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<rss xmlns:itunes="http://www.itunes.com/dtds/podcast-1.0.dtd" xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom" xmlns:podcast="https://podcastindex.org/namespace/1.0" xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" version="2.0"><channel><title>Aborto - BastaBugie.it</title><link>http://www.bastabugie.it/it/filtra_argomenti.php?id=8</link><description><![CDATA[ARTICOLI DI BIOETICA SU ABORTO E LE SUE CONSEGUENZE NEGATIVE <a href="http://www.bastabugie.it" rel="noopener">www.bastabugie.it</a>]]></description><atom:link href="https://www.spreaker.com/show/3572344/episodes/feed" rel="self" type="application/rss+xml"/><language>it</language><category>Health &amp; Fitness</category><copyright>Copyright BastaBugie</copyright><image><url>https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/ab09b32690032fc074751c95eb00791f.jpg</url><title>Aborto - BastaBugie.it</title><link>http://www.bastabugie.it/it/filtra_argomenti.php?id=8</link></image><lastBuildDate>Tue, 16 Jun 2026 19:39:35 +0000</lastBuildDate><itunes:author>BastaBugie</itunes:author><itunes:owner><itunes:name>BastaBugie</itunes:name><itunes:email>feeds@spreaker.com</itunes:email></itunes:owner><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/ab09b32690032fc074751c95eb00791f.jpg"/><itunes:subtitle>ARTICOLI DI BIOETICA SU ABORTO E LE SUE CONSEGUENZE NEGATIVE www.bastabugie.it</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[ARTICOLI DI BIOETICA SU ABORTO E LE SUE CONSEGUENZE NEGATIVE <a href="http://www.bastabugie.it" rel="noopener">www.bastabugie.it</a>]]></itunes:summary><itunes:category text="Health &amp; Fitness"/><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:type>episodic</itunes:type><item><title>Planned Parenthood nasconde la morte di una donna durante un aborto</title><link>https://www.spreaker.com/episode/planned-parenthood-nasconde-la-morte-di-una-donna-durante-un-aborto--72549461</link><description><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="https://www.bastabugie.it/8574" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://www.bastabugie.it/8574</a><br /><br />PLANNED PARENTHOOD NASCONDE LA MORTE DI UNA DONNA DURANTE UN ABORTO<br />di Fabio Piemonte<br /> <br />Planned Parenthood è ritenuta responsabile di aver occultato intenzionalmente la morte di una giovane madre a seguito di un aborto. Il tragico evento si è verificato a Fort Collins, in Colorado, in una clinica della rete del colosso americano degli aborti: la ragazza è morta per complicazioni sopraggiunte dopo un aborto chirurgico praticatole nel secondo trimestre di gravidanza. Lo ha confermato il referto dell'autopsia sul corpo della diciottenne Lexi Arguello, che però è stato reso pubblico soltanto adesso, al termine di una battaglia legale durata oltre un anno. Finora, infatti pare purtroppo che questa potente industria dell'aborto non sia mai stata chiamata a rispondere in tribunale per aver posto fine alla vita di una madre, oltre che a quella del suo bambino ancora in grembo.<br /><br />OCCULTARE INFORMAZIONI PUBBLICHE<br />In effetti, Planned Parenthood ha cercato in tutti i modi di insabbiare il tragico epilogo di questa storia. È stata necessaria una battaglia legale di più di un anno per rendere pubblico il referto dell'autopsia della giovane madre del Colorado. Lexi Arguello si è infatti sottoposta all'aborto il 6 febbraio 2025, quando era incinta di 21 settimane e 6 giorni. Il referto ha individuato la «probabile embolia da liquido amniotico» come condizione che ha contribuito in modo significativo al suo decesso. Stando a quanto constatato dal medico legale, a seguito dell'intervento abortivo, la giovane avrebbe manifestato una coagulazione intravascolare disseminata, ossia un grave disturbo della coagulazione che le ha poi provocato un collasso cardiovascolare e un'insufficienza a livello multiorgano. Sebbene due note organizzazioni pro-life - Operation Rescue e Life Legal Defense Foundation - abbiano richiesto l'autopsia meno di due settimane dopo la morte di Arguello, si sono viste recapitare una copia del referto pesantemente censurata, nella quale venivano omesse le informazioni relative all'aborto e alle possibili complicazioni sopraggiunte. Di qui le suddette associazioni, in collaborazione con l'avvocato del Colorado Tim Goddard, hanno deciso di intentare una causa contro il medico legale per aver interpretato erroneamente diverse leggi e regolamenti in materia, al fine di occultare informazioni pubbliche sulla causa della morte di Lexi. A questo punto, nonostante il medico legale Stephen Hanks avesse ribadito la correttezza delle informazioni riportate nel referto senza rimaneggiamenti, un giudice del tribunale distrettuale ne ha ordinato la pubblicazione integrale lo scorso 27 aprile.<br /><br />IL TENTATIVO DI INSABBIARE LA VERITÀ<br />«L'autopsia rivela chiaramente le malefatte di Planned Parenthood. Tale referto è uno dei pochi documenti pubblici in grado di smascherare le responsabilità di Planned Parenthood nella tragica morte di Lexi Arguello», ha dichiarato a LifeNews.com il presidente di Operation Rescue Troy Newman. «È anche un documento che può dimostrare quanto siano diventate pericolose le cliniche abortiste non regolamentate e senza licenza in Colorado. Le donne muoiono e i funzionari statali si voltano dall'altra parte» - ha aggiunto ancora Newman - criticando duramente l'operato del medico legale, il quale avrebbe omesso intenzionalmente alcuni dettagli nel tentativo di non screditare la procedura abortista che, com'è noto, non è avulsa da pesanti ricadute non solo psicologiche ma anche fisiche per la salute della madre. «Il medico legale sapeva perfettamente che le donne potrebbero non entrare in una clinica per aborti se fossero a conoscenza del fatto che il personale sanitario ha ferito o addirittura ucciso una paziente. Solo che, invece di credere che le donne meritino di conoscere tutti i fatti per scegliere a chi e dove rivolgersi per l'assistenza sanitaria, il signor Hanks ha pensato fosse meglio tenerle all'oscuro e nascondere la verità sulla morte di Lexi. È così che i fautori dell'aborto mantengono in vita il loro business: nascondendo costantemente la verità», ha sottolineato Alexandra Snyder, presidente della Life Legal Defense Foundation. Nel caso di specie, dunque, «non si è trattato di una semplice censura per motivi di privacy. I funzionari del Colorado hanno nascosto al pubblico i risultati delle analisi mediche e la causa ufficiale della morte di Lexi per proteggere un settore politicamente favorito da eventuali controlli», ha osservato Snyder, evidenziando proprio come «la morte della giovane metta in luce la pericolosa mancanza di controllo che circonda il settore dell'aborto in Colorado. Il pubblico ha il diritto di sapere cosa succede all'interno di Planned Parenthood, soprattutto quando le strutture che offrono servizi di aborto finanziati dai contribuenti continuano a opporsi a standard di sicurezza di buon senso». «Sospettiamo inoltre che Planned Parenthood abbia indotto i familiari a credere che la morte di Lexi fosse inevitabile. Incoraggiamo la famiglia a rivolgersi a un avvocato specializzato in negligenza medica. Se necessario, Operation Rescue è sempre disponibile a mettere i familiari in contatto con un legale», ha affermato infine il suo presidente Newman, accusando contestualmente il colosso degli aborti di aver anche ritardato le cure di emergenza che avrebbero potuto salvare la vita della giovane madre.<br /><br />NON È UN CASO ISOLATO?<br />La dinamica di questa vicenda risulta emblematica di come sia concreto il rischio che quello di Lexi Arguello non sia un "caso isolato". D'altra parte in special modo Planned Parenthood non è nuova agli scandali per tutelare il fiorente business degli aborti. Basti a tal proposito ricordare anche soltanto quanto balzato agli onori della cronaca nel 2015, allorquando emerse che tale rete di cliniche si premurava di vendere illegalmente persino gli organi e i tessuti dei feti abortiti, pur di implementare ulteriormente i propri introiti. Pertanto, alla luce della gestione aziendale di Planned Parenthood, è molto probabile che quanto accaduto alla giovane diciottenne in Colorado sia in passato già successo, ossia che Lexi sia l'ennesima donna morta per le conseguenze legate a un aborto, e che dunque nei dati ufficiali potrebbero celarsi numerosi tentativi di insabbiamento compiuti additando motivazioni cliniche di altra natura dietro i decessi delle madri a seguito delle complicanze di un intervento abortivo.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/72549461</guid><pubDate>Tue, 16 Jun 2026 19:39:17 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/72549461/planned_parenthood_nasconde_la_morte_di_una_donna.mp3" length="8307466" type="audio/mpeg"/><podcast:transcript url="https://transcription.spreaker.com/starship/cc14f316-4e66-4c4d-986e-034a7648b57d/cc14f316-4e66-4c4d-986e-034a7648b57d.srt" type="application/x-subrip" language="it"/><podcast:transcript url="https://transcription.spreaker.com/starship/cc14f316-4e66-4c4d-986e-034a7648b57d/cc14f316-4e66-4c4d-986e-034a7648b57d.txt" type="text/plain" language="it"/><podcast:transcript url="https://transcription.spreaker.com/starship/cc14f316-4e66-4c4d-986e-034a7648b57d/cc14f316-4e66-4c4d-986e-034a7648b57d.vtt" type="text/vtt" language="it"/><itunes:author>BastaBugie</itunes:author><itunes:subtitle>TESTO DELL'ARTICOLO ➜ https://www.bastabugie.it/8574

PLANNED PARENTHOOD NASCONDE LA MORTE DI UNA DONNA DURANTE UN ABORTO
di Fabio Piemonte
 
Planned Parenthood è ritenuta responsabile di aver occultato intenzionalmente la morte di una giovane madre a...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="https://www.bastabugie.it/8574" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://www.bastabugie.it/8574</a><br /><br />PLANNED PARENTHOOD NASCONDE LA MORTE DI UNA DONNA DURANTE UN ABORTO<br />di Fabio Piemonte<br /> <br />Planned Parenthood è ritenuta responsabile di aver occultato intenzionalmente la morte di una giovane madre a seguito di un aborto. Il tragico evento si è verificato a Fort Collins, in Colorado, in una clinica della rete del colosso americano degli aborti: la ragazza è morta per complicazioni sopraggiunte dopo un aborto chirurgico praticatole nel secondo trimestre di gravidanza. Lo ha confermato il referto dell'autopsia sul corpo della diciottenne Lexi Arguello, che però è stato reso pubblico soltanto adesso, al termine di una battaglia legale durata oltre un anno. Finora, infatti pare purtroppo che questa potente industria dell'aborto non sia mai stata chiamata a rispondere in tribunale per aver posto fine alla vita di una madre, oltre che a quella del suo bambino ancora in grembo.<br /><br />OCCULTARE INFORMAZIONI PUBBLICHE<br />In effetti, Planned Parenthood ha cercato in tutti i modi di insabbiare il tragico epilogo di questa storia. È stata necessaria una battaglia legale di più di un anno per rendere pubblico il referto dell'autopsia della giovane madre del Colorado. Lexi Arguello si è infatti sottoposta all'aborto il 6 febbraio 2025, quando era incinta di 21 settimane e 6 giorni. Il referto ha individuato la «probabile embolia da liquido amniotico» come condizione che ha contribuito in modo significativo al suo decesso. Stando a quanto constatato dal medico legale, a seguito dell'intervento abortivo, la giovane avrebbe manifestato una coagulazione intravascolare disseminata, ossia un grave disturbo della coagulazione che le ha poi provocato un collasso cardiovascolare e un'insufficienza a livello multiorgano. Sebbene due note organizzazioni pro-life - Operation Rescue e Life Legal Defense Foundation - abbiano richiesto l'autopsia meno di due settimane dopo la morte di Arguello, si sono viste recapitare una copia del referto pesantemente censurata, nella quale venivano omesse le informazioni relative all'aborto e alle possibili complicazioni sopraggiunte. Di qui le suddette associazioni, in collaborazione con l'avvocato del Colorado Tim Goddard, hanno deciso di intentare una causa contro il medico legale per aver interpretato erroneamente diverse leggi e regolamenti in materia, al fine di occultare informazioni pubbliche sulla causa della morte di Lexi. A questo punto, nonostante il medico legale Stephen Hanks avesse ribadito la correttezza delle informazioni riportate nel referto senza rimaneggiamenti, un giudice del tribunale distrettuale ne ha ordinato la pubblicazione integrale lo scorso 27 aprile.<br /><br />IL TENTATIVO DI INSABBIARE LA VERITÀ<br />«L'autopsia rivela chiaramente le malefatte di Planned Parenthood. Tale referto è uno dei pochi documenti pubblici in grado di smascherare le responsabilità di Planned Parenthood nella tragica morte di Lexi Arguello», ha dichiarato a LifeNews.com il presidente di Operation Rescue Troy Newman. «È anche un documento che può dimostrare quanto siano diventate pericolose le cliniche abortiste non regolamentate e senza licenza in Colorado. Le donne muoiono e i funzionari statali si voltano dall'altra parte» - ha aggiunto ancora Newman - criticando duramente l'operato del medico legale, il quale avrebbe omesso intenzionalmente alcuni dettagli nel tentativo di non screditare la procedura abortista che, com'è noto, non è avulsa da pesanti ricadute non solo psicologiche ma anche fisiche per la salute della madre. «Il medico legale sapeva perfettamente che le donne potrebbero non entrare in una clinica per aborti se fossero a conoscenza del fatto che il personale sanitario ha ferito o addirittura ucciso una paziente. 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La signora Docherty era stata la prima persona a essere incriminata penalmente in base alla legge scozzese del 2024 sulle "zone cuscinetto", una normativa che vieta di "influenzare" chiunque cerchi di accedere ai servizi di aborto entro un raggio di 200 metri da ogni ospedale. Il suo primo arresto risaliva al 19 febbraio 2025, ma il Procuratore Fiscale aveva deciso di non procedere. Poi, a settembre, era stata arrestata una seconda volta nelle stesse circostanze, avviando sette mesi di procedimenti penali.<br />Ciò che Rose Docherty aveva fatto era semplicemente tenersi ferma nei pressi del Queen Elizabeth University Hospital di Glasgow reggendo un cartello con la scritta: «La coercizione è un reato, sono qui per parlare, solo se lo desiderate». Non si era avvicinata a nessuno, non aveva parlato di aborto, non aveva assunto alcun comportamento ostruzionistico, molesto o intimidatorio, e non aveva protestato. Eppure era stata ammanettata, fatta salire sul retro di un furgone della polizia e rinchiusa in una cella per oltre due ore. La sua vicenda aveva suscitato preoccupazione in campo internazionale: sia la Conferenza episcopale cattolica scozzese sia - a livello estero - il Dipartimento di Stato americano avevano espresso sgomento, con quest'ultimo che aveva definito l'arresto un esempio della repressione della libertà di parola in atto in tutta Europa. Anche il vicepresidente statunitense JD Vance aveva segnalato la questione nel suo discorso alla Conferenza sulla sicurezza di Monaco, nel febbraio dello scorso anno. [...]<br />La svolta era arrivata con l'udienza del 20 aprile, durante la quale i legali della signora Docherty - coordinati dall'organizzazione di tutela legale ADF International e dallo studio Lindsays, con l'avvocato Jamie McGowan - avevano sostenuto che le accuse violavano il diritto alla libertà di espressione sancito dall'articolo 10 della Convenzione europea dei diritti dell'uomo. In quell'occasione era emerso anche un dettaglio clamoroso: la Procura aveva ammesso di non aver ancora verificato se all'interno della "zona cuscinetto" ci fosse effettivamente qualcuno che accedeva ai servizi di aborto, elemento che la legge stessa individua come requisito essenziale del reato. Interrogato dallo sceriffo Reid sull'esistenza di prove sufficienti, il procuratore aveva risposto che al momento non ve n'erano, ma che potevano emergere da successive indagini. Lo sceriffo ha concluso che la Procura non aveva dimostrato l'esistenza di un reato previsto dalla legge scozzese, archiviando il caso. La questione, però, potrebbe essere riaperta qualora emergessero prove più solide e la Procura ritenesse l'azione penale nell'interesse pubblico.<br />Fuori dal tribunale, Rose Docherty ha dichiarato: «Questo verdetto rappresenta un'importante vittoria per la libertà di parola in Scozia e nel Regno Unito. Sono stata arrestata, incriminata e processata per niente altro che per aver invitato pacificamente a una conversazione consensuale in uno spazio pubblico. Solo per essermi resa disponibile per i soli, gli impauriti e i costretti, sono stata trattata come un criminale violento». L'avvocato di ADF International Jeremiah Igunnubole ha sottolineato come il procedimento sia emblematico di una crescente crisi della libertà di parola nel Regno Unito e ha chiesto l'abrogazione urgente di queste leggi. Nel frattempo, un caso simile si sta verificando in Inghilterra, dove Isabel Vaughan-Spruce - anch'essa assistita da ADF International - dovrà affrontare a ottobre prossimo un processo per aver pregato in silenzio nei pressi di una clinica abortiva: è la prima persona incriminata ai sensi della Sezione 9 del Public Order Act del 2023, legge analoga che ha introdotto le "zone cuscinetto" intorno a tutte le strutture abortive in Inghilterra e Galles.<br /><br />]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/72424778</guid><pubDate>Tue, 09 Jun 2026 19:19:01 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/72424778/un_tribunale_scozzese_non_applica.mp3" length="5385866" type="audio/mpeg"/><podcast:transcript url="https://transcription.spreaker.com/starship/e450760f-adbf-4c00-a22f-f33abf160239/e450760f-adbf-4c00-a22f-f33abf160239.srt" type="application/x-subrip" language="it"/><podcast:transcript url="https://transcription.spreaker.com/starship/e450760f-adbf-4c00-a22f-f33abf160239/e450760f-adbf-4c00-a22f-f33abf160239.txt" type="text/plain" language="it"/><podcast:transcript url="https://transcription.spreaker.com/starship/e450760f-adbf-4c00-a22f-f33abf160239/e450760f-adbf-4c00-a22f-f33abf160239.vtt" type="text/vtt" language="it"/><itunes:author>BastaBugie</itunes:author><itunes:subtitle>TESTO DELL'ARTICOLO ➜ https://www.bastabugie.it/981

UN TRIBUNALE SCOZZESE NON APPLICA LA LEGGE IN DIFESA DELL'ABORTO
 
Lo scorso 27 aprile, presso il Tribunale di Glasgow, il giudice Stuart Reid ha archiviato le accuse penali a carico di Rose...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="https://www.bastabugie.it/981" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://www.bastabugie.it/981</a><br /><br />UN TRIBUNALE SCOZZESE NON APPLICA LA LEGGE IN DIFESA DELL'ABORTO<br /> <br />Lo scorso 27 aprile, presso il Tribunale di Glasgow, il giudice Stuart Reid ha archiviato le accuse penali a carico di Rose Docherty, anziana donna cristiana di 75 anni, arrestata per essersi offerta a una semplice, ed eventuale, conversazione con chi avrebbe acconsentito, all'interno di una "zona cuscinetto". La signora Docherty era stata la prima persona a essere incriminata penalmente in base alla legge scozzese del 2024 sulle "zone cuscinetto", una normativa che vieta di "influenzare" chiunque cerchi di accedere ai servizi di aborto entro un raggio di 200 metri da ogni ospedale. Il suo primo arresto risaliva al 19 febbraio 2025, ma il Procuratore Fiscale aveva deciso di non procedere. Poi, a settembre, era stata arrestata una seconda volta nelle stesse circostanze, avviando sette mesi di procedimenti penali.<br />Ciò che Rose Docherty aveva fatto era semplicemente tenersi ferma nei pressi del Queen Elizabeth University Hospital di Glasgow reggendo un cartello con la scritta: «La coercizione è un reato, sono qui per parlare, solo se lo desiderate». Non si era avvicinata a nessuno, non aveva parlato di aborto, non aveva assunto alcun comportamento ostruzionistico, molesto o intimidatorio, e non aveva protestato. Eppure era stata ammanettata, fatta salire sul retro di un furgone della polizia e rinchiusa in una cella per oltre due ore. La sua vicenda aveva suscitato preoccupazione in campo internazionale: sia la Conferenza episcopale cattolica scozzese sia - a livello estero - il Dipartimento di Stato americano avevano espresso sgomento, con quest'ultimo che aveva definito l'arresto un esempio della repressione della libertà di parola in atto in tutta Europa. Anche il vicepresidente statunitense JD Vance aveva segnalato la questione nel suo discorso alla Conferenza sulla sicurezza di Monaco, nel febbraio dello scorso anno. [...]<br />La svolta era arrivata con l'udienza del 20 aprile, durante la quale i legali della signora Docherty - coordinati dall'organizzazione di tutela legale ADF International e dallo studio Lindsays, con l'avvocato Jamie McGowan - avevano sostenuto che le accuse violavano il diritto alla libertà di espressione sancito dall'articolo 10 della Convenzione europea dei diritti dell'uomo. In quell'occasione era emerso anche un dettaglio clamoroso: la Procura aveva ammesso di non aver ancora verificato se all'interno della "zona cuscinetto" ci fosse effettivamente qualcuno che accedeva ai servizi di aborto, elemento che la legge stessa individua come requisito essenziale del reato. Interrogato dallo sceriffo Reid sull'esistenza di prove sufficienti, il procuratore aveva risposto che al momento non ve n'erano, ma che potevano emergere da successive indagini. Lo sceriffo ha concluso che la Procura non aveva dimostrato l'esistenza di un reato previsto dalla legge scozzese, archiviando il caso. La questione, però, potrebbe essere riaperta qualora emergessero prove più solide e la Procura ritenesse l'azione penale nell'interesse pubblico.<br />Fuori dal tribunale, Rose Docherty ha dichiarato: «Questo verdetto rappresenta un'importante vittoria per la libertà di parola in Scozia e nel Regno Unito. 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Si tratta di un incremento eloquente perché mostra come le misure approvate in diversi territori non siano bastate a invertire la tendenza generale delle cliniche abortiste a incentivare e spingere per far abortire le donne, anche con la cosiddetta "telemedicina" e l'aborto per corrispondenza, riducendo la soppressione di una vita nel grembo materno alla mera assunzione di un farmaco. E a puntare il dito proprio contro la crescente diffusione degli aborti per corrispondenza sono le associazioni pro life statunitensi. Tra loro, Michael New - ricercatore associato senior del Charlotte Lozier Institute - ha spiegato che, nel complesso, ben 91.000 donne residenti in Stati con leggi fortemente a favore della vita hanno usufruito di aborti tramite telemedicina nel 2025, con un aumento di oltre il 26% rispetto all'anno precedente.<br /><br />COSÌ GLI ABORTISTI ELUDONO LE LEGGI<br />Il punto centrale, secondo New, è che gli aborti per corrispondenza stanno volutamente aggirando e indebolendo le leggi a favore della vita approvate da molti Stati dopo la sentenza Dobbs. Basti pensare che il rapporto segnala che il numero di donne che hanno abortito per corrispondenza è salito da 72.000 a 91.000 tra il 2024 e il 2025, mentre 62.000 donne residenti in aree con leggi che vietano l'aborto si sono recate in un altro Stato per sottoporsi all'intervento, con un calo del 16% rispetto al 2024; ma, per il fronte pro life, il dato non è rassicurante proprio perché a compensare quel calo è stato l'aumento dell'accesso all'aborto chimico tramite telemedicina e invio postale, una modalità che rende meno incisive, nei fatti, le norme pro vita approvate a livello statale.<br />I dati mostrano con chiarezza anche quanto le decisioni politiche dei singoli Stati incidano sui tassi di aborto a livello locale. La ricerca cita infatti i casi della Florida e dell'Iowa, dove nel 2024 hanno iniziato ad applicarsi leggi che vietano l'aborto una volta che il battito cardiaco del feto diventa rilevabile. In entrambi gli Stati, nel 2025 gli aborti praticati all'interno del territorio statale sono diminuiti di ben il 25%. All'opposto, altri Stati che hanno reso la propria legislazione più permissiva - come Missouri e North Dakota - hanno registrato un forte aumento della soppressione di una vita umana nel grembo materno nel 2024. Sempre Michael New ha però, allo stesso tempo, messo in guardia dal fatto che la crescente diffusione degli aborti per corrispondenza potrebbe ridurre la precisione delle rilevazioni più recenti, proprio perché il fenomeno si sta spostando sempre più su canali che sfuggono ai modelli tradizionali di monitoraggio.<br /><br />LO SCONTRO POLITICO IN CORSO<br />Su questo scenario si innestano le dinamiche politiche tra le associazioni pro life, l'amministrazione Trump e la Food and Drug Administration. Gli attivisti pro-vita chiedono da tempo un intervento deciso contro il traffico di farmaci abortivi, ma denunciano un costante stallo da parte della FDA, che mina quindi gli sforzi degli Stati pro-vita per proteggere i nascituri. A rafforzare questa preoccupazione ci sono anche i dati diffusi il mese scorso dall'Ethics &amp; Public Policy Center, che ha esaminato gli eventi avversi legati al mifepristone prima e dopo l'eliminazione dell'obbligo di visita medica in presenza da parte della FDA. Secondo l'analisi, il tasso di eventi avversi gravi è passato dal 10,15% all'11,50%. Un altro studio pubblicato dallo stesso centro un anno fa, nell'aprile 2025, aveva rilevato che il 10,93% delle donne sperimenta sepsi, infezioni, emorragie o altri eventi avversi gravi entro 45 giorni dall'aborto con mifepristone e, sempre secondo quello studio, il tasso di eventi avversi riscontrato nelle donne che assumono la pillola abortiva sarebbe almeno 22 volte superiore alla soglia dello 0,5% citata sulla base di studi clinici. <br />In questo quadro, dunque, il dibattito non riguarda più soltanto il numero degli aborti - e quindi delle vite umane uccise nel grembo materno - ma anche il modo in cui vengono (non) protette le donne.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/71534571</guid><pubDate>Tue, 21 Apr 2026 22:17:26 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/71534571/aborti_in_aumento_negli_usa.mp3" length="6501817" type="audio/mpeg"/><itunes:author>BastaBugie</itunes:author><itunes:subtitle>TESTO DELL'ARTICOLO ➜ https://www.bastabugie.it/8513

ABORTI IN AUMENTO NEGLI USA, LE LEGGI PRO VITA NON BASTANO
 
Negli Stati Uniti il numero di aborti continua ad aumentare nonostante, in molti Stati, siano state approvate restrizioni più severe...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="https://www.bastabugie.it/8513" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://www.bastabugie.it/8513</a><br /><br />ABORTI IN AUMENTO NEGLI USA, LE LEGGI PRO VITA NON BASTANO<br /> <br />Negli Stati Uniti il numero di aborti continua ad aumentare nonostante, in molti Stati, siano state approvate restrizioni più severe contro l'uccisione di un essere innocente.<br />Secondo le stime pubblicate dall'ex sezione di ricerca di Planned Parenthood, il Guttmacher Institute, nel 2025 sono stati effettuati circa 1.126.000 aborti, un dato in lieve crescita rispetto agli 1.124.000 del 2024. Si tratta di un incremento eloquente perché mostra come le misure approvate in diversi territori non siano bastate a invertire la tendenza generale delle cliniche abortiste a incentivare e spingere per far abortire le donne, anche con la cosiddetta "telemedicina" e l'aborto per corrispondenza, riducendo la soppressione di una vita nel grembo materno alla mera assunzione di un farmaco. E a puntare il dito proprio contro la crescente diffusione degli aborti per corrispondenza sono le associazioni pro life statunitensi. Tra loro, Michael New - ricercatore associato senior del Charlotte Lozier Institute - ha spiegato che, nel complesso, ben 91.000 donne residenti in Stati con leggi fortemente a favore della vita hanno usufruito di aborti tramite telemedicina nel 2025, con un aumento di oltre il 26% rispetto all'anno precedente.<br /><br />COSÌ GLI ABORTISTI ELUDONO LE LEGGI<br />Il punto centrale, secondo New, è che gli aborti per corrispondenza stanno volutamente aggirando e indebolendo le leggi a favore della vita approvate da molti Stati dopo la sentenza Dobbs. Basti pensare che il rapporto segnala che il numero di donne che hanno abortito per corrispondenza è salito da 72.000 a 91.000 tra il 2024 e il 2025, mentre 62.000 donne residenti in aree con leggi che vietano l'aborto si sono recate in un altro Stato per sottoporsi all'intervento, con un calo del 16% rispetto al 2024; ma, per il fronte pro life, il dato non è rassicurante proprio perché a compensare quel calo è stato l'aumento dell'accesso all'aborto chimico tramite telemedicina e invio postale, una modalità che rende meno incisive, nei fatti, le norme pro vita approvate a livello statale.<br />I dati mostrano con chiarezza anche quanto le decisioni politiche dei singoli Stati incidano sui tassi di aborto a livello locale. La ricerca cita infatti i casi della Florida e dell'Iowa, dove nel 2024 hanno iniziato ad applicarsi leggi che vietano l'aborto una volta che il battito cardiaco del feto diventa rilevabile. In entrambi gli Stati, nel 2025 gli aborti praticati all'interno del territorio statale sono diminuiti di ben il 25%. All'opposto, altri Stati che hanno reso la propria legislazione più permissiva - come Missouri e North Dakota - hanno registrato un forte aumento della soppressione di una vita umana nel grembo materno nel 2024. Sempre Michael New ha però, allo stesso tempo, messo in guardia dal fatto che la crescente diffusione degli aborti per corrispondenza potrebbe ridurre la precisione delle rilevazioni più recenti, proprio perché il fenomeno si sta spostando sempre più su canali che sfuggono ai modelli tradizionali di monitoraggio.<br /><br />LO SCONTRO POLITICO IN CORSO<br />Su questo scenario si innestano le dinamiche politiche tra le associazioni pro life, l'amministrazione Trump e la Food and Drug Administration. Gli attivisti pro-vita chiedono da tempo un intervento deciso contro il traffico di farmaci abortivi, ma denunciano un costante stallo da parte della FDA, che mina quindi gli sforzi degli Stati pro-vita per proteggere i nascituri. A rafforzare questa preoccupazione ci sono anche i dati diffusi il mese scorso dall'Ethics &amp; Public Policy Center, che ha esaminato gli eventi avversi legati al mifepristone prima e dopo l'eliminazione dell'obbligo di visita medica in presenza da parte della FDA. Secondo l'analisi, il tasso di eventi...]]></itunes:summary><itunes:duration>407</itunes:duration><itunes:keywords>aborto,lobby,pillole,restrizioni,usa</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/7fb5c8b98f5930474384fbeec0d896ea.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Germania e Austria danno ragione a chi prega davanti alle cliniche abortive</title><link>https://www.spreaker.com/episode/germania-e-austria-danno-ragione-a-chi-prega-davanti-alle-cliniche-abortive--70851159</link><description><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="https://www.bastabugie.it/8485" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://www.bastabugie.it/8485</a><br /><br />GERMANIA E AUSTRIA DANNO RAGIONE A CHI PREGA DAVANTI ALLE CLINICHE ABORTIVE<br />di Salvatore Tropea<br /> <br />In un momento in cui, su aborto e "diritti", qualcuno vorrebbe imporre il pensiero unico dominante, addirittura censurando la Fede e chi prega a favore della vita nascente, dalle autorità giudiziarie di Germania e Austria arriva un messaggio netto: la preghiera pacifica non è un crimine né si può vietare. <br />STOP AI DIVIETI DI PREGHIERA<br />Vediamo nel dettaglio i casi. Innanzitutto a Ratisbona, nella regione tedesca della Baviera, le autorità avevano provato a mettere a tacere le veglie di preghiera vicino alle strutture abortive imponendo una "buffer zone" di 100 metri: un'area di esclusione che, di fatto, impediva a cittadini pacifici di sostare e pregare nei pressi delle cliniche. Un gruppo pro-life attivo sul territorio, con il supporto legale di ADF International, ha contestato la misura e il Comune è stato costretto a fare marcia indietro dopo gli stop arrivati in sede giudiziaria. La vicenda, secondo quanto riportato proprio da ADF International, ha coinvolto il Tribunale amministrativo di Regensburg e anche la giustizia amministrativa bavarese, fino al ritiro dell'esclusione di 100 metri stabilita inizialmente nell'estate 2025.<br />A Vienna, in Austria, lo schema è stato simile: la polizia aveva tentato di vietare una veglia di preghiera programmata da "Jugend für das Leben" (Youth for Life), un'associazione di giovani pro-life. Anche qui è intervenuto un tribunale a ristabilire le libertà fondamentali: il Verwaltungsgericht Wien, il tribunale amministrativo della città, ha infatti annullato i provvedimenti della polizia e, in una sentenza dello scorso 8 gennaio, ha chiarito che una veglia di preghiera pacifica è una riunione lecita ai sensi del diritto di assemblea e non può essere esclusa dallo spazio pubblico. ADF International, che anche in questa occasione ha sostenuto la causa, ha sottolineato il punto decisivo: in uno Stato di diritto non si possono bandire cittadini pacifici dai luoghi pubblici semplicemente perché qualcuno non condivide il contenuto della loro espressione di fede.<br />Due pronunce, quindi, che insieme dicono una cosa molto semplice e molto "scomoda" per l'ideologia abortista: le libertà di riunione, espressione e culto non svaniscono perché un luogo viene dichiarato "sensibile". E la preghiera, anche silenziosa, resta ciò che è: un atto pacifico e legittimo.<br />UNA LEZIONE PER L'ITALIA E... PER L'EMILIA-ROMAGNA<br />Questa vicenda riguarda da vicino anche l'Italia, perché ciò che in Germania e Austria è stato respinto dai giudici rischia di ripresentarsi qui sotto un altro nome: quello delle cosiddette "zone sicure". È esattamente l'allarme lanciato da Pro Vita &amp; Famiglia con la petizione "Arrestati per un'Ave Maria?", che - con quasi 20.000 firme già raccolte - chiede al Presidente della Regione Emilia-Romagna, Michele de Pascale, di non istituire le "zone sicure" previste dalla Risoluzione 284/2025. Il punto è chiarissimo: vietare ai cittadini iniziative pacifiche a sostegno della vita e della maternità o momenti di preghiera silenziosa nei pressi di ospedali e cliniche significa trasformare lo spazio pubblico in un'area a libertà condizionata, dove a essere "tollerate" sono solo alcune idee, mentre le altre vengono allontanate con la forza o con le sanzioni.<br />Ecco perché le sentenze di Ratisbona e Vienna possono e devono "fare scuola": mostrano che, in democrazia, non si difendono donne e bambini zittendo la preghiera o cancellando dal territorio qualunque presenza pacifica pro-life. Al contrario: si tutela davvero la libertà quando lo Stato garantisce i diritti di tutti, anche di chi non si adegua al dogma dell'aborto come "bene intoccabile". In Emilia-Romagna, invece, con la Risoluzione 284/2025 si tenta la strada opposta: creare aree in cui perfino un'Ave Maria, anche solo nel silenzio, diventa un bersaglio. È una deriva che va fermata prima che diventi un pericoloso precedente.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/70851159</guid><pubDate>Tue, 24 Mar 2026 18:34:50 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/70851159/germania_e_austria_danno_ragione.mp3" length="4743880" type="audio/mpeg"/><itunes:author>BastaBugie</itunes:author><itunes:subtitle>TESTO DELL'ARTICOLO ➜ https://www.bastabugie.it/8485

GERMANIA E AUSTRIA DANNO RAGIONE A CHI PREGA DAVANTI ALLE CLINICHE ABORTIVE
di Salvatore Tropea
 
In un momento in cui, su aborto e "diritti", qualcuno vorrebbe imporre il pensiero unico dominante,...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="https://www.bastabugie.it/8485" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://www.bastabugie.it/8485</a><br /><br />GERMANIA E AUSTRIA DANNO RAGIONE A CHI PREGA DAVANTI ALLE CLINICHE ABORTIVE<br />di Salvatore Tropea<br /> <br />In un momento in cui, su aborto e "diritti", qualcuno vorrebbe imporre il pensiero unico dominante, addirittura censurando la Fede e chi prega a favore della vita nascente, dalle autorità giudiziarie di Germania e Austria arriva un messaggio netto: la preghiera pacifica non è un crimine né si può vietare. <br />STOP AI DIVIETI DI PREGHIERA<br />Vediamo nel dettaglio i casi. Innanzitutto a Ratisbona, nella regione tedesca della Baviera, le autorità avevano provato a mettere a tacere le veglie di preghiera vicino alle strutture abortive imponendo una "buffer zone" di 100 metri: un'area di esclusione che, di fatto, impediva a cittadini pacifici di sostare e pregare nei pressi delle cliniche. Un gruppo pro-life attivo sul territorio, con il supporto legale di ADF International, ha contestato la misura e il Comune è stato costretto a fare marcia indietro dopo gli stop arrivati in sede giudiziaria. La vicenda, secondo quanto riportato proprio da ADF International, ha coinvolto il Tribunale amministrativo di Regensburg e anche la giustizia amministrativa bavarese, fino al ritiro dell'esclusione di 100 metri stabilita inizialmente nell'estate 2025.<br />A Vienna, in Austria, lo schema è stato simile: la polizia aveva tentato di vietare una veglia di preghiera programmata da "Jugend für das Leben" (Youth for Life), un'associazione di giovani pro-life. Anche qui è intervenuto un tribunale a ristabilire le libertà fondamentali: il Verwaltungsgericht Wien, il tribunale amministrativo della città, ha infatti annullato i provvedimenti della polizia e, in una sentenza dello scorso 8 gennaio, ha chiarito che una veglia di preghiera pacifica è una riunione lecita ai sensi del diritto di assemblea e non può essere esclusa dallo spazio pubblico. ADF International, che anche in questa occasione ha sostenuto la causa, ha sottolineato il punto decisivo: in uno Stato di diritto non si possono bandire cittadini pacifici dai luoghi pubblici semplicemente perché qualcuno non condivide il contenuto della loro espressione di fede.<br />Due pronunce, quindi, che insieme dicono una cosa molto semplice e molto "scomoda" per l'ideologia abortista: le libertà di riunione, espressione e culto non svaniscono perché un luogo viene dichiarato "sensibile". E la preghiera, anche silenziosa, resta ciò che è: un atto pacifico e legittimo.<br />UNA LEZIONE PER L'ITALIA E... PER L'EMILIA-ROMAGNA<br />Questa vicenda riguarda da vicino anche l'Italia, perché ciò che in Germania e Austria è stato respinto dai giudici rischia di ripresentarsi qui sotto un altro nome: quello delle cosiddette "zone sicure". È esattamente l'allarme lanciato da Pro Vita &amp; Famiglia con la petizione "Arrestati per un'Ave Maria?", che - con quasi 20.000 firme già raccolte - chiede al Presidente della Regione Emilia-Romagna, Michele de Pascale, di non istituire le "zone sicure" previste dalla Risoluzione 284/2025. Il punto è chiarissimo: vietare ai cittadini iniziative pacifiche a sostegno della vita e della maternità o momenti di preghiera silenziosa nei pressi di ospedali e cliniche significa trasformare lo spazio pubblico in un'area a libertà condizionata, dove a essere "tollerate" sono solo alcune idee, mentre le altre vengono allontanate con la forza o con le sanzioni.<br />Ecco perché le sentenze di Ratisbona e Vienna possono e devono "fare scuola": mostrano che, in democrazia, non si difendono donne e bambini zittendo la preghiera o cancellando dal territorio qualunque presenza pacifica pro-life. Al contrario: si tutela davvero la libertà quando lo Stato garantisce i diritti di tutti, anche di chi non si adegua al dogma dell'aborto come "bene intoccabile". In Emilia-Romagna, invece, con la Risoluzione 284/2025 si tenta la...]]></itunes:summary><itunes:duration>297</itunes:duration><itunes:keywords>bufferzone,clinicheabortive,diritti,farescuola,preghiera</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/7f57199aaa14ab00b652668486366e89.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Aborto impensabile: e anche papa Leone marcia per la vita</title><link>https://www.spreaker.com/episode/aborto-impensabile-e-anche-papa-leone-marcia-per-la-vita--69768135</link><description><![CDATA[VIDEO: March for Life 2026 ➜ <a href="https://www.youtube.com/watch?v=y4oO0T9VtQU" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://www.youtube.com/watch?v=y4oO0T9VtQU</a><br /><br />TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="https://www.bastabugie.it/8442" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://www.bastabugie.it/8442</a><br /><br />ABORTO IMPENSABILE: E ANCHE PAPA LEONE MARCIA PER LA VITA (INVECE LA CEI...) di Luca Volontè<br /> <br />Alla "Marcia per la vita" di Washington, Papa Leone ribadisce l'impegno totale per la vita e dall'Amministrazione Trump, dopo alcuni tentennamenti, ripartono le misure contro l'industria dell'aborto americana e mondiale. L'attenzione della "Marcia per la Vita" quest'anno, «non è solo quella di cambiare le leggi a livello statale e federale, ma anche di cambiare la cultura per rendere l'aborto impensabile», si legge nel sito web ufficiale della Marcia 2026.<br />Perché ancora marciare per la vita, chiedono gli organizzatori. «Purtroppo, il numero di aborti ogni anno è ancora ben superiore a 900.000 e si prevede che tale numero diminuirà solo di circa 200.000 all'anno nell'America post-Roe. Si profilano all'orizzonte molte battaglie legislative nazionali, tra cui anche il mantenimento delle protezioni Hyde di lunga data, che limitano i finanziamenti governativi per l'aborto nei disegni di legge di bilancio annuali. L'emendamento Hyde ha salvato milioni di vite ed è senza dubbio la politica pro-vita più incisiva nella storia della nostra nazione, ma ora non può essere dato per scontato...continueremo a marciare ogni gennaio a livello nazionale fino a quando non sarà ripristinata una cultura della vita negli Stati Uniti d'America».<br />ROE VS WADE<br />Siamo infatti alla 52^ manifestazione (53° anniversario dalla sentenza "Roe vs Wade") annuale, infatti la prima "Marcia per la Vita" si era svolta nel gennaio 1974, in occasione del primo anniversario della sentenza della Corte Suprema degli Stati Uniti che legalizzava l'aborto a livello federale. 50 anni dopo, lo scorso 2021 la Corte Suprema aveva rivisto e annullato la "Roe vs Wade" con lo storico caso "Dobbs contro Jackson Women's Health Organization", decisione descritta dalla Bussola. Ora l'obiettivo è si culturale ma, la precondizione necessaria e sufficiente per combattere questa nuova battaglia, è che le riforme legislative per la tutela della vita del concepito ed i tagli contro l'aborto si mantengano e se possibile accrescano. <br />Nel messaggio diffuso in vista della manifestazione annuale pro-life nella capitale degli States, Papa Leone XIV, primo pontefice statunitense della storia, ha espresso calorosi saluti e vicinanza spirituale ai manifestanti e ricordato il suo recente e cruciale discorso fatto al corpo diplomatico del 9 gennaio, di cui diversi autori hanno presentato alcuni contenuti sulla Bussola, ribadendo che «la tutela del diritto alla vita costituisce il fondamento indispensabile di ogni altro diritto umano».<br />Infatti, ha ricordato il Papa, «una società è sana e progredisce veramente solo quando tutela la sacralità della vita umana e si adopera attivamente per promuoverla... affinché la vita sia rispettata in tutte le sue fasi, attraverso iniziative appropriate a tutti i livelli della società, anche attraverso il dialogo con i responsabili civili e politici». Difendendo i «nascituri», ha sottolineato il Papa, «sappiate che state adempiendo al comando del Signore di servirlo nei nostri fratelli e sorelle più piccoli». Oltre alle decine di interventi e testimonianze toccanti e forti, il Vice Presidente degli Stati Uniti JD Vance ha tenuto un discorso alla folla ribadendo l'impegno personale ed il messaggio dell'amministrazione Trump nella "Giornata Nazionale sulla Santità della vita umana" (22 gennaio), dopo le recenti contraddizioni. <br />LA RETROMARCIA DEI REPUBBLICANI<br />Infatti, lo scorso 6 gennaio il presidente USA aveva chiesto ai repubblicani del Congresso di essere più flessibili sul finanziamento pubblico degli aborti, soprattutto sull'emendamento Hyde, nato come disposizione bipartisan nei disegni di legge sul finanziamento che ha vietato l'uso di fondi federali alle multinazionali dell'aborto per oltre 45 anni, sempre rinnovato dal 1976, sino all'ultima amministrazione Biden e che ha salvato, secondo uno studio del "Charlotte Lozier Institute", circa 2.6 milioni di bimbi.<br />Nei giorni successivi, non solo Marjorie Dannenfelser, presidente dell'importante associazione prolife "Susan B. Anthony Pro-Life America", ma anche altri leaders prolife avevano criticato Trump e previsto una sconfitta certa per il partito del presidente se avesse tradito gli impegni a favore della vita. Il tanto atteso disegno di legge sul programma sanitario del presidente Donald Trump, presentato alla stampa ed al Congresso il 15 gennaio, non menziona l'Emendamento Hyde, pur garantendo la collaborazione con il Congresso perché fossero incluse «le più forti protezioni possibili a favore della vita».<br />La retromarcia dei Repubblicani è stata repentina, il 19 gennaio, con un comunicato congiunto, i Repubblicani membri della Commissione Bilancio del Congresso, assicuravano che il disegno di legge proveniente dalla Casa Bianca era stato per includere l'Emendamento Hyde e «proteggere la vita dei bambini non ancora nati». Giovedì 22 gennaio, la "Small Business Administration" (SBA) ha avviato una indagine federale sulle agenzie abortiste affiliate a Planned Parenthood per verificare se abbiano ricevuto illegalmente 88 milioni di dollari in prestiti del "Paycheck Protection Program" (PPP), programma di ristoro economico, durante la pandemia di COVID-19. Infine, ieri, giorno della Marcia, il Dipartimento di Stato ha ampliato la cosiddetta "Mexico City Policy", norma che impedirà che gli aiuti esteri sovvenzionino l'aborto e, in un importante ampliamento, anche ai programmi di "gender e diversità, equità e inclusione" (DEI). Trump, Vance e l'intera amministrazione, dunque, compiono un passo avanti deciso ed economicamente concreto a favore della vita e contro le multinazionali dell'aborto, tutte decisioni che favoriranno la battaglia culturale pubblica a cui i movimenti pro life sono chiamati con il sostegno limpido di Papa Leone XIV.<br />Nota di BastaBugie: Riccardo Cascioli nell'articolo seguente dal titolo "Giornata per la Vita, rituale stanco perché dimentica le origini" parla degli scopi originali della Giornata nazionale per la Vita istituita a seguito dell'approvazione della legge 194 che legalizzò l'aborto in Italia.<br />Ecco l'articolo completo pubblicato su La Nuova Bussola Quotidiana il 31 gennaio 2026: <br />47 anni e li dimostra tutti. Domani, prima domenica di febbraio, come ogni anno dal lontano 4 febbraio 1979 la Chiesa italiana celebra la Giornata nazionale per la vita. Ma sempre più stancamente, sempre più distrattamente: qualche prete lo ricorderà tra gli avvisi alla fine della Messa; un numero minore ne farà cenno durante l'omelia; all'esterno di diverse chiese eroici volontari dei Centri di Aiuto alla Vita venderanno le primule, fiore-simbolo, anche per autofinanziarsi; forse qualche parrocchia organizzerà un convegno o una veglia di preghiera. E poi si chiude e ci si dà appuntamento all'anno prossimo, sempre più stancamente, sempre più distrattamente.<br />Non aiuta certo la Conferenza Episcopale Italiana con i suoi messaggi per la Giornata, così generici da suscitare qualche buon pensiero (se va bene) e poco più. Prendiamo quello di quest'anno, dal titolo "Prima i bambini": per carità, nulla di sbagliato, forse un po' di eccesso sentimentale nella definizione di una «visione evangelica dell'infanzia» che sa tanto di Mulino Bianco; però poi un lungo elenco di violazioni dei diritti dei bambini su cui fare un esame di coscienza. E si va dai bambini «vittime collaterali delle guerre degli adulti» ai «bambini "fabbricati" in laboratorio», dai bambini-soldato a quelli «fatti oggetto di attenzioni sessuali». A un certo punto si citano anche «bambini cui viene sottratto il fondamentale diritto di nascere», modo elegante di definire le vittime dell'aborto, parola che nel messaggio non viene citata neanche una volta.<br />Perché ci soffermiamo su quest'ultimo particolare? Perché la stanchezza e la distrazione rispetto alla Giornata per la Vita sono il frutto di una dimenticanza - per non dire della rimozione - dell'origine, del motivo per cui è stata istituita. Essa è infatti la risposta all'approvazione della legge 194 del 22 maggio 1978 che legalizza l'aborto in Italia, ma è anche figlia di una battaglia condotta dalla CEI fin dall'inizio degli anni '70 per contrastare il tentativo di approvare una legge abortista; battaglia che a legge fatta la CEI intende continuare a tutti i livelli: ecclesiale, caritativo, culturale, politico.<br />Di quelle intenzioni oggi è rimasto praticamente nulla, se addirittura abbiamo eminenti prelati che parlano di legge 194 come «pilastro della società» e politici cattolici che «nessuno tocchi la 194».<br />Per capire meglio cosa è cambiato nella Chiesa in questi anni basta riprendere in mano l'Istruzione pastorale La comunità cristiana e l'accoglienza della vita umana nascente, approvata dal Consiglio permanente della CEI nella sessione del 23-26 ottobre 1978, la stessa che istituisce la Giornata per la Vita alla prima domenica di febbraio. Essa si presenta come una vera e propria «catechesi sulla responsabilità relativa all'accoglienza della vita nascente» e una chiamata all'azione, sia nelle opere di accoglienza della vita nascente (per le madri, le famiglie, le comunità ecclesiali fino agli operatori socio-sanitari) sia nell'impegno socio-politico che arriva fino alla richiesta di «operare per un superamento della legge attuale, moralmente inaccettabile, con norme totalmente rispettose del diritto alla vita».<br />Tutto il documento è percorso dalla consapevolezza della gravità dell'aborto, definito «un grave crimine morale» e un «gravissimo]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/69768135</guid><pubDate>Tue, 03 Feb 2026 20:56:37 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/69768135/aborto_impensabile.mp3" length="11758124" type="audio/mpeg"/><itunes:author>BastaBugie</itunes:author><itunes:subtitle>VIDEO: March for Life 2026 ➜ https://www.youtube.com/watch?v=y4oO0T9VtQU

TESTO DELL'ARTICOLO ➜ https://www.bastabugie.it/8442

ABORTO IMPENSABILE: E ANCHE PAPA LEONE MARCIA PER LA VITA (INVECE LA CEI...) di Luca Volontè
 
Alla "Marcia per la vita" di...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[VIDEO: March for Life 2026 ➜ <a href="https://www.youtube.com/watch?v=y4oO0T9VtQU" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://www.youtube.com/watch?v=y4oO0T9VtQU</a><br /><br />TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="https://www.bastabugie.it/8442" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://www.bastabugie.it/8442</a><br /><br />ABORTO IMPENSABILE: E ANCHE PAPA LEONE MARCIA PER LA VITA (INVECE LA CEI...) di Luca Volontè<br /> <br />Alla "Marcia per la vita" di Washington, Papa Leone ribadisce l'impegno totale per la vita e dall'Amministrazione Trump, dopo alcuni tentennamenti, ripartono le misure contro l'industria dell'aborto americana e mondiale. L'attenzione della "Marcia per la Vita" quest'anno, «non è solo quella di cambiare le leggi a livello statale e federale, ma anche di cambiare la cultura per rendere l'aborto impensabile», si legge nel sito web ufficiale della Marcia 2026.<br />Perché ancora marciare per la vita, chiedono gli organizzatori. «Purtroppo, il numero di aborti ogni anno è ancora ben superiore a 900.000 e si prevede che tale numero diminuirà solo di circa 200.000 all'anno nell'America post-Roe. Si profilano all'orizzonte molte battaglie legislative nazionali, tra cui anche il mantenimento delle protezioni Hyde di lunga data, che limitano i finanziamenti governativi per l'aborto nei disegni di legge di bilancio annuali. L'emendamento Hyde ha salvato milioni di vite ed è senza dubbio la politica pro-vita più incisiva nella storia della nostra nazione, ma ora non può essere dato per scontato...continueremo a marciare ogni gennaio a livello nazionale fino a quando non sarà ripristinata una cultura della vita negli Stati Uniti d'America».<br />ROE VS WADE<br />Siamo infatti alla 52^ manifestazione (53° anniversario dalla sentenza "Roe vs Wade") annuale, infatti la prima "Marcia per la Vita" si era svolta nel gennaio 1974, in occasione del primo anniversario della sentenza della Corte Suprema degli Stati Uniti che legalizzava l'aborto a livello federale. 50 anni dopo, lo scorso 2021 la Corte Suprema aveva rivisto e annullato la "Roe vs Wade" con lo storico caso "Dobbs contro Jackson Women's Health Organization", decisione descritta dalla Bussola. Ora l'obiettivo è si culturale ma, la precondizione necessaria e sufficiente per combattere questa nuova battaglia, è che le riforme legislative per la tutela della vita del concepito ed i tagli contro l'aborto si mantengano e se possibile accrescano. <br />Nel messaggio diffuso in vista della manifestazione annuale pro-life nella capitale degli States, Papa Leone XIV, primo pontefice statunitense della storia, ha espresso calorosi saluti e vicinanza spirituale ai manifestanti e ricordato il suo recente e cruciale discorso fatto al corpo diplomatico del 9 gennaio, di cui diversi autori hanno presentato alcuni contenuti sulla Bussola, ribadendo che «la tutela del diritto alla vita costituisce il fondamento indispensabile di ogni altro diritto umano».<br />Infatti, ha ricordato il Papa, «una società è sana e progredisce veramente solo quando tutela la sacralità della vita umana e si adopera attivamente per promuoverla... affinché la vita sia rispettata in tutte le sue fasi, attraverso iniziative appropriate a tutti i livelli della società, anche attraverso il dialogo con i responsabili civili e politici». Difendendo i «nascituri», ha sottolineato il Papa, «sappiate che state adempiendo al comando del Signore di servirlo nei nostri fratelli e sorelle più piccoli». Oltre alle decine di interventi e testimonianze toccanti e forti, il Vice Presidente degli Stati Uniti JD Vance ha tenuto un discorso alla folla ribadendo l'impegno personale ed il messaggio dell'amministrazione Trump nella "Giornata Nazionale sulla Santità della vita umana" (22 gennaio), dopo le recenti contraddizioni. <br />LA RETROMARCIA DEI REPUBBLICANI<br />Infatti, lo scorso 6 gennaio il presidente USA aveva chiesto ai repubblicani del Congresso di essere più flessibili sul finanziamento pubblico...]]></itunes:summary><itunes:duration>735</itunes:duration><itunes:keywords>marciaperlavita,prolife,roevswade,sacralitàdellavitaumana,sofferenzepsicologiche</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/fabab1f1f1d08b59e8564191261827ed.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>La campana pro-life di Suetta ci richiama al diritto naturale</title><link>https://www.spreaker.com/episode/la-campana-pro-life-di-suetta-ci-richiama-al-diritto-naturale--69629737</link><description><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="https://www.bastabugie.it/8437" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://www.bastabugie.it/8437</a><br /><br />LA CAMPANA PRO-LIFE DI SUETTA CI RICHIAMA AL DIRITTO NATURALE di Stefano Fontana<br /> <br />Il vescovo di Ventimiglia-San Remo, mons. Antonio Suetta, fa suonare ogni giorno una campana per ricordare i bambini impediti a nascere dalla legge sull'aborto. Ovviamente ne è nata una polemica e, come era scontato, le donne del Partito Democratico hanno esecrato l'iniziativa considerata da loro "molto grave" perché lesiva del diritto delle donne. Tuttavia in questo articolo non ci occuperemo di queste stanche e stancanti contestazioni ideologiche, ma affronteremo alcune questioni che dovrebbero interessare i cattolici, sulle quali pochi o nessuno si è esercitato.<br />Prima di tutto va chiarito che il vescovo Suetta, con questa sua iniziativa, è intervenuto su un tema di diritto e di morale naturali. Ossia ha semplicemente difeso l'ordine delle cose, un principio di senso comune, una norma ragionevole: è moralmente vietato uccidere una persona innocente. Lo ha riassunto egli stesso con la frase «l'aborto non è un diritto ma un delitto» (QUI). Il vescovo ha stabilito il diritto come fonte di doveri e quindi i doveri come fonte dei diritti. Ha ricordato la giusta successione logica. Prima dei diritti soggettivi, c'è il diritto, vale a dire l'ordine oggettivo della giustizia, il quale pone alla ragione il dovere di rispettare i suoi articoli non scritti, sui quali - a questo punto sì ... - si fondano i diritti soggettivi. Non tutti, quindi, ma solo quelli resi veri e legittimi proprio da questa dipendenza dal diritto e dalla giustizia. I diritti ingiusti non sono diritti.<br />Sarebbe un errore assegnare alla campana di Suetta un senso immediatamente solo religioso, saltando la sua dimensione di buon senso comune. Si leggono nella rete interventi di cattolici che sostengono l'iniziativa del Vescovo, ma tralasciano l'aspetto ora visto. Motivano la difesa della scelta di Suetta sottolineando che la laicità dello Stato non consiste nel combattere una religione, ma nel permettere a tutte di dire la loro: quindi anche Suetta ha questo diritto. Interventi di questo genere sbagliano il bersaglio, nel senso che attribuiscono un primario senso religioso ad una disposizione - quella di Suetta - il cui primo senso è invece di ragione naturale. Lo Stato deve difendere i principi della ragione naturale perché non facendolo andrebbe contro al bene comune, che è il suo fine costitutivo. Se invece il primo dovere dello Stato fosse di dare la parola a tutte le religioni, dovrebbe ipoteticamente farlo anche per religioni che prevedessero l'aborto come lecito.<br />Il suono di quella campana prima di tutto ricorda a tutti e non solo ai cattolici, che esiste questo ordine naturale, che la ragione umana è in grado di conoscerlo e che il potere politico ha il dovere di difenderlo.<br />Il discorso tuttavia non finisce qui. Suetta è un vescovo cattolico, ha sì difeso il diritto naturale e un principio della legge morale naturale, ma lo ha fatto, oltre che da uomo e da cittadino, anche da vescovo. Sarebbe riduttivo fermarsi solo al primo livello, posta la necessità di non trascurarlo. Ciò ha un grande significato: vuol dire che la religione cattolica illumina e protegge il diritto naturale, vuol dire che la Chiesa ha il compito di difenderlo, come del resto fa da sempre, a parte alcune diffuse incertezze dei nostri tempi. Non va dimenticato quanto insegnato da Paolo VI nella Humanae vitae (1968): «Nessun fedele potrà negare che al magistero della chiesa spetti di insegnare anche la legge morale naturale... infatti anche la legge naturale è espressione della volontà di Dio, l'adempimento fedele di essa è parimenti necessario alla salvezza eterna degli uomini». La campana di Ventimiglia-San Remo, ogni giorno, non ricorderà solamente che esiste una legge di natura, ma anche che la Chiesa cattolica la conferma, la difende e la purifica con la legge evangelica. E lo ricorderà a tutti, compresi quanti, nella stessa Chiesa, se ne sono dimenticai o addirittura lo negano.<br />C'è infine un altro sviluppo, per certi versi ancora più decisivo: quella campana vuol dire ancora di più di quanto appena visto. Non ci sono oggi altre religioni che facciano suonare le loro campane in difesa dell'ordine naturale, solo quella campana "cattolica" lo fa. Essendo l'unica a farlo, essa esprime e nello stesso tempo rivendica un primato di unicità agli occhi di un potere politico che intendesse difendere il diritto naturale ("se" intendesse difenderlo). Il vescovo Suetta ha come riaffermato questo primato di unicità. I cattolici che nella rete sostengono l'iniziativa Suetta dicendo allo Stato che la laicità consiste nel far parlare le religioni e su ciò difendono il diritto della campana di Suetta, non tengono conto di questo primato della religione cattolica. La campana di Suetta costringe lo Stato a tornare al suo dovere di perseguire il bene comune difendendo il diritto naturale, e spinge la Chiesa a rivendicare il suo ruolo primaziale nel conseguimento del medesimo scopo. Su questo punto la voce della Chiesa cattolica non è una opinione tra le tante, non è nemmeno solo una opinione.<br />Se queste nostre considerazioni hanno un senso, allora bisognerebbe che altri vescovi, che tutti i vescovi cattolici d'Italia facessero suonare la loro campana, ogni giorno, alla stessa ora.<br />Nota di BastaBugie: Riccardo Cascioli nell'articolo seguente dal titolo "Aborto, Paglia contro Suetta. I vescovi italiani si sveglino" parla dell'ex presidente della Pontificia Accademia per la Vita che va a Sanremo e prende le distanze dall'iniziativa della "Campana dei bambini non nati" presa dal vescovo Suetta. Scandaloso ma non sorprendente visti i precedenti. Ma gli altri vescovi da che parte stanno?<br />Ecco l'articolo completo pubblicato su La Nuova Bussola Quotidiana il 20 gennaio 2026:<br />Una settimana fa lamentavamo il fatto che dai vescovi italiani non fosse venuta una sola parola di solidarietà nei confronti del vescovo di Ventimiglia-San Remo, monsignor Antonio Suetta, attaccato ferocemente dai media e dai partiti di sinistra per l'iniziativa della "Campana dei bambini non nati".<br />Quel rintocco serale della campana collocata sulla torretta della Curia alla fine di dicembre, ha mandato in tilt tutta la sinistra (e non solo) che della tragedia dell'aborto, dell'eliminazione della creatura più indifesa, ha fatto un diritto umano. Polemiche feroci dettate da chi conta visto che le proteste non hanno grande seguito popolare, come dimostrano le poche decine di persone che sabato 17 gennaio hanno partecipato alla manifestazione in piazza a Sanremo chiamata a gran voce dal Partito Democratico locale.<br />Lamentavamo dunque che davanti a questa bufera mediatica gli uomini di Chiesa rimanessero in silenzio. Però oggi siamo al punto che dobbiamo rimpiangere quel silenzio, visto che l'unico uomo di Chiesa che si è espresso - l'ineffabile monsignor Vincenzo Paglia - lo ha fatto per prendere le distanze da monsignor Suetta, e per giunta ha scelto proprio la città di Sanremo per farlo.<br />Infatti monsignor Paglia, presidente emerito della Pontificia Accademia per la Vita (PAV) che sotto la sua guida ha preso una direzione contraria a quella per cui san Giovanni Paolo II l'aveva fondata, questo fine settimana era nella città ligure, al Teatro del Casinò, per partecipare a un convegno sulla terza età. Convegno, bisogna dire per quanti hanno polemicamente rilevato l'assenza tra il pubblico del vescovo Suetta, che è stato ampiamente pubblicizzato sul sito della diocesi. Cortesia non ricambiata da Paglia, al quale - come era logico attendersi - a margine del convegno è stata fatta la fatidica domanda sull'iniziativa della Campana.<br />La risposta è sconcertante: «Io vorrei - ha detto l'ex presidente della PAV - che si suonassero le campane per i vecchi, affinché siano accompagnati con serenità e amore, cosicché nessuno sia lasciato solo. La campana della fraternità deve suonare forte». Classico espediente clericale: parlare d'altro per evitare di esprimere apertamente il dissenso su un'iniziativa.<br />Ma il messaggio è comunque chiaro: quell'iniziativa non mi rappresenta. Messaggio ancora più pesante se si considera che Paglia è stato fino a pochi mesi fa il presidente della Pontificia Accademia per la Vita, e peggio ancora perché lo ha fatto in coincidenza con le manifestazioni anti-Suetta.<br />Del resto non ci si può nemmeno stupire più di tanto: ben ricordiamo quando nel 2022, partecipando a un programma di RaiTre, monsignor Paglia dichiarò a proposito della legge che ha legalizzato l'aborto in Italia nel 1978: «Penso che la legge 194 sia ormai un pilastro della nostra vita sociale». E poi, incalzato dalla giornalista che gli chiedeva se la 194 fosse in discussione, rispose risoluto: «No, ma assolutamente, assolutamente!».<br />Le parole a Sanremo di monsignor Paglia spiegano bene il silenzio di tutti gli altri vescovi in Italia. Anche se non tutti pensano alla legge 194 come a un pilastro della società italiana e probabilmente tanti desidererebbero fosse abolita, nessuno però si sente di mettersi al centro di polemiche e contestazioni prendendo posizione su una materia che scatena reazioni ideologiche tanto forti. A molti piace credere che non prendendo alcuna posizione sgradita saranno per questo ascoltati meglio dal mondo, piace illudersi che nascondendo la Verità si favorisca quel clima di fraternità evocato da Paglia.<br />Illusi, appunto. Davvero costoro pensano che ci possa essere fraternità in una società che uccide i propri figli?<br />C'è solo da augurarsi che l'improvvida uscita di Paglia, con il suo implicito appoggio a chi contesta il vescovo Suetta, scuota la]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/69629737</guid><pubDate>Tue, 27 Jan 2026 21:48:50 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/69629737/la_campana_prolife.mp3" length="10892078" type="audio/mpeg"/><itunes:author>BastaBugie</itunes:author><itunes:subtitle>TESTO DELL'ARTICOLO ➜ https://www.bastabugie.it/8437

LA CAMPANA PRO-LIFE DI SUETTA CI RICHIAMA AL DIRITTO NATURALE di Stefano Fontana
 
Il vescovo di Ventimiglia-San Remo, mons. Antonio Suetta, fa suonare ogni giorno una campana per ricordare i...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="https://www.bastabugie.it/8437" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://www.bastabugie.it/8437</a><br /><br />LA CAMPANA PRO-LIFE DI SUETTA CI RICHIAMA AL DIRITTO NATURALE di Stefano Fontana<br /> <br />Il vescovo di Ventimiglia-San Remo, mons. Antonio Suetta, fa suonare ogni giorno una campana per ricordare i bambini impediti a nascere dalla legge sull'aborto. Ovviamente ne è nata una polemica e, come era scontato, le donne del Partito Democratico hanno esecrato l'iniziativa considerata da loro "molto grave" perché lesiva del diritto delle donne. Tuttavia in questo articolo non ci occuperemo di queste stanche e stancanti contestazioni ideologiche, ma affronteremo alcune questioni che dovrebbero interessare i cattolici, sulle quali pochi o nessuno si è esercitato.<br />Prima di tutto va chiarito che il vescovo Suetta, con questa sua iniziativa, è intervenuto su un tema di diritto e di morale naturali. Ossia ha semplicemente difeso l'ordine delle cose, un principio di senso comune, una norma ragionevole: è moralmente vietato uccidere una persona innocente. Lo ha riassunto egli stesso con la frase «l'aborto non è un diritto ma un delitto» (QUI). Il vescovo ha stabilito il diritto come fonte di doveri e quindi i doveri come fonte dei diritti. Ha ricordato la giusta successione logica. Prima dei diritti soggettivi, c'è il diritto, vale a dire l'ordine oggettivo della giustizia, il quale pone alla ragione il dovere di rispettare i suoi articoli non scritti, sui quali - a questo punto sì ... - si fondano i diritti soggettivi. Non tutti, quindi, ma solo quelli resi veri e legittimi proprio da questa dipendenza dal diritto e dalla giustizia. I diritti ingiusti non sono diritti.<br />Sarebbe un errore assegnare alla campana di Suetta un senso immediatamente solo religioso, saltando la sua dimensione di buon senso comune. Si leggono nella rete interventi di cattolici che sostengono l'iniziativa del Vescovo, ma tralasciano l'aspetto ora visto. Motivano la difesa della scelta di Suetta sottolineando che la laicità dello Stato non consiste nel combattere una religione, ma nel permettere a tutte di dire la loro: quindi anche Suetta ha questo diritto. Interventi di questo genere sbagliano il bersaglio, nel senso che attribuiscono un primario senso religioso ad una disposizione - quella di Suetta - il cui primo senso è invece di ragione naturale. Lo Stato deve difendere i principi della ragione naturale perché non facendolo andrebbe contro al bene comune, che è il suo fine costitutivo. Se invece il primo dovere dello Stato fosse di dare la parola a tutte le religioni, dovrebbe ipoteticamente farlo anche per religioni che prevedessero l'aborto come lecito.<br />Il suono di quella campana prima di tutto ricorda a tutti e non solo ai cattolici, che esiste questo ordine naturale, che la ragione umana è in grado di conoscerlo e che il potere politico ha il dovere di difenderlo.<br />Il discorso tuttavia non finisce qui. Suetta è un vescovo cattolico, ha sì difeso il diritto naturale e un principio della legge morale naturale, ma lo ha fatto, oltre che da uomo e da cittadino, anche da vescovo. Sarebbe riduttivo fermarsi solo al primo livello, posta la necessità di non trascurarlo. Ciò ha un grande significato: vuol dire che la religione cattolica illumina e protegge il diritto naturale, vuol dire che la Chiesa ha il compito di difenderlo, come del resto fa da sempre, a parte alcune diffuse incertezze dei nostri tempi. Non va dimenticato quanto insegnato da Paolo VI nella Humanae vitae (1968): «Nessun fedele potrà negare che al magistero della chiesa spetti di insegnare anche la legge morale naturale... infatti anche la legge naturale è espressione della volontà di Dio, l'adempimento fedele di essa è parimenti necessario alla salvezza eterna degli uomini». 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Ormai l'iniziativa è arcinota, soprattutto per le vergognose e strumentali polemiche che fin dal suo annuncio l'hanno caratterizzata e che sono arrivate da sinistra, progressisti, femministi e persino dalla galassia Lgbt. Tutti a scagliarsi contro la campana e contro il vescovo, monsignor Antonio Suetta.<br />«L'iniziativa offende», «colpevolizza le donne che hanno abortito», «criminalizza», addirittura c'è chi - come la Cgil Liguria - l'ha definita «violenta». Ma è davvero così? Ma davvero il semplice suono di una campana può offendere o giudicare qualcuno? Ovviamente no.<br />Innanzitutto partiamo dalle stesse parole del vescovo di Ventimiglia-Sanremo, il quale ha fin da subito chiarito che l'idea è nata semplicemente «dal desiderio di dare voce a chi non ha potuto avere voce, di custodire nel cuore della Chiesa il ricordo dei bambini non nati a causa dell'aborto». Insomma un invito a elevare una preghiera comune alla stessa ora per ogni piccolissimo nascituro che non ha mai visto la luce e che dunque non vuole colpevolizzare né attaccare nessuno. Le motivazioni di Suetta, però - come già accennato - non sono bastate ed ecco quindi che sono arrivate le proteste di chi si dice favorevole alla libertà d'espressione, ma solo quando la si pensa allo stesso modo.<br />IL VERO SCOPO DELLA CAMPANA<br />Non serve scomodare proclami teologici per spiegare - e comprendere - quale sia il reale scopo - innocuo - di tale campana, di fatto assimilabile a quello di tutte le altre campane: mediante i suoi rintocchi intende richiamare ogni fedele alla preghiera. Nello stesso tempo certamente essa rompe la cortina di silenzio sul tema dell'aborto, ma lo fa senza giudicare. Il suo suono non riecheggia per condannare le madri che abortiscono, né per metterle pubblicamente alla gogna, ma costituisce un'occasione per interrogare la propria coscienza sul valore della vita. Tale campana, inoltre, è stata fusa in occasione dei 40 Giorni per la Vita 2021-2022, quindi nel corso di un'altra significativa iniziativa di preghiera per tutti i bambini abortiti e per le loro mamme, per cui con i suoi rintocchi esorta semplicemente a un gesto di compassione cristiana, ribadendo la preziosità della preghiera, del raccoglimento e della memoria. Eppure, nonostante le buone intenzioni, il vescovo di Ventimiglia-Sanremo è finito in un tritacarne mediatico che ha addirittura portato la consigliera di Pari Opportunità della Regione Liguria, Laura Amoretti, a scrivere una lettera di "protesta" indirizzata a Papa Leone XIV, mostrando tra l'altro in questo modo anche una certa ignoranza sulla Dottrina e sul magistero della Chiesa sul tema dell'aborto.<br />Torniamo ora al suono della Campana per i bambini non nati e al suo reale scopo. In generale tutte le campane - e questa non fa eccezione - costituiscono, come detto, per fedeli di ogni epoca storica un invito prezioso alla preghiera. Non si tratta dunque semplicemente di segnalare l'ora esatta - che pure un tempo aveva un ruolo importante anche per il lavoro nei campi -, bensì di ricordare anche alle orecchie distratte dell'uomo contemporaneo che c'è un tempo per ogni cosa, anche per pregare, per andare a messa, per festeggiare, persino per il lutto. Ecco dunque che, per esempio, gli scampanellii prolungati - le cosiddette "campane a festa" - preannunciano generalmente l'inizio di una celebrazione eucaristica o la preghiera dell'Angelus alle 12; oppure con ritmo più accelerato e disteso proclamano la gioia del Natale e della Pasqua. Allo stesso modo, anche i ritocchi lenti intervallati da pochi secondi di silenzio - le cosiddette "campane a morto" - che annunciano un funerale sono sì un segno sonoro del dolore che colpisce una comunità, ma costituiscono nel contempo un invito ai fedeli a raccogliersi in preghiera, anche semplicemente dal luogo in cui ci si trova, proprio come il suono di ogni sera alle 20 a Sanremo vuole fare.<br />LE ALTRE CAMPANE PER I NON NATI<br />Ebbene sì, la Campana per i bambini non nati di Sanremo non è affatto un unicum: segue un'iniziativa già diffusa in altri Paesi che spesso prende il nome di "La voce dei non nati" e che tra l'altro in passato ha ricevuto la benedizione del Santo Padre. Già nel 2021, infatti, fu Papa Francesco, in Vaticano, a benedire alcune campane di questo tipo. È accaduto, per esempio, il 27 ottobre 2021, quando il Pontefice diede la sua benedizione ad alcune campane destinate all'Ecuador e all'Ucraina, ricordando che il loro suono deve «annunciare al mondo il Vangelo della vita», «destare le coscienze» e tenere vivo il ricordo dei non nati, affidando «alla preghiera ogni bambino concepito, la cui vita è sacra e inviolabile». Ma ancora prima, nel settembre 2020, sempre Francesco, e sempre in riferimento ad alcune campane che risuonavano per i bambini vittime dell'aborto, aveva auspicato che il loro rintocco «risvegli le coscienze» dei cittadini e di legislatori nel mondo. Ma c'è di più: alcune di queste campane, infatti, recano un'incisione con le parole del beato polacco Jerzy Popiełuszko ("La vita di un bambino inizia sotto il cuore della madre") e il quinto comandamento, "Non uccidere". Un'altra benedizione è poi arrivata il 21 marzo 2023, sempre da parte di Papa Francesco, quella volta per una campana per la Vita destinata allo Zambia.<br />Va da sé, dunque, che il polverone di polemiche in atto a Sanremo - con tanto di manifestazione di protesta tenuta dai Radicali sabato pomeriggio - sembra più che altro un tentativo di censurare e tappare la bocca a chi la pensa diversamente rispetto alle posizioni abortiste e progressiste. Ecco perché anche Pro Vita &amp; Famiglia si è impegnata in prima linea, fin dai primi giorni di polemiche, per manifestare la propria solidarietà al vescovo Suetta, dando voce alle sue motivazioni e lanciando una petizione che in pochi giorni ha superato le 30.000 firme. E lo stesso vescovo si è sempre detto fermo nella sua decisione, saldo nel portare avanti l'iniziativa e ha per di più esortato proprio Pro Vita &amp; Famiglia, con un messaggio rivolto direttamente all'associazione, a «non desistere da questa battaglia per il bene della vita» e ad essere «campane squillanti senza paura!».]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/69530802</guid><pubDate>Wed, 21 Jan 2026 12:18:53 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/69530802/la_campana_dei_bambini_abortiti_a_sanremo.mp3" length="13545365" type="audio/mpeg"/><itunes:author>BastaBugie</itunes:author><itunes:subtitle>TESTO DELL'ARTICOLO ➜ https://www.bastabugie.it/8427

LA CAMPANA DEI BAMBINI ABORTITI A SANREMO NON OFFENDE NESSUNO di Fabio Piemonte
 
Nella diocesi di Ventimiglia-Sanremo, sulla torretta campanaria della curia di Villa Giovanna d'Arco, dal 28...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="https://www.bastabugie.it/8427" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://www.bastabugie.it/8427</a><br /><br />LA CAMPANA DEI BAMBINI ABORTITI A SANREMO NON OFFENDE NESSUNO di Fabio Piemonte<br /> <br />Nella diocesi di Ventimiglia-Sanremo, sulla torretta campanaria della curia di Villa Giovanna d'Arco, dal 28 dicembre scorso una campana suona ogni sera puntualmente alle 20 in memoria dei bambini non nati. Ormai l'iniziativa è arcinota, soprattutto per le vergognose e strumentali polemiche che fin dal suo annuncio l'hanno caratterizzata e che sono arrivate da sinistra, progressisti, femministi e persino dalla galassia Lgbt. Tutti a scagliarsi contro la campana e contro il vescovo, monsignor Antonio Suetta.<br />«L'iniziativa offende», «colpevolizza le donne che hanno abortito», «criminalizza», addirittura c'è chi - come la Cgil Liguria - l'ha definita «violenta». Ma è davvero così? Ma davvero il semplice suono di una campana può offendere o giudicare qualcuno? Ovviamente no.<br />Innanzitutto partiamo dalle stesse parole del vescovo di Ventimiglia-Sanremo, il quale ha fin da subito chiarito che l'idea è nata semplicemente «dal desiderio di dare voce a chi non ha potuto avere voce, di custodire nel cuore della Chiesa il ricordo dei bambini non nati a causa dell'aborto». Insomma un invito a elevare una preghiera comune alla stessa ora per ogni piccolissimo nascituro che non ha mai visto la luce e che dunque non vuole colpevolizzare né attaccare nessuno. Le motivazioni di Suetta, però - come già accennato - non sono bastate ed ecco quindi che sono arrivate le proteste di chi si dice favorevole alla libertà d'espressione, ma solo quando la si pensa allo stesso modo.<br />IL VERO SCOPO DELLA CAMPANA<br />Non serve scomodare proclami teologici per spiegare - e comprendere - quale sia il reale scopo - innocuo - di tale campana, di fatto assimilabile a quello di tutte le altre campane: mediante i suoi rintocchi intende richiamare ogni fedele alla preghiera. Nello stesso tempo certamente essa rompe la cortina di silenzio sul tema dell'aborto, ma lo fa senza giudicare. Il suo suono non riecheggia per condannare le madri che abortiscono, né per metterle pubblicamente alla gogna, ma costituisce un'occasione per interrogare la propria coscienza sul valore della vita. Tale campana, inoltre, è stata fusa in occasione dei 40 Giorni per la Vita 2021-2022, quindi nel corso di un'altra significativa iniziativa di preghiera per tutti i bambini abortiti e per le loro mamme, per cui con i suoi rintocchi esorta semplicemente a un gesto di compassione cristiana, ribadendo la preziosità della preghiera, del raccoglimento e della memoria. Eppure, nonostante le buone intenzioni, il vescovo di Ventimiglia-Sanremo è finito in un tritacarne mediatico che ha addirittura portato la consigliera di Pari Opportunità della Regione Liguria, Laura Amoretti, a scrivere una lettera di "protesta" indirizzata a Papa Leone XIV, mostrando tra l'altro in questo modo anche una certa ignoranza sulla Dottrina e sul magistero della Chiesa sul tema dell'aborto.<br />Torniamo ora al suono della Campana per i bambini non nati e al suo reale scopo. In generale tutte le campane - e questa non fa eccezione - costituiscono, come detto, per fedeli di ogni epoca storica un invito prezioso alla preghiera. Non si tratta dunque semplicemente di segnalare l'ora esatta - che pure un tempo aveva un ruolo importante anche per il lavoro nei campi -, bensì di ricordare anche alle orecchie distratte dell'uomo contemporaneo che c'è un tempo per ogni cosa, anche per pregare, per andare a messa, per festeggiare, persino per il lutto. Ecco dunque che, per esempio, gli scampanellii prolungati - le cosiddette "campane a festa" - preannunciano generalmente l'inizio di una celebrazione eucaristica o la preghiera dell'Angelus alle 12; oppure con ritmo più accelerato e disteso proclamano la gioia del Natale e della Pasqua. 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Non usa giri di parole per descrivere la situazione in cui siamo immersi Amparo Medina, un passato da militante atea nelle fila della sinistra radicale e da ex responsabile delle Nazioni Unite dei progetti di educazione sessuale e oggi felice figlia della Chiesa e strenua attivista pro life, anche in qualità di presidente della Fondazione Creciendo Contigo Mujer e di coordinatrice della Red Vida y Familia Ecuador. Il Timone la ha incontrata in Italia, in una calda sera di fine agosto.<br />Medina, partiamo dal suo passato: le posizioni che porta avanti oggi a livello nazionale internazionale non sono le stesse di un tempo...</b><br />«Infatti. Quando ero giovane ero impegnata nell'area politica della sinistra e nel suo braccio armato, che era un movimento per portare la rivoluzione in Ecuador».<br /><b>Quali sono, in base alla sua esperienza, i tratti distintivi del mondo radicale?</b><br />«Principalmente la divisione e l'odio. La cosa sulla quale lavora di più la sinistra è la divisione: dividi e vincerai. Allo stesso tempo, la prima cosa che ti insegnano è a odiare: la Chiesa, gli uomini, la ricchezza, i proprietari di aziende... odia! Ti insegnano a odiare e ti dicono che l'unico modo per risolvere un problema è eliminare l'altro, sia fisicamente che psicologicamente. Una persona capisce che l'ideologia la sta inghiottendo, la sta danneggiando, perché prima le viene tolta l'identità, poi la famiglia... divisione e odio».<br /><b>Lei ha lavorato anche per le Nazioni Unite. Che ruolo ricopriva e quale "missione" portavate avanti come istituzione?</b><br />«Ho lavorato come consulente delle Nazioni Unite. Essere consulente vuol dire che sei la parte operativa: le Nazioni Unite preparano dei termini di riferimento di un progetto che vogliono implementare a li propongono alle varie Ong, le quali partecipano al bando, e quella che si avvicina di più a quanto richiesto viene selezionata per implementare il progetto. <br />Il progetto più grande che ho seguito si e articolato tra il 2000 e il 2004, per un valore complessivo di sei milioni e mezzo di dollari: con un'associazione di nome Cidet, della quale ero presidente esecutivo, abbiamo lavorato per diffondere l'uso dei contraccettivi, l'aborto, l'ideologia femminista in Sud America, e questo entrando nelle scuole, nel consultori e formando gli insegnanti, i medici e i gruppi giovanili. Ho lavorato inoltre per portare avanti altri progetti governativi e con altre Ong locali e internazionali, anche in ltalia e in Germania, per organizzare conferenze e convegni interistituzionali con il medesimo scopo».<br /><b>Insomma, alcuni fini che l'Agenda 2030 persegue non sono una novità degli ultimi tempi..</b>.<br />«Esatto. Solamente che negli anni ha cambiato nome: prima erano gli obiettivi di sviluppo sostenibile, poi si è sviluppata l'Agenda 21, con l'idea della Pachamama, della Madre Terra intesa come entità, e con l'idea che gli animali siano come le persone, che abbiano gli stessi diritti, con tanto di sanzioni per chi non si adegua a tale visione.<br />Ora l'Agenda 2030 sta occupando spazi nuovi, ha uno spettro d'azione molo più grande ed è molto più ambiziosa: coi suoi 17 obiettivi di sviluppo sostenibile, la sorveglianza della popolazione è più pervasiva e stringente, togliendo alle persone sempre più libertà e mezzi con la scusa dei "diritti" che devono essere riconosciuti: dal controllo economico con la moneta elettronica, per cui non si è più liberi di gestire i propri soldi, al controllo alimentare, proibendo i fertilizzanti, implementando il biologico, o spingendo a mangiare insetti...».<br /><b>Con quale strategia viene portato avanti tutto questo?</b><br />«Se con l'Agenda 21 vi era una strategia di "coscienza" e si puntava a uno sviluppo più in ambito politico ed economico, l'Agenda 2030 lavora maggiormente sotto il profilo della manipolazione emozionale; e sono in primis i giovani a venir agganciati a livello emotivo, anche perché questa volta l'implementazione degli obiettivi avviene soprattutto attraverso le scuole».<br /><b>Tornando alla sua storia di vita, quando ha maturato la sua conversione di fede e di mentalità? </b><br />«Ho cominciato il mio cammino di conversione grazie a un'esperienza mistica con la Vergine Maria che ho avuto il 27 novembre 2004, giorno della Festa della Medaglia Miracolosa.<br />Quando mi sono convertita non è stato facile, mi sono trovata in mezzo a due fuochi: le mie amicizie femministe mi hanno abbandonata e anche i cattolici mi guardavano con sospetto, pensando che mentissi. Ma io ero cosi innamorata del Signore, ero talmente grata di tutto quello che avevo visto e sentito ed ero così convinta di dover creare una rete pro vita, che non m'importava nulla, andavo avanti».<br />In seguito, la cosa più difficile per me è stata passare dall'emozione a una fede "ordinaria": all'inizio sentivo la presenza della Vergine, il suo odore, e quando tutto questo è finito mi sentivo abbandonata. Ma la Madonna mi aveva promesso che non mi avrebbe mal lasciata sola, che sarebbe sempre stata sopra di me per governarmi, sotto di me per sostenermi, davanti a me per guidarmi, accanto a me per accompagnarmi. E cosi è stato. Gli esempi sono tanti, nel corso della vita mi sono successe molte cose, alcune veramente incomprensibili: come quando mi hanno avvelenata in Perù e l'ospedale mi ha curata gratuitamente, o quando hanno rapito mia figlia, e quando hanno provato a uccidermi lanciando una bottiglia di vetro da un cavalcavia e ne sono uscita illesa...».<br /><b>Come giudica la questione "vita" nel mondo odierno? L'aborto e l'eutanasia sono ormai temi normalizzati, quasi dei "diritti" acquisiti...</b><br />«A mio avviso l'aborto è il danno più grande che il Maligno ha fatto nella nostra esistenza; uccidiamo i nostri figli per avere soldi, una posizione, una vita fatta di viaggi e di piacere, per poter essere più indipendenti...».<br /><b>Possiamo dire che l'ideologia di morte oggi è quasi un dogma? </b><br />«Si, l'ideologia ha tre caratteristiche fondamentali: parte da problemi reali, oggettivi; per tali problemi presenta soluzioni emozionali, "veloci", percepite come buone per la popolazione: per esempio, se una donna viene stuprata, le si fornisce l'aborto, e lo stesso se ha problemi economici nell'accogliere la nuova vita; infine, porta le persone a non riconoscere più la verità: per esempio, oggi non si può tagliare un albero o uccidere un animale, ma puoi amputare i bambini per far loro "cambiare" sesso, o contaminare il proprio corpo di sostanze "farmaceutiche"... se questo avviene, è perché le persone hanno subito un completo lavaggio del cervello e vivono come ipnotizzate, tanto da non percepire più l'impatto fisiologico, psicologico e spirituale di tutto questo».<br /><b>Insomma, dalla rivoluzione sociale sessantottina, oggi siamo nel pieno della rivoluzione sessuale, che ha come focus principale i bambini e i ragazzi: rapporti sessuali precoci, contraccezione, ideologia gender, pornografia dilagante... Quali conseguenze provoca tutto questo nelle persone e, di riflesso, nella società? </b><br />«La conseguenza fondamentale è che le persone oggi sono prive di identità: se sono capace di dire che tu non sei quello che sei e ti convinco che non sei né uomo né donna, posso fare con te tutto quello che voglio, ti posso dire cosa mangiare, dove andare, cosa fare, come vestirti... sei un essere umano completamente manipolabile, senza appartenenza, incapace di pensare più in là di quello che altri vogliono che tu pensi.<br />Per anni si è combattuto affinché le donne e i bambini potessero passare dall'essere "oggetti sociali" all'essere "soggetti sociali", mentre ora queste ideologie stanno facendo il processo inverso, in quanto la cosa che più conta è legata al consumo».<br /><b>Perché i cristiani cattolici danno tanto fastidio a questo tipo di ideologie? </b><br />«Perché la persona cristiana cattolica ha il sentimento del trascendente, è capace di discernere, ha un senso nella vita, non si lascia prendere dal sentimentalismo, dalla lussuria...».<br /><b>Un tema molto caro anche al nuovo Papa è quello dei social network: una rete che amplia la libertà individuale o che, in definitiva, ingabbia nell'ideologia?</b><br />«Ritengo sia importante allontanare innanzitutto i bambini e i ragazzi dai social media; questo non significa bloccare la loro libertà, al contrario è un modo per curarsi della loro innocenza, della loro vita e della loro evoluzione emozionale».]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/69076486</guid><pubDate>Tue, 16 Dec 2025 20:18:06 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/69076486/tutte_le_strategie_woke.mp3" length="9965444" type="audio/mpeg"/><itunes:author>BastaBugie</itunes:author><itunes:subtitle>TESTO DELL'ARTICOLO ➜ https://www.bastabugie.it/8380

TUTTE LE STRATEGIE WOKE SVERGOGNATE DA CHI HA LAVORATO ALL'ONU di Giulia Tanel

«Le persone oggi sono prive di identità», e quindi completamente manipolabili. Non usa giri di parole per descrivere...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="https://www.bastabugie.it/8380" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://www.bastabugie.it/8380</a><br /><br />TUTTE LE STRATEGIE WOKE SVERGOGNATE DA CHI HA LAVORATO ALL'ONU di Giulia Tanel<br /><br /><b>«Le persone oggi sono prive di identità», e quindi completamente manipolabili. Non usa giri di parole per descrivere la situazione in cui siamo immersi Amparo Medina, un passato da militante atea nelle fila della sinistra radicale e da ex responsabile delle Nazioni Unite dei progetti di educazione sessuale e oggi felice figlia della Chiesa e strenua attivista pro life, anche in qualità di presidente della Fondazione Creciendo Contigo Mujer e di coordinatrice della Red Vida y Familia Ecuador. Il Timone la ha incontrata in Italia, in una calda sera di fine agosto.<br />Medina, partiamo dal suo passato: le posizioni che porta avanti oggi a livello nazionale internazionale non sono le stesse di un tempo...</b><br />«Infatti. Quando ero giovane ero impegnata nell'area politica della sinistra e nel suo braccio armato, che era un movimento per portare la rivoluzione in Ecuador».<br /><b>Quali sono, in base alla sua esperienza, i tratti distintivi del mondo radicale?</b><br />«Principalmente la divisione e l'odio. La cosa sulla quale lavora di più la sinistra è la divisione: dividi e vincerai. Allo stesso tempo, la prima cosa che ti insegnano è a odiare: la Chiesa, gli uomini, la ricchezza, i proprietari di aziende... odia! Ti insegnano a odiare e ti dicono che l'unico modo per risolvere un problema è eliminare l'altro, sia fisicamente che psicologicamente. Una persona capisce che l'ideologia la sta inghiottendo, la sta danneggiando, perché prima le viene tolta l'identità, poi la famiglia... divisione e odio».<br /><b>Lei ha lavorato anche per le Nazioni Unite. Che ruolo ricopriva e quale "missione" portavate avanti come istituzione?</b><br />«Ho lavorato come consulente delle Nazioni Unite. Essere consulente vuol dire che sei la parte operativa: le Nazioni Unite preparano dei termini di riferimento di un progetto che vogliono implementare a li propongono alle varie Ong, le quali partecipano al bando, e quella che si avvicina di più a quanto richiesto viene selezionata per implementare il progetto. <br />Il progetto più grande che ho seguito si e articolato tra il 2000 e il 2004, per un valore complessivo di sei milioni e mezzo di dollari: con un'associazione di nome Cidet, della quale ero presidente esecutivo, abbiamo lavorato per diffondere l'uso dei contraccettivi, l'aborto, l'ideologia femminista in Sud America, e questo entrando nelle scuole, nel consultori e formando gli insegnanti, i medici e i gruppi giovanili. Ho lavorato inoltre per portare avanti altri progetti governativi e con altre Ong locali e internazionali, anche in ltalia e in Germania, per organizzare conferenze e convegni interistituzionali con il medesimo scopo».<br /><b>Insomma, alcuni fini che l'Agenda 2030 persegue non sono una novità degli ultimi tempi..</b>.<br />«Esatto. Solamente che negli anni ha cambiato nome: prima erano gli obiettivi di sviluppo sostenibile, poi si è sviluppata l'Agenda 21, con l'idea della Pachamama, della Madre Terra intesa come entità, e con l'idea che gli animali siano come le persone, che abbiano gli stessi diritti, con tanto di sanzioni per chi non si adegua a tale visione.<br />Ora l'Agenda 2030 sta occupando spazi nuovi, ha uno spettro d'azione molo più grande ed è molto più ambiziosa: coi suoi 17 obiettivi di sviluppo sostenibile, la sorveglianza della popolazione è più pervasiva e stringente, togliendo alle persone sempre più libertà e mezzi con la scusa dei "diritti" che devono essere riconosciuti: dal controllo economico con la moneta elettronica, per cui non si è più liberi di gestire i propri soldi, al controllo alimentare, proibendo i fertilizzanti, implementando il biologico, o spingendo a mangiare insetti...».<br /><b>Con quale strategia viene portato avanti tutto...]]></itunes:summary><itunes:duration>623</itunes:duration><itunes:keywords>aborto,agenda2030,amparomedina,onu,strategiewoke</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/61bc6a853ea790f770302858a2fdc703.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Arrivano i gioielli fatti con gli embrioni</title><link>https://www.spreaker.com/episode/arrivano-i-gioielli-fatti-con-gli-embrioni--68529521</link><description><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="https://www.bastabugie.it/8347" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://www.bastabugie.it/8347</a><br /><br />ARRIVANO I GIOIELLI FATTI CON GLI EMBRIONI di Paola Belletti<br /> <br />È arrivata una novità in gioielleria. E per questo siamo costretti ad aggiungere un nuovo capitolo alla storia degli orrori nata sotto l'albero della morte dell'ideologia pro aborto e dei diritti senza limiti: ora è possibile trasformare gli embrioni crioconservati, che i genitori-produttori non intendono più trasformare in bambini, in gioielli. Un'idea originale, nemmeno così recente in realtà, sbocciata nelle isole britanniche che, data l'enormità di risorse inutilizzate dello stesso tipo, potrebbe diffondersi anche altrove. Chissà, magari nell'ottica di una mefistofelica economia circolare, si saranno domandati in una sessione di brainstorming del reparto creativo, come sfruttare una risorsa che giace inutilizzata, ma viva, in quantità spaventose e che non viene impiegata allo scopo per cui altri articoli simili sono utilizzati.<br />Tra le domande che saranno circolate ci sarà stata quella sul margine di profitto che un simile prodotto avrebbe garantito. A pressione fiscale come siamo messi? Perché quella morale non pare lambirli. L'azienda in questione è la Blossom Keepsake e la sua pagina Instagram è tutto un susseguirsi di storie che ci spiegano come per loro sia ok che non a tutti vada giù l'idea di incastonare in un ciondolo degli embrioni (ma anche latte materno, cordoni ombelicali e ceneri di defunti). Non è da tutti, insomma, apprezzare la dolcezza che si nasconde dietro lo sterminio di vite create in modo moralmente illecito per trasformarle in un ricordo da tenere al collo o al dito, previa loro soppressione. Va tutto bene, loro sono inclusivi e tanto pazienti e vogliono esserlo addirittura con i fratellini sfortunati di altri embrioni crioconservati che sono riusciti a nascere, per la volontà di genitori e medici e una certa dose di buona sorte. <br />LA CHIESA LO AVEVA DETTO<br />D'altronde per togliersi ogni dubbio basta leggere la loro dichiarazione d'intenti sul sito aziendale: «Al centro del nostro lavoro c'è un profondo rispetto per la vita e per l'incredibile viaggio che le famiglie intraprendono per crearla. Siamo specializzati nella creazione di ricordi unici e significativi utilizzando embrioni di fecondazione in vitro non utilizzati». Sembrano due o tre persone diverse che si contendano la tastiera. E ancora: «La nostra missione è offrire alle famiglie un modo meraviglioso per onorare questo capitolo della loro storia, trasformando questi embrioni in pezzi senza tempo che possono essere custoditi per sempre».<br />Non hanno trasformato niente che nella loro mente non fosse già tale: anche prima di venire soppressi per finire incastonati in una pietruzza, quegli esseri umani allo stato di embrioni per loro era solo pezzi, semilavorati, risorse. In esubero, per giunta. Il mercato non si ferma mai e se non riesce a smaltire con gli stockisti gli eccessi di articoli rimasti invenduti deve inventarsi qualcosa; la discarica è l'ultima spiaggia e anche da lì, volendo, si può ricavare qualcosa. Eppure la Chiesa lo aveva detto, e per tempo: no, la fecondazione artificiale, che sposta al di fuori del corpo della madre il concepimento escludendo l'atto coniugale e affidandolo a decisioni tecniche umane, non porterà niente di buono. Non è moralmente lecita e ferisce tutte le persone coinvolte in gradi diversi, il più colpito è il concepito che non ha alcun potere di difendersi. Ma lo sono anche la madre, il padre e persino il medico e gli operatori che si rendono complici di questa operazione.<br />EMBRIONI CONGELATI: NESSUNA SOLUZIONE MORALMENTE ACCETTABILE<br />L'umanità tutta si trova sulle spalle questa tragedia: solo gli Stati Uniti si stima che abbiano un milione di embrioni congelati. E per queste vite, purtroppo, non esiste nessuna soluzione moralmente accettabile: nell'istruzione Dignitas personae del 2008 la Chiesa afferma che l'embrione umano non può essere trattato come «mero materiale di laboratorio perché ciò viola la sua dignità, che "appartiene in egual misura a ogni singolo essere umano, indipendentemente dai desideri dei suoi genitori, dalla sua condizione sociale, dalla sua formazione educativa o dal livello di sviluppo fisico».<br />San Giovanni Paolo II, nel 1996, rivolgendosi a medici e scienziati di tutto il mondo interpellò con la forza che gli era tipica la loro coscienza affinché, disse, venisse «fermata la produzione di embrioni umani, tenendo conto che non sembra esserci alcuna soluzione moralmente lecita per quanto riguarda il destino umano delle migliaia e migliaia di embrioni 'congelati' che sono e rimangono soggetti di diritti essenziali e pertanto dovrebbero essere protetti dalla legge come persone umane». E anche ora a lanciare l'allarme e a gridare la propria indignazione sulle piazze digitali sono (solo?) i cattolici.<br /><br />]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/68529521</guid><pubDate>Tue, 11 Nov 2025 23:25:39 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/68529521/arrivano_i_gioielli_fatti_con_gli_embrioni.mp3" length="5604458" type="audio/mpeg"/><itunes:author>BastaBugie</itunes:author><itunes:subtitle>TESTO DELL'ARTICOLO ➜ https://www.bastabugie.it/8347

ARRIVANO I GIOIELLI FATTI CON GLI EMBRIONI di Paola Belletti
 
È arrivata una novità in gioielleria. E per questo siamo costretti ad aggiungere un nuovo capitolo alla storia degli orrori nata sotto...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="https://www.bastabugie.it/8347" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://www.bastabugie.it/8347</a><br /><br />ARRIVANO I GIOIELLI FATTI CON GLI EMBRIONI di Paola Belletti<br /> <br />È arrivata una novità in gioielleria. E per questo siamo costretti ad aggiungere un nuovo capitolo alla storia degli orrori nata sotto l'albero della morte dell'ideologia pro aborto e dei diritti senza limiti: ora è possibile trasformare gli embrioni crioconservati, che i genitori-produttori non intendono più trasformare in bambini, in gioielli. Un'idea originale, nemmeno così recente in realtà, sbocciata nelle isole britanniche che, data l'enormità di risorse inutilizzate dello stesso tipo, potrebbe diffondersi anche altrove. Chissà, magari nell'ottica di una mefistofelica economia circolare, si saranno domandati in una sessione di brainstorming del reparto creativo, come sfruttare una risorsa che giace inutilizzata, ma viva, in quantità spaventose e che non viene impiegata allo scopo per cui altri articoli simili sono utilizzati.<br />Tra le domande che saranno circolate ci sarà stata quella sul margine di profitto che un simile prodotto avrebbe garantito. A pressione fiscale come siamo messi? Perché quella morale non pare lambirli. L'azienda in questione è la Blossom Keepsake e la sua pagina Instagram è tutto un susseguirsi di storie che ci spiegano come per loro sia ok che non a tutti vada giù l'idea di incastonare in un ciondolo degli embrioni (ma anche latte materno, cordoni ombelicali e ceneri di defunti). Non è da tutti, insomma, apprezzare la dolcezza che si nasconde dietro lo sterminio di vite create in modo moralmente illecito per trasformarle in un ricordo da tenere al collo o al dito, previa loro soppressione. Va tutto bene, loro sono inclusivi e tanto pazienti e vogliono esserlo addirittura con i fratellini sfortunati di altri embrioni crioconservati che sono riusciti a nascere, per la volontà di genitori e medici e una certa dose di buona sorte. <br />LA CHIESA LO AVEVA DETTO<br />D'altronde per togliersi ogni dubbio basta leggere la loro dichiarazione d'intenti sul sito aziendale: «Al centro del nostro lavoro c'è un profondo rispetto per la vita e per l'incredibile viaggio che le famiglie intraprendono per crearla. Siamo specializzati nella creazione di ricordi unici e significativi utilizzando embrioni di fecondazione in vitro non utilizzati». Sembrano due o tre persone diverse che si contendano la tastiera. E ancora: «La nostra missione è offrire alle famiglie un modo meraviglioso per onorare questo capitolo della loro storia, trasformando questi embrioni in pezzi senza tempo che possono essere custoditi per sempre».<br />Non hanno trasformato niente che nella loro mente non fosse già tale: anche prima di venire soppressi per finire incastonati in una pietruzza, quegli esseri umani allo stato di embrioni per loro era solo pezzi, semilavorati, risorse. In esubero, per giunta. Il mercato non si ferma mai e se non riesce a smaltire con gli stockisti gli eccessi di articoli rimasti invenduti deve inventarsi qualcosa; la discarica è l'ultima spiaggia e anche da lì, volendo, si può ricavare qualcosa. Eppure la Chiesa lo aveva detto, e per tempo: no, la fecondazione artificiale, che sposta al di fuori del corpo della madre il concepimento escludendo l'atto coniugale e affidandolo a decisioni tecniche umane, non porterà niente di buono. Non è moralmente lecita e ferisce tutte le persone coinvolte in gradi diversi, il più colpito è il concepito che non ha alcun potere di difendersi. Ma lo sono anche la madre, il padre e persino il medico e gli operatori che si rendono complici di questa operazione.<br />EMBRIONI CONGELATI: NESSUNA SOLUZIONE MORALMENTE ACCETTABILE<br />L'umanità tutta si trova sulle spalle questa tragedia: solo gli Stati Uniti si stima che abbiano un milione di embrioni congelati. E per queste vite, purtroppo, non esiste nessuna soluzione moralmente accettabile: nell'istruzione...]]></itunes:summary><itunes:duration>351</itunes:duration><itunes:keywords>ceneri,cordoneombelicale,embrioni,gioielli,riciclolavitaumana</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/b62e4e851500669cfc40f207409f8e51.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Dopo la Francia, anche la Spagna vuole l'aborto in costituzione</title><link>https://www.spreaker.com/episode/dopo-la-francia-anche-la-spagna-vuole-l-aborto-in-costituzione--68122230</link><description><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="https://www.bastabugie.it/8315" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://www.bastabugie.it/8315</a><br /><br />DOPO LA FRANCIA, ANCHE LA SPAGNA VUOLE L'ABORTO IN COSTITUZIONE di Giuliano Guzzo<br /> <br />Un piccolo e rapido esercizio. Provate a pensare ad un Paese pesantemente flagellato dalla denatalità, dove gli ultimi dati parlano del numero più basso di nascite dal remoto 1941, e dove il tasso di fertilità sia ormai cimiteriale: 1,16 figli per donna, perfino peggio - ed è tutto dire - di ciò che si registra in Italia (1,24). Immaginate che in quello stesso Paese l'aborto stia dilagando, con una gestante su quattro che vi ricorre (mentre nel 2013 era una su cinque). Insomma, pensate ad un Paese in pieno suicidio demografico Ecco a voi, in contesto simile, verrebbe forse in mente d'incensare l'aborto, inserendolo in Costituzione? C'è da sperare di no.<br />Eppure chi questo Paese, che esiste veramente - è la Spagna -, è chiamato a governarlo, il premier Pedro Sanchez, sta procedendo esattamente in questa direzione. È delle scorse, difatti, la notizia che il governo ispanico presenterà al Congresso dei deputati una proposta di riforma per includere l'aborto nella Costituzione. A dichiararlo è stato lo stesso Sanchez, che con l'occasione ha pure attaccato l'opposizione: «Il Partito popolare (Pp) ha deciso di allearsi con l'estrema destra. Che facciano pure. Possono farlo. Ma non a scapito delle libertà e dei diritti delle donne». A dispetto delle apparenze, pare non sia un'iniziativa del tutto a sorpresa.<br />L'ideona di blindare l'aborto volontario inserendolo in Costituzione sembra sia una reazione al fatto che il partito di destra Vox ha poco approvato, nel Comune di Madrid, una mozione che prevede che le donne che si accingono ad abortire siano bene informate sui rischi di una sindrome post aborto che - viene detto da più fonti progressiste - «non ha alcuna base scientifica». In realtà, sulla sindrome post-aborto esiste una corposa letteratura fatta anche di ricerche pubblicate su riviste peer review; dopodiché, queste ricerche possono essere pure contestate da alcuni (e difatti lo sono), ma affermare che le conseguenze sulla donna dell'aborto siano tutte una favoletta terroristica senz'«alcuna base scientifica», ecco, è decisamente forzato.<br />Ma torniamo all'aborto in Costituzione, che rappresenterebbe - se passasse in Spagna, dov'è già stato sancito da una sentenza della Corte costituzionale del 1985 - una triste scopiazzatura di quanto già approvato in Francia, che nel marzo 2024 è divenuta (come, attraverso il racconto di Aliette Espieux, la portavoce ufficiale della Marcia per la Vita d'Oltralpe, abbiamo spiegato sulle pagine della nostra rivista: qui per abbonarsi) il primo Paese al mondo a includere esplicitamente l'accesso all'aborto nella propria Costituzione. Sanchez mira insomma a prendere lezioni da Emmanuel Macron, probabilmente il leader europeo più allo sbando del momento; il che la dice lunga, purtroppo, anche sulla lungimiranza della sinistra iberica che, nonostante il quadro demografico devastante che già ha davanti, anziché porvi rimedio decide di premere il piede sull'acceleratore dell'aborto. Sono scelte, per carità. Scelte suicide però.<br />Scelte davanti alle quali pure chi non sia francese o spagnolo ha tutto il diritto non solo d'interrogarsi, ma anche di indignarsi. Perché se questo inizia ad essere il trend europeo, beh, non ha neppure più senso interrogarsi sul futuro del Continente; per il semplice fatto che quel futuro mai ci sarà. Esageriamo? Vorremmo tanto farlo, ma davanti alla forza bruta dei numeri e delle statistiche, c'è poco da scherzare. Non c'è infatti pressoché Paese al mondo - inclusa la Cina che, quanto a decisionismo, ha le mani infinitamente più libere delle democrazie parlamentari - che stia vincendo l'inverno demografico. Viceversa ce ne sono tanti che, siccome stanno già perdendo questa sfida, decidono di peggiorare la propria situazione. Proposta: in Costituzione, in Spagna, ci si inserisca direttamente il suicidio di civiltà. Almeno ci si evita l'ipocrisia.<br /><br />]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/68122230</guid><pubDate>Tue, 14 Oct 2025 21:26:07 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/68122230/dopo_la_francia_anche_la_spagna_vuole_l_aborto.mp3" length="5237908" type="audio/mpeg"/><itunes:author>BastaBugie</itunes:author><itunes:subtitle>TESTO DELL'ARTICOLO ➜ https://www.bastabugie.it/8315

DOPO LA FRANCIA, ANCHE LA SPAGNA VUOLE L'ABORTO IN COSTITUZIONE di Giuliano Guzzo
 
Un piccolo e rapido esercizio. Provate a pensare ad un Paese pesantemente flagellato dalla denatalità, dove gli...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="https://www.bastabugie.it/8315" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://www.bastabugie.it/8315</a><br /><br />DOPO LA FRANCIA, ANCHE LA SPAGNA VUOLE L'ABORTO IN COSTITUZIONE di Giuliano Guzzo<br /> <br />Un piccolo e rapido esercizio. Provate a pensare ad un Paese pesantemente flagellato dalla denatalità, dove gli ultimi dati parlano del numero più basso di nascite dal remoto 1941, e dove il tasso di fertilità sia ormai cimiteriale: 1,16 figli per donna, perfino peggio - ed è tutto dire - di ciò che si registra in Italia (1,24). Immaginate che in quello stesso Paese l'aborto stia dilagando, con una gestante su quattro che vi ricorre (mentre nel 2013 era una su cinque). Insomma, pensate ad un Paese in pieno suicidio demografico Ecco a voi, in contesto simile, verrebbe forse in mente d'incensare l'aborto, inserendolo in Costituzione? C'è da sperare di no.<br />Eppure chi questo Paese, che esiste veramente - è la Spagna -, è chiamato a governarlo, il premier Pedro Sanchez, sta procedendo esattamente in questa direzione. È delle scorse, difatti, la notizia che il governo ispanico presenterà al Congresso dei deputati una proposta di riforma per includere l'aborto nella Costituzione. A dichiararlo è stato lo stesso Sanchez, che con l'occasione ha pure attaccato l'opposizione: «Il Partito popolare (Pp) ha deciso di allearsi con l'estrema destra. Che facciano pure. Possono farlo. Ma non a scapito delle libertà e dei diritti delle donne». A dispetto delle apparenze, pare non sia un'iniziativa del tutto a sorpresa.<br />L'ideona di blindare l'aborto volontario inserendolo in Costituzione sembra sia una reazione al fatto che il partito di destra Vox ha poco approvato, nel Comune di Madrid, una mozione che prevede che le donne che si accingono ad abortire siano bene informate sui rischi di una sindrome post aborto che - viene detto da più fonti progressiste - «non ha alcuna base scientifica». In realtà, sulla sindrome post-aborto esiste una corposa letteratura fatta anche di ricerche pubblicate su riviste peer review; dopodiché, queste ricerche possono essere pure contestate da alcuni (e difatti lo sono), ma affermare che le conseguenze sulla donna dell'aborto siano tutte una favoletta terroristica senz'«alcuna base scientifica», ecco, è decisamente forzato.<br />Ma torniamo all'aborto in Costituzione, che rappresenterebbe - se passasse in Spagna, dov'è già stato sancito da una sentenza della Corte costituzionale del 1985 - una triste scopiazzatura di quanto già approvato in Francia, che nel marzo 2024 è divenuta (come, attraverso il racconto di Aliette Espieux, la portavoce ufficiale della Marcia per la Vita d'Oltralpe, abbiamo spiegato sulle pagine della nostra rivista: qui per abbonarsi) il primo Paese al mondo a includere esplicitamente l'accesso all'aborto nella propria Costituzione. Sanchez mira insomma a prendere lezioni da Emmanuel Macron, probabilmente il leader europeo più allo sbando del momento; il che la dice lunga, purtroppo, anche sulla lungimiranza della sinistra iberica che, nonostante il quadro demografico devastante che già ha davanti, anziché porvi rimedio decide di premere il piede sull'acceleratore dell'aborto. Sono scelte, per carità. Scelte suicide però.<br />Scelte davanti alle quali pure chi non sia francese o spagnolo ha tutto il diritto non solo d'interrogarsi, ma anche di indignarsi. Perché se questo inizia ad essere il trend europeo, beh, non ha neppure più senso interrogarsi sul futuro del Continente; per il semplice fatto che quel futuro mai ci sarà. Esageriamo? Vorremmo tanto farlo, ma davanti alla forza bruta dei numeri e delle statistiche, c'è poco da scherzare. Non c'è infatti pressoché Paese al mondo - inclusa la Cina che, quanto a decisionismo, ha le mani infinitamente più libere delle democrazie parlamentari - che stia vincendo l'inverno demografico. Viceversa ce ne sono tanti che, siccome stanno già perdendo questa sfida, decidono di peggiorare la propria...]]></itunes:summary><itunes:duration>328</itunes:duration><itunes:keywords>aborto,costituzione,francia,interrogarsi,spagna</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/281a07082ce12cfa0a8b46ef95ada6fd.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>L'attrice Claudia Cardinale, dopo lo stupro, non ha scelto l'aborto</title><link>https://www.spreaker.com/episode/l-attrice-claudia-cardinale-dopo-lo-stupro-non-ha-scelto-l-aborto--68052396</link><description><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="https://www.bastabugie.it/8319" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://www.bastabugie.it/8319</a><br /><br />L'ATTRICE CLAUDIA CARDINALE, DOPO LO STUPRO, NON HA SCELTO L'ABORTO di Manuela Antonacci<br /> <br />Si è spenta all'età di 87 anni Claudia Cardinale, una delle attrici più amate del cinema italiano. Se n'è andata nella pace, a Nemours vicino Parigi dove viveva, circondata dai suoi figli e lasciando in eredità non solo tanti splendidi film di cui fu protagonista, ma un'importante scelta di vita che testimoniò senza tanti fronzoli: la scelta di portare avanti una gravidanza frutto di uno stupro. La violenza avvenne quando l'attrice era appena sedicenne: un uomo la costrinse ad entrare in macchina e la violentò. Un'esperienza che la segnò: «È stato terribile, ma la cosa più bella è che da quella violenza nacque il mio meraviglioso Patrick», ha ripetuto in più occasioni.<br />Quando scoprì di essere incinta, racconta in diverse interviste, non pensò minimamente di liberarsi del bambino, nonostante persino il suo violentatore, ad un certo punto, si fece avanti pretendendo da lei la scelta dell'aborto: «Neanche per un attimo pensai a disfarmi della mia creatura! Ne parlai con i miei meravigliosi genitori e con mia sorella Blanche e tutti insieme decidemmo che il mio bambino sarebbe cresciuto in famiglia, come un fratello minore». Per evitare scandali, poi, la donna partorì a Londra e decise di chiamare suo figlio come il nome della chiesa in cui fu battezzato. In realtà la scelta delle donne che di fronte ad una violenza scelgono di tenere il bambino frutto dello stupro, è molto più frequente di quello che si immagina, anche se a raccontarle, queste storie, seppure in gran numero, sembrano quasi uno scoop. E lo dimostrano studi e indagini.<br />Tra queste, quelle di David C Reardon, Julie Makimaa e Amy Sobi (Interviste sulle loro gravidanze, sull'aborto e sui bambini provocati da violenza sessuale -Springfield, Illinois: Acorn Books, 2000) che hanno scoperto, in seguito a diversi sondaggi, che il 73% delle vittime di stupro che sono rimaste incinte, hanno scelto, senza esitazione, la vita. Di queste, il 64% ha cresciuto i propri figli e il 36% li ha dati in adozione. Una serie di due studi più vecchi fatti dalla dottoressa Sandra Mahkorn (Sandra Kathleen Mahkorn, e William V Dolan, "Sexual Assault in Pregnancy" Thomas Hilgers, Dennis Horan e David Mall Eds. New Perspectives on Human Abortion- Frederick, Maryland: University Publications of America, 1981) ha riscontrato simili dati: il 75% delle donne, secondo i suoi studi, avrebbe scelto di non abortire.<br />Lo studio di Reardon, inoltre, ha confrontato le donne che avevano abortito con quelle che, invece, avevano portato a termine la gravidanza. Ne è emerso che l'88% delle donne che avevano abortito si era pentita della propria scelta, ritenendola sbagliata. Solo una ne era davvero convinta. Le restanti che avevano scelto l'interruzione di gravidanza sentivano di aver preso la decisione giusta, ma riconoscevano l'aborto come evento ulteriormente traumatico per loro. Il 93% delle vittime di stupro che avevano abortito ha dichiarato, invece, che non consiglierebbe, in futuro, l'aborto a nessuna donna nella sua stessa situazione. Solo il 7% ha ritenuto l'interruzione volontaria di gravidanza un buon rimedio in caso di stupro. Infine, il 43% avrebbe affermato di essersi sentita spinta a scegliere l'aborto dalla propria famiglia e/o da sanitari abortisti.<br />Ma soprattutto, delle donne che avevano proseguito la gravidanza nessuna si sarebbe mai pentita di avere tenuto il bambino. Oltre l'80% avrebbe espresso semplicemente felicità rispetto alla nascita del proprio figlio. La scelta della giovanissima Claudia Cardinale, dunque, fu una scelta di vera libertà, sensata e sana, soprattutto perché - senza voler giudicare la sofferenza e il vissuto di nessuno - appare piuttosto evidente come non sia sommando una violenza (l'aborto) ad una precedente violenza (uno stupro) che si può rimediare ad un abuso. Peraltro, questo stratificarsi di violenze, non fa che colpire mamma e bambino contemporaneamente. Ricordiamo che dello stupro l'unico responsabile resta l'abusatore: è lui che deve pagare, non certo l'eventuale nascituro.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/68052396</guid><pubDate>Tue, 07 Oct 2025 20:08:11 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/68052396/l_attrice_claudia_cardinale_dopo_lo_stupro_non_ha_scelto_l_aborto.mp3" length="4152050" type="audio/mpeg"/><itunes:author>BastaBugie</itunes:author><itunes:subtitle>TESTO DELL'ARTICOLO ➜ https://www.bastabugie.it/8319

L'ATTRICE CLAUDIA CARDINALE, DOPO LO STUPRO, NON HA SCELTO L'ABORTO di Manuela Antonacci
 
Si è spenta all'età di 87 anni Claudia Cardinale, una delle attrici più amate del cinema italiano. Se n'è...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="https://www.bastabugie.it/8319" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://www.bastabugie.it/8319</a><br /><br />L'ATTRICE CLAUDIA CARDINALE, DOPO LO STUPRO, NON HA SCELTO L'ABORTO di Manuela Antonacci<br /> <br />Si è spenta all'età di 87 anni Claudia Cardinale, una delle attrici più amate del cinema italiano. Se n'è andata nella pace, a Nemours vicino Parigi dove viveva, circondata dai suoi figli e lasciando in eredità non solo tanti splendidi film di cui fu protagonista, ma un'importante scelta di vita che testimoniò senza tanti fronzoli: la scelta di portare avanti una gravidanza frutto di uno stupro. La violenza avvenne quando l'attrice era appena sedicenne: un uomo la costrinse ad entrare in macchina e la violentò. Un'esperienza che la segnò: «È stato terribile, ma la cosa più bella è che da quella violenza nacque il mio meraviglioso Patrick», ha ripetuto in più occasioni.<br />Quando scoprì di essere incinta, racconta in diverse interviste, non pensò minimamente di liberarsi del bambino, nonostante persino il suo violentatore, ad un certo punto, si fece avanti pretendendo da lei la scelta dell'aborto: «Neanche per un attimo pensai a disfarmi della mia creatura! Ne parlai con i miei meravigliosi genitori e con mia sorella Blanche e tutti insieme decidemmo che il mio bambino sarebbe cresciuto in famiglia, come un fratello minore». Per evitare scandali, poi, la donna partorì a Londra e decise di chiamare suo figlio come il nome della chiesa in cui fu battezzato. In realtà la scelta delle donne che di fronte ad una violenza scelgono di tenere il bambino frutto dello stupro, è molto più frequente di quello che si immagina, anche se a raccontarle, queste storie, seppure in gran numero, sembrano quasi uno scoop. E lo dimostrano studi e indagini.<br />Tra queste, quelle di David C Reardon, Julie Makimaa e Amy Sobi (Interviste sulle loro gravidanze, sull'aborto e sui bambini provocati da violenza sessuale -Springfield, Illinois: Acorn Books, 2000) che hanno scoperto, in seguito a diversi sondaggi, che il 73% delle vittime di stupro che sono rimaste incinte, hanno scelto, senza esitazione, la vita. Di queste, il 64% ha cresciuto i propri figli e il 36% li ha dati in adozione. Una serie di due studi più vecchi fatti dalla dottoressa Sandra Mahkorn (Sandra Kathleen Mahkorn, e William V Dolan, "Sexual Assault in Pregnancy" Thomas Hilgers, Dennis Horan e David Mall Eds. New Perspectives on Human Abortion- Frederick, Maryland: University Publications of America, 1981) ha riscontrato simili dati: il 75% delle donne, secondo i suoi studi, avrebbe scelto di non abortire.<br />Lo studio di Reardon, inoltre, ha confrontato le donne che avevano abortito con quelle che, invece, avevano portato a termine la gravidanza. Ne è emerso che l'88% delle donne che avevano abortito si era pentita della propria scelta, ritenendola sbagliata. Solo una ne era davvero convinta. Le restanti che avevano scelto l'interruzione di gravidanza sentivano di aver preso la decisione giusta, ma riconoscevano l'aborto come evento ulteriormente traumatico per loro. Il 93% delle vittime di stupro che avevano abortito ha dichiarato, invece, che non consiglierebbe, in futuro, l'aborto a nessuna donna nella sua stessa situazione. Solo il 7% ha ritenuto l'interruzione volontaria di gravidanza un buon rimedio in caso di stupro. Infine, il 43% avrebbe affermato di essersi sentita spinta a scegliere l'aborto dalla propria famiglia e/o da sanitari abortisti.<br />Ma soprattutto, delle donne che avevano proseguito la gravidanza nessuna si sarebbe mai pentita di avere tenuto il bambino. Oltre l'80% avrebbe espresso semplicemente felicità rispetto alla nascita del proprio figlio. 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Stiamo parlando del taglio dei fondi federali alla multinazionale abortista Planned Parenthood, che è stato approvato giovedì scorso dalla Camera dei Rappresentanti del Congresso (la House of Representatives, ovvero la Camera bassa): un esito non scontato, nella misura in cui i Repubblicani controllano una maggioranza assai esile, con appena cinque seggi di vantaggio sui Democratici. Questi ultimi si sono presentati compatti, raggiungendo i 214 voti contrari (mentre i favorevoli sono stati 215) grazie a due "franchi tiratori" repubblicani, ovvero Warren Davidson (dell'Ohio) e Thomas Massie (del Kentucky), mentre Andy Harris (del Maryland) si è astenuto.<br />La bozza ora passa al Senato del Congresso degli Stati Uniti, dove la maggioranza Repubblicana è di 53 seggi contro 45 Democratici e due Indipendenti. Il Senato esaminerà il disegno di legge secondo le regole di riconciliazione di bilancio, che, per l'approvazione, richiede una maggioranza semplice, anziché i tipici 60 voti. Dunque bastano 51 voti.<br />LA SPINTA DI TRUMP E VANCE<br />Il cambiamento in senso pro-life è fortemente caldeggiato dal presidente Donald Trump, che sul social Truth ha scritto: «Ora è tempo che i nostri amici del Senato degli Stati Uniti si mettano al lavoro e mi trasmettano questo disegno di legge IL PRIMA POSSIBILE! Non c'è tempo da perdere». Lo speaker della Camera Mike Johnson ha affermato che l'obiettivo è consegnare a Trump per la promulgazione il disegno di legge approvato da entrambi i rami del Congresso entro la festa nazionale del 4 luglio. Inoltre, un'ulteriore spinta può arrivare dal vicepresidente J.D. Vance: è infatti quest'ultimo a presiedere il Senato e in caso di assoluto stallo (per esempio 50 voti favorevoli e 50 contrari) spetta da legge a lui l'ultima parola.<br />Per i pro-life statunitensi sarebbe una nuova grande vittoria, a tre anni esatti dal pronunciamento della Corte Suprema del 24 giugno 2022, che cancellò la Roe vs. Wade del 1973, riconoscendo la libertà dei singoli Stati di emanare leggi restrittive o, addirittura, abolitive nei confronti dell'aborto. In entrambi i casi, tuttavia, si tratta soltanto di battaglie: la guerra in nome del diritto alla vita nascente è ancora lungi dall'essere vinta per una serie di motivi. E' vero, infatti, che Planned Parenthood, pur essendo una società privata, ha sempre avuto il suo punto di forza nei massicci finanziamenti federali ricevuti (800 milioni di dollari soltanto nel 2024), ma è altrettanto vero che ha di base una forza - economica e operativa - spropositata nel fornire quotidianamente servizi per abortire.<br />NONOSTANTE TUTTO GLI ABORTI CRESCONO<br />Secondo il rapporto annuale della stessa Planned Parenthood, infatti, ogni anno, negli Usa vengono effettuati 402mila aborti (circa 1076 al giorno, 45 ogni ora, uno ogni 80 secondi), attraverso tutte le tecniche tristemente note: dalla pillola abortiva all'aborto per smembramento o per aspirazione, fino al feticida che provoca l'arresto cardiaco del nascituro. Dunque circa il 40% degli aborti effettuati negli Usa viene praticatom nelle cliniche di Planned Parenthood. Un taglio dei fondi così drastico al colosso abortista potrebbe quindi rendere meno facile il ricorso a tale opzione, salvando migliaia di piccole vite umane. <br />C'è tuttavia da tener conto dei numeri effettivi sull'aborto, che, nel corso del 2024 (a dispetto della menzionata sentenza del 2022) sono lievemente aumentati (+1%) rispetto all'anno precedente. Ad affermarlo è un'indagine del Guttmacher Institute, che sostiene i cosiddetti "diritti sessuali e riproduttivi". Da un lato, effettivamente, alcuni Stati che hanno approvato restrizioni hanno visto gli aborti diminuire: è il caso della Florida (12mila aborti in meno nel 2024) e della Carolina del Sud (3.500 in meno). È accaduto, però, che molte donne che hanno incontrato restrizioni negli Stati pro-life sono diventate protagoniste del fenomeno dell'emigrazione abortista verso Stati più permissivi, come, ad esempio, la Virginia o l'Illinois. La vera ragione, tuttavia, è da individuare soprattutto nella sempre più massiccia diffusione dell'aborto farmacologico prescritto come "telemedicina": un metodo, quest'ultimo, radicatosi in modo particolare durante la pandemia e sul quale proprio Planned Parenthood sta speculando.<br />Si possono imporre tutte le restrizioni o divieti possibili, dunque (e nell'ottica di una battaglia pro-life è sacrosanto farlo), ma la pratica dell'aborto rimane in primo luogo un fenomeno culturale e, a tal riguardo, la corretta informazione è il primo viatico per un cambiamento antropologico.<br />]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/66902343</guid><pubDate>Tue, 08 Jul 2025 19:48:58 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/66902343/trump_toglie_connota.mp3" length="10962277" type="audio/mpeg"/><itunes:author>BastaBugie</itunes:author><itunes:subtitle>TESTO DELL'ARTICOLO ➜ https://www.bastabugie.it/8198

TRUMP TOGLIE I FINANZIAMENTI PUBBLICI A PLANNED PARENTHOOD di Luca Marcolivio
 
Negli Usa, un'altra svolta storica in tema di aborto è arrivata per un solo voto. Stiamo parlando del taglio dei...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="https://www.bastabugie.it/8198" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://www.bastabugie.it/8198</a><br /><br />TRUMP TOGLIE I FINANZIAMENTI PUBBLICI A PLANNED PARENTHOOD di Luca Marcolivio<br /> <br />Negli Usa, un'altra svolta storica in tema di aborto è arrivata per un solo voto. Stiamo parlando del taglio dei fondi federali alla multinazionale abortista Planned Parenthood, che è stato approvato giovedì scorso dalla Camera dei Rappresentanti del Congresso (la House of Representatives, ovvero la Camera bassa): un esito non scontato, nella misura in cui i Repubblicani controllano una maggioranza assai esile, con appena cinque seggi di vantaggio sui Democratici. Questi ultimi si sono presentati compatti, raggiungendo i 214 voti contrari (mentre i favorevoli sono stati 215) grazie a due "franchi tiratori" repubblicani, ovvero Warren Davidson (dell'Ohio) e Thomas Massie (del Kentucky), mentre Andy Harris (del Maryland) si è astenuto.<br />La bozza ora passa al Senato del Congresso degli Stati Uniti, dove la maggioranza Repubblicana è di 53 seggi contro 45 Democratici e due Indipendenti. Il Senato esaminerà il disegno di legge secondo le regole di riconciliazione di bilancio, che, per l'approvazione, richiede una maggioranza semplice, anziché i tipici 60 voti. Dunque bastano 51 voti.<br />LA SPINTA DI TRUMP E VANCE<br />Il cambiamento in senso pro-life è fortemente caldeggiato dal presidente Donald Trump, che sul social Truth ha scritto: «Ora è tempo che i nostri amici del Senato degli Stati Uniti si mettano al lavoro e mi trasmettano questo disegno di legge IL PRIMA POSSIBILE! Non c'è tempo da perdere». Lo speaker della Camera Mike Johnson ha affermato che l'obiettivo è consegnare a Trump per la promulgazione il disegno di legge approvato da entrambi i rami del Congresso entro la festa nazionale del 4 luglio. Inoltre, un'ulteriore spinta può arrivare dal vicepresidente J.D. Vance: è infatti quest'ultimo a presiedere il Senato e in caso di assoluto stallo (per esempio 50 voti favorevoli e 50 contrari) spetta da legge a lui l'ultima parola.<br />Per i pro-life statunitensi sarebbe una nuova grande vittoria, a tre anni esatti dal pronunciamento della Corte Suprema del 24 giugno 2022, che cancellò la Roe vs. Wade del 1973, riconoscendo la libertà dei singoli Stati di emanare leggi restrittive o, addirittura, abolitive nei confronti dell'aborto. In entrambi i casi, tuttavia, si tratta soltanto di battaglie: la guerra in nome del diritto alla vita nascente è ancora lungi dall'essere vinta per una serie di motivi. E' vero, infatti, che Planned Parenthood, pur essendo una società privata, ha sempre avuto il suo punto di forza nei massicci finanziamenti federali ricevuti (800 milioni di dollari soltanto nel 2024), ma è altrettanto vero che ha di base una forza - economica e operativa - spropositata nel fornire quotidianamente servizi per abortire.<br />NONOSTANTE TUTTO GLI ABORTI CRESCONO<br />Secondo il rapporto annuale della stessa Planned Parenthood, infatti, ogni anno, negli Usa vengono effettuati 402mila aborti (circa 1076 al giorno, 45 ogni ora, uno ogni 80 secondi), attraverso tutte le tecniche tristemente note: dalla pillola abortiva all'aborto per smembramento o per aspirazione, fino al feticida che provoca l'arresto cardiaco del nascituro. Dunque circa il 40% degli aborti effettuati negli Usa viene praticatom nelle cliniche di Planned Parenthood. Un taglio dei fondi così drastico al colosso abortista potrebbe quindi rendere meno facile il ricorso a tale opzione, salvando migliaia di piccole vite umane. <br />C'è tuttavia da tener conto dei numeri effettivi sull'aborto, che, nel corso del 2024 (a dispetto della menzionata sentenza del 2022) sono lievemente aumentati (+1%) rispetto all'anno precedente. Ad affermarlo è un'indagine del Guttmacher Institute, che sostiene i cosiddetti "diritti sessuali e riproduttivi". 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Il Giudice di Pace della Capitale, infatti, ha accolto in via definitiva il ricorso presentato dall'associazione, annullando tutti i precedenti provvedimenti sanzionatori legati all'affissione. Tutto ebbe inizio nel novembre 2018, quando nella vetrina della sede dell'associazione, in viale Manzoni 28/C, venne affisso un manifesto che riportava alcune verità scientifiche sullo sviluppo del bambino nel grembo: "Tu eri così a 11 settimane...", "Tutti i tuoi organi erano presenti", "Il tuo cuore batteva già dalla terza settimana dopo il concepimento", "Ora sei qui perché i tuoi genitori hanno scelto la vita" erano infatti i messaggi che campeggiavano sull'affissione. Nessun riferimento diretto all'aborto, nessuna immagine violenta o offensiva. Solo un messaggio positivo e informativo. Eppure, il 30 novembre 2018, alcuni agenti della Polizia Locale di Roma Capitale contestarono formalmente l'affissione, definendola - in un verbale poi ovviamente contestato dall'associazione poiché non riportava il vero - «lesiva del rispetto delle libertà individuali e dei diritti civili». La motivazione fu persino falsata: il testo venne parzialmente riscritto, attribuendo all'associazione un'espressione mai usata ("tua mamma non ti ha abortito"), nel tentativo di giustificare l'accusa. L'Associazione ha dapprima tentato la via amministrativa, ricorrendo al Sindaco contro la sanzione, ma Roma Capitale ha confermato la multa con due Determinazioni dirigenziali. A quel punto, è iniziato un lungo percorso giudiziario culminato in questi giorni, quando il Giudice di Pace ha dato ragione a Pro Vita &amp; Famiglia con una sentenza definitiva. Le motivazioni della sentenza del Giudice di Pace sono chiare: il manifesto dell'associazione non rientra tra le comunicazioni commerciali soggette a restrizioni, bensì tra quelle a carattere sociale, culturale e istituzionale. Pro Vita &amp; Famiglia, dunque, ha agito nel pieno rispetto della normativa, esercitando il diritto alla libertà di espressione su un tema fondamentale come quello della vita umana prima della nascita. «Una sentenza che restituisce giustizia e verità - dichiara l'associazione - e che dimostra quanto sia pericolosa la censura ideologica che tenta di imbavagliare chi difende i più deboli. Non ci fermeranno: continueremo a dire che ogni vita è un dono, anche quando questo dà fastidio a qualcuno». La battaglia, infatti, non era solo legale, ma valoriale. E oggi, con questa sentenza, a vincere è stata la difesa della Vita nascente.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/66594795</guid><pubDate>Tue, 17 Jun 2025 20:03:32 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/66594795/il_comune_di_roma_aveva_torto.mp3" length="3528455" type="audio/mpeg"/><itunes:author>BastaBugie</itunes:author><itunes:subtitle>TESTO DELL'ARTICOLO ➜ https://www.bastabugie.it/8201

IL COMUNE DI ROMA AVEVA TORTO E PROVITA RAGIONE
 
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Tutto ebbe inizio nel novembre 2018, quando nella vetrina della sede dell'associazione, in viale Manzoni 28/C, venne affisso un manifesto che riportava alcune verità scientifiche sullo sviluppo del bambino nel grembo: "Tu eri così a 11 settimane...", "Tutti i tuoi organi erano presenti", "Il tuo cuore batteva già dalla terza settimana dopo il concepimento", "Ora sei qui perché i tuoi genitori hanno scelto la vita" erano infatti i messaggi che campeggiavano sull'affissione. Nessun riferimento diretto all'aborto, nessuna immagine violenta o offensiva. Solo un messaggio positivo e informativo. Eppure, il 30 novembre 2018, alcuni agenti della Polizia Locale di Roma Capitale contestarono formalmente l'affissione, definendola - in un verbale poi ovviamente contestato dall'associazione poiché non riportava il vero - «lesiva del rispetto delle libertà individuali e dei diritti civili». La motivazione fu persino falsata: il testo venne parzialmente riscritto, attribuendo all'associazione un'espressione mai usata ("tua mamma non ti ha abortito"), nel tentativo di giustificare l'accusa. L'Associazione ha dapprima tentato la via amministrativa, ricorrendo al Sindaco contro la sanzione, ma Roma Capitale ha confermato la multa con due Determinazioni dirigenziali. A quel punto, è iniziato un lungo percorso giudiziario culminato in questi giorni, quando il Giudice di Pace ha dato ragione a Pro Vita &amp; Famiglia con una sentenza definitiva. Le motivazioni della sentenza del Giudice di Pace sono chiare: il manifesto dell'associazione non rientra tra le comunicazioni commerciali soggette a restrizioni, bensì tra quelle a carattere sociale, culturale e istituzionale. Pro Vita &amp; Famiglia, dunque, ha agito nel pieno rispetto della normativa, esercitando il diritto alla libertà di espressione su un tema fondamentale come quello della vita umana prima della nascita. «Una sentenza che restituisce giustizia e verità - dichiara l'associazione - e che dimostra quanto sia pericolosa la censura ideologica che tenta di imbavagliare chi difende i più deboli. Non ci fermeranno: continueremo a dire che ogni vita è un dono, anche quando questo dà fastidio a qualcuno». La battaglia, infatti, non era solo legale, ma valoriale. E oggi, con questa sentenza, a vincere è stata la difesa della Vita nascente.]]></itunes:summary><itunes:duration>221</itunes:duration><itunes:keywords>giudicedipace,polizialocale,provita,romacapitale,verità,veritàscientifiche</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/85a8a62759270fbe23b88e35913d85e9.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Vittoria legale per i provita</title><link>https://www.spreaker.com/episode/vittoria-legale-per-i-provita--66286754</link><description><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="https://www.bastabugie.it/8179" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://www.bastabugie.it/8179</a><br /><br />VITTORIA LEGALE PER I PRO VITA CHE INCHIODARONO PLANNED PARENTHOOD di Ermes Dovico<br /> <br />Dopo anni di persecuzione giudiziaria, lunedì 27 gennaio David Daleiden e Sandra Merritt hanno concluso un accordo con lo Stato della California che pone di fatto fine a una causa penale approdata nei tribunali californiani nel 2017. Si tratta in pratica di un patteggiamento che è più di una mezza vittoria per i due attivisti pro vita del Center for Medical Progress (Cmp) che tra il 2014 e il 2015 girarono di nascosto una serie di video durante le fiere della National Abortion Federation, organizzazione nordamericana di fornitori di aborti. Video che mostrano in modo chiaro il coinvolgimento della Planned Parenthood in un commercio di tessuti e organi di bambini abortiti, venduti a laboratori di ricerca di università e aziende biotecnologiche. Ma lo Stato della California - prima con l'allora procuratrice generale Kamala Harris, poi con i suoi successori - anziché perseguire i protagonisti del suddetto commercio illegale aveva deciso di indagare e poi incriminare, sulla base di una legge sulle videoregistrazioni, coloro che avevano fatto venire alla luce lo scandalo.<br />Ora, si è appunto arrivati al patteggiamento basato sul principio giudiziario del nolo contendere ("no contest"): in questo modo gli imputati, pur non ammettendo la loro colpevolezza, rinunciano a contestare un'accusa e quindi accettano che il tribunale li condanni. Nel caso di Daleiden e Merritt l'accordo di "nolo contendere" riguarda un'unica accusa di registrazione video contraria alla legge. Come spiega Liberty Counsel, l'organizzazione di giuristi che ha difeso la Merritt, questo comporterà, dopo un periodo di un anno, la condanna in giudizio per un reato minore; condanna che sarà poi completamente cancellata dalla fedina penale. Né la Merritt né Daleiden sconteranno pene detentive né dovranno pagare multe. L'accordo prevede inoltre che lo Stato della California rinunci a tutti i rimanenti capi d'accusa. Secondo quanto riporta la liberal Cap Radio, «i termini del patteggiamento vietano a Daleiden e Merritt di contattare o nominare le vittime delle registrazioni illegali».<br />L'ACCORDO È ESSENZIALMENTE UNA VITTORIA<br />Liberty Counsel ha dichiarato che «l'accordo è essenzialmente una vittoria completa per Merritt in questo caso penale politicamente motivato». Si è trattato di un «caso senza precedenti», spiega la stessa organizzazione, perché prima «lo Stato della California non aveva mai perseguito penalmente i giornalisti sotto copertura per le registrazioni clandestine effettuate nell'interesse pubblico. Eppure, questa coraggiosa nonna è stata accusata di 16 reati e ha rischiato più di 10 anni di carcere per aver fatto luce sui profitti dell'industria dell'aborto derivanti dal prelievo illegale di organi da bambini abortiti». Nello stesso solco le dichiarazioni del co-imputato e fondatore del Cmp, David Daleiden, il quale ha affermato che la chiusura del caso di San Francisco «mi permette di concentrarmi completamente sulla missione del Cmp di denunciare le ingiustizie degli esperimenti sui bambini abortiti finanziati dai contribuenti».<br />Si chiude dunque un capitolo della persecuzione giudiziaria ai danni di Daleiden e Merritt, vittime in questi anni non solo di questa causa penale avviata dal procuratore generale della California, ma anche di una causa civile intentata da Planned Parenthood con una richiesta milionaria di risarcimento danni.<br />Ma va aggiunto che i video girati sotto copertura dal Cmp hanno comportato delle conseguenze anche per almeno alcuni dei responsabili della compravendita di parti di bambini abortiti. Richiamiamo alcuni dei casi principali.<br />Nel dicembre 2017, due società di bioscienze - la DV Biologics e la consociata Da Vinci Biosciences - hanno concordato di pagare un totale di quasi 7,8 milioni di dollari, come parte di un accordo con l'ufficio del procuratore distrettuale della contea di Orange (California). L'accordo prevedeva l'ammissione di aver violato le leggi statali e federali che vietano la compravendita di tessuti fetali anche a fini di ricerca. L'indagine era iniziata nel settembre 2015, a seguito di una denuncia presentata dal Cmp.<br />UNA LUNGA BATTAGLIA LEGALE<br />A conclusione di una lunga battaglia legale, il Texas è riuscito a escludere dal proprio Stato la Planned Parenthood dall'accesso ai finanziamenti legati a Medicaid, il programma federale che offre assistenza sanitaria alle persone con basso reddito. E ciò è avvenuto sempre a seguito dei video girati di nascosto in cui si vedeva - come ricostruiva nel novembre 2020 il procuratore generale del Texas, il repubblicano Ken Paxton - che «Planned Parenthood ammetteva una condotta moralmente corrotta e illegale, comprese le violazioni della legge federale manipolando i tempi e i metodi degli aborti per ottenere tessuto fetale per le proprie ricerche».<br />Collegata all'esclusione dal Medicaid, la Planned Parenthood ha in Texas un'altra partita legale che rischia di costarle grosso: in particolare, è accusata di una sovrafatturazione pari a circa 17 milioni di dollari, dovuta al fatto di aver continuato a emettere fatture legate al Medicaid in Texas a battaglia legale in corso. Avendola persa, la multinazionale deve restituire quanto indebitamente ricevuto. E allo stesso tempo si trova a fronteggiare un'accusa di frode (sulla base della legge nota come False Claims Act) davanti al giudice distrettuale Matthew Kacsmaryk: se sarà dimostrato che Planned Parenthood ha consapevolmente frodato il Texas, il caso rischia di costare complessivamente al colosso degli aborti circa 1,8 miliardi di dollari.<br />Dunque, è vero che c'è stato un apparato di potere politico e giudiziario che ha perseguitato gli attivisti pro life del Cmp. Ma dall'altra parte ci sono anche politici e giudici che stanno facendo il loro lavoro, perseguendo non chi ha fatto emergere lo scandalo del traffico di bambini abortiti bensì chi lo ha favorito.<br />]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/66286754</guid><pubDate>Tue, 27 May 2025 18:25:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/66286754/vittoria_legale_per_i_provita.mp3" length="7125065" type="audio/mpeg"/><itunes:author>BastaBugie</itunes:author><itunes:subtitle>TESTO DELL'ARTICOLO ➜ https://www.bastabugie.it/8179

VITTORIA LEGALE PER I PRO VITA CHE INCHIODARONO PLANNED PARENTHOOD di Ermes Dovico
 
Dopo anni di persecuzione giudiziaria, lunedì 27 gennaio David Daleiden e Sandra Merritt hanno concluso un...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="https://www.bastabugie.it/8179" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://www.bastabugie.it/8179</a><br /><br />VITTORIA LEGALE PER I PRO VITA CHE INCHIODARONO PLANNED PARENTHOOD di Ermes Dovico<br /> <br />Dopo anni di persecuzione giudiziaria, lunedì 27 gennaio David Daleiden e Sandra Merritt hanno concluso un accordo con lo Stato della California che pone di fatto fine a una causa penale approdata nei tribunali californiani nel 2017. Si tratta in pratica di un patteggiamento che è più di una mezza vittoria per i due attivisti pro vita del Center for Medical Progress (Cmp) che tra il 2014 e il 2015 girarono di nascosto una serie di video durante le fiere della National Abortion Federation, organizzazione nordamericana di fornitori di aborti. Video che mostrano in modo chiaro il coinvolgimento della Planned Parenthood in un commercio di tessuti e organi di bambini abortiti, venduti a laboratori di ricerca di università e aziende biotecnologiche. Ma lo Stato della California - prima con l'allora procuratrice generale Kamala Harris, poi con i suoi successori - anziché perseguire i protagonisti del suddetto commercio illegale aveva deciso di indagare e poi incriminare, sulla base di una legge sulle videoregistrazioni, coloro che avevano fatto venire alla luce lo scandalo.<br />Ora, si è appunto arrivati al patteggiamento basato sul principio giudiziario del nolo contendere ("no contest"): in questo modo gli imputati, pur non ammettendo la loro colpevolezza, rinunciano a contestare un'accusa e quindi accettano che il tribunale li condanni. Nel caso di Daleiden e Merritt l'accordo di "nolo contendere" riguarda un'unica accusa di registrazione video contraria alla legge. Come spiega Liberty Counsel, l'organizzazione di giuristi che ha difeso la Merritt, questo comporterà, dopo un periodo di un anno, la condanna in giudizio per un reato minore; condanna che sarà poi completamente cancellata dalla fedina penale. Né la Merritt né Daleiden sconteranno pene detentive né dovranno pagare multe. L'accordo prevede inoltre che lo Stato della California rinunci a tutti i rimanenti capi d'accusa. Secondo quanto riporta la liberal Cap Radio, «i termini del patteggiamento vietano a Daleiden e Merritt di contattare o nominare le vittime delle registrazioni illegali».<br />L'ACCORDO È ESSENZIALMENTE UNA VITTORIA<br />Liberty Counsel ha dichiarato che «l'accordo è essenzialmente una vittoria completa per Merritt in questo caso penale politicamente motivato». Si è trattato di un «caso senza precedenti», spiega la stessa organizzazione, perché prima «lo Stato della California non aveva mai perseguito penalmente i giornalisti sotto copertura per le registrazioni clandestine effettuate nell'interesse pubblico. Eppure, questa coraggiosa nonna è stata accusata di 16 reati e ha rischiato più di 10 anni di carcere per aver fatto luce sui profitti dell'industria dell'aborto derivanti dal prelievo illegale di organi da bambini abortiti». Nello stesso solco le dichiarazioni del co-imputato e fondatore del Cmp, David Daleiden, il quale ha affermato che la chiusura del caso di San Francisco «mi permette di concentrarmi completamente sulla missione del Cmp di denunciare le ingiustizie degli esperimenti sui bambini abortiti finanziati dai contribuenti».<br />Si chiude dunque un capitolo della persecuzione giudiziaria ai danni di Daleiden e Merritt, vittime in questi anni non solo di questa causa penale avviata dal procuratore generale della California, ma anche di una causa civile intentata da Planned Parenthood con una richiesta milionaria di risarcimento danni.<br />Ma va aggiunto che i video girati sotto copertura dal Cmp hanno comportato delle conseguenze anche per almeno alcuni dei responsabili della compravendita di parti di bambini abortiti. 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A ricordarci l'esistenza di questa nuova e sovente non solo verbale forma di ostilità, nelle ultime settimane ci hanno pensato due fatti di cronaca particolarmente gravi.<br />Il primo arriva dal Regno Unito ed è quello di un medico di origine italiana, la dottoressa Livia Tossici-Bolt, 64 anni, la quale lo scorso 4 aprile è stata condannata dal Tribunale di Bournemouth. Il motivo? La signora si trovava su un marciapiede pubblico vicino ad una struttura del British Pregnancy Advisory Service, una clinica per aborti, tenendo semplicemente un cartello con scritto: «Se vuoi, qui per parlare». Ebbene, semplicemente per questo gesto - del tutto innocuo - la dottoressa è stata accusata di aver violato una buffer zone, vale a dire una zona cuscinetto in cui sono vietati atti considerati come approvazione o disapprovazione riguardo ai servizi di aborto, inclusi conversazioni, preghiere o manifestazioni. Di qui la condanna a 20.000 sterline di spese processuali - che dovranno essere saldate per intero entro il 31 maggio, motivo per cui ADF International, ha lanciato una raccolta fondi in suo sostegno - a carico della donna, la quale, avvicinata da alcuni media, ha provato a spiegare le ragioni della sua difesa. «Non ero lì per esprimere le mie opinioni - ha dichiarato - ero lì per offrire una conversazione libera, consensuale, a chiunque volesse parlare con me, e non sugli argomenti che volevo trattare io. Ero lì per ascoltare». Ma nell'era dell'aborto come diritto assoluto, a quanto pare, anche solo prestare ascolto ad una donna che lo desidera («Se vuoi», meglio ribadirlo, recitava il cartello di Livia Tossici-Bolt) è fuorilegge. Ad ogni modo, nonostante alla dottoressa Tossici-Bolt è perfino, si potrebbe dire, andata bene.<br />GIORNALISTA PRO LIFE AGGREDITA IN STRADA<br />Sì, perché il secondo di cronaca che riportiamo, a proposito della vita dura dei pro life in Occidente, è perfino più amaro. Ci stiamo riferendo a quello che è avvenuto ad una giovane giornalista pro life americana, Savannah Craven Antao, 23 anni, la quale - per conto del gruppo Live Action - stava facendo una intervista per strada, alcuni giorni fa, prima di essere fisicamente e brutalmente aggredita dalla trentenne Brianna J. Rivers. L'aggressione, della quale esiste anche un inequivocabile filmato che vi riportiamo qui di seguito, vede Rivers colpire ripetutamente al volto Antao, causandole ferite che hanno richiesto diversi punti di sutura. Come se non bastasse, dopo l'aggressione, la Rivers è fuggita, insultando il marito di Antao, il quale a sua volta stava appunto filmando l'intervista.Successivamente, la donna autrice della violenza - forse consigliata da un buon avvocato - ha pubblicato un messaggio su Facebook in cui si scusava, sostenendo però di essere stata provocata e accusando Antao di diffondere una narrazione unilaterale sull'aborto; ha inoltre avviato una raccolta fondi su GoFundMe per coprire le spese legali, raccogliendo circa 8.700 dollari. L'11 aprile, la polizia di New York ha comunque arrestato Brianna J. Rivers con l'accusa di aggressione di secondo grado. La giornalista aggredita, Antao, ha espresso gratitudine per l'intervento delle autorità e ha condiviso il video dell'incidente sui social media. Tutto è bene quel che finisce bene, quindi? Non esattamente. C'è infatti da tenere presente come le aggressioni ai pro life e pro family avvengano spesso anche in Italia. E da anni.<br />LE VIOLENZA IN ITALIA<br />Era l'ottobre 2014, per esempio, quando a don Matteo Graziola - reo d'essere sceso in piazza a manifestare con le Sentinelle in piedi - furono sottratti e distrutti effetti personali e il sacerdote fu pure raggiunto da numerosi lanci di uova e da percosse, fino a dover essere ricoverato Pronto soccorso. Stessa amara sorte - per una ferita alla mano con prognosi di 10 giorni - nel marzo 2021 per l'infermiere Giorgio Celsi, da anni militante pro life, dopo essere stato aggredito mentre aveva organizzato un presidio antiabortista fuori l'ospedale San Gerardo di Monza; in quell'occasione, era stato aggredito al collo da un manesco alfiere dell'abortismo anche il signor Virgilio Baroni, di anni 72. Che specie le femministe non facciano sconti ai presidi antiabortisti fuori dagli ospedali si era visto anche nel maggio 2013, quando una sessantina di persone inermi pregavano raccolte fuori dalla clinica Mangiagalli di Milano, prima di essere assalite da femministe, appunto, che - oltre al consueto ritornello di bestemmie - avevano scandito una minacciosa promessa («vi spacchiamo tutto»), dopo la quale si erano date al lancio di oggetti contro i manifestanti, in particolare bottiglie piene d'acqua ed accendini.<br />Più recentemente, la sede del Movimento per la Vita di Venezia, la notte tra il 7 e l'8 marzo 2022 fu imbrattata con un lancio di vernice da parte di ignoti i quali, affinché non ci fossero dubbi sul loro orientamento, hanno anche lasciato sull'asfalto la seguente scritta: «Aborto ed eutanasia liberi». Di certo, però, l'episodio più grave e sconvolgente degli ultimi anni contro i pro life è quello che si è consumato nel novembre 2023 e culminato, durante una manifestazione contro la violenza sulle donne, con il lancio di un ordigno incendiario nella sede di Pro Vita &amp; Famiglia onlus di viale Manzoni a Roma. In quell'occasione, il portavoce della onlus, Jacopo Coghe, si era detto comprensibilmente scosso «da questo vero e proprio atto terroristico, volto a intimidirci». Ad ogni modo, quel caso non era certo isolato dato che, nel dicembre scorso, Pro Vita &amp; Famiglia ha reso noto di aver visto colpita la propria sede ben 14 volte negli ultimi tre anni. Tantissime. Anzi, decisamente troppe, per un Paese, un'Europa e un'Occidente che, come già si diceva, si vanta di essere libero, democratico e pluralista.<br /><br />]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/65953304</guid><pubDate>Tue, 06 May 2025 22:28:52 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/65953304/prolife_nel_mirino_dell_odio_ideologico.mp3" length="7434284" type="audio/mpeg"/><itunes:author>BastaBugie</itunes:author><itunes:subtitle>TESTO DELL'ARTICOLO ➜ https://www.bastabugie.it/8152

PRO LIFE NEL MIRINO DELL'ODIO IDEOLOGICO di Giuliano Guzzo
 
Nell'Occidente che si presenta come libero e democratico, e che fa un vanto della tolleranza - e della lotta alle discriminazioni -, c'è...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="https://www.bastabugie.it/8152" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://www.bastabugie.it/8152</a><br /><br />PRO LIFE NEL MIRINO DELL'ODIO IDEOLOGICO di Giuliano Guzzo<br /> <br />Nell'Occidente che si presenta come libero e democratico, e che fa un vanto della tolleranza - e della lotta alle discriminazioni -, c'è una particolare categoria di persone che, spesso nell'indifferenza dei media, è oggi sotto attacco: sono i pro life, coloro i quali si battono per la tutela della vita umana, senza se e senza ma. A ricordarci l'esistenza di questa nuova e sovente non solo verbale forma di ostilità, nelle ultime settimane ci hanno pensato due fatti di cronaca particolarmente gravi.<br />Il primo arriva dal Regno Unito ed è quello di un medico di origine italiana, la dottoressa Livia Tossici-Bolt, 64 anni, la quale lo scorso 4 aprile è stata condannata dal Tribunale di Bournemouth. Il motivo? La signora si trovava su un marciapiede pubblico vicino ad una struttura del British Pregnancy Advisory Service, una clinica per aborti, tenendo semplicemente un cartello con scritto: «Se vuoi, qui per parlare». Ebbene, semplicemente per questo gesto - del tutto innocuo - la dottoressa è stata accusata di aver violato una buffer zone, vale a dire una zona cuscinetto in cui sono vietati atti considerati come approvazione o disapprovazione riguardo ai servizi di aborto, inclusi conversazioni, preghiere o manifestazioni. Di qui la condanna a 20.000 sterline di spese processuali - che dovranno essere saldate per intero entro il 31 maggio, motivo per cui ADF International, ha lanciato una raccolta fondi in suo sostegno - a carico della donna, la quale, avvicinata da alcuni media, ha provato a spiegare le ragioni della sua difesa. «Non ero lì per esprimere le mie opinioni - ha dichiarato - ero lì per offrire una conversazione libera, consensuale, a chiunque volesse parlare con me, e non sugli argomenti che volevo trattare io. Ero lì per ascoltare». Ma nell'era dell'aborto come diritto assoluto, a quanto pare, anche solo prestare ascolto ad una donna che lo desidera («Se vuoi», meglio ribadirlo, recitava il cartello di Livia Tossici-Bolt) è fuorilegge. Ad ogni modo, nonostante alla dottoressa Tossici-Bolt è perfino, si potrebbe dire, andata bene.<br />GIORNALISTA PRO LIFE AGGREDITA IN STRADA<br />Sì, perché il secondo di cronaca che riportiamo, a proposito della vita dura dei pro life in Occidente, è perfino più amaro. Ci stiamo riferendo a quello che è avvenuto ad una giovane giornalista pro life americana, Savannah Craven Antao, 23 anni, la quale - per conto del gruppo Live Action - stava facendo una intervista per strada, alcuni giorni fa, prima di essere fisicamente e brutalmente aggredita dalla trentenne Brianna J. Rivers. L'aggressione, della quale esiste anche un inequivocabile filmato che vi riportiamo qui di seguito, vede Rivers colpire ripetutamente al volto Antao, causandole ferite che hanno richiesto diversi punti di sutura. Come se non bastasse, dopo l'aggressione, la Rivers è fuggita, insultando il marito di Antao, il quale a sua volta stava appunto filmando l'intervista.Successivamente, la donna autrice della violenza - forse consigliata da un buon avvocato - ha pubblicato un messaggio su Facebook in cui si scusava, sostenendo però di essere stata provocata e accusando Antao di diffondere una narrazione unilaterale sull'aborto; ha inoltre avviato una raccolta fondi su GoFundMe per coprire le spese legali, raccogliendo circa 8.700 dollari. L'11 aprile, la polizia di New York ha comunque arrestato Brianna J. Rivers con l'accusa di aggressione di secondo grado. La giornalista aggredita, Antao, ha espresso gratitudine per l'intervento delle autorità e ha condiviso il video dell'incidente sui social media. Tutto è bene quel che finisce bene, quindi? Non esattamente. C'è infatti da tenere presente come le aggressioni ai pro life e pro family avvengano spesso anche in Italia. 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Pertanto l'udienza preliminare è stata fissata per il prossimo 30 maggio, mentre il 26 settembre è previsto l'intervento delle difese, la camera di consiglio e la decisione. Già a fine mese prossimo saranno dunque presenti in aula, in qualità di parte civile, anche le undici famiglie coinvolte, mentre il Comune di Brescia non è sul banco degli imputati.<br />«Quando sono arrivata qui e non ho più trovato la tomba di mio figlio mi sono sentita una pessima persona perché ho creduto che la colpa fosse mia perché non sono venuta al cimitero più spesso». Così raccontò il suo dolore, nell'ottobre 2021, la mamma di una delle addirittura 2.500 tombe rimosse brutalmente dal Comune di Brescia senza neanche un preavviso. All'indomani delle numerose esumazioni alcuni genitori rivendicarono giustamente i resti mortali dei loro figli, insieme a lapidi ed eventuali effetti personali. Dopo quasi quattro anni e un rinvio a giudizio, le due funzionarie comunali che hanno eseguito la missiva sono imputate di violazione dei sepolcri e vilipendio delle tombe, relativamente a tempi e modalità di comunicazione alle famiglie rispetto alle operazioni effettuate di esumazione dei sepolcri di bimbi mai nati, morti di parto o a pochi giorni dalla nascita.<br />Esiste infatti, secondo la normativa vigente, il diritto di poter dare degna sepoltura ai bimbi abortiti, per quanto «l'ideologia abortista è così violenta e feroce che addirittura vuole negare il dolore delle donne che vogliono semplicemente un luogo dove piangere il proprio figlio morto», come ebbe modo di dichiarare - al tempo dell'avvio dell'inchiesta di Brescia - Maria Rachele Ruiu, portavoce di Pro Vita &amp; Famiglia onlus. «Evidentemente - disse allora Ruiu - far seppellire un figlio alla propria madre significa riconoscere l'umanità del concepito, di quella vita nel grembo materno, e questo dà fastidio. Questa ingiustizia deve finire, bisogna informare correttamente le donne e bisogna arrivare a una svolta in tal senso, affinché tutti gli ospedali diano sempre notizia alle donne che abortiscono che c'è questa possibilità di seppellire, da legge, il figlio qualsiasi sia la settimana di gravidanza».<br />Insomma nel caso di specie la decisione nel merito arriverà probabilmente il prossimo autunno: la giustizia terrena farà il suo corso, ma intanto i nomi di questi piccoli figli sono scritti nei cieli.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/65670334</guid><pubDate>Tue, 22 Apr 2025 21:01:44 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/65670334/il_comune_di_brescia_profana_le_tombe.mp3" length="3623750" type="audio/mpeg"/><itunes:author>BastaBugie</itunes:author><itunes:subtitle>TESTO DELL'ARTICOLO ➜ https://www.bastabugie.it/8139

IL COMUNE DI BRESCIA PROFANA LE TOMBE DI 2.500 BAMBINI NON NATI di Fabio Piemonte
 
Hanno chiesto e ottenuto la possibilità del rito abbreviato le due funzionarie del Comune di Brescia accusate di...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="https://www.bastabugie.it/8139" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://www.bastabugie.it/8139</a><br /><br />IL COMUNE DI BRESCIA PROFANA LE TOMBE DI 2.500 BAMBINI NON NATI di Fabio Piemonte<br /> <br />Hanno chiesto e ottenuto la possibilità del rito abbreviato le due funzionarie del Comune di Brescia accusate di aver profanato le tombe dei bimbi non nati del cimitero Vantiniano, nella vicenda che nell'ormai lontano 2021 salì alla ribalta delle cronache nazionali. Pertanto l'udienza preliminare è stata fissata per il prossimo 30 maggio, mentre il 26 settembre è previsto l'intervento delle difese, la camera di consiglio e la decisione. Già a fine mese prossimo saranno dunque presenti in aula, in qualità di parte civile, anche le undici famiglie coinvolte, mentre il Comune di Brescia non è sul banco degli imputati.<br />«Quando sono arrivata qui e non ho più trovato la tomba di mio figlio mi sono sentita una pessima persona perché ho creduto che la colpa fosse mia perché non sono venuta al cimitero più spesso». Così raccontò il suo dolore, nell'ottobre 2021, la mamma di una delle addirittura 2.500 tombe rimosse brutalmente dal Comune di Brescia senza neanche un preavviso. All'indomani delle numerose esumazioni alcuni genitori rivendicarono giustamente i resti mortali dei loro figli, insieme a lapidi ed eventuali effetti personali. Dopo quasi quattro anni e un rinvio a giudizio, le due funzionarie comunali che hanno eseguito la missiva sono imputate di violazione dei sepolcri e vilipendio delle tombe, relativamente a tempi e modalità di comunicazione alle famiglie rispetto alle operazioni effettuate di esumazione dei sepolcri di bimbi mai nati, morti di parto o a pochi giorni dalla nascita.<br />Esiste infatti, secondo la normativa vigente, il diritto di poter dare degna sepoltura ai bimbi abortiti, per quanto «l'ideologia abortista è così violenta e feroce che addirittura vuole negare il dolore delle donne che vogliono semplicemente un luogo dove piangere il proprio figlio morto», come ebbe modo di dichiarare - al tempo dell'avvio dell'inchiesta di Brescia - Maria Rachele Ruiu, portavoce di Pro Vita &amp; Famiglia onlus. «Evidentemente - disse allora Ruiu - far seppellire un figlio alla propria madre significa riconoscere l'umanità del concepito, di quella vita nel grembo materno, e questo dà fastidio. Questa ingiustizia deve finire, bisogna informare correttamente le donne e bisogna arrivare a una svolta in tal senso, affinché tutti gli ospedali diano sempre notizia alle donne che abortiscono che c'è questa possibilità di seppellire, da legge, il figlio qualsiasi sia la settimana di gravidanza».<br />Insomma nel caso di specie la decisione nel merito arriverà probabilmente il prossimo autunno: la giustizia terrena farà il suo corso, ma intanto i nomi di questi piccoli figli sono scritti nei cieli.]]></itunes:summary><itunes:duration>227</itunes:duration><itunes:keywords>bambininonnati,brescia,cimitero,giudizio,profanazione</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/1394e0fc9165029fa3239dddc7155052.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Riconosciuta come persona una montagna, ma non il bambino</title><link>https://www.spreaker.com/episode/riconosciuta-come-persona-una-montagna-ma-non-il-bambino--64424128</link><description><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="https://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=8076" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=8076</a><br /><br />RICONOSCIUTA COME PERSONA UNA MONTAGNA, MA NON IL BAMBINO di Manuela Antonacci<br /> <br />Una montagna di diritti... ma nel senso letterale del termine! Perché, ebbene sì, succede che nel nostro folle mondo, una montagna acquisti, a tutti gli effetti, lo status di “persona”. È quanto accaduto in Nuova Zelanda, dove il monte Taranaki ora possiede legale personalità giuridica, proprio come un essere umano, anziché essere considerato un, seppure bellissimo, ma oggettivo e puro e semplice, elemento del paesaggio! E tutto ciò dopo che la stessa follia era avvenuta anche per il fiume Whanganui, collegato nell'immaginario collettivo dei maori, al Taranaki. Secondo una leggenda, il monte Taranaki, dopo aver litigato con il monte Tongariro per conquistare le grazie del monte Pihanga, lasciò l'Isola del Nord e si trasferì al mare, lasciandosi dietro un solco delle sue stesse dimensioni. Il monte Tongariro riempì il solco di acqua, dando vita al fiume Whanganui.<br />Insomma, una leggenda che, per quanto poeticamente possa spiegare la nascita di un fiume, tuttavia, in un'epoca come la nostra in cui l'antropocentrismo è considerato un male, al punto che l'uomo è considerato (nella migliore delle ipotesi) solo una delle tante creature del mondo o (nella peggiore delle ipotesi) addirittura il cancro del pianeta, sta portando a conseguenze assurde e, se vogliamo, andando contro ogni buonsenso, anche ridicole.<br />MONTAGNE E FIUMI<br />La CNN, dal canto suo, ha reso noto che questa decisione bizzarra risalirebbe, in realtà, ad un trattato del 1840, che le tribù Māori firmarono con i rappresentanti della corona britannica, che garantiva ai nativi neozelandesi, di mantenere la loro terra e le loro risorse. Ma nel 1865, parte di quella terra, compresa la montagna, fu presa dagli inglesi in risposta a una ribellione Māori contro la Corona portando, questo popolo, a non avere voce in capitolo sulla montagna. In poche parole, la decisione attuale, sarebbe un modo per dare alla montagna un riconoscimento e, dunque, un risarcimento dei torti del passato.<br />Sarebbe interessante, però, capire come mai la stessa importanza e la stessa dignità giuridica, il governo neozelandese, così vicino alla sensibilità di montagne e fiumi, non le conceda ai bambini non nati, considerati, se si va a vedere la loro legge sull'aborto, praticamente dei fantasmi, visto che fino alla ventesima settimana di gestazione, possono essere eliminati senza problemi, dopo aver consultato anche, semplicemente, un'ostetrica e un infermiere. Invece la montagna è «un tutto vivente e indivisibile» e comprende Taranaki Maunga e le aree circostanti, «incorporando tutti i loro elementi fisici e metafisici», secondo la legge.<br />E verrebbe da chiedersi, spassionatamente, quali siano gli elementi metafisici del vulcano, considerato che, per quanto una montagna possa essere considerata un luogo di spiritualità, per la bellezza e il silenzio, tuttavia non possiede elementi spirituali propri. Mentre, ne possiede eccome il bambino, che anche se non ancora nato ha un'anima già bella e formata, un'attività cerebrale già in azione nel grembo materno e persino una comunicazione ormonale con la propria mamma, al punto che oggi si parla di “lettere d'amore” del feto alla madre, come dimostrano i tantissimi studi scientifici recenti che analizzano la vita intrauterina.<br />PRIMA DI TUTTO L'UOMO<br />E allora viene da citare la bellissima poesia di Nazim Hikmet “Prima di tutto l'uomo” che sembra parlare tanto alla nostra epoca così ferocemente scientista e che oggi andrebbe imparata a memoria, davvero in tutte le scuole del mondo, per ricordare il giusto ordine di priorità: «Non vivere su questa terra come un estraneo e come un vagabondo sognatore. Vivi in questo mondo come nella casa di tuo padre: credi al grano, alla terra, al mare, ma prima di tutto credi all'uomo. Ama le nuvole, le macchine, i libri, ma prima di tutto ama l'uomo. Senti la tristezza del ramo che secca, dell'astro che si spegne, dell'animale ferito che rantola, ma prima di tutto senti la tristezza e il dolore dell'uomo. Ti diano gioia tutti i beni della terra [...] ma soprattutto, a piene mani, ti dia gioia l'uomo».<br />Ma, tant'è, l'uomo evidentemente nei secoli, è diventata una creatura così intelligente da darsi la zappa sui piedi da solo e decidere di non meritare, lui solo, una speciale protezione, ma, al contrario, proprio nella fase in cui è più indifeso, di dare agli altri la possibilità di eliminarlo come se fosse un tumore. «Oggi, Taranaki, il nostro maunga, il nostro maunga tupuna, è liberato dalle catene, dalle catene dell'ingiustizia, dell'ignoranza, dell'odio», ha detto Debbie Ngarewa-Packer, co-leader del partito politico Te Pāti Māori e discendente delle tribù Taranaki. in Nuova Zelanda, da oggi, un vulcano è diventato persona e ai bambini non nati non viene riconosciuto nemmeno il diritto alla vita.<br />]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/64424128</guid><pubDate>Tue, 18 Feb 2025 21:54:53 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/64424128/riconosciuta_come_persona_una_montagna.mp3" length="5710620" type="audio/mpeg"/><itunes:author>BastaBugie</itunes:author><itunes:subtitle>TESTO DELL'ARTICOLO ➜ https://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=8076

RICONOSCIUTA COME PERSONA UNA MONTAGNA, MA NON IL BAMBINO di Manuela Antonacci
 
Una montagna di diritti... ma nel senso letterale del termine! Perché, ebbene sì, succede che nel...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="https://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=8076" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=8076</a><br /><br />RICONOSCIUTA COME PERSONA UNA MONTAGNA, MA NON IL BAMBINO di Manuela Antonacci<br /> <br />Una montagna di diritti... ma nel senso letterale del termine! Perché, ebbene sì, succede che nel nostro folle mondo, una montagna acquisti, a tutti gli effetti, lo status di “persona”. È quanto accaduto in Nuova Zelanda, dove il monte Taranaki ora possiede legale personalità giuridica, proprio come un essere umano, anziché essere considerato un, seppure bellissimo, ma oggettivo e puro e semplice, elemento del paesaggio! E tutto ciò dopo che la stessa follia era avvenuta anche per il fiume Whanganui, collegato nell'immaginario collettivo dei maori, al Taranaki. Secondo una leggenda, il monte Taranaki, dopo aver litigato con il monte Tongariro per conquistare le grazie del monte Pihanga, lasciò l'Isola del Nord e si trasferì al mare, lasciandosi dietro un solco delle sue stesse dimensioni. Il monte Tongariro riempì il solco di acqua, dando vita al fiume Whanganui.<br />Insomma, una leggenda che, per quanto poeticamente possa spiegare la nascita di un fiume, tuttavia, in un'epoca come la nostra in cui l'antropocentrismo è considerato un male, al punto che l'uomo è considerato (nella migliore delle ipotesi) solo una delle tante creature del mondo o (nella peggiore delle ipotesi) addirittura il cancro del pianeta, sta portando a conseguenze assurde e, se vogliamo, andando contro ogni buonsenso, anche ridicole.<br />MONTAGNE E FIUMI<br />La CNN, dal canto suo, ha reso noto che questa decisione bizzarra risalirebbe, in realtà, ad un trattato del 1840, che le tribù Māori firmarono con i rappresentanti della corona britannica, che garantiva ai nativi neozelandesi, di mantenere la loro terra e le loro risorse. Ma nel 1865, parte di quella terra, compresa la montagna, fu presa dagli inglesi in risposta a una ribellione Māori contro la Corona portando, questo popolo, a non avere voce in capitolo sulla montagna. In poche parole, la decisione attuale, sarebbe un modo per dare alla montagna un riconoscimento e, dunque, un risarcimento dei torti del passato.<br />Sarebbe interessante, però, capire come mai la stessa importanza e la stessa dignità giuridica, il governo neozelandese, così vicino alla sensibilità di montagne e fiumi, non le conceda ai bambini non nati, considerati, se si va a vedere la loro legge sull'aborto, praticamente dei fantasmi, visto che fino alla ventesima settimana di gestazione, possono essere eliminati senza problemi, dopo aver consultato anche, semplicemente, un'ostetrica e un infermiere. Invece la montagna è «un tutto vivente e indivisibile» e comprende Taranaki Maunga e le aree circostanti, «incorporando tutti i loro elementi fisici e metafisici», secondo la legge.<br />E verrebbe da chiedersi, spassionatamente, quali siano gli elementi metafisici del vulcano, considerato che, per quanto una montagna possa essere considerata un luogo di spiritualità, per la bellezza e il silenzio, tuttavia non possiede elementi spirituali propri. Mentre, ne possiede eccome il bambino, che anche se non ancora nato ha un'anima già bella e formata, un'attività cerebrale già in azione nel grembo materno e persino una comunicazione ormonale con la propria mamma, al punto che oggi si parla di “lettere d'amore” del feto alla madre, come dimostrano i tantissimi studi scientifici recenti che analizzano la vita intrauterina.<br />PRIMA DI TUTTO L'UOMO<br />E allora viene da citare la bellissima poesia di Nazim Hikmet “Prima di tutto l'uomo” che sembra parlare tanto alla nostra epoca così ferocemente scientista e che oggi andrebbe imparata a memoria, davvero in tutte le scuole del mondo, per ricordare il giusto ordine di priorità: «Non vivere su questa terra come un estraneo e come un vagabondo sognatore. Vivi in questo mondo come nella casa di tuo padre: credi...]]></itunes:summary><itunes:duration>357</itunes:duration><itunes:keywords>ingiustiziecoloniali,montagna,nuovazelanda,persona,personalitàgiuridica</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/95d358648b30def7dffeb221da8ed002.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Le vittime dei moderni Erode</title><link>https://www.spreaker.com/episode/le-vittime-dei-moderni-erode--63524930</link><description><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="https://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=8035" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=8035</a><a href="https://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=8037" target="_blank" rel="noreferrer noopener"></a><br /><br />LE VITTIME DEI MODERNI ERODE NEL 2024 di Luca Marcolivio<br /> <br />Il 28 dicembre la Chiesa Cattolica celebra la solennità dei Santi Innocenti Martiri, ovvero per ricordare i bambini massacrati da Erode il Grande, re della Giudea, allo scopo di uccidere il neonato "Re dei Giudei" - ovvero Gesù - della cui nascita era stato informato dai Magi giunti a Gerusalemme da oriente dopo aver visto sorgere la sua stella. Anche in chiave laica, questa ricorrenza può dire molto alle coscienze degli uomini di tutto il mondo. L'idea di un bambino sacrificato sugli altari dell'ambizione e dell'avidità degli adulti è quanto di più ripugnante possa esistere, a prescindere dall'appartenenza religiosa. Un dramma che, a distanza di duemila anni, persiste, seppur in forme diverse.<br />Continuano tuttora, infatti, ad essere dei "moderni Erode" e dunque dei nuovi bambini innocenti massacrati, uccisi e condannati a morire. A partire dai minori che vivono in scenari di guerra: bambini che muoiono sotto le bombe, bambini rimasti orfani, bambini profughi, bambini-soldato. I dati statistici sono numerosi e sovente non omogenei. Ci limiteremo a menzionare il recente rapporto Caritas 2023 "Conflitti Dimenticati", che riferisce il record del numero di bambini uccisi e menomati: 11.649, con un aumento del 35% rispetto all'anno precedente. È record anche per il numero di bambini rapiti: 4.356, in maggioranza maschi. Save The Children, invece, con il rapporto "Stop the war on children: pathway to peace", ha rivelato che addirittura 473 milioni di bambini, uno su cinque al mondo, nel 2023 è stato costretto a vivere in una zona di guerra. Un dato schizzato del 15 per cento in soli dodici mesi, raddoppiato in dieci anni.<br />TRATTA E ABORTO<br />Quanto all'aborto, è verosimile stimare una crescita di questa pratica nei prossimi anni, vista la sua liberalizzazione massiccia nella maggior parte degli ordinamenti in tutto il mondo (con alcune lodevoli eccezioni come la Polonia, Ungheria e numerosi Stati Usa amministrati da governatori Repubblicani). L'attuale cavallo di battaglia dei pro-choice consiste nella criminalizzazione dei medici e infermieri obiettori di coscienza, accusati di ostacolare il presunto diritto all'aborto (che quest'anno la Francia ha addirittura inserito nella propria Costituzione). Proprio in Italia, inoltre, dove questo tipo propaganda è particolarmente forte, i numeri risultano drammaticamente in ascesa, con ben 65.661 bambini abortiti soltanto nel 2022, ovvero 2008 in più rispetto all'anno precedente. In tutto il mondo, inoltre, in un solo anno (dati riferiti al 2023), sono stati più di 44 milioni i bambini uccisi nel grembo materno. La "via crucis" dei bambini procede anche lungo il sentiero della tratta di esseri umani, in cui i minori sono tra le vittime più ricorrenti. Un fenomeno molto ampio, che va dallo sfruttamento della prostituzione alla pedofilia.<br />ERODE È ANCHE CHI ABUSA<br />C'è poi l'enorme dramma dei bambini abusati. Secondo un rapporto di Terre des Hommes, nel 2022, in Italia, i minori vittime conclamate di abusi sessuali sono stati 906, con aumento del 27% rispetto all'anno precedente. Speculari a tali fenomeni e ad essi indissolubilmente collegati, sono gli adescamenti online: a riguardo, il rapporto Meter 2023 riferisce numeri choc, con 5.745 link illeciti denunciati, oltre 2 milioni di foto, 651.527 video e almeno 237 gruppi social segnalati.<br />Ultimo, ma non per importanza: i bambini vittime di eutanasia. Belgio e Paesi Bassi sono gli unici due Stati ad aver legalizzato ufficialmente questa prassi, tuttavia, non va dimenticata la prassi de facto, che ha preso piede da ormai qualche anno nel Regno Unito. Alla fine dell'anno scorso, infatti, Pro Vita &amp; Famiglia ha seguito, passo dopo passo, il tragico caso di Indi Gregory, l'ultima di un'agghiacciante serie di vicende, i cui nomi resteranno tristemente impressi nella memoria collettiva di chi lotta per il diritto della vita di tutti, a partire dai più indifesi: Charlie Gard (2017), Alfie Evans (2018), Archie Battersbee (2022). Tutti sacrificati contro il volere dei propri genitori, sull'altare di un presunto "miglior interesse" del minore, ovvero quella falsa pietà, che ipocritamente ammanta il sordido taglio alle risorse sanitarie destinate ai bambini gravemente malati. Una nuova Rupe Tarpea ma, secondo alcuni, è progresso.<br />]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/63524930</guid><pubDate>Tue, 31 Dec 2024 11:08:56 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/63524930/le_vittime_dei_moderni_erode.mp3" length="4919005" type="audio/mpeg"/><itunes:author>BastaBugie</itunes:author><itunes:subtitle>TESTO DELL'ARTICOLO ➜ https://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=8035

LE VITTIME DEI MODERNI ERODE NEL 2024 di Luca Marcolivio
 
Il 28 dicembre la Chiesa Cattolica celebra la solennità dei Santi Innocenti Martiri, ovvero per ricordare i bambini...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="https://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=8035" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=8035</a><a href="https://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=8037" target="_blank" rel="noreferrer noopener"></a><br /><br />LE VITTIME DEI MODERNI ERODE NEL 2024 di Luca Marcolivio<br /> <br />Il 28 dicembre la Chiesa Cattolica celebra la solennità dei Santi Innocenti Martiri, ovvero per ricordare i bambini massacrati da Erode il Grande, re della Giudea, allo scopo di uccidere il neonato "Re dei Giudei" - ovvero Gesù - della cui nascita era stato informato dai Magi giunti a Gerusalemme da oriente dopo aver visto sorgere la sua stella. Anche in chiave laica, questa ricorrenza può dire molto alle coscienze degli uomini di tutto il mondo. L'idea di un bambino sacrificato sugli altari dell'ambizione e dell'avidità degli adulti è quanto di più ripugnante possa esistere, a prescindere dall'appartenenza religiosa. Un dramma che, a distanza di duemila anni, persiste, seppur in forme diverse.<br />Continuano tuttora, infatti, ad essere dei "moderni Erode" e dunque dei nuovi bambini innocenti massacrati, uccisi e condannati a morire. A partire dai minori che vivono in scenari di guerra: bambini che muoiono sotto le bombe, bambini rimasti orfani, bambini profughi, bambini-soldato. I dati statistici sono numerosi e sovente non omogenei. Ci limiteremo a menzionare il recente rapporto Caritas 2023 "Conflitti Dimenticati", che riferisce il record del numero di bambini uccisi e menomati: 11.649, con un aumento del 35% rispetto all'anno precedente. È record anche per il numero di bambini rapiti: 4.356, in maggioranza maschi. Save The Children, invece, con il rapporto "Stop the war on children: pathway to peace", ha rivelato che addirittura 473 milioni di bambini, uno su cinque al mondo, nel 2023 è stato costretto a vivere in una zona di guerra. Un dato schizzato del 15 per cento in soli dodici mesi, raddoppiato in dieci anni.<br />TRATTA E ABORTO<br />Quanto all'aborto, è verosimile stimare una crescita di questa pratica nei prossimi anni, vista la sua liberalizzazione massiccia nella maggior parte degli ordinamenti in tutto il mondo (con alcune lodevoli eccezioni come la Polonia, Ungheria e numerosi Stati Usa amministrati da governatori Repubblicani). L'attuale cavallo di battaglia dei pro-choice consiste nella criminalizzazione dei medici e infermieri obiettori di coscienza, accusati di ostacolare il presunto diritto all'aborto (che quest'anno la Francia ha addirittura inserito nella propria Costituzione). Proprio in Italia, inoltre, dove questo tipo propaganda è particolarmente forte, i numeri risultano drammaticamente in ascesa, con ben 65.661 bambini abortiti soltanto nel 2022, ovvero 2008 in più rispetto all'anno precedente. In tutto il mondo, inoltre, in un solo anno (dati riferiti al 2023), sono stati più di 44 milioni i bambini uccisi nel grembo materno. La "via crucis" dei bambini procede anche lungo il sentiero della tratta di esseri umani, in cui i minori sono tra le vittime più ricorrenti. Un fenomeno molto ampio, che va dallo sfruttamento della prostituzione alla pedofilia.<br />ERODE È ANCHE CHI ABUSA<br />C'è poi l'enorme dramma dei bambini abusati. Secondo un rapporto di Terre des Hommes, nel 2022, in Italia, i minori vittime conclamate di abusi sessuali sono stati 906, con aumento del 27% rispetto all'anno precedente. Speculari a tali fenomeni e ad essi indissolubilmente collegati, sono gli adescamenti online: a riguardo, il rapporto Meter 2023 riferisce numeri choc, con 5.745 link illeciti denunciati, oltre 2 milioni di foto, 651.527 video e almeno 237 gruppi social segnalati.<br />Ultimo, ma non per importanza: i bambini vittime di eutanasia. Belgio e Paesi Bassi sono gli unici due Stati ad aver legalizzato ufficialmente questa prassi, tuttavia, non va dimenticata la prassi de facto, che ha preso piede da ormai qualche anno nel Regno Unito. Alla fine...]]></itunes:summary><itunes:duration>308</itunes:duration><itunes:keywords>aborto,bambinisoldato,erode,martiri,santiinnocenti</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/fcfb6e813e07413badff5a21696eea0c.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Pro-life etichettati come "terroristi" dall'esercito Usa</title><link>https://www.spreaker.com/episode/pro-life-etichettati-come-terroristi-dall-esercito-usa--62289869</link><description><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="https://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7946" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7946</a><br /><br />PRO-LIFE ETICHETTATI COME ''TERRORISTI'' DALL'ESERCITO USA di Stefano Magni<br />L'esercito degli Stati Uniti ha rimediato una figuraccia. Ma non è una gaffe qualsiasi. Per sette anni, nel corso teorico di addestramento contro i gruppi estremisti, tenuto a Fort Liberty (North Carolina), fra le potenziali minacce venivano indicate anche delle Ong pro-life che, nella loro storia, non hanno mai torto un capello a nessuno. L'esercito si scusa, in un'audizione al Congresso, ma non vuole rivelare chi sia il colpevole, come sia stato possibile un errore così prolungato, né quali provvedimenti disciplinari intenda prendere. Un atteggiamento molto omertoso che non fa che destare ulteriori sospetti, in un momento in cui i pro-life sono additati, un po' in tutto l'Occidente, come gruppi "violenti" potenzialmente fuorilegge.<br />Lo scandalo risale al 2017, ma è scoppiato solo nel luglio scorso, quando sono trapelate su Internet le foto di una classe del corso teorico di addestramento contro i gruppi estremisti. I militari sono intenti a seguire una lezione su come identificare i gruppi più pericolosi, quali siano i loro metodi di sovversione e come combatterli. Uno si aspetterebbe di vedere sigle come l'Isis o (per restare al terrorismo interno) il Ku Klux Klan. Invece, sulle diapositive della lezione si vedono chiaramente i simboli delle Ong pro-vita. E non sono immagini prese a caso, perché in quella slide si leggono effettivamente tutte le nozioni possibili sul modus operandi delle "pericolosissime" associazioni che si oppongono all'aborto negli Usa, come National Right to Life e Operation Rescue.<br />Le foto hanno sollevato un polverone soprattutto nel mondo conservatore e su iniziativa del deputato repubblicano Jim Banks, il 13 luglio scorso, la Sotto-commissione per il personale militare (da lui presieduta) e la Commissione sul servizio militare, hanno chiesto un'audizione a Christine Wormuth, segretaria dell'Esercito circa il corso di addestramento.<br />LA SLIDE INCRIMINATA<br />«Scriviamo oggi per esprimere la nostra indignazione per un corso di addestramento della Direzione dei Servizi di Emergenza (DES) tenutosi a Fort Liberty che ha caratterizzato le organizzazioni pro-vita come "gruppi terroristici" - scrivevano i deputati repubblicani Jim Banks e Mike Rogers, presidenti delle due Commissioni - Il corso di addestramento ha etichettato diversi gruppi pro-vita di spicco e ben rispettati come estremisti violenti. Il corso ha anche indicato che i membri di queste organizzazioni sono una minaccia per la sicurezza delle installazioni militari e ha designato i simboli dei gruppi pro-vita, comprese le targhe automobilistiche pro-vita rilasciate dallo Stato, come indicatori di terrorismo. Questo è davvero scioccante per un'organizzazione che insiste nel trattare tutti con "dignità e rispetto"».<br />Il 19 settembre si è tenuta l'audizione in Congresso, come richiesto. E gli esponenti dell'Esercito si sono presentati con la cenere sul capo, ma poca voglia di parlare. Un'inchiesta era stata avviata subito dopo l'interrogazione della Camera ed era stata rilevata la slide incriminata. Non solo i gruppi pro-life, ma anche altre associazioni non profit perfettamente legali, come gli animalisti della Peta, erano indicati come gruppi terroristi. La colpa è stata attribuita a un "dipendente di Fort Liberty" che ha materialmente compilato le lezioni. Ma non si sa chi sia, né se sia un civile o un militare. Agnes Schaefer, vice-segretaria dell'Esercito, ha semplicemente riferito alla Camera: «L'Esercito sta conducendo una revisione completa per assicurarsi che questi materiali didattici non vengano diffusi altrove». Mentre il generale Patrick Matlock, che supervisiona l'addestramento, ritiene che non sia perdonabile un errore protratto per così tanto tempo, ma ha rifiutato di rispondere ai deputati che gli chiedevano quali provvedimenti disciplinari siano stati presi nei confronti dei colpevoli.<br />ATTEGGIAMENTO OMERTOSO<br />Proprio questo atteggiamento omertoso dell'esercito lascia molti deputati perplessi, anche perché non si è trattato di un errore commesso in un giorno e corretto subito dopo, ma di lezioni che si sono tenute dal 2017 al 2024, sempre con lo stesso materiale didattico, istruendo circa 9mila soldati. Quindi, classi dopo classi di militari americani hanno imparato come identificare la minaccia dei pro-vita e come neutralizzarla.<br />Amare le conclusioni del deputato Jim Banks, che ha fatto scoppiare il bubbone per primo: «Questo inquietante addestramento ha confermato i miei timori sulla recente pubblicazione della Direttiva 2024-07 dell'Esercito (Gestione delle attività di protesta, estremismo e bande criminali). Questa nuova direttiva definirebbe come estremismo anche la mera espressione di sostegno, da parte dei militari in servizio, a coloro che hanno rifiutato il vaccino Covid... In altre parole, l'Esercito sta usando una politica troppo arbitraria per sorvegliare quel che dicono i militari in servizio di idee conservatrici, mettere a tacere il dissenso e spingere i militari conservatori a nascondere la propria identità per paura di ritorsioni da parte dei loro comandi».<br />Non si tratta, per altro di un problema che riguarda solo le forze armate. Anche l'Fbi, la polizia federale, infiltrava agenti nelle organizzazioni cattoliche, pro-vita e conservatrici in generale, per prevenire potenziali minacce. Anche in quel caso, l'agenzia si è discolpata affermando che le azioni dei suoi agenti contro i cattolici sono in violazione dei suoi standard, ma non si sa ancora chi abbia dato l'ordine. Di fatto, la polizia federale considera i pro-vita come terroristi e agisce di conseguenza. Né è un problema che riguarda solo gli Usa, come abbiamo visto in Francia, dove la polizia si addestra su simulazioni di attentati da parte di "estremisti cattolici". E dove i partecipanti alle pacifiche Manif pour Tous sono stati arrestati come se fossero black block violenti (e trattati anche peggio). L'Italia non è esente da questo pericolo, stando almeno alle dichiarazioni del sindaco di Modena che ha definito "violente" le associazioni pro-vita (ne abbiamo parlato qui).<br />Contro le associazioni che si oppongono all'aborto, insomma, "stanno creando un clima infame".<br />]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/62289869</guid><pubDate>Wed, 09 Oct 2024 08:04:38 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/62289869/prolife_etichettati_come_terroristi.mp3" length="12355335" type="audio/mpeg"/><itunes:author>BastaBugie</itunes:author><itunes:subtitle>TESTO DELL'ARTICOLO ➜ https://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7946

PRO-LIFE ETICHETTATI COME ''TERRORISTI'' DALL'ESERCITO USA di Stefano Magni
L'esercito degli Stati Uniti ha rimediato una figuraccia. Ma non è una gaffe qualsiasi. Per sette...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="https://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7946" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7946</a><br /><br />PRO-LIFE ETICHETTATI COME ''TERRORISTI'' DALL'ESERCITO USA di Stefano Magni<br />L'esercito degli Stati Uniti ha rimediato una figuraccia. Ma non è una gaffe qualsiasi. Per sette anni, nel corso teorico di addestramento contro i gruppi estremisti, tenuto a Fort Liberty (North Carolina), fra le potenziali minacce venivano indicate anche delle Ong pro-life che, nella loro storia, non hanno mai torto un capello a nessuno. L'esercito si scusa, in un'audizione al Congresso, ma non vuole rivelare chi sia il colpevole, come sia stato possibile un errore così prolungato, né quali provvedimenti disciplinari intenda prendere. Un atteggiamento molto omertoso che non fa che destare ulteriori sospetti, in un momento in cui i pro-life sono additati, un po' in tutto l'Occidente, come gruppi "violenti" potenzialmente fuorilegge.<br />Lo scandalo risale al 2017, ma è scoppiato solo nel luglio scorso, quando sono trapelate su Internet le foto di una classe del corso teorico di addestramento contro i gruppi estremisti. I militari sono intenti a seguire una lezione su come identificare i gruppi più pericolosi, quali siano i loro metodi di sovversione e come combatterli. Uno si aspetterebbe di vedere sigle come l'Isis o (per restare al terrorismo interno) il Ku Klux Klan. Invece, sulle diapositive della lezione si vedono chiaramente i simboli delle Ong pro-vita. E non sono immagini prese a caso, perché in quella slide si leggono effettivamente tutte le nozioni possibili sul modus operandi delle "pericolosissime" associazioni che si oppongono all'aborto negli Usa, come National Right to Life e Operation Rescue.<br />Le foto hanno sollevato un polverone soprattutto nel mondo conservatore e su iniziativa del deputato repubblicano Jim Banks, il 13 luglio scorso, la Sotto-commissione per il personale militare (da lui presieduta) e la Commissione sul servizio militare, hanno chiesto un'audizione a Christine Wormuth, segretaria dell'Esercito circa il corso di addestramento.<br />LA SLIDE INCRIMINATA<br />«Scriviamo oggi per esprimere la nostra indignazione per un corso di addestramento della Direzione dei Servizi di Emergenza (DES) tenutosi a Fort Liberty che ha caratterizzato le organizzazioni pro-vita come "gruppi terroristici" - scrivevano i deputati repubblicani Jim Banks e Mike Rogers, presidenti delle due Commissioni - Il corso di addestramento ha etichettato diversi gruppi pro-vita di spicco e ben rispettati come estremisti violenti. Il corso ha anche indicato che i membri di queste organizzazioni sono una minaccia per la sicurezza delle installazioni militari e ha designato i simboli dei gruppi pro-vita, comprese le targhe automobilistiche pro-vita rilasciate dallo Stato, come indicatori di terrorismo. Questo è davvero scioccante per un'organizzazione che insiste nel trattare tutti con "dignità e rispetto"».<br />Il 19 settembre si è tenuta l'audizione in Congresso, come richiesto. E gli esponenti dell'Esercito si sono presentati con la cenere sul capo, ma poca voglia di parlare. Un'inchiesta era stata avviata subito dopo l'interrogazione della Camera ed era stata rilevata la slide incriminata. Non solo i gruppi pro-life, ma anche altre associazioni non profit perfettamente legali, come gli animalisti della Peta, erano indicati come gruppi terroristi. La colpa è stata attribuita a un "dipendente di Fort Liberty" che ha materialmente compilato le lezioni. Ma non si sa chi sia, né se sia un civile o un militare. Agnes Schaefer, vice-segretaria dell'Esercito, ha semplicemente riferito alla Camera: «L'Esercito sta conducendo una revisione completa per assicurarsi che questi materiali didattici non vengano diffusi altrove». Mentre il generale Patrick Matlock, che supervisiona l'addestramento, ritiene che non sia perdonabile un errore protratto per così tanto...]]></itunes:summary><itunes:duration>773</itunes:duration><itunes:keywords>aborto,esercito,libertàdiespressione,prolife,usa</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/1399615b3d67b713a5d55c1256ec54f1.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Aborto, le gravi conseguenze nella coppia</title><link>https://www.spreaker.com/episode/aborto-le-gravi-conseguenze-nella-coppia--61251702</link><description><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="https://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7895" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7895</a><br /><br />ABORTO, LE GRAVI CONSEGUENZE NELLA COPPIA di Theresa Karminski Burke<br /><br />Per alcune donne, l'aborto è la conseguenza di una vera e propria minaccia di abbandono se non "fa la cosa giusta" e non abortisce. Altre volte, la pressione è più sottile: «È una tua decisione, ma...».<br />Purtroppo, tutte le evidenze mostrano che l'aborto per "salvare una relazione" non funziona praticamente mai: poco tempo dopo l'aborto, molte relazioni di coppia si rompono. Altre sopravvivono solo perché i partner sono ancora legati dal lutto: queste relazioni si trasformano spesso in rituali di lutto prolungati e reciprocamente distruttivi. Anche le coppie sposate spesso, dopo un aborto, si allontanano, a meno che non trovino un modo per compiere insieme il processo di elaborazione del lutto.<br />L'aborto genera rabbia, risentimento e amarezza nei confronti del partner che non è stato di supporto o che ha ignorato il desiderio del partner di tenere il bambino. Allo stesso tempo, vi è spesso nella relazione un'enorme pressione a nascondere i propri reali sentimenti di dolore o di colpa. Questo può essere un problema soprattutto per gli uomini, ai quali viene solitamente insegnato a nascondere le proprie emozioni. Gli uomini possono anche sentirsi obbligati ad apparire "forti" per non turbare ulteriormente la donna.<br />Gli uomini possono essere segnati dall'aborto in maniera analoga alle donne. Molti uomini riportano problemi post-aborto come sentimenti di dolore, impotenza, senso di colpa, disfunzioni sessuali, abuso di sostanze, odio verso se stessi, paura delle relazioni, assunzione di comportamenti a rischio e suicidari, depressione, maggiore tendenza alla rabbia e alla violenza, senso di perdita della virilità.<br />Quando le donne o gli uomini trascinano il bagaglio emotivo di un aborto irrisolto in una relazione successiva, questo può causare problemi in modo subdolo e talvolta drammatico.<br />Un problema è rappresentato soprattutto dal tenere nascosto l'aborto al coniuge, il quale non è in grado di comprendere i cicli emozionali che esso suscita. Le distorsioni nel comportamento che si verificano quando i coniugi si nascondono dei segreti a vicenda possono essere devastanti per il matrimonio.<br />Come minimo, il "bisogno" di mantenere segreto un aborto del passato impedisce alle coppie di dare e ricevere amore incondizionato. Questo priva la relazione dell'opportunità di raggiungere il suo pieno potenziale.<br />Non è una coincidenza il fatto che il tasso di aborto e quello di violenza domestica siano aumentati pressoché di pari passo. Sia per le donne che per gli uomini, l'aborto è associato all'odio verso se stessi, a comportamenti autopunitivi e a una maggiore tendenza ad agire con aggressività e rabbia nei confronti degli altri.<br />Una donna con tendenze autodistruttive o condotta suicidaria, ma che ha timore di farsi deliberatamente del male, può essere più propensa ad avere una relazione con un uomo violento. Una relazione violenta può permetterle sia di esprimere la propria rabbia, sia di sperimentare ciò che inconsciamente ritiene sia la "punizione che mi merito". A causa dell'odio verso se stessa e della bassa autostima, può rimanere nella relazione perché pensa di non meritare niente di meglio.<br />Certamente esistono molte altre cause di violenza domestica, ma evidenze statistiche significative e molti studi di casi dimostrano che l'aborto contribuisce a questa tragedia nazionale.<br />Fino a che a queste donne e a questi uomini non verrà assicurato un ambiente che favorisca la guarigione post-aborto, è probabile che rimarranno intrappolati in questi cicli di violenza.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/61251702</guid><pubDate>Tue, 10 Sep 2024 19:50:45 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/61251702/aborto_le_gravi_conseguenze_nella_coppia.mp3" length="3890826" type="audio/mpeg"/><itunes:author>BastaBugie</itunes:author><itunes:subtitle>TESTO DELL'ARTICOLO ➜ https://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7895

ABORTO, LE GRAVI CONSEGUENZE NELLA COPPIA di Theresa Karminski Burke

Per alcune donne, l'aborto è la conseguenza di una vera e propria minaccia di abbandono se non "fa la cosa...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="https://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7895" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7895</a><br /><br />ABORTO, LE GRAVI CONSEGUENZE NELLA COPPIA di Theresa Karminski Burke<br /><br />Per alcune donne, l'aborto è la conseguenza di una vera e propria minaccia di abbandono se non "fa la cosa giusta" e non abortisce. Altre volte, la pressione è più sottile: «È una tua decisione, ma...».<br />Purtroppo, tutte le evidenze mostrano che l'aborto per "salvare una relazione" non funziona praticamente mai: poco tempo dopo l'aborto, molte relazioni di coppia si rompono. Altre sopravvivono solo perché i partner sono ancora legati dal lutto: queste relazioni si trasformano spesso in rituali di lutto prolungati e reciprocamente distruttivi. Anche le coppie sposate spesso, dopo un aborto, si allontanano, a meno che non trovino un modo per compiere insieme il processo di elaborazione del lutto.<br />L'aborto genera rabbia, risentimento e amarezza nei confronti del partner che non è stato di supporto o che ha ignorato il desiderio del partner di tenere il bambino. Allo stesso tempo, vi è spesso nella relazione un'enorme pressione a nascondere i propri reali sentimenti di dolore o di colpa. Questo può essere un problema soprattutto per gli uomini, ai quali viene solitamente insegnato a nascondere le proprie emozioni. Gli uomini possono anche sentirsi obbligati ad apparire "forti" per non turbare ulteriormente la donna.<br />Gli uomini possono essere segnati dall'aborto in maniera analoga alle donne. Molti uomini riportano problemi post-aborto come sentimenti di dolore, impotenza, senso di colpa, disfunzioni sessuali, abuso di sostanze, odio verso se stessi, paura delle relazioni, assunzione di comportamenti a rischio e suicidari, depressione, maggiore tendenza alla rabbia e alla violenza, senso di perdita della virilità.<br />Quando le donne o gli uomini trascinano il bagaglio emotivo di un aborto irrisolto in una relazione successiva, questo può causare problemi in modo subdolo e talvolta drammatico.<br />Un problema è rappresentato soprattutto dal tenere nascosto l'aborto al coniuge, il quale non è in grado di comprendere i cicli emozionali che esso suscita. Le distorsioni nel comportamento che si verificano quando i coniugi si nascondono dei segreti a vicenda possono essere devastanti per il matrimonio.<br />Come minimo, il "bisogno" di mantenere segreto un aborto del passato impedisce alle coppie di dare e ricevere amore incondizionato. Questo priva la relazione dell'opportunità di raggiungere il suo pieno potenziale.<br />Non è una coincidenza il fatto che il tasso di aborto e quello di violenza domestica siano aumentati pressoché di pari passo. Sia per le donne che per gli uomini, l'aborto è associato all'odio verso se stessi, a comportamenti autopunitivi e a una maggiore tendenza ad agire con aggressività e rabbia nei confronti degli altri.<br />Una donna con tendenze autodistruttive o condotta suicidaria, ma che ha timore di farsi deliberatamente del male, può essere più propensa ad avere una relazione con un uomo violento. Una relazione violenta può permetterle sia di esprimere la propria rabbia, sia di sperimentare ciò che inconsciamente ritiene sia la "punizione che mi merito". A causa dell'odio verso se stessa e della bassa autostima, può rimanere nella relazione perché pensa di non meritare niente di meglio.<br />Certamente esistono molte altre cause di violenza domestica, ma evidenze statistiche significative e molti studi di casi dimostrano che l'aborto contribuisce a questa tragedia nazionale.<br />Fino a che a queste donne e a questi uomini non verrà assicurato un ambiente che favorisca la guarigione post-aborto, è probabile che rimarranno intrappolati in questi cicli di violenza.]]></itunes:summary><itunes:duration>244</itunes:duration><itunes:keywords>aborto,allontanamento,comportamentiautopunitivi,conseguenze,coppia</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/5f5d738574a01747aaad9f4a32832527.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Contraccezione e aborto: due facce della stessa medaglia</title><link>https://www.spreaker.com/episode/contraccezione-e-aborto-due-facce-della-stessa-medaglia--61255579</link><description><![CDATA[VIDEO: Le strategie di Planned Parenthood ➜ <a href="https://www.youtube.com/watch?v=OFcNoFogpSA" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://www.youtube.com/watch?v=OFcNoFogpSA</a><br /><br />TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="https://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7904" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7904</a><br /><br />CONTRACCEZIONE E ABORTO: DUE FACCE DELLA STESSA MEDAGLIA di Lorenza Perfori<br /><br />I prolife sono spesso accusati di ipocrisia quando affermano di essere contrari sia all'aborto sia alla contraccezione. Si obietta loro che i contraccettivi prevengono le gravidanze indesiderate e poiché l'aborto viene usato per eliminare le gravidanze indesiderate logica vuole che la promozione degli stessi ridurrà il numero degli aborti. Secondo questo ragionamento se sei contrario all'aborto devi per forza essere favorevole alla contraccezione. I prolife replicano che in realtà, come dimostrano gli studi, lì dove i contraccettivi sono largamente utilizzati i tassi di aborto aumentano. I promotori della "salute riproduttiva" rilanciano che ciò è vero solo all'inizio perché una volta che l'uso dei contraccettivi raggiungerà la massima copertura nella popolazione poi gli aborti diminuiranno. Ma è davvero così?<br />LA SITUAZIONE IN INGHILTERRA<br />L'Inghilterra è considerata un punto di riferimento per lo studio sulle politiche legate all'uso degli anticoncezionali perché ha uno dei programmi sulla contraccezione più martellanti al mondo e il Servizio sanitario nazionale (Nhs) fornisce da tempo gratuitamente ogni tipo di contraccettivo. Con l'obiettivo di dimezzare le gravidanze tra le adolescenti il governo ha avviato dal 1999 il programma Teenage Pregnancy Strategy stanziando 300 milioni di sterline per promuovere un'educazione sessuale completa; la pillola "del giorno dopo" si può acquistare senza ricetta (solo nel 2008 ne sono state vendute 1.428.000 confezioni) e dal 2011 anche le tredicenni la possono ottenere gratis in farmacia senza il consenso dei genitori. Intanto campagne mediatiche bombardano da tempo i giovani con consigli su come procurarsi i contraccettivi migliori e su come averli gratis. Con quali risultati? I dati del ministero della Sanità mostrano un tasso di abortività altissimo tra le adolescenti e un forte aumento della ripetitività abortiva: nel 2010 nel Regno Unito sono state 38.269 le adolescenti ad aver abortito e, di queste, ben 5.300 erano al loro secondo aborto, 485 al terzo aborto, 57 al quarto, 14 al quinto, quattro al sesto e almeno tre giovani al settimo. Nel 2012, il Daily Mail ha scritto che i contribuenti britannici stavano finanziando aborti ripetuti per una cifra pari a un milione di sterline a settimana.<br />I dati del 2018 in Gran Bretagna indicano complessivamente 84.258 aborti ripetuti (di cui 3.332 su adolescenti) che corrispondono a un aumento del 7% rispetto al 2017 e dell'11% rispetto al 2016. In particolare: 4.389 donne (tra cui 23 adolescenti) erano al loro quarto aborto, 1.298 donne (tra cui cinque adolescenti) erano al quinto aborto, 403 donne (tra cui cinque adolescenti) erano al sesto aborto, 172 donne erano al settimo aborto (in aumento del 26% rispetto al 2016).<br />Dai dati del British Pregnancy Advisory Service (Bpas), uno dei maggiori fornitori di aborti del Regno Unito, emerge che il 51,2% delle pazienti che ha abortito stava usando almeno una forma di contraccezione nel mese in cui ha concepito, e una su quattro che hanno chiesto l'aborto stava utilizzando uno dei metodi contraccettivi più efficaci (di tipo ormonale o la spirale) nel momento in cui è rimata incinta.<br />Secondo l'Economist, sono circa un quinto le gravidanze che in Inghilterra terminano con un aborto e un terzo delle donne che abortisce ha già abortito almeno una volta in precedenza.<br />Quindi nonostante l'offerta insistente e gratuita di contraccettivi nella popolazione, in Inghilterra continuano lo stesso a verificarsi un 20% di gravidanze indesiderate che esitano in aborto.<br />L'ex direttrice del Bpas, Ann Furendi, ha chiaramente ammesso che la contraccezione non elimina l'aborto e che, anzi, questo rappresenta lo strumento ulteriore di controllo delle nascite quando la prima fa cilecca: «I nostri dati dimostrano che la contraccezione da sola non basta per controllare la propria fertilità, anche quando vengono usati i metodi più efficaci. La pianificazione familiare include contraccezione e aborto. L'aborto è lo strumento di controllo delle nascite di cui le donne hanno bisogno quando il loro contraccettivo abituale fallisce».<br />I DATI USA<br />Il fatto che l'accesso alla contraccezione non riduca il tasso di abortività è confermato da uno studio del 2018 del Guttmacher Institute dal quale emerge che più della metà delle donne americane che ha abortito stava usando un metodo contraccettivo nel mese in cui è rimasta incinta. Il tasso di queste donne era pari al 54% nel 2000 e al 51% nel 2014. Mentre il tasso delle donne che hanno abortito e non avevano mai usato alcun metodo anticoncezionale era solo dell'8-10%.<br />Analogamente, l'agenzia Centers for Disease Control and Prevention (Cdc) riferisce costantemente che più della metà delle pazienti che abortiscono facevano «correntemente uso» di misure contraccettive nel mese in cui sono rimaste incinte e osserva che gli aborti derivano solitamente da gravidanze indesiderate «che spesso si verificano nonostante l'uso di contraccettivi».<br />Significativo è quanto si è verificato a Washington dopo che nel 2001 ha avviato il programma pilota Take Charge volto a fornire contraccettivi gratuiti alle donne a basso reddito non coperte dal Medicaid. Il programma è stato finanziato per cinque anni, prorogato per altri tre anni e nuovamente rinnovato nel 2009. Ebbene, il rapporto annuale del 2007 di Planned Parenthood di Western Washington mostrava un aumento degli aborti del 16% passati da 7.790 nel 2006 a 9.059 nel 2007.<br />GLI ESEMPI DI SCOZIA, SPAGNA, SVEZIA E FRANCIA<br />Oltre all'Inghilterra, in Europa vi sono altri Paesi che promuovono con forza e insistenza l'uso dei contraccettivi.<br />In Scozia, per esempio, nonostante le spinte all'uso della contraccezione sia ordinaria sia di "emergenza" (pillola "del giorno dopo") non solo gli aborti non diminuiscono, ma aumentano anche le recidive. Per esempio - secondo l'Nhs - il 26,3% delle donne che aveva abortito nel 2008 aveva avuto almeno un aborto in precedenza. Gli aborti in Scozia mostrano un trend in costante crescita: 12.603 nel 2005, 13.081 nel 2006, 13.703 nel 2007, 13.815 nel 2020 fino al picco del 2022 con 16.584 aborti.<br />Lo stesso avviene in Spagna. Uno studio del 2011 pubblicato sulla rivista Contraception ha preso in esame campioni rappresentativi di donne spagnole in età fertile (15-49 anni), nel periodo di dieci anni 1997-2007, e le ha interpellate ogni due anni per valutare l'uso di contraccettivi e se fossero rimaste incinte e avessero abortito. Nei dieci anni considerati è emerso che l'uso complessivo di metodi anticoncezionali era aumentato dal 49,1% al 79,9%. Nonostante ciò il tasso di abortività non solo non era diminuito, ma era raddoppiato passando da 5,52 a 11,49 per 1.000 donne.<br />La Svezia è un altro Paese notoriamente all'avanguardia in termini di promozione della "salute riproduttiva". Qui l'educazione sessuale nelle scuole è obbligatoria dal 1955 e dal 2001 la pillola "del giorno dopo" è diventata un farmaco da banco che le giovani possono acquistare senza ricetta. Da allora le sue vendite sono raddoppiate a livello nazionale e addirittura triplicate nella capitale Stoccolma. Risultati? I funzionari governativi hanno reso noto che gli aborti in Svezia sono aumentati del 17%, passando dai 30.980 del 2000 ai 37.205 del 2007. A Stoccolma solo nel 2007 sono stati praticati 10.259 aborti che equivalgono a un aumento del 6,9% rispetto solo al 2006. Il tasso di abortività tra le giovani supera abbondantemente il 20 per 1.000.<br />Idem in Francia. In questo Paese quasi il 97% delle donne sessualmente attive che non desidera una gravidanza usa i metodi contraccettivi considerati più sicuri come la spirale e la pillola ormonale e solo un 3% circa non usa alcun metodo contraccettivo. La pillola "del giorno dopo" si può acquistare senza ricetta e le ragazzine la ricevono gratuitamente (nel 2010 ne sono state vendute 1.100.000 confezioni, 1.200.000 nel 2012). L'educazione sessuale è entrata nelle scuole dal 1973 e dal 2001 è diventata obbligatoria a partire dalle scuole elementari, con programmi differenziati a seconda dell'età degli studenti. Nonostante ciò dal 1975 non diminuisce mai la cifra media di 220.000 aborti l'anno, con un picco raggiunto nel 2022 pari 234.000 aborti: la cifra più alta mai registrata da trent'anni.<br />Gli ultimi dati disponibili, relativi ai tassi di abortività delle donne in età fertile (15-44 anni), collocano i Paesi europei più solerti sulla contraccezione ai livelli più elevati. In Francia i dati del ministero della Salute riportano per il 2022 tassi di abortività altissimi: 16,2 per 1.000 tra le giovani di 18-19 anni; 26,9 tra quelle di 20-24 anni; 28,6 tra le donne di 25-29 anni e 17,8 tra le donne di 35-39 anni. Negli altri Paesi sopra citati i dati più recenti riportano i seguenti tassi di abortività: 18,6 per 1.000 in Inghilterra (dato 2021); 17,8 in Svezia (2021); 13,4 in Scozia (2021) e 10,3 in Spagna (2020). Questi numeri decretano chiaramente il fallimento del paradigma "più contraccezione = meno aborti", si pensi per esempio, a titolo di confronto, che il tasso di abortività in Italia nel 2021 è stato di 5,7 per 1.000.<br />Il fallimento, come visto, non riguarda solo la contraccezione ordinaria, ma anche la cosiddetta "contraccezione" di emergenza. Significativa al riguardo è una revisione sistematica]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/61255579</guid><pubDate>Tue, 03 Sep 2024 20:15:30 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/61255579/contraccezione_e_aborto_due_facce_della_stessa_medaglia.mp3" length="17806378" type="audio/mpeg"/><itunes:author>BastaBugie</itunes:author><itunes:subtitle>VIDEO: Le strategie di Planned Parenthood ➜ https://www.youtube.com/watch?v=OFcNoFogpSA

TESTO DELL'ARTICOLO ➜ https://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7904

CONTRACCEZIONE E ABORTO: DUE FACCE DELLA STESSA MEDAGLIA di Lorenza Perfori

I prolife...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[VIDEO: Le strategie di Planned Parenthood ➜ <a href="https://www.youtube.com/watch?v=OFcNoFogpSA" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://www.youtube.com/watch?v=OFcNoFogpSA</a><br /><br />TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="https://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7904" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7904</a><br /><br />CONTRACCEZIONE E ABORTO: DUE FACCE DELLA STESSA MEDAGLIA di Lorenza Perfori<br /><br />I prolife sono spesso accusati di ipocrisia quando affermano di essere contrari sia all'aborto sia alla contraccezione. Si obietta loro che i contraccettivi prevengono le gravidanze indesiderate e poiché l'aborto viene usato per eliminare le gravidanze indesiderate logica vuole che la promozione degli stessi ridurrà il numero degli aborti. Secondo questo ragionamento se sei contrario all'aborto devi per forza essere favorevole alla contraccezione. I prolife replicano che in realtà, come dimostrano gli studi, lì dove i contraccettivi sono largamente utilizzati i tassi di aborto aumentano. I promotori della "salute riproduttiva" rilanciano che ciò è vero solo all'inizio perché una volta che l'uso dei contraccettivi raggiungerà la massima copertura nella popolazione poi gli aborti diminuiranno. Ma è davvero così?<br />LA SITUAZIONE IN INGHILTERRA<br />L'Inghilterra è considerata un punto di riferimento per lo studio sulle politiche legate all'uso degli anticoncezionali perché ha uno dei programmi sulla contraccezione più martellanti al mondo e il Servizio sanitario nazionale (Nhs) fornisce da tempo gratuitamente ogni tipo di contraccettivo. Con l'obiettivo di dimezzare le gravidanze tra le adolescenti il governo ha avviato dal 1999 il programma Teenage Pregnancy Strategy stanziando 300 milioni di sterline per promuovere un'educazione sessuale completa; la pillola "del giorno dopo" si può acquistare senza ricetta (solo nel 2008 ne sono state vendute 1.428.000 confezioni) e dal 2011 anche le tredicenni la possono ottenere gratis in farmacia senza il consenso dei genitori. Intanto campagne mediatiche bombardano da tempo i giovani con consigli su come procurarsi i contraccettivi migliori e su come averli gratis. Con quali risultati? I dati del ministero della Sanità mostrano un tasso di abortività altissimo tra le adolescenti e un forte aumento della ripetitività abortiva: nel 2010 nel Regno Unito sono state 38.269 le adolescenti ad aver abortito e, di queste, ben 5.300 erano al loro secondo aborto, 485 al terzo aborto, 57 al quarto, 14 al quinto, quattro al sesto e almeno tre giovani al settimo. Nel 2012, il Daily Mail ha scritto che i contribuenti britannici stavano finanziando aborti ripetuti per una cifra pari a un milione di sterline a settimana.<br />I dati del 2018 in Gran Bretagna indicano complessivamente 84.258 aborti ripetuti (di cui 3.332 su adolescenti) che corrispondono a un aumento del 7% rispetto al 2017 e dell'11% rispetto al 2016. In particolare: 4.389 donne (tra cui 23 adolescenti) erano al loro quarto aborto, 1.298 donne (tra cui cinque adolescenti) erano al quinto aborto, 403 donne (tra cui cinque adolescenti) erano al sesto aborto, 172 donne erano al settimo aborto (in aumento del 26% rispetto al 2016).<br />Dai dati del British Pregnancy Advisory Service (Bpas), uno dei maggiori fornitori di aborti del Regno Unito, emerge che il 51,2% delle pazienti che ha abortito stava usando almeno una forma di contraccezione nel mese in cui ha concepito, e una su quattro che hanno chiesto l'aborto stava utilizzando uno dei metodi contraccettivi più efficaci (di tipo ormonale o la spirale) nel momento in cui è rimata incinta.<br />Secondo l'Economist, sono circa un quinto le gravidanze che in Inghilterra terminano con un aborto e un terzo delle donne che abortisce ha già abortito almeno una volta in precedenza.<br />Quindi nonostante l'offerta insistente e gratuita di contraccettivi nella popolazione, in Inghilterra continuano lo stesso a verificarsi un...]]></itunes:summary><itunes:duration>1113</itunes:duration><itunes:keywords>aborto,cdc,contraccezione,fallacia,plannedparenthood</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/f938f16eb7be086d90f12dec1db25994.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Se anche Trump molla sull'aborto</title><link>https://www.spreaker.com/episode/se-anche-trump-molla-sull-aborto--60852492</link><description><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="https://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7867" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7867</a><br /><br />SE ANCHE TRUMP MOLLA SULL'ABORTO di Stefano Magni<br />Con un colpo di mano e senza chiedere il parere alle associazioni pro-life conservatrici, il Partito Repubblicano ha quasi del tutto eliminato il suo programma contro l’aborto.<br />Segnando un cambiamento radicale rispetto a un'agenda che veniva rinnovata di volta in volta sin dal 1984, la Convention Nazionale Repubblicana ha approvato un programma che non contiene l’esplicita richiesta di vietare l’aborto su scala nazionale, introducendo un "emendamento alla Costituzione sulla vita umana e a una legge che chiarisca che le protezioni del Quattordicesimo Emendamento si applicano ai bambini prima della nascita". Il Quattordicesimo emendamento, alla sezione 1 recita: «Tutte le persone nate o naturalizzate negli Stati Uniti e sottoposte alla relativa giurisdizione sono cittadine degli Stati Uniti e dello Stato in cui risiedono. Nessuno Stato produrrà o applicherà una qualsiasi legge che limiti i privilegi o le immunità dei cittadini degli Stati Uniti; né potrà alcuno Stato privare qualsiasi persona della vita, della libertà o della proprietà senza un processo nelle dovute forme di legge; né negare a qualsiasi persona sotto la sua giurisdizione l'eguale protezione delle leggi».<br />Ecco, i Repubblicani hanno rinunciato a estendere questi principi ai nascituri, disconoscendo di fatto che la vita umana inizia dal concepimento. La politica sull’aborto viene interamente delegata ai singoli Stati. Inoltre il programma sostiene anche il controllo delle nascite (i cui metodi sono spesso usati come abortivi) e l’accesso alla fecondazione in vitro, una pratica che inevitabilmente porta alla distruzione di embrioni umani.<br />Oltre che il contenuto, sono sconcertanti le modalità con cui è stato approvato un cambiamento così radicale. La scorsa settimana è stata approvata dal Comitato per il programma con 84 voti contro 14, con un iter che, secondo gli addetti ai lavori, è stato affrettato per sedare le resistenze. Gayle Ruzicka (Eagle Forum) che ha servito come delegata in ogni Convention repubblicana dal 1992 spiega alla rivista cattolica First Things che negli anni precedenti, il processo del comitato richiedeva diversi giorni, con riunioni di sotto-comitati, proposte di emendamenti e discussioni approfondite sulla piattaforma prima di votarla. Quando Ruzicka è arrivata a Milwaukee lo scorso fine settimana, si aspettava diversi giorni di deliberazioni simili. Invece, tutto è finito prima dell'ora di pranzo di lunedì.<br />SENZA MODIFICHE E SENZA SCONTRI<br />Il candidato repubblicano alla presidenza Donald Trump ha dato il benvenuto ai delegati, la bozza della piattaforma è stata distribuita per la prima volta e i microfoni sono stati aperti. I commenti erano limitati a un minuto. La maggior parte dei delegati erano nuovi, ha detto la Ruzicka, persone che «sono venute preparate a fare quello che gli è stato detto di fare». La senatrice Marsha Blackburn «dirigeva la commissione e diceva alle persone che non potevano parlare».<br />Sarah Fields (Texas Freedom Coalition) spiega invece al sito cattolico online Life Site News: «Abbiamo visto persone che hanno cercato di raggiungere i microfoni per contestare il programma e i microfoni sono stati spenti. Il regolamento e il programma sono stati adottati così come sono, senza modifiche e senza scontri in aula».<br />Il figlio del presidente Eric Trump, marito della co-presidente della Convention, Lara Trump, ha giustificato i cambiamenti alla NBC News sostenendo che «questo riflette mio padre e ciò in cui crede». Le convinzioni dell’ex presidente sull’aborto sono di fatto imposte anche a chi accetta di collaborare con lui. Anche JD Vance, un anti-abortista convinto, adesso ha dovuto moderare la sua posizione nel momento in cui ha accettato la candidatura alla vicepresidenza. Vance, è uno dei numerosi repubblicani firmatari di una lettera in cui si dichiarava il forte "sostegno [per] l’accesso continuo a livello nazionale alla fecondazione in vitro", dopo che una sentenza del tribunale dell'Alabama aveva messo in dubbio la disponibilità della procedura. All’inizio del mese Vance ha definito Trump un "leader pragmatico", elogiando l'ex presidente a Meet The Press per la sua politica di lasciare le decisioni sull'aborto agli Stati. Nel 2022 Vance ha dichiarato di sostenere "eccezioni ragionevoli" ai divieti di aborto.<br />IL PARTITO DI TRUMP<br />Ma anche un altro vero guerriero della causa pro-life, il senatore Marco Rubio, ha dovuto ammorbidire la sua posizione, pur non avendo neppure la nomination a candidato vicepresidente, a cui ambiva. Per quattro decenni, il programma del partito ha appoggiato il divieto di aborto a livello nazionale, a domanda diretta della Cnn su cosa pensasse del cambiamento imposto da Trump ha risposto tentennando: «Beh, penso che il nostro programma debba riflettere il nostro candidato», e «Si dà il caso che la posizione del nostro candidato sia fondata sulla realtà».<br />La realtà è che il Partito repubblicano è ormai diventato un partito di Trump, adottando anche i suoi metodi spicci aziendali dirigisti. Può stupire molti elettori che proprio Trump, il presidente che si è maggiormente battuto per il diritto alla vita, imponga al partito di ammorbidire la posizione sull’aborto e la fecondazione in vitro. Ma questa è la realtà di tutti i partiti personalisti: le persone cambiano idee. Trump può cambiare anche drasticamente idea, anche sui principi non negoziabili. E può farlo per molti motivi: elettorali (in questo caso avrà visto che la causa pro-life è perdente), per le influenze delle persone che frequenta, o per ripicca. L’ex vicepresidente Mike Pence, campione della causa pro-vita e conservatore cristiano, è ora nella sua lista nera, perché ha voluto certificare la vittoria di Biden.<br />Ci sono mille motivi. E Trump non si sente neppure legato alla tradizione cristiana, come dimostra anche un altro episodio significativo di questa Convention Nazionale Repubblicana: quando l'avvocatessa ed esponente del partito Harmeet Dhillon ha recitato una preghiera Sikh nel corso del suo intervento, nel primo giorno della convention. Ha pregato "l'unico nostro Dio" Waheguru, lasciando di stucco molti conservatori cristiani, per questo episodio multi-religioso in stile Pachamama. Ma perché a Trump non interessa il cristianesimo in sé, preferisce parlare di libertà di religione, materia su cui l'avvocato Dhillon è specializzata. E sa che, pur guidando un partito in cui l'82% degli elettori è cristiano, verrebbe seguito comunque, perché per un cristiano non ci sono molte alternative.<br />Il punto è che se un partito si fonda su una persona e non su principi, tutto può essere messo in discussione, persino il diritto alla vita. Pur tenendo sempre presente che il Partito Repubblicano difende ancora i diritti del nascituro, meglio rispetto al Partito Democratico e al suo candidato cattolico Biden, per cui l’aborto è un diritto inalienabile della donna.<br />Nota di BastaBugie: nell'articolo seguente dal titolo "Il matrimonio secondo i Repubblicani" si rende noto che dal programma elettorale dei Repubblicani è stato tolto il riferimento al matrimonio come vincolo tra un uomo e una donna.<br />Ecco l'articolo completo pubblicato su La Nuova Bussola Quotidiana il 20 luglio 2024:<br />La Convention nazionale repubblicana ha partorito un programma elettorale che ha reso felice le lobby LGBT. Infatti rispetto alla precedente versione è stato depennato il seguente principio: «il matrimonio e la famiglia tradizionali, basata sul matrimonio tra un uomo e una donna, sono il fondamento di una società libera».<br />I Log Cabin Republicans, gruppo arcobaleno, ha salutato con favore questa modifica nel programma: «Ciò rende anche chiaro agli elettori che il Partito Repubblicano accoglie tutti e guarda con ottimismo al futuro invece di riproporre cinicamente vecchi dibattiti del passato». Il passaggio si riferisce alla dichiarata, fino a ieri, avversione dei Repubblicani per la sentenza Obergefell della Corte Suprema degli Stati Uniti del 2015 che obbliga tutti i 50 stati a riconoscere il "matrimonio" omosessuale.<br />Un partito Repubblicano sempre più progressista e sempre meno conservatore.<br />]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/60852492</guid><pubDate>Tue, 30 Jul 2024 20:16:51 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/60852492/se_anche_trump_molla_sull_aborto.mp3" length="8562355" type="audio/mpeg"/><itunes:author>BastaBugie</itunes:author><itunes:subtitle>TESTO DELL'ARTICOLO ➜ https://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7867

SE ANCHE TRUMP MOLLA SULL'ABORTO di Stefano Magni
Con un colpo di mano e senza chiedere il parere alle associazioni pro-life conservatrici, il Partito Repubblicano ha quasi del...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="https://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7867" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7867</a><br /><br />SE ANCHE TRUMP MOLLA SULL'ABORTO di Stefano Magni<br />Con un colpo di mano e senza chiedere il parere alle associazioni pro-life conservatrici, il Partito Repubblicano ha quasi del tutto eliminato il suo programma contro l’aborto.<br />Segnando un cambiamento radicale rispetto a un'agenda che veniva rinnovata di volta in volta sin dal 1984, la Convention Nazionale Repubblicana ha approvato un programma che non contiene l’esplicita richiesta di vietare l’aborto su scala nazionale, introducendo un "emendamento alla Costituzione sulla vita umana e a una legge che chiarisca che le protezioni del Quattordicesimo Emendamento si applicano ai bambini prima della nascita". Il Quattordicesimo emendamento, alla sezione 1 recita: «Tutte le persone nate o naturalizzate negli Stati Uniti e sottoposte alla relativa giurisdizione sono cittadine degli Stati Uniti e dello Stato in cui risiedono. Nessuno Stato produrrà o applicherà una qualsiasi legge che limiti i privilegi o le immunità dei cittadini degli Stati Uniti; né potrà alcuno Stato privare qualsiasi persona della vita, della libertà o della proprietà senza un processo nelle dovute forme di legge; né negare a qualsiasi persona sotto la sua giurisdizione l'eguale protezione delle leggi».<br />Ecco, i Repubblicani hanno rinunciato a estendere questi principi ai nascituri, disconoscendo di fatto che la vita umana inizia dal concepimento. La politica sull’aborto viene interamente delegata ai singoli Stati. Inoltre il programma sostiene anche il controllo delle nascite (i cui metodi sono spesso usati come abortivi) e l’accesso alla fecondazione in vitro, una pratica che inevitabilmente porta alla distruzione di embrioni umani.<br />Oltre che il contenuto, sono sconcertanti le modalità con cui è stato approvato un cambiamento così radicale. La scorsa settimana è stata approvata dal Comitato per il programma con 84 voti contro 14, con un iter che, secondo gli addetti ai lavori, è stato affrettato per sedare le resistenze. Gayle Ruzicka (Eagle Forum) che ha servito come delegata in ogni Convention repubblicana dal 1992 spiega alla rivista cattolica First Things che negli anni precedenti, il processo del comitato richiedeva diversi giorni, con riunioni di sotto-comitati, proposte di emendamenti e discussioni approfondite sulla piattaforma prima di votarla. Quando Ruzicka è arrivata a Milwaukee lo scorso fine settimana, si aspettava diversi giorni di deliberazioni simili. Invece, tutto è finito prima dell'ora di pranzo di lunedì.<br />SENZA MODIFICHE E SENZA SCONTRI<br />Il candidato repubblicano alla presidenza Donald Trump ha dato il benvenuto ai delegati, la bozza della piattaforma è stata distribuita per la prima volta e i microfoni sono stati aperti. I commenti erano limitati a un minuto. La maggior parte dei delegati erano nuovi, ha detto la Ruzicka, persone che «sono venute preparate a fare quello che gli è stato detto di fare». La senatrice Marsha Blackburn «dirigeva la commissione e diceva alle persone che non potevano parlare».<br />Sarah Fields (Texas Freedom Coalition) spiega invece al sito cattolico online Life Site News: «Abbiamo visto persone che hanno cercato di raggiungere i microfoni per contestare il programma e i microfoni sono stati spenti. Il regolamento e il programma sono stati adottati così come sono, senza modifiche e senza scontri in aula».<br />Il figlio del presidente Eric Trump, marito della co-presidente della Convention, Lara Trump, ha giustificato i cambiamenti alla NBC News sostenendo che «questo riflette mio padre e ciò in cui crede». Le convinzioni dell’ex presidente sull’aborto sono di fatto imposte anche a chi accetta di collaborare con lui. 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L'autore, Chris Wallin, che ha scritto canzoni per Brad Paisley, Toby Keith, Kenny Chesney e molti altri grandi nomi della musica country, ha voluto rappresentare il punto di vista di una bambina nel grembo materno e, in un'intervista con Breitbart News, ha dichiarato di aver capito che «qualcosa doveva essere detto» anche se «non pensava che qualcuno avrebbe mai cantato il brano».<br />Invece l'interprete c'è ed è una bellissima diciottenne, di nome Rachel Holt, che ha registrato e pubblicato la canzone con Baste Records e in poco tempo è già salita in cima alle classifiche di Si tratta della struggente storia di una bambina che non ha mai visto la luce: «Se mia mamma avesse potuto vedere la mia faccia, forse mi avrebbe tenuta comunque». Nella sua intervista su Breitbart News, Holt, ha spiegato che le ragazze della sua età non ascoltano mai canzoni sulla "vita reale" ed è necessario che comincino a farlo.<br />Perciò Baste Records si è messa a disposizione per aiutarla a condividere questa prospettiva. Così come, la stessa casa discografica, attraverso un video, ha voluto dare spazio ad uno dei loro artisti, che ha dichiarato che «persone laboriose e amanti della famiglia sono state espulse dal settore per le loro idee politiche e le loro posizioni culturali e ciò che vogliamo fare alla Baste Records è cambiare questa situazione». Dunque un messaggio pro-life esplicito, da parte di una casa discografica che è riuscita a produrre quello che viene già considerato un "inno pro-vita". Tanto che, sotto un post di Instagram che annunciava l'uscita della canzone, molti hanno espresso la loro gratitudine.<br />Tra i commenti più significativi: «Se stai pensando di abortire ascolta questa canzone ripetutamente. Tieni tuo figlio e dopo ascoltala di nuovo. Sarai orgoglioso della decisione che hai preso». C'è chi ringrazia direttamente la cantante: «Grazie per aver prestato voce a chi non ha voce. Se pensi che Dio abbia già fatto cose straordinarie nella tua vita, non hai ancora visto niente!» Alcuni hanno espresso il desiderio che più artisti seguano le orme di Holt: «Grazie per aver lottato per tutti i bambini... il mondo ha bisogno di te più che mai. Non ci sono molte giovani donne come te».<br />]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/60582158</guid><pubDate>Tue, 02 Jul 2024 21:41:16 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/60582158/due_anni_fa_veniva_ribaltata_la_roe_vs_wade.mp3" length="3202884" type="audio/mpeg"/><itunes:author>BastaBugie</itunes:author><itunes:subtitle>VIDEO: I was gonna be ➜ https://youtu.be/q2D9tDubpF0?si=lTHdkpT2UCcbWOVo

TESTO DELL'ARTICOLO ➜ https://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7842

DUE ANNI FA VENIVA RIBALTATA LA ROE VS WADE di Manuela Antonacci
Si chiama «I Was Gonna Be» ed è una...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[VIDEO: I was gonna be ➜ <a href="https://youtu.be/q2D9tDubpF0?si=lTHdkpT2UCcbWOVo" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://youtu.be/q2D9tDubpF0?si=lTHdkpT2UCcbWOVo</a><br /><br />TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="https://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7842" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7842</a><br /><br />DUE ANNI FA VENIVA RIBALTATA LA ROE VS WADE di Manuela Antonacci<br />Si chiama «I Was Gonna Be» ed è una commovente canzone uscita in occasione del secondo anniversario del ribaltamento della sentenza Roe vs Wade. L'autore, Chris Wallin, che ha scritto canzoni per Brad Paisley, Toby Keith, Kenny Chesney e molti altri grandi nomi della musica country, ha voluto rappresentare il punto di vista di una bambina nel grembo materno e, in un'intervista con Breitbart News, ha dichiarato di aver capito che «qualcosa doveva essere detto» anche se «non pensava che qualcuno avrebbe mai cantato il brano».<br />Invece l'interprete c'è ed è una bellissima diciottenne, di nome Rachel Holt, che ha registrato e pubblicato la canzone con Baste Records e in poco tempo è già salita in cima alle classifiche di Si tratta della struggente storia di una bambina che non ha mai visto la luce: «Se mia mamma avesse potuto vedere la mia faccia, forse mi avrebbe tenuta comunque». Nella sua intervista su Breitbart News, Holt, ha spiegato che le ragazze della sua età non ascoltano mai canzoni sulla "vita reale" ed è necessario che comincino a farlo.<br />Perciò Baste Records si è messa a disposizione per aiutarla a condividere questa prospettiva. Così come, la stessa casa discografica, attraverso un video, ha voluto dare spazio ad uno dei loro artisti, che ha dichiarato che «persone laboriose e amanti della famiglia sono state espulse dal settore per le loro idee politiche e le loro posizioni culturali e ciò che vogliamo fare alla Baste Records è cambiare questa situazione». Dunque un messaggio pro-life esplicito, da parte di una casa discografica che è riuscita a produrre quello che viene già considerato un "inno pro-vita". Tanto che, sotto un post di Instagram che annunciava l'uscita della canzone, molti hanno espresso la loro gratitudine.<br />Tra i commenti più significativi: «Se stai pensando di abortire ascolta questa canzone ripetutamente. Tieni tuo figlio e dopo ascoltala di nuovo. Sarai orgoglioso della decisione che hai preso». C'è chi ringrazia direttamente la cantante: «Grazie per aver prestato voce a chi non ha voce. Se pensi che Dio abbia già fatto cose straordinarie nella tua vita, non hai ancora visto niente!» Alcuni hanno espresso il desiderio che più artisti seguano le orme di Holt: «Grazie per aver lottato per tutti i bambini... il mondo ha bisogno di te più che mai. 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Il 7 giugno sarà l’ultimo giorno della ex moglie di Bill Gates nelle fila della fondazione che porta i loro nomi, una delle più potenti realtà "filantropiche" che si è sempre impegnata nel campo della salute e della riduzione della povertà. La sua fondazione, Pivotal Ventures, si impegnerà dunque a versare risorse economiche per finanziare l’aborto. Ah, è dunque questo che la ex signora Gates intende per "sostegno alle donne e alle famiglie"? Ed è in nome della sua formazione e fede cattolica che lo fa? Così pare. Melinda è la prima a dispiacersi per le reazioni di chi le fa notare come le sue azioni in questo senso siano apertamente in contrasto con quanto la Chiesa cattolica insegna.<br />Ci spiace che le spiaccia, - anche se urtare qualcuno nella propria sensibilità non è salito al rango di peccato mortale -, eppure il fatto rimane: neppure la disponibilità di enormi mezzi finanziari cambia di una virgola i comandamenti della dottrina cattolica, la stessa che lei stessa riconosce come fonte della sua educazione, per la quale ha espresso gratitudine molte volte, arrivando anche a concretizzarla, per esempio, con donazioni multimilionarie alla Ursuline Academy dove ha frequentato il liceo. Nel suo libro, The Moment of Lift, - riporta il Ncr, Melinda Franch ex Gates spende parole ed enfasi per promuovere l’importanza della contraccezione (una causa in effetti minoritaria, che merita nuovi sponsor): è «un mezzo per migliorare la salute, la ricchezza e l’indipendenza delle donne. Considera i contraccettivi orali una parte importante della sua vita. "Ho avuto il vantaggio di una piccola pillola che mi ha permesso di cronometrare e distanziare le mie gravidanze", scrive in The Moment of Lift».<br />LA CHIAVE PER SUPERARE TUTTI I TIPI DI BARRIERE<br />Anche questa considerazione stupisce e scoraggia: in un’epoca [...] che si distingue anche per la grande attenzione, al limite dell’integralismo a volte, per tutto ciò che è bio, naturale, rispettoso della natura (quella umana esclusa, dunque?), il fatto che sul corpo della donna, quello che è mio e lo gestisco io, si possa intervenire chimicamente, alterandone ritmi e fisiologia ed esponendolo a concreti rischi di patologie o eventi acuti, salta quanto meno all’occhio, o dovrebbe farlo. Tant’è: per Melinda la diffusione sistematica dell’accesso alla pillola «è la chiave per superare tutti i tipi di barriere che hanno trattenuto le donne per così tanto tempo».<br />E veniamo alla Chiesa e alla presunta personalizzazione con cui è possibile ritagliarsi su misura gli insegnamenti che meglio si attagliano alle istanze dei suoi appartenenti: sempre nelle pagine del suo libro dimostra di avere presente che la fede cattolica considera immorale la contraccezione, ma non ne espone mai le ragioni, tutte a favore della persona, della donna in primis: «Separare il rapporto sessuale dalla procreazione attraverso mezzi artificiali lo degrada, crea un cuneo tra uomo e donna impedendo una reciproca donazione di sé e aiuta a portare al divorzio. Invece, dice, la sua coscienza le dice di valorizzare un altro insegnamento della Chiesa - l’amore per il prossimo – al di sopra dell’insegnamento della Chiesa sulla contraccezione. Nel libro afferma di aver "sentito un forte sostegno in questo da parte di preti, suore e laici che mi hanno detto che ho una solida base morale. ..."».<br />Un approccio "antologico" affatto innocuo che ci ricorda da vicino quello di un’altra personalità Usa con grandi responsabilità sul destino del suo popolo, il presidente Joe Biden, a sua volta svelto nel riconoscersi pubblicamente cattolico e altrettanto pubblicamente schierarsi a favore dell’aborto, addirittura suggellando con un segno di croce il sostegno alla causa.<br />L’ABORTO AL CENTRO DEI SUOI INTERESSI<br />Fino a pochi anni fa, il tema dell’aborto non era al centro dei suoi interessi, anzi ci teneva che quello della contraccezione non venisse indebitamente associato ad esso. Ora, invece, ha deciso di destinare milioni di dollari in quella direzione. Meno di quanti ne riversi l’ex marito, ma pur sempre tanti dollari. Il 28 maggio scorso lo ha annunciato pubblicamente. Le motivazioni? Contrastare quelli che i liberal democratici chiamano i nemici del progresso e dell’emancipazione delle donne: in un articolo pubblicato dal New York Times, riporta Rai News, «ha affermato che dall’annullamento della garanzia federale del diritto all’aborto deciso dalla Corte Suprema degli Stati Uniti nel 2022, ha sentito la necessità di reindirizzare parte dei suoi finanziamenti verso i diritti riproduttivi delle donne negli Stati Uniti, e non solo all’estero. "Per troppo tempo, la mancanza di fondi ha costretto le organizzazioni che lottano per i diritti delle donne a stare in difensiva mentre i nemici del progresso sono passati all’offensiva. Voglio aiutare a riequilibrare il rapporto di forza"».<br />Ecco, dunque, svelato l’arcano: l’aborto è usato biecamente come tema politico, una sorta di pendolo da far oscillare a favore delle opinioni di quelli che, una volta alle urne, si spera scelgano il candidato per il quale si stanno versando milioni. Soldi, voti, lobby di potere sulla pelle delle donne e di quella ancora più fragile dei bambini non nati. Con amarezza così commenta a Register Carol Tobias, presidente del Comitato nazionale per il diritto alla vita: «Melinda French Gates potrebbe fare molto per aiutare le donne e i loro bambini non ancora nati a livello nazionale - e anche internazionale - eppure ha deciso invece di versare soldi nell’industria dell’aborto che già guadagna miliardi di dollari togliendo la vita a bambini non nati innocenti».<br />Nel fatto che abbia deciso consiste il dramma della sua libertà, orientata a uno dei sistemi di peccato più feroci che la modernità abbia messo a punto; nella sua libertà permane la possibilità che si converta, abbracciando di nuovo e fino in fondo quella fede che tanto ha significato nella sua storia personale e che, sola, può decidere del suo destino eterno, sul quale sempre va invocata l’infinita misericordia di Dio. Anche questo dice la Chiesa e non è un articolo passibile di alcun emendamento.<br />]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/60428981</guid><pubDate>Wed, 19 Jun 2024 11:34:02 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/60428981/melinda_l_ex_moglie_di_bill_gates_cattolica_ma.mp3" length="7959265" type="audio/mpeg"/><itunes:author>BastaBugie</itunes:author><itunes:subtitle>TESTO DELL'ARTICOLO ➜ https://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7823

MELINDA, L'EX MOGLIE DI BILL GATES, E' CATTOLICA, MA FINANZIA CON MILIARDI DI DOLLARI CONTRACCEZIONE E ABORTI di Paola Belletti
«È arrivato il momento per me di affrontare il...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="https://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7823" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7823</a><br /><br />MELINDA, L'EX MOGLIE DI BILL GATES, E' CATTOLICA, MA FINANZIA CON MILIARDI DI DOLLARI CONTRACCEZIONE E ABORTI di Paola Belletti<br />«È arrivato il momento per me di affrontare il prossimo capitolo della mia filantropia», aveva spiegato Melinda French Gates a metà maggio, aggiungendo che avrebbe avuto a disposizione 12,5 miliardi di dollari per impegnarsi «a favore delle donne e delle famiglie». Il 7 giugno sarà l’ultimo giorno della ex moglie di Bill Gates nelle fila della fondazione che porta i loro nomi, una delle più potenti realtà "filantropiche" che si è sempre impegnata nel campo della salute e della riduzione della povertà. La sua fondazione, Pivotal Ventures, si impegnerà dunque a versare risorse economiche per finanziare l’aborto. Ah, è dunque questo che la ex signora Gates intende per "sostegno alle donne e alle famiglie"? Ed è in nome della sua formazione e fede cattolica che lo fa? Così pare. Melinda è la prima a dispiacersi per le reazioni di chi le fa notare come le sue azioni in questo senso siano apertamente in contrasto con quanto la Chiesa cattolica insegna.<br />Ci spiace che le spiaccia, - anche se urtare qualcuno nella propria sensibilità non è salito al rango di peccato mortale -, eppure il fatto rimane: neppure la disponibilità di enormi mezzi finanziari cambia di una virgola i comandamenti della dottrina cattolica, la stessa che lei stessa riconosce come fonte della sua educazione, per la quale ha espresso gratitudine molte volte, arrivando anche a concretizzarla, per esempio, con donazioni multimilionarie alla Ursuline Academy dove ha frequentato il liceo. Nel suo libro, The Moment of Lift, - riporta il Ncr, Melinda Franch ex Gates spende parole ed enfasi per promuovere l’importanza della contraccezione (una causa in effetti minoritaria, che merita nuovi sponsor): è «un mezzo per migliorare la salute, la ricchezza e l’indipendenza delle donne. Considera i contraccettivi orali una parte importante della sua vita. "Ho avuto il vantaggio di una piccola pillola che mi ha permesso di cronometrare e distanziare le mie gravidanze", scrive in The Moment of Lift».<br />LA CHIAVE PER SUPERARE TUTTI I TIPI DI BARRIERE<br />Anche questa considerazione stupisce e scoraggia: in un’epoca [...] che si distingue anche per la grande attenzione, al limite dell’integralismo a volte, per tutto ciò che è bio, naturale, rispettoso della natura (quella umana esclusa, dunque?), il fatto che sul corpo della donna, quello che è mio e lo gestisco io, si possa intervenire chimicamente, alterandone ritmi e fisiologia ed esponendolo a concreti rischi di patologie o eventi acuti, salta quanto meno all’occhio, o dovrebbe farlo. Tant’è: per Melinda la diffusione sistematica dell’accesso alla pillola «è la chiave per superare tutti i tipi di barriere che hanno trattenuto le donne per così tanto tempo».<br />E veniamo alla Chiesa e alla presunta personalizzazione con cui è possibile ritagliarsi su misura gli insegnamenti che meglio si attagliano alle istanze dei suoi appartenenti: sempre nelle pagine del suo libro dimostra di avere presente che la fede cattolica considera immorale la contraccezione, ma non ne espone mai le ragioni, tutte a favore della persona, della donna in primis: «Separare il rapporto sessuale dalla procreazione attraverso mezzi artificiali lo degrada, crea un cuneo tra uomo e donna impedendo una reciproca donazione di sé e aiuta a portare al divorzio. Invece, dice, la sua coscienza le dice di valorizzare un altro insegnamento della Chiesa - l’amore per il prossimo – al di sopra dell’insegnamento della Chiesa sulla contraccezione. Nel libro afferma di aver "sentito un forte sostegno in questo da parte di preti, suore e laici che mi hanno detto che ho una solida base morale. ..."».<br />Un approccio "antologico" affatto innocuo...]]></itunes:summary><itunes:duration>498</itunes:duration><itunes:keywords>aborto,billgates,cattolica,contraccezione,melinda</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/239e3c09c266cc3a65110c570bcb53e5.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>La lezione di Azzurra che rifiuta le cure per dare alla luce il figlio</title><link>https://www.spreaker.com/episode/la-lezione-di-azzurra-che-rifiuta-le-cure-per-dare-alla-luce-il-figlio--60129747</link><description><![CDATA[VIDEO: L'addio ad Azzurra ➜ <a href="https://www.youtube.com/watch?v=zplsY-AyM8Y&amp;list=PLolpIV2TSebVzYmc5B11R08Qd2ib0ZEgL" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://www.youtube.com/watch?v=zplsY-AyM8Y&amp;list=PLolpIV2TSebVzYmc5B11R08Qd2ib0ZEgL</a><br /><br />TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="https://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7798" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7798</a><br /><br />LA LEZIONE DI AZZURRA CHE RIFIUTA LE CURE PER DARE ALLA LUCE IL FIGLIO di Paola Belletti<br /><br />Vivere è bello, vivere senza amore è una tortura, una di quella privazioni per cui si può desiderare di morire. Azzurra non ha disprezzato la propria vita, l'ha amata nella sua verità più radicale che si esprime massimamente nella possibilità di donarla, nel movimento naturale che ci spinge liberamente a sacrificarci per l'altro. La sua storia è eccezionale perché drammatico ed eroico è il modo in cui è stata chiamata a farlo, e la sua risposta è stata un sì pieno. Eppure, se ci osserviamo con onestà, lo riconosciamo in azione nella trama apparentemente dimessa del nostro quotidiano: il sacrificio è parte di noi, addirittura è il motore più robusto che fa girare le nostre esistenze. Il sacrificio vero, come lo ha fatto Cristo, non quello antico o quello perverso, nevrotico e freudiano; quello nuovo, guarito da Dio in persona e finalmente, definitivamente salvifico.<br />Non riesco a leggere altrimenti la dolorosa storia piena di gioia, coraggio e avventura di questa mamma che, sostenuta dal marito, ha deciso di custodire la vita del figlio che portava in sé rimandando le terapie oncologiche più aggressive. Lei è Azzurra Carnelos, è morta all'età di 33 anni, quando suo figlio Antonio aveva poco più di otto mesi. Ha voluto dargli il tempo necessario a formarsi, sufficiente almeno perché potesse vivere fuori dal primo rifugio che a tutti noi ha permesso di prepararci alla luce a volte molesta del mondo esterno. Ha deciso insieme al marito di rimandare la chemioterapia perché rischiosa per la salute del loro bambino. Non riteneva accettabile che un farmaco compromettesse il grande bene della vita del figlio, per quanto utile a rallentare l'aggressività del tumore al seno, tornato con crudele tempismo con una recidiva. Questa storia ci ricorda di sicuro quella della Serva di Dio Chiara Corbella Petrillo, ugualmente decisa a proteggere il terzo bambino che portava in grembo, ugualmente capace di negoziare coi medici le cure per il tumore che l'aveva colpita in modo che non nuocessero al piccolo Francesco.<br />Su la Repubblica  leggiamo che «nel 2019 era stato diagnosticato un tumore al seno. In sogno, ha raccontato lei stessa, la nonna, anche lei vittima di cancro, le aveva suggerito di non mancare i controlli. Così Azzurra Carnelos aveva scoperto quel nodulo maligno e si era sottoposta alle cure indicate dai medici, uscendo da quella prima neoplasia. A febbraio del 2023 aveva annunciato [...] di essere rimasta incinta».<br />La cosa che già nell'affrontare le terapie seguite alla prima diagnosi l'aveva preoccupata, era che avrebbero potuto impedirle di concepire e di portare avanti una gravidanza. Invece quella gioia non le è stata negata. Purtroppo però a luglio, quando era già al sesto mese, ha iniziato ad accusare dolori e disturbi. [...]<br />Azzurra ha accettato solo farmaci più blandi e ha puntato all'obiettivo della trentaduesima settimana, età gestazionale prematura ma sufficiente a offrire al piccolo Antonio una nascita relativamente sicura. È nato il 2 Agosto, questo bimbo che sembra essere segnato dalla misericordia in ogni sua cellula.<br />Subito dopo Azzurra Carnelos ha iniziato i cicli chemioterapici, purtroppo non sufficienti a ottenerle una seconda remissione del tumore. Le hanno però donato la possibilità di vivere con il marito e il figlio per otto mesi e mezzo, attraversando dolori e grandi difficoltà, ma pur sempre nella gioia di averlo conosciuto e averlo protetto quando il suo corpo era l'unico scudo e la sola fonte di nutrimento. Ha fatto in tempo a sentirsi chiamare "mamma", una tappa che ha sempre del miracoloso (effetto che perde quando questo appellativo viene ripetuto ossessivamente e per qualsiasi tipo di richiesta, fino ai vent'anni inoltrati).<br />«La vita va difesa, lo diceva spesso mentre premeva al petto il suo corpicino», racconta Francesco che aggiunge come abbiano vissuto tutto insieme, sostenendosi l'un l'altra. [...] Le ultime settimane le hanno trascorse ideando un piano per crescere Antonio. «Io cambierò lavoro e starò vicino a nostro figlio. Così il suo sacrificio non sarà stato vano», conclude. Nemmeno il suo sacrificio di padre e marito capace di accompagnare la moglie in una scalata tanto impegnativa resterà senza frutto.<br />Ci auguriamo che in molti si stringano a lui e al piccolo e mettano in campo la stessa intelligenza pratica e piena di speranza che i due sposi hanno dimostrato fino all'ultimo. Azzurra avrebbe compiuto 34 anni giovedì, domani pomeriggio, invece, saranno celebrati i suoi funerali nel duomo di Oderzo, la loro cittadina in provincia di Treviso. Possiamo essere certi che continuerà ad occuparsi del bene di suo figlio e di suo marito anche adesso, di più ancora. Ora la vita da far nascere e da difendere da possibili veleni è quella eterna.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/60129747</guid><pubDate>Wed, 22 May 2024 09:07:28 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/60129747/la_lezione_di_azzurra_che_rifiuta_le_cure_per_dare_alla_luce_il_figlio.mp3" length="5048991" type="audio/mpeg"/><itunes:author>BastaBugie</itunes:author><itunes:subtitle>VIDEO: L'addio ad Azzurra ➜ https://www.youtube.com/watch?v=zplsY-AyM8Y&amp;amp;list=PLolpIV2TSebVzYmc5B11R08Qd2ib0ZEgL

TESTO DELL'ARTICOLO ➜ https://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7798

LA LEZIONE DI AZZURRA CHE RIFIUTA LE CURE PER DARE ALLA LUCE...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[VIDEO: L'addio ad Azzurra ➜ <a href="https://www.youtube.com/watch?v=zplsY-AyM8Y&amp;list=PLolpIV2TSebVzYmc5B11R08Qd2ib0ZEgL" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://www.youtube.com/watch?v=zplsY-AyM8Y&amp;list=PLolpIV2TSebVzYmc5B11R08Qd2ib0ZEgL</a><br /><br />TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="https://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7798" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7798</a><br /><br />LA LEZIONE DI AZZURRA CHE RIFIUTA LE CURE PER DARE ALLA LUCE IL FIGLIO di Paola Belletti<br /><br />Vivere è bello, vivere senza amore è una tortura, una di quella privazioni per cui si può desiderare di morire. Azzurra non ha disprezzato la propria vita, l'ha amata nella sua verità più radicale che si esprime massimamente nella possibilità di donarla, nel movimento naturale che ci spinge liberamente a sacrificarci per l'altro. La sua storia è eccezionale perché drammatico ed eroico è il modo in cui è stata chiamata a farlo, e la sua risposta è stata un sì pieno. Eppure, se ci osserviamo con onestà, lo riconosciamo in azione nella trama apparentemente dimessa del nostro quotidiano: il sacrificio è parte di noi, addirittura è il motore più robusto che fa girare le nostre esistenze. Il sacrificio vero, come lo ha fatto Cristo, non quello antico o quello perverso, nevrotico e freudiano; quello nuovo, guarito da Dio in persona e finalmente, definitivamente salvifico.<br />Non riesco a leggere altrimenti la dolorosa storia piena di gioia, coraggio e avventura di questa mamma che, sostenuta dal marito, ha deciso di custodire la vita del figlio che portava in sé rimandando le terapie oncologiche più aggressive. Lei è Azzurra Carnelos, è morta all'età di 33 anni, quando suo figlio Antonio aveva poco più di otto mesi. Ha voluto dargli il tempo necessario a formarsi, sufficiente almeno perché potesse vivere fuori dal primo rifugio che a tutti noi ha permesso di prepararci alla luce a volte molesta del mondo esterno. Ha deciso insieme al marito di rimandare la chemioterapia perché rischiosa per la salute del loro bambino. Non riteneva accettabile che un farmaco compromettesse il grande bene della vita del figlio, per quanto utile a rallentare l'aggressività del tumore al seno, tornato con crudele tempismo con una recidiva. Questa storia ci ricorda di sicuro quella della Serva di Dio Chiara Corbella Petrillo, ugualmente decisa a proteggere il terzo bambino che portava in grembo, ugualmente capace di negoziare coi medici le cure per il tumore che l'aveva colpita in modo che non nuocessero al piccolo Francesco.<br />Su la Repubblica  leggiamo che «nel 2019 era stato diagnosticato un tumore al seno. In sogno, ha raccontato lei stessa, la nonna, anche lei vittima di cancro, le aveva suggerito di non mancare i controlli. Così Azzurra Carnelos aveva scoperto quel nodulo maligno e si era sottoposta alle cure indicate dai medici, uscendo da quella prima neoplasia. A febbraio del 2023 aveva annunciato [...] di essere rimasta incinta».<br />La cosa che già nell'affrontare le terapie seguite alla prima diagnosi l'aveva preoccupata, era che avrebbero potuto impedirle di concepire e di portare avanti una gravidanza. Invece quella gioia non le è stata negata. Purtroppo però a luglio, quando era già al sesto mese, ha iniziato ad accusare dolori e disturbi. [...]<br />Azzurra ha accettato solo farmaci più blandi e ha puntato all'obiettivo della trentaduesima settimana, età gestazionale prematura ma sufficiente a offrire al piccolo Antonio una nascita relativamente sicura. È nato il 2 Agosto, questo bimbo che sembra essere segnato dalla misericordia in ogni sua cellula.<br />Subito dopo Azzurra Carnelos ha iniziato i cicli chemioterapici, purtroppo non sufficienti a ottenerle una seconda remissione del tumore. Le hanno però donato la possibilità di vivere con il marito e il figlio per otto mesi e mezzo, attraversando dolori e grandi difficoltà, ma pur sempre nella gioia di averlo conosciuto e averlo...]]></itunes:summary><itunes:duration>316</itunes:duration><itunes:keywords>azzurracarnelos,chiarapetrillo,giannaberettamolla,sacrificio,speranza</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/a7cea87d1420f93621230da968a5acb5.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Texas, patria delle città rifugio per i bambini non ancora nati</title><link>https://www.spreaker.com/episode/texas-patria-delle-citta-rifugio-per-i-bambini-non-ancora-nati--59907199</link><description><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="https://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7785" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7785</a><br /><br />TEXAS, PATRIA DELLE CITTA' RIFUGIO PER I BAMBINI NON ANCORA NATI<br />A inizio aprile il consiglio cittadino di Muenster, una cittadina del Texas, ha votato all'unanimità un'ordinanza che vieta l'aborto, rendendola così una città «rifugio sicuro per i concepiti». Il voto ha reso la cittadina di Muenster la 52esima città nello Stato del Texas e la 69esima degli Usa ad approvare un'ordinanza che rinforza il divieto d'aborto.<br />L'ordinanza prevede sei disposizioni, infatti vieta: di eseguire un aborto all'interno dei confini della città di Muenster, di ricorrere all'aborto ai residenti di Muenster a prescindere da dove si svolga la procedura, di accompagnare consapevolmente qualcuno ad abortire a prescindere da dove si svolga la procedura, di somministrare pillole abortive, di procurare aborti in modo clandestino all'interno della città di Muenster, e di trasportare e smaltire i resti dei bambini abortiti in cliniche situate al di fuori dello Stato del Texas. Questo significa anche che è punibile chiunque transiti nelle strade della città di Muenster per portare i resti dei bambini abortiti agli impianti di smaltimento dei rifiuti, come se fossero mera immondizia e non esseri umani assassinati.<br />L'iniziativa è partita da un comune cittadini, Kenneth Bierschenk, primo firmatario della petizione che ha chiesto di far diventare la città "rifugio" per i non ancora nati. Bierschenk, infatti, ritiene che ogni vita debba essere protetta dalla nascita alla morte naturale e che i bambini concepiti abbiano bisogno di qualcuno che li difenda, non potendo farlo da soli. Per questo è importante continuare a proclamare la verità che sta dietro l'orrore dell'aborto.<br />TESTIMONIANZE FAVOREVOLI AL DIVIETO DI ABORTO<br />Durante la discussione comunale, nel giorno del voto, ha esposto ai membri del consiglio cittadino le stime sui danni delle pillole abortive, secondo le quali su 25 donne che ricorrono all'aborto farmacologico una è costretta a recarsi in ospedale a causa delle complicazioni che possono verificarsi, come aborti incompleti, infezioni, emorragie. Un medico presente all'incontro ha confermato quanto dichiarato da Bierschenk, dichiarando che all'ospedale dove lavora si è trovato ad affrontare diverse situazioni di questo tipo, dimostrando che l'aborto è ancora un serio pericolo per le salute delle donne.<br />Il senatore repubblicano dello Stato del Texas Drew Springer, ha poi preso la parola citando la testimonianza di Abby Johnson, ex direttrice della clinica di Planned Parenthood, oggi attivista pro-life, la quale aveva parlato di recente di organizzazioni estere che commerciano pillole abortive in Texas, affermando perciò che devono essere prese posizioni decisive e adottati provvedimenti più restrittivi contro questi farmaci così pericolosi.<br />Molti altri concittadini si sono espressi favorevolmente rispetto all'ordinanza durante l'incontro che ha preceduto il voto: il sacerdote cattolico Joseph Keating ha affermato che l'aborto «è contro sia la legge divina sia la legge naturale, poiché nega la dignità umana; è immorale e ingiusto uccidere un essere umano innocente».<br />Particolarmente toccante è stata la testimonianza di una madre, Kristie Becker, che ha raccontato la sua esperienza di una gravidanza difficile, caratterizzata da gravi complicazioni, alla quale ha reagito scegliendo la vita. «Sono qui stasera in onore di mia figlia, Julie Marie Becker. Nel 2016, a metà della mia gravidanza, mio marito e io scoprimmo che la nostra bambina era gravemente malata, e la mia stessa vita era a rischio a causa di una condizione che mi portava ad avere una quantità eccessiva di liquido amniotico. Avevamo 4 bambini piccoli a casa, uno dei quali, Bryan, stava per essere diagnosticato autistico. Julie e io siamo uno dei casi per i quali molte persone creano un'eccezione nei dibattiti sull'aborto», ha raccontato, eppure «prima ancora che il dottore pronunciasse la parola "aborto" l'ho fermato e gli ho detto che non ci sarebbe stata altra scelta oltre alla vita. Julie è nata a 31 settimane il 15 settembre 2016. È stata amata da subito e circondata dalla sua famiglia in terapia intensiva neonatale per 21 giorni. È stata battezzata nella fede cattolica ed è morta tra le mie braccia il 6 ottobre 2016».<br />DIFENDERE LA SACRALITÀ DELLA VITA UMANA INNOCENTE<br />Becker ha proseguito con la sua testimonianza, ricordando l'importanza dell'aiuto comunitario e disinteressato nella scelta della Vita: in quei momenti così difficili, infatti, la comunità della cittadina di Muenster non ha mai lasciati soli né lei né i suoi familiari, sostenendoli sia con la preghiera sia con importanti azioni concrete: «ci preparavano i pasti, ci aiutavano con i bambini, ci supportavano economicamente e ci sono stati vicino con tanti altri gesti di carità. Hanno continuato a supportarci e ad amare la nostra famiglia negli anni».<br />L'avvocato Jonathan F. Mitchell, che ha partecipato all'incontro del consiglio cittadino di Muenster tramite una video-chiamata, ha poi accettato di rappresentare gratuitamente la città per qualsiasi controversia legale che potrebbe nascere dall'approvazione delle ulteriori restrizioni sull'aborto, mentre anche il sindaco Tim Felderhoff ha tenuto un discorso appassionato in favore dell'ordinanza, che considera allineata ai valori e agli ideali della città di Muenster, conosciuta come una fervida comunità cattolica.<br />Lo stesso primo cittadino ha ricordato che già nel recente passato - nel marzo del 2022 - durante le primarie del partito repubblicano del Texas, i repubblicani dello Stato dovettero esprimersi su una proposta che stabiliva che «il Texas avrebbe promulgato un emendamento costituzionale statale per difendere la sacralità della vita umana innocente, creata ad immagine di Dio, dal concepimento alla morte naturale». Nella contea di Cooke, dove si trova Muenster, l'88% degli elettori votarono a favore di questa proposta, mentre solo il 12% votò contro.<br />Queste prese di posizione così coraggiose ci fanno intendere che c'è ancora speranza, che ci sono ancora persone disposte a proclamare la verità della sacralità della vita e della dignità umana del concepito. In Texas, dopo anni di battaglie, sono riusciti a compiere enormi passi avanti nella difesa della vita anche sul piano istituzionale, senza mai arrendersi nonostante le difficoltà, ma continuando sempre e comunque a perseverare, senza scendere a compromessi. Si spera che anche l'Italia - le regioni, i comuni e lo Stato centrale - possano seguire questa strada: quella della difesa del concepito e del suo pieno riconoscimento giuridico, come tra l'altro affermano alcune proposte di legge già presentate in Parlamento, e che aspettano solo di essere approvate.<br />]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/59907199</guid><pubDate>Tue, 07 May 2024 21:19:30 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/59907199/texas_patria_delle_citt_rifugio_per_i_bambini_non_ancora_nati.mp3" length="8209598" type="audio/mpeg"/><itunes:author>BastaBugie</itunes:author><itunes:subtitle>TESTO DELL'ARTICOLO ➜ https://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7785

TEXAS, PATRIA DELLE CITTA' RIFUGIO PER I BAMBINI NON ANCORA NATI
A inizio aprile il consiglio cittadino di Muenster, una cittadina del Texas, ha votato all'unanimità un'ordinanza...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="https://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7785" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7785</a><br /><br />TEXAS, PATRIA DELLE CITTA' RIFUGIO PER I BAMBINI NON ANCORA NATI<br />A inizio aprile il consiglio cittadino di Muenster, una cittadina del Texas, ha votato all'unanimità un'ordinanza che vieta l'aborto, rendendola così una città «rifugio sicuro per i concepiti». Il voto ha reso la cittadina di Muenster la 52esima città nello Stato del Texas e la 69esima degli Usa ad approvare un'ordinanza che rinforza il divieto d'aborto.<br />L'ordinanza prevede sei disposizioni, infatti vieta: di eseguire un aborto all'interno dei confini della città di Muenster, di ricorrere all'aborto ai residenti di Muenster a prescindere da dove si svolga la procedura, di accompagnare consapevolmente qualcuno ad abortire a prescindere da dove si svolga la procedura, di somministrare pillole abortive, di procurare aborti in modo clandestino all'interno della città di Muenster, e di trasportare e smaltire i resti dei bambini abortiti in cliniche situate al di fuori dello Stato del Texas. Questo significa anche che è punibile chiunque transiti nelle strade della città di Muenster per portare i resti dei bambini abortiti agli impianti di smaltimento dei rifiuti, come se fossero mera immondizia e non esseri umani assassinati.<br />L'iniziativa è partita da un comune cittadini, Kenneth Bierschenk, primo firmatario della petizione che ha chiesto di far diventare la città "rifugio" per i non ancora nati. Bierschenk, infatti, ritiene che ogni vita debba essere protetta dalla nascita alla morte naturale e che i bambini concepiti abbiano bisogno di qualcuno che li difenda, non potendo farlo da soli. Per questo è importante continuare a proclamare la verità che sta dietro l'orrore dell'aborto.<br />TESTIMONIANZE FAVOREVOLI AL DIVIETO DI ABORTO<br />Durante la discussione comunale, nel giorno del voto, ha esposto ai membri del consiglio cittadino le stime sui danni delle pillole abortive, secondo le quali su 25 donne che ricorrono all'aborto farmacologico una è costretta a recarsi in ospedale a causa delle complicazioni che possono verificarsi, come aborti incompleti, infezioni, emorragie. Un medico presente all'incontro ha confermato quanto dichiarato da Bierschenk, dichiarando che all'ospedale dove lavora si è trovato ad affrontare diverse situazioni di questo tipo, dimostrando che l'aborto è ancora un serio pericolo per le salute delle donne.<br />Il senatore repubblicano dello Stato del Texas Drew Springer, ha poi preso la parola citando la testimonianza di Abby Johnson, ex direttrice della clinica di Planned Parenthood, oggi attivista pro-life, la quale aveva parlato di recente di organizzazioni estere che commerciano pillole abortive in Texas, affermando perciò che devono essere prese posizioni decisive e adottati provvedimenti più restrittivi contro questi farmaci così pericolosi.<br />Molti altri concittadini si sono espressi favorevolmente rispetto all'ordinanza durante l'incontro che ha preceduto il voto: il sacerdote cattolico Joseph Keating ha affermato che l'aborto «è contro sia la legge divina sia la legge naturale, poiché nega la dignità umana; è immorale e ingiusto uccidere un essere umano innocente».<br />Particolarmente toccante è stata la testimonianza di una madre, Kristie Becker, che ha raccontato la sua esperienza di una gravidanza difficile, caratterizzata da gravi complicazioni, alla quale ha reagito scegliendo la vita. «Sono qui stasera in onore di mia figlia, Julie Marie Becker. Nel 2016, a metà della mia gravidanza, mio marito e io scoprimmo che la nostra bambina era gravemente malata, e la mia stessa vita era a rischio a causa di una condizione che mi portava ad avere una quantità eccessiva di liquido amniotico. Avevamo 4 bambini piccoli a casa, uno dei quali, Bryan, stava per essere diagnosticato autistico. Julie e io siamo uno dei casi per i quali...]]></itunes:summary><itunes:duration>514</itunes:duration><itunes:keywords>aborto,cittàrifugio,muenster,roevswade,texas</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/10581b86f5fbe814f0a3097118f0015c.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Le tre incrollabili verità dell'uomo femminista</title><link>https://www.spreaker.com/episode/le-tre-incrollabili-verita-dell-uomo-femminista--59283705</link><description><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="https://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7742" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7742</a><br /><br />LE TRE INCROLLABILI VERITA' DELL'UOMO FEMMINISTA di Loredana Basili<br />Sono stufa e arcistufa degli uomini che io definisco "femministi", quelli cioè che si vantano di combattere e alzare la voce per i sacrosanti e inviolabili diritti, a loro dire, di noi donne.<br />Mi trovavo qualche giorno fa in treno, in viaggio di ritorno con mio figlio "grande" di 6 anni e mio marito, reduce da un intervento alla spalla in Romagna.<br />Come sempre accade, vado a cercare il controllore, onde sincerarmi di aver preso il treno corretto con i giusti biglietti e, quando faccio ritorno al mio posto, trovo mio marito che condivide due chiacchiere col vicino.<br />Saluto cortesemente e mi dedico a mio figlio, a cui nel frattempo, onde ovviare all' utilizzo del telefono "baby sitter", propongo di disegnare. Mentre lo aiuto con i suoi trenini, seguo la conversazione. Il buon uomo, adocchiando il tutore di mio marito, chiede che intervento abbia avuto, dove, perché e ci confessa di tornare anche lui reduce da alcune visite di controllo, a seguito di un trapianto di rene avuto un paio di anni fa, intervento per il quale si era rivolto, giustamente, ai centri e medici migliori in Italia, prendendo anche in considerazione la possibilità di curarsi in America.<br />Fin qui niente di male, poi la discussione (o meglio il suo pontificare) spazia dal giudizio sulla sanità, sui medici variamente incontrati, e degenera verso l'incompetenza tipica della gente della nostra epoca, l'incapacità di letto-scrittura delle giovani generazioni e così via verso le solite chiacchiere da bar.<br />Io ascolto, quando chiamata a dire la mia, rispondo con modo garbato, possibilmente assentendo, presa dal disegnare trenini con mio figlio. Di fatto, si tratta di buona educazione, la conversazione del nostro interlocutore ha preso i tratti di un bieco cinismo, pieno di insoddisfazione verso tutto e tutti, incapaci di comprendere quello che invece a lui appare chiaro, se non addirittura scontato.<br />La chiacchierata da bar però ad una certa subisce un grosso scossone, perché, tra un volo pindarico e l'altro, non so neppure io come, il nostro vicino finisce per buttarla sulla politica o meglio sull'etica. Il suo più grave disappunto, è stato vedere che qualche anno fa, nella sua bella regione, abbiano trionfato politici conservatori, macchiatisi del grave reato - nientepopodimeno che - di non essere pienamente d'accordo con l'inviolabile diritto di aborto della donna.<br />PRIMA VERITÀ: TU DONNA NON HAI DIRITTO DI PENSARE DIVERSO DA ME<br />Alzo gli occhi dai fogli di mio figlio e guardo mio marito, seduto davanti a me, leggendo nei suoi occhi l'accorato appello: "Oh no, eccola, adesso parte! Ma dai lascia perdere, siamo quasi arrivati!". Ormai però il vaso di Pandora è stato aperto e, come ben sa, difficilmente starò zitta. Sa che sono una moglie devota e sottomessa, nella misura in cui sono devota e sottomessa al Signore della Vita.<br />Premetto che ho avuto sei figli, con sei gravidanze impegnative e con particolari problemi in sei anni: sono grata a Dio, so che mi ha dato davvero tanto, perché sono viva io e vivi i miei bimbi, quindi, non fosse altro che per debito di riconoscenza, non posso e non voglio tacere la Verità, che penso il Signore voglia sia proclamata.<br />Lascio da parte mio marito, inizia la guerra e alla veneranda età di quarant'anni scopro le "verità" di quelli che io chiamo: "uomini femministi".<br />Faccio notare al mio interlocutore che sono molto vicina a queste idee cattoliche e conservatrici, ree - a suo dire - di non condividere l'aborto. La risposta è: "Ma scherziamo? Una donna che non condivide l'aborto? Ma quelle povere violentate! Cosa dovrebbero fare?!".Osservo che non tutti gli aborti sono frutti di violenza, anzi, e che comunque non può essere quella la soluzione: l'uccisione di un essere senza colpe, che lascerà ferite fisiche e psicologiche enormi nella donna.<br />La risposta del mio interlocutore è: "Ma che dici? Non è assolutamente così. Ma quali ferite? Che ne vuoi sapere?". Certo, io da donna non lo posso sapere, sicuramente di aborti ci capirà di più lui che è un uomo.<br />E qui si ha la prima grande "verità" dei "femministi": tu donna, libera, indipendente ed emancipata devi pensare esattamente quello che io, essere di sesso maschile che lotta per i tuoi "diritti", ti invito a pensare e sei padrona della tua testa e del tuo corpo, solo se inneggi a quel diritto di aborto, che io ti suggerisco.<br />Benissimo, la faccenda prosegue: "Tanto prima, quando non era legale, se ne facevano altrettanti se non di più e le donne morivano, ora almeno si fa in sicurezza!". Rispondo che non so se prima erano di più o di meno di oggi gli aborti, ma che ad ogni modo l'aborto non è una pratica così sicura ed esente da rischi e spesso per la donna è possibile riportare conseguenze fisiche e psichiche anche molto pesanti. Infine, sottolineo, come negli ultimi tempi, all'aborto chirurgico, si stia sostituendo la pratica dell' "aborto comodamente a casa tua" con la somministrazione di semplici compresse: pratica che, mi sento di evidenziare, non è poi tanto sicura, né tanto diversa dagli aborti in casa del passato. Il povero, malcapitato, viaggiatore è fuori di sé: "Ma tu non capisci?", poi rivolto a mio marito: "Ma si rende conto? Ma anche lei la pensa così? A lei sta bene che sua moglie ragioni in questo modo?".<br />SECONDA VERITÀ: L'UOMO DEVE IMPORSI SULLE DONNE CON LA FORZA<br />E qui si ha la seconda "verità" dell'uomo "femminista": tu donna che devi essere libera, emancipata, indipendente, se non pensi quello che ti dico io, essere di sesso maschile, che mi dico combattere per i tuoi "diritti", allora devi essere richiamata alla ragione da chi detiene la patria potestas. Padre, fratello, marito, non importa chi sia, un uomo dovrà contenerti e rispiegarti come ragionare, pena la reclusione nel gineceo per tanta vergogna. Mio marito però (e menomale) non ci sta e risponde, un po' imbarazzato per la piega della situazione, con un sorriso. Per il povero viaggiatore, maschio che vuole combattere (a suo dire) per i diritti delle donne, non poter contare sulla proverbiale solidarietà maschile è troppo: alzatosi dal posto, comincia ad infilarsi lo zainetto, ben prima che il treno rallenti. "Sa che le dico? Hanno fatto bene i francesi a metterlo in Costituzione, così nessuno potrà negarlo e anche qui andrebbe fatto, radiando i medici obiettori di coscienza, che se son tali non devono fare i medici". Dico che non si può costringere nessuno ad uccidere un altro, soprattutto un bambino, ma lui non ci sta: "In Costituzione, va messo in Costituzione! Pensa alle donne in Africa violentate nelle guerre!". Ora, mentre tra me e me cerco di capire il nesso tra Costituzione italiana e problematiche africane (avrà mica ragione, servirà un uomo a spiegarmelo?), che probabilmente mi sfugge, la lingua, va avanti da sé, senza, tenere presente le vicende della malattia e del conseguente trapianto del nostro interlocutore! "Certo, poi il prossimo passo sarà l'eutanasia del malato!" rispondo io, risistemando fogli e colori di mio figlio, e avviandoci verso le porte, per prepararci a scendere, insieme al nostro compagno di viaggio. "Non ci pensare! Non ci pensare nemmeno!" risponde lui, senza più altro da dire. "Basterà essere malati fisici o psichici che si finirà per essere eliminati in nome del "best interest"! Il malato non potrà scegliere niente!"<br />TERZA VERITÀ: LE DONNE E I BAMBINI NON HANNO DIRITTI<br />Nei suoi occhi leggo un improvviso smarrimento, un tarlo che comincia a rodere, mentre frenetico il viaggiatore, ormai avviatosi all'uscita, cerca di premere, col treno non ancora arrestato, il pulsante delle porte. Qui mi si mostra la terza grande "verità": lottare per vivere, anche cercando le cure, i centri, i medici migliori, e gli organi di qualche donatore, spetta solo a me, "uomo femminista" che combatte per i "diritti" delle donne, essere che si erge al di sopra della plebaglia e che quindi non può e non deve estinguersi. Al bambino nel grembo della donna libera, emancipata, indipendente non spetta neppure lottare per vivere, ma solo farsi eliminare facilmente e senza proteste, con buona pace degli eventuali e mai da poco danni per la nuovamente libera, emancipata, indipendente, donna. Quindi aborto del bimbo sì, ma assolutamente no alla eutanasia... mia.<br />Il treno si ferma e il nostro si eclissa davvero alla velocità della luce.<br />Mentre noi ci avviamo fuori dalla stazione con i bagagli, mio figlio mi chiede: "Mamma cos'è un aborto?". Ha sentito e seguito tutto. "È quando un bambino viene eliminato nella pancia della mamma" rispondo io. "Perché? La mamma non gli vuole bene?". Adesso annaspo. Per fortuna, interviene mio marito: "No tesoro, la mamma semplicemente NON SA ancora di volergliene tanto".<br />]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/59283705</guid><pubDate>Wed, 03 Apr 2024 20:26:03 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/59283705/le_tre_incrollabili_verit_dell_uomo_femminista.mp3" length="11104801" type="audio/mpeg"/><itunes:author>BastaBugie</itunes:author><itunes:subtitle>TESTO DELL'ARTICOLO ➜ https://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7742

LE TRE INCROLLABILI VERITA' DELL'UOMO FEMMINISTA di Loredana Basili
Sono stufa e arcistufa degli uomini che io definisco "femministi", quelli cioè che si vantano di combattere e...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="https://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7742" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7742</a><br /><br />LE TRE INCROLLABILI VERITA' DELL'UOMO FEMMINISTA di Loredana Basili<br />Sono stufa e arcistufa degli uomini che io definisco "femministi", quelli cioè che si vantano di combattere e alzare la voce per i sacrosanti e inviolabili diritti, a loro dire, di noi donne.<br />Mi trovavo qualche giorno fa in treno, in viaggio di ritorno con mio figlio "grande" di 6 anni e mio marito, reduce da un intervento alla spalla in Romagna.<br />Come sempre accade, vado a cercare il controllore, onde sincerarmi di aver preso il treno corretto con i giusti biglietti e, quando faccio ritorno al mio posto, trovo mio marito che condivide due chiacchiere col vicino.<br />Saluto cortesemente e mi dedico a mio figlio, a cui nel frattempo, onde ovviare all' utilizzo del telefono "baby sitter", propongo di disegnare. Mentre lo aiuto con i suoi trenini, seguo la conversazione. Il buon uomo, adocchiando il tutore di mio marito, chiede che intervento abbia avuto, dove, perché e ci confessa di tornare anche lui reduce da alcune visite di controllo, a seguito di un trapianto di rene avuto un paio di anni fa, intervento per il quale si era rivolto, giustamente, ai centri e medici migliori in Italia, prendendo anche in considerazione la possibilità di curarsi in America.<br />Fin qui niente di male, poi la discussione (o meglio il suo pontificare) spazia dal giudizio sulla sanità, sui medici variamente incontrati, e degenera verso l'incompetenza tipica della gente della nostra epoca, l'incapacità di letto-scrittura delle giovani generazioni e così via verso le solite chiacchiere da bar.<br />Io ascolto, quando chiamata a dire la mia, rispondo con modo garbato, possibilmente assentendo, presa dal disegnare trenini con mio figlio. Di fatto, si tratta di buona educazione, la conversazione del nostro interlocutore ha preso i tratti di un bieco cinismo, pieno di insoddisfazione verso tutto e tutti, incapaci di comprendere quello che invece a lui appare chiaro, se non addirittura scontato.<br />La chiacchierata da bar però ad una certa subisce un grosso scossone, perché, tra un volo pindarico e l'altro, non so neppure io come, il nostro vicino finisce per buttarla sulla politica o meglio sull'etica. Il suo più grave disappunto, è stato vedere che qualche anno fa, nella sua bella regione, abbiano trionfato politici conservatori, macchiatisi del grave reato - nientepopodimeno che - di non essere pienamente d'accordo con l'inviolabile diritto di aborto della donna.<br />PRIMA VERITÀ: TU DONNA NON HAI DIRITTO DI PENSARE DIVERSO DA ME<br />Alzo gli occhi dai fogli di mio figlio e guardo mio marito, seduto davanti a me, leggendo nei suoi occhi l'accorato appello: "Oh no, eccola, adesso parte! Ma dai lascia perdere, siamo quasi arrivati!". Ormai però il vaso di Pandora è stato aperto e, come ben sa, difficilmente starò zitta. Sa che sono una moglie devota e sottomessa, nella misura in cui sono devota e sottomessa al Signore della Vita.<br />Premetto che ho avuto sei figli, con sei gravidanze impegnative e con particolari problemi in sei anni: sono grata a Dio, so che mi ha dato davvero tanto, perché sono viva io e vivi i miei bimbi, quindi, non fosse altro che per debito di riconoscenza, non posso e non voglio tacere la Verità, che penso il Signore voglia sia proclamata.<br />Lascio da parte mio marito, inizia la guerra e alla veneranda età di quarant'anni scopro le "verità" di quelli che io chiamo: "uomini femministi".<br />Faccio notare al mio interlocutore che sono molto vicina a queste idee cattoliche e conservatrici, ree - a suo dire - di non condividere l'aborto. La risposta è: "Ma scherziamo? Una donna che non condivide l'aborto? Ma quelle povere violentate! Cosa dovrebbero fare?!".Osservo che non tutti gli aborti sono frutti di violenza, anzi, e che comunque non può essere...]]></itunes:summary><itunes:duration>695</itunes:duration><itunes:keywords>aborto,bestinterest,diritti,eutanasia,uomofemminista</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/2f6f79fcfd5d0279f78fa157bdba2c92.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Giovani arrestati per aver pregato davanti ad una clinica abortista</title><link>https://www.spreaker.com/episode/giovani-arrestati-per-aver-pregato-davanti-ad-una-clinica-abortista--58308708</link><description><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="https://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7665" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7665</a><br /><br />GIOVANI ARRESTATI PER AVER PREGATO DAVANTI A UNA CLINICA ABORTISTA di Alessia Battini<br />Sono 99.149 i bambini che ogni anno vengono abortiti in Spagna secondo l'ultimo studio dell'Istituto per la Politica Famigliare (IPF): corrisponde a un aborto ogni cinque minuti. Per questo, lo scorso 28 dicembre, 300 persone si sono trovate a pregare pubblicamente il rosario nelle città di Madrid e di Saragoza. «Siamo venuti a chiedere che la vita venga difesa, questa è una battaglia culturale, ma anche spirituale», ha dichiarato un giovane spagnolo di 25 anni che ha deciso di unirsi all'appello lanciato dalla piattaforma "Pregare non è un crimine".<br />In Spagna, nel 2022, è stata approvata la Ley Orgànica 4/2022, che ha introdotto nel codice penale spagnolo l'articolo 172-quater, con il quale si prevede di punire con la reclusione da tre mesi a un anno o con il lavoro di pubblica utilità da 31 a 80 giorni, chiunque cerchi di ostacolare l'esercizio del diritto di aborto di una donna con atti molesti, offensivi, intimidatori o coercitivi. A quanto pare, oggi anche la preghiera viene considerato un atto di questo tipo, sicuramente dalle femministe spagnole, che hanno iniziato a inveire contro i cattolici riuniti gridando frasi come "via i rosari dalle nostre ovaie" o "bruceremo la conferenza episcopale con tutti i vescovi dentro".<br />La reazione dei poliziotti che erano stati schierati per evitare possibili scontri davanti alla clinica per aborti Dator di Madrid, la più grande nella capitale, è stata quella di arrestare i "pericolosi" capigruppo del rosario. A questi giovani sono stati chiesti i documenti e poi sono stati fatti salire su furgoni blindati, mentre le femministe che molestavano, offendevano e intimidivano non sono state nemmeno identificate.<br />Oltre a questi ragazzi, gli agenti hanno arrestato anche il dottor Jesùs Poveda, un medico che da oltre quarant'anni si impegna ad aiutare le madri a rischio di aborto, che si era messo seduto davanti alla clinica in segno di protesta, silenziosa e non violenta come quella di altri, anzi di altre...<br />In Spagna la situazione è sempre più drammatica per i pro-life, soprattutto perché pare che tra gli obiettivi del governo Sanchez ci sia anche la possibilità di liberalizzare l'aborto fino al momento della nascita del bambino.<br />Intanto, giovani ragazzi raccolti in preghiera e medici che dedicano la loro vita a salvare le donne dall'aborto vengono arrestati come criminali, mentre donne inferocite li attaccano e li insultano (e chissà cos'altro sarebbe potuto succedere se non fosse stata presente la polizia). Nessuno in questo caso ha ostacolato il diritto d'aborto, è stato invece ostacolato il diritto alla libertà religiosa e di manifestazione del proprio pensiero. Eppure ormai il diritto all'aborto vale più di tutto il resto: è un dogma, un pilastro intoccabile che regge la nostra società egoista ed egocentrica. Il gesto di questi giovani e di questo medico però,ci danno un forte segnale di speranza, perché hanno dimostrato che c'è qualcuno che, nonostante tutto, è ancora disposto a combattere per difendere la verità.<br />Nota di BastaBugie: Paweł Lisicki, direttore del settimanale Do Rzeczy, nell'articolo seguente dal titolo "La nuova Polonia nasce anti-cattolica" parla del primo ministro Donald Tusk che in Polonia sta accelerando sull'agenda di Bruxelles: perdita di sovranità, ecologismo, diritto all'aborto e diritti LGBTQ+.<br />Ecco l'articolo completo pubblicato su La Nuova Bussola Quotidiana il 15 dicembre 2023:<br />Il nuovo primo ministro polacco Donald Tusk ha promesso di riportare il suo Paese «al posto che gli spetta in Europa». Secondo lui è giunto il momento di porre fine a un gelido stallo durato otto anni tra Varsavia e Bruxelles. Suona bene, ma cosa significa in pratica?<br />Donald Tusk ha presentato la sua visione di una Polonia nuova e progressista nel cuore dell'UE, nel discorso con cui ha ottenuto un voto di fiducia in Parlamento. Ma non ha spiegato cosa sia esattamente la «Polonia progressista». In realtà, nel suo discorso ci sono state molte contraddizioni e incoerenze. Da un lato ha detto al Parlamento polacco che «la Polonia riacquisterà la sua posizione di leader nell'Unione europea», dall'altro ha aggiunto che «qualsiasi tentativo di cambiare i trattati che sono contro i nostri interessi è fuori questione... nessuno mi supererà nell'Unione europea».<br />Come è possibile se il tentativo di limitare la posizione polacca era lo scopo principale di Bruxelles? Come può la Polonia «riconquistare» qualcosa che non ha affatto perso? È Bruxelles che tenta di cambiare i trattati, quindi come può Tusk affermare che sarà sia contrario che favorevole a una migliore cooperazione con la Commissione europea? Tusk è un ex presidente del Consiglio europeo ed ex leader del Partito Popolare Europeo, quindi dovrebbe sapere perfettamente qual è il vero scopo delle modifiche ai trattati europei. Ha promesso di «restituire alla Polonia miliardi di euro» di fondi UE, che sono stati congelati a causa di una disputa tra Bruxelles e il governo uscente di Diritto e Giustizia (PiS) su questioni legate allo stato di diritto. Ma come riuscirà a farlo senza perdere la sovranità?<br />Alla fine di novembre di quest'anno il Parlamento europeo ha votato la relazione della Commissione per gli affari costituzionali (AFCO) del Parlamento europeo che raccomanda modifiche ai trattati dell'UE. Il documento prevede, tra le altre cose, il trasferimento di un maggior numero di competenze degli Stati membri all'Unione Europea, che di fatto ridurrebbe ulteriormente la loro sovranità. Le nuove aree in cui gli Stati membri dovrebbero cedere la loro autorità e sottomettersi alla competenza esclusiva dell'Unione sono il clima e l'ambiente.<br />Si può quindi prevedere che Bruxelles deciderà che tipo di auto i polacchi possono guidare e dove possono farlo, se dovranno pagare quote di CO2 per riscaldare le loro case, e molte altre questioni di conseguenza. Le decisioni sul clima e sulle questioni ambientali saranno imposte dalla Commissione europea, come avviene in altri settori in cui l'UE ha già competenza esclusiva, come la politica commerciale comune. Questa sarà la versione più radicale della politica verde, il cosiddetto Green Deal. Le bozze di modifica dei trattati prevedono l'abbassamento della soglia per il voto in Consiglio: dal 55% dei Paesi, che rappresentano il 65% della popolazione della UE, al 50% dei Paesi, che rappresentano il 50% della popolazione della UE. In questo modo, far passare le proposte della Commissione sarà più facile, mentre bloccare qualcosa sarà più difficile. La Polonia perderebbe di fatto il potere di veto. Il precedente governo del PiS non l'ha accettato, ma il nuovo non si opporrà.<br />Inoltre, ci sono nuove competenze condivise che diventano effettivamente competenze della UE, poiché il trattato stabilisce che l'UE ha la priorità nell'esercizio di tali competenze. I Paesi membri possono esercitarle solo nella misura in cui l'Unione sceglie di non farlo. Tra le nuove competenze condivise ci sono la sanità pubblica e l'istruzione. Per quanto riguarda l'assistenza sanitaria, ad esempio, vengono citate come nuove aree di competenza condivisa le seguenti: «Le questioni di sanità pubblica e la protezione e il miglioramento della salute umana, in particolare le minacce sanitarie transfrontaliere». Poiché nella UE l'aborto è mascherato sotto il nome di "salute riproduttiva", sarà trattato come parte della politica sanitaria e sarà deciso come competenza condivisa, per la quale l'Unione ha la priorità. Lo stesso vale per le altre competenze condivise menzionate nella bozza di modifica del trattato: silvicoltura, infrastrutture di trasporto transfrontaliere, politica delle frontiere esterne, affari esteri, sicurezza esterna, difesa, protezione civile, industria e istruzione. O Tusk si opporrà e in questo modo non «riporterà miliardi di euro» di fondi UE alla Polonia o, cosa che sembra più probabile, cederà e perderà la posizione di leader. Chiamarlo «riconquistare la posizione di leader» sembra una battuta di cattivo gusto.<br />L'altro punto menzionato da Tusk è il «ritorno alla democrazia». Il nuovo primo ministro polacco ha iniziato il suo discorso con una dura condanna dell'eredità degli anni del PiS, ricordando uno strano testo politico scritto da Piotr Szczęsny, un chimico di 54 anni che si è cosparso di benzina a Varsavia nel 2017 ed è morto in ospedale 10 giorni dopo per le ferite causate dalla sua autoimmolazione. Tusk ha detto che il "manifesto" che Szczęsny ha scritto prima di morire, attaccando il presunto autoritarismo del governo PiS, potrebbe sostituire il suo discorso, e ne ha letto un frammento: «Protesto contro la xenofobia introdotta dalle autorità nel dibattito pubblico... Protesto contro l'atteggiamento ostile delle autorità nei confronti degli immigrati...]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/58308708</guid><pubDate>Tue, 16 Jan 2024 18:00:14 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/58308708/giovani_arrestati_per_aver_pregato_davanti_ad_una_clinica_abortista.mp3" length="14924530" type="audio/mpeg"/><itunes:author>BastaBugie</itunes:author><itunes:subtitle>TESTO DELL'ARTICOLO ➜ https://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7665

GIOVANI ARRESTATI PER AVER PREGATO DAVANTI A UNA CLINICA ABORTISTA di Alessia Battini
Sono 99.149 i bambini che ogni anno vengono abortiti in Spagna secondo l'ultimo studio...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="https://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7665" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7665</a><br /><br />GIOVANI ARRESTATI PER AVER PREGATO DAVANTI A UNA CLINICA ABORTISTA di Alessia Battini<br />Sono 99.149 i bambini che ogni anno vengono abortiti in Spagna secondo l'ultimo studio dell'Istituto per la Politica Famigliare (IPF): corrisponde a un aborto ogni cinque minuti. Per questo, lo scorso 28 dicembre, 300 persone si sono trovate a pregare pubblicamente il rosario nelle città di Madrid e di Saragoza. «Siamo venuti a chiedere che la vita venga difesa, questa è una battaglia culturale, ma anche spirituale», ha dichiarato un giovane spagnolo di 25 anni che ha deciso di unirsi all'appello lanciato dalla piattaforma "Pregare non è un crimine".<br />In Spagna, nel 2022, è stata approvata la Ley Orgànica 4/2022, che ha introdotto nel codice penale spagnolo l'articolo 172-quater, con il quale si prevede di punire con la reclusione da tre mesi a un anno o con il lavoro di pubblica utilità da 31 a 80 giorni, chiunque cerchi di ostacolare l'esercizio del diritto di aborto di una donna con atti molesti, offensivi, intimidatori o coercitivi. A quanto pare, oggi anche la preghiera viene considerato un atto di questo tipo, sicuramente dalle femministe spagnole, che hanno iniziato a inveire contro i cattolici riuniti gridando frasi come "via i rosari dalle nostre ovaie" o "bruceremo la conferenza episcopale con tutti i vescovi dentro".<br />La reazione dei poliziotti che erano stati schierati per evitare possibili scontri davanti alla clinica per aborti Dator di Madrid, la più grande nella capitale, è stata quella di arrestare i "pericolosi" capigruppo del rosario. A questi giovani sono stati chiesti i documenti e poi sono stati fatti salire su furgoni blindati, mentre le femministe che molestavano, offendevano e intimidivano non sono state nemmeno identificate.<br />Oltre a questi ragazzi, gli agenti hanno arrestato anche il dottor Jesùs Poveda, un medico che da oltre quarant'anni si impegna ad aiutare le madri a rischio di aborto, che si era messo seduto davanti alla clinica in segno di protesta, silenziosa e non violenta come quella di altri, anzi di altre...<br />In Spagna la situazione è sempre più drammatica per i pro-life, soprattutto perché pare che tra gli obiettivi del governo Sanchez ci sia anche la possibilità di liberalizzare l'aborto fino al momento della nascita del bambino.<br />Intanto, giovani ragazzi raccolti in preghiera e medici che dedicano la loro vita a salvare le donne dall'aborto vengono arrestati come criminali, mentre donne inferocite li attaccano e li insultano (e chissà cos'altro sarebbe potuto succedere se non fosse stata presente la polizia). Nessuno in questo caso ha ostacolato il diritto d'aborto, è stato invece ostacolato il diritto alla libertà religiosa e di manifestazione del proprio pensiero. Eppure ormai il diritto all'aborto vale più di tutto il resto: è un dogma, un pilastro intoccabile che regge la nostra società egoista ed egocentrica. Il gesto di questi giovani e di questo medico però,ci danno un forte segnale di speranza, perché hanno dimostrato che c'è qualcuno che, nonostante tutto, è ancora disposto a combattere per difendere la verità.<br />Nota di BastaBugie: Paweł Lisicki, direttore del settimanale Do Rzeczy, nell'articolo seguente dal titolo "La nuova Polonia nasce anti-cattolica" parla del primo ministro Donald Tusk che in Polonia sta accelerando sull'agenda di Bruxelles: perdita di sovranità, ecologismo, diritto all'aborto e diritti LGBTQ+.<br />Ecco l'articolo completo pubblicato su La Nuova Bussola Quotidiana il 15 dicembre 2023:<br />Il nuovo primo ministro polacco Donald Tusk ha promesso di riportare il suo Paese «al posto che gli spetta in Europa». Secondo lui è giunto il momento di porre fine a un gelido stallo durato otto anni tra Varsavia e Bruxelles. Suona bene, ma cosa significa in...]]></itunes:summary><itunes:duration>933</itunes:duration><itunes:keywords>clinicaabortista,prolife,sanchez,spagna,tusk</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e602c52bb42378db4bd22d41c2ab0a4e.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Macron insiste il diritto all'aborto in costituzione</title><link>https://www.spreaker.com/episode/macron-insiste-il-diritto-all-aborto-in-costituzione--57276646</link><description><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="https://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7565" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7565</a><br /><br />MACRON INSISTE: IL DIRITTO ALL'ABORTO IN COSTITUZIONE di Paola Belletti<br />Il presidente de la République Emmanuel Macron ha celebrato il 65° anniversario della Costituzione francese con un discorso nel quale ha espresso, di nuovo, il suo fermo desiderio che l'aborto venga inserito nella Carta costituzionale del paese, addirittura «il più presto possibile». Dopo le parole spese sul tema del referendum come strumento di partecipazione popolare al processo legislativo, che deve essere semplificato, ma non può minacciare i confini dello Stato di Diritto, e prima di accennare alla possibilità di inserire «la protezione del clima al centro delle nostre carte costituzionali» - anche questa un'istanza che proprio non trova sostenitori -, ha espresso l'auspicio che la libertà delle donne di accedere all'aborto sicuro sia sancita e protetta dalla più vincolante delle carte, la Bibbia laica delle democrazie occidentali.<br />Lo aveva già ricordato in occasione della Giornata internazionale della donna l'8 marzo e lui stesso lo ricorda per la celebrazione dell'introduzione della settimana costituzione repubblicana nel 1958, citandosi: «Voglio che la forza di questo messaggio ci aiuti a cambiare la nostra Costituzione per sancire la libertà delle donne di ricorrere all'interruzione volontaria di gravidanza», ha detto Macron al Palazzo di Giustizia di Parigi. Che la combo protezione del clima - libero accesso all'aborto sia un'endiade particolarmente cara a Monsieur le President lo avevamo già notato anche durante il semestre di presidenza francese dell'Unione Europea.<br />Sono questi gli aggiornamenti da installare il più presto possibile nelle carte costituzionali dei singoli paesi e nella Carta dei diritti fondamentali in Europa: è lì che dovremmo leggerli, in grassetto e ben evidenziati e possibilmente scolpirli nei nostri cuori. Difficile ristrutturare un edificio che ha problemi alle fondamenta affidandosi al bonus facciate: come si può aggiornare l'elenco dei diritti fondamentali dei cittadini (leggasi persone) riducendo a laterizi quello che davvero li fonda tutti, il diritto alla vita? In tutti questi discorsi sulla libertà di abortire il co-protagonista, il nascituro, è sempre taciuto, complice il fatto che è provvisoriamente impossibilitato a far sentire la propria voce. Eppure è vita, semplicemente al suo inizio. [...]]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/57276646</guid><pubDate>Tue, 17 Oct 2023 19:25:14 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/57276646/macron_insiste_il_diritto_all_aborto_in_costituzione.mp3" length="3297741" type="audio/mpeg"/><itunes:author>BastaBugie</itunes:author><itunes:subtitle>TESTO DELL'ARTICOLO ➜ https://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7565

MACRON INSISTE: IL DIRITTO ALL'ABORTO IN COSTITUZIONE di Paola Belletti
Il presidente de la République Emmanuel Macron ha celebrato il 65° anniversario della Costituzione...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="https://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7565" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7565</a><br /><br />MACRON INSISTE: IL DIRITTO ALL'ABORTO IN COSTITUZIONE di Paola Belletti<br />Il presidente de la République Emmanuel Macron ha celebrato il 65° anniversario della Costituzione francese con un discorso nel quale ha espresso, di nuovo, il suo fermo desiderio che l'aborto venga inserito nella Carta costituzionale del paese, addirittura «il più presto possibile». Dopo le parole spese sul tema del referendum come strumento di partecipazione popolare al processo legislativo, che deve essere semplificato, ma non può minacciare i confini dello Stato di Diritto, e prima di accennare alla possibilità di inserire «la protezione del clima al centro delle nostre carte costituzionali» - anche questa un'istanza che proprio non trova sostenitori -, ha espresso l'auspicio che la libertà delle donne di accedere all'aborto sicuro sia sancita e protetta dalla più vincolante delle carte, la Bibbia laica delle democrazie occidentali.<br />Lo aveva già ricordato in occasione della Giornata internazionale della donna l'8 marzo e lui stesso lo ricorda per la celebrazione dell'introduzione della settimana costituzione repubblicana nel 1958, citandosi: «Voglio che la forza di questo messaggio ci aiuti a cambiare la nostra Costituzione per sancire la libertà delle donne di ricorrere all'interruzione volontaria di gravidanza», ha detto Macron al Palazzo di Giustizia di Parigi. Che la combo protezione del clima - libero accesso all'aborto sia un'endiade particolarmente cara a Monsieur le President lo avevamo già notato anche durante il semestre di presidenza francese dell'Unione Europea.<br />Sono questi gli aggiornamenti da installare il più presto possibile nelle carte costituzionali dei singoli paesi e nella Carta dei diritti fondamentali in Europa: è lì che dovremmo leggerli, in grassetto e ben evidenziati e possibilmente scolpirli nei nostri cuori. Difficile ristrutturare un edificio che ha problemi alle fondamenta affidandosi al bonus facciate: come si può aggiornare l'elenco dei diritti fondamentali dei cittadini (leggasi persone) riducendo a laterizi quello che davvero li fonda tutti, il diritto alla vita? In tutti questi discorsi sulla libertà di abortire il co-protagonista, il nascituro, è sempre taciuto, complice il fatto che è provvisoriamente impossibilitato a far sentire la propria voce. Eppure è vita, semplicemente al suo inizio. 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CHI SALVERA' I BAMBINI DA ''SAVE THE CHILDREN''?
Aborto, pianificazione familiare ed ora eutanasia infantile: questo è il programma d'azione di Save the Children, la famosa ong...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="https://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=3326" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=3326</a><br /><br />CHI SALVERA' I BAMBINI DA ''SAVE THE CHILDREN''?<br />Aborto, pianificazione familiare ed ora eutanasia infantile: questo è il programma d'azione di Save the Children, la famosa ong che - quantomeno nel nome - a ben altre battaglie dovrebbe rifarsi.<br />E così l'organizzazione che dichiara come ragione sociale il motto "salva i bambini" collabora attivamente con Planned Parenthood, esorta le donne a fare meno figli e considera come opzione caldeggiata l'interruzione di gravidanza.<br />Tali aspetti sono stati sollevati da molti enti, tra cui l'associazione pro-life americana Life Decision Internation ed il gruppo britannico Catholic Action UK, che, oltre a denunciare l'operato di Save the Children, chiedono ai credenti e, più in generale, a tutte le persone che credono nel valore della Vita di astenersi da qualsiasi forma di supporto a questa ong.<br />L'organizzazione ha ovviamente innumerevoli siti, uno per ciascuno Stato in cui è insediata, con palpabili differenze da Nazione a Nazione: per esempio nel portale web italiano ed in quello statunitense il termine "aborto" è mascherato dietro il concetto di "pianificazione familiare", mentre in quello australiano, realtà dove la sensibilità verso la tematica è minore, si fa direttamente riferimento all'interruzione di gravidanza.<br />Ma anche il sito italiano non è scevro da concetti antinatalisti e frutto della più retriva cultura neomalthusiana: "La sovrappopolazione è una questione aperta ormai da anni." si legge "Facciamo troppi figli nel mondo.", "Un corretto accesso alla pianificazione famigliare invece salverebbe milioni di persone."<br />Ora l'ultima uscita di Save the Children chiude il cerchio della cultura della morte: incita all'eutanasia per tutte le età, dal neonato in su.<br />È quanto sta accadendo in Scozia dove, nell'ambito del dibattito preparatorio alla discussione di un disegno di legge sulla cosiddetta dolce morte, entra a gamba tesa l'ong tramite il comitato "Together" - di cui Save the Children è il membro più importante - chiedendo al Parlamento scozzese di - udite, udite - rispettare la Convenzione ONU sui diritti del fanciullo ed introdurre l'eutanasia anche per i minori, anche per i bambini, prendendo a modello il Belgio.<br />Lasciando da parte tutto il discorso sulla capacità decisionale di un bambino soprattutto in materie quali la scelta di vivere o morire, è paradossale che proprio chi sbandiera di difendere i più piccoli contribuisca a farne morire milioni nel ventre materno ed ora pretenda di concludere lo scellerato piano con l'eutanasia.]]></itunes:summary><itunes:duration>177</itunes:duration><itunes:keywords>aborto,culturadellamorte,eutanasia,plannedparenthood,savethechildren</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/7f5a604fea021dd5846a1f2c4cba5e93.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Il ritorno del paganesimo e dei sacrifici dei bambini</title><link>https://www.spreaker.com/episode/il-ritorno-del-paganesimo-e-dei-sacrifici-dei-bambini--55302034</link><description><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="https://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7432" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7432</a><br /><br />IL RITORNO DEL PAGANESIMO E DEI SACRIFICI DEI BAMBINI di Edwin Benson<br />Tornano in uso antiche pratiche pagane come il sacrificio di bambini. Nel numero di maggio 2023 la rivista politica americana Commentary ha pubblicato un ampio saggio intitolato "Il ritorno del paganesimo". Il punto principale dell'articolo era che antiche pratiche pagane stanno tornando in uso e sono incorporate in molti movimenti "moderni".<br />L'articolo inizia raccontando il misfatto del killer cosiddetto transgender che ha ucciso tre bambini e tre adulti in una scuola del Tennessee il 27 marzo 2023. L'autore, l’israeliano Liel Leibovitz, vede un potente elemento di paganesimo in quell'atto e nella sua copertura da parte dei media tradizionali: la volontà di sacrificare bambini. "(I figli) erano l'offerta definitiva agli dèi, la prova che il credente pagano era così sicuro della sua fede da offrire la propria prole per dimostrare agli dèi la forza della sua fede", afferma.<br />Leibovitz sembra un candidato insolito per scrivere seriamente di paganesimo. Ha conseguito un dottorato di ricerca alla Columbia University e ha scritto per le riviste The Nation e The New Republic, organi notoriamente di sinistra. Tiene una rubrica anche per la rivista cattolica First Things.<br />Anche la sparatoria nella scuola di Memphis sembra un evento anomalo nel quale vedere sfumature pagane. Quell'evento sembra essere assolutamente moderno. Fino a pochi anni fa la parola "transgender" era raramente sentita e fino a poco tempo fa le sue origini erano trattate come disturbi mentali. Mai prima d'ora questi due elementi erano stati mescolati in un'unica atrocità.<br />NULLA E' VERO, TUTTO E' PERMESSO<br />Sebbene il paganesimo sia spesso ignorato, è in crescita. Nel 1990 circa 8.000 americani lo praticavano. Questo numero è cresciuto fino a 340.000 nel 2008. Oggi si stima che 1,5 milioni di aderenti "professino una serie di persuasioni pagane, dalla Wicca alla tradizione vichinga, rendendo il paganesimo una delle persuasioni in più rapida crescita della nazione".<br />Leibovitz fornisce anche una chiave di lettura di questa crescente popolarità delle idee pagane. "[Il paganesimo] può essere distillato nel seguente principio: nulla è vero, tutto è permesso". Questa spiegazione evoca i tormentoni degli anni Sessanta "È vietato vietare" e "Fai quello che vuoi".<br />Tuttavia, se è da trovare nell'articolo di Commentary un punto debole, è quello di dedicare troppo poco spazio alla descrizione di ciò che il paganesimo era o ancora è. Pur non ignorando completamente questo aspetto, l'articolo si è comprensibilmente concentrato sul sacrificio dei bambini. Tuttavia, uno sguardo più completo alla definizione di paganesimo e alle sue pratiche rende i collegamenti più comprensibili.<br />L’enciclopedia Cattolica fornisce una descrizione più specifica del paganesimo. "Il paganesimo, nel senso più ampio, comprende tutte le religioni diverse da quella vera rivelata da Dio e, in senso più stretto, tutte tranne il cristianesimo, il giudaismo e il maomettanesimo. Il termine è usato anche come equivalente di Politeismo. Deriva dal latino pagus, da cui pagani (cioè coloro che vivono in campagna), un nome dato alla gente di campagna rimasta pagana dopo che le città erano diventate cristiane”. Come vedremo, alcune credenze collegano quei romani rurali con i pagani urbani di oggi.<br />TOTEMISMO, ANIMISMO E DUALISMO<br />L'Enciclopedia Cattolica descrive diversi aspetti del paganesimo, il primo dei quali è il "totemismo". Si tratta dell'uso di simboli animali, umani o naturali, spesso distorti, ai quali i credenti attribuiscono un significato pregnante. Un esempio noto è l'arcobaleno, un simbolo usato dal movimento LGBT per rappresentare le sue richieste anche se in realtà non c'è alcun legame effettivo tra l'omosessualità e il fenomeno meteorologico.<br />In questo caso particolare, c'è un significato distorto dato dagli omosessualisti per interpretare il segno usato da Dio per dire a Noè che non avrebbe mai più inondato la terra. “L'arco sarà sulle nubi e io lo guarderò per ricordare l'alleanza eterna tra Dio e ogni essere che vive in ogni carne che è sulla terra». Disse Dio a Noè: «Questo è il segno dell'alleanza che io ho stabilito tra me e ogni carne che è sulla terra».<br />Un'altra credenza comune nel paganesimo moderno è l'animismo, che attribuisce le caratteristiche dell'anima umana ad animali, piante e oggetti inanimati come il sole e la luna. Oggi, questa è spesso una caratteristica di molti ecologisti che attribuiscono "spiriti" agli alberi, ai fiumi e a certe piante rare. Gran parte del movimento per la "biodiversità" si lega all'idea che ogni specie vegetale contribuisca alla terra con qualcosa, anche se questo "qualcosa" è indefinibile. La rinascita del druidismo nella vita moderna è una conseguenza della rinascita dello spirito dell'animismo.<br />Il dualismo è un altro aspetto dell'antico paganesimo che rientra nella vita e nel pensiero moderni. Esso insegna che la mente e il corpo sono collegati solo perifericamente e che la ragione è intrinsecamente superiore al corpo. Per questo motivo, il corpo deve essere disprezzato e la "vita della mente" deve essere valorizzata. Queste convinzioni erano tipiche degli gnostici, che non erano disposti a credere che Gesù Cristo potesse aver assunto una forma umana vera e propria. Oggi si ritrova in molte pratiche pagane derivate dal buddismo e dall'induismo, che sono entrate nella vita moderna attraverso gli insegnamenti "new age" e lo yoga.<br /><br />L'ABORTO, IL SACRIFICIO DEI BAMBINI DEI NOSTRI GIORNI<br />Come già detto, gran parte dell'articolo di Commentary si concentra sul sacrificio dei bambini. Purtroppo, esso omette la forma più comune di sacrificio di bambini nel mondo di oggi, cioè l'aborto procurato. Come gli antichi che gettavano i loro neonati nel cratere dei vulcani per placare gli spiriti, troppe persone moderne si disfano dei loro figli non ancora nati nel futile tentativo di "migliorare" la propria vita.<br />Allo stesso tempo, l'articolo fornisce altri esempi pertinenti di sacrificio di bambini. Come si spiega, si chiede, la chiusura delle scuole legata al Covid? Il fatto che i bambini siano stati in gran parte immuni al Covid sostiene con forza la tesi che le scuole americane avrebbero dovuto rimanere aperte, come quelle di una parte dei Paesi europei. In un periodo di forte conturbazione, il regolare funzionamento delle scuole avrebbe fatto molto per rassicurare i nostri bambini sul fatto che la vita sarebbe tornata alla normalità. Tuttavia, le scuole hanno chiuso e sono rimaste chiuse.<br />Leibovitz ne elenca le conseguenze: "drammatiche impennate delle crisi di salute mentale dei giovani, bruschi cali delle competenze accademiche di base e praticamente ogni altro parametro della miseria umana inflitta ai nostri bambini".<br />L'articolo cita anche la propensione odierna di genitori e insegnanti di sinistra a coinvolgere i bambini nelle loro battaglie politiche. Questo punto è meno solidamente dimostrato, ma ci sono prove a suo favore. Molti programmi scolastici di sinistra presentano l'"azione sociale" degli studenti come uno dei loro obiettivi primari. Aziende come Scholastic, fornitrice di innumerevoli "fiere del libro" per le scuole elementari, creano e presentano interi filoni di letteratura per bambini progettati per indurre a venerare coloro che protestano. Un titolo particolarmente eclatante è Take the Mic: Fictional Stories of Everyday Resistance (Storie di resistenza quotidiana) per ragazzi dai dodici anni in su. Chiunque pensi che gli adolescenti debbano imparare a resistere non ne ha mai cresciuto uno.<br />In effetti, pur ignorando l'aborto procurato, l'articolo presenta diversi punti validi. Lo spirito di un neopaganesimo moderno è molto vivo oggi. I nemici spirituali dell'umanità sono gli stessi di sempre. Satana non ha bisogno di fabbricare nuovi strumenti quando quelli vecchi funzionano così bene.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/55302034</guid><pubDate>Tue, 18 Jul 2023 20:10:35 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/55302034/il_ritorno_del_paganesimo_e_dei_sacrifici_dei_bambini.mp3" length="9511541" type="audio/mpeg"/><itunes:author>BastaBugie</itunes:author><itunes:subtitle>TESTO DELL'ARTICOLO ➜ https://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7432

IL RITORNO DEL PAGANESIMO E DEI SACRIFICI DEI BAMBINI di Edwin Benson
Tornano in uso antiche pratiche pagane come il sacrificio di bambini. Nel numero di maggio 2023 la rivista...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="https://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7432" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7432</a><br /><br />IL RITORNO DEL PAGANESIMO E DEI SACRIFICI DEI BAMBINI di Edwin Benson<br />Tornano in uso antiche pratiche pagane come il sacrificio di bambini. Nel numero di maggio 2023 la rivista politica americana Commentary ha pubblicato un ampio saggio intitolato "Il ritorno del paganesimo". Il punto principale dell'articolo era che antiche pratiche pagane stanno tornando in uso e sono incorporate in molti movimenti "moderni".<br />L'articolo inizia raccontando il misfatto del killer cosiddetto transgender che ha ucciso tre bambini e tre adulti in una scuola del Tennessee il 27 marzo 2023. L'autore, l’israeliano Liel Leibovitz, vede un potente elemento di paganesimo in quell'atto e nella sua copertura da parte dei media tradizionali: la volontà di sacrificare bambini. "(I figli) erano l'offerta definitiva agli dèi, la prova che il credente pagano era così sicuro della sua fede da offrire la propria prole per dimostrare agli dèi la forza della sua fede", afferma.<br />Leibovitz sembra un candidato insolito per scrivere seriamente di paganesimo. Ha conseguito un dottorato di ricerca alla Columbia University e ha scritto per le riviste The Nation e The New Republic, organi notoriamente di sinistra. Tiene una rubrica anche per la rivista cattolica First Things.<br />Anche la sparatoria nella scuola di Memphis sembra un evento anomalo nel quale vedere sfumature pagane. Quell'evento sembra essere assolutamente moderno. Fino a pochi anni fa la parola "transgender" era raramente sentita e fino a poco tempo fa le sue origini erano trattate come disturbi mentali. Mai prima d'ora questi due elementi erano stati mescolati in un'unica atrocità.<br />NULLA E' VERO, TUTTO E' PERMESSO<br />Sebbene il paganesimo sia spesso ignorato, è in crescita. Nel 1990 circa 8.000 americani lo praticavano. Questo numero è cresciuto fino a 340.000 nel 2008. Oggi si stima che 1,5 milioni di aderenti "professino una serie di persuasioni pagane, dalla Wicca alla tradizione vichinga, rendendo il paganesimo una delle persuasioni in più rapida crescita della nazione".<br />Leibovitz fornisce anche una chiave di lettura di questa crescente popolarità delle idee pagane. "[Il paganesimo] può essere distillato nel seguente principio: nulla è vero, tutto è permesso". Questa spiegazione evoca i tormentoni degli anni Sessanta "È vietato vietare" e "Fai quello che vuoi".<br />Tuttavia, se è da trovare nell'articolo di Commentary un punto debole, è quello di dedicare troppo poco spazio alla descrizione di ciò che il paganesimo era o ancora è. Pur non ignorando completamente questo aspetto, l'articolo si è comprensibilmente concentrato sul sacrificio dei bambini. Tuttavia, uno sguardo più completo alla definizione di paganesimo e alle sue pratiche rende i collegamenti più comprensibili.<br />L’enciclopedia Cattolica fornisce una descrizione più specifica del paganesimo. "Il paganesimo, nel senso più ampio, comprende tutte le religioni diverse da quella vera rivelata da Dio e, in senso più stretto, tutte tranne il cristianesimo, il giudaismo e il maomettanesimo. Il termine è usato anche come equivalente di Politeismo. Deriva dal latino pagus, da cui pagani (cioè coloro che vivono in campagna), un nome dato alla gente di campagna rimasta pagana dopo che le città erano diventate cristiane”. Come vedremo, alcune credenze collegano quei romani rurali con i pagani urbani di oggi.<br />TOTEMISMO, ANIMISMO E DUALISMO<br />L'Enciclopedia Cattolica descrive diversi aspetti del paganesimo, il primo dei quali è il "totemismo". Si tratta dell'uso di simboli animali, umani o naturali, spesso distorti, ai quali i credenti attribuiscono un significato pregnante. Un esempio noto è l'arcobaleno, un simbolo usato dal movimento LGBT per rappresentare le sue richieste anche se in realtà non c'è alcun legame...]]></itunes:summary><itunes:duration>595</itunes:duration><itunes:keywords>paganesimo,sacrificiumani,salute,tuttoèpermesso,vitadellamente</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/afa247094539cbee84e93eb4b7159a2f.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Record di aborti in Inghilterra, mentre in Giappone il governo corre ai ripari</title><link>https://www.spreaker.com/episode/record-di-aborti-in-inghilterra-mentre-in-giappone-il-governo-corre-ai-ripari--56066073</link><description><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="https://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7475" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7475</a><br /><br />RECORD DI ABORTI IN INGHILTERRA, MENTRE IN GIAPPONE IL GOVERNO CORRE AI RIPARI<br />Kishida ha stanziato 25 miliardi per contrastare la denatalità (obiettivo che si può raggiungere solo smettendola di abortire ed incentivando le nascite)<br />di Mauro Faverzani<br />Un'ombra di morte purtroppo avanza in Europa, conquistando nuovi terreni e mietendo troppe vittime innocenti. Lo dimostrano i dati relativi ad Inghilterra e Galles, dove è stato raggiunto un tragico record storico, quello relativo al numero degli aborti praticati nei primi sei mesi del 2022, periodo cui si riferiscono gli ultimi dati diffusi dal Dipartimento governativo della Sanità e dell'Assistenza Sociale: tra il primo gennaio ed il 30 giugno dell'anno scorso sono stati praticati, infatti, 123.219 aborti ovvero 17.731 in più rispetto ai 105.488 praticati nello stesso periodo nel 2021. Se questo trend dovesse proseguire, il rischio è che anche su base annua il 2023 possa confermarsi come l'anno più nero per numero di bambini uccisi nel grembo materno.<br />L'OSCURANTISMO DEL GOVERNO<br />Incurante di tale drammatico campanello d'allarme, proprio all'inizio di quest'anno il Parlamento inglese ha vietato la preghiera silenziosa nei pressi delle cliniche abortive - con una multa fissa iniziale di 100 sterline, ma che può salire fino a 1.000 in caso di processo - ed ha negato la possibilità d'informare le donne circa le possibili alternative: secondo un emendamento alla legge sull'ordine pubblico, approvato a marzo dalla Camera dei Comuni, ciò è da considerarsi illegale.<br />Anche in Irlanda, purtroppo, il tasso abortivo risulta in continua crescita: a cinque anni dal referendum, che ha eliminato dalla Costituzione la tutela per la vita dei bambini non nati, consentendone di fatto l'aborto per qualsiasi motivo fino alla dodicesima settimana ed anche oltre, quando si ritenga che la salute - anche mentale - della madre possa essere in pericolo oppure qualora il piccolo presenti un'anomalia ritenuta pericolosa per la sua vita entro 28 giorni dalla nascita.<br />Prima di quel drammatico referendum, l'aborto in Irlanda era vietato. Nel 2019, anno di entrata in vigore della nuova normativa, furono uccisi 6.666 bambini nel grembo delle loro madri, nel 2021 il numero è salito a 6.700, nel 2022 si è raggiunto il triste record di 8.500 - oltre il 21% in più nel giro di un solo anno -, secondo quanto dichiarato dal ministro della Salute, Stephen Donnelly. «Una tendenza devastante - ha commentato Eilis Mulroy della Campagna Pro-Life Irlanda in un'intervista al quotidiano Register - Questo è il risultato di un governo, che ha dimostrato una totale mancanza d'interesse nel fornire alle donne con gravidanze non pianificate reali alternative all'aborto».<br />Non pare tuttavia che vi siano ripensamenti in merito: nuove nubi fosche si stanno anzi addensando in Irlanda, dove nei prossimi mesi dovrebbe essere esaminata dalla commissione parlamentare per la Salute una revisione della normativa, voluta dall'Ifpa-Associazione Irlandese per la Pianificazione Familiare, tesa ad eliminare il cosiddetto «periodo di riflessione» obbligatorio di tre giorni dopo il primo colloquio, entro il quale è ad oggi consentito alla donna un ripensamento. I dati, però, attestano quanto importanti siano stati in molti casi questi tre giorni: nel 2021 le consultazioni iniziali sono state 8.284, gli aborti praticati 6.700. Il che significa che ben 1.584 donne sono tornate sui propri passi e quindi che 1.584 bambini sono stati salvati. Togliere anche quel breve lasso di tempo per una riflessione personale, oltre ad esercitare un'indebita pressione psicologica tale da influenzare pesantemente le scelte, significa dimostrare di voler fare proprio di tutto pur di uccidere bimbi nei grembi materni.<br />Il primo ministro irlandese si è dichiarato però «riluttante e a disagio» nell'apportare modifiche alla legislazione sull'aborto, promulgata solo cinque anni fa: «Quando io e altri ci siamo schierati per il Sì - ha dichiarato alla stampa il premier, Leo Eric Varadkar - abbiamo detto che ci sarebbero state delle garanzie, tra cui il periodo di attesa e la protezione delle obiezioni di coscienza». Rimangiarsi ora la parola data è evidentemente troppo persino per loro, subito favorevoli all'introduzione dell'aborto nel Paese.<br />BUONE NOTIZIE DAL GIAPPONE<br />Le buone notizie giungono solo dall'altra parte del mondo, dal Giappone nello specifico, dove il governo ha stanziato 3.500 miliardi di yen - pari a 25 miliardi di dollari - in tre anni, dal 2024 al 2027, per contrastare con misure urgenti la denatalità, obiettivo che si può raggiungere in un solo modo: smettendola di abortire ed incentivando le nascite. Non serve la bacchetta magica, occorre piuttosto assicurare un maggior sostegno finanziario alle famiglie. Secondo Haruka Sakamoto, membro della Tokyo Foundation for Policy Research, il crollo nelle nascite dipenderebbe infatti dall'aumento dei single, non per cambiamenti nella scala dei valori, bensì per la precarietà nel lavoro e per i redditi bassi.<br />La decisione, assunta dal primo ministro Fumio Kishida, è giunta, dopo che l'anno scorso il Paese ha toccato il minimo storico di nuovi nati, 799.728 in tutto: «Se non freniamo il rapido declino del tasso di natalità e la diminuzione della popolazione - ha dichiarato il premier alla stampa - l'economia del nostro Paese si contrarrà e sarà difficile mantenere i nostri sistemi di tutela sociale, comprese le comunità locali, le pensioni, l'assistenza medica e l'assistenza infermieristica».<br />Per questo il governo ha previsto un aumento dell'assegno di natalità da 420 a 500 mila yen - pari a 3.500 dollari -, in più le spese per il parto verranno interamente coperte dall'assicurazione sanitaria pubblica. Verranno erogati assegni familiari da 15 mila yen al mese per ogni figlio di età inferiore ai 3 anni e di 10 mila per ogni figlio di età compresa tra i 3 ed i 18 anni. Dal terzo figlio in poi l'assegno mensile diverrà di 30 mila yen dalla nascita sino alla fine delle scuole superiori. Il tutto senza più restrizioni di reddito familiare. Sempre sul fronte scolastico, verrà offerta ai giovani un'istruzione superiore gratuita e verranno estese anche le esenzioni dalle tasse universitarie. Per assicurare tutto questo - ha spiegato il primo ministro Kishida - «attueremo le misure di sostegno con carattere di urgenza, utilizzeremo obbligazioni speciali di finanziamento del deficit per far fronte alla riforma della spesa».<br />Questo è esattamente ciò che andrebbe fatto in ogni angolo del mondo. Perché non serve a nulla, anzi è molto ipocrita lanciare l'allarme denatalità e poi continuare a fare come se niente fosse.<br />]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/56066073</guid><pubDate>Tue, 11 Jul 2023 21:48:06 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/56066073/record_di_aborti_in_inghilterra_mentre_in_giappone_il_governo_corre_ai_ripari.mp3" length="8068328" type="audio/mpeg"/><itunes:author>BastaBugie</itunes:author><itunes:subtitle>TESTO DELL'ARTICOLO ➜ https://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7475

RECORD DI ABORTI IN INGHILTERRA, MENTRE IN GIAPPONE IL GOVERNO CORRE AI RIPARI
Kishida ha stanziato 25 miliardi per contrastare la denatalità (obiettivo che si può raggiungere...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="https://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7475" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7475</a><br /><br />RECORD DI ABORTI IN INGHILTERRA, MENTRE IN GIAPPONE IL GOVERNO CORRE AI RIPARI<br />Kishida ha stanziato 25 miliardi per contrastare la denatalità (obiettivo che si può raggiungere solo smettendola di abortire ed incentivando le nascite)<br />di Mauro Faverzani<br />Un'ombra di morte purtroppo avanza in Europa, conquistando nuovi terreni e mietendo troppe vittime innocenti. Lo dimostrano i dati relativi ad Inghilterra e Galles, dove è stato raggiunto un tragico record storico, quello relativo al numero degli aborti praticati nei primi sei mesi del 2022, periodo cui si riferiscono gli ultimi dati diffusi dal Dipartimento governativo della Sanità e dell'Assistenza Sociale: tra il primo gennaio ed il 30 giugno dell'anno scorso sono stati praticati, infatti, 123.219 aborti ovvero 17.731 in più rispetto ai 105.488 praticati nello stesso periodo nel 2021. Se questo trend dovesse proseguire, il rischio è che anche su base annua il 2023 possa confermarsi come l'anno più nero per numero di bambini uccisi nel grembo materno.<br />L'OSCURANTISMO DEL GOVERNO<br />Incurante di tale drammatico campanello d'allarme, proprio all'inizio di quest'anno il Parlamento inglese ha vietato la preghiera silenziosa nei pressi delle cliniche abortive - con una multa fissa iniziale di 100 sterline, ma che può salire fino a 1.000 in caso di processo - ed ha negato la possibilità d'informare le donne circa le possibili alternative: secondo un emendamento alla legge sull'ordine pubblico, approvato a marzo dalla Camera dei Comuni, ciò è da considerarsi illegale.<br />Anche in Irlanda, purtroppo, il tasso abortivo risulta in continua crescita: a cinque anni dal referendum, che ha eliminato dalla Costituzione la tutela per la vita dei bambini non nati, consentendone di fatto l'aborto per qualsiasi motivo fino alla dodicesima settimana ed anche oltre, quando si ritenga che la salute - anche mentale - della madre possa essere in pericolo oppure qualora il piccolo presenti un'anomalia ritenuta pericolosa per la sua vita entro 28 giorni dalla nascita.<br />Prima di quel drammatico referendum, l'aborto in Irlanda era vietato. Nel 2019, anno di entrata in vigore della nuova normativa, furono uccisi 6.666 bambini nel grembo delle loro madri, nel 2021 il numero è salito a 6.700, nel 2022 si è raggiunto il triste record di 8.500 - oltre il 21% in più nel giro di un solo anno -, secondo quanto dichiarato dal ministro della Salute, Stephen Donnelly. «Una tendenza devastante - ha commentato Eilis Mulroy della Campagna Pro-Life Irlanda in un'intervista al quotidiano Register - Questo è il risultato di un governo, che ha dimostrato una totale mancanza d'interesse nel fornire alle donne con gravidanze non pianificate reali alternative all'aborto».<br />Non pare tuttavia che vi siano ripensamenti in merito: nuove nubi fosche si stanno anzi addensando in Irlanda, dove nei prossimi mesi dovrebbe essere esaminata dalla commissione parlamentare per la Salute una revisione della normativa, voluta dall'Ifpa-Associazione Irlandese per la Pianificazione Familiare, tesa ad eliminare il cosiddetto «periodo di riflessione» obbligatorio di tre giorni dopo il primo colloquio, entro il quale è ad oggi consentito alla donna un ripensamento. I dati, però, attestano quanto importanti siano stati in molti casi questi tre giorni: nel 2021 le consultazioni iniziali sono state 8.284, gli aborti praticati 6.700. Il che significa che ben 1.584 donne sono tornate sui propri passi e quindi che 1.584 bambini sono stati salvati. Togliere anche quel breve lasso di tempo per una riflessione personale, oltre ad esercitare un'indebita pressione psicologica tale da influenzare pesantemente le scelte, significa dimostrare di voler fare proprio di tutto pur di uccidere bimbi nei grembi materni.<br />Il primo ministro...]]></itunes:summary><itunes:duration>505</itunes:duration><itunes:keywords>aborti,irlanda,kishida,multa,record</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/669b6fbe9216430e9ef7f8df7fc9f2c8.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Un anno dopo la storica sentenza della Corte Suprema: 60mila aborti in meno</title><link>https://www.spreaker.com/episode/un-anno-dopo-la-storica-sentenza-della-corte-suprema-60mila-aborti-in-meno--55997753</link><description><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="https://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7469" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7469</a><br /><br />UN ANNO DOPO LA STORICA SENTENZA DELLA CORTE SUPREMA: 60MILA ABORTI IN MENO<br />È passato più di un anno - era il 24 giugno 2022 - dalla storica sentenza della Corte Suprema degli Stati Uniti "Dobbs vs Jackson Women's Health Organization" venne cancellata l'altrettanto storica sentenza "Roe va Wade" del 1973.<br />Un anno, dunque, dall'annullamento del fantomatico "diritto federale di aborto" e che da allora ha lasciato piena sovranità in materia ai singoli Stati.<br />Negli ultimi 12 mesi molti parlamenti locali hanno approvato nuove leggi o modificato quelle vigenti, in un senso o nell'altro, mentre il dibattito sui limiti per accedere all'aborto si è molto polarizzato, così come le scelte politiche e legislative degli Stati. «Di rado - ha scritto il quotidiano Usa Today - una decisione della Corte Suprema ha avuto un impatto così profondo e così rapido sulla vita di così tante persone». Fino alla sentenza di un anno fa era di fatto possibile a qualunque donna in tutti gli State Uniti praticare l'aborto fino a quella che la legge italiana definisce «vita autonoma del feto», cioè tra le 22 e le 24 settimane, per effetto della sentenza del 1992 con cui sempre la Corte Suprema decise sulla controversia Casey-Planned Parenthood. Per effetto del verdetto Dobbs di un anno fa la situazione giuridica dell'aborto nel territorio statunitense si è fatta quantomai variegata, con 14 Stati che hanno introdotto significative limitazioni.<br />Secondo uno studio della Society of Family Planning, gli aborti sono diminuiti dagli 82mila al mese prima della sentenza a 77mila: un calo che nell'arco di un anno dice che ci sarebbero stati 60mila aborti in meno per effetto della decisione della Corte Suprema. Resta comunque imponente il numero complessivo degli aborti - in assenza di un dato ufficiale - in 924mila in un anno (in Italia sono 67mila con una popolazione di 60 milioni di abitanti, contro i 330 milioni degli Usa).<br />Nota di BastaBugie: Stefano Fontana nell'articolo seguente dal titolo "L'Onu è sempre stata la fabbrica di nuovi diritti" spiega perché dopo la sentenza della Corte Suprema americana, l'Onu vorrebbe dichiarare l'aborto un diritto umano, in modo da porlo in continuità con la Dichiarazione universale dei diritti umani. Come si può arrivare a una simile contraddizione? È un diritto umano la negazione del diritto alla vita? Il motivo è semplice: perché fin da subito l'Onu ha rifiutato di basare i diritti sulla legge naturale.<br />Ecco l'articolo completo pubblicato su La Nuova Bussola Quotidiana il 24 giugno 2023:<br />L'Onu vuole dichiarare l'aborto un diritto umano, ossia porlo in essenziale continuità con la Dichiarazione universale dei diritti umani del 1948. Ci si chiede se l'orrendo proposito sia una assurda forzatura oppure se possa trovare in quella Dichiarazione qualche appiglio. Potrebbe essere, infatti, che già nella fase di produzione di quella Dichiarazione ci fossero alcuni presupposti che possano servire non a giustificare ma a spiegare questo triste esito, a distanza di tanti anni.<br />È opportuno ricordare che fu allora istituita una Commissione presso l'Unesco per discutere i criteri e i contenuti della Dichiarazione dei diritti umani di successiva redazione. A questa Commissione parteciparono intellettuali e studiosi nei vari campi del sapere e di varia origine culturale e religiosa. Come noto, vi partecipò anche Jacques Maritain che proprio nel 1948 pubblicava il suo libro, edito dall'Unesco, Les droits de l'homme. Il fatto forse più importante del lavoro della Commissione fu il riconoscimento della impossibilità di conoscere un fondamento ultimo dei diritti umani. Per la tradizione filosofica e teologica classica e cattolica il fondamento prossimo dei diritti umani è il diritto naturale e quello ultimo è Dio. Invece per la tradizione politica derivante da Hobbes, Locke e Rousseau, era la convenzione pattizia tra gli uomini con la quale essi diventavano cittadini. Per le altre correnti di pensiero e religiose presenti nella Commissione i fondamenti erano altri ancora. L'Onu rinunciò ad affrontare il problema dal punto di vista conoscitivo e scelse la via pratica: si sarebbe dovuto mettere da parte l'aspetto teoretico o di principio e percorrere la via di un "pensiero pratico comune" cercando di elencare i diritti utili per la vita sociale.<br />Il punto non è da sottovalutare, perché esso rifletteva una visione della realtà e dell'uomo. Il buon senso dice che prima si pensa e poi si agisce in base a quanto si pensa. Il pensiero viene prima dell'azione. Sui diritti umani, invece, l'Onu rovescia i termini e l'aspetto pratico viene prima di quello del pensiero. L'uomo, quindi, pensa in base a quello che fa e non più viceversa: il giudizio dell'intelletto pratico precede il giudizio dell'intelletto teoretico. Va anche notato che mediante questa decisione di rinunciare ad un accordo di principio sui fondamenti, le esigenze pratiche non solo avevano la meglio su quelle della ragione ma anche su quelle della Rivelazione. Parlo qui naturalmente per i cristiani e i cattolici in particolare, come appunto Maritain. Privo della necessità di avere un fondamento ultimo di verità sia razionale che rivelata, l'aspetto pratico veniva lasciato alla libera e immotivata volontà, aprendo la possibilità, già allora, di "nuovi diritti", come infatti sta ora avvenendo.<br />Tutto questo va posto in relazione con il fatto che dopo la Seconda Guerra Mondiale i "diritti umani" divennero la grande ideologia con cui il nuovo ordine voleva plasmare le costituzioni degli Stati. Sappiamo che Arabia Saudita o Sud Africa non aderirono al progetto, ma molti altri Stati invece lo fecero proprio. I diritti che l'Onu andava a definire erano certamente figli della Dichiarazione del 1789, agli inizi della Rivoluzione Francese (che tuttora è parte integrante della costituzione francese), ma più che di Rousseau subirono l'influenza di Locke e assunsero una pretesa di universalità. Essi vennero intesi come una nuova visione dell'uomo definitivamente acquisita e da sovrapporre, come un cappello introduttivo e fondativo, alle varie dichiarazioni che fossero in seguito prodotte. Infatti, se ne produssero poi tante, da quella sui diritti dell'infanzia del 1959 alla Carta sui diritti fondamentali dell'Ue del 2000 e così via. L'Onu divenne la "fabbrica dei diritti", come scrive Bernard Dumont nell'ultimo numero della rivista francese Catholica. Tutte derivanti dalla prima, quella del 1948, che però aveva rinunciato a fondare ultimamente i diritti umani, il che spiega come oggi la stessa Onu diventi la "fabbrica dei nuovi diritti". Si sa che senza il fondamento ultimo, anche i fondamenti prossimi cadono, e quindi anche il fondamento pratico suggerito da Maritain.<br />Tornando a Maritain, egli, in L'uomo e lo Stato (1951) scrive che nella discussione interna alla Commissione dell'Unesco si era arrivati ad un accordo, ma "a condizione che non ci si chiedesse perché". E continua "Sino a quando non vi sarà unità di fede e unità di filosofia nello spirito degli uomini, le interpretazioni e le giustificazioni saranno tra loro in conflitto. Nell'ambito, invece, dell'affermazione pratica, un accordo su una dichiarazione comune è possibile grazie ad un approccio più pragmatico che teorico e mediante uno sforzo collettivo di confronto, rielaborazione e perfezionamento dei progetti di redazione". Maritain mantenne sempre questa sua posizione, anche nel Contadino della Garonna, dove però vi accosta almeno l'avvertimento di "non gettare ai cani la verità". La sua era un'illusione ottica, perché l'accordo pratico privo di un consenso sui principi avrà sempre il carattere del nominalismo e i diritti nominalmente elencati verranno poi applicati in modo alquanto diverso. Ma quella che per lui era un'illusione, per l'Onu era un'ideologia. Senza un fondamento, i diritti possono essere "fabbricati" dalla stessa Onu.<br />]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/55997753</guid><pubDate>Tue, 04 Jul 2023 22:17:13 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/55997753/un_anno_dopo_la_storica_sentenza_della_corte_suprema_60mila_aborti_in_meno.mp3" length="9508197" type="audio/mpeg"/><itunes:author>BastaBugie</itunes:author><itunes:subtitle>TESTO DELL'ARTICOLO ➜ https://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7469

UN ANNO DOPO LA STORICA SENTENZA DELLA CORTE SUPREMA: 60MILA ABORTI IN MENO
È passato più di un anno - era il 24 giugno 2022 - dalla storica sentenza della Corte Suprema degli...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="https://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7469" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7469</a><br /><br />UN ANNO DOPO LA STORICA SENTENZA DELLA CORTE SUPREMA: 60MILA ABORTI IN MENO<br />È passato più di un anno - era il 24 giugno 2022 - dalla storica sentenza della Corte Suprema degli Stati Uniti "Dobbs vs Jackson Women's Health Organization" venne cancellata l'altrettanto storica sentenza "Roe va Wade" del 1973.<br />Un anno, dunque, dall'annullamento del fantomatico "diritto federale di aborto" e che da allora ha lasciato piena sovranità in materia ai singoli Stati.<br />Negli ultimi 12 mesi molti parlamenti locali hanno approvato nuove leggi o modificato quelle vigenti, in un senso o nell'altro, mentre il dibattito sui limiti per accedere all'aborto si è molto polarizzato, così come le scelte politiche e legislative degli Stati. «Di rado - ha scritto il quotidiano Usa Today - una decisione della Corte Suprema ha avuto un impatto così profondo e così rapido sulla vita di così tante persone». Fino alla sentenza di un anno fa era di fatto possibile a qualunque donna in tutti gli State Uniti praticare l'aborto fino a quella che la legge italiana definisce «vita autonoma del feto», cioè tra le 22 e le 24 settimane, per effetto della sentenza del 1992 con cui sempre la Corte Suprema decise sulla controversia Casey-Planned Parenthood. Per effetto del verdetto Dobbs di un anno fa la situazione giuridica dell'aborto nel territorio statunitense si è fatta quantomai variegata, con 14 Stati che hanno introdotto significative limitazioni.<br />Secondo uno studio della Society of Family Planning, gli aborti sono diminuiti dagli 82mila al mese prima della sentenza a 77mila: un calo che nell'arco di un anno dice che ci sarebbero stati 60mila aborti in meno per effetto della decisione della Corte Suprema. Resta comunque imponente il numero complessivo degli aborti - in assenza di un dato ufficiale - in 924mila in un anno (in Italia sono 67mila con una popolazione di 60 milioni di abitanti, contro i 330 milioni degli Usa).<br />Nota di BastaBugie: Stefano Fontana nell'articolo seguente dal titolo "L'Onu è sempre stata la fabbrica di nuovi diritti" spiega perché dopo la sentenza della Corte Suprema americana, l'Onu vorrebbe dichiarare l'aborto un diritto umano, in modo da porlo in continuità con la Dichiarazione universale dei diritti umani. Come si può arrivare a una simile contraddizione? È un diritto umano la negazione del diritto alla vita? Il motivo è semplice: perché fin da subito l'Onu ha rifiutato di basare i diritti sulla legge naturale.<br />Ecco l'articolo completo pubblicato su La Nuova Bussola Quotidiana il 24 giugno 2023:<br />L'Onu vuole dichiarare l'aborto un diritto umano, ossia porlo in essenziale continuità con la Dichiarazione universale dei diritti umani del 1948. Ci si chiede se l'orrendo proposito sia una assurda forzatura oppure se possa trovare in quella Dichiarazione qualche appiglio. Potrebbe essere, infatti, che già nella fase di produzione di quella Dichiarazione ci fossero alcuni presupposti che possano servire non a giustificare ma a spiegare questo triste esito, a distanza di tanti anni.<br />È opportuno ricordare che fu allora istituita una Commissione presso l'Unesco per discutere i criteri e i contenuti della Dichiarazione dei diritti umani di successiva redazione. A questa Commissione parteciparono intellettuali e studiosi nei vari campi del sapere e di varia origine culturale e religiosa. Come noto, vi partecipò anche Jacques Maritain che proprio nel 1948 pubblicava il suo libro, edito dall'Unesco, Les droits de l'homme. Il fatto forse più importante del lavoro della Commissione fu il riconoscimento della impossibilità di conoscere un fondamento ultimo dei diritti umani. Per la tradizione filosofica e teologica classica e cattolica il fondamento prossimo dei diritti umani è il diritto naturale e quello ultimo è Dio....]]></itunes:summary><itunes:duration>595</itunes:duration><itunes:keywords>aborto,cortesuprema,leggenaturale,roevswade,storicasentenza</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/848fa9758cb917ac47e9c8620842847c.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>L'aborto uccide il bambino, rovina la mamma... ma è dannoso anche per il babbo</title><link>https://www.spreaker.com/episode/l-aborto-uccide-il-bambino-rovina-la-mamma-ma-e-dannoso-anche-per-il-babbo--53896246</link><description><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="https://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7409" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7409</a><br /><br />L'ABORTO UCCIDE IL BAMBINO, ROVINA LA MAMMA... MA E' DANNOSO ANCHE PER IL BABBO di Giuliano Guzzo<br />L'aborto? È una questione della donna, solo della donna. Questo vuole un tormentone del femminismo sopravvissuto dal '68 fino ai giorni nostri; e che dimentica non solo la vera vittima della pratica abortiva - il figlio concepito -, ma pure l'altro grande escluso, vale a dire l'uomo. E pensare che esistono almeno due ottime ragioni per cui anche la figura maschile andrebbe assolutamente considerata, quando si parla di aborto. La prima, molto elementare ma anche assai tralasciata, è che là dove c'è una gravidanza, evidentemente, c'è sempre anche un padre. In secondo luogo, si dovrebbe parlare dell'uomo quando ci si occupa della soppressione prenatale dal momento che di tale pratica, di fatto, fa le spese anche lui. Proprio così: l'aborto fa male non solo alla gestante, ma anche al suo compagno, fidanzato o marito. Ad attestarlo è un nuovo studio, intitolato National Men's Abortion Study, commissionato e pubblicato da Support After Abortion, una organizzazione con sede in Florida. Si tratta di una indagine rilevante non solo perché tocca un ambito spesso ignorato - quello della sofferenza maschile per la perdita d'un figlio -, ma perché lo rileva in modo netto e sostanziale. Per capirci, è stato scoperto come il 71% degli uomini interpellati abbia riportato «cambiamenti negativi» nella sua esistenza dopo l'esperienza abortiva. Colpisce che in questa percentuale ci fossero sia uomini su posizioni pro choice (31%) sia pro life (40%), a sottolineare che ciò che lascia l'eliminazione prima della nascita non dipende da posizioni politiche e ideologiche. Si tratta di una sofferenza profonda, che non conosce appartenenze né bandiere. È connaturata all'essere uomini, anzi per l'esattezza padri. Si allinea a tale considerazione anche il fatto, rilevato sempre nella ricerca in questione, secondo cui la stragrande maggioranza di uomini che hanno perso un figlio a causa dell'aborto - l'83% - «ha cercato aiuto o ha affermato che avrebbe potuto beneficiare di un sostegno», anche se non era ideologicamente contrario all'aborto. L'aiuto cercato riguardava la necessità di colmare ciò che questi uomini provano, vale a dire «tristezza, senso di colpa, rimpianto». Per questo lo studio ha concluso che sono necessarie più opzioni - sia religiose (richieste dal 40% degli interpellati) sia laiche (richieste dal 49%) - per aiutare gli uomini ad affrontare il dolore post-aborto. Va detto che, per quanto significativa, questa indagine non è la prima né la unica, anzi. Già nel lontano 1983 una indagine aveva rilevato conseguenze psicologiche gravi associate, nell'uomo, alla paternità perduta a causa dell'aborto. In seguito sono state effettuate molte altre indagini e - anche se c'è chi nega che esista una sindrome post aborto per l'uomo - lo scorso anno, su Psychology Today, Mary C. Lamia, psicologa e psicanalista docente al Wright Institute di Berkeley, in California, ha firmato un interessante articolo dove afferma che la ricerca «ha dimostrato che l'esperienza del dolore intenso per la perdita di un figlio e della paternità» si registra «anche dopo molti anni dopo l'aborto» Significativa, a tale proposito, risulta infine una straziante testimonianza raccolta dai volontari del numero verde dell'Associazione di Don Benzi di un padre che, a distanza di oltre 6 anni dall'aborto del figlio, aveva ancora una grande ferita nel cuore. Ecco le sue parole, più efficaci di ogni statistica o di ogni indagine: «È stata per me una situazione molto pesante [...] In questa situazione di tremenda solitudine e dolore ho deciso che mai avrei permesso a me stesso di rivivere una situazione simile. Ero anche molto confuso, nella mia vita non avevo mai ho provato un dolore così grande». Davanti a tutto ciò un dubbio sorge spontaneo: come si può seriamente sostenere che l'aborto sia solo una questione della donna?]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/53896246</guid><pubDate>Wed, 17 May 2023 13:00:33 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/53896246/l_aborto_uccide_il_bambino_rovina_la_mamma_ma_dannoso_anche_per_il_babbo.mp3" length="5352142" type="audio/mpeg"/><itunes:author>BastaBugie</itunes:author><itunes:subtitle>TESTO DELL'ARTICOLO ➜ https://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7409

L'ABORTO UCCIDE IL BAMBINO, ROVINA LA MAMMA... MA E' DANNOSO ANCHE PER IL BABBO di Giuliano Guzzo
L'aborto? È una questione della donna, solo della donna. Questo vuole un...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="https://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7409" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7409</a><br /><br />L'ABORTO UCCIDE IL BAMBINO, ROVINA LA MAMMA... MA E' DANNOSO ANCHE PER IL BABBO di Giuliano Guzzo<br />L'aborto? È una questione della donna, solo della donna. Questo vuole un tormentone del femminismo sopravvissuto dal '68 fino ai giorni nostri; e che dimentica non solo la vera vittima della pratica abortiva - il figlio concepito -, ma pure l'altro grande escluso, vale a dire l'uomo. E pensare che esistono almeno due ottime ragioni per cui anche la figura maschile andrebbe assolutamente considerata, quando si parla di aborto. La prima, molto elementare ma anche assai tralasciata, è che là dove c'è una gravidanza, evidentemente, c'è sempre anche un padre. In secondo luogo, si dovrebbe parlare dell'uomo quando ci si occupa della soppressione prenatale dal momento che di tale pratica, di fatto, fa le spese anche lui. Proprio così: l'aborto fa male non solo alla gestante, ma anche al suo compagno, fidanzato o marito. Ad attestarlo è un nuovo studio, intitolato National Men's Abortion Study, commissionato e pubblicato da Support After Abortion, una organizzazione con sede in Florida. Si tratta di una indagine rilevante non solo perché tocca un ambito spesso ignorato - quello della sofferenza maschile per la perdita d'un figlio -, ma perché lo rileva in modo netto e sostanziale. Per capirci, è stato scoperto come il 71% degli uomini interpellati abbia riportato «cambiamenti negativi» nella sua esistenza dopo l'esperienza abortiva. Colpisce che in questa percentuale ci fossero sia uomini su posizioni pro choice (31%) sia pro life (40%), a sottolineare che ciò che lascia l'eliminazione prima della nascita non dipende da posizioni politiche e ideologiche. Si tratta di una sofferenza profonda, che non conosce appartenenze né bandiere. È connaturata all'essere uomini, anzi per l'esattezza padri. Si allinea a tale considerazione anche il fatto, rilevato sempre nella ricerca in questione, secondo cui la stragrande maggioranza di uomini che hanno perso un figlio a causa dell'aborto - l'83% - «ha cercato aiuto o ha affermato che avrebbe potuto beneficiare di un sostegno», anche se non era ideologicamente contrario all'aborto. L'aiuto cercato riguardava la necessità di colmare ciò che questi uomini provano, vale a dire «tristezza, senso di colpa, rimpianto». Per questo lo studio ha concluso che sono necessarie più opzioni - sia religiose (richieste dal 40% degli interpellati) sia laiche (richieste dal 49%) - per aiutare gli uomini ad affrontare il dolore post-aborto. Va detto che, per quanto significativa, questa indagine non è la prima né la unica, anzi. Già nel lontano 1983 una indagine aveva rilevato conseguenze psicologiche gravi associate, nell'uomo, alla paternità perduta a causa dell'aborto. In seguito sono state effettuate molte altre indagini e - anche se c'è chi nega che esista una sindrome post aborto per l'uomo - lo scorso anno, su Psychology Today, Mary C. Lamia, psicologa e psicanalista docente al Wright Institute di Berkeley, in California, ha firmato un interessante articolo dove afferma che la ricerca «ha dimostrato che l'esperienza del dolore intenso per la perdita di un figlio e della paternità» si registra «anche dopo molti anni dopo l'aborto» Significativa, a tale proposito, risulta infine una straziante testimonianza raccolta dai volontari del numero verde dell'Associazione di Don Benzi di un padre che, a distanza di oltre 6 anni dall'aborto del figlio, aveva ancora una grande ferita nel cuore. Ecco le sue parole, più efficaci di ogni statistica o di ogni indagine: «È stata per me una situazione molto pesante [...] In questa situazione di tremenda solitudine e dolore ho deciso che mai avrei permesso a me stesso di rivivere una situazione simile. Ero anche molto confuso, nella mia vita non avevo mai ho provato un dolore così...]]></itunes:summary><itunes:duration>335</itunes:duration><itunes:keywords>aborto,ferite,papà,sofferenza,solitudine</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/a48b8071e03952a17f94a31d84d78787.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>La Corte Suprema accoglie il ricorso dell'abortista Biden</title><link>https://www.spreaker.com/episode/la-corte-suprema-accoglie-il-ricorso-dell-abortista-biden--53651706</link><description><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜<a href="https://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7395" target="_blank" rel="noreferrer noopener"> https://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7395</a><br /><br />LA CORTE SUPREMA ACCOGLIE IL RICORSO DELL'ABORTISTA BIDEN IN FAVORE DELLE PILLOLE ABORTIVE di Ermes Dovico<br />Le pillole abortive a base di mifepristone possono ancora essere vendute. Lo ha deciso ieri la Corte Suprema degli Stati Uniti, con un voto di 7-2. Contrari soltanto Samuel Alito e Clarence Thomas, i giudici che si confermano come i più sensibili rispetto al buonsenso giuridico e quindi al diritto naturale.<br />La decisione non è stata motivata. Ad ogni modo essa accoglie il ricorso dell'Amministrazione Biden e della Danco Laboratories (azienda che produce le pillole a base di mifepristone) che in due cause separate chiedevano il ripristino dello status quo precedente al 7 aprile, quando il giudice federale del Distretto Settentrionale del Texas, Matthew Kacsmaryk, aveva sospeso l'approvazione del mifepristone data dalla Food and Drug Administration nel 2000. Un ordine che valeva per tutti gli Stati Uniti, eccetto per 17 Stati (governati dai Democratici, tranne il Nevada e il Vermont) e per il Distretto di Columbia, che sempre il 7 aprile si erano visti accogliere la propria richiesta dal giudice Thomas Rice, il quale aveva ordinato alla Fda di mantenere lo status quo.<br />La sentenza della corte distrettuale texana era stata poi in parte bloccata (per una questione tecnica, peraltro controversa, relativa alla prescrizione dei termini legali) dalla Corte d'Appello del Quinto Circuito, che il 12 aprile aveva deciso di ripristinare la commercializzazione del mifepristone, sebbene con diverse restrizioni non gradite agli abortisti, come ad esempio il blocco alla distribuzione del mifepristone per posta e l'uso della pillola abortiva solo dopo tre visite di persona, da parte di un medico.<br />LA BATTAGLIA NON È FINITA<br />Dunque, la decisione della Corte Suprema ripristina in tutta la nazione le regole in vigore fino al 7 aprile, ma ciò non significa che la battaglia sul tema sia finita. Essa continua infatti nelle corti inferiori, come ha ricordato, parlando con Life News, Erik Baptist di Alliance Defending Freedom, il gruppo che rappresenta legalmente l'Alleanza per la Medicina Ippocratica che nel novembre 2022 ha introdotto la causa contro il regime di aborto chimico approvato e poi esteso scriteriatamente dalla Fda. «Come è prassi comune, la Corte Suprema ha deciso di mantenere lo status quo che esisteva prima della nostra causa mentre la nostra sfida all'approvazione illegale da parte della Fda dei farmaci abortivi chimici e alla sua rimozione delle necessarie salvaguardie per quei farmaci va avanti», ha detto Baptist.<br />Il membro dell'Alliance Defending Freedom ha quindi assicurato: «Il nostro caso, che cerca di mettere la salute delle donne al di sopra della politica, continua in modo spedito nei tribunali inferiori. La Fda deve rispondere dei danni che ha causato alla salute di innumerevoli donne e ragazze e allo stato di diritto, non avendo studiato quanto sia pericoloso il regime farmacologico per l'aborto chimico e rimuovendo illegalmente ogni significativa salvaguardia, perfino consentendo gli aborti ordinati via posta», cioè tramite appunto la crescente liberalizzazione della "telemedicina" pro aborto, che ne ha ulteriormente banalizzato la pratica, perpetuando la strage dei bambini nel grembo materno (prime e innocenti vittime di questa situazione) e al contempo accrescendo i rischi per le loro madri. Da qui l'auspicio di Baptist e degli altri pro life americani, i quali sperano che attraverso questa causa si giunga al riconoscimento delle gravi responsabilità della Fda, che negli anni - prima con l'approvazione nel 2000 e poi con la serie di estensioni tra il 2016 e l'inizio del 2023 - ha reso sempre più facile l'accesso alle pillole abortive. E lo ha fatto agendo non certo in base a criteri scientifici, bensì dietro pressioni politiche provenienti dal Partito Democratico e in ultima analisi dall'industria dell'aborto. Industria che spinge verso una più facile distribuzione delle pillole abortive (che ad oggi contano per oltre il 50% di tutti gli aborti negli Stati Uniti), anche per contrastare gli effetti dell'annullamento della sentenza Roe contro Wade e "scavalcare" così gli Stati che legittimamente vietano l'aborto.<br />L'IMPATTO NEGATIVO<br />In attesa di vedere come finirà, la condotta della Fda è stata già messa a nudo nella causa intentatale dall'Alleanza per la Medicina Ippocratica. Nella sua decisione del 7 aprile scorso, il giudice Kacsmaryk aveva particolarmente sottolineato la realtà degli effetti avversi conseguenti all'assunzione di mifepristone e misoprostolo (la seconda pillola prevista dalla procedura più comune per l'aborto chimico), ricordando quanto è presente nella letteratura scientifica: «Prove convincenti suggeriscono che le statistiche fornite dalla Fda sugli effetti avversi dell'aborto chimico sottostimano l'impatto negativo che il regime di aborto chimico ha su donne e ragazze. Quando le donne cercano cure di emergenza dopo aver ricevuto le pillole abortive chimiche, l'abortista che ha prescritto i farmaci di solito non è colui che provvede a gestire le complicazioni della madre. Di conseguenza - aggiungeva il giudice federale - il medico curante potrebbe non sapere che l'evento avverso è dovuto al mifepristone. Gli studi supportano questa conclusione rilevando che oltre il 60% delle visite al pronto soccorso di donne e ragazze a seguito di aborti chimici vengono erroneamente etichettate come "aborti spontanei" piuttosto che come effetti avversi del mifepristone». E questo è solo uno dei motivi per cui i dati della Fda sono sottostimati e fuorvianti.<br />Anche la Corte d'Appello del Quinto Circuito aveva chiaramente criticato l'approccio della Fda di mettere la testa sotto la sabbia rispetto agli effetti avversi e aveva quindi ripristinato l'obbligo di riferire tutti gli effetti avversi, per le donne, dell'aborto chimico (che includono gravi emorragie e infezioni), dunque non solo le morti materne. Statistica, quest'ultima, che secondo il conteggio ufficiale più aggiornato della stessa Fda (al 30 giugno 2022) include «28 segnalazioni di morti di pazienti associate al mifepristone, da quando il prodotto è stato approvato nel settembre 2000». Il che ricorda come l'aborto, da un lato, uccide bambini innocenti e, dall'altro, non è nemmeno "sicuro" - come viene propagandato - per le loro madri.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/53651706</guid><pubDate>Wed, 26 Apr 2023 19:15:45 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/53651706/la_corte_suprema_accoglie_il_ricorso_dell_abortista_biden.mp3" length="7050179" type="audio/mpeg"/><itunes:author>BastaBugie</itunes:author><itunes:subtitle>TESTO DELL'ARTICOLO ➜https://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7395

LA CORTE SUPREMA ACCOGLIE IL RICORSO DELL'ABORTISTA BIDEN IN FAVORE DELLE PILLOLE ABORTIVE di Ermes Dovico
Le pillole abortive a base di mifepristone possono ancora essere...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜<a href="https://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7395" target="_blank" rel="noreferrer noopener"> https://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7395</a><br /><br />LA CORTE SUPREMA ACCOGLIE IL RICORSO DELL'ABORTISTA BIDEN IN FAVORE DELLE PILLOLE ABORTIVE di Ermes Dovico<br />Le pillole abortive a base di mifepristone possono ancora essere vendute. Lo ha deciso ieri la Corte Suprema degli Stati Uniti, con un voto di 7-2. Contrari soltanto Samuel Alito e Clarence Thomas, i giudici che si confermano come i più sensibili rispetto al buonsenso giuridico e quindi al diritto naturale.<br />La decisione non è stata motivata. Ad ogni modo essa accoglie il ricorso dell'Amministrazione Biden e della Danco Laboratories (azienda che produce le pillole a base di mifepristone) che in due cause separate chiedevano il ripristino dello status quo precedente al 7 aprile, quando il giudice federale del Distretto Settentrionale del Texas, Matthew Kacsmaryk, aveva sospeso l'approvazione del mifepristone data dalla Food and Drug Administration nel 2000. Un ordine che valeva per tutti gli Stati Uniti, eccetto per 17 Stati (governati dai Democratici, tranne il Nevada e il Vermont) e per il Distretto di Columbia, che sempre il 7 aprile si erano visti accogliere la propria richiesta dal giudice Thomas Rice, il quale aveva ordinato alla Fda di mantenere lo status quo.<br />La sentenza della corte distrettuale texana era stata poi in parte bloccata (per una questione tecnica, peraltro controversa, relativa alla prescrizione dei termini legali) dalla Corte d'Appello del Quinto Circuito, che il 12 aprile aveva deciso di ripristinare la commercializzazione del mifepristone, sebbene con diverse restrizioni non gradite agli abortisti, come ad esempio il blocco alla distribuzione del mifepristone per posta e l'uso della pillola abortiva solo dopo tre visite di persona, da parte di un medico.<br />LA BATTAGLIA NON È FINITA<br />Dunque, la decisione della Corte Suprema ripristina in tutta la nazione le regole in vigore fino al 7 aprile, ma ciò non significa che la battaglia sul tema sia finita. Essa continua infatti nelle corti inferiori, come ha ricordato, parlando con Life News, Erik Baptist di Alliance Defending Freedom, il gruppo che rappresenta legalmente l'Alleanza per la Medicina Ippocratica che nel novembre 2022 ha introdotto la causa contro il regime di aborto chimico approvato e poi esteso scriteriatamente dalla Fda. «Come è prassi comune, la Corte Suprema ha deciso di mantenere lo status quo che esisteva prima della nostra causa mentre la nostra sfida all'approvazione illegale da parte della Fda dei farmaci abortivi chimici e alla sua rimozione delle necessarie salvaguardie per quei farmaci va avanti», ha detto Baptist.<br />Il membro dell'Alliance Defending Freedom ha quindi assicurato: «Il nostro caso, che cerca di mettere la salute delle donne al di sopra della politica, continua in modo spedito nei tribunali inferiori. La Fda deve rispondere dei danni che ha causato alla salute di innumerevoli donne e ragazze e allo stato di diritto, non avendo studiato quanto sia pericoloso il regime farmacologico per l'aborto chimico e rimuovendo illegalmente ogni significativa salvaguardia, perfino consentendo gli aborti ordinati via posta», cioè tramite appunto la crescente liberalizzazione della "telemedicina" pro aborto, che ne ha ulteriormente banalizzato la pratica, perpetuando la strage dei bambini nel grembo materno (prime e innocenti vittime di questa situazione) e al contempo accrescendo i rischi per le loro madri. Da qui l'auspicio di Baptist e degli altri pro life americani, i quali sperano che attraverso questa causa si giunga al riconoscimento delle gravi responsabilità della Fda, che negli anni - prima con l'approvazione nel 2000 e poi con la serie di estensioni tra il 2016 e l'inizio del 2023 - ha reso sempre più facile l'accesso alle pillole abortive. 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Tutto finirà alla Corte Suprema, ennesima "bomba" nell'anno elettorale 2024 in cui, proprio sulla liberalizzazione dell'aborto, Biden sfida anche i Vescovi.<br />Sin dal novembre scorso, grazie al ricorso dell'Alliance for Hippocratic Medicine e di una serie di associazioni e organizzazioni mediche pro life, si era chiesto di dichiarare illegale l'approvazione della FDA (Food and Drug Administration) del 2000 e di eliminare completamente una delle pillole abortive dal mercato statunitense. Il ricorso, presentato a un tribunale distrettuale federale di Dallas in Texas, ha avuto esito lo scorso 8 aprile, quando il giudice Matthew Kacsmaryk ha dato ragione ai ricorrenti pro-life vietando al contempo la commercializzazione del farmaco mifepristone perché, si legge nella decisione, la FDA «ha completamente omesso di considerare un aspetto importante del problema» omettendo qualsiasi valutazione degli effetti psicologici del farmaco o una valutazione delle conseguenze mediche a lungo termine del farmaco. Gli eventuali ricorrenti contro la decisione avranno sette giorni per presentare appello.<br />Con la sentenza del giudice Kacsmaryk, il mifepristone, il primo farmaco della procedura standard della pillola abortiva, non ha più l'approvazione della FDA e il passaggio al solo misoprostolo senza il mifepristone è molto meno efficace. Una sconfitta per l'aborto chimico, usato dal più del 50% delle donne che sceglie di uccidere il proprio figlio negli USA. Infatti, mentre il primo farmaco mifepristone agisce bloccando l'ormone naturale del progesterone (privando il bambino dei nutrienti necessari alla sua crescita), il misoprostolo provoca contrazioni che espellono il bambino dall'utero e, da solo, non ha la stessa efficacia mortale.<br /><br />LA POLITICA E LA SCIENZA<br />«La Food and Drug Administration statunitense ha preferito la politica alla scienza quando ha spinto per la legalizzazione dei farmaci abortivi chimici mifepristone e misoprostolo nel 2000... la FDA non ha rispettato i suoi obblighi legali di proteggere la salute, la sicurezza e il benessere delle ragazze e delle donne, non ha mai studiato la sicurezza dei farmaci nelle condizioni d'uso indicate, ha ignorato i potenziali impatti del regime di blocco ormonale sui corpi in via di sviluppo delle ragazze adolescenti, ha ignorato le prove sostanziali che i farmaci abortivi chimici causano più complicazioni degli aborti chirurgici e ha eliminato le necessarie garanzie per le ragazze e le donne incinte che si sottopongono a questo pericoloso regime farmacologico», questa la dichiarazione dei legali di Alliance Defending Freedom (ADF), il team di giuristi che ha rappresentato con successo la rete di organizzazioni mediche pro life che hanno promosso il ricorso nella causa intentata contro la FDA a novembre scorso.<br />Le reazioni di fuoco del Presidente Biden e la sua Vice Presidente Harris, in due dichiarazioni complementari, dimostrano l'impegno totale perché la sentenza venga ribaltata, in quanto, se venisse confermata, «impedirebbe alle donne di ogni Stato di accedere al farmaco, indipendentemente dal fatto che l'aborto sia legale in uno Stato...» e rappresenta il pericolo di un «divieto nazionale di aborto che i funzionari eletti repubblicani hanno giurato di rendere legge in America».<br />Il Dipartimento di Giustizia, «ha già presentato un appello e chiederà una sospensione immediata della decisione», assicurava la Casa Bianca, mentre il Segretario del Dipartimento per la Salute e i Servizi Umani (HHS) Xavier Becerra dichiarava a Pasqua che l'amministrazione Biden sta considerando di sfidare l'ordine giudiziario del giudice federale Kacsmaryk, perché l'Amministrazione Biden ritiene il «farmaco sicuro» ed è convinta che il giudice del Texas sia un "conservatore politicizzato". Ovviamente ignorare un ordine perentorio di un giudice federale avrà conseguenze dirette e spedite verso un giudizio alla Corte Suprema degli USA.<br /><br />LE MAJOR DELL'ABORTO<br />Sulla stessa linea di Biden, Harris e dei Dipartimenti di Giustizia e Salute troviamo, manco a dirlo, le major dell'aborto che anche dalle pillole abortive guadagnano: IPPF, Naral, Center for Reproductive Rights e compagnia funebre cantando. Ad aumentare le probabilità di una prossima decisione della Corte Suprema è anche la contemporanea decisione presa da un giudice federale dello Stato di Washington lo stesso 8 aprile. Il giudice Thomas Rice (nominato da Obama), ha stabilito che la FDA ha posto restrizioni «onerose» e «non necessarie» alla dispensazione del mifepristone e ha vietato alla FDA di apportare qualsiasi modifica all'accesso del farmaco nei 17 Stati (governati dai Democratici) che hanno fatto causa.<br />I due giudizi confliggono: da Washington si chiedono minori restrizioni per la pillola da parte della FDA, che tuttavia dovrebbe ritirare ogni licenza di vendita, secondo l'ordine perentorio che l'amministrazione Biden deve attuare, secondo l'ordine del Texas. C'è chi parla di limbo, certo la Corte Suprema dovrà occuparsene presto ed il tema ancora una volta farà parte della prossima campagna elettorale 2024. La "guerra continua" che l'Amministrazione Biden sta facendo a qualunque giudice (sia esso "supremo" o federale statale), associazione (vedi azioni FBI e Dipartimento Giustizia contro cattolici e pro life) e politico (vedi caso Trump) che dissentano dalle politiche Dem forse aiuterà l'annunciata campagna presidenziale di Biden per il 2024, ma per certo sta allontanando gli USA dai principi cardine della democrazia e dello Stato di diritto.<br />È in questo clima di scontro all'arma bianca, che i Vescovi cattolici sono stato costretti a denunciare i tentativi che l'Amministrazione Biden e il suo Dipartimento della Salute stanno compiendo per costringere tutti contribuenti a finanziare farmaci contraccettivi che possono causare aborti precoci attraverso una proposta di modifica della legge sull'Affordable Care Act, o Obamacare.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/53574690</guid><pubDate>Tue, 18 Apr 2023 21:15:54 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/53574690/verso_l_abolizione_della_ru486_in_america.mp3" length="7468999" type="audio/mpeg"/><itunes:author>BastaBugie</itunes:author><itunes:subtitle>TESTO DELL'ARTICOLO ➜ https://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7378

VERSO L'ABOLIZIONE DELLA RU486 IN AMERICA? di Luca Volontè
Due sentenze contrarie su divieti e liberalizzazione delle pillole abortive, scatenano il finimondo negli USA con Biden...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="https://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7378" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7378</a><br /><br />VERSO L'ABOLIZIONE DELLA RU486 IN AMERICA? di Luca Volontè<br />Due sentenze contrarie su divieti e liberalizzazione delle pillole abortive, scatenano il finimondo negli USA con Biden e Harris che dimenticano la Pasqua e... difendono l'omicidio chimico degli innocenti. Tutto finirà alla Corte Suprema, ennesima "bomba" nell'anno elettorale 2024 in cui, proprio sulla liberalizzazione dell'aborto, Biden sfida anche i Vescovi.<br />Sin dal novembre scorso, grazie al ricorso dell'Alliance for Hippocratic Medicine e di una serie di associazioni e organizzazioni mediche pro life, si era chiesto di dichiarare illegale l'approvazione della FDA (Food and Drug Administration) del 2000 e di eliminare completamente una delle pillole abortive dal mercato statunitense. Il ricorso, presentato a un tribunale distrettuale federale di Dallas in Texas, ha avuto esito lo scorso 8 aprile, quando il giudice Matthew Kacsmaryk ha dato ragione ai ricorrenti pro-life vietando al contempo la commercializzazione del farmaco mifepristone perché, si legge nella decisione, la FDA «ha completamente omesso di considerare un aspetto importante del problema» omettendo qualsiasi valutazione degli effetti psicologici del farmaco o una valutazione delle conseguenze mediche a lungo termine del farmaco. Gli eventuali ricorrenti contro la decisione avranno sette giorni per presentare appello.<br />Con la sentenza del giudice Kacsmaryk, il mifepristone, il primo farmaco della procedura standard della pillola abortiva, non ha più l'approvazione della FDA e il passaggio al solo misoprostolo senza il mifepristone è molto meno efficace. Una sconfitta per l'aborto chimico, usato dal più del 50% delle donne che sceglie di uccidere il proprio figlio negli USA. Infatti, mentre il primo farmaco mifepristone agisce bloccando l'ormone naturale del progesterone (privando il bambino dei nutrienti necessari alla sua crescita), il misoprostolo provoca contrazioni che espellono il bambino dall'utero e, da solo, non ha la stessa efficacia mortale.<br /><br />LA POLITICA E LA SCIENZA<br />«La Food and Drug Administration statunitense ha preferito la politica alla scienza quando ha spinto per la legalizzazione dei farmaci abortivi chimici mifepristone e misoprostolo nel 2000... la FDA non ha rispettato i suoi obblighi legali di proteggere la salute, la sicurezza e il benessere delle ragazze e delle donne, non ha mai studiato la sicurezza dei farmaci nelle condizioni d'uso indicate, ha ignorato i potenziali impatti del regime di blocco ormonale sui corpi in via di sviluppo delle ragazze adolescenti, ha ignorato le prove sostanziali che i farmaci abortivi chimici causano più complicazioni degli aborti chirurgici e ha eliminato le necessarie garanzie per le ragazze e le donne incinte che si sottopongono a questo pericoloso regime farmacologico», questa la dichiarazione dei legali di Alliance Defending Freedom (ADF), il team di giuristi che ha rappresentato con successo la rete di organizzazioni mediche pro life che hanno promosso il ricorso nella causa intentata contro la FDA a novembre scorso.<br />Le reazioni di fuoco del Presidente Biden e la sua Vice Presidente Harris, in due dichiarazioni complementari, dimostrano l'impegno totale perché la sentenza venga ribaltata, in quanto, se venisse confermata, «impedirebbe alle donne di ogni Stato di accedere al farmaco, indipendentemente dal fatto che l'aborto sia legale in uno Stato...» e rappresenta il pericolo di un «divieto nazionale di aborto che i funzionari eletti repubblicani hanno giurato di rendere legge in America».<br />Il Dipartimento di Giustizia, «ha già presentato un appello e chiederà una sospensione immediata della decisione», assicurava la Casa Bianca, mentre il Segretario del Dipartimento per la Salute e i Servizi Umani (HHS) Xavier...]]></itunes:summary><itunes:duration>467</itunes:duration><itunes:keywords>abolizione,abortochimico,cortesuprema,ru486,sentenze</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/735c59abdc83fdbd152fa3b5424592f0.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>L'ipocrita giornata mondiale della sindrome di Down</title><link>https://www.spreaker.com/episode/l-ipocrita-giornata-mondiale-della-sindrome-di-down--53507532</link><description><![CDATA[VIDEO: Cara futura mamma ➜ https://www.youtube.com/watch?v=xNndLBZpToc<br /><br />TESTO DELL'ARTICOLO ➜ https://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7373<br /><br />L'IPOCRITA GIORNATA MONDIALE DELLA SINDROME DI DOWN di Giuliano Guzzo<br />Oggi, 21 marzo, ricorre come noto la Giornata mondiale della Sindrome di Down, evento istituito nel 2011 dalle Nazioni Unite con «l'obiettivo di aumentare la consapevolezza sulla sindrome di down, abbattere i pregiudizi e gli stereotipi ancora presenti nella società e promuovere una cultura della diversità inclusiva». A parte forse la ricorrenza di una terminologia impiegata anche in altri ambiti («abbattere i pregiudizi e gli stereotipi [...] cultura della diversità inclusiva»), questa Giornata mondiale, nella misura in cui vuole fare sensibilizzazione, è senza dubbio da salutare positivamente.<br />Il fatto è che, a maggior ragione in questo giorno, si dovrebbe ricordare - e i grandi media di certo non lo ricorderanno - anche un altro fatto: i bimbi con sindrome di Down, gli stessi che oggi si vedono nei servizi ai telegiornali e nelle immagini dei siti internet, sono da anni brutalmente decimati con l'aborto. Già nel dicembre 2020, a questo proposito, The Atlantic pubblicava un lungo servizio dal titolo inquietante: «Gli ultimi figli della Sindrome di Down». In quell'articolo, si ricordava che «i test prenatali stanno cambiando chi nasce e chi no» e «questo è solo l'inizio».<br />Il fatto è che, al di là dei test prenatali, ci sono pressioni fortissime anche in ambito sanitario perché questi bambini siano abortiti. Ad Emma Mellor, una donna in dolce attesa di una bimba con la trisomia 21 - mamma la cui testimonianza è stata raccolta dalla Bbc - i dottori hanno proposto l'aborto. E non una, ma addirittura 15 volte. «Anche se avevamo chiarito che non era una opzione per noi», ricorda la Mellor, «sembravano davvero insistere». Ora, quello di questa mamma è forse un caso isolato? Davvero dietro gli aborti dei bambini con sindrome di Down sono solo il frutto di scelte genitoriali? Il dubbio viene.<br />Quello che è sicuro è che gli aborti di questi bimbi sono dilaganti. Negli Usa - secondo una pubblicazione uscita su Prenatal Diagnosis oltre dieci anni fa, e quindi oggi probabilmente superata - viene abortito il 67% dei nascituri Down, percentuale che sale ulteriormente tra le madri con più alti livelli d'istruzione: e in Europa è pure peggio. In Danimarca, primo Paese europeo a istituire lo screening per la sindrome di Down, quasi tutti i bambini con diagnosi di sindrome di Down vengono abortiti (97%), esito che interessa il 77% di questi nascituri anche in Francia e oltre il 90% di loro in Italia, Germania, Regno Unito e Belgio.<br />Siamo insomma davanti ad un vero e proprio sterminio. Che spesso, come se non bastasse, viene disposto pure su basi sbagliate. «Quando trovano malattie rare, questi test prenatali sono generalmente sbagliati», denunciava infatti una sconvolgente inchiesta uscita a inizio 2022, a firma di Sarah Kliff e Aatish Bhatia, sulle colonne del più celebre giornale del mondo, il New York Times, a proposito, dei test Nipt - acronimo di «not invasive prenatal test» -, gli esami non invasivi che, attraverso una goccia di sangue prelevata nel primo trimestre, intercettano problemi dello sviluppo fetale.<br />Dunque oltre che scioccante e totalmente inaccettabile, la decimazione dei bimbi con trisomia 21 in corso risulta sovente pure infondata. Insomma, oltre il danno la beffa per un Occidente che oggi, lo abbiamo detto, celebra la Giornata mondiale della Sindrome di Down, ma nei fatti chiude gli occhi davanti alla loro scomparsa. O addirittura, peggio, legittima alla voce «diritti» l'eliminazione seriale dei propri fratelli più piccoli, all'insegna di un atto di violenza - l'aborto volontario - che, se è sempre intollerabile, verso i bambini colpevoli solo di non essere "abbastanza perfetti", diventa ancora più odioso.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/53507532</guid><pubDate>Wed, 12 Apr 2023 08:59:57 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/53507532/l_ipocrita_giornata_mondiale_della_sindrome_di_down.mp3" length="4727162" type="audio/mpeg"/><itunes:author>BastaBugie</itunes:author><itunes:subtitle>VIDEO: Cara futura mamma ➜ https://www.youtube.com/watch?v=xNndLBZpToc

TESTO DELL'ARTICOLO ➜ https://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7373

L'IPOCRITA GIORNATA MONDIALE DELLA SINDROME DI DOWN di Giuliano Guzzo
Oggi, 21 marzo, ricorre come noto la...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[VIDEO: Cara futura mamma ➜ https://www.youtube.com/watch?v=xNndLBZpToc<br /><br />TESTO DELL'ARTICOLO ➜ https://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7373<br /><br />L'IPOCRITA GIORNATA MONDIALE DELLA SINDROME DI DOWN di Giuliano Guzzo<br />Oggi, 21 marzo, ricorre come noto la Giornata mondiale della Sindrome di Down, evento istituito nel 2011 dalle Nazioni Unite con «l'obiettivo di aumentare la consapevolezza sulla sindrome di down, abbattere i pregiudizi e gli stereotipi ancora presenti nella società e promuovere una cultura della diversità inclusiva». A parte forse la ricorrenza di una terminologia impiegata anche in altri ambiti («abbattere i pregiudizi e gli stereotipi [...] cultura della diversità inclusiva»), questa Giornata mondiale, nella misura in cui vuole fare sensibilizzazione, è senza dubbio da salutare positivamente.<br />Il fatto è che, a maggior ragione in questo giorno, si dovrebbe ricordare - e i grandi media di certo non lo ricorderanno - anche un altro fatto: i bimbi con sindrome di Down, gli stessi che oggi si vedono nei servizi ai telegiornali e nelle immagini dei siti internet, sono da anni brutalmente decimati con l'aborto. Già nel dicembre 2020, a questo proposito, The Atlantic pubblicava un lungo servizio dal titolo inquietante: «Gli ultimi figli della Sindrome di Down». In quell'articolo, si ricordava che «i test prenatali stanno cambiando chi nasce e chi no» e «questo è solo l'inizio».<br />Il fatto è che, al di là dei test prenatali, ci sono pressioni fortissime anche in ambito sanitario perché questi bambini siano abortiti. Ad Emma Mellor, una donna in dolce attesa di una bimba con la trisomia 21 - mamma la cui testimonianza è stata raccolta dalla Bbc - i dottori hanno proposto l'aborto. E non una, ma addirittura 15 volte. «Anche se avevamo chiarito che non era una opzione per noi», ricorda la Mellor, «sembravano davvero insistere». Ora, quello di questa mamma è forse un caso isolato? Davvero dietro gli aborti dei bambini con sindrome di Down sono solo il frutto di scelte genitoriali? Il dubbio viene.<br />Quello che è sicuro è che gli aborti di questi bimbi sono dilaganti. Negli Usa - secondo una pubblicazione uscita su Prenatal Diagnosis oltre dieci anni fa, e quindi oggi probabilmente superata - viene abortito il 67% dei nascituri Down, percentuale che sale ulteriormente tra le madri con più alti livelli d'istruzione: e in Europa è pure peggio. In Danimarca, primo Paese europeo a istituire lo screening per la sindrome di Down, quasi tutti i bambini con diagnosi di sindrome di Down vengono abortiti (97%), esito che interessa il 77% di questi nascituri anche in Francia e oltre il 90% di loro in Italia, Germania, Regno Unito e Belgio.<br />Siamo insomma davanti ad un vero e proprio sterminio. Che spesso, come se non bastasse, viene disposto pure su basi sbagliate. «Quando trovano malattie rare, questi test prenatali sono generalmente sbagliati», denunciava infatti una sconvolgente inchiesta uscita a inizio 2022, a firma di Sarah Kliff e Aatish Bhatia, sulle colonne del più celebre giornale del mondo, il New York Times, a proposito, dei test Nipt - acronimo di «not invasive prenatal test» -, gli esami non invasivi che, attraverso una goccia di sangue prelevata nel primo trimestre, intercettano problemi dello sviluppo fetale.<br />Dunque oltre che scioccante e totalmente inaccettabile, la decimazione dei bimbi con trisomia 21 in corso risulta sovente pure infondata. Insomma, oltre il danno la beffa per un Occidente che oggi, lo abbiamo detto, celebra la Giornata mondiale della Sindrome di Down, ma nei fatti chiude gli occhi davanti alla loro scomparsa. O addirittura, peggio, legittima alla voce «diritti» l'eliminazione seriale dei propri fratelli più piccoli, all'insegna di un atto di violenza - l'aborto volontario - che, se è sempre intollerabile, verso i bambini colpevoli solo di non essere "abbastanza perfetti", diventa ancora più odioso.]]></itunes:summary><itunes:duration>296</itunes:duration><itunes:keywords>aborto,diagnosiprenatale,sindromedidown,trisomia21</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/f1be8591215a6bc3a164d0267b082f11.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>La prima marcia per la vita dopo l'abolizione del diritto di aborto negli Usa</title><link>https://www.spreaker.com/episode/la-prima-marcia-per-la-vita-dopo-l-abolizione-del-diritto-di-aborto-negli-usa--52533007</link><description><![CDATA[VIDEO: Tommaso Scandroglio spiega la sentenza che ha abolito la Roe vs Wade ➜ <a href="https://www.youtube.com/watch?v=gdQ9WX0YufE&amp;list=PLpFpqNiJy93t_8-iaZYjnES9g_5H83d-U" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://www.youtube.com/watch?v=gdQ9WX0YufE&amp;list=PLpFpqNiJy93t_8-iaZYjnES9g_5H83d-U</a><br /><br />TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="https://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7285" target="_blank" rel="noreferrer noopener">www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7285</a><br /><br />LA PRIMA MARCIA PER LA VITA DOPO L'ABOLIZIONE DEL DIRITTO DI ABORTO NEGLI USA di Luca Volontè<br />Venerdì 20 gennaio si è svolta a Washington la 50a Marcia per la Vita alla quale hanno partecipato migliaia di persone per celebrare la bellezza della vita e chiedere l'abolizione dell'aborto nel Paese. Negli stessi giorni invece il "cattolico devoto" Joe Biden, insieme a gli abortisti, celebra l'omicidio dell'innocente.<br />Questa è stata la prima Marcia per la Vita svoltasi dopo la storica sentenza del 24 giugno 2022 nella causa Dobbs v. Jackson Women's Health Organization, da noi descritta sulla Bussola e in cui si è annullato l'aborto federale. Secondo gli organizzatori e diversi osservatori, in 100.000 hanno partecipato alla manifestazione, dei quali moltissimi giovani e giovanissimi della generazione post-Roe. Riunitisi al National Mall, dopo la veglia del giovedì sera e la preghiera di apertura del presidente del Comitato pro life dei Vescovi cattolici, mons. Michael Burbidge, il leader della maggioranza repubblicana alla Camera, Steve Scalise, e il deputato Chris Smith hanno esortato i presenti ad eleggere deputati e senatori pro life e sostenere gli sforzi legislativi a favore della vita.<br />BLOCCARE TUTTI GLI ORDINI ESECUTIVI PRO-ABORTO DI JOE BIDEN<br />Proprio venerdì 20 gennaio, il deputato repubblicano Andrew Clyde (R-GA) e altri 88 colleghi di partito della Camera hanno ripresentato una proposta di legge [...] che bloccherebbe e disinnescherebbe - se passasse - tutti gli ordini esecutivi pro-aborto del presidente Joe Biden. Dieci giorni prima i repubblicani della Camera avevano votato all'unanimità un disegno di legge che rafforza le tutele per i bambini che sopravvivono ai tentativi di aborto, il Born Alive Abortion Survivors Protection Act: il disegno di legge - ora al Senato - è stato approvato per 220-210, anche con il voto di due Democratici. I Dem si sono distinti in negativo, in larga parte, anche per non aver sostenuto una risoluzione che chiedeva di far piena luce sulle devastazioni dei centri pro life e delle chiese, seguite alla Sentenza Dobbs.<br />Tra la dozzina di relatori alla Marcia c'erano Jonathan Roumie, l'attore che interpreta il ruolo di Gesù nella serie televisiva The Chosen che è vista da decine di milioni di persone nel mondo, e anche la figlia di santa Gianna Beretta Molla, Gianna Emanuela, che ha ricordato a tutti che non avrebbe potuto partecipare se la madre non l'avesse "amata così tanto". Insieme a loro, tra gli altri oratori, l'ex allenatore della NFL Tony Dungy, criticato per la sua partecipazione, il procuratore generale del Mississippi Lynn Fitch, che ha promosso e vinto la causa che ha portato all'annullamento della sentenza Roe v. Wade e il leader evangelico Franklin Graham che ha ricordato come la vittoria dell'abolizione dell'aborto a livello federale segni solo l'inizio di una grande sfida per reinstallare valori cristiani e pro life nel paese. "Il movimento pro-vita ha appena vissuto un'importante vittoria con la caduta della Roe v. Wade, ma il nostro lavoro per costruire una cultura della vita è lungi dall'essere concluso", aveva dichiarato il presidente della March for Life Jeanne Mancini al quotidiano Washington Examiner poco prima della partenza della manifestazione. "La marcia di quest'anno (...) sarà anche un momento per guardare avanti ai prossimi passi, come la necessità di continuare a marciare ogni anno a Washington, e di espandere le marce negli Stati, per far avanzare le protezioni legali per i non nati".<br />LA SENTENZA DOBBS CHE HA SOSTITUITO LA ROE<br />Tutti i leader pro life americani sono consapevoli di quanto sia stata importante la Sentenza Dobbs e di come essa sia un punto di partenza per un maggiore impegno a tutto campo. Catherine Glenn Foster, presidente e amministratore delegato di Americans United for Life, parlando al Christian Post, ha ribadito come si debba "continuare e raddoppiare di cento volte" il lavoro pro life. Marjorie Dannenfelser, presidente di SBA Pro-Life America, chiede che il Congresso promulghi uno "standard minimo federale" che vieti gli aborti a livello federale dopo una certa settimana dall'inizio della gravidanza, anche se ci sono scarse possibilità di approvazione finché i Democratici manterranno il Senato e la Casa Bianca. La Marcia si è svolta, come sempre, in un clima di festa, nel tradizionale percorso che lambisce tutte le maggiori istituzioni del Paese e con cartelli e slogan accattivanti (qui una raccolta di immagini pro life).<br />Il presidente Biden, la vicepresidente Harris e l'industria pro aborto hanno confermato invece il loro impegno a favore del libero omicidio dell'innocente. Biden ha anticipato alla stampa, proprio nel giorno della Marcia per la Vita, una dichiarazione a favore dell'aborto in occasione del 50° anniversario dell'ormai annullata sentenza Roe V. Wade (22 gennaio 1973), affermando che la Corte Suprema aveva "preso la decisione giusta 50 anni fa", invitando gli americani a "onorare le generazioni di sostenitori che hanno lottato per la libertà riproduttiva" e a impegnarsi "insieme" per reintegrarla. Kamala Harris, arrivata nella Florida del governatore repubblicano pro life Ron De Santis, ha tenuto un discorso infuocato a favore dell'aborto chiedendo al Congresso di Washington di codificare il diritto federale all'aborto e spronando gli abortisti a un maggiore impegno in vista delle elezioni del 2024. Impegno che non mancherà da parte della presidente di Planned Parenthood che, con un articolo scritto su VogueTeen (20 gennaio), racconta di come coinvolgere le figlie adolescenti nelle battaglie per l'omicidio degli innocenti.<br />In tutto ciò, il sondaggio dei Cavalieri di Colombo-Marist, pubblicato in questi stessi giorni, ha rivelato che il 69% vuole che l'aborto sia significativamente limitato, mentre si conferma un buon 79% degli americani che non vuole l'aborto su richiesta per tutti i nove mesi di gravidanza.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/52533007</guid><pubDate>Tue, 24 Jan 2023 23:14:13 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/52533007/la_prima_marcia_per_la_vita_dopo_l_abolizione_del_diritto_di_aborto_negli_usa.mp3" length="7893621" type="audio/mpeg"/><itunes:author>BastaBugie</itunes:author><itunes:subtitle>VIDEO: Tommaso Scandroglio spiega la sentenza che ha abolito la Roe vs Wade ➜ https://www.youtube.com/watch?v=gdQ9WX0YufE&amp;amp;list=PLpFpqNiJy93t_8-iaZYjnES9g_5H83d-U

TESTO DELL'ARTICOLO ➜ https://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7285

LA PRIMA...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[VIDEO: Tommaso Scandroglio spiega la sentenza che ha abolito la Roe vs Wade ➜ <a href="https://www.youtube.com/watch?v=gdQ9WX0YufE&amp;list=PLpFpqNiJy93t_8-iaZYjnES9g_5H83d-U" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://www.youtube.com/watch?v=gdQ9WX0YufE&amp;list=PLpFpqNiJy93t_8-iaZYjnES9g_5H83d-U</a><br /><br />TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="https://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7285" target="_blank" rel="noreferrer noopener">www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7285</a><br /><br />LA PRIMA MARCIA PER LA VITA DOPO L'ABOLIZIONE DEL DIRITTO DI ABORTO NEGLI USA di Luca Volontè<br />Venerdì 20 gennaio si è svolta a Washington la 50a Marcia per la Vita alla quale hanno partecipato migliaia di persone per celebrare la bellezza della vita e chiedere l'abolizione dell'aborto nel Paese. Negli stessi giorni invece il "cattolico devoto" Joe Biden, insieme a gli abortisti, celebra l'omicidio dell'innocente.<br />Questa è stata la prima Marcia per la Vita svoltasi dopo la storica sentenza del 24 giugno 2022 nella causa Dobbs v. Jackson Women's Health Organization, da noi descritta sulla Bussola e in cui si è annullato l'aborto federale. Secondo gli organizzatori e diversi osservatori, in 100.000 hanno partecipato alla manifestazione, dei quali moltissimi giovani e giovanissimi della generazione post-Roe. Riunitisi al National Mall, dopo la veglia del giovedì sera e la preghiera di apertura del presidente del Comitato pro life dei Vescovi cattolici, mons. Michael Burbidge, il leader della maggioranza repubblicana alla Camera, Steve Scalise, e il deputato Chris Smith hanno esortato i presenti ad eleggere deputati e senatori pro life e sostenere gli sforzi legislativi a favore della vita.<br />BLOCCARE TUTTI GLI ORDINI ESECUTIVI PRO-ABORTO DI JOE BIDEN<br />Proprio venerdì 20 gennaio, il deputato repubblicano Andrew Clyde (R-GA) e altri 88 colleghi di partito della Camera hanno ripresentato una proposta di legge [...] che bloccherebbe e disinnescherebbe - se passasse - tutti gli ordini esecutivi pro-aborto del presidente Joe Biden. Dieci giorni prima i repubblicani della Camera avevano votato all'unanimità un disegno di legge che rafforza le tutele per i bambini che sopravvivono ai tentativi di aborto, il Born Alive Abortion Survivors Protection Act: il disegno di legge - ora al Senato - è stato approvato per 220-210, anche con il voto di due Democratici. I Dem si sono distinti in negativo, in larga parte, anche per non aver sostenuto una risoluzione che chiedeva di far piena luce sulle devastazioni dei centri pro life e delle chiese, seguite alla Sentenza Dobbs.<br />Tra la dozzina di relatori alla Marcia c'erano Jonathan Roumie, l'attore che interpreta il ruolo di Gesù nella serie televisiva The Chosen che è vista da decine di milioni di persone nel mondo, e anche la figlia di santa Gianna Beretta Molla, Gianna Emanuela, che ha ricordato a tutti che non avrebbe potuto partecipare se la madre non l'avesse "amata così tanto". Insieme a loro, tra gli altri oratori, l'ex allenatore della NFL Tony Dungy, criticato per la sua partecipazione, il procuratore generale del Mississippi Lynn Fitch, che ha promosso e vinto la causa che ha portato all'annullamento della sentenza Roe v. Wade e il leader evangelico Franklin Graham che ha ricordato come la vittoria dell'abolizione dell'aborto a livello federale segni solo l'inizio di una grande sfida per reinstallare valori cristiani e pro life nel paese. "Il movimento pro-vita ha appena vissuto un'importante vittoria con la caduta della Roe v. Wade, ma il nostro lavoro per costruire una cultura della vita è lungi dall'essere concluso", aveva dichiarato il presidente della March for Life Jeanne Mancini al quotidiano Washington Examiner poco prima della partenza della manifestazione. "La marcia di quest'anno (...) sarà anche un momento per guardare avanti ai prossimi passi, come la necessità di continuare a marciare ogni anno a Washington, e di espandere le marce negli Stati, per far...]]></itunes:summary><itunes:duration>494</itunes:duration><itunes:keywords>kamalaharris,plannedparenthood,prolife,roevswade,rondesantis</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/c53409f34412e3baaf88a44f951a6a89.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Nel 2022 sono stati compiuti nel mondo oltre 42 milioni di aborti</title><link>https://www.spreaker.com/episode/nel-2022-sono-stati-compiuti-nel-mondo-oltre-42-milioni-di-aborti--52340381</link><description><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="https://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7263" target="_blank" rel="noreferrer noopener">www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7263</a><br /><br />NEL 2022 SONO STATI COMPIUTI NEL MONDO OLTRE 42 MILIONI DI ABORTI di Fabio Fuiano<br />Il 28 dicembre, la Chiesa Cattolica ricorda i Santi Martiri innocenti, i primogeniti uccisi, in odium fidei, dalla follia omicida di Erode che non poteva accettare la legittima regalità di Nostro Signore. Alla luce di questa ricorrenza, una riflessione su quanto accade oggi sembra necessaria: ci apprestiamo a chiudere l'anno 2022 e il sito Worldometers riporta più di 42 milioni di aborti compiuti, accingendosi a ri-azzerare il macabro conto degli innocenti distrutti, per poi ri-avviarlo dalla mezzanotte del 1° Gennaio con il solito ritmo di circa 2 innocenti al secondo uccisi nel mondo.<br />Oggigiorno, Erode non è più un caso eccezionale di malvagità, ma la regola per molti paesi sedicenti "civili" e "al passo coi tempi", tristemente inclusa l'Italia, dove da ormai quasi 45 anni la famigerata 194 continua a causare una inconcepibile strage di innocenti (il prossimo tremendo anniversario, 22 maggio 2023, sarà proprio il 45° della promulgazione). Non bisogna però illudersi che tutto sia cominciato con la 194/78: il processo messo in atto dalle lobby abortiste per ribaltare il giudizio dell'opinione pubblica sull'aborto procurato era già in atto da tempo e, prima ancora della 194, esso aveva già raggiunto un traguardo fondamentale: si tratta della sentenza n. 27 del 18 febbraio 1975 con cui, per la prima volta, si introduceva nel nostro ordinamento giuridico la possibilità di abortire anche per semplici motivi di "salute" della donna. Questa sentenza è l'antesignano dell'iniqua legge 194, nonché spartiacque decisivo per la legalizzazione dell'aborto nel nostro paese.<br />UNA SENTENZA MALEDETTA<br />La Corte sfruttò a proprio vantaggio il caso di una donna milanese, Minella Carmosina, che nel 1972 fu penalmente perseguita in base all'art. 546 del Codice Penale (abrogato successivamente dalla 194 assieme a tutto il Titolo X - Dei delitti contro l'integrità e la sanità della stirpe) che vietava l'aborto di donna consenziente con la reclusione da due a cinque anni. Il giudice del Tribunale di Milano sollevò questione incidentale di legittimità costituzionale di tale articolo in quanto puniva l'aborto di donna consenziente anche laddove fosse stata "accertata" la pericolosità della gravidanza per il benessere fisico o per l'equilibrio psichico della gestante. Infatti, all'epoca, l'aborto poteva essere eccezionalmente esente da provvedimenti penali solo per un pericolo grave, assolutamente inevitabile e, soprattutto, attuale di danno per la madre (secondo il dettame dell'art. 54 c.p. sullo stato di necessità) e non a scopo medico per evitare che la donna incinta subisse aggravamenti di preesistenti alterazioni fisiche. L'atteggiamento del legislatore era tutt'altro che favorevole all'aborto, ma semplicemente egli, pur preservando lo sfavore per la pratica, non riteneva opportuno punire una donna già fortemente provata per la propria condizione e spinta ad abortire probabilmente più per disperazione che per convinzione. A differenza della legislazione successiva, l'impunibilità non implicava l'approvazione (né in quel caso specifico, né tantomeno tout court).<br />UN TOTALE ROVESCIAMENTO<br />La sentenza del '75 costituì un totale rovesciamento di paradigma, in quanto riuscì a dire che il concepito partecipa dei princìpi contenuti nella nostra Costituzione: «Ritiene la Corte che la tutela del concepito [...] abbia fondamento costituzionale. L'art. 31, secondo comma, della Costituzione impone espressamente la "protezione della maternità" e, più in generale, l'art. 2 Cost. riconosce e garantisce i diritti inviolabili dell'uomo, fra i quali non può non collocarsi, sia pure con le particolari caratteristiche sue proprie, la situazione giuridica del concepito», salvo poi affermare: «E, tuttavia, questa premessa - che di per sé giustifica l'intervento del legislatore volto a prevedere sanzioni penali - va accompagnata dall'ulteriore considerazione che l'interesse costituzionalmente protetto relativo al concepito può venire in collisione con altri beni che godano pur essi di tutela costituzionale e che, di conseguenza, la legge non può dare al primo una prevalenza totale ed assoluta, negando ai secondi adeguata protezione. Ed è proprio in questo il vizio di legittimità costituzionale, che, ad avviso della Corte, inficia l'attuale disciplina penale dell'aborto». Concludendo: «La scriminante dell'art. 54 c.p. si fonda sul presupposto d'una equivalenza del bene offeso dal fatto dell'autore rispetto all'altro bene che col fatto stesso si vuole salvare. Ora non esiste equivalenza fra il diritto non solo alla vita ma anche alla salute proprio di chi è già persona, come la madre, e la salvaguardia dell'embrione che persona deve ancora diventare».<br />La Corte si avvalse di un ipocrita escamotage, impiegando un termine, quello di "persona", assolutamente estraneo alla giurisprudenza - giacché la legge non ha mai parlato di uomini persone e uomini non persone - e di tenore filosofico, per giustificare la pratica dell'aborto non tanto per stato di necessità, ma per tutelare il bene della "salute psico-fisica" della donna (cosa che sarà poi ripresa a piè pari nella 194). A rigore, dunque, bisognerebbe datare la legalizzazione dell'aborto in Italia non al 1978, ma al 1975, analogamente a quanto avvenne negli Stati Uniti, dove l'aborto fu reso lecito, appena due anni prima, dalla famosa sentenza Roe v. Wade, ribaltata il 24 giugno scorso dalla maggioranza pro-life della Corte Suprema americana. Far memoria delle tattiche della Corte è necessario, dal momento che, indipendentemente dal Parlamento, essa può ancora riservare delle (brutte) sorprese sul tema della vita umana innocente.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/52340381</guid><pubDate>Tue, 03 Jan 2023 21:58:34 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/52340381/nel_2022_sono_stati_compiuti_nel_mondo_oltre_42_milioni_di_aborti.mp3" length="7620693" type="audio/mpeg"/><itunes:author>BastaBugie</itunes:author><itunes:subtitle>TESTO DELL'ARTICOLO ➜ https://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7263

NEL 2022 SONO STATI COMPIUTI NEL MONDO OLTRE 42 MILIONI DI ABORTI di Fabio Fuiano
Il 28 dicembre, la Chiesa Cattolica ricorda i Santi Martiri innocenti, i primogeniti uccisi, in...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="https://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7263" target="_blank" rel="noreferrer noopener">www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7263</a><br /><br />NEL 2022 SONO STATI COMPIUTI NEL MONDO OLTRE 42 MILIONI DI ABORTI di Fabio Fuiano<br />Il 28 dicembre, la Chiesa Cattolica ricorda i Santi Martiri innocenti, i primogeniti uccisi, in odium fidei, dalla follia omicida di Erode che non poteva accettare la legittima regalità di Nostro Signore. Alla luce di questa ricorrenza, una riflessione su quanto accade oggi sembra necessaria: ci apprestiamo a chiudere l'anno 2022 e il sito Worldometers riporta più di 42 milioni di aborti compiuti, accingendosi a ri-azzerare il macabro conto degli innocenti distrutti, per poi ri-avviarlo dalla mezzanotte del 1° Gennaio con il solito ritmo di circa 2 innocenti al secondo uccisi nel mondo.<br />Oggigiorno, Erode non è più un caso eccezionale di malvagità, ma la regola per molti paesi sedicenti "civili" e "al passo coi tempi", tristemente inclusa l'Italia, dove da ormai quasi 45 anni la famigerata 194 continua a causare una inconcepibile strage di innocenti (il prossimo tremendo anniversario, 22 maggio 2023, sarà proprio il 45° della promulgazione). Non bisogna però illudersi che tutto sia cominciato con la 194/78: il processo messo in atto dalle lobby abortiste per ribaltare il giudizio dell'opinione pubblica sull'aborto procurato era già in atto da tempo e, prima ancora della 194, esso aveva già raggiunto un traguardo fondamentale: si tratta della sentenza n. 27 del 18 febbraio 1975 con cui, per la prima volta, si introduceva nel nostro ordinamento giuridico la possibilità di abortire anche per semplici motivi di "salute" della donna. Questa sentenza è l'antesignano dell'iniqua legge 194, nonché spartiacque decisivo per la legalizzazione dell'aborto nel nostro paese.<br />UNA SENTENZA MALEDETTA<br />La Corte sfruttò a proprio vantaggio il caso di una donna milanese, Minella Carmosina, che nel 1972 fu penalmente perseguita in base all'art. 546 del Codice Penale (abrogato successivamente dalla 194 assieme a tutto il Titolo X - Dei delitti contro l'integrità e la sanità della stirpe) che vietava l'aborto di donna consenziente con la reclusione da due a cinque anni. Il giudice del Tribunale di Milano sollevò questione incidentale di legittimità costituzionale di tale articolo in quanto puniva l'aborto di donna consenziente anche laddove fosse stata "accertata" la pericolosità della gravidanza per il benessere fisico o per l'equilibrio psichico della gestante. Infatti, all'epoca, l'aborto poteva essere eccezionalmente esente da provvedimenti penali solo per un pericolo grave, assolutamente inevitabile e, soprattutto, attuale di danno per la madre (secondo il dettame dell'art. 54 c.p. sullo stato di necessità) e non a scopo medico per evitare che la donna incinta subisse aggravamenti di preesistenti alterazioni fisiche. L'atteggiamento del legislatore era tutt'altro che favorevole all'aborto, ma semplicemente egli, pur preservando lo sfavore per la pratica, non riteneva opportuno punire una donna già fortemente provata per la propria condizione e spinta ad abortire probabilmente più per disperazione che per convinzione. A differenza della legislazione successiva, l'impunibilità non implicava l'approvazione (né in quel caso specifico, né tantomeno tout court).<br />UN TOTALE ROVESCIAMENTO<br />La sentenza del '75 costituì un totale rovesciamento di paradigma, in quanto riuscì a dire che il concepito partecipa dei princìpi contenuti nella nostra Costituzione: «Ritiene la Corte che la tutela del concepito [...] abbia fondamento costituzionale. L'art. 31, secondo comma, della Costituzione impone espressamente la "protezione della maternità" e, più in generale, l'art. 2 Cost. riconosce e garantisce i diritti inviolabili dell'uomo, fra i quali non può non collocarsi, sia pure con le particolari caratteristiche sue proprie, la situazione giuridica del concepito», salvo poi...]]></itunes:summary><itunes:duration>477</itunes:duration><itunes:keywords>194,concepito,erode,ipocritaescamotage,macabro,statodinecessità</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/ab09b32690032fc074751c95eb00791f.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Un'altra conversione sullo stile di Abby Johnson</title><link>https://www.spreaker.com/episode/un-altra-conversione-sullo-stile-di-abby-johnson--52178851</link><description><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="https://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7238" target="_blank" rel="noreferrer noopener">www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7238</a><br /><br />UN'ALTRA CONVERSIONE SULLO STILE DI ABBY JOHNSON di Mauro Faverzani<br />Non è come la storia narrata nel film Unplanned, ma poco ci manca: Kevin Duffy, ex-direttore e consulente della multinazionale dell'aborto Marie Stopes International (oggi ridenominata MSI Reproductive Choices), ha lasciato il suo lavoro nel marzo 2019 ed è divenuto non solo un pro-life convinto, bensì anche direttore esecutivo della SPUC-Society for the Protection of Unborn Children nel settore della ricerca e dell'educazione.<br />Kevin Duffy è stato per sei anni responsabile dello sviluppo di centri abortisti in Africa ed in Asia meridionale: «Ho sempre saputo che l'aborto implicava l'uccisione di una vita umana, ma all'epoca mi sono affidato alla convinzione che le donne vi si sarebbero sottoposte comunque, quindi era meglio che venissero eseguiti in condizioni igieniche e sicure».<br />Quando la multinazionale, per cui lavorava, ha cambiato approccio, però, integrando gli aborti chirurgici con quelli farmacologici, oltre tutto in autogestione, sono maturati in lui i primi dubbi: non v'era alcuna assistenza, quindi neppure la salute era più al sicuro, tanto meno il benessere: «Sempre più donne si presentano nei centri medici con aborti incompleti, dopo essersi auto-somministrate pillole abortive acquistate nelle farmacie locali». Nella primavera 2020, nel Regno Unito venne annunciato che tali farmaci si sarebbero potuti ottenere anche per posta, ma ben presto emersero le prove di come tale meccanismo fosse assolutamente privo di qualsiasi tutela. Bastava telefonare per ottenere l'invio dei prodotti abortivi a donne sostanzialmente inesistenti: «E hanno definito questo un fantastico progresso nella Sanità», ha commentato Duffy. Da qui la sua conversione alla vita: «Ho deciso di mettere le mie conoscenze e la mia esperienza al servizio del movimento pro-life. Sono fiducioso che le false narrazioni dell'industria dell'aborto possano essere sconfitte e che si possa ristabilire una cultura della vita, che si preoccupi veramente del benessere delle donne e della salvaguardia dei diritti umani. Lavorare all'interno dei colossi dell'aborto mi ha mostrato la natura violenta di tale pratica ed il modo freddo ed insensibile, in cui venivano considerate le donne. Far parte della SPUC, il più grande gruppo pro-vita del Regno Unito, rappresenta una grande opportunità per fare la mia parte e fare in modo che l'aborto un giorno sia impensabile».<br /><br />STATI UNITI E MALTA<br />Ma le buone notizie sul fronte della vita non finiscono qui. Nei giorni scorsi la Corte Suprema della Georgia, negli Stati Uniti, ha ripristinato la legge sul battito cardiaco del feto, legge che era stata bloccata da un giudice locale. Ciò significa che torna ad essere vietato abortire dopo la sesta settimana di gestazione, quando per l'appunto si riesce a percepire il cuore del bimbo in grembo.<br />Intanto, a Malta, l'arcivescovo Charles Scicluna, richiamandosi al senso di responsabilità, ha incoraggiato la classe politica locale a resistere alle pressioni internazionali, esercitate affinché nell'arcipelago venga legalizzato l'aborto: gli insegnamenti cattolici sulla vita «non sono in vendita o negoziabili», ha aggiunto. Nel corso dell'inverno il Parlamento dovrebbe esaminare una proposta di legge, che intende chiarire come l'aborto sia consentito solo quando la vita della madre sia in pericolo. Ma non si escludono, per l'occasione, colpi di testa da parte degli attivisti pro-choice. «Chiedo in nome di Dio - ha detto mons. Scicluna - di non lasciare la porta socchiusa all'aborto con una clausola, che possa essere distorta in modo tale che l'eccezione diventi la regola». Il diritto alla vita - ha proseguito - «è strettamente legato alla difesa di ogni altro diritto umano».<br />Malta è l'unico Stato in tutta l'Unione europea, ove l'aborto sia ad oggi completamente illegale.<br /><br />BRUTTE NOTIZIE<br />Non ci sono solo le buone notizie, purtroppo. In Francia, l'Assemblea nazionale ha compiuto il primo passo, per includere l'aborto come «diritto» nella propria Costituzione. 337 i voti a favore, solo 32 quelli contrari.<br />L'iniziativa è stata cavalcata dalla Sinistra di La France Insoumise in accordo col partito del presidente Macron, Renaissance, ma anche con l'appoggio di molti conservatori, tra cui la maggioranza di Rassemblement National, ricollocatosi così, di fatto, nell'area progressista e “politicamente corretta”, vanificando il significato della propria presenza. L'obiettivo è quello d'aggiungere all'art. 66 della Carta costituzionale francese un paragrafo, in cui si specifichi come nessuno possa «violare il diritto all'interruzione volontaria di gravidanza», nella peggiore tradizione dell'antilingua. Provvidenzialmente il voto dell'Assemblea nazionale non è sufficiente, per cambiare le cose. Ora il testo dovrà essere adottato, così com'è, dalla Camera dei Deputati, poi dovrà essere approvato con una maggioranza di almeno tre quinti dal Congresso ovvero da un'assemblea straordinaria di deputati e senatori, infine dovrà essere sottoposto a referendum. I passaggi sono ancora tanti, la battaglia sarà ancora lunga, ma va sostenuta con la preghiera oltre che con una forte attività pro-life.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/52178851</guid><pubDate>Tue, 13 Dec 2022 21:25:42 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/52178851/un_altra_conversione_sullo_stile_di_abby_johnson.mp3" length="5619505" type="audio/mpeg"/><itunes:author>BastaBugie</itunes:author><itunes:subtitle>TESTO DELL'ARTICOLO ➜ https://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7238

UN'ALTRA CONVERSIONE SULLO STILE DI ABBY JOHNSON di Mauro Faverzani
Non è come la storia narrata nel film Unplanned, ma poco ci manca: Kevin Duffy, ex-direttore e consulente...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="https://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7238" target="_blank" rel="noreferrer noopener">www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7238</a><br /><br />UN'ALTRA CONVERSIONE SULLO STILE DI ABBY JOHNSON di Mauro Faverzani<br />Non è come la storia narrata nel film Unplanned, ma poco ci manca: Kevin Duffy, ex-direttore e consulente della multinazionale dell'aborto Marie Stopes International (oggi ridenominata MSI Reproductive Choices), ha lasciato il suo lavoro nel marzo 2019 ed è divenuto non solo un pro-life convinto, bensì anche direttore esecutivo della SPUC-Society for the Protection of Unborn Children nel settore della ricerca e dell'educazione.<br />Kevin Duffy è stato per sei anni responsabile dello sviluppo di centri abortisti in Africa ed in Asia meridionale: «Ho sempre saputo che l'aborto implicava l'uccisione di una vita umana, ma all'epoca mi sono affidato alla convinzione che le donne vi si sarebbero sottoposte comunque, quindi era meglio che venissero eseguiti in condizioni igieniche e sicure».<br />Quando la multinazionale, per cui lavorava, ha cambiato approccio, però, integrando gli aborti chirurgici con quelli farmacologici, oltre tutto in autogestione, sono maturati in lui i primi dubbi: non v'era alcuna assistenza, quindi neppure la salute era più al sicuro, tanto meno il benessere: «Sempre più donne si presentano nei centri medici con aborti incompleti, dopo essersi auto-somministrate pillole abortive acquistate nelle farmacie locali». Nella primavera 2020, nel Regno Unito venne annunciato che tali farmaci si sarebbero potuti ottenere anche per posta, ma ben presto emersero le prove di come tale meccanismo fosse assolutamente privo di qualsiasi tutela. Bastava telefonare per ottenere l'invio dei prodotti abortivi a donne sostanzialmente inesistenti: «E hanno definito questo un fantastico progresso nella Sanità», ha commentato Duffy. Da qui la sua conversione alla vita: «Ho deciso di mettere le mie conoscenze e la mia esperienza al servizio del movimento pro-life. Sono fiducioso che le false narrazioni dell'industria dell'aborto possano essere sconfitte e che si possa ristabilire una cultura della vita, che si preoccupi veramente del benessere delle donne e della salvaguardia dei diritti umani. Lavorare all'interno dei colossi dell'aborto mi ha mostrato la natura violenta di tale pratica ed il modo freddo ed insensibile, in cui venivano considerate le donne. Far parte della SPUC, il più grande gruppo pro-vita del Regno Unito, rappresenta una grande opportunità per fare la mia parte e fare in modo che l'aborto un giorno sia impensabile».<br /><br />STATI UNITI E MALTA<br />Ma le buone notizie sul fronte della vita non finiscono qui. Nei giorni scorsi la Corte Suprema della Georgia, negli Stati Uniti, ha ripristinato la legge sul battito cardiaco del feto, legge che era stata bloccata da un giudice locale. Ciò significa che torna ad essere vietato abortire dopo la sesta settimana di gestazione, quando per l'appunto si riesce a percepire il cuore del bimbo in grembo.<br />Intanto, a Malta, l'arcivescovo Charles Scicluna, richiamandosi al senso di responsabilità, ha incoraggiato la classe politica locale a resistere alle pressioni internazionali, esercitate affinché nell'arcipelago venga legalizzato l'aborto: gli insegnamenti cattolici sulla vita «non sono in vendita o negoziabili», ha aggiunto. Nel corso dell'inverno il Parlamento dovrebbe esaminare una proposta di legge, che intende chiarire come l'aborto sia consentito solo quando la vita della madre sia in pericolo. Ma non si escludono, per l'occasione, colpi di testa da parte degli attivisti pro-choice. «Chiedo in nome di Dio - ha detto mons. Scicluna - di non lasciare la porta socchiusa all'aborto con una clausola, che possa essere distorta in modo tale che l'eccezione diventi la regola». 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Sconcertante. Devastante. Non vi sono parole, per commentare la recente nomina dell'economista italo-americana Mariana Mazzucato a membro ordinario della Pontificia Accademia per la Vita. Proprio lei, abortista convinta. Proprio lei, fautrice dell'Agenda 2030 e dei suoi «Obiettivi di Sviluppo Sostenibile».<br />Surreale la giustificazione avanzata in una nota dalla Pontificia Accademia, per la quale sarebbe importante promuovere al proprio interno «un costante e proficuo dialogo interdisciplinare, interculturale e interreligioso», trattandosi di «un organismo di studio e ricerca». Ma Giovanni Paolo II, in realtà, non la istituì con questo fine, non la pensò come una sorta di palestra per disquisizioni accademiche o una vetrina di virtuosismi dialettici, bensì per indirizzare studi e formazione verso «la promozione e la difesa della vita, soprattutto nel diretto rapporto che essi hanno con la morale cristiana e le direttive del Magistero della Chiesa», come spiegato nel Motu Proprio Vitæ mysterium dell'11 febbraio 1994. Il che è tutta un'altra cosa. Non solo. Primo presidente della Pontificia Accademia per la Vita è stato il venerabile Jérôme Lejeune, che fissò un regolamento interno, con cui si richiedeva a ciascun membro - dicasi ciascuno... - di firmare una dichiarazione, in cui si affermava che «davanti a Dio ed agli uomini, testimoniamo che per noi ogni essere umano è una persona» e che «dalla formazione dell'embrione fino alla morte, è lo stesso essere umano, che cresce fino alla maturità e muore». Dunque, tutt'altra fu la direzione impressa a tale organismo, poi cambiata con i nuovi statuti, varati dopo la nomina alla presidenza dell'arcivescovo Paglia e approvati da papa Francesco. Anch'essi comunque richiedono ai propri membri di conformarsi all'insegnamento della Chiesa, nonché, quando di religioni differenti, di promuovere comunque «e difendere i principi relativi al valore della vita e alla dignità della persona umana, interpretati in modo coerente con il magistero della Chiesa», pena l'estromissione dalla Pontificia Accademia, «in caso di azione o dichiarazione pubblica e deliberata manifestamente contraria ai suddetti principi o gravemente offensiva della dignità e della credibilità della Chiesa cattolica e dell'Accademia stessa».<br /><br />NOMINE FATTE DAL PAPA<br />«Le nomine degli Accademici ordinari sono fatte dal Papa», ha proseguito la nota emessa dalla Pontificia Accademia a fronte delle critiche sollevate dopo la nomina di Mariana Mazzuccato. Il che non spiega, non risolve, anzi aggrava e compromette ulteriormente la situazione. Certamente non è nulla di cui andare orgogliosi...<br />V'è un altro problema: pare che, all'interno della Pontificia Accademia per la Vita, si stia pericolosamente rafforzando e consolidando un orientamento abortista decisamente disumano e contrario alla dottrina cattolica. Perché Mariana Mazzuccato non è sola... All'interno della stessa Pontificia Accademia per la Vita un altro membro, Roberto Dell'Oro, docente di Teologia morale e titolare della cattedra O'Malley di Bioetica presso la Loyola Marymount University, dei gesuiti, ha clamorosamente criticato la decisione pro-life della Corte Suprema americana, che lo scorso 24 giugno ha annullato la sentenza Roe vs. Wade, quella che legalizzò di fatto l'aborto negli Stati Uniti. Come ha dichiarato Dell'Oro, nel corso di una conferenza, tale decisione sarebbe ingiusta, in quanto violerebbe «la libertà delle donne», la «piena partecipazione democratica» e sarebbe irrispettosa verso la loro autonomia, tanto da risultare l'espressione di un «regime totalitario»: «Imporre una scelta alle donne in questioni, che appartengono alla loro sfera più intima, minaccia di compromettere la loro integrità, corporea e non, come persone».<br />In una successiva intervista all'agenzia CNA, Dell'Oro ci ha tenuto a spiegare come tali sue osservazioni si siano concentrate solo sulla legalità dell'aborto e non sulla sua moralità. Il che è ancor peggio, poiché indica quell'artificiosa e surreale separazione tra norma e morale, propria del progressismo internazionale, ma radicalmente contraria al tomismo, che fa discendere la prima dalla seconda. Quello stesso tomismo raccomandato per ben due volte dallo stesso Concilio Vaticano II come la dottrina di riferimento della Chiesa, come ben evidenziato in Optatam totius 16 ed in Gravissimum educationis 10.<br /><br />LA DERIVA DELLA PONTIFICIA ACCADEMIA PER LA VITA<br />Infatti, immediata ed opportuna è giunta a Dell'Oro dalla professoressa Teresa Collett, docente di Diritto all'Università St. Thomas, una precisazione che ha chiarito: «Concentrandosi su "scelta e pluralismo", il professore ignora che una repubblica democratica può esistere solo se protegge i diritti umani più elementari, il più fondamentale dei quali è il diritto alla vita, che, come minimo, deve includere il diritto d'essere protetti dalla violenza mortale di altri. Così come il pluralismo non giustifica l'indifferenza dello Stato nei confronti dell'infanticidio o del sacrificio di bambini, anche quando si presenti sotto le spoglie della libertà religiosa, non giustifica il permesso di abortire in assenza della circostanza straordinaria che la gravidanza rappresenti una minaccia per la vita fisica della madre».<br />Ma anche il presidente emerito della FIAMC-Federazione Internazionale delle Associazioni Mediche Cattoliche, il dottor José María Simón Castellví, è intervenuto in merito, mettendo in guardia dalla deriva della Pontificia Accademia per la Vita: «Sono stati e continuano ad essere nominati Accademici favorevoli all'aborto, difensori dell'eutanasia in qualche misura o detrattori dell'Humanæ vitæ, proprio il contrario di ciò che voleva Giovanni Paolo II e di ciò che è ragionevole per il bene della Chiesa pellegrina su questa terra. E gli scienziati di valore, difensori della Vita, sono stati lasciati da parte», ha dichiarato, negando assolutamente che a chi sia favorevole «alla distruzione della vita intrauterina» si possa «offrire un pulpito per diffondere» tali opinioni devastanti e disumane: «Ne hanno già troppi nel mondo civile e con una maggioranza schiacciante». Parole sacrosante, precisazioni doverose e inappuntabili. Contro le quali a nulla valgono chiacchiere vane ed ipocriti pretesti.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/51756340</guid><pubDate>Wed, 02 Nov 2022 12:18:36 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/51756340/una_convinta_abortista_nominata_membro_della_pontificia_accademia_per_la_vita.mp3" length="8691923" type="audio/mpeg"/><itunes:author>BastaBugie</itunes:author><itunes:subtitle>TESTO DELL'ARTICOLO ➜ www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7202&#13;
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Ma Giovanni Paolo II, in realtà, non la istituì con questo fine, non la pensò come una sorta di palestra per disquisizioni accademiche o una vetrina di virtuosismi dialettici, bensì per indirizzare studi e formazione verso «la promozione e la difesa della vita, soprattutto nel diretto rapporto che essi hanno con la morale cristiana e le direttive del Magistero della Chiesa», come spiegato nel Motu Proprio Vitæ mysterium dell'11 febbraio 1994. Il che è tutta un'altra cosa. Non solo. Primo presidente della Pontificia Accademia per la Vita è stato il venerabile Jérôme Lejeune, che fissò un regolamento interno, con cui si richiedeva a ciascun membro - dicasi ciascuno... - di firmare una dichiarazione, in cui si affermava che «davanti a Dio ed agli uomini, testimoniamo che per noi ogni essere umano è una persona» e che «dalla formazione dell'embrione fino alla morte, è lo stesso essere umano, che cresce fino alla maturità e muore». Dunque, tutt'altra fu la direzione impressa a tale organismo, poi cambiata con i nuovi statuti, varati dopo la nomina alla presidenza dell'arcivescovo Paglia e approvati da papa Francesco. Anch'essi comunque richiedono ai propri membri di conformarsi all'insegnamento della Chiesa, nonché, quando di religioni differenti, di promuovere comunque «e difendere i principi relativi al valore della vita e alla dignità della persona umana, interpretati in modo coerente con il magistero della Chiesa», pena l'estromissione dalla Pontificia Accademia, «in caso di azione o dichiarazione pubblica e deliberata manifestamente contraria ai suddetti principi o gravemente offensiva della dignità e della credibilità della Chiesa cattolica e dell'Accademia stessa».<br /><br />NOMINE FATTE DAL PAPA<br />«Le nomine degli Accademici ordinari sono fatte dal Papa», ha proseguito la nota emessa dalla Pontificia Accademia a fronte delle critiche sollevate dopo la nomina di Mariana Mazzuccato. Il che non spiega, non risolve, anzi aggrava e compromette ulteriormente la situazione. Certamente non è nulla di cui andare orgogliosi...<br />V'è un altro problema: pare che, all'interno della Pontificia Accademia per la Vita, si stia pericolosamente rafforzando e consolidando un orientamento abortista decisamente disumano e contrario alla dottrina cattolica. Perché Mariana Mazzuccato non è sola... All'interno della stessa Pontificia Accademia per la Vita un altro membro, Roberto Dell'Oro, docente di Teologia morale e titolare della cattedra O'Malley di Bioetica presso la Loyola Marymount University, dei gesuiti, ha clamorosamente criticato la decisione pro-life della Corte Suprema americana, che lo scorso 24 giugno ha annullato la sentenza Roe vs. Wade, quella che legalizzò di fatto l'aborto negli Stati Uniti. Come ha dichiarato Dell'Oro, nel corso di una conferenza, tale decisione sarebbe ingiusta, in quanto violerebbe «la libertà delle donne», la «piena partecipazione democratica» e sarebbe irrispettosa verso la loro autonomia, tanto da risultare l'espressione di un «regime totalitario»: «Imporre una scelta alle donne in questioni, che appartengono alla loro sfera più intima, minaccia di...]]></itunes:summary><itunes:duration>544</itunes:duration><itunes:keywords>abortista,humanaevitae,mazzucato,paglia,pontificiaaccademia</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/5513d638b283fb7c852f2985f5d653b4.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Le 3 lezioni dell'abolizione della sentenza sull'aborto Roe vs Wade</title><link>https://www.spreaker.com/episode/le-3-lezioni-dell-abolizione-della-sentenza-sull-aborto-roe-vs-wade--51621348</link><description><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7186" rel="noopener">www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7186</a><br /><br />LE 3 LEZIONI DELL'ABOLIZIONE DELLA SENTENZA SULL'ABORTO ROE VS WADE di John Horvat<br />Il movimento pro-vita ha celebrato con gioia la vittoria della soppressione della Roe v. Wade. La decisione è stata il frutto di decenni di duro lavoro per superare gli ostacoli che nel frattempo si erano frapposti sulla strada. Gli attivisti pro-life hanno dovuto mettere in discussione l'idea che l'aborto procurato fosse un "diritto consolidato" a cui non ci si poteva opporre, dovendo sfidare l'accusa ingannevole che la causa pro-vita fosse dalla parte sbagliata della storia. I gruppi locali hanno trasformato ogni clinica abortiva in un campo di battaglia morale dove gli attivisti hanno combattuto, pregato e spesso prevalso.<br />Tuttavia, gli abortisti radicali rappresentano posizioni sbagliate e perciò quindi facilmente identificabili come il nemico. Gli avversari più difficili sono quelli che potrebbero essere definiti i pro-vita radicalmente moderati, che chiedono costantemente di ammorbidire la posizione del movimento. Questi che compiacciono i liberal stanno sempre a guardare i sondaggi preoccupati di ciò che penserà la sinistra. Adoratori della coesistenza pacifica tra il bene e il male, costoro trasformano ogni mossa in un calcolo politico.<br />I radicalmente moderati si sono uniti agli irriducibili pro-vita per celebrare la vittoria di Dobbs (ndt, la sentenza della Corte Suprema che ha abrogato la precedente sentenza abortista Roe v. Wade). È stato facile rivendicare di aver contribuito alla vittoria, mentre la sinistra si ritirava in preda al disordine e alla rabbia.<br />Tuttavia, da allora la lotta si è inasprita. I pro-vita radicalmente moderati, soprattutto i politici senza spina dorsale, sono tornati alla loro posizione di default, chiedendo a gran voce moderazione e compromessi per attirare gli elettori alle elezioni di midterm. I media riportano che i repubblicani centristi stanno cercando di attenuare il loro messaggio per paura di un contraccolpo.<br />I radicalmente moderati tremano quando i sostenitori dell'aborto, ad esempio, affermano che le leggi che permettono l'aborto procurato sono necessarie perché altrimenti le madri che subiscono un aborto spontaneo saranno perseguite. I continui bombardamenti dei media liberali hanno l'effetto di far vacillare le inconsistenti convinzioni dei moderati radicali.<br />Così, i candidati radicalmente moderati affermano che è giunto il momento di adattarsi al cambiamento di umore. In realtà, detestano radicalmente qualsiasi accenno di apparire come radicali. Credono che la vigliaccheria dia risultati migliori rispetto al difendere fermamente i propri principi.<br />Come hanno dimenticato così facilmente le lezioni apprese durante il lungo regime della Roe v. Wade! Non è il momento di abbandonare una strategia vincente, ma di raddoppiarla e portarla avanti.<br />Ci sono tre lezioni importanti da ricordare in questa nuova fase della lotta antiabortista.<br /><br />1) NON PERDERE MAI DI VISTA L'OBIETTIVO FINALE: L'ELIMINAZIONE TOTALE DELL'ABORTO<br />La prima lezione è di non perdere mai il focus. L'obiettivo finale del movimento pro-vita è sempre l'eliminazione totale dell'aborto, senza eccezioni. L'accettazione di qualsiasi compromesso al di fuori di questo obiettivo è un tradimento. È perfettamente morale e legittimo per gli attivisti lavorare in un crescendo in modo da scalfire il monolite dell'aborto procurato, purché abbiano la ferma intenzione di abolire dalla faccia della terra l'aborto e la mentalità che lo sostiene.<br />Nel corso degli anni, la posizione salda ha attirato i sostenitori alla causa, rifornendo di energia la sua base. La gente è molto più disposta a sostenere chi crede in modo deciso nei principi piuttosto di chi annacqua le cose fino a ridurle quasi a zero. Questo obiettivo porta in sé la difesa della moralità cristiana che impedisce un comportamento immorale, il quale porta all'aborto. Ogni volta che il movimento pro-vita è stato in crisi, è sempre tornato alle sue radici e si è rivitalizzato abbracciando espressioni più coerenti, logiche e potenti circa le sue posizioni.<br />In questo senso, il movimento ha sempre sfidato gli obiettanti moderati, ottenendo risultati sorprendenti sotto forma di leggi e cliniche abortiste chiuse. Con la loro fermezza, gli attivisti pro-life hanno anche frustrato la sinistra, costringendola a combattere sul campo di battaglia morale, dove hanno sempre perso.<br />Con la decisione di Dobbs, l'attenzione non deve cambiare, ma solo diventare più acuta. L'obiettivo rimane lo stesso. La vittoria non arriverà moderando il messaggio pro-life, ma trovando modi più potenti per difendere la causa.<br /><br />2) NON PREOCCUPARSI DI CIÒ CHE PENSANO GLI ALTRI<br />La seconda lezione è che gli attivisti pro-life non devono preoccuparsi di ciò che i liberal pensano di loro. La loro preoccupazione deve essere esclusivamente quella di fare ciò che è morale e giusto, anche se impopolare. Se il mondo guarda con sospetto a questi nobili sforzi, il problema è del mondo, non loro. Questa strategia ha sempre caratterizzato la lotta pro-vita.<br />Perciò, questo lavoro deve essere fatto apertamente, senza vergogna e con entusiasmo. Gli attivisti pro-vita non devono temere di apparire in pubblica piazza, su un marciapiede solitario o nelle legislature statali. Non devono dare un'importanza esagerata alle elezioni o ai sondaggi. Non devono avere paura di dire la verità sull'aborto a chiunque, in qualsiasi momento o luogo.<br />Questo atteggiamento non significa che il movimento pro-vita debba ignorare l'opinione pubblica su questo tema. Anzi, gli attivisti devono prestare attenzione al dibattito per cambiare in meglio il modo di pensare dell'opinione pubblica. Tuttavia, devono evitare di lasciare che siano le opinioni sbagliate dei liberal e dei radicalmente moderati a dettare le loro azioni.<br />Non preoccuparsi di ciò che pensa la sinistra porta a tattiche e strategie creative che ostacolano la potente industria dell'aborto. Nel cercare modi per bloccare l'industria dell'aborto, gli attivisti devono cercare ciò che Cristo ha lodato come essendo l'innocenza della colomba e l'astuzia del serpente. Questo atteggiamento libera dalle illusioni delle opinioni liberal e apre la strada alle imprese audaci che hanno aperto la strada alla vittoria di Dobbs.<br />I radicalmente moderati pro-vita soffocano l'azione efficace facendosi guidare da ciò che immaginano che gli altri pensino e così prendono la strada della sconfitta.<br /><br />3) IL NEMICO NON È CAMBIATO<br />La terza lezione fondamentale è che il nemico pro-aborto non è cambiato. Il suo obiettivo di distruggere la morale e l'ordine cristiano rimane lo stesso. I suoi attivisti non saranno mai soddisfatti finché la società non permetterà la totale gratificazione di tutti i desideri sessuali proibiti dalla morale cristiana. L'aborto, a causa della sua natura radicale, è inevitabilmente legato a tutte le lettere della formulazione LGBTQ+.<br />I pro-abortisti possono truccare l'aborto come "diritti riproduttivi" o "assistenza sanitaria alle donne". Tuttavia, il bersaglio da colpire è la morale naturale e cristiana, che frena le passioni umane disordinate. Il movimento abortista non si fermerà davanti a nulla per ottenere questo obiettivo radicale. Per questo motivo, i suoi estremisti cercano di giustificare l'aborto fino alla nascita, di vendere parti del corpo dei nascituri e di eseguire aborti in fabbriche di morte simili a quelle di Gosnell (medico e serial killer americano che ha praticato aborti nella sua clinica di West Philadelphia, è stato condannato per l'omicidio di tre neonati nati vivi dopo aver usato farmaci per indurre il parto, per omicidio colposo in relazione alla morte di una donna durante una procedura di aborto e per diversi altri crimini legati alla medicina).<br />Dopo la sentenza Dobbs, la parte favorevole all'aborto si è solo radicalizzata e ha raddoppiato la sua scommessa. In effetti, i promotori dell'aborto rappresentano un bersaglio migliore da attaccare, poiché ora mostrano sfacciatamente i loro lati più oscuri. Mostrare gli obiettivi pro-aborto in tutto il loro orrore deve essere una priorità. La diffusione costante degli aspetti religiosi e morali del dibattito - a voce alta e chiara - è fondamentale.<br />I radicalmente moderati pro-vita non si pronunciano mai affinché i pro-aborto moderino le loro richieste. Pensano erroneamente che essere gentili con il male possa suscitare simpatia. I moderati stanno ora inviando un pasticciato messaggio "morbido" sull'aborto che può solo danneggiare le elezioni di midterm.<br />È meglio ricordare le lezioni della lotta antiabortista. Chi si appassiona alla propria causa cambia il corso della storia contro ogni previsione e coloro che confidano in Dio saranno sempre dalla parte vincente della storia.<br />Questa preghiera e questa azione mirata e appassionata hanno rovesciato la Roe v. Wade, non i consigli cedevoli di quei moderati che non vogliono rischiare tutto. No, non è il momento di cambiare rotta.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/51621348</guid><pubDate>Wed, 19 Oct 2022 14:10:34 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/51621348/le_3_lezioni_dell_abolizione_della_sentenza_sull_aborto_roe_vs_wade.mp3" length="10180275" type="audio/mpeg"/><itunes:author>BastaBugie</itunes:author><itunes:subtitle>TESTO DELL'ARTICOLO ➜ www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7186&#13;
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LE 3 LEZIONI DELL'ABOLIZIONE DELLA SENTENZA SULL'ABORTO ROE VS WADE di John Horvat&#13;
Il movimento pro-vita ha celebrato con gioia la vittoria della soppressione della Roe v. Wade. La...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7186" rel="noopener">www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7186</a><br /><br />LE 3 LEZIONI DELL'ABOLIZIONE DELLA SENTENZA SULL'ABORTO ROE VS WADE di John Horvat<br />Il movimento pro-vita ha celebrato con gioia la vittoria della soppressione della Roe v. Wade. La decisione è stata il frutto di decenni di duro lavoro per superare gli ostacoli che nel frattempo si erano frapposti sulla strada. Gli attivisti pro-life hanno dovuto mettere in discussione l'idea che l'aborto procurato fosse un "diritto consolidato" a cui non ci si poteva opporre, dovendo sfidare l'accusa ingannevole che la causa pro-vita fosse dalla parte sbagliata della storia. I gruppi locali hanno trasformato ogni clinica abortiva in un campo di battaglia morale dove gli attivisti hanno combattuto, pregato e spesso prevalso.<br />Tuttavia, gli abortisti radicali rappresentano posizioni sbagliate e perciò quindi facilmente identificabili come il nemico. Gli avversari più difficili sono quelli che potrebbero essere definiti i pro-vita radicalmente moderati, che chiedono costantemente di ammorbidire la posizione del movimento. Questi che compiacciono i liberal stanno sempre a guardare i sondaggi preoccupati di ciò che penserà la sinistra. Adoratori della coesistenza pacifica tra il bene e il male, costoro trasformano ogni mossa in un calcolo politico.<br />I radicalmente moderati si sono uniti agli irriducibili pro-vita per celebrare la vittoria di Dobbs (ndt, la sentenza della Corte Suprema che ha abrogato la precedente sentenza abortista Roe v. Wade). È stato facile rivendicare di aver contribuito alla vittoria, mentre la sinistra si ritirava in preda al disordine e alla rabbia.<br />Tuttavia, da allora la lotta si è inasprita. I pro-vita radicalmente moderati, soprattutto i politici senza spina dorsale, sono tornati alla loro posizione di default, chiedendo a gran voce moderazione e compromessi per attirare gli elettori alle elezioni di midterm. I media riportano che i repubblicani centristi stanno cercando di attenuare il loro messaggio per paura di un contraccolpo.<br />I radicalmente moderati tremano quando i sostenitori dell'aborto, ad esempio, affermano che le leggi che permettono l'aborto procurato sono necessarie perché altrimenti le madri che subiscono un aborto spontaneo saranno perseguite. I continui bombardamenti dei media liberali hanno l'effetto di far vacillare le inconsistenti convinzioni dei moderati radicali.<br />Così, i candidati radicalmente moderati affermano che è giunto il momento di adattarsi al cambiamento di umore. In realtà, detestano radicalmente qualsiasi accenno di apparire come radicali. Credono che la vigliaccheria dia risultati migliori rispetto al difendere fermamente i propri principi.<br />Come hanno dimenticato così facilmente le lezioni apprese durante il lungo regime della Roe v. Wade! Non è il momento di abbandonare una strategia vincente, ma di raddoppiarla e portarla avanti.<br />Ci sono tre lezioni importanti da ricordare in questa nuova fase della lotta antiabortista.<br /><br />1) NON PERDERE MAI DI VISTA L'OBIETTIVO FINALE: L'ELIMINAZIONE TOTALE DELL'ABORTO<br />La prima lezione è di non perdere mai il focus. L'obiettivo finale del movimento pro-vita è sempre l'eliminazione totale dell'aborto, senza eccezioni. L'accettazione di qualsiasi compromesso al di fuori di questo obiettivo è un tradimento. È perfettamente morale e legittimo per gli attivisti lavorare in un crescendo in modo da scalfire il monolite dell'aborto procurato, purché abbiano la ferma intenzione di abolire dalla faccia della terra l'aborto e la mentalità che lo sostiene.<br />Nel corso degli anni, la posizione salda ha attirato i sostenitori alla causa, rifornendo di energia la sua base. La gente è molto più disposta a sostenere chi crede in modo deciso nei principi piuttosto di chi annacqua le cose fino a ridurle quasi a zero. Questo obiettivo porta in sé la difesa della...]]></itunes:summary><itunes:duration>637</itunes:duration><itunes:keywords>cambiarerotta,dobbs,preghiera,prolife,roevswade</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/c53409f34412e3baaf88a44f951a6a89.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Le abissali differenze tra la Meloni e Trump</title><link>https://www.spreaker.com/episode/le-abissali-differenze-tra-la-meloni-e-trump--51550775</link><description><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7166" rel="noopener">www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7166</a><br /><br />LE ABISSALI DIFFERENZE TRA LA MELONI E TRUMP di Benedetta Frigerio<br />«Ci muoveremo nella direzione di non toccare la 194... di non togliere diritti (l'aborto non è un diritto per l'ordinamento italiano, ndr) alle donne», si è affrettato a dire Giovanni Donzelli di Fratelli d'Italia in conferenza stampa subito dopo la vittoria elettorale del suo partito. A sentire politici che, pur democraticamente eletti, accettano di dover giustificare le proprie posizioni di fronte a leader europei che, pur mai votati, si ergono a poliziotti nazionali, sorge qualche dubbio sul possibile cambiamento culturale che tanti ritengono necessario per cambiare certe norme. Cambiamento che invece l'America sta vivendo, pur dentro il travaglio del parto.<br />Mentre, infatti, il centrodestra indossa gli abiti richiesti da una UE che vuole fare dell'aborto un diritto, in America, dopo il ribaltamento della sentenza Roe v. Wade del 24 giugno scorso, vengono attaccati e uccisi pro life e vandalizzate strutture di sostegno alla maternità<br />Torna in mente la corsa alle presidenziali Usa del 2016, quando Trump andava promettendo di nominare giudici pronti a mettere in discussione la Roe v. Wade che dal 1973 aveva reso l'aborto un diritto federale da tutelare in tutti gli Stati Uniti. A molti pareva una follia ormai irrealizzabile. Eppure, dopo l'elezione del presidente repubblicano, con le sue parole sull'aborto in netta contrapposizione alla cultura dominante, i parlamenti statali cominciarono, per la prima volta, ad avere il coraggio di legiferare in massa per limitare o addirittura vietare la pratica abortista.<br /><br />ODIATO E AVVERSATO<br />Cosa mai avvenuta prima, nonostante in Usa il movimento pro life sia una voce molto più influente in politica rispetto a quella del movimento italiano. Insomma tutto è cambiato quando un presidente ha osato sfidare il mondo e la cultura, non più solo togliendo fondi al colosso abortista Planned Parenthood ma anche spingendo per la revisione di una sentenza tanto storica quanto contraria alla Costituzione americana. Oggi dopo il pronunciamento della Corte Suprema che rimette la decisione sull'aborto ai singoli Stati, togliendo loro l'obbligo di garantirlo, quelle norme che vietano o restringono la possibilità dell'omicidio in grembo sono entrate in vigore.<br />Trump è stato odiato e avversato innanzitutto, anche se non solo, per questo motivo: il cambiamento che promise in campagna elettorale di nominare alla Corte giudici a favore della legge naturale, e di una lettura della Carta Costituzionale a partire dalle intenzioni dei padri costituenti, produsse il terrore del progressismo individualista che reagì con ferocia. La scelta costò al presidente americano processi mediatici e politici, attacchi continui a mezzo stampa, con una nazione messa a ferro e fuoco dai movimenti progressisti. Ma Trump, anziché indietreggiare, lottò fino alla elezione dell'ultimo giudice "originalista", Amy Coney Barrett.<br />Dall'emissione della Roe v. Wade in poi, anche in tempi molto più pacifici, nessuno credeva possibile che i giudici si pronunciassero come accaduto. Invece, a furia di dirlo e sostenerlo, l'impossibile si è realizzato. E ciò dimostra, come disse il dottor Leandro Aletti in una intervista alla Bussola del 2018 - rilasciata quattro anni prima di morire - dopo milioni di morti e di feriti (le madri) i tempi sono maturi per abrogare la 194. Bisognerebbe saltare sul carro vincente americano. Invece...<br /><br />LA TRISTE SITUAZIONE ITALIANA<br />Invece in Italia si continua a ripetere noiosamente da decenni che deve prima cambiare la cultura. Con anche la maggioranza degli uomini di Chiesa che anziché parlare del bambino non nato fanno eco alla politica.<br />Ma se è verissimo che serve un movimento pro life più forte, se è verissimo che la Chiesa deve lavorare di più a fianco delle madri, se è vero che l'uomo deve incontrare Dio per cambiare mentalità, come può mutare la cultura se nessuno di coloro che la plasmano (fra cui giornalisti, politici, movimenti e vescovi) si unisce, come accade negli Usa, per dire che l'omicidio in grembo dovrebbe essere vietato?<br />Perché è questo che per anni sia i vescovi americani sia il movimento pro life sia i politici statunitensi hanno ripetuto. In Italia invece si pretende di combattere l'aborto predicando che prima deve cambiare la cultura, mentre si difende la legge che lo legalizza e che fa mancare all'appello oltre 6 milioni di italiani pensando di salvare così qualche vita (mentre in realtà gli aborti aumentano anche grazie alle pillole). Ma la verità può trionfare solo se si comincia a dirla e a sostenerla. Un compito questo che la Chiesa dovrebbe svolgere per prima per servire davvero la politica senza inseguirla. Come disse il martire del regime comunista Jerzi Popieluszko: «I cattolici non possono rettificare le menzogne che altri sostengono... compito del cristiano è rimanere attaccato alla verità anche se dovesse costargli molto... per il buon seme della verità a volte bisogna pagare un prezzo molto alto».<br />Infatti, sebbene a seguito delle elezioni del 2020 si poteva pensare che Trump alla fine avesse perso contro una cultura dominante troppo forte per permettere un reale cambiamento, dopo la sentenza di giugno è più corretto credere che si sia sacrificato per un bene più grande.<br />Finché nessuno sarà disposto a tanto, facendo il primo passo, abbattendo il tabù e cominciando a dire che l'aborto va limitato se non vietato e che ormai gli "aborti terapeutici" vengono eseguiti da chiunque voglia abortite dopo il terzo mese, insomma finché nessuno metterà in discussione la legge 194 (parlando dei bambini oltre che delle donne e dei loro diritti), la cultura necessaria alla vittoria della vita non farà mezzo passo in avanti.<br /><br />Nota di BastaBugie: Stefano Magni nell'articolo seguente dal titolo "Anno giudiziario negli Usa, importanti sentenze in arrivo" racconta come la Corte Suprema si prepara a produrre altre sentenze storiche dopo la clamorosa cancellazione della sentenza che cinquanta anni fa ha introdotto l'aborto in tutti gli Stati Uniti. Si dovrà decidere sulla discriminazione alla rovescia nelle università e della libertà di non collaborare alle nozze gay. E sul commercio dei maiali.<br />Ecco l'articolo completo pubblicato su La Nuova Bussola Quotidiana il 6 ottobre 2022:<br />Negli Usa, da questa settimana, è iniziato il nuovo anno giudiziario. Vi sono almeno tre sentenze in vista che possono cambiare ancor di più il volto dell'America in senso conservatore.<br />I nove giudici della Corte Suprema sono al centro dell'attenzione almeno dalla sentenza Dobbs vs. Jackson che ha ribaltato la Roe vs. Wade sull'aborto e che ha restituito le decisioni ai parlamenti degli Stati. Hanno poi fatto scalpore altre due sentenze, una in cui è stata giudicata incostituzionale la legge locale di New York che limitava la libertà di portare armi, l'altra con cui l'Epa, l'agenzia federale per l'ambiente, si è vista negare la prerogativa di regolamentare le quote d'emissioni negli Stati (in quanto non è un organo legislativo, ma amministrativo). Queste sentenze hanno ribadito la separazione dei poteri in base al principio dei pesi e dei contrappesi, ma sono intese dall'opinione pubblica progressista come un "rigurgito" reazionario su aborto, armi e clima. Ora ai nove giudici, a maggioranza conservatrice, si è aggiunta la progressista Ketanji Brown, la prima donna afro-americana ad entrare nel gruppo, nominata dal presidente Joe Biden e confermata dal Senato. Ma la sola giudice Brown non è in grado di ribaltare di nuovo i rapporti di forza. Quindi c'è da attendersi che le prossime sentenze saranno ancora decise dai giudici conservatori.<br />Da tenere d'occhio due casi originati dalle denunce di Students for Fair Admissions, un'associazione che perora la causa delle ammissioni nei college e nelle università senza discriminazioni razziali. Perché, in entrambi i casi, sia l'università di Harvard che quella della North Carolina, hanno ammesso i candidati sulla base della loro etnia. Con un razzismo alla rovescia tipico della "affirmative action", Harvard ha discriminato gli asiatici, perché mediamente "troppo bravi" nelle materie matematiche e scientifiche. Mentre l'Università della North Carolina ha privilegiato l'ammissione di neri, ispanici e nativi americani, a spese degli europei e, ancora, degli asiatici. Si tratta di un fenomeno sempre più diffuso, sia negli studi che nel lavoro, nel pubblico e nel privato. Ed è il contrario del sogno di Martin Luther King che sognava un mondo in cui si guardasse al "contenuto delle idee" e non al colore della pelle, nemmeno se la discriminazione va a vantaggio delle etnie storicamente discriminate.<br />Un'altra causa importante per la società americana nasce dal caso di Lorie Smith, grafica e proprietaria dell'agenzia 303 Creative. Una legge del Colorado, dove risiede, la obbligherebbe a disegnare siti Web anche per nozze gay, se le venisse richiesto. La Smith ha dichiarato di non aver alcun problema a eseguire un lavoro commissionato da clienti gay dichiarati, ma per le nozze gay no, perché è cristiana praticante ed è contro i suoi valori. La corte d'appello del Decimo circuito le ha dato torto. Ora la Corte Costituzionale potrebbe ribaltare la sentenza. In questa causa sono in gioco due principi fondamentali protetti dal Primo Emendamento: libertà religiosa e libertà di espressione. Da parte progressista, invece, la sentenza è attesa perché ritenuta importante nella causa contro la discriminazione delle persone Lgbt. Due generazioni di diritti si confrontano: quelli fondamentali della Costituzione contro i nuovi diritti sessuali.<br />Importante anche una causa di allevatori contro animalisti: una legge californiana impone che tutti i maiali venduti entro i confini dello Stato siano stati allevati in condizioni rispettose del loro relativo benessere, anche se sono importati da altri Stati.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/51550775</guid><pubDate>Wed, 12 Oct 2022 11:40:24 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/51550775/le_abissali_differenze_tra_la_meloni_e_trump.mp3" length="12224514" type="audio/mpeg"/><itunes:author>BastaBugie</itunes:author><itunes:subtitle>TESTO DELL'ARTICOLO ➜ www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7166&#13;
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LE ABISSALI DIFFERENZE TRA LA MELONI E TRUMP di Benedetta Frigerio&#13;
«Ci muoveremo nella direzione di non toccare la 194... di non togliere diritti (l'aborto non è un diritto per...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7166" rel="noopener">www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7166</a><br /><br />LE ABISSALI DIFFERENZE TRA LA MELONI E TRUMP di Benedetta Frigerio<br />«Ci muoveremo nella direzione di non toccare la 194... di non togliere diritti (l'aborto non è un diritto per l'ordinamento italiano, ndr) alle donne», si è affrettato a dire Giovanni Donzelli di Fratelli d'Italia in conferenza stampa subito dopo la vittoria elettorale del suo partito. A sentire politici che, pur democraticamente eletti, accettano di dover giustificare le proprie posizioni di fronte a leader europei che, pur mai votati, si ergono a poliziotti nazionali, sorge qualche dubbio sul possibile cambiamento culturale che tanti ritengono necessario per cambiare certe norme. Cambiamento che invece l'America sta vivendo, pur dentro il travaglio del parto.<br />Mentre, infatti, il centrodestra indossa gli abiti richiesti da una UE che vuole fare dell'aborto un diritto, in America, dopo il ribaltamento della sentenza Roe v. Wade del 24 giugno scorso, vengono attaccati e uccisi pro life e vandalizzate strutture di sostegno alla maternità<br />Torna in mente la corsa alle presidenziali Usa del 2016, quando Trump andava promettendo di nominare giudici pronti a mettere in discussione la Roe v. Wade che dal 1973 aveva reso l'aborto un diritto federale da tutelare in tutti gli Stati Uniti. A molti pareva una follia ormai irrealizzabile. Eppure, dopo l'elezione del presidente repubblicano, con le sue parole sull'aborto in netta contrapposizione alla cultura dominante, i parlamenti statali cominciarono, per la prima volta, ad avere il coraggio di legiferare in massa per limitare o addirittura vietare la pratica abortista.<br /><br />ODIATO E AVVERSATO<br />Cosa mai avvenuta prima, nonostante in Usa il movimento pro life sia una voce molto più influente in politica rispetto a quella del movimento italiano. Insomma tutto è cambiato quando un presidente ha osato sfidare il mondo e la cultura, non più solo togliendo fondi al colosso abortista Planned Parenthood ma anche spingendo per la revisione di una sentenza tanto storica quanto contraria alla Costituzione americana. Oggi dopo il pronunciamento della Corte Suprema che rimette la decisione sull'aborto ai singoli Stati, togliendo loro l'obbligo di garantirlo, quelle norme che vietano o restringono la possibilità dell'omicidio in grembo sono entrate in vigore.<br />Trump è stato odiato e avversato innanzitutto, anche se non solo, per questo motivo: il cambiamento che promise in campagna elettorale di nominare alla Corte giudici a favore della legge naturale, e di una lettura della Carta Costituzionale a partire dalle intenzioni dei padri costituenti, produsse il terrore del progressismo individualista che reagì con ferocia. La scelta costò al presidente americano processi mediatici e politici, attacchi continui a mezzo stampa, con una nazione messa a ferro e fuoco dai movimenti progressisti. Ma Trump, anziché indietreggiare, lottò fino alla elezione dell'ultimo giudice "originalista", Amy Coney Barrett.<br />Dall'emissione della Roe v. Wade in poi, anche in tempi molto più pacifici, nessuno credeva possibile che i giudici si pronunciassero come accaduto. Invece, a furia di dirlo e sostenerlo, l'impossibile si è realizzato. E ciò dimostra, come disse il dottor Leandro Aletti in una intervista alla Bussola del 2018 - rilasciata quattro anni prima di morire - dopo milioni di morti e di feriti (le madri) i tempi sono maturi per abrogare la 194. Bisognerebbe saltare sul carro vincente americano. Invece...<br /><br />LA TRISTE SITUAZIONE ITALIANA<br />Invece in Italia si continua a ripetere noiosamente da decenni che deve prima cambiare la cultura. Con anche la maggioranza degli uomini di Chiesa che anziché parlare del bambino non nato fanno eco alla politica.<br />Ma se è verissimo che serve un movimento pro life più forte, se è verissimo che la Chiesa deve...]]></itunes:summary><itunes:duration>764</itunes:duration><itunes:keywords>meloni,pillola,plannedparenthood,popieluszko,trump</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/45585f125fdaf83873abd5e845f897af.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>La Francia terrà d'occhio la Meloni sull'aborto</title><link>https://www.spreaker.com/episode/la-francia-terra-d-occhio-la-meloni-sull-aborto--51409405</link><description><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7154" rel="noopener">www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7154</a><br /><br />LA FRANCIA TERRA' D'OCCHIO LA MELONI SULL'ABORTO<br />Cosa sarebbe successo se Orban avesse detto lo stesso per la legge Zan in Italia? Intanto negli USA continuano le gravi violenze contro i prolife<br />di Fabrizio Cannone<br />Dal francese Le Monde allo spagnolo El Paìs, dall'inglese The Guardian allo statunitense New York Times; così come politici, presidenti e premier di tutta Europa e del resto del Mondo. In molti, moltissimi, hanno dispensato commenti al vetriolo sulla vittoria elettorale del centrodestra in Italia e in particolare di Giorgia Meloni.<br />Quello che, però, più di tutti balza agli occhi è la vera e propria volontà di ingerenza della Francia. Ebbene sì perché Elisabeth Borne, primo ministro francese e numero 2 di Emmanuel Macron. Ha dichiarato, a mo' di minaccia al futuro governo di Giorgia Meloni: «Naturalmente saremo attenti, con la presidente della Commissione europea (Ursula von der Leyen ndr), che questi valori sui diritti umani e sul diritto d'aborto, siano rispettati da tutti».<br />Anzitutto è d'obbligo ribadire che, ovviamente, sia giuridicamente che moralmente, l'aborto non è mai un diritto umano. Né in Italia, né in Francia, né in Europa, né in America. Esso quindi non fa parte dei valori da proteggere, semmai dai disvalori da combattere.<br />Secondariamente dobbiamo notare come nessuno - tantomeno la stampa italiana - si sia indignato per quella che è una pesante ingerenza (a gamba tesa), non di un singolo politico straniero, ma della premier di un Paese in teoria amico dell'Italia. Ma se Orban disapprovasse le nozze gay promosse dal Pd, cosa direbbero gli alfieri del progressismo italico?<br />Aggiungiamo in conclusione che è davvero penoso che, in un contesto di crisi economica, sociale e perfino militare, si faccia appello alla Commissione europea per "attenzionare" l'Italia sull'inesistente diritto a sopprimere vite umane innocenti.<br /><br />Nota di BastaBugie: Luca Volontè nell'articolo seguente dal titolo "USA, blasfemie a firma Dem e violenze contro i pro life" racconta la situazione di gravissimo attacco alla vita in America.<br />Ecco l'articolo completo pubblicato su La Nuova Bussola Quotidiana il 26 settembre 2022:<br />Un teenager ucciso, una volontaria colpita da arma da fuoco alla schiena mentre distribuisce volantini pro vita, un altro centro di aiuto alla maternità assalito, nessun arresto di vandali e terroristi abortisti da maggio ad oggi, ma un arresto per un pro life che pregava fuori dalle cliniche abortiste. Questa è l'America dei Democratici che ora imbracciano la blasfemia contro Gesù e la dottrina cattolica.<br />Le invettive e ripetute minacce di questi mesi, le violentissime parole di Biden delle scorse settimane - come abbiamo raccontato sulla Bussola - erano destinate a fomentare la violenza. Ed ecco altre conferme. Partiamo dalle ultime vicende. Una volontaria pro vita di 84 anni è stata colpita da un proiettile alle spalle il 20 settembre scorso, mentre si recava (porta a porta) nella sua comunità, per spiegare la gravità delle nuove norme di riforma costituzionale pro aborto in Michigan, duramente criticate dai vescovi cattolici. La volontaria è riuscita a recarsi in ospedale, la polizia del Michigan sta indagando sul caso e trasmetterà i risultati alla Procura della Contea di Ionia. Il 18 settembre, in Nord Dakota, il quarantunenne Shannon Brandt ha falciato con il suo furgone il diciottenne Cayler Ellingson e ha ammesso di averlo ucciso di proposito per le idee repubblicane del ragazzo. Brandt è già stato rilasciato dopo aver pagato la cauzione. Due giorni prima, il 16 settembre, è stato vandalizzato il centro di aiuto alla gravidanza cattolico, Mother and Unborn Baby Care di Southfield (Michigan), con inquietanti messaggi di minacce rivolti ai volontari.<br />Pensate che Biden, Harris, Clinton o Pelosi abbiano speso una parola di commento? No. Hillary Clinton il 23 settembre ha invece accusato gli elettori di Trump di essere nazisti e l'ex presidente degli USA di essere come Hitler. La Harris - durante il suo discorso del 22 settembre alla conferenza dell'Associazione dei procuratori generali democratici, in Wisconsin - ha applaudito gli stessi procuratori generali per aver "affrontato", con minacciose indagini, i centri di aiuto alla gravidanza nei loro Stati. Un attacco senza sosta ai centri pro life, visto che sette Democratici di spicco, tra cui gli ex candidati alla presidenza, i senatori Cory Booker, Elizabeth Warren e Bernie Sanders, avevano inviato il 19 settembre una lettera all'amministratore delegato di Heartbeat International (organizzazione pro life americana che lavora in tutto il mondo), Jor-El Godsey, chiedendo risposte su come l'organizzazione utilizzi i dati che le donne forniscono ai loro centri. Nella lettera si insinua che Heartbeat International potrebbe usare i dati per prendere di mira le donne, accusando l'organizzazione di "attirare le persone incinte... verso le strutture affiliate utilizzando una serie di tattiche false e fuorvianti".<br />I Dem sono infastiditi dal fatto che negli ultimi cinque anni (2016-2020) i centri di aiuto per la gravidanza hanno salvato circa 828.131 vite e, solo nel 2019, hanno assistito quasi due milioni di persone. In difesa e per la protezione dei centri di aiuto alla vita, il parlamentare Repubblicano Chris Smith, con l'appoggio di 28 colleghi, della Conferenza episcopale statunitense, della Marcia per la Vita e di Susan B. Anthony Pro-Life America, sta promuovendo una legge federale. Strana coincidenza, la decisione del Dipartimento di Giustizia che ha spedito, il 23 settembre, una trentina di agenti Fbi e una squadra Swat (un'unità speciale di polizia, ndr) armata di tutto punto nell'abitazione di Mark Houck, fondatore e presidente di The King's Men, che è stato arrestato nella sua casa in Pennsylvania, davanti ai suoi bambini atterriti, per aver presumibilmente violato la Legge sulla libertà di accesso agli ingressi delle cliniche, durante la sua attività di consulenza e preghiera davanti a una clinica abortista nel 2021.<br />Per altro verso, è emblematica la denuncia dell'amministratore delegato dei centri pro life CompassCare, perché la polizia dello Stato di New York starebbe nascondendo le prove degli atti vandalici subiti dai propri uffici e nascondendo i filmati delle telecamere che riprendevano i vandali.<br />Le parole dei Dem diventano pallottole e gli arresti e minacce ingiustificate di chiunque si opponga al verbo abortista si moltiplicano a dismisura, fino a trasformarsi in strumentalizzazione blasfema contro Gesù e i Vangeli. Due esempi di questa vergognosa regressione li hanno forniti il presidente Joe Biden e il governatore della California Gavin Newsom.<br />Il presidente degli USA, davanti al Comitato Nazionale Democratico, nel criticare la proposta di legge federale del senatore Repubblicano Lindsey Graham di vietare l'aborto oltre la quindicesima settimana, ha fatto intendere che la "sua" chiesa cattolica sia più permissiva di Graham, quando invece la Chiesa condanna sempre l'aborto procurato, qualificandolo come «delitto abominevole» (cfr. Gaudium et Spes, 51; Evangelium Vitae, 58).<br />Il governatore della California ha promosso degli annunci pubblicitari da affiggersi in alcuni degli Stati USA più restrittivi in fatto di aborto (Texas, Oklahoma, Mississippi, Indiana, Carolina del Sud, Dakota del Sud, Ohio), per attirare nel proprio Stato le donne in cerca di aborto. "Hai bisogno di abortire? La California è pronta ad aiutarti", recita il messaggio; in caratteri più piccoli, gli stessi annunci ricordano le parole di Gesù: "Ama il tuo prossimo come te stesso. Non c'è comandamento più grande di questi. Marco 12:31". La dura reazione della Conferenza episcopale californiana non si è fatta attendere, ma quanto dovremo aspettare perché unanimemente l'intera Chiesa cattolica americana ponga fine a questa sporca e ipocrita strumentalizzazione?<br />Due buone notizie, per concludere.<br />La prima: la pubblicazione delle immagini e della ricerca scientifica internazionale sulla vitalità del feto in relazione all'alimentazione della madre, che azzera il falso mito del semplice "grumo di cellule".<br />La seconda: la falsificazione medica dell'ennesima accusa lanciata da Democratici e Planned Parenthood, secondo cui il battito cardiaco del feto sarebbe solo una "manipolazione"; invece, la letteratura scientifica conferma che il cuore umano è uno dei primi organi a formarsi e funzionare durante lo sviluppo dell'embrione.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/51409405</guid><pubDate>Wed, 28 Sep 2022 19:53:18 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/51409405/la_francia_terr_d_occhio_la_meloni_sull_aborto.mp3" length="10452885" type="audio/mpeg"/><itunes:author>BastaBugie</itunes:author><itunes:subtitle>TESTO DELL'ARTICOLO ➜ www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7154&#13;
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LA FRANCIA TERRA' D'OCCHIO LA MELONI SULL'ABORTO&#13;
Cosa sarebbe successo se Orban avesse detto lo stesso per la legge Zan in Italia? Intanto negli USA continuano le gravi violenze...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7154" rel="noopener">www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7154</a><br /><br />LA FRANCIA TERRA' D'OCCHIO LA MELONI SULL'ABORTO<br />Cosa sarebbe successo se Orban avesse detto lo stesso per la legge Zan in Italia? Intanto negli USA continuano le gravi violenze contro i prolife<br />di Fabrizio Cannone<br />Dal francese Le Monde allo spagnolo El Paìs, dall'inglese The Guardian allo statunitense New York Times; così come politici, presidenti e premier di tutta Europa e del resto del Mondo. In molti, moltissimi, hanno dispensato commenti al vetriolo sulla vittoria elettorale del centrodestra in Italia e in particolare di Giorgia Meloni.<br />Quello che, però, più di tutti balza agli occhi è la vera e propria volontà di ingerenza della Francia. Ebbene sì perché Elisabeth Borne, primo ministro francese e numero 2 di Emmanuel Macron. Ha dichiarato, a mo' di minaccia al futuro governo di Giorgia Meloni: «Naturalmente saremo attenti, con la presidente della Commissione europea (Ursula von der Leyen ndr), che questi valori sui diritti umani e sul diritto d'aborto, siano rispettati da tutti».<br />Anzitutto è d'obbligo ribadire che, ovviamente, sia giuridicamente che moralmente, l'aborto non è mai un diritto umano. Né in Italia, né in Francia, né in Europa, né in America. Esso quindi non fa parte dei valori da proteggere, semmai dai disvalori da combattere.<br />Secondariamente dobbiamo notare come nessuno - tantomeno la stampa italiana - si sia indignato per quella che è una pesante ingerenza (a gamba tesa), non di un singolo politico straniero, ma della premier di un Paese in teoria amico dell'Italia. Ma se Orban disapprovasse le nozze gay promosse dal Pd, cosa direbbero gli alfieri del progressismo italico?<br />Aggiungiamo in conclusione che è davvero penoso che, in un contesto di crisi economica, sociale e perfino militare, si faccia appello alla Commissione europea per "attenzionare" l'Italia sull'inesistente diritto a sopprimere vite umane innocenti.<br /><br />Nota di BastaBugie: Luca Volontè nell'articolo seguente dal titolo "USA, blasfemie a firma Dem e violenze contro i pro life" racconta la situazione di gravissimo attacco alla vita in America.<br />Ecco l'articolo completo pubblicato su La Nuova Bussola Quotidiana il 26 settembre 2022:<br />Un teenager ucciso, una volontaria colpita da arma da fuoco alla schiena mentre distribuisce volantini pro vita, un altro centro di aiuto alla maternità assalito, nessun arresto di vandali e terroristi abortisti da maggio ad oggi, ma un arresto per un pro life che pregava fuori dalle cliniche abortiste. Questa è l'America dei Democratici che ora imbracciano la blasfemia contro Gesù e la dottrina cattolica.<br />Le invettive e ripetute minacce di questi mesi, le violentissime parole di Biden delle scorse settimane - come abbiamo raccontato sulla Bussola - erano destinate a fomentare la violenza. Ed ecco altre conferme. Partiamo dalle ultime vicende. Una volontaria pro vita di 84 anni è stata colpita da un proiettile alle spalle il 20 settembre scorso, mentre si recava (porta a porta) nella sua comunità, per spiegare la gravità delle nuove norme di riforma costituzionale pro aborto in Michigan, duramente criticate dai vescovi cattolici. La volontaria è riuscita a recarsi in ospedale, la polizia del Michigan sta indagando sul caso e trasmetterà i risultati alla Procura della Contea di Ionia. Il 18 settembre, in Nord Dakota, il quarantunenne Shannon Brandt ha falciato con il suo furgone il diciottenne Cayler Ellingson e ha ammesso di averlo ucciso di proposito per le idee repubblicane del ragazzo. Brandt è già stato rilasciato dopo aver pagato la cauzione. Due giorni prima, il 16 settembre, è stato vandalizzato il centro di aiuto alla gravidanza cattolico, Mother and Unborn Baby Care di Southfield (Michigan), con inquietanti messaggi di minacce rivolti ai volontari.<br />Pensate che Biden, Harris, Clinton o Pelosi...]]></itunes:summary><itunes:duration>654</itunes:duration><itunes:keywords>aborto,commissioneeuropea,prolife,swat,ursula</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/f0b30e5f1153322b1cc515b4bae570e7.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Vietato mostrare in tv down felici</title><link>https://www.spreaker.com/episode/vietato-mostrare-in-tv-down-felici--51326331</link><description><![CDATA[VIDEO: Cara futura mamma ➜ <a href="https://www.youtube.com/watch?v=xNndLBZpToc&list=PLolpIV2TSebVzYmc5B11R08Qd2ib0ZEgL" rel="noopener">https://www.youtube.com/watch?v=xNndLBZpToc&list=PLolpIV2TSebVzYmc5B11R08Qd2ib0ZEgL</a><br /><br />TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7147" rel="noopener">www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7147</a><br /><br />VIETATO MOSTRARE IN TV DOWN FELICI di Luca Volontè<br />Bimbi e adulti affetti dalla Sindrome di Down non possono sorridere, né apparire felici quando lo sono. Ovvero: ecco come l'eugenetica radicale è dottrina dello Stato francese, condivisa dalla Corte europea dei diritti dell'uomo (Cedu). Progressivamente da almeno un ventennio, l'intero continente europeo si burla e calpesta la dignità umana e mistifica, solo nell'interesse delle lobby di potere, il concetto di diversità.<br />Però, ciò che è accaduto in Francia e, successivamente assecondato con un gesto di pavida compiacenza dalla Corte di Strasburgo, supera di gran lunga ogni prevedibile malignità. Il caso su cui la Cedu ha rifiutato di discutere lo scorso 1° settembre e, in questo modo, dato ragione al Governo francese, riguarda un video breve, "Dear Future Mom". Il video prodotto dai sostenitori dei bimbi affetti da sindrome di Down in collaborazione con la Fondazione Jérôme Lejeune, uno dei principali centri mondiali di ricerca e assistenza per le persone con sindrome di Down.<br />Le immagini incriminate iniziano citando un'e-mail di una madre incinta, in cerca di consigli: "Aspetto un bambino. Ho scoperto che ha la sindrome di Down. Ho paura: che tipo di vita avrà il mio bambino?". Seguono i messaggi di 15 adulti e bambini con sindrome di Down che, in diverse lingue, sereni e sorridenti, rassicurano la madre preoccupata: la vita con la sindrome di Down può essere felice e appagante.<br />Nel 2014, l'autorità radiotelevisiva francese, sotto il "regno" del presidente socialista François Hollande, aveva emesso un avvertimento di allarme, sostenendo che il video "disturbava la coscienza delle donne che, in conformità con la legge, avevano fatto scelte di vita personali diverse". Ai tre canali televisivi che avevano trasmesso il video era stata inviata una lettera in cui si intimava loro di non trasmetterlo più nelle fasce orarie riservate ai "messaggi di interesse generale", con conseguente ordine di censura effettiva.<br /><br />MILIONI DI VISUALIZZAZIONI<br />Sconcertati, i promotori del video e la Fondazione Lejeune si erano rivolti ai canali televisivi per trasmettere nuovamente il video, senza ottenere risposta positiva. In poche parole, i bimbi Down non dovevano essere felici e se lo erano, e la loro vita lo dimostrava, non avrebbero dovuto comunque farlo sapere alle future mamme che, si presumeva, era preferibile che abortissero. Paradossalmente, il video aveva ottenuto diversi riconoscimenti (2 Leoni d'oro e 2 d'argento) al Festival Internazionale della Creatività di Cannes e dall'Art Directors Club of Europe ed è stato ampiamente condiviso in tutto il mondo dal 2014 ad oggi. Solo su YouTube è stato visualizzato oltre 8,4 milioni di volte.<br />La Fondazione Lejeune aveva dunque contestato la lettera di censura dell'autorità francese, ma "i tribunali transalpini non avevano riscontrato alcun errore di diritto nel parere dell'autorità", perciò si era deciso di presentare il ricorso alla Corte europea dei diritti dell'uomo, e di farsi rappresentare da ADF International. Nel ritenere irricevibile il ricorso, la Corte non ha riscontrato una violazione del diritto alla libertà di espressione della Fondazione.<br />Questa sentenza è arrivata nonostante il fatto che lo stesso governo francese avesse riconosciuto, sia nel procedimento nazionale (2014-2017) che davanti alla Corte durante il 2022, che la lettera dell'autorità radiotelevisiva aveva impropriamente "influenzato in modo significativo il comportamento dei canali televisivi, invitandoli a evitare la futura trasmissione del messaggio in questione".<br />Più in particolare, si spiega nella nota dettagliata sul caso di Adf International, la Corte ha stabilito che la Fondazione Lejeune non può affermare di essere una "vittima", ai sensi della Convenzione europea dei diritti dell'uomo, perché il video sulla sindrome di Down era stato trasmesso più volte prima dell'intervento dell'autorità francese. Inoltre, la Corte non ha trovato prove sufficienti di un legame diretto tra la lettera inviata dall'autorità radiotelevisiva e il successivo rifiuto del canale televisivo di trasmettere il film.<br /><br />XXI SECOLO: NIENTE DI NUOVO SOTTO IL SOLE<br />Una minaccia di censura, che ha prodotto l'esito chiaro e univoco dell'autocensura, non è una chiara 'correlazione' tra la lettera e il conseguente comportamento? La decisione della Corte, di dichiarare irricevibile la giusta denuncia della Fondazione Lejeune, invia un doppio segnale ai governi europei: in primis, essi possono esercitare pressioni, direttamente o per interposta istituzione, per mettere a tacere le voci delle persone con sindrome di Down nella sfera pubblica. Inoltre, con la marcatamente pavida decisione, la Corte autorizza i governi ad agire, direttamente o indirettamente, con censure nei confronti di chiunque possa in qualche misura indurre gli utenti a riflettere sulle ragioni della vita umana e sulle prospettive di vita felice per i bimbi diversamente abili.<br />"Questa decisione è deludente, ma anche molto rivelatrice del modo in cui il rispetto per i più vulnerabili viene trattato nei tribunali", ha dichiarato Jean-Marie Le Méné, presidente della Fondazione Lejeune. "Ciò contribuisce a creare una cultura della discriminazione, contro la quale dobbiamo opporci. I bambini e gli adulti con sindrome di Down meritano di essere ascoltati e visti nella società", ha dichiarato Jean-Paul Van De Walle, di Adf international. La decisione ha avuto una vasta eco (Le Figaro) e provocato un grande sconcerto in Francia, non solo tra i mass media cattolici (Famille Chretienne), ma anche sui siti di organizzazioni che si occupano di persone con handicap. Il XXI secolo avanza come il XX, guerra, anticristianesimo, epidemie e molte delle stesse ideologie totalitarie e mortali, in primis l'eugenetica pratica.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/51326331</guid><pubDate>Tue, 20 Sep 2022 21:31:13 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/51326331/vietato_mostrare_in_tv_down_felici.mp3" length="7735214" type="audio/mpeg"/><itunes:author>BastaBugie</itunes:author><itunes:subtitle>VIDEO: Cara futura mamma ➜ https://www.youtube.com/watch?v=xNndLBZpToc&amp;list=PLolpIV2TSebVzYmc5B11R08Qd2ib0ZEgL&#13;
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TESTO DELL'ARTICOLO ➜ www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7147&#13;
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VIETATO MOSTRARE IN TV DOWN FELICI di Luca Volontè&#13;
Bimbi e adulti...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[VIDEO: Cara futura mamma ➜ <a href="https://www.youtube.com/watch?v=xNndLBZpToc&list=PLolpIV2TSebVzYmc5B11R08Qd2ib0ZEgL" rel="noopener">https://www.youtube.com/watch?v=xNndLBZpToc&list=PLolpIV2TSebVzYmc5B11R08Qd2ib0ZEgL</a><br /><br />TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7147" rel="noopener">www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7147</a><br /><br />VIETATO MOSTRARE IN TV DOWN FELICI di Luca Volontè<br />Bimbi e adulti affetti dalla Sindrome di Down non possono sorridere, né apparire felici quando lo sono. Ovvero: ecco come l'eugenetica radicale è dottrina dello Stato francese, condivisa dalla Corte europea dei diritti dell'uomo (Cedu). Progressivamente da almeno un ventennio, l'intero continente europeo si burla e calpesta la dignità umana e mistifica, solo nell'interesse delle lobby di potere, il concetto di diversità.<br />Però, ciò che è accaduto in Francia e, successivamente assecondato con un gesto di pavida compiacenza dalla Corte di Strasburgo, supera di gran lunga ogni prevedibile malignità. Il caso su cui la Cedu ha rifiutato di discutere lo scorso 1° settembre e, in questo modo, dato ragione al Governo francese, riguarda un video breve, "Dear Future Mom". Il video prodotto dai sostenitori dei bimbi affetti da sindrome di Down in collaborazione con la Fondazione Jérôme Lejeune, uno dei principali centri mondiali di ricerca e assistenza per le persone con sindrome di Down.<br />Le immagini incriminate iniziano citando un'e-mail di una madre incinta, in cerca di consigli: "Aspetto un bambino. Ho scoperto che ha la sindrome di Down. Ho paura: che tipo di vita avrà il mio bambino?". Seguono i messaggi di 15 adulti e bambini con sindrome di Down che, in diverse lingue, sereni e sorridenti, rassicurano la madre preoccupata: la vita con la sindrome di Down può essere felice e appagante.<br />Nel 2014, l'autorità radiotelevisiva francese, sotto il "regno" del presidente socialista François Hollande, aveva emesso un avvertimento di allarme, sostenendo che il video "disturbava la coscienza delle donne che, in conformità con la legge, avevano fatto scelte di vita personali diverse". Ai tre canali televisivi che avevano trasmesso il video era stata inviata una lettera in cui si intimava loro di non trasmetterlo più nelle fasce orarie riservate ai "messaggi di interesse generale", con conseguente ordine di censura effettiva.<br /><br />MILIONI DI VISUALIZZAZIONI<br />Sconcertati, i promotori del video e la Fondazione Lejeune si erano rivolti ai canali televisivi per trasmettere nuovamente il video, senza ottenere risposta positiva. In poche parole, i bimbi Down non dovevano essere felici e se lo erano, e la loro vita lo dimostrava, non avrebbero dovuto comunque farlo sapere alle future mamme che, si presumeva, era preferibile che abortissero. Paradossalmente, il video aveva ottenuto diversi riconoscimenti (2 Leoni d'oro e 2 d'argento) al Festival Internazionale della Creatività di Cannes e dall'Art Directors Club of Europe ed è stato ampiamente condiviso in tutto il mondo dal 2014 ad oggi. Solo su YouTube è stato visualizzato oltre 8,4 milioni di volte.<br />La Fondazione Lejeune aveva dunque contestato la lettera di censura dell'autorità francese, ma "i tribunali transalpini non avevano riscontrato alcun errore di diritto nel parere dell'autorità", perciò si era deciso di presentare il ricorso alla Corte europea dei diritti dell'uomo, e di farsi rappresentare da ADF International. Nel ritenere irricevibile il ricorso, la Corte non ha riscontrato una violazione del diritto alla libertà di espressione della Fondazione.<br />Questa sentenza è arrivata nonostante il fatto che lo stesso governo francese avesse riconosciuto, sia nel procedimento nazionale (2014-2017) che davanti alla Corte durante il 2022, che la lettera dell'autorità radiotelevisiva aveva impropriamente "influenzato in modo significativo il comportamento dei canali televisivi, invitandoli a evitare la futura trasmissione del...]]></itunes:summary><itunes:duration>484</itunes:duration><itunes:keywords>cedu,down,eugenetica,handicap,lobby</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/39183637353dc0a3b1544dd9e87e726b.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Il mensile della Coop sostiene il diritto ad abortire i bambini ma piange per la strage dei pulcini</title><link>https://www.spreaker.com/episode/il-mensile-della-coop-sostiene-il-diritto-ad-abortire-i-bambini-ma-piange-per-la-strage-dei-pulcini--51247916</link><description><![CDATA[VIDEO: Paglia su Rai Tre ➜ <a href="http://www.youtube.com/watch?v=CC24DvVl8ds" rel="noopener">www.youtube.com/watch?v=CC24DvVl8ds</a><br /><br />TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7139" rel="noopener">www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7139</a><br /><br />IL MENSILE DELLA COOP SOSTIENE IL DIRITTO AD ABORTIRE I BAMBINI, MA PIANGE PER LA STRAGE DEI PULCINI di Mauro Faverzani<br />Non mancano di suscitare quanto meno perplessità i due titoli affiancati sul numero di settembre del mensile Con, edito dalla Coop, alle pagine 36 e 37. Titoli, che cozzano l'uno contro l'altro. Sulla facciata di destra, «Il diritto all'aborto negato anche online» e, su quella di sinistra, «Mettere fine alla strage dei pulcini maschi».<br />Nel primo articolo non una bioeticista, nemmeno una filosofa od una sociologa, bensì una «docente ed esperta di comunicazione web», come viene presentata, ovvero la professoressa Alessandra Farabegoli, definisce «inquietante», dopo la famosa sentenza della Corte Suprema americana, che, negli Stati Usa ove l'aborto sia stato bandito per legge, le autorità possano richiedere l'accesso ai dati individuali, per capire chi vi si sia sottoposto e chi no attraverso le app per il monitoraggio del ciclo, quelle per la geolocalizzazione presso cliniche abortiste di altri Stati e l'eventuale acquisto di medicinali abortivi. Perciò «le attiviste pro-choice hanno iniziato a consigliare di interrompere» quelle app, «senza limitarsi a disinstallarle dallo smartphone, ma richiedendo la cancellazione completa dei dati del proprio account». Esse temono anche quei gruppi pro-life, che fanno ricorso a database commerciali «per indirizzare le loro campagne a donne, i cui comportamenti lascino presumere l'intenzione di abortire»: sia mai che qualcuna di queste possa ripensarci e salvare la vita del figlio, che tiene in grembo! La professoressa Farabegoli conclude prevedibilmente il proprio articolo con l'appello, da donna a donne, a «continuare a impegnarci per difendere e ampliare i nostri diritti».<br />Dopo tanto accanimento a favore dell'aborto lascia perplessi il vigore con cui, nella pagina accanto, ci si scaglia invece contro «l'uccisione dei pulcini maschi nelle filiere delle galline ovaiole», perché «considerati "scarti" improduttivi», definendola una «prassi inutile e crudele». Lo stridore tra le due notizie è evidente. Com'è possibile che ai pulcini maschi si voglia riconoscere quel diritto alla vita che viceversa viene negato ai bambini nel grembo materno? Com'è possibile definire «prassi inutile e crudele» l'eliminazione dei pulcini e non l'aborto? Com'è possibile inorridire per il fatto che i pulcini vengano definiti «scarti improduttivi» e non per il fatto che i piccoli umani abortiti vengano considerati nelle cliniche e negli ospedali «materiale organico di scarto»?<br />Del resto, l'antispecismo, specie nelle Sinistre, sta galoppando, è diventato una delle nuove battaglie ideologiche, da tenere ben nascosta durante la campagna elettorale, ma da sventolare a più non posso in tutte le altre occasioni, come è accaduto con i vari «Gay Pride» svoltisi su e giù per la Penisola nei mesi scorsi. A beneficio di chi non sappia in cosa consista, l'antispecismo vorrebbe tutte le specie viventi col medesimo status morale e col medesimo valore, sullo stesso piano insomma, il che consente assurdità quali, appunto, quella di riconoscere più diritti ai pulcini che all'embrione umano e di preoccuparsi più per i primi che per il secondo! Incredibile!<br />È quanto, del resto, già avviene in Spagna, dove il governo socialcomunista, guidato da Pedro Sánchez, ha dato il via libera alla cosiddetta legge «sul benessere e sulla protezione degli animali», che intende, per l'appunto, azzerare la macellazione degli animali domestici (prevista solo per motivi di salute pubblica o di eutanasia), eliminare le pratiche che causino loro sofferenza, nonché impedire il loro abbandono, oltre ad una sfilza di altre tutele. Secondo l'agenzia InfoCatólica, tale normativa «concede più diritti agli animali che agli esseri umani non ancora nati»; questi ultimi, in Spagna, «possono essere sacrificati sugli altari delle cliniche abortive» e non solo per eventuali problemi di «salute pubblica»...<br />Insomma, nel mondo del non-senso è giunta l'ora di riportare un po' di ordine...<br /><br />Nota di BastaBugie: Intervistato da Rai Tre, Mons. Vincenzo Paglia, presidente della Pontificia Accademia per la vita, tocca il fondo della sua collaborazione formale al male definendo la legge 194 «un pilastro della società» e dicendo che l'aborto non «è assolutamente in discussione».<br />Tommaso Scandroglio nell'articolo seguente dal titolo "Fatevene una ragione, in Italia l'aborto è un diritto (purtroppo)" critica chi giustifica la legge 194 dicendo che questa si limiterebbe a non punire l'aborto, ma senza affermarlo come un diritto. Invece è proprio questo che dice la legge sull'aborto. La 194 non tollera il male, ma lo presenta come un bene.<br />Ecco l'articolo completo pubblicato su La Nuova Bussola Quotidiana il 30 agosto 2022:<br />L'influencer Chiara Ferragni e il Presidente della Pontificia Accademia per la Vita Mons. Vincenzo Paglia hanno contribuito, seppur in diverso modo, ad accendere i riflettori per qualche giorno sul tema dell'aborto e su quello della legge 194.<br />Qualche anima bella anche in casa cattolica ha riproposto un classico cavallo di battaglia del pensiero deviato pro-life: la 194 non attribuisce alla donna nessun diritto di abortire. L'aborto, secondo la 194, sarebbe un reato non punibile laddove si verificassero le condizioni indicate dall'articolato di legge, così come avviene in Germania. Insomma, la 194 non sarebbe alla fine una cattiva legge che permette di abortire, ma una buona legge che tollera l'aborto ed evita di punire la donna perché sempre vittima, come il suo bambino. Questa pietistica narrativa è erronea e ne avevamo già parlato a suo tempo.<br />Per la 194 l'aborto è un diritto. Tre sono almeno le motivazioni di carattere giuridico che ci permettono di affermarlo. La prima: l'azienda ospedaliera e quindi in subordine il medico sono tenuti a praticare l'aborto laddove richiesto. Che il medico abbia un dovere di fornire l'aborto è provato dal fatto che quest'ultimo può ricorrere all'obiezione di coscienza per astenersi dal praticare aborti. Se non ci fosse un obbligo, non avrebbe avuto senso inserire l'istituto dell'obiezione di coscienza nel testo di legge. E se dunque esiste un dovere di praticare l'aborto vuol dire che in capo alla donna esiste il corrispettivo diritto di chiedere l'aborto. Se c'è un dovere vuol dire che da qualche parte c'è un corrispettivo diritto. Predicare il primo senza il secondo sarebbe irragionevole. Oppure e a rovescio: se non ci fosse un diritto di abortire perché parlare di dovere di fornire l'aborto?<br />Secondo motivo per cui possiamo affermare che secondo la legge 194 abortire è un diritto. Ampia giurisprudenza ha riconosciuto da tempo il risarcimento in sede civile per nascita non desiderata. Detto in altri termini, il bambino nasce con qualche malformazione o patologia. Ormai è troppo tardi per ucciderlo, però i genitori si rivolgono al giudice per chiedere i danni per nascita non voluta: se avessero saputo che il loro bambino non era perfetto, avrebbero preferito abortire, scelta resa impossibile dal fatto che non avevamo in mano le informazioni esatte per conoscere lo stato di salute del nascituro. Laddove il risarcimento è stato accordato, tale diritto si poggia sul diritto della donna di conoscere lo stato di salute del feto. Questo diritto a sua volta si fonda sul diritto di scegliere se portare avanti la gravidanza (ecco un'espressione del neo diritto alla genitorialità) oppure se abortire. Quindi il diritto frustrato di essere informata sulle condizioni di salute del feto si fonda sul diritto di abortire, quando si chiede il risarcimento danni per nascita non voluta. Se non esistesse il diritto ad abortire verrebbe meno anche il diritto al risarcimento: solo un diritto non rispettato può permettere di chiedere i danni.<br />Terzo motivo: sono i giudici a più riprese nelle loro sentenze che si riferiscono all'aborto come un diritto. Questo poi, volendo guardare oltre la 194, è la tendenza prevalente in Europa dove, ad esempio, in Francia e nel Regno Unito si stanno studiando progetti di legge per dichiarare l'aborto diritto fondamentale. Lo stesso Parlamento europeo ha approvato una risoluzione che procede in questa direzione.<br />Non è quindi corretto interpretare la pratica abortiva così come disciplinata dalla 194 come un reato non imputabile per alcune cause di giustificazione, anche perché il reato di aborto è stato formalmente abrogato. Come si potrebbe, allora, parlare ancora di reato di aborto? Vero è che nella 194 vi sono alcune sanzioni, ma non riguardano l'aborto in quanto tale, bensì alcune procedure connesse all'aborto. Ossia abortire è un diritto ma solo se segui alcune procedure il cui mancato rispetto fa scattare una pena.<br />In conclusione, perché tanta insistenza nel negare che per la 194 abortire sia un diritto? Perché, come accennato sopra, si vuole far passare anche in casa cattolica il concetto che la 194 alla fine è una buona legge e come tale è recuperabile. Addirittura potrebbe dare buoni frutti se provassimo a spremere da essa il meglio. Ma la ratio della 194 - ossia il suo Dna, il suo fine principale, il suo succo - è tanto immutabile quanto chiara: tu donna hai il pieno diritto di uccidere tuo figlio.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/51247916</guid><pubDate>Tue, 13 Sep 2022 21:45:18 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/51247916/il_mensile_della_coop_sostiene_il_diritto_ad_abortire_i_bambini_ma_piange_per_la_strage_dei_pulcini.mp3" length="12925013" type="audio/mpeg"/><itunes:author>BastaBugie</itunes:author><itunes:subtitle>VIDEO: Paglia su Rai Tre ➜ www.youtube.com/watch?v=CC24DvVl8ds&#13;
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IL MENSILE DELLA COOP SOSTIENE IL DIRITTO AD ABORTIRE I BAMBINI, MA PIANGE PER LA STRAGE DEI PULCINI di Mauro...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[VIDEO: Paglia su Rai Tre ➜ <a href="http://www.youtube.com/watch?v=CC24DvVl8ds" rel="noopener">www.youtube.com/watch?v=CC24DvVl8ds</a><br /><br />TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7139" rel="noopener">www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7139</a><br /><br />IL MENSILE DELLA COOP SOSTIENE IL DIRITTO AD ABORTIRE I BAMBINI, MA PIANGE PER LA STRAGE DEI PULCINI di Mauro Faverzani<br />Non mancano di suscitare quanto meno perplessità i due titoli affiancati sul numero di settembre del mensile Con, edito dalla Coop, alle pagine 36 e 37. Titoli, che cozzano l'uno contro l'altro. Sulla facciata di destra, «Il diritto all'aborto negato anche online» e, su quella di sinistra, «Mettere fine alla strage dei pulcini maschi».<br />Nel primo articolo non una bioeticista, nemmeno una filosofa od una sociologa, bensì una «docente ed esperta di comunicazione web», come viene presentata, ovvero la professoressa Alessandra Farabegoli, definisce «inquietante», dopo la famosa sentenza della Corte Suprema americana, che, negli Stati Usa ove l'aborto sia stato bandito per legge, le autorità possano richiedere l'accesso ai dati individuali, per capire chi vi si sia sottoposto e chi no attraverso le app per il monitoraggio del ciclo, quelle per la geolocalizzazione presso cliniche abortiste di altri Stati e l'eventuale acquisto di medicinali abortivi. Perciò «le attiviste pro-choice hanno iniziato a consigliare di interrompere» quelle app, «senza limitarsi a disinstallarle dallo smartphone, ma richiedendo la cancellazione completa dei dati del proprio account». Esse temono anche quei gruppi pro-life, che fanno ricorso a database commerciali «per indirizzare le loro campagne a donne, i cui comportamenti lascino presumere l'intenzione di abortire»: sia mai che qualcuna di queste possa ripensarci e salvare la vita del figlio, che tiene in grembo! La professoressa Farabegoli conclude prevedibilmente il proprio articolo con l'appello, da donna a donne, a «continuare a impegnarci per difendere e ampliare i nostri diritti».<br />Dopo tanto accanimento a favore dell'aborto lascia perplessi il vigore con cui, nella pagina accanto, ci si scaglia invece contro «l'uccisione dei pulcini maschi nelle filiere delle galline ovaiole», perché «considerati "scarti" improduttivi», definendola una «prassi inutile e crudele». Lo stridore tra le due notizie è evidente. Com'è possibile che ai pulcini maschi si voglia riconoscere quel diritto alla vita che viceversa viene negato ai bambini nel grembo materno? Com'è possibile definire «prassi inutile e crudele» l'eliminazione dei pulcini e non l'aborto? Com'è possibile inorridire per il fatto che i pulcini vengano definiti «scarti improduttivi» e non per il fatto che i piccoli umani abortiti vengano considerati nelle cliniche e negli ospedali «materiale organico di scarto»?<br />Del resto, l'antispecismo, specie nelle Sinistre, sta galoppando, è diventato una delle nuove battaglie ideologiche, da tenere ben nascosta durante la campagna elettorale, ma da sventolare a più non posso in tutte le altre occasioni, come è accaduto con i vari «Gay Pride» svoltisi su e giù per la Penisola nei mesi scorsi. A beneficio di chi non sappia in cosa consista, l'antispecismo vorrebbe tutte le specie viventi col medesimo status morale e col medesimo valore, sullo stesso piano insomma, il che consente assurdità quali, appunto, quella di riconoscere più diritti ai pulcini che all'embrione umano e di preoccuparsi più per i primi che per il secondo! Incredibile!<br />È quanto, del resto, già avviene in Spagna, dove il governo socialcomunista, guidato da Pedro Sánchez, ha dato il via libera alla cosiddetta legge «sul benessere e sulla protezione degli animali», che intende, per l'appunto, azzerare la macellazione degli animali domestici (prevista solo per motivi di salute pubblica o di eutanasia), eliminare le pratiche che causino loro sofferenza, nonché impedire il loro abbandono, oltre ad una sfilza di...]]></itunes:summary><itunes:duration>808</itunes:duration><itunes:keywords>antispecismo,coop,legge194,paglia,pulcini</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/eb90deadaf7294321983d938a5dbee11.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Per Google e Wikipedia il figlio nella pancia non è un bambino e nemmeno una persona</title><link>https://www.spreaker.com/episode/per-google-e-wikipedia-il-figlio-nella-pancia-non-e-un-bambino-e-nemmeno-una-persona--51166002</link><description><![CDATA[VIDEO: Pizzeria Google ➜ <a href="https://www.youtube.com/watch?v=7FvCaQhh1Z0&list=PLolpIV2TSebVSarVSJS-Gy5hJo3_40bhI" rel="noopener">https://www.youtube.com/watch?v=7FvCaQhh1Z0&list=PLolpIV2TSebVSarVSJS-Gy5hJo3_40bhI</a><br /><br />TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7130" rel="noopener">www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7130</a><br /><br />PER GOOGLE E WIKIPEDIA IL FIGLIO NELLA PANCIA NON E' UN BAMBINO E NEMMENO UNA PERSONA di Mauro Faverzani<br />Davvero a volte "basta la parola", come recitava lo slogan di una vecchia pubblicità. È il caso del sostantivo «feto». Cercandone la definizione sul principale motore di ricerca Internet al mondo, Google, quella proposta così recita: «Il prodotto del concepimento dei mammiferi durante la vita intrauterina, dalla comparsa dei caratteri distintivi della specie al parto; nella specie umana, il prodotto del concepimento dalla fine del secondo mese di vita intrauterina fino alla nascita». Un incredibile esercizio d'acrobazia lessicale, che evita in qualsiasi punto di parlare di «bambino».<br />Lo stesso, qualora si cercasse la definizione su Wikipedia: «Stadio dello sviluppo prenatale degli organismi vivipari già dotato delle forme e delle caratteristiche della relativa specie. Il feto, diversamente dall'embrione, non subisce particolari modificazioni negli organi, ma questi maturano strutturalmente e funzionalmente fino al parto. Il passaggio da embrione a feto nella specie umana avviene intorno al 60°-70° giorno dal concepimento». Come a dire, ha già tutte le caratteristiche dell'essere umano fatto e finito, ma guai a definirlo tale. Lo stesso sul vocabolario online della Treccani: «Il prodotto del concepimento dei mammiferi considerato durante il suo sviluppo intrauterino; il termine in passato veniva usato solo con riferimento al periodo, che comincia con la riconoscibilità dei caratteri morfologici della specie (nella specie umana, tra la fine del 2° mese dal concepimento ed il compimento della gestazione), mentre si preferiva chiamare embrione lo stadio precedente». L'elenco potrebbe continuare. «Prodotto» o «stadio», ma «bambino» o «persona» mai, benché lo si ammetta «già dotato delle forme e delle caratteristiche della relativa specie». È l'antilingua, signori!<br /><br />NON VOGLIONO CHE SAPPIATE LA VERITÀ<br />L'organizzazione Students for Life of America, che ha notato l'anomalia, si è accorta anche di un altro particolare: «Google ha modificato la definizione di "feto" per non includere la parola "bambino"», ha scritto in un post su Twitter. Lo stesso avrebbero fatto l'ACOG-American College for Obstetricians and Gynecologists e la multinazionale dell'aborto, Planned Parenthood. «Non vogliono che sappiate la verità: un feto umano è un bambino», commenta Students for Life. La fonte della definizione proposta da Google sarebbe Oxford Languages, utilizzata tuttavia anche da altri siti specializzati, come Lexico, i quali ciò nonostante riportano ancora esplicitamente il termine «bambino», non lo hanno cancellato. «La nuova definizione di Google si adatta meglio ad un programma pro-aborto, non alla scienza. I medici confermano che i feti sono bambini non ancora nati, esseri umani unici e viventi», commenta in merito l'agenzia InfoCatólica. Che aggiunge: «Google ha una storia di politiche di sinistra favorevoli all'aborto. È stato ripetutamente accusato di censurare le informazioni fornite dai fautori della vita. Qualche anno fa il celebre motore di ricerca ha definito "propaganda" il film pro-life Unplanned sulla vita dell'ex-direttrice di Planned Parenthood, Abby Johnson».<br />Ha rincarato la dose su di un'altra agenzia, LifeSiteNews, la dottoressa Heidi Overton, direttrice del Center for a Healthy America presso l'America First Policy Institute: «La sinistra - ha dichiarato - continua a dire di "seguire la scienza", tranne quando si tratta del dibattito sull'aborto».<br /><br />PRESSIONI SULLE DIPENDENTI AFFINCHÉ ABORTISCANO<br />Non solo. Anche la multinazionale americana della grande distribuzione Walmart, proprietaria dell'omonima catena di negozi al dettaglio, pagherà con appositi piani sanitari alle proprie dipendenti, residenti negli Stati Usa ove abortire sia diventato illegale, i costi di viaggio e clinica per recarsi laddove uccidere i propri figli in grembo sia ancora possibile, nel raggio di 100 miglia. Lo ha rivelato l'emittente CNBC, citando una mail inviata da Donna Morris, responsabile del personale di Walmart, azienda che, per la verità, a differenza di altre, coprirà le spese non solo per far abortire, bensì anche per parto, assistenza prenatale e adozione.<br />Il deputato repubblicano del Texas, Michael Cloud, si è detto preoccupato del fatto che le grandi aziende - come Walt Disney, Warner Bros, Netflix, Google, Apple, Meta o Microsoft e molte altre - «facciano pressioni sulle donne, affinché abortiscano, invece di prendersi un periodo di congedo per maternità. Le donne devono sentirsi sostenute nella loro decisione di conciliare famiglia e lavoro. Se queste aziende sfruttano le donne col pretesto dell'accesso all'aborto, allora abbiamo un problema serio». Per questo ha scritto a tali imprese, chiedendo loro spiegazioni circa le politiche di gestione del personale attuate in merito, deciso ad evitare una sorta di "induzione all'aborto" diretta o indiretta, voluta o meno.<br />Non a caso molte di queste aziende devono già affrontare diverse denunce giunte con l'accusa di discriminazione nei confronti delle dipendenti in dolce attesa, coloro che hanno scelto la vita e che oggi lamentano una disparità di trattamento nei confronti delle colleghe, completamente spesate per abortire.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/51166002</guid><pubDate>Tue, 06 Sep 2022 21:17:14 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/51166002/per_google_e_wikipedia_il_figlio_nella_pancia_non_un_bambino_e_nemmeno_una_persona.mp3" length="7265919" type="audio/mpeg"/><itunes:author>BastaBugie</itunes:author><itunes:subtitle>VIDEO: Pizzeria Google ➜ https://www.youtube.com/watch?v=7FvCaQhh1Z0&amp;list=PLolpIV2TSebVSarVSJS-Gy5hJo3_40bhI&#13;
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PER GOOGLE E WIKIPEDIA IL FIGLIO NELLA PANCIA NON E' UN BAMBINO E...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[VIDEO: Pizzeria Google ➜ <a href="https://www.youtube.com/watch?v=7FvCaQhh1Z0&list=PLolpIV2TSebVSarVSJS-Gy5hJo3_40bhI" rel="noopener">https://www.youtube.com/watch?v=7FvCaQhh1Z0&list=PLolpIV2TSebVSarVSJS-Gy5hJo3_40bhI</a><br /><br />TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7130" rel="noopener">www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7130</a><br /><br />PER GOOGLE E WIKIPEDIA IL FIGLIO NELLA PANCIA NON E' UN BAMBINO E NEMMENO UNA PERSONA di Mauro Faverzani<br />Davvero a volte "basta la parola", come recitava lo slogan di una vecchia pubblicità. È il caso del sostantivo «feto». Cercandone la definizione sul principale motore di ricerca Internet al mondo, Google, quella proposta così recita: «Il prodotto del concepimento dei mammiferi durante la vita intrauterina, dalla comparsa dei caratteri distintivi della specie al parto; nella specie umana, il prodotto del concepimento dalla fine del secondo mese di vita intrauterina fino alla nascita». Un incredibile esercizio d'acrobazia lessicale, che evita in qualsiasi punto di parlare di «bambino».<br />Lo stesso, qualora si cercasse la definizione su Wikipedia: «Stadio dello sviluppo prenatale degli organismi vivipari già dotato delle forme e delle caratteristiche della relativa specie. Il feto, diversamente dall'embrione, non subisce particolari modificazioni negli organi, ma questi maturano strutturalmente e funzionalmente fino al parto. Il passaggio da embrione a feto nella specie umana avviene intorno al 60°-70° giorno dal concepimento». Come a dire, ha già tutte le caratteristiche dell'essere umano fatto e finito, ma guai a definirlo tale. Lo stesso sul vocabolario online della Treccani: «Il prodotto del concepimento dei mammiferi considerato durante il suo sviluppo intrauterino; il termine in passato veniva usato solo con riferimento al periodo, che comincia con la riconoscibilità dei caratteri morfologici della specie (nella specie umana, tra la fine del 2° mese dal concepimento ed il compimento della gestazione), mentre si preferiva chiamare embrione lo stadio precedente». L'elenco potrebbe continuare. «Prodotto» o «stadio», ma «bambino» o «persona» mai, benché lo si ammetta «già dotato delle forme e delle caratteristiche della relativa specie». È l'antilingua, signori!<br /><br />NON VOGLIONO CHE SAPPIATE LA VERITÀ<br />L'organizzazione Students for Life of America, che ha notato l'anomalia, si è accorta anche di un altro particolare: «Google ha modificato la definizione di "feto" per non includere la parola "bambino"», ha scritto in un post su Twitter. Lo stesso avrebbero fatto l'ACOG-American College for Obstetricians and Gynecologists e la multinazionale dell'aborto, Planned Parenthood. «Non vogliono che sappiate la verità: un feto umano è un bambino», commenta Students for Life. La fonte della definizione proposta da Google sarebbe Oxford Languages, utilizzata tuttavia anche da altri siti specializzati, come Lexico, i quali ciò nonostante riportano ancora esplicitamente il termine «bambino», non lo hanno cancellato. «La nuova definizione di Google si adatta meglio ad un programma pro-aborto, non alla scienza. I medici confermano che i feti sono bambini non ancora nati, esseri umani unici e viventi», commenta in merito l'agenzia InfoCatólica. Che aggiunge: «Google ha una storia di politiche di sinistra favorevoli all'aborto. È stato ripetutamente accusato di censurare le informazioni fornite dai fautori della vita. Qualche anno fa il celebre motore di ricerca ha definito "propaganda" il film pro-life Unplanned sulla vita dell'ex-direttrice di Planned Parenthood, Abby Johnson».<br />Ha rincarato la dose su di un'altra agenzia, LifeSiteNews, la dottoressa Heidi Overton, direttrice del Center for a Healthy America presso l'America First Policy Institute: «La sinistra - ha dichiarato - continua a dire di "seguire la scienza", tranne quando si tratta del dibattito sull'aborto».<br /><br />PRESSIONI SULLE DIPENDENTI AFFINCHÉ ABORTISCANO<br...]]></itunes:summary><itunes:duration>455</itunes:duration><itunes:keywords>feto,google,netflix,plannedparenthood,wikipedia</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/2240ad1b8fc95f8f2d97e0e827fe9aa6.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>La censura di Google si abbatte su chi è a favore della vita</title><link>https://www.spreaker.com/episode/la-censura-di-google-si-abbatte-su-chi-e-a-favore-della-vita--51084738</link><description><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7123" rel="noopener">www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7123</a><br /><br />LA CENSURA DI GOOGLE SI ABBATTE SU CHI E' A FAVORE DELLA VITA di Mauro Faverzani<br />Sempre più impositivi, sempre più ideologici, sempre più dittatoriali i criteri utilizzati dalle big tech nel gestire a modo loro l'enorme flusso di dati in proprio possesso.<br />Un esempio, ancora una volta, giunge dagli Stati Uniti, dove Google, nei risultati di ricerca,<br />promuove le cliniche abortiste e censura i centri di gravidanza: è quanto ha denunciato l'agenzia InfoCatólica, riprendendo quanto pubblicato dal giornale statunitense The Hill, che ha a sua volta riferito del proposito dell'azienda d'applicare etichette alle cliniche che pratichino gli aborti ed a quelle che non li pratichino.<br />La decisione sarebbe stata assunta su richiesta del senatore democratico Mark Warner e della deputata, sempre democratica, Elissa Slotkin: i due avrebbero chiesto espressamente a Google, quando le utenti digitino «cliniche abortiste vicine» o «pillola abortiva», di evitare risultati di ricerca, che segnalino alle donne in dolce attesa anche i centri di gravidanza pro-life, dove facilmente verrebbero aiutate a scegliere la vita per i propri bimbi in grembo, poiché, secondo il sen. Warner, questi farebbero «ricorso alla disinformazione» e non fornirebbero «servizi sanitari completi».<br />Questo rappresenta davvero una brutta pagina nella storia del più celebre motore di ricerca, che negli Stati Uniti si rivela piegato ai diktat di esponenti del Partito democratico, piegato ai diktat di una visione bioetica spiccatamente abortista, quindi estremamente fazioso ed, in buona sostanza, inaffidabile.<br /><br />IL PEGGIOR VOLTO VIOLENTO PRO-CHOICE<br />Lamenta l'agenzia InfoCatólica: «Quando LifeSiteNews ha cercato "aiuto alla gravidanza" su Google, il primo risultato è stato Planned Parenthood, benché si tratti di una struttura che pratica aborti e presso cui i servizi di aiuto alla gravidanza, come assistenza prenatale e post-parto, siano praticamente inesistenti». Il che è assurdamente paradossale. Ovvio, questa è una situazione che, al momento, pare interessare esclusivamente gli Stati Uniti, dove il clima in materia è divenuto a dir poco incandescente; l'Italia ad esempio non ne è interessata. Ma non è detto che in avvenire tale modus operandi non possa venire esteso arbitrariamente anche ad altre aree geografiche: un dubbio, questo, che costituisce una pesante mazzata in termini di credibilità per Google.<br />Quanto agli Stati Uniti, si noti come sia venuto allo scoperto il peggior volto violento pro-choice: da maggio ad oggi almeno cinque centri di gravidanza pro-life hanno subìto incendi dolosi, mentre decine sono quelli che hanno subito vandalismi e minacce. In una recente intervista, la senatrice democratica Elizabeth Warren del Massachusetts avrebbe chiesto la chiusura completa di questi centri di gravidanza, «perché presumibilmente "torturano" le donne», ha dichiarato: incredibile! La realtà, fotografata da un'analisi condotta dal Charlotte Lozier Institute, è naturalmente un'altra: dal 2016 i 3 mila centri pro-life hanno contribuito a salvare dall'aborto oltre 800 mila nascituri, servito nel 2019 quasi 2 milioni di persone, fornito più di 730 mila test di gravidanza, effettuato quasi mezzo milione di ecografie, distribuito 1.300.000 pacchetti di pannolini, oltre 2 milioni di tutine per neonati, il tutto gratuitamente.<br /><br />TEXAS PARADISO PROLIFE<br />Nel frattempo, lo scorso 25 agosto in Texas è entrato in vigore il divieto pressoché totale di<br />aborto, consentito solo in caso di pericolo di vita per la madre. Contemporaneamente si sono nettamente inasprite le pene per i medici che pratichino l'aborto e per quanti collaborino con loro, potenzialmente estensibili sino all'ergastolo. Le madri che abortiscono, viceversa, non verranno punite.<br />Per evitare che tale provvedimento venga affossato da autorità locali pro-choice, la nuova legge stabilisce che sia il Procuratore Generale dello Stato del Texas a dover perseguire questo crimine e prevede la possibilità di sporgere denunce civili contro i medici abortisti, qualora i procuratori locali si rifiutassero di collaborare.<br />Ciò significa due cose: la prima è che, negli Stati Uniti, la guerra sul tema della vita si è fatta accesissima; la seconda è che comunque tutto ciò dimostra come cancellare le leggi abortiste - compresa la 194 per l'Italia - sia assolutamente possibile. La speranza e la voglia di combattere per questo obiettivo pertanto non devono mai venire meno.<br /><br />Nota di BastaBugie: Eugenio Capozzi nell'articolo seguente dal titolo "Restrizioni all'aborto, la Cina ha paura della denatalità" parla delle nuove linee guida varate dal governo cinese che restringono la possibilità di abortire allo scopo di favorire un maggior numero di nascite. La Cina infatti si ritrova a fare i conti con i disastri sociali ed economici della politica del figlio unico e dell'aborto favorito in tutti i modi.<br />Ecco l'articolo completo pubblicato su La Nuova Bussola Quotidiana il 19 agosto 2022:<br />In Cina l'Autorità nazionale per la sanità ha emanato nuove linee guida sull'aborto, in cui si raccomanda alle strutture ospedaliere di ridurre in ogni modo gli aborti che non siano «necessari dal punto di vista medico». Questa interpretazione molto più restrittiva della liceità dell'interruzione di gravidanza viene esplicitamente motivata dall'ente di Stato di Pechino con la preoccupazione per l'invecchiamento sempre più rapido della popolazione e la crescente difficoltà di gestire il sistema previdenziale.<br />La decisione presa dal regime cinese rappresenta una svolta storica nella politica demografica del gigante asiatico, e assume una enorme importanza anche in prospettiva mondiale, in quanto essa per molti versi chiude una lunga epoca di assoluto predominio di un'ideologia antinatalista e filo-abortista affermatasi a partire dall'Europa dai primi decenni del Novecento in poi, che a sua volta affondava le radici nelle teorie tardosettecentesche di Malthus sul controllo della popolazione.<br />L'aborto venne legalizzato per la prima volta con il sorgere della prima dittatura totalitaria, nell'Unione sovietica nel 1920, e successivamente nella Germania hitleriana e in alcuni stati scandinavi. Le motivazioni erano, nel primo caso, l'ideale di una totale uguaglianza tra uomini e donne, in vista della quale la maternità veniva considerata come un potenziale ostacolo; nel secondo la deriva eugenetica volta al "miglioramento" della razza attraverso la soppressione di individui e progenie "difettosi". Dagli anni Sessanta in avanti, poi, in Occidente la liberalizzazione dei costumi sessuali e il femminismo avrebbero dato una nuova, potente spinta alla legittimazione dell'aborto, rivendicata sempre più, insieme alla contraccezione, come componente essenziale di una libertà individuale totale, scissa dalle responsabilità e dalle gerarchie familiari.<br />Nel frattempo, nei grandi paesi dell'allora "terzo mondo" (Cina, India, Africa decolonizzata), popolati da grandi masse ancora alle prese con i problemi della sussistenza, le classi dirigenti locali, all'unisono con gran parte di quelle occidentali, individuavano il controllo delle nascite come strumento necessario a frenare la crescita della popolazione, consentendo così il successo di ambiziosi programmi di modernizzazione e sviluppo economico. Obiettivo che venne talvolta perseguito (come nell'India di Indira Gandhi) anche attraverso campagne di sterilizzazione imposte alle classi più povere. E che venne fatto proprio sostanzialmente, nel tempo, anche dall'Onu e dalle altre organizzazioni internazionali a essa collegate, le quali - anche sotto l'influsso del nascente ambientalismo e del rinnovato malthusianesimo portato avanti da circoli come il Club di Roma - cominciarono a cercare di imporre in ogni modo nei paesi del terzo mondo politiche di cosiddetta "salute riproduttiva", cioè di diffusione e propaganda capillare di contraccettivi e aborti.<br />In Cina dopo l'avvento del maoismo l'interruzione di gravidanza venne legalizzata con molti limiti. Ma una svolta molto più permissiva in tal senso venne adottata proprio dopo la fase del collettivismo, nell'epoca in cui le riforme varate da Deng Xiaoping costruivano quell'ordinamento ibrido tra dittatura comunista ed economia di mercato destinato a trasformare la Cina nella potenza economica dominante nel mondo insieme agli Stati Uniti. Fu infatti nel 1980 che il regime di Pechino varò la "politica del figlio unico", che imponeva a tutte le coppie del paese di non generare più di un bambino. Un sistema al limite dell'infanticidio di Stato, che prevedeva, in caso di gravidanze non "legali", oltre a pesanti sanzioni e a possibile perdita del lavoro, aborti obbligati, praticati con la forza in caso di rifiuto, anche in prossimità del parto, e sequestro dei neonati "frutto della colpa" per darli in adozione.<br />La politica del figlio unico è rimasta in vigore fino al 2013, quando le autorità del paese hanno dovuto ammettere che il freno alla generazione, lungi dal consentire una maggiore prosperità collettiva e la disponibilità di maggiori risorse, causava invece un rallentamento della crescita, e maggiori problemi sociali. A partire dalla grande crisi mondiale del 2008 l'economia cinese ha progressivamente esaurito la spinta impetuosa del Pil che l'aveva caratterizzata nei decenni precedenti, il mercato interno ha dato segni di stanchezza, la "bolla" immobiliare si è ampiamente sgonfiata, ed è cominciato ad emergere in tutta la sua serietà il problema di una popolazione anziana sempre più numerosa, più sola e più priva di assistenza, proprio per l'assenza dei figli. Da qui l'allentamento della stretta con la "concessione" del secondo figlio a coppia, e successivamente del terzo.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/51084738</guid><pubDate>Tue, 30 Aug 2022 22:24:14 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/51084738/la_censura_di_google_si_abbatte_su_chi_a_favore_della_vita.mp3" length="16336988" type="audio/mpeg"/><itunes:author>BastaBugie</itunes:author><itunes:subtitle>TESTO DELL'ARTICOLO ➜ www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7123&#13;
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LA CENSURA DI GOOGLE SI ABBATTE SU CHI E' A FAVORE DELLA VITA di Mauro Faverzani&#13;
Sempre più impositivi, sempre più ideologici, sempre più dittatoriali i criteri utilizzati dalle big...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7123" rel="noopener">www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7123</a><br /><br />LA CENSURA DI GOOGLE SI ABBATTE SU CHI E' A FAVORE DELLA VITA di Mauro Faverzani<br />Sempre più impositivi, sempre più ideologici, sempre più dittatoriali i criteri utilizzati dalle big tech nel gestire a modo loro l'enorme flusso di dati in proprio possesso.<br />Un esempio, ancora una volta, giunge dagli Stati Uniti, dove Google, nei risultati di ricerca,<br />promuove le cliniche abortiste e censura i centri di gravidanza: è quanto ha denunciato l'agenzia InfoCatólica, riprendendo quanto pubblicato dal giornale statunitense The Hill, che ha a sua volta riferito del proposito dell'azienda d'applicare etichette alle cliniche che pratichino gli aborti ed a quelle che non li pratichino.<br />La decisione sarebbe stata assunta su richiesta del senatore democratico Mark Warner e della deputata, sempre democratica, Elissa Slotkin: i due avrebbero chiesto espressamente a Google, quando le utenti digitino «cliniche abortiste vicine» o «pillola abortiva», di evitare risultati di ricerca, che segnalino alle donne in dolce attesa anche i centri di gravidanza pro-life, dove facilmente verrebbero aiutate a scegliere la vita per i propri bimbi in grembo, poiché, secondo il sen. Warner, questi farebbero «ricorso alla disinformazione» e non fornirebbero «servizi sanitari completi».<br />Questo rappresenta davvero una brutta pagina nella storia del più celebre motore di ricerca, che negli Stati Uniti si rivela piegato ai diktat di esponenti del Partito democratico, piegato ai diktat di una visione bioetica spiccatamente abortista, quindi estremamente fazioso ed, in buona sostanza, inaffidabile.<br /><br />IL PEGGIOR VOLTO VIOLENTO PRO-CHOICE<br />Lamenta l'agenzia InfoCatólica: «Quando LifeSiteNews ha cercato "aiuto alla gravidanza" su Google, il primo risultato è stato Planned Parenthood, benché si tratti di una struttura che pratica aborti e presso cui i servizi di aiuto alla gravidanza, come assistenza prenatale e post-parto, siano praticamente inesistenti». Il che è assurdamente paradossale. Ovvio, questa è una situazione che, al momento, pare interessare esclusivamente gli Stati Uniti, dove il clima in materia è divenuto a dir poco incandescente; l'Italia ad esempio non ne è interessata. Ma non è detto che in avvenire tale modus operandi non possa venire esteso arbitrariamente anche ad altre aree geografiche: un dubbio, questo, che costituisce una pesante mazzata in termini di credibilità per Google.<br />Quanto agli Stati Uniti, si noti come sia venuto allo scoperto il peggior volto violento pro-choice: da maggio ad oggi almeno cinque centri di gravidanza pro-life hanno subìto incendi dolosi, mentre decine sono quelli che hanno subito vandalismi e minacce. In una recente intervista, la senatrice democratica Elizabeth Warren del Massachusetts avrebbe chiesto la chiusura completa di questi centri di gravidanza, «perché presumibilmente "torturano" le donne», ha dichiarato: incredibile! La realtà, fotografata da un'analisi condotta dal Charlotte Lozier Institute, è naturalmente un'altra: dal 2016 i 3 mila centri pro-life hanno contribuito a salvare dall'aborto oltre 800 mila nascituri, servito nel 2019 quasi 2 milioni di persone, fornito più di 730 mila test di gravidanza, effettuato quasi mezzo milione di ecografie, distribuito 1.300.000 pacchetti di pannolini, oltre 2 milioni di tutine per neonati, il tutto gratuitamente.<br /><br />TEXAS PARADISO PROLIFE<br />Nel frattempo, lo scorso 25 agosto in Texas è entrato in vigore il divieto pressoché totale di<br />aborto, consentito solo in caso di pericolo di vita per la madre. Contemporaneamente si sono nettamente inasprite le pene per i medici che pratichino l'aborto e per quanti collaborino con loro, potenzialmente estensibili sino all'ergastolo. Le madri che abortiscono, viceversa, non verranno punite.<br />Per evitare che tale...]]></itunes:summary><itunes:duration>1022</itunes:duration><itunes:keywords>194,aborto,dittatura,politicadelfigliounico,texas</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/66b702e3cfee3e5ba52de97344783da7.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Le ultime notizie sulla battaglia per la vita in America e nel resto del mondo</title><link>https://www.spreaker.com/episode/le-ultime-notizie-sulla-battaglia-per-la-vita-in-america-e-nel-resto-del-mondo--51010075</link><description><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7116" rel="noopener">www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7116</a><br /><br />LE ULTIME NOTIZIE SULLA BATTAGLIA PER LA VITA IN AMERICA E NEL RESTO DEL MONDO di Mauro Faverzani<br />Meglio non farsi troppe illusioni: la battaglia per la Vita è solo all'inizio ed è ancora tutta da combattere. In questa fase particolarmente delicata a livello internazionale, non è certo il caso di dormire sugli allori o di accontentarsi di successi parziali. Perché, certo, anche lo Stato dell'Indiana ha varato una legge per limitare l'aborto, dopo la nota sentenza emanata dalla Corte Suprema americana. Ma non basta. La normativa, che entrerà in vigore il prossimo 15 settembre, prevede delle eccezioni quali stupro, incesto, anomalie del feto o pericolo di vita per la madre, purché entro la decima settimana dalla fecondazione. Nel Kansas, però, oltre il 60% degli elettori, chiamati a referendum, ha votato a favore dell'aborto legale, offrendo così un imprevisto assist ai Democratici in vista delle elezioni di midterm di novembre.<br />Ed i Democratici non mollano... A partire dall'amministrazione Biden, che, senza fornire motivazioni - come evidenziato dal Texas Tribune -, ha deciso di negare al programma federale Medicaid l'estensione dei fondi da due a sei mesi per le neo-mamme, garantendo loro per tale periodo maggiore assistenza sanitaria, così da cercare di ridurre, tra l'altro, la mortalità materna. Washington ha preferito spingere piuttosto per il finanziamento dell'aborto. Una scelta, che il governatore del Texas, Greg Abbott, repubblicano, sarebbe intenzionato ad impugnare in tribunale. Da qui il suo ultimatum a Biden: o revoca la «misura inconcepibile o si prepari ad una battaglia». Da tener presente che il finanziamento pubblico dell'aborto è alquanto impopolare negli Stati Uniti: un sondaggio promosso lo scorso gennaio dall'Università Marist di Poughkeepsie, New York, ha confermato come il 73% degli americani non sia assolutamente d'accordo col fatto che, per uccidere i piccoli nel grembo materno, si utilizzino i soldi delle tasse.<br />Intanto, in Australia l'eugenetica continua ad imperversare: le recenti statistiche condotte hanno evidenziato come vengano uccise con l'aborto più femmine che maschi. Quella che viene attuata è una vera e propria selezione, promossa convintamente per motivi sessuali, cercando di corrispondere così ai desideri delle giovani coppie, specie di quelle appartenenti alle comunità indiane e cinesi.<br />Un fenomeno isolato, regionale? Assolutamente no. Fiorella Nash, nel suo libro The abolition of woman, già nel 2018 ha denunciato come nel mondo oltre 160 milioni di bambine siano state eliminate a causa dell'aborto selettivo del sesso; in India, secondo lo SPUC-Society for the Protection of Unborn Children, tra il 1987 ed il 2016 sarebbero state uccise nel grembo materno ben 13,5 milioni di femmine. Anche nel Regno Unito un'inchiesta condotta dal quotidiano The Independent ha rivelato come l'aborto selettivo abbia ridotto la popolazione femminile, specie tra le comunità delle minoranze etniche, di una cifra compresa tra le 1.500 e le 4.700 unità. Numeri sconcertanti, numeri che rivelano come in certi ambienti si abbia e si promuova una concezione della famiglia ormai disumana.<br />Ciò non induca ovviamente a perdere la speranza, tutt'altro: la sentenza della Corte Suprema degli Stati Uniti ha aperto una nuova stagione pro-life ancora tutta da scrivere. E le buone notizie non mancano anche altrove, come a Porto Rico, dove il disegno di legge n. 693 si ripropone di vietare l'aborto almeno dopo la 22ma settimana, anziché, come prima, considerarlo legale per l'intera durata della gravidanza. Il testo normativo è già stato approvato dal Senato di Porto Rico con 16 sì, 9 no, un'astensione ed un assente, prima di essere trasmesso alla Camera dei Rappresentanti.<br />Insomma, i germi di speranza ci sono, quanto avviene Oltreoceano dimostra anche come cancellare l'aborto sia tutt'altro che impossibile, ma proprio per questo è tempo di rimboccarsi le maniche e di combattere la Buona Battaglia per la Vita.<br /><br />Nota di BastaBugie: l'autore del precedente articolo, Mauro Faverzani, nell'articolo seguente dal titolo "Prima marcia in India, in Usa pro-choice all'attacco" parla della situazione in India e negli Stati Uniti d'America.<br />Ecco l'articolo completo pubblicato su Radio Roma Libera il 15 agosto 2022:<br />Cominciamo dalle buone notizie: in India, a Nuova Delhi per la precisione, lo scorso 10 agosto si è svolta con successo la prima marcia nazionale per la Vita, partecipatissima e guidata dai vescovi cattolici di rito latino occidentale e di rito siro-malabarese orientale: il programma prevedeva un tragitto di 2,5 chilometri, percorsi in preghiera ed in modo raccolto lungo le vie della capitale.<br />Nel corso del rilevante evento sono stati ricordati i milioni di bambini uccisi nel Paese negli ultimi cinquant'anni, 51 per la precisione, da quando cioè è stata introdotta la legge che ha malauguratamente legalizzato l'aborto, legge risalente per l'appunto al 1971. L'arcivescovo di rito siro-malabarese Kuriakose Bharanikulangara della Diocesi di Faridabad ha evidenziato come ogni anno in India siano stati compiuti circa 15,6 milioni di aborti, per giungere oggi ad un tragico totale di circa 800 milioni di bambini uccisi nel grembo materno: un'ecatombe...<br />Era presente alla grande marcia anche il vescovo Deepak Valerian Tauro, ausiliario dell'arcidiocesi di Delhi e presidente della Commissione per la Vita. Per i bimbi abortiti le campane sono suonate a morto dopo la S. Messa celebrata nella cattedrale, Messa che ha concluso ufficialmente la marcia.<br />Purtroppo però alle buone notizie fan da contrappeso anche questa volta le cattive: nello Utah un giudice, Andrew Stone, recependo le proteste della multinazionale dell'aborto Planned Parenthood, non ha esitato ad infischiarsene della decisione, con cui la Corte Suprema americana ha rovesciato la sentenza Roe contro Wade ed ha restituito ai singoli Stati la possibilità di legiferare in materia: pertanto, il giudice ha bloccato in via preliminare l'entrata in vigore della normativa pro-life. Contro l'arroganza di tale veto il procuratore generale, Sean Reyes, si è detto pronto a battersi con fermezza in tribunale per far rispettare una legge, che intende tutelare la vita dei bambini non ancora nati. A suo giudizio, «la corte distrettuale ha abusato della propria discrezionalità» e la sua sentenza dovrebbe essere pertanto annullata.<br />Lo Utah è stato uno dei primi Stati a vietare l'aborto dopo la citata sentenza della Corte Suprema, varando una legge pro-life regolarmente firmata dal governatore repubblicano Gary Herbert ed ora in vigore. Tale normativa, che proibisce l'aborto, pone peraltro anche alcune eccezioni come quella relativa ai casi di stupro, di incesto, l'eventuale disabilità del figlio o una situazione di pericolo per la vita della madre. Non solo: a breve, sempre nello Utah, dovrebbe entrare in vigore ed avere pieno effetto anche una seconda legge, la Down Syndrome Abortion Non-Discrimination Act, firmata sempre dal governatore Herbert, con cui si vieta di abortire i bimbi affetti da sindrome di Down.<br />Dal pubblico al privato, la lotta per la vita non conosce tregua: secondo quanto riferito dall'agenzia francese Médias-Presse-Info, negli Stati Uniti alcune grandi aziende come Amazon e la Apple, sempre dopo la sentenza della Corte Suprema, si sarebbero immediatamente rese disponibili a farsi carico di coprire tutte le spese alle proprie dipendenti, decise ad abortire ma che vivano in Stati ove ciò sia tornato illegale, per consentire loro di recarsi invece in altri ove sia ancora permesso. Tutto spesato, fino ad un tetto massimo di 4 mila dollari.<br />Non si è fatta pertanto attendere la risposta di diverse sigle pro-life, che hanno lanciato una riuscita campagna di sensibilizzazione via social, invitando tutti gli aderenti a postare una propria foto con un cartello, che recita: «Amazon e Apple, smettete di finanziare l'industria dell'aborto #BoycottAmazon».<br />La battaglia per la Vita continua: quanto accaduto nelle poche settimane, in cui è entrata in vigore la sentenza della Corte Suprema americana, dimostra l'importanza di mantenersi informati e d'esser sempre ben desti e pronti a reagire a qualsiasi abuso compiuto, diversamente destinato a tradursi purtroppo in vite umane spezzate nel grembo materno.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/51010075</guid><pubDate>Tue, 23 Aug 2022 21:26:45 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/51010075/le_ultime_notizie_sulla_battaglia_per_la_vita_in_america_e_nel_resto_del_mondo.mp3" length="11053810" type="audio/mpeg"/><itunes:author>BastaBugie</itunes:author><itunes:subtitle>TESTO DELL'ARTICOLO ➜ www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7116&#13;
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LE ULTIME NOTIZIE SULLA BATTAGLIA PER LA VITA IN AMERICA E NEL RESTO DEL MONDO di Mauro Faverzani&#13;
Meglio non farsi troppe illusioni: la battaglia per la Vita è solo all'inizio ed è...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7116" rel="noopener">www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7116</a><br /><br />LE ULTIME NOTIZIE SULLA BATTAGLIA PER LA VITA IN AMERICA E NEL RESTO DEL MONDO di Mauro Faverzani<br />Meglio non farsi troppe illusioni: la battaglia per la Vita è solo all'inizio ed è ancora tutta da combattere. In questa fase particolarmente delicata a livello internazionale, non è certo il caso di dormire sugli allori o di accontentarsi di successi parziali. Perché, certo, anche lo Stato dell'Indiana ha varato una legge per limitare l'aborto, dopo la nota sentenza emanata dalla Corte Suprema americana. Ma non basta. La normativa, che entrerà in vigore il prossimo 15 settembre, prevede delle eccezioni quali stupro, incesto, anomalie del feto o pericolo di vita per la madre, purché entro la decima settimana dalla fecondazione. Nel Kansas, però, oltre il 60% degli elettori, chiamati a referendum, ha votato a favore dell'aborto legale, offrendo così un imprevisto assist ai Democratici in vista delle elezioni di midterm di novembre.<br />Ed i Democratici non mollano... A partire dall'amministrazione Biden, che, senza fornire motivazioni - come evidenziato dal Texas Tribune -, ha deciso di negare al programma federale Medicaid l'estensione dei fondi da due a sei mesi per le neo-mamme, garantendo loro per tale periodo maggiore assistenza sanitaria, così da cercare di ridurre, tra l'altro, la mortalità materna. Washington ha preferito spingere piuttosto per il finanziamento dell'aborto. Una scelta, che il governatore del Texas, Greg Abbott, repubblicano, sarebbe intenzionato ad impugnare in tribunale. Da qui il suo ultimatum a Biden: o revoca la «misura inconcepibile o si prepari ad una battaglia». Da tener presente che il finanziamento pubblico dell'aborto è alquanto impopolare negli Stati Uniti: un sondaggio promosso lo scorso gennaio dall'Università Marist di Poughkeepsie, New York, ha confermato come il 73% degli americani non sia assolutamente d'accordo col fatto che, per uccidere i piccoli nel grembo materno, si utilizzino i soldi delle tasse.<br />Intanto, in Australia l'eugenetica continua ad imperversare: le recenti statistiche condotte hanno evidenziato come vengano uccise con l'aborto più femmine che maschi. Quella che viene attuata è una vera e propria selezione, promossa convintamente per motivi sessuali, cercando di corrispondere così ai desideri delle giovani coppie, specie di quelle appartenenti alle comunità indiane e cinesi.<br />Un fenomeno isolato, regionale? Assolutamente no. Fiorella Nash, nel suo libro The abolition of woman, già nel 2018 ha denunciato come nel mondo oltre 160 milioni di bambine siano state eliminate a causa dell'aborto selettivo del sesso; in India, secondo lo SPUC-Society for the Protection of Unborn Children, tra il 1987 ed il 2016 sarebbero state uccise nel grembo materno ben 13,5 milioni di femmine. Anche nel Regno Unito un'inchiesta condotta dal quotidiano The Independent ha rivelato come l'aborto selettivo abbia ridotto la popolazione femminile, specie tra le comunità delle minoranze etniche, di una cifra compresa tra le 1.500 e le 4.700 unità. Numeri sconcertanti, numeri che rivelano come in certi ambienti si abbia e si promuova una concezione della famiglia ormai disumana.<br />Ciò non induca ovviamente a perdere la speranza, tutt'altro: la sentenza della Corte Suprema degli Stati Uniti ha aperto una nuova stagione pro-life ancora tutta da scrivere. E le buone notizie non mancano anche altrove, come a Porto Rico, dove il disegno di legge n. 693 si ripropone di vietare l'aborto almeno dopo la 22ma settimana, anziché, come prima, considerarlo legale per l'intera durata della gravidanza. Il testo normativo è già stato approvato dal Senato di Porto Rico con 16 sì, 9 no, un'astensione ed un assente, prima di essere trasmesso alla Camera dei Rappresentanti.<br />Insomma, i germi di speranza ci sono, quanto avviene Oltreoceano dimostra...]]></itunes:summary><itunes:duration>691</itunes:duration><itunes:keywords>aborto,boycottamazon,eugenetica,plannedparenthood,texastribune</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/c53409f34412e3baaf88a44f951a6a89.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>In Texas torna in vigore la legge del 1925 che vieta l'aborto e incarcera chi lo pratica</title><link>https://www.spreaker.com/episode/in-texas-torna-in-vigore-la-legge-del-1925-che-vieta-l-aborto-e-incarcera-chi-lo-pratica--50474959</link><description><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7058" rel="noopener">www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7058</a><br /><br />IN TEXAS TORNA IN VIGORE LA LEGGE DEL 1925 CHE VIETA L'ABORTO E INCARCERA CHI LO PRATICA di Diego Torre<br />Nel giorno del Sacro Cuore di Gesù, la Corte Suprema statunitense ha definitivamente ribaltato la storica sentenza Roe vs Wade del 1973, che di fatto ha incoraggiato l'orrenda pratica dell'aborto in tante altre nazioni del mondo.<br />La Corte ha stabilito che non vi è un diritto costituzionale all'aborto, mentre quello alla vita è citato come il primo diritto naturale proprio nella Dichiarazione di indipendenza delle colonie del 1776.<br />La Corte ha rimesso così ai singoli Stati ogni scelta legislativa. Scrivono i giudici: "(...) annulliamo queste decisioni [le precedenti sentenze, ndr] e restituiamo tale autorità al popolo e ai suoi rappresentanti eletti".<br />La decisione inoltre, contrariamente a quanto dicono i mass media nostrani, non entra nel merito, non vieta l'aborto e nemmeno ribadisce il diritto costituzionale alla vita, ma si limita a rimettere il tutto alla decisione dei singoli Stati.<br />Ma per i partigiani della morte è già troppo e la loro reazione non si è fatta attendere. Scendono in piazza abortisti e femministe, con manifestazioni di protesta, anche sotto la casa dei giudici, proibite per legge. Particolari attenzioni hanno avuto le sedi di gruppi prolife: alcune vandalizzate, altre incendiate. Trattamento analogo è stato riservato ad alcune chiese. Il Senato dell'Arizona, a Phoenix, con i senatori dentro, ha visto un tentato assalto dei "difensori dei diritti"; lo stesso è avvenuto al Tribunale di Portland. Non manca il saccheggio di alcuni negozi e ancora un assalto agli studi della Fox News, emittente televisiva di orientamento conservatore. Si sprecano infine insulti e minacce di morte a parlamentari ed esponenti prolife. Insomma i difensori dei diritti "sessuali e riproduttivi" si stanno seriamente impegnando nel rispetto delle leggi e della democrazia americane. E non si sono ancora fermati.<br />Ma anche le multinazionali abortiste, quelle che con l'aborto si arricchiscono, si sono mobilitate con tutte il peso della loro lobbies e vista l'imminenza delle elezioni di novembre che vedranno il rinnovo della Camera dei Rappresentanti e di un terzo del Senato, hanno messo spudoratamente sul piatto 150 milioni di dollari per finanziare le campagne dei candidati "compiacenti" e filoabortisti.<br />Brillano inoltre per zelo decine di grandi imprese che, preoccupate per i diritti delle loro dipendenti che lavorano in Stati dove vigerà proibizione o limitazione, sono pronte a pagare viaggi della "speranza" per farle abortire (ed essere così pronte a riprendere il lavoro). Quanta umanità!<br />Ovviamente la grande stampa è indignata, protesta, lancia messaggi di fuoco, crea la copertura massmediatica e psicologica dove poi si sviluppa con facilità la violenza. Le fa eco la stampa europea, e le stesse televisioni italiane, le quali ovviamente non informano delle iniziative a favore della sentenza, mostrandosi squallido esempio di un allineamento acritico e fazioso.<br />E come non "apprezzare" il fiero appoggio del "cattolico" presidente Biden, pronto, insieme alla sua corte di democratici, a qualunque sforzo, cominciando da ogni misura utile, per continuare la vendita online delle pillole abortive? E come non "apprezzare" l'indignazione dei politici italiani, da Letta a Bonino, da Conte a Speranza. Tutti concordi comunque nel sostenere che la legge 194 italiana non si tocca.<br />Di contro a tanto polverone si sono però già mossi Arkansas, Kentucky, Louisiana, Oklahoma, Ohio, Missouri, Dakota del Sud, Utah, che hanno immediatamente legiferato per bandire o fortemente limitare l'aborto. Sono una pattuglia iniziale che a tempi brevissimi si ingrosserà, con il plauso ed il sostegno del partito repubblicano e del presidente Donald Trump, nonché di molti vescovi americani e delle principali denominazioni evangeliche, impegnati da sempre nella difesa della vita sin dal concepimento. A proposito: diamo a Cesare ciò che è di Cesare. Di Trump si può pensare quello che si vuole, ma bisogna essergli onestamente grati per l'attuale composizione della Corte Suprema, composizione che ha permesso dopo 50 anni l'attuale svolta.<br />Ne esce il quadro di un'America spaccata sul tema politicamente più importante: la sacralità della vita umana.<br />In mezzo a tanto menare di fendenti, silenzioso ma vitalissimo, ci sta un esserino, anzi milioni di esserini, in attesa della sentenza degli adulti: "io ho il diritto di vivere in quanto persona umana (come insegna la scienza) o per una gentile concessione di mia madre?"<br />Al di là infatti di ogni argomento e di ogni isteria relativista, una realtà permane, oggettiva ed incontestabile: un essere umano viene fatto a pezzi (attualmente fino al 9° mese di gravidanza in alcuni degli stati USA), aspirato e buttato nel contenitori dei rifiuti speciali ospedalieri per decisione di colei che dovrebbe dargli la vita. E questo non sarà mai un diritto per alcuno ma un delitto per tutti! E nessuna ragione, economica, sociale o psicologica può valere più della sua vita. Il resto è assolutamente secondario.<br />In USA dal 1973, data di emanazione della storica sentenza Roe vs Wade, mancano 62.000.000 (sessantadue milioni) di americani! In Italia dal 1978 più di 6.000.000. E di quelli soppressi con le pillole abortive non sapremo neanche il numero! Per la retorica abortista erano tutti casi pietosi ovviamente, ma anche questa narrazione ha avuto la sua evoluzione. L'aborto come "necessità" viene sempre più "superato" dalla sua condizione di "diritto" inalienabile da far valere indiscriminatamente, sempre e comunque. E' quello che pensa anche una chiesa satanista USA, che nella sua proibizione vede un'insidia alla propria... libertà di religione.<br /><br />Nota di BastaBugie: Gerry Freda nell'articolo seguente dal titolo "Texas, la Corte suprema ripristina legge anti-aborto del 1925" parla della legge che vieta l'aborto e punisce chi lo pratica anche con la carcerazione e che non era più stata applicata dal 1973, dopo la sentenza Roe v. Wade.<br />Ecco l'articolo completo pubblicato su Il Giornale il 2 luglio 2022:<br />La Corte suprema del Texas ha autorizzato venerdì l'entrata in vigore di una legge del 1925 che vieta l'aborto e punisce chi lo pratica anche con la carcerazione. I guidici texani hanno ribaltato una sentenza di una corte inferiore della contea di Harris, che aveva bloccato temporaneamente l'applicazione della legge. Ora la norma che rende illegale l'aborto è stata ripristinata. Ad annunciare il verdetto della Corte suprema è stato Ken Paxton, procuratore generale dello Stato del Sud degli Usa. La legge del 1925 non era più stata applicata dopo il 1973, con la sentenza Roe v. Wade. Il Texas ha potuto agire dopo la cancellazione, avvenuta la scorsa settimana, della storica sentenza da parte della Corte suprema nazionale.<br />In base alle dichiarazioni rilasciate da Paxton subito dopo la decisione, con il rientro in vigore della legge del 1925 scatterà l'interruzione di ogni servizio offerto dalle cliniche che avevano finora eseguito interruzioni di gravidanza nello Stato. Effettuare un aborto equivarrà di conseguenza a un crimine, punibile anche con il carcere. A rafforzare il contenuto anti-aborto della normativa texana generale contribuirà anche una recente legge statale che vieta l'interruzione di gravidanza dopo sei settimane di gestazione e tale divieto vale anche per le donne vittime di incesto e di stupro.<br />Le associazioni contrarie alla stretta decisa dalle autorità texane hanno immediatamente condannato la sentenza emessa dai supremi giudici locali, affermando che rappresenta un colpo mortale per il diritto delle donne di accedere a servizi sanitari essenziali. Il procuratore Paxton e le organizzazioni pro-life, al contrario, hanno esultato per il ripristino della legge anti-aborto del 1925. Paxton, in particolare, ha scritto su Twitter: "Una vittoria pro vita! I nostri provvedimenti statali pre-Roe v. Wade che vietano l'aborto in Texas sono buone leggi al 100%. La controversia legale continua, ma io continuerò a vincere per i bambini non nati del Texas".<br /><br />LE AZIENDE NEGLI USA CHE PAGANO IL VIAGGIO PER ABORTIRE<br />Nelle ore successive alla storica sentenza della Corte Suprema che ha restituito agli stati l'autorità per vietare l'aborto, più di 50 aziende statunitensi hanno aggiornato le loro politiche di "pianificazione familiare" per includere rimborsi per l'aborto e i viaggi correlati. Questo ha lo scopo di mantenere le loro dipendenti al lavoro ed evitare di pagare le varie maternità.<br />Amazon ad esempio ha aggiornato il suo piano di benefici per includere fino a 4.000 dollari in spese di viaggio all'anno.<br />Ma se uno pensasse che basta boicottare Amazon per avere la coscienza a posto, ecco l'elenco completo delle aziende statunitensi che affermano che sponsorizzeranno il turismo dell'aborto per i dipendenti (fonte: Washington Examiner).<br />Da questo elenco scopriamo che oltre a non usare Amazon dovremmo eliminare dalla nostra vita: Adidas, American Express, Apple, Disney, Google, Gucci, Facebook e Instagram (Meta), Levis, Microsoft, Netflix, Nike, PayPal, Sony, ecc.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/50474959</guid><pubDate>Tue, 05 Jul 2022 22:51:06 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/50474959/in_texas_torna_in_vigore_la_legge_del_1925_che_vieta_l_aborto_e_incarcera_chi_lo_pratica.mp3" length="12532132" type="audio/mpeg"/><itunes:author>BastaBugie</itunes:author><itunes:subtitle>TESTO DELL'ARTICOLO ➜ www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7058&#13;
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IN TEXAS TORNA IN VIGORE LA LEGGE DEL 1925 CHE VIETA L'ABORTO E INCARCERA CHI LO PRATICA di Diego Torre&#13;
Nel giorno del Sacro Cuore di Gesù, la Corte Suprema statunitense ha...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7058" rel="noopener">www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7058</a><br /><br />IN TEXAS TORNA IN VIGORE LA LEGGE DEL 1925 CHE VIETA L'ABORTO E INCARCERA CHI LO PRATICA di Diego Torre<br />Nel giorno del Sacro Cuore di Gesù, la Corte Suprema statunitense ha definitivamente ribaltato la storica sentenza Roe vs Wade del 1973, che di fatto ha incoraggiato l'orrenda pratica dell'aborto in tante altre nazioni del mondo.<br />La Corte ha stabilito che non vi è un diritto costituzionale all'aborto, mentre quello alla vita è citato come il primo diritto naturale proprio nella Dichiarazione di indipendenza delle colonie del 1776.<br />La Corte ha rimesso così ai singoli Stati ogni scelta legislativa. Scrivono i giudici: "(...) annulliamo queste decisioni [le precedenti sentenze, ndr] e restituiamo tale autorità al popolo e ai suoi rappresentanti eletti".<br />La decisione inoltre, contrariamente a quanto dicono i mass media nostrani, non entra nel merito, non vieta l'aborto e nemmeno ribadisce il diritto costituzionale alla vita, ma si limita a rimettere il tutto alla decisione dei singoli Stati.<br />Ma per i partigiani della morte è già troppo e la loro reazione non si è fatta attendere. Scendono in piazza abortisti e femministe, con manifestazioni di protesta, anche sotto la casa dei giudici, proibite per legge. Particolari attenzioni hanno avuto le sedi di gruppi prolife: alcune vandalizzate, altre incendiate. Trattamento analogo è stato riservato ad alcune chiese. Il Senato dell'Arizona, a Phoenix, con i senatori dentro, ha visto un tentato assalto dei "difensori dei diritti"; lo stesso è avvenuto al Tribunale di Portland. Non manca il saccheggio di alcuni negozi e ancora un assalto agli studi della Fox News, emittente televisiva di orientamento conservatore. Si sprecano infine insulti e minacce di morte a parlamentari ed esponenti prolife. Insomma i difensori dei diritti "sessuali e riproduttivi" si stanno seriamente impegnando nel rispetto delle leggi e della democrazia americane. E non si sono ancora fermati.<br />Ma anche le multinazionali abortiste, quelle che con l'aborto si arricchiscono, si sono mobilitate con tutte il peso della loro lobbies e vista l'imminenza delle elezioni di novembre che vedranno il rinnovo della Camera dei Rappresentanti e di un terzo del Senato, hanno messo spudoratamente sul piatto 150 milioni di dollari per finanziare le campagne dei candidati "compiacenti" e filoabortisti.<br />Brillano inoltre per zelo decine di grandi imprese che, preoccupate per i diritti delle loro dipendenti che lavorano in Stati dove vigerà proibizione o limitazione, sono pronte a pagare viaggi della "speranza" per farle abortire (ed essere così pronte a riprendere il lavoro). Quanta umanità!<br />Ovviamente la grande stampa è indignata, protesta, lancia messaggi di fuoco, crea la copertura massmediatica e psicologica dove poi si sviluppa con facilità la violenza. Le fa eco la stampa europea, e le stesse televisioni italiane, le quali ovviamente non informano delle iniziative a favore della sentenza, mostrandosi squallido esempio di un allineamento acritico e fazioso.<br />E come non "apprezzare" il fiero appoggio del "cattolico" presidente Biden, pronto, insieme alla sua corte di democratici, a qualunque sforzo, cominciando da ogni misura utile, per continuare la vendita online delle pillole abortive? E come non "apprezzare" l'indignazione dei politici italiani, da Letta a Bonino, da Conte a Speranza. Tutti concordi comunque nel sostenere che la legge 194 italiana non si tocca.<br />Di contro a tanto polverone si sono però già mossi Arkansas, Kentucky, Louisiana, Oklahoma, Ohio, Missouri, Dakota del Sud, Utah, che hanno immediatamente legiferato per bandire o fortemente limitare l'aborto. Sono una pattuglia iniziale che a tempi brevissimi si ingrosserà, con il plauso ed il sostegno del partito repubblicano e del presidente Donald Trump, nonché di...]]></itunes:summary><itunes:duration>784</itunes:duration><itunes:keywords>controversia,cortesuprema,nike,roevswade,trump</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/399987ca4e8b90a63fdd23e62e3e4d01.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Non solo aborto: la Corte Suprema degli Usa difende altri due diritti fondamentali</title><link>https://www.spreaker.com/episode/non-solo-aborto-la-corte-suprema-degli-usa-difende-altri-due-diritti-fondamentali--50474943</link><description><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7060" rel="noopener">www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7060</a><br /><br />NON SOLO ABORTO: LA CORTE SUPREMA DEGLI USA DIFENDE ALTRI DUE DIRITTI FONDAMENTALI di Stefano Magni<br />Un'altra sentenza della Corte Suprema degli Stati Uniti, oltre a quella sull'aborto, ha scandalizzato i benpensanti di tutto il mondo. Una maggioranza di sei giudici ha bocciato una legge dello Stato di New York, che vietava la possibilità di portare armi in pubblico. La Corte a maggioranza conservatrice è adesso accusata di ipocrisia, perché, in due sentenze quasi simultanee, ha sentenziato per la vita e per le armi (che solitamente sono associate alla morte). Fra l'altro, questa sentenza arriva proprio con il tempismo giusto, dato che il presidente Biden aveva appena firmato una legge, varata da entrambe le Camere, per porre restrizioni all'acquisto e alla conservazione di armi da fuoco, la prima norma "gun control" da tre decenni.<br />Il giudice supremo Clarence Thomas ha scritto, nel parere di maggioranza, che il Secondo Emendamento (parte della Carta dei Diritti del 1791) deve essere letto per come è scritto e non interpretato secondo lo "spirito dei tempi". Nel secondo emendamento si afferma il diritto, non solo a possedere, ma anche a portare armi. Dunque, anche i newyorkesi, possono portare armi in pubblico. A maggior ragione in questi anni in cui la criminalità è esplosa di nuovo.<br />Nello Stato di New York, finora, la legge locale vietava il porto d'armi in luogo pubblico, a meno di non dimostrare una buona causa alle autorità. Secondo i criteri della città di New York, ad esempio, si doveva dimostrare, prove alla mano, di essere concretamente minacciati: "un pericolo personale eccezionale, documentato da prove di minacce ricorrenti alla vita o alla sicurezza". Ovviamente queste leggi non hanno impedito la strage di Buffalo (nello Stato di New York), dove un diciottenne armato di due fucili semi-automatici ha fatto strage dei clienti, disarmati, di un supermercato.<br />Dopo che la Corte Suprema l'ha bocciata, i newyorkesi saranno più o meno sicuri? Certamente anche coloro che sono minacciati, ma non possono dimostrarlo con "prove certe" avranno chance in più di difendersi. C'è sempre, infatti, questo altro lato della medaglia che raramente viene preso in considerazione, durante le campagne mediatiche contro le armi.<br />La legge sul "gun control" che invece è stata varata dal Congresso, con raro voto bipartisan, rende semplicemente un po' più difficile l'acquisto di armi da parte di ragazzini. Eleva l'età minima per l'acquisto di armi semi-automatiche da 18 a 21 anni, introduce controlli di background (salute mentale, soprattutto) per i minori di 21 anni che acquistano armi, introduce nuove regole sulla conservazione delle armi e nuove pene per chi acquista armi per conto di terzi che non ne avrebbero il diritto, oltre che per chi traffica armi illegalmente.<br />Nella nuova normativa è stata introdotta anche la possibilità per gli Stati di introdurre leggi "red flag" (bandierina rossa), un'aggiunta voluta dai Repubblicani. In base a questa norma si può segnalare alla magistratura una persona che dà evidenti segni di squilibrio e farla legalmente disarmare. Si tratta di una misura preventiva, forse più efficace rispetto a quelle che limitano l'uso o l'acquisto di armi, perché pone l'attenzione sulla persona che tiene l'arma.<br /><br />Nota di BastaBugie: l'autore del precedente articolo, Stefano Magni, nell'articolo seguente dal titolo "La Corte Suprema Usa ha condannato l'autoritarismo ambientalista" parla di come i giudici hanno condannato un abuso di potere.<br />Ecco l'articolo completo pubblicato su La Nuova Bussola Quotidiana il 2 luglio 2022:<br />La Corte Suprema degli Usa ha emesso una sentenza, votata da 6 giudici supremi contro 3, a favore della West Virginia contro l'Epa, l'agenzia per la protezione dell'ambiente. Già i titoli dei maggiori quotidiani europei, dopo aver accusato la Corte, a maggioranza conservatrice, di aver vietato l'aborto, ora l'accusano di voler distruggere il pianeta, impedendo la lotta ai cambiamenti climatici. "Nube tossica dalla Corte Suprema americana" titola, con polemica creatività, Il Manifesto. In realtà il massimo organo giudiziario statunitense ha semplicemente rimesso l'Epa al suo posto. Un'agenzia non è un organo legislativo e non può ordinare misure economiche ad uno Stato. In questo caso particolare: l'Epa, sulla base del Clean Air Act (letteralmente: legge per l'aria pulita) non può emettere regole sulle emissioni di gas serra in relazione al cambiamento climatico.<br />Tutto è nato dalle centrali termiche nella West Virginia. Secondo il piano di Barack Obama del 2015, il Programma per l'Energia Pulita, gli Stati avrebbero dovuto ridurre le emissioni, cambiando rapidamente le fonti energetiche, eliminando le centrali a carbone e altri combustibili fossili. La West Virginia, seguita da altri Stati, prevalentemente repubblicani, aveva fatto causa all'Epa, accusandola di non avere autorità sui programmi energetici dello Stato. Già nel 2016 la lite era finita alla Corte Suprema che, con una maggioranza di 5 a 4, aveva bloccato il piano di Obama. Poco dopo le elezioni presidenziali venivano vinte da Donald Trump, il cui approccio al problema era l'opposto: massima autonomia degli Stati in tema di energia e ambiente.<br />Il caso è rimasto in stallo fino all'anno scorso, quando è stato risollevato, questa volta, da governi locali di sinistra, a partire dal District of Columbia (il distretto della capitale). E questo punto, la Corte Suprema ha bocciato l'Epa e confermato che la West Virginia ha ragione. L'Epa non ha il potere di imporre agli Stati degli standard di emissione di gas serra in relazione al cambiamento climatico. Con questo, tuttavia, la Corte non sta vietando affatto l'imposizione di quote massime di emissione. Semplicemente la sentenza elimina quello che era un abuso di potere dell'Epa, un organo burocratico dipendente dal potere esecutivo. Le leggi, anche sull'ambiente, devono essere sempre votate dal Congresso.<br />Scrivendo il parere di maggioranza, il giudice supremo John Roberts sostiene che il principio da seguire sia quello di guardare "con scetticismo" alle agenzie che affermano "in uno statuto a lungo esistente, un potere non annunciato", che in realtà rappresenta un'"espansione trasformativa" del suo potere. L'Epa, per imporre il cambiamento sulla produzione di energia, aveva usato una sua prerogativa che poche volte era stata invocata prima del 2015. Era il tipico modo di agire dell'amministrazione Obama: conferire nuovi poteri alle agenzie, concentrare funzioni nelle mani di "zar" di nomina presidenziale, per imporre il cambiamento rapidamente, senza troppe discussioni in Congresso. Il giudice supremo Neil Gorsuch, in una nota, constata come il problema, dal punto di vista progressista, sia nella complessità e lentezza del processo legislativo. Ma è proprio questo che volevano i padri fondatori degli Stati Uniti, secondo Gorsuch, per proteggere la libertà e aumentare la responsabilità. E' il Congresso, responsabile di fronte al popolo che lo elegge, che deve dare "ordini chiari" alla burocrazia.<br />La sentenza della Corte Suprema è dunque importante per ristabilire un clima costituzionale sano, per ribadire il principio della divisione dei poteri e impedire al potere esecutivo di imporre leggi che sarebbero prerogativa del Congresso, oltre che negare al governo federale la possibilità di prevaricare sugli Stati. Sintomatico il fatto che i critici della sentenza, a partire proprio dalla Casa Bianca, accusino la Corte di irresponsabilità sull'emergenza climatica. Invece di discutere su chi debba legiferare, si va subito a discutere sul cosa, sul contenuto delle leggi. "La decisione odierna della Corte Suprema" in tema di ambiente, si legge nel comunicato della Casa Bianca, è "devastante" e "riporta indietro" il Paese. Questo perché, nella logica delle emergenze, non importa che ci sia un abuso di potere. L'importante è che le politiche emergenziali vengano subito applicate, costi quel che costi. E senza discutere. Perché la gente è "stolta" e quindi un governo di "esperti" deve avere mano libera.<br />È lo stesso motivo per cui i Democratici, e il presidente Biden per primo, protestano anche contro la sentenza che riguarda l'aborto: la Corte non ha vietato l'aborto (come pare di leggere dalle cronache) ma ha restituito agli Stati il potere di legiferare nel merito. Però, siccome per i progressisti l'aborto è un "diritto fondamentale", quel che si vuole evitare è proprio il dibattito. Deve essere imposto. Punto. E per il Covid è stato lo stesso: la lotta contro il virus è stata affrontata con la logica di una guerra e i Democratici non ammettevano che Trump lasciasse gli Stati liberi di scegliere le loro politiche sanitarie. Poi, una volta che Biden è diventato presidente, hanno continuato a condannare il comportamento di Stati dissenzienti, come la Florida e il Texas, perché "troppo liberi" su obblighi vaccinali e mascherine. Ed ora il clima: i progressisti non ammettono che siano le comunità locali, o anche il Congresso, su scala nazionale, a regolamentare le emissioni. Deve essere un'agenzia alle dirette dipendenze del capo dello Stato a decidere quali aziende devono produrre energia e quali morire.<br />Sulla scia delle continue emergenze, dunque, si fa strada l'autoritarismo. La Corte sta cercando di contenerlo. Questa è la vera "nube tossica" che fa indignare il mondo progressista.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/50474943</guid><pubDate>Tue, 05 Jul 2022 22:49:10 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/50474943/non_solo_aborto_la_corte_suprema_degli_usa_difende_altri_due_diritti_fondamentali.mp3" length="11801121" type="audio/mpeg"/><itunes:author>BastaBugie</itunes:author><itunes:subtitle>TESTO DELL'ARTICOLO ➜ www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7060&#13;
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NON SOLO ABORTO: LA CORTE SUPREMA DEGLI USA DIFENDE ALTRI DUE DIRITTI FONDAMENTALI di Stefano Magni&#13;
Un'altra sentenza della Corte Suprema degli Stati Uniti, oltre a quella...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7060" rel="noopener">www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7060</a><br /><br />NON SOLO ABORTO: LA CORTE SUPREMA DEGLI USA DIFENDE ALTRI DUE DIRITTI FONDAMENTALI di Stefano Magni<br />Un'altra sentenza della Corte Suprema degli Stati Uniti, oltre a quella sull'aborto, ha scandalizzato i benpensanti di tutto il mondo. Una maggioranza di sei giudici ha bocciato una legge dello Stato di New York, che vietava la possibilità di portare armi in pubblico. La Corte a maggioranza conservatrice è adesso accusata di ipocrisia, perché, in due sentenze quasi simultanee, ha sentenziato per la vita e per le armi (che solitamente sono associate alla morte). Fra l'altro, questa sentenza arriva proprio con il tempismo giusto, dato che il presidente Biden aveva appena firmato una legge, varata da entrambe le Camere, per porre restrizioni all'acquisto e alla conservazione di armi da fuoco, la prima norma "gun control" da tre decenni.<br />Il giudice supremo Clarence Thomas ha scritto, nel parere di maggioranza, che il Secondo Emendamento (parte della Carta dei Diritti del 1791) deve essere letto per come è scritto e non interpretato secondo lo "spirito dei tempi". Nel secondo emendamento si afferma il diritto, non solo a possedere, ma anche a portare armi. Dunque, anche i newyorkesi, possono portare armi in pubblico. A maggior ragione in questi anni in cui la criminalità è esplosa di nuovo.<br />Nello Stato di New York, finora, la legge locale vietava il porto d'armi in luogo pubblico, a meno di non dimostrare una buona causa alle autorità. Secondo i criteri della città di New York, ad esempio, si doveva dimostrare, prove alla mano, di essere concretamente minacciati: "un pericolo personale eccezionale, documentato da prove di minacce ricorrenti alla vita o alla sicurezza". Ovviamente queste leggi non hanno impedito la strage di Buffalo (nello Stato di New York), dove un diciottenne armato di due fucili semi-automatici ha fatto strage dei clienti, disarmati, di un supermercato.<br />Dopo che la Corte Suprema l'ha bocciata, i newyorkesi saranno più o meno sicuri? Certamente anche coloro che sono minacciati, ma non possono dimostrarlo con "prove certe" avranno chance in più di difendersi. C'è sempre, infatti, questo altro lato della medaglia che raramente viene preso in considerazione, durante le campagne mediatiche contro le armi.<br />La legge sul "gun control" che invece è stata varata dal Congresso, con raro voto bipartisan, rende semplicemente un po' più difficile l'acquisto di armi da parte di ragazzini. Eleva l'età minima per l'acquisto di armi semi-automatiche da 18 a 21 anni, introduce controlli di background (salute mentale, soprattutto) per i minori di 21 anni che acquistano armi, introduce nuove regole sulla conservazione delle armi e nuove pene per chi acquista armi per conto di terzi che non ne avrebbero il diritto, oltre che per chi traffica armi illegalmente.<br />Nella nuova normativa è stata introdotta anche la possibilità per gli Stati di introdurre leggi "red flag" (bandierina rossa), un'aggiunta voluta dai Repubblicani. In base a questa norma si può segnalare alla magistratura una persona che dà evidenti segni di squilibrio e farla legalmente disarmare. Si tratta di una misura preventiva, forse più efficace rispetto a quelle che limitano l'uso o l'acquisto di armi, perché pone l'attenzione sulla persona che tiene l'arma.<br /><br />Nota di BastaBugie: l'autore del precedente articolo, Stefano Magni, nell'articolo seguente dal titolo "La Corte Suprema Usa ha condannato l'autoritarismo ambientalista" parla di come i giudici hanno condannato un abuso di potere.<br />Ecco l'articolo completo pubblicato su La Nuova Bussola Quotidiana il 2 luglio 2022:<br />La Corte Suprema degli Usa ha emesso una sentenza, votata da 6 giudici supremi contro 3, a favore della West Virginia contro l'Epa, l'agenzia per la protezione dell'ambiente. 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Una sentenza che pone fine a mezzo secolo di aborto legalizzato a livello federale negli Stati Uniti e che ha favorito la sua diffusione in tutto il mondo. Oltre alle minacce di vandali e terroristi, ieri anche il presidente Joe Biden e il procuratore generale degli Usa, Merrick Garland, hanno accusato i giudici e minacciato ritorsioni.<br />Il parere, relativo al caso della legge del Mississippi che vieta l'aborto dopo 15 settimane (Dobbs vs Jackson Women's Health Organization), non solo ribalta la Roe ma anche tutte le sentenze successive (ad esempio la Casey vs Planned Parenthood del 1992): non c'è diritto costituzionale all'aborto, la Costituzione non vieta ai singoli Stati federati di legiferare su questo tema che è profondamente morale; perciò, scrivono i giudici, ora "annulliamo queste decisioni e restituiamo tale autorità al popolo e ai suoi rappresentanti eletti".<br />Nella sentenza Roe vs Wade, la Corte Suprema aveva stabilito che gli Stati non possono vietare l'aborto prima della soglia di sopravvivenza, che i giudici fissavano arbitrariamente e approssimativamente attorno alle 28 settimane di gravidanza. Ora tutto è azzerato. La decisione pubblicata ieri non vieta né criminalizza l'aborto e non riconosce nemmeno il diritto costituzionale alla vita del nascituro. Tuttavia, in un colpo solo, elimina tutta la catasta di sentenze che lo legalizzavano e giustificavano in ogni angolo del Paese e che per decenni hanno bloccato le leggi dei singoli Stati che tentavano di vietare o limitare l'omicidio dell'innocente nel grembo materno.<br /><br />UNA GRANDE VITTORIA PER LA VITA DEL CONCEPITO<br />Ora il campo di battaglia per i pro life si trasferirà sempre più all'interno dei singoli Stati, dove nelle elezioni per i membri dei parlamenti statali e per i governatori sarà sempre più dirimente l'impegno per la vita del nascituro e la loro madre. È agli elettori degli Stati Uniti e agli organi democraticamente eletti che la Corte Suprema riaffida il potere di decidere, invitandoli ad assumersi le proprie responsabilità di discutere e regolare l'aborto o il diritto alla vita come meglio credono.<br />In ogni caso, la sentenza di ieri segna una grande vittoria per la vita del concepito, l'inizio della fine della grande menzogna dell'aborto come diritto umano e della moda di morte che dal 1973 era spirata dagli USA in tutto il mondo. Una vittoria epocale per la Chiesa cattolica e le chiese cristiane, un grande riconoscimento all'impegno dei pro life negli ultimi 50 anni, ma anche e soprattutto per la democrazia americana e il principio di sussidiarietà.<br />Il parere di maggioranza è stato scritto dal giudice associato Samuel Alito; e i giudici associati Clarence Thomas, Neil Gorsuch, Brett Kavanaugh e Amy Coney Barrett si sono uniti al parere. Il presidente della Corte Suprema John Roberts ha presentato un'opinione concordante (concurring opinion) che sostiene la decisione finale, dopo le voci maliziose che nell'ultima settimana lo volevano in agitazione per mitigarla. Solo i giudici associati liberal Stephen Breyer, Sonia Sotomayor ed Elena Kagan hanno dissentito. Dunque la sentenza Dobbs vs Jackson Women's Health Organization ha registrato sei giudici favorevoli (5 più il presidente) contro 3 contrari.<br /><br />IL PRESIDENTE BIDEN SBEFFEGGIA LA CORTE SUPREMA<br />La sentenza finale, a una prima lettura, assomiglia sostanzialmente a una bozza scritta da Alito e recante la data del 10 febbraio 2022, trafugata illegalmente e pubblicata da Politico il 2 maggio, scatenando un'orda di violenze e minacce di cui abbiamo informato i lettori della Bussola in queste settimane. Nella mattinata di ieri non si è registrato nessun incidente tra i manifestanti pro life e pro aborto assiepati fuori dalla Corte Suprema. Ciò non toglie la concretezza della minaccia di una "notte della rabbia", annunciata dai vandali e terroristi di vari gruppi abortisti, in primis Jane's Revenge.<br />Il Dipartimento per la Sicurezza Nazionale ha condiviso con la Chiesa cattolica informazioni su ciò che potrebbe accadere stanotte ("Notte di rabbia"), ossia possibili e disseminati attacchi contro le parrocchie e i centri pro life, soprattutto ma non esclusivamente cattolici, nel Paese. Ci sono state dichiarazioni infuocate e irrispettose dei leader del Partito Democratico americano, da Barack e Michelle Obama a Hillary Clinton e Nancy Pelosi. Intanto, i procuratori generali e i governatori di vari Stati Repubblicani hanno dichiarato l'entrata in vigore delle leggi pro life che avevano predisposto (come in Dakota del Sud, Missouri, Texas, etc., ma anche in Louisiana, retta da un governatore Dem); in altri Stati i governatori Democratici hanno annunciato sessioni speciali per deliberare leggi che consentano l'omicidio dell'innocente sempre e liberamente.<br />Gravissimo il comunicato di Merrick Garland contro la sentenza della Corte Suprema. Garland, da capo del Dipartimento di Giustizia, non ha mosso un dito per arrestare i terroristi pro aborto e ora si permette di denunciare quelli che lui ritiene abusi della Corte. Peggio di lui ha fatto solo il presidente Biden che, nel suo messaggio alla nazione, ha criticato e sbeffeggiato la decisione della Corte Suprema e i giudici conservatori, avvertendo che ciò "mette a rischio la salute delle donne in tutto il Paese" e facendo capire di essere pronto ad usare ogni strumento, come una dichiarazione di emergenza nazionale e/o l'emanazione di un ordine esecutivo pro aborto da imporre in tutti gli USA. Sarebbe una sfida senza precedenti alla democrazia, ma i Democratici sembrano disposti a tutto.<br /><br />Nota di BastaBugie: Luca Volontè nell'articolo seguente dal titolo "Assalti, saccheggi e minacce: le proteste degli abortisti USA" racconta che dopo la storica sentenza della Corte Suprema che ha cancellato il diritto all'aborto a livello federale, continuano le violenze degli abortisti, ma finora in misura minore rispetto a quanto si temeva.<br />Ecco l'articolo completo pubblicato su La Nuova Bussola Quotidiana il 27 giugno 2022:<br />Nei primi tre giorni successivi alla storica sentenza della Corte Suprema, gli atti violenti non sono stati così numericamente importanti come si temeva. La sentenza di venerdì scorso non ha solo dichiarato incostituzionale il diritto all'aborto e rimesso ai singoli Stati ogni legislazione su questo tema, ma ha anche mostrato la mancanza di solidi argomenti dei giudici e mass media liberal, dei Democratici e di molti quotidiani occidentali.<br />Al momento, dicevamo, le proteste negli USA non appaiono così violente come temeva, con l'ulteriore nota ufficiale di venerdì scorso, l'intelligence del Dipartimento della Sicurezza interna. Tuttavia, si prevedono incidenti e assalti violenti per le prossime settimane e il New York Post mette in guardia su una possibile recrudescenza degli abortisti. Per parte loro le multinazionali abortiste, con un comunicato congiunto dei giorni scorsi, confermano il proprio totale impegno a promuovere l'aborto ("libertà di scelta delle donne, diritto alla privacy, diritto all'aborto libero e alla salute riproduttiva") e ribadiscono di voler sostenere i candidati abortisti con 150 milioni di dollari alle prossime elezioni federali di novembre, quando si rinnoverà tutta la Camera e un terzo dei senatori.<br />A sostegno dell'industria dell'aborto e dei violenti terroristi si è schierata tutta la stampa mainstream del mondo, usando parole che hanno il sapore, in molti casi, di proiettili e bombe incendiarie. Negli USA, il New York Times definisce la decisione della Corte Suprema un insulto alle donne e alla giustizia. Il Washington Post attacca i giudici conservatori che danneggerebbero la Corte e rappresenterebbero, secondo il giornale, la tirannia della minoranza. La rivista ultraliberal The Atlantic considera la decisione della Corte un precedente che mette in pericolo qualunque altro diritto. Politico definisce la sentenza una conseguenza di tempi di radicali divisioni. Solo la CNN esce dal coro e, pur sostenendo le ragioni abortiste, rende onore alle battaglie pro vita costruite da decenni.<br />In Europa, oltre al Guardian, in prima fila nel difendere l'aborto, definire illegittima la decisione e paventare la guerra civile, ci sono Der Spiegel, Le Monde, El País, la Repubblica; molti leader politici europei si ergono a difensori del diritto all'omicidio del nascituro.<br />Nell'intera giornata di sabato e sino al mattino di domenica si sono svolte manifestazioni di protesta in moltissime grandi città degli Stati Uniti, fuori dalle abitazioni dei giudici della Corte Suprema come nei confronti dei centri di aiuto alla maternità. Nessuno spazio sui media internazionali per quelle che il Washington Post di domenica definiva "proteste emotive" che in realtà hanno visto nella notte di sabato un assalto al Senato dell'Arizona, a Phoenix, mentre i senatori erano al lavoro; l'assalto al Tribunale e il saccheggio di diversi negozi a Portland; arresti per tentato omicidio di poliziotti a Los Angeles e di vandali a New York, dove i protestatari hanno tentato l'assalto agli studi di Fox News. A Lynchburg, in Virginia, un centro pro vita è stato distrutto. Minacce di morte ai parlamentari del Vermont sono state scritte all'entrata del palazzo del Congresso a Montpellier. A Longmont, in Colorado, un altro centro pro life è stato saccheggiato...Tutto ciò sta avvenendo in queste notti di rabbia, dove scritte e urla dense]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/50397328</guid><pubDate>Tue, 28 Jun 2022 22:12:35 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/50397328/decisione_storica_la_corte_suprema_cancella_il_presunto_diritto_all_aborto.mp3" length="13571178" type="audio/mpeg"/><itunes:author>BastaBugie</itunes:author><itunes:subtitle>TESTO DELL'ARTICOLO ➜ www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7053&#13;
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DECISIONE STORICA: LA CORTE SUPREMA CANCELLA IL PRESUNTO DIRITTO ALL'ABORTO di Luca Volontè&#13;
Ieri, nel giorno del Sacro Cuore di Gesù, la Corte Suprema statunitense, intorno alle 10...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7053" rel="noopener">www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7053</a><br /><br />DECISIONE STORICA: LA CORTE SUPREMA CANCELLA IL PRESUNTO DIRITTO ALL'ABORTO di Luca Volontè<br />Ieri, nel giorno del Sacro Cuore di Gesù, la Corte Suprema statunitense, intorno alle 10 del mattino (le 16 in Italia), ha pubblicato la storica sentenza che ribalta definitivamente quanto stabilito nel 1973 con la decisione Roe vs Wade. Una sentenza che pone fine a mezzo secolo di aborto legalizzato a livello federale negli Stati Uniti e che ha favorito la sua diffusione in tutto il mondo. Oltre alle minacce di vandali e terroristi, ieri anche il presidente Joe Biden e il procuratore generale degli Usa, Merrick Garland, hanno accusato i giudici e minacciato ritorsioni.<br />Il parere, relativo al caso della legge del Mississippi che vieta l'aborto dopo 15 settimane (Dobbs vs Jackson Women's Health Organization), non solo ribalta la Roe ma anche tutte le sentenze successive (ad esempio la Casey vs Planned Parenthood del 1992): non c'è diritto costituzionale all'aborto, la Costituzione non vieta ai singoli Stati federati di legiferare su questo tema che è profondamente morale; perciò, scrivono i giudici, ora "annulliamo queste decisioni e restituiamo tale autorità al popolo e ai suoi rappresentanti eletti".<br />Nella sentenza Roe vs Wade, la Corte Suprema aveva stabilito che gli Stati non possono vietare l'aborto prima della soglia di sopravvivenza, che i giudici fissavano arbitrariamente e approssimativamente attorno alle 28 settimane di gravidanza. Ora tutto è azzerato. La decisione pubblicata ieri non vieta né criminalizza l'aborto e non riconosce nemmeno il diritto costituzionale alla vita del nascituro. Tuttavia, in un colpo solo, elimina tutta la catasta di sentenze che lo legalizzavano e giustificavano in ogni angolo del Paese e che per decenni hanno bloccato le leggi dei singoli Stati che tentavano di vietare o limitare l'omicidio dell'innocente nel grembo materno.<br /><br />UNA GRANDE VITTORIA PER LA VITA DEL CONCEPITO<br />Ora il campo di battaglia per i pro life si trasferirà sempre più all'interno dei singoli Stati, dove nelle elezioni per i membri dei parlamenti statali e per i governatori sarà sempre più dirimente l'impegno per la vita del nascituro e la loro madre. È agli elettori degli Stati Uniti e agli organi democraticamente eletti che la Corte Suprema riaffida il potere di decidere, invitandoli ad assumersi le proprie responsabilità di discutere e regolare l'aborto o il diritto alla vita come meglio credono.<br />In ogni caso, la sentenza di ieri segna una grande vittoria per la vita del concepito, l'inizio della fine della grande menzogna dell'aborto come diritto umano e della moda di morte che dal 1973 era spirata dagli USA in tutto il mondo. Una vittoria epocale per la Chiesa cattolica e le chiese cristiane, un grande riconoscimento all'impegno dei pro life negli ultimi 50 anni, ma anche e soprattutto per la democrazia americana e il principio di sussidiarietà.<br />Il parere di maggioranza è stato scritto dal giudice associato Samuel Alito; e i giudici associati Clarence Thomas, Neil Gorsuch, Brett Kavanaugh e Amy Coney Barrett si sono uniti al parere. Il presidente della Corte Suprema John Roberts ha presentato un'opinione concordante (concurring opinion) che sostiene la decisione finale, dopo le voci maliziose che nell'ultima settimana lo volevano in agitazione per mitigarla. Solo i giudici associati liberal Stephen Breyer, Sonia Sotomayor ed Elena Kagan hanno dissentito. Dunque la sentenza Dobbs vs Jackson Women's Health Organization ha registrato sei giudici favorevoli (5 più il presidente) contro 3 contrari.<br /><br />IL PRESIDENTE BIDEN SBEFFEGGIA LA CORTE SUPREMA<br />La sentenza finale, a una prima lettura, assomiglia sostanzialmente a una bozza scritta da Alito e recante la data del 10 febbraio 2022, trafugata illegalmente e pubblicata da...]]></itunes:summary><itunes:duration>849</itunes:duration><itunes:keywords>biden,cortesuprema,diritto,foxnews,plannedparenthood,roevswade</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/848fa9758cb917ac47e9c8620842847c.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>La sentenza della Corte Suprema è solo l'inizio</title><link>https://www.spreaker.com/episode/la-sentenza-della-corte-suprema-e-solo-l-inizio--50397436</link><description><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7052" rel="noopener">www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7052</a><br /><br />LA SENTENZA DELLA CORTE SUPREMA E' SOLO L'INIZIO di Stefano Fontana<br />La sentenza della Corte Suprema degli Stati Uniti d'America che dichiara incostituzionale l'aborto, emanata nella Festa del Sacro Cuore di Gesù, apre provvidenzialmente una nuova epoca nella quale tutti i sostenitori della vita dovranno combattere più di prima: come hanno detto i vescovi degli Stati Uniti, non è la fine di qualcosa ma è un inizio. In questa nuova epoca ci sarà anche il nostro Osservatorio con il suo impegno.<br />Spesso, davanti ad alcune tendenze perverse dei nostri sistemi politici, così sistematicamente presenti ad ogni latitudine, rimaniamo sconfortati e pensiamo che le dinamiche di morte siano irreversibili perché tanti e troppi interessi materiali e ideologici le alimentano. Spesso parliamo di un "sistema" contro la vita, espressione di una "cultura della morte", come scriveva Giovanni Paolo II, una cultura della morte che sembra corrodere ogni aspetto di bontà e bellezza e fare il vuoto attorno a sé.<br /><br />IMPOSTARE IL FUTURO SU BASI DIVERSE<br />Questa sentenza dimostra che questa presunta irreversibilità non esiste. È vero che la storia non può tornare indietro e che quanto è accaduto rimane come accaduto. È così anche per i milioni di bambini a cui è stata strozzata la vita nel grembo delle loro mamme. Però è possibile rileggere il passato e impostare il futuro su basi diverse, di bene anziché di male. È difficile, certo, richiede lotta, impegno e sacrificio, ma non è impossibile. La secolarizzazione, sia religiosa che morale, ossia la corrosione del senso della vita, non è irreversibile, essa dipende dalla volontà umana e dalla Provvidenza divina. Dipende, più precisamente, dalla libertà umana docile alla Provvidenza divina.<br />La sentenza della Corte suprema non dice la parola fine anche perché da questo momento gli Stati americani non sono più obbligati ad ammettere l'aborto, ma la decisione viene ricondotta agli Stati stessi. Insomma, la sentenza non vieta l'aborto in tutti gli Stati americani. In questo senso non è corretto dire che "rovescia" la Roe vs Wade, la sentenza che nel 1973 aveva imposto l'aborto a tutti gli Stati americani. Quindi di lavoro da fare ne rimane ancora molto negli Stati Uniti.<br />Ne rimane ancora molto - e forse di più - anche nelle altre parti del mondo, soprattutto nei Paesi europei ultra-secolarizzati dove l'elite di Bruxelles reagirà con forza, come aveva già fatto quando Trump aveva bloccato i finanziamenti pubblici per l'aborto e la UE li aveva aumentati per compensazione. Nei Paesi europei, e specialmente nell'Unione Europea, l'ortodossia ideologica contro la vita è perfino superiore che negli Stati Uniti.<br /><br />FRUTTO DELLE NOMINE DI TRUMP<br />Di lavoro da fare ne rimane molto anche nella Chiesa. Nonostante il comunicato del Presidente dei vescovi americani, l'arcivescovo Gomez di Los Angeles, dichiari senza mezzi termini il proprio ringraziamento al Cielo per la sentenza, si sa che su questo argomento i vescovi americani sono molto divisi e che il gruppetto di vescovi sostenuti oggi dal Vaticano sono su posizioni pastoralmente molto possibiliste sui temi della vita, della procreazione e della famiglia. Questa sentenza della Corte Suprema dividerà anche la Chiesa al proprio interno, o meglio farà emergere le divisioni profonde già fino ad oggi esistenti. Dovremo assistere ad un probabilmente triste gioco delle parti, con dichiarazioni via via più sfumate man mano che si scivola verso l'ala più progressista della Chiesa. Non dimentichiamo il grande appoggio dato dalla Chiesa universale alla elezione del presidente Biden e la grande e pregiudiziale avversione a Donald Trump. Con la sua sentenza la Corte suprema, pur non volendolo, dividerà la Chiesa cattolica, ma sarà una differenziazione salutare che bisognerà affrontare con amore per la Chiesa senza rinunciare all'amore per la Verità.<br />Alla fine a decidere sono state 6 persone contro 3. Non dobbiamo pensare che sia stato il popolo americano ad emanare questa sentenza. Questo esito è stato frutto delle recenti nomine attuate dal presidente Trump. La sua presidenza può essere valutata in molti modi. Non può tuttavia essere negato che si è trattato di una presidenza "di rottura" rispetto al "sistema". Tra i principali motivi di questa rottura c'è stata anche la politica a favore della vita nascente e contro l'abominevole logica di Planned Parenthood, poi ripresa (purtroppo) da Biden e dalla Harris con il sostegno di molti cattolici. Anche questo è un elemento da tenere presente e che non chiude ma apre ad una nuova epoca di impegno. La garanzia la si avrà solo quando il modo di pensare della gente cambierà, quando alla cultura della morte che oggi viene diffusa con ogni mezzo si sostituirà la cultura della vita.<br /><br />Nota di BastaBugie: Eugenio Capozzi nell'articolo seguente dal titolo "E ora che ne sarà dell'aborto?" chiarisce che la Corte suprema ha preso una decisione dall'enorme significato storico, ma non ha restaurato il diritto alla vita.<br />Ecco l'articolo completo pubblicato su La Nuova Bussola Quotidiana il 27 giugno 2022:<br />Annullando la sentenza Roe vs Wade sull'aborto del 1973 la Corte Suprema degli Stati Uniti il 24 giugno ha preso una decisione dall'enorme significato storico, che costituisce la prima vera inversione di tendenza, a livello giuridico e per i suoi inevitabili effetti politici, rispetto al processo di legittimazione, legalizzazione e assimilazione psicologica della pratica abortiva che da mezzo secolo ha contribuito in misura rilevante a cambiare il volto delle società occidentali.<br />Nel corso di quel processo in esse si è consolidata, cementata la totale subordinazione della maternità, della paternità, della famiglia e della protezione della vita nascente a beneficio dell'unico, incontrastato principio della volontà individuale di un soggetto adulto in posizione di forza, affermando una visione della vita integralmente relativistica, che oggi viene quanto meno posta decisamente in discussione.<br />Tuttavia, la sentenza del 24 giugno non si può considerare l'inizio di una strada radicalmente diversa per il diritto e la politica statunitensi e occidentali, nel segno di un abbandono di un approccio relativistico e di un ritorno alla salvaguardia del diritto alla vita in ogni sua fase, a cominciare da quella prenatale.<br />Infatti, i giudici attuali della Corte hanno confutato l'idea, alla base della Roe vs Wade, secondo cui il diritto di una donna di decidere il destino del nascituro ospitato nel proprio grembo potrebbe essere assimilato, entro certi limiti, a un diritto costituzionale, in quanto fondato su un "diritto alla privacy" che, sebbene non enunciato negli Emendamenti alla Costituzione federale, si dovrebbe considerare implicito, dunque coperto dal 9° Emendamento (i diritti enunciati non ne escludono di ulteriori). Da tale interpretazione la Corte nel 1973 derivava la conclusione che, seguendo il 14° Emendamento (le leggi degli Stati non possono negare i diritti personali stabiliti a livello federale) gli Stati non potevano legiferare in modo da comprimere le decisioni personali delle donne in merito alla loro gravidanza. E' vero che nella sentenza del 1973 la Corte aggiungeva che la libertà di abortire doveva essere sempre contemperata dall'interesse generale alla difesa della vita, e invocava una regolamentazione che limitasse l'aborto legale alla fase iniziale della gravidanza. Ma nei fatti, per la costitutiva discrezionalità della distinzione tra fasi diverse della vita prenatale, quell'appello alla privacy aprì la strada a legislazioni di Stato sempre più permissive, e al contempo espose strutturalmente ogni normazione più restrittiva ai ricorsi alla Corte stessa da parte dei sostenitori dell'aborto.<br />Ora, la Corte nella decisione sul caso Dobbs v. Jackson Women's Health Organization difende, appunto, una legge di Stato (in questo caso del Mississippi) che consente l'interruzione di gravidanza entro le prime 15 settimane (comunque più dei 90 giorni consentiti dalla legge 194 in Italia) da un ricorso in senso permissivo, affermando che il diritto alla privacy è una base insufficiente a innalzare la libertà di sopprimere un bambino non nato a diritto costituzionale fondamentale. La questione dell'aborto, opina la Corte, è dolorosa e divisiva per la società, su di essa esistono opinioni profondamente divergenti, e quindi essa deve essere lasciata alla procedura democratica, consentendo a ciascuno Stato, nello spirito del sistema federale statunitense, la facoltà di decidere le norme in merito. Conseguentemente, sono compatibili con la Costituzione legislazioni anche molto diverse, dal divieto alla facoltà limitata o estesa di abortire. E verosimilmente gli Stati Uniti saranno, da ora in poi, una mappa dai colori fortemente diversi a seconda che le amministrazioni dei singoli Stati siano repubblicane o democratiche, visto che la posizione in merito all'aborto è uno dei dati che maggiormente caratterizzano l'identità politico-partitica di destra e sinistra.<br />Insomma, la Corte oggi non contesta la valenza costituzionale del diritto di abortire in nome di un diritto prevalente, cioè quello alla vita, ma semplicemente lascia la questione alle decisioni di questa o quella maggioranza, perché si tratta di un tema, ad avviso dei togati, strutturalmente soggetto a interpretazioni diverse.<br />Certo, tale decisione si fonda su un dato oggettivo della Carta statunitense: se il diritto all'aborto non è desumibile dal testo costituzionale, nemmeno la proibizione di esso è mai esplicitamente menzionata dagli Emendamenti, benché fino al secondo Novecento nella cultura diffusa la soppressione di un bambino non nato è sempre stata considerata un atto intrinsecamente cattivo,]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/50397436</guid><pubDate>Tue, 28 Jun 2022 22:10:50 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/50397436/la_sentenza_della_corte_suprema_solo_l_inizio.mp3" length="14655364" type="audio/mpeg"/><itunes:author>BastaBugie</itunes:author><itunes:subtitle>TESTO DELL'ARTICOLO ➜ www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7052&#13;
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LA SENTENZA DELLA CORTE SUPREMA E' SOLO L'INIZIO di Stefano Fontana&#13;
La sentenza della Corte Suprema degli Stati Uniti d'America che dichiara incostituzionale l'aborto, emanata nella...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7052" rel="noopener">www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7052</a><br /><br />LA SENTENZA DELLA CORTE SUPREMA E' SOLO L'INIZIO di Stefano Fontana<br />La sentenza della Corte Suprema degli Stati Uniti d'America che dichiara incostituzionale l'aborto, emanata nella Festa del Sacro Cuore di Gesù, apre provvidenzialmente una nuova epoca nella quale tutti i sostenitori della vita dovranno combattere più di prima: come hanno detto i vescovi degli Stati Uniti, non è la fine di qualcosa ma è un inizio. In questa nuova epoca ci sarà anche il nostro Osservatorio con il suo impegno.<br />Spesso, davanti ad alcune tendenze perverse dei nostri sistemi politici, così sistematicamente presenti ad ogni latitudine, rimaniamo sconfortati e pensiamo che le dinamiche di morte siano irreversibili perché tanti e troppi interessi materiali e ideologici le alimentano. Spesso parliamo di un "sistema" contro la vita, espressione di una "cultura della morte", come scriveva Giovanni Paolo II, una cultura della morte che sembra corrodere ogni aspetto di bontà e bellezza e fare il vuoto attorno a sé.<br /><br />IMPOSTARE IL FUTURO SU BASI DIVERSE<br />Questa sentenza dimostra che questa presunta irreversibilità non esiste. È vero che la storia non può tornare indietro e che quanto è accaduto rimane come accaduto. È così anche per i milioni di bambini a cui è stata strozzata la vita nel grembo delle loro mamme. Però è possibile rileggere il passato e impostare il futuro su basi diverse, di bene anziché di male. È difficile, certo, richiede lotta, impegno e sacrificio, ma non è impossibile. La secolarizzazione, sia religiosa che morale, ossia la corrosione del senso della vita, non è irreversibile, essa dipende dalla volontà umana e dalla Provvidenza divina. Dipende, più precisamente, dalla libertà umana docile alla Provvidenza divina.<br />La sentenza della Corte suprema non dice la parola fine anche perché da questo momento gli Stati americani non sono più obbligati ad ammettere l'aborto, ma la decisione viene ricondotta agli Stati stessi. Insomma, la sentenza non vieta l'aborto in tutti gli Stati americani. In questo senso non è corretto dire che "rovescia" la Roe vs Wade, la sentenza che nel 1973 aveva imposto l'aborto a tutti gli Stati americani. Quindi di lavoro da fare ne rimane ancora molto negli Stati Uniti.<br />Ne rimane ancora molto - e forse di più - anche nelle altre parti del mondo, soprattutto nei Paesi europei ultra-secolarizzati dove l'elite di Bruxelles reagirà con forza, come aveva già fatto quando Trump aveva bloccato i finanziamenti pubblici per l'aborto e la UE li aveva aumentati per compensazione. Nei Paesi europei, e specialmente nell'Unione Europea, l'ortodossia ideologica contro la vita è perfino superiore che negli Stati Uniti.<br /><br />FRUTTO DELLE NOMINE DI TRUMP<br />Di lavoro da fare ne rimane molto anche nella Chiesa. Nonostante il comunicato del Presidente dei vescovi americani, l'arcivescovo Gomez di Los Angeles, dichiari senza mezzi termini il proprio ringraziamento al Cielo per la sentenza, si sa che su questo argomento i vescovi americani sono molto divisi e che il gruppetto di vescovi sostenuti oggi dal Vaticano sono su posizioni pastoralmente molto possibiliste sui temi della vita, della procreazione e della famiglia. Questa sentenza della Corte Suprema dividerà anche la Chiesa al proprio interno, o meglio farà emergere le divisioni profonde già fino ad oggi esistenti. Dovremo assistere ad un probabilmente triste gioco delle parti, con dichiarazioni via via più sfumate man mano che si scivola verso l'ala più progressista della Chiesa. Non dimentichiamo il grande appoggio dato dalla Chiesa universale alla elezione del presidente Biden e la grande e pregiudiziale avversione a Donald Trump. 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Le istruzioni di divieto rimandano al canone n. 915 del diritto canonico: «Non siano ammessi alla sacra comunione gli scomunicati e gli interdetti, dopo l'irrogazione o la dichiarazione della pena e gli altri che ostinatamente perseverano in peccato grave manifesto».<br />Peraltro, i vescovi statunitensi hanno discusso animatamente nel giugno scorso sulla opportunità di redigere un documento sulla cosiddetta «coerenza eucaristica», ossia un testo che ricordasse apertamente come un politico cattolico deve, come tutti i fedeli, essere coerente e non accostarsi alla comunione qualora non desideri vivere sposando pubblicamente la fede e gli insegnamenti morali della Chiesa. Ovvio che un politico, compreso il presidente Joe Biden, sedicente cattolico devoto, non può sostenere o approvare leggi o provvedimenti che vanno in contrasto con l'insegnamento della Chiesa e poi presentarsi in fila la domenica per fare la comunione. Si tratta, appunto, di coerenza.<br />«Poiché non ha pubblicamente ripudiato la sua posizione sull'aborto e continua a fare riferimento alla sua fede cattolica per giustificare la sua posizione e per ricevere la Santa Comunione», ha scritto Cordileone rivolgendosi alla Pelosi, «è giunto» il momento di passare ai fatti. «Pertanto, alla luce della mia responsabilità di Arcivescovo di San Francisco di essere "preoccupato per tutti i fedeli cristiani affidati alle [mie] cure" (Codice di Diritto Canonico, can. 383, §1), con questa comunicazione la informo che non si deve presentare per la Santa Comunione e, in tal caso, non è ammessa alla Santa Comunione, fino a quando non ripudierà pubblicamente la sua difesa della legittimità dell'aborto e confesserà e riceverà l'assoluzione di questo grave peccato nel sacramento della Penitenza».<br />Come si legge anche nel Documento di Aparecida dei vescovi sudamericani del 2007, il cui grande redattore fu l'allora cardinale Jorge Mario Bergoglio, occorre «essere consapevoli che [legislatori, capi di governo e operatori sanitari, nda] non possono ricevere la Santa Comunione e alla stesso tempo agire con atti e parole contro i comandamenti in particolare quando vengono incoraggiati l'aborto, l'eutanasia e altri gravi crimini contro la vita e la famiglia». Su questa linea quindi il documento di monsignor Cordileone nei confronti della speaker della Camera è, appunto, in piena coerenza, senza compiere alcuna invasione di campo, ma svolgendo semplicemente il suo mestiere di vescovo.<br />La Pelosi, come molti dem statunitensi sedicenti cattolici, il presidente Biden in primis, sono da tempo schierati apertamente a favore di leggi e politiche pro-choiche, adducendo, come capita in tutte le versioni del cattolicesimo che si riconosce «adulto», che un conto è la loro azione pubblica, un altro è ciò che credono in coscienza. Proprio la Pelosi recentemente ha criticato la Corte suprema americana che, secondo quanto rivelato da Politico, starebbe per annullare la storica sentenza Roe vs Wade che, nel 1973, rese l'aborto protetto dalla Costituzione degli Stati Uniti.<br />Un provvedimento, quello di Cordileone, destinato a far discutere un episcopato già diviso sul tema, anche perché lo sconfinamento nella politica c'è anche in molti vescovi apertamente vicini al mondo liberal, vescovi che spesso rimandano a motivi di «unità della conferenza episcopale» contro questi divieti, ma che in realtà sembrano voler sostenere l'approccio da «cattolici adulti» in politica.<br />Il punto è che la coerenza è merce rara, Pelosi, ad esempio, è liberissima di portare avanti politiche pro-choice, come lo è il presidente Biden, o qualsivoglia politico a tutte le latitudini: possono tranquillamente farlo, ma si astengano dal ripetere in ogni occasione di essere dei «cattolici devoti».]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/50112452</guid><pubDate>Tue, 07 Jun 2022 21:54:26 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/50112452/niente_comunione_a_chi_sostiene_pubblicamente_l_aborto.mp3" length="5124641" type="audio/mpeg"/><itunes:author>BastaBugie</itunes:author><itunes:subtitle>TESTO DELL'ARTICOLO ➜ www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7031&#13;
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NIENTE COMUNIONE A CHI SOSTIENE PUBBLICAMENTE L'ABORTO di Lorenzo Bertocchi&#13;
Il vescovo di San Francisco, Salvatore Cordileone, venerdì 20 maggio ha annunciato che la presidente della...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7031" rel="noopener">www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7031</a><br /><br />NIENTE COMUNIONE A CHI SOSTIENE PUBBLICAMENTE L'ABORTO di Lorenzo Bertocchi<br />Il vescovo di San Francisco, Salvatore Cordileone, venerdì 20 maggio ha annunciato che la presidente della Camera degli Stati Uniti, la democratica Nancy Pelosi, non dovrebbe essere ammessa alla comunione nell'arcidiocesi di San Francisco, né dovrebbe presentarsi per ricevere l'eucaristia fino a quando non ripudierà pubblicamente il suo sostegno all'aborto.<br />Un passo, ha spiegato Cordileone, «puramente pastorale, non politico», ed è avvenuto dopo che la Pelosi, ripetutamente e pubblicamente dichiaratasi «cattolica devota», ha più volte respinto gli sforzi del vescovo per incontrarla e discutere del suo sostegno all'aborto e l'accesso all'eucaristia. Le istruzioni di divieto rimandano al canone n. 915 del diritto canonico: «Non siano ammessi alla sacra comunione gli scomunicati e gli interdetti, dopo l'irrogazione o la dichiarazione della pena e gli altri che ostinatamente perseverano in peccato grave manifesto».<br />Peraltro, i vescovi statunitensi hanno discusso animatamente nel giugno scorso sulla opportunità di redigere un documento sulla cosiddetta «coerenza eucaristica», ossia un testo che ricordasse apertamente come un politico cattolico deve, come tutti i fedeli, essere coerente e non accostarsi alla comunione qualora non desideri vivere sposando pubblicamente la fede e gli insegnamenti morali della Chiesa. Ovvio che un politico, compreso il presidente Joe Biden, sedicente cattolico devoto, non può sostenere o approvare leggi o provvedimenti che vanno in contrasto con l'insegnamento della Chiesa e poi presentarsi in fila la domenica per fare la comunione. Si tratta, appunto, di coerenza.<br />«Poiché non ha pubblicamente ripudiato la sua posizione sull'aborto e continua a fare riferimento alla sua fede cattolica per giustificare la sua posizione e per ricevere la Santa Comunione», ha scritto Cordileone rivolgendosi alla Pelosi, «è giunto» il momento di passare ai fatti. «Pertanto, alla luce della mia responsabilità di Arcivescovo di San Francisco di essere "preoccupato per tutti i fedeli cristiani affidati alle [mie] cure" (Codice di Diritto Canonico, can. 383, §1), con questa comunicazione la informo che non si deve presentare per la Santa Comunione e, in tal caso, non è ammessa alla Santa Comunione, fino a quando non ripudierà pubblicamente la sua difesa della legittimità dell'aborto e confesserà e riceverà l'assoluzione di questo grave peccato nel sacramento della Penitenza».<br />Come si legge anche nel Documento di Aparecida dei vescovi sudamericani del 2007, il cui grande redattore fu l'allora cardinale Jorge Mario Bergoglio, occorre «essere consapevoli che [legislatori, capi di governo e operatori sanitari, nda] non possono ricevere la Santa Comunione e alla stesso tempo agire con atti e parole contro i comandamenti in particolare quando vengono incoraggiati l'aborto, l'eutanasia e altri gravi crimini contro la vita e la famiglia». Su questa linea quindi il documento di monsignor Cordileone nei confronti della speaker della Camera è, appunto, in piena coerenza, senza compiere alcuna invasione di campo, ma svolgendo semplicemente il suo mestiere di vescovo.<br />La Pelosi, come molti dem statunitensi sedicenti cattolici, il presidente Biden in primis, sono da tempo schierati apertamente a favore di leggi e politiche pro-choiche, adducendo, come capita in tutte le versioni del cattolicesimo che si riconosce «adulto», che un conto è la loro azione pubblica, un altro è ciò che credono in coscienza. 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Nel 1975 anche la Corte Costituzionale italiana, pur in presenza di una chiara condanna da parte del Codice Penale, introduceva la previsione di alcuni casi leciti di aborto. Sarà poi del 1978 la legge 194 che fa dell'interruzione volontaria di gravidanza, in Italia, una pratica, addirittura, fornita dal Servizio Sanitario. È innegabile che, a partire dalla sentenza Roe vs Wade della Corte Suprema USA, si sia generato in tutto il mondo occidentale un processo politico-giuridico-culturale teso a fare dell'aborto un diritto civile. Non vi è oggi, praticamente, Paese occidentale che non annoveri l'aborto tra i diritti riconosciuti e tutelati.<br />Lunedì 2 maggio, con grave violazione del segreto garantito ai lavori della Corte Suprema, è trapelato il testo della bozza iniziale dell'opinione di maggioranza elaborata dal giudice Samuel Alito in merito al caso Mississippi e alla costituzionalità del "diritto all'aborto". Il testo elaborato dal giudice Alito, il cui contenuto è stato confermato dal presidente Roberts, ribalda le sentenze Roe vs Wade e Planned Parenthood vs Casey affermando a chiare lettere che la Costituzione degli Stati Uniti non contempla alcun "diritto all'aborto" e che, anzi, è fortemente radicata nella storia e nella tradizione americana la criminalizzazione dell'aborto, considerato un delitto e punito praticamente senza eccezioni sino al 1973. La bozza, che sembra abbia già ottenuto il voto favorevole della maggioranza (5 giudici su 9), prevede il completo ribaltamento della sentenza Roe vs Wade e, se sarà pubblicata come pronunciamento ufficiale della Supreme Court of the United States, consentirà al Legislatore federale e ai diversi Legislatori statali di rendere nuovamente illegale la pratica dell'aborto. Il crimen nefandum dell'aborto non sarà più considerato diritto costituzionale negli USA.<br />Appare inevitabile che, come la sentenza del 1973 aprì la strada al paradigma abortista in tutto l'Occidente, l'eventuale probabile ribaltamento della Roe vs Wade porti ad un progressivo cambio politico-culturale anche fuori dai confini degli Stati Uniti. I movimenti pro-life di tutto il mondo sarebbero incoraggiati ad osare di più e a chiedere in tutti i Paesi la completa proibizione legale dell'aborto. Il testo elaborato dal giudice Alito, se divenisse pronunciamento ufficiale della Supreme Court, spazzerebbe via la tentazione minimalista dal campo pro-life. Si aprirebbe la via, negli USA prima e dunque poi anche in tutto l'Occidente, per la chiara affermazione del diritto alla vita sin dal concepimento e, dunque, per la altrettanto chiara condanna di qualunque pratica abortiva.<br />Sarebbe difficile per l'Italia non subire l'influenza di un simile cambiamento giuridico negli USA. È ragionevole anzi pensare che nel giro di qualche anno si potrebbe arrivare anche in Italia a ri-reatizzare l'aborto cancellando la 194/78.<br />Appena diffusa la bozza, si è subito generata una mobilitazione tanto dei pro-life quanto dei pro-choice. Se i favorevoli all'aborto sono scesi in piazza manifestando anche davanti la sede della Corte Suprema, moltissime le iniziative di preghiera promosse in tutti gli Stati Uniti per chiedere la grazia di vedere finalmente cancellato il "diritto costituzionale all'aborto" imposto dalla sentenza Roe vs Wade. Il giudice Alito, con le sue 98 pagine di argomentazione giuridica, ha innescato in USA una rinnovata mobilitazione politico-culturale-religiosa in difesa della vita umana innocente. Non tarderà ad arrivare anche in Italia!<br /><br />Nota di BastaBugie: Luca Volontè nell'articolo seguente dal titolo "Aborto, i Dem Usa soffiano sulla guerra civile" parla degli scenari da guerra civile che si stanno vedendo negli Stati Uniti. Il centro di aiuto alla vita a Madison, nel Wisconsin, è stato distrutto con bombe molotov. Atti di vandalismo contro chiese e centri prolife. Fedeli cattolici in tutto il Paese hanno subito insulti, sacrilegi e interruzioni delle celebrazioni eucaristiche. E intanto proseguono indisturbate intimidazioni orribili fuori dalle abitazioni dei giudici supremi.<br />Ecco l'articolo completo pubblicato su La Nuova Bussola Quotidiana il 12 maggio 2022:<br />Non smette di stupire l'evoluzione violenta del dibattito in corso negli Stati Uniti, dopo l'illegale pubblicazione della bozza di sentenza che potrebbe metter fine alla legalizzazione federale dell'aborto. La grave situazione dei giorni scorsi si è arricchita ancora una volta di incredibili fatti accaduti nelle ultime 48 ore. In particolare: le dichiarazioni della Casa Bianca che appoggiano l'assedio alle abitazioni dei giudici supremi e il silenzio del Dipartimento di Giustizia; le inquietanti e continue minacce e assalti subiti da chiese e centri pro vita e il sostegno che queste azioni ricevono da stampa liberal e politici Democratici; i dibattiti allucinanti e i voti farseschi in Senato e, infine, come tutto ciò venga manipolato ad arte e a fini politici dai Dem, nel tentativo di distrarre l'opinione pubblica dai problemi economici.<br />Alla Casa Bianca sono giorni di confusione. Se per un verso si erano condannati gli atti vandalici di domenica 8 maggio nelle chiese, per altro verso martedì la portavoce uscente Jen Psaki ha voluto chiarire che il presidente Biden sostiene i manifestanti pacifici a dimostrare tutto il loro sdegno verso la possibile decisione contro l'aborto. Tutto ciò stride con la realtà, che di fatto mostra come e quanto questi dimostranti - violenti gruppi abortisti e Antifa - non siano per nulla pacifici né civili.<br />L'attentato esplosivo contro una chiesa sventato nei giorni scorsi a New York, il tabernacolo rubato da una chiesa di Kety (Texas), gli atti vandalici alla chiesa di Fort Collins (Colorado), insieme ai danni subiti da diversi centri pro life nel Paese e al continuo assedio di manifestanti verso le abitazioni di tutti e sei i giudici conservatori (anche se il presidente Roberts non si è ancora espresso sulla bozza di sentenza), dimostrano l'esatto contrario di ciò che afferma la Casa Bianca. Il sostegno dell'Amministrazione Biden ai disordini e alle proteste è palese, se consideriamo che il Dipartimento della Giustizia, pur avendo l'obbligo di legge federale di perseguire i manifestanti che protestano nei pressi delle abitazioni dei giudici supremi per condizionarne il giudizio, non ha ancora mosso un dito per intervenire. Nulla ha fatto neanche ieri, mercoledì 11 maggio, quando da giorni era nota la manifestazione degli assedianti abortisti a tutte le residenze dei sei giudici. Joe Biden li sostiene, insieme a moltissimi parlamentari Democratici. E il capo del Dipartimento di Giustizia, Merrick B. Garland, tace.<br />Al peggio fanno pensare le voci della stampa, a partire dal New York Times, che aizzano le folle e spingono verso l'occupazione permanente di strade e piazze per protestare sine die. Secondo il Guardian, in sintonia con la stampa liberal americana, la possibile decisione della Corte Suprema porterà ad una grande "guerra civile". Il sindaco di Chicago, Lori Lightfoot, del Partito Democratico, ha chiesto pubblicamente sui social di "imbracciare le armi" per difendere l'aborto contro la Corte Suprema. La strategia dei Democratici è chiara: lo scontro deve continuare, costi quel che costi, sino al prossimo novembre e diventare l'oggetto delle elezioni di medio temine. Anche a costo di magre figure. Vedi, in questo senso, la dimostrazione di impotenza dei senatori Democratici andata in scena ieri, con il voto - respinto, anche grazie al senatore Dem Joe Manchin - sulla calendarizzazione della radicale proposta di federalizzare l'aborto senza limiti e con un testo che, paradossalmente, non contiene neanche il temine donna o mamma per non scontentare la lobby Lgbt.<br />I Democratici e gli abortisti usano di tutto e tutti pur di perseguire i propri piani distruttivi della nazione e dell'ordinamento americano. Persino il segretario al Tesoro Janet Yellen, nell'audizione martedì al Senato sulla preoccupante situazione economica e la crescita dell'inflazione nel Paese, ha assecondato le pretese abortiste lanciandosi in un'azzardata e vergognosa affermazione ufficiale: "La decisione della Corte Suprema porterebbe a una grave crisi economica", perché le donne non potrebbero più lavorare liberamente.<br />Ovviamente i Repubblicani non lasciano passare sotto silenzio le indecenti azioni e affermazioni che si fanno in questi giorni e - pur non retrocedendo di un millimetro sul diritto alla vita del concepito, la libertà di culto e il rispetto all'indipendenza della Corte Suprema - puntano il dito sugli impressionanti fallimenti di questo anno e mezzo di amministrazione dei Democratici. L'inflazione registrata ad aprile, i cui dati sono stati pubblicati ieri, è all'8,3%, dopo che a marzo era all'8,5%, il peggior dato degli ultimi 40 anni; i prezzi del pane sono cresciuti dell'11% in un mese e tutti i prodotti alimentari hanno costi mai visti da decenni.<br />Il presidente Biden affronta un gravissimo calo di consensi in tutto il Paese, solo il 2% degli americani è soddisfatto del suo lavoro in campo economico, il 77% è molto preoccupato, secondo un sondaggio della CNN. Non mancasse altro, nel primo anno di Biden, il numero di morti per overdose ha superato quota 100 mila, un record. La stragrande maggioranza degli americani è quindi preoccupata di altro.<br />E comunque il giudice Clarence Thomas ha chiarito come "la Corte Suprema non si farà bullizzare" da proteste di piazza e minacce politiche. La maggioranza dei giudici continua a sostenere la bozza di Samuel Alito, l'unica bozza di sentenza in discussione ad oggi.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/49836003</guid><pubDate>Tue, 17 May 2022 22:12:53 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/49836003/potrebbe_sparire_il_diritto_all_aborto_negli_usa.mp3" length="11218904" type="audio/mpeg"/><itunes:author>BastaBugie</itunes:author><itunes:subtitle>TESTO DELL'ARTICOLO ➜ www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7007&#13;
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POTREBBE SPARIRE L'ABORTO NEGLI USA di Don Samuele Cecotti&#13;
Nel 1973, con la tristemente celebre sentenza Roe vs Wade, l'aborto veniva legalizzato in tutti gli Stati Uniti. Nel 1975...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7007" rel="noopener">www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7007</a><br /><br />POTREBBE SPARIRE L'ABORTO NEGLI USA di Don Samuele Cecotti<br />Nel 1973, con la tristemente celebre sentenza Roe vs Wade, l'aborto veniva legalizzato in tutti gli Stati Uniti. Nel 1975 anche la Corte Costituzionale italiana, pur in presenza di una chiara condanna da parte del Codice Penale, introduceva la previsione di alcuni casi leciti di aborto. Sarà poi del 1978 la legge 194 che fa dell'interruzione volontaria di gravidanza, in Italia, una pratica, addirittura, fornita dal Servizio Sanitario. È innegabile che, a partire dalla sentenza Roe vs Wade della Corte Suprema USA, si sia generato in tutto il mondo occidentale un processo politico-giuridico-culturale teso a fare dell'aborto un diritto civile. Non vi è oggi, praticamente, Paese occidentale che non annoveri l'aborto tra i diritti riconosciuti e tutelati.<br />Lunedì 2 maggio, con grave violazione del segreto garantito ai lavori della Corte Suprema, è trapelato il testo della bozza iniziale dell'opinione di maggioranza elaborata dal giudice Samuel Alito in merito al caso Mississippi e alla costituzionalità del "diritto all'aborto". Il testo elaborato dal giudice Alito, il cui contenuto è stato confermato dal presidente Roberts, ribalda le sentenze Roe vs Wade e Planned Parenthood vs Casey affermando a chiare lettere che la Costituzione degli Stati Uniti non contempla alcun "diritto all'aborto" e che, anzi, è fortemente radicata nella storia e nella tradizione americana la criminalizzazione dell'aborto, considerato un delitto e punito praticamente senza eccezioni sino al 1973. La bozza, che sembra abbia già ottenuto il voto favorevole della maggioranza (5 giudici su 9), prevede il completo ribaltamento della sentenza Roe vs Wade e, se sarà pubblicata come pronunciamento ufficiale della Supreme Court of the United States, consentirà al Legislatore federale e ai diversi Legislatori statali di rendere nuovamente illegale la pratica dell'aborto. Il crimen nefandum dell'aborto non sarà più considerato diritto costituzionale negli USA.<br />Appare inevitabile che, come la sentenza del 1973 aprì la strada al paradigma abortista in tutto l'Occidente, l'eventuale probabile ribaltamento della Roe vs Wade porti ad un progressivo cambio politico-culturale anche fuori dai confini degli Stati Uniti. I movimenti pro-life di tutto il mondo sarebbero incoraggiati ad osare di più e a chiedere in tutti i Paesi la completa proibizione legale dell'aborto. Il testo elaborato dal giudice Alito, se divenisse pronunciamento ufficiale della Supreme Court, spazzerebbe via la tentazione minimalista dal campo pro-life. Si aprirebbe la via, negli USA prima e dunque poi anche in tutto l'Occidente, per la chiara affermazione del diritto alla vita sin dal concepimento e, dunque, per la altrettanto chiara condanna di qualunque pratica abortiva.<br />Sarebbe difficile per l'Italia non subire l'influenza di un simile cambiamento giuridico negli USA. È ragionevole anzi pensare che nel giro di qualche anno si potrebbe arrivare anche in Italia a ri-reatizzare l'aborto cancellando la 194/78.<br />Appena diffusa la bozza, si è subito generata una mobilitazione tanto dei pro-life quanto dei pro-choice. Se i favorevoli all'aborto sono scesi in piazza manifestando anche davanti la sede della Corte Suprema, moltissime le iniziative di preghiera promosse in tutti gli Stati Uniti per chiedere la grazia di vedere finalmente cancellato il "diritto costituzionale all'aborto" imposto dalla sentenza Roe vs Wade. Il giudice Alito, con le sue 98 pagine di argomentazione giuridica, ha innescato in USA una rinnovata mobilitazione politico-culturale-religiosa in difesa della vita umana innocente. Non tarderà ad arrivare anche in Italia!<br /><br />Nota di BastaBugie: Luca Volontè nell'articolo seguente dal titolo "Aborto, i Dem Usa soffiano sulla guerra civile" parla...]]></itunes:summary><itunes:duration>702</itunes:duration><itunes:keywords>casabianca,cortesuprema,diritto,plannedparenthood,roevswade</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/5a3a2e210ddc866be9e1743be9afb919.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Secondo Biden Putin è un macellaio, ma poi difende la libertà di abortire</title><link>https://www.spreaker.com/episode/secondo-biden-putin-e-un-macellaio-ma-poi-difende-la-liberta-di-abortire--49331660</link><description><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6965" rel="noopener">www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6965</a><br /><br />SECONDO BIDEN PUTIN E' UN MACELLAIO, MA POI DIFENDE LA LIBERTA' DI ABORTIRE di Roberto de Mattei<br />Nel suo recente viaggio in Europa, il 26 marzo, il presidente degli Stati Uniti Joe Biden ha rivolto un messaggio ai polacchi dal Castello Reale di Varsavia, un luogo simbolo perché fu distrutto dai nazisti nel 1944 e solo negli ultimi anni è stato interamente ricostruito.<br />In questo discorso Biden ha definito Putin "un criminale che vuole dipingere l'allargamento della Nato come un progetto imperiale volto a destabilizzare la Russia"<br />Il giorno successivo, nel suo incontro con i profughi ucraini a Varsavia, Biden ha definito Putin "un dittatore e un macellaio che non può stare al suo posto". [...]<br />Ciò, secondo Biden, deriva anche dal fatto che il regime russo è un'autocrazia e Putin un dittatore. Nel messaggio ai polacchi del 26 marzo Biden ha voluto mettere in evidenza la differenza tra l'Occidente e la Russia con queste parole: "Noi abbiamo ben chiara la differenza tra democrazia e autocrazia. Ucraini e polacchi sono in prima linea per difendere i valori democratici, libere elezioni, la libertà d'espressione, libertà di abortire, se uno lo vuole. Noi siamo al vostro fianco".<br />Il presidente Biden ha dunque definito "la libertà di abortire" come un valore democratico, attribuendo un significato positivo all'assassinio degli innocenti. Biden si dice cattolico ma con quest'affermazione rinnega la dottrina della Chiesa così bene espressa proprio da un papa polacco, Giovanni Paolo II, che nella sua enciclica Evangelium Vitae, riprendendo il Concilio Vaticano II, definisce l'aborto "abominevole delitto" (n. 58).<br /><br />SUOR FAUSTINA KOWALSKA<br />Nel Diario della santa polacca suor Maria Faustina Kowalska, leggiamo queste parole: "Un giorno Gesù mi disse che avrebbe fatto scendere il castigo su di una città, che è la più bella della nostra Patria. Il castigo doveva essere uguale a quello inflitto da Dio a Sodoma e Gomorra. Vidi la grande collera di Dio ed un brivido mi scosse, mi trafisse il cuore. Pregai in silenzio, Un momento dopo Gesù mi disse: "Bambina mia, unisciti strettamente a Me durante il sacrificio ed offri al Padre Celeste il mio Sangue e le mie piaghe per impetrare il perdono per i peccati di quella città. Ripeti ciò senza interruzione per tutta la S. Messa, Fallo per sette giorni" (Diario. La misericordia divina nella mia anima, tr. it., Libreria Editrice Vaticana, 2004, pag.68-69).<br />La città a cui il Signore si riferiva era Varsavia e il direttore spirituale di santa Faustina, Don M. Sopocko, durante la deposizione al processo di canonizzazione, dichiarò che, dopo aver letto il Diario, domandò alla suora quali erano i peccati per i quali Iddio infliggeva una punizione così grave. "Suor Faustina rispose che ciò sarebbe avvenuto soprattutto per l'uccisione dei bambini non fatti nascere, essendo questo il più grave peccato che vi si commetteva" (ivi, nota p. 69).<br />Dunque la città di polacca di Varsavia, la stessa dove il 26 e il 27 marzo ha parlato Biden, fu distrutta durante la Seconda guerra mondiale a causa dell'aborto. Queste parole suonano come una conferma della profezia di Fatima che vede la Seconda guerra mondiale come un terribile castigo per i peccati dell'umanità. Tra questi peccati era anche l'aborto che è la soppressione di una vita umana innocente.<br />Durante la Seconda Guerra Mondiale non solo Varsavia fu distrutta, ma la Polonia fu spartita tra il Terzo Reich e l'Unione Sovietica, più di cinque milioni di polacchi morirono nel conflitto e nei Lager e, tra questi, diecimila ufficiali polacchi furono massacrati dai sovietici a Katyn. La Polonia visse sotto la cappa del regime socialcomunista fino al 1989. Poi, grazie anche a Giovanni Paolo II, la Polonia fu tra i primi Stati sottomessi all'Unione Sovietica a riacquistare la libertà. Ma quando nel gennaio 2021 in Polonia è entrata in vigore una legge che vieta l'aborto, tutto l'establishment occidentale ha levato aspre proteste, negando a questo Paese la libertà di rifiutare l'omicidio di Stato.<br /><br />UNA MACELLERIA UMANA<br />L'aborto non è solo un omicidio, è una vera e propria macelleria umana. I corpi di piccoli innocenti vengono sistematicamente fatti a pezzi. E criminale non è solo il medico abortista, ma anche chi legalizza e promuove le macellerie in cui si pratica l'aborto. Criminale è anche chi definisce l'aborto, non un crimine, ma un diritto. È questo che ha detto Biden a Varsavia, la città che per volere di Dio fu distrutta durante la seconda guerra mondiale a causa dei suoi aborti.<br />Joe Biden non crede che la vita inizi dal concepimento: lo ha assicurato ai giornalisti americani il 3 settembre 2021 annunciando di avere incaricato il Dipartimento di Giustizia di trovare un modo per fermare la legge del Texas che dal 2 settembre dello scorso anno vieta l'aborto dopo la sesta settimana. Biden l'ha definita "una legge «antiamericana", "un assalto senza precedenti ai diritti costituzionali di una donna".(CNN, 3 settembre 2021) . "Rispetto - ha aggiunto Biden - coloro che credono che la vita inizi al momento del concepimento. Non sono d'accordo, ma li rispetto".<br />Biden dunque non crede che la vita umana inizi dal concepimento, anche se ogni evidenza scientifica mostra il contrario. L'essere umano che vive nel grembo della madre per lui non ha diritti. Sia Biden sia Putin, con le loro affermazioni e le loro azioni si rendono responsabili, sia pure in maniera diversa, dell'uccisione di essere umani innocenti.<br />Ciò non significa in alcun modo giustificare l'invasione russa dell'Ucraina: ma significa comprendere, che la radice di ogni sciagura che ci affligge sta sempre e solo nel peccato, tanto più grave quando è pubblico e presentato come un valore proprio da chi, come governante di un popolo, avrebbe il dovere di difendere la legge naturale e divina.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/49331660</guid><pubDate>Tue, 05 Apr 2022 19:52:46 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/49331660/secondo_biden_putin_un_macellaio_e_un_assassino_ma_poi_difende_la_libert_di_abortire.mp3" length="7363231" type="audio/mpeg"/><itunes:author>BastaBugie</itunes:author><itunes:subtitle>TESTO DELL'ARTICOLO ➜ www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6965&#13;
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SECONDO BIDEN PUTIN E' UN MACELLAIO, MA POI DIFENDE LA LIBERTA' DI ABORTIRE di Roberto de Mattei&#13;
Nel suo recente viaggio in Europa, il 26 marzo, il presidente degli Stati Uniti Joe...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6965" rel="noopener">www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6965</a><br /><br />SECONDO BIDEN PUTIN E' UN MACELLAIO, MA POI DIFENDE LA LIBERTA' DI ABORTIRE di Roberto de Mattei<br />Nel suo recente viaggio in Europa, il 26 marzo, il presidente degli Stati Uniti Joe Biden ha rivolto un messaggio ai polacchi dal Castello Reale di Varsavia, un luogo simbolo perché fu distrutto dai nazisti nel 1944 e solo negli ultimi anni è stato interamente ricostruito.<br />In questo discorso Biden ha definito Putin "un criminale che vuole dipingere l'allargamento della Nato come un progetto imperiale volto a destabilizzare la Russia"<br />Il giorno successivo, nel suo incontro con i profughi ucraini a Varsavia, Biden ha definito Putin "un dittatore e un macellaio che non può stare al suo posto". [...]<br />Ciò, secondo Biden, deriva anche dal fatto che il regime russo è un'autocrazia e Putin un dittatore. Nel messaggio ai polacchi del 26 marzo Biden ha voluto mettere in evidenza la differenza tra l'Occidente e la Russia con queste parole: "Noi abbiamo ben chiara la differenza tra democrazia e autocrazia. Ucraini e polacchi sono in prima linea per difendere i valori democratici, libere elezioni, la libertà d'espressione, libertà di abortire, se uno lo vuole. Noi siamo al vostro fianco".<br />Il presidente Biden ha dunque definito "la libertà di abortire" come un valore democratico, attribuendo un significato positivo all'assassinio degli innocenti. Biden si dice cattolico ma con quest'affermazione rinnega la dottrina della Chiesa così bene espressa proprio da un papa polacco, Giovanni Paolo II, che nella sua enciclica Evangelium Vitae, riprendendo il Concilio Vaticano II, definisce l'aborto "abominevole delitto" (n. 58).<br /><br />SUOR FAUSTINA KOWALSKA<br />Nel Diario della santa polacca suor Maria Faustina Kowalska, leggiamo queste parole: "Un giorno Gesù mi disse che avrebbe fatto scendere il castigo su di una città, che è la più bella della nostra Patria. Il castigo doveva essere uguale a quello inflitto da Dio a Sodoma e Gomorra. Vidi la grande collera di Dio ed un brivido mi scosse, mi trafisse il cuore. Pregai in silenzio, Un momento dopo Gesù mi disse: "Bambina mia, unisciti strettamente a Me durante il sacrificio ed offri al Padre Celeste il mio Sangue e le mie piaghe per impetrare il perdono per i peccati di quella città. Ripeti ciò senza interruzione per tutta la S. Messa, Fallo per sette giorni" (Diario. La misericordia divina nella mia anima, tr. it., Libreria Editrice Vaticana, 2004, pag.68-69).<br />La città a cui il Signore si riferiva era Varsavia e il direttore spirituale di santa Faustina, Don M. Sopocko, durante la deposizione al processo di canonizzazione, dichiarò che, dopo aver letto il Diario, domandò alla suora quali erano i peccati per i quali Iddio infliggeva una punizione così grave. "Suor Faustina rispose che ciò sarebbe avvenuto soprattutto per l'uccisione dei bambini non fatti nascere, essendo questo il più grave peccato che vi si commetteva" (ivi, nota p. 69).<br />Dunque la città di polacca di Varsavia, la stessa dove il 26 e il 27 marzo ha parlato Biden, fu distrutta durante la Seconda guerra mondiale a causa dell'aborto. Queste parole suonano come una conferma della profezia di Fatima che vede la Seconda guerra mondiale come un terribile castigo per i peccati dell'umanità. Tra questi peccati era anche l'aborto che è la soppressione di una vita umana innocente.<br />Durante la Seconda Guerra Mondiale non solo Varsavia fu distrutta, ma la Polonia fu spartita tra il Terzo Reich e l'Unione Sovietica, più di cinque milioni di polacchi morirono nel conflitto e nei Lager e, tra questi, diecimila ufficiali polacchi furono massacrati dai sovietici a Katyn. La Polonia visse sotto la cappa del regime socialcomunista fino al 1989. Poi, grazie anche a Giovanni Paolo II, la Polonia fu tra i primi Stati sottomessi all'Unione Sovietica a...]]></itunes:summary><itunes:duration>461</itunes:duration><itunes:keywords>abominevoledelitto,biden,evangeliumvitae,grembo,leggenaturale</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/a67501a076820412248048d7f053282d.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>La strage degli innocenti in Ucraina</title><link>https://www.spreaker.com/episode/la-strage-degli-innocenti-in-ucraina--49072082</link><description><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6925" rel="noopener">www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6925</a><br /><br />LA STRAGE DEGLI INNOCENTI IN UCRAINA di Roberto de Mattei<br />La guerra che il presidente russo Putin ha portato nel cuore dell'Europa si acuisce, con il suo carico di dolore e di morte.<br />Il Corriere della Sera del 10 marzo ha dedicato la sua prima pagina alla distruzione dell'ospedale di Mariopol, dove sono stati bombardati dai russi un reparto maternità e un reparto pediatrico. Non è propaganda. Le immagini dell'effetto dei missili sono tragicamente eloquenti. I video sono rimbalzati tra i gruppi What'sApp, Telegram e Viper. Lo spostamento d'aria provocato dai missili ha attraversato l'ospedale da parte a parte, i muri sono stati abbattuti, le stanze devastate, le culle e i letti lanciate dovunque. Non tutti i pazienti sono morti, ma si può immaginare che cosa significa sopravvivere in queste condizioni. Molte donne erano in ospedale per non rischiare di partorire in cantina, senza un medico che le assistesse; invece anche il reparto maternità è diventato bersaglio per un missile di precisione.<br /><br />VITTIME INNOCENTI DELLA GUERRA<br />Perché il mondo si commuove? Perché sono colpiti i civili, che sono vittime innocenti della guerra; e tra queste vittime, le più deboli e le più innocenti sono i bambini. I bambini hanno nel loro sangue la memoria delle generazioni che li hanno preceduti e portano nei loro occhi la speranza di un futuro che non si riesce a intravedere. E' giusto dunque che il mondo si commuova. Ma perché il mondo non si commuove di fronte ai milioni di bambini, milioni non migliaia, che sono ogni anno vittime dell'aborto in tutto il mondo? Anche questi bambini sono vittime innocenti, ma né il Corriere della Sera, né qualsiasi altro giornale, dedica loro la prima pagina. Succede anzi che il 9 marzo, l'Oms, l'Organizzazione Mondiale della Sanità chiede di rendere più facile l'accesso delle donne all'aborto e ai servizi di pianificazione familiare. Succede che il presidente francese Macron nell'assemblea plenaria del Parlamento europeo il 19 gennaio scorso, chiede di inserire l'aborto nel Trattato costituzionale europeo. Succede che a Roma il sindaco Gualtieri ordini la rimozione dei manifesti dell'associazione Pro Vita, semplicemente perché, l'8 marzo ha promosso un campagna di affissioni, con lo slogan: "Potere alle donne? Fatele nascere"<br />L'aborto è l'uccisione dell'essere umano innocente legalizzata dallo Stato. In Italia si calcola che, dal 22 maggio 1978, giorno dell'approvazione della legge abortista ad oggi, il numero delle vittime abbia superato i sei milioni. Sei milioni di piccoli esseri umani ai quali non è stato concesso di vedere la luce, perché sono stati triturati o avvelenati nel grembo delle loro madri dalle loro madri stesse, con l'autorizzazione e il sostegno dello Stato. A che titolo gli uomini politici, i giornali, gli intellettuali che sono favorevoli all'aborto protestano contro le atrocità contro i bambini commesse a Mariopol?<br /><br />LA RIVOLUZIONE BOLSCEVICA<br />Questa incoerenza non giustifica né i bombardamenti contro i civili, né l'invasione russa, che è un atto di aggressione contro uno Stato sovrano ed è dunque una guerra ingiusta, in tutte le sue espressioni. Va ricordato poi che la Russia è il primo Paese al mondo ad avere completamente legalizzato l'aborto, nel 1920, in seguito alla Rivoluzione bolscevica, ed è tuttora un Paese che riconosce l'aborto come un diritto della donna. L'aborto è tuttora un flagello sociale in Russia, anche se Putin ha cercato di frenarlo per aumentare l'incremento demografico. Stalin lo aveva fatto prima di lui nel 1936. Il presidente russo ha compreso, come Stalin, che l'aborto non è compatibile con una politica di espansione imperiale anche attraverso la guerra e Putin ha programmato un futuro di guerra per il suo Paese e per l'Europa. Ma la guerra è il castigo dei popoli che scelgono di autodistruggersi, violando la legge naturale. La strada che viene oggi percorsa sia dalla Russia che dall'Occidente conduce alla guerra, non alla pace, perché nessuna vera pace può fondarsi senza il rispetto dell'ordine naturale. Quest'ordine, voluto da Dio, impone sempre, e in ogni caso, la protezione della vita umana innocente.<br /><br />Nota di BastaBugie: Luca Volontè nell'articolo seguente dal titolo "L'Irlanda pro life dove l'88% di medici rifiuta l'aborto" parla della situazione in Irlanda dopo la nefasta introduzione dell'aborto nel 2018.<br />Ecco l'articolo completo pubblicato su Provita & Famiglia il 12 febbraio 2022:<br />La maggior parte dei medici irlandesi (ben l'88%) si rifiuta ancora oggi, a più di 4 anni dall'introduzione della legge sull'aborto nel paese, di abortire i bambini non ancora nati.<br />Una nuova indagine di Newstalk ha scoperto infatti che più dell'88% di tutti i medici generici e quasi la metà di tutti gli ospedali di maternità in Irlanda non fanno aborti. Molti medici stanno resistendo alle pressioni degli attivisti dell'aborto e dei leader del governo per uccidere i bambini non nati, perché lo ritengono uno svilimento della professione medica e un atteggiamento contrario alle proprie credenze religiose e alla propria coscienza.<br />Il loro lavoro, hanno ribadito, è quello di guarire e alleviare il dolore e anche i bambini non ancora nati sono pazienti e non possono essere uccisi. Secondo l'inchiesta solo 10 ospedali di maternità nel Paese fanno aborti, ma altri nove si rifiutano di partecipare all'uccisione di bambini non nati. L'Health Service Executive (HSE) ha però affermato che sta lavorando per aumentare la disponibilità di servizi di aborto negli ospedali.<br />L'Irlanda, come ben sappiamo, ha legalizzato l'aborto nel 2018. Ora gli aborti sono legali per qualsiasi motivo fino alla 12esima settimana di gravidanza e fino a sei mesi in un'ampia varietà di circostanze. La legge costringe inoltre i contribuenti a pagare per gli aborti e limita strettamente le protezioni di coscienza per i professionisti medici.<br />Gli attivisti dell'aborto vogliono che i legislatori cancellino completamente le già limitate protezioni di coscienza, ma la resistenza di medici ed operatori sanitari è dura: gli aborti non sono assistenza sanitaria "urgente" - o assistenza sanitaria del tutto - e alcuni operatori medici si stanno opponendo con forza alla legge pro-aborto.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/49072082</guid><pubDate>Tue, 15 Mar 2022 23:03:38 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/49072082/la_strage_degli_innocenti_in_ucraina.mp3" length="7549222" type="audio/mpeg"/><itunes:author>BastaBugie</itunes:author><itunes:subtitle>TESTO DELL'ARTICOLO ➜ www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6925&#13;
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LA STRAGE DEGLI INNOCENTI IN UCRAINA di Roberto de Mattei&#13;
La guerra che il presidente russo Putin ha portato nel cuore dell'Europa si acuisce, con il suo carico di dolore e di morte....</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6925" rel="noopener">www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6925</a><br /><br />LA STRAGE DEGLI INNOCENTI IN UCRAINA di Roberto de Mattei<br />La guerra che il presidente russo Putin ha portato nel cuore dell'Europa si acuisce, con il suo carico di dolore e di morte.<br />Il Corriere della Sera del 10 marzo ha dedicato la sua prima pagina alla distruzione dell'ospedale di Mariopol, dove sono stati bombardati dai russi un reparto maternità e un reparto pediatrico. Non è propaganda. Le immagini dell'effetto dei missili sono tragicamente eloquenti. I video sono rimbalzati tra i gruppi What'sApp, Telegram e Viper. Lo spostamento d'aria provocato dai missili ha attraversato l'ospedale da parte a parte, i muri sono stati abbattuti, le stanze devastate, le culle e i letti lanciate dovunque. Non tutti i pazienti sono morti, ma si può immaginare che cosa significa sopravvivere in queste condizioni. Molte donne erano in ospedale per non rischiare di partorire in cantina, senza un medico che le assistesse; invece anche il reparto maternità è diventato bersaglio per un missile di precisione.<br /><br />VITTIME INNOCENTI DELLA GUERRA<br />Perché il mondo si commuove? Perché sono colpiti i civili, che sono vittime innocenti della guerra; e tra queste vittime, le più deboli e le più innocenti sono i bambini. I bambini hanno nel loro sangue la memoria delle generazioni che li hanno preceduti e portano nei loro occhi la speranza di un futuro che non si riesce a intravedere. E' giusto dunque che il mondo si commuova. Ma perché il mondo non si commuove di fronte ai milioni di bambini, milioni non migliaia, che sono ogni anno vittime dell'aborto in tutto il mondo? Anche questi bambini sono vittime innocenti, ma né il Corriere della Sera, né qualsiasi altro giornale, dedica loro la prima pagina. Succede anzi che il 9 marzo, l'Oms, l'Organizzazione Mondiale della Sanità chiede di rendere più facile l'accesso delle donne all'aborto e ai servizi di pianificazione familiare. Succede che il presidente francese Macron nell'assemblea plenaria del Parlamento europeo il 19 gennaio scorso, chiede di inserire l'aborto nel Trattato costituzionale europeo. Succede che a Roma il sindaco Gualtieri ordini la rimozione dei manifesti dell'associazione Pro Vita, semplicemente perché, l'8 marzo ha promosso un campagna di affissioni, con lo slogan: "Potere alle donne? Fatele nascere"<br />L'aborto è l'uccisione dell'essere umano innocente legalizzata dallo Stato. In Italia si calcola che, dal 22 maggio 1978, giorno dell'approvazione della legge abortista ad oggi, il numero delle vittime abbia superato i sei milioni. Sei milioni di piccoli esseri umani ai quali non è stato concesso di vedere la luce, perché sono stati triturati o avvelenati nel grembo delle loro madri dalle loro madri stesse, con l'autorizzazione e il sostegno dello Stato. A che titolo gli uomini politici, i giornali, gli intellettuali che sono favorevoli all'aborto protestano contro le atrocità contro i bambini commesse a Mariopol?<br /><br />LA RIVOLUZIONE BOLSCEVICA<br />Questa incoerenza non giustifica né i bombardamenti contro i civili, né l'invasione russa, che è un atto di aggressione contro uno Stato sovrano ed è dunque una guerra ingiusta, in tutte le sue espressioni. Va ricordato poi che la Russia è il primo Paese al mondo ad avere completamente legalizzato l'aborto, nel 1920, in seguito alla Rivoluzione bolscevica, ed è tuttora un Paese che riconosce l'aborto come un diritto della donna. L'aborto è tuttora un flagello sociale in Russia, anche se Putin ha cercato di frenarlo per aumentare l'incremento demografico. Stalin lo aveva fatto prima di lui nel 1936. Il presidente russo ha compreso, come Stalin, che l'aborto non è compatibile con una politica di espansione imperiale anche attraverso la guerra e Putin ha programmato un futuro di guerra per il suo Paese e per l'Europa. Ma la guerra è il castigo dei popoli che...]]></itunes:summary><itunes:duration>472</itunes:duration><itunes:keywords>bambini,hse,mariopol,ospedale,provita</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/f9bf635f6f5f9d2fe801afd8ef4396dc.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Le nuove linee dell'Oms sull'aborto sono ideologiche, false, contraddittorie</title><link>https://www.spreaker.com/episode/le-nuove-linee-dell-oms-sull-aborto-sono-ideologiche-false-contraddittorie--49071664</link><description><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6927" rel="noopener">www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6927</a><br /><br />LE NUOVE LINEE GUIDA DELL'OMS SULL'ABORTO SONO IDEOLOGICHE, FALSE, CONTRADDITTORIE di Francesca Romana Poleggi<br />L'OMS ha pubblicato il 9 marzo le nuove linee guida sull'aborto, riproponendo le solite narrazioni ideologiche sull'aborto legale che sarebbe sinonimo di aborto sicuro.<br />Calcola che oggi nel mondo ci sono 25 milioni di aborti non sicuri ogni anno, perché non vengono praticati con le metodiche raccomandate dall'Oms e la procedura non è «assistita da qualcuno con le informazioni o le competenze necessarie». Perché se fosse assistita sarebbe: «una procedura semplice ed estremamente sicura».<br />E sempre secondo l'Oms la metà di tutti gli aborti avviene in condizioni non sicure che causano la morte di circa 39.000 donne ogni anno (soprattutto in Asia e in Africa).<br />Immediatamente dopo le linee guida si contraddicono, perché promuovono l'uso della pillola abortiva e della telemedicina. Ma come, non si era detto che la procedura deve essere «assistita» da qualcuno con le competenze necessarie?<br />Poi l'OMS raccomanda «di rimuovere gli ostacoli politici non necessari dal punto di vista medico all'aborto sicuro», come<br />1) «i tempi di attesa obbligatori,<br />2) il requisito che l'approvazione debba essere data da altre persone» e<br />3) i «limiti su quando durante la gravidanza può aver luogo un aborto».<br />Quindi, secondo queste linee guida,<br />1) la madre non deve pensarci su: come se fosse male un possibile ripensamento che salverebbe al bambino la vita e risparmierebbe alla madre il trauma fisico e psichico che consegue l'aborto.<br />2) La decisione di abortire non può essere condivisa con il padre: «il corpo è mio», ma il figlio è anche suo. Questo non conta. E tutto sommato a una buona parte degli uomini fa molto comodo il non poter mettere bocca: è un motivo in più per lavarsene le mani e trattare le donne come oggetti sessuali usa-e-getta.<br />Né ai genitori è concesso interferire con l'aborto dellle minorenni. Siamo alle solite. Non si ha l'età per firmare un contratto, ma si può abortire (e "cambiare" sesso) senza che i genitori ne sappiano niente.<br />Ma la cosa più interessante, in relazione all'aborto "sicuro" è il punto (3): l'aborto deve essere consentito per tutta la durata della gravidanza, cioè deve essere permesso di fatto l'infanticidio. Senza contare che tutti sanno (ma evidentemente fanno finta di non sapere) che quanto più il bambino è grande tanto più la procedura è invasiva e pericolosa per la madre.<br />Ovviamente la preclusione ideologica che caratterizza queste linee guida non consente all'OMS di prendere atto delle conseguenze deleterie che l'aborto ha per la salute fisica e psichica della madre, né delle donne morte per aborto "legale e sicuro". Quelle ufficiali sono qualche centinaio (e non sono poche), ma poi c'è un numero indefinito e indefinibile di donne morte a causa dell'aborto che non vengono considerate e conteggiate per la fitta coltre di omertà che la "cultura della morte" ha calato da mezzo secolo sulla questione.*<br />Intanto l'OMS continua la sua propaganda, ma non spiega perché, secondo i suoi stessi dati - comunque raccolti in modo fazioso - la MMR, cioè la mortalità materna (che comprende anche la mortalità per aborto, ovviamente), a parità di sviluppo del sistema sanitario, igiene, e condizioni socioculturali, è molto più alta in Paesi dove l'aborto è libero e senza limiti (come il Canada e gli Stati Uniti: MMR = 12 e 10 per centomila) piuttosto che in quei Paesi dove le leggi sull'aborto sono molto restrittive (per esempio la Polonia: MMR = 2 per centomila).<br />Infine, esprimiamo certamente il nostro cordoglio per le 39.000 donne morte per aborto non sicuro nel mondo (ammesso e non concesso che i dati raccolti dall'OMS siano attendibili). Ma consentiteci di sostare un istante a pensare anche ai 42.500.000 bambini morti per aborto nel 2021 (sempre secondo i dati OMS) di cui almeno la metà, 21.250.000, donne.<br /><br />Nota di BastaBugie: nell'articolo seguente dal titolo "Texas, la nuova legge sull'aborto salva 70 bambini al giorno" parla della situazione in Texas dopo l'introduzione di una legislazione più favorevole al concepito nel settembre 2021.<br />Ecco l'articolo completo pubblicato su Provita & Famiglia il 11 febbraio 2022:<br />Pochi giorni fa la Texas Health and Human Services Commission ha pubblicato i dati sull'aborto di settembre 2021, il primo mese in cui la legge 'Texas Heartbeat Act' che vieta l'aborto alla rilevazione del battito cardiaco del bambino, è entrata in vigore.<br />I dati illustrano che la nuova legge, che protegge i bambini concepiti, ha ridotto significativamente l'incidenza dell'aborto nello Stato. Le statistiche mostrano che 2.197 aborti sono stati eseguiti in Texas nel settembre 2021, con una riduzione del 51% rispetto al settembre 2020, quando erano, dunque, circa 2110 in più. L'Heartbeat Act, in altre parole, sta impedendo la morte di circa 70 bambini, tramite aborto, ogni giorno.<br />Le prime indagini, però, dimostrano anche che le donne del Texas stanno aggirando l'Heartbeat Act ottenendo aborti in altri stati. Nel complesso, questi nuovi dati si aggiungono a un significativo insieme di ricerche che stanno dimostrando come le leggi e le politiche pro-vita proteggano i bambini non nati e salvino le loro vite.<br />La ricerca mostra, per esempio, che l'ordine esecutivo del governatore del Texas Greg Abbott del marzo 2020 che rinviava alcuni tipi di interventi chirurgici ha ridotto il numero di aborti in Texas già durante quella primavera. Numerosi studi, inoltre, mostrano che una serie di leggi pro-vita negli Stati Uniti abbassino i tassi di aborto. Mentre l'Heartbeat Act continuerà ad affrontare sfide legali, da parte di coloro che ne vogliono l'abrogazione o l'incostituzionalità, le nuove statistiche sono incoraggianti e mostrano come le norme abbiano indubbiamente protetto la vita dei bambini, consentendo loro di nascere.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/49071664</guid><pubDate>Tue, 15 Mar 2022 23:00:06 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/49071664/le_nuove_linee_dell_oms_sull_aborto_sono_ideologiche_false_contraddittorie.mp3" length="8446619" type="audio/mpeg"/><itunes:author>BastaBugie</itunes:author><itunes:subtitle>TESTO DELL'ARTICOLO ➜ www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6927&#13;
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LE NUOVE LINEE GUIDA DELL'OMS SULL'ABORTO SONO IDEOLOGICHE, FALSE, CONTRADDITTORIE di Francesca Romana Poleggi&#13;
L'OMS ha pubblicato il 9 marzo le nuove linee guida sull'aborto,...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6927" rel="noopener">www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6927</a><br /><br />LE NUOVE LINEE GUIDA DELL'OMS SULL'ABORTO SONO IDEOLOGICHE, FALSE, CONTRADDITTORIE di Francesca Romana Poleggi<br />L'OMS ha pubblicato il 9 marzo le nuove linee guida sull'aborto, riproponendo le solite narrazioni ideologiche sull'aborto legale che sarebbe sinonimo di aborto sicuro.<br />Calcola che oggi nel mondo ci sono 25 milioni di aborti non sicuri ogni anno, perché non vengono praticati con le metodiche raccomandate dall'Oms e la procedura non è «assistita da qualcuno con le informazioni o le competenze necessarie». Perché se fosse assistita sarebbe: «una procedura semplice ed estremamente sicura».<br />E sempre secondo l'Oms la metà di tutti gli aborti avviene in condizioni non sicure che causano la morte di circa 39.000 donne ogni anno (soprattutto in Asia e in Africa).<br />Immediatamente dopo le linee guida si contraddicono, perché promuovono l'uso della pillola abortiva e della telemedicina. Ma come, non si era detto che la procedura deve essere «assistita» da qualcuno con le competenze necessarie?<br />Poi l'OMS raccomanda «di rimuovere gli ostacoli politici non necessari dal punto di vista medico all'aborto sicuro», come<br />1) «i tempi di attesa obbligatori,<br />2) il requisito che l'approvazione debba essere data da altre persone» e<br />3) i «limiti su quando durante la gravidanza può aver luogo un aborto».<br />Quindi, secondo queste linee guida,<br />1) la madre non deve pensarci su: come se fosse male un possibile ripensamento che salverebbe al bambino la vita e risparmierebbe alla madre il trauma fisico e psichico che consegue l'aborto.<br />2) La decisione di abortire non può essere condivisa con il padre: «il corpo è mio», ma il figlio è anche suo. Questo non conta. E tutto sommato a una buona parte degli uomini fa molto comodo il non poter mettere bocca: è un motivo in più per lavarsene le mani e trattare le donne come oggetti sessuali usa-e-getta.<br />Né ai genitori è concesso interferire con l'aborto dellle minorenni. Siamo alle solite. Non si ha l'età per firmare un contratto, ma si può abortire (e "cambiare" sesso) senza che i genitori ne sappiano niente.<br />Ma la cosa più interessante, in relazione all'aborto "sicuro" è il punto (3): l'aborto deve essere consentito per tutta la durata della gravidanza, cioè deve essere permesso di fatto l'infanticidio. Senza contare che tutti sanno (ma evidentemente fanno finta di non sapere) che quanto più il bambino è grande tanto più la procedura è invasiva e pericolosa per la madre.<br />Ovviamente la preclusione ideologica che caratterizza queste linee guida non consente all'OMS di prendere atto delle conseguenze deleterie che l'aborto ha per la salute fisica e psichica della madre, né delle donne morte per aborto "legale e sicuro". Quelle ufficiali sono qualche centinaio (e non sono poche), ma poi c'è un numero indefinito e indefinibile di donne morte a causa dell'aborto che non vengono considerate e conteggiate per la fitta coltre di omertà che la "cultura della morte" ha calato da mezzo secolo sulla questione.*<br />Intanto l'OMS continua la sua propaganda, ma non spiega perché, secondo i suoi stessi dati - comunque raccolti in modo fazioso - la MMR, cioè la mortalità materna (che comprende anche la mortalità per aborto, ovviamente), a parità di sviluppo del sistema sanitario, igiene, e condizioni socioculturali, è molto più alta in Paesi dove l'aborto è libero e senza limiti (come il Canada e gli Stati Uniti: MMR = 12 e 10 per centomila) piuttosto che in quei Paesi dove le leggi sull'aborto sono molto restrittive (per esempio la Polonia: MMR = 2 per centomila).<br />Infine, esprimiamo certamente il nostro cordoglio per le 39.000 donne morte per aborto non sicuro nel mondo (ammesso e non concesso che i dati raccolti dall'OMS siano attendibili). Ma consentiteci di sostare un istante a pensare anche...]]></itunes:summary><itunes:duration>528</itunes:duration><itunes:keywords>battitocardiaco,legaleesicuro,mmr,oms,trauma</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/6aa8788b67bc8722d21fdb72df9603e6.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Il razzismo di chi promuove l'aborto</title><link>https://www.spreaker.com/episode/il-razzismo-di-chi-promuove-l-aborto--48746970</link><description><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6896" rel="noopener">www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6896</a><br /><br />IL RAZZISMO DI CHI PROMUOVE L'ABORTO di Mauro Faverzani<br />All'insegna del più demagogico politically correct, il presidente americano Biden s'è affrettato a far sapere che il nuovo giudice della Corte Suprema, chiamato a sostituire Stephen Breyer, sarà donna e nera, la prima nella storia degli Stati Uniti ad occupare quel posto. Non una novità assoluta, questo annuncio, poiché aveva già fatto questa promessa nel corso della propria campagna elettorale. Ma non è questo il punto. Il punto sta nell'ipocrisia di battaglie strumentali, che non tengono conto della realtà dei fatti e che consentono soltanto, a quanti se ne facciano promotori, di nascondersi dietro un dito.<br />Sarebbe meglio infatti che l'inquilino della Casa Bianca prestasse maggiore attenzione alle questioni etniche, non per sventolare bandiere ideologiche, bensì laddove davvero ne esista l'urgenza e la necessità. Come quando si affronti il tema dell'aborto, che sta letteralmente cancellando la popolazione di colore, specie le nuove generazioni. Lo dicono i dati.<br />Quasi il 40% di tutti gli aborti praticati negli Stati Uniti, infatti, ha riguardato bambini di origine afroamericana (contro il 35% di bianchi), benché la popolazione nera rappresenti soltanto il 14% del totale. Stiamo parlando di una cifra tragica, colossale, oltre 20 milioni di piccoli uccisi nel grembo delle loro madri, un numero equivalente alla popolazione di New York o della Florida. Un trend peraltro in crescita: dieci anni fa ci si attestava attorno al 36% su di una popolazione di colore pari al 12,8% del totale.<br />Un caso? Non proprio. La stessa fondatrice di Planned Parenthood, Margaret Sanger (che, non a caso, fece parte della Società di Eugenetica), il 19 dicembre 1939, in una lettera inviata al dottor Clarence Gambler, promosse la sterilizzazione di persone ritenute «inadatte» alla procreazione, quali per l'appunto minoranze etniche - soprattutto neri ed ispanici - e portatori d'handicap, ragion per cui le sue cliniche vennero aperte strategicamente soprattutto nei quartieri abitati dalle comunità di colore, nonché nei cosiddetti Paesi in via di sviluppo.<br />Ecco per quali battaglie il presidente americano dovrebbe battersi, per evitare lo sterminio etnico a colpi di aborto, poiché questa è un'evidente forma di autentico razzismo, non il colore della pelle di un giudice della Corte Suprema.<br />A fronte di ciò, comunque, anche buone notizie giungono dagli Stati Uniti sul fronte della vita. La città di Louisville è stata condannata a pagare a Matt Schrenger, un poliziotto del Kentucky, 75 mila dollari di risarcimento, per aver violato i suoi diritti costituzionali e civili, sospendendolo per oltre quattro mesi dal servizio e ponendolo sotto inchiesta, semplicemente per aver pregato in silenzio, su di un marciapiedi pubblico, dinanzi all'ingresso di una clinica abortista chiusa, mentre si trovava fuori servizio. L'agente, che peraltro nel proprio curriculum vitæ vanta numerosi elogi, ha fatto immediatamente causa al Sindaco ed al Dipartimento locale di Polizia ed ha vinto.<br />Da notarsi come, in passato, altri agenti di Polizia di Louisville avessero pubblicamente marciato in occasione di altre iniziative di esplicito attivismo politico - ad esempio, Lgbt e Black Lives Matter -, mentre si trovavano in servizio e con l'uniforme, senza che il Dipartimento avesse avuto alcunché da ridire e senza che avviasse azioni disciplinari, provocando così un'evidente discriminazione tra il personale, punendo unilateralmente e solo le opinioni di chi si dimostri pro-life, infischiandosene dei diritti garantiti dal Primo Emendamento. Inevitabile a questo punto condanna e biasimo per una forma persecutoria disumana, silenziosa ed ipocrita, pari forse solo a chi pensi di risolvere la strage di bambini afroamericani compiuta con l'aborto, semplicemente proponendo il nome di una donna nera quale giudice della Corte Suprema.<br /><br />Nota di BastaBugie: l'autore del precedente articolo, Mauro Faverzani, nell'articolo seguente dal titolo "Basta ipocrisie, il tradimento dei Popolari" spiega perché i politici cristiani siano tali solo a parole.<br />Ecco l'articolo completo pubblicato su Corrispondenza Romana il 9 febbraio 2022:<br />Avevamo fatto notare un paio di settimane fa quanto il miraggio di una poltrona troppe volte abbia determinato tradimenti e voltafaccia da parte di una classe politica, attenta più all'interesse che all'ideale. Così ecco, ad esempio, il nuovo presidente dell'Europarlamento, Roberta Metsola, "sospettata" d'esser pro-life per aver votato a suo tempo contro l'aborto, "reinventarsi" immediatamente pro-choice, perfettamente allineata col mainstream di Palazzo, unico modo per conservare la carica.<br />Già in quell'articolo osservammo come il Partito Popolare, tanto europeo quanto di diversi, troppi Stati membri dell'Ue, Spagna in primis, se ne sia infischiato di tradire il proprio elettorato con prese di posizione contrarie ai propri principi, pur di far bottega. Ebbene, è successo ancora, secondo un copione ormai trito e ritrito, che l'agenzia d'informazione InfoCatólica non ha esitato a definire «vergognoso ed irresponsabile», coprendosi di «ridicolo». Non tanto per l'autogoal sulla controversa legge di riforma del lavoro, approvata - guarda caso - solo grazie al voto "sbagliato" di un deputato popolare, ma su di un altro punto, molto più grave per chi dica di riconoscersi nei valori cattolici: 79 degli 89 parlamentari del PP, nonostante avessero promesso il contrario, alla fine hanno votato a favore della legge liberticida, che punisce penalmente quanti difendano la vita nei pressi delle cliniche abortiste, facendola approvare con l'inaspettato risultato di 284 "sì".<br />Una svista? Un abbaglio? Un'incomprensione? Nient'affatto, anzi, proprio il contrario: una costante, una terribile costante, che si ripete nel tempo, contando forse sulla cattiva memoria altrui! La stessa costante che nell'ottobre 2016 spinse i Popolari a votare nel Parlamento andaluso un disegno di legge, proposto dall'ultrasinistra di Podemos, «per garantire i diritti delle persone, che si riconoscano come lesbiche, gay, transessuali, bisessuali ed intersessuali (Lgbti) e per sradicare la Lgbtifobia in Andalusia». Un testo, che include anche la possibilità per i minori di sottomettersi a trattamenti ormonali per cambiar sesso, anche senza il consenso dei genitori. Se i Popolari non l'avessero sostenuto, tale disegno di legge non sarebbe mai giunto nemmeno in aula.<br />Non solo. Nel novembre 2015 il Pp, in vista delle elezioni, escluse dalle proprie liste tutti i parlamentari pro-life. Tutti. Senza nemmeno por mano, come viceversa aveva promesso, alla legge Aido sull'aborto. Solo un mese prima, nell'ottobre 2015, il governo, guidato all'epoca dal popolare Mariano Rajoy, con l'immancabile sostegno dell'Ue, varò una guida ufficiale, ma dai contenuti assolutamente ideologici, contro l'«omofobia» dal titolo «Abbracciare la diversità», distribuita in tutte le scuole: in quelle pagine si era giunti all'assurdo di definire la cosiddetta "eterosessualità" contro natura!<br />E come dimenticare il biasimo ricevuto dall'opinione pubblica e dal vescovo della diocesi di Getafe nel maggio 2015, quando, in piena campagna elettorale, il candidato Juan Soler, dei Popolari, distribuì, assieme al cartoncino col proprio volto, anche preservativi in omaggio?<br />L'elenco purtroppo potrebbe continuare impietoso, imbarazzante, inaccettabile. Ma sarebbe assolutamente fuorviante immaginare che il problema sia solo del Pp iberico. Forse in Spagna è più evidente che altrove, ma non esclusivo. Han tradito i propri sostenitori i Popolari di molti Paesi, gli ex-democristiani di troppe latitudini e pure il Partito a livello europeo, calpestando i cosiddetti principi non negoziabili, la Dottrina sociale della Chiesa, lo stesso Catechismo. Coerenza vorrebbe che la smettessero di pescare consensi dall'elettorato cattolico, che di fatto non rappresentano, a nessun titolo. E prudenza vorrebbe anche che lo stesso elettorato cattolico la smettesse d'illudersi dell'impossibile ovvero di trovare solide sponde nelle istituzioni, continuando a sostenere ed a votare opportunisti e saltimbanchi politici. Come, anche nei giorni scorsi, malauguratamente i Popolari spagnoli hanno, ancora una volta, dimostrato.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/48746970</guid><pubDate>Tue, 15 Feb 2022 23:11:47 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/48746970/il_razzismo_di_chi_promuove_l_aborto.mp3" length="9610597" type="audio/mpeg"/><itunes:author>BastaBugie</itunes:author><itunes:subtitle>TESTO DELL'ARTICOLO ➜ www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6896&#13;
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IL RAZZISMO DI CHI PROMUOVE L'ABORTO di Mauro Faverzani&#13;
All'insegna del più demagogico politically correct, il presidente americano Biden s'è affrettato a far sapere che il nuovo...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6896" rel="noopener">www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6896</a><br /><br />IL RAZZISMO DI CHI PROMUOVE L'ABORTO di Mauro Faverzani<br />All'insegna del più demagogico politically correct, il presidente americano Biden s'è affrettato a far sapere che il nuovo giudice della Corte Suprema, chiamato a sostituire Stephen Breyer, sarà donna e nera, la prima nella storia degli Stati Uniti ad occupare quel posto. Non una novità assoluta, questo annuncio, poiché aveva già fatto questa promessa nel corso della propria campagna elettorale. Ma non è questo il punto. Il punto sta nell'ipocrisia di battaglie strumentali, che non tengono conto della realtà dei fatti e che consentono soltanto, a quanti se ne facciano promotori, di nascondersi dietro un dito.<br />Sarebbe meglio infatti che l'inquilino della Casa Bianca prestasse maggiore attenzione alle questioni etniche, non per sventolare bandiere ideologiche, bensì laddove davvero ne esista l'urgenza e la necessità. Come quando si affronti il tema dell'aborto, che sta letteralmente cancellando la popolazione di colore, specie le nuove generazioni. Lo dicono i dati.<br />Quasi il 40% di tutti gli aborti praticati negli Stati Uniti, infatti, ha riguardato bambini di origine afroamericana (contro il 35% di bianchi), benché la popolazione nera rappresenti soltanto il 14% del totale. Stiamo parlando di una cifra tragica, colossale, oltre 20 milioni di piccoli uccisi nel grembo delle loro madri, un numero equivalente alla popolazione di New York o della Florida. Un trend peraltro in crescita: dieci anni fa ci si attestava attorno al 36% su di una popolazione di colore pari al 12,8% del totale.<br />Un caso? Non proprio. La stessa fondatrice di Planned Parenthood, Margaret Sanger (che, non a caso, fece parte della Società di Eugenetica), il 19 dicembre 1939, in una lettera inviata al dottor Clarence Gambler, promosse la sterilizzazione di persone ritenute «inadatte» alla procreazione, quali per l'appunto minoranze etniche - soprattutto neri ed ispanici - e portatori d'handicap, ragion per cui le sue cliniche vennero aperte strategicamente soprattutto nei quartieri abitati dalle comunità di colore, nonché nei cosiddetti Paesi in via di sviluppo.<br />Ecco per quali battaglie il presidente americano dovrebbe battersi, per evitare lo sterminio etnico a colpi di aborto, poiché questa è un'evidente forma di autentico razzismo, non il colore della pelle di un giudice della Corte Suprema.<br />A fronte di ciò, comunque, anche buone notizie giungono dagli Stati Uniti sul fronte della vita. La città di Louisville è stata condannata a pagare a Matt Schrenger, un poliziotto del Kentucky, 75 mila dollari di risarcimento, per aver violato i suoi diritti costituzionali e civili, sospendendolo per oltre quattro mesi dal servizio e ponendolo sotto inchiesta, semplicemente per aver pregato in silenzio, su di un marciapiedi pubblico, dinanzi all'ingresso di una clinica abortista chiusa, mentre si trovava fuori servizio. L'agente, che peraltro nel proprio curriculum vitæ vanta numerosi elogi, ha fatto immediatamente causa al Sindaco ed al Dipartimento locale di Polizia ed ha vinto.<br />Da notarsi come, in passato, altri agenti di Polizia di Louisville avessero pubblicamente marciato in occasione di altre iniziative di esplicito attivismo politico - ad esempio, Lgbt e Black Lives Matter -, mentre si trovavano in servizio e con l'uniforme, senza che il Dipartimento avesse avuto alcunché da ridire e senza che avviasse azioni disciplinari, provocando così un'evidente discriminazione tra il personale, punendo unilateralmente e solo le opinioni di chi si dimostri pro-life, infischiandosene dei diritti garantiti dal Primo Emendamento. Inevitabile a questo punto condanna e biasimo per una forma persecutoria disumana, silenziosa ed ipocrita, pari forse solo a chi pensi di risolvere la strage di bambini afroamericani compiuta con l'aborto,...]]></itunes:summary><itunes:duration>601</itunes:duration><itunes:keywords>blacklivesmatter,catechismo,coerenza,plannedparenthood,politicallycorrect</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/ccbce0c014076f10721e2590205f13ac.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Il bimbo abbandonato in aereo dopo il parto</title><link>https://www.spreaker.com/episode/il-bimbo-abbandonato-in-aereo-dopo-il-parto--48352205</link><description><![CDATA[VIDEO: Madre Teresa ritira il premio Nobel per la pace e parla di aborto ➜ <a href="https://www.youtube.com/watch?v=FMtgEIMgWI0&list=PLolpIV2TSebVzYmc5B11R08Qd2ib0ZEgL" rel="noopener">https://www.youtube.com/watch?v=FMtgEIMgWI0&list=PLolpIV2TSebVzYmc5B11R08Qd2ib0ZEgL</a><br /><br />TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6878" rel="noopener">www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6878</a><br /><br />IL BIMBO ABBANDONATO IN AEREO DOPO IL PARTO di Anna Bonetti<br />Nei primi giorni di questo nuovo anno ha fatto il giro del Web la notizia di un neonato che, nel giorno di Capodanno, è stato partorito e abbandonato tra i rifiuti della toilette di un aereo diretto dal Madagascar alle isole Mauritius.<br />Una vicenda tragica, che per fortuna si è conclusa con la sopravvivenza del piccolo, trovato ancora vivo dallo staff della compagna aerea Air Mauritius salito a bordo per un controllo doganale e insospettito dalla carta igienica nella toilette abbondantemente macchiata di sangue.<br />Attualmente il piccolo è ricoverato in ospedale ed è in buone condizioni. Nel frattempo è stata fermata una 20enne malgascia diretta, appunto, alle Mauritius per accettare un contratto di lavoro di due anni. La donna ha negato di essere la madre del piccolo, ma i successivi controlli in ospedale hanno accertato che avesse appena partorito e una volta terminati gli accertamenti sarà incriminata per abbandono del piccolo.<br />Nulla sappiamo sulle condizioni di salute mentale o economiche di questa giovane donna e sul perché abbia compiuto un gesto così estremo. Quello che sappiamo però è che la notizia ha indignato migliaia di persone, che allo stesso tempo hanno gioito per la sopravvivenza del piccolo. Occorre sottolineare che il lieto fine di questa storia molto probabilmente è dovuto anche al fatto che in Madagascar l'aborto non è legale. Ovviamente questo non esclude il dovere di garantire a donne in difficoltà come l'artefice di questa triste vicenda un concreto aiuto morale, psicologico e quando necessario anche economico, che molto probabilmente nei paesi del terzo mondo non è facilmente garantito e che forse avrebbe evitato alla donna di pensare - e fare - un gesto così estremo.<br />Eppure, dall'altra parte del mondo esistono paesi spesso considerati "civilissimi" come lo Stato di New York, dove un gesto come questo è permesso dalla legge che consente di abortire fino al nono mese. Una legge secondo la quale questa donna avrebbe potuto tranquillamente liberarsi del proprio figlio e che certamente avrebbe concluso questa storia con la morte del piccolo, magari senza l'indignazione di nessuno.<br />È paradossale come da un lato il sentimento comune porti la sensibilità umana a indignarsi per questa tragica vicenda, quando allo stesso tempo si manifesta un totale disinteresse se un altro bambino al momento del parto viene ucciso "in nome della legge". Occorre sottolineare che certamente a New York non si abortisce al nono mese per cause tragiche come la disperazione per povertà, ma è sufficiente la giustificazione di pericolo della "salute psico-fisica della donna" per ricorrere all'aborto a qualsiasi stadio della gravidanza.<br />In ogni caso, nessuna situazione difficile - come probabilmente lo è la storia di questa donna che sicuramente ha e aveva bisogno di essere aiutata - giustifica la morte come "soluzione" alla vita.<br /><br />Nota di BastaBugie: nel seguente video (durata: 4 minuti) dal titolo "Discorso per il Nobel della pace di Madre Teresa" la grande santa di Calcutta, quando le viene consegnato il premio Nobel per la pace del 1979, approfitta per rispondere alla domanda: "Cosa minaccia la pace nel mondo?". Probabilmente chi le ha assegnato il premio si aspettava che rispondesse parlando della ingiustizia della guerra o della vendita delle armi. Invece Madre Teresa stupisce tutti dichiarando che la pace nel mondo è messa in crisi dall'aborto. Infatti la piccola (di statura) suora albanese dichiara: "Se una madre può uccidere suo figlio chi impedisce agli uomini di uccidersi tra di loro?". Un argomento inconfutabile perché in effetti se consentiamo a una madre, che ha un istinto protettivo naturale nei confronti del frutto del suo grembo, di uccidere per legge suo figlio, cosa impedisce a uomini che nemmeno si conoscono di uccidersi a vicenda? Ecco perché per Madre Teresa ciò che mette in pericolo la pace nel mondo è l'aborto. E a tutte le donne che non potevano tenere i loro bambini, per qualunque motivo, la santa di Calcutta diceva: "Dateli a me". Infatti con la struttura della sua congregazione riusciva a farli adottare nei Paesi dove c'era molta richiesta da parte di coppie sposate in grado di mantenerli. E così ha fatto in migliaia di casi.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/48352205</guid><pubDate>Tue, 18 Jan 2022 22:37:16 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/48352205/il_bimbo_abbandonato_in_aereo_dopo_il_parto.mp3" length="5189843" type="audio/mpeg"/><itunes:author>BastaBugie</itunes:author><itunes:subtitle>VIDEO: Madre Teresa ritira il premio Nobel per la pace e parla di aborto ➜ https://www.youtube.com/watch?v=FMtgEIMgWI0&amp;list=PLolpIV2TSebVzYmc5B11R08Qd2ib0ZEgL&#13;
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TESTO DELL'ARTICOLO ➜ www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6878&#13;
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IL BIMBO ABBANDONATO...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[VIDEO: Madre Teresa ritira il premio Nobel per la pace e parla di aborto ➜ <a href="https://www.youtube.com/watch?v=FMtgEIMgWI0&list=PLolpIV2TSebVzYmc5B11R08Qd2ib0ZEgL" rel="noopener">https://www.youtube.com/watch?v=FMtgEIMgWI0&list=PLolpIV2TSebVzYmc5B11R08Qd2ib0ZEgL</a><br /><br />TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6878" rel="noopener">www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6878</a><br /><br />IL BIMBO ABBANDONATO IN AEREO DOPO IL PARTO di Anna Bonetti<br />Nei primi giorni di questo nuovo anno ha fatto il giro del Web la notizia di un neonato che, nel giorno di Capodanno, è stato partorito e abbandonato tra i rifiuti della toilette di un aereo diretto dal Madagascar alle isole Mauritius.<br />Una vicenda tragica, che per fortuna si è conclusa con la sopravvivenza del piccolo, trovato ancora vivo dallo staff della compagna aerea Air Mauritius salito a bordo per un controllo doganale e insospettito dalla carta igienica nella toilette abbondantemente macchiata di sangue.<br />Attualmente il piccolo è ricoverato in ospedale ed è in buone condizioni. Nel frattempo è stata fermata una 20enne malgascia diretta, appunto, alle Mauritius per accettare un contratto di lavoro di due anni. La donna ha negato di essere la madre del piccolo, ma i successivi controlli in ospedale hanno accertato che avesse appena partorito e una volta terminati gli accertamenti sarà incriminata per abbandono del piccolo.<br />Nulla sappiamo sulle condizioni di salute mentale o economiche di questa giovane donna e sul perché abbia compiuto un gesto così estremo. Quello che sappiamo però è che la notizia ha indignato migliaia di persone, che allo stesso tempo hanno gioito per la sopravvivenza del piccolo. Occorre sottolineare che il lieto fine di questa storia molto probabilmente è dovuto anche al fatto che in Madagascar l'aborto non è legale. Ovviamente questo non esclude il dovere di garantire a donne in difficoltà come l'artefice di questa triste vicenda un concreto aiuto morale, psicologico e quando necessario anche economico, che molto probabilmente nei paesi del terzo mondo non è facilmente garantito e che forse avrebbe evitato alla donna di pensare - e fare - un gesto così estremo.<br />Eppure, dall'altra parte del mondo esistono paesi spesso considerati "civilissimi" come lo Stato di New York, dove un gesto come questo è permesso dalla legge che consente di abortire fino al nono mese. Una legge secondo la quale questa donna avrebbe potuto tranquillamente liberarsi del proprio figlio e che certamente avrebbe concluso questa storia con la morte del piccolo, magari senza l'indignazione di nessuno.<br />È paradossale come da un lato il sentimento comune porti la sensibilità umana a indignarsi per questa tragica vicenda, quando allo stesso tempo si manifesta un totale disinteresse se un altro bambino al momento del parto viene ucciso "in nome della legge". Occorre sottolineare che certamente a New York non si abortisce al nono mese per cause tragiche come la disperazione per povertà, ma è sufficiente la giustificazione di pericolo della "salute psico-fisica della donna" per ricorrere all'aborto a qualsiasi stadio della gravidanza.<br />In ogni caso, nessuna situazione difficile - come probabilmente lo è la storia di questa donna che sicuramente ha e aveva bisogno di essere aiutata - giustifica la morte come "soluzione" alla vita.<br /><br />Nota di BastaBugie: nel seguente video (durata: 4 minuti) dal titolo "Discorso per il Nobel della pace di Madre Teresa" la grande santa di Calcutta, quando le viene consegnato il premio Nobel per la pace del 1979, approfitta per rispondere alla domanda: "Cosa minaccia la pace nel mondo?". Probabilmente chi le ha assegnato il premio si aspettava che rispondesse parlando della ingiustizia della guerra o della vendita delle armi. 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Proprio lo scorso 9 dicembre, il presidente degli Stati Uniti ha nominato Geeta Rao Gupta a capo dell'importante Ufficio per le questioni femminili globali presso il Dipartimento di Stato. La Gupta, come ha dichiarato la Presidente di Planned Parenthood, Alexis McGill Johnson, "giocherà un ruolo chiave" nel promuovere "la salute e i diritti sessuali e riproduttivi nelle politiche estere degli Stati Uniti".<br />Il giorno seguente, il 10 dicembre, le Nazioni Unite hanno invece annunciato la nomina di Catherine Russell, un'assistente (super abortista) del Presidente americano Joe Biden, come prossimo direttore esecutivo dell'agenzia per l'infanzia Unicef. Un'abortista incallita all'Unicef per aiutare i bambini a non morire di fame o stenti?<br />La furia abortista della nuova amministrazione Usa non si è però placata ma anzi, la FDA (agenzia che autorizza la vendita di farmaci), ha recentemente deliberato l'autorizzazione della distribuzione su tutto il territorio federale delle pillole abortive (le kill pills), un tentativo nemmeno troppo mascherato di bypassare le nuove leggi che in alcuni stati stanno limitando l'aborto.<br />La F.D.A. permetterà dunque di vendere e ricevere le pillole abortive (RU-486 o Mifeprex) per posta. La decisione amplierà l'accesso all'aborto farmacologico, metodo sempre più comune autorizzato negli Stati Uniti per gravidanze fino a 10 settimane di gestazione, che diventerà quindi più disponibile per le donne. Con ciò si permette alle donne di avere un appuntamento di telemedicina con una delle tante multinazionali dell'aborto che potranno prescrivere le pillole e inviarle per posta. A queste decisioni incredibili hanno reagito con una serie di dure dichiarazioni moltissimi leader delle organizzazioni pro life americane e la stessa Conferenza Episcopale Cattolica degli USA.<br />Tra gli altri, Nicole Hudgens, della 'Family Policy Alliance', ha detto che è l'industria dell'aborto da miliardi di dollari che beneficia della nuova decisione, non le donne. Parlando con Fox News, Kristan Hawkins, presidente di 'Students for Life', ha definito l'amministrazione Biden "sconsiderata" e "folle" nel suo disinteresse per la sicurezza delle donne e dei bambini. Il regalo di 'buon Natale' di Biden è dunque un gran dono per le industrie abortiste e a pagarlo saranno i bambini e le donne americane.<br /><br />Nota di BastaBugie: Luca Volontè nell'articolo seguente dal titolo "Guatemala, un presidente cattolico che protegge la vita" parla del presidente del Guatemala che ha dichiarato il suo Paese diventerà la capitale pro-vita dell'America Latina sin dall'inizio del prossimo anno 2022.<br />Ecco l'articolo completo pubblicato su La Nuova Bussola Quotidiana il 18 dicembre 2021:<br />Il presidente del Guatemala ha dichiarato il suo Paese diventerà la capitale pro-vita dell'America Latina sin dall'inizio del prossimo anno 2022, mentre Biden nomina abortisti in ruoli nevralgici della sua Amministrazione e nell'Unicef. C'è modo e modo di essere cattolici in politica.<br />La notizia ha fatto il giro del mondo, grazie alla stampa cattolica e delle diverse denominazioni cristiane, il Presidente Alejandro Giammattei ha annunciato la sua intenzione di fare del Guatemala la capitale della vita dell'America Latina durante un discorso tenuto al Willard Hotel di Washington, D.C., lo scorso 6 dicembre. Giammattei ha pronunciato il suo discorso come ospite d'onore in un evento ospitato dall'Institute for Women's Health, un'organizzazione pro-vita fondata dall'un ex dirigente del Dipartimento della Salute e dei Servizi Umani dell'amministrazione Trump, Valerie Huber e dall'International Human Rights Group (altro istituto americano che promuove i diritti umani a partire dal quelli del bimbo concepito). Come notato in una dichiarazione dell'Institute for Women's Health, Giammattei non è stato invitato al 'Democracy Summit' organizzato dal presidente Joe Biden, dove si sono riuniti diversi leader delle democrazie del mondo (alcune dei quali erano tiranni tagliagole).<br />Il Guatemala non è stato invitato a partecipare al vertice, forse le differenze sul diritto alla vita sono state la ragione fondamentale per l'omissione del paese. Nel suo discorso all'evento Giammattei aveva ampiamente presentato la sua passione e condivisione convinta per le iniziative e le sfide che i sostenitori della vita stanno affrontando e aveva annunciato che il Guatemala diventerà la capitale della vita dell'Ibero-America il 9 marzo 2022: "Ogni persona merita di avere la propria vita protetta, dal concepimento alla morte naturale. (...) È totalmente falso che l'aborto sia un diritto umano. Qualsiasi sforzo per cercare di imporre l'aborto in un Paese è un'interferenza indebita negli affari internazionali". L'Associazione per la Famiglia' del Guatemala (AFI) ha accolto con favore il recente annuncio del presidente Alejandro Giammattei e, in una dichiarazione, ribadito che "è il risultato di anni di lavoro, sia da parte della società civile e delle organizzazioni che lavorano attivamente per sostenere la vita, la famiglia e la libertà, così come di funzionari di diverse amministrazioni pubbliche".<br />Gli ha fatto eco uno dei leader evangelici Aàron Lara che ha aggiunto come l'intenzione di Giammattei sia stata ufficialmente dichiarata dinnanzi al Congresso Intermericano per la Vita, all'OSA (Organizzazione degli Stati Americani) e davanti a funzionari del governo degli Stati Uniti, e che si inaugurerà "un monumento per la vita come di questo evento nella storia" del Paese. Non è la prima volta che il Presidente del Guatemala dimostra la il suo impegno sui temi della vita, come della famiglia naturale. Giammattei aveva firmato per il suo Paese, lo scorso 12 ottobre, la 'Dichiarazione di Consenso di Ginevra', promossa da Trump e rinnegata da Biden, in cui si dichiara che "non esiste un diritto internazionale all'aborto". L'imminente riconoscimento del Guatemala come capitale pro-vita dell'America Latina è l'ennesimo esito di un buon governo attento alla vita, educazione infantile, tutela delle donne e della famiglie nel Paese, che durante l'estate, ha approvato un piano ventennale (2021-2032) di politica pubblica interministeriale per la protezione della vita e della famiglia.<br />Eletto l'11 agosto del 2019, come avevamo profeticamente descritto, sino al 2024 il Presidente Giammatei ha tutto il tempo necessario per fare del proprio Paese il vero cuore pulsante dei pro life dell'America latina. Il Paese è con lui ed anche le proteste della scorsa estate, tutt'altro che spontanee, sono di fatto svanite nel nulla, davanti alla 'carovana' popolare per la famiglia che si conclusa proprio nella piazza della capitale l'8 agosto. Le potentissime lobbies LGBTI e le multinazionali abortiste, messe fuorilegge in Guatemala, hanno mostrato la loro sete di vendetta ed il loro enorme potere, con l'eliminare il Guatemala dalle lista, come peraltro l'Ungheria, dalla lista dei 'paesi democratici' dell'Amministrazione Biden. Sì, proprio il 'cattolico devoto' che siede alla Casa Bianca, non solo ha evitato il confronto sulla democrazia con Giammattei, ma ha fatto di più e di peggio. Negli stessi giorni, il 9 dicembre, Biden ha nominato Geeta Rao Gupta a capo dell'importante Ufficio per le questioni femminili globali presso il Dipartimento di Stato. La Gupta, come ha dichiarato la Presidente di Planned Parenthood, Alexis McGill Johnson, "giocherà un ruolo chiave" nel promuovere "la salute e i diritti sessuali e riproduttivi nelle politiche estere degli Stati Uniti".<br />Biden non si è fermato qui: il 10 dicembre le Nazioni Unite hanno annunciato la nomina di Catherine Russell, un'assistente (super abortista) del presidente americano Joe Biden, come prossimo direttore esecutivo dell'agenzia per l'infanzia Unicef. Ci pensate? Un'abortista incallita all'Unicef per aiutare i bambini. C'è cattolico e cattolico in politica, ma c'è anche una democrazia che preserva la vita e un'altra che colonizza il mondo con omicidi e ideologie tiranniche.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/48087324</guid><pubDate>Wed, 29 Dec 2021 10:05:53 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/48087324/il_regalo_di_natale_di_biden_pi_aborti_per_tutti.mp3" length="10741682" type="audio/mpeg"/><itunes:author>BastaBugie</itunes:author><itunes:subtitle>TESTO DELL'ARTICOLO ➜ www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6848

IL REGALO DI NATALE DI BIDEN: PIU' ABORTI PER TUTTI di Luca Volontè
Biden 'nomina' superabortisti e liberalizza le kill pills. Avete letto bene. Proprio lo scorso 9 dicembre, il...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6848" rel="noopener">www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6848</a><br /><br />IL REGALO DI NATALE DI BIDEN: PIU' ABORTI PER TUTTI di Luca Volontè<br />Biden 'nomina' superabortisti e liberalizza le kill pills. Avete letto bene. Proprio lo scorso 9 dicembre, il presidente degli Stati Uniti ha nominato Geeta Rao Gupta a capo dell'importante Ufficio per le questioni femminili globali presso il Dipartimento di Stato. La Gupta, come ha dichiarato la Presidente di Planned Parenthood, Alexis McGill Johnson, "giocherà un ruolo chiave" nel promuovere "la salute e i diritti sessuali e riproduttivi nelle politiche estere degli Stati Uniti".<br />Il giorno seguente, il 10 dicembre, le Nazioni Unite hanno invece annunciato la nomina di Catherine Russell, un'assistente (super abortista) del Presidente americano Joe Biden, come prossimo direttore esecutivo dell'agenzia per l'infanzia Unicef. Un'abortista incallita all'Unicef per aiutare i bambini a non morire di fame o stenti?<br />La furia abortista della nuova amministrazione Usa non si è però placata ma anzi, la FDA (agenzia che autorizza la vendita di farmaci), ha recentemente deliberato l'autorizzazione della distribuzione su tutto il territorio federale delle pillole abortive (le kill pills), un tentativo nemmeno troppo mascherato di bypassare le nuove leggi che in alcuni stati stanno limitando l'aborto.<br />La F.D.A. permetterà dunque di vendere e ricevere le pillole abortive (RU-486 o Mifeprex) per posta. La decisione amplierà l'accesso all'aborto farmacologico, metodo sempre più comune autorizzato negli Stati Uniti per gravidanze fino a 10 settimane di gestazione, che diventerà quindi più disponibile per le donne. Con ciò si permette alle donne di avere un appuntamento di telemedicina con una delle tante multinazionali dell'aborto che potranno prescrivere le pillole e inviarle per posta. A queste decisioni incredibili hanno reagito con una serie di dure dichiarazioni moltissimi leader delle organizzazioni pro life americane e la stessa Conferenza Episcopale Cattolica degli USA.<br />Tra gli altri, Nicole Hudgens, della 'Family Policy Alliance', ha detto che è l'industria dell'aborto da miliardi di dollari che beneficia della nuova decisione, non le donne. Parlando con Fox News, Kristan Hawkins, presidente di 'Students for Life', ha definito l'amministrazione Biden "sconsiderata" e "folle" nel suo disinteresse per la sicurezza delle donne e dei bambini. Il regalo di 'buon Natale' di Biden è dunque un gran dono per le industrie abortiste e a pagarlo saranno i bambini e le donne americane.<br /><br />Nota di BastaBugie: Luca Volontè nell'articolo seguente dal titolo "Guatemala, un presidente cattolico che protegge la vita" parla del presidente del Guatemala che ha dichiarato il suo Paese diventerà la capitale pro-vita dell'America Latina sin dall'inizio del prossimo anno 2022.<br />Ecco l'articolo completo pubblicato su La Nuova Bussola Quotidiana il 18 dicembre 2021:<br />Il presidente del Guatemala ha dichiarato il suo Paese diventerà la capitale pro-vita dell'America Latina sin dall'inizio del prossimo anno 2022, mentre Biden nomina abortisti in ruoli nevralgici della sua Amministrazione e nell'Unicef. C'è modo e modo di essere cattolici in politica.<br />La notizia ha fatto il giro del mondo, grazie alla stampa cattolica e delle diverse denominazioni cristiane, il Presidente Alejandro Giammattei ha annunciato la sua intenzione di fare del Guatemala la capitale della vita dell'America Latina durante un discorso tenuto al Willard Hotel di Washington, D.C., lo scorso 6 dicembre. Giammattei ha pronunciato il suo discorso come ospite d'onore in un evento ospitato dall'Institute for Women's Health, un'organizzazione pro-vita fondata dall'un ex dirigente del Dipartimento della Salute e dei Servizi Umani dell'amministrazione Trump, Valerie Huber e dall'International Human Rights Group (altro istituto americano...]]></itunes:summary><itunes:duration>672</itunes:duration><itunes:keywords>aborto,biden,fda,killpills,unicef</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/028f1e196d889bfaa9e6093d7742f74c.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Se difendi la vita o vuoi istruire i tuoi figli sei considerato un criminale in Francia e in Spagna</title><link>https://www.spreaker.com/episode/se-difendi-la-vita-o-vuoi-istruire-i-tuoi-figli-sei-considerato-un-criminale-in-francia-e-in-spagna--47920616</link><description><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6816" rel="noopener">www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6816</a><br /><br />SE DIFENDI LA VITA O VUOI ISTRUIRE I TUOI FIGLI SEI CONSIDERATO UN CRIMINALE IN FRANCIA E SPAGNA di Mauro Faverzani<br />Ormai è noto, l'Assemblea Nazionale francese lo scorso 30 novembre ha tragicamente esteso il limite per abortire, dalla 12ma alla 14ma settimana. Senza più nemmeno lasciare alla donna il tempo per riflettere: cancellato, infatti, il periodo minimo di almeno 48 ore, prima vigente, tra il colloquio con i consulenti psicosociali e l'appuntamento in sala operatoria. Ed ha consentito anche alle ostetriche di eseguire aborti chirurgici, interventi prima riservati ai soli medici. In seconda lettura è stato approvato il testo, bocciato nel gennaio scorso dal Senato. Intendiamoci, non è ancora detta l'ultima parola, poiché, prima che la legge venga definitivamente approvata, deve passare ancora dal voto del Senato e non è detto che ciò avvenga entro l'attuale legislatura.<br />La responsabilità principale del voto favorevole in Assemblea va all'assenteismo: in aula, dei 577 deputati, ne erano presenti al voto solo 123. E già questo la dice lunga circa la superficialità con cui i parlamentari d'Oltralpe affrontano temi viceversa estremamente importanti, delicati e tali da poter pregiudicare il futuro del Paese. Alla fine il progetto di legge è passato con soli 79 sì ovvero col voto favorevole del 13,2% degli aventi diritto. Una vergogna. 36 i no ed un'astensione.<br /><br />FRANCIA: UNO SCIAGURATO DISEGNO DI LEGGE<br />Sono rimaste così inascoltate le critiche degli esperti, come quella espressa dal dottor Israel Nisand, ex-presidente del Collegio Nazionale dei Ginecologi e degli Ostetrici, in un'intervista rilasciata al quotidiano Le Figaro: più tardi si esegue l'aborto, ha detto, e peggio è, sia perché maggiore è il pericolo per la salute fisica e psicologica delle donne, sia perché alla 14ma settimana il bambino in grembo è già lungo circa 120 millimetri e la testa è già ossificata, per cui l'estrazione comporta il taglio del feto e lo schiacciamento del cranio, il che «è insopportabile per molti professionisti» o, per meglio dire, per molti uomini davvero degni di questo nome.<br />Provvidenzialmente, unica nota positiva, l'intervento dei «Républicains» ha permesso di mantenere almeno la possibilità per il personale sanitario dell'obiezione di coscienza, possibilità richiesta a gran voce dagli stessi medici ed in particolare dalle associazioni professionali di categoria, come quella dei Ginecologi e degli Ostetrici. Persino il comitato etico nazionale si era espresso a favore nel dicembre 2020.<br />Contro questo disegno di legge si erano subito mobilitate le organizzazioni pro-life, da En marche pour la vie alla Fondazione «Jérôme Lejeune», inascoltate. Ma non mancheranno di dire la loro in occasione della prossima Marcia per la Vita nazionale, già in agenda a Parigi per il 16 gennaio. Se la loro voce sarà forte, com'è da auspicarsi che sia, la speranza è che chi siede in Senato ne tenga conto al momento del voto definitivo sullo sciagurato disegno di legge.<br /><br />SPAGNA: CHI DIFENDE LA VITA È CONSIDERATO UN TERRORISTA<br /><br />Ma c'è anche di peggio ed è quanto sta avvenendo in Spagna, dove il governo socialcomunista al potere - in particolare, nel caso specifico, i partiti alleati Psoe e Podemos - concordano nel prevedere pene addirittura detentive, vale a dire il carcere da tre mesi ad un anno per chiunque cerchi, anche individualmente, di convincere una donna a non abortire, come se salvare il bimbo nel suo grembo, anziché l'opposto, fosse un atto intrinsecamente criminale. Secondo quanto riferito dall'autorevole quotidiano spagnolo Abc, la convergenza sarebbe stata trovata attorno ad un emendamento al progetto di legge presentato dal Partito Socialista Operaio, che si propone di criminalizzare quanti - singoli o gruppi organizzati - svolgano attività pro-life nelle vicinanze delle cliniche abortiste. Un progetto a dir poco diabolico.<br />Vietato dunque allestire bancarelle per informare le donne, vietato anche offrire loro aiuto, qualsiasi forma di aiuto - morale, economico, tanto meno spirituale -, tutte azioni travisate deliberatamente dalla Sinistra spagnola come se si trattasse di vere e proprie molestie, condotte «per mezzo di atti fastidiosi, offensivi, intimidatori o coercitivi, che minano la libertà» delle donne ovvero «promuovendo, incoraggiando o partecipando a raduni nelle vicinanze di luoghi, in cui le gravidanze possono essere interrotte». E questa rappresenta veramente, concretamente, pienamente lo stravolgimento della realtà, la mistificazione della verità, l'obnubilamento della ragione. Rendiamoci conto: cercare di aiutare una donna che soffre e salvare il figlio che porta in grembo viene presentato dalle forze progressiste iberiche come un gesto compiuto da pericolosi criminali, mentre abbandonare una donna, lasciarla sola con i suoi dubbi, i suoi tormenti, i suoi problemi nella sala operatoria, mentre i freddi strumenti del chirurgo devastano la vita innocente di cui è madre sino a spegnerla, tutto questo sarebbe lecito, anzi giusto, anzi un "diritto"! Appare evidente a chiunque non sia schiavo dell'ideologia come si sia di fronte alla notte dell'umano, all'avanzare di tenebre e tenebre di morte.<br />Non è più possibile transigere, sopportare, mediare, fingere che nulla accada! Combattere la Buona Battaglia per la vita con fede, forza e coraggio oggi significa, dunque, anche questo: arrestare l'incredibile incedere della creatura con la falce. Ed il martello.<br /><br />Nota di BastaBugie: la difesa della vita è il primo dei principi non negoziabili. Tra questi figura anche la libertà di educazione. Coerentemente Francia e Spagna sono unite anche contro il diritto dei genitori di istruire i loro figli. Ce ne parla Luca Volontè nell'articolo seguente dal titolo "Religione e scuola parentale, stretta da Spagna e Francia".<br />Ecco l'articolo completo pubblicato su La Nuova Bussola Quotidiana il 13 novembre 2021:<br />Che Paese è quello in cui si buttano in prigione coloro che pregano fuori dalle cliniche abortive, perché "molestano" le donne che si avviano all'omicidio del proprio figlio e si permette invece il mercimonio giornaliero delle prostitute e dei loro clienti nei pressi delle scuole elementari? La Spagna del socialista Pedro Sanchez.<br />Il Governo, sostenuto da Podemos e dai Socialisti, dopo aver innalzato la tassazione per le sole scuole paritarie e introdotto insegnamenti sulla matematica gender e altre amenità per bimbi, ora si appresta a limitare al minimo l'insegnamento della religione cristiana nelle aule scolastiche. Era stata profetica la campagna lanciata lo scorso giugno dai vescovi spagnoli "Me apunto a Religión", per promuovere l'iscrizione all'ora di religione (facoltativa dalle elementari alle superiori) tra i giovani e le famiglie; certo nessuno poteva immaginare che l'insegnamento religioso sarebbe stato così umiliato. Sin dallo scorso 12 ottobre, il Ministero dell'Educazione aveva anticipato che all'insegnamento della religione cattolica veniva concessa un'ora alla settimana e confidato al quotidiano Alfa y Omega che "i colloqui con la Conferenza episcopale spagnola (Cee) sono molto fluidi. Sono stati raggiunti accordi su diverse questioni e il calendario deve ancora essere definito. È vero che vorrebbero avere più ore, ma questo minimo non li disturba rispetto all'orario attuale".<br />Tuttavia, a conferma che il dialogo con la Chiesa spagnola non è per nulla "fluido", la Conferenza episcopale nei giorni scorsi (4 novembre) ha emanato una nota dura nei confronti dei decreti di attuazione che il Ministero ha presentato ai governi delle autonomie, senza che vi fosse alcuna condivisione, né discussione con i rappresentanti del mondo educativo. La Commissione per l'Educazione e la Cultura della Cee ha espresso la sua sorpresa per i progetti di decreti sull'Educazione Minima che riducono l'orario dedicato alla religione. "L'occasione è stata persa per mantenere almeno il minimo orario dell'insegnamento di religione... In tutta la scuola primaria, per esempio, la materia perde un centinaio di ore rispetto alla situazione attuale. È sorprendente che in un impegno verso un modello basato sulle competenze, il carico di insegnamento di un'area così decisiva per l'educazione della persona come l'Educazione religiosa a scuola (Ere) sia limitato al minimo possibile".<br />La Chiesa chiedeva per gli alunni che non scelgono la religione cattolica un insegnamento "religioso non confessionale". Il Ministero dell'Educazione ha fatto sapere, invece, che questi alunni avranno un'ora persa nell'orario scolastico, come è avvenuto in pratica sinora, né potranno andare a casa, ma dovranno partecipare ad attività sul "rafforzamento dell'autostima, dell'autonomia, della riflessione e della responsabilità". Nulla a che fare con un insegnamento sul senso religioso. I vescovi non staranno in silenzio. La Chiesa spagnola, che sostiene con le sue opere caritatevoli più di 4 milioni di poveri, pari a circa il 10% dell'intera popolazione del Paese, hanno già anticipato la pubblicazione di un documento sulla situazione politica e sociale nel quale le critiche verso le decisioni del Governo Sanchez non mancheranno.<br />Se nella socialista Spagna si marginalizza l'educazione e religione cattolica, in Francia il liberticida Macron si dimostra ancora una volta nemico delle famiglie e delle scuole parentali. Nei giorni in cui Le Figaro mostra tutta la sua preoccupazione per la moda che va diffondendosi tra i giovani francesi di soppiantare la madrelingua con appellativi e slang di origine araba, ennesimo segnale di inculturazione al contrario, il Ministero dell'Educazione ha diramato nuove direttive per l'attuazione della legge sul rispetto dei principi repubblicani, di cui abbiamo già tracciato un tremendo bilancio sulla Bussola.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/47920616</guid><pubDate>Tue, 14 Dec 2021 21:06:41 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/47920616/se_difendi_la_vita_o_vuoi_istruire_i_tuoi_figli_sei_considerato_un_criminale.mp3" length="13949849" type="audio/mpeg"/><itunes:author>BastaBugie</itunes:author><itunes:subtitle>TESTO DELL'ARTICOLO ➜ www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6816

SE DIFENDI LA VITA O VUOI ISTRUIRE I TUOI FIGLI SEI CONSIDERATO UN CRIMINALE IN FRANCIA E SPAGNA di Mauro Faverzani
Ormai è noto, l'Assemblea Nazionale francese lo scorso 30 novembre ha...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6816" rel="noopener">www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6816</a><br /><br />SE DIFENDI LA VITA O VUOI ISTRUIRE I TUOI FIGLI SEI CONSIDERATO UN CRIMINALE IN FRANCIA E SPAGNA di Mauro Faverzani<br />Ormai è noto, l'Assemblea Nazionale francese lo scorso 30 novembre ha tragicamente esteso il limite per abortire, dalla 12ma alla 14ma settimana. Senza più nemmeno lasciare alla donna il tempo per riflettere: cancellato, infatti, il periodo minimo di almeno 48 ore, prima vigente, tra il colloquio con i consulenti psicosociali e l'appuntamento in sala operatoria. Ed ha consentito anche alle ostetriche di eseguire aborti chirurgici, interventi prima riservati ai soli medici. In seconda lettura è stato approvato il testo, bocciato nel gennaio scorso dal Senato. Intendiamoci, non è ancora detta l'ultima parola, poiché, prima che la legge venga definitivamente approvata, deve passare ancora dal voto del Senato e non è detto che ciò avvenga entro l'attuale legislatura.<br />La responsabilità principale del voto favorevole in Assemblea va all'assenteismo: in aula, dei 577 deputati, ne erano presenti al voto solo 123. E già questo la dice lunga circa la superficialità con cui i parlamentari d'Oltralpe affrontano temi viceversa estremamente importanti, delicati e tali da poter pregiudicare il futuro del Paese. Alla fine il progetto di legge è passato con soli 79 sì ovvero col voto favorevole del 13,2% degli aventi diritto. Una vergogna. 36 i no ed un'astensione.<br /><br />FRANCIA: UNO SCIAGURATO DISEGNO DI LEGGE<br />Sono rimaste così inascoltate le critiche degli esperti, come quella espressa dal dottor Israel Nisand, ex-presidente del Collegio Nazionale dei Ginecologi e degli Ostetrici, in un'intervista rilasciata al quotidiano Le Figaro: più tardi si esegue l'aborto, ha detto, e peggio è, sia perché maggiore è il pericolo per la salute fisica e psicologica delle donne, sia perché alla 14ma settimana il bambino in grembo è già lungo circa 120 millimetri e la testa è già ossificata, per cui l'estrazione comporta il taglio del feto e lo schiacciamento del cranio, il che «è insopportabile per molti professionisti» o, per meglio dire, per molti uomini davvero degni di questo nome.<br />Provvidenzialmente, unica nota positiva, l'intervento dei «Républicains» ha permesso di mantenere almeno la possibilità per il personale sanitario dell'obiezione di coscienza, possibilità richiesta a gran voce dagli stessi medici ed in particolare dalle associazioni professionali di categoria, come quella dei Ginecologi e degli Ostetrici. Persino il comitato etico nazionale si era espresso a favore nel dicembre 2020.<br />Contro questo disegno di legge si erano subito mobilitate le organizzazioni pro-life, da En marche pour la vie alla Fondazione «Jérôme Lejeune», inascoltate. Ma non mancheranno di dire la loro in occasione della prossima Marcia per la Vita nazionale, già in agenda a Parigi per il 16 gennaio. Se la loro voce sarà forte, com'è da auspicarsi che sia, la speranza è che chi siede in Senato ne tenga conto al momento del voto definitivo sullo sciagurato disegno di legge.<br /><br />SPAGNA: CHI DIFENDE LA VITA È CONSIDERATO UN TERRORISTA<br /><br />Ma c'è anche di peggio ed è quanto sta avvenendo in Spagna, dove il governo socialcomunista al potere - in particolare, nel caso specifico, i partiti alleati Psoe e Podemos - concordano nel prevedere pene addirittura detentive, vale a dire il carcere da tre mesi ad un anno per chiunque cerchi, anche individualmente, di convincere una donna a non abortire, come se salvare il bimbo nel suo grembo, anziché l'opposto, fosse un atto intrinsecamente criminale. Secondo quanto riferito dall'autorevole quotidiano spagnolo Abc, la convergenza sarebbe stata trovata attorno ad un emendamento al progetto di legge presentato dal Partito Socialista Operaio, che si propone di criminalizzare quanti - singoli o gruppi organizzati - svolgano...]]></itunes:summary><itunes:duration>872</itunes:duration><itunes:keywords>difesadellavita,macron,meapuntoareligion,podemos,scuola</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/69879c88b1340c5f079003d9bd42cab7.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>L'aborto dimostra che il Partito Popolare Europeo ha rinnegato i suoi principi</title><link>https://www.spreaker.com/episode/l-aborto-dimostra-che-il-partito-popolare-europeo-ha-rinnegato-i-suoi-principi--47726121</link><description><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6799" rel="noopener">http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6799</a><br /><br />L'ABORTO DIMOSTRA CHE IL PARTITO POPOLARE EUROPEO HA RINNEGATO I SUOI PRINCIPI di Mauro Faverzani<br />Merita una riflessione la dura condanna espressa lo scorso 11 novembre dall'Europarlamento contro la sentenza con cui la Corte Costituzionale polacca un anno fa vietò l'aborto in caso di malformazioni fetali, limitandolo ai casi di stupro, incesto e grave rischio per la salute della madre.<br />Innanzi tutto, val la pena partire dai dati. Ed i dati parlano di 300 bambini salvati in un anno in Polonia, grazie a questo verdetto, dalla morte certa loro altrimenti inflitta dall'aborto. All'Europarlamento dispiace forse che questi piccoli, futuri cittadini europei, siano vivi? Altra valutazione: la sentenza a morte per questi bimbi sarebbe stata pronunciata solo in quanto malformati. Ma la Corte Costituzionale polacca ha stabilito ch'essi hanno i medesimi diritti di tutti gli altri, compreso quindi il diritto di nascere, il diritto alla vita. All'Europarlamento dispiace forse che non si applichino discriminazioni eugenetiche?<br />Secondo quanto riportato dall'agenzia InfoCatólica,la condanna dell'Europarlamento ancora una volta ha avuto il voto in massa anche degli esponenti del Partito Popolare europeo. Si può sapere cos'abbia ormai a che fare questo Ppe col proprio programma, con la propria carta dei valori, pubblicata online? Leggiamola. In essa si dice di voler puntare sulla «dignità umana». Stroncare la vita di creature indifese nel grembo materno corrisponde davvero alla tutela della loro «dignità umana»? In essa si dice di voler puntare sull'«uguaglianza». Votare un testo, in cui si chiede che vengano abortiti i bimbi malformati, corrisponde davvero a volerli considerare «uguali» agli altri? In essa si dice di voler riconoscere «i valori giudaico-cristiani come fondamento». Promuovere l'aborto corrisponde davvero a tali valori ed alla Dottrina della Chiesa? Ovviamente a tutte queste domande la risposta è «no». Ed allora v'è da chiedersi se sia onesto mentire con sé stessi e con gli elettori, mistificare la realtà, illudere chi vota di sostenere un gruppo in linea con la morale cristiana, ma, in realtà, di essa nemico. Una condotta imbarazzante, mortificante, vergognosa.<br /><br />USA E SPAGNA<br />L'attacco alla vita è stato sferrato anche nello Stato del Vermont, negli Usa, dove una nuova legge, appena entrata in vigore, ha imposto che in tutte le scuole medie e superiori pubbliche vengano distribuiti i preservativi, forniti gratuitamente dalla multinazionale dell'aborto Planned Parenthood, a tutti gli studenti dai 12 anni in su, che ne facciano richiesta, anche contro il parere dei loro genitori. La normativa, firmata dal governatore Phil Scott, repubblicano pro-choice, definisce questo un «diritto» degli studenti, benché implichi, come tragico costo sociale, un inevitabile aumento del tasso abortivo presso la popolazione scolastica.<br />La persecuzione contro la vita si è ormai scatenata però anche in Spagna, dove il governo socialcomunista intende introdurre una riforma nel codice penale con l'art. 172 quater, che prevede il carcere da tre mesi ad un anno per quanti si riuniscano pacificamente davanti alle cliniche abortiste, organizzando veglie o momenti di preghiera. Le accuse nei loro confronti sono quelle di «atti persecutori», «molestie», nonché quella di ostacolare i «diritti sessuali e riproduttivi» delle donne. L'iter parlamentare del disegno di legge, che ha già affossato alla Camera due emendamenti presentati dai Popolari e da Vox, prosegue ora senza più ostacoli: «Questa iniziativa andrà avanti, chiunque si pari dinanzi ad essa», ha sentenziato perentoria la deputata socialista Laura Verja, dimostrando uno strano concetto di "democrazia".<br /><br />LA CHINA ANTICRISTIANA<br />Ora, anche qui val la pena condurre una riflessione. La china anticristiana intrapresa dalla Spagna è iniziata al convergere di tre fattori. Il primo fattore riguarda la presa di potere da parte dei socialcomunisti, atei e secolarizzati, accelerata dalla contemporanea ignavia morale e politica dei Popolari. Il secondo fattore riguarda una presenza cattolica ridotta sempre più al lumicino in Spagna, tanto da aver toccato il proprio minimo storico assoluto, secondo quanto riportato nell'ultimo rapporto del Cis, il Centro di Indagini Sociologiche iberico. Ora i fedeli sono il 57,4% della popolazione ovvero ben l'1,8% in meno dell'anno scorso. I praticanti sarebbero però solo il 13,8%, quindi meno di quanti si proclamano atei, pari al 14,6%.<br />Quando mancano la fede e la fiducia nel futuro, le conseguenze sono pesanti. Non a caso, secondo l'Istituto nazionale di Statistica, sempre in Spagna si registra il più alto tasso di suicidi della storia - ed è questo il terzo fattore -: + 7,4% dall'inizio della pandemia (lo scorso agosto addirittura + 34% rispetto allo stesso mese dell'anno precedente), in valore assoluto ben 3.941 casi, in media 11 al giorno. Tra questi, 2.930 sono gli uomini e 1.011 le donne. Ciò ha reso il suicidio negli uomini la prima causa di morte non dovuta a cause naturali, nelle donne e nei giovani la seconda. Su questi dati certamente ha inciso, dal punto di vista sanitario, la pandemia. Ma, trattandosi di un trend da tempo in crescita, questa non può essere l'unica risposta. La realtà è che in una società, in cui manchino fede, fiducia nel futuro, speranza e libertà, ai più fragili il suicidio può sembrare l'unica via di fuga possibile. È questo l'avvenire, che vogliamo per la nostra società, per noi e per i nostri figli?<br /><br />Nota di BastaBugie: Luca Volontè nell'articolo seguente dal titolo "Ecco come l'Olanda finanzia le donne polacche per abortire" spiega come è stato approvato il piano per aiutare con fondi pubblici le donne polacche ad abortire.<br />Ecco l'articolo completo pubblicato su Provita & Famiglia il 29 novembre 2021:<br />Il governo olandese pagherà le spese dell'omicidio dei bambini alle donne provenienti dalla Polonia. Una vergognosa forma di colonialismo maltusiano, sulla quale non c'è una sola istituzione europea che dica una parola.<br />La decisione del Governo pro tempore olandese - dopo le elezioni dello scorso 17 marzo infatti non c'è ancora una nuovo governo - ha preso spunto dalle sentenza della Corte costituzionale polacca dello scorso anno che vietava ogni aborto eugenetico nel paese. Era scontato che l'Olanda, paese in cui l'eutanasia è praticata quasi a tutti i cittadini, inclusi bambini e malati non terminali, si muovesse in soccorso di coloro che chiedono il ripristino dell'aborto eugenetico nel loro paese.<br />La decisione del Governo olandese è stata presa il 24 novembre scorso, dopo il voto favorevole del parlamento ad una risoluzione che dava mandato all'esecutivo di usare i fondi statali per aiutare le donne polacche ad abortire, con 111 voti favorevoli sui 150 membri della Camera. Stessa decisione olandese era stata presa dal Belgio lo scorso settembre, quando il governo aveva accettato di destinare fondi alle donne in Polonia per ottenere interruzioni di gravidanza all'estero.<br />In precedenza queste decisioni e questi fondi erano stati usati solo per le donne dei "paesi del terzo mondo", non per quelle europee. Tuttavia secondo i promotori della risoluzione olandese, "i recenti eventi in Polonia hanno fatto sì che prendessimo la decisione di destinare parte dei fondi per aiutare le donne polacche che vogliono abortire nei Paesi Bassi". I dettagli dell'iniziativa olandese - come la quantità di denaro che sarà fornita e se sovvenzionerà completamente o solo parzialmente le interruzioni di gravidanza - saranno discussi e resi pubblici nelle prossime due o tre settimane.<br />L'aborto nei Paesi Bassi è permesso su richiesta e senza alcuna condizione fino alla 22esima settimana di gravidanza (o fino a 24 settimane per motivi medici). Mentre le procedure sono gratuite per i residenti, le persone provenienti da altri paesi devono pagare costi che vanno dai 480 ai 930 euro. In una nota stampa ufficiale dell'Ambasciata olandese a Varsavia, inviata al portale di notizie 'Notes from Poland', i diplomatici hanno confermato la posizione del Governo, scrivendo che "i diritti delle donne, l'uguaglianza di genere e i diritti riproduttivi e la salute sono priorità olandesi da lunga data. Anche nella politica estera".<br />Le lobby abortiste polacche saranno dunque felici! Soldi freschi per opporsi al governo cristiano e conservatore polacco e, soprattutto, finanziamenti esteri per sostenere i viaggi della morte per i bambini polacchi.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/47726121</guid><pubDate>Tue, 30 Nov 2021 22:12:25 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/47726121/l_aborto_dimostra_che_il_partito_popolare_europeo_ha_rinnegato_i_suoi_principi.mp3" length="11875184" type="audio/mpeg"/><itunes:author>BastaBugie</itunes:author><itunes:subtitle>TESTO DELL'ARTICOLO ➜ http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6799

L'ABORTO DIMOSTRA CHE IL PARTITO POPOLARE EUROPEO HA RINNEGATO I SUOI PRINCIPI di Mauro Faverzani
Merita una riflessione la dura condanna espressa lo scorso 11 novembre...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6799" rel="noopener">http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6799</a><br /><br />L'ABORTO DIMOSTRA CHE IL PARTITO POPOLARE EUROPEO HA RINNEGATO I SUOI PRINCIPI di Mauro Faverzani<br />Merita una riflessione la dura condanna espressa lo scorso 11 novembre dall'Europarlamento contro la sentenza con cui la Corte Costituzionale polacca un anno fa vietò l'aborto in caso di malformazioni fetali, limitandolo ai casi di stupro, incesto e grave rischio per la salute della madre.<br />Innanzi tutto, val la pena partire dai dati. Ed i dati parlano di 300 bambini salvati in un anno in Polonia, grazie a questo verdetto, dalla morte certa loro altrimenti inflitta dall'aborto. All'Europarlamento dispiace forse che questi piccoli, futuri cittadini europei, siano vivi? Altra valutazione: la sentenza a morte per questi bimbi sarebbe stata pronunciata solo in quanto malformati. Ma la Corte Costituzionale polacca ha stabilito ch'essi hanno i medesimi diritti di tutti gli altri, compreso quindi il diritto di nascere, il diritto alla vita. All'Europarlamento dispiace forse che non si applichino discriminazioni eugenetiche?<br />Secondo quanto riportato dall'agenzia InfoCatólica,la condanna dell'Europarlamento ancora una volta ha avuto il voto in massa anche degli esponenti del Partito Popolare europeo. Si può sapere cos'abbia ormai a che fare questo Ppe col proprio programma, con la propria carta dei valori, pubblicata online? Leggiamola. In essa si dice di voler puntare sulla «dignità umana». Stroncare la vita di creature indifese nel grembo materno corrisponde davvero alla tutela della loro «dignità umana»? In essa si dice di voler puntare sull'«uguaglianza». Votare un testo, in cui si chiede che vengano abortiti i bimbi malformati, corrisponde davvero a volerli considerare «uguali» agli altri? In essa si dice di voler riconoscere «i valori giudaico-cristiani come fondamento». Promuovere l'aborto corrisponde davvero a tali valori ed alla Dottrina della Chiesa? Ovviamente a tutte queste domande la risposta è «no». Ed allora v'è da chiedersi se sia onesto mentire con sé stessi e con gli elettori, mistificare la realtà, illudere chi vota di sostenere un gruppo in linea con la morale cristiana, ma, in realtà, di essa nemico. Una condotta imbarazzante, mortificante, vergognosa.<br /><br />USA E SPAGNA<br />L'attacco alla vita è stato sferrato anche nello Stato del Vermont, negli Usa, dove una nuova legge, appena entrata in vigore, ha imposto che in tutte le scuole medie e superiori pubbliche vengano distribuiti i preservativi, forniti gratuitamente dalla multinazionale dell'aborto Planned Parenthood, a tutti gli studenti dai 12 anni in su, che ne facciano richiesta, anche contro il parere dei loro genitori. La normativa, firmata dal governatore Phil Scott, repubblicano pro-choice, definisce questo un «diritto» degli studenti, benché implichi, come tragico costo sociale, un inevitabile aumento del tasso abortivo presso la popolazione scolastica.<br />La persecuzione contro la vita si è ormai scatenata però anche in Spagna, dove il governo socialcomunista intende introdurre una riforma nel codice penale con l'art. 172 quater, che prevede il carcere da tre mesi ad un anno per quanti si riuniscano pacificamente davanti alle cliniche abortiste, organizzando veglie o momenti di preghiera. Le accuse nei loro confronti sono quelle di «atti persecutori», «molestie», nonché quella di ostacolare i «diritti sessuali e riproduttivi» delle donne. L'iter parlamentare del disegno di legge, che ha già affossato alla Camera due emendamenti presentati dai Popolari e da Vox, prosegue ora senza più ostacoli: «Questa iniziativa andrà avanti, chiunque si pari dinanzi ad essa», ha sentenziato perentoria la deputata socialista Laura Verja, dimostrando uno strano concetto di "democrazia".<br /><br />LA CHINA ANTICRISTIANA<br />Ora, anche qui val la pena condurre una riflessione. 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Il mondo va all'indietro e lo chiamano progresso! Una parte importante degli elettori cattolici, il 98% dei cittadini si dichiara tale, ha scelto di non partecipare al voto. Incomprensibile.<br />La vittoria del SI obbliga entro i prossimi sei mesi il Consiglio Generale (parlamento) ed il Consiglio dei Reggenti (Governo) a dar seguito alla volontà dei cittadini e approvare una legge che ne dia attuazione. Il testo del quesito era chiarissimo: "Volete che sia consentito alla donna di interrompere volontariamente la gravidanza entro la dodicesima settimana di gestazione, e anche successivamente se vi sia pericolo per la vita della donna o se vi siano anomalie e malformazioni del feto che comportino grave rischio per la salute fisica o psicologica della donna?".<br />Siamo chiari, il testo del quesito non lascia adito a dubbi: aborto libero sempre (ben oltre le 12 settimane) e comunque, incluso l'aborto eugenetico. Infatti: il "grave rischio per salute psicologica della donna", per un medico favorevole all'aborto, è sempre diagnosticabile anche quando al figlio che porta in grembo venga diagnosticato un semplice labbro leporino, la spina bifida, la sindrome di down... Tutto ciò senza considerare che il Referendum si basava su una menzogna: "l'aborto per un mamma in pericolo di vita era già possibile" nella Repubblica di San Marino. [...]<br />La volontà di inserire l'aborto tra i diritti della donna non tiene conto della realtà del concepito. La possibilità di operare l'aborto senza limiti di tempo, oltre all'orrore dell'aborto tardivo ed eugenetico fino al nono mese, aprirà al macabro turismo abortivo dai Paesi vicini a San Marino, Italia inclusa.<br />Gravissimo che non sia prevista in alcun caso l'obiezione di coscienza, che sia assente qualunque riferimento al padre e che manchi la previsione del consenso dei genitori o dei tutori per l'aborto delle minorenni.<br />Don Gabriele Mangiarotti, combattente sacerdote per la vita, ha dichiarato alla Bussola poco dopo i risultati: «Una sconfitta per la vita... ma si può imparare la lezione. L'amicizia operosa cresciuta tra i difensori della vita potrà continuare... Da chi si riparte? Si riparte da Uno, dalle radici della Repubblica di San Marino, che è fondata da un Santo e su un Santo».<br /><br />Nota di BastaBugie: Tommaso Scandroglio nell'articolo seguente dal titolo "Combattere l'indifferenza per fermare l'aborto" spiega i motivi della sconfitta del fronte prolife. Perché come insegna il caso del Texas, uno dei più grandi stati degli USA che proprio questo mese ha di fatto proibito l'aborto, la battaglia per la vita si può vincere... ma solo se prima si combatte la battaglia culturale.<br />Ecco l'articolo completo pubblicato su La Nuova Bussola Quotidiana il 28 settembre 2021:<br />Uno dei dati che più colpisce della débâcle pro-life avvenuta a San Marino in occasione del referendum sull'aborto è la percentuale degli astenuti: 59%. Sono loro ad avere vinto il referendum. Un nota bene di natura tecnica: nel microstato, dal 2016, non è più previsto il quorum e quindi tale percentuale non ha inficiato l'esito referendario.<br />Proviamo ad individuare le motivazioni che hanno portato i sammarinesi a disertare le urne. E dire sammarinesi significa dire "italiani" dato che culturalmente c'è piena continuità tra le due repubbliche. Dunque ciò che è avvenuto a San Marino è stato una sorta di test di laboratorio sociologico per capire le tendenze e gli umori culturali presenti in tutto lo stivale.<br />La motivazione di fondo che ha portato all'astensione è probabilmente la seguente: il tema dell'aborto non interessa a nessuno. Ciò è accaduto nonostante la stragrande maggioranza dei cittadini di San Marino si definisca cattolico (ma su questo torneremo tra un momento). Dunque se sia giusto uccidere o no un bambino nel ventre della madre è quesito irrilevante. Provate voi a proporre invece un referendum sulle tasse e avrete un'affluenza del 110% (pure i cani andranno a votare). Questa indifferenza è stata generata da un processo culturale lungo e, purtroppo, ben costruito noto come teoria della Finestra di Overton (o piano inclinato), la quale prevede un graduale scivolamento verso il basso tramite alcuni passi che possono essere così sintetizzati: inconcepibile, estremo, accettabile, ragionevole, diffuso, legalizzato. Dunque l'aborto da fenomeno inconcepibile, nel volgere di qualche decennio è arrivato ad essere ampiamente legalizzato in molti Paesi. Però alle tappe indicate usualmente dalla Finestra di Overton occorre aggiungere un'ultima tappa, ben rappresentata da quel 59% di astenuti: l'indifferenza.<br />L'indifferenza nasce dal fatto che il fenomeno "aborto" è stato pienamente metabolizzato, perfettamente digerito. L'aborto non fa più problema. Dunque è un tema de-ideologizzato. In breve non trovi più né chi si batte contro né chi si batte a favore. Però, se proprio vuoi sapere cosa ne pensa il popolino, i pochi che ti risponderanno saranno per la gran maggioranza a favore. È dunque ormai tramontata da tempo la stagione della militanza abortista, dei raduni, dei convegni e questo per un semplice motivo: il risultato è stato già portato a casa da anni. Gli slogan "L'utero e mio e ci faccio quello che voglio", "Il corpo delle donne alle donne", "Diventare madre è una scelta", da slogan si sono fatti cultura, costume, modo di pensare implicito, carne e sangue di tutto un popolo, vita o, meglio, morte di un'intera nazione.<br />L'aborto è diventato come l'aria che respiriamo: nessuno più si accorge che esiste. C'è e questo basti, sarebbe addirittura stupido riflettere continuamente sopra la sua esistenza e bontà. L'aborto quindi arreda (orrendamente) le nostre esistenze, ma come i quadri di casa nostra, dopo un po' di anni, non ci accorgiamo nemmeno più che esistono proprio perché li hai sempre sotto gli occhi.<br />Ben inteso: pochissimi in realtà sanno cosa è un aborto. E dunque moltissimi guardano un "quadro" che è un falso d'autore, assai edulcorato, dipinto con i colori dei diritti civili e dell'autodeterminazione della donna. Questi sono i "quadri" che hanno piazzato in casa nostra. Volete invece vincere un referendum sull'aborto? Mostrate il quadro autentico, fate vedere cosa è un aborto, piazzate sotto gli occhi del signor Rossi le carni straziate del bambino, dite a chi è favore dell'aborto che lui è a favore di quelle immagini. Fate gridare i bambini abortiti non con parole, ma con foto. Mostrate almeno un bambino nel ventre della madre. Allora sì che scuoterete le coscienze in coma farmacologico permanente (sono in questo stato perché qualcuno ce le tiene, non per cause naturali). Ma anche in casa cattolica non si vuole turbare le coscienze di nessuno e così facendo si turbano le coscienze delle madri che hanno abortito, perché il loro trauma sarà probabilmente vitalizio, quelle dei cattolici veri e soprattutto si "turbano" le vite di milioni di bambini.<br />Dicevamo che la maggior parte dei sammarinesi si definisce cattolico. Ecco, tutto ruota intorno a quel verbo riflessivo: definirsi. Appare evidente che se eri cattolico avevi il dovere morale di andare a votare e votare per non abrogare la legge. Se non l'hai fatto hai contribuito alla futura uccisione di moltissimi bambini. Se non l'hai fatto non sei cattolico. Pensi di esserlo, ma non lo sei. Sei un sedicente cattolico, ma non un autentico cattolico. Dirsi cattolico e dimostrarsi indifferente o, peggio, a favore dell'aborto è come dirsi ambientalista ed essere indifferente, o peggio, a favore della desertificazione, della cementificazione, dello sversamento nei corsi d'acqua di veleni, dell'allargamento del buco nell'ozono, eccetera. Parliamoci chiaro: se i vescovi e chi sta sopra a loro fa passare l'idea che per essere cattolici basta amare i poveri, gli immigrati, il pianeta (e magari limitarsi ad amarli a parole) e da ultimo vaccinarsi, ovvio che poi il popolino pensa di essere cattolico. Se la Chiesa istituzionale tace su argomenti come aborto, eutanasia, fecondazione artificiale, divorzio e quando ne parla sembra spesso la reincarnazione di Pannella, appare evidentissimo che non ci sono speranze di successo di cambiare lo status quo, proprio perché non si vuole cambiare lo status quo.<br />E come cambiarlo? La sensibilità morale di un popolo muterà quando inizierà a ragionare e inizierà a ragionare quando avrà ritrovato la fede cattolica. Non se ne esce, le cose stanno così. E allora è doveroso ripartire innanzitutto dalla battaglia spirituale, dai sacramenti (Eucarestia e confessione), dalla preghiera, dal rosario, dalle novene, dall'adorazione eucaristica; ripartiamo dai digiuni e dalle sofferenze offerte per la conversione dei nostri fratelli; ripartiamo parlando di Cristo. Non ci capiranno? Troppo scristianizzati, troppo lontani dalla fede? Citando San Paolo: "Io ritenni infatti di non sapere altro in mezzo a voi se non Gesù Cristo, e questi crocifisso". Tradotto: continuiamo a pregare, a soffrire offrendo, etc. Al resto ci penserà Dio.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/46732420</guid><pubDate>Tue, 28 Sep 2021 23:21:08 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/46732420/perch_a_san_marino_ha_vinto_l_aborto_libero_eugenetico_e_fino_al_nono_mese.mp3" length="13738780" type="audio/mpeg"/><itunes:author>BastaBugie</itunes:author><itunes:subtitle>TESTO DELL'ARTICOLO ➜ http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6742

PERCHE' A SAN MARINO HA VINTO L'ABORTO LIBERO, EUGENETICO E FINO AL NONO MESE? di Luca Volontè
Ieri è stato il giorno del referendum sull'aborto a San Marino, il risultato...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6742" rel="noopener">http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6742</a><br /><br />PERCHE' A SAN MARINO HA VINTO L'ABORTO LIBERO, EUGENETICO E FINO AL NONO MESE? di Luca Volontè<br />Ieri è stato il giorno del referendum sull'aborto a San Marino, il risultato annunciato alla TV di Stato, è stato chiarissimo: il 59% dei cittadini che vivono a San Marino, non ha partecipato al voto; il SI alla depenalizzazione e liberalizzazione dell'aborto ha ottenuto oltre il 77% dei consensi, il NO poco più del 22%. Il mondo va all'indietro e lo chiamano progresso! Una parte importante degli elettori cattolici, il 98% dei cittadini si dichiara tale, ha scelto di non partecipare al voto. Incomprensibile.<br />La vittoria del SI obbliga entro i prossimi sei mesi il Consiglio Generale (parlamento) ed il Consiglio dei Reggenti (Governo) a dar seguito alla volontà dei cittadini e approvare una legge che ne dia attuazione. Il testo del quesito era chiarissimo: "Volete che sia consentito alla donna di interrompere volontariamente la gravidanza entro la dodicesima settimana di gestazione, e anche successivamente se vi sia pericolo per la vita della donna o se vi siano anomalie e malformazioni del feto che comportino grave rischio per la salute fisica o psicologica della donna?".<br />Siamo chiari, il testo del quesito non lascia adito a dubbi: aborto libero sempre (ben oltre le 12 settimane) e comunque, incluso l'aborto eugenetico. Infatti: il "grave rischio per salute psicologica della donna", per un medico favorevole all'aborto, è sempre diagnosticabile anche quando al figlio che porta in grembo venga diagnosticato un semplice labbro leporino, la spina bifida, la sindrome di down... Tutto ciò senza considerare che il Referendum si basava su una menzogna: "l'aborto per un mamma in pericolo di vita era già possibile" nella Repubblica di San Marino. [...]<br />La volontà di inserire l'aborto tra i diritti della donna non tiene conto della realtà del concepito. La possibilità di operare l'aborto senza limiti di tempo, oltre all'orrore dell'aborto tardivo ed eugenetico fino al nono mese, aprirà al macabro turismo abortivo dai Paesi vicini a San Marino, Italia inclusa.<br />Gravissimo che non sia prevista in alcun caso l'obiezione di coscienza, che sia assente qualunque riferimento al padre e che manchi la previsione del consenso dei genitori o dei tutori per l'aborto delle minorenni.<br />Don Gabriele Mangiarotti, combattente sacerdote per la vita, ha dichiarato alla Bussola poco dopo i risultati: «Una sconfitta per la vita... ma si può imparare la lezione. L'amicizia operosa cresciuta tra i difensori della vita potrà continuare... Da chi si riparte? Si riparte da Uno, dalle radici della Repubblica di San Marino, che è fondata da un Santo e su un Santo».<br /><br />Nota di BastaBugie: Tommaso Scandroglio nell'articolo seguente dal titolo "Combattere l'indifferenza per fermare l'aborto" spiega i motivi della sconfitta del fronte prolife. Perché come insegna il caso del Texas, uno dei più grandi stati degli USA che proprio questo mese ha di fatto proibito l'aborto, la battaglia per la vita si può vincere... ma solo se prima si combatte la battaglia culturale.<br />Ecco l'articolo completo pubblicato su La Nuova Bussola Quotidiana il 28 settembre 2021:<br />Uno dei dati che più colpisce della débâcle pro-life avvenuta a San Marino in occasione del referendum sull'aborto è la percentuale degli astenuti: 59%. Sono loro ad avere vinto il referendum. Un nota bene di natura tecnica: nel microstato, dal 2016, non è più previsto il quorum e quindi tale percentuale non ha inficiato l'esito referendario.<br />Proviamo ad individuare le motivazioni che hanno portato i sammarinesi a disertare le urne. E dire sammarinesi significa dire "italiani" dato che culturalmente c'è piena continuità tra le due repubbliche. Dunque ciò che è avvenuto a San Marino è stato una sorta di test di...]]></itunes:summary><itunes:duration>859</itunes:duration><itunes:keywords>aborto,mangiarotti,referendum,sanmarino,sconfitta</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/ab09b32690032fc074751c95eb00791f.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Chi rifiuta il cristianesimo fa rinascere il paganesimo... e quindi i sacrifici umani</title><link>https://www.spreaker.com/episode/chi-rifiuta-il-cristianesimo-fa-rinascere-il-paganesimo-e-quindi-i-sacrifici-umani--46522754</link><description><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6729" rel="noopener">http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6729</a><br /><br />CHI RIFIUTA IL CRISTIANESIMO FA RINASCERE IL PAGANESIMO... E QUINDI I SACRIFICI UMANI di Luca Volontè<br />I genitori degli studenti del sistema scolastico pubblico della California hanno intentato una causa contro il Dipartimento dell'Educazione dello Stato nel tentativo di rimuovere un canto agli dei aztechi che fa parte di un nuovo curriculum di studi etnici.<br />La causa è stata presentata nei giorni scorsi, grazie all'assistenza del 'Thomas More Society' per conto della 'Californians for Equal Rights Foundation', singoli contribuenti e genitori di studenti attuali ed ex studenti, dopo che avevano chiesto il ritiro della preghiera azteca dal curriculum, ma non avevano ottenuto risposta.<br />Il "Curriculum modello di studi etnici" è stato approvato per le scuole pubbliche del Golden State, circa 6 milioni di studenti in circa 10mila scuole. Il canto si rivolge alle divinità sia per nome che con i loro titoli tradizionali, le riconosce come fonti di potere e conoscenza, invoca la loro assistenza e rende loro grazie. In breve, è una preghiera.<br />Gli Aztechi, si dice nella denuncia, "compivano regolarmente atti raccapriccianti e orribili al solo scopo di pacificare e placare gli stessi esseri che le preghiere del curriculum invocano. I sacrifici umani, il taglio dei cuori umani, lo scuoiamento delle vittime e l'indossare la loro pelle, sono un fatto storico, insieme ai sacrifici dei prigionieri di guerra, e altri atti ripugnanti e cerimonie che gli Aztechi conducevano per onorare le loro divinità. Qualsiasi forma di preghiera e glorificazione di questi esseri assetati di sangue nel cui nome sono state compiute orribili atrocità è ripugnante per qualsiasi osservatore ragionevolmente informato".<br />Il curriculum scolastico promuove inequivocabilmente divinità azteche attraverso il canto ripetitivo e l'affermazione dei loro principi simbolici. [...]<br />I cristiani bianchi sarebbero colpevoli di "deicidio" contro le tribù indigene, l'uccisione delle loro divinità e la loro sostituzione con la fede cristiana.<br /><br />Nota di BastaBugie: Ermes Dovico nell'articolo seguente dal titolo "Satanic Temple e Biden ricorrono contro la legge pro vita" ci mette al corrente che i satanisti, con il plauso dei media americani, hanno chiesto di accedere ai farmaci abortivi ritenendo l'aborto un rituale satanico "religioso".<br />Ecco l'articolo completo pubblicato su La Nuova Bussola Quotidiana il 11 settembre 2021:<br />Che ci fanno sullo stesso fronte il Partito Democratico americano, una setta satanica, diversi media liberal e un paio di figure dell'Onu? Risposta di stretta attualità: difendono l'aborto. L'oggetto di battaglia comune - pur nella diversità di appartenenze e strategie - è la nuova legge del Texas, ma si sbaglierebbe a pensare che la suddetta "compagnia" sia una tantum, visto che sono anni che ritroviamo gli stessi soggetti dalla stessa parte in più campi, schierati fondamentalmente contro i più basilari principi di morale naturale, vita e matrimonio su tutti.<br />Giovedì 9 settembre, nel nono giorno di efficacia della legge che vieta l'aborto dal momento in cui è rilevabile il battito cardiaco del nascituro (salvo pericolo di vita per la madre), Biden ha avviato una causa legale per ribaltare la normativa texana. Nell'annunciare la causa, come riferisce Life News, il procuratore generale Merrick Garland ha falsamente sostenuto che nella Costituzione statunitense ci sia un diritto all'aborto, che poi è il peccato originale della Roe vs Wade e delle sentenze ad essa legate. «Il Dipartimento di Giustizia ha il dovere di difendere la Costituzione degli Stati Uniti e di sostenere lo stato di diritto», ha detto Garland, facendo poi riferimento ai precedenti di lunga data della Corte Suprema, come la sentenza Planned Parenthood vs Casey, la quale afferma che «indipendentemente dal fatto che esistano eccezioni per particolari circostanze, uno stato non può proibire nessuna donna dal prendere la decisione definitiva di interrompere la gravidanza prima della possibilità di sopravvivenza [viability]» del bambino fuori dal grembo materno.<br />L'Amministrazione Biden chiede un'ingiunzione permanente contro la legge del Texas, che in pochi giorni ha ridotto drasticamente il numero di aborti nei confini statali. Ricordiamo che il Senate Bill 8 stabilisce un meccanismo speciale di applicazione, secondo cui ogni comune cittadino può intraprendere un'azione legale contro abortisti e collaboratori vari (madri escluse) che sopprimono un nascituro malgrado il riscontro del battito del cuore. Garland lamenta: «Poiché questo statuto rende troppo rischioso per una clinica abortiva rimanere aperta, i fornitori di aborti hanno cessato di fornire servizi». Se chiamare "servizio" la soppressione di una vita umana è menzognero, il procuratore generale dice il vero quando parla dei rischi per l'industria abortista. Un esempio. La sola città di San Antonio ha quattro cliniche per gli aborti, ma da quando la legge è in vigore soltanto una, la Alamo Women's Clinic, è rimasta operativa, esortando le donne che «sospettano» una gravidanza e vogliono abortire a presentarsi il prima possibile per essere «curate» e anticipando loro la possibilità di andare in una struttura affiliata nell'Oklahoma.<br />Dopo il primo "no" della Corte Suprema, che ha giudicato insufficienti le ragioni addotte da Planned Parenthood e gruppi affini per bloccare la legge texana, anche il tentativo di Biden potrebbe essere respinto dalle corti. Secondo quanto detto a The Hill dalla docente di diritto ed ex procuratrice - nominata da Obama - Barbara McQuade, la possibilità che il Dipartimento di Giustizia vinca «è davvero piuttosto limitata qui». In breve, il Governo federale non avrebbe un argomento solido per spuntarla legalmente, e McQuade ritiene che sia difficile pensare a un'azione giudiziaria capace di bloccare la legge se prima non si verifica «un caso reale»; poiché l'applicazione della norma è demandata a tutti i cittadini, e non ai funzionari statali, si è creata una «vaga classe di imputati», e non può esserci un imputato se prima non si inizia una causa.<br />Già il Satanic Temple, qualche giorno prima di Biden & Co, ha lanciato la sua sfida alla legge che difende la vita dei nascituri texani. La setta, che è incredibilmente riconosciuta dal fisco statunitense quale "organizzazione religiosa", ha chiesto di essere esentata dalla nuova normativa ai sensi del Religious Freedom Restoration Act. Il Satanic Temple considera l'aborto un rituale religioso fondato sull'autonomia del corpo e sulla "scienza" e, allo stesso tempo, giudica "tirannica" la legge del Texas. «Regolando il contesto in cui avviene il rituale, in pratica stai regolando il rituale stesso», ha detto il rappresentante legale dei satanisti, Matthew Kezhaya, azzardando poi un paragone blasfemo con l'Eucaristia. La setta ha inviato una lettera alla Food and Drug Administration per chiedere che i propri membri abbiano accesso ai farmaci abortivi senza essere soggetti alle regolamentazioni della stessa Fda e questo sempre secondo l'idea che l'aborto sia, per il Satanic Temple, un rituale "religioso".<br />Non c'è che dire: una logica diabolica, a cui basterebbe obiettare, in una società normale, che proprio la scienza conferma che la vita comincia dal concepimento, dando il la a una nuova persona (altra dalla madre) che, come tale, va protetta da qualsiasi preteso "rituale" o ingannevole "libertà di scelta". Ma di normale, oggi, c'è poco. Lo confermano alcuni giornali liberal che hanno salutato con favore l'iniziativa del Satanic Temple: per l'Huffington Post è «diabolicamente intelligente» (e, si badi, non c'è nessuna presa di distanza), per Salon «potrebbe essere l'ultima, migliore speranza per salvare i diritti all'aborto in Texas» e anche Fortune parla di «ultima speranza» proveniente dai satanisti. Siam messi bene...<br />A questo quadro di generale abbrutimento si aggiungono le parole, raccolte dal britannico Guardian, di due esperte dell'Onu, Melissa Upreti (presidente del Gruppo di lavoro sulla discriminazione contro le donne e le ragazze) e Reem Alsalem (relatore speciale delle Nazioni Unite sulla violenza contro le donne), che si sono scagliate contro la legge e contro la decisione della Corte Suprema, con la Upreti che è arrivata perfino a sostenere che il Texas abbia violato il diritto internazionale, a dispetto del fatto che non esiste nessun diritto internazionale all'aborto.<br />Fanno male, ma non c'è nulla di sorprendente in questi sragionamenti, che si accompagnano alle tenebre che progressivamente avvolgono la società man mano che essa esclude Dio. In ogni caso, è sempre Lui la risposta al male, come ricordano gruppi di apostolato (la Vigna di Rachele è uno di questi) che si propongono di guarire le ferite spirituali dell'aborto insegnando ad aprirsi alla misericordia di Gesù. E la risposta lo sono ovviamente anche le braccia e le menti di coloro che in Texas, come sta già avvenendo, e altrove si adoperano per salvare "le due vite".]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/46522754</guid><pubDate>Tue, 14 Sep 2021 22:27:16 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/46522754/chi_rifiuta_il_cristianesimo_fa_rinascere_il_paganesimo_e_quindi_i_sacrifici_umani.mp3" length="11554107" type="audio/mpeg"/><itunes:author>BastaBugie</itunes:author><itunes:subtitle>TESTO DELL'ARTICOLO ➜ http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6729

CHI RIFIUTA IL CRISTIANESIMO FA RINASCERE IL PAGANESIMO... E QUINDI I SACRIFICI UMANI di Luca Volontè
I genitori degli studenti del sistema scolastico pubblico della California...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6729" rel="noopener">http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6729</a><br /><br />CHI RIFIUTA IL CRISTIANESIMO FA RINASCERE IL PAGANESIMO... E QUINDI I SACRIFICI UMANI di Luca Volontè<br />I genitori degli studenti del sistema scolastico pubblico della California hanno intentato una causa contro il Dipartimento dell'Educazione dello Stato nel tentativo di rimuovere un canto agli dei aztechi che fa parte di un nuovo curriculum di studi etnici.<br />La causa è stata presentata nei giorni scorsi, grazie all'assistenza del 'Thomas More Society' per conto della 'Californians for Equal Rights Foundation', singoli contribuenti e genitori di studenti attuali ed ex studenti, dopo che avevano chiesto il ritiro della preghiera azteca dal curriculum, ma non avevano ottenuto risposta.<br />Il "Curriculum modello di studi etnici" è stato approvato per le scuole pubbliche del Golden State, circa 6 milioni di studenti in circa 10mila scuole. Il canto si rivolge alle divinità sia per nome che con i loro titoli tradizionali, le riconosce come fonti di potere e conoscenza, invoca la loro assistenza e rende loro grazie. In breve, è una preghiera.<br />Gli Aztechi, si dice nella denuncia, "compivano regolarmente atti raccapriccianti e orribili al solo scopo di pacificare e placare gli stessi esseri che le preghiere del curriculum invocano. I sacrifici umani, il taglio dei cuori umani, lo scuoiamento delle vittime e l'indossare la loro pelle, sono un fatto storico, insieme ai sacrifici dei prigionieri di guerra, e altri atti ripugnanti e cerimonie che gli Aztechi conducevano per onorare le loro divinità. Qualsiasi forma di preghiera e glorificazione di questi esseri assetati di sangue nel cui nome sono state compiute orribili atrocità è ripugnante per qualsiasi osservatore ragionevolmente informato".<br />Il curriculum scolastico promuove inequivocabilmente divinità azteche attraverso il canto ripetitivo e l'affermazione dei loro principi simbolici. [...]<br />I cristiani bianchi sarebbero colpevoli di "deicidio" contro le tribù indigene, l'uccisione delle loro divinità e la loro sostituzione con la fede cristiana.<br /><br />Nota di BastaBugie: Ermes Dovico nell'articolo seguente dal titolo "Satanic Temple e Biden ricorrono contro la legge pro vita" ci mette al corrente che i satanisti, con il plauso dei media americani, hanno chiesto di accedere ai farmaci abortivi ritenendo l'aborto un rituale satanico "religioso".<br />Ecco l'articolo completo pubblicato su La Nuova Bussola Quotidiana il 11 settembre 2021:<br />Che ci fanno sullo stesso fronte il Partito Democratico americano, una setta satanica, diversi media liberal e un paio di figure dell'Onu? Risposta di stretta attualità: difendono l'aborto. L'oggetto di battaglia comune - pur nella diversità di appartenenze e strategie - è la nuova legge del Texas, ma si sbaglierebbe a pensare che la suddetta "compagnia" sia una tantum, visto che sono anni che ritroviamo gli stessi soggetti dalla stessa parte in più campi, schierati fondamentalmente contro i più basilari principi di morale naturale, vita e matrimonio su tutti.<br />Giovedì 9 settembre, nel nono giorno di efficacia della legge che vieta l'aborto dal momento in cui è rilevabile il battito cardiaco del nascituro (salvo pericolo di vita per la madre), Biden ha avviato una causa legale per ribaltare la normativa texana. Nell'annunciare la causa, come riferisce Life News, il procuratore generale Merrick Garland ha falsamente sostenuto che nella Costituzione statunitense ci sia un diritto all'aborto, che poi è il peccato originale della Roe vs Wade e delle sentenze ad essa legate. «Il Dipartimento di Giustizia ha il dovere di difendere la Costituzione degli Stati Uniti e di sostenere lo stato di diritto», ha detto Garland, facendo poi riferimento ai precedenti di lunga data della Corte Suprema, come la sentenza Planned Parenthood vs Casey, la quale afferma che...]]></itunes:summary><itunes:duration>723</itunes:duration><itunes:keywords>california,paganesimo,rituali,sacrificiumani,satanisti</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/afa247094539cbee84e93eb4b7159a2f.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Vietato l'aborto in Texas se batte il cuore del bambino</title><link>https://www.spreaker.com/episode/vietato-l-aborto-in-texas-se-batte-il-cuore-del-bambino--46402885</link><description><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6720" rel="noopener">http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6720</a><br /><br />VIETATO L'ABORTO IN TEXAS SE BATTE IL CUORE DEL BAMBINO<br />La legge bloccherà quasi il 90% degli aborti (da non dimenticare che la Corte Suprema ridisegnata da Trump non ha bloccato la legge... adesso si temono le contromosse di Biden e della Pelosi)<br />da Provita & Famiglia<br />Grande vittoria della vita, in Texas. Grande vittoria per il movimento prolife americano.<br />La Corte Suprema non ha cassato la legge texana che vieta l'aborto quando si può sentire il cuore del bambino che batte, di solito intorno alla sesta settimana di gravidanza.<br />La battaglia legale degli abortisti continuerà senz'altro, appoggiata dalla presidenza Biden che già ha preso pubblicamente una posizione piccata e sdegnata, tutta tesa alla tutela dei "diritti delle donne", ovviamente.<br />Intanto, però, la legge texana è pienamente vigente e permette di denunciare chiunque "favorisca" un aborto oltre la sesta settimana (cliniche e medici), non le donne. Essa prevede multe fino a 10.000 dollari.<br />Le cliniche per l'aborto hanno riportato cali drammatici di clienti. E i centri di aiuto alla vita hanno ricevuto moltissime telefonate e visite.<br />La maggioranza della Corte Suprema ha deciso in base a questioni procedurali "complesse e nuove", sottolineando che non si stava pronunciando sulla costituzionalità della legge del Texas. Intanto, però, la Senate Bill 8 equivale a un divieto quasi completo dell'aborto perché dall'85 al 90 per cento degli aborti avvengono dopo la sesta settimana di gravidanza.<br />Questa grande vittoria va a coronare quasi mezzo secolo di battaglie del movimento prolife americano. Hanno cominciato dal basso e con pazienza. Sono state centinaia, forse migliaia, prima i provvedimenti amministrativi, poi le leggi provita locali regolarmente cancellate dai tribunali di merito. Ma piano piano, con pazienza e perseveranza e con un'azione capillare di contorno volta a spiegare l'umanità del concepito e la dannosità dell'aborto per la madre, la cultura della vita ha cominciato a farsi strada anche tribunali...<br />La battaglia non è finita. Il partito della morte è potente e ha dalla sua Biden e il suo staff. Il culmine sarà quando la Corte Suprema giudicherà la costituzionalità della sentenza Roe vs Wade (che ha legalizzato l'aborto nel 1973).<br /><br />Nota di BastaBugie: Ermes Dovico nell'articolo seguente dal titolo "La guerra del Texas all'aborto. E la furia di Biden" approfondisce le conseguenze della nuova legge texana, che proibisce gli aborti quando si riscontra il battito cardiaco del bambino.<br />Ecco l'articolo completo pubblicato su La Nuova Bussola Quotidiana il 4 settembre 2021:<br />Joe Biden e tutto il gotha del Partito Democratico e dell'industria abortista americana non l'hanno presa bene. La decisione della Corte Suprema (5-4) di non bloccare la nuova legge texana che proibisce gli aborti dal momento in cui è rilevabile il battito cardiaco del bambino, dunque intorno alla sesta settimana di gravidanza, ha comprensibilmente galvanizzato il movimento pro vita, ma ha fatto infuriare i Dem che sono già passati al contrattacco. Il presidente degli Stati Uniti ha definito il verdetto della Corte un «assalto senza precedenti» all'aborto e ha annunciato che farà di tutto per annullare gli effetti della legge approvata dal parlamento del Texas a maggio di quest'anno e in vigore da mercoledì 1 settembre.<br />La legge texana richiede che ogni esecutore di aborti verifichi la presenza del battito del cuore prima di procedere all'uccisione del bambino in grembo. Se si riscontra il battito, l'aborto non è appunto consentito, tranne in circostanze eccezionali (non stupro e incesto) come il pericolo di vita per la madre. Poiché per l'85-90% dei casi, secondo i dati dell'organizzazione abortista Aclu, gli aborti in Texas non avvengono prima della sesta settimana, quando molte donne sono ignare della gravidanza in corso, la legge potrà avere l'effetto di salvare decine di migliaia di bambini all'anno, tenendo conto che nel 2020 le cliniche locali hanno eseguito circa 54.000 procedure abortive. L'obiettivo deve essere chiaramente quello di vietare ogni aborto procurato, ma certamente in Texas si è fatto un gran passo avanti. E difatti in questi primissimi giorni di settembre il numero di aborti è precipitato.<br />Sono già una quindicina gli Stati che hanno approvato negli ultimi anni leggi di questo tenore, ma a differenza degli heartbeat bills precedenti, bloccati dalle varie corti federali, la normativa texana è la prima ad essere entrata in vigore. E questo, a 48 anni dalla sciagurata sentenza Roe vs Wade, è già un fatto storico. Ciò che differenzia la legge del Texas dalle altre è che solleva esplicitamente i funzionari statali dal compito di far rispettare la legge stessa, negando cioè loro qualsiasi autorità in materia, e si basa esclusivamente sulla responsabilità dei cittadini. In sostanza ogni comune cittadino, dall'1 settembre, può esigere il rispetto della legge citando in giudizio coloro che eseguono o favoriscono l'aborto nonostante il riscontro del battito cardiaco. Le donne che richiedono l'aborto non sono denunciabili, mentre lo sono tutti gli altri soggetti coinvolti: per ogni violazione dimostrata, la sanzione minima è di 10.000 dollari.<br />La legge è stata pensata e dotata quindi con un grimaldello ad hoc per scardinare il sistema e, stavolta, gli abortisti non sono riusciti a trovare in tempo le contromosse per far prevalere le loro pretese. Anche perché i cinque giudici di area conservatrice della Corte Suprema (Alito, Thomas, Gorsuch, Kavanaugh, Barrett), gli ultimi tre dei quali nominati da Trump, hanno votato compatti, come raramente è accaduto in passato. Secondo i giudici, i ricorrenti (Aclu, Planned Parenthood, Whole Woman's Health e altri gruppi abortisti) «hanno sollevato seri interrogativi sulla costituzionalità della legge del Texas in questione. Ma la loro istanza presenta anche antecedenti questioni procedurali complesse e nuove», rispetto alle quali i gruppi abortisti non sono stati in grado di fornire sufficienti ragioni per bloccare la legge. Quest'ultima, insomma, rimane in vigore, ma la partita non è chiusa, in quanto, come conclude la maggioranza della Corte Suprema, «questo ordine non è basato su nessuna decisione riguardo alla costituzionalità della legge del Texas, e in nessun modo limita altri ricorsi proceduralmente corretti contro la legge del Texas, anche nei tribunali statali del Texas».<br />Il caso, dunque, può tornare alle corti inferiori, dove proseguirà la battaglia legale, il cui esito rimane incerto. Ma lo scontro tra pro vita e pro morte si gioca anche su altre cause. Davanti alla Corte Suprema, infatti, è atteso in autunno l'esame della legge del Mississippi che vieta gran parte degli aborti dopo la quindicesima settimana e che sfida apertamente il sistema imperniato sulla Roe vs Wade e sulle sue discendenti decisioni, come la Planned Parenthood vs Casey (1992), che prevede che una donna debba poter abortire legalmente nei 50 Stati federati almeno fino al punto di "viability", cioè prima che il bambino sia in grado di sopravvivere fuori dal grembo materno.<br />In tutto questo c'è da considerare la variabile Biden, un tempo 'moderato' sull'aborto, ma oggi completamente asservito alle lobby abortiste che ne hanno favorito la scalata al potere e disposto a forzare gli stessi principi democratici e federali. Oltre ad aver attaccato, come visto, la Corte Suprema, il numero uno della Casa Bianca ha dato mandato al suo entourage di «lanciare uno sforzo dell'intero Governo», così da capire «quali passi il Governo federale può intraprendere per garantire che le donne in Texas abbiano accesso ad aborti sicuri e legali come protetti dalla Roe, e quali strumenti abbiamo per proteggere le donne e i fornitori [dell'aborto] dall'impatto del bizzarro schema del Texas di applicazione [della legge] appaltata a parti private», cioè all'iniziativa dei cittadini. In campo pro life si teme che Biden possa emettere un ordine unilaterale per facilitare gli aborti fuori dal Texas, finanziando con i soldi dei contribuenti gli spostamenti delle cittadine texane che chiedono di abortire. A dimostrazione della sua svolta sempre più radicale, Biden è arrivato ieri a negare (contrariamente al passato) il dato biologico, dicendo di rispettare «coloro che credono che la vita inizi al momento del concepimento», ma di non essere «d'accordo» con loro.<br />A biasimare la Corte Suprema anche Nancy Pelosi. La speaker della Camera ha annunciato che al ritorno dei parlamentari in aula, il 20 settembre, sarà presentato il Women's Health Protection Act, un disegno di legge che a dispetto del nome, ingannevole, intende allargare le maglie dell'aborto in tutti gli Stati Uniti.<br />Intanto, tornando al Texas, il fronte pro vita sta accrescendo gli sforzi per aiutare le mamme con gravidanze difficili, e bisognose di un supporto morale ed economico. Un impegno favorito anche dallo stanziamento di 100 milioni di dollari deciso dai legislatori locali nell'ambito di un programma per offrire alternative all'aborto. E sono queste alternative la strada giusta: su cui, si spera, si indirizzeranno altri Stati insieme al Texas.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/46402885</guid><pubDate>Tue, 07 Sep 2021 20:48:29 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/46402885/vietato_l_aborto_in_texas_se_batte_il_cuore_del_bambino.mp3" length="11184286" type="audio/mpeg"/><itunes:author>BastaBugie</itunes:author><itunes:subtitle>TESTO DELL'ARTICOLO ➜ http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6720

VIETATO L'ABORTO IN TEXAS SE BATTE IL CUORE DEL BAMBINO
La legge bloccherà quasi il 90% degli aborti (da non dimenticare che la Corte Suprema ridisegnata da Trump non ha bloccato...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6720" rel="noopener">http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6720</a><br /><br />VIETATO L'ABORTO IN TEXAS SE BATTE IL CUORE DEL BAMBINO<br />La legge bloccherà quasi il 90% degli aborti (da non dimenticare che la Corte Suprema ridisegnata da Trump non ha bloccato la legge... adesso si temono le contromosse di Biden e della Pelosi)<br />da Provita & Famiglia<br />Grande vittoria della vita, in Texas. Grande vittoria per il movimento prolife americano.<br />La Corte Suprema non ha cassato la legge texana che vieta l'aborto quando si può sentire il cuore del bambino che batte, di solito intorno alla sesta settimana di gravidanza.<br />La battaglia legale degli abortisti continuerà senz'altro, appoggiata dalla presidenza Biden che già ha preso pubblicamente una posizione piccata e sdegnata, tutta tesa alla tutela dei "diritti delle donne", ovviamente.<br />Intanto, però, la legge texana è pienamente vigente e permette di denunciare chiunque "favorisca" un aborto oltre la sesta settimana (cliniche e medici), non le donne. Essa prevede multe fino a 10.000 dollari.<br />Le cliniche per l'aborto hanno riportato cali drammatici di clienti. E i centri di aiuto alla vita hanno ricevuto moltissime telefonate e visite.<br />La maggioranza della Corte Suprema ha deciso in base a questioni procedurali "complesse e nuove", sottolineando che non si stava pronunciando sulla costituzionalità della legge del Texas. Intanto, però, la Senate Bill 8 equivale a un divieto quasi completo dell'aborto perché dall'85 al 90 per cento degli aborti avvengono dopo la sesta settimana di gravidanza.<br />Questa grande vittoria va a coronare quasi mezzo secolo di battaglie del movimento prolife americano. Hanno cominciato dal basso e con pazienza. Sono state centinaia, forse migliaia, prima i provvedimenti amministrativi, poi le leggi provita locali regolarmente cancellate dai tribunali di merito. Ma piano piano, con pazienza e perseveranza e con un'azione capillare di contorno volta a spiegare l'umanità del concepito e la dannosità dell'aborto per la madre, la cultura della vita ha cominciato a farsi strada anche tribunali...<br />La battaglia non è finita. Il partito della morte è potente e ha dalla sua Biden e il suo staff. Il culmine sarà quando la Corte Suprema giudicherà la costituzionalità della sentenza Roe vs Wade (che ha legalizzato l'aborto nel 1973).<br /><br />Nota di BastaBugie: Ermes Dovico nell'articolo seguente dal titolo "La guerra del Texas all'aborto. E la furia di Biden" approfondisce le conseguenze della nuova legge texana, che proibisce gli aborti quando si riscontra il battito cardiaco del bambino.<br />Ecco l'articolo completo pubblicato su La Nuova Bussola Quotidiana il 4 settembre 2021:<br />Joe Biden e tutto il gotha del Partito Democratico e dell'industria abortista americana non l'hanno presa bene. La decisione della Corte Suprema (5-4) di non bloccare la nuova legge texana che proibisce gli aborti dal momento in cui è rilevabile il battito cardiaco del bambino, dunque intorno alla sesta settimana di gravidanza, ha comprensibilmente galvanizzato il movimento pro vita, ma ha fatto infuriare i Dem che sono già passati al contrattacco. Il presidente degli Stati Uniti ha definito il verdetto della Corte un «assalto senza precedenti» all'aborto e ha annunciato che farà di tutto per annullare gli effetti della legge approvata dal parlamento del Texas a maggio di quest'anno e in vigore da mercoledì 1 settembre.<br />La legge texana richiede che ogni esecutore di aborti verifichi la presenza del battito del cuore prima di procedere all'uccisione del bambino in grembo. Se si riscontra il battito, l'aborto non è appunto consentito, tranne in circostanze eccezionali (non stupro e incesto) come il pericolo di vita per la madre. Poiché per l'85-90% dei casi, secondo i dati dell'organizzazione abortista Aclu, gli aborti in Texas non avvengono prima della sesta...]]></itunes:summary><itunes:duration>699</itunes:duration><itunes:keywords>aborto,biden,cortesuprema,cuore,roevswade,texas,trump</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/ab09b32690032fc074751c95eb00791f.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>La ex presidente di Planned Parenthood rivela gli orrori del colosso abortista</title><link>https://www.spreaker.com/episode/la-ex-presidente-di-planned-parenthood-rivela-gli-orrori-del-colosso-abortista--46042482</link><description><![CDATA[VIDEO: UNPLANNED - Canzone pro-life colonna sonora del film sulla vita di Abby Johnson ➜ <a href="https://www.youtube.com/watch?v=k2bpbHzYx70&list=PLolpIV2TSebXeokE6asCp6exFLZYVAfSJ" rel="noopener">https://www.youtube.com/watch?v=k2bpbHzYx70&list=PLolpIV2TSebXeokE6asCp6exFLZYVAfSJ</a><br /><br />TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6677" rel="noopener">http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6677</a><br /><br />LA EX PRESIDENTE DI PLANNED PARENTHOOD RIVELA GLI ORRORI DEL COLOSSO ABORTISTA di Giuliano Guzzo<br />«Devi dire "aborto" in ogni intervista». Sono le indicazioni o, meglio, le pressioni che riceveva la dottoressa Leana Wen (nella foto), che è stata per otto mesi nientemeno che alla presidenza del colosso abortista Planned Parenthood. A rivelarlo, è stata lei stessa nel suo nuovo libro, Lifelines: A Doctor's Journey in the Fight for Public Health (Metropolitan Books, 2021). In questo testo, la donna ha infatti riferito come, a seguito di alcune sue comparsate televisive, lo staff di Planned Parenthood fosse scontento proprio per questo, e cioè perché la Wen - coerentemente con la sua visione dell'organizzazione - si soffermasse a parlare di assistenza sanitaria, screening, farmaci.<br />LA PROSSIMA VOLTA ASSICURATI DI PARLARE DI ABORTO<br />Tutti temi che però ai vertici di PP interessavano e interessano, sì, ma fino ad un certo punto, come provano appunto i commenti che la Wen si sentiva rivolgere: «La prossima volta assicurati di parlare di aborto», «devi fare meglio», «parla di aborto ad ogni intervista con i media». Ora, questi aneddoti son particolarmente preziosi perché consentono di svolgere almeno due considerazioni importanti, la prima relativa a Planned Parenthood, la seconda invece rispetto al funzionamento dei media e al loro orientamento abortista.<br />Iniziando con Planned Parenthood, c'è da dire che la vicenda di Leana Wen, a ben vedere, ricorda un po' quella di Abby Johnson. Anche quest'ultima, infatti, come raccontato nel bel film Unplanned (2019) - in arrivo, tradotto, anche in Italia - stava facendo rapidamente carriera nell'organizzazione di «salute riproduttiva» quando, con sua stessa amara sorpresa, si è accorta che non doveva occuparsi "anche" di aborto ma "soprattutto" di aborto: e non per evitarli, come ingenuamente credeva, bensì per promuoverli, in quanto fonte di business per Planned Parenthood. Quel «parla sempre di aborto» intimato alla Wen pare insomma un film già visto, in tutti i sensi.<br />LA PROPAGANDA DEI MEDIA<br />La seconda considerazione che le rivelazioni dell'ex guida di PP ispirano riguarda invece il funzionamento dei media, che in realtà da oltre un secolo sono utilizzati per promuovere l'aborto. Abbiamo infatti notizia di come già i primi promotori dell'aborto di Stato - i sovietici - facessero ampio uso dell'organo ufficiale del partito, la Pravda, per convincere la popolazione ad avvalersi di quella pratica che, decenni dopo, sarebbe diventata «interruzione volontaria di gravidanza». A seguire, come ebbe a confessare una star pentita dell'abortismo, il dottor Bernard Nathanson, anche negli Usa chi voleva legalizzare la soppressione prenatale si è avvalso dei media.<br />Venendo invece alle interviste - ovvero le situazioni in cui Leana Wen di aborto non parlava abbastanza -, c'è da dire che la cultura dominante si serve anche di esse per veicolare la propria posizione ideologica. Come? Rispetto al tema della vita nascente, le strategie più comuni - e che anche nell'intervista si possono utilizzare - riguardano l'indirizzo della discussione sui massimi sistemi: il progresso, i diritti civili, l'autodeterminazione della donna, la libertà, la civiltà che avanza. Insomma, l'importante è che si parli di tutto, ma proprio di tutto, fuorché di lui, il figlio concepito e non ancora nato.<br />Che una tattica vincente sia questa lo si è visto, non negli Usa ma in Italia, in occasione del referendum parzialmente abrogativo del 1981. «Grazie all'instancabile opera di stravolgimento dovuta a solerti schiere di intellettuali, giornalisti e politici», ricorda infatti il giornalista Aldo Maria Valli nel suo libro La verità di carta (Ares, 1986), «lo scontro si spostò subito sull'incerto terreno dei massimi sistemi: la libertà, la democrazia, il progresso, la civiltà. Col risultato che, alla fin fine, dell'unico uomo davvero in questione, ovvero la persona concepita, si ricordarono in pochissimi».<br />Sui media l'abortismo preferisce dunque o virare sui massimi sistemi oppure sul tema dell'aborto - presentato come «interruzione volontaria di gravidanza» -, ma del concepito no, di costui non bisogna assolutamente parlare. Perché altrimenti la gente potrebbe fiutare l'inganno manipolatorio e poi perché, per così dire, strategia che vince non si cambia.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/46042482</guid><pubDate>Thu, 19 Aug 2021 20:50:37 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/46042482/la_ex_presidente_di_planned_parenthood_rivela_gli_orrori_del_colosso_abortista.mp3" length="5483668" type="audio/mpeg"/><itunes:author>BastaBugie</itunes:author><itunes:subtitle>VIDEO: UNPLANNED - Canzone pro-life colonna sonora del film sulla vita di Abby Johnson ➜ https://www.youtube.com/watch?v=k2bpbHzYx70&amp;list=PLolpIV2TSebXeokE6asCp6exFLZYVAfSJ

TESTO DELL'ARTICOLO ➜ http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6677

LA EX...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[VIDEO: UNPLANNED - Canzone pro-life colonna sonora del film sulla vita di Abby Johnson ➜ <a href="https://www.youtube.com/watch?v=k2bpbHzYx70&list=PLolpIV2TSebXeokE6asCp6exFLZYVAfSJ" rel="noopener">https://www.youtube.com/watch?v=k2bpbHzYx70&list=PLolpIV2TSebXeokE6asCp6exFLZYVAfSJ</a><br /><br />TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6677" rel="noopener">http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6677</a><br /><br />LA EX PRESIDENTE DI PLANNED PARENTHOOD RIVELA GLI ORRORI DEL COLOSSO ABORTISTA di Giuliano Guzzo<br />«Devi dire "aborto" in ogni intervista». Sono le indicazioni o, meglio, le pressioni che riceveva la dottoressa Leana Wen (nella foto), che è stata per otto mesi nientemeno che alla presidenza del colosso abortista Planned Parenthood. A rivelarlo, è stata lei stessa nel suo nuovo libro, Lifelines: A Doctor's Journey in the Fight for Public Health (Metropolitan Books, 2021). In questo testo, la donna ha infatti riferito come, a seguito di alcune sue comparsate televisive, lo staff di Planned Parenthood fosse scontento proprio per questo, e cioè perché la Wen - coerentemente con la sua visione dell'organizzazione - si soffermasse a parlare di assistenza sanitaria, screening, farmaci.<br />LA PROSSIMA VOLTA ASSICURATI DI PARLARE DI ABORTO<br />Tutti temi che però ai vertici di PP interessavano e interessano, sì, ma fino ad un certo punto, come provano appunto i commenti che la Wen si sentiva rivolgere: «La prossima volta assicurati di parlare di aborto», «devi fare meglio», «parla di aborto ad ogni intervista con i media». Ora, questi aneddoti son particolarmente preziosi perché consentono di svolgere almeno due considerazioni importanti, la prima relativa a Planned Parenthood, la seconda invece rispetto al funzionamento dei media e al loro orientamento abortista.<br />Iniziando con Planned Parenthood, c'è da dire che la vicenda di Leana Wen, a ben vedere, ricorda un po' quella di Abby Johnson. Anche quest'ultima, infatti, come raccontato nel bel film Unplanned (2019) - in arrivo, tradotto, anche in Italia - stava facendo rapidamente carriera nell'organizzazione di «salute riproduttiva» quando, con sua stessa amara sorpresa, si è accorta che non doveva occuparsi "anche" di aborto ma "soprattutto" di aborto: e non per evitarli, come ingenuamente credeva, bensì per promuoverli, in quanto fonte di business per Planned Parenthood. Quel «parla sempre di aborto» intimato alla Wen pare insomma un film già visto, in tutti i sensi.<br />LA PROPAGANDA DEI MEDIA<br />La seconda considerazione che le rivelazioni dell'ex guida di PP ispirano riguarda invece il funzionamento dei media, che in realtà da oltre un secolo sono utilizzati per promuovere l'aborto. Abbiamo infatti notizia di come già i primi promotori dell'aborto di Stato - i sovietici - facessero ampio uso dell'organo ufficiale del partito, la Pravda, per convincere la popolazione ad avvalersi di quella pratica che, decenni dopo, sarebbe diventata «interruzione volontaria di gravidanza». A seguire, come ebbe a confessare una star pentita dell'abortismo, il dottor Bernard Nathanson, anche negli Usa chi voleva legalizzare la soppressione prenatale si è avvalso dei media.<br />Venendo invece alle interviste - ovvero le situazioni in cui Leana Wen di aborto non parlava abbastanza -, c'è da dire che la cultura dominante si serve anche di esse per veicolare la propria posizione ideologica. Come? Rispetto al tema della vita nascente, le strategie più comuni - e che anche nell'intervista si possono utilizzare - riguardano l'indirizzo della discussione sui massimi sistemi: il progresso, i diritti civili, l'autodeterminazione della donna, la libertà, la civiltà che avanza. Insomma, l'importante è che si parli di tutto, ma proprio di tutto, fuorché di lui, il figlio concepito e non ancora nato.<br />Che una tattica vincente sia questa lo si è visto, non negli Usa ma in Italia, in occasione del referendum parzialmente abrogativo del 1981....]]></itunes:summary><itunes:duration>343</itunes:duration><itunes:keywords>abbyjohnson,aborto,business,diritticivili,plannedparenthood</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/d2f9fc9149ca1be86ea44f350f924e57.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Le vittorie della battaglia contro l'aborto</title><link>https://www.spreaker.com/episode/le-vittorie-della-battaglia-contro-l-aborto--46119177</link><description><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6684" rel="noopener">http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6684</a><br /><br />LE VITTORE DELLA BATTAGLIA CONTRO L'ABORTO di Mauro Faverzani<br />Ci sono buone notizie sul fronte della vita, davvero buone; ma ce ne sono anche di cattive, davvero cattive, sintomo evidente di quanto epocale sia lo scontro in corso.<br />Dagli Stati Uniti, come spesso accade, giungono le novità più incoraggianti: 12 governatori e 200 membri repubblicani del Congresso si sono serviti dell'istituto giuridico dell'«amicus curiae» per sostenere davanti alla Corte Suprema la legge pro-life emanata nel Mississippi. Secondo loro e secondo i loro legali, sarebbe molto meglio che della regolamentazione dell'aborto si occupassero i singoli Stati, senza varare un apposito diritto costituzionale federale in merito, anche per lasciare ai cittadini la possibilità di esprimersi democraticamente col voto, senza imposizioni dall'alto, promuovendo o bocciando di volta in volta i candidati corrispondenti alle idee della maggioranza. Punto, questo, su cui si sono detti d'accordo tramite un altro «amicus curiae» anche 184 membri della Camera dei Rappresentanti e 44 senatori, tutti repubblicani. Un eventuale esito positivo di questa importante battaglia potrebbe avere ripercussioni anche sulle legislazioni degli altri Stati americani, una dozzina dei quali sarebbe già pronta a far entrare in vigore immediatamente provvedimenti pro-life, già votati ed approvati, in caso di vittoria presso la Corte Suprema. Si tratta del South Carolina, dell'Alabama, dell'Arizona, dell'Arkansas, della Florida, della Georgia, dell'Idaho, dello Iowa, del Missouri, del Montana, dell'Oklahoma e del Texas.<br /><br />L'ABORTO È IMMORALE<br />Il Mississippi, del resto, appare più che mai deciso ad applicare la norma varata nel 2018, norma che limita l'aborto, vietandolo dopo la 15ma settimana di gravidanza, anche a costo d'invocare il ribaltamento e, magari, l'annullamento della sentenza Roe versus Wade, quella che ha legalizzato in tutti gli Stati Uniti d'America l'uccisione dei figli nel grembo delle loro madri. Della questione la Corte Suprema, a fronte di un ricorso presentato dall'unica clinica abortiva operante nel Mississippi, si occuperà probabilmente a partire dall'imminente autunno, per poi giungere ad una sentenza entro l'anno prossimo.<br />Nel frattempo, anche la Chiesa negli Stati Uniti ha di nuovo assunto una chiara, netta posizione, negando l'ammissione all'Eucarestia ai politici pro-choice. Per questo, al senatore democratico Joe Cervantes dello Stato del New Mexico è stata rifiutata la Santa Comunione, avendo egli, all'inizio di quest'anno, votato ostinatamente a favore di una legge filoabortista. Fintosi sorpreso, parroco e Diocesi di Las Cruces gli hanno ribattuto d'averlo avvertito in forma privata e per tempo, prima del voto, circa le conseguenze che questo avrebbe avuto. Purtroppo invano. Christopher Velasquez, direttore dell'Ufficio diocesano per le Comunicazioni, ha anzi espresso biasimo verso l'esponente politico, ritenendo spiacevole ch'egli abbia tentato di buttare sul piano politico una questione, che è invece eminentemente pastorale. Il vescovo in persona, mons. Peter Baldacchino, aveva cercato a suo tempo di contattare personalmente e privatamente il sen. Cervantes in merito, senza tuttavia ottenere mai risposta.<br /><br />L'INGHILTERRA TAGLIA I FONDI A PLANNED PARENTHOOD<br />Intanto in Inghilterra anche l'emergenza sanitaria può avere qualche effetto positivo: qui il governo, dovendo far fronte a spese impreviste per contrastare il Covid-19, ha tagliato i fondi pubblici per le campagne internazionali, compresa quella «sulla promozione dei diritti riproduttivi e dell'aborto». La decisione è stata approvata ed è divenuta quindi esecutiva grazie al voto espresso dalla Camera dei Comuni il 13 luglio scorso con 333 favorevoli e 298 contrari. Così l'Ippf, International Planned Parenthood Federation, perderà circa 14,2 milioni di sterline in tre anni, il che potrebbe significare la chiusura delle strutture affiliate in Afghanistan, Bangladesh, Zambia, Mozambico, Zimbabwe, Costa d'Avorio, Camerun, Uganda, Mozambico, Nepal, Libano e forse in altri nove Paesi.<br />Planned Parenthood sta valutando un'ipotesi senza precedenti, quella di promuovere un'azione legale contro il governo Johnson, ma pare che i margini di vittoria siano davvero ristretti. Ciò non ha scoraggiato la multinazionale dell'aborto dall'inviare un preavviso circa i suoi propositi all'esecutivo britannico, contando anche sul massiccio sostegno massmediatico, che non è mancato: immediatamente si sono schierati dalla sua parte The Independent, The Guardian, ma, a sorpresa, anche tre ex-premier conservatori, vale a dire Theresa May, John Major e David Cameron. Ne tengano conto gli elettori al momento del voto...<br /><br />NON MANCANO LE BRUTTE NOTIZIE<br />Non sono comunque tutte rose e fiori, anzi. L'Oms, Organizzazione Mondiale della Sanità, si starebbe preparando per un attacco in grande stile contro le legislazioni pro-life nel mondo. A tal scopo starebbe predisponendo una "guida" tecnica e politica «sull'aborto sicuro», con l'esplicito proposito di aumentare la pressione sui Paesi aderenti, rimuovendo le protezioni legali e le garanzie mediche in favore dei bambini non nati e degli operatori sanitari, obiettori di coscienza. A lanciare l'allarme, è stato un documento apparso sul BMJ Global Health, documento commissionato come aggiornamento del testo di riferimento in materia, pubblicato dall'Oms nel 2012, suggerendo per i Paesi in via di sviluppo metodi, che sarebbero considerati inaccettabili nei Paesi più sviluppati.<br />Nel frattempo, altra brutta notizia, il Congresso di Veracruz ha approvato nei giorni scorsi con 25 sì, 3 no ed un'astensione la depenalizzazione dell'aborto fino alla dodicesima settimana di gestazione. Oltre tutto, la pena per le donne, che superassero tale termine, è ridicola: da 15 giorni a 2 mesi di detenzione a piede libero. Veracruz è il quarto Stato messicano a compiere questo triste passo.<br />Finora era consentito uccidere il proprio figlio in grembo solo in caso di stupro, negligenza, pericolo di vita, malformazioni o per una gravidanza, risultante da inseminazione artificiale non consensuale. D'ora in poi, purtroppo, le maglie si allargano.<br />La battaglia per la vita continua.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/46119177</guid><pubDate>Tue, 17 Aug 2021 20:36:15 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/46119177/le_vittorie_della_battaglia_contro_l_aborto.mp3" length="7346118" type="audio/mpeg"/><itunes:author>BastaBugie</itunes:author><itunes:subtitle>TESTO DELL'ARTICOLO ➜ http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6684

LE VITTORE DELLA BATTAGLIA CONTRO L'ABORTO di Mauro Faverzani
Ci sono buone notizie sul fronte della vita, davvero buone; ma ce ne sono anche di cattive, davvero cattive, sintomo...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6684" rel="noopener">http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6684</a><br /><br />LE VITTORE DELLA BATTAGLIA CONTRO L'ABORTO di Mauro Faverzani<br />Ci sono buone notizie sul fronte della vita, davvero buone; ma ce ne sono anche di cattive, davvero cattive, sintomo evidente di quanto epocale sia lo scontro in corso.<br />Dagli Stati Uniti, come spesso accade, giungono le novità più incoraggianti: 12 governatori e 200 membri repubblicani del Congresso si sono serviti dell'istituto giuridico dell'«amicus curiae» per sostenere davanti alla Corte Suprema la legge pro-life emanata nel Mississippi. Secondo loro e secondo i loro legali, sarebbe molto meglio che della regolamentazione dell'aborto si occupassero i singoli Stati, senza varare un apposito diritto costituzionale federale in merito, anche per lasciare ai cittadini la possibilità di esprimersi democraticamente col voto, senza imposizioni dall'alto, promuovendo o bocciando di volta in volta i candidati corrispondenti alle idee della maggioranza. Punto, questo, su cui si sono detti d'accordo tramite un altro «amicus curiae» anche 184 membri della Camera dei Rappresentanti e 44 senatori, tutti repubblicani. Un eventuale esito positivo di questa importante battaglia potrebbe avere ripercussioni anche sulle legislazioni degli altri Stati americani, una dozzina dei quali sarebbe già pronta a far entrare in vigore immediatamente provvedimenti pro-life, già votati ed approvati, in caso di vittoria presso la Corte Suprema. Si tratta del South Carolina, dell'Alabama, dell'Arizona, dell'Arkansas, della Florida, della Georgia, dell'Idaho, dello Iowa, del Missouri, del Montana, dell'Oklahoma e del Texas.<br /><br />L'ABORTO È IMMORALE<br />Il Mississippi, del resto, appare più che mai deciso ad applicare la norma varata nel 2018, norma che limita l'aborto, vietandolo dopo la 15ma settimana di gravidanza, anche a costo d'invocare il ribaltamento e, magari, l'annullamento della sentenza Roe versus Wade, quella che ha legalizzato in tutti gli Stati Uniti d'America l'uccisione dei figli nel grembo delle loro madri. Della questione la Corte Suprema, a fronte di un ricorso presentato dall'unica clinica abortiva operante nel Mississippi, si occuperà probabilmente a partire dall'imminente autunno, per poi giungere ad una sentenza entro l'anno prossimo.<br />Nel frattempo, anche la Chiesa negli Stati Uniti ha di nuovo assunto una chiara, netta posizione, negando l'ammissione all'Eucarestia ai politici pro-choice. Per questo, al senatore democratico Joe Cervantes dello Stato del New Mexico è stata rifiutata la Santa Comunione, avendo egli, all'inizio di quest'anno, votato ostinatamente a favore di una legge filoabortista. Fintosi sorpreso, parroco e Diocesi di Las Cruces gli hanno ribattuto d'averlo avvertito in forma privata e per tempo, prima del voto, circa le conseguenze che questo avrebbe avuto. Purtroppo invano. Christopher Velasquez, direttore dell'Ufficio diocesano per le Comunicazioni, ha anzi espresso biasimo verso l'esponente politico, ritenendo spiacevole ch'egli abbia tentato di buttare sul piano politico una questione, che è invece eminentemente pastorale. Il vescovo in persona, mons. Peter Baldacchino, aveva cercato a suo tempo di contattare personalmente e privatamente il sen. Cervantes in merito, senza tuttavia ottenere mai risposta.<br /><br />L'INGHILTERRA TAGLIA I FONDI A PLANNED PARENTHOOD<br />Intanto in Inghilterra anche l'emergenza sanitaria può avere qualche effetto positivo: qui il governo, dovendo far fronte a spese impreviste per contrastare il Covid-19, ha tagliato i fondi pubblici per le campagne internazionali, compresa quella «sulla promozione dei diritti riproduttivi e dell'aborto». La decisione è stata approvata ed è divenuta quindi esecutiva grazie al voto espresso dalla Camera dei Comuni il 13 luglio scorso con 333 favorevoli e 298 contrari. Così l'Ippf, International Planned...]]></itunes:summary><itunes:duration>460</itunes:duration><itunes:keywords>bmj,comunione,cortesuprema,roewade,texas,uganda</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/c53409f34412e3baaf88a44f951a6a89.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Olimpiadi e aborto: l'altro volto dello sport femminile</title><link>https://www.spreaker.com/episode/olimpiadi-e-aborto-l-altro-volto-dello-sport-femminile--45962427</link><description><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6671" rel="noopener">http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6671</a><br /><br />OLIMPIADI E ABORTO: L'ALTRO VOLTO DELLO SPORT FEMMINILE<br />Nel bel mezzo delle Olimpiadi di Tokyo, guadagnare un posto sul podio rappresenta la ricompensa per gli atleti dopo anni di sacrifici e allenamenti. A quattro giorni dal loro inizio sono state distribuite decine di medaglie, tra cui una d'argento per la nuotatrice cattolica statunitense Katie Ledecky. Tuttavia, la soddisfazione e il trionfo mostrati dai sorrisi degli atleti vincitori nascondono in alcuni altri casi una triste realtà: l'aborto è, in molte occasioni, il prezzo definitivo da pagare per la vittoria. Una realtà che, come ha raccontato Margaret Brady su Verily Magazine, è più che radicata nella categoria femminile dello sport d'élite.<br />Quando ha raccontato per la prima volta la sua testimonianza, l'olimpionica Sanya Richards-Ross (nella foto) ha detto che nel 2008, «ero letteralmente in cima al mondo. Ero la promessa d'America. Avevo più di otto sponsor tra i principali marchi nazionali, l'amore della mia vita al mio fianco e nei 400 metri ero imbattuta. Ero la grande favorita per vincere l'oro alle Olimpiadi». Tuttavia, il giorno prima della marcia per i Giochi di Pechino, l'atleta sapeva che tutto stava andando a rotoli mentre si dirigeva ad una clinica per aborti, l'ultimo posto in cui avrebbe voluto essere in un momento del genere. «Sapevo di essere a un bivio. Tutto quello che ho sempre voluto sembrava essere alla mia portata. Il culmine di una vita di lavoro era davanti a me. All'epoca, sembrava che non ci fosse alcuna scelta... Tutta la sofferenza che ha accompagnato quel momento mi aveva lasciato così insensibile che ricordo a malapena gli strumenti freddi che mi hanno sfiorato la pelle», racconta nel suo libro, Chasing Grace. Durante i Giochi, nei secondi prima di raggiungere il traguardo, l'atleta si sentiva vuota e disperata, e i suoi sentimenti di vergogna e di colpa le hanno impedito di raggiungere l'oro olimpico per un più che amaro terzo posto. «Ho preso una decisione che mi ha distrutto», ha confessato.<br /><br />BRIANNA MCNEAL, DALL'ABORTO AL "GLORIFICARE DIO" CON IL SUO TALENTO<br />Verily include anche il caso di Brianna McNeal, vincitrice dell'oro olimpico ai Giochi di Rio 2016, accusata di aver falsificato una nota medica dopo aver saltato un test antidoping nel gennaio 2020. L'atleta, incinta come Richards Ross, si è trovata tra l'incudine e il martello sotto la pressione delle imminenti Olimpiadi e ha deciso di abortire prima di uno dei test antidoping. Quando il rappresentante anti-doping si è presentato a casa sua, McNeal era traumatizzata, nel suo letto, con una sindrome acuta post-aborto e non ha sentito la chiamata. Volendo dimostrare di aver saltato il controllo per giusti motivi, McNeal ha presentato come prova la nota medica ricevuta dopo il suo aborto, ma vedendo che la clinica aveva sbagliato a inserire la data, l'ha corretta da sola. Questo è stato sufficiente per l'Unità di integrità atletica per sanzionarla e proibirle per 5 anni le competizioni. A causa della sua fede cristiana, è stata aspramente criticata per aver cercato assistenza spirituale per superare il trauma piuttosto che le cure di uno psichiatra. Ora afferma di cercare Dio ogni giorno e pretende di «glorificare Dio per il talento con cui mi ha benedetto».<br />La Richards-Ross afferma che non conosce «un altro atleta [donna] che non abbia abortito, e questo è triste». Per lei la pratica diffusa dell'aborto nel mondo sportivo femminile è dovuta alla disinformazione che circola già dalle università sull'impossibilità di gravidanza per le atlete che hanno perso il ciclo mestruale a causa dell'esercizio estremo. Ma anche, a una cultura dello sport che incoraggia a «fare tutto il necessario per esibirsi ai massimi livelli».<br /><br />UN PROBLEMA CHE INIZIA NELLE UNIVERSITÀ<br />Tuttavia, gli ostacoli allo sviluppo della cultura della vita nello sport iniziano nelle università stesse. Il sistema di borse di studio per i giovani atleti è fondamentale per poter far decollare la propria carriera. Come ammettono centinaia di atlete e dirigenti universitari, gli accordi di borsa di studio non lasciano spazio a dubbi sulla maternità. Quello della Clemson University avverte le atlete che «la gravidanza che si traduce nell'incapacità di competere e di contribuire positivamente al successo comporterà la modifica della borsa di studio», ed è accertato, dal canale televisivo americano ESPN, che almeno sette atlete d'élite sono state costrette ad abortire per mantenere la borsa di studio. Un caso simile è quello di Cassandra Harding. All'Università di Memphis, la gravidanza delle atlete che accedono alla borsa di studio implica «l'immediato licenziamento e il mancato rinnovo della borsa di studio». Cassandra, che non ha potuto abortire per aver scoperto troppo tardi la sua gravidanza è stata immediatamente espulsa.<br />Nonostante l'aborto sia diffuso nell'élite sportiva, non tutte le atlete si sottomettono alla cultura dell'aborto e, in molte occasioni, chi resiste trova nella fede una motivazione fondamentale. Questo è il caso dell'olimpionica Allyson Felix (foto in alto). L'atleta, con profonde convinzioni cristiane, afferma che il suo obiettivo è «essere ogni giorno più simile a Cristo» e che la fede, che orienta la sua vita, è il motivo per cui corre. «Sento di essere stata benedetta con questo dono», ha detto al Los Angeles Times. Per questo Allyson è un esempio per tutte quelle atlete che, in gravidanza, non vogliono sottostare ai contratti e alle clausole delle grandi società sportive. Nel suo caso, Felix è andata contro la Nike. I suoi sei ori olimpici e altri 14 ai campionati del mondo non sono stati sufficienti per soddisfare il suo sponsor principale quando hanno saputo che Allyson era incinta. Nonostante abbia ridotto i benefici finanziari del 70% e l'abbia sottoposta a forti pressioni per abortire, l'atleta ha deciso di combattere. È riuscita a far cambiare all'azienda le sue clausole anti-maternità nei contratti e ha fondato Saysh, un marchio sportivo volto ad aiutare le atlete che vogliono bilanciare la loro dedizione sportiva con la maternità.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/45962427</guid><pubDate>Wed, 04 Aug 2021 13:05:05 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/45962427/olimpiadi_e_aborto_l_altro_volto_dello_sport_femminile.mp3" length="7991500" type="audio/mpeg"/><itunes:author>BastaBugie</itunes:author><itunes:subtitle>TESTO DELL'ARTICOLO ➜ http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6671

OLIMPIADI E ABORTO: L'ALTRO VOLTO DELLO SPORT FEMMINILE
Nel bel mezzo delle Olimpiadi di Tokyo, guadagnare un posto sul podio rappresenta la ricompensa per gli atleti dopo anni di...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6671" rel="noopener">http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6671</a><br /><br />OLIMPIADI E ABORTO: L'ALTRO VOLTO DELLO SPORT FEMMINILE<br />Nel bel mezzo delle Olimpiadi di Tokyo, guadagnare un posto sul podio rappresenta la ricompensa per gli atleti dopo anni di sacrifici e allenamenti. A quattro giorni dal loro inizio sono state distribuite decine di medaglie, tra cui una d'argento per la nuotatrice cattolica statunitense Katie Ledecky. Tuttavia, la soddisfazione e il trionfo mostrati dai sorrisi degli atleti vincitori nascondono in alcuni altri casi una triste realtà: l'aborto è, in molte occasioni, il prezzo definitivo da pagare per la vittoria. Una realtà che, come ha raccontato Margaret Brady su Verily Magazine, è più che radicata nella categoria femminile dello sport d'élite.<br />Quando ha raccontato per la prima volta la sua testimonianza, l'olimpionica Sanya Richards-Ross (nella foto) ha detto che nel 2008, «ero letteralmente in cima al mondo. Ero la promessa d'America. Avevo più di otto sponsor tra i principali marchi nazionali, l'amore della mia vita al mio fianco e nei 400 metri ero imbattuta. Ero la grande favorita per vincere l'oro alle Olimpiadi». Tuttavia, il giorno prima della marcia per i Giochi di Pechino, l'atleta sapeva che tutto stava andando a rotoli mentre si dirigeva ad una clinica per aborti, l'ultimo posto in cui avrebbe voluto essere in un momento del genere. «Sapevo di essere a un bivio. Tutto quello che ho sempre voluto sembrava essere alla mia portata. Il culmine di una vita di lavoro era davanti a me. All'epoca, sembrava che non ci fosse alcuna scelta... Tutta la sofferenza che ha accompagnato quel momento mi aveva lasciato così insensibile che ricordo a malapena gli strumenti freddi che mi hanno sfiorato la pelle», racconta nel suo libro, Chasing Grace. Durante i Giochi, nei secondi prima di raggiungere il traguardo, l'atleta si sentiva vuota e disperata, e i suoi sentimenti di vergogna e di colpa le hanno impedito di raggiungere l'oro olimpico per un più che amaro terzo posto. «Ho preso una decisione che mi ha distrutto», ha confessato.<br /><br />BRIANNA MCNEAL, DALL'ABORTO AL "GLORIFICARE DIO" CON IL SUO TALENTO<br />Verily include anche il caso di Brianna McNeal, vincitrice dell'oro olimpico ai Giochi di Rio 2016, accusata di aver falsificato una nota medica dopo aver saltato un test antidoping nel gennaio 2020. L'atleta, incinta come Richards Ross, si è trovata tra l'incudine e il martello sotto la pressione delle imminenti Olimpiadi e ha deciso di abortire prima di uno dei test antidoping. Quando il rappresentante anti-doping si è presentato a casa sua, McNeal era traumatizzata, nel suo letto, con una sindrome acuta post-aborto e non ha sentito la chiamata. Volendo dimostrare di aver saltato il controllo per giusti motivi, McNeal ha presentato come prova la nota medica ricevuta dopo il suo aborto, ma vedendo che la clinica aveva sbagliato a inserire la data, l'ha corretta da sola. Questo è stato sufficiente per l'Unità di integrità atletica per sanzionarla e proibirle per 5 anni le competizioni. A causa della sua fede cristiana, è stata aspramente criticata per aver cercato assistenza spirituale per superare il trauma piuttosto che le cure di uno psichiatra. Ora afferma di cercare Dio ogni giorno e pretende di «glorificare Dio per il talento con cui mi ha benedetto».<br />La Richards-Ross afferma che non conosce «un altro atleta [donna] che non abbia abortito, e questo è triste». Per lei la pratica diffusa dell'aborto nel mondo sportivo femminile è dovuta alla disinformazione che circola già dalle università sull'impossibilità di gravidanza per le atlete che hanno perso il ciclo mestruale a causa dell'esercizio estremo. 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Titola così l'ultimo video pubblicato da Choice42, organizzazione canadese che si definisce «pro-donne, pro-bambini e pro-vita» e che si pone quali obiettivi quelli di «creare consapevolezza sull'umanità dei bambini pre-nati e fornire supporto alle donne che stanno affrontando una gravidanza non pianificata o che si occupano di problemi post-aborto».<br />Un video che, come gli altri pubblicati nel passato, è già diventato virale. Forse perché quando si dicono le cose come stanno, senza puntare il dito in maniera giudicante, ma nel contempo anche senza edulcorare troppo la pillola e portando a supporto dati scientifici incontrovertibili, il messaggio arriva più diretto. E colpisce nel segno.<br />Certo, una gravidanza non desiderata destabilizza, mette in crisi, sconvolge i piani, riempie di dubbi. Ma, in fondo, non è così anche per una gravidanza desiderata? Un figlio è sempre una rivoluzione e, se si guarda tutto esclusivamente da un punto di vista razionale, non si sarà mai pronti veramente pronti per accoglierlo. Bisogna abbandonarsi. O, come dice il video di Chioce42: «Per qualsiasi motivo ti sia stato dato questo bambino, sei stata scelta per essere sua madre». Questo è l'unico dato di fatto: c'è una mamma e c'è un bambino. Un altro essere umano. Vivo.<br />Certo, l'aborto sembra una scelta facile, oramai entrata nella mentalità comune: «Ti diranno che è la scelta migliore», prosegue il video. «Ti diranno di pensare al tuo futuro. Diranno che non sei abbastanza grande, o abbastanza giovane. Che non sei abbastanza esperta, abbastanza stabile finanziariamente, abbastanza istruita. Potrebbero persino minacciarti». Si è oramai arrivati a giustificare un omicidio sulla base di motivazioni futili.<br />Ma l'aborto non è l'unica soluzione. Anzi. Però, mamma, «tu sei l'unica che può proteggere questo bambino. Tu». Serve coraggio e costerà fatica, certo. E a volte sarà anche necessario umiliarsi e chiedere aiuto.<br />Ma si può fare: una mamma lo può fare. Un giorno alla volta, un «Sì» alla volta.<br /><br />Nota di BastaBugie: il nome dell'organizzazione canadese prolife "Chioce42" è un gioco di parole in inglese. Infatti il numero quattro (four) si legge come la parola "per" (for). Quindi leggendo in inglese "Chioce fo(u)r two" si intende "scelta per due" alludendo al fatto che la scelta se tenere o no il bambino non è una scelta che riguarda solo la mamma, ma anche il suo bambino e quindi è una scelta che coinvolge due persone. Come giustamente sottolineato in un recente manifesto di Provita & Famiglia dove una ragazza reggeva un cartello con su scritto: "Il corpo di mio figlio non è il mio corpo".]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/45857497</guid><pubDate>Tue, 27 Jul 2021 17:23:50 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/45857497/il_video_virale_su_come_accogliere_una_gravidanza_indesiderata.mp3" length="3922173" type="audio/mpeg"/><itunes:author>BastaBugie</itunes:author><itunes:subtitle>VIDEO: Sono incinta: che devo fare? ➜ https://www.youtube.com/watch?v=8DYX7C4hn3Y

TESTO DELL'ARTICOLO ➜ http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6534

IL VIDEO VIRALE SU COME ACCOGLIERE UNA GRAVIDANZA INDESIDERATA di Giulia Tanel
So, you're...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[VIDEO: Sono incinta: che devo fare? ➜ <a href="https://www.youtube.com/watch?v=8DYX7C4hn3Y" rel="noopener">https://www.youtube.com/watch?v=8DYX7C4hn3Y</a><br /><br />TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6534" rel="noopener">http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6534</a><br /><br />IL VIDEO VIRALE SU COME ACCOGLIERE UNA GRAVIDANZA INDESIDERATA di Giulia Tanel<br />So, you're pregnant. Titola così l'ultimo video pubblicato da Choice42, organizzazione canadese che si definisce «pro-donne, pro-bambini e pro-vita» e che si pone quali obiettivi quelli di «creare consapevolezza sull'umanità dei bambini pre-nati e fornire supporto alle donne che stanno affrontando una gravidanza non pianificata o che si occupano di problemi post-aborto».<br />Un video che, come gli altri pubblicati nel passato, è già diventato virale. Forse perché quando si dicono le cose come stanno, senza puntare il dito in maniera giudicante, ma nel contempo anche senza edulcorare troppo la pillola e portando a supporto dati scientifici incontrovertibili, il messaggio arriva più diretto. E colpisce nel segno.<br />Certo, una gravidanza non desiderata destabilizza, mette in crisi, sconvolge i piani, riempie di dubbi. Ma, in fondo, non è così anche per una gravidanza desiderata? Un figlio è sempre una rivoluzione e, se si guarda tutto esclusivamente da un punto di vista razionale, non si sarà mai pronti veramente pronti per accoglierlo. Bisogna abbandonarsi. O, come dice il video di Chioce42: «Per qualsiasi motivo ti sia stato dato questo bambino, sei stata scelta per essere sua madre». Questo è l'unico dato di fatto: c'è una mamma e c'è un bambino. Un altro essere umano. Vivo.<br />Certo, l'aborto sembra una scelta facile, oramai entrata nella mentalità comune: «Ti diranno che è la scelta migliore», prosegue il video. «Ti diranno di pensare al tuo futuro. Diranno che non sei abbastanza grande, o abbastanza giovane. Che non sei abbastanza esperta, abbastanza stabile finanziariamente, abbastanza istruita. Potrebbero persino minacciarti». Si è oramai arrivati a giustificare un omicidio sulla base di motivazioni futili.<br />Ma l'aborto non è l'unica soluzione. Anzi. Però, mamma, «tu sei l'unica che può proteggere questo bambino. Tu». Serve coraggio e costerà fatica, certo. E a volte sarà anche necessario umiliarsi e chiedere aiuto.<br />Ma si può fare: una mamma lo può fare. Un giorno alla volta, un «Sì» alla volta.<br /><br />Nota di BastaBugie: il nome dell'organizzazione canadese prolife "Chioce42" è un gioco di parole in inglese. Infatti il numero quattro (four) si legge come la parola "per" (for). Quindi leggendo in inglese "Chioce fo(u)r two" si intende "scelta per due" alludendo al fatto che la scelta se tenere o no il bambino non è una scelta che riguarda solo la mamma, ma anche il suo bambino e quindi è una scelta che coinvolge due persone. 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Sono tutte norme rese però inapplicabili dai giudici locali che le hanno considerate contrarie alla sentenza Roe v. Wade della Corte Suprema che nel 1973 legalizzo l'aborto, ma che diventerebbero subito effettive nel momento in cui il pronunciamento fosse revisionato dalla Corte stessa. Come abbiamo già visto, la strategia radicale alla Marco Pannella di chiedere il massimo per ottenere pian piano tutto (finalmente qualcuno sta imparando dai figli delle tenebre) alla fine ha ripagato. Le leggi anti-abortiste passate a livello statale sono state infatti portare fino alla Corte Suprema che però aveva sempre deciso di non pronunciarsi in merito.<br />Nonostante ciò i politici pro life non hanno mollato, finché il mese scorso gli interpreti della Costituzione hanno deciso di esprimersi sulla legge varata dal Mississippi che vieta l'omicidio in grembo dopo la 15esima settimana, contraddicendo appunto la sentenza del 1973 che proibisce di impedirlo prima che il bambino possa sopravvivere autonomamente fuori dal grembo materno. La decisione ha prodotto ancora più entusiasmo, tanto che in pochi giorni sono state approvate altre norme. In New Hampshire, dove la legislazione sull'aborto è fra le più permissive, è stato presentato un disegno di legge che vieta gli aborti oltre le 24 settimane e che è passato alla Camera con 191 voti favorevoli e 160 contrari. Anche se questa norma non è in contrasto con la Roe v. Wade, poiché a questa epoca gestazionale diversi bambini sopravvivono fuori dal grembo materno, è chiaro che l'esempio di altri Stati ha portato i repubblicani ad osare di proporre restrizioni in un'area del Paese estremamente liberal.<br /><br />CLAMOROSO IN TEXAS<br />La più grande vittoria è del Texas dove è passata una norma (House Bill 1280) che proibisce gli aborti a qualsiasi stadio della gravidanza e che attende solo di essere firmata dal governatore Greg Abbott. A seconda di come la Corte Suprema si pronuncerà la legge, che sarà sicuramente resa inapplicabile dalle corti locali, potrebbe vietare completamente gli aborti o comunque limitarli nella misura consentita dalla Corte Suprema se la Roe v. Wade fosse perlomeno ridimensionata. A questo punto coloro che praticheranno aborti illegali subirebbero sanzioni penali fino al carcere. Il disegno di legge è stato approvato con un sostegno bipartisan solo una settimana dopo che il Texas aveva già legiferato per vietare gli aborti dopo la sesta/settima settimana di gravidanza, quando il battito cardiaco del bambino è rilevabile.<br />Anche il governatore dell'Oklahoma, Kevin Stitt, ha firmato una legge che impedirebbe completamente l'omicidio in grembo una volta che la Corte Suprema si pronunciasse contro la Roe v. Wade: "Firmerò ogni atto legislativo pro-life che arriverà sulla mia scrivania", ha affermato Stitt che aveva già dato il via libera a una legge che aggiunge l'aborto ad alcune condotte sanitarie ritenute non professionali.<br />Sempre a maggio in Pennsylvania (dove l'omicidio in grembo è permesso fino al sesto mese), dopo l'approvazione del Comitato per la salute della Camera, è stato introdotto in parlamento un disegno di legge che vieta gli aborti una volta che il battito cardiaco del bambino è rilevabile (House Bill 904). Uno dei promotori della norma prima del voto ha affermato in aula: "Ora è il momento di far sentire la nostra voce e di ribaltare la situazione sull'omicidio di 61 milioni di bambini, di cui 31.000 all'anno sono uccisi in Pennsylvania". Il Comitato per la salute della Camera ha anche approvato un disegno di legge che vieta l'aborto a causa della sindrome di Down (State House Bill 1500). Bisognerà vedere che accadrà dato che il governatore Tom Wolf è un abortista convinto che difficilmente firmerà leggi simili.<br /><br />LE CITTÀ SANTUARIO DELLA VITA<br />Gli altri Stati che hanno già approvato negli ultimi tre anni norme che praticamente metterebbero fine all'aborto sono con la South Carolina, la Georgia, il Kentucky, l'Iowa, il Missouri, North Dakota e il Tennessee, con gli americani sempre più favorevoli ad eliminare la pratica, come dimostrato da diversi sondaggi di Gallup, tanto che esistono già alcune città dove gli aborti sono completamente vietati. Fra queste, definite "Città santuario della vita", la più recente è Libano, comune dell'Ohio, dove di fronte all'unanimità del consiglio comunale, favorevole ad un'ordinanza che bandisce totalmente l'aborto entro i confini cittadini, l'unico contrario si è dimesso per protesta. L'ordinanza riconosce che i bambini non nati sono esseri umani e prevede conseguenze legali per medici e sanitari che praticano l'aborto. A differenza delle "trigger law" statali, norme penali valide ma rese appunto inapplicabili dai giudici locali fino a pronunciamento della Corte Suprema, queste ordinanze di carattere civile sono immediatamente applicabili. A fare da apripista a questa azione che parte dal basso è stato sempre il Texas (con 28 "Città santuario della vita" fra cui Lubbock di 250 mila abitanti) dove alcune cliniche abortive sono state chiuse senza possibilità di vincere cause in tribunale. Altre due città si trovano in Nebraska, mentre quasi 40 Comuni americani stanno considerando di diventarlo.<br />Non si sa cosa avverrà quando la Corte Suprema si pronuncerà, ma certamente quanto sta accadendo dimostra che i parlamenti, se vogliono, possono vietare l'aborto. Certamente occorre una condizione, crederci senza compromessi, anziché continuare a sostenere che dopo oltre 40 anni tornare indietro è impossibile, sposando così la tesi progressista ma fasulla della storia per cui la libertà e l'intervento umano sarebbero inutili.<br /><br />Nota di BastaBugie: Luca Volontè nell'articolo seguente dal titolo "Usa, Argentina e Ue: vittorie e liste nere per i cattolici" racconta come la Corte Suprema degli Usa ha confermato che le agenzie cattoliche sono esentate dall'affidare i bambini a coppie non sposate o Lgbt. Invece in Argentina spunta online una "lista nera" (poi rimossa) contro persone e gruppi che si battono a tutela di vita nascente e famiglia. E anche in Europa...<br />Ecco l'articolo completo pubblicato su La Nuova Bussola Quotidiana il 21 giugno 2021:<br />Le liste nere di cattolici crescono sempre più, il canovaccio nazista prende piede tra le élite liberali e i magnati della filantropia, ma nonostante l'odio crescente, la verità e la giustizia vincono, a volte. Giovedì 17 giugno la Corte Suprema degli Stati Uniti, all'unanimità, ha confermato che le agenzie cattoliche di adozione e affido sono esentate dall'affidare i bambini a coppie non sposate o Lgbt. Una vittoria per la libertà che preserva non solo le opere sociali e caritatevoli cattoliche ma anche lo stile e la libertà religiosa dei credenti.<br />Una vittoria doppia se consideriamo che nei giorni scorsi un servizio giornalistico della Catholic News Agency (Cna) aveva reso pubblici i lauti finanziamenti che molti ‘filantropi' stanno destinando ad organizzazioni e iniziative negli Stati Uniti per limitare fortemente la libertà religiosa. L'indagine giornalistica prendeva spunto proprio dal caso di Sharonell Fulton contro la città di Filadelfia giudicato giovedì dalla Corte Suprema. Un caso emblematico: Sharonell Fulton e il marito Toni Simms-Busch sono genitori affidatari e hanno accolto negli scorsi decenni più di 45 bambini in affido. Sharonell e Toni, entrambi cattolici, collaborano con Catholic Social Services, una delle agenzie di affido di maggior successo a Filadelfia. Nel marzo 2018, la città di Filadelfia, governata dai Democratici, aveva sospeso ogni collaborazione con i servizi sociali cattolici e con i genitori come Sharon e Toni, pretendendo che agenzia e genitori affidatari rinunciassero di fatto alla propria fede, affidassero i bimbi a coppie Lgbt o conviventi, oppure fossero pronti a chiudere le proprie agenzie e opere sociali.<br />Kevin Jones, giornalista della Cna, ha voluto scavare a fondo per capire chi manovrasse contro la libertà religiosa e le opere sociali cattoliche. Gli elenchi delle donazioni ricevute da vari gruppi hanno mostrato che il Proteus Fund è lo snodo centrale da cui passano i finanziamenti per tutti i sostenitori dell'idea che la libertà religiosa sia confliggente con aborto e cause Lgbt. Dal 2018, scrive la Cna, "sono stati spesi 3,8 milioni di dollari nei soli Stati della Georgia, del Minnesota e Nuovo Messico per promuovere limitazioni alla libertà religiosa. Uno dei donatori è il Fondo Evelyn e Walter Haas Jr., una fondazione familiare con circa 460 milioni di dollari di patrimoni che dal 2016 ha donato un totale di 900.000 dollari". Tra gli altri importanti donatori del colosso Proteus, che da solo ha investito per queste cause liberali e di sinistra 156 milioni di dollari dal 2010 al 2018, troviamo Soros, Rockfeller, la Gill Foundation.<br />La sentenza della Corte Suprema chiude un capitolo, positivamente per la libertà religiosa e le opere sociali dei cattolici, ma mostra quanto illiberali e oscure siano le trame che avvolgono le pretese Lgbt e abortiste.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/45396150</guid><pubDate>Tue, 22 Jun 2021 19:58:13 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/45396150/la_strategia_dei_prolife_americani_sta_vincendo.mp3" length="15133092" type="audio/mpeg"/><itunes:author>BastaBugie</itunes:author><itunes:subtitle>TESTO DELL'ARTICOLO ➜ http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6630

LA STRATEGIA DEI PROLIFE AMERICANI E' VINCENTE di Benedetta Frigerio
La strategia che i pro-life hanno adottato dal 2018, dopo che Trump ha cominciato la sua lotta frontale contro...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6630" rel="noopener">http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6630</a><br /><br />LA STRATEGIA DEI PROLIFE AMERICANI E' VINCENTE di Benedetta Frigerio<br />La strategia che i pro-life hanno adottato dal 2018, dopo che Trump ha cominciato la sua lotta frontale contro l'interpretazione progressista della Costituzione (nominando giudici fedeli a quella dei padri fondatori per cui la vita è un diritto inalienabile da proteggere in ogni suo stadio), ha davvero poco di democristiano.<br />Sono infatti tre anni che in diversi Stati americani sono passate leggi che vietano del tutto o che restringono fortemente l'aborto tanto che la loro attuazione praticamente li azzererebbe. Sono tutte norme rese però inapplicabili dai giudici locali che le hanno considerate contrarie alla sentenza Roe v. Wade della Corte Suprema che nel 1973 legalizzo l'aborto, ma che diventerebbero subito effettive nel momento in cui il pronunciamento fosse revisionato dalla Corte stessa. Come abbiamo già visto, la strategia radicale alla Marco Pannella di chiedere il massimo per ottenere pian piano tutto (finalmente qualcuno sta imparando dai figli delle tenebre) alla fine ha ripagato. Le leggi anti-abortiste passate a livello statale sono state infatti portare fino alla Corte Suprema che però aveva sempre deciso di non pronunciarsi in merito.<br />Nonostante ciò i politici pro life non hanno mollato, finché il mese scorso gli interpreti della Costituzione hanno deciso di esprimersi sulla legge varata dal Mississippi che vieta l'omicidio in grembo dopo la 15esima settimana, contraddicendo appunto la sentenza del 1973 che proibisce di impedirlo prima che il bambino possa sopravvivere autonomamente fuori dal grembo materno. La decisione ha prodotto ancora più entusiasmo, tanto che in pochi giorni sono state approvate altre norme. In New Hampshire, dove la legislazione sull'aborto è fra le più permissive, è stato presentato un disegno di legge che vieta gli aborti oltre le 24 settimane e che è passato alla Camera con 191 voti favorevoli e 160 contrari. Anche se questa norma non è in contrasto con la Roe v. Wade, poiché a questa epoca gestazionale diversi bambini sopravvivono fuori dal grembo materno, è chiaro che l'esempio di altri Stati ha portato i repubblicani ad osare di proporre restrizioni in un'area del Paese estremamente liberal.<br /><br />CLAMOROSO IN TEXAS<br />La più grande vittoria è del Texas dove è passata una norma (House Bill 1280) che proibisce gli aborti a qualsiasi stadio della gravidanza e che attende solo di essere firmata dal governatore Greg Abbott. A seconda di come la Corte Suprema si pronuncerà la legge, che sarà sicuramente resa inapplicabile dalle corti locali, potrebbe vietare completamente gli aborti o comunque limitarli nella misura consentita dalla Corte Suprema se la Roe v. Wade fosse perlomeno ridimensionata. A questo punto coloro che praticheranno aborti illegali subirebbero sanzioni penali fino al carcere. Il disegno di legge è stato approvato con un sostegno bipartisan solo una settimana dopo che il Texas aveva già legiferato per vietare gli aborti dopo la sesta/settima settimana di gravidanza, quando il battito cardiaco del bambino è rilevabile.<br />Anche il governatore dell'Oklahoma, Kevin Stitt, ha firmato una legge che impedirebbe completamente l'omicidio in grembo una volta che la Corte Suprema si pronunciasse contro la Roe v. Wade: "Firmerò ogni atto legislativo pro-life che arriverà sulla mia scrivania", ha affermato Stitt che aveva già dato il via libera a una legge che aggiunge l'aborto ad alcune condotte sanitarie ritenute non professionali.<br />Sempre a maggio in Pennsylvania (dove l'omicidio in grembo è permesso fino al sesto mese), dopo l'approvazione del Comitato per la salute della Camera, è stato introdotto in parlamento un disegno di legge che vieta gli aborti una volta che il battito cardiaco del bambino è rilevabile (House Bill...]]></itunes:summary><itunes:duration>946</itunes:duration><itunes:keywords>aborto,cortesuprema,omicidio,prolife,roevswade,texas</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/c53409f34412e3baaf88a44f951a6a89.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Il fallimento della 194: 5 miliardi di euro per 6 milioni di aborti</title><link>https://www.spreaker.com/episode/il-fallimento-della-194-5-miliardi-di-euro-per-6-milioni-di-aborti--45033610</link><description><![CDATA[VIDEO: Convegno "I costi della Legge 194" ➜ <a href="https://www.facebook.com/provitaonlus/videos/1693995647474948" rel="noopener">https://www.facebook.com/provitaonlus/videos/1693995647474948</a><br /><br />TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6585" rel="noopener">http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6585</a><br /><br />IL FALLIMENTO DELLA 194: 5 MILIARDI DI EURO PER 6 MILIONI DI ABORTI di Luca Marcolivio<br />A 43 anni dall'approvazione, una delle poche certezze, è che la Legge 194 è stata un totale fallimento. Avrebbe dovuto limitare, fino ad azzerarli, gli aborti clandestini e ciò non è avvenuto. Avrebbe dovuto promuovere la maternità, mentre, al contrario, ci troviamo nell'inverno demografico più drammatico che il nostro Paese abbia mai incontrato. L'aborto eugenetico, poi, è più che mai praticato. Sono queste e molte altre le provvisorie - e amare - conclusioni cui è pervenuto il primo rapporto sui costi di applicazione della Legge 194/1978.<br />Lo studio, presentato ieri mattina a Roma presso la Sala Giubileo della LUMSA, è stato redatto da un team di economisti, medici e giuristi, con il patrocinio della SIBCE (Società Italiana per la Bioetica e i Comitati Etici), dell'AIGOC (Associazione Italiana Ginecologi e Ostetrici Cattolici), della Fondazione "Il Cuore in una Goccia" e di Pro Vita & Famiglia. Contestualmente, lo stesso gruppo di lavoro ha lanciato un Osservatorio permanente sull'applicazione della legge 194.<br />I numeri sono impietosi: dai 4,1 ai 5,6 miliardi spesi in 43 anni per far sopprimere 6 milioni di bambini nel ventre materno. Circa 120 milioni l'anno. Come spiegato da Benedetto Rocchi, professore associato al Dipartimento di Scienze per l'Economia e l'Impresa, Università di Firenze, si tratta di «stime prudenziali perché i dati Istat sulle complicanze sono incompleti». In ogni caso, sono dati che dovrebbero finalmente «aprire un dibattito».<br />Gli aspetti fallimentari della Legge 194 sono molteplici, a partire dall'aborto clandestino che rinasce come "cripto-aborto", grazie alla domiciliarizzazione della pratica favorita dalla Ru486. La Legge 194 ha quindi determinato problematiche di salute pubblica e demografiche.<br /><br />PERCHÉ FINANZIARE L'ABORTO CON I SOLDI DEI CONTRIBUENTI?<br />L'aborto è anche una cartina di tornasole dei limiti della sanità pubblica, la quale, di anno in anno, «sta restringendo il suo perimetro». Alla luce di questi effetti controproducenti, si è domandato Rocchi, «perché finanziare l'aborto con i soldi dei contribuenti?».<br />L'aborto è da molti anni fuori dai radar del dibattito per svariate ragioni. Come sottolineato da Stefano Martinolli, Dirigente medico presso l'Azienda Sanitaria Universitaria Giuliano Isontina a Trieste, «è un tema scomodo per le persone comuni» che spesso sono direttamente coinvolte, «per i politici che temono un calo di consensi», mentre «per gli ecclesiastici è un tema divisivo».<br />È inoltre evidente, ha aggiunto Martinolli, «la correlazione tra aumento degli aborti e calo demografico». Circa il 15% delle gravidanze si conclude con una interruzione volontaria. Tutto concorre, quindi, a favorire una «mentalità denatalistica». È ormai tempo, ha affermato poi lo specialista, di abbandonare ogni tipo di «discussione ideologica e astratta sull'argomento e confrontarsi con il mondo reale». Basterebbe, ha osservato Martinolli, prendere spunto da taluni «blog al femminile», che fanno emergere tutti i drammi negati dai media mainstream.<br />La Legge 194, ha affermato da parte sua Filippo Maria Boscia, presidente dell'Associazione Nazionale Medici Cattolici, «è iniqua perché viziata da alcuni inganni». In primo luogo, grazie all'aborto farmacologico-domiciliare, «quello che un tempo era documentabile oggi è diventato nascosto». Boscia si è quindi soffermato sulla sindrome post-abortiva, ascrivibile tra le «sindromi post-traumatiche da stress».<br />«La donna che abortisce - ha detto il ginecologo - si porta appresso un lutto che dura tutta la vita, conseguenza di una scelta non facile ma comunque tragica e traumatica». Quando fu approvata la Legge 194 fu accolta come una norma che avrebbe reso "sicuro" l'aborto: non è stato affatto così. Le conseguenze fisiche e psichiche dell'aborto sulla donna sono sia immediate che future, a dimostrazione che la donna è ben consapevole del fatto che «non le viene asportato un tumore ma le viene ucciso un figlio».<br /><br />DOV'È IL VERO INTERESSE PER LA SALUTE DELLE DONNE?<br />Entrando nello specifico dell'aborto farmacologico, il professor Boscia ha riferito delle complicanze legate in primo luogo all'«espulsione parziale, che costringe al ricovero e al raschiamento». Altre donne, a causa di «danni tubarici irreversibili, si ritrovano impossibilitate a portare a conclusione una nuova gravidanza».<br />Giuseppe Noia presidente dell'Associazione Italiana Ginecologi e Ostetrici Cattolici e Direttore Hospice perinatale - Centro per le Cure Palliative Prenatali del Policlinico Gemelli, ha messo in luce la tragica decuplicazione dell'aborto eugenetico, sottolineando anch'egli le complicazioni legate all'aborto farmacologico. In questo scenario dove l'ipocrisia regna sovrana, «dov'è l'interesse per la salute delle donne?», si è domandato Noia.<br />Si pone dunque un problema formativo e informativo, che riguarda soprattutto le ragazze di oggi: «Se si ruba il loro futuro procreativo, si commette un delitto contro l'umanità. Se l'aborto viene presentato come unica soluzione, siamo davanti a qualcosa di antiscientifico e antiumano», ha concluso Noia.<br />Ha chiuso il giro di interventi, Francesca Romana Poleggi, docente di discipline giuridiche ed economiche e direttore editoriale del mensile Notizie Pro Vita & Famiglia, che ha lamentato la totale mancanza di aiuto da parte dello Stato nei confronti della maternità. Gli unici sforzi in tale direzione, ha detto Poleggi, arrivano dal volontariato. Tra le contraddizioni del sistema sanitario attuale, in epoca di pandemia: la minore cura di settori come quello oncologico, mentre «gli aborti non frenano», Poleggi ha quindi annunciato l'istituzione di un osservatorio permanente sull'applicazione della legge 194.<br />L'organo sarà composto dal gruppo di lavoro sul report presentato ieri, rimanendo però aperto ad enti, istituzioni e singole persone che vogliano aderire. L'Osservatorio fornirà un servizio necessario e dovuto alla collettività, considerando in particolare quanto sia importante la razionalizzazione del Servizio sanitario nazionale specie in questo momento in cui la pandemia ha imposto ingenti sforzi in termini umani e monetari.<br /><br />Nota di BastaBugie: la mail dell'osservatorio permanente sull'applicazione della legge 194 per ricevere informazioni e confrontarsi con chi volesse è <a href="mailto:osservatoriopermanente194@gmail.com">osservatoriopermanente194@gmail.com</a><br />Per scaricare il rapporto integrale:<br /><a href="https://www.provitaefamiglia.it/media/userfiles/files/PrimoReport-aborto_costi.pdf" rel="noopener">https://www.provitaefamiglia.it/media/userfiles/files/PrimoReport-aborto_costi.pdf</a>]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/45033610</guid><pubDate>Tue, 25 May 2021 20:14:32 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/45033610/il_fallimento_della_194_5_miliardi_di_euro_per_6_milioni_di_aborti.mp3" length="8183221" type="audio/mpeg"/><itunes:author>BastaBugie</itunes:author><itunes:subtitle>VIDEO: Convegno "I costi della Legge 194" ➜ https://www.facebook.com/provitaonlus/videos/1693995647474948

TESTO DELL'ARTICOLO ➜ http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6585

IL FALLIMENTO DELLA 194: 5 MILIARDI DI EURO PER 6 MILIONI DI ABORTI di...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[VIDEO: Convegno "I costi della Legge 194" ➜ <a href="https://www.facebook.com/provitaonlus/videos/1693995647474948" rel="noopener">https://www.facebook.com/provitaonlus/videos/1693995647474948</a><br /><br />TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6585" rel="noopener">http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6585</a><br /><br />IL FALLIMENTO DELLA 194: 5 MILIARDI DI EURO PER 6 MILIONI DI ABORTI di Luca Marcolivio<br />A 43 anni dall'approvazione, una delle poche certezze, è che la Legge 194 è stata un totale fallimento. Avrebbe dovuto limitare, fino ad azzerarli, gli aborti clandestini e ciò non è avvenuto. Avrebbe dovuto promuovere la maternità, mentre, al contrario, ci troviamo nell'inverno demografico più drammatico che il nostro Paese abbia mai incontrato. L'aborto eugenetico, poi, è più che mai praticato. Sono queste e molte altre le provvisorie - e amare - conclusioni cui è pervenuto il primo rapporto sui costi di applicazione della Legge 194/1978.<br />Lo studio, presentato ieri mattina a Roma presso la Sala Giubileo della LUMSA, è stato redatto da un team di economisti, medici e giuristi, con il patrocinio della SIBCE (Società Italiana per la Bioetica e i Comitati Etici), dell'AIGOC (Associazione Italiana Ginecologi e Ostetrici Cattolici), della Fondazione "Il Cuore in una Goccia" e di Pro Vita & Famiglia. Contestualmente, lo stesso gruppo di lavoro ha lanciato un Osservatorio permanente sull'applicazione della legge 194.<br />I numeri sono impietosi: dai 4,1 ai 5,6 miliardi spesi in 43 anni per far sopprimere 6 milioni di bambini nel ventre materno. Circa 120 milioni l'anno. Come spiegato da Benedetto Rocchi, professore associato al Dipartimento di Scienze per l'Economia e l'Impresa, Università di Firenze, si tratta di «stime prudenziali perché i dati Istat sulle complicanze sono incompleti». In ogni caso, sono dati che dovrebbero finalmente «aprire un dibattito».<br />Gli aspetti fallimentari della Legge 194 sono molteplici, a partire dall'aborto clandestino che rinasce come "cripto-aborto", grazie alla domiciliarizzazione della pratica favorita dalla Ru486. La Legge 194 ha quindi determinato problematiche di salute pubblica e demografiche.<br /><br />PERCHÉ FINANZIARE L'ABORTO CON I SOLDI DEI CONTRIBUENTI?<br />L'aborto è anche una cartina di tornasole dei limiti della sanità pubblica, la quale, di anno in anno, «sta restringendo il suo perimetro». Alla luce di questi effetti controproducenti, si è domandato Rocchi, «perché finanziare l'aborto con i soldi dei contribuenti?».<br />L'aborto è da molti anni fuori dai radar del dibattito per svariate ragioni. Come sottolineato da Stefano Martinolli, Dirigente medico presso l'Azienda Sanitaria Universitaria Giuliano Isontina a Trieste, «è un tema scomodo per le persone comuni» che spesso sono direttamente coinvolte, «per i politici che temono un calo di consensi», mentre «per gli ecclesiastici è un tema divisivo».<br />È inoltre evidente, ha aggiunto Martinolli, «la correlazione tra aumento degli aborti e calo demografico». Circa il 15% delle gravidanze si conclude con una interruzione volontaria. Tutto concorre, quindi, a favorire una «mentalità denatalistica». È ormai tempo, ha affermato poi lo specialista, di abbandonare ogni tipo di «discussione ideologica e astratta sull'argomento e confrontarsi con il mondo reale». Basterebbe, ha osservato Martinolli, prendere spunto da taluni «blog al femminile», che fanno emergere tutti i drammi negati dai media mainstream.<br />La Legge 194, ha affermato da parte sua Filippo Maria Boscia, presidente dell'Associazione Nazionale Medici Cattolici, «è iniqua perché viziata da alcuni inganni». In primo luogo, grazie all'aborto farmacologico-domiciliare, «quello che un tempo era documentabile oggi è diventato nascosto». Boscia si è quindi soffermato sulla sindrome post-abortiva, ascrivibile tra le «sindromi post-traumatiche da stress».<br />«La donna che abortisce - ha detto il ginecologo - si...]]></itunes:summary><itunes:duration>512</itunes:duration><itunes:keywords>194,abortoeugenetico,conseguenze,ginecologo,invernodemografico,sindromepostabortiva</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/2f6f79fcfd5d0279f78fa157bdba2c92.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Video virale: l'aborto è come l'olocausto</title><link>https://www.spreaker.com/episode/video-virale-l-aborto-e-come-l-olocausto--43500748</link><description><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜<a href="http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6471" rel="noopener">http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6471</a><br /><br />VIDEO VIRALE: L'ABORTO E' COME L'OLOCAUSTO<br />Per la Giornata della Memoria padre Bruno de Cristofaro pubblica un video e scatta il linciaggio mediatico, ma il sacerdote ripete quanto detto da tutti i Papi (VIDEO: Aborto e Olocausto)<br />di Enzo Vitale<br />lo scorso 27 gennaio, Giornata della Memoria, un giovane sacerdote, padre Bruno de Cristofaro, ha raccontato in un video un episodio accaduto ad Auschwitz: un giorno, il dottor Mengele, l'"angelo della morte", tracciò una linea su un muro alta circa un metro e mezzo; chi la superava in altezza viveva, gli altri dovevano andare nelle camere a gas. Il delirio furioso con il quale un uomo poneva un criterio arbitrario per definire chi dovesse vivere e chi no - ha aggiunto padre Bruno nel video - è lo stesso di una legge che applica una linea del tutto arbitraria all'età gestazionale di tre mesi.<br />La stessa arbitrarietà con la quale tanti giustificano l'aborto ponendo la stessa linea dove gli pare a seconda del momento: a volte all'annidamento nell'utero, altre volte al 14° giorno, altre alla nascita, altre al primo respiro, etc.<br />L'evidenza scientifica inoppugnabile dice che l'essere umano è tale dal concepimento; eppure, ha concluso il sacerdote, se solo nel 2020 ci sono stati 42 milioni di aborti in tutto il mondo val la pena chiedersi cosa abbiam capito dalla Giornata della Memoria.<br />Apriti cielo: è scattato il linciaggio mediatico da parte dei soliti animi avvelenati (guai a chi tocca la 194!). Ovviamente, nessuna argomentazione logica è stata posta in essere contro il limpido ragionamento di padre Bruno (che non è di così difficile comprensione, in fondo). Sono arrivati solo strali di indignazione per un paragone definito "vergognoso", insulti gratuiti e perfino l'invocazione di un intervento disciplinare pontificio (non scherzo).<br /><br />SAN GIOVANNI PAOLO II<br />Ora, vorrei notare alcune cose. La prima è che nell'accostamento fra Olocausto e Aborto volontario, padre Bruno è in ottima compagnia. Scriveva l'immenso San Giovanni Paolo II nel libro Memoria e identità: «Dopo la caduta dei regimi costruiti sopra le ideologie del male, in quei Paesi [Germania nazista e Russia comunista, ndr] le forme di sterminio nominate poc'anzi sono di fatto cessate. Permane tuttavia lo sterminio legale degli esseri umani concepiti e non ancora nati. E questa volta si tratta di uno sterminio deciso addirittura da Parlamenti eletti democraticamente, nei quali ci si appella al progresso civile delle società e dell'intera umanità. È lecito e anzi doveroso porsi la domanda se qui non operi ancora una nuova ideologia del male, forse più subdola e celata, che tenta di sfruttare, contro l'uomo e contro la famiglia, perfino i diritti dell'uomo».<br />Più avanti il Pontefice polacco insiste: «Fu un parlamento regolarmente eletto ad acconsentire alla chiamata di Hitler al potere nella Germania degli anni Trenta; fu poi lo stesso Reichstag che, con la delega ai pieni poteri a Hitler, gli aprì la strada per la politica d'invasione dell'Europa, per l'organizzazione dei campi di concentramento e per l'attuazione della cosiddetta "soluzione finale" della questione ebraica, cioè l'eliminazione di milioni di figli e figlie d'Israele. È proprio in questa prospettiva, come ho già rilevato, che ci si deve interrogare, all'inizio di un nuovo secolo e di un nuovo millennio, circa alcune scelte legislative decise nei parlamenti degli odierni regimi democratici. Il riferimento più immediato è alle leggi abortiste. Quando un parlamento autorizza l'interruzione della gravidanza, consentendo la soppressione del nascituro, commette un grave sopruso nei confronti di un essere umano innocente e privo, oltre tutto, di qualsiasi capacità di autodifesa. I parlamenti che approvano e promulgano simili leggi devono essere consapevoli di spingersi oltre le proprie competenze».<br /><br />PAPA FRANCESCO<br />Ma veniamo a Papa Francesco, invocato dagli abortisti che sono a completo digiuno di magistero pontificio. Il Santo Padre ha avuto contro l'aborto legale parole di gran lunga più infuocate di quelle di padre Bruno. Ne cito solo alcune: «È lecito affittare un sicario per risolvere un problema? A voi la risposta. Questo è il punto. Non andare sul religioso su una cosa che riguarda l'umano. Non è lecito mai, mai eliminare una vita umana né affittare un sicario per risolvere un problema». E ancora: «I ginecologi abortisti sono killer prezzolati».<br />A chi si scandalizza solo a giorni alterni, direi di rileggere con attenzione - e scandendo bene le sillabe - le suddette affermazioni di Papa Francesco.<br />Aggiungo due note storiche per chi non ha tollerato il riferimento al nazismo in tema di aborto. È bene ricordare agli smemorati che le prime due nazioni della storia a legalizzare l'aborto sono state l'Unione Sovietica negli anni Venti e la Germania nazista negli anni Trenta. E lo hanno fatto usando gli stessi identici sofismi usati poi negli anni Settanta in Italia: la salute e i diritti della donna, gli aborti clandestini, i bambini nati malati.<br />Di più, chi ha colto l'occasione del video per sciorinare la biografia di Mengele ha dimenticato un particolare importante: fuggito in Argentina dopo la caduta del nazismo, il medico delle SS, per mantenersi si diede (guarda caso) a praticare aborti.<br /><br />Nota di BastaBugie: nel seguente video (durata: 2 minuti) dal titolo "Padre Bruno de Cristofaro su Mengele e l'aborto" si può vedere il video diventato virale di cui ha parlato l'articolo.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/43500748</guid><pubDate>Wed, 17 Feb 2021 00:34:43 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/43500748/video_virale_l_aborto_come_l_olocausto.mp3" length="8941399" type="audio/mpeg"/><itunes:author>BastaBugie</itunes:author><itunes:subtitle>TESTO DELL'ARTICOLO ➜http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6471&#13;
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VIDEO VIRALE: L'ABORTO E' COME L'OLOCAUSTO&#13;
Per la Giornata della Memoria padre Bruno de Cristofaro pubblica un video e scatta il linciaggio mediatico, ma il sacerdote ripete...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜<a href="http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6471" rel="noopener">http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6471</a><br /><br />VIDEO VIRALE: L'ABORTO E' COME L'OLOCAUSTO<br />Per la Giornata della Memoria padre Bruno de Cristofaro pubblica un video e scatta il linciaggio mediatico, ma il sacerdote ripete quanto detto da tutti i Papi (VIDEO: Aborto e Olocausto)<br />di Enzo Vitale<br />lo scorso 27 gennaio, Giornata della Memoria, un giovane sacerdote, padre Bruno de Cristofaro, ha raccontato in un video un episodio accaduto ad Auschwitz: un giorno, il dottor Mengele, l'"angelo della morte", tracciò una linea su un muro alta circa un metro e mezzo; chi la superava in altezza viveva, gli altri dovevano andare nelle camere a gas. Il delirio furioso con il quale un uomo poneva un criterio arbitrario per definire chi dovesse vivere e chi no - ha aggiunto padre Bruno nel video - è lo stesso di una legge che applica una linea del tutto arbitraria all'età gestazionale di tre mesi.<br />La stessa arbitrarietà con la quale tanti giustificano l'aborto ponendo la stessa linea dove gli pare a seconda del momento: a volte all'annidamento nell'utero, altre volte al 14° giorno, altre alla nascita, altre al primo respiro, etc.<br />L'evidenza scientifica inoppugnabile dice che l'essere umano è tale dal concepimento; eppure, ha concluso il sacerdote, se solo nel 2020 ci sono stati 42 milioni di aborti in tutto il mondo val la pena chiedersi cosa abbiam capito dalla Giornata della Memoria.<br />Apriti cielo: è scattato il linciaggio mediatico da parte dei soliti animi avvelenati (guai a chi tocca la 194!). Ovviamente, nessuna argomentazione logica è stata posta in essere contro il limpido ragionamento di padre Bruno (che non è di così difficile comprensione, in fondo). Sono arrivati solo strali di indignazione per un paragone definito "vergognoso", insulti gratuiti e perfino l'invocazione di un intervento disciplinare pontificio (non scherzo).<br /><br />SAN GIOVANNI PAOLO II<br />Ora, vorrei notare alcune cose. La prima è che nell'accostamento fra Olocausto e Aborto volontario, padre Bruno è in ottima compagnia. Scriveva l'immenso San Giovanni Paolo II nel libro Memoria e identità: «Dopo la caduta dei regimi costruiti sopra le ideologie del male, in quei Paesi [Germania nazista e Russia comunista, ndr] le forme di sterminio nominate poc'anzi sono di fatto cessate. Permane tuttavia lo sterminio legale degli esseri umani concepiti e non ancora nati. E questa volta si tratta di uno sterminio deciso addirittura da Parlamenti eletti democraticamente, nei quali ci si appella al progresso civile delle società e dell'intera umanità. È lecito e anzi doveroso porsi la domanda se qui non operi ancora una nuova ideologia del male, forse più subdola e celata, che tenta di sfruttare, contro l'uomo e contro la famiglia, perfino i diritti dell'uomo».<br />Più avanti il Pontefice polacco insiste: «Fu un parlamento regolarmente eletto ad acconsentire alla chiamata di Hitler al potere nella Germania degli anni Trenta; fu poi lo stesso Reichstag che, con la delega ai pieni poteri a Hitler, gli aprì la strada per la politica d'invasione dell'Europa, per l'organizzazione dei campi di concentramento e per l'attuazione della cosiddetta "soluzione finale" della questione ebraica, cioè l'eliminazione di milioni di figli e figlie d'Israele. È proprio in questa prospettiva, come ho già rilevato, che ci si deve interrogare, all'inizio di un nuovo secolo e di un nuovo millennio, circa alcune scelte legislative decise nei parlamenti degli odierni regimi democratici. Il riferimento più immediato è alle leggi abortiste. Quando un parlamento autorizza l'interruzione della gravidanza, consentendo la soppressione del nascituro, commette un grave sopruso nei confronti di un essere umano innocente e privo, oltre tutto, di qualsiasi capacità di autodifesa. I parlamenti che approvano e promulgano simili leggi devono essere consapevoli di spingersi...]]></itunes:summary><itunes:duration>559</itunes:duration><itunes:keywords>aborto,memoria,olocausto</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/23cf11f9261482db80f9bc41ce0ffa8d.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Uno stato senza aborti esiste (negli USA)</title><link>https://www.spreaker.com/episode/uno-stato-senza-aborti-esiste-negli-usa--43260509</link><description><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜<a href="http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6455" rel="noopener">http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6455</a><br /><br />UNO STATO SENZA ABORTI ESISTE (NEGLI USA)<br />Nello stato del Missouri non è possibile abortire, poiché non c'è nessuna struttura che esegua tali interventi... invece a livello federale l'abortista Biden ha già iniziato la demolizione delle leggi prolife<br />di Giuliano Guzzo<br />Può esistere, nel 2021, un Paese senza aborti, dove cioè il nascituro non possa essere eliminato in nome della legge? Il solo porre questa domanda, per alcuni, potrà apparire - a seconda dei punti di vista - provocatorio o da illusi. Eppure un Paese così, proprio oggi, c'è: e in Occidente, per di più. Stiamo parlando del Missouri, Stato del Midwest dove non è materialmente più possibile abortire, nel senso che non c'è alcuna struttura che esegua tali interventi. Lo fanno presenti fonti pro life, confermando una notizia che, per la verità, circolava già tempo.<br />Infatti già nel 2019 il Dipartimento alla Sanità non aveva rinnovato la licenza all'unica clinica Planned Parenthood nello Stato; solo che quest'ultima, adite le vie legali, era poi riuscita a spuntarla, restando così aperta. Il punto è che ad oggi questa clinica, che si trova nella città Saint Louis, è sì aperta ma non operativa. Una donna che cioè vi si reca per abortire non si vedrà fissare alcun tipo di appuntamento; sarà rinviata al centro, sempre di Planned Parenthood, che si trova a Fairview Heights, che però è in Illinois, in un altro Stato insomma.<br />«Anche se quel centro di Planned Parenthood resta aperto ed è autorizzato dalla legge ad effettuare aborti», ha sottolineato Troy Newman, presidente del gruppo cristiano pro life Operation Rescue, «abbiamo avuto conferma del fatto che nessun intervento abortivo viene lì praticato. Ciò significa che questa struttura attualmente agisce solo come un centro di riferimento per l'aborto, che però nello Stato non viene praticato. Ciò fa del Missouri il primo Stato libero dall'aborto in questo momento». Che dire, si tratta davvero di un gran risultato.<br />Anche se, a ben vedere, non si tratta di un traguardo casuale dato che, in questa vicenda, anche la politica ha fatto la sua parte. Basti pensare a quanto accaduto nel maggio 2019, quando il Senato del Missouri approvò coraggiosamente una norma che vieta l'aborto dopo le otto settimane di gravidanza, rispetto al precedente limite di 22, lasciando così la possibilità di abortire in caso di emergenza medica, ma senza eccezione neppure per il caso di stupro o incesto. Il fatto che il Missouri abbia agguantato l'invidiabile primato di «abortion-free state» è quindi indubbiamente anche esito di questa coraggiosa mossa politica.<br />In un'epoca in cui l'aborto legalizzato continua ad avanzare - come dimostra il tragico caso dell'Argentina, e in cui dagli Stati Uniti da ormai molte settimane, giungono notizie tutto fuorché rincuoranti per chi abbia a cuore la vita nascente - dal piccolo Missouri (ha poco più della metà degli abitanti della Lombardia) arriva insomma un segnale in controtendenza che è anche una lezione. Nello specifico, una lezione che parla di coraggio e della possibilità di cambiare davvero le cose, anche se non è da escludere che la presidenza Biden-Harris potrà incidere, in negativo, anche per il Missouri.<br />Dopotutto, per chi ricorda come iniziò la presidenza Obama - e cioè con lo sblocco dei finanziamenti a organizzazioni abortiste, cestinando il veto posto dal suo predecessore, George W. Bush -, è plausibile che le cose potranno peggiorare, nel giro di poco, anche per questo «abortion-free state». Che nel frattempo, però, brilla come una luminosa eccezione che può e deve incoraggiare anche i pro life italiani, rispetto al fatto che la battaglia per la vita nascente resta apertissima. Lo hanno già dimostrato, in questi anni, vari Paesi dell'Europa dell'Est, ed ora una bella conferma giunge dagli Stati Uniti.<br />Si obbietterà che una rondine non fa primavera, ed è vero. Ma Troy Newman ed Operation Rescue non escludono che, a breve, la splendida solitudine del Missouri possa essere interrotta, con l'affiancamento di altri Stati. Sarebbe chiaramente una ulteriore ottima notizia anche se già l'esistenza di un «abortion-free state», in realtà, è qualcosa per cui, nonostante il periodo cupo, val la pena gioire.<br /><br />Nota di BastaBugie: Luca Volontè nell'articolo seguente dal titolo "L'abortista Biden cancella le misure pro vita di Trump" parla dell'ordine esecutivo del neo presidente degli Usa che abolisce alcune delle principali misure pro vita di Trump.<br />Ecco l'articolo completo pubblicato su La Nuova Bussola Quotidiana il 30 gennaio 2021:<br />Si è conclusa ieri, dopo due giorni di eventi, la Marcia per la Vita di Washington, la più grande manifestazione pro life del mondo. Biden adotta di fatto la politica del "Cancel Trump" rispetto a tutte le misure pro vita del precedente esecutivo. Il presidente della Commissione per la Vita della Conferenza episcopale statunitense, l'arcivescovo Joseph Naumann, ha speso parole di fuoco contro le misure adottate in questi giorni dall'Amministrazione Biden.<br />Trump, in uno dei suoi ultimi atti da presidente, aveva proclamato (anche per quest'anno) la "Giornata nazionale della sacralità della vita" per il 22 gennaio, giorno della terribile sentenza della Corte suprema nel caso Roe vs Wade (1973).<br />Joe Biden e Kamala Harris, in quello stesso giorno, hanno rilasciato una dichiarazione congiunta in cui ribadiscono il proprio impegno ad abolire il divieto di finanziamenti ad istituzioni e organizzazioni internazionali che promuovono o praticano l'aborto all'estero come metodo di pianificazione familiare. Una coincidenza? No. Proprio nel primo dei due giorni (28 e 29 gennaio) di eventi della Marcia per la vita di Washington, a cui hanno partecipato centinaia di migliaia di persone collegate attraverso Internet, Biden ha firmato il suo ordine esecutivo per abolire la trumpiana "Protecting Life in Global Health Assistance Policy", la versione estesa della vecchia Mexico City Policy introdotta da Reagan. Uno schiaffo in faccia sonoro, quello di Biden, alla maggioranza di tutti gli americani di ogni credo politico (77%) che ancor oggi - lo dimostra un recentissimo sondaggio - rifiutano l'idea di pagare con le proprie tasse l'aborto all'estero.<br />Con il suo ordine esecutivo del 28 gennaio Biden ha inoltre deciso la revisione e revoca (appena possibile) delle modifiche legislative introdotte da Trump nel 2019 riguardanti il Titolo X della Legge sui Servizi Sanitari, modifiche che impediscono di finanziare con i fondi di quel programma federale le organizzazioni che non separano i servizi di pianificazione familiare dalle strutture abortive.<br />Andando a leggere l'ordine in dettaglio, si specifica non solo la revoca del memorandum presidenziale del 23 gennaio 2017, firmato da Trump a favore della reintroduzione della "Mexico City Policy" estesa, ma Biden dà anche incarico al Segretario di Stato, al Segretario della Difesa, al Segretario della Sanità e dei Servizi Umani, all'amministratore dell'Usaid e ai funzionari competenti di tutte le altre agenzie coinvolte nell'assistenza estera, di prendere "tutte le misure necessarie per attuare questo memorandum, in modo appropriato e coerente con la legge applicabile". Tra queste misure "necessarie" fin da subito, ogni dipartimento dell'Amministrazione deve "cessare immediatamente" di imporre le suddette condizioni (pro life) in qualsiasi futuro sussidio. Inoltre si "sospenderanno, rivedranno o revocheranno tutti i regolamenti, ordini, documenti di orientamento, politiche e qualsiasi altra azione simile dell'agenzia che siano stati emessi in conformità con il memorandum presidenziale del gennaio 2017".<br />Gli Usa dovranno anche ritirare il proprio patrocinio alla "Dichiarazione di Consenso di Ginevra", la coalizione internazionale di 34 paesi promossa da Trump e Pompeo lo scorso ottobre per favorire politiche pro family e pro life nel mondo e ribadire che non esiste un diritto internazionale all'aborto. La Dichiarazione è stata immediatamente cancellata dai siti ufficiali delle agenzie dell'Amministrazione americana.<br />Al nuovo Segretario di Stato, Antony Blinken, in collaborazione con la nuova direttrice dell'Usaid, Samantha Power, entrambi fedeli promotori dei diritti di "salute riproduttiva" e perciò dell'aborto, Biden ha anche ordinato di intraprendere i passi necessari per ristabilire i finanziamenti del Fondo delle Nazioni Unite per la popolazione (Unfpa) e garantire che "vengano indirizzati fondi adeguati per sostenere i bisogni di salute delle donne a livello globale, compresi la salute sessuale e riproduttiva e i diritti riproduttivi".<br />Al Congresso sono centinaia i parlamentari - in grande maggioranza Repubblicani più alcuni Democratici - che hanno presentato leggi a difesa della vita e decine gli Stati che stanno approvando leggi pro life. Il popolo della Marcia per la Vita resisterà al tornado Biden.<br />Sempre ieri, Biden ha presentato quattro ordini esecutivi per promuovere l'uguaglianza razziale. "Siamo tutti figli di Dio; dovremmo trattarci l'un l'altro come vorremmo essere trattati noi stessi", ha detto Biden: parole, tuttavia, inconciliabili con le sue stesse decisioni.<br />Lo scorso anno Trump non era solo stato il primo presidente degli Stati Uniti d'America a partecipare alla "Marcia per la Vita", non solo aveva ricordato la sacralità di ogni vita umana come un "dono prezioso e sacro di Dio", non solo aveva nei suoi primi tre anni di presidenza dimostrato coi fatti di difendere e promuovere la vita nascente... Trump e il suo governo si sono battuti come leoni sino all'ultimo giorno del loro incarico.<br />Le decisioni prese sinora da Biden, a dieci giorni dall'entrata in carica, vanno invece tutte nella direzione opposta, cancellano le misure pro vita di Trump, come preteso dalle grandi multinazionali dell'aborto, e prefigurano possibili nuove decisioni capaci di]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/43260509</guid><pubDate>Wed, 03 Feb 2021 06:10:08 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/43260509/uno_stato_senza_aborti_esiste_negli_usa.mp3" length="13533099" type="audio/mpeg"/><itunes:author>BastaBugie</itunes:author><itunes:subtitle>TESTO DELL'ARTICOLO ➜http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6455&#13;
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UNO STATO SENZA ABORTI ESISTE (NEGLI USA)&#13;
Nello stato del Missouri non è possibile abortire, poiché non c'è nessuna struttura che esegua tali interventi... invece a livello...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜<a href="http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6455" rel="noopener">http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6455</a><br /><br />UNO STATO SENZA ABORTI ESISTE (NEGLI USA)<br />Nello stato del Missouri non è possibile abortire, poiché non c'è nessuna struttura che esegua tali interventi... invece a livello federale l'abortista Biden ha già iniziato la demolizione delle leggi prolife<br />di Giuliano Guzzo<br />Può esistere, nel 2021, un Paese senza aborti, dove cioè il nascituro non possa essere eliminato in nome della legge? Il solo porre questa domanda, per alcuni, potrà apparire - a seconda dei punti di vista - provocatorio o da illusi. Eppure un Paese così, proprio oggi, c'è: e in Occidente, per di più. Stiamo parlando del Missouri, Stato del Midwest dove non è materialmente più possibile abortire, nel senso che non c'è alcuna struttura che esegua tali interventi. Lo fanno presenti fonti pro life, confermando una notizia che, per la verità, circolava già tempo.<br />Infatti già nel 2019 il Dipartimento alla Sanità non aveva rinnovato la licenza all'unica clinica Planned Parenthood nello Stato; solo che quest'ultima, adite le vie legali, era poi riuscita a spuntarla, restando così aperta. Il punto è che ad oggi questa clinica, che si trova nella città Saint Louis, è sì aperta ma non operativa. Una donna che cioè vi si reca per abortire non si vedrà fissare alcun tipo di appuntamento; sarà rinviata al centro, sempre di Planned Parenthood, che si trova a Fairview Heights, che però è in Illinois, in un altro Stato insomma.<br />«Anche se quel centro di Planned Parenthood resta aperto ed è autorizzato dalla legge ad effettuare aborti», ha sottolineato Troy Newman, presidente del gruppo cristiano pro life Operation Rescue, «abbiamo avuto conferma del fatto che nessun intervento abortivo viene lì praticato. Ciò significa che questa struttura attualmente agisce solo come un centro di riferimento per l'aborto, che però nello Stato non viene praticato. Ciò fa del Missouri il primo Stato libero dall'aborto in questo momento». Che dire, si tratta davvero di un gran risultato.<br />Anche se, a ben vedere, non si tratta di un traguardo casuale dato che, in questa vicenda, anche la politica ha fatto la sua parte. Basti pensare a quanto accaduto nel maggio 2019, quando il Senato del Missouri approvò coraggiosamente una norma che vieta l'aborto dopo le otto settimane di gravidanza, rispetto al precedente limite di 22, lasciando così la possibilità di abortire in caso di emergenza medica, ma senza eccezione neppure per il caso di stupro o incesto. Il fatto che il Missouri abbia agguantato l'invidiabile primato di «abortion-free state» è quindi indubbiamente anche esito di questa coraggiosa mossa politica.<br />In un'epoca in cui l'aborto legalizzato continua ad avanzare - come dimostra il tragico caso dell'Argentina, e in cui dagli Stati Uniti da ormai molte settimane, giungono notizie tutto fuorché rincuoranti per chi abbia a cuore la vita nascente - dal piccolo Missouri (ha poco più della metà degli abitanti della Lombardia) arriva insomma un segnale in controtendenza che è anche una lezione. Nello specifico, una lezione che parla di coraggio e della possibilità di cambiare davvero le cose, anche se non è da escludere che la presidenza Biden-Harris potrà incidere, in negativo, anche per il Missouri.<br />Dopotutto, per chi ricorda come iniziò la presidenza Obama - e cioè con lo sblocco dei finanziamenti a organizzazioni abortiste, cestinando il veto posto dal suo predecessore, George W. Bush -, è plausibile che le cose potranno peggiorare, nel giro di poco, anche per questo «abortion-free state». Che nel frattempo, però, brilla come una luminosa eccezione che può e deve incoraggiare anche i pro life italiani, rispetto al fatto che la battaglia per la vita nascente resta apertissima. Lo hanno già dimostrato, in questi anni, vari Paesi dell'Europa dell'Est, ed ora una bella conferma giunge dagli Stati...]]></itunes:summary><itunes:duration>846</itunes:duration><itunes:keywords>adorto,legge,missouri</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/ab09b32690032fc074751c95eb00791f.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>La Polonia vieta l'aborto terapeutico perchè è eugenetico</title><link>https://www.spreaker.com/episode/la-polonia-vieta-l-aborto-terapeutico-perche-e-eugenetico--41687305</link><description><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜<a href="http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6335" rel="noopener">http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6335</a><br /><br />STRAORDINARIO SUCCESSO PROLIFE: LA POLONIA VIETA L'ABORTO TERAPEUTICO (CIOE' EUGENETICO) di Roberto Marchesini<br />Il 22 ottobre 2020, memoria di san Giovanni Paolo II, è una data che resterà negli annali della difesa della vita nascente. La Corte costituzionale della Polonia ha infatti dichiarato che l'«aborto terapeutico» (cioè eliminare la malattia uccidendo il malato), che in Polonia è chiamato anche «aborto eugenetico», è incompatibile con la Costituzione di quel Paese.<br />Ricapitoliamo. L'articolo 4.a della legge del 7 gennaio 1993 sulla pianificazione familiare, la protezione del feto umano e le condizioni per consentire l'interruzione della gravidanza prevede che si possa abortire nei seguenti casi:<br />1) la gravidanza rappresenta una minaccia per la vita o la salute di una donna incinta;<br />2) i test prenatali o altre indicazioni mediche indicano un'alta probabilità di un danno grave e irreversibile del feto o di una malattia incurabile potenzialmente letale;<br />3) vi è un giustificato sospetto che la gravidanza sia derivata da un atto illecito.<br />Il punto due permette quindi il cosiddetto «aborto terapeutico». Nel 2019, 119 parlamentari di PiS (Diritto e Giustizia), PSL-Kukiz'15 e Konfederacji hanno chiesto alla Corte costituzionale se questa legge fosse conforme alla Costituzione polacca. La carta fondamentale, infatti, all'articolo 38, dichiara: «La Repubblica di Polonia offre a tutti la protezione legale della vita». Tutti significa tutti, senza distinzioni tra sani e malati, tra bambini e adulti. La Corte Costituzionale, dietro una specifica richiesta di alcuni parlamentari, ha infatti stabilito che la legge che regola l'aborto in Polonia viola la Costituzione. Questa sentenza avrà conseguenze enormi sulla legislazione polacca in materia.<br />Si tratta di un evento epocale e clamoroso che, purtroppo, non ha avuto alcuna risonanza sui media mondiali, così come su quelli italiani. Ovviamente ci sono state reazioni, anche violente. Una folla di democratici, di quelli che «le sentenze non si discutono», hanno inscenato una manifestazione «pacifica» sullo stile del movimento Black Lives Matters: si sono radunati con il volto mascherato (del resto, c'è il Covid), armati di pietre e bastoni. Non davanti al parlamento, non davanti alla sede della Corte Costituzionale: davanti all'abitazione privata del leader del PiS, Jarosław Kaczyński. La manifestazione è stata così democratica e pacifica che la polizia ha dovuto intervenire per proteggere l'abitazione del politico; ovviamente, le forze dell'ordine sono stati bersagliati da una gragnuola di pietre democratiche e pacifiche.<br />Ci sono state proteste, più o meno dello stesso tenore, anche davanti alle sedi del PiS e della Corte Costituzionale. I media hanno riportato la notizia degli scontri, sostenendo che le due parti erano «donne polacche» contro il PiS; eppure gran parte dei manifestanti sembravano attivisti Lgbt. La polizia ha arrestato 15 manifestanti colpevoli di aver lanciato pietre sulle forze dell'ordine. Alcuni manifestanti si sono anche recati presso l'abitazione di un giudice della Corte Costituzionale, la professoressa Krystyna Pawłowicz, e l'hanno aggredita fisicamente; solo l'intervento della polizia ha potuto interrompere l'aggressione.<br />Spero vivamente che questa vicenda sia un incoraggiamento per il popolo della vita italiano. Non è quindi vero che bisogna rassegnarsi all'aborto e che l'abolizione delle leggi che lo permettono sia un obiettivo irrealistico. Ma, soprattutto, insegna quali sono le strategie realmente efficaci per contrastare questa piaga sociale e morale. In questo caso, a mio modesto parere, si sono rivelati efficaci l'occupazione gramsciana dei posti di potere e la conoscenza dei meccanismi politici e istituzionali.<br /><br />Nota di BastaBugie: Luca Volontè nell'articolo seguente dal titolo "In Polonia e a Ginevra risorge la dignità della vita" parla non solo della storica sentenza polacca contro gli aborti eugenetici. A Ginevra, Usa, Brasile, Egitto, Ungheria e Indonesia insieme ad altri 28 Paesi hanno siglato il "Patto per la vita". È l'inizio di una nuova era per la difesa dei nascituri?<br />Ecco l'articolo completo pubblicato su La Nuova Bussola Quotidiana il 24 ottobre 2020:<br />Una settimana positiva per la vita umana del concepito, grazie alla protezione di San Giovanni Paolo II, di miracoli ne sono capitati. Il tribunale polacco giudica l'aborto, a causa di difetti fetali, incostituzionale.<br />Giovedì 22 pomeriggio la Corte Costituzionale polacca ha emesso una storica sentenza, emblematica contro gli aborti eugenetici dei bimbi concepiti. Questa decisione abroga la disposizione della legge polacca del 1993 che, fino ad ora, permetteva l'aborto quando "esami prenatali o altri dati medici indicano un'alta probabilità di grave e irreversibile invalidità del feto o di una malattia incurabile e pericolosa per la vita". Gli aborti eugenetici in Polonia costituiscono la maggior parte dei 1.000-2.000 aborti praticati ogni anno, la maggior parte dei quali riguarda principalmente i bambini con la sindrome di Down. La Corte ha anche stabilito che il governo polacco deve fare di più per sostenere i bambini malati o disabili e le loro famiglie. Dopo l'entrata in vigore della nuova decisione, l'aborto in Polonia sarà consentito solo se la gravidanza è il risultato di un crimine come l'incesto o lo stupro, o minaccia la vita o la salute della donna. La sentenza del Tribunale Costituzionale è stata emessa dopo che l'anno scorso un gruppo di deputati conservatori di vari partiti aveva chiesto regole più severe sull'aborto. "Il semplice fatto di una menomazione fetale o di una malattia incurabile non può decidere l'interruzione di gravidanza dal punto di vista costituzionale", ha detto il giudice del Tribunale costituzionale Justyn Piskorski dopo la decisione.  Varie proposte popolari, sostenute da centinaia di migliaia di cittadini, giacciono da anni in Parlamento e molti auspicano che, dopo la Sentenza di giovedì, Deputati e Senatori di tutti i partiti si decidano, dopo il passo falso dell'aprile scorso,  ad ascoltare il desiderio del popolo polacco in favore della vita umana dal concepimento.<br />Ovviamente la gran cassa dei giornaloni internazionali dalla notte di Giovedì 23 e per tutto Venerdì 24 non ha fatto altro che stigmatizzare la "orribile decisione" polacca, marce di protesta (lautamente finanziate da soliti filantropi) si sono svolte sin dalla notte di giovedì, proteste ufficiali di Amnesty International, Human Rights Watch e Center for Reproductive Rights  non sono mancati per marcare la "crudele decisione". La più stravagante e preoccupante protesta è giunta dal Commissario Europeo dei Diritti Umani Dunja Mijatovic che ha descritto la decisione della Corte Costituzionale polacca, uno dei 47 Paesi del Consiglio di Europa che le paga lo stipendio per difendere Diritti Umani, Democrazia e Stato di Diritto, con queste parole: "Rimuovere le basi per quasi tutti gli aborti legali in Polonia equivale a un divieto e viola i diritti umani. La sentenza odierna della Corte costituzionale significa aborti clandestini/all'estero per coloro che possono permetterselo e un calvario ancora maggiore per tutti gli altri". Come l'Europa possa mantenere in carica un Commissario dei Diritti Umani che non rispetta lo Stato di Diritto, disconosce i fondamenti dei diritti umani internazionali e giustifichi gli aborti eugenetici, è un grave mistero. Si però comprende il silenzio colpevole che ha coperto la notizia sconvolgente dell'eugenetica di Stato della Danimarca nei confronti dei bimbi down. Meglio comprendiamo il sostegno dei mass media alla recente richiesta di liberalizzazione dell'aborto in Finlandia e le pressioni per liberalizzarlo a Malta.<br />Mentre istituzioni, movimenti e filantropi europei inneggiano al genocidio degli infanti, lo scorso 22 ottobre in Slovacchia (per un solo voto di scarto e con ben 8 deputati pro life assenti per Covid) si è posticipata di soli sei mesi la riforma restrittiva della legge sull'aborto e, a Ginevra, gli Usa, Brasile, Egitto, Ungheria ed Indonesia insieme ad altri 28 Paesi del mondo hanno presentato e sancito un 'patto per la vita' alle Nazioni Unite (The Geneva Consensus Declaration). Nel testo si afferma l'impegno comune ed il reciproco sostegno nei consessi internazionali e con iniziative bilaterali per : "sostenere i diritti delle donne... la dignità umana dal concepimento alla morte naturale... la lotta all'aborto... il ruolo della famiglia come cellula fondamentale della società... l'importanza della autorità ed autonomia degli Stati nazionali". Ci sono segnali che la dignità umana risorga anche in questi tempi bui.<br /> <br />Titolo originale: Stop all'aborto eugenetico, la Polonia fa la storia<br />Fonte: La Nuova Bussola Quotidiana, 24-10-2020<br />Pubblicato su BastaBugie n. 688]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/41687305</guid><pubDate>Wed, 28 Oct 2020 20:57:10 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/41687305/la_polonia_vieta_l_aborto_terapeutico_perch_eugenetico.mp3" length="12084034" type="audio/mpeg"/><itunes:author>BastaBugie</itunes:author><itunes:subtitle>TESTO DELL'ARTICOLO ➜http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6335&#13;
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STRAORDINARIO SUCCESSO PROLIFE: LA POLONIA VIETA L'ABORTO TERAPEUTICO (CIOE' EUGENETICO) di Roberto Marchesini&#13;
Il 22 ottobre 2020, memoria di san Giovanni Paolo II, è una data...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜<a href="http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6335" rel="noopener">http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6335</a><br /><br />STRAORDINARIO SUCCESSO PROLIFE: LA POLONIA VIETA L'ABORTO TERAPEUTICO (CIOE' EUGENETICO) di Roberto Marchesini<br />Il 22 ottobre 2020, memoria di san Giovanni Paolo II, è una data che resterà negli annali della difesa della vita nascente. La Corte costituzionale della Polonia ha infatti dichiarato che l'«aborto terapeutico» (cioè eliminare la malattia uccidendo il malato), che in Polonia è chiamato anche «aborto eugenetico», è incompatibile con la Costituzione di quel Paese.<br />Ricapitoliamo. L'articolo 4.a della legge del 7 gennaio 1993 sulla pianificazione familiare, la protezione del feto umano e le condizioni per consentire l'interruzione della gravidanza prevede che si possa abortire nei seguenti casi:<br />1) la gravidanza rappresenta una minaccia per la vita o la salute di una donna incinta;<br />2) i test prenatali o altre indicazioni mediche indicano un'alta probabilità di un danno grave e irreversibile del feto o di una malattia incurabile potenzialmente letale;<br />3) vi è un giustificato sospetto che la gravidanza sia derivata da un atto illecito.<br />Il punto due permette quindi il cosiddetto «aborto terapeutico». Nel 2019, 119 parlamentari di PiS (Diritto e Giustizia), PSL-Kukiz'15 e Konfederacji hanno chiesto alla Corte costituzionale se questa legge fosse conforme alla Costituzione polacca. La carta fondamentale, infatti, all'articolo 38, dichiara: «La Repubblica di Polonia offre a tutti la protezione legale della vita». Tutti significa tutti, senza distinzioni tra sani e malati, tra bambini e adulti. La Corte Costituzionale, dietro una specifica richiesta di alcuni parlamentari, ha infatti stabilito che la legge che regola l'aborto in Polonia viola la Costituzione. Questa sentenza avrà conseguenze enormi sulla legislazione polacca in materia.<br />Si tratta di un evento epocale e clamoroso che, purtroppo, non ha avuto alcuna risonanza sui media mondiali, così come su quelli italiani. Ovviamente ci sono state reazioni, anche violente. Una folla di democratici, di quelli che «le sentenze non si discutono», hanno inscenato una manifestazione «pacifica» sullo stile del movimento Black Lives Matters: si sono radunati con il volto mascherato (del resto, c'è il Covid), armati di pietre e bastoni. Non davanti al parlamento, non davanti alla sede della Corte Costituzionale: davanti all'abitazione privata del leader del PiS, Jarosław Kaczyński. La manifestazione è stata così democratica e pacifica che la polizia ha dovuto intervenire per proteggere l'abitazione del politico; ovviamente, le forze dell'ordine sono stati bersagliati da una gragnuola di pietre democratiche e pacifiche.<br />Ci sono state proteste, più o meno dello stesso tenore, anche davanti alle sedi del PiS e della Corte Costituzionale. I media hanno riportato la notizia degli scontri, sostenendo che le due parti erano «donne polacche» contro il PiS; eppure gran parte dei manifestanti sembravano attivisti Lgbt. La polizia ha arrestato 15 manifestanti colpevoli di aver lanciato pietre sulle forze dell'ordine. Alcuni manifestanti si sono anche recati presso l'abitazione di un giudice della Corte Costituzionale, la professoressa Krystyna Pawłowicz, e l'hanno aggredita fisicamente; solo l'intervento della polizia ha potuto interrompere l'aggressione.<br />Spero vivamente che questa vicenda sia un incoraggiamento per il popolo della vita italiano. Non è quindi vero che bisogna rassegnarsi all'aborto e che l'abolizione delle leggi che lo permettono sia un obiettivo irrealistico. Ma, soprattutto, insegna quali sono le strategie realmente efficaci per contrastare questa piaga sociale e morale. In questo caso, a mio modesto parere, si sono rivelati efficaci l'occupazione gramsciana dei posti di potere e la conoscenza dei meccanismi politici e istituzionali.<br /><br />Nota di BastaBugie: Luca...]]></itunes:summary><itunes:duration>756</itunes:duration><itunes:keywords>eugenetica,polonia,terapeutico,vietato</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/ab09b32690032fc074751c95eb00791f.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Le menzogne del corriere della sera sulla sepoltura dei bambini abortiti</title><link>https://www.spreaker.com/episode/le-menzogne-del-corriere-della-sera-sulla-sepoltura-dei-bambini-abortiti--41446081</link><description><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜<a href="http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6323" rel="noopener">http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6323</a><br /><br />LE MENZOGNE DEL CORRIERE DELLA SERA SULLA SEPOLTURA DEI BAMBINI ABORTITI di Andrea Zambrano<br />A qualcuno deve dare fastidio - e parecchio - la pratica sempre più diffusa delle sepoltura dei feti da aborto, spontaneo o volontario. È quanto si apprende dalla lettura di un articolo del Corriere della Sera a commento di una notizia nata da uno sfogo di una donna. Una mamma, per la verità, solo che già dal titolo si è stati ben attenti a calibrare al millimetro le parole per adempiere alle regole neogrammaticali della neo lingua per il neo pensiero moderno.<br />La storia è questa: Roma. Una mamma - si, non è solo una donna, ma è una mamma - viene a scoprire che il feto da lei abortito è pronto per la sepoltura in un area del cimitero Flaminio. Rimane sorpresa, non aveva infatti dato il benestare alla sepoltura, ma ciò che la indigna di più è scoprire che la targhetta riconoscitiva del piccolo non è altro che il nome della donna.<br />Sgradevole, effettivamente, tanto che la donna si appella alla privacy lesa e i soliti Radicali ne approfittano per gridare alla caccia alle streghe: «Quella donna porta il marchio dell'infamia?». È sicuramente un errore dei gestori del cimitero, in applicazione al regolamento mortuario del Comune di Roma.<br />Il punto è che quell'area è gestita direttamente dai servizi cimiteriali municipali. Però una indelicatezza come questa rischia di creare uno stigma verso il lavoro di quelle associazioni che si sono battute - in Lazio a livello regionale, ma anche in tutt'Italia - per dare degna sepoltura alle vittime - le prime vittime - dell'aborto e creare nei cimiteri italiani queste aree dove il piccolo spesso non viene neanche chiamato per nome, ben sapendo che secondo la pietas cristiana il suo nome è già scritto nei Cieli.<br />L'articolo però non è servito per denunciare solo una indelicatezza di privacy - peccato però che nessuno si stracci le vesti per l'indelicatezza di uccidere un essere umano nel grembo materno - ma anche per iniziare a puntare il focus indagatore su queste aree. L'articolo infatti spiega che questi spazi sono stati anche mappati in un sito e una rivista britannica addirittura spiega che sono gestite da gruppi di «ultracattolici». Il messaggio è molto semplice: per colpa dei cattolici le donne che abortiscono devono portare il marchio dell'infamia, ferite nella privacy e si vedono seppelliti in un cimitero i loro feti.<br />Eppure, nel delirio abortista, qualche cosa sfugge, soprattutto la buona fede e lo si evince proprio dalla lingua che ha regole cui spesso l'ideologia non riesce a sottostare. La lingua è in sostanza come quelle mogli che alla fine smascherano sempre il marito fedifrago.<br />La donna (mamma) infatti ammette che quello «era suo figlio». Come la mettiamo? E ancora. Se la donna (mamma) non voleva saperne del figlio tanto da sbarazzarsene e non occuparsene, perché poi si è dovuta scandalizzare una volta venuta a sapere che qualcun altro si era "appropriato" di quel bambino? Se qualcuno l'avesse chiamato Riccardo - ad esempio - siamo sicuri che la donna non avrebbe gridato al doppio scandalo? Probabilmente sì perché quello che dà fastidio è il continuare a dare a quel feto lo status di essere umano. Parole e convincimenti irrazionali permettono così di giocare a piacimento con la vita e con la morte.<br />Inutile a questo punto che la giornalista solerte camuffi il tutto come un semplice argomento che riguarda il seppellimento dei "prodotti del concepimento" perché se poco più avanti utilizza la parola cimiteri,  vuol dire che stiamo parlando di esseri umani. Esistono cimiteri di oggetti? No, si chiamano discariche o ripostigli o soffitte o robivecchi o autodemolitori. Ma non cimiteri<br />Da ultimo, già dal titolo è evidente che si voleva spostare l'attenzione: "Hanno seppellito il feto di mio figlio". Come se il feto fosse qualcosa di staccato dall'essere umano. Un essere umano non figlio. Come un organo. Come "il braccio di mio figlio", "la gamba di mio figlio". Neo lingua, per un neo pensiero sgamato da mamma ragione, però.<br /><br />Nota di BastaBugie: articoli sulla sepoltura<br /> <br />Titolo originale: Sepoltura dei feti, chi gioca sulle parole e chi sulla vita<br />Fonte: Sito del Timone, 1 ottobre 2020<br />Pubblicato su BastaBugie n. 686]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/41446081</guid><pubDate>Tue, 13 Oct 2020 22:18:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/41446081/le_menzogne_del_corriere_della_sera_sulla_sepoltura_dei_bambini_abortiti.mp3" length="5426958" type="audio/mpeg"/><itunes:author>BastaBugie</itunes:author><itunes:subtitle>TESTO DELL'ARTICOLO ➜http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6323&#13;
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LE MENZOGNE DEL CORRIERE DELLA SERA SULLA SEPOLTURA DEI BAMBINI ABORTITI di Andrea Zambrano&#13;
A qualcuno deve dare fastidio - e parecchio - la pratica sempre più diffusa delle...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜<a href="http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6323" rel="noopener">http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6323</a><br /><br />LE MENZOGNE DEL CORRIERE DELLA SERA SULLA SEPOLTURA DEI BAMBINI ABORTITI di Andrea Zambrano<br />A qualcuno deve dare fastidio - e parecchio - la pratica sempre più diffusa delle sepoltura dei feti da aborto, spontaneo o volontario. È quanto si apprende dalla lettura di un articolo del Corriere della Sera a commento di una notizia nata da uno sfogo di una donna. Una mamma, per la verità, solo che già dal titolo si è stati ben attenti a calibrare al millimetro le parole per adempiere alle regole neogrammaticali della neo lingua per il neo pensiero moderno.<br />La storia è questa: Roma. Una mamma - si, non è solo una donna, ma è una mamma - viene a scoprire che il feto da lei abortito è pronto per la sepoltura in un area del cimitero Flaminio. Rimane sorpresa, non aveva infatti dato il benestare alla sepoltura, ma ciò che la indigna di più è scoprire che la targhetta riconoscitiva del piccolo non è altro che il nome della donna.<br />Sgradevole, effettivamente, tanto che la donna si appella alla privacy lesa e i soliti Radicali ne approfittano per gridare alla caccia alle streghe: «Quella donna porta il marchio dell'infamia?». È sicuramente un errore dei gestori del cimitero, in applicazione al regolamento mortuario del Comune di Roma.<br />Il punto è che quell'area è gestita direttamente dai servizi cimiteriali municipali. Però una indelicatezza come questa rischia di creare uno stigma verso il lavoro di quelle associazioni che si sono battute - in Lazio a livello regionale, ma anche in tutt'Italia - per dare degna sepoltura alle vittime - le prime vittime - dell'aborto e creare nei cimiteri italiani queste aree dove il piccolo spesso non viene neanche chiamato per nome, ben sapendo che secondo la pietas cristiana il suo nome è già scritto nei Cieli.<br />L'articolo però non è servito per denunciare solo una indelicatezza di privacy - peccato però che nessuno si stracci le vesti per l'indelicatezza di uccidere un essere umano nel grembo materno - ma anche per iniziare a puntare il focus indagatore su queste aree. L'articolo infatti spiega che questi spazi sono stati anche mappati in un sito e una rivista britannica addirittura spiega che sono gestite da gruppi di «ultracattolici». Il messaggio è molto semplice: per colpa dei cattolici le donne che abortiscono devono portare il marchio dell'infamia, ferite nella privacy e si vedono seppelliti in un cimitero i loro feti.<br />Eppure, nel delirio abortista, qualche cosa sfugge, soprattutto la buona fede e lo si evince proprio dalla lingua che ha regole cui spesso l'ideologia non riesce a sottostare. La lingua è in sostanza come quelle mogli che alla fine smascherano sempre il marito fedifrago.<br />La donna (mamma) infatti ammette che quello «era suo figlio». Come la mettiamo? E ancora. Se la donna (mamma) non voleva saperne del figlio tanto da sbarazzarsene e non occuparsene, perché poi si è dovuta scandalizzare una volta venuta a sapere che qualcun altro si era "appropriato" di quel bambino? Se qualcuno l'avesse chiamato Riccardo - ad esempio - siamo sicuri che la donna non avrebbe gridato al doppio scandalo? Probabilmente sì perché quello che dà fastidio è il continuare a dare a quel feto lo status di essere umano. Parole e convincimenti irrazionali permettono così di giocare a piacimento con la vita e con la morte.<br />Inutile a questo punto che la giornalista solerte camuffi il tutto come un semplice argomento che riguarda il seppellimento dei "prodotti del concepimento" perché se poco più avanti utilizza la parola cimiteri,  vuol dire che stiamo parlando di esseri umani. Esistono cimiteri di oggetti? No, si chiamano discariche o ripostigli o soffitte o robivecchi o autodemolitori. 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Parliamo di Jeff Bezos, patron di Amazon, che secondo Bloomberg precede Bill Gates, numero uno di Microsoft, e Mark Zuckerberg, fondatore di Facebook.<br />Il patrimonio di Bezos è di 186 miliardi di dollari, con una crescita enorme dall'inizio del 2020, quando ammontava a "soli" 74 miliardi. <br />Qui però non voglio occuparmi di soldi o investimenti. La storia che mi interessa è quella di un bambino che nasce il 12 gennaio 1964 ad Albuquerque, nel Nuovo Messico, da Jacklyn Gise, una ragazza di appena diciassette anni che frequenta ancora le scuole superiori, e Ted Jorgensen, che di anni ne ha diciotto. Il bambino è appunto Jeff e la sua situazione non appare delle migliori visto che il matrimonio dei giovanissimi genitori dura un solo anno.<br />Nell'aprile 1968, quando Jeff ha quattro anni, la madre si risposa con Miguel "Mike" Bezos, un cubano emigrato negli Stati Uniti appena sedicenne. Il quale adotta Jeff e gli dà il suo cognome. Jeff passa così dal danese Jorgensen al cubano Bezos.<br />La famiglia si trasferisce a Houston, nel Texas, dove Miguel lavora come ingegnere alla Exxon e Jeff, fin dalle elementari, mostra una certa predilezione per la tecnologia, tanto che una volta, si racconta, arriva a installare un allarme elettrico per tenere lontani i fratelli più piccoli dalla sua stanza. <br />Passano gli anni, la famiglia si trasferisce di nuovo (questa volta a Miami, in Florida) e Jeff nel 1986 si laurea a Princeton in Ingegneria elettronica. Dopo l'università lavora a Wall Street nel settore informatico, quindi si occupa della realizzazione di una rete per il commercio internazionale in una società di nome Fitel, poi ancora alla Bankers Trust, e per finire in una società finanziaria di New York.<br />Nel 1994 Jeff decide di lasciare il suo lavoro (e il relativo stipendio di 223 mila dollari all'anno) per fondare nel garage di casa sua, a Seattle, una società, la Cadabra.com, che un anno dopo sarà ribattezzata Amazon.com, dal nome del Rio delle Amazzoni. All'inizio è una libreria online, che offre una scelta di titoli maggiore rispetto a qualsiasi altro grande negozio di libri o ditta specializzata nella vendita per corrispondenza. Poi vende anche dvd, videogiochi, macchine fotografiche, elettrodomestici, fino ad avere un catalogo di oltre cinquecento milioni di articoli che ogni abitante del pianeta Terra può ordinare in qualsiasi angolo del mondo.<br /><br />LE ORIGINI<br />Lascio da parte altri aspetti della carriera di Bezos (come i suoi progetti di veicoli spaziali e l'acquisto del Washington Post) e torno alle origini, a quella mamma adolescente. E lasciamo che sia lo stesso Jeff a raccontare, così come ha fatto davanti al Congresso degli Stati Uniti.<br />"Mia madre, Jackie, mi ebbe quando era una studentessa di diciassette anni ad Albuquerque, nel New Mexico. Essere incinta al liceo non era una cosa popolare laggiù nel 1964. Per lei fu difficile. Quando cercarono di cacciarla dalla scuola, mio nonno, dopo alcune trattative, convinse il preside, che disse: ok, può restare e finire il liceo, ma non potrà svolgere attività extracurricolari o avere un armadietto. Mio nonno accettò e mia madre finì il liceo, anche se non le fu consentito di ricevere il diploma sul palco con il resto dei suoi compagni di classe".<br />"Decisa a continuare gli studi, Jackie si iscrisse a una scuola serale e prese lezioni con insegnanti che le permisero di seguire le lezioni tenendo con sé il bambino. Andava a scuola con due borse: una piena di libri e l'altra piena di pannolini, biberon e qualsiasi altra cosa utile per tenermi tranquillo".<br />"Il nome di mio padre è Miguel. Mi adottò quando avevo quattro anni. Lui aveva sedici anni quando arrivò negli Stati Uniti da Cuba, poco dopo che Castro aveva preso il potere. Quando arrivò era completamente solo. L'unico suo patrimonio era una giacca. L'aveva cucita sua mamma pensando che in America facesse freddo. Possiedo ancora quella giacca. Miguel trascorse due settimane a Camp Matecumbe, un centro per rifugiati in Florida, prima di essere trasferito in una missione cattolica a Wilmington. Fu fortunato, ma non parlava inglese e non ebbe un percorso facile. Aveva però molta tenacia e determinazione. Ottenne una borsa di studio per andare al college ad Albuquerque, e fu lì che incontrò mia mamma. Si ricevono doni diversi nella vita e, per quanto mi riguarda, uno dei migliori che abbia mai avuto sono mia madre e mio padre. Sono stati dei modelli incredibili per me e per i miei fratelli, per tutta la vita".<br /><br />INVENTORE DA GARAGE<br />"Tra i quattro e i sedici anni ebbi la fortuna di trascorrere le mie estati nel ranch dai miei nonni, nel Texas. Mio nonno era un impiegato statale e un bracciante agricolo, autosufficiente e qualificato. Ricordo che si ingegnava per risolvere molti problemi che sembravano impossibili. Mi ha insegnato che ogni difficoltà si può affrontare usando l'inventiva e trovando la tua strada verso una situazione migliore".<br />"Quando ero un adolescente divenni un tipico inventore da garage. Inventai un dispositivo per chiudere automaticamente le recinzioni, poi un dispositivo che permetteva di utilizzare l'energia solare per cucinare con un ombrellone e un foglio di alluminio. Inventai anche allarmi ricavati da teglie per catturare i miei fratelli!".<br />Jeff Bezos ha raccontato la sua storia durante un'udienza antitrust contro Amazon, davanti a una commissione del Congresso degli Stati Uniti, per difendersi dall'accusa di monopolio. Dicono che abbia parlato dei suoi genitori per giocare la carta emotiva. Può essere. Di certo colpisce la scelta di quella mamma diciassettenne che tenne il suo bambino. <br />Bezos ha concluso così la sua testimonianza: "Il capitale iniziale di Amazon.com provenne principalmente dai miei genitori, che investirono gran parte dei risparmi di una vita in qualcosa che non capivano. Non stavano facendo una scommessa su Amazon o sul concetto di libreria su Internet. Stavano scommettendo su loro figlio. Dissi loro che pensavo ci fosse una probabilità del 70% che perdessero il loro investimento, ma mi finanziarono comunque". <br />Bezos e la moglie sono a favore del matrimonio gay e hanno finanziato la causa con ingenti somme, ma non voglio qui affrontare la questione né in generale le idee e le scelte del fondatore di Amazon. Il pensiero, ripeto, va invece a quella mamma di diciassette anni che, nonostante le difficoltà, tenne il suo bambino, a quel padre che lo adottò, a quei nonni che non si tirarono indietro. Una storia in cui la vita ha vinto sulla paura.<br /> <br />Titolo originale: Storia di Jeff Bezos. L'uomo più ricco del mondo<br />Fonte: Radio Roma Libera, 19 Settembre 2020<br />Pubblicato su BastaBugie n. 683]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/41065414</guid><pubDate>Tue, 22 Sep 2020 18:22:11 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/41065414/storia_del_fondatore_di_amazon_luomo_pi_ricco_del_mondo.mp3" length="9186741" type="audio/mpeg"/><itunes:author>BastaBugie</itunes:author><itunes:subtitle>TESTO DELL'ARTICOLO ➜http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6287&#13;
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STORIA DEL FONDATORE DI AMAZON, L'UOMO PIU' RICCO DEL MONDO di Aldo Maria Valli&#13;
Stando alle classifiche più aggiornate, è l'uomo più ricco del mondo. Parliamo di Jeff Bezos,...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜<a href="http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6287" rel="noopener">http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6287</a><br /><br />STORIA DEL FONDATORE DI AMAZON, L'UOMO PIU' RICCO DEL MONDO di Aldo Maria Valli<br />Stando alle classifiche più aggiornate, è l'uomo più ricco del mondo. Parliamo di Jeff Bezos, patron di Amazon, che secondo Bloomberg precede Bill Gates, numero uno di Microsoft, e Mark Zuckerberg, fondatore di Facebook.<br />Il patrimonio di Bezos è di 186 miliardi di dollari, con una crescita enorme dall'inizio del 2020, quando ammontava a "soli" 74 miliardi. <br />Qui però non voglio occuparmi di soldi o investimenti. La storia che mi interessa è quella di un bambino che nasce il 12 gennaio 1964 ad Albuquerque, nel Nuovo Messico, da Jacklyn Gise, una ragazza di appena diciassette anni che frequenta ancora le scuole superiori, e Ted Jorgensen, che di anni ne ha diciotto. Il bambino è appunto Jeff e la sua situazione non appare delle migliori visto che il matrimonio dei giovanissimi genitori dura un solo anno.<br />Nell'aprile 1968, quando Jeff ha quattro anni, la madre si risposa con Miguel "Mike" Bezos, un cubano emigrato negli Stati Uniti appena sedicenne. Il quale adotta Jeff e gli dà il suo cognome. Jeff passa così dal danese Jorgensen al cubano Bezos.<br />La famiglia si trasferisce a Houston, nel Texas, dove Miguel lavora come ingegnere alla Exxon e Jeff, fin dalle elementari, mostra una certa predilezione per la tecnologia, tanto che una volta, si racconta, arriva a installare un allarme elettrico per tenere lontani i fratelli più piccoli dalla sua stanza. <br />Passano gli anni, la famiglia si trasferisce di nuovo (questa volta a Miami, in Florida) e Jeff nel 1986 si laurea a Princeton in Ingegneria elettronica. Dopo l'università lavora a Wall Street nel settore informatico, quindi si occupa della realizzazione di una rete per il commercio internazionale in una società di nome Fitel, poi ancora alla Bankers Trust, e per finire in una società finanziaria di New York.<br />Nel 1994 Jeff decide di lasciare il suo lavoro (e il relativo stipendio di 223 mila dollari all'anno) per fondare nel garage di casa sua, a Seattle, una società, la Cadabra.com, che un anno dopo sarà ribattezzata Amazon.com, dal nome del Rio delle Amazzoni. All'inizio è una libreria online, che offre una scelta di titoli maggiore rispetto a qualsiasi altro grande negozio di libri o ditta specializzata nella vendita per corrispondenza. Poi vende anche dvd, videogiochi, macchine fotografiche, elettrodomestici, fino ad avere un catalogo di oltre cinquecento milioni di articoli che ogni abitante del pianeta Terra può ordinare in qualsiasi angolo del mondo.<br /><br />LE ORIGINI<br />Lascio da parte altri aspetti della carriera di Bezos (come i suoi progetti di veicoli spaziali e l'acquisto del Washington Post) e torno alle origini, a quella mamma adolescente. E lasciamo che sia lo stesso Jeff a raccontare, così come ha fatto davanti al Congresso degli Stati Uniti.<br />"Mia madre, Jackie, mi ebbe quando era una studentessa di diciassette anni ad Albuquerque, nel New Mexico. Essere incinta al liceo non era una cosa popolare laggiù nel 1964. Per lei fu difficile. Quando cercarono di cacciarla dalla scuola, mio nonno, dopo alcune trattative, convinse il preside, che disse: ok, può restare e finire il liceo, ma non potrà svolgere attività extracurricolari o avere un armadietto. Mio nonno accettò e mia madre finì il liceo, anche se non le fu consentito di ricevere il diploma sul palco con il resto dei suoi compagni di classe".<br />"Decisa a continuare gli studi, Jackie si iscrisse a una scuola serale e prese lezioni con insegnanti che le permisero di seguire le lezioni tenendo con sé il bambino. Andava a scuola con due borse: una piena di libri e l'altra piena di pannolini, biberon e qualsiasi altra cosa utile per tenermi tranquillo".<br />"Il nome di mio padre è Miguel. Mi adottò quando avevo quattro anni. Lui...]]></itunes:summary><itunes:duration>575</itunes:duration><itunes:keywords>amazon,bezos,jeff</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/dad78ac1b02c371241a7ff618c844233.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>E' giusto volere il figlio perfetto? Storie di bimbi nati con la spina bifida</title><link>https://www.spreaker.com/episode/e-giusto-volere-il-figlio-perfetto-storie-di-bimbi-nati-con-la-spina-bifida--40488398</link><description><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜<a href="http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6253" rel="noopener">http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6253</a><br /><br />E' GIUSTO VOLERE IL FIGLIO PERFETTO? STORIE DI BAMBINI NATI CON LA SPINA BIFIDA di Aldo Maria Valli<br />Nata con la spina bifida, i medici le concessero sessanta secondi di vita. Ora ha compiuto sessant'anni. È la storia di Carmel Proctor, nata a Doncaster, in Gran Bretagna, l'8 agosto del 1960 e alla quale fu diagnosticata appunto una grave forma di spina bifida, chiamata mielomeningocele.<br />"Morirà in pochi secondi, massimo un minuto", fu la predizione dei medici subito dopo la nascita di Carmel, e invece la bimba tenne duro.<br />Spiega Carmel: "Stavo molto male, tanto che i miei genitori mi avrebbero detto più tardi che non dovevo durare nemmeno sessanta secondi. Il medico di famiglia però aveva sentito parlare di un chirurgo dello Sheffield Children's Hospital che stava sperimentando un trattamento pionieristico per i bambini affetti da spina bifida. Due giorni dopo ero sotto i ferri. Fui curata dal chirurgo, e sottoposta a controlli, fino all'età di sedici anni".<br />"Auguriamo a Carmel molti anni felici", ha detto Michael Robinson, direttore delle comunicazioni della Society for the Protection of Unborn Children. "Ma non dimentichiamo quei bambini non nati il cui futuro è stato strappato via dall'aborto a causa di una diagnosi di disabilità. In realtà molte persone affette da queste malattie raggiungono i loro obiettivi e conducono una vita di soddisfazione e felicità. Ogni persona merita una possibilità di vivere, indipendentemente dalle capacità di partenza".<br /> "Durante il solo 2019 - ricorda il rappresentante della Spuc - in Inghilterra e nel Galles 3863 bambini sono stati uccisi dall'aborto perché risultati affetti da un'anomalia fetale. Centodiciotto di questi bambini non nati avevano, come Carmel, la spina bifida. Storie come quella di Carmel dimostrano che la previsione di un medico non sempre è corretta. Carmel ha avuto la possibilità di vivere, ma tanti altri come lei no".<br />Per il suo sessantesimo compleanno Carmel Proctor ha organizzato un evento sponsorizzato per raccogliere fondi da destinare all'ospedale pediatrico che si prese cura di lei quando era bambina.<br />Dalla sua nascita, nel 1960, i progressi della medicina e della tecnologia hanno fatto sì che le prospettive di vita per le persone affette da spina bifida siano molto migliorate. Attualmente la chirurgia prenatale può risolvere molte situazioni.<br />Proprio all'inizio di quest'anno, come riferisce la Society for the Protection of Unborn Children, la piccola Elouise Simpson ha festeggiato il suo primo compleanno dopo aver subito un intervento chirurgico prenatale alla colonna vertebrale per curare la sua spina bifida.<br />Allo stesso modo, nel maggio 2019 i medici hanno eseguito un intervento chirurgico su un nascituro, affetto dalla stessa patologia, a sole ventisette settimane di gestazione. Ebbene, dopo la nascita il bambino ha mosso le gambe.<br />Nonostante le prospettive per le persone con diagnosi di spina bifida (che colpisce circa quattro gravidanze ogni diecimila) siano migliorate in modo significativo, si stima che purtroppo l'80% delle madri scelga di abortire.<br /><br />Nota di BastaBugie: nell'articolo seguente dal titolo "La spina bifida? Con l'eutanasia non sarei tra voi" Giovanni Cicconi Bonizio, nato con la spina bifida, racconta la sua esperienza.<br />Ecco l'articolo completo pubblicato su Avvenire il 22 novembre 2004:<br />Vivo a Roma, ho 24 anni. Tempo fa su vari giornali italiani sono usciti articoli su un pediatra olandese che pratica l'eutanasia su piccoli pazienti con diverse malattie o handicap, per liberarli dal destino di una vita impossibile e tale da non valere la pena di essere vissuta. Sento parlare di referendum, di lasciare il passo alla libera ricerca scientifica: sono altri campi, ma vicini a quello del medico olandese. Mi è capitato di parlarne con qualcuno e mi sono accorto che è un tema vivo e che è una posizione che si è fatta strada.<br />Tra i casi in cui il medico ha praticato l'eutanasia c'è quello di un bambino nato con la spina bifida (mielomelingocele). Eutanasia per «senso professionale» e per «amore», secondo il racconto. Chiedeva il medico, infatti, quasi con orrore su un quotidiano: «Ma voi avete mai visto un bambino nato con la spina bifida?». Vorrei cambiare la domanda: avete mai visto crescere un bambino con la spina bifida e diventare un ragazzo, un giovane, un adulto? L'avrà mai visto lui? Insieme a un'altra: quando una vita è tale che vale la pena di essere vissuta? Mi sembra infatti che tanti parlano come se la risposta fosse ovvia, ma proprio ovvia non è.<br />Evidentemente io debbo essere un sopravvissuto. Non dovrei esserci. Sono nato con la spina bifida. Eppure ho una vita ricca, intensa, anche molti amici. Ho superato la maturità e ho preso il mio diploma. Da giugno scorso lavoro in una banca di interesse nazionale. La mia vita, anzi, è quello che si direbbe «una vita piena di interessi». Il mio lavoro è buono, la mia famiglia è quella che augurerei a molti altri. Alcuni problemi in più nella vita mi hanno creato una sensibilità aperta alle difficoltà anche degli altri e forse è per questo che da anni vado a trovare degli anziani: l'amicizia aiuta a vivere anche loro. <br />Leggo, parlo, scrivo, so usare il computer come tutti i ragazzi della mia età. Quando sono nato pochi scommettevano su di me. Per fortuna c'è stato chi mi ha voluto bene, davvero, e non si è spaventato. Pian piano ho potuto stare eretto, anche camminare e camminare bene. Mi muovo da solo in una città come Roma. Ho fatto più fatica di altri, ne sono più orgoglioso di altri. Non valuto la mia intelligenza (né quella del medico olandese) ma di certo posso parlare, esprimere quello che penso, anche se quel medico teorizza che quelli come me non possono mai comunicare e per questo sarebbe meglio che sparissero. <br />La mia vita non è né triste né inutile. Certo, ho subito diversi interventi chirurgici che mi hanno aiutato a superare problemi di vario tipo e mi hanno permesso di vivere il più possibile una vita - come si dice - normale. Non è stato sempre facile, qualche volta ho anche sofferto, ma nei letti vicino al mio c'erano sempre tanti altri ragazzi con la stessa voglia di guarire, di comunicare, di farsi amici e soprattutto di vivere. <br />C'è invece, ormai, una incapacità a concepire la vita quando ci sono delle difficoltà da superare. Il medico olandese e quelli che la pensano come lui dovrebbero interrogarsi sulla loro paura della vita. Paura di una vita che contiene anche fatica, conquista, lotta, sconfitte, vittorie, e che non è semplicemente una piatta crescita biologica, magari ubriaca delle ultime, mai soddisfacenti, mode. Una cartolina di tutti belli e tutti vincenti che si liquefà alle prime difficoltà della vita, dove tutti sorridono a 36 denti e fanno fitness e beach volley.<br />Penso che ci dovremmo tutti chiedere un po' di più cosa è davvero umano e cosa non lo è, invece di essere stupiti del fatto che nella nostra società aumenta il numero delle persone depresse, che migliaia fanno la fila per diventare veline, che milioni sognano di indovinare «il prezzo è giusto» e che non si sa a che cosa tengono davvero i giovani.<br />Il problema è che non sempre si fa tutto quello che si potrebbe fare per aiutare chi ha un problema, una malattia, a vivere meglio. È su questo che il medico olandese e chi pensa che l'eutanasia è un modo di dare dignità alla vita dovrebbe spendere più energie e conoscenze.<br />L'eutanasia sui bambini mi sembra davvero orribile, perché non sanno difendersi. Si uccidono - perché di questo si tratta - quelli che hanno dei difetti senza neanche aspettare che crescano per vedere cosa succede, senza invece dare quello che è necessario: più aiuto a chi è solamente più debole. La proposta è questa: se proprio dobbiamo eliminare qualcosa, allora, invece di abolire la fragilità è meglio cominciare dalla paura della fragilità che ci fa tutti più disumani (e più indifesi).<br /> <br />Titolo originale: Storia di Carmel. Che doveva vivere sessanta secondi e ha compiuto sessant'anni<br />Fonte: Radio Roma Libera, 22 Agosto 2020<br />Pubblicato su BastaBugie n. 679]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/40488398</guid><pubDate>Tue, 25 Aug 2020 16:59:24 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/40488398/e_giusto_volere_il_figlio_perfetto_storie_di_bimbi_nati_con_la_spina_bifida.mp3" length="10423229" type="audio/mpeg"/><itunes:author>BastaBugie</itunes:author><itunes:subtitle>TESTO DELL'ARTICOLO ➜http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6253&#13;
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E' GIUSTO VOLERE IL FIGLIO PERFETTO? STORIE DI BAMBINI NATI CON LA SPINA BIFIDA di Aldo Maria Valli&#13;
Nata con la spina bifida, i medici le concessero sessanta secondi di vita....</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜<a href="http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6253" rel="noopener">http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6253</a><br /><br />E' GIUSTO VOLERE IL FIGLIO PERFETTO? STORIE DI BAMBINI NATI CON LA SPINA BIFIDA di Aldo Maria Valli<br />Nata con la spina bifida, i medici le concessero sessanta secondi di vita. Ora ha compiuto sessant'anni. È la storia di Carmel Proctor, nata a Doncaster, in Gran Bretagna, l'8 agosto del 1960 e alla quale fu diagnosticata appunto una grave forma di spina bifida, chiamata mielomeningocele.<br />"Morirà in pochi secondi, massimo un minuto", fu la predizione dei medici subito dopo la nascita di Carmel, e invece la bimba tenne duro.<br />Spiega Carmel: "Stavo molto male, tanto che i miei genitori mi avrebbero detto più tardi che non dovevo durare nemmeno sessanta secondi. Il medico di famiglia però aveva sentito parlare di un chirurgo dello Sheffield Children's Hospital che stava sperimentando un trattamento pionieristico per i bambini affetti da spina bifida. Due giorni dopo ero sotto i ferri. Fui curata dal chirurgo, e sottoposta a controlli, fino all'età di sedici anni".<br />"Auguriamo a Carmel molti anni felici", ha detto Michael Robinson, direttore delle comunicazioni della Society for the Protection of Unborn Children. "Ma non dimentichiamo quei bambini non nati il cui futuro è stato strappato via dall'aborto a causa di una diagnosi di disabilità. In realtà molte persone affette da queste malattie raggiungono i loro obiettivi e conducono una vita di soddisfazione e felicità. Ogni persona merita una possibilità di vivere, indipendentemente dalle capacità di partenza".<br /> "Durante il solo 2019 - ricorda il rappresentante della Spuc - in Inghilterra e nel Galles 3863 bambini sono stati uccisi dall'aborto perché risultati affetti da un'anomalia fetale. Centodiciotto di questi bambini non nati avevano, come Carmel, la spina bifida. Storie come quella di Carmel dimostrano che la previsione di un medico non sempre è corretta. Carmel ha avuto la possibilità di vivere, ma tanti altri come lei no".<br />Per il suo sessantesimo compleanno Carmel Proctor ha organizzato un evento sponsorizzato per raccogliere fondi da destinare all'ospedale pediatrico che si prese cura di lei quando era bambina.<br />Dalla sua nascita, nel 1960, i progressi della medicina e della tecnologia hanno fatto sì che le prospettive di vita per le persone affette da spina bifida siano molto migliorate. Attualmente la chirurgia prenatale può risolvere molte situazioni.<br />Proprio all'inizio di quest'anno, come riferisce la Society for the Protection of Unborn Children, la piccola Elouise Simpson ha festeggiato il suo primo compleanno dopo aver subito un intervento chirurgico prenatale alla colonna vertebrale per curare la sua spina bifida.<br />Allo stesso modo, nel maggio 2019 i medici hanno eseguito un intervento chirurgico su un nascituro, affetto dalla stessa patologia, a sole ventisette settimane di gestazione. Ebbene, dopo la nascita il bambino ha mosso le gambe.<br />Nonostante le prospettive per le persone con diagnosi di spina bifida (che colpisce circa quattro gravidanze ogni diecimila) siano migliorate in modo significativo, si stima che purtroppo l'80% delle madri scelga di abortire.<br /><br />Nota di BastaBugie: nell'articolo seguente dal titolo "La spina bifida? Con l'eutanasia non sarei tra voi" Giovanni Cicconi Bonizio, nato con la spina bifida, racconta la sua esperienza.<br />Ecco l'articolo completo pubblicato su Avvenire il 22 novembre 2004:<br />Vivo a Roma, ho 24 anni. Tempo fa su vari giornali italiani sono usciti articoli su un pediatra olandese che pratica l'eutanasia su piccoli pazienti con diverse malattie o handicap, per liberarli dal destino di una vita impossibile e tale da non valere la pena di essere vissuta. Sento parlare di referendum, di lasciare il passo alla libera ricerca scientifica: sono altri campi, ma vicini a quello del medico olandese. Mi è capitato...]]></itunes:summary><itunes:duration>652</itunes:duration><itunes:keywords>aborto,bifida,spina</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/28ec62e7a2036f125731f8c6c6fa2f28.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Istituito a marsala il registro dei bambini mai nati</title><link>https://www.spreaker.com/episode/istituito-a-marsala-il-registro-dei-bambini-mai-nati--40389698</link><description><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜<a href="http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6244" rel="noopener">http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6244</a><br /><br />ISTITUITO A MARSALA IL REGISTRO DEI BAMBINI MAI NATI di Salvo Cataldo<br />Il consiglio comunale di Marsala, in provincia di Trapani, ha approvato una modifica del regolamento cimiteriale istituendo il 'Registro dei Bambini mai nati'. Si tratta di una modifica che sostituisce la dicitura "prodotti abortivi", utilizzata per i feti partoriti prima della 28esima settimana di concepimento, con quella di "bambini mai nati". Sul registro, secondo quanto prevede la delibera approvata con 23 voti favorevoli e tre contrari, verrà annotato un nome di fantasia per il feto. Prevista anche l'individuazione di uno spazio cimiteriale destinato alla sepoltura, con un cippo che reca il relativo numero assegnato nel registro.<br />Scontro in Aula sulla modifica del regolamento, che è stata proposta dalla consigliera d'opposizione Giuseppa Valentina Piccione, secondo cui l'atto "rappresenta l'importanza che la politica ha nel promuovere la cultura della vita". Sul fronte opposto la consigliera del gruppo Misto Luana Alagna: "L'atto è una intromissione nelle scelte individuali - ha affermato -, divisivo perché discrimina chi sceglie legalmente di abortire. Un'ingerenza nella libera autodeterminazione delle donne: cambiare la dicitura di embrione in bambino, indirettamente c'è una stigmatizzazione del soggetto che interrompe la gravidanza".<br /><br />Nota di BastaBugie: nel seguente video (durata: 3 minuti) dal titolo "La legge 194 e la figura del padre" lo psicologo Roberto Marchesini analizza la legge sull'aborto. La legge 194 ha due soggetti (la donna e il medico), un oggetto (così viene considerato il bambino) ed un grande assente: il padre. Un fatto gravissimo, che però non stupisce. Questa legge infatti è figlia della rivoluzione del '68 che è stato un movimento di rifiuto proprio della figura paterna come simbolo dell'autorità. Ma se si elimina il padre, si elimina anche la legge morale e religiosa dalla società. In pratica si elimina Dio.<br /><a href="https://www.youtube.com/watch?v=GfW0np6E9AU" rel="noopener">https://www.youtube.com/watch?v=GfW0np6E9AU</a><br /> <br />Titolo originale: Il Comune di Marsala istituisce il registro dei bambini mai nati<br />Fonte: Agenzia Dire, 13/08/2020<br />Pubblicato su BastaBugie n. 678]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/40389698</guid><pubDate>Tue, 18 Aug 2020 20:24:12 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/40389698/istituito_a_marsala_il_registro_dei_bambini_mai_nati.mp3" length="2558745" type="audio/mpeg"/><itunes:author>BastaBugie</itunes:author><itunes:subtitle>TESTO DELL'ARTICOLO ➜http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6244&#13;
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Prevista anche l'individuazione di uno spazio cimiteriale destinato alla sepoltura, con un cippo che reca il relativo numero assegnato nel registro.<br />Scontro in Aula sulla modifica del regolamento, che è stata proposta dalla consigliera d'opposizione Giuseppa Valentina Piccione, secondo cui l'atto "rappresenta l'importanza che la politica ha nel promuovere la cultura della vita". Sul fronte opposto la consigliera del gruppo Misto Luana Alagna: "L'atto è una intromissione nelle scelte individuali - ha affermato -, divisivo perché discrimina chi sceglie legalmente di abortire. Un'ingerenza nella libera autodeterminazione delle donne: cambiare la dicitura di embrione in bambino, indirettamente c'è una stigmatizzazione del soggetto che interrompe la gravidanza".<br /><br />Nota di BastaBugie: nel seguente video (durata: 3 minuti) dal titolo "La legge 194 e la figura del padre" lo psicologo Roberto Marchesini analizza la legge sull'aborto. La legge 194 ha due soggetti (la donna e il medico), un oggetto (così viene considerato il bambino) ed un grande assente: il padre. Un fatto gravissimo, che però non stupisce. Questa legge infatti è figlia della rivoluzione del '68 che è stato un movimento di rifiuto proprio della figura paterna come simbolo dell'autorità. Ma se si elimina il padre, si elimina anche la legge morale e religiosa dalla società. 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Gli Stati Uniti proibiscono la commercializzazione di tessuti e organi di bambini abortiti. La legislazione ne permette solo la donazione a scopi di ricerca, con il rispettivo rimborso dei costi di trasporto e processamento.<br />Le dichiarazioni delle funzionarie, però, fanno emergere la pratica della vendita propriamente detta: le parti del corpo dei bambini abortiti venivano vendute al laboratorio StemExpress, che effettua ricerche sulle cellule staminali, e il laboratorio pagava solo quando le parti ottenute erano ritenute "utili" per le sue ricerche.<br />Tra le dichiarazioni che appaiono nel video ci sono quelle di Tram Nguyen, direttrice regionale senior di Planned Parenthood, e delle dottoresse Dorothy Furgerson, direttrice di una delle cliniche della rete, e Deborah Nucatola, ex direttrice senior per i Servizi Medici della rete in ambito nazionale.<br />Altri documenti divulgati verificano che le funzionarie della sede nazionale della rete erano a conoscenza della pratica illegale. Al riguardo, il CMP ha dichiarato: "I documenti mostrano che alcuni centri di Planned Parenthood ricevevano più di 10.000 dollari in appena un mese.<br />È arrivato il momento di conseguenze federali per Planned Parenthood. Ha mentito alla popolazione e al Congresso, ma non c'è più alcun dubbio ragionevole sul fatto che abbia venduto parti del corpo di feti, commercializzando bambini vivi nell'utero materno e trattando le donne incinte come oggetto di commercio.<br />Il Dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti deve applicare le leggi contro il traffico fetale con la massima priorità". Il coinvolgimento dell'organizzazione Planned Parenthood in scandali morali e finanziari non è una novità.<br />Di recente, la rete è stata accusata di aver ottenuto in modo fraudolento 80 milioni di dollari da un programma governativo degli USA destinato ad aiutare le piccole imprese a seguito della crisi provocata dalla pandemia di Covid-19.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/31096519</guid><pubDate>Tue, 16 Jun 2020 18:00:39 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/31096519/planned_parenthood.mp3" length="4452518" type="audio/mpeg"/><itunes:author>BastaBugie</itunes:author><itunes:subtitle>TESTO DELL'ARTICOLO ➜http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6174

DIRIGENTI DI PLANNED PARENTHOOD CONFESSANO LA VENDITA DI TESSUTI DI BAMBINI ABORTITI
L'organizzazione statunitense Center for Medical Progress (CMP) ha diffuso il 26 maggio in...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜<a href="http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6174" rel="noopener">http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6174</a><br /><br />DIRIGENTI DI PLANNED PARENTHOOD CONFESSANO LA VENDITA DI TESSUTI DI BAMBINI ABORTITI<br />L'organizzazione statunitense Center for Medical Progress (CMP) ha diffuso il 26 maggio in video delle dichiarazioni in base alle quali alcune funzionarie della rete di cliniche abortive Planned Parenthood confessano di aver partecipato alla vendita illegale di parti dei corpi di bambini abortiti.<br />Nella testimonianza, risalente al 26 maggio, il CMP sottolinea che le dichiarazioni delle funzionarie "contraddicono le affermazioni precedenti di Planned Parenthood in base alle quali la rete non ha mai partecipato alla vendita di parte dei corpi dei bambini abortiti e li ha semplicemente donati ricevendo un rimborso per le spese".<br />Lo scandalo del traffico di organi e tessuti infantili, ottenuti dopo aborti perpetrati in strutture appartenenti alla rete di cliniche, è venuto alla luce nel 2015, quando il CMP ha diffuso i primi video in cui delle funzionarie dell'organizzazione ammettevano questo commercio.<br />La rete ha tuttavia negato enfaticamente il crimine, arrivando a processare a livello giudiziario chi diffondeva i video-denuncia. Gli Stati Uniti proibiscono la commercializzazione di tessuti e organi di bambini abortiti. La legislazione ne permette solo la donazione a scopi di ricerca, con il rispettivo rimborso dei costi di trasporto e processamento.<br />Le dichiarazioni delle funzionarie, però, fanno emergere la pratica della vendita propriamente detta: le parti del corpo dei bambini abortiti venivano vendute al laboratorio StemExpress, che effettua ricerche sulle cellule staminali, e il laboratorio pagava solo quando le parti ottenute erano ritenute "utili" per le sue ricerche.<br />Tra le dichiarazioni che appaiono nel video ci sono quelle di Tram Nguyen, direttrice regionale senior di Planned Parenthood, e delle dottoresse Dorothy Furgerson, direttrice di una delle cliniche della rete, e Deborah Nucatola, ex direttrice senior per i Servizi Medici della rete in ambito nazionale.<br />Altri documenti divulgati verificano che le funzionarie della sede nazionale della rete erano a conoscenza della pratica illegale. Al riguardo, il CMP ha dichiarato: "I documenti mostrano che alcuni centri di Planned Parenthood ricevevano più di 10.000 dollari in appena un mese.<br />È arrivato il momento di conseguenze federali per Planned Parenthood. Ha mentito alla popolazione e al Congresso, ma non c'è più alcun dubbio ragionevole sul fatto che abbia venduto parti del corpo di feti, commercializzando bambini vivi nell'utero materno e trattando le donne incinte come oggetto di commercio.<br />Il Dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti deve applicare le leggi contro il traffico fetale con la massima priorità". Il coinvolgimento dell'organizzazione Planned Parenthood in scandali morali e finanziari non è una novità.<br />Di recente, la rete è stata accusata di aver ottenuto in modo fraudolento 80 milioni di dollari da un programma governativo degli USA destinato ad aiutare le piccole imprese a seguito della crisi provocata dalla pandemia di Covid-19.]]></itunes:summary><itunes:duration>279</itunes:duration><itunes:keywords>bambini,esperimenti,feti,parenthood,planned,venduti</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/ab09b32690032fc074751c95eb00791f.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Femministe pro aborto assaltano le chiese</title><link>https://www.spreaker.com/episode/femministe-pro-aborto-assaltano-le-chiese--24684450</link><description><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜<a href="http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6066" rel="noopener">http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6066</a><br /><br />FEMMINISTE PRO ABORTO ASSALTANO LE CHIESE<br />In tutto il Messico, compresa la capitale, i manifestanti hanno attaccato le cattedrali cattoliche, in particolare ricoprendole di vernice, ma alcuni utilizzando dispositivi incendiari, come le molotov. A Città del Messico, un piccolo gruppo di donne poliziotto è stato rapidamente sopraffatto da un gruppo di donne violente, che hanno attaccato le mura della chiesa, un evento purtroppo comune durante le manifestazioni femministe in America Latina. Alcuni fedeli presenti, comprese donne anziane, sono stati attaccati con percosse, vernice e persino liquidi infiammabili.<br />Gli attacchi sono arrivati durante uno "sciopero delle donne", tenuto il 9 marzo, per protesta contro la crescente violenza contro le donne in Messico. L'attacco alla Chiesa si è verificato nonostante il supporto di diversi vescovi allo sciopero delle donne indetto per sostenere la campagna per offrire migliori protezioni alle donne messicane.<br />La chiesa cattolica in Messico più colpita dalle manifestazioni femministe è la cattedrale di Hermosillo, nello stato di Sonora. Circa 80 fedeli che erano all'interno della chiesa quando i manifestanti hanno iniziato ad attaccare l'edificio hanno dovuto essere evacuati dalla guardia nazionale, fuggendo attraverso la porta laterale e in piccoli gruppi per evitare di essere attaccati. I rivoltosi hanno rotto i vetri alle porte della cattedrale dopo un tentativo fallito di abbatterle. L'attacco è iniziato mentre veniva celebrata la Messa della domenica e dopo l'incidente la cattedrale aveva frasi come "aborto legale", "pedofilo" e "sta per cadere" dipinte sui muri. Non è chiaro se l'ultimo ("sta per cadere") fosse in riferimento alla Chiesa cattolica o se le femministe si riferissero al sistema cosiddetto "patriarcale", poiché di solito lo slogan in spagnolo è "il patriarcato sta per cadere".<br />Nel frattempo, in Colombia, manifestanti femministe radicali hanno vandalizzato diverse chiese durante le marce della Giornata internazionale della donna, tra cui la Chiesa della Sagrada Pasion a Bogotá, cantando: "Se il papa fosse una donna, l'aborto sarebbe legale" e "Dobbiamo interrompere questo sistema patriarcale". Anche nella patria argentina di Papa Francesco, le immagini disponibili su Twitter mostrano donne che usano l'atrio della cattedrale di Buenos Aires come bagno pubblico durante le dimostrazioni dell'8 marzo.<br />Le marce sono avvenute poco dopo che il neo eletto Alberto Fernández aveva annunciato, il 2 marzo, che stava pianificato di legalizzare l'aborto nel paese. Il dibattito sull'aborto porta spesso a forti toni anticlericali in Argentina, dove un tentativo per legalizzarlo è stato rigorosamente sconfitto dal senato del paese nel 2018. All'epoca, diverse senatrici si trovavano di fronte al Congresso cantando: "Se l'aborto non è reso legale, bruceremo le tue chiese". Altre manifestazioni anticlericali durante i raduni a favore dell'aborto in Argentina hanno incluso il dare fuoco ad un gigantesco burattino di Papa Francesco e una dimostrazione che coinvolge una donna vestita come la Vergine Maria che simula la fine della sua gravidanza con Gesù.<br /><br />Nota di BastaBugie: nel seguente video (durata: 1 minuto e mezzo) si vede come anche quest'anno per l'8 marzo in Messico è stata una giornata di violenza e devastazione. Manifestanti femministe a volto coperto hanno gettato vernice e tentato di dare fuoco alla cattedrale di Città del Messico oltre che distruggere vetrine, auto e quant'altro sul loro cammino. Dopo aver scagliato molotov contro il Palazzo Nazionale (la fotografa di El Universal, Berenice Fregoso, è stata colpita riportando ustioni di secondo grado), fracassato auto e incendiato portoni, un gruppo di manifestanti a volto coperto ha iniziato a gettare vernice e tentato di dare fuoco alla cattedrale di Città del Messico, lanciando liquidi infiammabili contro le pareti e il gruppo di cattolici e poliziotti schierati in difesa dell'edificio]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/24684450</guid><pubDate>Tue, 31 Mar 2020 19:13:22 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/24684450/femministe_pro_aorto_assaltano_le_chiese.mp3" length="5691103" type="audio/mpeg"/><itunes:author>BastaBugie</itunes:author><itunes:subtitle>TESTO DELL'ARTICOLO ➜http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6066&#13;
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FEMMINISTE PRO ABORTO ASSALTANO LE CHIESE&#13;
In tutto il Messico, compresa la capitale, i manifestanti hanno attaccato le cattedrali cattoliche, in particolare ricoprendole di...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜<a href="http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6066" rel="noopener">http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6066</a><br /><br />FEMMINISTE PRO ABORTO ASSALTANO LE CHIESE<br />In tutto il Messico, compresa la capitale, i manifestanti hanno attaccato le cattedrali cattoliche, in particolare ricoprendole di vernice, ma alcuni utilizzando dispositivi incendiari, come le molotov. A Città del Messico, un piccolo gruppo di donne poliziotto è stato rapidamente sopraffatto da un gruppo di donne violente, che hanno attaccato le mura della chiesa, un evento purtroppo comune durante le manifestazioni femministe in America Latina. Alcuni fedeli presenti, comprese donne anziane, sono stati attaccati con percosse, vernice e persino liquidi infiammabili.<br />Gli attacchi sono arrivati durante uno "sciopero delle donne", tenuto il 9 marzo, per protesta contro la crescente violenza contro le donne in Messico. L'attacco alla Chiesa si è verificato nonostante il supporto di diversi vescovi allo sciopero delle donne indetto per sostenere la campagna per offrire migliori protezioni alle donne messicane.<br />La chiesa cattolica in Messico più colpita dalle manifestazioni femministe è la cattedrale di Hermosillo, nello stato di Sonora. Circa 80 fedeli che erano all'interno della chiesa quando i manifestanti hanno iniziato ad attaccare l'edificio hanno dovuto essere evacuati dalla guardia nazionale, fuggendo attraverso la porta laterale e in piccoli gruppi per evitare di essere attaccati. I rivoltosi hanno rotto i vetri alle porte della cattedrale dopo un tentativo fallito di abbatterle. L'attacco è iniziato mentre veniva celebrata la Messa della domenica e dopo l'incidente la cattedrale aveva frasi come "aborto legale", "pedofilo" e "sta per cadere" dipinte sui muri. Non è chiaro se l'ultimo ("sta per cadere") fosse in riferimento alla Chiesa cattolica o se le femministe si riferissero al sistema cosiddetto "patriarcale", poiché di solito lo slogan in spagnolo è "il patriarcato sta per cadere".<br />Nel frattempo, in Colombia, manifestanti femministe radicali hanno vandalizzato diverse chiese durante le marce della Giornata internazionale della donna, tra cui la Chiesa della Sagrada Pasion a Bogotá, cantando: "Se il papa fosse una donna, l'aborto sarebbe legale" e "Dobbiamo interrompere questo sistema patriarcale". Anche nella patria argentina di Papa Francesco, le immagini disponibili su Twitter mostrano donne che usano l'atrio della cattedrale di Buenos Aires come bagno pubblico durante le dimostrazioni dell'8 marzo.<br />Le marce sono avvenute poco dopo che il neo eletto Alberto Fernández aveva annunciato, il 2 marzo, che stava pianificato di legalizzare l'aborto nel paese. Il dibattito sull'aborto porta spesso a forti toni anticlericali in Argentina, dove un tentativo per legalizzarlo è stato rigorosamente sconfitto dal senato del paese nel 2018. All'epoca, diverse senatrici si trovavano di fronte al Congresso cantando: "Se l'aborto non è reso legale, bruceremo le tue chiese". Altre manifestazioni anticlericali durante i raduni a favore dell'aborto in Argentina hanno incluso il dare fuoco ad un gigantesco burattino di Papa Francesco e una dimostrazione che coinvolge una donna vestita come la Vergine Maria che simula la fine della sua gravidanza con Gesù.<br /><br />Nota di BastaBugie: nel seguente video (durata: 1 minuto e mezzo) si vede come anche quest'anno per l'8 marzo in Messico è stata una giornata di violenza e devastazione. Manifestanti femministe a volto coperto hanno gettato vernice e tentato di dare fuoco alla cattedrale di Città del Messico oltre che distruggere vetrine, auto e quant'altro sul loro cammino. Dopo aver scagliato molotov contro il Palazzo Nazionale (la fotografa di El Universal, Berenice Fregoso, è stata colpita riportando ustioni di secondo grado), fracassato auto e incendiato portoni, un gruppo di manifestanti a volto coperto ha iniziato a gettare vernice e tentato di dare fuoco...]]></itunes:summary><itunes:duration>356</itunes:duration><itunes:keywords>assalto,chiese,femministe,pro-aborto</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/62f99c312f29d8859e7f4b3f2a5591ea.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Il Tar dà ragione a Virginia Raggi che aveva fatto rimuovere i manifesti Provita</title><link>https://www.spreaker.com/episode/il-tar-da-ragione-a-virginia-raggi-che-aveva-fatto-rimuovere-i-manifesti-provita--20159949</link><description><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=5904" rel="noopener">http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=5904</a><br /><br />IL TAR DA' RAGIONE A VIRGINIA RAGGI CHE AVEVA FATTO RIMUOVERE I MANIFESTI PROVITA di Antonio Brandi e Jacopo Coghe<br />Il Tribunale amministrativo del Lazio ha condannato il nostro bambino nel grembo, Michelino, al silenzio. Proprio così...<br />Il Tribunale, con sentenza n. 12662/19, ha respinto il ricorso proposto da Pro Vita e Famiglia contro il diniego da parte del Comune di Roma all'affissione di manifesti che ritraevano l'immagine di un bambino in grembo.<br />In pratica, il Comune di Virginia Raggi aveva deciso di censurare le nostre affissioni prolife, noi abbiamo fatto ricorso al Tar, e il Tribunale ha dato ragione alla Raggi.<br />La motivazione del Tribunale? Perché rappresentare un feto nel grembo, accompagnato da frasi vere e scientifiche (tipo: "Tu eri così a 11 settimane, tutti i tuoi organi erano presenti", ecc.) supererebbe "i limiti della violenza semantica" e provocherebbe uno "smodato impatto emotivo"!<br />Quando abbiamo letto la motivazione non potevamo credere ai nostri occhi: è "violenza semantica" affermare alcune verità sulla vita prenatale?<br />Si possono pubblicare affissioni volgari, talvolta quasi pornografiche, o che invitano al consumo di marijuana, ma non quelle che rappresentano un bambino nel grembo materno.<br />Dobbiamo dire la verità: abbiamo avuto la tentazione di "arrenderci" alla censura e concedere la vittoria alla Raggi, perché' sebbene sia possibile ricorrere contro la decisione del Tar, l'appello al Consiglio di Stato è costosissimo.<br />Poi abbiamo capito che non lo dovevamo fare solo per noi ma per tutti: per tutte le altre associazioni, per cittadini come te, per qualsiasi persona di buona volontà che in futuro vorrà manifestare per la vita e per la famiglia...<br />Infatti, se passa il principio per cui un Comune può censurare manifesti e altre manifestazioni del pensiero perché' le giudica ideologicamente sgradite (magari con la scusa di "violenza semantica") allora la libertà di tutti è in pericolo.<br />Per questo dobbiamo ricorrere al Consiglio di Stato. Sono necessari però circa 15 mila euro per coprire le spese legali e avere una speranza di vincere la guerra contro il Comune di Roma e contro la censura.<br />Se non ricorriamo al Consiglio di Stato abbiamo perso e il Comune di Virginia Raggi avrà vinto: a Roma si rischierà di non poter più manifestare in difesa dei bambini nel grembo o per altri valori sgraditi al potere politico di turno. Altri Comuni potranno seguire l'esempio della Capitale...<br />Se ricorriamo, abbiamo la possibilità di sconfiggere la censura e difendere la libertà di tutti. Una sentenza favorevole del Consiglio di Stato orienterebbe la giurisprudenza in tutta Italia! I nostri legali hanno studiato il caso e ci sono discrete possibilità di vittoria. Abbiamo solo bisogno del tuo aiuto per coprire le spese: contribuisci anche tu con 10 euro o 5 euro a questa battaglia finale per la libertà!<br />"Michelino" (così abbiamo nominato il bambino in grembo dei nostri manifesti) non può essere censurato: rappresenta tutti i bambini nel grembo che non hanno voce ma che possono farsi sentire grazie a noi, grazie a te.<br />Ti ringraziamo in anticipo per tutto quello che potrai fare.<br /><br />Nota di BastaBugie: se vuoi sostenere, con una donazione, Pro Vita e Famiglia a ricorrere contro la censura del Comune di Roma, vai alla fine di questa pagina.<br />Qui trovi i link agli articoli precedenti sulla lotta della sindachessa di Roma contro i manifesti di Provita:<br /><br />IL MANIFESTO PROLIFE CHE HA MESSO A NUDO L'IDEOLOGIA RADICALE DI PD E CINQUESTELLE<br />Così come accadeva nei regimi comunisti, certe verità (oggi ad es. la foto di un embrione) gettano nel panico il sistema attuale... si avvicina anche per esso il tracollo?<br />di Rodolfo Casadei<br /><a href="http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=5130" rel="noopener">http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=5130</a><br /><br />INTERVISTA A COSTANZA MIRIANO E VLADIMIRO GUADAGNO (IN ''ARTE'' LUXURIA) SUI MANIFESTI RIMOSSI DALLA RAGGI... E MULTATI DI 20.000 EURO!<br />La sindachessa di Roma si è fatta braccio esecutivo della lobby gay perseguitando chi difende il diritto naturale di un bambino ad avere un babbo e una mamma<br />di Manuela Antonacci<br /><a href="http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=5398" rel="noopener">http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=5398</a><br /><br />LA RAGGI RIMUOVE I MANIFESTI CONTRO L'UTERO IN AFFITTO E FA PAGARE UNA MULTA DI 20MILA EURO<br />La sindachessa a 5 stelle di Roma impedisce di manifestare la propria contrarietà alle rivendicazioni LGBT (da notare che l'utero in affitto è illegale in Italia)<br />di Domenico Mascialino<br /><a href="http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=5385" rel="noopener">http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=5385</a><br /><br />PER SOSTENERE PRO VITA E FAMIGLIA<br />Se vuoi sostenere Pro Vita e Famiglia Onlus a ricorrere contro la censura del Comune di Roma e dei tribunali, per difendere la libertà di dire la verità in tutta Italia, puoi contribuire con una veloce donazione (Carta di Credito e Paypal) cliccando nel link qui sotto:<br /><a href="https://sostieni.provitaefamiglia.it" rel="noopener">https://sostieni.provitaefamiglia.it</a><br />Oppure con un bonifico:<br />Conto Corrente Postale (Intestatario Pro Vita e Famiglia Onlus; CCP n° 1018409464)<br />Conto Corrente Bancario (Intestatario Pro Vita e Famiglia Onlus; Banca Cassa Rurale Alta Vallagarina; IBAN IT89X0830535820000000058640)]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/20159949</guid><pubDate>Thu, 21 Nov 2019 14:38:47 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/20159949/tar_raggi.mp3" length="4834114" type="audio/mpeg"/><itunes:author>BastaBugie</itunes:author><itunes:subtitle>TESTO DELL'ARTICOLO ➜ http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=5904

IL TAR DA' RAGIONE A VIRGINIA RAGGI CHE AVEVA FATTO RIMUOVERE I MANIFESTI PROVITA di Antonio Brandi e Jacopo Coghe
Il Tribunale amministrativo del Lazio ha condannato il nostro...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=5904" rel="noopener">http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=5904</a><br /><br />IL TAR DA' RAGIONE A VIRGINIA RAGGI CHE AVEVA FATTO RIMUOVERE I MANIFESTI PROVITA di Antonio Brandi e Jacopo Coghe<br />Il Tribunale amministrativo del Lazio ha condannato il nostro bambino nel grembo, Michelino, al silenzio. Proprio così...<br />Il Tribunale, con sentenza n. 12662/19, ha respinto il ricorso proposto da Pro Vita e Famiglia contro il diniego da parte del Comune di Roma all'affissione di manifesti che ritraevano l'immagine di un bambino in grembo.<br />In pratica, il Comune di Virginia Raggi aveva deciso di censurare le nostre affissioni prolife, noi abbiamo fatto ricorso al Tar, e il Tribunale ha dato ragione alla Raggi.<br />La motivazione del Tribunale? Perché rappresentare un feto nel grembo, accompagnato da frasi vere e scientifiche (tipo: "Tu eri così a 11 settimane, tutti i tuoi organi erano presenti", ecc.) supererebbe "i limiti della violenza semantica" e provocherebbe uno "smodato impatto emotivo"!<br />Quando abbiamo letto la motivazione non potevamo credere ai nostri occhi: è "violenza semantica" affermare alcune verità sulla vita prenatale?<br />Si possono pubblicare affissioni volgari, talvolta quasi pornografiche, o che invitano al consumo di marijuana, ma non quelle che rappresentano un bambino nel grembo materno.<br />Dobbiamo dire la verità: abbiamo avuto la tentazione di "arrenderci" alla censura e concedere la vittoria alla Raggi, perché' sebbene sia possibile ricorrere contro la decisione del Tar, l'appello al Consiglio di Stato è costosissimo.<br />Poi abbiamo capito che non lo dovevamo fare solo per noi ma per tutti: per tutte le altre associazioni, per cittadini come te, per qualsiasi persona di buona volontà che in futuro vorrà manifestare per la vita e per la famiglia...<br />Infatti, se passa il principio per cui un Comune può censurare manifesti e altre manifestazioni del pensiero perché' le giudica ideologicamente sgradite (magari con la scusa di "violenza semantica") allora la libertà di tutti è in pericolo.<br />Per questo dobbiamo ricorrere al Consiglio di Stato. Sono necessari però circa 15 mila euro per coprire le spese legali e avere una speranza di vincere la guerra contro il Comune di Roma e contro la censura.<br />Se non ricorriamo al Consiglio di Stato abbiamo perso e il Comune di Virginia Raggi avrà vinto: a Roma si rischierà di non poter più manifestare in difesa dei bambini nel grembo o per altri valori sgraditi al potere politico di turno. Altri Comuni potranno seguire l'esempio della Capitale...<br />Se ricorriamo, abbiamo la possibilità di sconfiggere la censura e difendere la libertà di tutti. Una sentenza favorevole del Consiglio di Stato orienterebbe la giurisprudenza in tutta Italia! I nostri legali hanno studiato il caso e ci sono discrete possibilità di vittoria. Abbiamo solo bisogno del tuo aiuto per coprire le spese: contribuisci anche tu con 10 euro o 5 euro a questa battaglia finale per la libertà!<br />"Michelino" (così abbiamo nominato il bambino in grembo dei nostri manifesti) non può essere censurato: rappresenta tutti i bambini nel grembo che non hanno voce ma che possono farsi sentire grazie a noi, grazie a te.<br />Ti ringraziamo in anticipo per tutto quello che potrai fare.<br /><br />Nota di BastaBugie: se vuoi sostenere, con una donazione, Pro Vita e Famiglia a ricorrere contro la censura del Comune di Roma, vai alla fine di questa pagina.<br />Qui trovi i link agli articoli precedenti sulla lotta della sindachessa di Roma contro i manifesti di Provita:<br /><br />IL MANIFESTO PROLIFE CHE HA MESSO A NUDO L'IDEOLOGIA RADICALE DI PD E CINQUESTELLE<br />Così come accadeva nei regimi comunisti, certe verità (oggi ad es. la foto di un embrione) gettano nel panico il sistema attuale... si avvicina anche per esso il tracollo?<br />di Rodolfo Casadei<br /><a...]]></itunes:summary><itunes:duration>303</itunes:duration><itunes:keywords>manifesto,provita,raggi,roma,tar</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/d6bddc439ba29e686da9a90a2f858846.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Femministe pro aborto danno fuoco alla cattedrale di Città del Messico</title><link>https://www.spreaker.com/episode/femministe-pro-aborto-danno-fuoco-alla-cattedrale-di-citta-del-messico--19764395</link><description><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=5865" rel="noopener">http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=5865</a><br /><br />FEMMINISTE PRO ABORTO DANNO FUOCO ALLA CATTEDRALE DI CITTA' DEL MESSICO di Anna Bono<br />Sabato 28 settembre, Giornata internazionale per l'aborto libero e sicuro, anche a Città del Messico è stata organizzata una manifestazione nel corso della quale un gruppo di femministe radicali hanno tentato di dare fuoco alla cattedrale metropolitana. Vestite di nero, incappucciate e con il volto coperto da maschere o dalle bandane verdi che in tutta l'America Latina sono diventate il simbolo dei pro abortisti, si sono avvicinate al portone d'ingresso della chiesa e vi hanno appiccato il fuoco.<br />L'intervento tempestivo dei vigili del fuoco ha impedito che le fiamme si estendessero. Spento il fuoco, gli agenti di polizia e i membri della Guardia Cristera Nacional, un gruppo di cattolici devoti della Vergine di Guadalupe, creato per proteggere le chiese, hanno formato un cordone umano pacifico per impedire che i dimostranti entrassero in chiesa. Ma le numerose agenti di polizia municipale presenti sono rimaste passive.<br />Dei membri della Guardia Cristera Nacional per tutto il tempo della manifestazione hanno presidiato altre chiese cittadine per impedire incendi e atti di vandalismo. Prima di essere fermate, le femministe hanno anche imbrattato con disegni osceni i muri esterni della cattedrale e hanno scritto degli slogan come "il corpo è mio", "Aborto legale", "Dio è una donna".<br />Il tentativo di incendiare la Cattedrale è fallito anche grazie al fatto che la Guardia Cristera Nacional tramite i social network ha lanciato tempestivamente un appello ai cattolici chiedendo a chi poteva di correre in centro città per pregare e difendere le chiese. Le femministe hanno anche dato fuoco all'ingresso degli uffici della Conaco e della Camera di Commercio, il Consiglio nazionale dei commercianti e dei fornitori si servizi.<br /><br />Nota di BastaBugie: l'autrice del precedente articolo, Anna Bono, nell'articolo seguente dal titolo "Perseguitati più che mai. Un nuovo rapporto" parla della grave situazione di persecuzione dei cristiani nel mondo. Il 75% degli uccisi a causa della fede è cristiano (pur essendo i cristiani solo un terzo della popolazione mondiale).<br />Ecco l'articolo completo pubblicato su La Nuova Bussola Quotidiana il 24 ottobre 2019:<br />Un cristiano su sette vive in un paese nel quale rischia di essere perseguitato per la sua fede e in cui subisce limiti alla pratica religiosa. È quanto rivela il rapporto di Aiuto alla Chiesa che soffre, "Perseguitati più che mai".<br />Focus sulla persecuzione anti cristiana tra 2017 e 2019", presentato la mattina del 24 ottobre a Roma nella Basilica di San Bartolomeo all'Isola, illuminata di rosso dalle 19.00 alle 24.00 in memoria del sangue versato per la fede. Sono circa 300 milioni i cristiani che patiscono forme di persecuzione, discriminazione e limitazione della libertà religiosa, particolarmente gravi in 20 stati. In gran parte sono residenti in due continenti, l'Asia e l'Africa.<br />L'Islam si conferma la minaccia maggiore: il jihad, con attentanti, sequestri, attacchi; l'odio religioso, l'intolleranza, spesso esasperati da fattori etnici, diffusi tra ampi strati di popolazione; le leggi e le istituzioni ispirate alla shari'a che proibiscono espressioni pubbliche di religiosità. Il rapporto evidenzia le situazioni più critiche e gli sviluppi verificatisi nel triennio considerato.<br />Particolare allarme suscitano i dati relativi alla diffusione del jihad in Africa, nel Sahel e nelle regioni sub sahariane: un'ampia fascia di territori che vanno dall'Oceano Atlantico all'Oceano Indiano. Dei 19 religiosi - 18 sacerdoti e una suora - uccisi dall'inizio del 2019, 15 vivevano in Africa, tre in Burkina Faso, uno dei paesi in cui il jihad si è rapidamente affermato durante l'anno in corso.<br />L'Asia meridionale e orientale è l'altra, vasta regione in cui la vita dei cristiani è resa particolarmente difficile da restrizioni e violenze. Uno dei più gravi attentati degli ultimi anni si è verificato nello Sri Lanka il giorno di Pasqua del 2019 ed è costato la vita a 258 persone. Il rapporto sottolinea tra le emergenze il persistente stato di incertezza dei cristiani del Medio Oriente nonostante la sconfitta militare dell'Isis, lo Stato Islamico.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/19764395</guid><pubDate>Thu, 31 Oct 2019 14:32:50 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/19764395/femministe_pro_aborto.mp3" length="6109308" type="audio/mpeg"/><itunes:author>BastaBugie</itunes:author><itunes:subtitle>TESTO DELL'ARTICOLO ➜ http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=5865

FEMMINISTE PRO ABORTO DANNO FUOCO ALLA CATTEDRALE DI CITTA' DEL MESSICO di Anna Bono
Sabato 28 settembre, Giornata internazionale per l'aborto libero e sicuro, anche a Città del...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=5865" rel="noopener">http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=5865</a><br /><br />FEMMINISTE PRO ABORTO DANNO FUOCO ALLA CATTEDRALE DI CITTA' DEL MESSICO di Anna Bono<br />Sabato 28 settembre, Giornata internazionale per l'aborto libero e sicuro, anche a Città del Messico è stata organizzata una manifestazione nel corso della quale un gruppo di femministe radicali hanno tentato di dare fuoco alla cattedrale metropolitana. Vestite di nero, incappucciate e con il volto coperto da maschere o dalle bandane verdi che in tutta l'America Latina sono diventate il simbolo dei pro abortisti, si sono avvicinate al portone d'ingresso della chiesa e vi hanno appiccato il fuoco.<br />L'intervento tempestivo dei vigili del fuoco ha impedito che le fiamme si estendessero. Spento il fuoco, gli agenti di polizia e i membri della Guardia Cristera Nacional, un gruppo di cattolici devoti della Vergine di Guadalupe, creato per proteggere le chiese, hanno formato un cordone umano pacifico per impedire che i dimostranti entrassero in chiesa. Ma le numerose agenti di polizia municipale presenti sono rimaste passive.<br />Dei membri della Guardia Cristera Nacional per tutto il tempo della manifestazione hanno presidiato altre chiese cittadine per impedire incendi e atti di vandalismo. Prima di essere fermate, le femministe hanno anche imbrattato con disegni osceni i muri esterni della cattedrale e hanno scritto degli slogan come "il corpo è mio", "Aborto legale", "Dio è una donna".<br />Il tentativo di incendiare la Cattedrale è fallito anche grazie al fatto che la Guardia Cristera Nacional tramite i social network ha lanciato tempestivamente un appello ai cattolici chiedendo a chi poteva di correre in centro città per pregare e difendere le chiese. Le femministe hanno anche dato fuoco all'ingresso degli uffici della Conaco e della Camera di Commercio, il Consiglio nazionale dei commercianti e dei fornitori si servizi.<br /><br />Nota di BastaBugie: l'autrice del precedente articolo, Anna Bono, nell'articolo seguente dal titolo "Perseguitati più che mai. Un nuovo rapporto" parla della grave situazione di persecuzione dei cristiani nel mondo. Il 75% degli uccisi a causa della fede è cristiano (pur essendo i cristiani solo un terzo della popolazione mondiale).<br />Ecco l'articolo completo pubblicato su La Nuova Bussola Quotidiana il 24 ottobre 2019:<br />Un cristiano su sette vive in un paese nel quale rischia di essere perseguitato per la sua fede e in cui subisce limiti alla pratica religiosa. È quanto rivela il rapporto di Aiuto alla Chiesa che soffre, "Perseguitati più che mai".<br />Focus sulla persecuzione anti cristiana tra 2017 e 2019", presentato la mattina del 24 ottobre a Roma nella Basilica di San Bartolomeo all'Isola, illuminata di rosso dalle 19.00 alle 24.00 in memoria del sangue versato per la fede. Sono circa 300 milioni i cristiani che patiscono forme di persecuzione, discriminazione e limitazione della libertà religiosa, particolarmente gravi in 20 stati. In gran parte sono residenti in due continenti, l'Asia e l'Africa.<br />L'Islam si conferma la minaccia maggiore: il jihad, con attentanti, sequestri, attacchi; l'odio religioso, l'intolleranza, spesso esasperati da fattori etnici, diffusi tra ampi strati di popolazione; le leggi e le istituzioni ispirate alla shari'a che proibiscono espressioni pubbliche di religiosità. Il rapporto evidenzia le situazioni più critiche e gli sviluppi verificatisi nel triennio considerato.<br />Particolare allarme suscitano i dati relativi alla diffusione del jihad in Africa, nel Sahel e nelle regioni sub sahariane: un'ampia fascia di territori che vanno dall'Oceano Atlantico all'Oceano Indiano. 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Maria Elena al telefono risponde così. Tottò sta per pronto. Maria Elena ha un disturbo del linguaggio, nel suo caso legato a un difetto genetico. Maria Elena è una bambina con la sindrome di Down. Trisomia 21 in linguaggio scientifico. La più diffusa anomalia genetica, coinvolge un bambino ogni 1.100 concepiti.<br />Nei confronti dei deficit genetici la scienza ha fatto passi enormi. Ha elaborato tecniche finissime di diagnosi prenatale per identificarli ancora nell'utero della mamma. E provvedere all'eliminazione dei feti imperfetti. Prima che sia troppo tardi, che la legge proibisca l'aborto o la nascita condanni i genitori al "servizio" di un figlio disabile. Si chiama aborto selettivo. Ma non ha trovato una cura. I bambini come Maria Elena di solito non nascono.<br />Tutte le sere, quando auguro la buonanotte a mia figlia, dopo i nostri piccoli rituali, la guardo e penso che in un altro contesto non sarebbe nata. Sarebbe rimasta vittima di quella cultura dello scarto di cui ha parlato con grande profondità papa Francesco. E la sua soppressione sarebbe stata derubricata a effetto collaterale dello spirito di questi tempi bui, di questa società "sazia e disperata" pronta a parole ad accogliere il diverso da sé ma incapace di farsi carico della responsabilità più grande, quella di mettere al mondo un figlio e di accettarlo per come viene, anche quando una stringa del DNA non ha seguito lo sviluppo previsto.<br />Maria Elena è stata fortemente voluta. Appartiene alla nutrita schiera dei bambini che nascono da genitori che per un motivo superiore alla propria volontà hanno avuto difficoltà a generare. E magari si aprono a via alternative di genitorialità. Però la vita è un susseguirsi di imprevisti e i miracoli accadono.<br />COSÌ UN BEL GIORNO MIA MOGLIE È RIMASTA INCINTA<br />Ed è iniziata la trafila degli esami. Gioiosi, sempre carichi di speranze e aspettative. Poi ci è stata proposta l'amniocentesi. Un esame invasivo che porta un rischio elevato di aborto, circa l'1%. L'incidenza di feti con qualche anomalia genetica aumenta con l'aumentare dell'età materna e il Servizio Sanitario Nazionale offre gratuitamente l'indagine alle donne che abbiano superato i 35 anni, lo scalino oltre cui la percentuale di "rischio" di un figlio affetto di sindrome di Down supera la percentuale di rischio di perdita del feto.<br />Noi, a 45 anni, ci confrontavamo con un'incidenza statistica di trisomia 21 piuttosto elevata, 1 su 42 nati. Ricordo la mattina spesa all'ambulatorio di Chirurgia ostetrica, quello dove vengono effettuate le interruzioni di gravidanza, dove fummo invitati per completare lo screening prenatale. Eravamo una cinquantina di coppie. Noi, tra i più anziani, rifiutammo di proseguire gli accertamenti. E con noi una coppia di sudamericani. Dovemmo firmare moduli di rinuncia, ci fu offerto un supporto per comprendere le conseguenze insite nelle nostre scelte. Le altre coppie, tra cui molte di quelle per cui il rischio era solo una remota possibilità, preferirono sottoporsi all'intervento. Tra loro donne giovani e meno giovani. Tra loro, guardando gli asettici numeri restituiti dalle statistiche, forse nessuna madre di un bambino con sindrome ma molto probabilmente una donna che avrebbe perso il figlio a causa dell'accertamento. Nei paesi in cui la diagnosi prenatale e l'aborto non sono attuati, nascono circa 650 bambini con la sindrome di Down ogni anno; il differenziale tra la stima dei 1.100 è dato dagli aborti spontanei, più frequenti nelle gravidanze che presentano anomalie genetiche. Poi ci pensa l'uomo. Nei paesi "evoluti" i numeri sono parziali perché c'è una certa reticenza a trattare l'argomento ma - ad esempio nella Toscana in cui vivo - gli ultimi dati disponibili parlano di una percentuale di aborti volontari, o selettivi, pari al 75% del totale delle diagnosi. Un esercito di persone che non vedranno mai la luce.<br />L'ALTRA SCIENZA<br />La scienza, scrivevo, ha fatto passi da gigante e adesso è in grado di individuare con migliore approssimazione il difetto con esami ancora più semplici, mediante un semplice prelievo di sangue. La scienza, questa scienza, quella specializzata nella diagnostica prenatale, continua a registrare grandi successi. Perché foraggiata da finanziamenti importanti. Ma l'altra scienza, quella che vorrebbe dare un futuro migliore a chi la sindrome ce l'ha o attenuarne gli effetti in chi nascerà, suscita molto meno entusiasmo e raccoglie poco. Lo sa Pierluigi Strippoli, professore associato di Biologia applicata e responsabile del laboratorio di Genomica del Dipartimento di Medicina specialistica, diagnostica e sperimentale all'Università di Bologna. Che si è dato un obiettivo. Quello di individuare il nesso tra il difetto metabolico delle cellule delle persone con trisomia 21 e il ritardo intellettivo connesso alla sindrome. Negli anni '80 rimase folgorato dalle intuizioni di Jérôme Lejeune, il genetista francese che incasellò scientificamente quella che fino ad allora era semplicemente identificata come sindrome di Down, dal nome del medico che per primo ne aveva descritto le caratteristiche. Nel 1959, al tempo delle prime teorie di Lejeune, mancavano le basi scientifiche per indagare le sue intuizioni. Oggi, con il completamento della mappatura del genoma umano, le capacità ci sono e Strippoli sta cercando di concludere l'opera al policlinico Sant'Orsola-Malpighi di Bologna, assistito da una squadra fatta di persone che mettono qualcosa in più del solo impegno professionale nel proprio incarico. Con un lavoro serio, rigoroso, finanziato al 90% da donazioni private da parte di fondazioni, aziende, associazioni, famiglie. Perché i finanziamenti pubblici vanno in altre direzioni. Perché la trisomia 21, come le altre trisomie, viene vista solo come un costo per la società.<br />Maria Elena ha avuto il privilegio di essere stata arruolata nella fase preliminare del progetto, ora conclusa, che ha coinvolto 180 bambini. E ha dato il suo piccolo contributo, inconsapevole. Un giorno forse potrà andarne fiera anche se non dovesse beneficiare degli esiti. Perché una persona con la sindrome, qualsiasi sindrome, pensa, ama, soffre, gioisce, si dispera. Come tutti. Solo in un modo diverso. Perché non possono essere due stringhe, anche se rappresentano il DNA, a definire il destino di un figlio di Dio.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/18760446</guid><pubDate>Tue, 13 Aug 2019 22:30:15 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/18760446/mia_figlia_down.mp3" length="9232299" type="audio/mpeg"/><itunes:author>BastaBugie</itunes:author><itunes:subtitle>TESTO DELL'ARTICOLO ➜ http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=5770

I BAMBINI COME MIA FIGLIA DI SOLITO VENGONO ABORTITI di Matteo Brogi
Tottò. Maria Elena al telefono risponde così. Tottò sta per pronto. Maria Elena ha un disturbo del linguaggio,...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=5770" rel="noopener">http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=5770</a><br /><br />I BAMBINI COME MIA FIGLIA DI SOLITO VENGONO ABORTITI di Matteo Brogi<br />Tottò. Maria Elena al telefono risponde così. Tottò sta per pronto. Maria Elena ha un disturbo del linguaggio, nel suo caso legato a un difetto genetico. Maria Elena è una bambina con la sindrome di Down. Trisomia 21 in linguaggio scientifico. La più diffusa anomalia genetica, coinvolge un bambino ogni 1.100 concepiti.<br />Nei confronti dei deficit genetici la scienza ha fatto passi enormi. Ha elaborato tecniche finissime di diagnosi prenatale per identificarli ancora nell'utero della mamma. E provvedere all'eliminazione dei feti imperfetti. Prima che sia troppo tardi, che la legge proibisca l'aborto o la nascita condanni i genitori al "servizio" di un figlio disabile. Si chiama aborto selettivo. Ma non ha trovato una cura. I bambini come Maria Elena di solito non nascono.<br />Tutte le sere, quando auguro la buonanotte a mia figlia, dopo i nostri piccoli rituali, la guardo e penso che in un altro contesto non sarebbe nata. Sarebbe rimasta vittima di quella cultura dello scarto di cui ha parlato con grande profondità papa Francesco. E la sua soppressione sarebbe stata derubricata a effetto collaterale dello spirito di questi tempi bui, di questa società "sazia e disperata" pronta a parole ad accogliere il diverso da sé ma incapace di farsi carico della responsabilità più grande, quella di mettere al mondo un figlio e di accettarlo per come viene, anche quando una stringa del DNA non ha seguito lo sviluppo previsto.<br />Maria Elena è stata fortemente voluta. Appartiene alla nutrita schiera dei bambini che nascono da genitori che per un motivo superiore alla propria volontà hanno avuto difficoltà a generare. E magari si aprono a via alternative di genitorialità. Però la vita è un susseguirsi di imprevisti e i miracoli accadono.<br />COSÌ UN BEL GIORNO MIA MOGLIE È RIMASTA INCINTA<br />Ed è iniziata la trafila degli esami. Gioiosi, sempre carichi di speranze e aspettative. Poi ci è stata proposta l'amniocentesi. Un esame invasivo che porta un rischio elevato di aborto, circa l'1%. L'incidenza di feti con qualche anomalia genetica aumenta con l'aumentare dell'età materna e il Servizio Sanitario Nazionale offre gratuitamente l'indagine alle donne che abbiano superato i 35 anni, lo scalino oltre cui la percentuale di "rischio" di un figlio affetto di sindrome di Down supera la percentuale di rischio di perdita del feto.<br />Noi, a 45 anni, ci confrontavamo con un'incidenza statistica di trisomia 21 piuttosto elevata, 1 su 42 nati. Ricordo la mattina spesa all'ambulatorio di Chirurgia ostetrica, quello dove vengono effettuate le interruzioni di gravidanza, dove fummo invitati per completare lo screening prenatale. Eravamo una cinquantina di coppie. Noi, tra i più anziani, rifiutammo di proseguire gli accertamenti. E con noi una coppia di sudamericani. Dovemmo firmare moduli di rinuncia, ci fu offerto un supporto per comprendere le conseguenze insite nelle nostre scelte. Le altre coppie, tra cui molte di quelle per cui il rischio era solo una remota possibilità, preferirono sottoporsi all'intervento. Tra loro donne giovani e meno giovani. Tra loro, guardando gli asettici numeri restituiti dalle statistiche, forse nessuna madre di un bambino con sindrome ma molto probabilmente una donna che avrebbe perso il figlio a causa dell'accertamento. Nei paesi in cui la diagnosi prenatale e l'aborto non sono attuati, nascono circa 650 bambini con la sindrome di Down ogni anno; il differenziale tra la stima dei 1.100 è dato dagli aborti spontanei, più frequenti nelle gravidanze che presentano anomalie genetiche. Poi ci pensa l'uomo. Nei paesi "evoluti" i numeri sono parziali perché c'è una certa reticenza a trattare l'argomento ma - ad esempio nella Toscana in cui vivo - gli ultimi dati disponibili parlano di...]]></itunes:summary><itunes:duration>577</itunes:duration><itunes:keywords>aborto,accogliere,bambini,diverso,down,medicina</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/54253cebc85b75f5268f647ece301f57.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Franco Zeffirelli: "Tutti consigliarono a mia madre di abortire, ma..."</title><link>https://www.spreaker.com/episode/franco-zeffirelli-tutti-consigliarono-a-mia-madre-di-abortire-ma--59008508</link><description><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜ https://www.bastabugie.it/5697<br /><br />FRANCO ZEFFIRELLI: ''TUTTI CONSIGLIARONO A MIA MADRE DI ABORTIRE, MA LEI NON VOLEVA RIMORSI'' di Franco Zeffirelli<br />La mia vita è un premio; una madre che genera una vita è una donna premiata qualunque sia la sua situazione, qualunque siano i conti da pagare, qualunque siano i suoi problemi emozionali: ha il marito, non ha il marito, ha quello che la ricatta, quello che l'ha abbandonata. Il privilegio di portare la vita è un privilegio che gli uomini non hanno: noi siamo inferiori alle donne per questo.<br />Il miracolo di sentir germogliare nel proprio ventre una nuova vita, il vederla sbocciare e vederla venir su rende voi donne più forti. Anche se alla fine i figli vi deludono, gli anni della creazione della vita nessuno ve li toglierà mai e in qualunque momento della vostra esistenza, quando la pena del mondo, l'abbandono degli affetti vi cadrà sulle spalle, ripercorrerete certamente col pensiero, col cuore quei meravigliosi mesi in cui avete creato una vita. Che poi quello sia divenuto un assassino, un papa, non importa. Ed è strano che sia io a dire queste cose, io che non sono né padre né madre né niente, sono solo figlio. Di più, sono un aborto mancato. Avrei dovuto essere abortito perché nascevo da due persone che erano entrambe sposate: lui aveva una famiglia bella e pronta, lei aveva tre figli ed erano tutti e due al tramonto dell'età delle frizzole. E invece si innamorarono pazzamente e mia madre rimase incinta.<br />Tutti naturalmente le consigliarono di abortire. Il marito era moribondo, quindi non c'era neppure la possibilità di nascondere la gravidanza illegittima. Mio padre da buon galletto andava dicendo in giro che questo figlio era suo, però non faceva niente. Ma la gravidanza andò ugualmente avanti. La mia nonna stessa me lo confessò e mi chiese scusa; disse «Io ero la prima feroce nemica di questa gravidanza». E io invece nacqui contro il parere di tutti, perché mia madre ripugnava il pensiero di uccidermi: «Morirei di rimorso, nel pensiero di aver avuto tre figli e di aver distrutto un'altra vita». Molti dei miei avversari invece dicono: «Magari ti avesse fatto fuori». È l'odio delle persone, mentre io vorrei conoscere solo l'amore, perché sono stato amato nel ventre di mia madre, ho assorbito tanto di quell'amore, l'ho sentito, mi è entrato addosso.<br />Mia madre l'ho persa che avevo sette anni, però sono rimasto impregnato del suo amore. Quando qualcuno ti ha amato veramente tanto e tu l'hai amato, questo amore, questa fiammella, questa fiaccola non si spegne mai, ti è sempre accanto. Siamo fatti di spirito, chi ci crede; io ci credo profondamente perché la vita mi ha dato continue verifiche di non essere un ammasso di cellule ma di essere un corpo che alloggia temporaneamente uno spirito che è la frazione del grande Creatore, di Dio a cui torneremo.<br />Questa è la mia concezione: non me la sgangherate perché sto benissimo così, dormo sonni tranquilli, sono arrivato a settant'anni e voglio arrivare tranquillo al mio ultimo passo. Forse interessa un piccolo episodietto della mia vita. Calza a pennello proprio in seguito alla mia storia. Quella di un bastardino. Infatti, io non avevo il nome né di mia madre né di mio padre. Mia madre inventò questo nome Zeffirelli perché, secondo un'antica tradizione dell'ospedale degli Innocenti di Firenze che si tramanda dai tempi di Lorenzo il Magnifico, ogni giorno della settimana corrispondeva ad una lettera. Il giorno che nacqui io toccava alla Z e mia madre, che oltre ad essere una grande sarta era musicista, pianista, un'appassionata di Mozart, con tanto di farfalle e zeffiretti, quando le proposero la Z come iniziale, all'impiegato comunale disse, appunto Franco Zeffiretti. Quello non capì bene e, invece delle doppie "t", mise le doppie "l": Franco Zeffirelli. Sono sicuro di essere l'unico con questo nome al mondo.<br />Nota di BastaBugie: il regista Franco Zeffirelli, morto questa settimana all'età di 96 anni, era nato a Firenze il 12 febbraio del 1923, dichiaratamente omosessuale, ma senza simpatie per il movimento gay, non nascondeva la sua fede cattolica. Nel 1993, messo di fronte a una affermazione del cardinale Giacomo Biffi - chi abortisce è come se compisse un delitto di mafia - disse che  «Biffi è troppo blando, il crimine di chi uccide una creatura che non ha modo di difendersi non ha eguali. Non c'è nulla di così sinistro, di così orrendo» (fonte: Sito del Timone, 16 giugno 2019).<br />Rino Cammilleri nell'articolo seguente dal titolo "Zeffirelli, il cattolico estetico che ci donò il volto" spiega perché il Cristo di Zeffirelli colpì talmente l'immaginario che ancora oggi ci si immagina Gesù così: merito di un regista che, come Gibson, era credente, pur nella complessità delle cadute nel peccato. Mai comunista, nella pur comunista Firenze, è morto pregando molto.<br />Ecco l'articolo pubblicato su La Nuova Bussola Quotidiana il 16 giugno 2019:<br />Una sera, a cena in un ristorante italiano, il regista polacco Krystzsof Zanussi mi commentò da par suo il kolossal zeffirelliano Gesù di Nazareth. «Vedi - disse - se guardi un santino o un dipinto sacro, cogli subito che l'immagine rimanda a Qualcos'Altro. Ma se vedi Gesù in un film, quel che vedi è, per te, Lui». Mi chiarii subito perché, nei film hollywoodiani fino a Ben Hur compreso, Cristo era sempre mostrato di spalle o da lontano, così lontano da rendere impossibile coglierne i tratti.<br />L'incanto venne rotto nel 1961 da Il re dei re di Nicholas Ray, dove un bellissimo Jeffrey Hunter sparava il volto di Gesù in primo piano. Ma il suo era un viso "americano", biondo e con gli occhi azzurri, e il risultato complessivo era una specie di profeta minore, non il Figlio di Dio. Ci si misurò, com'è noto, anche Pasolini, col suo Vangelo secondo Matteo. Poi venne La più grande storia mai raccontata, dove Max von Sydow impersonava un Cristo più ieratico.<br />A quel punto fu Zeffirelli a prendere in mano la situazione trovando l'attore inglese Robert Powell. [...] Il Cristo di Zeffirelli colpì talmente l'immaginario che ancora oggi non è raro trovare santini o foglietti per la messa i  cui disegni  ricalcano sfacciatamente quel Gesù del 1977. Il grandissimo senso estetico di Zeffirelli si profuse, in quell'ormai lontano sceneggiato, in tutti i particolari, tanto che ogni volto, dalla Madonna a san Pietro, risultava azzeccatissimo, perfino lo sbrigativo soldataccio Pilato-Rod Steiger.<br />Zeffirelli, a mio avviso, toccò l'apice della sua arte in quel lavoro. Lavoro che, sempre a mio avviso, non avrebbe potuto fare con quella perizia se non fosse stato lui stesso un credente. E non è un caso se i due migliori film sul tema sono stati quello suo e quello di Mel Gibson, cioè di due registi credenti. Ovviamente, credenti a modo loro, certo, ma di questi tempi da un artista non si può pretendere di più. L'epoca del Beato Angelico è, ahimè, tramontata.<br />Gibson, più tormentato, sessualmente e alcoolicamente intemperante. Zeffirelli, omosessuale ma riservato, un vero gentiluomo lontano dalle chiassate e dalle volgarità dell'ideologia. Per un parallelo, gli stilisti Dolce&amp;Gabbana, omosessuali ma cattolici e rispettosi della dottrina della Chiesa; almeno fino a quando il gay-system internazionale non li minacciò nella scarsella costringendoli a piegarsi al gayamente corretto.<br />Per Zeffirelli la cosa fu diversa, sempre. Fino all'ultimo la sua vita privata erano fatti suoi e mai volle mischiarsi alla gazzarra del nuovo Sol dell'Avvenire. Forse era troppo anziano per farlo, ma credo di no. Altri «grandi vecchi» si sono comportati diversamente di fronte al nuovo-che-avanza, basta pensare al poeta Ungaretti e al Sessantotto. [...]<br />Un cattolicesimo solo estetico, il suo? Può darsi, ma il cattolicesimo è anche questo. Per secoli la Chiesa è stata maestra di bellezza, e quanti artisti - veri - hanno trovato (o almeno intuito) la strada del Regno dei Cieli attraverso la bellezza della liturgia, dell'arte, del canto cristiani. Pensiamo all'inventore stesso del decadentismo, J. K. Huysmans, convertito dalle melodie gregoriane delle carmelitane di Parigi. O all'insospettabile Andy Warhol, che assisteva alla messa tutti i giorni (sì, proprio lui).<br />«Ho paura di morire. Sono credente e prego molto»: così Zeffirelli in una delle sue ultime interviste. Ma era anche un dichiarato anticomunista, a differenza di altri «esteti» come Pasolini o Visconti. Tanto da accettare una carica nell'allora vituperatissimo, nel suo ambiente, partito di Berlusconi. Se non fosse stato un genio, dati questi handicap (anticomunista, credente...) non avrebbe fatto l'incredibile carriera che ha fatto. Ci mancherà.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/59008508</guid><pubDate>Wed, 19 Jun 2019 20:48:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/59008508/franco_zeffirelli_tutti_consigliarono_a_mia_madre_di_abortire_ma_lei_non_voleva_rimorsi.mp3" length="10835217" type="audio/mpeg"/><itunes:author>BastaBugie</itunes:author><itunes:subtitle>TESTO DELL'ARTICOLO ➜ https://www.bastabugie.it/5697

FRANCO ZEFFIRELLI: ''TUTTI CONSIGLIARONO A MIA MADRE DI ABORTIRE, MA LEI NON VOLEVA RIMORSI'' di Franco Zeffirelli
La mia vita è un premio; una madre che genera una vita è una donna premiata...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜ https://www.bastabugie.it/5697<br /><br />FRANCO ZEFFIRELLI: ''TUTTI CONSIGLIARONO A MIA MADRE DI ABORTIRE, MA LEI NON VOLEVA RIMORSI'' di Franco Zeffirelli<br />La mia vita è un premio; una madre che genera una vita è una donna premiata qualunque sia la sua situazione, qualunque siano i conti da pagare, qualunque siano i suoi problemi emozionali: ha il marito, non ha il marito, ha quello che la ricatta, quello che l'ha abbandonata. Il privilegio di portare la vita è un privilegio che gli uomini non hanno: noi siamo inferiori alle donne per questo.<br />Il miracolo di sentir germogliare nel proprio ventre una nuova vita, il vederla sbocciare e vederla venir su rende voi donne più forti. Anche se alla fine i figli vi deludono, gli anni della creazione della vita nessuno ve li toglierà mai e in qualunque momento della vostra esistenza, quando la pena del mondo, l'abbandono degli affetti vi cadrà sulle spalle, ripercorrerete certamente col pensiero, col cuore quei meravigliosi mesi in cui avete creato una vita. Che poi quello sia divenuto un assassino, un papa, non importa. Ed è strano che sia io a dire queste cose, io che non sono né padre né madre né niente, sono solo figlio. Di più, sono un aborto mancato. Avrei dovuto essere abortito perché nascevo da due persone che erano entrambe sposate: lui aveva una famiglia bella e pronta, lei aveva tre figli ed erano tutti e due al tramonto dell'età delle frizzole. E invece si innamorarono pazzamente e mia madre rimase incinta.<br />Tutti naturalmente le consigliarono di abortire. Il marito era moribondo, quindi non c'era neppure la possibilità di nascondere la gravidanza illegittima. Mio padre da buon galletto andava dicendo in giro che questo figlio era suo, però non faceva niente. Ma la gravidanza andò ugualmente avanti. La mia nonna stessa me lo confessò e mi chiese scusa; disse «Io ero la prima feroce nemica di questa gravidanza». E io invece nacqui contro il parere di tutti, perché mia madre ripugnava il pensiero di uccidermi: «Morirei di rimorso, nel pensiero di aver avuto tre figli e di aver distrutto un'altra vita». Molti dei miei avversari invece dicono: «Magari ti avesse fatto fuori». È l'odio delle persone, mentre io vorrei conoscere solo l'amore, perché sono stato amato nel ventre di mia madre, ho assorbito tanto di quell'amore, l'ho sentito, mi è entrato addosso.<br />Mia madre l'ho persa che avevo sette anni, però sono rimasto impregnato del suo amore. Quando qualcuno ti ha amato veramente tanto e tu l'hai amato, questo amore, questa fiammella, questa fiaccola non si spegne mai, ti è sempre accanto. Siamo fatti di spirito, chi ci crede; io ci credo profondamente perché la vita mi ha dato continue verifiche di non essere un ammasso di cellule ma di essere un corpo che alloggia temporaneamente uno spirito che è la frazione del grande Creatore, di Dio a cui torneremo.<br />Questa è la mia concezione: non me la sgangherate perché sto benissimo così, dormo sonni tranquilli, sono arrivato a settant'anni e voglio arrivare tranquillo al mio ultimo passo. Forse interessa un piccolo episodietto della mia vita. Calza a pennello proprio in seguito alla mia storia. Quella di un bastardino. Infatti, io non avevo il nome né di mia madre né di mio padre. Mia madre inventò questo nome Zeffirelli perché, secondo un'antica tradizione dell'ospedale degli Innocenti di Firenze che si tramanda dai tempi di Lorenzo il Magnifico, ogni giorno della settimana corrispondeva ad una lettera. Il giorno che nacqui io toccava alla Z e mia madre, che oltre ad essere una grande sarta era musicista, pianista, un'appassionata di Mozart, con tanto di farfalle e zeffiretti, quando le proposero la Z come iniziale, all'impiegato comunale disse, appunto Franco Zeffiretti. Quello non capì bene e, invece delle doppie "t", mise le doppie "l": Franco Zeffirelli. Sono sicuro di essere l'unico con questo nome al mondo.<br />Nota di BastaBugie: il regista Franco Zeffirelli, morto questa...]]></itunes:summary><itunes:duration>678</itunes:duration><itunes:keywords>abortire,occhiazzurri,pasolini,sarta,zeffirelli</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/c81be39d4e7039c793619c5fd0738d12.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Scritta pro aborto sulla chiesa... la risposta del parroco diventa virale su facebook</title><link>https://www.spreaker.com/episode/scritta-pro-aborto-sulla-chiesa-la-risposta-del-parroco-diventa-virale-su-facebook--18279696</link><description><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=5620" rel="noopener">http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=5620</a><br /><br />SCRITTA PRO ABORTO SULLA CHIESA... LA RISPOSTA DEL PARROCO DIVENTA VIRALE SU FACEBOOK di Gigio Rancilio<br />Questa è una piccola "brutta" storia, ma che sta dando ottimi frutti.<br />Arriva dalla pagina Facebook della Parrocchia san Michele Arcangelo e santa Rita, in zona Corvetto, periferia sud di Milano. E come tutte le notizie, soprattutto quelle che girano sui social, va verificata.<br />Al telefono la voce femminile che risponde al numero della parrocchia, appena dici che sei un giornalista, si irrigidisce un po'. E ti liquida con un "il parroco non c'è".<br />Sfoderi la voce più pacata che riesci a fare e spieghi: "Volevo soltanto sapere se la storia è vera e se la pagina Facebok della parrocchia è davvero vostra".<br />"Sì, è tutto vero. Ma il parroco non c'è".<br /><br />UNA SCRITTA OFFENSIVA<br />Il parroco è don Andrea Bellò, diventato famoso nelle ultime ore, suo malgrado, per un post Facebook che ha firmato e pubblicato sulla pagina della Parrocchia san Michele Arcangelo e santa Rita.<br />Ottenere 3700 reazioni, 307 commenti e 1590 condivisioni, per una pagina che normalmente registra 15 mi piace, è un record.<br />A colpire gli utenti è stata la reazione di don Andrea, dopo che il muro della sua parrocchia è stato imbrattato con una scritta offensiva: "Aborto libero (anche per Maria)".<br />Il parroco ha deciso di scrivere su Facebook una lettera aperta all'anonimo "imbrattatore".<br /><br />UNA LETTERA APERTA... DIVENTATA VIRALE<br />«Caro scrittore anonimo di muri,<br />Mi dispiace che tu non abbia saputo prendere esempio da tua madre. Lei ha avuto coraggio. Ti ha concepito, ha portato avanti la gravidanza e ti ha partorito. Poteva abortirti. Ma non l'ha fatto. Ti ha allevato, ti ha nutrito, ti ha lavato e ti ha vestito. E ora hai una vita e una libertà. Una libertà che stai usando per dirci che sarebbe meglio che anche persone come te non ci dovrebbero essere a questo mondo.<br />Mi dispiace ma non sono d'accordo. E ammiro molto tua mamma perché lei è stata coraggiosa. E lo è tutt'ora, perché, come ogni mamma, è orgogliosa di te, anche se ti comporti male, perché sa che dentro di te c'è del buono che deve solo riuscire a venire fuori. L'aborto è il "non senso" di ogni cosa. È la morte che vince contro la vita. È la paura che vince su un cuore che invece vuole combattere e vivere, non morire. È scegliere chi ha diritto di vivere e chi no, come se fosse un diritto semplice. É un'ideologia che vince su un'umanità a cui si vuole togliere la speranza. Ogni speranza. Io ammiro tutte quelle donne che pur tra mille difficoltà hanno il coraggio di andare avanti.<br />Tu evidentemente di coraggio non ne hai. Visto che sei anonimo. E già che ci siamo vorrei anche dirti che il nostro quartiere è già provato tanti problemi e non abbiamo bisogno di gente che imbratta i muri e che rovina il poco di bello che ci è rimasto. Vuoi dimostrare di essere coraggioso? Migliora il mondo invece di distruggerlo. Ama invece di odiare. Aiuta chi è nella sofferenza a sopportare le sue pene. E dai la vita, invece di toglierla! Questi sono i veri coraggiosi! Per fortuna il nostro quartiere, che tu distruggi, è pieno di gente coraggiosa! Che sa amare anche te, che non sai neanche quello che scrivi!<br />Io mi firmo:<br />don Andrea»<br /><br />LA BELLEZZA E L'ESEMPIO<br />Che una Chiesa venga imbrattata da scritte offensive, purtroppo non è una novità. E nemmeno che un parroco usi i social per cercare un dialogo con un aggressore.<br />E non è una novità nemmeno che un sacco di persone plaudano alla sua scelta.<br />Ciò che è nuovo, anzi rinnovato è il coraggio del gesto di don Andrea.<br />La bellezza di questo gesto. L'esempio di questo gesto.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/18279696</guid><pubDate>Wed, 24 Apr 2019 09:36:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/18279696/aborto_1.mp3" length="5264612" type="audio/mpeg"/><itunes:author>BastaBugie</itunes:author><itunes:subtitle>TESTO DELL'ARTICOLO ➜ http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=5620

SCRITTA PRO ABORTO SULLA CHIESA... LA RISPOSTA DEL PARROCO DIVENTA VIRALE SU FACEBOOK di Gigio Rancilio
Questa è una piccola "brutta" storia, ma che sta dando ottimi frutti....</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=5620" rel="noopener">http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=5620</a><br /><br />SCRITTA PRO ABORTO SULLA CHIESA... LA RISPOSTA DEL PARROCO DIVENTA VIRALE SU FACEBOOK di Gigio Rancilio<br />Questa è una piccola "brutta" storia, ma che sta dando ottimi frutti.<br />Arriva dalla pagina Facebook della Parrocchia san Michele Arcangelo e santa Rita, in zona Corvetto, periferia sud di Milano. E come tutte le notizie, soprattutto quelle che girano sui social, va verificata.<br />Al telefono la voce femminile che risponde al numero della parrocchia, appena dici che sei un giornalista, si irrigidisce un po'. E ti liquida con un "il parroco non c'è".<br />Sfoderi la voce più pacata che riesci a fare e spieghi: "Volevo soltanto sapere se la storia è vera e se la pagina Facebok della parrocchia è davvero vostra".<br />"Sì, è tutto vero. Ma il parroco non c'è".<br /><br />UNA SCRITTA OFFENSIVA<br />Il parroco è don Andrea Bellò, diventato famoso nelle ultime ore, suo malgrado, per un post Facebook che ha firmato e pubblicato sulla pagina della Parrocchia san Michele Arcangelo e santa Rita.<br />Ottenere 3700 reazioni, 307 commenti e 1590 condivisioni, per una pagina che normalmente registra 15 mi piace, è un record.<br />A colpire gli utenti è stata la reazione di don Andrea, dopo che il muro della sua parrocchia è stato imbrattato con una scritta offensiva: "Aborto libero (anche per Maria)".<br />Il parroco ha deciso di scrivere su Facebook una lettera aperta all'anonimo "imbrattatore".<br /><br />UNA LETTERA APERTA... DIVENTATA VIRALE<br />«Caro scrittore anonimo di muri,<br />Mi dispiace che tu non abbia saputo prendere esempio da tua madre. Lei ha avuto coraggio. Ti ha concepito, ha portato avanti la gravidanza e ti ha partorito. Poteva abortirti. Ma non l'ha fatto. Ti ha allevato, ti ha nutrito, ti ha lavato e ti ha vestito. E ora hai una vita e una libertà. Una libertà che stai usando per dirci che sarebbe meglio che anche persone come te non ci dovrebbero essere a questo mondo.<br />Mi dispiace ma non sono d'accordo. E ammiro molto tua mamma perché lei è stata coraggiosa. E lo è tutt'ora, perché, come ogni mamma, è orgogliosa di te, anche se ti comporti male, perché sa che dentro di te c'è del buono che deve solo riuscire a venire fuori. L'aborto è il "non senso" di ogni cosa. È la morte che vince contro la vita. È la paura che vince su un cuore che invece vuole combattere e vivere, non morire. È scegliere chi ha diritto di vivere e chi no, come se fosse un diritto semplice. É un'ideologia che vince su un'umanità a cui si vuole togliere la speranza. Ogni speranza. Io ammiro tutte quelle donne che pur tra mille difficoltà hanno il coraggio di andare avanti.<br />Tu evidentemente di coraggio non ne hai. Visto che sei anonimo. E già che ci siamo vorrei anche dirti che il nostro quartiere è già provato tanti problemi e non abbiamo bisogno di gente che imbratta i muri e che rovina il poco di bello che ci è rimasto. Vuoi dimostrare di essere coraggioso? Migliora il mondo invece di distruggerlo. Ama invece di odiare. Aiuta chi è nella sofferenza a sopportare le sue pene. E dai la vita, invece di toglierla! Questi sono i veri coraggiosi! Per fortuna il nostro quartiere, che tu distruggi, è pieno di gente coraggiosa! Che sa amare anche te, che non sai neanche quello che scrivi!<br />Io mi firmo:<br />don Andrea»<br /><br />LA BELLEZZA E L'ESEMPIO<br />Che una Chiesa venga imbrattata da scritte offensive, purtroppo non è una novità. E nemmeno che un parroco usi i social per cercare un dialogo con un aggressore.<br />E non è una novità nemmeno che un sacco di persone plaudano alla sua scelta.<br />Ciò che è nuovo, anzi rinnovato è il coraggio del gesto di don Andrea.<br />La bellezza di questo gesto. L'esempio di questo gesto.]]></itunes:summary><itunes:duration>329</itunes:duration><itunes:keywords>aborto,chiesa,madre,muro,parroco,vandalo</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/f73b24ddae0ab96dbb69c5f86d4b1619.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Lejeune si oppose alla teoria razzista elaborata da Down</title><link>https://www.spreaker.com/episode/lejeune-si-oppose-alla-teoria-razzista-elaborata-da-down--18279695</link><description><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=5586" rel="noopener">http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=5586</a><br /><br />LEJEUNE SI OPPOSE ALLA TEORIA RAZZISTA ELABORATA DA DOWN<br />Jérôme Lejeune nasce nel 1926 a Montrouge sur Seine. Fin da bambino è attirato dalla "scienza", ma solo dopo aver vissuto il dramma della guerra matura la decisione di studiare medicina, conseguendo la laurea a Parigi nel 1951. Ed è proprio durante il percorso di studi che il giovane fa un incontro che gli cambia la vita: in quel periodo, infatti, il professor Turpin stava cercando un assistente che lo aiutasse nello studio del mongolismo e lui si sente "chiamato" dalle circostanze ad accettare l'incarico.<br />Erano gli anni Cinquanta e la teoria di riferimento sul mongolismo rimaneva ancora quella elaborata da Langdon Down nel 1866, secondo la quale erano affette da "idiozia mongoloide" tutte le persone intellettivamente deficienti che presentavano caratteristici tratti somatici.<br />Le conclusioni cui Down era giunto erano improvvisate da un punto di vista scientifico ed avevano una base razzista: secondo il medico britannico, infatti, nelle persone affette da mongolismo la razza umana regrediva verso forme primigenie, e a farne le spese era l'intelligenza.<br />Questa teoria aveva generato importanti ripercussioni sul piano sociale: sia per i mongoli, deprivati della loro dignità di persone, sia per i loro genitori, accusati - più o meno esplicitamente - di aver generato una razza inferiore.<br /><br />LEJEUNE SI OPPONE ALLA TEORIA RAZZISTA ELABORATA DA DOWN<br />Jérôme Lejeune non accettò mai come vera la teoria elaborata da Down. Egli era fermamente convinto che, nel momento in cui si sviluppava una malattia di carattere genetico, la causa non fosse determinata dal cambiamento della qualità del messaggio ereditario, bensì fosse attribuibile ad una mutazione di ordine quantitativo, ossia da un eccesso o  da un difetto di alcune proporzioni del codice genetico.<br />Dopo aver studiato approfonditamente un caso di mongolismo, nell'agosto del 1958 Lejeune scoprì l'esistenza, nei pazienti affetti da tale sindrome, di un quarantasettesimo cromosoma. Cromosoma che morfologicamente è identico agli elementi del ventunesimo paio: ecco perché  lo studioso propose di chiamare la sindrome di Down "trisomia 21".<br />La scoperta - comunicata al mondo insieme al professor Turpin e a Marthe Guatier nel 1959 - era rivoluzionaria. Non ebbe solamente importanti ricadute sul piano sociale, ma contribuì anche ad infondere nella gente la speranza circa possibili terapie utili a curare la malattia.<br />Nei dieci anni successivi l'identificazione genetica della sindrome di Down, Jérôme Lejeune ricevette moltissimi riconoscimenti internazionali e nel 1964 gli venne anche assegnata la cattedra di "Genetica Fondamentale" presso la Facoltà di Medicina di Parigi, creata appositamente per lui.<br /><br />SELEZIONE EUGENETICA CONTRO I BAMBINI DOWN<br />Sul finire degli anni Sessanta, tuttavia, cominciarono i problemi, in quanto in Francia venne formulata la proposta di legge "Peyret", che prevedeva la soppressione in utero dei feti che fossero stati diagnosticati come "malformati".<br />La scoperta scientifica della trisomia, compiuta in nome dell'amore per la vita, voleva essere subdolamente posta al servizio della morte.<br />Lejeune non poteva accettare questa strumentalizzazione delle sue scoperte e fin da subito si schierò apertamente contro l'aborto. Egli era infatti profondamente convinto che "all'inizio c'è un messaggio. Questo messaggio è nella vita e questo messaggio è vita. E se questo messaggio è un messaggio umano questa vita è una vita umana", indipendentemente dalle sue caratteristiche: "A man is a man", era solito affermare.<br />Alcuni giunsero ad accusarlo di mescolare scienza e fede, ma ad essi Lejeune rispondeva: "Se, Dio non voglia, la Chiesa arrivasse ad ammettere l'aborto, allora io non sarei più cattolico".<br />Per Lejeune furono anni difficili: le comunità scientifiche, che fino a poco prima lo lodavano, iniziarono ad osteggiarlo e i fautori dell'aborto lo vedevano come un avversario da combattere con tutte le forze. Per farlo tacere arrivarono anche all'intimidazione violenta.<br />Ma lo studioso non si fece abbattere, anzi: continuò a svolgere con dedizione la sua professione di medico e di ricercatore, senza tralasciare la cura per sua moglie e per i suoi cinque figli.<br /><br />PRIMO PRESIDENTE DELLA PONTIFICIA ACCADEMIA PER LA VITA<br />Jérôme Lejeune, insomma, visse la sua fede in ogni aspetto del quotidiano, amando Dio e il prossimo con tutte le sue forze, anche a costo di perdere l'opportunità di ricevere il premio Nobel. Di fatto ciò accadde dopo il discorso di ringraziamento per l'assegnazione del "William Allen Memorial Award 1969", quando disse a chiare lettere: "La tentazione di sopprimere con l'aborto i piccoli d'uomo malati va contro la legge morale di cui la genetica conferma la fondatezza; e tale morale non è una legge arbitraria".<br />A questo punto, però, a valorizzare la sua figura di medico e scienziato intervenne la Chiesa: nel 1974 Lejeune divenne membro della "Pontificia Accademia delle Scienze" e nel 1994, quando era ormai morente, papa Giovanni Paolo II, con grande determinazione, volle nominarlo primo presidente della "Pontificia Accademia per la Vita", in virtù della gratitudine che provava nei suoi confronti e in nome della loro sincera amicizia.<br />Il fondatore della genetica moderna morì il giorno di Pasqua del 1994, lasciando il ricordo di un uomo che seppe molto amare e che, fino all'ultimo, fu strenuo "difensore della verità sulla vita umana", senza porre alcuna condizione e senza nutrire mai alcun dubbio.<br />Durante i funerali, svoltisi nella cattedrale di Nôtre Dame di Parigi, Cecilia, una sua piccola paziente, recitò per lui questa poesia: "Mio Dio, per favore / veglia sul 'mio amico'; / per la mia famiglia io sono brutta assai, / lui mi trova persino carina, / perché sa com'è fatto il mio cuore".]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/18279695</guid><pubDate>Wed, 03 Apr 2019 09:40:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/18279695/aborto_2.mp3" length="8310699" type="audio/mpeg"/><itunes:author>BastaBugie</itunes:author><itunes:subtitle>TESTO DELL'ARTICOLO ➜ http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=5586

LEJEUNE SI OPPOSE ALLA TEORIA RAZZISTA ELABORATA DA DOWN
Jérôme Lejeune nasce nel 1926 a Montrouge sur Seine. Fin da bambino è attirato dalla "scienza", ma solo dopo aver vissuto...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=5586" rel="noopener">http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=5586</a><br /><br />LEJEUNE SI OPPOSE ALLA TEORIA RAZZISTA ELABORATA DA DOWN<br />Jérôme Lejeune nasce nel 1926 a Montrouge sur Seine. Fin da bambino è attirato dalla "scienza", ma solo dopo aver vissuto il dramma della guerra matura la decisione di studiare medicina, conseguendo la laurea a Parigi nel 1951. Ed è proprio durante il percorso di studi che il giovane fa un incontro che gli cambia la vita: in quel periodo, infatti, il professor Turpin stava cercando un assistente che lo aiutasse nello studio del mongolismo e lui si sente "chiamato" dalle circostanze ad accettare l'incarico.<br />Erano gli anni Cinquanta e la teoria di riferimento sul mongolismo rimaneva ancora quella elaborata da Langdon Down nel 1866, secondo la quale erano affette da "idiozia mongoloide" tutte le persone intellettivamente deficienti che presentavano caratteristici tratti somatici.<br />Le conclusioni cui Down era giunto erano improvvisate da un punto di vista scientifico ed avevano una base razzista: secondo il medico britannico, infatti, nelle persone affette da mongolismo la razza umana regrediva verso forme primigenie, e a farne le spese era l'intelligenza.<br />Questa teoria aveva generato importanti ripercussioni sul piano sociale: sia per i mongoli, deprivati della loro dignità di persone, sia per i loro genitori, accusati - più o meno esplicitamente - di aver generato una razza inferiore.<br /><br />LEJEUNE SI OPPONE ALLA TEORIA RAZZISTA ELABORATA DA DOWN<br />Jérôme Lejeune non accettò mai come vera la teoria elaborata da Down. Egli era fermamente convinto che, nel momento in cui si sviluppava una malattia di carattere genetico, la causa non fosse determinata dal cambiamento della qualità del messaggio ereditario, bensì fosse attribuibile ad una mutazione di ordine quantitativo, ossia da un eccesso o  da un difetto di alcune proporzioni del codice genetico.<br />Dopo aver studiato approfonditamente un caso di mongolismo, nell'agosto del 1958 Lejeune scoprì l'esistenza, nei pazienti affetti da tale sindrome, di un quarantasettesimo cromosoma. Cromosoma che morfologicamente è identico agli elementi del ventunesimo paio: ecco perché  lo studioso propose di chiamare la sindrome di Down "trisomia 21".<br />La scoperta - comunicata al mondo insieme al professor Turpin e a Marthe Guatier nel 1959 - era rivoluzionaria. Non ebbe solamente importanti ricadute sul piano sociale, ma contribuì anche ad infondere nella gente la speranza circa possibili terapie utili a curare la malattia.<br />Nei dieci anni successivi l'identificazione genetica della sindrome di Down, Jérôme Lejeune ricevette moltissimi riconoscimenti internazionali e nel 1964 gli venne anche assegnata la cattedra di "Genetica Fondamentale" presso la Facoltà di Medicina di Parigi, creata appositamente per lui.<br /><br />SELEZIONE EUGENETICA CONTRO I BAMBINI DOWN<br />Sul finire degli anni Sessanta, tuttavia, cominciarono i problemi, in quanto in Francia venne formulata la proposta di legge "Peyret", che prevedeva la soppressione in utero dei feti che fossero stati diagnosticati come "malformati".<br />La scoperta scientifica della trisomia, compiuta in nome dell'amore per la vita, voleva essere subdolamente posta al servizio della morte.<br />Lejeune non poteva accettare questa strumentalizzazione delle sue scoperte e fin da subito si schierò apertamente contro l'aborto. Egli era infatti profondamente convinto che "all'inizio c'è un messaggio. Questo messaggio è nella vita e questo messaggio è vita. E se questo messaggio è un messaggio umano questa vita è una vita umana", indipendentemente dalle sue caratteristiche: "A man is a man", era solito affermare.<br />Alcuni giunsero ad accusarlo di mescolare scienza e fede, ma ad essi Lejeune rispondeva: "Se, Dio non voglia, la Chiesa arrivasse ad ammettere l'aborto, allora io non sarei più...]]></itunes:summary><itunes:duration>520</itunes:duration><itunes:keywords>cromosomi,down,lejeune,malattia,medicina,razzismo,vita</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/2eb8da35f46b6ccccad2268f52b89224.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Vaccini prodotti attraverso feti abortiti: la Pontificia Accademia per la Vita cambia idea</title><link>https://www.spreaker.com/episode/vaccini-prodotti-attraverso-feti-abortiti-la-pontificia-accademia-per-la-vita-cambia-idea--52826008</link><description><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6534" target="_blank" rel="noreferrer noopener">www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=</a>5569<br /><br />VACCINI PRODOTTI ATTRAVERSO FETI ABORTITI: LA PONTIFICIA ACCADEMIA PER LA VITA CAMBIA IDEA di Paolo Gulisano<br />Se ne discute da molto tempo, ma molti continuano a non sapere: è la questione dei vaccini prodotti attraverso feti abortiti. Una questione che potrebbe e dovrebbe interrogare le coscienze dei cattolici, e non solo loro. Una realtà a volte negata, ora semplicemente minimizzata. In fondo - dice qualcuno - per ottenere le linee cellulari necessarie per produrre vaccini come quello contro Morbillo, Parotite, Rosolia e Varicella o contro l'Epatite A sono stati sufficienti due feti abortiti, due feti sani, ovviamente, e quindi esito di interruzioni volontarie di gravidanza.<br />Due bambini mai nati. Una femmina svedese abortita nel 1962 e un maschietto inglese nel 1966. Dai loro polmoni sono stati estratti fibroblasti (cellule del tessuto connettivo) che hanno composto le linee cellulari WI-38 e MRC-5, tuttora utilizzate. Sono i terreni di coltura che rendono i virus adatti a essere inseriti nei vaccini. Solo due, dicono i giustificazionisti, anche se a detta degli stessi ricercatori dedicati ai vaccini sono servite decine di altre piccole vittime per arrivare a queste due linee cellulari, vite umane sacrificate in nome di un imperativo tecnologico, giustificato dal fatto che questi vaccini possano salvare altre vite. Ma il fine non giustifica mai i mezzi.<br />La gran parte delle persone ignora questa realtà, tra cui i genitori che portano i bambini a vaccinare, e anche molti operatori. La ignora anche il mondo cattolico, che tace.<br />IL DIETROFRONT DELLA PONTIFICIA ACCADEMIA PER LA VITA<br />Eppure, non trattandosi di evidenze recenti, ma ormai consolidate, la Chiesa ebbe modo già anni fa di pronunciarsi autorevolmente. La Pontificia Accademia per la vita, istituita da san Giovanni Paolo II nel 1994, si pronunciò sui vaccini ricavati da cellule fetali con un documento del 2005. Il documento illustrava correttamente e in modo documentato come fossero state prodotte quelle linee cellulari, stigmatizzandone l'uso. Il documento dell'Accademia per la Vita parlava "di vera e illecita cooperazione al male", e invitava i cittadini ad opporsi con l'obiezione di coscienza, e a fare pressioni sulle aziende perché progettassero linee cellulari alternative e chiedendo "un controllo legale rigoroso".<br />Tredici anni dopo, la Chiesa ha fatto un netto dietrofront. La Pontificia Accademia ha cambiato idea, grazie probabilmente ai nuovi consulenti introdotti in anni recenti, molti dei quali dichiaratamente agnostici o atei, ed è diventata possibilista e tollerante. Si sostiene che nel passato i vaccini "possono essere stati preparati da cellule provenienti da feti umani abortiti, ma al momento le linee cellulari utilizzate sono molto distanti dagli aborti originali".<br />È come se si dicesse che i reati sono caduti in prescrizione. Sì, sono stati utilizzati feti abortiti, ma è successo tanti anni fa. E la cooperazione morale al male di cui parlava la stessa Accademia nel 2005?<br />UN CONVEGNO PER ROMPERE IL MURO DEL SILENZIO<br />Per rompere il muro di silenzio, di non conoscenza, se non addirittura di acquiescenza che esiste su questa questione, è stato organizzato un Convegno che si terrà a Roma il prossimo 13 marzo presso la Casa Bonus Pastor, via Aurelia 208. Promosso dall'associazione culturale Renovatio 21, il dibattito vedrà la partecipazione di medici e scienziati con l'importante presenza del cardinale Raymond Leo Burke. Il cardinale americano è come noto uno dei prelati più impegnati nella difesa della vita umana, senza se e senza ma. La sua presenza servirà a ribadire le ragioni che portarono l'Accademia per la Vita a condannare l'utilizzo di feti abortiti, una condanna che non è affatto superata né caduta in prescrizione, e deve essere ribadita anche a livello di pastorale della salute.<br />Dal punto di vista scientifico, sarà molto interessante ascoltare la ricercatrice Theresa Deisher, che afferma di aver trovato tracce di DNA fetale in diversi vaccini, e che questa presenza potrebbe spiegare lo scatenarsi di risposte autoimmuni nei bambini vaccinati.<br />Un convegno che si pone anche l'obiettivo di contrastare scientificamente ed eticamente il principio della liceità dell'uso degli esseri umani (poco importa se feti) per la produzione industriale, di farmaci come di creme di bellezza.<br />L'obiettivo è anche quello di creare un movimento di opinione pubblica che sostenga l'obiezione di coscienza rispetto all'utilizzo di questi prodotti. Ciò potrebbe servire a spingere le aziende farmaceutiche a diversificare la loro ricerca: esistono già delle alternative possibili, come le cellule di embrione di pollo. La scelta delle cellule umane quindi non è affatto obbligata.<br />Se un tipo di pressione da parte dei consumatori è servito per eliminare l'olio di palma nei biscotti, perché non chiedere e ottenere che i vaccini non vengano prodotti con linee cellulari di bambini abortiti? E infine, questo convegno può essere l'occasione per ribadire il diritto all'obiezione di coscienza rispetto all'aborto e a tutte le pratiche che non rispettano l'intangibilità della vita umana. Un diritto che deve essere riconosciuto sia alle famiglie chiamate a vaccinare i figli, che agli operatori.<br />Nota di BastaBugie: Andrea Zambrano nell'articolo seguente dal titolo "Antirazzismo, la nuova bioetica di Paglia sta a Sinistra" racconta che il presidente della Pontificia Accademia per la Vita, monsignor Paglia è stato conquistato dal corteo Antirazzista di Milano, dove si sono dati appuntamento tutti i cliché della Sinistra italiana. Nessun sostegno invece dette monsignor Paglia a Family Day e Sentinelle in piedi. È la nuova bioetica, ovvero una marcia in più verso il baratro.<br />Ecco l'articolo completo pubblicato su La Nuova Bussola Quotidiana il 5 marzo 2019:<br />Almeno adesso sappiamo da che parte sta monsignor Vincenzo Paglia. Non che prima non lo intuissimo, ma il sentirlo lodare magnificamente dalla colonne di Repubblica la marcia antirazzista organizzata dal consorzio della Sinistra unita sabato scorso a Milano, ci ha confermato nel sospetto. Sta a Sinistra. Punto. Senza particolari distinguo né proclami. Voterà anche Pd? Forse, ma in fondo, non è che importi più di tanto.<br />Importa semmai il fatto che il presidente della Pontificia Accademia per la Vita (PAV) si riconosca entusiasticamente nel popolo allegro e canterino che sabato ha detto no al razzismo. Della serie: dovrei difendere la vita nascente e terminante, ma preferisco concentrarmi sulle questioni esistenziali come appunto l'immigrazionismo e il razzismo da combattere. Che poi, c'è un'Italia che il razzismo proprio non lo vede in questo Paese, forse perché semplicemente non c'è, ma dato che l'ordine di scuderia è quello di combattere la Lega di Salvini, allora si grida forte al razzismo certi che qualcuno ascolterà.<br />E Paglia è uno di quelli che ha ascoltato e ha trovato così importante la marcia di sabato da sposarla in toto, unendosi così al coro di politici (tutti di Sinistra), leader nazionali e segretari generali di sigle come Cgil, Cisl, Uil, Arci, Emergency, Amnesty International, Medici senza frontiere. «Tutti uniti - riportano le cronache - in nome della tolleranza e del rispetto dei diritti delle persone e delle minoranze, in un ventaglio larghissimo che va dai migranti all'universo Lgbt, dai disabili alle donne».<br />E per fortuna che la Chiesa non fa politica (papa Bergoglio dixit)! Questo assist del vescovo santegidino al Pd cos'e, allora? Nel gradino della militanza un poco sotto l'andare alla sezione della Garbatella con Calenda a fare lo scrutinatore, ma comunque molto più che friggere il baccalà al Ciao mare alla Festa dell'Unità.<br />Ecco la collocazione ideale di Paglia. Il quale nel corteo antirazzista ci ha visto persino questo: «Un antidoto contro «lo smarrimento della speranza». Quale speranza? Non certo quella cristiana, forse la speranza di disegnare un'Italia multicult e senza radici. Ma allora non è speranza, questa. E' il cambio di paradigma della speranza. Semmai è progetto politico che si ammanta di buoni sentimenti per una causa utopistica: quella della convivenza degli uomini in forza di un'ideologia e non di un idem sentire, a prescindere dalla loro storia. E' questa semmai la vera utopia a cui ci si abbevera, non certo «l'utopia della fraternità scritta nel profondo del credo cristiano» (ha detto anche questo!).<br />Insomma, Paglia si sente in buona compagnia con il leader radicale di +Europa Riccardo Magi, con Gino Strada, con il nei segretario Pd Zingaretti e con il sindaco di Milano Sala. Contento lui. Resta soltanto da vedere come questa compagnia della quale sposa le battaglie politiche sia compatibile con il suo ruolo di guida dell'Accademia per la vita che fino a ieri era in prima linea proprio per affermare il principio dell'intangibilità della persona umana.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/52826008</guid><pubDate>Wed, 13 Mar 2019 14:29:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/52826008/vaccini_prodotti_attraverso_feti_abortiti_la_pontificia_accademia_per_la_vita_cambia_idea.mp3" length="16664912" type="audio/mpeg"/><itunes:author>BastaBugie</itunes:author><itunes:subtitle>TESTO DELL'ARTICOLO ➜ http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=65345569

VACCINI PRODOTTI ATTRAVERSO FETI ABORTITI: LA PONTIFICIA ACCADEMIA PER LA VITA CAMBIA IDEA di Paolo Gulisano
Se ne discute da molto tempo, ma molti continuano a non sapere: è...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6534" target="_blank" rel="noreferrer noopener">www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=</a>5569<br /><br />VACCINI PRODOTTI ATTRAVERSO FETI ABORTITI: LA PONTIFICIA ACCADEMIA PER LA VITA CAMBIA IDEA di Paolo Gulisano<br />Se ne discute da molto tempo, ma molti continuano a non sapere: è la questione dei vaccini prodotti attraverso feti abortiti. Una questione che potrebbe e dovrebbe interrogare le coscienze dei cattolici, e non solo loro. Una realtà a volte negata, ora semplicemente minimizzata. In fondo - dice qualcuno - per ottenere le linee cellulari necessarie per produrre vaccini come quello contro Morbillo, Parotite, Rosolia e Varicella o contro l'Epatite A sono stati sufficienti due feti abortiti, due feti sani, ovviamente, e quindi esito di interruzioni volontarie di gravidanza.<br />Due bambini mai nati. Una femmina svedese abortita nel 1962 e un maschietto inglese nel 1966. Dai loro polmoni sono stati estratti fibroblasti (cellule del tessuto connettivo) che hanno composto le linee cellulari WI-38 e MRC-5, tuttora utilizzate. Sono i terreni di coltura che rendono i virus adatti a essere inseriti nei vaccini. Solo due, dicono i giustificazionisti, anche se a detta degli stessi ricercatori dedicati ai vaccini sono servite decine di altre piccole vittime per arrivare a queste due linee cellulari, vite umane sacrificate in nome di un imperativo tecnologico, giustificato dal fatto che questi vaccini possano salvare altre vite. Ma il fine non giustifica mai i mezzi.<br />La gran parte delle persone ignora questa realtà, tra cui i genitori che portano i bambini a vaccinare, e anche molti operatori. La ignora anche il mondo cattolico, che tace.<br />IL DIETROFRONT DELLA PONTIFICIA ACCADEMIA PER LA VITA<br />Eppure, non trattandosi di evidenze recenti, ma ormai consolidate, la Chiesa ebbe modo già anni fa di pronunciarsi autorevolmente. La Pontificia Accademia per la vita, istituita da san Giovanni Paolo II nel 1994, si pronunciò sui vaccini ricavati da cellule fetali con un documento del 2005. Il documento illustrava correttamente e in modo documentato come fossero state prodotte quelle linee cellulari, stigmatizzandone l'uso. Il documento dell'Accademia per la Vita parlava "di vera e illecita cooperazione al male", e invitava i cittadini ad opporsi con l'obiezione di coscienza, e a fare pressioni sulle aziende perché progettassero linee cellulari alternative e chiedendo "un controllo legale rigoroso".<br />Tredici anni dopo, la Chiesa ha fatto un netto dietrofront. La Pontificia Accademia ha cambiato idea, grazie probabilmente ai nuovi consulenti introdotti in anni recenti, molti dei quali dichiaratamente agnostici o atei, ed è diventata possibilista e tollerante. Si sostiene che nel passato i vaccini "possono essere stati preparati da cellule provenienti da feti umani abortiti, ma al momento le linee cellulari utilizzate sono molto distanti dagli aborti originali".<br />È come se si dicesse che i reati sono caduti in prescrizione. Sì, sono stati utilizzati feti abortiti, ma è successo tanti anni fa. E la cooperazione morale al male di cui parlava la stessa Accademia nel 2005?<br />UN CONVEGNO PER ROMPERE IL MURO DEL SILENZIO<br />Per rompere il muro di silenzio, di non conoscenza, se non addirittura di acquiescenza che esiste su questa questione, è stato organizzato un Convegno che si terrà a Roma il prossimo 13 marzo presso la Casa Bonus Pastor, via Aurelia 208. Promosso dall'associazione culturale Renovatio 21, il dibattito vedrà la partecipazione di medici e scienziati con l'importante presenza del cardinale Raymond Leo Burke. Il cardinale americano è come noto uno dei prelati più impegnati nella difesa della vita umana, senza se e senza ma. La sua presenza servirà a ribadire le ragioni che portarono l'Accademia per la Vita a condannare l'utilizzo di feti abortiti, una condanna che non è affatto superata né caduta in prescrizione, e deve essere...]]></itunes:summary><itunes:duration>1042</itunes:duration><itunes:keywords>alternativaetica,dnafetale,pontificiaaccademiaperlavita,renovatio21,vaccini</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/6d8c7a3753b7bd60ea463c0b2aea1a91.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Ex femen (oggi prolife e cattolica) si occuperà di maternità per il Brasile</title><link>https://www.spreaker.com/episode/ex-femen-oggi-prolife-e-cattolica-si-occupera-di-maternita-per-il-brasile--18279697</link><description><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=5566" rel="noopener">http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=5566</a><br /><br />EX FEMEN (OGGI PROLIFE E CATTOLICA) SI OCCUPERA' DI MATERNITA' PER IL BRASILE di Raffaella Frullone<br />Dal femminismo abortista alle battaglie pro life, dall'attivismo anticlericale alla conversione al cattolicesimo, dalle Femen al governo Bolsonaro, dalle proteste a seno nudo al Rosario. È l'incredibile parabola di Sara Winter.<br />Ventisei anni, caschetto biondo platino e corpo coperto da tatuaggi, Sara nel 2012 è stata la fondatrice del ramo brasiliano delle Femen, movimento femminista nato in Ucraina e diventato famoso in tutto il mondo per le proteste a seno nudo delle sue attiviste, che in diverse occasioni hanno preso di mira le chiese cattoliche, arrivando qualche volta fino a Piazza San Pietro.<br />Sara, in particolare, nel 2014 è stata protagonista, quasi totalmente nuda, di un provocatorio bacio saffico con un'altra donna, a sua volta seminuda, appoggiate ad una croce di fronte alla Basilica di Nostra Signora della Candelaria a Rio de Janeiro, gesto simbolo di un attivismo che la vedeva impegnata a fianco delle istanze Lgbt e per la difesa dell'aborto in Brasile, aborto che lei stessa ha praticato nella sua vita, lasciando una ferita che evidentemente è diventata nel tempo - un tempo straordinariamente breve - una feritoia.<br />Infatti, sarà proprio una nuova gravidanza ad aprire la strada per la sua conversione: «Il dolore per l'aborto era devastante, non credevo certamente in Dio, ma lui credeva in me», racconta Sara in una delle sue tante testimonianze. «Ero di nuovo incinta e all'improvviso ho capito che Dio mi stava dando una seconda possibilità». Sara renderà pubblica la sua conversione a metà dicembre del 2015 ripercorrendo il suo cammino nel libro Bitch, no! Seven times I was betrayed by Feminism ("Cagna, no! Le sette volte in cui sono stata tradita dal femminismo"): «Mi sono pentita di aver abortito e oggi chiedo perdono. Da quando ho partorito mio figlio la mia vita ha assunto un nuovo significato, lo scrivo mentre dorme serenamente sul mio grembo: è la sensazione più bella del mondo». Poi aggiunge: «Per favore, donne che volete disperatamente abortire, riflettere attentamente su questo: io ho sofferto profondamente per averlo fatto, non voglio lo stesso per voi». Nel volume, la Winter rinnega il suo precedente attivismo spiegando: «Ho visto il movimento femminista fare da scudo ai pedofili» e ancora: «Per loro le donne sono oggetti utili per aizzare l'odio contro la religione cristiana, l'odio contro gli uomini, l'odio contro la bellezza delle donne, l'odio contro l'equilibrio delle famiglie».<br />E proprio di donne e di famiglia andrà a occuparsi Sara Winter per il governo Bolsonaro. L'ex femminista, oggi mamma felice di Hector Valentim, militante pro life e cattolica fervente - è stata infatti chiamata dal ministro Damares Alves a ricoprire un ruolo nel dipartimento delle politiche delle donne del ministero delle donne, della famiglia e dei diritti umani, a fianco della segretaria Tia Eron. Commentando il suo nuovo incarico su Facebook, la Winter spiega: «Ho trascorso 40 giorni a fianco di Tia Eron al Senato per conoscere la politica e la pubblica amministrazione. A Dio piacendo, posso contribuire con le mie conoscenze in una delle aree del Segretariato delle donne: le politiche sulla maternità. Ringrazio tutti per gli auguri! Spero che vada tutto bene e prometto di dare il mio massimo per amare, accogliere e far vivere le donne e i bambini del Brasile».]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/18279697</guid><pubDate>Wed, 13 Mar 2019 10:44:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/18279697/aborto_3.mp3" length="4398601" type="audio/mpeg"/><itunes:author>BastaBugie</itunes:author><itunes:subtitle>TESTO DELL'ARTICOLO ➜ http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=5566

EX FEMEN (OGGI PROLIFE E CATTOLICA) SI OCCUPERA' DI MATERNITA' PER IL BRASILE di Raffaella Frullone
Dal femminismo abortista alle battaglie pro life, dall'attivismo anticlericale...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=5566" rel="noopener">http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=5566</a><br /><br />EX FEMEN (OGGI PROLIFE E CATTOLICA) SI OCCUPERA' DI MATERNITA' PER IL BRASILE di Raffaella Frullone<br />Dal femminismo abortista alle battaglie pro life, dall'attivismo anticlericale alla conversione al cattolicesimo, dalle Femen al governo Bolsonaro, dalle proteste a seno nudo al Rosario. È l'incredibile parabola di Sara Winter.<br />Ventisei anni, caschetto biondo platino e corpo coperto da tatuaggi, Sara nel 2012 è stata la fondatrice del ramo brasiliano delle Femen, movimento femminista nato in Ucraina e diventato famoso in tutto il mondo per le proteste a seno nudo delle sue attiviste, che in diverse occasioni hanno preso di mira le chiese cattoliche, arrivando qualche volta fino a Piazza San Pietro.<br />Sara, in particolare, nel 2014 è stata protagonista, quasi totalmente nuda, di un provocatorio bacio saffico con un'altra donna, a sua volta seminuda, appoggiate ad una croce di fronte alla Basilica di Nostra Signora della Candelaria a Rio de Janeiro, gesto simbolo di un attivismo che la vedeva impegnata a fianco delle istanze Lgbt e per la difesa dell'aborto in Brasile, aborto che lei stessa ha praticato nella sua vita, lasciando una ferita che evidentemente è diventata nel tempo - un tempo straordinariamente breve - una feritoia.<br />Infatti, sarà proprio una nuova gravidanza ad aprire la strada per la sua conversione: «Il dolore per l'aborto era devastante, non credevo certamente in Dio, ma lui credeva in me», racconta Sara in una delle sue tante testimonianze. «Ero di nuovo incinta e all'improvviso ho capito che Dio mi stava dando una seconda possibilità». Sara renderà pubblica la sua conversione a metà dicembre del 2015 ripercorrendo il suo cammino nel libro Bitch, no! Seven times I was betrayed by Feminism ("Cagna, no! Le sette volte in cui sono stata tradita dal femminismo"): «Mi sono pentita di aver abortito e oggi chiedo perdono. Da quando ho partorito mio figlio la mia vita ha assunto un nuovo significato, lo scrivo mentre dorme serenamente sul mio grembo: è la sensazione più bella del mondo». Poi aggiunge: «Per favore, donne che volete disperatamente abortire, riflettere attentamente su questo: io ho sofferto profondamente per averlo fatto, non voglio lo stesso per voi». Nel volume, la Winter rinnega il suo precedente attivismo spiegando: «Ho visto il movimento femminista fare da scudo ai pedofili» e ancora: «Per loro le donne sono oggetti utili per aizzare l'odio contro la religione cristiana, l'odio contro gli uomini, l'odio contro la bellezza delle donne, l'odio contro l'equilibrio delle famiglie».<br />E proprio di donne e di famiglia andrà a occuparsi Sara Winter per il governo Bolsonaro. L'ex femminista, oggi mamma felice di Hector Valentim, militante pro life e cattolica fervente - è stata infatti chiamata dal ministro Damares Alves a ricoprire un ruolo nel dipartimento delle politiche delle donne del ministero delle donne, della famiglia e dei diritti umani, a fianco della segretaria Tia Eron. Commentando il suo nuovo incarico su Facebook, la Winter spiega: «Ho trascorso 40 giorni a fianco di Tia Eron al Senato per conoscere la politica e la pubblica amministrazione. A Dio piacendo, posso contribuire con le mie conoscenze in una delle aree del Segretariato delle donne: le politiche sulla maternità. Ringrazio tutti per gli auguri! Spero che vada tutto bene e prometto di dare il mio massimo per amare, accogliere e far vivere le donne e i bambini del Brasile».]]></itunes:summary><itunes:duration>275</itunes:duration><itunes:keywords>brasile,femen,mamma,prolife,sarawinter</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/39e2086ab90cffac28ab3362f7c50ddd.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Morto Mario Paolo Rocchi, ideatore del progetto Gemma che ha combattuto l'aborto</title><link>https://www.spreaker.com/episode/morto-mario-paolo-rocchi-ideatore-del-progetto-gemma-che-ha-combattuto-l-aborto--59008569</link><description><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="https://www.bastabugie.it/5461" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://www.bastabugie.it/5461</a><br /><br />MORTO MARIO PAOLO ROCCHI, IDEATORE DEL PROGETTO GEMMA CHE HA COMBATTUTO L'ABORTO di Marisa Orecchia<br />Mario Paolo Rocchi è morto la sera del 21 dicembre nella sua casa di Firenze, dopo una vita trascorsa nel segno dell'impegno e della lotta a favore della dignità e della vita  dei bambini concepiti. Lascia un gran vuoto e una folla di ricordi in chi lo ha conosciuto ed ha avuto il dono della sua amicizia.<br />Pro life della prima ora, fu tra coloro che negli anni '70 mentre le forze radicali e il femminismo premevano con ogni mezzo per introdurre l'aborto legale nel nostro Paese, videro con chiarezza la profonda ingiustizia dell'aborto e la gravità del vulnus  che con la  sua legalizzazione sarebbe stato inferto  allo Stato di diritto e all'umana convivenza.<br />L'IDEATORE DEL PROGETTO GEMMA<br />Nella sua Firenze, dove Emma Bonino praticava aborti a migliaia con la pompa da bicicletta sotto  la sigla del CISA, Mario Paolo Rocchi fu tra i fondatori, nel 1975, del primo Centro di Aiuto alla vita, nella convinzione profonda  che la vita non si uccide neppure di fronte alle avversità  più gravi. Il sorgere del Movimento per la Vita lo vide tra i protagonisti di quella stagione gloriosa che, sotto la presidenza di Francesco Migliori, attivò iniziative  volte a contrastare l'iter parlamentare della legge abortista  e a promuovere, con la nascita dei Centri di aiuto alla vita, la consapevolezza che occorreva non disarmare, neppure in caso di vittoria abortista, ma restare sulla breccia per ricostruire la civiltà della vita.<br />A Mario Paolo Rocchi e al suo radicato e pertinace rispetto per il concepito, unito alla sua capacità di dar forma e architettura ad un'idea, si deve l'invenzione di Progetto Gemma - adozione prenatale a distanza, che ha permesso di vedere la luce a migliaia di bambini  sostenendone economicamente le  mamme che avrebbero altrimenti abortito. Gemma, perché così si chiamano le cose preziose al pari dei teneri virgulti, ugualmente preziosi, come puntualizzò Mario Paolo. Presentato nel corso di una conferenza stampa, a Milano, venne poi portato a Mesero, alla tomba di Gianna Beretta Molla, da poco proclamata Beata e a lei affidato.<br />Non solo a forze e iniziative umane, ma anche e soprattutto alla preghiera si affidava Mario Paolo, tanto che fu tra coloro che  pensarono di  sostenere  i concepiti, oltre che con l'aiuto  economico del Progetto Gemma, anche con la preghiera, dando vita  all'associazione privata di fedeli "Progetto Gemma", per la contemplazione e l'adorazione di Gesù concepito,  della quale fu fin dall'inizio vice presidente.<br />RIGORE, COERENZA E RISPETTO DELLA VERITÀ<br />Vennero poi i giorni della divisione quando, durante il lungo e travagliato iter  della legge 40  sulla fecondazione artificiale, il Movimento per la vita rinunciò a difendere la vita dei concepiti scegliendo il male minore, facendosi  cioè promotore e  sostenitore di un progetto di legge che consentiva la fecondazione in vitro purché omologa. Furono anni di duro confronto in seno al Movimento per la vita tra la maggioranza che sosteneva la linea compromissoria della presidenza e una minoranza in cui Mario Paolo Rocchi si collocava con il rigore, la coerenza di sempre e la forza della verità. Furono anni di ostracismo e censure dai quali si uscì infine con la  fondazione del Comitato Verità e Vita, un luogo  dove poter proclamare la verità tutta intera, senza equilibrismi politici e  senza tema di scomuniche. Per dieci anni Rocchi ne fu vice presidente. Oggi noi che  rimaniamo qui a combattere la buona battaglia, con le nostre piccole forze e le nostre povere armi, contro una cultura sempre più agguerrita e pervasiva, perdiamo indubbiamente  con Mario Paolo un punto di riferimento e un aiuto. Abbiamo  però la gioiosa speranza che lui e quanti ci hanno già lasciato, sono ancora al nostro fianco.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/59008569</guid><pubDate>Wed, 26 Dec 2018 22:00:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/59008569/morto_mario_paolo_rocchi_ideatore_del_progetto_gemma_che_ha_combattuto_l_aborto.mp3" length="4581319" type="audio/mpeg"/><itunes:author>BastaBugie</itunes:author><itunes:subtitle>TESTO DELL'ARTICOLO ➜ https://www.bastabugie.it/5461

MORTO MARIO PAOLO ROCCHI, IDEATORE DEL PROGETTO GEMMA CHE HA COMBATTUTO L'ABORTO di Marisa Orecchia
Mario Paolo Rocchi è morto la sera del 21 dicembre nella sua casa di Firenze, dopo una vita...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="https://www.bastabugie.it/5461" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://www.bastabugie.it/5461</a><br /><br />MORTO MARIO PAOLO ROCCHI, IDEATORE DEL PROGETTO GEMMA CHE HA COMBATTUTO L'ABORTO di Marisa Orecchia<br />Mario Paolo Rocchi è morto la sera del 21 dicembre nella sua casa di Firenze, dopo una vita trascorsa nel segno dell'impegno e della lotta a favore della dignità e della vita  dei bambini concepiti. Lascia un gran vuoto e una folla di ricordi in chi lo ha conosciuto ed ha avuto il dono della sua amicizia.<br />Pro life della prima ora, fu tra coloro che negli anni '70 mentre le forze radicali e il femminismo premevano con ogni mezzo per introdurre l'aborto legale nel nostro Paese, videro con chiarezza la profonda ingiustizia dell'aborto e la gravità del vulnus  che con la  sua legalizzazione sarebbe stato inferto  allo Stato di diritto e all'umana convivenza.<br />L'IDEATORE DEL PROGETTO GEMMA<br />Nella sua Firenze, dove Emma Bonino praticava aborti a migliaia con la pompa da bicicletta sotto  la sigla del CISA, Mario Paolo Rocchi fu tra i fondatori, nel 1975, del primo Centro di Aiuto alla vita, nella convinzione profonda  che la vita non si uccide neppure di fronte alle avversità  più gravi. Il sorgere del Movimento per la Vita lo vide tra i protagonisti di quella stagione gloriosa che, sotto la presidenza di Francesco Migliori, attivò iniziative  volte a contrastare l'iter parlamentare della legge abortista  e a promuovere, con la nascita dei Centri di aiuto alla vita, la consapevolezza che occorreva non disarmare, neppure in caso di vittoria abortista, ma restare sulla breccia per ricostruire la civiltà della vita.<br />A Mario Paolo Rocchi e al suo radicato e pertinace rispetto per il concepito, unito alla sua capacità di dar forma e architettura ad un'idea, si deve l'invenzione di Progetto Gemma - adozione prenatale a distanza, che ha permesso di vedere la luce a migliaia di bambini  sostenendone economicamente le  mamme che avrebbero altrimenti abortito. Gemma, perché così si chiamano le cose preziose al pari dei teneri virgulti, ugualmente preziosi, come puntualizzò Mario Paolo. Presentato nel corso di una conferenza stampa, a Milano, venne poi portato a Mesero, alla tomba di Gianna Beretta Molla, da poco proclamata Beata e a lei affidato.<br />Non solo a forze e iniziative umane, ma anche e soprattutto alla preghiera si affidava Mario Paolo, tanto che fu tra coloro che  pensarono di  sostenere  i concepiti, oltre che con l'aiuto  economico del Progetto Gemma, anche con la preghiera, dando vita  all'associazione privata di fedeli "Progetto Gemma", per la contemplazione e l'adorazione di Gesù concepito,  della quale fu fin dall'inizio vice presidente.<br />RIGORE, COERENZA E RISPETTO DELLA VERITÀ<br />Vennero poi i giorni della divisione quando, durante il lungo e travagliato iter  della legge 40  sulla fecondazione artificiale, il Movimento per la vita rinunciò a difendere la vita dei concepiti scegliendo il male minore, facendosi  cioè promotore e  sostenitore di un progetto di legge che consentiva la fecondazione in vitro purché omologa. Furono anni di duro confronto in seno al Movimento per la vita tra la maggioranza che sosteneva la linea compromissoria della presidenza e una minoranza in cui Mario Paolo Rocchi si collocava con il rigore, la coerenza di sempre e la forza della verità. Furono anni di ostracismo e censure dai quali si uscì infine con la  fondazione del Comitato Verità e Vita, un luogo  dove poter proclamare la verità tutta intera, senza equilibrismi politici e  senza tema di scomuniche. Per dieci anni Rocchi ne fu vice presidente. Oggi noi che  rimaniamo qui a combattere la buona battaglia, con le nostre piccole forze e le nostre povere armi, contro una cultura sempre più agguerrita e pervasiva, perdiamo indubbiamente  con Mario Paolo un punto di riferimento e un aiuto. 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Ma è un discorso importante anche per un altro motivo, di metodo. Davanti a un consesso laico, anzi laicista, interessato soltanto alla sua opera per i poveri, Madre Teresa con grande semplicità e con grande autorevolezza ha parlato di Cristo. Rileggendo queste parole si comprende cosa significhi testimoniare la fede in qualsiasi circostanza, un abisso rispetto ai tanti prelati e teologi odierni che si preoccupano soltanto di parlare il linguaggio del mondo. Una grande lezione da riscoprire e imparare, perché il rinnovamento della Chiesa può nascere solo da questa santità vissuta.<br />DISCORSO DI MADRE TERESA<br />Poiché ci troviamo qui riuniti insieme penso che sarebbe bello per ringraziare Dio per il premio Nobel per la pace che pregassimo con una preghiera di S. Francesco d'Assisi che mi sorprende sempre molto – noi diciamo questa preghiera ogni giorno dopo la Santa Comunione, perché è molto adatta a ciascuno di noi, e penso sempre che quattro-cinquecento anni fa quando S. Francesco d'Assisi compose questa preghiera dovevano avere le stesse difficoltà che abbiamo oggi, visto che compose una preghiera così adatta anche a noi.<br />Penso che alcuni di voi ce l'abbiano già, dunque pregheremo insieme.<br />O Signore, fa' di me uno strumento della tua Pace:<br />Dove c'è odio, fa' ch'io porti l'Amore.<br />Dove c'è offesa, ch'io porti il Perdono.<br />Dove c'è discordia, ch'io porti l'Unione.<br />Dove c'è dubbio, ch'io porti la Fede.<br />Dove c'è errore, ch'io porti la Verità.<br />Dove c'è disperazione, ch'io porti la Speranza.<br />Dove c'è tristezza, ch'io porti la Gioia.<br />Dove ci sono le tenebre, ch'io porti la Luce.<br />O Maestro, fa' ch'io non cerchi tanto:<br />Essere consolato, quanto consolare.<br />Essere compreso, quanto comprendere.<br />Essere amato, quanto amare.<br />Poiché è dando, che si riceve;<br />Dimenticando se stessi, che si trova;<br />Perdonando, che si è perdonati;<br />Morendo, che si resuscita a Vita Eterna.<br />Ringraziamo Dio per l'opportunità che abbiamo tutti insieme oggi, per questo dono di pace che ci ricorda che siamo stati creati per vivere quella pace, e Gesù si fece uomo per portare questa buona notizia ai poveri. Egli essendo Dio è diventato uomo in tutto eccetto che nel peccato, e ha proclamato molto chiaramente di essere venuto per portare questa buona notizia. La notizia era pace a tutti gli uomini di buona volontà e questo è qualcosa che tutti vogliamo – la pace del cuore – e Dio ha amato il mondo tanto da dare suo Figlio – è stato un dono – è come dire che a Dio ha fatto male dare, perché ha amato tanto il mondo da dare suo Figlio, e lo dette alla Vergine Maria, e lei allora che cosa fece? Appena arrivò nella sua vita, fu subito ansiosa di darne la buona notizia, e appena entrò nella casa di sua cugina, il bambino – il bambino non ancora nato – il bambino nel grembo di Elisabetta, sussultò di gioia. Era un piccolo bambino non ancora nato, fu il primo messaggero di pace.<br />Riconobbe il Principe della Pace, riconobbe che Cristo era venuto a portare una buona notizia per me e per te. E se non fosse abbastanza – se non fosse abbastanza diventare uomo – egli morì sulla croce per mostrare quell'amore più grande, e morì per voi e per me e per quel lebbroso e per quell'uomo che muore di fame e per quella persona nuda nelle strade non solo di Calcutta ma dell'Africa, e New York, e Londra, e Oslo – e insistette che ci amassimo gli uni gli altri come lui ci ha amato. Lo abbiamo letto molto chiaramente nel Vangelo – amatevi come io vi ho amato – come io vi amo – come il Padre ha amato me così io amo voi – e tanto più forte il Padre lo ha amato, tanto da donarcelo, e quanto ci amiamo noi, noi pure dobbiamo donarci gli uni agli altri finché non fa male. Non è abbastanza per noi dire: amo Dio, ma non amo il mio prossimo. San Giovanni dice che sei un bugiardo se dici di amare Dio e non il prossimo. Come puoi amare Dio che non vedi se non ami il prossimo che vedi, che tocchi, con cui vivi? Così è molto importante per noi capire che l'amore, per essere vero, deve fare male.<br />Ha fatto male a Gesù amarci, gli ha fatto male. E per essere sicuro che ricordassimo il suo grande amore si fece pane della vita per soddisfare la nostra fame del suo amore. La nostra fame di Dio, perché siamo stati creati per questo amore. Siamo stati creati a sua immagine. Siamo stati creati per amare ed essere amati, ed egli si è fatto uomo per permettere a noi di amare come lui ci ha amato. Egli è l'affamato – il nudo – il senza casa – l'ammalato – il carcerato – l'uomo solo – l'uomo rifiutato – e dice: l'avete fatto a me. Affamato del nostro amore, e questa è la fame dei nostri poveri. Questa è la fame che voi e io dobbiamo trovare, potrebbe stare nella nostra stessa casa. Non dimentico mai l'opportunità che ebbi di visitare una casa dove tenevano tutti questi anziani genitori di figli e figlie che li avevano semplicemente messi in un istituto e forse dimenticati.<br />Sono andata là, ho visto che in quella casa avevano tutto, cose bellissime, ma tutti guardavano verso la porta. E non ne ho visto uno con il sorriso in faccia. Mi sono rivolta alla Sorella e le ho domandato: come mai? Com'è che persone che hanno tutto qui, perché guardano tutti verso la porta, perché non sorridono? Sono così abituata a vedere il sorriso nella nostra gente, anche i morenti sorridono, e lei disse: questo accade quasi tutti i giorni, aspettano, sperano che un figlio o una figlia venga a trovarli. Sono feriti perché sono dimenticati – e vedete, è qui che viene l'amore. Come la povertà arriva proprio a casa nostra, dove trascuriamo di amarci.<br />Forse nella nostra famiglia abbiamo qualcuno che si sente solo, che si sente malato, che è preoccupato, e questi sono giorni difficili per tutti. Ci siamo, ci siamo per accoglierli, c'è la madre ad accogliere il figlio? Sono stata sorpresa di vedere in Occidente tanti ragazzi e ragazze darsi alle droghe, e ho cercato di capire perché – perché succede questo, e la risposta è: perché non hanno nessuno nella loro famiglia che li accolga. Padre e madre sono così occupati da non averne il tempo. I genitori giovani sono in qualche ufficio e il figlio va in strada e rimane coinvolto in qualcosa. Stiamo parlando di pace. Queste sono cose che distruggono la pace, ma io sento che il più grande distruttore della pace oggi è l'aborto, perché è una guerra diretta – un'uccisione diretta – un omicidio commesso dalla madre stessa.<br />E leggiamo nelle Scritture, perché Dio lo dice molto chiaramente: anche se una madre dimenticasse il suo bambino – io non ti dimenticherò – ti ho inciso sul palmo della mano. Siamo incisi nel palmo della Sua mano, così vicini a lui che un bambino non nato è stato inciso nel palmo della mano di Dio. E quello che mi colpisce di più è l'inizio di questa frase, che persino se una madre potesse dimenticare, qualcosa di impossibile – ma perfino se si potesse dimenticare – io non ti dimenticherò. E oggi il più grande mezzo – il più grande distruttore della pace è l'aborto. E noi che stiamo qui – i nostri genitori ci hanno voluti. Non saremmo qui se i nostri genitori non lo avessero fatto. I nostri bambini li vogliamo, li amiamo, ma che cosa è di milioni di loro? Tante persone sono molto, molto preoccupate per i bambini in India, per i bambini in Africa dove tanti ne muoiono, di malnutrizione, fame e così via, ma milioni muoiono deliberatamente per volere della madre. E questo è ciò che è il grande distruttore della pace oggi. Perché se una madre può uccidere il proprio stesso bambino, cosa mi impedisce di uccidere te e a te di uccidere me? Nulla. [...]<br />]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/61261760</guid><pubDate>Wed, 16 Sep 2015 13:11:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/61261760/il_piu_grande_distruttore_della_pace_e_l_aborto.mp3" length="10820171" type="audio/mpeg"/><itunes:author>BastaBugie</itunes:author><itunes:subtitle>VIDEO: Premio Nobel a Madre Teresa ➜ http://www.youtube.com/watch?v=FMtgEIMgWI0

TESTO DELL'ARTICOLO ➜ https://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=3675

MADRE TERESA: ''IL PIU' GRANDE DISTRUTTORE DELLA PACE E' L'ABORTO'' di Madre Teresa di Calcutta...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[VIDEO: Premio Nobel a Madre Teresa ➜ http://www.youtube.com/watch?v=FMtgEIMgWI0<br /><br />TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="https://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=3675" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=3675</a><br /><br />MADRE TERESA: ''IL PIU' GRANDE DISTRUTTORE DELLA PACE E' L'ABORTO'' di Madre Teresa di Calcutta<br /><br />Il discorso della Beata Madre Teresa di Calcutta per l'accettazione del Premio Nobel per la pace è un discorso che rimane di una attualità sorprendente, nell'indicare l'aborto come la principale minaccia alla pace, e anzi è anche profetico rispetto al destino della nostra società. Ma è un discorso importante anche per un altro motivo, di metodo. Davanti a un consesso laico, anzi laicista, interessato soltanto alla sua opera per i poveri, Madre Teresa con grande semplicità e con grande autorevolezza ha parlato di Cristo. Rileggendo queste parole si comprende cosa significhi testimoniare la fede in qualsiasi circostanza, un abisso rispetto ai tanti prelati e teologi odierni che si preoccupano soltanto di parlare il linguaggio del mondo. Una grande lezione da riscoprire e imparare, perché il rinnovamento della Chiesa può nascere solo da questa santità vissuta.<br />DISCORSO DI MADRE TERESA<br />Poiché ci troviamo qui riuniti insieme penso che sarebbe bello per ringraziare Dio per il premio Nobel per la pace che pregassimo con una preghiera di S. Francesco d'Assisi che mi sorprende sempre molto – noi diciamo questa preghiera ogni giorno dopo la Santa Comunione, perché è molto adatta a ciascuno di noi, e penso sempre che quattro-cinquecento anni fa quando S. Francesco d'Assisi compose questa preghiera dovevano avere le stesse difficoltà che abbiamo oggi, visto che compose una preghiera così adatta anche a noi.<br />Penso che alcuni di voi ce l'abbiano già, dunque pregheremo insieme.<br />O Signore, fa' di me uno strumento della tua Pace:<br />Dove c'è odio, fa' ch'io porti l'Amore.<br />Dove c'è offesa, ch'io porti il Perdono.<br />Dove c'è discordia, ch'io porti l'Unione.<br />Dove c'è dubbio, ch'io porti la Fede.<br />Dove c'è errore, ch'io porti la Verità.<br />Dove c'è disperazione, ch'io porti la Speranza.<br />Dove c'è tristezza, ch'io porti la Gioia.<br />Dove ci sono le tenebre, ch'io porti la Luce.<br />O Maestro, fa' ch'io non cerchi tanto:<br />Essere consolato, quanto consolare.<br />Essere compreso, quanto comprendere.<br />Essere amato, quanto amare.<br />Poiché è dando, che si riceve;<br />Dimenticando se stessi, che si trova;<br />Perdonando, che si è perdonati;<br />Morendo, che si resuscita a Vita Eterna.<br />Ringraziamo Dio per l'opportunità che abbiamo tutti insieme oggi, per questo dono di pace che ci ricorda che siamo stati creati per vivere quella pace, e Gesù si fece uomo per portare questa buona notizia ai poveri. Egli essendo Dio è diventato uomo in tutto eccetto che nel peccato, e ha proclamato molto chiaramente di essere venuto per portare questa buona notizia. La notizia era pace a tutti gli uomini di buona volontà e questo è qualcosa che tutti vogliamo – la pace del cuore – e Dio ha amato il mondo tanto da dare suo Figlio – è stato un dono – è come dire che a Dio ha fatto male dare, perché ha amato tanto il mondo da dare suo Figlio, e lo dette alla Vergine Maria, e lei allora che cosa fece? Appena arrivò nella sua vita, fu subito ansiosa di darne la buona notizia, e appena entrò nella casa di sua cugina, il bambino – il bambino non ancora nato – il bambino nel grembo di Elisabetta, sussultò di gioia. Era un piccolo bambino non ancora nato, fu il primo messaggero di pace.<br />Riconobbe il Principe della Pace, riconobbe che Cristo era venuto a portare una buona notizia per me e per te. E se non fosse abbastanza – se non fosse abbastanza diventare uomo – egli morì sulla croce per mostrare quell'amore più grande, e morì per voi e per me e per quel lebbroso e per quell'uomo che muore di fame e per quella persona nuda...]]></itunes:summary><itunes:duration>677</itunes:duration><itunes:keywords>aborto,lebbra,madreteresadicalcutta,omicidio,premionobel</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/45a6dc5d56a1344d222967862d69ff60.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Perchè un bambino down dovrebbe essere infelice?</title><link>https://www.spreaker.com/episode/perche-un-bambino-down-dovrebbe-essere-infelice--61022373</link><description><![CDATA[VIDEO: Cara futura mamma ➜ <a href="https://www.youtube.com/watch?v=xNndLBZpToc" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://www.youtube.com/watch?v=xNndLBZpToc</a><br /><br />TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="https://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=3402" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=3402</a><br /><br />PERCHE' UN BAMBINO DOWN DOVREBBE ESSERE INFELICE? di Umberto Folena<br /><br />Alla fine tutti si abbracciano. Dopo aver lasciato la parola ai figli, le mamme ne ricevono l'abbraccio, lo restituiscono e li vedi che sì, non fingono, sono davvero felici. Eppure secondo certi luoghi comuni, tanto logori quanto tenaci, non potrebbero né dovrebbero esserlo. Perché quei figli hanno la sindrome di Down. E quindi dovrebbero essere prigionieri di una sorta di semivita grigia e poco consapevole, peso a se stessi e ai loro sciagurati genitori. Invece quei genitori li vedi orgogliosi dei figli. Figli che capiscono, ragionano, parlano. Si esprimono molto meglio di tanti loro coetanei inespressivi. Per rispondere a una lettera che pone un problema molto importante.<br />La lettera è vera. L'ha scritta quattro mesi fa una mamma in attesa di un bambino con la sindrome di Down, destinatario CoorDown (Coordinamento nazionale Associazioni delle persone con la sindrome di Down), una onlus capofila di un progetto internazionale di cui fanno parte dieci associazioni di nove paesi diversi: Italia, Francia, Spagna, Croazia, Germania, Inghilterra, Russia, Usa e Nuova Zelanda. «Ho paura » confida la mamma. E chi non ne avrebbe al posto suo? È quella umanissima paura - di non farcela, e di mettere al mondo un figlio condannato all'infelicità - che spinge molte future mamme a interrompere la gravidanza, in molti casi condannando se stesse a un'infelicità ingombra di rimorsi. In occasione del 21 marzo, Giornata mondiale sulla sindrome di Down, CoorDown ha messo in rete uno spot di poco più di due minuti con la risposta dei ragazzi Down. Che dicono: tuo figlio, cara futura mamma, potrà fare un sacco di cose. Ne elencano alcune parlando in italiano, spagnolo e francese, perché sono ragazzi di tutto il mondo. Ma la risposta più esauriente è l'abbraccio finale.<br />Uno spot efficacissimo perché riesce a commuovere, fino alle lacrime, senza ricorrere ad alcun artificio retorico, ad alcun trucchetto del mestiere, ma semplicemente mostrando la realtà e dicendo la verità. Lo spot è riuscito perché quei ragazzi sono veri, e vere sono le loro mamme.<br />Ma le notizie davvero importanti sono altre. Primo fatto clamoroso: dal 31 marzo a ieri, lo spot "Dear Future Mom" ha fatto registrare sulle rete più di 5 milioni 200mila contatti. Un successo strepitoso. Una campagna del genere varrebbe un milione di euro, se non fosse stata realizzata a costo zero. Le menti sono due, Luca Pannese e Luca Lorenzini, creativi della Saatchi &amp; Saatchi Italia, che hanno lavorato gratis chiedendo soltanto all'azienda di potersi servire dei suoi strumenti, cosa che l'agenzia, diretta da Giuseppe Caiazza, ha volentieri concesso. Ma tutti, a cominciare dalla produzione ( The Family), hanno fatto volontariato. Un ottimo risultato? Nessuno stupore. CoorDown e Saatchi collaborano dal 2012 e le prime due campagne sono state pluripremiate.<br />Rimane l'ultima notizia, la più importante. Sì, lo spot è riuscito perché vero; l'iniziativa è meritoria; i contatti sono stati un'enormità; ma ad oscurare i tanti successi, in fondo effimeri, è questo messaggio giunto il 28 maggio a CoorDown da Leticia Velasquez. Lo riportiamo in lingua originale: «Today this film convinced a father and mother to give birth to their son next fall». Dopo aver visto lo spot, due genitori hanno deciso: il loro figlio nascerà nell'autunno prossimo. Ne basta uno, di piccolo Down salvato perché amato, per poter dire: questa campagna è pienamente riuscita.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/61022373</guid><pubDate>Fri, 15 Aug 2014 08:00:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/61022373/perch_un_bambino_down_dovrebbe_essere_infelice.mp3" length="4741373" type="audio/mpeg"/><itunes:author>BastaBugie</itunes:author><itunes:subtitle>VIDEO: Cara futura mamma ➜ https://www.youtube.com/watch?v=xNndLBZpToc

TESTO DELL'ARTICOLO ➜ https://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=3402

PERCHE' UN BAMBINO DOWN DOVREBBE ESSERE INFELICE? di Umberto Folena

Alla fine tutti si abbracciano. Dopo...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[VIDEO: Cara futura mamma ➜ <a href="https://www.youtube.com/watch?v=xNndLBZpToc" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://www.youtube.com/watch?v=xNndLBZpToc</a><br /><br />TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="https://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=3402" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=3402</a><br /><br />PERCHE' UN BAMBINO DOWN DOVREBBE ESSERE INFELICE? di Umberto Folena<br /><br />Alla fine tutti si abbracciano. Dopo aver lasciato la parola ai figli, le mamme ne ricevono l'abbraccio, lo restituiscono e li vedi che sì, non fingono, sono davvero felici. Eppure secondo certi luoghi comuni, tanto logori quanto tenaci, non potrebbero né dovrebbero esserlo. Perché quei figli hanno la sindrome di Down. E quindi dovrebbero essere prigionieri di una sorta di semivita grigia e poco consapevole, peso a se stessi e ai loro sciagurati genitori. Invece quei genitori li vedi orgogliosi dei figli. Figli che capiscono, ragionano, parlano. Si esprimono molto meglio di tanti loro coetanei inespressivi. Per rispondere a una lettera che pone un problema molto importante.<br />La lettera è vera. L'ha scritta quattro mesi fa una mamma in attesa di un bambino con la sindrome di Down, destinatario CoorDown (Coordinamento nazionale Associazioni delle persone con la sindrome di Down), una onlus capofila di un progetto internazionale di cui fanno parte dieci associazioni di nove paesi diversi: Italia, Francia, Spagna, Croazia, Germania, Inghilterra, Russia, Usa e Nuova Zelanda. «Ho paura » confida la mamma. E chi non ne avrebbe al posto suo? È quella umanissima paura - di non farcela, e di mettere al mondo un figlio condannato all'infelicità - che spinge molte future mamme a interrompere la gravidanza, in molti casi condannando se stesse a un'infelicità ingombra di rimorsi. In occasione del 21 marzo, Giornata mondiale sulla sindrome di Down, CoorDown ha messo in rete uno spot di poco più di due minuti con la risposta dei ragazzi Down. Che dicono: tuo figlio, cara futura mamma, potrà fare un sacco di cose. Ne elencano alcune parlando in italiano, spagnolo e francese, perché sono ragazzi di tutto il mondo. Ma la risposta più esauriente è l'abbraccio finale.<br />Uno spot efficacissimo perché riesce a commuovere, fino alle lacrime, senza ricorrere ad alcun artificio retorico, ad alcun trucchetto del mestiere, ma semplicemente mostrando la realtà e dicendo la verità. Lo spot è riuscito perché quei ragazzi sono veri, e vere sono le loro mamme.<br />Ma le notizie davvero importanti sono altre. Primo fatto clamoroso: dal 31 marzo a ieri, lo spot "Dear Future Mom" ha fatto registrare sulle rete più di 5 milioni 200mila contatti. Un successo strepitoso. Una campagna del genere varrebbe un milione di euro, se non fosse stata realizzata a costo zero. Le menti sono due, Luca Pannese e Luca Lorenzini, creativi della Saatchi &amp; Saatchi Italia, che hanno lavorato gratis chiedendo soltanto all'azienda di potersi servire dei suoi strumenti, cosa che l'agenzia, diretta da Giuseppe Caiazza, ha volentieri concesso. Ma tutti, a cominciare dalla produzione ( The Family), hanno fatto volontariato. Un ottimo risultato? Nessuno stupore. CoorDown e Saatchi collaborano dal 2012 e le prime due campagne sono state pluripremiate.<br />Rimane l'ultima notizia, la più importante. Sì, lo spot è riuscito perché vero; l'iniziativa è meritoria; i contatti sono stati un'enormità; ma ad oscurare i tanti successi, in fondo effimeri, è questo messaggio giunto il 28 maggio a CoorDown da Leticia Velasquez. Lo riportiamo in lingua originale: «Today this film convinced a father and mother to give birth to their son next fall». Dopo aver visto lo spot, due genitori hanno deciso: il loro figlio nascerà nell'autunno prossimo. Ne basta uno, di piccolo Down salvato perché amato, per poter dire: questa campagna è pienamente riuscita.]]></itunes:summary><itunes:duration>297</itunes:duration><itunes:keywords>aborto,amore,down,felicità,trisomia21</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/7253353f15cd98a4c2e2075d1123c56f.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>E' morto Giuseppe Garrone, cofondatore del progetto Gemma</title><link>https://www.spreaker.com/episode/e-morto-giuseppe-garrone-cofondatore-del-progetto-gemma--59785689</link><description><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜  <a href="https://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=1605" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=1605</a><br /><br />E' MORTO GIUSEPPE GARRONE, COFONDATORE DEL PROGETTO GEMMA di Francesco Agnoli<br /><br />Giuseppe Garrone è morto ieri sera, giovedì 3 febbraio. Ne ho avuto notizia per sms e mail: un gruppo di amici teneva monitorata la sua salute, con grande affetto, premura, e preghiera. E' morto divorato dalla malattia, ma sereno, sopportando con la forza che gli era propria.<br />La morte di Giuseppe è una grande perdita per il mondo pro life italiano di cui egli è stato uno dei più autorevoli e generosi esponenti. Nato a Frassineto, Alessandria, nel 1939, laureato in materie letterarie, Giuseppe ha dedicato 25 anni della sua esistenza, a tempo pieno, alla difesa della vita nascente.<br />Lo conobbi, la prima volta, per telefono: volevo chiedergli, conoscendolo di fama, cosa pensasse di alcuni miei articoli comparsi su Il Foglio sulla fecondazione artificiale. Mi disse, un po' bruscamente, che avevo capito poco. Non amava i giri di parole. Non stavamo parlando di questioni secondarie, ma di vite umane: non si poteva sbagliare. Gli sono ancora grato di quella franchezza, di quella libertà con cui mi insegnò ad andare a fondo, ad essere più chiaro, più coraggioso...<br />Ecco, la schiettezza, talvolta anche rude, era una sua caratteristica. Metteva la verità davanti a tutto, quando si parlava di bioetica. Per questo nella sua vita si è dedicato moltissimo all'attività culturale: organizzava dei convegni bellissimi, con Federvita Piemonte; stampava libri preziosi, con Gribaudi; raccoglieva le testimonianze di donne che avevano abortito e che lui aveva personalmente incontrato, conosciuto, aiutato. Sempre per far conoscere la verità.<br />Ma l'attività culturale era solo una parte della sua vita straordinaria. Da buon cristiano univa l'intransigenza sulla verità, che spesso molti non comprendevano, perché più inclini al compromesso e alla vita comoda, ad una grandissima e concretissima carità.<br />Giuseppe era infatti sempre attivo sul fronte della vita: è stato lui, insieme a Mario Paolo Rocchi, Silvio Ghielmi e Francesco Migliori, ad ideare il Progetto Gemma, cioè l'adozione prenatale a distanza per salvare dall'aborto migliaia di bambini, aiutando economicamente le loro madri.<br />E' stato sempre lui, nel 1992, a lanciare per primo le culle per la vita, riedizione moderna delle ruote degli esposti sorte nel medioevo dalla carità cristiana. Era rimasto sconvolto dalla notizia di un bambino gettato nell'immondizie, nel suo ricco Piemonte. E aveva deciso di creare un aiuto concreto, ma anche di dare un segnale culturale. Le culle per la vita, oggi abbastanza diffuse, sono soprattutto un monito a ricordare i più indifesi, le maggiori vittime della inciviltà dei cosiddetti "diritti civili": i bambini, abortiti, o gettati nella spazzatura.<br />Infine, e soprattutto, Garrone è stato l'inventore, sempre nel 1992, del telefono SOS Vita (8008-13000), il telefono a cui possono rivolgersi, 24 ore al giorno, le mamme che abbiano una gravidanza indesiderata, o che si trovino in difficoltà di qualsiasi tipo. Oppure le mamme che crollano, dopo un aborto procurato.<br />Giuseppe era un pro life straordinario in tutti i sensi: non si "limitava" ad attendere le richieste di aiuto. Cercava di salvare le vite umane, una ad una. Prendeva la sua macchina e partiva, ogni volta che aveva notizia di un donna incinta sola, disperata, incline a uccidere il proprio figlio. Non aveva paura di affrontare talvolta il rifiuto, oppure le situazioni più drammatiche, mosso da una fede e da una passione che non avevano eguali. Proprio per le sue donne aveva fondato una casa di accoglienza, e la Fraternità Rachele, che si occupa di quelle che soffrono la sindrome post aborto.<br />Una volta che decisi di intervistarlo (forse la cosa sembrò strana, a lui che faceva tutto senza chiedere nulla, e senza voler apparire), mi raccontò: "Ne ho viste di tutti i colori: donne che si sono suicidate; donne disperate, che non riescono a perdonarsi e che si tagliano le vene; fidanzati o mariti che costringono le compagne ad abortire… Pensa che una volta, mentre ero alla trasmissione televisiva "Verissimo", ha telefonato, non a me, alla volontaria, che stava guardando la Tv, una donna che era tenuta reclusa dal fidanzato. L'indomani avrebbe dovuto andare in ospedale per l'operazione. Le abbiamo detto: vieni da noi, se vuoi, ti accogliamo nella nostra casa. E' venuta. Oggi è una donna felice, sposata: oltre a quel bambino ne ha altri due. Un'altra volta ho un incontro, a faccia a faccia, con una ragazza che deve abortire. Cerco di parlarle, e lei tace. Parlo e tace. Mi sembra di essere assolutamente impotente. All'improvviso lei scoppia in un uragano di pianto, un pianto liberatorio. Tira fuori dalla borsetta il certificato per l'aborto e me lo dà: tieni, te lo regalo! E' stata una gioia immensa, per entrambi, una liberazione!".<br />Negli ultimi anni della sua vita Giuseppe aveva intensificato la sua battaglia culturale: non riusciva a condividere una certa immobilità di alcuni ambienti pro life, e per questo collaborò con passione anche alla fondazione del "Comitato Verità e Vita", di cui aveva inventato il nome.<br />Ora Giuseppe non c'è più, su questa terra: sono certo che riceverà la "corona di gloria", perché non ha mai cessato di correre, di lottare, di superare incomprensioni, ostacoli, meschinità, e di gioire delle tante grazie che Dio gli ha concesso. A partire senza dubbio da sua moglie Margherita, dai suoi 4 figli e 24 nipoti, dai tanti bambini che ha fatto nascere e che sicuramente lo ricorderanno come un secondo padre. Ciao Giuseppe, ricordati di noi, dal Cielo, e grazie per tutto ciò che ci hai insegnato!]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/59785689</guid><pubDate>Fri, 11 Feb 2011 22:01:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/59785689/e_morto_giuseppe_garrone_cofondatore_del_progetto_gemma.mp3" length="8010649" type="audio/mpeg"/><itunes:author>BastaBugie</itunes:author><itunes:subtitle>TESTO DELL'ARTICOLO ➜  https://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=1605

E' MORTO GIUSEPPE GARRONE, COFONDATORE DEL PROGETTO GEMMA di Francesco Agnoli

Giuseppe Garrone è morto ieri sera, giovedì 3 febbraio. Ne ho avuto notizia per sms e mail: un...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜  <a href="https://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=1605" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=1605</a><br /><br />E' MORTO GIUSEPPE GARRONE, COFONDATORE DEL PROGETTO GEMMA di Francesco Agnoli<br /><br />Giuseppe Garrone è morto ieri sera, giovedì 3 febbraio. Ne ho avuto notizia per sms e mail: un gruppo di amici teneva monitorata la sua salute, con grande affetto, premura, e preghiera. E' morto divorato dalla malattia, ma sereno, sopportando con la forza che gli era propria.<br />La morte di Giuseppe è una grande perdita per il mondo pro life italiano di cui egli è stato uno dei più autorevoli e generosi esponenti. Nato a Frassineto, Alessandria, nel 1939, laureato in materie letterarie, Giuseppe ha dedicato 25 anni della sua esistenza, a tempo pieno, alla difesa della vita nascente.<br />Lo conobbi, la prima volta, per telefono: volevo chiedergli, conoscendolo di fama, cosa pensasse di alcuni miei articoli comparsi su Il Foglio sulla fecondazione artificiale. Mi disse, un po' bruscamente, che avevo capito poco. Non amava i giri di parole. Non stavamo parlando di questioni secondarie, ma di vite umane: non si poteva sbagliare. Gli sono ancora grato di quella franchezza, di quella libertà con cui mi insegnò ad andare a fondo, ad essere più chiaro, più coraggioso...<br />Ecco, la schiettezza, talvolta anche rude, era una sua caratteristica. Metteva la verità davanti a tutto, quando si parlava di bioetica. Per questo nella sua vita si è dedicato moltissimo all'attività culturale: organizzava dei convegni bellissimi, con Federvita Piemonte; stampava libri preziosi, con Gribaudi; raccoglieva le testimonianze di donne che avevano abortito e che lui aveva personalmente incontrato, conosciuto, aiutato. Sempre per far conoscere la verità.<br />Ma l'attività culturale era solo una parte della sua vita straordinaria. Da buon cristiano univa l'intransigenza sulla verità, che spesso molti non comprendevano, perché più inclini al compromesso e alla vita comoda, ad una grandissima e concretissima carità.<br />Giuseppe era infatti sempre attivo sul fronte della vita: è stato lui, insieme a Mario Paolo Rocchi, Silvio Ghielmi e Francesco Migliori, ad ideare il Progetto Gemma, cioè l'adozione prenatale a distanza per salvare dall'aborto migliaia di bambini, aiutando economicamente le loro madri.<br />E' stato sempre lui, nel 1992, a lanciare per primo le culle per la vita, riedizione moderna delle ruote degli esposti sorte nel medioevo dalla carità cristiana. Era rimasto sconvolto dalla notizia di un bambino gettato nell'immondizie, nel suo ricco Piemonte. E aveva deciso di creare un aiuto concreto, ma anche di dare un segnale culturale. Le culle per la vita, oggi abbastanza diffuse, sono soprattutto un monito a ricordare i più indifesi, le maggiori vittime della inciviltà dei cosiddetti "diritti civili": i bambini, abortiti, o gettati nella spazzatura.<br />Infine, e soprattutto, Garrone è stato l'inventore, sempre nel 1992, del telefono SOS Vita (8008-13000), il telefono a cui possono rivolgersi, 24 ore al giorno, le mamme che abbiano una gravidanza indesiderata, o che si trovino in difficoltà di qualsiasi tipo. Oppure le mamme che crollano, dopo un aborto procurato.<br />Giuseppe era un pro life straordinario in tutti i sensi: non si "limitava" ad attendere le richieste di aiuto. Cercava di salvare le vite umane, una ad una. Prendeva la sua macchina e partiva, ogni volta che aveva notizia di un donna incinta sola, disperata, incline a uccidere il proprio figlio. Non aveva paura di affrontare talvolta il rifiuto, oppure le situazioni più drammatiche, mosso da una fede e da una passione che non avevano eguali. Proprio per le sue donne aveva fondato una casa di accoglienza, e la Fraternità Rachele, che si occupa di quelle che soffrono la sindrome post aborto.<br />Una volta che decisi di intervistarlo (forse la cosa sembrò strana, a lui che faceva tutto senza...]]></itunes:summary><itunes:duration>501</itunes:duration><itunes:keywords>aborto,giuseppegarrone,progettogemma,prolife,verità</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/4a86681150dd36d0b9d37234cd311c0b.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Una bellissima fiaba</title><link>https://www.spreaker.com/episode/una-bellissima-fiaba--54121042</link><description><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="https://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=126" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=126</a><br /><br />UNA BELLISSIMA FIABA<br />Il viaggio per la salvezza<br />di Giano Colli<br />Il suo mondo era sovrappopolato e così lui e milioni di altri suoi simili furono scacciati via e mandati in un mondo alieno, condannati a morte sicura.<br />C’era una unica navicella spaziale e solo chi l’avesse raggiunta si sarebbe salvato. Fu una lotta furibonda: l’amico lottò contro l’amico, il fratello cercò di sopraffare il fratello, nella speranza della salvezza.<br />Lui era giovane, forte e agile. Lui entrò. Automaticamente la navicella, che era stata concepita per uno soltanto, si chiuse ermeticamente costringendo gli altri ad una lenta agonia in quell’ambiente ostile.<br />Per lui il viaggio era cominciato. La navicella era di forma pressoché sferica e conteneva tutto il necessario per la sua sopravvivenza. A lui non restava che farsi trasportare, alla ricerca di un mondo nuovo in cui vivere. Nella peggiore delle ipotesi avrebbe vagato fino alla morte, nella più completa solitudine, ma questo ora a lui non interessava: per ora era in salvo. Stremato dalla lotta si addormentò.<br />Il tempo passò: ore, anni o secoli, non importa. Lentamente iniziò in lui un processo di mutazione. Quell’asettica navicella su cui era salito sembrava essere viva e addirittura cominciò a fondersi con il suo corpo in una abominevole simbiosi. Forse tutto ciò era necessario per la sua stessa sopravvivenza durante quel viaggio interminabile oppure era una degenerazione dovuta allo spazio alieno in cui viaggiava. Altro tempo passò e lui crebbe in modo enorme e mutò orribilmente e la navicella insieme a lui. Anzi, ormai lui e le navicella non esistevano più come enti distinti, ma esisteva solo quell’enorme essere che era la loro simbiosi. Ma anche questa nuova creatura non era abbandonata nello spazio alieno, ma si trovava dentro un involucro a lei favorevole. Probabilmente si trattava dell’universo stesso da cui era partita prima (ma quanto prima?) la navetta.<br />La creatura dormiva dolcemente in questa struttura molto complessa, alimentata direttamente da una specie di flebo che le portava le sintesi alimentari necessarie. E intanto il viaggio continuava. La crescita dell’essere sembrava terminata e così pure le mutazioni. Il suo corpo era uniformemente colorato, ma era cresciuto a dismisure, tanto da occupare quasi tutto l’universo stesso. Tutto era tranquillo e dolce era cullarsi in quel viaggio senza meta.<br />Ma un giorno successe il cataclisma: le pareti dell’universo cominciarono a contrarsi su di lui. Dapprima quasi impercettibilmente, poi si fecero sempre più violente. Certo era sottoposto a sollecitazioni esterne di natura sconosciuta. L’enorme essere cominciò a svegliarsi dal suo secolare torpore e provò paura. Le pareti dell’universo vibrarono intensamente, poi si squarciarono. Era la fine del viaggio, la fine di tutto. Fu violentemente risucchiato all’esterno e perse conoscenza. Complimenti signora: è un bel maschietto! Proprio un bel bambino. Sorridi piccino, ora sei uno dei nostri!]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/54121042</guid><pubDate>Tue, 01 Jun 2010 21:41:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/54121042/una_bellissima_fiaba.mp3" length="4305441" type="audio/mpeg"/><itunes:author>BastaBugie</itunes:author><itunes:subtitle>TESTO DELL'ARTICOLO ➜ https://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=126

UNA BELLISSIMA FIABA
Il viaggio per la salvezza
di Giano Colli
Il suo mondo era sovrappopolato e così lui e milioni di altri suoi simili furono scacciati via e mandati in un mondo...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[TESTO DELL'ARTICOLO ➜ <a href="https://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=126" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=126</a><br /><br />UNA BELLISSIMA FIABA<br />Il viaggio per la salvezza<br />di Giano Colli<br />Il suo mondo era sovrappopolato e così lui e milioni di altri suoi simili furono scacciati via e mandati in un mondo alieno, condannati a morte sicura.<br />C’era una unica navicella spaziale e solo chi l’avesse raggiunta si sarebbe salvato. Fu una lotta furibonda: l’amico lottò contro l’amico, il fratello cercò di sopraffare il fratello, nella speranza della salvezza.<br />Lui era giovane, forte e agile. Lui entrò. Automaticamente la navicella, che era stata concepita per uno soltanto, si chiuse ermeticamente costringendo gli altri ad una lenta agonia in quell’ambiente ostile.<br />Per lui il viaggio era cominciato. La navicella era di forma pressoché sferica e conteneva tutto il necessario per la sua sopravvivenza. A lui non restava che farsi trasportare, alla ricerca di un mondo nuovo in cui vivere. Nella peggiore delle ipotesi avrebbe vagato fino alla morte, nella più completa solitudine, ma questo ora a lui non interessava: per ora era in salvo. Stremato dalla lotta si addormentò.<br />Il tempo passò: ore, anni o secoli, non importa. Lentamente iniziò in lui un processo di mutazione. Quell’asettica navicella su cui era salito sembrava essere viva e addirittura cominciò a fondersi con il suo corpo in una abominevole simbiosi. Forse tutto ciò era necessario per la sua stessa sopravvivenza durante quel viaggio interminabile oppure era una degenerazione dovuta allo spazio alieno in cui viaggiava. Altro tempo passò e lui crebbe in modo enorme e mutò orribilmente e la navicella insieme a lui. Anzi, ormai lui e le navicella non esistevano più come enti distinti, ma esisteva solo quell’enorme essere che era la loro simbiosi. Ma anche questa nuova creatura non era abbandonata nello spazio alieno, ma si trovava dentro un involucro a lei favorevole. Probabilmente si trattava dell’universo stesso da cui era partita prima (ma quanto prima?) la navetta.<br />La creatura dormiva dolcemente in questa struttura molto complessa, alimentata direttamente da una specie di flebo che le portava le sintesi alimentari necessarie. E intanto il viaggio continuava. La crescita dell’essere sembrava terminata e così pure le mutazioni. Il suo corpo era uniformemente colorato, ma era cresciuto a dismisure, tanto da occupare quasi tutto l’universo stesso. Tutto era tranquillo e dolce era cullarsi in quel viaggio senza meta.<br />Ma un giorno successe il cataclisma: le pareti dell’universo cominciarono a contrarsi su di lui. Dapprima quasi impercettibilmente, poi si fecero sempre più violente. Certo era sottoposto a sollecitazioni esterne di natura sconosciuta. L’enorme essere cominciò a svegliarsi dal suo secolare torpore e provò paura. Le pareti dell’universo vibrarono intensamente, poi si squarciarono. Era la fine del viaggio, la fine di tutto. Fu violentemente risucchiato all’esterno e perse conoscenza. Complimenti signora: è un bel maschietto! Proprio un bel bambino. Sorridi piccino, ora sei uno dei nostri!]]></itunes:summary><itunes:duration>270</itunes:duration><itunes:keywords>alieno,navicella,sopravvivenza,universo</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/ab09b32690032fc074751c95eb00791f.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item></channel></rss>
