia un democratico, un radicale, uno vicino a Black Lives Matter, dimostra la giustezza di questa narrazione. Lo dimostra il fatto che abbia voluto procedere all'incriminazione nonostante l'evidente debolezza del caso Daniels.<br />Prima di questa incriminazione, i due tentativi di impeachment (caso unico nella storia dei presidenti), di cui uno iniziato dopo la fine del suo mandato (altro caso unico) sono andati a vuoto. Così come non ha portato a nulla l'indagine sul Russiagate, sulla sua presunta collusione con i servizi russi. Ogni causa, ogni indagine, ora anche ogni processo che non dimostri la colpevolezza di Trump, è una freccia in più nella sua faretra, una dimostrazione in più che è vittima.<br />I sondaggi a un anno dalle elezioni lasciano il tempo che trovano, è vero. Ma se si votasse oggi, Trump prenderebbe quasi il 51% dei voti nelle primarie repubblicane, doppiando il suo potenziale avversario più forte, Ron DeSantis, secondo la media dei sondaggi di Real Clear Politics. In caso di vittoria alle primarie, in una sfida Trump-Biden, il candidato repubblicano batterebbe il presidente in carica di 3 punti. Quel che si nota maggiormente, in questi sondaggi, è che, dopo una flessione in gennaio, Trump riprende quota proprio dopo la notizia dell'incriminazione.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/53454413</guid><pubDate>Wed, 05 Apr 2023 17:46:28 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/53454413/trump_a_processo_vola_nei_sondaggi.mp3" length="5962649" type="audio/mpeg"/><itunes:author>BastaBugie</itunes:author><itunes:subtitle>VIDEO: Trump e la fine della Prima Repubblica ➜ https://mazzoninews.com/2023/04/04/trump-e-la-fine-della-prima-repubblica-parte-1-mn-207/

TESTO DELL'ARTICOLO ➜ http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6534

TRUMP A PROCESSO, VOLA NEI SONDAGGI di...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[VIDEO: Trump e la fine della Prima Repubblica ➜ https://mazzoninews.com/2023/04/04/trump-e-la-fine-della-prima-repubblica-parte-1-mn-207/<br /><br />TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6534" target="_blank" rel="noreferrer noopener">www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7368</a><br /><br />TRUMP A PROCESSO, VOLA NEI SONDAGGI di Stefano Magni<br />Due martedì dopo il previsto, il 4 aprile l'ex presidente degli Stati Uniti Donald Trump è comparso di fronte a un giudice, al tribunale di Manhattan, New York. Ha ascoltato i capi d'accusa, gli sono state prese le impronte. Non è stato arrestato, come si diceva, né sono state usate le manette. La sera stessa è tornato in Florida, alla sua residenza di Mar-a-Lago, dove ha tenuto il suo primo comizio da candidato incriminato. Si tratta, come si è detto più volte, del primo caso in cui un ex presidente, poi ancora candidato, viene posto sotto processo. Trump si è dichiarato innocente.<br />In questo fine settimana si sono fatte diverse ipotesi sui 34 capi d'accusa. Una volta che questi sono stati letti all'imputato e pubblicati, non c'è stata alcuna sorpresa. Tutti riguardano il sospetto pagamento della pornostar Stormy Daniels e della modella Karen McDougal, effettuati dall'avvocato Michael Cohen, poi rimborsato dalla Trump Organization. La McDougal avrebbe ricevuto un pagamento indiretto da parte dell'editore del National Inquirer, alleato di Trump. Perché così tanti capi di accusa? Perché sono uno per ogni singola transazione sospetta. Ogni capo d'accusa recita: "con l'intento di frodare e di commettere un altro reato e di favorirne e occultarne la commissione, ha effettuato e fatto effettuare una falsa registrazione nei registri aziendali…" e segue la descrizione della posta contabile. Trump avrebbe camuffato il rimborso a Cohen come "spese legali".<br />ACCUSA FRAGILE<br />La falsa registrazione nei registri aziendali è un'infrazione, secondo la legge dello Stato di New York. Per diventare reato deve, appunto, esserci "l'intento di frodare e di commettere un altro reato e di favorirne e occultarne la commissione". L'altro reato sarebbe la frode elettorale, perché la Daniels e la McDougal sono state pagate per tacere, nell'ultimo mese della campagna elettorale presidenziale del 2016. Si presume, dunque, che, più che proteggere il matrimonio con Melania Trump, Donald abbia pensato di proteggere la sua reputazione di candidato alla guida degli Usa.<br />Non essendoci sorprese, si conferma quanto sia fragile l'accusa. Perché non sono viene contestato un reato minore, ma per dimostrare che sia reato deve essere a sua volta dimostrata l'intenzione di commetterlo. L'ex presidente potrebbe essere condannato fino a quattro anni, visto che è la prima condanna la pena sarà ridotta.<br />Se dal punto di vista giudiziario, il processo è poca cosa, politicamente parlando la giornata di ieri è stato un trionfo di immagine per Donald Trump. Il suo volo (con il Boeing privato) dalla Florida a New York è stato più seguito dai media rispetto ai suoi viaggi presidenziali. Ad attenderlo c'era un corteo di auto blindate dei servizi segreti: un ritorno, anche qui, ai tempi in cui era inquilino della Casa Bianca. Il corteo è giunto alla sede del tribunale, quando due ali di manifestanti stavano fronteggiandosi. Ad arringare la piazza per Trump, c'erano anche i deputati Marjorie Taylor Greene e George Santos. Dalla parte dei manifestanti contro Trump, donne vestite in nero con lo slogan "Noi crediamo a Stormy Daniels".<br />SONDAGGI A GONFIE VELE PER TRUMP<br />Può sembrare contro-intuitivo che una campagna elettorale guadagni da un'incriminazione. Ma finora con Trump ha funzionato così. La sua forza è nel dimostrare che sia in atto una persecuzione contro di lui. Il fatto che il procuratore distrettuale (la pubblica accusa) di Manhattan, Alvin Bragg, sia un democratico, un radicale, uno vicino a Black Lives Matter, dimostra la giustezza di questa narrazione. 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Ed ora, dopo la decisione della Corte Suprema, che lo scorso anno negli Stati Uniti ha ribaltato la sentenza Roe vs. Wade, e dopo la conseguente decisione di molti Stati americani di ridurre drasticamente la facoltà d'uccidere bimbi in grembo, puntuale si è levata la voce di Jane Fonda, sempre sconcertante: l'irriducibile femminista filo-abortista ha dichiarato che i politici pro-life andrebbero «assassinati». Lo ha fatto nel corso del talk show «The View», spronata dalla conduttrice Joy Behar, che le ha chiesto cos'altro i pro-choice possano fare, oltre a marciare ed a protestare, per far sentire la propria voce: «Assassinare» è stata l'incredibile risposta di Jane Fonda, ribadita di fronte alla richiesta di ripetere quanto detto, giuntale da un'altra ospite della trasmissione, l'attrice Lely Tomlin. «Omicidio», ha ribadito. Poi la conduttrice ha "derubricato" il tutto, facendo passare l'assurda esternazione come una semplice battuta, un banalissimo scherzo, ma il triste siparietto non è stato per nulla gradito sui social, dove sono immediatamente piovute critiche e commenti assolutamente contrari. Secondo il conservatore Rogan O'Handley, ex-avvocato di Hollywood e commentatore, la dichiarazione di Jane Fonda, peraltro ripetuta per ben due volte, rappresenterebbe un «incitamento criminale alla violenza». La deputata Anna Paulina Luna, repubblicana, ha chiesto all'attrice ed alla trasmissione, che l'ha ospitata, una «pubblica ritrattazione». Dopo il clamore suscitato dalle sue parole, Jane Fonda, evidentemente fuori tempo massimo, ha rilasciato una dichiarazione a Fox News, avallando l'ipotesi dello «scherzo», davvero di pessimo gusto ed in ogni caso inaccettabile: «Il mio linguaggio del corpo ed il mio tono hanno reso chiaro come stessi usando un'iperbole». Evidentemente no, viste le numerose reazioni provocate.<br />Chi decisamente, nel corso di un'altra trasmissione, il Late Show con Stephen Colbert, non è ricorso ad iperboli è stato il vicepresidente degli Stati Uniti, Kamala Harris, democratica, che ha definito senza mezzi termini «disumane» e «irresponsabili» le leggi, mirate a limitare l'accesso all'aborto, precisando peraltro come, a suo giudizio, i bambini non nati non siano ancora esseri umani. Altro che fake news!<br />Non da meno, nel solito concerto di voci unilaterali, ha voluto essere l'Onu, che, in occasione della riunione della Commissione sullo Status delle Donne, ha dichiarato di sposare «inclusività» e «diversità» per tutti, tranne che per le organizzazioni pro-life e pro-family, le cui prospettive sarebbero «dannose e discriminatorie»: ferocemente anticattoliche sono state pertanto le dichiarazioni emerse contro l'osservatore della Santa Sede presso le Nazioni Unite, mentre la Chiesa è stata accusata di voler «minacciare i diritti umani» per il fatto di non volere il sacerdozio femminile o di ritenere i sessi complementari. Violentemente criticati dal solito coro progressista i pochissimi eventi a favore della vita che l'Onu ha consentito di organizzare.<br />Non poteva mancare in questo tristissimo coretto internazionale anche la voce della Commissione europea, che, certo, ha ribadito di non poter fare alcunché contro la condanna inflitta in Polonia a Justyna Wydrzynska, che tre anni fa ha aiutato un'altra donna ad abortire, dandole le proprie pillole. La Commissione ha precisato di non avere competenze in materia, spettando ai singoli Stati membri l'ambito legislativo in tema di aborto, però il portavoce della Commissione per la Giustizia europea, Christian Wigand, non si è esentato dall'assicurare comunque lo sforzo dell'Unione europea nel difendere i cosiddetti "diritti delle donne".<br />Sconcerta e fa davvero riflettere la violenza non più solo verbale dei fautori dell'aborto, aggrappatisi alle proprie poltrone nelle sedi istituzionali, sempre più consci di non godere dello stesso consenso popolare riscosso negli anni della contestazione, nel Sessantotto e nell'immediato post-Sessantotto. Oggi tra la gente c'è meno ideologia e più ideale, meno slogan e più cuore, meno rivoluzione e più buon senso. Ed è questo a scatenare la virulenta reazione dei palazzi dorati, ove sono ormai rimaste arroccate le forze contrarie alla vita ed alla famiglia. Per questo la Buona Battaglia non si può fermare. Non ora. I fatti hanno dimostrato come l'aborto si possa eliminare. In tanti Paesi è già successo. Perché non qui?]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/53368541</guid><pubDate>Tue, 28 Mar 2023 21:10:25 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/53368541/per_l_ex_attrice_jane_fonda_i_politici_pro_life_andrebbero_uccisi.mp3" length="5604483" type="audio/mpeg"/><itunes:author>BastaBugie</itunes:author><itunes:subtitle>TESTO DELL'ARTICOLO ➜ https://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7357

PER L'EX ATTRICE JANE FONDA I POLITICI PRO-LIFE ANDREBBERO UCCISI
Mentre per la vicepresidente degli Stati Uniti, Kamala Harris, i bambini non nati non sono ancora esseri umani...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="https://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7357" target="_blank" rel="noreferrer noopener">www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7357</a><br /><br />PER L'EX ATTRICE JANE FONDA I POLITICI PRO-LIFE ANDREBBERO UCCISI<br />Mentre per la vicepresidente degli Stati Uniti, Kamala Harris, i bambini non nati non sono ancora esseri umani<br />di Mauro Faverzani<br />Non è un mistero il sostegno dato da Hollywood all'aborto. Ed ora, dopo la decisione della Corte Suprema, che lo scorso anno negli Stati Uniti ha ribaltato la sentenza Roe vs. Wade, e dopo la conseguente decisione di molti Stati americani di ridurre drasticamente la facoltà d'uccidere bimbi in grembo, puntuale si è levata la voce di Jane Fonda, sempre sconcertante: l'irriducibile femminista filo-abortista ha dichiarato che i politici pro-life andrebbero «assassinati». Lo ha fatto nel corso del talk show «The View», spronata dalla conduttrice Joy Behar, che le ha chiesto cos'altro i pro-choice possano fare, oltre a marciare ed a protestare, per far sentire la propria voce: «Assassinare» è stata l'incredibile risposta di Jane Fonda, ribadita di fronte alla richiesta di ripetere quanto detto, giuntale da un'altra ospite della trasmissione, l'attrice Lely Tomlin. «Omicidio», ha ribadito. Poi la conduttrice ha "derubricato" il tutto, facendo passare l'assurda esternazione come una semplice battuta, un banalissimo scherzo, ma il triste siparietto non è stato per nulla gradito sui social, dove sono immediatamente piovute critiche e commenti assolutamente contrari. Secondo il conservatore Rogan O'Handley, ex-avvocato di Hollywood e commentatore, la dichiarazione di Jane Fonda, peraltro ripetuta per ben due volte, rappresenterebbe un «incitamento criminale alla violenza». La deputata Anna Paulina Luna, repubblicana, ha chiesto all'attrice ed alla trasmissione, che l'ha ospitata, una «pubblica ritrattazione». Dopo il clamore suscitato dalle sue parole, Jane Fonda, evidentemente fuori tempo massimo, ha rilasciato una dichiarazione a Fox News, avallando l'ipotesi dello «scherzo», davvero di pessimo gusto ed in ogni caso inaccettabile: «Il mio linguaggio del corpo ed il mio tono hanno reso chiaro come stessi usando un'iperbole». Evidentemente no, viste le numerose reazioni provocate.<br />Chi decisamente, nel corso di un'altra trasmissione, il Late Show con Stephen Colbert, non è ricorso ad iperboli è stato il vicepresidente degli Stati Uniti, Kamala Harris, democratica, che ha definito senza mezzi termini «disumane» e «irresponsabili» le leggi, mirate a limitare l'accesso all'aborto, precisando peraltro come, a suo giudizio, i bambini non nati non siano ancora esseri umani. Altro che fake news!<br />Non da meno, nel solito concerto di voci unilaterali, ha voluto essere l'Onu, che, in occasione della riunione della Commissione sullo Status delle Donne, ha dichiarato di sposare «inclusività» e «diversità» per tutti, tranne che per le organizzazioni pro-life e pro-family, le cui prospettive sarebbero «dannose e discriminatorie»: ferocemente anticattoliche sono state pertanto le dichiarazioni emerse contro l'osservatore della Santa Sede presso le Nazioni Unite, mentre la Chiesa è stata accusata di voler «minacciare i diritti umani» per il fatto di non volere il sacerdozio femminile o di ritenere i sessi complementari. Violentemente criticati dal solito coro progressista i pochissimi eventi a favore della vita che l'Onu ha consentito di organizzare.<br />Non poteva mancare in questo tristissimo coretto internazionale anche la voce della Commissione europea, che, certo, ha ribadito di non poter fare alcunché contro la condanna inflitta in Polonia a Justyna Wydrzynska, che tre anni fa ha aiutato un'altra donna ad abortire, dandole le proprie pillole. 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Si tratta di un documento ben strutturato, di impianto teologico e filosofico, che confuta, alla radice, ogni possibile teoria del gender e tutte le conseguenze mediche, sociali e culturali.<br />Un documento, però, che è fondamentale e importante anche per chi non è esperto di materie teologiche e anche per chi non è credente, perché getta un'importante luce - anche razionale e laica - sulla questione del gender e della riassegnazione di genere.<br />Siamo convinti infatti che le argomentazione dei presuli hanno una portata umanistica che va ben al di là della fede che professano e si rivolgono, infondo, alla coscienza di ogni uomo di buona volontà.<br />Per i vescovi, la "tecnologia moderna" applicata alla medicina, non è in sé censurabile. Anzi essa permette di "curare molte malattie", costituendo un vero "vantaggio per l'umanità" (n. 1).<br />Esistono tuttavia dei rischi di cattivo uso che richiedono un "attendo discernimento morale". E tutti fin qui possiamo essere assolutamente d'accordo.<br /><br />L'ECOLOGIA UMANA<br />Secondo il documento nel mondo esiste un "ordine naturale" da rispettare e, citando papa Francesco, si fa notare, che occorre fare attenzione per evitare possibili manipolazioni. Specie quando si tratta degli esseri umani. Questa è quella ecologia umana a cui gli ecologisti spesso danno scarso peso.<br />L'uso della tecnologia deve essere guidato dal rispetto della realtà e non dal desiderio di onnipotenza. Secondo la Chiesa americana, esiste ovviamente "una distinzione tra l'anima e il corpo", ma è anche vero che "entrambi sono costitutivi" della persona.<br />Già qui la teoria antiscientifica del gender è messa alle strette, poiché essa si fonda sull'autodeterminazione sessuale assoluta, ignorando completamente il linguaggio della corporeità. A questo proposito, i Vescovi fanno un'affermazione forte quando scrivono che, contrariamente alla vulgata, non esiste in natura un "corpo sbagliato" (n. 4).<br />Ma se è vero che sia l'anima che il corpo concorrono alla costituzione della persona, è anche vero che la sessualità è un dato di natura, e non di scelta o di auto-percezione. Dice infatti la Nota che "l'essere uomo o l'essere donna è un aspetto fondamentale dell'esistenza" di ogni essere umano (n. 5).<br />La sessualità quindi non è qualcosa di contingente e modificabile secondo le sensazioni soggettive. Per i teologi essa è "una componente fondamentale della personalità". Non può essere mutata o alterata in nome di filosofie queer o gender fluid, anche perché il sesso naturale non va ridotto a "puro e insignificante fatto biologico".<br />Esso riguarda l'essenza della persona, non aspetti meramente esterni e chirurgicamente correggibili. "La persona umana, corpo e anima, uomo o donna, ha un ordine e una finalità fondamentali, la cui integrità deve essere rispettata" (n. 7).<br /><br />UNA STRADA PERICOLOSA<br />Ma allora sono lecite o no le operazioni che correggono e mutano, in qualche modo, il corpo umano?<br />Sì, ma in due casi ben definiti. Quando gli interventi "mirano a riparare un difetto del corpo" e quando "il sacrificio di una parte del corpo è necessario per il benessere dell'intero corpo" (n. 8). E' evidente che se è irragionevole tagliare una gamba sana a un paziente, è altrettanto irragionevole non tagliargliela se l'amputazione risulta necessaria alla vita del soggetto.<br />Tutto ciò appare chiaro e assodato. Ben altra cosa, insegnano i presuli, sono quelle operazioni che "mirano a ridisegnare l'ordine fondamentale dell'essere umano" (n. 13). E qui ci si allontana dalla sfera del lecito, e si intraprende una strada pericolosa.<br />Così, gli interventi che vogliono "cambiare le caratteristiche sessuali del corpo del paziente con quelle del sesso opposto" non sono legittimi. In tali casi si deve parlare di "tentativi di alterare l'ordine fondamentale e la finalità del corpo" (n. 16).<br />Si pensi, solo per fare un esempio, al prospero mercato delle mastectomie, con cui ragazze e ragazzine, a volte ancora minorenni, richiedono ed ottengono l'asportazione del seno, per non sembrare ciò che sono: delle donne.<br />Quindi, secondo l'autorevole voce della Chiesa d'America, gli interventi di riassegnazione sessuale e gli stessi bloccanti della pubertà, "non rispettano l'ordine fondamentale della persona umana" che è, e questo vale evidentemente non solo per i credenti, una "unità intrinseca di corpo e anima, con un corpo sessualmente differenziato" (n. 18).<br />I medici cattolici quindi, ma anche tutti coloro che sono sensibili a queste ragionevoli argomentazioni, devono astenersi da queste operazioni chirurgiche (come dovrebbero farlo per l'aborto e l'eutanasia), anche mediante l'obiezione di coscienza, se fossero costretti dalle autorità sanitarie.<br />"La tradizione ippocratica in medicina, concludono i Vescovi, chiede a tutti gli operatori sanitari innanzitutto di non nuocere". E l'idea che sia sufficiente (e legittimo) modificare l'apparenza corporea per cambiare sesso o genere è un inganno e un ottimo modo per nuocere ai nostri fratelli.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/53368594</guid><pubDate>Tue, 28 Mar 2023 21:10:14 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/53368594/i_vescovi_usa_condannano_le_operazioni_per_il_cambio_di_sesso.mp3" length="6564362" type="audio/mpeg"/><itunes:author>BastaBugie</itunes:author><itunes:subtitle>TESTO DELL'ARTICOLO ➜ https://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7359

I VESCOVI USA CONDANNANO LE OPERAZIONI PER IL CAMBIO DI SESSO
Nessun corpo è sbagliato perché la sessualità è un dato di natura (non una scelta dovuta al ''come ti senti'')

di...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="https://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7359" target="_blank" rel="noreferrer noopener">www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7359</a><br /><br />I VESCOVI USA CONDANNANO LE OPERAZIONI PER IL CAMBIO DI SESSO<br />Nessun corpo è sbagliato perché la sessualità è un dato di natura (non una scelta dovuta al ''come ti senti'')<br /><br />di Fabrizio Cannone<br />La Commissione dottrinale dell'Episcopato statunitense ha appena pubblicato una lunga dichiarazione a proposito dei "limiti morali della manipolazione tecnologica del corpo umano". Si tratta di un documento ben strutturato, di impianto teologico e filosofico, che confuta, alla radice, ogni possibile teoria del gender e tutte le conseguenze mediche, sociali e culturali.<br />Un documento, però, che è fondamentale e importante anche per chi non è esperto di materie teologiche e anche per chi non è credente, perché getta un'importante luce - anche razionale e laica - sulla questione del gender e della riassegnazione di genere.<br />Siamo convinti infatti che le argomentazione dei presuli hanno una portata umanistica che va ben al di là della fede che professano e si rivolgono, infondo, alla coscienza di ogni uomo di buona volontà.<br />Per i vescovi, la "tecnologia moderna" applicata alla medicina, non è in sé censurabile. Anzi essa permette di "curare molte malattie", costituendo un vero "vantaggio per l'umanità" (n. 1).<br />Esistono tuttavia dei rischi di cattivo uso che richiedono un "attendo discernimento morale". E tutti fin qui possiamo essere assolutamente d'accordo.<br /><br />L'ECOLOGIA UMANA<br />Secondo il documento nel mondo esiste un "ordine naturale" da rispettare e, citando papa Francesco, si fa notare, che occorre fare attenzione per evitare possibili manipolazioni. Specie quando si tratta degli esseri umani. Questa è quella ecologia umana a cui gli ecologisti spesso danno scarso peso.<br />L'uso della tecnologia deve essere guidato dal rispetto della realtà e non dal desiderio di onnipotenza. Secondo la Chiesa americana, esiste ovviamente "una distinzione tra l'anima e il corpo", ma è anche vero che "entrambi sono costitutivi" della persona.<br />Già qui la teoria antiscientifica del gender è messa alle strette, poiché essa si fonda sull'autodeterminazione sessuale assoluta, ignorando completamente il linguaggio della corporeità. A questo proposito, i Vescovi fanno un'affermazione forte quando scrivono che, contrariamente alla vulgata, non esiste in natura un "corpo sbagliato" (n. 4).<br />Ma se è vero che sia l'anima che il corpo concorrono alla costituzione della persona, è anche vero che la sessualità è un dato di natura, e non di scelta o di auto-percezione. Dice infatti la Nota che "l'essere uomo o l'essere donna è un aspetto fondamentale dell'esistenza" di ogni essere umano (n. 5).<br />La sessualità quindi non è qualcosa di contingente e modificabile secondo le sensazioni soggettive. Per i teologi essa è "una componente fondamentale della personalità". Non può essere mutata o alterata in nome di filosofie queer o gender fluid, anche perché il sesso naturale non va ridotto a "puro e insignificante fatto biologico".<br />Esso riguarda l'essenza della persona, non aspetti meramente esterni e chirurgicamente correggibili. "La persona umana, corpo e anima, uomo o donna, ha un ordine e una finalità fondamentali, la cui integrità deve essere rispettata" (n. 7).<br /><br />UNA STRADA PERICOLOSA<br />Ma allora sono lecite o no le operazioni che correggono e mutano, in qualche modo, il corpo umano?<br />Sì, ma in due casi ben definiti. Quando gli interventi "mirano a riparare un difetto del corpo" e quando "il sacrificio di una parte del corpo è necessario per il benessere dell'intero corpo" (n. 8). E' evidente che se è irragionevole tagliare una gamba sana a un paziente, è altrettanto irragionevole non tagliargliela se l'amputazione risulta necessaria alla vita del soggetto.<br />Tutto ciò appare chiaro e assodato. Ben...]]></itunes:summary><itunes:duration>411</itunes:duration><itunes:keywords>cambiamentiillegittimi,gender,ordine,riassegnazionedigenere,vescoviusa</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/d4fe13e596c98fe98e5c21d13a2a8e8f.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Covid e vaccini: come la Casa Bianca imponeva la censura a Facebook</title><link>https://www.spreaker.com/episode/covid-e-vaccini-come-la-casa-bianca-imponeva-la-censura-a-facebook--52881695</link><description><![CDATA[VIDEO: Come nasce il totalitarismo ➜ www.youtube.com/watch?v=JVj7woYCpVY&amp;list=PLolpIV2TSebVtj34zS7A0AabuQ9cf1Uxp<br /><br />TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="https://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7331" target="_blank" rel="noreferrer noopener">www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7331</a><br /><br />COVID E VACCINI: COME LA CASA BIANCA IMPONEVA LA CENSURA A FACEBOOK<br />Durante la campagna vaccinale, con toni estremamente duri, i funzionari imponevano di oscurare gli utenti non allineati (VIDEO: Come nasce il totalitarismo)<br />di Stefano Magni<br />Lo Stato americano del Missouri ha fatto causa a Joe Biden dallo scorso agosto. Scienziati come Jay Bhattacharya e Martin Kulldorff (firmatari della Great Barrington Declaration), l'associazione New Civil Liberties Alliance e altri si sono uniti alla causa. L'accusa è la violazione del Primo Emendamento (libertà di espressione) per aver imposto la censura su Facebook, Twitter, Instagram, YouTube e altri social network, per silenziare le voci critiche alla politica anti-pandemica governativa. Invocando la legge sulla libertà di informazione, il governo ha dovuto pubblicare le email che riguardano il caso. Si tratta di una documentazione che si aggiunge alla scoperta dei "Twitter Files" che, alla fine dell'anno scorso, hanno rivelato quanto l'informazione su Twitter fosse deliberatamente manipolata su impulso della Casa Bianca, del Partito Democratico, dell'Fbi e di altre agenzie del governo. Le email pubblicate durante il caso Missouri vs Biden, invece, scoprono un altro pezzo di verità: gli ordini impartiti ai social network, soprattutto a Facebook, da parte della Casa Bianca e del Centro per la Prevenzione e il Controllo delle malattie (CDC) nel 2021, durante la campagna vaccinale.<br />Due sono gli aspetti particolarmente impressionanti che emergono da questa nuova documentazione. Il primo è il tono, imperioso, ultimativo, a volte intimidatorio, dell'amministrazione americana quando si rivolge ad una compagnia privata, esigendo che si comporti come un organo di informazione governativo. Il secondo è nel contenuto del materiale censurato: non incitazione alla violenza o promozione di false cure (pericolose per la salute), bensì teorie contrarie alla linea del governo, anche se provenienti da fonti autorevoli.<br />ELIMINARE I CONTENUTI CHE SCORAGGIANO LA VACCINAZIONE<br />Robert Flaherty, direttore della Strategia Digitale della Casa Bianca, ha scritto una serie di email a Facebook esigendo (più che chiedendo) uno zelo maggiore nella lotta contro i "disinformatori". Ad esempio, il 14 marzo 2021, mandava una email con una minaccia implicita: «State nascondendo la palla» e allegato c'era un link a un articolo del Washington Post sulla ricerca condotta da Facebook sulla "diffusione di idee che contribuiscono all'esitazione da vaccino". Il dirigente del social network provava a difendersi: «Credo che ci sia un malinteso». «Non credo si tratti di un malinteso», incalzava Flaherty. «Siamo seriamente preoccupati che il vostro servizio sia uno dei principali fattori di esitazione nei confronti dei vaccini, punto e basta. (...) Vogliamo sapere che ci state provando, vogliamo sapere come possiamo aiutarvi e vogliamo sapere che non state facendo un gioco di prestigio». Facebook gli rispondeva il 21 marzo seguente con un elenco di decisioni prese per la "rimozione della disinformazione sul vaccino" e soprattutto: "riduzione della diffusione virale di contenuti che scoraggiano la vaccinazione che non contengono disinformazione perseguibile" (corsivo nostro).<br />Questo è il vero salto di qualità: non è stata solo una lotta contro la disinformazione. È stata una lotta contro chi si è opposto alla linea ufficiale del governo, anche se non si trattava di disinformazione. L'obiettivo era incoraggiare la vaccinazione. Chi era contrario, anche con argomenti fondati, doveva essere almeno parzialmente oscurato.<br />In un'altra email molto dura, del 9 aprile 2021, sempre Flaherty scrive a Facebook parlando anche dell'informazione sul voto: «Nel contesto elettorale, avete testato e messo in atto un cambiamento algoritmico che ha promosso notizie e informazioni di qualità sulle elezioni. (...) Lo avete fatto, però, solo dopo un'elezione in cui avete contribuito ad aumentare lo scetticismo e un'insurrezione che è stata organizzata, in gran parte, dalla vostra piattaforma. E poi l'avete spento di nuovo. Voglio delle garanzie, basate sui dati, che non farete la stessa cosa anche in questo caso». Quindi Facebook, un social non un editore, un privato non un servizio pubblico, viene apertamente accusato da un funzionario governativo di non essere stato abbastanza zelante nell'imporre la censura sui contenuti, sia per le elezioni presidenziali del 2020, sia per il Covid. Con buona pace del libero dibattito democratico.<br />LA DISINFORMAZIONE PROGRAMMATA<br />Pochi giorni dopo, il 14 aprile, lo stesso uomo della Casa Bianca si chiedeva come mai qualcosa fosse ancora sfuggito alle maglie della censura: «Il post più importante sui vaccini oggi» è Tucker Carlson «che dice che non funzionano: Voglio sapere come funziona la "riduzione"». Dal social network rispondono che stanno provvedendo: «Stiamo eseguendo ora questa operazione».<br />Facebook non è stato l'unico contattato dalla Casa Bianca per fare il lavoro sporco della censura: email simili sono indirizzate anche a Google (proprietaria di YouTube) e Whatsapp (che è sempre di Meta, proprietaria di Facebook). Flaherty chiedeva infatti di "limitare la diffusione di contenuti virali" su Whatsapp: una app di messaggistica privata, da utente a utente.<br />All'operazione di censura ha partecipato attivamente anche un organo tecnico quale il CDC, come risulta dalle email ottenute dalla rivista Reason. Il Centro era in contatto costante con Facebook e dava indicazioni su cosa fosse scientifico e cosa andasse invece censurato, o limitato nella diffusione. Dava una guida pratica su cosa poter dire, insomma. Fra le informazioni censurate, anche gli effetti avversi ai vaccini (compresi quelli raccontati per esperienza personale) e i consigli a non vaccinarsi per determinate categorie di persone, fra cui bambini e guariti.<br />Per ironia della sorte, fra gli argomenti proibiti da non diffondere c'era anche l'ipotesi che il virus fosse uscito da un laboratorio cinese. Mentre Facebook e CDC si scambiavano email riguardo questa forma di "disinformazione", nel maggio 2021, la teoria è stata considerata definitivamente come "plausibile" sia da Fauci che dalla stessa Oms. La realtà si muove, la censura non sempre riesce a starle dietro.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/52881695</guid><pubDate>Tue, 28 Feb 2023 22:44:35 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/52881695/covid_e_vaccini_come_la_casa_bianca_imponeva_la_censura_a_facebook.mp3" length="8126842" type="audio/mpeg"/><itunes:author>BastaBugie</itunes:author><itunes:subtitle>VIDEO: https://Come%20nasce%20il%20totalitarismo%20➜%20www.youtube.com/watch?v=JVj7woYCpVY&amp;amp;list=PLolpIV2TSebVtj34zS7A0AabuQ9cf1Uxp

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COVID E VACCINI: COME LA CASA BIANCA...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[VIDEO: Come nasce il totalitarismo ➜ www.youtube.com/watch?v=JVj7woYCpVY&amp;list=PLolpIV2TSebVtj34zS7A0AabuQ9cf1Uxp<br /><br />TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="https://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7331" target="_blank" rel="noreferrer noopener">www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7331</a><br /><br />COVID E VACCINI: COME LA CASA BIANCA IMPONEVA LA CENSURA A FACEBOOK<br />Durante la campagna vaccinale, con toni estremamente duri, i funzionari imponevano di oscurare gli utenti non allineati (VIDEO: Come nasce il totalitarismo)<br />di Stefano Magni<br />Lo Stato americano del Missouri ha fatto causa a Joe Biden dallo scorso agosto. Scienziati come Jay Bhattacharya e Martin Kulldorff (firmatari della Great Barrington Declaration), l'associazione New Civil Liberties Alliance e altri si sono uniti alla causa. L'accusa è la violazione del Primo Emendamento (libertà di espressione) per aver imposto la censura su Facebook, Twitter, Instagram, YouTube e altri social network, per silenziare le voci critiche alla politica anti-pandemica governativa. Invocando la legge sulla libertà di informazione, il governo ha dovuto pubblicare le email che riguardano il caso. Si tratta di una documentazione che si aggiunge alla scoperta dei "Twitter Files" che, alla fine dell'anno scorso, hanno rivelato quanto l'informazione su Twitter fosse deliberatamente manipolata su impulso della Casa Bianca, del Partito Democratico, dell'Fbi e di altre agenzie del governo. Le email pubblicate durante il caso Missouri vs Biden, invece, scoprono un altro pezzo di verità: gli ordini impartiti ai social network, soprattutto a Facebook, da parte della Casa Bianca e del Centro per la Prevenzione e il Controllo delle malattie (CDC) nel 2021, durante la campagna vaccinale.<br />Due sono gli aspetti particolarmente impressionanti che emergono da questa nuova documentazione. Il primo è il tono, imperioso, ultimativo, a volte intimidatorio, dell'amministrazione americana quando si rivolge ad una compagnia privata, esigendo che si comporti come un organo di informazione governativo. Il secondo è nel contenuto del materiale censurato: non incitazione alla violenza o promozione di false cure (pericolose per la salute), bensì teorie contrarie alla linea del governo, anche se provenienti da fonti autorevoli.<br />ELIMINARE I CONTENUTI CHE SCORAGGIANO LA VACCINAZIONE<br />Robert Flaherty, direttore della Strategia Digitale della Casa Bianca, ha scritto una serie di email a Facebook esigendo (più che chiedendo) uno zelo maggiore nella lotta contro i "disinformatori". Ad esempio, il 14 marzo 2021, mandava una email con una minaccia implicita: «State nascondendo la palla» e allegato c'era un link a un articolo del Washington Post sulla ricerca condotta da Facebook sulla "diffusione di idee che contribuiscono all'esitazione da vaccino". Il dirigente del social network provava a difendersi: «Credo che ci sia un malinteso». «Non credo si tratti di un malinteso», incalzava Flaherty. «Siamo seriamente preoccupati che il vostro servizio sia uno dei principali fattori di esitazione nei confronti dei vaccini, punto e basta. (...) Vogliamo sapere che ci state provando, vogliamo sapere come possiamo aiutarvi e vogliamo sapere che non state facendo un gioco di prestigio». Facebook gli rispondeva il 21 marzo seguente con un elenco di decisioni prese per la "rimozione della disinformazione sul vaccino" e soprattutto: "riduzione della diffusione virale di contenuti che scoraggiano la vaccinazione che non contengono disinformazione perseguibile" (corsivo nostro).<br />Questo è il vero salto di qualità: non è stata solo una lotta contro la disinformazione. È stata una lotta contro chi si è opposto alla linea ufficiale del governo, anche se non si trattava di disinformazione. L'obiettivo era incoraggiare la vaccinazione. 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La polizia negli Usa uccide, complessivamente, circa mille persone ogni anno: più di ogni altro Paese occidentale. Contesto criminale a parte - che negli Usa è molto più feroce che altrove -, il poliziotto americano ha un grilletto nettamente più facile rispetto a qualsiasi Stato europeo. Così come quando c'è da arrestare qualcuno, non si cavilla.<br />Le varie teorie della cancellazione ritengono che il razzismo sia intrinseco a vita e cultura americane, perché la Costituzione è stata redatta da proprietari di schiavi. In particolare, però, sono i corpi di polizia ad essere accusati di razzismo sistemico, e negli ultimi tempi tale biasimo s'è convertito con conseguenze pesanti. Il movimento Black Lives Matter, coadiuvato dalla politica più progressista del Paese, ha proposto, in virtù di una brutalità che accomunerebbe tutti gli agenti, di tagliare i fondi (defund) alle forze di polizia a livello nazionale, e di diminuirne la presenza anche nei quartieri più violenti e a più alto tasso di criminalità delle città Usa.<br />Il risultato è stato piuttosto immediato se si considera che l'offensiva, senza precedenti, per ridimensionare la polizia statunitense, è iniziata, concretamente, appena dopo il caso Floyd. Era la primavera del 2020, quando le manifestazioni raggiunsero persino l'Europa, ma le prime dimostrazioni plateali dei BLM risalgono almeno al 2013. Ne è passata di acqua sotto i ponti. E di finanziamenti per rendere la causa planetaria. Venne ribattezzata come la "resa dei conti razziale", e sposata come un dovere morale da assolvere il prima possibile per sollevare i destini dell'umanità: da De Blasio (New York) a Garcetti (Los Angeles) lo slogan fu adottato dai sindaci più famosi del Paese.<br />200 AGENTI SI SONO DIMESSI<br />È bastato poco perché New York City perdesse il 15% della sua forza, ovvero circa 5.300 ufficiali. Oltre 200 agenti si sono dimessi, o hanno preso un congedo, dal dipartimento di polizia di Minneapolis. Il dipartimento di polizia di Louisville, si è ridotto del 20% solo nel 2020. Secondo il Police Executive Research Forum (PERF), le dimissioni degli agenti sono aumentate del 18% nella prima metà del 2021, rispetto allo stesso periodo del 2020. I dipartimenti di polizia del Paese hanno registrato un aumento del 45% del tasso di pensionamento nell'anno che è appena concluso.<br />A Memphis, nel Tennessee, pochi giorni fa, un afroamericano è morto dopo il pestaggio di cinque agenti. La notizia è stata battuta velocemente dalle agenzie e ha avuto poca eco, così come le manifestazioni di protesta - decisamente poca roba rispetto a quelle del caso Floyd: non per una violenza meno agghiacciante, bensì perché tutti e cinque gli agenti erano di colore, come la loro vittima e come il capo della polizia di Memphis. Il dipartimento di Memphis è composto da circa duemila agenti, e il 58 per cento di questi è afroamericano. "Black Lives Matter" - le vite dei neri contano - è finito in cortocircuito mediatico e politico, che, il New York Times, ammette, «complica il discorso su razza e polizia».<br />«Nel corso del 2021 in tutta l'America la polizia ha sparato a 1054 individui, la maggioranza dei quali era bianca, armata e aggressiva. Sulle trentatré vittime disarmate colpite dalle pallottole degli agenti, otto erano bianchi e sei neri. Nello stesso anno più di diecimila omicidi sono stati commessi da Black, e la maggior parte delle vittime apparteneva al loro stesso gruppo etnico», scrive così Federico Rampini in America, viaggio alla riscoperta di un Paese.<br />Gli agenti denunciano da mesi, ormai, un clima insostenibile, parteggiato da una certa copertura giornalistica che ha avallato, e incoraggiato, una sfiducia nelle forze dell'ordine considerate il male del Paese. «In particolare dopo l'incidente di George Floyd, c'è stato un cambiamento drammatico», ha affermato Phil Keith, ex direttore dell'Office of Community Oriented Policing Services, noto come COPS Office, che è gestito dal Dipartimento di Giustizia. «Siamo stati maltrattati da molti media nazionali».<br />CI SONO GLI ABUSI, MA...<br />Sono stati diversi i gravi abusi di cui si sono macchiati alcuni poliziotti, certo. Ma la copertura mediatica concentrata sulle violenze di singoli agenti ha portato a uno stravolgimento della realtà circa la percezione della polizia in generale. A Portland, Kristina Narayan, allora a capo dell'ufficio legislativo di Tina Kotek, presidente della Camera dell'Oregon e ora governatrice, è stata arrestata mentre partecipava a proteste contro la polizia durante le quali venivano lanciate bombe molotov contro i poliziotti, nel 2020. Maria Haberfeld, presidente del Dipartimento di giurisprudenza e Amministrazione della giustizia penale presso il John Jay College of Criminal Justice, ha avvertito che il "clima anti-polizia" nel paese potrebbe arrecare danni permanenti alla professione.<br />Lo scorso anno, il dipartimento di polizia metropolitana di Washington DC ha registrato una diminuzione del 44% nel numero di domande per nuove reclute. L'esodo ha colpito grandi e piccoli reparti: alcuni hanno prolungato i turni fino a 12 ore, altri hanno deciso che ci saranno alcune chiamate di emergenza che gli agenti, semplicemente, non prenderanno. L'emorraggia è talmente veloce che chi recluta non riesce a tenere il ritmo. Seattle ha perso più di un quarto delle sue forze di polizia negli ultimi 2 anni e mezzo. Ad Oakland il numero di ufficiali è sceso al di sotto del minimo legale della città. A San Francisco il dipartimento di polizia ha visto 50 agenti, su una pattuglia di meno di 2.000, chiedere trasferimento per dipartimenti più piccoli.<br />«Improvvisamente, tutti ci dicono come fare il nostro lavoro. Stanno dicendo che siamo di parte, razzisti, vogliamo solo ferire le comunità nere e asiatiche», ha detto il tenente Tracy McCray, capo nero, del sindacato di polizia di San Francisco. Chicago ha perso più poliziotti di quanti ne abbia avuti in due decenni. New Orleans sta colmando la sua carenza di ufficiali con civili. St. Louis, una delle città più pericolose d'America, ha perso così tanti poliziotti che il quartier generale della polizia è stato ribattezzato "Mount Exodus". A Minneapolis, dove è stato ucciso George Floyd, il consiglio comunale aveva pensato di azzerare i fondi per la polizia: hanno invertito la rotta appena i tassi di criminalità si sono fatti insostenibili.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/52882138</guid><pubDate>Tue, 28 Feb 2023 22:39:46 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/52882138/la_cancel_culture_vuol_limitare_i_poteri_alla_polizia_per_favorire_i_criminali.mp3" length="8220465" type="audio/mpeg"/><itunes:author>BastaBugie</itunes:author><itunes:subtitle>TESTO DELL'ARTICOLO ➜ https://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7333

LA ''CANCEL CULTURE'' VUOL LIMITARE I POTERI ALLA POLIZIA PER FAVORIRE I CRIMINALI di Lorenza Formicola
Il Washington Post ha registrato 8.166 sparatorie mortali della polizia...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="https://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7333" target="_blank" rel="noreferrer noopener">www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7333</a><br /><br />LA ''CANCEL CULTURE'' VUOL LIMITARE I POTERI ALLA POLIZIA PER FAVORIRE I CRIMINALI di Lorenza Formicola<br />Il Washington Post ha registrato 8.166 sparatorie mortali della polizia dal 2015 ad oggi. La polizia negli Usa uccide, complessivamente, circa mille persone ogni anno: più di ogni altro Paese occidentale. Contesto criminale a parte - che negli Usa è molto più feroce che altrove -, il poliziotto americano ha un grilletto nettamente più facile rispetto a qualsiasi Stato europeo. Così come quando c'è da arrestare qualcuno, non si cavilla.<br />Le varie teorie della cancellazione ritengono che il razzismo sia intrinseco a vita e cultura americane, perché la Costituzione è stata redatta da proprietari di schiavi. In particolare, però, sono i corpi di polizia ad essere accusati di razzismo sistemico, e negli ultimi tempi tale biasimo s'è convertito con conseguenze pesanti. Il movimento Black Lives Matter, coadiuvato dalla politica più progressista del Paese, ha proposto, in virtù di una brutalità che accomunerebbe tutti gli agenti, di tagliare i fondi (defund) alle forze di polizia a livello nazionale, e di diminuirne la presenza anche nei quartieri più violenti e a più alto tasso di criminalità delle città Usa.<br />Il risultato è stato piuttosto immediato se si considera che l'offensiva, senza precedenti, per ridimensionare la polizia statunitense, è iniziata, concretamente, appena dopo il caso Floyd. Era la primavera del 2020, quando le manifestazioni raggiunsero persino l'Europa, ma le prime dimostrazioni plateali dei BLM risalgono almeno al 2013. Ne è passata di acqua sotto i ponti. E di finanziamenti per rendere la causa planetaria. Venne ribattezzata come la "resa dei conti razziale", e sposata come un dovere morale da assolvere il prima possibile per sollevare i destini dell'umanità: da De Blasio (New York) a Garcetti (Los Angeles) lo slogan fu adottato dai sindaci più famosi del Paese.<br />200 AGENTI SI SONO DIMESSI<br />È bastato poco perché New York City perdesse il 15% della sua forza, ovvero circa 5.300 ufficiali. Oltre 200 agenti si sono dimessi, o hanno preso un congedo, dal dipartimento di polizia di Minneapolis. Il dipartimento di polizia di Louisville, si è ridotto del 20% solo nel 2020. Secondo il Police Executive Research Forum (PERF), le dimissioni degli agenti sono aumentate del 18% nella prima metà del 2021, rispetto allo stesso periodo del 2020. I dipartimenti di polizia del Paese hanno registrato un aumento del 45% del tasso di pensionamento nell'anno che è appena concluso.<br />A Memphis, nel Tennessee, pochi giorni fa, un afroamericano è morto dopo il pestaggio di cinque agenti. La notizia è stata battuta velocemente dalle agenzie e ha avuto poca eco, così come le manifestazioni di protesta - decisamente poca roba rispetto a quelle del caso Floyd: non per una violenza meno agghiacciante, bensì perché tutti e cinque gli agenti erano di colore, come la loro vittima e come il capo della polizia di Memphis. Il dipartimento di Memphis è composto da circa duemila agenti, e il 58 per cento di questi è afroamericano. "Black Lives Matter" - le vite dei neri contano - è finito in cortocircuito mediatico e politico, che, il New York Times, ammette, «complica il discorso su razza e polizia».<br />«Nel corso del 2021 in tutta l'America la polizia ha sparato a 1054 individui, la maggioranza dei quali era bianca, armata e aggressiva. Sulle trentatré vittime disarmate colpite dalle pallottole degli agenti, otto erano bianchi e sei neri. Nello stesso anno più di diecimila omicidi sono stati commessi da Black, e la maggior parte delle vittime apparteneva al loro stesso gruppo etnico», scrive così Federico Rampini in America, viaggio alla riscoperta di un Paese.<br />Gli agenti denunciano da mesi, ormai, un clima insostenibile,...]]></itunes:summary><itunes:duration>514</itunes:duration><itunes:keywords>blm,cancelculture,deblasio,memphis,mountexodus</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/5a10520e072f15957db5edb2112f4b91.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Biden scatena l'FBI contro i cattolici</title><link>https://www.spreaker.com/episode/biden-scatena-l-fbi-contro-i-cattolici--52730897</link><description><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="https://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7321" target="_blank" rel="noreferrer noopener">www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7321</a><br /><br />BIDEN SCATENA L'FBI CONTRO I CATTOLICI di Luca Volontè<br />Un documento esplosivo di 8 pagine, datato 23 gennaio 2023, divulgato nella giornata di ieri dimostra che l'FBI, agli ordini del devoto Biden, sta indagando sui cattolici "tradizionalisti" e, per giustificarsi, usa i report diffamatori dell'organizzazione di estrema sinistra Southern Poverty Law Center e altri articoli giornalistici ostili al mondo e alla fede cattolica.<br />Il documento è una sorta di informativa dell'intelligence per giustificare un rafforzato controllo di organizzazioni e personalità cattoliche. Kyle Seraphin, che ha lavorato per sei anni all'FBI di Richmond come agente speciale, prima di essere sospeso a tempo indeterminato senza stipendio nel giugno 2022, ha pubblicato il documento originale (con poche cancellazioni per il rispetto della privacy) sul sito UncoverDC.com nella serata di mercoledì 8 febbraio e ieri la notizia è stata ripresa in lungo e in largo da molte agenzie e siti di informazione, come LifeSitenews, Postmillenial.com, Yhaoo/news eccetera. Il documento reca la dicitura Unclassified / for Official Use Only e FBI Internal Use Only - Do not disseminate externally (ad uso interno e ufficiale, da non diffondere all'esterno).<br />LA MOLE DI NARRATIVE ASSURDE, FALSE E INFONDATE<br />Il testo dell'intero documento è inquietante perché, di fatto, considera i cattolici che ne seguono la dottrina, recitano le preghiere tradizionali (come il Rosario) e partecipano alle celebrazioni eucaristiche in latino come pericolosi possibili estremisti verso i quali l'FBI deve intensificare la sua "valutazione" e "mitigazione" nei prossimi 12-24 mesi, a causa delle presunte preoccupazioni che i "nazionalisti bianchi" associno la propria causa con quella dei partecipanti alla Messa in latino, come si legge nell'"informativa" dell' FBI. Tutti i cattolici critici del Concilio Vaticano II (o di alcune sue interpretazioni), di Papa Francesco, coloro che non promuovono l'immigrazione di massa, coloro che sono "anti-LGBTQ", che sono stati felici per la sentenza del giugno scorso che ha abolito il diritto federale all'aborto e quanti preferiscono la Messa tradizionale in latino, sono pericolosi e potenziali terroristi interni da monitorare.<br />Ancora più sconcertante è la mole di assurde, false e infondate narrative pseudo giornalistiche, come accennato in precedenza, che si trovano a fondamento della suddetta "informativa" di controllo dei cattolici adottata dalla polizia federale. Infatti, l'FBI di Richmond non nasconde la provenienza delle informazioni sui "cattolici radicali-tradizionalisti": nelle note a piè di pagina dell'intero documento e nella nota prospettica di p. 11, si trovano il Rapporto del 2021 del famigerato Southern Poverty Law Center (SPLC), nel quale si erano identificati almeno nove gruppi d'odio della RTC che operano negli Stati Uniti. Oltre al documento di SPLC, il fondamento delle affermazioni che sono alla base dell'"informativa" anti-cattolica dell'FBI ci sono articoli della rivista di sinistra liberal The Atlantic - in particolare quello che abbiamo denunciato lo scorso 17 agosto su La Bussola nel quale si accusavano i fedeli che recitavano il Rosario di essere estremisti pericolosi ed il Rosario stesso era considerato un'arma impropria - e articoli reperiti dal sito della sinistra Dem antitrumpiana Salon.<br />UNA POLIZIA DI STATO TOTALITARIO<br />Sconcerta che l'FBI fondi la credibilità delle proprie linee guida senza tener conto nemmeno delle critiche suscitate dall'attività del SPLC e delle denunce legali di cui è stato oggetto dal 2018 per le menzogne promosse contro organizzazioni prestigiose ed autorevoli come ADF e Family Research Council e molte altre organizzazioni pro-life e pro-family. È chiaro che l'FBI non riesce a utilizzare fonti di informazione verificate e inoppugnabili, l'affidarsi esclusivamente a fonti come SPLC, The Atlantic e Salon dimostra che la polizia federale parte da una conclusione predeterminata per prendere di mira gli americani tradizionalmente conservatori, i cattolici amanti della dottrina del catechismo, delle preghiere tradizionali e delle Messe in latino per sottoporli a un "esame", ad un "controllo" ed a una possibile "persecuzione" indebita e degna di una polizia di Stato totalitario.<br />Gli ascari di Biden minacciano la libertà di religione di coloro che non ne sostengono le politiche. Per questo l'FBI ha messo nel mirino la Chiesa cattolica, per sostenere una falsa narrativa sulla crescente minaccia del terrorismo interno religioso da parte di coloro che non condividono le le scelte dell'amministrazione Biden. Nel momento in cui scriviamo, i mass media americani non riportano alcuna presa di distanze né commento da parte dell'FBI federale al documento dell'Ufficio di Richmond. Non ne siamo stupiti: in pochi hanno percepito la corretta difesa equanime dei diritti dei cittadini americani che era stata promessa in audizione al Senato dal capo dell'FBI Christopher Wray lo scorso mese di agosto e ribadita in ottobre.<br />Da ieri, giovedì 9 febbraio, è iniziata l'indagine parlamentare del Congresso, presieduta dal preparatissimo Jim Jordan che presiede la Commissione Giustizia e il Sottocomitato che dovrà investigare su ciò che i repubblicani chiamano weaponization (aggressione armata) del Governo federale contro pro-life, i centri per la vita, i fedeli cristiani ed i conservatori sottoposti a pressioni e minacce continue nell'ultimo anno. Il dossier predisposto dai repubblicani nel novembre scorso sugli abusi perpetrati da FBI e dal Dipartimento di Giustizia contro i conservatori e i cristiani nel Paese, trova nel documento interno dell'FBI di Richmond pubblicato mercoledì una inquietante conferma. [...]]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/52730897</guid><pubDate>Tue, 14 Feb 2023 22:29:31 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/52730897/biden_scatena_l_fbi_contro_i_cattolici.mp3" length="7040148" type="audio/mpeg"/><itunes:author>BastaBugie</itunes:author><itunes:subtitle>TESTO DELL'ARTICOLO ➜ https://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7321

BIDEN SCATENA L'FBI CONTRO I CATTOLICI di Luca Volontè
Un documento esplosivo di 8 pagine, datato 23 gennaio 2023, divulgato nella giornata di ieri dimostra che l'FBI, agli...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="https://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7321" target="_blank" rel="noreferrer noopener">www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7321</a><br /><br />BIDEN SCATENA L'FBI CONTRO I CATTOLICI di Luca Volontè<br />Un documento esplosivo di 8 pagine, datato 23 gennaio 2023, divulgato nella giornata di ieri dimostra che l'FBI, agli ordini del devoto Biden, sta indagando sui cattolici "tradizionalisti" e, per giustificarsi, usa i report diffamatori dell'organizzazione di estrema sinistra Southern Poverty Law Center e altri articoli giornalistici ostili al mondo e alla fede cattolica.<br />Il documento è una sorta di informativa dell'intelligence per giustificare un rafforzato controllo di organizzazioni e personalità cattoliche. Kyle Seraphin, che ha lavorato per sei anni all'FBI di Richmond come agente speciale, prima di essere sospeso a tempo indeterminato senza stipendio nel giugno 2022, ha pubblicato il documento originale (con poche cancellazioni per il rispetto della privacy) sul sito UncoverDC.com nella serata di mercoledì 8 febbraio e ieri la notizia è stata ripresa in lungo e in largo da molte agenzie e siti di informazione, come LifeSitenews, Postmillenial.com, Yhaoo/news eccetera. Il documento reca la dicitura Unclassified / for Official Use Only e FBI Internal Use Only - Do not disseminate externally (ad uso interno e ufficiale, da non diffondere all'esterno).<br />LA MOLE DI NARRATIVE ASSURDE, FALSE E INFONDATE<br />Il testo dell'intero documento è inquietante perché, di fatto, considera i cattolici che ne seguono la dottrina, recitano le preghiere tradizionali (come il Rosario) e partecipano alle celebrazioni eucaristiche in latino come pericolosi possibili estremisti verso i quali l'FBI deve intensificare la sua "valutazione" e "mitigazione" nei prossimi 12-24 mesi, a causa delle presunte preoccupazioni che i "nazionalisti bianchi" associno la propria causa con quella dei partecipanti alla Messa in latino, come si legge nell'"informativa" dell' FBI. Tutti i cattolici critici del Concilio Vaticano II (o di alcune sue interpretazioni), di Papa Francesco, coloro che non promuovono l'immigrazione di massa, coloro che sono "anti-LGBTQ", che sono stati felici per la sentenza del giugno scorso che ha abolito il diritto federale all'aborto e quanti preferiscono la Messa tradizionale in latino, sono pericolosi e potenziali terroristi interni da monitorare.<br />Ancora più sconcertante è la mole di assurde, false e infondate narrative pseudo giornalistiche, come accennato in precedenza, che si trovano a fondamento della suddetta "informativa" di controllo dei cattolici adottata dalla polizia federale. Infatti, l'FBI di Richmond non nasconde la provenienza delle informazioni sui "cattolici radicali-tradizionalisti": nelle note a piè di pagina dell'intero documento e nella nota prospettica di p. 11, si trovano il Rapporto del 2021 del famigerato Southern Poverty Law Center (SPLC), nel quale si erano identificati almeno nove gruppi d'odio della RTC che operano negli Stati Uniti. Oltre al documento di SPLC, il fondamento delle affermazioni che sono alla base dell'"informativa" anti-cattolica dell'FBI ci sono articoli della rivista di sinistra liberal The Atlantic - in particolare quello che abbiamo denunciato lo scorso 17 agosto su La Bussola nel quale si accusavano i fedeli che recitavano il Rosario di essere estremisti pericolosi ed il Rosario stesso era considerato un'arma impropria - e articoli reperiti dal sito della sinistra Dem antitrumpiana Salon.<br />UNA POLIZIA DI STATO TOTALITARIO<br />Sconcerta che l'FBI fondi la credibilità delle proprie linee guida senza tener conto nemmeno delle critiche suscitate dall'attività del SPLC e delle denunce legali di cui è stato oggetto dal 2018 per le menzogne promosse contro organizzazioni prestigiose ed autorevoli come ADF e Family Research Council e molte altre organizzazioni pro-life e pro-family. 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Dopo cinque giorni di processo, che hanno fatto seguito all'incubo del raid mattutino di una ventina di agenti dell'Fbi che lo scorso 23 settembre avevano circondato e fatto irruzione a casa Houck, l'attivista pro vita di 48 anni - padre di sette figli - è stato giudicato non colpevole dalla giuria di una corte distrettuale della Pennsylvania. Su di lui pendeva una duplice accusa federale che gli poteva costare, in caso di condanna, fino a 11 anni di carcere e 350.000 dollari di multa.<br />Un processo grottesco, nato da un paio di spintoni che Houck aveva dato - il 13 ottobre 2021 - a un accompagnatore di una clinica per aborti di Planned Parenthood a Filadelfia, l'oggi settantatreenne Bruce Love, dopo che quest'ultimo aveva ripetutamente provocato sia Houck che uno dei suoi figli, allora dodicenne, avvicinandosi in modo molesto al bambino e dicendogli parole offensive sul padre. In conseguenza di uno degli spintoni, avvenuti nello stesso giorno in due alterchi distinti, Love era caduto a terra, ricevendo poi assistenza medica ma senza riportare ferite gravi.<br />LEGGE SULLA LIBERTÀ DI ACCESSO AGLI INGRESSI DELLE CLINICHE<br />Il processo intentato a Houck è nato dalla strumentale decisione del Dipartimento di Giustizia (Doj) di considerare i suddetti alterchi alla stregua di violazioni della «Legge sulla libertà di accesso agli ingressi delle cliniche» (Face Act), secondo cui è un reato federale tentare di impedire con l'uso della forza l'accesso a una clinica per aborti o a un centro per la gravidanza. Houck, quel 13 ottobre di due anni fa, si era recato, come d'abitudine ogni mercoledì, nei pressi della clinica di Planned Parenthood per pregare ed eventualmente dialogare con le donne in cerca di consigli. I fatti relativi ai litigi avuti con Love erano già stati archiviati da una corte statale, ma poi - a distanza di diversi mesi - erano stati appunto ritirati fuori a livello federale, per decisione del Doj, dunque dell'Amministrazione Biden. Una decisione che era apparsa da subito politica, un abuso di potere. Come un abuso era stato lo stesso raid del settembre scorso, fatto ai danni di un'intera famiglia inerme, con bambini piccoli ad assistere alla scena di fucili puntati contro i propri genitori, e ciò nonostante lo stesso Mark Houck avesse già comunicato mesi prima la propria disponibilità a presentarsi volontariamente alle autorità nel caso in cui fossero state formalizzate le accuse contro di lui.<br />Tanti gli argomenti presentati davanti alla giuria dalla difesa di Houck. I suoi avvocati hanno spiegato innanzitutto che Houck ha spinto Love solo per proteggere il figlio e si è sconvolto quando lo ha visto cadere a terra, non essendo questa la sua intenzione. Altro punto sottolineato dal team legale della Thomas More Society è che il Face Act non si può applicare agli accompagnatori delle donne che vanno ad abortire e dunque al caso di Houck. Ciò è avvalorato dal fatto che l'allora principale sponsor della legge, il senatore democratico Ted Kennedy, aveva dichiarato chiaramente che non possono intentare cause, sulla base del Face Act, «i manifestanti, i sostenitori della clinica, gli accompagnatori e altre persone non coinvolte nell'ottenere o fornire servizi nella struttura».<br />Altro punto importante dimostrato dalla Thomas More Society è che perfino la direttrice della locale clinica di Planned Parenthood, Dayle Steinberg, ha detto che Love ha violato il manuale per gli accompagnatori della clinica per aborti, secondo cui questi non devono né interagire né tantomeno litigare con i manifestanti pro vita. E per questo motivo la stessa Steinberg, a seguito dell'incidente di ottobre 2021, aveva dato istruzioni per sospendere Love.<br />"TUO PADRE È UNA PERSONA CATTIVA"<br />La caduta a terra di quest'ultimo era avvenuta nell'ambito del secondo litigio. Dopo il primo scontro, come riporta Joe Bukuras della CNA, Houck ha detto che Love aveva lasciato la clinica, si era messo accanto al proprio figlio, iniziando a prendere in giro il genitore. Una versione confermata da Houck junior, che ha spiegato di essersi poi allontanato da Love «perché avevo paura». Tra le altre cose, l'oggi tredicenne ha testimoniato che Love gli avrebbe rivolto queste parole: «Tuo padre è una persona cattiva. Tuo padre molesta le donne». Inoltre, riporta Life Site News, le riprese video, come spiegato dalla difesa, mostrano che Love ha «essenzialmente mentito» in un'email mandata poco dopo l'incidente, in cui sosteneva di essere stato spinto da dietro, quando invece il filmato «mostra chiaramente che il signor Love si sta opponendo e affronta Mark faccia a faccia quando si verifica l'incidente».<br />In sostanza, era evidente da subito l'assurdità del processo (United States v. Houck). Anche il giudice distrettuale Gerald Pappert, giovedì, al terzo giorno dal suo inizio, ha sollevato le sue perplessità sul fatto che il caso fosse stato portato in giudizio, chiedendo all'accusa se l'applicazione del Face Act non fosse «un po' forzata qui». Ma il Dipartimento di Giustizia ha continuato imperterrito, tentando fino all'ultimo di ottenere la condanna di Houck. Il quale a un certo punto, alle domande (provocatorie?) del procuratore Ashley Nicole Martin a proposito di presunte sue parole sugli accompagnatori delle donne che vanno ad abortire, ha negato le accuse. E ha affermato più volte di pregare per gli accompagnatori stessi.<br />E la preghiera, specialmente il Rosario, ha accompagnato Houck e la sua famiglia durante tutto il processo. Tutto bene quel che finisce bene, dunque? Non completamente. Il raid e la causa giudiziaria rimangono inquietanti. La stessa giuria avrebbe dovuto decidere venerdì, ma poi aveva chiesto il rinvio a lunedì, emettendo appunto il verdetto solo ieri, perché prima si trovava in una situazione di stallo. Un giovane padre di sette figli ha quindi rischiato seriamente di essere condannato per un'accusa che non stava in piedi. Adesso è il tempo del sollievo e di ringraziare il Cielo. Ma il quadro generale che viene fuori dagli Stati Uniti parla di tenebre fin troppo diffuse.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/52664353</guid><pubDate>Tue, 07 Feb 2023 22:35:42 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/52664353/assolto_il_volontario_provita_arrestato_da_agenti_dell_fbi_armati.mp3" length="6775998" type="audio/mpeg"/><itunes:author>BastaBugie</itunes:author><itunes:subtitle>TESTO DELL'ARTICOLO ➜ https://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7311

ASSOLTO IL VOLONTARIO PROVITA ARRESTATO DA AGENTI DELL'FBI ARMATI
Rischiava 11 anni di carcere e 350.000 dollari di multa per aver pregato davanti a un centro per gli aborti: un...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="https://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7311" target="_blank" rel="noreferrer noopener">www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7311</a><br /><br />ASSOLTO IL VOLONTARIO PROVITA ARRESTATO DA AGENTI DELL'FBI ARMATI<br />Rischiava 11 anni di carcere e 350.000 dollari di multa per aver pregato davanti a un centro per gli aborti: un processo assurdo, nato dalla persecuzione politica da parte dei Democratici<br />di Ermes Dovico<br />Alla fine, Mark Houck e la sua famiglia hanno potuto tirare un sospiro di sollievo, tra abbracci e pianti liberatori. Dopo cinque giorni di processo, che hanno fatto seguito all'incubo del raid mattutino di una ventina di agenti dell'Fbi che lo scorso 23 settembre avevano circondato e fatto irruzione a casa Houck, l'attivista pro vita di 48 anni - padre di sette figli - è stato giudicato non colpevole dalla giuria di una corte distrettuale della Pennsylvania. Su di lui pendeva una duplice accusa federale che gli poteva costare, in caso di condanna, fino a 11 anni di carcere e 350.000 dollari di multa.<br />Un processo grottesco, nato da un paio di spintoni che Houck aveva dato - il 13 ottobre 2021 - a un accompagnatore di una clinica per aborti di Planned Parenthood a Filadelfia, l'oggi settantatreenne Bruce Love, dopo che quest'ultimo aveva ripetutamente provocato sia Houck che uno dei suoi figli, allora dodicenne, avvicinandosi in modo molesto al bambino e dicendogli parole offensive sul padre. In conseguenza di uno degli spintoni, avvenuti nello stesso giorno in due alterchi distinti, Love era caduto a terra, ricevendo poi assistenza medica ma senza riportare ferite gravi.<br />LEGGE SULLA LIBERTÀ DI ACCESSO AGLI INGRESSI DELLE CLINICHE<br />Il processo intentato a Houck è nato dalla strumentale decisione del Dipartimento di Giustizia (Doj) di considerare i suddetti alterchi alla stregua di violazioni della «Legge sulla libertà di accesso agli ingressi delle cliniche» (Face Act), secondo cui è un reato federale tentare di impedire con l'uso della forza l'accesso a una clinica per aborti o a un centro per la gravidanza. Houck, quel 13 ottobre di due anni fa, si era recato, come d'abitudine ogni mercoledì, nei pressi della clinica di Planned Parenthood per pregare ed eventualmente dialogare con le donne in cerca di consigli. I fatti relativi ai litigi avuti con Love erano già stati archiviati da una corte statale, ma poi - a distanza di diversi mesi - erano stati appunto ritirati fuori a livello federale, per decisione del Doj, dunque dell'Amministrazione Biden. Una decisione che era apparsa da subito politica, un abuso di potere. Come un abuso era stato lo stesso raid del settembre scorso, fatto ai danni di un'intera famiglia inerme, con bambini piccoli ad assistere alla scena di fucili puntati contro i propri genitori, e ciò nonostante lo stesso Mark Houck avesse già comunicato mesi prima la propria disponibilità a presentarsi volontariamente alle autorità nel caso in cui fossero state formalizzate le accuse contro di lui.<br />Tanti gli argomenti presentati davanti alla giuria dalla difesa di Houck. I suoi avvocati hanno spiegato innanzitutto che Houck ha spinto Love solo per proteggere il figlio e si è sconvolto quando lo ha visto cadere a terra, non essendo questa la sua intenzione. Altro punto sottolineato dal team legale della Thomas More Society è che il Face Act non si può applicare agli accompagnatori delle donne che vanno ad abortire e dunque al caso di Houck. Ciò è avvalorato dal fatto che l'allora principale sponsor della legge, il senatore democratico Ted Kennedy, aveva dichiarato chiaramente che non possono intentare cause, sulla base del Face Act, «i manifestanti, i sostenitori della clinica, gli accompagnatori e altre persone non coinvolte nell'ottenere o fornire servizi nella struttura».<br />Altro punto importante dimostrato dalla Thomas More Society è che perfino la direttrice della locale clinica di Planned Parenthood, Dayle Steinberg, ha detto...]]></itunes:summary><itunes:duration>424</itunes:duration><itunes:keywords>faceact,houck,plannedparenthood,prolife,rosario</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/c08935205d461cb6c204703658ba4f8a.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>L'inizio della fine di Biden</title><link>https://www.spreaker.com/episode/l-inizio-della-fine-di-biden--52467534</link><description><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="https://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7275" target="_blank" rel="noreferrer noopener">www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7275</a><br /><br />L'INIZIO DELLA FINE DI BIDEN di Valerio Pece<br />Se i motivi per i quali il presidente Biden dovrà rispondere alla legge americana sono ormai noti (al termine della sua vicepresidenza non ha consegnato alcuni documenti riservati, che da allora, in uno stillicidio senza fine, continuano ad essere ritrovati nei posti più impensati), diventa ora interessante sapere se ci sia qualcuno che ha cospirato affinché tutto ciò avvenisse. Tucker Carlson, giornalista di punta dell'emittente Fox News, è convinto che ad architettare tutto sia stato proprio il Partito democratico, desideroso di sbarazzarsi di un presidente che ormai non solo non serve più alla causa ma che minaccia di volersi nuovamente candidare alle presidenziali del 2024.<br />Giovedì sera, rivolgendosi a milioni di americani dal suo seguitissimo Tucker Carlson Tonight, in dodici corrosivi minuti l'anchorman ha snocciolato una tesi che sta facendo discutere molti. Ricordando in premessa l'improvviso siluramento del potente Andrew Cuomo, ex governatore di New York, altro uomo che «al partito democratico non serviva più», il primo elemento analizzato dal giornalista riguarda l'entourage del presidente Usa, che evidentemente non ha pensato nemmeno un attimo a disfarsi di documenti così ingombranti, tali da mettere il presidente Usa nelle condizioni di doversi difendere da reati penali.<br />Così Carlson: «Gli stessi aiutanti di Joe Biden continuano a trovare pile di crimini che ha lasciato nel suo ufficio, nella sua macchina, e invece di gettare queste prove nel caminetto, come farebbero in circostanze normali, stanno inviando questi documenti al Dipartimento di Giustizia. Non è un buon segno». Per il giornalista tutto si sarebbe però dovuto svolgere in modo da salvaguardare le elezioni di medio termine di novembre («anche se Biden non è più gradito, è pur sempre un democratico»).<br />GLI SCANDALI? RIGOROSAMENTE A ELEZIONI CONCLUSE<br />Ecco allora spiegato il perché, se già il giorno 4 novembre 2022 (quattro giorni prima delle elezioni) il Dipartimento di Giustizia sapeva che Joe Biden aveva commesso quelli che per il codice penale non sono nulla di meno che crimini, nessuno ha informato i cittadini americani, molti dei quali avrebbero probabilmente votato diversamente. Nelle recenti elezioni di medio termine i democratici hanno infatti ottenuto risultati migliori del previsto, perdendo appena nove seggi alla Camera dei rappresentanti e guadagnando un seggio al Senato. Tucker Carlson, guardando dritto nella telecamera, lo ha ricordato agli americani nel suo stile icastico e tagliente: «Il 4 novembre mancavano quattro giorni alle cruciali elezioni di medio termine, quindi, naturalmente, il DOJ [Dipartimento di Giustizia, ndr] non ha rilasciato un comunicato stampa al riguardo. Non hanno inviato l'FBI a fare irruzione nella casa di Biden [...] e a rovistare nel cassetto della biancheria intima della dottoressa Jill. Ci mancherebbe. Biden può essere un pessimo presidente, ma è pur sempre un democratico. Non è arancione».<br />L'anchorman ha poi aggiunto: «Quindi Merrick Garland, che [...] farà tutto ciò che il Partito Democratico gli richiede, ha tenuto segrete le notizie abbastanza a lungo da tenere gli altri Democratici fuori dalla zona dell'esplosione. Perché ferire tutti gli altri? Stanno solo cercando di ferire un ragazzo, è Joe Biden».<br />DOCUMENTI SEGRETI ANCHE NEL CASSETTO DELLE MUTANDE?<br />Si tratterebbe quindi di un'"esplosione" guidata, o, se si vuole, di una demolizione controllata, partita in sordina con i ritrovamenti di carte top secret in un ufficio privato del Presidente (il Penn Biden Center di Washington DC), e arrivata fino ai fatti di questi giorni, riguardanti nuovi documenti segreti ritrovati nel garage di casa Biden, a Wilmington, nel Delaware. Carte classificate come "riservate", accatastate dietro la sua Corvette verde scura, oggetto ormai di decine di meme satiriche. Tutto ciò senza contare che per un osservatore appena attento è difficile non notare il doppio standard che ha visto l'Fbi fare irruzione, in pieno agosto, nella residenza dell'ex presidente Donald Trump a Mar-a-Lago, in Florida, allo scopo di sequestrare documenti riservati (la notizia aveva portato Biden a definire Trump un «assoluto irresponsabile»).<br />La differenza di trattamento, di fronte a un caso pressoché identico, ha fatto sobbalzare molti, repubblicani in primis («Mentre Biden mandava i suoi scagnozzi del Dipartimento di Giustizia a fare irruzione nella casa del presidente Trump, aveva documenti altamente riservati nel suo garage. In scatoloni accanto alla sua Corvette!! Oltraggioso!», queste le parole del repubblicano Ronny Jackson, membro della Camera dei Rappresentanti).<br />C'è poi il tema delle parole in libertà e delle vere e proprie gaffe che il Presidente USA continua a inanellare da mesi. Dopo aver visto Biden dare la mano a persone inesistenti; balbettare paurosamente; sbagliare a leggere "il gobbo"; insultare i giornalisti pensando di avere il microfono spento; cadere dalla bici o dalle scalette dell'Air Force One; non riuscire a infilarsi una giacca, giovedì sera gli americani hanno assistito ad un ennesimo dialogo surreale del loro presidente. «Materiali riservati accanto alla sua Corvette? A cosa stava pensando?», ha chiesto Peter Doocy (altro giornalista di Fox News). «La mia Corvette è in un garage chiuso a chiave, ok? Quindi non è come se fossero stati lasciati per strada». Inutile dire che la risposta di Joe Biden, oltre a gettare nell'imbarazzo e nella preoccupazione gran parte dei cittadini americani, sta facendo il giro del mondo (l'ex sottosegretario al Tesoro Monica Crowley si è chiesta se il prossimo passo sarà sapere che Biden conserva «materiale riservato nel cassetto delle sue mutande»).<br />I DEMOCRATICI VOGLIO SBARAZZARSI DI BIDEN<br />Tucker Carlson afferma che se prima delle presidenziali Biden veniva spesso "protetto", tenendolo il più possibile lontano dai discorsi pubblici, oggi sarebbe invece evidente una sua maggior presenza sulle tv. Così il giornalista: «Il suo staff continua a metterlo in pubblico per parlare, cosa che, ovviamente, non può fare. Riesce a malapena a leggere una dichiarazione preparata. Si noti che non l'hanno fatto durante l'ultima campagna presidenziale nel 2020 perché sapevano che non sarebbe stato d'aiuto per prendere la Casa Bianca». Perché il suo entourage oggi lo farebbe esporre di più? L'anchorman ipotizza che i democratici vogliano farlo fuori politicamente per paura di una ricandidatura: «Subito dopo le elezioni di metà mandato di novembre, Joe Biden ha chiarito che non aveva intenzione di farsi da parte e far posto a Kamala Harris o Gavin Newsom o Michelle Obama».<br />La nomina, da parte del procuratore generale Merrick Garland, di un nuovo Consigliere speciale che guiderà l'inchiesta (si tratta di Robert Hur, un «repubblicano dell'establishment») si prospetta come particolarmente pericolosa per il presidente Biden, non foss'altro perché - come va ripetendo all'unisono la stampa americana - ogni volta che nella recente storia americana questa figura è stata incaricata, le indagini si sono immediatamente allargate ad altre e inaspettate piste. Fu proprio con la nomina di un Consigliere speciale che su Bill Clinton, all'epoca indagato per altro, vennero a galla gli scandali sessuali con la stagista della Casa Bianca Monica Lewinsky. Per Joe Biden, a causa del suo presunto legame con gli ambigui traffici in terra ucraina del figlio Hunter (a sua volta al centro di un'altra indagine penale), c'è il rischio che accada la stessa cosa. Ad auspicare quella che Tucker Carlson è convinto sia «l'inizio della fine di Biden» non sarebbero dunque solo i conservatori.<br />Nota di BastaBugie: l'autore del precedente articolo, Valerio Pece, nell'articolo seguente pubblicato qualche mese fa dal titolo "Gli scheletri della famiglia Biden" parla dello scandalo che ha coinvolto il figlio di Biden e che è stato oscurato dai grandi media per evitare la sconfitta di Biden alle elezioni 2020 contro Donald Trump. Adesso la verità emerge chiara e forte, ma solo perché non può più determinare il vincitore delle elezioni.<br />Ecco l'articolo completo pubblicato sul Sito del Timone il 2 aprile 2022:<br />«Il complottismo è diventato il modo più logico per spiegare come va il mondo». È questa la cantilena su cui si appoggia un certo mainstream, ma è anche lo strumento ideologico con cui lo stesso mainstream si occupa (e si preoccupa) di dosare la qualità di informazione da lasciar arrivare all'opinione pubblica. I guai (e gli imbarazzi) nascono quando si scopre che certe notizie bollate come fake news, semplicemente non lo sono. Il caso delle scottanti e-mail trovate nel laptop di Hunter Biden (abbandonato in un'officina di riparazione nel Delaware nell'aprile 2019) è lì a dimostrarlo. Un pc che può diventare un vaso di Pandora: una tesi complottista, irrisa dai più, che si è rivelata vera, e che oggi tiene sotto scacco il rapporto USA-Russia. Con l'Europa che goffamente rimane a guardare.<br />Bene, con un fatale ritardo di un anno e mezzo, prima il]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/52467534</guid><pubDate>Tue, 17 Jan 2023 22:35:43 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/52467534/l_inizio_della_fine_di_biden.mp3" length="18934431" type="audio/mpeg"/><itunes:author>BastaBugie</itunes:author><itunes:subtitle>TESTO DELL'ARTICOLO ➜ https://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7275

L'INIZIO DELLA FINE DI BIDEN di Valerio Pece
Se i motivi per i quali il presidente Biden dovrà rispondere alla legge americana sono ormai noti (al termine della sua...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="https://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7275" target="_blank" rel="noreferrer noopener">www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7275</a><br /><br />L'INIZIO DELLA FINE DI BIDEN di Valerio Pece<br />Se i motivi per i quali il presidente Biden dovrà rispondere alla legge americana sono ormai noti (al termine della sua vicepresidenza non ha consegnato alcuni documenti riservati, che da allora, in uno stillicidio senza fine, continuano ad essere ritrovati nei posti più impensati), diventa ora interessante sapere se ci sia qualcuno che ha cospirato affinché tutto ciò avvenisse. Tucker Carlson, giornalista di punta dell'emittente Fox News, è convinto che ad architettare tutto sia stato proprio il Partito democratico, desideroso di sbarazzarsi di un presidente che ormai non solo non serve più alla causa ma che minaccia di volersi nuovamente candidare alle presidenziali del 2024.<br />Giovedì sera, rivolgendosi a milioni di americani dal suo seguitissimo Tucker Carlson Tonight, in dodici corrosivi minuti l'anchorman ha snocciolato una tesi che sta facendo discutere molti. Ricordando in premessa l'improvviso siluramento del potente Andrew Cuomo, ex governatore di New York, altro uomo che «al partito democratico non serviva più», il primo elemento analizzato dal giornalista riguarda l'entourage del presidente Usa, che evidentemente non ha pensato nemmeno un attimo a disfarsi di documenti così ingombranti, tali da mettere il presidente Usa nelle condizioni di doversi difendere da reati penali.<br />Così Carlson: «Gli stessi aiutanti di Joe Biden continuano a trovare pile di crimini che ha lasciato nel suo ufficio, nella sua macchina, e invece di gettare queste prove nel caminetto, come farebbero in circostanze normali, stanno inviando questi documenti al Dipartimento di Giustizia. Non è un buon segno». Per il giornalista tutto si sarebbe però dovuto svolgere in modo da salvaguardare le elezioni di medio termine di novembre («anche se Biden non è più gradito, è pur sempre un democratico»).<br />GLI SCANDALI? RIGOROSAMENTE A ELEZIONI CONCLUSE<br />Ecco allora spiegato il perché, se già il giorno 4 novembre 2022 (quattro giorni prima delle elezioni) il Dipartimento di Giustizia sapeva che Joe Biden aveva commesso quelli che per il codice penale non sono nulla di meno che crimini, nessuno ha informato i cittadini americani, molti dei quali avrebbero probabilmente votato diversamente. Nelle recenti elezioni di medio termine i democratici hanno infatti ottenuto risultati migliori del previsto, perdendo appena nove seggi alla Camera dei rappresentanti e guadagnando un seggio al Senato. Tucker Carlson, guardando dritto nella telecamera, lo ha ricordato agli americani nel suo stile icastico e tagliente: «Il 4 novembre mancavano quattro giorni alle cruciali elezioni di medio termine, quindi, naturalmente, il DOJ [Dipartimento di Giustizia, ndr] non ha rilasciato un comunicato stampa al riguardo. Non hanno inviato l'FBI a fare irruzione nella casa di Biden [...] e a rovistare nel cassetto della biancheria intima della dottoressa Jill. Ci mancherebbe. Biden può essere un pessimo presidente, ma è pur sempre un democratico. Non è arancione».<br />L'anchorman ha poi aggiunto: «Quindi Merrick Garland, che [...] farà tutto ciò che il Partito Democratico gli richiede, ha tenuto segrete le notizie abbastanza a lungo da tenere gli altri Democratici fuori dalla zona dell'esplosione. Perché ferire tutti gli altri? Stanno solo cercando di ferire un ragazzo, è Joe Biden».<br />DOCUMENTI SEGRETI ANCHE NEL CASSETTO DELLE MUTANDE?<br />Si tratterebbe quindi di un'"esplosione" guidata, o, se si vuole, di una demolizione controllata, partita in sordina con i ritrovamenti di carte top secret in un ufficio privato del Presidente (il Penn Biden Center di Washington DC), e arrivata fino ai fatti di questi giorni, riguardanti nuovi documenti segreti ritrovati nel garage di casa Biden, a Wilmington, nel Delaware. Carte classificate...]]></itunes:summary><itunes:duration>1184</itunes:duration><itunes:keywords>biden,corvette,doj,gop,michelleobama</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/028f1e196d889bfaa9e6093d7742f74c.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Al posto dell'abortista Nancy Pelosi, Kevin McCarthy è il nuovo speaker della Camera</title><link>https://www.spreaker.com/episode/al-posto-dell-abortista-nancy-pelosi-kevin-mccarthy-e-il-nuovo-speaker-della-camera--52411486</link><description><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="https://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7270" target="_blank" rel="noreferrer noopener">www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7270</a><br /><br />AL POSTO DELL'ABORTISTA NANCY PELOSI, KEVIN MCCARTHY E' IL NUOVO SPEAKER DELLA CAMERA di Luca Volontè<br />Il repubblicano Kevin McCarthy, deputato della California e candidato del partito alla guida della Camera dei rappresentanti, dove i Repubblicani hanno una maggioranza di 222 voti contro i 212 dei Democratici, è stato finalmente eletto alla 15a votazione nella prima mattinata di sabato, dopo aver dovuto fronteggiare e accordarsi con un gruppo di una ventina di oppositori del suo stesso partito. Un Partito Repubblicano diviso sulla propria leadership in vista delle elezioni del 2024, sul controllo dell'Amministrazione Biden, ma non sull'impegno di riportare trasparenza nella politica e difendere, pur con qualche importante crepa, i propri valori fondamentali: libertà, sussidiarietà, libero mercato, stato minimo, vita e famiglia.<br />Dal 1923 non era stata necessaria più di una votazione per l'elezione del presidente della Camera, ma lo stesso McCarthy, nel suo primo intervento come 55° speaker, ha ricordato che le riunioni e intese che hanno portato alla sua elezione sono state un "bene per il popolo americano", promettendo all'opposizione dei Democratici un confronto su una visione diversa di futuro per gli Stati Uniti. McCarthy aveva ottenuto poco più di 200 voti nei primi scrutini, ben al di sotto del numero minimo necessario per assicurarsi la presidenza. Già nel pomeriggio di venerdì, dopo lunghe conversazioni dietro le quinte con i Repubblicani che gli si opponevano, vedi il Freedom Caucus, McCarthy aveva visto aumentare il suo numero di voti a 215 al 14° scrutinio, superando finalmente i 212 voti totali di Hakeem Jeffries, il capogruppo dei Democratici. Venerdì, 15 Repubblicani avevano cambiato il loro voto a favore di McCarthy. [...] Infine, dopo una serie di telefonate - anche di Donal Trump - indirizzate ai dissidenti Repubblicani, McCarthy ha prevalso sabato al 15° scrutinio con 216 voti, con sei repubblicani [...] che invece hanno votato "presente", un voto che non è entrato nel conteggio finale e ha abbassato il quorum necessario per l'elezione.<br />UNA NUOVA DIREZIONE<br />Kevin McCarthy è un convinto pro life ed è stato sostenuto da Trump nella sua candidatura. La ventina di membri del Freedom Caucus, dileggiati dalla stampa internazionale per essere conservatori irriducibili, non erano contrari a McCarthy per antipatie personali, volevano solo l'impegno del nuovo presidente della Camera per un maggior controllo e più selettive votazioni sulle proposte di spesa multimiliardarie di Biden e dei Dem, una progressiva riduzione del debito pubblico, una maggiore presenza dei membri del Caucus nella Commissione del regolamento e un aumento dei poteri di controllo dei singoli deputati sulla presidenza (la mozione di sfiducia contro il presidente della Camera potrà esser presentata da ogni singolo deputato Repubblicano).<br />Le critiche rivolte ai Repubblicani da parte di Biden e della stampa liberal europea sono state feroci, le accuse di incompetenza, divisione e impreparazione si sono ripetute per tutta la settimana ma i dibattiti franchi che si sono tenuti nella Camera dei Rappresentanti sono parte essenziale di quel processo che si chiama democrazia. Il presidente della Heritage Foundation, Kevin Roberts, si è congratulato con i membri del Congresso dopo il voto dicendo che "è un momento storico per il nostro Paese. A novembre gli elettori americani hanno dato un mandato per una leadership conservatrice (...). C'è molto lavoro da fare e l'Heritage non vede l'ora di lavorare con il 118° Congresso per affrontare le questioni più urgenti per gli americani di oggi". La presidente di SBA Pro-Life America, Marjorie Dannenfelser, ha dichiarato la sua soddisfazione per l'elezione di McCarthy e la sua disponibilità a lavorare sin da subito con il nuovo presidente e i tantissimi deputati Repubblicani pro vita. "Ci congratuliamo con il presidente McCarthy e accogliamo con favore una nuova direzione alla Camera dopo quattro anni di controllo democratico e pro-aborto, guidato da Nancy Pelosi". "Non vediamo l'ora di lavorare (...) per portare avanti una legislazione federale che protegga i bambini non nati e le loro madri dall'orrore dell'aborto", ha aggiunto Dannenfelser.<br />CONTRO IL FINANZIAMENTO DELL'ABORTO<br />Tra le principali proposte di legge che i Repubblicani della Camera presenteranno ci sono quelle contro il finanziamento dell'aborto da parte dei contribuenti e quella per proteggere i bambini che sopravvivono agli aborti, che la "cattolica devota" Nancy Pelosi ha rifiutato di far votare per un'ottantina di volte durante la sua presidenza. Proprio l'impegno di McCarthy per difendere la vita nascente e la maternità non è mai stato messo in dubbio, basterebbe dare uno sguardo al sito dello speaker della Camera, per rendersi conto di quanto potranno migliorare le politiche pro life e il rispetto per sussidiarietà e libertà (anche fiscale) di cittadini e Stati in America. Rimane tuttavia, per lui e Steve Scalise, la responsabilità di non aver indirizzato i colleghi di partito a votare contro il deleterio disegno di legge dei Dem, poi approvato, sulle "nozze gay". L'elezione dello stesso Scalise come capogruppo di maggioranza, noto per il suo impegno a favore della vita (100% di voti pro life), rappresenta comunque una garanzia di cambiamento. Si aprono i lavori della 118a sessione del Congresso, finalmente c'è speranza per una svolta pro life.<br />Nota di BastaBugie: Stefano Magni nell'articolo seguente dal titolo "Usa, nuovo maccartismo: investigare sugli investigatori" spiega cosa accadrà adesso al Congresso USA a cominciare dalla nomina della commissione per indagare anche sull'Fbi.<br />Ecco l'articolo completo pubblicato su La Nuova Bussola Quotidiana il 10 gennaio 2023:<br />Nel Congresso eletto nel voto di metà mandato dello scorso novembre, avanza un nuovo "maccartismo": investigare sugli investigatori. Mentre il vecchio maccartismo, quello degli anni '50, dava la caccia alle "streghe" (leggasi: ai comunisti) in ogni ambiente della società, il nuovo rovescerà la prospettiva e darà la caccia ai "federali", per impedire loro che scatenino una nuova caccia alle streghe (stavolta: ai conservatori). Kevin McCarthy, il deputato californiano eletto dai Repubblicani alla presidenza della Camera, dopo 14 votazioni andate a vuoto, ha promesso di costituire una nuova sottocommissione della Giustizia ad hoc per indagare sulla politicizzazione del Dipartimento di Giustizia, del Dipartimento per la Sicurezza Nazionale e dell'Fbi.<br />Kevin McCarthy ha dovuto concedere questo ed altro nel pacchetto di regole concordate con i suoi oppositori interni, riuniti soprattutto al Freedom Caucus, il gruppo di Repubblicani formato soprattutto da libertari e conservatori, fra i più fedeli a Donald Trump nella nuova legislatura. Le quattordici votazioni andate a vuoto hanno rafforzato enormemente la loro posizione: hanno fatto sentire il loro peso a McCarthy, facendogli toccare con mano che senza di loro non potrà più comandare. La prima delle concessioni, non a caso, ripristina la regola per cui anche un solo deputato può presentare una mozione di sfiducia nei confronti del presidente della Camera. Il nocciolo delle regole concordate per ottenere il voto dei dissidenti riguarda la spesa pubblica, con norme più rigide per l'innalzamento del tetto del debito (che dovrà essere approvato con voto separato), lo spacchettamento delle leggi omnibus e un preavviso di 72 ore per poterle studiare prima di iniziare il dibattito alla Camera, più un accordo separato con cui McCarthy si impegna a non alzare la spesa pubblica al di sopra dei livelli del 2022.<br />Ma il piatto forte riguarda, appunto, la risposta repubblicana alla Commissione sui fatti del 6 gennaio: una nuova sottocommissione che indagherà sulla politicizzazione delle agenzie che amministrano la giustizia e l'ordine pubblico. La divulgazione dei Twitter Files ha rivelato (a chi ha voluto o potuto leggerli, visto il silenzio dei grandi media) quanto le agenzie federali, soprattutto l'Fbi, abbiano interferito nel funzionamento dell'informazione, "collaborando" strettamente con i vertici dei grandi social network, per imporre censure a singoli utenti, per manipolare, per soffocare la diffusione di certe notizie, d'accordo con il governo. Non solo: il nuovo organismo potrà esaminare anche le indagini su Donald Trump ancora in corso.<br />Una prima bozza conferiva alla nuova sottocommissione meno poteri e un raggio d'azione più limitato: avrebbe potuto lavorare solo su Fbi, Dipartimento di Giustizia e Dipartimento di Sicurezza Nazionale, ma non prevedeva anche l'accesso alle indagini penali in corso. Il deputato Chip Roy del Texas, uno dei primi oppositori di McCarthy (poi negoziatore chiave per i suoi avversari più irriducibili) ha dichiarato a Fox News che l'attuale presidente è stato eletto ottenendo, in cambio degli ultimi voti necessari, le maggiori modifiche della proposta: "Così abbiamo ottenuto più risorse, più potere per indagare su questa recalcitrante amministrazione Biden". Il budget è stato innalzato ai livelli di quello della Commissione sui fatti del 6 gennaio.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/52411486</guid><pubDate>Wed, 11 Jan 2023 20:51:14 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/52411486/al_posto_dell_abortista_nancy_pelosi_kevin_mccarthy_e_il_nuovo_speaker_della_camera.mp3" length="11289957" type="audio/mpeg"/><itunes:author>BastaBugie</itunes:author><itunes:subtitle>TESTO DELL'ARTICOLO ➜ https://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7270

AL POSTO DELL'ABORTISTA NANCY PELOSI, KEVIN MCCARTHY E' IL NUOVO SPEAKER DELLA CAMERA di Luca Volontè
Il repubblicano Kevin McCarthy, deputato della California e candidato del...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="https://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7270" target="_blank" rel="noreferrer noopener">www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7270</a><br /><br />AL POSTO DELL'ABORTISTA NANCY PELOSI, KEVIN MCCARTHY E' IL NUOVO SPEAKER DELLA CAMERA di Luca Volontè<br />Il repubblicano Kevin McCarthy, deputato della California e candidato del partito alla guida della Camera dei rappresentanti, dove i Repubblicani hanno una maggioranza di 222 voti contro i 212 dei Democratici, è stato finalmente eletto alla 15a votazione nella prima mattinata di sabato, dopo aver dovuto fronteggiare e accordarsi con un gruppo di una ventina di oppositori del suo stesso partito. Un Partito Repubblicano diviso sulla propria leadership in vista delle elezioni del 2024, sul controllo dell'Amministrazione Biden, ma non sull'impegno di riportare trasparenza nella politica e difendere, pur con qualche importante crepa, i propri valori fondamentali: libertà, sussidiarietà, libero mercato, stato minimo, vita e famiglia.<br />Dal 1923 non era stata necessaria più di una votazione per l'elezione del presidente della Camera, ma lo stesso McCarthy, nel suo primo intervento come 55° speaker, ha ricordato che le riunioni e intese che hanno portato alla sua elezione sono state un "bene per il popolo americano", promettendo all'opposizione dei Democratici un confronto su una visione diversa di futuro per gli Stati Uniti. McCarthy aveva ottenuto poco più di 200 voti nei primi scrutini, ben al di sotto del numero minimo necessario per assicurarsi la presidenza. Già nel pomeriggio di venerdì, dopo lunghe conversazioni dietro le quinte con i Repubblicani che gli si opponevano, vedi il Freedom Caucus, McCarthy aveva visto aumentare il suo numero di voti a 215 al 14° scrutinio, superando finalmente i 212 voti totali di Hakeem Jeffries, il capogruppo dei Democratici. Venerdì, 15 Repubblicani avevano cambiato il loro voto a favore di McCarthy. [...] Infine, dopo una serie di telefonate - anche di Donal Trump - indirizzate ai dissidenti Repubblicani, McCarthy ha prevalso sabato al 15° scrutinio con 216 voti, con sei repubblicani [...] che invece hanno votato "presente", un voto che non è entrato nel conteggio finale e ha abbassato il quorum necessario per l'elezione.<br />UNA NUOVA DIREZIONE<br />Kevin McCarthy è un convinto pro life ed è stato sostenuto da Trump nella sua candidatura. La ventina di membri del Freedom Caucus, dileggiati dalla stampa internazionale per essere conservatori irriducibili, non erano contrari a McCarthy per antipatie personali, volevano solo l'impegno del nuovo presidente della Camera per un maggior controllo e più selettive votazioni sulle proposte di spesa multimiliardarie di Biden e dei Dem, una progressiva riduzione del debito pubblico, una maggiore presenza dei membri del Caucus nella Commissione del regolamento e un aumento dei poteri di controllo dei singoli deputati sulla presidenza (la mozione di sfiducia contro il presidente della Camera potrà esser presentata da ogni singolo deputato Repubblicano).<br />Le critiche rivolte ai Repubblicani da parte di Biden e della stampa liberal europea sono state feroci, le accuse di incompetenza, divisione e impreparazione si sono ripetute per tutta la settimana ma i dibattiti franchi che si sono tenuti nella Camera dei Rappresentanti sono parte essenziale di quel processo che si chiama democrazia. Il presidente della Heritage Foundation, Kevin Roberts, si è congratulato con i membri del Congresso dopo il voto dicendo che "è un momento storico per il nostro Paese. A novembre gli elettori americani hanno dato un mandato per una leadership conservatrice (...). C'è molto lavoro da fare e l'Heritage non vede l'ora di lavorare con il 118° Congresso per affrontare le questioni più urgenti per gli americani di oggi". 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Come aveva promesso, il nuovo proprietario del social network, Elon Musk, dopo aver riammesso Donald Trump (che comunque non intende tornare a usare Twitter), ha anche svelato i segreti su come e perché fosse stato bandito nel 2021.<br />Con un'azione di censura senza precedenti, dopo l'assalto al Campidoglio del 6 gennaio 2021, un capo di Stato ancora in carica era stato rimosso da un social network a diffusione mondiale. La questione era stata subito presa seriamente dal mondo politico. Macron, che pure era stato sempre un rivale politico del suo omologo americano, aveva protestato affermando che non dovesse spettare a un soggetto privato la censura di un capo di Stato eletto dal popolo. La stessa preoccupazione era stata espressa da Angela Merkel. Ma Twitter si era difesa affermando che Trump avesse violato le regole della comunità, dunque non dovesse essere trattato diversamente da altri utenti colpevoli di violazioni gravi quali l'istigazione alla violenza (come l'assalto al Campidoglio). Ma ora apprendiamo, da quel che scrivevano gli stessi dipendenti e vertici dell'azienda di San Francisco, che Trump venne escluso senza che avesse violato né la legge, né le stesse regole della comunità. È stato chiuso il suo account, in modo permanente (finché non c'è stato il cambio di proprietà) per motivi puramente politici.<br />E d'altra parte il sospetto veniva. Come era possibile che su Twitter ci fosse ancora l'ayatollah Khamenei, che pure nel 2018 aveva definito Israele "un tumore da estirpare"? E perché c'era ancora Mohamed Mahatir, primo ministro malese che nel 2020 aveva twittato sul "diritto a uccidere milioni di francesi, per le loro colpe del passato" (era appena stato decapitato il professor Samuel Paty, accusato di aver mostrato le vignette su Maometto)? Sono tanti i casi in cui Twitter ha seguito la politica dell'interesse pubblico: quel che un capo di Stato o di governo dice, è di interesse pubblico, anche se il tweet incriminato può essere rimosso, l'utente resta. In tanti momenti del quadriennio trumpiano, Twitter aveva resistito alle numerose richieste di cacciare Trump dal social network per questa stessa ragione.<br />LA DECISIONE DI ESPELLERE TRUMP<br />Il problema ancora peggiore è che, dalle conversazioni (scritte) interne alla sede del social network, apprendiamo che la decisione di espellere Trump in modo permanente non sia stata solo presa, per motivi politici, all'interno dell'azienda, ma che sia frutto di una serie di pressioni politiche esterne e persino delle agenzie di pubblica sicurezza americane, quali Fbi e Intelligence Nazionale. Quindi un pezzo di Stato, d'accordo con una parte politica (il Partito Democratico), hanno fatto pressione su uno dei più grandi social network del mondo perché censurasse Donald Trump.<br />La storia completa, in tre parti, di come Trump sia stato cacciato dal social network è stata narrata, in tre puntate, nel corso della settimana scorsa, da tre giornalisti di inchiesta: Matt Taibbi (autore della prima infornata di Twitter Files), Michael Shellenberger e Bari Weiss, ex editorialista del New York Times che ha lasciato il grande giornale perché mobbizzata da una redazione ormai radicalizzata verso l'estrema sinistra. Incredibile a credersi, ma la decisione non venne presa all'improvviso dopo i fatti del 6 gennaio 2021, ma meditata a lungo, per tutti i mesi delle elezioni, a partire dall'ottobre precedente. È dall'8 ottobre 2020, infatti, che si inizia a parlare di colloqui con l'Fbi e con l'Intelligence Nazionale per combattere contro la disinformazione nel corso delle elezioni. I dipartimenti dediti alla sicurezza all'interno di Twitter iniziano da allora una attività frenetica di revisione, di segnalazione e di oscuramento di tweet sul voto postale già in corso. Ad esempio: «In questo caso, l'Fbi invia segnalazioni su un paio di tweet, il secondo dei quali coinvolge un ex consigliere della contea di Tippecanoe, Indiana, e repubblicano di nome @JohnBasham, che sostiene che "tra il 2% e il 25% dei voti per posta vengono rifiutati per errori"». Dopo un piccolo dibattito interno: «Il gruppo decide poi di applicare l'etichetta "Impara come il voto è sicuro e protetto" perché un commentatore dice che "è assolutamente normale avere un tasso di errore del 2%". [Yoel, ndr] Roth dà poi il via libera definitivo al processo avviato dall'Fbi». Casualmente o meno, tutte le segnalazioni riguardano messaggi scritti da repubblicani.<br />L'ASSALTO AL CAMPIDOGLIO<br />Il pressing inizia comunque dopo l'assalto al Campidoglio. A questo punto Twitter è sottoposto ad una pressione politica e "militare" (dall'esterno), così come ad una sollevazione interna dei dipendenti che chiedono di cacciare immediatamente Trump. E domandano anche ai vertici come abbiano fatto a tenerlo e a "rendersi complici" con un presidente ancora in carica, negli ultimi quattro anni. L'ex first lady Michelle Obama è una delle figure più in vista che chiedono il ban permanente. Trecento dipendenti firmano una lettera aperta contro la permanenza di Trump su Twitter pubblicata sul Washington Post. Nelle conversazioni interne l'atmosfera è ancor più incandescente: si cita Hannah Arendt e la Banalità del Male (continuare a pubblicare Trump come eseguire gli ordini superiori dei nazisti), si equipara Trump ad un leader terrorista o ad uno stragista.<br />Nel frattempo le regole erano già cambiate ad hoc: «Jack [Dorsey, l'allora ad di Twitter, ndr] ha appena approvato la recidiva per integrità civica". Il nuovo approccio creerebbe un sistema in cui cinque violazioni ("strike") comporterebbero la sospensione permanente». Ma non basta neanche quello. Arrivato all'8 gennaio, due giorni dopo l'assalto al Campidoglio, Trump non ha ancora totalizzato cinque violazioni, nemmeno secondo le regole di Twitter. Gliene manca una, e l'8 gennaio lancia due messaggi. Nel primo ringrazia i 75 milioni di "patrioti" che lo hanno votato, nel secondo annuncia che non parteciperà all'inaugurazione dell'amministrazione Biden. Nasce un dibattito surreale: ha lanciato un messaggio in codice per gli assalitori del Campidoglio? No, nemmeno secondo il team disciplinare di Twitter i due messaggi sono in violazione. Ma il caso viene, arbitrariamente, riaperto da una dirigente, Vijaya Gadde. Scrive Bari Weiss: «Meno di 90 minuti dopo che i dipendenti di Twitter avevano stabilito che i tweet di Trump non violavano la politica di Twitter, Vijaya Gadde - responsabile del settore legale, politico e fiduciario di Twitter - ha chiesto se si potesse trattare di un "incitamento codificato a ulteriori violenze"». La richiesta incontra l'entusiasmo di tutto il team che già avrebbe voluto cacciare Trump da anni ed ora ha l'opportunità di farlo.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/52241594</guid><pubDate>Tue, 20 Dec 2022 23:36:31 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/52241594/emerge_dagli_archivi_di_twitter_la_verit_sulla_censura_a_trump.mp3" length="8099675" type="audio/mpeg"/><itunes:author>BastaBugie</itunes:author><itunes:subtitle>TESTO DELL'ARTICOLO ➜ https://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7253

EMERGE DAGLI ARCHIVI DI TWITTER LA VERITA' SULLA CENSURA A TRUMP di Stefano Magni
Anche questa settimana, dagli archivi di Twitter emergono scottanti pezzi di verità, fatti...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="https://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7253" target="_blank" rel="noreferrer noopener">www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7253</a><br /><br />EMERGE DAGLI ARCHIVI DI TWITTER LA VERITA' SULLA CENSURA A TRUMP di Stefano Magni<br />Anche questa settimana, dagli archivi di Twitter emergono scottanti pezzi di verità, fatti storici recenti che ora è possibile ricostruire fino al dettaglio. Come aveva promesso, il nuovo proprietario del social network, Elon Musk, dopo aver riammesso Donald Trump (che comunque non intende tornare a usare Twitter), ha anche svelato i segreti su come e perché fosse stato bandito nel 2021.<br />Con un'azione di censura senza precedenti, dopo l'assalto al Campidoglio del 6 gennaio 2021, un capo di Stato ancora in carica era stato rimosso da un social network a diffusione mondiale. La questione era stata subito presa seriamente dal mondo politico. Macron, che pure era stato sempre un rivale politico del suo omologo americano, aveva protestato affermando che non dovesse spettare a un soggetto privato la censura di un capo di Stato eletto dal popolo. La stessa preoccupazione era stata espressa da Angela Merkel. Ma Twitter si era difesa affermando che Trump avesse violato le regole della comunità, dunque non dovesse essere trattato diversamente da altri utenti colpevoli di violazioni gravi quali l'istigazione alla violenza (come l'assalto al Campidoglio). Ma ora apprendiamo, da quel che scrivevano gli stessi dipendenti e vertici dell'azienda di San Francisco, che Trump venne escluso senza che avesse violato né la legge, né le stesse regole della comunità. È stato chiuso il suo account, in modo permanente (finché non c'è stato il cambio di proprietà) per motivi puramente politici.<br />E d'altra parte il sospetto veniva. Come era possibile che su Twitter ci fosse ancora l'ayatollah Khamenei, che pure nel 2018 aveva definito Israele "un tumore da estirpare"? E perché c'era ancora Mohamed Mahatir, primo ministro malese che nel 2020 aveva twittato sul "diritto a uccidere milioni di francesi, per le loro colpe del passato" (era appena stato decapitato il professor Samuel Paty, accusato di aver mostrato le vignette su Maometto)? Sono tanti i casi in cui Twitter ha seguito la politica dell'interesse pubblico: quel che un capo di Stato o di governo dice, è di interesse pubblico, anche se il tweet incriminato può essere rimosso, l'utente resta. In tanti momenti del quadriennio trumpiano, Twitter aveva resistito alle numerose richieste di cacciare Trump dal social network per questa stessa ragione.<br />LA DECISIONE DI ESPELLERE TRUMP<br />Il problema ancora peggiore è che, dalle conversazioni (scritte) interne alla sede del social network, apprendiamo che la decisione di espellere Trump in modo permanente non sia stata solo presa, per motivi politici, all'interno dell'azienda, ma che sia frutto di una serie di pressioni politiche esterne e persino delle agenzie di pubblica sicurezza americane, quali Fbi e Intelligence Nazionale. Quindi un pezzo di Stato, d'accordo con una parte politica (il Partito Democratico), hanno fatto pressione su uno dei più grandi social network del mondo perché censurasse Donald Trump.<br />La storia completa, in tre parti, di come Trump sia stato cacciato dal social network è stata narrata, in tre puntate, nel corso della settimana scorsa, da tre giornalisti di inchiesta: Matt Taibbi (autore della prima infornata di Twitter Files), Michael Shellenberger e Bari Weiss, ex editorialista del New York Times che ha lasciato il grande giornale perché mobbizzata da una redazione ormai radicalizzata verso l'estrema sinistra. Incredibile a credersi, ma la decisione non venne presa all'improvviso dopo i fatti del 6 gennaio 2021, ma meditata a lungo, per tutti i mesi delle elezioni, a partire dall'ottobre precedente. È dall'8 ottobre 2020, infatti, che si inizia a parlare di colloqui con l'Fbi e con l'Intelligence Nazionale per combattere contro la...]]></itunes:summary><itunes:duration>507</itunes:duration><itunes:keywords>ayatollahkhamenei,banalitàdelmale,fbi,trump,twitter</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/a949c8045bf8ee2981291845aba6bfc0.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Biden esulta per la legge sul matrimonio gay</title><link>https://www.spreaker.com/episode/biden-esulta-per-la-legge-sul-matrimonio-gay--52178218</link><description><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="https://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7235" target="_blank" rel="noreferrer noopener">www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7235</a><br /><br />BIDEN ESULTA PER LA LEGGE SUL MATRIMONIO GAY di Ermes Dovico<br />A maggior sfregio del Creatore il voto finale sul cosiddetto Respect for Marriage Act (Rma), che codifica le "nozze gay" a livello di legge federale, è arrivato nella solennità dell'Immacolata. Dopo l'approvazione al Senato a fine novembre, la Camera si è espressa con 258 voti a favore e 169 contrari: tra i favorevoli, anche 39 Repubblicani che hanno votato insieme a tutti gli attuali rappresentanti dei Democratici (219). Tra i membri del Grand Old Party ad aver votato con i Dem, spiccano i nomi di Elise Stefanik, presidente della Conferenza Repubblicana alla Camera (gruppo dirigenziale del Gop), e di Tom Emmer, il prossimo whip, ossia il politico responsabile della disciplina all'interno di un partito, che deve indirizzare i voti dei colleghi in base ai programmi concordati.<br />L'Rma abroga il Defense of Marriage Act del 1996, che riconosceva il matrimonio esclusivamente quale un'unione tra un uomo e una donna e consentiva ai singoli Stati federati di rifiutarsi di riconoscere eventuali "nozze gay" approvate in un altro Stato. Ora le cose sono invece capovolte. Sebbene agli Stati federati non sia richiesto dall'Rma di consentire alle coppie dello stesso sesso di "sposarsi", con la nuova legge sopraggiungono comunque gravi imposizioni: ogni Stato degli USA sarà infatti tenuto a riconoscere qualunque «matrimonio tra due individui» contratto negli altri Stati federati, senza distinzione di «sesso, razza, etnia od origine nazionale». Il testo, oltre a permettere i "matrimoni" tra persone dello stesso sesso, è abbastanza vago da aprire le porte anche al riconoscimento legale di unioni incestuose o con bambini.<br /><br />ESULTA NANCY PELOSI<br />Come abbiamo già scritto sulla Bussola, l'approvazione dell'Rma rende vano ogni eventuale ribaltamento della sentenza Obergefell vs Hodges (2015), che aveva imposto il riconoscimento del "matrimonio omosessuale" in tutti gli Stati Uniti. I Dem avevano proposto il testo lo scorso luglio, qualche giorno dopo la cancellazione della Roe vs Wade da parte della Corte Suprema, oggi a maggioranza conservatrice. All'inizio sembrava dovesse essere una semplice tattica preelettorale, ma poi l'inaspettato appoggio ottenuto da più del 20% dei Repubblicani (47 voti) nella prima lettura del disegno di legge alla Camera, dove i Dem avevano comunque i numeri da soli, ha convinto Biden e compagni di poter vincere la partita, sfruttando le divisioni interne al Gop, anche al Senato. Come di fatto è avvenuto superando, con qualche emendamento-compromesso e la decisiva complicità di 12 Repubblicani, lo scoglio della soglia anti-ostruzionismo nella camera alta del Congresso. A quel punto l'approvazione definitiva del testo appariva scontata. E così, per l'appunto, è stato.<br />Pochi minuti prima del voto finale, la speaker della Camera, Nancy Pelosi, cattolica, già interdetta da mons. Salvatore Cordileone a ricevere l'Eucaristia per il suo sostegno all'aborto, ha parlato di «storico passo avanti» e usato più volte il termine «divinità» per appoggiare la retorica perniciosa del love is love. E subito dopo il voto è stato il presidente Joe Biden a rilasciare una dichiarazione per celebrare l'Rma.<br />Sono rimasti inascoltati i ripetuti interventi della Conferenza episcopale statunitense per evitare questa ulteriore deriva legislativa. In una lettera del 23 novembre al Congresso, i vescovi avevano tra l'altro spiegato: «La nostra opposizione all'Rma in nessun modo tollera alcuna ostilità nei confronti di chiunque abbia esperienza di un'attrazione verso lo stesso sesso», precisava la lettera nel solco del Catechismo (cfr. CCC 2358). E aggiungeva: «L'insegnamento cattolico sul matrimonio è inseparabile dall'insegnamento cattolico sull'inerente dignità e valore di ogni essere umano. Attaccare l'uno è attaccare l'altro. Il Congresso deve avere il coraggio di difendere entrambi [gli insegnamenti]». Un coraggio che però non c'è stato.<br /><br />LE PERSECUZIONI AUMENTERANNO<br />Oltre al danno in sé del riconoscimento normativo di ciò che matrimonio - per legge morale naturale - non è (l'unione tra persone dello stesso sesso), il Respect for Marriage Act accresce i pericoli per la libertà religiosa. I Democratici hanno bloccato un emendamento che era stato presentato alla Camera dal Repubblicano Chip Roy e che mirava a offrire una tutela più specifica alle persone che credono nel matrimonio secondo natura. Il medesimo emendamento godeva del supporto dei vescovi ed era stato già presentato, invano, anche al Senato da un altro membro del Gop, Mike Lee. La modifica proposta esplicitava innanzitutto, a livello generale, che il governo federale non dovesse intraprendere «nessuna azione discriminatoria» nei confronti delle persone che credono che il matrimonio sia solo tra uomo e donna; e poi affrontava la questione per ambiti più specifici e suscettibili di penalizzazioni per i pro-famiglia. Ma i Dem non ne hanno voluto sapere, fatto che accresce la responsabilità dei Repubblicani che, nonostante tutto, hanno votato con loro, ignorando gli appelli dei leader delle varie confessioni cristiane e dei gruppi pro-family.<br />Ricordiamo che l'Rma prevede che chiunque si senta «danneggiato da una violazione» possa avviare un'azione civile contro presunti trasgressori. Ai sensi della nuova legge, anche il Dipartimento di Giustizia e i procuratori generali possono intentare cause civili contro chi non riconosce un matrimonio «tra due individui» già dichiarato legale in un altro Stato federato. È quindi prevedibile che per le chiese, le agenzie di adozione, i funzionari amministrativi, le persone di fede, le istituzioni culturali e i professionisti di ogni tipo che abbiano a che fare con matrimoni (il caso del pasticciere Jack Phillips è solo la punta dell'iceberg) le persecuzioni aumenteranno.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/52178218</guid><pubDate>Tue, 13 Dec 2022 20:54:04 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/52178218/biden_esulta_per_la_legge_sul_matrimonio_gay.mp3" length="8626721" type="audio/mpeg"/><itunes:author>BastaBugie</itunes:author><itunes:subtitle>TESTO DELL'ARTICOLO ➜ https://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7235

BIDEN ESULTA PER LA LEGGE SUL MATRIMONIO GAY di Ermes Dovico
A maggior sfregio del Creatore il voto finale sul cosiddetto Respect for Marriage Act (Rma), che codifica le "nozze...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="https://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7235" target="_blank" rel="noreferrer noopener">www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7235</a><br /><br />BIDEN ESULTA PER LA LEGGE SUL MATRIMONIO GAY di Ermes Dovico<br />A maggior sfregio del Creatore il voto finale sul cosiddetto Respect for Marriage Act (Rma), che codifica le "nozze gay" a livello di legge federale, è arrivato nella solennità dell'Immacolata. Dopo l'approvazione al Senato a fine novembre, la Camera si è espressa con 258 voti a favore e 169 contrari: tra i favorevoli, anche 39 Repubblicani che hanno votato insieme a tutti gli attuali rappresentanti dei Democratici (219). Tra i membri del Grand Old Party ad aver votato con i Dem, spiccano i nomi di Elise Stefanik, presidente della Conferenza Repubblicana alla Camera (gruppo dirigenziale del Gop), e di Tom Emmer, il prossimo whip, ossia il politico responsabile della disciplina all'interno di un partito, che deve indirizzare i voti dei colleghi in base ai programmi concordati.<br />L'Rma abroga il Defense of Marriage Act del 1996, che riconosceva il matrimonio esclusivamente quale un'unione tra un uomo e una donna e consentiva ai singoli Stati federati di rifiutarsi di riconoscere eventuali "nozze gay" approvate in un altro Stato. Ora le cose sono invece capovolte. Sebbene agli Stati federati non sia richiesto dall'Rma di consentire alle coppie dello stesso sesso di "sposarsi", con la nuova legge sopraggiungono comunque gravi imposizioni: ogni Stato degli USA sarà infatti tenuto a riconoscere qualunque «matrimonio tra due individui» contratto negli altri Stati federati, senza distinzione di «sesso, razza, etnia od origine nazionale». Il testo, oltre a permettere i "matrimoni" tra persone dello stesso sesso, è abbastanza vago da aprire le porte anche al riconoscimento legale di unioni incestuose o con bambini.<br /><br />ESULTA NANCY PELOSI<br />Come abbiamo già scritto sulla Bussola, l'approvazione dell'Rma rende vano ogni eventuale ribaltamento della sentenza Obergefell vs Hodges (2015), che aveva imposto il riconoscimento del "matrimonio omosessuale" in tutti gli Stati Uniti. I Dem avevano proposto il testo lo scorso luglio, qualche giorno dopo la cancellazione della Roe vs Wade da parte della Corte Suprema, oggi a maggioranza conservatrice. All'inizio sembrava dovesse essere una semplice tattica preelettorale, ma poi l'inaspettato appoggio ottenuto da più del 20% dei Repubblicani (47 voti) nella prima lettura del disegno di legge alla Camera, dove i Dem avevano comunque i numeri da soli, ha convinto Biden e compagni di poter vincere la partita, sfruttando le divisioni interne al Gop, anche al Senato. Come di fatto è avvenuto superando, con qualche emendamento-compromesso e la decisiva complicità di 12 Repubblicani, lo scoglio della soglia anti-ostruzionismo nella camera alta del Congresso. A quel punto l'approvazione definitiva del testo appariva scontata. E così, per l'appunto, è stato.<br />Pochi minuti prima del voto finale, la speaker della Camera, Nancy Pelosi, cattolica, già interdetta da mons. Salvatore Cordileone a ricevere l'Eucaristia per il suo sostegno all'aborto, ha parlato di «storico passo avanti» e usato più volte il termine «divinità» per appoggiare la retorica perniciosa del love is love. E subito dopo il voto è stato il presidente Joe Biden a rilasciare una dichiarazione per celebrare l'Rma.<br />Sono rimasti inascoltati i ripetuti interventi della Conferenza episcopale statunitense per evitare questa ulteriore deriva legislativa. In una lettera del 23 novembre al Congresso, i vescovi avevano tra l'altro spiegato: «La nostra opposizione all'Rma in nessun modo tollera alcuna ostilità nei confronti di chiunque abbia esperienza di un'attrazione verso lo stesso sesso», precisava la lettera nel solco del Catechismo (cfr. CCC 2358). 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L'effetto di questo annuncio è limitato. Fino a quando il Congresso “anatra-zoppa” non si concluderà, la signora Pelosi continuerà a guidare la carica per danneggiare il più possibile la causa conservatrice e promuoverà l'agenda di sinistra nuovamente quando tornerà al Congresso come deputata ordinaria in rappresentanza di San Francisco.<br />Tuttavia, un'epoca è finita. L'ottantaduenne deputata ha trascorso 20 lunghi anni in posizioni di leadership del Partito nella Camera, otto dei quali come speaker (ndr. cioè presidente). Questa valutazione di Nancy non vuole essere un attacco personale. Si concentra sull'immenso danno che ha inflitto ai valori morali del Paese e ricorda il suo esplicito sostegno alla Critical Race Theory, all'ideologia LGBTQ+, all'aborto procurato, al femminismo e ad altre cause del genere.<br /><br />GIOIA E SOLLIEVO<br />Il primo sentimento che si prova è di legittima gioia e sollievo. Non potrà promuovere più ogni causa di sinistra dal suo alto ufficio. Non sarà più la celebrità "cattolica" che si fa beffe dell'insegnamento e della dottrina della Chiesa. Ci vorrà tempo per trovare un sostituto con la sua statura ed esperienza.<br />Il movimento pro-vita dovrebbe in particolare rallegrarsi di questo cambiamento. L'oratrice dal pugno di ferro, madre di sei figli, ha promosso l'aborto procurato in tutte le fasi della gravidanza con lo zelo di una fanatica. Inoltre, ha esercitato il suo potere su tutti i democratici della Camera affinché seguissero la linea del partito. Sotto il suo regime, il "cane blu" democratico (di tendenza conservatrice) si è estinto e il partito è divenuto un unico immenso blocco a favore del continuo massacro degli innocenti.<br />Anche i cattolici dovrebbero rallegrarsi. È un atto di carità desiderare che qualcuno non pratichi più il male. È stato angosciante vedere Nancy descriversi come una cattolica praticante, eppure causare un enorme scandalo guidando la promozione di una legislazione contraria a ciò che la Chiesa insegna. È stato demoralizzante vedere alti rappresentanti della Chiesa rifiutarsi di richiamarla e sanzionarla per le sue azioni malvagie. Con la sua uscita dalla leadership, questo danno sarà diminuito, anche se non eliminato.<br /><br />UN MODO SFACCIATO DI ESERCITARE IL POTERE<br />La sua passione per governi elefantiaci e la spesa pubblica non l'hanno resa simpatica ai conservatori fiscali che si sono uniti ai festeggiamenti. Ignorando le ricadute economiche, ha fatto approvare al Congresso massicce proposte di legge di spesa che hanno alimentato l'inflazione, mentre si occupava nominalmente di infrastrutture, di aiuti COVID e di questioni sanitarie, portando il debito nazionale a livelli astronomici sotto il suo martelletto.<br />Il suo modo sfacciato di esercitare il potere e la sua teatralità riflettevano la tanto lamentata mancanza di civiltà dell'America. Anche in questo caso, non si tratta di un attacco personale, ma di un commento sul suo stile di governo. Chi non ricorda la mancanza di rispetto dimostrata il 4 febbraio 2020, quando strappò il testo del discorso sullo Stato dell'Unione del Presidente Trump stando dietro di lui? Queste sceneggiate non sono un modello, perché tutti dovrebbero rispettare l'autorità, indipendentemente dal fatto che si sia d'accordo o meno con il titolare dell'ufficio.<br />Molti ricorderanno i suoi commenti durante le rivolte del movimento Black Lives Matter (con saccheggi e incendi in molte città americane) di quell'estate, che sembravano incoraggiare la violenza e disautorizzare la polizia. Il suo atteggiamento conflittuale privilegiava la teatralità, la grancassa mediatica e l'accondiscendenza ai rivoltosi. Anche se denigrava la guerra culturale, si schierava sempre dalla parte di coloro che attaccavano la morale tradizionale. I suoi modi spicci non mostravano alcuna simpatia o sentimentalismo per coloro che erano in contrasto con il suo programma.<br /><br />UNA DETERMINAZIONE QUASI AMMIREVOLE<br />Se fosse stata indirizzata nella giusta direzione, la sua determinazione sarebbe stata ammirevole. Ha definito degli obiettivi e ha mostrato la forza di volontà di perseguirli. Non temeva le controversie e sapeva come affrontare l'opposizione, anche all'interno del suo partito. Ha pianificato a lungo termine le sue battaglie con perseveranza e lungimiranza.<br />Tuttavia, a cosa servono queste qualità quando vengono impiegate per promuovere le cause di sinistra? La sua determinazione divenne il flagello dei movimenti pro-vita e pro-famiglia che lottavano duramente per difendere la moralità. La sua tenacia è arrivata a rappresentare la volontà ostinata di distruggere reazioni e tradizioni sane. Magari ci fosse qualcuno a destra con la determinazione di difendere tutto ciò che lei ha contribuito a distruggere con tanta tenacia!<br />Ogni movimento politico ha bisogno di figure simboliche per stimolare la base. La signora Pelosi aveva la capacità unica di simboleggiare la piattaforma del suo partito con la sua sola figura. Era il prototipo giacobino che personificava la sinistra e galvanizzava la destra. La forza radicale della sua presenza ha definito lo spettro politico e ha spostato tutti verso sinistra.<br />Alcuni potrebbero trarre conforto dal fatto che il suo lungo mandato indica la scarsità di figure simili anche a sinistra. Mentre lei lascia la leadership, pochi democratici sotto i 60 anni hanno la forza e la personalità per svolgere questo ruolo vitale.<br />Addio Nancy Pelosi! Coloro che si trovano dall'altra parte dello spettro politico, culturale e religioso non si lamenteranno della tua partenza. È vero che desiderano fortemente la tua conversione e pregano per questo. Si rammaricano per lo scandalo che hai causato, ma non ti fanno alcun attacco personale. Invece, loro - e milioni di americani nascituri innocenti che non hanno mai visto la luce - testimoniano davanti al trono di Dio tutto ciò che hai fatto contro di Lui e la Sua Legge divina.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/52119247</guid><pubDate>Wed, 07 Dec 2022 15:03:27 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/52119247/addio_nancy_pelosi_la_fine_di_un_epoca.mp3" length="9047188" type="audio/mpeg"/><itunes:author>BastaBugie</itunes:author><itunes:subtitle>TESTO DELL'ARTICOLO ➜ https://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7226

ADDIO NANCY PELOSI: E' LA FINE DI UN'EPOCA di John Horvat
Dopo le recenti elezioni, la Presidente della Camera dei Rappresentanti americana Nancy Pelosi ha annunciato la sua...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="https://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7226" target="_blank" rel="noreferrer noopener">www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7226</a><br /><br />ADDIO NANCY PELOSI: E' LA FINE DI UN'EPOCA di John Horvat<br />Dopo le recenti elezioni, la Presidente della Camera dei Rappresentanti americana Nancy Pelosi ha annunciato la sua uscita da ogni ufficio di leadership con un drammatico addio il 17 novembre. L'effetto di questo annuncio è limitato. Fino a quando il Congresso “anatra-zoppa” non si concluderà, la signora Pelosi continuerà a guidare la carica per danneggiare il più possibile la causa conservatrice e promuoverà l'agenda di sinistra nuovamente quando tornerà al Congresso come deputata ordinaria in rappresentanza di San Francisco.<br />Tuttavia, un'epoca è finita. L'ottantaduenne deputata ha trascorso 20 lunghi anni in posizioni di leadership del Partito nella Camera, otto dei quali come speaker (ndr. cioè presidente). Questa valutazione di Nancy non vuole essere un attacco personale. Si concentra sull'immenso danno che ha inflitto ai valori morali del Paese e ricorda il suo esplicito sostegno alla Critical Race Theory, all'ideologia LGBTQ+, all'aborto procurato, al femminismo e ad altre cause del genere.<br /><br />GIOIA E SOLLIEVO<br />Il primo sentimento che si prova è di legittima gioia e sollievo. Non potrà promuovere più ogni causa di sinistra dal suo alto ufficio. Non sarà più la celebrità "cattolica" che si fa beffe dell'insegnamento e della dottrina della Chiesa. Ci vorrà tempo per trovare un sostituto con la sua statura ed esperienza.<br />Il movimento pro-vita dovrebbe in particolare rallegrarsi di questo cambiamento. L'oratrice dal pugno di ferro, madre di sei figli, ha promosso l'aborto procurato in tutte le fasi della gravidanza con lo zelo di una fanatica. Inoltre, ha esercitato il suo potere su tutti i democratici della Camera affinché seguissero la linea del partito. Sotto il suo regime, il "cane blu" democratico (di tendenza conservatrice) si è estinto e il partito è divenuto un unico immenso blocco a favore del continuo massacro degli innocenti.<br />Anche i cattolici dovrebbero rallegrarsi. È un atto di carità desiderare che qualcuno non pratichi più il male. È stato angosciante vedere Nancy descriversi come una cattolica praticante, eppure causare un enorme scandalo guidando la promozione di una legislazione contraria a ciò che la Chiesa insegna. È stato demoralizzante vedere alti rappresentanti della Chiesa rifiutarsi di richiamarla e sanzionarla per le sue azioni malvagie. Con la sua uscita dalla leadership, questo danno sarà diminuito, anche se non eliminato.<br /><br />UN MODO SFACCIATO DI ESERCITARE IL POTERE<br />La sua passione per governi elefantiaci e la spesa pubblica non l'hanno resa simpatica ai conservatori fiscali che si sono uniti ai festeggiamenti. Ignorando le ricadute economiche, ha fatto approvare al Congresso massicce proposte di legge di spesa che hanno alimentato l'inflazione, mentre si occupava nominalmente di infrastrutture, di aiuti COVID e di questioni sanitarie, portando il debito nazionale a livelli astronomici sotto il suo martelletto.<br />Il suo modo sfacciato di esercitare il potere e la sua teatralità riflettevano la tanto lamentata mancanza di civiltà dell'America. Anche in questo caso, non si tratta di un attacco personale, ma di un commento sul suo stile di governo. Chi non ricorda la mancanza di rispetto dimostrata il 4 febbraio 2020, quando strappò il testo del discorso sullo Stato dell'Unione del Presidente Trump stando dietro di lui? Queste sceneggiate non sono un modello, perché tutti dovrebbero rispettare l'autorità, indipendentemente dal fatto che si sia d'accordo o meno con il titolare dell'ufficio.<br />Molti ricorderanno i suoi commenti durante le rivolte del movimento Black Lives Matter (con saccheggi e incendi in molte città americane) di quell'estate, che sembravano incoraggiare la violenza e disautorizzare la polizia....]]></itunes:summary><itunes:duration>566</itunes:duration><itunes:keywords>blm,caneblu,criticalracetheory,lgbt,pelosi</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/4a02054acc35bce0af67ca4e2bce5941.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Trump ci riprova e si candida per il 2024</title><link>https://www.spreaker.com/episode/trump-ci-riprova-e-si-candida-per-il-2024--51983291</link><description><![CDATA[VIDEO: Trump ci riprova➜ <a href="https://mazzoninews.com/2022/11/20/trump-ci-riprova-mn-192/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://mazzoninews.com/2022/11/20/trump-ci-riprova-mn-192/</a><br /><br />TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="https://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7218" target="_blank" rel="noreferrer noopener">www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7218</a><br /><br />TRUMP CI RIPROVA E SI CANDIDA PER IL 2024 di Roberto Mazzoni<br />Il 15 novembre 2022 Donald Trump ha ufficialmente annunciato la propria candidatura alla presidenza degli Stati Uniti. Nel suo lungo discorso di presentazione, tenuto nella sua residenza di Mar-a-Lago, Trump ha promesso di riportare prosperità e gloria negli Stati Uniti, ha ipotizzato che la Cina abbia avuto un ruolo importante nel manipolare le elezioni del 2020, ha criticato i ritardi e le procedure alterate delle elezioni del 2022, che tuttavia hanno comunque portato alla vittoria 222 dei candidati da lui appoggiati e allo sconfitta di solo 22 tra questi, oltre che alla riconquista della Camera dei Deputati.<br />Il senato è stato perso di stretto margine anche in ragione del risultato molto contestato nelle elezioni in Nevada e Arizona, dove i candidati la lui appoggiati, Adam Laxalt e Blake Masters, entrambi etichettati come "election deniers" vale a dire critici dei risultati elettorali del 2020.<br />Trump ha detto che la sua candidatura non è di natura politica, perché i problemi dell'America non possono più essere risolti dalla politica, ma serve un movimento di natura popolare. Il lavoro non può essere svolto da una sola persona, ma servono decine di milioni di persone.<br /><br />IL PROGRAMMA ELETTORALE DI TRUMP<br />Trump ha proposto una piattaforma elettorale con i seguenti punti:<br />- Ripristinare la sicurezza del confine con il Messico e bloccare il flusso di immigrati illegali.<br />- Bloccare il flusso di droghe e traffico di esseri umani dai cartelli messicani con pena di morte per gli spacciatori ciascuno dei quali, negli Stati Uniti, determina la morte di almeno 500 persone nel corso della sua vita, senza contare il dolore inflitto alle rispettive famiglie. Trump ha citato l'esempio della Cina che giustizia gli spacciatori il giorno stesso che li arresta, per poi mandare il fentanol negli Stati Uniti.<br />- Riduzione del flusso di criminalità in alcune città degli Stati Uniti e smantellare le bande criminali.<br />- Eliminazione della Critical Race Theory e della "follia Gender" dalle scuole.<br />- Non permetterà agli uomini di partecipare negli sport femminili.<br />- Ripristinerà la centralità della famiglia e difenderà i diritti dei genitori nei confronti dei propri figli.<br />- Proporrà una modifica alle leggi per imporre limiti al tempo durante il quale i membri del Congresso possono restare in carica, per impedire loro di partecipare ad attività di lobbying per tutta la vita e per impedire l'uso dei soldi raccolti con le tasse per il finanziamento di campagne elettorali.<br />- Chiederà la proibizione che i membri del Congresso possano investire in borsa guadagnando così da attività di insider trading.<br />- Chiederà che i membri del Congresso, una volta usciti dal Parlamento o dal Senato, non possano mai partecipare ad attività di lobbying.<br />- Vuole riportare fiducia nel sistema elettorale americano chiedendo l'uso di documenti di identità per poter votare, voto in un solo giorno e l'uso esclusivo di schede elettorali di carta. Tutti i voti devono essere contati entro la sera del giorno delle elezioni. Ha citato l'esempio della Francia dove hanno votato 35 milioni di persone e la questione si è risolta in un solo giorno. Ha detto giustamente che le elezioni negli Stati Uniti sono peggio di quelle che si tengono in paesi del Terzo Mondo. Ha garantito che farà in modo che questo particolare obiettivo sia raggiunto perché costituisce un obiettivo molto personale.<br />- Abolirà tutti gli obblighi vaccinali imposti da Biden e ripristinerà la posizione dei militari che sono stati allontanati perché non volevano vaccinarsi, con rimborso dello stipendio perso nel frattempo.<br />- Manterrà l'America al di fuori di stupide guerre ed eviterà lo scatenarsi di una terza guerra mondiale, verso cui invece Joe Biden sembra diretto, come ha fatto per i quattro anni in cui è stato presidente.<br />- Farà costruire un sistema di difesa dagli attacchi missilistici che sia in grado di bloccare i missili supersonici di Russia e Cina che oggi non possono essere fermati.<br /><br />PROSPETTIVE FUTURE<br />Le minacce più importanti per gli Stati Uniti non vengono tuttavia dall'esterno, ma dall'interno con l'uso del sistema giudiziario, dell'FBI e del Ministero della Giustizia come arma contro i cittadini dissidenti, e ripulire la corruzione rampante all'interno della città di Washington.<br />Trump ha citato il fatto che l'FBI ha offerto 1 miliardo di dollari a Christopher Steele, l'autore del dossier falso su Trump e la Russia, per testimoniare che il dossier era vero e Steele si è rifiutato, a dimostrazione di quanto fosse falso il dossier stesso.<br />L'ex presidente ha parlato del raid condotto dall'FBI sulla sua casa di Mar-a-Lago che è risultato in una bolla di sapone, visto che dopo che le elezioni di medio termine si sono concluse, l'FBI ha dichiarato che la documentazione prelevata a casa di Trump non conteneva nulla di importante.<br />Trump dice che gli saranno contro le forze combinate dell'establishment, dei media, dei lobbisti, dei globalisti, dei marxisti radicali della sinistra, dalle corporazioni woke, dai poteri deviati del governo federale, dalle colossali macchine politiche, dalla marea di denaro sporco, dal sistema di censura interbo più pericoloso che sia mai esistito nella storia dell'Uomo.<br />Lui e i suoi alleati verranno attaccati, perseguitati, calunniati, come è già capitato a lui, ma non si lasceranno intimidire e alla fine vinceranno e l'America rinascerà.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/51983291</guid><pubDate>Tue, 22 Nov 2022 21:52:11 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/51983291/trump_ci_riprova_e_si_candida_per_il_2024.mp3" length="6944853" type="audio/mpeg"/><itunes:author>BastaBugie</itunes:author><itunes:subtitle>VIDEO: Trump ci riprova➜ https://mazzoninews.com/2022/11/20/trump-ci-riprova-mn-192/

TESTO DELL'ARTICOLO ➜ https://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7218

TRUMP CI RIPROVA E SI CANDIDA PER IL 2024 di Roberto Mazzoni
Il 15 novembre 2022 Donald...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[VIDEO: Trump ci riprova➜ <a href="https://mazzoninews.com/2022/11/20/trump-ci-riprova-mn-192/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://mazzoninews.com/2022/11/20/trump-ci-riprova-mn-192/</a><br /><br />TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="https://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7218" target="_blank" rel="noreferrer noopener">www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7218</a><br /><br />TRUMP CI RIPROVA E SI CANDIDA PER IL 2024 di Roberto Mazzoni<br />Il 15 novembre 2022 Donald Trump ha ufficialmente annunciato la propria candidatura alla presidenza degli Stati Uniti. Nel suo lungo discorso di presentazione, tenuto nella sua residenza di Mar-a-Lago, Trump ha promesso di riportare prosperità e gloria negli Stati Uniti, ha ipotizzato che la Cina abbia avuto un ruolo importante nel manipolare le elezioni del 2020, ha criticato i ritardi e le procedure alterate delle elezioni del 2022, che tuttavia hanno comunque portato alla vittoria 222 dei candidati da lui appoggiati e allo sconfitta di solo 22 tra questi, oltre che alla riconquista della Camera dei Deputati.<br />Il senato è stato perso di stretto margine anche in ragione del risultato molto contestato nelle elezioni in Nevada e Arizona, dove i candidati la lui appoggiati, Adam Laxalt e Blake Masters, entrambi etichettati come "election deniers" vale a dire critici dei risultati elettorali del 2020.<br />Trump ha detto che la sua candidatura non è di natura politica, perché i problemi dell'America non possono più essere risolti dalla politica, ma serve un movimento di natura popolare. Il lavoro non può essere svolto da una sola persona, ma servono decine di milioni di persone.<br /><br />IL PROGRAMMA ELETTORALE DI TRUMP<br />Trump ha proposto una piattaforma elettorale con i seguenti punti:<br />- Ripristinare la sicurezza del confine con il Messico e bloccare il flusso di immigrati illegali.<br />- Bloccare il flusso di droghe e traffico di esseri umani dai cartelli messicani con pena di morte per gli spacciatori ciascuno dei quali, negli Stati Uniti, determina la morte di almeno 500 persone nel corso della sua vita, senza contare il dolore inflitto alle rispettive famiglie. Trump ha citato l'esempio della Cina che giustizia gli spacciatori il giorno stesso che li arresta, per poi mandare il fentanol negli Stati Uniti.<br />- Riduzione del flusso di criminalità in alcune città degli Stati Uniti e smantellare le bande criminali.<br />- Eliminazione della Critical Race Theory e della "follia Gender" dalle scuole.<br />- Non permetterà agli uomini di partecipare negli sport femminili.<br />- Ripristinerà la centralità della famiglia e difenderà i diritti dei genitori nei confronti dei propri figli.<br />- Proporrà una modifica alle leggi per imporre limiti al tempo durante il quale i membri del Congresso possono restare in carica, per impedire loro di partecipare ad attività di lobbying per tutta la vita e per impedire l'uso dei soldi raccolti con le tasse per il finanziamento di campagne elettorali.<br />- Chiederà la proibizione che i membri del Congresso possano investire in borsa guadagnando così da attività di insider trading.<br />- Chiederà che i membri del Congresso, una volta usciti dal Parlamento o dal Senato, non possano mai partecipare ad attività di lobbying.<br />- Vuole riportare fiducia nel sistema elettorale americano chiedendo l'uso di documenti di identità per poter votare, voto in un solo giorno e l'uso esclusivo di schede elettorali di carta. Tutti i voti devono essere contati entro la sera del giorno delle elezioni. Ha citato l'esempio della Francia dove hanno votato 35 milioni di persone e la questione si è risolta in un solo giorno. Ha detto giustamente che le elezioni negli Stati Uniti sono peggio di quelle che si tengono in paesi del Terzo Mondo. Ha garantito che farà in modo che questo particolare obiettivo sia raggiunto perché costituisce un obiettivo molto personale.<br />- Abolirà tutti gli obblighi vaccinali imposti da Biden e ripristinerà...]]></itunes:summary><itunes:duration>435</itunes:duration><itunes:keywords>biden,congresso,mazzoninews,obblighivaccinali,trump</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/215d631275f43ae387bf950f1a6e36a5.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Il vero vincitore delle elezioni Usa di midterm è Ron Desantis, governatore della Florida</title><link>https://www.spreaker.com/episode/il-vero-vincitore-delle-elezioni-usa-di-midterm-e-ron-desantis-governatore-della-florida--51901927</link><description><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="https://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7210" target="_blank" rel="noreferrer noopener">www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7210</a><br /><br />IL VERO VINCITORE DELLE ELEZIONI USA DI MIDTERM E' RON DESANTIS, GOVERNATORE DELLA FLORIDA di Federica Di Vito<br />Il governatore repubblicano Ron DeSantis ha battuto il democratico Charlie Crist per un milione e mezzo di voti, quindici punti di distacco, 57 a 42 per cento, vincendo così un secondo mandato in Florida. Il margine di vittoria di DeSantis è il più grande nella corsa al governatore della Florida dal 1982. «Grazie al sostegno schiacciante del popolo della Florida, non solo abbiamo vinto le elezioni, ma abbiamo riscritto la mappa politica», ha dichiarato. E scopriremo presto se si candiderà alle presidenziali del 2024. Che sia un segnale di allarme per i democratici? Sembrerebbe che lo spostamento dei voti ispanici verso i conservatori, come avevamo raccontato tramite alcuni sondaggi, sia un dato reale.<br />«44 anni, sposato, tre figli, laurea a Yale e Harvard, antiabortista, omofobo, promotore della legge "Don't Say Gay" con cui si vieta nelle scuole pubbliche, dall'asilo all'elementare, di affrontare il tema sull'identità sessuale. Tra i suoi grandi avversari c'è la Disney, che aveva preso le distanze dalla sua politica di discriminazione verso gay e lesbiche», così viene descritto da Repubblica. Noi ne avevamo già parlato e siamo di tutt'altro avviso, ovviamente. E sembra valere lo stesso anche per i suoi elettori, che lo hanno elogiato inoltre per la sua gestione della pandemia, durante la quale le imprese hanno riaperto e i bambini sono tornati nelle aule prima che in altri Stati.<br />«Ha tenuto aperto il nostro Stato. Ha riportato i bambini a scuola», queste le parole di un elettore sul New York Times. «Abbiamo scelto i fatti rispetto alla paura, abbiamo scelto l'istruzione rispetto all'indottrinamento», ha dichiarato DeSantis promuovendo la sua gestione del Covid e l'incessante difesa dei diritti dei genitori, «dopo quattro anni, il popolo ha emesso il suo verdetto: la libertà è qui per rimanere».<br />Ha tutelato i diritti dei genitori e dei bambini, opponendosi all'ideologia woke, la sua amministrazione è stata l'unica a rifiutare la sperimentazione dei vaccini sui bambini al di sotto dei 5 anni, ha firmato a marzo un disegno di legge che vieta le discussioni sulla sessualità e sull'identità di genere nelle scuole della Florida, e quando la Walt Disney si è opposta alla legge, DeSantis ha revocato lo status di «distretto speciale indipendente» del gigante Disney che gli concedeva un'autonomia legale unica sulla terra contenente il suo parco a tema Walt Disney World nello Stato del Sunshine.<br />Si è battuto per vietare la confusione di genere negli sport femminili e maschili, ha represso gli spettacoli drag queen per bambini e, notizia fresca del 4 novembre, il Florida Board of Medicine e lo State Board of Osteopathic Medicine hanno votato 6-3 per vietare ai medici di prescrivere bloccanti e ormoni della pubertà o di eseguire interventi chirurgici fino a quando un paziente non abbia compiuto 18 anni. Ad eccezione dei bambini che stanno già ricevendo il trattamento. La seconda vittoria di DeSantis poi fa ben sperare anche il mondo pro life, visto il divieto della maggior parte degli aborti dopo le 15 settimane di gravidanza. Così lo descriviamo noi e così ha meritato la vittoria<br /><br />Nota di BastaBugie: Stefano Magni nell'articolo seguente dal titolo "Usa: i Repubblicani non stravincono, ma i Democratici non capiscono di aver perso" spiega nel dettaglio perché i Democratici non possono cantar vittoria.<br />Ecco l'articolo completo pubblicato su La Nuova Bussola Quotidiana l'11 novembre 2022:<br />Per Joe Biden, i Democratici hanno passato una "buona nottata". In una conferenza stampa, con lo spoglio ancora in corso, ieri sera ha dichiarato una "vittoria morale" del suo partito, pur ammettendo la sconfitta di "alcuni" candidati. Si tratta di un classico esempio di rimozione della realtà, perché la "vittoria morale" di ieri non c'è stata, si tratta a tutti gli effetti di una sconfitta, anche se non clamorosa come molti sondaggi prevedevano. Al momento in cui questo pezzo va online lo spoglio non è finito, né per la Camera né per il Senato, ma i Repubblicani sono quasi certi di conquistare la maggioranza alla Camera e hanno almeno un pareggio al Senato. [...]<br />Ma i Democratici, invece di cantare una "vittoria morale", tirando un respiro di sollievo perché si attendevano una sconfitta peggiore, farebbero meglio a riflettere su alcuni aspetti.<br />Il primo è quello della perdita di consensi nei loro classici bacini elettorali: donne, giovani, afro-americani e latino-americani votano ancora a maggioranza per il Partito Democratico, ma sempre più trasmigrano verso il Partito Repubblicano, come mostrano gli exit poll effettuati anche dalla Cnn. In generale, tutte le categorie che solitamente sono associate alla sinistra americana, oggi sono più equamente divise e nel caso dei latino-americani, degli uomini in particolare, il passaggio da un partito all'altro è clamoroso: erano il 29% in più quelli che votavano per i Democratici nel 2018 (alle scorse elezioni di metà mandato), oggi sono appena l'8% in più. Un crollo di consensi del 21% è notevole e avviene proprio nella popolazione che può rappresentare il futuro demografico del Paese, se si mantengono gli attuali ritmi di immigrazione.<br />Proprio il cambiamento politico in corso fra i latino-americani è una delle cause principali della vittoria più spettacolare di queste elezioni: la rielezione di Ron DeSantis a governatore della Florida e la contemporanea rielezione in Senato di Marco Rubio (ex candidato presidenziale nelle primarie del 2020). La Florida non è mai stata una roccaforte repubblicana, è uno Stato perennemente in bilico. Ed anche nelle ultime elezioni per il governatore, nel 2018 DeSantis aveva strappato una vittoria di strettissima misura (0,4 punti percentuali in più) su Andrew Gillum. Adesso invece si afferma con un netto 59,4% contro Charlie Crist.<br />Il modello di governo di DeSantis spiega molte cose del successo repubblicano di ieri e di quello che potrebbe ripetersi ancora con più evidenza alle prossime presidenziali. Durante la pandemia, il governatore repubblicano ha chiesto la minima prudenza indispensabile ai suoi cittadini, con un lockdown molto parziale e molto breve: dopo due settimane i floridiani potevano tornare già sulle loro spiagge tropicali. Si è sempre opposto alla chiusura delle scuole. Quando è arrivato il vaccino, pur incoraggiando la vaccinazione, DeSantis si è sempre opposto all'obbligo. I risultati ottenuti sono ottimi: il tasso di mortalità in Florida è sempre stato nella media nazionale e molto inferiore a quello di Stati che hanno imposto misure molto più draconiane, come New York. In compenso, la crescita economica nella ripresa post-pandemica è stata molto più rapida che nel resto del Paese. Alla vigilia delle elezioni, la disoccupazione in Florida era ridotta al 2,5% (contro il 3,7% nazionale). I risultati della mancata chiusura delle scuole si vedranno nei prossimi anni, ma di sicuro gli studenti floridiani hanno accumulato due anni di vantaggio rispetto ai loro coetanei di New York che hanno perso due anni di scuola in Dad.<br />Anche sul fronte della guerra culturale, il governatore repubblicano è stato in prima linea contro la cancel culture e contro l'introduzione dei programmi scolastici gender nelle scuole primarie (fino alla terza elementare). Cosa per cui è stato accusato di discriminazione: "non dire gay" è il nomignolo affibbiato alla sua legge statale, che in realtà si limita a chiedere un linguaggio dell'educazione sessuale appropriato ai bambini e ridà voce in capitolo ai genitori. La Disney, patria dell'infanzia per eccellenza, ha protestato (segno dei tempi che cambiano) e per tutta risposta DeSantis ha firmato la legge, approvata a maggioranza dal Congresso locale, per abolire lo statuto speciale di cui godeva il suo territorio.<br />Un misto di liberalismo economico e conservatorismo culturale è la ricetta che ha sempre caratterizzato i periodi di maggiore successo dei Repubblicani, ma era considerata una formula adatta solo a "maschi, bianchi, anglosassoni". Con queste elezioni di metà mandato, invece, dimostra di sfondare anche fra altre popolazioni, se produce buoni risultati: anche roccaforti democratiche come il collegio Miami-Dade ha votato ad ampia maggioranza sia per il governatore repubblicano che per il candidato del Gop al Senato.<br />I Democratici hanno sempre rifiutato di sottoporsi ad autocritica sulla loro politica economica. Eppure, alla vigilia delle elezioni, in tutti i sondaggi gli americani dimostravano di essere preoccupati soprattutto dall'inflazione, che sta erodendo il loro potere d'acquisto. Si sta raggiungendo di nuovo la piena occupazione, ma con l'inflazione, i salari vengono rapidamente consumati. La risposta dell'amministrazione Biden è sempre quella di aumentare la spesa pubblica per programmi ecologisti e di imporre il calmiere su beni essenziali, come i prodotti farmacologici. Ma questi rimedi potrebbero risultare ancora peggiori del male, creando una bolla della green economy da un lato e dall'altra provocando una penuria di beni calmierati.<br />La sinistra americana, per altro, è sempre più vicina a quella che la sinistra tradizionale avrebbe chiamato "il par]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/51901927</guid><pubDate>Tue, 15 Nov 2022 21:57:04 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/51901927/il_vero_vincitore_delle_elezioni_usa_di_midterm_ron_desantis_governatore_della_florida.mp3" length="13380589" type="audio/mpeg"/><itunes:author>BastaBugie</itunes:author><itunes:subtitle>TESTO DELL'ARTICOLO ➜ https://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7210

IL VERO VINCITORE DELLE ELEZIONI USA DI MIDTERM E' RON DESANTIS, GOVERNATORE DELLA FLORIDA di Federica Di Vito
Il governatore repubblicano Ron DeSantis ha battuto il democratico...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="https://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7210" target="_blank" rel="noreferrer noopener">www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7210</a><br /><br />IL VERO VINCITORE DELLE ELEZIONI USA DI MIDTERM E' RON DESANTIS, GOVERNATORE DELLA FLORIDA di Federica Di Vito<br />Il governatore repubblicano Ron DeSantis ha battuto il democratico Charlie Crist per un milione e mezzo di voti, quindici punti di distacco, 57 a 42 per cento, vincendo così un secondo mandato in Florida. Il margine di vittoria di DeSantis è il più grande nella corsa al governatore della Florida dal 1982. «Grazie al sostegno schiacciante del popolo della Florida, non solo abbiamo vinto le elezioni, ma abbiamo riscritto la mappa politica», ha dichiarato. E scopriremo presto se si candiderà alle presidenziali del 2024. Che sia un segnale di allarme per i democratici? Sembrerebbe che lo spostamento dei voti ispanici verso i conservatori, come avevamo raccontato tramite alcuni sondaggi, sia un dato reale.<br />«44 anni, sposato, tre figli, laurea a Yale e Harvard, antiabortista, omofobo, promotore della legge "Don't Say Gay" con cui si vieta nelle scuole pubbliche, dall'asilo all'elementare, di affrontare il tema sull'identità sessuale. Tra i suoi grandi avversari c'è la Disney, che aveva preso le distanze dalla sua politica di discriminazione verso gay e lesbiche», così viene descritto da Repubblica. Noi ne avevamo già parlato e siamo di tutt'altro avviso, ovviamente. E sembra valere lo stesso anche per i suoi elettori, che lo hanno elogiato inoltre per la sua gestione della pandemia, durante la quale le imprese hanno riaperto e i bambini sono tornati nelle aule prima che in altri Stati.<br />«Ha tenuto aperto il nostro Stato. Ha riportato i bambini a scuola», queste le parole di un elettore sul New York Times. «Abbiamo scelto i fatti rispetto alla paura, abbiamo scelto l'istruzione rispetto all'indottrinamento», ha dichiarato DeSantis promuovendo la sua gestione del Covid e l'incessante difesa dei diritti dei genitori, «dopo quattro anni, il popolo ha emesso il suo verdetto: la libertà è qui per rimanere».<br />Ha tutelato i diritti dei genitori e dei bambini, opponendosi all'ideologia woke, la sua amministrazione è stata l'unica a rifiutare la sperimentazione dei vaccini sui bambini al di sotto dei 5 anni, ha firmato a marzo un disegno di legge che vieta le discussioni sulla sessualità e sull'identità di genere nelle scuole della Florida, e quando la Walt Disney si è opposta alla legge, DeSantis ha revocato lo status di «distretto speciale indipendente» del gigante Disney che gli concedeva un'autonomia legale unica sulla terra contenente il suo parco a tema Walt Disney World nello Stato del Sunshine.<br />Si è battuto per vietare la confusione di genere negli sport femminili e maschili, ha represso gli spettacoli drag queen per bambini e, notizia fresca del 4 novembre, il Florida Board of Medicine e lo State Board of Osteopathic Medicine hanno votato 6-3 per vietare ai medici di prescrivere bloccanti e ormoni della pubertà o di eseguire interventi chirurgici fino a quando un paziente non abbia compiuto 18 anni. Ad eccezione dei bambini che stanno già ricevendo il trattamento. La seconda vittoria di DeSantis poi fa ben sperare anche il mondo pro life, visto il divieto della maggior parte degli aborti dopo le 15 settimane di gravidanza. Così lo descriviamo noi e così ha meritato la vittoria<br /><br />Nota di BastaBugie: Stefano Magni nell'articolo seguente dal titolo "Usa: i Repubblicani non stravincono, ma i Democratici non capiscono di aver perso" spiega nel dettaglio perché i Democratici non possono cantar vittoria.<br />Ecco l'articolo completo pubblicato su La Nuova Bussola Quotidiana l'11 novembre 2022:<br />Per Joe Biden, i Democratici hanno passato una "buona nottata". 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Una convinzione avvalorata da alcuni fatti occorsi negli ultimi giorni, specialmente dal raid in grande stile condotto da una ventina di agenti federali nella casa di campagna dell'attivista pro vita Mark Houck - fondatore di The King's Men, un apostolato per aiutare a uscire dalla dipendenza della pornografia e coltivare le virtù cristiane - arrestato la mattina del 23 settembre davanti alla moglie e ai sette figli, comprensibilmente atterriti.<br />Life Site News ha fornito un resoconto dettagliato del raid, raccogliendo la testimonianza della moglie di Houck, Ryan-Marie. La donna ha affermato che una squadra Swat (un'unità d'assalto con armi speciali) di 25-30 agenti dell'Fbi è entrata nella proprietà di famiglia con una quindicina di veicoli alle 7:05 di venerdì scorso. Dopo aver circondato la casa, gli agenti «hanno iniziato a battere sulla porta e a gridarci di aprirla». Il marito, aggiunge Ryan-Marie, avrebbe quindi cercato di calmare gli agenti con queste parole: «"Sto per aprire la porta, ma, per favore, i miei figli sono in casa. Ho sette bambini in casa". Ma loro hanno continuato a battere sulla porta e urlare». Dopo che Houck ha aperto l'uscio, Ryan-Marie fa presente che i federali «avevano grandi, enormi fucili puntati contro Mark e contro di me e, in un certo senso, puntati in tutta la casa». Gli agenti hanno ordinato ai bambini di rimanere al piano di sopra, ma i figli della coppia - tutti urlando di paura - hanno potuto assistere alla scena dalla cima delle scale che danno sulla porta d'ingresso. Di qui, la chiara preoccupazione della madre, che spiega di aver già contattato degli psicologi per aiutare i figli a superare il trauma vissuto.<br />A seguito dell'eco avuta dalla vicenda, l'ufficio dell'Fbi di Filadelfia si è visto costretto a rilasciare una dichiarazione ufficiale (inusuale) che conferma l'operazione, ma smentisce che sia stata inviata una squadra Swat, afferma che tutto si sarebbe svolto «in linea con le pratiche standard» e definisce «un'esagerazione» il numero di veicoli e agenti riferito dalla signora Houck, senza tuttavia precisare il numero stesso di uomini e mezzi. Secondo una fonte dell'Fbi, contattata da Fox News, non sarebbero stati impiegati 25 agenti, bensì 15-20. Sembran pochi? Anche volendo dare credito al ridimensionamento del raid, è difficile negare il fatto che Houck sia stato trattato come un terrorista. Ma quali sono le accuse contro di lui?<br /><br />ACCUSE RIDICOLE<br />Il padre di famiglia è accusato di aver violato per due volte, entrambe il 13 ottobre del 2021, la «Legge sulla libertà di accesso agli ingressi delle cliniche» (Face Act), secondo cui è un reato federale tentare di impedire con l'uso della forza l'accesso a una clinica per aborti o a un centro per la gravidanza. Ogni mercoledì, Houck è solito guidare per due ore fino a Filadelfia, dove rimane per sei-otto ore in tutto sui marciapiedi nei pressi di due diverse strutture per aborti, pregando ed eventualmente cercando di consigliare le donne a non abortire il bambino che portano nel grembo. Ebbene, secondo l'accusa formalizzata dal gran giurì, Houck sarebbe colpevole in primo luogo di aver spinto a terra un uomo di 72 anni (B.L.), volontario di una clinica di Planned Parenthood, mentre questi «tentava di accompagnare due pazienti» all'interno della struttura; e, per una seconda circostanza, lo si accusa di aver «affrontato verbalmente e spinto con forza a terra B.L.» davanti alla clinica, causandogli «lesioni che hanno richiesto assistenza medica».<br />Ma martedì 27 settembre, davanti alla corte federale di Filadelfia, Houck si è dichiarato non colpevole rispetto ad entrambe le accuse. Il suo avvocato, Peter Breen, vicepresidente della Thomas More Society, parlando fuori dal tribunale, ha detto che il volontario abortista era stato «estremamente aggressivo» e stava «molestando» il figlio allora dodicenne di Houck, prima che tra i due adulti avvenisse un «alterco». Le parole di Breen sono in linea con il racconto fatto a Life Site dalla moglie di Houck, che ha riferito di un solo scontro fisico. Secondo la donna, per «settimane e settimane» l'accusatore di 72 anni avrebbe provocato suo figlio, dicendogli cose «disgustose», e il marito di volta in volta avrebbe chiesto al volontario pro aborto di smetterla. Fino al 13 ottobre dell'anno scorso, quando l'uomo avrebbe continuato a ridicolizzare Houck davanti al figlio e si sarebbe avvicinato eccessivamente al bambino stesso, fino ad entrare nel suo «spazio personale». A quel punto il genitore ha spinto l'abortista, che è caduto a terra, senza riportare - afferma Ryan-Marie - «ferite o altro».<br /><br />11 ANNI DI CARCERE E 350.000 DOLLARI DI MULTA<br />Martedì l'avvocato Breen ha anche spiegato che il caso era già stato archiviato da un tribunale della Pennsylvania, ma che poi è stato ritirato fuori - a livello federale - dal Dipartimento di Giustizia (Doj, nell'acronimo americano). «Se fosse stato davvero un pericolo per la comunità, non avrebbero aspettato un anno per perseguirlo», ha detto Breen. Il legale ha spiegato che la Thomas More Society aveva già contattato il Doj a giugno, per dire che il Face Act non riguarda alterchi come quello tra Houck e B.L. e che in ogni caso, se fosse stata formalizzata l'accusa contro Houck, lo stesso padre di famiglia si sarebbe presentato volontariamente per difendersi. Da quella comunicazione di giugno Breen non ha ricevuto alcun avviso dal Doj, a parte quello che gli comunicava che il suo cliente era in arresto. Perciò, l'avvocato parla di «un processo politico». «E ciò che è chiaro è che dal Dipartimento di Giustizia ai suoi massimi livelli [...] stanno cercando di inviare un messaggio ai pro-vita e alle persone di fede: "Non scherzate con noi". Loro vogliono intimidire, vogliono che le brave persone come Mark smettano di pregare e dare consigli presso le cliniche per aborti del nostro Paese. E questo non accadrà», ha aggiunto Breen.<br />Houck è stato rilasciato dietro cauzione lo stesso giorno dell'arresto, ma a condizioni che si riserverebbero a un personaggio pericoloso. Rischia fino a 11 anni di carcere e 350.000 dollari di multa. Nel frattempo, il mondo pro life sta raccogliendo fondi in suo favore. E il senatore Repubblicano Josh Hawley (poi imitato da altri colleghi del Gop) ha scritto una lettera che mette a nudo la giustizia a doppio binario dell'Amministrazione Biden e chiede al procuratore Merrick Garland di spiegare i motivi del gravissimo raid.<br />Il caso di Houck non è l'unica vicenda preoccupante di questi giorni. Il 27 settembre, a Saint Paul, nel Minnesota, agenti dell'Fbi hanno interrogato un uomo che prega quasi ogni giorno fuori da una clinica di Planned Parenthood, anche in questo caso a seguito di una rimostranza strumentale da parte abortista (la spinta a una lavoratrice che stava tentando per la seconda volta di tagliare un cartello pro vita; anche in questo caso le accuse sono state respinte da una corte statale) e che sembra un altro tentativo di intimidazione, senza precedenti - nell'arco di oltre 40 anni di attività - secondo Brian Gibson, direttore esecutivo di Pro-Life Action Ministries.<br />Di certo, la durezza spropositata del raid a casa Houck stride con l'inerzia e, anzi, accondiscendenza del Dipartimento di Giustizia e dell'intera Amministrazione Biden verso le violenze dei gruppi abortisti: vedi i ripetuti attacchi - da quando, a inizio maggio, è trapelata la bozza della sentenza Dobbs - contro chiese e centri pro vita, nei migliori casi imbrattati con scritte minacciose, nei peggiori dati alle fiamme o gravemente danneggiati con bombe molotov. Vedi ancora le minacce di morte ai giudici conservatori della Corte Suprema, molestati perfino al ristorante o con manifestazioni sotto casa, pur vietate dalla legge. Una serie enorme di atti rimasti impuniti e, per di più, sobillati dalle parole di Joe Biden, Kamala Harris e sodali.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/51687731</guid><pubDate>Tue, 25 Oct 2022 21:38:05 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/51687731/agenti_fbi_armati_irrompono_nella_casa_di_un_volontario_provita.mp3" length="10190993" type="audio/mpeg"/><itunes:author>BastaBugie</itunes:author><itunes:subtitle>TESTO DELL'ARTICOLO ➜ https://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7192

AGENTI DELL'FBI ARMATI IRROMPONO NELLA CASA DI UN VOLONTARIO PROVITA
Arrestato davanti ai suoi 7 bambini, rischia fino a 11 anni di carcere e 350.000 dollari di multa per aver...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="https://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7192" target="_blank" rel="noreferrer noopener">www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7192</a><br /><br />AGENTI DELL'FBI ARMATI IRROMPONO NELLA CASA DI UN VOLONTARIO PROVITA<br />Arrestato davanti ai suoi 7 bambini, rischia fino a 11 anni di carcere e 350.000 dollari di multa per aver pregato davanti a un centro per gli aborti<br />di Ermes Dovico<br />Nel mondo conservatore statunitense, specie quello più sensibile alla difesa della vita nascente, si va rafforzando la convinzione che il Federal bureau of investigation (Fbi) venga sempre più usato dal Partito Democratico come un'arma politica. Una convinzione avvalorata da alcuni fatti occorsi negli ultimi giorni, specialmente dal raid in grande stile condotto da una ventina di agenti federali nella casa di campagna dell'attivista pro vita Mark Houck - fondatore di The King's Men, un apostolato per aiutare a uscire dalla dipendenza della pornografia e coltivare le virtù cristiane - arrestato la mattina del 23 settembre davanti alla moglie e ai sette figli, comprensibilmente atterriti.<br />Life Site News ha fornito un resoconto dettagliato del raid, raccogliendo la testimonianza della moglie di Houck, Ryan-Marie. La donna ha affermato che una squadra Swat (un'unità d'assalto con armi speciali) di 25-30 agenti dell'Fbi è entrata nella proprietà di famiglia con una quindicina di veicoli alle 7:05 di venerdì scorso. Dopo aver circondato la casa, gli agenti «hanno iniziato a battere sulla porta e a gridarci di aprirla». Il marito, aggiunge Ryan-Marie, avrebbe quindi cercato di calmare gli agenti con queste parole: «"Sto per aprire la porta, ma, per favore, i miei figli sono in casa. Ho sette bambini in casa". Ma loro hanno continuato a battere sulla porta e urlare». Dopo che Houck ha aperto l'uscio, Ryan-Marie fa presente che i federali «avevano grandi, enormi fucili puntati contro Mark e contro di me e, in un certo senso, puntati in tutta la casa». Gli agenti hanno ordinato ai bambini di rimanere al piano di sopra, ma i figli della coppia - tutti urlando di paura - hanno potuto assistere alla scena dalla cima delle scale che danno sulla porta d'ingresso. Di qui, la chiara preoccupazione della madre, che spiega di aver già contattato degli psicologi per aiutare i figli a superare il trauma vissuto.<br />A seguito dell'eco avuta dalla vicenda, l'ufficio dell'Fbi di Filadelfia si è visto costretto a rilasciare una dichiarazione ufficiale (inusuale) che conferma l'operazione, ma smentisce che sia stata inviata una squadra Swat, afferma che tutto si sarebbe svolto «in linea con le pratiche standard» e definisce «un'esagerazione» il numero di veicoli e agenti riferito dalla signora Houck, senza tuttavia precisare il numero stesso di uomini e mezzi. Secondo una fonte dell'Fbi, contattata da Fox News, non sarebbero stati impiegati 25 agenti, bensì 15-20. Sembran pochi? Anche volendo dare credito al ridimensionamento del raid, è difficile negare il fatto che Houck sia stato trattato come un terrorista. Ma quali sono le accuse contro di lui?<br /><br />ACCUSE RIDICOLE<br />Il padre di famiglia è accusato di aver violato per due volte, entrambe il 13 ottobre del 2021, la «Legge sulla libertà di accesso agli ingressi delle cliniche» (Face Act), secondo cui è un reato federale tentare di impedire con l'uso della forza l'accesso a una clinica per aborti o a un centro per la gravidanza. Ogni mercoledì, Houck è solito guidare per due ore fino a Filadelfia, dove rimane per sei-otto ore in tutto sui marciapiedi nei pressi di due diverse strutture per aborti, pregando ed eventualmente cercando di consigliare le donne a non abortire il bambino che portano nel grembo. Ebbene, secondo l'accusa formalizzata dal gran giurì, Houck sarebbe colpevole in primo luogo di aver spinto a terra un uomo di 72 anni (B.L.), volontario di una clinica di Planned Parenthood, mentre questi «tentava di accompagnare due pazienti» all'interno...]]></itunes:summary><itunes:duration>637</itunes:duration><itunes:keywords>dem,dobbs,fbi,plannedparenthood,prolife</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/c08935205d461cb6c204703658ba4f8a.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Lo ammette anche Zuckemberg: la censura su Facebook, Twitter e gli altri social esiste davvero</title><link>https://www.spreaker.com/episode/lo-ammette-anche-zuckemberg-la-censura-su-facebook-twitter-e-gli-altri-social-esiste-davvero--51408845</link><description><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7153" rel="noopener">www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7153</a><br /><br />LO AMMETTE ANCHE ZUCKERBERG: LA CENSURA SU FACEBOOK, TWITTER E GLI ALTRI SOCIAL ESISTE DAVVERO di Stefano Magni<br />Siamo liberi di parlare sui social network? Nella terra della libertà per eccellenza, gli Stati Uniti, pare proprio di no. Figuriamoci da noi.<br />È esperienza comune essere bannati per un periodo di qualche giorno o un mese, o vedersi segnalati come possibili diffusori di disinformazione, notizie false o "fuori contesto" e non capiamo mai se si tratti di una scelta prudenziale degli amministratori, a fronte di una segnalazione di qualche nostro simpatico "amico", o di una censura vera e propria. Normalmente ci diamo la spiegazione, assai rassicurante, che si tratta pur sempre di piattaforme online gratuite gestite da privati. Noi siamo ospiti e il padrone di casa può buttarci anche fuori, se vuole. Ma se il padrone di casa fosse, a sua volta, costretto dal governo a buttarci fuori? Cambierebbe tutto, si potrebbe parlare a pieno titolo di censura. Ed è quel che sta emergendo dalle carte dell'inchiesta su Facebook negli Stati Uniti. Due le notizie gravi (per chi ancora tiene alla libertà di espressione): la prima è che lo scoop del New York Post sul contenuto compromettente del pc di Hunter Biden (figlio dell'allora ancora candidato presidente), sia stato oscurato dai social per volontà dell'Fbi. La seconda è che l'amministrazione federale, compresa la Casa Bianca, sia stata (e probabilmente sia tuttora) in contatto costante con i gestori delle maggiori piattaforme social per "suggerire" come gestire l'informazione sul Covid-19.<br />Le fonti di queste due notizie sono più che attendibili, non stiamo parlando di complottisti in cerca di celebrità su 4chan o qualche altro social network minore. Ma, nel caso della prima notizia (su Hunter Biden) di Mark Zuckerberg in persona che, nel podcast del commentatore televisivo Joe Rogan, ha raccontato come sia nata la censura sullo scoop che avrebbe potuto cambiare la sorte delle elezioni del 2020 (quelle vinte da Biden, nonostante le prove compromettenti sul figlio): "L'Fbi, fondamentalmente, è venuta da noi, da alcune persone della nostra squadra, [dicendo]: ‘Ehi, solo perché lo sappiate, dovreste stare in allerta... Pensavamo che ci fosse molta propaganda russa nelle elezioni del 2016, abbiamo notato che sta per esserci una porcata simile a quella, quindi state in guardia'". La notizia del New York Post, successivamente rivelatasi autentica, venne dunque declassata a "sospetta propaganda russa" e sul social network più grande del mondo venne relegata dall'algoritmo alle ultime posizioni, così che pochi la vedessero. Twitter agì in modo più brutale, come tutti ricordiamo bene: non solo eliminò l'account del quotidiano newyorkese, ma sospese tutti coloro (Casa Bianca inclusa) che rilanciavano la notizia incriminata.<br />La fonte della seconda notizia (la censura in merito al Covid-19) viene invece dalle email fra i quartieri generali delle compagnie Big Tech e vari enti governativi, Casa Bianca inclusa. Le email sono state pubblicate per ordine delle procure di Louisiana e Missouri, due Stati che hanno fatto causa ai social network per il sospetto di censura. Sospetto per ora confermato, stando all'esito di questa prima indagine: «una vasta opera di censura attraverso una moltitudine di agenzie federali». Gli enti coinvolti sono molti: con i quartieri generali di big tech comunicavano regolarmente almeno 45 funzionari appartenenti a Casa Bianca, Dipartimento della salute, Dipartimento degli interni, Agenzia per la Cybersicurezza, Centri per il controllo e la prevenzione delle malattie, Istituto nazionale malattie infettive e Ufficio del Surgeon General. Cosa chiedevano. Un esempio eclatante: chiudere gli account-parodia di Anthony Fauci, il "virologo in capo". I funzionari governativi fornivano istruzioni su come segnalare presunti casi di disinformazione e notizie false.<br />Con questa prima forma di censura nei social network il governo entra a gamba tesa nella "piazza virtuale", dove non siamo più liberi, a questo punto, di parlare fra noi. I pretesti per censurare possono essere infiniti. Può non essere un'eccezione. È successo per le elezioni del 2020 (per paura della propaganda russa... quando non c'era ancora la guerra, figuriamoci oggi), è successo per la pandemia, succederà, sempre che già non accada, anche per il riscaldamento globale e per la crisi energetica. Governi progressisti, che vantano storicamente di aver combattuto la censura degli oscurantisti, si comportano da oscurantisti a loro volta. Sempre per il nostro bene: se non sappiamo distinguere il vero dal falso, né badare al nostro bene, dobbiamo essere preservati da informazioni pericolose. Che poi "false" probabilmente non sono, ma risultano estranee alla narrazione dei progressisti. L'arma può ritorcersi contro a chi la usa: già i media hanno perso credibilità, ora la perderanno i social.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/51408845</guid><pubDate>Wed, 28 Sep 2022 19:51:59 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/51408845/lo_ammette_anche_zuckemberg_la_censura_su_facebook_twitter_e_gli_altri_social_esiste_davvero.mp3" length="6920612" type="audio/mpeg"/><itunes:author>BastaBugie</itunes:author><itunes:subtitle>TESTO DELL'ARTICOLO ➜ www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7153&#13;
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LO AMMETTE ANCHE ZUCKERBERG: LA CENSURA SU FACEBOOK, TWITTER E GLI ALTRI SOCIAL ESISTE DAVVERO di Stefano Magni&#13;
Siamo liberi di parlare sui social network? Nella terra della libertà...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7153" rel="noopener">www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7153</a><br /><br />LO AMMETTE ANCHE ZUCKERBERG: LA CENSURA SU FACEBOOK, TWITTER E GLI ALTRI SOCIAL ESISTE DAVVERO di Stefano Magni<br />Siamo liberi di parlare sui social network? Nella terra della libertà per eccellenza, gli Stati Uniti, pare proprio di no. Figuriamoci da noi.<br />È esperienza comune essere bannati per un periodo di qualche giorno o un mese, o vedersi segnalati come possibili diffusori di disinformazione, notizie false o "fuori contesto" e non capiamo mai se si tratti di una scelta prudenziale degli amministratori, a fronte di una segnalazione di qualche nostro simpatico "amico", o di una censura vera e propria. Normalmente ci diamo la spiegazione, assai rassicurante, che si tratta pur sempre di piattaforme online gratuite gestite da privati. Noi siamo ospiti e il padrone di casa può buttarci anche fuori, se vuole. Ma se il padrone di casa fosse, a sua volta, costretto dal governo a buttarci fuori? Cambierebbe tutto, si potrebbe parlare a pieno titolo di censura. Ed è quel che sta emergendo dalle carte dell'inchiesta su Facebook negli Stati Uniti. Due le notizie gravi (per chi ancora tiene alla libertà di espressione): la prima è che lo scoop del New York Post sul contenuto compromettente del pc di Hunter Biden (figlio dell'allora ancora candidato presidente), sia stato oscurato dai social per volontà dell'Fbi. La seconda è che l'amministrazione federale, compresa la Casa Bianca, sia stata (e probabilmente sia tuttora) in contatto costante con i gestori delle maggiori piattaforme social per "suggerire" come gestire l'informazione sul Covid-19.<br />Le fonti di queste due notizie sono più che attendibili, non stiamo parlando di complottisti in cerca di celebrità su 4chan o qualche altro social network minore. Ma, nel caso della prima notizia (su Hunter Biden) di Mark Zuckerberg in persona che, nel podcast del commentatore televisivo Joe Rogan, ha raccontato come sia nata la censura sullo scoop che avrebbe potuto cambiare la sorte delle elezioni del 2020 (quelle vinte da Biden, nonostante le prove compromettenti sul figlio): "L'Fbi, fondamentalmente, è venuta da noi, da alcune persone della nostra squadra, [dicendo]: ‘Ehi, solo perché lo sappiate, dovreste stare in allerta... Pensavamo che ci fosse molta propaganda russa nelle elezioni del 2016, abbiamo notato che sta per esserci una porcata simile a quella, quindi state in guardia'". La notizia del New York Post, successivamente rivelatasi autentica, venne dunque declassata a "sospetta propaganda russa" e sul social network più grande del mondo venne relegata dall'algoritmo alle ultime posizioni, così che pochi la vedessero. Twitter agì in modo più brutale, come tutti ricordiamo bene: non solo eliminò l'account del quotidiano newyorkese, ma sospese tutti coloro (Casa Bianca inclusa) che rilanciavano la notizia incriminata.<br />La fonte della seconda notizia (la censura in merito al Covid-19) viene invece dalle email fra i quartieri generali delle compagnie Big Tech e vari enti governativi, Casa Bianca inclusa. Le email sono state pubblicate per ordine delle procure di Louisiana e Missouri, due Stati che hanno fatto causa ai social network per il sospetto di censura. Sospetto per ora confermato, stando all'esito di questa prima indagine: «una vasta opera di censura attraverso una moltitudine di agenzie federali». Gli enti coinvolti sono molti: con i quartieri generali di big tech comunicavano regolarmente almeno 45 funzionari appartenenti a Casa Bianca, Dipartimento della salute, Dipartimento degli interni, Agenzia per la Cybersicurezza, Centri per il controllo e la prevenzione delle malattie, Istituto nazionale malattie infettive e Ufficio del Surgeon General. Cosa chiedevano. Un esempio eclatante: chiudere gli account-parodia di Anthony Fauci, il "virologo in capo". I funzionari governativi fornivano istruzioni su come...]]></itunes:summary><itunes:duration>433</itunes:duration><itunes:keywords>casabianca,facebook,fbi,hunterbiden,twitter</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/a949c8045bf8ee2981291845aba6bfc0.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Con il blitz dell'FBI a casa Trump finisce la democrazia americana</title><link>https://www.spreaker.com/episode/con-il-blitz-dell-fbi-a-casa-trump-finisce-la-democrazia-americana--50934052</link><description><![CDATA[VIDEO: Brogli presidenziali 2020 USA, un nuovo film porta nuove “prove scientifiche” ➜ <a href="https://www.youtube.com/watch?v=Gxv7_wCQ2WA" rel="noopener">https://www.youtube.com/watch?v=Gxv7_wCQ2WA</a><br /><br />TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7114" rel="noopener">www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7114</a><br /><br />CON IL BLITZ DELL'FBI A CASA TRUMP FINISCE LA DEMOCRAZIA AMERICANA di Luca Volontè<br />Lunedì 8 agosto la repubblica americana è diventata una "repubblica delle banane", per dirla con le parole del governatore della Florida Ron De Santis. Il blitz di diverse ore in una delle residenze di Donald Trump è un grave segno di come si sia diffusa e praticata la cultura del nemico politico da abbattere, anche nel cuore di quella che fu la culla della democrazia.<br />Lunedì il Federal Bureau of Investigation (FBI) ha fatto irruzione nella casa di Palm Beach dell'ex presidente degli Stati Uniti. Il raid è iniziato di mattina presto e le forze dell'ordine hanno setacciato in particolare gli uffici e la cassaforte personale di Trump, sequestrando diversi scatoloni di documenti. Un'azione di polizia che mai ha avuto precedenti nella storia degli Stati Uniti. La perquisizione sembra essere in parte legata alla mancata consegna da parte di Trump di alcuni documenti presidenziali alla fine del suo mandato e che avrebbe invece portato nella sua casa in Florida. In precedenza le autorità avevano recuperato 15 scatole di documenti da Mar-a-Lago, consegnate dallo stesso Trump, tra le quali una parte comprendeva materiale riservato. All'inizio di quest'anno il Dipartimento di Giustizia aveva chiesto all'FBI di agire, dopo aver ricevuto una richiesta dell'Archivio Nazionale di indagare sull'eventuale presenza di altri documenti; così lunedì è partito il blitz.<br />Trump non era a Mar-a-Lago in quel momento, ma ha dato la notizia e rilasciato una dichiarazione molto chiara: «Sono tempi bui per la nostra nazione... Non era mai successo niente del genere a un Presidente degli Stati Uniti. Dopo aver lavorato e collaborato con le agenzie governative competenti, questa irruzione senza preavviso nella mia casa non era necessaria né appropriata. Si tratta... di un'arma del sistema giudiziario e di un attacco da parte dei Democratici della sinistra radicale che non vogliono assolutamente che io mi candidi alla presidenza nel 2024, soprattutto in base ai recenti sondaggi, e che allo stesso modo faranno di tutto per fermare i Repubblicani alle prossime elezioni di midterm».<br /><br />INTIMIDIRE L'EX PRESIDENTE<br />I Democratici si dimostrano sempre più incattiviti per la possibile candidatura di Trump alle prossime presidenziali e per la sua crescente popolarità, riscontrata anche alla convention dei conservatori della scorsa settimana. Lo dimostrano gli editoriali di Politico e le notizie rilanciate sulla convention dalla Reuters. L'uso di agenti federali per intimidire un ex presidente non ha precedenti, come dicevamo, nella storia degli Stati Uniti: è tipico invece di regimi totalitari. L'azione dell'FBI, obbligata dopo la richiesta del Dipartimento di Giustizia, è stata immediatamente oggetto di proteste da parte dei Repubblicani - da Nikky Haley a Marco Rubio, da Ron De Santis a Kevin McCarthy - che l'hanno definita un attacco politico al partito e al proprio leader; molti hanno denunciato la «politicizzazione del Dipartimento di Giustizia», lo spirito da «regime comunista», la necessità di un'indagine sul procuratore generale Merrick Garland.<br />Per altro verso, diversi parlamentari Dem si sono felicitati per l'azione dell'FBI e hanno invocato l'incarceramento di Trump, svelando così lo spirito vero che si celava dietro l'operazione di polizia: il nemico da abbattere. In effetti, stride il trattamento che si è usato con Trump lunedì e l'assoluta noncuranza e mancanza di interventi nei confronti di Hunter Biden e di suo padre Joe (per i diversi scandali e affari opachi), senza dimenticare gli attacchi vandalici (succedutisi negli ultimi tre mesi) di gruppi abortisti contro chiese, persone e centri pro life, gli atti di violenza - rimasti impuniti - degli attivisti di Black Lives Matters, lo scandaloso complotto del "Russiagate" ordito contro Trump dal team di Hillary Clinton, le mail ufficiali e private della stessa Clinton durante le vicende a Bengasi del 2012. In tutti questi casi, l'FBI e il Dipartimento di Giustizia si sono dimostrati tolleranti sino alla pavidità; persino a fronte della recentissima sparatoria contro la Chiesa cattolica dell'Assunzione della Beata Vergine Maria nella contea di Adams, nei pressi di Denver, in Colorado, avvenuta tra il 6 e l'8 agosto 2022, nulla si è fatto.<br /><br />UNA NAZIONE IN DECLINO<br />Il blitz di lunedì a casa Trump, già alle prese con tanti guai giudiziari, è un preoccupante segno di una cultura barbara e antidemocratica, di cui l'Italia è stata oggetto sin dal 1994, secondo la quale non c'è opposizione politica, bensì ci sono nemici da eliminare dalla scena politica in ogni modo e con ogni mezzo legale e illegale. In quest'ottica tutto è consentito, persino le minacce, gli attacchi fisici e la delegittimazione delle istituzioni, siano esse la Chiesa cattolica e le altre denominazioni cristiane che si oppongono all'aborto, oppure la Corte Suprema o un partito o il leader di un partito che potrebbe addirittura guidarlo, nel caso degli USA, alla vittoria alle prossime elezioni.<br />Il video diffuso da Trump a poche ore dal blitz dell'FBI è eloquente. Gli USA sono una nazione in declino. Nulla di nuovo se consideriamo che lo scopo dei Dem, sin dai primi giorni della vittoria alle presidenziali di due anni or sono, è sempre stato quello di eliminare Trump dalla scena politica, quantomeno di impedirgli di candidarsi nel 2024: lo proclamavano nel gennaio 2021, lo confermano i giornali liberal e i commentatori Democratici con il blitz di lunedì. Lo ribadisce con le sue parole, ancor prima che ci siano dichiarazioni ufficiali di FBI o Dipartimento di Giustizia, Nancy Pelosi: «Nessuno è sopra la legge, c'erano giustificazioni per il raid». Ciò che sta accadendo negli USA è un fatto che stiamo osservando anche nelle fatwa contro politici, governi e coalizioni alternative alle sinistre globaliste in tutta Europa. Il clima di guerra reale che respiriamo da febbraio scorso, unito alla cultura marxista e gramsciana, provoca una miscela esplosiva: antidemocratica, intollerante e totalitaria. C'è una sola speranza, che l'effetto di questi abusi ripetuti si trasformi in un boomerang nei confronti dei nuovi tiranni.<br /><br />Nota di BastaBugie: John Rao nell'articolo seguente dal titolo "L'assalto a Trump segna la fine del modello americano" parla dell'irruzione dell'FBI in casa dell'ex Presidente.<br />Ecco l'articolo completo pubblicato su La Nuova Bussola Quotidiana l'11 agosto 2022:<br />Pur avendo impiegato interamente la mia carriera a predire il collasso del sistema politico americano, devo ammettere che non avrei mai immaginato che la sua fine avvenisse già durante la mia esistenza. Tuttavia, gli eventi degli ultimi due anni, culminati l'8 agosto con la palese dichiarazione di guerra alla libertà politica e a una giustizia equa secondo la legge, rappresentata dall'assalto a Mar-a-Lago, mi ha reso evidente che si può intonare senza dubbio il requiem per l'ordine costituzionale americano.<br />L'irruzione in casa del presidente Trump - dichiarata necessaria per proteggere documenti che di fatto sono già pienamente accessibili all'FBI - ha costituito l'ultimo segnale di quanto sia diventata sicura l'oligarchia politica, finanziaria, tecnologica, sanitaria e mediatica che domina la nazione con arroganza. È un'oligarchia che disprezza totalmente tutto ciò che è relativo alla creazione, all'interpretazione e all'amministrazione delle leggi del Paese, così come dei desideri e del benessere della popolazione statunitense nel suo insieme. La cosa non sorprende, dato il carattere internazionale dei suoi membri, le cui annuali sessioni parlamentari non si tengono a Washington ma a Davos, con la presenza di rappresentanti di ciascuno dei suoi elementi costitutivi. La giustizia e la libertà sono ora semplicemente ciò che questa oligarchia globale vuole che siano, e ogni istituzione americana, sia privata che governativa, è stata mobilitata e politicizzata da essa per garantire i suoi obiettivi internazionali.<br />Di conseguenza, la giustizia americana assume un certo significato per i corrotti affari di Joe e Hunter Biden con la Cina e l'Ucraina, e un altro invece per le piccole imprese devastate dai lockdown e dai requisiti vaccinali richiesti dai servitori medici dell'oligarchia. Significa che i criminali sono autorizzati a seminare il panico nelle città con la benedizione di sindaci democratici e di procuratori sostenuti da George Soros, che condannano l'opera della polizia e il diritto dei cittadini rispettosi della legge di difendersi dalla violenza. Significa che i difensori della vita, i giudici della Corte Suprema che prendono decisioni che sembrano favorirli, i genitori che desiderano proteggere i loro figli da programmi educativi progettati per pervertire i giovani fin dalla più tenera età e i possibili piani del Nemico Pubblico Numero Uno di candidarsi alla presidenza nel 2024, devono essere bloccati con qualsiasi strumento per quanto scellerato.<br />La libertà per gli oligarchi implica il diritto di propugnare senza ostacoli qualsiasi menzogna, per quanto assurda, che contribuisca alla loro causa; per il resto della gente, invece, la libertà significa accettare ciecamente tale propaganda e tenere la bocca chiusa sulla collusione di tutti i diversi elementi dell'élite globale che la perpetrano. La libertà implica un'azione risoluta da parte della Gestapo, un tempo nota come FBI, che di fronte ai mugugni pubblici dei servi della gleba deve invadere le loro case e rinchiuderli in carcere, come è avvenuto per alcuni dei manifestanti del 6 gennaio.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/50934052</guid><pubDate>Tue, 16 Aug 2022 22:09:49 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/50934052/con_il_blitz_dell_fbi_a_casa_trump_finisce_la_democrazia_americana.mp3" length="17052360" type="audio/mpeg"/><itunes:author>BastaBugie</itunes:author><itunes:subtitle>VIDEO: Brogli presidenziali 2020 USA, un nuovo film porta nuove “prove scientifiche” ➜ https://www.youtube.com/watch?v=Gxv7_wCQ2WA&#13;
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TESTO DELL'ARTICOLO ➜ www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7114&#13;
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CON IL BLITZ DELL'FBI A CASA TRUMP FINISCE LA...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[VIDEO: Brogli presidenziali 2020 USA, un nuovo film porta nuove “prove scientifiche” ➜ <a href="https://www.youtube.com/watch?v=Gxv7_wCQ2WA" rel="noopener">https://www.youtube.com/watch?v=Gxv7_wCQ2WA</a><br /><br />TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7114" rel="noopener">www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7114</a><br /><br />CON IL BLITZ DELL'FBI A CASA TRUMP FINISCE LA DEMOCRAZIA AMERICANA di Luca Volontè<br />Lunedì 8 agosto la repubblica americana è diventata una "repubblica delle banane", per dirla con le parole del governatore della Florida Ron De Santis. Il blitz di diverse ore in una delle residenze di Donald Trump è un grave segno di come si sia diffusa e praticata la cultura del nemico politico da abbattere, anche nel cuore di quella che fu la culla della democrazia.<br />Lunedì il Federal Bureau of Investigation (FBI) ha fatto irruzione nella casa di Palm Beach dell'ex presidente degli Stati Uniti. Il raid è iniziato di mattina presto e le forze dell'ordine hanno setacciato in particolare gli uffici e la cassaforte personale di Trump, sequestrando diversi scatoloni di documenti. Un'azione di polizia che mai ha avuto precedenti nella storia degli Stati Uniti. La perquisizione sembra essere in parte legata alla mancata consegna da parte di Trump di alcuni documenti presidenziali alla fine del suo mandato e che avrebbe invece portato nella sua casa in Florida. In precedenza le autorità avevano recuperato 15 scatole di documenti da Mar-a-Lago, consegnate dallo stesso Trump, tra le quali una parte comprendeva materiale riservato. All'inizio di quest'anno il Dipartimento di Giustizia aveva chiesto all'FBI di agire, dopo aver ricevuto una richiesta dell'Archivio Nazionale di indagare sull'eventuale presenza di altri documenti; così lunedì è partito il blitz.<br />Trump non era a Mar-a-Lago in quel momento, ma ha dato la notizia e rilasciato una dichiarazione molto chiara: «Sono tempi bui per la nostra nazione... Non era mai successo niente del genere a un Presidente degli Stati Uniti. Dopo aver lavorato e collaborato con le agenzie governative competenti, questa irruzione senza preavviso nella mia casa non era necessaria né appropriata. Si tratta... di un'arma del sistema giudiziario e di un attacco da parte dei Democratici della sinistra radicale che non vogliono assolutamente che io mi candidi alla presidenza nel 2024, soprattutto in base ai recenti sondaggi, e che allo stesso modo faranno di tutto per fermare i Repubblicani alle prossime elezioni di midterm».<br /><br />INTIMIDIRE L'EX PRESIDENTE<br />I Democratici si dimostrano sempre più incattiviti per la possibile candidatura di Trump alle prossime presidenziali e per la sua crescente popolarità, riscontrata anche alla convention dei conservatori della scorsa settimana. Lo dimostrano gli editoriali di Politico e le notizie rilanciate sulla convention dalla Reuters. L'uso di agenti federali per intimidire un ex presidente non ha precedenti, come dicevamo, nella storia degli Stati Uniti: è tipico invece di regimi totalitari. L'azione dell'FBI, obbligata dopo la richiesta del Dipartimento di Giustizia, è stata immediatamente oggetto di proteste da parte dei Repubblicani - da Nikky Haley a Marco Rubio, da Ron De Santis a Kevin McCarthy - che l'hanno definita un attacco politico al partito e al proprio leader; molti hanno denunciato la «politicizzazione del Dipartimento di Giustizia», lo spirito da «regime comunista», la necessità di un'indagine sul procuratore generale Merrick Garland.<br />Per altro verso, diversi parlamentari Dem si sono felicitati per l'azione dell'FBI e hanno invocato l'incarceramento di Trump, svelando così lo spirito vero che si celava dietro l'operazione di polizia: il nemico da abbattere. In effetti, stride il trattamento che si è usato con Trump lunedì e l'assoluta noncuranza e mancanza di interventi nei confronti di Hunter Biden e di suo padre Joe (per i diversi scandali e affari opachi), senza...]]></itunes:summary><itunes:duration>1066</itunes:duration><itunes:keywords>blitz,blm,dem,fbi,trump</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/6fba7f2ed5280ce24aa6355ec736f331.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Il giudice Alito difende la storica sentenza che ha negato il diritto all'aborto negli Usa</title><link>https://www.spreaker.com/episode/il-giudice-alito-difende-la-storica-sentenza-che-ha-negato-il-diritto-all-aborto-negli-usa--50793593</link><description><![CDATA[VIDEO: Samuel Alito difende la vita dall'assalto "democratico" ➜ <a href="https://www.youtube.com/watch?v=fhR432IpkD4" rel="noopener">https://www.youtube.com/watch?v=fhR432IpkD4</a><br /><br />TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7101" rel="noopener">www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7101</a><br /><br />IL GIUDICE ALITO DIFENDE LA STORICA SENTENZA CHE HA NEGATO IL DIRITTO ALL'ABORTO NEGLI USA di Luca Volontè<br />I Giudici Supremi americani rilasciano commenti sulla sentenza Dobbs, subiscono censure e minacce di morte, mentre Joe Biden nel chiarire le sanzioni contrarie all'obiezione di coscienza, raccoglie le dure critiche dalla Conferenza Episcopale USA.<br />Il giudice Samuel Alito, autore della storica sentenza Dobbs contro Jackson Women's Health Organization che ha sconvolto mezzo secolo di precedenti abortisti della Corte Suprema, ha per la prima volta commentato, seppur marginalmente, le critiche rivolte alla decisione. Il 21 luglio scorso Alito è stato l'oratore principale della cena di gala 'Religious Liberty Summit' organizzato dalla Notre Dame University a Roma dal 20 al 22 luglio. La notizia e il video dell'intervento è stato ripreso da agenzie di stampa mondiale, mass media e da molti quotidiani internazionali solo ieri 29 luglio.<br />Nel suo intervento, che aveva come oggetto principale il diritto alla libertà religiosa, la bontà della tradizione americana e le sfide globali che questo diritto inalienabile deve affrontare nella società attuale, irreligiosa e ampiamente secolarizzata, oltre a ribadire la convinzione della maggioranza dei giudici della Corte Suprema ("la nostra Costituzione prevede alcuni diritti e non altri"), il giudice Alito ha risposto con ironia e sagacia alle sconsiderate ed irrispettose critiche rivolte alla sentenza di molti leader politici (Boris Johnson, Emmanuel Macron, Justin Trudeau). E ha ridicolizzato l'intervento del Principe Harry, duca di Sussex, all'Onu, che aveva paragonato la decisione della Corte Suprema di azzerare il falso diritto costituzionale all'aborto, all'invasione russa dell'Ucraina. "In questa legislatura" ha ricordato Samuel Alito ai suoi ospitii, "ho avuto l'onore di scrivere, credo, l'unica decisione della Corte Suprema nella storia di questa istituzione che sia stata criticata da tutta una serie di leader stranieri che si sono sentiti perfettamente a proprio agio nel commentare la legge americana".<br /><br />IL RISPETTO DELLA DIGNITÀ UMANA DI CIASCUNA PERSONA<br />Nel suo intervento il giudice Alito ha correttamente ricordato come il rispetto della dignità umana, di ciascuna persona, sia "il fondamento primo di ogni altra libertà"; una evidenza che troppo spesso colpevolmente sfugge dalle valutazioni dozzinali sulla sentenza Dobbs che si sono lette nelle ultime settimane. Una stoccata chiara alle ingerenze ignoranti e politicamente motivate che hanno visto nelle scorse settimane persino il Parlamento ed alcuni esponenti della Commissione Europea unirsi al coro degli abortisti. Lo stesso 21 luglio, durante un'apparizione pubblica a una conferenza sui temi giuridici in Montana, il giudice Elena Kagan, nominata dai Democratici alla Corte Suprema, ha messo invece in risalto la sua preoccupazione crescente perché la Corte "se, nel corso del tempo, perde ogni legame con il pubblico e con il sentimento dell'opinione pubblica, questa è una cosa pericolosa per una democrazia". Per i giudici nominati dai Dems solo se le decisione sono popolari allora sono anche democratiche, poco importa se siano costituzionalmente corrette.<br />Questo è il cuore dell'attacco della democrazia, ancor più se prendiamo atto quanto il 'sentimento popolare' sia volubile e manipolabile con campagne mass mediatiche di minoranze estremiste. Ieri intanto si è saputo che Nicholas John Roske, l'uomo californiano accusato di aver tentato di uccidere il giudice della Corte Suprema Brett Kavanaugh, lo scorso 8 giugno, aveva l'obiettivo dichiarato di cambiare la composizione della Corte Suprema "per i decenni a venire". Lo ha scritto lui stesso ad utenti internet non identificati: il suo obiettivo iniziale era quello di rovesciare la bozza di decisione della Roe v. Wade, nei giorni successivi alla sua divulgazione e, successivamente avrebbe dichiarato che, non solo voleva sparare a tre giudici conservatori ("se ci sono più giudici liberali che conservatori, avranno loro il potere") ma si era attivato nei mesi di maggio e giugno per cercare su internet il più "silenzioso fucile semi-automatico' sul mercato". Roske è accusato di tentato omicidio di un giudice degli Stati Uniti. Si è dichiarato non colpevole e la data del processo è stata fissata per il mese prossimo. Dunque, come abbiamo più volte sostenuto su La Bussola, il trafugamento illegale della bozza della sentenza, la sua pubblicazione, le polemiche violente, gli attentati prima e dopo la Sentenza Dobbs, le urla e le minacce di fiancheggiatori politici e pseudo intellettuali, potevano e possono portare alla morte dei giudici supremi con la finalità di determinare una maggioranza abortista e pro Lgtbi nei prossimi anni.<br /><br />ANCHE I VESCOVI USA DANNO BATTAGLIA<br />Non facciamo illazioni, prendiamo atto dei fatti, delle dichiarazioni degli abortisti, dei politici Dems e degli inquietanti e, a questo punto, conniventi silenzi di Presidente e Vice Presidente degli Usa. A tal proposito, Joe Biden in nelle scorse 24 ore non ha solo nominato l'avvocato Julie Rikelman che rappresentava il Center for Reproductive Rights nel caso Dobbs come giudice federale e promosso un incontro tra i vertici del Dipartimento della Giustizia e gli esperti legali delle multinazionali della morte per delineare con loro le migliori strategia di applicazione delle decisioni pro aborto del Dipartimento della Salute, ma ha anche pubblicato una guida in cui si ribadisce che il controllo delle nascite gratuito è garantito dall'Affordable Care Act, indipendentemente dallo Stato in cui si vive.<br />Ma oltre ai singoli stati Repubblicani, anche i vescovi Usa danno battaglia con una chiara e dura dichiarazione contro i nuovi regolamenti dell'amministrazione Biden che considerano l'aborto un 'cura' e violano i diritti di libertà religiosa e obiezione di coscienza di medici, operatori e strutture ospedaliere cattoliche e cristiane. Quando vien meno il rispetto per il diritto inalienabile per la dignità umana, diceva Samuel Alito, la libertà di coscienza e religione è in pericolo e l'amministrazione Biden lo sta dimostrando ampiamente.<br /><br />I DEMOCRATICI VOGLIONO CAMBIARE LE REGOLE DELLA CORTE SUPREMA<br />L'autore del precedente articolo, Luca Volontè, nell'articolo seguente dal titolo "Corte Suprema, i Dem vogliono cambiare le regole" spiega che dopo che è stata annullata la sentenza abortista Roe vs Wade, i Democratici spingono sull'acceleratore per cambiare gli equilibri della Corte Suprema, con giudici a loro graditi. Due proposte di legge in pochi giorni. La prima mira a portare le toghe supreme da 9 a 13. La seconda prevede un diverso sistema di nomina e limiti di mandato.<br />Ecco l'articolo completo pubblicato su La Nuova Bussola Quotidiana il 29 luglio 2022:<br />Tutto il peggio è possibile negli Stati Uniti, in cui persino le singole città governate dai Democratici - che si trovano negli Stati governati dai Repubblicani - si permettono di autodichiararsi "santuari" dell'aborto. Il tentativo dei Dem di boicottare e svuotare la sentenza Dobbs della Corte Suprema è sia dal basso (attraverso le manifestazioni, le violenze e i contenziosi giudiziari) che dall'alto (attraverso le decisioni del presidente Biden e dei dipartimenti del governo federale), come abbiamo descritto nell'ultimo mese sulla Bussola.<br />Da qualche giorno, il Partito Democratico e le lobby abortiste ed Lgbti che lo promuovono stanno fortemente puntando alla distruzione della Corte Suprema per come l'abbiamo conosciuta negli ultimi decenni, pur di poter controllare in un sol colpo i tre poteri dello Stato: esecutivo, legislativo e giudiziario. La ragione di fondo che ha mosso le bande di protestatari ad abbattere statue e vietare quadri, persino a manipolare con falsità assurde e cancellare i padri fondatori e la storia degli Stati Uniti d'America, è triste ma semplice: imporre un nuovo socialismo di oligopolisti globali e burattini politici. Non c'è altra spiegazione alla rincorsa dei gruppi parlamentari Dem di Camera e Senato nel proporre proposte di legge rabberciate e partigiane per distruggere la Corte Suprema e conquistarne il controllo.<br />Sostenendo che "le libertà fondamentali sono sotto attacco" da parte dei giudici "ultraconservatori" della Corte Suprema, un gruppo di otto Democratici della Camera ha presentato, lunedì 18 luglio, una proposta di legge per portare da nove a tredici il numero di toghe del massimo organo giudiziario statunitense. Il rappresentante della Georgia Hank Johnson, Democratico e già principale sponsor del Judiciary Act, ha dichiarato a The Hill che la Corte, nella sua attuale composizione, è "una Corte Suprema in crisi con sé stessa e con la nostra democrazia", dove "le libertà fondamentali sono sotto attacco" da parte della maggioranza conservatrice perché gli attuali giudici prenderebbero decisioni che usurpano il "potere dei rami legislativo ed esecutivo".<br />Il Judiciary Act era stato presentato l'anno scorso e si era arenato al Congresso per mancanza di consensi e l'opposizione dei Repubblicani, visto che la riforma prevede una maggioranza qualificata.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/50793593</guid><pubDate>Tue, 02 Aug 2022 20:52:56 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/50793593/il_giudice_alito_difende_la_storica_sentenza_che_ha_negato_il_diritto_all_aborto_negli_usa.mp3" length="12957196" type="audio/mpeg"/><itunes:author>BastaBugie</itunes:author><itunes:subtitle>VIDEO: Samuel Alito difende la vita dall'assalto "democratico" ➜ https://www.youtube.com/watch?v=fhR432IpkD4&#13;
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TESTO DELL'ARTICOLO ➜ www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7101&#13;
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IL GIUDICE ALITO DIFENDE LA STORICA SENTENZA CHE HA NEGATO IL DIRITTO...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[VIDEO: Samuel Alito difende la vita dall'assalto "democratico" ➜ <a href="https://www.youtube.com/watch?v=fhR432IpkD4" rel="noopener">https://www.youtube.com/watch?v=fhR432IpkD4</a><br /><br />TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7101" rel="noopener">www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7101</a><br /><br />IL GIUDICE ALITO DIFENDE LA STORICA SENTENZA CHE HA NEGATO IL DIRITTO ALL'ABORTO NEGLI USA di Luca Volontè<br />I Giudici Supremi americani rilasciano commenti sulla sentenza Dobbs, subiscono censure e minacce di morte, mentre Joe Biden nel chiarire le sanzioni contrarie all'obiezione di coscienza, raccoglie le dure critiche dalla Conferenza Episcopale USA.<br />Il giudice Samuel Alito, autore della storica sentenza Dobbs contro Jackson Women's Health Organization che ha sconvolto mezzo secolo di precedenti abortisti della Corte Suprema, ha per la prima volta commentato, seppur marginalmente, le critiche rivolte alla decisione. Il 21 luglio scorso Alito è stato l'oratore principale della cena di gala 'Religious Liberty Summit' organizzato dalla Notre Dame University a Roma dal 20 al 22 luglio. La notizia e il video dell'intervento è stato ripreso da agenzie di stampa mondiale, mass media e da molti quotidiani internazionali solo ieri 29 luglio.<br />Nel suo intervento, che aveva come oggetto principale il diritto alla libertà religiosa, la bontà della tradizione americana e le sfide globali che questo diritto inalienabile deve affrontare nella società attuale, irreligiosa e ampiamente secolarizzata, oltre a ribadire la convinzione della maggioranza dei giudici della Corte Suprema ("la nostra Costituzione prevede alcuni diritti e non altri"), il giudice Alito ha risposto con ironia e sagacia alle sconsiderate ed irrispettose critiche rivolte alla sentenza di molti leader politici (Boris Johnson, Emmanuel Macron, Justin Trudeau). E ha ridicolizzato l'intervento del Principe Harry, duca di Sussex, all'Onu, che aveva paragonato la decisione della Corte Suprema di azzerare il falso diritto costituzionale all'aborto, all'invasione russa dell'Ucraina. "In questa legislatura" ha ricordato Samuel Alito ai suoi ospitii, "ho avuto l'onore di scrivere, credo, l'unica decisione della Corte Suprema nella storia di questa istituzione che sia stata criticata da tutta una serie di leader stranieri che si sono sentiti perfettamente a proprio agio nel commentare la legge americana".<br /><br />IL RISPETTO DELLA DIGNITÀ UMANA DI CIASCUNA PERSONA<br />Nel suo intervento il giudice Alito ha correttamente ricordato come il rispetto della dignità umana, di ciascuna persona, sia "il fondamento primo di ogni altra libertà"; una evidenza che troppo spesso colpevolmente sfugge dalle valutazioni dozzinali sulla sentenza Dobbs che si sono lette nelle ultime settimane. Una stoccata chiara alle ingerenze ignoranti e politicamente motivate che hanno visto nelle scorse settimane persino il Parlamento ed alcuni esponenti della Commissione Europea unirsi al coro degli abortisti. Lo stesso 21 luglio, durante un'apparizione pubblica a una conferenza sui temi giuridici in Montana, il giudice Elena Kagan, nominata dai Democratici alla Corte Suprema, ha messo invece in risalto la sua preoccupazione crescente perché la Corte "se, nel corso del tempo, perde ogni legame con il pubblico e con il sentimento dell'opinione pubblica, questa è una cosa pericolosa per una democrazia". Per i giudici nominati dai Dems solo se le decisione sono popolari allora sono anche democratiche, poco importa se siano costituzionalmente corrette.<br />Questo è il cuore dell'attacco della democrazia, ancor più se prendiamo atto quanto il 'sentimento popolare' sia volubile e manipolabile con campagne mass mediatiche di minoranze estremiste. 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Dunque, sul processo informale a cui membri del Congresso stanno sottoponendo l'ex presidente Donald Trump, sospettato di aver incoraggiato l'assalto al Campidoglio, il 6 gennaio dell'anno scorso, mentre veniva certificata la vittoria elettorale di Joe Biden. La novità è che l'allora presidente passò le quattro ore della crisi di fronte al televisore della sala da pranzo della Casa Bianca, ignorando chi lo "supplicava" di intervenire per fermare i manifestanti e, anzi, facendo il tifo per loro. «Ha scelto di non agire», ha dichiarato Adam Kinzinger, uno dei due Repubblicani membri della Commissione.<br />L'ottava sessione della Commissione, questa volta si è dunque concentrata sui "187 minuti di crisi" e sulle azioni dell'ex presidente, passate al vaglio minuto per minuto. La conclusione della Commissione è che Trump non abbia fatto alcuna chiamata alla polizia e a qualsiasi altro servizio di sicurezza, benché consapevole di quel che stava accadendo al Campidoglio. Il tutto perché motivato dal suo «desiderio egoista di restare al potere».<br /><br />ACCUSE POLITICHE SENZA PROVE<br />Questo è il messaggio che passa: Trump era sostanzialmente un golpista che non ha accettato l'esito di libere elezioni. La Commissione, voluta dalla presidente della Camera Nancy Pelosi, è un organo parlamentare e non può spiccare sentenze con valore legale, ma le sue conclusioni potrebbero avere un forte impatto sui media, soprattutto in campagna elettorale (si voterà a novembre per le Medio Termine). Ma siamo veramente sicuri di parlare di un'inchiesta vera? O non è piuttosto un'operazione politica?<br />La scelta delle accuse e le testimonianze sono quelle di un tipico processo alle intenzioni. Nessuno, finora, ha infatti dimostrato l'esistenza di una pianificazione della protesta e poi dell'assalto dei manifestanti più estremisti al Campidoglio. E non c'è alcuna prova che sia stato l'ex presidente a organizzarlo. L'accusa di golpe è già esclusa, perché quello del 6 gennaio non fu un golpe. Fu una protesta, disarmata, violenta quanto si vuole (anche se l'unica vittima fu tra le fila dei manifestanti), ma non un tentativo di espugnare le istituzioni americane, men che meno di prendere il potere. I manifestanti condussero una protesta non autorizzata, sfregiarono la sede del potere legislativo statunitense, dileggiarono, dissacrarono, si ripresero in atteggiamenti provocatori, poi se ne andarono. Non fu un golpe.<br /><br />UNA COMMISSIONE DI PARTE<br />Se non fu un golpe e non ci sono prove che fosse una protesta organizzata da Trump, allora cosa resta? Solo il tentativo di distruggere l'immagine dell'ex presidente. Ma anche in questo caso, le accuse e le testimonianze vanno prese con beneficio di inventario. I testimoni sono selezionati da una Commissione che è costituita interamente da Democratici, salvo due membri che però sono dei Repubblicani dichiaratamente contrari a Trump. Non ci sono troppi controlli incrociati sul contenuto delle testimonianze, alcune delle quali dubbie. Cassidy Hutchinson, ex assistente di Trump, ad esempio, aveva descritto un presidente fuori controllo che, nell'auto presidenziale, lottava con il capo del servizio di sicurezza e voleva addirittura catturare il volante, per dirottare il percorso e andare a unirsi ai manifestanti del Campidoglio. Non ci sono conferme dirette su questo episodio ed ex agenti della sicurezza, membri fidati dei servizi segreti, hanno però espresso più di un dubbio: The Beast, l'auto blindata presidenziale ha un divisorio che separa il conducente dai passeggeri sui sedili posteriori. Gli spazi sono ristretti e, solo per la sua mole, Trump avrebbe avuto forti difficoltà a lottare con l'agente per arrivare al volante. I dubbi passano, quel che resta, invece, è l'immagine del presidente canaglia che vuole addirittura dirottare l'auto presidenziale per compiere un ultimo atto sovversivo.<br />Perché cercare di infangare l'immagine di un ex presidente? Perché potrebbe ripresentarsi nelle presidenziali. E i numeri gli stanno dando ragione. In vista delle elezioni di Medio Termine, per il rinnovo di gran parte del Congresso e dei governatori, la maggioranza schiacciante dei candidati repubblicani che hanno vinto le elezioni primarie, sono quelli sostenuti da Trump, uomini di sua fiducia: ad oggi, sono 147 su 158. L'ex presidente, che comunica solo sul suo social network Truth, sta girando per gli Stati, in comizi molto affollati di pubblico. Ormai è quasi certa la sua candidatura per il 2024, resta solo da capire quando sarà annunciata. La Commissione sul 6 gennaio, che dovrebbe concludere i lavori entro settembre (due mesi prima del voto, forse anche meno) può sbarrargli la strada, soprattutto se riuscisse a trarre delle conclusioni che possano tradursi in un'incriminazione.<br /><br />Nota di BastaBugie: Luca Volontè nell'articolo seguente dal titolo "L'aborto è la fissa dei Dem USA. Il Paese non li segue" parla del Partito Democratico che ha approvato alla Camera due disegni di legge radicali (aborto fino alla nascita incluso) che però hanno scarsissime possibilità di passare al Senato. Aumenta la frattura con la maggioranza dei cittadini, poco inclini all'abortismo estremo dei Dem e sempre più preoccupati per l'inflazione e le altre difficoltà quotidiane.<br />Ecco l'articolo completo pubblicato su La Nuova Bussola Quotidiana il 19 luglio 2022:<br />Non saranno le polemiche e le misure imbracciate dai Democratici a favore dell'aborto, dopo la sentenza Dobbs della Corte Suprema, a far vincere le elezioni del prossimo novembre al partito di Joe Biden. I cittadini americani sono molto preoccupati per l'andamento dell'economia, l'inflazione e le difficoltà che incontrano nella vita di tutti i giorni. A dirlo, con un editoriale, è Politico, la rivista online da sempre al fianco dei liberal americani.<br />I disegni di legge approvati dalla Camera venerdì 15 luglio, orgogliosamente presentati alla stampa dalla "devota" Nancy Pelosi, non faranno che peggiorare la popolarità dei Dem. Le due proposte mirano a legalizzare l'aborto a livello federale. La prima è il Women's Health Protection Act, che mira a garantire alle donne la possibilità di abortire durante tutti i nove mesi di gravidanza (cioè sino alla nascita) e in tutto il Paese. Una legge simile non era riuscita a passare al Senato né a maggio né a febbraio e, molto probabilmente, non verrà approvata nemmeno stavolta, visto che servono almeno 60 voti. Nel testo votato alla Camera si legge: "Non ci sarà alcun divieto di aborto in uno o più momenti precedenti la possibilità di sopravvivenza del feto, incluso un divieto o una restrizione su una particolare procedura abortiva", e nessun "divieto di aborto dopo la possibilità di sopravvivenza del feto quando, secondo il giudizio del medico curante, la continuazione della gravidanza comporterebbe un rischio per la vita o la salute della paziente incinta".<br />L'altra proposta di legge, l'Ensuring Access to Abortion Act, intende favorire le donne che si recano in un altro Stato per abortire, se l'aborto è illegale nel loro Stato di origine. Il testo include anche la protezione legale per coloro che assistono le donne nel ricevere un aborto in uno Stato in cui non risiedono e il trasporto da Stato a Stato dei farmaci abortivi che hanno ricevuto l'approvazione della FDA. Ma anche in questo caso si tratta di una misura "bandiera", che difficilmente passerà al Senato. Di contro, nel frattempo, i senatori Repubblicani Rubio, Cassidy e Cramer hanno presentato ottime proposte a sostegno di maternità e famiglie.<br />Le proposte pro aborto dei Dem rimangono impopolari e, secondo l'ultimo sondaggio Harvard/Harris, l'aborto sino alla nascita è sostenuto solo dal 10% degli americani. La maggioranza dei cittadini, il 72%, è favorevole a divieti sull'aborto almeno dopo le 15 settimane di gestazione e anche il 60% degli elettori Dem sostiene i divieti all'aborto dopo la 15° settimana. Ancora recentemente, un sondaggio condotto dal New York Times/Siena College ha chiesto quali siano i temi più importanti per i cittadini elettori: solo il 13% si dice convinto che l'Amministrazione Biden stia portando il Paese nella giusta direzione. Lo sbandamento dei Dem si sta aggravando anche per la perdita di credibilità presso l'elettorato ispanico e cattolico. Tra la popolazione di origine ispanica si registra un significativo abbandono del Partito Democratico e una chiara preferenza verso i Repubblicani. Una disaffezione marcata emerge anche dal sondaggio commissionato da EWTN News, il più diffuso network cattolico degli USA, e condotto da Real Clear Opinion Research e da poco pubblicato: la maggioranza dei probabili elettori cattolici è insoddisfatta del presidente Joe Biden e dei Democratici al Congresso. Il 45% dei cattolici intervistati afferma di avere un'opinione favorevole di Biden, mentre il 53% afferma di avere un'opinione sfavorevole del presidente (Biden aveva ottenuto il 52% dei voti cattolici nel 2020). L'indice di gradimento dei Democratici al Congresso è passato da positivo a negativo tra i cattolici e anche la percentuale di cattolici che ritiene che la nazione sia "diretta nella giusta direzione" è diminuita rispetto a due anni fa.<br />I leader pro vita americani hanno duramente criticato le proposte approvate la scorsa settimana dai Dem alla Camera. Sono proposte che certamente fanno perdere voti, anche se potrebbero portare molti finanziamenti nelle casse dei Democratici per la campagna elettorale, come promesso nelle scorse settimane da George Soros e Planned Parenthood.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/50720648</guid><pubDate>Tue, 26 Jul 2022 22:27:59 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/50720648/trump_alla_pubblica_gogna_perch_sanno_che_vincer_nel_2024.mp3" length="13596674" type="audio/mpeg"/><itunes:author>BastaBugie</itunes:author><itunes:subtitle>TESTO DELL'ARTICOLO ➜ www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7095&#13;
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TRUMP ALLA PUBBLICA GOGNA PERCHE' SANNO CHE VINCERA' NEL 2024 di Stefano Magni&#13;
Le prime pagine dei giornali anglo-sassoni, non solo americani, ieri titolavano sulle nuove rivelazioni...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7095" rel="noopener">www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7095</a><br /><br />TRUMP ALLA PUBBLICA GOGNA PERCHE' SANNO CHE VINCERA' NEL 2024 di Stefano Magni<br />Le prime pagine dei giornali anglo-sassoni, non solo americani, ieri titolavano sulle nuove rivelazioni della Commissione sui fatti del 6 gennaio, negli Stati Uniti. Dunque, sul processo informale a cui membri del Congresso stanno sottoponendo l'ex presidente Donald Trump, sospettato di aver incoraggiato l'assalto al Campidoglio, il 6 gennaio dell'anno scorso, mentre veniva certificata la vittoria elettorale di Joe Biden. La novità è che l'allora presidente passò le quattro ore della crisi di fronte al televisore della sala da pranzo della Casa Bianca, ignorando chi lo "supplicava" di intervenire per fermare i manifestanti e, anzi, facendo il tifo per loro. «Ha scelto di non agire», ha dichiarato Adam Kinzinger, uno dei due Repubblicani membri della Commissione.<br />L'ottava sessione della Commissione, questa volta si è dunque concentrata sui "187 minuti di crisi" e sulle azioni dell'ex presidente, passate al vaglio minuto per minuto. La conclusione della Commissione è che Trump non abbia fatto alcuna chiamata alla polizia e a qualsiasi altro servizio di sicurezza, benché consapevole di quel che stava accadendo al Campidoglio. Il tutto perché motivato dal suo «desiderio egoista di restare al potere».<br /><br />ACCUSE POLITICHE SENZA PROVE<br />Questo è il messaggio che passa: Trump era sostanzialmente un golpista che non ha accettato l'esito di libere elezioni. La Commissione, voluta dalla presidente della Camera Nancy Pelosi, è un organo parlamentare e non può spiccare sentenze con valore legale, ma le sue conclusioni potrebbero avere un forte impatto sui media, soprattutto in campagna elettorale (si voterà a novembre per le Medio Termine). Ma siamo veramente sicuri di parlare di un'inchiesta vera? O non è piuttosto un'operazione politica?<br />La scelta delle accuse e le testimonianze sono quelle di un tipico processo alle intenzioni. Nessuno, finora, ha infatti dimostrato l'esistenza di una pianificazione della protesta e poi dell'assalto dei manifestanti più estremisti al Campidoglio. E non c'è alcuna prova che sia stato l'ex presidente a organizzarlo. L'accusa di golpe è già esclusa, perché quello del 6 gennaio non fu un golpe. Fu una protesta, disarmata, violenta quanto si vuole (anche se l'unica vittima fu tra le fila dei manifestanti), ma non un tentativo di espugnare le istituzioni americane, men che meno di prendere il potere. I manifestanti condussero una protesta non autorizzata, sfregiarono la sede del potere legislativo statunitense, dileggiarono, dissacrarono, si ripresero in atteggiamenti provocatori, poi se ne andarono. Non fu un golpe.<br /><br />UNA COMMISSIONE DI PARTE<br />Se non fu un golpe e non ci sono prove che fosse una protesta organizzata da Trump, allora cosa resta? Solo il tentativo di distruggere l'immagine dell'ex presidente. Ma anche in questo caso, le accuse e le testimonianze vanno prese con beneficio di inventario. I testimoni sono selezionati da una Commissione che è costituita interamente da Democratici, salvo due membri che però sono dei Repubblicani dichiaratamente contrari a Trump. Non ci sono troppi controlli incrociati sul contenuto delle testimonianze, alcune delle quali dubbie. Cassidy Hutchinson, ex assistente di Trump, ad esempio, aveva descritto un presidente fuori controllo che, nell'auto presidenziale, lottava con il capo del servizio di sicurezza e voleva addirittura catturare il volante, per dirottare il percorso e andare a unirsi ai manifestanti del Campidoglio. Non ci sono conferme dirette su questo episodio ed ex agenti della sicurezza, membri fidati dei servizi segreti, hanno però espresso più di un dubbio: The Beast, l'auto blindata presidenziale ha un divisorio che separa il conducente dai passeggeri sui sedili posteriori. Gli...]]></itunes:summary><itunes:duration>850</itunes:duration><itunes:keywords>casabianca,cortesuprema,dem,trump</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/5a7215ea1ed906cda775e729a64641ee.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>La guerra negli Stati Uniti di cui non si parla nei tg</title><link>https://www.spreaker.com/episode/la-guerra-negli-stati-uniti-di-cui-non-si-parla-nei-tg--50284855</link><description><![CDATA[VIDEO: Descrizione in minuscolo ➜ <a href="https://www.youtube.com/watch?v=DEcI6n3TnGk" rel="noopener">https://www.youtube.com/watch?v=DEcI6n3TnGk</a><br /><br />TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7046" rel="noopener">www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7046</a><br /><br />LA GUERRA NEGLI USA DI CUI NON SI PARLA NEI TG di Luca Volontè<br />I violenti vandali abortisti, in primis il gruppo Jane's Revenge, hanno invitato mercoledì 15 giugno tutti i loro adepti ad iniziare, anzi, a proseguire la guerra contro chiese, giudici e centri pro vita del Paese. Lo hanno fatto con un comunicato a cui, al momento, non è seguita alcuna reazione ufficiale della Casa Bianca. Anzi, Joe Biden pensa a un ordine esecutivo per contrastare le leggi pro life dei tanti Stati governati dai Repubblicani.<br />Sono giorni di grave preoccupazione. Lunedì 13 giugno gli stessi terroristi avevano bloccato le vie d'accesso alla Corte Suprema, dopo averlo ampiamente annunciato; solo per la solerzia della polizia, non sono passati all'assalto dei giudici. La decisione della Corte sull'aborto dovrebbe essere presa entro le prossime due settimane, ma il clima di tensione, le minacce e i complici silenzi di abortisti, istituzioni, grandi interessi finanziari e mass media proseguono senza sosta. Il reporter di Townhall, Julio Rosas, ha seguito la protesta del 13 giugno: i manifestanti pro aborto hanno bloccato diverse strade e tentato di 'sequestrare' la Corte, come anticipato dal gruppo pro aborto "Shut Down D.C." la settimana precedente; alla marcia di qualche migliaio di persone si innalzava lo striscione: "La nostra casa è in fiamme". Il peggio non è avvenuto, alcuni degli attivisti abortisti che hanno fatto dichiarazioni alla marcia avevano addirittura 14 anni, con loro un'insegnante che aveva trascinato con sé i propri studenti di terza media.<br /><br />GRUPPI ABORTISTI VIOLENTI<br />Nei giorni scorsi, i violenti gruppi abortisti che hanno incendiato diversi centri pro life in Wisconsin, Alaska, Washington, Oregon e New York e che hanno vandalizzato più di una dozzina di chiese e centri di gravidanza, hanno colpito ancora, incendiando con bombe molotov un altro centro di aiuto alla gravidanza in Oregon e distruggendone uno in Florida. Non dimentichiamo le indagini sulle cause dell'incendio che ha distrutto la chiesa cattolica di Nostra Signora del Santo Rosario di Hostyn, in Texas (l'indagine è ancora in corso: non è esclusa la causa dolosa).<br />Il 13 giugno, i vescovi cattolici americani hanno nuovamente chiesto, con una dichiarazione ufficiale, la fine della violenza, dopo i continui attacchi alle chiese e ai centri di gravidanza pro life: "Esortiamo i nostri rappresentanti eletti a prendere una posizione forte contro questa violenza e le nostre autorità di polizia ad aumentare la loro vigilanza nel proteggere coloro che sono in maggiore pericolo", hanno scritto i vescovi, con un chiaro richiamo al colpevole silenzio del presidente Biden. Il cardinale Timothy M. Dolan, arcivescovo di New York (responsabile per la libertà religiosa), e William E. Lori, arcivescovo di Baltimora (responsabile per le politiche pro life), a nome di tutti i vescovi, hanno lamentato come questi atti siano chiaramente in "opposizione agli insegnamenti della Chiesa sulla vita nel grembo materno". Mercoledì 15 giugno si è avuta notizia di altri centri pro life cattolici vandalizzati e incendiati in due diverse città: Filadelfia e Portland.<br /><br />MINACCE SEMPRE PIÙ VIOLENTE<br />Dopo il tentato omicidio plurimo ai danni del giudice Brett Kavanaugh e della sua famiglia, e dopo le minacce sempre più violente contro i figli e le chiese frequentate da Amy C. Barrett e Samuel Alito, nonché contro questi stessi giudici, Biden non ha ancora espresso una sola parola di condanna verso questi terroristi interni e, addirittura, 27 deputati del Partito Democratico hanno votato contro l'approvazione finale della legge che dovrebbe rafforzare la sicurezza di giudici e funzionari della Corte Suprema. Siamo di fronte a un fiancheggiamento e finanche a un sostegno, chiaro e gravissimo, alle violenze. I mass media "il-liberal" non hanno dato alcuno spazio, a sette giorni dagli avvenimenti, nemmeno al tentato omicidio del giudice Kavanaugh; in nessuna delle trasmissioni televisive dei grandi network di informazione americana - ABC, CBS, NBC e CNN - si è sfiorato il tema dell'incidente che poteva costare la vita al giudice e alla sua famiglia. Inutile chiedersi cosa avrebbero fatto i politici Dem e la grande stampa nazionale se ad essere minacciate fossero state le vite e le famiglie dei giudici liberal.<br /><br />NESSUNA MISURA DI SICUREZZA<br />Al momento nessuna nuova misura di sicurezza è stata presa per la tutela dei giudici, anche perché la legge approvata in tal senso dal Congresso non è stata ancora firmata da Biden. Anzi, il silenzio del presidente sul fronte della sicurezza dei giudici potrebbe, all'opposto, anticipare la decisione di emanare un ordine esecutivo pro aborto, come già anticipato il mese scorso. Sarebbe un atto puramente politico e autoritario, che ordinerebbe alle agenzie federali di tutelare l'aborto nell'intero Paese contro ogni legislazione dei singoli Stati. Un atto chiaramente incostituzionale (non esiste un diritto costituzionale all'aborto) che sarebbe probabilmente abrogato dai giudici in breve tempo, ma invierebbe un chiaro segnale ai rivoltosi violenti, come dire che il presidente degli Stati Uniti appoggia totalmente la loro guerra e le loro violenze contro la vita del concepito e chiunque osi difendere la dignità dei bimbi non nati e la maternità.<br />Un concetto ribadito, del resto, anche dalla vicepresidente Kamala Harris in questi giorni: "L'aborto è una questione di libertà". E rilanciato dai soliti gruppi di pressione, come l'Associazione Medica Americana ("Vietare l'aborto è contro i diritti umani") e il Guttmacher Institute, che ha commentato favorevolmente la crescita degli aborti nel Paese (+8% nel 2020), dopo anni di declino.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/50284855</guid><pubDate>Tue, 21 Jun 2022 21:50:44 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/50284855/la_guerra_negli_stati_uniti_di_cui_non_si_parla_nei_tg.mp3" length="6873382" type="audio/mpeg"/><itunes:author>BastaBugie</itunes:author><itunes:subtitle>VIDEO: Descrizione in minuscolo ➜ https://www.youtube.com/watch?v=DEcI6n3TnGk&#13;
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TESTO DELL'ARTICOLO ➜ www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7046&#13;
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LA GUERRA NEGLI USA DI CUI NON SI PARLA NEI TG di Luca Volontè&#13;
I violenti vandali abortisti, in primis...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[VIDEO: Descrizione in minuscolo ➜ <a href="https://www.youtube.com/watch?v=DEcI6n3TnGk" rel="noopener">https://www.youtube.com/watch?v=DEcI6n3TnGk</a><br /><br />TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7046" rel="noopener">www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7046</a><br /><br />LA GUERRA NEGLI USA DI CUI NON SI PARLA NEI TG di Luca Volontè<br />I violenti vandali abortisti, in primis il gruppo Jane's Revenge, hanno invitato mercoledì 15 giugno tutti i loro adepti ad iniziare, anzi, a proseguire la guerra contro chiese, giudici e centri pro vita del Paese. Lo hanno fatto con un comunicato a cui, al momento, non è seguita alcuna reazione ufficiale della Casa Bianca. Anzi, Joe Biden pensa a un ordine esecutivo per contrastare le leggi pro life dei tanti Stati governati dai Repubblicani.<br />Sono giorni di grave preoccupazione. Lunedì 13 giugno gli stessi terroristi avevano bloccato le vie d'accesso alla Corte Suprema, dopo averlo ampiamente annunciato; solo per la solerzia della polizia, non sono passati all'assalto dei giudici. La decisione della Corte sull'aborto dovrebbe essere presa entro le prossime due settimane, ma il clima di tensione, le minacce e i complici silenzi di abortisti, istituzioni, grandi interessi finanziari e mass media proseguono senza sosta. Il reporter di Townhall, Julio Rosas, ha seguito la protesta del 13 giugno: i manifestanti pro aborto hanno bloccato diverse strade e tentato di 'sequestrare' la Corte, come anticipato dal gruppo pro aborto "Shut Down D.C." la settimana precedente; alla marcia di qualche migliaio di persone si innalzava lo striscione: "La nostra casa è in fiamme". Il peggio non è avvenuto, alcuni degli attivisti abortisti che hanno fatto dichiarazioni alla marcia avevano addirittura 14 anni, con loro un'insegnante che aveva trascinato con sé i propri studenti di terza media.<br /><br />GRUPPI ABORTISTI VIOLENTI<br />Nei giorni scorsi, i violenti gruppi abortisti che hanno incendiato diversi centri pro life in Wisconsin, Alaska, Washington, Oregon e New York e che hanno vandalizzato più di una dozzina di chiese e centri di gravidanza, hanno colpito ancora, incendiando con bombe molotov un altro centro di aiuto alla gravidanza in Oregon e distruggendone uno in Florida. Non dimentichiamo le indagini sulle cause dell'incendio che ha distrutto la chiesa cattolica di Nostra Signora del Santo Rosario di Hostyn, in Texas (l'indagine è ancora in corso: non è esclusa la causa dolosa).<br />Il 13 giugno, i vescovi cattolici americani hanno nuovamente chiesto, con una dichiarazione ufficiale, la fine della violenza, dopo i continui attacchi alle chiese e ai centri di gravidanza pro life: "Esortiamo i nostri rappresentanti eletti a prendere una posizione forte contro questa violenza e le nostre autorità di polizia ad aumentare la loro vigilanza nel proteggere coloro che sono in maggiore pericolo", hanno scritto i vescovi, con un chiaro richiamo al colpevole silenzio del presidente Biden. Il cardinale Timothy M. Dolan, arcivescovo di New York (responsabile per la libertà religiosa), e William E. Lori, arcivescovo di Baltimora (responsabile per le politiche pro life), a nome di tutti i vescovi, hanno lamentato come questi atti siano chiaramente in "opposizione agli insegnamenti della Chiesa sulla vita nel grembo materno". Mercoledì 15 giugno si è avuta notizia di altri centri pro life cattolici vandalizzati e incendiati in due diverse città: Filadelfia e Portland.<br /><br />MINACCE SEMPRE PIÙ VIOLENTE<br />Dopo il tentato omicidio plurimo ai danni del giudice Brett Kavanaugh e della sua famiglia, e dopo le minacce sempre più violente contro i figli e le chiese frequentate da Amy C. Barrett e Samuel Alito, nonché contro questi stessi giudici, Biden non ha ancora espresso una sola parola di condanna verso questi terroristi interni e, addirittura, 27 deputati del Partito Democratico hanno votato contro l'approvazione finale della legge che dovrebbe rafforzare la...]]></itunes:summary><itunes:duration>430</itunes:duration><itunes:keywords>abortisti,attivisti,casabianca,janesrevenge,kamalaharris</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/4e5b9ccb4ebbc58e61f200271ea436b0.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Biden istituisce il ministero della verità</title><link>https://www.spreaker.com/episode/biden-istituisce-il-ministero-della-verita--50015348</link><description><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7021" rel="noopener">www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7021</a><br /><br />BIDEN ISTITUISCE IL MINISTERO DELLA VERITA' di Valerio Pece<br />I fatti sono questi (e sono grossi). Il Presidente degli Stati Uniti Joe Biden ha istituito un "Consiglio per il controllo della disinformazione" (Disinformation Governance Board) al fine di prevenire fake news, specie in tema di guerra e di immigrazione irregolare. «C'è qualcosa di più distopico di un consiglio per la governance della disinformazione gestito dal governo federale?». La domanda del politico repubblicano Willie Montague è la stessa che si stanno facendo milioni di americani.<br />Il dibattito, su media e social, monta di ora in ora, mentre il neonato (e occhiuto) Disinformation Governance Board viene accostato sempre di più al romanzo "1984" di George Orwell, tanto da mandare in tendenza, su Twitter, l'hashtag "Ministero della Verità" (l'ente pubblico destinato alla censura immaginato dal romanziere).<br />Il pericolo per cui il potere centrale americano potrebbe controllare e gestire la libertà di parola sul web è autoevidente, tanto che è difficile stare dietro ai tonici commenti delle personalità del mondo conservatore. «È una vergogna progettata per monitorare gli americani», così il senatore del Missouri Josh Hawley, «tanto che all'inizio ho pensato che l'annuncio fosse "satira"». Gli fa eco Errol Webber, già candidato repubblicano allo Stato della California: «Adolf Hitler aveva un Ministero della Verità. Joseph Goebbels aveva un Ministero della Verità. Joseph Stalin aveva un Ministero della Verità. Joseph Biden ha un Ministero della Verità».<br /><br />ELON MUSK TRASCINATO A DEPORRE<br />Gran parte dell'opinione pubblica americana, poi, non ha potuto non notare il perfetto tempismo con cui l'amministrazione Biden ha seguito le mosse di Elon Musk, il quale aveva dichiarato l'intenzione di fare di Twitter un «paradiso per la libertà di parola». A sintetizzare quella che a molti è sembrata una marcatura a uomo ci ha pensato Troy Nehls, altro politico repubblicano: «Non avevano bisogno di un "Comitato per la governance della disinformazione" fino a quando @elonmusk non ha minacciato il loro controllo sulla narrazione».<br />Sempre a proposito di tempismo sospetto intorno al magnate (che intanto non ha mancato di giudicare «sconfortante» la nascita del Disinformation Governance Board), è di giovedì sera la notizia che il Partito Democratico americano sta pensando di trascinare Musk in un'audizione, al fine di interrogarlo sui suoi piani. Notizia che a più di qualcuno è suonata come un tentativo di intimidazione. Il senatore Ed Markey, riferisce Bloomberg, ha definito Twitter «centrale per la democrazia e la nostra economia», per cui urge «capire quale sarà la politica del nuovo proprietario». Anche il senatore democratico Richard Blumenthal, parlando di un'America "preoccupata", ha sostenuto che Musk dovrebbe testimoniare: «Sentiamo una forte urgenza di chiedergli di riferire al Congresso e al popolo americano come affronterà le preoccupazioni che abbiamo sollevato».<br /><br />TUCKER CARLSON: «MA COS'È LA DISINFORMAZIONE?»<br />Per ora, comunque, la preoccupazione degli americani non sembra essere affatto la "troppa libertà" garantita da Musk, bensì il neonato Consiglio orwelliano a firma Biden e le garanzie di imparzialità che esso può fornire. Sul punto si è espresso con particolare vigore Tucker Carlson, il più noto giornalista conservatore americano, che in un lungo articolo ha inquadrato la particolare collocazione istituzionale del neonato Consiglio (cosa sfuggita ai più). Nello specifico, Carlson ha ricordato che il Disinformation Governance Board «non fa parte del Dipartimento di Stato o di qualsiasi altra agenzia focalizzata sulle minacce straniere dall'estero», bensì «del Dipartimento della Sicurezza Interna, un'agenzia delle forze dell'ordine progettata per sorvegliare gli Stati Uniti». La star televisiva di Fox News lamenta che se il segretario del Dipartimento della Sicurezza Interna Alejandro Mayorkas ha spiegato agli americani che «la disinformazione è una minaccia per la sicurezza nazionale [...] quello che non ha detto è come egli intenda definire la disinformazione».<br />Mancherebbe, come al solito in questi casi, l'oggetto del contendere. Carlson non manca di spiegare anche il perché: l'amministrazione USA «vuole potere, e per ottenerlo ha in programma di controllare ciò che pensi», ciò significa che «i nemici politici di Joe Biden sono ora ufficialmente nemici dello Stato».<br /><br />NINA JANKOWICZ, NOVELLA MARY POPPINS<br />A complicare ancora di più le cose c'è la giovane donna che il Presidente degli Stati Uniti d'America ha messo a capo del "Consiglio per il controllo della disinformazione". Si tratta di Nina Jankowicz, trentatreenne russa, che giorni fa sul caso Musk si è espressa in termini per nulla consoni al suo ruolo di arbitro: «Mi vengono i brividi al pensiero che gli assolutisti della libertà di parola stiano prendendo il controllo di più piattaforme».<br />Già in passato Nina Jankowicz si era distinta per manifesta partigianeria, mettendo in dubbio, ad esempio, le scottanti notizie intorno al famigerato laptop di Hunter Biden (che da tempo molte testate importanti hanno assicurato essere autentiche). Jankowicz ne aveva liquidato i contenuti prima come «un prodotto della campagna di Trump», e poi come «influenza russa», senza fornire alcuna prova né in una direzione né nell'altra.<br />Nina Jankowicz è salita agli onori delle cronache anche per una performance canora ad alto tasso politico (eseguita su Tiktok sulle note di "Supercalifragilistichespiralidoso"), in cui si diverte a canticchiare fake news provenienti rigorosamente dagli oppositori delle politiche di aria liberal. Commentando l'exploit dell'attivista democratica novella Mary Poppins, prima Tucker Carlson paragona il neonato "Consiglio per il controllo della disinformazione" all'Nkvd (lo spietato "Commissariato Per gli Affari Interni" operante ai tempi della repressione sovietica), poi chiosa: «Solo che l'Nkvd, anche al culmine delle epurazioni di Stalin, non ha mai fatto karaoke. Aveva troppa dignità».]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/50015348</guid><pubDate>Tue, 31 May 2022 21:50:39 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/50015348/biden_istituisce_il_ministero_della_verit.mp3" length="8217957" type="audio/mpeg"/><itunes:author>BastaBugie</itunes:author><itunes:subtitle>TESTO DELL'ARTICOLO ➜ www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7021&#13;
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BIDEN ISTITUISCE IL MINISTERO DELLA VERITA' di Valerio Pece&#13;
I fatti sono questi (e sono grossi). Il Presidente degli Stati Uniti Joe Biden ha istituito un "Consiglio per il controllo...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7021" rel="noopener">www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7021</a><br /><br />BIDEN ISTITUISCE IL MINISTERO DELLA VERITA' di Valerio Pece<br />I fatti sono questi (e sono grossi). Il Presidente degli Stati Uniti Joe Biden ha istituito un "Consiglio per il controllo della disinformazione" (Disinformation Governance Board) al fine di prevenire fake news, specie in tema di guerra e di immigrazione irregolare. «C'è qualcosa di più distopico di un consiglio per la governance della disinformazione gestito dal governo federale?». La domanda del politico repubblicano Willie Montague è la stessa che si stanno facendo milioni di americani.<br />Il dibattito, su media e social, monta di ora in ora, mentre il neonato (e occhiuto) Disinformation Governance Board viene accostato sempre di più al romanzo "1984" di George Orwell, tanto da mandare in tendenza, su Twitter, l'hashtag "Ministero della Verità" (l'ente pubblico destinato alla censura immaginato dal romanziere).<br />Il pericolo per cui il potere centrale americano potrebbe controllare e gestire la libertà di parola sul web è autoevidente, tanto che è difficile stare dietro ai tonici commenti delle personalità del mondo conservatore. «È una vergogna progettata per monitorare gli americani», così il senatore del Missouri Josh Hawley, «tanto che all'inizio ho pensato che l'annuncio fosse "satira"». Gli fa eco Errol Webber, già candidato repubblicano allo Stato della California: «Adolf Hitler aveva un Ministero della Verità. Joseph Goebbels aveva un Ministero della Verità. Joseph Stalin aveva un Ministero della Verità. Joseph Biden ha un Ministero della Verità».<br /><br />ELON MUSK TRASCINATO A DEPORRE<br />Gran parte dell'opinione pubblica americana, poi, non ha potuto non notare il perfetto tempismo con cui l'amministrazione Biden ha seguito le mosse di Elon Musk, il quale aveva dichiarato l'intenzione di fare di Twitter un «paradiso per la libertà di parola». A sintetizzare quella che a molti è sembrata una marcatura a uomo ci ha pensato Troy Nehls, altro politico repubblicano: «Non avevano bisogno di un "Comitato per la governance della disinformazione" fino a quando @elonmusk non ha minacciato il loro controllo sulla narrazione».<br />Sempre a proposito di tempismo sospetto intorno al magnate (che intanto non ha mancato di giudicare «sconfortante» la nascita del Disinformation Governance Board), è di giovedì sera la notizia che il Partito Democratico americano sta pensando di trascinare Musk in un'audizione, al fine di interrogarlo sui suoi piani. Notizia che a più di qualcuno è suonata come un tentativo di intimidazione. Il senatore Ed Markey, riferisce Bloomberg, ha definito Twitter «centrale per la democrazia e la nostra economia», per cui urge «capire quale sarà la politica del nuovo proprietario». Anche il senatore democratico Richard Blumenthal, parlando di un'America "preoccupata", ha sostenuto che Musk dovrebbe testimoniare: «Sentiamo una forte urgenza di chiedergli di riferire al Congresso e al popolo americano come affronterà le preoccupazioni che abbiamo sollevato».<br /><br />TUCKER CARLSON: «MA COS'È LA DISINFORMAZIONE?»<br />Per ora, comunque, la preoccupazione degli americani non sembra essere affatto la "troppa libertà" garantita da Musk, bensì il neonato Consiglio orwelliano a firma Biden e le garanzie di imparzialità che esso può fornire. Sul punto si è espresso con particolare vigore Tucker Carlson, il più noto giornalista conservatore americano, che in un lungo articolo ha inquadrato la particolare collocazione istituzionale del neonato Consiglio (cosa sfuggita ai più). Nello specifico, Carlson ha ricordato che il Disinformation Governance Board «non fa parte del Dipartimento di Stato o di qualsiasi altra agenzia focalizzata sulle minacce straniere dall'estero», bensì «del Dipartimento della Sicurezza Interna, un'agenzia delle forze dell'ordine progettata per sorvegliare gli Stati...]]></itunes:summary><itunes:duration>514</itunes:duration><itunes:keywords>biden,foxnews,marypoppins,musk,orwell</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/588cad9afa699657a8f397a6a2abca5e.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Elon Musk compra Twitter e promette più libertà</title><link>https://www.spreaker.com/episode/elon-musk-compra-twitter-e-promette-piu-liberta--49646508</link><description><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6997" rel="noopener">www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6997</a><br /><br />ELON MUSK COMPRA TWITTER E PROMETTE PIU' LIBERTA' di Fabrizio Cannone<br />Da alcuni giorni le agenzie e i media del globo parlano, con toni accesi, e spesso piuttosto critici, dell'imprenditore americano Elon Musk, il notissimo fondatore di Tesla, SpaceX e di PayPal. E non solo perché, secondo Forbes, «al 25 aprile 2022, con un patrimonio stimato di 264,6 miliardi di dollari, risulta essere la persona più ricca del mondo».<br />Ma soprattutto ne parlano per l'ultima acquisizione messa a segno dal magnate di origine sudafricana. Ovvero Twitter, uno dei social network più diffusi e usati, tanto da fare concorrenza ai giganti di Zuckerberg, ovvero Facebook e Instagram.<br />Elon Musk però, senza con ciò voler difendere in toto una figura comunque discussa e discutibile, a differenza di molte altre personalità del mondo della comunicazione, ha sempre difeso la libertà di pensiero, di stampa e di parola. Facendosi notare anche per alcune sue idee, certamente controverse, ma comunque libere e controcorrente.<br />Per esempio ha difeso la natalità come risposta al declino demografico e ha criticato apertamente l'ideologia woke, definita come «divisiva, escludente e odiosa». Un'ideologia che, secondo Musk, offrirebbe «alle persone cattive uno scudo per essere meschine e crudeli, mascherate dietro una falsa virtù».<br />A tal proposito ha collegato il calo di abbonamenti registrato da Netflix alla stessa ideologia, che sarebbe una forma della Cancel culture, la cultura dell'azzeramento delle radici e ripetutamente si è proclamato come un «assolutista della libertà», contrario quindi alle censure politicamente corrette che abbondano sul web e lo inquinano. E che sono qualcosa di ben diverso dalla legittimazione dell'insulto, dell'odio o dalla diffusione delle fake news.<br />Come ricordano i pro life americani, Twitter, assieme a Facebook e Youtube, ha oscurato più volte - e senza alcuna ragione plausibile - coloro che nell'etere difendono la vita (dal concepimento alla morte naturale), la pace, la procreazione e la famiglia tradizionale.<br />Musk invece, proprio in un Tweet, ha dichiarato: «La libertà di parola è il fondamento di una democrazia che funzioni», nutrendo la speranza che «anche i miei peggiori critici rimangano su Twitter, perché questo è ciò che significa libertà di parola».<br />Tra le migliaia di account soppressi in passato da Twitter, in nome verosimilmente della sottomissione al politicamente corretto, figura per esempio l'account del magnifico film Unplanned, che racconta la storia di una militante abortista, già direttrice di una clinica della Planned Parenthood, diventata poi una fervida attivista per la difesa della vita umana innocente.<br />Stupisce quindi, anche se non del tutto, il fatto che in una società che ha fatto del "vietato vietare" uno dei suoi idoli, ora, tutt'a un tratto, l'accesso dell'iper libertario Musk ad una delle piattaforme del dialogo, della comunicazione e del confronto, venga vista con timore e tremore da alcuni osservatori, ideologici e un pochino oscurantisti.<br /><br />Nota di BastaBugie: Stefano Magni nell'articolo seguente dal titolo "Elon Musk compra Twitter, per la libertà di espressione" si chiede se così si rischia la dittatura informatica, ma in realtà è il contrario. Musk promette più libertà. Ed è quel che la sinistra teme.<br />Ecco l'articolo completo pubblicato su La Nuova Bussola Quotidiana il 27 aprile 2022:<br />Elon Musk, imprenditore di origine sudafricana e canadese, ha acquistato Twitter, in decadenza da anni, al costo strabiliante di 44 miliardi di dollari. Per Jack Dorsey, co-fondatore del social, si tratta della "scelta giusta". Forse c'è un po' di ipocrisia in queste frasi di circostanza, perché la battaglia per l'acquisto è stata lunga e dura. Ma di sicuro, politici, celebrities e influencer della sinistra non l'hanno presa bene.<br />Carola Rackete, per cominciare, molto nota al pubblico italiano (siciliano in particolare), ha dichiarato, su Twitter, di essere "stanca di Twitter" e di pensare di cancellare il suo profilo, "soprattutto dopo l'acquisto da parte di Elon Musk". Jameela Jamil, conduttrice televisiva, lancia un'accusa esplicita all'imprenditore: «Con l'acquisto di Twitter, Musk lascerà la piattaforma e la smetterà di essere una minaccia per la società». Addirittura. Amnesty International twitta due sole parole di commento, sull'acquisto del secolo: «Twitter Tossico». Né più né meno.<br />Parrebbe quasi che l'acquisto di Twitter da parte di Elon Musk sia la premessa di una dittatura informatica. Invece è proprio il contrario. Il miliardario, proprietario di Tesla e di Space X, quindi anche della rete Internet satellitare Starlink, ha specificato che l'acquisto di Twitter serve a rilanciare la libertà di parola. «Ho investito in Twitter dal momento che credo nel suo potenziale di piattaforma per la libertà di espressione in tutto il mondo e credo che la libertà di parola sia un imperativo sociale in una democrazia funzionante». Musk, spiegando meglio cosa intenda, afferma: «Per "libertà di parola", intendo semplicemente ciò che corrisponde alla legge. Sono contro la censura che va ben oltre la legge. Se le persone vogliono meno libertà di parola, chiederanno al governo di approvare leggi in tal senso. Pertanto, andare oltre la legge è contrario alla volontà del popolo». A dire il vero, è già un concetto debole della libertà di parola (visto che viene fatto dipendere dalla maggioranza del momento), ma è comunque un'affermazione della legalità contro l'arbitrio puro di questi anni.<br />Il punto è che, per la sinistra culturale odierna, si deve tappare la bocca a produttori di contenuti politicamente scorretti, costi quel che costi. Ad esempio Severgnini, commenta così: «Se free speech però vuol dire libertà di insultare, diffamare, minacciare e mentire (in forma anonima, of course), o di sovvertire la democrazia (come ha provato a fare Trump), allora Twitter non ci interessa più, caro Elon Musk». Da notare: insulto e diffamazione, minaccia e dichiarazione di falso a mezzo stampa, sono già reati e perseguiti dalla legge. L'unica cosa che resta, di questo ragionamento, è negare il diritto di parola a Donald Trump (che per altro è ora un privato cittadino da più di un anno), o a chi si presenta come lui, dalla parte "sbagliata". Benché non nomini direttamente l'ex presidente, anche il regista Rob Reiner (Stand by me, Harry ti presento Sally, Codice d'onore) chiede di continuare a censurarlo: «Ora che Elon Musk compra Twitter, una domanda per tutti noi: permetterà ad un criminale che ha usato questa piattaforma per mentire e diffondere disinformazione per cercare di rovesciare il governo degli Stati Uniti, di tornare e continuare con la sua attività criminale? Se lo farà, come possiamo combatterlo?».<br />Donald Trump era stato bannato a vita da Twitter ed è solo l'ultimo esempio dell'autocensura: una censura voluta dal proprietario stesso, senza ordini dallo Stato. Negli anni dell'amministrazione repubblicana, proprio grazie alla prolifica attività di Trump e alla sua capacità di comunicare in modo sintetico, Twitter era finito nel mirino dei giornalisti e della sinistra di tutto il mondo. "Come permetteva" al presidente repubblicano, al tycoon, di comunicare, mandare i suoi messaggi, rintuzzare gli insulti, replicare seccamente agli altri capi di Stato, rimanendo impunito? La mania del "fact checking indipendente" è nata da lì: controllare le affermazioni di Trump e dei suoi sostenitori. La seconda fase è incominciata con la pandemia. A quel punto era considerato "inammissibile" per un social network diffondere informazioni che non fossero conformi alle linee guida, per altro molto mutevoli, dell'Oms e del governo. Infine si è raggiunto un livello ancor più esplicito di autocensura quando si sono svolte le elezioni presidenziali del 2020. Twitter ha bloccato il quotidiano New York Post, quando aveva pubblicato lo scoop delle email di Hunter Biden, il figlio del candidato democratico. Non solo: ha bloccato anche tutti gli utenti che rilanciavano la notizia. Compresa la Casa Bianca ed altri siti istituzionali.<br />Man mano che Twitter diventava più "responsabile", la libertà di parola si riduceva al suo interno. La campagna successiva, dopo Trump e dopo il Covid, era già iniziata: in occasione della Giornata della Terra, Twitter aveva annunciato la volontà di bannare tutte le fonti di informazione "contrarie al consenso scientifico" sul cambiamento climatico.<br />Elon Musk invertirà la tendenza? Di sicuro ne ha tutto l'interesse, oltre che l'intenzione. Interesse economico: tanti utenti di Twitter stanno tornando e l'impennata del valore delle azioni è lì a dimostrare che quella è la direzione giusta. Essendo un "integralista della libertà di espressione", appare neutrale su tutte le grandi questioni morali. Ma quel poco che dice, rivela un notevole coraggio ad andare controcorrente. Musk, con Tesla, è un grande produttore di auto elettriche. Con il progetto Hyperloop mira a costruire treni talmente veloci da far la concorrenza agli aerei. Ma non è un fondamentalista del cambiamento climatico. In un intervento alla Conferenza mondiale sull'intelligenza artificiale del 2019 ha dichiarato: «La maggior parte della gente pensa che abbiamo troppe persone sul pianeta, ma in realtà questa è una visione obsoleta. Il problema più grande che il mondo dovrà affrontare tra 20 anni sarà il crollo della popolazione. Non l'esplosione. Il crollo». Ha dunque, quantomeno, l'interesse che persone con idee di minoranza possano esprimersi liberamente.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/49646508</guid><pubDate>Tue, 03 May 2022 20:31:01 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/49646508/elon_musk_compra_twitter_e_promette_pi_libert.mp3" length="10685170" type="audio/mpeg"/><itunes:author>BastaBugie</itunes:author><itunes:subtitle>TESTO DELL'ARTICOLO ➜ www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6997&#13;
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ELON MUSK COMPRA TWITTER E PROMETTE PIU' LIBERTA' di Fabrizio Cannone&#13;
Da alcuni giorni le agenzie e i media del globo parlano, con toni accesi, e spesso piuttosto critici,...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6997" rel="noopener">www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6997</a><br /><br />ELON MUSK COMPRA TWITTER E PROMETTE PIU' LIBERTA' di Fabrizio Cannone<br />Da alcuni giorni le agenzie e i media del globo parlano, con toni accesi, e spesso piuttosto critici, dell'imprenditore americano Elon Musk, il notissimo fondatore di Tesla, SpaceX e di PayPal. E non solo perché, secondo Forbes, «al 25 aprile 2022, con un patrimonio stimato di 264,6 miliardi di dollari, risulta essere la persona più ricca del mondo».<br />Ma soprattutto ne parlano per l'ultima acquisizione messa a segno dal magnate di origine sudafricana. Ovvero Twitter, uno dei social network più diffusi e usati, tanto da fare concorrenza ai giganti di Zuckerberg, ovvero Facebook e Instagram.<br />Elon Musk però, senza con ciò voler difendere in toto una figura comunque discussa e discutibile, a differenza di molte altre personalità del mondo della comunicazione, ha sempre difeso la libertà di pensiero, di stampa e di parola. Facendosi notare anche per alcune sue idee, certamente controverse, ma comunque libere e controcorrente.<br />Per esempio ha difeso la natalità come risposta al declino demografico e ha criticato apertamente l'ideologia woke, definita come «divisiva, escludente e odiosa». Un'ideologia che, secondo Musk, offrirebbe «alle persone cattive uno scudo per essere meschine e crudeli, mascherate dietro una falsa virtù».<br />A tal proposito ha collegato il calo di abbonamenti registrato da Netflix alla stessa ideologia, che sarebbe una forma della Cancel culture, la cultura dell'azzeramento delle radici e ripetutamente si è proclamato come un «assolutista della libertà», contrario quindi alle censure politicamente corrette che abbondano sul web e lo inquinano. E che sono qualcosa di ben diverso dalla legittimazione dell'insulto, dell'odio o dalla diffusione delle fake news.<br />Come ricordano i pro life americani, Twitter, assieme a Facebook e Youtube, ha oscurato più volte - e senza alcuna ragione plausibile - coloro che nell'etere difendono la vita (dal concepimento alla morte naturale), la pace, la procreazione e la famiglia tradizionale.<br />Musk invece, proprio in un Tweet, ha dichiarato: «La libertà di parola è il fondamento di una democrazia che funzioni», nutrendo la speranza che «anche i miei peggiori critici rimangano su Twitter, perché questo è ciò che significa libertà di parola».<br />Tra le migliaia di account soppressi in passato da Twitter, in nome verosimilmente della sottomissione al politicamente corretto, figura per esempio l'account del magnifico film Unplanned, che racconta la storia di una militante abortista, già direttrice di una clinica della Planned Parenthood, diventata poi una fervida attivista per la difesa della vita umana innocente.<br />Stupisce quindi, anche se non del tutto, il fatto che in una società che ha fatto del "vietato vietare" uno dei suoi idoli, ora, tutt'a un tratto, l'accesso dell'iper libertario Musk ad una delle piattaforme del dialogo, della comunicazione e del confronto, venga vista con timore e tremore da alcuni osservatori, ideologici e un pochino oscurantisti.<br /><br />Nota di BastaBugie: Stefano Magni nell'articolo seguente dal titolo "Elon Musk compra Twitter, per la libertà di espressione" si chiede se così si rischia la dittatura informatica, ma in realtà è il contrario. Musk promette più libertà. Ed è quel che la sinistra teme.<br />Ecco l'articolo completo pubblicato su La Nuova Bussola Quotidiana il 27 aprile 2022:<br />Elon Musk, imprenditore di origine sudafricana e canadese, ha acquistato Twitter, in decadenza da anni, al costo strabiliante di 44 miliardi di dollari. Per Jack Dorsey, co-fondatore del social, si tratta della "scelta giusta". Forse c'è un po' di ipocrisia in queste frasi di circostanza, perché la battaglia per l'acquisto è stata lunga e dura. 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Ma solo secondo il sondaggio informale che si è tenuto domenica alla conclusione della Cpac, la conferenza annuale dei conservatori americani. L'ex presidente ha vinto con il 59% dei voti, contro il 28% di Ron De Santis, governatore della Florida, padrone di casa, visto che la conferenza si è tenuta a Orlando, nel suo Stato.<br />La Cpac è rappresentativa dell'ala più militante e motivata del Partito Repubblicano, non del partito nel suo complesso, né dell'insieme dei suoi elettori. Non tutti i repubblicani, infatti si identificano nel conservatorismo. Però i conservatori rappresentano l'anima del partito e da almeno quaranta anni ne dettano le tendenze con un buon margine di anticipo. La vittoria di Trump, dunque, non ha un grande valore predittivo (nel 2016 la Cpac l'aveva vinta Ted Cruz, tanto per fare un esempio), ma è bene tenerne conto per capire che aria tira nella destra americana. Di solito si dice che il secondo arrivato non conta nulla. In questo caso, invece, l'affermazione di Ron De Santis è importante e non solo perché era il governatore dello Stato che ospitava l'evento. La percentuale dei voti per lui è cresciuta di quasi un terzo rispetto all'anno scorso, mentre Trump ha perso 11 punti percentuali. Dunque il margine si riduce e, in un sondaggio separato, senza Trump, si è affermato il governatore della Florida con il 61% dei voti. Fra Trump e De Santis si è creato un rapporto di sempre maggior rivalità, come comprensibile. Potrebbero essere loro i duellanti delle primarie del 2024.<br /><br />UN'OCCHIATA AI CONTENUTI<br />Importante anche dare un'occhiata ai contenuti. L'enfasi di tutti i discorsi è stata posta, comprensibilmente, sulla debolezza dell'amministrazione Biden, sulla repressione delle libertà da parte dei Democratici con il pretesto della pandemia, sulla guerra culturale, con il pericolo di una "rivoluzione woke" ormai in vista. Anche Marco Rubio, che pure è il più moderato fra gli ex candidati presidenziali, è dell'idea che la libertà in America sia ormai in pericolo. Che si possa cambiare ogni cosa, senza sangue e senza rivoluzione, grazie alla democrazia e alla libertà di espressione, ma che ormai la libertà sia messa in discussione. Unanime è il sostegno alla protesta dei camionisti canadesi (ed ora è iniziata anche quella dei colleghi e simpatizzanti statunitensi) contro l'obbligo di vaccinazione. "Una linea è stata superata - ha tuonato Donald Trump - O stai con i camionisti pacifici o sei con i fascisti di sinistra!"<br />L'Ucraina è un tema ricorrente nei discorsi dei politici, anche dell'ospite italiana Giorgia Meloni. La leader di Fratelli d'Italia ha dichiarato che l'Ucraina "è una nazione orgogliosa" che "sta dimostrando a tutto il mondo cosa vuol dire combattere per la libertà. Oggi è il momento di essere uniti e prendere posizione. E sappiamo molto bene che la nostra parte è il mondo occidentale". È invece assente nel discorso di Ron De Santis che si è concentrato sui temi di Covid, libertà e woke revolution, vantando la libertà che lui stesso ha garantito all'interno del suo Stato "del sol levante". Ma non ha parlato di politica estera. Un silenzio strano, considerando il suo attivismo dimostrato durante le rivolte in Venezuela e a Cuba, decisamente più vicine alla sua terra e al suo elettorato. Il conflitto europeo è invece al centro dei discorsi del senatore Rubio, dell'ex Segretario di Stato Mike Pompeo e anche di Donald Trump.<br /><br />QUANDO C'ERA TRUMP, PUTIN NON HA ATTACCATO NESSUN ALTRO PAESE<br />I media erano prontissimi (ancora con il Russiagate in testa) a riportare dichiarazioni pro-Putin. Ma non hanno avuto questa soddisfazione, anche se molti si sono lanciati in filippiche sul presunto putinismo dei nuovi Repubblicani, probabilmente senza neppure ascoltare i loro interventi. Rubio, da sempre appassionato alla causa della difesa delle democrazie, ha messo gli americani in guardia dal rischio dell'espansionismo del Cremlino. "Il discorso che Putin ha tenuto per giustificare l'aggressione all'Ucraina, può valere allo stesso modo per i Paesi Baltici". Trump vanta di essere stato "l'unico presidente del 21mo secolo sotto il quale Putin non ha attaccato nessun altro Paese". Siccome nello scandalo che aveva portato all'impeachment, sotto accusa era la sua telefonata proprio con il presidente Zelensky, ora lo cita come "un eroe" che sta resistendo all'invasione russa. Trump sotto accusa per aver definito Putin "un genio", e più recentemente "intelligente", ribadisce: "Certo che è intelligente. Ma il problema non è la sua intelligenza, semmai la stupidità dei nostri leader (...) Putin sta suonando Biden come un tamburo e non è un bello spettacolo per chi, da patriota, vi assiste qui in America".<br />Mike Pompeo, anch'egli criticato per aver dipinto Putin come un uomo intelligente, è stato ancor più chiaro in merito: "Noi vediamo un dittatore russo che sta terrorizzando il popolo ucraino, perché l'America non ha dimostrato la determinazione che noi abbiamo avuto negli ultimi quattro anni". Sulle sue presunte "lodi" a Putin, ha dichiarato alla Cbs: "Anche io voglio battere Vladimir Putin, naturalmente. Ma non puoi fingere che il tuo nemico sia debole, quando non lo è. Non puoi fingere che sia stupido, quando è intelligente".<br />La guerra in Ucraina è relativamente poco discussa. Non è un tema che preoccupa la platea conservatrice, prima di tutto. Fra i sondaggi, quello sulle minacce principali agli Usa rivela, ad esempio, che la maggioranza considera che il pericolo peggiore provenga dall'interno degli Usa. Dunque dalla sinistra. Solo un terzo dei presenti indica una minaccia esterna e la individua, però, nella Cina. L'America, spaccata al suo interno dalla nuova rivoluzione culturale, è sempre più isolazionista. Se teme qualcosa, semmai, guarda al Pacifico. E a noi europei può spettare un futuro in cui dovremo difenderci da soli.<br /><br />Nota di BastaBugie: l'autore del precedente articolo, Stefano Magni, nell'articolo seguente dal titolo "Parole, omissioni (e gaffe) nel primo discorso di Biden" spiega che il discorso del Presidente alla nazione si può riassumere in tre punti: sconfitte omesse, successi gonfiati, molta enfasi su quel che sta avvenendo in Ucraina.<br />Ecco l'articolo pubblicato su La Nuova Bussola Quotidiana il 3 marzo 2022:<br />Sconfitte omesse, successi gonfiati, molta enfasi su quel che sta avvenendo in Ucraina. Se si può lapidariamente riassumere il discorso alla nazione di Joe Biden, il primo State of the Union, alla conclusione del primo anno di amministrazione, queste sono le sue tre caratteristiche. E non manca la gaffe, tipica dell'uomo: "Putin può circondare Kiev con i carri armati, ma non conquisterà mai i cuori e le anime del popolo iraniano (sic!)". Un brutto lapsus freudiano, oppure un "ukrainian" talmente distorto che tutti hanno capito "iranian" e così è stato riportato persino nella trascrizione del New York Times. In un momento drammatico in cui tutti stanno vivendo col fiato sospeso, almeno un po' di leggerezza ci voleva.<br />L'inizio del discorso, tutti i primi quindici minuti, è stato dedicato all'Ucraina. L'invasione russa è considerata come "una scossa alle fondamenta stesse del mondo libero". [...] Tuttavia, a questa visione del mondo, tipica degli idealisti, non segue l'enunciazione di una strategia, all'infuori delle sanzioni economiche. [...] La sua visione della Russia, popolare negli Usa, parrebbe fondarsi sull'idea dello Stato criminale in cui gli oligarchi hanno come primo fine il guadagno e, se privati dei loro yacht, appartamenti e jet, sarebbero pronti a uccidere Putin che glieli ha fatti perdere. Ma la classe dirigente russa è costituita da militari e agenti dei servizi (lo stesso Putin viene dal Kgb). Con questa guerra ha dimostrato di non essere affatto interessata al denaro, ma di compiere una missione "storica", a prescindere dai costi. A giudicare dal discorso di Biden e dalle azioni fin qui intraprese, a quanto pare manca un'idea chiara per contenere (o far arretrare) questa Russia.<br />Non ci sono altri temi di politica estera. La Russia ha involontariamente dato al presidente la possibilità di non parlare di Afghanistan. Neanche un accenno alla ritirata precipitosa che ha lasciato il mondo attonito, lo scorso agosto. E soprattutto, neanche un accenno ai 13 militari americani morti nell'attentato dell'aeroporto di Kabul mentre coprivano la ritirata. Comprensibile che il presidente non vada a rinvangare in quella che è sicuramente una sua sconfitta. Ma non ammettere gli errori, non parlarne, non rendere omaggio alle vittime, non è sicuramente un segno di auto-stima.<br />Il grosso del discorso di Biden è sulla ricostruzione dell'economia americana, dopo due anni di crisi pandemica. [...] L'economia americana sta recuperando rapidamente, ha raggiunto e superato leggermente i livelli pre-crisi, ma questo dopo una rapida e profonda recessione nel 2020. Ed anche le persone assunte l'anno scorso, non possono essere contate come "nuovi" posti di lavoro, se non si tolgono i dati sui licenziamenti nel 2020. Si parla di rimbalzo, non di una vera crescita. Per altro, il tanto contestato taglio di tasse di Donald Trump aveva garantito, invece, una crescita record, molto maggiore rispetto agli anni di Obama. In compenso si sta registrando, in questo inizio 2022, la più rapida crescita dell'inflazione degli ultimi 40 anni.<br />Su un punto, Biden è indistinguibile da Trump: il protezionismo. Buona parte del discorso economico è improntato sul principio America First: "Noi usiamo i dollari del contribuente americano per ricostruire l'America.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/48995340</guid><pubDate>Tue, 08 Mar 2022 21:58:15 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/48995340/il_ritorno_di_trump_e_il_tramonto_di_biden.mp3" length="18223482" type="audio/mpeg"/><itunes:author>BastaBugie</itunes:author><itunes:subtitle>TESTO DELL'ARTICOLO ➜ www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6833&#13;
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IL RITORNO DI TRUMP E IL TRAMONTO DI BIDEN di Stefano Magni&#13;
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Non tutti i repubblicani, infatti si identificano nel conservatorismo. Però i conservatori rappresentano l'anima del partito e da almeno quaranta anni ne dettano le tendenze con un buon margine di anticipo. La vittoria di Trump, dunque, non ha un grande valore predittivo (nel 2016 la Cpac l'aveva vinta Ted Cruz, tanto per fare un esempio), ma è bene tenerne conto per capire che aria tira nella destra americana. Di solito si dice che il secondo arrivato non conta nulla. In questo caso, invece, l'affermazione di Ron De Santis è importante e non solo perché era il governatore dello Stato che ospitava l'evento. La percentuale dei voti per lui è cresciuta di quasi un terzo rispetto all'anno scorso, mentre Trump ha perso 11 punti percentuali. Dunque il margine si riduce e, in un sondaggio separato, senza Trump, si è affermato il governatore della Florida con il 61% dei voti. Fra Trump e De Santis si è creato un rapporto di sempre maggior rivalità, come comprensibile. Potrebbero essere loro i duellanti delle primarie del 2024.<br /><br />UN'OCCHIATA AI CONTENUTI<br />Importante anche dare un'occhiata ai contenuti. L'enfasi di tutti i discorsi è stata posta, comprensibilmente, sulla debolezza dell'amministrazione Biden, sulla repressione delle libertà da parte dei Democratici con il pretesto della pandemia, sulla guerra culturale, con il pericolo di una "rivoluzione woke" ormai in vista. Anche Marco Rubio, che pure è il più moderato fra gli ex candidati presidenziali, è dell'idea che la libertà in America sia ormai in pericolo. Che si possa cambiare ogni cosa, senza sangue e senza rivoluzione, grazie alla democrazia e alla libertà di espressione, ma che ormai la libertà sia messa in discussione. Unanime è il sostegno alla protesta dei camionisti canadesi (ed ora è iniziata anche quella dei colleghi e simpatizzanti statunitensi) contro l'obbligo di vaccinazione. "Una linea è stata superata - ha tuonato Donald Trump - O stai con i camionisti pacifici o sei con i fascisti di sinistra!"<br />L'Ucraina è un tema ricorrente nei discorsi dei politici, anche dell'ospite italiana Giorgia Meloni. La leader di Fratelli d'Italia ha dichiarato che l'Ucraina "è una nazione orgogliosa" che "sta dimostrando a tutto il mondo cosa vuol dire combattere per la libertà. Oggi è il momento di essere uniti e prendere posizione. E sappiamo molto bene che la nostra parte è il mondo occidentale". È invece assente nel discorso di Ron De Santis che si è concentrato sui temi di Covid, libertà e woke revolution, vantando la libertà che lui stesso ha garantito all'interno del suo Stato "del sol levante". Ma non ha parlato di politica estera. Un silenzio strano, considerando il suo attivismo dimostrato durante le rivolte in Venezuela e a Cuba, decisamente più vicine alla sua terra e al suo elettorato. Il conflitto europeo è invece al centro dei discorsi del senatore Rubio, dell'ex Segretario di Stato Mike Pompeo e anche di Donald Trump.<br /><br />QUANDO C'ERA TRUMP, PUTIN NON HA ATTACCATO NESSUN ALTRO PAESE<br />I media erano prontissimi (ancora con il Russiagate in testa) a riportare dichiarazioni pro-Putin. 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IN MEGLIO di Roberto Mazzoni<br />Negli ultimi mesi la situazione politica americana ha mostrato alcuni importanti segni di cambiamento. La divisione tra Repubblicani e Democratici, tra bianchi e neri, sta perdendo importanza e, dopo una continua raffica di bugie dalla classe politica al potere e dai media mainstream, ora vogliono qualcuno che si occupi in modo equilibrato dell'economia, dei loro figli e della sicurezza delle città.<br />Come dice giustamente Tucker Carlson, il giornalista televisivo in assoluto più seguito negli Stati Uniti, siamo a un punto di svolta. E il segnale di questa svolta sono state le recenti elezioni governatoriali nello stato della Virginia e del New Jersey.<br /><br />IL SUPERAMENTO DELLE DIVISIONI<br />Siamo nel mezzo di un vero e proprio riallineamento politico che ha colto di sorpresa le élite finanziarie e politiche americane e rischia di travolgerle nel corso del 2022. Vediamo anche emergere una nuova generazione di politici che possono ripulire l'evidente corruzione che ha infestato anche il Partito Repubblicano negli ultimi vent'anni. Il video di Carlson è stato registrato subito dopo le elezioni che si sono tenute a primi di novembre, ma è tutt'ora attualissimo.<br />Sentirete un riferimento alle leggi discriminatorie ancora attive negli Stati Uniti negli anni Sessanta in base alle quali i neri non potevano bere alle stesse fontanelle dei bianchi e dovevano mangiare e vivere in posti a loro riservati. Gran parte di tali leggi erano state attuate da politici del Partito Democratico che le hanno difese fino alla fine. [...]<br />Il vero confronto in America si sta spostando non più tra Democratici e Repubblicani, bensì tra i cosiddetti progressisti, vale a dire i campioni moderni del materialismo, e una nuova ondata di risveglio spirituale che si sta sviluppando al di fuori delle istituzioni religiose canoniche, con lo sviluppo di migliaia di nuove organizzazioni a sfondo sociale e religioso che entrano in campo.<br />Winsome Sears è il nuovo vicegovernatore della Virginia è una dimostrazione vivente della possibile riconciliazione tra le due fazioni. Nel video vediamo la sua testimonianza diretta. Quando si parla di Commonwealth s'intende stato, quando invece si parla si sfondare il soffitto di cristallo, è un modo di dire americano per riconoscere che una donna è riuscita per la prova volta a raggiungere obiettivi mai raggiunti da altre donne. [...]<br /><br />LA CLAMOROSA FUGA DAGLI STATI GESTITI DAL PARTITO DEMOCRATICO<br />Ma grandi cambiamenti nella popolazione statunitense si vedono non solo alle elezioni. La fuga dai cosiddetti stati Blu o liberali, vale a dire quelli gestiti dal Partito Democratico, verso gli stati Rossi o conservatori, vale a dire quelli gestiti dal Partito Repubblicano, è ormai inarrestabile. Ed è inoltre accelerata dalle continue restrizioni imposte dal Partito Democratico con la scusa del covid. Tomi Laren è una giovane giornalista molto seguita dalle nuove generazioni di americani. Lei ha vissuto per lungo tempo in uno stato a gestione democratica e di recente di è trasferita in Tennessee. In questo video ci fornisce un punto di vista più diretto dell'elettorato più giovane. [...]<br />Per inciso, circola la notizia che Nancy Pelosi stia trattando per comperare una villa da parecchi milioni in Florida e sia pronta anche lei a trasferirsi da San Francisco.<br />Ma la situazione è confermata anche dalle televisioni di orientamento democratico e dallo stesso New York Times, una testata molto vicina al Partito Democratico. Kim Iversen, la giornalista indipendente che fa questa relazione, mostrando anche spezzoni del documentario del New York Times, dice di aver votato per tutta la vita per il Partito Democratico, eppure ne critica pesantemente la leadership.<br />Il vento è cambiato e nel 2022 soffierà ancora più forte e vediamo alcuni temi, come il controllo dei genitori sull'istruzione e la libertà dalla restrizioni covid che stanno unificando gli americani, mentre emergono nuovi politici capaci di ispirare più fiducia rispetto al passato e che possono concretamente lavorare per migliorare la situazione.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/48161626</guid><pubDate>Tue, 04 Jan 2022 20:39:24 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/48161626/in_america_il_vento_sta_cambiando_in_meglio.mp3" length="5534659" type="audio/mpeg"/><itunes:author>BastaBugie</itunes:author><itunes:subtitle>VIDEO: Il vento sta cambiando ➜ https://mazzoninews.com/2021/12/18/il-vento-sta-cambiando-mn-154/

TESTO DELL'ARTICOLO ➜ www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6853

IN AMERICA IL VENTO STA CAMBIANDO... IN MEGLIO di Roberto Mazzoni
Negli ultimi mesi la...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[VIDEO: Il vento sta cambiando ➜ <a href="https://mazzoninews.com/2021/12/18/il-vento-sta-cambiando-mn-154/" rel="noopener">https://mazzoninews.com/2021/12/18/il-vento-sta-cambiando-mn-154/</a><br /><br />TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6853" rel="noopener">www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6853</a><br /><br />IN AMERICA IL VENTO STA CAMBIANDO... IN MEGLIO di Roberto Mazzoni<br />Negli ultimi mesi la situazione politica americana ha mostrato alcuni importanti segni di cambiamento. La divisione tra Repubblicani e Democratici, tra bianchi e neri, sta perdendo importanza e, dopo una continua raffica di bugie dalla classe politica al potere e dai media mainstream, ora vogliono qualcuno che si occupi in modo equilibrato dell'economia, dei loro figli e della sicurezza delle città.<br />Come dice giustamente Tucker Carlson, il giornalista televisivo in assoluto più seguito negli Stati Uniti, siamo a un punto di svolta. E il segnale di questa svolta sono state le recenti elezioni governatoriali nello stato della Virginia e del New Jersey.<br /><br />IL SUPERAMENTO DELLE DIVISIONI<br />Siamo nel mezzo di un vero e proprio riallineamento politico che ha colto di sorpresa le élite finanziarie e politiche americane e rischia di travolgerle nel corso del 2022. Vediamo anche emergere una nuova generazione di politici che possono ripulire l'evidente corruzione che ha infestato anche il Partito Repubblicano negli ultimi vent'anni. Il video di Carlson è stato registrato subito dopo le elezioni che si sono tenute a primi di novembre, ma è tutt'ora attualissimo.<br />Sentirete un riferimento alle leggi discriminatorie ancora attive negli Stati Uniti negli anni Sessanta in base alle quali i neri non potevano bere alle stesse fontanelle dei bianchi e dovevano mangiare e vivere in posti a loro riservati. Gran parte di tali leggi erano state attuate da politici del Partito Democratico che le hanno difese fino alla fine. [...]<br />Il vero confronto in America si sta spostando non più tra Democratici e Repubblicani, bensì tra i cosiddetti progressisti, vale a dire i campioni moderni del materialismo, e una nuova ondata di risveglio spirituale che si sta sviluppando al di fuori delle istituzioni religiose canoniche, con lo sviluppo di migliaia di nuove organizzazioni a sfondo sociale e religioso che entrano in campo.<br />Winsome Sears è il nuovo vicegovernatore della Virginia è una dimostrazione vivente della possibile riconciliazione tra le due fazioni. Nel video vediamo la sua testimonianza diretta. Quando si parla di Commonwealth s'intende stato, quando invece si parla si sfondare il soffitto di cristallo, è un modo di dire americano per riconoscere che una donna è riuscita per la prova volta a raggiungere obiettivi mai raggiunti da altre donne. [...]<br /><br />LA CLAMOROSA FUGA DAGLI STATI GESTITI DAL PARTITO DEMOCRATICO<br />Ma grandi cambiamenti nella popolazione statunitense si vedono non solo alle elezioni. La fuga dai cosiddetti stati Blu o liberali, vale a dire quelli gestiti dal Partito Democratico, verso gli stati Rossi o conservatori, vale a dire quelli gestiti dal Partito Repubblicano, è ormai inarrestabile. Ed è inoltre accelerata dalle continue restrizioni imposte dal Partito Democratico con la scusa del covid. Tomi Laren è una giovane giornalista molto seguita dalle nuove generazioni di americani. Lei ha vissuto per lungo tempo in uno stato a gestione democratica e di recente di è trasferita in Tennessee. In questo video ci fornisce un punto di vista più diretto dell'elettorato più giovane. [...]<br />Per inciso, circola la notizia che Nancy Pelosi stia trattando per comperare una villa da parecchi milioni in Florida e sia pronta anche lei a trasferirsi da San Francisco.<br />Ma la situazione è confermata anche dalle televisioni di orientamento democratico e dallo stesso New York Times, una testata molto vicina al Partito Democratico. Kim Iversen, la giornalista indipendente che fa...]]></itunes:summary><itunes:duration>346</itunes:duration><itunes:keywords>commonwealth,democratici,fazioni,pelosi,repubblicani</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/d4fe13e596c98fe98e5c21d13a2a8e8f.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Elezioni Usa in Virginia vincono i repubblicani per aver difeso la libertà educativa dei genitori</title><link>https://www.spreaker.com/episode/elezioni-usa-in-virginia-vincono-i-repubblicani-per-aver-difeso-la-liberta-educativa-dei-genitori--47398555</link><description><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6779" rel="noopener">http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6779</a><br /><br />ELEZIONI IN VIRGINIA: VINCONO I REPUBBLICANI PER AVER DIFESO LA LIBERTA' EDUCATIVA DEI GENITORI di Luca Volontè<br />"Non penso che i genitori dovrebbero dire alle scuole cosa dovrebbero insegnare", questo era stato il messaggio ai genitori delle scuole della Virginia dall'ex governatore democratico Terry McAuliffe, all'apertura della campagna elettorale quando chiedeva una riconferma al ruolo Governatore del 2021.<br />Invece è stato sconfitto, proprio e grazie alla forza dimostrata dalle associazioni di genitori che da mesi stavano combattendo contro le amministrazioni scolastiche statali, alle quali chiedevano di interrompere l'indottrinamento LGBTI impartito ai propri figli. Proprio la coriacea difesa della libertà di educazione e dei diritti dei genitori in campo educativo, sono stati i due elementi che hanno determinato la vittoria del candidato Repubblicano Glenn Youngkin ed alla sua elezione a Governatore dello stato.<br />Una vittoria ampia che porterà ad una maggioranza anche nel parlamento dello Stato, ed ha già consentito l'elezione del vice governatore e del procuratore generale, dopo un decennio di governo e maggioranza democratica della Virginia. L'aspetto più sorprendente, esemplare ed entusiasmante della campagna elettorale in Virginia, è stato il ruolo che l'educazione ed i genitori hanno giocato nel far vincere il partito repubblicano.<br />E' la prima volta che la libertà di educazione e le elezioni dei consigli scolastici locali diventano l'oggetto principale dei dibattici politico-elettorali, la prima volta che libere forme di associazioni di genitori possono determinare risultati politici importanti. In un articolo sul 'Wall Street Journal' dello scorso 3 novembre, due dei maggiori esperti di politica educativa americani, Max Eden e Brad Wilcox, hanno spiegato come la vittoria del repubblicano Youngkin renda il partito Repubblicano un "partito dei genitori".<br />L'insistenza della sinistra culturale e del partito Democratico nel promuovere l'ideologia LGBTI nelle scuole di ogni ordine e grado ha alimentato le proteste dei genitori e, di conseguenza, l'ondata repubblicana. Un dato oggettivamente a favore della trasformazione dei Repubblicani in partito dei genitori viene dalle indagini demografiche: la maggioranza dei repubblicani dai 18 ai 55 anni sono genitori (61%), mentre solo una minoranza dei democratici lo sono (45%). Nei commenti al voto in Virginia della 'Reuters' e del 'The Guardian', emerge tutto il livore dei perdenti e le accuse di 'strumentalizzazione' che i Repubblicani farebbero della libertà educativa per poter vincere le prossime elezioni di metà termine del novembre 2022.<br />E' così? La guerra culturale e la rieducazione dei ragazzi nelle scuole, promossa dai Governatori Democratici e dalla Amministrazione Biden va a tutto vantaggio del partito Repubblicano, come dice il New York Times, ma è la presa di coscienza dei diritti dei genitori in campo educativo che fa la vera differenza. L'educazione è uno dei principali campi di battaglia della politica americana, possiamo dire mondiale, perché oppone la macchina istituzionale di sinistra e dei partiti socialisti e democratici ai genitori, alla libertà educativa dei figli e, in ultima analisi, alla democrazia.<br />La trasformazione sociale radicale non può più rimanere sottaciuta, l'esempio americano ci dice che i genitori hanno un fondamentale ruolo per contrastarla e possono determinare l'esito elettorale e politico. La grande lezione delle elezioni di martedì 2 novembre in Virginia è che i genitori americani si sono svegliati, hanno preso atto dei pericoli gravissimi che correvano i propri figli e hanno deciso di difendere, non solo il principio, ma anche l'esigibilità del diritto alla libertà educativa. [...]<br /><br />Nota di BastaBugie: Stefano Magni nell'articolo seguente dal titolo "Virginia repubblicana e gli altri voti contro l'estremismo" spiega che in Virginia ha vinto il candidato repubblicano Glenn Youngkin, causando per i Democratici una sconfitta bruciante, a causa del loro estremismo ideologico.<br />Ecco l'articolo completo pubblicato su La Nuova Bussola Quotidiana il 4 novembre 2021:<br />Nelle elezioni per i nuovi governatori, negli Stati Uniti, in Virginia ha vinto il candidato repubblicano Glenn Youngkin, mentre nel New Jersey il democratico Phil Murphy. Ma non può considerarsi come un pareggio: i Democratici hanno subito una sconfitta bruciante e devono iniziare a preoccuparsi per le elezioni di medio termine, che si terranno fra un anno esatto, per il rinnovo del Congresso.<br />I risultati della Virginia hanno sorpreso tutti. Il candidato del "partito dell'asinello" era dato per favorito in uno Stato che fin dal 2014 è governato dai Dems e che ha eletto Joe Biden, nel 2020, con un margine di vantaggio di oltre il 10% dei voti. Come candidato, Terry McAuliffe aveva dalla sua soldi ed esperienza. Già governatore, è stato appoggiato nella sua campagna elettorale dagli interventi del presidente, della vicepresidente Kamala Harris e dell'ex presidente Barack Obama. Contro di lui, le primarie dei Repubblicani erano state vinte da Glenn Youngkin, noto per essere un ottimo giocatore di basket, ma assolutamente un neofita della politica. La novità e la gioventù di un uomo di successo, prima sportivo poi negli affari (al punto che ha potuto auto-finanziarsi la campagna) hanno sicuramente giocato a favore del conservatore. Youngkin è stato abbastanza abile da risultare sia indipendente da Trump che vicino, idealmente, all'ex presidente. E quest'ultimo lo ha sostenuto al momento buono, invitando i suoi supporters a "inondare i seggi" per votarlo. I Democratici, che hanno giocato in lungo e in largo la carta dello spauracchio Trump, hanno perso, sono stati battuti sul piano della concretezza da un elettorato che ormai non si fa più convincere dall'argomento della "resistenza" anti-trumpiana.<br />L'elezione in Virginia è importante perché la libertà scolastica è stata determinante. La campagna si è svolta soprattutto sul dibattito su chi debba decidere dell'educazione dei figli. Youngkin ha puntato su due argomenti molto forti: i genitori hanno diritto di parola sulla scelta dei libri e dei programmi scolastici, specialmente se riguardano la sfera sessuale. In questi mesi il governo federale sta tentando di criminalizzare i genitori, arrivando ad equiparare le mamme e i papà che si oppongono all'educazione sessuale e ai programmi gender a gruppi violenti e incaricando Dipartimento di Giustizia ed Fbi di indagare. Questa manovra, caldeggiata dai sindacati degli insegnanti, sta creando un conflitto molto profondo, che riguarda tutte le famiglie. In campagna elettorale, il candidato democratico ha detto una cosa molto grave: "Non penso che i genitori possano dire alle scuole cosa queste debbano insegnare". La campagna repubblicana non ha fatto altro che far risentire al pubblico questa frase.<br />Sempre riguardo alla scuola, la campagna di Youngkin si è concentrata soprattutto contro i programmi basati sulla Critical Race Theory, un anti-razzismo ideologico che rinnega le basi stesse della legittimità degli Stati Uniti, giudicandoli intrinsecamente razzisti. La Critical Race Theory non è insegnata nelle scuole della Virginia, ma il pericolo è che, nel prossimo futuro, entri come fonte di ispirazione dei prossimi programmi. McAuliffe ha risposto in modo ambiguo a questa sfida, prima negando il pericolo, poi di fatto facendo suo l'antirazzismo ideologico. In uno dei suoi ultimi discorsi, strizzando l'occhio alle minoranze e all'estrema sinistra, ha lamentato che il 50% degli studenti sono di colore, mentre l'80% degli insegnanti sono bianchi. In questo modo, ha fatto capire all'elettorato moderato di considerare come un problema il colore della pelle. Quindi ha dato ragione, indirettamente a Youngkin: la Critical Race Theory sarebbe potuta arrivare nelle scuole, se i Democratici avessero vinto le elezioni.<br />Youngkin ha vinto anche sostenendo il diritto alla vita, in uno Stato in cui vige una legge abortista estrema: aborto legale fino al terzo trimestre se mette in pericolo la salute, anche mentale, della donna. Le associazioni per la vita hanno sostenuto il candidato repubblicano, dopo che si è dichiarato pro-life, anche se non è stato del tutto chiaro nei suoi commenti sulla nuova legge anti-abortista del Texas (oggetto di dibattito nazionale). Dall'altra parte, McAuliffe ha agitato la paura delle femministe, paventando che un governo repubblicano avrebbe vietato l'aborto in Virginia. E in questo modo sono stati paradossalmente più i Democratici dei Repubblicani stessi a creare polarizzazione sull'aborto e a spingere i pro-life a scegliere definitivamente Youngkin.<br />I Democratici non hanno ancora elaborato il lutto della sconfitta subita nello Stato del Sud. La spiegazione dominante, nei tweet dei Vip e negli editoriali più militanti (anche nel sito della Tv Msnbc) è che i virginiani siano razzisti. E ritorna il fantasma della Guerra Civile: la Virginia era alla testa della Confederazione, Richmond era la capitale sudista e virginiano era pure il generale Lee che guidò l'esercito dei "ribelli". Ma la carta del razzismo, buona per spiegare ogni sconfitta inaspettata, non regge molto di fronte all'elezione della vice-governatrice repubblicana: Winsome Sears, afro-americana, veterana dei marines. O è razzista contro se stessa, o qualcosa non torna nell'alibi degli sconfitti.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/47398555</guid><pubDate>Tue, 09 Nov 2021 22:49:14 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/47398555/elezioni_usa_in_virginia_vincono_i_repubblicani_per_aver_difeso_la_libert_educativa_dei_genitori.mp3" length="14601030" type="audio/mpeg"/><itunes:author>BastaBugie</itunes:author><itunes:subtitle>TESTO DELL'ARTICOLO ➜ http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6779

ELEZIONI IN VIRGINIA: VINCONO I REPUBBLICANI PER AVER DIFESO LA LIBERTA' EDUCATIVA DEI GENITORI di Luca Volontè
"Non penso che i genitori dovrebbero dire alle scuole cosa...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6779" rel="noopener">http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6779</a><br /><br />ELEZIONI IN VIRGINIA: VINCONO I REPUBBLICANI PER AVER DIFESO LA LIBERTA' EDUCATIVA DEI GENITORI di Luca Volontè<br />"Non penso che i genitori dovrebbero dire alle scuole cosa dovrebbero insegnare", questo era stato il messaggio ai genitori delle scuole della Virginia dall'ex governatore democratico Terry McAuliffe, all'apertura della campagna elettorale quando chiedeva una riconferma al ruolo Governatore del 2021.<br />Invece è stato sconfitto, proprio e grazie alla forza dimostrata dalle associazioni di genitori che da mesi stavano combattendo contro le amministrazioni scolastiche statali, alle quali chiedevano di interrompere l'indottrinamento LGBTI impartito ai propri figli. Proprio la coriacea difesa della libertà di educazione e dei diritti dei genitori in campo educativo, sono stati i due elementi che hanno determinato la vittoria del candidato Repubblicano Glenn Youngkin ed alla sua elezione a Governatore dello stato.<br />Una vittoria ampia che porterà ad una maggioranza anche nel parlamento dello Stato, ed ha già consentito l'elezione del vice governatore e del procuratore generale, dopo un decennio di governo e maggioranza democratica della Virginia. L'aspetto più sorprendente, esemplare ed entusiasmante della campagna elettorale in Virginia, è stato il ruolo che l'educazione ed i genitori hanno giocato nel far vincere il partito repubblicano.<br />E' la prima volta che la libertà di educazione e le elezioni dei consigli scolastici locali diventano l'oggetto principale dei dibattici politico-elettorali, la prima volta che libere forme di associazioni di genitori possono determinare risultati politici importanti. In un articolo sul 'Wall Street Journal' dello scorso 3 novembre, due dei maggiori esperti di politica educativa americani, Max Eden e Brad Wilcox, hanno spiegato come la vittoria del repubblicano Youngkin renda il partito Repubblicano un "partito dei genitori".<br />L'insistenza della sinistra culturale e del partito Democratico nel promuovere l'ideologia LGBTI nelle scuole di ogni ordine e grado ha alimentato le proteste dei genitori e, di conseguenza, l'ondata repubblicana. Un dato oggettivamente a favore della trasformazione dei Repubblicani in partito dei genitori viene dalle indagini demografiche: la maggioranza dei repubblicani dai 18 ai 55 anni sono genitori (61%), mentre solo una minoranza dei democratici lo sono (45%). Nei commenti al voto in Virginia della 'Reuters' e del 'The Guardian', emerge tutto il livore dei perdenti e le accuse di 'strumentalizzazione' che i Repubblicani farebbero della libertà educativa per poter vincere le prossime elezioni di metà termine del novembre 2022.<br />E' così? La guerra culturale e la rieducazione dei ragazzi nelle scuole, promossa dai Governatori Democratici e dalla Amministrazione Biden va a tutto vantaggio del partito Repubblicano, come dice il New York Times, ma è la presa di coscienza dei diritti dei genitori in campo educativo che fa la vera differenza. L'educazione è uno dei principali campi di battaglia della politica americana, possiamo dire mondiale, perché oppone la macchina istituzionale di sinistra e dei partiti socialisti e democratici ai genitori, alla libertà educativa dei figli e, in ultima analisi, alla democrazia.<br />La trasformazione sociale radicale non può più rimanere sottaciuta, l'esempio americano ci dice che i genitori hanno un fondamentale ruolo per contrastarla e possono determinare l'esito elettorale e politico. La grande lezione delle elezioni di martedì 2 novembre in Virginia è che i genitori americani si sono svegliati, hanno preso atto dei pericoli gravissimi che correvano i propri figli e hanno deciso di difendere, non solo il principio, ma anche l'esigibilità del diritto alla libertà educativa. [...]<br /><br />Nota di BastaBugie: Stefano Magni nell'articolo...]]></itunes:summary><itunes:duration>913</itunes:duration><itunes:keywords>biden,governatori,lgbti,manovra,scuole,virginia</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/49d1dcfa297586032ccb8db3d016503e.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Secondo il black lives matter, il green pass discrimina i neri</title><link>https://www.spreaker.com/episode/secondo-il-black-lives-matter-il-green-pass-discrimina-i-neri--46732505</link><description><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6744" rel="noopener">http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6744</a><br /><br />SECONDO IL BLACK LIVES MATTER, IL GREEN PASS DISCRIMINA I NERI di Leone Grotti<br />Chissà come reagirà ora l'amministrazione Biden e il paladino progressista Bill de Blasio, sindaco di New York, all'ennesimo cortocircuito del politicamente corretto negli Stati Uniti. Il primo cittadino ha introdotto una sorta di green pass che impone a chi voglia mangiare all'interno dei ristoranti di essere vaccinato almeno con una dose. La decisione ha suscitato la viva protesta di Black Lives Matter, che ha tacciato di «razzismo» la misura di prevenzione contro il Covid-19.<br />Tutto è iniziato il 16 dicembre, quando tre donne di colore provenienti dal Texas si sono recate al ristorante italiano Carmine's a Manhattan. Una cameriera di 24 anni all'ingresso, nel rispetto della legge, ha chiesto alle tre donne di mostrare il certificato di avvenuta vaccinazione e queste, essendone in possesso, sono entrate. Dopo pochi minuti, però, due uomini che dovevano cenare insieme alle donne hanno cercato di raggiungerle al tavolo senza avere il passaporto vaccinale, riporta il New York Times.<br />A quel punto, quando la cameriera si è rifiutata di farli entrare, le tre donne si sono alzate dal tavolo e l'hanno aggredita accusandola anche di aver pronunciato frasi razziste a loro riguardo. Quest'ultimo punto è stato categoricamente negato sia dalla proprietà del ristorante che dalla cameriera. Le donne sono state fermate dalla polizia e portate in centrale di conseguenza, la cameriera è finita in ospedale.<br />Prendendo le mosse da questo caso, la cofondatrice di Black Lives Matter a New York, Chivona Newsome, si è scagliata contro il ristorante affermando durante un sit-che impedire ai neri di entrare in un locale pubblico solo perché non sono vaccinati è razzista:<br />«Il 72 per cento dei neri tra i 18 e i 44 anni in questa città non è vaccinato. Ecco perché bisogna fermare subito la Gestapo, e mi riferisco alla polizia di New York, dall'arrestare i neri, trascinandoli fuori dai treni e dagli autobus. Vogliamo far sapere a questa città che non accetteremo un'altra norma di distanziamento sociale razzista sotto forma di richiesta di vaccinazione. Le persone di colore non resteranno a guardare, conoscerete una nuova insurrezione. E questa non è una minaccia. È una promessa. Il passaporto vaccinale non è un via libera per il razzismo».<br />Un altro membro di Black Lives Matter, Kimberly Bernard, ha aggiunto: «Informiamo il sindaco, il governatore e tutti i ristoranti che non vi permetteremo di usare questa pandemia, i passaporti vaccinali e le mascherine come ulteriori ragioni per essere razzisti, gettarci in prigione: ci sono già abbastanza neri chiusi in carcere».<br />Che cosa faranno ora de Blasio e l'amministrazione Biden, che hanno fatto della difesa di Black Lives Matter una loro bandiera, al pari però della campagna vaccinale e dell'introduzione di norme come il green pass per prevenire il contagio? Esenteranno i neri dal vaccinarsi oppure, finalmente, rifiuteranno la Teoria critica della razza e ribadiranno semplicemente che Black Lives Matter non è al di sopra della legge?]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/46732505</guid><pubDate>Tue, 28 Sep 2021 23:27:21 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/46732505/secondo_il_black_lives_matter_il_green_pass_discrimina_i_neri.mp3" length="3946832" type="audio/mpeg"/><itunes:author>BastaBugie</itunes:author><itunes:subtitle>TESTO DELL'ARTICOLO ➜ http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6744

SECONDO IL BLACK LIVES MATTER, IL GREEN PASS DISCRIMINA I NERI di Leone Grotti
Chissà come reagirà ora l'amministrazione Biden e il paladino progressista Bill de Blasio, sindaco...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6744" rel="noopener">http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6744</a><br /><br />SECONDO IL BLACK LIVES MATTER, IL GREEN PASS DISCRIMINA I NERI di Leone Grotti<br />Chissà come reagirà ora l'amministrazione Biden e il paladino progressista Bill de Blasio, sindaco di New York, all'ennesimo cortocircuito del politicamente corretto negli Stati Uniti. Il primo cittadino ha introdotto una sorta di green pass che impone a chi voglia mangiare all'interno dei ristoranti di essere vaccinato almeno con una dose. La decisione ha suscitato la viva protesta di Black Lives Matter, che ha tacciato di «razzismo» la misura di prevenzione contro il Covid-19.<br />Tutto è iniziato il 16 dicembre, quando tre donne di colore provenienti dal Texas si sono recate al ristorante italiano Carmine's a Manhattan. Una cameriera di 24 anni all'ingresso, nel rispetto della legge, ha chiesto alle tre donne di mostrare il certificato di avvenuta vaccinazione e queste, essendone in possesso, sono entrate. Dopo pochi minuti, però, due uomini che dovevano cenare insieme alle donne hanno cercato di raggiungerle al tavolo senza avere il passaporto vaccinale, riporta il New York Times.<br />A quel punto, quando la cameriera si è rifiutata di farli entrare, le tre donne si sono alzate dal tavolo e l'hanno aggredita accusandola anche di aver pronunciato frasi razziste a loro riguardo. Quest'ultimo punto è stato categoricamente negato sia dalla proprietà del ristorante che dalla cameriera. Le donne sono state fermate dalla polizia e portate in centrale di conseguenza, la cameriera è finita in ospedale.<br />Prendendo le mosse da questo caso, la cofondatrice di Black Lives Matter a New York, Chivona Newsome, si è scagliata contro il ristorante affermando durante un sit-che impedire ai neri di entrare in un locale pubblico solo perché non sono vaccinati è razzista:<br />«Il 72 per cento dei neri tra i 18 e i 44 anni in questa città non è vaccinato. Ecco perché bisogna fermare subito la Gestapo, e mi riferisco alla polizia di New York, dall'arrestare i neri, trascinandoli fuori dai treni e dagli autobus. Vogliamo far sapere a questa città che non accetteremo un'altra norma di distanziamento sociale razzista sotto forma di richiesta di vaccinazione. Le persone di colore non resteranno a guardare, conoscerete una nuova insurrezione. E questa non è una minaccia. È una promessa. Il passaporto vaccinale non è un via libera per il razzismo».<br />Un altro membro di Black Lives Matter, Kimberly Bernard, ha aggiunto: «Informiamo il sindaco, il governatore e tutti i ristoranti che non vi permetteremo di usare questa pandemia, i passaporti vaccinali e le mascherine come ulteriori ragioni per essere razzisti, gettarci in prigione: ci sono già abbastanza neri chiusi in carcere».<br />Che cosa faranno ora de Blasio e l'amministrazione Biden, che hanno fatto della difesa di Black Lives Matter una loro bandiera, al pari però della campagna vaccinale e dell'introduzione di norme come il green pass per prevenire il contagio? Esenteranno i neri dal vaccinarsi oppure, finalmente, rifiuteranno la Teoria critica della razza e ribadiranno semplicemente che Black Lives Matter non è al di sopra della legge?]]></itunes:summary><itunes:duration>247</itunes:duration><itunes:keywords>biden,blm,gestapo,manhattan,razzismo</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/929f0fdc583dd2f54f2f2c810fa270e4.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Biden scatenato su aborto e Lgbt</title><link>https://www.spreaker.com/episode/biden-scatenato-su-aborto-e-lgbt--45602973</link><description><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6649" rel="noopener">http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6649</a><br /><br />BIDEN SCATENATO SU ABORTO E LGBT<br />Effettivamente un record il presidente degli Stati Uniti, Joe Biden, ce l'ha già, ma è negativo: è il più filoabortista di tutti gli inquilini della Casa Bianca. Peggio addirittura del suo predecessore Obama, pure del partito democratico.<br />Un rapporto apparso sul Friday Fax, periodico edito dal C-Fam ovvero dal Centro per la Famiglia ed i Diritti Umani di Washington, mostra come nei primi cento giorni di mandato presidenziale, Biden si sia rivelato particolarmente zelante nel cancellare, a colpi di ordini esecutivi, tutti i provvedimenti pro-life assunti da Donald Trump, dicendo di voler così rimediare al «danno» prodotto dalla scorsa Amministrazione, riaffermando lo status quo precedente. Così ha ripristinato i finanziamenti al Fondo per la Popolazione delle Nazioni Unite. Ha incaricato l'Agenzia per lo Sviluppo Internazionale americana di trovar soldi «adeguati» per la promozione della «salute sessuale» e dei «diritti riproduttivi».<br />Ma Biden, in realtà, ha purtroppo fatto molto di più e di peggio: nel corso della Revisione periodica universale dell'Onu, egli non ha solo «preso nota», come per l'appunto fece Obama, ma ha addirittura «sostenuto» le sollecitazioni giuntegli da diversi Paesi membri di cancellare le restrizioni sui finanziamenti per gli aborti all'estero, proponendosi di riuscirvi grazie ad acrobazie giurisprudenziali per evitare il voto del Congresso ovvero introducendo delle eccezioni all'emendamento Helms.<br /><br />ABORTO COME DIRITTO FONDAMENTALE<br />Non solo: Biden ha anche ritirato gli Usa dalla Dichiarazione di Consenso di Ginevra, con cui 35 Stati hanno dichiarato che non esiste un diritto internazionale all'aborto. Secondo l'attuale inquilino della Casa Bianca, ciò «non sarebbe coerente con le politiche dell'attuale Amministrazione». In più, assieme alla sua vice Kamala Harris, ha promesso di trasformare per la prima volta in legge federale la sentenza della Corte Suprema Roe v. Wade, che di fatto introdusse l'aborto negli Stati Uniti, proposito che solo il Congresso potrebbe bloccare.<br />Non c'è che dire: Biden sta eseguendo diligentemente ed, anzi, con particolare zelo i compiti assegnatigli da sostenitori e sponsor della sua campagna elettorale, tra i quali figura Planned Parenthood. Gli diedero il proprio appoggio in cambio di una nuova politica filoabortista da parte della Casa Bianca ed ecco fatto. I loro desideri sono stati esauditi. Sulla pelle di milioni di innocenti, uccisi a causa loro ed immolati per il loro business.<br />Ma non è finita qui, non v'è solo l'aborto certamente nelle politiche rivoluzionarie dello staff presidenziale. Se Donald Trump è stato il primo presidente a partecipare alla Marcia per la Vita, ora Kamala Harris si vanta d'essere la prima vicepresidente in carica ad aver partecipato al «Gay Pride» di Washington. E già da qui si capisce la differenza netta tra le due Amministrazioni ed i valori da esse sostenuti.<br />La Harris ha promesso così nuovi sostegni alla galassia Lgbtqi e nuove leggi di tutela, sull'occupazione e sulla casa: «C'è ancora molto lavoro da fare e siamo impegnati in questo». A partire dai simboli, quale la cosiddetta bandiera «arcobaleno» esposta alla Casa Bianca e dalle ambasciate Usa in tutto il mondo.<br /><br />LA DITTATURA GAY<br />Se approvato, l'Equality Act di Biden ed Harris costringerebbe le agenzie cattoliche per le adozioni ad affidare i propri piccoli alle coppie omosessuali, gli esercenti (fioristi, fotografi, panettieri,...) a fornire i propri servizi anche per eventuali «nozze gay», datori di lavoro ed imprese a tollerare travestimenti e cambi di sesso, indipendentemente dalle proprie politiche aziendali, le donne a condividere senza fiatare camere da letto, docce, spogliatoi e bagni con uomini, che si dichiarano donne.<br />Per questo, la Conferenza episcopale statunitense ha già dichiarato guerra all'Equality Act, dicendosi pronta a sensibilizzare i senatori, anche con un imponente invio di mail, affinché si esprimano contro tale provvedimento. Provvedimento, che la Camera ha già approvato, sia pure di strettissima misura (224 sì contro 206 no), ma che necessita dell'approvazione anche da parte del Senato per poter essere applicato.<br />I vescovi americani evidenziano come l'Equality Act calpesti gravemente la libertà religiosa e la missione della Chiesa.<br />Nessun rimorso tra gli elettori di Biden, disposti a dichiararsi cattolici? Se hanno ancora una coscienza, qualche tardivo senso di colpa, in loro, potrebbe, anzi dovrebbe spuntare.<br /><br />Nota di BastaBugie: scrive Rino Cammilleri sul suo blog Antidoti "Visto il significato di Biden in inglese? Trump invece significa briscola".<br />Siamo quindi andati a vedere su Google Translate.<br />Biden in inglese significa bidè, cioè, sempre per google, il recipiente di forma allungata, tale da potervisi sedere comodamente a cavalcioni, che serve per l'igiene intima del corpo.<br />Invece Trump significa briscola, oppure anche la carta che assume diversi valori a seconda dell'occorrenza e per questo particolarmente di valore, cioè matta o jolly.<br />Se non ci credete ecco i link dove si può controllare:<br />1) BIDEN = bidè<br /><a href="https://translate.google.it/?sl=en&tl=it&text=biden&op=translate" rel="noopener">https://translate.google.it/?sl=en&tl=it&text=biden&op=translate</a><br />2) TRUMP = briscola (o matta, jolly)<br /><a href="https://translate.google.it/?sl=en&tl=it&text=trump&op=translate" rel="noopener">https://translate.google.it/?sl=en&tl=it&text=trump&op=translate</a>]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/45602973</guid><pubDate>Tue, 06 Jul 2021 19:58:57 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/45602973/biden_scatenato_su_aborto_e_lgbt.mp3" length="6047913" type="audio/mpeg"/><itunes:author>BastaBugie</itunes:author><itunes:subtitle>TESTO DELL'ARTICOLO ➜ http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6649

BIDEN SCATENATO SU ABORTO E LGBT
Effettivamente un record il presidente degli Stati Uniti, Joe Biden, ce l'ha già, ma è negativo: è il più filoabortista di tutti gli inquilini...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6649" rel="noopener">http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6649</a><br /><br />BIDEN SCATENATO SU ABORTO E LGBT<br />Effettivamente un record il presidente degli Stati Uniti, Joe Biden, ce l'ha già, ma è negativo: è il più filoabortista di tutti gli inquilini della Casa Bianca. Peggio addirittura del suo predecessore Obama, pure del partito democratico.<br />Un rapporto apparso sul Friday Fax, periodico edito dal C-Fam ovvero dal Centro per la Famiglia ed i Diritti Umani di Washington, mostra come nei primi cento giorni di mandato presidenziale, Biden si sia rivelato particolarmente zelante nel cancellare, a colpi di ordini esecutivi, tutti i provvedimenti pro-life assunti da Donald Trump, dicendo di voler così rimediare al «danno» prodotto dalla scorsa Amministrazione, riaffermando lo status quo precedente. Così ha ripristinato i finanziamenti al Fondo per la Popolazione delle Nazioni Unite. Ha incaricato l'Agenzia per lo Sviluppo Internazionale americana di trovar soldi «adeguati» per la promozione della «salute sessuale» e dei «diritti riproduttivi».<br />Ma Biden, in realtà, ha purtroppo fatto molto di più e di peggio: nel corso della Revisione periodica universale dell'Onu, egli non ha solo «preso nota», come per l'appunto fece Obama, ma ha addirittura «sostenuto» le sollecitazioni giuntegli da diversi Paesi membri di cancellare le restrizioni sui finanziamenti per gli aborti all'estero, proponendosi di riuscirvi grazie ad acrobazie giurisprudenziali per evitare il voto del Congresso ovvero introducendo delle eccezioni all'emendamento Helms.<br /><br />ABORTO COME DIRITTO FONDAMENTALE<br />Non solo: Biden ha anche ritirato gli Usa dalla Dichiarazione di Consenso di Ginevra, con cui 35 Stati hanno dichiarato che non esiste un diritto internazionale all'aborto. Secondo l'attuale inquilino della Casa Bianca, ciò «non sarebbe coerente con le politiche dell'attuale Amministrazione». In più, assieme alla sua vice Kamala Harris, ha promesso di trasformare per la prima volta in legge federale la sentenza della Corte Suprema Roe v. Wade, che di fatto introdusse l'aborto negli Stati Uniti, proposito che solo il Congresso potrebbe bloccare.<br />Non c'è che dire: Biden sta eseguendo diligentemente ed, anzi, con particolare zelo i compiti assegnatigli da sostenitori e sponsor della sua campagna elettorale, tra i quali figura Planned Parenthood. Gli diedero il proprio appoggio in cambio di una nuova politica filoabortista da parte della Casa Bianca ed ecco fatto. I loro desideri sono stati esauditi. Sulla pelle di milioni di innocenti, uccisi a causa loro ed immolati per il loro business.<br />Ma non è finita qui, non v'è solo l'aborto certamente nelle politiche rivoluzionarie dello staff presidenziale. Se Donald Trump è stato il primo presidente a partecipare alla Marcia per la Vita, ora Kamala Harris si vanta d'essere la prima vicepresidente in carica ad aver partecipato al «Gay Pride» di Washington. E già da qui si capisce la differenza netta tra le due Amministrazioni ed i valori da esse sostenuti.<br />La Harris ha promesso così nuovi sostegni alla galassia Lgbtqi e nuove leggi di tutela, sull'occupazione e sulla casa: «C'è ancora molto lavoro da fare e siamo impegnati in questo». A partire dai simboli, quale la cosiddetta bandiera «arcobaleno» esposta alla Casa Bianca e dalle ambasciate Usa in tutto il mondo.<br /><br />LA DITTATURA GAY<br />Se approvato, l'Equality Act di Biden ed Harris costringerebbe le agenzie cattoliche per le adozioni ad affidare i propri piccoli alle coppie omosessuali, gli esercenti (fioristi, fotografi, panettieri,...) a fornire i propri servizi anche per eventuali «nozze gay», datori di lavoro ed imprese a tollerare travestimenti e cambi di sesso, indipendentemente dalle proprie politiche aziendali, le donne a condividere senza fiatare camere da letto, docce, spogliatoi e bagni con uomini, che si dichiarano donne.<br...]]></itunes:summary><itunes:duration>378</itunes:duration><itunes:keywords>aborto,biden,gaypride,lgbt,roevswade</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/ba1898498435a4c7383734747772521b.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Biden assegna i fondi anti covid discriminando i bianchi, le donne e i cristiani</title><link>https://www.spreaker.com/episode/biden-assegna-i-fondi-anti-covid-discriminando-i-bianchi-le-donne-e-i-cristiani--45219734</link><description><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6600" rel="noopener">http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6600</a><br /><br />BIDEN ASSEGNA I FONDI ANTI COVID DISCRIMINANDO I BIANCHI, LE DONNE E I CRISTIANI di Caterina Giojelli<br />Strano progressismo di Joe Biden, assegnare parte dei fondi di soccorso alla pandemia in base a razza, colore della pelle, sesso. Approvato a marzo, l'ambiziosissimo "American Rescue Plan", pacchetto di misure economiche da 1.900 miliardi di dollari, è stato salutato come la più grande iniezione di aiuti federali dai tempi della Grande Depressione. «Questa legge mira a dare alla spina dorsale di questa nazione - i lavoratori essenziali, i lavoratori che hanno costruito questo paese, le persone che mantengono questo paese - una possibilità di combattere», proclamava il presidente.<br /><br />I BIANCHI "NON SONO IDONEI"<br />Poche settimane dopo un gruppo di agricoltori del Midwest citava in giudizio l'amministrazione Biden per discriminazione razziale: «Tra le altre cose, [l'American Rescue Plan] fornisce miliardi di dollari di cancellazione del debito ad agricoltori e allevatori "socialmente svantaggiati". La frase "socialmente svantaggiato" include classificazioni razziali esplicite: per poter beneficiare della cancellazione del debito dell'Arpa, agricoltori e allevatori devono essere neri o afroamericani, indiani d'America o dell'Alaska, ispanici o latini, o asiatici americani o isolani del Pacifico. Altri agricoltori, ad esempio agricoltori bianchi, non sono idonei».<br />Forbes ha ripreso la causa, aggiungendo che il "Restaurant Revitalization Fund", il programma di assistenza alle imprese colpite dalla pandemia come bar e ristoranti inserito nel megapacchetto, assegna solo a titolari donne, veterani e ancora individui socialmente ed economicamente svantaggiati un "periodo prioritario" di tre settimane per richiedere i fondi. Solo a fine periodo verranno accettate, fino a esaurimento risorse, eventuali altre domande di candidati idonei al beneficio.<br />Una "discriminazione" che se sollevata in un tribunale, come avvenuto nel Wisconsin con gli agricoltori, rischia di paralizzare l'erogazione degli aiuti. I precedenti ci sono: in Oregon lo Stato ha deciso di destinare 62 milioni di dollari dei fondi federali ricevuti per il Covid «a beneficio esplicito di individui e imprenditori di colore - scrive il Nyt -. Ora una parte del denaro è nel limbo dopo le cause legali per presunta discriminazione razziale». A fare causa contro la nomina di un singolo gruppo razziale come beneficiario di un fondo di aiuto alla pandemia sono stati un imprenditore messicano e due bianchi sull'orlo del fallimento e del licenziamento dei loro dipendenti. La loro richiesta di aiuto, sostengono, è stata respinta perché non sono neri.<br />Ma è costituzionale allocare fondi in base alla razza come "contrappeso" al "razzismo strutturale" americano che ossessiona Biden? Secondo i pronunciamenti passati della Corte Suprema non è possibile aiutare gruppi vittimizzati a spese di innocenti. Così come sarebbe complicato fugare i dubbi sulla discriminazione razziale usando il paravento dell'aiuto a individui "socialmente svantaggiati" quando lo stesso portale del dipartimento dell'Agricoltura degli Stati Uniti, riportando il provvedimento di Biden, li definisce tali se appartengono a «uno o più dei seguenti gruppi: nero, indiano americano / nativo dell'Alaska, ispanico, asiatico e hawaiano / isolano del Pacifico».<br /><br />FONDI COVID A DONNE E DISCRIMINATI<br />Quando al "Restaurant Revitalization Fund", il programma riconosce individui "socialmente svantaggiati" «coloro che sono stati soggetti a pregiudizi razziali o etnici o pregiudizi culturali a causa della loro identità come membro di un gruppo senza riguardo alle loro qualità individuali». In pratica un bianco potrebbe rientrare nella categoria e beneficiare degli aiuti se vive o lavora in un contesto che discrimina i bianchi.<br />Non solo, il 10 maggio il Dipartimento della salute e dei servizi umani ha annunciato che l'Ufficio per i diritti civili riprenderà a indagare sulle denunce di discriminazione sessuale sulla base dell'orientamento sessuale e dell'identità di genere. Se nell'era Trump venivano proibite e punite discriminazioni in base a razza, cuore, origine, età, disabilità e "sesso", ora ospedali e cliniche potranno essere denunciati anche per pregiudizi nei confronti degli americani Lgbtq+.<br />L'amministrazione Biden ritiene così di aver recepito la decisione della Corte Suprema dello scorso anno quando, per vietare le discriminazioni nei confronti di gay o transgender sul posto di lavoro, i giudici hanno riscritto il significato legale di "sesso". Una decisione che [...] non potrà che generare grande confusione considerata l'alta mole di casi portati in tribunali di ogni ordine e grado aventi a tema lo scontro tra libertà di espressione e precetti di non discriminazione.<br />Se giuridicamente la sentenza gioca un ruolo specifico e di metodo ben circoscritto nell'ordinamento federale americano, sul piano sociale si profilano molteplici conseguenze. Bagni, spogliatoi, sport, pronomi, lezioni sul gender, copertura sanitaria alla chirurgia di riassegnazione di genere: dalla protezione dei diritti individuali sul luogo di lavoro alle implicazioni in ogni ambito pubblico e privato sul diritto di critica e di espressione il passo, per molti, sarà breve.<br /><br />UN TRUMP DI SEGNO CONTRARIO<br />Grande sostenitore dell'Equality Act per prevenire in modo esplicito qualsiasi discriminazione basata sull'orientamento sessuale e sull'identità di genere, Biden li ha di fatto già sdoganati nella legislazione sugli alloggi degli Stati Uniti e punta ad estenderla a tutti i programmi finanziati a livello federale e a tutte le "sistemazioni pubbliche", dai negozi, alle chiese, alle scuole, agli ospedali fino agli stadi.<br />Tradotto: se passerà la legge, nessuno negli Stati Uniti potrà impedire a un uomo che si identifica come donna di utilizzare i bagni e gli spogliatoi femminili anche in ospedali, scuole e carceri, edifici cristiani compresi. Nessuno potrà impedire ai transessuali di gareggiare nelle competizioni giovanili sportive femminili, distruggendo così lo sport femminile in sé e di conseguenza la possibilità per molte ragazze di frequentare l'università. Non a caso c'è chi ha parlato dell'Equality Act come di «un'agenda terribile per eliminare le donne» (il commentatore Tucker Carlson). Nessuna obiezione religiosa, per chi non sia d'accordo, varrà a prevenire un'accusa di discriminazione.<br />E a proposito di sanità c'è di peggio: come ha ben spiegato Ryan T.Anderson, presidente dell'Ethics and Public Policy Center e coautore del libro What is Marriage? ripreso da Tempi: «I medici, laici e religiosi, convinti in scienza e coscienza che le procedure di riassegnazione del sesso siano sbagliate violerebbero la nostra legislazione sui diritti civili. Chi pratica la mastectomia in caso di cancro al seno, dovrà praticarla anche sulla ragazza adolescente che si identifichi come un ragazzo. Tutto ciò in nome dell'eguaglianza. E nessuno sa cosa sia richiesto dalla legge per evitare di commettere "discriminazione" verso identità di genere "non binarie"».<br />Dopo aver improntato il suo mandato a nomine in base a sesso e colore della pelle, Biden persevera nell'incredibile impresa di dividere, non meno razzisticamente di quanto imputato a Trump, gli americani, in razzisti buoni e cattivi, discriminati buoni e cattivi. Dal destinare un terzo degli stanziamenti in soccorso alla pandemia alle persone nere dell'Oregon - quando in Oregon solo il 2,9 per cento degli abitanti sono neri, un sostegno finanziario «dieci volte più grande di quello dedicato ai residenti di altre razze» (Lionel Shriver sullo Spectator) - al fomentare il cortocircuito tra vittime. Agricoltori bianchi piegati dal Covid contro agricoltori indiani o dell'Alaska, donne contro transgender, libertà di credo ed espressione contro i precetti della nuova, escludentissima, religione dell'uguaglianza.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/45219734</guid><pubDate>Tue, 08 Jun 2021 20:01:38 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/45219734/biden_assegna_i_fondi_anti_covid_discriminando_i_bianchi_le_donne_e_i_cristiani.mp3" length="10841977" type="audio/mpeg"/><itunes:author>BastaBugie</itunes:author><itunes:subtitle>TESTO DELL'ARTICOLO ➜ http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6600

BIDEN ASSEGNA I FONDI ANTI COVID DISCRIMINANDO I BIANCHI, LE DONNE E I CRISTIANI di Caterina Giojelli
Strano progressismo di Joe Biden, assegnare parte dei fondi di soccorso alla...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6600" rel="noopener">http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6600</a><br /><br />BIDEN ASSEGNA I FONDI ANTI COVID DISCRIMINANDO I BIANCHI, LE DONNE E I CRISTIANI di Caterina Giojelli<br />Strano progressismo di Joe Biden, assegnare parte dei fondi di soccorso alla pandemia in base a razza, colore della pelle, sesso. Approvato a marzo, l'ambiziosissimo "American Rescue Plan", pacchetto di misure economiche da 1.900 miliardi di dollari, è stato salutato come la più grande iniezione di aiuti federali dai tempi della Grande Depressione. «Questa legge mira a dare alla spina dorsale di questa nazione - i lavoratori essenziali, i lavoratori che hanno costruito questo paese, le persone che mantengono questo paese - una possibilità di combattere», proclamava il presidente.<br /><br />I BIANCHI "NON SONO IDONEI"<br />Poche settimane dopo un gruppo di agricoltori del Midwest citava in giudizio l'amministrazione Biden per discriminazione razziale: «Tra le altre cose, [l'American Rescue Plan] fornisce miliardi di dollari di cancellazione del debito ad agricoltori e allevatori "socialmente svantaggiati". La frase "socialmente svantaggiato" include classificazioni razziali esplicite: per poter beneficiare della cancellazione del debito dell'Arpa, agricoltori e allevatori devono essere neri o afroamericani, indiani d'America o dell'Alaska, ispanici o latini, o asiatici americani o isolani del Pacifico. Altri agricoltori, ad esempio agricoltori bianchi, non sono idonei».<br />Forbes ha ripreso la causa, aggiungendo che il "Restaurant Revitalization Fund", il programma di assistenza alle imprese colpite dalla pandemia come bar e ristoranti inserito nel megapacchetto, assegna solo a titolari donne, veterani e ancora individui socialmente ed economicamente svantaggiati un "periodo prioritario" di tre settimane per richiedere i fondi. Solo a fine periodo verranno accettate, fino a esaurimento risorse, eventuali altre domande di candidati idonei al beneficio.<br />Una "discriminazione" che se sollevata in un tribunale, come avvenuto nel Wisconsin con gli agricoltori, rischia di paralizzare l'erogazione degli aiuti. I precedenti ci sono: in Oregon lo Stato ha deciso di destinare 62 milioni di dollari dei fondi federali ricevuti per il Covid «a beneficio esplicito di individui e imprenditori di colore - scrive il Nyt -. Ora una parte del denaro è nel limbo dopo le cause legali per presunta discriminazione razziale». A fare causa contro la nomina di un singolo gruppo razziale come beneficiario di un fondo di aiuto alla pandemia sono stati un imprenditore messicano e due bianchi sull'orlo del fallimento e del licenziamento dei loro dipendenti. La loro richiesta di aiuto, sostengono, è stata respinta perché non sono neri.<br />Ma è costituzionale allocare fondi in base alla razza come "contrappeso" al "razzismo strutturale" americano che ossessiona Biden? Secondo i pronunciamenti passati della Corte Suprema non è possibile aiutare gruppi vittimizzati a spese di innocenti. Così come sarebbe complicato fugare i dubbi sulla discriminazione razziale usando il paravento dell'aiuto a individui "socialmente svantaggiati" quando lo stesso portale del dipartimento dell'Agricoltura degli Stati Uniti, riportando il provvedimento di Biden, li definisce tali se appartengono a «uno o più dei seguenti gruppi: nero, indiano americano / nativo dell'Alaska, ispanico, asiatico e hawaiano / isolano del Pacifico».<br /><br />FONDI COVID A DONNE E DISCRIMINATI<br />Quando al "Restaurant Revitalization Fund", il programma riconosce individui "socialmente svantaggiati" «coloro che sono stati soggetti a pregiudizi razziali o etnici o pregiudizi culturali a causa della loro identità come membro di un gruppo senza riguardo alle loro qualità individuali». In pratica un bianco potrebbe rientrare nella categoria e beneficiare degli aiuti se vive o lavora in un contesto che discrimina i bianchi.<br...]]></itunes:summary><itunes:duration>678</itunes:duration><itunes:keywords>americanrescueplan,biden,equalityact,lgbt,oregon,uguaglianza</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/cb8ba64b433a83073e9316d8df16e3fc.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Biden legalizza i clandestini ed esplode l'immigrazione</title><link>https://www.spreaker.com/episode/biden-legalizza-i-clandestini-ed-esplode-l-immigrazione--44046125</link><description><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜<a href="http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6517" rel="noopener">http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6517</a><br /><br />BIDEN LEGALIZZA I CLANDESTINI ED ESPLODE L'IMMIGRAZIONE<br />Il numero degli ingressi illegali dal confine con il Messico ha raggiunto il record storico degli ultimi 20 anni, così come quello di minori rinchiusi nelle gabbie (DOPPIO VIDEO: La situazione negli USA)<br />di Leone Grotti<br />L'intervista del presidente americano Joe Biden a George Stephanopoulos della Abc è stata comprensibilmente monopolizzata dall'intemerata contro Vladimir Putin, accusato di essere un «assassino». Ma c'è un altro passaggio interessante in cui il presidente democratico ha detto a chiare lettere: «Voglio mandare un messaggio abbastanza chiaro ai migranti: non venite negli Stati Uniti, non lasciate le vostre comunità o le vostre città», perché «vi rispediremo indietro».<br />Le parole di Biden sono state rese necessarie da quella che, pochi giorni fa, il segretario del Dipartimento per la sicurezza interna, Alejandro Mayorkas, ha definito la «situazione più difficile da 20 anni a questa parte». Il riferimento è alla «valanga di ingressi» illegali negli Stati Uniti che si sta verificando al confine sudoccidentale con il Messico. <br />Al 20 marzo, il governo americano deteneva circa 10.500 minori non accompagnati nelle strutture del Hhs, il dipartimento della Salute e dei servizi umani. Altri 5.000 minori, invece, sono rinchiusi nelle strutture detentive della Polizia di frontiera americana (Cbp), le stesse che i giornali americani definivano «gabbie» quando venivano utilizzate dall'amministrazione Trump e che ora vengono chiamate con il più elegante termine «strutture». Quando, durante l'amministrazione repubblicana, si era arrivati a 3.500 minori detenuti i giornali parlavano di «catastrofe morale»: oggi nessuno denuncia la situazione. Eppure si tratta degli stessi stanzoni in cemento armato, con la luce accesa 24 ore su 24, dove i giovani sono tenuti ammassati e senza alcun dispositivo di protezione previsto per la pandemia in atto. Qui, o nei prefabbricati, a causa della mancanza di posti letto i minori dormono sul pavimento senza poter contattare i familiari o anche solo lavarsi.<br /><br />LA DISASTROSA POLITICA PRO MIGRANTI<br />In base alla legge, i minori non possono restare in custodia più di 72 ore. A causa dell'afflusso record attraverso il confine, il limite viene ampiamente sforato, come dimostrato da un servizio della Cbs. A febbraio, 9.400 minori sono entrati in custodia della Polizia di frontiera, un record assoluto, ma il numero crescerà a marzo dove in media sono stati fermati 500 minori al giorno nei primi 21 giorni del mese. «L'amministrazione Biden deve trattare i minori in modo umano», ha dichiarato Neha Desai, avvocato che rappresenta i migranti minorenni in tribunale. Il punto è che le strutture sono «al collasso».<br />Il problema non è rappresentato soltanto dai minori. Da ottobre 2020 a marzo 2021, sono stati intercettati al confine con il Messico 397 mila migranti, il 25 per cento in più rispetto allo stesso periodo del 2019, il record storico negli ultimi 20 anni. Se nel 2019 venivano intercettati circa 1.100 migranti al giorno, ora si viaggia a una media di 3.000 e la situazione è destinata a peggiorare.<br />Biden si è rifiutato di parlare di «crisi», però ha inviato al confine l'Agenzia federale per la gestione delle emergenze (Fema), che di solito interviene dopo calamità naturali come uragani o terremoti. Come ricordato dal Wall Street Journal, però, questa crisi è «causata dall'uomo». O meglio, un uomo: il presidente Biden.<br />Nelle prime settimane alla Casa Bianca, con furia quasi iconoclasta, il leader democratico con lo scopo di galvanizzare la base più progressista del suo partito ha fatto piazza pulita di tutte le misure prese da Donald Trump per frenare l'immigrazione. In particolare, Biden ha cancellato la politica che obbligava i migranti ad attendere in Messico l'esito delle procedure di richiesta d'asilo (in media, meno dell'1 per cento vengono accettate); ha eliminato il divieto che imponeva di non considerare le richieste di asilo di chi viaggiava attraverso paesi terzi prima di arrivare negli Usa; ha reso meno restrittivi i criteri per ottenere l'asilo; ha interrotto i protocolli con El Salvador, Guatemala e Honduras che permettevano a Washington di deportare in questi paesi i migranti senza diritto all'accoglienza; ha interrotto ovviamente la costruzione del muro e ha lanciato una moratoria di 100 giorni alle deportazioni, che i migranti, scrive Kris Kobach su Breitbart, hanno ovviamente interpretato così: «Abbiamo 100 giorni per arrivare negli Stati Uniti. Se ce la facciamo, potremo restare».<br /><br />ASIATICI E LATINI CONTRO I DEMOCRATICI<br />Il New York Times scrive che, nonostante l'adozione di questa politica decisamente più accogliente verso i migranti rispetto a quello della precedente amministrazione, il Partito democratico (chissà perché) non si aspettava un aumento così importante dell'immigrazione illegale. E ora i liberal sono indecisi se continuare su questa strada, che è avversata ormai anche dagli immigrati già naturalizzati, o se tornare alla politica di Barack Obama, del quale solo oggi (tanto non c'è più Trump) si ricorda il nomignolo che gli avevano affibbiato alcuni attivisti: "Deporter in chief".<br />Mentre i repubblicani attaccano l'amministrazione Biden di aver «aperto il confine», anche molti democratici sono a disagio, dal momento che, continua il Nyt, i sondaggi mostrano che gli americani sono in maggioranza a favore di «controlli rigorosi al confine e dell'applicazione delle leggi esistenti sull'immigrazione». Una volta si sarebbe semplicemente accusata «l'America di Trump» di essere razzista, ma ora «tanti asiatici americani, neri e latini sono favorevoli ad applicare maggiori restrizioni all'immigrazione per non far abbassare gli stipendi. È questo probabilmente che ha spinto molti elettori tra le minoranze a votare per i repubblicani alle ultime elezioni».<br />Mentre l'America si accorge che l'immigrazione è davvero un problema, che Biden si è trovato costretto ad adottare le stesse misure di Trump e che un maggiore lassismo porta soltanto alla più grave «crisi» degli ultimi 20 anni, con minori stipati in casermoni e costretti a dormire sul pavimento, c'è chi si chiede: a chi giova tutto questo? Risponde ancora Kobach: «Innanzitutto i cartelli messicani, che hanno visto triplicati i propri traffici. Non solo di esseri umani, anche di droga. Ma traggono vantaggi anche i cinici politici della sinistra. Loro sono riusciti a trasformare la California in Stato blu (cioè democratico, ndr) negli ultimi vent'anni rimpiazzando gli elettori americani con migranti dal reddito basso che votano a stragrande maggioranza il partito democratico. Poi è seguito il New Mexico, insieme all'Arizona che sta per capovolgersi. L'obiettivo finale è il Texas. Non è una crisi inaspettata».<br /><br />Nota di BastaBugie: nel seguente video (durata: 9 minuti) dal titolo "Biden inonda gli Stati Uniti con centinaia di migliaia di clandestini senza limiti" si vede la dichiarazione del capogruppo repubblicano alla Camera Kevin McCarthy sulla situazione al confine che è "fuori controllo" e che sta diventando una questione di sicurezza nazionale. Intanto il governatore della Florida elimina le multe delle restrizioni anti-covid.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/44046125</guid><pubDate>Thu, 25 Mar 2021 11:09:55 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/44046125/biden_legalizza_i_clandestini_ed_esplode_l_immigrazione.mp3" length="9236657" type="audio/mpeg"/><itunes:author>BastaBugie</itunes:author><itunes:subtitle>TESTO DELL'ARTICOLO ➜http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6517&#13;
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BIDEN LEGALIZZA I CLANDESTINI ED ESPLODE L'IMMIGRAZIONE&#13;
Il numero degli ingressi illegali dal confine con il Messico ha raggiunto il record storico degli ultimi 20 anni, così...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜<a href="http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6517" rel="noopener">http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6517</a><br /><br />BIDEN LEGALIZZA I CLANDESTINI ED ESPLODE L'IMMIGRAZIONE<br />Il numero degli ingressi illegali dal confine con il Messico ha raggiunto il record storico degli ultimi 20 anni, così come quello di minori rinchiusi nelle gabbie (DOPPIO VIDEO: La situazione negli USA)<br />di Leone Grotti<br />L'intervista del presidente americano Joe Biden a George Stephanopoulos della Abc è stata comprensibilmente monopolizzata dall'intemerata contro Vladimir Putin, accusato di essere un «assassino». Ma c'è un altro passaggio interessante in cui il presidente democratico ha detto a chiare lettere: «Voglio mandare un messaggio abbastanza chiaro ai migranti: non venite negli Stati Uniti, non lasciate le vostre comunità o le vostre città», perché «vi rispediremo indietro».<br />Le parole di Biden sono state rese necessarie da quella che, pochi giorni fa, il segretario del Dipartimento per la sicurezza interna, Alejandro Mayorkas, ha definito la «situazione più difficile da 20 anni a questa parte». Il riferimento è alla «valanga di ingressi» illegali negli Stati Uniti che si sta verificando al confine sudoccidentale con il Messico. <br />Al 20 marzo, il governo americano deteneva circa 10.500 minori non accompagnati nelle strutture del Hhs, il dipartimento della Salute e dei servizi umani. Altri 5.000 minori, invece, sono rinchiusi nelle strutture detentive della Polizia di frontiera americana (Cbp), le stesse che i giornali americani definivano «gabbie» quando venivano utilizzate dall'amministrazione Trump e che ora vengono chiamate con il più elegante termine «strutture». Quando, durante l'amministrazione repubblicana, si era arrivati a 3.500 minori detenuti i giornali parlavano di «catastrofe morale»: oggi nessuno denuncia la situazione. Eppure si tratta degli stessi stanzoni in cemento armato, con la luce accesa 24 ore su 24, dove i giovani sono tenuti ammassati e senza alcun dispositivo di protezione previsto per la pandemia in atto. Qui, o nei prefabbricati, a causa della mancanza di posti letto i minori dormono sul pavimento senza poter contattare i familiari o anche solo lavarsi.<br /><br />LA DISASTROSA POLITICA PRO MIGRANTI<br />In base alla legge, i minori non possono restare in custodia più di 72 ore. A causa dell'afflusso record attraverso il confine, il limite viene ampiamente sforato, come dimostrato da un servizio della Cbs. A febbraio, 9.400 minori sono entrati in custodia della Polizia di frontiera, un record assoluto, ma il numero crescerà a marzo dove in media sono stati fermati 500 minori al giorno nei primi 21 giorni del mese. «L'amministrazione Biden deve trattare i minori in modo umano», ha dichiarato Neha Desai, avvocato che rappresenta i migranti minorenni in tribunale. Il punto è che le strutture sono «al collasso».<br />Il problema non è rappresentato soltanto dai minori. Da ottobre 2020 a marzo 2021, sono stati intercettati al confine con il Messico 397 mila migranti, il 25 per cento in più rispetto allo stesso periodo del 2019, il record storico negli ultimi 20 anni. Se nel 2019 venivano intercettati circa 1.100 migranti al giorno, ora si viaggia a una media di 3.000 e la situazione è destinata a peggiorare.<br />Biden si è rifiutato di parlare di «crisi», però ha inviato al confine l'Agenzia federale per la gestione delle emergenze (Fema), che di solito interviene dopo calamità naturali come uragani o terremoti. Come ricordato dal Wall Street Journal, però, questa crisi è «causata dall'uomo». O meglio, un uomo: il presidente Biden.<br />Nelle prime settimane alla Casa Bianca, con furia quasi iconoclasta, il leader democratico con lo scopo di galvanizzare la base più progressista del suo partito ha fatto piazza pulita di tutte le misure prese da Donald Trump per frenare l'immigrazione. In particolare, Biden ha cancellato la politica che obbligava i migranti ad...]]></itunes:summary><itunes:duration>578</itunes:duration><itunes:keywords>biden,immigrazione,legalizzazione</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/b87afbc9d853a8baeaa952cf6139568e.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Quattro lezioni su come la sinistra ha eliminato Trump</title><link>https://www.spreaker.com/episode/quattro-lezioni-su-come-la-sinistra-ha-eliminato-trump--43085209</link><description><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜<a href="http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6438" rel="noopener">http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6438</a><br /><br />QUATTRO LEZIONI SU COME LA SINISTRA HA ELIMINATO TRUMP<br />La (finta) narrazione dei disordini di Capitol Hill ci ha insegnato che se la sinistra ricorre a bugie, volgarità, insulti e manifestazioni violente per distruggere individui o idee, gli altri devono imparare a difendersi<br />di John Horvat<br />La violenza al Capitol Hill è ormai entrata nella storia come un evento drammatico e di carattere emotivo. Infuria ancora il dibattito sulle tematiche e i dettagli coinvolti. Tuttavia, nel tribunale dell'opinione pubblica, la narrazione finale si riflette negativamente sul presidente Trump e i suoi sostenitori.<br />Indipendentemente dal merito delle questioni in discussione, è possibile trarre da questo incidente alcune lezioni sulla sinistra. Queste lezioni dovrebbero orientare l'azione futura poiché le regole del gioco della futura amministrazione richiederanno ai conservatori di agire con saggezza e discernimento. Il modo in cui la sinistra ha capitalizzato questo incidente dovrebbe servire a rendere più cauta la destra.<br /> <br />1° LEZIONE: IL RELATIVISMO MORALE DELLA SINISTRA<br />La prima lezione da apprendere è che le modalità di funzionamento della sinistra sono diverse da quelle della destra. Il relativismo morale della sinistra le consente di essere selettiva nel qualificare qualcosa come sbagliato. La sinistra radicale ha sempre insegnato che il fine giustifica i mezzi. I suoi seguaci credono che non esista oggettivamente giusto o sbagliato. Tutto ciò che fa avanzare la sua rivoluzione è morale e lodevole; tutto ciò che ostacola la rivoluzione deve essere disprezzato e diffamato.<br />Quindi l'assalto al Capitol Hill è stato un atto sbagliato che deve essere censurato. Tuttavia, non aspettatevi che questa censura venga applicata a tutti gli atti di questo genere. Non serve a niente confrontare l'incidente del Capitol Hill con le centinaia di rivolte "per lo più pacifiche" approvate dalla sinistra e che hanno causato danni stimati per 2 miliardi di dollari durante l'estate. I conservatori indicheranno invano mille citazioni e video infiammatori di politici sinistrorsi che giustificano e convalidano i disordini civili durante il 2020. Per la sinistra non farà alcuna differenza poiché quelle azioni hanno favorito la loro rivoluzione.<br />Questo è il modo di agire della sinistra. Non è giusto, ma è così.<br />Non aspettatevi che la sinistra sia coerente, perché il loro relativismo morale gli consente di prendere e scegliere ciò che essi sostengono. Non aspettatevi che siano commossi dalle ferite e dalla morte delle vittime conservatrici poiché questi poveracci non hanno alcun valore nella loro narrazione rivoluzionaria.<br />Pertanto, i conservatori dovrebbero comportarsi sapendo che i loro atti saranno esaminati in modo ingiusto e la sinistra infrangerà le regole impunemente.<br /> <br />2° LEZIONE: PER LA SINISTRA, SOLO LA DESTRA VA RITENUTA RESPONSABILE<br />La seconda lezione è che il relativismo morale della sinistra svanisce quando si giudicano le azioni della destra. In effetti, la sinistra radicale inchioderà la destra ai più alti standard di moralità cristiana (in cui non crede né segue). Il suo livello d'indignazione morale per gli errori della destra sarà sempre inversamente proporzionale alla sua indifferenza nei confronti della violenza di sinistra. La sinistra non solo prenderà atto di ogni errore della destra, ma farà sempre in modo che una ghiotta crisi non vada sprecata.<br />Quando la destra farà qualcosa di sbagliato o illegale, aspettatevi che i media e la sinistra ipocriti cadano su queste azioni con furia e che si strappino le vesti. Nessun numero di scuse sarà sufficiente per riscattare chicchessia. Nessuna quantità di ossequi rivolti ai media liberal li farà mai dimenticare.<br />La sinistra sa che la destra non è moralmente relativista  e ammetterà i propri errori come tali. Pertanto, i conservatori dovrebbero agire sapendo che saranno giudicati in base a questo doppio standard. Se si verifica un errore, dovrebbero ammetterlo con calma, ma senza lasciare che questo sovrasti e domini il dibattito.<br /> <br />3° LEZIONE: NON RISPONDERE ALLO STESSO MODO<br />La terza lezione è che la destra non può mai adottare la tattica e il modus operandi della sinistra. Tali azioni sono contrarie alle sue convinzioni morali e sono destinate a fallire. Qualsiasi cedimento nel relativismo morale priva i conservatori della forza della loro causa che si trova nella sua stretta aderenza alla legge morale.<br />Quindi, se la sinistra ricorre a bugie, volgarità e insulti per diffamare individui o cause, la destra non può rispondere allo stesso modo. Tali mezzi agiscono in senso opposto ai fini che dovrebbero orientare le sue azioni. I conservatori non possono ricorrere a rivolte e violenze semplicemente perché la sinistra si avvale di tali crimini.<br />Deve essere mantenuta una opposta politica di discorso civile e cortese. Questa politica non esclude risposte ferme, energiche e persino appassionate. Tuttavia, deve essere sempre governata dalla ragione. In effetti, adottare un atteggiamento forte eleva il dibattito e attrae l'opinione pubblica.<br /> <br />4° LEZIONE: GLI STANDARD PIÙ ALTI DI COMPORTAMENTO<br />Infine, il modo migliore per i conservatori di vincere il dibattito è di tenersi all'altezza dei più alti standard di comportamento. Non devono dare pretesti all'altra parte per attaccarli. Il modo migliore per portare avanti la causa è fare un appello ragionato a forti principi morali. Una nobile reazione impressionerà sempre il pubblico più di una marmaglia scomposta.<br />Per questo motivo, più chiaro è il messaggio e meglio è. Più una posizione è basata sui principi, maggiori sono le possibilità di successo. Meno personale è l'attacco, maggiore sarà l'impatto che avrà. Non si dovrebbe assecondare né le sciocchezze politicamente corrette, né [...] le politiche a favore delle minoranze attiviste come LGBT, Black Lives Matter, Cancel Culture, ecc.<br />La sinistra avanza nascondendo i suoi obiettivi e oscurando il suo nefasto messaggio. La strada migliore per la vittoria è insistere sul messaggio. La sinistra perde quando vengono denunciati i suoi obiettivi (come togliere i fondi alla polizia o promuovere il socialismo). I conservatori devono perseverare nel discutere questi obiettivi e le dottrine che ne stanno dietro. Devono evitare i dibattiti che degenerano in attacchi o insulti personali seriali.<br />Ciò che è necessario è un atteggiamento meditato di azione deliberata dal tono [...] elevato e sobrio. Il futuro appartiene a coloro che non hanno paura di affermare (e praticare) la morale cristiana, denunciare gli schemi socialisti e sfidare il politicamente corretto.<br />L'establishment sinistrorso e i media affermano che queste posizioni sono arretrate e poco attraenti. Tuttavia, se presentate in modo energico e senza complessi, esse hanno un immenso fascino poiché si basano sulla natura umana e sulla legge morale. La condizione umana è adatta e attratta dal comportamento morale poiché conduce all'unità e all'armonia. Il peccato e il vizio agiscono contro la natura in quanto portano alla disarmonia e all'autodistruzione.<br />In mezzo alla crisi che l'America sta affrontando, diventa più cruciale che mai confidare in Dio. Poiché il peccato ora domina la società, le soluzioni meramente umane falliranno. Fare appello a Dio e alla sua Santissima Madre è l'unico modo per allontanarsi dal via verso il disastro. Qualsiasi altra strategia politica che escluda questo appello è destinata a fallire.<br /> <br />Titolo originale: Quattro lezioni sulla sinistra da trarre dalla violenza al Capitol Hill<br />Fonte: Fatima Oggi, 14 gennaio 2021<br />Pubblicato su BastaBugie n. 701]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/43085209</guid><pubDate>Sun, 24 Jan 2021 00:18:16 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/43085209/quattro_lezioni_su_come_la_sinistra_ha_eliminato_trump.mp3" length="7407489" type="audio/mpeg"/><itunes:author>BastaBugie</itunes:author><itunes:subtitle>TESTO DELL'ARTICOLO ➜http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6438&#13;
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QUATTRO LEZIONI SU COME LA SINISTRA HA ELIMINATO TRUMP&#13;
La (finta) narrazione dei disordini di Capitol Hill ci ha insegnato che se la sinistra ricorre a bugie, volgarità, insulti...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜<a href="http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6438" rel="noopener">http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6438</a><br /><br />QUATTRO LEZIONI SU COME LA SINISTRA HA ELIMINATO TRUMP<br />La (finta) narrazione dei disordini di Capitol Hill ci ha insegnato che se la sinistra ricorre a bugie, volgarità, insulti e manifestazioni violente per distruggere individui o idee, gli altri devono imparare a difendersi<br />di John Horvat<br />La violenza al Capitol Hill è ormai entrata nella storia come un evento drammatico e di carattere emotivo. Infuria ancora il dibattito sulle tematiche e i dettagli coinvolti. Tuttavia, nel tribunale dell'opinione pubblica, la narrazione finale si riflette negativamente sul presidente Trump e i suoi sostenitori.<br />Indipendentemente dal merito delle questioni in discussione, è possibile trarre da questo incidente alcune lezioni sulla sinistra. Queste lezioni dovrebbero orientare l'azione futura poiché le regole del gioco della futura amministrazione richiederanno ai conservatori di agire con saggezza e discernimento. Il modo in cui la sinistra ha capitalizzato questo incidente dovrebbe servire a rendere più cauta la destra.<br /> <br />1° LEZIONE: IL RELATIVISMO MORALE DELLA SINISTRA<br />La prima lezione da apprendere è che le modalità di funzionamento della sinistra sono diverse da quelle della destra. Il relativismo morale della sinistra le consente di essere selettiva nel qualificare qualcosa come sbagliato. La sinistra radicale ha sempre insegnato che il fine giustifica i mezzi. I suoi seguaci credono che non esista oggettivamente giusto o sbagliato. Tutto ciò che fa avanzare la sua rivoluzione è morale e lodevole; tutto ciò che ostacola la rivoluzione deve essere disprezzato e diffamato.<br />Quindi l'assalto al Capitol Hill è stato un atto sbagliato che deve essere censurato. Tuttavia, non aspettatevi che questa censura venga applicata a tutti gli atti di questo genere. Non serve a niente confrontare l'incidente del Capitol Hill con le centinaia di rivolte "per lo più pacifiche" approvate dalla sinistra e che hanno causato danni stimati per 2 miliardi di dollari durante l'estate. I conservatori indicheranno invano mille citazioni e video infiammatori di politici sinistrorsi che giustificano e convalidano i disordini civili durante il 2020. Per la sinistra non farà alcuna differenza poiché quelle azioni hanno favorito la loro rivoluzione.<br />Questo è il modo di agire della sinistra. Non è giusto, ma è così.<br />Non aspettatevi che la sinistra sia coerente, perché il loro relativismo morale gli consente di prendere e scegliere ciò che essi sostengono. Non aspettatevi che siano commossi dalle ferite e dalla morte delle vittime conservatrici poiché questi poveracci non hanno alcun valore nella loro narrazione rivoluzionaria.<br />Pertanto, i conservatori dovrebbero comportarsi sapendo che i loro atti saranno esaminati in modo ingiusto e la sinistra infrangerà le regole impunemente.<br /> <br />2° LEZIONE: PER LA SINISTRA, SOLO LA DESTRA VA RITENUTA RESPONSABILE<br />La seconda lezione è che il relativismo morale della sinistra svanisce quando si giudicano le azioni della destra. In effetti, la sinistra radicale inchioderà la destra ai più alti standard di moralità cristiana (in cui non crede né segue). Il suo livello d'indignazione morale per gli errori della destra sarà sempre inversamente proporzionale alla sua indifferenza nei confronti della violenza di sinistra. La sinistra non solo prenderà atto di ogni errore della destra, ma farà sempre in modo che una ghiotta crisi non vada sprecata.<br />Quando la destra farà qualcosa di sbagliato o illegale, aspettatevi che i media e la sinistra ipocriti cadano su queste azioni con furia e che si strappino le vesti. Nessun numero di scuse sarà sufficiente per riscattare chicchessia. 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Questo strano vichingo, che si fa chiamare "Q Shaman", improvvisamente è diventato l'uomo cartolina dei manifestanti pro-Trump. I media l'hanno usato come bizzarro modello di tutti i radicali di destra.<br />Nessuno sembra essersi chiesto che c'entra questo sciamano vichingo con qualcosa di conservatore. L'aspetto di questa stramba figura non ha fatto che aumentare il caos che ha avvolto l'America quel giorno. Tuttavia, per coloro che sostengono gli autentici valori tradizionali, l'aspetto dello sciamano dovrebbe essere motivo di preoccupazione.<br /><br />IL LATO OSCURO DELLO SCIAMANESIMO<br />Un personaggio così poco convenzionale non poteva non diventare noto. Ha guadagnato un po' la reputazione di uno "Q Shaman" poiché appare spesso in raduni e proteste. Con le sue corna vichinghe, è difficile non accorgersene. Il suo vero nome è Jacob Angeli Chansley, 33 anni, originario dell'Arizona.<br />Durante l'episodio di Capitol Hill, è apparso sul palco del Senato come un vichingo che impugna una lancia con una bandiera americana mentre gridava "dove sta Pence?". Ha attirato i media posando per le foto.<br />Ma il grosso problema con Q Shaman è la sua pratica oscura. Ovunque spuntano società primitive, lo sciamanesimo non manca all'appello. Si tratta di una forma di magia o scienza selvaggia, in cui lo sciamano cerca di tenere sotto controllo gli spiriti e i demoni presumibilmente presenti ovunque in natura.<br />Lo sciamano usa i suoi poteri per rendere inefficaci o favorevoli le attività degli spiriti con parole e cerimonie appropriate. Lo sciamano lo fa comunicando a volontà con gli spiriti, spesso tramite estasi indotte o addirittura possessione da parte di uno spirito che gli conferisce intensi stati mentali, forza sovrumana o conoscenza infusa.<br />Infatti, in un'intervista con la National Review, Q Shaman ha confermato il suo ruolo e il suo abbigliamento primitivo come un modo "per scacciare gli spiriti maligni, scacciare stregoni e streghe malvagie".<br /><br />NIENTE DI CONSERVATORE, OCCIDENTALE O TRADIZIONALE<br />Negli ultimi due anni, streghe e satanisti sono stati coinvolti in modo allarmante nel sostenere sia i disordini civili che le campagne politiche. Una ricca letteratura insegna alle aspiranti streghe come lanciare incantesimi e malocchi su candidati conservatori o agenti di polizia. Compaiono libri che insegnano alle persone come mescolare la politica con il demoniaco. In una società in gran parte laica, l'occulto sta ora emergendo come forza politica.<br />Il più delle volte, gli occultisti sono apparsi a eventi di sinistra. La filosofia politica della sinistra e la sua rivolta contro l'Occidente cristiano rendono logico che i satanisti abbraccino il loro programma radicale.<br />Tuttavia, Q Shaman rappresenta l'occultismo primitivo di destra. Questo si trova in un angolo buio del pensiero neopagano, penetra nelle correnti intellettuali principali e include settori conservatori. È arduo sapere con quanta serietà Q Shaman pratichi la sua scienza primitiva. Tuttavia, indicare il suo aspetto bizzarro come simbolo dei valori tradizionali è completamente sbagliato.<br />Da sciamano, egli non rappresenta nulla di conservatore, occidentale, cristiano o tradizionale nelle sue credenze o pratiche. Lo sciamano vichingo sembra cercare un ritorno alla barbarie, la quale ha significato nel mondo schiavitù, nudità, infanticidio, eutanasia, cannibalismo, tirannia e povertà. È stata la Chiesa a liberare il mondo dalle pratiche selvagge degli sciamani e dalla loro soffocante superstizione.<br />In effetti, Q Shaman rappresenta più facilmente la sinistra con il suo fascino per le culture pagane indigene e il suo rifiuto della morale cristiana. Le sue posizioni si adattano bene anche alle filosofie postmoderne che enfatizzano la fantasia e la creatività di realtà soggettive. Se deve essere un simbolo, lasciate che la sinistra lo rivendichi; alla destra non appartiene.<br /><br />Nota di BastaBugie:  per approfondire cosa è successo a Capitol Hill e perché è successo, clicca nei seguenti link per leggere gli articoli relativi.<br /><br />COSA E' SUCCESSO DAVVERO IL 6 GENNAIO A WASHINGTON<br />Mentre i BLM hanno causato nei mesi 19 morti e danni miliardari (ma per i media erano ''manifestazioni pacifiche''), a Capitol Hill è stata uccisa una sostenitrice di Trump disarmata, una veterana dell'Esercito (VIDEO: Addetto alla sicurezza spara e uccide una manifestante)<br />di Aldo Maria Valli<br /><a href="http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6433" rel="noopener">http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6433</a><br /><br />TUTTI CONTRO TRUMP, MA GLI ELETTORI SONO ANCORA CON LUI<br />Trump è accusato di essere colpevole per i disordini del 6 gennaio a Washington ed è stato cancellato da Twitter e Facebook (VIDEO: L'assalto al Campidoglio)<br />di Stefano Magni<br /><a href="http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6432" rel="noopener">http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6432</a><br /> <br />Titolo originale: Che faceva quello sciamano vichingo a rappresentare i valori conservatori?<br />Fonte: Fatima Oggi, 14 gennaio 2021<br />Pubblicato su BastaBugie n. 700]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/43021740</guid><pubDate>Wed, 20 Jan 2021 06:08:38 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/43021740/chi_lo_sciamano_vichingo_di_capitol_hill.mp3" length="5105788" type="audio/mpeg"/><itunes:author>BastaBugie</itunes:author><itunes:subtitle>TESTO DELL'ARTICOLO ➜http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6437&#13;
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CHI E' LO SCIAMANO VICHINGO DI CAPITOL HILL?&#13;
Lo sciamano non rappresenta nulla di cristiano perché nelle sue credenze o pratiche ricerca un ritorno alla barbarie con tutto quel...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜<a href="http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6437" rel="noopener">http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6437</a><br /><br />CHI E' LO SCIAMANO VICHINGO DI CAPITOL HILL?<br />Lo sciamano non rappresenta nulla di cristiano perché nelle sue credenze o pratiche ricerca un ritorno alla barbarie con tutto quel che consegue: schiavitù, nudità, infanticidio, eutanasia, cannibalismo, tirannia e povertà<br />di John Horvat<br />Durante i violenti incidenti al Capitol Hill il 6 gennaio, i media hanno pubblicato tra i manifestanti le foto di un uomo tatuato con indosso un berretto di pelliccia e corna vichinghe. Questo strano vichingo, che si fa chiamare "Q Shaman", improvvisamente è diventato l'uomo cartolina dei manifestanti pro-Trump. I media l'hanno usato come bizzarro modello di tutti i radicali di destra.<br />Nessuno sembra essersi chiesto che c'entra questo sciamano vichingo con qualcosa di conservatore. L'aspetto di questa stramba figura non ha fatto che aumentare il caos che ha avvolto l'America quel giorno. Tuttavia, per coloro che sostengono gli autentici valori tradizionali, l'aspetto dello sciamano dovrebbe essere motivo di preoccupazione.<br /><br />IL LATO OSCURO DELLO SCIAMANESIMO<br />Un personaggio così poco convenzionale non poteva non diventare noto. Ha guadagnato un po' la reputazione di uno "Q Shaman" poiché appare spesso in raduni e proteste. Con le sue corna vichinghe, è difficile non accorgersene. Il suo vero nome è Jacob Angeli Chansley, 33 anni, originario dell'Arizona.<br />Durante l'episodio di Capitol Hill, è apparso sul palco del Senato come un vichingo che impugna una lancia con una bandiera americana mentre gridava "dove sta Pence?". Ha attirato i media posando per le foto.<br />Ma il grosso problema con Q Shaman è la sua pratica oscura. Ovunque spuntano società primitive, lo sciamanesimo non manca all'appello. Si tratta di una forma di magia o scienza selvaggia, in cui lo sciamano cerca di tenere sotto controllo gli spiriti e i demoni presumibilmente presenti ovunque in natura.<br />Lo sciamano usa i suoi poteri per rendere inefficaci o favorevoli le attività degli spiriti con parole e cerimonie appropriate. Lo sciamano lo fa comunicando a volontà con gli spiriti, spesso tramite estasi indotte o addirittura possessione da parte di uno spirito che gli conferisce intensi stati mentali, forza sovrumana o conoscenza infusa.<br />Infatti, in un'intervista con la National Review, Q Shaman ha confermato il suo ruolo e il suo abbigliamento primitivo come un modo "per scacciare gli spiriti maligni, scacciare stregoni e streghe malvagie".<br /><br />NIENTE DI CONSERVATORE, OCCIDENTALE O TRADIZIONALE<br />Negli ultimi due anni, streghe e satanisti sono stati coinvolti in modo allarmante nel sostenere sia i disordini civili che le campagne politiche. Una ricca letteratura insegna alle aspiranti streghe come lanciare incantesimi e malocchi su candidati conservatori o agenti di polizia. Compaiono libri che insegnano alle persone come mescolare la politica con il demoniaco. In una società in gran parte laica, l'occulto sta ora emergendo come forza politica.<br />Il più delle volte, gli occultisti sono apparsi a eventi di sinistra. La filosofia politica della sinistra e la sua rivolta contro l'Occidente cristiano rendono logico che i satanisti abbraccino il loro programma radicale.<br />Tuttavia, Q Shaman rappresenta l'occultismo primitivo di destra. Questo si trova in un angolo buio del pensiero neopagano, penetra nelle correnti intellettuali principali e include settori conservatori. È arduo sapere con quanta serietà Q Shaman pratichi la sua scienza primitiva. Tuttavia, indicare il suo aspetto bizzarro come simbolo dei valori tradizionali è completamente sbagliato.<br />Da sciamano, egli non rappresenta nulla di conservatore, occidentale, cristiano o tradizionale nelle sue credenze o pratiche. Lo sciamano vichingo sembra cercare un ritorno alla barbarie, la quale ha significato...]]></itunes:summary><itunes:duration>320</itunes:duration><itunes:keywords>capitol,hill,sciamano,vichingo</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/68f3062a1fa86543e994d387e8ee20eb.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Twitter e Facebook cancellano Trump e così limitano la libertà di milioni di utenti</title><link>https://www.spreaker.com/episode/twitter-e-facebook-cancellano-trump-e-cosi-limitano-la-liberta-di-milioni-di-utenti--42932397</link><description><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜<a href="http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6436" rel="noopener">http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6436</a><br /><br />TWITTER E FACEBOOK CANCELLANO TRUMP E COSI' LIMITANO LA LIBERTA' DI MILIONI DI UTENTI<br />Google, Apple e Amazon uccidono il social network alternativo (Parler) che lasciava parlare Trump (intanto i ''democratici'' iniziano la procedura di impeachment con l'obiettivo di distruggere il futuro politico di Trump)<br />di Stefano Magni<br />Il tipico argomento di chi difende le censure di Twitter e Facebook, nei confronti di Trump, ma anche di milioni di altri ordinari utenti e ieri anche del quotidiano Libero: sono compagnie private, hanno il diritto di bandire chi vogliono dal sito di loro proprietà, se non accetti le loro condizioni vai pure su un altro social network. Bene, almeno l'ultima parte di questo argomento è stata smentita in questo fine settimana: un "altro social network", nello specifico Parler, è stato letteralmente cancellato dal Web. Non è stata necessaria una legge che istituisse la censura e neppure si è dovuta attendere la sentenza di un magistrato. È stato cancellato con cinque click da cinque delle maggiori compagnie che operano nella rete. Adesso è letteralmente impossibile iscriversi a Parler, gli account personali sono irraggiungibili e la strada per tornare online si presenta lunga e difficile. L'accusa che ha scatenato questo linciaggio online è la più grave del momento: aver ospitato sostenitori di Trump anche nel giorno dell'assalto al Campidoglio. Ma i ben informati sapevano che l'eliminazione fisica di Parler dal Web era nell'aria da mesi, almeno da novembre, dopo la sua improvvisa crescita a seguito delle elezioni americane, con tutti i numerosi interventi a gamba tesa dei grandi social network.<br />Parler venne fondato nel 2018 da due ingegneri del Nevada, John Matze e Jared Thomson. Parler non rivela i nomi di tutti i suoi proprietari, a parte John Matze che tuttora è amministratore delegato. Rebekah Mercer, investitrice e Dan Bongino, commentatore politico, entrambi di area conservatrice, hanno affermato di essere fra i proprietari. L'ispirazione conservatrice all'inizio del progetto era abbastanza chiara, Parler si proponeva come alternativa a Twitter, nel momento in cui quest'ultimo aveva fatto chiaramente una scelta di campo ed era sempre più invadente sui contenuti. Il conservatorismo era però più nel metodo che nel merito. Su Parler non si censuravano i liberal e non li si tormentava con messaggini di precisazioni dei "fact-checkers indipendenti", semplicemente ognuno poteva dire quel che voleva, bastava che non fossero reati come minacce, spam, attività criminali. I moderatori c'erano, ma erano giudici più che "costruttori di un mondo migliore" come spesso si atteggiano i social network rivali. L'ingresso era comunque aperto a tutti, ma negli ultimi due anni Parler ha attratto, da Nigel Farage in avanti, soprattutto il mondo conservatore anglosassone, stanco di vedere i propri profili bannati da Twitter.<br /><br />DISTRUTTO ALL'APICE DEL SUO SUCCESSO<br />L'avventura è praticamente conclusa all'alba del 2021, non perché Parler sia fallito, ma proprio all'apice del suo successo. Dopo le elezioni americane, quando Facebook e Twitter hanno iniziato ad oscurare il profilo di Donald Trump, a censurare o ad aggiungre commenti alle notizie sui sospetti di brogli, a cancellare tutte le notizie che avrebbero messo in difficoltà Biden (a partire dallo scoop del New York Post su Hunter Biden), centinaia di migliaia di persone hanno iniziato a trasmigrare su Parler. In novembre ha raggiunto il picco di 10 milioni di utenti, di cui 4 milioni attivi. E le voci su una "punizione" a Parler da parte dei giganti del Web è iniziata proprio a novembre.<br />Il linciaggio online è puntualmente arrivato, con una rapidità sorprendente. Venerdì 8 gennaio Google ha escluso Parler dal suo sistema e dal suo catalogo, rendendolo incompatibile anche con i cellulari che usano il sistema operativo Android. Il giorno dopo, il social network è stato escluso da Apple e infine domenica 10 Amazon (che ne ospitava il sito Web) ha informato Matze che avrebbe cessato il servizio unilateralmente. Nel giro di un fine settimana, un social network promettente e in espansione ha di fatto cessato di esistere. Come se non bastasse anche altre compagnie lo hanno tagliato fuori: Okta Inc ha chiuso fuori Parler rendendolo incompatibile con i software delle maggiori compagnie e Twilio Inc ha chiuso il suo servizio di autenticazione a due fattori usato da Parler. "Ogni venditore, dai servizi di messaggistica ai provider della posta elettronica, fino ai nostri avvocati, tutti ci hanno buttato via nello stesso giorno", ha dichiarato l'amministratore delegato John Matze a Fox News, affermando anche di non voler più tornare a casa perché sta ricevendo concrete minacce di morte.<br /><br />L'INTOLLERANZA DEI ''TOLLERANTI''<br />I motivi di questa esclusione dal Web citati dai protagonisti sono abbastanza impressionanti. Viene citato soprattutto l'assalto al Campidoglio, che sarebbe stato organizzato su Parler, poi minacce di morte nei confronti del vicepresidente Mike Pence, l'organizzazione di una nuova rivolta il prossimo 19 gennaio, alla vigilia dell'insediamento di Biden. La portavoce di Parler, Amy Peikoff, si difende affermando: "Abbiamo puntualmente affrontato questo tipo di contenuti e abbiamo lavorato attivamente per settimane con le forze dell'ordine". Lo aveva riferito anche ad Amazon ricevendo una risposta incoraggiante. La notizia dell'esclusione dai suoi servizi, che a detta di Matze è arrivata come un fulmine a ciel sereno, è stata a maggior ragione incomprensibile. Attualmente Parler (con gli avvocati che restano) sta facendo causa ad Amazon, accusando il gigante di Seattle di aver agito per motivi politici contro i termini contrattuali. Ma la battaglia si preannuncia difficile, così come è ardua la strada di un eventuale ritorno online del social network "conservatore", che dovrebbe costruire da zero un'infrastruttura tutta sua. Sempre che gliela lascino costruire.<br />Le difficoltà di moderazione e la presenza di contenuti violenti, segnalata come un problema di Parler, sono tipiche di ogni social network e diventano insormontabili a fronte di un aumento improvviso di utenti. Sui social network Twitter e Facebook si sono fatte le Primavere Arabe, sono stati reclutati jihadisti, sono tuttora presenti scafisti del Mediterraneo, dittatori hanno i loro profili istituzionali sulle loro piattaforme. Gli "standard della community" erano compatibili con le rivolte di Black Lives Matter (19 morti e centinaia di feriti), anzi i colossi del Web si sono fatti promotori della loro causa. Così come sugli stessi social network Twitter e Facebook sono circolate le minacce rivolte al professor Samuel Paty, conclusesi con la sua decapitazione a Parigi. Non si spiega come mai sia stato applicato tanto rigore proprio per Parler. La sua unica vera differenza era l'ostentata tolleranza politica. Quel modo di porsi come rifugio sicuro per i bannati da Twitter, a cui offriva una filosofia opposta: "sii libero di parlare e pensa come vuoi". Nell'era della tolleranza liberal questo atteggiamento è inammissibile.<br /><br />MA C'È DI PEGGIO ED È LA PROSPETTIVA FUTURA<br />La distruzione di un social network rivale può essere un inquietante segnale: non puoi sfuggire al controllo di chi sta attualmente occupando una posizione dominante. Non solo devi seguire le loro regole, ma non puoi neppure emigrare credendo di farla franca. Twitter e Facebook sono privati, anche se flirtano visibilmente con una parte politica che, dal 20 gennaio, sarà al governo della prima potenza mondiale. Gli Stati imparano molto in fretta ad applicare i metodi che ora sono stati usati da privati contro un social network rivale. Ricordiamoli ancora: nessuna legge, nessun processo, solo un click e la tua attività è distrutta. Più la nostra identità sarà digitalizzata (non solo l'attività ludica e lavorativa, ma anche il denaro e i documenti di identità), più le conseguenze personali saranno gravi. In Cina già lo fanno, non solo con i social o con i profili degli utenti, ma con le persone in carne ed ossa: una parola di troppo e assieme al profilo di WeChat (social pressoché unico per gli utenti cinesi) viene cancellato anche l'accesso al conto corrente dell'utente e la sua identità digitale, diventa un pariah ridotto alla miseria e all'immobilità. Quindi, sì: abbiamo diritto di avere timore di questi sviluppi.<br /><br />Nota di BastaBugie: l'autore del precedente articolo, Stefano Magni, nell'articolo seguente dal titolo "Impeachment per Trump. Ostracizzato il presidente" sottolinea che la Camera del Congresso ha battuto due record: la procedura di impeachment più rapida della storia e la prima volta di un presidente che viene "impeachato" due volte.<br />Ecco l'articolo completo pubblicato su La Nuova Bussola Quotidiana il 14 gennaio 2021:<br />Con un voto di 232 a 197, la Camera del Congresso statunitense ha approvato il secondo impeachment per Donald Trump. E ha battuto due record in uno: la procedura di impeachment più rapida della storia e la prima volta di un presidente che viene "impeachato" due volte nel corso del suo mandato. Nancy Pelosi, simbolicamente, ha indossato lo stesso vestito che portava durante il voto del primo impeachment, risalente ad appena 13 mesi fa. Ma è conforme alla Costituzione quel che è successo?<br />I Democratici hanno subito giocato la carta dell'impeachment non appena hanno consolidato la loro maggioranza alla Camera nel 2019, dopo le elezioni di medio termine. Avevano colto la palla al balzo per una telefonata di Trump al presidente ucraino Zelensky in cui pareva ricattarlo perché investigasse sugli affari di Hunter Biden, figlio di Joe Biden, attuale presidente eletto. Già allora la procedura di impeachment era apparsa molto fragile, basata su testimonianze e pareri più che su solide prove (nulla a che vedere con l'impeachment a Nixon nel 1974 che fu l'esito di un'indagine molto più complessa).]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/42932397</guid><pubDate>Thu, 14 Jan 2021 12:51:46 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/42932397/twitter_e_facebook_cancellano_trump_e_cos_limitano_la_libert_di_milioni_di_utenti.mp3" length="15487894" type="audio/mpeg"/><itunes:author>BastaBugie</itunes:author><itunes:subtitle>TESTO DELL'ARTICOLO ➜http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6436&#13;
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TWITTER E FACEBOOK CANCELLANO TRUMP E COSI' LIMITANO LA LIBERTA' DI MILIONI DI UTENTI&#13;
Google, Apple e Amazon uccidono il social network alternativo (Parler) che lasciava parlare...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜<a href="http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6436" rel="noopener">http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6436</a><br /><br />TWITTER E FACEBOOK CANCELLANO TRUMP E COSI' LIMITANO LA LIBERTA' DI MILIONI DI UTENTI<br />Google, Apple e Amazon uccidono il social network alternativo (Parler) che lasciava parlare Trump (intanto i ''democratici'' iniziano la procedura di impeachment con l'obiettivo di distruggere il futuro politico di Trump)<br />di Stefano Magni<br />Il tipico argomento di chi difende le censure di Twitter e Facebook, nei confronti di Trump, ma anche di milioni di altri ordinari utenti e ieri anche del quotidiano Libero: sono compagnie private, hanno il diritto di bandire chi vogliono dal sito di loro proprietà, se non accetti le loro condizioni vai pure su un altro social network. Bene, almeno l'ultima parte di questo argomento è stata smentita in questo fine settimana: un "altro social network", nello specifico Parler, è stato letteralmente cancellato dal Web. Non è stata necessaria una legge che istituisse la censura e neppure si è dovuta attendere la sentenza di un magistrato. È stato cancellato con cinque click da cinque delle maggiori compagnie che operano nella rete. Adesso è letteralmente impossibile iscriversi a Parler, gli account personali sono irraggiungibili e la strada per tornare online si presenta lunga e difficile. L'accusa che ha scatenato questo linciaggio online è la più grave del momento: aver ospitato sostenitori di Trump anche nel giorno dell'assalto al Campidoglio. Ma i ben informati sapevano che l'eliminazione fisica di Parler dal Web era nell'aria da mesi, almeno da novembre, dopo la sua improvvisa crescita a seguito delle elezioni americane, con tutti i numerosi interventi a gamba tesa dei grandi social network.<br />Parler venne fondato nel 2018 da due ingegneri del Nevada, John Matze e Jared Thomson. Parler non rivela i nomi di tutti i suoi proprietari, a parte John Matze che tuttora è amministratore delegato. Rebekah Mercer, investitrice e Dan Bongino, commentatore politico, entrambi di area conservatrice, hanno affermato di essere fra i proprietari. L'ispirazione conservatrice all'inizio del progetto era abbastanza chiara, Parler si proponeva come alternativa a Twitter, nel momento in cui quest'ultimo aveva fatto chiaramente una scelta di campo ed era sempre più invadente sui contenuti. Il conservatorismo era però più nel metodo che nel merito. Su Parler non si censuravano i liberal e non li si tormentava con messaggini di precisazioni dei "fact-checkers indipendenti", semplicemente ognuno poteva dire quel che voleva, bastava che non fossero reati come minacce, spam, attività criminali. I moderatori c'erano, ma erano giudici più che "costruttori di un mondo migliore" come spesso si atteggiano i social network rivali. L'ingresso era comunque aperto a tutti, ma negli ultimi due anni Parler ha attratto, da Nigel Farage in avanti, soprattutto il mondo conservatore anglosassone, stanco di vedere i propri profili bannati da Twitter.<br /><br />DISTRUTTO ALL'APICE DEL SUO SUCCESSO<br />L'avventura è praticamente conclusa all'alba del 2021, non perché Parler sia fallito, ma proprio all'apice del suo successo. Dopo le elezioni americane, quando Facebook e Twitter hanno iniziato ad oscurare il profilo di Donald Trump, a censurare o ad aggiungre commenti alle notizie sui sospetti di brogli, a cancellare tutte le notizie che avrebbero messo in difficoltà Biden (a partire dallo scoop del New York Post su Hunter Biden), centinaia di migliaia di persone hanno iniziato a trasmigrare su Parler. In novembre ha raggiunto il picco di 10 milioni di utenti, di cui 4 milioni attivi. E le voci su una "punizione" a Parler da parte dei giganti del Web è iniziata proprio a novembre.<br />Il linciaggio online è puntualmente arrivato, con una rapidità sorprendente. Venerdì 8 gennaio Google ha escluso Parler dal suo sistema e dal suo catalogo, rendendolo incompatibile anche con...]]></itunes:summary><itunes:duration>968</itunes:duration><itunes:keywords>censura,facebook,trump,twitter</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/13e7ff88e1dbad967bda63b3d2916515.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Tutti contro Trump ma gli elettori sono ancora lì</title><link>https://www.spreaker.com/episode/tutti-contro-trump-ma-gli-elettori-sono-ancora-li--42925382</link><description><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜<a href="http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6432" rel="noopener">http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6432</a><br /><br />TUTTI CONTRO TRUMP, MA GLI ELETTORI SONO ANCORA CON LUI<br />Trump è accusato di essere colpevole per i disordini del 6 gennaio a Washington ed è stato cancellato da Twitter e Facebook (VIDEO: L'assalto al Campidoglio)<br />di Stefano Magni<br />Il Congresso ha certificato l'elezione di Joe Biden a presidente degli Stati Uniti. Si insedierà ufficialmente il 20 gennaio. Chuck Schumer, capogruppo democratico in Senato, ha però chiesto al vicepresidente in carica, Mike Pence, di attivare il 25mo emendamento che prevede la destituzione del presidente in carica. Altrimenti Nancy Pelosi, speaker della Camera, minaccia di attivare una procedura di impeachment. I Democratici non vogliono permettere a Trump di essere in carica nella sua ultima decade da presidente e soprattutto non intendono accettare che sia lui a gestire la transizione dalla vecchia alla nuova amministrazione. La causa immediata di tanta fretta nel compiere l'ultimo dei molteplici tentativi di rimuovere Trump dalla presidenza è la manifestazione dei pro-Trump del 6 gennaio, sfociata nella loro irruzione nel Campidoglio. Tuttavia, la causa reale è certamente più profonda e meno poetica: i rapporti di forza sono cambiati profondamente. Dopo la vittoria di entrambi i seggi del Senato in Georgia, i Democratici entreranno in possesso di Casa Bianca, Camera e Senato a partire dal 20 gennaio. Hanno la possibilità di esercitare il loro potere senza freni o contrappesi. Sanno però che 74 milioni di americani hanno votato per Donald Trump, un record per qualunque presidente che ha perso le elezioni. Sanno anche che la maggioranza schiacciante di quei 74 milioni è convinta che le elezioni sono state rubate da Joe Biden. In una dinamica democratica non basta dire che "non ci sono le prove", sguinzagliando i fact checkers sui social network o ricordando che nessun tribunale ha accolto le istanze degli avvocati di Trump. Biden, semplicemente, sa di essere il presidente di metà nazione. Non è solo la modalità assolutamente atipica in cui si sono svolte le elezioni di novembre (metà dei voti erano postali) e neppure unicamente il sospetto di brogli a renderlo illegittimo agli occhi di tanti americani. È anche il contesto che crea evidenti problemi di legittimità. Gli americani non sono ancora usciti da un periodo di pandemia in cui, in tutti gli Stati governati dai Democratici, sono stati imposti regimi di lockdown anche molto rigidi e duraturi, che hanno provocato un'ondata di disoccupazione (poi rapidamente assorbita dalla crescita economica). Biden ritiene che questa sia la strategia giusta. Di fronte alle difficoltà economiche di una classe di piccoli e medi imprenditori che hanno dovuto chiudere i battenti, i Democratici sono finanziati da aziende molto più grandi, come le Big Tech (Amazon, Google, Facebook, Twitter) che hanno solo guadagnato nella crisi. Nell'ondata di violenze scatenate da Black Lives Matter, con danni stimati sui 2 miliardi di dollari, a pagare è sempre stata la classe dei piccoli e medi imprenditori, negozianti, commercianti, ristoratori, che hanno subito il peggio dei saccheggi e delle devastazioni. Al contrario, l'elettorato del Partito Democratico, prevalente fra dipendenti statali, dipendenti di grandi aziende, mondo dello sport, dello spettacolo e della cultura, ha potuto solidarizzare con le proteste stando ben al riparo. Sensibile al Green New Deal, Biden promette di abbandonare il petrolio, su cui hanno sempre vissuto Stati interi come il Texas. Mai come in questa amministrazione l'America sarà più divisa: gli interessi della parte che ha votato Biden cozzano frontalmente con quelli di chi ha votato Trump. Tutta la retorica sin qui seguita dal neo-eletto presidente, da novembre fino a ieri, era non a caso improntata sulla riconciliazione e l'unità nazionale. "Curare" l'America dalle fratture (lasciate da Trump, si intende) razziali ed economiche. Questo finché il Partito Democratico non si è aggiudicato, in Georgia, i due senatori che mancavano per completare la maggioranza alla camera alta del Congresso. E finché non c'è stato l'assalto al Campidoglio. Soffermiamoci ora su quest'ultimo aspetto. La manifestazione del 6 gennaio è stata la reificazione di tutte le peggiori paure dei Democratici, quelle di un Trump già restio ad ammettere la sconfitta e riluttante a lasciare la Casa Bianca che intenta un "golpe" contro il potere legislativo, anche contro lo stesso Partito Repubblicano che non gli è fedele. A ben vedere, gli eventi del 6 gennaio sono quasi una replica, speculare e opposta, di quel che avvenne nel 2016. Per chi non ha la memoria cortissima, infatti, l'inaugurazione dell'amministrazione Trump è stata segnata da violente proteste e dal continuo tentativo dei Democratici (appoggiati da una stampa alleata e allineata) di cambiare l'esito del voto del Collegio Elettorale, sino all'ultimo giorno disponibile: non avevano neppure appigli legali per farlo, solo la constatazione che Hillary Clinton aveva preso più voti su scala nazionale (e non conta: il presidente si vota per Stato non per testa). I manifestanti anti-Trump, va detto, non provarono mai a fare irruzione nella sede del legislativo. Ma le loro proteste non furono solo simboliche, ma molto violente, con gravi distruzioni di proprietà. La violenza, il 6 gennaio, c'è stata, ma soprattutto da parte delle forze dell'ordine: Ashli Babbit era disarmata, era lontana dall'agente in borghese che l'ha freddata con un colpo di pistola. Dalla manifestazione al Campidoglio, mostrata dai media con commenti quali "la notte della democrazia", "l'ora più buia", o "il golpe di Trump", il tono di Biden è cambiato repentinamente. Non si parla più di riconciliazione nazionale, ma di distruggere la memoria di Trump ed impedire che un fenomeno politico simile si ripeta di nuovo. Sarà come Nerone per i romani, o Mussolini per gli italiani: l'anti-trumpismo diverrà una credenziale per essere accettati nel mondo politico americano. Basti sentire questo passaggio nel discorso di Biden di ieri, il primo da presidente eletto: "Negli ultimi quattro anni abbiamo avuto un presidente che ha disprezzato la nostra democrazia, la nostra Costituzione, il nostro governo della legge (...) Ha lanciato un attacco totale alle istituzioni della nostra democrazia sin dall'inizio". Cosa se ne deduce? Che l'America è stata sotto un aspirante tiranno e che i 74 milioni di americani che hanno votato Trump non hanno espresso una preferenza legittima. A guidare questa opera di riprogrammazione dell'America "sbagliata" ci sono sicuramente i media, ormai a reti unificate dalla parte di Biden. E anche i social media che, tanto per cominciare, hanno bannato Trump. Twitter lo ha sospeso [...] e Facebook ha proclamato ieri (con un comunicato scritto personalmente da Mark Zuckerberg, il suo fondatore) un'espulsione di Trump a tempo indeterminato. Il presidente, ancora in carica, deve comunicare attraverso i profili social dei suoi portavoce. Infine Biden, presidente cattolico, ha dalla sua parte anche la Chiesa. La Conferenza episcopale americana ieri ha condannato ufficialmente la protesta dei pro-Trump. "Questo non è ciò che siamo come americani, dove la transizione pacifica del potere è uno dei segni distintivi - ha dichiarato monsignor José Horacio Gómez, presidente della Conferenza - In questo momento preoccupante, dobbiamo impegnarci nuovamente nei valori e nei principi della nostra democrazia e unirci come un'unica nazione sotto Dio. Affido tutti noi al cuore della Beata Vergine Maria. Possa lei guidarci nelle vie della pace e ottenerci saggezza e grazia di un vero patriottismo e amore per la patria". L'arcivescovo di Washington, il neo-cardinale Daniel Gregory Wilton, ha ribadito: "Il tono di divisione che ha recentemente dominato le nostre conversazioni deve cambiare e coloro che ricorrono alla retorica incendiaria devono assumersi la responsabilità di incitare alla crescente violenza nella nostra nazione", riferendosi unicamente a Trump. Per tutte le proteste di Black Lives Matter, da maggio a ottobre, con 19 morti, centinaia di feriti e danni miliardari, non sono mai state pronunciate parole così nette. Nota di BastaBugie: Benedetta Frigerio nell'articolo seguente dal titolo "Il Gop scarica Trump ma il vero golpe è della sinistra" spiega le conseguenze dell'assalto al Campidoglio del 6 gennaio. Ecco un estratto dall'articolo pubblicato su La Nuova Bussola Quotidiana il 12 gennaio 2021: Trump è stato accusato di essere colpevole di quanto avvenuto, di aver incitato alla violenza. Eppure ad entrare a Capitol Hill con le armi sono stati pochissimi individui legati al movimento Antifa (gli altri erano disarmati) mentre i poliziotti schierati di fronte all'edificio erano una manciata contro centinaia di migliaia di manifestanti a cui hanno aperto la strada spostando le transenne, con una donna disarmata uccisa fuori dal Congresso da un agente che ha sparato a caso sulla folla producendo il martire-vittima delle proteste (guarda a caso questa volta la colpa non è stata data alla polizia). Si può dire che Trump abbia causato tutto questo, quando in passato ha condannato anche l'estremismo di destra ("ripugnante") e per mesi ha richiamato all'ordine condannando chi metteva a ferro e fuoco Washington e altre città, spaccando edifici, chiese, vetrine, macchine e ferendo altre persone? Trump è stato colto di sorpresa da un apparato statale ("deep state") che ha denunciato ripetutamente e che sa essere in maggioranza contrario alla sua presidenza. Il golpe è stato evidentemente della sinistra che, cercando da subito di eliminarlo illegalmente e in maniera sporca per poi legittimare per mesi proteste violente chiamandole pacifiche, ora ha fatto di Trump un leader di milioni di terroristi, giustificando così la recente censura sui media (Trump è stato cacciato da Twitter e Facebook mentre Parler è stato cancellato dai server di Apple, Google e Amazon).]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/42925382</guid><pubDate>Thu, 14 Jan 2021 00:21:59 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/42925382/tutti_contro_trump_ma_gli_elettori_sono_ancora_l.mp3" length="12649533" type="audio/mpeg"/><itunes:author>BastaBugie</itunes:author><itunes:subtitle>TESTO DELL'ARTICOLO ➜http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6432&#13;
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TUTTI CONTRO TRUMP, MA GLI ELETTORI SONO ANCORA CON LUI&#13;
Trump è accusato di essere colpevole per i disordini del 6 gennaio a Washington ed è stato cancellato da Twitter e...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜<a href="http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6432" rel="noopener">http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6432</a><br /><br />TUTTI CONTRO TRUMP, MA GLI ELETTORI SONO ANCORA CON LUI<br />Trump è accusato di essere colpevole per i disordini del 6 gennaio a Washington ed è stato cancellato da Twitter e Facebook (VIDEO: L'assalto al Campidoglio)<br />di Stefano Magni<br />Il Congresso ha certificato l'elezione di Joe Biden a presidente degli Stati Uniti. Si insedierà ufficialmente il 20 gennaio. Chuck Schumer, capogruppo democratico in Senato, ha però chiesto al vicepresidente in carica, Mike Pence, di attivare il 25mo emendamento che prevede la destituzione del presidente in carica. Altrimenti Nancy Pelosi, speaker della Camera, minaccia di attivare una procedura di impeachment. I Democratici non vogliono permettere a Trump di essere in carica nella sua ultima decade da presidente e soprattutto non intendono accettare che sia lui a gestire la transizione dalla vecchia alla nuova amministrazione. La causa immediata di tanta fretta nel compiere l'ultimo dei molteplici tentativi di rimuovere Trump dalla presidenza è la manifestazione dei pro-Trump del 6 gennaio, sfociata nella loro irruzione nel Campidoglio. Tuttavia, la causa reale è certamente più profonda e meno poetica: i rapporti di forza sono cambiati profondamente. Dopo la vittoria di entrambi i seggi del Senato in Georgia, i Democratici entreranno in possesso di Casa Bianca, Camera e Senato a partire dal 20 gennaio. Hanno la possibilità di esercitare il loro potere senza freni o contrappesi. Sanno però che 74 milioni di americani hanno votato per Donald Trump, un record per qualunque presidente che ha perso le elezioni. Sanno anche che la maggioranza schiacciante di quei 74 milioni è convinta che le elezioni sono state rubate da Joe Biden. In una dinamica democratica non basta dire che "non ci sono le prove", sguinzagliando i fact checkers sui social network o ricordando che nessun tribunale ha accolto le istanze degli avvocati di Trump. Biden, semplicemente, sa di essere il presidente di metà nazione. Non è solo la modalità assolutamente atipica in cui si sono svolte le elezioni di novembre (metà dei voti erano postali) e neppure unicamente il sospetto di brogli a renderlo illegittimo agli occhi di tanti americani. È anche il contesto che crea evidenti problemi di legittimità. Gli americani non sono ancora usciti da un periodo di pandemia in cui, in tutti gli Stati governati dai Democratici, sono stati imposti regimi di lockdown anche molto rigidi e duraturi, che hanno provocato un'ondata di disoccupazione (poi rapidamente assorbita dalla crescita economica). Biden ritiene che questa sia la strategia giusta. Di fronte alle difficoltà economiche di una classe di piccoli e medi imprenditori che hanno dovuto chiudere i battenti, i Democratici sono finanziati da aziende molto più grandi, come le Big Tech (Amazon, Google, Facebook, Twitter) che hanno solo guadagnato nella crisi. Nell'ondata di violenze scatenate da Black Lives Matter, con danni stimati sui 2 miliardi di dollari, a pagare è sempre stata la classe dei piccoli e medi imprenditori, negozianti, commercianti, ristoratori, che hanno subito il peggio dei saccheggi e delle devastazioni. Al contrario, l'elettorato del Partito Democratico, prevalente fra dipendenti statali, dipendenti di grandi aziende, mondo dello sport, dello spettacolo e della cultura, ha potuto solidarizzare con le proteste stando ben al riparo. Sensibile al Green New Deal, Biden promette di abbandonare il petrolio, su cui hanno sempre vissuto Stati interi come il Texas. Mai come in questa amministrazione l'America sarà più divisa: gli interessi della parte che ha votato Biden cozzano frontalmente con quelli di chi ha votato Trump. Tutta la retorica sin qui seguita dal neo-eletto presidente, da novembre fino a ieri, era non a caso improntata sulla riconciliazione e l'unità nazionale. "Curare" l'America dalle...]]></itunes:summary><itunes:duration>791</itunes:duration><itunes:keywords>cancellato,disordini,trump</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/686aacb717bb91e566a37732484df253.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Cosa è successo davvero il 6 gennaio a Washington</title><link>https://www.spreaker.com/episode/cosa-e-successo-davvero-il-6-gennaio-a-washington--42925292</link><description><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜<a href="http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6433" rel="noopener">http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6433</a><br /><br />COSA E' SUCCESSO DAVVERO IL 6 GENNAIO A WASHINGTON<br />Mentre i BLM hanno causato nei mesi 19 morti e danni miliardari (ma per i media erano ''manifestazioni pacifiche''), a Capitol Hill è stata uccisa una sostenitrice di Trump disarmata, una veterana dell'Esercito (VIDEO: Un addetto alla sicurezza spara alla manifestante)<br />di Aldo Maria Valli<br />Mercoledì, mentre guardavo in diretta le immagini della presa di Capitol Hill da parte di un manipolo di sedicenti sostenitori di Trump, mi son fatto venire un braccio rosso a furia di pizzicotti. Volevo capire: ero sveglio o stavo sognando? La sensazione di irrealtà è stata fortissima.<br />A Washington, capitale della potenza militare planetaria, a difesa del Campidoglio e dei membri del Congresso c'erano agenti che sembravano usciti direttamente da Scuola di polizia, il film umoristico sui poliziotti imbranati. Senza neanche tentare di fare qualche timida resistenza, questi difensori delle istituzioni democratiche hanno spostato le transenne lasciando entrare i manifestanti nell'area del Campidoglio. Mancava solo che dicessero: "Prego, accomodatevi".<br />Sui giornali italiani ho letto che i manifestanti hanno "fatto irruzione" e "preso d'assalto" il Campidoglio. Meglio sarebbe dire che sono stati fatti accomodare. Anche quando gli assalitori si sono arrampicati sui muri esterni dell'edificio (e non ce n'era alcun bisogno, visto che le porte erano aperte) e poi sono penetrati all'interno, i prodi difensori hanno brillato per la loro arrendevolezza.<br />Direte: ma un agente ha sparato e ha ucciso una donna. Certo, ma è sembrato più un incidente di percorso all'interno di una strategia che era di ben diverso tipo. Oppure una terribile pennellata per rendere un poco più realistico il quadro.<br />Direte: ma gli agenti si sono comportati così per evitare un bagno di sangue. Al che replico: ma ci rendiamo conto di che cosa stiamo parlando? Stiamo parlando della capitale degli Usa. Stiamo parlando del Campidoglio, del Congresso. Eppure, nel cielo di Washington non c'era nemmeno un elicottero. Sì, il Pentagono a un certo punto ha mobilitato la Guardia nazionale, ma i soldati sono rimasti per lo più passivi. E, lo ripeto, tutto questo nel cuore istituzionale e politico degli Stati Uniti, non in qualche sperduta contea di periferia.<br />Sappiamo benissimo che gli Usa, quando vogliono, sono in grado di impiegare apparati di sicurezza e repressione da far invidia ai film di fantascienza, eppure il 6 gennaio hanno affrontato i sedicenti trumpiani invasori con una delicatezza da educande. E alcuni agenti all'interno del Campidoglio si sono lasciati fare i selfie con gli invasori!<br />Ben Domenech, che ha lavorato al Campidoglio, su The Federalist scrive che lì le guardie non sono abituate a fare la faccia dura, perché il palazzo è generalmente aperto al pubblico. Inoltre, la sindaca di Washington, Muriel Bowser, non ha voluto in città forze dell'ordine extra, sostenendo che non ce n'era bisogno e che avrebbero solo fatto confusione.<br />Va bene. Ma si è complottisti se si afferma che la signora Bowser, del Partito Democratico, attiva sostenitrice del movimento Black Lives Matter (tanto da far ribattezzare un tratto della 16th Street NW, proprio di fronte alla Casa Bianca, Black Lives Matter Plaza e ordinare di dipingere un murale che ricopre l'intera via) probabilmente non è troppo dispiaciuta del fatto che sedicenti trumpiani abbiano dato una così pessima prova assaltando il Campidoglio?<br />E che dire delle immagini privilegiate dalla stampa? Tra tutti i manifestanti che sono entrati in Campidoglio, i media mainstream hanno naturalmente puntato sull'uomo mezzo nudo con le corna da vichingo e sul barbuto estremista di destra arrivato da Philadelphia. Due personaggi folcloristici certamente non rappresentativi delle centinaia di migliaia di manifestanti.<br />Cercando su internet si vede che questa persona con le corna, Jake Angeli, è un attore già comparso in manifestazioni Antifa e che si è fatto fotografare assieme a Michiel Vos, marito della figlia di Nancy Pelosi. Un figurante, come molti altri segnalati dagli stessi sostenitori di Trump sin dall'inizio della manifestazione.<br />Ci sono anche video in cui si vedono gli occupanti farsi dei selfie con il servizio di sicurezza del Campidoglio<br />Insomma, ci siano capiti. L'impressione è che la giornata abbia avuto qualche regista occulto, impegnato a mettere in scena un copione sul quale c'era scritto: lasciare agire o anche favorire i più scalmanati e i meno presentabili, in modo che davanti agli occhi del mondo si screditino con le loro stesse mani e poi i democratici abbiano buon gioco nel recitare la parte dei difensori della democrazia.<br />D'altra parte, se dopo tutto ciò che è successo ci si spone la classica domanda, cui prodest?, è evidente che a trarne vantaggio non è stato certamente Trump né i suoi sostenitori.<br />Molti commentatori in queste ore stanno parlando di immagini drammatiche. A me francamente è sembrata più una pochade, una commedia farsesca. In cui, a differenza delle manifestazioni tutt'altro che pacifiche dei Black Lives Matter, si può uccidere impunemente una donna disarmata, una veterana dell'Esercito. E per lei certamente nessuno si inginocchierà.<br /> <br />Titolo originale: La farsa di Washington<br />Fonte: Duc in altum, 8 gennaio 2021<br />Pubblicato su BastaBugie n. 699]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/42925292</guid><pubDate>Thu, 14 Jan 2021 00:14:10 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/42925292/cosa_successo_davvero_il_6_gennaio_a_washington.mp3" length="6340021" type="audio/mpeg"/><itunes:author>BastaBugie</itunes:author><itunes:subtitle>TESTO DELL'ARTICOLO ➜http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6433&#13;
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COSA E' SUCCESSO DAVVERO IL 6 GENNAIO A WASHINGTON&#13;
Mentre i BLM hanno causato nei mesi 19 morti e danni miliardari (ma per i media erano ''manifestazioni pacifiche''), a Capitol...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜<a href="http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6433" rel="noopener">http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6433</a><br /><br />COSA E' SUCCESSO DAVVERO IL 6 GENNAIO A WASHINGTON<br />Mentre i BLM hanno causato nei mesi 19 morti e danni miliardari (ma per i media erano ''manifestazioni pacifiche''), a Capitol Hill è stata uccisa una sostenitrice di Trump disarmata, una veterana dell'Esercito (VIDEO: Un addetto alla sicurezza spara alla manifestante)<br />di Aldo Maria Valli<br />Mercoledì, mentre guardavo in diretta le immagini della presa di Capitol Hill da parte di un manipolo di sedicenti sostenitori di Trump, mi son fatto venire un braccio rosso a furia di pizzicotti. Volevo capire: ero sveglio o stavo sognando? La sensazione di irrealtà è stata fortissima.<br />A Washington, capitale della potenza militare planetaria, a difesa del Campidoglio e dei membri del Congresso c'erano agenti che sembravano usciti direttamente da Scuola di polizia, il film umoristico sui poliziotti imbranati. Senza neanche tentare di fare qualche timida resistenza, questi difensori delle istituzioni democratiche hanno spostato le transenne lasciando entrare i manifestanti nell'area del Campidoglio. Mancava solo che dicessero: "Prego, accomodatevi".<br />Sui giornali italiani ho letto che i manifestanti hanno "fatto irruzione" e "preso d'assalto" il Campidoglio. Meglio sarebbe dire che sono stati fatti accomodare. Anche quando gli assalitori si sono arrampicati sui muri esterni dell'edificio (e non ce n'era alcun bisogno, visto che le porte erano aperte) e poi sono penetrati all'interno, i prodi difensori hanno brillato per la loro arrendevolezza.<br />Direte: ma un agente ha sparato e ha ucciso una donna. Certo, ma è sembrato più un incidente di percorso all'interno di una strategia che era di ben diverso tipo. Oppure una terribile pennellata per rendere un poco più realistico il quadro.<br />Direte: ma gli agenti si sono comportati così per evitare un bagno di sangue. Al che replico: ma ci rendiamo conto di che cosa stiamo parlando? Stiamo parlando della capitale degli Usa. Stiamo parlando del Campidoglio, del Congresso. Eppure, nel cielo di Washington non c'era nemmeno un elicottero. Sì, il Pentagono a un certo punto ha mobilitato la Guardia nazionale, ma i soldati sono rimasti per lo più passivi. E, lo ripeto, tutto questo nel cuore istituzionale e politico degli Stati Uniti, non in qualche sperduta contea di periferia.<br />Sappiamo benissimo che gli Usa, quando vogliono, sono in grado di impiegare apparati di sicurezza e repressione da far invidia ai film di fantascienza, eppure il 6 gennaio hanno affrontato i sedicenti trumpiani invasori con una delicatezza da educande. E alcuni agenti all'interno del Campidoglio si sono lasciati fare i selfie con gli invasori!<br />Ben Domenech, che ha lavorato al Campidoglio, su The Federalist scrive che lì le guardie non sono abituate a fare la faccia dura, perché il palazzo è generalmente aperto al pubblico. Inoltre, la sindaca di Washington, Muriel Bowser, non ha voluto in città forze dell'ordine extra, sostenendo che non ce n'era bisogno e che avrebbero solo fatto confusione.<br />Va bene. Ma si è complottisti se si afferma che la signora Bowser, del Partito Democratico, attiva sostenitrice del movimento Black Lives Matter (tanto da far ribattezzare un tratto della 16th Street NW, proprio di fronte alla Casa Bianca, Black Lives Matter Plaza e ordinare di dipingere un murale che ricopre l'intera via) probabilmente non è troppo dispiaciuta del fatto che sedicenti trumpiani abbiano dato una così pessima prova assaltando il Campidoglio?<br />E che dire delle immagini privilegiate dalla stampa? Tra tutti i manifestanti che sono entrati in Campidoglio, i media mainstream hanno naturalmente puntato sull'uomo mezzo nudo con le corna da vichingo e sul barbuto estremista di destra arrivato da Philadelphia. 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Essendo questa la situazione, cosa ci si può' aspettare dai prossimi quattro anni, o almeno fino alle elezioni di medio termine fra due anni? Durante il dibattito pre-elettorale del 22 ottobre scorso, Biden aveva preventivato un "inverno buio". Lui intendeva riferirsi al Covid, ma l'immagine, estesa oltre l'orizzonte dell'inverno, calza perfettamente con quanto ci si può attendere dai quattro anni della sua amministrazione: sarà buio pesto su tutta la linea. E non è questa una forma di prevenzione nei suoi confronti, ma un giudizio fondato su quanto preannunciato dagli stessi Democratici e sintetizzato nella chiamata alle armi urlata dal prossimo capo di maggioranza al Senato, Chuck Schumer (abbastanza minaccioso dietro la mascherina), "adesso conquistiamo la Georgia, e poi cambiamo l'America!".<br /><br />ALLORA, COME CAMBIERÀ L'AMERICA?<br />Alcuni mutamenti sembrano essere certi. I primi a farne le spese, come sempre succede con una nuova amministrazione Democratica, saranno le vittime innocenti dell'aborto, dato che le persone ancora nel ventre delle loro madri non possono difendersi da sole. Planned Parenthood, la principale congrega abortista e grande finanziatrice dei Democratici, ha da tempo stillato un piano articolato di misure, assieme ad altre associazioni della sua risma. Tanto per non perdere tempo, il giorno stesso del suo insediamento si prevede che Biden porrà fine alle restrizioni domestiche al finanziamento dell'aborto e revocherà, sempre con ordine esecutivo, l'ugualmente odiata (dagli abortisti) "politica di Città del Messico", promuovendo così il crimine di aborto anche all'estero. Nel frattempo, per non permettere che la persecuzione religiosa resti indietro rispetto all'aborto, il "cattolico" Biden ha già nominato quale suo ministro della sanità l'altrettanto "cattolico" californiano Xavier Becerra, le cui credenziali, accolte entusiasticamente da Planned Parenthood ("Questa scelta è incredibilmente eccitante per noi!"), sono solidissime per continuare la guerra contro le Piccole Sorelle dei Poveri, già iniziata al tempo della presidenza Obama, volta ad imporre loro contraccezione ed aborto nelle assicurazioni dei loro dipendenti. (La Corte Suprema aveva già deliberato a favore delle Piccole Sorelle, ma gli zeloti della persecuzione religiosa non desistono).<br /><br />QUALI PROSPETTIVE?<br />Quanto alle prospettive, non certe, ma probabili (dato che molto dipenderà dalle lotte intestine fra Democratici), c'è il declino economico degli Stati Uniti, che adesso verranno sempre più affogati da nuovo indebitamento, carrozzoni burocratici, e regolamenti su regolamenti. Fu Churchill a dire, in un suo discorso alla Camera inglese del 22 ottobre 1945, che "il vizio intrinseco del capitalismo è la distribuzione diseguale dei benefici, mentre la virtu' intrinseca del socialismo è la distribuzione eguale della miseria".<br />C'è anche da attendersi una ripresa in grande stile di quella forma moderna di schiavitù che è l'immigrazione illegale (con tanto di bande criminali), anche perché i Democratici hanno bisogno quanto prima di nuovi voti, mentre i loro finanziatori hanno bisogno di manodopera a basso costo.<br />Infine, fra le calamità possibili (quindi non necessariamente probabili, ma la distinzione è accademica, essendo i Democratici decisi comunque ad occupare stabilmente tutto il potere), ci sono l'abolizione del filibustering (alterando così le procedure parlamentari per spazzar via ogni eventuale ostacolo posto dai Repubblicani), l'elevazione del Distretto di Columbia e di Porto Rico a stati (così da regalare ai Democratici quattro senatori sicuri in più), e l'incremento del numero dei giudici alla Corte Suprema (fino ad ottenere un'inossidabile maggioranza progressista).<br /><br />L'ATTACCO A TRUMP<br />Intanto, l'attacco pretestuoso e senza quartiere a Trump da parte dei Democratici non conosce tregua, in barba ad ogni retorica di riconciliazione. In quest'attacco, c'è senza dubbio il tentativo di liberarsi una volta per tutte di un avversario popolarissimo, ed assai scomodo per loro, tramite l'ennesimo impeachment patetico, anzi, vergognoso, in quanto mira a sopprimere proprio la libertà di opinione, espressione ed associazione di chi osi opporsi al regime dei Democratici (come hanno fatto le pacifiche famiglie di sostenitori di Trump alla grande manifestazione del 6 gennaio, ben distinta dai disordini del Campidoglio). Ma, assieme a questa ragione pratica, c'è anche una forma di ossessione che andrebbe psicanalizzata, in quanto la sua virulenza e persistenza sono del tutto inusitate. I conservatori si sono dovuti sorbire negli anni Clinton, Obama, ed altre tristi figure, ma non per questo hanno dato in continua escandescenza. L'auspicio, quindi, è che i Democratici si diano una calmata, per il bene della democrazia e della loro stessa anima, anche se il livore contro Trump e contro chiunque sia d'ostacolo alla marcia progressista sembra proprio l'unica cosa (di assai dubbio valore) che i Democratici abbiano da offrire al paese. Comunque sia, Nostra Signora di Guadalupe resta la Protettrice delle Americhe (ben più potente dei Democratici) ed il baluardo dei 75 milioni di americani che, votando per Trump, hanno dimostrato di credere ancora nel sogno americano.<br /><br />Nota di BastaBugie: ecco il link ad alcuni articoli pubblicati in passato su quanto ha dichiarato Biden e che adesso ha la possibilità di tradurre in realtà.<br /><br />L'AVVERSARIO DI TRUMP, L'ABORTISTA JOE BIDEN, E' INVOTABILE PER UN CATTOLICO<br />Il candidato del Partito Democratico alla Casa Bianca è a favore dell'aborto fino al 9° mese e dell'ideologia Lgbt in ogni ambito, incluso quello scolastico, al contrario di Trump che all'Onu ha rimproverato che...<br />di Luca Volontè<br /><a href="http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6235" rel="noopener">http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6235</a><br /><br />KAMALA HARRIS, LA VICE DI BIDEN, E' ABORTISTA, NEMICA DELLA FAMIGLIA E ANTICRISTIANA<br />Invece grazie a Trump sono state elette 17 donne prolife senza compromessi alla Camera (molte hanno ribaltato i seggi occupati dai Democratici puntando sulla loro contrarietà assoluta all'aborto e al socialismo)<br />di Giuliano Guzzo<br /><a href="http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6356" rel="noopener">http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6356</a><br /><br />SE SCONFIGGERA' TRUMP, BIDEN SOSTERRA' IL ''DIRITTO'' DEI BAMBINI A CAMBIARE SESSO<br />Joe Biden, sempre pronto a proclamarsi cattolico a parole, tradisce la propria fede promuovendo aborto ed Lgbt (motivo per cui gli è stata negata la Comunione)<br />di Mauro Faverzani<br /><a href="http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6338" rel="noopener">http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6338</a><br /><br />BIDEN CONTRO TRUMP: I DEMOCRATICI VOGLIONO CAMBIARE LE REGOLE PER VINCERE ANCHE SE PERDONO<br />Vista l'inedita maggioranza alla Corte Suprema grazie alle tre nomine prolife di Trump, nel caso di vittoria, Biden aumenterà da 9 a 15 i membri per riprenderne saldamente il controllo<br />di Stefano Magni<br /><a href="http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6317" rel="noopener">http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6317</a><br /> <br />Titolo originale: C'era una volta l'America?<br />Fonte: Corrispondenza Romana, 13 gennaio 2021<br />Pubblicato su BastaBugie n. 699]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/42925227</guid><pubDate>Thu, 14 Jan 2021 00:06:25 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/42925227/il_programma_di_biden_per_l_america_e_il_mondo.mp3" length="6861217" type="audio/mpeg"/><itunes:author>BastaBugie</itunes:author><itunes:subtitle>TESTO DELL'ARTICOLO ➜http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6434&#13;
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Essendo questa la situazione, cosa ci si può' aspettare dai prossimi quattro anni, o almeno fino alle elezioni di medio termine fra due anni? Durante il dibattito pre-elettorale del 22 ottobre scorso, Biden aveva preventivato un "inverno buio". Lui intendeva riferirsi al Covid, ma l'immagine, estesa oltre l'orizzonte dell'inverno, calza perfettamente con quanto ci si può attendere dai quattro anni della sua amministrazione: sarà buio pesto su tutta la linea. E non è questa una forma di prevenzione nei suoi confronti, ma un giudizio fondato su quanto preannunciato dagli stessi Democratici e sintetizzato nella chiamata alle armi urlata dal prossimo capo di maggioranza al Senato, Chuck Schumer (abbastanza minaccioso dietro la mascherina), "adesso conquistiamo la Georgia, e poi cambiamo l'America!".<br /><br />ALLORA, COME CAMBIERÀ L'AMERICA?<br />Alcuni mutamenti sembrano essere certi. I primi a farne le spese, come sempre succede con una nuova amministrazione Democratica, saranno le vittime innocenti dell'aborto, dato che le persone ancora nel ventre delle loro madri non possono difendersi da sole. Planned Parenthood, la principale congrega abortista e grande finanziatrice dei Democratici, ha da tempo stillato un piano articolato di misure, assieme ad altre associazioni della sua risma. Tanto per non perdere tempo, il giorno stesso del suo insediamento si prevede che Biden porrà fine alle restrizioni domestiche al finanziamento dell'aborto e revocherà, sempre con ordine esecutivo, l'ugualmente odiata (dagli abortisti) "politica di Città del Messico", promuovendo così il crimine di aborto anche all'estero. Nel frattempo, per non permettere che la persecuzione religiosa resti indietro rispetto all'aborto, il "cattolico" Biden ha già nominato quale suo ministro della sanità l'altrettanto "cattolico" californiano Xavier Becerra, le cui credenziali, accolte entusiasticamente da Planned Parenthood ("Questa scelta è incredibilmente eccitante per noi!"), sono solidissime per continuare la guerra contro le Piccole Sorelle dei Poveri, già iniziata al tempo della presidenza Obama, volta ad imporre loro contraccezione ed aborto nelle assicurazioni dei loro dipendenti. (La Corte Suprema aveva già deliberato a favore delle Piccole Sorelle, ma gli zeloti della persecuzione religiosa non desistono).<br /><br />QUALI PROSPETTIVE?<br />Quanto alle prospettive, non certe, ma probabili (dato che molto dipenderà dalle lotte intestine fra Democratici), c'è il declino economico degli Stati Uniti, che adesso verranno sempre più affogati da nuovo indebitamento, carrozzoni burocratici, e regolamenti su regolamenti. Fu Churchill a dire, in un suo discorso alla Camera inglese del 22 ottobre 1945, che "il vizio intrinseco del capitalismo è la distribuzione diseguale dei benefici, mentre la virtu' intrinseca del socialismo è la distribuzione eguale della miseria".<br />C'è anche da attendersi una ripresa in grande stile di quella forma moderna di schiavitù che è l'immigrazione illegale (con tanto di bande criminali), anche perché i Democratici hanno bisogno quanto prima di nuovi voti, mentre i loro finanziatori hanno bisogno di manodopera a basso costo.<br />Infine, fra le calamità possibili (quindi non necessariamente probabili, ma la...]]></itunes:summary><itunes:duration>429</itunes:duration><itunes:keywords>america,biden,programma</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/459c9c7b912578f82df1806e7c80fe80.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Trump omaggia San Tommaso Becket e...scrive la storia</title><link>https://www.spreaker.com/episode/trump-omaggia-san-tommaso-becket-e-scrive-la-storia--42765868</link><description><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜<a href="http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6427" rel="noopener">http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6427</a><br /><br />TRUMP OMAGGIA SAN TOMMASO BECKET E... SCRIVE LA STORIA<br />Nell'850° anniversario del martire cattolico che si rifiutò di piegare la Chiesa ai voleri di re Enrico II Plantageneto, Trump lo ricorda come origine della libertà (VIDEO: Cosa c'è dietro alle elezioni americane 2020)<br />di Marco Respinti<br />Il 29 dicembre è caduto l'850° anniversario del martirio del primate cattolico d'Inghilterra san Tommaso Becket (1118-1170), ucciso per essersi opposto al tentativo di re Enrico II Plantageneto (1133-1189) di piegare la Chiesa allo Stato. Un evento importantissimo, ma che d'acchito ha ben poco a che fare con un Paese "protestante" come gli Stati Uniti d'America e soprattutto con la Casa Bianca.<br />Apparentemente. Di quell'anniversario, infatti, il presidente protestante Donald J. Trump ha fatto un proclama al Paese e al mondo. Perché, san Becket, ha scritto Trump ufficialmente il 28 dalla Casa Bianca, ha anticipato la madre di tutte le libertà politiche, ovvero la Magna Carta Libertatum del 1215 (che anche per gli Stati Uniti resta un "vincolo" culturale fortissimo), tanto quanto la libertà religiosa come primo diritto politico dei cittadini statunitensi, sancita dal Primo emendamento (1791) alla Costituzione federale del 1789.<br />Già questo incipit, in cui brillano per assenza i richiami a illuminismi e dichiarazioni universali, è spumeggiante. Il presidente del Paese più importante e influente del mondo in sostanza dice che tutto il costituzionalismo anglo-americano, faro di democrazia autentica (perché alternativa al modello illuministico-giacobino), trova ratio in quella libertà religiosa la cui fonte è il martirio di un santo cattolico.<br />E se spumeggiante è l'abbrivio, il prosieguo è stupefacente. Trump narra infatti la vita di san Becket come critica all'arroganza con cui il potere cerca di azzannare la no-flight zone garantita all'uomo e alla società dalla Chiesa. Con parole non troppo sorprendenti se venissero da un Pontefice, ma clamorose dalla bocca di un capo di Stato, persino protestante, Trump s'identifica nel pensiero di Tommaso: «Dio è il governante supremo, superiore ai re», «si deve obbedire a Dio piuttosto che agli uomini».<br />Fu così, rievoca Trump, che «i cavalieri del re risposero, cavalcando fino alla cattedrale di Canterbury per consegnare a Tommaso Becket l'ultimatum: cedi alle richieste del sovrano oppure morirai». E, solenne, quasi scandendo le parole con la penna, continua il presidente degli Stati Uniti: «La replica di Tommaso riecheggia in tutto il mondo e lungo tutte le epoche. Le sue ultime parole su questa Terra furono: "Per il nome di Gesù e a protezione della Chiesa sono pronto ad abbracciare la morte". Avvolto nei paramenti sacri, Tommaso venne abbattuto là dove ancora si trovava, dentro le mura della sua stessa chiesa». T.S. Eliot (1888-1965) ha cristallizzato queste scene nel meraviglioso Assassinio nella cattedrale (1935).<br /><br />TOMMASO BECKET HA MUTATO IL CORSO DELLA STORIA<br />Secondo Trump «il martirio di Tommaso Becket ha mutato il corso della storia». È da lì che nascono il governo temperato e i ceppi allo Stato che le costituzioni sono scritte per attuare. Di più. Il superamento delle "guerre di religione" e dei "nazionalismi religiosi" con cui gli Stati-nazione hanno inaugurato la modernità politica (e fatto guerra al Sacro Romano Impero) è già tutto inscritto nel martiro di un arcivescovo medioevale. Come se il conflitto centrale nella modernità fosse già risolto all'origine, come se non nella fuga secolarista in avanti, bensì nella vera fede di sempre fosse la chiave anche dell'oggi.<br />Il presidente Trump si assume evidentemente la responsabilità, culturale e politica, di affermare che lo strumento sia la libertà religiosa garantita nel Nuovo Mondo attraverso la Costituzione statunitense, ma l'affermazione del presidente del Paese più importante e influente del mondo secondo cui la soluzione del conflitto Stato-Chiesa è il ritorno alla "sovranità medioevale" di Dio è una notizia che in un mondo minimamente normale avrebbe bucato i teleschermi. Del resto così Trump si accoda a quella ricca schiera di ermeneuti conservatori delle istituzioni statunitensi che non hanno mai inteso la libertà religiosa come il diritto relativistico all'errore, bensì come il diritto cristiano alla verità per tutti.<br />La morte di san Becket, sentenzia ancora Trump, ricorda a tutti i cittadini americani come la loro libertà religiosa non sia «né un mero lusso né un accidente storico, bensì un elemento essenziale della nostra libertà» stessa, «il nostro tesoro inestimabile e il nostro retaggio», una libertà «acquistata a prezzo del sangue di martiri». Gli americani, spiega la Casa Bianca, hanno cioè la propria ragion d'essere nella massima «ribellarsi ai tiranni è obbedire a Dio», e questo è lo stesso principio evocato il 6 giugno 2017 in piazza Krasiński a Varsavia, allorché Trump ricordò che «la gente negli Stati Uniti e la gente nel mondo ancora grida: "Noi vogliamo Dio"».<br /><br />TRUMP HA SCRITTO LA STORIA<br />È questa, glossa il presidente, la spiegazione del perché gli Stati Uniti si oppongano ai meccanismi sovranazionali che «attaccano la sovranità di quei Paesi che vogliono proteggere la vita innocente in base a quel medesimo credo nutrito dagli Stati Uniti e da altri secondo cui ogni bambino - nato o non ancora nato - è dono sacro di Dio», e pongano la libertà religiosa come «[...] pilastro centrale della [propria] diplomazia».<br />Dopo avere ricordato nella preghiera le testimonianze del cardinal Joseph Zen di Hong Kong e del pastore Wang Yi di Chengdu, Trump sottolinea infine che «il dispotismo e l'omicidio che sconvolsero la coscienza del Medioevo non dovranno essere mai più consentiti», giacché «una società senza religione non può prosperare» e «un Paese senza fede non può durare». Infatti «giustizia, bontà e pace non possono prevalere senza la grazia di Dio».<br />Per tutto questo Trump ha ordinato che la memoria di san Tommaso Becket fosse, il 29, osservata pubblicamente nei modi appropriati. Ma che senso ha questo, con le mille cose di cui il presidente uscente si deve occupare, con tutti i problemi cui deve badare, con una transizione ancora in alto mare e con elezioni (al Senato) ancora aperte?<br />Mentre il mondo nemmeno se ne accorgeva, mentre le tivù ne ritrasmettevano ancora gaffe e smorfie, mentre di lui ci si ostina a voler conoscere sempre e solo il volto carnevalesco, Trump ha scritto la storia. Ci vorranno libri interi per spiegare adeguatamente il senso di tutto questo, tanto è ricca l'iniziativa di tornare a collegare l'altra faccia non ideocratica del moderno nientemeno che alla fede cattolica del Medioevo. Per oggi ci resta un Trump stupor mundi che fa quello che nessun altro ha il coraggio di fare, men che meno chi gli succederà, il "cattolico" Joe Biden.<br /><br />Nota di BastaBugie: per approfondire la storia di San Tommaso Becket puoi leggerla sotto al video.<br />Nel seguente video (durata: 18 minuti) dal titolo "Cosa c'è dietro alle elezioni americane 2020" si può vedere un reportage dettagliato su tutto ciò che ha condizionato pesantemente il duello Trump-Biden.<br /><br /><br /><a href="https://www.youtube.com/watch?v=K9UvuIeQWFg" rel="noopener">https://www.youtube.com/watch?v=K9UvuIeQWFg</a><br /><br />VITA DI SAN TOMMASO BECKET<br />Ermes Dovico nell'articolo seguente dal titolo "San Tommaso Becket" ne racconta la vita fino al momento culminante del martirio per difendere la libertà della Chiesa, senza cedere a compromessi con il potere.<br />Ecco l'articolo completo pubblicato su La Nuova Bussola Quotidiana il 29 dicembre 2020:<br />Per buona parte della sua vita era stato un uomo di mondo. Ma quando Dio lo chiamò a essere pastore di anime, san Tommaso Becket (c. 1119-1170) si batté fino al martirio per difendere la libertà della Chiesa, senza cedere a compromessi con il potere.<br />Nacque a Londra da genitori originari della Normandia. Si formò studiando le discipline del trivio e del quadrivio. L'arcivescovo di Canterbury Teobaldo di Bec gli affidò importanti missioni a Roma, gli fece studiare diritto canonico a Bologna e Auxerre e alcuni anni dopo, nel 1154, lo nominò arcidiacono di Canterbury. Vista l'efficienza del suo collaboratore, Teobaldo lo consigliò a Enrico II per il posto vacante di lord cancelliere, incarico che Tommaso ottenne nel gennaio 1155.<br />Da cancelliere assecondò l'opera di riforma del sovrano, che era volta a ristabilire l'autorità monarchica (indebolita dal predecessore di Enrico II) limitando l'indipendenza dei proprietari terrieri. Da braccio destro del re, Tommaso si attirò anche le critiche di religiosi e fu accusato di trascurare i suoi doveri di arcidiacono. Alla morte di Teobaldo, per Enrico II fu naturale proporre Tommaso come nuovo arcivescovo di Canterbury, nella convinzione di continuare ad avere un sostegno alla propria politica. Ma il futuro santo stava già cambiando e avvertì il sovrano: «Se Dio mi permettesse di essere arcivescovo di Canterbury, perderei la benevolenza di vostra maestà e l'affetto di cui mi onorate si trasformerebbe in odio, giacché diverse vostre azioni volte a pregiudicare i diritti della Chiesa mi fanno temere che un giorno potreste chiedermi qualcosa che non potrei accettare». Alla fine, solo l'intervento del nunzio apostolico convinse Tommaso a divenire arcivescovo. Fu consacrato il 3 giugno 1162.<br />Il cambiamento fu totale. La frugalità nei pasti, la preghiera, la lettura della Bibbia, la carità a poveri e ammalati accompagnarono le sue giornate. Presto emerse lo scontro che aveva predetto. Enrico II cercò di influenzare altri vescovi inglesi e propose l'approvazione di alcuni diritti reali che avrebbero limitato la libertà della Chiesa, i cui membri furono invitati a giurare di obbedire ai «costumi del reame». Dopo un tira e molla che si protrasse per mesi si arrivò alle Costituzioni di Clarendon, con le quali il re estendeva la sua giurisdizione all'ambito ecclesiastico e pretendeva di dover dare la sua approvazione alle nomine più importanti nella Chiesa. Tommaso,]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/42765868</guid><pubDate>Sun, 03 Jan 2021 02:07:48 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/42765868/trump_omaggia_san_tommaso_becket_e_scrive_la_storia.mp3" length="11893863" type="audio/mpeg"/><itunes:author>BastaBugie</itunes:author><itunes:subtitle>TESTO DELL'ARTICOLO ➜http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6427&#13;
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TRUMP OMAGGIA SAN TOMMASO BECKET E... SCRIVE LA STORIA&#13;
Nell'850° anniversario del martire cattolico che si rifiutò di piegare la Chiesa ai voleri di re Enrico II Plantageneto,...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜<a href="http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6427" rel="noopener">http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6427</a><br /><br />TRUMP OMAGGIA SAN TOMMASO BECKET E... SCRIVE LA STORIA<br />Nell'850° anniversario del martire cattolico che si rifiutò di piegare la Chiesa ai voleri di re Enrico II Plantageneto, Trump lo ricorda come origine della libertà (VIDEO: Cosa c'è dietro alle elezioni americane 2020)<br />di Marco Respinti<br />Il 29 dicembre è caduto l'850° anniversario del martirio del primate cattolico d'Inghilterra san Tommaso Becket (1118-1170), ucciso per essersi opposto al tentativo di re Enrico II Plantageneto (1133-1189) di piegare la Chiesa allo Stato. Un evento importantissimo, ma che d'acchito ha ben poco a che fare con un Paese "protestante" come gli Stati Uniti d'America e soprattutto con la Casa Bianca.<br />Apparentemente. Di quell'anniversario, infatti, il presidente protestante Donald J. Trump ha fatto un proclama al Paese e al mondo. Perché, san Becket, ha scritto Trump ufficialmente il 28 dalla Casa Bianca, ha anticipato la madre di tutte le libertà politiche, ovvero la Magna Carta Libertatum del 1215 (che anche per gli Stati Uniti resta un "vincolo" culturale fortissimo), tanto quanto la libertà religiosa come primo diritto politico dei cittadini statunitensi, sancita dal Primo emendamento (1791) alla Costituzione federale del 1789.<br />Già questo incipit, in cui brillano per assenza i richiami a illuminismi e dichiarazioni universali, è spumeggiante. Il presidente del Paese più importante e influente del mondo in sostanza dice che tutto il costituzionalismo anglo-americano, faro di democrazia autentica (perché alternativa al modello illuministico-giacobino), trova ratio in quella libertà religiosa la cui fonte è il martirio di un santo cattolico.<br />E se spumeggiante è l'abbrivio, il prosieguo è stupefacente. Trump narra infatti la vita di san Becket come critica all'arroganza con cui il potere cerca di azzannare la no-flight zone garantita all'uomo e alla società dalla Chiesa. Con parole non troppo sorprendenti se venissero da un Pontefice, ma clamorose dalla bocca di un capo di Stato, persino protestante, Trump s'identifica nel pensiero di Tommaso: «Dio è il governante supremo, superiore ai re», «si deve obbedire a Dio piuttosto che agli uomini».<br />Fu così, rievoca Trump, che «i cavalieri del re risposero, cavalcando fino alla cattedrale di Canterbury per consegnare a Tommaso Becket l'ultimatum: cedi alle richieste del sovrano oppure morirai». E, solenne, quasi scandendo le parole con la penna, continua il presidente degli Stati Uniti: «La replica di Tommaso riecheggia in tutto il mondo e lungo tutte le epoche. Le sue ultime parole su questa Terra furono: "Per il nome di Gesù e a protezione della Chiesa sono pronto ad abbracciare la morte". Avvolto nei paramenti sacri, Tommaso venne abbattuto là dove ancora si trovava, dentro le mura della sua stessa chiesa». T.S. Eliot (1888-1965) ha cristallizzato queste scene nel meraviglioso Assassinio nella cattedrale (1935).<br /><br />TOMMASO BECKET HA MUTATO IL CORSO DELLA STORIA<br />Secondo Trump «il martirio di Tommaso Becket ha mutato il corso della storia». È da lì che nascono il governo temperato e i ceppi allo Stato che le costituzioni sono scritte per attuare. Di più. Il superamento delle "guerre di religione" e dei "nazionalismi religiosi" con cui gli Stati-nazione hanno inaugurato la modernità politica (e fatto guerra al Sacro Romano Impero) è già tutto inscritto nel martiro di un arcivescovo medioevale. Come se il conflitto centrale nella modernità fosse già risolto all'origine, come se non nella fuga secolarista in avanti, bensì nella vera fede di sempre fosse la chiave anche dell'oggi.<br />Il presidente Trump si assume evidentemente la responsabilità, culturale e politica, di affermare che lo strumento sia la libertà religiosa garantita nel Nuovo Mondo attraverso la Costituzione statunitense, ma...]]></itunes:summary><itunes:duration>744</itunes:duration><itunes:keywords>becket,storia,tommaso</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/b47b5289c6b372d6de9575598c8dfe98.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Tutto quello che non dobbiamo dimenticare delle elezioni Americane 2020</title><link>https://www.spreaker.com/episode/tutto-quello-che-non-dobbiamo-dimenticare-delle-elezioni-americane-2020--42507742</link><description><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜<a href="http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6406" rel="noopener">http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6406</a><br /><br />TUTTO QUELLO CHE NON DOBBIAMO DIMENTICARE DELLE ELEZIONI AMERICANE 2020<br />di Francesco Agnoli<br />All'indomani delle elezioni americane, [...] si moltiplicano le accuse di brogli, con centinaia di testimonianze giurate; vengono fuori sempre nuove rivelazioni, volutamente nascoste dai media prima delle elezioni, sui probabili loschi traffici del figlio del candidato democratico, Hunter Biden; sono state pubblicate le conversazioni private del capo della CNN che rivelano l'intenzione del noto network di fornire un'informazione sempre faziosa e schierata pro Dem; si scopre ogni giorno di più il tentativo cinese di influenzare economia ed elezioni Usa anche attraverso spie; non piacciono a molti, neppure democratici, alcune nomine di Biden che fanno temere un ritorno degli Usa all'interventismo bellico pre Trump. [...]<br />Vediamo ora perché l'America è oggi dilaniata da una divisione inaudita, e perché moltissimi cittadini si sentono ancora una volta traditi dai media più forti e influenti.<br />Le elezioni americane di quest'anno rimarranno nella storia per la loro incredibile opacità. Vedremo quanto ciò potrà pesare sulla credibilità degli Usa nel mondo: si potrà ancora parlare di "esportazione della democrazia", da parte di un paese che appare così poco democratico? Forse sì, perché se la prima potenza al mondo vuole fare una guerra, può inventarsi qualsiasi giustificazione, come ha fatto per 30 anni, ma saranno sempre meno quelli che ci credono. Anche se i giornali scenderanno ancora una volta in campo, come nel passato, fantasticando di armi chimiche, antrace ecc...<br /><br />PARTIAMO DA UNA BREVE ANALISI DEL COMPORTAMENTO DEI MEDIA<br />The media is the virus: questa scritta campeggiava in questi giorni su molti cartelli sventolati da elettori di Trump. È vero?<br />Sembra impossibile smentirlo. Vediamo perché. Anzitutto la prima anomalia: è possibile che in un paese elettoralmente diviso a metà, quasi il 100 per cento dei giornali e delle tv stia dalla stessa parte?<br />Che quasi tutta l'informazione americana sia politicamente schierata è così evidente che già nel 2016 Giovanna Botteri si chiese, dopo l'elezione di Trump, come fosse possibile che il popolo avesse scelto lui, nonostante il fuoco di fila compatto dei media.<br />Ma cosa ha fatto l'informazione più tifosa e parziale della storia?<br />Anzitutto ha predicato per mesi, prima del 3 novembre, che Biden aveva già vinto: sondaggi su sondaggi per sostenere che aveva almeno 10 punti percentuali più di Trump. "Ma avete sbagliato alla grande nel 2016, dando per certa la vittoria della Clinton, non è che errate ancora?", diceva qualcuno. Risposta: "Sì, ma abbiamo aggiustato i calcoli, siamo stati più prudenti che mai! Questa volta siamo certi!".<br />Risultato? I dieci punti non esistono neppure lontanamente, anche ipotizzando che tutto sia stato regolare. Allora dobbiamo dire che i media sono incapaci, ma ciononostante onesti?<br />"Vero, non abbiamo il polso del paese, non abbiamo mai capito nulla di quello che stava succedendo, ma la stupidità non è una colpa, è inconsapevole, senza dolo".<br />Difficile credere a tanta incapacità. C'è troppa corrispondenza tra il prima e il dopo. Mattina del 4 novembre, i dati indicano un notevole vantaggio di Trump, e i media continuano a ripetere che le cose cambieranno. Da incapaci a profeti?<br />Evidentemente no: si è già deciso chi deve vincere, ed infatti CNN, AP ecc. si affrettano ad assegnare la vittoria a Biden molto prima che essa sia acclarata. Danno proiezioni sicure anche laddove la partita si gioca sul filo del rasoio. Hanno evidentemente una fretta terribile che la loro profezia si avveri, almeno mediaticamente. Devono ri-annunciare ciò che hanno già annunciato per mesi, anche se è già chiaro che Trump è andato fortissimo (prenderà 10 milioni in più del 2016). Lo scenario è ancora confuso? No, no, tutto chiaro: vincerà Biden!<br /><br />INTANTO IL FRONTE DI TRUMP APRE L'OFFENSIVA LEGALE<br />Nulla di nuovo, era già successo nel 2000 a parti invertite, con i democratici di Gore contro Bush. Ma sembra che in questo caso gli accertamenti della magistratura non abbiano nessun significato: i media si ritengono i certificatori del risultato e Facebook si affretta a sottoscrivere, sotto ogni post "trumpiano" o solo dubbioso, che Biden ha vinto e che "gli Usa hanno leggi, procedure e istituzioni che garantiscono l'integrità delle elezioni" e che "il voto per corrispondenza è storicamente affidabile negli Stati Uniti".<br />Un privato, schierato con Biden, in una piazza pubblica dove non dovrebbe esistere censura né partigianeria, garantisce dell'affidabilità delle elezioni appena avvenute: dovrebbe andare così? Trump sta violando le leggi e le procedure citate? No, il ricorso ai tribunali è legittimo, e allora perché il signor Facebook deve correre a certificare ciò che non è suo compito certificare? Ci sono i tribunali e le Corte Suprema: come mai questa ansia nei media pro Biden di dichiarare chiuso tutto prima del termine ultimo previsto per legge?<br />Il sospetto non può che sorgere, del tutto legittimo. Tanto più che il voto postale è sempre stato oggetto di critiche, anche quando era usato in proporzioni molto meno massicce; tanto più che nel 2018 fu la candidata democratica della Georgia, Staacey Abrams, ad accusare il suo avversario di brogli, contestando tra l'altro il voto elettronico, perché, come noto, alterabile...<br />Tanto più che qualcuno si chiede come mai Biden sia stato il presidente più votato (per posta) della storia, ben più di Obama, nonostante abbia fatto così tanta fatica a vincere le primarie del partito democratico, ed abbia sempre avuto così tanto successo con i media, ma così poco con le persone.<br />Guardiamo ai suoi comizi: sempre piuttosto deserti, a differenza di quelli del rivale. In un articolo di Repubblica del 30 ottobre 2020 si racconta dei meeting quasi contemporanei di Trump e Biden in Florida. Si dice che i sondaggi in quello stato danno i due avversari alla pari, con leggero vantaggio di Biden. Vincerà Trump. Si mostrano foto dei comizi: folla enorme per Trump, quattro gatti per Biden. Ma gli elettori di Biden, spiega il giornale, sono più bravi, stanno in macchina, con la mascherina, sono pochi pochi perché prudenti.<br />Sarà pur vero, ma come mia tanta prudenza nei fans di Biden anche quando il coronavirus non c'era? Biden ha sempre avuto pochissimo seguito, alle primarie democratiche di 33 anni fa come a quelle del 2020, dove ha vinto solo perché altri candidati si sono ritirati per non farlo perdere contro Sanders.<br /><br />BIDEN È DIVENTATO UN BENIAMINO DEL POPOLO NEGLI ULTIMI MESI?<br />Prendiamo ancora Facebook: Trump ha quasi 35 milioni di persone che lo seguono; Biden 6 milioni e seicentomila. Una differenza abissale. Prendiamo Twitter, che censura Trump, ma non ha mai fatto lo stesso con un candidato democratico: Trump 88,8M follewer, Biden 20M follower. Non c'è partita neppure qui.<br />Quanto a seguito popolare, dunque, Trump stravince nelle piazze e sui social; perde invece di gran lunga sui media ufficiali e quanto a finanziamenti ricevuti (la gran parte dei miliardari americani, compresi Bezos e Gates, sono contro di lui).<br />Ma in democrazia dovrebbero prevalere i soldi e il "quarto potere" (che con i soldi ha più di un legame), o il popolo?<br />Senza ora soffermarci su mille altre perplessità, vediamo qualche ultima considerazione.<br />I media ripetono che Biden è il presidente eletto, pur essendo ancora da definire molti passaggi. E urlano contro Trump che non concede.<br />Perché non ricordano - pasticcioni nei sondaggi, faziosi ed anche smemorati !- alcune cosette, che sarà bene rammentare, seppur brevemente, in ordine cronologico: che i democratici nel 2016 hanno risposto alla sconfitta con manifestazioni violente di piazza, accusando i russi di aver truccato le elezioni e cercando in tutti i modi di delegittimare il presidente eletto per 4 anni, provando anche l'impeachment; che Hillary Clinton, accusata all'interno del suo partito di aver truccato le primarie del 2016, il 20 agosto invitò ufficialmente Biden a non riconoscere un'eventuale vittoria di Trump, contando proprio sull'inaffidabilità del voto postale; che la speaker democratica della Camera, Nancy Pelosi, 3 giorni prima delle elezioni, ha affermato categoricamente che "Biden sarà presidente qualsiasi sia il risultato finale".<br />Non è che si è investito così tanto nel voto postale, pur conoscendone i limiti e l'inaffidabilità, proprio per potersene servire a proprio vantaggio? Chiederselo non è da complottisti, non farlo proprio è da creduloni.<br /><br />Nota di BastaBugie: Stefano Magni nell'articolo seguente dal titolo "La Corte Suprema respinge il Texas. Biden è presidente" spiega perché il Texas ha perso la causa in Corte Suprema. Non verrà ribaltato l'esito del voto di novembre. Quindi Biden è presidente<br />Ecco l'articolo completo pubblicato su La Nuova Bussola Quotidiana il 13 dicembre 2020:<br />Il Texas ha perso la causa in Corte Suprema: il massimo organo del potere giudiziario americano, con una breve ordinanza, ha decretato l'inammissibilità del ricorso presentato dallo Stato meridionale, contro sospette violazioni costituzionali degli Stati di Pennsylvania, Michigan, Wisconsin e Georgia. Quindi non verrà ribaltato l'esito del voto di novembre. Lunedì, 306 Grandi Elettori voteranno per Biden contro 232 per Trump. Joe Biden diverrà realmente il presidente eletto, non solo previsto e il 4 gennaio si attende la sua formalizzazione, con la certificazione del voto del Collegio Elettorale da parte del Congresso. E il 20 gennaio, si inaugurerà la sua amministrazione.<br />Come mai la Corte Suprema, che pure è a maggioranza conservatrice, ha respinto il ricorso del Texas? Quanti si aspettavano una Corte in cui i giudici supremi conservatori erano s]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/42507742</guid><pubDate>Tue, 15 Dec 2020 22:32:25 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/42507742/tutto_quello_che_non_dobbiamo_dimenticare_delle_elezioni_americane_2020.mp3" length="19155486" type="audio/mpeg"/><itunes:author>BastaBugie</itunes:author><itunes:subtitle>TESTO DELL'ARTICOLO ➜http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6406&#13;
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di Francesco Agnoli&#13;
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[...]<br />Vediamo ora perché l'America è oggi dilaniata da una divisione inaudita, e perché moltissimi cittadini si sentono ancora una volta traditi dai media più forti e influenti.<br />Le elezioni americane di quest'anno rimarranno nella storia per la loro incredibile opacità. Vedremo quanto ciò potrà pesare sulla credibilità degli Usa nel mondo: si potrà ancora parlare di "esportazione della democrazia", da parte di un paese che appare così poco democratico? Forse sì, perché se la prima potenza al mondo vuole fare una guerra, può inventarsi qualsiasi giustificazione, come ha fatto per 30 anni, ma saranno sempre meno quelli che ci credono. Anche se i giornali scenderanno ancora una volta in campo, come nel passato, fantasticando di armi chimiche, antrace ecc...<br /><br />PARTIAMO DA UNA BREVE ANALISI DEL COMPORTAMENTO DEI MEDIA<br />The media is the virus: questa scritta campeggiava in questi giorni su molti cartelli sventolati da elettori di Trump. È vero?<br />Sembra impossibile smentirlo. Vediamo perché. Anzitutto la prima anomalia: è possibile che in un paese elettoralmente diviso a metà, quasi il 100 per cento dei giornali e delle tv stia dalla stessa parte?<br />Che quasi tutta l'informazione americana sia politicamente schierata è così evidente che già nel 2016 Giovanna Botteri si chiese, dopo l'elezione di Trump, come fosse possibile che il popolo avesse scelto lui, nonostante il fuoco di fila compatto dei media.<br />Ma cosa ha fatto l'informazione più tifosa e parziale della storia?<br />Anzitutto ha predicato per mesi, prima del 3 novembre, che Biden aveva già vinto: sondaggi su sondaggi per sostenere che aveva almeno 10 punti percentuali più di Trump. "Ma avete sbagliato alla grande nel 2016, dando per certa la vittoria della Clinton, non è che errate ancora?", diceva qualcuno. Risposta: "Sì, ma abbiamo aggiustato i calcoli, siamo stati più prudenti che mai! Questa volta siamo certi!".<br />Risultato? I dieci punti non esistono neppure lontanamente, anche ipotizzando che tutto sia stato regolare. Allora dobbiamo dire che i media sono incapaci, ma ciononostante onesti?<br />"Vero, non abbiamo il polso del paese, non abbiamo mai capito nulla di quello che stava succedendo, ma la stupidità non è una colpa, è inconsapevole, senza dolo".<br />Difficile credere a tanta incapacità. C'è troppa corrispondenza tra il prima e il dopo. Mattina del 4 novembre, i dati indicano un notevole vantaggio di Trump, e i media continuano a ripetere che le cose cambieranno. Da incapaci a profeti?<br />Evidentemente no: si è già deciso chi deve vincere, ed infatti CNN, AP ecc. si affrettano ad assegnare la vittoria a Biden molto prima che essa sia acclarata. Danno proiezioni sicure anche laddove la partita si gioca sul filo del rasoio. Hanno evidentemente una fretta terribile che la loro profezia si avveri, almeno mediaticamente. Devono ri-annunciare ciò che hanno già annunciato per mesi, anche se è già chiaro che Trump è andato fortissimo (prenderà 10 milioni in più...]]></itunes:summary><itunes:duration>1198</itunes:duration><itunes:keywords>brogli,censura,elezioni,poste,trump</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/81387a53ea8a34026ff44399444eb508.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Kamala Harris, la vice di Biden, è abortista, nemica della famiglia e anticristiana</title><link>https://www.spreaker.com/episode/kamala-harris-la-vice-di-biden-e-abortista-nemica-della-famiglia-e-anticristiana--42028433</link><description><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜<a href="http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6356" rel="noopener">http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6356</a><br /><br />KAMALA HARRIS, LA VICE DI BIDEN, E' ABORTISTA, NEMICA DELLA FAMIGLIA E ANTICRISTIANA di Giuliano Guzzo<br />Il Presidente eletto degli Stati Uniti, secondo le proiezioni dei principali organi di stampa, è Joe Biden, al netto ovviamente dei ricorsi di Donald Trump, che però sta subendo le pressioni dei suoi fedelissimi che lo stanno invitando a riconoscere la vittoria del suo avversario e lo stesso tycoon starebbe pensando, secondo ultime indiscrezioni, già alle elezioni del 2024.<br />I media di tutto il mondo, soprattutto la stampa mainstream, sono però tutti pazzi per lei, la sua vice, Kamala Harris. Classe 1964, di madre indo-americana e padre di origine giamaicana, con alle spalle studi alla Howard University e all'Hastings College of the Law di San Francisco, già procuratrice distrettuale di San Francisco, l'esponente democratica non ha ancora - com'è ovvio - compiuto alcun atto formale, eppure si sta affermando come la beniamina progressista globale. Il che, in parte, è anche comprensibile.<br /><br />CONDANNARE LE VITTIME E SALVARE I CARNEFICI<br />Sì, perché la Harris incarna alla perfezione i canoni del progressismo: il multiculturalismo, il femminismo 2.0, l'anticlericalismo, l'appoggio alla cultura di genere e l'abortismo più estremo. Esagerazioni? Purtroppo no. Basti pensare a come, da procuratore generale della California, la donna - che ha fama di essere una tosta e determinata - ha difeso il colosso abortista Planned Parenthood da ombre pesantissime, a partire dall'accusa della vendita di parti di bambini abortiti, in aperta e totale violazione di diverse leggi federali. Tutte cose di cui, beninteso, esistono filmati girati proprio in terra californiana.<br />Ciò nonostante, la Harris annunciò che avrebbe indagato sui giornalisti del Center for Medical Progress (CMP), responsabili di aver documentato l'anzidetto orrore (che molti, evidentemente, volevano tenere occultato), anziché sulla Planned Parenthood, che difatti ha staccato a Biden e socia un assegno di sostengo elettorale pari a 45 milioni di dollari, mica bruscolini. Ma torniamo alla nuova vicepresidente, la quale, da senatrice, si è distinta anche per aver letteralmente torchiato Brian Buescher, nominato giudice distrettuale federale in Nebraska.<br />Il motivo per cui la Harris si era impuntata con Buescher è la sua appartenenza ai Cavalieri di Colombo, che non è una organizzazione terroristica né una pericolosa setta, bensì una fraternità cattolica con fra l'altro oltre un secolo di storia alle spalle e che, con due milioni di membri, promuove attività caritatevoli. Ciò nonostante, la politica dem si è scatenata contro Buescher, chiedendogli se fosse «a conoscenza del fatto che i Cavalieri di Colombo si sono opposti all'uguaglianza matrimoniale» - opposizione che viene evidentemente da lei vista come orribile -, quando costui si era unito alla fraternità.<br /><br />ABORTISTA, NEMICA DELLA FAMIGLIA E ANTICRISTIANA<br />Sì, perché oltre che abortista convinta, la nuova vicepresidente - come già si accennava - è una sostenitrice dei movimenti Lgbt ed ha dichiarato con orgoglio di aver lei stessa celebrato matrimoni gay. Non solo. La nuova vicepresidente si è pubblicamente vantata, non molto tempo addietro, di aver costretto, quando era procuratore, le aziende di proprietà religiosa e i centri per la gravidanza pro-vita ad agire contro la loro coscienza. Abbiamo insomma a che fare con una abortista, nemica della famiglia naturale - battaglia che condivide col movimento Black Lives Matter, che la Harris appoggia convintamente - e per giunta anticristiana.<br />Il solo aspetto che pare rendere la nuova star del progressismo mondiale digeribile anche ad alcuni cristiani è il suo essere a favore delle porte aperte, anzi spalancate all'immigrazione, del riconoscimento dei clandestini e dell'abbattimento di ogni muro, barriera o confine che dir si voglia. Ora, a prescindere da come la si pensi su quest'ultimo tema - che, per inciso, per quanto rilevante non rientra affatto tra quelli eticamente non negoziabili - è tuttavia lampante come abbiamo a che fare con una rappresentante delle istituzioni agli antipodi di tutto ciò che sa di diritto naturale, personalismo ontologico ed etica cristiana.<br />In effetti, rispetto alla Harris persino uno come Joe Biden - cui diversi sacerdoti cattolici, nei mesi scorsi, hanno negato la comunione proprio per il suo fiero e rivendicato abortismo - rischia di passare come un moderato; il che, purtroppo, è davvero tutto dire. Ne consegue come i prossimi quattro anni, per chiunque abbia a cuore i valori della vita, della famiglia e della libertà religiosa, rischiano di essere molto molto complicati; soprattutto, appunto, per il ruolo che contro di essi farà di tutto per avere Kamala Harris.<br /><br />Nota di BastaBugie: Luca Volontè nell'articolo seguente dal titolo "Grazie a Trump: elette 17 pro life senza compromessi" spiega come dalle ultime elezioni americane emerga una vittoria poco evidenziata: il numero di donne pro life alla Camera dei Rappresentanti è raddoppiato. La metà delle nuove guerriere a difesa della vita ha ribaltato i seggi occupati dai Democratici puntando sulla loro contrarietà all'aborto e al socialismo.<br />Ecco l'articolo completo pubblicato su La Nuova Bussola Quotidiana il 17 novembre 2020:<br />Da queste elezioni americane emerge una certezza, una vittoria che nessuna grande rete televisiva ha evidenziato, ma che suscita speranza sia per gli americani pro life, sia per tutti noi: (sino a ieri) il numero di donne a favore della vita alla Camera dei Rappresentanti degli Stati Uniti è raddoppiato. Le elezioni del 2020 hanno portato a 17 le guerriere della vita e della famiglia neo elette, oltre alle 11 che sono state confermate e alle altre 5 che potrebbero essere definitivamente elette a fine conteggio nei prossimi giorni.<br />Otto delle 17 nuove elette hanno ribaltato i seggi precedentemente occupati dai Democratici. Prendiamo, ad esempio, la neoeletta rappresentante del New Mexico Yvette Herrell, che ha spodestato l'ormai uscente Xochitl Torres Small, che aveva il 100% di approvazione da parte della lobby pro aborto NARAL.<br />Caso simile per la neo eletta Maria Salazar della Florida, che ha tolto il posto all'ex segretaria della Clinton Health and Human Services, Donna Shalala. La Shalala negli anni '90 aveva coperto gli obbrobriosi omicidi del medico abortista Henry Foster.<br />La Salazar, al contrario, ha sostenuto apertamente le sue idee pro life in tutta la campagna elettorale e ha vinto. Questa tendenza degli elettori che scelgono la rappresentanza pro-vita rispetto all'estremismo abortista si riflette in tutti gli Stati Uniti - dalla vittoria di Stephanie Bice in Oklahoma a quella di Nicole Malliotakis a New York. Questa ondata di donne pro-vita è un grande schiaffo, oltre che una palese smentita della malsana idea che le donne sono favorevoli all'aborto e coloro che lo rifiutano sono emarginate. Al contrario, le donne pro life americane sono popolari ed elette al Congresso, non per decisione dei mass media e delle lobbies ma del popolo sovrano. [...]<br />Teniamo a mente questi nomi, saranno le Giovanna d'Arco della nuova legislatura che si aprirà il prossimo gennaio 2021. Ovviamente tutte le grandi e piccole organizzazioni pro life americane si sono impegnate per la loro elezione e si sono congratulate per un risultato impossibile ed insperato, simile a quello di Trump, che ha visto i mass media a spingere i candidati pro aborto ed il popolo a scegliere per la vita.<br />La Susan B. Anthony List ha tracciato un ritratto per ciascuna delle neo elette, vale la pena dare una occhiata per rendersi conto di quale femminilità, giovinezza e determinazione siano fatte. L'elezione di così tante donne a favore della vita avrà un grande peso politico e una grande conseguenza. Gli allarmi e le preoccupazioni sull'impegno massiccio della amministrazione Biden-Harris a favore dell'aborto si moltiplicano in queste settimane, il pericolo reale che non solo tutte le misure pro life prese da Trump vengano cancellate, ma che si promuova su larga scala mondiale l'omicidio di vite innocenti è una certezza.<br />La nomina di Ronald Klain Capo dello Staff di Biden (definitosi "soldato dell'armata di NARAL"), quella di David Kessler (colui che autorizzò la vendita libera delle pilolle abortive) a Co-Presidente del team anti Covid di Biden e la presenza massiccia di uomini di Soros nel 'Gruppo di Transizione' dem sono due segnali chiari della direzione che Biden è intenzionato ad sin dai primi 100 giorni di mandato. [...]<br />In questo fine settimana c'è già stato un anticipo delle battaglie future. Proprio la neo eletta Deputata pro life di New York, Nicole Malliotakis, ha annunciato di volere organizzare con le proprie colleghe una "squadra antisocialista" per combattere le malsane idee della 'Squad Democratica'. Molti di noi, ha dichiarato la Malliotakis, "sono vissuti sotto i regimi cubani e venezuelani, molti hanno genitori e nonni fuggiti dai paesi ex comunisti, il socialismo è cattivo e noi vogliamo preservare le nostre libertà e le libertà del mercato", altro che le promesse di Bernier Sanders e le urla di Alexandra Ocasio Cortez!<br />È ben vero che al Congresso Usa la maggioranza Democratica, seppur perdente, ha mantenuto la maggioranza di almeno 219 membri, tuttavia la crescente polemica da parte dei deputati Democratici e socialisti nei confronti dei rappresentanti moderati del partito e della Presidente Pelosi, preannunciano uno scenario molto caotico ed ad ogni provvedimento l'Aula del Congresso potrebbe vedere divisioni e assenze proprio tra le fila democratiche. Una opportunità per i Repubblicani, una doppia opportunità per la nuova pattuglia di donne pro vita che saranno le vere protagoniste dei prossimi anni.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/42028433</guid><pubDate>Tue, 17 Nov 2020 23:56:30 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/42028433/kamala_harris_la_vice_di_biden_abortista_nemica_della_famiglia_e_anticristiana.mp3" length="11006536" type="audio/mpeg"/><itunes:author>BastaBugie</itunes:author><itunes:subtitle>TESTO DELL'ARTICOLO ➜http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6356&#13;
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KAMALA HARRIS, LA VICE DI BIDEN, E' ABORTISTA, NEMICA DELLA FAMIGLIA E ANTICRISTIANA di Giuliano Guzzo&#13;
Il Presidente eletto degli Stati Uniti, secondo le proiezioni dei...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜<a href="http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6356" rel="noopener">http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6356</a><br /><br />KAMALA HARRIS, LA VICE DI BIDEN, E' ABORTISTA, NEMICA DELLA FAMIGLIA E ANTICRISTIANA di Giuliano Guzzo<br />Il Presidente eletto degli Stati Uniti, secondo le proiezioni dei principali organi di stampa, è Joe Biden, al netto ovviamente dei ricorsi di Donald Trump, che però sta subendo le pressioni dei suoi fedelissimi che lo stanno invitando a riconoscere la vittoria del suo avversario e lo stesso tycoon starebbe pensando, secondo ultime indiscrezioni, già alle elezioni del 2024.<br />I media di tutto il mondo, soprattutto la stampa mainstream, sono però tutti pazzi per lei, la sua vice, Kamala Harris. Classe 1964, di madre indo-americana e padre di origine giamaicana, con alle spalle studi alla Howard University e all'Hastings College of the Law di San Francisco, già procuratrice distrettuale di San Francisco, l'esponente democratica non ha ancora - com'è ovvio - compiuto alcun atto formale, eppure si sta affermando come la beniamina progressista globale. Il che, in parte, è anche comprensibile.<br /><br />CONDANNARE LE VITTIME E SALVARE I CARNEFICI<br />Sì, perché la Harris incarna alla perfezione i canoni del progressismo: il multiculturalismo, il femminismo 2.0, l'anticlericalismo, l'appoggio alla cultura di genere e l'abortismo più estremo. Esagerazioni? Purtroppo no. Basti pensare a come, da procuratore generale della California, la donna - che ha fama di essere una tosta e determinata - ha difeso il colosso abortista Planned Parenthood da ombre pesantissime, a partire dall'accusa della vendita di parti di bambini abortiti, in aperta e totale violazione di diverse leggi federali. Tutte cose di cui, beninteso, esistono filmati girati proprio in terra californiana.<br />Ciò nonostante, la Harris annunciò che avrebbe indagato sui giornalisti del Center for Medical Progress (CMP), responsabili di aver documentato l'anzidetto orrore (che molti, evidentemente, volevano tenere occultato), anziché sulla Planned Parenthood, che difatti ha staccato a Biden e socia un assegno di sostengo elettorale pari a 45 milioni di dollari, mica bruscolini. Ma torniamo alla nuova vicepresidente, la quale, da senatrice, si è distinta anche per aver letteralmente torchiato Brian Buescher, nominato giudice distrettuale federale in Nebraska.<br />Il motivo per cui la Harris si era impuntata con Buescher è la sua appartenenza ai Cavalieri di Colombo, che non è una organizzazione terroristica né una pericolosa setta, bensì una fraternità cattolica con fra l'altro oltre un secolo di storia alle spalle e che, con due milioni di membri, promuove attività caritatevoli. Ciò nonostante, la politica dem si è scatenata contro Buescher, chiedendogli se fosse «a conoscenza del fatto che i Cavalieri di Colombo si sono opposti all'uguaglianza matrimoniale» - opposizione che viene evidentemente da lei vista come orribile -, quando costui si era unito alla fraternità.<br /><br />ABORTISTA, NEMICA DELLA FAMIGLIA E ANTICRISTIANA<br />Sì, perché oltre che abortista convinta, la nuova vicepresidente - come già si accennava - è una sostenitrice dei movimenti Lgbt ed ha dichiarato con orgoglio di aver lei stessa celebrato matrimoni gay. Non solo. La nuova vicepresidente si è pubblicamente vantata, non molto tempo addietro, di aver costretto, quando era procuratore, le aziende di proprietà religiosa e i centri per la gravidanza pro-vita ad agire contro la loro coscienza. Abbiamo insomma a che fare con una abortista, nemica della famiglia naturale - battaglia che condivide col movimento Black Lives Matter, che la Harris appoggia convintamente - e per giunta anticristiana.<br />Il solo aspetto che pare rendere la nuova star del progressismo mondiale digeribile anche ad alcuni cristiani è il suo essere a favore delle porte aperte, anzi spalancate all'immigrazione, del riconoscimento dei clandestini e...]]></itunes:summary><itunes:duration>688</itunes:duration><itunes:keywords>aborto,democratici,prolife</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/459c9c7b912578f82df1806e7c80fe80.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Donald Trump finalmente l'ostacolo è stato rimosso</title><link>https://www.spreaker.com/episode/donald-trump-finalmente-l-ostacolo-e-stato-rimosso--41933368</link><description><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜<a href="http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6347" rel="noopener">http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6347</a><br /><br />FINALMENTE L'OSTACOLO TRUMP E' STATO RIMOSSO<br />Ma quali sono le cose che Donald Trump da presidente degli Stati Uniti ha realizzato in questi quattro anni?<br />da Società Domani<br />Quattro anni di fuoco concentrico su  Donald Trump hanno sortito il loro effetto,  ma non troppo. Il martellante bersagliamento di New York Times e Cnn e il lavoro fatto dai sondaggisti, avrebbero dovuto provocare la "valanga blu". Invece niente. Neanche le proteste per la morte di George Floyd contro le violenze degli agenti di polizia americani, hanno determinato un boom del voto democratico. Forse perché le autorità locali, sindaci e governatori, responsabili dell'ordine in quegli Stati, spesso erano Democratici.<br />Trump ha resistito aumentando il suo monte voti, ma non riuscendo a guadagnare il 50% più uno dei delegati, veri elettori del Presidente USA. Non è un caso che il Senato è rimasto a maggioranza Repubblicana e alla Camera dei Rappresentati i Democratici rischiano di perdere cinque seggi. Gli elettori hanno fermato l'onda Democratica, semplicemente perché essa è esistita solo sui media. Un Senato a maggioranza repubblicana sarà importante per arginare il dispotismo dei Democratici anche perché, questi ultimi, hanno in progetto di elevare a stato di Distretto, Columbia e Portorico, portando a 52 le stelle della bandiera USA, e determinando il cambiamento dei rapporti di forza  nella Corte Suprema con l'aumento dei giudici.  Fra l'altro l'unico governatorato che in queste elezioni ha cambiato colore è quello del Montana, passato ai Repubblicani, mentre in Luisiana si è registrato, in concomitanza con le elezioni presidenziali, il favore  del 62% degli elettori (contro il 38%) sull'emendamento che nega all'aborto il valore di diritto costituzionale.<br />Anche i media nostrani si sono scatenati, toccando i massimo sul LA7 con la trasmissione di Purgatori che ha dedicato una intera serata per produrre una immagine di Trump corrotto, corruttore, evasore fiscale, spregiudicato donnaiolo fino a stilare un profilo clinico da malato psichiatrico, manco dovessero votare gli italiani.<br />Cosa vogliamo farci? I progressisti sono così, non lo fanno per cattiveria, gli viene spontaneo.<br />Ma quali sono le cose che Trump ha realizzato in questi quattro anni? Difficile redigere il quadro complessivo dell'operato di un Presidente USA, ma alcune cose si possono sottolineare, tenendo conto che il potere mediatico internazionale ha cercato in tutti i modi di oscurare e sabotare l'immagine di Trump, mettendo in risalto fatti della sua vita privata ed evitando di informare il pubblico intorno alle sue scelte politiche, peraltro costruite grazie ad eccellenti collaboratori come Mike Pompeo.<br /><br />POLITICA INTERNAZIONALE<br />Trump è riuscito a  contrastare la progressiva politica di influenza ed espansione cinese, facendo da ostacolo alle mire imperialiste di Xi Jinping che, non dimentichiamolo, è il primo leader cinese a sommare sulla sua persona tutte le massime cariche del potere cinese, un fatto che non accadeva dai tempi di Mao Zedong. Le trame espansionistiche di Xi Jinping attraverso la realizzazione della via della seta, hanno trovato un ostacolo in Trump. In Medio Oriente c'è stata una svolta grazie agli  "accordi di Abramo" tra Israele ed Emirati Arabi Uniti, cui si è aggiunto il Bahrein. Un accordo storico che in un altro contesto avrebbe guadagnato un nobel per la pace, ma non nel caso di Trump. Il 15 settembre 2020 sono stati siglati documenti per "perseguire una visione di pace, sicurezza e prosperità nel Medio Oriente... e la piena normalizzazione dei legami bilaterali", con un richiamo al Patriarca Abramo, punto di congiunzione delle tre religioni monoteistiche.  In quattro anni di presidenza, Trump non ha scatenato nessun nuovo intervento militare internazionale. Una cosa che può stare antipatica all'industria delle armi, ma non agli americani che si sono ritirati dalla Siria settentrionale. Nessun pacifista ha esultato!<br />Le maggiori democrazie occidentali hanno il problema del Deep State. Chi governa, eletto democraticamente, non ha un reale pieno potere. I governi si trovano a contrastare un potere mediatico che non è più quell'indispensabile servizio di informazione alla Comunità politica che dovrebbe essere, ma un potere al servizio di uno "stato profondo" che risponde a logiche ed interessi multinazionali e finanziarii. Trump è stato un ostacolo al deep state. La sottrazione dei finanziamenti all'OMS è stata una delle tante misure che ha preoccupato seriamente la cupola dell'establishment internazionale che lo ha contrastato ancora di più. Peraltro il 45esimo Presidente degli USA si è trovato a combattere con una inchiesta giudiziaria, il  Russiagate, in cui Trump è stato accusato di alto tradimento e spionaggio a favore di potenze straniere. Un'inchiesta senza prove che nel 2019 si è chiusa con un nulla di fatto. Nonostante questo Trump ha comunque realizzato successi economici straordinari, abbattendo la disoccupazione, un risultato intaccato dall'epidemia covid19.<br /><br />QUESTIONE CLIMATICA E GREEN ECONOMY<br />Sul piano della questione climatica e della green economy, Trump ha costituito un ostacolo ed un punto a favore della razionalità e della verità, perché ha smascherato le ideologie green tagliando fuori gli USA dai folli Accordi di Parigi 2016. L'obiettivo 2 gradi, prevede la riduzione dei gas serra prodotti dalle attività umane (anidride carbonica in primo luogo, ma anche metano e refrigeranti Hfc). La presidenza USA ha denunciato che in realtà la vera partita è sui campi di battaglia per accaparrarsi le fonti energetiche che emettono CO2. In questo senso Trump conosce benissimo il gioco cinese proteso a conquistare tutta  l'Africa e le sue materie prime, lasciando i paesi poveri nell'arretratezza più assoluta, ma concorrendo a sviluppare una green economy che favorisca soprattutto Pechino. Green vuol dire anche "batterie", e batteria vuol dire litio, materia della quale la Cina ha l'85% della produzione.<br /><br />DIFESA DELLA VITA<br />Trump è stato un ostacolo ai progetti di ulteriore espansione delle politiche proaborto. La Marcia per la vita del gennaio 2020 è stata la prima volta di un Presidente USA, «Siamo qui per un motivo molto semplice - ha detto - difendere il diritto di ogni bambino, nato e non nato, di realizzare il potenziale a lui donato da Dio. Ogni gennaio, da 47 anni, gli americani arrivano qui per marciare per la vita. E oggi come presidente degli Stati Uniti, sono davvero orgoglioso di essere qui con voi». I finanziamenti all'aborto che provengono dal cosiddetto Titolo X, un capitolo di spesa pubblica promosso nel 1970 dal Congresso, per la prima volta sono stati tagliati.<br />Trump ha dato un apporto, destinato a durare nel tempo, alla composizione della Corte Suprema degli Stati Uniti con la nomina di Amy Coney Barrett, conservatrice, cattolica e anti abortista. Per i progressisti un ostacolo a carattere permanente, visto che la nomina è a vita. Nella circostanza Trump aveva twittato: "dobbiamo avere il risultato finale la notte del 3 novembre", lanciando l'ennesimo sospetto sul voto per posta. Ma Twitter ha censurato il post, definendolo "controverso" e possibilmente "fuorviante in merito alle modalità di partecipazione alle elezioni". Episodio che conferma il potere del deep state nei confronti dell'uomo, ritenuto, più potente della terra, il Presidente USA.<br /><br />I DIRITTI UMANI... QUELLI VERI<br />Infine non si può dimenticare la costituzione della COMMISSIONE GLENDON "Commission on Unalienable Rights" nata nel 2019 da una iniziativa del Segretario di Stato USA Michael R. Pompeo allo scopo di definire i diritti umani inalienabili ai quali si dovrà attenere il Dipartimento di Stato USA nella sua politica estera. Ha raccolto eminenti personaggi della cultura e della scienza di livello mondiale. La commissione è presieduta da Mary Ann Glendon, giurista cattolica della Harvard Law School, già presidente della Pontificia Accademia delle Scienze Sociali (nominata da san Giovanni Paolo II). La Commissione Glendon ha avuto l'esplicito mandato di distinguere i "veri" diritti umani inalienabili da quella proliferazione di presunti diritti umani andati moltiplicandosi negli ultimi decenni attraverso interpretazioni e giurisprudenze varie. Insomma un lavoro importantissimo per distinguere i veri diritti umani da quelli che sono la proiezione di desideri incarnati da lobby omosessualiste, ambientaliste, animaliste etc....  Anche in questo Trump rischiava di diventare un OSTACOLO INSORMONTABILE.<br />E' probabile che gli USA si annuncino tempi di promozione dell'aborto, del gender, di intolleranza verso la libertà di religione e verso la libertà di parola, di compressione del diritto all'autodifesa, tendenza alla statalizzazione e burocratizzazione di sanità ed educazione, aumento delle tasse e depressione economica. Ma l'aspetto più preoccupante per la politica internazionale sarà il venire meno di un vero polo alternativo al diffondersi dell'influenza planetaria della Cina comunista e di altri centri di potere multinazionali e finanziari.... E tutto questo anche perché, l'ostacolo è stato rimosso!]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/41933368</guid><pubDate>Thu, 12 Nov 2020 05:59:33 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/41933368/donald_trump_finalmente_l_ostacolo_stato_rimosso.mp3" length="10871535" type="audio/mpeg"/><itunes:author>BastaBugie</itunes:author><itunes:subtitle>TESTO DELL'ARTICOLO ➜http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6347&#13;
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FINALMENTE L'OSTACOLO TRUMP E' STATO RIMOSSO&#13;
Ma quali sono le cose che Donald Trump da presidente degli Stati Uniti ha realizzato in questi quattro anni?&#13;
da Società Domani...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜<a href="http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6347" rel="noopener">http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6347</a><br /><br />FINALMENTE L'OSTACOLO TRUMP E' STATO RIMOSSO<br />Ma quali sono le cose che Donald Trump da presidente degli Stati Uniti ha realizzato in questi quattro anni?<br />da Società Domani<br />Quattro anni di fuoco concentrico su  Donald Trump hanno sortito il loro effetto,  ma non troppo. Il martellante bersagliamento di New York Times e Cnn e il lavoro fatto dai sondaggisti, avrebbero dovuto provocare la "valanga blu". Invece niente. Neanche le proteste per la morte di George Floyd contro le violenze degli agenti di polizia americani, hanno determinato un boom del voto democratico. Forse perché le autorità locali, sindaci e governatori, responsabili dell'ordine in quegli Stati, spesso erano Democratici.<br />Trump ha resistito aumentando il suo monte voti, ma non riuscendo a guadagnare il 50% più uno dei delegati, veri elettori del Presidente USA. Non è un caso che il Senato è rimasto a maggioranza Repubblicana e alla Camera dei Rappresentati i Democratici rischiano di perdere cinque seggi. Gli elettori hanno fermato l'onda Democratica, semplicemente perché essa è esistita solo sui media. Un Senato a maggioranza repubblicana sarà importante per arginare il dispotismo dei Democratici anche perché, questi ultimi, hanno in progetto di elevare a stato di Distretto, Columbia e Portorico, portando a 52 le stelle della bandiera USA, e determinando il cambiamento dei rapporti di forza  nella Corte Suprema con l'aumento dei giudici.  Fra l'altro l'unico governatorato che in queste elezioni ha cambiato colore è quello del Montana, passato ai Repubblicani, mentre in Luisiana si è registrato, in concomitanza con le elezioni presidenziali, il favore  del 62% degli elettori (contro il 38%) sull'emendamento che nega all'aborto il valore di diritto costituzionale.<br />Anche i media nostrani si sono scatenati, toccando i massimo sul LA7 con la trasmissione di Purgatori che ha dedicato una intera serata per produrre una immagine di Trump corrotto, corruttore, evasore fiscale, spregiudicato donnaiolo fino a stilare un profilo clinico da malato psichiatrico, manco dovessero votare gli italiani.<br />Cosa vogliamo farci? I progressisti sono così, non lo fanno per cattiveria, gli viene spontaneo.<br />Ma quali sono le cose che Trump ha realizzato in questi quattro anni? Difficile redigere il quadro complessivo dell'operato di un Presidente USA, ma alcune cose si possono sottolineare, tenendo conto che il potere mediatico internazionale ha cercato in tutti i modi di oscurare e sabotare l'immagine di Trump, mettendo in risalto fatti della sua vita privata ed evitando di informare il pubblico intorno alle sue scelte politiche, peraltro costruite grazie ad eccellenti collaboratori come Mike Pompeo.<br /><br />POLITICA INTERNAZIONALE<br />Trump è riuscito a  contrastare la progressiva politica di influenza ed espansione cinese, facendo da ostacolo alle mire imperialiste di Xi Jinping che, non dimentichiamolo, è il primo leader cinese a sommare sulla sua persona tutte le massime cariche del potere cinese, un fatto che non accadeva dai tempi di Mao Zedong. Le trame espansionistiche di Xi Jinping attraverso la realizzazione della via della seta, hanno trovato un ostacolo in Trump. In Medio Oriente c'è stata una svolta grazie agli  "accordi di Abramo" tra Israele ed Emirati Arabi Uniti, cui si è aggiunto il Bahrein. Un accordo storico che in un altro contesto avrebbe guadagnato un nobel per la pace, ma non nel caso di Trump. Il 15 settembre 2020 sono stati siglati documenti per "perseguire una visione di pace, sicurezza e prosperità nel Medio Oriente... e la piena normalizzazione dei legami bilaterali", con un richiamo al Patriarca Abramo, punto di congiunzione delle tre religioni monoteistiche.  In quattro anni di presidenza, Trump non ha scatenato nessun nuovo intervento militare internazionale....]]></itunes:summary><itunes:duration>680</itunes:duration><itunes:keywords>difesa,diritti,economy,green,umani,vita</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/3d46bd9954deaee77f03c16374fac96f.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Tutti i brogli delle elezioni americane 2020</title><link>https://www.spreaker.com/episode/tutti-i-brogli-delle-elezioni-americane-2020--41826818</link><description><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜<a href="http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6345" rel="noopener">http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6345</a><br /><br />TUTTI I BROGLI DELLE ELEZIONI AMERICANE 2020 di Stefano Magni<br />Si pensava che le elezioni del 2000 fossero state le peggiori della storia recente degli Usa, quando il risultato finale (vittoria di George W. Bush) venne decretato dalla Corte Suprema dopo un riconteggio dei voti in Florida. Le elezioni del 2020 sono già molto peggio. A decidere il vincitore, oltre agli elettori, saranno molto probabilmente postini e giudici. E liste elettorali che includono anche elettori bicentenari, ovviamente defunti ma ancora in grado di votare. Ieri Trump ha ancora denunciato brogli e ha annunciato che farà battaglia legale, in conferenza stampa. <br />Il problema non si porrebbe se l'esito fosse stato una chiara vittoria di uno dei due candidati. Così doveva essere, secondo i sondaggi: avrebbe dovuto essere una facile vittoria di Joe Biden. Invece i sondaggi hanno clamorosamente sbagliato previsioni, come nel 2016. [...] È lecito chiedersi se i sondaggi abbiano commesso un errore statistico grossolano per la seconda volta di fila, o se la loro sotto-stima dell'elettorato di Trump fosse voluta. In ogni caso, il loro pronostico ha contribuito ad inquinare la campagna elettorale, cambiando completamente la percezione della realtà fino all'ultimo giorno prima del voto.<br />Sebbene lo spoglio non sia ancora finito, la campagna di Trump sta denunciando brogli e chiedendo riconteggi negli Stati chiave. La decisione di Trump di ricorrere viene rappresentata dalla narrazione mediatica come un sopruso, quando non un tentativo di golpe. Va detto, prima di tutto, che ricorrere alla Corte Suprema non è un atto eversivo, in un governo della legge è legittimo: anche Al Gore ha chiesto il riconteggio nel 2000, senza per questo passare per golpista. Anzi: tuttora la vittoria di Bush è estremamente contestata. Se nel 2000 si era votato in circostanze normali, nel 2020 le elezioni sono state straordinariamente atipiche, perché a causa della pandemia, 100 milioni di persone hanno votato in anticipo, di cui 64 milioni per posta.<br /><br />IL VOTO PER POSTA È MENO AFFIDABILE<br />Il voto per posta, contro cui si era battuta fino all'ultimo respiro l'amministrazione Trump è di per sé meno affidabile di quello ai seggi. Ogni Stato fissa le sue regole e alcuni hanno dimostrato controlli veramente laschi. In Pennsylvania, Stato-chiave per la vittoria, non è richiesto né il timbro postale che faccia fede per la data del voto, né la firma della ricevuta di ritorno. In North Carolina accettano voti fino a 9 giorni dopo l'Election Day. L'Arizona, altro Stato determinante, a spoglio già iniziato da 48 ore, ieri ha decretato che si accetteranno voti postali fino al 10 novembre: una regola cambiata in corsa. Quando Trump chiede di smettere di scrutinare e la campagna di Biden chiede di "contare ogni voto", si intende proprio questo: contare solo i voti depositati nell'urna entro il 3 novembre o fino a quando lo decidono le autorità locali? Come controllare che si sia votato effettivamente solo fino al 3 novembre?<br />Il voto postale, oltre ad essere sicuramente meno anonimo, più soggetto a pressioni e manipolazioni, è meno sicuro. In queste elezioni, stando a quel che denunciano i repubblicani, hanno votato anche i morti. Era già nell'aneddotica prima dell'Election Day la scheda spedita dal gatto di una famiglia di Atlanta, in Georgia. Il gatto è risultato poi esser anche morto. Sebbene fosse un uomo, William Bradley, classe 1902, è morto nel 1984, eppure "ha votato" in Michigan. Sempre nel Michigan, a Detroit, l'elettore più anziano finora scoperto è nato nel 1823, un uomo bicentenario.<br />Se ci si deve affidare al servizio pubblico postale, ci si deve prima di tutto fidare della sua correttezza ed efficienza. Un'associazione conservatrice di giornalismo investigativo, Project Veritas ha scovato, con un giornalista sotto copertura, un postino dell'Arizona (altro Stato determinante e conteso) intento a spacciare schede bianche non utilizzate perché inviate a indirizzi sbagliati. Infine, ma non da ultimo, il servizio postale è imparziale? Il sindacato delle poste ha dato il suo sostegno ufficiale a Joe Biden già in agosto.<br />Quante saranno queste anomalie non è dato saperlo, ma anche nei conteggi stessi c'è qualcosa che non torna. Fra le 3 e mezza e le 5 del mattino del 4 novembre, in Wisconsin sono stati scrutinati 140mila voti... tutti per Biden, 200mila in Michigan e 1 milione in Pennsylvania. Sono arrivati tutti assieme e tutti alla stessa ora. I "fact checkers" affermano che sia tutto regolare, ma che si tratti solo di un modo di contare e registrare i voti per candidato. La campagna di Trump ne dubita, soprattutto considerando che queste ondate di voti blu, compatte e sincronizzate, hanno ribaltato due risultati su tre (Wisconsin e Michigan). Lasciano a bocca aperta i dati sull'affluenza. In Wisconsin ha veramente votato l'89% dell'elettorato? Come abbiamo visto anche ieri, in alcune contee dello Stato-chiave del Midwest il numero di voti ha superato quello degli aventi diritto. In due seggi era addirittura il 200% degli iscritti.<br /><br />UN'ANOMALIA DIFFICILE DA SPIEGARE<br />Più in generale, il dubbio viene confrontando i dati sul voto al Congresso e quello per il presidente. Normalmente il partito al Congresso gode di una stima inferiore presso l'elettorato del presidente che esprime. La fiducia nell'istituzione del Congresso è mediamente più bassa rispetto a quella riposta nel presidente. Eppure, nel voto del 2020 i Repubblicani guadagnano punti alla Camera (sei seggi in più) e stanno conservando la maggioranza in Senato. Eppure il presidente perde. È un'anomalia statistica veramente difficile da spiegare. Altra anomalia è storica: come dimostrano tutte le ultime elezioni, chi vince Florida e Ohio vince anche il Paese. Sarebbe praticamente la prima volta che un presidente vince in entrambi gli Stati e però perde le elezioni. <br />Non stupisce affatto che vi siano denunce di brogli, specie se, appunto, le circostanze di voto sono così difficili e il voto per posta è tanto esteso quanto inaffidabile. Stupisce invece la foga con cui viene smentita categoricamente ogni ipotesi di broglio elettorale da parte dei mass media. Quegli stessi mass media che per quattro anni hanno denunciato "interferenze" da parte della Russia nelle elezioni vinte da Trump nel 2016, ora parlano di "disinformazione" sui brogli, probabilmente sempre di provenienza russa. Oltre a ciò, si scatena la furia censoria con cui i social network, Twitter in particolar modo, cancellano tutti i post in cui si denunciano brogli sospetti. Censurare tutto quel che dice una delle due parti politiche in corsa elettorale, cancellare i commenti del presidente stesso, è o non è una "interferenza" peggiore ancora rispetto a quella attribuita alla propaganda russa nel 2016? Senza queste notizie non è possibile capire gli appelli di Trump e della campagna repubblicana: appaiono come futili lamentele o inviti alla sovversione. Alla fine del processo elettorale, però, non saranno i mass media a sentenziare sulla regolarità del voto, ma i giudici della Corte Suprema. E non è il massimo della vita, per la democrazia liberale più antica.<br /><br />Nota di BastaBugie: l'autore del precedente articolo, Stefano Magni, nell'articolo seguente dal titolo "Vince Joe Biden, chi ha dubbi sul voto è un eversivo" parla delle elezioni Usa dove non c'è ancora un presidente eletto ufficialmente. Evidenti i brogli elettorali negli Stati chiave, ma chiunque ne parli, perfino il presidente degli USA, viene censurato da Twitter per diffusione di fake news.<br />Ecco l'articolo completo pubblicato su La Nuova Bussola Quotidiana il 5 novembre 2020:<br />Alla mezzanotte (ora italiana) del 4 novembre, appare ancora abbastanza confuso il risultato delle elezioni americane: una vittoria di Biden, ma già dimezzata in partenza. Il presidente in carica, Donald Trump, non intende concedere la sconfitta, perché denuncia presunti brogli elettorali, soprattutto negli Stati-chiave di Pennsylvania, Michigan, Wisconsin. E intanto i Repubblicani stanno ottenendo altri successi che azzoppano la nuova (ancora eventuale) amministrazione democratica: si avviano alla conferma della maggioranza in Senato e riducono le distanze alla Camera, oltre a conquistare uno Stato in più, il Montana.<br />La campagna di Trump e il suo avvocato Rudy Giuliani denunciano sospetti di brogli elettorali "massicci" in Pennsylvania, dove un gran numero di schede votate e spedite per posta "arrivano da Marte", per usare le parole dell'ex sindaco di New York. Sempre in Pennsylvania, la campagna di Trump ha denunciato l'espulsione di rappresentanti di lista repubblicani dai seggi nel corso dell'Election Day, la presenza di attivisti democratici che volantinavano sin dentro le cabine elettorali e l'inspiegabile chiusura dei seggi elettorali prima dell'orario di lavoro... ma solo quelli nelle aree già note come filo-repubblicane. Lo stesso Giuliani si appresterebbe a far causa anche ad un altro Stato, probabilmente il Michigan, dove la conta dei voti ha registrato delle stranezze di ogni genere. Se fino alla mezzanotte del 3 novembre appariva ormai certa la vittoria di Trump, la maggioranza si è invertita di colpo, dando la maggioranza a Biden, per un pugno di voti. Secondo una proiezione del 4 novembre Biden avrebbe conquistato gli ultimi 138mila voti in un blocco unico. In pratica, dopo una certa ora, gli scrutatori hanno trovato solo schede con il voto a Biden? Su sollecitazione della Corte Suprema, è risultato trattarsi di un errore delle autorità di una contea che avrebbe sbagliato a riportare il dato elettorale, aggiungendo uno zero. Ma intanto la maggioranza si è ribaltata di colpo. Normale ch]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/41826818</guid><pubDate>Fri, 06 Nov 2020 14:18:47 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/41826818/tutti_i_brogli_delle_elezioni_americane_2020.mp3" length="17192332" type="audio/mpeg"/><itunes:author>BastaBugie</itunes:author><itunes:subtitle>TESTO DELL'ARTICOLO ➜http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6345&#13;
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TUTTI I BROGLI DELLE ELEZIONI AMERICANE 2020 di Stefano Magni&#13;
Si pensava che le elezioni del 2000 fossero state le peggiori della storia recente degli Usa, quando il risultato...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜<a href="http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6345" rel="noopener">http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6345</a><br /><br />TUTTI I BROGLI DELLE ELEZIONI AMERICANE 2020 di Stefano Magni<br />Si pensava che le elezioni del 2000 fossero state le peggiori della storia recente degli Usa, quando il risultato finale (vittoria di George W. Bush) venne decretato dalla Corte Suprema dopo un riconteggio dei voti in Florida. Le elezioni del 2020 sono già molto peggio. A decidere il vincitore, oltre agli elettori, saranno molto probabilmente postini e giudici. E liste elettorali che includono anche elettori bicentenari, ovviamente defunti ma ancora in grado di votare. Ieri Trump ha ancora denunciato brogli e ha annunciato che farà battaglia legale, in conferenza stampa. <br />Il problema non si porrebbe se l'esito fosse stato una chiara vittoria di uno dei due candidati. Così doveva essere, secondo i sondaggi: avrebbe dovuto essere una facile vittoria di Joe Biden. Invece i sondaggi hanno clamorosamente sbagliato previsioni, come nel 2016. [...] È lecito chiedersi se i sondaggi abbiano commesso un errore statistico grossolano per la seconda volta di fila, o se la loro sotto-stima dell'elettorato di Trump fosse voluta. In ogni caso, il loro pronostico ha contribuito ad inquinare la campagna elettorale, cambiando completamente la percezione della realtà fino all'ultimo giorno prima del voto.<br />Sebbene lo spoglio non sia ancora finito, la campagna di Trump sta denunciando brogli e chiedendo riconteggi negli Stati chiave. La decisione di Trump di ricorrere viene rappresentata dalla narrazione mediatica come un sopruso, quando non un tentativo di golpe. Va detto, prima di tutto, che ricorrere alla Corte Suprema non è un atto eversivo, in un governo della legge è legittimo: anche Al Gore ha chiesto il riconteggio nel 2000, senza per questo passare per golpista. Anzi: tuttora la vittoria di Bush è estremamente contestata. Se nel 2000 si era votato in circostanze normali, nel 2020 le elezioni sono state straordinariamente atipiche, perché a causa della pandemia, 100 milioni di persone hanno votato in anticipo, di cui 64 milioni per posta.<br /><br />IL VOTO PER POSTA È MENO AFFIDABILE<br />Il voto per posta, contro cui si era battuta fino all'ultimo respiro l'amministrazione Trump è di per sé meno affidabile di quello ai seggi. Ogni Stato fissa le sue regole e alcuni hanno dimostrato controlli veramente laschi. In Pennsylvania, Stato-chiave per la vittoria, non è richiesto né il timbro postale che faccia fede per la data del voto, né la firma della ricevuta di ritorno. In North Carolina accettano voti fino a 9 giorni dopo l'Election Day. L'Arizona, altro Stato determinante, a spoglio già iniziato da 48 ore, ieri ha decretato che si accetteranno voti postali fino al 10 novembre: una regola cambiata in corsa. Quando Trump chiede di smettere di scrutinare e la campagna di Biden chiede di "contare ogni voto", si intende proprio questo: contare solo i voti depositati nell'urna entro il 3 novembre o fino a quando lo decidono le autorità locali? Come controllare che si sia votato effettivamente solo fino al 3 novembre?<br />Il voto postale, oltre ad essere sicuramente meno anonimo, più soggetto a pressioni e manipolazioni, è meno sicuro. In queste elezioni, stando a quel che denunciano i repubblicani, hanno votato anche i morti. Era già nell'aneddotica prima dell'Election Day la scheda spedita dal gatto di una famiglia di Atlanta, in Georgia. Il gatto è risultato poi esser anche morto. Sebbene fosse un uomo, William Bradley, classe 1902, è morto nel 1984, eppure "ha votato" in Michigan. Sempre nel Michigan, a Detroit, l'elettore più anziano finora scoperto è nato nel 1823, un uomo bicentenario.<br />Se ci si deve affidare al servizio pubblico postale, ci si deve prima di tutto fidare della sua correttezza ed efficienza. 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IN MEGLIO! di Leone Grotti<br />La nomina di Amy Coney Barrett a nuovo giudice della Corte Suprema è stata confermata ieri dal Senato con 52 voti a favore contro 48. Giudice della Corte d'appello del settimo circuito di Chicago, professore di diritto all'Università di Notre Dame, Indiana, e pupilla di Antonin Scalia, tra gli interpreti più conservatori della Costituzione statunitense, Barrett dopo aver giurato ieri sera alla Casa Bianca prenderà il posto dell'icona liberal Ruth Bader Ginsburg, deceduta per un cancro a 87 anni il 18 settembre.<br />È la prima volta che un candidato alla Corte Suprema non riceve neanche un voto dall'opposizione e questo dato riflette la profonda divisione della società americana. I democratici hanno fortemente criticato Donald Trump - per lui, commenta il Guardian, questa è senza dubbio una «vittoria politica a pochi giorni dal voto» - per non aver atteso l'esito delle elezioni presidenziali, che si terranno il 3 novembre, prima di procedere alla nomina. La senatrice Elizabeth Warren ha definito il voto addirittura «illegittimo», senza citare il fatto che Barack Obama nel 2016 tentò di fare la stessa cosa: sostituire Scalia, morto nel febbraio di quell'anno, con un giudice progressista. L'operazione non riuscì non per quelle ragioni di opportunità che sollevano ora i democratici contro Trump, ma perché non aveva la maggioranza al Senato.<br /><br />L'ELEZIONE È PERFETTAMENTE LEGALE...<br />L'attuale leader della maggioranza repubblicana al Senato, Mitch McConnell, ha invece giustificato così la scelta di procedere subito alla nomina di un nuovo giudice: «Abbiamo vinto le elezioni. Ciò che questa amministrazione e il Senato hanno fatto è esercitare il potere che il popolo americano ci ha dato attraverso il voto. E questo è perfettamente in linea con le regole del Senato e della Costituzione americana». Come sottolineato anche dall'Associated Press, il processo di elezione è stato perfettamente legale.<br />A scatenare la rabbia dei democratici non è in realtà l'opportunità dell'elezione di un giudice a pochi giorni dal voto presidenziale, quanto il significato della nomina di Barrett, che potrebbe spostare l'orientamento della Corte Suprema in senso conservatore. Trump ha infatti nominato tre giudici in quattro anni e ora la Corte più potente degli Stati Uniti ha una maggioranza conservatrice di 6 magistrati a 3.<br />Il New York Times, come da mesi a questa parte, lancia l'allarme: la nomina di Barrett potrebbe «cambiare la vita americana» su temi che riguardano «il diritto all'aborto, i diritti degli omosessuali, i regolamenti per le aziende e l'ambiente». A sostegno di questa tesi vengono rispolverate dichiarazioni vecchie di 15 anni di Barrett contro la sentenza Roe v Wade che legalizzò l'aborto nel 1973 o altre più recenti contro l'Obamacare. Ma come ha risposto la madre di sette figli al fuoco di fila di domande dei membri della Commissione giustizia del Senato, «io non seguo la legge di Amy. Applicherò la Costituzione senza paura e senza favoritismi».<br /><br />... MA NON LE PERDONANO DI ESSERE CATTOLICA<br />I progressisti temono Barrett perché, nonostante il curriculum prestigioso e inattaccabile, ha solo 48 anni e perché è «cattolica e palesemente pro life». Ma come dichiarato in un'intervista a Tempi da Paolo Carozza, professore alla Law School dell'Università di Notre Dame, Indiana, dove è direttore del Kellogg Institute for International Studies, amico e collega di Barrett da oltre vent'anni, «la Corte suprema non vive di questioni di principio, nessuno può sapere come Barrett voterà sull'aborto piuttosto che sui finanziamenti ai partiti. I giudici sono indipendenti, non possono intestarsi una campagna politica in toga. Solo per fare due esempi recenti: a giugno la progressista Elena Kagan ha votato con i conservatori per esentare i datori di lavoro con obiezioni religiose dal "mandato di contraccezione" voluto da Obama. Lo stesso mese Neil Gorsuch, di nomina trumpiana, ha guidato la squadra liberal e scritto la sentenza che certifica che gay e transgender non possono essere licenziati a causa dell'orientamento o dell'identità sessuale. Quello che non si perdona a Barrett è il suo essere cattolica di stampo tradizionale, fedele al magistero della Chiesa. Inoltre, si è formata in istituzioni che non sono state rappresentate alla Corte suprema da decenni e in generale poco considerate dalle élite culturali del paese. In qualche modo rappresenta un'America messa da parte, ignorata quando non cancellata dalle élite».<br /><br />Nota di BastaBugie: Ermes Dovico nell'articolo seguente dal titolo "Barrett alla Corte Suprema, sì definitivo del Senato" racconta come e perché il Senato americano ha confermato la nomina fatta da Donald Trump. Quindi Amy Coney Barrett siederà alla Corte Suprema, dove la giudice cattolica e madre di sette figli (due adottati) prenderà il posto della liberal Ruth Bader Ginsburg.<br />Ecco l'articolo completo pubblicato su La Nuova Bussola Quotidiana il 27-10-2020:<br />Nella serata di lunedì 26 ottobre, mentre in Italia era già passata la mezzanotte, è arrivata la tanto attesa conferma: Amy Coney Barrett siederà alla Corte Suprema, dove prende il posto rimasto vacante a seguito della morte della liberal Ruth Bader Ginsburg.<br />Il Senato americano ha quindi confermato, con un voto di 52-48, la giudice nominata da Donald Trump. A nulla sono valse, dunque, le resistenze e i tentativi di boicottaggio del voto messi in atto dal Partito Democratico, che ha cercato in ogni modo di ostacolare l'insediamento della giudice cattolica e madre di sette figli, di cui due adottati ad Haiti, formatasi alla Notre Dame Law School, in cui è stata per anni docente, ed erede (nonché per un anno impiegata nel suo studio) di Antonin Scalia, al quale l'accomuna giuridicamente la dottrina dell'originalismo, cioè l'interpretazione della Costituzione nel suo senso originale.<br />Alla fine anche la 'dissidente' Repubblicana Lisa Murkowski, nota per le sue posizioni abortiste, ha votato per la conferma della Barrett, essendo rimasta convinta delle sue eccellenti qualità professionali. L'unica defezione, attesa, nel Gop è stata quella di Susan Collins, che ha votato contro la conferma.<br />Diversi gruppi pro vita statunitensi hanno già espresso la loro gioia per il sì definitivo del Senato alla Barrett. «La conferma del giudice Barrett segna un punto di svolta nella lotta per proteggere i bambini non nati e le madri», ha detto Marjorie Dannenfelser, presidente della Susan B. Anthony List. «Il popolo americano - ha aggiunto la Dannenfelser - può ora vedere un barlume di luce alla fine di un tunnel buio, quando la Corte Suprema può finalmente restituire al popolo la possibilità di emanare leggi che riflettono i loro valori e che salvino vite».<br />Il riferimento è, in primis, alla famigerata sentenza Roe vs Wade che nel 1973, parlando di diritto alla privacy e stravolgendo il senso della Costituzione, ha imposto la legalizzazione dell'aborto in tutti e 50 gli Stati federati, fino allora liberi di disciplinare la materia. Al riguardo di quella decisione, Amy Barrett ha detto più volte che non si tratta di un «super precedente», in quanto non gode del consenso - né a livello giuridico né di opinione pubblica - necessario per considerarlo tale. Tradotto - anche se il tutto va verificato alla prova dei fatti e nel caso se ne presenti l'occasione - significa che la Roe vs Wade può essere ribaltata.<br />La conferma della Barrett cambia gli equilibri nella Corte Suprema, dove i giudici di area conservatrice (John Roberts, Clarence Thomas, Samuel Alito, Neil Gorsuch, Brett Kavanaugh e appunto Amy Coney Barrett, gli ultimi tre nominati da Trump) godono adesso di una maggioranza, almeno sulla carta, di 6-3. Scriviamo "sulla carta" perché Roberts ha votato più volte con i liberal, come per esempio nella decisione pro Lgbt di giugno 2020 (in merito ai licenziamenti); e con lui, in quell'occasione, ha votato anche Gorsuch. Lo stesso Kavanaugh ha deluso in più circostanze le aspettative dei pro life, o votando con i liberal o votando nel verso giusto ma adducendo ragioni meramente formali. Inoltre, rimane il timore, nel caso di vittoria di Joe Biden alle presidenziali, che i Dem possano forzare la mano accrescendo - rispetto ai tradizionali nove - il numero dei giudici della Corte Suprema ("pack the court" è l'espressione che si usa negli Stati Uniti), in modo da nominare membri favorevoli alla loro linea politica e spostare di conseguenza gli equilibri. Sul tema, Biden ha eluso una risposta diretta e detto di voler creare «una commissione bipartisan di studiosi» per «riformare» la giustizia federale.<br />Quel che è certo, comunque, è che intanto la Barrett, per la sua formazione e le sue dichiarazioni pubbliche, rafforza le speranze di vedere difesi il diritto alla vita dal concepimento e la libertà religiosa.<br />Va notato il fatto che, nonostante la feroce campagna dei Democratici e dell'intera industria abortista contro di lei, il consenso popolare verso la Barrett, dal momento della nomina da parte di Trump, è andato crescendo nei giorni delle sue audizioni al Senato, dove la donna ha risposto anche alle domande più assurde dando prova di grande intelligenza e professionalità. Uno dei più recenti sondaggi, svolto da Morning Consult/Politico sui votanti di ogni area politica, ha trovato favorevoli alla conferma della giudice il 51% degli americani, contro il 28% di contrari.<br /> <br />Titolo originale: Amy Coney Barrett è un nuovo giudice della Corte Suprema americana<br />Fonte: Tempi, 27 ottobre 2020<br />Pubblicato su BastaBugie n. 688]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/41686921</guid><pubDate>Wed, 28 Oct 2020 20:28:01 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/41686921/la_donna_che_cambiera_l_america_in_meglio.mp3" length="10810513" type="audio/mpeg"/><itunes:author>BastaBugie</itunes:author><itunes:subtitle>TESTO DELL'ARTICOLO ➜http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6333&#13;
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LA DONNA CHE CAMBIERA' L'AMERICA... IN MEGLIO! di Leone Grotti&#13;
La nomina di Amy Coney Barrett a nuovo giudice della Corte Suprema è stata confermata ieri dal Senato con 52 voti...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜<a href="http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6333" rel="noopener">http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6333</a><br /><br />LA DONNA CHE CAMBIERA' L'AMERICA... IN MEGLIO! di Leone Grotti<br />La nomina di Amy Coney Barrett a nuovo giudice della Corte Suprema è stata confermata ieri dal Senato con 52 voti a favore contro 48. Giudice della Corte d'appello del settimo circuito di Chicago, professore di diritto all'Università di Notre Dame, Indiana, e pupilla di Antonin Scalia, tra gli interpreti più conservatori della Costituzione statunitense, Barrett dopo aver giurato ieri sera alla Casa Bianca prenderà il posto dell'icona liberal Ruth Bader Ginsburg, deceduta per un cancro a 87 anni il 18 settembre.<br />È la prima volta che un candidato alla Corte Suprema non riceve neanche un voto dall'opposizione e questo dato riflette la profonda divisione della società americana. I democratici hanno fortemente criticato Donald Trump - per lui, commenta il Guardian, questa è senza dubbio una «vittoria politica a pochi giorni dal voto» - per non aver atteso l'esito delle elezioni presidenziali, che si terranno il 3 novembre, prima di procedere alla nomina. La senatrice Elizabeth Warren ha definito il voto addirittura «illegittimo», senza citare il fatto che Barack Obama nel 2016 tentò di fare la stessa cosa: sostituire Scalia, morto nel febbraio di quell'anno, con un giudice progressista. L'operazione non riuscì non per quelle ragioni di opportunità che sollevano ora i democratici contro Trump, ma perché non aveva la maggioranza al Senato.<br /><br />L'ELEZIONE È PERFETTAMENTE LEGALE...<br />L'attuale leader della maggioranza repubblicana al Senato, Mitch McConnell, ha invece giustificato così la scelta di procedere subito alla nomina di un nuovo giudice: «Abbiamo vinto le elezioni. Ciò che questa amministrazione e il Senato hanno fatto è esercitare il potere che il popolo americano ci ha dato attraverso il voto. E questo è perfettamente in linea con le regole del Senato e della Costituzione americana». Come sottolineato anche dall'Associated Press, il processo di elezione è stato perfettamente legale.<br />A scatenare la rabbia dei democratici non è in realtà l'opportunità dell'elezione di un giudice a pochi giorni dal voto presidenziale, quanto il significato della nomina di Barrett, che potrebbe spostare l'orientamento della Corte Suprema in senso conservatore. Trump ha infatti nominato tre giudici in quattro anni e ora la Corte più potente degli Stati Uniti ha una maggioranza conservatrice di 6 magistrati a 3.<br />Il New York Times, come da mesi a questa parte, lancia l'allarme: la nomina di Barrett potrebbe «cambiare la vita americana» su temi che riguardano «il diritto all'aborto, i diritti degli omosessuali, i regolamenti per le aziende e l'ambiente». A sostegno di questa tesi vengono rispolverate dichiarazioni vecchie di 15 anni di Barrett contro la sentenza Roe v Wade che legalizzò l'aborto nel 1973 o altre più recenti contro l'Obamacare. Ma come ha risposto la madre di sette figli al fuoco di fila di domande dei membri della Commissione giustizia del Senato, «io non seguo la legge di Amy. Applicherò la Costituzione senza paura e senza favoritismi».<br /><br />... MA NON LE PERDONANO DI ESSERE CATTOLICA<br />I progressisti temono Barrett perché, nonostante il curriculum prestigioso e inattaccabile, ha solo 48 anni e perché è «cattolica e palesemente pro life». Ma come dichiarato in un'intervista a Tempi da Paolo Carozza, professore alla Law School dell'Università di Notre Dame, Indiana, dove è direttore del Kellogg Institute for International Studies, amico e collega di Barrett da oltre vent'anni, «la Corte suprema non vive di questioni di principio, nessuno può sapere come Barrett voterà sull'aborto piuttosto che sui finanziamenti ai partiti. I giudici sono indipendenti, non possono intestarsi una campagna politica in toga. Solo per fare due esempi recenti: a giugno la progressista Elena...]]></itunes:summary><itunes:duration>676</itunes:duration><itunes:keywords>barret,cattolica,corte,life,pro,suprema</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/756e4d6ee73c102e65f0540b336abef0.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Biden contro Trump: i democratici vogliono cambiare le regole per vincere anche se perdono</title><link>https://www.spreaker.com/episode/biden-contro-trump-i-democratici-vogliono-cambiare-le-regole-per-vincere-anche-se-perdono--41446319</link><description><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜<a href="http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6317" rel="noopener">http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6317</a><br /><br />BIDEN CONTRO TRUMP: I DEMOCRATICI VOGLIONO CAMBIARE LE REGOLE PER VINCERE ANCHE SE PERDONO di Stefano Magni<br />I sondaggi danno per vincente Joe Biden, con ampi margini. Ma i democratici stanno preparandosi a non perdere, in ogni circostanza, anche se le elezioni dovessero riservare sorprese, anche a costo di cambiare le regole del gioco. Le due proposte che potrebbero mutare il volto alla democrazia americana sono, nell'immediato, il ricorso al 25mo emendamento, dunque la rimozione di un presidente non più in grado (per motivi fisici o mentali) di ricoprire la sua carica. Nel lungo periodo, è invece la possibilità di riforma della composizione della Corte Suprema.<br />Partendo dai sondaggi: i Democratici, in teoria, dovrebbero dormire sonni tranquilli. Stando agli ultimi rilevamenti (12 ottobre), la media dei sondaggi effettuata da Real Clear Politics, dà Biden in vantaggio di 10,2 punti nel voto popolare (su scala nazionale) e di 4,7 punti, in media, nel voto degli Stati in bilico, che potrebbero determinare la vittoria o la sconfitta del candidato. Proprio negli Stati in bilico, Biden registra un vantaggio sostanzialmente analogo a quel che era attribuito alla Clinton 4 anni fa. Se sbagliarono allora, potrebbero sbagliarsi anche oggi nella previsione del voto negli Stati in bilico? Dev'essere questo aspetto che non permette ai Democratici di restare troppo tranquilli e che spiega l'iper-attivismo di queste settimane. Iper-attivismo dei media e dei politici del Congresso, non certo di Biden che sta continuando la sua campagna a bassissimo profilo, con pochi discorsi, nessuna apparizione dal vivo, mascherina sempre indossata.<br /><br />CONTRO TRUMP<br />La bordata sparata da Nancy Pelosi, speaker della Camera, è sicuramente dirompente: ha chiesto di discutere ufficialmente l'invocazione del 25mo emendamento, cioè trasferimento dei poteri del presidente in caso di malattia o incapacità di intendere e di volere. Il 25mo emendamento, nella storia recente, non è mai stato invocato in questo modo dal Congresso, in opposizione ad un presidente in carica. Fu invocato dai presidenti stessi, nel momento in cui erano incapacitati di esercitare le loro funzioni, per trasferire temporaneamente il potere ai loro vicepresidenti, oppure dal Congresso per sostituire presidenti già dimissionari (per sostituire Nixon con Ford e per nominare Rockefeller vicepresidente di quest'ultimo).<br />Qui la situazione è completamente differente perché Trump è in carica, è stato dichiarato guarito dai medici dell'ospedale Walter Reed che lo hanno curato dal Covid-19 (da ieri non è neppure più ritenuto contagioso) non ha alcuna intenzione di cedere i poteri al suo vicepresidente. Tecnicamente si tratterebbe di un golpe bianco, dunque: un tentativo della Camera di esautorare il presidente contro la sua volontà. Il tentativo di invocare il 25mo emendamento non ha, comunque, sortito alcun effetto pratico. E difficilmente si farà qualcosa, considerando che i Democratici hanno la maggioranza solo alla Camera. Ma dopo il tentativo di impeachment, finito con un nulla di fatto nel gennaio scorso, questa è la dimostrazione che Nancy Pelosi, alla guida della maggioranza Democratica alla Camera, vuole comunque esautorare il presidente e sta usando tutti i mezzi legali per farlo. Pur sapendo di non avere i numeri, sta minando la legittimità della prossima, eventuale, amministrazione Trump. Se dovesse essere rieletto, il presidente Repubblicano avrebbe comunque alle sue spalle una procedura di impeachment e il dubbio (legale) che non sia in grado di esercitare la sua funzione. E' una destabilizzazione deliberata delle istituzioni che potrebbe ritorcersi contro gli stessi Democratici, qualora dovessero esprimere loro il presidente.<br /><br />DISTRUGGERE LA CORTE SUPREMA<br />Ma il tentativo di destabilizzazione più grande è quello che pende sulla composizione della Corte Suprema. La prospettiva di una super-maggioranza conservatrice, con la nomina della giudice cattolica Amy Coney Barrett (per la quale sono incominciate ieri le audizioni in Senato), ha spinto senatori democratici, a partire dal leader del loro gruppo, Chuck Schumer, a proporre un'espansione del numero dei giudici della Corte Suprema. Anche in questo caso si tratta di una mossa quasi senza precedenti: occorre risalire al 1937 quando Franklin Delano Roosevelt, per contrastare il potere dei giudici supremi più anziani, propose una legge per espandere l'organo supremo della magistratura fino a 15 membri, invece dei 9 canonici. L'idea è stata rilanciata da Alexandria Ocasio Cortez in pubblico e su di essa Joe Biden sta giocando in modo ambiguo la sua campagna elettorale. Nel corso del dibattito televisivo presidenziale con Donald Trump, non ha risposto alla domanda se avesse realmente intenzione di riformare la Corte. Nel successivo dibattito, fra vicepresidenti, neppure Kamala Harris ha risposto. Venerdì scorso, incalzato dai giornalisti ("la gente ha diritto di conoscere le sue intenzioni sulla Corte Suprema"), Biden ha risposto candidamente che: la gente non ha diritto di sapere quali siano le sue intenzioni. Dunque tutte le opzioni sono sul tavolo: una volta vinta la Casa Bianca e l'eventuale maggioranza in entrambe le camere del Congresso, il nuovo presidente democratico potrebbe benissimo decidere di aumentare il numero dei giudici della Corte Suprema. Solo in questo modo, i giudici conservatori potrebbero essere messi in minoranza e non potrebbero più influire sulle sentenze che riguardano anche tutti i principi non negoziabili, a partire dal diritto alla vita dei nascituri. Kamala Harris e Biden, abortisti convinti, non vogliono permetterlo. E se il popolo dovesse ancora scegliere Trump, allora cambieranno il popolo?<br /><br />Nota di BastaBugie: per approfondire l'argomento leggi i seguenti articoli<br /><br />TRUMP BLINDA I PRINCIPI NON NEGOZIABILI CON LA NOMINA DI AMY BARRETT ALLA CORTE SUPREMA<br />Vista l'età giovane dei membri di nomina repubblicana, il tribunale si prospetta, negli anni a venire, come un baluardo contro le aggressioni ai principi non negoziabili<br />di Luca Marcolivio<br /><a href="http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6314" rel="noopener">http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6314</a><br /><br />LA DECISIONE DI TRUMP CHE CAMBIERA' IL MONDO<br />Con la cattolica Amy Coney Barrett alla Corte Suprema l'aborto ha le ore contate (VIDEO: Trump nomina Amy Coney Barrett)<br />di Ermes Dovico<br /><a href="http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6307" rel="noopener">http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6307</a><br /> <br />Titolo originale: Usa: i Democratici vogliono cambiare le regole del gioco<br />Fonte: La Nuova Bussola Quotidiana, 13-10-2020<br />Pubblicato su BastaBugie n. 686]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/41446319</guid><pubDate>Tue, 13 Oct 2020 22:33:35 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/41446319/biden_contro_trump_i_democratici_vogliono_cambiare_le_regole_per_vincere_anche_se_perdono.mp3" length="7105305" type="audio/mpeg"/><itunes:author>BastaBugie</itunes:author><itunes:subtitle>TESTO DELL'ARTICOLO ➜http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6317&#13;
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BIDEN CONTRO TRUMP: I DEMOCRATICI VOGLIONO CAMBIARE LE REGOLE PER VINCERE ANCHE SE PERDONO di Stefano Magni&#13;
I sondaggi danno per vincente Joe Biden, con ampi margini. Ma i...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜<a href="http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6317" rel="noopener">http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6317</a><br /><br />BIDEN CONTRO TRUMP: I DEMOCRATICI VOGLIONO CAMBIARE LE REGOLE PER VINCERE ANCHE SE PERDONO di Stefano Magni<br />I sondaggi danno per vincente Joe Biden, con ampi margini. Ma i democratici stanno preparandosi a non perdere, in ogni circostanza, anche se le elezioni dovessero riservare sorprese, anche a costo di cambiare le regole del gioco. Le due proposte che potrebbero mutare il volto alla democrazia americana sono, nell'immediato, il ricorso al 25mo emendamento, dunque la rimozione di un presidente non più in grado (per motivi fisici o mentali) di ricoprire la sua carica. Nel lungo periodo, è invece la possibilità di riforma della composizione della Corte Suprema.<br />Partendo dai sondaggi: i Democratici, in teoria, dovrebbero dormire sonni tranquilli. Stando agli ultimi rilevamenti (12 ottobre), la media dei sondaggi effettuata da Real Clear Politics, dà Biden in vantaggio di 10,2 punti nel voto popolare (su scala nazionale) e di 4,7 punti, in media, nel voto degli Stati in bilico, che potrebbero determinare la vittoria o la sconfitta del candidato. Proprio negli Stati in bilico, Biden registra un vantaggio sostanzialmente analogo a quel che era attribuito alla Clinton 4 anni fa. Se sbagliarono allora, potrebbero sbagliarsi anche oggi nella previsione del voto negli Stati in bilico? Dev'essere questo aspetto che non permette ai Democratici di restare troppo tranquilli e che spiega l'iper-attivismo di queste settimane. Iper-attivismo dei media e dei politici del Congresso, non certo di Biden che sta continuando la sua campagna a bassissimo profilo, con pochi discorsi, nessuna apparizione dal vivo, mascherina sempre indossata.<br /><br />CONTRO TRUMP<br />La bordata sparata da Nancy Pelosi, speaker della Camera, è sicuramente dirompente: ha chiesto di discutere ufficialmente l'invocazione del 25mo emendamento, cioè trasferimento dei poteri del presidente in caso di malattia o incapacità di intendere e di volere. Il 25mo emendamento, nella storia recente, non è mai stato invocato in questo modo dal Congresso, in opposizione ad un presidente in carica. Fu invocato dai presidenti stessi, nel momento in cui erano incapacitati di esercitare le loro funzioni, per trasferire temporaneamente il potere ai loro vicepresidenti, oppure dal Congresso per sostituire presidenti già dimissionari (per sostituire Nixon con Ford e per nominare Rockefeller vicepresidente di quest'ultimo).<br />Qui la situazione è completamente differente perché Trump è in carica, è stato dichiarato guarito dai medici dell'ospedale Walter Reed che lo hanno curato dal Covid-19 (da ieri non è neppure più ritenuto contagioso) non ha alcuna intenzione di cedere i poteri al suo vicepresidente. Tecnicamente si tratterebbe di un golpe bianco, dunque: un tentativo della Camera di esautorare il presidente contro la sua volontà. Il tentativo di invocare il 25mo emendamento non ha, comunque, sortito alcun effetto pratico. E difficilmente si farà qualcosa, considerando che i Democratici hanno la maggioranza solo alla Camera. Ma dopo il tentativo di impeachment, finito con un nulla di fatto nel gennaio scorso, questa è la dimostrazione che Nancy Pelosi, alla guida della maggioranza Democratica alla Camera, vuole comunque esautorare il presidente e sta usando tutti i mezzi legali per farlo. Pur sapendo di non avere i numeri, sta minando la legittimità della prossima, eventuale, amministrazione Trump. Se dovesse essere rieletto, il presidente Repubblicano avrebbe comunque alle sue spalle una procedura di impeachment e il dubbio (legale) che non sia in grado di esercitare la sua funzione. 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Non è certo una novità nemmeno la presenza femminile nella stessa Corte. Con la recente nomina di Amy Barrett, tuttavia, il presidente Donald Trump ha compiuto una scelta di campo, una delle più discusse nella storia della Corte Suprema, optando per una personalità che non passa inosservata. All'età di 48 anni, la Barrett diventa innanzitutto il più giovane giudice mai nominato alla Corte Suprema. È inoltre una pro life e pro family convinta e, in tal senso, la sua vita privata ne dà testimonianza: sette figli di cui cinque naturali e due adottati. Uno dei bambini è affetto da sindrome di Down.<br />La sua nomina ha suscitato forti malumori tra i democratici per due ragioni. La prima è di carattere istituzionale: avendo sostituito nel giro di poco più di una settimana, Ruth Bader Ginsburg (deceduta lo scorso 18 settembre, all'età di 87 anni), Trump, oltre a rafforzare la maggioranza conservatrice all'interno della Corte, potrebbe avere "le spalle coperte" in caso di eventuali schede elettorali contestate durante le elezioni del 3 novembre prossimo. Il motivo più rilevante, per cui la nomina di Amy Barrett fa discutere, è tuttavia nel suo profilo e nelle sue idee. In due occasioni, in qualità di giudice federale, la Barrett ha avuto di fronte come controparte nientemeno che Planned Parenthood: nel 2018 intervenne in un contenzioso tra il colosso abortista e lo stato dell'Indiana, che difendeva il diritto sancito per legge alla sepoltura o cremazione dei bambini abortiti; nel 2019, sempre con riferimento a una legge dell'Indiana, la Barrett votò per l'obbligo di informare i genitori, nel caso in cui a richiedere di abortire fosse una minore.<br /><br />CHI È AMY VIVIAN CONEY?<br />Nata a New Orleans il 28 gennaio 1972, Amy Vivian Coney, ha due lauree conseguite entrambe con il massimo dei voti: la prima in letteratura inglese al Rhodes College, la seconda in legge alla prestigiosa Notre Dame Law School, dove è stata premiata con una borsa di studio, come miglior allieva della sua classe. I brillanti risultati le hanno spianato la strada nella carriera forense e accademica. Amy Barrett ha lavorato alla Corte d'Appello per il Distretto di Columbia e ha insegnato alla George Washington University e alla Notre Dame Law School. Nel 2017, il presidente Trump l'ha nominata giudice federale alla Corte d'Appello degli USA per il VII Distretto, comprendente i tribunali degli stati dell'Illinois, dell'Indiana e del Wisconsin.<br />Sposata con l'avvocato Jesse Barrett, la nuova giudice della Corte Suprema ha adottato assieme al marito due bambini haitiani, uno dei quali rimasto orfano dopo il terremoto del 2010. Non potendo per questo essere tacciata di razzismo, sui social qualcuno si è inventato l'accusa di "colonialismo" contro i coniugi Barrett. La verità è che una donna di successo in grado di gestire anche una famiglia così numerosa, è destinata a suscitare invidie e malignità. «Pur essendo un giudice, a casa sono nota più come genitore di stanza, autista e organizzatrice di compleanni», ha dichiarato scherzosamente Barrett alla Casa Bianca, nel suo discorso di accettazione della nomina. «I nostri figli sono la mia gioia più grande, sebbene mi privino di una considerevole quantità di sonno». Riguardo alla pena di morte, Barrett ha più volte firmato ordini di esecuzione, tuttavia, in più occasioni ha affermato il diritto del giudice a ricusare tali cause e ad esercitare l'obiezione di coscienza.<br />Amy Barrett ha sempre indicato il suo "mentore" in Antonin Scalia (1936-2016), anch'egli giudice della Corte Suprema (1986-2016) e pro life convinto, presso il cui ufficio fu impiegata tra il 1998 e il 1999. «La sua filosofia giuridica è anche la mia - ha detto Barrett riguardo a Scalia -. Un giudice deve applicare la legge così com'è scritta. I giudici non sono uomini politici e devono essere rigorosi nel mettere da parte le proprie eventuali opinioni politiche". Una dottrina denominata "originalismo" che contrasta con la prassi di molti magistrati progressisti, tendenti a legiferare attraverso le sentenze, specie riguardo ai temi eticamente sensibili.<br /><br />SU TUTTE LE FURIE I MILITANTI LGBT<br />La nomina di Amy Barrett ha mandato su tutte le furie i militanti lgbt. La nuova giudice della Corte Suprema si è infatti espressa contro la sentenza Obergefell vs. Hodges del 2015, che sancisce il matrimonio egualitario e contro il libero accesso dei transgender alle toilette pubbliche riservate a un sesso biologico diverso. In occasione del Sinodo sulla famiglia del 2015, Barrett fu tra le donne co-firmatarie di una lettera rivolta ai padri sinodali, in cui si sostenevano il «valore della vita umana dal concepimento alla morte naturale», la «complementarità di uomini e donne», l'«apertura alla vita e il dono della maternità»; e il «matrimonio e la famiglia fondati sull'impegno indissolubile di un uomo e una donna». Barrett, che fa parte del gruppo ecumenico People Praise (legato al Movimento Carismatico), è stata frettolosamente etichettata dai liberal come una "fondamentalista" cattolica ultraconservatrice. La senatrice democratica Dianne Feinsten, durante un'audizione, le disse: «Il dogma vive rumorosamente dentro di te e questo è preoccupante». In realtà, Barrett ha sempre rivendicato un approccio "laico" alla professione giuridica. «Non è mai appropriato che un giudice imponga le convinzioni personali sulla legge, sia che derivino dalla fede o da qualsiasi altra cosa», si difese Barrett durante quella stessa audizione. Rimane il fatto che la nuova giudice della Corte Suprema ha sempre interpretato la legge a favore della vita, senza mai tradire i suoi principi.<br />Se la recente nomina da parte di Donald Trump sarà ratificata dal Senato nelle prossime settimane, la nuova Corte Suprema si caratterizzerà per un orientamento conservatore e pro life mai avuto nel recente passato. Vista anche l'età relativamente giovane di tutti i membri di nomina repubblicana, il massimo tribunale americano si prospetta, negli anni a venire, come un baluardo contro tutte le aggressioni ai principi non-negoziabili. Anche se a novembre, quindi, il nuovo presidente dovesse diventare Joe Biden, anche se un domani entrambi i rami del Congresso diventassero a maggioranza democratica, per il diritto alla vita e per la famiglia naturale, il lume della speranza rimarrebbe più acceso che mai.<br /><br />Nota di BastaBugie: per approfondire l'argomento e leggere il seguente articolo puoi cliccare sul link<br /><br />LA DECISIONE DI TRUMP CHE CAMBIERA' IL MONDO<br />Con la cattolica Amy Coney Barrett alla Corte Suprema l'aborto ha le ore contate (VIDEO: Trump nomina Amy Coney Barrett)<br />di Ermes Dovico<br /><a href="http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6307" rel="noopener">http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6307</a><br /> <br />Titolo originale: Corte Suprema: con la nomina di Amy Barrett Trump blinda i principi non negoziabili<br />Fonte: Provita & Famiglia, 29/09/2020<br />Pubblicato su BastaBugie n. 685]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/41338063</guid><pubDate>Wed, 07 Oct 2020 04:00:37 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/41338063/trump_blinda_i_principi_non_negoziabili_con_la_nomina_di_amy_barrett_alla_corte_suprema.mp3" length="7879365" type="audio/mpeg"/><itunes:author>BastaBugie</itunes:author><itunes:subtitle>TESTO DELL'ARTICOLO ➜http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6314&#13;
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TRUMP BLINDA I PRINCIPI NON NEGOZIABILI CON LA NOMINA DI AMY BARRETT ALLA CORTE SUPREMA di Luca Marcolivio&#13;
La presenza di giudici cattolici alla Corte Suprema degli Stati Uniti...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜<a href="http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6314" rel="noopener">http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6314</a><br /><br />TRUMP BLINDA I PRINCIPI NON NEGOZIABILI CON LA NOMINA DI AMY BARRETT ALLA CORTE SUPREMA di Luca Marcolivio<br />La presenza di giudici cattolici alla Corte Suprema degli Stati Uniti non è una novità: ve ne sono infatti, attualmente, ben cinque su otto. Non è certo una novità nemmeno la presenza femminile nella stessa Corte. Con la recente nomina di Amy Barrett, tuttavia, il presidente Donald Trump ha compiuto una scelta di campo, una delle più discusse nella storia della Corte Suprema, optando per una personalità che non passa inosservata. All'età di 48 anni, la Barrett diventa innanzitutto il più giovane giudice mai nominato alla Corte Suprema. È inoltre una pro life e pro family convinta e, in tal senso, la sua vita privata ne dà testimonianza: sette figli di cui cinque naturali e due adottati. Uno dei bambini è affetto da sindrome di Down.<br />La sua nomina ha suscitato forti malumori tra i democratici per due ragioni. La prima è di carattere istituzionale: avendo sostituito nel giro di poco più di una settimana, Ruth Bader Ginsburg (deceduta lo scorso 18 settembre, all'età di 87 anni), Trump, oltre a rafforzare la maggioranza conservatrice all'interno della Corte, potrebbe avere "le spalle coperte" in caso di eventuali schede elettorali contestate durante le elezioni del 3 novembre prossimo. Il motivo più rilevante, per cui la nomina di Amy Barrett fa discutere, è tuttavia nel suo profilo e nelle sue idee. In due occasioni, in qualità di giudice federale, la Barrett ha avuto di fronte come controparte nientemeno che Planned Parenthood: nel 2018 intervenne in un contenzioso tra il colosso abortista e lo stato dell'Indiana, che difendeva il diritto sancito per legge alla sepoltura o cremazione dei bambini abortiti; nel 2019, sempre con riferimento a una legge dell'Indiana, la Barrett votò per l'obbligo di informare i genitori, nel caso in cui a richiedere di abortire fosse una minore.<br /><br />CHI È AMY VIVIAN CONEY?<br />Nata a New Orleans il 28 gennaio 1972, Amy Vivian Coney, ha due lauree conseguite entrambe con il massimo dei voti: la prima in letteratura inglese al Rhodes College, la seconda in legge alla prestigiosa Notre Dame Law School, dove è stata premiata con una borsa di studio, come miglior allieva della sua classe. I brillanti risultati le hanno spianato la strada nella carriera forense e accademica. Amy Barrett ha lavorato alla Corte d'Appello per il Distretto di Columbia e ha insegnato alla George Washington University e alla Notre Dame Law School. Nel 2017, il presidente Trump l'ha nominata giudice federale alla Corte d'Appello degli USA per il VII Distretto, comprendente i tribunali degli stati dell'Illinois, dell'Indiana e del Wisconsin.<br />Sposata con l'avvocato Jesse Barrett, la nuova giudice della Corte Suprema ha adottato assieme al marito due bambini haitiani, uno dei quali rimasto orfano dopo il terremoto del 2010. Non potendo per questo essere tacciata di razzismo, sui social qualcuno si è inventato l'accusa di "colonialismo" contro i coniugi Barrett. La verità è che una donna di successo in grado di gestire anche una famiglia così numerosa, è destinata a suscitare invidie e malignità. «Pur essendo un giudice, a casa sono nota più come genitore di stanza, autista e organizzatrice di compleanni», ha dichiarato scherzosamente Barrett alla Casa Bianca, nel suo discorso di accettazione della nomina. «I nostri figli sono la mia gioia più grande, sebbene mi privino di una considerevole quantità di sonno». Riguardo alla pena di morte, Barrett ha più volte firmato ordini di esecuzione, tuttavia, in più occasioni ha affermato il diritto del giudice a ricusare tali cause e ad esercitare l'obiezione di coscienza.<br />Amy Barrett ha sempre indicato il suo "mentore" in Antonin Scalia (1936-2016), anch'egli giudice della Corte Suprema (1986-2016)...]]></itunes:summary><itunes:duration>493</itunes:duration><itunes:keywords>amy,barrett,corte,principi,suprema</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/0657fdd1b1eb59d48008dd0889c9e604.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>La decisione di Trump che cambierà il mondo</title><link>https://www.spreaker.com/episode/la-decisione-di-trump-che-cambiera-il-mondo--41212639</link><description><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜<a href="http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6307" rel="noopener">http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6307</a><br /><br />LA DECISIONE DI TRUMP CHE CAMBIERA' IL MONDO<br />Con Amy Coney Barrett alla Corte Suprema l'aborto in America ha le ore contate<br />di Ermes Dovico<br />Dopo giorni di pronostici e indiscrezioni, adesso c’è la certezza: Donald Trump ha nominato Amy Coney Barrett come candidata a prendere il posto alla Corte Suprema lasciato libero dalla morte di Ruth Bader Ginsburg. La nomina, la terza di questo tipo in appena quattro anni di mandato per Trump, è stata ufficializzata dal presidente americano alle 17 di ieri a Washington (le 23 in Italia), in una cerimonia breve ma di grande significato.<br />Trump ha sottolineato le grandi «credenziali» della Barrett, attestate dal suo eccellente curriculum, e in particolare la sua «lealtà alla Costituzione». Davanti alla famiglia della giudice, ha detto che Amy è una «madre profondamente devota», che ha «un incredibile legame con il suo figlio più piccolo, con la sindrome di Down». Ne ha quindi ringraziato i sette figli (due adottati ad Haiti), chiamandoli per nome, «per aver condiviso la vostra mamma con il Paese», dove la Barrett contribuirà a difendere la «giustizia», la «libertà religiosa», la «sicurezza».<br />Amy, tenendo un atteggiamento umile, ha promesso dal canto suo di dare il meglio di sé, «se il Senato mi confermerà». E ha aggiunto: «Io amo gli Stati Uniti e la Costituzione americana». Si è soffermata nel ricordo della Ginsburg e nell’amicizia che questa aveva con il giudice Antonin Scalia, nonostante le idee agli antipodi (pro aborto la prima, pro vita il secondo). Ha quindi richiamato la propria esperienza professionale nell’ufficio dello stesso Scalia, da cui ha imparato una lezione fondamentale: «Un giudice deve applicare la legge com’è scritta», perché «un giudice non è un legislatore». Anche lei ha chiamato i suoi figli uno per uno, ha poi ringraziato il marito Jesse per il suo supporto fondamentale ed espresso gratitudine ai genitori. A conclusione dell’evento, la foto di Donald e Melania con la famiglia Barrett. A giudicare dalle premesse, è quello che si direbbe un buon inizio, con tanto di dichiarazioni programmatiche.<br /><br />LA GIOIA DEL MOVIMENTO PRO LIFE<br />Le previsioni, dunque, sono state rispettate, per la gioia del movimento pro life - che vedeva in Amy Coney Barrett la migliore candidata alla Corte Suprema - e il disappunto, per usare un eufemismo, dei gruppi abortisti che hanno fatto di tutto per gettare discredito su di lei. E non si tratta solo di una storia di questi giorni, ma di un pregiudizio che viene alimentato da anni.<br />Ricordiamo quanto avvenuto nel 2017, quando iniziò il suo lavoro come giudice federale alla Corte d’Appello per il Settimo Circuito (che interessa i tribunali di Illinois, Indiana e Wisconsin). Proprio in quell’anno, dopo essere stata nominata da Trump, divenne famosa anche fuori dai confini americani per una frase che la senatrice democratica di lungo corso Dianne Feinstein le rivolse durante l’udienza di conferma della nomina: «Il dogma vive con forza dentro di lei, e questo è preoccupante». La nomina fu poi confermata con un voto di 55-43.<br />Si è già accennato al tirocinio (dal 1998 al 1999) che la Barrett fece nell’ufficio del giudice di Corte Suprema, Antonin Scalia, ritenuto uno dei massimi esponenti dell’originalismo. In quel periodo si guadagnò dai suoi colleghi l’appellativo di “Conenator”, un gioco di parole tra il suo cognome da nubile e la sua capacità, come riporta il Chicago Tribune, di «distruggere argomenti legali inconsistenti». E la stessa Barrett, come risulta evidente anche dalle parole pronunciate ieri alla Casa Bianca, ha detto in passato di ispirarsi alla dottrina originalista, che intende interpretare la Costituzione nel significato originale di chi l’ha scritta.<br />Tra le altre esperienze professionali, vanno ricordati i diversi anni da docente universitaria in materie giuridiche alla Notre Dame Law School. Significativo è il discorso che la Barrett tenne nel 2006 davanti ai laureandi, in cui spiegò agli studenti che per distinguersi nel mondo quali laureati di un’università (cattolica) come la Notre Dame Law School avrebbero dovuto «sempre tenere a mente che la vostra carriera legale non è che un mezzo per arrivare a un fine», e «quel fine è costruire il regno di Dio».<br />Il nome di Amy Barrett figura tra quello delle donne cattoliche firmatarie di una lettera rivolta ai Padri del Sinodo sulla Famiglia del 2015. Nella missiva si ricordano la verità e bellezza degli insegnamenti della Chiesa sul «valore della vita umana dal concepimento alla morte naturale», sulla «complementarità di uomini e donne», «sull’apertura alla vita e il dono della maternità; e sul matrimonio e la famiglia fondati sull’impegno indissolubile di un uomo e una donna».<br /><br />PLANNED PARENTHOOD SUL PIEDE DI GUERRA<br />La Barrett è stata attaccata per la sua appartenenza a People of Praise. Sono stati ovviamente i media liberal americani (molti di loro, New York Times incluso, hanno tra l’altro fatto confusione con il nome di un altro gruppo, vedi qui) a dare il la al tentativo di screditarla, e quelli italiani hanno rilanciato parlando di «una sorta di setta» (La Repubblica) o anche di «oscura associazione religiosa» (Il Sole 24 Ore). Più semplicemente, come spiega il suo sito web, People of Praise è un gruppo carismatico che esiste dal 1971, riunisce cattolici (in prevalenza) e protestanti, e ha finalità ecumeniche. Dunque, il problema per i grandi giornali è questo gruppo - che al più può generare dibattito tra cristiani - o il fatto che una sua nota partecipante sia contro l’aborto?<br />A proposito, sono pochi i casi relativi all’aborto in cui è stata coinvolta nei tre anni da giudice federale. Il primo di questi, Planned Parenthood v. Commissioner, nel 2018, riguardava una legge dell’Indiana che chiedeva di seppellire o cremare i resti dei bambini abortiti. La Barrett votò nel senso di consentire allo stato dell’Indiana di difendere la sua legge nel corso di un’udienza con la corte al completo. Nello stesso senso votò in un altro caso, Planned Parenthood v. Box, nel 2019, quando il colosso abortista sfidò una legge dell’Indiana che richiedeva di informare i genitori prima di praticare l’aborto su una minore. In un terzo caso, Price v. City of Chicago, fu chiamata a pronunciarsi sulla legittimità di una “zona cuscinetto” all’esterno delle strutture abortive, così come stabilita da un’ordinanza della città di Chicago. Anche la Barrett, all’unanimità con gli altri giudici, votò per mantenere l’ordinanza perché uguale a una legge del Colorado che era stata avallata dalla Corte Suprema in un precedente giudizio - giudizio che le corti di grado inferiore sono tenute a rispettare.<br />Tornando alla sua nomina alla Corte Suprema, ora la palla passa al Senato, dove i Repubblicani hanno una maggioranza di 53-47. Possono quindi permettersi di perdere fino a tre voti, con la consapevolezza che Mike Pence, da presidente dell’assemblea, farebbe, in caso di pareggio, da ago della bilancia.<br /><br />Nota di BastaBugie: Andrea Marinelli nell'articolo seguente dal titolo "Amy Coney Barrett: chi sono gli originalisti di cui fa parte la giudice nominata da Trump" spiega cos'è la corrente conservatrice che vuole interpretare la costituzione per come è stata scritta dai padri fondatori, a cui appartiene Amy Coney Barrett.<br />Ecco l'articolo pubblicato sul Corriere della Sera il 27 settembre 2020:<br />Donald Trump ha nominato sabato sera Amy Coney Barrett per sostituire la giudice Ruth Bader Ginsburg, scomparsa venerdì 18 settembre a 87 anni. Ultraconservatrice, cattolica, «ACB» - così è stata già soprannominata - ha 48 anni ed è molto stimata da conservatori e progressisti, nonostante il partito democratico stia facendo muro contro la nomina, che sbilancerebbe a destra la Corte (con una maggioranza 6-3). Coney Barrett è però soprattutto una «originalista», ovvero parte di una corrente che interpreta la costituzione per come è stata scritta e intesa dai padri fondatori, quando la ratificarono il 21 giugno 1788. Secondo gli originalisti, il testo - entrato in vigore il 4 marzo 1789 - non dovrebbe essere interpretato secondo i tempi correnti e seguire quindi i cambiamenti della società americana, ma deve essere letto per come fu concepito dai firmatari. «Per un originalista», scrisse proprio Coney Barrett in un articolo pubblicato nel 2017 sulla Notre Dame Law Review, «il significato del testo è fisso, finché è rintracciabile».<br />Anche gli altri giudici nominati da Trump, Neil Gorsuch e Brett Kavanaugh, si considerano originalisti. Proprio al momento della nomina di Kavanaugh,nel luglio 2018, il consigliere giuridico di Trump Leonard Leo, vicepresidente esecutivo della conservatrice Federalist Society, dichiarò a Fox News che il presidente seguiva «un movimento che vuole spingere la Corte verso un maggior originalismo. La legge - chiariva Leo - ha un significato ben preciso». Il movimento, dunque, è strettamente legato alla destra americana, ma è soprattutto un codice: per i repubblicani definisce un giudice «non attivista» di sinistra, per i progressisti uno «molto conservatore». Per i sostenitori è la forma più pura di interpretazione del testo, per i detrattori è una filosofia legata invece «al passato discriminatorio degli Stati Uniti». Come ha scritto però il Washington Post, la spiegazione è ben più complessa di queste definizioni che cadono lungo le linee dei due partiti.<br />«L’originalista originale», come lo ha definito tempo fa Quartz, è stato Antonin Scalia, giudice ultraconservatore nominato da Ronald Reagan nel 1986, che ha reso questo «approccio storico» un popolare argomento di discussione fra giuristi, politici e avvocati conservatori, ma anche fra i liberal. Nei suoi trent’anni di mandato, Scalia ha avuto una profonda influenza sulla Corte Suprema, sostenendo che la Costituzione fosse un testo «morto», non «vivo» e quindi interpretabile. [...]<br />Il termine è stato coniato all’inizio de]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/41212639</guid><pubDate>Tue, 29 Sep 2020 20:17:35 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/41212639/barrett.mp3" length="14887705" type="audio/mpeg"/><itunes:author>BastaBugie</itunes:author><itunes:subtitle>TESTO DELL'ARTICOLO ➜http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6307&#13;
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LA DECISIONE DI TRUMP CHE CAMBIERA' IL MONDO&#13;
Con Amy Coney Barrett alla Corte Suprema l'aborto in America ha le ore contate&#13;
di Ermes Dovico&#13;
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Davanti alla famiglia della giudice, ha detto che Amy è una «madre profondamente devota», che ha «un incredibile legame con il suo figlio più piccolo, con la sindrome di Down». Ne ha quindi ringraziato i sette figli (due adottati ad Haiti), chiamandoli per nome, «per aver condiviso la vostra mamma con il Paese», dove la Barrett contribuirà a difendere la «giustizia», la «libertà religiosa», la «sicurezza».<br />Amy, tenendo un atteggiamento umile, ha promesso dal canto suo di dare il meglio di sé, «se il Senato mi confermerà». E ha aggiunto: «Io amo gli Stati Uniti e la Costituzione americana». Si è soffermata nel ricordo della Ginsburg e nell’amicizia che questa aveva con il giudice Antonin Scalia, nonostante le idee agli antipodi (pro aborto la prima, pro vita il secondo). Ha quindi richiamato la propria esperienza professionale nell’ufficio dello stesso Scalia, da cui ha imparato una lezione fondamentale: «Un giudice deve applicare la legge com’è scritta», perché «un giudice non è un legislatore». Anche lei ha chiamato i suoi figli uno per uno, ha poi ringraziato il marito Jesse per il suo supporto fondamentale ed espresso gratitudine ai genitori. A conclusione dell’evento, la foto di Donald e Melania con la famiglia Barrett. A giudicare dalle premesse, è quello che si direbbe un buon inizio, con tanto di dichiarazioni programmatiche.<br /><br />LA GIOIA DEL MOVIMENTO PRO LIFE<br />Le previsioni, dunque, sono state rispettate, per la gioia del movimento pro life - che vedeva in Amy Coney Barrett la migliore candidata alla Corte Suprema - e il disappunto, per usare un eufemismo, dei gruppi abortisti che hanno fatto di tutto per gettare discredito su di lei. E non si tratta solo di una storia di questi giorni, ma di un pregiudizio che viene alimentato da anni.<br />Ricordiamo quanto avvenuto nel 2017, quando iniziò il suo lavoro come giudice federale alla Corte d’Appello per il Settimo Circuito (che interessa i tribunali di Illinois, Indiana e Wisconsin). Proprio in quell’anno, dopo essere stata nominata da Trump, divenne famosa anche fuori dai confini americani per una frase che la senatrice democratica di lungo corso Dianne Feinstein le rivolse durante l’udienza di conferma della nomina: «Il dogma vive con forza dentro di lei, e questo è preoccupante». La nomina fu poi confermata con un voto di 55-43.<br />Si è già accennato al tirocinio (dal 1998 al 1999) che la Barrett fece nell’ufficio del giudice di Corte Suprema, Antonin Scalia, ritenuto uno dei massimi esponenti dell’originalismo. In quel periodo si guadagnò dai suoi colleghi l’appellativo di “Conenator”, un gioco di parole tra il suo cognome da nubile e la sua capacità, come riporta il Chicago Tribune, di «distruggere argomenti legali inconsistenti». E la stessa Barrett, come risulta evidente anche dalle parole pronunciate ieri alla Casa Bianca, ha detto in passato di ispirarsi alla dottrina originalista, che intende interpretare la Costituzione nel significato originale di chi l’ha scritta.<br />Tra le altre esperienze professionali, vanno ricordati i diversi anni...]]></itunes:summary><itunes:duration>931</itunes:duration><itunes:keywords>aborto,amy,barret,cambiamento</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/0657fdd1b1eb59d48008dd0889c9e604.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Trump e la commissione Glendon per i nuovi diritti umani</title><link>https://www.spreaker.com/episode/trump-e-la-commissione-glendon-per-i-nuovi-diritti-umani--40918405</link><description><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜<a href="http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6280" rel="noopener">http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6280</a><br /><br />TRUMP E LA COMMISSIONE GLENDON CONTRO I NUOVI DIRITTI UMANI di Don Samuele Cecotti<br />La Commission on Unalienable Rights, istituita nel luglio 2019 dal Segretario di Stato USA Michael R. Pompeo allo scopo di definire i diritti umani inalienabili ai quali si dovrà attenere il Dipartimento di Stato USA nella sua politica estera, ha svolto i suoi lavori sotto la presidenza della professoressa Mary Ann Glendon, giurista cattolica della Harvard Law School, già presidente della Pontificia Accademia delle Scienze Sociali (nominata da san Giovanni Paolo II), già membro del President's Council on Bioethics (nominata dal presidente George W. Bush), già ambasciatrice statunitense presso la Santa Sede. [...]<br />La Commissione Glendon ha avuto l'esplicito mandato di distinguere i "veri" diritti umani inalienabili da quella proliferazione di presunti diritti umani andati moltiplicandosi negli ultimi decenni attraverso interpretazioni e giurisprudenze varie. [...]<br />L'intento della Commissione è stato da più d'un osservatore giudicato come espressione d'un rinnegamento del liberalismo da parte degli USA (almeno da parte dell'Amministrazione Trump) e come azione contro-rivoluzionaria. Entrambi i giudizi debbono essere vagliati criticamente.<br />Certamente l'istituzione della Commission on Unalienable Rights, l'esplicito mandato affidatole da Pompeo e il lavoro svolto dagli esperti guidati da Mary Ann Glendon meritano il massimo interesse, ben più di quanto dimostrato dalla stampa e dall'intellighenzia (anche cattolica) in Italia.<br /><br />UN ATTO DI GRANDE CORAGGIO POLITICO<br />Nel clima ideologico oggi dominante l'intenzione dell'Amministrazione Trump di distinguere nettamente i veri diritti umani inalienabili da i così detti "nuovi diritti" (diritto all'aborto, diritti LGBT, diritto all'eutanasia e al suicidio assistito, etc.) è certamente un atto di grande coraggio politico, decisamente in controtendenza.<br />In questo il lavoro della Commissione Glendon, specialmente se Trump sarà confermato presidente per altri quattro anni, potrà rappresentare un punto di svolta riguardo l'azione USA in sede internazionale e riguardo l'ingerenza statunitense nelle legislazioni degli altri Paesi del mondo. Da decenni ormai (l'Amministrazione Obama ha rappresentato il culmine di questa politica) gli USA svolgono una potente azioni corruttrice degli ordinamenti giuridici promuovendo in tutto il mondo i così detti diritti riproduttivi, i così detti diritti di genere, i così detti diritti all'autodeterminazione assoluta dell'individuo. Ovvero aborto, contraccezione, sterilizzazione, divorzio, unioni civili, matrimonio gay, eutanasia, transessualismo etc. sono potentemente promossi dagli USA, come diritti, in tutto il mondo. All'inserimento negli ordinamenti nazionali di questi presunti diritti sono spesso subordinati aiuti diretti e indiretti degli USA e delle Organizzazioni internazionali con un vero e proprio ricatto ai Paesi bisognosi d'aiuto (poveri, colpiti da calamità, martoriati da guerre) o semplicemente vincolati militarmente-politicamente-economicamente agli USA.<br />Se i risultati della Commissione Glendon divenissero effettivamente criterio di giudizio e d'azione per il Dipartimento di Stato avremmo una vera svolta nella politica USA che cesserebbe così dall'essere il primo sponsor mondiale dei così detti "nuovi diritti".<br /><br /><br />BASTA CIÒ PER PARLARE DI FINE DELL'ORDINE LIBERALE? O PER PARLARE DI AZIONE CONTRO-RIVOLUZIONARIA?<br />In realtà, esaminando tanto il mandato conferito da Pompeo quanto il lavoro svolto dalla Commissione, si deve riconoscere che non si è mai usciti dal quadro liberale, al più si è rifiutato l'esito liberal-radicale del liberalismo in nome di una lettura classica (ma anche liberal-democratica) dello stesso liberalismo.<br />I pilastri sui quali si è voluta fondare questa chiarificazione circa i diritti umani inalienabili sono in ciò espliciti:<br />1) la mens dei Padri Fondatori consegnata nei Testi fondativi degli USA e fatta vivere attraverso le sue riattualizzazioni lungo i due secoli americani;<br />2) la Dichiarazione Universale dei Diritti Umani del 1948.<br />Entrambe le fonti pongono più d'un problema, primo dei quali il non andare mai oltre un fondamento convenzionale che dunque resta un non-fondamento o, almeno, un non-fondamento-ultimo essendo solo spostato il problema dal fondamento del presunto diritto al fondamento della convenzione che si vuole fondamentale-fondativa.<br />Dire che un diritto è tale (e per di più inalienabile) perché così dichiarato dai Padri Fondatori o perché così è scritto nella Dichiarazione Universale dei Diritti Umani non prova nulla circa la fondatezza di quel diritto, la sua inalienabilità e la sua universalità (diritto dell'uomo, di ogni uomo). Prova solamente che alcuni uomini (siano essi i firmatari della Dichiarazione d'Indipendenza, della Costituzione o della Dichiarazione del '48) in un certo tempo così dichiararono. Per la stessa ragione altri uomini in altro tempo o altro contesto potrebbero dichiarare diversamente emendando, estendendo, cancellando, contraddicendo quanto precedentemente dichiarato inalienabile diritto umano. Se ciò che si dichiara sia il vero o il falso resta questione senza risposta.<br /><br />DIRITTI NATURALI GARANTITI DA DIO<br />È pur vero che i diritti fondamentali sono nella mens dei Padri Fondatori (richiamata dalla Commissione Glendon perché tale mens ha rilevanza costituzionale e, specie per la scuola originalista, tale mens è vincolo insuperabile per tutto l'ordinamento giuridico statunitense) diritti naturali dati e garantiti da Dio stesso. E questo è già un punto di contraddizione con la cultura filosofico-giuridica occidentale odierna che si dà senza fondamento in Dio e tacendo l'idea stessa di diritto naturale.<br />E tuttavia non basta affermare un generico giusnaturalismo per risolvere il problema del fondamento e della natura dei così detti diritti umani inalienabili. Neppure è sufficiente un vago riferimento a Dio.<br />Resta dunque il problema del fondamento e della natura che si specifica, dato il quadro giusnaturalista di riferimento, nel problema di cosa si debba intendere per diritto naturale. La risposta non è scontata e tantomeno univoca. [...]<br />La Dichiarazione Universale dei Diritti Umani è poi manifestamente in continuità con la Dichiarazione dei diritti dell'uomo e del cittadino del 1789, ovvero con quell'illuminismo giuridico duramente condannato dalla Chiesa, ad esempio da papa Pio VI nel breve Quod aliquantum.<br />È possibile leggere la Dichiarazione Universale dei Diritti Umani del 1948 in senso giusnaturalista classico-cristiano? È possibile leggere i così detti "diritti umani" come "diritti naturali dell'uomo" nel senso di diritti inscritti nella natura (normativa) dell'uomo e dunque diritti impressi dal Creatore nella natura stessa? Sono questioni aperte.<br />Il quadro giusnaturalista che la Commissione Glendon ripropone, come si vede, non è chiaro e non certo esente da contraddizioni e problemi. Resta l'impressione che l'Amministrazione Trump abbia voluto, con questa mossa, togliere ai "nuovi diritti" e alle forze ideologiche che se ne fanno promotori la copertura data dall'ombrello del diritto internazionale dei diritti umani e del diritto costituzionale (diritti fondamentali).<br /><br />OPERAZIONE MERITEVOLE DI ELOGIO, MA NON BASTA<br />L'operazione è politicamente interessante e certamente meritevole di elogio per il coraggio nell'andare in controtendenza rispetto alla rivoluzione radical in corso da decenni in tutto l'Occidente. È una operazione schiettamente conservatrice nel voler fissare la mens dei Padri Fondatori e la ratio della Dichiarazione ONU del '48 rifiutando invece la deriva relativista e nichilista del liberal-radicalismo e la sua espressione più tipica, la dissoluzione del diritto nella proliferazione di sempre "nuovi diritti". Tuttavia, come ogni opzione conservatrice (e non integralmente restauratrice dell'ordine giuridico classico-cristiano), è debole dal punto di vista filosofico, giusfilosofico e giuridico perché priva di un solido fondamento teoretico.<br />Per disinnescare il processo dissolutore proprio del liberal-radicalismo non è affatto sufficiente riandare al liberalismo classico o al liberal-democratismo, è invece necessario ristabilire il primato del Reale affermando il realismo metafisico-gnoseologico come conditio sine qua non del diritto perché solo dalla conoscenza (metafisica) della natura umana è possibile ricavare quella normatività naturale che fa inalienabili quei diritti inscritti dal Creatore nell'uomo.<br />Si tratta cioè di rifondare l'ordinamento giuridico sul diritto naturale così come inteso da san Tommaso d'Aquino e dalla Cristianità medievale. Si tratta di ristabilire il primato, capovolgendo l'assioma di Rawls, della filosofia (metafisica realista) sulla democrazia perché fondamento della legge deve essere il diritto naturale ovvero l'ordine obiettivo di giustizia impresso dal Creatore e dall'uomo conosciuto con la sua ragione contemplativa.<br />L'uomo può conoscere la Realtà, conoscendo la propria natura e la natura delle cose conosce l'ordine finalistico impresso dal Creatore e quell'ordine si impone razionalmente come ordine morale e giuridico. I così detti "diritti inalienabili dell'uomo" o sono espressione di questo ordine obiettivo di giustizia, naturale e perenne, oppure non saranno affatto "diritti inalienabili dell'uomo" ma piuttosto prodotto convenzionabile convenzionalmente estendibile, emendabile, abrogabile, etc...<br />Se l'obiettivo, benemerito, dell'Amministrazione Trump è bloccare la deriva nichilistica del liberal-radicalismo, il lavoro della Commissione Glendon segna certamente un punto importante in senso politico-culturale osando mettere in discussione il dogma laico dei "nuovi diritti" ma resta debolissimo sotto l'aspetto filosofico, giusfilosofico e giuridico.<br />L'apporto della Tradizione Cat]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/40918405</guid><pubDate>Tue, 15 Sep 2020 20:50:36 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/40918405/trump_e_la_commissione_glendon_per_i_nuovi_diritti_umani.mp3" length="12887352" type="audio/mpeg"/><itunes:author>BastaBugie</itunes:author><itunes:subtitle>TESTO DELL'ARTICOLO ➜http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6280&#13;
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TRUMP E LA COMMISSIONE GLENDON CONTRO I NUOVI DIRITTI UMANI di Don Samuele Cecotti&#13;
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[...]<br />La Commissione Glendon ha avuto l'esplicito mandato di distinguere i "veri" diritti umani inalienabili da quella proliferazione di presunti diritti umani andati moltiplicandosi negli ultimi decenni attraverso interpretazioni e giurisprudenze varie. [...]<br />L'intento della Commissione è stato da più d'un osservatore giudicato come espressione d'un rinnegamento del liberalismo da parte degli USA (almeno da parte dell'Amministrazione Trump) e come azione contro-rivoluzionaria. Entrambi i giudizi debbono essere vagliati criticamente.<br />Certamente l'istituzione della Commission on Unalienable Rights, l'esplicito mandato affidatole da Pompeo e il lavoro svolto dagli esperti guidati da Mary Ann Glendon meritano il massimo interesse, ben più di quanto dimostrato dalla stampa e dall'intellighenzia (anche cattolica) in Italia.<br /><br />UN ATTO DI GRANDE CORAGGIO POLITICO<br />Nel clima ideologico oggi dominante l'intenzione dell'Amministrazione Trump di distinguere nettamente i veri diritti umani inalienabili da i così detti "nuovi diritti" (diritto all'aborto, diritti LGBT, diritto all'eutanasia e al suicidio assistito, etc.) è certamente un atto di grande coraggio politico, decisamente in controtendenza.<br />In questo il lavoro della Commissione Glendon, specialmente se Trump sarà confermato presidente per altri quattro anni, potrà rappresentare un punto di svolta riguardo l'azione USA in sede internazionale e riguardo l'ingerenza statunitense nelle legislazioni degli altri Paesi del mondo. Da decenni ormai (l'Amministrazione Obama ha rappresentato il culmine di questa politica) gli USA svolgono una potente azioni corruttrice degli ordinamenti giuridici promuovendo in tutto il mondo i così detti diritti riproduttivi, i così detti diritti di genere, i così detti diritti all'autodeterminazione assoluta dell'individuo. Ovvero aborto, contraccezione, sterilizzazione, divorzio, unioni civili, matrimonio gay, eutanasia, transessualismo etc. sono potentemente promossi dagli USA, come diritti, in tutto il mondo. All'inserimento negli ordinamenti nazionali di questi presunti diritti sono spesso subordinati aiuti diretti e indiretti degli USA e delle Organizzazioni internazionali con un vero e proprio ricatto ai Paesi bisognosi d'aiuto (poveri, colpiti da calamità, martoriati da guerre) o semplicemente vincolati militarmente-politicamente-economicamente agli USA.<br />Se i risultati della Commissione Glendon divenissero effettivamente criterio di giudizio e d'azione per il Dipartimento di Stato avremmo una vera svolta nella politica USA che cesserebbe così dall'essere il primo sponsor mondiale dei così detti "nuovi diritti".<br /><br /><br />BASTA CIÒ PER PARLARE DI FINE DELL'ORDINE LIBERALE? O PER PARLARE DI AZIONE CONTRO-RIVOLUZIONARIA?<br />In realtà, esaminando tanto il mandato conferito da Pompeo quanto il lavoro svolto dalla Commissione, si deve riconoscere che non si è mai usciti dal quadro liberale, al più si è rifiutato l'esito liberal-radicale del liberalismo in nome di una lettura classica (ma anche liberal-democratica) dello stesso liberalismo.<br />I pilastri sui...]]></itunes:summary><itunes:duration>806</itunes:duration><itunes:keywords>diritti,glendon,trump,umani</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/c848534874d0d12b33d4e44e437e0a15.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>George Soros, il padrone del mondo, compie 90 anni</title><link>https://www.spreaker.com/episode/george-soros-il-padrone-del-mondo-compie-90-anni--40488431</link><description><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜<a href="http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6254" rel="noopener">http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6254</a><br /><br />GEORGE SOROS, IL PADRONE DEL MONDO, COMPIE 90 ANNI di Luca Volontè<br />Nei giorni scorsi, il finanziere miliardario George Soros ha festeggiato il suo 90esimo compleanno. Si tratta di un numero importante, ma è reso insignificante da un altro numero di Soros: 708 milioni di dollari 'donati' solo negli Usa. Sono i soldi che le sue due principali fondazioni hanno versato solo nel 2018 (l'ultimo anno conosciuto pubblicamente). Un grand'uomo, il gran filantropo e benefattore dell'umanità, degli ultimi, delle minoranze, della società aperta.<br />Quest'anno 2020, il budget della sola 'Open Society Foundations' è di 1,2 Miliardi di dollari. In una intervista, con l'italiano Mario Calvo-Platero di Repubblica, il magnate e benevolo 'padrone del Mondo' ha ribadito le sue buone intenzioni, i suoi propositi e confessato tutta la sua avversione verso i nemici. Innanzi tutto, un impegno fortissimo per sconfiggere Trump (descritto come l'uomo che può far collassare la stessa democrazia americana). Non a caso Soros ha speso negli ultimi anni tanti soldi, al solo scopo di minare la Presidenza Trump con ogni genere di azione. Aiuti a madri singles, famiglie naturali in difficoltà, scuole paritarie? Zero. Piuttosto, la gran parte dei finanziamenti è andata a gruppi politicizzati come Planned Parenthood, per la liberalizzazione totale l'aborto; l'Aclu (associazione per le libertà civili) ormai diramatosi in tutto il mondo, diritti Lgbti+ e così via. Negli Usa, oltre ai 708 milioni di dollari di Soros in donazioni "caritatevoli" negli Usa, ci sono i milioni che egli dona al suo principale strumento di lobbying, l'Open Society Policy Center, che, come nota Influence Watch, nel 2019 è stata la seconda fonte in tutto il Paese per il lobbismo federale, più grande dei gruppi di lobbismo delle industrie farmaceutiche o manifatturiere americane. Le grandi multinazionali possono guardare con invidia solo quando vedono la fortuna che l'impero Soros spende per i lobbisti di Washington. In realtà, il gruppo di Soros ha triplicato le pressioni esercitate da lobbisti del calibro di Amazon, Boeing e Lockheed.<br /><br />LA DINASTIA DEI SOROS<br />Come ci ricorda il suo compleanno, Soros stesso non vivrà per sempre. Ma anche dopo la sua scomparsa, le decine di miliardi di dollari che ha investito nelle sue filantropie, e gli stessi investimenti dei suoi figli in donazioni politicizzate, significano che la sua massiccia influenza sulla politica americana e mondiale continuerà a lungo termine. I suoi obiettivi includono la "pulizia" della corruzione nel giornalismo, nell'industria farmaceutica e nel campo legale che, secondo lui, deriva dalla ricerca di profitto. (Non è chiaro perché la stessa ricerca del profitto di Soros lo abbia preservato dalla stessa malattia della corruzione).<br />Tutto sommato, tra il 2000 e il 2018 le fondazioni di Soros hanno speso quasi 8,9 miliardi di dollari, solo quest'anno ne spenderà 220 milioni per la "giustizia razziale" negli Usa. Una lotta per la giustizia giusta? I dubbi e le ombre sono molte. Attraverso le competizioni elettorali per la nomina dei procuratori distrettuali locali, dal 2015 al 2019 , Soros ha speso almeno 17 milioni di dollari sostenere i propri candidati preferiti in Stati come la Pennsylvania, la Virginia e l'Arizona - campi di battaglia chiave per l'acquisizione di seggi, voti e Governatori Democratici. Quest'anno negli USA Soros e le sue fondazioni spenderanno 28 milioni, 1/3 sul totale  di 74 milioni che donerà in tutto il mondo, perché si affermi la sua 'idea di giustizia giusta'.<br />Dicevamo dei suoi acerrimi nemici, o come li descrive lui, come i pericolosissimi politici che mettono a repentaglio la democrazia e la società liberale anche in Europa, dove per il 2020 ha destinato solo 92.9 milioni di filantropici investimenti (donazioni). Essi sono Viktor Orbán in Ungheria and Jaroslaw Kaczyński in Polonia, due capi di Stato che da anni promuovono vita umana, crescita demografica e misure concrete per le famiglie naturali, oltre a difendere lo spirito e la cultura cristiana nazionale ed europea.<br /><br />L'ITALIA NEL MIRINO DI SOROS<br />Ora però il suo occhio si è spostato sull'Italia: "la mia più grande preoccupazione è l'Italia. Un leader antieuropeo molto popolare, Matteo Salvini, stava guadagnando terreno fino a quando non ha sopravvalutato il suo successo e ha fatto cadere il governo. Fu un errore fatale. La sua popolarità è ora in declino. Ma in realtà è stato sostituito da Giorgia Meloni dei Fratelli d'Italia, che è ancora più estremista". Dunque oltre a Salvini, che raccoglierà le attenzioni di Soros sino alla sua morte politica, ora è Meloni, pro life e pro famiglia, fiera promotrice delle radici cristiane patrie che si trova al centro delle benevole premure del filantropo e 'Padrone del Mondo'. Chi di voi fosse preoccupato per la futura morte di Soros si tranquillizzi, il mondo ha la garanzia veder continuare il suo impegno, visto che entrambi i figli, Alexander e Jonathan, hanno raccolto l'esempio del padre. Non c'è da preoccuparsi, come ha detto il capostipite dell' "Impero del bene": "Non dobbiamo mai dimenticare che una pluralità di punti di vista è essenziale per le società aperte".<br />Lunga vita al benefattore del mondo, lunga vita al generoso e magnanimo speculatore che, dopo essersi arricchito con i soldi che ci ha rubato con le sue speculazioni, ora come Robin Hood ci risarcisce! Peccato che ci sia ben poco di liberale nella sua vita e nella sua idea democrazia e di società aperta, nella quale solo coloro che si 'uniformano' ai suoi ideali (aborto, eutanasia, LGBTI+, educazione statalista, immigrazione incontrollata) vengono riconosciuti diritti. Per i dissidenti? Solo catacombe...<br /><br />Nota di BastaBugie: ricordate Giorgio Gaber, quando sfotteva "il potere dei più buoni"?<br />Il cantautore ridicolizzava quelli che si mostrano "sensibili, umani, buoni" sulle tv e i giornali, e faceva loro il verso con queste parole: "penso ad un popolo multirazziale, ad uno stato molto solidale, che stanzi fondi in abbondanza perché il mio motto è l'accoglienza... Bisogna dare appartamenti ai clandestini e anche ai parenti...".<br />C'erano già a quei tempi le Boldrine, i Renzi modello-accoglienza, i Gentiloni, le Bonino e i Soros! E, dai loro scranni, grazie al loro potere, cantavano la stessa canzone che sentiamo oggi, ogni giorno. Ma quanto c'è di vero nella loro bontà? Quanto di vero in ciò che ci raccontano?<br />Ecco il video con la canzone "Il potere dei più buoni" di Giorgio Gaber. Dopo il video c'è il testo della canzone.<br /><a href="https://www.youtube.com/watch?v=h5WS3fWCjKo" rel="noopener">https://www.youtube.com/watch?v=h5WS3fWCjKo</a><br /><a href="http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=5039" rel="noopener">http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=5039</a><br /><br />CHI FINANZIA LE ORGANIZZAZIONI UMANITARIE CHE FAVORISCONO IN OGNI MODO L'INVASIONE DELL'EUROPA?<br />Gli amici degli scafisti sono ormai noti, ad esempio il magnate George Soros investirà 500 milioni per creare una flotta di navi per trasportare i migranti fino alle coste italiane<br />di Gian Micalessin<br /><a href="http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=4616" rel="noopener">http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=4616</a><br /> <br />Titolo originale: Il padrone del mondo, 90 anni di George Soros<br />Fonte: La Nuova Bussola Quotidiana, 25-08-2020<br />Pubblicato su BastaBugie n. 679]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/40488431</guid><pubDate>Tue, 25 Aug 2020 17:02:10 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/40488431/george_soros_il_padrone_del_mondo_compie_90_anni.mp3" length="8710268" type="audio/mpeg"/><itunes:author>BastaBugie</itunes:author><itunes:subtitle>TESTO DELL'ARTICOLO ➜http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6254&#13;
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GEORGE SOROS, IL PADRONE DEL MONDO, COMPIE 90 ANNI di Luca Volontè&#13;
Nei giorni scorsi, il finanziere miliardario George Soros ha festeggiato il suo 90esimo compleanno. Si tratta...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜<a href="http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6254" rel="noopener">http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6254</a><br /><br />GEORGE SOROS, IL PADRONE DEL MONDO, COMPIE 90 ANNI di Luca Volontè<br />Nei giorni scorsi, il finanziere miliardario George Soros ha festeggiato il suo 90esimo compleanno. Si tratta di un numero importante, ma è reso insignificante da un altro numero di Soros: 708 milioni di dollari 'donati' solo negli Usa. Sono i soldi che le sue due principali fondazioni hanno versato solo nel 2018 (l'ultimo anno conosciuto pubblicamente). Un grand'uomo, il gran filantropo e benefattore dell'umanità, degli ultimi, delle minoranze, della società aperta.<br />Quest'anno 2020, il budget della sola 'Open Society Foundations' è di 1,2 Miliardi di dollari. In una intervista, con l'italiano Mario Calvo-Platero di Repubblica, il magnate e benevolo 'padrone del Mondo' ha ribadito le sue buone intenzioni, i suoi propositi e confessato tutta la sua avversione verso i nemici. Innanzi tutto, un impegno fortissimo per sconfiggere Trump (descritto come l'uomo che può far collassare la stessa democrazia americana). Non a caso Soros ha speso negli ultimi anni tanti soldi, al solo scopo di minare la Presidenza Trump con ogni genere di azione. Aiuti a madri singles, famiglie naturali in difficoltà, scuole paritarie? Zero. Piuttosto, la gran parte dei finanziamenti è andata a gruppi politicizzati come Planned Parenthood, per la liberalizzazione totale l'aborto; l'Aclu (associazione per le libertà civili) ormai diramatosi in tutto il mondo, diritti Lgbti+ e così via. Negli Usa, oltre ai 708 milioni di dollari di Soros in donazioni "caritatevoli" negli Usa, ci sono i milioni che egli dona al suo principale strumento di lobbying, l'Open Society Policy Center, che, come nota Influence Watch, nel 2019 è stata la seconda fonte in tutto il Paese per il lobbismo federale, più grande dei gruppi di lobbismo delle industrie farmaceutiche o manifatturiere americane. Le grandi multinazionali possono guardare con invidia solo quando vedono la fortuna che l'impero Soros spende per i lobbisti di Washington. In realtà, il gruppo di Soros ha triplicato le pressioni esercitate da lobbisti del calibro di Amazon, Boeing e Lockheed.<br /><br />LA DINASTIA DEI SOROS<br />Come ci ricorda il suo compleanno, Soros stesso non vivrà per sempre. Ma anche dopo la sua scomparsa, le decine di miliardi di dollari che ha investito nelle sue filantropie, e gli stessi investimenti dei suoi figli in donazioni politicizzate, significano che la sua massiccia influenza sulla politica americana e mondiale continuerà a lungo termine. I suoi obiettivi includono la "pulizia" della corruzione nel giornalismo, nell'industria farmaceutica e nel campo legale che, secondo lui, deriva dalla ricerca di profitto. (Non è chiaro perché la stessa ricerca del profitto di Soros lo abbia preservato dalla stessa malattia della corruzione).<br />Tutto sommato, tra il 2000 e il 2018 le fondazioni di Soros hanno speso quasi 8,9 miliardi di dollari, solo quest'anno ne spenderà 220 milioni per la "giustizia razziale" negli Usa. Una lotta per la giustizia giusta? I dubbi e le ombre sono molte. Attraverso le competizioni elettorali per la nomina dei procuratori distrettuali locali, dal 2015 al 2019 , Soros ha speso almeno 17 milioni di dollari sostenere i propri candidati preferiti in Stati come la Pennsylvania, la Virginia e l'Arizona - campi di battaglia chiave per l'acquisizione di seggi, voti e Governatori Democratici. Quest'anno negli USA Soros e le sue fondazioni spenderanno 28 milioni, 1/3 sul totale  di 74 milioni che donerà in tutto il mondo, perché si affermi la sua 'idea di giustizia giusta'.<br />Dicevamo dei suoi acerrimi nemici, o come li descrive lui, come i pericolosissimi politici che mettono a repentaglio la democrazia e la società liberale anche in Europa, dove per il 2020 ha destinato solo 92.9 milioni di filantropici investimenti (donazioni)....]]></itunes:summary><itunes:duration>545</itunes:duration><itunes:keywords>90,anni,padrone,soros</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/966e56a94ec864735ba425e1315a0fb9.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>L'avversario di Trump, l'abortista Joe Biden è invotabile per un cattolico</title><link>https://www.spreaker.com/episode/l-avversario-di-trump-l-abortista-joe-biden-e-invotabile-per-un-cattolico--40271587</link><description><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜<a href="http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6235" rel="noopener">http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6235</a><br /><br />L'AVVERSARIO DI TRUMP, L'ABORTISTA JOE BIDEN, E' INVOTABILE PER UN CATTOLICO<br />Il candidato del Partito Democratico alla Casa Bianca è a favore dell'aborto fino al 9° mese e dell'ideologia Lgbt in ogni ambito, incluso quello scolastico, al contrario di Trump che all'Onu ha rimproverato che...<br />di Luca Volontè<br />Joe Biden è invotabile ma potrebbe diventare il presidente più abortista e anticristiano della storia americana. Dopo le accuse scatenatesi verso di lui e la sua campagna, il candidato Democratico cerca di giustificare la sua 'fede', ma aggiunge sconcerto alle preoccupazioni. Joe Biden vuole promuovere ogni forma di liberalizzazione dell'aborto, e vuole farlo negli Usa e in tutto il mondo. Proprio una proposta di legge dei Democratici dei giorni scorsi vuole usare il finanziamento pubblico per favorire aborti in tutto il mondo.<br />Dopo una lunga serie di polemiche e i persistenti silenzi sugli atti di vandalismo contro edifici e statue cattoliche, lo scorso 6 agosto Joe Biden ha rilasciato dichiarazioni sulla sua fede cattolica. Tuttavia, le parole di Biden non hanno per nulla rincuorato coloro che sono molto preoccupati per la sua determinazione a favore dell'aborto libero (sino al 9° mese) e dell'ideologia Lgbt in ogni ambito, incluso quello educativo. Nessuno ha mai voluto giudicare la fede personale di Biden; le sue scelte e i suoi propositi sono però opposti agli insegnamenti della Chiesa. La Nota Dottrinale firmata nel 2002 da Joseph Ratzinger, allora prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede, è chiara in materia, sia per i laici in politica sia per gli elettori.<br /><br />IL SOSTEGNO DIABOLICO ALL'ABORTO<br />Qualunque cattolico, laico o chierico, affermi che Biden debba essere votato o sia il miglior candidato per gli Usa dice il falso e commette una grave mancanza. Biden è stato pro life in passato, ma negli ultimi tempi ha assicurato di voler imporre (se eletto alla presidenza nel prossimo novembre) le più feroci misure pro aborto della storia americana. Dal 1976 e per diversi anni, aveva promosso, sostenuto e votato molte misure pro vita. Peccato che ora, dopo i silenzi assordanti sull'argomento durante la sua vicepresidenza al fianco di Obama, Biden sia divenuto un abortista estremo. La folle corsa al potere e al sostegno diabolico dell'aborto e contro la tutela della vita umana è proseguita sino ad oggi.<br />Dal giorno della sua nomination (di fatto) alla corsa dei Democratici alla Casa Bianca, Biden afferma ad ogni occasione le sue convinzioni pro aborto e promette il suo incondizionato impegno a finanziare le multinazionali del genocidio degli innocenti. La potentissima Planned Parenthood ha ufficialmente dichiarato il proprio sostegno a Biden lo scorso 15 giugno e ha annunciato una spesa di 45 milioni di dollari per le elezioni. Biden, oltre a ringraziare, ha promesso di ricompensare, con i soldi di tutti i cittadini americani, lo sforzo di Planned Parenthood a suo favore, promettendo di reintrodurre i finanziamenti federali per PP legati al Titolo X, che solo nell'anno 2018 (prima del provvedimento firmato da Trump) erano stati pari a 60 milioni di dollari.<br /><br />FIUMI DI SOLDI DALLE MULTINAZIONALI DELLA MORTE<br />Di questo e di altri impegni pubblici presi da Biden beneficerà anche la Naral. L'influente lobby pro aborto, che rappresenta le maggiori multinazionali della morte degli innocenti nelle istituzioni americane, ha già annunciato il proprio sostegno a Biden e ai candidati Democratici. Nella sua "Agenda per le Donne", presentata il 27 luglio scorso, Biden ha messo al centro delle promesse proprio il finanziamento pubblico e incondizionato all'aborto (abolizione dell'emendamento Hyde); il divieto federale, vincolante per ogni Stato federato, di violare il diritto all'aborto così come codificato nella sentenza Roe vs Wade; l'abolizione della Mexico City Policy (che vieta finanziamenti a gruppi che promuovono l'aborto all'estero come metodo di pianificazione familiare) intanto ampliata da Trump e la reintroduzione dell'obbligo per tutte le strutture sociali e sanitarie di fornire servizi contraccettivi, senza eccezioni per le istituzioni di ispirazione religiosa. Esattamente il contrario, insomma, dell'impegno politico dello stesso Biden negli anni Settanta e Ottanta.<br />Oggi per Biden le donne e i bimbi concepiti sono oggetti e non persone con una propria dignità umana. Le donne Democratiche candidate alla vicepresidenza non sono meglio di Biden, ormai divenuto paladino indiscusso dell'aborto libero, al punto che oltre cento leader di chiese e congregazioni cristiane e di altre religioni, sostenitori del Partito Democratico, hanno inviato una lettera pubblica al partito e chiesto di porre fine all'estremismo abortista e proteggere sia le donne che i bambini. Il cuore di una persona lo conosce solo Dio, ma, per gli impegni presi sin qui, Joe Biden è semplicemente invotabile.<br /><br />Nota di BastaBugie: Tommaso Scandroglio nell'articolo seguente dal titolo "Trump vs aborto, una lezione per i nostri politici" spiega che i repubblicani hanno la lotta all'aborto nella loro agenda e anche per questo sono apprezzati dagli elettori non di sinistra.<br />Ecco l'articolo completo pubblicato su La Nuova Bussola Quotidiana il 21 giugno 2020:<br />Ennesimo punto a favore per l'amministrazione Trump in tema di difesa della vita nascente. Durante il Consiglio economico e sociale delle Nazioni Unite, l'amministrazione Trump ha criticato il segretario generale delle Nazioni Unite per aver promosso l'aborto usando pretestuosamente l'emergenza Covid. Più precisamente il governo a stelle e strisce ha condannato l'«uso ingiustificabile di una crisi per far avanzare un'agenda politica che non gode del consenso degli Stati membri, che è controversa e che è in contrasto con le politiche statunitensi».<br />Si tratta dell'ultimo capitolo di una relazione burrascosa tra Usa e Onu in materia di aborto. In tempi recenti il primo capitolo lo scrisse il responsabile dell'Agenzia per lo sviluppo internazionale degli Stati Uniti, John Barsa, che, in una lettera indirizzata al segretario generale dell'Onu, lo rimproverò per aver finanziato l'aborto durante l'epidemia vendendolo come «servizio essenziale» per la salute delle donne. Infatti, nei servizi finanziati per rispondere all'emergenza in corso, rientranti nel «Piano di risposta umanitaria globale delle Nazioni Unite», figura anche l'aborto.<br />Successivamente gli Usa hanno bloccato una risoluzione che avrebbe qualificato «la salute sessuale e riproduttiva», ossia l'aborto, come «bisogno umanitario di base». Inoltre, l'amministrazione Trump rese noto in quell'occasione che rifiutava l'espressione «salute sessuale e riproduttiva» perché locuzione perlomeno ambigua. [...]<br />Trump ha voluto specificare che «non esiste alcun diritto internazionale all'aborto, né vi è alcun obbligo da parte degli Stati di finanziare o facilitare l'aborto». Aggiungendo poi che «gli Stati Uniti sono pronti ad aiutare chi è nel bisogno, ma non comprometteranno i propri valori, le proprie leggi e politiche di fronte a una crisi».<br />Una riflessione tra le molte. Tutti colgono la distanza siderale che esiste, sulla tematica aborto, tra classe politica repubblicana vicina a Trump e classe politica destrorsa italiana. Oltreoceano ci si batte a viso aperto contro l'aborto: chiamando le cose con il loro nome e non arrischiandosi in pericolosi equilibrismi sul tema della salute delle donne, togliendo fondi alle organizzazioni abortive, bloccando risoluzioni, marciando pubblicamente a favore della vita. Qui da noi, se va bene, si dà un colpo al cerchio e una alla botte. Si partecipa al Congresso di Verona e contemporaneamente si dice che la 194 non verrà toccata. A questo proposito è sintomatico dei tempi presenti che il politico che viene dipinto dai media come cattolico integralista affermi che la 194 debba essere applicata integralmente: due "integrità" impossibili da conciliare.<br />Inoltre, la difesa della vita nascente, da parte dei partiti di destra, non è mai entrata formalmente nell'agenda politica: non diciamo nell'agenda di governo, ma perlomeno nel programma elettorale (sappiamo tutti che il programma elettorale non corrisponde al piano di governo). Se appoggi ne vengono, sono solo a spot, quando serve, quando l'attualità tira per la giacchetta, quando ovviamente conviene.<br />E sulla convenienza vogliamo soffermarci un poco. I nostri politici, anche quelli che privatamente sono più sensibili al tema dell'aborto, in genere non sono adeguatamente formati su questa materia, come, in modo più esteso, sui temi di bioetica. Il loro giudizio personale, quando ben orientato, è perlopiù dettato da vaghe intuizioni. Dunque, se si vuole portare a casa un risultato pratico in tempi ragionevoli, non serve intavolare con costoro discorsi sui massimi sistemi perché sarebbe come tentare di suonare un tasto muto del pianoforte. Occorre invece suonare i tasti giusti, giusti per loro, magari non quelli decisivi dal punto di vista morale (il nascituro è un essere umano, quindi non è lecito ucciderlo), però quelli decisivi dal punto di vista politico, quelli maggiormente motivanti per costoro. E un tasto decisivo è il seguente: la difesa dei principi non negoziabili conquista voti, non fa perdere le elezioni ma contribuisce a vincerle.<br />Negli Usa - al di là del fatto che, a differenza dell'Italia, c'è una maggior sensibilità pro life dei politici - hanno compreso che la difesa della vita, della famiglia, della religione, della libera educazione, paga in termini elettorali perché i cittadini, pur immersi in una cultura fortemente progressista, non sono tutti giacobini pronti a spazzar via un portato culturale fatto di tradizioni e valori condivisi, ma una buona fetta di costoro ha a cuore la vita nascente e quella morente, l'educazione dei figli fondata su principi sani, una vita ispirata a valori religiosi.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/40271587</guid><pubDate>Tue, 11 Aug 2020 19:03:10 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/40271587/lavversario_di_trump_labortista_joe_biden_invotabile_per_un_cattolico.mp3" length="12957736" type="audio/mpeg"/><itunes:author>BastaBugie</itunes:author><itunes:subtitle>TESTO DELL'ARTICOLO ➜http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6235&#13;
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Joe Biden vuole promuovere ogni forma di liberalizzazione dell'aborto, e vuole farlo negli Usa e in tutto il mondo. Proprio una proposta di legge dei Democratici dei giorni scorsi vuole usare il finanziamento pubblico per favorire aborti in tutto il mondo.<br />Dopo una lunga serie di polemiche e i persistenti silenzi sugli atti di vandalismo contro edifici e statue cattoliche, lo scorso 6 agosto Joe Biden ha rilasciato dichiarazioni sulla sua fede cattolica. Tuttavia, le parole di Biden non hanno per nulla rincuorato coloro che sono molto preoccupati per la sua determinazione a favore dell'aborto libero (sino al 9° mese) e dell'ideologia Lgbt in ogni ambito, incluso quello educativo. Nessuno ha mai voluto giudicare la fede personale di Biden; le sue scelte e i suoi propositi sono però opposti agli insegnamenti della Chiesa. La Nota Dottrinale firmata nel 2002 da Joseph Ratzinger, allora prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede, è chiara in materia, sia per i laici in politica sia per gli elettori.<br /><br />IL SOSTEGNO DIABOLICO ALL'ABORTO<br />Qualunque cattolico, laico o chierico, affermi che Biden debba essere votato o sia il miglior candidato per gli Usa dice il falso e commette una grave mancanza. Biden è stato pro life in passato, ma negli ultimi tempi ha assicurato di voler imporre (se eletto alla presidenza nel prossimo novembre) le più feroci misure pro aborto della storia americana. Dal 1976 e per diversi anni, aveva promosso, sostenuto e votato molte misure pro vita. Peccato che ora, dopo i silenzi assordanti sull'argomento durante la sua vicepresidenza al fianco di Obama, Biden sia divenuto un abortista estremo. La folle corsa al potere e al sostegno diabolico dell'aborto e contro la tutela della vita umana è proseguita sino ad oggi.<br />Dal giorno della sua nomination (di fatto) alla corsa dei Democratici alla Casa Bianca, Biden afferma ad ogni occasione le sue convinzioni pro aborto e promette il suo incondizionato impegno a finanziare le multinazionali del genocidio degli innocenti. La potentissima Planned Parenthood ha ufficialmente dichiarato il proprio sostegno a Biden lo scorso 15 giugno e ha annunciato una spesa di 45 milioni di dollari per le elezioni. Biden, oltre a ringraziare, ha promesso di ricompensare, con i soldi di tutti i cittadini americani, lo sforzo di Planned Parenthood a suo favore, promettendo di reintrodurre i finanziamenti federali per PP legati al Titolo X, che solo nell'anno 2018 (prima del provvedimento firmato da Trump) erano stati pari a 60 milioni di dollari.<br /><br />FIUMI DI SOLDI DALLE MULTINAZIONALI DELLA MORTE<br />Di questo e di altri impegni pubblici presi da Biden beneficerà anche la Naral. L'influente lobby pro aborto, che rappresenta le maggiori multinazionali della morte degli innocenti nelle istituzioni americane, ha già annunciato il proprio sostegno a Biden e ai candidati Democratici. Nella sua "Agenda per le Donne", presentata il 27 luglio scorso, Biden ha messo al centro delle promesse proprio il finanziamento pubblico e incondizionato all'aborto (abolizione dell'emendamento Hyde); il divieto federale, vincolante per ogni Stato federato, di violare il diritto all'aborto così come codificato nella...]]></itunes:summary><itunes:duration>810</itunes:duration><itunes:keywords>aborto,binden,trump,voto</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/c5331b1c3d37c4dfb7cb2a9dfc4d7fe7.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>La verità che ci nascondono sul Black lives Matter</title><link>https://www.spreaker.com/episode/la-verita-che-ci-nascondono-sul-black-lives-matter--34957384</link><description><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜<a href="http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6200" rel="noopener">http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6200</a><br /><br />LA VERITA' CHE CI NASCONDONO SUL BLACK LIVES MATTER di Maurizio Ragazzi<br />Shaun King, un attivista di Black Lives Matter, ha dichiarato che le statue e le vetrate che rappresentano «l'uomo bianco Gesù e la sua madre europea» [sic!] «devono essere tirate giù in quanto forma di supremazia dei bianchi». Questo appello delirante si commenta da solo e la dice lunga sugli obiettivi del movimento.<br />Il quadretto che viene solitamente dipinto è quello che, al di là delle frange estremiste, coloro che marciano sotto il motto Black lives matter ("le vite dei neri contano") sono animati dai più alti valori di uguaglianza nel genere umano. Ora, può essere che fra loro ci siano effettivamente dimostranti che si limitano a proclamare il dovuto rispetto per tutti. Ma sarebbe una forzatura presumere che il grosso di chi ripete Black lives matter non sappia a che cosa effettivamente aspiri questo movimento. Le stesse premesse del motto sono fantasiose. Rivendicare che le vite dei neri contano, quasi si trattasse dell'improvvisa rivelazione di una verità che non conoscevamo, presuppone l'assurda convinzione che le persone afro-americane, mentre passeggiano pacificamente per strada, siano prese di mira da poliziotti bianchi che si divertono sadisticamente ad assalirli e, a volte, ad ammazzarli.<br /><br />LA REALTÀ È BEN DIVERSA<br />A differenza delle sparatorie fra civili (comprese quelle fra afro-americani), che non di rado prendono in mezzo bambini e terze persone inermi, l'occasionale violenza della polizia (contro afro-americani come contro chiunque altro) avviene in seguito a crimini o altri episodi d'illegalità, per i quali i presunti responsabili erano stati fermati (l'ex sindaco di New York Rudy Giuliani ha ricordato che l'anno scorso ci sono stati 9 casi di afro-americani disarmati uccisi in scontri con la polizia (contro più del doppio di bianchi), a fronte di 7500 omicidi di afro-americani da parte di altri afro-americani).<br />Se si verificano colluttazioni e ci scappa il morto, ci sono indagini approfondite e processi volti ad accertare se la polizia abbia o meno applicato una forza ingiustificata. Quindi, il sistema non è razzista, ma al contrario è organizzato in modo tale da permettere che vengano puniti sia i criminali sia i poliziotti che abbiano usato eccessiva violenza, una volta che questa sia stata provata. In parole povere, il vero problema è il crimine (e a volte l'abuso di autorità), non certo il sistema volto al suo accertamento ed alla sua punizione.<br />Inoltre, non pare proprio che chi marcia sotto lo slogan del Black lives matter sia davvero convinto che le vite di tutti i neri senza eccezione contino. S'ignorano del tutto le vite indifese nel ventre delle loro madri. Eppure, è proprio questo l'unico caso evidente di "razzismo sistemico", dato che il movimento abortista si è caratterizzato, sin dall'inizio, per il suo razzismo. Non sorprende quindi la sproporzione, in rapporto alla percentuale della popolazione, di bambini e bambine di colore fatti a pezzi tramite aborto, nella quasi totale indifferenza; certamente l'indifferenza del Black lives matter, che anzi sostiene la «giustizia riproduttiva» (Alicia Garza in Colorlines, 9 febbraio 2016), una delle tante mistificazioni linguistiche per tentare di giustificare il mai giustificabile crimine di aborto.<br /><br />MOVIMENTO NEO-MARXISTA E OMOSESSUALISTA<br />Chi ha analizzato origine e sviluppi del Black lives matter non ha avuto difficoltà ad appurare la sua stessa auto-identificazione come movimento neo-marxista, le cui pretese vanno dalla sottrazione di fondi alla polizia, alla lotta contro il capitalismo, alle riparazioni monetarie da corrispondersi solo in base al colore. Come per movimenti analoghi degli anni passati, queste rivendicazioni si sono accompagnate a violenza, della quale le prime a subirne i danni sono state proprio le comunità afro-americane intente a migliorare la loro condizione economica.<br />Senza entrare nel merito del profilo biografico delle sue fondatrici, di per se stesso alquanto rivelatore, basta leggere i 13 principi-guida sbandierati dal movimento per rendersi conto di quali siano i suoi veri obiettivi. Fra questi 13 principi, due sono dedicati all'attivismo omosessualista: causa trans-sessuale (transgender affirming) e causa delle "minoranze sessuali" (queer affirming). Due altri principi vanno espressamente contro la famiglia naturale: smantellamento del nucleo famigliare a favore di non meglio identificati villaggi e comunità (black villages) e ridefinizione del ruolo della donna-madre (black families). In poche parole, ci troviamo di fronte al solito ventaglio di rivendicazioni perverse (nel senso etimologico dell'espressione, cioè non orientate verso il bene naturale dell'uomo), questa volta avanzate dietro lo specchietto per le allodole del principio di pari dignità di tutti gli uomini indipendentemente dal colore della loro pelle, principio ovviamente sacrosanto, senza che ci sia bisogno del Black lives matter per ricordarcelo.<br />In definitiva, di fronte alle marce, le urla, le forme di un nuovo rito pagano (quali l'inginocchiarsi o l'alzare le mani), e l'intimidazione di chi osa pensarla diversamente, tutto questo nel nome del Black lives matter, è opportuno che (nella preghiera per la conversione dei suoi adepti) ci liberiamo dall'illusione che il movimento si limiti a rivendicare l'uguale dignità di tutti e guardiamo invece in faccia la realtà di che cosa effettivamente si proponga di raggiungere, cioè quegli obiettivi sinistri che il movimento proclama apertamente. <br /><br />Nota di BastaBugie: Giuliano Guzzo nell'articolo seguente dal titolo "C'è chi vorrebbe abbattere le statue di Gesù e chi tira su quelle a Lenin" parla dei sedicenti antirazzisti di Black Lives Matter.<br />Ecco l'articolo completo pubblicato sul sito del Timone il 25 giugno 2020:<br />Statue a rischio e qualche imbarazzante statua nuova. Si potrebbe commentare così, con una battuta amara benché realistica, questa strana estate del 2020, che si sta anzitutto aprendo all'insegna del disprezzo per monumenti tacciati di razzismo, accusa, quest'ultima, che ormai può toccare a chiunque. Santi inclusi, come purtroppo dimostra l'abbattimento, nei giorni scorsi a San Francisco, di una statua di san Junípero Serra, il francescano evangelizzatore della California. Un caso? Niente affatto.<br />Sì, perché ora i sedicenti antirazzisti di Black Lives Matter - il movimento internazionale sedicente antirazzista nato nel 2013 e tornato in auge dopo la morte di George Floyd, avvenuta il 25 maggio scorso a Minneapolis - sembra proprio abbiano preso di mira i simboli cristiani. Lo prova l'imbarazzante uscita di Shaun King, attivista per i diritti civili il quale, rivolgendosi proprio ai simpatizzanti di Black Lives Matter, ha chiesto una mobilitazione per distruggere le statue di Gesù Cristo, ritenute «una forma di supremazia bianca» esercitata su un personaggio che bianco non era.<br />Farneticazioni, evidentemente, che però non sono purtroppo isolate. Infatti è di queste ore anche un'altra notizia spiazzante: quella di una petizione per togliere dalla medaglia dell'Ordine britannico l'immagine di san Michele. Il motivo? L'immagine ritrae il santo che mette un piede sul collo di Satana, con quest'ultimo che - per posa e tonalità cromatiche con cui è raffigurato - ricorderebbe troppo da vicino George Floyd, sempre lui. Giorno dopo giorno il sedicente sentimento antirazzista sta insomma davvero degenerando dal piano politico a quello psichiatrico.<br />Ma questa - lo diceva all'inizio - è una estate strana e bizzarra nella quale, accanto a vari monumenti a rischio, ve ne sono anche di freschi di inaugurazione e imbarazzanti. Per esempio, la nuova statua che sabato scorso nella cittadina tedesca di Gelsenkirchen - un centro di 260.000 abitanti non distante da Dortmund - è stata innalzata a celebrare Vladimir Il'ič Ul'janov, più noto come Lenin, il fondatore della più micidiale incarnazione del marxismo nonché il primo capo della Russia sovietica post rivoluzione d'ottobre.<br />L'idea di questa bizzarra statua - la prima ad essere dedicata al leader comunista in quella che un tempo era la Repubblica Federale Tedesca - è venuta, ça va sans dire, al Partito comunista tedesco. Il tutto, si badi, senza che nessun militante di Black Lives Matter abbia al momento avuto, neppure su Twitter, alcunché da ridire. Il che nella migliore delle ipotesi appare davvero curioso.<br />Già, perché se da un lato di san Junípero Serra, Gesù Cristo e san Michele non si conosce neppure una vittima - ma si conoscono, al contrario, innumerevoli salvati e graziati -, dall'altro il discorso è assai diverso per Lenin. Basti a questo proposito ricordare come il politologo Rudolph Rummel, cattedratico a Yale, in un suo libro di qualche anno fa (Death by Government, 1994), ascrivesse proprio a Lenin la responsabilità diretta per l'infausta sorte toccata ad oltre 4 milioni di persone, 4.017.000 per la precisione.<br />Naturalmente le stime di Rummel possono essere discusse; è tuttavia certo che il primo leader sovietico tutto sia stato fuorché un filantropo. Eppure, il partito comunista tedesco ha potuto innalzare un monumento alla sua memoria, dopo che un tribunale locale ha recentemente bocciato il ricorso del Comune, secondo cui il leader bolscevico  è «sinonimo di violenza, oppressione e terrore».<br />Ne consegue come la cronaca estiva ci consegni uno scenario paradossale tale per cui, da un lato, il macellaio sovietico viene considerato un eroe politico da celebrare con appositi monumenti e, dall'altro, come «sinonimo di violenza, oppressione e terrore» vengono ritenuti i santi, se non Gesù Cristo stesso. Un rovesciamento della realtà vergognoso, che purtroppo, in questa estate ancora alle porte, non si può neppure imputare al caldo.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/34957384</guid><pubDate>Tue, 30 Jun 2020 17:35:11 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/34957384/la_verit_che_ci_nascondono_sul_black_lives_matter.mp3" length="13226317" type="audio/mpeg"/><itunes:author>BastaBugie</itunes:author><itunes:subtitle>TESTO DELL'ARTICOLO ➜http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6200&#13;
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LA VERITA' CHE CI NASCONDONO SUL BLACK LIVES MATTER di Maurizio Ragazzi&#13;
Shaun King, un attivista di Black Lives Matter, ha dichiarato che le statue e le vetrate che...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜<a href="http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6200" rel="noopener">http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6200</a><br /><br />LA VERITA' CHE CI NASCONDONO SUL BLACK LIVES MATTER di Maurizio Ragazzi<br />Shaun King, un attivista di Black Lives Matter, ha dichiarato che le statue e le vetrate che rappresentano «l'uomo bianco Gesù e la sua madre europea» [sic!] «devono essere tirate giù in quanto forma di supremazia dei bianchi». Questo appello delirante si commenta da solo e la dice lunga sugli obiettivi del movimento.<br />Il quadretto che viene solitamente dipinto è quello che, al di là delle frange estremiste, coloro che marciano sotto il motto Black lives matter ("le vite dei neri contano") sono animati dai più alti valori di uguaglianza nel genere umano. Ora, può essere che fra loro ci siano effettivamente dimostranti che si limitano a proclamare il dovuto rispetto per tutti. Ma sarebbe una forzatura presumere che il grosso di chi ripete Black lives matter non sappia a che cosa effettivamente aspiri questo movimento. Le stesse premesse del motto sono fantasiose. Rivendicare che le vite dei neri contano, quasi si trattasse dell'improvvisa rivelazione di una verità che non conoscevamo, presuppone l'assurda convinzione che le persone afro-americane, mentre passeggiano pacificamente per strada, siano prese di mira da poliziotti bianchi che si divertono sadisticamente ad assalirli e, a volte, ad ammazzarli.<br /><br />LA REALTÀ È BEN DIVERSA<br />A differenza delle sparatorie fra civili (comprese quelle fra afro-americani), che non di rado prendono in mezzo bambini e terze persone inermi, l'occasionale violenza della polizia (contro afro-americani come contro chiunque altro) avviene in seguito a crimini o altri episodi d'illegalità, per i quali i presunti responsabili erano stati fermati (l'ex sindaco di New York Rudy Giuliani ha ricordato che l'anno scorso ci sono stati 9 casi di afro-americani disarmati uccisi in scontri con la polizia (contro più del doppio di bianchi), a fronte di 7500 omicidi di afro-americani da parte di altri afro-americani).<br />Se si verificano colluttazioni e ci scappa il morto, ci sono indagini approfondite e processi volti ad accertare se la polizia abbia o meno applicato una forza ingiustificata. Quindi, il sistema non è razzista, ma al contrario è organizzato in modo tale da permettere che vengano puniti sia i criminali sia i poliziotti che abbiano usato eccessiva violenza, una volta che questa sia stata provata. In parole povere, il vero problema è il crimine (e a volte l'abuso di autorità), non certo il sistema volto al suo accertamento ed alla sua punizione.<br />Inoltre, non pare proprio che chi marcia sotto lo slogan del Black lives matter sia davvero convinto che le vite di tutti i neri senza eccezione contino. S'ignorano del tutto le vite indifese nel ventre delle loro madri. Eppure, è proprio questo l'unico caso evidente di "razzismo sistemico", dato che il movimento abortista si è caratterizzato, sin dall'inizio, per il suo razzismo. Non sorprende quindi la sproporzione, in rapporto alla percentuale della popolazione, di bambini e bambine di colore fatti a pezzi tramite aborto, nella quasi totale indifferenza; certamente l'indifferenza del Black lives matter, che anzi sostiene la «giustizia riproduttiva» (Alicia Garza in Colorlines, 9 febbraio 2016), una delle tante mistificazioni linguistiche per tentare di giustificare il mai giustificabile crimine di aborto.<br /><br />MOVIMENTO NEO-MARXISTA E OMOSESSUALISTA<br />Chi ha analizzato origine e sviluppi del Black lives matter non ha avuto difficoltà ad appurare la sua stessa auto-identificazione come movimento neo-marxista, le cui pretese vanno dalla sottrazione di fondi alla polizia, alla lotta contro il capitalismo, alle riparazioni monetarie da corrispondersi solo in base al colore. 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Ormai necessaria. In poche parole, non si vieta a Facebook, Twitter, Google e compagnia di pubblicare qualsiasi genere di testi, commenti, immagini, video; ma qualora decidessero di oscurarne o censurarne qualcuno, a loro sgradito, di sospendere gli utenti o di cancellare i loro post, ne risponderebbero, potrebbero cioè essere portati in giudizio, anziché godere di un libero e totale arbitrio com'è stato finora. La Fcc, l'agenzia centrale delle comunicazioni americana, è stata incaricata in questo senso di rivedere le regole di un gioco finora senza regole, ciò di cui i social hanno dimostrato di approfittare con spregiudicatezza ed eccessiva disinvoltura, ma, quel che è peggio, secondo modalità per nulla neutrali, né tanto meno imparziali. Al punto da pretendere di bollare come fake news persino un'opinione di Trump, limitatosi ad evidenziare il rischio di potenziali brogli nel caso a novembre, per le elezioni presidenziali americane, si votasse per posta causa Coronavirus, come paventato dal governatore della California, Gavin Newsom, guarda caso un democratico, immediatamente seguito da altri suoi compagni di partito.<br /><br />DIFENDERE LA LIBERTÀ DI PAROLA<br />Trump ha subito fatto chiarezza, correttamente: «Siamo qui oggi per difendere la libertà di parola da uno dei pericoli maggiori», ha detto. I social «avevano un potere incontrollato», ma «non possiamo permettere che ciò accada», specie a fronte di un fact-check, di un controllo esercitato alla stregua di un discutibilissimo «attivismo politico» e morale quando non di una tifoseria sfacciata. Persino Mark Zuckerberg, fondatore ed amministratore delegato di Facebook, ha condiviso la decisione del presidente americano, affermando pubblicamente, nel corso di un'intervista: «Credo fortemente che Facebook non debba essere l'arbitro della verità di tutto ciò che la gente dice online. In generale, le società private, specialmente le piattaforme, probabilmente non dovrebbero essere nella posizione di farlo». Come finora, purtroppo, era invece accaduto. Come ben sanno molti, penalizzati per il solo fatto di aver espresso pareri, commenti, opinioni semplicemente fuori dal coro, "peggio" ancora se concordi con la morale cattolica.<br />Qualche esempio? Nel luglio scorso, in Francia, l'on. Emmanuelle Duverger in Ménard, credente praticante e pro-family convinta, si è vista bloccare arbitrariamente da Twitter il suo account e cancellare un suo tweet, semplicemente per aver "osato" criticare Greta Thunberg, dopo aver ascoltato il suo discorso tenuto presso l'Assemblea Nazionale. Di contro nessuno ha tutelato la parlamentare dalle minacce, anche di morte, ricevute proprio a seguito dell'opinione da lei espressa.<br />Due anni fa uno speciale dossier, pubblicato da Project Veritas, raccogliendo le testimonianze di numerosi dipendenti di Twitter, denunciò la sistematica censura attuata nei confronti degli iscritti più "conservatori", senza che questi potessero neppure accorgersene, tramite un sistema denominato «Blocco nell'ombra»: i post "sgraditi" o "scomodi" venivano semplicemente esclusi dalla rete, ad insaputa di tutti, da fantomatici «agenti di revisione dei contenuti».<br /><br />CENSURA CONTRO I CRISTIANI<br />Anche Facebook non è esente da scivoloni su questo infido terreno: come nel 2018, quando bloccò la raccolta fondi per la pellicola pro-life «Roe vs. Wade», realizzata per raccontare la vera storia del caso giudiziario, risalente al 1970. A lanciare l'allarme, all'epoca, furono niente meno che due attori di Hollywood, il premio Oscar Jon Voight ed il produttore Nick Loeb.<br />Il fenomeno, comunque, non è assolutamente nuovo: già nel 2011 il rapporto dal titolo «True Liberty in a New Media Age: An Examination of the Threat of Anti-Cristian Censorship and Other Viewpoint Discrimination on New Media Platforms», commissionato dalla Nrb-National Religious Broadcasters con sede in Virginia, negli Stati Uniti, ha dimostrato la vera e propria censura attuata online nei confronti di qualsiasi contenuto cristiano od anche religioso più in generale.<br />In particolare, il rapporto ha segnalato la decisione, assunta da Apple nel novembre 2010, di bloccare l'app Manhattan Declaration solo per aver definito, in forza delle proprie convinzioni cristiane, immorale il comportamento omosessuale. Per lo stesso motivo, pochi mesi più tardi, nel marzo 2011, la Apple ha censurato anche l'app Exodus International, iniziativa cristiana dedita ad aiutare le persone ad abbandonare la propria vita omosessuale. Ed ancora, stessa sorte nel luglio 2011 nei confronti di Christian Values Network: Apple ha tolto iTunes dal portale, che contribuisce a finanziare le organizzazione caritative, accusato di esser troppo critico verso le iniziative pro-Lgbt. Sono finiti nella "lista nera" del rapporto anche Google, per essersi rifiutato di accettare una pubblicità cristiana pro-life (benché poi, citato in giudizio, sia stato costretto a fare marcia indietro ed a pubblicarla), Facebook, per aver cancellato commenti ritenuti anti-gender e per le partnership avviate con organizzazioni pro-Lgbt, e via elencando.<br /><br />MARK ZUCKERBERG<br />In tutto questo marasma, v'è anche da prender atto delle scuse pubblicamente porte già nell'aprile 2018 dal gran patron di Facebook, Mark Zuckerberg, per la censura attuata dal suo social nei confronti dei contenuti cattolici. Nel corso della sua udienza dinanzi al Congresso americano, per rispondere dei milioni di dati personali ceduti a società terze a scopi elettorali e commerciali, Zuckerberg ammise che la sua azienda aveva «commesso un errore», bloccando l'annuncio di un corso di teologia cattolica, promosso dall'Università Francescana di Steubenville, "rea" solo di aver pubblicato l'immagine di un crocifisso, considerato «eccessivamente violento» e «sensazionalista». Di fronte a questo "atto di contrizione", il sen. Ted Cruz del Texas fece notare come su Facebook fossero state già «bloccate più di due dozzine di pagine cattoliche» e di contenuti conservatori, bollati come «insicuri per la comunità». Cruz chiese ironicamente se fossero stati rimossi, allo stesso modo, anche gli annunci di Planned Parenthood e di altre sigle abortiste.<br />Le scuse di allora rendono comunque meno sospetta e più credibile la difesa fatta oggi da Zuckerberg della linea adottata dal presidente Trump nei confronti dei social. V'è da sperare, senza illusioni, che si tratti di un percorso di fruttuosa presa di coscienza o addirittura di feconda conversione, quello iniziato dal fondatore di Facebook.<br />Questo breve elenco di fatti - elenco, che potrebbe, volendo, continuare a lungo - dimostra come il capo della Casa Bianca abbia ragioni da vendere nel porre argini, fissare paletti, istituire garanzie per tutti contro abusi ed arbitrii via web. L'ordine esecutivo di Trump dovrebbe essere approvato anche in altri Paesi. Ma, certo, per farlo occorrono leader con una coscienza...<br /><br />Nota di BastaBugie: Benedetta Frigerio nell'articolo seguente dal titolo "Trump difende le chiese e prega. I vescovi lo attaccano" spiega la vera natura delle proteste che stanno danneggiando gli Usa stremati dal lockdown. Queste proteste mostrano la loro natura anti cristiana: diverse chiese sono profanate, perciò Trump è stato sui luoghi vandalizzati mostrando la Bibbia e pregando nel santuario di Giovanni Paolo II. Il presidente, però, non si deve difendere solo dalla stampa che mente, ma anche dai vescovi che giustificano gli anarchici e chi odia Dio.<br />Ecco l'articolo completo pubblicato su La Nuova Bussola Quotidiana il 4 giugno 2020:<br />Mentre i media e i grandi giornali americani si ostinano a chiamare "peaceful protesters" ("manifestanti pacifici") gli anarchici che ora si sentono legittimati a distruggere negozi, derubando la merce e compiendo vandalismi di ogni tipo, alcuni leader religiosi americani sono impegnati ad indignarsi per la foto che ritrae il presidente degli Stati Uniti con la Bibbia in mano, stracciandosi la tonaca per il fatto che l'altro ieri Trump si è recato a pregare con la first lady al Santuario di Washington dedicato a Giovanni Paolo II.<br />«Trovo sconcertante e riprovevole che qualsiasi struttura cattolica si permetta di venire così egregiamente abusata e manipolata in un modo che vìola i nostri principi religiosi...il papa san Giovanni Paolo II... certamente non perdonerebbe l'uso di gas lacrimogeni e altri deterrenti per zittirli, disperderli o intimidirli (i manifestanti, ndr) pur di farsi fotografare di fronte ad un luogo di culto». Sono queste le parole con cui il vescovo della capitale, Wilton Gregory, ha rimproverato il santuario diretto dai Cavalieri di Colombo.<br />Si potrebbe pensare ad un'attenuante, che i vescovi stiano dalla parte dei neri discriminati, facendo ingenuamente di tutto un fascio l'erba dell'omicidio di George Floyd. Si potrebbe anche credere che siano convinti dai media che Trump abbia ordinato di usare lacrimogeni contro la folla pacifica, si potrebbe pensare che non abbiano letto per intero il discorso con cui il presidente Usa condanna duramente l'assassinio di Floyd, invitando però a non sfruttare l'accaduto per distruggere l'America già provata dal recente lockdown. Ma ci sono dei fatti che non possono non essere noti ai leader religiosi. Fatti che rendono ingiustificabili le loro posizioni.<br />La stessa Catholic News Agency ne ha parlato: oltre ai negozi, alle vetrine, ai monumenti, i manifestanti hanno preso di mira in modo particolare le chiese del paese. È accaduto, oltre che a Washington, in California, Minnesota, New York, Kentucky, Texas e Colorado.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/29999951</guid><pubDate>Tue, 09 Jun 2020 14:29:28 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/29999951/trump_facebook_twitter_cultura_dominante.mp3" length="19084851" type="audio/mpeg"/><itunes:author>BastaBugie</itunes:author><itunes:subtitle>TESTO DELL'ARTICOLO ➜http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6156

TRUMP HA RAGIONE: FACEBOOK, TWITTER, YOUTUBE, GOOGLE CENSURANO LE OPINIONI SGRADITE ALLA CULTURA DOMINANTE di Mauro Faverzani
Una cosa è certa: l'ordine esecutivo sui social...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜<a href="http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6156" rel="noopener">http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6156</a><br /><br />TRUMP HA RAGIONE: FACEBOOK, TWITTER, YOUTUBE, GOOGLE CENSURANO LE OPINIONI SGRADITE ALLA CULTURA DOMINANTE di Mauro Faverzani<br />Una cosa è certa: l'ordine esecutivo sui social firmato dal presidente Trump non costituisce assolutamente un attentato alla libertà di parola, anzi semmai è vero il contrario, ne costituisce una tutela. Ormai necessaria. In poche parole, non si vieta a Facebook, Twitter, Google e compagnia di pubblicare qualsiasi genere di testi, commenti, immagini, video; ma qualora decidessero di oscurarne o censurarne qualcuno, a loro sgradito, di sospendere gli utenti o di cancellare i loro post, ne risponderebbero, potrebbero cioè essere portati in giudizio, anziché godere di un libero e totale arbitrio com'è stato finora. La Fcc, l'agenzia centrale delle comunicazioni americana, è stata incaricata in questo senso di rivedere le regole di un gioco finora senza regole, ciò di cui i social hanno dimostrato di approfittare con spregiudicatezza ed eccessiva disinvoltura, ma, quel che è peggio, secondo modalità per nulla neutrali, né tanto meno imparziali. Al punto da pretendere di bollare come fake news persino un'opinione di Trump, limitatosi ad evidenziare il rischio di potenziali brogli nel caso a novembre, per le elezioni presidenziali americane, si votasse per posta causa Coronavirus, come paventato dal governatore della California, Gavin Newsom, guarda caso un democratico, immediatamente seguito da altri suoi compagni di partito.<br /><br />DIFENDERE LA LIBERTÀ DI PAROLA<br />Trump ha subito fatto chiarezza, correttamente: «Siamo qui oggi per difendere la libertà di parola da uno dei pericoli maggiori», ha detto. I social «avevano un potere incontrollato», ma «non possiamo permettere che ciò accada», specie a fronte di un fact-check, di un controllo esercitato alla stregua di un discutibilissimo «attivismo politico» e morale quando non di una tifoseria sfacciata. Persino Mark Zuckerberg, fondatore ed amministratore delegato di Facebook, ha condiviso la decisione del presidente americano, affermando pubblicamente, nel corso di un'intervista: «Credo fortemente che Facebook non debba essere l'arbitro della verità di tutto ciò che la gente dice online. In generale, le società private, specialmente le piattaforme, probabilmente non dovrebbero essere nella posizione di farlo». Come finora, purtroppo, era invece accaduto. Come ben sanno molti, penalizzati per il solo fatto di aver espresso pareri, commenti, opinioni semplicemente fuori dal coro, "peggio" ancora se concordi con la morale cattolica.<br />Qualche esempio? Nel luglio scorso, in Francia, l'on. Emmanuelle Duverger in Ménard, credente praticante e pro-family convinta, si è vista bloccare arbitrariamente da Twitter il suo account e cancellare un suo tweet, semplicemente per aver "osato" criticare Greta Thunberg, dopo aver ascoltato il suo discorso tenuto presso l'Assemblea Nazionale. Di contro nessuno ha tutelato la parlamentare dalle minacce, anche di morte, ricevute proprio a seguito dell'opinione da lei espressa.<br />Due anni fa uno speciale dossier, pubblicato da Project Veritas, raccogliendo le testimonianze di numerosi dipendenti di Twitter, denunciò la sistematica censura attuata nei confronti degli iscritti più "conservatori", senza che questi potessero neppure accorgersene, tramite un sistema denominato «Blocco nell'ombra»: i post "sgraditi" o "scomodi" venivano semplicemente esclusi dalla rete, ad insaputa di tutti, da fantomatici «agenti di revisione dei contenuti».<br /><br />CENSURA CONTRO I CRISTIANI<br />Anche Facebook non è esente da scivoloni su questo infido terreno: come nel 2018, quando bloccò la raccolta fondi per la pellicola pro-life «Roe vs. Wade», realizzata per raccontare la vera storia del caso giudiziario, risalente al 1970. A lanciare l'allarme, all'epoca, furono...]]></itunes:summary><itunes:duration>1193</itunes:duration><itunes:keywords>cultura,dominante,facebook,libertà,trump,twitter,usa</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/32cc0d45831fab8cc4f9c8319ef4b787.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>l coronavirus impedirà a Trump di essere rieletto?</title><link>https://www.spreaker.com/episode/l-coronavirus-impedira-a-trump-di-essere-rieletto--27763277</link><description><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜<a href="http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6131" rel="noopener">http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6131</a><br /><br />IL CORONAVIRUS IMPEDIRA' A TRUMP DI ESSERE RIELETTO? di Luca Marcolivio<br />La pandemia da coronavirus e la conseguente recessione economica sono temi decisivi nella campagna elettorale per le presidenziali del prossimo 3 novembre negli USA. Nel dibattito non va comunque sottovalutato il ruolo dell'elettorato pro life, rivelatosi determinante nel 2016 e destinato probabilmente ad esserlo anche nel 2020. Pro Vita & Famiglia ne ha parlato con Marco Respinti, giornalista e saggista, direttore di International Family News e direttore responsabile di Bitter Winter: A Magazine on Religious Liberty and Human Rights in China, studioso del mondo conservatore anglo-americano.<br />Da un po' di settimane ormai, gli USA hanno strappato all'Italia il primato dei contagi, che ora, oltreoceano, continuano ad aumentare vertiginosamente. In che misura questa pandemia sta cambiando la vita quotidiana e l'opinione pubblica americane?<br />«Come in Europa, la vita quotidiana negli Stati Uniti d'America è profondamente cambiata. Anche oltreoceano le libertà sono state ristrette e questo, per gli americani, è stato molto più difficile da digerire rispetto agli europei. Per loro la libertà è un principio non negoziabile e, in particolare nell'"America profonda" e nella provincia americana, che coprono forse il 70-80% del Paese, farsi dettare restrizioni alla libertà da parte dei governi è qualcosa che non viene accettato molto facilmente. Diverso è il discorso per città come New York e per tutte i centri più grandi, dove gli spazi sono molto più limitati ed "europei" e dove, quindi, il contagio si è diffuso in maniera più massiccia e violenta, con un maggior numero di morti. C'è quindi un senso di forte stridore tra le direttive dei governi (anche dei singoli Stati) e lo spirito di libertà che anima i cittadini. Negli Stati Uniti un governo che va a intromettersi nelle questioni dei cittadini viene percepito in modo molto negativo, a prescindere se si tratti di un governo di destra o di sinistra. Il senso della libertà personale, in quel Paese, è molto più spiccato».<br />Quanto inciderà la pandemia sull'economia e, quindi, sulla campagna elettorale che - ormai è ufficiale - vedrà a confronto Donald Trump e Joe Biden?<br />«Ovviamente inciderà tantissimo. La pandemia è un fenomeno globale, pertanto avrà forti ripercussioni sull'economia globale, in particolare sulle economie nazionali più forti e più importanti. Quali effetti questa crisi produrrà negli USA però è ancora prematuro dirlo. Prima della pandemia, l'economia americana stava andando piuttosto bene e Donald J. Trump avrebbe potuto certamente fregiarsi di questi successi. Ora bisognerà vedere come andranno la "fase due" e le fasi successive, in particolare a ridosso delle elezioni presidenziali del 3 novembre. Indubbiamente un tracollo economico c'è stato, però molto dipenderà da come l'Amministrazione Trump gestirà l'emergenza da qui a novembre e che prospettive riuscirà a dare. Da parte sua, il candidato democratico Joe Biden punterà ad accusare Trump di cattiva gestione. Non credo potrà certo arrivare ad accusare il presidente di aver favorito la pandemia, ma potrà dire che le misure messe in campo – tra cui massicci sussidi a fondo perduto per chi ha perso il lavoro – non sono state sufficienti. Siccome il destino della tenuta economica del Paese è molto difficilmente decifrabile, entrambi i candidati potranno giocare la propria campagna soprattutto sul piano psicologico e propagandistico. Proprio perché venivano da una riduzione delle tasse e da un'ondata economica favorevole, non è escluso che gli Stati Uniti possano trovarsi protagonisti di una ripresa economica più rapida rispetto all'Europa e, magari, in particolare, all'Italia. Bisognerà vedere, quindi, quale sarà l'andamento da qui a novembre: qualunque segnale positivo, reale o percepito, avvantaggerebbe Trump. Se succedesse il contrario, sarebbe invece Biden a guadagnarne».<br />Come conseguenza della pandemia, il modello sanitario americano potrebbe essere messo in discussione?<br />«In realtà il modello sanitario statunitense è sempre in discussione, basti pensare che, negli Stati Uniti, il rinnovo del Congresso federale avviene ogni due anni da più di duecento anni, e quindi ogni legislazione può essere sottoposta a revisione costante. Contrariamente a quanto si crede, non si tratta di un sistema monolitico e sempre uguale a sé stesso da decenni. Non è nemmeno corrispondente al vero la caricatura secondo la quale, nel Paese, se non sia paga non si viene curati, e si è destinati a "morire per strada": sono questi, piuttosto, scenari da Terzo mondo, dove non esiste una vera economia libera, dove i governi decidono tutto e il contrario di tutto, e dove i cittadini sono alla mercé di consorterie, oligopoli, legami nefasti fra Big Business e Big State. Negli Stati Uniti questo non succede o succede molto meno. In caso di urgenza, si viene curati e "rimessi in piedi", mentre per cure meno prioritarie, allora sì, si paga. Ma si paga anche in altri Paesi, Italia inclusa. La Sanità, come ogni servizio, non è mai gratis. Il trucco sta nel camuffare i costi che i cittadini pagano, per esempio con tasse, imposte e gabelle di vario tipo. Del resto anche in Italia, dove apparentemente la Sanità è "gratuita" e "per tutti", se si vogliono cure particolari e in tempi normali, prima ancora che rapidi, ci si rivolge al settore privato nonostante si paghi già la Sanità di Stato. Chi ha bisogno del dentista, preferirà pagare di più per servirsi da un dentista di fiducia piuttosto che spendere meno per gente di cui non si fida. Tornando agli Stati Uniti, mi pare che il Sistema sanitario abbia comunque retto egregiamente, nonostante l'alto numero di morti per coronavirus. Il Sistema sanitario statunitense, peraltro, più che privato, è un sistema che si articola su polizze assicurative: sicuramente andrà aggiornato per essere reso ancora più libero, fruibile ed efficiente. Non credo, però, ne sarà modificato l'impianto di fondo, forse mai».<br />Trova significativo che, dopo lo scoppio della pandemia, stati come l'Ohio, il Texas e il Tennessee abbiano congelato gli aborti "non essenziali" mentre qui in Italia si sia disposto l'esatto contrario?<br />«Certo, mi sembra un dato assolutamente più che significativo. Troppe voci in Italia hanno usato il coronavirus come una scusa ideologica, ipocrita e brutale per definire l'aborto una questione di prima necessità e invocare una diffusione sempre più massiva dell'aborto chimico a domicilio, prescrivibile telefonicamente o via chat da un medico autorizzato che autorizza l'uso di pillole che producono la morte del nascituro. Lo trovo aberrante e assurdo. Gli Stati nordamericani che lei ha citato hanno invece fatto l'esatto contrario. In primo luogo, hanno affermato che l'aborto è sbagliato sempre e che non andrebbe mai praticato; poi hanno spiegato che, anche se la legge lo permette, l'aborto non sarà mai inteso come un servizio di prima necessità, dando priorità, in questo momento, ai malati di coronavirus. Mi sembra una scelta di assoluto buonsenso e da applaudire. Al contrario, mi vergogno per quei sistemi sanitari che, in altri Paesi, hanno fatto il contrario».<br />Per quale motivo, di elezione in elezione e a tutti i livelli, i candidati Dem continuano a proporre politiche sempre più pro-choice (si pensi all'aborto fino al nono mese nello stato di New York)?<br />«Ci vorrebbe un libro per spiegarlo. In estrema sintesi: nel Partito Democratico americano, da decenni, è in corso un'involuzione di carattere culturale verso sinistra che riguarda in particolare i princìpi non negoziabili. È un itinerario a tappe, lungo e complesso, ma qui basta ricordare la stagione delle presidenze di John F. Kennedy e di Lyndon B. Johnson, e la stagione delle presidenze di Bill Clinton e di Barack Obama. Il mondo Democratico ha scelto da tempo di identificarsi come il partito delle "minoranze": una categoria con cui vengono identificati anche le femministe, i militanti LGBT+ e la galassia filoabortista, falsamente definiti come "perseguitati" e quindi bisognosi di protezione politica. Ora, i partiti statunitensi non sono nati, di per sé, come sistemi ideologici, ma lo sono diventati strada facendo, soprattutto in tempi relativamente recenti. Il Partito Democratico è un grande contenitore in cui albergano realtà che possono essere (o che sono state) anche molto diverse: tra queste vi sono quelle legate a gruppi molto ideologizzati, che rispondono a lobby molto potenti sul piano economico. Ecco, i Dem hanno voluto diventare il punto di riferimento di quel mondo. Sull'altro versante, il Partito Repubblicano ha conosciuto un processo simile, ma di segno opposto, diventando sempre più pro life e pro family. Poiché, tra i Repubblicani, spazio politico per l'aborto non ce n'è praticamente più, i Democratici si sono accaparrati la fazione pro choice. Ciò non vuol dire che i Democratici siano tutti graniticamente filoabortisti: ve n'è qualcuno, per esempio i deputati Dan Lipinski e Rober Casey Jr., come pure Robert Casey Sr. prima di loro, che non sono schierati su queste posizioni, ma si tratta di persone che nel partito vengono sempre più emarginate. Il Partito Democratico ha scelto di diventare paladino politico dell'ideologia pro choice e lo fa in maniera convinta: e, dal suo punto vista, egregia».<br />Alle presidenziali del 2016, il voto dei pro life risultò decisivo per l'elezione di Trump: lo sarà anche nel 2020?<br />«Da questo punto di vista la storia di Trump è molto particolare. Lui stesso scelse di candidarsi nel 2015-2016 come il "picconatore" del Partito Repubblicano, dileggiando anche il movimento conservatore. Poi è avvenuto qualcosa di importante, che ne ha fatto maturare la coscienza, facendogli mutare opinione. Trump si è del resto reso conto che quel mondo conservatore da lui inizialmente irriso era un movimento radicato tra la gente e non così facile da abbattere.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/27763277</guid><pubDate>Tue, 19 May 2020 18:20:09 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/27763277/coronavirus_e_trump.mp3" length="12881919" type="audio/mpeg"/><itunes:author>BastaBugie</itunes:author><itunes:subtitle>TESTO DELL'ARTICOLO ➜http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6131

IL CORONAVIRUS IMPEDIRA' A TRUMP DI ESSERE RIELETTO? di Luca Marcolivio
La pandemia da coronavirus e la conseguente recessione economica sono temi decisivi nella campagna...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜<a href="http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6131" rel="noopener">http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6131</a><br /><br />IL CORONAVIRUS IMPEDIRA' A TRUMP DI ESSERE RIELETTO? di Luca Marcolivio<br />La pandemia da coronavirus e la conseguente recessione economica sono temi decisivi nella campagna elettorale per le presidenziali del prossimo 3 novembre negli USA. Nel dibattito non va comunque sottovalutato il ruolo dell'elettorato pro life, rivelatosi determinante nel 2016 e destinato probabilmente ad esserlo anche nel 2020. Pro Vita & Famiglia ne ha parlato con Marco Respinti, giornalista e saggista, direttore di International Family News e direttore responsabile di Bitter Winter: A Magazine on Religious Liberty and Human Rights in China, studioso del mondo conservatore anglo-americano.<br />Da un po' di settimane ormai, gli USA hanno strappato all'Italia il primato dei contagi, che ora, oltreoceano, continuano ad aumentare vertiginosamente. In che misura questa pandemia sta cambiando la vita quotidiana e l'opinione pubblica americane?<br />«Come in Europa, la vita quotidiana negli Stati Uniti d'America è profondamente cambiata. Anche oltreoceano le libertà sono state ristrette e questo, per gli americani, è stato molto più difficile da digerire rispetto agli europei. Per loro la libertà è un principio non negoziabile e, in particolare nell'"America profonda" e nella provincia americana, che coprono forse il 70-80% del Paese, farsi dettare restrizioni alla libertà da parte dei governi è qualcosa che non viene accettato molto facilmente. Diverso è il discorso per città come New York e per tutte i centri più grandi, dove gli spazi sono molto più limitati ed "europei" e dove, quindi, il contagio si è diffuso in maniera più massiccia e violenta, con un maggior numero di morti. C'è quindi un senso di forte stridore tra le direttive dei governi (anche dei singoli Stati) e lo spirito di libertà che anima i cittadini. Negli Stati Uniti un governo che va a intromettersi nelle questioni dei cittadini viene percepito in modo molto negativo, a prescindere se si tratti di un governo di destra o di sinistra. Il senso della libertà personale, in quel Paese, è molto più spiccato».<br />Quanto inciderà la pandemia sull'economia e, quindi, sulla campagna elettorale che - ormai è ufficiale - vedrà a confronto Donald Trump e Joe Biden?<br />«Ovviamente inciderà tantissimo. La pandemia è un fenomeno globale, pertanto avrà forti ripercussioni sull'economia globale, in particolare sulle economie nazionali più forti e più importanti. Quali effetti questa crisi produrrà negli USA però è ancora prematuro dirlo. Prima della pandemia, l'economia americana stava andando piuttosto bene e Donald J. Trump avrebbe potuto certamente fregiarsi di questi successi. Ora bisognerà vedere come andranno la "fase due" e le fasi successive, in particolare a ridosso delle elezioni presidenziali del 3 novembre. Indubbiamente un tracollo economico c'è stato, però molto dipenderà da come l'Amministrazione Trump gestirà l'emergenza da qui a novembre e che prospettive riuscirà a dare. Da parte sua, il candidato democratico Joe Biden punterà ad accusare Trump di cattiva gestione. Non credo potrà certo arrivare ad accusare il presidente di aver favorito la pandemia, ma potrà dire che le misure messe in campo – tra cui massicci sussidi a fondo perduto per chi ha perso il lavoro – non sono state sufficienti. Siccome il destino della tenuta economica del Paese è molto difficilmente decifrabile, entrambi i candidati potranno giocare la propria campagna soprattutto sul piano psicologico e propagandistico. Proprio perché venivano da una riduzione delle tasse e da un'ondata economica favorevole, non è escluso che gli Stati Uniti possano trovarsi protagonisti di una ripresa economica più rapida rispetto all'Europa e, magari, in particolare, all'Italia. 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Molto più di prima. [...]<br />La first lady degli Stati Uniti ha sempre goduto di più popolarità dello stesso presidente Donald Trump, ma negli ultimi mesi questo consenso è aumentato. Secondo il sito Inquisitr, le critiche iniziali sono state sostituite da una buona immagine per la partecipazione in campagne contro l'epidemia di oppiacei, l'empatia verso le vittime dell'uragano Harvey e un'iniziativa anti-bullismo. Al 48% degli intervistati piace Melania, il 20% in più rispetto al mese di arrivo alla Casa Bianca. Il 34% ha confessato di averla vista inizialmente sotto una luce sfavorevole, ma poi ha cambiato idea.<br />Come ricorda Newsweek, la tendenza non è casuale. Anche Michelle Obama era più popolare di Barack Obama (con il 65 per cento), Laura Bush era più voluta di George W. Bush (72 per cento). La media più bassa è stata quella di Hillary Clinton. Il motivo? Il ruolo del presidente americano esige le prese di posizione più delicate e controverse, mentre le first lady possono agire con più libertà, trasformandosi in personaggi meno convenzionale.<br />Ma Melania sembra un caso atipico. Ad aiutarla forse c'è la scelta di mantenere un profilo basso. Un'amica della famiglia presidenziale ha detto a Vanity Fair che Melania non voleva essere first lady e non credeva di potere arrivare alla Casa Bianca.<br />Il sito web del Comitato Nazionale Repubblicano definisce Melania come "una donna con passione per l'architettura, le arti, la moda e la bellezza". La moglie di Trump parla cinque lingue ed era una modella con una carriera affermata sulle passerelle. Il suo stile era molto stravagante, tra scollature e minigonne. [...]<br />Tutto è cambiato da quando è nato Barron nel 2008. Le mise con abiti sexy e vistosi gioielli sono rimasti nell'armadio; Melania ha trasformato il suo stile, indossando look più sobri ed eleganti. Il look che ha destato più polemiche è una giacca da 46mila euro (firmata Dolce & Gabbana), ma la first lady ha anche pezzi di Versace, Ralph Lauren, Missoni e altre case di moda. La cura nell'immagine della first lady americana, dunque, sembra essere una vincente strategia politica.<br /><br />Nota di BastaBugie: Silvana Palazzo nell'articolo seguente dal titolo "Melania Trump, prima first lady cattolica dai tempi di Jackie Kennedy" racconta la sua devozione espressa con il bacio della corona di spine di Cristo alla cattedrale di Notre Dame di Parigi (prima dell'incendio, ovviamente).<br />Ecco l'articolo completo pubblicato su Il Sussidiario il 18 luglio 2017:<br />Melania Trump è una first lady unica, a dir poco insolita. Tanto si è detto sul fatto che sia la prima first lady straniera. [...] Ma anche la fede è un aspetto che rende "eccezionale" la moglie del presidente degli Stati Uniti d'America. Melania Trump è infatti la prima first lady cattolica dai tempi di Jackie Kennedy. Ne ha parlato il settimanale Chi, che domani sarà in edicola con le immagini della sua visita alla cattedrale di Notre Dame a Parigi. Durante la visita ha baciato la corona di spine di Cristo, una tra le più preziose reliquie della Cristianità che è conservata nella cattedrale parigina. Le è stata presentata su un cuscino da Patrick Chauvet, rettore della basilica. A lungo si è speculato sull'ipotesi che fosse o meno cattolica dopo la visita a Papa Francesco del 24 maggio 2017 [per vedere la foto di Melania con il Papa e davanti alla Madonna clicca qui, N.d.BB]: la richiesta di benedire il suo rosario personale e la preghiera davanti ad una statua della Vergine Maria hanno scatenato le voci [leggi l'articolo di Rino Cammilleri dal titolo: La stampa nasconde le foto di Melania in preghiera, clicca qui, N.d.BB].<br />Poi la portavoce di Melania Trump ha confermato che la first lady professa la fede cattolica.<br />Il cardinale Franc Rodé, prefetto emerito della Congregazione per gli Istituti di Vita Consacrata e le Società di Vita Apostolica, ha confermato all'edizione slovena di Radio Vaticana che Melania Trump è stata battezzata. Rodé ha incontrato la moglie del presidente degli Stati Uniti a Villa Taverna, residenza dell'ambasciatore USA in Italia, dopo la visita della first lady all'ospedale Bambino Gesù. In quell'occasione gli ha raccontato di essere stata battezzata nell'unica parrocchia di Raka, quella di San Lorenzo, dal parroco France Campa. Pur non rivelando l'anno del Battesimo, avvenuto comunque quando era bambina, Melania Trump ha rivelato un curioso aneddoto: la data coincide con quella del compleanno del marito, il 14 giugno. Quando si sono confrontati sul parroco Campa, che Rodé ha avuto modo di conoscere, la first lady ha replicato: «Mia madre mi ha parlato allo stesso modo di questo sacerdote, proprio come lo sta descrivendo lei».]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/23978831</guid><pubDate>Tue, 17 Mar 2020 20:00:02 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/23978831/melania_trump_cattolica.mp3" length="5750281" type="audio/mpeg"/><itunes:author>BastaBugie</itunes:author><itunes:subtitle>TESTO DELL'ARTICOLO ➜http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6050&#13;
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MELANIA TRUMP E' CATTOLICA E PIACE AGLI AMERICANI di ROSSANA MIRANDA&#13;
L'ultimo sondaggio pubblicato dalla Cnn svela che gli americani adorano Melania Trump. Molto più di prima....</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜<a href="http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6050" rel="noopener">http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6050</a><br /><br />MELANIA TRUMP E' CATTOLICA E PIACE AGLI AMERICANI di ROSSANA MIRANDA<br />L'ultimo sondaggio pubblicato dalla Cnn svela che gli americani adorano Melania Trump. Molto più di prima. [...]<br />La first lady degli Stati Uniti ha sempre goduto di più popolarità dello stesso presidente Donald Trump, ma negli ultimi mesi questo consenso è aumentato. Secondo il sito Inquisitr, le critiche iniziali sono state sostituite da una buona immagine per la partecipazione in campagne contro l'epidemia di oppiacei, l'empatia verso le vittime dell'uragano Harvey e un'iniziativa anti-bullismo. Al 48% degli intervistati piace Melania, il 20% in più rispetto al mese di arrivo alla Casa Bianca. Il 34% ha confessato di averla vista inizialmente sotto una luce sfavorevole, ma poi ha cambiato idea.<br />Come ricorda Newsweek, la tendenza non è casuale. Anche Michelle Obama era più popolare di Barack Obama (con il 65 per cento), Laura Bush era più voluta di George W. Bush (72 per cento). La media più bassa è stata quella di Hillary Clinton. Il motivo? Il ruolo del presidente americano esige le prese di posizione più delicate e controverse, mentre le first lady possono agire con più libertà, trasformandosi in personaggi meno convenzionale.<br />Ma Melania sembra un caso atipico. Ad aiutarla forse c'è la scelta di mantenere un profilo basso. Un'amica della famiglia presidenziale ha detto a Vanity Fair che Melania non voleva essere first lady e non credeva di potere arrivare alla Casa Bianca.<br />Il sito web del Comitato Nazionale Repubblicano definisce Melania come "una donna con passione per l'architettura, le arti, la moda e la bellezza". La moglie di Trump parla cinque lingue ed era una modella con una carriera affermata sulle passerelle. Il suo stile era molto stravagante, tra scollature e minigonne. [...]<br />Tutto è cambiato da quando è nato Barron nel 2008. Le mise con abiti sexy e vistosi gioielli sono rimasti nell'armadio; Melania ha trasformato il suo stile, indossando look più sobri ed eleganti. Il look che ha destato più polemiche è una giacca da 46mila euro (firmata Dolce & Gabbana), ma la first lady ha anche pezzi di Versace, Ralph Lauren, Missoni e altre case di moda. La cura nell'immagine della first lady americana, dunque, sembra essere una vincente strategia politica.<br /><br />Nota di BastaBugie: Silvana Palazzo nell'articolo seguente dal titolo "Melania Trump, prima first lady cattolica dai tempi di Jackie Kennedy" racconta la sua devozione espressa con il bacio della corona di spine di Cristo alla cattedrale di Notre Dame di Parigi (prima dell'incendio, ovviamente).<br />Ecco l'articolo completo pubblicato su Il Sussidiario il 18 luglio 2017:<br />Melania Trump è una first lady unica, a dir poco insolita. Tanto si è detto sul fatto che sia la prima first lady straniera. [...] Ma anche la fede è un aspetto che rende "eccezionale" la moglie del presidente degli Stati Uniti d'America. Melania Trump è infatti la prima first lady cattolica dai tempi di Jackie Kennedy. Ne ha parlato il settimanale Chi, che domani sarà in edicola con le immagini della sua visita alla cattedrale di Notre Dame a Parigi. Durante la visita ha baciato la corona di spine di Cristo, una tra le più preziose reliquie della Cristianità che è conservata nella cattedrale parigina. Le è stata presentata su un cuscino da Patrick Chauvet, rettore della basilica. A lungo si è speculato sull'ipotesi che fosse o meno cattolica dopo la visita a Papa Francesco del 24 maggio 2017 [per vedere la foto di Melania con il Papa e davanti alla Madonna clicca qui, N.d.BB]: la richiesta di benedire il suo rosario personale e la preghiera davanti ad una statua della Vergine Maria hanno scatenato le voci [leggi l'articolo di Rino Cammilleri dal titolo: La stampa nasconde le foto di Melania in preghiera, clicca qui,...]]></itunes:summary><itunes:duration>360</itunes:duration><itunes:keywords>americani,cattolicesimo,melania,trump</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/a73150cd4adc9c3e167fb17b2a146f73.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>I cattolici americani voteranno Donald Trump</title><link>https://www.spreaker.com/episode/i-cattolici-americani-voteranno-donald-trump--23421743</link><description><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜<a href="http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6035" rel="noopener">http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6035</a><br /><br />I CATTOLICI AMERICANI VOTERANNO DONALD TRUMP di Giuliano Guzzo<br />Le elezioni presidenziali si avvicinano e, negli Usa, i politologi iniziano ad interrogarsi sulle preferenze degli elettori. A tal proposito, vale la pena chiedersi: e i cattolici? Chi e come sembrano intenzionati a votare? Offre qualche risposta un nuovo sondaggio - il secondo dopo uno già effettuato a fine 2019 - targato EWTN News / RealClear Opinion Research che, raccolti il 28 gennaio e il 4 febbraio i pareri di 1521 battezzati, ha cercato di vederci chiaro. I dati emersi da questa rilevazione demoscopica sono numerosi, motivo per cui vale la pena soffermarsi sui più significativi.<br />Anzitutto, viene inquadrato il livello di adesione dei battezzati alla dottrina cattolica, che purtroppo è molto scarso: appena il 18% di questi cattolici interpellati, infatti, dichiara di accettare tutti gli insegnamenti della Chiesa dice che essi si riflettono nel modo in cui vivono la loro vita; un ulteriore 38% riferisce di accettare la maggior parte degli insegnamenti e di provare a vivere di conseguenza, il 29% non accetta gli insegnamenti chiave, il 13% ritiene che il cattolicesimo abbia un'influenza minore sulla propria vita e il 2% si qualifica addirittura come ex cattolico.<br /><br />COME VOTERANNO I CATTOLICI?<br />Le cupe fotografie del Pew Research Center sul cattolicesimo Usa, ritratto come ben poco attento alla dottrina, vengono insomma confermate. D'accordo ma, tornando a noi, come voteranno questi cattolici, in particolare quelli devoti e attenti al magistero? Secondo EWTN News, quasi uno su due di costoro (47%) approva quanto fatto dalla presidenza Trump. Il che è un dato estremamente significativo, per almeno due ragioni. La prima consiste nel fatto che non si sa ancora chi sarà lo sfidante del presidente uscente. Dunque una così alta fiducia al magnate significa che, finora, esso ha convinto molto i cattolici che potremmo definire praticanti.<br />Un secondo elemento interessante, di questo gradimento trumpiano tra i fedeli che osservano l'insegnamento della Chiesa, consiste nel fatto che esso appare in crescita. Infatti, se oggi risulta - come si diceva poc'anzi - del 47%, nella rilevazione EWTN News di novembre 2019 tale percentuale ammontava al 44%. Come mai Trump piace sempre di più a questo mondo cattolico, fedele all'insegnamento della dottrina? Una spiegazione, neppure troppo campata per aria, potrebbe essere quella della recente partecipazione del Presidente degli Stati Uniti alla March for Life 2020, che come noto si è tenuta a fine gennaio, pochi giorni prima della rilevazione demoscopica di cui stiamo parlando.<br /><br />LA MAGGIOR PARTE VOTERÀ PER TRUMP O CI STA PENSANDO<br />Ad ogni modo, al di là del gradimento del tycoon del citato 47%, i cattolici che, nel loro insieme - non solo quelli devoti - dichiarano che non voteranno mai per lui, ammontano al 36%. Ne consegue come la maggior parte dei cattolici americani o voterà per Trump o comunque ci sta pensando. Anche se non si sa ancora quale sarà il suo sfidante. Il che, al di là di ogni valutazione sulla figura del Presidente Usa uscente, ci dice anche un'altra cosa, e cioè che non tutte le idee sono compatibili con il cattolicesimo. Una verità lampante sul piano puramente dottrinale ma, a quanto pare, riscontrabile anche su quello elettorale, con un sondaggio - quello EWTN News -, che per quanto vada preso con tutte le cautele del caso, alcune indicazioni utili le dà.<br />Indicazioni che ricordano come l'elettorato cattolico - specialmente quello più attento ai principi del Catechismo, che non è purtroppo così numeroso ma ha ancora il suo peso - non si lascia incantare da alcune formulette filantropiche o promesse elettorali. Vuole fatti e impegni. Coerenti con gli insegnamenti della Chiesa.<br /><br />Nota di BastaBugie: Marco Respinti nell'articolo seguente dal titolo "Trump: primo discorso delle Ceneri di un presidente Usa" fa notare che per la prima volta un presidente degli Stati Uniti ha tenuto un discorso il Mercoledì delle Ceneri sulla Quaresima e lo ha fatto, non come atto privato, ma come atto ufficiale. La scelta di Donald J. Trump è di importanza cruciale, non solo perché a capo della prima potenza mondiale, ma perché torna a identificare gli Usa come nazione cristiana.<br />Ecco l'articolo completo pubblicato su La Nuova Bussola Quotidiana il 28 febbraio 2020:<br />«E la luce brillò nelle tenebre e/ contro il Verbo il mondo inquieto ancora/ mulinava attorno al centro del Verbo silenzioso». Quando, nel 1930, T.S. Eliot (1888-1965) pubblicò il poema Ash Wednesday, «Mercoledì delle Ceneri», mai più si sarebbe immaginato che una delle rappresentazioni più plastiche e concrete di quei suoi versi lancinanti sarebbe stato il presidente del Paese che il poeta si era lasciato alle spalle, gli Stati Uniti d'America, e tra tutti i presidenti certamente il più improbabile.<br />Nel mondo cristiano mercoledì 26 è iniziata la Quaresima con il rito dell'imposizione delle ceneri e il capo del Paese più importante del mondo, Donald J. Trump, ha segnato l'evento sul calendario della storia inviando al proprio Paese e al mondo intero un messaggio. Non era mai successo. «Melania e io auguriamo a tutti di vivere il Mercoledì delle Ceneri come un giorno di pace e di preghiera», ha scritto il presidente. «Per i cattolici e per molti altri cristiani, il Mercoledì delle Ceneri segna l'inizio del periodo quaresimale che si conclude con la gioiosa celebrazione della domenica di Pasqua. Oggi milioni di cristiani saranno marcati sulla fronte con il segno della croce. L'imposizione delle ceneri è un invito a vivere il tempo della Quaresima digiunando, pregando e impegnandosi in gesti di carità. Questa tradizione potente e sacra ci ricorda la mortalità che ci accomuna, l'amore di Cristo che salva e la necessità di pentirci accettando più pienamente il Vangelo. Ci uniamo dunque in preghiera a tutti coloro che osservano questo giorno santo e auguriamo loro un cammino quaresimale di preghiera. Durante questo periodo benedetto possiate avvicinarvi di più a Dio nella fede».<br />Poche parole, essenziali, che parlano dell'essenziale. Dio, la preghiera, la penitenza, la riconciliazione, il trionfo della Risurrezione. Bellissime. Ma non è solo qui la bellezza intrinseca delle parole di Trump. Il supplemento di bellezza nelle parole di Trump è che Trump quelle parole le abbia scritte. Per diversi motivi. Anzitutto perché Trump dà la fede come un dato normale di realtà. Dagli albori del genere umano fino a grosso modo l'Illuminismo l'ateismo non è mai esistito. Al massimo era il passatempo di qualche intellettualoide borghese che per vincere la noia si sforzava di stupire il prossimo. Oggi invece la fede, almeno in Occidente, sembra una cosa da marziani. Trump ribalta dunque tutto, ricominciando daccapo.<br />Secondo, perché non lo fa da privato, ma da presidente, e del Paese più potente del mondo. Il suo messaggio è stato diramato ufficialmente dalla Casa Bianca come tutti gli atti ufficiali del presidente. Ora, nessuno è tenuto giudicare la fede personale di Trump, ma la sua fede pubblica è un altro dato potente di realtà.<br />Terzo, la fede pubblica mostrata dal presidente è la fede cristiana. Gli Stati Uniti si sono concepiti come Paese cristiano sin dall'inizio. Possono avere sbagliato, ma questo è quello che hanno sempre pensato di sé. Solo oggi l'identità cristiana del Paese viene messa ideologicamente in dubbio dall'interno. Il gesto di Trump la ribadisce invece con naturalezza, come un dato di fatto.<br />Quarto, che la fede svolga un ruolo pubblico non viola la laicità e nemmeno la democrazia. Un Paese è serio anzitutto e soprattutto se lo è rispetto alla propria identità culturale e dunque religiosa. L'omogeneità culturale, che si fonda anche sull'identità religiosa, è la condizione per poter rispettare, difendere e accogliere realtà sociali diverse, che non condividano il dono pieno della medesima fede o la fede in quanto tale. Non è infatti il relativismo che garantisce la libertà religiosa, ma l'identità religiosa cosciente, giacché la libertà religiosa non è fare di Dio quel che si vuole bensì avere la libertà necessaria per adorarLo in spirito e verità, confrontandosi da uomini integrali con Lui.<br />Quinto, non si può non notare l'accento posto con enfasi, dolce, sul cattolicesimo. In un Paese erroneamente percepito come "protestante" pare strano. Ma, a parte il fatto che i cattolici restano la maggioranza relativa del Paese, e che dunque è statistico che il presidente inizi da loro seguitando poi con gli altri cristiani, Trump "subisce" il fascino del cattolicesimo. Certo, diramando il messaggio a nome della moglie e proprio, e anteponendo per giusta cavalleria il nome della consorte al proprio, ed essendo Melania cattolica, si potrebbe scambiare la cosa per mera cortesia. Ma, a parte il fatto che la buona educazione è già metà della santità, come diceva santa Francesca Saverio Cabrini (1850-1917), e che quindi cedere il passo a lady Melania non è cosa piccola, il punto è che il messaggio del Mercoledì delle Ceneri non lo ha mandato Trump da single, ma la famiglia presidenziale, Trump e signora. Il fatto che la signora Trump sia cattolica è importante; non fa di Trump il secondo presidente cattolico degli Stati Uniti, ma neppure riesce a nascondere il flirt che Trump ha, per un verso o per l'altro, con il cattolicesimo. Flirt culturale e pubblico, ma noi che non siamo i suoi confessori a ciò dobbiamo solo attenerci. Il Dio cattolico non è fiscale.<br />Alla fine di questo mercoledì da leoni, dunque, che resta? Un fatto che nessun potrà mai sbianchettare. La dimensione pubblica della fede torna senza chiedere né permesso né scusa nel mezzo del buio laicista e relativista più nero, ovvero quando «la luce brillò nelle tenebre» perché «il mondo inquieto contro il Verbo» pur sempre ancora «mulinava attorno al centro del Verbo silenzioso» non riuscendo comunque a scrollarselo di dosso. Quando si scriveranno le cro]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/23421743</guid><pubDate>Wed, 04 Mar 2020 08:25:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/23421743/cattolici_americani_voteranno_trump.mp3" length="14014170" type="audio/mpeg"/><itunes:author>BastaBugie</itunes:author><itunes:subtitle>TESTO DELL'ARTICOLO ➜http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6035

I CATTOLICI AMERICANI VOTERANNO DONALD TRUMP di Giuliano Guzzo
Le elezioni presidenziali si avvicinano e, negli Usa, i politologi iniziano ad interrogarsi sulle preferenze degli...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜<a href="http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6035" rel="noopener">http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6035</a><br /><br />I CATTOLICI AMERICANI VOTERANNO DONALD TRUMP di Giuliano Guzzo<br />Le elezioni presidenziali si avvicinano e, negli Usa, i politologi iniziano ad interrogarsi sulle preferenze degli elettori. A tal proposito, vale la pena chiedersi: e i cattolici? Chi e come sembrano intenzionati a votare? Offre qualche risposta un nuovo sondaggio - il secondo dopo uno già effettuato a fine 2019 - targato EWTN News / RealClear Opinion Research che, raccolti il 28 gennaio e il 4 febbraio i pareri di 1521 battezzati, ha cercato di vederci chiaro. I dati emersi da questa rilevazione demoscopica sono numerosi, motivo per cui vale la pena soffermarsi sui più significativi.<br />Anzitutto, viene inquadrato il livello di adesione dei battezzati alla dottrina cattolica, che purtroppo è molto scarso: appena il 18% di questi cattolici interpellati, infatti, dichiara di accettare tutti gli insegnamenti della Chiesa dice che essi si riflettono nel modo in cui vivono la loro vita; un ulteriore 38% riferisce di accettare la maggior parte degli insegnamenti e di provare a vivere di conseguenza, il 29% non accetta gli insegnamenti chiave, il 13% ritiene che il cattolicesimo abbia un'influenza minore sulla propria vita e il 2% si qualifica addirittura come ex cattolico.<br /><br />COME VOTERANNO I CATTOLICI?<br />Le cupe fotografie del Pew Research Center sul cattolicesimo Usa, ritratto come ben poco attento alla dottrina, vengono insomma confermate. D'accordo ma, tornando a noi, come voteranno questi cattolici, in particolare quelli devoti e attenti al magistero? Secondo EWTN News, quasi uno su due di costoro (47%) approva quanto fatto dalla presidenza Trump. Il che è un dato estremamente significativo, per almeno due ragioni. La prima consiste nel fatto che non si sa ancora chi sarà lo sfidante del presidente uscente. Dunque una così alta fiducia al magnate significa che, finora, esso ha convinto molto i cattolici che potremmo definire praticanti.<br />Un secondo elemento interessante, di questo gradimento trumpiano tra i fedeli che osservano l'insegnamento della Chiesa, consiste nel fatto che esso appare in crescita. Infatti, se oggi risulta - come si diceva poc'anzi - del 47%, nella rilevazione EWTN News di novembre 2019 tale percentuale ammontava al 44%. Come mai Trump piace sempre di più a questo mondo cattolico, fedele all'insegnamento della dottrina? Una spiegazione, neppure troppo campata per aria, potrebbe essere quella della recente partecipazione del Presidente degli Stati Uniti alla March for Life 2020, che come noto si è tenuta a fine gennaio, pochi giorni prima della rilevazione demoscopica di cui stiamo parlando.<br /><br />LA MAGGIOR PARTE VOTERÀ PER TRUMP O CI STA PENSANDO<br />Ad ogni modo, al di là del gradimento del tycoon del citato 47%, i cattolici che, nel loro insieme - non solo quelli devoti - dichiarano che non voteranno mai per lui, ammontano al 36%. Ne consegue come la maggior parte dei cattolici americani o voterà per Trump o comunque ci sta pensando. Anche se non si sa ancora quale sarà il suo sfidante. Il che, al di là di ogni valutazione sulla figura del Presidente Usa uscente, ci dice anche un'altra cosa, e cioè che non tutte le idee sono compatibili con il cattolicesimo. Una verità lampante sul piano puramente dottrinale ma, a quanto pare, riscontrabile anche su quello elettorale, con un sondaggio - quello EWTN News -, che per quanto vada preso con tutte le cautele del caso, alcune indicazioni utili le dà.<br />Indicazioni che ricordano come l'elettorato cattolico - specialmente quello più attento ai principi del Catechismo, che non è purtroppo così numeroso ma ha ancora il suo peso - non si lascia incantare da alcune formulette filantropiche o promesse elettorali. Vuole fatti e impegni. Coerenti con gli insegnamenti della Chiesa.<br /><br />Nota di BastaBugie:...]]></itunes:summary><itunes:duration>876</itunes:duration><itunes:keywords>cattolici,discorso,mercoledìdelleceneri,trump,voti</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/32cc0d45831fab8cc4f9c8319ef4b787.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Trump, il primo presidente a partecipare alla Marcia per la Vita</title><link>https://www.spreaker.com/episode/trump-il-primo-presidente-a-partecipare-alla-marcia-per-la-vita--22647202</link><description><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜<a href="http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6015" rel="noopener">http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6015</a><br /><br />TRUMP, IL PRIMO PRESIDENTE A PARTECIPARE ALLA MARCIA PER LA VITA di Stefano Magni<br />"È per me un grande onore essere il primo presidente della storia che partecipa alla Marcia per la Vita". Così Donald Trump ha incominciato il discorso alla 47ma manifestazione nazionale pro-life, a Washington, a cui quest'anno hanno partecipato più di 100.000 persone, più della metà delle quali giovani sotto i 30 anni. Trump ha fatto la storia perché è il primo inquilino alla Casa Bianca che si espone così tanto in difesa del diritto alla vita. Ma non tutti i media hanno apprezzato o voluto comprendere l'importanza di questa scelta e, a parte la prevedibile diretta di Fox News, colossi della televisione come Cnn e Msnbc hanno fatto passare la notizia in sordina (e hanno anche trovato il tempo di criticarla).<br />La candidatura di Trump nel 2016 aveva suscitato ben più di un dubbio nell'elettorato cristiano, soprattutto per la sua ambiguità sull'aborto. Pro-choice dichiarato prima di entrare nell'arena politica, aveva dichiarato di essersi pentito, ma comunque pareva più opportunismo elettorale che una sincera conversione alla causa della difesa del diritto alla vita.<br /><br />OPPORTUNISMO ELETTORALE O VERA FEDE?<br />Nonostante tutti i dubbi iniziali, il suo discorso era intriso di un profondo spirito religioso. "Tutti noi comprendiamo - ha dichiarato - una verità eterna: ogni bambino è un dono prezioso e sacro di Dio. Assieme, noi dobbiamo proteggere, amare e difendere la dignità e la santità di ogni vita umana". "Quando vediamo l'immagine di un bambino nel grembo materno, vediamo la maestosità della creazione di Dio. Quando teniamo un neonato tra le braccia, conosciamo l'amore infinito che ogni bambino porta in una famiglia. Quando guardiamo crescere un bambino, vediamo lo splendore che si irradia da ogni anima umana. Una vita cambia il mondo". E anche in conclusione: "...soprattutto, sappiamo che ogni anima umana è divina e ogni vita umana, nata e non nata, è fatta a immagine santa di Dio Onnipotente. Insieme, difenderemo questa verità in tutta la nostra magnifica terra. Libereremo i sogni della nostra gente. E con una speranza determinata, attendiamo con impazienza tutte le benedizioni che verranno dalla bellezza, dal talento, dallo scopo, dalla nobiltà e dalla grazia di ogni bambino americano".<br />Parole simili possono essere dettate dal solo opportunismo elettorale? O è vera fede? Sono i fatti a parlare, comunque. E finora l'amministrazione Trump non si è mai tirata indietro, quando si è trattato di difendere il diritto alla vita. Sin dalle prime settimane di amministrazione, Trump ha varato una lunga serie di provvedimenti per limitare l'aborto, de-finanziare i programmi abortisti, nominare giudici potenzialmente pro-life, agire anche a livello internazionale contro la pianificazione familiare. Attualmente viene considerato il presidente più pro-life della storia americana. Misure che ha elencato, a lungo, nel suo discorso, non solo in difesa della vita, ma anche della libertà di religione "che è sotto attacco in tutto il mondo e, chiaramente, fortemente sotto attacco nella nostra nazione. Lo vedete meglio di chiunque altro. Ma lo stiamo fermando. E ci occupiamo di medici, infermieri, insegnanti e gruppi come le Piccole Sorelle dei Poveri".<br /><br />I DEMOCRATICI VOGLIONO L'ABORTO FINO AL 9° MESE<br />Trump ha contrapposto le sue politiche a quelle dei Democratici, mai così abortisti come in questi ultimi tre anni. "Quando si tratta di aborto - e lo sapete, avete visto cosa è successo - i Democratici hanno abbracciato le posizioni più radicali ed estreme prese e viste in questo paese per anni e decenni, e potete anche dirlo, per secoli. Quasi tutti i principali Democratici del Congresso ora supportano l'aborto finanziato dai contribuenti fino al momento della nascita. L'anno scorso, i legislatori di New York hanno applaudito con gioia il passaggio della legislazione che avrebbe permesso a un bambino di essere strappato dal grembo materno fino al parto. Quindi, abbiamo avuto il caso del governatore democratico nello Stato della Virginia, il Commonwealth della Virginia. E noi vogliamo bene al Commonwealth della Virginia, ma cosa sta succedendo in Virginia? Il governatore ha dichiarato che avrebbe ucciso un bambino dopo la nascita. Ve lo ricordate. I Democratici del Senato hanno persino bloccato la legge che avrebbe fornito assistenza medica ai bambini sopravvissuti ai tentativi di aborto. Ed è per questo che ho invitato il Congresso - due dei nostri grandi senatori qui, così tanti dei nostri membri del Congresso qui - a difendere la dignità della vita e ad approvare una legge che proibisca l'aborto tardivo a bambini che possono sentire dolore nel grembo materno". [...]<br />Di tutto ciò certi grandi media americani paiono non essersi neppure accorti. La Cnn ha dedicato un servizio alla Marcia per la Vita quando il discorso del presidente era già finito. Jake Tapper, dallo studio ha dichiarato che Trump "sta facendo la storia", ma non abbastanza da meritare una diretta, evidentemente. Sul campo, la corrispondente Kristen Holmes ha definito "divisivo" il discorso. [...]]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/22647202</guid><pubDate>Tue, 11 Feb 2020 19:45:49 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/22647202/trump_alla_marcia_per_la_vita.mp3" length="6262699" type="audio/mpeg"/><itunes:author>BastaBugie</itunes:author><itunes:subtitle>TESTO DELL'ARTICOLO ➜http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6015

TRUMP, IL PRIMO PRESIDENTE A PARTECIPARE ALLA MARCIA PER LA VITA di Stefano Magni
"È per me un grande onore essere il primo presidente della storia che partecipa alla Marcia per la...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜<a href="http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6015" rel="noopener">http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6015</a><br /><br />TRUMP, IL PRIMO PRESIDENTE A PARTECIPARE ALLA MARCIA PER LA VITA di Stefano Magni<br />"È per me un grande onore essere il primo presidente della storia che partecipa alla Marcia per la Vita". Così Donald Trump ha incominciato il discorso alla 47ma manifestazione nazionale pro-life, a Washington, a cui quest'anno hanno partecipato più di 100.000 persone, più della metà delle quali giovani sotto i 30 anni. Trump ha fatto la storia perché è il primo inquilino alla Casa Bianca che si espone così tanto in difesa del diritto alla vita. Ma non tutti i media hanno apprezzato o voluto comprendere l'importanza di questa scelta e, a parte la prevedibile diretta di Fox News, colossi della televisione come Cnn e Msnbc hanno fatto passare la notizia in sordina (e hanno anche trovato il tempo di criticarla).<br />La candidatura di Trump nel 2016 aveva suscitato ben più di un dubbio nell'elettorato cristiano, soprattutto per la sua ambiguità sull'aborto. Pro-choice dichiarato prima di entrare nell'arena politica, aveva dichiarato di essersi pentito, ma comunque pareva più opportunismo elettorale che una sincera conversione alla causa della difesa del diritto alla vita.<br /><br />OPPORTUNISMO ELETTORALE O VERA FEDE?<br />Nonostante tutti i dubbi iniziali, il suo discorso era intriso di un profondo spirito religioso. "Tutti noi comprendiamo - ha dichiarato - una verità eterna: ogni bambino è un dono prezioso e sacro di Dio. Assieme, noi dobbiamo proteggere, amare e difendere la dignità e la santità di ogni vita umana". "Quando vediamo l'immagine di un bambino nel grembo materno, vediamo la maestosità della creazione di Dio. Quando teniamo un neonato tra le braccia, conosciamo l'amore infinito che ogni bambino porta in una famiglia. Quando guardiamo crescere un bambino, vediamo lo splendore che si irradia da ogni anima umana. Una vita cambia il mondo". E anche in conclusione: "...soprattutto, sappiamo che ogni anima umana è divina e ogni vita umana, nata e non nata, è fatta a immagine santa di Dio Onnipotente. Insieme, difenderemo questa verità in tutta la nostra magnifica terra. Libereremo i sogni della nostra gente. E con una speranza determinata, attendiamo con impazienza tutte le benedizioni che verranno dalla bellezza, dal talento, dallo scopo, dalla nobiltà e dalla grazia di ogni bambino americano".<br />Parole simili possono essere dettate dal solo opportunismo elettorale? O è vera fede? Sono i fatti a parlare, comunque. E finora l'amministrazione Trump non si è mai tirata indietro, quando si è trattato di difendere il diritto alla vita. Sin dalle prime settimane di amministrazione, Trump ha varato una lunga serie di provvedimenti per limitare l'aborto, de-finanziare i programmi abortisti, nominare giudici potenzialmente pro-life, agire anche a livello internazionale contro la pianificazione familiare. Attualmente viene considerato il presidente più pro-life della storia americana. Misure che ha elencato, a lungo, nel suo discorso, non solo in difesa della vita, ma anche della libertà di religione "che è sotto attacco in tutto il mondo e, chiaramente, fortemente sotto attacco nella nostra nazione. Lo vedete meglio di chiunque altro. Ma lo stiamo fermando. E ci occupiamo di medici, infermieri, insegnanti e gruppi come le Piccole Sorelle dei Poveri".<br /><br />I DEMOCRATICI VOGLIONO L'ABORTO FINO AL 9° MESE<br />Trump ha contrapposto le sue politiche a quelle dei Democratici, mai così abortisti come in questi ultimi tre anni. "Quando si tratta di aborto - e lo sapete, avete visto cosa è successo - i Democratici hanno abbracciato le posizioni più radicali ed estreme prese e viste in questo paese per anni e decenni, e potete anche dirlo, per secoli. 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LA SINISTRA AMERICANA CORRE AI RIPARI di Rino Cammilleri<br />Ora che alla Corte Suprema americana c'è, grazie a Trump, una (risicata) maggioranza conservatrice e la famosa sentenza Roe vs Wade che nel 1973 introdusse l'aborto negli Usa rischia per la prima volta di essere seriamente messa in discussione, ora che l'odiato Trump ha tagliato di brutto i finanziamenti statali alla multinazionale Planned Parenthood e ha mandato a dire a quelli dell'Onu che la sua amministrazione per «salute riproduttiva» intende altra cosa, ecco che la sinistra americana corre ai ripari mettendo in campo la sua solita, e migliore, arma: la propaganda. Nella quale è maestra senza rivali, visto che l'hanno inventata i suoi bisnonni giacobini. Così, ha ordinato alla sua corte di «artisti» di mobilitarsi.<br /><br />CAMPAGNA DIFFAMATORIA<br />È dunque partita la campagna «Bans off my body», che in italiano sta suppergiù per «via i divieti dal mio corpo». Hanno aderito, per ora, in centoquaranta, e i nomi sono i soliti: Lady Gaga, Ariana Grande, Miley Cyrus, Dua Lipa eccetera. Poiché chi di propaganda ferisce di propaganda perisce, se uno solo di costoro si azzardasse a defilarsi partirebbe l'ostracismo. Costoro, infatti, devono tutto al continuo «essere in onda» su qualunque mezzo di comunicazione. Se uno di questi ultimi, o più o magari tutti, li ostracizzano, per loro è finita. E come farebbero fronte alle spese di villa con piscina, auto, colf, estetisti, personal trainer, divorzi e, perché no, pusher?<br />Nessuno di loro ha un mestiere precedente, e decente, a cui eventualmente tornare, visto che lo showbiz li ha reclutati giovanissimi. E li ha reclutati perché rispondevano a caratteristiche precise, del resto basta dare un'occhiata ai loro video. I quali sono tutti sovrapponibili, stesso agitarsi, stesse musiche, stesso balletto mezzo afro. Qualcuno si chiederà che cosa ci trovino i  giovani  americani in questa roba, ma la spiegazione è che non c'è alternativa, non hanno mai visto altro, questo passa il convento e questo si mangia.<br />L'impero americano ha un'industria dello spettacolo senza uguali al mondo per potenza e numero di addetti. Ha così plagiato tutto l'Occidente e non solo. Ciò era ancora relativamente positivo quando c'era la Cortina di Ferro e i giovani sovietici rischiavano il carcere per l'agognato possesso di un paio di jeans, che per loro erano simbolo di libertà. Ma poi il tessuto umano degli "artisti" e l'autocooptazione con cui quel mondo si perpetua ha fatto sì che si arrivasse alla situazione odierna.<br /><br />HOLLYWOOD<br />A Hollywood, tanto per dirne una, c'è un solo regista non di sinistra, uno solo, Clint Eastwood, che trova produttori per la sola ragione che i suoi film sono campioni d'incassi. Ma ha quasi novant'anni, i liberals devono solo aspettare. Fanno tenerezza, mi si permetta l'espressione, quelli di diverso orientamento che credono di poter cambiare quel mondo dall'interno, penso a Mel Gibson e Jim Caviezel o Eduardo Verastegui. Infatti, Gibson è tornato a lavorare grazie alla sua amicizia personale con Jodie Foster (la quale, peraltro, è di ben altra parrocchia). Gli altri due sono semplicemente spariti dalle scene, compaiono solo come testimonial in qualche incontro di evangelici. Non se ne esce.<br />Per un esempio diverso ma analogo, in Italia l'outsider Salvini ha creduto di potersi misurare con i maestri della politica e i signori della propaganda solo perché votatissimo dal popolo. Illuso.<br />Dice il Vangelo che i figli della luce sono, nel trattare i loro affari, molto meno accorti di quelli delle tenebre, perciò non c'è partita. L'unica speranza verrebbe dalla preghiera: l'Austria si liberò dei sovietici nel 1953 e l'Italia dal fare la stessa fine nel 1948 a colpi di processioni e Rosari pubblici. Ma oggi, col clero che ci ritroviamo, non è un'opzione praticabile. Resterebbe la famosa Opzione Benedetto, ritirarsi nei santuari e preparare tempi migliori come, appunto, fecero i benedettini nello sfacelo dell'Impero Romano. Ma correremmo il rischio di essere stanati anche da lì. Da orde Lgbt capitanate da certi vescovi.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/19194467</guid><pubDate>Tue, 15 Oct 2019 20:20:18 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/19194467/trump_aborto.mp3" length="4918542" type="audio/mpeg"/><itunes:author>BastaBugie</itunes:author><itunes:subtitle>TESTO DELL'ARTICOLO ➜ http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=5812

TRUMP COMBATTE L'ABORTO? LA SINISTRA AMERICANA CORRE AI RIPARI di Rino Cammilleri
Ora che alla Corte Suprema americana c'è, grazie a Trump, una (risicata) maggioranza...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=5812" rel="noopener">http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=5812</a><br /><br />TRUMP COMBATTE L'ABORTO? LA SINISTRA AMERICANA CORRE AI RIPARI di Rino Cammilleri<br />Ora che alla Corte Suprema americana c'è, grazie a Trump, una (risicata) maggioranza conservatrice e la famosa sentenza Roe vs Wade che nel 1973 introdusse l'aborto negli Usa rischia per la prima volta di essere seriamente messa in discussione, ora che l'odiato Trump ha tagliato di brutto i finanziamenti statali alla multinazionale Planned Parenthood e ha mandato a dire a quelli dell'Onu che la sua amministrazione per «salute riproduttiva» intende altra cosa, ecco che la sinistra americana corre ai ripari mettendo in campo la sua solita, e migliore, arma: la propaganda. Nella quale è maestra senza rivali, visto che l'hanno inventata i suoi bisnonni giacobini. Così, ha ordinato alla sua corte di «artisti» di mobilitarsi.<br /><br />CAMPAGNA DIFFAMATORIA<br />È dunque partita la campagna «Bans off my body», che in italiano sta suppergiù per «via i divieti dal mio corpo». Hanno aderito, per ora, in centoquaranta, e i nomi sono i soliti: Lady Gaga, Ariana Grande, Miley Cyrus, Dua Lipa eccetera. Poiché chi di propaganda ferisce di propaganda perisce, se uno solo di costoro si azzardasse a defilarsi partirebbe l'ostracismo. Costoro, infatti, devono tutto al continuo «essere in onda» su qualunque mezzo di comunicazione. Se uno di questi ultimi, o più o magari tutti, li ostracizzano, per loro è finita. E come farebbero fronte alle spese di villa con piscina, auto, colf, estetisti, personal trainer, divorzi e, perché no, pusher?<br />Nessuno di loro ha un mestiere precedente, e decente, a cui eventualmente tornare, visto che lo showbiz li ha reclutati giovanissimi. E li ha reclutati perché rispondevano a caratteristiche precise, del resto basta dare un'occhiata ai loro video. I quali sono tutti sovrapponibili, stesso agitarsi, stesse musiche, stesso balletto mezzo afro. Qualcuno si chiederà che cosa ci trovino i  giovani  americani in questa roba, ma la spiegazione è che non c'è alternativa, non hanno mai visto altro, questo passa il convento e questo si mangia.<br />L'impero americano ha un'industria dello spettacolo senza uguali al mondo per potenza e numero di addetti. Ha così plagiato tutto l'Occidente e non solo. Ciò era ancora relativamente positivo quando c'era la Cortina di Ferro e i giovani sovietici rischiavano il carcere per l'agognato possesso di un paio di jeans, che per loro erano simbolo di libertà. Ma poi il tessuto umano degli "artisti" e l'autocooptazione con cui quel mondo si perpetua ha fatto sì che si arrivasse alla situazione odierna.<br /><br />HOLLYWOOD<br />A Hollywood, tanto per dirne una, c'è un solo regista non di sinistra, uno solo, Clint Eastwood, che trova produttori per la sola ragione che i suoi film sono campioni d'incassi. Ma ha quasi novant'anni, i liberals devono solo aspettare. Fanno tenerezza, mi si permetta l'espressione, quelli di diverso orientamento che credono di poter cambiare quel mondo dall'interno, penso a Mel Gibson e Jim Caviezel o Eduardo Verastegui. Infatti, Gibson è tornato a lavorare grazie alla sua amicizia personale con Jodie Foster (la quale, peraltro, è di ben altra parrocchia). Gli altri due sono semplicemente spariti dalle scene, compaiono solo come testimonial in qualche incontro di evangelici. Non se ne esce.<br />Per un esempio diverso ma analogo, in Italia l'outsider Salvini ha creduto di potersi misurare con i maestri della politica e i signori della propaganda solo perché votatissimo dal popolo. Illuso.<br />Dice il Vangelo che i figli della luce sono, nel trattare i loro affari, molto meno accorti di quelli delle tenebre, perciò non c'è partita. L'unica speranza verrebbe dalla preghiera: l'Austria si liberò dei sovietici nel 1953 e l'Italia dal fare la stessa fine nel 1948 a colpi di processioni e Rosari pubblici. Ma oggi,...]]></itunes:summary><itunes:duration>308</itunes:duration><itunes:keywords>aborto,america,legge,trump,vita</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/d4fe13e596c98fe98e5c21d13a2a8e8f.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Dagli USA una forte spinta per l'abolizione dell'aborto</title><link>https://www.spreaker.com/episode/dagli-usa-una-forte-spinta-per-l-abolizione-dell-aborto--18457995</link><description><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=5721" rel="noopener">http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=5721</a><br /><br />DAGLI USA UNA FORTE SPINTA PER L'ABOLIZIONE DELL'ABORTO di Chiara Chiessi<br />Buone notizie dal Missouri: sarà il primo Stato americano senza cliniche per l'aborto, in quanto il dipartimento della sanità non ha rinnovato la licenza all'unica clinica rimasta, impedendo dunque l'aborto in tutto il territorio.<br />Il Senato del Missouri, a maggio scorso, ha approvato una legge (firmata anche dal governatore Parson) che vieta l'aborto dopo l'ottava settimana di gravidanza (contro le precedenti 21 settimane) anche in caso di volenza.<br />Un fatto non isolato: in Alabama ad esempio a metà maggio è stata approvata una legge che vieta l'aborto in ogni stadio, anche nei casi di violenza. Per i medici che praticano un aborto sono previsti fino a 99 anni di carcere.<br />Il Missouri diventerà il quinto stato americano in cui l'aborto sarà vietato dopo che è stata rilevata l'attività cardiaca del bambino: ci sono anche il Kentucky, il Mississippi, l'Ohio e la Georgia e sarà il sedicesimo tra i cinquanta Stati americani ad aver introdotto misure restrittive per l'aborto.<br />L'obiettivo dei promotori di queste leggi è di arrivare alla Corte Suprema dove la maggioranza conservatrice potrebbe rovesciare la Roe vs Wade.<br />Buone notizie anche dal presidente Trump: recentemente ha deciso di azzerare i fondi federali per la sperimentazione medica sui feti umani, finanziata regolarmente dalle precedenti amministrazioni statunitensi, sia democratiche sia repubblicane.<br />Dall'altro verso c'è ancora la legislazione di New York che permette l'aborto fino all'ultimo giorno di gravidanza, segno che c'è ancora tanto lavoro da fare per eliminare le leggi ingiuste che calpestano il diritto alla vita dei più piccoli.<br />Nota di BastaBugie: Stefano Magni nell'articolo seguente dal titolo "Usa, basta fondi pubblici alla ricerca che usa i feti" parla dell'amministrazione Tump che ha chiuso il rubinetto dei fondi pubblici agli enti che praticano la ricerca usando tessuti prelevati da feti abortiti. Si tratta di una decisione presa dal Dipartimento della Salute e dei Servizi Umani (Hhs), equivalente del Ministero della Sanità. Un piccolo passo, ma con un grande significato.<br />Ecco l'articolo completo pubblicato su La Nuova Bussola Quotidiana il 7 giugno 2019:<br />L'amministrazione Tump ha chiuso il rubinetto dei fondi pubblici agli enti che praticano la ricerca usando tessuti prelevati da feti abortiti. Si tratta di una decisione presa dal Dipartimento della Salute e dei Servizi Umani (Hhs), equivalente del Ministero della Sanità. Un piccolo passo, ma con un grande significato.<br />A prima vista si tratta solo di un singolo provvedimento amministrativo: la cancellazione di un contratto da 2 milioni di dollari con l'Università della California San Francisco, secondo il quale si sarebbe dovuta finanziare la ricerca medica anche con uso di tessuti umani fetali. Questi tessuti rientravano nelle categorie di "topi umanizzati", "tessuti umani fetali", "tessuti per topi umanizzati". Per "topi umanizzati" si intende una chimera creata in laboratorio con l'iniezione di cellule umane in un topo per creare nel corpo dell'animale un sistema immunitario analogo a quello di un uomo, su cui sperimentare nuove medicine. Col dettaglio non da poco che finisce, in questo modo, per usare indirettamente cavie umane. I tessuti sono infatti prelevati da feti abortiti di recente. Da quando l'Hhs ha iniziato a indagare, nell'estate del 2018 ha individuato e bloccato un contratto stipulato dalla Food and Drug Administration (Fda) con l'Advanced Bioscience Resources, agenzia che procura tessuti fetali a scopo di ricerca. Secondo lo Us General Services Administration, sono stati stipulati almeno otto contratti di questo genere dal 2012 ad oggi.<br />Torna alla mente del pubblico l'inchiesta su Planned Parethood (l'organizzazione che promuove e pratica l'aborto a tutti i livelli) che rivelò un lauto commercio di organi e tessuti di bambini abortiti. Anche l'aborto tardivo, recentemente legalizzato in Virginia e a New York, rientra nella stessa questione. Infatti la ricerca usa soprattutto tessuti fetali prelevati da bambini già in gran parte formati, dalla 19ma alla 24ma settimana (in Virginia l'aborto è ora legale fino alla 25ma settimana, nel New York fino alla 24ma). E' questo il caso: i tessuti umani fanno gola a molti, anche ai ricercatori. Anche a spese del contribuente. L'amministrazione repubblicana è intervenuta almeno su quest'ultimo aspetto, dove può intervenire direttamente, cancellando i contratti e ordinando la cessazione della sperimentazione con tessuti di feti abortiti in tutte le strutture del National Institutes of Health (Nih). Per quanto riguarda le ricerche che avvengono al di fuori del Nih, ma richiedono fondi pubblici, i casi verranno giudicati da un comitato etico. Le università private che usano fondi privati non sono coinvolte nel provvedimento. Le linee guida sono chiare: basta con la sperimentazione sui feti umani.<br />Le critiche da parte del mondo scientifico e dell'opposizione democratica sono state immediate. Secondo il mondo accademico, si tratta di un duro colpo alla ricerca medica, perché la sperimentazione che si avvaleva di questi "materiali" contribuiva alla lotta contro l'Hiv e il cancro. L'opposizione Democratica, come sempre su questi temi, grida al pericolo del "ritorno al medioevo". Come ha già fatto ieri Lois Frankel, deputata Democratica della Florida: "Gli Usa stanno tornando direttamente ai tempi bui". I Repubblicani hanno comunque avuto la risposta pronta, in difesa del diritto alla vita di tutte le persone, anche quelle non ancora nate. Come ha sottolineato il senatore Repubblicano James Lankford, dell'Oklahoma: "Non c'è mai un momento nell'esistenza in cui un bambino non era ancora un bambino".<br />Ed è soprattutto questo il senso che l'amministrazione repubblicana ha dato a questo ultimo giro di vite: "Promuovere la dignità della vita umana dal concepimento fino alla morte naturale è una delle maggiori priorità dell'amministrazione Trump". Il fatto in sé va letto, dunque, alla luce di questa motivazione. E' un'ulteriore trincea a difesa del diritto alla vita, oltre alla nomina di nuovi giudici pro-life alla Corte Suprema che a loro volta hanno indirettamente ispirato l'approvazione di legislazioni anti-abortiste in ben 30 dei 50 Stati americani.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/18457995</guid><pubDate>Thu, 04 Jul 2019 09:30:55 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/18457995/america.mp3" length="7720959" type="audio/mpeg"/><itunes:author>BastaBugie</itunes:author><itunes:subtitle>TESTO DELL'ARTICOLO ➜ http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=5721

DAGLI USA UNA FORTE SPINTA PER L'ABOLIZIONE DELL'ABORTO di Chiara Chiessi
Buone notizie dal Missouri: sarà il primo Stato americano senza cliniche per l'aborto, in quanto il...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=5721" rel="noopener">http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=5721</a><br /><br />DAGLI USA UNA FORTE SPINTA PER L'ABOLIZIONE DELL'ABORTO di Chiara Chiessi<br />Buone notizie dal Missouri: sarà il primo Stato americano senza cliniche per l'aborto, in quanto il dipartimento della sanità non ha rinnovato la licenza all'unica clinica rimasta, impedendo dunque l'aborto in tutto il territorio.<br />Il Senato del Missouri, a maggio scorso, ha approvato una legge (firmata anche dal governatore Parson) che vieta l'aborto dopo l'ottava settimana di gravidanza (contro le precedenti 21 settimane) anche in caso di volenza.<br />Un fatto non isolato: in Alabama ad esempio a metà maggio è stata approvata una legge che vieta l'aborto in ogni stadio, anche nei casi di violenza. Per i medici che praticano un aborto sono previsti fino a 99 anni di carcere.<br />Il Missouri diventerà il quinto stato americano in cui l'aborto sarà vietato dopo che è stata rilevata l'attività cardiaca del bambino: ci sono anche il Kentucky, il Mississippi, l'Ohio e la Georgia e sarà il sedicesimo tra i cinquanta Stati americani ad aver introdotto misure restrittive per l'aborto.<br />L'obiettivo dei promotori di queste leggi è di arrivare alla Corte Suprema dove la maggioranza conservatrice potrebbe rovesciare la Roe vs Wade.<br />Buone notizie anche dal presidente Trump: recentemente ha deciso di azzerare i fondi federali per la sperimentazione medica sui feti umani, finanziata regolarmente dalle precedenti amministrazioni statunitensi, sia democratiche sia repubblicane.<br />Dall'altro verso c'è ancora la legislazione di New York che permette l'aborto fino all'ultimo giorno di gravidanza, segno che c'è ancora tanto lavoro da fare per eliminare le leggi ingiuste che calpestano il diritto alla vita dei più piccoli.<br />Nota di BastaBugie: Stefano Magni nell'articolo seguente dal titolo "Usa, basta fondi pubblici alla ricerca che usa i feti" parla dell'amministrazione Tump che ha chiuso il rubinetto dei fondi pubblici agli enti che praticano la ricerca usando tessuti prelevati da feti abortiti. Si tratta di una decisione presa dal Dipartimento della Salute e dei Servizi Umani (Hhs), equivalente del Ministero della Sanità. Un piccolo passo, ma con un grande significato.<br />Ecco l'articolo completo pubblicato su La Nuova Bussola Quotidiana il 7 giugno 2019:<br />L'amministrazione Tump ha chiuso il rubinetto dei fondi pubblici agli enti che praticano la ricerca usando tessuti prelevati da feti abortiti. Si tratta di una decisione presa dal Dipartimento della Salute e dei Servizi Umani (Hhs), equivalente del Ministero della Sanità. Un piccolo passo, ma con un grande significato.<br />A prima vista si tratta solo di un singolo provvedimento amministrativo: la cancellazione di un contratto da 2 milioni di dollari con l'Università della California San Francisco, secondo il quale si sarebbe dovuta finanziare la ricerca medica anche con uso di tessuti umani fetali. Questi tessuti rientravano nelle categorie di "topi umanizzati", "tessuti umani fetali", "tessuti per topi umanizzati". Per "topi umanizzati" si intende una chimera creata in laboratorio con l'iniezione di cellule umane in un topo per creare nel corpo dell'animale un sistema immunitario analogo a quello di un uomo, su cui sperimentare nuove medicine. Col dettaglio non da poco che finisce, in questo modo, per usare indirettamente cavie umane. I tessuti sono infatti prelevati da feti abortiti di recente. Da quando l'Hhs ha iniziato a indagare, nell'estate del 2018 ha individuato e bloccato un contratto stipulato dalla Food and Drug Administration (Fda) con l'Advanced Bioscience Resources, agenzia che procura tessuti fetali a scopo di ricerca. 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Quel giorno una folla di migliaia di persone, capeggiate da alcuni dei maggiorenti cittadini, assaltò la prigione e massacrò undici detenuti. Questi ultimi erano tutti italiani, siciliani per la precisione, immigrati negli Usa.<br />La vicenda destò molta impressione soprattutto all'estero. Fu uno dei più estesi linciaggi di massa della storia. Era accaduto che il 15 ottobre dell'anno precedente, David Hennessy, sovrintendente di polizia, di origine irlandese e molto stimato in città, era stato abbattuto proditoriamente a colpi di pistola. Pare che prima di spirare abbia detto ai soccorritori che erano stati i dagoes, come venivano spregiativamente definiti gli immigrati italiani. Pare. Ma tutta la vicenda, più che altro, era legata al mercato delle merci al porto, un affare che faceva gola a parecchi e nel quale gli italiani avevano gran parte.<br />PROCESSATI A FUROR DI POPOLO<br />Nel 1999 il regista Nicholas Meyer ne trasse un film, Vendetta, con Christopher Walken. Il film sposa la versione del complotto: Hennessy, molto apprezzato a New Orleans e difficilmente corruttibile, sarebbe stato eliminato da sicari al soldo di chi voleva mettere le mani su quei traffici; con la sua uccisione si sarebbero presi due piccioni con una fava, togliendo di mezzo un ostacolo e scaricando la colpa sulla concorrenza. Sia come sia, il risentimento popolare fu abilmente dirottato sugli italiani, che lo stesso sindaco di allora, Joseph Shakespeare, definì pubblicamente «peggiori dei negri».<br />Così, le indagini si diressero immediatamente verso la comunità italiana, senza neanche provare a indagare a tutto raggio. Un arresto di massa portò alla sbarra una ventina di poveracci che vennero processati a furor di popolo nel marzo 1891. Ma il giudice, sia pure a malincuore, non poté fare altro che assolverli, perché gli alibi erano troppo plateali. Tuttavia, la pressione popolare era così forte e quelli che soffiavano sul fuoco aizzavano talmente gli americani, che gli imputati, contro ogni regola, vennero tenuti in prigione in attesa di un nuovo processo. Fu allora che migliaia di americani, armi in pugno, assaltarono la prigione e si impadronirono dei siciliani. Due li impiccarono a lampioni, gli altri nove li finirono a colpi di fucile.<br />L'INDIGNAZIONE ITALIANA FU NOTEVOLE<br />Il capo del governo, Antonio Starabba di Rudinì, subito ritirò l'ambasciatore, Francesco Saverio Fava, e protestò ufficialmente contro gli Stati Uniti. Il presidente Benjamin Harrison, stretto tra due fuochi (uno era la sua opinione pubblica), stanziò un risarcimento per le famiglie delle vittime, provvedimento che sollevò un'ondata di proteste negli Usa. Il disprezzo nei confronti degli immigrati italiani, quasi tutti del Sud, paradossalmente era stato cagionato dagli italiani stessi, cioè quegli "scienziati" lombrosiani che, misurando crani e fisiognomiche, avevano decretato che gli abitanti dell'ex Borbonia erano «inferiori», dunque incivili, sporchi, abietti e delinquenti nati. La propaganda «piemontese» seguì perciò quei disgraziati anche in America (oltre ad averli costretti a emigrare per fame), dove aveva larga popolarità il mito di Garibaldi «liberatore» e «redentore» dell'Italia del Sud. Oggi, finalmente, la sindaca di New Orleans, LaToya Cantrell (non a caso una nera), rende giustizia, sia pure tardiva, a quei nostri poveri connazionali di tanti anni fa.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/18328799</guid><pubDate>Wed, 05 Jun 2019 15:29:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/18328799/new_orleans.mp3" length="4882598" type="audio/mpeg"/><itunes:author>BastaBugie</itunes:author><itunes:subtitle>TESTO DELL'ARTICOLO ➜ http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=5672

IL SINDACO DI NEW ORLEANS CHIEDE SCUSA PER IL LINCIAGGIO DEGLI ITALIANI DEL 1891 di Rino Cammilleri
Il sindaco di New Orleans il 12 aprile prossimo chiederà ufficialmente scusa...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=5672" rel="noopener">http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=5672</a><br /><br />IL SINDACO DI NEW ORLEANS CHIEDE SCUSA PER IL LINCIAGGIO DEGLI ITALIANI DEL 1891 di Rino Cammilleri<br />Il sindaco di New Orleans il 12 aprile prossimo chiederà ufficialmente scusa alla comunità italo-americana per quel che accadde quasi centotrent'anni fa, il 17 marzo 1891. Quel giorno una folla di migliaia di persone, capeggiate da alcuni dei maggiorenti cittadini, assaltò la prigione e massacrò undici detenuti. Questi ultimi erano tutti italiani, siciliani per la precisione, immigrati negli Usa.<br />La vicenda destò molta impressione soprattutto all'estero. Fu uno dei più estesi linciaggi di massa della storia. Era accaduto che il 15 ottobre dell'anno precedente, David Hennessy, sovrintendente di polizia, di origine irlandese e molto stimato in città, era stato abbattuto proditoriamente a colpi di pistola. Pare che prima di spirare abbia detto ai soccorritori che erano stati i dagoes, come venivano spregiativamente definiti gli immigrati italiani. Pare. Ma tutta la vicenda, più che altro, era legata al mercato delle merci al porto, un affare che faceva gola a parecchi e nel quale gli italiani avevano gran parte.<br />PROCESSATI A FUROR DI POPOLO<br />Nel 1999 il regista Nicholas Meyer ne trasse un film, Vendetta, con Christopher Walken. Il film sposa la versione del complotto: Hennessy, molto apprezzato a New Orleans e difficilmente corruttibile, sarebbe stato eliminato da sicari al soldo di chi voleva mettere le mani su quei traffici; con la sua uccisione si sarebbero presi due piccioni con una fava, togliendo di mezzo un ostacolo e scaricando la colpa sulla concorrenza. Sia come sia, il risentimento popolare fu abilmente dirottato sugli italiani, che lo stesso sindaco di allora, Joseph Shakespeare, definì pubblicamente «peggiori dei negri».<br />Così, le indagini si diressero immediatamente verso la comunità italiana, senza neanche provare a indagare a tutto raggio. Un arresto di massa portò alla sbarra una ventina di poveracci che vennero processati a furor di popolo nel marzo 1891. Ma il giudice, sia pure a malincuore, non poté fare altro che assolverli, perché gli alibi erano troppo plateali. Tuttavia, la pressione popolare era così forte e quelli che soffiavano sul fuoco aizzavano talmente gli americani, che gli imputati, contro ogni regola, vennero tenuti in prigione in attesa di un nuovo processo. Fu allora che migliaia di americani, armi in pugno, assaltarono la prigione e si impadronirono dei siciliani. Due li impiccarono a lampioni, gli altri nove li finirono a colpi di fucile.<br />L'INDIGNAZIONE ITALIANA FU NOTEVOLE<br />Il capo del governo, Antonio Starabba di Rudinì, subito ritirò l'ambasciatore, Francesco Saverio Fava, e protestò ufficialmente contro gli Stati Uniti. Il presidente Benjamin Harrison, stretto tra due fuochi (uno era la sua opinione pubblica), stanziò un risarcimento per le famiglie delle vittime, provvedimento che sollevò un'ondata di proteste negli Usa. Il disprezzo nei confronti degli immigrati italiani, quasi tutti del Sud, paradossalmente era stato cagionato dagli italiani stessi, cioè quegli "scienziati" lombrosiani che, misurando crani e fisiognomiche, avevano decretato che gli abitanti dell'ex Borbonia erano «inferiori», dunque incivili, sporchi, abietti e delinquenti nati. La propaganda «piemontese» seguì perciò quei disgraziati anche in America (oltre ad averli costretti a emigrare per fame), dove aveva larga popolarità il mito di Garibaldi «liberatore» e «redentore» dell'Italia del Sud. 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Per sua iniziativa è nata la Commissione Trilterale. Forbes ha stimato la sua ricchezza in circa 3 miliardi di dollari Era l'ultimo nipote ancora in vita di John Rockefeller, il fondatore della compagnia petrolifera Standard Oil. Banchiere e capo di Chase Manhattan (oggi JP Morgan Chase), David Rockefeller negli anni 70 aveva guidato l'espansione e la crescita dell'istituto, da sempre noto come la banca dei Rockefeller. Da tempo l'anziano più ricco del mondo viveva a Pocantico Hills, a nord di New York..." (Luca Romano, Il Giornale, 20/3/2017)<br />Grande sostenitore delle politiche abortiste: "...Nel 2008 Bill Gates riunì a Londra David Rockefeller, Ted Turner, Warren Buffett, George Soros, Michael Bloomberg e altri miliardari per un incontro sulla scelta dei fondi e degli strumenti da destinare all'aborto. L'incontro avvenne a casa di Paul Nurse, premio Nobel della Chimica e presidente della Rockefeller University. L'obiettivo di Gates nel finanziare l'aborto e la contraccezione di massa era stato spiegato dallo stesso miliardario nel febbraio 2010 alla Technology, Entertainment and Design Conference di Long Beach, California. Il magnate della Microsoft dichiarò che le emissioni di CO2 vanno ridotte a zero entro il 2050. E per spiegarsi meglio, Gates presentò un grafico con una equazione matematica: "CO2 = P (persone) x S (servizi per persona) x E (energia media per servizio) X C (CO2 emessa per unità di energia)". Ridurre il fattore "P", gli esseri umani, è essenziale per ridurre la quantità di anidride carbonica nell'atmosfera. Melinda Gates, moglie del filantropo e "cattolica praticante", ha raccolto quattro miliardi di dollari da destinare alle organizzazioni che finanziano l'aborto nei paesi in via di sviluppo. Si deve arrivare a sei miliardi di dollari per garantire entro il 2020 una fornitura regolare di contraccettivi a 120 milioni di donne nei paesi poveri, soprattutto Africa e Asia meridionale. Attualmente la cifra investita per diffondere la contraccezione e l'aborto nel mondo è di quattro miliardi di dollari annui. L'impegno di Gates nella "salute riproduttiva" ha una genealogia familiare. Il padre, William H. Gates, è stato infatti uno dei fondatori della Planned Parenthood, l'organizzazione che fornisce servizi abortivi in America dagli anni Venti..." (Giulio Meotti, Il Foglio, 12/6/2013).]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/58555747</guid><pubDate>Wed, 07 Jun 2017 15:03:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/58555747/morto_a_101_anni_il_fondatore_del_gruppo_bilderberg_e_della_commissione_trilterale.mp3" length="2865990" type="audio/mpeg"/><itunes:author>BastaBugie</itunes:author><itunes:subtitle>TESTO DELL'ARTICOLO ➜ https://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=4703

MORTO A 101 ANNI IL FONDATORE DEL GRUPPO BILDERBERG E DELLA COMMISSIONE TRILTERALE

Era tra i fondatori del Gruppo Bilderberg e del Council on Foreign Relations. Per sua...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="https://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=4703" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=4703</a><br /><br />MORTO A 101 ANNI IL FONDATORE DEL GRUPPO BILDERBERG E DELLA COMMISSIONE TRILTERALE<br /><br />Era tra i fondatori del Gruppo Bilderberg e del Council on Foreign Relations. Per sua iniziativa è nata la Commissione Trilterale. Forbes ha stimato la sua ricchezza in circa 3 miliardi di dollari Era l'ultimo nipote ancora in vita di John Rockefeller, il fondatore della compagnia petrolifera Standard Oil. Banchiere e capo di Chase Manhattan (oggi JP Morgan Chase), David Rockefeller negli anni 70 aveva guidato l'espansione e la crescita dell'istituto, da sempre noto come la banca dei Rockefeller. Da tempo l'anziano più ricco del mondo viveva a Pocantico Hills, a nord di New York..." (Luca Romano, Il Giornale, 20/3/2017)<br />Grande sostenitore delle politiche abortiste: "...Nel 2008 Bill Gates riunì a Londra David Rockefeller, Ted Turner, Warren Buffett, George Soros, Michael Bloomberg e altri miliardari per un incontro sulla scelta dei fondi e degli strumenti da destinare all'aborto. L'incontro avvenne a casa di Paul Nurse, premio Nobel della Chimica e presidente della Rockefeller University. L'obiettivo di Gates nel finanziare l'aborto e la contraccezione di massa era stato spiegato dallo stesso miliardario nel febbraio 2010 alla Technology, Entertainment and Design Conference di Long Beach, California. Il magnate della Microsoft dichiarò che le emissioni di CO2 vanno ridotte a zero entro il 2050. E per spiegarsi meglio, Gates presentò un grafico con una equazione matematica: "CO2 = P (persone) x S (servizi per persona) x E (energia media per servizio) X C (CO2 emessa per unità di energia)". Ridurre il fattore "P", gli esseri umani, è essenziale per ridurre la quantità di anidride carbonica nell'atmosfera. Melinda Gates, moglie del filantropo e "cattolica praticante", ha raccolto quattro miliardi di dollari da destinare alle organizzazioni che finanziano l'aborto nei paesi in via di sviluppo. Si deve arrivare a sei miliardi di dollari per garantire entro il 2020 una fornitura regolare di contraccettivi a 120 milioni di donne nei paesi poveri, soprattutto Africa e Asia meridionale. Attualmente la cifra investita per diffondere la contraccezione e l'aborto nel mondo è di quattro miliardi di dollari annui. L'impegno di Gates nella "salute riproduttiva" ha una genealogia familiare. Il padre, William H. Gates, è stato infatti uno dei fondatori della Planned Parenthood, l'organizzazione che fornisce servizi abortivi in America dagli anni Venti..." (Giulio Meotti, Il Foglio, 12/6/2013).]]></itunes:summary><itunes:duration>180</itunes:duration><itunes:keywords>bilderberg,commissionetrilaterale,emissionico2,jpmorgan,plannedparenthood,rockefeller</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/1fce26c2691f48b7744689a315c69268.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item></channel></rss>
